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Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Come Verificare

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il rimborso 730 per i pensionati 2026 funziona in modo diverso rispetto a quello dei lavoratori dipendenti. Se hai presentato il 730 precompilato 2026 e risulta un credito IRPEF, il rimborso non arriva in busta paga ma direttamente sulla pensione INPS. In questa guida ti spieghiamo quando arriva il rimborso 730 sulla pensione, come verificarlo sul cedolino pensione, cosa succede in caso di importi elevati e come controllare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale.

Indice dei contenuti

  1. Come funziona il rimborso 730 per i pensionati
  2. INPS come sostituto d’imposta: cosa significa
  3. Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione 2026
  4. Tempistiche pensionati vs dipendenti: le differenze
  5. Come si vede il rimborso sul cedolino pensione
  6. Rimborso incapiente: cosa succede se supera la pensione
  7. Trattenute IRPEF da 730 sulla pensione: quando c’è debito
  8. Rimborso superiore a 4.000 euro: tempi più lunghi
  9. Come verificare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale
  10. Rimborso diretto da Agenzia delle Entrate: quando si applica
  11. Domande frequenti

Come funziona il rimborso 730 per i pensionati

Quando un pensionato presenta il Modello 730 e dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito IRPEF (cioè ha pagato più tasse di quelle dovute), ha diritto a un rimborso. A differenza dei lavoratori dipendenti che ricevono il rimborso dal datore di lavoro tramite la busta paga, per i pensionati il rimborso viene erogato direttamente dall’INPS sulla pensione mensile.

In pratica, il meccanismo è semplice: l’Agenzia delle Entrate comunica all’INPS l’esito del 730 del pensionato. Se risulta un credito, l’INPS lo accredita sulla rata di pensione successiva. Se invece risulta un debito (cioè il pensionato deve pagare un’imposta aggiuntiva), l’INPS trattiene l’importo dovuto dalla pensione.

Il credito può derivare da diverse situazioni:

  • Detrazioni per spese mediche sostenute durante l’anno
  • Detrazioni per ristrutturazioni edilizie o bonus casa
  • Detrazioni per familiari a carico non correttamente applicate
  • Deduzioni per contributi previdenziali versati volontariamente
  • Ritenute IRPEF in eccesso applicate sulla pensione durante l’anno

INPS come sostituto d’imposta: cosa significa

Il termine sostituto d’imposta indica il soggetto che, per conto del contribuente, trattiene e versa le imposte allo Stato. Per i lavoratori dipendenti il sostituto è il datore di lavoro; per i pensionati il sostituto d’imposta è l’INPS (o l’ente previdenziale che eroga la pensione).

Quando compili il 730, nella sezione del sostituto d’imposta devi indicare l’INPS. Se utilizzi il 730 precompilato, questo dato è già inserito automaticamente dall’Agenzia delle Entrate. L’INPS riceve quindi dall’Agenzia delle Entrate il risultato della dichiarazione e provvede a:

  • Accreditare il rimborso se risulta un credito IRPEF
  • Trattenere l’importo se risulta un debito IRPEF
  • Applicare le addizionali regionali e comunali dovute

Questo vale per tutte le pensioni erogate dall’INPS, comprese le pensioni di vecchiaia, le pensioni anticipate, le pensioni di reversibilità e le pensioni di invalidità civile. Se la tua pensione è erogata da una cassa professionale (INARCASSA, Cassa Forense, ecc.), il sostituto sarà la cassa stessa e non l’INPS.

Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione 2026

Le tempistiche del rimborso 730 sulla pensione dipendono dalla data in cui hai inviato la dichiarazione. Per il 2026 il calendario di massima è il seguente:

Invio 730Rimborso sulla pensione
Entro il 31 maggio 2026Agosto-Settembre 2026
Entro il 30 giugno 2026Settembre-Ottobre 2026
Entro il 31 luglio 2026Ottobre-Novembre 2026
Entro il 30 settembre 2026Novembre-Dicembre 2026

Attenzione: queste sono date indicative. L’INPS elabora i conguagli seguendo un proprio calendario interno che può variare. In genere, chi presenta il 730 nei primi giorni di disponibilità del precompilato (fine aprile-maggio) riceve il rimborso già con la rata di pensione di agosto o settembre 2026.

Tempistiche pensionati vs dipendenti: le differenze

Una delle domande più frequenti riguarda il motivo per cui i pensionati ricevono il rimborso 730 più tardi rispetto ai lavoratori dipendenti. La differenza è di circa 1-2 mesi e dipende da fattori organizzativi:

  • Lavoratori dipendenti: il rimborso arriva nella busta paga di luglio (per chi invia entro maggio-giugno). Il datore di lavoro può elaborarlo rapidamente perché gestisce direttamente le buste paga
  • Pensionati: il rimborso arriva sulla pensione di agosto-settembre (per lo stesso periodo di invio). L’INPS deve ricevere i dati dall’Agenzia delle Entrate, elaborarli centralmente per milioni di pensionati e poi accreditarli

Questo ritardo non dipende da te e non c’è modo di accelerarlo. L’unica cosa che puoi fare è inviare il 730 il prima possibile per essere tra i primi a ricevere il rimborso. Se vuoi approfondire come funziona per i dipendenti, leggi la nostra guida sul rimborso 730 in busta paga 2026.

Come si vede il rimborso sul cedolino pensione

Quando l’INPS elabora il rimborso 730, la voce compare nel cedolino pensione del mese in cui avviene l’accredito. Per verificarlo, accedi al servizio cedolino pensione INPS tramite MyINPS. Ecco cosa cercare:

Nel cedolino troverai una o più voci specifiche relative al conguaglio fiscale:

  • “Conguaglio 730 – Credito IRPEF”: è l’importo del rimborso che ti viene accreditato. Comparirà come voce positiva che si somma all’importo netto della pensione
  • “Conguaglio 730 – Addizionale regionale”: eventuale rimborso delle addizionali regionali e comunali pagate in eccesso
  • “Conguaglio 730 – Addizionale comunale”: come sopra, per la componente comunale

Se il rimborso è di importo contenuto, lo vedrai in un’unica soluzione nella rata di pensione. Se invece l’importo è elevato rispetto alla tua pensione mensile, potrebbe essere suddiviso in più rate (vedi la sezione sul rimborso incapiente più avanti).

Consiglio pratico: controlla il cedolino pensione del mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto-settembre per chi ha inviato il 730 entro maggio). Se non vedi la voce di conguaglio, attendi il mese successivo prima di contattare l’INPS.

Rimborso incapiente: cosa succede se supera la pensione

Il rimborso incapiente è una situazione che si verifica quando l’importo del rimborso 730 è superiore alla pensione netta mensile del pensionato. In questo caso, l’INPS non può erogare tutto il credito in un’unica soluzione.

Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Mario percepisce una pensione netta di 1.200 euro al mese e che dal 730 risulta un credito IRPEF di 2.500 euro. L’INPS non può accreditare 2.500 euro in una volta perché supererebbe la pensione. Ecco cosa succede:

  • Prima rata (es. agosto): l’INPS accredita una parte del rimborso, tipicamente fino alla capienza della pensione netta
  • Rate successive (settembre, ottobre, ecc.): l’INPS continua ad accreditare il residuo nelle rate successive, fino all’esaurimento del credito
  • Entro dicembre: tutto il rimborso deve essere erogato entro la fine dell’anno fiscale

Se entro dicembre l’INPS non riesce a completare il rimborso (situazione rara, che può capitare con pensioni molto basse e rimborsi molto alti), l’importo residuo viene erogato nei primi mesi dell’anno successivo.

Trattenute IRPEF da 730 sulla pensione: quando c’è debito

Non sempre dal 730 emerge un credito. In alcuni casi, il risultato della dichiarazione è un debito IRPEF, cioè il pensionato ha pagato meno tasse di quelle effettivamente dovute. Questo può accadere quando:

  • Cumulo di più redditi: chi percepisce due pensioni, oppure pensione più redditi da affitto, potrebbe avere un conguaglio a debito per effetto delle aliquote IRPEF progressive
  • Redditi da locazione non soggetti a cedolare secca
  • Collaborazioni occasionali o altri redditi non correttamente tassati alla fonte
  • Ritenute insufficienti applicate durante l’anno dall’INPS

In caso di debito, l’INPS trattiene l’importo dovuto dalla pensione. Se il debito è elevato, anche le trattenute possono essere dilazionate su più rate. Il pensionato può anche scegliere di rateizzare il debito direttamente nel 730, indicando il numero di rate desiderato (massimo 5 rate, da luglio a novembre).

Importante: se hai dubbi sul risultato del tuo 730 e temi un conguaglio a debito elevato, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine prima di inviare la dichiarazione. I nostri operatori possono simulare il risultato e consigliarti la strategia migliore.

Rimborso superiore a 4.000 euro: tempi più lunghi

Se dal tuo 730 risulta un rimborso IRPEF superiore a 4.000 euro, i tempi di erogazione si allungano notevolmente. L’Agenzia delle Entrate, infatti, effettua dei controlli preventivi sulla dichiarazione prima di autorizzare il rimborso.

Questi controlli sono previsti dall’art. 5, comma 3-bis del D.Lgs. 175/2014 e riguardano specificamente le dichiarazioni che presentano elementi di incoerenza o rimborsi di importo rilevante. I controlli possono durare fino a 4 mesi dalla presentazione del 730.

Ecco cosa succede in pratica:

  1. Invio del 730: presenti la dichiarazione normalmente
  2. Segnalazione automatica: il sistema rileva il rimborso superiore a 4.000 euro
  3. Controllo dell’Agenzia delle Entrate: verifica la documentazione (spese mediche, detrazioni, ecc.). L’AdE può richiedere documenti aggiuntivi
  4. Esito del controllo: se tutto è regolare, l’Agenzia autorizza il rimborso
  5. Erogazione INPS: l’INPS accredita il rimborso sulla pensione, di solito entro il sesto mese dalla presentazione

Consiglio: se prevedi un rimborso superiore a 4.000 euro, conserva tutta la documentazione relativa alle spese dichiarate (checklist documenti 730). Potresti ricevere la richiesta di presentare i giustificativi all’Agenzia delle Entrate. Presentare il 730 tramite un CAF abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine può facilitare questo processo, perché il CAF appone il visto di conformità che riduce la probabilità di controlli.

Come verificare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale

Se hai inviato il 730 e vuoi sapere a che punto è il tuo rimborso, hai due strumenti principali a disposizione:

Verifica su MyINPS

Il portale MyINPS (myinps.inps.it) ti permette di controllare il cedolino pensione e verificare se il conguaglio 730 è stato applicato. Ecco come procedere:

  1. Accedi a myinps.inps.it con SPID, CIE o CNS
  2. Vai alla sezione “Cedolino pensione e servizi collegati”
  3. Seleziona il mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto o settembre)
  4. Cerca la voce “Conguaglio 730” o “Conguaglio fiscale”
  5. Se la voce non compare, controlla il mese successivo

Verifica sul Cassetto Fiscale

Il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate ti mostra lo stato della tua dichiarazione e dei rimborsi. Per accedere:

  1. Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi con SPID, CIE o CNS
  2. Seleziona “Cassetto Fiscale” dal menu
  3. Nella sezione “Dichiarazioni fiscali” trovi il tuo 730
  4. Controlla lo stato del rimborso: può essere “in lavorazione”, “in erogazione” o “erogato”
  5. Se il rimborso è superiore a 4.000 euro, potresti vedere lo stato “in verifica”

Alternativa telefonica: se non riesci ad accedere ai portali online, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803.164 (da fisso, gratuito) o 06.164.164 (da mobile, a pagamento) per chiedere informazioni sullo stato del conguaglio 730 sulla tua pensione.

Rimborso diretto da Agenzia delle Entrate: quando si applica

Esiste un caso in cui il rimborso 730 non passa dall’INPS ma viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questo accade quando il pensionato presenta il 730 senza sostituto d’imposta (cosiddetto “730 senza sostituto”).

Il 730 senza sostituto si utilizza quando:

  • Il pensionato non vuole che il rimborso o la trattenuta passi dalla pensione
  • Ci sono situazioni particolari che impediscono di indicare un sostituto d’imposta
  • Il contribuente preferisce ricevere il rimborso direttamente sul conto corrente dall’AdE

In questo caso, i tempi sono generalmente più lunghi. Il rimborso dell’Agenzia delle Entrate può arrivare da dicembre dell’anno di presentazione fino a marzo dell’anno successivo, quindi con un ritardo di diversi mesi rispetto al rimborso tramite INPS.

Per ricevere il rimborso diretto, devi aver comunicato il tuo IBAN all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online dal sito dell’AdE, oppure recandoti presso un qualsiasi ufficio territoriale.

Il nostro consiglio: salvo situazioni particolari, è sempre preferibile indicare l’INPS come sostituto d’imposta nel 730. Il rimborso arriva prima e la procedura è più semplice.

Domande frequenti sul rimborso 730 pensionati

Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione?

Per chi invia il 730 entro maggio-giugno, il rimborso arriva generalmente con la rata di pensione di agosto o settembre 2026. Per invii successivi, i tempi si allungano proporzionalmente. Il rimborso viene accreditato come voce “Conguaglio 730” nel cedolino pensione.

Come faccio a sapere se ho diritto al rimborso 730?

Il diritto al rimborso dipende dal risultato della tua dichiarazione dei redditi. Se le imposte trattenute durante l’anno superano quelle effettivamente dovute, hai diritto al rimborso. Per saperlo con certezza prima di inviare il 730, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per una simulazione gratuita.

Il rimborso 730 viene tassato?

No, il rimborso 730 non è soggetto a tassazione. Si tratta di un credito IRPEF, cioè di imposte che hai già pagato in eccesso e che ti vengono restituite. L’importo che vedi nel cedolino pensione come “Conguaglio 730” viene accreditato al netto, senza ulteriori trattenute.

Cosa succede se non presento il 730?

Se non presenti il 730 e hai diritto a un rimborso, perdi il credito IRPEF. L’INPS applica le ritenute standard sulla pensione, ma non può rimborsarti le eventuali detrazioni o deduzioni a cui avresti diritto (spese mediche, ristrutturazioni, ecc.). Per questo è importante presentare il 730 anche se sei pensionato.

Posso presentare il 730 se percepisco solo la pensione?

Sì, puoi presentare il 730 anche se il tuo unico reddito è la pensione. Anzi, è spesso conveniente farlo, soprattutto se hai sostenuto spese detraibili (mediche, farmaci, interessi del mutuo, ristrutturazioni). Il 730 ti permette di recuperare le imposte pagate in eccesso attraverso le detrazioni.

Il rimborso arriva anche su pensioni minime?

Sì, il rimborso 730 viene erogato indipendentemente dall’importo della pensione. Se percepisci una pensione minima e dal 730 emerge un credito, l’INPS lo accredita sulla pensione. In caso di importo elevato rispetto alla rata mensile, il rimborso sarà dilazionato su più mesi.

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    Giugno 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-15 14:00:002026-04-18 14:26:41Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Come Verificare
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730

    Dichiarazione dei redditi 730

    Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730

    Quando si parla di bonus affitto 2026, non ci si riferisce a un’unica misura ma a un insieme di detrazioni IRPEF sui canoni di locazione previste dal TUIR (art. 16) e da successive disposizioni di legge. Ogni detrazione ha importi, requisiti di reddito e platee di beneficiari diverse: chi è inquilino con contratto a canone libero, chi è under 31, chi si è trasferito per lavoro, chi studia fuori sede.

    In questa guida trovi un quadro completo di tutte le agevolazioni affitto inseribili nel modello 730 2026 (anno d’imposta 2025), con importi, soglie di reddito e indicazioni pratiche per compilare i righi E71 ed E72. Per una compilazione corretta e personalizzata, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

    Panoramica: le detrazioni affitto 2026 a colpo d’occhio

    Tipo detrazioneImporto massimoSoglia redditoRigo 730
    Inquilini canone libero (ordinaria)300 euro≤ 15.493,71 euroE71
    Inquilini canone libero (ridotta)150 euro15.493,71 – 30.987,41E71
    Giovani 20-31 anni (D.L. 73/2022)991,60 + 20% canone (max 2.000)≤ 43.000 euro reddito complessivoE71
    Trasferimento per lavoro991,60 (1° e 2° anno)≤ 30.987,41 euroE71
    Trasferimento per lavoro495,80 (3° anno)≤ 30.987,41 euroE71
    Canone concordato (3+2)495,80 euro≤ 15.493,71 euroE71
    Canone concordato (3+2 ridotta)247,90 euro15.493,71 – 30.987,41E71
    Studenti universitari fuori sede19% su max 2.633 euroNessuna soglia specificaE8-E10

    1. Detrazione affitto inquilini: il caso più comune

    La detrazione base per gli inquilini con contratti di locazione a canone libero è disciplinata dall’art. 16, comma 1 del TUIR. È destinata a chi ha stipulato un contratto di locazione (ex L. 431/1998) per l’abitazione adibita a residenza principale.

    Importi 2026:

    • 300 euro se il reddito complessivo è uguale o inferiore a 15.493,71 euro
    • 150 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro
    • Nessuna detrazione se il reddito supera 30.987,41 euro

    La detrazione spetta per ogni anno in cui il contratto è in essere ed è rapportata ai giorni di utilizzo dell’immobile come abitazione principale. Se si cambia casa a metà anno, la detrazione va proporzionata ai giorni effettivi.

    Cosa controllare: il contratto deve essere regolarmente registrato. Contratti non registrati non danno diritto alla detrazione.

    2. Bonus affitto giovani 20-31 anni: la detrazione più ricca

    Il D.L. 73/2022 art. 7 (convertito con L. 122/2022, poi prorogato dalla Legge di Bilancio 2023) ha introdotto una detrazione potenziata per i giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti che stipulano un contratto di locazione per l’abitazione principale diversa dall’abitazione principale dei genitori.

    Importo: La detrazione ammonta a 991,60 euro oppure, se superiore, al 20% del canone annuo pagato, fino a un massimo di 2.000 euro. In pratica:

    • Se il canone annuo è, ad esempio, 8.000 euro → 20% = 1.600 euro (supera 991,60, si usa 1.600)
    • Se il canone annuo è 12.000 euro → 20% = 2.400 euro, ma il cap è 2.000 euro → si detrae 2.000
    • Se il canone è 3.000 euro → 20% = 600 euro (inferiore a 991,60) → si detrae 991,60

    Requisiti:

    • Età: dal compimento del 20° anno fino al giorno prima del 31° compleanno
    • Reddito complessivo non superiore a 43.000 euro
    • L’immobile non deve essere l’abitazione principale della famiglia d’origine
    • La detrazione spetta per i primi 4 anni del contratto
    • Contratto regolarmente registrato

    Questa agevolazione è tra le più vantaggiose: un giovane con reddito di 20.000 euro e canone di 7.000 euro annui può detrarre 1.400 euro (20% di 7.000), una riduzione fiscale significativa.

    3. Detrazione per trasferimento di lavoro

    L’art. 16, comma 1-ter TUIR prevede una detrazione per chi prende in affitto una nuova abitazione per motivi di lavoro, trasferendosi a una distanza superiore a 100 chilometri dal precedente domicilio e comunque in un Comune diverso dalla precedente residenza.

    Importi (per i primi 4 anni del contratto, ai sensi del D.L. 73/2022):

    • 991,60 euro per il 1° e il 2° anno, con reddito complessivo ≤ 30.987,41 euro
    • 495,80 euro per il 3° anno, con reddito complessivo ≤ 30.987,41 euro
    • Nessuna detrazione se il reddito supera la soglia

    Il trasferimento deve avvenire nei tre anni precedenti all’inizio del contratto di locazione. Se il contratto inizia nel 2022, la detrazione spetta fino al 2024.

    4. Contratti a canone concordato (3+2): detrazione aggiuntiva

    I titolari di contratti di locazione a canone concordato (ai sensi della L. 431/1998, art. 2 comma 3 — contratti 3+2 assistiti) beneficiano di una detrazione specifica prevista dall’art. 16 comma 1-bis TUIR:

    • 495,80 euro se il reddito complessivo è ≤ 15.493,71 euro
    • 247,90 euro se il reddito è tra 15.493,71 e 30.987,41 euro
    • Zero se il reddito supera 30.987,41 euro

    Il canone concordato è fissato dagli accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini, solitamente inferiore al canone di mercato ma con agevolazioni fiscali sia per il proprietario (cedolare secca agevolata al 10%) che per l’inquilino (questa detrazione).

    5. Studenti universitari fuori sede: la detrazione del 19%

    I canoni di locazione pagati dagli studenti universitari fuori sede danno diritto a una detrazione del 19% (spesa detraibile), disciplinata dall’art. 15 comma 1 lett. i-sexies TUIR.

    Limiti e requisiti:

    • Detrazione del 19% su un importo massimo di 2.633 euro annui (detrazione massima: circa 500 euro)
    • Lo studente deve essere iscritto a un corso di laurea presso un ateneo ubicato in un Comune diverso da quello di residenza (almeno 100 km o in altra provincia)
    • L’appartamento in affitto deve essere situato nello stesso Comune (o limitrofo) dell’università
    • La detrazione spetta per la durata del corso di studi + un anno
    • Non è necessario che lo studente sia fiscalmente a carico: se è autonomo fiscalmente, inserisce il costo nel suo 730; se è a carico dei genitori, i genitori la inseriscono nel loro 730

    Questa detrazione si inserisce nei righi E8-E10 del modello 730 (non in E71 come le altre), con il codice spesa specifico.

    Contributi affitto comunali: la misura locale

    Oltre alle detrazioni IRPEF statali, esistono i contributi affitto erogati dai Comuni (Fondo Nazionale per il Sostegno all’Accesso alle Abitazioni in Locazione, art. 11 L. 431/1998). Si tratta di contributi a fondo perduto per inquilini in difficoltà economica, non di detrazioni fiscali.

    Le caratteristiche principali:

    • Gestiti dai Comuni con bandi periodici (tempistiche e importi variano da Comune a Comune)
    • Accessibili agli inquilini con ISEE basso e canone elevato rispetto al reddito (incidenza del canone sul reddito)
    • In Friuli Venezia Giulia, il Comune di Udine e altri Comuni aprono annualmente i bandi; verifica la scadenza del bando locale
    • Sono separati e cumulabili con le detrazioni fiscali 730

    Per sapere se il bando contributi affitto è aperto nel tuo Comune, contatta direttamente l’ufficio casa del Comune o chiedi al CAF Centro Fiscale.

    Come inserire le detrazioni affitto nel modello 730 2026

    Le detrazioni per canoni di locazione si inseriscono nella Sezione IV del Quadro E del modello 730, nei righi E71 ed E72:

    • Rigo E71: si indica il tipo di detrazione (codice 1, 2, 3, 4, 5 in base alla casistica), i giorni di locazione e il reddito complessivo
    • Rigo E72: per i casi di affitto con più tipologie nello stesso anno (es. cambio contratto)

    I codici da inserire in E71:

    • Codice 1: contratto a canone libero (art. 16 c. 1 TUIR)
    • Codice 2: contratto a canone concordato (art. 16 c. 1-bis TUIR)
    • Codice 3: trasferimento per lavoro (art. 16 c. 1-ter TUIR)
    • Codice 4: giovani 20-31 anni (D.L. 73/2022)
    • Codice 5: studenti universitari in alloggio universitario convenzionato

    La detrazione viene applicata automaticamente dal CAF o dal software 730 in base ai dati inseriti. Il software calcola l’importo spettante in base al reddito complessivo dichiarato.

    Errori frequenti da evitare

    • Contratto non registrato: senza registrazione all’Agenzia delle Entrate, la detrazione è negata
    • Non è abitazione principale: tutte le detrazioni (tranne studenti fuori sede) richiedono che l’immobile in affitto sia l’abitazione principale del contribuente
    • Detrazione giovani inserita negli anni sbagliati: la detrazione D.L. 73/2022 spetta al massimo per 4 anni; inserirla oltre il 4° anno è erroneo
    • Mancata verifica della soglia di reddito: usare l’importo pieno (300 euro) con reddito superiore a 15.493,71 porta a correzioni in accertamento
    • Confusione tra righe: gli studenti fuori sede vanno in E8-E10, non in E71

    Quando conviene farsi assistere dal CAF per le detrazioni affitto

    Le detrazioni per canone di locazione sembrano semplici ma nascondono insidie: la scelta del codice corretto in E71, il calcolo dei giorni, la verifica della soglia di reddito e la corretta individuazione del tipo di contratto sono aspetti che, se sbagliati, portano a disconoscimento della detrazione o a richieste di restituzione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora il 730 con tutte le detrazioni per canone di locazione a cui hai diritto, verificando contratto, tipologia e soglia di reddito. Per chi ha situazioni particolari (trasferimento lavoro, giovani under 31, studenti universitari), l’assistenza di un esperto CAF evita errori costosi.

    Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Viale Tullio 13, Udine o chiamaci al 0432 1638640 (anche WhatsApp: 366 6018121) per un preventivo personalizzato sulla tua dichiarazione dei redditi.

    Domande frequenti sul bonus affitto 2026

    Il “bonus affitto” esiste come misura autonoma nel 2026?

    No. Non esiste un’unica misura chiamata “bonus affitto”: si tratta di un insieme di detrazioni IRPEF previste dal TUIR (art. 15 e 16) e da leggi speciali. Non è un contributo a fondo perduto erogato in busta paga o su conto corrente, ma una riduzione dell’IRPEF dovuta che si ottiene compilando il modello 730 o Redditi PF.

    Posso cumulare più detrazioni affitto nello stesso anno?

    No, in generale le detrazioni del rigo E71 sono alternative tra loro: non puoi sommare la detrazione ordinaria con quella per giovani. Si applica la più favorevole. Se nel corso dell’anno hai avuto più contratti diversi (es. hai cambiato casa), puoi compilare sia E71 che E72 indicando i giorni per ciascun contratto.

    Come funziona la detrazione affitto per i giovani se sono a carico dei genitori?

    Se il giovane under 31 è fiscalmente a carico dei genitori, la detrazione per affitto non si trasferisce ai genitori (a differenza delle spese sanitarie). La detrazione D.L. 73/2022 spetta solo al giovane che ha stipulato il contratto di locazione. Se non ha capienza IRPEF sufficiente, la detrazione è parzialmente o totalmente persa.

    Serve conservare il contratto di affitto per il 730?

    Sì. Il contratto di locazione registrato (o la ricevuta di registrazione) è il documento fondamentale da conservare in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Il CAF che elabora il 730 ne verifica i dati principali ma la conservazione è a carico del contribuente per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione.

    La detrazione affitto si calcola sul canone mensile o annuo?

    La detrazione dell’art. 16 TUIR (ordinaria, giovani, trasferimento lavoro) è un importo fisso che non dipende dall’ammontare del canone pagato (tranne per la detrazione giovani, dove conta il 20% del canone). La detrazione studenti universitari invece è percentuale (19% su max 2.633 euro di canone annuo).

    Giugno 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-13 09:51:382026-07-07 10:23:19Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Tassazione del TFR: l’aliquota media è più bassa dell’IRPEF ordinaria

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Quando un lavoratore dipendente conclude un rapporto di lavoro — per pensionamento, licenziamento o dimissioni — riceve il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), la cosiddetta “liquidazione”. Molti si chiedono quanto di quella somma vada allo Stato e soprattutto come viene tassato il TFR. La risposta è sorprendente: grazie al meccanismo della tassazione separata con aliquota media, il TFR è spesso tassato meno di quanto ci si aspetti, in misura inferiore rispetto all’IRPEF ordinaria applicata sullo stipendio.

    In questa guida completa spieghiamo il funzionamento dell’aliquota media sul TFR, come si calcola passo per passo, perché è vantaggiosa per il lavoratore, e forniamo esempi numerici concreti con tabelle di confronto.

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    Cos’è il TFR e perché viene tassato in modo diverso

    Il Trattamento di Fine Rapporto è una quota della retribuzione accantonata ogni anno dal datore di lavoro a favore del lavoratore, che verrà liquidata al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Si calcola dividendo la retribuzione annua lorda per 13,5 e rivalutando il fondo annualmente al tasso dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT.

    La normativa di riferimento è il D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252 per la destinazione del TFR ai fondi pensione, mentre la tassazione è disciplinata dagli articoli 17 e 19 del TUIR (DPR 917/1986). Il TFR rientra nella categoria dei redditi soggetti a tassazione separata, un regime fiscale speciale previsto per i redditi che si formano nell’arco di più anni ma vengono percepiti in un’unica soluzione.

    La ratio della tassazione separata è proprio quella di evitare che un reddito pluriennale venga tassato con le aliquote più elevate dell’IRPEF progressiva, che si applicano alla somma di tutti i redditi dell’anno. Se il TFR venisse sommato al reddito ordinario dell’anno di percezione, il lavoratore potrebbe trovarsi in uno scaglione IRPEF molto più alto del normale, con un aggravio fiscale ingiusto.

    Per approfondire il calcolo del TFR e le modalità di accantonamento, consulta la nostra Guida al TFR: calcolo, accantonamento e anticipo 2026.

    Il meccanismo della tassazione separata: come funziona l’aliquota media

    L’aliquota media applicata al TFR non è una percentuale fissa: viene calcolata individualmente per ogni lavoratore sulla base del suo reddito di riferimento degli anni precedenti. Il meccanismo, disciplinato dall’art. 19 del TUIR, prevede i seguenti passaggi:

    Step 1: calcolo del TFR imponibile

    Il TFR accantonato non è interamente imponibile. Si deve sottrarre:

    • L’imposta sostitutiva del 17% già versata annualmente sulle rivalutazioni del fondo TFR (art. 11, D.Lgs. 47/2000, come modificato dall’art. 1 c. 623 L. 190/2014 in vigore dal 2015)
    • Le quote di TFR maturate fino al 31 dicembre 2000 godono di una deduzione di euro 309,87 per ogni anno di anzianità (arrotondata a mese), il che riduce ulteriormente la base imponibile

    A partire dal 1° gennaio 2001, sull’intero TFR lordo non si applica più la deduzione ma si tiene conto dell’imposta già versata sulle rivalutazioni.

    Step 2: determinazione del reddito di riferimento

    Il reddito di riferimento è la base su cui viene calcolata l’aliquota media. Si ottiene con questa formula, stabilita dall’art. 19 TUIR:

    Reddito di riferimento = TFR imponibile / anni di anzianità × 12

    Questo importo rappresenta la quota annuale “virtuale” del TFR, come se fosse stato percepito in rate annuali invece che in un’unica soluzione. In questo modo si neutralizza l’effetto cumulativo pluriennale.

    Step 3: calcolo dell’aliquota media IRPEF

    Sull’importo del reddito di riferimento si calcola l’IRPEF teorica applicando le aliquote ordinarie per scaglioni. L’aliquota media si ottiene dividendo questa IRPEF teorica per il reddito di riferimento:

    Aliquota media = IRPEF teorica sul reddito di riferimento / reddito di riferimento × 100

    Questa aliquota viene poi applicata al TFR imponibile complessivo per determinare l’imposta dovuta. Il risultato è generalmente un’aliquota inferiore a quella che si applicherebbe sommando il TFR ai redditi ordinari.

    Le aliquote IRPEF 2026 applicabili al calcolo

    Per il calcolo dell’aliquota media si utilizzano gli scaglioni IRPEF vigenti. Dal 2024 (confermati per il 2025 dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024) gli scaglioni sono tre:

    Scaglione di redditoAliquota IRPEF
    Fino a 28.000 euro23%
    Da 28.001 a 50.000 euro35%
    Oltre 50.000 euro43%

    Questi scaglioni valgono sia per l’IRPEF ordinaria sul reddito da lavoro dipendente, sia per il calcolo del reddito di riferimento su cui si determina l’aliquota media del TFR. Si tratta della riforma introdotta dal D.Lgs. 216/2023 (accorpamento dei primi due scaglioni da 15% e 27% in uno unico al 23%).

    Puoi approfondire come queste aliquote impattano il tuo stipendio nell’articolo Detassazione lavoro dipendente: altri redditi fuori dalle soglie 2026.

    Esempio pratico 1: lavoratore con TFR medio

    Vediamo un caso concreto per capire come funziona l’aliquota media in pratica.

    Dati del lavoratore

    • Anni di anzianità lavorativa: 20 anni
    • TFR lordo accantonato: 40.000 euro
    • Rivalutazioni già tassate al 17% (quota sottratta): 3.000 euro
    • TFR imponibile: 37.000 euro

    Calcolo passo per passo

    Reddito di riferimento:

    37.000 euro / 20 anni × 12 = 22.200 euro

    IRPEF teorica sul reddito di riferimento (22.200 euro, tutto nel primo scaglione al 23%):

    22.200 × 23% = 5.106 euro

    Aliquota media:

    5.106 / 22.200 × 100 = 23%

    Imposta dovuta sul TFR:

    37.000 × 23% = 8.510 euro

    In questo caso, il lavoratore pagherà il 23% sul TFR, la stessa aliquota del primo scaglione IRPEF. Il vantaggio rispetto alla tassazione ordinaria si manifesta quando il reddito annuo supera i 28.000 euro, poiché la quota eccedente verrebbe tassata al 35%, mentre il TFR mantiene l’aliquota media più bassa.

    Esempio pratico 2: dirigente con TFR elevato

    Il vantaggio della tassazione separata è ancora più evidente per chi ha redditi e TFR elevati.

    Dati del dirigente

    • Anni di anzianità lavorativa: 30 anni
    • TFR lordo accantonato: 150.000 euro
    • Rivalutazioni già tassate al 17%: 15.000 euro
    • TFR imponibile: 135.000 euro
    • Reddito da lavoro annuo: 80.000 euro

    Calcolo con aliquota media

    Reddito di riferimento:

    135.000 / 30 × 12 = 54.000 euro

    IRPEF teorica su 54.000 euro:

    • Primo scaglione (0-28.000): 28.000 × 23% = 6.440 euro
    • Secondo scaglione (28.001-50.000): 22.000 × 35% = 7.700 euro
    • Terzo scaglione (50.001-54.000): 4.000 × 43% = 1.720 euro
    • Totale IRPEF teorica: 15.860 euro

    Aliquota media:

    15.860 / 54.000 × 100 = 29,37%

    Imposta sul TFR:

    135.000 × 29,37% = 39.650 euro circa

    Confronto con tassazione ordinaria

    Se il TFR fosse stato sommato al reddito ordinario dell’anno (80.000 euro), il reddito complessivo sarebbe stato 80.000 + 135.000 = 215.000 euro. L’aliquota marginale sarebbe stata il 43% su quasi tutto il TFR. L’imposta sul TFR a tassazione ordinaria sarebbe stata circa 58.050 euro, ovvero quasi 18.400 euro in più rispetto alla tassazione separata.

    Modalità di tassazioneAliquota effettivaImposta dovuta sul TFR
    Tassazione separata (aliquota media)29,37%circa 39.650 euro
    Tassazione ordinaria IRPEF~43%circa 58.050 euro
    Risparmio fiscale-13,63 ppcirca 18.400 euro

    TFR in azienda vs TFR in fondo pensione: le differenze fiscali

    Una scelta fondamentale per il lavoratore dipendente è se mantenere il TFR in azienda o destinarlo a un fondo pensione complementare. Dal punto di vista fiscale, le regole cambiano:

    TFR mantenuto in azienda

    • Tassazione con aliquota media IRPEF (meccanismo art. 19 TUIR)
    • Imposta liquidata dal datore di lavoro in via provvisoria
    • Conguaglio definitivo effettuato dall’Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre del secondo anno successivo
    • Eventuale rimborso o conguaglio a debito comunicato dal fisco

    TFR destinato a fondo pensione

    • I contributi versati al fondo sono deducibili dal reddito fino a 5.164,57 euro annui
    • La prestazione finale (rendita o capitale) è tassata con aliquota del 15%, ridotta dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il 15° (fino a un minimo del 9%)
    • Fiscalità separata e generalmente più favorevole per chi ha lunghi periodi di contribuzione
    CaratteristicaTFR in aziendaTFR in fondo pensione
    Aliquota di tassazioneAliquota media IRPEF (variabile)15% (min 9% dopo 35 anni)
    Rivalutazione annua1,5% + 75% inflazioneRendimento finanziario del fondo
    Liquidità in caso di bisognoAnticipo TFR (limiti di legge)Riscatto anticipato (limiti)
    Deduzione contributiNoSì, fino a 5.164,57 euro/anno

    Per un’analisi approfondita sulle novità dei fondi pensione, leggi: Fondi pensione, nuove regole da luglio tra deduzione e nuove modalità di rendita.

    Il conguaglio fiscale: quando e come interviene l’Agenzia delle Entrate

    Il processo di tassazione del TFR non si esaurisce al momento del pagamento da parte del datore di lavoro. L’Agenzia delle Entrate effettua un conguaglio definitivo basato sui redditi effettivamente percepiti nei due anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro (o del pensionamento).

    Come funziona il conguaglio

    • Tassazione provvisoria: il datore di lavoro applica in via provvisoria un’aliquota calcolata sulla base dei redditi degli anni precedenti disponibili
    • Conguaglio definitivo: l’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo alla cessazione, ricalcola l’aliquota media definitiva usando i redditi medi del biennio precedente la fine del rapporto
    • Esito del conguaglio: può risultare un credito da rimborsare al contribuente oppure un debito aggiuntivo da versare
    • Notifica: avviene tramite comunicazione bonaria o cartella di pagamento

    Per i dipendenti pubblici, la gestione è affidata all’INPS (ex INPDAP) per le pensioni, con tempistiche analoghe. I conguagli in eccesso vengono rimborsati direttamente dall’Agenzia delle Entrate mediante rimborso IRPEF.

    Tassazione separata: altri redditi che beneficiano dello stesso regime

    Il TFR non è l’unico reddito soggetto a tassazione separata. L’art. 17 del TUIR elenca tutti i redditi che godono di questo regime agevolato, tra cui:

    • Indennità di mobilità e NASPI (in alcuni casi)
    • Indennità equipollenti al TFR (indennità di buonuscita del settore pubblico)
    • Plusvalenze da cessione di aziende possedute da più di 5 anni
    • Redditi a formazione pluriennale (es. arretrati di lavoro dipendente relativi ad anni precedenti)
    • Indennità percepite da sportivi professionisti alla fine della carriera
    • Incentivi all’esodo (prepensionamento agevolato)

    Per tutti questi redditi, il principio di calcolo dell’aliquota media è analogo a quello del TFR: si calcola il reddito di riferimento annualizzato e si applica l’aliquota media IRPEF corrispondente.

    Confronto tabellare IRPEF ordinaria vs aliquota media TFR

    Ecco una tabella riassuntiva che mostra, per diversi livelli di TFR e anzianità, l’aliquota media risultante e il confronto con l’aliquota marginale IRPEF ordinaria che si applicherebbe sommando il TFR al reddito annuo:

    TFR imponibileAnni anzianitàReddito di riferimentoAliquota media TFRAliquota marginale IRPEF ordinaria (reddito 40.000 euro)Risparmio fiscale stimato
    20.000 euro1516.000 euro23%23-35%0% – 12%
    40.000 euro2024.000 euro23%35%12%
    80.000 euro2538.400 euro26,6%35-43%8-16%
    120.000 euro3048.000 euro28,7%43%14%
    200.000 euro3568.571 euro32,4%43%10,6%

    Nota: i valori sono approssimati. Il risparmio effettivo dipende dalla situazione individuale, dall’effettivo reddito del biennio precedente e dalle detrazioni spettanti.

    Casi speciali: colf, badanti e lavoratori domestici

    Un caso particolare riguarda i lavoratori domestici (colf, badanti, baby sitter). Anche per loro il TFR è soggetto alla tassazione separata con aliquota media. La Corte di Cassazione ha peraltro stabilito che il diritto al TFR spetta anche in assenza di contratto formale scritto, purché il rapporto di lavoro sia riconoscibile di fatto.

    Per approfondire: Colf, Badanti e Baby Sitter senza contratto: il TFR spetta lo stesso.

    Per i lavoratori domestici, il calcolo del TFR segue regole specifiche del CCNL Domestici: la retribuzione di riferimento include le mensilità aggiuntive (tredicesima) e l’indennità sostitutiva del vitto e alloggio, se prevista.

    Dichiarazione dei redditi e TFR: cosa deve fare il lavoratore

    Una domanda frequente è: devo dichiarare il TFR nella dichiarazione dei redditi? La risposta è: generalmente no, con alcune eccezioni.

    Regola generale

    Il TFR è soggetto a tassazione separata e non deve essere inserito nel 730 o nel Modello Redditi come reddito ordinario. Il datore di lavoro versa la ritenuta provvisoria all’Erario e comunica i dati all’Agenzia delle Entrate tramite la Certificazione Unica (CU).

    Quando il lavoratore deve intervenire

    • Se si riceve una comunicazione di conguaglio dall’Agenzia delle Entrate
    • Se si vuole optare per la tassazione ordinaria (rarissimo, ma possibile se è più conveniente)
    • Se ci sono errori nella CU che devono essere corretti
    • Per i TFR corrisposti da soggetti privati (es. lavoro domestico non regolare – ipotesi residuale)

    Il Quadro F del Modello 730 può essere utile per gestire alcune situazioni particolari legate ai redditi a tassazione separata. Per approfondire: Il Quadro F del Modello 730/2026: Acconti, Crediti e Novità del Rigo F15.

    Come richiedere assistenza al CAF per il TFR

    Se hai ricevuto il TFR e hai dubbi sulla tassazione applicata, sul conguaglio fiscale o su come comportarti nella dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

    • Verificare la correttezza del calcolo dell’aliquota media applicata dal datore di lavoro
    • Analizzare la comunicazione di conguaglio dell’Agenzia delle Entrate
    • Valutare la convenienza tra TFR in azienda e fondo pensione
    • Assistenza nella compilazione della dichiarazione dei redditi se ci sono redditi a tassazione separata

    Puoi prenotare un appuntamento presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, chiamarci al 0432 1638640 o scriverci su WhatsApp al 366 6018121.

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    Domande frequenti (FAQ)

    Il TFR viene sempre tassato meno dell’IRPEF ordinaria?

    Non necessariamente. Se il reddito di riferimento calcolato sul TFR cade interamente nel primo scaglione IRPEF (fino a 28.000 euro), l’aliquota media sarà del 23%, uguale all’aliquota ordinaria per redditi bassi. Il vantaggio è massimo per chi ha redditi annui elevati (oltre 28.000 euro) e un TFR accumulato su molti anni: in questo caso l’aliquota media rimane inferiore all’aliquota marginale IRPEF ordinaria.

    Cosa succede se scelgo la tassazione ordinaria sul TFR?

    È possibile optare per la tassazione ordinaria del TFR in sede di dichiarazione dei redditi. Questa opzione può convenire solo in casi molto particolari, ad esempio se nell’anno di percezione si ha un reddito complessivo molto basso che porta l’aliquota media ordinaria ad essere inferiore all’aliquota media calcolata sul TFR. Nei casi ordinari, la tassazione separata è più conveniente.

    L’anticipo del TFR viene tassato nello stesso modo?

    Sì, anche l’anticipo del TFR (che può essere richiesto dopo 8 anni di lavoro per specifiche causali come acquisto prima casa o spese mediche) è soggetto a tassazione separata con aliquota media, con le stesse modalità di calcolo della liquidazione finale.

    Quanto tempo ha l’Agenzia delle Entrate per fare il conguaglio?

    L’Agenzia delle Entrate procede al conguaglio definitivo entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui la dichiarazione definitiva è stata presentata (in via ordinaria). I tempi possono variare in base ai carichi di lavoro dell’amministrazione, ma la comunicazione arriva tipicamente entro 2-4 anni dalla cessazione del rapporto.

    Il TFR percepito in caso di licenziamento è tassato diversamente?

    No, la modalità di tassazione del TFR non cambia a seconda della causa di cessazione del rapporto di lavoro (licenziamento, dimissioni, pensionamento, scadenza contratto). In tutti i casi si applica la tassazione separata con aliquota media calcolata secondo l’art. 19 TUIR.

    Come viene tassato il TFR per i dipendenti pubblici?

    Per i dipendenti pubblici il TFR si chiama Buonuscita (TFS – Trattamento di Fine Servizio) o Indennità di Buonuscita (per alcune categorie). La tassazione segue principi analoghi ma con alcune specificità: la base imponibile è calcolata diversamente (1/12 della retribuzione annua contributiva per ogni anno di servizio) e la gestione è affidata all’INPS/INPDAP. Le tempistiche di erogazione per i dipendenti pubblici sono spesso più lunghe rispetto al settore privato.

    Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-12 12:08:442026-06-12 08:48:23Tassazione del TFR: l’aliquota media è più bassa dell’IRPEF ordinaria
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto

    aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

    Il 30 giugno 2026 e la prima scadenza per il versamento del saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 e del primo acconto IRPEF per il 2026. Per chi non riesce a rispettare questa data, c’e la possibilita di differire al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. In questa guida vediamo chi deve pagare, come si calcola l’importo, quali codici tributo F24 usare e cosa fare in caso di ritardo.

    Quando scade il saldo IRPEF 2026

    Le scadenze per il pagamento del saldo IRPEF 2026 sono:

    • 30 giugno 2026 (martedi): scadenza ordinaria per saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026
    • 30 luglio 2026 (giovedi): scadenza differita con maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto

    Il 30 giugno 2026 cade di martedi: non ci sono proroghe automatiche per giorni festivi, quindi la scadenza e ferma. Chi sceglie di pagare entro il 30 luglio paga l’importo aumentato dello 0,40% a titolo di interesse.

    Per il secondo acconto IRPEF 2026 la scadenza ordinaria e il 1° dicembre 2026 (30 novembre 2026 cade di domenica, slittamento al lunedi successivo).

    Chi deve pagare il saldo IRPEF entro il 30 giugno

    Sono tenuti al versamento del saldo IRPEF entro il 30 giugno 2026:

    • Titolari di Partita IVA (regime ordinario e forfettario) che presentano il Modello Redditi PF
    • Lavoratori autonomi e professionisti che hanno redditi non soggetti a ritenuta alla fonte
    • Persone fisiche con redditi da affitti, rendite, plusvalenze non assoggettati a cedolare secca o imposta sostitutiva
    • Contribuenti 730 con conguaglio a debito che non hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che puo trattenere il dovuto dalla busta paga o dalla pensione
    • Societa di persone e soci per la quota di reddito imputata per trasparenza

    Non devono pagare autonomamente entro il 30 giugno i dipendenti e pensionati che hanno presentato il 730 con sostituto d’imposta: per loro il conguaglio a debito viene trattenuto direttamente dalla busta paga o dalla pensione a partire dal mese di luglio 2026.

    Codici tributo F24 per il saldo IRPEF 2026

    Per il versamento tramite Modello F24, questi sono i principali codici tributo:

    Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento nel F24
    4001Saldo IRPEF persone fisiche2025
    4033Primo acconto IRPEF2026
    4034Secondo acconto IRPEF2026 (scadenza 1° dicembre)
    3800Addizionale regionale IRPEF (saldo)2025
    3801Addizionale comunale IRPEF (saldo)2025
    2003Saldo IRES societa di capitali2025
    2001Primo acconto IRES2026

    Attenzione all’anno di riferimento: nel modello F24 il campo “anno di riferimento” deve riportare l’anno d’imposta corretto (2025 per il saldo, 2026 per il primo acconto). Un errore in questo campo puo causare problemi di imputazione del pagamento.

    Per approfondire la dichiarazione dei redditi: Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva e Come Funziona

    Come si calcola il saldo IRPEF e il primo acconto

    Il calcolo del saldo IRPEF si basa sulle aliquote IRPEF 2026 (anno d’imposta 2025), che sono tre scaglioni:

    • 23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile
    • 35% da 28.001 a 50.000 euro
    • 43% oltre 50.000 euro

    La formula di calcolo e:

    Saldo IRPEF = IRPEF lorda – detrazioni – acconti versati nel 2025

    Se il risultato e positivo (a debito), si versa entro il 30 giugno. Se e negativo (a credito), si genera un rimborso o si usa in compensazione F24.

    Per il primo acconto IRPEF 2026, il metodo ordinario (storico) prevede:

    • Se l’imposta netta dell’anno precedente e inferiore a 52 euro: nessun acconto
    • Da 52 a 257,99 euro: versamento in unica soluzione entro il 30 novembre (o 1° dicembre 2026)
    • Da 258 euro in su: primo acconto del 40% entro il 30 giugno + secondo acconto del 60% entro il 1° dicembre

    In alternativa al metodo storico, e possibile usare il metodo previsionale: si stima l’imposta che si paghera per il 2026 e si versa l’acconto su quella base, con rischio di sanzioni se la stima e sottostimata.

    Per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale, le regole di calcolo degli acconti possono essere diverse: Modello Redditi 2026 e Concordato Preventivo Biennale: regole e scadenze

    Versamento in unica soluzione o in due rate

    Entro il 30 giugno 2026 si versano contemporaneamente:

    • Il saldo IRPEF 2025 (codice 4001)
    • Il primo acconto IRPEF 2026 (codice 4033), se dovuto e superiore a 258 euro
    • Le addizionali regionali e comunali IRPEF (codici 3800 e 3801)

    Non esiste una rateizzazione automatica per queste voci nel modello F24: l’importo va versato in un’unica soluzione nella data di scadenza (o differito al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%).

    Diversa e la situazione per i contributi INPS artigiani e commercianti, che hanno cadenze trimestrali separate.

    Differimento al 30 luglio 2026: come funziona la maggiorazione

    Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo usufruire del differimento al 30 luglio 2026 pagando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto. Si tratta di un interesse forfettario previsto dalla legge, non di una sanzione.

    Esempio pratico: se devi versare un saldo IRPEF di 1.000 euro, pagando entro il 30 luglio dovrai versare 1.004 euro (1.000 + 0,40% = 4 euro di interessi).

    La maggiorazione si applica sia al saldo che all’acconto. Non ci sono codici tributo separati per la maggiorazione: va aggiunta direttamente all’importo del versamento.

    Modalita di versamento: F24 online, banca e addebito conto

    Il Modello F24 si puo versare con le seguenti modalita:

    • F24 online tramite portale Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE o credenziali Fisconline): gratuito, disponibile 24/7
    • Homebanking della propria banca: disponibile per tutti i titolari di conto corrente, spesso con addebito diretto
    • Allo sportello bancario o postale: solo per F24 con saldo a debito; possibile commissione
    • Tramite CAF o intermediario abilitato: il CAF compila e trasmette il modello F24 per conto del contribuente

    Ricorda che i versamenti F24 a zero (per compensazione integrale del credito) devono essere trasmessi obbligatoriamente in via telematica attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato.

    Link correlato: IMU 2026: paga l’inquilino o il proprietario? Guida Completa

    Ravvedimento operoso: cosa succede se si paga in ritardo

    Se si supera anche la scadenza del 30 luglio senza versare, e possibile regolarizzare la posizione attraverso il ravvedimento operoso, disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 e riformato dal D.Lgs. 87/2024.

    Con la riforma del D.Lgs. 87/2024 (in vigore dal 1° settembre 2024), la sanzione base per omesso versamento e passata al 25% (precedentemente era il 30%). Le tipologie di ravvedimento piu comuni sono:

    Tipo di ravvedimentoQuandoSanzione ridotta
    Sprint (brevissimo)Entro 14 giorni dalla scadenza0,1% al giorno (max 1,4%)
    BreveDal 15° al 30° giorno1,5% (1/10 di 15%)
    MedioDal 31° al 90° giorno1,67% (1/9 del 15%)
    Lungo (entro 1 anno)Entro 1 anno dalla scadenza3,125% (1/8 del 25%)
    BiennaleEntro 2 anni dalla scadenza3,57% (1/7 del 25%)
    Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza4,17% (1/6 del 25%)

    Alle sanzioni si aggiungono sempre gli interessi legali (2,5% annuo nel 2026) calcolati sui giorni di ritardo. Il ravvedimento non e possibile dopo l’avvio di un accertamento o di una verifica fiscale.

    Il codice tributo da usare per la sanzione da ravvedimento e il 8901 (per IRPEF). Gli interessi si versano con il codice tributo 1989.

    Saldo IRES per societa e enti: stessa scadenza del 30 giugno

    Anche le societa di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare (gennaio-dicembre) devono versare entro il 30 giugno 2026:

    • Saldo IRES 2025: codice tributo 2003
    • Primo acconto IRES 2026: codice tributo 2001
    • Saldo IRAP 2025: codice tributo 3800 (sezione Erario)
    • Primo acconto IRAP 2026: codice tributo 3812

    Per le societa con esercizio non coincidente con l’anno solare, la scadenza e il sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio.

    Domande frequenti (FAQ)

    Ho presentato il 730: devo comunque versare l’IRPEF entro il 30 giugno?

    Dipende dalla tua situazione. Se hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che gestisce il conguaglio, no: sara lui a trattenerti il dovuto dalla busta paga a partire da luglio. Se non hai un sostituto d’imposta, dovrai versare tu tramite F24 entro il 30 giugno.

    Posso compensare il saldo IRPEF con un credito IVA o INPS?

    Si, e possibile compensare il debito IRPEF con crediti fiscali o contributivi tramite il modello F24. La compensazione orizzontale (tra tributi diversi) e consentita nei limiti di legge. Per crediti superiori a 5.000 euro, la compensazione richiede il visto di conformita sulla dichiarazione dei redditi.

    Cosa succede se non posso pagare entro il 30 luglio?

    Se non paghi entro il 30 luglio, scatta l’omesso versamento. La sanzione base e del 25% dell’importo non versato (post D.Lgs. 87/2024). Puoi pero regolarizzare con il ravvedimento operoso, che riduce significativamente la sanzione a seconda di quanto e rapido il pagamento.

    Il secondo acconto IRPEF si paga anch’esso a giugno?

    No. Il secondo acconto IRPEF 2026 scade il 1° dicembre 2026 (il 30 novembre cade di domenica). Si versa con il codice tributo 4034.

    Come si calcola l’addizionale regionale e comunale IRPEF?

    Le addizionali regionali e comunali si calcolano applicando le aliquote deliberate da Regione e Comune di residenza al reddito imponibile IRPEF. Il saldo delle addizionali scade insieme al saldo IRPEF (30 giugno), mentre l’acconto dell’addizionale comunale scade al secondo acconto IRPEF (1° dicembre).

    Come possiamo aiutarti: il CAF Centro Fiscale di Udine

    Il calcolo del saldo IRPEF richiede la corretta lettura della dichiarazione dei redditi e la verifica di acconti, detrazioni e crediti. Se hai dubbi o vuoi essere sicuro di versare l’importo corretto entro il 30 giugno 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

    • Calcolo del saldo IRPEF e del primo acconto da dichiarazione dei redditi o 730
    • Compilazione e invio del modello F24
    • Verifica della possibilita di compensazione con crediti fiscali
    • Assistenza per il ravvedimento operoso in caso di versamento tardivo
    • Consulenza su differimento al 30 luglio con calcolo della maggiorazione

    Contattaci per un preventivo personalizzato o prenota un appuntamento. Non aspettare l’ultimo giorno: avere il tempo per verificare tutti i calcoli fa la differenza.

    Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 07:54:012026-06-12 07:54:14Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Modello Redditi 2026 e Concordato Preventivo Biennale: regole, limiti e nuove scadenze

    Modello 730 Dichiarazione dei redditi CAF Udine

    Il Modello Redditi 2026 porta con sé una delle novità più rilevanti degli ultimi anni per lavoratori autonomi e imprenditori: il Concordato Preventivo Biennale (CPB). Si tratta di un accordo fiscale tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate che definisce in anticipo il reddito imponibile per due anni, con vantaggi significativi in termini di certezza e pianificazione fiscale.

    Se hai una partita IVA, sei soggetto agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) oppure sei in regime forfettario, questa guida è pensata per te. Nelle prossime sezioni troverai tutto quello che devi sapere: cos’è il CPB, chi può aderire, quali sono i limiti e le esclusioni, come compilare i quadri dedicati nel Modello Redditi 2026 e soprattutto le scadenze aggiornate da non perdere.

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    Cos’è il Concordato Preventivo Biennale (CPB) e come funziona

    Il Concordato Preventivo Biennale è uno strumento introdotto con il D.Lgs. 13/2024, nell’ambito della riforma fiscale voluta dalla Legge delega n. 111/2023. In parole semplici, si tratta di un accordo volontario tra il contribuente e il Fisco: l’Agenzia delle Entrate propone un reddito concordato (calcolato in base agli ISA, ai dati storici e ai parametri macroeconomici), e se il contribuente accetta, pagherà le tasse su quel reddito per i due anni successivi, indipendentemente da quello che guadagnerà effettivamente.

    Facciamo un esempio pratico. Immagina che Luigi sia un idraulico con partita IVA. L’Agenzia delle Entrate gli propone un reddito concordato di 35.000 euro per il biennio 2024-2025. Se Luigi accetta:

    • Se guadagna 40.000 euro, paga comunque le tasse su 35.000 euro (risparmio fiscale);
    • Se guadagna 30.000 euro, paga comunque le tasse su 35.000 euro (nessun vantaggio in questo caso);
    • Ha la certezza di sapere in anticipo quanto pagherà di imposte, facilitando la pianificazione finanziaria.

    Il CPB è quindi conveniente soprattutto per chi prevede di aumentare i propri ricavi rispetto all’anno precedente, o per chi vuole semplicemente pianificare con certezza le proprie obbligazioni fiscali.

    Chi può aderire al CPB nel 2026: i requisiti

    Per il Modello Redditi 2026 (che riguarda i redditi 2025), il CPB entra nella sua seconda tornata applicativa. Possono accedere al concordato:

    CategoriaRequisito
    Persone fisiche esercenti attività d’impresa o lavoro autonomoApplicazione degli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità)
    Contribuenti in regime forfettarioAmmessi con specifica proposta semplificata (introdotta dal D.Lgs. 108/2024)
    Società di persone, associazioni professionali, SNC, SASApplicazione degli ISA al soggetto
    Enti non commerciali con attività d’impresaApplicazione degli ISA alla parte commerciale

    Per accedere al CPB, il contribuente deve inoltre soddisfare queste condizioni preliminari:

    • Nessuna condanna penale per reati tributari nei tre anni precedenti;
    • Nessuna omessa dichiarazione nel triennio 2022-2024;
    • Nessun debito tributario o contributivo superiore a 5.000 euro (al netto di sospensioni o rateazioni in corso);
    • Attività avviata da almeno due periodi d’imposta (chi ha aperto la partita IVA da meno di due anni è escluso).

    Chi è escluso dal Concordato Preventivo Biennale

    Non tutti i contribuenti con partita IVA possono aderire al CPB. Sono esclusi:

    • Coloro che applicano regimi speciali IVA (es. regime del margine per beni usati, agenzie di viaggio, ecc.);
    • I contribuenti con redditi di impresa o lavoro autonomo non determinabili in modo univoco;
    • Chi ha cessato o avviato l’attività nell’anno d’imposta in esame;
    • Le società di capitali (S.r.l., S.p.A.) non sono soggetti ISA in senso stretto, quindi sono escluse;
    • I contribuenti con debiti tributari superiori a 5.000 euro non rateizzati o non sospesi.

    Attenzione: l’esclusione per debiti tributari va verificata alla data di presentazione della dichiarazione. Se hai un piano di rateizzazione in corso e stai rispettando le rate, il debito non conta ai fini dell’esclusione.

    Le cause di cessazione e decadenza dal CPB

    Una volta aderito al CPB, è importante sapere che l’accordo può cessare o decadere al verificarsi di determinate condizioni. La differenza è rilevante:

    • Cessazione: si verifica quando cambiano in modo sostanziale le condizioni dell’attività (es. cessione o affitto dell’azienda, modifica dell’attività che fa cambiare il codice ISA). In caso di cessazione, il concordato si interrompe ma senza sanzioni;
    • Decadenza: scatta invece quando il contribuente viola le regole del concordato (es. accertamento di maggiori redditi superiori al 30% di quelli concordati, omessa o infedele dichiarazione, reati tributari). In caso di decadenza, si perdono tutti i benefici e si è soggetti ad accertamento ordinario per tutto il biennio.

    Il limite della variazione del 30% è particolarmente importante: se in sede di accertamento emerge che il reddito effettivo supera quello concordato di oltre il 30%, il concordato decade retroattivamente.

    Modello Redditi 2026: i quadri dedicati al CPB

    Nel Modello Redditi PF 2026 (dichiarazione anno d’imposta 2025), i contribuenti che hanno aderito al CPB per il biennio 2024-2025 trovano specifici quadri e righi dedicati. Ecco la mappa dei quadri principali:

    QuadroContenuto CPBChi lo compila
    Quadro LMRigo LM34 (forfettari): reddito concordato proposto, reddito concordato accettato, differenza rispetto al reddito effettivoContribuenti forfettari aderenti CPB
    Quadro RE / RF / RGRighi specifici per indicare il reddito concordato e il reddito effettivo; la base imponibile è il maggiore tra i dueProfessionisti (RE), imprese ordinarie (RF), imprese semplificate (RG)
    Quadro RRSezione II: contributi previdenziali calcolati sul reddito concordato (non su quello effettivo se inferiore)Tutti i soggetti ISA aderenti CPB
    Quadro ISAIndicatori di affidabilità: va compilato anche dai contribuenti CPB per determinare la proposta dell’anno successivoTutti i soggetti ISA

    Un aspetto da non sottovalutare riguarda i contributi previdenziali: se hai aderito al CPB e il tuo reddito concordato è superiore a quello effettivo, i contributi INPS (o alla cassa previdenziale di categoria) si calcolano sul reddito concordato, non su quello reale. Questo può rappresentare un costo aggiuntivo da pianificare. Per approfondire la compilazione del Quadro RR, puoi leggere la nostra guida su Quadro RR 2026: Come Compilare Contributi INPS e CPB nel Modello Redditi.

    Scadenze 2026 per il Modello Redditi e il CPB: calendario aggiornato

    Le scadenze per il Modello Redditi 2026 sono cruciali. Di seguito il calendario aggiornato con le date ufficiali:

    ScadenzaAdempimentoChi riguarda
    30 giugno 2026Saldo IRPEF anno d’imposta 2025 + primo acconto 2026 (rata unica o prima rata)Tutti i contribuenti Modello Redditi
    30 luglio 2026Stessa scadenza con maggiorazione dello 0,40%Chi differisce il pagamento
    20 luglio 2026Proroga versamenti per soggetti ISA e forfettari (se confermata dal MEF)Partite IVA ISA e forfettari
    31 ottobre 2026Termine per aderire al CPB per il biennio 2026-2027 (trasmissione telematica)Contribuenti ISA e forfettari che intendono aderire
    30 novembre 2026Termine invio Modello Redditi PF 2026 (dichiarazione anno 2025)Tutti i soggetti Modello Redditi
    30 novembre 2026Secondo acconto IRPEF 2026 (con metodo storico)Tutti i contribuenti Modello Redditi

    Nota importante sulla proroga ISA/forfettari: ogni anno il MEF valuta se concedere la proroga al 20 luglio (o data analoga) per i contribuenti che applicano gli ISA e per i forfettari. Nel 2025 la proroga è stata confermata al 20 luglio. Per il 2026, ti consigliamo di monitorare i comunicati ufficiali. Puoi consultare la nostra notizia sulla Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.

    Come si calcola la proposta CPB: il ruolo degli ISA

    La proposta di concordato viene elaborata dall’Agenzia delle Entrate attraverso il software ISA (gli Indici Sintetici di Affidabilità), che misura l’affidabilità fiscale del contribuente su una scala da 1 a 10. Chi ha un punteggio ISA alto (8, 9 o 10) riceve in genere proposte di concordato più vantaggiose rispetto a chi ha punteggi bassi.

    Il calcolo della proposta tiene conto di:

    • Il reddito dichiarato negli ultimi due anni;
    • Il punteggio ISA dell’ultimo anno disponibile;
    • I parametri macroeconomici del settore (andamento del comparto, inflazione, ecc.);
    • Le variabili strutturali dell’attività (dipendenti, beni strumentali, localizzazione geografica).

    La proposta viene resa disponibile tramite il software ISA/CPB dell’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di maggio di ogni anno. Il contribuente, con il supporto del proprio intermediario fiscale (CAF, commercialista), la analizza e decide se accettarla o rifiutarla entro la scadenza prevista.

    CPB e ravvedimento speciale: cosa prevede la sanatoria 2026

    Una delle novità piu’ discusse del 2026 riguarda la possibilità di ravvedimento speciale per i contribuenti che hanno aderito al CPB per il biennio 2024-2025 ma si trovano in situazioni di irregolarità. Il decreto legge che ha introdotto questa possibilità prevede che i soggetti CPB possano regolarizzare le annualità 2018-2022 versando un’imposta sostitutiva sulle eventuali differenze di reddito non dichiarate.

    Questa opportunità ha una finestra temporale precisa: occorre verificare le scadenze ufficiali pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, poiché i termini possono essere modificati da provvedimenti successivi. Per tutti i dettagli sul ravvedimento speciale e le ultime proroghe, consulta il nostro articolo dedicato: Ravvedimento Speciale CPB 2026: Scadenza 16 Marzo e Calcolo Imposta F24.

    Vuoi sapere se c’e’ ancora la possibilita’ di riaprire il ravvedimento? Leggi anche: Sanatoria Partite IVA 2026: Emendamento per Riaprire il Ravvedimento CPB.

    Vantaggi e svantaggi del CPB: conviene aderire?

    Prima di decidere se aderire al Concordato Preventivo Biennale, è fondamentale valutare attentamente pro e contro in base alla propria situazione specifica.

    Vantaggi CPBSvantaggi CPB
    Certezza fiscale per due anni: sai già quanto pagheraiSe guadagni meno del reddito concordato, paghi comunque di più
    Riduzione del rischio di accertamenti fiscali per i due anni copertiI contributi previdenziali si calcolano sul reddito concordato (anche se effettivo è inferiore)
    Se guadagni più del reddito concordato, non paghi imposte sulla parte eccedenteClausola di decadenza: un accertamento con scarto >30% fa perdere tutti i benefici
    Pianificazione finanziaria semplificataNon adatto a chi prevede un calo significativo dei ricavi
    Possibili benefici premiali ISA (esonero da alcune comunicazioni, accesso a contributi agevolati)Minore flessibilità nella gestione fiscale

    La valutazione va fatta caso per caso. In linea generale, il CPB conviene di più a chi:

    • Ha un punteggio ISA alto (7 o superiore);
    • Prevede un andamento positivo o stabile dell’attività nel biennio;
    • Vuole ridurre il rischio di accertamenti e avere certezza fiscale;
    • Ha una buona capacità di pianificazione finanziaria.

    Al contrario, è sconsigliato per chi prevede una riduzione significativa dei ricavi o si trova in una fase di riorganizzazione dell’attività.

    Modello Redditi 2026: le altre novità da conoscere

    Il Modello Redditi 2026 non riguarda solo il CPB. Ecco le principali novità che trovano spazio nel modello dichiarativo quest’anno:

    • Nuovo Quadro W (cripto-attività): i contribuenti che detengono criptovalute devono dichiarare il possesso nel Quadro W e calcolare l’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) all’aliquota del 2 per mille. Dal 2026 l’aliquota sulle plusvalenze da cripto sale al 33% (era 26% fino al 2025), in base alla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024);
    • Riforma scaglioni IRPEF: dal 2024 è in vigore la nuova struttura a tre scaglioni (23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro). Il Modello Redditi 2026 recepisce questa struttura;
    • Nuovi limiti per il forfettario: la soglia di reddito da lavoro dipendente che causa esclusione dal regime forfettario e’ stata elevata a 35.000 euro (da 30.000 euro) dalla Legge di Bilancio 2025 e resta confermata per il 2026;
    • Quadro RR sezione CPB: nuova sezione dedicata al calcolo dei contributi previdenziali per i soggetti aderenti al concordato;
    • Detrazioni 2026: il nuovo sistema di detrazioni IRPEF (introdotto dalla Legge di Bilancio 2025) prevede la riduzione delle detrazioni per redditi superiori a 75.000 euro, con coefficiente variabile in base al numero di figli.

    Come presentare il Modello Redditi 2026: modalità e intermediari

    Il Modello Redditi PF 2026 può essere presentato attraverso diverse modalità:

    • Tramite il CAF (Centro di Assistenza Fiscale): è la soluzione piu’ comoda per privati e partite IVA che vogliono essere assistiti nella compilazione. Il CAF verifica la correttezza dei dati, gestisce la trasmissione telematica e fornisce l’assistenza in caso di controlli;
    • Tramite commercialista o consulente fiscale: consigliato per situazioni più complesse (società, operazioni straordinarie, ecc.);
    • In autonomia tramite i canali telematici AdE: possibile per chi ha sufficiente dimestichezza con i software fiscali (Entratel o Fiscoline).

    Per quanto riguarda il CPB nel 2026, la proposta di concordato viene elaborata con il software ISA/CPB distribuito dall’Agenzia delle Entrate e installabile dagli intermediari abilitati. Non è disponibile un percorso autonomo per il contribuente non abilitato: è necessario rivolgersi a un intermediario fiscale.

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    Domande frequenti (FAQ)

    Il Concordato Preventivo Biennale è obbligatorio?

    No, il CPB è del tutto volontario. Il contribuente riceve una proposta dall’Agenzia delle Entrate e può liberamente accettarla o rifiutarla. Non ci sono sanzioni o conseguenze negative per chi decide di non aderire. Semplicemente, chi non aderisce continua a dichiarare il reddito effettivo con le modalità ordinarie.

    Se aderisco al CPB e guadagno meno del reddito concordato, posso rescindere?

    In linea generale, no. Una volta accettata la proposta, il concordato è vincolante per i due anni coperti. Esistono però le cause di cessazione che permettono di uscire dall’accordo senza sanzioni in caso di eventi straordinari (es. cessione dell’azienda, trasformazione sostanziale dell’attività). Non basta invece il semplice fatto di aver guadagnato meno del previsto.

    Cosa succede se non pago le imposte sul reddito concordato?

    Il mancato versamento delle imposte dovute sul reddito concordato è equiparato al mancato versamento delle imposte ordinarie: si applicano le sanzioni previste dal D.Lgs. 472/1997 (sanzione del 30% sull’importo non versato, con possibilità di ravvedimento operoso). Il CPB non modifica le regole sanzionatorie per i ritardi nei pagamenti.

    I forfettari possono aderire al CPB nel 2026?

    Sì, i contribuenti in regime forfettario possono aderire al CPB con una procedura semplificata introdotta dal D.Lgs. 108/2024. La proposta per i forfettari è basata su parametri specifici legati al regime agevolato, diversi da quelli ISA usati per i soggetti in regime ordinario. Il reddito concordato viene indicato nel Quadro LM del Modello Redditi.

    Qual è la scadenza per aderire al CPB nel 2026?

    Per il biennio 2026-2027, la scadenza ordinaria per aderire al CPB per il biennio 2026-2027 è fissata al 31 ottobre 2026 (invio telematico tramite intermediario). Attenzione: questa data è distinta dal termine di presentazione del Modello Redditi PF 2026 che è il 30 novembre 2026. Ogni anno l’Agenzia delle Entrate rende disponibile il software per la visualizzazione e accettazione della proposta a partire da maggio. Ti consigliamo di contattare il CAF Centro Fiscale per verificare la proposta personalizzata.

    Il CAF può assistermi per la valutazione del CPB?

    Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine è abilitato all’assistenza fiscale per partite IVA soggette a ISA e per i contribuenti forfettari. I nostri esperti possono analizzare con te la proposta di concordato, calcolare la convenienza in base alla tua situazione specifica e gestire la trasmissione telematica dell’accettazione. Prenota un appuntamento chiamando il 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

    Per approfondire altri aspetti della dichiarazione dei redditi 2026, potresti trovare utile anche il nostro articolo su Il Quadro F del Modello 730/2026: Acconti, Crediti e Novità del Rigo F15.

    Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/10/Modello-730-1-e1697092544252.png 625 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-11 08:46:332026-06-11 07:25:36Modello Redditi 2026 e Concordato Preventivo Biennale: regole, limiti e nuove scadenze
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare

    Dichiarazione dei redditi 730

    Il rimborso 730 in busta paga 2026 rappresenta il momento più atteso dell’anno per milioni di lavoratori dipendenti italiani. Dopo aver compilato e inviato la dichiarazione dei redditi 730, chi risulta a credito riceve il rimborso direttamente nella busta paga, senza dover fare nulla di particolare: è il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, a occuparsi di tutto. Ma quando arriva esattamente? Come si legge in busta paga? E cosa succede se cambi lavoro o sei in cassa integrazione?

    In questa guida completa sul rimborso 730 in busta paga 2026 troverai tutte le risposte: dalle tempistiche precise mese per mese, fino ai casi particolari come il rimborso incapiente, il cambio datore di lavoro e la differenza tra rimborso tramite sostituto e rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate. Se vuoi sapere anche come funziona il rimborso 730 per i pensionati e le altre categorie, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida dedicata al rimborso 730 quando arriva.

    Indice dei contenuti

    1. Come Funziona il Rimborso 730 in Busta Paga
    2. Quando Arriva il Rimborso 730 in Busta Paga nel 2026
    3. Tempistiche Precise: Mese di Invio 730 e Mese di Rimborso
    4. Come Leggere il Rimborso 730 in Busta Paga
    5. Rimborso Incapiente: Cosa Succede se il Credito Supera le Ritenute
    6. Cambio Lavoro e Rimborso 730: Cosa Fare
    7. Rimborso 730 e Cassa Integrazione
    8. Trattenute Invece di Rimborso: Quando il 730 Genera un Debito
    9. Rimborso con Sostituto vs Rimborso Diretto dall’Agenzia delle Entrate
    10. Domande Frequenti sul Rimborso 730 in Busta Paga

    Come Funziona il Rimborso 730 in Busta Paga

    Il meccanismo del rimborso 730 in busta paga è relativamente semplice, anche se spesso genera dubbi tra i lavoratori dipendenti. Quando presenti il modello 730 e dalla dichiarazione emerge un credito IRPEF a tuo favore (perché durante l’anno hai pagato più imposte del dovuto), il rimborso non arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate: è il tuo datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, a erogartelo.

    In pratica funziona così: l’Agenzia delle Entrate elabora la tua dichiarazione e trasmette il risultato contabile (il cosiddetto prospetto di liquidazione, modello 730-4) al tuo datore di lavoro. A quel punto, il datore è obbligato per legge a effettuare il conguaglio nella prima busta paga utile. Il rimborso viene compensato con le ritenute IRPEF che il datore trattiene normalmente ogni mese dalla tua retribuzione.

    Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Mario abbia diritto a un rimborso 730 di 800 euro e che ogni mese il suo datore trattenga circa 350 euro di IRPEF dalla busta paga. Nella busta paga di luglio, invece di trattenere i 350 euro, il datore non solo non li trattiene ma aggiunge altri 450 euro allo stipendio netto. Il risultato è che Mario riceve 800 euro in più rispetto al solito. Se il rimborso fosse stato di 1.500 euro, il datore avrebbe azzerato le ritenute di luglio (350 euro) e aggiunto i restanti 1.150 euro, oppure avrebbe distribuito il rimborso su più mesi.

    Quando Arriva il Rimborso 730 in Busta Paga nel 2026

    La domanda che tutti si pongono è: quando arriva il rimborso 730 in busta paga nel 2026? La risposta dipende da quando hai inviato la dichiarazione dei redditi. La regola generale è che il rimborso 730 arriva nella busta paga del mese successivo a quello in cui il datore di lavoro riceve il prospetto di liquidazione (modello 730-4) dall’Agenzia delle Entrate.

    Per chi invia il 730 entro fine maggio 2026, il rimborso arriva nella busta paga di luglio 2026. Questo è il primo mese utile e rappresenta il momento in cui la maggior parte dei lavoratori dipendenti riceve il credito. Chi invece invia il 730 più tardi, ad esempio a giugno o luglio, riceverà il rimborso ad agosto o settembre. Vediamo nel dettaglio le scadenze del calendario 730 2026.

    È importante ricordare che la scadenza ultima per l’invio del 730/2026 è il 30 settembre 2026. Chi invia la dichiarazione a ridosso della scadenza riceverà il rimborso tra ottobre e novembre, quindi con un ritardo significativo rispetto a chi presenta il 730 per primo. Per questo motivo, conviene sempre presentare la dichiarazione il prima possibile, soprattutto se si è a credito.

    Tempistiche Precise: Mese di Invio 730 e Mese di Rimborso

    Per capire esattamente quando arriva il rimborso 730 in busta paga, ecco la tabella con le tempistiche precise che collegano il mese di invio della dichiarazione al mese in cui riceverai il rimborso. Queste tempistiche valgono per i lavoratori dipendenti che hanno indicato il datore di lavoro come sostituto d’imposta nel modello 730/2026.

    Periodo di invio 730Ricezione 730-4 dal datoreRimborso in busta paga
    Entro 31 maggio 2026Giugno 2026Luglio 2026
    1-30 giugno 2026Luglio 2026Agosto 2026
    1-23 luglio 2026Agosto 2026Agosto/Settembre 2026
    24 luglio – 31 agosto 2026Settembre 2026Settembre/Ottobre 2026
    1-30 settembre 2026Ottobre 2026Ottobre/Novembre 2026

    Come puoi notare, chi invia il 730 per primo (entro maggio) riceve il rimborso 730 già a luglio 2026, spesso insieme alla quattordicesima mensilità per chi ne ha diritto. Questo rende luglio un mese particolarmente ricco per i dipendenti. Chi invece aspetta fino a settembre potrebbe dover attendere fino a novembre per vedere il rimborso in busta paga. Ricorda che puoi preparare in anticipo tutti i documenti necessari per il 730 per velocizzare la presentazione.

    Come Leggere il Rimborso 730 in Busta Paga

    Uno degli aspetti che genera più confusione è come leggere il rimborso 730 nella busta paga. Non sempre è immediato individuare la voce giusta, perché ogni azienda utilizza un software paghe diverso e le diciture possono variare. Tuttavia, ci sono alcune voci standard che compaiono nella maggior parte dei cedolini.

    Le voci più comuni che indicano il rimborso 730 in busta paga sono:

    • Conguaglio 730 – è la dicitura più diffusa e indica il risultato complessivo della dichiarazione
    • Credito IRPEF da 730 – specifica che si tratta di un credito a favore del dipendente
    • Rimb. IRPEF mod. 730 – abbreviazione di “rimborso IRPEF modello 730”
    • Conguaglio fiscale 730 – altra variante comune nei software paghe
    • Credito addizionale regionale/comunale – voci separate per i rimborsi delle addizionali IRPEF

    In alcuni casi il rimborso 730 viene suddiviso in più voci distinte: una per il credito IRPEF vero e proprio, una per il credito addizionale regionale e una per il credito addizionale comunale. Questo accade perché il modello 730 calcola separatamente queste tre imposte. La somma di tutte le voci corrisponde al rimborso totale indicato nel prospetto di liquidazione. Se hai dubbi su come leggere il cedolino, verifica anche le detrazioni lavoro dipendente 2026 per confrontare le voci.

    Un consiglio pratico: confronta sempre l’importo indicato in busta paga con il risultato contabile del tuo 730 (rigo 161 o 163 del prospetto di liquidazione). Se i due importi coincidono, il conguaglio è stato effettuato correttamente in un’unica soluzione. Se l’importo in busta è inferiore, probabilmente il rimborso è stato spalmato su più mesi (situazione di incapienza, che vedremo tra poco).

    Rimborso Incapiente: Cosa Succede se il Credito Supera le Ritenute

    Si parla di rimborso 730 incapiente quando l’importo del credito IRPEF spettante al lavoratore è superiore alle ritenute che il datore di lavoro effettua normalmente in busta paga. In parole semplici: il datore non ha abbastanza “capienza” nelle trattenute mensili per rimborsarti tutto in una volta.

    Supponiamo che Laura abbia diritto a un rimborso 730 di 2.000 euro, ma che il suo datore ogni mese trattenga solo 250 euro di IRPEF. A luglio, il datore azzera completamente le ritenute (250 euro) e le restituisce come rimborso. Ma restano ancora 1.750 euro da rimborsare. A questo punto il datore prosegue nei mesi successivi: ad agosto azzera di nuovo le ritenute (altri 250 euro), e così via fino a esaurimento del credito. In questo caso, Laura riceverebbe il rimborso completo distribuito su circa 8 mesi.

    Cosa succede se entro dicembre 2026 il datore non riesce a completare il rimborso? La parte residua non va persa. Il datore la indica nella Certificazione Unica (CU) dell’anno successivo come credito non rimborsato, e il lavoratore potrà recuperarla nella dichiarazione 730/2027. In alternativa, il credito residuo può essere compensato direttamente dall’Agenzia delle Entrate se il lavoratore presenta il modello Redditi PF.

    Cambio Lavoro e Rimborso 730: Cosa Fare

    Se hai cambiato lavoro durante l’anno 2025 o nei primi mesi del 2026, la gestione del rimborso 730 in busta paga richiede un’attenzione in più. Il punto fondamentale è: chi è il tuo sostituto d’imposta al momento della presentazione del 730? È il datore di lavoro attuale, non quello precedente.

    Quando compili il 730/2026, nel riquadro dedicato al sostituto d’imposta devi indicare i dati del tuo attuale datore di lavoro (quello che ti paga lo stipendio al momento dell’invio). Sarà lui a ricevere il modello 730-4 dall’Agenzia delle Entrate e a effettuare il conguaglio in busta paga. Non importa che il credito sia maturato con il precedente datore: il rimborso arriva comunque attraverso quello nuovo.

    Attenzione ai casi particolari:

    • Cambio lavoro dopo l’invio del 730: se cambi datore dopo aver già inviato il 730, il modello 730-4 potrebbe arrivare al vecchio datore che non può più effettuare il conguaglio. In questo caso, dovrai presentare un 730 integrativo indicando il nuovo sostituto d’imposta
    • Periodo di disoccupazione tra i due lavori: se tra un impiego e l’altro sei stato disoccupato, puoi comunque indicare il nuovo datore. Se invece al momento dell’invio non hai un datore di lavoro, dovrai scegliere il 730 senza sostituto e il rimborso arriverà direttamente dall’Agenzia delle Entrate
    • Due lavori contemporanei: se hai due rapporti di lavoro, indica come sostituto quello principale (con il reddito più alto)

    Rimborso 730 e Cassa Integrazione

    Un caso che genera molte domande è quello dei lavoratori in cassa integrazione (CIG). Se sei in cassa integrazione, hai comunque diritto al rimborso 730 in busta paga? La risposta è: dipende dalla tipologia di CIG e da chi eroga il trattamento.

    Se sei in cassa integrazione ordinaria (CIGO) con pagamento diretto dall’azienda, il tuo datore resta il sostituto d’imposta e il rimborso arriva normalmente nella busta paga. L’importo del conguaglio viene calcolato sulle ritenute IRPEF effettuate sulla retribuzione residua e sull’integrazione salariale.

    Se invece sei in cassa integrazione con pagamento diretto dall’INPS (come accade per la CIGS in alcuni casi), la situazione è più complessa. L’INPS trattiene l’IRPEF sulle somme che eroga, ma il conguaglio 730 resta a carico del datore di lavoro per la parte di sua competenza. In questo scenario, il rimborso potrebbe essere più basso del previsto perché la capienza delle ritenute in busta paga è ridotta (dato che parte dello stipendio è pagato dall’INPS). Il meccanismo del rimborso incapiente si applica con maggiore frequenza in queste situazioni.

    Se sei stato collocato in cassa integrazione a zero ore (cioè non lavori affatto e ricevi tutto dall’INPS), il datore di lavoro potrebbe non avere capienza sufficiente per effettuare alcun conguaglio. In tal caso, è consigliabile presentare il 730 senza sostituto d’imposta e ricevere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, come vedremo nella sezione dedicata.

    Trattenute Invece di Rimborso: Quando il 730 Genera un Debito

    Non sempre il modello 730 genera un rimborso. In alcuni casi, il risultato della dichiarazione è un debito IRPEF: significa che durante l’anno hai pagato meno imposte di quelle dovute. In questo scenario, il datore di lavoro effettua una trattenuta aggiuntiva in busta paga, riducendo il tuo stipendio netto.

    Le situazioni più comuni in cui il 730 genera un debito sono:

    • Due o più CU nello stesso anno: se hai avuto due datori di lavoro nel 2025, ciascuno ha calcolato le ritenute separatamente, senza considerare il reddito complessivo. Il 730 ricalcola l’IRPEF sul reddito totale, e spesso emerge un debito
    • Redditi aggiuntivi: affitti, redditi occasionali o altri redditi non soggetti a ritenuta d’acconto che aumentano l’imponibile
    • Detrazioni ridotte: se durante l’anno hai beneficiato di detrazioni non spettanti (ad esempio detrazioni per lavoro dipendente calcolate su un reddito più basso)
    • Acconti IRPEF: oltre al saldo, il 730 può calcolare anche gli acconti per l’anno successivo, che vengono trattenuti in busta paga (a giugno e novembre)

    Quando il 730 genera un debito, la trattenuta avviene con le stesse tempistiche del rimborso: nella busta paga di luglio per chi invia entro maggio, e via via nei mesi successivi. Se l’importo è elevato, il datore può rateizzarlo in più mesi. In caso di debito, è particolarmente importante verificare di aver indicato correttamente tutte le detrazioni per spese mediche e le altre spese detraibili per ridurre al minimo l’importo dovuto.

    Rimborso con Sostituto vs Rimborso Diretto dall’Agenzia delle Entrate

    Quando presenti il modello 730/2026 hai due opzioni per ricevere il rimborso 730: tramite il sostituto d’imposta (il datore di lavoro) oppure direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questa seconda opzione si chiama 730 senza sostituto ed è disponibile dal 2014.

    Ecco le principali differenze tra le due modalità:

    CaratteristicaRimborso tramite sostitutoRimborso diretto AdE
    TempisticaDa luglio (primo mese utile)Da dicembre in poi (entro 6 mesi)
    ModalitàIn busta pagaAccredito su IBAN
    VelocitàPiù veloce (1-2 mesi dall’invio)Più lento (4-6 mesi dall’invio)
    Chi lo effettuaDatore di lavoroAgenzia delle Entrate
    Rischio incapienzaSì (se credito > ritenute)No (importo pieno)
    Controlli preventiviNoPossibili controlli su rimborsi > 4.000 euro
    Quando sceglierloHai un lavoro stabileSei disoccupato, in CIG a zero ore, o il datore ha poca capienza

    Il rimborso tramite sostituto d’imposta è la scelta migliore per la maggior parte dei lavoratori dipendenti, perché è decisamente più veloce. Il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate è invece consigliato quando non hai un datore di lavoro, quando il tuo rapporto di lavoro è precario, oppure quando il rimborso è molto elevato e il datore non ha capienza sufficiente.

    Un aspetto importante: se scegli il rimborso diretto dall’AdE e il credito supera i 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare controlli preventivi prima di erogare il rimborso, allungando ulteriormente i tempi. Questo accade soprattutto in presenza di detrazioni per carichi di famiglia o eccedenze di imposta riportate da anni precedenti.

    Domande Frequenti sul Rimborso 730 in Busta Paga

    Quando arriva il rimborso 730 in busta paga nel 2026?

    Per chi invia il 730 entro maggio 2026, il rimborso 730 in busta paga arriva con la retribuzione di luglio 2026. Per invii successivi, il rimborso si sposta nei mesi seguenti: agosto per invii a giugno, settembre per invii a luglio, e così via fino a novembre per chi invia a settembre.

    Come si vede il rimborso 730 nella busta paga?

    Il rimborso 730 compare nella busta paga con diciture come “Conguaglio 730”, “Credito IRPEF da 730” o “Rimb. IRPEF mod. 730”. Può essere suddiviso in più voci (IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale). La somma di tutte le voci corrisponde al rimborso totale.

    Cosa succede se il rimborso 730 è superiore alle ritenute mensili?

    Si verifica la cosiddetta incapienza: il datore di lavoro azzera le ritenute IRPEF del mese e rimborsa quanto possibile. La parte restante viene distribuita nelle buste paga dei mesi successivi, fino a esaurimento del credito o fino a dicembre. L’eventuale residuo non rimborsato viene riportato nella CU dell’anno successivo.

    Posso ricevere il rimborso 730 senza datore di lavoro?

    Sì, puoi presentare il 730 senza sostituto d’imposta. In questo caso il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sull’IBAN che hai comunicato. I tempi sono più lunghi: generalmente da dicembre in poi, entro 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione.

    Ho cambiato lavoro: chi mi rimborsa il 730?

    Il rimborso 730 in busta paga viene effettuato dal datore di lavoro che hai indicato come sostituto d’imposta nel modello 730. Se hai cambiato lavoro, devi indicare il datore attuale. Se al momento della presentazione sei disoccupato, scegli il 730 senza sostituto.

    Il rimborso 730 è tassato?

    No, il rimborso 730 non è tassato. Si tratta della restituzione di imposte già pagate in eccesso, quindi non costituisce reddito imponibile. L’importo che vedi indicato come “conguaglio 730” in busta paga è netto e non subisce ulteriori trattenute.


    Hai Bisogno di Aiuto con il 730? Contatta il CAF Centro Fiscale

    Il rimborso 730 in busta paga 2026 è un diritto di ogni lavoratore dipendente che risulta a credito dopo la dichiarazione dei redditi. Per massimizzare il tuo rimborso è fondamentale indicare correttamente tutte le spese detraibili, verificare le detrazioni spettanti e scegliere il momento giusto per inviare la dichiarazione.

    Se hai dubbi sul tuo rimborso 730, se non sai come leggere il conguaglio in busta paga o se hai cambiato lavoro durante l’anno, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti in ogni fase della dichiarazione dei redditi.

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      Giugno 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-05 08:00:002026-04-18 13:40:34Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni

      Dichiarazione dei redditi 730

      Badante e Colf nel 730 2026: Detrazioni e Deduzioni

      Chi ha assunto una badante o una colf puo beneficiare di agevolazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi. Esistono sia deduzioni (sui contributi INPS versati) sia detrazioni (sulle spese per l’assistenza a persone non autosufficienti).

      E importante conoscere la differenza tra le due agevolazioni e sapere quali documenti conservare per il 730/2026. Vediamo nel dettaglio come funzionano.

      Indice dei contenuti

      1. Differenza tra deduzione e detrazione
      2. Deduzione contributi INPS
      3. Detrazione assistenza non autosufficienti
      4. Documenti necessari
      5. Come compilare il 730
      6. Domande frequenti



      Differenza tra Deduzione e Detrazione

      Prima di entrare nel dettaglio, e importante capire la differenza tra le due agevolazioni.

      Deduzione

      La deduzione riduce il reddito imponibile. Se hai un reddito di 30.000 euro e deduci 1.500 euro, paghi le tasse su 28.500 euro. Il risparmio effettivo dipende dalla tua aliquota IRPEF.

      Detrazione

      La detrazione riduce direttamente l’imposta da pagare. Se la tua IRPEF e di 5.000 euro e hai una detrazione di 399 euro, paghi 4.601 euro.

      Quali si applicano a badante e colf

      • Contributi INPS: DEDUZIONE (per tutti i datori di lavoro domestico)
      • Spese assistenza: DETRAZIONE (solo per assistenza a non autosufficienti)



      Deduzione Contributi INPS per Colf e Badanti

      I contributi INPS versati per colf, badanti e altri collaboratori domestici sono deducibili dal reddito.

      Importo deducibile

      • Limite massimo: 1.549,37 euro all’anno
      • Si deduce solo la quota a carico del datore di lavoro (non quella trattenuta al lavoratore)

      Chi puo dedurre

      La deduzione spetta al datore di lavoro che ha versato i contributi, indipendentemente da:

      • Il tipo di mansione (colf, badante, baby-sitter)
      • Le ore di lavoro (part-time o full-time)
      • Lo stato di salute della persona assistita

      Esempio pratico

      Se hai versato contributi INPS per 2.000 euro (quota datore):

      • Puoi dedurre solo 1.549,37 euro (il limite massimo)
      • Con aliquota IRPEF del 35%, risparmi: 1.549,37 x 35% = 542,28 euro



      Detrazione per Assistenza a Persone Non Autosufficienti

      Se la badante assiste una persona non autosufficiente, oltre alla deduzione dei contributi hai diritto a una detrazione sulle spese di assistenza.

      Requisiti della persona assistita

      La detrazione spetta se la persona assistita:

      • Non e in grado di compiere autonomamente le attivita quotidiane (alimentarsi, vestirsi, lavarsi)
      • Necessita di sorveglianza continua
      • La condizione deve risultare da certificazione medica o verbale di invalidita

      Importo della detrazione

      • Aliquota: 19%
      • Limite massimo di spesa: 2.100 euro
      • Detrazione massima: 2.100 x 19% = 399 euro

      Limite di reddito

      La detrazione spetta solo se il reddito complessivo non supera 40.000 euro.

      Cosa si puo detrarre

      • Spese per assistenza personale (compenso alla badante)
      • Non sono detraibili: vitto, alloggio, contributi INPS (gia deducibili)



      Documenti Necessari

      Per usufruire delle agevolazioni, devi conservare la documentazione relativa al rapporto di lavoro e ai pagamenti.

      Per la deduzione contributi INPS

      • MAV o ricevute INPS dei contributi versati
      • Prospetto contributi INPS (disponibile sul cassetto previdenziale INPS)

      Per la detrazione assistenza

      • Certificazione medica attestante la non autosufficienza
      • Contratto di lavoro con la badante
      • Buste paga o ricevute del compenso
      • Bonifici o assegni (pagamenti tracciabili)

      Obbligo tracciabilita

      Per la detrazione assistenza, il pagamento deve essere tracciabile:

      • Bonifico bancario o postale
      • Assegno bancario o circolare
      • Carte di credito/debito

      La deduzione contributi INPS non richiede pagamento tracciabile (i contributi si versano gia tramite MAV).



      Come Compilare il 730

      Le due agevolazioni vanno indicate in sezioni diverse del 730.

      Deduzione contributi INPS

      I contributi INPS deducibili vanno indicati nel quadro E, Sezione II (oneri deducibili), rigo E23.

      Detrazione assistenza

      Le spese per assistenza a non autosufficienti vanno indicate nel quadro E, Sezione I (oneri detraibili), righi E8-E10, con codice 15.

      730 precompilato

      I contributi INPS sono generalmente gia presenti nel 730 precompilato (comunicati dall’INPS). Le spese per assistenza invece non sono precompilate e vanno inserite manualmente.

      Domande Frequenti su Badante e Colf nel 730

      Posso avere sia la deduzione che la detrazione?

      Si, se la badante assiste una persona non autosufficiente puoi:

      • Dedurre i contributi INPS (fino a 1.549,37 euro)
      • Detrarre le spese di assistenza (19% su max 2.100 euro)

      Se la badante assiste mia madre che vive da sola?

      Puoi usufruire delle agevolazioni se sei tu a sostenere le spese, anche se la persona assistita non convive con te. L’importante e che risulti dal contratto e dai pagamenti.

      Ho due badanti per mio padre: posso raddoppiare?

      No, il limite di 2.100 euro per la detrazione e riferito alla persona assistita, non al numero di badanti. Anche con piu assistenti, la detrazione massima resta 399 euro.

      La colf che pulisce casa da diritto alla detrazione?

      No, la detrazione per assistenza (19%) spetta solo per l’assistenza a persone non autosufficienti. Per la colf puoi solo dedurre i contributi INPS.

      📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.



      Assistenza per il 730 a Udine

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a gestire correttamente le agevolazioni per badanti e colf nel 730.

      Contattaci per un appuntamento:

      • Telefono: 0432 1638640
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      Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.

      Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini

      Dichiarazione dei redditi 730

      Affitto nel 730 2026: Detrazioni per Inquilini

      Se paghi un affitto per la tua abitazione principale, puoi avere diritto a una detrazione fiscale nel 730/2026. La normativa prevede diverse agevolazioni per gli inquilini, con importi che variano in base al reddito e alla tipologia di contratto.

      Le detrazioni per l’affitto sono pensate per alleggerire il peso del canone di locazione sui redditi piu bassi. Vediamo nel dettaglio quali agevolazioni sono disponibili e come richiederle.

      Indice dei contenuti

      1. Tipi di detrazione affitto
      2. Detrazione generale inquilini
      3. Detrazione canone concordato
      4. Detrazione giovani inquilini
      5. Lavoratori trasferiti
      6. Documenti necessari
      7. Domande frequenti



      Tipi di Detrazione per l’Affitto

      Esistono diverse tipologie di detrazione per chi paga l’affitto. Le principali sono:

      • Detrazione generale per inquilini – per tutti gli inquilini con reddito basso
      • Detrazione canone concordato – per chi ha un contratto a canone concordato (3+2)
      • Detrazione giovani inquilini – per i giovani che lasciano la casa dei genitori
      • Detrazione lavoratori trasferiti – per chi si trasferisce per lavoro

      Queste detrazioni sono alternative tra loro: non e possibile cumularle, ma puoi scegliere quella piu vantaggiosa.



      Detrazione Generale per Inquilini

      La detrazione generale spetta a tutti gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, a prescindere dal tipo di contratto.

      Importi 2026

      Reddito complessivoDetrazione
      Fino a 15.493,71 euro300 euro
      Da 15.493,72 a 30.987,41 euro150 euro
      Oltre 30.987,41 euroNessuna detrazione

      Requisiti

      • Contratto di locazione regolarmente registrato
      • L’immobile deve essere l’abitazione principale
      • Reddito complessivo entro i limiti indicati



      Detrazione per Contratti a Canone Concordato

      Se hai un contratto a canone concordato (tipicamente 3+2), puoi usufruire di una detrazione piu alta.

      Importi 2026

      Reddito complessivoDetrazione
      Fino a 15.493,71 euro495,80 euro
      Da 15.493,72 a 30.987,41 euro247,90 euro

      Cos’e il canone concordato

      Il contratto a canone concordato prevede un canone calmierato, stabilito sulla base di accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini. Il contratto ha durata minima di 3 anni + 2 di rinnovo.



      Detrazione per Giovani Inquilini

      I giovani tra 20 e 31 anni che stipulano un contratto di locazione per l’abitazione principale possono beneficiare di una detrazione specifica.

      Requisiti

      • Eta compresa tra 20 e 31 anni (non compiuti)
      • Reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro
      • L’immobile deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitori
      • Contratto regolarmente registrato

      Importo detrazione

      La detrazione e pari al 20% del canone annuo, con un minimo di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro.

      Durata

      La detrazione spetta per i primi 4 anni di contratto (non necessariamente consecutivi).



      Detrazione per Lavoratori Trasferiti

      I lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro possono beneficiare di una detrazione specifica.

      Requisiti

      • Trasferimento della residenza nel comune di lavoro (o in comune limitrofo)
      • Il nuovo comune deve distare almeno 100 km dal precedente
      • Il nuovo comune deve essere in una regione diversa
      • Contratto di lavoro dipendente

      Importi 2026

      Reddito complessivoDetrazione
      Fino a 15.493,71 euro991,60 euro
      Da 15.493,72 a 30.987,41 euro495,80 euro

      Durata

      La detrazione spetta per i primi 3 anni dal trasferimento della residenza.

      Documenti Necessari

      Per richiedere la detrazione affitto devi presentare al CAF la documentazione relativa al contratto e ai pagamenti.

      Documenti richiesti

      • Contratto di locazione registrato
      • Ricevute dei canoni pagati o bonifici
      • Attestazione del proprietario dei canoni ricevuti (facoltativa)
      • Residenza anagrafica nell’immobile

      Per giovani inquilini

      • Documento che attesti l’eta
      • Stato di famiglia che dimostri la residenza diversa dai genitori

      Per lavoratori trasferiti

      • Contratto di lavoro dipendente
      • Certificato di residenza che attesti il trasferimento
      • Precedente indirizzo di residenza



      Domande Frequenti sull’Affitto nel 730

      Posso detrarre l’affitto se vivo con il mio compagno/a?

      Si, se il contratto e intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%. Se e intestato solo a uno dei due, detrae solo l’intestatario del contratto.

      Ho un contratto di sublocazione, posso detrarre?

      No, la detrazione spetta solo per i contratti di locazione stipulati direttamente con il proprietario, non per le sublocazioni.

      Detraggo l’intero canone annuo?

      No, la detrazione e un importo fisso (300, 150, 495,80 euro ecc.) che non dipende dal canone pagato, ma solo dal reddito e dal tipo di contratto.

      Quale detrazione scegliere se ho diritto a piu di una?

      Puoi scegliere la detrazione piu conveniente. Il CAF ti aiutera a individuare quella che ti fa risparmiare di piu.

      📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.

      Assistenza per il 730 a Udine

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alle detrazioni per l’affitto e a scegliere quella piu vantaggiosa.

      Contattaci per un appuntamento:

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121

      Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.

      Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro

      Dichiarazione dei redditi 730

      Spese Funebri 730 2026: Detrazione e Limiti

      Le spese funebri sostenute per la morte di un familiare sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se nel 2025 hai affrontato il costo di un funerale, puoi recuperare parte della spesa nel 730/2026.

      La detrazione fiscale e del 19% su un importo massimo di 1.550 euro per decesso. Vediamo nel dettaglio come funziona, chi puo beneficiarne e quali spese sono ammesse.

      Indice dei contenuti

      1. Come funziona la detrazione
      2. Spese funebri ammesse
      3. Chi puo detrarre
      4. Calcolo della detrazione
      5. Documenti necessari
      6. Domande frequenti



      Come Funziona la Detrazione per Spese Funebri

      La detrazione per spese funebri ha regole specifiche stabilite dalla normativa fiscale.

      Aliquota e limiti

      • Aliquota detrazione: 19%
      • Tetto massimo: 1.550 euro per ogni decesso
      • Detrazione massima: 1.550 x 19% = 294,50 euro

      Nessuna franchigia

      A differenza di altre detrazioni (come le spese veterinarie), per le spese funebri non e prevista franchigia. La detrazione del 19% si applica da subito, dal primo euro speso.

      Limite per decesso, non per contribuente

      Il tetto di 1.550 euro si riferisce a ogni singolo decesso, non al contribuente. Se nello stesso anno hai sostenuto spese funebri per piu persone (es. due genitori), puoi detrarre fino a 1.550 euro per ciascun decesso.



      Quali Spese Funebri Sono Detraibili

      Sono detraibili le spese strettamente connesse al funerale.

      Spese detraibili

      • Servizi dell’impresa funebre (vestizione, composizione, trasporto salma)
      • Cassa funebre (bara)
      • Addobbi floreali forniti dall’agenzia
      • Annunci funebri sui giornali
      • Trasporto del feretro
      • Sepoltura o cremazione
      • Concessione loculo cimiteriale (se pagata contestualmente)

      Spese NON detraibili

      • Ristorante per il pranzo del funerale
      • Lapide e incisioni successive
      • Manutenzione della tomba
      • Fiori acquistati direttamente (non tramite agenzia)
      • Messe e offerte religiose



      Chi Puo Detrarre le Spese Funebri

      La detrazione non e riservata solo ai familiari stretti, ma ha alcune specificita.

      Requisiti per chi detrae

      Puo detrarre chi:

      • Ha effettivamente sostenuto la spesa
      • Ha la fattura intestata a proprio nome
      • Ha pagato con metodo tracciabile

      Per chi e deceduto

      La spesa e detraibile per il decesso di qualsiasi persona, non necessariamente un familiare. Tuttavia, nella pratica le agenzie funebri intestano la fattura a chi paga, che di solito e un parente.

      Spesa divisa tra piu persone

      Se la spesa e stata divisa tra piu familiari:

      • Ciascuno detrae la quota effettivamente pagata
      • La somma delle detrazioni non puo superare il tetto di 1.550 euro per decesso
      • La fattura deve riportare chi ha pagato cosa, oppure serve dichiarazione sostitutiva



      Come Calcolare la Detrazione

      Vediamo con esempi pratici come funziona il calcolo.

      Esempio 1: Spesa sotto il tetto

      Se hai speso 1.200 euro per il funerale:

      • Detrazione: 1.200 x 19% = 228 euro

      Esempio 2: Spesa sopra il tetto

      Se hai speso 3.000 euro per il funerale:

      • Si considera solo il tetto: 1.550 euro
      • Detrazione: 1.550 x 19% = 294,50 euro

      Esempio 3: Due decessi nello stesso anno

      Se hai sostenuto spese per i funerali di entrambi i genitori:

      • Spesa genitore 1: 2.000 euro (si detrae su 1.550 euro)
      • Spesa genitore 2: 1.800 euro (si detrae su 1.550 euro)
      • Detrazione totale: 294,50 + 294,50 = 589 euro



      Documenti Necessari

      Per ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese.

      Documenti richiesti

      • Fattura dell’impresa funebre intestata a chi detrae
      • Ricevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta)
      • Certificato di morte (o autocertificazione del decesso)

      Se la fattura e intestata a piu persone

      Se la fattura e intestata a piu eredi:

      • Ciascuno detrae la propria quota
      • Serve annotazione sulla fattura di chi ha pagato cosa
      • In alternativa, dichiarazione sostitutiva di atto notorio

      Obbligo di pagamento tracciabile

      Dal 2020 e obbligatorio pagare con metodi tracciabili:

      • Bonifico bancario o postale
      • Carta di credito o debito
      • Assegno

      I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.

      Domande Frequenti sulle Spese Funebri

      Posso detrarre le spese se non ero parente del defunto?

      Si, la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non aveva legami di parentela con il defunto. L’importante e che la fattura sia intestata a chi detrae.

      Le spese funebri sono nel 730 precompilato?

      Generalmente si. Le imprese funebri comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate. Verifica comunque che i dati siano presenti e corretti.

      Posso detrarre le spese anche se le ho pagate con soldi ereditati?

      Si, quello che conta e chi ha materialmente pagato e a chi e intestata la fattura. La provenienza del denaro e irrilevante.

      E se la persona deceduta aveva il 730?

      Le spese funebri non rientrano mai nella dichiarazione del defunto, ma sempre in quella di chi le ha pagate.

      📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.



      Assistenza per il 730 a Udine

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730, recuperando tutte le detrazioni a cui hai diritto.

      Contattaci per un appuntamento:

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121

      Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.

      Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24

      Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti

      calcolo imu CAF Udine

      Giugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi INPS e l’IVA mensile. Questo calendario aggiornato ti guida attraverso tutti gli adempimenti del mese, con le date esatte e le istruzioni per non perdere nessuna scadenza.

      Le 4 date chiave di giugno 2026

      Le scadenze di giugno 2026 si addensano in quattro momenti precisi del mese. Conoscerle in anticipo permette di organizzarsi per tempo ed evitare sanzioni e interessi da ravvedimento operoso.

      DataAdempimento principaleChi riguarda
      2 giugno 2026Festa della Repubblica (nessun adempimento)Tutti
      16 giugno 2026Acconto IMU, ritenute, IVA mensile, contributi INPS/INAILTitolari immobili, datori di lavoro, P.IVA mensili
      25 giugno 2026INTRASTAT mensile e trimestraleOperatori intracomunitari
      30 giugno 2026Versamenti IRPEF, cedolare secca, contributi colf/badantiPrivati, professionisti, datori di lavoro domestico

      Nota: Il 2 giugno e festa nazionale (Festa della Repubblica): tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo, che nel 2026 e il 3 giugno (mercoledi).

      16 giugno 2026: la scadenza piu importante del mese

      Il 16 giugno e il giorno piu affollato del calendario fiscale estivo. Coincidono almeno 15 adempimenti diversi, tra cui:

      Acconto IMU giugno 2026

      L’acconto IMU 2026 si versa entro il 16 giugno. Il calcolo si basa sulle aliquote 2025 applicate al 50% del dovuto annuo (cosiddetto metodo storico). In alternativa, si puo versare il 50% dell’imposta calcolata con le aliquote 2026 se gia deliberate dal Comune (metodo previsionale).

      Per sapere chi e esente e come calcolare l’IMU se sei pensionato, leggi la nostra guida: IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari.

      Ritenute alla fonte su redditi di lavoro

      I datori di lavoro (inclusi i condomini come sostituti d’imposta) devono versare via modello F24 le ritenute IRPEF operate a maggio 2026 su:

      • Redditi di lavoro dipendente e assimilati (codice tributo 1001)
      • Redditi di lavoro autonomo e professionisti (codice tributo 1040)
      • Redditi diversi (codice tributo 1040 o 1045 secondo il caso)
      • Provvigioni agenti (codice tributo 1038)

      IVA mensile maggio 2026

      I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di maggio 2026 entro il 16 giugno. Il pagamento avviene con F24, codice tributo 6005 (IVA mensile maggio). Chi ha saldo a credito non deve effettuare versamenti.

      Contributi INPS artigiani e commercianti

      Gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS versano entro il 16 giugno la seconda rata 2026 dei contributi fissi sul minimale. L’importo varia in base al settore e alla gestione. Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti e del 24,48% sul reddito imponibile.

      Contributi INPS gestione separata

      I collaboratori e i professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS versano il saldo 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno (non il 16). L’aliquota e del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, 24% per chi ha un’altra copertura.

      Contributi INAIL premio annuale

      Entro il 16 giugno i datori di lavoro devono versare il premio INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali. Il pagamento avviene con F24 o bollettino INAIL, sulla base della comunicazione inviata dall’Istituto a febbraio 2026.

      Bollo auto: le scadenze di giugno 2026

      Il bollo auto non ha una data unica nazionale: la scadenza dipende dal mese di immatricolazione del veicolo e dalla regione di residenza. In linea generale:

      • I veicoli immatricolati in aprile hanno il bollo in scadenza a giugno 2026 (entro la fine del mese successivo all’immatricolazione)
      • Il pagamento avviene tramite portale ACI, sportello ACI, banche, tabaccai abilitati, oppure online su Pago PA
      • In caso di mancato pagamento e applicabile il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte rispetto a quella ordinaria

      Esenzioni bollo auto 2026: sono esenti i veicoli elettrici (per i primi 5 anni in molte regioni), i veicoli intestati a persone con grave disabilita (legge 104), i veicoli storici con oltre 30 anni di eta.

      Affitti brevi: versamento ritenute di giugno 2026

      I gestori di portali di locazione turistica (Airbnb, Booking, Vrbo, ecc.) che hanno operato ritenute del 21% sui canoni di maggio 2026 relativi a contratti di affitto breve devono versare le ritenute entro il 16 giugno tramite F24 con codice tributo 1919.

      Per i proprietari privati con cedolare secca sugli affitti brevi: il saldo della cedolare secca 2025 e l’acconto 2026 confluiscono nelle scadenze del 30 giugno (senza maggiorazione) oppure del 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%. Per approfondire le regole sulla cedolare secca nelle dichiarazioni precompilate: Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026.

      Per dettagli sulle ritenute versate a maggio 2026 dagli intermediari: Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari.

      30 giugno 2026: versamenti IRPEF e cedolare secca

      Il 30 giugno e l’altra data cruciale del mese: entro questa data, chi ha presentato il Modello 730 o il Modello Redditi PF 2026 deve versare (senza maggiorazione) le imposte emergenti dalla dichiarazione:

      • Saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 (per chi versa autonomamente, non tramite sostituto d’imposta)
      • Saldo cedolare secca 2025 e acconto cedolare secca 2026
      • Addizionali regionali e comunali IRPEF 2025
      • Imposta sostitutiva sul regime forfettario 2025 (saldo 15% o 5% nuove attivita)
      • Contributi INPS da Modello Redditi (gestione separata, artigiani/commercianti, saldo 2025)

      Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo farlo entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% (interesse da dilazione). Per approfondire il calcolo dei versamenti: Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti.

      Calendario completo delle 32 scadenze fiscali di giugno 2026

      Di seguito il riepilogo schematico di tutti i 32 adempimenti di giugno 2026, suddivisi per data e tipologia.

      Scadenze del 16 giugno 2026 (15 adempimenti)

      N.AdempimentoChi pagaCodice tributo F24
      1Acconto IMU 2026 prima rataProprietari immobili3912–3956 (per tipologia)
      2IVA mensile maggio 2026P.IVA liquidazione mensile6005
      3Ritenute lavoro dipendente maggio 2026Datori di lavoro1001
      4Ritenute lavoro autonomo maggio 2026Committenti/condomini1040
      5Ritenute su provvigioni maggio 2026Preponenti/agenti1038
      6Ritenute su dividendi maggio 2026Societa distributrici1035
      7Contributi INPS artigiani – 2a rata sul minimaleArtigiani0703, 0704
      8Contributi INPS commercianti – 2a rata sul minimaleCommercianti0703, 0705
      9Premio INAIL 2026 (regolazione e anticipo)Datori di lavoro con dipendentiBollettino/F24
      10Ritenute affitti brevi intermediari – maggio 2026Portali di locazione turistica1919
      11Contributi INPS lavoratori parasubordinati – quota datoreCommittentiF24/DM10
      12IVA trimestrale primo trimestre con opzione mensileOperatori IVA trimestrali con opzione6031
      13Addizionale regionale IRPEF su cessazione rapportoDatori di lavoro (su TFR)3802
      14Tobin Tax su operazioni finanziarie maggio 2026Intermediari finanziari4058–4059
      15Imposta di bollo su fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2026Titolari P.IVA soggetti a bollo2521–2524

      Scadenze del 25 giugno 2026 (2 adempimenti)

      N.AdempimentoChi presenta
      16Modello INTRASTAT mensile maggio 2026 (acquisti e cessioni UE)Operatori intracomunitari con obbligo mensile
      17Modello INTRASTAT trimestrale primo trimestre 2026Operatori intracomunitari con obbligo trimestrale

      Scadenze del 30 giugno 2026 (15 adempimenti)

      N.AdempimentoChi paga
      18Saldo IRPEF 2025 da Modello 730/Redditi (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto
      19Primo acconto IRPEF 2026 (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto
      20Saldo cedolare secca 2025 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca
      21Acconto cedolare secca 2026 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca
      22Addizionale regionale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche
      23Addizionale comunale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche
      24Imposta sostitutiva forfettario – saldo 2025 e acconto 2026Titolari P.IVA forfettaria
      25Contributi INPS gestione separata – saldo 2025 e acconto 2026Professionisti senza cassa, collaboratori
      26IVIE 2025 saldo (immobili esteri)Persone fisiche con immobili all’estero
      27IVAFE 2025 saldo (attivita finanziarie estere)Persone fisiche con conti/attivita all’estero
      28IVCA 2025 saldo (cripto-attivita)Detentori di criptovalute
      29Imposta sostitutiva rivalutazione TFR 2025Datori di lavoro che detengono TFR
      30Diritto annuale CCIAA 2026Imprese iscritte al Registro Imprese
      31Bollo auto giugno 2026 (veicoli con scadenza a giugno)Proprietari/possessori veicoli
      32Ravvedimento operoso per versamenti omessi/insufficienti fino a maggio 2026Contribuenti in ritardo

      Contributi colf e badanti: scadenza luglio 2026

      I datori di lavoro domestico (chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter) devono versare i contributi INPS relativi al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno) entro il 10 luglio 2026, come da calendario INPS per i versamenti trimestrali del lavoro domestico.

      Il pagamento avviene tramite PagoPA sul sito INPS, non con F24. I contributi si calcolano in base alle ore lavorate e alla retribuzione oraria (fascia A, B o C del CCNL lavoro domestico 2024-2028).

      Diritto annuale CCIAA: scadenza 30 giugno 2026

      Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (CCIAA) devono versare il diritto annuale 2026 entro il 30 giugno, tramite F24 con il codice tributo 3850.

      L’importo varia a seconda della forma giuridica e della fascia di fatturato:

      • Imprese individuali: importo fisso determinato da ciascuna CCIAA (generalmente tra 40 e 200 euro)
      • Societa di persone (SNC, SAS): importo fisso base, intorno ai 200 euro
      • Societa di capitali (SRL, SPA): importo variabile in base al fatturato, da circa 200 a oltre 40.000 euro

      Il mancato versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi legali. Con ravvedimento operoso e possibile regolarizzare pagando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.

      Come si usa il ravvedimento operoso in caso di ritardo

      Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, aggiornato dal D.Lgs. 87/2024) consente di regolarizzare spontaneamente un versamento omesso o insufficiente, pagando una sanzione ridotta. Dal 1 settembre 2024 la riforma delle sanzioni tributarie ha abbassato la sanzione base per omessi versamenti al 25% (in luogo del precedente 30%). Le aliquote ridotte del ravvedimento dipendono dal tempo trascorso dalla scadenza:

      Tipo di ravvedimentoTermineCoefficiente riduzioneSanzione ridotta (su base 25%)
      Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/300 per giorno0,083% al giorno (max 1,16%)
      Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1/10 della sanzione ridotta al 12,5%1,25%
      Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1/91,39%
      Ravvedimento lungoDal 91 giorno a 1 anno1/83,125%
      Ravvedimento biennaleEntro 2 anni1/73,57%
      Oltre 2 anniOltre 2 anni1/64,17%

      Alla sanzione ridotta si aggiungono sempre gli interessi legali al tasso vigente (calcolati sui giorni di ritardo). Il ravvedimento si perfeziona con il versamento dell’imposta, degli interessi e della sanzione ridotta in un unico F24.

      Proroga versamenti 2026: cosa cambia per ISA e forfettari

      Anche nel 2026 e stato previsto un regime di proroga per i contribuenti soggetti a ISA (Indici Sintetici di Affidabilita) e per i forfettari. In base al Decreto del Ministero dell’Economia, la scadenza del 30 giugno per questi contribuenti e prorogata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.

      Possono versare entro il 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%:

      • Titolari di P.IVA soggetti a ISA che presentano il modello ISA allegato al Modello Redditi
      • Contribuenti in regime forfettario
      • Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)
      • Soggetti che dichiarano redditi da partecipazione in societa soggette a ISA

      Per tutti i dettagli sulla proroga 2026: Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.

      Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026

      Il 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) e lavorativo per le scadenze fiscali?
      No. Il 2 giugno e giorno festivo e tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo (3 giugno 2026).

      Se non verso l’acconto IMU entro il 16 giugno, cosa succede?
      Si applica la sanzione prevista dalla normativa vigente. Con ravvedimento operoso entro 14 giorni si beneficia della sanzione piu ridotta (0,083% al giorno).

      I titolari di P.IVA forfettaria devono versare entro il 30 giugno o il 20 luglio?
      I forfettari possono versare saldo 2025 e acconti 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, grazie alla proroga ISA/forfettari. Se versano tra il 21 luglio e il 20 agosto, si applica la maggiorazione dello 0,40%.

      Come si calcola l’acconto IMU di giugno?
      Il metodo piu comune e quello storico: si calcola il 50% dell’IMU pagata per l’anno 2025. In alternativa, metodo previsionale: si calcola il 50% dell’IMU dovuta per il 2026 (utile se le aliquote comunali sono cambiate o se l’immobile e stato venduto/acquistato).

      Chi deve pagare il diritto annuale CCIAA?
      Tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese. Sono esclusi i professionisti iscritti solo all’Ordine professionale (senza iscrizione alla CCIAA) e le associazioni non profit senza attivita commerciale.

      L’IVA trimestrale si paga il 16 giugno?
      Solo se si e optato per la liquidazione mensile. L’IVA trimestrale primo trimestre 2026 aveva scadenza il 16 maggio (con maggiorazione 1% per il differimento). L’IVA del secondo trimestre scade il 16 agosto (con proroga automatica a settembre per il periodo feriale).

      Hai dubbi su una scadenza? Il CAF e a tua disposizione

      Le scadenze di giugno 2026 richiedono attenzione, soprattutto per chi deve coordinare piu adempimenti contemporaneamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per:

      • Verificare la tua situazione IMU e calcolare l’acconto corretto
      • Compilare e inviare il modello F24 per i versamenti IRPEF
      • Gestire il ravvedimento operoso per ritardi nei versamenti
      • Assistere nella presentazione della dichiarazione dei redditi 730/2026
      • Calcolare i contributi INPS dovuti per artigiani, commercianti e gestione separata

      Prenota un appuntamento presso lo sportello di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13 o contattaci per una consulenza rapida. Verifica anche le scadenze per la Dichiarazione IMU 2026 se hai modificato la tua situazione immobiliare nell’ultimo anno.

      Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti
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