Modello 770 e Certificazione Unica770 CU Condominio 2026: Guida Completa per AmministratoriSe sei un amministratore di condominio, devi sapere che il condominio agisce come sostituto d’imposta per alcune spese sostenute. Questo significa che sei obbligato a:Operare ritenute d’acconto del 4% su determinati pagamentiRilasciare la Certificazione Unica (CU) ai percettori entro il 17 marzo 2026Trasmettere il Modello 770 all’Agenzia delle Entrate entro il 31 ottobre 2026In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul 770 e la CU del condominio nel 2026: normativa, scadenze, modalita di compilazione, esempi pratici e sanzioni. Se preferisci affidarti a professionisti esperti, scopri il nostro servizio specializzato alla fine dell’articolo. Indice dei contenutiIl Condominio come Sostituto d’ImpostaCertificazione Unica (CU) Condominio 2026Modello 770 Condominio 2026Ritenuta d’Acconto 4%: Quando si ApplicaEsempi Pratici e CasisticheScadenze 2026: CU e Modello 770Sanzioni e Ravvedimento OperosoServizio CAF per 770 e CU CondominioDomande Frequenti (FAQ)Il Condominio come Sostituto d’Imposta Il condominio e considerato sostituto d’imposta ai sensi dell’art. 23 del DPR 600/1973. Questa qualifica comporta obblighi precisi in materia di ritenute fiscali e dichiarazioni.Quando il Condominio e Sostituto d’ImpostaIl condominio deve operare come sostituto d’imposta quando corrisponde compensi soggetti a ritenuta d’acconto. Le principali casistiche sono:Contratti di appalto per lavori di manutenzione ordinaria e straordinariaPrestazioni professionali (geometri, architetti, ingegneri per pratiche condominiali)Servizi continuativi (portierato, pulizie, giardinaggio, ascensoristi)Compensi amministratore (se professionista con partita IVA)Esenzioni dalla RitenutaNON si applica la ritenuta del 4% per:Forniture senza posa in opera (es. acquisto materiali)Utenze (energia elettrica, gas, acqua, telefono)Spese condominiali ordinarie (ascensore, riscaldamento centralizzato)Soggetti che emettono fattura con marca da bollo (regime forfettario, minimi)Attenzione: i forfettari con partita IVA possono applicare la dicitura Operazione senza applicazione della ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell art. 1 comma 67 L. 190/2014 per evitare la ritenuta del 4%.Certificazione Unica (CU) Condominio 2026 📚 Approfondimento: CU Condominio 2026: Scadenza 17 Marzo e Guida CompletaLa Certificazione Unica (CU) e il documento che attesta le somme corrisposte dal condominio nel 2025 e le ritenute d’acconto operate.Chi Riceve la CUIl condominio deve rilasciare la CU a tutti i soggetti cui ha corrisposto compensi soggetti a ritenuta d’acconto nel 2025:Imprese edili (appalti manutenzione)Professionisti (geometri, architetti, consulenti)Dipendenti del condominio (portiere, custode)Collaboratori esterni (giardiniere, manutentore)Scadenza CU 2026La Certificazione Unica relativa ai compensi 2025 deve essere:Consegnata ai percettori: entro il 17 marzo 2026 (lunedi)Trasmessa telematicamente all Agenzia Entrate: entro il 17 marzo 2026Modalita di InvioLa CU deve essere trasmessa esclusivamente per via telematica tramite:File XML generato con software dedicatoCanale Entratel/Fisconline (se l amministratore ha le credenziali)Intermediario abilitato (commercialista, CAF, consulente del lavoro)Contenuto della CULa Certificazione Unica contiene:Dati anagrafici del condominio (codice fiscale)Dati del percettore (partita IVA o codice fiscale)Importo lordo corrisposto nel 2025Ritenute d’acconto operate (4%)Causale del pagamento (codice A per collaborazioni, M per lavori)Modello 770 Condominio 2026 Il Modello 770 e la dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta, con cui il condominio comunica all Agenzia delle Entrate tutte le ritenute operate nel 2025.Scadenza Modello 770/2026Il Modello 770 relativo all’anno 2025 deve essere trasmesso telematicamente entro il 31 ottobre 2026.Contenuto del Modello 770Il 770 riepiloga:Tutte le ritenute d’acconto operate nel 2025I versamenti effettuati con F24 (codice tributo 1040)Le Certificazioni Uniche rilasciateEventuali conguagli o compensazioniSezioni del Modello 770Per i condomini, le sezioni rilevanti sono:Frontespizio: dati del condominio e dell amministratoreQuadro ST: riepilogo ritenute operateQuadro SX: dettaglio ritenute per singolo percettoreModalita di InvioIl 770 si invia esclusivamente in via telematica:Direttamente dall amministratore (con credenziali Entratel/Fisconline)Tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista)Attenzione: il 770 e obbligatorio anche se non ci sono ritenute da dichiarare (770 a zero).Ritenuta d’Acconto 4%: Quando si Applica 📚 Guida dettagliata: Ritenuta 4% Condominio 2026: Calcolo, Versamento e Codici TributoLa ritenuta d’acconto del 4% e l aliquota applicata dal condominio sui compensi soggetti a tassazione.Casistiche di ApplicazionePrestazioneRitenuta 4%?NoteAppalto lavori ediliSIRifacimento tetto, facciate, impiantiManutenzione ascensoreSIContratto manutenzione periodicaPulizia scaleSIImpresa pulizie con contrattoCompenso amministratoreSISolo se professionista (P.IVA)Parcella geometraSIPratiche catastali, collaudiFornitura materialiNOSolo acquisto senza posaBollette utenzeNOLuce, gas, acqua, rifiutiForfettari (regime agevolato)NOSe indicato in fattura (L. 190/2014)Come Calcolare la RitenutaFormula: Imponibile × 4% = RitenutaEsempio pratico:Fattura impresa edile: 10.000 euro (imponibile) + 2.200 euro (IVA 22%) = 12.200 euro totaleRitenuta 4%: 10.000 × 4% = 400 euroImporto da pagare: 12.200 – 400 = 11.800 euroIl condominio paga 11.800 euro all impresa e versa 400 euro all Agenzia Entrate (codice tributo 1040).Versamento RitenuteLe ritenute operate devono essere versate entro il 16 del mese successivo al pagamento tramite modello F24:Codice tributo: 1040Periodo di riferimento: mese/anno pagamentoCodice fiscale: del condominioEsempi Pratici e Casistiche Esempio 1: Manutenzione Portone CondominialeSituazione: Il condominio affida a un fabbro la sostituzione del portone d’ingresso per 5.000 euro + IVA.Operazioni:Fattura fabbro: 5.000 euro + IVA 22% (1.100 euro) = 6.100 euro totaleRitenuta 4%: 5.000 × 4% = 200 euroImporto da pagare al fabbro: 6.100 – 200 = 5.900 euroVersamento ritenuta: 200 euro entro il 16 del mese successivo (F24 codice 1040)CU al fabbro: da rilasciare entro il 17 marzo 2026Dichiarazione 770: da inviare entro il 31 ottobre 2026Esempio 2: Compenso Amministratore ProfessionistaSituazione: L amministratore di condominio (professionista con P.IVA) emette parcella trimestrale di 1.500 euro + IVA + contributi Cassa.Operazioni:Parcella: 1.500 euro + IVA 22% (330 euro) + contributi Cassa 4% (60 euro) = 1.890 euroRitenuta 4%: 1.500 × 4% = 60 euroImporto da pagare: 1.890 – 60 = 1.830 euroVersamento ritenuta: 60 euro entro il 16 del mese successivoCU annuale: somma di tutte le ritenute trimestrali operate nel 2025Esempio 3: Impresa Pulizie (Regime Forfettario)Situazione: Il condominio paga un impresa di pulizie in regime forfettario 800 euro/mese.Operazioni:Fattura impresa: 800 euro (senza IVA, regime forfettario)Dicitura in fattura: Operazione senza ritenuta ai sensi L. 190/2014Ritenuta 4%: NON si applicaImporto da pagare: 800 euroNessuna CU da rilasciareNessun obbligo 770 per questa fatturaScadenze 2026: CU e Modello 770📅 Calendario completo: Tutte le Scadenze Fiscali Amministratore Condominio 2026Ecco il calendario completo delle scadenze fiscali 2026 per amministratori di condominio:ScadenzaAdempimentoRiferimento16 marzo 2026Comunicazione detrazioni fiscali condominioSpese 2025 (bonus edilizi)17 marzo 2026Certificazione Unica (CU)Compensi 202516 ogni meseVersamento ritenute d’acconto (F24)Mese precedente31 ottobre 2026Modello 770Anno 2025Attenzione: se il 16 o il 17 del mese cade di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.Sanzioni e Ravvedimento Operoso ⚠️ Approfondimento: Sanzioni 770 Condominio: Importi e Come EvitarleIl mancato adempimento degli obblighi fiscali comporta sanzioni pecuniarie a carico del condominio (e dell amministratore in via sussidiaria).Sanzioni CU Omessa o Tardiva100 euro per ogni CU non inviata (ridotta a 33,33 euro con ravvedimento entro 90 giorni)Sanzione massima: 50.000 euro per annoSanzioni Modello 770 Omesso o TardivoDa 258 a 2.065 euro (art. 11 D.Lgs. 471/97)Con ravvedimento operoso: sanzione ridotta in base ai giorni di ritardoSanzioni Versamento Ritenute30% dell importo non versato (ridotta al 15% con ravvedimento entro 30 giorni)Interessi legali calcolati giornalmenteRavvedimento OperosoE possibile regolarizzare spontaneamente omissioni o ritardi con sanzioni ridotte:Entro 14 giorni: sanzione ridotta a 1/10 (0,1% per ogni giorno di ritardo versamento)Entro 30 giorni: sanzione ridotta a 1/10 (1,5% versamento ritenute)Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 (1,67%)Entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 (3,75%)Oltre 1 anno: sanzione ridotta a 1/7 (4,29%)Servizio CAF per 770 e CU CondominioGestire gli adempimenti fiscali del condominio richiede competenze specifiche e attenzione ai dettagli. Un errore nella CU o nel 770 puo costare caro in termini di sanzioni.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo e professionale per amministratori di condominio.Cosa Facciamo per TeCalcolo ritenute d’acconto su tutte le fatture del condominioCompilazione e invio Certificazione Unica (CU) entro il 17 marzoPredisposizione e trasmissione Modello 770 entro il 31 ottobreGestione versamenti F24 (codice tributo 1040)Verifica conformita normativa e assistenza in caso di controlliConsulenza fiscale continuativa per tutto l’annoVantaggi del Nostro ServizioZero pensieri: ci occupiamo di tutti gli adempimentiNessun rischio sanzioni: invii garantiti nei terminiAssistenza dedicata: risposta a ogni tua domandaEsperienza consolidata: oltre 15 anni con condominiServizio nazionale online: lavoriamo con condomini in tutta ItaliaContattaci per un Preventivo GratuitoNon rischiare sanzioni. Affida la gestione fiscale del tuo condominio a professionisti esperti:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: assistenza@centrofiscale.comSede: Viale Giuseppe Tullio 13, UdineSiamo specializzati in fiscalita condominiale: CU, 770, comunicazioni detrazioni, consulenza amministratori.Domande Frequenti (FAQ) Devo fare il 770 anche se non ho operato ritenute nel 2025?Si. Il Modello 770 va presentato anche se a zero (nessuna ritenuta operata). L omessa presentazione comporta sanzioni, indipendentemente dall importo delle ritenute.Come faccio a sapere se un fornitore e in regime forfettario?Verifica la fattura: i forfettari devono indicare Operazione in franchigia IVA + Operazione senza ritenuta ai sensi L. 190/2014. Se la dicitura c e, NON devi operare la ritenuta del 4%.Posso correggere una CU gia inviata?Si. Puoi inviare una CU sostitutiva entro i termini (17 marzo 2026). Dopo la scadenza, e possibile inviare una CU integrativa con sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.Il portiere del condominio deve ricevere la CU?Si, se il portiere e un dipendente del condominio. In questo caso devi rilasciare la CU Lavoro Dipendente (sezione specifica). Se invece il portiere e un collaboratore occasionale o ha partita IVA, serve la CU Lavoro Autonomo.Quando devo versare le ritenute con F24?Entro il 16 del mese successivo al pagamento della fattura. Esempio: fattura pagata il 20 gennaio → versamento ritenuta entro il 16 febbraio con F24 (codice tributo 1040).Il CAF puo fare anche la contabilita del condominio?No. Il CAF si occupa degli aspetti fiscali (CU, 770, consulenza tributaria, dichiarazioni). Per la contabilita ordinaria (bilanci, rendiconti, gestione assemblee) serve un amministratore di condominio abilitato. Possiamo pero affiancarti per tutti gli adempimenti fiscali.Gestire il 770 e la CU del condominio richiede precisione, conoscenza normativa e rispetto delle scadenze. Gli obblighi fiscali dell amministratore di condominio sono tanti e complessi: ritenute d’acconto, versamenti F24, Certificazione Unica, Modello 770.Un errore o un ritardo puo costare caro in termini di sanzioni (fino a 2.065 euro per il 770, 100 euro per ogni CU omessa). Il ravvedimento operoso aiuta, ma e sempre meglio prevenire.Il nostro consiglio? Non improvvisare. Affida la gestione fiscale del condominio a professionisti esperti che conoscono la normativa e le scadenze. Il CAF Centro Fiscale di Udine e specializzato in fiscalita condominiale da oltre 15 anni.Chiama ora: 0432 1638640 WhatsApp: 366 6018121 Email: assistenza@centrofiscale.comMetti in sicurezza il tuo condominio. Contattaci per un preventivo gratuito e senza impegno.Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 19:30:312026-02-25 03:41:14770 CU Condominio 2026: Guida Completa per AmministratoriModello 770 e Certificazione UnicaComunicazione Detrazioni Condominio 2026: Scadenza 16 MarzoAttenzione amministratori di condominio: entro il 16 marzo 2026 scade l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate le spese detraibili sostenute dal condominio nel 2025. Chi non rispetta questa scadenza rischia sanzioni fino a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o tardiva.Se gestisci un condominio che ha effettuato lavori di ristrutturazione, bonus edilizi o superbonus 110%, questa comunicazione è obbligatoria. Devi trasmettere i dati delle spese detraibili ai singoli condòmini, consentendo loro di usufruire delle detrazioni fiscali in dichiarazione dei redditi.In questa guida ti spieghiamo cosa comunicare, come farlo e entro quando, con tutti i dettagli operativi per amministratori di condominio. Se preferisci affidarti a un CAF specializzato, scopri il nostro servizio chiavi in mano alla fine dell’articolo. Indice dei contenutiObbligo Comunicazione Detrazioni Condominio 2026Scadenza 16 Marzo 2026: Termine TassativoQuali Spese Devi ComunicareDati da Trasmettere per Ogni CondominoCome Fare la Comunicazione: Procedura TelematicaSanzioni per Mancata ComunicazioneServizio CAF Chiavi in ManoDomande Frequenti (FAQ)Obbligo Comunicazione Detrazioni Condominio 2026 📚 Guida completa: 770 e CU Condominio 2026: Tutto quello che devi sapereL’articolo 16-bis comma 8 del DPR 917/86 (TUIR) impone agli amministratori di condominio l’obbligo di comunicare annualmente all’Agenzia delle Entrate le spese sostenute per interventi edilizi che danno diritto a detrazioni fiscali.Questa comunicazione serve a permettere ai singoli condòmini di:Vedere le spese detraibili precompilate nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF)Verificare la correttezza degli importi attribuitiUsufruire delle detrazioni fiscali (50%, 65%, 110%, ecc.) senza dover inserire manualmente i datiChi deve comunicare?L’amministratore di condominio (anche se non professionista)In assenza di amministratore: uno dei condòmini (di solito chi ha coordinato i lavori)Quali condomìni sono coinvolti?Tutti i condomìni che nel 2025 hanno sostenuto spese per:Bonus ristrutturazioni edilizie (50%)Ecobonus (50-65%)Superbonus 110% (anche se in fase di chiusura)Bonus facciate (abolito dal 2023, ma ancora valido per spese 2022-2023 rateizzate)Bonus barriere architettoniche (75%)SismabonusScadenza 16 Marzo 2026: Termine Tassativo Vedi anche: Calendario completo scadenze amministratore condominio 2026La scadenza per la comunicazione delle detrazioni fiscali del condominio è il 16 marzo 2026 (il 16 marzo cade di lunedì, quindi nessuna proroga per festività).Riferimenti normativi:Provvedimento Agenzia Entrate 27 gennaio 2017: istituisce la comunicazione telematicaModello e istruzioni: disponibili sul sito Agenzia Entrate (sezione “Bonus edilizi”)Cosa succede se comunico in ritardo?Le comunicazioni inviate dopo il 16 marzo 2026 sono considerate tardive. Le sanzioni applicabili sono:Da 258 a 2.065 euro per ogni comunicazione omessa (art. 11 D.Lgs. 471/97)Possibilità di ravvedimento operoso se si invia entro 90 giorni dalla scadenza (sanzione ridotta)Consiglio pratico: non aspettare gli ultimi giorni. Raccogli i dati e invia la comunicazione entro la prima settimana di marzo per evitare problemi tecnici o intasamenti del sistema telematico.Quali Spese Devi Comunicare Devi comunicare tutte le spese sostenute nel 2025 dal condominio per interventi che danno diritto a detrazioni fiscali. Ecco l’elenco completo:1. Bonus Ristrutturazioni Edilizie (50%)Rifacimento facciateSostituzione infissi e serramentiManutenzione straordinaria parti comuniInstallazione ascensori o montacarichi2. Ecobonus (50-65%)Cappotto termicoSostituzione caldaia con caldaia a condensazioneInstallazione pannelli solari termiciSostituzione impianti di climatizzazione3. Superbonus 110% (e percentuali ridotte 2024-2025)Interventi trainanti: cappotto termico, sostituzione impianto termico centralizzato, sismabonusInterventi trainati: fotovoltaico, batterie accumulo, colonnine ricarica auto elettricheAttenzione: per il 2025 il Superbonus è sceso al 70% (se applicabile)4. Bonus Barriere Architettoniche (75%)Installazione rampe, ascensori, servoscalaAutomazione cancelli e porteEliminazione barriere architettoniche5. SismabonusInterventi antisismici su edifici in zone sismiche 1, 2, 3Importante: vanno comunicate SOLO le spese sostenute nel 2025, anche se i lavori sono iniziati in anni precedenti. Se il condominio ha optato per sconto in fattura o cessione del credito, non occorre comunicare nulla (le spese sono già tracciate dal fornitore).Dati da Trasmettere per Ogni Condomino La comunicazione deve contenere i seguenti dati per ogni singolo condomino che ha diritto alla detrazione:Dati AnagraficiCodice fiscale del condominoNome e cognomeDati delle SpeseImporto totale della spesa sostenuta dal condominio nel 2025Quota di spesa imputabile al singolo condomino (in base ai millesimi di proprietà o altro criterio deliberato)Percentuale di detrazione spettante (50%, 65%, 110%, 75%, ecc.)Importo detraibile per il condomino (calcolato automaticamente)Dati dell’InterventoTipologia intervento (es. “Ecobonus – Cappotto termico”)Codice fiscale condominioAnno di sostenimento della spesa (2025)Dati dei BonificiPer ogni bonifico effettuato nel 2025:Data bonificoImportoCausale (deve contenere riferimento normativo: art. 16-bis DPR 917/86)Codice fiscale beneficiario (ditta esecutrice lavori)Esempio pratico:Il condominio di Via Roma ha speso 100.000 euro per il cappotto termico (Ecobonus 65%). Il condomino Rossi Mario (CF: RSSMRA70A01H501Z) ha una quota millesimale del 5%. La comunicazione conterrà:Importo totale spesa: 100.000 euroQuota Rossi: 5.000 euro (5% di 100.000)Detrazione 65%: 3.250 euroRipartizione in 10 anni: 325 euro/annoCome Fare la Comunicazione: Procedura Telematica La comunicazione deve essere inviata esclusivamente per via telematica tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate.Opzione 1: Invio Diretto da Parte dell’AmministratoreRequisiti:Credenziali SPID, CIE o CNSAccesso all’area riservata Agenzia EntrateSoftware o compilazione online del modelloProcedura:Accedi all’area riservata Agenzia Entrate con SPID/CIEVai su “Servizi” > “Comunicazione dati spese ristrutturazione edilizia e risparmio energetico”Compila il modello online o carica il file XML (se usi software dedicato)Inserisci i dati del condominio e di ogni singolo condominoVerifica i dati e inviaRicevi ricevuta telematica (conservala per 10 anni)Opzione 2: Invio Tramite Intermediario Abilitato (CAF o Commercialista)Puoi delegare l’invio a:CAF (Centro di Assistenza Fiscale)Commercialista o consulente del lavoroAssociazione di categoria amministratoriVantaggi:Nessuna preoccupazione per scadenze o errori di compilazioneVerifica professionale dei datiAssistenza in caso di controlli Agenzia EntrateDocumentazione da fornire al CAF:Elenco condòmini con codici fiscaliTabelle millesimaliFatture e bonifici 2025Delibera assembleare di approvazione lavoriVisure catastali (se richieste)Sanzioni per Mancata Comunicazione⚠️ Approfondimento: Sanzioni 770 Condominio e Ravvedimento OperosoL’omessa o tardiva comunicazione comporta sanzioni pecuniarie a carico dell’amministratore del condominio.Sanzioni PrevisteDa 258 a 2.065 euro per ogni comunicazione omessa o tardiva (art. 11 D.Lgs. 471/97)La sanzione è applicata per ogni anno di imposta non comunicatoResponsabilità dell’AmministratoreL’amministratore di condominio risponde personalmente della mancata comunicazione. In caso di assemblea che deliberi di non comunicare, l’amministratore ha comunque l’obbligo di procedere (e può essere sollevato dall’incarico se rifiuta).Ravvedimento OperosoSe ti accorgi di aver dimenticato la comunicazione, puoi utilizzare il ravvedimento operoso:Entro 90 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 25,80 euro (1/10 del minimo)Entro 1 anno: sanzione ridotta a 43 euro (1/8 del minimo)Oltre 1 anno: sanzione ridotta a 51,60 euro (1/7 del minimo)Attenzione: il ravvedimento operoso si applica solo se comunichi spontaneamente prima di eventuali controlli o contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.Danni ai CondòminiSe la mancata comunicazione impedisce ai condòmini di usufruire delle detrazioni fiscali, l’amministratore potrebbe essere chiamato a risarcire il danno economico subito (detrazione fiscale persa).Servizio CAF Chiavi in Mano Sei un amministratore di condominio e vuoi evitare errori, sanzioni e perdite di tempo?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo chiavi in mano per la comunicazione delle detrazioni fiscali del condominio.Cosa Facciamo per TeRaccolta e verifica documentazione (fatture, bonifici, delibere)Calcolo quote millesimali per ogni condominoCompilazione e invio telematico della comunicazioneConservazione digitale della ricevuta (10 anni)Assistenza post-invio in caso di controlli Agenzia EntrateVantaggi del Nostro ServizioZero pensieri: ci occupiamo di tutto, dalla A alla ZNessun rischio sanzioni: invio garantito entro il 16 marzoAssistenza continuativa: disponibili per ogni tua domandaServizio nazionale online: lavoriamo con condomìni in tutta ItaliaContattaci SubitoNon aspettare l’ultimo momento. Contattaci oggi stesso per un preventivo gratuito e senza impegno:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: assistenza@centrofiscale.comSede: Viale Giuseppe Tullio 13, UdineSiamo un CAF specializzato in fiscalità condominiale, con oltre 15 anni di esperienza nella gestione di bonus edilizi e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.Domande Frequenti (FAQ)Devo comunicare anche se il condominio ha optato per lo sconto in fattura?No. Se il condominio ha utilizzato lo sconto in fattura o la cessione del credito, non è necessario comunicare nulla all’Agenzia delle Entrate. La comunicazione è obbligatoria solo per le spese che danno diritto alla detrazione diretta in dichiarazione dei redditi.Cosa succede se un condomino ha venduto l’appartamento nel 2025?Le detrazioni fiscali seguono la proprietà dell’immobile. Se un condomino ha venduto nel 2025, dovrai comunicare la spesa al nuovo proprietario (se la vendita è avvenuta prima del sostenimento della spesa) oppure al venditore (se la spesa è stata sostenuta prima della vendita). In caso di dubbi, verifica gli atti notarili e consulta un CAF.Devo comunicare anche i lavori iniziati nel 2024 ma pagati nel 2025?Sì. La comunicazione deve contenere tutte le spese pagate nel 2025, indipendentemente dall’anno di inizio dei lavori. Se hai effettuato bonifici nel 2025 per lavori deliberati nel 2024, questi vanno comunicati nella dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025).Il mio condominio ha solo 2 proprietari. Devo comunque comunicare?Sì. L’obbligo di comunicazione vale per tutti i condomìni, anche quelli con pochi condòmini. L’unica eccezione è il condominio con un solo proprietario (che ovviamente non esiste, essendo per definizione un edificio con più proprietà).Posso correggere una comunicazione già inviata?Sì. Se ti accorgi di aver commesso un errore nella comunicazione già inviata, puoi inviare una comunicazione sostitutiva entro i termini di scadenza (16 marzo 2026). Dopo la scadenza, è possibile inviare una comunicazione integrativa, ma potrebbero applicarsi sanzioni ridotte con ravvedimento operoso.Il CAF può occuparsi anche della contabilità del condominio?Il CAF Centro Fiscale si occupa esclusivamente degli aspetti fiscali (comunicazione detrazioni, 770, CU, consulenza tributaria). Per la contabilità ordinaria del condominio (bilanci, rendiconti, assemblee) devi rivolgerti a un amministratore di condominio abilitato. Possiamo però affiancarti per tutti gli adempimenti fiscali.La comunicazione delle detrazioni fiscali del condominio è un adempimento obbligatorio che non puoi sottovalutare. Entro il 16 marzo 2026 devi trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese sostenute nel 2025 per bonus edilizi, ecobonus, superbonus e altri incentivi fiscali.Se non rispetti la scadenza, rischi sanzioni fino a 2.065 euro e potresti causare danni ai condòmini che non potranno detrarre le spese in dichiarazione dei redditi.Il nostro consiglio? Non aspettare gli ultimi giorni. Raccogli subito la documentazione (fatture, bonifici, delibere) e procedi con l’invio telematico. Se preferisci un servizio professionale senza pensieri, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: ci occupiamo di tutto noi, dalla raccolta documenti all’invio telematico.Chiama ora: 0432 1638640 WhatsApp: 366 6018121 Email: assistenza@centrofiscale.comNon lasciare che la scadenza ti colga impreparato. Agisci subito e metti in sicurezza il tuo condominio.Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 19:30:242026-02-25 03:41:52Comunicazione Detrazioni Condominio 2026: Scadenza 16 MarzoCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOTassazione TFR Pregresso nel Fondo Pensione: Guida Completa 2026 Indice dei contenutiCos’è il TFR Pregresso nel Fondo PensioneDifferenza tra TFR in Azienda e TFR nel Fondo PensioneCome Viene Tassato il TFR Pregresso alla LiquidazioneCome Si Calcola l’Aliquota Media degli Ultimi 5 AnniEsempi Pratici di Calcolo della TassazioneVantaggi Fiscali del Fondo Pensione rispetto al TFR in AziendaRiscatto Anticipato del TFR Pregresso: Cosa CambiaConfronto Tassazione: TFR in Azienda vs TFR nel Fondo PensioneQuando si versa il TFR nel fondo pensione, molti lavoratori si chiedono: come verrà tassato il TFR pregresso al momento della liquidazione? La risposta non è semplice, perché il TFR pregresso ha un trattamento fiscale diverso rispetto ai contributi versati volontariamente.In questa guida completa spieghiamo come viene tassato il TFR pregresso versato nel fondo pensione, quali sono le aliquote applicate, come si calcola la tassazione separata e quali vantaggi fiscali offre rispetto al TFR lasciato in azienda.Se hai dubbi sulla tassazione del tuo TFR nel fondo pensione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre consulenza specializzata per ottimizzare la tua posizione previdenziale.Cos’è il TFR Pregresso nel Fondo Pensione Il TFR pregresso è la quota di Trattamento di Fine Rapporto che il lavoratore ha deciso di trasferire dal datore di lavoro al fondo pensione complementare.A differenza dei contributi volontari (che il lavoratore versa con denaro proprio e che sono deducibili dal reddito), il TFR pregresso:Non è stato mai tassato durante la vita lavorativaNon è deducibile dal reddito (perché non è un versamento volontario)Viene tassato solo alla liquidazione del fondo pensioneGode di un regime fiscale agevolato rispetto al TFR lasciato in aziendaQuanto TFR si può versare nel fondo pensione?Il lavoratore può decidere di versare nel fondo pensione:100% del TFR maturando (quota che matura anno per anno)Il TFR già maturato (TFR pregresso), se il fondo lo prevedeMolti fondi negoziali (come Cometa, Fonchim, Previambiente) permettono di trasferire anche il TFR pregresso maturato negli anni precedenti all’adesione al fondo.Differenza tra TFR in Azienda e TFR nel Fondo Pensione La scelta di versare il TFR nel fondo pensione ha importanti conseguenze fiscali. Vediamo le differenze:TFR lasciato in aziendaTassazione separata al momento della liquidazione (fine rapporto)Aliquota media degli ultimi 5 anni di lavoroRivalutazione ISTAT + 1,5% fisso annuoNessun vantaggio fiscale aggiuntivoTFR versato nel fondo pensioneTassazione separata alla liquidazione del fondo (pensione o riscatto)Aliquota media ultimi 5 anni sul TFR pregressoAliquota agevolata 15% (riducibile fino al 9%) sui rendimenti del fondoRendimento potenzialmente superiore al TFR in azienda (dipende dal fondo)Deducibilità fiscale dei contributi volontari (fino a 5.164 euro/anno)IMPORTANTE: Il TFR pregresso versato nel fondo non perde il diritto alla tassazione separata, ma beneficia di un trattamento fiscale più vantaggioso rispetto al TFR in azienda.Come Viene Tassato il TFR Pregresso alla Liquidazione Quando si liquida il fondo pensione (per pensionamento, riscatto o RITA), il TFR pregresso viene tassato separatamente rispetto ai contributi volontari e ai rendimenti.Tassazione del TFR pregresso: le regoleIl TFR pregresso versato nel fondo pensione viene tassato con:Tassazione separata (come il TFR lasciato in azienda)Aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito prima della cessazione del rapporto di lavoroAliquota minima del 23% (anche se l’aliquota media fosse inferiore)Questa tassazione si applica solo al capitale TFR versato nel fondo, non ai rendimenti generati da quel capitale (che sono tassati con l’aliquota agevolata del fondo pensione).Tassazione dei rendimenti del TFR pregressoI rendimenti generati dal TFR pregresso investito nel fondo pensione vengono tassati con l’aliquota agevolata del fondo pensione:15% base per anzianità fino a 15 anniRiduzione dello 0,30% per ogni anno oltre il 15° anno di iscrizioneAliquota minima del 9% dopo 35 anni di adesione al fondoESEMPIO: Se hai versato 50.000 euro di TFR pregresso nel fondo, e dopo 10 anni il fondo ha generato 15.000 euro di rendimenti:50.000 euro (capitale TFR pregresso): tassazione separata con aliquota media ultimi 5 anni (es. 30%)15.000 euro (rendimenti): aliquota agevolata 15%Come Si Calcola l’Aliquota Media degli Ultimi 5 Anni L’aliquota media degli ultimi 5 anni è il parametro chiave per calcolare la tassazione del TFR pregresso. Vediamo come si calcola.Formula di calcoloL’aliquota media si calcola dividendo:IRPEF pagata negli ultimi 5 anni (somma totale)Reddito imponibile degli ultimi 5 anni (somma totale)Formula: Aliquota media = (IRPEF totale 5 anni / Reddito totale 5 anni) × 100Esempio pratico di calcoloLavoratore con i seguenti redditi negli ultimi 5 anni:AnnoReddito imponibileIRPEF pagata202130.000 euro6.800 euro202232.000 euro7.400 euro202333.000 euro7.700 euro202435.000 euro8.300 euro202536.000 euro8.600 euroTOTALE166.000 euro38.800 euroAliquota media: (38.800 / 166.000) × 100 = 23,37%Questa sarà l’aliquota applicata al TFR pregresso versato nel fondo pensione.Aliquota minima del 23%Se l’aliquota media risulta inferiore al 23%, si applica comunque l’aliquota minima del 23% sul TFR pregresso.Questo accade raramente, perché per avere un’aliquota media sotto il 23% bisognerebbe avere redditi molto bassi (sotto i 15.000 euro annui).Esempi Pratici di Calcolo della Tassazione Esempio 1: TFR pregresso con 10 anni di permanenza nel fondoDati:TFR pregresso versato nel fondo: 60.000 euroRendimento generato in 10 anni: 18.000 euroTotale capitale al momento della liquidazione: 78.000 euroAliquota media ultimi 5 anni: 28%Anzianità nel fondo: 10 anni (aliquota rendimenti: 15%)Calcolo tassazione:TFR pregresso (60.000 euro): 60.000 × 28% = 16.800 euroRendimenti (18.000 euro): 18.000 × 15% = 2.700 euroTOTALE IMPOSTE: 16.800 + 2.700 = 19.500 euroNETTO LIQUIDATO: 78.000 – 19.500 = 58.500 euroEsempio 2: TFR pregresso con 20 anni di permanenza nel fondoDati:TFR pregresso versato: 50.000 euroRendimento generato in 20 anni: 35.000 euroTotale capitale: 85.000 euroAliquota media ultimi 5 anni: 30%Anzianità nel fondo: 20 anni (aliquota rendimenti: 13,5%)Calcolo tassazione:TFR pregresso (50.000 euro): 50.000 × 30% = 15.000 euroRendimenti (35.000 euro): 35.000 × 13,5% = 4.725 euroTOTALE IMPOSTE: 15.000 + 4.725 = 19.725 euroNETTO LIQUIDATO: 85.000 – 19.725 = 65.275 euroRisparmio fiscale rispetto al TFR in azienda: Grazie all’aliquota agevolata sui rendimenti, si risparmiano circa 600 euro di imposte (rispetto a una tassazione al 30% anche sui rendimenti).Vantaggi Fiscali del Fondo Pensione rispetto al TFR in AziendaVersare il TFR nel fondo pensione offre significativi vantaggi fiscali rispetto a lasciarlo in azienda.1. Tassazione agevolata sui rendimentiI rendimenti del TFR investito nel fondo sono tassati con aliquota del 15% (riducibile al 9%), mentre il TFR lasciato in azienda è rivalutato con ISTAT+1,5% e tassato interamente con l’aliquota media (spesso 28-35%).ESEMPIO: Su 20.000 euro di rendimenti:Nel fondo pensione (15%): 3.000 euro di imposte → netto 17.000 euroTFR in azienda (30%): 6.000 euro di imposte → netto 14.000 euroRisparmio fiscale: 3.000 euro2. Deducibilità dei contributi volontariOltre al TFR pregresso, puoi versare contributi volontari deducibili fino a 5.164 euro all’anno, con un risparmio fiscale immediato del 23-43% (in base al tuo scaglione IRPEF).3. Rendimento potenzialmente superioreIl TFR in azienda ha una rivalutazione fissa (ISTAT+1,5%, circa 2-3% annuo). Il TFR investito nel fondo pensione può generare rendimenti superiori al 4-6% annuo (dipende dal fondo e dalla linea di investimento scelta).4. Flessibilità nelle modalità di liquidazioneCon il fondo pensione puoi scegliere tra:Capitale (100%)Rendita vitalizia (100%)Mix capitale + rendita (fino al 50% in capitale)RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) prima della pensioneIl TFR in azienda è liquidato solo in capitale alla cessazione del rapporto.Riscatto Anticipato del TFR Pregresso: Cosa Cambia Se hai necessità di liquidare il fondo pensione prima della pensione, puoi richiedere un riscatto anticipato. Ma attenzione: la tassazione del TFR pregresso cambia in base al motivo del riscatto.Tipologie di riscatto anticipatoIl riscatto può essere:Totale (100% del capitale accumulato)Parziale (fino al 50% del capitale, a seconda dei casi)Tassazione del riscatto anticipatoIn caso di riscatto anticipato, il TFR pregresso viene comunque tassato con tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni), ma:Non beneficia della riduzione dell’anzianità (applicata solo ai rendimenti)L’aliquota media potrebbe essere più alta se si è ancora in età lavorativaRITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata)La RITA è un’alternativa vantaggiosa al riscatto totale. Permette di ricevere il capitale del fondo pensione a rate mensili (come una rendita) prima della pensione ufficiale, con una tassazione agevolata del 15% (anziché l’aliquota media).Requisiti RITA:Almeno 5 anni di anzianità nel fondoAlmeno 20 anni di contributi previdenzialiDisoccupazione da almeno 24 mesiEtà massima 5 anni prima della pensione di vecchiaiaVANTAGGIO FISCALE: Con la RITA, anche il TFR pregresso può essere tassato al 15% (anziché al 28-35%), con un risparmio fiscale enorme.Confronto Tassazione: TFR in Azienda vs TFR nel Fondo PensioneRiepiloghiamo le differenze di tassazione tra le due opzioni:AspettoTFR in AziendaTFR nel Fondo PensioneTassazione capitale TFRTassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione rendimentiInclusi nella tassazione separata (aliquota media)Aliquota agevolata 15% (riducibile al 9%)Aliquota tipica28-35%15-23% (TFR) + 9-15% (rendimenti)Deducibilità contributiNOSÌ (fino a 5.164 euro/anno)Rendimento atteso2-3% annuo (ISTAT+1,5%)4-6% annuo (variabile)Flessibilità liquidazioneSolo capitale, solo a fine rapportoCapitale, rendita, RITARisparmio fiscale stimato: Su un TFR di 100.000 euro versato per 20 anni nel fondo pensione, il risparmio fiscale può arrivare a 5.000-10.000 euro rispetto al TFR lasciato in azienda.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Tassazione del TFR Pregresso La tassazione del TFR pregresso versato nel fondo pensione è un tema complesso, ma offre vantaggi fiscali significativi rispetto al TFR lasciato in azienda, soprattutto grazie all’aliquota agevolata sui rendimenti (15% riducibile al 9%).Punti chiave da ricordare:Il TFR pregresso è tassato con tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)I rendimenti del TFR nel fondo sono tassati al 15% (riducibile al 9%)Il risparmio fiscale può arrivare a migliaia di euro su TFR elevatiLa RITA offre tassazione agevolata del 15% anche sul TFR pregressoI contributi volontari sono deducibili fino a 5.164 euro/annoSe hai dubbi sulla tassazione del tuo TFR nel fondo pensione o vuoi valutare se conviene trasferire il TFR pregresso, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine.Consulenza su Fondi Pensione e Tassazione TFRIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la convenienza fiscale del fondo pensione e a calcolare la tassazione del tuo TFR pregresso.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. 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Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 16:49:252026-05-31 16:23:23Tassazione TFR Pregresso nel Fondo Pensione: Guida Completa 2026PATRONATOPensione di Reversibilità 2026: Rivalutazioni, Soglie Reddito e Percentuali Superstiti Indice dei contenutiCos’è la Pensione di ReversibilitàChi Ha Diritto alla Pensione ai SuperstitiPercentuali di Spettanza: 60%, 70%, 80%, 100%Soglie di Reddito e Riduzioni per CumuloRivalutazione ISTAT 2026 e Nuovi ImportiCome Fare Domanda all’INPS OnlineCasi Particolari: Separazione, Divorzio, RicongiunzioneDomande Frequenti sulla Pensione di ReversibilitàLa perdita di un familiare è un momento difficile, ma è importante sapere che la legge tutela i superstiti attraverso la pensione di reversibilità 2026. Questa prestazione economica garantisce un sostegno al coniuge, ai figli e, in alcuni casi, ad altri familiari del defunto che era titolare di pensione o aveva maturato i requisiti contributivi. Con le rivalutazioni ISTAT 2026 e le nuove soglie di reddito, è fondamentale conoscere a quanto ammonta l’assegno spettante e quali documenti servono per la domanda.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella richiesta della pensione di reversibilità, verificando i requisiti, calcolando l’importo spettante e presentando la domanda all’INPS. In questa guida completa scoprirai chi ha diritto alla pensione ai superstiti, le percentuali previste, le soglie di reddito, i nuovi importi 2026 e come evitare errori nella domanda.Cos’è la Pensione di Reversibilità La pensione di reversibilità è una prestazione economica che l’INPS riconosce ai familiari superstiti di un assicurato o pensionato deceduto. Si tratta di una forma di tutela sociale che garantisce continuità economica alla famiglia dopo la scomparsa del titolare di pensione o di un lavoratore che aveva maturato i requisiti contributivi minimi.Esistono due tipologie di pensione ai superstiti:Pensione di reversibilità: spetta quando il defunto era già titolare di una pensione diretta (vecchiaia, anzianità, invalidità)Pensione indiretta: spetta quando il defunto non percepiva ancora la pensione ma aveva almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di contributi di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la morteNel linguaggio comune, entrambe vengono chiamate “pensione di reversibilità”, ma tecnicamente la distinzione è importante per calcolare l’importo e verificare i requisiti contributivi del defunto.Chi Ha Diritto alla Pensione ai Superstiti La pensione di reversibilità 2026 spetta a determinati familiari del defunto, secondo un ordine di priorità stabilito dalla legge. Vediamo nel dettaglio chi può richiederla.1. Coniuge superstiteIl coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità a vita, a meno che non contragga nuovo matrimonio (in tal caso perde il diritto ma riceve una liquidazione una tantum pari a due annualità della pensione).Requisiti per il coniuge:Matrimonio valido al momento del decessoNessun limite di età o di durata del matrimonio (salvo tagliola contributiva, vedi sotto)Include anche il coniuge separato con diritto agli alimentiTagliola contributiva: Se il matrimonio è stato contratto quando il pensionato aveva già compiuto 70 anni e il matrimonio è durato meno di 10 anni, la pensione di reversibilità viene ridotta secondo parametri specifici (salvo presenza di figli minori, studenti o inabili).2. Figli superstitiI figli hanno diritto alla pensione di reversibilità se:Minorenni: fino al compimento dei 18 anniStudenti: fino a 21 anni se frequentano scuola media superiore o professionaleUniversitari: fino a 26 anni se iscritti all’universitàInabili: a vita se riconosciuti inabili al lavoro, indipendentemente dall’etàLa pensione ai figli decade se:Cessano gli studi senza conseguire il titoloIniziano un’attività lavorativa con reddito superiore al trattamento minimo INPS (€ 603,40 mensili nel 2026)Contraggono matrimonio3. Altri familiari superstitiIn assenza di coniuge e figli, la pensione di reversibilità può spettare:Genitori: se hanno compiuto 65 anni, non percepiscono pensione propria e erano a carico del defuntoFratelli celibi e sorelle nubili: se inabili, non percepiscono pensione propria e erano a carico del defuntoImportante: Questi familiari hanno diritto alla pensione solo se NON esistono coniuge o figli aventi diritto.Percentuali di Spettanza: 60%, 70%, 80%, 100% La pensione di reversibilità non corrisponde all’intero importo della pensione del defunto, ma a una quota percentuale che varia in base al numero e alla tipologia di beneficiari.Tabella percentuali reversibilità 2026Beneficiario/iPercentualeEsempio su pensione € 2.000Solo coniuge60%€ 1.200/meseSolo 1 figlio70%€ 1.400/meseSolo 2 figli80%€ 1.600/meseConiuge + 1 figlio80%€ 1.600/meseConiuge + 2 o più figli100%€ 2.000/mese3 o più figli (senza coniuge)100%€ 2.000/meseGenitori15% ciascuno€ 300/mese (per genitore)Fratelli/sorelle15% ciascuno€ 300/mese (per fratello/sorella)Come funziona il riparto tra più beneficiari:Se la pensione spetta a più beneficiari, l’importo totale viene ripartito tra loro secondo quote stabilite dalla legge. Ad esempio:Coniuge + 1 figlio (80% totale): il coniuge riceve il 60% e il figlio il 20%Coniuge + 2 figli (100% totale): il coniuge riceve il 60%, ciascun figlio il 20%Quando un beneficiario perde il diritto (es. figlio che compie 26 anni), la sua quota viene redistribuita tra i beneficiari rimasti, senza ricalcolare la percentuale totale. Ad esempio, se il coniuge percepiva € 1.200 (60%) e il figlio € 400 (20%), al decadere del figlio il coniuge percepirà € 1.600 (80%).Soglie di Reddito e Riduzioni per Cumulo La pensione di reversibilità 2026 può essere ridotta se il beneficiario possiede redditi propri oltre determinate soglie. Questa riduzione si applica SOLO al coniuge superstite, NON ai figli.Soglie di reddito e riduzioni 2026Le soglie di reddito sono ancorate al trattamento minimo INPS, che nel 2026 è pari a € 603,40 mensili (€ 7.844,20 annui).Reddito del coniuge superstiteRiduzione pensioneFino a 3 volte il minimo (€ 23.532,60)Nessuna riduzioneDa 3 a 4 volte il minimo (€ 23.532,61 – € 31.376,80)-25%Da 4 a 5 volte il minimo (€ 31.376,81 – € 39.221,00)-40%Oltre 5 volte il minimo (oltre € 39.221,00)-50%Esempio pratico di riduzione:Supponiamo che Maria, vedova, percepisca una pensione di reversibilità di € 1.200 mensili (60% di una pensione di € 2.000). Se Maria ha anche una pensione propria di lavoro di € 1.800 mensili, il suo reddito complessivo annuo è:Reversibilità: € 1.200 × 13 = € 15.600Pensione propria: € 1.800 × 13 = € 23.400Totale reddito: € 39.000 (senza contare la reversibilità)€ 39.000 rientra nella fascia da 4 a 5 volte il minimo, quindi la pensione di reversibilità viene ridotta del 40%:Reversibilità spettante: € 1.200Riduzione 40%: – € 480Reversibilità effettiva: € 720 mensiliQuali redditi si consideranoPer il calcolo delle soglie si considerano:Redditi da lavoro dipendente o autonomoAltre pensioni (vecchiaia, invalidità, assegni vitalizi)Redditi da fabbricati (affitti)Redditi da capitale (interessi, dividendi)Non si considerano:Prima casa (abitazione principale)Trattamenti di fine rapporto (TFR)Rendite INAILPensione di reversibilità stessaRivalutazione ISTAT 2026 e Nuovi Importi Ogni anno, le pensioni vengono rivalutate in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo per tutelare il potere d’acquisto dei pensionati. La perequazione 2026 ha applicato un aumento differenziato per fasce di importo.Rivalutazione pensioni 2026: percentualiFascia di importoPercentuale rivalutazioneFino a 4 volte il minimo (€ 2.413,60/mese)+0,8% (100% inflazione)Da 4 a 5 volte il minimo (€ 2.413,61 – € 3.017,00)+0,72% (90% inflazione)Oltre 5 volte il minimo (oltre € 3.017,00)+0,60% (75% inflazione)Nota: La rivalutazione si applica anche alle pensioni di reversibilità. Se la pensione del defunto è stata rivalutata, la reversibilità segue lo stesso criterio applicato alla percentuale spettante (60%, 70%, 80%, 100%).Importo minimo pensione di reversibilità 2026Il trattamento minimo INPS 2026 è pari a € 603,40 mensili (€ 7.844,20 annui lordi). Per chi ha solo la pensione di reversibilità e nessun altro reddito, sono previste maggiorazioni sociali:€ 25,83/mese per pensionati di età 60-64 anni€ 82,64/mese per pensionati over 70 con redditi bassiQueste maggiorazioni portano l’importo minimo effettivo per chi ha solo la reversibilità a circa € 686/mese (con maggiorazione piena).Come Fare Domanda all’INPS OnlineLa domanda di pensione di reversibilità deve essere presentata esclusivamente online all’INPS. Non esiste più la possibilità di presentarla in forma cartacea.Documenti necessari per la domandaPrima di procedere, prepara:Certificato di morte del pensionato o assicuratoStato di famiglia alla data del decessoCodice fiscale del defunto e di tutti i beneficiariCertificato di matrimonio (per il coniuge)Certificati di nascita dei figliCertificati di iscrizione a scuola/università (per figli studenti)Verbale di inabilità (per figli o altri familiari inabili)Dichiarazione redditi del beneficiario (Modello 730 o Redditi PF) per calcolare eventuali riduzioniIBAN per l’accredito della pensioneProcedura di presentazione domandaOpzione 1: Presentazione autonoma onlinePuoi presentare la domanda autonomamente accedendo al sito INPS con:SPID (Identità Digitale)CIE (Carta d’Identità Elettronica)CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Una volta autenticato, segui il percorso: Prestazioni e servizi → Pensione ai superstiti → Domanda pensione ai superstiti.Opzione 2: Tramite CAF Centro Fiscale (CONSIGLIATO)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:Verifica requisiti e calcolo importo spettanteRaccolta e controllo documentiCompilazione e invio domanda telematicaMonitoraggio istruttoria e solleciti INPSAssistenza su ricorsi in caso di rigettoTempi di erogazioneLa pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente da quando viene presentata la domanda. Tuttavia, è fondamentale presentarla entro termini ragionevoli:Se presentata entro 90 giorni dal decesso: decorrenza regolareSe presentata dopo 90 giorni: gli arretrati sono riconosciuti solo per i 5 anni precedenti la domandaI tempi di liquidazione sono generalmente di 2-3 mesi dalla presentazione della domanda.Casi Particolari: Separazione, Divorzio, Ricongiunzione La pensione di reversibilità presenta alcune particolarità in caso di separazione, divorzio o nuovo matrimonio. Vediamo i casi più comuni.1. Coniuge separatoIl coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità se:Separazione legale (non solo di fatto)Titolare di assegno di mantenimento da parte del defuntoIn questo caso, la pensione spetta nella stessa misura del coniuge non separato (60%).2. Coniuge divorziatoIl coniuge divorziato (ex coniuge) ha diritto alla pensione di reversibilità solo se:Titolare di assegno divorzile da parte del defuntoNON si è risposato (se si risposa perde definitivamente il diritto)Il defunto era già assicurato INPS prima del matrimonio (requisito contributivo anteriore al matrimonio)Importante: Se esiste sia un coniuge superstite che un ex coniuge divorziato, entrambi hanno diritto alla pensione. L’importo viene ripartito dal giudice in base agli anni di matrimonio e all’assegno di mantenimento.3. Nuovo matrimonio del superstiteSe il coniuge superstite contrae nuovo matrimonio, perde il diritto alla pensione di reversibilità, ma riceve una liquidazione una tantum pari a:Due annualità dell’importo della pensione che percepiva al momento del nuovo matrimonioEsempio: Se percepivi € 1.200 mensili di reversibilità, riceverai € 1.200 × 12 × 2 = € 28.800 una tantum.I figli, invece, NON perdono il diritto alla loro quota di reversibilità se il genitore superstite si risposa.4. Ricongiunzione contributiSe il defunto aveva contributi in diverse gestioni previdenziali (INPS, Casse professionali, Gestione Separata), è possibile chiedere la ricongiunzione gratuita per aumentare l’importo della pensione di reversibilità. Il CAF Centro Fiscale ti assiste anche in questa pratica.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Pensione di ReversibilitàQuanto spetta di pensione di reversibilità al coniuge superstite?Il coniuge superstite ha diritto al 60% della pensione del defunto. Se ci sono anche figli, la percentuale sale: 80% con un figlio, 100% con due o più figli. L’importo può essere ridotto se il coniuge ha redditi propri superiori a € 23.532 annui (3 volte il minimo INPS).La pensione di reversibilità si perde se mi risposo?Sì, il coniuge superstite che contrae nuovo matrimonio perde il diritto alla pensione di reversibilità. In compenso, riceve una liquidazione una tantum pari a due annualità della pensione che percepiva. I figli, invece, mantengono la loro quota di reversibilità anche se il genitore si risposa.Fino a quando spetta la pensione di reversibilità ai figli?I figli hanno diritto alla pensione di reversibilità: fino a 18 anni (minorenni), fino a 21 anni se studenti di scuola superiore, fino a 26 anni se universitari, a vita se riconosciuti inabili al lavoro. Il diritto decade se iniziano un lavoro con reddito superiore al minimo INPS, se abbandonano gli studi o se si sposano.Come si calcola la riduzione per cumulo con altri redditi?La pensione di reversibilità viene ridotta se il coniuge superstite ha redditi propri (pensione, lavoro, affitti). Le riduzioni sono: nessuna riduzione fino a € 23.532 annui, -25% tra € 23.532 e € 31.376, -40% tra € 31.376 e € 39.221, -50% oltre € 39.221. La riduzione si applica solo al coniuge, non ai figli.L’ex coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità?Sì, l’ex coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità se: era titolare di assegno divorzile, non si è risposato, il defunto era assicurato INPS prima del matrimonio. Se esiste sia un coniuge attuale che un ex divorziato, la pensione viene ripartita tra loro dal giudice in base agli anni di matrimonio.Quanto tempo ho per presentare la domanda di pensione di reversibilità?Non esiste un termine perentorio, ma è importante presentare la domanda entro 90 giorni dal decesso per evitare perdite economiche. Se presentata dopo, gli arretrati sono riconosciuti solo per i 5 anni precedenti la domanda. La pensione decorre comunque dal primo giorno del mese successivo al decesso.Hai Bisogno di Assistenza per la Pensione di Reversibilità? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di pensione ai superstiti, il calcolo dell’importo spettante e la verifica dei requisiti.I nostri esperti ti assistono in:Verifica requisiti contributivi del defuntoCalcolo importo spettante e riduzioni per redditoRaccolta documenti necessari per la domandaCompilazione e invio domanda telematica INPSRicorsi e solleciti in caso di ritardi o rigettiRicongiunzione contributi per aumentare l’importoContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO, MATERNITA’ Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 Febbraio Il tempo sta per scadere: entro il 28 febbraio 2026 tutte le famiglie che percepiscono l’Assegno Unico Universale devono presentare l’ISEE aggiornato se vogliono continuare a ricevere l’importo pieno della prestazione. Chi non presenta l’ISEE… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:26:062026-02-23 07:30:44Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 FebbraioCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS Il cedolino pensione marzo 2026 e disponibile sul portale INPS. Questo mese porta con se alcune novita importanti per i pensionati italiani: dai conguagli IRPEF alle addizionali regionali e comunali, fino agli eventuali arretrati della rivalutazione.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:18:462026-02-23 19:04:06Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026 Hai lavorato sia come dipendente che come professionista iscritto alla Gestione Separata INPS? Per unificare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse e ottenere un’unica pensione più alta, puoi richiedere la ricongiunzione contributi.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:28:552026-02-23 15:24:02Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 15:28:002026-05-31 13:05:55Pensione di Reversibilità 2026: Rivalutazioni, Soglie Reddito e Percentuali SuperstitiCAFPensioni 2026 e APE Sociale: Novità dalla Legge di BilancioLa Legge di Bilancio 2026 ha confermato importanti novità sul fronte pensioni, con particolare attenzione alla proroga dell’APE Sociale fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di un’ulteriore estensione della misura che consente l’uscita anticipata dal lavoro per specifiche categorie di lavoratori in condizioni di difficoltà.In questo articolo facciamo il punto sulle novità pensioni 2026, sui requisiti aggiornati per l’APE Sociale, sulle scadenze per la domanda e sugli eventuali impatti del referendum giustizia sulle tematiche previdenziali. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda. Indice dei contenutiProroga APE Sociale 2026: La Conferma nella Legge di BilancioRequisiti APE Sociale 2026: Le Quattro Categorie AmmesseScadenze Domanda APE Sociale 2026Altre Novità Pensioni 2026 dalla Legge di BilancioReferendum Giustizia: Possibili Impatti sulle Pensioni?Come Verificare i Requisiti per l’APE Sociale 2026Proroga APE Sociale 2026: La Conferma nella Legge di Bilancio La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 207) ha prorogato l’APE Sociale per tutto il 2026, confermando la misura che permette di andare in pensione anticipatamente con 63 anni di età e determinati requisiti contributivi.L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico Sociale) è un’indennità mensile erogata dall’INPS fino al raggiungimento dell’età pensionabile ordinaria, riservata a lavoratori che si trovano in condizioni di particolare disagio sociale o lavorativo.Principali caratteristiche APE Sociale 2026:Età minima: 63 anni compiutiDurata: fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)Importo massimo: 1.500 euro lordi mensili (non rivalutabile)Compatibilità con redditi da lavoro: NO (incompatibile con attività lavorativa dipendente o autonoma)Requisiti APE Sociale 2026: Le Quattro Categorie Ammesse Per accedere all’APE Sociale nel 2026, è necessario rientrare in una delle quattro categorie previste dalla normativa:1. DISOCCUPATIRequisiti contributivi: 30 anni di contributiCondizione: Aver terminato integralmente la NASPI o DIS-COLL da almeno 3 mesiLicenziamento: Per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale2. LAVORATORI CON INVALIDITÀ CIVILE ≥74%Requisiti contributivi: 30 anni di contributiInvalidità: Certificata dalle commissioni ASL con percentuale pari o superiore al 74%3. CAREGIVERRequisiti contributivi: 30 anni di contributiCondizione: Assistere da almeno 6 mesi il coniuge o parente di primo grado convivente con handicap grave (Legge 104, comma 3)4. LAVORATORI GRAVOSIRequisiti contributivi: 36 anni di contributi (non 30)Condizione: Aver svolto per almeno 7 degli ultimi 10 anni (o 6 degli ultimi 7) una delle professioni gravose individuate dalla normativaProfessioni gravose 2026 (elenco parziale):Operai edili e dell’industria estrattivaConduttori di gru e macchinari mobili per costruzioneConciatori di pelli e pelliccePersonale addetto alla coibentazioneConduttori di mezzi pesanti e camionProfessioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro a turniAddetti all’assistenza personale di persone non autosufficientiInsegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nidoFacchini, addetti allo spostamento merci e personale non qualificato dei servizi di pulizia(L’elenco completo conta 15 categorie professionali – consulta il CAF per verificare la tua mansione)Scadenze Domanda APE Sociale 2026 Per presentare domanda di APE Sociale nel 2026, l’INPS ha previsto tre finestre temporali con scadenze precise:1. PRIMA FINESTRAScadenza domanda: 31 marzo 2026Lavorazione INPS: entro il 30 giugno 2026Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti (se accolta)2. SECONDA FINESTRAScadenza domanda: 15 luglio 2026Lavorazione INPS: entro il 15 ottobre 2026Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti3. TERZA FINESTRAScadenza domanda: 30 novembre 2026Lavorazione INPS: entro il 28 febbraio 2027Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisitiIMPORTANTE: È consigliabile presentare la domanda nella prima finestra utile per massimizzare le possibilità di accoglimento, poiché l’APE Sociale è soggetta a limiti di spesa annui e potrebbero esaurirsi i fondi nelle finestre successive.La domanda si presenta online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite CAF o patronato.Altre Novità Pensioni 2026 dalla Legge di Bilancio Oltre alla proroga dell’APE Sociale, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto o confermato altre misure pensionistiche:OPZIONE DONNA 2026Confermata con requisiti più stringentiEtà: 61 anni (con 2 figli), 60 anni (con 3+ figli)Contributi: 35 anniCategorie: caregiver, invalide ≥74%, licenziate o dipendenti di aziende in crisiQUOTA 103 (Prorogata)Età: 62 anniContributi: 41 anniPenalizzazioni: calcolo contributivo + massimale 5 volte il trattamento minimo fino a 67 anniPENSIONE ANTICIPATA ORDINARIAUomini: 42 anni e 10 mesi di contributi (indipendentemente dall’età)Donne: 41 anni e 10 mesi di contributiNessuna finestra mobilePENSIONE DI VECCHIAIAEtà: 67 anni (confermata per il 2026)Contributi minimi: 20 anniRIVALUTAZIONE PENSIONIIndicizzazione pensioni all’inflazione per il 2026 con meccanismo a scaglioniPensioni fino a 4 volte il minimo: rivalutazione al 100%Pensioni superiori: rivalutazione ridotta per scaglioniReferendum Giustizia: Possibili Impatti sulle Pensioni? Nei primi mesi del 2026 si è discusso del referendum sulla giustizia promosso da diversi comitati e partiti politici. I quesiti referendari riguardano principalmente temi di giustizia civile e penale (es. responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere, elezione del CSM).Al momento, NON ci sono impatti diretti del referendum giustizia sulle pensioni. I quesiti non riguardano la previdenza sociale né l’INPS.Tuttavia, alcune voci nel dibattito pubblico hanno sollevato il tema della giustizia previdenziale, in riferimento a:Tempi lunghi dei contenziosi previdenziali presso i tribunali del lavoroDifficoltà di ottenere riconoscimento di periodi contributivi contestatiRitardi nell’erogazione di prestazioni pensionistiche dopo sentenze favorevoliSe il referendum dovesse portare a riforme della giustizia civile con accelerazione dei procedimenti, potrebbe indirettamente beneficiare anche i ricorsi previdenziali contro l’INPS. Ma si tratta di effetti indiretti e di lungo periodo.Conclusione: Al momento, il referendum giustizia NON modifica né i requisiti pensionistici né le modalità di accesso alle prestazioni INPS.Come Verificare i Requisiti per l’APE Sociale 2026Per sapere se hai diritto all’APE Sociale 2026, devi verificare:STEP 1: EtàHai compiuto 63 anni entro il 31 dicembre 2026?STEP 2: Categoria di appartenenzaSei disoccupato con NASPI terminata da almeno 3 mesi?Hai un’invalidità civile ≥74%?Sei caregiver di un familiare con handicap grave?Svolgi un lavoro gravoso da almeno 6 degli ultimi 7 anni?STEP 3: ContributiHai 30 anni di contributi (per disoccupati, invalidi, caregiver)?Hai 36 anni di contributi (per lavoratori gravosi)?STEP 4: Estratto contributivo INPSRichiedi l’estratto contributivo sul portale INPS per verificare l’anzianità contributiva effettivaVerifica che non ci siano buchi contributivi o periodi contestatiIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per:Verifica requisiti APE SocialeCalcolo esatto dell’anzianità contributivaSupporto nella richiesta estratto contributivo INPSCompilazione e invio domanda APE SocialeAssistenza in caso di diniego o richiesta di integrazione documenti📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti su Pensioni 2026 e APE Sociale Quali sono i requisiti per l’APE Sociale 2026?Per l’APE Sociale 2026 servono 63 anni di eta e 30 anni di contributi (36 per lavori gravosi). Devi rientrare in una delle 4 categorie: disoccupato con NASPI terminata da 3+ mesi, invalido civile maggiore uguale 74%, caregiver di familiare con handicap grave, oppure lavoratore con mansione gravosa svolta per 6 degli ultimi 7 anni.Quando scadono le domande APE Sociale 2026?Ci sono tre finestre: 31 marzo 2026, 15 luglio 2026 e 30 novembre 2026. E consigliabile presentare la domanda nella prima finestra utile perche l’APE Sociale ha limiti di spesa e potrebbe esaurire i fondi.L’APE Sociale e compatibile con lavoro part-time?No, l’APE Sociale e incompatibile con qualsiasi attivita lavorativa dipendente o autonoma, anche part-time. Se inizi a lavorare, perdi il diritto all’indennita.Il referendum giustizia influisce sulle pensioni?No, al momento il referendum giustizia non ha impatti diretti sulle pensioni. I quesiti riguardano la giustizia civile e penale, non la previdenza sociale. Eventuali effetti sui contenziosi previdenziali sarebbero solo indiretti e di lungo periodo.Articoli CorrelatiAPE Sociale 2026: Requisiti, Scadenze e Come RichiederlaNASPI 2026: Guida Completa all’Indennità di DisoccupazionePensione Anticipata: Tutte le Opzioni per Andare in Pensione PrimaPensioni 2026: Tutte le Novità dalla Legge di BilancioCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 15:19:012026-05-31 17:09:05Pensioni 2026 e APE Sociale: Novità dalla Legge di BilancioNOTIZIEEsenzione IMU ENC 2026: Novità per Attività a Pagamento (Senza Rimborso)Una novità importante per gli Enti Non Commerciali (ENC) arriva con il 2026: l’esenzione IMU si estende anche alle attività svolte a pagamento, purché rispettino determinati requisiti. La modifica normativa rappresenta un significativo ampliamento dell’agevolazione fiscale per il terzo settore, associazioni sportive dilettantistiche, parrocchie, fondazioni e altri enti simili.Tuttavia, c’è un aspetto critico da chiarire subito: non è previsto alcun rimborso per l’IMU pagata negli anni precedenti (2023, 2024, 2025) sugli immobili utilizzati per attività a pagamento. La norma ha efficacia solo dal 1° gennaio 2026 e non opera retroattivamente.Vediamo nel dettaglio cosa cambia, chi ne beneficia e come verificare i requisiti per l’esenzione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Cosa Cambia dal 2026 Fino al 2025, l’esenzione IMU per gli ENC (prevista dall’art. 7, comma 1, lett. i) del D.Lgs. 504/1992) si applicava solo agli immobili destinati esclusivamente allo svolgimento di attività non commerciali. Gli enti che svolgevano attività a pagamento — anche se con finalità sociali — rischiavano di perdere il beneficio fiscale.Dal 1° gennaio 2026, l’esenzione si estende anche agli immobili utilizzati per:Attività assistenzialiPrevidenzialiSanitarieDidatticheRicettiveCulturaliRicreativeSportiveanche se svolte dietro pagamento di un corrispettivo, purché l’ente rispetti i requisiti previsti dalla normativa (ad esempio, assenza di scopo di lucro, reinvestimento degli utili, trasparenza gestionale).Questo significa che, ad esempio:Una casa di riposo gestita da una fondazione potrà beneficiare dell’esenzione anche se richiede una retta agli ospitiUna scuola paritaria no-profit non dovrà più versare l’IMU, pur richiedendo tasse di iscrizioneUn oratorio che affitta sale per eventi a pagamento potrà mantenere l’esenzioneUn circolo sportivo dilettantistico che fa pagare tessere e corsi sarà esenteAttività a Pagamento: Cosa Sono Per attività a pagamento si intendono tutte quelle prestazioni o servizi per cui l’ente richiede un corrispettivo economico agli utenti, soci o beneficiari. Non si tratta necessariamente di attività commerciali in senso stretto, ma di servizi che comportano un flusso di denaro verso l’ente.Esempi concreti:Rette per case di riposo, comunità alloggio, centri diurniTariffe per servizi sanitari (ambulatori, poliambulatori)Tasse di iscrizione per scuole paritarie, corsi di formazioneQuote associative e abbonamenti per circoli ricreativi, sportivi, culturaliAffitti temporanei di sale per eventi, matrimoni, convegniBiglietti per spettacoli, concerti, mostre organizzati dall’enteL’importante è che l’ente non abbia scopo di lucro e che i proventi siano interamente reinvestiti nelle finalità istituzionali (assistenziali, educative, culturali, ecc.). Se c’è distribuzione di utili ai soci o agli amministratori, l’esenzione non si applica.Perché Non C’è Rimborso Molti ENC che hanno pagato l’IMU negli anni 2023, 2024 e 2025 su immobili con attività a pagamento si chiedono se possano ottenere un rimborso alla luce della nuova normativa.La risposta è negativa. La norma ha efficacia dal 1° gennaio 2026 e non è retroattiva. Questo significa che:L’IMU versata per gli anni d’imposta precedenti al 2026 resta definitivaNon è possibile presentare istanze di rimborso per periodi anteriori al 2026Non si possono contestare gli accertamenti IMU ricevuti per gli anni passatiIl principio generale del diritto tributario prevede che le agevolazioni fiscali si applichino dal momento della loro entrata in vigore, salvo esplicita previsione di retroattività (che in questo caso manca).Quindi, chi ha correttamente versato l’IMU fino al 2025 ha adempiuto all’obbligo di legge vigente in quel periodo. La nuova esenzione rappresenta un beneficio futuro, non un diritto al recupero del passato.Chi Può Beneficiare dell’Esenzione Possono beneficiare della nuova esenzione IMU dal 2026 tutti gli Enti Non Commerciali che rispettano i seguenti requisiti:1. Natura giuridica:Associazioni (sportive, culturali, di volontariato)Fondazioni (assistenziali, educative)ComitatiEnti ecclesiastici (parrocchie, diocesi)Cooperative socialiONLUS e Organizzazioni di Volontariato (ODV)Associazioni di Promozione Sociale (APS)Tutti gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS2. Assenza di scopo di lucro:L’ente non deve distribuire utili ai soci, amministratori o dipendenti. Eventuali avanzi di gestione devono essere reinvestiti nelle attività istituzionali.3. Attività istituzionale:L’immobile deve essere utilizzato esclusivamente per le attività elencate dalla norma: assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive.4. Requisiti formali:Statuto che preveda finalità non lucrativeTrasparenza nella gestione contabileDestinazione esclusiva dell’immobile alle attività istituzionali5. Comunicazione al Comune:L’ente deve presentare al Comune una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’esenzione. Molti Comuni richiedono questa comunicazione entro il 30 giugno dell’anno di riferimento.Come Verificare i Requisiti Per verificare se il tuo ente ha diritto all’esenzione IMU dal 2026, segui questi passaggi:Step 1: Controlla lo statutoVerifica che lo statuto dell’ente contenga:Finalità non lucrative espliciteDivieto di distribuzione degli utiliObbligo di reinvestimento degli avanzi di gestioneDevoluzione del patrimonio in caso di scioglimentoStep 2: Analizza l’utilizzo dell’immobileL’immobile deve essere utilizzato esclusivamente per le attività istituzionali elencate dalla norma. Anche un utilizzo parziale per scopi diversi (es. affitto commerciale a terzi) può far decadere l’esenzione.Step 3: Verifica l’iscrizione nei registriSe applicabile, controlla che l’ente sia iscritto:RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore)Registro ASD presso CONI/CIP (per associazioni sportive)Anagrafe ONLUS (ancora vigente per alcuni enti)Step 4: Prepara la documentazioneRaccogli:Statuto aggiornatoVisura dal registro competenteBilancio degli ultimi eserciziPlanimetria catastale dell’immobileDichiarazione di destinazione d’uso esclusivaStep 5: Presenta la dichiarazione al ComuneCompila il modello di dichiarazione IMU fornito dal Comune (se previsto) e invialo entro la scadenza (solitamente 30 giugno 2026 per l’anno d’imposta 2026).ATTENZIONE: Ogni Comune può avere regole specifiche. Consulta il sito del Comune o rivolgiti all’Ufficio Tributi per chiarimenti.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Posso chiedere il rimborso dell’IMU pagata nel 2023, 2024 e 2025?No. La nuova esenzione ha efficacia solo dal 1 gennaio 2026 e non e retroattiva. L’IMU versata per gli anni precedenti resta definitiva e non puo essere rimborsata.L’esenzione vale anche se l’ente ha dipendenti retribuiti?Si, purche l’ente non abbia scopo di lucro e non distribuisca utili. Gli enti del terzo settore possono avere personale retribuito (insegnanti, operatori, istruttori) senza perdere l’esenzione, se i compensi sono coerenti con le finalita istituzionali.Come si dimostra l’assenza di scopo di lucro?Attraverso lo statuto (che deve vietare la distribuzione di utili), il bilancio (che deve mostrare il reinvestimento degli avanzi) e l’iscrizione nei registri ufficiali (RUNTS, registro ASD, ecc.).Se l’ente affitta una sala occasionalmente, perde l’esenzione?Dipende. Se l’affitto e occasionale e coerente con le finalita istituzionali (es. oratorio che affitta sala per eventi parrocchiali a pagamento), l’esenzione puo restare. Se invece l’affitto e abituale e a soggetti terzi senza legame con le finalita dell’ente, si rischia la perdita parziale dell’esenzione su quella porzione di immobile.Conclusione La nuova esenzione IMU per gli ENC dal 2026 rappresenta un’importante agevolazione fiscale per il terzo settore e per tutti gli enti che svolgono attività socialmente rilevanti. L’estensione dell’esenzione anche alle attività a pagamento riconosce finalmente la natura non lucrativa di servizi essenziali come l’assistenza, l’istruzione, la cultura e lo sport.Tuttavia, è fondamentale ricordare che non sono previsti rimborsi per gli anni passati. L’esenzione opera solo dal 2026 in poi. Per beneficiarne, verifica i requisiti del tuo ente e presenta tempestivamente la dichiarazione al Comune.Se hai dubbi o necessiti di assistenza per la gestione fiscale del tuo ente, rivolgiti a un commercialista o a un CAF specializzato in enti non profit.ARTICOLI CORRELATINOTIZIE ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSIndice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSNOTIZIE Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026NOTIZIE Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaIndice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 15:09:342026-05-31 16:26:35Esenzione IMU ENC 2026: Novità per Attività a Pagamento (Senza Rimborso)CAFIVA 2026: Novità nei Modelli Dichiarativi e Nuovi Obblighi Indice dei contenutiNovità nei Modelli TRDichiarazione Annuale IVA 2026Nuovi Obblighi per le Partite IVAScadenze IVA 2026Domande FrequentiLa Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità in materia di IVA che si riflettono nei nuovi modelli dichiarativi pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. Le modifiche riguardano sia il modello TR (comunicazione liquidazioni periodiche) che la dichiarazione annuale IVA, con nuovi campi, codici tributo aggiornati e obblighi informativi rafforzati. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per partite IVA e aziende dal 2026.Novità nei Modelli TR (Comunicazione Liquidazioni Periodiche IVA) Il modello TR, utilizzato per comunicare le liquidazioni periodiche IVA, è stato aggiornato con l’introduzione di nuovi quadri e campi obbligatori.Principali modifiche:Nuovo quadro VP6: dedicato alle operazioni con l’estero soggette a reverse charge interno (es. energia elettrica, gas, servizi da piattaforme digitali)Campo “Operazioni con split payment”: ora obbligatorio indicare separatamente le operazioni con scissione dei pagamenti verso PA e società pubblicheDettaglio IVA ad esigibilità differita: nuovo rigo per indicare le fatture con IVA differita oltre 12 mesiAggiornamento codici tributo: alcuni codici sono stati sostituiti per allinearsi alle nuove causaliLe modifiche sono operative dal primo trimestre 2026, quindi la prima comunicazione TR con i nuovi campi andrà presentata entro il 16 maggio 2026 (per il I trimestre).Dichiarazione Annuale IVA 2026: Cosa Cambia La dichiarazione annuale IVA, da presentare entro il 30 aprile 2026 (per l’anno d’imposta 2025), presenta anch’essa diverse novità.Modifiche principali:Sezione VE (Operazioni intracomunitarie): nuovi campi per dettagliare le triangolazioni UE e le operazioni con operatori OSS (One Stop Shop)Quadro VJ (Acquisti da San Marino): ampliato per includere anche le operazioni con la Città del Vaticano soggette a IVARigo VF50 (Ventilazione IVA): ora obbligatorio per tutti i contribuenti in regime speciale (non solo agricoltura)Dettaglio crediti compensati: obbligo di indicare l’ammontare esatto del credito IVA compensato in F24 durante l’annoL’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le istruzioni aggiornate e i software di compilazione sono disponibili dal 15 gennaio 2026.Nuovi Obblighi per le Partite IVA dal 2026 Oltre alle modifiche ai modelli, la normativa 2026 introduce nuovi obblighi dichiarativi per alcune categorie di contribuenti.Novità operative:Operatori e-commerce: obbligo di dettagliare nel TR le vendite a distanza intra-UE sopra la soglia di 10.000 euro annuiPrestatori di servizi digitali: nuova sezione dedicata nel modello annuale per chi utilizza il regime OSSOperazioni con criptovalute: per la prima volta, i contribuenti che effettuano operazioni rilevanti IVA con pagamenti in crypto devono indicarle in un apposito quadroRavvedimento operoso semplificato: possibilità di sanare errori nei TR trimestrali con il nuovo quadro “Rettifiche volontarie”Queste novità mirano a rafforzare il contrasto all’evasione IVA e ad allineare l’Italia alle direttive europee sul commercio digitale.Scadenze IVA 2026 da Ricordare Per non incorrere in sanzioni, è fondamentale rispettare le scadenze IVA 2026:16 febbraio 2026: versamento IVA annuale 2025 (oppure rateizzazione)16 marzo 2026: primo acconto IVA 2026 (metodo storico)30 aprile 2026: presentazione dichiarazione annuale IVA 202516 maggio 2026: comunicazione TR I trimestre 2026 (con nuovi campi obbligatori)16 agosto 2026: comunicazione TR II trimestre 202616 novembre 2026: comunicazione TR III trimestre 202616 dicembre 2026: versamento secondo acconto IVA (metodo effettivo o storico)Attenzione: Il mancato invio del modello TR o della dichiarazione IVA comporta sanzioni da 250 euro a 2.000 euro, oltre agli interessi.Domande Frequenti sulle Novità IVA 2026 Quando entrano in vigore le novità IVA 2026?Le modifiche ai modelli TR sono operative dal primo trimestre 2026. La dichiarazione annuale IVA con i nuovi campi va presentata entro il 30 aprile 2026 per l’anno d’imposta 2025.Il modello TR è obbligatorio per tutti?Il modello TR (comunicazione liquidazioni periodiche IVA) è obbligatorio per tutti i contribuenti IVA trimestrali e mensili, salvo chi applica regimi speciali esonerati. I forfettari non devono presentarlo.Cosa succede se sbaglio a compilare il nuovo modello TR?Puoi utilizzare il nuovo quadro Rettifiche volontarie per correggere errori nei TR precedenti tramite ravvedimento operoso semplificato, riducendo le sanzioni.Le novità IVA 2026 riguardano anche i forfettari?No, i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dagli obblighi IVA e non devono presentare ne modello TR ne dichiarazione annuale IVA.Le novità IVA 2026 richiedono attenzione nella compilazione dei modelli dichiarativi e nel rispetto delle nuove scadenze. I nuovi campi nei modelli TR e nella dichiarazione annuale comportano un maggiore carico amministrativo, soprattutto per le partite IVA che operano con l’estero o nel settore digitale.Affidarsi a un CAF esperto come il CAF Centro Fiscale di Udine permette di evitare errori, sanzioni e garantire la piena conformità normativa.Articoli CorrelatiPotrebbero interessarti anche:Regime Forfettario 2026: Requisiti e AliquoteCome Aprire Partita IVA: Guida CompletaDichiarazione dei Redditi 730: Come FunzionaCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da mirsada boci https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 mirsada boci https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png mirsada boci2026-01-17 15:01:012026-02-25 03:45:03IVA 2026: Novità nei Modelli Dichiarativi e Nuovi ObblighiNOTIZIEPolizza Catastrofale: Proroga al 31 Marzo 2026 per Chi Non Ha Stipulato Indice dei contenutiCos’è la polizza catastrofale obbligatoriaChi beneficia della proroga al 31 marzo 2026Settori maggiormente interessatiCosa fare entro il 31 marzo 2026Domande FrequentiIl Governo ha prorogato al 31 marzo 2026 la scadenza per la stipula delle polizze catastrofali obbligatorie per le imprese che non hanno ancora adempiuto all’obbligo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024. La decisione, contenuta in un recente emendamento al decreto Milleproroghe, offre un’importante finestra temporale alle aziende che devono ancora mettersi in regola con l’assicurazione contro eventi catastrofali.Vediamo nel dettaglio chi può beneficiare della proroga, quali sono i settori interessati e cosa devono fare le imprese per adempiere all’obbligo entro la nuova scadenza.Cos’è la polizza catastrofale obbligatoria La polizza catastrofale obbligatoria è un’assicurazione contro i danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali che le imprese devono stipulare per proteggere i propri beni strumentali.L’obbligo è stato introdotto dall’articolo 1, commi 101-111 della Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023) e riguarda:Terremoti, alluvioni, frane, inondazioni e altri eventi sismiciEsondazioni, allagamenti causati da fenomeni atmosfericiDanni a fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industrialiLa copertura deve garantire un risarcimento almeno pari al 70% del valore dei beni assicurati al momento del sinistro.Chi beneficia della proroga al 31 marzo 2026 La proroga al 31 marzo 2026 si applica a tutte le imprese che non hanno ancora stipulato la polizza catastrofale obbligatoria entro la scadenza originaria del 31 dicembre 2025.Nello specifico, possono beneficiare della proroga:Imprese individuali, società di persone e società di capitale con sede operativa in ItaliaAziende con immobili, impianti e macchinari ubicati in zone a rischio sismico, idrogeologico o alluvionaleProfessionisti con partita IVA che possiedono beni strumentali (studio professionale, attrezzature)Artigiani e commercianti con locali commerciali, magazzini, laboratoriSono escluse dall’obbligo le imprese con fatturato annuo inferiore a determinate soglie (le soglie definitive sono ancora in fase di precisazione nei decreti attuativi).Settori maggiormente interessati La proroga polizza catastrofale interessa in particolare i settori con maggiore esposizione ai rischi da eventi naturali:Manifatturiero: aziende con capannoni, macchinari industriali, impianti produttiviCommercio al dettaglio e ingrosso: negozi, punti vendita, magazziniSettore agroalimentare: stabilimenti di trasformazione, celle frigorifere, depositiEdilizia e costruzioni: cantieri, attrezzature, mezzi d’operaServizi e terziario: uffici, studi professionali, centri commercialiTurismo e ospitalità: hotel, ristoranti, strutture ricettiveParticolarmente interessate sono le imprese localizzate in aree ad alto rischio sismico o idrogeologico, come Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Campania.Cosa fare entro il 31 marzo 2026 Le imprese che non hanno ancora stipulato la polizza catastrofale obbligatoria devono procedere entro il 31 marzo 2026 seguendo questi passaggi:Valutazione dei beni da assicurare: identificare tutti i beni strumentali all’attività (fabbricati, macchinari, impianti, attrezzature)Stima del valore assicurabile: determinare il valore commerciale dei beni per calcolare la copertura minima del 70%Richiesta preventivi: contattare compagnie assicurative specializzate per ottenere preventivi comparabiliStipula della polizza: sottoscrivere il contratto assicurativo con copertura adeguataConservazione della documentazione: archiviare copia della polizza per eventuali verifiche fiscaliAttenzione: le imprese che non rispettano l’obbligo entro il 31 marzo 2026 non potranno dedurre fiscalmente i costi di ricostruzione o riparazione in caso di danni da calamità naturali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sulla Proroga Polizze Catastrofali 📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.La polizza catastrofale e obbligatoria per tutte le imprese?No, l’obbligo riguarda principalmente le imprese con beni strumentali di valore significativo e fatturato superiore a determinate soglie. Le microimprese e i professionisti con fatturato ridotto potrebbero essere esclusi, in attesa dei decreti attuativi.Cosa succede se non stipulo la polizza entro il 31 marzo 2026?Le imprese inadempienti non potranno dedurre fiscalmente i costi sostenuti per riparare o ricostruire i beni danneggiati da eventi catastrofali. Inoltre, potrebbero esserci sanzioni amministrative (da definire nei decreti attuativi).Quanto costa una polizza catastrofale obbligatoria?Il costo varia in base al valore dei beni assicurati, alla zona geografica (rischio sismico e idrogeologico) e alle franchigie scelte. Indicativamente, per un’azienda media il premio annuo puo oscillare tra 500 e 3.000 euro.Posso detrarre il costo della polizza catastrofale?Si, i premi assicurativi per polizze catastrofali obbligatorie sono integralmente deducibili dal reddito d’impresa come costi di esercizio, secondo le normali regole fiscali.ARTICOLI CORRELATINOTIZIE ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSIndice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSNOTIZIE Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026NOTIZIE Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaIndice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 14:52:442026-02-25 03:45:41Polizza Catastrofale: Proroga al 31 Marzo 2026 per Chi Non Ha StipulatoCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Mamme 2025: Domanda Integrativa Entro il 31 Gennaio 2026 Indice dei contenutiCos’è il Bonus Mamme 2025Chi Può Presentare Domanda Integrativa o TardivaRequisiti per il Bonus Mamme 2025Come Presentare la Domanda IntegrativaDocumentazione NecessariaScadenza Improrogabile: 31 Gennaio 2026Domande FrequentiIl bonus mamme 2025 può ancora essere richiesto con domanda integrativa o tardiva entro il 31 gennaio 2026. L’INPS ha confermato che le lavoratrici madri dipendenti e autonome che non hanno presentato la domanda nei termini ordinari, o che devono integrarla con nuove informazioni, hanno tempo fino alla fine di gennaio per regolarizzare la propria posizione.Si tratta dell’esonero contributivo totale per le madri lavoratrici con almeno due figli, una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e prorogata per il 2025. La scadenza del 31 gennaio 2026 rappresenta l’ultima possibilità per ottenere il beneficio retroattivo sui contributi versati nel 2025.Cos’è il Bonus Mamme 2025 Il bonus mamme 2025, tecnicamente chiamato esonero contributivo per lavoratrici madri, consiste nell’azzeramento totale dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice (9,19% per le dipendenti, 100% per le autonome) fino a un massimo di 3.000 euro annui.La misura si applica per l’intero anno 2025 e riguarda:Lavoratrici dipendenti del settore privato con almeno 2 figliLavoratrici autonome iscritte alla gestione separata INPSMadri con almeno 2 figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anni (o 18 anni se ci sono 3 o più figli)L’esonero si traduce in un aumento dello stipendio netto mensile, poiché i contributi che normalmente vengono trattenuti dalla busta paga non sono più dovuti. Per una lavoratrice dipendente con reddito medio, il beneficio può arrivare a 150-200 euro al mese in più.Chi Può Presentare Domanda Integrativa o Tardiva La domanda integrativa può essere presentata da chi si trova in una di queste situazioni:Domanda IntegrativaChi ha già presentato domanda ma deve aggiungere informazioni mancanti (es. codice fiscale del secondo figlio)Chi ha presentato domanda ma è stata respinta per incompletezzaChi deve rettificare dati errati nella domanda originaleChi ha avuto un secondo figlio nel corso del 2025 e ora soddisfa i requisitiDomanda TardivaChi non ha mai presentato domanda entro i termini ordinari (30 settembre 2025)Chi non era a conoscenza del bonus e vuole recuperare i contributi versati nel 2025Chi ha iniziato a lavorare dopo la scadenza ordinaria ma nel 2025ATTENZIONE: La domanda tardiva consente di recuperare l’esonero per i mesi del 2025 in cui sussistevano i requisiti, ma non è automatica: serve presentare la domanda entro il 31 gennaio 2026.Requisiti per il Bonus Mamme 2025 Per accedere all’esonero contributivo 2025, la lavoratrice deve soddisfare contemporaneamente tutti questi requisiti:Essere madre di almeno 2 figli (il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni)Oppure avere 3 o più figli (il figlio più piccolo deve avere meno di 18 anni)Essere lavoratrice dipendente del settore privato o autonoma con partita IVA (gestione separata INPS)Non superare il limite di reddito di 40.000 euro annui lordiAvere un rapporto di lavoro attivo nel 2025L’esonero NON spetta a:Dipendenti pubbliche (solo per loro è previsto un bonus diverso)Lavoratrici domestiche (colf e badanti)Lavoratrici agricolePercettori di NASpI o altre indennità di disoccupazioneCome Presentare la Domanda Integrativa La domanda integrativa o tardiva per il bonus mamme 2025 si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS, accedendo con:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)CIE (Carta d’Identità Elettronica)CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Procedura Passo-PassoAccedi al sito www.inps.it con SPID/CIE/CNSCerca il servizio “Esonero contributivo lavoratrici madri”Seleziona “Domanda integrativa” o “Domanda tardiva”Compila il form con i dati richiesti (vedi sezione successiva)Allega la documentazione necessaria (se richiesta)Invia la domanda e salva la ricevuta con protocolloIMPORTANTE: Se la domanda viene presentata tramite CAF o patronato, il CAF può accedere al servizio INPS per conto della lavoratrice utilizzando il PIN del CAF. In questo caso, la lavoratrice non deve fare nulla, basta fornire i documenti al CAF.Documentazione Necessaria Per presentare la domanda integrativa o tardiva, servono i seguenti documenti:Documenti ObbligatoriDocumento d’identità in corso di validitàCodice fiscale della lavoratriceCodice fiscale di tutti i figli (anche maggiorenni)Certificato di nascita dei figli (o autocertificazione)Ultima busta paga (per verificare il reddito)CU 2025 (Certificazione Unica relativa al 2024, per verifica redditi)Documenti Aggiuntivi (se applicabili)Contratto di lavoro (se assunta nel 2025)Visura partita IVA (per lavoratrici autonome)Sentenza di affidamento (in caso di figli in affidamento)Certificato di adozione (per figli adottivi)Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella raccolta e verifica della documentazione prima dell’invio della domanda.Scadenza Improrogabile: 31 Gennaio 2026La scadenza del 31 gennaio 2026 è IMPROROGABILE. Dopo questa data, non sarà più possibile presentare domande integrative o tardive per il bonus mamme 2025.Cosa Succede Dopo la ScadenzaSe la domanda non viene presentata entro il 31 gennaio 2026:Si perde il diritto all’esonero contributivo per il 2025I contributi versati nel 2025 non saranno rimborsatiNon è possibile recuperare il beneficio con domande successiveIl bonus 2026 (se prorogato) richiederà una nuova domanda separataTempi di Lavorazione INPSL’INPS impiega mediamente 30-60 giorni per processare le domande integrative o tardive. Anche se presentate il 31 gennaio, il beneficio sarà riconosciuto retroattivamente dal mese in cui si maturavano i requisiti (es. se avevi i requisiti da gennaio 2025, l’esonero parte da gennaio).CONSIGLIO: Non aspettare gli ultimi giorni. Presenta la domanda il prima possibile per evitare problemi tecnici o disguidi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti Posso presentare domanda tardiva se ho già ricevuto il bonus per alcuni mesi del 2025?Sì, puoi presentare domanda integrativa per i mesi in cui non hai ricevuto il bonus, anche se lo hai già percepito per altri mesi. L’INPS calcolerà l’esonero solo per i mesi mancanti.La domanda integrativa può essere presentata anche da chi lavora a tempo parziale?Sì, il bonus mamme spetta anche alle lavoratrici part-time. L’importo dell’esonero sarà proporzionato alle ore lavorate e alla retribuzione effettiva.Cosa succede se presento la domanda il 1 febbraio 2026?Se presenti la domanda dopo il 31 gennaio 2026, questa sarà respinta. La scadenza è improrogabile e non ci sono deroghe previste dalla normativa INPS.Devo presentare una nuova domanda per il 2026?Se il bonus mamme sarà prorogato anche per il 2026 (da confermare con la Legge di Bilancio 2026), sarà necessario presentare una nuova domanda separata. L’esonero del 2025 non si rinnova automaticamente.La scadenza del 31 gennaio 2026 per la domanda integrativa o tardiva del bonus mamme 2025 è un’opportunità da non perdere per le lavoratrici madri che non hanno ancora richiesto l’esonero contributivo o che devono integrare la domanda già presentata.Con un beneficio che può arrivare a 3.000 euro annui, si tratta di un sostegno economico significativo per le famiglie con figli. Non aspettare l’ultimo momento: verifica i requisiti, raccogli la documentazione e presenta la domanda quanto prima.ARTICOLI CORRELATIGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 14:44:332026-05-31 18:25:58Bonus Mamme 2025: Domanda Integrativa Entro il 31 Gennaio 2026Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOCodice ATECO Fisioterapista 2026: Guida Completa al Nuovo 86.95.00Aggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaUna versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).Il codice ATECO è uno dei primi ostacoli che ogni fisioterapista incontra quando decide di aprire la partita IVA. Scegliere il codice sbagliato può portare a problemi fiscali, errori nella dichiarazione dei redditi e complicazioni con l’Agenzia delle Entrate.Dal 1° aprile 2025 è entrato in vigore un nuovo codice ATECO specifico per i fisioterapisti: il codice 86.95.00 “Attività di fisioterapia”. Si tratta di una svolta storica che finalmente riconosce la professione con un codice dedicato, abbandonando i vecchi codici generici 86.90.21 e 86.90.29.In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sul codice ATECO fisioterapista 2026: quale utilizzare in fase di apertura partita IVA, come funziona il coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario, cosa fare se hai già la partita IVA con il vecchio codice e come evitare gli errori più comuni.Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza a professionisti sanitari e ti guida nella scelta corretta del codice ATECO, nell’apertura della partita IVA e in tutte le pratiche fiscali successive. Indice dei contenutiCos’è il Codice ATECO e Perché È ImportanteIl Nuovo Codice 86.95.00 – Svolta Storica 2025Vecchi Codici 86.90.21 e 86.90.29 – Ora ObsoletiCoefficiente Redditività 78% e Calcolo Tasse ForfettarioCome Indicare il Codice ATECO nell’Apertura Partita IVACasi Particolari – Palestra, Formazione, Studio AssociatoErrori Comuni da EvitareCome Correggere un Codice ATECO ErratoDomande FrequentiIl codice ATECO (Attività Economiche) è un codice alfanumerico che identifica la tipologia di attività economica svolta da un’impresa o da un professionista. È utilizzato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate per classificare le attività produttive e assegnare specifici obblighi fiscali, contributivi e amministrativi.Per un fisioterapista con partita IVA, il codice ATECO ha un’importanza fondamentale per diversi motivi:Determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario, cioè la percentuale di reddito imponibile su cui si calcolano le tasseIdentifica il settore economico ai fini delle statistiche ISTAT e delle agevolazioni fiscaliDefinisce gli obblighi contributivi presso la Gestione Separata INPS (i fisioterapisti non hanno una cassa di categoria: l’ENPAPI è l’ente della professione infermieristica)Influenza l’accesso a bandi e finanziamenti riservati a specifici settori professionaliÈ richiesto in tutte le comunicazioni ufficiali con Agenzia delle Entrate, INPS e Camere di CommercioLa scelta del codice ATECO corretto avviene in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 (per professionisti). Una volta comunicato, il codice può essere modificato in caso di errore o ampliamento dell’attività, ma è fondamentale individuare quello giusto fin dall’inizio per evitare complicazioni.Dal 1° aprile 2025, la classificazione ATECO è cambiata radicalmente per i fisioterapisti, introducendo un codice dedicato che riflette finalmente la specificità della professione.Il Nuovo Codice 86.95.00 – Svolta Storica 2025 Dal 1° aprile 2025 è entrato in vigore il nuovo codice ATECO 86.95.00 con la denominazione ufficiale “Attività di fisioterapia”. Questa novità rappresenta una svolta storica per la professione, che finalmente dispone di un codice dedicato e non più generico.Cosa Cambia con il Nuovo Codice 86.95.00Il codice 86.95.00 è esclusivo per i fisioterapisti laureati e iscritti all’Albo professionale TSRM-PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). Questo codice identifica in modo univoco l’attività di fisioterapia svolta in forma autonoma o presso studi professionali.La nuova classificazione si inserisce nella sezione Q – Sanità e assistenza sociale, divisione 86 – Assistenza sanitaria, e riconosce la fisioterapia come attività sanitaria a tutti gli effetti, separata dalle altre professioni sanitarie.Caratteristiche del Codice 86.95.00Coefficiente di redditività: 78% – Invariato rispetto ai vecchi codici per il regime forfettarioSettore sanitario – Classificato come attività di assistenza sanitaria professionaleAccesso riservato – Solo per fisioterapisti laureati iscritti all’AlboCoerente con l’inquadramento previdenziale – Gestione Separata INPS per i fisioterapisti liberi professionistiValido per tutte le prestazioni fisioterapiche – Riabilitazione, terapia manuale, rieducazione funzionaleChi Deve Usare il Codice 86.95.00Il nuovo codice 86.95.00 deve essere utilizzato da:Fisioterapisti che aprono la partita IVA dal 1° aprile 2025 – Devono indicare obbligatoriamente il nuovo codiceFisioterapisti con partita IVA già attiva – È consigliato (ma non obbligatorio) fare la variazione al nuovo codice tramite modello AA7/10Studi di fisioterapia associati – Devono aggiornare il codice nella visura cameraleLa transizione al nuovo codice è stata pensata per semplificare la gestione fiscale e contributiva dei fisioterapisti, riducendo le ambiguità interpretative che si verificavano con i vecchi codici generici.Se stai per aprire la partita IVA come fisioterapista, il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione corretta del modello AA9/12 e nella scelta del codice ATECO 86.95.00.Vecchi Codici 86.90.21 e 86.90.29 – Ora Obsoleti Prima dell’entrata in vigore del codice 86.95.00, i fisioterapisti con partita IVA utilizzavano principalmente due codici ATECO generici, ora considerati obsoleti:Codice ATECO 86.90.21 – Attività di Fisioterapia (vecchia classificazione)Il codice 86.90.21 era denominato “Attività di fisioterapia” nella vecchia classificazione ATECO 2007. Era il codice più utilizzato dai fisioterapisti, ma presentava alcune ambiguità perché non distingueva chiaramente tra fisioterapisti laureati e altre figure professionali della riabilitazione.Caratteristiche del vecchio codice 86.90.21:Coefficiente di redditività: 78%Settore: Altre attività di assistenza sanitariaUtilizzato fino al 31 marzo 2025Codice ATECO 86.90.29 – Altre Attività Paramediche Indipendenti NCAIl codice 86.90.29 era un codice “residuale” che includeva tutte le attività paramediche non classificate altrove (NCA). Alcuni fisioterapisti lo utilizzavano erroneamente, creando confusione con altre professioni sanitarie come massoterapisti, osteopati, chiropratici.Questo codice era meno specifico: oggi il 86.90.29 identifica altre attività paramediche (ad esempio massofisioterapisti e osteopati), non la fisioterapia.Perché i Vecchi Codici Sono ObsoletiCon l’introduzione del nuovo codice 86.95.00, i codici 86.90.21 e 86.90.29 sono stati sostituiti per diverse ragioni:Riconoscimento della specificità professionale – Il codice 86.95.00 identifica univocamente i fisioterapisti laureatiMaggiore chiarezza fiscale – Elimina le ambiguità interpretative con altre figure sanitarieAllineamento con la normativa europea – Segue le direttive UE sulla classificazione delle professioni sanitarieChiarezza statistica e fiscale – Identifica in modo univoco l’attività di fisioterapia presso Agenzia delle Entrate e ISTATCosa Fare Se Hai Ancora il Vecchio CodiceSe hai aperto la partita IVA prima del 1° aprile 2025 con il codice 86.90.21 o 86.90.29, puoi continuare a utilizzarlo senza obbligo di variazione immediata. Tuttavia, è consigliato aggiornare al nuovo codice 86.95.00 per:Evitare possibili incomprensioni con l’Agenzia delle EntrateAssicurare la coerenza tra attività dichiarata e inquadramento previdenziale (Gestione Separata INPS)Accedere a eventuali agevolazioni future riservate al codice 86.95.00La variazione del codice ATECO si effettua con il modello AA7/10 (variazione dati) ed è completamente gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione e nell’invio telematico della pratica seguendo i passaggi corretti.Coefficiente Redditività 78% e Calcolo Tasse Forfettario Il coefficiente di redditività è un parametro fondamentale nel regime forfettario. Rappresenta la percentuale di reddito imponibile calcolata sui ricavi totali annui. Per il codice ATECO 86.95.00 (Attività di fisioterapia), il coefficiente è del 78%.Cosa Significa Coefficiente di Redditività 78%Il coefficiente del 78% indica che, per ogni 100 euro di ricavi incassati, il fisco considera imponibili 78 euro. Su questo importo si applica poi l’imposta sostitutiva del regime forfettario.In pratica, il coefficiente di redditività sostituisce il sistema di deduzione delle spese effettive previsto nel regime ordinario. Non puoi scaricare le spese (affitto studio, attrezzature, corsi di formazione), ma hai un abbattimento forfettario del 22% sui ricavi.Come Si Calcolano le Tasse nel Regime Forfettario per FisioterapistiIl calcolo delle tasse per un fisioterapista in regime forfettario si articola in questi passaggi:1. Calcolo del reddito imponibileReddito imponibile = Ricavi annui × 78%Esempio: Se nel 2026 incassi 45.000 euro, il tuo reddito imponibile sarà:45.000 € × 78% = 35.100 euro2. Sottrazione dei contributi INPS Gestione SeparataDal reddito imponibile puoi sottrarre i contributi previdenziali INPS Gestione Separata versati nell’anno. Per il 2026 l’aliquota è il 26,07% del reddito imponibile (circolare INPS n. 8/2026; 24% per chi ha già un’altra tutela pensionistica obbligatoria).Contributi INPS Gestione Separata = 35.100 € × 26,07% = 9.151 euroReddito imponibile netto = 35.100 € – 9.151 € = 25.949 euro3. Applicazione dell’imposta sostitutivaSul reddito imponibile netto si applica l’imposta sostitutiva:5% per i primi 5 anni di attività (nuove partite IVA)15% a regime (dal sesto anno in poi)Se sei nei primi 5 anni:Imposta sostitutiva = 25.949 € × 5% = 1.297 euroSe sei oltre il quinto anno:Imposta sostitutiva = 25.949 € × 15% = 3.892 euroEsempio Completo di Calcolo TasseSupponiamo che Marco, fisioterapista con partita IVA in regime forfettario, incassi 50.000 euro nel 2026 (oltre il quinto anno di attività).Ricavi annui: 50.000 €Reddito imponibile (78%): 39.000 €Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 10.167 €Reddito imponibile netto: 28.833 €Imposta sostitutiva (15%): 4.325 €Totale tasse e contributi: 10.167 € + 4.325 € = 14.492 euroReddito netto annuo: 50.000 € – 14.492 € = 35.508 euroVantaggi del Coefficiente 78% per i FisioterapistiIl coefficiente del 78% è tra i più favorevoli nel regime forfettario. Altri professionisti sanitari (medici, psicologi) hanno coefficienti del 67%, quindi più svantaggiosi. Questo significa che i fisioterapisti beneficiano di un maggiore abbattimento forfettario sui ricavi.Se vuoi approfondire tutti i requisiti e i vantaggi del regime forfettario 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza gratuita per valutare la convenienza rispetto al regime ordinario.Per maggiori dettagli sui contributi previdenziali dei fisioterapisti 2026 (Gestione Separata INPS), consulta la nostra guida dedicata.Come Indicare il Codice ATECO nell Apertura Partita IVA La comunicazione del codice ATECO avviene in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 (per professionisti) o AA7/10 (per imprese). Il codice deve essere indicato con precisione per evitare problemi fiscali successivi.Procedura di Apertura Partita IVA con Codice 86.95.00Se sei un fisioterapista che vuole aprire la partita IVA per la prima volta, la procedura si articola in questi passaggi:1. Raccolta documenti necessariDocumento di identità e codice fiscaleLaurea in Fisioterapia (titolo abilitante)Iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP (Ordine dei Fisioterapisti)Indirizzo dello studio dove eserciti l’attività (o domicilio fiscale iniziale)2. Compilazione del modello AA9/12Il modello AA9/12 è il modulo di dichiarazione di inizio attività per professionisti. In questo modulo devi indicare:Codice ATECO primario: 86.95.00 – Attività di fisioterapiaData inizio attività – Giorno in cui cominci effettivamente a esercitareRegime fiscale scelto – Regime forfettario o ordinarioPeriodicità IVA – Non necessaria nel regime forfettario3. Iscrizione alla Gestione Separata INPSContestualmente all’apertura della partita IVA, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), la previdenza obbligatoria per i fisioterapisti liberi professionisti, privi di una cassa di categoria. L’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. L’iscrizione è gratuita, si effettua online dal portale INPS (SPID, CIE o CNS) e richiede:Codice fiscale e numero di partita IVA assegnatoData di inizio dell’attività libero-professionaleRecapiti (email/PEC) per le comunicazioni INPS4. Invio telematico all’Agenzia delle EntrateIl modello AA9/12 deve essere inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. L’invio può essere effettuato tramite:CAF (soluzione consigliata per evitare errori)CommercialistaSoftware fiscale con abilitazione FisconlineDove Inserire il Codice ATECO nel Modello AA9/12Nel modello AA9/12, il codice ATECO va indicato nella sezione “Attività esercitata”, al campo “Codice attività”. Devi inserire esattamente:86.95.00Il sistema dell’Agenzia delle Entrate riconoscerà automaticamente la descrizione “Attività di fisioterapia” e assegnerà il coefficiente di redditività del 78% se hai scelto il regime forfettario.Cosa Succede Dopo l’InvioEntro pochi giorni dall’invio telematico riceverai:Numero di partita IVA – Composto da 11 cifre (solitamente coincide con il codice fiscale per i professionisti)Ricevuta di protocollazione – Conferma dell’avvenuta registrazioneAttribuzione del regime fiscale – Forfettario o ordinario, in base alla scelta indicataA questo punto sei ufficialmente iscritto alla partita IVA e puoi iniziare a emettere fatture con il codice ATECO 86.95.00.Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intera procedura di apertura partita IVA per fisioterapisti, dalla compilazione del modello AA9/12 all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Ti guidiamo nella scelta corretta del codice ATECO e del regime fiscale più conveniente, garantendo la conformità di tutti i passaggi.Scopri di più su come aprire la partita IVA come fisioterapista con il supporto del CAF.Casi Particolari – Palestra, Formazione, Studio Associato Non sempre l’attività del fisioterapista si limita alle sole prestazioni di fisioterapia clinica. Esistono situazioni particolari in cui può essere necessario integrare il codice ATECO primario 86.95.00 con codici secondari o valutare alternative in base all’attività prevalente svolta.Fisioterapista che Lavora in Palestra o Centro FitnessSe svolgi attività di rieducazione motoria in palestra o ginnastica posturale per utenti senza prescrizione medica, ti trovi in una zona grigia. L’attività di fisioterapia vera e propria richiede sempre una prescrizione medica o una diagnosi funzionale.In questi casi, se l’attività prevalente è la fisioterapia con prescrizione, il codice 86.95.00 resta corretto. Se invece l’attività prevalente è la ginnastica posturale generica o il personal training, potresti dover considerare:Codice ATECO 85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativiCodice ATECO 96.04.10 – Servizi di centri per il benessere fisicoÈ fondamentale valutare con un esperto quale sia l’attività prevalente per evitare contestazioni fiscali.Fisioterapista che Svolge Formazione o DocenzaSe oltre all’attività clinica svolgi corsi di formazione ECM, docenza in master universitari o consulenze didattiche, puoi integrare il codice primario 86.95.00 con un codice secondario:Codice ATECO 85.59.20 – Corsi di formazione e aggiornamento professionaleLa presenza di un codice secondario non modifica il coefficiente di redditività del codice primario. Nel regime forfettario, il coefficiente applicato è quello dell’attività prevalente (86.95.00 al 78%).Studio Associato di FisioterapiaSe eserciti in uno studio associato con altri fisioterapisti, la struttura deve avere una propria partita IVA intestata allo studio. In questo caso, lo studio può utilizzare il codice ATECO 86.95.00 come attività principale, mentre i singoli professionisti associati devono comunque mantenere la loro partita IVA personale.Lo studio associato non può aderire al regime forfettario (riservato solo a persone fisiche), quindi dovrà operare in regime ordinario con contabilità semplificata o ordinaria.Fisioterapista che Vende Prodotti o AttrezzatureSe vendi prodotti ortopedici, ausili per la riabilitazione, tutori o attrezzature mediche, devi valutare se questa attività è accessoria o prevalente rispetto alla fisioterapia.Vendita accessoria (meno del 30% del fatturato) – Puoi mantenere solo il codice 86.95.00Vendita prevalente o significativa – Devi aggiungere un codice secondario di commercio al dettaglio, ad esempio 47.74.00 – Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopediciAttenzione: la vendita di prodotti potrebbe farti uscire dal regime forfettario se superi i limiti di ricavi previsti (85.000 euro annui) o se l’Agenzia delle Entrate considera l’attività commerciale prevalente rispetto a quella professionale.Fisioterapista Libero Professionista e Dipendente ContemporaneamenteSe sei fisioterapista dipendente (ad esempio in ospedale o RSA) e vuoi aprire la partita IVA per attività libero-professionale nel tempo libero, non ci sono incompatibilità legali. Tuttavia, devi verificare:Contratto di lavoro dipendente – Alcune convenzioni ospedaliere o aziende private possono prevedere clausole di esclusiva che vietano l’attività libero-professionaleLimiti di tempo – L’attività libero-professionale non deve interferire con l’orario di lavoro dipendenteIn questo caso, il codice ATECO da utilizzare per la partita IVA resta sempre il 86.95.00, e puoi optare per il regime forfettario se rispetti i limiti di fatturato.Se hai dubbi su quale codice ATECO utilizzare per la tua specifica situazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti ti guideranno nella scelta corretta in base alla tua attività effettiva, evitando errori che potrebbero portare a sanzioni o rettifiche fiscali.Errori Comuni da EvitareLa scelta del codice ATECO sbagliato può portare a complicazioni fiscali, contributive e amministrative. Ecco gli errori più comuni che i fisioterapisti commettono in fase di apertura partita IVA.Errore 1: Utilizzare Ancora i Vecchi Codici 86.90.21 o 86.90.29Dal 1° aprile 2025, il codice corretto per i fisioterapisti è il 86.95.00. Continuare a utilizzare i vecchi codici 86.90.21 o 86.90.29 in fase di nuova apertura partita IVA è un errore che può generare:Richieste di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle EntrateRitardi nell’assegnazione della partita IVAIncoerenze tra codice attività e inquadramento fiscaleSoluzione: Assicurati di indicare il codice 86.95.00 nel modello AA9/12. Se hai già aperto con un vecchio codice, effettua subito la variazione con il modello AA7/10.Errore 2: Confondere il Codice ATECO con Quello di Altre Professioni SanitarieAlcuni fisioterapisti confondono il proprio codice con quelli di altre figure sanitarie:86.90.19 – Altre attività paramediche indipendenti (es. osteopati, chiropratici)96.04.20 – Servizi di centri per il benessere fisico (massaggi non terapeutici)85.51.00 – Corsi sportivi (ginnastica posturale senza prescrizione medica)Il codice 86.95.00 è esclusivo per i fisioterapisti laureati iscritti all’Albo. Usare un codice generico crea incoerenze nella classificazione dell’attività e nei controlli dell’Agenzia delle Entrate.Soluzione: Verifica sempre che il codice indicato sia esattamente 86.95.00 e non codici simili ma inesatti.Errore 3: Non Iscriversi Subito alla Gestione Separata INPSL’iscrizione alla Gestione Separata INPS è obbligatoria per tutti i fisioterapisti con partita IVA (non all’ENPAPI, che riguarda solo la professione infermieristica). Alcuni professionisti ritardano l’iscrizione pensando di poterla fare “in un secondo momento”, ma questo comporta:Iscrizione d’ufficio da parte dell’INPSRecupero dei contributi arretrati con sanzioni civili e interessiImpossibilità di dedurre i contributi versati fino all’iscrizione effettivaSoluzione: Iscriviti alla Gestione Separata INPS contestualmente all’apertura della partita IVA. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella procedura di iscrizione.Errore 4: Indicare un Codice ATECO Troppo Generico per “Sicurezza”Alcuni professionisti scelgono codici ATECO generici (es. 86.90.29 “Altre attività paramediche NCA”) pensando di coprire meglio tutte le attività future. Questo è un errore perché:Il codice generico non identifica correttamente l’attività di fisioterapiaL’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la coerenza tra codice ATECO e attività effettivamente svoltaPotrebbero sorgere dubbi sull’applicazione del coefficiente di redditività correttoSoluzione: Utilizza sempre il codice più specifico per la tua professione. Se svolgi anche attività accessorie, aggiungi codici secondari, ma il primario deve essere 86.95.00.Errore 5: Non Aggiornare il Codice ATECO Dopo Variazioni di AttivitàSe cambi l’attività prevalente (ad esempio passi dalla fisioterapia clinica alla formazione o alla vendita di prodotti ortopedici), devi aggiornare il codice ATECO tramite variazione. Molti professionisti dimenticano questo passaggio, rischiando:Contestazioni fiscali in caso di controlliApplicazione di coefficienti di redditività erratiSanzioni per incongruenze tra attività dichiarata e attività effettivaSoluzione: Ogni volta che modifichi significativamente l’attività, consulta il CAF per valutare se è necessario aggiornare il codice ATECO con il modello AA7/10.Errore 6: Copiare il Codice ATECO da Colleghi Senza VerificareMolti fisioterapisti, per praticità, chiedono ai colleghi “quale codice ATECO hai usato tu?” e lo copiano senza verificare se sia corretto e aggiornato. Questo può portare a:Utilizzo di codici obsoleti (86.90.21, 86.90.29)Codici non coerenti con la propria attività specificaProblemi in caso di controlli incrociati tra Agenzia delle Entrate e INPSSoluzione: Affidati sempre a un CAF o commercialista per la scelta del codice ATECO. Il servizio è gratuito e ti evita errori costosi.Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con te tutti i dettagli dell’attività e ti consiglia il codice ATECO corretto, evitando errori che potrebbero compromettere la tua regolarità fiscale e contributiva.Come Correggere un Codice ATECO Errato Se hai già aperto la partita IVA con un codice ATECO sbagliato o obsoleto (ad esempio 86.90.21 o 86.90.29) e vuoi aggiornarlo al nuovo codice 86.95.00, la procedura di correzione è semplice e completamente gratuita.Quando È Necessario Correggere il Codice ATECODevi procedere con la variazione del codice ATECO se:Hai aperto la partita IVA prima del 1° aprile 2025 con il vecchio codice 86.90.21 o 86.90.29Hai indicato erroneamente un codice generico o non coerente con l’attività di fisioterapiaVuoi allineare il codice alla nuova classificazione ATECO 2025 dedicata alla fisioterapiaVuoi beneficiare di agevolazioni o bandi futuri riservati al codice 86.95.00Procedura di Variazione con Modello AA7/10La correzione del codice ATECO si effettua tramite il modello AA7/10 (Comunicazione variazione dati). Ecco i passaggi:1. Compilazione del modello AA7/10Il modello AA7/10 è il modulo ufficiale per comunicare variazioni dei dati di una partita IVA già esistente. Nella sezione “Variazione dati”, devi indicare:Vecchio codice ATECO – Quello attualmente registrato (es. 86.90.21)Nuovo codice ATECO – Il codice corretto 86.95.00Data di decorrenza della variazione – Solitamente la data di invio del modello2. Invio telematico all’Agenzia delle EntrateIl modello AA7/10 deve essere inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate tramite:CAF – Modalità consigliata, servizio gratuitoCommercialista – Servizio a pagamentoSoftware fiscale Fisconline – Se abilitato all’invio diretto3. Ricezione della ricevuta di variazioneDopo l’invio, riceverai entro pochi giorni la ricevuta di protocollazione che conferma l’avvenuta variazione del codice ATECO. Da quel momento, il nuovo codice 86.95.00 sarà registrato nella tua posizione fiscale.Costi della Variazione Codice ATECOLa variazione del codice ATECO tramite modello AA7/10 è completamente gratuita. Non ci sono imposte di bollo, diritti camerali o tasse da pagare. L’unico eventuale costo è quello del servizio di assistenza fiscale se ti rivolgi a un commercialista.Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua il servizio di variazione codice ATECO gratuitamente per i propri iscritti.Tempistiche di AggiornamentoLa variazione del codice ATECO ha effetto immediato dal momento dell’invio del modello AA7/10. L’aggiornamento nei sistemi dell’Agenzia delle Entrate avviene entro 5-7 giorni lavorativi.Nota: la variazione del codice ATECO non comporta adempimenti verso la Gestione Separata INPS, che non è legata al codice attività. Conserva comunque la ricevuta di variazione dell’Agenzia delle Entrate.Conseguenze della Variazione sul Regime ForfettarioSe sei in regime forfettario, la variazione dal vecchio codice 86.90.21 al nuovo 86.95.00 non comporta modifiche fiscali, perché entrambi hanno lo stesso coefficiente di redditività del 78%.Se invece correggi un codice completamente errato con coefficiente diverso, potrebbero esserci implicazioni fiscali retroattive. In questo caso, il CAF valuterà con te se è necessario presentare dichiarazioni integrative per gli anni precedenti.Cosa Fare Se Hai Già Emesso Fatture con il Vecchio CodiceSe hai già emesso fatture indicando il vecchio codice ATECO (o nessun codice), non è necessario riemettere le fatture precedenti. La variazione ha effetto solo per le future comunicazioni fiscali e per le nuove fatture che emetterai.Tuttavia, è buona prassi aggiornare il tuo software di fatturazione elettronica per includere il nuovo codice 86.95.00 nelle fatture successive alla data di variazione.Assistenza CAF per la Variazione Codice ATECOIl CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella procedura di variazione del codice ATECO. Ti basta portare:Documento di identitàCodice fiscale / Partita IVACertificato di iscrizione all’Albo (se richiesto)seguendo i passaggi corretti compiliamo e inviamo il modello AA7/10, consegnandoti subito copia della ricevuta di protocollazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.Domande FrequentiQual e il codice ATECO corretto per fisioterapisti nel 2026?Il codice ATECO corretto dal 1 aprile 2025 e il 86.95.00 “Attivita di fisioterapia”. I vecchi codici 86.90.21 e 86.90.29 sono obsoleti. Il nuovo codice e esclusivo per fisioterapisti laureati iscritti all’Albo TSRM-PSTRP.Qual e il coefficiente di redditivita per il codice ATECO 86.95.00?Il coefficiente di redditivita del codice 86.95.00 e del 78%. Questo significa che nel regime forfettario, su 100 euro di ricavi incassati, 78 euro sono considerati reddito imponibile su cui si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi INPS Gestione Separata.Posso usare ancora il vecchio codice 86.90.21 se ho gia la partita IVA?Si, puoi continuare a utilizzare il vecchio codice 86.90.21 se hai aperto la partita IVA prima del 1 aprile 2025. Tuttavia, e consigliato aggiornare al nuovo codice 86.95.00 per evitare problemi futuri con l’Agenzia delle Entrate. La variazione e gratuita.Come posso cambiare il codice ATECO della mia partita IVA?La variazione del codice ATECO si effettua con il modello AA7/10 (Comunicazione variazione dati), da inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate. La procedura e gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione e nell’invio del modello.Quale codice ATECO devo usare se faccio fisioterapia e formazione?Se svolgi sia fisioterapia che attivita di formazione o docenza, il codice primario resta il 86.95.00 (attivita prevalente). Puoi aggiungere come codice secondario il 85.59.20 “Corsi di formazione e aggiornamento professionale”. Il coefficiente di redditivita nel regime forfettario sara quello del codice primario (78%).Il codice ATECO 86.95.00 e compatibile con il regime forfettario?Si, il codice 86.95.00 e pienamente compatibile con il regime forfettario. Il coefficiente di redditivita e del 78% e l’imposta sostitutiva e del 5% (primi 5 anni) o 15% (dal sesto anno). Devi rispettare il limite di ricavi annui di 85.000 euro per rimanere nel regime forfettario.Devo iscrivermi all’ENPAPI anche se ho il codice ATECO 86.95.00?No. L’ENPAPI è l’ente di previdenza della professione infermieristica (infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari) e non accoglie i fisioterapisti. Con qualsiasi codice ATECO, il fisioterapista libero professionista si iscrive alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) contestualmente all’inizio dell’attività, per evitare iscrizione d’ufficio, recupero contributi e sanzioni.Posso aprire partita IVA come fisioterapista se sono anche dipendente?Si, puoi aprire la partita IVA come fisioterapista anche se sei gia dipendente (es. in ospedale o RSA), a meno che il tuo contratto di lavoro non preveda clausole di esclusiva. Il codice ATECO da utilizzare e sempre il 86.95.00 e puoi optare per il regime forfettario se rispetti i limiti di ricavi.Conclusione Il codice ATECO 86.95.00 rappresenta una conquista importante per la professione di fisioterapista, finalmente riconosciuta con un codice dedicato e specifico. Dal 1 aprile 2025, tutti i fisioterapisti che aprono la partita IVA devono utilizzare questo codice, abbandonando i vecchi 86.90.21 e 86.90.29.La scelta corretta del codice ATECO e fondamentale per:Garantire il corretto calcolo delle tasse nel regime forfettario con coefficiente di redditivita del 78%Evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate e incoerenze previdenzialiAccedere a future agevolazioni riservate ai professionisti sanitariMantenere la regolarita fiscale e contributivaSe stai per aprire la partita IVA, se hai gia una partita IVA con il vecchio codice o se hai dubbi su quale codice ATECO utilizzare per la tua specifica attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione con assistenza specializzata per professionisti sanitari.Hai bisogno di assistenza per l’apertura della partita IVA o per la variazione del codice ATECO? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa. +2000 Partite IVA aperte 100% Assistenza garantitaCompila il modulo per una consulenza gratuita:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔOppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-17 09:00:002026-09-27 09:51:39Codice ATECO Fisioterapista 2026: Guida Completa al Nuovo 86.95.00Pagina 170 di 191«‹168169170171172›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Modello 770 e Certificazione UnicaComunicazione Detrazioni Condominio 2026: Scadenza 16 MarzoAttenzione amministratori di condominio: entro il 16 marzo 2026 scade l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate le spese detraibili sostenute dal condominio nel 2025. Chi non rispetta questa scadenza rischia sanzioni fino a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o tardiva.Se gestisci un condominio che ha effettuato lavori di ristrutturazione, bonus edilizi o superbonus 110%, questa comunicazione è obbligatoria. Devi trasmettere i dati delle spese detraibili ai singoli condòmini, consentendo loro di usufruire delle detrazioni fiscali in dichiarazione dei redditi.In questa guida ti spieghiamo cosa comunicare, come farlo e entro quando, con tutti i dettagli operativi per amministratori di condominio. Se preferisci affidarti a un CAF specializzato, scopri il nostro servizio chiavi in mano alla fine dell’articolo. Indice dei contenutiObbligo Comunicazione Detrazioni Condominio 2026Scadenza 16 Marzo 2026: Termine TassativoQuali Spese Devi ComunicareDati da Trasmettere per Ogni CondominoCome Fare la Comunicazione: Procedura TelematicaSanzioni per Mancata ComunicazioneServizio CAF Chiavi in ManoDomande Frequenti (FAQ)Obbligo Comunicazione Detrazioni Condominio 2026 📚 Guida completa: 770 e CU Condominio 2026: Tutto quello che devi sapereL’articolo 16-bis comma 8 del DPR 917/86 (TUIR) impone agli amministratori di condominio l’obbligo di comunicare annualmente all’Agenzia delle Entrate le spese sostenute per interventi edilizi che danno diritto a detrazioni fiscali.Questa comunicazione serve a permettere ai singoli condòmini di:Vedere le spese detraibili precompilate nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF)Verificare la correttezza degli importi attribuitiUsufruire delle detrazioni fiscali (50%, 65%, 110%, ecc.) senza dover inserire manualmente i datiChi deve comunicare?L’amministratore di condominio (anche se non professionista)In assenza di amministratore: uno dei condòmini (di solito chi ha coordinato i lavori)Quali condomìni sono coinvolti?Tutti i condomìni che nel 2025 hanno sostenuto spese per:Bonus ristrutturazioni edilizie (50%)Ecobonus (50-65%)Superbonus 110% (anche se in fase di chiusura)Bonus facciate (abolito dal 2023, ma ancora valido per spese 2022-2023 rateizzate)Bonus barriere architettoniche (75%)SismabonusScadenza 16 Marzo 2026: Termine Tassativo Vedi anche: Calendario completo scadenze amministratore condominio 2026La scadenza per la comunicazione delle detrazioni fiscali del condominio è il 16 marzo 2026 (il 16 marzo cade di lunedì, quindi nessuna proroga per festività).Riferimenti normativi:Provvedimento Agenzia Entrate 27 gennaio 2017: istituisce la comunicazione telematicaModello e istruzioni: disponibili sul sito Agenzia Entrate (sezione “Bonus edilizi”)Cosa succede se comunico in ritardo?Le comunicazioni inviate dopo il 16 marzo 2026 sono considerate tardive. Le sanzioni applicabili sono:Da 258 a 2.065 euro per ogni comunicazione omessa (art. 11 D.Lgs. 471/97)Possibilità di ravvedimento operoso se si invia entro 90 giorni dalla scadenza (sanzione ridotta)Consiglio pratico: non aspettare gli ultimi giorni. Raccogli i dati e invia la comunicazione entro la prima settimana di marzo per evitare problemi tecnici o intasamenti del sistema telematico.Quali Spese Devi Comunicare Devi comunicare tutte le spese sostenute nel 2025 dal condominio per interventi che danno diritto a detrazioni fiscali. Ecco l’elenco completo:1. Bonus Ristrutturazioni Edilizie (50%)Rifacimento facciateSostituzione infissi e serramentiManutenzione straordinaria parti comuniInstallazione ascensori o montacarichi2. Ecobonus (50-65%)Cappotto termicoSostituzione caldaia con caldaia a condensazioneInstallazione pannelli solari termiciSostituzione impianti di climatizzazione3. Superbonus 110% (e percentuali ridotte 2024-2025)Interventi trainanti: cappotto termico, sostituzione impianto termico centralizzato, sismabonusInterventi trainati: fotovoltaico, batterie accumulo, colonnine ricarica auto elettricheAttenzione: per il 2025 il Superbonus è sceso al 70% (se applicabile)4. Bonus Barriere Architettoniche (75%)Installazione rampe, ascensori, servoscalaAutomazione cancelli e porteEliminazione barriere architettoniche5. SismabonusInterventi antisismici su edifici in zone sismiche 1, 2, 3Importante: vanno comunicate SOLO le spese sostenute nel 2025, anche se i lavori sono iniziati in anni precedenti. Se il condominio ha optato per sconto in fattura o cessione del credito, non occorre comunicare nulla (le spese sono già tracciate dal fornitore).Dati da Trasmettere per Ogni Condomino La comunicazione deve contenere i seguenti dati per ogni singolo condomino che ha diritto alla detrazione:Dati AnagraficiCodice fiscale del condominoNome e cognomeDati delle SpeseImporto totale della spesa sostenuta dal condominio nel 2025Quota di spesa imputabile al singolo condomino (in base ai millesimi di proprietà o altro criterio deliberato)Percentuale di detrazione spettante (50%, 65%, 110%, 75%, ecc.)Importo detraibile per il condomino (calcolato automaticamente)Dati dell’InterventoTipologia intervento (es. “Ecobonus – Cappotto termico”)Codice fiscale condominioAnno di sostenimento della spesa (2025)Dati dei BonificiPer ogni bonifico effettuato nel 2025:Data bonificoImportoCausale (deve contenere riferimento normativo: art. 16-bis DPR 917/86)Codice fiscale beneficiario (ditta esecutrice lavori)Esempio pratico:Il condominio di Via Roma ha speso 100.000 euro per il cappotto termico (Ecobonus 65%). Il condomino Rossi Mario (CF: RSSMRA70A01H501Z) ha una quota millesimale del 5%. La comunicazione conterrà:Importo totale spesa: 100.000 euroQuota Rossi: 5.000 euro (5% di 100.000)Detrazione 65%: 3.250 euroRipartizione in 10 anni: 325 euro/annoCome Fare la Comunicazione: Procedura Telematica La comunicazione deve essere inviata esclusivamente per via telematica tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate.Opzione 1: Invio Diretto da Parte dell’AmministratoreRequisiti:Credenziali SPID, CIE o CNSAccesso all’area riservata Agenzia EntrateSoftware o compilazione online del modelloProcedura:Accedi all’area riservata Agenzia Entrate con SPID/CIEVai su “Servizi” > “Comunicazione dati spese ristrutturazione edilizia e risparmio energetico”Compila il modello online o carica il file XML (se usi software dedicato)Inserisci i dati del condominio e di ogni singolo condominoVerifica i dati e inviaRicevi ricevuta telematica (conservala per 10 anni)Opzione 2: Invio Tramite Intermediario Abilitato (CAF o Commercialista)Puoi delegare l’invio a:CAF (Centro di Assistenza Fiscale)Commercialista o consulente del lavoroAssociazione di categoria amministratoriVantaggi:Nessuna preoccupazione per scadenze o errori di compilazioneVerifica professionale dei datiAssistenza in caso di controlli Agenzia EntrateDocumentazione da fornire al CAF:Elenco condòmini con codici fiscaliTabelle millesimaliFatture e bonifici 2025Delibera assembleare di approvazione lavoriVisure catastali (se richieste)Sanzioni per Mancata Comunicazione⚠️ Approfondimento: Sanzioni 770 Condominio e Ravvedimento OperosoL’omessa o tardiva comunicazione comporta sanzioni pecuniarie a carico dell’amministratore del condominio.Sanzioni PrevisteDa 258 a 2.065 euro per ogni comunicazione omessa o tardiva (art. 11 D.Lgs. 471/97)La sanzione è applicata per ogni anno di imposta non comunicatoResponsabilità dell’AmministratoreL’amministratore di condominio risponde personalmente della mancata comunicazione. In caso di assemblea che deliberi di non comunicare, l’amministratore ha comunque l’obbligo di procedere (e può essere sollevato dall’incarico se rifiuta).Ravvedimento OperosoSe ti accorgi di aver dimenticato la comunicazione, puoi utilizzare il ravvedimento operoso:Entro 90 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 25,80 euro (1/10 del minimo)Entro 1 anno: sanzione ridotta a 43 euro (1/8 del minimo)Oltre 1 anno: sanzione ridotta a 51,60 euro (1/7 del minimo)Attenzione: il ravvedimento operoso si applica solo se comunichi spontaneamente prima di eventuali controlli o contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.Danni ai CondòminiSe la mancata comunicazione impedisce ai condòmini di usufruire delle detrazioni fiscali, l’amministratore potrebbe essere chiamato a risarcire il danno economico subito (detrazione fiscale persa).Servizio CAF Chiavi in Mano Sei un amministratore di condominio e vuoi evitare errori, sanzioni e perdite di tempo?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo chiavi in mano per la comunicazione delle detrazioni fiscali del condominio.Cosa Facciamo per TeRaccolta e verifica documentazione (fatture, bonifici, delibere)Calcolo quote millesimali per ogni condominoCompilazione e invio telematico della comunicazioneConservazione digitale della ricevuta (10 anni)Assistenza post-invio in caso di controlli Agenzia EntrateVantaggi del Nostro ServizioZero pensieri: ci occupiamo di tutto, dalla A alla ZNessun rischio sanzioni: invio garantito entro il 16 marzoAssistenza continuativa: disponibili per ogni tua domandaServizio nazionale online: lavoriamo con condomìni in tutta ItaliaContattaci SubitoNon aspettare l’ultimo momento. Contattaci oggi stesso per un preventivo gratuito e senza impegno:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: assistenza@centrofiscale.comSede: Viale Giuseppe Tullio 13, UdineSiamo un CAF specializzato in fiscalità condominiale, con oltre 15 anni di esperienza nella gestione di bonus edilizi e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.Domande Frequenti (FAQ)Devo comunicare anche se il condominio ha optato per lo sconto in fattura?No. Se il condominio ha utilizzato lo sconto in fattura o la cessione del credito, non è necessario comunicare nulla all’Agenzia delle Entrate. La comunicazione è obbligatoria solo per le spese che danno diritto alla detrazione diretta in dichiarazione dei redditi.Cosa succede se un condomino ha venduto l’appartamento nel 2025?Le detrazioni fiscali seguono la proprietà dell’immobile. Se un condomino ha venduto nel 2025, dovrai comunicare la spesa al nuovo proprietario (se la vendita è avvenuta prima del sostenimento della spesa) oppure al venditore (se la spesa è stata sostenuta prima della vendita). In caso di dubbi, verifica gli atti notarili e consulta un CAF.Devo comunicare anche i lavori iniziati nel 2024 ma pagati nel 2025?Sì. La comunicazione deve contenere tutte le spese pagate nel 2025, indipendentemente dall’anno di inizio dei lavori. Se hai effettuato bonifici nel 2025 per lavori deliberati nel 2024, questi vanno comunicati nella dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025).Il mio condominio ha solo 2 proprietari. Devo comunque comunicare?Sì. L’obbligo di comunicazione vale per tutti i condomìni, anche quelli con pochi condòmini. L’unica eccezione è il condominio con un solo proprietario (che ovviamente non esiste, essendo per definizione un edificio con più proprietà).Posso correggere una comunicazione già inviata?Sì. Se ti accorgi di aver commesso un errore nella comunicazione già inviata, puoi inviare una comunicazione sostitutiva entro i termini di scadenza (16 marzo 2026). Dopo la scadenza, è possibile inviare una comunicazione integrativa, ma potrebbero applicarsi sanzioni ridotte con ravvedimento operoso.Il CAF può occuparsi anche della contabilità del condominio?Il CAF Centro Fiscale si occupa esclusivamente degli aspetti fiscali (comunicazione detrazioni, 770, CU, consulenza tributaria). Per la contabilità ordinaria del condominio (bilanci, rendiconti, assemblee) devi rivolgerti a un amministratore di condominio abilitato. Possiamo però affiancarti per tutti gli adempimenti fiscali.La comunicazione delle detrazioni fiscali del condominio è un adempimento obbligatorio che non puoi sottovalutare. Entro il 16 marzo 2026 devi trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese sostenute nel 2025 per bonus edilizi, ecobonus, superbonus e altri incentivi fiscali.Se non rispetti la scadenza, rischi sanzioni fino a 2.065 euro e potresti causare danni ai condòmini che non potranno detrarre le spese in dichiarazione dei redditi.Il nostro consiglio? Non aspettare gli ultimi giorni. Raccogli subito la documentazione (fatture, bonifici, delibere) e procedi con l’invio telematico. Se preferisci un servizio professionale senza pensieri, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: ci occupiamo di tutto noi, dalla raccolta documenti all’invio telematico.Chiama ora: 0432 1638640 WhatsApp: 366 6018121 Email: assistenza@centrofiscale.comNon lasciare che la scadenza ti colga impreparato. Agisci subito e metti in sicurezza il tuo condominio.Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 19:30:242026-02-25 03:41:52Comunicazione Detrazioni Condominio 2026: Scadenza 16 MarzoCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOTassazione TFR Pregresso nel Fondo Pensione: Guida Completa 2026 Indice dei contenutiCos’è il TFR Pregresso nel Fondo PensioneDifferenza tra TFR in Azienda e TFR nel Fondo PensioneCome Viene Tassato il TFR Pregresso alla LiquidazioneCome Si Calcola l’Aliquota Media degli Ultimi 5 AnniEsempi Pratici di Calcolo della TassazioneVantaggi Fiscali del Fondo Pensione rispetto al TFR in AziendaRiscatto Anticipato del TFR Pregresso: Cosa CambiaConfronto Tassazione: TFR in Azienda vs TFR nel Fondo PensioneQuando si versa il TFR nel fondo pensione, molti lavoratori si chiedono: come verrà tassato il TFR pregresso al momento della liquidazione? La risposta non è semplice, perché il TFR pregresso ha un trattamento fiscale diverso rispetto ai contributi versati volontariamente.In questa guida completa spieghiamo come viene tassato il TFR pregresso versato nel fondo pensione, quali sono le aliquote applicate, come si calcola la tassazione separata e quali vantaggi fiscali offre rispetto al TFR lasciato in azienda.Se hai dubbi sulla tassazione del tuo TFR nel fondo pensione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre consulenza specializzata per ottimizzare la tua posizione previdenziale.Cos’è il TFR Pregresso nel Fondo Pensione Il TFR pregresso è la quota di Trattamento di Fine Rapporto che il lavoratore ha deciso di trasferire dal datore di lavoro al fondo pensione complementare.A differenza dei contributi volontari (che il lavoratore versa con denaro proprio e che sono deducibili dal reddito), il TFR pregresso:Non è stato mai tassato durante la vita lavorativaNon è deducibile dal reddito (perché non è un versamento volontario)Viene tassato solo alla liquidazione del fondo pensioneGode di un regime fiscale agevolato rispetto al TFR lasciato in aziendaQuanto TFR si può versare nel fondo pensione?Il lavoratore può decidere di versare nel fondo pensione:100% del TFR maturando (quota che matura anno per anno)Il TFR già maturato (TFR pregresso), se il fondo lo prevedeMolti fondi negoziali (come Cometa, Fonchim, Previambiente) permettono di trasferire anche il TFR pregresso maturato negli anni precedenti all’adesione al fondo.Differenza tra TFR in Azienda e TFR nel Fondo Pensione La scelta di versare il TFR nel fondo pensione ha importanti conseguenze fiscali. Vediamo le differenze:TFR lasciato in aziendaTassazione separata al momento della liquidazione (fine rapporto)Aliquota media degli ultimi 5 anni di lavoroRivalutazione ISTAT + 1,5% fisso annuoNessun vantaggio fiscale aggiuntivoTFR versato nel fondo pensioneTassazione separata alla liquidazione del fondo (pensione o riscatto)Aliquota media ultimi 5 anni sul TFR pregressoAliquota agevolata 15% (riducibile fino al 9%) sui rendimenti del fondoRendimento potenzialmente superiore al TFR in azienda (dipende dal fondo)Deducibilità fiscale dei contributi volontari (fino a 5.164 euro/anno)IMPORTANTE: Il TFR pregresso versato nel fondo non perde il diritto alla tassazione separata, ma beneficia di un trattamento fiscale più vantaggioso rispetto al TFR in azienda.Come Viene Tassato il TFR Pregresso alla Liquidazione Quando si liquida il fondo pensione (per pensionamento, riscatto o RITA), il TFR pregresso viene tassato separatamente rispetto ai contributi volontari e ai rendimenti.Tassazione del TFR pregresso: le regoleIl TFR pregresso versato nel fondo pensione viene tassato con:Tassazione separata (come il TFR lasciato in azienda)Aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito prima della cessazione del rapporto di lavoroAliquota minima del 23% (anche se l’aliquota media fosse inferiore)Questa tassazione si applica solo al capitale TFR versato nel fondo, non ai rendimenti generati da quel capitale (che sono tassati con l’aliquota agevolata del fondo pensione).Tassazione dei rendimenti del TFR pregressoI rendimenti generati dal TFR pregresso investito nel fondo pensione vengono tassati con l’aliquota agevolata del fondo pensione:15% base per anzianità fino a 15 anniRiduzione dello 0,30% per ogni anno oltre il 15° anno di iscrizioneAliquota minima del 9% dopo 35 anni di adesione al fondoESEMPIO: Se hai versato 50.000 euro di TFR pregresso nel fondo, e dopo 10 anni il fondo ha generato 15.000 euro di rendimenti:50.000 euro (capitale TFR pregresso): tassazione separata con aliquota media ultimi 5 anni (es. 30%)15.000 euro (rendimenti): aliquota agevolata 15%Come Si Calcola l’Aliquota Media degli Ultimi 5 Anni L’aliquota media degli ultimi 5 anni è il parametro chiave per calcolare la tassazione del TFR pregresso. Vediamo come si calcola.Formula di calcoloL’aliquota media si calcola dividendo:IRPEF pagata negli ultimi 5 anni (somma totale)Reddito imponibile degli ultimi 5 anni (somma totale)Formula: Aliquota media = (IRPEF totale 5 anni / Reddito totale 5 anni) × 100Esempio pratico di calcoloLavoratore con i seguenti redditi negli ultimi 5 anni:AnnoReddito imponibileIRPEF pagata202130.000 euro6.800 euro202232.000 euro7.400 euro202333.000 euro7.700 euro202435.000 euro8.300 euro202536.000 euro8.600 euroTOTALE166.000 euro38.800 euroAliquota media: (38.800 / 166.000) × 100 = 23,37%Questa sarà l’aliquota applicata al TFR pregresso versato nel fondo pensione.Aliquota minima del 23%Se l’aliquota media risulta inferiore al 23%, si applica comunque l’aliquota minima del 23% sul TFR pregresso.Questo accade raramente, perché per avere un’aliquota media sotto il 23% bisognerebbe avere redditi molto bassi (sotto i 15.000 euro annui).Esempi Pratici di Calcolo della Tassazione Esempio 1: TFR pregresso con 10 anni di permanenza nel fondoDati:TFR pregresso versato nel fondo: 60.000 euroRendimento generato in 10 anni: 18.000 euroTotale capitale al momento della liquidazione: 78.000 euroAliquota media ultimi 5 anni: 28%Anzianità nel fondo: 10 anni (aliquota rendimenti: 15%)Calcolo tassazione:TFR pregresso (60.000 euro): 60.000 × 28% = 16.800 euroRendimenti (18.000 euro): 18.000 × 15% = 2.700 euroTOTALE IMPOSTE: 16.800 + 2.700 = 19.500 euroNETTO LIQUIDATO: 78.000 – 19.500 = 58.500 euroEsempio 2: TFR pregresso con 20 anni di permanenza nel fondoDati:TFR pregresso versato: 50.000 euroRendimento generato in 20 anni: 35.000 euroTotale capitale: 85.000 euroAliquota media ultimi 5 anni: 30%Anzianità nel fondo: 20 anni (aliquota rendimenti: 13,5%)Calcolo tassazione:TFR pregresso (50.000 euro): 50.000 × 30% = 15.000 euroRendimenti (35.000 euro): 35.000 × 13,5% = 4.725 euroTOTALE IMPOSTE: 15.000 + 4.725 = 19.725 euroNETTO LIQUIDATO: 85.000 – 19.725 = 65.275 euroRisparmio fiscale rispetto al TFR in azienda: Grazie all’aliquota agevolata sui rendimenti, si risparmiano circa 600 euro di imposte (rispetto a una tassazione al 30% anche sui rendimenti).Vantaggi Fiscali del Fondo Pensione rispetto al TFR in AziendaVersare il TFR nel fondo pensione offre significativi vantaggi fiscali rispetto a lasciarlo in azienda.1. Tassazione agevolata sui rendimentiI rendimenti del TFR investito nel fondo sono tassati con aliquota del 15% (riducibile al 9%), mentre il TFR lasciato in azienda è rivalutato con ISTAT+1,5% e tassato interamente con l’aliquota media (spesso 28-35%).ESEMPIO: Su 20.000 euro di rendimenti:Nel fondo pensione (15%): 3.000 euro di imposte → netto 17.000 euroTFR in azienda (30%): 6.000 euro di imposte → netto 14.000 euroRisparmio fiscale: 3.000 euro2. Deducibilità dei contributi volontariOltre al TFR pregresso, puoi versare contributi volontari deducibili fino a 5.164 euro all’anno, con un risparmio fiscale immediato del 23-43% (in base al tuo scaglione IRPEF).3. Rendimento potenzialmente superioreIl TFR in azienda ha una rivalutazione fissa (ISTAT+1,5%, circa 2-3% annuo). Il TFR investito nel fondo pensione può generare rendimenti superiori al 4-6% annuo (dipende dal fondo e dalla linea di investimento scelta).4. Flessibilità nelle modalità di liquidazioneCon il fondo pensione puoi scegliere tra:Capitale (100%)Rendita vitalizia (100%)Mix capitale + rendita (fino al 50% in capitale)RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) prima della pensioneIl TFR in azienda è liquidato solo in capitale alla cessazione del rapporto.Riscatto Anticipato del TFR Pregresso: Cosa Cambia Se hai necessità di liquidare il fondo pensione prima della pensione, puoi richiedere un riscatto anticipato. Ma attenzione: la tassazione del TFR pregresso cambia in base al motivo del riscatto.Tipologie di riscatto anticipatoIl riscatto può essere:Totale (100% del capitale accumulato)Parziale (fino al 50% del capitale, a seconda dei casi)Tassazione del riscatto anticipatoIn caso di riscatto anticipato, il TFR pregresso viene comunque tassato con tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni), ma:Non beneficia della riduzione dell’anzianità (applicata solo ai rendimenti)L’aliquota media potrebbe essere più alta se si è ancora in età lavorativaRITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata)La RITA è un’alternativa vantaggiosa al riscatto totale. Permette di ricevere il capitale del fondo pensione a rate mensili (come una rendita) prima della pensione ufficiale, con una tassazione agevolata del 15% (anziché l’aliquota media).Requisiti RITA:Almeno 5 anni di anzianità nel fondoAlmeno 20 anni di contributi previdenzialiDisoccupazione da almeno 24 mesiEtà massima 5 anni prima della pensione di vecchiaiaVANTAGGIO FISCALE: Con la RITA, anche il TFR pregresso può essere tassato al 15% (anziché al 28-35%), con un risparmio fiscale enorme.Confronto Tassazione: TFR in Azienda vs TFR nel Fondo PensioneRiepiloghiamo le differenze di tassazione tra le due opzioni:AspettoTFR in AziendaTFR nel Fondo PensioneTassazione capitale TFRTassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione rendimentiInclusi nella tassazione separata (aliquota media)Aliquota agevolata 15% (riducibile al 9%)Aliquota tipica28-35%15-23% (TFR) + 9-15% (rendimenti)Deducibilità contributiNOSÌ (fino a 5.164 euro/anno)Rendimento atteso2-3% annuo (ISTAT+1,5%)4-6% annuo (variabile)Flessibilità liquidazioneSolo capitale, solo a fine rapportoCapitale, rendita, RITARisparmio fiscale stimato: Su un TFR di 100.000 euro versato per 20 anni nel fondo pensione, il risparmio fiscale può arrivare a 5.000-10.000 euro rispetto al TFR lasciato in azienda.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Tassazione del TFR Pregresso La tassazione del TFR pregresso versato nel fondo pensione è un tema complesso, ma offre vantaggi fiscali significativi rispetto al TFR lasciato in azienda, soprattutto grazie all’aliquota agevolata sui rendimenti (15% riducibile al 9%).Punti chiave da ricordare:Il TFR pregresso è tassato con tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)I rendimenti del TFR nel fondo sono tassati al 15% (riducibile al 9%)Il risparmio fiscale può arrivare a migliaia di euro su TFR elevatiLa RITA offre tassazione agevolata del 15% anche sul TFR pregressoI contributi volontari sono deducibili fino a 5.164 euro/annoSe hai dubbi sulla tassazione del tuo TFR nel fondo pensione o vuoi valutare se conviene trasferire il TFR pregresso, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine.Consulenza su Fondi Pensione e Tassazione TFRIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la convenienza fiscale del fondo pensione e a calcolare la tassazione del tuo TFR pregresso.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 16:49:252026-05-31 16:23:23Tassazione TFR Pregresso nel Fondo Pensione: Guida Completa 2026PATRONATOPensione di Reversibilità 2026: Rivalutazioni, Soglie Reddito e Percentuali Superstiti Indice dei contenutiCos’è la Pensione di ReversibilitàChi Ha Diritto alla Pensione ai SuperstitiPercentuali di Spettanza: 60%, 70%, 80%, 100%Soglie di Reddito e Riduzioni per CumuloRivalutazione ISTAT 2026 e Nuovi ImportiCome Fare Domanda all’INPS OnlineCasi Particolari: Separazione, Divorzio, RicongiunzioneDomande Frequenti sulla Pensione di ReversibilitàLa perdita di un familiare è un momento difficile, ma è importante sapere che la legge tutela i superstiti attraverso la pensione di reversibilità 2026. Questa prestazione economica garantisce un sostegno al coniuge, ai figli e, in alcuni casi, ad altri familiari del defunto che era titolare di pensione o aveva maturato i requisiti contributivi. Con le rivalutazioni ISTAT 2026 e le nuove soglie di reddito, è fondamentale conoscere a quanto ammonta l’assegno spettante e quali documenti servono per la domanda.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella richiesta della pensione di reversibilità, verificando i requisiti, calcolando l’importo spettante e presentando la domanda all’INPS. In questa guida completa scoprirai chi ha diritto alla pensione ai superstiti, le percentuali previste, le soglie di reddito, i nuovi importi 2026 e come evitare errori nella domanda.Cos’è la Pensione di Reversibilità La pensione di reversibilità è una prestazione economica che l’INPS riconosce ai familiari superstiti di un assicurato o pensionato deceduto. Si tratta di una forma di tutela sociale che garantisce continuità economica alla famiglia dopo la scomparsa del titolare di pensione o di un lavoratore che aveva maturato i requisiti contributivi minimi.Esistono due tipologie di pensione ai superstiti:Pensione di reversibilità: spetta quando il defunto era già titolare di una pensione diretta (vecchiaia, anzianità, invalidità)Pensione indiretta: spetta quando il defunto non percepiva ancora la pensione ma aveva almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di contributi di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la morteNel linguaggio comune, entrambe vengono chiamate “pensione di reversibilità”, ma tecnicamente la distinzione è importante per calcolare l’importo e verificare i requisiti contributivi del defunto.Chi Ha Diritto alla Pensione ai Superstiti La pensione di reversibilità 2026 spetta a determinati familiari del defunto, secondo un ordine di priorità stabilito dalla legge. Vediamo nel dettaglio chi può richiederla.1. Coniuge superstiteIl coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità a vita, a meno che non contragga nuovo matrimonio (in tal caso perde il diritto ma riceve una liquidazione una tantum pari a due annualità della pensione).Requisiti per il coniuge:Matrimonio valido al momento del decessoNessun limite di età o di durata del matrimonio (salvo tagliola contributiva, vedi sotto)Include anche il coniuge separato con diritto agli alimentiTagliola contributiva: Se il matrimonio è stato contratto quando il pensionato aveva già compiuto 70 anni e il matrimonio è durato meno di 10 anni, la pensione di reversibilità viene ridotta secondo parametri specifici (salvo presenza di figli minori, studenti o inabili).2. Figli superstitiI figli hanno diritto alla pensione di reversibilità se:Minorenni: fino al compimento dei 18 anniStudenti: fino a 21 anni se frequentano scuola media superiore o professionaleUniversitari: fino a 26 anni se iscritti all’universitàInabili: a vita se riconosciuti inabili al lavoro, indipendentemente dall’etàLa pensione ai figli decade se:Cessano gli studi senza conseguire il titoloIniziano un’attività lavorativa con reddito superiore al trattamento minimo INPS (€ 603,40 mensili nel 2026)Contraggono matrimonio3. Altri familiari superstitiIn assenza di coniuge e figli, la pensione di reversibilità può spettare:Genitori: se hanno compiuto 65 anni, non percepiscono pensione propria e erano a carico del defuntoFratelli celibi e sorelle nubili: se inabili, non percepiscono pensione propria e erano a carico del defuntoImportante: Questi familiari hanno diritto alla pensione solo se NON esistono coniuge o figli aventi diritto.Percentuali di Spettanza: 60%, 70%, 80%, 100% La pensione di reversibilità non corrisponde all’intero importo della pensione del defunto, ma a una quota percentuale che varia in base al numero e alla tipologia di beneficiari.Tabella percentuali reversibilità 2026Beneficiario/iPercentualeEsempio su pensione € 2.000Solo coniuge60%€ 1.200/meseSolo 1 figlio70%€ 1.400/meseSolo 2 figli80%€ 1.600/meseConiuge + 1 figlio80%€ 1.600/meseConiuge + 2 o più figli100%€ 2.000/mese3 o più figli (senza coniuge)100%€ 2.000/meseGenitori15% ciascuno€ 300/mese (per genitore)Fratelli/sorelle15% ciascuno€ 300/mese (per fratello/sorella)Come funziona il riparto tra più beneficiari:Se la pensione spetta a più beneficiari, l’importo totale viene ripartito tra loro secondo quote stabilite dalla legge. Ad esempio:Coniuge + 1 figlio (80% totale): il coniuge riceve il 60% e il figlio il 20%Coniuge + 2 figli (100% totale): il coniuge riceve il 60%, ciascun figlio il 20%Quando un beneficiario perde il diritto (es. figlio che compie 26 anni), la sua quota viene redistribuita tra i beneficiari rimasti, senza ricalcolare la percentuale totale. Ad esempio, se il coniuge percepiva € 1.200 (60%) e il figlio € 400 (20%), al decadere del figlio il coniuge percepirà € 1.600 (80%).Soglie di Reddito e Riduzioni per Cumulo La pensione di reversibilità 2026 può essere ridotta se il beneficiario possiede redditi propri oltre determinate soglie. Questa riduzione si applica SOLO al coniuge superstite, NON ai figli.Soglie di reddito e riduzioni 2026Le soglie di reddito sono ancorate al trattamento minimo INPS, che nel 2026 è pari a € 603,40 mensili (€ 7.844,20 annui).Reddito del coniuge superstiteRiduzione pensioneFino a 3 volte il minimo (€ 23.532,60)Nessuna riduzioneDa 3 a 4 volte il minimo (€ 23.532,61 – € 31.376,80)-25%Da 4 a 5 volte il minimo (€ 31.376,81 – € 39.221,00)-40%Oltre 5 volte il minimo (oltre € 39.221,00)-50%Esempio pratico di riduzione:Supponiamo che Maria, vedova, percepisca una pensione di reversibilità di € 1.200 mensili (60% di una pensione di € 2.000). Se Maria ha anche una pensione propria di lavoro di € 1.800 mensili, il suo reddito complessivo annuo è:Reversibilità: € 1.200 × 13 = € 15.600Pensione propria: € 1.800 × 13 = € 23.400Totale reddito: € 39.000 (senza contare la reversibilità)€ 39.000 rientra nella fascia da 4 a 5 volte il minimo, quindi la pensione di reversibilità viene ridotta del 40%:Reversibilità spettante: € 1.200Riduzione 40%: – € 480Reversibilità effettiva: € 720 mensiliQuali redditi si consideranoPer il calcolo delle soglie si considerano:Redditi da lavoro dipendente o autonomoAltre pensioni (vecchiaia, invalidità, assegni vitalizi)Redditi da fabbricati (affitti)Redditi da capitale (interessi, dividendi)Non si considerano:Prima casa (abitazione principale)Trattamenti di fine rapporto (TFR)Rendite INAILPensione di reversibilità stessaRivalutazione ISTAT 2026 e Nuovi Importi Ogni anno, le pensioni vengono rivalutate in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo per tutelare il potere d’acquisto dei pensionati. La perequazione 2026 ha applicato un aumento differenziato per fasce di importo.Rivalutazione pensioni 2026: percentualiFascia di importoPercentuale rivalutazioneFino a 4 volte il minimo (€ 2.413,60/mese)+0,8% (100% inflazione)Da 4 a 5 volte il minimo (€ 2.413,61 – € 3.017,00)+0,72% (90% inflazione)Oltre 5 volte il minimo (oltre € 3.017,00)+0,60% (75% inflazione)Nota: La rivalutazione si applica anche alle pensioni di reversibilità. Se la pensione del defunto è stata rivalutata, la reversibilità segue lo stesso criterio applicato alla percentuale spettante (60%, 70%, 80%, 100%).Importo minimo pensione di reversibilità 2026Il trattamento minimo INPS 2026 è pari a € 603,40 mensili (€ 7.844,20 annui lordi). Per chi ha solo la pensione di reversibilità e nessun altro reddito, sono previste maggiorazioni sociali:€ 25,83/mese per pensionati di età 60-64 anni€ 82,64/mese per pensionati over 70 con redditi bassiQueste maggiorazioni portano l’importo minimo effettivo per chi ha solo la reversibilità a circa € 686/mese (con maggiorazione piena).Come Fare Domanda all’INPS OnlineLa domanda di pensione di reversibilità deve essere presentata esclusivamente online all’INPS. Non esiste più la possibilità di presentarla in forma cartacea.Documenti necessari per la domandaPrima di procedere, prepara:Certificato di morte del pensionato o assicuratoStato di famiglia alla data del decessoCodice fiscale del defunto e di tutti i beneficiariCertificato di matrimonio (per il coniuge)Certificati di nascita dei figliCertificati di iscrizione a scuola/università (per figli studenti)Verbale di inabilità (per figli o altri familiari inabili)Dichiarazione redditi del beneficiario (Modello 730 o Redditi PF) per calcolare eventuali riduzioniIBAN per l’accredito della pensioneProcedura di presentazione domandaOpzione 1: Presentazione autonoma onlinePuoi presentare la domanda autonomamente accedendo al sito INPS con:SPID (Identità Digitale)CIE (Carta d’Identità Elettronica)CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Una volta autenticato, segui il percorso: Prestazioni e servizi → Pensione ai superstiti → Domanda pensione ai superstiti.Opzione 2: Tramite CAF Centro Fiscale (CONSIGLIATO)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:Verifica requisiti e calcolo importo spettanteRaccolta e controllo documentiCompilazione e invio domanda telematicaMonitoraggio istruttoria e solleciti INPSAssistenza su ricorsi in caso di rigettoTempi di erogazioneLa pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente da quando viene presentata la domanda. Tuttavia, è fondamentale presentarla entro termini ragionevoli:Se presentata entro 90 giorni dal decesso: decorrenza regolareSe presentata dopo 90 giorni: gli arretrati sono riconosciuti solo per i 5 anni precedenti la domandaI tempi di liquidazione sono generalmente di 2-3 mesi dalla presentazione della domanda.Casi Particolari: Separazione, Divorzio, Ricongiunzione La pensione di reversibilità presenta alcune particolarità in caso di separazione, divorzio o nuovo matrimonio. Vediamo i casi più comuni.1. Coniuge separatoIl coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità se:Separazione legale (non solo di fatto)Titolare di assegno di mantenimento da parte del defuntoIn questo caso, la pensione spetta nella stessa misura del coniuge non separato (60%).2. Coniuge divorziatoIl coniuge divorziato (ex coniuge) ha diritto alla pensione di reversibilità solo se:Titolare di assegno divorzile da parte del defuntoNON si è risposato (se si risposa perde definitivamente il diritto)Il defunto era già assicurato INPS prima del matrimonio (requisito contributivo anteriore al matrimonio)Importante: Se esiste sia un coniuge superstite che un ex coniuge divorziato, entrambi hanno diritto alla pensione. L’importo viene ripartito dal giudice in base agli anni di matrimonio e all’assegno di mantenimento.3. Nuovo matrimonio del superstiteSe il coniuge superstite contrae nuovo matrimonio, perde il diritto alla pensione di reversibilità, ma riceve una liquidazione una tantum pari a:Due annualità dell’importo della pensione che percepiva al momento del nuovo matrimonioEsempio: Se percepivi € 1.200 mensili di reversibilità, riceverai € 1.200 × 12 × 2 = € 28.800 una tantum.I figli, invece, NON perdono il diritto alla loro quota di reversibilità se il genitore superstite si risposa.4. Ricongiunzione contributiSe il defunto aveva contributi in diverse gestioni previdenziali (INPS, Casse professionali, Gestione Separata), è possibile chiedere la ricongiunzione gratuita per aumentare l’importo della pensione di reversibilità. Il CAF Centro Fiscale ti assiste anche in questa pratica.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Pensione di ReversibilitàQuanto spetta di pensione di reversibilità al coniuge superstite?Il coniuge superstite ha diritto al 60% della pensione del defunto. Se ci sono anche figli, la percentuale sale: 80% con un figlio, 100% con due o più figli. L’importo può essere ridotto se il coniuge ha redditi propri superiori a € 23.532 annui (3 volte il minimo INPS).La pensione di reversibilità si perde se mi risposo?Sì, il coniuge superstite che contrae nuovo matrimonio perde il diritto alla pensione di reversibilità. In compenso, riceve una liquidazione una tantum pari a due annualità della pensione che percepiva. I figli, invece, mantengono la loro quota di reversibilità anche se il genitore si risposa.Fino a quando spetta la pensione di reversibilità ai figli?I figli hanno diritto alla pensione di reversibilità: fino a 18 anni (minorenni), fino a 21 anni se studenti di scuola superiore, fino a 26 anni se universitari, a vita se riconosciuti inabili al lavoro. Il diritto decade se iniziano un lavoro con reddito superiore al minimo INPS, se abbandonano gli studi o se si sposano.Come si calcola la riduzione per cumulo con altri redditi?La pensione di reversibilità viene ridotta se il coniuge superstite ha redditi propri (pensione, lavoro, affitti). Le riduzioni sono: nessuna riduzione fino a € 23.532 annui, -25% tra € 23.532 e € 31.376, -40% tra € 31.376 e € 39.221, -50% oltre € 39.221. La riduzione si applica solo al coniuge, non ai figli.L’ex coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità?Sì, l’ex coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità se: era titolare di assegno divorzile, non si è risposato, il defunto era assicurato INPS prima del matrimonio. Se esiste sia un coniuge attuale che un ex divorziato, la pensione viene ripartita tra loro dal giudice in base agli anni di matrimonio.Quanto tempo ho per presentare la domanda di pensione di reversibilità?Non esiste un termine perentorio, ma è importante presentare la domanda entro 90 giorni dal decesso per evitare perdite economiche. Se presentata dopo, gli arretrati sono riconosciuti solo per i 5 anni precedenti la domanda. La pensione decorre comunque dal primo giorno del mese successivo al decesso.Hai Bisogno di Assistenza per la Pensione di Reversibilità? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di pensione ai superstiti, il calcolo dell’importo spettante e la verifica dei requisiti.I nostri esperti ti assistono in:Verifica requisiti contributivi del defuntoCalcolo importo spettante e riduzioni per redditoRaccolta documenti necessari per la domandaCompilazione e invio domanda telematica INPSRicorsi e solleciti in caso di ritardi o rigettiRicongiunzione contributi per aumentare l’importoContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO, MATERNITA’ Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 Febbraio Il tempo sta per scadere: entro il 28 febbraio 2026 tutte le famiglie che percepiscono l’Assegno Unico Universale devono presentare l’ISEE aggiornato se vogliono continuare a ricevere l’importo pieno della prestazione. Chi non presenta l’ISEE… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:26:062026-02-23 07:30:44Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 FebbraioCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS Il cedolino pensione marzo 2026 e disponibile sul portale INPS. Questo mese porta con se alcune novita importanti per i pensionati italiani: dai conguagli IRPEF alle addizionali regionali e comunali, fino agli eventuali arretrati della rivalutazione.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:18:462026-02-23 19:04:06Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026 Hai lavorato sia come dipendente che come professionista iscritto alla Gestione Separata INPS? Per unificare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse e ottenere un’unica pensione più alta, puoi richiedere la ricongiunzione contributi.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:28:552026-02-23 15:24:02Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 15:28:002026-05-31 13:05:55Pensione di Reversibilità 2026: Rivalutazioni, Soglie Reddito e Percentuali SuperstitiCAFPensioni 2026 e APE Sociale: Novità dalla Legge di BilancioLa Legge di Bilancio 2026 ha confermato importanti novità sul fronte pensioni, con particolare attenzione alla proroga dell’APE Sociale fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di un’ulteriore estensione della misura che consente l’uscita anticipata dal lavoro per specifiche categorie di lavoratori in condizioni di difficoltà.In questo articolo facciamo il punto sulle novità pensioni 2026, sui requisiti aggiornati per l’APE Sociale, sulle scadenze per la domanda e sugli eventuali impatti del referendum giustizia sulle tematiche previdenziali. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda. Indice dei contenutiProroga APE Sociale 2026: La Conferma nella Legge di BilancioRequisiti APE Sociale 2026: Le Quattro Categorie AmmesseScadenze Domanda APE Sociale 2026Altre Novità Pensioni 2026 dalla Legge di BilancioReferendum Giustizia: Possibili Impatti sulle Pensioni?Come Verificare i Requisiti per l’APE Sociale 2026Proroga APE Sociale 2026: La Conferma nella Legge di Bilancio La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 207) ha prorogato l’APE Sociale per tutto il 2026, confermando la misura che permette di andare in pensione anticipatamente con 63 anni di età e determinati requisiti contributivi.L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico Sociale) è un’indennità mensile erogata dall’INPS fino al raggiungimento dell’età pensionabile ordinaria, riservata a lavoratori che si trovano in condizioni di particolare disagio sociale o lavorativo.Principali caratteristiche APE Sociale 2026:Età minima: 63 anni compiutiDurata: fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)Importo massimo: 1.500 euro lordi mensili (non rivalutabile)Compatibilità con redditi da lavoro: NO (incompatibile con attività lavorativa dipendente o autonoma)Requisiti APE Sociale 2026: Le Quattro Categorie Ammesse Per accedere all’APE Sociale nel 2026, è necessario rientrare in una delle quattro categorie previste dalla normativa:1. DISOCCUPATIRequisiti contributivi: 30 anni di contributiCondizione: Aver terminato integralmente la NASPI o DIS-COLL da almeno 3 mesiLicenziamento: Per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale2. LAVORATORI CON INVALIDITÀ CIVILE ≥74%Requisiti contributivi: 30 anni di contributiInvalidità: Certificata dalle commissioni ASL con percentuale pari o superiore al 74%3. CAREGIVERRequisiti contributivi: 30 anni di contributiCondizione: Assistere da almeno 6 mesi il coniuge o parente di primo grado convivente con handicap grave (Legge 104, comma 3)4. LAVORATORI GRAVOSIRequisiti contributivi: 36 anni di contributi (non 30)Condizione: Aver svolto per almeno 7 degli ultimi 10 anni (o 6 degli ultimi 7) una delle professioni gravose individuate dalla normativaProfessioni gravose 2026 (elenco parziale):Operai edili e dell’industria estrattivaConduttori di gru e macchinari mobili per costruzioneConciatori di pelli e pelliccePersonale addetto alla coibentazioneConduttori di mezzi pesanti e camionProfessioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro a turniAddetti all’assistenza personale di persone non autosufficientiInsegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nidoFacchini, addetti allo spostamento merci e personale non qualificato dei servizi di pulizia(L’elenco completo conta 15 categorie professionali – consulta il CAF per verificare la tua mansione)Scadenze Domanda APE Sociale 2026 Per presentare domanda di APE Sociale nel 2026, l’INPS ha previsto tre finestre temporali con scadenze precise:1. PRIMA FINESTRAScadenza domanda: 31 marzo 2026Lavorazione INPS: entro il 30 giugno 2026Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti (se accolta)2. SECONDA FINESTRAScadenza domanda: 15 luglio 2026Lavorazione INPS: entro il 15 ottobre 2026Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti3. TERZA FINESTRAScadenza domanda: 30 novembre 2026Lavorazione INPS: entro il 28 febbraio 2027Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisitiIMPORTANTE: È consigliabile presentare la domanda nella prima finestra utile per massimizzare le possibilità di accoglimento, poiché l’APE Sociale è soggetta a limiti di spesa annui e potrebbero esaurirsi i fondi nelle finestre successive.La domanda si presenta online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite CAF o patronato.Altre Novità Pensioni 2026 dalla Legge di Bilancio Oltre alla proroga dell’APE Sociale, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto o confermato altre misure pensionistiche:OPZIONE DONNA 2026Confermata con requisiti più stringentiEtà: 61 anni (con 2 figli), 60 anni (con 3+ figli)Contributi: 35 anniCategorie: caregiver, invalide ≥74%, licenziate o dipendenti di aziende in crisiQUOTA 103 (Prorogata)Età: 62 anniContributi: 41 anniPenalizzazioni: calcolo contributivo + massimale 5 volte il trattamento minimo fino a 67 anniPENSIONE ANTICIPATA ORDINARIAUomini: 42 anni e 10 mesi di contributi (indipendentemente dall’età)Donne: 41 anni e 10 mesi di contributiNessuna finestra mobilePENSIONE DI VECCHIAIAEtà: 67 anni (confermata per il 2026)Contributi minimi: 20 anniRIVALUTAZIONE PENSIONIIndicizzazione pensioni all’inflazione per il 2026 con meccanismo a scaglioniPensioni fino a 4 volte il minimo: rivalutazione al 100%Pensioni superiori: rivalutazione ridotta per scaglioniReferendum Giustizia: Possibili Impatti sulle Pensioni? Nei primi mesi del 2026 si è discusso del referendum sulla giustizia promosso da diversi comitati e partiti politici. I quesiti referendari riguardano principalmente temi di giustizia civile e penale (es. responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere, elezione del CSM).Al momento, NON ci sono impatti diretti del referendum giustizia sulle pensioni. I quesiti non riguardano la previdenza sociale né l’INPS.Tuttavia, alcune voci nel dibattito pubblico hanno sollevato il tema della giustizia previdenziale, in riferimento a:Tempi lunghi dei contenziosi previdenziali presso i tribunali del lavoroDifficoltà di ottenere riconoscimento di periodi contributivi contestatiRitardi nell’erogazione di prestazioni pensionistiche dopo sentenze favorevoliSe il referendum dovesse portare a riforme della giustizia civile con accelerazione dei procedimenti, potrebbe indirettamente beneficiare anche i ricorsi previdenziali contro l’INPS. Ma si tratta di effetti indiretti e di lungo periodo.Conclusione: Al momento, il referendum giustizia NON modifica né i requisiti pensionistici né le modalità di accesso alle prestazioni INPS.Come Verificare i Requisiti per l’APE Sociale 2026Per sapere se hai diritto all’APE Sociale 2026, devi verificare:STEP 1: EtàHai compiuto 63 anni entro il 31 dicembre 2026?STEP 2: Categoria di appartenenzaSei disoccupato con NASPI terminata da almeno 3 mesi?Hai un’invalidità civile ≥74%?Sei caregiver di un familiare con handicap grave?Svolgi un lavoro gravoso da almeno 6 degli ultimi 7 anni?STEP 3: ContributiHai 30 anni di contributi (per disoccupati, invalidi, caregiver)?Hai 36 anni di contributi (per lavoratori gravosi)?STEP 4: Estratto contributivo INPSRichiedi l’estratto contributivo sul portale INPS per verificare l’anzianità contributiva effettivaVerifica che non ci siano buchi contributivi o periodi contestatiIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per:Verifica requisiti APE SocialeCalcolo esatto dell’anzianità contributivaSupporto nella richiesta estratto contributivo INPSCompilazione e invio domanda APE SocialeAssistenza in caso di diniego o richiesta di integrazione documenti📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti su Pensioni 2026 e APE Sociale Quali sono i requisiti per l’APE Sociale 2026?Per l’APE Sociale 2026 servono 63 anni di eta e 30 anni di contributi (36 per lavori gravosi). Devi rientrare in una delle 4 categorie: disoccupato con NASPI terminata da 3+ mesi, invalido civile maggiore uguale 74%, caregiver di familiare con handicap grave, oppure lavoratore con mansione gravosa svolta per 6 degli ultimi 7 anni.Quando scadono le domande APE Sociale 2026?Ci sono tre finestre: 31 marzo 2026, 15 luglio 2026 e 30 novembre 2026. E consigliabile presentare la domanda nella prima finestra utile perche l’APE Sociale ha limiti di spesa e potrebbe esaurire i fondi.L’APE Sociale e compatibile con lavoro part-time?No, l’APE Sociale e incompatibile con qualsiasi attivita lavorativa dipendente o autonoma, anche part-time. Se inizi a lavorare, perdi il diritto all’indennita.Il referendum giustizia influisce sulle pensioni?No, al momento il referendum giustizia non ha impatti diretti sulle pensioni. I quesiti riguardano la giustizia civile e penale, non la previdenza sociale. Eventuali effetti sui contenziosi previdenziali sarebbero solo indiretti e di lungo periodo.Articoli CorrelatiAPE Sociale 2026: Requisiti, Scadenze e Come RichiederlaNASPI 2026: Guida Completa all’Indennità di DisoccupazionePensione Anticipata: Tutte le Opzioni per Andare in Pensione PrimaPensioni 2026: Tutte le Novità dalla Legge di BilancioCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 15:19:012026-05-31 17:09:05Pensioni 2026 e APE Sociale: Novità dalla Legge di BilancioNOTIZIEEsenzione IMU ENC 2026: Novità per Attività a Pagamento (Senza Rimborso)Una novità importante per gli Enti Non Commerciali (ENC) arriva con il 2026: l’esenzione IMU si estende anche alle attività svolte a pagamento, purché rispettino determinati requisiti. La modifica normativa rappresenta un significativo ampliamento dell’agevolazione fiscale per il terzo settore, associazioni sportive dilettantistiche, parrocchie, fondazioni e altri enti simili.Tuttavia, c’è un aspetto critico da chiarire subito: non è previsto alcun rimborso per l’IMU pagata negli anni precedenti (2023, 2024, 2025) sugli immobili utilizzati per attività a pagamento. La norma ha efficacia solo dal 1° gennaio 2026 e non opera retroattivamente.Vediamo nel dettaglio cosa cambia, chi ne beneficia e come verificare i requisiti per l’esenzione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Cosa Cambia dal 2026 Fino al 2025, l’esenzione IMU per gli ENC (prevista dall’art. 7, comma 1, lett. i) del D.Lgs. 504/1992) si applicava solo agli immobili destinati esclusivamente allo svolgimento di attività non commerciali. Gli enti che svolgevano attività a pagamento — anche se con finalità sociali — rischiavano di perdere il beneficio fiscale.Dal 1° gennaio 2026, l’esenzione si estende anche agli immobili utilizzati per:Attività assistenzialiPrevidenzialiSanitarieDidatticheRicettiveCulturaliRicreativeSportiveanche se svolte dietro pagamento di un corrispettivo, purché l’ente rispetti i requisiti previsti dalla normativa (ad esempio, assenza di scopo di lucro, reinvestimento degli utili, trasparenza gestionale).Questo significa che, ad esempio:Una casa di riposo gestita da una fondazione potrà beneficiare dell’esenzione anche se richiede una retta agli ospitiUna scuola paritaria no-profit non dovrà più versare l’IMU, pur richiedendo tasse di iscrizioneUn oratorio che affitta sale per eventi a pagamento potrà mantenere l’esenzioneUn circolo sportivo dilettantistico che fa pagare tessere e corsi sarà esenteAttività a Pagamento: Cosa Sono Per attività a pagamento si intendono tutte quelle prestazioni o servizi per cui l’ente richiede un corrispettivo economico agli utenti, soci o beneficiari. Non si tratta necessariamente di attività commerciali in senso stretto, ma di servizi che comportano un flusso di denaro verso l’ente.Esempi concreti:Rette per case di riposo, comunità alloggio, centri diurniTariffe per servizi sanitari (ambulatori, poliambulatori)Tasse di iscrizione per scuole paritarie, corsi di formazioneQuote associative e abbonamenti per circoli ricreativi, sportivi, culturaliAffitti temporanei di sale per eventi, matrimoni, convegniBiglietti per spettacoli, concerti, mostre organizzati dall’enteL’importante è che l’ente non abbia scopo di lucro e che i proventi siano interamente reinvestiti nelle finalità istituzionali (assistenziali, educative, culturali, ecc.). Se c’è distribuzione di utili ai soci o agli amministratori, l’esenzione non si applica.Perché Non C’è Rimborso Molti ENC che hanno pagato l’IMU negli anni 2023, 2024 e 2025 su immobili con attività a pagamento si chiedono se possano ottenere un rimborso alla luce della nuova normativa.La risposta è negativa. La norma ha efficacia dal 1° gennaio 2026 e non è retroattiva. Questo significa che:L’IMU versata per gli anni d’imposta precedenti al 2026 resta definitivaNon è possibile presentare istanze di rimborso per periodi anteriori al 2026Non si possono contestare gli accertamenti IMU ricevuti per gli anni passatiIl principio generale del diritto tributario prevede che le agevolazioni fiscali si applichino dal momento della loro entrata in vigore, salvo esplicita previsione di retroattività (che in questo caso manca).Quindi, chi ha correttamente versato l’IMU fino al 2025 ha adempiuto all’obbligo di legge vigente in quel periodo. La nuova esenzione rappresenta un beneficio futuro, non un diritto al recupero del passato.Chi Può Beneficiare dell’Esenzione Possono beneficiare della nuova esenzione IMU dal 2026 tutti gli Enti Non Commerciali che rispettano i seguenti requisiti:1. Natura giuridica:Associazioni (sportive, culturali, di volontariato)Fondazioni (assistenziali, educative)ComitatiEnti ecclesiastici (parrocchie, diocesi)Cooperative socialiONLUS e Organizzazioni di Volontariato (ODV)Associazioni di Promozione Sociale (APS)Tutti gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS2. Assenza di scopo di lucro:L’ente non deve distribuire utili ai soci, amministratori o dipendenti. Eventuali avanzi di gestione devono essere reinvestiti nelle attività istituzionali.3. Attività istituzionale:L’immobile deve essere utilizzato esclusivamente per le attività elencate dalla norma: assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive.4. Requisiti formali:Statuto che preveda finalità non lucrativeTrasparenza nella gestione contabileDestinazione esclusiva dell’immobile alle attività istituzionali5. Comunicazione al Comune:L’ente deve presentare al Comune una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’esenzione. Molti Comuni richiedono questa comunicazione entro il 30 giugno dell’anno di riferimento.Come Verificare i Requisiti Per verificare se il tuo ente ha diritto all’esenzione IMU dal 2026, segui questi passaggi:Step 1: Controlla lo statutoVerifica che lo statuto dell’ente contenga:Finalità non lucrative espliciteDivieto di distribuzione degli utiliObbligo di reinvestimento degli avanzi di gestioneDevoluzione del patrimonio in caso di scioglimentoStep 2: Analizza l’utilizzo dell’immobileL’immobile deve essere utilizzato esclusivamente per le attività istituzionali elencate dalla norma. Anche un utilizzo parziale per scopi diversi (es. affitto commerciale a terzi) può far decadere l’esenzione.Step 3: Verifica l’iscrizione nei registriSe applicabile, controlla che l’ente sia iscritto:RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore)Registro ASD presso CONI/CIP (per associazioni sportive)Anagrafe ONLUS (ancora vigente per alcuni enti)Step 4: Prepara la documentazioneRaccogli:Statuto aggiornatoVisura dal registro competenteBilancio degli ultimi eserciziPlanimetria catastale dell’immobileDichiarazione di destinazione d’uso esclusivaStep 5: Presenta la dichiarazione al ComuneCompila il modello di dichiarazione IMU fornito dal Comune (se previsto) e invialo entro la scadenza (solitamente 30 giugno 2026 per l’anno d’imposta 2026).ATTENZIONE: Ogni Comune può avere regole specifiche. Consulta il sito del Comune o rivolgiti all’Ufficio Tributi per chiarimenti.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Posso chiedere il rimborso dell’IMU pagata nel 2023, 2024 e 2025?No. La nuova esenzione ha efficacia solo dal 1 gennaio 2026 e non e retroattiva. L’IMU versata per gli anni precedenti resta definitiva e non puo essere rimborsata.L’esenzione vale anche se l’ente ha dipendenti retribuiti?Si, purche l’ente non abbia scopo di lucro e non distribuisca utili. Gli enti del terzo settore possono avere personale retribuito (insegnanti, operatori, istruttori) senza perdere l’esenzione, se i compensi sono coerenti con le finalita istituzionali.Come si dimostra l’assenza di scopo di lucro?Attraverso lo statuto (che deve vietare la distribuzione di utili), il bilancio (che deve mostrare il reinvestimento degli avanzi) e l’iscrizione nei registri ufficiali (RUNTS, registro ASD, ecc.).Se l’ente affitta una sala occasionalmente, perde l’esenzione?Dipende. Se l’affitto e occasionale e coerente con le finalita istituzionali (es. oratorio che affitta sala per eventi parrocchiali a pagamento), l’esenzione puo restare. Se invece l’affitto e abituale e a soggetti terzi senza legame con le finalita dell’ente, si rischia la perdita parziale dell’esenzione su quella porzione di immobile.Conclusione La nuova esenzione IMU per gli ENC dal 2026 rappresenta un’importante agevolazione fiscale per il terzo settore e per tutti gli enti che svolgono attività socialmente rilevanti. L’estensione dell’esenzione anche alle attività a pagamento riconosce finalmente la natura non lucrativa di servizi essenziali come l’assistenza, l’istruzione, la cultura e lo sport.Tuttavia, è fondamentale ricordare che non sono previsti rimborsi per gli anni passati. L’esenzione opera solo dal 2026 in poi. Per beneficiarne, verifica i requisiti del tuo ente e presenta tempestivamente la dichiarazione al Comune.Se hai dubbi o necessiti di assistenza per la gestione fiscale del tuo ente, rivolgiti a un commercialista o a un CAF specializzato in enti non profit.ARTICOLI CORRELATINOTIZIE ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSIndice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSNOTIZIE Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026NOTIZIE Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaIndice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? 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Le modifiche riguardano sia il modello TR (comunicazione liquidazioni periodiche) che la dichiarazione annuale IVA, con nuovi campi, codici tributo aggiornati e obblighi informativi rafforzati. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per partite IVA e aziende dal 2026.Novità nei Modelli TR (Comunicazione Liquidazioni Periodiche IVA) Il modello TR, utilizzato per comunicare le liquidazioni periodiche IVA, è stato aggiornato con l’introduzione di nuovi quadri e campi obbligatori.Principali modifiche:Nuovo quadro VP6: dedicato alle operazioni con l’estero soggette a reverse charge interno (es. energia elettrica, gas, servizi da piattaforme digitali)Campo “Operazioni con split payment”: ora obbligatorio indicare separatamente le operazioni con scissione dei pagamenti verso PA e società pubblicheDettaglio IVA ad esigibilità differita: nuovo rigo per indicare le fatture con IVA differita oltre 12 mesiAggiornamento codici tributo: alcuni codici sono stati sostituiti per allinearsi alle nuove causaliLe modifiche sono operative dal primo trimestre 2026, quindi la prima comunicazione TR con i nuovi campi andrà presentata entro il 16 maggio 2026 (per il I trimestre).Dichiarazione Annuale IVA 2026: Cosa Cambia La dichiarazione annuale IVA, da presentare entro il 30 aprile 2026 (per l’anno d’imposta 2025), presenta anch’essa diverse novità.Modifiche principali:Sezione VE (Operazioni intracomunitarie): nuovi campi per dettagliare le triangolazioni UE e le operazioni con operatori OSS (One Stop Shop)Quadro VJ (Acquisti da San Marino): ampliato per includere anche le operazioni con la Città del Vaticano soggette a IVARigo VF50 (Ventilazione IVA): ora obbligatorio per tutti i contribuenti in regime speciale (non solo agricoltura)Dettaglio crediti compensati: obbligo di indicare l’ammontare esatto del credito IVA compensato in F24 durante l’annoL’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le istruzioni aggiornate e i software di compilazione sono disponibili dal 15 gennaio 2026.Nuovi Obblighi per le Partite IVA dal 2026 Oltre alle modifiche ai modelli, la normativa 2026 introduce nuovi obblighi dichiarativi per alcune categorie di contribuenti.Novità operative:Operatori e-commerce: obbligo di dettagliare nel TR le vendite a distanza intra-UE sopra la soglia di 10.000 euro annuiPrestatori di servizi digitali: nuova sezione dedicata nel modello annuale per chi utilizza il regime OSSOperazioni con criptovalute: per la prima volta, i contribuenti che effettuano operazioni rilevanti IVA con pagamenti in crypto devono indicarle in un apposito quadroRavvedimento operoso semplificato: possibilità di sanare errori nei TR trimestrali con il nuovo quadro “Rettifiche volontarie”Queste novità mirano a rafforzare il contrasto all’evasione IVA e ad allineare l’Italia alle direttive europee sul commercio digitale.Scadenze IVA 2026 da Ricordare Per non incorrere in sanzioni, è fondamentale rispettare le scadenze IVA 2026:16 febbraio 2026: versamento IVA annuale 2025 (oppure rateizzazione)16 marzo 2026: primo acconto IVA 2026 (metodo storico)30 aprile 2026: presentazione dichiarazione annuale IVA 202516 maggio 2026: comunicazione TR I trimestre 2026 (con nuovi campi obbligatori)16 agosto 2026: comunicazione TR II trimestre 202616 novembre 2026: comunicazione TR III trimestre 202616 dicembre 2026: versamento secondo acconto IVA (metodo effettivo o storico)Attenzione: Il mancato invio del modello TR o della dichiarazione IVA comporta sanzioni da 250 euro a 2.000 euro, oltre agli interessi.Domande Frequenti sulle Novità IVA 2026 Quando entrano in vigore le novità IVA 2026?Le modifiche ai modelli TR sono operative dal primo trimestre 2026. La dichiarazione annuale IVA con i nuovi campi va presentata entro il 30 aprile 2026 per l’anno d’imposta 2025.Il modello TR è obbligatorio per tutti?Il modello TR (comunicazione liquidazioni periodiche IVA) è obbligatorio per tutti i contribuenti IVA trimestrali e mensili, salvo chi applica regimi speciali esonerati. I forfettari non devono presentarlo.Cosa succede se sbaglio a compilare il nuovo modello TR?Puoi utilizzare il nuovo quadro Rettifiche volontarie per correggere errori nei TR precedenti tramite ravvedimento operoso semplificato, riducendo le sanzioni.Le novità IVA 2026 riguardano anche i forfettari?No, i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dagli obblighi IVA e non devono presentare ne modello TR ne dichiarazione annuale IVA.Le novità IVA 2026 richiedono attenzione nella compilazione dei modelli dichiarativi e nel rispetto delle nuove scadenze. I nuovi campi nei modelli TR e nella dichiarazione annuale comportano un maggiore carico amministrativo, soprattutto per le partite IVA che operano con l’estero o nel settore digitale.Affidarsi a un CAF esperto come il CAF Centro Fiscale di Udine permette di evitare errori, sanzioni e garantire la piena conformità normativa.Articoli CorrelatiPotrebbero interessarti anche:Regime Forfettario 2026: Requisiti e AliquoteCome Aprire Partita IVA: Guida CompletaDichiarazione dei Redditi 730: Come FunzionaCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da mirsada boci https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 mirsada boci https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png mirsada boci2026-01-17 15:01:012026-02-25 03:45:03IVA 2026: Novità nei Modelli Dichiarativi e Nuovi ObblighiNOTIZIEPolizza Catastrofale: Proroga al 31 Marzo 2026 per Chi Non Ha Stipulato Indice dei contenutiCos’è la polizza catastrofale obbligatoriaChi beneficia della proroga al 31 marzo 2026Settori maggiormente interessatiCosa fare entro il 31 marzo 2026Domande FrequentiIl Governo ha prorogato al 31 marzo 2026 la scadenza per la stipula delle polizze catastrofali obbligatorie per le imprese che non hanno ancora adempiuto all’obbligo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024. La decisione, contenuta in un recente emendamento al decreto Milleproroghe, offre un’importante finestra temporale alle aziende che devono ancora mettersi in regola con l’assicurazione contro eventi catastrofali.Vediamo nel dettaglio chi può beneficiare della proroga, quali sono i settori interessati e cosa devono fare le imprese per adempiere all’obbligo entro la nuova scadenza.Cos’è la polizza catastrofale obbligatoria La polizza catastrofale obbligatoria è un’assicurazione contro i danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali che le imprese devono stipulare per proteggere i propri beni strumentali.L’obbligo è stato introdotto dall’articolo 1, commi 101-111 della Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023) e riguarda:Terremoti, alluvioni, frane, inondazioni e altri eventi sismiciEsondazioni, allagamenti causati da fenomeni atmosfericiDanni a fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industrialiLa copertura deve garantire un risarcimento almeno pari al 70% del valore dei beni assicurati al momento del sinistro.Chi beneficia della proroga al 31 marzo 2026 La proroga al 31 marzo 2026 si applica a tutte le imprese che non hanno ancora stipulato la polizza catastrofale obbligatoria entro la scadenza originaria del 31 dicembre 2025.Nello specifico, possono beneficiare della proroga:Imprese individuali, società di persone e società di capitale con sede operativa in ItaliaAziende con immobili, impianti e macchinari ubicati in zone a rischio sismico, idrogeologico o alluvionaleProfessionisti con partita IVA che possiedono beni strumentali (studio professionale, attrezzature)Artigiani e commercianti con locali commerciali, magazzini, laboratoriSono escluse dall’obbligo le imprese con fatturato annuo inferiore a determinate soglie (le soglie definitive sono ancora in fase di precisazione nei decreti attuativi).Settori maggiormente interessati La proroga polizza catastrofale interessa in particolare i settori con maggiore esposizione ai rischi da eventi naturali:Manifatturiero: aziende con capannoni, macchinari industriali, impianti produttiviCommercio al dettaglio e ingrosso: negozi, punti vendita, magazziniSettore agroalimentare: stabilimenti di trasformazione, celle frigorifere, depositiEdilizia e costruzioni: cantieri, attrezzature, mezzi d’operaServizi e terziario: uffici, studi professionali, centri commercialiTurismo e ospitalità: hotel, ristoranti, strutture ricettiveParticolarmente interessate sono le imprese localizzate in aree ad alto rischio sismico o idrogeologico, come Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Campania.Cosa fare entro il 31 marzo 2026 Le imprese che non hanno ancora stipulato la polizza catastrofale obbligatoria devono procedere entro il 31 marzo 2026 seguendo questi passaggi:Valutazione dei beni da assicurare: identificare tutti i beni strumentali all’attività (fabbricati, macchinari, impianti, attrezzature)Stima del valore assicurabile: determinare il valore commerciale dei beni per calcolare la copertura minima del 70%Richiesta preventivi: contattare compagnie assicurative specializzate per ottenere preventivi comparabiliStipula della polizza: sottoscrivere il contratto assicurativo con copertura adeguataConservazione della documentazione: archiviare copia della polizza per eventuali verifiche fiscaliAttenzione: le imprese che non rispettano l’obbligo entro il 31 marzo 2026 non potranno dedurre fiscalmente i costi di ricostruzione o riparazione in caso di danni da calamità naturali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sulla Proroga Polizze Catastrofali 📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.La polizza catastrofale e obbligatoria per tutte le imprese?No, l’obbligo riguarda principalmente le imprese con beni strumentali di valore significativo e fatturato superiore a determinate soglie. Le microimprese e i professionisti con fatturato ridotto potrebbero essere esclusi, in attesa dei decreti attuativi.Cosa succede se non stipulo la polizza entro il 31 marzo 2026?Le imprese inadempienti non potranno dedurre fiscalmente i costi sostenuti per riparare o ricostruire i beni danneggiati da eventi catastrofali. Inoltre, potrebbero esserci sanzioni amministrative (da definire nei decreti attuativi).Quanto costa una polizza catastrofale obbligatoria?Il costo varia in base al valore dei beni assicurati, alla zona geografica (rischio sismico e idrogeologico) e alle franchigie scelte. Indicativamente, per un’azienda media il premio annuo puo oscillare tra 500 e 3.000 euro.Posso detrarre il costo della polizza catastrofale?Si, i premi assicurativi per polizze catastrofali obbligatorie sono integralmente deducibili dal reddito d’impresa come costi di esercizio, secondo le normali regole fiscali.ARTICOLI CORRELATINOTIZIE ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSIndice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSNOTIZIE Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026NOTIZIE Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaIndice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 14:52:442026-02-25 03:45:41Polizza Catastrofale: Proroga al 31 Marzo 2026 per Chi Non Ha StipulatoCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Mamme 2025: Domanda Integrativa Entro il 31 Gennaio 2026 Indice dei contenutiCos’è il Bonus Mamme 2025Chi Può Presentare Domanda Integrativa o TardivaRequisiti per il Bonus Mamme 2025Come Presentare la Domanda IntegrativaDocumentazione NecessariaScadenza Improrogabile: 31 Gennaio 2026Domande FrequentiIl bonus mamme 2025 può ancora essere richiesto con domanda integrativa o tardiva entro il 31 gennaio 2026. L’INPS ha confermato che le lavoratrici madri dipendenti e autonome che non hanno presentato la domanda nei termini ordinari, o che devono integrarla con nuove informazioni, hanno tempo fino alla fine di gennaio per regolarizzare la propria posizione.Si tratta dell’esonero contributivo totale per le madri lavoratrici con almeno due figli, una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e prorogata per il 2025. La scadenza del 31 gennaio 2026 rappresenta l’ultima possibilità per ottenere il beneficio retroattivo sui contributi versati nel 2025.Cos’è il Bonus Mamme 2025 Il bonus mamme 2025, tecnicamente chiamato esonero contributivo per lavoratrici madri, consiste nell’azzeramento totale dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice (9,19% per le dipendenti, 100% per le autonome) fino a un massimo di 3.000 euro annui.La misura si applica per l’intero anno 2025 e riguarda:Lavoratrici dipendenti del settore privato con almeno 2 figliLavoratrici autonome iscritte alla gestione separata INPSMadri con almeno 2 figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anni (o 18 anni se ci sono 3 o più figli)L’esonero si traduce in un aumento dello stipendio netto mensile, poiché i contributi che normalmente vengono trattenuti dalla busta paga non sono più dovuti. Per una lavoratrice dipendente con reddito medio, il beneficio può arrivare a 150-200 euro al mese in più.Chi Può Presentare Domanda Integrativa o Tardiva La domanda integrativa può essere presentata da chi si trova in una di queste situazioni:Domanda IntegrativaChi ha già presentato domanda ma deve aggiungere informazioni mancanti (es. codice fiscale del secondo figlio)Chi ha presentato domanda ma è stata respinta per incompletezzaChi deve rettificare dati errati nella domanda originaleChi ha avuto un secondo figlio nel corso del 2025 e ora soddisfa i requisitiDomanda TardivaChi non ha mai presentato domanda entro i termini ordinari (30 settembre 2025)Chi non era a conoscenza del bonus e vuole recuperare i contributi versati nel 2025Chi ha iniziato a lavorare dopo la scadenza ordinaria ma nel 2025ATTENZIONE: La domanda tardiva consente di recuperare l’esonero per i mesi del 2025 in cui sussistevano i requisiti, ma non è automatica: serve presentare la domanda entro il 31 gennaio 2026.Requisiti per il Bonus Mamme 2025 Per accedere all’esonero contributivo 2025, la lavoratrice deve soddisfare contemporaneamente tutti questi requisiti:Essere madre di almeno 2 figli (il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni)Oppure avere 3 o più figli (il figlio più piccolo deve avere meno di 18 anni)Essere lavoratrice dipendente del settore privato o autonoma con partita IVA (gestione separata INPS)Non superare il limite di reddito di 40.000 euro annui lordiAvere un rapporto di lavoro attivo nel 2025L’esonero NON spetta a:Dipendenti pubbliche (solo per loro è previsto un bonus diverso)Lavoratrici domestiche (colf e badanti)Lavoratrici agricolePercettori di NASpI o altre indennità di disoccupazioneCome Presentare la Domanda Integrativa La domanda integrativa o tardiva per il bonus mamme 2025 si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS, accedendo con:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)CIE (Carta d’Identità Elettronica)CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Procedura Passo-PassoAccedi al sito www.inps.it con SPID/CIE/CNSCerca il servizio “Esonero contributivo lavoratrici madri”Seleziona “Domanda integrativa” o “Domanda tardiva”Compila il form con i dati richiesti (vedi sezione successiva)Allega la documentazione necessaria (se richiesta)Invia la domanda e salva la ricevuta con protocolloIMPORTANTE: Se la domanda viene presentata tramite CAF o patronato, il CAF può accedere al servizio INPS per conto della lavoratrice utilizzando il PIN del CAF. In questo caso, la lavoratrice non deve fare nulla, basta fornire i documenti al CAF.Documentazione Necessaria Per presentare la domanda integrativa o tardiva, servono i seguenti documenti:Documenti ObbligatoriDocumento d’identità in corso di validitàCodice fiscale della lavoratriceCodice fiscale di tutti i figli (anche maggiorenni)Certificato di nascita dei figli (o autocertificazione)Ultima busta paga (per verificare il reddito)CU 2025 (Certificazione Unica relativa al 2024, per verifica redditi)Documenti Aggiuntivi (se applicabili)Contratto di lavoro (se assunta nel 2025)Visura partita IVA (per lavoratrici autonome)Sentenza di affidamento (in caso di figli in affidamento)Certificato di adozione (per figli adottivi)Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella raccolta e verifica della documentazione prima dell’invio della domanda.Scadenza Improrogabile: 31 Gennaio 2026La scadenza del 31 gennaio 2026 è IMPROROGABILE. Dopo questa data, non sarà più possibile presentare domande integrative o tardive per il bonus mamme 2025.Cosa Succede Dopo la ScadenzaSe la domanda non viene presentata entro il 31 gennaio 2026:Si perde il diritto all’esonero contributivo per il 2025I contributi versati nel 2025 non saranno rimborsatiNon è possibile recuperare il beneficio con domande successiveIl bonus 2026 (se prorogato) richiederà una nuova domanda separataTempi di Lavorazione INPSL’INPS impiega mediamente 30-60 giorni per processare le domande integrative o tardive. Anche se presentate il 31 gennaio, il beneficio sarà riconosciuto retroattivamente dal mese in cui si maturavano i requisiti (es. se avevi i requisiti da gennaio 2025, l’esonero parte da gennaio).CONSIGLIO: Non aspettare gli ultimi giorni. Presenta la domanda il prima possibile per evitare problemi tecnici o disguidi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti Posso presentare domanda tardiva se ho già ricevuto il bonus per alcuni mesi del 2025?Sì, puoi presentare domanda integrativa per i mesi in cui non hai ricevuto il bonus, anche se lo hai già percepito per altri mesi. L’INPS calcolerà l’esonero solo per i mesi mancanti.La domanda integrativa può essere presentata anche da chi lavora a tempo parziale?Sì, il bonus mamme spetta anche alle lavoratrici part-time. L’importo dell’esonero sarà proporzionato alle ore lavorate e alla retribuzione effettiva.Cosa succede se presento la domanda il 1 febbraio 2026?Se presenti la domanda dopo il 31 gennaio 2026, questa sarà respinta. La scadenza è improrogabile e non ci sono deroghe previste dalla normativa INPS.Devo presentare una nuova domanda per il 2026?Se il bonus mamme sarà prorogato anche per il 2026 (da confermare con la Legge di Bilancio 2026), sarà necessario presentare una nuova domanda separata. L’esonero del 2025 non si rinnova automaticamente.La scadenza del 31 gennaio 2026 per la domanda integrativa o tardiva del bonus mamme 2025 è un’opportunità da non perdere per le lavoratrici madri che non hanno ancora richiesto l’esonero contributivo o che devono integrare la domanda già presentata.Con un beneficio che può arrivare a 3.000 euro annui, si tratta di un sostegno economico significativo per le famiglie con figli. Non aspettare l’ultimo momento: verifica i requisiti, raccogli la documentazione e presenta la domanda quanto prima.ARTICOLI CORRELATIGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 14:44:332026-05-31 18:25:58Bonus Mamme 2025: Domanda Integrativa Entro il 31 Gennaio 2026Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOCodice ATECO Fisioterapista 2026: Guida Completa al Nuovo 86.95.00Aggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaUna versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).Il codice ATECO è uno dei primi ostacoli che ogni fisioterapista incontra quando decide di aprire la partita IVA. Scegliere il codice sbagliato può portare a problemi fiscali, errori nella dichiarazione dei redditi e complicazioni con l’Agenzia delle Entrate.Dal 1° aprile 2025 è entrato in vigore un nuovo codice ATECO specifico per i fisioterapisti: il codice 86.95.00 “Attività di fisioterapia”. Si tratta di una svolta storica che finalmente riconosce la professione con un codice dedicato, abbandonando i vecchi codici generici 86.90.21 e 86.90.29.In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sul codice ATECO fisioterapista 2026: quale utilizzare in fase di apertura partita IVA, come funziona il coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario, cosa fare se hai già la partita IVA con il vecchio codice e come evitare gli errori più comuni.Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza a professionisti sanitari e ti guida nella scelta corretta del codice ATECO, nell’apertura della partita IVA e in tutte le pratiche fiscali successive. Indice dei contenutiCos’è il Codice ATECO e Perché È ImportanteIl Nuovo Codice 86.95.00 – Svolta Storica 2025Vecchi Codici 86.90.21 e 86.90.29 – Ora ObsoletiCoefficiente Redditività 78% e Calcolo Tasse ForfettarioCome Indicare il Codice ATECO nell’Apertura Partita IVACasi Particolari – Palestra, Formazione, Studio AssociatoErrori Comuni da EvitareCome Correggere un Codice ATECO ErratoDomande FrequentiIl codice ATECO (Attività Economiche) è un codice alfanumerico che identifica la tipologia di attività economica svolta da un’impresa o da un professionista. È utilizzato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate per classificare le attività produttive e assegnare specifici obblighi fiscali, contributivi e amministrativi.Per un fisioterapista con partita IVA, il codice ATECO ha un’importanza fondamentale per diversi motivi:Determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario, cioè la percentuale di reddito imponibile su cui si calcolano le tasseIdentifica il settore economico ai fini delle statistiche ISTAT e delle agevolazioni fiscaliDefinisce gli obblighi contributivi presso la Gestione Separata INPS (i fisioterapisti non hanno una cassa di categoria: l’ENPAPI è l’ente della professione infermieristica)Influenza l’accesso a bandi e finanziamenti riservati a specifici settori professionaliÈ richiesto in tutte le comunicazioni ufficiali con Agenzia delle Entrate, INPS e Camere di CommercioLa scelta del codice ATECO corretto avviene in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 (per professionisti). Una volta comunicato, il codice può essere modificato in caso di errore o ampliamento dell’attività, ma è fondamentale individuare quello giusto fin dall’inizio per evitare complicazioni.Dal 1° aprile 2025, la classificazione ATECO è cambiata radicalmente per i fisioterapisti, introducendo un codice dedicato che riflette finalmente la specificità della professione.Il Nuovo Codice 86.95.00 – Svolta Storica 2025 Dal 1° aprile 2025 è entrato in vigore il nuovo codice ATECO 86.95.00 con la denominazione ufficiale “Attività di fisioterapia”. Questa novità rappresenta una svolta storica per la professione, che finalmente dispone di un codice dedicato e non più generico.Cosa Cambia con il Nuovo Codice 86.95.00Il codice 86.95.00 è esclusivo per i fisioterapisti laureati e iscritti all’Albo professionale TSRM-PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). Questo codice identifica in modo univoco l’attività di fisioterapia svolta in forma autonoma o presso studi professionali.La nuova classificazione si inserisce nella sezione Q – Sanità e assistenza sociale, divisione 86 – Assistenza sanitaria, e riconosce la fisioterapia come attività sanitaria a tutti gli effetti, separata dalle altre professioni sanitarie.Caratteristiche del Codice 86.95.00Coefficiente di redditività: 78% – Invariato rispetto ai vecchi codici per il regime forfettarioSettore sanitario – Classificato come attività di assistenza sanitaria professionaleAccesso riservato – Solo per fisioterapisti laureati iscritti all’AlboCoerente con l’inquadramento previdenziale – Gestione Separata INPS per i fisioterapisti liberi professionistiValido per tutte le prestazioni fisioterapiche – Riabilitazione, terapia manuale, rieducazione funzionaleChi Deve Usare il Codice 86.95.00Il nuovo codice 86.95.00 deve essere utilizzato da:Fisioterapisti che aprono la partita IVA dal 1° aprile 2025 – Devono indicare obbligatoriamente il nuovo codiceFisioterapisti con partita IVA già attiva – È consigliato (ma non obbligatorio) fare la variazione al nuovo codice tramite modello AA7/10Studi di fisioterapia associati – Devono aggiornare il codice nella visura cameraleLa transizione al nuovo codice è stata pensata per semplificare la gestione fiscale e contributiva dei fisioterapisti, riducendo le ambiguità interpretative che si verificavano con i vecchi codici generici.Se stai per aprire la partita IVA come fisioterapista, il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione corretta del modello AA9/12 e nella scelta del codice ATECO 86.95.00.Vecchi Codici 86.90.21 e 86.90.29 – Ora Obsoleti Prima dell’entrata in vigore del codice 86.95.00, i fisioterapisti con partita IVA utilizzavano principalmente due codici ATECO generici, ora considerati obsoleti:Codice ATECO 86.90.21 – Attività di Fisioterapia (vecchia classificazione)Il codice 86.90.21 era denominato “Attività di fisioterapia” nella vecchia classificazione ATECO 2007. Era il codice più utilizzato dai fisioterapisti, ma presentava alcune ambiguità perché non distingueva chiaramente tra fisioterapisti laureati e altre figure professionali della riabilitazione.Caratteristiche del vecchio codice 86.90.21:Coefficiente di redditività: 78%Settore: Altre attività di assistenza sanitariaUtilizzato fino al 31 marzo 2025Codice ATECO 86.90.29 – Altre Attività Paramediche Indipendenti NCAIl codice 86.90.29 era un codice “residuale” che includeva tutte le attività paramediche non classificate altrove (NCA). Alcuni fisioterapisti lo utilizzavano erroneamente, creando confusione con altre professioni sanitarie come massoterapisti, osteopati, chiropratici.Questo codice era meno specifico: oggi il 86.90.29 identifica altre attività paramediche (ad esempio massofisioterapisti e osteopati), non la fisioterapia.Perché i Vecchi Codici Sono ObsoletiCon l’introduzione del nuovo codice 86.95.00, i codici 86.90.21 e 86.90.29 sono stati sostituiti per diverse ragioni:Riconoscimento della specificità professionale – Il codice 86.95.00 identifica univocamente i fisioterapisti laureatiMaggiore chiarezza fiscale – Elimina le ambiguità interpretative con altre figure sanitarieAllineamento con la normativa europea – Segue le direttive UE sulla classificazione delle professioni sanitarieChiarezza statistica e fiscale – Identifica in modo univoco l’attività di fisioterapia presso Agenzia delle Entrate e ISTATCosa Fare Se Hai Ancora il Vecchio CodiceSe hai aperto la partita IVA prima del 1° aprile 2025 con il codice 86.90.21 o 86.90.29, puoi continuare a utilizzarlo senza obbligo di variazione immediata. Tuttavia, è consigliato aggiornare al nuovo codice 86.95.00 per:Evitare possibili incomprensioni con l’Agenzia delle EntrateAssicurare la coerenza tra attività dichiarata e inquadramento previdenziale (Gestione Separata INPS)Accedere a eventuali agevolazioni future riservate al codice 86.95.00La variazione del codice ATECO si effettua con il modello AA7/10 (variazione dati) ed è completamente gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione e nell’invio telematico della pratica seguendo i passaggi corretti.Coefficiente Redditività 78% e Calcolo Tasse Forfettario Il coefficiente di redditività è un parametro fondamentale nel regime forfettario. Rappresenta la percentuale di reddito imponibile calcolata sui ricavi totali annui. Per il codice ATECO 86.95.00 (Attività di fisioterapia), il coefficiente è del 78%.Cosa Significa Coefficiente di Redditività 78%Il coefficiente del 78% indica che, per ogni 100 euro di ricavi incassati, il fisco considera imponibili 78 euro. Su questo importo si applica poi l’imposta sostitutiva del regime forfettario.In pratica, il coefficiente di redditività sostituisce il sistema di deduzione delle spese effettive previsto nel regime ordinario. Non puoi scaricare le spese (affitto studio, attrezzature, corsi di formazione), ma hai un abbattimento forfettario del 22% sui ricavi.Come Si Calcolano le Tasse nel Regime Forfettario per FisioterapistiIl calcolo delle tasse per un fisioterapista in regime forfettario si articola in questi passaggi:1. Calcolo del reddito imponibileReddito imponibile = Ricavi annui × 78%Esempio: Se nel 2026 incassi 45.000 euro, il tuo reddito imponibile sarà:45.000 € × 78% = 35.100 euro2. Sottrazione dei contributi INPS Gestione SeparataDal reddito imponibile puoi sottrarre i contributi previdenziali INPS Gestione Separata versati nell’anno. Per il 2026 l’aliquota è il 26,07% del reddito imponibile (circolare INPS n. 8/2026; 24% per chi ha già un’altra tutela pensionistica obbligatoria).Contributi INPS Gestione Separata = 35.100 € × 26,07% = 9.151 euroReddito imponibile netto = 35.100 € – 9.151 € = 25.949 euro3. Applicazione dell’imposta sostitutivaSul reddito imponibile netto si applica l’imposta sostitutiva:5% per i primi 5 anni di attività (nuove partite IVA)15% a regime (dal sesto anno in poi)Se sei nei primi 5 anni:Imposta sostitutiva = 25.949 € × 5% = 1.297 euroSe sei oltre il quinto anno:Imposta sostitutiva = 25.949 € × 15% = 3.892 euroEsempio Completo di Calcolo TasseSupponiamo che Marco, fisioterapista con partita IVA in regime forfettario, incassi 50.000 euro nel 2026 (oltre il quinto anno di attività).Ricavi annui: 50.000 €Reddito imponibile (78%): 39.000 €Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 10.167 €Reddito imponibile netto: 28.833 €Imposta sostitutiva (15%): 4.325 €Totale tasse e contributi: 10.167 € + 4.325 € = 14.492 euroReddito netto annuo: 50.000 € – 14.492 € = 35.508 euroVantaggi del Coefficiente 78% per i FisioterapistiIl coefficiente del 78% è tra i più favorevoli nel regime forfettario. Altri professionisti sanitari (medici, psicologi) hanno coefficienti del 67%, quindi più svantaggiosi. Questo significa che i fisioterapisti beneficiano di un maggiore abbattimento forfettario sui ricavi.Se vuoi approfondire tutti i requisiti e i vantaggi del regime forfettario 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza gratuita per valutare la convenienza rispetto al regime ordinario.Per maggiori dettagli sui contributi previdenziali dei fisioterapisti 2026 (Gestione Separata INPS), consulta la nostra guida dedicata.Come Indicare il Codice ATECO nell Apertura Partita IVA La comunicazione del codice ATECO avviene in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 (per professionisti) o AA7/10 (per imprese). Il codice deve essere indicato con precisione per evitare problemi fiscali successivi.Procedura di Apertura Partita IVA con Codice 86.95.00Se sei un fisioterapista che vuole aprire la partita IVA per la prima volta, la procedura si articola in questi passaggi:1. Raccolta documenti necessariDocumento di identità e codice fiscaleLaurea in Fisioterapia (titolo abilitante)Iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP (Ordine dei Fisioterapisti)Indirizzo dello studio dove eserciti l’attività (o domicilio fiscale iniziale)2. Compilazione del modello AA9/12Il modello AA9/12 è il modulo di dichiarazione di inizio attività per professionisti. In questo modulo devi indicare:Codice ATECO primario: 86.95.00 – Attività di fisioterapiaData inizio attività – Giorno in cui cominci effettivamente a esercitareRegime fiscale scelto – Regime forfettario o ordinarioPeriodicità IVA – Non necessaria nel regime forfettario3. Iscrizione alla Gestione Separata INPSContestualmente all’apertura della partita IVA, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), la previdenza obbligatoria per i fisioterapisti liberi professionisti, privi di una cassa di categoria. L’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. L’iscrizione è gratuita, si effettua online dal portale INPS (SPID, CIE o CNS) e richiede:Codice fiscale e numero di partita IVA assegnatoData di inizio dell’attività libero-professionaleRecapiti (email/PEC) per le comunicazioni INPS4. Invio telematico all’Agenzia delle EntrateIl modello AA9/12 deve essere inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. L’invio può essere effettuato tramite:CAF (soluzione consigliata per evitare errori)CommercialistaSoftware fiscale con abilitazione FisconlineDove Inserire il Codice ATECO nel Modello AA9/12Nel modello AA9/12, il codice ATECO va indicato nella sezione “Attività esercitata”, al campo “Codice attività”. Devi inserire esattamente:86.95.00Il sistema dell’Agenzia delle Entrate riconoscerà automaticamente la descrizione “Attività di fisioterapia” e assegnerà il coefficiente di redditività del 78% se hai scelto il regime forfettario.Cosa Succede Dopo l’InvioEntro pochi giorni dall’invio telematico riceverai:Numero di partita IVA – Composto da 11 cifre (solitamente coincide con il codice fiscale per i professionisti)Ricevuta di protocollazione – Conferma dell’avvenuta registrazioneAttribuzione del regime fiscale – Forfettario o ordinario, in base alla scelta indicataA questo punto sei ufficialmente iscritto alla partita IVA e puoi iniziare a emettere fatture con il codice ATECO 86.95.00.Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intera procedura di apertura partita IVA per fisioterapisti, dalla compilazione del modello AA9/12 all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Ti guidiamo nella scelta corretta del codice ATECO e del regime fiscale più conveniente, garantendo la conformità di tutti i passaggi.Scopri di più su come aprire la partita IVA come fisioterapista con il supporto del CAF.Casi Particolari – Palestra, Formazione, Studio Associato Non sempre l’attività del fisioterapista si limita alle sole prestazioni di fisioterapia clinica. Esistono situazioni particolari in cui può essere necessario integrare il codice ATECO primario 86.95.00 con codici secondari o valutare alternative in base all’attività prevalente svolta.Fisioterapista che Lavora in Palestra o Centro FitnessSe svolgi attività di rieducazione motoria in palestra o ginnastica posturale per utenti senza prescrizione medica, ti trovi in una zona grigia. L’attività di fisioterapia vera e propria richiede sempre una prescrizione medica o una diagnosi funzionale.In questi casi, se l’attività prevalente è la fisioterapia con prescrizione, il codice 86.95.00 resta corretto. Se invece l’attività prevalente è la ginnastica posturale generica o il personal training, potresti dover considerare:Codice ATECO 85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativiCodice ATECO 96.04.10 – Servizi di centri per il benessere fisicoÈ fondamentale valutare con un esperto quale sia l’attività prevalente per evitare contestazioni fiscali.Fisioterapista che Svolge Formazione o DocenzaSe oltre all’attività clinica svolgi corsi di formazione ECM, docenza in master universitari o consulenze didattiche, puoi integrare il codice primario 86.95.00 con un codice secondario:Codice ATECO 85.59.20 – Corsi di formazione e aggiornamento professionaleLa presenza di un codice secondario non modifica il coefficiente di redditività del codice primario. Nel regime forfettario, il coefficiente applicato è quello dell’attività prevalente (86.95.00 al 78%).Studio Associato di FisioterapiaSe eserciti in uno studio associato con altri fisioterapisti, la struttura deve avere una propria partita IVA intestata allo studio. In questo caso, lo studio può utilizzare il codice ATECO 86.95.00 come attività principale, mentre i singoli professionisti associati devono comunque mantenere la loro partita IVA personale.Lo studio associato non può aderire al regime forfettario (riservato solo a persone fisiche), quindi dovrà operare in regime ordinario con contabilità semplificata o ordinaria.Fisioterapista che Vende Prodotti o AttrezzatureSe vendi prodotti ortopedici, ausili per la riabilitazione, tutori o attrezzature mediche, devi valutare se questa attività è accessoria o prevalente rispetto alla fisioterapia.Vendita accessoria (meno del 30% del fatturato) – Puoi mantenere solo il codice 86.95.00Vendita prevalente o significativa – Devi aggiungere un codice secondario di commercio al dettaglio, ad esempio 47.74.00 – Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopediciAttenzione: la vendita di prodotti potrebbe farti uscire dal regime forfettario se superi i limiti di ricavi previsti (85.000 euro annui) o se l’Agenzia delle Entrate considera l’attività commerciale prevalente rispetto a quella professionale.Fisioterapista Libero Professionista e Dipendente ContemporaneamenteSe sei fisioterapista dipendente (ad esempio in ospedale o RSA) e vuoi aprire la partita IVA per attività libero-professionale nel tempo libero, non ci sono incompatibilità legali. Tuttavia, devi verificare:Contratto di lavoro dipendente – Alcune convenzioni ospedaliere o aziende private possono prevedere clausole di esclusiva che vietano l’attività libero-professionaleLimiti di tempo – L’attività libero-professionale non deve interferire con l’orario di lavoro dipendenteIn questo caso, il codice ATECO da utilizzare per la partita IVA resta sempre il 86.95.00, e puoi optare per il regime forfettario se rispetti i limiti di fatturato.Se hai dubbi su quale codice ATECO utilizzare per la tua specifica situazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti ti guideranno nella scelta corretta in base alla tua attività effettiva, evitando errori che potrebbero portare a sanzioni o rettifiche fiscali.Errori Comuni da EvitareLa scelta del codice ATECO sbagliato può portare a complicazioni fiscali, contributive e amministrative. Ecco gli errori più comuni che i fisioterapisti commettono in fase di apertura partita IVA.Errore 1: Utilizzare Ancora i Vecchi Codici 86.90.21 o 86.90.29Dal 1° aprile 2025, il codice corretto per i fisioterapisti è il 86.95.00. Continuare a utilizzare i vecchi codici 86.90.21 o 86.90.29 in fase di nuova apertura partita IVA è un errore che può generare:Richieste di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle EntrateRitardi nell’assegnazione della partita IVAIncoerenze tra codice attività e inquadramento fiscaleSoluzione: Assicurati di indicare il codice 86.95.00 nel modello AA9/12. Se hai già aperto con un vecchio codice, effettua subito la variazione con il modello AA7/10.Errore 2: Confondere il Codice ATECO con Quello di Altre Professioni SanitarieAlcuni fisioterapisti confondono il proprio codice con quelli di altre figure sanitarie:86.90.19 – Altre attività paramediche indipendenti (es. osteopati, chiropratici)96.04.20 – Servizi di centri per il benessere fisico (massaggi non terapeutici)85.51.00 – Corsi sportivi (ginnastica posturale senza prescrizione medica)Il codice 86.95.00 è esclusivo per i fisioterapisti laureati iscritti all’Albo. Usare un codice generico crea incoerenze nella classificazione dell’attività e nei controlli dell’Agenzia delle Entrate.Soluzione: Verifica sempre che il codice indicato sia esattamente 86.95.00 e non codici simili ma inesatti.Errore 3: Non Iscriversi Subito alla Gestione Separata INPSL’iscrizione alla Gestione Separata INPS è obbligatoria per tutti i fisioterapisti con partita IVA (non all’ENPAPI, che riguarda solo la professione infermieristica). Alcuni professionisti ritardano l’iscrizione pensando di poterla fare “in un secondo momento”, ma questo comporta:Iscrizione d’ufficio da parte dell’INPSRecupero dei contributi arretrati con sanzioni civili e interessiImpossibilità di dedurre i contributi versati fino all’iscrizione effettivaSoluzione: Iscriviti alla Gestione Separata INPS contestualmente all’apertura della partita IVA. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella procedura di iscrizione.Errore 4: Indicare un Codice ATECO Troppo Generico per “Sicurezza”Alcuni professionisti scelgono codici ATECO generici (es. 86.90.29 “Altre attività paramediche NCA”) pensando di coprire meglio tutte le attività future. Questo è un errore perché:Il codice generico non identifica correttamente l’attività di fisioterapiaL’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la coerenza tra codice ATECO e attività effettivamente svoltaPotrebbero sorgere dubbi sull’applicazione del coefficiente di redditività correttoSoluzione: Utilizza sempre il codice più specifico per la tua professione. Se svolgi anche attività accessorie, aggiungi codici secondari, ma il primario deve essere 86.95.00.Errore 5: Non Aggiornare il Codice ATECO Dopo Variazioni di AttivitàSe cambi l’attività prevalente (ad esempio passi dalla fisioterapia clinica alla formazione o alla vendita di prodotti ortopedici), devi aggiornare il codice ATECO tramite variazione. Molti professionisti dimenticano questo passaggio, rischiando:Contestazioni fiscali in caso di controlliApplicazione di coefficienti di redditività erratiSanzioni per incongruenze tra attività dichiarata e attività effettivaSoluzione: Ogni volta che modifichi significativamente l’attività, consulta il CAF per valutare se è necessario aggiornare il codice ATECO con il modello AA7/10.Errore 6: Copiare il Codice ATECO da Colleghi Senza VerificareMolti fisioterapisti, per praticità, chiedono ai colleghi “quale codice ATECO hai usato tu?” e lo copiano senza verificare se sia corretto e aggiornato. Questo può portare a:Utilizzo di codici obsoleti (86.90.21, 86.90.29)Codici non coerenti con la propria attività specificaProblemi in caso di controlli incrociati tra Agenzia delle Entrate e INPSSoluzione: Affidati sempre a un CAF o commercialista per la scelta del codice ATECO. Il servizio è gratuito e ti evita errori costosi.Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con te tutti i dettagli dell’attività e ti consiglia il codice ATECO corretto, evitando errori che potrebbero compromettere la tua regolarità fiscale e contributiva.Come Correggere un Codice ATECO Errato Se hai già aperto la partita IVA con un codice ATECO sbagliato o obsoleto (ad esempio 86.90.21 o 86.90.29) e vuoi aggiornarlo al nuovo codice 86.95.00, la procedura di correzione è semplice e completamente gratuita.Quando È Necessario Correggere il Codice ATECODevi procedere con la variazione del codice ATECO se:Hai aperto la partita IVA prima del 1° aprile 2025 con il vecchio codice 86.90.21 o 86.90.29Hai indicato erroneamente un codice generico o non coerente con l’attività di fisioterapiaVuoi allineare il codice alla nuova classificazione ATECO 2025 dedicata alla fisioterapiaVuoi beneficiare di agevolazioni o bandi futuri riservati al codice 86.95.00Procedura di Variazione con Modello AA7/10La correzione del codice ATECO si effettua tramite il modello AA7/10 (Comunicazione variazione dati). Ecco i passaggi:1. Compilazione del modello AA7/10Il modello AA7/10 è il modulo ufficiale per comunicare variazioni dei dati di una partita IVA già esistente. Nella sezione “Variazione dati”, devi indicare:Vecchio codice ATECO – Quello attualmente registrato (es. 86.90.21)Nuovo codice ATECO – Il codice corretto 86.95.00Data di decorrenza della variazione – Solitamente la data di invio del modello2. Invio telematico all’Agenzia delle EntrateIl modello AA7/10 deve essere inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate tramite:CAF – Modalità consigliata, servizio gratuitoCommercialista – Servizio a pagamentoSoftware fiscale Fisconline – Se abilitato all’invio diretto3. Ricezione della ricevuta di variazioneDopo l’invio, riceverai entro pochi giorni la ricevuta di protocollazione che conferma l’avvenuta variazione del codice ATECO. Da quel momento, il nuovo codice 86.95.00 sarà registrato nella tua posizione fiscale.Costi della Variazione Codice ATECOLa variazione del codice ATECO tramite modello AA7/10 è completamente gratuita. Non ci sono imposte di bollo, diritti camerali o tasse da pagare. L’unico eventuale costo è quello del servizio di assistenza fiscale se ti rivolgi a un commercialista.Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua il servizio di variazione codice ATECO gratuitamente per i propri iscritti.Tempistiche di AggiornamentoLa variazione del codice ATECO ha effetto immediato dal momento dell’invio del modello AA7/10. L’aggiornamento nei sistemi dell’Agenzia delle Entrate avviene entro 5-7 giorni lavorativi.Nota: la variazione del codice ATECO non comporta adempimenti verso la Gestione Separata INPS, che non è legata al codice attività. Conserva comunque la ricevuta di variazione dell’Agenzia delle Entrate.Conseguenze della Variazione sul Regime ForfettarioSe sei in regime forfettario, la variazione dal vecchio codice 86.90.21 al nuovo 86.95.00 non comporta modifiche fiscali, perché entrambi hanno lo stesso coefficiente di redditività del 78%.Se invece correggi un codice completamente errato con coefficiente diverso, potrebbero esserci implicazioni fiscali retroattive. In questo caso, il CAF valuterà con te se è necessario presentare dichiarazioni integrative per gli anni precedenti.Cosa Fare Se Hai Già Emesso Fatture con il Vecchio CodiceSe hai già emesso fatture indicando il vecchio codice ATECO (o nessun codice), non è necessario riemettere le fatture precedenti. La variazione ha effetto solo per le future comunicazioni fiscali e per le nuove fatture che emetterai.Tuttavia, è buona prassi aggiornare il tuo software di fatturazione elettronica per includere il nuovo codice 86.95.00 nelle fatture successive alla data di variazione.Assistenza CAF per la Variazione Codice ATECOIl CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella procedura di variazione del codice ATECO. Ti basta portare:Documento di identitàCodice fiscale / Partita IVACertificato di iscrizione all’Albo (se richiesto)seguendo i passaggi corretti compiliamo e inviamo il modello AA7/10, consegnandoti subito copia della ricevuta di protocollazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.Domande FrequentiQual e il codice ATECO corretto per fisioterapisti nel 2026?Il codice ATECO corretto dal 1 aprile 2025 e il 86.95.00 “Attivita di fisioterapia”. I vecchi codici 86.90.21 e 86.90.29 sono obsoleti. Il nuovo codice e esclusivo per fisioterapisti laureati iscritti all’Albo TSRM-PSTRP.Qual e il coefficiente di redditivita per il codice ATECO 86.95.00?Il coefficiente di redditivita del codice 86.95.00 e del 78%. Questo significa che nel regime forfettario, su 100 euro di ricavi incassati, 78 euro sono considerati reddito imponibile su cui si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi INPS Gestione Separata.Posso usare ancora il vecchio codice 86.90.21 se ho gia la partita IVA?Si, puoi continuare a utilizzare il vecchio codice 86.90.21 se hai aperto la partita IVA prima del 1 aprile 2025. Tuttavia, e consigliato aggiornare al nuovo codice 86.95.00 per evitare problemi futuri con l’Agenzia delle Entrate. La variazione e gratuita.Come posso cambiare il codice ATECO della mia partita IVA?La variazione del codice ATECO si effettua con il modello AA7/10 (Comunicazione variazione dati), da inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate. La procedura e gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione e nell’invio del modello.Quale codice ATECO devo usare se faccio fisioterapia e formazione?Se svolgi sia fisioterapia che attivita di formazione o docenza, il codice primario resta il 86.95.00 (attivita prevalente). Puoi aggiungere come codice secondario il 85.59.20 “Corsi di formazione e aggiornamento professionale”. Il coefficiente di redditivita nel regime forfettario sara quello del codice primario (78%).Il codice ATECO 86.95.00 e compatibile con il regime forfettario?Si, il codice 86.95.00 e pienamente compatibile con il regime forfettario. Il coefficiente di redditivita e del 78% e l’imposta sostitutiva e del 5% (primi 5 anni) o 15% (dal sesto anno). Devi rispettare il limite di ricavi annui di 85.000 euro per rimanere nel regime forfettario.Devo iscrivermi all’ENPAPI anche se ho il codice ATECO 86.95.00?No. L’ENPAPI è l’ente di previdenza della professione infermieristica (infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari) e non accoglie i fisioterapisti. Con qualsiasi codice ATECO, il fisioterapista libero professionista si iscrive alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) contestualmente all’inizio dell’attività, per evitare iscrizione d’ufficio, recupero contributi e sanzioni.Posso aprire partita IVA come fisioterapista se sono anche dipendente?Si, puoi aprire la partita IVA come fisioterapista anche se sei gia dipendente (es. in ospedale o RSA), a meno che il tuo contratto di lavoro non preveda clausole di esclusiva. Il codice ATECO da utilizzare e sempre il 86.95.00 e puoi optare per il regime forfettario se rispetti i limiti di ricavi.Conclusione Il codice ATECO 86.95.00 rappresenta una conquista importante per la professione di fisioterapista, finalmente riconosciuta con un codice dedicato e specifico. Dal 1 aprile 2025, tutti i fisioterapisti che aprono la partita IVA devono utilizzare questo codice, abbandonando i vecchi 86.90.21 e 86.90.29.La scelta corretta del codice ATECO e fondamentale per:Garantire il corretto calcolo delle tasse nel regime forfettario con coefficiente di redditivita del 78%Evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate e incoerenze previdenzialiAccedere a future agevolazioni riservate ai professionisti sanitariMantenere la regolarita fiscale e contributivaSe stai per aprire la partita IVA, se hai gia una partita IVA con il vecchio codice o se hai dubbi su quale codice ATECO utilizzare per la tua specifica attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione con assistenza specializzata per professionisti sanitari.Hai bisogno di assistenza per l’apertura della partita IVA o per la variazione del codice ATECO? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa. +2000 Partite IVA aperte 100% Assistenza garantitaCompila il modulo per una consulenza gratuita:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔOppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-17 09:00:002026-09-27 09:51:39Codice ATECO Fisioterapista 2026: Guida Completa al Nuovo 86.95.00Pagina 170 di 191«‹168169170171172›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOTassazione TFR Pregresso nel Fondo Pensione: Guida Completa 2026 Indice dei contenutiCos’è il TFR Pregresso nel Fondo PensioneDifferenza tra TFR in Azienda e TFR nel Fondo PensioneCome Viene Tassato il TFR Pregresso alla LiquidazioneCome Si Calcola l’Aliquota Media degli Ultimi 5 AnniEsempi Pratici di Calcolo della TassazioneVantaggi Fiscali del Fondo Pensione rispetto al TFR in AziendaRiscatto Anticipato del TFR Pregresso: Cosa CambiaConfronto Tassazione: TFR in Azienda vs TFR nel Fondo PensioneQuando si versa il TFR nel fondo pensione, molti lavoratori si chiedono: come verrà tassato il TFR pregresso al momento della liquidazione? La risposta non è semplice, perché il TFR pregresso ha un trattamento fiscale diverso rispetto ai contributi versati volontariamente.In questa guida completa spieghiamo come viene tassato il TFR pregresso versato nel fondo pensione, quali sono le aliquote applicate, come si calcola la tassazione separata e quali vantaggi fiscali offre rispetto al TFR lasciato in azienda.Se hai dubbi sulla tassazione del tuo TFR nel fondo pensione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre consulenza specializzata per ottimizzare la tua posizione previdenziale.Cos’è il TFR Pregresso nel Fondo Pensione Il TFR pregresso è la quota di Trattamento di Fine Rapporto che il lavoratore ha deciso di trasferire dal datore di lavoro al fondo pensione complementare.A differenza dei contributi volontari (che il lavoratore versa con denaro proprio e che sono deducibili dal reddito), il TFR pregresso:Non è stato mai tassato durante la vita lavorativaNon è deducibile dal reddito (perché non è un versamento volontario)Viene tassato solo alla liquidazione del fondo pensioneGode di un regime fiscale agevolato rispetto al TFR lasciato in aziendaQuanto TFR si può versare nel fondo pensione?Il lavoratore può decidere di versare nel fondo pensione:100% del TFR maturando (quota che matura anno per anno)Il TFR già maturato (TFR pregresso), se il fondo lo prevedeMolti fondi negoziali (come Cometa, Fonchim, Previambiente) permettono di trasferire anche il TFR pregresso maturato negli anni precedenti all’adesione al fondo.Differenza tra TFR in Azienda e TFR nel Fondo Pensione La scelta di versare il TFR nel fondo pensione ha importanti conseguenze fiscali. Vediamo le differenze:TFR lasciato in aziendaTassazione separata al momento della liquidazione (fine rapporto)Aliquota media degli ultimi 5 anni di lavoroRivalutazione ISTAT + 1,5% fisso annuoNessun vantaggio fiscale aggiuntivoTFR versato nel fondo pensioneTassazione separata alla liquidazione del fondo (pensione o riscatto)Aliquota media ultimi 5 anni sul TFR pregressoAliquota agevolata 15% (riducibile fino al 9%) sui rendimenti del fondoRendimento potenzialmente superiore al TFR in azienda (dipende dal fondo)Deducibilità fiscale dei contributi volontari (fino a 5.164 euro/anno)IMPORTANTE: Il TFR pregresso versato nel fondo non perde il diritto alla tassazione separata, ma beneficia di un trattamento fiscale più vantaggioso rispetto al TFR in azienda.Come Viene Tassato il TFR Pregresso alla Liquidazione Quando si liquida il fondo pensione (per pensionamento, riscatto o RITA), il TFR pregresso viene tassato separatamente rispetto ai contributi volontari e ai rendimenti.Tassazione del TFR pregresso: le regoleIl TFR pregresso versato nel fondo pensione viene tassato con:Tassazione separata (come il TFR lasciato in azienda)Aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito prima della cessazione del rapporto di lavoroAliquota minima del 23% (anche se l’aliquota media fosse inferiore)Questa tassazione si applica solo al capitale TFR versato nel fondo, non ai rendimenti generati da quel capitale (che sono tassati con l’aliquota agevolata del fondo pensione).Tassazione dei rendimenti del TFR pregressoI rendimenti generati dal TFR pregresso investito nel fondo pensione vengono tassati con l’aliquota agevolata del fondo pensione:15% base per anzianità fino a 15 anniRiduzione dello 0,30% per ogni anno oltre il 15° anno di iscrizioneAliquota minima del 9% dopo 35 anni di adesione al fondoESEMPIO: Se hai versato 50.000 euro di TFR pregresso nel fondo, e dopo 10 anni il fondo ha generato 15.000 euro di rendimenti:50.000 euro (capitale TFR pregresso): tassazione separata con aliquota media ultimi 5 anni (es. 30%)15.000 euro (rendimenti): aliquota agevolata 15%Come Si Calcola l’Aliquota Media degli Ultimi 5 Anni L’aliquota media degli ultimi 5 anni è il parametro chiave per calcolare la tassazione del TFR pregresso. Vediamo come si calcola.Formula di calcoloL’aliquota media si calcola dividendo:IRPEF pagata negli ultimi 5 anni (somma totale)Reddito imponibile degli ultimi 5 anni (somma totale)Formula: Aliquota media = (IRPEF totale 5 anni / Reddito totale 5 anni) × 100Esempio pratico di calcoloLavoratore con i seguenti redditi negli ultimi 5 anni:AnnoReddito imponibileIRPEF pagata202130.000 euro6.800 euro202232.000 euro7.400 euro202333.000 euro7.700 euro202435.000 euro8.300 euro202536.000 euro8.600 euroTOTALE166.000 euro38.800 euroAliquota media: (38.800 / 166.000) × 100 = 23,37%Questa sarà l’aliquota applicata al TFR pregresso versato nel fondo pensione.Aliquota minima del 23%Se l’aliquota media risulta inferiore al 23%, si applica comunque l’aliquota minima del 23% sul TFR pregresso.Questo accade raramente, perché per avere un’aliquota media sotto il 23% bisognerebbe avere redditi molto bassi (sotto i 15.000 euro annui).Esempi Pratici di Calcolo della Tassazione Esempio 1: TFR pregresso con 10 anni di permanenza nel fondoDati:TFR pregresso versato nel fondo: 60.000 euroRendimento generato in 10 anni: 18.000 euroTotale capitale al momento della liquidazione: 78.000 euroAliquota media ultimi 5 anni: 28%Anzianità nel fondo: 10 anni (aliquota rendimenti: 15%)Calcolo tassazione:TFR pregresso (60.000 euro): 60.000 × 28% = 16.800 euroRendimenti (18.000 euro): 18.000 × 15% = 2.700 euroTOTALE IMPOSTE: 16.800 + 2.700 = 19.500 euroNETTO LIQUIDATO: 78.000 – 19.500 = 58.500 euroEsempio 2: TFR pregresso con 20 anni di permanenza nel fondoDati:TFR pregresso versato: 50.000 euroRendimento generato in 20 anni: 35.000 euroTotale capitale: 85.000 euroAliquota media ultimi 5 anni: 30%Anzianità nel fondo: 20 anni (aliquota rendimenti: 13,5%)Calcolo tassazione:TFR pregresso (50.000 euro): 50.000 × 30% = 15.000 euroRendimenti (35.000 euro): 35.000 × 13,5% = 4.725 euroTOTALE IMPOSTE: 15.000 + 4.725 = 19.725 euroNETTO LIQUIDATO: 85.000 – 19.725 = 65.275 euroRisparmio fiscale rispetto al TFR in azienda: Grazie all’aliquota agevolata sui rendimenti, si risparmiano circa 600 euro di imposte (rispetto a una tassazione al 30% anche sui rendimenti).Vantaggi Fiscali del Fondo Pensione rispetto al TFR in AziendaVersare il TFR nel fondo pensione offre significativi vantaggi fiscali rispetto a lasciarlo in azienda.1. Tassazione agevolata sui rendimentiI rendimenti del TFR investito nel fondo sono tassati con aliquota del 15% (riducibile al 9%), mentre il TFR lasciato in azienda è rivalutato con ISTAT+1,5% e tassato interamente con l’aliquota media (spesso 28-35%).ESEMPIO: Su 20.000 euro di rendimenti:Nel fondo pensione (15%): 3.000 euro di imposte → netto 17.000 euroTFR in azienda (30%): 6.000 euro di imposte → netto 14.000 euroRisparmio fiscale: 3.000 euro2. Deducibilità dei contributi volontariOltre al TFR pregresso, puoi versare contributi volontari deducibili fino a 5.164 euro all’anno, con un risparmio fiscale immediato del 23-43% (in base al tuo scaglione IRPEF).3. Rendimento potenzialmente superioreIl TFR in azienda ha una rivalutazione fissa (ISTAT+1,5%, circa 2-3% annuo). Il TFR investito nel fondo pensione può generare rendimenti superiori al 4-6% annuo (dipende dal fondo e dalla linea di investimento scelta).4. Flessibilità nelle modalità di liquidazioneCon il fondo pensione puoi scegliere tra:Capitale (100%)Rendita vitalizia (100%)Mix capitale + rendita (fino al 50% in capitale)RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) prima della pensioneIl TFR in azienda è liquidato solo in capitale alla cessazione del rapporto.Riscatto Anticipato del TFR Pregresso: Cosa Cambia Se hai necessità di liquidare il fondo pensione prima della pensione, puoi richiedere un riscatto anticipato. Ma attenzione: la tassazione del TFR pregresso cambia in base al motivo del riscatto.Tipologie di riscatto anticipatoIl riscatto può essere:Totale (100% del capitale accumulato)Parziale (fino al 50% del capitale, a seconda dei casi)Tassazione del riscatto anticipatoIn caso di riscatto anticipato, il TFR pregresso viene comunque tassato con tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni), ma:Non beneficia della riduzione dell’anzianità (applicata solo ai rendimenti)L’aliquota media potrebbe essere più alta se si è ancora in età lavorativaRITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata)La RITA è un’alternativa vantaggiosa al riscatto totale. Permette di ricevere il capitale del fondo pensione a rate mensili (come una rendita) prima della pensione ufficiale, con una tassazione agevolata del 15% (anziché l’aliquota media).Requisiti RITA:Almeno 5 anni di anzianità nel fondoAlmeno 20 anni di contributi previdenzialiDisoccupazione da almeno 24 mesiEtà massima 5 anni prima della pensione di vecchiaiaVANTAGGIO FISCALE: Con la RITA, anche il TFR pregresso può essere tassato al 15% (anziché al 28-35%), con un risparmio fiscale enorme.Confronto Tassazione: TFR in Azienda vs TFR nel Fondo PensioneRiepiloghiamo le differenze di tassazione tra le due opzioni:AspettoTFR in AziendaTFR nel Fondo PensioneTassazione capitale TFRTassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione rendimentiInclusi nella tassazione separata (aliquota media)Aliquota agevolata 15% (riducibile al 9%)Aliquota tipica28-35%15-23% (TFR) + 9-15% (rendimenti)Deducibilità contributiNOSÌ (fino a 5.164 euro/anno)Rendimento atteso2-3% annuo (ISTAT+1,5%)4-6% annuo (variabile)Flessibilità liquidazioneSolo capitale, solo a fine rapportoCapitale, rendita, RITARisparmio fiscale stimato: Su un TFR di 100.000 euro versato per 20 anni nel fondo pensione, il risparmio fiscale può arrivare a 5.000-10.000 euro rispetto al TFR lasciato in azienda.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Tassazione del TFR Pregresso La tassazione del TFR pregresso versato nel fondo pensione è un tema complesso, ma offre vantaggi fiscali significativi rispetto al TFR lasciato in azienda, soprattutto grazie all’aliquota agevolata sui rendimenti (15% riducibile al 9%).Punti chiave da ricordare:Il TFR pregresso è tassato con tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)I rendimenti del TFR nel fondo sono tassati al 15% (riducibile al 9%)Il risparmio fiscale può arrivare a migliaia di euro su TFR elevatiLa RITA offre tassazione agevolata del 15% anche sul TFR pregressoI contributi volontari sono deducibili fino a 5.164 euro/annoSe hai dubbi sulla tassazione del tuo TFR nel fondo pensione o vuoi valutare se conviene trasferire il TFR pregresso, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine.Consulenza su Fondi Pensione e Tassazione TFRIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la convenienza fiscale del fondo pensione e a calcolare la tassazione del tuo TFR pregresso.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 16:49:252026-05-31 16:23:23Tassazione TFR Pregresso nel Fondo Pensione: Guida Completa 2026
PATRONATOPensione di Reversibilità 2026: Rivalutazioni, Soglie Reddito e Percentuali Superstiti Indice dei contenutiCos’è la Pensione di ReversibilitàChi Ha Diritto alla Pensione ai SuperstitiPercentuali di Spettanza: 60%, 70%, 80%, 100%Soglie di Reddito e Riduzioni per CumuloRivalutazione ISTAT 2026 e Nuovi ImportiCome Fare Domanda all’INPS OnlineCasi Particolari: Separazione, Divorzio, RicongiunzioneDomande Frequenti sulla Pensione di ReversibilitàLa perdita di un familiare è un momento difficile, ma è importante sapere che la legge tutela i superstiti attraverso la pensione di reversibilità 2026. Questa prestazione economica garantisce un sostegno al coniuge, ai figli e, in alcuni casi, ad altri familiari del defunto che era titolare di pensione o aveva maturato i requisiti contributivi. Con le rivalutazioni ISTAT 2026 e le nuove soglie di reddito, è fondamentale conoscere a quanto ammonta l’assegno spettante e quali documenti servono per la domanda.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella richiesta della pensione di reversibilità, verificando i requisiti, calcolando l’importo spettante e presentando la domanda all’INPS. In questa guida completa scoprirai chi ha diritto alla pensione ai superstiti, le percentuali previste, le soglie di reddito, i nuovi importi 2026 e come evitare errori nella domanda.Cos’è la Pensione di Reversibilità La pensione di reversibilità è una prestazione economica che l’INPS riconosce ai familiari superstiti di un assicurato o pensionato deceduto. Si tratta di una forma di tutela sociale che garantisce continuità economica alla famiglia dopo la scomparsa del titolare di pensione o di un lavoratore che aveva maturato i requisiti contributivi minimi.Esistono due tipologie di pensione ai superstiti:Pensione di reversibilità: spetta quando il defunto era già titolare di una pensione diretta (vecchiaia, anzianità, invalidità)Pensione indiretta: spetta quando il defunto non percepiva ancora la pensione ma aveva almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di contributi di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la morteNel linguaggio comune, entrambe vengono chiamate “pensione di reversibilità”, ma tecnicamente la distinzione è importante per calcolare l’importo e verificare i requisiti contributivi del defunto.Chi Ha Diritto alla Pensione ai Superstiti La pensione di reversibilità 2026 spetta a determinati familiari del defunto, secondo un ordine di priorità stabilito dalla legge. Vediamo nel dettaglio chi può richiederla.1. Coniuge superstiteIl coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità a vita, a meno che non contragga nuovo matrimonio (in tal caso perde il diritto ma riceve una liquidazione una tantum pari a due annualità della pensione).Requisiti per il coniuge:Matrimonio valido al momento del decessoNessun limite di età o di durata del matrimonio (salvo tagliola contributiva, vedi sotto)Include anche il coniuge separato con diritto agli alimentiTagliola contributiva: Se il matrimonio è stato contratto quando il pensionato aveva già compiuto 70 anni e il matrimonio è durato meno di 10 anni, la pensione di reversibilità viene ridotta secondo parametri specifici (salvo presenza di figli minori, studenti o inabili).2. Figli superstitiI figli hanno diritto alla pensione di reversibilità se:Minorenni: fino al compimento dei 18 anniStudenti: fino a 21 anni se frequentano scuola media superiore o professionaleUniversitari: fino a 26 anni se iscritti all’universitàInabili: a vita se riconosciuti inabili al lavoro, indipendentemente dall’etàLa pensione ai figli decade se:Cessano gli studi senza conseguire il titoloIniziano un’attività lavorativa con reddito superiore al trattamento minimo INPS (€ 603,40 mensili nel 2026)Contraggono matrimonio3. Altri familiari superstitiIn assenza di coniuge e figli, la pensione di reversibilità può spettare:Genitori: se hanno compiuto 65 anni, non percepiscono pensione propria e erano a carico del defuntoFratelli celibi e sorelle nubili: se inabili, non percepiscono pensione propria e erano a carico del defuntoImportante: Questi familiari hanno diritto alla pensione solo se NON esistono coniuge o figli aventi diritto.Percentuali di Spettanza: 60%, 70%, 80%, 100% La pensione di reversibilità non corrisponde all’intero importo della pensione del defunto, ma a una quota percentuale che varia in base al numero e alla tipologia di beneficiari.Tabella percentuali reversibilità 2026Beneficiario/iPercentualeEsempio su pensione € 2.000Solo coniuge60%€ 1.200/meseSolo 1 figlio70%€ 1.400/meseSolo 2 figli80%€ 1.600/meseConiuge + 1 figlio80%€ 1.600/meseConiuge + 2 o più figli100%€ 2.000/mese3 o più figli (senza coniuge)100%€ 2.000/meseGenitori15% ciascuno€ 300/mese (per genitore)Fratelli/sorelle15% ciascuno€ 300/mese (per fratello/sorella)Come funziona il riparto tra più beneficiari:Se la pensione spetta a più beneficiari, l’importo totale viene ripartito tra loro secondo quote stabilite dalla legge. Ad esempio:Coniuge + 1 figlio (80% totale): il coniuge riceve il 60% e il figlio il 20%Coniuge + 2 figli (100% totale): il coniuge riceve il 60%, ciascun figlio il 20%Quando un beneficiario perde il diritto (es. figlio che compie 26 anni), la sua quota viene redistribuita tra i beneficiari rimasti, senza ricalcolare la percentuale totale. Ad esempio, se il coniuge percepiva € 1.200 (60%) e il figlio € 400 (20%), al decadere del figlio il coniuge percepirà € 1.600 (80%).Soglie di Reddito e Riduzioni per Cumulo La pensione di reversibilità 2026 può essere ridotta se il beneficiario possiede redditi propri oltre determinate soglie. Questa riduzione si applica SOLO al coniuge superstite, NON ai figli.Soglie di reddito e riduzioni 2026Le soglie di reddito sono ancorate al trattamento minimo INPS, che nel 2026 è pari a € 603,40 mensili (€ 7.844,20 annui).Reddito del coniuge superstiteRiduzione pensioneFino a 3 volte il minimo (€ 23.532,60)Nessuna riduzioneDa 3 a 4 volte il minimo (€ 23.532,61 – € 31.376,80)-25%Da 4 a 5 volte il minimo (€ 31.376,81 – € 39.221,00)-40%Oltre 5 volte il minimo (oltre € 39.221,00)-50%Esempio pratico di riduzione:Supponiamo che Maria, vedova, percepisca una pensione di reversibilità di € 1.200 mensili (60% di una pensione di € 2.000). Se Maria ha anche una pensione propria di lavoro di € 1.800 mensili, il suo reddito complessivo annuo è:Reversibilità: € 1.200 × 13 = € 15.600Pensione propria: € 1.800 × 13 = € 23.400Totale reddito: € 39.000 (senza contare la reversibilità)€ 39.000 rientra nella fascia da 4 a 5 volte il minimo, quindi la pensione di reversibilità viene ridotta del 40%:Reversibilità spettante: € 1.200Riduzione 40%: – € 480Reversibilità effettiva: € 720 mensiliQuali redditi si consideranoPer il calcolo delle soglie si considerano:Redditi da lavoro dipendente o autonomoAltre pensioni (vecchiaia, invalidità, assegni vitalizi)Redditi da fabbricati (affitti)Redditi da capitale (interessi, dividendi)Non si considerano:Prima casa (abitazione principale)Trattamenti di fine rapporto (TFR)Rendite INAILPensione di reversibilità stessaRivalutazione ISTAT 2026 e Nuovi Importi Ogni anno, le pensioni vengono rivalutate in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo per tutelare il potere d’acquisto dei pensionati. La perequazione 2026 ha applicato un aumento differenziato per fasce di importo.Rivalutazione pensioni 2026: percentualiFascia di importoPercentuale rivalutazioneFino a 4 volte il minimo (€ 2.413,60/mese)+0,8% (100% inflazione)Da 4 a 5 volte il minimo (€ 2.413,61 – € 3.017,00)+0,72% (90% inflazione)Oltre 5 volte il minimo (oltre € 3.017,00)+0,60% (75% inflazione)Nota: La rivalutazione si applica anche alle pensioni di reversibilità. Se la pensione del defunto è stata rivalutata, la reversibilità segue lo stesso criterio applicato alla percentuale spettante (60%, 70%, 80%, 100%).Importo minimo pensione di reversibilità 2026Il trattamento minimo INPS 2026 è pari a € 603,40 mensili (€ 7.844,20 annui lordi). Per chi ha solo la pensione di reversibilità e nessun altro reddito, sono previste maggiorazioni sociali:€ 25,83/mese per pensionati di età 60-64 anni€ 82,64/mese per pensionati over 70 con redditi bassiQueste maggiorazioni portano l’importo minimo effettivo per chi ha solo la reversibilità a circa € 686/mese (con maggiorazione piena).Come Fare Domanda all’INPS OnlineLa domanda di pensione di reversibilità deve essere presentata esclusivamente online all’INPS. Non esiste più la possibilità di presentarla in forma cartacea.Documenti necessari per la domandaPrima di procedere, prepara:Certificato di morte del pensionato o assicuratoStato di famiglia alla data del decessoCodice fiscale del defunto e di tutti i beneficiariCertificato di matrimonio (per il coniuge)Certificati di nascita dei figliCertificati di iscrizione a scuola/università (per figli studenti)Verbale di inabilità (per figli o altri familiari inabili)Dichiarazione redditi del beneficiario (Modello 730 o Redditi PF) per calcolare eventuali riduzioniIBAN per l’accredito della pensioneProcedura di presentazione domandaOpzione 1: Presentazione autonoma onlinePuoi presentare la domanda autonomamente accedendo al sito INPS con:SPID (Identità Digitale)CIE (Carta d’Identità Elettronica)CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Una volta autenticato, segui il percorso: Prestazioni e servizi → Pensione ai superstiti → Domanda pensione ai superstiti.Opzione 2: Tramite CAF Centro Fiscale (CONSIGLIATO)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:Verifica requisiti e calcolo importo spettanteRaccolta e controllo documentiCompilazione e invio domanda telematicaMonitoraggio istruttoria e solleciti INPSAssistenza su ricorsi in caso di rigettoTempi di erogazioneLa pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente da quando viene presentata la domanda. Tuttavia, è fondamentale presentarla entro termini ragionevoli:Se presentata entro 90 giorni dal decesso: decorrenza regolareSe presentata dopo 90 giorni: gli arretrati sono riconosciuti solo per i 5 anni precedenti la domandaI tempi di liquidazione sono generalmente di 2-3 mesi dalla presentazione della domanda.Casi Particolari: Separazione, Divorzio, Ricongiunzione La pensione di reversibilità presenta alcune particolarità in caso di separazione, divorzio o nuovo matrimonio. Vediamo i casi più comuni.1. Coniuge separatoIl coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità se:Separazione legale (non solo di fatto)Titolare di assegno di mantenimento da parte del defuntoIn questo caso, la pensione spetta nella stessa misura del coniuge non separato (60%).2. Coniuge divorziatoIl coniuge divorziato (ex coniuge) ha diritto alla pensione di reversibilità solo se:Titolare di assegno divorzile da parte del defuntoNON si è risposato (se si risposa perde definitivamente il diritto)Il defunto era già assicurato INPS prima del matrimonio (requisito contributivo anteriore al matrimonio)Importante: Se esiste sia un coniuge superstite che un ex coniuge divorziato, entrambi hanno diritto alla pensione. L’importo viene ripartito dal giudice in base agli anni di matrimonio e all’assegno di mantenimento.3. Nuovo matrimonio del superstiteSe il coniuge superstite contrae nuovo matrimonio, perde il diritto alla pensione di reversibilità, ma riceve una liquidazione una tantum pari a:Due annualità dell’importo della pensione che percepiva al momento del nuovo matrimonioEsempio: Se percepivi € 1.200 mensili di reversibilità, riceverai € 1.200 × 12 × 2 = € 28.800 una tantum.I figli, invece, NON perdono il diritto alla loro quota di reversibilità se il genitore superstite si risposa.4. Ricongiunzione contributiSe il defunto aveva contributi in diverse gestioni previdenziali (INPS, Casse professionali, Gestione Separata), è possibile chiedere la ricongiunzione gratuita per aumentare l’importo della pensione di reversibilità. Il CAF Centro Fiscale ti assiste anche in questa pratica.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Pensione di ReversibilitàQuanto spetta di pensione di reversibilità al coniuge superstite?Il coniuge superstite ha diritto al 60% della pensione del defunto. Se ci sono anche figli, la percentuale sale: 80% con un figlio, 100% con due o più figli. L’importo può essere ridotto se il coniuge ha redditi propri superiori a € 23.532 annui (3 volte il minimo INPS).La pensione di reversibilità si perde se mi risposo?Sì, il coniuge superstite che contrae nuovo matrimonio perde il diritto alla pensione di reversibilità. In compenso, riceve una liquidazione una tantum pari a due annualità della pensione che percepiva. I figli, invece, mantengono la loro quota di reversibilità anche se il genitore si risposa.Fino a quando spetta la pensione di reversibilità ai figli?I figli hanno diritto alla pensione di reversibilità: fino a 18 anni (minorenni), fino a 21 anni se studenti di scuola superiore, fino a 26 anni se universitari, a vita se riconosciuti inabili al lavoro. Il diritto decade se iniziano un lavoro con reddito superiore al minimo INPS, se abbandonano gli studi o se si sposano.Come si calcola la riduzione per cumulo con altri redditi?La pensione di reversibilità viene ridotta se il coniuge superstite ha redditi propri (pensione, lavoro, affitti). Le riduzioni sono: nessuna riduzione fino a € 23.532 annui, -25% tra € 23.532 e € 31.376, -40% tra € 31.376 e € 39.221, -50% oltre € 39.221. La riduzione si applica solo al coniuge, non ai figli.L’ex coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità?Sì, l’ex coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità se: era titolare di assegno divorzile, non si è risposato, il defunto era assicurato INPS prima del matrimonio. Se esiste sia un coniuge attuale che un ex divorziato, la pensione viene ripartita tra loro dal giudice in base agli anni di matrimonio.Quanto tempo ho per presentare la domanda di pensione di reversibilità?Non esiste un termine perentorio, ma è importante presentare la domanda entro 90 giorni dal decesso per evitare perdite economiche. Se presentata dopo, gli arretrati sono riconosciuti solo per i 5 anni precedenti la domanda. La pensione decorre comunque dal primo giorno del mese successivo al decesso.Hai Bisogno di Assistenza per la Pensione di Reversibilità? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di pensione ai superstiti, il calcolo dell’importo spettante e la verifica dei requisiti.I nostri esperti ti assistono in:Verifica requisiti contributivi del defuntoCalcolo importo spettante e riduzioni per redditoRaccolta documenti necessari per la domandaCompilazione e invio domanda telematica INPSRicorsi e solleciti in caso di ritardi o rigettiRicongiunzione contributi per aumentare l’importoContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO, MATERNITA’ Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 Febbraio Il tempo sta per scadere: entro il 28 febbraio 2026 tutte le famiglie che percepiscono l’Assegno Unico Universale devono presentare l’ISEE aggiornato se vogliono continuare a ricevere l’importo pieno della prestazione. Chi non presenta l’ISEE… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:26:062026-02-23 07:30:44Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 FebbraioCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS Il cedolino pensione marzo 2026 e disponibile sul portale INPS. Questo mese porta con se alcune novita importanti per i pensionati italiani: dai conguagli IRPEF alle addizionali regionali e comunali, fino agli eventuali arretrati della rivalutazione.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:18:462026-02-23 19:04:06Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026 Hai lavorato sia come dipendente che come professionista iscritto alla Gestione Separata INPS? Per unificare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse e ottenere un’unica pensione più alta, puoi richiedere la ricongiunzione contributi.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:28:552026-02-23 15:24:02Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 15:28:002026-05-31 13:05:55Pensione di Reversibilità 2026: Rivalutazioni, Soglie Reddito e Percentuali Superstiti
ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO, MATERNITA’ Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 Febbraio Il tempo sta per scadere: entro il 28 febbraio 2026 tutte le famiglie che percepiscono l’Assegno Unico Universale devono presentare l’ISEE aggiornato se vogliono continuare a ricevere l’importo pieno della prestazione. Chi non presenta l’ISEE… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:26:062026-02-23 07:30:44Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 Febbraio
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS Il cedolino pensione marzo 2026 e disponibile sul portale INPS. Questo mese porta con se alcune novita importanti per i pensionati italiani: dai conguagli IRPEF alle addizionali regionali e comunali, fino agli eventuali arretrati della rivalutazione.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:18:462026-02-23 19:04:06Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026 Hai lavorato sia come dipendente che come professionista iscritto alla Gestione Separata INPS? Per unificare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse e ottenere un’unica pensione più alta, puoi richiedere la ricongiunzione contributi.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:28:552026-02-23 15:24:02Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026
CAFPensioni 2026 e APE Sociale: Novità dalla Legge di BilancioLa Legge di Bilancio 2026 ha confermato importanti novità sul fronte pensioni, con particolare attenzione alla proroga dell’APE Sociale fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di un’ulteriore estensione della misura che consente l’uscita anticipata dal lavoro per specifiche categorie di lavoratori in condizioni di difficoltà.In questo articolo facciamo il punto sulle novità pensioni 2026, sui requisiti aggiornati per l’APE Sociale, sulle scadenze per la domanda e sugli eventuali impatti del referendum giustizia sulle tematiche previdenziali. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda. Indice dei contenutiProroga APE Sociale 2026: La Conferma nella Legge di BilancioRequisiti APE Sociale 2026: Le Quattro Categorie AmmesseScadenze Domanda APE Sociale 2026Altre Novità Pensioni 2026 dalla Legge di BilancioReferendum Giustizia: Possibili Impatti sulle Pensioni?Come Verificare i Requisiti per l’APE Sociale 2026Proroga APE Sociale 2026: La Conferma nella Legge di Bilancio La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 207) ha prorogato l’APE Sociale per tutto il 2026, confermando la misura che permette di andare in pensione anticipatamente con 63 anni di età e determinati requisiti contributivi.L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico Sociale) è un’indennità mensile erogata dall’INPS fino al raggiungimento dell’età pensionabile ordinaria, riservata a lavoratori che si trovano in condizioni di particolare disagio sociale o lavorativo.Principali caratteristiche APE Sociale 2026:Età minima: 63 anni compiutiDurata: fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)Importo massimo: 1.500 euro lordi mensili (non rivalutabile)Compatibilità con redditi da lavoro: NO (incompatibile con attività lavorativa dipendente o autonoma)Requisiti APE Sociale 2026: Le Quattro Categorie Ammesse Per accedere all’APE Sociale nel 2026, è necessario rientrare in una delle quattro categorie previste dalla normativa:1. DISOCCUPATIRequisiti contributivi: 30 anni di contributiCondizione: Aver terminato integralmente la NASPI o DIS-COLL da almeno 3 mesiLicenziamento: Per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale2. LAVORATORI CON INVALIDITÀ CIVILE ≥74%Requisiti contributivi: 30 anni di contributiInvalidità: Certificata dalle commissioni ASL con percentuale pari o superiore al 74%3. CAREGIVERRequisiti contributivi: 30 anni di contributiCondizione: Assistere da almeno 6 mesi il coniuge o parente di primo grado convivente con handicap grave (Legge 104, comma 3)4. LAVORATORI GRAVOSIRequisiti contributivi: 36 anni di contributi (non 30)Condizione: Aver svolto per almeno 7 degli ultimi 10 anni (o 6 degli ultimi 7) una delle professioni gravose individuate dalla normativaProfessioni gravose 2026 (elenco parziale):Operai edili e dell’industria estrattivaConduttori di gru e macchinari mobili per costruzioneConciatori di pelli e pelliccePersonale addetto alla coibentazioneConduttori di mezzi pesanti e camionProfessioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro a turniAddetti all’assistenza personale di persone non autosufficientiInsegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nidoFacchini, addetti allo spostamento merci e personale non qualificato dei servizi di pulizia(L’elenco completo conta 15 categorie professionali – consulta il CAF per verificare la tua mansione)Scadenze Domanda APE Sociale 2026 Per presentare domanda di APE Sociale nel 2026, l’INPS ha previsto tre finestre temporali con scadenze precise:1. PRIMA FINESTRAScadenza domanda: 31 marzo 2026Lavorazione INPS: entro il 30 giugno 2026Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti (se accolta)2. SECONDA FINESTRAScadenza domanda: 15 luglio 2026Lavorazione INPS: entro il 15 ottobre 2026Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti3. TERZA FINESTRAScadenza domanda: 30 novembre 2026Lavorazione INPS: entro il 28 febbraio 2027Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisitiIMPORTANTE: È consigliabile presentare la domanda nella prima finestra utile per massimizzare le possibilità di accoglimento, poiché l’APE Sociale è soggetta a limiti di spesa annui e potrebbero esaurirsi i fondi nelle finestre successive.La domanda si presenta online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite CAF o patronato.Altre Novità Pensioni 2026 dalla Legge di Bilancio Oltre alla proroga dell’APE Sociale, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto o confermato altre misure pensionistiche:OPZIONE DONNA 2026Confermata con requisiti più stringentiEtà: 61 anni (con 2 figli), 60 anni (con 3+ figli)Contributi: 35 anniCategorie: caregiver, invalide ≥74%, licenziate o dipendenti di aziende in crisiQUOTA 103 (Prorogata)Età: 62 anniContributi: 41 anniPenalizzazioni: calcolo contributivo + massimale 5 volte il trattamento minimo fino a 67 anniPENSIONE ANTICIPATA ORDINARIAUomini: 42 anni e 10 mesi di contributi (indipendentemente dall’età)Donne: 41 anni e 10 mesi di contributiNessuna finestra mobilePENSIONE DI VECCHIAIAEtà: 67 anni (confermata per il 2026)Contributi minimi: 20 anniRIVALUTAZIONE PENSIONIIndicizzazione pensioni all’inflazione per il 2026 con meccanismo a scaglioniPensioni fino a 4 volte il minimo: rivalutazione al 100%Pensioni superiori: rivalutazione ridotta per scaglioniReferendum Giustizia: Possibili Impatti sulle Pensioni? Nei primi mesi del 2026 si è discusso del referendum sulla giustizia promosso da diversi comitati e partiti politici. I quesiti referendari riguardano principalmente temi di giustizia civile e penale (es. responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere, elezione del CSM).Al momento, NON ci sono impatti diretti del referendum giustizia sulle pensioni. I quesiti non riguardano la previdenza sociale né l’INPS.Tuttavia, alcune voci nel dibattito pubblico hanno sollevato il tema della giustizia previdenziale, in riferimento a:Tempi lunghi dei contenziosi previdenziali presso i tribunali del lavoroDifficoltà di ottenere riconoscimento di periodi contributivi contestatiRitardi nell’erogazione di prestazioni pensionistiche dopo sentenze favorevoliSe il referendum dovesse portare a riforme della giustizia civile con accelerazione dei procedimenti, potrebbe indirettamente beneficiare anche i ricorsi previdenziali contro l’INPS. Ma si tratta di effetti indiretti e di lungo periodo.Conclusione: Al momento, il referendum giustizia NON modifica né i requisiti pensionistici né le modalità di accesso alle prestazioni INPS.Come Verificare i Requisiti per l’APE Sociale 2026Per sapere se hai diritto all’APE Sociale 2026, devi verificare:STEP 1: EtàHai compiuto 63 anni entro il 31 dicembre 2026?STEP 2: Categoria di appartenenzaSei disoccupato con NASPI terminata da almeno 3 mesi?Hai un’invalidità civile ≥74%?Sei caregiver di un familiare con handicap grave?Svolgi un lavoro gravoso da almeno 6 degli ultimi 7 anni?STEP 3: ContributiHai 30 anni di contributi (per disoccupati, invalidi, caregiver)?Hai 36 anni di contributi (per lavoratori gravosi)?STEP 4: Estratto contributivo INPSRichiedi l’estratto contributivo sul portale INPS per verificare l’anzianità contributiva effettivaVerifica che non ci siano buchi contributivi o periodi contestatiIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per:Verifica requisiti APE SocialeCalcolo esatto dell’anzianità contributivaSupporto nella richiesta estratto contributivo INPSCompilazione e invio domanda APE SocialeAssistenza in caso di diniego o richiesta di integrazione documenti📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti su Pensioni 2026 e APE Sociale Quali sono i requisiti per l’APE Sociale 2026?Per l’APE Sociale 2026 servono 63 anni di eta e 30 anni di contributi (36 per lavori gravosi). Devi rientrare in una delle 4 categorie: disoccupato con NASPI terminata da 3+ mesi, invalido civile maggiore uguale 74%, caregiver di familiare con handicap grave, oppure lavoratore con mansione gravosa svolta per 6 degli ultimi 7 anni.Quando scadono le domande APE Sociale 2026?Ci sono tre finestre: 31 marzo 2026, 15 luglio 2026 e 30 novembre 2026. E consigliabile presentare la domanda nella prima finestra utile perche l’APE Sociale ha limiti di spesa e potrebbe esaurire i fondi.L’APE Sociale e compatibile con lavoro part-time?No, l’APE Sociale e incompatibile con qualsiasi attivita lavorativa dipendente o autonoma, anche part-time. Se inizi a lavorare, perdi il diritto all’indennita.Il referendum giustizia influisce sulle pensioni?No, al momento il referendum giustizia non ha impatti diretti sulle pensioni. I quesiti riguardano la giustizia civile e penale, non la previdenza sociale. Eventuali effetti sui contenziosi previdenziali sarebbero solo indiretti e di lungo periodo.Articoli CorrelatiAPE Sociale 2026: Requisiti, Scadenze e Come RichiederlaNASPI 2026: Guida Completa all’Indennità di DisoccupazionePensione Anticipata: Tutte le Opzioni per Andare in Pensione PrimaPensioni 2026: Tutte le Novità dalla Legge di BilancioCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 15:19:012026-05-31 17:09:05Pensioni 2026 e APE Sociale: Novità dalla Legge di Bilancio
NOTIZIEEsenzione IMU ENC 2026: Novità per Attività a Pagamento (Senza Rimborso)Una novità importante per gli Enti Non Commerciali (ENC) arriva con il 2026: l’esenzione IMU si estende anche alle attività svolte a pagamento, purché rispettino determinati requisiti. La modifica normativa rappresenta un significativo ampliamento dell’agevolazione fiscale per il terzo settore, associazioni sportive dilettantistiche, parrocchie, fondazioni e altri enti simili.Tuttavia, c’è un aspetto critico da chiarire subito: non è previsto alcun rimborso per l’IMU pagata negli anni precedenti (2023, 2024, 2025) sugli immobili utilizzati per attività a pagamento. La norma ha efficacia solo dal 1° gennaio 2026 e non opera retroattivamente.Vediamo nel dettaglio cosa cambia, chi ne beneficia e come verificare i requisiti per l’esenzione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Cosa Cambia dal 2026 Fino al 2025, l’esenzione IMU per gli ENC (prevista dall’art. 7, comma 1, lett. i) del D.Lgs. 504/1992) si applicava solo agli immobili destinati esclusivamente allo svolgimento di attività non commerciali. Gli enti che svolgevano attività a pagamento — anche se con finalità sociali — rischiavano di perdere il beneficio fiscale.Dal 1° gennaio 2026, l’esenzione si estende anche agli immobili utilizzati per:Attività assistenzialiPrevidenzialiSanitarieDidatticheRicettiveCulturaliRicreativeSportiveanche se svolte dietro pagamento di un corrispettivo, purché l’ente rispetti i requisiti previsti dalla normativa (ad esempio, assenza di scopo di lucro, reinvestimento degli utili, trasparenza gestionale).Questo significa che, ad esempio:Una casa di riposo gestita da una fondazione potrà beneficiare dell’esenzione anche se richiede una retta agli ospitiUna scuola paritaria no-profit non dovrà più versare l’IMU, pur richiedendo tasse di iscrizioneUn oratorio che affitta sale per eventi a pagamento potrà mantenere l’esenzioneUn circolo sportivo dilettantistico che fa pagare tessere e corsi sarà esenteAttività a Pagamento: Cosa Sono Per attività a pagamento si intendono tutte quelle prestazioni o servizi per cui l’ente richiede un corrispettivo economico agli utenti, soci o beneficiari. Non si tratta necessariamente di attività commerciali in senso stretto, ma di servizi che comportano un flusso di denaro verso l’ente.Esempi concreti:Rette per case di riposo, comunità alloggio, centri diurniTariffe per servizi sanitari (ambulatori, poliambulatori)Tasse di iscrizione per scuole paritarie, corsi di formazioneQuote associative e abbonamenti per circoli ricreativi, sportivi, culturaliAffitti temporanei di sale per eventi, matrimoni, convegniBiglietti per spettacoli, concerti, mostre organizzati dall’enteL’importante è che l’ente non abbia scopo di lucro e che i proventi siano interamente reinvestiti nelle finalità istituzionali (assistenziali, educative, culturali, ecc.). Se c’è distribuzione di utili ai soci o agli amministratori, l’esenzione non si applica.Perché Non C’è Rimborso Molti ENC che hanno pagato l’IMU negli anni 2023, 2024 e 2025 su immobili con attività a pagamento si chiedono se possano ottenere un rimborso alla luce della nuova normativa.La risposta è negativa. La norma ha efficacia dal 1° gennaio 2026 e non è retroattiva. Questo significa che:L’IMU versata per gli anni d’imposta precedenti al 2026 resta definitivaNon è possibile presentare istanze di rimborso per periodi anteriori al 2026Non si possono contestare gli accertamenti IMU ricevuti per gli anni passatiIl principio generale del diritto tributario prevede che le agevolazioni fiscali si applichino dal momento della loro entrata in vigore, salvo esplicita previsione di retroattività (che in questo caso manca).Quindi, chi ha correttamente versato l’IMU fino al 2025 ha adempiuto all’obbligo di legge vigente in quel periodo. La nuova esenzione rappresenta un beneficio futuro, non un diritto al recupero del passato.Chi Può Beneficiare dell’Esenzione Possono beneficiare della nuova esenzione IMU dal 2026 tutti gli Enti Non Commerciali che rispettano i seguenti requisiti:1. Natura giuridica:Associazioni (sportive, culturali, di volontariato)Fondazioni (assistenziali, educative)ComitatiEnti ecclesiastici (parrocchie, diocesi)Cooperative socialiONLUS e Organizzazioni di Volontariato (ODV)Associazioni di Promozione Sociale (APS)Tutti gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS2. Assenza di scopo di lucro:L’ente non deve distribuire utili ai soci, amministratori o dipendenti. Eventuali avanzi di gestione devono essere reinvestiti nelle attività istituzionali.3. Attività istituzionale:L’immobile deve essere utilizzato esclusivamente per le attività elencate dalla norma: assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive.4. Requisiti formali:Statuto che preveda finalità non lucrativeTrasparenza nella gestione contabileDestinazione esclusiva dell’immobile alle attività istituzionali5. Comunicazione al Comune:L’ente deve presentare al Comune una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’esenzione. Molti Comuni richiedono questa comunicazione entro il 30 giugno dell’anno di riferimento.Come Verificare i Requisiti Per verificare se il tuo ente ha diritto all’esenzione IMU dal 2026, segui questi passaggi:Step 1: Controlla lo statutoVerifica che lo statuto dell’ente contenga:Finalità non lucrative espliciteDivieto di distribuzione degli utiliObbligo di reinvestimento degli avanzi di gestioneDevoluzione del patrimonio in caso di scioglimentoStep 2: Analizza l’utilizzo dell’immobileL’immobile deve essere utilizzato esclusivamente per le attività istituzionali elencate dalla norma. Anche un utilizzo parziale per scopi diversi (es. affitto commerciale a terzi) può far decadere l’esenzione.Step 3: Verifica l’iscrizione nei registriSe applicabile, controlla che l’ente sia iscritto:RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore)Registro ASD presso CONI/CIP (per associazioni sportive)Anagrafe ONLUS (ancora vigente per alcuni enti)Step 4: Prepara la documentazioneRaccogli:Statuto aggiornatoVisura dal registro competenteBilancio degli ultimi eserciziPlanimetria catastale dell’immobileDichiarazione di destinazione d’uso esclusivaStep 5: Presenta la dichiarazione al ComuneCompila il modello di dichiarazione IMU fornito dal Comune (se previsto) e invialo entro la scadenza (solitamente 30 giugno 2026 per l’anno d’imposta 2026).ATTENZIONE: Ogni Comune può avere regole specifiche. Consulta il sito del Comune o rivolgiti all’Ufficio Tributi per chiarimenti.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Posso chiedere il rimborso dell’IMU pagata nel 2023, 2024 e 2025?No. La nuova esenzione ha efficacia solo dal 1 gennaio 2026 e non e retroattiva. L’IMU versata per gli anni precedenti resta definitiva e non puo essere rimborsata.L’esenzione vale anche se l’ente ha dipendenti retribuiti?Si, purche l’ente non abbia scopo di lucro e non distribuisca utili. Gli enti del terzo settore possono avere personale retribuito (insegnanti, operatori, istruttori) senza perdere l’esenzione, se i compensi sono coerenti con le finalita istituzionali.Come si dimostra l’assenza di scopo di lucro?Attraverso lo statuto (che deve vietare la distribuzione di utili), il bilancio (che deve mostrare il reinvestimento degli avanzi) e l’iscrizione nei registri ufficiali (RUNTS, registro ASD, ecc.).Se l’ente affitta una sala occasionalmente, perde l’esenzione?Dipende. Se l’affitto e occasionale e coerente con le finalita istituzionali (es. oratorio che affitta sala per eventi parrocchiali a pagamento), l’esenzione puo restare. Se invece l’affitto e abituale e a soggetti terzi senza legame con le finalita dell’ente, si rischia la perdita parziale dell’esenzione su quella porzione di immobile.Conclusione La nuova esenzione IMU per gli ENC dal 2026 rappresenta un’importante agevolazione fiscale per il terzo settore e per tutti gli enti che svolgono attività socialmente rilevanti. L’estensione dell’esenzione anche alle attività a pagamento riconosce finalmente la natura non lucrativa di servizi essenziali come l’assistenza, l’istruzione, la cultura e lo sport.Tuttavia, è fondamentale ricordare che non sono previsti rimborsi per gli anni passati. L’esenzione opera solo dal 2026 in poi. Per beneficiarne, verifica i requisiti del tuo ente e presenta tempestivamente la dichiarazione al Comune.Se hai dubbi o necessiti di assistenza per la gestione fiscale del tuo ente, rivolgiti a un commercialista o a un CAF specializzato in enti non profit.ARTICOLI CORRELATINOTIZIE ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSIndice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSNOTIZIE Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026NOTIZIE Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaIndice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 15:09:342026-05-31 16:26:35Esenzione IMU ENC 2026: Novità per Attività a Pagamento (Senza Rimborso)
NOTIZIE ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSIndice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
NOTIZIE Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
NOTIZIE Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaIndice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
CAFIVA 2026: Novità nei Modelli Dichiarativi e Nuovi Obblighi Indice dei contenutiNovità nei Modelli TRDichiarazione Annuale IVA 2026Nuovi Obblighi per le Partite IVAScadenze IVA 2026Domande FrequentiLa Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità in materia di IVA che si riflettono nei nuovi modelli dichiarativi pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. Le modifiche riguardano sia il modello TR (comunicazione liquidazioni periodiche) che la dichiarazione annuale IVA, con nuovi campi, codici tributo aggiornati e obblighi informativi rafforzati. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per partite IVA e aziende dal 2026.Novità nei Modelli TR (Comunicazione Liquidazioni Periodiche IVA) Il modello TR, utilizzato per comunicare le liquidazioni periodiche IVA, è stato aggiornato con l’introduzione di nuovi quadri e campi obbligatori.Principali modifiche:Nuovo quadro VP6: dedicato alle operazioni con l’estero soggette a reverse charge interno (es. energia elettrica, gas, servizi da piattaforme digitali)Campo “Operazioni con split payment”: ora obbligatorio indicare separatamente le operazioni con scissione dei pagamenti verso PA e società pubblicheDettaglio IVA ad esigibilità differita: nuovo rigo per indicare le fatture con IVA differita oltre 12 mesiAggiornamento codici tributo: alcuni codici sono stati sostituiti per allinearsi alle nuove causaliLe modifiche sono operative dal primo trimestre 2026, quindi la prima comunicazione TR con i nuovi campi andrà presentata entro il 16 maggio 2026 (per il I trimestre).Dichiarazione Annuale IVA 2026: Cosa Cambia La dichiarazione annuale IVA, da presentare entro il 30 aprile 2026 (per l’anno d’imposta 2025), presenta anch’essa diverse novità.Modifiche principali:Sezione VE (Operazioni intracomunitarie): nuovi campi per dettagliare le triangolazioni UE e le operazioni con operatori OSS (One Stop Shop)Quadro VJ (Acquisti da San Marino): ampliato per includere anche le operazioni con la Città del Vaticano soggette a IVARigo VF50 (Ventilazione IVA): ora obbligatorio per tutti i contribuenti in regime speciale (non solo agricoltura)Dettaglio crediti compensati: obbligo di indicare l’ammontare esatto del credito IVA compensato in F24 durante l’annoL’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le istruzioni aggiornate e i software di compilazione sono disponibili dal 15 gennaio 2026.Nuovi Obblighi per le Partite IVA dal 2026 Oltre alle modifiche ai modelli, la normativa 2026 introduce nuovi obblighi dichiarativi per alcune categorie di contribuenti.Novità operative:Operatori e-commerce: obbligo di dettagliare nel TR le vendite a distanza intra-UE sopra la soglia di 10.000 euro annuiPrestatori di servizi digitali: nuova sezione dedicata nel modello annuale per chi utilizza il regime OSSOperazioni con criptovalute: per la prima volta, i contribuenti che effettuano operazioni rilevanti IVA con pagamenti in crypto devono indicarle in un apposito quadroRavvedimento operoso semplificato: possibilità di sanare errori nei TR trimestrali con il nuovo quadro “Rettifiche volontarie”Queste novità mirano a rafforzare il contrasto all’evasione IVA e ad allineare l’Italia alle direttive europee sul commercio digitale.Scadenze IVA 2026 da Ricordare Per non incorrere in sanzioni, è fondamentale rispettare le scadenze IVA 2026:16 febbraio 2026: versamento IVA annuale 2025 (oppure rateizzazione)16 marzo 2026: primo acconto IVA 2026 (metodo storico)30 aprile 2026: presentazione dichiarazione annuale IVA 202516 maggio 2026: comunicazione TR I trimestre 2026 (con nuovi campi obbligatori)16 agosto 2026: comunicazione TR II trimestre 202616 novembre 2026: comunicazione TR III trimestre 202616 dicembre 2026: versamento secondo acconto IVA (metodo effettivo o storico)Attenzione: Il mancato invio del modello TR o della dichiarazione IVA comporta sanzioni da 250 euro a 2.000 euro, oltre agli interessi.Domande Frequenti sulle Novità IVA 2026 Quando entrano in vigore le novità IVA 2026?Le modifiche ai modelli TR sono operative dal primo trimestre 2026. La dichiarazione annuale IVA con i nuovi campi va presentata entro il 30 aprile 2026 per l’anno d’imposta 2025.Il modello TR è obbligatorio per tutti?Il modello TR (comunicazione liquidazioni periodiche IVA) è obbligatorio per tutti i contribuenti IVA trimestrali e mensili, salvo chi applica regimi speciali esonerati. I forfettari non devono presentarlo.Cosa succede se sbaglio a compilare il nuovo modello TR?Puoi utilizzare il nuovo quadro Rettifiche volontarie per correggere errori nei TR precedenti tramite ravvedimento operoso semplificato, riducendo le sanzioni.Le novità IVA 2026 riguardano anche i forfettari?No, i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dagli obblighi IVA e non devono presentare ne modello TR ne dichiarazione annuale IVA.Le novità IVA 2026 richiedono attenzione nella compilazione dei modelli dichiarativi e nel rispetto delle nuove scadenze. I nuovi campi nei modelli TR e nella dichiarazione annuale comportano un maggiore carico amministrativo, soprattutto per le partite IVA che operano con l’estero o nel settore digitale.Affidarsi a un CAF esperto come il CAF Centro Fiscale di Udine permette di evitare errori, sanzioni e garantire la piena conformità normativa.Articoli CorrelatiPotrebbero interessarti anche:Regime Forfettario 2026: Requisiti e AliquoteCome Aprire Partita IVA: Guida CompletaDichiarazione dei Redditi 730: Come FunzionaCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da mirsada boci https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 mirsada boci https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png mirsada boci2026-01-17 15:01:012026-02-25 03:45:03IVA 2026: Novità nei Modelli Dichiarativi e Nuovi Obblighi
NOTIZIEPolizza Catastrofale: Proroga al 31 Marzo 2026 per Chi Non Ha Stipulato Indice dei contenutiCos’è la polizza catastrofale obbligatoriaChi beneficia della proroga al 31 marzo 2026Settori maggiormente interessatiCosa fare entro il 31 marzo 2026Domande FrequentiIl Governo ha prorogato al 31 marzo 2026 la scadenza per la stipula delle polizze catastrofali obbligatorie per le imprese che non hanno ancora adempiuto all’obbligo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024. La decisione, contenuta in un recente emendamento al decreto Milleproroghe, offre un’importante finestra temporale alle aziende che devono ancora mettersi in regola con l’assicurazione contro eventi catastrofali.Vediamo nel dettaglio chi può beneficiare della proroga, quali sono i settori interessati e cosa devono fare le imprese per adempiere all’obbligo entro la nuova scadenza.Cos’è la polizza catastrofale obbligatoria La polizza catastrofale obbligatoria è un’assicurazione contro i danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali che le imprese devono stipulare per proteggere i propri beni strumentali.L’obbligo è stato introdotto dall’articolo 1, commi 101-111 della Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023) e riguarda:Terremoti, alluvioni, frane, inondazioni e altri eventi sismiciEsondazioni, allagamenti causati da fenomeni atmosfericiDanni a fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industrialiLa copertura deve garantire un risarcimento almeno pari al 70% del valore dei beni assicurati al momento del sinistro.Chi beneficia della proroga al 31 marzo 2026 La proroga al 31 marzo 2026 si applica a tutte le imprese che non hanno ancora stipulato la polizza catastrofale obbligatoria entro la scadenza originaria del 31 dicembre 2025.Nello specifico, possono beneficiare della proroga:Imprese individuali, società di persone e società di capitale con sede operativa in ItaliaAziende con immobili, impianti e macchinari ubicati in zone a rischio sismico, idrogeologico o alluvionaleProfessionisti con partita IVA che possiedono beni strumentali (studio professionale, attrezzature)Artigiani e commercianti con locali commerciali, magazzini, laboratoriSono escluse dall’obbligo le imprese con fatturato annuo inferiore a determinate soglie (le soglie definitive sono ancora in fase di precisazione nei decreti attuativi).Settori maggiormente interessati La proroga polizza catastrofale interessa in particolare i settori con maggiore esposizione ai rischi da eventi naturali:Manifatturiero: aziende con capannoni, macchinari industriali, impianti produttiviCommercio al dettaglio e ingrosso: negozi, punti vendita, magazziniSettore agroalimentare: stabilimenti di trasformazione, celle frigorifere, depositiEdilizia e costruzioni: cantieri, attrezzature, mezzi d’operaServizi e terziario: uffici, studi professionali, centri commercialiTurismo e ospitalità: hotel, ristoranti, strutture ricettiveParticolarmente interessate sono le imprese localizzate in aree ad alto rischio sismico o idrogeologico, come Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Campania.Cosa fare entro il 31 marzo 2026 Le imprese che non hanno ancora stipulato la polizza catastrofale obbligatoria devono procedere entro il 31 marzo 2026 seguendo questi passaggi:Valutazione dei beni da assicurare: identificare tutti i beni strumentali all’attività (fabbricati, macchinari, impianti, attrezzature)Stima del valore assicurabile: determinare il valore commerciale dei beni per calcolare la copertura minima del 70%Richiesta preventivi: contattare compagnie assicurative specializzate per ottenere preventivi comparabiliStipula della polizza: sottoscrivere il contratto assicurativo con copertura adeguataConservazione della documentazione: archiviare copia della polizza per eventuali verifiche fiscaliAttenzione: le imprese che non rispettano l’obbligo entro il 31 marzo 2026 non potranno dedurre fiscalmente i costi di ricostruzione o riparazione in caso di danni da calamità naturali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sulla Proroga Polizze Catastrofali 📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.La polizza catastrofale e obbligatoria per tutte le imprese?No, l’obbligo riguarda principalmente le imprese con beni strumentali di valore significativo e fatturato superiore a determinate soglie. Le microimprese e i professionisti con fatturato ridotto potrebbero essere esclusi, in attesa dei decreti attuativi.Cosa succede se non stipulo la polizza entro il 31 marzo 2026?Le imprese inadempienti non potranno dedurre fiscalmente i costi sostenuti per riparare o ricostruire i beni danneggiati da eventi catastrofali. Inoltre, potrebbero esserci sanzioni amministrative (da definire nei decreti attuativi).Quanto costa una polizza catastrofale obbligatoria?Il costo varia in base al valore dei beni assicurati, alla zona geografica (rischio sismico e idrogeologico) e alle franchigie scelte. Indicativamente, per un’azienda media il premio annuo puo oscillare tra 500 e 3.000 euro.Posso detrarre il costo della polizza catastrofale?Si, i premi assicurativi per polizze catastrofali obbligatorie sono integralmente deducibili dal reddito d’impresa come costi di esercizio, secondo le normali regole fiscali.ARTICOLI CORRELATINOTIZIE ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSIndice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSNOTIZIE Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026NOTIZIE Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaIndice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 14:52:442026-02-25 03:45:41Polizza Catastrofale: Proroga al 31 Marzo 2026 per Chi Non Ha Stipulato
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NOTIZIE Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
NOTIZIE Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaIndice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Mamme 2025: Domanda Integrativa Entro il 31 Gennaio 2026 Indice dei contenutiCos’è il Bonus Mamme 2025Chi Può Presentare Domanda Integrativa o TardivaRequisiti per il Bonus Mamme 2025Come Presentare la Domanda IntegrativaDocumentazione NecessariaScadenza Improrogabile: 31 Gennaio 2026Domande FrequentiIl bonus mamme 2025 può ancora essere richiesto con domanda integrativa o tardiva entro il 31 gennaio 2026. L’INPS ha confermato che le lavoratrici madri dipendenti e autonome che non hanno presentato la domanda nei termini ordinari, o che devono integrarla con nuove informazioni, hanno tempo fino alla fine di gennaio per regolarizzare la propria posizione.Si tratta dell’esonero contributivo totale per le madri lavoratrici con almeno due figli, una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e prorogata per il 2025. La scadenza del 31 gennaio 2026 rappresenta l’ultima possibilità per ottenere il beneficio retroattivo sui contributi versati nel 2025.Cos’è il Bonus Mamme 2025 Il bonus mamme 2025, tecnicamente chiamato esonero contributivo per lavoratrici madri, consiste nell’azzeramento totale dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice (9,19% per le dipendenti, 100% per le autonome) fino a un massimo di 3.000 euro annui.La misura si applica per l’intero anno 2025 e riguarda:Lavoratrici dipendenti del settore privato con almeno 2 figliLavoratrici autonome iscritte alla gestione separata INPSMadri con almeno 2 figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anni (o 18 anni se ci sono 3 o più figli)L’esonero si traduce in un aumento dello stipendio netto mensile, poiché i contributi che normalmente vengono trattenuti dalla busta paga non sono più dovuti. Per una lavoratrice dipendente con reddito medio, il beneficio può arrivare a 150-200 euro al mese in più.Chi Può Presentare Domanda Integrativa o Tardiva La domanda integrativa può essere presentata da chi si trova in una di queste situazioni:Domanda IntegrativaChi ha già presentato domanda ma deve aggiungere informazioni mancanti (es. codice fiscale del secondo figlio)Chi ha presentato domanda ma è stata respinta per incompletezzaChi deve rettificare dati errati nella domanda originaleChi ha avuto un secondo figlio nel corso del 2025 e ora soddisfa i requisitiDomanda TardivaChi non ha mai presentato domanda entro i termini ordinari (30 settembre 2025)Chi non era a conoscenza del bonus e vuole recuperare i contributi versati nel 2025Chi ha iniziato a lavorare dopo la scadenza ordinaria ma nel 2025ATTENZIONE: La domanda tardiva consente di recuperare l’esonero per i mesi del 2025 in cui sussistevano i requisiti, ma non è automatica: serve presentare la domanda entro il 31 gennaio 2026.Requisiti per il Bonus Mamme 2025 Per accedere all’esonero contributivo 2025, la lavoratrice deve soddisfare contemporaneamente tutti questi requisiti:Essere madre di almeno 2 figli (il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni)Oppure avere 3 o più figli (il figlio più piccolo deve avere meno di 18 anni)Essere lavoratrice dipendente del settore privato o autonoma con partita IVA (gestione separata INPS)Non superare il limite di reddito di 40.000 euro annui lordiAvere un rapporto di lavoro attivo nel 2025L’esonero NON spetta a:Dipendenti pubbliche (solo per loro è previsto un bonus diverso)Lavoratrici domestiche (colf e badanti)Lavoratrici agricolePercettori di NASpI o altre indennità di disoccupazioneCome Presentare la Domanda Integrativa La domanda integrativa o tardiva per il bonus mamme 2025 si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS, accedendo con:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)CIE (Carta d’Identità Elettronica)CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Procedura Passo-PassoAccedi al sito www.inps.it con SPID/CIE/CNSCerca il servizio “Esonero contributivo lavoratrici madri”Seleziona “Domanda integrativa” o “Domanda tardiva”Compila il form con i dati richiesti (vedi sezione successiva)Allega la documentazione necessaria (se richiesta)Invia la domanda e salva la ricevuta con protocolloIMPORTANTE: Se la domanda viene presentata tramite CAF o patronato, il CAF può accedere al servizio INPS per conto della lavoratrice utilizzando il PIN del CAF. In questo caso, la lavoratrice non deve fare nulla, basta fornire i documenti al CAF.Documentazione Necessaria Per presentare la domanda integrativa o tardiva, servono i seguenti documenti:Documenti ObbligatoriDocumento d’identità in corso di validitàCodice fiscale della lavoratriceCodice fiscale di tutti i figli (anche maggiorenni)Certificato di nascita dei figli (o autocertificazione)Ultima busta paga (per verificare il reddito)CU 2025 (Certificazione Unica relativa al 2024, per verifica redditi)Documenti Aggiuntivi (se applicabili)Contratto di lavoro (se assunta nel 2025)Visura partita IVA (per lavoratrici autonome)Sentenza di affidamento (in caso di figli in affidamento)Certificato di adozione (per figli adottivi)Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella raccolta e verifica della documentazione prima dell’invio della domanda.Scadenza Improrogabile: 31 Gennaio 2026La scadenza del 31 gennaio 2026 è IMPROROGABILE. Dopo questa data, non sarà più possibile presentare domande integrative o tardive per il bonus mamme 2025.Cosa Succede Dopo la ScadenzaSe la domanda non viene presentata entro il 31 gennaio 2026:Si perde il diritto all’esonero contributivo per il 2025I contributi versati nel 2025 non saranno rimborsatiNon è possibile recuperare il beneficio con domande successiveIl bonus 2026 (se prorogato) richiederà una nuova domanda separataTempi di Lavorazione INPSL’INPS impiega mediamente 30-60 giorni per processare le domande integrative o tardive. Anche se presentate il 31 gennaio, il beneficio sarà riconosciuto retroattivamente dal mese in cui si maturavano i requisiti (es. se avevi i requisiti da gennaio 2025, l’esonero parte da gennaio).CONSIGLIO: Non aspettare gli ultimi giorni. Presenta la domanda il prima possibile per evitare problemi tecnici o disguidi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti Posso presentare domanda tardiva se ho già ricevuto il bonus per alcuni mesi del 2025?Sì, puoi presentare domanda integrativa per i mesi in cui non hai ricevuto il bonus, anche se lo hai già percepito per altri mesi. L’INPS calcolerà l’esonero solo per i mesi mancanti.La domanda integrativa può essere presentata anche da chi lavora a tempo parziale?Sì, il bonus mamme spetta anche alle lavoratrici part-time. L’importo dell’esonero sarà proporzionato alle ore lavorate e alla retribuzione effettiva.Cosa succede se presento la domanda il 1 febbraio 2026?Se presenti la domanda dopo il 31 gennaio 2026, questa sarà respinta. La scadenza è improrogabile e non ci sono deroghe previste dalla normativa INPS.Devo presentare una nuova domanda per il 2026?Se il bonus mamme sarà prorogato anche per il 2026 (da confermare con la Legge di Bilancio 2026), sarà necessario presentare una nuova domanda separata. L’esonero del 2025 non si rinnova automaticamente.La scadenza del 31 gennaio 2026 per la domanda integrativa o tardiva del bonus mamme 2025 è un’opportunità da non perdere per le lavoratrici madri che non hanno ancora richiesto l’esonero contributivo o che devono integrare la domanda già presentata.Con un beneficio che può arrivare a 3.000 euro annui, si tratta di un sostegno economico significativo per le famiglie con figli. Non aspettare l’ultimo momento: verifica i requisiti, raccogli la documentazione e presenta la domanda quanto prima.ARTICOLI CORRELATIGennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 14:44:332026-05-31 18:25:58Bonus Mamme 2025: Domanda Integrativa Entro il 31 Gennaio 2026
Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOCodice ATECO Fisioterapista 2026: Guida Completa al Nuovo 86.95.00Aggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaUna versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).Il codice ATECO è uno dei primi ostacoli che ogni fisioterapista incontra quando decide di aprire la partita IVA. Scegliere il codice sbagliato può portare a problemi fiscali, errori nella dichiarazione dei redditi e complicazioni con l’Agenzia delle Entrate.Dal 1° aprile 2025 è entrato in vigore un nuovo codice ATECO specifico per i fisioterapisti: il codice 86.95.00 “Attività di fisioterapia”. Si tratta di una svolta storica che finalmente riconosce la professione con un codice dedicato, abbandonando i vecchi codici generici 86.90.21 e 86.90.29.In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sul codice ATECO fisioterapista 2026: quale utilizzare in fase di apertura partita IVA, come funziona il coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario, cosa fare se hai già la partita IVA con il vecchio codice e come evitare gli errori più comuni.Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza a professionisti sanitari e ti guida nella scelta corretta del codice ATECO, nell’apertura della partita IVA e in tutte le pratiche fiscali successive. Indice dei contenutiCos’è il Codice ATECO e Perché È ImportanteIl Nuovo Codice 86.95.00 – Svolta Storica 2025Vecchi Codici 86.90.21 e 86.90.29 – Ora ObsoletiCoefficiente Redditività 78% e Calcolo Tasse ForfettarioCome Indicare il Codice ATECO nell’Apertura Partita IVACasi Particolari – Palestra, Formazione, Studio AssociatoErrori Comuni da EvitareCome Correggere un Codice ATECO ErratoDomande FrequentiIl codice ATECO (Attività Economiche) è un codice alfanumerico che identifica la tipologia di attività economica svolta da un’impresa o da un professionista. È utilizzato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate per classificare le attività produttive e assegnare specifici obblighi fiscali, contributivi e amministrativi.Per un fisioterapista con partita IVA, il codice ATECO ha un’importanza fondamentale per diversi motivi:Determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario, cioè la percentuale di reddito imponibile su cui si calcolano le tasseIdentifica il settore economico ai fini delle statistiche ISTAT e delle agevolazioni fiscaliDefinisce gli obblighi contributivi presso la Gestione Separata INPS (i fisioterapisti non hanno una cassa di categoria: l’ENPAPI è l’ente della professione infermieristica)Influenza l’accesso a bandi e finanziamenti riservati a specifici settori professionaliÈ richiesto in tutte le comunicazioni ufficiali con Agenzia delle Entrate, INPS e Camere di CommercioLa scelta del codice ATECO corretto avviene in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 (per professionisti). Una volta comunicato, il codice può essere modificato in caso di errore o ampliamento dell’attività, ma è fondamentale individuare quello giusto fin dall’inizio per evitare complicazioni.Dal 1° aprile 2025, la classificazione ATECO è cambiata radicalmente per i fisioterapisti, introducendo un codice dedicato che riflette finalmente la specificità della professione.Il Nuovo Codice 86.95.00 – Svolta Storica 2025 Dal 1° aprile 2025 è entrato in vigore il nuovo codice ATECO 86.95.00 con la denominazione ufficiale “Attività di fisioterapia”. Questa novità rappresenta una svolta storica per la professione, che finalmente dispone di un codice dedicato e non più generico.Cosa Cambia con il Nuovo Codice 86.95.00Il codice 86.95.00 è esclusivo per i fisioterapisti laureati e iscritti all’Albo professionale TSRM-PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). Questo codice identifica in modo univoco l’attività di fisioterapia svolta in forma autonoma o presso studi professionali.La nuova classificazione si inserisce nella sezione Q – Sanità e assistenza sociale, divisione 86 – Assistenza sanitaria, e riconosce la fisioterapia come attività sanitaria a tutti gli effetti, separata dalle altre professioni sanitarie.Caratteristiche del Codice 86.95.00Coefficiente di redditività: 78% – Invariato rispetto ai vecchi codici per il regime forfettarioSettore sanitario – Classificato come attività di assistenza sanitaria professionaleAccesso riservato – Solo per fisioterapisti laureati iscritti all’AlboCoerente con l’inquadramento previdenziale – Gestione Separata INPS per i fisioterapisti liberi professionistiValido per tutte le prestazioni fisioterapiche – Riabilitazione, terapia manuale, rieducazione funzionaleChi Deve Usare il Codice 86.95.00Il nuovo codice 86.95.00 deve essere utilizzato da:Fisioterapisti che aprono la partita IVA dal 1° aprile 2025 – Devono indicare obbligatoriamente il nuovo codiceFisioterapisti con partita IVA già attiva – È consigliato (ma non obbligatorio) fare la variazione al nuovo codice tramite modello AA7/10Studi di fisioterapia associati – Devono aggiornare il codice nella visura cameraleLa transizione al nuovo codice è stata pensata per semplificare la gestione fiscale e contributiva dei fisioterapisti, riducendo le ambiguità interpretative che si verificavano con i vecchi codici generici.Se stai per aprire la partita IVA come fisioterapista, il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione corretta del modello AA9/12 e nella scelta del codice ATECO 86.95.00.Vecchi Codici 86.90.21 e 86.90.29 – Ora Obsoleti Prima dell’entrata in vigore del codice 86.95.00, i fisioterapisti con partita IVA utilizzavano principalmente due codici ATECO generici, ora considerati obsoleti:Codice ATECO 86.90.21 – Attività di Fisioterapia (vecchia classificazione)Il codice 86.90.21 era denominato “Attività di fisioterapia” nella vecchia classificazione ATECO 2007. Era il codice più utilizzato dai fisioterapisti, ma presentava alcune ambiguità perché non distingueva chiaramente tra fisioterapisti laureati e altre figure professionali della riabilitazione.Caratteristiche del vecchio codice 86.90.21:Coefficiente di redditività: 78%Settore: Altre attività di assistenza sanitariaUtilizzato fino al 31 marzo 2025Codice ATECO 86.90.29 – Altre Attività Paramediche Indipendenti NCAIl codice 86.90.29 era un codice “residuale” che includeva tutte le attività paramediche non classificate altrove (NCA). Alcuni fisioterapisti lo utilizzavano erroneamente, creando confusione con altre professioni sanitarie come massoterapisti, osteopati, chiropratici.Questo codice era meno specifico: oggi il 86.90.29 identifica altre attività paramediche (ad esempio massofisioterapisti e osteopati), non la fisioterapia.Perché i Vecchi Codici Sono ObsoletiCon l’introduzione del nuovo codice 86.95.00, i codici 86.90.21 e 86.90.29 sono stati sostituiti per diverse ragioni:Riconoscimento della specificità professionale – Il codice 86.95.00 identifica univocamente i fisioterapisti laureatiMaggiore chiarezza fiscale – Elimina le ambiguità interpretative con altre figure sanitarieAllineamento con la normativa europea – Segue le direttive UE sulla classificazione delle professioni sanitarieChiarezza statistica e fiscale – Identifica in modo univoco l’attività di fisioterapia presso Agenzia delle Entrate e ISTATCosa Fare Se Hai Ancora il Vecchio CodiceSe hai aperto la partita IVA prima del 1° aprile 2025 con il codice 86.90.21 o 86.90.29, puoi continuare a utilizzarlo senza obbligo di variazione immediata. Tuttavia, è consigliato aggiornare al nuovo codice 86.95.00 per:Evitare possibili incomprensioni con l’Agenzia delle EntrateAssicurare la coerenza tra attività dichiarata e inquadramento previdenziale (Gestione Separata INPS)Accedere a eventuali agevolazioni future riservate al codice 86.95.00La variazione del codice ATECO si effettua con il modello AA7/10 (variazione dati) ed è completamente gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione e nell’invio telematico della pratica seguendo i passaggi corretti.Coefficiente Redditività 78% e Calcolo Tasse Forfettario Il coefficiente di redditività è un parametro fondamentale nel regime forfettario. Rappresenta la percentuale di reddito imponibile calcolata sui ricavi totali annui. Per il codice ATECO 86.95.00 (Attività di fisioterapia), il coefficiente è del 78%.Cosa Significa Coefficiente di Redditività 78%Il coefficiente del 78% indica che, per ogni 100 euro di ricavi incassati, il fisco considera imponibili 78 euro. Su questo importo si applica poi l’imposta sostitutiva del regime forfettario.In pratica, il coefficiente di redditività sostituisce il sistema di deduzione delle spese effettive previsto nel regime ordinario. Non puoi scaricare le spese (affitto studio, attrezzature, corsi di formazione), ma hai un abbattimento forfettario del 22% sui ricavi.Come Si Calcolano le Tasse nel Regime Forfettario per FisioterapistiIl calcolo delle tasse per un fisioterapista in regime forfettario si articola in questi passaggi:1. Calcolo del reddito imponibileReddito imponibile = Ricavi annui × 78%Esempio: Se nel 2026 incassi 45.000 euro, il tuo reddito imponibile sarà:45.000 € × 78% = 35.100 euro2. Sottrazione dei contributi INPS Gestione SeparataDal reddito imponibile puoi sottrarre i contributi previdenziali INPS Gestione Separata versati nell’anno. Per il 2026 l’aliquota è il 26,07% del reddito imponibile (circolare INPS n. 8/2026; 24% per chi ha già un’altra tutela pensionistica obbligatoria).Contributi INPS Gestione Separata = 35.100 € × 26,07% = 9.151 euroReddito imponibile netto = 35.100 € – 9.151 € = 25.949 euro3. Applicazione dell’imposta sostitutivaSul reddito imponibile netto si applica l’imposta sostitutiva:5% per i primi 5 anni di attività (nuove partite IVA)15% a regime (dal sesto anno in poi)Se sei nei primi 5 anni:Imposta sostitutiva = 25.949 € × 5% = 1.297 euroSe sei oltre il quinto anno:Imposta sostitutiva = 25.949 € × 15% = 3.892 euroEsempio Completo di Calcolo TasseSupponiamo che Marco, fisioterapista con partita IVA in regime forfettario, incassi 50.000 euro nel 2026 (oltre il quinto anno di attività).Ricavi annui: 50.000 €Reddito imponibile (78%): 39.000 €Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 10.167 €Reddito imponibile netto: 28.833 €Imposta sostitutiva (15%): 4.325 €Totale tasse e contributi: 10.167 € + 4.325 € = 14.492 euroReddito netto annuo: 50.000 € – 14.492 € = 35.508 euroVantaggi del Coefficiente 78% per i FisioterapistiIl coefficiente del 78% è tra i più favorevoli nel regime forfettario. Altri professionisti sanitari (medici, psicologi) hanno coefficienti del 67%, quindi più svantaggiosi. Questo significa che i fisioterapisti beneficiano di un maggiore abbattimento forfettario sui ricavi.Se vuoi approfondire tutti i requisiti e i vantaggi del regime forfettario 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza gratuita per valutare la convenienza rispetto al regime ordinario.Per maggiori dettagli sui contributi previdenziali dei fisioterapisti 2026 (Gestione Separata INPS), consulta la nostra guida dedicata.Come Indicare il Codice ATECO nell Apertura Partita IVA La comunicazione del codice ATECO avviene in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 (per professionisti) o AA7/10 (per imprese). Il codice deve essere indicato con precisione per evitare problemi fiscali successivi.Procedura di Apertura Partita IVA con Codice 86.95.00Se sei un fisioterapista che vuole aprire la partita IVA per la prima volta, la procedura si articola in questi passaggi:1. Raccolta documenti necessariDocumento di identità e codice fiscaleLaurea in Fisioterapia (titolo abilitante)Iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP (Ordine dei Fisioterapisti)Indirizzo dello studio dove eserciti l’attività (o domicilio fiscale iniziale)2. Compilazione del modello AA9/12Il modello AA9/12 è il modulo di dichiarazione di inizio attività per professionisti. In questo modulo devi indicare:Codice ATECO primario: 86.95.00 – Attività di fisioterapiaData inizio attività – Giorno in cui cominci effettivamente a esercitareRegime fiscale scelto – Regime forfettario o ordinarioPeriodicità IVA – Non necessaria nel regime forfettario3. Iscrizione alla Gestione Separata INPSContestualmente all’apertura della partita IVA, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), la previdenza obbligatoria per i fisioterapisti liberi professionisti, privi di una cassa di categoria. L’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. L’iscrizione è gratuita, si effettua online dal portale INPS (SPID, CIE o CNS) e richiede:Codice fiscale e numero di partita IVA assegnatoData di inizio dell’attività libero-professionaleRecapiti (email/PEC) per le comunicazioni INPS4. Invio telematico all’Agenzia delle EntrateIl modello AA9/12 deve essere inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. L’invio può essere effettuato tramite:CAF (soluzione consigliata per evitare errori)CommercialistaSoftware fiscale con abilitazione FisconlineDove Inserire il Codice ATECO nel Modello AA9/12Nel modello AA9/12, il codice ATECO va indicato nella sezione “Attività esercitata”, al campo “Codice attività”. Devi inserire esattamente:86.95.00Il sistema dell’Agenzia delle Entrate riconoscerà automaticamente la descrizione “Attività di fisioterapia” e assegnerà il coefficiente di redditività del 78% se hai scelto il regime forfettario.Cosa Succede Dopo l’InvioEntro pochi giorni dall’invio telematico riceverai:Numero di partita IVA – Composto da 11 cifre (solitamente coincide con il codice fiscale per i professionisti)Ricevuta di protocollazione – Conferma dell’avvenuta registrazioneAttribuzione del regime fiscale – Forfettario o ordinario, in base alla scelta indicataA questo punto sei ufficialmente iscritto alla partita IVA e puoi iniziare a emettere fatture con il codice ATECO 86.95.00.Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intera procedura di apertura partita IVA per fisioterapisti, dalla compilazione del modello AA9/12 all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Ti guidiamo nella scelta corretta del codice ATECO e del regime fiscale più conveniente, garantendo la conformità di tutti i passaggi.Scopri di più su come aprire la partita IVA come fisioterapista con il supporto del CAF.Casi Particolari – Palestra, Formazione, Studio Associato Non sempre l’attività del fisioterapista si limita alle sole prestazioni di fisioterapia clinica. Esistono situazioni particolari in cui può essere necessario integrare il codice ATECO primario 86.95.00 con codici secondari o valutare alternative in base all’attività prevalente svolta.Fisioterapista che Lavora in Palestra o Centro FitnessSe svolgi attività di rieducazione motoria in palestra o ginnastica posturale per utenti senza prescrizione medica, ti trovi in una zona grigia. L’attività di fisioterapia vera e propria richiede sempre una prescrizione medica o una diagnosi funzionale.In questi casi, se l’attività prevalente è la fisioterapia con prescrizione, il codice 86.95.00 resta corretto. Se invece l’attività prevalente è la ginnastica posturale generica o il personal training, potresti dover considerare:Codice ATECO 85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativiCodice ATECO 96.04.10 – Servizi di centri per il benessere fisicoÈ fondamentale valutare con un esperto quale sia l’attività prevalente per evitare contestazioni fiscali.Fisioterapista che Svolge Formazione o DocenzaSe oltre all’attività clinica svolgi corsi di formazione ECM, docenza in master universitari o consulenze didattiche, puoi integrare il codice primario 86.95.00 con un codice secondario:Codice ATECO 85.59.20 – Corsi di formazione e aggiornamento professionaleLa presenza di un codice secondario non modifica il coefficiente di redditività del codice primario. Nel regime forfettario, il coefficiente applicato è quello dell’attività prevalente (86.95.00 al 78%).Studio Associato di FisioterapiaSe eserciti in uno studio associato con altri fisioterapisti, la struttura deve avere una propria partita IVA intestata allo studio. In questo caso, lo studio può utilizzare il codice ATECO 86.95.00 come attività principale, mentre i singoli professionisti associati devono comunque mantenere la loro partita IVA personale.Lo studio associato non può aderire al regime forfettario (riservato solo a persone fisiche), quindi dovrà operare in regime ordinario con contabilità semplificata o ordinaria.Fisioterapista che Vende Prodotti o AttrezzatureSe vendi prodotti ortopedici, ausili per la riabilitazione, tutori o attrezzature mediche, devi valutare se questa attività è accessoria o prevalente rispetto alla fisioterapia.Vendita accessoria (meno del 30% del fatturato) – Puoi mantenere solo il codice 86.95.00Vendita prevalente o significativa – Devi aggiungere un codice secondario di commercio al dettaglio, ad esempio 47.74.00 – Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopediciAttenzione: la vendita di prodotti potrebbe farti uscire dal regime forfettario se superi i limiti di ricavi previsti (85.000 euro annui) o se l’Agenzia delle Entrate considera l’attività commerciale prevalente rispetto a quella professionale.Fisioterapista Libero Professionista e Dipendente ContemporaneamenteSe sei fisioterapista dipendente (ad esempio in ospedale o RSA) e vuoi aprire la partita IVA per attività libero-professionale nel tempo libero, non ci sono incompatibilità legali. Tuttavia, devi verificare:Contratto di lavoro dipendente – Alcune convenzioni ospedaliere o aziende private possono prevedere clausole di esclusiva che vietano l’attività libero-professionaleLimiti di tempo – L’attività libero-professionale non deve interferire con l’orario di lavoro dipendenteIn questo caso, il codice ATECO da utilizzare per la partita IVA resta sempre il 86.95.00, e puoi optare per il regime forfettario se rispetti i limiti di fatturato.Se hai dubbi su quale codice ATECO utilizzare per la tua specifica situazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti ti guideranno nella scelta corretta in base alla tua attività effettiva, evitando errori che potrebbero portare a sanzioni o rettifiche fiscali.Errori Comuni da EvitareLa scelta del codice ATECO sbagliato può portare a complicazioni fiscali, contributive e amministrative. Ecco gli errori più comuni che i fisioterapisti commettono in fase di apertura partita IVA.Errore 1: Utilizzare Ancora i Vecchi Codici 86.90.21 o 86.90.29Dal 1° aprile 2025, il codice corretto per i fisioterapisti è il 86.95.00. Continuare a utilizzare i vecchi codici 86.90.21 o 86.90.29 in fase di nuova apertura partita IVA è un errore che può generare:Richieste di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle EntrateRitardi nell’assegnazione della partita IVAIncoerenze tra codice attività e inquadramento fiscaleSoluzione: Assicurati di indicare il codice 86.95.00 nel modello AA9/12. Se hai già aperto con un vecchio codice, effettua subito la variazione con il modello AA7/10.Errore 2: Confondere il Codice ATECO con Quello di Altre Professioni SanitarieAlcuni fisioterapisti confondono il proprio codice con quelli di altre figure sanitarie:86.90.19 – Altre attività paramediche indipendenti (es. osteopati, chiropratici)96.04.20 – Servizi di centri per il benessere fisico (massaggi non terapeutici)85.51.00 – Corsi sportivi (ginnastica posturale senza prescrizione medica)Il codice 86.95.00 è esclusivo per i fisioterapisti laureati iscritti all’Albo. Usare un codice generico crea incoerenze nella classificazione dell’attività e nei controlli dell’Agenzia delle Entrate.Soluzione: Verifica sempre che il codice indicato sia esattamente 86.95.00 e non codici simili ma inesatti.Errore 3: Non Iscriversi Subito alla Gestione Separata INPSL’iscrizione alla Gestione Separata INPS è obbligatoria per tutti i fisioterapisti con partita IVA (non all’ENPAPI, che riguarda solo la professione infermieristica). Alcuni professionisti ritardano l’iscrizione pensando di poterla fare “in un secondo momento”, ma questo comporta:Iscrizione d’ufficio da parte dell’INPSRecupero dei contributi arretrati con sanzioni civili e interessiImpossibilità di dedurre i contributi versati fino all’iscrizione effettivaSoluzione: Iscriviti alla Gestione Separata INPS contestualmente all’apertura della partita IVA. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella procedura di iscrizione.Errore 4: Indicare un Codice ATECO Troppo Generico per “Sicurezza”Alcuni professionisti scelgono codici ATECO generici (es. 86.90.29 “Altre attività paramediche NCA”) pensando di coprire meglio tutte le attività future. Questo è un errore perché:Il codice generico non identifica correttamente l’attività di fisioterapiaL’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la coerenza tra codice ATECO e attività effettivamente svoltaPotrebbero sorgere dubbi sull’applicazione del coefficiente di redditività correttoSoluzione: Utilizza sempre il codice più specifico per la tua professione. Se svolgi anche attività accessorie, aggiungi codici secondari, ma il primario deve essere 86.95.00.Errore 5: Non Aggiornare il Codice ATECO Dopo Variazioni di AttivitàSe cambi l’attività prevalente (ad esempio passi dalla fisioterapia clinica alla formazione o alla vendita di prodotti ortopedici), devi aggiornare il codice ATECO tramite variazione. Molti professionisti dimenticano questo passaggio, rischiando:Contestazioni fiscali in caso di controlliApplicazione di coefficienti di redditività erratiSanzioni per incongruenze tra attività dichiarata e attività effettivaSoluzione: Ogni volta che modifichi significativamente l’attività, consulta il CAF per valutare se è necessario aggiornare il codice ATECO con il modello AA7/10.Errore 6: Copiare il Codice ATECO da Colleghi Senza VerificareMolti fisioterapisti, per praticità, chiedono ai colleghi “quale codice ATECO hai usato tu?” e lo copiano senza verificare se sia corretto e aggiornato. Questo può portare a:Utilizzo di codici obsoleti (86.90.21, 86.90.29)Codici non coerenti con la propria attività specificaProblemi in caso di controlli incrociati tra Agenzia delle Entrate e INPSSoluzione: Affidati sempre a un CAF o commercialista per la scelta del codice ATECO. Il servizio è gratuito e ti evita errori costosi.Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con te tutti i dettagli dell’attività e ti consiglia il codice ATECO corretto, evitando errori che potrebbero compromettere la tua regolarità fiscale e contributiva.Come Correggere un Codice ATECO Errato Se hai già aperto la partita IVA con un codice ATECO sbagliato o obsoleto (ad esempio 86.90.21 o 86.90.29) e vuoi aggiornarlo al nuovo codice 86.95.00, la procedura di correzione è semplice e completamente gratuita.Quando È Necessario Correggere il Codice ATECODevi procedere con la variazione del codice ATECO se:Hai aperto la partita IVA prima del 1° aprile 2025 con il vecchio codice 86.90.21 o 86.90.29Hai indicato erroneamente un codice generico o non coerente con l’attività di fisioterapiaVuoi allineare il codice alla nuova classificazione ATECO 2025 dedicata alla fisioterapiaVuoi beneficiare di agevolazioni o bandi futuri riservati al codice 86.95.00Procedura di Variazione con Modello AA7/10La correzione del codice ATECO si effettua tramite il modello AA7/10 (Comunicazione variazione dati). Ecco i passaggi:1. Compilazione del modello AA7/10Il modello AA7/10 è il modulo ufficiale per comunicare variazioni dei dati di una partita IVA già esistente. Nella sezione “Variazione dati”, devi indicare:Vecchio codice ATECO – Quello attualmente registrato (es. 86.90.21)Nuovo codice ATECO – Il codice corretto 86.95.00Data di decorrenza della variazione – Solitamente la data di invio del modello2. Invio telematico all’Agenzia delle EntrateIl modello AA7/10 deve essere inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate tramite:CAF – Modalità consigliata, servizio gratuitoCommercialista – Servizio a pagamentoSoftware fiscale Fisconline – Se abilitato all’invio diretto3. Ricezione della ricevuta di variazioneDopo l’invio, riceverai entro pochi giorni la ricevuta di protocollazione che conferma l’avvenuta variazione del codice ATECO. Da quel momento, il nuovo codice 86.95.00 sarà registrato nella tua posizione fiscale.Costi della Variazione Codice ATECOLa variazione del codice ATECO tramite modello AA7/10 è completamente gratuita. Non ci sono imposte di bollo, diritti camerali o tasse da pagare. L’unico eventuale costo è quello del servizio di assistenza fiscale se ti rivolgi a un commercialista.Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua il servizio di variazione codice ATECO gratuitamente per i propri iscritti.Tempistiche di AggiornamentoLa variazione del codice ATECO ha effetto immediato dal momento dell’invio del modello AA7/10. L’aggiornamento nei sistemi dell’Agenzia delle Entrate avviene entro 5-7 giorni lavorativi.Nota: la variazione del codice ATECO non comporta adempimenti verso la Gestione Separata INPS, che non è legata al codice attività. Conserva comunque la ricevuta di variazione dell’Agenzia delle Entrate.Conseguenze della Variazione sul Regime ForfettarioSe sei in regime forfettario, la variazione dal vecchio codice 86.90.21 al nuovo 86.95.00 non comporta modifiche fiscali, perché entrambi hanno lo stesso coefficiente di redditività del 78%.Se invece correggi un codice completamente errato con coefficiente diverso, potrebbero esserci implicazioni fiscali retroattive. In questo caso, il CAF valuterà con te se è necessario presentare dichiarazioni integrative per gli anni precedenti.Cosa Fare Se Hai Già Emesso Fatture con il Vecchio CodiceSe hai già emesso fatture indicando il vecchio codice ATECO (o nessun codice), non è necessario riemettere le fatture precedenti. La variazione ha effetto solo per le future comunicazioni fiscali e per le nuove fatture che emetterai.Tuttavia, è buona prassi aggiornare il tuo software di fatturazione elettronica per includere il nuovo codice 86.95.00 nelle fatture successive alla data di variazione.Assistenza CAF per la Variazione Codice ATECOIl CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella procedura di variazione del codice ATECO. Ti basta portare:Documento di identitàCodice fiscale / Partita IVACertificato di iscrizione all’Albo (se richiesto)seguendo i passaggi corretti compiliamo e inviamo il modello AA7/10, consegnandoti subito copia della ricevuta di protocollazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.Domande FrequentiQual e il codice ATECO corretto per fisioterapisti nel 2026?Il codice ATECO corretto dal 1 aprile 2025 e il 86.95.00 “Attivita di fisioterapia”. I vecchi codici 86.90.21 e 86.90.29 sono obsoleti. Il nuovo codice e esclusivo per fisioterapisti laureati iscritti all’Albo TSRM-PSTRP.Qual e il coefficiente di redditivita per il codice ATECO 86.95.00?Il coefficiente di redditivita del codice 86.95.00 e del 78%. Questo significa che nel regime forfettario, su 100 euro di ricavi incassati, 78 euro sono considerati reddito imponibile su cui si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi INPS Gestione Separata.Posso usare ancora il vecchio codice 86.90.21 se ho gia la partita IVA?Si, puoi continuare a utilizzare il vecchio codice 86.90.21 se hai aperto la partita IVA prima del 1 aprile 2025. Tuttavia, e consigliato aggiornare al nuovo codice 86.95.00 per evitare problemi futuri con l’Agenzia delle Entrate. La variazione e gratuita.Come posso cambiare il codice ATECO della mia partita IVA?La variazione del codice ATECO si effettua con il modello AA7/10 (Comunicazione variazione dati), da inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate. La procedura e gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione e nell’invio del modello.Quale codice ATECO devo usare se faccio fisioterapia e formazione?Se svolgi sia fisioterapia che attivita di formazione o docenza, il codice primario resta il 86.95.00 (attivita prevalente). Puoi aggiungere come codice secondario il 85.59.20 “Corsi di formazione e aggiornamento professionale”. Il coefficiente di redditivita nel regime forfettario sara quello del codice primario (78%).Il codice ATECO 86.95.00 e compatibile con il regime forfettario?Si, il codice 86.95.00 e pienamente compatibile con il regime forfettario. Il coefficiente di redditivita e del 78% e l’imposta sostitutiva e del 5% (primi 5 anni) o 15% (dal sesto anno). Devi rispettare il limite di ricavi annui di 85.000 euro per rimanere nel regime forfettario.Devo iscrivermi all’ENPAPI anche se ho il codice ATECO 86.95.00?No. L’ENPAPI è l’ente di previdenza della professione infermieristica (infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari) e non accoglie i fisioterapisti. Con qualsiasi codice ATECO, il fisioterapista libero professionista si iscrive alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) contestualmente all’inizio dell’attività, per evitare iscrizione d’ufficio, recupero contributi e sanzioni.Posso aprire partita IVA come fisioterapista se sono anche dipendente?Si, puoi aprire la partita IVA come fisioterapista anche se sei gia dipendente (es. in ospedale o RSA), a meno che il tuo contratto di lavoro non preveda clausole di esclusiva. Il codice ATECO da utilizzare e sempre il 86.95.00 e puoi optare per il regime forfettario se rispetti i limiti di ricavi.Conclusione Il codice ATECO 86.95.00 rappresenta una conquista importante per la professione di fisioterapista, finalmente riconosciuta con un codice dedicato e specifico. Dal 1 aprile 2025, tutti i fisioterapisti che aprono la partita IVA devono utilizzare questo codice, abbandonando i vecchi 86.90.21 e 86.90.29.La scelta corretta del codice ATECO e fondamentale per:Garantire il corretto calcolo delle tasse nel regime forfettario con coefficiente di redditivita del 78%Evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate e incoerenze previdenzialiAccedere a future agevolazioni riservate ai professionisti sanitariMantenere la regolarita fiscale e contributivaSe stai per aprire la partita IVA, se hai gia una partita IVA con il vecchio codice o se hai dubbi su quale codice ATECO utilizzare per la tua specifica attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione con assistenza specializzata per professionisti sanitari.Hai bisogno di assistenza per l’apertura della partita IVA o per la variazione del codice ATECO? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa. +2000 Partite IVA aperte 100% Assistenza garantitaCompila il modulo per una consulenza gratuita:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔOppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-17 09:00:002026-09-27 09:51:39Codice ATECO Fisioterapista 2026: Guida Completa al Nuovo 86.95.00