CAFCodici Tributo IRPEF F24: Elenco Completo e Novità 2026Indice dei contenutiCosa sono i codici tributo IRPEFIl modello F24: struttura e funzionamentoElenco completo codici tributo IRPEFCodici per saldo e acconti IRPEFCodici per ritenute alla fonteCodici per addizionali regionali e comunaliNovità 2026: nuovi codici e modificheCome compilare correttamente l’F24Scadenze pagamento IRPEF 2026Domande frequentiIl modello F24 è lo strumento fondamentale per il pagamento delle imposte in Italia, e conoscere i codici tributo IRPEF corretti è essenziale per evitare errori che potrebbero causare sanzioni o ritardi nei pagamenti. In questa guida completa analizziamo tutti i codici tributo F24 relativi all’IRPEF, con le novità introdotte nel 2026 e le istruzioni dettagliate per la compilazione.Che tu debba versare il saldo IRPEF, gli acconti IRPEF o le addizionali regionali e comunali, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente il modello F24 ed effettuare i pagamenti nei termini previsti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa sono i codici tributo IRPEFI codici tributo sono codici numerici di 4 cifre che identificano in modo univoco la tipologia di imposta o contributo da versare tramite il modello F24. Per quanto riguarda l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), esistono diversi codici tributo che corrispondono a differenti tipologie di pagamento.Ogni codice tributo IRPEF ha una funzione specifica e deve essere utilizzato nel contesto corretto: versare il codice sbagliato può comportare l’errato accredito del pagamento, con conseguenti problematiche fiscali e l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite specifiche Risoluzioni e sono periodicamente aggiornati per adeguarsi alle modifiche normative. È fondamentale consultare sempre la documentazione ufficiale più recente per verificare eventuali variazioni. Il modello F24: struttura e funzionamentoIl modello F24 è il documento unificato per il pagamento di imposte, tributi e contributi. Si compone di diverse sezioni, ciascuna dedicata a specifiche tipologie di versamenti:Sezione Erario: per il versamento di imposte dirette (IRPEF, IRES, imposte sostitutive) e IVASezione INPS: per contributi previdenziali e assistenzialiSezione Regioni: per tributi regionali (IRAP, tasse automobilistiche, ecc.)Sezione IMU e altri tributi locali: per imposte comunaliSezione Altri enti previdenziali e assicurativi: per contributi a enti diversi dall’INPSPer i versamenti IRPEF, la compilazione avviene principalmente nella sezione Erario, dove vanno indicati:Codice tributo: il codice di 4 cifre specifico (es. 4001 per il saldo IRPEF)Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce il pagamento (formato AAAA)Importo a debito versato: la somma da pagareCodice ufficio: eventuale codice dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (spesso non necessario)Codice atto: utilizzato in caso di ravvedimento operoso o versamenti a seguito di controlliIl modello F24 può essere compilato e pagato in diverse modalità: online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, F24 online), attraverso home banking, oppure presso sportelli bancari e postali (limitatamente ad alcuni casi specifici). Elenco completo codici tributo IRPEFDi seguito la tabella completa dei principali codici tributo IRPEF utilizzati per i versamenti tramite modello F24. I codici sono suddivisi per tipologia di pagamento:Codice TributoDescrizioneUtilizzo4001Saldo IRPEFVersamento del saldo annuale dell’imposta4033Prima rata acconto IRPEFAcconto del 40% (giugno/luglio)4034Seconda rata acconto IRPEFAcconto del 60% (novembre)1989Addizionale regionale IRPEF – SaldoSaldo addizionale regionale1990Addizionale regionale IRPEF – Prima rata accontoPrima rata acconto regionale1991Addizionale regionale IRPEF – Seconda rata accontoSeconda rata acconto regionale3801Addizionale comunale IRPEF – SaldoSaldo addizionale comunale3802Addizionale comunale IRPEF – AccontoAcconto addizionale comunale1001Ritenute IRPEF lavoro dipendenteRitenute operate dai sostituti d’imposta1002Ritenute IRPEF lavoro autonomoRitenute su compensi professionali1012Ritenute IRPEF redditi di capitaleRitenute su interessi, dividendi1040Ritenute IRPEF provvigioniRitenute su provvigioni1627IRPEF da lavoro dipendente trattenuta dal datoreVersamento trattenute mensiliQuesta tabella comprende i codici tributo più utilizzati dai contribuenti per la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o Redditi Persone Fisiche. Ciascun codice ha una specifica funzione e va utilizzato nel contesto appropriato. Codici per saldo e acconti IRPEFIl pagamento dell’IRPEF avviene attraverso un sistema di saldo e acconti. Vediamo nel dettaglio i codici tributo da utilizzare per ciascuna tipologia di versamento: Codice 4001: Saldo IRPEFIl codice tributo 4001 viene utilizzato per il versamento del saldo IRPEF, ovvero la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti.Il saldo IRPEF si versa entro le seguenti scadenze:30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento (senza maggiorazione)30 luglio dell’anno successivo (con maggiorazione dello 0,40%)Esempio pratico: per la dichiarazione dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024), il saldo IRPEF va versato entro il 30 giugno 2025 utilizzando il codice tributo 4001, indicando “2024” come anno di riferimento.Codice 4033: Prima rata acconto IRPEFIl codice tributo 4033 identifica la prima rata dell’acconto IRPEF, pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso (stimata sulla base dell’anno precedente).La prima rata acconto si versa:30 giugno (per chi presenta il modello 730)30 luglio con maggiorazione dello 0,40% (rateizzazione consentita)È possibile versare la prima rata in un’unica soluzione insieme al saldo, oppure rateizzarla fino a novembre applicando gli interessi.Codice 4034: Seconda rata acconto IRPEFIl codice tributo 4034 si utilizza per la seconda rata dell’acconto IRPEF, pari al 60% dell’imposta annua stimata.La scadenza della seconda rata acconto è fissata al 30 novembre di ciascun anno. Non è prevista la possibilità di rateizzazione per questa quota.Attenzione: l’acconto IRPEF non è dovuto se l’importo complessivo (prima + seconda rata) è inferiore a 51,65 euro.Codici per ritenute alla fonteLe ritenute alla fonte sono prelievi fiscali che il sostituto d’imposta (datore di lavoro, committente, istituto bancario) opera direttamente alla fonte del reddito, versandole all’Erario per conto del contribuente.I principali codici tributo per le ritenute IRPEF sono i seguenti: Codice 1001: Ritenute IRPEF lavoro dipendenteIl codice 1001 viene utilizzato dai datori di lavoro per versare le ritenute IRPEF operate sulle retribuzioni dei dipendenti. Il versamento va effettuato entro il 16 del mese successivo a quello di corresponsione degli stipendi.Codice 1002: Ritenute IRPEF lavoro autonomoIl codice tributo 1002 si applica alle ritenute d’acconto operate sui compensi dei professionisti e lavoratori autonomi. L’aliquota standard è del 20% del compenso lordo.Il committente che corrisponde il compenso deve operare la ritenuta e versarla entro il 16 del mese successivo al pagamento. Il professionista, in sede di dichiarazione dei redditi, potrà scomputare le ritenute subite dall’imposta complessiva dovuta.Codice 1012: Ritenute su redditi di capitaleIl codice 1012 identifica le ritenute IRPEF applicate ai redditi di capitale, come interessi su conti correnti, dividendi azionari, interessi su obbligazioni.Le banche e gli intermediari finanziari operano automaticamente la ritenuta (solitamente del 26%) e la versano all’Erario utilizzando questo codice tributo.Codici per addizionali regionali e comunaliOltre all’IRPEF nazionale, i contribuenti devono versare anche le addizionali IRPEF a favore di Regioni e Comuni. Queste imposte seguono la stessa base imponibile dell’IRPEF ma hanno aliquote stabilite dagli enti locali.Addizionale regionale IRPEFL’addizionale regionale IRPEF viene versata utilizzando i seguenti codici tributo:Codice 1989: saldo addizionale regionale IRPEFCodice 1990: prima rata acconto addizionale regionaleCodice 1991: seconda rata acconto addizionale regionaleLe aliquote dell’addizionale regionale variano da Regione a Regione e possono essere progressive. Ad esempio:Lombardia: aliquota base 1,23% (con progressive maggiorazioni per redditi superiori)Lazio: aliquota base 1,73% (con progressive maggiorazioni)Friuli Venezia Giulia: aliquota 1,23%Il saldo e gli acconti seguono le stesse scadenze dell’IRPEF nazionale (30 giugno o 30 luglio per saldo e prima rata, 30 novembre per seconda rata).Addizionale comunale IRPEFL’addizionale comunale IRPEF utilizza i codici tributo:Codice 3801: saldo addizionale comunale IRPEFCodice 3802: acconto addizionale comunale IRPEFOgni Comune stabilisce autonomamente l’aliquota dell’addizionale (con un tetto massimo dello 0,9%), eventuali detrazioni e soglie di esenzione. Le aliquote comunali variano significativamente: alcuni Comuni non applicano l’addizionale, altri applicano aliquote progressive fino allo 0,9%.Per conoscere l’aliquota specifica del proprio Comune di residenza, è possibile consultare il sito del Dipartimento delle Finanze del MEF o il portale del Comune stesso.Novità 2026: nuovi codici e modifichePer l’anno 2026 sono state introdotte alcune importanti novità in materia di codici tributo IRPEF e modalità di versamento. Vediamo le principali modifiche: Riforma IRPEF: nuove aliquote e scaglioniCon la Legge di Bilancio 2026 è stata confermata la struttura a tre scaglioni IRPEF introdotta nel 2024:Fino a 28.000 euro: aliquota 23%Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%Oltre 50.000 euro: aliquota 43%Sebbene le aliquote siano rimaste invariate, il calcolo del saldo e degli acconti IRPEF per il 2026 dovrà tenere conto di queste percentuali. I codici tributo (4001, 4033, 4034) restano gli stessi.Nuovi codici per regimi specialiSono stati istituiti nuovi codici tributo specifici per particolari categorie di contribuenti o regimi fiscali agevolati. Tra questi:Codici dedicati ai lavoratori impatriati che usufruiscono di agevolazioni fiscaliCodici per il regime forfettario (imposta sostitutiva 5% o 15%)Codici per cedolare secca sugli affitti (21% o 10%)Per i contribuenti in regime forfettario, l’imposta sostitutiva (che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP) si versa con codici tributo dedicati e non con i codici IRPEF ordinari.Modifiche alle addizionali regionali 2026Alcune Regioni hanno modificato le aliquote dell’addizionale regionale IRPEF per il 2026. È fondamentale verificare l’aliquota applicata dalla propria Regione di residenza prima di calcolare saldo e acconti.Le modifiche più significative hanno riguardato:Lazio: conferma aliquota progressiva fino al 3,33% per redditi oltre 75.000 euroPiemonte: aliquota confermata al 1,68% (con maggiorazioni progressive)Calabria: conferma aliquota maggiorata per il rientro dal deficit sanitarioCome compilare correttamente l’F24La corretta compilazione del modello F24 è fondamentale per evitare errori nei versamenti IRPEF. Vediamo passo dopo passo come procedere:Passo 1: Individuare la sezione correttaPer i versamenti IRPEF, utilizza la sezione “Erario” del modello F24. Questa sezione si trova nella parte superiore del modulo e prevede diverse colonne da compilare.Passo 2: Inserire il codice tributoNella colonna “codice tributo”, inserisci il codice di 4 cifre corrispondente al tipo di versamento che devi effettuare. Ad esempio:4001 per il saldo IRPEF4033 per la prima rata acconto1989 per il saldo addizionale regionalePasso 3: Indicare l’anno di riferimentoNella colonna “anno di riferimento”, scrivi l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento nel formato AAAA. Ad esempio, per il saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024), scrivi “2024”.Passo 4: Compilare l’importo a debitoNella colonna “importi a debito versati”, indica la somma da pagare in euro, senza il simbolo dell’euro. Utilizza la virgola per separare i decimali (es. 1.234,56).Attenzione: NON compilare la colonna “importi a credito compensati” se stai effettuando un semplice versamento. Questa colonna va utilizzata solo in caso di compensazione di crediti fiscali.Esempio pratico di compilazioneSupponiamo di dover versare:Saldo IRPEF 2024: 1.500,00 euroPrima rata acconto IRPEF 2025: 800,00 euroSaldo addizionale regionale 2024: 200,00 euroIl modello F24 verrà compilato con tre righe separate nella sezione Erario:Codice tributoAnno rif.Importo a debito400120241.500,0040332025800,0019892024200,00Totale da versare: 2.500,00 euro (somma delle tre righe).Modalità di pagamento F24Una volta compilato, il modello F24 può essere pagato tramite:Home banking: la modalità più comoda, disponibile con tutti i principali istituti bancariF24 web: servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate accessibile dal sito con SPID, CIE o CNSSportello bancario o postale: solo per importi non superiori a 1.000 euro e in assenza di compensazioniCAF o commercialista: tramite intermediari abilitatiPer importi superiori a 1.000 euro o in presenza di compensazioni (crediti da scomputare), il versamento deve essere effettuato obbligatoriamente online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o l’home banking.Scadenze pagamento IRPEF 2026Conoscere le scadenze fiscali è essenziale per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze IRPEF per il 2026: Scadenze per contribuenti con modello 73030 giugno 2026: versamento saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024) e prima rata acconto 202630 luglio 2026: versamento con maggiorazione dello 0,40% (sia saldo che prima rata acconto)30 novembre 2026: versamento seconda rata acconto IRPEF 2026Scadenze per contribuenti con Redditi PF30 giugno 2026: versamento saldo e prima rata acconto (per chi presenta la dichiarazione entro maggio)30 luglio 2026: versamento con maggiorazione (per chi presenta entro giugno)30 novembre 2026: seconda rata accontoRateizzazione dei versamentiÈ possibile rateizzare il pagamento del saldo e della prima rata acconto IRPEF:Prima rata: 30 giugno o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%)Rate successive: dal 16 luglio fino al 16 novembre (con applicazione di interessi mensili)Gli interessi per la rateizzazione vengono calcolati con tasso legale (attualmente 2,5% annuo) su base giornaliera dalla scadenza ordinaria fino alla data di versamento effettivo.Ravvedimento operosoSe hai dimenticato di pagare entro le scadenze, puoi regolarizzare la tua posizione tramite ravvedimento operoso, versando:L’imposta dovuta con il codice tributo ordinarioGli interessi calcolati giorno per giornoLa sanzione ridotta (dallo 0,1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo)Per effettuare il ravvedimento è necessario utilizzare codici tributo specifici per sanzioni e interessi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nel calcolo corretto di tutti gli importi dovuti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sui codici tributo IRPEFQual è il codice tributo per il saldo IRPEF?Il codice tributo per il saldo IRPEF è il 4001. Va utilizzato per versare la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti. Il versamento va effettuato entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) tramite modello F24 indicando l’anno di riferimento corretto.Cosa succede se sbaglio il codice tributo?Se sbagli il codice tributo, il versamento viene erroneamente attribuito a una diversa tipologia di imposta. Questo puo causare la mancata copertura del debito fiscale corretto e l’applicazione di sanzioni e interessi. È possibile correggere l’errore tramite istanza all’Agenzia delle Entrate o utilizzando il ravvedimento operoso per versare nuovamente con il codice corretto.Quando si versa la prima rata acconto IRPEF?La prima rata dell’acconto IRPEF (codice 4033) si versa entro il 30 giugno insieme al saldo dell’anno precedente. È possibile versare entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40%. La prima rata è pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso. È ammessa la rateizzazione fino a novembre con applicazione di interessi.Dove trovo i codici tributo per le addizionali regionali?I codici tributo per le addizionali regionali IRPEF sono: 1989 per il saldo, 1990 per la prima rata acconto, 1991 per la seconda rata acconto. Questi codici vanno utilizzati nella sezione Erario del modello F24 indicando lo stesso anno di riferimento utilizzato per l’IRPEF nazionale.È obbligatorio versare gli acconti IRPEF?Sì, gli acconti IRPEF sono obbligatori se l’imposta dovuta per l’anno precedente supera i 51,65 euro. Gli acconti servono a rateizzare il carico fiscale durante l’anno. Se non versi gli acconti nei termini previsti, dovrai applicare sanzioni e interessi tramite ravvedimento operoso.Posso compensare crediti fiscali con l’F24?Sì, tramite il modello F24 è possibile compensare crediti fiscali (ad esempio crediti IRPEF da dichiarazione) con debiti di altre imposte. In questo caso va compilata la colonna importi a credito compensati oltre alla colonna importi a debito versati. La compensazione è ammessa solo tramite versamento telematico se l’importo supera 5.000 euro annui.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del 730, il calcolo degli acconti IRPEF e la gestione di tutte le scadenze fiscali.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640 ARTICOLI CORRELATICAF CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: Come Funziona il Servizio da Remoto per 730, ISEE e RED in Tutto il FVGVivi a Trieste, Pordenone, Gorizia, in Carnia o in un comune del Friuli lontano da Udine? 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-14 08:08:352026-05-31 16:12:00Codici Tributo IRPEF F24: Elenco Completo e Novità 2026
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GESTIONE PARTITA IVA, Revolut BusinessRevolut Business Italia 2026: Recensione, Prezzi e IBAN ItalianoIndice dei contenutiCos’è Revolut BusinessPiani e Prezzi 2026IBAN Italiano e MultivalutaCommissioni DettagliateFunzionalità PrincipaliPro e ControConfronto con i CompetitorDomande FrequentiRevolut Business è il conto aziendale della fintech britannica Revolut, disponibile in Italia con IBAN italiano. È una delle soluzioni più popolari per aziende che operano a livello internazionale, grazie al cambio valuta competitivo e alla gestione multivaluta in oltre 25 divise.In questa recensione completa analizzeremo i piani e prezzi 2026, le commissioni, le funzionalità per partite IVA e PMI, e quando conviene scegliere Revolut rispetto ad alternative come Tot o Vivid.Cos’è Revolut BusinessRevolut è una fintech fondata nel 2015 a Londra, oggi con oltre 40 milioni di clienti in tutto il mondo. Opera con licenza bancaria europea (Lituania) e offre conti personali e business in tutta l’Unione Europea.Revolut Business è la soluzione dedicata a:Ditte individuali e partite IVAStartup e PMIAziende strutturate (SRL, SPA, SAS)Imprese internazionali con clienti esteriIl conto si gestisce da app mobile e web, offre carte di debito Visa/Mastercard, gestione spese team, e strumenti per incassare pagamenti online.Revolut Business vs Revolut ProAttenzione a non confondere i due prodotti:Revolut Business: conto aziendale completo per società e teamRevolut Pro: funzioni business semplificate all’interno dell’app personale, per freelance individualiIn questa guida ci concentriamo su Revolut Business, la soluzione completa.Piani e Prezzi Revolut Business 2026Revolut Business offre 4 piani tariffari, dal Basic all’Enterprise. I prezzi sono stati aggiornati a ottobre 2024.PianoCanone MensileCanone AnnualeBonifici SEPA GratisCambio Valuta GratisBasic0 euro0 euro10/mese1.000 euro/meseGrow35 euro25 euro/mese100/mese15.000 euro/meseScale90 euro65 euro/mese1.000/mese60.000 euro/meseEnterpriseSu misuraSu misuraPersonalizzatoPersonalizzatoNota: Con pagamento annuale si risparmia circa il 28% sui piani Grow e Scale.Cosa include ogni pianoBasic (ideale per chi inizia):IBAN italiano incluso10 bonifici SEPA gratuiti al meseBonifici aggiuntivi: 0,20 euro ciascunoBonifici internazionali: 3 euro ciascunoCambio valuta: gratis fino a 1.000 euro, poi 0,6%1 carta fisica gratuitaGrow (ideale per PMI attive):100 bonifici SEPA inclusi5 bonifici internazionali inclusiCambio valuta gratis fino a 15.000 euroBonifici massivi disponibili3 carte gratuiteScale (per aziende strutturate):1.000 bonifici SEPA inclusi25 bonifici internazionali inclusiCambio valuta gratis fino a 60.000 euro2 carte Metal gratuiteAPI avanzateIBAN Italiano e Funzionalità MultivalutaUna delle novità più importanti di Revolut Business è la disponibilità dell’IBAN italiano (che inizia per IT). Questo risolve i problemi con fornitori e clienti italiani che rifiutano IBAN esteri.Vantaggi dell’IBAN italianoAccrediti domestici senza problemiDomiciliazione utenze e abbonamentiCredibilità verso clienti italianiBonifici SEPA in entrata sempre gratuitiConto MultivalutaRevolut Business permette di detenere e operare in oltre 25 valute:Euro (EUR), Dollaro USA (USD), Sterlina (GBP)Franco svizzero (CHF), Yen giapponese (JPY)Dollaro australiano, canadese, neozelandeseCorone scandinave (SEK, NOK, DKK)E molte altre…Il cambio valuta avviene al tasso interbancario (il più vantaggioso), con commissione 0,6% oltre i limiti gratuiti del piano.Commissioni Dettagliate Revolut BusinessBonificiOperazioneBasicGrowScaleBonifici SEPA in entrataGratisGratisGratisBonifici SEPA in uscita (oltre quota)0,20 euro0,20 euro0,20 euroBonifici internazionali (oltre quota)3 euro3 euro3 euroPagamenti tra conti RevolutGratisGratisGratisCarte e PrelieviCarte fisiche: 1-3 incluse nel piano, aggiuntive a 6 euroCarte virtuali: illimitate e gratuitePrelievi ATM: commissione 2% su tutti i pianiAccettazione PagamentiCarte europee e Revolut Pay: 1% + 0,20 euroAltre carte: 2,8% + 0,20 euroLink di pagamento: inclusiQR Code: inclusoFunzionalità PrincipaliGestione Team e SpeseCarte per dipendenti con limiti personalizzatiApprovazione spese in tempo realeCategorizzazione automatica delle transazioniAccesso commercialista: invita il tuo consulenteIncasso PagamentiRevolut Reader: POS per pagamenti in presenzaLink di pagamento: invia link ai clientiPayment Gateway: integrazione e-commerceQR Code: pagamenti contactlessAnalisi e ReportDashboard in tempo realeReport spese per categoriaExport dati per contabilitàIntegrazione con software contabiliPro e Contro di Revolut BusinessPUNTI DI FORZAIBAN italiano disponibilePiano gratuito (Basic)Cambio valuta al tasso interbancario25+ valute in un unico contoCarte virtuali illimitateGestione team avanzataApp intuitiva e modernaAssistenza 24/7 in italianoLIMITINo F24: non si possono pagare tasseNo bollettini: niente PagoPA, MAV, RAVNo deposito contanti: conto 100% digitaleNo fido/scoperto: nessuna linea di creditoPrelievi costosi: 2% di commissioneLicenza lituana: non è banca italianaNessun interesse sulla liquiditàConfronto con i Principali CompetitorCaratteristicaRevolut BusinessTotVividPiano GratuitoSì (Basic)No (da 7 euro)Sì (Free Start)IBAN ItalianoSìSìSìMultivaluta25+ valuteSolo EUR22 valuteF24NoSìNoInteressi LiquiditàNo4%Fino al 4% promoCashbackNo1%Fino al 10%Fatturazione IntegrataNoSìNoPer chi è meglio Revolut Business?Scegli Revolut se:Lavori con clienti internazionali e fatturi in più valuteFai molti pagamenti esteri e vuoi risparmiare sul cambioHai bisogno di carte per il team con controllo speseCerchi un conto gratuito per iniziareNon hai bisogno di pagare F24 o bollettiniScegli Tot se:Devi pagare F24, MAV, RAVVuoi interessi al 4% sulla liquiditàPreferisci una banca italianaScegli Vivid se:Vuoi cashback sugli acquistiInvesti in advertising (Google Ads, Facebook)📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Prova gratis 30 giorniDomande Frequenti su Revolut BusinessRevolut Business ha l’IBAN italiano?Sì, Revolut Business offre l’IBAN italiano (che inizia per IT) ai clienti con sede in Italia. Questo facilita le operazioni domestiche, la domiciliazione utenze e l’accettazione da parte di fornitori che rifiutano IBAN esteri.Posso pagare F24 con Revolut Business?No, Revolut Business non supporta il pagamento di F24, MAV, RAV e bollettini PagoPA. Per pagare le tasse dovrai usare un conto italiano tradizionale. Questa limitazione è comune a quasi tutti i conti fintech internazionali.Quanto costa Revolut Business al mese?Revolut Business offre un piano Basic gratuito con 10 bonifici SEPA inclusi. I piani a pagamento partono da 35 euro/mese (Grow) fino a 90 euro/mese (Scale). Con abbonamento annuale si risparmia fino al 28%.Revolut Business è sicuro?Sì, Revolut opera con licenza bancaria europea rilasciata dalla Banca Centrale Lituana. I depositi sono protetti dal Fondo di Garanzia fino a 100.000 euro. La piattaforma utilizza crittografia avanzata e autenticazione a due fattori.Che differenza c’è tra Revolut Business e Revolut Pro?Revolut Business è un conto aziendale completo per società, con gestione team, carte dipendenti e API. Revolut Pro è una funzionalità semplificata all’interno dell’app personale, pensata per freelance individuali che vogliono separare le finanze personali da quelle professionali senza aprire un conto business dedicato.Posso depositare contanti su Revolut Business?No, Revolut Business è un conto 100% digitale. Non è possibile depositare contanti né incassare assegni. Se la tua attività richiede frequenti versamenti in contanti, dovrai affiancare Revolut a un conto tradizionale con filiali.Verdetto Finale: A Chi Conviene Revolut Business?Revolut Business è la scelta ideale per aziende che operano a livello internazionale. Il cambio valuta al tasso interbancario, i bonifici esteri economici e la gestione in 25+ valute lo rendono imbattibile per chi fattura all’estero.L’IBAN italiano risolve i problemi di accettazione domestica, e il piano Basic gratuito permette di iniziare senza costi.I limiti principali restano l’impossibilità di pagare F24 e bollettini e l’assenza di interessi sulla liquidità. Per un’attività principalmente italiana, valuta Tot Business come alternativa.Per una panoramica completa, leggi: Miglior Conto Corrente Partita IVA 2026.Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?Se hai dubbi sulla scelta del conto business o sulla gestione fiscale della tua attività, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.Contattaci:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comUltimo aggiornamento: marzo 2026. Prezzi verificati su revolut.com. Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-14 08:00:002026-09-27 09:42:15Revolut Business Italia 2026: Recensione, Prezzi e IBAN Italiano
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOCarta Docenti 2026: Bonus Ridotto a 383 Euro ma Esteso ai PrecariIndice dei contenutiLe Novità della Carta Docenti 2026Perché il Bonus è Ridotto a 383 Euro?Chi Ha Diritto alla Carta Docenti 2026Come Richiedere la Carta DocentiCosa Si Può AcquistareScadenze da RicordareLa Carta Docenti 2026 introduce due importanti novità rispetto agli anni precedenti: il bonus scende da 500 a 383 euro, ma viene finalmente esteso ai docenti precari con contratto annuale. La piattaforma è attiva dal 9 marzo 2026 e permette di generare buoni per libri, corsi di formazione, hardware e software didattici.La Legge di Bilancio 2026 ha confermato il bonus formazione per gli insegnanti, ma con una riduzione dell’importo motivata dall’estensione della platea di beneficiari. Circa 80.000 docenti precari potranno per la prima volta accedere al contributo, che resta però escluso per le scuole paritarie e per i supplenti brevi.In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine spieghiamo chi ha diritto alla Carta Docenti 2026, come richiederla, cosa si può acquistare e quali sono le scadenze da rispettare.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Le Novità della Carta Docenti 2026L’anno scolastico 2025-2026 porta con sé cambiamenti significativi nella gestione della Carta Docenti:1. Importo ridotto: 383 euro invece di 500 euroRispetto ai 500 euro standard degli anni precedenti, quest’anno il bonus scende a 383 euro. Il Ministero dell’Istruzione ha giustificato la riduzione con la necessità di mantenere il tetto di spesa complessivo (circa 380 milioni di euro) pur ampliando il numero di beneficiari.2. Estensione ai docenti precariLa vera novità è l’inclusione dei docenti a tempo determinato (supplenti) con contratto annuale fino al 31 agosto 2026 o 30 giugno 2026. Fino all’anno scorso, solo i docenti di ruolo avevano diritto al bonus.3. Apertura posticipata al 9 marzoSolitamente la piattaforma si attiva a settembre. Quest’anno, causa ritardi tecnici dovuti all’aggiornamento delle anagrafiche dei nuovi beneficiari, l’apertura è slittata al 9 marzo 2026.Tabella confronto Carta Docenti:Anno ScolasticoImportoBeneficiari2024-2025500 €Solo docenti di ruolo2025-2026383 €Ruolo + Precari annuali Perché il Bonus è Ridotto a 383 Euro?La riduzione da 500 a 383 euro non è arbitraria, ma deriva da un calcolo preciso legato all’estensione dei beneficiari.Il calcolo del Ministero:Budget totale disponibile: 380 milioni di euro (invariato rispetto al 2024-2025)Docenti di ruolo: circa 760.000Docenti precari annuali aggiunti: circa 70.000-80.000Totale beneficiari 2025-2026: circa 830.000 docentiImporto ridotto: 380.000.000 € ÷ 830.000 = circa 383 €In pratica, il Governo ha scelto di includere più docenti con un importo minore, piuttosto che mantenere i 500 euro solo per i ruoli. Il Ministero ha dichiarato che si tratta di una misura temporanea: dal 2026-2027 si dovrebbe tornare ai 500 euro standard.Credito residuo anni precedentiUna buona notizia: se hai credito residuo dall’anno 2024-2025, questo si somma al nuovo credito 2025-2026. Esempio:Credito residuo 2024-2025: 120 euroNuovo credito 2025-2026: 383 euroTotale disponibile: 503 euro Chi Ha Diritto alla Carta Docenti 2026La Carta Docenti 2026 spetta a:BENEFICIARI CON DIRITTO (383 euro):1. Docenti di ruoloTutti i docenti con contratto a tempo indeterminato delle scuole statali (infanzia, primaria, secondaria di I e II grado), inclusi quelli in anno di prova e quelli in servizio all’estero (MAECI).2. Docenti precari con contratto annuale – NOVITÀ 2026I supplenti con contratto fino al 31 agosto 2026 o 30 giugno 2026, assegnato entro il 9 marzo 2026. Questa è la prima volta che i precari accedono al bonus.ESCLUSI:Docenti delle scuole paritarie (private)Supplenze brevi (meno di un anno scolastico)Personale ATADocenti in pensioneDocenti in aspettativa non retribuitaRequisito tecnico: SPID o CIEPer accedere alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it è obbligatorio avere le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) oppure la CIE (Carta d’Identità Elettronica). Senza questi strumenti non è possibile generare i buoni. Come Richiedere la Carta DocentiLa Carta Docenti non richiede domanda: se rientri tra i beneficiari, il credito viene accreditato automaticamente sulla piattaforma.Procedura di accesso:Collegati a cartadeldocente.istruzione.itClicca su “Entra con SPID” o “Entra con CIE”Inserisci le tue credenziali SPID (username, password, OTP) oppure il PIN della CIEAutorizza l’accesso alla piattaformaAl primo accesso, accetta le condizioni d’uso e conferma i tuoi dati anagraficiSe tutto è corretto e rientri tra i beneficiari, vedrai immediatamente il tuo credito disponibile: 383 euro.Come generare un buono:Clicca su “Crea buono”Scegli la tipologia: Libri, Hardware, Software, Corsi, Eventi culturaliIndica se l’acquisto sarà online o fisicoInserisci l’importo (in euro)Clicca su “Genera”Il sistema crea un codice alfanumerico e un QR Code da presentare all’esercente accreditato (negozio o sito web). Cosa Si Può AcquistareLa Carta Docenti può essere utilizzata per acquistare:1. Libri e pubblicazioniLibri cartacei e digitali (e-book, audiolibri)Riviste scientifiche e abbonamentiDizionari, enciclopedie2. HardwareComputer (desktop e laptop)TabletE-reader (Kindle, Kobo)Stampanti e scanner (uso didattico)NON ammessi: smartphone, smartwatch, console da gioco.3. SoftwareSoftware didattici e applicazioni educativeSistemi operativi (Windows, macOS)Suite per ufficio (Microsoft Office, Google Workspace)Software di editing video/audio/grafico4. Corsi di formazioneCorsi di aggiornamento professionaleMaster universitariCorsi di lingua stranieraCertificazioni linguistiche (TOEFL, IELTS, Cambridge)Corsi di informatica e coding5. Eventi culturaliBiglietti per musei, mostre, aree archeologicheSpettacoli teatraliCinemaConcerti (musica classica, lirica, jazz)DOVE SPENDERLA:Solo presso esercenti accreditati. Verifica su cartadeldocente.istruzione.it nella sezione “Dove spendere i buoni”.Principali esercenti online:Amazon (libri, Kindle, tablet)IBS, Feltrinelli, Mondadori, LibraccioApple Store, Microsoft StoreUdemy, Coursera, LinkedIn Learning Scadenze da RicordareLa Carta Docenti 2026 ha scadenze precise:9 marzo 2026 – APERTURADal 9 marzo 2026 la piattaforma è attiva e puoi iniziare a generare buoni.31 agosto 2026 – SCADENZA UTILIZZOIl credito di 383 euro deve essere speso entro il 31 agosto 2026. Dopo questa data, il credito non utilizzato decade e non può essere recuperato.ATTENZIONE: “Utilizzare” significa che il buono deve essere stato speso (e validato dall’esercente) entro il 31 agosto. Non basta generarlo.Consigli per non perdere il credito:Pianifica gli acquisti con anticipoGenera buoni solo quando sei pronto all’acquistoVerifica periodicamente il credito residuo sulla piattaformaSe hai credito residuo a luglio-agosto, usalo per acquisti utili (libri per l’anno successivo, abbonamenti)Scadenza crediti anni precedenti:I crediti degli anni scolastici precedenti al 2024-2025 potrebbero essere già scaduti. Verifica sulla piattaforma la data di scadenza specifica di ogni credito.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Carta Docenti 2026Quanto vale la Carta Docenti 2026?La Carta Docenti 2026 vale 383 euro, ridotti rispetto ai 500 euro degli anni precedenti a causa dell’estensione del beneficio ai docenti precari con contratto annuale.I docenti precari hanno diritto alla Carta Docenti?Si, dall’anno scolastico 2025-2026 anche i docenti con contratto a tempo determinato (supplenti) fino al 31 agosto o 30 giugno hanno diritto al bonus di 383 euro, purche il contratto sia annuale.Entro quando devo utilizzare il bonus?Il credito di 383 euro deve essere speso entro il 31 agosto 2026. Dopo questa data, il credito non utilizzato decade e non puo essere recuperato.Posso usare la Carta Docenti per comprare uno smartphone?No, gli smartphone non sono ammessi. La Carta Docenti puo essere usata solo per libri, tablet, computer, e-reader, software didattici, corsi di formazione e biglietti per eventi culturali. ARTICOLI CORRELATIMarzo 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-13 11:55:082026-05-31 17:02:45Carta Docenti 2026: Bonus Ridotto a 383 Euro ma Esteso ai Precari
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOContributi Volontari INPS 2026: Tabelle Rivalutate, Importi e AliquoteHai interrotto la tua attività lavorativa e vuoi continuare a maturare contributi per la pensione? Nel 2026, i contributi volontari INPS rappresentano una soluzione fondamentale per non perdere anni di anzianità contributiva. Con la rivalutazione annuale degli importi, è cruciale conoscere le nuove tabelle 2026, le aliquote aggiornate e i redditi minimali richiesti per ogni categoria di lavoratori. L’INPS ha pubblicato le tabelle rivalutate per il 2026 con importi più elevati rispetto all’anno precedente, a causa dell’adeguamento all’inflazione e all’andamento delle retribuzioni medie. Che tu sia artigiano, commerciante, iscritto alla gestione separata o ex lavoratore dipendente, questa guida ti fornirà tutti i dettagli necessari per calcolare quanto versare e come presentare la domanda.Scopriamo insieme le novità 2026, le tabelle complete e la procedura passo-passo per non perdere nemmeno un anno di contributi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-13 10:55:082026-05-31 17:05:59Contributi Volontari INPS 2026: Tabelle Rivalutate, Importi e Aliquote
CAF, SUCCESSIONIDocumenti per la Successione a Udine: Checklist Completa 2026Stai raccogliendo i documenti per la successione a Udine e vuoi essere sicuro di non dimenticare nulla? In questa guida trovi la checklist completa e aggiornata al 2026 di tutto cio che devi portare al CAF per avviare la pratica. Al CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, verifichiamo i documenti insieme a te e risolviamo tutto in un unico appuntamento.Grazie alla nostra esperienza – centinaia di successioni ogni anno – sappiamo esattamente cosa serve e cosa no, evitandoti viaggi inutili per recuperare documenti mancanti. Indice dei Contenuti Checklist RapidaDocumenti del DefuntoDocumenti degli ErediDocumenti ImmobiliDocumenti Bancari e FinanziariAltri DocumentiDocumenti Sistema Tavolare FVGDove Reperire i DocumentiPorta i Documenti al CAF Centro FiscaleDomande Frequenti Checklist Rapida: Tutti i Documenti per la SuccessioneEcco un riepilogo veloce di tutti i documenti necessari. Piu avanti trovi i dettagli per ogni categoria.CategoriaDocumentiObbligatorioDefuntoCertificato morte, codice fiscale, documento identita, stato famigliaSiErediCodici fiscali, documenti identita, delegheSiTestamentoOriginale o copia pubblicataSe presenteImmobiliVisure catastali, atti proprieta, planimetrieSe presentiConti correntiEstratti conto con saldo e giacenza mediaSe presentiTitoli/InvestimentiDocumenti bancari con valori alla data decessoSe presentiVeicoliLibretti circolazioneSe presentiAziende/QuoteVisura camerale, bilancioSe presenti Non sai quali documenti ti servono esattamente?Chiamaci e ti diciamo esattamente cosa portare in base alla tua situazione. Ogni successione e diversa: noi ti guidiamo passo-passo.CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, UdineTel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121Documenti del Defunto Questi documenti riguardano la persona deceduta e sono sempre obbligatori: Certificato di morteDocumento ufficiale rilasciato dal Comune dove e avvenuto il decesso. Si richiede all’Ufficio Anagrafe. Alcune pompe funebri lo forniscono automaticamente.Codice fiscaleTessera sanitaria o tesserino del codice fiscale del defunto. Se non lo trovi, basta comunicarci il codice e lo verifichiamo noi.Documento d’identitaCarta d’identita o passaporto del defunto (va bene anche scaduto).Stato di famiglia storicoCertificato che attesta la composizione del nucleo familiare del defunto alla data del decesso. Si richiede al Comune di residenza. E fondamentale per determinare gli eredi.Testamento (se presente)Se il defunto ha lasciato un testamento:Testamento olografo (scritto a mano): deve essere pubblicato dal notaio. Porta la copia pubblicata.Testamento pubblico (fatto dal notaio): richiedi copia al notaio depositario.Documenti degli ErediPer ogni erede (o chiamato all’eredita) servono: Codici fiscaliTessera sanitaria o codice fiscale di tutti gli eredi. Anche dei minori se presenti.Documenti d’identitaCarta d’identita o passaporto in corso di validita di tutti gli eredi.DelegheSe non vengono tutti gli eredi all’appuntamento, chi viene deve avere la delega degli altri con copia dei loro documenti. Al CAF ti forniamo il modulo di delega da far firmare.IBAN (opzionale)Il conto corrente su cui addebitare le imposte (imposta ipotecaria, catastale, tributi). Se non hai IBAN, si puo pagare con F24.Documenti degli Immobili Se nell’eredita ci sono immobili (case, terreni, garage, ecc.), servono: Visure catastaliPer ogni immobile, la visura catastale aggiornata con i dati catastali (foglio, particella, subalterno, rendita catastale). Si richiedono online sul sito dell’Agenzia delle Entrate o presso gli uffici catastali.Attenzione Sistema Tavolare: Per immobili a Trieste, Gorizia e alcuni comuni della provincia di Udine (Cervignano, Aquileia, Tarvisio, ecc.), servono gli estratti tavolari invece delle visure catastali. Vedi sezione dedicata.Atti di provenienzaCome il defunto e diventato proprietario: atto di compravendita, donazione, successione precedente, sentenza. Serve per verificare la corretta intestazione.Planimetrie catastaliNon sempre obbligatorie, ma utili per verificare la corrispondenza tra stato di fatto e catasto.Non hai le visure catastali? Le recuperiamo noi!Al CAF Centro Fiscale possiamo recuperare le visure catastali per te. Basta che ci dai l’indirizzo dell’immobile e i dati del defunto.Viale Giuseppe Tullio 13, UdineTel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121Documenti Bancari e FinanziariPer i beni finanziari del defunto servono documenti specifici:Conti correntiPer ogni conto corrente intestato (o cointestato) al defunto:Saldo alla data del decesso: l’importo esatto presente sul conto quel giornoGiacenza media annua: la media dei saldi dell’ultimo annoQuesti dati si richiedono alla banca presentando il certificato di morte. Le banche sono obbligate a fornirli agli eredi.Libretti di risparmioStesso discorso dei conti correnti: saldo alla data del decesso.Titoli, obbligazioni, fondiPer investimenti in titoli di Stato, obbligazioni, fondi comuni, ETF: serve il valore alla data del decesso, fornito dalla banca o dall’intermediario.Polizze vitaLe polizze vita con beneficiario designato non rientrano nell’asse ereditario, ma vanno comunque dichiarate. Serve copia della polizza.Cassette di sicurezzaSe il defunto aveva una cassetta di sicurezza, va inventariata in presenza di un funzionario bancario e di tutti gli eredi (o loro delegati).Altri Documenti VeicoliPer auto, moto, barche: libretto di circolazione con i dati del veicolo. Va indicato il valore commerciale alla data del decesso.Aziende e quote societarieSe il defunto era titolare di azienda o socio di societa:Visura camerale aggiornataUltimo bilancio depositatoAtto costitutivo/Statuto della societaDebiti e passivitaI debiti del defunto sono deducibili dalla base imponibile. Porta documentazione di:Mutui residui (piano ammortamento)Prestiti e finanziamentiSpese mediche non rimborsateSpese funebri (fatture)Documenti per il Sistema Tavolare FVGIn Friuli Venezia Giulia, alcune zone utilizzano il sistema tavolare (libro fondiario) invece del catasto ordinario. Questo riguarda:Tutta la provincia di TriesteTutta la provincia di GoriziaAlcuni comuni della provincia di Udine: Aiello del Friuli, Aquileia, Campolongo al Torre, Cervignano del Friuli, Chiopris-Viscone, Fiumicello Villa Vicentina, Malborghetto-Valbruna, Pontebba, Ruda, San Vito al Torre, Tapogliano, Tarvisio, Terzo di Aquileia, ViscoSe gli immobili sono in queste zone, servono:Estratto tavolare invece della visura catastaleEventuali mappe tavolariAl CAF Centro Fiscale conosciamo bene queste differenze e ti guidiamo nella raccolta dei documenti corretti. Per gli immobili a Udine citta e nei comuni non tavolari, gestiamo tutto noi compresa la voltura.Dove Reperire i Documenti DocumentoDove richiederloModalitaCertificato di morteComune dove e avvenuto il decessoDi persona o onlineStato di famigliaComune di residenza del defuntoDi persona o onlineVisure catastaliAgenzia delle Entrate – SisterOnline (gratuito per eredi)Estratti tavolariUfficio Tavolare competenteDi persona o onlineSaldi conti correntiBanca/PostaDi persona con certificato morteValori titoliBanca/IntermediarioDi persona o via emailVisura cameraleCamera di CommercioOnline o di persona Porta i Documenti al CAF Centro Fiscale di UdineUna volta raccolti i documenti, portali al CAF Centro Fiscale. Ecco cosa succede:Verifichiamo insieme che non manchi nullaSe manca qualcosa, ti diciamo esattamente cosa e dove recuperarloSe tutto e completo, procediamo subito con la praticaIn un unico appuntamento compiliamo, calcoliamo le imposte e trasmettiamoTi consegniamo tutta la documentazione a pratica conclusaLeggi anche: Successione a Udine: Guida Completa CAF 2026Prenota il tuo appuntamento!Hai raccolto i documenti? Contattaci per fissare un appuntamento. In poche ore risolvi tutto!CAF Centro Fiscale UdineViale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 UdineTel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Documenti per la Successione Posso presentare la successione anche se mi manca qualche documento?Dipende da quale documento manca. Alcuni sono indispensabili (certificato morte, codici fiscali). Altri possiamo recuperarli noi (visure catastali). Contattaci per una valutazione.Come ottengo il saldo del conto corrente alla data del decesso?Vai in banca con il certificato di morte e un tuo documento. La banca e obbligata a fornirti il saldo alla data del decesso e la giacenza media annua. Spesso c’e un piccolo costo per il rilascio.Le visure catastali costano?Per gli eredi, le visure catastali degli immobili del defunto sono gratuite se richieste online tramite il servizio Sister dell’Agenzia delle Entrate. Servono SPID e codice fiscale del defunto.Cosa succede se non trovo l’atto di acquisto dell’immobile?Non e sempre indispensabile. Con le visure catastali riusciamo comunque a procedere. L’atto serve principalmente per verificare la corretta intestazione e eventuali vincoli.Devo portare i documenti originali o vanno bene le copie?Per la maggior parte dei documenti vanno bene le copie (anche scansioni o foto leggibili). Per il testamento olografo serve l’originale pubblicato dal notaio.Come faccio a sapere se l’immobile e nel sistema tavolare?Guarda il comune dove si trova l’immobile. Se e a Trieste, Gorizia o nei comuni della provincia di Udine elencati sopra, e nel sistema tavolare. In caso di dubbio, chiamaci e verifichiamo insieme.I documenti bancari li devo chiedere a tutte le banche?Si, devi richiedere i dati a ogni banca dove il defunto aveva conti, depositi o investimenti. Se non sai dove aveva conti, puoi fare una ricerca tramite l’Anagrafe dei Rapporti Finanziari (te lo spieghiamo noi).Quanto tempo serve per raccogliere tutti i documenti?Dipende dalla complessita del patrimonio. Per una successione semplice, 1-2 settimane. Per patrimoni complessi con piu immobili e conti in diverse banche, puo servire 1 mese o piu. Inizia subito dopo il decesso.Hai dubbi sui documenti da portare? Contatta il CAF Centro Fiscale: ti guidiamo nella raccolta.CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel. 0432 1638640 – WhatsApp 366 601 8121Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Approfondimenti correlatiCome Funziona la Successione: Guida Step-by-StepCalcolo Imposta Successione: Esempi PraticiSuccessione Genitori ai Figli: Quote e FranchigieMarzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-13 10:00:002026-05-31 18:13:14Documenti per la Successione a Udine: Checklist Completa 2026
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOContributi Volontari INPS 2026: Guida Completa, Costi e RequisitiI contributi volontari INPS rappresentano uno strumento fondamentale per chi ha interrotto l’attività lavorativa ma vuole continuare a versare contributi previdenziali per raggiungere il diritto alla pensione. Nel 2026, con le nuove disposizioni normative e gli aggiornamenti dei massimali contributivi, è essenziale conoscere requisiti, costi e procedure per non perdere anni di contribuzione utile.La prosecuzione volontaria consente a lavoratori dipendenti cessati, artigiani e commercianti sospesi, collaboratori coordinati e continuativi di mantenere la continuità contributiva anche durante periodi di inattività lavorativa. Secondo le circolari INPS n. 18/2026 e la normativa vigente (Legge 1338/1962 e successive modifiche), versare contributi volontari può fare la differenza tra raggiungere i requisiti pensionistici o dover attendere ulteriori anni.In questa guida approfondita analizzeremo tutti gli aspetti dei contributi volontari INPS 2026: dai requisiti di accesso al calcolo dei costi contributivi, dalla procedura di domanda online alle scadenze di versamento, fino alla deducibilità fiscale e alle differenze con il riscatto dei periodi non coperti. 📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa Sono i Contributi Volontari INPSChi Può Versare Contributi Volontari: Requisiti 2026Come Presentare Domanda di AutorizzazioneQuanto Costano i Contributi Volontari 2026Contributi Volontari Gestione Separata INPSQuando Conviene Versare Contributi VolontariScadenze 2026: Domanda e VersamentiDeducibilità Fiscale dei Contributi VolontariDifferenza tra Prosecuzione Volontaria e RiscattoCasi Pratici ed Esempi di CalcoloCosa Sono i Contributi Volontari INPSI contributi volontari INPS sono versamenti previdenziali facoltativi che consentono a chi ha cessato o interrotto l’attività lavorativa di continuare a maturare anzianità contributiva utile per il diritto e il calcolo della pensione.A differenza dei contributi obbligatori (che vengono versati automaticamente durante il rapporto di lavoro), i contributi volontari richiedono una domanda di autorizzazione preventiva all’INPS e il versamento diretto da parte dell’interessato. Base NormativaL’istituto della prosecuzione volontaria è disciplinato da:Legge 1338/1962 – Istituzione dei contributi volontari per i lavoratori dipendentiLegge 233/1990 – Estensione ai lavoratori autonomi (artigiani, commercianti)Decreto Legislativo 184/1997 – Armonizzazione gestioni previdenzialiCircolare INPS n. 18 del 14 febbraio 2026 – Aggiornamento massimali e minimali contributivi 2026Scopo della Contribuzione VolontariaVersare contributi volontari serve a:Raggiungere i requisiti contributivi minimi per la pensione di vecchiaia (20 anni) o anticipata (42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne)Coprire periodi di inattività lavorativa dovuti a disoccupazione, maternità, aspettativa, cessazione attivitàIncrementare l’importo della pensione futura (ogni anno di contributi aumenta il montante pensionistico)Evitare la perdita del diritto alla prosecuzione volontaria (che decade se non esercitato entro termini precisi)Differenza con Contributi ObbligatoriEcco le principali differenze:AspettoContributi ObbligatoriContributi VolontariVersamentoAutomatico (datore/INPS)Manuale (interessato)AutorizzazioneNon necessariaDomanda preventiva INPSCopertura assicurativaCompleta (malattia, infortuni, disoccupazione)Solo pensionisticaCostoRipartito datore/lavoratoreTotalmente a carico dell’interessatoAliquota33% (dipendenti)33% (dipendenti), 24% (autonomi)IMPORTANTE: I contributi volontari NON danno diritto alle prestazioni temporanee come indennità di malattia, maternità, disoccupazione NASpI, assegni familiari. Servono esclusivamente per maturare il diritto alla pensione.Chi Può Versare Contributi Volontari: Requisiti 2026Non tutti possono accedere alla prosecuzione volontaria. L’INPS richiede il possesso di requisiti contributivi minimi che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza. Requisiti GeneraliPer ottenere l’autorizzazione ai contributi volontari è necessario soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:Almeno 3 anni di contributi (156 settimane) negli ultimi 5 anni prima della domandaAlmeno 5 anni di contributi (260 settimane) in tutta la vita lavorativa, anche non consecutiviATTENZIONE: I contributi figurativi (es. servizio militare, maternità, disoccupazione NASpI) NON contano ai fini del requisito minimo. Sono validi solo i contributi effettivi (obbligatori o già volontari).Chi Può Presentare DomandaPossono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:Lavoratori dipendenti cessati (licenziamento, dimissioni, fine contratto a termine)Artigiani e commercianti che hanno cessato o sospeso l’attivitàColtivatori diretti, coloni e mezzadri che non esercitano più l’attività agricolaLavoratori parasubordinati (co.co.co, contratti a progetto) cessati iscritti alla Gestione SeparataProfessionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata che hanno interrotto l’attivitàEx iscritti alla Gestione ex ENPALS (lavoratori dello spettacolo)Chi NON Può Versare Contributi VolontariSono esclusi dalla prosecuzione volontaria:Lavoratori attivi con rapporto di lavoro dipendente o autonomo in corsoPensionati che hanno già maturato il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipataTitolari di pensione di invalidità (incompatibile con contribuzione volontaria)Professionisti con cassa privata (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.) che devono rivolgersi alla propria cassaChi non raggiunge il requisito contributivo minimo (meno di 3 anni negli ultimi 5 o meno di 5 anni in carriera)Gestioni Previdenziali AmmesseI contributi volontari possono essere versati nelle seguenti gestioni INPS:GestioneRequisito MinimoAliquota 2026AGO Dipendenti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%Artigiani3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%Commercianti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%Gestione Separata3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%Coltivatori Diretti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%Ex ENPALS3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%Caso particolare – Lavoratori con più gestioni: Se hai lavorato in diverse gestioni (es. prima dipendente, poi autonomo), puoi sommare i contributi per raggiungere il requisito minimo, ma i contributi volontari vanno versati nella gestione dell’ultima attività lavorativa.Come Presentare Domanda di AutorizzazioneLa domanda di autorizzazione ai contributi volontari deve essere presentata prima di iniziare a versare. Versamenti effettuati senza autorizzazione preventiva NON sono validi e non verranno rimborsati. Procedura Online INPSDal 1° ottobre 2021, la domanda va presentata esclusivamente online tramite il sito INPS. Ecco i passaggi:Accedi al sito INPS con SPID, CIE o CNSVai su “Prestazioni e Servizi” → “Tutti i servizi”Cerca “Contribuzione volontaria” o “Domanda di autorizzazione contributi volontari”Compila il modulo online inserendo:Dati anagrafici e codice fiscaleGestione previdenziale di riferimento (dipendenti/autonomi/separata)Data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoroDichiarazione di possesso dei requisiti contributiviAllega documenti (se richiesti):Estratto conto contributivo (visura INPS)Lettera di licenziamento o dimissioniCertificazione cessazione attività (per autonomi)Invia la domanda e salva il protocolloTempi di Risposta INPSL’INPS ha 60 giorni dalla presentazione della domanda per comunicare l’esito. La risposta può essere:Autorizzazione accolta – Ricevi una PEC o notifica nell’area riservata con l’autorizzazione e i bollettini F24 precompilatiRichiesta integrazioni – L’INPS chiede documenti o chiarimenti aggiuntivi (hai 30 giorni per rispondere)Rigetto – La domanda viene respinta per mancanza dei requisiti (puoi presentare ricorso entro 90 giorni)IMPORTANTE: Se l’INPS non risponde entro 60 giorni, si applica il silenzio-assenso: la domanda si considera automaticamente accolta. Tuttavia, è consigliabile sollecitare l’INPS per ottenere l’autorizzazione formale.Rinnovo AnnualeL’autorizzazione ai contributi volontari ha validità annuale e deve essere rinnovata ogni anno se si intende continuare a versare. Il rinnovo va richiesto:Entro il 31 marzo dell’anno successivo all’autorizzazioneCon la stessa procedura online (modulo semplificato)L’INPS aggiorna automaticamente i massimali contributivi e invia i nuovi bollettini F24Decadenza dell’autorizzazione: Se non rinnovi entro i termini o non versi contributi per 2 anni consecutivi, l’autorizzazione decade e devi ripresentare domanda ex novo (con verifica nuova dei requisiti).Cosa Fare in Caso di RigettoSe l’INPS respinge la domanda:Verifica i motivi del rigetto (solitamente: requisito contributivo insufficiente, documentazione mancante, incompatibilità)Presenta ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla notificaIn alternativa, ricorso giudiziario al Tribunale del Lavoro entro 3 anniValuta soluzioni alternative: riscatto periodi non coperti, ricongiunzione contributi, totalizzazioneIl CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica dei requisiti, nella compilazione della domanda e nell’eventuale ricorso amministrativo.Quanto Costano i Contributi Volontari 2026Il costo dei contributi volontari dipende da tre fattori: la retribuzione di riferimento, l’aliquota contributiva della gestione di appartenenza e il periodo di copertura (settimanale, mensile, trimestrale o annuale). Calcolo della Base ImponibileLa retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributi è:Per dipendenti: Media delle ultime 52 settimane di retribuzione percepita prima della cessazione (comprensiva di 13a, 14a, straordinari)Per artigiani/commercianti: Reddito d’impresa dichiarato nell’ultima dichiarazione dei redditi prima della cessazionePer Gestione Separata: Reddito da collaborazione coordinata continuativa o da attività autonoma occasionale dell’ultimo annoMassimali e Minimali 2026Secondo la Circolare INPS n. 18/2026, i massimali contributivi per il 2026 sono:GestioneMinimale AnnuoMassimale AnnuoAliquotaDipendenti18.415 euro119.650 euro33%Artigiani17.504 euroNessun massimale24%Commercianti17.504 euroNessun massimale24%Gestione Separata18.415 euro119.650 euro33%Coltivatori Diretti17.504 euroNessun massimale24%NOTA: Se la tua retribuzione media era inferiore al minimale, devi comunque versare i contributi sul minimale. Se era superiore al massimale, puoi versare solo fino al massimale.Aliquote Contributive 2026Le aliquote variano per gestione:33% per dipendenti, Gestione Separata, ex ENPALS24% per artigiani, commercianti, coltivatori direttiIMPORTANTE: L’aliquota del 33% per i dipendenti è la stessa dei contributi obbligatori (che in quel caso venivano ripartiti tra datore di lavoro 23,81% e lavoratore 9,19%). Con i contributi volontari, il 100% è a carico dell’interessato.Esempi di CalcoloEsempio 1 – Ex dipendenteRetribuzione media ultime 52 settimane: 30.000 euro annuiAliquota: 33%Contributo annuo: 30.000 × 33% = 9.900 euroContributo trimestrale: 9.900 / 4 = 2.475 euroContributo mensile: 9.900 / 12 = 825 euroEsempio 2 – Ex artigianoReddito d’impresa dichiarato: 25.000 euro annuiAliquota: 24%Contributo annuo: 25.000 × 24% = 6.000 euroContributo trimestrale: 6.000 / 4 = 1.500 euroEsempio 3 – Gestione Separata (minimale)Reddito ultimo anno: 12.000 euro (inferiore al minimale)Base imponibile: 18.415 euro (minimale obbligatorio)Aliquota: 33%Contributo annuo: 18.415 × 33% = 6.077 euroContributo trimestrale: 6.077 / 4 = 1.519 euroModalità di VersamentoPuoi scegliere di versare i contributi volontari:Trimestralmente (opzione più comune) – 4 rate annualiMensilmente – 12 rate annuali (maggiore flessibilità)Annualmente – Unica soluzione (sconto non previsto)L’INPS invierà i bollettini F24 precompilati con gli importi e le scadenze. È possibile modificare la periodicità di versamento comunicandolo all’INPS.Contributi Volontari Gestione Separata INPSLa Gestione Separata INPS (istituita con Legge 335/1995) raccoglie i contributi di lavoratori parasubordinati e professionisti senza cassa privata. Anche per questa gestione è possibile versare contributi volontari. Chi Rientra nella Gestione SeparataSono iscritti alla Gestione Separata:Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co)Collaboratori a progetto (co.co.pro, ora abrogati ma ancora con posizioni attive)Professionisti senza cassa (es. consulenti marketing, web designer, traduttori, formatori)Amministratori, sindaci e revisori di societàVenditori porta a porta e altre figure autonome occasionaliAliquota e CalcoloPer la Gestione Separata:Aliquota contributiva: 33% (come i dipendenti)Base imponibile: Reddito da collaborazione o attività autonoma dell’ultimo annoMinimale 2026: 18.415 euroMassimale 2026: 119.650 euroEsempio PraticoCaso: Ex collaboratore a progetto cessatoCompensi percepiti nell’ultimo anno: 22.000 euroAliquota: 33%Contributo volontario annuo: 22.000 × 33% = 7.260 euroVersamento trimestrale: 7.260 / 4 = 1.815 euro a trimestreDifferenze con Altre GestioniRispetto ai lavoratori dipendenti, la Gestione Separata presenta alcune peculiarità:AspettoDipendenti AGOGestione SeparataAliquota33%33%Minimale18.415 euro18.415 euroMassimale119.650 euro119.650 euroSettimane utiliMinimo 1 settimanaAccredito annuale (non a settimane)Copertura malattiaNo (volontari)No (volontari)IMPORTANTE: Nella Gestione Separata, i contributi non vengono accreditati a settimane come per i dipendenti, ma in mesi/anni di contribuzione. Questo influisce sul calcolo finale della pensione (sistema contributivo puro).Quando Conviene per Gestione SeparataVersare contributi volontari nella Gestione Separata conviene se:Sei vicino al requisito contributivo minimo (es. ti mancano 2-3 anni per i 20 anni necessari)Prevedi di riprendere un’attività autonoma a breve (i contributi volontari coprono il periodo di sospensione)Hai redditi bassi e vuoi evitare di perdere anni di contribuzione (costo contenuto sul minimale)Non conviene se hai prospettive di lavoro dipendente futuro: meglio attendere e versare contributi obbligatori (che hanno copertura assicurativa completa).Quando Conviene Versare Contributi VolontariLa decisione di versare contributi volontari deve essere valutata attentamente considerando costi, benefici pensionistici e alternative disponibili.Analisi Costi-BeneficiI contributi volontari convengono quando:Sei vicino alla pensione – Ti mancano pochi anni (1-5) per raggiungere i requisiti minimi di contribuzioneHai un’anzianità elevata – Hai già 15-18 anni di contributi e vuoi arrivare ai 20 necessari per la pensione di vecchiaiaIl costo è sostenibile – L’importo annuale (calcolato sul minimale o sulla tua retribuzione media) è compatibile con le tue disponibilità economicheL’incremento pensionistico giustifica la spesa – Ogni anno di contributi aumenta la pensione futura (sistema contributivo: circa 2-3% del montante per ogni anno)Vuoi dedurre fiscalmente – I contributi volontari sono interamente deducibili dal reddito (risparmio IRPEF del 23-43%)I contributi volontari NON convengono quando:Sei molto lontano dalla pensione – Ti mancano 10-15 anni o più (meglio valutare riscatto o totalizzazione)Hai contributi in più gestioni – Potresti utilizzare la totalizzazione gratuita invece di versare volontariHai un reddito molto basso – Il costo annuale (anche sul minimale) è eccessivo rispetto alle tue disponibilitàPrevedi di riprendere presto l’attività lavorativa – Meglio attendere e versare contributi obbligatoriSimulazione PensionisticaEsempio comparativo:Scenario A – Senza contributi volontariAnzianità contributiva: 18 anniEtà: 65 anniPensione mensile stimata: NON SPETTANTE (mancano 2 anni al requisito minimo di 20)Devi attendere fino a maturare altri 2 anni tramite riscatto o totalizzazioneScenario B – Con 2 anni di contributi volontariAnzianità contributiva: 20 anni (18 + 2 volontari)Età: 67 anni (età pensionabile 2026)Costo contributi volontari: 6.000 euro/anno × 2 = 12.000 euroDeduzione fiscale (aliquota IRPEF 38%): 12.000 × 38% = 4.560 euro risparmiatiCosto netto effettivo: 7.440 euroPensione mensile stimata: 850 euro (esempio con montante contributivo medio)Recupero investimento: 7.440 / 850 = 9 mesi di pensioneConclusione: In questo caso, versare 2 anni di contributi volontari conviene ampiamente perché consente di ottenere la pensione e recuperare l’investimento in meno di 1 anno.Alternative ai Contributi VolontariPrima di scegliere i contributi volontari, valuta queste alternative:StrumentoCostoVantaggiSvantaggiRiscatto laureaCirca 25.000-50.000 euro (4-6 anni)Copre periodi universitari non lavoratiCosto elevato, non sempre convenienteTotalizzazioneGratuitaSomma contributi versati in gestioni diversePenalizzazione del 25% sull’importo pensioneRicongiunzioneA pagamento (onerosa)Unifica tutti i contributi in un’unica gestioneCosto molto elevato (decine di migliaia di euro)Cumulo gratuitoGratuito (Legge 228/2012)Somma contributi senza penalizzazioniDisponibile solo per alcune gestioniConsiglio pratico: Prima di versare contributi volontari, richiedi all’INPS (o tramite CAF) una simulazione pensionistica completa confrontando tutte le opzioni disponibili. Così potrai scegliere la soluzione più conveniente.Scadenze 2026: Domanda e VersamentiRispettare le scadenze dei versamenti è fondamentale: contributi versati in ritardo potrebbero non essere accreditati o richiedere una nuova autorizzazione. Scadenza Domanda di AutorizzazioneLa domanda di autorizzazione ai contributi volontari può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma è consigliabile farlo:Entro 90 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (per non perdere la continuità contributiva)Entro il 31 marzo se si vuole versare per l’anno in corso a partire da gennaioIMPORTANTE: I contributi volontari possono essere versati retroattivamente per massimo 24 mesi dalla data di autorizzazione, ma solo se si era già cessata l’attività lavorativa in quel periodo.Scadenze Versamenti Trimestrali 2026Se scegli la modalità di versamento trimestrale, le scadenze 2026 sono:TrimestrePeriodo CopertoScadenza VersamentoI trimestreGennaio – Marzo 202631 maggio 2026II trimestreAprile – Giugno 202631 agosto 2026III trimestreLuglio – Settembre 202630 novembre 2026IV trimestreOttobre – Dicembre 202628 febbraio 2027ATTENZIONE: Le scadenze sono fisse e perentorie. Versamenti effettuati oltre i termini potrebbero non essere accreditati. In caso di ritardo, contatta immediatamente l’INPS per regolarizzare.Scadenze Versamenti Mensili 2026Se opti per il versamento mensile, i contributi vanno versati entro il giorno 16 del secondo mese successivo al mese di riferimento. Esempi:Contributi gennaio 2026 → scadenza 16 marzo 2026Contributi febbraio 2026 → scadenza 16 aprile 2026Contributi marzo 2026 → scadenza 16 maggio 2026Modalità di Pagamento F24I contributi volontari si versano tramite modello F24 con i seguenti codici tributo:GestioneCodice TributoDescrizioneDipendenti (AGO)CVSMContributi volontariArtigianiCVARContributi volontari artigianiCommerciantiCVCOContributi volontari commerciantiGestione SeparataCVGSContributi volontari parasubordinatiIl versamento può essere effettuato:Online tramite home banking (F24 web)Allo sportello bancario o postale (F24 cartaceo)Tramite intermediario (commercialista, CAF)L’INPS invia i bollettini F24 precompilati con tutti i dati già inseriti. È sufficiente pagare entro la scadenza indicata.Cosa Succede in Caso di RitardoSe non versi i contributi entro le scadenze:Versamenti fino a 90 giorni di ritardo: puoi regolarizzare tramite ravvedimento operoso con sanzione ridotta (1,5-3,75%)Oltre 90 giorni: l’INPS potrebbe non accreditare quei contributi o richiedere una nuova autorizzazioneMancato versamento per 2 anni consecutivi: l’autorizzazione decade e devi ripresentare domanda ex novoDeducibilità Fiscale dei Contributi VolontariUno dei principali vantaggi dei contributi volontari INPS è la loro piena deducibilità fiscale dal reddito complessivo, che si traduce in un significativo risparmio IRPEF.Normativa FiscaleL’articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR (DPR 917/1986) prevede che i contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge sono integralmente deducibili dal reddito complessivo.I contributi volontari rientrano in questa categoria e possono essere dedotti:Senza limiti di importo (a differenza della previdenza complementare che ha limite di 5.164,57 euro)Nell’anno di effettivo versamento (principio di cassa)Anche se versati in unica soluzione per più anni arretratiCalcolo del Risparmio FiscaleIl risparmio IRPEF dipende dalla tua aliquota marginale (scaglione di reddito più alto).Scaglioni IRPEF 2026:Reddito ImponibileAliquota IRPEFFino a 28.000 euro23%Da 28.001 a 50.000 euro35%Oltre 50.000 euro43%Esempio 1 – Reddito 35.000 euro (aliquota marginale 35%)Contributi volontari versati: 6.000 euroDeduzione fiscale: 6.000 euroRisparmio IRPEF: 6.000 × 35% = 2.100 euroCosto netto effettivo: 6.000 – 2.100 = 3.900 euroEsempio 2 – Reddito 60.000 euro (aliquota marginale 43%)Contributi volontari versati: 9.900 euroDeduzione fiscale: 9.900 euroRisparmio IRPEF: 9.900 × 43% = 4.257 euroCosto netto effettivo: 9.900 – 4.257 = 5.643 euroCompilazione 730 e Modello RedditiPer beneficiare della deduzione, devi indicare i contributi volontari nella tua dichiarazione dei redditi:Nel Modello 730:Sezione I del Quadro E (Oneri e spese)Rigo E27 – Contributi previdenziali e assistenzialiCodice 1 – Contributi obbligatori e volontariImporto: somma di tutti i contributi volontari versati nell’annoNel Modello Redditi PF (ex Unico):Quadro RP (Oneri e spese)Sezione I – Rigo RP21 (Contributi previdenziali)Colonna 1: importo contributi volontari versatiDocumentazione necessaria:Ricevute F24 dei versamenti effettuatiBollettini INPS precompilati (conservare per eventuali controlli)Autorizzazione INPS alla prosecuzione volontariaIl CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della dichiarazione dei redditi e nel calcolo del risparmio fiscale effettivo derivante dai contributi volontari.Differenza tra Prosecuzione Volontaria e RiscattoSpesso si confondono contributi volontari e riscatto di periodi non coperti. Si tratta di due istituti previdenziali diversi, con costi e finalità differenti. Contribuzione VolontariaCos’è: Proseguire volontariamente il versamento di contributi dopo la cessazione dell’attività lavorativa.Quando si usa:Hai smesso di lavorare ma vuoi continuare a maturare contributiVuoi coprire periodi futuri di inattività (es. disoccupazione prolungata, aspettativa non retribuita)Costo: Calcolato su retribuzione/reddito di riferimento con aliquota 33% (dipendenti) o 24% (autonomi). Circa 6.000-10.000 euro/anno per redditi medi.Vantaggi:Costo relativamente contenutoDeducibilità fiscale integraleVersamento rateizzabile (trimestrale/mensile)Svantaggi:Richiede autorizzazione preventiva INPSCopre solo periodi successivi all’autorizzazione (max 24 mesi retroattivi)Non copre prestazioni temporanee (malattia, maternità)Riscatto Periodi Non CopertiCos’è: Acquistare retroattivamente la copertura contributiva di periodi passati non lavorati (es. laurea, aspettative, interruzioni).Quando si usa:Vuoi coprire anni di università (riscatto laurea)Hai avuto interruzioni lavorative nel passato non coperte da contributiVuoi anticipare la pensione recuperando anni mancantiCosto: Molto più elevato dei contributi volontari. Il riscatto laurea può costare:Sistema retributivo: fino a 60.000-80.000 euro per 5 anni (calcolato sulla retribuzione attuale)Sistema contributivo: circa 25.000-35.000 euro per 5 anni (calcolato sul minimale)Riscatto agevolato under 45: circa 5.000 euro/anno (massimo 5 anni)Vantaggi:Copre periodi passati anche lontani nel tempoNon richiede requisiti contributivi minimiPuò essere rateizzato fino a 120 rate mensiliSvantaggi:Costo molto elevatoConvenienza economica dubbia (si recupera l’investimento dopo molti anni di pensione)Deducibilità fiscale solo in caso di rateizzazioneConfronto DirettoAspettoContributi VolontariRiscatto LaureaPeriodi copertiFuturo (da autorizzazione in poi)Passato (anni universitari)Costo 1 anno6.000-10.000 euro5.000-15.000 euroRequisiti3 anni ultimi 5 o 5 in carrieraNessunoAutorizzazioneNecessariaNon necessariaDeducibilitàIntegraleSolo se rateizzatoPagamentoTrimestrale/mensileUnica soluzione o 120 rateConvenienzaAlta (se vicino a pensione)Media-bassa (lungo recupero)Quale ScegliereScegli i contributi volontari se:Hai cessato l’attività lavorativa e vuoi coprire i prossimi anniHai già una buona anzianità contributiva (15+ anni)Il costo annuale è sostenibile per teScegli il riscatto se:Hai una laurea e vuoi coprire quegli anniTi mancano pochi anni al requisito pensionistico e preferisci un’unica operazioneHai disponibilità economica elevata (o accesso a prestito agevolato)Combina entrambi se: Hai una laurea da riscattare E periodi futuri da coprire. In questo caso puoi riscattare la laurea (passato) e versare contributi volontari (futuro).Casi Pratici ed Esempi di CalcoloVediamo alcuni esempi concreti di situazioni reali e come calcolare il costo dei contributi volontari.Caso 1 – Ex Dipendente 50enne Vicino alla PensioneProfilo:Età: 50 anniAnzianità contributiva: 27 anniRetribuzione media ultime 52 settimane: 35.000 euro/annoSituazione: Licenziato per ristrutturazione aziendale, in cerca di nuova occupazioneObiettivo: Raggiungere 42 anni e 10 mesi per pensione anticipata a 62 anniCalcolo contributi volontari:Anni mancanti: 15 anni e 10 mesi (da 27 a 42,10)Costo annuo: 35.000 × 33% = 11.550 euroCosto totale 15 anni: 11.550 × 15 = 173.250 euroDeduzione fiscale (aliquota 35%): 173.250 × 35% = 60.638 euro risparmiatiCosto netto effettivo: 112.612 euroConvenienza: Dipende dalla prospettiva di trovare nuovo lavoro. Se non riesce a ricollocarsi, versare contributi volontari per 5-7 anni può avere senso per avvicinarsi ai requisiti. Oltre, meglio valutare totalizzazione o attendere la pensione di vecchiaia a 67 anni.Caso 2 – Ex Artigiano con Attività SospesaProfilo:Età: 58 anniAnzianità contributiva: 19 anniReddito medio d’impresa: 22.000 euro/annoSituazione: Ha chiuso l’attività artigianale, vive con pensione coniugeObiettivo: Raggiungere 20 anni per pensione di vecchiaia a 67 anniCalcolo contributi volontari:Anni mancanti: 1 anno (da 19 a 20)Aliquota artigiani: 24%Costo annuo: 22.000 × 24% = 5.280 euroDeduzione fiscale (aliquota 23%): 5.280 × 23% = 1.214 euro risparmiatiCosto netto effettivo: 4.066 euroConvenienza: Altissima. Con soli 4.066 euro netti riesce a maturare il diritto alla pensione di vecchiaia a 67 anni. Senza contributi volontari, perderebbe completamente i 19 anni già versati.Caso 3 – Ex Collaboratrice Gestione SeparataProfilo:Età: 45 anniAnzianità contributiva Gestione Separata: 6 anniUltimo compenso co.co.co: 15.000 euro/anno (sotto minimale)Situazione: Contratto a progetto cessato, attualmente disoccupataObiettivo: Mantenere la continuità contributiva in attesa di nuovo lavoroCalcolo contributi volontari:Base imponibile: 18.415 euro (minimale 2026, perché 15.000 è sotto soglia)Aliquota Gestione Separata: 33%Costo annuo: 18.415 × 33% = 6.077 euroDeduzione fiscale (aliquota 23%): 6.077 × 23% = 1.398 euro risparmiatiCosto netto effettivo: 4.679 euroConvenienza: Bassa. A 45 anni, con solo 6 anni di contributi e prospettive lavorative incerte, è meglio attendere una nuova occupazione. Versare contributi volontari per 14 anni (fino ai 20 necessari) costerebbe circa 65.000 euro netti. Meglio valutare totalizzazione futura o ricerca attiva lavoro.Tabella Riassuntiva Costi Annui per RedditoEcco quanto costano i contributi volontari a seconda del reddito di riferimento:Reddito AnnuoDipendenti (33%)Artigiani/Commercianti (24%)Minimale (18.415 euro)6.077 euro4.420 euro20.000 euro6.600 euro4.800 euro25.000 euro8.250 euro6.000 euro30.000 euro9.900 euro7.200 euro40.000 euro13.200 euro9.600 euro50.000 euro16.500 euro12.000 euroMassimale (119.650 euro)39.485 euroNessun massimaleIMPORTANTE: Questi sono i costi lordi. Sottraendo il risparmio fiscale (23-43% a seconda dell’aliquota IRPEF), il costo netto effettivo si riduce significativamente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Contributi Volontari INPSChi può versare i contributi volontari INPS?Possono versare contributi volontari i lavoratori dipendenti cessati, artigiani e commercianti che hanno sospeso l’attivita, collaboratori della Gestione Separata, coltivatori diretti. E necessario avere almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni oppure 5 anni di contributi in tutta la carriera lavorativa. Serve una domanda di autorizzazione preventiva all’INPS.Quanto costano i contributi volontari nel 2026?Il costo dipende dalla retribuzione media e dalla gestione. Per i dipendenti l’aliquota e del 33 percento, per artigiani e commercianti del 24 percento. Su una retribuzione di 30.000 euro annui, un ex dipendente paga circa 9.900 euro all’anno. Il minimale 2026 e di 18.415 euro per dipendenti e Gestione Separata.I contributi volontari sono deducibili dalle tasse?Si, i contributi volontari sono interamente deducibili dal reddito complessivo senza limiti di importo. Il risparmio fiscale dipende dall’aliquota IRPEF marginale: 23 percento, 35 percento o 43 percento. Ad esempio, con 6.000 euro di contributi e aliquota 35 percento si risparmiano 2.100 euro di IRPEF.Qual e la differenza tra contributi volontari e riscatto laurea?I contributi volontari coprono periodi futuri dall’autorizzazione in poi, mentre il riscatto laurea copre gli anni universitari passati. I contributi volontari costano meno, circa 6.000-10.000 euro all’anno, e sono sempre deducibili. Il riscatto laurea costa molto di piu, fino a 60.000 euro per 5 anni nel sistema retributivo, ed e deducibile solo se rateizzato.Posso versare contributi volontari se sto lavorando?No, i contributi volontari possono essere versati solo se si e cessata l’attivita lavorativa. Se sei ancora dipendente o autonomo attivo non puoi accedere alla prosecuzione volontaria. I contributi volontari servono a coprire periodi di inattivita lavorativa, non a integrare contributi obbligatori gia versati. Hai Bisogno di Assistenza per i Contributi Volontari?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la compilazione della domanda INPS, il calcolo dei costi contributivi e la gestione della deducibilità fiscale nella dichiarazione dei redditi.Verifica requisiti contributivi e diritto all’autorizzazioneCompilazione domanda online INPS con assistenza personalizzataCalcolo costi e simulazione pensionistica per valutare la convenienzaGestione deduzioni fiscali nel 730 e Modello RedditiAssistenza ricorsi in caso di rigetto della domandaContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-13 09:55:082026-05-31 14:02:47Contributi Volontari INPS 2026: Guida Completa, Costi e Requisiti
PARTITA IVASaldo IVA 2025: Scadenza 16 Marzo, Come Pagare con F24Il saldo IVA 2025 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più importanti per le partite IVA e i professionisti italiani. Entro il 16 marzo 2026, tutti i contribuenti tenuti al versamento dell’IVA devono effettuare il pagamento del saldo annuale relativo all’anno d’imposta 2025, utilizzando il modello F24. Questa scadenza riguarda chi presenta la dichiarazione IVA annuale e ha un debito residuo da versare dopo aver considerato gli acconti già pagati durante l’anno.Ma chi deve pagare il saldo IVA? Come si calcola l’importo? Quali sono i codici tributo da utilizzare nel modello F24? E cosa succede se non si paga entro la scadenza? In questa guida completa rispondiamo a tutte queste domande, fornendo esempi pratici, tabelle riassuntive e le informazioni aggiornate per il 2025.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione IVA, nel calcolo del saldo e nella gestione degli adempimenti fiscali per la tua partita IVA. Scopri come evitare errori e sanzioni con il supporto dei nostri esperti. 📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il Saldo IVA e Chi Deve PagarloScadenza 16 Marzo 2026: Quando PagareCome Calcolare il Saldo IVA 2025Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVACodici Tributo F24 per il Saldo IVARegimi Speciali: Forfettario, Agricolo, EsoneriSanzioni per Ritardo o Omesso VersamentoRavvedimento Operoso: Come RegolarizzareEsempi Pratici di CalcoloDomande FrequentiCos’è il Saldo IVA e Chi Deve PagarloIl saldo IVA è la differenza tra l’IVA a debito (incassata sulle vendite) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) che emerge dalla dichiarazione IVA annuale. Se questa differenza è positiva, il contribuente deve versare la somma all’Agenzia delle Entrate tramite modello F24.Devono pagare il saldo IVA 2025 tutti i titolari di partita IVA che:Presentano la dichiarazione IVA annuale (modello IVA/2026 per l’anno 2025)Hanno un debito IVA risultante dalla dichiarazioneNon rientrano in regimi speciali esonerati dall’IVA (come il regime forfettario)Effettuano liquidazioni periodiche dell’IVA (mensili o trimestrali)Chi è escluso dal pagamento del saldo IVA?Regime forfettario: I contribuenti in regime forfettario non applicano l’IVA e quindi non devono versare né acconti né saldo IVARegime di vantaggio (ex minimi): Anche in questo caso non c’è obbligo di versamento IVAContribuenti con IVA a credito: Chi ha IVA a credito può richiedere il rimborso o riportare il credito negli anni successiviOperazioni esenti IVA: Alcuni settori (sanità, istruzione, attività finanziarie) possono avere operazioni esentiLa normativa di riferimento è contenuta nel D.P.R. 633/1972 (legge IVA) e nelle successive modifiche, con particolare riferimento all’art. 1 del D.P.R. 435/2001 che disciplina i termini di versamento. Scadenza 16 Marzo 2026: Quando PagareLa scadenza per il saldo IVA 2025 è fissata al 16 marzo 2026. Questa data coincide con il termine per la presentazione della dichiarazione IVA annuale in modalità telematica.Calendario delle scadenze IVA 2025-2026:ScadenzaAdempimentoChi riguarda16 marzo 2026Versamento saldo IVA 2025 + presentazione dichiarazione IVA/2026Tutti i contribuenti IVA ordinari16 aprile 2026Scadenza prorogata per chi paga con maggiorazione 0,40%Contribuenti che scelgono la proroga16 febbraio 2026Versamento secondo acconto IVA (riferito al 2026)Contribuenti con liquidazioni IVA trimestrali27 dicembre 2025Versamento secondo acconto IVA (contribuenti mensili)Contribuenti con liquidazioni IVA mensiliPerché il 16 marzo? Questa scadenza è stabilita dall’art. 5-bis del D.P.R. 322/1998, che prevede che il saldo IVA debba essere versato contestualmente alla presentazione della dichiarazione annuale IVA. Il termine ordinario sarebbe il 28 febbraio, ma per chi trasmette telematicamente la dichiarazione (obbligo dal 2017), la scadenza è prorogata al 16 marzo.Proroga con maggiorazione: È possibile differire il pagamento del saldo IVA di 30 giorni, portando la scadenza al 16 aprile 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione si calcola sull’importo del saldo da versare. Differenze tra Contribuenti Mensili e TrimestraliI contribuenti IVA possono scegliere tra liquidazione mensile o trimestrale:Mensile: Le liquidazioni IVA vanno effettuate entro il 16 del mese successivo. Il saldo annuale si calcola considerando tutti i 12 mesi del 2025.Trimestrale: Le liquidazioni IVA si fanno entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (es. IVA gennaio-marzo 2025 va versata entro 16 maggio 2025). Il saldo annuale considera i 4 trimestri.Indipendentemente dalla periodicità, la scadenza del saldo IVA al 16 marzo è uguale per tutti.Come Calcolare il Saldo IVA 2025Il calcolo del saldo IVA si basa sulla differenza tra IVA a debito e IVA a credito, considerando anche eventuali acconti già versati durante l’anno.Formula del calcolo:Saldo IVA = (IVA a debito 2025) - (IVA a credito 2025) - (Acconti IVA versati nel 2025)Vediamo nel dettaglio ogni componente: 1. IVA a DebitoL’IVA a debito è l’imposta applicata sulle vendite e prestazioni di servizi effettuate durante l’anno 2025. Si calcola sommando l’IVA fatturata ai clienti in tutte le fatture emesse.Esempio: Un professionista ha emesso fatture per 50.000 euro + IVA 22% = 11.000 euro di IVA a debito.2. IVA a CreditoL’IVA a credito è l’imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi necessari per l’attività. Include l’IVA sulle fatture ricevute dai fornitori, purché inerenti all’attività professionale.Esempio: Lo stesso professionista ha acquistato beni/servizi per 20.000 euro + IVA 22% = 4.400 euro di IVA a credito.3. Acconti IVA VersatiDurante l’anno 2025, i contribuenti IVA hanno già versato due acconti IVA:Primo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2024, pari all’88% del debito IVA del periodo ottobre-novembre 2024 (per mensili) o del terzo trimestre 2024 (per trimestrali)Secondo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2025 (mensili) o 16 febbraio 2026 (trimestrali)Esempio: Il professionista ha versato 3.000 euro di acconti IVA nel 2025.Calcolo FinaleRiprendiamo l’esempio completo:IVA a debito: 11.000 euroIVA a credito: 4.400 euroAcconti versati: 3.000 euroSaldo IVA = 11.000 - 4.400 - 3.000 = 3.600 euroIl professionista dovrà versare 3.600 euro entro il 16 marzo 2026.Attenzione: Se il risultato è negativo, significa che il contribuente ha un credito IVA da riportare negli anni successivi o da chiedere a rimborso (secondo le condizioni previste dall’art. 30 D.P.R. 633/1972).Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVAIl pagamento del saldo IVA avviene esclusivamente tramite modello F24, che può essere compilato e trasmesso:Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel)Tramite home banking del proprio istituto di creditoPresso banche, Poste Italiane o intermediari abilitati (commercialisti, CAF) Guida Passo-Passo alla Compilazione del F24Sezione da compilare: “Erario” del modello F24Campi obbligatori:Codice tributo: 6099 (saldo IVA) – vedi sezione successiva per tutti i codiciAnno di riferimento: 2025 (anno d’imposta cui si riferisce il saldo)Importi a debito versati: L’importo del saldo IVA da pagare (es. 3.600,00)Codice ufficio: Lasciare vuoto (non necessario per IVA)Codice atto: Lasciare vuotoEsempio di Compilazione F24CampoValoreCodice tributo6099Rateazione/regione/prov/mese rif.0101 (non rateizzato)Anno di riferimento2025Importi a debito versati3.600,00Importi a credito compensati0,00 (se non si compensa con altri crediti)TOTALE A3.600,00Modalità di pagamento:Versamento diretto: Si paga l’intero importo entro il 16 marzo 2026Compensazione: È possibile compensare il debito IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, IRES, contributi INPS) utilizzando il modello F24Rateizzazione: NON è possibile rateizzare il saldo IVA (a differenza di imposte sui redditi o contributi)Attenzione alla compensazione: La compensazione di crediti tributari superiori a 5.000 euro annui richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione (art. 35 D.Lgs. 241/1997) o la sottoscrizione da parte di un professionista abilitato.Codici Tributo F24 per il Saldo IVAL’Agenzia delle Entrate prevede codici tributo specifici per il versamento del saldo IVA, a seconda della tipologia di contribuente e della situazione fiscale.Tabella completa dei codici tributo IVA:CodiceDescrizioneQuando si usa6099Saldo IVA annualeVersamento ordinario del saldo IVA risultante dalla dichiarazione annuale6001IVA mensile (mese di gennaio)Liquidazione IVA periodica del primo mese6002IVA mensile (febbraio)Liquidazione IVA mensile di febbraio6003-6012IVA mensile (altri mesi)Un codice per ogni mese da marzo a dicembre6031IVA primo trimestreLiquidazione IVA trimestrale gennaio-marzo6032IVA secondo trimestreLiquidazione IVA trimestrale aprile-giugno6033IVA terzo trimestreLiquidazione IVA trimestrale luglio-settembre6034IVA quarto trimestreLiquidazione IVA trimestrale ottobre-dicembre6035Acconto IVA (metodo storico)Versamento secondo acconto IVA6036Acconto IVA (metodo previsionale)Versamento acconto con metodo previsionale6037Acconto IVA (metodo da operazioni effettuate)Versamento acconto calcolato sulle operazioni reali6098Interessi da saldo IVA dilazionatoInteressi per rateizzazione (NON applicabile al saldo IVA)Codice 6099: il più utilizzatoIl codice tributo 6099 è quello standard per il versamento del saldo IVA annuale. Va utilizzato quando:Si presenta la dichiarazione IVA annualeIl risultato è un debito IVA da versareNon si tratta di liquidazioni periodiche o accontiAttenzione: Se stai versando un acconto IVA (secondo acconto per l’anno 2026), devi utilizzare i codici 6035, 6036 o 6037, NON il 6099. Interessi per Versamento Posticipato (0,40%)Se decidi di pagare il saldo IVA entro il 16 aprile 2026 invece del 16 marzo, devi applicare una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione:Si calcola sull’importo del saldo da versareVa indicata nello stesso F24 con il codice tributo 6099Si somma all’importo del saldoEsempio: Saldo IVA di 3.600 euro con proroga al 16 aprile:Interessi 0,40% = 3.600 × 0,0040 = 14,40 euro Totale da versare = 3.600 + 14,40 = 3.614,40 euroRegimi Speciali: Forfettario, Agricolo, EsoneriNon tutti i titolari di partita IVA sono tenuti al versamento del saldo IVA. Alcuni regimi fiscali speciali prevedono l’esonero dagli obblighi IVA.Regime ForfettarioI contribuenti che aderiscono al regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89) sono esonerati da IVA. Questo significa che:Non addebitano IVA nelle fatture emesse ai clientiNon detraggono IVA sugli acquistiNon presentano la dichiarazione IVANon versano acconti né saldo IVALimiti del regime forfettario 2025:Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euroApplicazione di coefficienti di redditività diversi per settoreImposta sostitutiva del 15% o 5% (primi 5 anni di attività)Attenzione: Se nel corso del 2025 superi il limite di 85.000 euro di ricavi, esci dal regime forfettario e dall’anno successivo (2026) dovrai applicare l’IVA ordinaria e versare acconti/saldo.Regime di Vantaggio (ex Minimi)Il regime di vantaggio per i contribuenti minimi (Legge 244/2007) è stato abolito dal 2016, ma chi vi rientrava può continuare fino alla scadenza naturale del quinquennio. Anche questo regime prevede l’esonero da IVA.Regime Speciale AgricoloGli agricoltori in regime speciale IVA (art. 34 D.P.R. 633/1972) applicano percentuali di compensazione IVA forfettarie e possono avere semplificazioni negli adempimenti, ma restano tenuti al versamento del saldo IVA se risultante dalla dichiarazione.Operazioni Esenti IVAAlcuni settori effettuano operazioni esenti da IVA (art. 10 D.P.R. 633/1972):Sanità e servizi socio-sanitariIstruzione (scuole, università)Attività finanziarie e assicurativeLocazioni immobiliari ad uso abitativoChi effettua solo operazioni esenti non versa IVA, ma non può nemmeno detrarla sugli acquisti. Chi ha operazioni miste (esenti e imponibili) deve calcolare la pro-rata di detrazione.Esonero per Volume d’Affari RidottoNon esiste un esonero automatico dal saldo IVA per chi ha un volume d’affari ridotto. Anche con pochi euro di debito IVA, il versamento è obbligatorio. L’unica eccezione è per importi inferiori a 10,33 euro, che non vanno versati (importo minimo di versamento).Sanzioni per Ritardo o Omesso VersamentoIl mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative e interessi moratori, come previsto dal D.Lgs. 471/1997. Sanzioni per Omesso VersamentoSe non versi il saldo IVA entro il 16 marzo 2026, incorri nella sanzione del 30% dell’importo non versato (art. 13 D.Lgs. 471/1997).Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro non versato:Sanzione = 3.600 × 30% = 1.080 euroQuesta sanzione si somma agli interessi moratori, calcolati al tasso legale (attualmente 2,5% annuo per il 2025) per ogni giorno di ritardo.Riduzione delle Sanzioni con Ravvedimento OperosoÈ possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), regolarizzando il pagamento spontaneamente prima di eventuali accertamenti. Vedi la sezione successiva per i dettagli.Interessi MoratoriGli interessi moratori si calcolano dal giorno successivo alla scadenza (17 marzo 2026) fino al giorno del pagamento effettivo, applicando il tasso legale annuo.Formula interessi:Interessi = (Importo dovuto × Tasso legale × Giorni di ritardo) / 36500Esempio: Pagamento in ritardo di 30 giorni (saldo 3.600 euro, tasso legale 2,5%):Interessi = (3.600 × 2,5 × 30) / 36500 = 7,40 euroConseguenze in Caso di Inadempienza ProlungataSe il mancato pagamento del saldo IVA si protrae oltre i termini del ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate può procedere con:Cartella di pagamento: Notifica dell’importo dovuto (saldo + sanzioni + interessi)Iscrizione a ruolo: Riscossione coattiva tramite Agenzia delle Entrate-RiscossioneFermo amministrativo di veicoli intestatiIpoteca su beni immobiliPignoramento di beni mobili, conti correnti, stipendiImportante: Le sanzioni per omesso versamento IVA sono penalmente rilevanti se l’importo evaso supera i 250.000 euro per anno d’imposta (art. 10-ter D.Lgs. 74/2000), con pene detentive da 6 mesi a 2 anni.Ravvedimento Operoso: Come RegolarizzareIl ravvedimento operoso è lo strumento che consente di regolarizzare spontaneamente il mancato o tardivo versamento del saldo IVA, beneficiando di sanzioni ridotte.L’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 prevede diverse tipologie di ravvedimento a seconda dei giorni di ritardo:Tipologie di Ravvedimento e Sanzioni RidotteTipo ravvedimentoEntro quandoSanzione ridottaSprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)BreveDal 15° al 30° giorno1,5% dell’importo dovutoIntermedioDal 31° al 90° giorno1,67% dell’importo dovutoLungoEntro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno successivo3,75% dell’importo dovutoLunghissimoOltre il termine dichiarazione, ma entro 2 anni4,29% dell’importo dovutoOltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza5% dell’importo dovutoCome Calcolare il RavvedimentoPer regolarizzare il saldo IVA 2025 in ritardo, devi versare con F24:Importo del saldo IVA originario (codice tributo 6099)Sanzione ridotta (codice tributo 8904 – sanzioni pecuniarie IVA)Interessi legali (codice tributo 1991 – interessi sul ravvedimento)Esempio pratico: Saldo IVA di 3.600 euro pagato con 20 giorni di ritardo (5 aprile 2026).Si applica il ravvedimento breve (1,5%):Sanzione ridotta = 3.600 × 1,5% = 54 euro Interessi (20 gg, tasso 2,5%) = (3.600 × 2,5 × 20) / 36500 = 4,93 euro Totale da versare = 3.600 + 54 + 4,93 = 3.658,93 euroCodici Tributo per il RavvedimentoNel modello F24 per il ravvedimento operoso del saldo IVA, utilizza:6099: Importo del saldo IVA8904: Sanzioni pecuniarie per irregolarità IVA1991: Interessi sul ravvedimento per liquidazioni periodiche e dichiarazioni IVAQuando NON è Possibile RavvedersiIl ravvedimento operoso non è ammesso se:Hai già ricevuto una comunicazione di irregolarità (PVC, avviso bonario)È stata notificata una cartella di pagamentoSono iniziati accessi, ispezioni o verifiche da parte dell’Agenzia delle EntrateSono decorsi più di 5 anni dalla violazione (termine prescrizionale)Consiglio: Se hai dimenticato di pagare il saldo IVA, procedi immediatamente con il ravvedimento operoso per limitare le sanzioni. Più tempo passa, più la sanzione aumenta (fino al 30% se non ti ravvedi).Esempi Pratici di CalcoloVediamo alcuni casi concreti di calcolo e pagamento del saldo IVA 2025, con situazioni tipiche di diversi professionisti e imprese. Esempio 1: Professionista con Liquidazione MensileSituazione: Commercialista con partita IVA in regime ordinario, liquidazione mensile.IVA a debito 2025: 22.000 euro (fatture emesse ai clienti)IVA a credito 2025: 6.500 euro (spese professionali, attrezzature, software)Acconti IVA versati nel 2025: 8.000 euroCalcolo saldo IVA:Saldo IVA = 22.000 - 6.500 - 8.000 = 7.500 euroScadenza: 16 marzo 2026Codice tributo F24: 6099Importo da versare: 7.500 euroEsempio 2: Piccola Impresa con Liquidazione TrimestraleSituazione: Negozio di abbigliamento, liquidazione IVA trimestrale.IVA a debito 2025: 55.000 euro (vendite al dettaglio)IVA a credito 2025: 38.000 euro (acquisto merce, utenze, affitto)Acconti IVA versati: 10.000 euroCalcolo saldo IVA:Saldo IVA = 55.000 - 38.000 - 10.000 = 7.000 euroOpzione proroga: L’imprenditore decide di pagare il 16 aprile 2026 con maggiorazione 0,40%:Interessi proroga = 7.000 × 0,40% = 28 euro Totale da versare = 7.000 + 28 = 7.028 euroEsempio 3: Contribuente in Regime ForfettarioSituazione: Grafico freelance in regime forfettario.Ricavi 2025: 45.000 euroRegime: Forfettario (coefficiente redditività 78%, imposta sostitutiva 15%)Saldo IVA:NON DOVUTO - Il regime forfettario è esente da IVA. Non si presenta dichiarazione IVA e non si versa alcun saldo.Il grafico verserà solo l’imposta sostitutiva sui redditi, ma nessun adempimento IVA.Esempio 4: Professionista con Credito IVASituazione: Ingegnere che ha sostenuto investimenti importanti nel 2025.IVA a debito 2025: 18.000 euroIVA a credito 2025: 25.000 euro (acquisto attrezzature, auto aziendale)Acconti IVA versati: 3.500 euroCalcolo:Saldo IVA = 18.000 - 25.000 - 3.500 = -10.500 euro (CREDITO)Risultato: L’ingegnere ha un credito IVA di 10.500 euro. Può:Riportarlo in compensazione negli anni successiviChiedere il rimborso se i requisiti sono soddisfatti (attività da almeno 2 anni, credito superiore a 2.582,28 euro)Compensare con altri tributi (IRPEF, INPS) tramite F24In questo caso NON si versa alcun saldo IVA.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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Anche chi ha un credito IVA risultante dalla dichiarazione non deve versare alcun saldo.Cosa succede se pago il saldo IVA in ritardo?Il mancato o ritardato pagamento comporta sanzioni del 30% dell’importo dovuto più interessi moratori. È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso, che prevede sanzioni ridotte dall’1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo.Posso rateizzare il saldo IVA?No, il saldo IVA non è rateizzabile. Deve essere versato in un’unica soluzione entro il 16 marzo (o 16 aprile con maggiorazione). La rateizzazione è prevista solo per le imposte sui redditi, non per l’IVA.Come si calcola il saldo IVA?Il saldo IVA si calcola con la formula: IVA a debito – IVA a credito – Acconti già versati. Se il risultato è positivo, si deve versare quella somma. Se negativo, si ha un credito IVA da compensare o richiedere a rimborso.Posso compensare il saldo IVA con altri crediti fiscali?Sì, è possibile compensare il debito da saldo IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, INPS, altre imposte) utilizzando il modello F24. Per compensazioni superiori a 5.000 euro annui è necessario il visto di conformità.Hai Bisogno di Assistenza per il Saldo IVA?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella compilazione della dichiarazione IVA, nel calcolo del saldo e nel versamento tramite F24. Evitiamo errori, sanzioni e ritardi.I nostri servizi includono:Compilazione dichiarazione IVA annualeCalcolo saldo e acconti IVAGestione F24 e invio telematicoRavvedimento operoso per pagamenti in ritardoConsulenza su compensazioni e crediti IVAContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640 ARTICOLI CORRELATIPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed estero Autofattura TD17 forfettario: sono tre parole che mettono in difficoltà molti titolari di partita IVA agevolata. 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Scopri quali dati servono, come funziona il conguaglio contributivo e quali sanzioni rischi in caso di comunicazione omessa, tardiva o infedele. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-01 13:00:002026-09-30 08:10:54Dichiarazione Annuale Inarcassa 2026: Scadenza 31 Ottobre (slitta al 2 Novembre), Come Compilarla e SanzioniCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-13 08:55:082026-09-27 09:41:44Saldo IVA 2025: Scadenza 16 Marzo, Come Pagare con F24
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed estero Autofattura TD17 forfettario: sono tre parole che mettono in difficoltà molti titolari di partita IVA agevolata. Succede quasi sempre allo stesso modo: paghi una campagna su Google Ads o Meta, rinnovi l'abbonamento a Canva o Adobe, ordini… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-02 15:00:002026-09-29 07:38:09Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed estero
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ASSEGNO UNICO, MATERNITA'Assegno Unico con ISEE Scaduto: Cosa Succede e Come RinnovareASSEGNO UNICO UNIVERSALESe il tuo ISEE è scaduto e non l’hai ancora rinnovato per il 2026, l’Assegno Unico Universale che ricevi mensilmente potrebbe essersi ridotto drasticamente all’importo minimo di 57 euro per figlio. In questa guida completa ti spieghiamo cosa succede quando l’ISEE scade, quanto perdi economicamente ogni mese, come rinnovare l’ISEE rapidamente al CAF e come recuperare gli arretrati.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito e veloce per il rinnovo ISEE. Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-13 08:00:002026-05-31 17:08:00Assegno Unico con ISEE Scaduto: Cosa Succede e Come Rinnovare
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOCo.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla CompatibilitaAggiornato a marzo 2026 – Sei un istruttore sportivo con un contratto Co.Co.Co. e stai pensando di aprire partita IVA forfettaria? Oppure hai già una P.IVA e vuoi capire se puoi accettare anche compensi sportivi? La buona notizia è che le due forme sono perfettamente compatibili, ma ci sono regole precise da conoscere per non perdere i benefici fiscali. In questa guida completa analizziamo tutto: soglie, contributi INPS, tassazione e esempi pratici con calcoli reali. Indice dei contenutiCos’è il Contratto Co.Co.Co. SportivoLe Soglie di Esenzione Fiscale 2026Requisiti Regime Forfettario 2026Compatibilità Co.Co.Co. e ForfettarioContributi INPS: Come FunzionanoEsempi Pratici con Calcoli DettagliatiObblighi Fiscali e DichiarativiQuando Conviene Aprire P.IVADomande FrequentiCos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva (Co.Co.Co. sportivo) è una forma contrattuale introdotta dal D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport), entrata pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Si tratta di una tipologia contrattuale specifica per il settore sportivo dilettantistico che permette alle associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) di instaurare rapporti di lavoro con istruttori, allenatori, preparatori e altri collaboratori sportivi.Le caratteristiche distintive del Co.Co.Co. sportivo sono:Coordinamento con l’ente sportivo: il lavoratore organizza la propria attività seguendo le direttive dell’ASD/SSDContinuità della prestazione: non si tratta di prestazioni occasionali, ma di un rapporto stabile nel tempoPrevalenza personale: il lavoro viene svolto personalmente dal collaboratoreAssenza di vincolo di subordinazione: diversamente dal lavoro dipendente, il collaboratore mantiene autonomia organizzativaChi può avere un Co.Co.Co. sportivo? Questo contratto è riservato a figure professionali del mondo sportivo dilettantistico: istruttori di nuoto, fitness, tennis, calcio, pallavolo, preparatori atletici, allenatori di squadre giovanili, direttori tecnici e altre figure previste dai regolamenti delle federazioni sportive.Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026 Uno dei principali vantaggi del Co.Co.Co. sportivo è il regime fiscale agevolato. Per il 2026, le soglie di esenzione sono confermate come segue:Fascia di CompensoTassazione IRPEFContributi INPS0 – 5.000 euroEsenteEsenti5.001 – 15.000 euroEsenteDovuti (con riduzione 50%)Oltre 15.000 euroTassati (solo parte eccedente)DovutiSoglia 5.000 euro: esenzione totaleI compensi sportivi fino a 5.000 euro annui lordi sono completamente esenti sia da IRPEF che da contributi INPS. Questa soglia è cumulativa: se lavori per più ASD/SSD, devi sommare tutti i compensi ricevuti. Ad esempio, se ricevi 3.000 euro da un’ASD e 4.000 euro da un’altra, il totale di 7.000 euro supera la soglia dei 5.000 euro.Soglia 15.000 euro: esenzione solo IRPEFI compensi tra 5.001 e 15.000 euro restano esenti da IRPEF, ma sono soggetti a contributi INPS. La contribuzione si calcola sulla parte eccedente i 5.000 euro, con una riduzione del 50% dell’imponibile contributivo valida fino al 31 dicembre 2027.Oltre 15.000 euro: tassazione ordinariaSuperata la soglia di 15.000 euro, i compensi eccedenti vengono tassati secondo le aliquote IRPEF ordinarie. La tassazione si applica solo sulla parte che supera i 15.000 euro, non sull’intero importo.Requisiti Regime Forfettario 2026 Per comprendere la compatibilità tra Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria, è fondamentale conoscere i requisiti del regime forfettario 2026:Limite di ricavi: 85.000 euroIl limite principale è quello dei ricavi/compensi: per restare nel regime forfettario, non devi superare 85.000 euro annui di fatturato dalla tua attività con partita IVA. Se superi questa soglia ma resti sotto i 100.000 euro, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata.Limite redditi da lavoro dipendente: 35.000 euroAttenzione a questo requisito: se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro (limite elevato per il 2025-2026, in precedenza era 30.000 euro), non puoi accedere al forfettario. Tuttavia, i compensi sportivi Co.Co.Co. NON rientrano in questo limite, come vedremo nel prossimo paragrafo.Altre cause di esclusioneSpese per dipendenti: non devi aver sostenuto spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 euro lordiPartecipazioni societarie: non puoi possedere quote in società di persone o controllare SRL con attività riconducibile alla tuaEx datore di lavoro: se oltre il 50% dei tuoi compensi deriva dal tuo ex datore di lavoro dei 2 anni precedenti, sei esclusoRegimi speciali IVA: non puoi utilizzare contemporaneamente regimi speciali IVAAliquote del regime forfettarioTipologiaAliquotaRequisitiStart-up5%Primi 5 anni, nuova attivitàOrdinaria15%Dal 6° anno o senza requisiti start-upIl reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Per le attività sportive (codice ATECO 85.51 e simili), il coefficiente è del 78%.Compatibilità Co.Co.Co. Sportivo e P.IVA Forfettaria Arriviamo alla domanda centrale: si può avere contemporaneamente un Co.Co.Co. sportivo e una partita IVA forfettaria? La risposta è sì, sono perfettamente compatibili.Perché sono compatibiliI compensi sportivi percepiti con Co.Co.Co. sono classificati fiscalmente come redditi diversi (art. 67, comma 1, lettera m del TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente o assimilati. Questo significa che:Non contano ai fini del limite 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente/assimilatoNon contano ai fini del limite 85.000 euro di ricavi forfettari (sono redditi separati)Non creano incompatibilità con il regime forfettarioQuesta interpretazione è confermata dalla Circolare Agenzia delle Entrate 10/E del 4 aprile 2016 e dalla Risoluzione 64/E del 2019, che chiariscono la natura dei compensi sportivi e la loro compatibilità con altri regimi fiscali.Come si cumulano i redditiI due redditi vengono dichiarati separatamente e tassati con regole diverse:Reddito forfettario: tassato con imposta sostitutiva 5% o 15%Compensi sportivi fino a 15.000 euro: esenti IRPEFCompensi sportivi oltre 15.000 euro: tassati con IRPEF ordinaria (solo la parte eccedente)Contributi INPS: Come Funzionano La gestione contributiva è uno degli aspetti più complessi quando si combinano Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria. Vediamo nel dettaglio come funzionano i contributi INPS 2026.Contributi sul Co.Co.Co. sportivoI collaboratori sportivi sono iscritti alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026, secondo la Circolare INPS n. 8/2026, sono:SituazioneAliquota IVSAliquota totaleSenza altra copertura previdenziale25%27,03% (+ contributi minori)Con altra copertura (es. P.IVA)24%24%Riduzione 50% fino al 2027: per i lavoratori sportivi, l’imponibile contributivo è ridotto del 50% sulla parte eccedente i 5.000 euro. Questo significa che su 10.000 euro di compensi sportivi, i contributi si calcolano solo su 2.500 euro (metà di 5.000 euro eccedenti).Ripartizione dell’onere: 2/3 a carico dell’ASD/SSD, 1/3 a carico del collaboratore.Contributi sulla P.IVA forfettariaSe sei iscritto alla Gestione Separata anche per la P.IVA (professionista senza cassa), l’aliquota 2026 è:26,07% se non hai altra copertura previdenziale24% se hai già altra copertura (es. dal Co.Co.Co. sportivo)In caso di doppia iscrizione, puoi beneficiare dell’aliquota ridotta del 24% sulla P.IVA, poiché risulti già coperto dalla previdenza del Co.Co.Co.Esempi Pratici con Calcoli DettagliatiVediamo ora tre esempi pratici con calcoli reali per capire concretamente quanto si paga e quanto resta netto.Esempio 1: Istruttore di nuoto con P.IVA personal trainerSituazione:Co.Co.Co. sportivo presso piscina comunale: 12.000 euro/annoP.IVA forfettaria come personal trainer: 28.000 euro/annoCalcolo imposte e contributi:Compensi sportivi (12.000 euro):IRPEF: 0 euro (sotto soglia 15.000 euro, esente)Contributi INPS: base imponibile = (12.000 – 5.000) x 50% = 3.500 euroContributi dovuti: 3.500 x 24% = 840 euro (di cui 280 euro a carico del lavoratore)Reddito forfettario (28.000 euro):Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euroImposta sostitutiva (15%): 21.840 x 15% = 3.276 euroContributi INPS (24%): 21.840 x 24% = 5.242 euroTotale imposte e contributi annui:IRPEF/Imposta sostitutiva: 3.276 euroContributi totali a carico: 280 + 5.242 = 5.522 euroTotale: 8.798 euroReddito netto annuo: 40.000 – 8.798 = 31.202 euro (circa 2.600 euro/mese)Esempio 2: Personal trainer con doppia attività intensaSituazione:Co.Co.Co. sportivo presso 2 palestre: 8.000 euro/annoP.IVA forfettaria (corsi privati + online): 45.000 euro/annoCalcolo imposte e contributi:Compensi sportivi (8.000 euro):IRPEF: 0 euro (esente)Contributi INPS: base = (8.000 – 5.000) x 50% = 1.500 euroContributi dovuti: 1.500 x 24% = 360 euro (120 euro a carico lavoratore)Reddito forfettario (45.000 euro):Reddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euroImposta sostitutiva (15%): 35.100 x 15% = 5.265 euroContributi INPS (24%): 35.100 x 24% = 8.424 euroTotale imposte e contributi: 5.265 + 120 + 8.424 = 13.809 euroReddito netto annuo: 53.000 – 13.809 = 39.191 euro (circa 3.266 euro/mese)Esempio 3: Fisioterapista sportivo (caso limite)Situazione:Co.Co.Co. sportivo presso società calcio: 20.000 euro/annoP.IVA forfettaria come fisioterapista: 60.000 euro/annoVerifica compatibilità: OK – il Co.Co.Co. sportivo non conta per il limite 85.000 euro forfettario né per il limite 35.000 euro redditi dipendenti.Calcolo imposte e contributi:Compensi sportivi (20.000 euro):IRPEF su parte eccedente 15.000: (20.000 – 15.000) x 23% = 1.150 euroContributi INPS: base = (20.000 – 5.000) x 50% = 7.500 euroContributi dovuti: 7.500 x 24% = 1.800 euro (600 euro a carico lavoratore)Reddito forfettario (60.000 euro):Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euroImposta sostitutiva (15%): 46.800 x 15% = 7.020 euroContributi INPS (24%): 46.800 x 24% = 11.232 euroTotale imposte e contributi: 1.150 + 600 + 7.020 + 11.232 = 20.002 euroReddito netto annuo: 80.000 – 20.002 = 59.998 euro (circa 5.000 euro/mese)Obblighi Fiscali e Dichiarativi Chi ha sia Co.Co.Co. sportivo che P.IVA forfettaria deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Ecco i quadri da compilare:Quadri del Modello Redditi PFQuadro LM: per il reddito forfettario (sezione II per forfettari)Quadro RL: per i compensi sportivi (rigo RL21/RL22 per redditi diversi)Quadro RR: per i contributi INPS Gestione SeparataCertificazione Unica (CU)L’ASD/SSD che ti corrisponde i compensi sportivi deve rilasciarti la Certificazione Unica entro il 16 marzo di ogni anno. Questo documento riporta i compensi erogati e le eventuali ritenute/contributi.Scadenze 2026AdempimentoScadenzaRicezione CU dall’ASD16 marzo 2026Dichiarazione Redditi PF30 settembre 2026Saldo imposte + 1° acconto30 giugno 20262° acconto imposte30 novembre 2026Quando Conviene Aprire Partita IVANon sempre conviene aprire partita IVA se hai già un Co.Co.Co. sportivo. Ecco una checklist decisionale:Conviene aprire P.IVA se:Hai clienti privati che vogliono fatturaVuoi offrire servizi a palestre/centri sportivi come fornitore esternoI tuoi compensi sportivi sono stabili e vuoi diversificareVuoi dedurre costi (nel forfettario solo in modo forfettario)Hai prospettive di crescita oltre i limiti del Co.Co.Co.Non conviene aprire P.IVA se:I compensi sportivi sono già sufficientiNon hai clienti esterni all’ASDVuoi mantenere la semplicità gestionaleRischi di superare i limiti del forfettario📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti GratisNiente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione fiscale e amministrativa di Associazioni Sportive Dilettantistiche. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Prova gratis 30 giorniDomande Frequenti Posso avere Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria insieme?Sì, le due forme sono perfettamente compatibili. I compensi sportivi sono classificati come redditi diversi e non interferiscono con i requisiti del regime forfettario.I compensi sportivi contano per il limite 85.000 euro del forfettario?No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non rientrano nel calcolo dei ricavi/compensi forfettari. Sono redditi di natura diversa e vengono dichiarati separatamente.Cosa succede se supero 35.000 euro di compensi sportivi?I compensi sportivi non sono redditi da lavoro dipendente, quindi non contano ai fini del limite 35.000 euro per l’accesso al forfettario. Puoi percepire qualsiasi importo di compensi sportivi senza perdere il diritto al regime forfettario.Devo emettere fattura per i compensi sportivi?No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non richiedono fattura. L’ASD/SSD ti rilascia una ricevuta o un cedolino e ti fornisce la Certificazione Unica a fine anno.Posso avere più Co.Co.Co. con diverse ASD?Sì, puoi collaborare con più associazioni sportive. Ricorda però che le soglie di esenzione (5.000 e 15.000 euro) sono cumulative: devi sommare tutti i compensi ricevuti da tutte le ASD/SSD.Quali contributi pago in totale?Se hai entrambe le attività, paghi: contributi sul Co.Co.Co. (24% sulla base ridotta al 50%, di cui 1/3 a tuo carico) + contributi sulla P.IVA (24% sul reddito forfettario, avendo già altra copertura). L’aliquota ridotta del 24% anziché 26,07% si applica perché risulti già coperto previdenzialmente.Come dichiaro i redditi delle due attività?Devi presentare il Modello Redditi PF, compilando il Quadro LM per il reddito forfettario e il Quadro RL per i compensi sportivi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta.Conviene aprire P.IVA se ho compensi sportivi stabili?Dipende dalla tua situazione. Se hai già compensi sportivi significativi (oltre 10-15.000 euro) e la possibilità di acquisire clienti privati, la P.IVA forfettaria può essere un ottimo complemento. Se invece i compensi sportivi ti bastano e non hai prospettive di clientela esterna, potrebbe non convenire aggiungere gli adempimenti della partita IVA.Hai bisogno di assistenza?La gestione fiscale di Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria richiede attenzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione, nell’apertura della partita IVA e nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.Contattaci:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineMarzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/guida-SSD.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 12:51:312026-09-27 00:07:39Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita
PAC per la FamigliaInvestire per l’Universita dei Figli: Quanto Serve e Come FareL’università rappresenta uno degli investimenti più importanti per il futuro dei figli. Ma quanto costa davvero? E soprattutto: come pianificare in anticipo per non trovarsi impreparati? In questa guida analizziamo i costi reali dell’istruzione universitaria in Italia nel 2026 e ti mostriamo come, con una strategia di risparmio intelligente, puoi garantire ai tuoi figli le migliori opportunità senza sacrifici impossibili.Indice dei contenutiQuanto Costa Davvero l’Università in ItaliaCosto Totale Stimato per PercorsoQuando Iniziare a RisparmiareIl PAC come Strumento IdealeAlternative a ConfrontoCosa Succede se il Figlio Non Va all’Università Le Borse di Studio: Un Aiuto, Non Una StrategiaDomande FrequentiQuanto Costa Davvero l’Università in Italia (Dati 2026) Prima di pianificare il risparmio, è fondamentale avere un quadro chiaro dei costi. L’università in Italia presenta un ventaglio di spese che va ben oltre la semplice retta annuale. Rette universitarie 2026Università pubbliche: le tasse variano in base all’ISEE familiare e all’ateneo. La forbice va da circa 1.500 euro a 3.000 euro all’anno per chi non rientra nelle fasce di esenzione. Le università del Nord tendono ad avere costi leggermente superiori rispetto a quelle del Sud.Università private: qui i costi lievitano sensibilmente. Si parte da 8.000 euro annui per arrivare a 15.000 euro e oltre per atenei prestigiosi come Bocconi, LUISS o Cattolica. Alcune facoltà di medicina private superano i 20.000 euro annui.I costi nascosti che molti dimenticanoLa retta è solo la punta dell’iceberg. Ecco le altre voci di spesa da considerare:Libri e materiale didattico: 300-600 euro all’anno, variabile per facoltà Trasporti: abbonamento mensile da 30 a 50 euro per i pendolariAffitto fuori sede: da 350 a 700 euro al mese, a seconda della città Vitto: 200-400 euro mensili per chi vive fuori casaUtenze e spese varie: 50-100 euro mensiliVoce di spesaStudente in sedeStudente fuori sedeRetta annua (pubblica)1.500-3.000 euro1.500-3.000 euroLibri e materiali400 euro400 euroTrasporti400 euroincluso nell’affittoAffitto (10 mesi)–4.000-7.000 euroVitto (10 mesi)–2.500-4.000 euroTotale annuo2.300-3.800 euro8.400-14.400 euroCosto Totale Stimato per Percorso UniversitarioConsiderando un percorso completo di 5 anni (3 anni di triennale + 2 di magistrale), ecco le stime realistiche per il 2026: Studente in sede (vive con i genitori)Costo totale stimato: 15.000 – 25.000 euroQuesta è la situazione più economica. Lo studente frequenta un ateneo nella propria città , vive a casa e sostiene solo i costi di retta, libri e trasporto locale.Studente fuori sede in ItaliaCosto totale stimato: 35.000 – 50.000 euroQui l’affitto incide pesantemente. In città come Milano, Roma o Bologna i costi sono più alti; in centri universitari più piccoli come Padova, Pisa o Torino si può risparmiare qualcosa.Università all’esteroCosto totale stimato: 50.000 – 100.000 euroStudiare all’estero moltiplica i costi. Nel Regno Unito post-Brexit le rette per studenti internazionali superano i 20.000 sterline annue. Negli USA si arriva facilmente a 50.000-60.000 dollari all’anno tra tuition e living expenses.Consiglio pratico: anche se oggi il tuo obiettivo sembra essere l’università pubblica in sede, pianifica per lo scenario “fuori sede”. Se alla fine tuo figlio resterà in città , avrai accumulato un bel gruzzolo per altri obiettivi. Meglio trovarsi con più soldi del previsto che con meno.Quando Iniziare a Risparmiare: Le Simulazioni Il tempo è il tuo migliore alleato quando si tratta di risparmiare per l’università dei figli. Prima inizi, meno dovrai versare ogni mese grazie all’effetto dell’interesse composto.Vediamo quanto dovresti mettere da parte mensilmente per raggiungere un obiettivo di 30.000 euro (sufficiente per un percorso fuori sede in Italia), ipotizzando un rendimento medio del 5% annuo:Quando iniziAnni disponibiliVersamento mensileTotale versatoGuadagno da interessiAlla nascita18 anni86 euro18.576 euro11.424 euroA 5 anni13 anni137 euro21.372 euro8.628 euroA 10 anni8 anni255 euro24.480 euro5.520 euroA 13 anni5 anni442 euro26.520 euro3.480 euroLa differenza è impressionante: iniziando dalla nascita, verserai meno della metà rispetto a chi inizia quando il figlio ha 13 anni. E guadagnerai oltre 11.000 euro solo dagli interessi.Per approfondire i calcoli e simulare il tuo scenario specifico, consulta la nostra simulazione PAC. Il PAC come Strumento Ideale per l’Università Tra tutti gli strumenti di risparmio disponibili, il Piano di Accumulo del Capitale (PAC) si distingue come la soluzione più adatta per costruire il capitale universitario dei figli. Ecco perché: Versamenti automatici: non dimentichi maiCon il PAC imposti un addebito automatico mensile. Non devi ricordarti di fare bonifici, non rischi di “saltare un mese perché ci sono altre spese”. Il risparmio diventa automatico e indolore.L’interesse composto lavora per teI rendimenti generati vengono reinvestiti automaticamente. Anno dopo anno, guadagni interessi sugli interessi. Su un orizzonte di 15-18 anni, l’effetto è potentissimo: come abbiamo visto, puoi accumulare oltre 10.000 euro solo dagli interessi.Flessibilità totalePuoi modificare l’importo del versamento in qualsiasi momento. Hai avuto un aumento di stipendio? Aumenta la rata. Periodo difficile? Riducila temporaneamente. Il PAC si adatta alla tua vita, non viceversa.Diversificazione automaticaInvestendo in fondi comuni o ETF, il tuo capitale viene distribuito su centinaia di titoli diversi, riducendo il rischio. Non devi essere un esperto di finanza: il gestore del fondo fa tutto per te.Per una guida completa sulle caratteristiche e i vantaggi del PAC, leggi il nostro articolo dedicato al PAC per figli minori.Alternative a Confronto: Perché il PAC Vince Esistono altre opzioni per risparmiare per l’università dei figli. Vediamole nel dettaglio: Conto depositoPro: capitale garantito, nessun rischio.Contro: rendimenti bassissimi (1-2% nel 2026), inflazione erode il potere d’acquisto.Verdetto: su 18 anni, perdi potenzialmente decine di migliaia di euro rispetto a un PAC.Buoni fruttiferi postaliPro: garanzia dello Stato, nessun costo.Contro: rendimenti modesti, non proteggono dall’inflazione sul lungo periodo.Verdetto: meglio di tenere i soldi sul conto corrente, ma inferiori al PAC per obiettivi a lungo termine.Investimento in un fondo lump sumPro: potenzialmente i rendimenti migliori.Contro: richiede un capitale iniziale importante; rischio di entrare nel momento sbagliato.Verdetto: ottimo se hai già 20-30.000 euro da investire subito, ma la maggior parte delle famiglie non ce l’ha.StrumentoRendimento attesoRischioAccessibilità Flessibilità Conto deposito1-2%NulloAltaAltaBuoni fruttiferi2-3%NulloAltaMediaFondo lump sum5-7%Medio-altoBassaAltaPAC5-7%MedioAltaAltaIl PAC combina i vantaggi del fondo comune (rendimenti potenzialmente elevati) con l’accessibilità del conto deposito (puoi iniziare con 50-100 euro al mese).Cosa Succede se il Figlio Non Va all’Università ?Una preoccupazione comune: “E se poi mio figlio decide di non studiare?”. Tranquillo, il PAC non è un vincolo rigido.Riscatto anticipatoPuoi riscattare il capitale in qualsiasi momento. Alcuni fondi prevedono penalità decrescenti nei primi anni (tipicamente 1-2%), ma dopo 5-7 anni di solito non ci sono più costi di uscita.Cambio beneficiarioSe hai più figli, puoi semplicemente destinare il capitale accumulato a un altro figlio. Oppure a un nipote, o a te stesso per altri progetti.Altri obiettivi di vitaI soldi risparmiati non vanno persi. Tuo figlio potrebbe usarli per:Avviare un’attività imprenditorialeAcquistare la prima casaFrequentare corsi di formazione professionaleViaggiare e fare esperienze formativeIl capitale accumulato è sempre un vantaggio, qualunque strada scelga.Le Borse di Studio: Un Aiuto, Non Una Strategia Molti genitori pensano: “Se mio figlio è bravo, prenderà una borsa di studio”. Attenzione: non è una strategia affidabile. I numeri parlano chiaroIn Italia, solo il 10-15% degli studenti riceve una borsa di studio che copre integralmente i costi. Le borse parziali sono più comuni, ma raramente coprono più del 50% delle spese totali.I requisiti sono stringentiLe borse di studio richiedono combinazioni di:ISEE basso (sotto 20.000-25.000 euro per le borse regionali)Merito accademico eccellenteProgressione regolare negli esamiSe la tua famiglia ha un ISEE medio-alto, probabilmente non avrai accesso alle borse per reddito. E contare solo sul merito significa scommettere su variabili non controllabili.La strategia correttaPianifica come se le borse non esistessero. Se poi tuo figlio ne otterrà una, sarà un bonus gradito che potrai destinare ad altro (master, Erasmus, libri). Ma non costruire il tuo piano finanziario su un’incertezza.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sull’Investimento per l’Università Da che età posso aprire un PAC intestato a mio figlio?Puoi aprire un PAC intestato a un minore fin dalla nascita. Servono i documenti di entrambi i genitori (o del tutore legale). In alternativa, puoi aprire il PAC a tuo nome con l’obiettivo di destinare il capitale al figlio una volta maggiorenne.Quanto devo versare al minimo ogni mese?Dipende dal fondo scelto. Molti PAC partono da 50 euro al mese, alcuni anche meno. L’importante è iniziare: potrai sempre aumentare l’importo in seguito.Il PAC è rischioso? Posso perdere i soldi?Il PAC in fondi azionari comporta oscillazioni di valore nel breve termine. Tuttavia, su orizzonti di 10-18 anni, storicamente i mercati hanno sempre generato rendimenti positivi. La chiave è non farsi prendere dal panico durante le fasi negative e mantenere l’investimento.Posso interrompere i versamenti se ho difficoltà economiche?Assolutamente sì. Puoi sospendere, ridurre o interrompere i versamenti in qualsiasi momento senza penalità (a differenza delle polizze assicurative). Il capitale già versato resta investito.Meglio un PAC in banca o tramite consulente finanziario?Entrambe le opzioni sono valide. I PAC bancari sono comodi ma spesso hanno costi più alti. Un consulente finanziario indipendente può aiutarti a scegliere fondi con commissioni più basse e rendimenti storici migliori. Per importi rilevanti (oltre 200 euro/mese), vale la pena consultare un esperto.Inizia Oggi a Costruire il Futuro dei Tuoi Figli L’università costa, ma non deve essere un peso impossibile. Con una pianificazione intelligente iniziata per tempo, puoi garantire ai tuoi figli le migliori opportunità educative senza compromettere il bilancio familiare.Ricorda: il momento migliore per iniziare era ieri. Il secondo momento migliore è oggi.Leggi anche la nostra guida completa al PAC per approfondire tutti gli aspetti tecnici e fiscali. Vuoi Pianificare il Risparmio per l’Università dei Tuoi Figli?I nostri consulenti possono aiutarti a costruire un piano personalizzato in base alla tua situazione familiare, ai tuoi obiettivi e al tempo che hai a disposizione.Compila il form qui sotto per una consulenza gratuita e senza impegno:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Oppure contattaci direttamente: info@centrofiscale.com | 0432 1831322Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Risparmio-e-Investimenti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-12 10:30:002026-05-31 18:13:23Investire per l’Universita dei Figli: Quanto Serve e Come Fare