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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita

società sportiva SSD

Aggiornato a marzo 2026 – Sei un istruttore sportivo con un contratto Co.Co.Co. e stai pensando di aprire partita IVA forfettaria? Oppure hai già una P.IVA e vuoi capire se puoi accettare anche compensi sportivi? La buona notizia è che le due forme sono perfettamente compatibili, ma ci sono regole precise da conoscere per non perdere i benefici fiscali. In questa guida completa analizziamo tutto: soglie, contributi INPS, tassazione e esempi pratici con calcoli reali.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo
  2. Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026
  3. Requisiti Regime Forfettario 2026
  4. Compatibilità Co.Co.Co. e Forfettario
  5. Contributi INPS: Come Funzionano
  6. Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati
  7. Obblighi Fiscali e Dichiarativi
  8. Quando Conviene Aprire P.IVA
  9. Domande Frequenti

Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo

Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva (Co.Co.Co. sportivo) è una forma contrattuale introdotta dal D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport), entrata pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Si tratta di una tipologia contrattuale specifica per il settore sportivo dilettantistico che permette alle associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) di instaurare rapporti di lavoro con istruttori, allenatori, preparatori e altri collaboratori sportivi.

Le caratteristiche distintive del Co.Co.Co. sportivo sono:

  • Coordinamento con l’ente sportivo: il lavoratore organizza la propria attività seguendo le direttive dell’ASD/SSD
  • Continuità della prestazione: non si tratta di prestazioni occasionali, ma di un rapporto stabile nel tempo
  • Prevalenza personale: il lavoro viene svolto personalmente dal collaboratore
  • Assenza di vincolo di subordinazione: diversamente dal lavoro dipendente, il collaboratore mantiene autonomia organizzativa

Chi può avere un Co.Co.Co. sportivo? Questo contratto è riservato a figure professionali del mondo sportivo dilettantistico: istruttori di nuoto, fitness, tennis, calcio, pallavolo, preparatori atletici, allenatori di squadre giovanili, direttori tecnici e altre figure previste dai regolamenti delle federazioni sportive.

Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026

Uno dei principali vantaggi del Co.Co.Co. sportivo è il regime fiscale agevolato. Per il 2026, le soglie di esenzione sono confermate come segue:

Fascia di CompensoTassazione IRPEFContributi INPS
0 – 5.000 euroEsenteEsenti
5.001 – 15.000 euroEsenteDovuti (con riduzione 50%)
Oltre 15.000 euroTassati (solo parte eccedente)Dovuti

Soglia 5.000 euro: esenzione totale

I compensi sportivi fino a 5.000 euro annui lordi sono completamente esenti sia da IRPEF che da contributi INPS. Questa soglia è cumulativa: se lavori per più ASD/SSD, devi sommare tutti i compensi ricevuti. Ad esempio, se ricevi 3.000 euro da un’ASD e 4.000 euro da un’altra, il totale di 7.000 euro supera la soglia dei 5.000 euro.

Soglia 15.000 euro: esenzione solo IRPEF

I compensi tra 5.001 e 15.000 euro restano esenti da IRPEF, ma sono soggetti a contributi INPS. La contribuzione si calcola sulla parte eccedente i 5.000 euro, con una riduzione del 50% dell’imponibile contributivo valida fino al 31 dicembre 2027.

Oltre 15.000 euro: tassazione ordinaria

Superata la soglia di 15.000 euro, i compensi eccedenti vengono tassati secondo le aliquote IRPEF ordinarie. La tassazione si applica solo sulla parte che supera i 15.000 euro, non sull’intero importo.

Requisiti Regime Forfettario 2026

Per comprendere la compatibilità tra Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria, è fondamentale conoscere i requisiti del regime forfettario 2026:

Limite di ricavi: 85.000 euro

Il limite principale è quello dei ricavi/compensi: per restare nel regime forfettario, non devi superare 85.000 euro annui di fatturato dalla tua attività con partita IVA. Se superi questa soglia ma resti sotto i 100.000 euro, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata.

Limite redditi da lavoro dipendente: 35.000 euro

Attenzione a questo requisito: se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro (limite elevato per il 2025-2026, in precedenza era 30.000 euro), non puoi accedere al forfettario. Tuttavia, i compensi sportivi Co.Co.Co. NON rientrano in questo limite, come vedremo nel prossimo paragrafo.

Altre cause di esclusione

  • Spese per dipendenti: non devi aver sostenuto spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 euro lordi
  • Partecipazioni societarie: non puoi possedere quote in società di persone o controllare SRL con attività riconducibile alla tua
  • Ex datore di lavoro: se oltre il 50% dei tuoi compensi deriva dal tuo ex datore di lavoro dei 2 anni precedenti, sei escluso
  • Regimi speciali IVA: non puoi utilizzare contemporaneamente regimi speciali IVA

Aliquote del regime forfettario

TipologiaAliquotaRequisiti
Start-up5%Primi 5 anni, nuova attività
Ordinaria15%Dal 6° anno o senza requisiti start-up

Il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Per le attività sportive (codice ATECO 85.51 e simili), il coefficiente è del 78%.

Compatibilità Co.Co.Co. Sportivo e P.IVA Forfettaria

Arriviamo alla domanda centrale: si può avere contemporaneamente un Co.Co.Co. sportivo e una partita IVA forfettaria? La risposta è sì, sono perfettamente compatibili.

Perché sono compatibili

I compensi sportivi percepiti con Co.Co.Co. sono classificati fiscalmente come redditi diversi (art. 67, comma 1, lettera m del TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente o assimilati. Questo significa che:

  • Non contano ai fini del limite 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente/assimilato
  • Non contano ai fini del limite 85.000 euro di ricavi forfettari (sono redditi separati)
  • Non creano incompatibilità con il regime forfettario

Questa interpretazione è confermata dalla Circolare Agenzia delle Entrate 10/E del 4 aprile 2016 e dalla Risoluzione 64/E del 2019, che chiariscono la natura dei compensi sportivi e la loro compatibilità con altri regimi fiscali.

Come si cumulano i redditi

I due redditi vengono dichiarati separatamente e tassati con regole diverse:

  • Reddito forfettario: tassato con imposta sostitutiva 5% o 15%
  • Compensi sportivi fino a 15.000 euro: esenti IRPEF
  • Compensi sportivi oltre 15.000 euro: tassati con IRPEF ordinaria (solo la parte eccedente)

Contributi INPS: Come Funzionano

La gestione contributiva è uno degli aspetti più complessi quando si combinano Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria. Vediamo nel dettaglio come funzionano i contributi INPS 2026.

Contributi sul Co.Co.Co. sportivo

I collaboratori sportivi sono iscritti alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026, secondo la Circolare INPS n. 8/2026, sono:

SituazioneAliquota IVSAliquota totale
Senza altra copertura previdenziale25%27,03% (+ contributi minori)
Con altra copertura (es. P.IVA)24%24%

Riduzione 50% fino al 2027: per i lavoratori sportivi, l’imponibile contributivo è ridotto del 50% sulla parte eccedente i 5.000 euro. Questo significa che su 10.000 euro di compensi sportivi, i contributi si calcolano solo su 2.500 euro (metà di 5.000 euro eccedenti).

Ripartizione dell’onere: 2/3 a carico dell’ASD/SSD, 1/3 a carico del collaboratore.

Contributi sulla P.IVA forfettaria

Se sei iscritto alla Gestione Separata anche per la P.IVA (professionista senza cassa), l’aliquota 2026 è:

  • 26,07% se non hai altra copertura previdenziale
  • 24% se hai già altra copertura (es. dal Co.Co.Co. sportivo)

In caso di doppia iscrizione, puoi beneficiare dell’aliquota ridotta del 24% sulla P.IVA, poiché risulti già coperto dalla previdenza del Co.Co.Co.

Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati

Vediamo ora tre esempi pratici con calcoli reali per capire concretamente quanto si paga e quanto resta netto.

Esempio 1: Istruttore di nuoto con P.IVA personal trainer

Situazione:

  • Co.Co.Co. sportivo presso piscina comunale: 12.000 euro/anno
  • P.IVA forfettaria come personal trainer: 28.000 euro/anno

Calcolo imposte e contributi:

Compensi sportivi (12.000 euro):

  • IRPEF: 0 euro (sotto soglia 15.000 euro, esente)
  • Contributi INPS: base imponibile = (12.000 – 5.000) x 50% = 3.500 euro
  • Contributi dovuti: 3.500 x 24% = 840 euro (di cui 280 euro a carico del lavoratore)

Reddito forfettario (28.000 euro):

  • Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 21.840 x 15% = 3.276 euro
  • Contributi INPS (24%): 21.840 x 24% = 5.242 euro

Totale imposte e contributi annui:

  • IRPEF/Imposta sostitutiva: 3.276 euro
  • Contributi totali a carico: 280 + 5.242 = 5.522 euro
  • Totale: 8.798 euro

Reddito netto annuo: 40.000 – 8.798 = 31.202 euro (circa 2.600 euro/mese)

Esempio 2: Personal trainer con doppia attività intensa

Situazione:

  • Co.Co.Co. sportivo presso 2 palestre: 8.000 euro/anno
  • P.IVA forfettaria (corsi privati + online): 45.000 euro/anno

Calcolo imposte e contributi:

Compensi sportivi (8.000 euro):

  • IRPEF: 0 euro (esente)
  • Contributi INPS: base = (8.000 – 5.000) x 50% = 1.500 euro
  • Contributi dovuti: 1.500 x 24% = 360 euro (120 euro a carico lavoratore)

Reddito forfettario (45.000 euro):

  • Reddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 35.100 x 15% = 5.265 euro
  • Contributi INPS (24%): 35.100 x 24% = 8.424 euro

Totale imposte e contributi: 5.265 + 120 + 8.424 = 13.809 euro

Reddito netto annuo: 53.000 – 13.809 = 39.191 euro (circa 3.266 euro/mese)

Esempio 3: Fisioterapista sportivo (caso limite)

Situazione:

  • Co.Co.Co. sportivo presso società calcio: 20.000 euro/anno
  • P.IVA forfettaria come fisioterapista: 60.000 euro/anno

Verifica compatibilità: OK – il Co.Co.Co. sportivo non conta per il limite 85.000 euro forfettario né per il limite 35.000 euro redditi dipendenti.

Calcolo imposte e contributi:

Compensi sportivi (20.000 euro):

  • IRPEF su parte eccedente 15.000: (20.000 – 15.000) x 23% = 1.150 euro
  • Contributi INPS: base = (20.000 – 5.000) x 50% = 7.500 euro
  • Contributi dovuti: 7.500 x 24% = 1.800 euro (600 euro a carico lavoratore)

Reddito forfettario (60.000 euro):

  • Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 46.800 x 15% = 7.020 euro
  • Contributi INPS (24%): 46.800 x 24% = 11.232 euro

Totale imposte e contributi: 1.150 + 600 + 7.020 + 11.232 = 20.002 euro

Reddito netto annuo: 80.000 – 20.002 = 59.998 euro (circa 5.000 euro/mese)

Obblighi Fiscali e Dichiarativi

Chi ha sia Co.Co.Co. sportivo che P.IVA forfettaria deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Ecco i quadri da compilare:

Quadri del Modello Redditi PF

  • Quadro LM: per il reddito forfettario (sezione II per forfettari)
  • Quadro RL: per i compensi sportivi (rigo RL21/RL22 per redditi diversi)
  • Quadro RR: per i contributi INPS Gestione Separata

Certificazione Unica (CU)

L’ASD/SSD che ti corrisponde i compensi sportivi deve rilasciarti la Certificazione Unica entro il 16 marzo di ogni anno. Questo documento riporta i compensi erogati e le eventuali ritenute/contributi.

Scadenze 2026

AdempimentoScadenza
Ricezione CU dall’ASD16 marzo 2026
Dichiarazione Redditi PF30 settembre 2026
Saldo imposte + 1° acconto30 giugno 2026
2° acconto imposte30 novembre 2026

Quando Conviene Aprire Partita IVA

Non sempre conviene aprire partita IVA se hai già un Co.Co.Co. sportivo. Ecco una checklist decisionale:

Conviene aprire P.IVA se:

  • Hai clienti privati che vogliono fattura
  • Vuoi offrire servizi a palestre/centri sportivi come fornitore esterno
  • I tuoi compensi sportivi sono stabili e vuoi diversificare
  • Vuoi dedurre costi (nel forfettario solo in modo forfettario)
  • Hai prospettive di crescita oltre i limiti del Co.Co.Co.

Non conviene aprire P.IVA se:

  • I compensi sportivi sono già sufficienti
  • Non hai clienti esterni all’ASD
  • Vuoi mantenere la semplicità gestionale
  • Rischi di superare i limiti del forfettario

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione fiscale e amministrativa di Associazioni Sportive Dilettantistiche. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande Frequenti

Posso avere Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria insieme?

Sì, le due forme sono perfettamente compatibili. I compensi sportivi sono classificati come redditi diversi e non interferiscono con i requisiti del regime forfettario.

I compensi sportivi contano per il limite 85.000 euro del forfettario?

No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non rientrano nel calcolo dei ricavi/compensi forfettari. Sono redditi di natura diversa e vengono dichiarati separatamente.

Cosa succede se supero 35.000 euro di compensi sportivi?

I compensi sportivi non sono redditi da lavoro dipendente, quindi non contano ai fini del limite 35.000 euro per l’accesso al forfettario. Puoi percepire qualsiasi importo di compensi sportivi senza perdere il diritto al regime forfettario.

Devo emettere fattura per i compensi sportivi?

No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non richiedono fattura. L’ASD/SSD ti rilascia una ricevuta o un cedolino e ti fornisce la Certificazione Unica a fine anno.

Posso avere più Co.Co.Co. con diverse ASD?

Sì, puoi collaborare con più associazioni sportive. Ricorda però che le soglie di esenzione (5.000 e 15.000 euro) sono cumulative: devi sommare tutti i compensi ricevuti da tutte le ASD/SSD.

Quali contributi pago in totale?

Se hai entrambe le attività, paghi: contributi sul Co.Co.Co. (24% sulla base ridotta al 50%, di cui 1/3 a tuo carico) + contributi sulla P.IVA (24% sul reddito forfettario, avendo già altra copertura). L’aliquota ridotta del 24% anziché 26,07% si applica perché risulti già coperto previdenzialmente.

Come dichiaro i redditi delle due attività?

Devi presentare il Modello Redditi PF, compilando il Quadro LM per il reddito forfettario e il Quadro RL per i compensi sportivi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta.

Conviene aprire P.IVA se ho compensi sportivi stabili?

Dipende dalla tua situazione. Se hai già compensi sportivi significativi (oltre 10-15.000 euro) e la possibilità di acquisire clienti privati, la P.IVA forfettaria può essere un ottimo complemento. Se invece i compensi sportivi ti bastano e non hai prospettive di clientela esterna, potrebbe non convenire aggiungere gli adempimenti della partita IVA.

Hai bisogno di assistenza?

La gestione fiscale di Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria richiede attenzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione, nell’apertura della partita IVA e nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

Contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/guida-SSD.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 12:51:312026-09-27 00:07:39Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita
PAC per la Famiglia

Investire per l’Universita dei Figli: Quanto Serve e Come Fare

Risparmio e Investimenti

L’università rappresenta uno degli investimenti più importanti per il futuro dei figli. Ma quanto costa davvero? E soprattutto: come pianificare in anticipo per non trovarsi impreparati? In questa guida analizziamo i costi reali dell’istruzione universitaria in Italia nel 2026 e ti mostriamo come, con una strategia di risparmio intelligente, puoi garantire ai tuoi figli le migliori opportunità senza sacrifici impossibili.

Indice dei contenuti

  1. Quanto Costa Davvero l’Università in Italia
  2. Costo Totale Stimato per Percorso
  3. Quando Iniziare a Risparmiare
  4. Il PAC come Strumento Ideale
  5. Alternative a Confronto
  6. Cosa Succede se il Figlio Non Va all’Università
  7. Le Borse di Studio: Un Aiuto, Non Una Strategia
  8. Domande Frequenti

Quanto Costa Davvero l’Università in Italia (Dati 2026)

Prima di pianificare il risparmio, è fondamentale avere un quadro chiaro dei costi. L’università in Italia presenta un ventaglio di spese che va ben oltre la semplice retta annuale.

Rette universitarie 2026

Università pubbliche: le tasse variano in base all’ISEE familiare e all’ateneo. La forbice va da circa 1.500 euro a 3.000 euro all’anno per chi non rientra nelle fasce di esenzione. Le università del Nord tendono ad avere costi leggermente superiori rispetto a quelle del Sud.

Università private: qui i costi lievitano sensibilmente. Si parte da 8.000 euro annui per arrivare a 15.000 euro e oltre per atenei prestigiosi come Bocconi, LUISS o Cattolica. Alcune facoltà di medicina private superano i 20.000 euro annui.

I costi nascosti che molti dimenticano

La retta è solo la punta dell’iceberg. Ecco le altre voci di spesa da considerare:

  • Libri e materiale didattico: 300-600 euro all’anno, variabile per facoltà
  • Trasporti: abbonamento mensile da 30 a 50 euro per i pendolari
  • Affitto fuori sede: da 350 a 700 euro al mese, a seconda della città
  • Vitto: 200-400 euro mensili per chi vive fuori casa
  • Utenze e spese varie: 50-100 euro mensili
Voce di spesaStudente in sedeStudente fuori sede
Retta annua (pubblica)1.500-3.000 euro1.500-3.000 euro
Libri e materiali400 euro400 euro
Trasporti400 euroincluso nell’affitto
Affitto (10 mesi)–4.000-7.000 euro
Vitto (10 mesi)–2.500-4.000 euro
Totale annuo2.300-3.800 euro8.400-14.400 euro

Costo Totale Stimato per Percorso Universitario

Considerando un percorso completo di 5 anni (3 anni di triennale + 2 di magistrale), ecco le stime realistiche per il 2026:

Studente in sede (vive con i genitori)

Costo totale stimato: 15.000 – 25.000 euro

Questa è la situazione più economica. Lo studente frequenta un ateneo nella propria città, vive a casa e sostiene solo i costi di retta, libri e trasporto locale.

Studente fuori sede in Italia

Costo totale stimato: 35.000 – 50.000 euro

Qui l’affitto incide pesantemente. In città come Milano, Roma o Bologna i costi sono più alti; in centri universitari più piccoli come Padova, Pisa o Torino si può risparmiare qualcosa.

Università all’estero

Costo totale stimato: 50.000 – 100.000 euro

Studiare all’estero moltiplica i costi. Nel Regno Unito post-Brexit le rette per studenti internazionali superano i 20.000 sterline annue. Negli USA si arriva facilmente a 50.000-60.000 dollari all’anno tra tuition e living expenses.

Consiglio pratico: anche se oggi il tuo obiettivo sembra essere l’università pubblica in sede, pianifica per lo scenario “fuori sede”. Se alla fine tuo figlio resterà in città, avrai accumulato un bel gruzzolo per altri obiettivi. Meglio trovarsi con più soldi del previsto che con meno.


Quando Iniziare a Risparmiare: Le Simulazioni

Il tempo è il tuo migliore alleato quando si tratta di risparmiare per l’università dei figli. Prima inizi, meno dovrai versare ogni mese grazie all’effetto dell’interesse composto.

Vediamo quanto dovresti mettere da parte mensilmente per raggiungere un obiettivo di 30.000 euro (sufficiente per un percorso fuori sede in Italia), ipotizzando un rendimento medio del 5% annuo:

Quando iniziAnni disponibiliVersamento mensileTotale versatoGuadagno da interessi
Alla nascita18 anni86 euro18.576 euro11.424 euro
A 5 anni13 anni137 euro21.372 euro8.628 euro
A 10 anni8 anni255 euro24.480 euro5.520 euro
A 13 anni5 anni442 euro26.520 euro3.480 euro

La differenza è impressionante: iniziando dalla nascita, verserai meno della metà rispetto a chi inizia quando il figlio ha 13 anni. E guadagnerai oltre 11.000 euro solo dagli interessi.

Per approfondire i calcoli e simulare il tuo scenario specifico, consulta la nostra simulazione PAC.


Il PAC come Strumento Ideale per l’Università

Tra tutti gli strumenti di risparmio disponibili, il Piano di Accumulo del Capitale (PAC) si distingue come la soluzione più adatta per costruire il capitale universitario dei figli. Ecco perché:

Versamenti automatici: non dimentichi mai

Con il PAC imposti un addebito automatico mensile. Non devi ricordarti di fare bonifici, non rischi di “saltare un mese perché ci sono altre spese”. Il risparmio diventa automatico e indolore.

L’interesse composto lavora per te

I rendimenti generati vengono reinvestiti automaticamente. Anno dopo anno, guadagni interessi sugli interessi. Su un orizzonte di 15-18 anni, l’effetto è potentissimo: come abbiamo visto, puoi accumulare oltre 10.000 euro solo dagli interessi.

Flessibilità totale

Puoi modificare l’importo del versamento in qualsiasi momento. Hai avuto un aumento di stipendio? Aumenta la rata. Periodo difficile? Riducila temporaneamente. Il PAC si adatta alla tua vita, non viceversa.

Diversificazione automatica

Investendo in fondi comuni o ETF, il tuo capitale viene distribuito su centinaia di titoli diversi, riducendo il rischio. Non devi essere un esperto di finanza: il gestore del fondo fa tutto per te.

Per una guida completa sulle caratteristiche e i vantaggi del PAC, leggi il nostro articolo dedicato al PAC per figli minori.


Alternative a Confronto: Perché il PAC Vince

Esistono altre opzioni per risparmiare per l’università dei figli. Vediamole nel dettaglio:

Conto deposito

Pro: capitale garantito, nessun rischio.
Contro: rendimenti bassissimi (1-2% nel 2026), inflazione erode il potere d’acquisto.
Verdetto: su 18 anni, perdi potenzialmente decine di migliaia di euro rispetto a un PAC.

Buoni fruttiferi postali

Pro: garanzia dello Stato, nessun costo.
Contro: rendimenti modesti, non proteggono dall’inflazione sul lungo periodo.
Verdetto: meglio di tenere i soldi sul conto corrente, ma inferiori al PAC per obiettivi a lungo termine.

Investimento in un fondo lump sum

Pro: potenzialmente i rendimenti migliori.
Contro: richiede un capitale iniziale importante; rischio di entrare nel momento sbagliato.
Verdetto: ottimo se hai già 20-30.000 euro da investire subito, ma la maggior parte delle famiglie non ce l’ha.

StrumentoRendimento attesoRischioAccessibilitàFlessibilità
Conto deposito1-2%NulloAltaAlta
Buoni fruttiferi2-3%NulloAltaMedia
Fondo lump sum5-7%Medio-altoBassaAlta
PAC5-7%MedioAltaAlta

Il PAC combina i vantaggi del fondo comune (rendimenti potenzialmente elevati) con l’accessibilità del conto deposito (puoi iniziare con 50-100 euro al mese).


Cosa Succede se il Figlio Non Va all’Università?

Una preoccupazione comune: “E se poi mio figlio decide di non studiare?”. Tranquillo, il PAC non è un vincolo rigido.

Riscatto anticipato

Puoi riscattare il capitale in qualsiasi momento. Alcuni fondi prevedono penalità decrescenti nei primi anni (tipicamente 1-2%), ma dopo 5-7 anni di solito non ci sono più costi di uscita.

Cambio beneficiario

Se hai più figli, puoi semplicemente destinare il capitale accumulato a un altro figlio. Oppure a un nipote, o a te stesso per altri progetti.

Altri obiettivi di vita

I soldi risparmiati non vanno persi. Tuo figlio potrebbe usarli per:

  • Avviare un’attività imprenditoriale
  • Acquistare la prima casa
  • Frequentare corsi di formazione professionale
  • Viaggiare e fare esperienze formative

Il capitale accumulato è sempre un vantaggio, qualunque strada scelga.


Le Borse di Studio: Un Aiuto, Non Una Strategia

Molti genitori pensano: “Se mio figlio è bravo, prenderà una borsa di studio”. Attenzione: non è una strategia affidabile.

I numeri parlano chiaro

In Italia, solo il 10-15% degli studenti riceve una borsa di studio che copre integralmente i costi. Le borse parziali sono più comuni, ma raramente coprono più del 50% delle spese totali.

I requisiti sono stringenti

Le borse di studio richiedono combinazioni di:

  • ISEE basso (sotto 20.000-25.000 euro per le borse regionali)
  • Merito accademico eccellente
  • Progressione regolare negli esami

Se la tua famiglia ha un ISEE medio-alto, probabilmente non avrai accesso alle borse per reddito. E contare solo sul merito significa scommettere su variabili non controllabili.

La strategia corretta

Pianifica come se le borse non esistessero. Se poi tuo figlio ne otterrà una, sarà un bonus gradito che potrai destinare ad altro (master, Erasmus, libri). Ma non costruire il tuo piano finanziario su un’incertezza.


📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sull’Investimento per l’Università

Da che età posso aprire un PAC intestato a mio figlio?

Puoi aprire un PAC intestato a un minore fin dalla nascita. Servono i documenti di entrambi i genitori (o del tutore legale). In alternativa, puoi aprire il PAC a tuo nome con l’obiettivo di destinare il capitale al figlio una volta maggiorenne.

Quanto devo versare al minimo ogni mese?

Dipende dal fondo scelto. Molti PAC partono da 50 euro al mese, alcuni anche meno. L’importante è iniziare: potrai sempre aumentare l’importo in seguito.

Il PAC è rischioso? Posso perdere i soldi?

Il PAC in fondi azionari comporta oscillazioni di valore nel breve termine. Tuttavia, su orizzonti di 10-18 anni, storicamente i mercati hanno sempre generato rendimenti positivi. La chiave è non farsi prendere dal panico durante le fasi negative e mantenere l’investimento.

Posso interrompere i versamenti se ho difficoltà economiche?

Assolutamente sì. Puoi sospendere, ridurre o interrompere i versamenti in qualsiasi momento senza penalità (a differenza delle polizze assicurative). Il capitale già versato resta investito.

Meglio un PAC in banca o tramite consulente finanziario?

Entrambe le opzioni sono valide. I PAC bancari sono comodi ma spesso hanno costi più alti. Un consulente finanziario indipendente può aiutarti a scegliere fondi con commissioni più basse e rendimenti storici migliori. Per importi rilevanti (oltre 200 euro/mese), vale la pena consultare un esperto.


Inizia Oggi a Costruire il Futuro dei Tuoi Figli

L’università costa, ma non deve essere un peso impossibile. Con una pianificazione intelligente iniziata per tempo, puoi garantire ai tuoi figli le migliori opportunità educative senza compromettere il bilancio familiare.

Ricorda: il momento migliore per iniziare era ieri. Il secondo momento migliore è oggi.

Leggi anche la nostra guida completa al PAC per approfondire tutti gli aspetti tecnici e fiscali.

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    Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Risparmio-e-Investimenti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-12 10:30:002026-05-31 18:13:23Investire per l’Universita dei Figli: Quanto Serve e Come Fare
    Geometri

    Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri

    regime forfettario partita iva

    Se sei un geometra iscritto alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri), è fondamentale conoscere gli obblighi contributivi per il 2026. Quest’anno porta importanti conferme sulle aliquote e introduce novità che entreranno in vigore dal 2027, con un aumento previsto al 22%.

    In questa guida completa scoprirai quanto devi versare, come si calcolano i contributi, quali scadenze rispettare e quali agevolazioni sono disponibili per i neo-iscritti. Ti spiegheremo anche come gestire correttamente il contributo integrativo in fattura, un aspetto spesso fonte di dubbi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la CIPAG e chi deve iscriversi
    2. Aliquote Contributive 2026
    3. Contributo Minimo 4.205 euro
    4. Come si Calcolano i Contributi CIPAG
    5. Contributo Integrativo in Fattura
    6. Scadenze Versamenti 2026
    7. Agevolazioni per Geometri Under 30
    8. Sanzioni per Mancato Pagamento
    9. Novità: Aumento al 22% dal 2027
    10. Domande Frequenti

    Cos’è la CIPAG e chi deve iscriversi

    La CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) è l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i geometri liberi professionisti iscritti all’Albo. Non si tratta di un’assicurazione facoltativa: l’iscrizione è automatica e obbligatoria dal momento in cui apri partita IVA come geometra e inizi l’attività professionale.

    La CIPAG gestisce la previdenza (pensione di vecchiaia, invalidità, superstiti) e l’assistenza (indennità di maternità, sussidi per malattia) dei geometri. A differenza dell’INPS, che si occupa dei lavoratori dipendenti, la CIPAG è una cassa privatizzata riservata esclusivamente alla categoria dei geometri.

    Chi deve iscriversi:

    • Geometri con partita IVA individuale iscritti all’Albo professionale
    • Geometri che esercitano in forma di società tra professionisti (STP)
    • Anche chi opera in regime forfettario è obbligato al versamento

    Chi NON deve iscriversi:

    • Geometri dipendenti a tempo pieno (coperti da INPS)
    • Geometri pensionati che non esercitano più attività professionale
    • Chi ha sospeso l’iscrizione all’Albo (ma attenzione: la sospensione non è automatica, va richiesta formalmente)

    L’iscrizione va effettuata entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA. Il mancato rispetto comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.


    Aliquote Contributive 2026

    I contributi CIPAG 2026 si compongono di tre voci principali, ciascuna con una propria aliquota. È importante capire la differenza tra queste voci perché si calcolano in modo diverso e hanno finalità distinte.

    1. Contributo Soggettivo (20%)

    Il contributo soggettivo è la componente principale dei versamenti alla CIPAG. Serve per finanziare la tua futura pensione (vecchiaia, invalidità, superstiti). L’aliquota per il 2026 rimane al 20% del reddito professionale netto, confermata rispetto agli anni precedenti.

    Questo significa che, se nel 2026 dichiari un reddito professionale di 30.000 euro, dovrai versare 6.000 euro di contributo soggettivo (20% di 30.000). Il reddito professionale è quello dichiarato nel modello Redditi o nel 730, al netto delle spese deducibili.

    Attenzione: Se il tuo reddito è basso o nullo, sei comunque tenuto a versare il contributo minimo (vedi sezione dedicata), che per il 2026 è pari a 4.205 euro.

    2. Contributo Integrativo (5%)

    Il contributo integrativo ha un’aliquota del 5% e si applica sul volume d’affari, cioè sul totale dei compensi fatturati ai clienti (IVA esclusa). A differenza del contributo soggettivo, che si calcola sul reddito netto, l’integrativo si basa sul fatturato lordo.

    Questo contributo ha una particolarità importante: va addebitato in fattura al cliente, proprio come l’IVA. In pratica, quando emetti una fattura per una prestazione professionale, devi aggiungere il 5% di contributo integrativo che il cliente ti pagherà insieme al compenso. Tu poi lo verserai alla CIPAG.

    Esempio di fattura:

    • Compenso professionale: 1.000 euro
    • Contributo integrativo 5%: 50 euro
    • Imponibile totale: 1.050 euro
    • IVA 22% su 1.050: 231 euro
    • Totale fattura: 1.281 euro

    I 50 euro di contributo integrativo li incassi dal cliente, ma dovrai versarli alla CIPAG nelle scadenze previste.

    3. Contributo di Maternità (0,50%)

    Il contributo di maternità è un versamento solidale, obbligatorio per tutti gli iscritti (uomini e donne), e serve a finanziare l’indennità di maternità e l’indennità di paternità. L’aliquota per il 2026 è dello 0,50% del reddito professionale netto.

    Si tratta di un importo relativamente contenuto: su un reddito di 30.000 euro, il contributo di maternità è di 150 euro annui (0,50% di 30.000).

    Riepilogo aliquote 2026:

    • Contributo soggettivo: 20% del reddito netto
    • Contributo integrativo: 5% del fatturato (addebitabile in fattura)
    • Contributo maternità: 0,50% del reddito netto

    Contributo Minimo 4.205 euro

    Anche se il tuo reddito professionale è basso o addirittura nullo, la CIPAG ti richiede il versamento di un contributo minimo. Per il 2026, l’importo del contributo minimo è pari a 4.205 euro, confermato rispetto al 2025.

    Questo significa che, indipendentemente da quanto guadagni, sei tenuto a versare almeno questa somma per mantenere la tua posizione previdenziale attiva e maturare i requisiti per la pensione.

    A chi si applica il contributo minimo

    Il contributo minimo scatta quando il 20% del tuo reddito professionale risulta inferiore a 4.205 euro. In altre parole, se il tuo reddito annuo è inferiore a 21.025 euro, paghi comunque il minimo di 4.205 euro.

    Esempio pratico:

    • Geometra A – Reddito 2026: 15.000 euro – 20% = 3.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
    • Geometra B – Reddito 2026: 25.000 euro – 20% = 5.000 euro – Si versa 5.000 euro (sopra il minimo)
    • Geometra C – Reddito 2026: 0 euro (primo anno di attività) – Si versa comunque 4.205 euro

    Il contributo minimo rappresenta un impegno economico significativo, soprattutto per chi inizia l’attività o attraversa un periodo di fatturato basso.


    Come si Calcolano i Contributi CIPAG

    Capire come si calcolano i contributi CIPAG 2026 è fondamentale per pianificare correttamente i tuoi versamenti. Vediamo tre esempi pratici con diversi livelli di reddito.

    Esempio 1: Reddito 20.000 euro

    Geometra con reddito professionale di 20.000 euro e fatturato totale di 28.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 20.000 x 20% = 4.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
    • Contributo maternità: 20.000 x 0,50% = 100 euro
    • Contributo integrativo: 28.000 x 5% = 1.400 euro

    Totale: 4.305 euro (più 1.400 euro integrativo già incassati dai clienti)

    Esempio 2: Reddito 40.000 euro

    Geometra con reddito di 40.000 euro e fatturato di 55.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 40.000 x 20% = 8.000 euro
    • Contributo maternità: 40.000 x 0,50% = 200 euro
    • Contributo integrativo: 55.000 x 5% = 2.750 euro

    Totale: 8.200 euro (più 2.750 euro integrativo)

    Esempio 3: Reddito 60.000 euro

    Geometra con reddito di 60.000 euro e fatturato di 80.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 60.000 x 20% = 12.000 euro
    • Contributo maternità: 60.000 x 0,50% = 300 euro
    • Contributo integrativo: 80.000 x 5% = 4.000 euro

    Totale: 12.300 euro (più 4.000 euro integrativo)


    Contributo Integrativo in Fattura

    Il contributo integrativo del 5% va addebitato in fattura al cliente. Vediamo come funziona in pratica.

    Struttura di una fattura corretta:

    1. Compenso professionale: 1.500 euro
    2. Contributo integrativo CIPAG 5%: 75 euro
    3. Imponibile IVA: 1.575 euro
    4. IVA 22%: 346,50 euro
    5. Totale fattura: 1.921,50 euro

    Regime forfettario

    Se operi in regime forfettario, devi comunque addebitare il contributo integrativo 5%, ma senza IVA.

    Esempio: Compenso 1.000 euro + Contributo 5% (50 euro) = Totale 1.050 euro


    Scadenze Versamenti 2026

    I contributi CIPAG 2026 vanno versati in quattro rate trimestrali:

    RataScadenzaNote
    Prima rata31 maggio 202625% importo annuo
    Seconda rata31 agosto 202625% importo annuo
    Terza rata30 novembre 202625% importo annuo
    Quarta rata28 febbraio 2027Saldo conguaglio

    È fondamentale rispettare queste scadenze per evitare sanzioni e interessi di mora.


    Agevolazioni per Geometri Under 30

    Se sei un geometra under 30 che si iscrive per la prima volta alla CIPAG, hai diritto a significative agevolazioni contributive nei primi cinque anni.

    Riduzione nei primi 2 anni

    Durante i primi due anni, paghi solo un quarto del contributo soggettivo minimo.

    • Contributo ordinario: 4.205 euro
    • Contributo agevolato: 1.051 euro
    • Risparmio: 3.154 euro/anno

    Risparmio totale 5 anni

    Un geometra under 30 risparmia oltre 12.600 euro nei primi 5 anni grazie alle agevolazioni!


    Sanzioni per Mancato Pagamento

    Non versare i contributi CIPAG comporta interessi di mora al 5,5% annuo e sanzioni amministrative dal 2% al 10% in base ai mesi di ritardo.

    Ravvedimento operoso

    Se regolarizzi spontaneamente, puoi ridurre le sanzioni:

    • Entro 14 giorni: 0,1% per giorno
    • Entro 30 giorni: 1,5%
    • Entro 90 giorni: 1,67%

    Novità: Aumento al 22% dal 2027

    Dal 1 gennaio 2027 l’aliquota del contributo soggettivo aumenterà dal 20% al 22%. Questo incremento è necessario per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale.

    Quanto pagherai in più

    • Reddito 30.000 euro: +600 euro/anno
    • Reddito 40.000 euro: +800 euro/anno
    • Reddito 50.000 euro: +1.000 euro/anno
    • Reddito 60.000 euro: +1.200 euro/anno

    È consigliabile pianificare il budget e valutare un eventuale adeguamento delle tariffe professionali.


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    Domande Frequenti sui Contributi CIPAG 2026

    Posso versare i contributi CIPAG in unica soluzione?

    Sì, puoi versare l’intero importo annuale in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2026. Tuttavia, non ci sono vantaggi economici nel pagare anticipatamente.

    Se chiudo la partita IVA a metà anno, devo versare i contributi per l’intero anno?

    No, i contributi sono dovuti solo per i mesi di effettiva attività professionale. Devi comunicare formalmente la cessazione alla CIPAG entro 60 giorni.

    I contributi CIPAG sono deducibili dal reddito?

    Sì, i contributi previdenziali CIPAG sono interamente deducibili dal reddito professionale ai fini IRPEF. Questo riduce il reddito imponibile e le tasse da pagare.

    Cosa succede se dimentico di addebitare il contributo integrativo in fattura?

    Perdi definitivamente quel compenso: non puoi emettere una nota integrativa successiva. Inoltre, sei comunque tenuto a versare l’integrativo alla CIPAG, quindi la perdita è a tuo carico.

    Come faccio a sapere se ho diritto alle agevolazioni under 30?

    Hai diritto alle agevolazioni se al momento della prima iscrizione hai meno di 30 anni. L’agevolazione non è automatica: devi presentare domanda formale entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA.

    Posso rateizzare un debito contributivo pregresso?

    Sì, puoi richiedere un piano di rateizzazione fino a 72 rate mensili. Devi presentare domanda formale alla CIPAG, che valuterà la tua situazione economica.


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    Gestire correttamente i contributi CIPAG 2026 è fondamentale per evitare sanzioni, ottimizzare la tua posizione previdenziale e pianificare con serenità la tua attività professionale. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

    • Calcolare l’importo esatto dei contributi da versare
    • Verificare se hai diritto alle agevolazioni under 30
    • Compilare correttamente il modello F24 per i versamenti
    • Regolarizzare eventuali debiti contributivi con ravvedimento operoso o rateizzazione
    • Ottimizzare la tua posizione fiscale e previdenziale

    Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, per offrirti assistenza ovunque ti trovi.

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    Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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    Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 09:00:002026-09-27 09:51:56Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri
    FINANZIAMENTI, Guide Prestiti

    Primo Prestito Senza Storia Creditizia: Come Ottenerlo nel 2026

    finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Cosa Significa Non Avere Storia Creditizia
    2. Perché le Banche Sono Diffidenti
    3. Come Costruire una Storia Creditizia da Zero
    4. Soluzioni per Ottenere il Primo Prestito
    5. Garante e Coobbligato: Quando Servono
    6. Prestiti per Giovani e Neoassunti
    7. Errori da Evitare nella Prima Richiesta

    Ottenere il primo prestito senza storia creditizia è una delle sfide più comuni per giovani, neoassunti e chiunque non abbia mai richiesto un finanziamento. Le banche valutano il rischio attraverso lo storico dei rapporti bancari precedenti, e l’assenza di dati rappresenta un ostacolo significativo. La mancanza di una storia creditizia non significa necessariamente inaffidabilità, ma le istituzioni finanziarie hanno bisogno di garanzie per concedere credito. In questa guida vedremo come superare questo ostacolo, quali soluzioni concrete esistono per ottenere il primo prestito, e come costruire gradualmente un profilo creditizio positivo che faciliterà le richieste future.

    Cosa Significa Non Avere Storia Creditizia

    La storia creditizia è l’insieme dei dati relativi ai rapporti finanziari che una persona ha intrattenuto con banche, finanziarie e altri istituti di credito. Questo storico viene raccolto da sistemi di informazioni creditizie come il CRIF (Centrale Rischi Finanziari), il SIC (Sistema di Informazioni Creditizie) e la Centrale Rischi della Banca d’Italia.

    Quando non si ha mai richiesto un prestito, una carta di credito o un finanziamento, il proprio profilo risulta “bianco” o “vuoto” in questi database. È importante distinguere tra:

    • Storia creditizia assente: nessun dato disponibile, né positivo né negativo
    • Storia creditizia negativa: presenza di protesti, segnalazioni di insolvenza, ritardi nei pagamenti

    La storia assente rappresenta un’incognita per le banche, mentre quella negativa è un vero e proprio ostacolo. Nel primo caso esistono soluzioni concrete, nel secondo la situazione è più complessa e richiede spesso interventi di risanamento creditizio.

    Il sistema CRIF conserva le informazioni per 24-36 mesi dopo la chiusura di un rapporto finanziario, mentre la Centrale Rischi mantiene i dati fino a 12 mesi dopo l’estinzione del debito. Questo significa che anche piccoli finanziamenti regolarmente saldati contribuiscono a costruire uno storico positivo nel tempo.

    Perché le Banche Sono Diffidenti

    Le banche utilizzano modelli di scoring creditizio per valutare il rischio di insolvenza di un richiedente. Questi algoritmi assegnano un punteggio basato su diversi fattori:

    • Storico dei pagamenti precedenti (peso: 35-40%)
    • Livello di indebitamento attuale (peso: 30%)
    • Anzianità dei rapporti bancari (peso: 15%)
    • Tipologia di credito utilizzato (peso: 10%)
    • Nuove richieste di credito (peso: 10%)

    Chi non ha storia creditizia non riceve alcun punteggio, o riceve un punteggio minimo di default. Questo si traduce in:

    • Tassi di interesse più elevati (anche +2-4% rispetto ai clienti con storico positivo)
    • Importi finanziabili ridotti (spesso massimo 5.000-10.000 euro)
    • Richiesta di garanzie aggiuntive (garante, pegno, ipoteca)
    • Tempistiche di istruttoria più lunghe (fino a 30-45 giorni)

    Dal punto di vista della banca, l’assenza di dati equivale a un rischio non quantificabile, quindi la prudenza porta a condizioni meno favorevoli. Il tasso di insolvenza sui prestiti a soggetti senza storico è statisticamente 2-3 volte superiore rispetto ai clienti con almeno 24 mesi di storico positivo, secondo dati Banca d’Italia 2025.

    Come Costruire una Storia Creditizia da Zero

    Costruire una storia creditizia positiva richiede tempo e strategia, ma è fondamentale per accedere a condizioni di credito migliori in futuro. Ecco i passi consigliati:

    1. Aprire un Conto Corrente Attivo

    Un conto corrente intestato con movimenti regolari (accredito stipendio, pagamenti utenze, addebiti SDD) dimostra stabilità finanziaria. Le banche verificano l’anzianità del rapporto bancario e la presenza di uno stipendio ricorrente.

    2. Richiedere una Carta di Credito con Plafond Ridotto

    Una carta di credito con limite di 500-1.000 euro, utilizzata regolarmente e saldata ogni mese, genera uno storico positivo presso il CRIF. Le banche vedono la capacità di gestire il credito revolving in modo responsabile. Evitare assolutamente il saldo minimo: pagare sempre l’intero importo entro la scadenza.

    3. Finanziamenti Minimi (Telefonia, Elettronica)

    Molti negozi offrono finanziamenti a tasso zero per smartphone, computer o elettrodomestici. Importi di 300-800 euro, rateizzati su 12-24 mesi, vengono segnalati ai SIC e contribuiscono a costruire storico. L’importante è non saltare mai una rata.

    4. Tempistiche per Costruire Storico Positivo

    Secondo CRIF, servono almeno:

    • 6 mesi: per iniziare a comparire nei database
    • 12 mesi: per avere uno storico minimo valutabile
    • 24 mesi: per uno storico solido che migliora significativamente lo scoring

    Ogni operazione di credito chiusa positivamente incrementa il punteggio e facilita l’accesso a prestiti maggiori. La pazienza e la coerenza nei pagamenti sono fondamentali.

    Soluzioni per Ottenere il Primo Prestito

    Anche senza storia creditizia esistono diverse soluzioni concrete per ottenere il primo prestito personale. Vediamo le opzioni più efficaci:

    1. Prestiti con Garante

    Il garante è una persona (generalmente un familiare o conoscente) che si impegna a ripagare il debito in caso di insolvenza del richiedente. La presenza di un garante con reddito stabile e storia creditizia positiva compensa l’assenza di storico. Le banche concedono prestiti fino a 30.000 euro con questa formula.

    2. Coobbligato Solidale

    Il coobbligato è diverso dal garante: si assume la responsabilità del debito in solido con il richiedente, cioè la banca può rivolgersi indifferentemente a uno o all’altro. Questa figura è più vincolante del semplice garante ma offre maggiori garanzie agli istituti, aumentando le probabilità di approvazione.

    3. Prestiti Agevolati per Giovani

    Esistono strumenti pubblici dedicati:

    • Fondo di Garanzia PMI (sezione giovani imprenditori): copre fino all’80% del prestito per under 35
    • Prestiti d’onore erogati da Comuni, Regioni o enti no-profit
    • Microcredito sociale: importi fino a 10.000 euro senza garanzie reali, con valutazione basata su progetto

    4. Microcredito

    Il microcredito è una forma di prestito fino a 25.000 euro (limite normativo italiano) destinato a soggetti con difficoltà di accesso al credito tradizionale. Non richiede storia creditizia ma un progetto concreto (avvio attività, formazione, spese urgenti). Tassi agevolati (TAEG intorno al 5-8%).

    5. Cessione del Quinto per Neoassunti

    La cessione del quinto è teoricamente accessibile anche a neoassunti, ma richiede:

    • Superamento del periodo di prova (generalmente 3-6 mesi)
    • Contratto a tempo indeterminato (preferibile) o determinato con residuo di almeno 36 mesi
    • Assicurazione sulla vita inclusa nel finanziamento

    Questa forma di prestito non richiede garanzie esterne perché la rata viene trattenuta direttamente dalla busta paga, ma l’importo massimo è limitato a 1/5 dello stipendio netto mensile.

    Garante e Coobbligato: Quando Servono

    Capire la differenza tra garante e coobbligato è fondamentale per scegliere la soluzione giusta e tutelare entrambe le parti.

    Differenza tra Garante e Coobbligato

    AspettoGaranteCoobbligato
    Tipo di obbligazioneSussidiariaSolidale
    Quando intervieneSolo se il debitore non pagaSubito, la banca può rivolgersi a lui direttamente
    Beneficio di escussionePuò pretendere che la banca aggredisca prima il patrimonio del debitoreNon ha questa possibilità
    ResponsabilitàLimitata all’importo garantitoTotale e solidale

    Requisiti del Garante

    Per essere accettato come garante serve:

    • Reddito stabile e dimostrabile (stipendio, pensione, redditi da lavoro autonomo)
    • Assenza di segnalazioni negative presso SIC e Centrale Rischi
    • Rapporto reddito/rata sostenibile: il garante deve avere un reddito tale da coprire sia le sue rate in corso che quelle del prestito garantito
    • Età compatibile: generalmente non oltre i 75 anni alla scadenza del prestito

    Come Scegliere il Garante Giusto

    Scegliere un garante è una decisione delicata che implica responsabilità reciproca. Criteri consigliati:

    • Rapporto di fiducia solido: generalmente genitori, coniuge, fratelli
    • Stabilità economica comprovata: preferibile un garante con contratto a tempo indeterminato o pensione
    • Disponibilità documentale: il garante dovrà fornire CU, buste paga, estratti conto
    • Consapevolezza del ruolo: il garante deve comprendere che in caso di insolvenza la banca si rivarrà su di lui

    È sempre consigliabile stipulare un accordo privato tra debitore e garante, specificando tempi e modalità di rimborso in caso di intervento della garanzia.

    Prestiti per Giovani e Neoassunti

    Diverse banche e istituzioni offrono prodotti dedicati a giovani e neoassunti, con condizioni agevolate per compensare l’assenza di storia creditizia.

    Prodotti Specifici delle Banche

    Molti istituti hanno linee dedicate:

    • Prestiti Under 30: tassi ridotti (TAN 4-6%), importi fino a 15.000 euro, durata massima 60 mesi
    • Prestiti Neoassunti: dopo 3 mesi di lavoro, con garante o polizza assicurativa
    • Prestiti Studenti/Laureati: destinati a spese di formazione, master, specializzazioni

    Attenzione: anche con condizioni agevolate, le banche richiedono sempre documentazione completa (contratto di lavoro, ultime 3 buste paga, CU anno precedente).

    Fondo Garanzia Giovani

    Il Fondo di Garanzia per le PMI (gestito da Mediocredito Centrale) include una sezione per under 35 che vogliono avviare un’attività imprenditoriale o diventare liberi professionisti. Caratteristiche:

    • Garanzia pubblica fino all’80% del prestito
    • Importo massimo garantito: 2,5 milioni di euro
    • Non richiede controgaranzie personali
    • Accesso tramite banche convenzionate

    Prima Casa Giovani Under 36

    Per l’acquisto della prima abitazione, i giovani under 36 con ISEE inferiore a 40.000 euro possono accedere a:

    • Esenzione imposte di registro, ipotecaria e catastale
    • Garanzia statale fino all’80% del mutuo tramite Fondo Garanzia Prima Casa
    • Nessuna storia creditizia richiesta se l’importo finanziato non supera l’80% del valore immobile

    Contratti a Tempo Determinato: È Possibile?

    Ottenere un prestito con contratto a tempo determinato è più difficile ma non impossibile:

    • Servono almeno 12 mesi residui dalla data di richiesta
    • Importi massimi ridotti (generalmente 5.000-10.000 euro)
    • Durata del prestito non superiore alla durata residua del contratto
    • Spesso richiesto un garante

    Alcune finanziarie specializzate (es. Agos, Compass, Findomestic) hanno prodotti specifici per questa categoria, con TAEG più elevato (12-15%).

    Errori da Evitare nella Prima Richiesta

    Quando si richiede il primo prestito è facile commettere errori che compromettono l’esito positivo della pratica. Ecco gli errori più comuni e come evitarli:

    1. Chiedere Importi Troppo Alti

    Richiedere 10.000-15.000 euro senza storico creditizio porta quasi sempre a un rifiuto. Meglio iniziare con importi modesti (3.000-5.000 euro), ottenere l’approvazione e costruire storico positivo. Dopo 12-24 mesi si potranno richiedere importi maggiori.

    2. Presentare Documentazione Incompleta

    La mancanza di documenti rallenta l’istruttoria e può portare al rigetto. Verificare sempre di avere:

    • Documento d’identità e codice fiscale
    • Ultime 3 buste paga o CU anno precedente
    • Estratto conto ultimi 3 mesi
    • Contratto di lavoro
    • Autocertificazione residenza e stato di famiglia
    • Se richiesto: documentazione del garante

    3. Non Comparare le Offerte

    Accettare la prima proposta senza confrontare può significare pagare centinaia di euro in più di interessi. Utilizzare comparatori online (es. Facile.it, Segugio.it, MutuiOnline) e richiedere preventivi a almeno 3-4 istituti. Attenzione al TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), non solo al TAN.

    4. Affidarsi a Finanziarie Sospette

    Evitare assolutamente:

    • Società che richiedono pagamenti anticipati (“commissioni di istruttoria” prima dell’approvazione)
    • Offerte “troppo belle per essere vere” (tassi allo 0% senza condizioni)
    • Finanziarie non iscritte all’Albo degli Intermediari Finanziari (verificabile sul sito Banca d’Italia)
    • Contatti tramite SMS o email non richiesti

    5. Generare Segnalazioni Negative

    Comportamenti da evitare:

    • Richiedere contemporaneamente prestiti a più banche (ogni richiesta viene registrata e troppe richieste ravvicinate abbassano lo scoring)
    • Dichiarare dati falsi o non veritieri (es. reddito gonfiato)
    • Saltare rate di pagamento di finanziamenti minori già in corso (es. telefono)

    Una volta ottenuto il primo prestito, la puntualità nei pagamenti è fondamentale: anche un solo ritardo di 30 giorni viene segnalato e peggiora lo storico.

    Ottenere il primo prestito senza storia creditizia richiede strategia, pazienza e scelte informate. Iniziare con importi modesti, utilizzare un garante se necessario, e costruire gradualmente uno storico positivo attraverso piccoli finanziamenti regolarmente saldati sono le chiavi del successo. È fondamentale comparare le offerte, evitare finanziarie poco trasparenti e presentare documentazione completa. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza per valutare la tua situazione finanziaria, verificare i requisiti per prestiti agevolati e assistere nella presentazione delle richieste con la documentazione corretta. Non lasciare al caso una decisione così importante: un’analisi preliminare può fare la differenza tra un prestito approvato e un rifiuto.

    Domande Frequenti sul Primo Prestito Senza Storia Creditizia


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella valutazione della tua situazione finanziaria e nella presentazione delle richieste di prestito con documentazione corretta.

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      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
       

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      Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 09:00:002026-03-18 09:21:49Primo Prestito Senza Storia Creditizia: Come Ottenerlo nel 2026
      Fatture in Cloud, GESTIONE PARTITA IVA

      TeamSystem 2026: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt – Confronto Completo

      regime forfettario partita iva

      Indice dei contenuti

      1. L’Ecosistema TeamSystem
      2. Fatture in Cloud: Prezzi e Funzionalità 2026
      3. Danea Easyfatt: Prezzi e Funzionalità 2026
      4. Confronto Dettagliato
      5. Quando Scegliere Quale
      6. Alternative a TeamSystem
      7. Domande Frequenti

      Fatture in Cloud e Danea Easyfatt sono entrambi prodotti TeamSystem, il più grande gruppo italiano di software gestionali. Sebbene facciano parte dello stesso ecosistema, si rivolgono a target diversi e hanno filosofie opposte: cloud vs desktop.

      In questo confronto analizzeremo prezzi, funzionalità e limiti di entrambi nel 2026, per aiutarti a scegliere la soluzione giusta per la tua partita IVA o PMI.

      L’Ecosistema TeamSystem: Una Panoramica

      TeamSystem è il leader italiano dei software gestionali, con oltre 2 milioni di clienti. L’azienda offre soluzioni per ogni dimensione aziendale:

      • Fatture in Cloud: software cloud per micro-imprese, forfettari e liberi professionisti
      • Danea Easyfatt: software desktop per PMI, negozianti e artigiani
      • TeamSystem ERP: piattaforme enterprise per aziende strutturate
      • Contabilità in Cloud: gestione contabile avanzata

      Il vantaggio dell’ecosistema TeamSystem è l’integrazione verticale: puoi partire con Fatture in Cloud e, man mano che cresci, passare a soluzioni più avanzate mantenendo i dati.

      Fatture in Cloud: Prezzi e Funzionalità 2026

      Fatture in Cloud è la soluzione cloud di TeamSystem pensata per forfettari, micro-imprese e liberi professionisti. Oggi è usato da oltre 580.000 partite IVA in Italia.

      Prezzi Fatture in Cloud 2026

      PianoPrezzo/MesePrezzo/AnnoTarget
      Standard Forfettari4 euro48 euro + IVAForfettari
      Standard12 euro144 euro + IVAP.IVA ordinarie
      Premium21 euro252 euro + IVAPMI con magazzino
      Premium Plus29 euro348 euro + IVAPMI con dipendenti
      Complete51 euro612 euro + IVAAziende strutturate

      Cosa include Fatture in Cloud

      Tutti i piani includono:

      • Fatturazione elettronica (emissione, invio, ricezione)
      • Conservazione sostitutiva a norma
      • App mobile iOS, Android, AppGallery
      • Preventivi e note di credito
      • Prima nota e scadenzario
      • Accesso cloud da qualsiasi dispositivo
      • POS digitale TS Pay (incasso con QR code)

      Piani Premium e superiori aggiungono:

      • Gestione magazzino e giacenze
      • Corrispettivi e vendite al banco
      • Gestione dipendenti (Premium Plus)
      • Listini prezzi avanzati
      • Report IVA dettagliati
      • Multiutente (Complete)

      Punti di forza Fatture in Cloud

      • Semplicità: interfaccia moderna e intuitiva
      • Accessibilità: lavori da PC, tablet o smartphone
      • Prezzo entry-level: 4 euro/mese per forfettari
      • Aggiornamenti automatici: sempre l’ultima versione
      • Nessuna installazione: basta un browser

      Danea Easyfatt: Prezzi e Funzionalità 2026

      Danea Easyfatt è il gestionale desktop di TeamSystem, nato nei primi anni 2000 e acquisito dal gruppo nel 2014. È la scelta classica di artigiani, negozianti e PMI che preferiscono un software installato in locale.

      Prezzi Danea Easyfatt 2026

      VersionePrezzo/AnnoFatture ElettronichePostazioni
      Professional180 euro + IVA400 incluse2 PC (no rete)
      Enterprise One288 euro + IVA800 incluse2 PC (no rete)
      Enterprise420 euro + IVAIllimitate5 PC in rete LAN

      Nota: Esistono anche versioni Cloud di Easyfatt con prezzi simili.

      Cosa include Danea Easyfatt

      Professional include:

      • Fatturazione elettronica (400 documenti/anno)
      • Gestione clienti e fornitori
      • Magazzino e giacenze
      • Stampa etichette con codice a barre
      • Registri IVA e liquidazione
      • Import/export Excel, OpenOffice, XML
      • Installazione su 2 PC (non in rete)

      Enterprise One aggiunge:

      • Vendita al banco con registratore di cassa
      • Modalità touch-screen
      • 800 fatture elettroniche incluse

      Enterprise aggiunge:

      • Multiutenza (5 postazioni in rete LAN)
      • Gestione diritti di accesso utenti
      • Gestione agenti e provvigioni
      • Carte fedeltà clienti
      • Integrazione e-commerce
      • Fatture elettroniche illimitate

      Punti di forza Danea Easyfatt

      • Potenza: funzionalità avanzate per PMI
      • Lavoro offline: non serve connessione internet
      • Multiutenza: più operatori in rete locale
      • Gestione negozio: touch-screen e registratore di cassa
      • Storicità: software collaudato da 20+ anni

      Confronto Dettagliato: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt

      CaratteristicaFatture in CloudDanea Easyfatt
      TipologiaCloud (browser)Desktop (Windows)
      Prezzo minimo48 euro/anno180 euro/anno
      Target principaleForfettari, freelancerPMI, negozianti
      Accesso mobileSì (app)No
      Lavoro offlineNoSì
      MultiutenzaSolo Complete (51 euro/mese)Enterprise (420 euro/anno)
      Vendita al bancoSì (Premium+)Sì (touch-screen)
      Gestione agentiNoSì (Enterprise)
      Integrazione e-commerceLimitataSì (Enterprise)
      InterfacciaModernaClassica Windows
      AggiornamentiAutomaticiManuali

      Costo annuale a confronto

      Per capire meglio il risparmio, confrontiamo scenari tipici:

      • Forfettario base: Fatture in Cloud (48 euro) vs Easyfatt Professional (180 euro) = risparmio 132 euro/anno
      • PMI con magazzino: Fatture in Cloud Premium (252 euro) vs Easyfatt Professional (180 euro) = Easyfatt più conveniente
      • PMI multiutente: Fatture in Cloud Complete (612 euro) vs Easyfatt Enterprise (420 euro) = risparmio 192 euro/anno con Easyfatt

      Quando Scegliere Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt

      Scegli Fatture in Cloud se:

      • Sei un forfettario o libero professionista
      • Vuoi lavorare da smartphone e tablet
      • Emetti poche fatture al mese (meno di 30)
      • Non hai bisogno di multiutenza
      • Preferisci un’interfaccia moderna e semplice
      • Cerchi il prezzo più basso possibile
      • Lavori sempre connesso a internet

      Scegli Danea Easyfatt se:

      • Sei un negoziante con vendita al banco
      • Hai bisogno di multiutenza in rete locale
      • Gestisci agenti e provvigioni
      • Vuoi lavorare anche offline
      • Hai un e-commerce da integrare
      • Emetti centinaia di fatture al mese
      • Preferisci un software installato in locale
      • Hai già familiarità con gestionali Windows

      Alternative a TeamSystem

      Se l’ecosistema TeamSystem non fa per te, ecco le principali alternative:

      Alternative cloud a Fatture in Cloud

      • Fatturazione Italia: piano Start 49 euro/anno IVA inclusa (150 fatture) o Pro 89 euro/anno IVA inclusa (500 fatture, Sistema Tessera Sanitaria incluso) – prezzo bloccato 3 anni, 30 giorni di prova senza carta
      • Aruba Fatturazione: da 29,90 euro/anno – più economico ma meno funzionalità
      • Finom: conto business + fatturazione integrata
      • Fattura24: alternativa cloud con prezzi simili

      Alternative desktop a Danea Easyfatt

      • Zucchetti: competitor storico per PMI
      • Buffetti: gestionali per commercialisti
      • Passepartout: soluzioni per studi professionali

      Per un confronto completo, leggi: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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      Domande Frequenti su TeamSystem

      Fatture in Cloud e Danea Easyfatt sono della stessa azienda?

      Sì, entrambi sono prodotti TeamSystem, il più grande gruppo italiano di software gestionali. Danea è stata acquisita da TeamSystem nel 2014. Pur appartenendo allo stesso ecosistema, i due software hanno filosofie diverse: Fatture in Cloud è cloud-based, Danea Easyfatt è un software desktop.

      Posso passare da Fatture in Cloud a Danea Easyfatt?

      Sì, è possibile migrare i dati tra i due software. Entrambi offrono funzioni di import/export in formati standard (Excel, XML). Tuttavia, non esiste una migrazione automatica diretta. Dovrai esportare i dati da un software e importarli nell’altro, oppure contattare l’assistenza TeamSystem per supporto.

      Quanto costa Fatture in Cloud per forfettari?

      Il piano Standard Forfettari costa 4 euro al mese (48 euro il primo anno + IVA, poi 96 euro + IVA dal rinnovo). È il piano più economico ed è riservato esclusivamente ai titolari di partita IVA in regime forfettario. Include fatturazione elettronica illimitata, conservazione sostitutiva e app mobile.

      Danea Easyfatt funziona su Mac?

      No, Danea Easyfatt è un software solo Windows. Per usarlo su Mac dovresti installare Windows tramite Boot Camp o una macchina virtuale (Parallels, VMware). In alternativa, puoi usare la versione Easyfatt Cloud che funziona via browser su qualsiasi sistema operativo, oppure scegliere Fatture in Cloud.

      Quale software TeamSystem scegliere per un negozio?

      Per un negozio con vendita al banco, la scelta migliore è Danea Easyfatt Enterprise One (288 euro/anno). Include la gestione del registratore di cassa, modalità touch-screen per vendita rapida e corrispettivi. Fatture in Cloud ha funzionalità simili solo nei piani Premium (252 euro/anno) ma con meno opzioni per il retail.

      La conservazione sostitutiva è inclusa?

      Sì, sia Fatture in Cloud che Danea Easyfatt includono la conservazione sostitutiva a norma in tutti i piani a pagamento. È un obbligo di legge e viene gestito automaticamente per 10 anni. L’unica eccezione è il periodo di prova gratuita di Fatture in Cloud, che non include la conservazione.

      Conclusioni: Quale Scegliere?

      Fatture in Cloud è la scelta ideale per forfettari e micro-imprese che cercano semplicità, mobilità e costi contenuti. A 48 euro/anno è imbattibile per chi emette poche fatture.

      Danea Easyfatt è perfetto per PMI, negozianti e artigiani che hanno bisogno di funzionalità avanzate: multiutenza, gestione agenti, vendita al banco touch-screen. Costa di più ma offre strumenti professionali.

      Il bello dell’ecosistema TeamSystem è che puoi iniziare in piccolo e crescere: parti con Fatture in Cloud e, quando la tua attività si espande, passi a Easyfatt o alle soluzioni ERP enterprise.

      Per approfondire le alternative, leggi anche: Gestionale Partita IVA 2026: Quale Scegliere.

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      Se hai dubbi sulla scelta del gestionale o sulla fatturazione elettronica, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

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      • Telefono: 0432 1638640
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      Ultimo aggiornamento: marzo 2026. Prezzi verificati su fattureincloud.it e danea.it.

      Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-12 08:00:002026-09-27 09:15:08TeamSystem 2026: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt – Confronto Completo
      ASSEGNO UNICO

      Assegno Unico Marzo 2026: Importo Ridotto Senza DSU Aggiornata

      ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

      A partire da marzo 2026, migliaia di famiglie italiane rischiano di vedere ridotto drasticamente l’importo dell’assegno unico se non avranno provveduto ad aggiornare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per ottenere l’ISEE 2026. La differenza economica può essere molto significativa: da oltre 175 euro al mese per figlio con ISEE basso, si passa a soli 57 euro senza certificazione ISEE valida.

      In questo articolo approfondiamo tutto quello che serve sapere per evitare di perdere centinaia di euro ogni mese: scadenze da rispettare, importi esatti con e senza ISEE, procedure di aggiornamento e casi pratici con esempi di calcolo reali.

      Cos’è la DSU e Perché Serve per l’Assegno Unico

      La DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) è il documento che contiene tutti i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del nucleo familiare, necessari per calcolare l’indicatore ISEE. L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) misura la condizione economica delle famiglie italiane ed è utilizzato per determinare l’accesso e l’importo di numerose prestazioni sociali agevolate, tra cui l’assegno unico universale.

      Per l’assegno unico, l’ISEE è fondamentale perché determina l’ammontare mensile del beneficio. Il meccanismo è progressivo: più basso è l’ISEE, più alto è l’importo dell’assegno. Le famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro ricevono l’importo massimo (199,40 euro per figlio minorenne nel 2026, con possibili maggiorazioni). All’aumentare dell’ISEE, l’importo decresce gradualmente fino a raggiungere l’importo minimo di 57 euro per ISEE oltre 45.574,96 euro.

      Chi non presenta la DSU o presenta una DSU scaduta viene automaticamente classificato dall’INPS come “senza ISEE” e riceve quindi solo l’importo minimo, indipendentemente dalla reale situazione economica del nucleo familiare.

      Dati necessari per la DSU 2026

      Per compilare la DSU 2026 serve avere a disposizione:

      • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
      • Documento di identità valido del dichiarante
      • Redditi 2024: modelli CU, dichiarazione dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024), certificazioni di redditi esteri
      • Patrimonio mobiliare al 31/12/2024: saldi e giacenze medie di conti correnti, depositi, titoli, azioni, fondi
      • Patrimonio immobiliare al 31/12/2024: visure catastali aggiornate, contratti di mutuo
      • Canone di affitto annuo (se si vive in locazione) con estremi del contratto registrato
      • Targa o estremi identificativi di autoveicoli e motoveicoli di cilindrata superiore a 500cc
      • Eventuali assegni di mantenimento percepiti o corrisposti

      La DSU può essere presentata in modalità precompilata tramite il portale INPS, dove molti dati sono già acquisiti automaticamente dall’Agenzia delle Entrate. In alternativa, è possibile rivolgersi a un CAF o commercialista per l’assistenza gratuita nella compilazione.

      Scadenze DSU 2026: Date da Non Dimenticare

      Per evitare la riduzione dell’assegno unico a marzo 2026, è fondamentale rispettare le seguenti scadenze:

      • 1° gennaio 2026: Decorrenza validità ISEE 2026. L’ISEE 2025 scade il 31 dicembre 2025.
      • 28 febbraio 2026: Scadenza consigliata per presentare la DSU 2026 e ottenere l’ISEE aggiornato entro marzo. Presentando entro questa data, l’INPS elabora l’ISEE in tempo utile per il pagamento di marzo.
      • 1° marzo 2026: L’INPS calcola l’assegno unico di marzo sulla base dell’ISEE 2026. Chi non ha ISEE valido riceve l’importo minimo.
      • 30 giugno 2026: Scadenza ultima per presentare la DSU 2026 e ottenere gli arretrati. Chi presenta l’ISEE tra marzo e giugno riceve comunque gli importi maggiorati, con conguaglio retroattivo da marzo.

      Importante: Anche se si presenta la DSU dopo il 28 febbraio, l’INPS riconosce gli arretrati degli importi maggiorati a partire da marzo, purché la presentazione avvenga entro il 30 giugno 2026. Tuttavia, i tempi di elaborazione dell’ISEE possono variare da pochi giorni a 2-3 settimane, quindi è consigliabile non aspettare l’ultimo momento.

      Chi presenta la DSU dopo il 30 giugno 2026 riceve gli importi maggiorati solo dal mese successivo alla presentazione, senza diritto agli arretrati dei mesi precedenti.

      Tabella Importi: Con ISEE vs Senza ISEE

      Gli importi dell’assegno unico 2026 variano in base alla fascia ISEE e alla composizione del nucleo familiare. Ecco la tabella completa aggiornata per il 2026 (importi rivalutati con inflazione):

      Importo base mensile per figlio minorenne (0-17 anni)

      Fascia ISEEImporto mensileImporto annuo
      Fino a 17.090,61 euro199,40 euro2.392,80 euro
      Da 17.090,62 a 45.574,96 euroDa 199,40 a 57 euro (scala progressiva)Da 2.392,80 a 684 euro
      Oltre 45.574,96 euro57 euro684 euro
      SENZA ISEE valido57 euro684 euro

      Importo base mensile per figlio maggiorenne (18-21 anni)

      Fascia ISEEImporto mensileImporto annuo
      Fino a 17.090,61 euro96,90 euro1.162,80 euro
      Da 17.090,62 a 45.574,96 euroDa 96,90 a 27,70 euro (scala progressiva)Da 1.162,80 a 332,40 euro
      Oltre 45.574,96 euro27,70 euro332,40 euro
      SENZA ISEE valido27,70 euro332,40 euro

      Maggiorazioni previste

      Oltre all’importo base, sono previste maggiorazioni mensili che si sommano alla quota base:

      • Maggiorazione per nuclei con 3 o più figli: 96,90 euro al mese (per ISEE fino a 45.574,96 euro)
      • Maggiorazione per figli sotto i 12 mesi: 96,90 euro al mese (per ISEE fino a 45.574,96 euro)
      • Maggiorazione per figli con disabilità:
        • Non autosufficiente: 119,60 euro al mese
        • Disabilità grave: 108,20 euro al mese
        • Disabilità media: 96,90 euro al mese
      • Maggiorazione per madri under 21: 22,80 euro al mese (per ISEE fino a 45.574,96 euro)
      • Maggiorazione per nuclei con entrambi i genitori lavoratori: 34,20 euro al mese (per ISEE fino a 17.090,61 euro, decrescente fino a ISEE 45.574,96 euro)

      Attenzione: Tutte le maggiorazioni si applicano solo se è presente un ISEE valido. Chi non presenta la DSU perde sia l’importo maggiorato base sia tutte le maggiorazioni, ricevendo solo i 57 euro mensili per figlio minorenne (o 27,70 euro per maggiorenne 18-21 anni).

      Chi Rischia di Perdere Soldi

      Le categorie di famiglie che rischiano maggiormente la riduzione dell’assegno unico a marzo 2026 sono:

      1. Famiglie con ISEE basso (sotto 17.091 euro)

      Sono le famiglie che subiscono la perdita economica più elevata. Passando dall’importo massimo (199,40 euro) all’importo minimo (57 euro), la riduzione è di 142,40 euro al mese per figlio, pari a 1.708,80 euro all’anno per ogni figlio minorenne.

      Una famiglia con 2 figli minorenni e ISEE sotto i 17.091 euro perde 284,80 euro al mese (oltre 3.400 euro all’anno) se non aggiorna la DSU entro febbraio 2026.

      2. Famiglie numerose (3 o più figli)

      Le famiglie con 3 o più figli perdono non solo l’importo base maggiorato, ma anche la maggiorazione per nucleo numeroso (96,90 euro al mese). Una famiglia con 3 figli minorenni e ISEE basso senza DSU aggiornata:

      • Con ISEE valido: (199,40 × 3) + 96,90 = 695,10 euro al mese
      • Senza ISEE: 57 × 3 = 171 euro al mese
      • Perdita mensile: 524,10 euro (oltre 6.289 euro all’anno)

      3. Famiglie con figli neonati (sotto 12 mesi)

      I genitori con figli sotto l’anno di età hanno diritto a una maggiorazione mensile di 96,90 euro, che si perde completamente senza ISEE valido. Per un neonato con ISEE sotto 17.091 euro:

      • Con ISEE valido: 199,40 + 96,90 = 296,30 euro al mese
      • Senza ISEE: 57 euro al mese
      • Perdita mensile: 239,30 euro (2.871,60 euro in un anno)

      4. Famiglie con figli disabili

      Le maggiorazioni per disabilità sono tra le più elevate (fino a 119,60 euro al mese per non autosufficienza) e si perdono interamente senza ISEE. Una famiglia con un figlio disabile non autosufficiente e ISEE basso:

      • Con ISEE valido: 199,40 + 119,60 = 319 euro al mese
      • Senza ISEE: 57 euro al mese
      • Perdita mensile: 262 euro (3.144 euro all’anno)

      5. Famiglie con entrambi i genitori lavoratori

      La maggiorazione per doppio reddito da lavoro (34,20 euro al mese per ISEE fino a 17.091 euro) viene riconosciuta solo con ISEE valido. Chi perde questa maggiorazione rinuncia a 410,40 euro all’anno, oltre alla riduzione dell’importo base.

      Come Aggiornare la DSU per Tempo

      Esistono tre modalità per presentare la DSU 2026 e ottenere l’ISEE aggiornato:

      1. DSU Precompilata sul portale INPS

      La modalità più veloce per chi ha SPID, CIE o CNS. Il portale INPS acquisisce automaticamente gran parte dei dati da Agenzia delle Entrate e altri enti:

      1. Accedere al portale www.inps.it con le proprie credenziali digitali
      2. Cercare il servizio “ISEE precompilato“
      3. Verificare i dati precompilati (nucleo familiare, redditi, patrimonio)
      4. Integrare eventuali dati mancanti (es. conti correnti non tracciati, immobili non registrati)
      5. Confermare e inviare la DSU
      6. Attendere l’elaborazione (da 1 a 10 giorni lavorativi)
      7. Scaricare l’attestazione ISEE 2026

      Vantaggio: Procedura gratuita e veloce, con molti dati già acquisiti. Svantaggio: Richiede dimestichezza digitale e possesso di credenziali SPID/CIE.

      2. Assistenza CAF (Centro di Assistenza Fiscale)

      Il CAF offre assistenza gratuita per la compilazione della DSU. È la modalità consigliata per chi:

      • Non ha dimestichezza con il portale INPS
      • Ha situazioni familiari complesse (genitori separati, figli in affido, ecc.)
      • Ha redditi esteri o patrimonio articolato
      • Preferisce essere seguito da un operatore esperto

      Procedura:

      1. Prendere appuntamento presso un CAF della propria zona
      2. Portare tutti i documenti necessari (vedi lista sopra)
      3. L’operatore CAF compila la DSU e la trasmette telematicamente all’INPS
      4. Il CAF comunica quando l’ISEE è disponibile (di solito 5-10 giorni)
      5. Ritirare l’attestazione ISEE 2026 presso il CAF o scaricarla dal portale INPS

      Vantaggio: Assistenza personalizzata gratuita, nessuna competenza digitale richiesta. Svantaggio: Necessità di appuntamento e di recarsi fisicamente presso gli uffici CAF.

      3. Commercialista o consulente del lavoro

      Anche commercialisti e consulenti del lavoro possono compilare e trasmettere la DSU. Tuttavia, questo servizio è generalmente a pagamento (tariffe variabili da 30 a 100 euro), quindi meno conveniente rispetto al CAF gratuito.

      Quanto tempo serve per ottenere l’ISEE?

      I tempi di elaborazione dell’ISEE 2026 variano in base al periodo:

      • Gennaio-febbraio 2026: 3-10 giorni lavorativi (periodo poco affollato)
      • Marzo-aprile 2026: 10-15 giorni lavorativi (picco di richieste)
      • Maggio-giugno 2026: 5-10 giorni lavorativi (ritorno alla normalità)

      È quindi consigliabile presentare la DSU entro metà febbraio 2026 per avere la certezza di ricevere l’ISEE entro fine mese e garantirsi l’importo pieno dell’assegno unico già da marzo.

      Esempi Pratici di Calcolo

      Vediamo alcuni casi concreti per capire meglio l’impatto economico della mancata presentazione della DSU:

      Esempio 1: Famiglia con 2 figli minorenni, ISEE 15.000 euro

      Composizione nucleo: Coppia con 2 figli di 5 e 8 anni. ISEE 2026: 15.000 euro. Entrambi i genitori lavoratori dipendenti.

      Con ISEE valido:

      • Importo base per 2 figli: 199,40 × 2 = 398,80 euro/mese
      • Maggiorazione doppio reddito: 34,20 euro/mese
      • Totale mensile: 433 euro
      • Totale annuo: 5.196 euro

      Senza ISEE:

      • Importo minimo per 2 figli: 57 × 2 = 114 euro/mese
      • Nessuna maggiorazione
      • Totale mensile: 114 euro
      • Totale annuo: 1.368 euro

      Perdita economica: 319 euro al mese, 3.828 euro all’anno.

      Esempio 2: Famiglia numerosa con 4 figli, ISEE 12.000 euro

      Composizione nucleo: Coppia con 4 figli (2, 5, 9, 12 anni). ISEE 2026: 12.000 euro. Solo un genitore lavoratore.

      Con ISEE valido:

      • Importo base per 4 figli: 199,40 × 4 = 797,60 euro/mese
      • Maggiorazione nucleo numeroso (3+ figli): 96,90 euro/mese
      • Totale mensile: 894,50 euro
      • Totale annuo: 10.734 euro

      Senza ISEE:

      • Importo minimo per 4 figli: 57 × 4 = 228 euro/mese
      • Nessuna maggiorazione
      • Totale mensile: 228 euro
      • Totale annuo: 2.736 euro

      Perdita economica: 666,50 euro al mese, 7.998 euro all’anno.

      Esempio 3: Famiglia con neonato, ISEE 10.000 euro

      Composizione nucleo: Coppia con 1 figlio di 6 mesi. ISEE 2026: 10.000 euro. Entrambi i genitori lavoratori.

      Con ISEE valido:

      • Importo base: 199,40 euro/mese
      • Maggiorazione neonato (sotto 12 mesi): 96,90 euro/mese
      • Maggiorazione doppio reddito: 34,20 euro/mese
      • Totale mensile: 330,50 euro
      • Totale annuo: 3.966 euro

      Senza ISEE:

      • Importo minimo: 57 euro/mese
      • Nessuna maggiorazione
      • Totale mensile: 57 euro
      • Totale annuo: 684 euro

      Perdita economica: 273,50 euro al mese, 3.282 euro all’anno.

      Esempio 4: Famiglia con figlio disabile, ISEE 14.000 euro

      Composizione nucleo: Coppia con 1 figlio di 10 anni con disabilità grave. ISEE 2026: 14.000 euro.

      Con ISEE valido:

      • Importo base: 199,40 euro/mese
      • Maggiorazione disabilità grave: 108,20 euro/mese
      • Totale mensile: 307,60 euro
      • Totale annuo: 3.691,20 euro

      Senza ISEE:

      • Importo minimo: 57 euro/mese
      • Nessuna maggiorazione
      • Totale mensile: 57 euro
      • Totale annuo: 684 euro

      Perdita economica: 250,60 euro al mese, 3.007,20 euro all’anno.

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      Domande Frequenti

      Cosa succede se non presento la DSU entro febbraio 2026?

      Se non presenti la DSU entro febbraio 2026, a partire da marzo riceverai solo l’importo minimo dell’assegno unico (57 euro per figlio minorenne, 27,70 euro per maggiorenne 18-21 anni), senza alcuna maggiorazione. Puoi comunque presentare la DSU entro il 30 giugno 2026 e ottenere gli arretrati dei mesi precedenti. Dopo il 30 giugno, gli importi maggiorati si applicano solo dal mese successivo alla presentazione, senza diritto agli arretrati.

      L’ISEE 2025 vale anche per il 2026?

      No. L’ISEE 2025 scade il 31 dicembre 2025. Dal 1° gennaio 2026 è necessario presentare una nuova DSU per ottenere l’ISEE 2026, basato sui redditi 2024 e il patrimonio al 31 dicembre 2024. Senza ISEE 2026 valido, a partire da marzo 2026 si riceve solo l’importo minimo dell’assegno unico.

      Posso recuperare gli importi persi se presento la DSU in ritardo?

      Sì, ma solo se presenti la DSU entro il 30 giugno 2026. In questo caso, l’INPS eroga gli importi maggiorati con effetto retroattivo da marzo 2026, pagando gli arretrati dei mesi precedenti. Se presenti la DSU dopo il 30 giugno, gli importi maggiorati si applicano solo dal mese successivo alla presentazione, e perdi definitivamente le differenze dei mesi precedenti.

      Quanto tempo ci vuole per ottenere l’ISEE 2026?

      I tempi di elaborazione variano da 3 a 15 giorni lavorativi, a seconda del periodo. Gennaio-febbraio è il periodo meno affollato (3-10 giorni), mentre marzo-aprile vede picchi di richieste (10-15 giorni). Per essere sicuri di avere l’ISEE pronto per il pagamento di marzo, è consigliabile presentare la DSU entro metà febbraio 2026.

      Quanto perdo se non aggiorno la DSU con 2 figli?

      Con 2 figli minorenni e ISEE sotto 17.091 euro, la perdita è di circa 285 euro al mese (oltre 3.400 euro all’anno), passando da 398,80 euro mensili (con ISEE) a 114 euro (senza ISEE). Se hai anche la maggiorazione per doppio reddito, la perdita supera i 319 euro al mese. Famiglie con ISEE più alto perdono comunque cifre significative, proporzionali alla loro fascia.


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        Conto IG Italia Regime Dichiarativo: Quadro RW, IVAFE e IBAN Germania

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Chi opera sui mercati finanziari attraverso IG Italia con un conto in regime dichiarativo deve affrontare specifici obblighi fiscali che riguardano la compilazione del quadro RW e il pagamento dell’IVAFE. Un aspetto che genera frequenti dubbi tra gli investitori italiani riguarda il fatto che IG Italia, pur essendo una succursale italiana del broker britannico IG Group, utilizza un IBAN tedesco per i conti dei clienti. Questa guida approfondita analizza nel dettaglio come gestire correttamente la dichiarazione dei redditi quando si utilizza il conto IG Italia in regime dichiarativo, con particolare attenzione alla compilazione del quadro RW, al calcolo dell’IVAFE e alle implicazioni fiscali dell’IBAN estero.

        La scelta del regime dichiarativo rispetto al regime amministrato comporta che sia il contribuente a dover calcolare e versare le imposte sulle plusvalenze e a compilare il quadro RW per il monitoraggio fiscale delle attività estere. Poiché il conto IG Italia è tecnicamente detenuto presso una banca tedesca (con IBAN che inizia per DE), scattano gli obblighi di dichiarazione previsti dal D.L. 167/1990 e successive modifiche. In questa guida vedremo passo passo come adempiere correttamente a tutti gli obblighi fiscali, evitando errori che potrebbero comportare pesanti sanzioni.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è IG Italia e il Regime Dichiarativo
        2. IBAN in Germania: Perché e Quali Implicazioni
        3. Compilazione del Quadro RW per Conto IG Italia
        4. IVAFE: Calcolo e Pagamento 2026
        5. Plusvalenze e Minusvalenze: Quadro RT
        6. Documentazione Necessaria per la Dichiarazione
        7. Sanzioni per Omissioni e Errori
        8. Domande Frequenti

        Cos’è IG Italia e il Regime Dichiarativo

        IG Italia è la succursale italiana di IG Group, uno dei broker più importanti al mondo nel settore del trading online di CFD (Contracts for Difference), Forex e altri strumenti derivati. La società madre, IG Group Holdings plc, è quotata alla Borsa di Londra (FTSE 250) ed è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority (FCA) britannica. La succursale italiana è iscritta all’Albo delle imprese di investimento comunitarie presso la CONSOB con il numero di registrazione 1174.

        Quando si apre un conto con IG Italia, il cliente può scegliere tra due regimi fiscali: il regime amministrato e il regime dichiarativo. Nel regime amministrato, è il broker che agisce come sostituto d’imposta, calcolando e versando automaticamente le imposte sulle plusvalenze (attualmente al 26% per la maggior parte degli strumenti finanziari). Nel regime dichiarativo, invece, è il contribuente stesso che deve provvedere alla dichiarazione e al versamento delle imposte nella propria dichiarazione dei redditi annuale.

        Perché scegliere il Regime Dichiarativo

        Il regime dichiarativo offre alcuni vantaggi significativi per i trader più attivi e consapevoli. In primo luogo, consente la compensazione delle minusvalenze in modo più flessibile, permettendo di utilizzare le perdite realizzate su un conto per compensare i guadagni su altri conti o strumenti. Inoltre, nel regime dichiarativo le imposte vengono versate solo una volta all’anno (al momento della dichiarazione dei redditi), anziché essere trattenute immediatamente dal broker, garantendo così una maggiore liquidità operativa.

        Tuttavia, il regime dichiarativo comporta anche maggiori responsabilità. Il contribuente deve conservare tutta la documentazione delle operazioni, calcolare correttamente plusvalenze e minusvalenze, compilare i quadri RT (per i redditi diversi di natura finanziaria) e RW (per il monitoraggio fiscale), e versare l’IVAFE sulle attività finanziarie detenute all’estero. Qualsiasi errore o omissione può comportare sanzioni anche rilevanti.

        IBAN in Germania: Perché e Quali Implicazioni

        Uno degli aspetti che genera maggiore confusione tra i clienti di IG Italia riguarda l’IBAN del conto di trading. Nonostante si tratti di un conto aperto con la succursale italiana del broker, l’IBAN fornito inizia con il prefisso “DE”, che identifica un conto corrente presso una banca tedesca. Questo accade perché IG Group utilizza una banca tedesca (solitamente Commerzbank o altro istituto di credito con sede in Germania) come depositaria per i fondi dei clienti europei.

        Dal punto di vista fiscale italiano, questa configurazione ha conseguenze importanti. Secondo l’articolo 4 del D.L. 167/1990 (convertito dalla Legge n. 227/1990) e successive modificazioni, le persone fisiche residenti in Italia sono tenute a dichiarare nel quadro RW della dichiarazione dei redditi tutte le attività finanziarie detenute all’estero che siano suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia. Un conto con IBAN tedesco è considerato a tutti gli effetti un’attività finanziaria estera, anche se il rapporto commerciale è gestito dalla succursale italiana del broker.

        Conseguenze fiscali dell’IBAN estero

        La presenza di un IBAN tedesco comporta tre obblighi fiscali principali per il contribuente italiano che opera con IG Italia in regime dichiarativo:

        • Compilazione del Quadro RW: obbligo di indicare il conto nel quadro RW per il monitoraggio fiscale delle attività estere, ai sensi del D.L. 167/1990
        • Pagamento dell’IVAFE: l’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero si applica con aliquota dello 0,2% annuo sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero
        • Dichiarazione delle plusvalenze: le plusvalenze realizzate devono essere dichiarate nel Quadro RT del Modello Redditi PF, con applicazione dell’imposta sostitutiva del 26%

        È importante sottolineare che questi obblighi sussistono indipendentemente dal fatto che il broker abbia una succursale italiana. Il criterio determinante è la localizzazione dei fondi, che nel caso di IG Italia si trovano presso un istituto bancario tedesco. La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 38/E del 2013 ha chiarito che l’obbligo di compilazione del quadro RW sussiste anche per i rapporti con intermediari esteri che operano in Italia tramite succursale, qualora i fondi siano depositati all’estero.

        Compilazione del Quadro RW per Conto IG Italia

        Il Quadro RW del Modello Redditi PF è lo strumento attraverso il quale il contribuente italiano adempie agli obblighi di monitoraggio fiscale previsti dalla normativa antiriciclaggio e fiscale. Per il conto IG Italia con IBAN in Germania, la compilazione del quadro RW è obbligatoria e deve essere effettuata seguendo precise indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate.

        Dati da indicare nel Quadro RW

        Per ogni rigo del Quadro RW dedicato al conto IG Italia, è necessario compilare i seguenti campi:

        • Colonna 1 – Codice titolo di possesso: indicare “1” per proprietà piena, “2” per nuda proprietà, “3” per usufrutto, ecc.
        • Colonna 3 – Codice individuazione bene: per i prodotti finanziari si utilizza il codice “20” (prodotti finanziari, conti correnti e libretti di deposito esteri)
        • Colonna 4 – Codice Stato estero: indicare “276” che corrisponde alla Germania (secondo la tabella dei codici paese dell’Agenzia delle Entrate)
        • Colonna 5 – Quota di possesso: generalmente “100” per il possesso integrale
        • Colonna 6 – Criterio determinazione valore: indicare “1” per il valore di mercato, “2” per il valore nominale, “4” per il valore di acquisto
        • Colonna 7 – Valore iniziale: il valore del conto al 1° gennaio dell’anno di riferimento (o alla data di apertura se successiva)
        • Colonna 8 – Valore finale: il valore del conto al 31 dicembre dell’anno di riferimento (o alla data di chiusura se precedente)
        • Colonna 9 – Valore massimo raggiunto nel periodo: il valore più alto registrato dal conto durante l’anno
        • Colonna 10 – Giorni di detenzione: il numero di giorni in cui si è posseduto il conto nell’anno
        • Colonna 11 – IVAFE dovuta: si calcola come lo 0,2% del valore medio, rapportato ai giorni di detenzione

        Esempio pratico di compilazione Quadro RW

        Vediamo un esempio concreto per chiarire la compilazione del quadro RW per un conto IG Italia. Supponiamo che Mario abbia aperto un conto IG Italia in regime dichiarativo il 15 marzo 2025, con un versamento iniziale di 10.000 euro. Durante l’anno ha effettuato varie operazioni di trading su CFD, raggiungendo un valore massimo di 18.000 euro a luglio. Al 31 dicembre 2025 il saldo del conto è di 14.500 euro.

        La compilazione del Quadro RW nella dichiarazione dei redditi 2026 (per l’anno d’imposta 2025) sarà la seguente:

        • Colonna 1: 1 (proprietà piena)
        • Colonna 3: 20 (prodotti finanziari)
        • Colonna 4: 276 (Germania)
        • Colonna 5: 100
        • Colonna 6: 1 (valore di mercato)
        • Colonna 7: 10.000 (valore al 15 marzo, data apertura)
        • Colonna 8: 14.500 (valore al 31 dicembre)
        • Colonna 9: 18.000 (valore massimo raggiunto)
        • Colonna 10: 292 (giorni dal 15 marzo al 31 dicembre)
        • Colonna 11: l’IVAFE viene calcolata separatamente (vedi sezione dedicata)

        IVAFE: Calcolo e Pagamento 2026

        L’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero) è un’imposta patrimoniale introdotta dal D.L. 201/2011 (c.d. “Decreto Salva Italia”) che si applica alle attività finanziarie detenute all’estero da soggetti residenti fiscalmente in Italia. L’aliquota vigente per l’anno 2026 è dello 0,2% annuo (2 per mille), calcolata sul valore delle attività finanziarie. Per il conto IG Italia con IBAN tedesco, l’IVAFE è dovuta in quanto i fondi sono depositati presso un istituto bancario estero.

        Base imponibile IVAFE per conti trading

        Per i conti correnti e depositi esteri, la base imponibile dell’IVAFE è determinata dalla giacenza media annua. Tuttavia, per i prodotti finanziari come i conti trading (che includono CFD, opzioni, futures e altri strumenti derivati), la base imponibile è costituita dal valore di mercato delle attività finanziarie detenute al termine del periodo d’imposta, ovvero al 31 dicembre.

        Nel caso del conto IG Italia, che contiene sia liquidità (euro disponibili per il trading) sia posizioni aperte su strumenti finanziari, l’IVAFE si calcola sul valore complessivo del conto, comprendente:

        • Liquidità disponibile: il denaro depositato sul conto non ancora investito
        • Margini impegnati: i fondi bloccati come garanzia per le posizioni aperte
        • Valore delle posizioni aperte: il valore di mercato (mark-to-market) delle posizioni in essere al 31 dicembre
        • Profitti non realizzati: eventuali plusvalenze latenti sulle posizioni aperte

        Formula di calcolo IVAFE

        La formula per calcolare l’IVAFE dovuta per il conto IG Italia è la seguente:

        IVAFE = (Valore al 31/12) x 0,2% x (Giorni di detenzione / 365)

        Riprendendo l’esempio di Mario, con un conto IG Italia del valore di 14.500 euro al 31 dicembre 2025 e 292 giorni di detenzione, il calcolo dell’IVAFE sarà:

        IVAFE = 14.500 x 0,002 x (292/365) = 14.500 x 0,002 x 0,80 = 23,20 euro

        Tuttavia, l’IVAFE prevede una soglia minima di esenzione: se l’imposta calcolata risulta inferiore a 34,20 euro (per i conti correnti e libretti di risparmio) o se il valore medio dell’attività finanziaria non supera i 15.000 euro in nessun momento dell’anno, l’imposta non è dovuta. Per i prodotti finanziari diversi dai conti correnti (come i conti trading), non si applica la soglia dei 34,20 euro ma solo il limite dei 15.000 euro.

        Versamento IVAFE: modalità e scadenze

        L’IVAFE si versa con le stesse modalità e scadenze previste per l’IRPEF. Il versamento avviene tramite Modello F24 con il codice tributo “4043” (IVAFE – saldo) e “4047” (IVAFE – acconto prima rata) o “4048” (IVAFE – acconto seconda rata). Le scadenze per il 2026 sono:

        • 30 giugno 2026: versamento saldo IVAFE 2025 + primo acconto IVAFE 2026
        • 31 luglio 2026: versamento saldo IVAFE 2025 + primo acconto IVAFE 2026 con maggiorazione dello 0,40%
        • 30 novembre 2026: versamento secondo acconto IVAFE 2026

        Plusvalenze e Minusvalenze: Quadro RT

        Oltre agli obblighi di monitoraggio fiscale (Quadro RW) e al pagamento dell’IVAFE, chi opera con IG Italia in regime dichiarativo deve dichiarare le plusvalenze e le minusvalenze realizzate durante l’anno nel Quadro RT del Modello Redditi PF. Le plusvalenze derivanti dalla negoziazione di CFD, Forex, opzioni e altri strumenti derivati sono classificate come “redditi diversi” ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-quater del TUIR.

        Aliquota imposta sostitutiva

        Le plusvalenze realizzate dalla negoziazione di strumenti finanziari derivati sono soggette a un’imposta sostitutiva con aliquota del 26%. Questa aliquota si applica alla differenza positiva tra i corrispettivi percepiti (o il valore normale dei beni acquisiti) e il costo di acquisto (o il valore normale dei beni ceduti), al netto dei costi di transazione documentati.

        Ad esempio, se durante il 2025 un trader ha realizzato con IG Italia plusvalenze nette per 5.000 euro, l’imposta sostitutiva dovuta sarà: 5.000 x 26% = 1.300 euro.

        Compensazione delle minusvalenze

        Una delle caratteristiche più importanti del regime dichiarativo è la possibilità di compensare le minusvalenze con le plusvalenze realizzate. Le minusvalenze non compensate in un anno possono essere riportate a nuovo per i 4 anni successivi. È possibile compensare:

        • Minusvalenze su CFD con plusvalenze su altri CFD o strumenti derivati
        • Minusvalenze su Forex con plusvalenze su azioni, ETF, obbligazioni
        • Minusvalenze su opzioni con plusvalenze su qualsiasi strumento finanziario

        È importante ricordare che le minusvalenze su fondi comuni e ETF armonizzati non sono compensabili con le plusvalenze su altri strumenti, mentre le minusvalenze su CFD (essendo strumenti derivati) possono essere compensate con qualsiasi tipologia di plusvalenza finanziaria.

        Documentazione Necessaria per la Dichiarazione

        Per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi con il conto IG Italia in regime dichiarativo, è fondamentale raccogliere e conservare tutta la documentazione necessaria. IG Italia mette a disposizione dei propri clienti una serie di report e certificazioni attraverso la piattaforma di trading o l’area riservata del sito web.

        Documenti da richiedere a IG Italia

        I principali documenti da scaricare o richiedere per la dichiarazione fiscale sono:

        • Estratto conto annuale: documento che riporta tutti i movimenti del conto (depositi, prelievi, commissioni, interessi)
        • Report delle operazioni chiuse: dettaglio di tutte le operazioni di trading concluse nell’anno con indicazione di data apertura, data chiusura, strumento, importo e risultato (utile/perdita)
        • Certificazione dei valori di fine anno: documento che attesta il valore del conto al 31 dicembre, necessario per il Quadro RW e il calcolo IVAFE
        • Riepilogo plusvalenze/minusvalenze: molti broker forniscono già un calcolo preliminare delle plusvalenze e minusvalenze annuali
        • Certificazione interessi e dividendi: se il conto ha generato interessi sulla liquidità o dividendi su posizioni in azioni

        È consigliabile scaricare questi documenti entro i primi mesi dell’anno successivo (gennaio-febbraio) per avere tempo di verificarli e eventualmente richiedere chiarimenti a IG Italia prima della scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

        Conservazione della documentazione

        La documentazione relativa alle attività finanziarie estere deve essere conservata per almeno 5 anni dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi (ai fini degli accertamenti fiscali ordinari) o fino a 10 anni in caso di contestazioni per reati tributari. Si consiglia di conservare:

        • Copia cartacea e digitale di tutti i report annuali
        • Screenshot dei valori del conto alle date chiave (1 gennaio, 31 dicembre)
        • Ricevute dei bonifici di deposito e prelievo
        • Corrispondenza con il broker relativa a questioni fiscali
        • Copia della dichiarazione dei redditi presentata

        Sanzioni per Omissioni e Errori

        La mancata o errata compilazione del Quadro RW, il mancato versamento dell’IVAFE o l’omessa dichiarazione delle plusvalenze comportano sanzioni amministrative anche significative. La normativa vigente prevede un sistema sanzionatorio graduato in base alla gravità della violazione e alla possibilità di regolarizzazione spontanea.

        Sanzioni per omessa compilazione Quadro RW

        L’omessa o infedele compilazione del Quadro RW è punita con una sanzione che va dal 3% al 15% del valore non dichiarato. Se le attività finanziarie sono detenute in Stati o territori a fiscalità privilegiata (c.d. paradisi fiscali), la sanzione è raddoppiata e va dal 6% al 30%. La Germania non è considerata un paradiso fiscale, quindi per il conto IG Italia si applicano le sanzioni ordinarie.

        La sanzione minima è comunque di 258 euro per ogni violazione. In caso di accertamento, oltre alla sanzione si applicano anche gli interessi di mora.

        Sanzioni per omesso versamento IVAFE

        Il mancato versamento dell’IVAFE è sanzionato con il 30% dell’imposta non versata (ridotto al 15% in caso di versamento entro 90 giorni dalla scadenza). È possibile beneficiare del ravvedimento operoso per ridurre significativamente la sanzione:

        • Entro 14 giorni: sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo
        • Entro 30 giorni: sanzione del 1,5%
        • Entro 90 giorni: sanzione del 1,67%
        • Entro 1 anno: sanzione del 3,75%
        • Entro 2 anni: sanzione del 4,29%
        • Oltre 2 anni: sanzione del 5%

        Sanzioni per omessa dichiarazione plusvalenze

        L’omessa dichiarazione delle plusvalenze nel Quadro RT comporta una sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. In caso di dichiarazione infedele (importi sottostimati), la sanzione va dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta.

        È importante sottolineare che l’Agenzia delle Entrate ha accesso ai dati sui conti esteri attraverso lo scambio automatico di informazioni (CRS – Common Reporting Standard) tra i paesi aderenti, inclusa la Germania. Questo significa che le omissioni possono essere facilmente individuate attraverso controlli incrociati.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti

        Devo compilare il Quadro RW anche se non ho fatto operazioni durante l’anno?

        Sì, l’obbligo di compilare il Quadro RW sussiste per il solo fatto di detenere un’attività finanziaria all’estero, indipendentemente dal fatto che siano state effettuate operazioni di trading. Se il conto IG Italia con IBAN tedesco è rimasto aperto anche senza movimenti, va comunque dichiarato nel Quadro RW e, se il valore supera determinate soglie, va versata l’IVAFE.

        Se chiudo il conto IG Italia a metà anno, devo comunque dichiararlo?

        Sì, il Quadro RW va compilato anche per i conti chiusi durante l’anno. In questo caso, si indicherà il valore al momento della chiusura nella colonna 8 e si calcolerà l’IVAFE proporzionalmente ai giorni di detenzione. Se il conto è stato chiuso con il trasferimento dei fondi su un conto italiano, l’obbligo di dichiarazione riguarderà solo il periodo di effettiva detenzione.

        Posso passare dal regime dichiarativo al regime amministrato con IG Italia?

        Sì, è possibile cambiare regime fiscale contattando il servizio clienti di IG Italia. Tuttavia, il cambio di regime ha efficacia solo per le operazioni successive alla data di modifica. Le operazioni effettuate nel periodo in cui era attivo il regime dichiarativo dovranno comunque essere dichiarate dal contribuente. Il passaggio al regime amministrato elimina gli obblighi del Quadro RW e dell’IVAFE solo se i fondi vengono trasferiti su un conto con IBAN italiano.

        Come calcolo il valore del conto se ho posizioni aperte al 31 dicembre?

        Il valore da indicare nel Quadro RW è il valore complessivo del conto al 31 dicembre, comprensivo della liquidità disponibile, dei margini impegnati e del valore di mercato (mark-to-market) delle posizioni aperte. IG Italia fornisce nella piattaforma di trading il dato del “patrimonio netto” o “equity” che rappresenta esattamente questo valore. In alternativa, è possibile scaricare il report di fine anno dall’area clienti.

        L’IVAFE è deducibile dalle imposte sulle plusvalenze?

        No, l’IVAFE non è deducibile dall’imposta sostitutiva sulle plusvalenze. Si tratta di due imposte distinte: l’IVAFE è un’imposta patrimoniale sul possesso di attività finanziarie all’estero, mentre l’imposta sostitutiva del 26% si applica ai redditi (plusvalenze) generati da tali attività. Entrambe vanno pagate separatamente senza possibilità di compensazione tra loro.

        In Sintesi

        La gestione fiscale del conto IG Italia in regime dichiarativo richiede attenzione a diversi adempimenti: la compilazione del Quadro RW per il monitoraggio delle attività finanziarie detenute all’estero (l’IBAN tedesco rende il conto formalmente “estero” ai fini fiscali italiani), il calcolo e versamento dell’IVAFE con aliquota dello 0,2% sul valore del conto, e la dichiarazione delle plusvalenze nel Quadro RT con applicazione dell’imposta sostitutiva del 26%.

        È fondamentale conservare tutta la documentazione fornita da IG Italia (estratti conto, report delle operazioni, certificazioni di fine anno) per almeno 5 anni e verificare attentamente i calcoli prima della presentazione della dichiarazione dei redditi. Le sanzioni per omissioni o errori possono essere significative, ma il meccanismo del ravvedimento operoso consente di regolarizzare la propria posizione con sanzioni ridotte se si interviene prima di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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        PARTITA IVA

        Part-time con Partita IVA: Quando i Contributi INPS Restano Dovuti nel 2026

        regime forfettario partita iva

        Sempre più professionisti si trovano a gestire contemporaneamente un lavoro dipendente part-time e una Partita IVA. Una situazione comune, ad esempio, per chi lavora come impiegato part-time e nel tempo libero svolge consulenze autonome, oppure per chi mantiene un contratto a tempo parziale mentre avvia la propria attività.

        La domanda che sorge spontanea è: devo pagare i contributi INPS per entrambe le attività? La risposta non è semplice e dipende da diversi fattori: il tipo di gestione previdenziale, il reddito complessivo, il regime fiscale adottato e le specifiche normative INPS.

        In questa guida approfondita analizziamo quando i contributi INPS restano dovuti anche in presenza di doppio lavoro, quali sono i casi di esonero contributivo, e come funzionano le regole specifiche per chi è in regime forfettario.

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        La Normativa sui Contributi INPS: Gestione Separata e Altre Casse

        Per comprendere quando i contributi INPS restano dovuti anche con un lavoro part-time, è fondamentale conoscere le diverse gestioni previdenziali previste dall’ordinamento italiano.

        Gestione Separata INPS (Legge 335/1995)

        La Gestione Separata INPS è stata istituita con la Legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma Dini) e riguarda i lavoratori autonomi che non hanno una propria cassa professionale. Sono iscritti alla Gestione Separata:

        • Professionisti senza cassa (consulenti, formatori, web designer, copywriter, ecc.)
        • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)
        • Amministratori di società
        • Venditori porta a porta
        • Lavoratori autonomi occasionali (oltre i 5.000 euro annui)

        L’aliquota contributiva 2026 per la Gestione Separata è pari al 26,07% per i non pensionati e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Tuttavia, questa aliquota si riduce quando il soggetto è già coperto da altra forma pensionistica obbligatoria (come un lavoro dipendente).

        Gestione Commercianti e Artigiani

        Se la tua Partita IVA riguarda un’attività commerciale o artigianale, devi iscriverti alla relativa gestione INPS. I contributi per commercianti e artigiani nel 2026 prevedono:

        • Contributo fisso minimo: circa 4.200 euro annui (indipendentemente dal reddito)
        • Contributo eccedente: 24% sul reddito eccedente il minimale
        • Contributo maternità: 0,62% sul minimale

        Questi contributi sono sempre dovuti, anche se hai un lavoro dipendente part-time. Non esiste esonero contributivo per commercianti e artigiani che svolgono contemporaneamente lavoro dipendente.

        Casse Professionali Private (Avvocati, Ingegneri, Medici, ecc.)

        Le casse professionali privatizzate (come Cassa Forense per gli avvocati, INARCASSA per ingegneri e architetti, ENPAM per i medici) hanno regolamenti autonomi. Generalmente, non prevedono esonero contributivo per chi svolge contemporaneamente lavoro dipendente, e i contributi vanno versati indipendentemente da altre coperture previdenziali.

        Esonero Contributivo: Quando Si Applica e Limiti

        L’esonero contributivo per i titolari di Partita IVA con lavoro dipendente è previsto solo per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS e già coperto da altra forma pensionistica obbligatoria.

        Requisiti per l’Esonero (Art. 2, comma 26, Legge 335/1995)

        Secondo l’articolo 2, comma 26 della Legge 335/1995, come modificato dalla Legge 326/2003, l’esonero dal versamento dei contributi alla Gestione Separata si applica quando:

        1. Il soggetto è già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente, commercianti, artigiani, cassa professionale)
        2. Il soggetto è già titolare di pensione diretta

        In pratica: se hai un contratto di lavoro dipendente part-time (che ti iscrive automaticamente all’INPS gestione lavoratori dipendenti) e apri una Partita IVA in Gestione Separata, non devi versare i contributi alla Gestione Separata per l’attività autonoma.

        Aliquota Ridotta per Chi Non Ha Diritto all’Esonero Totale

        Attenzione: l’esonero non è automatico. Se sei iscritto alla Gestione Separata ma non rientri nei casi sopra citati, dovrai comunque versare i contributi, seppur con aliquota ridotta:

        • 24% se sei già pensionato o iscritto ad altra gestione obbligatoria
        • 26,07% se non sei coperto da altra forma pensionistica

        Fonte: Circolare INPS n. 12 del 3 febbraio 2020 – “Aliquote contributive Gestione Separata”.

        Tabella Riepilogativa: Quando Si Pagano i Contributi

        SituazioneGestione P.IVAContributi Dovuti?Aliquota
        Part-time dipendente + P.IVA professionaleGestione SeparataNO (esonero)0%
        Part-time dipendente + P.IVA commercioCommerciantiSÌFisso ~4.200€ + 24% eccedente
        Part-time dipendente + P.IVA artigianoArtigianiSÌFisso ~4.200€ + 24% eccedente
        Part-time dipendente + P.IVA professionale con cassaCassa privataSÌVariabile (dipende dalla cassa)
        Pensionato + P.IVA professionaleGestione SeparataNO (esonero)0%

        Quando i Contributi Restano Dovuti: Casi Specifici

        Nonostante l’esonero contributivo previsto dalla legge, esistono situazioni particolari in cui i contributi alla Gestione Separata INPS restano comunque dovuti, anche in presenza di lavoro dipendente part-time.

        Caso 1: Attività Occasionale Oltre i 5.000 Euro

        Se svolgi prestazioni occasionali (senza Partita IVA) che superano i 5.000 euro lordi annui, scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata e il versamento dei contributi, anche se hai un lavoro dipendente. In questo caso, però, l’aliquota è ridotta al 24% perché sei già coperto da altra forma pensionistica.

        Fonte: Circolare INPS n. 104 del 18 novembre 2003.

        Caso 2: Collaborazione Coordinata e Continuativa (Co.Co.Co.)

        Se il tuo “lavoro autonomo” è configurato come collaborazione coordinata e continuativa, i contributi alla Gestione Separata sono sempre dovuti, con ripartizione 2/3 committente e 1/3 collaboratore. L’aliquota complessiva è del 26,07% se non sei pensionato né iscritto ad altra gestione, oppure 24% se hai già copertura previdenziale da lavoro dipendente.

        Caso 3: Contributo di Solidarietà (DL 269/2003)

        Anche se benefici dell’esonero contributivo per la Gestione Separata, esiste un contributo di solidarietà del 0,72% previsto dal Decreto Legge 30 settembre 2003, n. 269 (convertito nella Legge 326/2003). Questo contributo è dovuto sul reddito eccedente il massimale contributivo (pari a 119.650 euro per il 2026).

        In pratica, se il tuo reddito complessivo da lavoro autonomo supera i 119.650 euro, dovrai versare lo 0,72% sulla parte eccedente, anche se sei esonerato dai contributi ordinari.

        Caso 4: Cambio di Regime Fiscale Durante l’Anno

        Se cambi regime fiscale durante l’anno (ad esempio, passi dal regime ordinario al forfettario o viceversa), l’INPS potrebbe richiedere il versamento dei contributi anche per periodi in cui credevi di essere esonerato. È importante comunicare tempestivamente all’INPS ogni variazione della tua situazione lavorativa.

        Regime Forfettario e Lavoro Dipendente: Regole Specifiche

        Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più diffuso tra le Partite IVA in Italia. Ma si può accedere al forfettario avendo un lavoro dipendente part-time? E quali sono le implicazioni sui contributi INPS?

        Requisiti di Accesso al Forfettario con Lavoro Dipendente

        Secondo la Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), come modificata dalla Legge di Bilancio 2023, il regime forfettario è accessibile se rispetti questi limiti:

        • Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro
        • Spese per lavoro dipendente/collaboratori fino a 20.000 euro lordi annui
        • Costo beni strumentali (valore complessivo) fino a 20.000 euro

        La novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 197/2022) riguarda i redditi da lavoro dipendente. Fino al 2022, chi percepiva oltre 30.000 euro lordi da lavoro dipendente non poteva accedere al forfettario. Dal 2023, questo limite è stato abolito.

        Quindi, ad oggi (2026), puoi avere un lavoro dipendente part-time con qualsiasi reddito e contemporaneamente una Partita IVA in regime forfettario, purché rispetti i limiti sopra indicati.

        Contributi INPS in Regime Forfettario con Lavoro Dipendente

        Se sei in regime forfettario e iscritto alla Gestione Separata INPS, mentre hai contemporaneamente un lavoro dipendente part-time, benefici dell’esonero contributivo per l’attività autonoma, come spiegato nei paragrafi precedenti.

        In pratica:

        • Per il lavoro dipendente part-time: versamento regolare dei contributi INPS con ripartizione datore di lavoro/dipendente (circa 33% a carico datore, 9,19% a carico tuo)
        • Per l’attività in Partita IVA forfettaria (Gestione Separata): nessun contributo se hai già la copertura pensionistica da lavoro dipendente

        Attenzione: Regime Forfettario con Gestione Commercianti/Artigiani

        Se la tua Partita IVA forfettaria riguarda un’attività commerciale o artigianale, devi iscriverti alla relativa gestione INPS e versare i contributi fissi (circa 4.200 euro annui), indipendentemente dal fatto che tu abbia un lavoro dipendente. In questo caso, non c’è esonero contributivo.

        Questa è una delle differenze più importanti tra Gestione Separata e Gestioni speciali (commercianti/artigiani).

        Esempi Pratici con Calcoli

        Vediamo alcuni esempi concreti per chiarire quando i contributi INPS sono dovuti e in che misura.

        Esempio 1: Impiegato Part-time + Consulente Informatico

        Situazione:
        Mario lavora come impiegato part-time in un’azienda (18 ore settimanali) con reddito annuo lordo di 15.000 euro. Nel tempo libero svolge consulenze informatiche con Partita IVA in regime forfettario, con compensi annui di 25.000 euro.

        Gestione previdenziale: Gestione Separata INPS (professionista senza cassa)

        Contributi dovuti:

        • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari con ripartizione datore/dipendente (circa 1.400 euro annui a carico di Mario)
        • Sulla Partita IVA: 0 euro (esonero contributivo perché già coperto da lavoro dipendente)

        Risparmio: Se non avesse il lavoro dipendente, Mario dovrebbe versare il 26,07% di 25.000 euro = 6.517,50 euro di contributi Gestione Separata. Grazie all’esonero, risparmia questa cifra.

        Esempio 2: Commessa Part-time + Negozio E-commerce

        Situazione:
        Laura lavora come commessa part-time (20 ore settimanali) con reddito annuo lordo di 12.000 euro. Apre una Partita IVA per vendere prodotti online (e-commerce) con ricavi annui di 30.000 euro.

        Gestione previdenziale: Commercianti (attività di vendita)

        Contributi dovuti:

        • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari (circa 1.100 euro annui a carico di Laura)
        • Sulla Partita IVA: contributi fissi commercianti pari a circa 4.200 euro annui (contributo minimo) + 24% sul reddito eccedente il minimale

        Totale contributi P.IVA: Considerando un reddito imponibile di circa 18.000 euro (60% forfettario sui 30.000 di ricavi), il contributo eccedente sarà: 24% di (18.000 – 17.504 minimale 2026) = circa 119 euro. Totale: 4.319 euro di contributi INPS commercianti.

        Attenzione: In questo caso, Laura non beneficia dell’esonero perché la gestione commercianti ha regole diverse dalla Gestione Separata.

        Esempio 3: Segretaria Part-time + Collaborazione Occasionale

        Situazione:
        Anna lavora come segretaria part-time con reddito annuo lordo di 10.000 euro. Svolge anche prestazioni occasionali di traduzione per 6.500 euro lordi annui, senza Partita IVA.

        Gestione previdenziale: Gestione Separata INPS (prestazioni occasionali oltre 5.000 euro)

        Contributi dovuti:

        • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari (circa 920 euro annui a carico di Anna)
        • Sulle prestazioni occasionali: 24% di 6.500 euro = 1.560 euro (aliquota ridotta perché già coperta da lavoro dipendente)

        Importante: Anche se Anna non ha Partita IVA, superando i 5.000 euro di prestazioni occasionali scatta l’obbligo di contributi alla Gestione Separata. L’aliquota è ridotta al 24% invece del 26,07% perché ha già copertura pensionistica.

        Obblighi di Comunicazione all’INPS

        Per beneficiare correttamente dell’esonero contributivo, è fondamentale comunicare tempestivamente all’INPS la propria situazione lavorativa. Ecco gli adempimenti principali.

        Comunicazione di Inizio Attività

        Quando apri la Partita IVA, devi presentare la Comunicazione Unica tramite il portale Impresa in un giorno (o tramite commercialista). In questa sede, dovrai indicare:

        • La gestione previdenziale a cui intendi iscriverti
        • Se sei già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente)
        • Se richiedi l’esonero contributivo per la Gestione Separata

        La comunicazione viene trasmessa automaticamente all’INPS tramite il sistema ComUnica.

        Dichiarazione Annuale dei Redditi

        Ogni anno, con la dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF o 730 se applicabile), dovrai comunicare:

        • I redditi da lavoro autonomo percepiti (Quadro RE o Quadro LM per i forfettari)
        • I redditi da lavoro dipendente (Quadro RC, tramite CU del datore)

        L’INPS riceve automaticamente questi dati dall’Agenzia delle Entrate e verifica la correttezza dell’esonero contributivo applicato.

        Variazioni in Corso d’Anno

        Se durante l’anno cambia la tua situazione lavorativa (ad esempio, perdi il lavoro dipendente o vai in pensione), devi comunicarlo tempestivamente all’INPS tramite:

        • Portale INPS (area “Cassetto Previdenziale”)
        • PEC alla sede INPS territoriale
        • CAF o commercialista

        Questo è fondamentale perché, perdendo il lavoro dipendente, perdi anche l’esonero contributivo e dovrai iniziare a versare i contributi alla Gestione Separata con aliquota piena (26,07%).

        Strategie di Ottimizzazione Contributiva

        Esistono alcune strategie lecite per ottimizzare il carico contributivo quando si gestisce un doppio lavoro part-time + Partita IVA.

        Mantenere un Contratto Dipendente Part-time

        Se la tua attività autonoma è in Gestione Separata, mantenere anche solo poche ore di lavoro dipendente (es. 10-15 ore settimanali) può farti risparmiare migliaia di euro di contributi INPS grazie all’esonero contributivo.

        Esempio: con 15.000 euro di compensi da Partita IVA, risparmi circa 3.910 euro annui (26,07% di 15.000) mantenendo un lavoro dipendente anche part-time.

        Valutare il Regime Fiscale in Base ai Contributi

        Il regime forfettario prevede tassazione agevolata (5% per startup o 15% a regime) ma non permette di dedurre i contributi pagati. Se sei in regime ordinario e versi contributi INPS, puoi dedurli interamente dal reddito imponibile, riducendo IRPEF e addizionali.

        Prima di scegliere il regime fiscale, fai una simulazione comparativa considerando anche l’impatto contributivo.

        Pianificazione Pensionistica Integrata

        Se benefici dell’esonero contributivo per la Gestione Separata, stai comunque maturando contributi solo dal lavoro dipendente. Questo potrebbe non essere sufficiente per una pensione adeguata.

        Valuta l’opportunità di:

        • Versamenti volontari INPS per integrare la posizione contributiva
        • Previdenza complementare (fondi pensione) per costruire una pensione integrativa
        • Riscatto contributivo di periodi non coperti (laurea, altri periodi)

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        Domande Frequenti (FAQ)

        Posso avere un lavoro dipendente part-time e una Partita IVA contemporaneamente?

        Sì, è assolutamente possibile avere un contratto di lavoro dipendente part-time e contemporaneamente una Partita IVA. Dal 2023 è stato abolito il limite dei 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente per accedere al regime forfettario. Devi però rispettare i limiti di ricavi/compensi del regime fiscale scelto (85.000 euro per il forfettario).

        Devo pagare i contributi INPS su entrambe le attività?

        Dipende dalla gestione previdenziale della tua Partita IVA. Se sei in Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa), benefici dell’esonero contributivo e non devi versare contributi sull’attività autonoma. Se sei commerciante o artigiano, devi versare i contributi fissi (circa 4.200 euro annui) indipendentemente dal lavoro dipendente.

        Cosa succede se perdo il lavoro dipendente?

        Se perdi il lavoro dipendente, perdi anche l’esonero contributivo per la Gestione Separata INPS. Dal momento della cessazione del rapporto di lavoro, dovrai iniziare a versare i contributi sulla tua attività autonoma con aliquota piena (26,07%). Devi comunicare tempestivamente la variazione all’INPS tramite il portale online o tramite CAF.

        Il regime forfettario conviene con un lavoro dipendente part-time?

        Generalmente sì, perché il forfettario prevede tassazione agevolata (5% primi 5 anni o 15% a regime) e semplificazioni amministrative. Inoltre, se sei in Gestione Separata, benefici dell’esonero contributivo grazie al lavoro dipendente. Tuttavia, devi valutare caso per caso con una simulazione, considerando che nel forfettario non puoi dedurre i costi effettivi.

        Devo comunicare all’INPS che ho due lavori?

        Sì, quando apri la Partita IVA tramite Comunicazione Unica, devi dichiarare di essere già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente) e richiedere l’esonero contributivo per la Gestione Separata. Inoltre, con la dichiarazione dei redditi annuale, l’INPS riceve automaticamente i dati sui tuoi redditi da entrambe le fonti.

        Quali sono i vantaggi dell’esonero contributivo?

        L’esonero contributivo per la Gestione Separata ti permette di risparmiare il 26,07% sui tuoi compensi da Partita IVA. Ad esempio, con 20.000 euro di compensi annui, risparmi circa 5.214 euro di contributi. Questo rende molto più conveniente avviare un’attività autonoma mantenendo un lavoro dipendente part-time.


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        • Verificare il diritto all’esonero contributivo
        • Aprire e gestire la Partita IVA (forfettario o ordinario)
        • Compilare la dichiarazione dei redditi con entrambe le fonti di reddito
        • Comunicare le variazioni all’INPS
        • Pianificare la tua posizione previdenziale
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi profile picture
          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

          Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

          Marzo 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-11 11:00:002026-09-27 00:07:53Part-time con Partita IVA: Quando i Contributi INPS Restano Dovuti nel 2026
          CAF

          Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Assegno Unico, NASPI e Pensioni

          Pensione 2026 INPS

          Marzo 2026 è alle porte e milioni di italiani attendono i pagamenti delle prestazioni INPS: dall’Assegno unico universale alle pensioni, dalla NASPI ai vari bonus e indennità. Conoscere con precisione le date di accredito è fondamentale per organizzare le proprie finanze familiari.

          In questa guida completa troverai il calendario aggiornato di tutti i pagamenti INPS di marzo 2026, con le date esatte per ogni prestazione, le modalità di erogazione e i consigli per verificare in tempo reale lo stato dei tuoi accrediti.

          Se hai dubbi sui tuoi pagamenti INPS o necessiti di assistenza per pratiche previdenziali, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

          Come Leggere il Calendario

          Le prestazioni INPS non vengono tutte pagate nello stesso giorno. L’Istituto segue una logica di priorità:

          • Le pensioni sono sempre pagate per prime, all’inizio del mese
          • L’Assegno unico arriva nella seconda metà del mese precedente o nei primi giorni del mese di competenza
          • Le prestazioni a sostegno del reddito (NASPI, CIGS, ecc.) vengono erogate a metà mese
          • Le indennità occasionali (malattia, maternità) seguono tempistiche legate alla data di presentazione della domanda

          Conoscere queste logiche ti aiuta a pianificare meglio le tue spese mensili.

          Differenze tra Bonifico Domiciliato e Accredito su Conto

          Esistono due modalità principali di pagamento delle pensioni:

          1. Accredito su conto corrente/libretto
          Se hai indicato un IBAN, la pensione viene accreditata automaticamente il primo giorno bancabile del mese. Per marzo 2026, essendo il 1° marzo un domenica, l’accredito avverrà lunedì 3 marzo.

          2. Bonifico domiciliato (ritiro in contanti)
          Se ritiri la pensione in contanti presso un ufficio postale, devi rispettare un calendario alfabetico per evitare assembramenti:

          • A-B: martedì 3 marzo
          • C-D: mercoledì 4 marzo
          • E-K: giovedì 5 marzo
          • L-O: venerdì 6 marzo
          • P-R: sabato mattina 7 marzo
          • S-Z: lunedì 9 marzo (se non ritiri nei giorni precedenti)

          Puoi comunque ritirare la pensione in qualsiasi momento successivo alla tua lettera alfabetica, ma non prima.

          Consiglio del CAF: Se possibile, scegli l’accredito su conto corrente. È più sicuro, immediato e ti evita code in posta.

          Assegno Unico Universale Marzo 2026: Date e Importi

          L’Assegno unico universale è il sostegno economico per le famiglie con figli a carico, che ha sostituito dal 2022 gli assegni familiari e le detrazioni per figli.

          Data di pagamento marzo 2026: dal 17 al 19 marzo 2026, con la maggior parte degli accrediti prevista per mercoledì 18 marzo.

          Importi 2026

          Gli importi dell’Assegno unico variano in base all’ISEE e al numero di figli:

          • Importo base per figlio minore (ISEE sotto 17.090,61 euro): 199,40 euro/mese
          • Importo minimo (ISEE oltre 45.574,96 euro o senza ISEE): 57 euro/mese
          • Maggiorazioni previste per: figli con disabilità, nuclei numerosi (dal 3° figlio), madri under 21, entrambi genitori lavoratori

          Esempio pratico:
          Famiglia con 2 figli minori e ISEE di 25.000 euro:

          • Figlio 1: circa 150 euro/mese
          • Figlio 2: circa 150 euro/mese
          • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: 30 euro/mese
          • Totale mensile: 330 euro circa

          Come Verificare l’Importo dell’Assegno Unico

          Per sapere con esattezza quando e quanto riceverai, accedi al tuo Fascicolo previdenziale sul sito INPS:

          1. Vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
          2. Cerca “Assegno unico universale” nel motore di ricerca
          3. Clicca su “Pagamenti” per vedere lo storico e i prossimi accrediti
          4. Verifica l’importo previsto per marzo 2026

          Se noti importi inferiori al previsto, potrebbe essere necessario aggiornare l’ISEE o verificare la composizione del nucleo familiare.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a:

          • Fare o rinnovare l’ISEE per massimizzare l’Assegno unico
          • Presentare domanda di Assegno unico se non l’hai ancora fatto
          • Verificare eventuali anomalie nei pagamenti

          Contattaci al 0432 1638640.

          ISEE Scaduto? Assegno Unico Ridotto

          Attenzione: se il tuo ISEE 2025 è scaduto (valido fino al 31 dicembre 2025), dal gennaio 2026 l’INPS eroga l’Assegno unico nell’importo minimo (57 euro per figlio).

          Per ripristinare l’importo pieno devi:

          1. Presentare il nuovo ISEE 2026 al CAF entro il 28 febbraio 2026
          2. L’INPS ricalcolerà gli importi con gli arretrati da gennaio a partire dal pagamento di marzo/aprile

          Se non hai ancora fatto l’ISEE 2026, contattaci subito: il CAF Centro Fiscale lo prepara in giornata. Chiamaci al 0432 1638640 o vieni presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, Udine.

          NASPI Marzo 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

          La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione che spetta ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.

          Data di pagamento marzo 2026: tra il 10 e il 15 marzo, con la maggior parte degli accrediti tra mercoledì 11 e giovedì 12 marzo.

          La data esatta dipende da:

          • Giorno di presentazione della domanda
          • Completezza della documentazione
          • Tempi di elaborazione INPS della tua posizione

          Come Funziona il Pagamento della NASPI

          Il pagamento della NASPI avviene mensilmente, sempre posticipato. Significa che:

          • La NASPI di marzo 2026 viene pagata a metà marzo per il periodo dal 1° al 31 marzo
          • Se hai iniziato a percepirla a metà mese, riceverai un pagamento proporzionale ai giorni spettanti

          Esempio:
          Mario ha presentato domanda di NASPI il 15 febbraio 2026 dopo aver perso il lavoro il 31 gennaio. L’INPS ha accolto la domanda il 28 febbraio.

          • Primo pagamento (marzo 2026): riceverà la NASPI per i giorni dal 1° febbraio al 28 febbraio = circa 950 euro (importo ridotto)
          • Secondo pagamento (aprile 2026): riceverà la NASPI intera per marzo = circa 1.200 euro

          La NASPI viene ridotta del 3% ogni mese a partire dal sesto mese, per incentivare la ricerca di un nuovo lavoro.

          Importo NASPI 2026: Quanto Spetta

          L’importo della NASPI dipende dalla tua retribuzione media degli ultimi 4 anni di lavoro.

          Calcolo NASPI 2026:

          1. Si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni
          2. Se la retribuzione media è inferiore a 1.352,19 euro: NASPI = 75% della retribuzione
          3. Se superiore a 1.352,19 euro: NASPI = 75% di 1.352,19 + 25% della parte eccedente
          4. Tetto massimo: 1.550,42 euro/mese (importo 2026)

          Esempio pratico:
          Giulia guadagnava 1.800 euro/mese lordi.

          NASPI di Giulia:

          • 75% di 1.352,19 = 1.014,14 euro
          • 25% di (1.800 – 1.352,19) = 25% di 447,81 = 111,95 euro
          • Totale NASPI mensile: 1.014,14 + 111,95 = 1.126,09 euro netti

          Dal 7° mese, questo importo si riduce del 3% ogni mese.

          Controllare il Pagamento NASPI Online

          Per verificare quando e quanto riceverai di NASPI:

          1. Accedi al sito INPS.it con SPID/CIE
          2. Cerca “Fascicolo previdenziale del cittadino“
          3. Vai su “Prestazioni” → “Pagamenti“
          4. Troverai l’elenco di tutti i pagamenti NASPI con:
            • Data prevista di accredito
            • Importo netto
            • Stato (in lavorazione, pagato, sospeso)

          Se vedi lo stato “Sospeso” o non trovi pagamenti previsti, potrebbe esserci un problema. Le cause più comuni:

          • Non hai presentato la DID (Dichiarazione Immediata Disponibilità) al Centro per l’Impiego
          • Hai rifiutato un’offerta di lavoro congrua
          • Hai iniziato un lavoro senza comunicarlo all’INPS
          • Documenti mancanti nella domanda

          In questi casi, contatta subito il CAF Centro Fiscale di Udine al 0432 1638640: ti aiutiamo a verificare la situazione e a sbloccare il pagamento.

          Pensioni Marzo 2026: Cedolino e Date di Pagamento

          Le pensioni sono le prime prestazioni INPS a essere pagate ogni mese.

          Data di pagamento marzo 2026:

          • Accredito su conto: lunedì 3 marzo 2026 (il 1° marzo cade di domenica)
          • Bonifico domiciliato (ritiro in contanti): dal 3 al 7 marzo 2026 con calendario alfabetico

          Il cedolino pensione di marzo 2026 è disponibile online dal 24 febbraio 2026 circa nell’area personale INPS.

          Cosa Cambia nel Cedolino di Marzo 2026

          Il cedolino di marzo può presentare alcune variazioni rispetto ai mesi precedenti:

          1. Conguaglio fiscale 730/2025
          Se hai presentato il 730/2025, a marzo 2026 potrebbero esserci:

          • Rimborsi IRPEF (se hai crediti)
          • Trattenute fiscali (se devi pagare imposte)

          Questi importi sono visibili nel cedolino alla voce “Credito/Debito fiscale”.

          2. Perequazione automatica
          Le pensioni vengono adeguate all’inflazione con la perequazione. Per il 2026, l’aumento previsto è dello 0,8% (stima provvisoria, da confermare con decreto ministeriale).

          3. Recupero somme non dovute
          Se hai percepito importi non spettanti, l’INPS può avviare un piano di rateizzazione con trattenute mensili sul cedolino.

          Esempio:
          Pensione netta febbraio: 1.200 euro
          Pensione netta marzo con perequazione +0,8%: 1.209,60 euro
          Rimborso 730 da ricevere: +300 euro
          Pensione marzo totale: 1.509,60 euro

          Come Scaricare il Cedolino Pensione

          Per visualizzare e scaricare il tuo cedolino pensione di marzo 2026:

          1. Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
          2. Cerca “Cedolino pensione” nella barra di ricerca
          3. Seleziona il mese “Marzo 2026“
          4. Clicca su “Visualizza/Stampa” per scaricare il PDF

          Il cedolino contiene:

          • Importo lordo della pensione
          • Trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali/comunali)
          • Trattenute previdenziali (se hai altre pensioni)
          • Importo netto che riceverai
          • Eventuali arretrati o conguagli

          Se hai difficoltà a interpretare il cedolino o noti importi anomali, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di controllo cedolino pensione. Portaci il tuo cedolino in sede o invialo via email a info@centrofiscale.com, lo analizziamo insieme.

          Tredicesima Mensilità e Quattordicesima

          Oltre alla pensione mensile, esistono due mensilità aggiuntive:

          Tredicesima (Dicembre)
          Tutti i pensionati ricevono la tredicesima a dicembre, pari a una mensilità intera di pensione.

          Quattordicesima (Luglio)
          È un bonus per i pensionati con reddito basso, erogato a luglio insieme alla pensione. Spetta se:

          • Hai compiuto 64 anni entro il 31 luglio
          • Il tuo reddito annuo è sotto i 15.563 euro (limite 2026)

          Importi quattordicesima 2026:

          • Fino a 11.672,89 euro di reddito: da 437 a 655 euro
          • Tra 11.672,90 e 15.562,86 euro: da 336 a 504 euro

          Nota: marzo non prevede mensilità aggiuntive, solo l’importo ordinario (eventualmente con i conguagli fiscali).

          Bonus e Altre Prestazioni INPS di Marzo 2026

          Oltre alle prestazioni principali, l’INPS eroga anche una serie di indennità, bonus e prestazioni a sostegno di lavoratori e famiglie.

          Indennità di Maternità e Paternità

          Se sei in congedo di maternità o paternità, l’INPS eroga l’indennità sostitutiva dello stipendio.

          Data pagamento marzo 2026: circa 15 marzo, dopo che l’INPS ha elaborato la tua domanda e ricevuto la certificazione dal datore di lavoro.

          Importo: 80% della retribuzione media giornaliera degli ultimi mesi lavorati.

          Durata:

          • Maternità obbligatoria: 5 mesi (2 prima del parto + 3 dopo, oppure 1+4 o 0+5 con flessibilità)
          • Congedo parentale facoltativo: fino a 10 mesi totali (6+4 tra i genitori), ma pagato solo parzialmente

          Come verificare: Accedi al Fascicolo previdenziale INPS → Domande → Maternità → Stato della domanda.

          Se hai dubbi sulla domanda o sui requisiti, il CAF Centro Fiscale ti assiste gratuitamente: chiamaci al 0432 1638640.

          Indennità di Malattia

          Se sei un lavoratore dipendente in malattia, l’INPS ti paga l’indennità (per i primi 3 giorni paga il datore di lavoro, dal 4° giorno l’INPS).

          Data pagamento marzo 2026: tra il 15 e il 20 marzo, a seconda di quando il tuo datore ha trasmesso all’INPS il certificato di malattia.

          Importo:

          • 50% della retribuzione dal 4° al 20° giorno
          • 66,66% della retribuzione dal 21° giorno in poi

          Durata massima: 180 giorni per anno solare.

          Cosa fare:

          1. Il medico invia il certificato telematico all’INPS
          2. Tu comunichi al datore di lavoro il numero di protocollo
          3. Il datore trasmette all’INPS i dati per il calcolo
          4. L’INPS paga direttamente sul tuo conto

          Se non ricevi il pagamento entro la fine del mese, verifica con il tuo datore che abbia trasmesso correttamente i dati.

          Cassa Integrazione (CIGS, CIGD, Assegno di Integrazione Salariale)

          Se sei un lavoratore in cassa integrazione, l’INPS eroga un’indennità sostitutiva dello stipendio pari a circa il 60-80% della retribuzione.

          Data pagamento marzo 2026: tra il 15 e il 25 marzo, ma dipende molto da:

          • Tipologia di CIG (ordinaria, straordinaria, in deroga)
          • Quando l’azienda ha presentato la domanda
          • Completezza della documentazione

          Come viene pagata:

          • Pagamento diretto INPS: l’INPS ti accredita direttamente l’importo sul conto
          • Pagamento tramite azienda: l’azienda anticipa la CIG e poi recupera dall’INPS

          Per sapere quale modalità si applica a te, controlla la busta paga o chiedi al tuo datore.

          Verifica online:
          Accedi al Fascicolo previdenziale INPS → Prestazioni → Cassa Integrazione → Pagamenti previsti.

          Se ci sono ritardi o problemi, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: possiamo aiutarti a sollecitare l’INPS e verificare lo stato della pratica.

          Bonus Bebè e Altre Prestazioni Familiari

          Dal 2022, la maggior parte delle prestazioni per famiglie con figli sono confluite nell’Assegno unico universale. Tuttavia, restano ancora alcune prestazioni separate:

          Bonus Asilo Nido
          Se hai figli sotto i 3 anni e li iscrivi all’asilo nido, puoi richiedere un bonus fino a 3.600 euro/anno per coprire le rette.

          Data pagamento: a rimborso, dopo che presenti le ricevute di pagamento della retta. Di solito entro 30-60 giorni dalla domanda.

          Importi 2026 (in base all’ISEE):

          • ISEE fino a 25.000 euro: 3.600 euro/anno (300 euro/mese)
          • ISEE tra 25.001 e 40.000 euro: 2.500 euro/anno
          • ISEE oltre 40.000 euro o senza ISEE: 1.500 euro/anno

          Come richiederlo: Domanda online sul sito INPS entro il 31 dicembre 2026. Devi allegare le ricevute di pagamento della retta.

          Il CAF Centro Fiscale ti assiste gratuitamente nella compilazione della domanda: chiamaci al 0432 1638640.

          Come Verificare i Pagamenti INPS Online

          Non vuoi aspettare l’accredito senza sapere quando arriverà? L’INPS offre diversi strumenti per controllare in tempo reale lo stato dei tuoi pagamenti.

          Fascicolo Previdenziale del Cittadino

          Il Fascicolo previdenziale è l’area personale INPS dove trovi tutte le informazioni su prestazioni, contributi e pagamenti.

          Come accedere:

          1. Vai su www.inps.it
          2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
          3. Scegli il metodo di accesso: SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale Servizi)
          4. Cerca “Fascicolo previdenziale del cittadino” nella barra di ricerca
          5. Clicca su “Pagamenti” nel menu laterale

          Cosa trovi nel Fascicolo:

          • Elenco di tutti i pagamenti ricevuti (storico completo)
          • Pagamenti in lavorazione con data prevista di accredito
          • Importo netto che riceverai
          • Modalità di pagamento (bonifico, accredito su conto, libretto)
          • Stato della domanda (accolta, in istruttoria, respinta)

          Se non trovi pagamenti previsti per marzo 2026, potrebbe significare:

          • La domanda non è ancora stata elaborata
          • Ci sono documenti mancanti
          • La prestazione è stata sospesa o revocata

          App INPS Mobile

          L’INPS ha anche un’app mobile gratuita per smartphone (iOS e Android) che ti permette di controllare i pagamenti ovunque tu sia.

          Come funziona:

          1. Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
          2. Accedi con SPID o CIE
          3. Vai su “Prestazioni e pagamenti“
          4. Seleziona la prestazione (es. “NASPI”, “Pensione”, “Assegno unico”)
          5. Consulta i pagamenti in arrivo

          Vantaggi dell’app:

          • Ricevi notifiche push quando un pagamento viene erogato
          • Controlli velocemente da smartphone
          • Scarichi i cedolini in PDF

          L’app è particolarmente utile per chi percepisce più prestazioni contemporaneamente (es. pensione + Assegno unico).

          SMS e Email dall’INPS

          L’INPS può inviarti SMS e email per avvisarti di:

          • Pagamenti in arrivo
          • Domande accolte o respinte
          • Documenti da integrare

          Per attivare le notifiche:

          1. Accedi al sito INPS con SPID/CIE
          2. Vai su “Profilo” in alto a destra
          3. Clicca su “Preferenze“
          4. Attiva le notifiche via SMS e/o email
          5. Inserisci il tuo numero di cellulare e indirizzo email

          Attenzione alle truffe: L’INPS non ti chiede mai dati personali, codici PIN o password via SMS o email. Se ricevi messaggi sospetti, non cliccare sui link e segnalali alla Polizia Postale.

          Assistenza del CAF per Problemi di Pagamento

          Se hai controllato online e:

          • Non vedi pagamenti previsti per marzo
          • Vedi la scritta “Sospeso” o “Respinto“
          • L’importo è inferiore al previsto
          • Hai ricevuto una comunicazione incomprensibile dall’INPS

          …non preoccuparti! Il CAF Centro Fiscale di Udine è qui per aiutarti.

          Cosa possiamo fare per te:

          • Verificare lo stato della pratica INPS
          • Controllare se mancano documenti
          • Sbloccare pagamenti sospesi
          • Presentare ricorsi o istanze di riesame
          • Spiegare le comunicazioni INPS in modo chiaro

          Contattaci subito:

          • Telefono: 0432 1638640
          • WhatsApp: 366 6018121
          • Email: info@centrofiscale.com
          • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

          La consulenza è gratuita per i nostri assistiti. Vieni a trovarci o chiamaci: risolviamo insieme il problema.

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          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sui Pagamenti INPS

          Quando arriva l’Assegno unico di marzo 2026?

          L’Assegno unico universale di marzo 2026 viene accreditato tra il 17 e il 19 marzo, con la maggior parte dei pagamenti prevista per mercoledì 18 marzo. Puoi verificare la data esatta accedendo al tuo Fascicolo previdenziale INPS.

          La pensione di marzo quando viene pagata?

          Le pensioni di marzo 2026 vengono pagate lunedì 3 marzo per chi ha l’accredito su conto corrente (il 1° marzo cade di domenica). Per il bonifico domiciliato (ritiro in contanti alle Poste), il calendario alfabetico va dal 3 al 7 marzo 2026.

          Come faccio a sapere quando mi pagano la NASPI?

          La NASPI di marzo viene pagata tra il 10 e il 15 marzo 2026, di solito l’11 o il 12. Per conoscere la data esatta, accedi al Fascicolo previdenziale INPS con SPID e controlla la sezione Pagamenti. Troverai la data prevista di accredito e l’importo netto.

          Perché l’Assegno unico è diminuito rispetto ai mesi scorsi?

          Se l’Assegno unico è diminuito, le cause possono essere: ISEE scaduto (devi rinnovarlo entro febbraio per non perdere l’importo pieno), cambiamenti nel nucleo familiare, figli che hanno compiuto 18 anni, oppure redditi aumentati. Contatta il CAF Centro Fiscale al 0432 1638640 per verificare la tua situazione.

          Dove posso controllare il cedolino della pensione di marzo?

          Il cedolino pensione di marzo 2026 è disponibile dal 24 febbraio circa sul sito INPS. Accedi con SPID, cerca Cedolino pensione, seleziona Marzo 2026 e scarica il PDF. Se hai difficoltà a interpretarlo, il CAF Centro Fiscale offre assistenza gratuita.

          Cosa devo fare se la NASPI è sospesa?

          Se la NASPI risulta sospesa, le cause principali sono: mancata presentazione della DID al Centro per l’Impiego, rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, inizio di un lavoro non comunicato all’INPS, oppure documenti mancanti. Contatta subito il CAF Centro Fiscale al 0432 1638640: ti aiutiamo a verificare il problema e a sbloccare il pagamento.

          L’INPS mi deve arretrati: quando li pagano?

          Gli arretrati INPS vengono pagati di solito entro 60-90 giorni dall’accoglimento della domanda o dalla correzione del problema. Trovi l’importo e la data prevista nel Fascicolo previdenziale, sezione Pagamenti. Se i tempi si allungano, il CAF può sollecitare l’INPS per velocizzare l’erogazione.

          Conoscere il calendario dei pagamenti INPS di marzo 2026 ti permette di pianificare al meglio le spese familiari e di verificare tempestivamente eventuali anomalie.

          Ricorda di controllare sempre il tuo Fascicolo previdenziale INPS per avere informazioni aggiornate in tempo reale. E se hai dubbi, problemi con i pagamenti o necessiti di assistenza per pratiche INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine è sempre a tua disposizione.

          Non lasciare che ritardi o errori INPS ti creino difficoltà economiche: contattaci subito e risolviamo insieme ogni problema.


          Hai Problemi con i Pagamenti INPS?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente per verificare lo stato delle tue prestazioni INPS, sbloccare pagamenti sospesi e risolvere ogni problema previdenziale.

          • Verifica stato domande INPS (NASPI, pensioni, Assegno unico)
          • Controllo cedolini pensione e individuazione anomalie
          • Rinnovo ISEE per massimizzare Assegno unico e bonus
          • Assistenza per ricorsi e istanze INPS
          • Compilazione domande bonus (asilo nido, maternità, congedi)
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            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Marzo 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-11 10:00:002026-05-31 13:07:29Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Assegno Unico, NASPI e Pensioni
            DICHIARAZIONE DEI REDDITI

            730 Precompilato 2026: Quando Sara Disponibile, Come Accedere e Scadenze

            Indice dei contenuti

            1. Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026
            2. Come accedere al 730 precompilato 2026
            3. Cosa contiene il 730 precompilato 2026
            4. Come modificare e inviare la dichiarazione
            5. Scadenze 2026: tutte le date importanti
            6. Conviene il fai-da-te o affidarsi al CAF?
            7. Domande frequenti

            Il 730 precompilato 2026 è uno degli strumenti più attesi dai contribuenti italiani per la dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2025. Ma quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026? Le date sono già definite: la consultazione parte dal 30 aprile 2026, mentre la possibilità di modificare e inviare la dichiarazione si apre dal 20 maggio 2026. In questa guida trovi tutte le date, le modalità di accesso e le scadenze da non perdere.

            Conoscere in anticipo il calendario del 730 precompilato 2026 ti permette di preparare i documenti necessari e di non farti trovare impreparato. Se preferisci affidarti a professionisti, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per gestire ogni passaggio, dalla verifica dei dati fino all’invio definitivo della dichiarazione. Vediamo nel dettaglio tutte le informazioni utili.

            Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026

            La domanda che tutti si pongono è: quando esce il 730 precompilato? L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la dichiarazione precompilata 2026 secondo un calendario ben preciso, diviso in due fasi fondamentali.

            La prima fase è quella della consultazione, che parte dal 30 aprile 2026. A partire da questa data puoi visualizzare il tuo 730 precompilato nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. In questa fase è possibile solo vedere i dati inseriti automaticamente dal sistema, senza poterli modificare o inviare. È il momento ideale per controllare che tutto sia corretto e segnalare eventuali anomalie al proprio CAF di fiducia.

            La seconda fase, quella operativa, inizia il 20 maggio 2026. Da questa data è possibile accettare, modificare e inviare il 730 precompilato 2026. Chi accetta la dichiarazione così com’è, senza apportare modifiche, beneficia di controlli ridotti da parte del Fisco. Chi invece deve correggere o integrare i dati può farlo direttamente online, oppure — scelta decisamente più sicura — rivolgersi al CAF Centro Fiscale per evitare errori.

            Come accedere al 730 precompilato 2026

            Per accedere al 730 precompilato 2026 è necessario autenticarsi sull’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Le credenziali accettate sono tre:

            • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — il metodo più diffuso e veloce
            • CIE (Carta d’Identità Elettronica) — basta avere la carta e l’app CieID
            • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) — utilizzata soprattutto dai professionisti

            Se non hai dimestichezza con gli strumenti digitali, o se preferisci che un esperto controlli la tua dichiarazione precompilata prima dell’invio, puoi rivolgerti direttamente al CAF Centro Fiscale. I nostri operatori accedono al tuo 730 precompilato con delega e si occupano di verificare, correggere e inviare la dichiarazione per tuo conto, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Per sapere nel dettaglio tutti i passaggi di accesso e verifica, consulta la nostra guida completa al 730 precompilato 2026.

            Cosa contiene il 730 precompilato 2026

            Il 730 precompilato 2026 contiene una serie di dati già inseriti automaticamente dall’Agenzia delle Entrate, grazie alle informazioni trasmesse da datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni e strutture sanitarie. Ecco i principali dati precaricati:

            • Certificazione Unica (CU) — redditi da lavoro dipendente, pensione, collaborazioni
            • Spese sanitarie — visite mediche, farmaci, esami, ricoveri (dal Sistema Tessera Sanitaria)
            • Interessi sui mutui — dati comunicati dalle banche per la detrazione degli interessi passivi
            • Premi assicurativi — polizze vita, infortuni e previdenza complementare
            • Contributi previdenziali — versamenti INPS per colf, badanti e collaboratori domestici
            • Spese universitarie — tasse universitarie e spese per istruzione
            • Bonus edilizi — ristrutturazioni, ecobonus, superbonus ancora in corso
            • Spese funebri e spese veterinarie

            Attenzione: non tutti i dati sono sempre completi o corretti. Alcune spese potrebbero non risultare nel precompilato, ad esempio le spese mediche pagate in contanti a professionisti che non hanno trasmesso i dati, oppure le detrazioni per familiari a carico se la situazione familiare è cambiata durante l’anno. Per questo motivo è fondamentale verificare attentamente ogni voce. Per sapere quali documenti tenere pronti, leggi la nostra guida ai documenti necessari per il 730 2026.

            Come modificare e inviare il 730 precompilato 2026

            Dal 20 maggio 2026 è possibile intervenire sul 730 precompilato. Il contribuente ha tre opzioni a disposizione: accettare la dichiarazione senza modifiche, modificarla aggiungendo o correggendo i dati, oppure rifiutarla e presentare una dichiarazione ordinaria. Chi accetta il precompilato senza modifiche ottiene un vantaggio importante: i controlli documentali dell’Agenzia delle Entrate vengono significativamente ridotti.

            Chi invece deve apportare modifiche — ad esempio aggiungere spese mediche mancanti, correggere i dati relativi a detrazioni fiscali o inserire redditi non presenti — deve procedere con attenzione. Ogni modifica comporta la perdita dei benefici legati all’accettazione integrale, e l’Agenzia potrà effettuare controlli sui dati modificati.

            Per non rischiare errori che potrebbero costarti caro, la scelta più sicura è affidarsi al CAF Centro Fiscale. I nostri operatori verificano ogni dato, integrano le spese mancanti e inviano la dichiarazione per tuo conto, assumendosi anche la responsabilità fiscale in caso di errori nella compilazione tramite modello 730.

            Scadenze 730 precompilato 2026: tutte le date importanti

            Il calendario delle scadenze del 730 precompilato 2026 è scandito da alcune date fondamentali. Ecco il riepilogo completo per non perdere nessun appuntamento:

            DataCosa succede
            31 marzo 2026Termine per i datori di lavoro per inviare la Certificazione Unica (CU)
            30 aprile 2026Il 730 precompilato 2026 è disponibile per la consultazione
            20 maggio 2026Si apre la fase di modifica e invio della dichiarazione
            30 settembre 2026Termine ultimo per l’invio del 730 precompilato 2026

            È importante ricordare che, anche se il termine ultimo è il 30 settembre 2026, conviene non aspettare l’ultimo momento. Chi presenta la dichiarazione nei primi mesi riceve prima eventuali rimborsi IRPEF in busta paga o sul cedolino della pensione. Inoltre, rivolgendosi al CAF con anticipo si evitano le lunghe code e i tempi di attesa del periodo estivo.

            Conviene il fai-da-te o affidarsi al CAF?

            Ogni anno migliaia di contribuenti si chiedono se conviene gestire il 730 precompilato da soli oppure rivolgersi a un professionista. La risposta dipende dalla complessità della propria situazione fiscale, ma ci sono alcuni aspetti importanti da considerare.

            Il precompilato accettato senza modifiche offre vantaggi fiscali (meno controlli), ma raramente la dichiarazione è completa al 100%. Nella maggior parte dei casi servono integrazioni e correzioni: spese mediche non registrate, detrazioni per familiari a carico, oneri per ristrutturazioni o bonus ancora in corso. Un errore nella modifica può portare a sanzioni o alla perdita di detrazioni spettanti.

            Affidarsi al CAF Centro Fiscale significa avere la certezza che la dichiarazione venga controllata da esperti, con il vantaggio che il CAF appone il visto di conformità: in caso di errori nella compilazione, la responsabilità ricade sul CAF stesso e non sul contribuente. I nostri operatori, inoltre, conoscono tutte le detrazioni e deduzioni applicabili e possono farti risparmiare cifre significative che potresti non conoscere.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande frequenti sul 730 precompilato 2026

            Quando esce il 730 precompilato 2026?

            Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile per la consultazione dal 30 aprile 2026. La possibilità di modificare e inviare la dichiarazione si apre invece dal 20 maggio 2026.

            Qual è la scadenza per inviare il 730 precompilato 2026?

            Il termine ultimo per l’invio del 730 precompilato 2026 è il 30 settembre 2026. Si consiglia però di inviare il prima possibile per ricevere eventuali rimborsi in tempi più rapidi.

            Posso far compilare il 730 precompilato dal CAF?

            Certamente. Il CAF Centro Fiscale può accedere al tuo precompilato con apposita delega, verificare i dati, apportare le correzioni necessarie e inviare la dichiarazione per tuo conto, garantendo anche il visto di conformità.

            Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modifiche?

            Se accetti il 730 precompilato così com’è, benefici di controlli ridotti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, potresti perdere detrazioni per spese non inserite nel precompilato. Conviene sempre verificare con un esperto.

            Come accedo al 730 precompilato 2026?

            Puoi accedere con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) attraverso l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, oppure delegare il CAF Centro Fiscale per l’accesso e la gestione completa.

            Conclusione

            Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile dal 30 aprile 2026 per la consultazione e dal 20 maggio per le modifiche e l’invio. Il termine ultimo è fissato al 30 settembre 2026. Non aspettare l’ultimo momento: presentare la dichiarazione in anticipo significa ricevere prima eventuali rimborsi ed evitare lo stress delle scadenze.

            Hai bisogno di assistenza per il 730 precompilato 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
            Marzo 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-10 09:00:002026-05-31 09:56:36730 Precompilato 2026: Quando Sara Disponibile, Come Accedere e Scadenze
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