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CAF, COLF E BADANTI

Infortunio Colf: Retribuzioni Convenzionali INAIL 2025 e Procedura

colf e badanti CAF Udine

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’infortunio sul lavoro domestico
  2. Retribuzioni convenzionali INAIL 2025
  3. Tabella retribuzioni convenzionali colf e badanti
  4. Obblighi del datore di lavoro domestico
  5. Procedura denuncia infortunio INAIL
  6. Calcolo indennità di inabilità temporanea
  7. Esempi pratici di calcolo
  8. Differenza tra infortunio e malattia
  9. Termini e scadenze
  10. Domande frequenti

Quando una colf o badante subisce un infortunio sul lavoro, il datore di lavoro domestico deve seguire una procedura precisa per la denuncia all’INAIL. Le retribuzioni convenzionali INAIL 2025 sono state aggiornate con la Circolare INAIL n. 2/2025 e determinano l’importo dell’indennità spettante alla lavoratrice o al lavoratore infortunato.

In questa guida completa spieghiamo come funziona l’assicurazione INAIL per il lavoro domestico, quali sono gli obblighi del datore di lavoro, come si calcola l’indennità di inabilità temporanea e quali sono i termini per la denuncia. Includiamo anche tabelle aggiornate con le retribuzioni convenzionali 2025 ed esempi pratici di calcolo.

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Cos’è l’infortunio sul lavoro domestico

L’infortunio sul lavoro domestico è un evento traumatico che si verifica durante lo svolgimento delle mansioni lavorative da parte di colf, badanti, baby sitter e altri lavoratori domestici. Può trattarsi di una caduta, un taglio, una scottatura, un incidente durante le pulizie o qualsiasi altro evento che causi lesioni fisiche.

L’assicurazione INAIL per il lavoro domestico è obbligatoria per tutti i datori di lavoro domestico, come previsto dal Decreto Legislativo 23 febbraio 2000, n. 38. La copertura assicurativa protegge il lavoratore in caso di infortunio sul lavoro e malattie professionali.

Quando si configura l’infortunio domestico

Perché un evento sia riconosciuto come infortunio sul lavoro, devono sussistere tre elementi:

  • Causa violenta: un evento traumatico improvviso (caduta, taglio, urto)
  • Occasione di lavoro: l’evento deve verificarsi durante lo svolgimento delle mansioni lavorative
  • Lesione: deve causare un danno fisico che comporta inabilità al lavoro

Esempio: Una badante che scivola mentre pulisce le scale e si frattura il polso subisce un infortunio sul lavoro. Una colf che si scotta mentre stira o che si taglia mentre prepara il pranzo è coperta dall’assicurazione INAIL.

Infortunio in itinere

È considerato infortunio sul lavoro anche l’infortunio in itinere, cioè quello che avviene durante il tragitto casa-lavoro e lavoro-casa, purché il percorso sia quello normale e non siano presenti deviazioni significative.

Riferimento normativo: Articolo 12, D.Lgs. 38/2000 – “Assicurazione contro gli infortuni domestici”

Retribuzioni convenzionali INAIL 2025

Le retribuzioni convenzionali INAIL sono valori forfettari utilizzati per calcolare i premi assicurativi e le prestazioni economiche (indennità) spettanti ai lavoratori domestici in caso di infortunio. Non corrispondono alla retribuzione effettiva, ma a importi stabiliti annualmente dall’INAIL.

Per il 2025, le retribuzioni convenzionali sono state aggiornate con la Circolare INAIL n. 2 del 24 gennaio 2025, che ha recepito l’adeguamento ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (+0,8% rispetto al 2024).

A cosa servono le retribuzioni convenzionali

Le retribuzioni convenzionali INAIL hanno due funzioni principali:

  1. Calcolo del premio assicurativo annuale: il datore di lavoro domestico paga un premio INAIL calcolato sulla retribuzione convenzionale
  2. Calcolo delle prestazioni economiche: l’indennità di inabilità temporanea, la rendita per inabilità permanente e le altre prestazioni INAIL sono calcolate sulla base della retribuzione convenzionale

Importante: La retribuzione convenzionale INAIL è indipendente dalla retribuzione effettiva concordata tra datore di lavoro e lavoratore domestico. Anche se la colf guadagna 1.500 euro al mese, l’INAIL utilizzerà la retribuzione convenzionale per calcolare le prestazioni.

Fonte: Circolare INAIL n. 2/2025 – Rivalutazione retribuzioni convenzionali lavoro domestico

Tabella retribuzioni convenzionali colf e badanti

Di seguito riportiamo la tabella completa delle retribuzioni convenzionali INAIL 2025 per i lavoratori domestici, suddivise per fasce orarie settimanali:

Ore settimanaliRetribuzione convenzionale annua 2025Retribuzione mensile (indicativa)
Fino a 6 ore4.687,44 euro390,62 euro
Oltre 6 fino a 12 ore7.031,16 euro585,93 euro
Oltre 12 fino a 18 ore9.374,88 euro781,24 euro
Oltre 18 fino a 24 ore11.718,60 euro976,55 euro
Oltre 24 ore (convivente)14.062,32 euro1.171,86 euro

Note importanti:

  • Le retribuzioni convenzionali 2025 sono state rivalutate del +0,8% rispetto al 2024
  • La retribuzione mensile indicativa è calcolata dividendo l’importo annuo per 12
  • Per i lavoratori conviventi (oltre 24 ore settimanali) si applica la fascia più alta
  • Le retribuzioni convenzionali sono valide per tutto il 2025

Confronto con il 2024

Ecco il confronto con le retribuzioni convenzionali 2024:

Ore settimanali20242025Variazione
Fino a 6 ore4.650,00 euro4.687,44 euro+37,44 euro
Oltre 24 ore13.950,00 euro14.062,32 euro+112,32 euro

Fonte: Circolare INAIL n. 2/2025

Obblighi del datore di lavoro domestico

Il datore di lavoro domestico ha precisi obblighi nei confronti dell’INAIL quando assume una colf, badante o altro lavoratore domestico. Vediamoli nel dettaglio:

1. Iscrizione all’INAIL

Il datore di lavoro deve iscrivere la colf o badante all’INAIL entro 24 ore dall’assunzione. L’iscrizione si effettua:

  • Online tramite il portale INAIL (servizio “Gestione domestici”)
  • Telefonicamente al Contact Center INAIL 803.164 (da fisso) o 06.164164 (da mobile)
  • Presso una sede INAIL territoriale

Documenti necessari per l’iscrizione:

  • Codice fiscale del datore di lavoro
  • Codice fiscale del lavoratore domestico
  • Data di inizio rapporto di lavoro
  • Ore settimanali previste
  • Tipo di rapporto (convivente o non convivente)

2. Pagamento del premio annuale

Il datore di lavoro deve pagare il premio INAIL entro il 31 gennaio di ogni anno per l’anno precedente. Per il 2025, il premio è calcolato sulla base delle retribuzioni convenzionali indicate nella tabella sopra.

Importo del premio 2025:

Ore settimanaliPremio annuale 2025
Fino a 6 ore29,30 euro
Oltre 6 fino a 12 ore43,95 euro
Oltre 12 fino a 18 ore58,60 euro
Oltre 18 fino a 24 ore73,25 euro
Oltre 24 ore (convivente)87,90 euro

Il premio si paga tramite bollettino MAV o F24 con codice tributo DDPP.

3. Denuncia di infortunio

In caso di infortunio, il datore di lavoro ha l’obbligo di denunciare l’infortunio all’INAIL entro termini precisi (vedi sezione dedicata).

4. Certificazione medica

Il datore di lavoro deve far rilasciare al lavoratore infortunato un certificato medico di infortunio da parte di un medico o del Pronto Soccorso. Il certificato deve indicare:

  • Tipo di lesione
  • Prognosi (giorni di inabilità temporanea)
  • Dinamica dell’infortunio

Sanzioni per mancata iscrizione o denuncia

La mancata iscrizione all’INAIL o la mancata denuncia di infortunio comportano sanzioni amministrative:

  • Omessa iscrizione: sanzione da 1.290 a 7.745 euro (articolo 55, D.Lgs. 81/2008)
  • Omessa denuncia infortunio: sanzione da 1.290 a 7.745 euro
  • Denuncia tardiva: sanzione ridotta proporzionale ai giorni di ritardo

Importante: In caso di infortunio grave o mortale, la mancata denuncia può configurare anche responsabilità penale.

Procedura denuncia infortunio INAIL

La denuncia di infortunio è un adempimento obbligatorio che il datore di lavoro domestico deve effettuare quando la colf o badante subisce un infortunio sul lavoro. Vediamo passo per passo come si procede.

Step 1: Prestare soccorso immediato

In caso di infortunio, la prima cosa da fare è prestare soccorso al lavoratore:

  • Se l’infortunio è grave: chiamare il 118
  • Se l’infortunio è lieve: accompagnare il lavoratore dal medico curante o al Pronto Soccorso

Step 2: Ottenere il certificato medico

Il lavoratore deve farsi rilasciare un certificato medico di infortunio che indichi:

  • Natura della lesione (frattura, contusione, ferita, ecc.)
  • Prognosi (numero di giorni di inabilità temporanea)
  • Dinamica dell’infortunio

Il certificato può essere rilasciato da:

  • Pronto Soccorso (in caso di infortunio grave)
  • Medico curante (per infortuni lievi)
  • Medico specialista

Importante: Il certificato medico deve essere inviato telematicamente all’INAIL direttamente dal medico tramite il sistema “Certificati di Infortunio/Malattia Professionale”.

Step 3: Denuncia all’INAIL

Il datore di lavoro deve denunciare l’infortunio all’INAIL nei seguenti termini:

Tipo di infortunioTermine denuncia
Infortunio con prognosi superiore a 3 giorni2 giorni dal ricevimento del certificato medico
Infortunio mortale24 ore dall’evento
Infortunio con prognosi fino a 3 giorniNon obbligatorio, ma consigliato

Come si denuncia l’infortunio:

  1. Online sul portale INAIL: accedere al servizio “Denuncia di infortunio” con SPID, CIE o CNS
  2. Telefonicamente al Contact Center INAIL 803.164
  3. Tramite intermediario: CAF, patronato, consulente del lavoro
  4. Presso una sede INAIL territoriale

Step 4: Compilare il modulo di denuncia

Il modulo di denuncia richiede le seguenti informazioni:

  • Dati del datore di lavoro (codice fiscale, residenza)
  • Dati del lavoratore (codice fiscale, data assunzione, ore settimanali)
  • Data, ora e luogo dell’infortunio
  • Dinamica dell’evento (descrizione dettagliata di cosa è accaduto)
  • Certificato medico (protocollo telematico)
  • Eventuali testimoni

Step 5: Conservare la documentazione

Il datore di lavoro deve conservare per almeno 5 anni:

  • Copia della denuncia di infortunio
  • Certificato medico
  • Ricevuta di invio INAIL
  • Eventuale corrispondenza con INAIL

Cosa succede dopo la denuncia

Dopo la denuncia, l’INAIL:

  1. Istruisce la pratica verificando i requisiti per l’indennizzabilità
  2. Può richiedere documentazione integrativa
  3. Può convocare il lavoratore per visita medica presso la sede INAIL
  4. Emette il provvedimento di accoglimento o rigetto
  5. Eroga l’indennità in caso di accoglimento

I tempi di istruttoria variano da 30 a 60 giorni per le pratiche standard.

Riferimento normativo: Articolo 53, DPR 1124/1965 – Denuncia degli infortuni sul lavoro

Calcolo indennità di inabilità temporanea

L’indennità di inabilità temporanea è la prestazione economica che l’INAIL eroga al lavoratore domestico infortunato durante il periodo di inabilità al lavoro. Vediamo come si calcola.

Quando spetta l’indennità

L’indennità spetta quando l’infortunio comporta una inabilità assoluta al lavoro superiore a 3 giorni. I primi 3 giorni (periodo di carenza) non sono indennizzati dall’INAIL.

Importante: Durante i primi 3 giorni il datore di lavoro domestico non è obbligato a corrispondere alcuna retribuzione (a differenza del lavoro subordinato tradizionale dove i primi 3 giorni sono a carico del datore).

Percentuali di indennizzo

L’indennità è calcolata sulla retribuzione convenzionale giornaliera con le seguenti percentuali:

PeriodoPercentualeNote
Primi 3 giorni (carenza)0%Non indennizzati
Dal 4° al 90° giorno60%Della retribuzione convenzionale giornaliera
Dal 91° giorno in poi75%Della retribuzione convenzionale giornaliera

Formula di calcolo

Per calcolare l’indennità giornaliera:

Retribuzione convenzionale giornaliera = Retribuzione convenzionale annua / 365

Indennità giornaliera = Retribuzione giornaliera × Percentuale

Esempio pratico di calcolo

Caso: Badante convivente (oltre 24 ore settimanali) che subisce infortunio con prognosi di 30 giorni.

Dati:

  • Retribuzione convenzionale annua 2025: 14.062,32 euro
  • Prognosi: 30 giorni
  • Primi 3 giorni: carenza (non indennizzati)
  • Dal 4° al 30° giorno: 27 giorni indennizzabili al 60%

Calcolo:

1. Retribuzione giornaliera:

14.062,32 euro / 365 giorni = 38,52 euro/giorno

2. Indennità giornaliera (60%):

38,52 euro × 60% = 23,11 euro/giorno

3. Indennità totale per 27 giorni:

23,11 euro × 27 giorni = 623,97 euro

Risultato: La badante riceverà dall’INAIL un’indennità complessiva di 623,97 euro per i 27 giorni indennizzati (esclusi i primi 3 di carenza).

Pagamento dell’indennità

L’indennità viene pagata dall’INAIL:

  • Direttamente al lavoratore tramite bonifico bancario o postale
  • Con cadenza mensile posticipata
  • Entro 30 giorni dalla fine del mese di riferimento

Nota fiscale: L’indennità di inabilità temporanea è esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Riferimento normativo: Articoli 66-74, DPR 1124/1965 – Indennità per inabilità temporanea

Esempi pratici di calcolo

Vediamo altri esempi pratici di calcolo dell’indennità per diverse tipologie di infortunio e fasce orarie.

Esempio 1: Colf part-time (10 ore settimanali)

Situazione:

  • Colf assunta per 10 ore settimanali (fascia “oltre 6 fino a 12 ore”)
  • Infortunio: taglio profondo alla mano mentre lava i piatti
  • Prognosi: 15 giorni

Dati 2025:

  • Retribuzione convenzionale annua: 7.031,16 euro
  • Retribuzione giornaliera: 7.031,16 / 365 = 19,26 euro/giorno

Calcolo:

  • Primi 3 giorni (carenza): 0 euro
  • Dal 4° al 15° giorno (12 giorni): 19,26 × 60% = 11,56 euro/giorno
  • Totale indennità: 11,56 × 12 = 138,72 euro

Esempio 2: Badante non convivente (18 ore settimanali)

Situazione:

  • Badante assunta per 18 ore settimanali (fascia “oltre 12 fino a 18 ore”)
  • Infortunio: caduta dalle scale con frattura alla caviglia
  • Prognosi: 60 giorni

Dati 2025:

  • Retribuzione convenzionale annua: 9.374,88 euro
  • Retribuzione giornaliera: 9.374,88 / 365 = 25,68 euro/giorno

Calcolo:

  • Primi 3 giorni (carenza): 0 euro
  • Dal 4° al 60° giorno (57 giorni al 60%): 25,68 × 60% × 57 = 878,93 euro

Esempio 3: Badante convivente con infortunio lungo

Situazione:

  • Badante convivente (oltre 24 ore settimanali)
  • Infortunio: ustione grave mentre cucina
  • Prognosi: 120 giorni

Dati 2025:

  • Retribuzione convenzionale annua: 14.062,32 euro
  • Retribuzione giornaliera: 14.062,32 / 365 = 38,52 euro/giorno

Calcolo:

  • Primi 3 giorni (carenza): 0 euro
  • Dal 4° al 90° giorno (87 giorni al 60%): 38,52 × 60% × 87 = 2.010,74 euro
  • Dal 91° al 120° giorno (30 giorni al 75%): 38,52 × 75% × 30 = 866,70 euro
  • Totale indennità: 2.010,74 + 866,70 = 2.877,44 euro

Esempio 4: Infortunio in itinere

Situazione:

  • Colf assunta per 20 ore settimanali (fascia “oltre 18 fino a 24 ore”)
  • Infortunio: incidente stradale mentre va al lavoro con lo scooter
  • Prognosi: 45 giorni

Dati 2025:

  • Retribuzione convenzionale annua: 11.718,60 euro
  • Retribuzione giornaliera: 11.718,60 / 365 = 32,10 euro/giorno

Calcolo:

  • Primi 3 giorni (carenza): 0 euro
  • Dal 4° al 45° giorno (42 giorni al 60%): 32,10 × 60% × 42 = 809,28 euro

Nota: L’infortunio in itinere è coperto dall’assicurazione INAIL purché il percorso sia quello normale casa-lavoro e non ci siano deviazioni significative.

Tabella riepilogativa esempi

EsempioOre sett.PrognosiIndennità totale
Colf part-time10 ore15 giorni138,72 euro
Badante non convivente18 ore60 giorni878,93 euro
Badante conviventeConvivente120 giorni2.877,44 euro
Infortunio in itinere20 ore45 giorni809,28 euro

Differenza tra infortunio e malattia

È importante distinguere tra infortunio sul lavoro e malattia, perché hanno gestioni e coperture diverse.

Infortunio sul lavoro

Caratteristiche:

  • Causa violenta: evento traumatico improvviso
  • Occasione di lavoro: deve verificarsi durante lo svolgimento delle mansioni
  • Copertura INAIL: il lavoratore domestico è assicurato dall’INAIL
  • Indennità: pagata dall’INAIL dal 4° giorno

Esempi:

  • Caduta dalle scale mentre pulisce
  • Taglio con coltello mentre prepara il pranzo
  • Ustione mentre stira
  • Distorsione mentre sposta mobili

Malattia

Caratteristiche:

  • Causa lenta: processo patologico progressivo (influenza, bronchite, ecc.)
  • Non legata al lavoro: può insorgere in qualsiasi momento
  • Nessuna copertura INAIL: i lavoratori domestici NON hanno diritto all’indennità di malattia INPS
  • Indennità: solo se prevista dal contratto collettivo o dal contratto individuale

Importante: A differenza dei lavoratori dipendenti normali, colf e badanti NON hanno diritto all’indennità di malattia dall’INPS. Durante la malattia:

  • Il datore di lavoro può sospendere la retribuzione (salvo diverso accordo contrattuale)
  • Il rapporto di lavoro è tutelato: il datore non può licenziare per malattia fino a un certo periodo (periodo di comporto)

Tabella comparativa

AspettoInfortunioMalattia
CausaViolenta (trauma)Lenta (patologia)
OccasioneDurante il lavoroIndipendente dal lavoro
CoperturaINAILNessuna (lavoro domestico)
IndennitàSì, dal 4° giorno (INAIL)No (salvo accordo contrattuale)
Denuncia obbligatoriaSì (entro 2 giorni)No
Certificato medicoCertificato di infortunioCertificato di malattia
Tutela del postoSì (periodo di comporto)Sì (periodo di comporto)

Malattia professionale

Esiste anche la malattia professionale, cioè una patologia causata dall’attività lavorativa svolta in modo ripetuto nel tempo. Per i lavoratori domestici, esempi di malattie professionali possono essere:

  • Patologie muscolo-scheletriche (lombalgie da movimentazione carichi pesanti)
  • Dermatiti da contatto con detergenti
  • Patologie respiratorie da inalazione di sostanze chimiche

Le malattie professionali sono coperte dall’INAIL, ma devono essere denunciate dal lavoratore (non dal datore di lavoro) entro 15 giorni dalla diagnosi.

Riferimento normativo: Articolo 2087 Codice Civile – Tutela delle condizioni di lavoro

Termini e scadenze

Riepiloghiamo i principali termini e scadenze da rispettare in caso di infortunio di una colf o badante.

Termini per la denuncia di infortunio

AdempimentoTermineDecorrenza
Denuncia infortunio mortale24 oreDall’evento
Denuncia infortunio con prognosi > 3 giorni2 giorniDal ricevimento del certificato medico
Certificato medico (inviato dal medico)ImmediatoAl momento della visita
Conservazione documentazione5 anniDalla data dell’infortunio

Termini per le prestazioni INAIL

PrestazioneDecorrenzaNote
Indennità di inabilità temporaneaDal 4° giornoPrimi 3 giorni: carenza (non indennizzati)
Rendita per inabilità permanenteDopo consolidamentoSe inabilità permanente ≥ 6%
Indennizzo in capitaleDopo consolidamentoSe inabilità permanente 6-15%

Scadenze amministrative

AdempimentoScadenzaRiferimento
Iscrizione INAIL24 ore dall’assunzioneArticolo 13, D.Lgs. 38/2000
Pagamento premio INAIL annuale31 gennaioPer l’anno precedente
Variazione ore lavoro30 giorniDalla variazione
Cessazione rapporto di lavoro30 giorniDalla cessazione

Cosa succede in caso di ritardo

Il ritardo nella denuncia di infortunio può comportare:

  • Sanzione amministrativa da 1.290 a 7.745 euro
  • Difficoltà nell’istruttoria della pratica INAIL (mancanza di prove, testimoni, ecc.)
  • Responsabilità civile e penale in caso di infortunio grave o mortale

Consiglio: In caso di dubbio se denunciare o meno un infortunio (ad esempio per prognosi borderline di 3-4 giorni), è sempre meglio denunciare. L’INAIL valuterà l’indennizzabilità, ma il datore di lavoro avrà adempiuto al suo obbligo.

Ricorsi e contestazioni

Se l’INAIL rigetta la denuncia di infortunio, il lavoratore può:

  • Richiedere riesame alla sede INAIL territoriale entro 60 giorni
  • Fare ricorso amministrativo alla Direzione Regionale INAIL entro 90 giorni
  • Fare ricorso giudiziario al Tribunale del lavoro entro 3 anni (termine di prescrizione)

Riferimento normativo: Articolo 104, D.Lgs. 81/2008 – Obblighi del datore di lavoro

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Domande frequenti

Chi paga i primi 3 giorni di infortunio della colf?

I primi 3 giorni (periodo di carenza) NON sono indennizzati dall’INAIL e il datore di lavoro domestico non e obbligato a pagarli. A differenza del lavoro subordinato normale, nel lavoro domestico i primi 3 giorni non sono a carico del datore, salvo diverso accordo contrattuale.

La retribuzione convenzionale INAIL e uguale allo stipendio della colf?

No, la retribuzione convenzionale INAIL e un valore forfettario stabilito dall’INAIL per calcolare premi e prestazioni. E indipendente dalla retribuzione effettiva concordata tra datore e lavoratore. Per il 2025, va da 4.687,44 euro annui (fino a 6 ore settimanali) a 14.062,32 euro (conviventi oltre 24 ore).

Entro quanto tempo devo denunciare l’infortunio all’INAIL?

Devi denunciare l’infortunio entro 2 giorni dal ricevimento del certificato medico se la prognosi e superiore a 3 giorni. In caso di infortunio mortale, la denuncia deve essere fatta entro 24 ore dall’evento. Il ritardo comporta sanzioni da 1.290 a 7.745 euro.

La colf ha diritto alla malattia pagata?

No, i lavoratori domestici (colf e badanti) NON hanno diritto all’indennita di malattia dall’INPS. Durante la malattia il datore puo sospendere la retribuzione (salvo accordo contrattuale). Il rapporto e tutelato: il datore non puo licenziare durante il periodo di comporto.

Se la badante si infortuna andando al lavoro, e coperta dall’INAIL?

Si, l’infortunio in itinere (durante il tragitto casa-lavoro) e coperto dall’assicurazione INAIL, purche il percorso sia quello normale e abituale senza deviazioni significative. L’indennita si calcola con le stesse modalita dell’infortunio sul lavoro.

Quanto riceve di indennita una badante convivente infortunata per 30 giorni?

Con la retribuzione convenzionale 2025 di 14.062,32 euro annui (38,52 euro/giorno), l’indennita per 30 giorni e: primi 3 giorni carenza (0 euro) + 27 giorni al 60% (23,11 euro/giorno x 27) = 623,97 euro totali pagati dall’INAIL.


La gestione dell’infortunio di una colf o badante richiede attenzione e tempestività. Il datore di lavoro domestico deve conoscere le retribuzioni convenzionali INAIL 2025, rispettare i termini di denuncia e garantire la tutela del lavoratore.

L’assicurazione INAIL copre il lavoratore dal 4° giorno di inabilità, erogando un’indennità calcolata sulla retribuzione convenzionale (60% dal 4° al 90° giorno, 75% dal 91° giorno in poi).

È fondamentale distinguere tra infortunio e malattia: solo l’infortunio è coperto dall’INAIL, mentre i lavoratori domestici non hanno diritto all’indennità di malattia.

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    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    ECCELLENTE
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    In base a 920 recensioni
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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-22 11:30:002026-05-31 16:22:09Infortunio Colf: Retribuzioni Convenzionali INAIL 2025 e Procedura
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    Regime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il regime impatriati è una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi rientra in Italia dall’estero. Nel 2026 continua a garantire benefici fiscali significativi.

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    Cos’è il Regime Impatriati

    Il regime agevolato riduce la base imponibile IRPEF: tassazione solo su 30% (riduzione 70%) o 10% (riduzione 90%) del reddito.

    Lavoro da Remoto

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    Figli Residenti

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    Requisiti

    1. Residenza fiscale Italia
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    Agevolazioni

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      730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e Inviare

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      Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile a partire dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Quest’anno oltre 30 milioni di contribuenti italiani potranno consultare la propria dichiarazione dei redditi già compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente e pensione, spese sanitarie, interessi sui mutui, premi assicurativi e molto altro.

      Ma come si accede al 730 precompilato? Cosa contiene esattamente? E soprattutto, conviene accettarlo così com’è oppure è meglio modificarlo? In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo tutto quello che devi sapere per gestire il tuo 730 precompilato 2026 in modo semplice e senza errori. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella verifica e nell’invio.

      Indice dei contenuti

      1. Quando è Disponibile il 730 Precompilato 2026
      2. Come Accedere al 730 Precompilato 2026
      3. Cosa Contiene il 730 Precompilato
      4. Come Verificare e Modificare i Dati
      5. Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche
      6. 730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale Scegliere
      7. Come Inviare il 730 Precompilato 2026
      8. Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori
      9. Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026
      10. Assistenza CAF per il 730 Precompilato
      11. Domande Frequenti

      Quando è Disponibile il 730 Precompilato 2026

      Il 730 precompilato 2026 (relativo ai redditi 2025) sarà messo a disposizione dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026. Da quella data potrai accedere al portale e consultare la tua dichiarazione precompilata in modalità di sola lettura.

      Le date chiave da segnare in calendario sono tre:

      • 30 aprile 2026 — il 730 precompilato diventa consultabile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate
      • 20 maggio 2026 — da questa data è possibile modificare, accettare e inviare la dichiarazione
      • 30 settembre 2026 — scadenza ultima per l’invio del 730 (ordinario o precompilato)

      Se vuoi conoscere tutte le scadenze fiscali del mese, consulta il nostro calendario scadenze fiscali maggio 2026. Per un quadro completo delle tempistiche del precompilato puoi leggere anche la nostra guida al calendario 730 precompilato 2026.

      Come Accedere al 730 Precompilato 2026

      Per visualizzare il tuo 730 precompilato 2026 devi accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. L’indirizzo diretto è infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it. L’accesso è possibile esclusivamente con una delle seguenti identità digitali:

      SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

      Lo SPID è il sistema di autenticazione più diffuso. Se non lo possiedi ancora, puoi richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Poste Italiane, Aruba, Infocert e altri) oppure attivarlo direttamente al nostro sportello: il CAF Centro Fiscale offre il servizio di attivazione SPID con assistenza dedicata.

      CIE (Carta d’Identità Elettronica)

      Se hai una Carta d’Identità Elettronica di nuova generazione (con il microchip), puoi usarla per accedere. Ti servirà l’app CieID sul tuo smartphone e il PIN ricevuto al momento del rilascio della carta.

      CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

      La CNS è una smart card (spesso coincide con la Tessera Sanitaria abilitata) che richiede un lettore di smart card collegato al computer. È meno utilizzata rispetto a SPID e CIE, ma resta un’opzione valida.

      Consiglio pratico: se non hai ancora nessuna di queste credenziali, lo SPID è la soluzione più rapida e versatile. Una volta ottenuto, potrai usarlo non solo per il 730 ma per accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione, compreso il portale INPS per la NASPI e l’Assegno Unico.

      Cosa Contiene il 730 Precompilato 2026

      Il 730 precompilato viene compilato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate utilizzando i dati trasmessi da datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni, farmacie e strutture sanitarie. Ecco nel dettaglio cosa troverai già inserito:

      Redditi precaricati

      • Redditi da lavoro dipendente e assimilati — dalla Certificazione Unica (CU) inviata dal datore di lavoro
      • Redditi da pensione — dalla CU inviata dall’INPS o dall’ente pensionistico
      • Compensi per lavoro autonomo occasionale — se comunicati dal committente
      • Redditi da fabbricati — dati catastali e canoni di locazione (se con cedolare secca)
      • Alcuni redditi di capitale — interessi bancari, dividendi

      Spese detraibili e deducibili

      • Spese sanitarie — visite mediche, farmaci, analisi (trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria)
      • Interessi passivi sui mutui — comunicati dalla banca
      • Premi assicurativi — polizze vita, infortuni, rischio non autosufficienza
      • Contributi previdenziali — contributi INPS, contributi per colf e badanti, fondi pensione
      • Spese universitarie — tasse e contributi universitari
      • Spese funebri — se pagate con mezzi tracciabili
      • Bonus edilizi — rate di detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus (da comunicazioni ENEA e amministratori di condominio)
      • Erogazioni liberali — donazioni a ONLUS, partiti politici, istituzioni religiose

      Per sapere esattamente quali documenti preparare prima di verificare il precompilato, ti consigliamo di consultare la nostra checklist documenti per il 730 2026.

      Come Verificare e Modificare i Dati del 730 Precompilato

      Una volta effettuato l’accesso, il primo passo è controllare con attenzione tutti i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate. Anche se il precompilato è generalmente affidabile, non è perfetto: alcune spese potrebbero mancare, altre potrebbero essere errate.

      Cosa controllare con attenzione

      1. Dati anagrafici — residenza, stato civile, familiari a carico. Verifica che il coniuge e i figli a carico siano correttamente indicati (con relativo codice fiscale)
      2. Redditi — confronta gli importi con la tua Certificazione Unica. Se hai avuto più datori di lavoro nel 2025, verifica che ci siano tutte le CU
      3. Spese sanitarie — controlla l’importo totale con gli scontrini e le ricevute che hai conservato. A volte mancano le spese pagate in contanti dal medico (sotto la soglia) o quelle di strutture che non hanno trasmesso i dati
      4. Interessi mutuo — verifica l’importo con la certificazione annuale della banca
      5. Spese non presenti — le spese per attività sportive dei figli, le spese veterinarie, gli abbonamenti al trasporto pubblico e altre voci potrebbero non essere state comunicate automaticamente

      Come apportare le modifiche

      Dal 20 maggio 2026 potrai passare dalla modalità consultazione alla modalità modifica. Il sistema ti permette di:

      • Aggiungere spese o redditi mancanti
      • Modificare importi errati
      • Eliminare voci inserite per errore
      • Integrare quadri aggiuntivi (ad esempio il quadro per i redditi da locazione)

      Attenzione: nel momento in cui modifichi anche un solo dato, il 730 precompilato perde il vantaggio dei controlli ridotti (ne parliamo nella prossima sezione). Per questo motivo, se hai dubbi su cosa modificare, è consigliabile rivolgersi a un professionista.

      Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche

      Se decidi di accettare il 730 precompilato così com’è, senza apportare alcuna modifica, ottieni un vantaggio importante: l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite.

      In pratica, questo significa che:

      • Non ti verrà chiesto di esibire scontrini o ricevute per le spese sanitarie
      • Non ci saranno verifiche sugli interessi del mutuo o sui premi assicurativi
      • I dati comunicati da terzi (banche, farmacie, ospedali) sono considerati definitivi

      Tuttavia, ci sono alcune eccezioni importanti: i controlli sui redditi dichiarati restano possibili (il Fisco può comunque verificare se hai omesso redditi) e i controlli formali sono esclusi solo per i dati precaricati, non per quelli che aggiungi tu.

      Conviene accettare senza modifiche? Solo se sei ragionevolmente sicuro che tutti i dati siano corretti e completi. Se mancano spese rilevanti (ad esempio hai sostenuto spese mediche importanti non tracciate), potresti rinunciare a detrazioni che ti spettano. In molti casi, modificare il precompilato conviene perché ti permette di recuperare più soldi in sede di rimborso IRPEF.

      730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale Scegliere

      Il 730 ordinario è la dichiarazione dei redditi compilata interamente dal contribuente (o dal CAF/professionista), senza partire dai dati precaricati dall’Agenzia delle Entrate. Ecco le differenze principali:

      Caratteristica730 Precompilato730 Ordinario
      CompilazioneDati già inseriti dal FiscoCompilazione da zero
      AccessoOnline con SPID/CIE/CNSTramite CAF o commercialista
      Controlli ridottiSì (se accettato senza modifiche)No
      Scadenza invio30 settembre 202630 settembre 2026
      CostoGratuito (fai da te)A pagamento (CAF/professionista)
      Ideale perSituazioni semplici (1 CU, poche spese)Situazioni complesse (più redditi, immobili, detrazioni articolate)

      Quando conviene il precompilato: se hai un solo datore di lavoro, poche spese detraibili e non possiedi immobili in affitto, il precompilato è la scelta più semplice e veloce.

      Quando conviene l’ordinario (tramite CAF): se hai una situazione fiscale più articolata — ad esempio redditi da più fonti, partita IVA in regime forfettario, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o figli a carico con l’Assegno Unico — è meglio affidarsi a un professionista che verifichi tutto e ottimizzi le detrazioni.

      Come Inviare il 730 Precompilato 2026

      L’invio del 730 precompilato può avvenire in tre modi diversi. Scegli quello più adatto alla tua situazione:

      1. Invio autonomo online

      Dal 20 maggio 2026 puoi inviare la dichiarazione direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate. Dopo aver verificato (ed eventualmente modificato) i dati, clicca su “Invia”. Riceverai una ricevuta di avvenuta presentazione con numero di protocollo.

      2. Invio tramite CAF o professionista

      Puoi delegare l’invio a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista abilitato. In questo caso, il professionista apporrà il visto di conformità, assumendosi la responsabilità della correttezza dei dati. Questa è la scelta consigliata se hai modificato il precompilato o se la tua situazione fiscale è complessa.

      3. Invio tramite sostituto d’imposta

      Se il tuo datore di lavoro offre assistenza fiscale diretta, puoi presentare il 730 tramite il sostituto d’imposta. Questa opzione è sempre meno diffusa ma resta tecnicamente disponibile.

      Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori nel 730 Precompilato

      Il 730 precompilato non è infallibile. Ecco le situazioni più comuni in cui potresti trovare dati mancanti o errati, e come risolverle:

      Spese sanitarie mancanti

      Alcune spese mediche potrebbero non comparire nel precompilato se il professionista sanitario non ha trasmesso i dati al Sistema Tessera Sanitaria, oppure se hai esercitato l’opposizione all’utilizzo dei dati. In questi casi, puoi aggiungere manualmente le spese conservando gli scontrini e le ricevute come prova documentale.

      CU mancante (più datori di lavoro)

      Se nel 2025 hai lavorato per più datori di lavoro e una delle Certificazioni Uniche non compare, è probabile che il datore di lavoro l’abbia trasmessa in ritardo. Puoi attendere qualche giorno (il precompilato viene aggiornato periodicamente) oppure inserire i dati manualmente dalla CU cartacea.

      Errori negli importi

      Se noti che un importo è diverso da quello che risulta dai tuoi documenti (ad esempio, gli interessi del mutuo non corrispondono alla certificazione della banca), modifica il dato nel precompilato inserendo l’importo corretto. Conserva sempre la documentazione di supporto.

      Se hai presentato il 730 e successivamente scopri un errore, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.

      Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026

      Ecco il riepilogo completo delle date da ricordare per il 730 precompilato 2026:

      DataEvento
      16 marzo 2026Scadenza invio CU da parte dei datori di lavoro
      30 aprile 2026730 precompilato disponibile online in consultazione
      20 maggio 2026Inizio periodo per modificare, accettare e inviare il 730
      Luglio-Agosto 2026Rimborsi IRPEF in busta paga (per chi presenta entro giugno)
      30 settembre 2026Scadenza ultima per l’invio del 730 (precompilato o ordinario)
      25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo (a favore del contribuente)
      30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi correttivo/integrativo

      Consiglio: presentare il 730 precompilato il prima possibile (tra maggio e giugno) ti permette di ottenere i rimborsi IRPEF già a luglio in busta paga o nel cedolino della pensione. Chi presenta a settembre dovrà attendere tempi più lunghi.

      Assistenza CAF per il 730 Precompilato 2026

      Anche se il 730 precompilato è pensato per essere gestito in autonomia, molti contribuenti preferiscono affidarsi a un CAF per avere la certezza che tutto sia corretto. Ecco cosa può fare il CAF Centro Fiscale di Udine per te:

      • Verifica completa di tutti i dati presenti nel precompilato
      • Integrazione delle spese mancanti (sanitarie, veterinarie, sportive, scolastiche)
      • Ottimizzazione delle detrazioni: il CAF conosce tutte le agevolazioni disponibili e può aiutarti a non perderne nessuna
      • Visto di conformità: il CAF si assume la responsabilità della dichiarazione, tutelandoti in caso di controlli
      • Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate
      • Assistenza post-invio per eventuali avvisi bonari o richieste di chiarimenti

      Portare il 730 precompilato al CAF non significa rinunciare ai vantaggi del precompilato: il CAF può partire dai dati già presenti, verificarli e integrarli, risparmiandoti tempo e garantendoti la massima accuratezza.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026

      Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026?

      Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile in consultazione dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Dal 20 maggio 2026 sarà possibile modificarlo e inviarlo.

      Come si accede al 730 precompilato online?

      L’accesso avviene tramite il sito infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it utilizzando SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

      Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modifiche?

      Se accetti il precompilato senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite. Restano possibili i controlli sui redditi dichiarati.

      Posso modificare il 730 precompilato dopo averlo inviato?

      Sì, fino al 20 giugno 2026 puoi annullare l’invio e presentare una nuova dichiarazione. Dopo tale data, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se le modifiche sono a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.

      Entro quando si può inviare il 730 precompilato 2026?

      La scadenza per l’invio del 730 precompilato 2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, è consigliabile presentarlo prima possibile per ottenere eventuali rimborsi IRPEF già a luglio-agosto.

      Conviene fare il 730 da soli o tramite il CAF?

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        Aprile 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-17 14:00:002026-05-31 18:02:41730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e Inviare
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        TFR e Dimissioni Volontarie 2026: Quando Spetta e Tempi

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Le dimissioni volontarie sono una scelta importante e spesso accompagnata da molti dubbi, soprattutto quando si tratta del TFR (Trattamento di Fine Rapporto). La domanda più frequente è: se mi dimetto, perdo il TFR? La risposta è chiara: no, il TFR spetta sempre, indipendentemente dal motivo della cessazione del rapporto di lavoro. In questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere su TFR e dimissioni volontarie nel 2026: quando viene pagato, come si calcola l’ultima mensilità e cosa fare se l’azienda non paga.

        Indice dei contenuti

        1. Il TFR spetta con le dimissioni volontarie?
        2. Tempi di pagamento del TFR dopo le dimissioni
        3. Calcolo del TFR e ultima mensilità
        4. TFR e preavviso non lavorato
        5. Dimissioni online: la procedura telematica 2026
        6. Cosa fare se l’azienda non paga il TFR
        7. FAQ: Domande frequenti su TFR e dimissioni

        Il TFR spetta con le dimissioni volontarie?

        Sì, il TFR spetta sempre, anche in caso di dimissioni volontarie. Si tratta di un diritto maturato dal lavoratore durante tutto il rapporto di lavoro, previsto dall’articolo 2120 del Codice Civile. Il TFR non è un “premio” concesso dal datore di lavoro, ma una quota della retribuzione che viene accantonata ogni anno.

        Questo significa che il TFR ti spetta in ogni caso di cessazione del rapporto:

        • Dimissioni volontarie (scelta libera del lavoratore)
        • Dimissioni per giusta causa (gravi inadempienze del datore)
        • Licenziamento (anche per giusta causa o giustificato motivo)
        • Scadenza del contratto a termine
        • Pensionamento
        • Risoluzione consensuale

        In pratica, non esiste nessuna situazione in cui il lavoratore perde il diritto al TFR. L’unica differenza riguarda i tempi di pagamento, che possono variare.

        Tempi di pagamento del TFR dopo le dimissioni

        Uno degli aspetti più importanti da conoscere riguarda quando riceverai il TFR dopo le dimissioni. I tempi variano in base al settore:

        Settore privato

        Nel settore privato, la legge non fissa un termine preciso, ma la prassi consolidata e la maggior parte dei CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro) prevedono il pagamento del TFR entro 30-45 giorni dall’ultimo giorno di lavoro. Molte aziende lo inseriscono nell’ultima busta paga o nel cedolino del mese successivo alla cessazione.

        Settore pubblico (Pubblica Amministrazione)

        Per i dipendenti pubblici, i tempi sono decisamente più lunghi e variano in base al motivo della cessazione:

        • Dimissioni volontarie: il TFR (o TFS, Trattamento di Fine Servizio) viene pagato entro 24 mesi dalla cessazione, più ulteriori 3 mesi per la liquidazione effettiva
        • Raggiungimento limiti di età: entro 12 mesi + 3 mesi
        • Cessazione per inabilità: entro 105 giorni

        Se il TFR supera i 50.000 euro, viene pagato in rate annuali (fino a 3 rate per importi superiori a 100.000 euro).

        Calcolo del TFR e ultima mensilità

        Il calcolo del TFR segue una formula precisa. Per ogni anno di lavoro, il datore accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Le quote accantonate vengono poi rivalutate ogni anno con un tasso composto da:

        • Tasso fisso: 1,5% annuo
        • Tasso variabile: 75% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo

        Esempio pratico: Marco ha lavorato 5 anni con una retribuzione annua lorda di 30.000 euro. La quota annua di TFR è circa 30.000 / 13,5 = 2.222 euro. Dopo 5 anni, senza considerare la rivalutazione, il TFR lordo è di circa 11.110 euro. Il netto dipenderà dalla tassazione separata applicata.

        Nell’ultima busta paga troverai anche:

        • Ferie non godute: le ferie maturate ma non utilizzate vengono pagate
        • Ratei di tredicesima e quattordicesima (se prevista dal contratto)
        • Eventuali straordinari o competenze arretrate

        TFR e preavviso non lavorato

        Quando ti dimetti, il contratto collettivo prevede un periodo di preavviso che devi rispettare. Ma cosa succede se il datore di lavoro ti esonera dal preavviso?

        Esistono due scenari:

        • Il lavoratore non rispetta il preavviso: il datore può trattenere dalla busta paga finale l’indennità sostitutiva del preavviso, cioè l’equivalente della retribuzione per i giorni di preavviso non lavorati. Questo importo viene detratto dal TFR e dalle competenze finali
        • Il datore esonera dal preavviso: deve pagare al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso. In questo caso, il periodo di preavviso non lavorato ma pagato incide sul calcolo del TFR, facendolo aumentare leggermente

        Attenzione: l’indennità sostitutiva del preavviso è soggetta a contributi previdenziali e va inclusa nella base di calcolo del TFR solo se è il datore a rinunciarvi.

        Dimissioni online: la procedura telematica 2026

        Dal 2016, le dimissioni volontarie devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale del Ministero del Lavoro. Questa procedura serve a prevenire le cosiddette “dimissioni in bianco”.

        Ecco i passaggi da seguire:

        1. Accedi al portale servizi.lavoro.gov.it con SPID o CIE
        2. Compila il modulo con i dati del rapporto di lavoro (codice fiscale datore, data assunzione, CCNL)
        3. Indica la data di decorrenza delle dimissioni (ultimo giorno di lavoro + 1)
        4. Invia il modulo: il sistema genera una ricevuta con marca temporale
        5. Puoi revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla trasmissione

        In alternativa, puoi rivolgerti a un patronato o al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella compilazione. Il servizio presso il patronato è gratuito.

        Importante: le dimissioni non presentate in forma telematica sono considerate nulle e non producono effetti.

        Cosa fare se l’azienda non paga il TFR

        Se l’azienda non paga il TFR nei tempi previsti, hai diversi strumenti per tutelare i tuoi diritti:

        1. Sollecito formale: invia una raccomandata A/R o PEC al datore di lavoro, chiedendo il pagamento entro 15 giorni
        2. Tentativo di conciliazione: puoi rivolgerti all’Ispettorato del Lavoro per un tentativo di conciliazione stragiudiziale
        3. Decreto ingiuntivo: tramite un avvocato, puoi richiedere al Giudice del Lavoro un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. I tempi sono generalmente rapidi (30-60 giorni)
        4. Fondo di Garanzia INPS: se l’azienda è insolvente o fallita, puoi richiedere il pagamento del TFR al Fondo di Garanzia INPS. Questo fondo copre il TFR maturato negli ultimi 12 mesi del rapporto di lavoro (e in molti casi l’intero importo)

        Il diritto al TFR si prescrive in 5 anni dalla data di cessazione del rapporto. Dopo questo termine, non puoi più richiederlo. Per questo è fondamentale agire tempestivamente.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        FAQ: Domande frequenti su TFR e dimissioni

        Se mi dimetto perdo il TFR?

        No, il TFR spetta sempre, indipendentemente dal motivo delle dimissioni. È un diritto maturato durante il rapporto di lavoro e il datore è obbligato a pagarlo.

        Quanto tempo ha l’azienda per pagare il TFR dopo le dimissioni?

        Nel settore privato, generalmente 30-45 giorni (verifica il tuo CCNL). Nel settore pubblico, fino a 24 mesi + 3 mesi per le dimissioni volontarie.

        Il TFR viene pagato nell’ultima busta paga?

        Nella maggior parte dei casi nel settore privato, il TFR viene incluso nell’ultima busta paga o nel cedolino del mese successivo alla cessazione, insieme a ferie non godute e ratei.

        Posso chiedere un anticipo del TFR prima di dimettermi?

        Sì, se hai almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore. L’anticipo del TFR può essere richiesto per spese sanitarie, acquisto prima casa o congedo parentale, fino al 70% del TFR maturato.

        Le dimissioni durante il periodo di prova danno diritto al TFR?

        Sì, anche le dimissioni durante il periodo di prova danno diritto al TFR maturato, proporzionato ai giorni lavorati. Non è richiesto preavviso in questo caso.

        Hai bisogno di assistenza per il TFR o le dimissioni?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare il calcolo del TFR e a presentare le dimissioni telematiche in modo corretto. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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        Aprile 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-17 09:00:002026-05-31 17:13:03TFR e Dimissioni Volontarie 2026: Quando Spetta e Tempi
        CAF

        Rivalutazione TFR 2026: Coefficienti ISTAT e Calcolo

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        La rivalutazione TFR 2026 è un meccanismo fondamentale che protegge il Trattamento di Fine Rapporto dall’erosione dell’inflazione. Ogni anno, il TFR accantonato dal datore di lavoro viene rivalutato applicando una formula precisa che combina una quota fissa e una variabile legata all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Capire come funziona la rivalutazione del TFR ti permette di sapere esattamente quanto cresce la tua liquidazione anno dopo anno.

        In questa guida trovi i coefficienti ISTAT aggiornati al 2026, la formula di calcolo con esempi pratici e le informazioni sulla tassazione della rivalutazione. Per un quadro completo sul trattamento di fine rapporto, leggi anche la nostra guida completa al TFR 2026: calcolo, anticipo e tassazione.

        Indice dei contenuti

        1. Come Funziona la Rivalutazione del TFR
        2. La Formula: 1,5% Fisso + 75% Indice ISTAT
        3. Coefficienti ISTAT per la Rivalutazione TFR 2026
        4. Esempio Pratico di Calcolo Rivalutazione TFR
        5. Tassazione della Rivalutazione TFR: Imposta Sostitutiva 17%
        6. Domande Frequenti

        Come Funziona la Rivalutazione del TFR

        La rivalutazione del TFR è disciplinata dall’articolo 2120 del Codice Civile e si applica automaticamente al fondo TFR accantonato in azienda al 31 dicembre di ogni anno. Il meccanismo è pensato per proteggere il potere d’acquisto della liquidazione nel tempo, agganciandolo parzialmente all’andamento dei prezzi.

        In pratica, il TFR maturato fino all’anno precedente viene incrementato ogni anno sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) pubblicato dall’ISTAT. Questo adeguamento avviene a dicembre con riferimento all’indice di dicembre dell’anno precedente. La rivalutazione TFR 2026 si calcola quindi confrontando l’indice FOI di dicembre 2025 con quello di dicembre 2026.

        È importante sottolineare che la rivalutazione si applica solo al TFR già accantonato, non alla quota maturata nell’anno corrente. Se hai iniziato a lavorare a gennaio 2026, la prima rivalutazione verrà applicata a dicembre 2027 sulla quota accantonata nel 2026. Se il TFR è stato destinato a un fondo pensione, la rivalutazione non si applica: i rendimenti dipendono dalla gestione finanziaria del fondo.

        La Formula: 1,5% Fisso + 75% Indice ISTAT

        La formula per la rivalutazione TFR è composta da due elementi distinti che si sommano tra loro. Il primo elemento è una quota fissa dell’1,5% annuo, che rappresenta il rendimento minimo garantito dalla legge indipendentemente dall’inflazione. Anche in un anno di deflazione (prezzi in calo), il TFR cresce almeno dell’1,5%.

        Il secondo elemento è una quota variabile pari al 75% dell’incremento dell’indice ISTAT FOI rispetto all’anno precedente. Questo significa che se l’inflazione annua è del 2%, il contributo variabile sarà 2% x 75% = 1,5%. La formula completa è quindi:

        Rivalutazione TFR = 1,5% + (75% x variazione indice ISTAT FOI)

        Facciamo un esempio numerico semplice. Se l’inflazione ISTAT nel 2026 è del 2,0%, la rivalutazione sarà: 1,5% + (75% x 2,0%) = 1,5% + 1,5% = 3,0%. Su un TFR accantonato di 30.000 euro, questo significa un incremento di 900 euro lordi. In periodi di alta inflazione, come nel 2022 quando l’indice FOI superò l’8%, la rivalutazione può essere particolarmente generosa.

        Coefficienti ISTAT per la Rivalutazione TFR 2026

        I coefficienti di rivalutazione TFR 2026 vengono aggiornati mensilmente dall’ISTAT sulla base dell’indice FOI. Servono principalmente per calcolare il TFR in caso di cessazione del rapporto di lavoro durante l’anno (dimissioni, licenziamento, pensionamento).

        Mese 2026Indice FOI (base 2015=100)Coefficiente rivalutazione
        GennaioIn attesa pubblicazione ISTAT0,125% + quota variabile
        FebbraioIn attesa pubblicazione ISTAT0,250% + quota variabile
        MarzoIn attesa pubblicazione ISTAT0,375% + quota variabile
        AprileIn attesa pubblicazione ISTAT0,500% + quota variabile
        MaggioIn attesa pubblicazione ISTAT0,625% + quota variabile
        GiugnoIn attesa pubblicazione ISTAT0,750% + quota variabile
        LuglioIn attesa pubblicazione ISTAT0,875% + quota variabile
        AgostoIn attesa pubblicazione ISTAT1,000% + quota variabile
        SettembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,125% + quota variabile
        OttobreIn attesa pubblicazione ISTAT1,250% + quota variabile
        NovembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,375% + quota variabile
        DicembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,500% + quota variabile

        Nota: La quota fissa mensile si calcola come 1,5% / 12 = 0,125% al mese. La quota variabile dipende dalla variazione percentuale dell’indice FOI dal dicembre precedente al mese di riferimento, moltiplicata per il 75%. Questa tabella verrà aggiornata man mano che l’ISTAT pubblicherà i dati ufficiali 2026.

        Esempio Pratico di Calcolo Rivalutazione TFR

        Vediamo un esempio concreto di calcolo della rivalutazione TFR per rendere tutto più chiaro. Supponiamo che Laura abbia un TFR accantonato al 31 dicembre 2025 di 25.000 euro e che l’indice ISTAT FOI di dicembre 2026 sia cresciuto del 1,8% rispetto a dicembre 2025.

        Applichiamo la formula di rivalutazione TFR 2026:

        • Quota fissa: 1,5% di 25.000 euro = 375 euro
        • Quota variabile: 75% x 1,8% = 1,35% di 25.000 euro = 337,50 euro
        • Rivalutazione totale lorda: 375 + 337,50 = 712,50 euro
        • Percentuale rivalutazione: 1,5% + 1,35% = 2,85%

        Il TFR di Laura al 31 dicembre 2026 sarà quindi di 25.712,50 euro lordi, a cui va aggiunta la quota TFR maturata nel 2026 (la retribuzione lorda annua divisa per 13,5). Attenzione però: sulla rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva del 17%, di cui parliamo nella sezione successiva. Per approfondire come calcolare l’intero TFR, consulta la guida al calcolo TFR 2026.

        Tassazione della Rivalutazione TFR: Imposta Sostitutiva 17%

        La tassazione della rivalutazione TFR funziona in modo diverso dalla tassazione del TFR stesso. Sulla rivalutazione annua si applica un’imposta sostitutiva del 17%, che il datore di lavoro trattiene e versa direttamente all’Erario. Questa aliquota, aumentata dal 11% al 17% dal 2015, è rimasta invariata nel 2026.

        Riprendendo l’esempio di Laura, la rivalutazione lorda è di 712,50 euro. L’imposta sostitutiva sarà: 712,50 x 17% = 121,13 euro. La rivalutazione netta effettiva è quindi di 591,37 euro. È importante sapere che questa imposta viene anticipata dal datore di lavoro entro il 16 dicembre di ogni anno (acconto del 90%) e il saldo entro il 16 febbraio dell’anno successivo.

        Un aspetto spesso trascurato: l’imposta del 17% sulla rivalutazione è definitiva. Questo significa che al momento dell’erogazione del TFR, la rivalutazione già tassata non viene più inclusa nella base imponibile per la tassazione separata. In sostanza, sulla rivalutazione paghi il 17% e basta, mentre sul TFR (esclusa la rivalutazione) si applica l’aliquota media IRPEF. Se vuoi confrontare questa tassazione con quella del fondo pensione, che gode di aliquote dal 15% al 9%, leggi la nostra guida dedicata.

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        Domande Frequenti

        Quanto viene rivalutato il TFR nel 2026?

        La rivalutazione TFR 2026 dipende dall’inflazione ISTAT. La formula prevede l’1,5% fisso annuo più il 75% dell’incremento dell’indice FOI. Con un’inflazione stimata intorno all’1,5-2%, la rivalutazione totale si aggira tra il 2,6% e il 3,0%.

        Che imposta si paga sulla rivalutazione del TFR?

        Sulla rivalutazione annua del TFR si paga un’imposta sostitutiva del 17%. Questa imposta è trattenuta e versata dal datore di lavoro ed è definitiva: la rivalutazione non viene più tassata al momento dell’erogazione del TFR.

        Dove trovo i coefficienti ISTAT aggiornati?

        I coefficienti ISTAT per la rivalutazione del TFR vengono pubblicati mensilmente dall’ISTAT sul proprio sito ufficiale (istat.it). In alternativa, puoi consultare le tabelle aggiornate su questa pagina o contattare il CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nel calcolo.

        La rivalutazione si applica anche al TFR nel fondo pensione?

        No. La rivalutazione con la formula 1,5% + 75% ISTAT si applica solo al TFR lasciato in azienda. Il TFR conferito a un fondo pensione viene investito sui mercati finanziari e il rendimento dipende dalla linea di investimento scelta, che può essere superiore o inferiore alla rivalutazione legale.

        Come si calcola la rivalutazione TFR in caso di dimissioni a metà anno?

        In caso di cessazione del rapporto durante l’anno, la rivalutazione del TFR si calcola proporzionalmente ai mesi lavorati, utilizzando il coefficiente mensile (1,5% / 12 = 0,125% al mese per la quota fissa, più la quota variabile ISTAT). Le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni contano come mese intero.

        Comprendere la rivalutazione TFR 2026 ti permette di valutare con precisione quanto cresce la tua liquidazione nel tempo. Se hai bisogno di un calcolo personalizzato del tuo TFR o vuoi valutare se conviene destinarlo a un fondo pensione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

        Aprile 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-16 09:00:002026-05-31 16:29:30Rivalutazione TFR 2026: Coefficienti ISTAT e Calcolo
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        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
        Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:30:002026-05-31 18:09:43Regime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026
        ISEE

        ISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai Diritto

        ISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai Diritto

        Avere un ISEE basso nel 2026 apre le porte a decine di bonus e agevolazioni che possono fare una differenza enorme nel bilancio familiare. Dall’Assegno di Inclusione ai bonus bollette automatici, dal Bonus Nido fino a 3.600 euro alle borse di studio universitarie: le opportunità sono tante, ma orientarsi tra soglie, requisiti e scadenze non è semplice.

        In questa guida completa trovi l’elenco aggiornato di tutti i bonus con ISEE basso 2026, organizzati per fascia di reddito. Ti spiegheremo cosa spetta con un ISEE sotto 9.530 euro, sotto 15.000 euro, sotto 25.000 euro e sotto 40.000 euro. Inoltre, scoprirai anche le agevolazioni universali che spettano a tutti, indipendentemente dal reddito, e come abbassare legalmente l’ISEE per accedere a più benefici. Se vuoi capire subito a cosa hai diritto, consulta la nostra guida completa all’ISEE 2026.



        Indice dei Contenuti

        1. Cos’è l’ISEE e perché è importante averlo basso
        2. Bonus e agevolazioni con ISEE sotto 9.530 euro
        3. Bonus con ISEE sotto 15.000 euro
        4. Bonus con ISEE sotto 25.000 euro
        5. Bonus con ISEE sotto 40.000 euro
        6. Agevolazioni universali senza limite ISEE
        7. Tabella riepilogativa: tutti i bonus per fascia ISEE
        8. Come abbassare legalmente l’ISEE
        9. Dove fare l’ISEE a Udine
        10. Domande frequenti



        Cos’è l’ISEE e Perché È Importante Averlo Basso

        L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è lo strumento che misura la ricchezza complessiva del nucleo familiare. Non considera solo i redditi da lavoro o da pensione, ma anche il patrimonio mobiliare (conti correnti, investimenti, titoli) e il patrimonio immobiliare (case, terreni, fabbricati). Il valore finale viene poi rapportato al numero di componenti della famiglia attraverso una scala di equivalenza, in modo da tenere conto delle reali esigenze economiche.

        Avere un ISEE basso è fondamentale perché la maggior parte dei bonus e delle agevolazioni statali nel 2026 è legata proprio a questo indicatore. Più basso è il tuo ISEE, più benefici puoi ottenere: si parte dalle misure riservate a chi ha un ISEE sotto 9.530 euro (come l’Assegno di Inclusione e il bonus bollette automatico) fino ad arrivare alle agevolazioni accessibili con ISEE sotto 40.000 euro (come l’Assegno Unico a importo pieno e il Bonus Nido maggiorato). Per conoscere tutti i documenti necessari per l’ISEE 2026, consulta la nostra guida dedicata.

        È importante sapere che l’ISEE 2026 si basa sui redditi e patrimoni del 2024 (due anni prima). Questo significa che eventuali variazioni recenti nella situazione economica non si riflettono automaticamente nel calcolo. Tuttavia, in caso di peggioramento significativo (perdita del lavoro, riduzione del reddito), è possibile richiedere l’ISEE corrente, che fotografa la situazione economica attuale.



        Bonus e Agevolazioni con ISEE Sotto 9.530 Euro

        Chi ha un ISEE sotto 9.530 euro nel 2026 ha diritto al pacchetto più ampio di bonus e agevolazioni. Questa fascia identifica le famiglie in condizione di maggiore difficoltà economica, per le quali lo Stato prevede misure di sostegno particolarmente importanti. Vediamo nel dettaglio tutte le prestazioni disponibili.

        Assegno di Inclusione (ADI)

        L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. Per accedervi nel 2026 servono un ISEE non superiore a 9.360 euro e un reddito familiare non superiore a 6.000 euro (moltiplicato per la scala di equivalenza). L’importo massimo è di 500 euro al mese per persona singola, che sale a 630 euro se il nucleo è composto da persone tutte over 67 o con disabilità. A questo si aggiunge un contributo affitto fino a 280 euro al mese per chi vive in locazione.

        L’ADI è riservato ai nuclei familiari con almeno un componente che rientra in una di queste categorie: minorenne, persona con disabilità, over 60 anni o persona in condizione di svantaggio certificata dai servizi sociali. La domanda va presentata tramite un operatore qualificato per evitare errori che potrebbero causare il rigetto della richiesta.

        Bonus Bollette Automatico (Luce, Gas e Acqua)

        Con un ISEE sotto 9.530 euro, il bonus bollette viene applicato automaticamente in fattura, senza dover presentare alcuna domanda specifica. Basta avere un ISEE in corso di validità. Il bonus copre le utenze di energia elettrica, gas naturale e servizio idrico. Nel 2026 gli importi variano in base alla composizione del nucleo familiare:

        • Bonus luce: da 142 a 227 euro annui a seconda dei componenti familiari
        • Bonus gas: da 60 a 177 euro annui, variabile anche per zona climatica
        • Bonus acqua: sconto su 50 litri al giorno per ogni componente della famiglia

        Il risparmio complessivo può superare i 400-500 euro all’anno per una famiglia di 3-4 persone. L’unica condizione è mantenere l’ISEE aggiornato: se scade e non viene rinnovato, il bonus si interrompe automaticamente.

        Esenzione Ticket Sanitario

        Le famiglie con ISEE basso possono ottenere l’esenzione dal ticket sanitario per visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni ambulatoriali. I codici esenzione principali sono: E01 per i minori sotto i 6 anni con reddito familiare sotto 36.151,98 euro, e E02 per i disoccupati con reddito inferiore a 8.263,31 euro (11.362,05 euro con coniuge a carico). Alcune Regioni, tra cui il Friuli Venezia Giulia, prevedono soglie aggiuntive legate all’ISEE.

        Carta Acquisti (Social Card)

        La Carta Acquisti (o Social Card) è una carta prepagata da 40 euro al mese (80 euro ogni bimestre) destinata a cittadini over 65 e famiglie con figli sotto i 3 anni. Il requisito principale è un ISEE inferiore a 8.052,75 euro. La carta può essere utilizzata per acquistare generi alimentari, farmaci e per pagare le bollette di luce e gas. La richiesta va presentata presso gli uffici postali.



        Bonus con ISEE Sotto 15.000 Euro

        La fascia ISEE sotto 15.000 euro nel 2026 apre l’accesso a una serie di agevolazioni particolarmente utili per le famiglie con redditi medio-bassi. Anche se non si rientra nella soglia più bassa (sotto 9.530 euro), restano disponibili diverse misure di sostegno significative.

        Bonus Bollette con ISEE fino a 15.000 Euro

        A partire dal 2024, la soglia per il bonus bollette è stata innalzata a 15.000 euro di ISEE per le famiglie con almeno 4 figli a carico. In questo caso, il bonus viene comunque applicato automaticamente in bolletta. Per le famiglie numerose si tratta di un aiuto concreto che può valere diverse centinaia di euro all’anno sulle utenze domestiche. Se la tua famiglia è numerosa, verifica con il CAF Centro Fiscale se rientri in questa casistica.

        Telefono Sociale e Internet a Tariffa Agevolata

        Con un ISEE sotto 8.112,23 euro è possibile accedere al cosiddetto “bonus telefono” o Telefono Sociale: una riduzione del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica fissa. Inoltre, l’AGCOM ha previsto offerte a tariffa agevolata per la connessione internet destinate a famiglie con ISEE basso. Alcune Regioni e Comuni prevedono ulteriori agevolazioni locali per le telecomunicazioni.

        Agevolazioni Trasporti Pubblici

        Molti Comuni e Regioni offrono abbonamenti ai trasporti pubblici a tariffa ridotta per chi ha un ISEE basso. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, è possibile ottenere agevolazioni sul trasporto pubblico locale con ISEE sotto determinate soglie. A livello nazionale, il bonus trasporti (che nel 2023-2024 prevedeva un voucher da 60 euro) potrebbe essere rifinanziato nel corso del 2026. Consigliamo di verificare periodicamente le novità presso il CAF Centro Fiscale.

        Mensa Scolastica Gratuita o a Tariffa Ridotta

        La tariffa della mensa scolastica è calcolata in base all’ISEE nella maggior parte dei Comuni italiani. Con un ISEE sotto 10.000-15.000 euro (la soglia varia da Comune a Comune), è possibile ottenere la mensa gratuita o a tariffa minima. Per una famiglia con due figli che frequentano la scuola primaria, il risparmio può superare i 1.000 euro all’anno. Verifica le soglie specifiche del tuo Comune di residenza.



        Bonus con ISEE Sotto 25.000 Euro

        Con un ISEE sotto 25.000 euro, nel 2026 si accede ad alcune delle agevolazioni più importanti per le famiglie con figli. In questa fascia rientrano misure come il Bonus Nido a importo massimo e le borse di studio universitarie, che possono rappresentare un supporto economico molto significativo.

        Bonus Nido Fino a 3.000 Euro

        Il Bonus Nido 2026 è un contributo per il pagamento delle rette degli asili nido, sia pubblici che privati autorizzati. L’importo varia in base all’ISEE del nucleo familiare:

        • ISEE fino a 25.000 euro: bonus massimo di 3.000 euro all’anno (272,72 euro al mese per 11 mensilità)
        • ISEE da 25.001 a 40.000 euro: bonus di 2.500 euro all’anno
        • Senza ISEE o ISEE sopra 40.000 euro: bonus minimo di 1.500 euro all’anno

        Inoltre, dal 2024 è stata introdotta una maggiorazione per il secondo figlio: le famiglie con un figlio nato a partire dal 2024 e un altro figlio sotto i 10 anni possono ottenere fino a 3.600 euro all’anno, anche con ISEE fino a 40.000 euro. Una novità importante che rende il Bonus Nido una delle agevolazioni più generose per le famiglie italiane.

        Borse di Studio Universitarie

        Gli studenti universitari con ISEE sotto 24.335,11 euro (soglia 2025/2026, aggiornata annualmente) e ISPE sotto 52.902,43 euro possono accedere alle borse di studio regionali. L’importo varia da 2.000 a oltre 6.000 euro all’anno a seconda che lo studente sia fuorisede, pendolare o in sede. Oltre alla borsa di studio, con un ISEE basso si può ottenere anche l’esonero totale o parziale dalle tasse universitarie: con un ISEE sotto 13.000 euro le tasse sono completamente azzerate, mentre fino a 30.000 euro si applicano riduzioni progressive (la cosiddetta “no tax area” universitaria).



        Bonus con ISEE Sotto 40.000 Euro

        Anche chi ha un ISEE sotto 40.000 euro può accedere a importanti agevolazioni nel 2026. Questa fascia, più ampia delle precedenti, include misure che interessano milioni di famiglie italiane, in particolare quelle con figli a carico.

        Bonus Nido Secondo Figlio: Fino a 3.600 Euro

        Come anticipato, la maggiorazione del Bonus Nido per il secondo figlio si applica con ISEE fino a 40.000 euro. Questa è una novità significativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata per il 2026. Per ottenere i 3.600 euro annui servono due condizioni: avere un figlio nato dal 1° gennaio 2024 in poi e avere un altro figlio con meno di 10 anni. Si tratta di un sostegno concreto che copre gran parte della retta annuale di un asilo nido.

        Assegno Unico a Importo Pieno

        L’Assegno Unico Universale 2026 spetta a tutte le famiglie con figli a carico sotto i 21 anni (senza limite di età per figli con disabilità), ma l’importo varia enormemente in base all’ISEE. Con un ISEE sotto 17.090,61 euro si percepisce l’importo massimo di 199,40 euro al mese per figlio. L’importo decresce gradualmente fino all’ISEE di 45.574,96 euro, oltre il quale si percepisce il minimo di 57 euro per figlio.

        Per le famiglie numerose sono previste ulteriori maggiorazioni: 96,90 euro al mese per ogni figlio oltre il secondo (con ISEE basso) e una maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per le famiglie con almeno 4 figli. Una famiglia con 3 figli e ISEE basso può ricevere oltre 700 euro al mese di Assegno Unico. Presentare un ISEE aggiornato è fondamentale: senza ISEE o con ISEE scaduto, si percepisce solo il minimo.

        Agevolazioni Prima Casa Under 36

        Per i giovani sotto i 36 anni con ISEE non superiore a 40.000 euro, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato le agevolazioni per l’acquisto della prima casa. Le misure includono: l’accesso prioritario al Fondo di Garanzia CONSAP con garanzia statale fino all’80% del mutuo, agevolazioni sull’imposta di registro e l’esenzione dall’imposta sostitutiva sui mutui. Per chi sta valutando l’acquisto della prima casa, queste agevolazioni possono significare un risparmio di diverse migliaia di euro.



        Agevolazioni Universali: Bonus Senza Limite di ISEE

        Esistono anche agevolazioni fiscali che spettano a tutti i contribuenti, indipendentemente dal valore dell’ISEE. Si tratta principalmente di detrazioni fiscali legate alla casa e ai consumi, che vengono recuperate nella dichiarazione dei redditi. Anche chi non ha un ISEE basso può beneficiarne.

        Bonus Ristrutturazione 2026

        Il bonus ristrutturazione prevede una detrazione del 50% sulle spese di ristrutturazione edilizia per la prima casa, fino a un massimo di 96.000 euro di spesa. Per le seconde case l’aliquota scende al 36%. La detrazione si recupera in 10 anni nella dichiarazione dei redditi. Rientrano nel bonus lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

        Ecobonus: Risparmio Energetico

        L’Ecobonus 2026 offre detrazioni dal 50% al 65% per interventi di riqualificazione energetica dell’abitazione principale. Tra gli interventi agevolati: sostituzione della caldaia con modelli a condensazione, installazione di pompe di calore, cappotto termico, sostituzione di infissi e serramenti, installazione di pannelli solari termici. Il risparmio in bolletta si somma alla detrazione fiscale, rendendo questi interventi particolarmente convenienti.

        Bonus Mobili ed Elettrodomestici

        Chi effettua lavori di ristrutturazione può beneficiare anche del bonus mobili: una detrazione del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Rientrano nel bonus: letti, armadi, cassettiere, divani, tavoli, materassi, ma anche frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e forni, purché di classe energetica A (o superiore a seconda della tipologia).



        Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus per Fascia ISEE nel 2026

        Ecco il riepilogo completo di tutti i bonus e le agevolazioni 2026 organizzati per soglia ISEE. Questa tabella ti permette di individuare rapidamente a cosa hai diritto in base al tuo indicatore economico.

        Soglia ISEEBonus / AgevolazioneImporto Indicativo
        Sotto 8.052 euroCarta Acquisti (Social Card)480 euro/anno
        Sotto 9.360 euroAssegno di Inclusione (ADI)Fino a 6.000 euro/anno + affitto
        Sotto 9.530 euroBonus Bollette automatico (luce, gas, acqua)400-500 euro/anno
        Sotto 9.530 euroEsenzione ticket sanitarioVariabile
        Sotto 15.000 euro (4+ figli)Bonus Bollette famiglie numerose400-500 euro/anno
        Sotto 17.090 euroAssegno Unico importo massimo199,40 euro/mese per figlio
        Sotto 25.000 euroBonus Nido importo massimo3.000 euro/anno
        Sotto 24.335 euroBorse di studio universitarie2.000-6.000 euro/anno
        Sotto 40.000 euroBonus Nido secondo figlio maggiorato3.600 euro/anno
        Sotto 40.000 euroAgevolazioni prima casa under 36Garanzia mutuo 80%
        Senza limiteBonus ristrutturazione 50%Detrazione fino a 48.000 euro
        Senza limiteEcobonus 50-65%Detrazione variabile
        Senza limiteBonus mobili 50%Detrazione fino a 2.500 euro

        Nota importante: gli importi indicati sono riferiti al 2026 e potrebbero subire aggiornamenti nel corso dell’anno. Per verificare la tua situazione specifica e non perdere nessuna agevolazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.



        Come Abbassare Legalmente l’ISEE nel 2026

        Se il tuo ISEE è di poco superiore a una soglia importante, sappi che esistono strategie legali per ridurlo. Non si tratta di trucchi o espedienti illegali, ma di scelte finanziarie e familiari che la legge consente e che possono fare la differenza tra accedere o meno a un bonus. Ecco i metodi più efficaci per abbassare legalmente l’ISEE.

        Cointestazione e Giacenza Media

        La giacenza media del conto corrente al 31 dicembre incide direttamente sull’ISEE. Avere un saldo elevato a fine anno aumenta il patrimonio mobiliare del nucleo familiare. Una strategia lecita è quella di utilizzare la liquidità in eccesso per spese programmate (ad esempio saldare un debito, effettuare una manutenzione necessaria) prima della fine dell’anno. Attenzione: i prelievi “sospetti” in prossimità del 31 dicembre possono essere segnalati. Meglio pianificare con anticipo e trasparenza.

        Variazione del Nucleo Familiare

        L’ISEE si calcola sulla base del nucleo familiare anagrafico. Se un figlio maggiorenne è economicamente indipendente (ha un reddito e non è più a carico), un cambio di residenza può consentirgli di uscire dal nucleo familiare dei genitori, riducendo l’ISEE di entrambi i nuclei. Allo stesso modo, la separazione legale tra coniugi comporta la formazione di due nuclei distinti, ciascuno con il proprio ISEE. Queste scelte vanno valutate attentamente con un esperto.

        ISEE Corrente: la Soluzione per Chi Ha Perso il Lavoro

        Se la tua situazione economica è peggiorata significativamente rispetto a due anni fa (l’ISEE 2026 si basa sui dati 2024), puoi richiedere l’ISEE corrente. Questo strumento aggiorna l’indicatore alla situazione attuale in caso di: perdita del lavoro, riduzione del reddito superiore al 25%, interruzione di trattamenti previdenziali. L’ISEE corrente ha validità di 6 mesi (redditi) o fino al 31 dicembre (patrimoni) e può far scendere drasticamente il tuo indicatore, aprendo l’accesso a bonus e agevolazioni altrimenti preclusi.



        Dove Fare l’ISEE a Udine: il CAF Centro Fiscale

        Per ottenere l’ISEE 2026 e accedere a tutti i bonus e le agevolazioni descritti in questa guida, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. Il servizio è completamente gratuito per la compilazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e il rilascio dell’attestazione ISEE. I nostri operatori ti aiuteranno a:

        • Raccogliere tutti i documenti necessari per l’ISEE 2026
        • Compilare la DSU in modo corretto, evitando errori che invaliderebbero l’attestazione
        • Verificare a quali bonus hai diritto in base al tuo ISEE
        • Presentare le domande per ogni agevolazione a cui puoi accedere
        • Valutare se conviene richiedere l’ISEE corrente per ottenere un indicatore più basso

        Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) che online per chi vive in altre città d’Italia. Puoi prenotare il tuo appuntamento chiamando il 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.



        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sui Bonus con ISEE Basso 2026

        Quali bonus posso avere con ISEE sotto 15.000 euro nel 2026?

        Con un ISEE sotto 15.000 euro nel 2026 hai diritto a: bonus bollette automatico (luce, gas e acqua), Assegno Unico a importo pieno (199,40 euro/mese per figlio), Bonus Nido fino a 3.000 euro, telefono sociale, mensa scolastica gratuita (in molti Comuni), borse di studio universitarie e potenzialmente anche l’Assegno di Inclusione se rientri nella soglia di 9.360 euro e nei requisiti soggettivi.

        I bonus con ISEE basso si ottengono automaticamente?

        Solo il bonus bollette è automatico: basta avere un ISEE in corso di validità sotto la soglia. Tutti gli altri bonus richiedono una domanda specifica: l’Assegno di Inclusione tramite patronato, il Bonus Nido tramite portale INPS, le borse di studio tramite ente regionale. Per non perdere nessuna agevolazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale che ti guiderà in tutte le pratiche necessarie.

        Cosa succede se non presento l’ISEE 2026?

        Senza un ISEE aggiornato, perdi l’accesso alla maggior parte dei bonus e delle agevolazioni. L’Assegno Unico, ad esempio, viene erogato all’importo minimo (57 euro/figlio anziché 199,40 euro). Il bonus bollette si interrompe automaticamente. Il Bonus Nido viene calcolato sulla fascia più bassa (1.500 euro anziché 3.000). Presentare l’ISEE il prima possibile è fondamentale per non perdere denaro.

        Posso abbassare legalmente il mio ISEE?

        Sì, esistono strategie legali per abbassare l’ISEE: ridurre la giacenza media del conto corrente con spese programmate, far uscire dal nucleo familiare figli maggiorenni indipendenti, richiedere l’ISEE corrente in caso di perdita del lavoro o riduzione del reddito. Puoi approfondire nella nostra guida su come uscire dall’ISEE familiare legalmente. Ogni situazione va analizzata individualmente con l’aiuto di un esperto del CAF.

        L’ISEE 2026 si basa su quali redditi?

        L’ISEE 2026 si basa sui redditi e patrimoni del 2024 (il secondo anno solare precedente). I redditi vengono acquisiti automaticamente dall’Agenzia delle Entrate, mentre i patrimoni (saldi e giacenze medie dei conti, valore degli immobili) fanno riferimento al 31 dicembre 2024. Se la tua situazione economica è peggiorata nel 2025 o 2026, puoi richiedere l’ISEE corrente per aggiornare l’indicatore.



        Conclusione

        Come hai visto, avere un ISEE basso nel 2026 permette di accedere a un numero molto ampio di bonus e agevolazioni: dall’Assegno di Inclusione al bonus bollette, dal Bonus Nido all’Assegno Unico a importo pieno, dalle borse di studio alle agevolazioni sulla prima casa. Il primo passo fondamentale è presentare l’ISEE il prima possibile, per non perdere mesi di benefici e per sapere esattamente a cosa hai diritto.

        Hai bisogno di assistenza per l’ISEE 2026 e per accedere a tutti i bonus con ISEE basso? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri operatori ti aiuteranno a compilare la DSU, ottenere l’attestazione ISEE e presentare tutte le domande per i bonus a cui hai diritto. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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        Ottobre 3, 2026
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        Ottobre 3, 2026
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        Ottobre 2, 2026
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        APE Sociale ed E-commerce: la Soglia dei 5.000 Euro Spiegata

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        Ottobre 2, 2026
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        Ottobre 2, 2026
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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

        Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:00:002026-05-31 14:03:39ISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai Diritto
        PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

        Contributi INPS Ridotti Forfettari 2026: Guida Completa con Esempi e Calcoli

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        I contributi INPS ridotti forfettari rappresentano una delle agevolazioni più importanti per chi opera con partita IVA in regime forfettario. Nel 2026, artigiani e commercianti possono beneficiare di una riduzione del 35% sui contributi previdenziali, mentre chi ha avviato l’attività nel 2025 può ancora usufruire della riduzione del 50% per i primi 36 mesi.

        Questa guida completa ti spiega nel dettaglio come funzionano i contributi INPS ridotti forfettari, quali sono le aliquote aggiornate al 2026, come calcolare esattamente quanto pagare e come presentare la domanda all’INPS. Comprendere questi meccanismi è fondamentale per ottimizzare il carico fiscale della tua attività: con la riduzione contributiva puoi risparmiare oltre 1.500 euro all’anno rispetto al regime ordinario.

        Indice dei contenuti

        1. Cosa Sono i Contributi INPS Ridotti per Forfettari
        2. Chi Può Richiedere la Riduzione Contributi INPS 35%
        3. Riduzione Contributi INPS 50% per Nuove Attività 2025
        4. Aliquote Contributive INPS 2026: Tutti i Numeri
        5. Contributi Fissi sul Minimale 2026: Quanto Pagare
        6. Contributi Eccedenti il Minimale: Come Si Calcolano
        7. 3 Esempi Pratici di Calcolo Contributi INPS Forfettari
        8. Come Richiedere la Riduzione Contributi INPS: Procedura
        9. Scadenze Importanti per i Contributi INPS Forfettari 2026
        10. Effetti della Riduzione Contributi sulla Pensione Futura
        11. Contributi INPS Gestione Separata: Cosa Sapere
        12. Tabella Riepilogativa Contributi INPS Forfettari 2026
        13. Errori da Evitare con i Contributi INPS Forfettari
        14. Domande Frequenti

        Cosa Sono i Contributi INPS Ridotti per Forfettari

        I contributi INPS ridotti forfettari sono un’agevolazione prevista dalla Legge 190/2014 (la legge che ha istituito il regime forfettario) che consente agli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS di pagare contributi previdenziali inferiori rispetto al regime ordinario.

        In pratica, invece di versare l’intero importo dei contributi dovuti, chi aderisce al regime forfettario può richiedere una riduzione del 35% sia sulla parte fissa (i cosiddetti contributi sul minimale) sia sulla parte variabile (i contributi eccedenti il minimale). Questo significa che se normalmente dovresti pagare 100 euro di contributi, con la riduzione ne paghi solo 65.

        È importante capire che questa agevolazione è riservata esclusivamente a chi è iscritto alla Gestione Artigiani o alla Gestione Commercianti dell’INPS. I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS (come consulenti, web designer, copywriter senza cassa previdenziale di categoria) non possono accedere a questa riduzione: per loro i contributi si calcolano sempre in percentuale sul reddito effettivo, senza minimali né riduzioni.

        Dal 2025 è stata introdotta anche una novità importante: per chi si iscrive per la prima volta alle gestioni artigiani o commercianti, è disponibile una riduzione ancora più vantaggiosa del 50% per i primi 36 mesi di attività. Questa misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, è alternativa alla riduzione del 35% e comporta requisiti specifici che vedremo nel dettaglio.



        Chi Può Richiedere la Riduzione Contributi INPS 35%

        Per accedere ai contributi INPS ridotti forfettari con la riduzione del 35%, devi soddisfare requisiti specifici. Non basta essere in regime forfettario: serve anche l’iscrizione alla gestione previdenziale corretta.

        I requisiti fondamentali per la riduzione del 35% sono:

        • Essere titolari di partita IVA in regime forfettario: devi aver aderito al regime agevolato previsto dalla Legge 190/2014, rispettando tutti i limiti previsti (ricavi fino a 85.000 euro, nessuna partecipazione in società di persone, ecc.)
        • Essere iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS: questa è la condizione essenziale. Se svolgi un’attività artigianale (idraulico, elettricista, parrucchiere, falegname, ecc.) o commerciale (negozio, e-commerce, agente di commercio, ecc.) e sei iscritto alla relativa gestione INPS, puoi richiedere la riduzione
        • Non essere iscritti alla Gestione Separata INPS: i liberi professionisti senza cassa previdenziale di categoria (consulenti, formatori, professionisti digitali) pagano i contributi alla Gestione Separata con aliquote diverse e non possono accedere a questa riduzione
        • Non beneficiare già della riduzione 50% per nuove attività: le due agevolazioni sono alternative e non cumulabili

        Chi NON può richiedere i contributi INPS ridotti forfettari:

        • Professionisti con cassa previdenziale propria (avvocati, ingegneri, medici, commercialisti)
        • Professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS
        • Chi ha superato i limiti del regime forfettario ed è passato al regime ordinario
        • Chi ha già richiesto la riduzione 50% per nuove attività 2025



        Riduzione Contributi INPS 50% per Nuove Attività 2025

        La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un’agevolazione ancora più vantaggiosa per chi avvia una nuova attività: la riduzione del 50% sui contributi INPS per i primi 36 mesi dall’iscrizione.

        Questa misura è pensata per incentivare l’imprenditoria e alleggerire il carico contributivo nella fase di avvio, quando i ricavi sono spesso ancora limitati.

        Chi può richiedere la riduzione 50%:

        • Artigiani e commercianti che si iscrivono per la prima volta alla Gestione INPS tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2025
        • Collaboratori familiari che effettuano la prima iscrizione nello stesso periodo
        • Soggetti che riattivano una posizione previdenziale dopo almeno 3 anni di inattività

        Caratteristiche dell’agevolazione:

        • Durata: 36 mesi dalla data di avvio dell’attività
        • Percentuale: riduzione del 50% della sola aliquota IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti)
        • Contributi esclusi: restano dovuti per intero il contributo di maternità e, per i commercianti, l’aliquota aggiuntiva per l’indennizzo cessazione attività

        Attenzione importante: le due riduzioni (35% e 50%) sono alternative. Se hai diritto alla riduzione 50% per nuove attività, non puoi richiedere contemporaneamente quella del 35%. Dovrai valutare quale conviene di più in base alla tua situazione specifica.



        Aliquote Contributive INPS 2026: Tutti i Numeri

        Per calcolare correttamente i contributi INPS ridotti forfettari, devi conoscere le aliquote contributive aggiornate al 2026. Queste aliquote variano in base alla gestione di appartenenza (artigiani, commercianti o gestione separata) e all’età del contribuente.

        Il reddito minimale su cui si calcolano i contributi fissi per il 2026 è pari a 18.808 euro. Questo significa che anche se hai guadagnato meno (o niente), l’INPS calcola i contributi minimi come se avessi prodotto almeno questo reddito.

        Aliquote Gestione Artigiani 2026:

        • Aliquota ordinaria: 24,00%
        • Aliquota per collaboratori under 21: 23,70%
        • Con riduzione 35%: 15,60% (24% x 0,65)
        • Con riduzione 50%: 12,00% (24% x 0,50)

        Aliquote Gestione Commercianti 2026:

        • Aliquota ordinaria: 24,48% (include 0,48% per indennizzo cessazione attività)
        • Aliquota per collaboratori under 21: 24,18%
        • Con riduzione 35%: 15,91% (24,48% x 0,65)
        • Con riduzione 50%: 12,24% (24,48% x 0,50)

        Aliquote Gestione Separata INPS 2026 (professionisti):

        • Aliquota ordinaria senza altra copertura: 26,07%
        • Aliquota con altra forma previdenziale: 24,00%
        • Aliquota sportivi dilettantisti ASD/SSD: 25,00%

        Nota importante: la Gestione Separata non prevede riduzioni per i forfettari. L’aliquota si applica sempre sull’intero reddito imponibile senza minimali né agevolazioni specifiche per questo regime fiscale.



        Contributi Fissi sul Minimale 2026: Quanto Pagare

        I contributi fissi sul minimale rappresentano la quota minima di contributi INPS che ogni artigiano o commerciante deve versare, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto. Questi contributi si pagano in quattro rate trimestrali.

        Contributi fissi 2026 SENZA riduzione
        GestioneContributo AnnuoRata Trimestrale
        Artigiani4.521,36 euro1.130,34 euro
        Commercianti4.611,64 euro1.152,91 euro
        Contributi fissi 2026 CON riduzione 35% (forfettari)
        GestioneContributo AnnuoRata Trimestrale
        Artigiani2.938,88 euro734,72 euro
        Commercianti2.997,57 euro749,39 euro

        Come puoi vedere, la differenza è notevole: un artigiano forfettario con riduzione del 35% risparmia circa 1.582 euro all’anno rispetto a un artigiano in regime ordinario. Con la riduzione del 50% il risparmio sale a oltre 2.260 euro all’anno.

        Le scadenze per il versamento dei contributi fissi trimestrali sono:

        • 16 maggio (I trimestre)
        • 20 agosto (II trimestre)
        • 16 novembre (III trimestre)
        • 16 febbraio anno successivo (IV trimestre)



        Contributi Eccedenti il Minimale: Come Si Calcolano

        Se il tuo reddito imponibile supera il minimale di 18.808 euro, devi versare anche i contributi eccedenti. Questi si calcolano applicando l’aliquota percentuale sulla differenza tra il reddito effettivo e il minimale.

        Anche sui contributi eccedenti si applica la riduzione del 35% (o 50% per le nuove attività), rendendo il regime forfettario ancora più vantaggioso per chi ha redditi medio-alti.

        Formula di calcolo contributi eccedenti:

        Contributi eccedenti = (Reddito imponibile - 18.808) x Aliquota x (1 - percentuale riduzione)

        Esempio per artigiano forfettario con reddito 30.000 euro:

        • Reddito imponibile: 30.000 euro
        • Reddito eccedente il minimale: 30.000 – 18.808 = 11.192 euro
        • Aliquota artigiani: 24%
        • Contributi eccedenti senza riduzione: 11.192 x 24% = 2.686,08 euro
        • Contributi eccedenti con riduzione 35%: 2.686,08 x 0,65 = 1.745,95 euro

        3 Esempi Pratici di Calcolo Contributi INPS Forfettari

        Vediamo ora tre esempi concreti e dettagliati per capire esattamente quanto pagare di contributi INPS ridotti forfettari in diverse situazioni reali.

        ESEMPIO 1: Elettricista forfettario con fatturato 35.000 euro

        Marco è un elettricista iscritto alla Gestione Artigiani che ha fatturato 35.000 euro nel 2025.

        Calcolo reddito imponibile:

        • Fatturato: 35.000 euro
        • Coefficiente di redditività (codice ATECO 43.21): 86%
        • Reddito imponibile: 35.000 x 86% = 30.100 euro

        Calcolo contributi CON riduzione 35%:

        • Contributi fissi sul minimale: 2.938,88 euro
        • Reddito eccedente: 30.100 – 18.808 = 11.292 euro
        • Contributi eccedenti: 11.292 x 24% x 0,65 = 1.761,55 euro
        • TOTALE CONTRIBUTI: 4.700,43 euro

        RISPARMIO ANNUO: 2.531,01 euro rispetto al regime ordinario



        ESEMPIO 2: E-commerce forfettario con fatturato 50.000 euro

        Giulia gestisce un negozio online e ha fatturato 50.000 euro nel 2025.

        Calcolo reddito imponibile:

        • Fatturato: 50.000 euro
        • Coefficiente di redditività (commercio): 40%
        • Reddito imponibile: 50.000 x 40% = 20.000 euro

        Calcolo contributi CON riduzione 35%:

        • Contributi fissi sul minimale: 2.997,57 euro
        • Reddito eccedente: 20.000 – 18.808 = 1.192 euro
        • Contributi eccedenti: 1.192 x 24,48% x 0,65 = 189,73 euro
        • TOTALE CONTRIBUTI: 3.187,30 euro

        RISPARMIO ANNUO: 1.716,22 euro rispetto al regime ordinario

        ESEMPIO 3: Nuovo parrucchiere con riduzione 50%

        Luca ha aperto il suo salone nel marzo 2025 e beneficia della riduzione 50%.

        Calcolo reddito imponibile:

        • Fatturato: 25.000 euro
        • Coefficiente di redditività (servizi alla persona): 67%
        • Reddito imponibile: 25.000 x 67% = 16.750 euro

        Calcolo contributi CON riduzione 50%:

        • Reddito sotto il minimale: 16.750 < 18.808
        • Contributi fissi con riduzione 50%: 2.260,68 euro
        • Contributi eccedenti: nessuno (reddito sotto minimale)
        • TOTALE CONTRIBUTI: 2.260,68 euro

        RISPARMIO ANNUO: 2.260,68 euro rispetto al regime ordinario

        Come Richiedere la Riduzione Contributi INPS: Procedura

        La domanda per i contributi INPS ridotti forfettari si presenta esclusivamente online attraverso il portale INPS. La procedura è diversa a seconda che tu richieda la riduzione del 35% o quella del 50%.

        Procedura per la riduzione 35% (artigiani e commercianti forfettari):

        1. Accedi al sito INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
        2. Cerca la sezione “Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti”
        3. Vai su “Comunicazioni” e poi “Riduzione contributiva regime forfettario”
        4. Compila la dichiarazione confermando di essere in regime forfettario
        5. Invia la comunicazione e conserva la ricevuta

        Scadenza per la domanda riduzione 35%:

        • Per chi è già forfettario: 28 febbraio di ogni anno
        • Per chi apre nuova attività: entro l’anno di apertura
        • Buona notizia: chi ha già ottenuto la riduzione negli anni precedenti non deve ripresentare la domanda. L’agevolazione si rinnova automaticamente salvo esplicita rinuncia



        Scadenze Importanti per i Contributi INPS Forfettari 2026

        Per gestire correttamente i contributi INPS ridotti forfettari, è fondamentale rispettare tutte le scadenze previste. Ecco il calendario completo per il 2026.

        Scadenze versamento contributi fissi trimestrali 2026
        TrimestreScadenza
        I trimestre (gennaio-marzo)16 maggio 2026
        II trimestre (aprile-giugno)20 agosto 2026
        III trimestre (luglio-settembre)16 novembre 2026
        IV trimestre (ottobre-dicembre)16 febbraio 2027

        Effetti della Riduzione Contributi sulla Pensione Futura

        Prima di richiedere i contributi INPS ridotti forfettari, è importante conoscere le conseguenze sulla tua futura pensione. La riduzione contributiva ha infatti un impatto diretto sull’accumulo dei contributi pensionistici.

        Il principio di base: l’INPS accredita i mesi ai fini pensionistici in proporzione ai contributi effettivamente versati. Se paghi meno contributi, accumuli meno anzianità contributiva.

        Esempio con riduzione 35%: Se paghi contributi sul minimale con riduzione del 35%, versi circa il 65% del contributo pieno. Di conseguenza, invece di 12 mesi, ti vengono accreditati circa 7,8 mesi (12 x 0,65). In un anno accumuli quindi meno di un anno di contributi pensionistici.

        Esempio con riduzione 50%: Con la riduzione al 50%, paghi la metà dei contributi ordinari. L’INPS accredita quindi solo 6 mesi di contributi per ogni anno di attività. Per maturare un anno intero ai fini pensionistici, devi lavorare effettivamente due anni.

        Quando conviene comunque la riduzione:

        • Se hai già altri contributi versati (es. lavoro dipendente precedente)
        • Se il risparmio ti permette di investire in previdenza integrativa
        • Se prevedi di incrementare i ricavi e superare il minimale nei prossimi anni
        • Se hai difficolta di liquidità nella fase di avvio

        Contributi INPS Gestione Separata: Cosa Sapere

        Se sei un libero professionista senza cassa previdenziale di categoria (consulente, formatore, web designer, social media manager, ecc.), la tua situazione contributiva è diversa da artigiani e commercianti.

        I professionisti forfettari iscritti alla Gestione Separata INPS non possono accedere alle riduzioni del 35% o 50%. Tuttavia, il loro regime contributivo presenta caratteristiche specifiche che possono comunque risultare vantaggiose.

        Vantaggi della Gestione Separata per forfettari:

        • Nessun minimale contributivo: paghi i contributi solo sul reddito effettivamente prodotto. Se guadagni poco o niente, non devi versare contributi minimi
        • Calcolo proporzionale: i contributi si calcolano in percentuale sul reddito imponibile (fatturato x coefficiente di redditività), rendendo il carico previsibile
        • Nessun contributo fisso trimestrale: versi tutto con le imposte (saldo a giugno, acconti a giugno e novembre)

        Tabella Riepilogativa Contributi INPS Forfettari 2026

        Ecco una tabella riassuntiva completa per confrontare rapidamente tutte le opzioni dei contributi INPS ridotti forfettari disponibili nel 2026.

        Confronto contributi fissi sul minimale 2026
        GestioneSenza riduzioneRiduzione 35%Riduzione 50%
        Artigiani4.521,36 euro2.938,88 euro2.260,68 euro
        Commercianti4.611,64 euro2.997,57 euro2.305,82 euro
        Gestione SeparataNessun minimoN/AN/A

        Errori da Evitare con i Contributi INPS Forfettari

        Gestire i contributi INPS ridotti forfettari richiede attenzione per evitare errori che possono costare caro. Ecco i problemi più comuni e come prevenirli.

        1. Dimenticare di presentare la domanda di riduzione

        L’errore più frequente: molti forfettari non sanno che la riduzione del 35% va richiesta esplicitamente la prima volta. L’INPS non la applica automaticamente. Se non presenti la domanda, paghi i contributi pieni.

        2. Richiedere la riduzione senza essere idonei

        Alcuni professionisti iscritti alla Gestione Separata credono di poter accedere alla riduzione 35%, ma questa è riservata solo ad artigiani e commercianti.

        3. Non considerare gli effetti sulla pensione

        Molti scelgono la riduzione massima senza valutare l’impatto sulla pensione futura. Con la riduzione 50%, accumuli solo 6 mesi di contributi per ogni anno lavorato.

        4. Non dedurre i contributi dal reddito imponibile

        I contributi INPS versati sono interamente deducibili dal reddito. Se non li indichi in dichiarazione, paghi più tasse del dovuto.

        5. Versare in ritardo senza ravvedimento operoso

        Il ritardo nel versamento genera sanzioni e interessi. Molti pagano in ritardo senza applicare il ravvedimento operoso, accumulando ulteriori sanzioni. Se sei in ritardo, calcola subito sanzioni e interessi ridotti con il ravvedimento operoso, oppure rivolgiti al CAF.

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        Domande Frequenti sui Contributi INPS Ridotti Forfettari

        Posso richiedere la riduzione contributi INPS se sono un libero professionista?

        Dipende dalla gestione previdenziale. Se sei iscritto alla Gestione Separata INPS (consulenti, formatori, professionisti senza cassa), NON puoi richiedere la riduzione del 35% o 50%. Se invece sei iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti (es. artigiano, negoziante, agente di commercio), puoi accedere alle riduzioni previste per i forfettari.

        La riduzione contributi INPS forfettari si rinnova automaticamente?

        Sì, per la riduzione del 35%. Una volta ottenuta, si rinnova automaticamente ogni anno senza necessità di ripresentare la domanda, a meno che tu non rinunci esplicitamente o perda i requisiti del regime forfettario. Per la riduzione del 50% invece il beneficio dura 36 mesi dalla prima iscrizione e poi termina automaticamente.

        Quanto risparmio con i contributi INPS ridotti forfettari?

        Con la riduzione del 35%, un artigiano risparmia circa 1.582 euro all’anno sui contributi fissi, un commerciante circa 1.614 euro. Con la riduzione del 50%, il risparmio sale rispettivamente a circa 2.260 e 2.305 euro. A questi importi si aggiunge il risparmio sui contributi eccedenti il minimale se il tuo reddito supera i 18.808 euro.

        Posso cumulare la riduzione 35% con quella del 50%?

        No, le due riduzioni sono alternative e non cumulabili. Se hai diritto alla riduzione del 50% per nuove attività 2025, non puoi contemporaneamente richiedere quella del 35%. Dovrai scegliere una delle due opzioni in base alla tua convenienza. La riduzione 50% è generalmente più vantaggiosa ma dura solo 36 mesi.

        Entro quando devo presentare la domanda di riduzione contributi?

        Per la riduzione del 35%, la scadenza è il 28 febbraio di ogni anno per chi è già in regime forfettario. Per chi apre una nuova attività, la domanda va presentata entro l’anno di apertura. Per la riduzione del 50% per nuove attività 2025, il termine era il 19 gennaio 2026: verifica sul sito INPS eventuali proroghe o riaperture dei termini.

        La riduzione contributi INPS influisce sulla mia pensione?

        Sì, significativamente. Pagando contributi ridotti, accumuli meno anzianità contributiva. Con la riduzione del 35% ottieni circa 7-8 mesi di contributi per ogni anno lavorato. Con la riduzione del 50% ottieni solo 6 mesi. Questo può allungare il tempo necessario per raggiungere i requisiti pensionistici e ridurre l’importo della pensione futura.

        Cosa succede se perdo i requisiti del regime forfettario?

        Se superi il limite di 85.000 euro di ricavi o perdi un altro requisito del regime forfettario, dall’anno successivo passi automaticamente al regime ordinario. Di conseguenza, perdi anche il diritto alla riduzione contributiva del 35% e dovrai versare i contributi INPS in misura piena. La perdita del requisito va comunicata all’INPS.

        I contributi INPS ridotti forfettari rappresentano un’opportunità concreta per alleggerire il carico previdenziale della tua attività. Che tu possa accedere alla riduzione del 35% (per artigiani e commercianti forfettari) o alla più vantaggiosa riduzione del 50% (per le nuove attività 2025), il risparmio può superare i 2.000 euro all’anno. Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente gli effetti sulla pensione futura e rispettare tutte le scadenze per non perdere il beneficio.

        Hai bisogno di assistenza per la richiesta dei contributi INPS ridotti forfettari o per valutare la convenienza della riduzione? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.

        Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-22 08:00:002026-09-27 09:15:17Contributi INPS Ridotti Forfettari 2026: Guida Completa con Esempi e Calcoli
        CAF

        Cedolare Secca Affitti 2026: Guida Completa con Aliquote, Requisiti e Vantaggi

        cedolare secca

        La cedolare secca è un regime fiscale agevolato che consente ai proprietari di immobili concessi in locazione di pagare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali comunali e regionali sul reddito da locazione. Introdotta nel 2011 per semplificare la tassazione sugli affitti e combattere l’evasione fiscale, la cedolare secca sugli affitti rappresenta oggi una delle scelte più convenienti per chi affitta abitazioni a uso residenziale.

        In questa guida completa analizziamo nel dettaglio come funziona la cedolare secca 2026, quali sono le aliquote applicabili (21% ordinaria e 10% per contratti concordati), i requisiti per accedere al regime, i vantaggi fiscali rispetto alla tassazione ordinaria, le procedure per esercitare l’opzione e tutte le novità normative più recenti. Che tu sia un proprietario che sta valutando se applicare la cedolare secca o un inquilino che vuole capire le implicazioni di questo regime, troverai qui tutte le informazioni necessarie per orientarti con sicurezza.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è la Cedolare Secca sugli Affitti
        2. Aliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%
        3. Requisiti per Accedere alla Cedolare Secca
        4. Comuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%
        5. Vantaggi Fiscali della Cedolare Secca
        6. Svantaggi e Limiti della Cedolare Secca
        7. Come Esercitare l’Opzione per la Cedolare Secca
        8. Dichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RB
        9. Confronto Cedolare Secca vs Tassazione Ordinaria
        10. Domande Frequenti

        Cos’è la Cedolare Secca sugli Affitti

        La cedolare secca è un’imposta sostitutiva dell’IRPEF che può essere applicata ai redditi derivanti dalla locazione di immobili ad uso abitativo. Il termine “secca” indica che si tratta di un’imposta a tasso fisso, senza progressività, che sostituisce completamente il regime ordinario di tassazione.

        Quando si opta per la cedolare secca, il proprietario dell’immobile non paga sul reddito da locazione:

        • IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)
        • Addizionale regionale IRPEF
        • Addizionale comunale IRPEF
        • Imposta di registro sul contratto di locazione (annuale)
        • Imposta di bollo sul contratto

        Al posto di tutte queste imposte, si versa un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa del 21% o del 10% (per i contratti a canone concordato), calcolata sul canone di locazione annuo.

        La normativa di riferimento è contenuta nell’art. 3 del D.Lgs. 23/2011, con successive modifiche e integrazioni. L’opzione per la cedolare secca è facoltativa e deve essere esercitata dal locatore al momento della registrazione del contratto o in sede di proroga.

        Esempio pratico: se affitti un appartamento a 800 euro mensili (9.600 euro annui) con cedolare secca al 21%, pagherai un’imposta di 2.016 euro annui, senza dover versare IRPEF, addizionali, imposte di registro e bollo. Con il regime ordinario, invece, i 9.600 euro si sommerebbero agli altri redditi e sarebbero tassati con le aliquote IRPEF progressive (23%-43%) oltre alle addizionali.



        Aliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%

        Le aliquote della cedolare secca previste per il 2026 sono due, in base alla tipologia di contratto di locazione stipulato:

        Aliquota ordinaria del 21%

        L’aliquota del 21% si applica alla maggior parte dei contratti di locazione a canone libero di immobili ad uso abitativo. Questa è l’aliquota standard e rappresenta comunque un notevole risparmio fiscale rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, soprattutto per i contribuenti con redditi medio-alti che altrimenti pagherebbero aliquote marginali del 35% o 43%.

        L’aliquota del 21% si applica a:

        • Contratti a canone libero (4+4 anni)
        • Contratti transitori per esigenze temporanee (massimo 18 mesi)
        • Contratti per studenti universitari (da 6 a 36 mesi)
        • Locazioni brevi (fino a 30 giorni) dal secondo immobile in poi

        Aliquota agevolata del 10%

        L’aliquota ridotta del 10% si applica ai cosiddetti contratti a canone concordato, stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa secondo accordi territoriali tra le organizzazioni di proprietari e inquilini.

        Possono beneficiare dell’aliquota del 10%:

        • Contratti a canone concordato (3+2 anni) nei comuni ad alta tensione abitativa
        • Contratti transitori concordati (fino a 18 mesi)
        • Contratti per studenti universitari concordati (da 6 a 36 mesi)

        Per applicare l’aliquota del 10%, il contratto deve rispettare i parametri di canone massimo stabiliti dagli accordi territoriali locali e deve essere stipulato utilizzando i modelli standard previsti. Non è sufficiente dichiarare che il contratto è “concordato”: deve effettivamente rispettare le convenzioni locali in vigore.

        Attenzione: per i contratti brevi (fino a 30 giorni), come quelli per affitti turistici tramite Airbnb o Booking, la cedolare secca al 21% si applica automaticamente solo al primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un regime diverso (imposta sostitutiva al 26%) che non rientra nella cedolare secca ordinaria.



        Requisiti per Accedere alla Cedolare Secca

        Per poter optare per il regime della cedolare secca, devono essere soddisfatti contemporaneamente alcuni requisiti oggettivi (relativi all’immobile) e soggettivi (relativi al locatore).

        Requisiti del locatore (soggetti)

        Possono applicare la cedolare secca:

        • Persone fisiche (privati cittadini)
        • Che agiscono al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti o professioni
        • Che siano proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)

        Non possono applicare la cedolare secca:

        • Società (di persone, di capitali, cooperative)
        • Enti pubblici e privati
        • Imprenditori individuali che locano immobili strumentali alla propria attività
        • Professionisti che locano immobili strumentali

        Esempio: un medico che affitta un appartamento di sua proprietà come abitazione può applicare la cedolare secca. Lo stesso medico che affitta l’immobile da adibire a studio medico non può applicare la cedolare secca (perché è locazione strumentale all’attività professionale).

        Requisiti dell’immobile (oggettivi)

        L’immobile locato deve:

        • Essere classificato nella categoria catastale A (abitazioni), esclusa la categoria A/10 (uffici e studi privati)
        • Essere locato per uso abitativo
        • Essere situato in Italia
        • Eventuali pertinenze (box, cantine, soffitte) classificate C/2, C/6 e C/7 possono essere incluse nella cedolare secca se locate congiuntamente all’abitazione (massimo una per categoria)

        Non possono rientrare nella cedolare secca:

        • Immobili ad uso commerciale (negozi, uffici, laboratori)
        • Immobili strumentali all’attività d’impresa o professionale
        • Immobili di lusso classificati A/1, A/8, A/9 (ville, castelli, palazzi storici) – possono comunque applicare la cedolare secca, ma l’aliquota del 21% resta invariata

        Requisiti del contratto

        Il contratto di locazione deve:

        • Essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate
        • Prevedere un canone pattuito liberamente tra le parti o secondo gli accordi territoriali per i contratti concordati
        • Essere stipulato per uso abitativo dell’inquilino o dei suoi familiari

        La cedolare secca si applica anche ai contratti di locazione breve (fino a 30 giorni), ma con regole particolari per i proprietari che locano più di un immobile.



        Comuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%

        L’aliquota ridotta del 10% per i contratti a canone concordato si applica solo nei comuni ad alta tensione abitativa, individuati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e definiti da specifiche delibere normative.

        L’elenco completo dei comuni è contenuto nella Delibera CIPE del 13 novembre 2003 e successive modifiche. Complessivamente, circa 1.300 comuni italiani rientrano tra quelli ad alta tensione abitativa.

        Principali comuni ad alta tensione abitativa

        Tra i comuni più rilevanti troviamo:

        Grandi città metropolitane:

        • Roma, Milano, Napoli, Torino
        • Palermo, Genova, Bologna, Firenze
        • Bari, Catania, Venezia, Verona

        Comuni dell’hinterland delle grandi città:

        • Tutti i comuni della provincia di Milano
        • Comuni della prima cintura di Roma (es. Fiumicino, Ciampino, Guidonia)
        • Comuni dell’area metropolitana di Napoli
        • Comuni limitrofi a Firenze, Bologna, Torino

        Comuni turistici:

        • Riccione, Rimini, Bibione (località balneari)
        • Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio (località montane)
        • Comuni del lago di Garda, lago di Como

        Come verificare se il tuo comune è ad alta tensione abitativa

        Per verificare se il comune in cui si trova l’immobile rientra nell’elenco:

        1. Consulta la Delibera CIPE 13/11/2003 sul sito del MEF
        2. Verifica con il CAF Centro Fiscale che dispone della lista aggiornata
        3. Controlla sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata alle locazioni

        Se il comune non rientra tra quelli ad alta tensione abitativa, anche stipulando un contratto a canone concordato non sarà possibile applicare l’aliquota ridotta del 10%, ma si applicherà comunque l’aliquota ordinaria del 21% (che resta vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria).

        Attenzione: per i contratti concordati è obbligatorio utilizzare i modelli standard definiti dagli accordi territoriali locali tra le associazioni dei proprietari (Confedilizia, Uppi, Asppi) e degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat). Il contratto deve essere preventivamente “asseverato” da una delle associazioni firmatarie dell’accordo territoriale.



        Vantaggi Fiscali della Cedolare Secca

        La cedolare secca offre numerosi vantaggi fiscali rispetto al regime ordinario di tassazione dei redditi da locazione. Vediamo nel dettaglio tutti i benefici per il proprietario.

        1. Esenzione dall’IRPEF e dalle addizionali

        Il vantaggio principale è l’esenzione dall’IRPEF sul reddito da locazione. Nel regime ordinario, il canone di affitto si somma agli altri redditi del contribuente e viene tassato con le aliquote progressive IRPEF (23%, 35%, 43%), oltre alle addizionali regionali e comunali.

        Con la cedolare secca, invece, si paga un’aliquota fissa del 21% o 10%, indipendentemente dal reddito complessivo del contribuente.

        Esempio comparativo:

        Supponiamo un contribuente con reddito da lavoro dipendente di 40.000 euro annui che percepisce un affitto di 10.000 euro annui.

        Regime ordinario (senza cedolare secca):

        • Reddito imponibile totale: 50.000 euro
        • Aliquota marginale IRPEF: 43% (scaglione oltre 50.000 euro)
        • IRPEF sui 10.000 euro di affitto: 4.300 euro
        • Addizionale regionale (media 1,5%): 150 euro
        • Addizionale comunale (media 0,8%): 80 euro
        • Imposta di registro (2%): 200 euro
        • Totale tasse sull’affitto: 4.730 euro

        Regime cedolare secca:

        • Imposta sostitutiva (21%): 2.100 euro
        • Totale tasse sull’affitto: 2.100 euro

        Risparmio fiscale: 2.630 euro annui (55,6%)

        2. Esenzione dall’imposta di registro e bollo

        Con la cedolare secca non si pagano:

        • Imposta di registro annuale sul contratto (2% del canone annuo)
        • Imposta di bollo (normalmente 16 euro ogni 100 righe del contratto)

        Queste imposte sono a carico del proprietario nel regime ordinario e rappresentano un costo aggiuntivo significativo.

        3. Semplificazione amministrativa

        La cedolare secca comporta una notevole semplificazione degli adempimenti fiscali:

        • Un’unica imposta al posto di multiple imposte
        • Calcolo più semplice (aliquota fissa sul canone)
        • Nessuna necessità di calcolare IRPEF con aliquote progressive
        • Meno righe da compilare nella dichiarazione dei redditi

        4. Nessun obbligo di adeguamento ISTAT

        Con la cedolare secca, il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo potrebbe sembrare uno svantaggio, ma nei periodi di bassa inflazione o per contratti brevi risulta irrilevante, mentre il risparmio fiscale resta sempre considerevole.

        5. Vantaggi per l’inquilino

        Anche l’inquilino beneficia indirettamente della cedolare secca:

        • Non deve pagare la sua quota di imposta di registro (che nel regime ordinario è al 50% con il proprietario)
        • Non paga l’imposta di bollo
        • Il proprietario, risparmiando sulle tasse, potrebbe essere più propenso a praticare canoni più bassi



        Svantaggi e Limiti della Cedolare Secca

        Nonostante i numerosi vantaggi, la cedolare secca presenta anche alcuni svantaggi che è importante conoscere prima di optare per questo regime fiscale.

        1. Rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone

        Il principale svantaggio della cedolare secca è che il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone di locazione in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

        Nel regime ordinario, il contratto di locazione prevede generalmente la possibilità di adeguare annualmente il canone in base all’inflazione (fino al 75% o 100% della variazione ISTAT). Con la cedolare secca, questa possibilità viene meno.

        Impatto pratico:

        • In periodi di alta inflazione (come nel 2022-2023 con inflazione oltre il 7%), la rinuncia all’adeguamento ISTAT può comportare una perdita economica significativa nel corso degli anni
        • In periodi di bassa inflazione (sotto l’1-2%), l’impatto è trascurabile e il risparmio fiscale della cedolare secca prevale ampiamente

        Esempio numerico:

        Canone mensile: 1.000 euro (12.000 euro annui)
        Inflazione annua: 6%

        • Con adeguamento ISTAT: canone sale a 1.060 euro/mese dal secondo anno (+720 euro annui)
        • Con cedolare secca: canone resta 1.000 euro/mese

        Perdita annua: 720 euro
        Risparmio fiscale medio cedolare secca: 2.500-3.000 euro annui

        Bilancio: la cedolare secca resta comunque conveniente

        2. Impossibilità di dedurre spese

        Nel regime ordinario, il proprietario può dedurre dal reddito da locazione alcune spese sostenute per l’immobile (manutenzioni straordinarie, spese condominiali straordinarie, interessi passivi su mutui ipotecari).

        Con la cedolare secca, l’imposta si applica sul canone lordo senza possibilità di dedurre alcuna spesa. Per gli immobili con elevate spese di gestione, questo potrebbe ridurre la convenienza della cedolare.

        Quando la deduzione delle spese è rilevante:

        • Immobili con mutuo ipotecario in corso (gli interessi passivi sono deducibili nel regime ordinario)
        • Immobili che richiedono frequenti manutenzioni straordinarie
        • Immobili con elevate spese condominiali straordinarie

        Valutazione caso per caso:

        Se le spese deducibili superano il 30-40% del canone annuo, potrebbe essere conveniente il regime ordinario. In tutti gli altri casi, la cedolare secca resta più vantaggiosa.

        3. Redditi da locazione esclusi dal computo per alcune agevolazioni

        I redditi assoggettati a cedolare secca non concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF del contribuente. Questo può avere alcune conseguenze:

        • Non aumentano la base imponibile per il calcolo di detrazioni fiscali e deduzioni (vantaggio)
        • Non sono considerati ai fini di alcune prestazioni sociali legate all’ISEE
        • Non rilevano per alcuni bonus fiscali legati al reddito complessivo

        Per la maggior parte dei proprietari, questo è irrilevante o addirittura vantaggioso.

        4. Impossibilità di compensare perdite pregresse

        Le perdite fiscali derivanti da immobili locati negli anni precedenti (regime ordinario) non possono essere compensate con i redditi da cedolare secca degli anni successivi.

        5. Tassazione più alta per immobili di lusso

        Per gli immobili di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9), la cedolare secca al 21% potrebbe non essere conveniente rispetto al regime ordinario con coefficienti di abbattimento catastali. In questi casi è necessaria una valutazione personalizzata.



        Come Esercitare l’Opzione per la Cedolare Secca

        L’opzione per la cedolare secca deve essere esercitata espressamente dal locatore in momenti specifici. Vediamo come procedere in base alle diverse situazioni.

        Opzione in sede di registrazione del contratto

        Per i nuovi contratti di locazione, l’opzione va esercitata contestualmente alla registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.

        Le modalità sono:

        1. Registrazione telematica con modello RLI

        Il modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) è il modulo da compilare per registrare il contratto e deve essere inviato telematicamente tramite:

        • Servizio web dell’Agenzia delle Entrate (accessibile con SPID, CIE o CNS)
        • Software RLI desktop scaricabile dal sito dell’Agenzia
        • Intermediario abilitato (CAF, commercialista)

        Nel modello RLI, nella Sezione “Locatore”, occorre barrare la casella:

        “Cedolare secca” per esercitare l’opzione

        2. Comunicazione preventiva all’inquilino

        Prima della registrazione, il locatore deve comunicare all’inquilino la scelta di avvalersi della cedolare secca. La comunicazione:

        • Deve essere effettuata tramite raccomandata A/R o PEC
        • Deve contenere il riferimento al contratto e alla rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone
        • Deve essere allegata alla registrazione del contratto

        La mancata comunicazione preventiva non invalida l’opzione, ma potrebbe comportare sanzioni amministrative.

        Opzione in sede di proroga del contratto

        Se il contratto è già stato registrato con regime ordinario, è possibile optare per la cedolare secca in occasione della proroga (rinnovo) del contratto.

        La procedura è analoga:

        1. Comunicare la scelta all’inquilino (raccomandata o PEC)
        2. Compilare il modello RLI per la proroga
        3. Barrare la casella “Cedolare secca” nella sezione Locatore
        4. Inviare telematicamente entro 30 giorni dalla scadenza del contratto

        Esempio: contratto 4+4 anni registrato nel 2022 con regime ordinario. Alla scadenza dei primi 4 anni (2026), in sede di rinnovo automatico è possibile optare per la cedolare secca per i successivi 4 anni.

        Opzione annuale (revoca e riesercizio)

        L’opzione per la cedolare secca ha validità per l’intera durata del contratto o della proroga, ma può essere revocata e riesercitata annualmente.

        La revoca deve essere comunicata:

        • Tramite modello RLI entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui si intende applicare il regime ordinario
        • La comunicazione ha effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo

        Esempio pratico:

        • Contratto registrato nel 2024 con cedolare secca
        • Nel dicembre 2025, il proprietario revoca l’opzione tramite RLI
        • Dal 1° gennaio 2026, si applica il regime ordinario
        • Nel dicembre 2026, il proprietario può riesercitare l’opzione per il 2027

        Opzione in dichiarazione dei redditi

        Se l’opzione non è stata esercitata in sede di registrazione o proroga, è possibile farlo in sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), compilando il Quadro RB (redditi da fabbricati).

        In questo caso:

        • L’opzione ha effetto dall’anno d’imposta della dichiarazione
        • Occorre comunque aver comunicato la scelta all’inquilino
        • Non si ha diritto al rimborso delle imposte di registro già pagate per l’anno in corso

        Importante: per evitare errori e sanzioni, è consigliabile affidarsi al CAF Centro Fiscale per la compilazione del modello RLI e della dichiarazione dei redditi.

        Dichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RB

        I redditi assoggettati a cedolare secca vanno dichiarati nel modello 730 o nel Redditi Persone Fisiche compilando il Quadro RB (Redditi dei fabbricati).

        La compilazione del quadro RB è obbligatoria anche per chi ha optato per la cedolare secca, perché serve a determinare la base imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva.

        Come compilare il Quadro RB per la cedolare secca

        Colonna 1 – Utilizzo:
        Indicare il codice “3” (immobile locato)

        Colonna 2 – Rendita catastale:
        Riportare la rendita catastale rivalutata del 5% dell’immobile

        Colonna 7 – Canone di locazione:
        Indicare l’importo del canone annuo percepito (somma dei canoni mensili effettivamente incassati nell’anno)

        Colonna 8 – Cedolare secca:
        Barrare la casella per indicare l’opzione per la cedolare secca

        Colonna 9 – Aliquota cedolare:
        Indicare:

        • Codice “1” per l’aliquota del 21% (contratti ordinari)
        • Codice “2” per l’aliquota del 10% (contratti a canone concordato)

        Colonna 10 – Imposte dovute:
        Il software fiscale calcola automaticamente l’imposta sostitutiva applicando l’aliquota corretta al canone annuo dichiarato.

        Calcolo dell’imposta sostitutiva

        L’imposta sostitutiva da versare è:

        Cedolare secca = Canone annuo lordo × Aliquota

        Dove:

        • Canone annuo lordo = somma di tutti i canoni mensili percepiti (anche se non tutti i mesi sono stati locati)
        • Aliquota = 21% o 10%

        Esempio di calcolo:

        Appartamento affittato per 12 mesi a 900 euro mensili

        • Canone annuo: 900 × 12 = 10.800 euro
        • Cedolare secca (21%): 10.800 × 21% = 2.268 euro

        Se l’immobile è stato locato solo per parte dell’anno (es. da giugno a dicembre), si considerano solo i mesi effettivi:

        • Canone annuo: 900 × 7 = 6.300 euro
        • Cedolare secca (21%): 6.300 × 21% = 1.323 euro

        Versamento dell’imposta: saldo e acconti

        Come per l’IRPEF, anche la cedolare secca prevede un sistema di versamenti con saldo e acconti:

        Saldo:

        • Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) dell’anno successivo
        • Codice tributo F24: 1840 (saldo cedolare secca abitazioni)

        Primo acconto (40%):

        • Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione)
        • Calcolato sul 40% dell’imposta dovuta per l’anno in corso
        • Codice tributo F24: 1840

        Secondo acconto (60%):

        • Versamento entro il 30 novembre
        • Calcolato sul 60% dell’imposta dovuta
        • Codice tributo F24: 1841 (acconto cedolare secca abitazioni)

        L’acconto non è dovuto se l’imposta complessiva è inferiore a 51,65 euro.

        Rateizzazione

        È possibile rateizzare il versamento del saldo e del primo acconto in rate mensili (da giugno/luglio fino a novembre), applicando gli interessi al tasso legale.

        Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta del quadro RB e nel calcolo degli importi da versare, garantendo la conformità alle normative fiscali e l’ottimizzazione del carico tributario.



        Confronto Cedolare Secca vs Tassazione Ordinaria: Quale Conviene?

        Per valutare se la cedolare secca è conveniente rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, è necessario considerare diversi fattori: il reddito complessivo del contribuente, l’ammontare del canone di locazione, le spese deducibili e l’inflazione attesa.

        Simulazione comparativa per diverse fasce di reddito

        Vediamo un confronto dettagliato per un appartamento affittato a 1.000 euro mensili (12.000 euro annui) con diversi livelli di reddito del proprietario.

        CASO 1: Reddito basso (15.000 euro annui)

        Regime ordinario:

        • Reddito totale: 15.000 + 12.000 = 27.000 euro
        • IRPEF (aliquota media 20%): 2.400 euro
        • Addizionali (1,5%): 180 euro
        • Imposta di registro (2%): 240 euro
        • Totale: 2.820 euro

        Cedolare secca (21%):

        • Imposta: 12.000 × 21% = 2.520 euro

        Risparmio: 300 euro (10,6%)


        CASO 2: Reddito medio (35.000 euro annui)

        Regime ordinario:

        • Reddito totale: 35.000 + 12.000 = 47.000 euro
        • IRPEF (aliquota marginale 35%): 4.200 euro
        • Addizionali (2%): 240 euro
        • Imposta di registro: 240 euro
        • Totale: 4.680 euro

        Cedolare secca (21%):

        • Imposta: 2.520 euro

        Risparmio: 2.160 euro (46,2%)


        CASO 3: Reddito alto (55.000 euro annui)

        Regime ordinario:

        • Reddito totale: 55.000 + 12.000 = 67.000 euro
        • IRPEF (aliquota marginale 43%): 5.160 euro
        • Addizionali (2,5%): 300 euro
        • Imposta di registro: 240 euro
        • Totale: 5.700 euro

        Cedolare secca (21%):

        • Imposta: 2.520 euro

        Risparmio: 3.180 euro (55,8%)

        Quando la cedolare secca conviene SEMPRE

        La cedolare secca è sempre conveniente quando:

        • Il proprietario ha un reddito medio-alto (oltre 30.000 euro annui)
        • Non ci sono spese deducibili significative (mutuo, ristrutturazioni)
        • L’inflazione attesa è bassa (sotto il 3-4% annuo)
        • Si tratta di contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione (aliquota 10%)

        Quando valutare attentamente il regime ordinario

        Il regime ordinario potrebbe essere più conveniente quando:

        • Il proprietario ha un reddito molto basso (sotto i 20.000 euro annui)
        • Ci sono elevate spese deducibili: interessi passivi su mutuo superiori al 20-30% del canone
        • Si prevede alta inflazione (oltre il 5-6% annuo) e il contratto ha lunga durata
        • L’immobile richiede frequenti manutenzioni straordinarie deducibili

        Strumenti per la valutazione

        Per una valutazione precisa, è necessario considerare:

        1. Reddito complessivo del proprietario (da lavoro, pensione, altri redditi)
        2. Canone annuo dell’immobile
        3. Spese deducibili previste (mutuo, manutenzioni)
        4. Durata del contratto e inflazione attesa
        5. Tipologia di contratto (libero o concordato)
        6. Comune in cui si trova l’immobile (alta tensione o no)

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di consulenza personalizzata per valutare quale regime fiscale è più conveniente per la tua situazione specifica, con simulazioni dettagliate e calcoli precisi del risparmio fiscale.

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        Domande Frequenti sulla Cedolare Secca

        Posso applicare la cedolare secca se l’inquilino usa l’immobile come ufficio?

        No, la cedolare secca si applica solo alle locazioni per uso abitativo. Se l’inquilino utilizza l’immobile come ufficio o per attivita commerciale, anche se si tratta di un appartamento residenziale, non e possibile applicare la cedolare secca e si deve usare il regime ordinario IRPEF.

        Devo comunicare ogni anno all’inquilino che applico la cedolare secca?

        No, la comunicazione va fatta solo una volta, al momento della scelta iniziale per la cedolare secca. Se non revochi l’opzione, resta valida per tutta la durata del contratto senza necessita di comunicazioni annuali. Solo in caso di revoca o riesercizio dell’opzione occorre comunicarlo nuovamente.

        Se affitto due appartamenti, posso applicare la cedolare secca solo a uno dei due?

        Si, l’opzione per la cedolare secca si esercita separatamente per ciascun immobile locato. Puoi decidere di applicare la cedolare secca a uno o piu immobili e il regime ordinario ad altri, in base alla convenienza specifica di ciascun contratto.

        Posso aumentare il canone durante il contratto con cedolare secca?

        Con la cedolare secca rinunci all’aggiornamento automatico ISTAT del canone. Tuttavia, puoi comunque aumentare il canone se previsto contrattualmente per altre ragioni (es. migliorie concordate) o se tu e l’inquilino concordate un aumento volontario. In questo caso dovrai registrare l’adeguamento con modello RLI.

        La cedolare secca si applica anche agli affitti brevi tipo Airbnb?

        Si, per gli affitti brevi (fino a 30 giorni) si applica la cedolare secca al 21% sul primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un’imposta sostitutiva al 26% (non piu cedolare secca ordinaria). E importante tenere traccia di quale immobile si considera come primo per l’anno fiscale.


        Hai bisogno di assistenza per la cedolare secca?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

        • Valutare la convenienza della cedolare secca per il tuo caso specifico
        • Registrare il contratto di locazione con opzione per la cedolare
        • Compilare correttamente la dichiarazione dei redditi (quadro RB)
        • Calcolare saldo e acconti da versare
        • Gestire revoche e riesercizio dell’opzione

        I nostri esperti fiscali ti guideranno nella scelta del regime più vantaggioso, garantendo la piena conformità alle normative e il massimo risparmio fiscale. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online.

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        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 23:41:462026-05-31 16:53:27Cedolare Secca Affitti 2026: Guida Completa con Aliquote, Requisiti e Vantaggi
        NOTIZIE

        Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento 2026: Guida Completa al Modello DA-LS-2026

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        La rottamazione quinquies sovraindebitamento rappresenta un’importante opportunita per i contribuenti che si trovano in una procedura di composizione della crisi e desiderano regolarizzare i propri debiti con il fisco. La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025, ha introdotto questa nuova definizione agevolata che permette di estinguere i debiti senza pagare sanzioni, interessi di mora e aggio.

        Se ti trovi in una procedura di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012 o del D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa), puoi comunque aderire alla rottamazione quinquies utilizzando il modello DA-LS-2026. A differenza della procedura ordinaria, chi e in sovraindebitamento deve presentare la domanda esclusivamente via PEC, seguendo una procedura specifica che vedremo nel dettaglio.

        In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come funziona la rottamazione quinquies per il sovraindebitamento, quali sono i requisiti, come scaricare e compilare il modello di domanda, e quali scadenze rispettare per non perdere questa agevolazione fiscale.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’e la Rottamazione Quinquies 2026 e Chi Puo Aderire
        2. Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento: La Grande Novita
        3. Requisiti per Aderire alla Rottamazione Quinquies con Sovraindebitamento
        4. Il Modello DA-LS-2026: Come Scaricarlo e Dove Trovarlo
        5. Come Compilare il Modello DA-LS-2026 Passo Passo
        6. Come Inviare la Domanda via PEC: Procedura Completa
        7. Debiti Ammessi ed Esclusi dalla Rottamazione Quinquies
        8. Scadenze Rottamazione Quinquies 2026: Il Calendario Completo
        9. Esempio Pratico: Quanto Si Risparmia con la Rottamazione Quinquies
        10. Cosa Succede se la Domanda Viene Respinta
        11. Decadenza dalla Rottamazione Quinquies: Quando Si Perde il Beneficio
        12. Domande Frequenti sulla Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento

        Cos’e la Rottamazione Quinquies 2026 e Chi Puo Aderire

        La rottamazione quinquies 2026 e una misura di definizione agevolata dei debiti fiscali introdotta dalla Legge n. 199/2025. Si tratta della quinta edizione di questo strumento di pace fiscale che permette ai contribuenti di mettersi in regola con il fisco pagando solo il capitale dovuto, senza sanzioni e interessi.

        Per capire meglio, immagina di avere una cartella esattoriale da 10.000 euro composta da 6.000 euro di imposte non pagate, 2.500 euro di sanzioni e 1.500 euro di interessi. Con la rottamazione quinquies pagheresti solo i 6.000 euro di capitale, risparmiando ben 4.000 euro.

        Possono aderire alla rottamazione quinquies tutti i contribuenti che hanno debiti affidati all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. I debiti rottamabili derivano da:

        • Imposte risultanti da controlli automatici (art. 36-bis DPR 600/1973) e controlli formali (art. 36-ter) effettuati dall’Agenzia delle Entrate
        • IVA non versata a seguito dei controlli previsti dagli artt. 54-bis e 54-ter del DPR 633/1972
        • Contributi previdenziali INPS non pagati, con esclusione di quelli derivanti da accertamento
        • Sanzioni per violazioni del Codice della Strada irrogate dalle Prefetture

        La novita piu importante di questa edizione e proprio la possibilita di aderire anche per chi si trova in una procedura di sovraindebitamento, una situazione che in passato precludeva l’accesso alle definizioni agevolate.



        Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento: La Grande Novita

        La rottamazione quinquies sovraindebitamento rappresenta una svolta significativa rispetto alle precedenti edizioni. Per la prima volta, i contribuenti che hanno gia avviato una procedura di composizione della crisi possono includere nella definizione agevolata anche i debiti oggetto di tale procedura.

        Ma cos’e esattamente il sovraindebitamento? Si tratta di una situazione in cui una persona fisica, un professionista o una piccola impresa non e piu in grado di far fronte ai propri debiti con le entrate ordinarie. La legge italiana prevede specifiche procedure per aiutare questi soggetti a uscire dalla crisi, disciplinate dalla Legge n. 3/2012 (la cosiddetta “legge salva-suicidi”) e successivamente dal D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza).

        Le procedure di sovraindebitamento comprendono:

        • Piano del consumatore – riservato alle persone fisiche che non svolgono attivita d’impresa
        • Accordo di composizione della crisi – per professionisti, imprenditori sotto-soglia e consumatori
        • Liquidazione del patrimonio – procedura che prevede la vendita di tutti i beni per soddisfare i creditori
        • Ristrutturazione dei debiti del consumatore – introdotta dal nuovo Codice della Crisi
        • Concordato minore – per gli imprenditori sotto-soglia
        • Esdebitazione del debitore incapiente – per chi non ha alcun patrimonio

        Se hai gia avviato una di queste procedure e tra i tuoi debiti ci sono cartelle esattoriali, puoi ora rottamarle con la rottamazione quinquies, ottenendo un doppio vantaggio: da un lato riduci l’importo complessivo del debito eliminando sanzioni e interessi, dall’altro semplifichi la gestione della procedura di sovraindebitamento.

        Requisiti per Aderire alla Rottamazione Quinquies con Sovraindebitamento

        Per poter utilizzare la procedura speciale di rottamazione quinquies sovraindebitamento, e necessario soddisfare requisiti specifici sia di natura soggettiva che oggettiva. Non basta trovarsi in difficolta economica: occorre che sia gia stata formalmente avviata una procedura di composizione della crisi.

        I requisiti soggettivi prevedono che il contribuente abbia gia instaurato un procedimento di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012 oppure ai sensi del D.Lgs. n. 14/2019. La procedura deve essere stata formalmente aperta presso l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) territorialmente competente, con deposito della domanda presso il Tribunale.

        I requisiti oggettivi riguardano invece i debiti che possono essere inclusi nella rottamazione. Devono trattarsi di carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, che siano stati inseriti nella massa debitoria della procedura di sovraindebitamento.

        Tabella Requisiti Rottamazione Quinquies Sovraindebitamento

        RequisitoDescrizioneDocumenti richiesti
        Procedura avviataIstanza di sovraindebitamento depositataCopia del ricorso
        Normativa di riferimentoL. 3/2012 o D.Lgs. 14/2019Indicazione nel modello
        Periodo carichiDal 01/01/2000 al 31/12/2023Estratto di ruolo
        Debiti inclusiSolo quelli nella proceduraElenco debiti
        Tipologia debitiImposte, contributi INPS, multeDocumentazione specifica



        Il Modello DA-LS-2026: Come Scaricarlo e Dove Trovarlo

        Il modello DA-LS-2026 e il documento ufficiale predisposto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per consentire ai contribuenti in sovraindebitamento di aderire alla rottamazione quinquies. Si tratta di un modello diverso da quello ordinario, specificamente progettato per questa situazione particolare.

        Per scaricare il modello DA-LS-2026 devi accedere al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione all’indirizzo www.agenziaentrateriscossione.gov.it. Nella sezione dedicata alla “Definizione agevolata – Rottamazione quinquies” troverai un’area specifica per il sovraindebitamento con il modello in formato PDF editabile.

        Il modello DA-LS-2026 e composto da diverse sezioni:

        • Sezione A – Dati anagrafici del contribuente o del rappresentante legale
        • Sezione B – Dati relativi alla procedura di sovraindebitamento (numero procedura, Tribunale, data deposito)
        • Sezione C – Elenco dei carichi da includere nella definizione agevolata
        • Sezione D – Modalita di pagamento prescelta
        • Sezione E – Dichiarazioni e sottoscrizione

        A pagina 3 del modello trovi l’elenco completo degli indirizzi PEC delle Direzioni regionali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. E fondamentale inviare la domanda alla PEC corretta in base alla tua residenza o sede legale, altrimenti la richiesta potrebbe non essere elaborata correttamente.

        Un aspetto importante: il modello DA-LS-2026 non e aperto a tutti i contribuenti in difficolta economica. Puo essere utilizzato esclusivamente da chi ha gia formalmente avviato una procedura di sovraindebitamento secondo le norme richiamate. Chi si trova semplicemente in difficolta ma non ha ancora avviato la procedura deve utilizzare il modello ordinario.

        Come Compilare il Modello DA-LS-2026 Passo Passo

        La compilazione del modello DA-LS-2026 richiede attenzione a diversi aspetti tecnici. Ecco una guida passo dopo passo per compilarlo correttamente e evitare errori che potrebbero rallentare o compromettere la tua richiesta di adesione alla rottamazione quinquies sovraindebitamento.

        Passo 1 – Dati anagrafici
        Inserisci i tuoi dati personali completi: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, residenza. Se la domanda viene presentata da un rappresentante legale (ad esempio l’amministratore di una societa), dovrai indicare anche i dati del soggetto rappresentato e allegare la documentazione che attesta i poteri di rappresentanza.

        Passo 2 – Dati della procedura di sovraindebitamento
        Questa e la sezione piu delicata. Devi indicare con precisione:

        • Il numero del procedimento assegnato dal Tribunale
        • Il Tribunale competente presso cui e stata depositata l’istanza
        • La data di deposito della domanda di sovraindebitamento
        • La tipologia di procedura (piano del consumatore, accordo di composizione, liquidazione, ecc.)
        • Il nome dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) che gestisce la pratica

        Passo 3 – Elenco dei carichi da rottamare
        Devi indicare i carichi che intendi includere nella rottamazione. Puoi farlo in due modi:

        • Indicando i numeri delle cartelle esattoriali specifiche
        • Richiedendo la rottamazione di tutti i carichi presenti nel tuo estratto di ruolo per il periodo ammesso

        Ti consigliamo di richiedere preventivamente il tuo estratto di ruolo aggiornato, cosi da avere un quadro completo della situazione debitoria.

        Passo 4 – Modalita di pagamento
        Devi scegliere se pagare:

        • In unica soluzione entro il 31 luglio 2026
        • In rate bimestrali (fino a 54 rate in 9 anni)

        Per chi e in sovraindebitamento esiste pero una possibilita aggiuntiva: il pagamento puo avvenire secondo le modalita e i tempi previsti dal decreto di omologazione della procedura, quindi potenzialmente con tempistiche diverse da quelle standard.

        Passo 5 – Allegati obbligatori
        Alla domanda devi allegare:

        • Copia del documento di identita in corso di validita
        • Copia del codice fiscale
        • Documentazione attestante l’avvio della procedura di sovraindebitamento
        • Eventuale delega se la domanda e presentata da un intermediario



        Come Inviare la Domanda via PEC: Procedura Completa

        A differenza della procedura ordinaria che avviene online, la domanda di rottamazione quinquies per sovraindebitamento deve essere inviata esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). Questo significa che devi possedere una casella PEC attiva o affidarti a un professionista o al CAF che ne disponga.

        L’invio via PEC garantisce la tracciabilita della comunicazione e ha valore legale equivalente a una raccomandata con ricevuta di ritorno. La data di invio fara fede ai fini del rispetto della scadenza del 30 aprile 2026.

        Ecco come procedere:

        Preparazione dei documenti
        Prima di procedere all’invio, assicurati di avere tutti i documenti in formato PDF:

        • Modello DA-LS-2026 compilato e firmato (firma autografa scannerizzata o firma digitale)
        • Documento di identita fronte-retro
        • Codice fiscale
        • Documentazione della procedura di sovraindebitamento

        Individuazione della PEC corretta
        Controlla a pagina 3 del modello DA-LS-2026 l’indirizzo PEC della Direzione regionale competente in base alla tua residenza. Ad esempio:

        • Per il Friuli Venezia Giulia: utilizza la PEC indicata per la Direzione regionale FVG
        • Per la Lombardia: utilizza la PEC della Direzione regionale Lombardia

        Composizione della PEC
        L’oggetto della PEC deve essere chiaro e contenere i riferimenti essenziali. Ti suggeriamo di utilizzare questo formato:
        “Domanda adesione Rottamazione quinquies – Sovraindebitamento – CF: [TUO CODICE FISCALE]”

        Nel corpo del messaggio inserisci una breve descrizione:
        “Si trasmette in allegato la domanda di adesione alla Definizione agevolata (Rottamazione quinquies) per i carichi oggetto della procedura di sovraindebitamento ai sensi della L. 3/2012 [o D.Lgs. 14/2019].”

        Invio e conservazione
        Dopo l’invio, conserva con cura:

        • La ricevuta di accettazione (conferma che la PEC e partita)
        • La ricevuta di avvenuta consegna (conferma che l’Agenzia ha ricevuto il messaggio)

        Queste ricevute sono la prova dell’avvenuta presentazione della domanda nei termini.

        Debiti Ammessi ed Esclusi dalla Rottamazione Quinquies

        Non tutti i debiti possono essere inclusi nella rottamazione quinquies, anche per chi si trova in una procedura di sovraindebitamento. E fondamentale conoscere esattamente quali carichi possono essere definiti in modo agevolato e quali invece restano esclusi.

        Debiti ammessi alla rottamazione quinquies:

        • IRPEF, IRES, IRAP e relative addizionali non versate
        • IVA risultante da controlli automatici e formali
        • Contributi INPS (esclusi quelli da accertamento)
        • Imposte di registro, successione, donazione
        • Imposte ipotecarie e catastali
        • Canone RAI non pagato
        • Multe stradali irrogate dalle Prefetture (per la sola parte sanzionatoria)
        • IMU, TASI, TARI se affidate all’Agente della riscossione
        • Contributi alle Casse professionali (se l’ente aderisce con delibera)

        Debiti esclusi dalla rottamazione quinquies:

        • Debiti gia in rottamazione quater regolare – chi al 30 settembre 2025 risultava in regola con i pagamenti della quater non puo passare alla quinquies
        • Contributi INPS da accertamento – restano fuori dalla definizione
        • Risorse proprie UE – dazi e diritti doganali
        • IVA all’importazione
        • Somme dovute a titolo di recupero aiuti di Stato
        • Crediti da condanne penali (multe e ammende penali)
        • Sanzioni e ammende irrogate da Autorita amministrative (AGCM, Consob, ecc.)

        Attenzione particolare per il sovraindebitamento: i debiti che puoi rottamare sono solo quelli che rientrano nella procedura di composizione della crisi. Se hai altri debiti non inclusi nel piano di sovraindebitamento ma comunque affidati alla riscossione, per quelli dovrai presentare domanda ordinaria attraverso i canali telematici standard.



        Scadenze Rottamazione Quinquies 2026: Il Calendario Completo

        Rispettare le scadenze della rottamazione quinquies e fondamentale per non perdere i benefici della definizione agevolata. Di seguito trovi il calendario completo con tutte le date da segnare.

        Scadenze per la presentazione della domanda

        DataAdempimento
        30 aprile 2026Termine ultimo per presentare la domanda di adesione
        30 giugno 2026L’Agenzia comunica l’esito (accoglimento o diniego) e il piano di pagamento

        Scadenze per il pagamento – Unica soluzione

        DataAdempimento
        31 luglio 2026Pagamento dell’intero importo dovuto

        Scadenze per il pagamento – 54 rate bimestrali

        RataScadenzaNote
        1 rata31 luglio 2026Senza interessi
        2 rata30 settembre 2026Senza interessi
        3 rata30 novembre 2026Senza interessi
        4 rata31 gennaio 2027Con interessi 3% annuo
        5-51 rataBimestrali 2027-2034Con interessi 3% annuo
        52 rata31 gennaio 2035Con interessi 3% annuo
        53 rata31 marzo 2035Con interessi 3% annuo
        54 rata31 maggio 2035Ultima rata

        Le rate dalla quarta in poi hanno scadenza bimestrale: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno.

        Attenzione ai giorni di tolleranza: e ammessa una tolleranza di 5 giorni per il pagamento delle rate. Questo significa che se paghi entro il quinto giorno successivo alla scadenza, il versamento e considerato tempestivo.

        Particolarita per il sovraindebitamento: come gia accennato, per chi e in procedura di sovraindebitamento il pagamento puo avvenire secondo le modalita e i tempi previsti dal decreto di omologazione. Questo significa che potresti avere un piano personalizzato diverso dalle 54 rate standard, concordato nell’ambito della tua procedura di composizione della crisi.

        Esempio Pratico: Quanto Si Risparmia con la Rottamazione Quinquies

        Per comprendere meglio i vantaggi concreti della rottamazione quinquies sovraindebitamento, vediamo un esempio pratico di calcolo del risparmio.

        Caso di Mario – Contribuente in sovraindebitamento

        Mario e un piccolo imprenditore che nel 2022 ha avviato una procedura di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012. Tra i suoi debiti ci sono diverse cartelle esattoriali per un totale cosi composto:

        VoceImporto
        Capitale (imposte non pagate)15.000 euro
        Sanzioni7.500 euro
        Interessi di mora3.200 euro
        Aggio di riscossione1.300 euro
        Totale cartelle27.000 euro

        Con la rottamazione quinquies Mario paghera:

        VoceImporto
        Solo capitale15.000 euro
        Sanzioni0 euro
        Interessi di mora0 euro
        Aggio0 euro
        Totale da pagare15.000 euro

        Risparmio totale: 12.000 euro (44,4%)

        Se Mario sceglie di pagare in 54 rate, l’importo della singola rata sara di circa 278 euro ogni due mesi, piu gli interessi del 3% annuo dalla quarta rata in poi.

        Caso di Laura – Consumatrice con debiti fiscali

        Laura e una dipendente che ha accumulato debiti per mancati pagamenti di IMU e cartelle per controlli automatici sul 730. Ha avviato un piano del consumatore che include:

        VoceImporto
        Capitale IMU non pagata4.500 euro
        Capitale IRPEF (36-bis)3.000 euro
        Sanzioni totali3.750 euro
        Interessi totali1.800 euro
        Aggio950 euro
        Totale debito14.000 euro

        Con la rottamazione quinquies Laura paghera:

        VoceImporto
        Capitale totale7.500 euro
        Interessi legali (solo per rateazione)circa 500 euro
        Totale con 54 ratecirca 8.000 euro

        Risparmio totale: circa 6.000 euro (43%)

        Questi esempi mostrano come la rottamazione quinquies possa alleggerire significativamente il carico debitorio anche per chi e gia in difficolta economica con una procedura di sovraindebitamento in corso.



        Cosa Succede se la Domanda Viene Respinta

        Dopo aver presentato la domanda di rottamazione quinquies sovraindebitamento, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha tempo fino al 30 giugno 2026 per comunicare l’esito. In caso di accoglimento, riceverai la comunicazione con l’importo dovuto e il piano di pagamento. Ma cosa succede se la domanda viene respinta?

        I motivi di rigetto piu comuni sono:

        • Carichi non rientranti nell’ambito temporale – debiti affidati prima del 2000 o dopo il 2023
        • Procedura di sovraindebitamento non formalmente avviata – mancanza del deposito presso il Tribunale
        • Documentazione incompleta o errata – errori nella compilazione del modello DA-LS-2026
        • Debiti gia in rottamazione quater regolare – esclusione prevista dalla norma
        • Tipologia di debiti esclusa – ad esempio contributi INPS da accertamento

        In caso di diniego, l’Agenzia e tenuta a comunicare le motivazioni del rigetto. A quel punto hai diverse possibilita:

        1. Verificare l’errore – se si tratta di un errore formale o documentale, potresti presentare una nuova istanza corretta (se ancora nei termini) o chiedere chiarimenti
        2. Presentare istanza di riesame – puoi contestare il diniego se ritieni che sia errato, allegando documentazione a supporto
        3. Ricorrere alla giustizia tributaria – in ultima istanza, puoi impugnare il provvedimento di diniego presso la Commissione tributaria
        4. Valutare alternative – se i debiti non sono rottamabili, potresti comunque procedere con la rateizzazione ordinaria o proseguire con la sola procedura di sovraindebitamento

        In ogni caso, il rigetto della rottamazione non pregiudica la procedura di sovraindebitamento gia in corso, che prosegue secondo le sue regole.

        Decadenza dalla Rottamazione Quinquies: Quando Si Perde il Beneficio

        Ottenere l’accoglimento della domanda di rottamazione quinquies non significa aver concluso definitivamente la pratica. E fondamentale rispettare il piano di pagamento concordato, altrimenti si rischia la decadenza con conseguenze importanti.

        La decadenza dalla rottamazione quinquies si verifica in caso di:

        • Mancato pagamento della prima o unica rata entro il 31 luglio 2026
        • Mancato pagamento di due rate, anche non consecutive
        • Mancato pagamento dell’ultima rata del piano

        Conseguenze della decadenza:

        Se decadi dalla rottamazione quinquies, perdi tutti i benefici della definizione agevolata. In particolare:

        1. Tornano dovute sanzioni e interessi – l’intero importo originario, comprensivo di sanzioni, interessi di mora e aggio, torna ad essere esigibile
        2. Ripresa delle azioni di riscossione – l’Agente della riscossione puo riprendere le procedure di recupero (fermi, pignoramenti, ipoteche)
        3. Impossibilita di nuova rateizzazione – i debiti per i quali sei decaduto non possono piu essere rateizzati in modo ordinario
        4. Perdita dei versamenti gia effettuati – le somme gia pagate vengono comunque trattenute come acconto sul debito totale

        Per chi e in sovraindebitamento: la decadenza dalla rottamazione quinquies ha ripercussioni anche sulla procedura di composizione della crisi. Il debito fiscale tornera ad essere considerato per l’intero importo originario, potenzialmente alterando l’equilibrio del piano e richiedendo una sua modifica.

        Come evitare la decadenza:

        Per non rischiare, ti consigliamo di:

        • Impostare promemoria per ogni scadenza di pagamento
        • Verificare sempre la disponibilita dei fondi prima della scadenza
        • Ricordare che hai 5 giorni di tolleranza in caso di ritardo
        • In caso di difficolta temporanee, contattare il CAF per valutare le opzioni

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento

        Ecco le risposte alle domande piu frequenti sulla rottamazione quinquies sovraindebitamento.

        Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono in sovraindebitamento?

        Si, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto espressamente la possibilita di aderire alla rottamazione quinquies anche per i contribuenti che hanno gia avviato una procedura di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012 o del D.Lgs. n. 14/2019. E necessario utilizzare il modello specifico DA-LS-2026 e presentare la domanda via PEC.

        Qual e la differenza tra modello ordinario e modello DA-LS-2026?

        Il modello ordinario si presenta online attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione ed e destinato a tutti i contribuenti. Il modello DA-LS-2026 e invece riservato esclusivamente a chi e in procedura di sovraindebitamento e deve essere inviato tramite PEC alla Direzione regionale competente.

        Entro quando devo presentare la domanda di rottamazione quinquies?

        La scadenza per presentare la domanda di adesione alla rottamazione quinquies e il 30 aprile 2026. Per chi e in sovraindebitamento, la domanda va inviata via PEC entro la stessa data. Entro il 30 giugno 2026 l’Agenzia comunichera l’esito e l’importo da pagare.

        In quante rate posso pagare la rottamazione quinquies?

        Puoi scegliere di pagare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali distribuite in 9 anni. Le prime tre rate sono senza interessi; dalla quarta si applica un interesse del 3% annuo. Per chi e in sovraindebitamento, il pagamento puo seguire anche le tempistiche del decreto di omologazione.

        Cosa succede se salto una rata della rottamazione quinquies?

        Se salti una sola rata, non decadi immediatamente dalla rottamazione. La decadenza scatta in caso di mancato pagamento di due rate (anche non consecutive) oppure se non paghi la prima/unica rata o l’ultima rata del piano. E comunque prevista una tolleranza di 5 giorni per ogni scadenza.

        I contributi INPS sono inclusi nella rottamazione quinquies?

        I contributi previdenziali INPS sono inclusi nella rottamazione quinquies, ma solo quelli derivanti da omesso versamento. Sono invece esclusi i contributi richiesti a seguito di accertamento. Anche i contributi alle Casse professionali privatizzate possono rientrare, se l’ente di previdenza lo delibera.

        Posso rottamare anche le multe stradali?

        Si, le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada irrogate dalle Prefetture possono essere rottamate. Tuttavia, la definizione agevolata riguarda solo la parte sanzionatoria (interessi e maggiorazioni): l’importo originario della multa resta comunque dovuto per intero.

        Come faccio a sapere quali cartelle posso rottamare?

        Puoi richiedere il tuo estratto di ruolo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che elenca tutti i carichi affidati a tuo nome. In alternativa, il CAF Centro Fiscale puo verificare la tua situazione debitoria e identificare i carichi rottamabili nel periodo dal 2000 al 2023.

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        Conclusione

        La rottamazione quinquies sovraindebitamento rappresenta un’opportunita unica per chi si trova in difficolta economica di alleggerire il proprio carico fiscale. Grazie al modello DA-LS-2026, anche i contribuenti in procedura di composizione della crisi possono accedere ai benefici della definizione agevolata, eliminando sanzioni, interessi e aggio.

        La procedura richiede attenzione nella compilazione del modello e nel rispetto delle scadenze. Un errore nella documentazione o un ritardo nell’invio della PEC potrebbero compromettere l’adesione. Per questo e fondamentale affidarsi a professionisti esperti che conoscano sia la normativa sulla rottamazione sia le procedure di sovraindebitamento.

        Hai bisogno di assistenza per la rottamazione quinquies? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

        Marzo 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 22:41:462026-05-31 16:12:51Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento 2026: Guida Completa al Modello DA-LS-2026
        CAF

        Congedo per Cure agli Invalidi dal 50%: Guida Completa ai 30 Giorni Senza Legge 104

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Il congedo per cure per lavoratori con invalidità dal 50% è un diritto poco conosciuto che garantisce 30 giorni di permesso retribuito all’anno, anche senza il riconoscimento della Legge 104. Previsto dal D.Lgs. 119/2011, questo congedo consente ai lavoratori dipendenti con invalidità riconosciuta dal 50% di assentarsi dal lavoro per sottoporsi a cure mediche, terapie e trattamenti, mantenendo la piena retribuzione INPS.

        A differenza dei permessi Legge 104, il congedo per cure invalidi non richiede la certificazione di handicap grave (comma 3, art. 3 L. 104/92), ma solo l’accertamento sanitario ASL che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%. Questo lo rende accessibile a una platea molto più ampia di lavoratori con patologie croniche, disabilità permanenti o condizioni invalidanti.

        In questa guida completa del CAF Centro Fiscale scoprirai come funziona il congedo per cure invalidi 2026, quali sono i requisiti di invalidità, come richiedere i 30 giorni di permesso retribuito, la procedura INPS e le differenze con altri istituti previdenziali.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il congedo per cure agli invalidi
        2. Differenza tra congedo cure e permessi Legge 104
        3. Requisiti di invalidità: dal 50% in su
        4. Retribuzione e contributi durante il congedo
        5. Come richiedere il congedo per cure INPS
        6. Casi particolari e cumulo con altri permessi
        7. Domande Frequenti

        Cos’è il congedo per cure agli invalidi

        Il congedo per cure è un permesso retribuito di 30 giorni all’anno riconosciuto ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) con invalidità accertata pari o superiore al 50%. Introdotto dall’art. 7, D.Lgs. 119/2011, questo diritto consente di assentarsi dal lavoro per:

        • Cure mediche ricorrenti (fisioterapia, dialisi, chemioterapia)
        • Visite specialistiche programmate
        • Trattamenti riabilitativi collegati all’invalidità
        • Terapie continuative per patologie croniche
        • Ricoveri ospedalieri brevi per controlli

        Il congedo non è frazionabile in ore: si utilizza solo per giornate intere. I 30 giorni spettano complessivamente nell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) e non sono cumulabili con l’anno successivo se non utilizzati.

        La retribuzione è garantita dall’INPS tramite indennità economica pari al 100% della retribuzione giornaliera, comprensiva di tredicesima e contributi pensionistici. Il datore di lavoro anticipa lo stipendio e recupera poi dall’INPS tramite conguaglio contributivo.

        Chi può richiederlo:

        • Lavoratori subordinati (tempo indeterminato, determinato, part-time)
        • Dipendenti pubblici (PA, scuola, sanità)
        • Lavoratori con contratto a progetto (se configurato come lavoro subordinato)

        Esclusi: autonomi, liberi professionisti, partite IVA, collaboratori occasionali.



        Differenza tra congedo cure e permessi Legge 104

        Molti lavoratori confondono il congedo per cure invalidi con i permessi Legge 104. Si tratta di due istituti completamente diversi, con requisiti, finalità e modalità di utilizzo differenti.

        AspettoCongedo per curePermessi Legge 104
        RequisitoInvalidità ≥ 50%Handicap grave (art. 3 comma 3)
        Giorni/mesi30 giorni all’anno3 giorni al mese
        FinalitàCure mediche per séAssistenza a familiare disabile
        FrazionabilitàSolo giornate intereOre o giorni
        Retribuzione100% INPS100% datore + INPS
        CumulabilitàNO con L.104 per séSÌ con congedo cure

        Esempio pratico:

        Mario ha invalidità 67% (senza L.104 art. 3 comma 3). Può utilizzare i 30 giorni di congedo per cure per le sue terapie fisioterapiche. Se in futuro ottiene anche la certificazione handicap grave, può richiedere i permessi L.104 per assistere un familiare disabile, ma NON può cumulare entrambi per sé stesso.

        La differenza chiave è la certificazione richiesta:

        • Congedo cure: serve solo il verbale invalidità ASL con percentuale ≥ 50%
        • Permessi 104: serve il verbale handicap grave (art. 3 comma 3, L.104/92)

        Molte persone con invalidità media (50-74%) non hanno accesso alla L.104, ma possono comunque beneficiare del congedo per cure di 30 giorni.

        Requisiti di invalidità: dal 50% in su

        Per accedere al congedo per cure, è necessario possedere un verbale di invalidità civile rilasciato dall’ASL o dalla Commissione Medica INPS che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%.

        Come ottenere il riconoscimento di invalidità:

        1. Certificato medico introduttivo: il tuo medico curante invia telematicamente all’INPS il certificato che attesta la tua patologia invalidante
        2. Domanda di invalidità: entro 90 giorni dal certificato, presenti domanda all’INPS (online, tramite CAF o patronato)
        3. Visita medica: la Commissione ASL-INPS ti convoca per accertamento sanitario
        4. Verbale definitivo: ricevi il verbale con la percentuale riconosciuta (es. 50%, 67%, 75%, 100%)

        Percentuali di invalidità e diritti:

        InvaliditàCongedo 30 giorniAltri benefici
        46-49%❌ NOIscrizione collocamento mirato
        50-66%✅ SÌCongedo cure
        67-73%✅ SÌCongedo + esenzione ticket (categorie)
        74-99%✅ SÌCongedo + assegno invalidità INPS
        100%✅ SÌCongedo + pensione invalidità civile

        Patologie che danno diritto al congedo:

        • Patologie oncologiche (anche in remissione con invalidità ≥50%)
        • Malattie cardiovascolari gravi (cardiopatie, post-infarto)
        • Diabete insulino-dipendente con complicanze
        • Insufficienza renale cronica (dialisi)
        • Sclerosi multipla e malattie neurodegenerative
        • Disabilità motorie permanenti
        • Malattie respiratorie croniche gravi (BPCO, fibrosi cistica)

        Il verbale di invalidità è permanente se non indica una data di revisione. Se c’è revisione, devi ripetere la visita alla scadenza per confermare la percentuale.



        Retribuzione e contributi durante il congedo

        Durante i 30 giorni di congedo per cure, il lavoratore riceve una retribuzione piena al 100%, comprensiva di tutti gli elementi stipendiali ordinari:

        • Stipendio base
        • Scatti di anzianità
        • Indennità fisse (es. indennità vacanza contrattuale)
        • Quota tredicesima (maturata proporzionalmente)
        • Quota quattordicesima (se prevista dal CCNL)

        Esclusi dal calcolo:

        • Straordinari
        • Premi di produzione variabili
        • Indennità trasferta
        • Benefit occasionali

        Come funziona il pagamento:

        1. Anticipo del datore: il datore di lavoro eroga lo stipendio normalmente in busta paga
        2. Conguaglio INPS: il datore recupera l’importo anticipato tramite compensazione contributiva (denuncia UniEmens)
        3. Nessun costo per l’azienda: il congedo è interamente a carico INPS

        Contributi previdenziali:

        I 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi:

        • ✅ Valgono per la pensione (anzianità contributiva)
        • ✅ Utili per il calcolo dell’anzianità lavorativa
        • ✅ Coperti per TFR (trattamento di fine rapporto)
        • ✅ Considerati periodo lavorato ai fini contrattuali

        Esempio retribuzione:

        Laura, impiegata con RAL 28.000 euro, utilizza 15 giorni di congedo per cure nel mese di marzo. In busta paga riceverà:

        • Stipendio marzo: 2.333 euro (importo pieno, nessuna decurtazione)
        • Contributi previdenziali: versati regolarmente dall’INPS
        • TFR: matura normalmente

        Il datore di lavoro anticiperà l’intero stipendio e recupererà i 15 giorni di indennità INPS tramite conguaglio contributivo nelle denunce successive.

        Come richiedere il congedo per cure INPS

        La procedura per richiedere i 30 giorni di congedo per cure prevede due passaggi: comunicazione al datore di lavoro e certificazione medica.

        Step 1: Richiesta scritta al datore di lavoro

        Invia una comunicazione formale (raccomandata o PEC) al tuo datore di lavoro con:

        • Domanda di congedo per cure ai sensi dell’art. 7, D.Lgs. 119/2011
        • Copia del verbale di invalidità (con percentuale ≥50%)
        • Periodo richiesto (es. “dal 15 al 20 marzo 2026”)
        • Motivazione generica (es. “per sottoporsi a trattamenti terapeutici”)

        Fac-simile lettera di richiesta:

        Oggetto: Richiesta congedo per cure - art. 7 D.Lgs. 119/2011
        
        Il/La sottoscritto/a [NOME COGNOME], dipendente con qualifica [QUALIFICA],
        chiede di usufruire del congedo per cure previsto dall'art. 7 del D.Lgs. 119/2011
        per il periodo dal [DATA INIZIO] al [DATA FINE] per complessivi [N] giorni.
        
        Si allega verbale di riconoscimento invalidità civile pari al [XX]%.
        
        Cordiali saluti,
        [FIRMA]

        Step 2: Certificazione medica

        Durante il congedo, devi presentare al datore di lavoro:

        • Certificato medico che attesti la necessità delle cure
        • Documentazione sanitaria (es. prenotazione visita, ricetta terapia)
        • Attestazioni di presenza alle cure (se richiesto dal CCNL)

        Il certificato medico non deve necessariamente essere un certificato di malattia, ma una dichiarazione del medico specialista o curante che confermi che il lavoratore deve sottoporsi a trattamenti terapeutici correlati all’invalidità.

        Tempi di preavviso:

        La legge non prevede un preavviso minimo obbligatorio. Tuttavia, per esigenze organizzative aziendali, è consigliabile:

        • Preavviso di 3-5 giorni per periodi programmabili
        • Comunicazione immediata per cure urgenti o ricoveri improvvisi

        Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo se il lavoratore ha i requisiti di legge. L’eventuale diniego è illegittimo e può essere impugnato.

        Gestione del congedo:

        • Il datore autorizza il congedo e registra l’assenza come “congedo cure art. 7 D.Lgs. 119/2011”
        • Il lavoratore non deve inviare domanda all’INPS: è il datore a gestire il recupero tramite conguaglio contributivo
        • In busta paga, l’assenza risulta come permesso retribuito al 100%



        Casi particolari e cumulo con altri permessi

        Il congedo per cure presenta alcune peculiarità in caso di cumulo con altri istituti previdenziali o in situazioni lavorative particolari.

        Congedo per cure + Permessi Legge 104 per familiare

        Se hai invalidità ≥50% (congedo per te) e assisti un familiare con handicap grave (L.104), puoi cumulare entrambi:

        • ✅ 30 giorni congedo cure per le tue terapie
        • ✅ 3 giorni al mese L.104 per assistere il familiare

        Congedo per cure + Malattia

        Se durante il congedo per cure ti ammali di altra patologia acuta, puoi:

        • Interrompere il congedo cure
        • Passare a malattia ordinaria (con certificato medico di malattia)
        • Riprendere il congedo cure quando guarisci dalla malattia acuta

        I giorni di malattia non decurtano i 30 giorni di congedo.

        Congedo per cure durante periodo di prova

        Il congedo per cure è un diritto anche durante il periodo di prova. Il datore di lavoro non può licenziare per aver richiesto il congedo, ma può recedere per altre motivazioni connesse all’idoneità lavorativa.

        Part-time

        I lavoratori part-time hanno diritto agli stessi 30 giorni dei full-time (non proporzionali). La retribuzione è calcolata sulla base della retribuzione giornaliera effettiva del part-time.

        Contratto a tempo determinato

        I lavoratori a tempo determinato hanno pieno diritto al congedo, anche se il contratto è di breve durata. I 30 giorni spettano per anno solare, non per contratto.

        Settore pubblico

        Nel pubblico impiego, il congedo per cure è regolamentato dagli stessi principi del settore privato, ma la gestione amministrativa può variare:

        • Scuola: richiesta tramite SIDI con autorizzazione dirigente scolastico
        • Sanità: comunicazione al responsabile UOC con certificato medico
        • PA: domanda protocollata all’ufficio personale

        Licenziamento durante congedo

        Il licenziamento durante il congedo per cure è nullo se motivato dall’assenza per cure. Il lavoratore può impugnare il licenziamento entro 60 giorni.

        Maternità/Paternità + Congedo cure

        Durante maternità obbligatoria o congedo parentale, il congedo per cure è sospeso. Puoi richiederlo prima o dopo il periodo di maternità/paternità, ma non in contemporanea.

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        Domande Frequenti sul Congedo per Cure Invalidi

        Il congedo per cure spetta anche con invalidita al 50% esatta?

        Si, il diritto scatta con invalidita pari o superiore al 50%. Chi ha esattamente il 50% di invalidita riconosciuta ha pieno diritto ai 30 giorni di congedo retribuito, alle stesse condizioni di chi ha percentuali superiori.

        Posso usare il congedo per cure senza la Legge 104?

        Si, il congedo per cure non richiede la certificazione di handicap grave prevista dalla Legge 104. Serve solo il verbale di invalidita civile con percentuale pari o superiore al 50%, rilasciato dalla Commissione ASL-INPS.

        Il congedo per cure decurta ferie o permessi?

        No, i 30 giorni di congedo per cure sono autonomi e non decurtano ferie, permessi ROL o altri istituti contrattuali. Sono un diritto aggiuntivo e indipendente previsto per legge.

        Devo dimostrare di aver fatto effettivamente le cure?

        Si, e necessario presentare al datore di lavoro certificazione medica che attesti la necessita delle cure. Alcuni CCNL richiedono anche attestazioni di presenza (es. ricevute prenotazioni, certificati medici post-visita). Il datore puo richiedere verifiche.

        Il congedo per cure vale per la pensione?

        Si, i 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi valgono ai fini del calcolo della pensione, dell’anzianita contributiva e del TFR. Sono considerati periodo effettivamente lavorato.


        Hai bisogno di assistenza per il riconoscimento invalidita o il congedo cure?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:

        • Domanda di invalidita civile INPS
        • Verifica requisiti per congedo cure
        • Redazione lettera di richiesta al datore
        • Assistenza pratiche previdenziali
        • Ricorsi per verbali negativi
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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da Preparare

          Guida completa all'ISEE 2027: quando si rinnova, come pesa la prima casa dopo l'innalzamento della franchigia, quali redditi e patrimoni entrano nel calcolo, la checklist dei documenti da preparare e gli errori più frequenti da evitare.
          Settembre 30, 2026
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          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 13:00:002026-09-29 07:36:06ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da Preparare
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          ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni

          ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Accedere ai Bonus Regionali e alle AgevolazioniL'ISEE che hai elaborato a inizio anno potrebbe non riflettere più la tua situazione economica reale: se hai perso il lavoro, hai terminato…
          Settembre 29, 2026
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          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-29 14:00:002026-09-29 07:37:43ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni

          CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

          Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

          Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-21 21:41:462026-05-31 16:21:14Congedo per Cure agli Invalidi dal 50%: Guida Completa ai 30 Giorni Senza Legge 104
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          Rimborsi Fiscali 2026: Guida Completa Passo dopo Passo

          Dichiarazione dei redditi 730

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            Contratto a Chiamata (Intermittente) 2026: Come Funziona

            Il contratto a chiamata, noto anche come lavoro intermittente, è una tipologia contrattuale che permette al datore di lavoro di utilizzare la prestazione del dipendente solo quando ne ha effettivamente bisogno. Disciplinato dagli articoli…
            Aprile 25, 2026
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            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-25 09:00:002026-05-31 16:12:29Contratto a Chiamata (Intermittente) 2026: Come Funziona
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            Contratto Part-Time 2026: Orizzontale, Verticale e Misto

            Il contratto part time rappresenta una delle formule contrattuali più utilizzate nel mercato del lavoro italiano, soprattutto da chi ha bisogno di conciliare impegni familiari, di studio o altre attività con l'occupazione. Nel 2026 le regole…
            Aprile 24, 2026
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            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-24 09:00:002026-05-31 18:00:13Contratto Part-Time 2026: Orizzontale, Verticale e Misto
            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
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            Periodo di Prova 2026: Durata, Diritti e Licenziamento

            Il periodo di prova e una fase iniziale del rapporto di lavoro durante la quale sia il datore di lavoro sia il lavoratore possono valutare la reciproca convenienza della collaborazione. Durante questo periodo, entrambe le parti hanno la facolta…
            Aprile 23, 2026
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            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-23 09:00:002026-05-31 18:00:22Periodo di Prova 2026: Durata, Diritti e Licenziamento
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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

            Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 20:41:462026-03-21 17:52:10Rimborsi Fiscali 2026: Guida Completa Passo dopo Passo
            CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

            Attestazioni INPS 2026 Online: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite – Guida Completa

            Pensione 2026 INPS

            Le attestazioni INPS sono documenti ufficiali che certificano la presenza di contributi previdenziali versati o da versare per specifiche operazioni come il riscatto della laurea, la ricongiunzione contributiva o la costituzione di rendite vitalizie. Dal 2026, l’INPS ha potenziato i servizi online per richiedere e scaricare queste attestazioni direttamente dal portale MyINPS, semplificando notevolmente le procedure per i cittadini.

            Che tu debba riscattare periodi non coperti da contribuzione, riunificare posizioni contributive sparse tra diverse gestioni o certificare rendite previdenziali, conoscere le modalità corrette per ottenere l’attestazione INPS è fondamentale per non incorrere in ritardi o problemi burocratici. Questa guida ti accompagna passo dopo passo nel mondo delle attestazioni INPS 2026, spiegando quando servono, come richiederle online e quali documenti preparare.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella richiesta di tutte le attestazioni INPS, verificando la tua posizione contributiva e assistendoti nell’invio delle domande telematiche. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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            Indice dei contenuti

            1. Cosa Sono le Attestazioni INPS
            2. Tipi di Attestazioni INPS Disponibili
            3. Come Richiedere le Attestazioni INPS Online
            4. Riscatto Contributi: Cosa Puoi Attestare
            5. Ricongiunzione vs Totalizzazione: Quale Scegliere
            6. Rendite INPS: Quando Serve l’Attestazione
            7. Scadenze e Tempistiche 2026
            8. Documenti Necessari per la Richiesta
            9. Costi e Modalità di Pagamento

            Cosa Sono le Attestazioni INPS

            Le attestazioni INPS sono certificazioni ufficiali rilasciate dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che documentano la situazione contributiva del lavoratore in relazione a specifiche operazioni previdenziali. Si tratta di documenti indispensabili per formalizzare domande di riscatto, ricongiunzione o per dimostrare l’esistenza di rendite vitalizie costituite presso l’INPS.

            A differenza di un semplice estratto contributivo (che elenca i contributi versati), l’attestazione certifica l’ammissibilità e il costo di operazioni specifiche come:

            • Riscatto di periodi non coperti: laurea, diploma universitario, periodi di aspettativa non retribuita, lavoro all’estero in paesi non convenzionati
            • Ricongiunzione contributiva: riunificazione di contributi versati in gestioni previdenziali diverse (INPS, casse professionali, ex INPDAP)
            • Totalizzazione contributiva: cumulo gratuito di contributi per maturare il diritto a pensione
            • Rendite vitalizie INPS: certificazione dell’esistenza di rendite costituite a favore del richiedente

            Le attestazioni hanno validità temporale limitata (generalmente 6-12 mesi) e devono essere aggiornate se nel frattempo intervengono modifiche alla situazione contributiva.

            Novità 2026: Procedura Completamente Telematica

            Dal 2026, l’INPS ha reso completamente digitale la richiesta di attestazioni, eliminando la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli. Attraverso il portale MyINPS (accessibile con SPID, CIE o CNS), è possibile richiedere l’attestazione online compilando un form guidato, allegare documenti in formato PDF, monitorare lo stato di lavorazione della pratica in tempo reale e scaricare l’attestazione firmata digitalmente dall’INPS direttamente dal portale.

            I tempi di rilascio si sono ridotti mediamente a 30-45 giorni dalla presentazione della domanda completa, contro i 60-90 giorni necessari con la procedura cartacea.



            Tipi di Attestazioni INPS Disponibili

            L’INPS rilascia diverse tipologie di attestazioni in base all’operazione previdenziale richiesta. Vediamo nel dettaglio le principali.

            Attestazione Riscatto Contributi

            L’attestazione per riscatto contributi certifica la possibilità di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Le casistiche più comuni sono il riscatto laurea (periodo del corso di studi universitario), il riscatto lavoro all’estero (periodi lavorati in paesi extra-UE senza convenzioni bilaterali) e il riscatto periodi non coperti (aspettative non retribuite, interruzioni lavorative documentate).

            L’attestazione indica la durata riscattabile (in anni, mesi, giorni), l’onere economico totale da versare all’INPS, la possibilità di rateizzazione (massimo 120 rate mensili senza interessi) e il risparmio fiscale ottenibile. Il costo del riscatto varia in base al sistema di calcolo della pensione (retributivo, misto o contributivo) e alla retribuzione percepita negli ultimi anni.

            Attestazione Ricongiunzione Contributiva

            L’attestazione per ricongiunzione contributiva (regolata dalla Legge 29/1979) certifica la possibilità di riunificare in un’unica gestione INPS tutti i contributi versati presso gestioni previdenziali diverse. È particolarmente utile per chi ha cambiato lavoro passando da dipendente pubblico a privato, o da lavoro subordinato ad autonomo.

            L’attestazione specifica le gestioni coinvolte, il totale dei contributi da ricongiungere (in anni e mesi), l’onere della ricongiunzione (calcolato secondo la riserva matematica) e la gestione di destinazione dove confluiranno tutti i contributi. La ricongiunzione è onerosa (costa mediamente il 50-70% dell’importo complessivo dei contributi da ricongiungere) ma permette di unificare tutta la carriera contributiva, evitando penalizzazioni nel calcolo della pensione.

            Attestazione Totalizzazione Contributi

            L’attestazione per totalizzazione (D.Lgs. 42/2006) certifica la possibilità di sommare gratuitamente i contributi presenti in gestioni diverse per raggiungere i requisiti minimi di pensione. A differenza della ricongiunzione, la totalizzazione è gratuita (nessun onere da versare), non unifica fisicamente i contributi (restano nelle gestioni originarie), richiede almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare e comporta il ricalcolo contributivo dell’intera pensione (penalizzazione del 20-30% rispetto al sistema retributivo).

            L’attestazione indica il montante contributivo complessivo e la data di maturazione del diritto a pensione con totalizzazione.

            Come Richiedere le Attestazioni INPS Online

            La richiesta delle attestazioni INPS avviene esclusivamente online attraverso il portale MyINPS. Ecco la procedura completa passo dopo passo.

            Step 1: Accesso al Portale MyINPS

            Per accedere al portale MyINPS è necessario uno dei seguenti strumenti di autenticazione: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore, CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) con lettore smart card.

            Collegati a www.inps.it e clicca su “Entra in MyINPS” in alto a destra. Seleziona il metodo di autenticazione preferito e inserisci le credenziali.

            Step 2: Ricerca del Servizio

            Una volta autenticato, utilizza la barra di ricerca del portale e digita “Attestazione riscatto contributi” per il riscatto laurea/periodi, “Attestazione ricongiunzione contributiva” per la ricongiunzione, “Attestazione totalizzazione” per la totalizzazione gratuita o “Attestazione rendita” per le rendite vitalizie. Alternativamente, naviga nel menu: Pensione e Previdenza → Domande Previdenziali → Attestazioni.

            Step 3: Compilazione del Modulo

            Il sistema ti presenterà un modulo guidato da compilare con dati anagrafici (verificati automaticamente dal sistema INPS), periodo da attestare (date inizio e fine del periodo da riscattare/ricongiungere), gestione previdenziale di interesse (dove vuoi far confluire i contributi), documenti da allegare (certificato di laurea, contratti di lavoro estero, dichiarazioni sostitutive) e modalità di pagamento preferita (unica soluzione o rateizzazione).

            Presta particolare attenzione alla sezione allegati: i documenti devono essere in formato PDF, con dimensione massima di 5 MB ciascuno. Per il riscatto laurea è obbligatorio allegare il certificato di laurea con votazione e data di conseguimento.

            Step 4: Invio della Domanda

            Dopo aver compilato tutti i campi obbligatori e verificato i dati inseriti, clicca su “Invia domanda”. Il sistema genererà una ricevuta di protocollazione con numero di protocollo univoco della domanda, data e ora di presentazione e riepilogo dei dati inseriti. Salva o stampa la ricevuta: ti servirà per monitorare lo stato della pratica e per eventuali comunicazioni con l’INPS.

            Step 5: Monitoraggio della Pratica

            Puoi verificare lo stato di avanzamento della tua richiesta accedendo a MyINPS → Le mie domande → Attestazioni. Gli stati possibili sono: In lavorazione (la domanda è stata acquisita), Documentazione integrativa richiesta (l’INPS ha bisogno di documenti aggiuntivi), Attestazione emessa (il documento è pronto per il download) o Domanda respinta (con motivazione dettagliata).

            I tempi medi di lavorazione sono 30-45 giorni per le attestazioni standard, fino a 60-90 giorni per quelle complesse (es. ricongiunzioni con più gestioni coinvolte).

            Step 6: Download dell’Attestazione

            Quando lo stato della pratica cambia in “Attestazione emessa”, puoi scaricare il documento cliccando su “Scarica PDF”. L’attestazione è firmata digitalmente dall’INPS, ha validità di 6-12 mesi dalla data di emissione, riporta un codice QR per la verifica online dell’autenticità e può essere utilizzata per presentare la domanda definitiva di riscatto/ricongiunzione o per pratiche con enti terzi.



            Riscatto Contributi: Cosa Puoi Attestare

            Il riscatto contributivo è l’istituto che permette di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Vediamo nel dettaglio le casistiche riscattabili.

            Riscatto Laurea Ordinario

            Il riscatto ordinario del corso di studi (Legge 1338/1962 e D.Lgs. 184/1997) permette di riscattare il periodo del corso universitario che ha portato al conseguimento del titolo. Sono riscattabili la laurea triennale (massimo 3 anni), la laurea magistrale (2 anni aggiuntivi), la laurea a ciclo unico (5-6 anni: medicina, giurisprudenza, architettura), il dottorato di ricerca (3-4 anni) e il diploma universitario ante-riforma (2-3 anni).

            Non sono riscattabili i periodi di fuori corso (oltre la durata legale del corso), gli anni di studio già coperti da contribuzione (es. lavoro contemporaneo agli studi) e i corsi di laurea non portati a termine (senza conseguimento del titolo).

            Il costo del riscatto ordinario si calcola con il metodo della riserva matematica per chi ha contributi prima del 1996, ed è generalmente elevato (da 25.000 a 80.000 euro per 5 anni di laurea, in base all’età e alla retribuzione). L’onere è deducibile integralmente dal reddito IRPEF.

            Riscatto Laurea Agevolato (Pace Contributiva)

            Il riscatto agevolato (introdotto dal Decreto Legge 4/2019) è riservato ai lavoratori con primo contributo successivo al 31/12/1995 (sistema contributivo puro). Il costo fisso è di 5.775,73 euro per ogni anno riscattato (dato 2026, rivalutato annualmente), con un risparmio sostanziale del 70-80% rispetto al riscatto ordinario. La deducibilità fiscale è però limitata al 50% dell’onere (contro il 100% del riscatto ordinario) e il riscatto agevolato aumenta l’anzianità contributiva ma non il montante (nessun incremento dell’assegno pensionistico).

            Conviene il riscatto agevolato quando l’obiettivo è anticipare la pensione (es. Quota 103, pensione anticipata) raggiungendo prima i requisiti contributivi, anche a costo di non incrementare l’importo dell’assegno.

            Ricongiunzione vs Totalizzazione: Quale Scegliere

            Quando hai contributi in gestioni previdenziali diverse (es. INPS dipendenti + INPS artigiani, o INPS + ex INPDAP + Cassa Avvocati), devi scegliere tra ricongiunzione onerosa e totalizzazione gratuita. Vediamo le differenze.

            Ricongiunzione Contributiva (Legge 29/1979)

            La ricongiunzione onerosa riunifica fisicamente tutti i contributi in un’unica gestione. I vantaggi sono il calcolo retributivo/misto preservato (se hai contributi ante-1995, il sistema di calcolo favorevole viene mantenuto), il maggior importo pensione (eliminando le penalizzazioni da pro-rata, l’assegno risulta più alto del 20-30%) e la flessibilità nella scelta della gestione (puoi decidere dove far confluire tutti i contributi).

            Gli svantaggi sono il costo elevato (l’onere può raggiungere il 50-70% del valore complessivo dei contributi da ricongiungere, da 20.000 a 100.000+ euro), la rateizzazione massima 120 mesi (rate mensili elevate per chi ha oneri superiori a 50.000 euro) e i tempi lunghi (la pratica può richiedere 6-12 mesi per il completamento).

            Conviene la ricongiunzione quando hai contributi ante-1995 e vuoi preservare il calcolo retributivo, l’incremento dell’assegno pensionistico compensa l’onere entro 10-15 anni di pensione o puoi permetterti la spesa o l’importo delle rate.

            Totalizzazione Contributiva (D.Lgs. 42/2006)

            La totalizzazione gratuita somma virtualmente i contributi senza unificarli. I vantaggi sono il nessun costo (completamente gratuita), l’accesso alla pensione (permette di raggiungere i requisiti minimi sommando contributi altrimenti insufficienti) e la procedura semplificata (basta una domanda di pensione con totalizzazione).

            Gli svantaggi sono il calcolo interamente contributivo (anche i contributi ante-1995 vengono ricalcolati col metodo contributivo, con penalizzazione 20-30%), il requisito minimo (serve almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare) e le finestre di attesa (18 mesi dalla maturazione dei requisiti per pensione di vecchiaia, 21 mesi per anticipata).

            Conviene la totalizzazione quando hai solo contributi post-1995 (nessuna perdita dal ricalcolo contributivo), non puoi permetterti l’onere della ricongiunzione o l’obiettivo è andare in pensione prima possibile, anche con assegno ridotto.

            Simulazione Personalizzata: Affidati al CAF

            La scelta tra ricongiunzione e totalizzazione dipende dalla tua situazione contributiva specifica: anni di contributi, gestioni coinvolte, età, redditi. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua simulazioni comparative gratuite per aiutarti a scegliere l’opzione più vantaggiosa. Contattaci per un appuntamento.



            Rendite INPS: Quando Serve l’Attestazione

            L’attestazione di rendita INPS certifica l’esistenza e l’importo di rendite vitalizie costituite presso l’INPS. È richiesta in diverse situazioni.

            Rendite da Riscatto INAIL

            Le rendite INAIL per inabilità permanente conseguente a infortunio sul lavoro o malattia professionale possono essere trasferite all’INPS per gestione unitaria. L’attestazione certifica l’importo mensile della rendita INAIL in gestione INPS, la percentuale di invalidità riconosciuta, la rivalutazione annuale secondo gli indici ISTAT e la reversibilità ai superstiti in caso di decesso. Serve per pratiche bancarie (mutui, finanziamenti) come prova di reddito, o per dichiarazioni ISEE.

            Come Richiedere l’Attestazione di Rendita

            La richiesta segue la procedura standard online: accedi a MyINPS con SPID/CIE/CNS, cerca “Attestazione rendita vitalizia”, compila il modulo indicando il tipo di rendita e il periodo di riferimento, allega eventuale documentazione pregressa (verbali INAIL, contratti aziendali), invia la domanda e attendi 15-30 giorni per l’emissione. L’attestazione ha validità annuale e deve essere rinnovata se l’importo della rendita viene rivalutato.

            Scadenze e Tempistiche 2026

            Le attestazioni INPS non hanno scadenze specifiche di presentazione (puoi richiederle in qualsiasi momento), ma è importante rispettare alcune tempistiche per evitare ritardi.

            Tempi di Rilascio

            I tempi medi di emissione delle attestazioni nel 2026 sono: 30-40 giorni per attestazione riscatto laurea (se documentazione completa), 45-60 giorni per attestazione ricongiunzione (fino a 90 giorni se coinvolte 3+ gestioni), 30-45 giorni per attestazione totalizzazione e 15-30 giorni per attestazione rendita.

            Le tempistiche si allungano se l’INPS richiede documentazione integrativa: in questo caso ricevi una notifica nell’area riservata e hai 30 giorni per fornire i documenti mancanti, altrimenti la domanda decade.

            Validità dell’Attestazione

            Le attestazioni INPS hanno validità temporale limitata: 6-12 mesi dalla data di emissione per riscatto/ricongiunzione e 12 mesi (rinnovabile annualmente) per rendite. Se l’attestazione scade prima di presentare la domanda definitiva di riscatto o ricongiunzione, devi richiederne una nuova. L’onere economico viene ricalcolato in base alla nuova età e retribuzione.

            Quando Richiederla

            Per ottimizzare i tempi, richiedi l’attestazione almeno 3-4 mesi prima della scadenza per riscatto agevolato laurea (se hai pianificato di riscattare entro una certa data), 6-12 mesi prima del pensionamento se devi decidere tra ricongiunzione e totalizzazione o subito se hai bisogno dell’attestazione per pratiche bancarie o ISEE.



            Documenti Necessari per la Richiesta

            Per richiedere correttamente un’attestazione INPS, prepara in anticipo i seguenti documenti in formato digitale (PDF).

            Per Attestazione Riscatto Laurea

            Per l’attestazione riscatto laurea servono il certificato di laurea con indicazione della data di conseguimento, votazione e durata legale del corso, l’autocertificazione periodi lavorativi durante gli studi (se hai lavorato contemporaneamente), il documento d’identità in corso di validità e il codice fiscale. Se richiedi il riscatto agevolato (pace contributiva), l’INPS verifica automaticamente che il tuo primo contributo sia successivo al 31/12/1995.

            Per Attestazione Ricongiunzione

            Per l’attestazione ricongiunzione servono gli estratti contributivi di tutte le gestioni coinvolte (scaricabili da MyINPS o richiedibili alle casse professionali), i documenti identificativi delle posizioni assicurative (numeri di matricola, codici ente) e la dichiarazione sostitutiva di non aver già presentato domande di ricongiunzione precedenti.

            Per Attestazione Rendita

            Per l’attestazione rendita servono il verbale INAIL (se rendita da infortunio/malattia professionale), il contratto aziendale o documentazione TFR (se rendita da cessione quote) e l’ultima certificazione di rendita (se rinnovo attestazione).

            Costi e Modalità di Pagamento

            I costi delle operazioni attestate dall’INPS variano significativamente. Vediamo nel dettaglio.

            Quanto Costa Riscattare la Laurea

            Il costo del riscatto laurea dipende dal sistema di calcolo pensione (retributivo ante-1995 costa molto di più del contributivo post-1995), dalla retribuzione (per chi ha contributi ante-1995, l’onere è calcolato sulla retribuzione media degli ultimi 12 mesi) e dall’età al momento del riscatto (chi riscatta in giovane età paga meno).

            Esempi di costo riscatto 5 anni laurea (dati 2026): riscatto ordinario sistema retributivo, età 50 anni, RAL 35.000 euro: 65.000-75.000 euro; riscatto ordinario sistema contributivo, età 30 anni, RAL 25.000 euro: 28.000-32.000 euro; riscatto agevolato (pace contributiva): 28.878 euro (5.775,73 × 5 anni, dato fisso 2026). L’attestazione INPS riporta l’onere esatto calcolato sulla tua posizione specifica.

            Quanto Costa la Ricongiunzione

            Il costo della ricongiunzione si calcola con il metodo della riserva matematica, che stima il valore attuale dei contributi da trasferire. Dipende dal montante contributivo da ricongiungere, dall’età del richiedente e dalla differenza tra le aliquote delle gestioni coinvolte. Esempio: ricongiunzione di 10 anni di contributi da Cassa Avvocati (aliquota 14%) a INPS dipendenti (aliquota 33%) con montante 80.000 euro → onere stimato 45.000-55.000 euro. La totalizzazione, alternativa gratuita, non comporta costi ma penalizza l’importo della pensione del 20-30%.

            Modalità di Pagamento

            Una volta ricevuta l’attestazione con l’onere economico, puoi pagare in unica soluzione (bonifico bancario o F24 con codice tributo specifico indicato nell’attestazione) oppure con rateizzazione (fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro). Il vantaggio fiscale del pagamento rateale è che puoi dedurre l’onere gradualmente negli anni, distribuendo il risparmio IRPEF. Con aliquota marginale 38%, un riscatto da 30.000 euro comporta risparmio fiscale di circa 11.400 euro in 10 anni.



            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Conclusione

            Le attestazioni INPS 2026 rappresentano il primo passo fondamentale per valorizzare la tua posizione contributiva attraverso riscatto, ricongiunzione o totalizzazione. Grazie alla procedura completamente online introdotta quest’anno, richiedere e ottenere un’attestazione è diventato più semplice e veloce, con tempi medi ridotti a 30-45 giorni.

            Che tu debba riscattare la laurea per anticipare la pensione, ricongiungere contributi sparsi tra più gestioni o certificare una rendita INPS, conoscere le procedure corrette e avere un’attestazione aggiornata è indispensabile per pianificare il tuo futuro previdenziale senza sorprese.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in ogni fase: dalla verifica della tua posizione contributiva alla richiesta dell’attestazione online, fino alla simulazione comparativa tra ricongiunzione e totalizzazione per individuare la soluzione più vantaggiosa. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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            Domande Frequenti sulle Attestazioni INPS

            Quanto tempo ci vuole per ottenere un’attestazione INPS nel 2026?

            I tempi medi sono 30-45 giorni per attestazioni standard (riscatto laurea, totalizzazione), fino a 60-90 giorni per ricongiunzioni complesse con più gestioni coinvolte. Le attestazioni di rendita sono più rapide: 15-30 giorni.

            L’attestazione INPS ha una scadenza?

            Sì, le attestazioni per riscatto e ricongiunzione hanno validità di 6-12 mesi dalla data di emissione. Se scade prima di presentare la domanda definitiva, devi richiederne una nuova con ricalcolo dell’onere.

            Posso richiedere l’attestazione senza SPID?

            No, dal 2026 l’accesso ai servizi INPS online richiede obbligatoriamente SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che presenta la domanda per tuo conto.

            Conviene di più il riscatto ordinario o agevolato della laurea?

            Il riscatto agevolato costa molto meno (5.775 euro/anno contro 6.000-15.000 euro/anno del riscatto ordinario) ma non aumenta l’importo della pensione, solo l’anzianità contributiva. Conviene per anticipare il pensionamento, mentre il riscatto ordinario conviene per aumentare l’assegno pensionistico.

            Posso rateizzare il costo del riscatto o della ricongiunzione?

            Sì, puoi rateizzare fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro. Il pagamento rateale ti permette di spalmare la deduzione fiscale su più anni.

            La ricongiunzione è sempre conveniente rispetto alla totalizzazione?

            No, dipende dalla tua situazione. La ricongiunzione costa 50-70% del montante contributivo ma preserva il calcolo retributivo (+20-30% di pensione). La totalizzazione è gratuita ma ricalcola tutto col metodo contributivo. Conviene la ricongiunzione se hai contributi ante-1995 e l’incremento pensionistico ripaga l’onere entro 10-15 anni.

            Posso richiedere più attestazioni contemporaneamente?

            Sì, puoi presentare più domande di attestazione per operazioni diverse (es. riscatto laurea + ricongiunzione). Ogni domanda ha un proprio numero di protocollo e iter di lavorazione indipendente.


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              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 18:41:462026-05-31 18:09:54Attestazioni INPS 2026 Online: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite – Guida Completa
              ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

              Importi Medi Assegno Unico 2026: I Dati INPS Aggiornati per Fascia ISEE

              ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

              L’Assegno Unico Universale per i figli rappresenta una delle misure più importanti per il sostegno alle famiglie italiane. Con l’aggiornamento dei dati INPS per il 2026, è fondamentale conoscere gli importi medi effettivamente erogati alle famiglie italiane, suddivisi per fascia ISEE e tipologia di nucleo familiare.

              L’INPS ha recentemente comunicato le statistiche aggiornate relative agli importi medi mensili dell’Assegno Unico, fornendo un quadro chiaro di quanto mediamente percepiscono le famiglie italiane in base alla loro situazione economica. Questi dati sono essenziali per capire quanto si può ricevere in concreto e per verificare la correttezza degli importi accreditati.

              In questo articolo analizziamo nel dettaglio gli importi medi dell’Assegno Unico 2026, con tabelle complete per fascia ISEE, esempi pratici di calcolo e tutti i requisiti per ottenere gli importi massimi. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza nella presentazione della DSU ISEE aggiornata e nella verifica degli importi spettanti.

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              Indice dei contenuti

              1. Assegno Unico 2026: gli importi base e le maggiorazioni
              2. Importi medi per fascia ISEE: i dati INPS aggiornati
              3. Tabella completa importi Assegno Unico 2026
              4. Esempi pratici: quanto si prende realmente
              5. Quando presentare l’ISEE per massimizzare l’importo
              6. Domande frequenti sugli importi

              Assegno Unico 2026: gli importi base e le maggiorazioni

              L’Assegno Unico Universale è regolato dal Decreto Legislativo n. 230 del 21 dicembre 2021 e viene erogato mensilmente dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori. Gli importi base variano in funzione dell’ISEE del nucleo familiare e dell’età dei figli.

              Importo base per figlio minorenne

              • ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di €199,40 al mese per figlio minorenne
              • ISEE da 17.090,62 a 45.574,96 euro: importo decrescente in modo progressivo
              • ISEE superiore a 45.574,96 euro o assenza di ISEE: importo minimo di €57 al mese

              Importo base per figlio maggiorenne (18-21 anni)

              • ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di €96,90 al mese
              • ISEE superiore a 45.574,96 euro o assenza di ISEE: importo minimo di €27,50 al mese

              L’Assegno Unico continua ad essere erogato senza limiti di età per i figli con disabilità a carico, con importi variabili in base al grado di disabilità e all’ISEE.

              Maggiorazioni previste

              • Maggiorazione per nuclei numerosi: €100 mensili se ci sono almeno 3 figli a carico
              • Maggiorazione per figli disabili: da €105 a €119,60 mensili in base al grado di disabilità
              • Maggiorazione per madri under 21: €22,80 mensili per ogni figlio
              • Maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori: €33,50 mensili se entrambi i genitori hanno un reddito da lavoro e l’ISEE non supera i 45.574,96 euro
              • Maggiorazione per nuclei con 4 o più figli: ulteriori €100 mensili (totale €200)

              Queste maggiorazioni si sommano all’importo base, permettendo alle famiglie con particolari caratteristiche di percepire cifre mensili significativamente superiori. Una famiglia con 3 figli minori, ISEE basso e entrambi i genitori lavoratori può arrivare a percepire oltre €700 mensili di Assegno Unico.

              Fonte: INPS, Circolare n. 23 del 9 febbraio 2024 – Tabelle importi Assegno Unico Universale.



              Importi medi per fascia ISEE: i dati INPS aggiornati

              L’INPS ha pubblicato i dati statistici sugli importi medi mensili effettivamente erogati alle famiglie italiane per l’Assegno Unico nel 2026. Questi dati sono suddivisi per fascia ISEE e rappresentano la media reale di quanto le famiglie percepiscono mensilmente.

              Importi medi mensili per fascia ISEE (dati INPS 2026)

              Fascia ISEE 0 – 10.000 euro:
              Importo medio per nucleo familiare: €380 al mese. Il 68% delle famiglie in questa fascia ha almeno 2 figli a carico e beneficia degli importi massimi.

              Fascia ISEE 10.001 – 17.090 euro:
              Importo medio: €360 al mese

              Fascia ISEE 17.091 – 25.000 euro:
              Importo medio: €295 al mese

              Fascia ISEE 25.001 – 35.000 euro:
              Importo medio: €220 al mese

              Fascia ISEE 35.001 – 45.574 euro:
              Importo medio: €165 al mese

              Fascia ISEE oltre 45.574 euro o senza ISEE:
              Importo medio: €125 al mese (importo minimo)

              I dati evidenziano come la presenza dell’ISEE aggiornato sia fondamentale per massimizzare l’importo. Le famiglie senza ISEE percepiscono mediamente il 67% in meno rispetto a quelle con ISEE basso. Le maggiorazioni per nuclei numerosi ed entrambi i genitori lavoratori possono aumentare l’importo del 40-50%.

              Fonte: INPS, Osservatorio statistico Assegno Unico – Report marzo 2026.



              Tabella completa importi Assegno Unico 2026

              Ecco la tabella completa e aggiornata degli importi mensili dell’Assegno Unico 2026 per figlio, suddivisi per fascia ISEE e età del figlio.

              Tabella importi base per figlio minorenne (0-17 anni)

              ISEE del nucleoImporto mensile per figlio
              Fino a €17.090,61€199,40
              €17.091 – €20.000€190,00
              €20.001 – €25.000€165,00
              €25.001 – €30.000€140,00
              €30.001 – €35.000€115,00
              €35.001 – €40.000€90,00
              €40.001 – €45.574,96€70,00
              Oltre €45.574,96 o senza ISEE€57,00

              Tabella maggiorazioni mensili

              MaggiorazioneRequisitoImporto mensile
              Nuclei 3+ figliAlmeno 3 figli a carico€100,00
              Nuclei 4+ figliAlmeno 4 figli a carico€200,00
              Entrambi genitori lavoratoriISEE ≤ €45.574,96€33,50 per figlio
              Madre under 21Madre con meno di 21 anni€22,80 per figlio
              Disabilità graveLegge 104, art. 3 comma 3€105,00-€119,60

              Note: Gli importi sono mensili per ciascun figlio. Le maggiorazioni si cumulano con gli importi base. Gli importi vengono rivalutati annualmente in base all’inflazione.



              Esempi pratici: quanto si prende realmente

              Vediamo alcuni esempi concreti di calcolo dell’Assegno Unico per diverse tipologie di nuclei familiari.

              Esempio 1: Coppia con 2 figli minorenni, ISEE €25.000, entrambi lavoratori

              • Importo base per figlio: €165,00
              • Importo per 2 figli: €330,00
              • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €33,50 × 2 = €67,00
              • Totale mensile: €397,00
              • Totale annuo: €4.764,00

              Esempio 2: Famiglia numerosa con 3 figli minorenni, ISEE €12.000

              • Importo base per figlio: €199,40
              • Importo per 3 figli: €598,20
              • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €100,50
              • Maggiorazione nuclei numerosi (3+ figli): €100,00
              • Totale mensile: €798,70
              • Totale annuo: €9.584,40

              Esempio 3: Famiglia con 2 figli, di cui 1 con disabilità grave, ISEE €18.000

              • Importo base figlio 1: €190,00
              • Importo base figlio 2: €190,00
              • Maggiorazione disabilità grave figlio 2: €108,20
              • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €67,00
              • Totale mensile: €555,20
              • Totale annuo: €6.662,40

              Esempio 4: Coppia senza ISEE, 2 figli minorenni

              • Importo base minimo per figlio: €57,00
              • Importo per 2 figli: €114,00
              • Nessuna maggiorazione
              • Totale mensile: €114,00
              • Totale annuo: €1.368,00
              • Perdita annuale rispetto a ISEE basso: circa €3.400

              Gli esempi evidenziano come presentare l’ISEE aggiornato e beneficiare delle maggiorazioni faccia una differenza enorme nell’importo percepito. Non presentare l’ISEE comporta perdite di €2.000-4.000 all’anno per famiglia media.



              Quando presentare l’ISEE per massimizzare l’importo

              Il momento in cui presenti l’ISEE può fare una grande differenza sull’importo totale annuo che ricevi di Assegno Unico.

              Periodo IDEALE: Gennaio – Febbraio

              Presentare l’ISEE a gennaio o febbraio è la scelta migliore perché:

              • L’ISEE viene elaborato entro fine febbraio
              • L’INPS applica il nuovo ISEE già da marzo
              • Ricevi l’importo corretto per tutto l’anno senza attese
              • Eviti perdite anche di 1-2 mesi di importo pieno

              Periodo BUONO: Marzo – Giugno

              Se presenti l’ISEE tra marzo e giugno:

              • L’INPS applica il nuovo ISEE dal mese successivo
              • Eroga un conguaglio retroattivo per i mesi precedenti
              • Il conguaglio viene pagato entro 60-90 giorni dalla validazione

              ISEE Corrente: quando richiederlo

              L’ISEE Corrente è una versione aggiornata dell’ISEE ordinario che può essere richiesta se la situazione economica è peggiorata:

              • Perdita di lavoro di un componente del nucleo
              • Riduzione del reddito superiore al 25%
              • Riduzione del patrimonio superiore al 20%

              L’ISEE Corrente riflette la situazione attuale (ultimi 12 o 6 mesi), non quella di 2 anni fa, e può portare a un ISEE molto più basso e quindi a un importo Assegno Unico più alto.

              Rinnovo annuale: L’ISEE ha validità annuale (1° gennaio – 31 dicembre). Ogni anno devi presentare una nuova DSU. Se non rinnovi, dal 1° marzo l’INPS applica l’importo minimo.



              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande frequenti sugli importi dell’Assegno Unico

              Qual è l’importo massimo dell’Assegno Unico per un figlio?

              L’importo massimo per un figlio minorenne è di €199,40 al mese (per ISEE fino a €17.090), che diventano €232,90 al mese se entrambi i genitori lavorano. Per i figli con disabilità, si possono aggiungere fino a €119,60 al mese di maggiorazione.

              Quanto si prende di Assegno Unico con 2 figli e ISEE 20.000?

              Con 2 figli minorenni e ISEE 20.000 euro, l’importo base è 330 euro al mese. Con la maggiorazione entrambi i genitori lavoratori, si arriva a 397 euro al mese (4.764 euro all’anno).

              L’Assegno Unico si prende anche senza ISEE?

              Si, l’Assegno Unico viene erogato anche senza ISEE, ma con l’importo minimo di 57 euro al mese per figlio minorenne. Presentando l’ISEE si può arrivare a triplicare l’importo.

              Quando arriva il conguaglio se presento l’ISEE in ritardo?

              Se presenti l’ISEE dopo marzo, l’INPS eroga il conguaglio arretrato entro 60-90 giorni dalla validazione dell’ISEE. Il conguaglio viene accreditato in un’unica soluzione.

              Posso ricevere l’Assegno Unico se mio figlio ha piu di 21 anni?

              L’Assegno Unico spetta fino ai 21 anni di eta del figlio. Oltre i 21 anni, l’Assegno continua ad essere erogato solo per figli con disabilita, senza limiti di eta.

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                Alexandra Bala
                04/09/2026
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                ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                03/09/2026
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                Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                01/09/2026
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                Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                Paola Zilli
                07/08/2026
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                Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                Jacqueline B.
                06/08/2026
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                Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                Maura Masutto
                06/08/2026
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                Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                Issam Elhefnawi
                31/07/2026
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                Molto gentile
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                Sibongile Moyana
                30/07/2026
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                Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                Sabrina Cirina
                23/07/2026
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                Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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                Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-21 17:41:462026-05-31 17:10:56Importi Medi Assegno Unico 2026: I Dati INPS Aggiornati per Fascia ISEE
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