CAF, COLF E BADANTIInfortunio Colf: Retribuzioni Convenzionali INAIL 2025 e ProceduraIndice dei contenutiCos’è l’infortunio sul lavoro domesticoRetribuzioni convenzionali INAIL 2025Tabella retribuzioni convenzionali colf e badantiObblighi del datore di lavoro domesticoProcedura denuncia infortunio INAILCalcolo indennità di inabilità temporaneaEsempi pratici di calcoloDifferenza tra infortunio e malattiaTermini e scadenzeDomande frequentiQuando una colf o badante subisce un infortunio sul lavoro, il datore di lavoro domestico deve seguire una procedura precisa per la denuncia all’INAIL. Le retribuzioni convenzionali INAIL 2025 sono state aggiornate con la Circolare INAIL n. 2/2025 e determinano l’importo dell’indennità spettante alla lavoratrice o al lavoratore infortunato.In questa guida completa spieghiamo come funziona l’assicurazione INAIL per il lavoro domestico, quali sono gli obblighi del datore di lavoro, come si calcola l’indennità di inabilità temporanea e quali sono i termini per la denuncia. Includiamo anche tabelle aggiornate con le retribuzioni convenzionali 2025 ed esempi pratici di calcolo.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è l’infortunio sul lavoro domesticoL’infortunio sul lavoro domestico è un evento traumatico che si verifica durante lo svolgimento delle mansioni lavorative da parte di colf, badanti, baby sitter e altri lavoratori domestici. Può trattarsi di una caduta, un taglio, una scottatura, un incidente durante le pulizie o qualsiasi altro evento che causi lesioni fisiche.L’assicurazione INAIL per il lavoro domestico è obbligatoria per tutti i datori di lavoro domestico, come previsto dal Decreto Legislativo 23 febbraio 2000, n. 38. La copertura assicurativa protegge il lavoratore in caso di infortunio sul lavoro e malattie professionali.Quando si configura l’infortunio domesticoPerché un evento sia riconosciuto come infortunio sul lavoro, devono sussistere tre elementi:Causa violenta: un evento traumatico improvviso (caduta, taglio, urto)Occasione di lavoro: l’evento deve verificarsi durante lo svolgimento delle mansioni lavorativeLesione: deve causare un danno fisico che comporta inabilità al lavoroEsempio: Una badante che scivola mentre pulisce le scale e si frattura il polso subisce un infortunio sul lavoro. Una colf che si scotta mentre stira o che si taglia mentre prepara il pranzo è coperta dall’assicurazione INAIL.Infortunio in itinereÈ considerato infortunio sul lavoro anche l’infortunio in itinere, cioè quello che avviene durante il tragitto casa-lavoro e lavoro-casa, purché il percorso sia quello normale e non siano presenti deviazioni significative.Riferimento normativo: Articolo 12, D.Lgs. 38/2000 – “Assicurazione contro gli infortuni domestici” Retribuzioni convenzionali INAIL 2025Le retribuzioni convenzionali INAIL sono valori forfettari utilizzati per calcolare i premi assicurativi e le prestazioni economiche (indennità) spettanti ai lavoratori domestici in caso di infortunio. Non corrispondono alla retribuzione effettiva, ma a importi stabiliti annualmente dall’INAIL.Per il 2025, le retribuzioni convenzionali sono state aggiornate con la Circolare INAIL n. 2 del 24 gennaio 2025, che ha recepito l’adeguamento ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (+0,8% rispetto al 2024).A cosa servono le retribuzioni convenzionaliLe retribuzioni convenzionali INAIL hanno due funzioni principali:Calcolo del premio assicurativo annuale: il datore di lavoro domestico paga un premio INAIL calcolato sulla retribuzione convenzionaleCalcolo delle prestazioni economiche: l’indennità di inabilità temporanea, la rendita per inabilità permanente e le altre prestazioni INAIL sono calcolate sulla base della retribuzione convenzionaleImportante: La retribuzione convenzionale INAIL è indipendente dalla retribuzione effettiva concordata tra datore di lavoro e lavoratore domestico. Anche se la colf guadagna 1.500 euro al mese, l’INAIL utilizzerà la retribuzione convenzionale per calcolare le prestazioni.Fonte: Circolare INAIL n. 2/2025 – Rivalutazione retribuzioni convenzionali lavoro domesticoTabella retribuzioni convenzionali colf e badantiDi seguito riportiamo la tabella completa delle retribuzioni convenzionali INAIL 2025 per i lavoratori domestici, suddivise per fasce orarie settimanali:Ore settimanaliRetribuzione convenzionale annua 2025Retribuzione mensile (indicativa)Fino a 6 ore4.687,44 euro390,62 euroOltre 6 fino a 12 ore7.031,16 euro585,93 euroOltre 12 fino a 18 ore9.374,88 euro781,24 euroOltre 18 fino a 24 ore11.718,60 euro976,55 euroOltre 24 ore (convivente)14.062,32 euro1.171,86 euroNote importanti:Le retribuzioni convenzionali 2025 sono state rivalutate del +0,8% rispetto al 2024La retribuzione mensile indicativa è calcolata dividendo l’importo annuo per 12Per i lavoratori conviventi (oltre 24 ore settimanali) si applica la fascia più altaLe retribuzioni convenzionali sono valide per tutto il 2025Confronto con il 2024Ecco il confronto con le retribuzioni convenzionali 2024:Ore settimanali20242025VariazioneFino a 6 ore4.650,00 euro4.687,44 euro+37,44 euroOltre 24 ore13.950,00 euro14.062,32 euro+112,32 euroFonte: Circolare INAIL n. 2/2025 Obblighi del datore di lavoro domesticoIl datore di lavoro domestico ha precisi obblighi nei confronti dell’INAIL quando assume una colf, badante o altro lavoratore domestico. Vediamoli nel dettaglio:1. Iscrizione all’INAILIl datore di lavoro deve iscrivere la colf o badante all’INAIL entro 24 ore dall’assunzione. L’iscrizione si effettua:Online tramite il portale INAIL (servizio “Gestione domestici”)Telefonicamente al Contact Center INAIL 803.164 (da fisso) o 06.164164 (da mobile)Presso una sede INAIL territorialeDocumenti necessari per l’iscrizione:Codice fiscale del datore di lavoroCodice fiscale del lavoratore domesticoData di inizio rapporto di lavoroOre settimanali previsteTipo di rapporto (convivente o non convivente)2. Pagamento del premio annualeIl datore di lavoro deve pagare il premio INAIL entro il 31 gennaio di ogni anno per l’anno precedente. Per il 2025, il premio è calcolato sulla base delle retribuzioni convenzionali indicate nella tabella sopra.Importo del premio 2025:Ore settimanaliPremio annuale 2025Fino a 6 ore29,30 euroOltre 6 fino a 12 ore43,95 euroOltre 12 fino a 18 ore58,60 euroOltre 18 fino a 24 ore73,25 euroOltre 24 ore (convivente)87,90 euroIl premio si paga tramite bollettino MAV o F24 con codice tributo DDPP.3. Denuncia di infortunioIn caso di infortunio, il datore di lavoro ha l’obbligo di denunciare l’infortunio all’INAIL entro termini precisi (vedi sezione dedicata).4. Certificazione medicaIl datore di lavoro deve far rilasciare al lavoratore infortunato un certificato medico di infortunio da parte di un medico o del Pronto Soccorso. Il certificato deve indicare:Tipo di lesionePrognosi (giorni di inabilità temporanea)Dinamica dell’infortunioSanzioni per mancata iscrizione o denunciaLa mancata iscrizione all’INAIL o la mancata denuncia di infortunio comportano sanzioni amministrative:Omessa iscrizione: sanzione da 1.290 a 7.745 euro (articolo 55, D.Lgs. 81/2008)Omessa denuncia infortunio: sanzione da 1.290 a 7.745 euroDenuncia tardiva: sanzione ridotta proporzionale ai giorni di ritardoImportante: In caso di infortunio grave o mortale, la mancata denuncia può configurare anche responsabilità penale. Procedura denuncia infortunio INAILLa denuncia di infortunio è un adempimento obbligatorio che il datore di lavoro domestico deve effettuare quando la colf o badante subisce un infortunio sul lavoro. Vediamo passo per passo come si procede.Step 1: Prestare soccorso immediatoIn caso di infortunio, la prima cosa da fare è prestare soccorso al lavoratore:Se l’infortunio è grave: chiamare il 118Se l’infortunio è lieve: accompagnare il lavoratore dal medico curante o al Pronto SoccorsoStep 2: Ottenere il certificato medicoIl lavoratore deve farsi rilasciare un certificato medico di infortunio che indichi:Natura della lesione (frattura, contusione, ferita, ecc.)Prognosi (numero di giorni di inabilità temporanea)Dinamica dell’infortunioIl certificato può essere rilasciato da:Pronto Soccorso (in caso di infortunio grave)Medico curante (per infortuni lievi)Medico specialistaImportante: Il certificato medico deve essere inviato telematicamente all’INAIL direttamente dal medico tramite il sistema “Certificati di Infortunio/Malattia Professionale”.Step 3: Denuncia all’INAILIl datore di lavoro deve denunciare l’infortunio all’INAIL nei seguenti termini:Tipo di infortunioTermine denunciaInfortunio con prognosi superiore a 3 giorni2 giorni dal ricevimento del certificato medicoInfortunio mortale24 ore dall’eventoInfortunio con prognosi fino a 3 giorniNon obbligatorio, ma consigliatoCome si denuncia l’infortunio:Online sul portale INAIL: accedere al servizio “Denuncia di infortunio” con SPID, CIE o CNSTelefonicamente al Contact Center INAIL 803.164Tramite intermediario: CAF, patronato, consulente del lavoroPresso una sede INAIL territorialeStep 4: Compilare il modulo di denunciaIl modulo di denuncia richiede le seguenti informazioni:Dati del datore di lavoro (codice fiscale, residenza)Dati del lavoratore (codice fiscale, data assunzione, ore settimanali)Data, ora e luogo dell’infortunioDinamica dell’evento (descrizione dettagliata di cosa è accaduto)Certificato medico (protocollo telematico)Eventuali testimoniStep 5: Conservare la documentazioneIl datore di lavoro deve conservare per almeno 5 anni:Copia della denuncia di infortunioCertificato medicoRicevuta di invio INAILEventuale corrispondenza con INAILCosa succede dopo la denunciaDopo la denuncia, l’INAIL:Istruisce la pratica verificando i requisiti per l’indennizzabilitàPuò richiedere documentazione integrativaPuò convocare il lavoratore per visita medica presso la sede INAILEmette il provvedimento di accoglimento o rigettoEroga l’indennità in caso di accoglimentoI tempi di istruttoria variano da 30 a 60 giorni per le pratiche standard.Riferimento normativo: Articolo 53, DPR 1124/1965 – Denuncia degli infortuni sul lavoroCalcolo indennità di inabilità temporaneaL’indennità di inabilità temporanea è la prestazione economica che l’INAIL eroga al lavoratore domestico infortunato durante il periodo di inabilità al lavoro. Vediamo come si calcola.Quando spetta l’indennitàL’indennità spetta quando l’infortunio comporta una inabilità assoluta al lavoro superiore a 3 giorni. I primi 3 giorni (periodo di carenza) non sono indennizzati dall’INAIL.Importante: Durante i primi 3 giorni il datore di lavoro domestico non è obbligato a corrispondere alcuna retribuzione (a differenza del lavoro subordinato tradizionale dove i primi 3 giorni sono a carico del datore).Percentuali di indennizzoL’indennità è calcolata sulla retribuzione convenzionale giornaliera con le seguenti percentuali:PeriodoPercentualeNotePrimi 3 giorni (carenza)0%Non indennizzatiDal 4° al 90° giorno60%Della retribuzione convenzionale giornalieraDal 91° giorno in poi75%Della retribuzione convenzionale giornalieraFormula di calcoloPer calcolare l’indennità giornaliera:Retribuzione convenzionale giornaliera = Retribuzione convenzionale annua / 365Indennità giornaliera = Retribuzione giornaliera × PercentualeEsempio pratico di calcoloCaso: Badante convivente (oltre 24 ore settimanali) che subisce infortunio con prognosi di 30 giorni.Dati:Retribuzione convenzionale annua 2025: 14.062,32 euroPrognosi: 30 giorniPrimi 3 giorni: carenza (non indennizzati)Dal 4° al 30° giorno: 27 giorni indennizzabili al 60%Calcolo:1. Retribuzione giornaliera:14.062,32 euro / 365 giorni = 38,52 euro/giorno2. Indennità giornaliera (60%):38,52 euro × 60% = 23,11 euro/giorno3. Indennità totale per 27 giorni:23,11 euro × 27 giorni = 623,97 euroRisultato: La badante riceverà dall’INAIL un’indennità complessiva di 623,97 euro per i 27 giorni indennizzati (esclusi i primi 3 di carenza).Pagamento dell’indennitàL’indennità viene pagata dall’INAIL:Direttamente al lavoratore tramite bonifico bancario o postaleCon cadenza mensile posticipataEntro 30 giorni dalla fine del mese di riferimentoNota fiscale: L’indennità di inabilità temporanea è esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile.Riferimento normativo: Articoli 66-74, DPR 1124/1965 – Indennità per inabilità temporanea Esempi pratici di calcoloVediamo altri esempi pratici di calcolo dell’indennità per diverse tipologie di infortunio e fasce orarie.Esempio 1: Colf part-time (10 ore settimanali)Situazione:Colf assunta per 10 ore settimanali (fascia “oltre 6 fino a 12 ore”)Infortunio: taglio profondo alla mano mentre lava i piattiPrognosi: 15 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 7.031,16 euroRetribuzione giornaliera: 7.031,16 / 365 = 19,26 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 15° giorno (12 giorni): 19,26 × 60% = 11,56 euro/giornoTotale indennità: 11,56 × 12 = 138,72 euroEsempio 2: Badante non convivente (18 ore settimanali)Situazione:Badante assunta per 18 ore settimanali (fascia “oltre 12 fino a 18 ore”)Infortunio: caduta dalle scale con frattura alla cavigliaPrognosi: 60 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 9.374,88 euroRetribuzione giornaliera: 9.374,88 / 365 = 25,68 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 60° giorno (57 giorni al 60%): 25,68 × 60% × 57 = 878,93 euroEsempio 3: Badante convivente con infortunio lungoSituazione:Badante convivente (oltre 24 ore settimanali)Infortunio: ustione grave mentre cucinaPrognosi: 120 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 14.062,32 euroRetribuzione giornaliera: 14.062,32 / 365 = 38,52 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 90° giorno (87 giorni al 60%): 38,52 × 60% × 87 = 2.010,74 euroDal 91° al 120° giorno (30 giorni al 75%): 38,52 × 75% × 30 = 866,70 euroTotale indennità: 2.010,74 + 866,70 = 2.877,44 euroEsempio 4: Infortunio in itinereSituazione:Colf assunta per 20 ore settimanali (fascia “oltre 18 fino a 24 ore”)Infortunio: incidente stradale mentre va al lavoro con lo scooterPrognosi: 45 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 11.718,60 euroRetribuzione giornaliera: 11.718,60 / 365 = 32,10 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 45° giorno (42 giorni al 60%): 32,10 × 60% × 42 = 809,28 euroNota: L’infortunio in itinere è coperto dall’assicurazione INAIL purché il percorso sia quello normale casa-lavoro e non ci siano deviazioni significative.Tabella riepilogativa esempiEsempioOre sett.PrognosiIndennità totaleColf part-time10 ore15 giorni138,72 euroBadante non convivente18 ore60 giorni878,93 euroBadante conviventeConvivente120 giorni2.877,44 euroInfortunio in itinere20 ore45 giorni809,28 euroDifferenza tra infortunio e malattiaÈ importante distinguere tra infortunio sul lavoro e malattia, perché hanno gestioni e coperture diverse.Infortunio sul lavoroCaratteristiche:Causa violenta: evento traumatico improvvisoOccasione di lavoro: deve verificarsi durante lo svolgimento delle mansioniCopertura INAIL: il lavoratore domestico è assicurato dall’INAILIndennità: pagata dall’INAIL dal 4° giornoEsempi:Caduta dalle scale mentre pulisceTaglio con coltello mentre prepara il pranzoUstione mentre stiraDistorsione mentre sposta mobiliMalattiaCaratteristiche:Causa lenta: processo patologico progressivo (influenza, bronchite, ecc.)Non legata al lavoro: può insorgere in qualsiasi momentoNessuna copertura INAIL: i lavoratori domestici NON hanno diritto all’indennità di malattia INPSIndennità: solo se prevista dal contratto collettivo o dal contratto individualeImportante: A differenza dei lavoratori dipendenti normali, colf e badanti NON hanno diritto all’indennità di malattia dall’INPS. Durante la malattia:Il datore di lavoro può sospendere la retribuzione (salvo diverso accordo contrattuale)Il rapporto di lavoro è tutelato: il datore non può licenziare per malattia fino a un certo periodo (periodo di comporto)Tabella comparativaAspettoInfortunioMalattiaCausaViolenta (trauma)Lenta (patologia)OccasioneDurante il lavoroIndipendente dal lavoroCoperturaINAILNessuna (lavoro domestico)IndennitàSì, dal 4° giorno (INAIL)No (salvo accordo contrattuale)Denuncia obbligatoriaSì (entro 2 giorni)NoCertificato medicoCertificato di infortunioCertificato di malattiaTutela del postoSì (periodo di comporto)Sì (periodo di comporto)Malattia professionaleEsiste anche la malattia professionale, cioè una patologia causata dall’attività lavorativa svolta in modo ripetuto nel tempo. Per i lavoratori domestici, esempi di malattie professionali possono essere:Patologie muscolo-scheletriche (lombalgie da movimentazione carichi pesanti)Dermatiti da contatto con detergentiPatologie respiratorie da inalazione di sostanze chimicheLe malattie professionali sono coperte dall’INAIL, ma devono essere denunciate dal lavoratore (non dal datore di lavoro) entro 15 giorni dalla diagnosi.Riferimento normativo: Articolo 2087 Codice Civile – Tutela delle condizioni di lavoro Termini e scadenzeRiepiloghiamo i principali termini e scadenze da rispettare in caso di infortunio di una colf o badante.Termini per la denuncia di infortunioAdempimentoTermineDecorrenzaDenuncia infortunio mortale24 oreDall’eventoDenuncia infortunio con prognosi > 3 giorni2 giorniDal ricevimento del certificato medicoCertificato medico (inviato dal medico)ImmediatoAl momento della visitaConservazione documentazione5 anniDalla data dell’infortunioTermini per le prestazioni INAILPrestazioneDecorrenzaNoteIndennità di inabilità temporaneaDal 4° giornoPrimi 3 giorni: carenza (non indennizzati)Rendita per inabilità permanenteDopo consolidamentoSe inabilità permanente ≥ 6%Indennizzo in capitaleDopo consolidamentoSe inabilità permanente 6-15%Scadenze amministrativeAdempimentoScadenzaRiferimentoIscrizione INAIL24 ore dall’assunzioneArticolo 13, D.Lgs. 38/2000Pagamento premio INAIL annuale31 gennaioPer l’anno precedenteVariazione ore lavoro30 giorniDalla variazioneCessazione rapporto di lavoro30 giorniDalla cessazioneCosa succede in caso di ritardoIl ritardo nella denuncia di infortunio può comportare:Sanzione amministrativa da 1.290 a 7.745 euroDifficoltà nell’istruttoria della pratica INAIL (mancanza di prove, testimoni, ecc.)Responsabilità civile e penale in caso di infortunio grave o mortaleConsiglio: In caso di dubbio se denunciare o meno un infortunio (ad esempio per prognosi borderline di 3-4 giorni), è sempre meglio denunciare. L’INAIL valuterà l’indennizzabilità, ma il datore di lavoro avrà adempiuto al suo obbligo.Ricorsi e contestazioniSe l’INAIL rigetta la denuncia di infortunio, il lavoratore può:Richiedere riesame alla sede INAIL territoriale entro 60 giorniFare ricorso amministrativo alla Direzione Regionale INAIL entro 90 giorniFare ricorso giudiziario al Tribunale del lavoro entro 3 anni (termine di prescrizione)Riferimento normativo: Articolo 104, D.Lgs. 81/2008 – Obblighi del datore di lavoro📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiChi paga i primi 3 giorni di infortunio della colf?I primi 3 giorni (periodo di carenza) NON sono indennizzati dall’INAIL e il datore di lavoro domestico non e obbligato a pagarli. A differenza del lavoro subordinato normale, nel lavoro domestico i primi 3 giorni non sono a carico del datore, salvo diverso accordo contrattuale.La retribuzione convenzionale INAIL e uguale allo stipendio della colf?No, la retribuzione convenzionale INAIL e un valore forfettario stabilito dall’INAIL per calcolare premi e prestazioni. E indipendente dalla retribuzione effettiva concordata tra datore e lavoratore. Per il 2025, va da 4.687,44 euro annui (fino a 6 ore settimanali) a 14.062,32 euro (conviventi oltre 24 ore).Entro quanto tempo devo denunciare l’infortunio all’INAIL?Devi denunciare l’infortunio entro 2 giorni dal ricevimento del certificato medico se la prognosi e superiore a 3 giorni. In caso di infortunio mortale, la denuncia deve essere fatta entro 24 ore dall’evento. Il ritardo comporta sanzioni da 1.290 a 7.745 euro.La colf ha diritto alla malattia pagata?No, i lavoratori domestici (colf e badanti) NON hanno diritto all’indennita di malattia dall’INPS. Durante la malattia il datore puo sospendere la retribuzione (salvo accordo contrattuale). Il rapporto e tutelato: il datore non puo licenziare durante il periodo di comporto.Se la badante si infortuna andando al lavoro, e coperta dall’INAIL?Si, l’infortunio in itinere (durante il tragitto casa-lavoro) e coperto dall’assicurazione INAIL, purche il percorso sia quello normale e abituale senza deviazioni significative. L’indennita si calcola con le stesse modalita dell’infortunio sul lavoro.Quanto riceve di indennita una badante convivente infortunata per 30 giorni?Con la retribuzione convenzionale 2025 di 14.062,32 euro annui (38,52 euro/giorno), l’indennita per 30 giorni e: primi 3 giorni carenza (0 euro) + 27 giorni al 60% (23,11 euro/giorno x 27) = 623,97 euro totali pagati dall’INAIL.La gestione dell’infortunio di una colf o badante richiede attenzione e tempestività. Il datore di lavoro domestico deve conoscere le retribuzioni convenzionali INAIL 2025, rispettare i termini di denuncia e garantire la tutela del lavoratore.L’assicurazione INAIL copre il lavoratore dal 4° giorno di inabilità, erogando un’indennità calcolata sulla retribuzione convenzionale (60% dal 4° al 90° giorno, 75% dal 91° giorno in poi).È fondamentale distinguere tra infortunio e malattia: solo l’infortunio è coperto dall’INAIL, mentre i lavoratori domestici non hanno diritto all’indennità di malattia.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai Bisogno di Assistenza per Colf e Badanti?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione di colf e badanti: iscrizione INAIL, denuncia infortunio, pratiche INPS, buste paga e contributi.I nostri servizi includono:Iscrizione INAIL per lavoratori domesticiDenuncia infortunio e gestione praticheCalcolo contributi INPS colf e badantiBuste paga e gestione contrattiAssistenza fiscale completa per datori di lavoro domesticiContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, COLF E BADANTI Morte assistito: cosa fare con la badante(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 06:00:002026-03-17 19:06:53Morte assistito: cosa fare con la badanteCAF, COLF E BADANTI Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono) Il bonus mamme 2025 ha fatto parlare molto di se nelle ultime settimane, promettendo un significativo risparmio contributivo per le lavoratrici madri. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-22 11:30:002026-05-31 16:22:09Infortunio Colf: Retribuzioni Convenzionali INAIL 2025 e Procedura
CAF, COLF E BADANTI Morte assistito: cosa fare con la badante(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 06:00:002026-03-17 19:06:53Morte assistito: cosa fare con la badante
CAF, COLF E BADANTI Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono) Il bonus mamme 2025 ha fatto parlare molto di se nelle ultime settimane, promettendo un significativo risparmio contributivo per le lavoratrici madri. Purtroppo, per migliaia di colf, badanti e lavoratrici domestiche in Italia, questa agevolazione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/Bonus-Mamma-2025.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 12:20:112026-07-21 09:37:22Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)
CAF, COLF E BADANTI Badante H24: costi turnazione e gestione(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 06:00:002026-03-17 19:06:37Badante H24: costi turnazione e gestione
CAFRegime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026Il regime impatriati è una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi rientra in Italia dall’estero. Nel 2026 continua a garantire benefici fiscali significativi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è il Regime ImpatriatiIl regime agevolato riduce la base imponibile IRPEF: tassazione solo su 30% (riduzione 70%) o 10% (riduzione 90%) del reddito. Lavoro da RemotoOK se datore italiano. Per datore estero serve P.IVA italiana. Figli ResidentiOK maggiorazione 90% anche se figlio già in Italia (Circolare 17/E 2017). RequisitiResidenza fiscale ItaliaResidenza estera 2-6 anniAttività prevalente Italia AgevolazioniBase 70%: risparmio 11k/anno. Maggiorata 90%: risparmio 13k/anno. Come RichiedereVerifica requisiti CAF → Trasferisci residenza → Comunica datore → Raccogli docs → Dichiarazione annuale📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQLavoro remoto azienda estera?Si con P.IVA italianaFiglio gia in Italia ok 90%?Si, basta minorenneAssistenza CAFWhatsAppIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Tullio 13/B – 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e InviareIl 730 precompilato 2026 sarà disponibile a partire dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Quest’anno oltre 30 milioni di contribuenti italiani potranno consultare la propria dichiarazione dei redditi già compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente e pensione, spese sanitarie, interessi sui mutui, premi assicurativi e molto altro.Ma come si accede al 730 precompilato? Cosa contiene esattamente? E soprattutto, conviene accettarlo così com’è oppure è meglio modificarlo? In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo tutto quello che devi sapere per gestire il tuo 730 precompilato 2026 in modo semplice e senza errori. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella verifica e nell’invio. Indice dei contenutiQuando è Disponibile il 730 Precompilato 2026Come Accedere al 730 Precompilato 2026Cosa Contiene il 730 PrecompilatoCome Verificare e Modificare i DatiVantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale ScegliereCome Inviare il 730 Precompilato 2026Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono ErroriTutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026Assistenza CAF per il 730 PrecompilatoDomande FrequentiQuando è Disponibile il 730 Precompilato 2026Il 730 precompilato 2026 (relativo ai redditi 2025) sarà messo a disposizione dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026. Da quella data potrai accedere al portale e consultare la tua dichiarazione precompilata in modalità di sola lettura.Le date chiave da segnare in calendario sono tre:30 aprile 2026 — il 730 precompilato diventa consultabile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate20 maggio 2026 — da questa data è possibile modificare, accettare e inviare la dichiarazione30 settembre 2026 — scadenza ultima per l’invio del 730 (ordinario o precompilato)Se vuoi conoscere tutte le scadenze fiscali del mese, consulta il nostro calendario scadenze fiscali maggio 2026. Per un quadro completo delle tempistiche del precompilato puoi leggere anche la nostra guida al calendario 730 precompilato 2026. Come Accedere al 730 Precompilato 2026Per visualizzare il tuo 730 precompilato 2026 devi accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. L’indirizzo diretto è infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it. L’accesso è possibile esclusivamente con una delle seguenti identità digitali:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)Lo SPID è il sistema di autenticazione più diffuso. Se non lo possiedi ancora, puoi richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Poste Italiane, Aruba, Infocert e altri) oppure attivarlo direttamente al nostro sportello: il CAF Centro Fiscale offre il servizio di attivazione SPID con assistenza dedicata.CIE (Carta d’Identità Elettronica)Se hai una Carta d’Identità Elettronica di nuova generazione (con il microchip), puoi usarla per accedere. Ti servirà l’app CieID sul tuo smartphone e il PIN ricevuto al momento del rilascio della carta.CNS (Carta Nazionale dei Servizi)La CNS è una smart card (spesso coincide con la Tessera Sanitaria abilitata) che richiede un lettore di smart card collegato al computer. È meno utilizzata rispetto a SPID e CIE, ma resta un’opzione valida.Consiglio pratico: se non hai ancora nessuna di queste credenziali, lo SPID è la soluzione più rapida e versatile. Una volta ottenuto, potrai usarlo non solo per il 730 ma per accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione, compreso il portale INPS per la NASPI e l’Assegno Unico. Cosa Contiene il 730 Precompilato 2026Il 730 precompilato viene compilato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate utilizzando i dati trasmessi da datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni, farmacie e strutture sanitarie. Ecco nel dettaglio cosa troverai già inserito:Redditi precaricatiRedditi da lavoro dipendente e assimilati — dalla Certificazione Unica (CU) inviata dal datore di lavoroRedditi da pensione — dalla CU inviata dall’INPS o dall’ente pensionisticoCompensi per lavoro autonomo occasionale — se comunicati dal committenteRedditi da fabbricati — dati catastali e canoni di locazione (se con cedolare secca)Alcuni redditi di capitale — interessi bancari, dividendiSpese detraibili e deducibiliSpese sanitarie — visite mediche, farmaci, analisi (trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria)Interessi passivi sui mutui — comunicati dalla bancaPremi assicurativi — polizze vita, infortuni, rischio non autosufficienzaContributi previdenziali — contributi INPS, contributi per colf e badanti, fondi pensioneSpese universitarie — tasse e contributi universitariSpese funebri — se pagate con mezzi tracciabiliBonus edilizi — rate di detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus (da comunicazioni ENEA e amministratori di condominio)Erogazioni liberali — donazioni a ONLUS, partiti politici, istituzioni religiosePer sapere esattamente quali documenti preparare prima di verificare il precompilato, ti consigliamo di consultare la nostra checklist documenti per il 730 2026. Come Verificare e Modificare i Dati del 730 PrecompilatoUna volta effettuato l’accesso, il primo passo è controllare con attenzione tutti i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate. Anche se il precompilato è generalmente affidabile, non è perfetto: alcune spese potrebbero mancare, altre potrebbero essere errate.Cosa controllare con attenzioneDati anagrafici — residenza, stato civile, familiari a carico. Verifica che il coniuge e i figli a carico siano correttamente indicati (con relativo codice fiscale)Redditi — confronta gli importi con la tua Certificazione Unica. Se hai avuto più datori di lavoro nel 2025, verifica che ci siano tutte le CUSpese sanitarie — controlla l’importo totale con gli scontrini e le ricevute che hai conservato. A volte mancano le spese pagate in contanti dal medico (sotto la soglia) o quelle di strutture che non hanno trasmesso i datiInteressi mutuo — verifica l’importo con la certificazione annuale della bancaSpese non presenti — le spese per attività sportive dei figli, le spese veterinarie, gli abbonamenti al trasporto pubblico e altre voci potrebbero non essere state comunicate automaticamenteCome apportare le modificheDal 20 maggio 2026 potrai passare dalla modalità consultazione alla modalità modifica. Il sistema ti permette di:Aggiungere spese o redditi mancantiModificare importi erratiEliminare voci inserite per erroreIntegrare quadri aggiuntivi (ad esempio il quadro per i redditi da locazione)Attenzione: nel momento in cui modifichi anche un solo dato, il 730 precompilato perde il vantaggio dei controlli ridotti (ne parliamo nella prossima sezione). Per questo motivo, se hai dubbi su cosa modificare, è consigliabile rivolgersi a un professionista. Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza ModificheSe decidi di accettare il 730 precompilato così com’è, senza apportare alcuna modifica, ottieni un vantaggio importante: l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite.In pratica, questo significa che:Non ti verrà chiesto di esibire scontrini o ricevute per le spese sanitarieNon ci saranno verifiche sugli interessi del mutuo o sui premi assicurativiI dati comunicati da terzi (banche, farmacie, ospedali) sono considerati definitiviTuttavia, ci sono alcune eccezioni importanti: i controlli sui redditi dichiarati restano possibili (il Fisco può comunque verificare se hai omesso redditi) e i controlli formali sono esclusi solo per i dati precaricati, non per quelli che aggiungi tu.Conviene accettare senza modifiche? Solo se sei ragionevolmente sicuro che tutti i dati siano corretti e completi. Se mancano spese rilevanti (ad esempio hai sostenuto spese mediche importanti non tracciate), potresti rinunciare a detrazioni che ti spettano. In molti casi, modificare il precompilato conviene perché ti permette di recuperare più soldi in sede di rimborso IRPEF. 730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale ScegliereIl 730 ordinario è la dichiarazione dei redditi compilata interamente dal contribuente (o dal CAF/professionista), senza partire dai dati precaricati dall’Agenzia delle Entrate. Ecco le differenze principali:Caratteristica730 Precompilato730 OrdinarioCompilazioneDati già inseriti dal FiscoCompilazione da zeroAccessoOnline con SPID/CIE/CNSTramite CAF o commercialistaControlli ridottiSì (se accettato senza modifiche)NoScadenza invio30 settembre 202630 settembre 2026CostoGratuito (fai da te)A pagamento (CAF/professionista)Ideale perSituazioni semplici (1 CU, poche spese)Situazioni complesse (più redditi, immobili, detrazioni articolate)Quando conviene il precompilato: se hai un solo datore di lavoro, poche spese detraibili e non possiedi immobili in affitto, il precompilato è la scelta più semplice e veloce.Quando conviene l’ordinario (tramite CAF): se hai una situazione fiscale più articolata — ad esempio redditi da più fonti, partita IVA in regime forfettario, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o figli a carico con l’Assegno Unico — è meglio affidarsi a un professionista che verifichi tutto e ottimizzi le detrazioni. Come Inviare il 730 Precompilato 2026L’invio del 730 precompilato può avvenire in tre modi diversi. Scegli quello più adatto alla tua situazione:1. Invio autonomo onlineDal 20 maggio 2026 puoi inviare la dichiarazione direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate. Dopo aver verificato (ed eventualmente modificato) i dati, clicca su “Invia”. Riceverai una ricevuta di avvenuta presentazione con numero di protocollo.2. Invio tramite CAF o professionistaPuoi delegare l’invio a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista abilitato. In questo caso, il professionista apporrà il visto di conformità, assumendosi la responsabilità della correttezza dei dati. Questa è la scelta consigliata se hai modificato il precompilato o se la tua situazione fiscale è complessa.3. Invio tramite sostituto d’impostaSe il tuo datore di lavoro offre assistenza fiscale diretta, puoi presentare il 730 tramite il sostituto d’imposta. Questa opzione è sempre meno diffusa ma resta tecnicamente disponibile.Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori nel 730 PrecompilatoIl 730 precompilato non è infallibile. Ecco le situazioni più comuni in cui potresti trovare dati mancanti o errati, e come risolverle:Spese sanitarie mancantiAlcune spese mediche potrebbero non comparire nel precompilato se il professionista sanitario non ha trasmesso i dati al Sistema Tessera Sanitaria, oppure se hai esercitato l’opposizione all’utilizzo dei dati. In questi casi, puoi aggiungere manualmente le spese conservando gli scontrini e le ricevute come prova documentale.CU mancante (più datori di lavoro)Se nel 2025 hai lavorato per più datori di lavoro e una delle Certificazioni Uniche non compare, è probabile che il datore di lavoro l’abbia trasmessa in ritardo. Puoi attendere qualche giorno (il precompilato viene aggiornato periodicamente) oppure inserire i dati manualmente dalla CU cartacea.Errori negli importiSe noti che un importo è diverso da quello che risulta dai tuoi documenti (ad esempio, gli interessi del mutuo non corrispondono alla certificazione della banca), modifica il dato nel precompilato inserendo l’importo corretto. Conserva sempre la documentazione di supporto.Se hai presentato il 730 e successivamente scopri un errore, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026. Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026Ecco il riepilogo completo delle date da ricordare per il 730 precompilato 2026:DataEvento16 marzo 2026Scadenza invio CU da parte dei datori di lavoro30 aprile 2026730 precompilato disponibile online in consultazione20 maggio 2026Inizio periodo per modificare, accettare e inviare il 730Luglio-Agosto 2026Rimborsi IRPEF in busta paga (per chi presenta entro giugno)30 settembre 2026Scadenza ultima per l’invio del 730 (precompilato o ordinario)25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo (a favore del contribuente)30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi correttivo/integrativoConsiglio: presentare il 730 precompilato il prima possibile (tra maggio e giugno) ti permette di ottenere i rimborsi IRPEF già a luglio in busta paga o nel cedolino della pensione. Chi presenta a settembre dovrà attendere tempi più lunghi.Assistenza CAF per il 730 Precompilato 2026Anche se il 730 precompilato è pensato per essere gestito in autonomia, molti contribuenti preferiscono affidarsi a un CAF per avere la certezza che tutto sia corretto. Ecco cosa può fare il CAF Centro Fiscale di Udine per te:Verifica completa di tutti i dati presenti nel precompilatoIntegrazione delle spese mancanti (sanitarie, veterinarie, sportive, scolastiche)Ottimizzazione delle detrazioni: il CAF conosce tutte le agevolazioni disponibili e può aiutarti a non perderne nessunaVisto di conformità: il CAF si assume la responsabilità della dichiarazione, tutelandoti in caso di controlliInvio telematico della dichiarazione all’Agenzia delle EntrateAssistenza post-invio per eventuali avvisi bonari o richieste di chiarimentiPortare il 730 precompilato al CAF non significa rinunciare ai vantaggi del precompilato: il CAF può partire dai dati già presenti, verificarli e integrarli, risparmiandoti tempo e garantendoti la massima accuratezza. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026?Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile in consultazione dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Dal 20 maggio 2026 sarà possibile modificarlo e inviarlo.Come si accede al 730 precompilato online?L’accesso avviene tramite il sito infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it utilizzando SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modifiche?Se accetti il precompilato senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite. Restano possibili i controlli sui redditi dichiarati.Posso modificare il 730 precompilato dopo averlo inviato?Sì, fino al 20 giugno 2026 puoi annullare l’invio e presentare una nuova dichiarazione. Dopo tale data, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se le modifiche sono a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.Entro quando si può inviare il 730 precompilato 2026?La scadenza per l’invio del 730 precompilato 2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, è consigliabile presentarlo prima possibile per ottenere eventuali rimborsi IRPEF già a luglio-agosto.Conviene fare il 730 da soli o tramite il CAF?Se la tua situazione fiscale è semplice (un solo reddito, poche detrazioni), il fai-da-te è fattibile. Se invece hai più redditi, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o familiari a carico, il CAF ti garantisce maggiore precisione e ti tutela con il visto di conformità.Hai Bisogno di Assistenza per il 730 Precompilato 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare, modificare e inviare il tuo 730 precompilato 2026 in modo sicuro e veloce. I nostri operatori controllano ogni dato, integrano le spese mancanti e si assicurano che tu ottenga tutte le detrazioni a cui hai diritto.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — UdineTel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Articoli CorrelatiDocumenti per 730 2026: Checklist Completa per il CAF730 Precompilato 2026: Calendario Completo ScadenzeScadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario CompletoSpese Sanitarie Detraibili 2026: Elenco CompletoSpese Funebri 730 2026: Detrazione 19%Aprile 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-17 14:00:002026-05-31 18:02:41730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e InviareCAFTFR e Dimissioni Volontarie 2026: Quando Spetta e TempiLe dimissioni volontarie sono una scelta importante e spesso accompagnata da molti dubbi, soprattutto quando si tratta del TFR (Trattamento di Fine Rapporto). La domanda più frequente è: se mi dimetto, perdo il TFR? La risposta è chiara: no, il TFR spetta sempre, indipendentemente dal motivo della cessazione del rapporto di lavoro. In questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere su TFR e dimissioni volontarie nel 2026: quando viene pagato, come si calcola l’ultima mensilità e cosa fare se l’azienda non paga. Indice dei contenutiIl TFR spetta con le dimissioni volontarie?Tempi di pagamento del TFR dopo le dimissioniCalcolo del TFR e ultima mensilitàTFR e preavviso non lavoratoDimissioni online: la procedura telematica 2026Cosa fare se l’azienda non paga il TFRFAQ: Domande frequenti su TFR e dimissioniIl TFR spetta con le dimissioni volontarie?Sì, il TFR spetta sempre, anche in caso di dimissioni volontarie. Si tratta di un diritto maturato dal lavoratore durante tutto il rapporto di lavoro, previsto dall’articolo 2120 del Codice Civile. Il TFR non è un “premio” concesso dal datore di lavoro, ma una quota della retribuzione che viene accantonata ogni anno.Questo significa che il TFR ti spetta in ogni caso di cessazione del rapporto:Dimissioni volontarie (scelta libera del lavoratore)Dimissioni per giusta causa (gravi inadempienze del datore)Licenziamento (anche per giusta causa o giustificato motivo)Scadenza del contratto a terminePensionamentoRisoluzione consensualeIn pratica, non esiste nessuna situazione in cui il lavoratore perde il diritto al TFR. L’unica differenza riguarda i tempi di pagamento, che possono variare. Tempi di pagamento del TFR dopo le dimissioniUno degli aspetti più importanti da conoscere riguarda quando riceverai il TFR dopo le dimissioni. I tempi variano in base al settore:Settore privatoNel settore privato, la legge non fissa un termine preciso, ma la prassi consolidata e la maggior parte dei CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro) prevedono il pagamento del TFR entro 30-45 giorni dall’ultimo giorno di lavoro. Molte aziende lo inseriscono nell’ultima busta paga o nel cedolino del mese successivo alla cessazione.Settore pubblico (Pubblica Amministrazione)Per i dipendenti pubblici, i tempi sono decisamente più lunghi e variano in base al motivo della cessazione:Dimissioni volontarie: il TFR (o TFS, Trattamento di Fine Servizio) viene pagato entro 24 mesi dalla cessazione, più ulteriori 3 mesi per la liquidazione effettivaRaggiungimento limiti di età: entro 12 mesi + 3 mesiCessazione per inabilità: entro 105 giorniSe il TFR supera i 50.000 euro, viene pagato in rate annuali (fino a 3 rate per importi superiori a 100.000 euro). Calcolo del TFR e ultima mensilitàIl calcolo del TFR segue una formula precisa. Per ogni anno di lavoro, il datore accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Le quote accantonate vengono poi rivalutate ogni anno con un tasso composto da:Tasso fisso: 1,5% annuoTasso variabile: 75% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumoEsempio pratico: Marco ha lavorato 5 anni con una retribuzione annua lorda di 30.000 euro. La quota annua di TFR è circa 30.000 / 13,5 = 2.222 euro. Dopo 5 anni, senza considerare la rivalutazione, il TFR lordo è di circa 11.110 euro. Il netto dipenderà dalla tassazione separata applicata.Nell’ultima busta paga troverai anche:Ferie non godute: le ferie maturate ma non utilizzate vengono pagateRatei di tredicesima e quattordicesima (se prevista dal contratto)Eventuali straordinari o competenze arretrate TFR e preavviso non lavoratoQuando ti dimetti, il contratto collettivo prevede un periodo di preavviso che devi rispettare. Ma cosa succede se il datore di lavoro ti esonera dal preavviso?Esistono due scenari:Il lavoratore non rispetta il preavviso: il datore può trattenere dalla busta paga finale l’indennità sostitutiva del preavviso, cioè l’equivalente della retribuzione per i giorni di preavviso non lavorati. Questo importo viene detratto dal TFR e dalle competenze finaliIl datore esonera dal preavviso: deve pagare al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso. In questo caso, il periodo di preavviso non lavorato ma pagato incide sul calcolo del TFR, facendolo aumentare leggermenteAttenzione: l’indennità sostitutiva del preavviso è soggetta a contributi previdenziali e va inclusa nella base di calcolo del TFR solo se è il datore a rinunciarvi. Dimissioni online: la procedura telematica 2026Dal 2016, le dimissioni volontarie devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale del Ministero del Lavoro. Questa procedura serve a prevenire le cosiddette “dimissioni in bianco”.Ecco i passaggi da seguire:Accedi al portale servizi.lavoro.gov.it con SPID o CIECompila il modulo con i dati del rapporto di lavoro (codice fiscale datore, data assunzione, CCNL)Indica la data di decorrenza delle dimissioni (ultimo giorno di lavoro + 1)Invia il modulo: il sistema genera una ricevuta con marca temporalePuoi revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla trasmissioneIn alternativa, puoi rivolgerti a un patronato o al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella compilazione. Il servizio presso il patronato è gratuito.Importante: le dimissioni non presentate in forma telematica sono considerate nulle e non producono effetti. Cosa fare se l’azienda non paga il TFRSe l’azienda non paga il TFR nei tempi previsti, hai diversi strumenti per tutelare i tuoi diritti:Sollecito formale: invia una raccomandata A/R o PEC al datore di lavoro, chiedendo il pagamento entro 15 giorniTentativo di conciliazione: puoi rivolgerti all’Ispettorato del Lavoro per un tentativo di conciliazione stragiudizialeDecreto ingiuntivo: tramite un avvocato, puoi richiedere al Giudice del Lavoro un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. I tempi sono generalmente rapidi (30-60 giorni)Fondo di Garanzia INPS: se l’azienda è insolvente o fallita, puoi richiedere il pagamento del TFR al Fondo di Garanzia INPS. Questo fondo copre il TFR maturato negli ultimi 12 mesi del rapporto di lavoro (e in molti casi l’intero importo)Il diritto al TFR si prescrive in 5 anni dalla data di cessazione del rapporto. Dopo questo termine, non puoi più richiederlo. Per questo è fondamentale agire tempestivamente. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ: Domande frequenti su TFR e dimissioniSe mi dimetto perdo il TFR?No, il TFR spetta sempre, indipendentemente dal motivo delle dimissioni. È un diritto maturato durante il rapporto di lavoro e il datore è obbligato a pagarlo.Quanto tempo ha l’azienda per pagare il TFR dopo le dimissioni?Nel settore privato, generalmente 30-45 giorni (verifica il tuo CCNL). Nel settore pubblico, fino a 24 mesi + 3 mesi per le dimissioni volontarie.Il TFR viene pagato nell’ultima busta paga?Nella maggior parte dei casi nel settore privato, il TFR viene incluso nell’ultima busta paga o nel cedolino del mese successivo alla cessazione, insieme a ferie non godute e ratei.Posso chiedere un anticipo del TFR prima di dimettermi?Sì, se hai almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore. L’anticipo del TFR può essere richiesto per spese sanitarie, acquisto prima casa o congedo parentale, fino al 70% del TFR maturato.Le dimissioni durante il periodo di prova danno diritto al TFR?Sì, anche le dimissioni durante il periodo di prova danno diritto al TFR maturato, proporzionato ai giorni lavorati. Non è richiesto preavviso in questo caso.Hai bisogno di assistenza per il TFR o le dimissioni?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare il calcolo del TFR e a presentare le dimissioni telematiche in modo corretto. Contattaci per una consulenza personalizzata.Scrivici su WhatsAppOppure vieni a trovarci: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640Aprile 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-17 09:00:002026-05-31 17:13:03TFR e Dimissioni Volontarie 2026: Quando Spetta e TempiCAFRivalutazione TFR 2026: Coefficienti ISTAT e CalcoloLa rivalutazione TFR 2026 è un meccanismo fondamentale che protegge il Trattamento di Fine Rapporto dall’erosione dell’inflazione. Ogni anno, il TFR accantonato dal datore di lavoro viene rivalutato applicando una formula precisa che combina una quota fissa e una variabile legata all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Capire come funziona la rivalutazione del TFR ti permette di sapere esattamente quanto cresce la tua liquidazione anno dopo anno.In questa guida trovi i coefficienti ISTAT aggiornati al 2026, la formula di calcolo con esempi pratici e le informazioni sulla tassazione della rivalutazione. Per un quadro completo sul trattamento di fine rapporto, leggi anche la nostra guida completa al TFR 2026: calcolo, anticipo e tassazione.Indice dei contenutiCome Funziona la Rivalutazione del TFRLa Formula: 1,5% Fisso + 75% Indice ISTATCoefficienti ISTAT per la Rivalutazione TFR 2026Esempio Pratico di Calcolo Rivalutazione TFRTassazione della Rivalutazione TFR: Imposta Sostitutiva 17%Domande Frequenti Come Funziona la Rivalutazione del TFRLa rivalutazione del TFR è disciplinata dall’articolo 2120 del Codice Civile e si applica automaticamente al fondo TFR accantonato in azienda al 31 dicembre di ogni anno. Il meccanismo è pensato per proteggere il potere d’acquisto della liquidazione nel tempo, agganciandolo parzialmente all’andamento dei prezzi.In pratica, il TFR maturato fino all’anno precedente viene incrementato ogni anno sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) pubblicato dall’ISTAT. Questo adeguamento avviene a dicembre con riferimento all’indice di dicembre dell’anno precedente. La rivalutazione TFR 2026 si calcola quindi confrontando l’indice FOI di dicembre 2025 con quello di dicembre 2026.È importante sottolineare che la rivalutazione si applica solo al TFR già accantonato, non alla quota maturata nell’anno corrente. Se hai iniziato a lavorare a gennaio 2026, la prima rivalutazione verrà applicata a dicembre 2027 sulla quota accantonata nel 2026. Se il TFR è stato destinato a un fondo pensione, la rivalutazione non si applica: i rendimenti dipendono dalla gestione finanziaria del fondo. La Formula: 1,5% Fisso + 75% Indice ISTATLa formula per la rivalutazione TFR è composta da due elementi distinti che si sommano tra loro. Il primo elemento è una quota fissa dell’1,5% annuo, che rappresenta il rendimento minimo garantito dalla legge indipendentemente dall’inflazione. Anche in un anno di deflazione (prezzi in calo), il TFR cresce almeno dell’1,5%.Il secondo elemento è una quota variabile pari al 75% dell’incremento dell’indice ISTAT FOI rispetto all’anno precedente. Questo significa che se l’inflazione annua è del 2%, il contributo variabile sarà 2% x 75% = 1,5%. La formula completa è quindi:Rivalutazione TFR = 1,5% + (75% x variazione indice ISTAT FOI)Facciamo un esempio numerico semplice. Se l’inflazione ISTAT nel 2026 è del 2,0%, la rivalutazione sarà: 1,5% + (75% x 2,0%) = 1,5% + 1,5% = 3,0%. Su un TFR accantonato di 30.000 euro, questo significa un incremento di 900 euro lordi. In periodi di alta inflazione, come nel 2022 quando l’indice FOI superò l’8%, la rivalutazione può essere particolarmente generosa. Coefficienti ISTAT per la Rivalutazione TFR 2026I coefficienti di rivalutazione TFR 2026 vengono aggiornati mensilmente dall’ISTAT sulla base dell’indice FOI. Servono principalmente per calcolare il TFR in caso di cessazione del rapporto di lavoro durante l’anno (dimissioni, licenziamento, pensionamento).Mese 2026Indice FOI (base 2015=100)Coefficiente rivalutazioneGennaioIn attesa pubblicazione ISTAT0,125% + quota variabileFebbraioIn attesa pubblicazione ISTAT0,250% + quota variabileMarzoIn attesa pubblicazione ISTAT0,375% + quota variabileAprileIn attesa pubblicazione ISTAT0,500% + quota variabileMaggioIn attesa pubblicazione ISTAT0,625% + quota variabileGiugnoIn attesa pubblicazione ISTAT0,750% + quota variabileLuglioIn attesa pubblicazione ISTAT0,875% + quota variabileAgostoIn attesa pubblicazione ISTAT1,000% + quota variabileSettembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,125% + quota variabileOttobreIn attesa pubblicazione ISTAT1,250% + quota variabileNovembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,375% + quota variabileDicembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,500% + quota variabileNota: La quota fissa mensile si calcola come 1,5% / 12 = 0,125% al mese. La quota variabile dipende dalla variazione percentuale dell’indice FOI dal dicembre precedente al mese di riferimento, moltiplicata per il 75%. Questa tabella verrà aggiornata man mano che l’ISTAT pubblicherà i dati ufficiali 2026. Esempio Pratico di Calcolo Rivalutazione TFRVediamo un esempio concreto di calcolo della rivalutazione TFR per rendere tutto più chiaro. Supponiamo che Laura abbia un TFR accantonato al 31 dicembre 2025 di 25.000 euro e che l’indice ISTAT FOI di dicembre 2026 sia cresciuto del 1,8% rispetto a dicembre 2025.Applichiamo la formula di rivalutazione TFR 2026:Quota fissa: 1,5% di 25.000 euro = 375 euroQuota variabile: 75% x 1,8% = 1,35% di 25.000 euro = 337,50 euroRivalutazione totale lorda: 375 + 337,50 = 712,50 euroPercentuale rivalutazione: 1,5% + 1,35% = 2,85%Il TFR di Laura al 31 dicembre 2026 sarà quindi di 25.712,50 euro lordi, a cui va aggiunta la quota TFR maturata nel 2026 (la retribuzione lorda annua divisa per 13,5). Attenzione però: sulla rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva del 17%, di cui parliamo nella sezione successiva. Per approfondire come calcolare l’intero TFR, consulta la guida al calcolo TFR 2026.Tassazione della Rivalutazione TFR: Imposta Sostitutiva 17%La tassazione della rivalutazione TFR funziona in modo diverso dalla tassazione del TFR stesso. Sulla rivalutazione annua si applica un’imposta sostitutiva del 17%, che il datore di lavoro trattiene e versa direttamente all’Erario. Questa aliquota, aumentata dal 11% al 17% dal 2015, è rimasta invariata nel 2026.Riprendendo l’esempio di Laura, la rivalutazione lorda è di 712,50 euro. L’imposta sostitutiva sarà: 712,50 x 17% = 121,13 euro. La rivalutazione netta effettiva è quindi di 591,37 euro. È importante sapere che questa imposta viene anticipata dal datore di lavoro entro il 16 dicembre di ogni anno (acconto del 90%) e il saldo entro il 16 febbraio dell’anno successivo.Un aspetto spesso trascurato: l’imposta del 17% sulla rivalutazione è definitiva. Questo significa che al momento dell’erogazione del TFR, la rivalutazione già tassata non viene più inclusa nella base imponibile per la tassazione separata. In sostanza, sulla rivalutazione paghi il 17% e basta, mentre sul TFR (esclusa la rivalutazione) si applica l’aliquota media IRPEF. Se vuoi confrontare questa tassazione con quella del fondo pensione, che gode di aliquote dal 15% al 9%, leggi la nostra guida dedicata. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande FrequentiQuanto viene rivalutato il TFR nel 2026?La rivalutazione TFR 2026 dipende dall’inflazione ISTAT. La formula prevede l’1,5% fisso annuo più il 75% dell’incremento dell’indice FOI. Con un’inflazione stimata intorno all’1,5-2%, la rivalutazione totale si aggira tra il 2,6% e il 3,0%.Che imposta si paga sulla rivalutazione del TFR?Sulla rivalutazione annua del TFR si paga un’imposta sostitutiva del 17%. Questa imposta è trattenuta e versata dal datore di lavoro ed è definitiva: la rivalutazione non viene più tassata al momento dell’erogazione del TFR.Dove trovo i coefficienti ISTAT aggiornati?I coefficienti ISTAT per la rivalutazione del TFR vengono pubblicati mensilmente dall’ISTAT sul proprio sito ufficiale (istat.it). In alternativa, puoi consultare le tabelle aggiornate su questa pagina o contattare il CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nel calcolo.La rivalutazione si applica anche al TFR nel fondo pensione?No. La rivalutazione con la formula 1,5% + 75% ISTAT si applica solo al TFR lasciato in azienda. Il TFR conferito a un fondo pensione viene investito sui mercati finanziari e il rendimento dipende dalla linea di investimento scelta, che può essere superiore o inferiore alla rivalutazione legale.Come si calcola la rivalutazione TFR in caso di dimissioni a metà anno?In caso di cessazione del rapporto durante l’anno, la rivalutazione del TFR si calcola proporzionalmente ai mesi lavorati, utilizzando il coefficiente mensile (1,5% / 12 = 0,125% al mese per la quota fissa, più la quota variabile ISTAT). Le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni contano come mese intero.Comprendere la rivalutazione TFR 2026 ti permette di valutare con precisione quanto cresce la tua liquidazione nel tempo. Se hai bisogno di un calcolo personalizzato del tuo TFR o vuoi valutare se conviene destinarlo a un fondo pensione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Aprile 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-16 09:00:002026-05-31 16:29:30Rivalutazione TFR 2026: Coefficienti ISTAT e CalcoloPagina 135 di 247«‹133134135136137›»DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:30:002026-05-31 18:09:43Regime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e InviareIl 730 precompilato 2026 sarà disponibile a partire dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Quest’anno oltre 30 milioni di contribuenti italiani potranno consultare la propria dichiarazione dei redditi già compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente e pensione, spese sanitarie, interessi sui mutui, premi assicurativi e molto altro.Ma come si accede al 730 precompilato? Cosa contiene esattamente? E soprattutto, conviene accettarlo così com’è oppure è meglio modificarlo? In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo tutto quello che devi sapere per gestire il tuo 730 precompilato 2026 in modo semplice e senza errori. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella verifica e nell’invio. Indice dei contenutiQuando è Disponibile il 730 Precompilato 2026Come Accedere al 730 Precompilato 2026Cosa Contiene il 730 PrecompilatoCome Verificare e Modificare i DatiVantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza Modifiche730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale ScegliereCome Inviare il 730 Precompilato 2026Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono ErroriTutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026Assistenza CAF per il 730 PrecompilatoDomande FrequentiQuando è Disponibile il 730 Precompilato 2026Il 730 precompilato 2026 (relativo ai redditi 2025) sarà messo a disposizione dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026. Da quella data potrai accedere al portale e consultare la tua dichiarazione precompilata in modalità di sola lettura.Le date chiave da segnare in calendario sono tre:30 aprile 2026 — il 730 precompilato diventa consultabile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate20 maggio 2026 — da questa data è possibile modificare, accettare e inviare la dichiarazione30 settembre 2026 — scadenza ultima per l’invio del 730 (ordinario o precompilato)Se vuoi conoscere tutte le scadenze fiscali del mese, consulta il nostro calendario scadenze fiscali maggio 2026. Per un quadro completo delle tempistiche del precompilato puoi leggere anche la nostra guida al calendario 730 precompilato 2026. Come Accedere al 730 Precompilato 2026Per visualizzare il tuo 730 precompilato 2026 devi accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. L’indirizzo diretto è infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it. L’accesso è possibile esclusivamente con una delle seguenti identità digitali:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)Lo SPID è il sistema di autenticazione più diffuso. Se non lo possiedi ancora, puoi richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Poste Italiane, Aruba, Infocert e altri) oppure attivarlo direttamente al nostro sportello: il CAF Centro Fiscale offre il servizio di attivazione SPID con assistenza dedicata.CIE (Carta d’Identità Elettronica)Se hai una Carta d’Identità Elettronica di nuova generazione (con il microchip), puoi usarla per accedere. Ti servirà l’app CieID sul tuo smartphone e il PIN ricevuto al momento del rilascio della carta.CNS (Carta Nazionale dei Servizi)La CNS è una smart card (spesso coincide con la Tessera Sanitaria abilitata) che richiede un lettore di smart card collegato al computer. È meno utilizzata rispetto a SPID e CIE, ma resta un’opzione valida.Consiglio pratico: se non hai ancora nessuna di queste credenziali, lo SPID è la soluzione più rapida e versatile. Una volta ottenuto, potrai usarlo non solo per il 730 ma per accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione, compreso il portale INPS per la NASPI e l’Assegno Unico. Cosa Contiene il 730 Precompilato 2026Il 730 precompilato viene compilato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate utilizzando i dati trasmessi da datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni, farmacie e strutture sanitarie. Ecco nel dettaglio cosa troverai già inserito:Redditi precaricatiRedditi da lavoro dipendente e assimilati — dalla Certificazione Unica (CU) inviata dal datore di lavoroRedditi da pensione — dalla CU inviata dall’INPS o dall’ente pensionisticoCompensi per lavoro autonomo occasionale — se comunicati dal committenteRedditi da fabbricati — dati catastali e canoni di locazione (se con cedolare secca)Alcuni redditi di capitale — interessi bancari, dividendiSpese detraibili e deducibiliSpese sanitarie — visite mediche, farmaci, analisi (trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria)Interessi passivi sui mutui — comunicati dalla bancaPremi assicurativi — polizze vita, infortuni, rischio non autosufficienzaContributi previdenziali — contributi INPS, contributi per colf e badanti, fondi pensioneSpese universitarie — tasse e contributi universitariSpese funebri — se pagate con mezzi tracciabiliBonus edilizi — rate di detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus (da comunicazioni ENEA e amministratori di condominio)Erogazioni liberali — donazioni a ONLUS, partiti politici, istituzioni religiosePer sapere esattamente quali documenti preparare prima di verificare il precompilato, ti consigliamo di consultare la nostra checklist documenti per il 730 2026. Come Verificare e Modificare i Dati del 730 PrecompilatoUna volta effettuato l’accesso, il primo passo è controllare con attenzione tutti i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate. Anche se il precompilato è generalmente affidabile, non è perfetto: alcune spese potrebbero mancare, altre potrebbero essere errate.Cosa controllare con attenzioneDati anagrafici — residenza, stato civile, familiari a carico. Verifica che il coniuge e i figli a carico siano correttamente indicati (con relativo codice fiscale)Redditi — confronta gli importi con la tua Certificazione Unica. Se hai avuto più datori di lavoro nel 2025, verifica che ci siano tutte le CUSpese sanitarie — controlla l’importo totale con gli scontrini e le ricevute che hai conservato. A volte mancano le spese pagate in contanti dal medico (sotto la soglia) o quelle di strutture che non hanno trasmesso i datiInteressi mutuo — verifica l’importo con la certificazione annuale della bancaSpese non presenti — le spese per attività sportive dei figli, le spese veterinarie, gli abbonamenti al trasporto pubblico e altre voci potrebbero non essere state comunicate automaticamenteCome apportare le modificheDal 20 maggio 2026 potrai passare dalla modalità consultazione alla modalità modifica. Il sistema ti permette di:Aggiungere spese o redditi mancantiModificare importi erratiEliminare voci inserite per erroreIntegrare quadri aggiuntivi (ad esempio il quadro per i redditi da locazione)Attenzione: nel momento in cui modifichi anche un solo dato, il 730 precompilato perde il vantaggio dei controlli ridotti (ne parliamo nella prossima sezione). Per questo motivo, se hai dubbi su cosa modificare, è consigliabile rivolgersi a un professionista. Vantaggi del 730 Precompilato Accettato Senza ModificheSe decidi di accettare il 730 precompilato così com’è, senza apportare alcuna modifica, ottieni un vantaggio importante: l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite.In pratica, questo significa che:Non ti verrà chiesto di esibire scontrini o ricevute per le spese sanitarieNon ci saranno verifiche sugli interessi del mutuo o sui premi assicurativiI dati comunicati da terzi (banche, farmacie, ospedali) sono considerati definitiviTuttavia, ci sono alcune eccezioni importanti: i controlli sui redditi dichiarati restano possibili (il Fisco può comunque verificare se hai omesso redditi) e i controlli formali sono esclusi solo per i dati precaricati, non per quelli che aggiungi tu.Conviene accettare senza modifiche? Solo se sei ragionevolmente sicuro che tutti i dati siano corretti e completi. Se mancano spese rilevanti (ad esempio hai sostenuto spese mediche importanti non tracciate), potresti rinunciare a detrazioni che ti spettano. In molti casi, modificare il precompilato conviene perché ti permette di recuperare più soldi in sede di rimborso IRPEF. 730 Precompilato vs 730 Ordinario: Quale ScegliereIl 730 ordinario è la dichiarazione dei redditi compilata interamente dal contribuente (o dal CAF/professionista), senza partire dai dati precaricati dall’Agenzia delle Entrate. Ecco le differenze principali:Caratteristica730 Precompilato730 OrdinarioCompilazioneDati già inseriti dal FiscoCompilazione da zeroAccessoOnline con SPID/CIE/CNSTramite CAF o commercialistaControlli ridottiSì (se accettato senza modifiche)NoScadenza invio30 settembre 202630 settembre 2026CostoGratuito (fai da te)A pagamento (CAF/professionista)Ideale perSituazioni semplici (1 CU, poche spese)Situazioni complesse (più redditi, immobili, detrazioni articolate)Quando conviene il precompilato: se hai un solo datore di lavoro, poche spese detraibili e non possiedi immobili in affitto, il precompilato è la scelta più semplice e veloce.Quando conviene l’ordinario (tramite CAF): se hai una situazione fiscale più articolata — ad esempio redditi da più fonti, partita IVA in regime forfettario, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o figli a carico con l’Assegno Unico — è meglio affidarsi a un professionista che verifichi tutto e ottimizzi le detrazioni. Come Inviare il 730 Precompilato 2026L’invio del 730 precompilato può avvenire in tre modi diversi. Scegli quello più adatto alla tua situazione:1. Invio autonomo onlineDal 20 maggio 2026 puoi inviare la dichiarazione direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate. Dopo aver verificato (ed eventualmente modificato) i dati, clicca su “Invia”. Riceverai una ricevuta di avvenuta presentazione con numero di protocollo.2. Invio tramite CAF o professionistaPuoi delegare l’invio a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista abilitato. In questo caso, il professionista apporrà il visto di conformità, assumendosi la responsabilità della correttezza dei dati. Questa è la scelta consigliata se hai modificato il precompilato o se la tua situazione fiscale è complessa.3. Invio tramite sostituto d’impostaSe il tuo datore di lavoro offre assistenza fiscale diretta, puoi presentare il 730 tramite il sostituto d’imposta. Questa opzione è sempre meno diffusa ma resta tecnicamente disponibile.Cosa Fare se Mancano Dati o ci Sono Errori nel 730 PrecompilatoIl 730 precompilato non è infallibile. Ecco le situazioni più comuni in cui potresti trovare dati mancanti o errati, e come risolverle:Spese sanitarie mancantiAlcune spese mediche potrebbero non comparire nel precompilato se il professionista sanitario non ha trasmesso i dati al Sistema Tessera Sanitaria, oppure se hai esercitato l’opposizione all’utilizzo dei dati. In questi casi, puoi aggiungere manualmente le spese conservando gli scontrini e le ricevute come prova documentale.CU mancante (più datori di lavoro)Se nel 2025 hai lavorato per più datori di lavoro e una delle Certificazioni Uniche non compare, è probabile che il datore di lavoro l’abbia trasmessa in ritardo. Puoi attendere qualche giorno (il precompilato viene aggiornato periodicamente) oppure inserire i dati manualmente dalla CU cartacea.Errori negli importiSe noti che un importo è diverso da quello che risulta dai tuoi documenti (ad esempio, gli interessi del mutuo non corrispondono alla certificazione della banca), modifica il dato nel precompilato inserendo l’importo corretto. Conserva sempre la documentazione di supporto.Se hai presentato il 730 e successivamente scopri un errore, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026. Tutte le Scadenze del 730 Precompilato 2026Ecco il riepilogo completo delle date da ricordare per il 730 precompilato 2026:DataEvento16 marzo 2026Scadenza invio CU da parte dei datori di lavoro30 aprile 2026730 precompilato disponibile online in consultazione20 maggio 2026Inizio periodo per modificare, accettare e inviare il 730Luglio-Agosto 2026Rimborsi IRPEF in busta paga (per chi presenta entro giugno)30 settembre 2026Scadenza ultima per l’invio del 730 (precompilato o ordinario)25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo (a favore del contribuente)30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi correttivo/integrativoConsiglio: presentare il 730 precompilato il prima possibile (tra maggio e giugno) ti permette di ottenere i rimborsi IRPEF già a luglio in busta paga o nel cedolino della pensione. Chi presenta a settembre dovrà attendere tempi più lunghi.Assistenza CAF per il 730 Precompilato 2026Anche se il 730 precompilato è pensato per essere gestito in autonomia, molti contribuenti preferiscono affidarsi a un CAF per avere la certezza che tutto sia corretto. Ecco cosa può fare il CAF Centro Fiscale di Udine per te:Verifica completa di tutti i dati presenti nel precompilatoIntegrazione delle spese mancanti (sanitarie, veterinarie, sportive, scolastiche)Ottimizzazione delle detrazioni: il CAF conosce tutte le agevolazioni disponibili e può aiutarti a non perderne nessunaVisto di conformità: il CAF si assume la responsabilità della dichiarazione, tutelandoti in caso di controlliInvio telematico della dichiarazione all’Agenzia delle EntrateAssistenza post-invio per eventuali avvisi bonari o richieste di chiarimentiPortare il 730 precompilato al CAF non significa rinunciare ai vantaggi del precompilato: il CAF può partire dai dati già presenti, verificarli e integrarli, risparmiandoti tempo e garantendoti la massima accuratezza. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026?Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile in consultazione dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Dal 20 maggio 2026 sarà possibile modificarlo e inviarlo.Come si accede al 730 precompilato online?L’accesso avviene tramite il sito infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it utilizzando SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modifiche?Se accetti il precompilato senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali sulle spese detraibili e deducibili già inserite. Restano possibili i controlli sui redditi dichiarati.Posso modificare il 730 precompilato dopo averlo inviato?Sì, fino al 20 giugno 2026 puoi annullare l’invio e presentare una nuova dichiarazione. Dopo tale data, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 (se le modifiche sono a tuo favore) oppure un Modello Redditi correttivo entro il 30 novembre 2026.Entro quando si può inviare il 730 precompilato 2026?La scadenza per l’invio del 730 precompilato 2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, è consigliabile presentarlo prima possibile per ottenere eventuali rimborsi IRPEF già a luglio-agosto.Conviene fare il 730 da soli o tramite il CAF?Se la tua situazione fiscale è semplice (un solo reddito, poche detrazioni), il fai-da-te è fattibile. Se invece hai più redditi, immobili, detrazioni per ristrutturazioni o familiari a carico, il CAF ti garantisce maggiore precisione e ti tutela con il visto di conformità.Hai Bisogno di Assistenza per il 730 Precompilato 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare, modificare e inviare il tuo 730 precompilato 2026 in modo sicuro e veloce. I nostri operatori controllano ogni dato, integrano le spese mancanti e si assicurano che tu ottenga tutte le detrazioni a cui hai diritto.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — UdineTel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Articoli CorrelatiDocumenti per 730 2026: Checklist Completa per il CAF730 Precompilato 2026: Calendario Completo ScadenzeScadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario CompletoSpese Sanitarie Detraibili 2026: Elenco CompletoSpese Funebri 730 2026: Detrazione 19%Aprile 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-17 14:00:002026-05-31 18:02:41730 Precompilato 2026: Disponibile dal 30 Aprile, Come Accedere e Inviare
CAFTFR e Dimissioni Volontarie 2026: Quando Spetta e TempiLe dimissioni volontarie sono una scelta importante e spesso accompagnata da molti dubbi, soprattutto quando si tratta del TFR (Trattamento di Fine Rapporto). La domanda più frequente è: se mi dimetto, perdo il TFR? La risposta è chiara: no, il TFR spetta sempre, indipendentemente dal motivo della cessazione del rapporto di lavoro. In questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere su TFR e dimissioni volontarie nel 2026: quando viene pagato, come si calcola l’ultima mensilità e cosa fare se l’azienda non paga. Indice dei contenutiIl TFR spetta con le dimissioni volontarie?Tempi di pagamento del TFR dopo le dimissioniCalcolo del TFR e ultima mensilitàTFR e preavviso non lavoratoDimissioni online: la procedura telematica 2026Cosa fare se l’azienda non paga il TFRFAQ: Domande frequenti su TFR e dimissioniIl TFR spetta con le dimissioni volontarie?Sì, il TFR spetta sempre, anche in caso di dimissioni volontarie. Si tratta di un diritto maturato dal lavoratore durante tutto il rapporto di lavoro, previsto dall’articolo 2120 del Codice Civile. Il TFR non è un “premio” concesso dal datore di lavoro, ma una quota della retribuzione che viene accantonata ogni anno.Questo significa che il TFR ti spetta in ogni caso di cessazione del rapporto:Dimissioni volontarie (scelta libera del lavoratore)Dimissioni per giusta causa (gravi inadempienze del datore)Licenziamento (anche per giusta causa o giustificato motivo)Scadenza del contratto a terminePensionamentoRisoluzione consensualeIn pratica, non esiste nessuna situazione in cui il lavoratore perde il diritto al TFR. L’unica differenza riguarda i tempi di pagamento, che possono variare. Tempi di pagamento del TFR dopo le dimissioniUno degli aspetti più importanti da conoscere riguarda quando riceverai il TFR dopo le dimissioni. I tempi variano in base al settore:Settore privatoNel settore privato, la legge non fissa un termine preciso, ma la prassi consolidata e la maggior parte dei CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro) prevedono il pagamento del TFR entro 30-45 giorni dall’ultimo giorno di lavoro. Molte aziende lo inseriscono nell’ultima busta paga o nel cedolino del mese successivo alla cessazione.Settore pubblico (Pubblica Amministrazione)Per i dipendenti pubblici, i tempi sono decisamente più lunghi e variano in base al motivo della cessazione:Dimissioni volontarie: il TFR (o TFS, Trattamento di Fine Servizio) viene pagato entro 24 mesi dalla cessazione, più ulteriori 3 mesi per la liquidazione effettivaRaggiungimento limiti di età: entro 12 mesi + 3 mesiCessazione per inabilità: entro 105 giorniSe il TFR supera i 50.000 euro, viene pagato in rate annuali (fino a 3 rate per importi superiori a 100.000 euro). Calcolo del TFR e ultima mensilitàIl calcolo del TFR segue una formula precisa. Per ogni anno di lavoro, il datore accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Le quote accantonate vengono poi rivalutate ogni anno con un tasso composto da:Tasso fisso: 1,5% annuoTasso variabile: 75% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumoEsempio pratico: Marco ha lavorato 5 anni con una retribuzione annua lorda di 30.000 euro. La quota annua di TFR è circa 30.000 / 13,5 = 2.222 euro. Dopo 5 anni, senza considerare la rivalutazione, il TFR lordo è di circa 11.110 euro. Il netto dipenderà dalla tassazione separata applicata.Nell’ultima busta paga troverai anche:Ferie non godute: le ferie maturate ma non utilizzate vengono pagateRatei di tredicesima e quattordicesima (se prevista dal contratto)Eventuali straordinari o competenze arretrate TFR e preavviso non lavoratoQuando ti dimetti, il contratto collettivo prevede un periodo di preavviso che devi rispettare. Ma cosa succede se il datore di lavoro ti esonera dal preavviso?Esistono due scenari:Il lavoratore non rispetta il preavviso: il datore può trattenere dalla busta paga finale l’indennità sostitutiva del preavviso, cioè l’equivalente della retribuzione per i giorni di preavviso non lavorati. Questo importo viene detratto dal TFR e dalle competenze finaliIl datore esonera dal preavviso: deve pagare al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso. In questo caso, il periodo di preavviso non lavorato ma pagato incide sul calcolo del TFR, facendolo aumentare leggermenteAttenzione: l’indennità sostitutiva del preavviso è soggetta a contributi previdenziali e va inclusa nella base di calcolo del TFR solo se è il datore a rinunciarvi. Dimissioni online: la procedura telematica 2026Dal 2016, le dimissioni volontarie devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale del Ministero del Lavoro. Questa procedura serve a prevenire le cosiddette “dimissioni in bianco”.Ecco i passaggi da seguire:Accedi al portale servizi.lavoro.gov.it con SPID o CIECompila il modulo con i dati del rapporto di lavoro (codice fiscale datore, data assunzione, CCNL)Indica la data di decorrenza delle dimissioni (ultimo giorno di lavoro + 1)Invia il modulo: il sistema genera una ricevuta con marca temporalePuoi revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla trasmissioneIn alternativa, puoi rivolgerti a un patronato o al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella compilazione. Il servizio presso il patronato è gratuito.Importante: le dimissioni non presentate in forma telematica sono considerate nulle e non producono effetti. Cosa fare se l’azienda non paga il TFRSe l’azienda non paga il TFR nei tempi previsti, hai diversi strumenti per tutelare i tuoi diritti:Sollecito formale: invia una raccomandata A/R o PEC al datore di lavoro, chiedendo il pagamento entro 15 giorniTentativo di conciliazione: puoi rivolgerti all’Ispettorato del Lavoro per un tentativo di conciliazione stragiudizialeDecreto ingiuntivo: tramite un avvocato, puoi richiedere al Giudice del Lavoro un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. I tempi sono generalmente rapidi (30-60 giorni)Fondo di Garanzia INPS: se l’azienda è insolvente o fallita, puoi richiedere il pagamento del TFR al Fondo di Garanzia INPS. Questo fondo copre il TFR maturato negli ultimi 12 mesi del rapporto di lavoro (e in molti casi l’intero importo)Il diritto al TFR si prescrive in 5 anni dalla data di cessazione del rapporto. Dopo questo termine, non puoi più richiederlo. Per questo è fondamentale agire tempestivamente. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ: Domande frequenti su TFR e dimissioniSe mi dimetto perdo il TFR?No, il TFR spetta sempre, indipendentemente dal motivo delle dimissioni. È un diritto maturato durante il rapporto di lavoro e il datore è obbligato a pagarlo.Quanto tempo ha l’azienda per pagare il TFR dopo le dimissioni?Nel settore privato, generalmente 30-45 giorni (verifica il tuo CCNL). Nel settore pubblico, fino a 24 mesi + 3 mesi per le dimissioni volontarie.Il TFR viene pagato nell’ultima busta paga?Nella maggior parte dei casi nel settore privato, il TFR viene incluso nell’ultima busta paga o nel cedolino del mese successivo alla cessazione, insieme a ferie non godute e ratei.Posso chiedere un anticipo del TFR prima di dimettermi?Sì, se hai almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore. L’anticipo del TFR può essere richiesto per spese sanitarie, acquisto prima casa o congedo parentale, fino al 70% del TFR maturato.Le dimissioni durante il periodo di prova danno diritto al TFR?Sì, anche le dimissioni durante il periodo di prova danno diritto al TFR maturato, proporzionato ai giorni lavorati. Non è richiesto preavviso in questo caso.Hai bisogno di assistenza per il TFR o le dimissioni?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare il calcolo del TFR e a presentare le dimissioni telematiche in modo corretto. Contattaci per una consulenza personalizzata.Scrivici su WhatsAppOppure vieni a trovarci: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640Aprile 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-17 09:00:002026-05-31 17:13:03TFR e Dimissioni Volontarie 2026: Quando Spetta e Tempi
CAFRivalutazione TFR 2026: Coefficienti ISTAT e CalcoloLa rivalutazione TFR 2026 è un meccanismo fondamentale che protegge il Trattamento di Fine Rapporto dall’erosione dell’inflazione. Ogni anno, il TFR accantonato dal datore di lavoro viene rivalutato applicando una formula precisa che combina una quota fissa e una variabile legata all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Capire come funziona la rivalutazione del TFR ti permette di sapere esattamente quanto cresce la tua liquidazione anno dopo anno.In questa guida trovi i coefficienti ISTAT aggiornati al 2026, la formula di calcolo con esempi pratici e le informazioni sulla tassazione della rivalutazione. Per un quadro completo sul trattamento di fine rapporto, leggi anche la nostra guida completa al TFR 2026: calcolo, anticipo e tassazione.Indice dei contenutiCome Funziona la Rivalutazione del TFRLa Formula: 1,5% Fisso + 75% Indice ISTATCoefficienti ISTAT per la Rivalutazione TFR 2026Esempio Pratico di Calcolo Rivalutazione TFRTassazione della Rivalutazione TFR: Imposta Sostitutiva 17%Domande Frequenti Come Funziona la Rivalutazione del TFRLa rivalutazione del TFR è disciplinata dall’articolo 2120 del Codice Civile e si applica automaticamente al fondo TFR accantonato in azienda al 31 dicembre di ogni anno. Il meccanismo è pensato per proteggere il potere d’acquisto della liquidazione nel tempo, agganciandolo parzialmente all’andamento dei prezzi.In pratica, il TFR maturato fino all’anno precedente viene incrementato ogni anno sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) pubblicato dall’ISTAT. Questo adeguamento avviene a dicembre con riferimento all’indice di dicembre dell’anno precedente. La rivalutazione TFR 2026 si calcola quindi confrontando l’indice FOI di dicembre 2025 con quello di dicembre 2026.È importante sottolineare che la rivalutazione si applica solo al TFR già accantonato, non alla quota maturata nell’anno corrente. Se hai iniziato a lavorare a gennaio 2026, la prima rivalutazione verrà applicata a dicembre 2027 sulla quota accantonata nel 2026. Se il TFR è stato destinato a un fondo pensione, la rivalutazione non si applica: i rendimenti dipendono dalla gestione finanziaria del fondo. La Formula: 1,5% Fisso + 75% Indice ISTATLa formula per la rivalutazione TFR è composta da due elementi distinti che si sommano tra loro. Il primo elemento è una quota fissa dell’1,5% annuo, che rappresenta il rendimento minimo garantito dalla legge indipendentemente dall’inflazione. Anche in un anno di deflazione (prezzi in calo), il TFR cresce almeno dell’1,5%.Il secondo elemento è una quota variabile pari al 75% dell’incremento dell’indice ISTAT FOI rispetto all’anno precedente. Questo significa che se l’inflazione annua è del 2%, il contributo variabile sarà 2% x 75% = 1,5%. La formula completa è quindi:Rivalutazione TFR = 1,5% + (75% x variazione indice ISTAT FOI)Facciamo un esempio numerico semplice. Se l’inflazione ISTAT nel 2026 è del 2,0%, la rivalutazione sarà: 1,5% + (75% x 2,0%) = 1,5% + 1,5% = 3,0%. Su un TFR accantonato di 30.000 euro, questo significa un incremento di 900 euro lordi. In periodi di alta inflazione, come nel 2022 quando l’indice FOI superò l’8%, la rivalutazione può essere particolarmente generosa. Coefficienti ISTAT per la Rivalutazione TFR 2026I coefficienti di rivalutazione TFR 2026 vengono aggiornati mensilmente dall’ISTAT sulla base dell’indice FOI. Servono principalmente per calcolare il TFR in caso di cessazione del rapporto di lavoro durante l’anno (dimissioni, licenziamento, pensionamento).Mese 2026Indice FOI (base 2015=100)Coefficiente rivalutazioneGennaioIn attesa pubblicazione ISTAT0,125% + quota variabileFebbraioIn attesa pubblicazione ISTAT0,250% + quota variabileMarzoIn attesa pubblicazione ISTAT0,375% + quota variabileAprileIn attesa pubblicazione ISTAT0,500% + quota variabileMaggioIn attesa pubblicazione ISTAT0,625% + quota variabileGiugnoIn attesa pubblicazione ISTAT0,750% + quota variabileLuglioIn attesa pubblicazione ISTAT0,875% + quota variabileAgostoIn attesa pubblicazione ISTAT1,000% + quota variabileSettembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,125% + quota variabileOttobreIn attesa pubblicazione ISTAT1,250% + quota variabileNovembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,375% + quota variabileDicembreIn attesa pubblicazione ISTAT1,500% + quota variabileNota: La quota fissa mensile si calcola come 1,5% / 12 = 0,125% al mese. La quota variabile dipende dalla variazione percentuale dell’indice FOI dal dicembre precedente al mese di riferimento, moltiplicata per il 75%. Questa tabella verrà aggiornata man mano che l’ISTAT pubblicherà i dati ufficiali 2026. Esempio Pratico di Calcolo Rivalutazione TFRVediamo un esempio concreto di calcolo della rivalutazione TFR per rendere tutto più chiaro. Supponiamo che Laura abbia un TFR accantonato al 31 dicembre 2025 di 25.000 euro e che l’indice ISTAT FOI di dicembre 2026 sia cresciuto del 1,8% rispetto a dicembre 2025.Applichiamo la formula di rivalutazione TFR 2026:Quota fissa: 1,5% di 25.000 euro = 375 euroQuota variabile: 75% x 1,8% = 1,35% di 25.000 euro = 337,50 euroRivalutazione totale lorda: 375 + 337,50 = 712,50 euroPercentuale rivalutazione: 1,5% + 1,35% = 2,85%Il TFR di Laura al 31 dicembre 2026 sarà quindi di 25.712,50 euro lordi, a cui va aggiunta la quota TFR maturata nel 2026 (la retribuzione lorda annua divisa per 13,5). Attenzione però: sulla rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva del 17%, di cui parliamo nella sezione successiva. Per approfondire come calcolare l’intero TFR, consulta la guida al calcolo TFR 2026.Tassazione della Rivalutazione TFR: Imposta Sostitutiva 17%La tassazione della rivalutazione TFR funziona in modo diverso dalla tassazione del TFR stesso. Sulla rivalutazione annua si applica un’imposta sostitutiva del 17%, che il datore di lavoro trattiene e versa direttamente all’Erario. Questa aliquota, aumentata dal 11% al 17% dal 2015, è rimasta invariata nel 2026.Riprendendo l’esempio di Laura, la rivalutazione lorda è di 712,50 euro. L’imposta sostitutiva sarà: 712,50 x 17% = 121,13 euro. La rivalutazione netta effettiva è quindi di 591,37 euro. È importante sapere che questa imposta viene anticipata dal datore di lavoro entro il 16 dicembre di ogni anno (acconto del 90%) e il saldo entro il 16 febbraio dell’anno successivo.Un aspetto spesso trascurato: l’imposta del 17% sulla rivalutazione è definitiva. Questo significa che al momento dell’erogazione del TFR, la rivalutazione già tassata non viene più inclusa nella base imponibile per la tassazione separata. In sostanza, sulla rivalutazione paghi il 17% e basta, mentre sul TFR (esclusa la rivalutazione) si applica l’aliquota media IRPEF. Se vuoi confrontare questa tassazione con quella del fondo pensione, che gode di aliquote dal 15% al 9%, leggi la nostra guida dedicata. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande FrequentiQuanto viene rivalutato il TFR nel 2026?La rivalutazione TFR 2026 dipende dall’inflazione ISTAT. La formula prevede l’1,5% fisso annuo più il 75% dell’incremento dell’indice FOI. Con un’inflazione stimata intorno all’1,5-2%, la rivalutazione totale si aggira tra il 2,6% e il 3,0%.Che imposta si paga sulla rivalutazione del TFR?Sulla rivalutazione annua del TFR si paga un’imposta sostitutiva del 17%. Questa imposta è trattenuta e versata dal datore di lavoro ed è definitiva: la rivalutazione non viene più tassata al momento dell’erogazione del TFR.Dove trovo i coefficienti ISTAT aggiornati?I coefficienti ISTAT per la rivalutazione del TFR vengono pubblicati mensilmente dall’ISTAT sul proprio sito ufficiale (istat.it). In alternativa, puoi consultare le tabelle aggiornate su questa pagina o contattare il CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nel calcolo.La rivalutazione si applica anche al TFR nel fondo pensione?No. La rivalutazione con la formula 1,5% + 75% ISTAT si applica solo al TFR lasciato in azienda. Il TFR conferito a un fondo pensione viene investito sui mercati finanziari e il rendimento dipende dalla linea di investimento scelta, che può essere superiore o inferiore alla rivalutazione legale.Come si calcola la rivalutazione TFR in caso di dimissioni a metà anno?In caso di cessazione del rapporto durante l’anno, la rivalutazione del TFR si calcola proporzionalmente ai mesi lavorati, utilizzando il coefficiente mensile (1,5% / 12 = 0,125% al mese per la quota fissa, più la quota variabile ISTAT). Le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni contano come mese intero.Comprendere la rivalutazione TFR 2026 ti permette di valutare con precisione quanto cresce la tua liquidazione nel tempo. Se hai bisogno di un calcolo personalizzato del tuo TFR o vuoi valutare se conviene destinarlo a un fondo pensione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Aprile 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-16 09:00:002026-05-31 16:29:30Rivalutazione TFR 2026: Coefficienti ISTAT e Calcolo
ISEEISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai DirittoISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai DirittoAvere un ISEE basso nel 2026 apre le porte a decine di bonus e agevolazioni che possono fare una differenza enorme nel bilancio familiare. Dall’Assegno di Inclusione ai bonus bollette automatici, dal Bonus Nido fino a 3.600 euro alle borse di studio universitarie: le opportunità sono tante, ma orientarsi tra soglie, requisiti e scadenze non è semplice.In questa guida completa trovi l’elenco aggiornato di tutti i bonus con ISEE basso 2026, organizzati per fascia di reddito. Ti spiegheremo cosa spetta con un ISEE sotto 9.530 euro, sotto 15.000 euro, sotto 25.000 euro e sotto 40.000 euro. Inoltre, scoprirai anche le agevolazioni universali che spettano a tutti, indipendentemente dal reddito, e come abbassare legalmente l’ISEE per accedere a più benefici. Se vuoi capire subito a cosa hai diritto, consulta la nostra guida completa all’ISEE 2026. Indice dei ContenutiCos’è l’ISEE e perché è importante averlo bassoBonus e agevolazioni con ISEE sotto 9.530 euroBonus con ISEE sotto 15.000 euroBonus con ISEE sotto 25.000 euroBonus con ISEE sotto 40.000 euroAgevolazioni universali senza limite ISEETabella riepilogativa: tutti i bonus per fascia ISEECome abbassare legalmente l’ISEEDove fare l’ISEE a UdineDomande frequenti Cos’è l’ISEE e Perché È Importante Averlo BassoL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è lo strumento che misura la ricchezza complessiva del nucleo familiare. Non considera solo i redditi da lavoro o da pensione, ma anche il patrimonio mobiliare (conti correnti, investimenti, titoli) e il patrimonio immobiliare (case, terreni, fabbricati). Il valore finale viene poi rapportato al numero di componenti della famiglia attraverso una scala di equivalenza, in modo da tenere conto delle reali esigenze economiche.Avere un ISEE basso è fondamentale perché la maggior parte dei bonus e delle agevolazioni statali nel 2026 è legata proprio a questo indicatore. Più basso è il tuo ISEE, più benefici puoi ottenere: si parte dalle misure riservate a chi ha un ISEE sotto 9.530 euro (come l’Assegno di Inclusione e il bonus bollette automatico) fino ad arrivare alle agevolazioni accessibili con ISEE sotto 40.000 euro (come l’Assegno Unico a importo pieno e il Bonus Nido maggiorato). Per conoscere tutti i documenti necessari per l’ISEE 2026, consulta la nostra guida dedicata.È importante sapere che l’ISEE 2026 si basa sui redditi e patrimoni del 2024 (due anni prima). Questo significa che eventuali variazioni recenti nella situazione economica non si riflettono automaticamente nel calcolo. Tuttavia, in caso di peggioramento significativo (perdita del lavoro, riduzione del reddito), è possibile richiedere l’ISEE corrente, che fotografa la situazione economica attuale. Bonus e Agevolazioni con ISEE Sotto 9.530 EuroChi ha un ISEE sotto 9.530 euro nel 2026 ha diritto al pacchetto più ampio di bonus e agevolazioni. Questa fascia identifica le famiglie in condizione di maggiore difficoltà economica, per le quali lo Stato prevede misure di sostegno particolarmente importanti. Vediamo nel dettaglio tutte le prestazioni disponibili.Assegno di Inclusione (ADI)L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. Per accedervi nel 2026 servono un ISEE non superiore a 9.360 euro e un reddito familiare non superiore a 6.000 euro (moltiplicato per la scala di equivalenza). L’importo massimo è di 500 euro al mese per persona singola, che sale a 630 euro se il nucleo è composto da persone tutte over 67 o con disabilità. A questo si aggiunge un contributo affitto fino a 280 euro al mese per chi vive in locazione.L’ADI è riservato ai nuclei familiari con almeno un componente che rientra in una di queste categorie: minorenne, persona con disabilità, over 60 anni o persona in condizione di svantaggio certificata dai servizi sociali. La domanda va presentata tramite un operatore qualificato per evitare errori che potrebbero causare il rigetto della richiesta.Bonus Bollette Automatico (Luce, Gas e Acqua)Con un ISEE sotto 9.530 euro, il bonus bollette viene applicato automaticamente in fattura, senza dover presentare alcuna domanda specifica. Basta avere un ISEE in corso di validità. Il bonus copre le utenze di energia elettrica, gas naturale e servizio idrico. Nel 2026 gli importi variano in base alla composizione del nucleo familiare:Bonus luce: da 142 a 227 euro annui a seconda dei componenti familiariBonus gas: da 60 a 177 euro annui, variabile anche per zona climaticaBonus acqua: sconto su 50 litri al giorno per ogni componente della famigliaIl risparmio complessivo può superare i 400-500 euro all’anno per una famiglia di 3-4 persone. L’unica condizione è mantenere l’ISEE aggiornato: se scade e non viene rinnovato, il bonus si interrompe automaticamente.Esenzione Ticket SanitarioLe famiglie con ISEE basso possono ottenere l’esenzione dal ticket sanitario per visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni ambulatoriali. I codici esenzione principali sono: E01 per i minori sotto i 6 anni con reddito familiare sotto 36.151,98 euro, e E02 per i disoccupati con reddito inferiore a 8.263,31 euro (11.362,05 euro con coniuge a carico). Alcune Regioni, tra cui il Friuli Venezia Giulia, prevedono soglie aggiuntive legate all’ISEE.Carta Acquisti (Social Card)La Carta Acquisti (o Social Card) è una carta prepagata da 40 euro al mese (80 euro ogni bimestre) destinata a cittadini over 65 e famiglie con figli sotto i 3 anni. Il requisito principale è un ISEE inferiore a 8.052,75 euro. La carta può essere utilizzata per acquistare generi alimentari, farmaci e per pagare le bollette di luce e gas. La richiesta va presentata presso gli uffici postali. Bonus con ISEE Sotto 15.000 EuroLa fascia ISEE sotto 15.000 euro nel 2026 apre l’accesso a una serie di agevolazioni particolarmente utili per le famiglie con redditi medio-bassi. Anche se non si rientra nella soglia più bassa (sotto 9.530 euro), restano disponibili diverse misure di sostegno significative.Bonus Bollette con ISEE fino a 15.000 EuroA partire dal 2024, la soglia per il bonus bollette è stata innalzata a 15.000 euro di ISEE per le famiglie con almeno 4 figli a carico. In questo caso, il bonus viene comunque applicato automaticamente in bolletta. Per le famiglie numerose si tratta di un aiuto concreto che può valere diverse centinaia di euro all’anno sulle utenze domestiche. Se la tua famiglia è numerosa, verifica con il CAF Centro Fiscale se rientri in questa casistica.Telefono Sociale e Internet a Tariffa AgevolataCon un ISEE sotto 8.112,23 euro è possibile accedere al cosiddetto “bonus telefono” o Telefono Sociale: una riduzione del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica fissa. Inoltre, l’AGCOM ha previsto offerte a tariffa agevolata per la connessione internet destinate a famiglie con ISEE basso. Alcune Regioni e Comuni prevedono ulteriori agevolazioni locali per le telecomunicazioni.Agevolazioni Trasporti PubbliciMolti Comuni e Regioni offrono abbonamenti ai trasporti pubblici a tariffa ridotta per chi ha un ISEE basso. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, è possibile ottenere agevolazioni sul trasporto pubblico locale con ISEE sotto determinate soglie. A livello nazionale, il bonus trasporti (che nel 2023-2024 prevedeva un voucher da 60 euro) potrebbe essere rifinanziato nel corso del 2026. Consigliamo di verificare periodicamente le novità presso il CAF Centro Fiscale.Mensa Scolastica Gratuita o a Tariffa RidottaLa tariffa della mensa scolastica è calcolata in base all’ISEE nella maggior parte dei Comuni italiani. Con un ISEE sotto 10.000-15.000 euro (la soglia varia da Comune a Comune), è possibile ottenere la mensa gratuita o a tariffa minima. Per una famiglia con due figli che frequentano la scuola primaria, il risparmio può superare i 1.000 euro all’anno. Verifica le soglie specifiche del tuo Comune di residenza. Bonus con ISEE Sotto 25.000 EuroCon un ISEE sotto 25.000 euro, nel 2026 si accede ad alcune delle agevolazioni più importanti per le famiglie con figli. In questa fascia rientrano misure come il Bonus Nido a importo massimo e le borse di studio universitarie, che possono rappresentare un supporto economico molto significativo.Bonus Nido Fino a 3.000 EuroIl Bonus Nido 2026 è un contributo per il pagamento delle rette degli asili nido, sia pubblici che privati autorizzati. L’importo varia in base all’ISEE del nucleo familiare:ISEE fino a 25.000 euro: bonus massimo di 3.000 euro all’anno (272,72 euro al mese per 11 mensilità)ISEE da 25.001 a 40.000 euro: bonus di 2.500 euro all’annoSenza ISEE o ISEE sopra 40.000 euro: bonus minimo di 1.500 euro all’annoInoltre, dal 2024 è stata introdotta una maggiorazione per il secondo figlio: le famiglie con un figlio nato a partire dal 2024 e un altro figlio sotto i 10 anni possono ottenere fino a 3.600 euro all’anno, anche con ISEE fino a 40.000 euro. Una novità importante che rende il Bonus Nido una delle agevolazioni più generose per le famiglie italiane.Borse di Studio UniversitarieGli studenti universitari con ISEE sotto 24.335,11 euro (soglia 2025/2026, aggiornata annualmente) e ISPE sotto 52.902,43 euro possono accedere alle borse di studio regionali. L’importo varia da 2.000 a oltre 6.000 euro all’anno a seconda che lo studente sia fuorisede, pendolare o in sede. Oltre alla borsa di studio, con un ISEE basso si può ottenere anche l’esonero totale o parziale dalle tasse universitarie: con un ISEE sotto 13.000 euro le tasse sono completamente azzerate, mentre fino a 30.000 euro si applicano riduzioni progressive (la cosiddetta “no tax area” universitaria). Bonus con ISEE Sotto 40.000 EuroAnche chi ha un ISEE sotto 40.000 euro può accedere a importanti agevolazioni nel 2026. Questa fascia, più ampia delle precedenti, include misure che interessano milioni di famiglie italiane, in particolare quelle con figli a carico.Bonus Nido Secondo Figlio: Fino a 3.600 EuroCome anticipato, la maggiorazione del Bonus Nido per il secondo figlio si applica con ISEE fino a 40.000 euro. Questa è una novità significativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata per il 2026. Per ottenere i 3.600 euro annui servono due condizioni: avere un figlio nato dal 1° gennaio 2024 in poi e avere un altro figlio con meno di 10 anni. Si tratta di un sostegno concreto che copre gran parte della retta annuale di un asilo nido.Assegno Unico a Importo PienoL’Assegno Unico Universale 2026 spetta a tutte le famiglie con figli a carico sotto i 21 anni (senza limite di età per figli con disabilità), ma l’importo varia enormemente in base all’ISEE. Con un ISEE sotto 17.090,61 euro si percepisce l’importo massimo di 199,40 euro al mese per figlio. L’importo decresce gradualmente fino all’ISEE di 45.574,96 euro, oltre il quale si percepisce il minimo di 57 euro per figlio.Per le famiglie numerose sono previste ulteriori maggiorazioni: 96,90 euro al mese per ogni figlio oltre il secondo (con ISEE basso) e una maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per le famiglie con almeno 4 figli. Una famiglia con 3 figli e ISEE basso può ricevere oltre 700 euro al mese di Assegno Unico. Presentare un ISEE aggiornato è fondamentale: senza ISEE o con ISEE scaduto, si percepisce solo il minimo.Agevolazioni Prima Casa Under 36Per i giovani sotto i 36 anni con ISEE non superiore a 40.000 euro, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato le agevolazioni per l’acquisto della prima casa. Le misure includono: l’accesso prioritario al Fondo di Garanzia CONSAP con garanzia statale fino all’80% del mutuo, agevolazioni sull’imposta di registro e l’esenzione dall’imposta sostitutiva sui mutui. Per chi sta valutando l’acquisto della prima casa, queste agevolazioni possono significare un risparmio di diverse migliaia di euro. Agevolazioni Universali: Bonus Senza Limite di ISEEEsistono anche agevolazioni fiscali che spettano a tutti i contribuenti, indipendentemente dal valore dell’ISEE. Si tratta principalmente di detrazioni fiscali legate alla casa e ai consumi, che vengono recuperate nella dichiarazione dei redditi. Anche chi non ha un ISEE basso può beneficiarne.Bonus Ristrutturazione 2026Il bonus ristrutturazione prevede una detrazione del 50% sulle spese di ristrutturazione edilizia per la prima casa, fino a un massimo di 96.000 euro di spesa. Per le seconde case l’aliquota scende al 36%. La detrazione si recupera in 10 anni nella dichiarazione dei redditi. Rientrano nel bonus lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.Ecobonus: Risparmio EnergeticoL’Ecobonus 2026 offre detrazioni dal 50% al 65% per interventi di riqualificazione energetica dell’abitazione principale. Tra gli interventi agevolati: sostituzione della caldaia con modelli a condensazione, installazione di pompe di calore, cappotto termico, sostituzione di infissi e serramenti, installazione di pannelli solari termici. Il risparmio in bolletta si somma alla detrazione fiscale, rendendo questi interventi particolarmente convenienti.Bonus Mobili ed ElettrodomesticiChi effettua lavori di ristrutturazione può beneficiare anche del bonus mobili: una detrazione del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Rientrano nel bonus: letti, armadi, cassettiere, divani, tavoli, materassi, ma anche frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e forni, purché di classe energetica A (o superiore a seconda della tipologia). Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus per Fascia ISEE nel 2026Ecco il riepilogo completo di tutti i bonus e le agevolazioni 2026 organizzati per soglia ISEE. Questa tabella ti permette di individuare rapidamente a cosa hai diritto in base al tuo indicatore economico.Soglia ISEEBonus / AgevolazioneImporto IndicativoSotto 8.052 euroCarta Acquisti (Social Card)480 euro/annoSotto 9.360 euroAssegno di Inclusione (ADI)Fino a 6.000 euro/anno + affittoSotto 9.530 euroBonus Bollette automatico (luce, gas, acqua)400-500 euro/annoSotto 9.530 euroEsenzione ticket sanitarioVariabileSotto 15.000 euro (4+ figli)Bonus Bollette famiglie numerose400-500 euro/annoSotto 17.090 euroAssegno Unico importo massimo199,40 euro/mese per figlioSotto 25.000 euroBonus Nido importo massimo3.000 euro/annoSotto 24.335 euroBorse di studio universitarie2.000-6.000 euro/annoSotto 40.000 euroBonus Nido secondo figlio maggiorato3.600 euro/annoSotto 40.000 euroAgevolazioni prima casa under 36Garanzia mutuo 80%Senza limiteBonus ristrutturazione 50%Detrazione fino a 48.000 euroSenza limiteEcobonus 50-65%Detrazione variabileSenza limiteBonus mobili 50%Detrazione fino a 2.500 euroNota importante: gli importi indicati sono riferiti al 2026 e potrebbero subire aggiornamenti nel corso dell’anno. Per verificare la tua situazione specifica e non perdere nessuna agevolazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Come Abbassare Legalmente l’ISEE nel 2026Se il tuo ISEE è di poco superiore a una soglia importante, sappi che esistono strategie legali per ridurlo. Non si tratta di trucchi o espedienti illegali, ma di scelte finanziarie e familiari che la legge consente e che possono fare la differenza tra accedere o meno a un bonus. Ecco i metodi più efficaci per abbassare legalmente l’ISEE.Cointestazione e Giacenza MediaLa giacenza media del conto corrente al 31 dicembre incide direttamente sull’ISEE. Avere un saldo elevato a fine anno aumenta il patrimonio mobiliare del nucleo familiare. Una strategia lecita è quella di utilizzare la liquidità in eccesso per spese programmate (ad esempio saldare un debito, effettuare una manutenzione necessaria) prima della fine dell’anno. Attenzione: i prelievi “sospetti” in prossimità del 31 dicembre possono essere segnalati. Meglio pianificare con anticipo e trasparenza.Variazione del Nucleo FamiliareL’ISEE si calcola sulla base del nucleo familiare anagrafico. Se un figlio maggiorenne è economicamente indipendente (ha un reddito e non è più a carico), un cambio di residenza può consentirgli di uscire dal nucleo familiare dei genitori, riducendo l’ISEE di entrambi i nuclei. Allo stesso modo, la separazione legale tra coniugi comporta la formazione di due nuclei distinti, ciascuno con il proprio ISEE. Queste scelte vanno valutate attentamente con un esperto.ISEE Corrente: la Soluzione per Chi Ha Perso il LavoroSe la tua situazione economica è peggiorata significativamente rispetto a due anni fa (l’ISEE 2026 si basa sui dati 2024), puoi richiedere l’ISEE corrente. Questo strumento aggiorna l’indicatore alla situazione attuale in caso di: perdita del lavoro, riduzione del reddito superiore al 25%, interruzione di trattamenti previdenziali. L’ISEE corrente ha validità di 6 mesi (redditi) o fino al 31 dicembre (patrimoni) e può far scendere drasticamente il tuo indicatore, aprendo l’accesso a bonus e agevolazioni altrimenti preclusi. Dove Fare l’ISEE a Udine: il CAF Centro FiscalePer ottenere l’ISEE 2026 e accedere a tutti i bonus e le agevolazioni descritti in questa guida, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. Il servizio è completamente gratuito per la compilazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e il rilascio dell’attestazione ISEE. I nostri operatori ti aiuteranno a:Raccogliere tutti i documenti necessari per l’ISEE 2026Compilare la DSU in modo corretto, evitando errori che invaliderebbero l’attestazioneVerificare a quali bonus hai diritto in base al tuo ISEEPresentare le domande per ogni agevolazione a cui puoi accedereValutare se conviene richiedere l’ISEE corrente per ottenere un indicatore più bassoIl servizio è disponibile sia in ufficio a Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) che online per chi vive in altre città d’Italia. Puoi prenotare il tuo appuntamento chiamando il 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Bonus con ISEE Basso 2026Quali bonus posso avere con ISEE sotto 15.000 euro nel 2026?Con un ISEE sotto 15.000 euro nel 2026 hai diritto a: bonus bollette automatico (luce, gas e acqua), Assegno Unico a importo pieno (199,40 euro/mese per figlio), Bonus Nido fino a 3.000 euro, telefono sociale, mensa scolastica gratuita (in molti Comuni), borse di studio universitarie e potenzialmente anche l’Assegno di Inclusione se rientri nella soglia di 9.360 euro e nei requisiti soggettivi.I bonus con ISEE basso si ottengono automaticamente?Solo il bonus bollette è automatico: basta avere un ISEE in corso di validità sotto la soglia. Tutti gli altri bonus richiedono una domanda specifica: l’Assegno di Inclusione tramite patronato, il Bonus Nido tramite portale INPS, le borse di studio tramite ente regionale. Per non perdere nessuna agevolazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale che ti guiderà in tutte le pratiche necessarie.Cosa succede se non presento l’ISEE 2026?Senza un ISEE aggiornato, perdi l’accesso alla maggior parte dei bonus e delle agevolazioni. L’Assegno Unico, ad esempio, viene erogato all’importo minimo (57 euro/figlio anziché 199,40 euro). Il bonus bollette si interrompe automaticamente. Il Bonus Nido viene calcolato sulla fascia più bassa (1.500 euro anziché 3.000). Presentare l’ISEE il prima possibile è fondamentale per non perdere denaro.Posso abbassare legalmente il mio ISEE?Sì, esistono strategie legali per abbassare l’ISEE: ridurre la giacenza media del conto corrente con spese programmate, far uscire dal nucleo familiare figli maggiorenni indipendenti, richiedere l’ISEE corrente in caso di perdita del lavoro o riduzione del reddito. Puoi approfondire nella nostra guida su come uscire dall’ISEE familiare legalmente. Ogni situazione va analizzata individualmente con l’aiuto di un esperto del CAF.L’ISEE 2026 si basa su quali redditi?L’ISEE 2026 si basa sui redditi e patrimoni del 2024 (il secondo anno solare precedente). I redditi vengono acquisiti automaticamente dall’Agenzia delle Entrate, mentre i patrimoni (saldi e giacenze medie dei conti, valore degli immobili) fanno riferimento al 31 dicembre 2024. Se la tua situazione economica è peggiorata nel 2025 o 2026, puoi richiedere l’ISEE corrente per aggiornare l’indicatore. ConclusioneCome hai visto, avere un ISEE basso nel 2026 permette di accedere a un numero molto ampio di bonus e agevolazioni: dall’Assegno di Inclusione al bonus bollette, dal Bonus Nido all’Assegno Unico a importo pieno, dalle borse di studio alle agevolazioni sulla prima casa. Il primo passo fondamentale è presentare l’ISEE il prima possibile, per non perdere mesi di benefici e per sapere esattamente a cosa hai diritto.Hai bisogno di assistenza per l’ISEE 2026 e per accedere a tutti i bonus con ISEE basso? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri operatori ti aiuteranno a compilare la DSU, ottenere l’attestazione ISEE e presentare tutte le domande per i bonus a cui hai diritto. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Articoli CorrelatiNOTIZIE Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-04 11:00:002026-10-02 21:03:58Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleNOTIZIE Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-04 09:00:002026-10-02 21:03:22Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaNOTIZIE CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-04 07:00:002026-09-29 07:39:34CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiNOTIZIE Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-03 11:00:002026-09-29 07:45:41Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneNOTIZIE Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-03 09:00:002026-09-30 08:11:19Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaNOTIZIE Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-03 07:00:002026-10-02 08:37:16Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?NOTIZIE Pensioni ottobre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenuteContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/BOX-PENSIONI.png 788 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-02 11:00:002026-10-02 08:37:11Pensioni ottobre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenuteNOTIZIE APE Sociale ed E-commerce: la Soglia dei 5.000 Euro SpiegataContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-02 09:00:002026-09-29 07:30:59APE Sociale ed E-commerce: la Soglia dei 5.000 Euro SpiegataNOTIZIE Debiti previdenziali: nell’opposizione al merito basta citare l’ente creditore, non l’Agenzia delle Entrate-RiscossioneContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-02 07:00:002026-09-30 08:11:07Debiti previdenziali: nell’opposizione al merito basta citare l’ente creditore, non l’Agenzia delle Entrate-RiscossionePrec Prec PrecSucc Succ SuccCosa Dicono di Noi Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:00:002026-05-31 14:03:39ISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai Diritto
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NOTIZIE APE Sociale ed E-commerce: la Soglia dei 5.000 Euro SpiegataContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-02 09:00:002026-09-29 07:30:59APE Sociale ed E-commerce: la Soglia dei 5.000 Euro Spiegata
NOTIZIE Debiti previdenziali: nell’opposizione al merito basta citare l’ente creditore, non l’Agenzia delle Entrate-RiscossioneContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-02 07:00:002026-09-30 08:11:07Debiti previdenziali: nell’opposizione al merito basta citare l’ente creditore, non l’Agenzia delle Entrate-Riscossione
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOContributi INPS Ridotti Forfettari 2026: Guida Completa con Esempi e CalcoliI contributi INPS ridotti forfettari rappresentano una delle agevolazioni più importanti per chi opera con partita IVA in regime forfettario. Nel 2026, artigiani e commercianti possono beneficiare di una riduzione del 35% sui contributi previdenziali, mentre chi ha avviato l’attività nel 2025 può ancora usufruire della riduzione del 50% per i primi 36 mesi.Questa guida completa ti spiega nel dettaglio come funzionano i contributi INPS ridotti forfettari, quali sono le aliquote aggiornate al 2026, come calcolare esattamente quanto pagare e come presentare la domanda all’INPS. Comprendere questi meccanismi è fondamentale per ottimizzare il carico fiscale della tua attività: con la riduzione contributiva puoi risparmiare oltre 1.500 euro all’anno rispetto al regime ordinario.Indice dei contenutiCosa Sono i Contributi INPS Ridotti per ForfettariChi Può Richiedere la Riduzione Contributi INPS 35%Riduzione Contributi INPS 50% per Nuove Attività 2025Aliquote Contributive INPS 2026: Tutti i NumeriContributi Fissi sul Minimale 2026: Quanto PagareContributi Eccedenti il Minimale: Come Si Calcolano3 Esempi Pratici di Calcolo Contributi INPS ForfettariCome Richiedere la Riduzione Contributi INPS: ProceduraScadenze Importanti per i Contributi INPS Forfettari 2026Effetti della Riduzione Contributi sulla Pensione FuturaContributi INPS Gestione Separata: Cosa SapereTabella Riepilogativa Contributi INPS Forfettari 2026Errori da Evitare con i Contributi INPS ForfettariDomande FrequentiCosa Sono i Contributi INPS Ridotti per ForfettariI contributi INPS ridotti forfettari sono un’agevolazione prevista dalla Legge 190/2014 (la legge che ha istituito il regime forfettario) che consente agli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS di pagare contributi previdenziali inferiori rispetto al regime ordinario.In pratica, invece di versare l’intero importo dei contributi dovuti, chi aderisce al regime forfettario può richiedere una riduzione del 35% sia sulla parte fissa (i cosiddetti contributi sul minimale) sia sulla parte variabile (i contributi eccedenti il minimale). Questo significa che se normalmente dovresti pagare 100 euro di contributi, con la riduzione ne paghi solo 65.È importante capire che questa agevolazione è riservata esclusivamente a chi è iscritto alla Gestione Artigiani o alla Gestione Commercianti dell’INPS. I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS (come consulenti, web designer, copywriter senza cassa previdenziale di categoria) non possono accedere a questa riduzione: per loro i contributi si calcolano sempre in percentuale sul reddito effettivo, senza minimali né riduzioni.Dal 2025 è stata introdotta anche una novità importante: per chi si iscrive per la prima volta alle gestioni artigiani o commercianti, è disponibile una riduzione ancora più vantaggiosa del 50% per i primi 36 mesi di attività. Questa misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, è alternativa alla riduzione del 35% e comporta requisiti specifici che vedremo nel dettaglio. Chi Può Richiedere la Riduzione Contributi INPS 35%Per accedere ai contributi INPS ridotti forfettari con la riduzione del 35%, devi soddisfare requisiti specifici. Non basta essere in regime forfettario: serve anche l’iscrizione alla gestione previdenziale corretta.I requisiti fondamentali per la riduzione del 35% sono:Essere titolari di partita IVA in regime forfettario: devi aver aderito al regime agevolato previsto dalla Legge 190/2014, rispettando tutti i limiti previsti (ricavi fino a 85.000 euro, nessuna partecipazione in società di persone, ecc.)Essere iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS: questa è la condizione essenziale. Se svolgi un’attività artigianale (idraulico, elettricista, parrucchiere, falegname, ecc.) o commerciale (negozio, e-commerce, agente di commercio, ecc.) e sei iscritto alla relativa gestione INPS, puoi richiedere la riduzioneNon essere iscritti alla Gestione Separata INPS: i liberi professionisti senza cassa previdenziale di categoria (consulenti, formatori, professionisti digitali) pagano i contributi alla Gestione Separata con aliquote diverse e non possono accedere a questa riduzioneNon beneficiare già della riduzione 50% per nuove attività: le due agevolazioni sono alternative e non cumulabiliChi NON può richiedere i contributi INPS ridotti forfettari:Professionisti con cassa previdenziale propria (avvocati, ingegneri, medici, commercialisti)Professionisti iscritti alla Gestione Separata INPSChi ha superato i limiti del regime forfettario ed è passato al regime ordinarioChi ha già richiesto la riduzione 50% per nuove attività 2025 Riduzione Contributi INPS 50% per Nuove Attività 2025La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un’agevolazione ancora più vantaggiosa per chi avvia una nuova attività: la riduzione del 50% sui contributi INPS per i primi 36 mesi dall’iscrizione.Questa misura è pensata per incentivare l’imprenditoria e alleggerire il carico contributivo nella fase di avvio, quando i ricavi sono spesso ancora limitati.Chi può richiedere la riduzione 50%:Artigiani e commercianti che si iscrivono per la prima volta alla Gestione INPS tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2025Collaboratori familiari che effettuano la prima iscrizione nello stesso periodoSoggetti che riattivano una posizione previdenziale dopo almeno 3 anni di inattivitàCaratteristiche dell’agevolazione:Durata: 36 mesi dalla data di avvio dell’attivitàPercentuale: riduzione del 50% della sola aliquota IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti)Contributi esclusi: restano dovuti per intero il contributo di maternità e, per i commercianti, l’aliquota aggiuntiva per l’indennizzo cessazione attivitàAttenzione importante: le due riduzioni (35% e 50%) sono alternative. Se hai diritto alla riduzione 50% per nuove attività, non puoi richiedere contemporaneamente quella del 35%. Dovrai valutare quale conviene di più in base alla tua situazione specifica. Aliquote Contributive INPS 2026: Tutti i NumeriPer calcolare correttamente i contributi INPS ridotti forfettari, devi conoscere le aliquote contributive aggiornate al 2026. Queste aliquote variano in base alla gestione di appartenenza (artigiani, commercianti o gestione separata) e all’età del contribuente.Il reddito minimale su cui si calcolano i contributi fissi per il 2026 è pari a 18.808 euro. Questo significa che anche se hai guadagnato meno (o niente), l’INPS calcola i contributi minimi come se avessi prodotto almeno questo reddito.Aliquote Gestione Artigiani 2026:Aliquota ordinaria: 24,00%Aliquota per collaboratori under 21: 23,70%Con riduzione 35%: 15,60% (24% x 0,65)Con riduzione 50%: 12,00% (24% x 0,50)Aliquote Gestione Commercianti 2026:Aliquota ordinaria: 24,48% (include 0,48% per indennizzo cessazione attività)Aliquota per collaboratori under 21: 24,18%Con riduzione 35%: 15,91% (24,48% x 0,65)Con riduzione 50%: 12,24% (24,48% x 0,50)Aliquote Gestione Separata INPS 2026 (professionisti):Aliquota ordinaria senza altra copertura: 26,07%Aliquota con altra forma previdenziale: 24,00%Aliquota sportivi dilettantisti ASD/SSD: 25,00%Nota importante: la Gestione Separata non prevede riduzioni per i forfettari. L’aliquota si applica sempre sull’intero reddito imponibile senza minimali né agevolazioni specifiche per questo regime fiscale. Contributi Fissi sul Minimale 2026: Quanto PagareI contributi fissi sul minimale rappresentano la quota minima di contributi INPS che ogni artigiano o commerciante deve versare, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto. Questi contributi si pagano in quattro rate trimestrali.Contributi fissi 2026 SENZA riduzioneGestioneContributo AnnuoRata TrimestraleArtigiani4.521,36 euro1.130,34 euroCommercianti4.611,64 euro1.152,91 euroContributi fissi 2026 CON riduzione 35% (forfettari)GestioneContributo AnnuoRata TrimestraleArtigiani2.938,88 euro734,72 euroCommercianti2.997,57 euro749,39 euroCome puoi vedere, la differenza è notevole: un artigiano forfettario con riduzione del 35% risparmia circa 1.582 euro all’anno rispetto a un artigiano in regime ordinario. Con la riduzione del 50% il risparmio sale a oltre 2.260 euro all’anno.Le scadenze per il versamento dei contributi fissi trimestrali sono:16 maggio (I trimestre)20 agosto (II trimestre)16 novembre (III trimestre)16 febbraio anno successivo (IV trimestre) Contributi Eccedenti il Minimale: Come Si CalcolanoSe il tuo reddito imponibile supera il minimale di 18.808 euro, devi versare anche i contributi eccedenti. Questi si calcolano applicando l’aliquota percentuale sulla differenza tra il reddito effettivo e il minimale.Anche sui contributi eccedenti si applica la riduzione del 35% (o 50% per le nuove attività), rendendo il regime forfettario ancora più vantaggioso per chi ha redditi medio-alti.Formula di calcolo contributi eccedenti: Contributi eccedenti = (Reddito imponibile - 18.808) x Aliquota x (1 - percentuale riduzione)Esempio per artigiano forfettario con reddito 30.000 euro:Reddito imponibile: 30.000 euroReddito eccedente il minimale: 30.000 – 18.808 = 11.192 euroAliquota artigiani: 24%Contributi eccedenti senza riduzione: 11.192 x 24% = 2.686,08 euroContributi eccedenti con riduzione 35%: 2.686,08 x 0,65 = 1.745,95 euro3 Esempi Pratici di Calcolo Contributi INPS ForfettariVediamo ora tre esempi concreti e dettagliati per capire esattamente quanto pagare di contributi INPS ridotti forfettari in diverse situazioni reali.ESEMPIO 1: Elettricista forfettario con fatturato 35.000 euroMarco è un elettricista iscritto alla Gestione Artigiani che ha fatturato 35.000 euro nel 2025.Calcolo reddito imponibile:Fatturato: 35.000 euroCoefficiente di redditività (codice ATECO 43.21): 86%Reddito imponibile: 35.000 x 86% = 30.100 euroCalcolo contributi CON riduzione 35%:Contributi fissi sul minimale: 2.938,88 euroReddito eccedente: 30.100 – 18.808 = 11.292 euroContributi eccedenti: 11.292 x 24% x 0,65 = 1.761,55 euroTOTALE CONTRIBUTI: 4.700,43 euroRISPARMIO ANNUO: 2.531,01 euro rispetto al regime ordinario ESEMPIO 2: E-commerce forfettario con fatturato 50.000 euroGiulia gestisce un negozio online e ha fatturato 50.000 euro nel 2025.Calcolo reddito imponibile:Fatturato: 50.000 euroCoefficiente di redditività (commercio): 40%Reddito imponibile: 50.000 x 40% = 20.000 euroCalcolo contributi CON riduzione 35%:Contributi fissi sul minimale: 2.997,57 euroReddito eccedente: 20.000 – 18.808 = 1.192 euroContributi eccedenti: 1.192 x 24,48% x 0,65 = 189,73 euroTOTALE CONTRIBUTI: 3.187,30 euroRISPARMIO ANNUO: 1.716,22 euro rispetto al regime ordinarioESEMPIO 3: Nuovo parrucchiere con riduzione 50%Luca ha aperto il suo salone nel marzo 2025 e beneficia della riduzione 50%.Calcolo reddito imponibile:Fatturato: 25.000 euroCoefficiente di redditività (servizi alla persona): 67%Reddito imponibile: 25.000 x 67% = 16.750 euroCalcolo contributi CON riduzione 50%:Reddito sotto il minimale: 16.750 < 18.808Contributi fissi con riduzione 50%: 2.260,68 euroContributi eccedenti: nessuno (reddito sotto minimale)TOTALE CONTRIBUTI: 2.260,68 euroRISPARMIO ANNUO: 2.260,68 euro rispetto al regime ordinarioCome Richiedere la Riduzione Contributi INPS: ProceduraLa domanda per i contributi INPS ridotti forfettari si presenta esclusivamente online attraverso il portale INPS. La procedura è diversa a seconda che tu richieda la riduzione del 35% o quella del 50%.Procedura per la riduzione 35% (artigiani e commercianti forfettari):Accedi al sito INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNSCerca la sezione “Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti”Vai su “Comunicazioni” e poi “Riduzione contributiva regime forfettario”Compila la dichiarazione confermando di essere in regime forfettarioInvia la comunicazione e conserva la ricevutaScadenza per la domanda riduzione 35%:Per chi è già forfettario: 28 febbraio di ogni annoPer chi apre nuova attività: entro l’anno di aperturaBuona notizia: chi ha già ottenuto la riduzione negli anni precedenti non deve ripresentare la domanda. L’agevolazione si rinnova automaticamente salvo esplicita rinuncia Scadenze Importanti per i Contributi INPS Forfettari 2026Per gestire correttamente i contributi INPS ridotti forfettari, è fondamentale rispettare tutte le scadenze previste. Ecco il calendario completo per il 2026.Scadenze versamento contributi fissi trimestrali 2026TrimestreScadenzaI trimestre (gennaio-marzo)16 maggio 2026II trimestre (aprile-giugno)20 agosto 2026III trimestre (luglio-settembre)16 novembre 2026IV trimestre (ottobre-dicembre)16 febbraio 2027Effetti della Riduzione Contributi sulla Pensione FuturaPrima di richiedere i contributi INPS ridotti forfettari, è importante conoscere le conseguenze sulla tua futura pensione. La riduzione contributiva ha infatti un impatto diretto sull’accumulo dei contributi pensionistici.Il principio di base: l’INPS accredita i mesi ai fini pensionistici in proporzione ai contributi effettivamente versati. Se paghi meno contributi, accumuli meno anzianità contributiva.Esempio con riduzione 35%: Se paghi contributi sul minimale con riduzione del 35%, versi circa il 65% del contributo pieno. Di conseguenza, invece di 12 mesi, ti vengono accreditati circa 7,8 mesi (12 x 0,65). In un anno accumuli quindi meno di un anno di contributi pensionistici.Esempio con riduzione 50%: Con la riduzione al 50%, paghi la metà dei contributi ordinari. L’INPS accredita quindi solo 6 mesi di contributi per ogni anno di attività. Per maturare un anno intero ai fini pensionistici, devi lavorare effettivamente due anni.Quando conviene comunque la riduzione:Se hai già altri contributi versati (es. lavoro dipendente precedente)Se il risparmio ti permette di investire in previdenza integrativaSe prevedi di incrementare i ricavi e superare il minimale nei prossimi anniSe hai difficolta di liquidità nella fase di avvioContributi INPS Gestione Separata: Cosa SapereSe sei un libero professionista senza cassa previdenziale di categoria (consulente, formatore, web designer, social media manager, ecc.), la tua situazione contributiva è diversa da artigiani e commercianti.I professionisti forfettari iscritti alla Gestione Separata INPS non possono accedere alle riduzioni del 35% o 50%. Tuttavia, il loro regime contributivo presenta caratteristiche specifiche che possono comunque risultare vantaggiose.Vantaggi della Gestione Separata per forfettari:Nessun minimale contributivo: paghi i contributi solo sul reddito effettivamente prodotto. Se guadagni poco o niente, non devi versare contributi minimiCalcolo proporzionale: i contributi si calcolano in percentuale sul reddito imponibile (fatturato x coefficiente di redditività), rendendo il carico previsibileNessun contributo fisso trimestrale: versi tutto con le imposte (saldo a giugno, acconti a giugno e novembre)Tabella Riepilogativa Contributi INPS Forfettari 2026Ecco una tabella riassuntiva completa per confrontare rapidamente tutte le opzioni dei contributi INPS ridotti forfettari disponibili nel 2026.Confronto contributi fissi sul minimale 2026GestioneSenza riduzioneRiduzione 35%Riduzione 50%Artigiani4.521,36 euro2.938,88 euro2.260,68 euroCommercianti4.611,64 euro2.997,57 euro2.305,82 euroGestione SeparataNessun minimoN/AN/AErrori da Evitare con i Contributi INPS ForfettariGestire i contributi INPS ridotti forfettari richiede attenzione per evitare errori che possono costare caro. Ecco i problemi più comuni e come prevenirli.1. Dimenticare di presentare la domanda di riduzioneL’errore più frequente: molti forfettari non sanno che la riduzione del 35% va richiesta esplicitamente la prima volta. L’INPS non la applica automaticamente. Se non presenti la domanda, paghi i contributi pieni.2. Richiedere la riduzione senza essere idoneiAlcuni professionisti iscritti alla Gestione Separata credono di poter accedere alla riduzione 35%, ma questa è riservata solo ad artigiani e commercianti.3. Non considerare gli effetti sulla pensioneMolti scelgono la riduzione massima senza valutare l’impatto sulla pensione futura. Con la riduzione 50%, accumuli solo 6 mesi di contributi per ogni anno lavorato.4. Non dedurre i contributi dal reddito imponibileI contributi INPS versati sono interamente deducibili dal reddito. Se non li indichi in dichiarazione, paghi più tasse del dovuto.5. Versare in ritardo senza ravvedimento operosoIl ritardo nel versamento genera sanzioni e interessi. Molti pagano in ritardo senza applicare il ravvedimento operoso, accumulando ulteriori sanzioni. Se sei in ritardo, calcola subito sanzioni e interessi ridotti con il ravvedimento operoso, oppure rivolgiti al CAF.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti GratisNiente spam. Cancellati quando vuoi.Hai bisogno di assistenza?Il nostro team è pronto ad aiutarti con la riduzione contributiva e tutte le pratiche fiscali. 📱 Contattaci su WhatsApp 📞 Chiama ora 0432 1638640📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Prova gratis 30 giorniDomande Frequenti sui Contributi INPS Ridotti ForfettariPosso richiedere la riduzione contributi INPS se sono un libero professionista?Dipende dalla gestione previdenziale. Se sei iscritto alla Gestione Separata INPS (consulenti, formatori, professionisti senza cassa), NON puoi richiedere la riduzione del 35% o 50%. Se invece sei iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti (es. artigiano, negoziante, agente di commercio), puoi accedere alle riduzioni previste per i forfettari.La riduzione contributi INPS forfettari si rinnova automaticamente?Sì, per la riduzione del 35%. Una volta ottenuta, si rinnova automaticamente ogni anno senza necessità di ripresentare la domanda, a meno che tu non rinunci esplicitamente o perda i requisiti del regime forfettario. Per la riduzione del 50% invece il beneficio dura 36 mesi dalla prima iscrizione e poi termina automaticamente.Quanto risparmio con i contributi INPS ridotti forfettari?Con la riduzione del 35%, un artigiano risparmia circa 1.582 euro all’anno sui contributi fissi, un commerciante circa 1.614 euro. Con la riduzione del 50%, il risparmio sale rispettivamente a circa 2.260 e 2.305 euro. A questi importi si aggiunge il risparmio sui contributi eccedenti il minimale se il tuo reddito supera i 18.808 euro.Posso cumulare la riduzione 35% con quella del 50%?No, le due riduzioni sono alternative e non cumulabili. Se hai diritto alla riduzione del 50% per nuove attività 2025, non puoi contemporaneamente richiedere quella del 35%. Dovrai scegliere una delle due opzioni in base alla tua convenienza. La riduzione 50% è generalmente più vantaggiosa ma dura solo 36 mesi.Entro quando devo presentare la domanda di riduzione contributi?Per la riduzione del 35%, la scadenza è il 28 febbraio di ogni anno per chi è già in regime forfettario. Per chi apre una nuova attività, la domanda va presentata entro l’anno di apertura. Per la riduzione del 50% per nuove attività 2025, il termine era il 19 gennaio 2026: verifica sul sito INPS eventuali proroghe o riaperture dei termini.La riduzione contributi INPS influisce sulla mia pensione?Sì, significativamente. Pagando contributi ridotti, accumuli meno anzianità contributiva. Con la riduzione del 35% ottieni circa 7-8 mesi di contributi per ogni anno lavorato. Con la riduzione del 50% ottieni solo 6 mesi. Questo può allungare il tempo necessario per raggiungere i requisiti pensionistici e ridurre l’importo della pensione futura.Cosa succede se perdo i requisiti del regime forfettario?Se superi il limite di 85.000 euro di ricavi o perdi un altro requisito del regime forfettario, dall’anno successivo passi automaticamente al regime ordinario. Di conseguenza, perdi anche il diritto alla riduzione contributiva del 35% e dovrai versare i contributi INPS in misura piena. La perdita del requisito va comunicata all’INPS.I contributi INPS ridotti forfettari rappresentano un’opportunità concreta per alleggerire il carico previdenziale della tua attività. Che tu possa accedere alla riduzione del 35% (per artigiani e commercianti forfettari) o alla più vantaggiosa riduzione del 50% (per le nuove attività 2025), il risparmio può superare i 2.000 euro all’anno. Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente gli effetti sulla pensione futura e rispettare tutte le scadenze per non perdere il beneficio.Hai bisogno di assistenza per la richiesta dei contributi INPS ridotti forfettari o per valutare la convenienza della riduzione? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-22 08:00:002026-09-27 09:15:17Contributi INPS Ridotti Forfettari 2026: Guida Completa con Esempi e Calcoli
CAFCedolare Secca Affitti 2026: Guida Completa con Aliquote, Requisiti e VantaggiLa cedolare secca è un regime fiscale agevolato che consente ai proprietari di immobili concessi in locazione di pagare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali comunali e regionali sul reddito da locazione. Introdotta nel 2011 per semplificare la tassazione sugli affitti e combattere l’evasione fiscale, la cedolare secca sugli affitti rappresenta oggi una delle scelte più convenienti per chi affitta abitazioni a uso residenziale.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio come funziona la cedolare secca 2026, quali sono le aliquote applicabili (21% ordinaria e 10% per contratti concordati), i requisiti per accedere al regime, i vantaggi fiscali rispetto alla tassazione ordinaria, le procedure per esercitare l’opzione e tutte le novità normative più recenti. Che tu sia un proprietario che sta valutando se applicare la cedolare secca o un inquilino che vuole capire le implicazioni di questo regime, troverai qui tutte le informazioni necessarie per orientarti con sicurezza.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è la Cedolare Secca sugli AffittiAliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%Requisiti per Accedere alla Cedolare SeccaComuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%Vantaggi Fiscali della Cedolare SeccaSvantaggi e Limiti della Cedolare SeccaCome Esercitare l’Opzione per la Cedolare SeccaDichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RBConfronto Cedolare Secca vs Tassazione OrdinariaDomande FrequentiCos’è la Cedolare Secca sugli AffittiLa cedolare secca è un’imposta sostitutiva dell’IRPEF che può essere applicata ai redditi derivanti dalla locazione di immobili ad uso abitativo. Il termine “secca” indica che si tratta di un’imposta a tasso fisso, senza progressività, che sostituisce completamente il regime ordinario di tassazione.Quando si opta per la cedolare secca, il proprietario dell’immobile non paga sul reddito da locazione:IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)Addizionale regionale IRPEFAddizionale comunale IRPEFImposta di registro sul contratto di locazione (annuale)Imposta di bollo sul contrattoAl posto di tutte queste imposte, si versa un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa del 21% o del 10% (per i contratti a canone concordato), calcolata sul canone di locazione annuo.La normativa di riferimento è contenuta nell’art. 3 del D.Lgs. 23/2011, con successive modifiche e integrazioni. L’opzione per la cedolare secca è facoltativa e deve essere esercitata dal locatore al momento della registrazione del contratto o in sede di proroga.Esempio pratico: se affitti un appartamento a 800 euro mensili (9.600 euro annui) con cedolare secca al 21%, pagherai un’imposta di 2.016 euro annui, senza dover versare IRPEF, addizionali, imposte di registro e bollo. Con il regime ordinario, invece, i 9.600 euro si sommerebbero agli altri redditi e sarebbero tassati con le aliquote IRPEF progressive (23%-43%) oltre alle addizionali. Aliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%Le aliquote della cedolare secca previste per il 2026 sono due, in base alla tipologia di contratto di locazione stipulato:Aliquota ordinaria del 21%L’aliquota del 21% si applica alla maggior parte dei contratti di locazione a canone libero di immobili ad uso abitativo. Questa è l’aliquota standard e rappresenta comunque un notevole risparmio fiscale rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, soprattutto per i contribuenti con redditi medio-alti che altrimenti pagherebbero aliquote marginali del 35% o 43%.L’aliquota del 21% si applica a:Contratti a canone libero (4+4 anni)Contratti transitori per esigenze temporanee (massimo 18 mesi)Contratti per studenti universitari (da 6 a 36 mesi)Locazioni brevi (fino a 30 giorni) dal secondo immobile in poiAliquota agevolata del 10%L’aliquota ridotta del 10% si applica ai cosiddetti contratti a canone concordato, stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa secondo accordi territoriali tra le organizzazioni di proprietari e inquilini.Possono beneficiare dell’aliquota del 10%:Contratti a canone concordato (3+2 anni) nei comuni ad alta tensione abitativaContratti transitori concordati (fino a 18 mesi)Contratti per studenti universitari concordati (da 6 a 36 mesi)Per applicare l’aliquota del 10%, il contratto deve rispettare i parametri di canone massimo stabiliti dagli accordi territoriali locali e deve essere stipulato utilizzando i modelli standard previsti. Non è sufficiente dichiarare che il contratto è “concordato”: deve effettivamente rispettare le convenzioni locali in vigore.Attenzione: per i contratti brevi (fino a 30 giorni), come quelli per affitti turistici tramite Airbnb o Booking, la cedolare secca al 21% si applica automaticamente solo al primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un regime diverso (imposta sostitutiva al 26%) che non rientra nella cedolare secca ordinaria. Requisiti per Accedere alla Cedolare SeccaPer poter optare per il regime della cedolare secca, devono essere soddisfatti contemporaneamente alcuni requisiti oggettivi (relativi all’immobile) e soggettivi (relativi al locatore).Requisiti del locatore (soggetti)Possono applicare la cedolare secca:Persone fisiche (privati cittadini)Che agiscono al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti o professioniChe siano proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)Non possono applicare la cedolare secca:Società (di persone, di capitali, cooperative)Enti pubblici e privatiImprenditori individuali che locano immobili strumentali alla propria attivitàProfessionisti che locano immobili strumentaliEsempio: un medico che affitta un appartamento di sua proprietà come abitazione può applicare la cedolare secca. Lo stesso medico che affitta l’immobile da adibire a studio medico non può applicare la cedolare secca (perché è locazione strumentale all’attività professionale).Requisiti dell’immobile (oggettivi)L’immobile locato deve:Essere classificato nella categoria catastale A (abitazioni), esclusa la categoria A/10 (uffici e studi privati)Essere locato per uso abitativoEssere situato in ItaliaEventuali pertinenze (box, cantine, soffitte) classificate C/2, C/6 e C/7 possono essere incluse nella cedolare secca se locate congiuntamente all’abitazione (massimo una per categoria)Non possono rientrare nella cedolare secca:Immobili ad uso commerciale (negozi, uffici, laboratori)Immobili strumentali all’attività d’impresa o professionaleImmobili di lusso classificati A/1, A/8, A/9 (ville, castelli, palazzi storici) – possono comunque applicare la cedolare secca, ma l’aliquota del 21% resta invariataRequisiti del contrattoIl contratto di locazione deve:Essere registrato presso l’Agenzia delle EntratePrevedere un canone pattuito liberamente tra le parti o secondo gli accordi territoriali per i contratti concordatiEssere stipulato per uso abitativo dell’inquilino o dei suoi familiariLa cedolare secca si applica anche ai contratti di locazione breve (fino a 30 giorni), ma con regole particolari per i proprietari che locano più di un immobile. Comuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%L’aliquota ridotta del 10% per i contratti a canone concordato si applica solo nei comuni ad alta tensione abitativa, individuati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e definiti da specifiche delibere normative.L’elenco completo dei comuni è contenuto nella Delibera CIPE del 13 novembre 2003 e successive modifiche. Complessivamente, circa 1.300 comuni italiani rientrano tra quelli ad alta tensione abitativa.Principali comuni ad alta tensione abitativaTra i comuni più rilevanti troviamo:Grandi città metropolitane:Roma, Milano, Napoli, TorinoPalermo, Genova, Bologna, FirenzeBari, Catania, Venezia, VeronaComuni dell’hinterland delle grandi città:Tutti i comuni della provincia di MilanoComuni della prima cintura di Roma (es. Fiumicino, Ciampino, Guidonia)Comuni dell’area metropolitana di NapoliComuni limitrofi a Firenze, Bologna, TorinoComuni turistici:Riccione, Rimini, Bibione (località balneari)Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio (località montane)Comuni del lago di Garda, lago di ComoCome verificare se il tuo comune è ad alta tensione abitativaPer verificare se il comune in cui si trova l’immobile rientra nell’elenco:Consulta la Delibera CIPE 13/11/2003 sul sito del MEFVerifica con il CAF Centro Fiscale che dispone della lista aggiornataControlla sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata alle locazioniSe il comune non rientra tra quelli ad alta tensione abitativa, anche stipulando un contratto a canone concordato non sarà possibile applicare l’aliquota ridotta del 10%, ma si applicherà comunque l’aliquota ordinaria del 21% (che resta vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria).Attenzione: per i contratti concordati è obbligatorio utilizzare i modelli standard definiti dagli accordi territoriali locali tra le associazioni dei proprietari (Confedilizia, Uppi, Asppi) e degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat). Il contratto deve essere preventivamente “asseverato” da una delle associazioni firmatarie dell’accordo territoriale. Vantaggi Fiscali della Cedolare SeccaLa cedolare secca offre numerosi vantaggi fiscali rispetto al regime ordinario di tassazione dei redditi da locazione. Vediamo nel dettaglio tutti i benefici per il proprietario.1. Esenzione dall’IRPEF e dalle addizionaliIl vantaggio principale è l’esenzione dall’IRPEF sul reddito da locazione. Nel regime ordinario, il canone di affitto si somma agli altri redditi del contribuente e viene tassato con le aliquote progressive IRPEF (23%, 35%, 43%), oltre alle addizionali regionali e comunali.Con la cedolare secca, invece, si paga un’aliquota fissa del 21% o 10%, indipendentemente dal reddito complessivo del contribuente.Esempio comparativo:Supponiamo un contribuente con reddito da lavoro dipendente di 40.000 euro annui che percepisce un affitto di 10.000 euro annui.Regime ordinario (senza cedolare secca):Reddito imponibile totale: 50.000 euroAliquota marginale IRPEF: 43% (scaglione oltre 50.000 euro)IRPEF sui 10.000 euro di affitto: 4.300 euroAddizionale regionale (media 1,5%): 150 euroAddizionale comunale (media 0,8%): 80 euroImposta di registro (2%): 200 euroTotale tasse sull’affitto: 4.730 euroRegime cedolare secca:Imposta sostitutiva (21%): 2.100 euroTotale tasse sull’affitto: 2.100 euroRisparmio fiscale: 2.630 euro annui (55,6%)2. Esenzione dall’imposta di registro e bolloCon la cedolare secca non si pagano:Imposta di registro annuale sul contratto (2% del canone annuo)Imposta di bollo (normalmente 16 euro ogni 100 righe del contratto)Queste imposte sono a carico del proprietario nel regime ordinario e rappresentano un costo aggiuntivo significativo.3. Semplificazione amministrativaLa cedolare secca comporta una notevole semplificazione degli adempimenti fiscali:Un’unica imposta al posto di multiple imposteCalcolo più semplice (aliquota fissa sul canone)Nessuna necessità di calcolare IRPEF con aliquote progressiveMeno righe da compilare nella dichiarazione dei redditi4. Nessun obbligo di adeguamento ISTATCon la cedolare secca, il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo potrebbe sembrare uno svantaggio, ma nei periodi di bassa inflazione o per contratti brevi risulta irrilevante, mentre il risparmio fiscale resta sempre considerevole.5. Vantaggi per l’inquilinoAnche l’inquilino beneficia indirettamente della cedolare secca:Non deve pagare la sua quota di imposta di registro (che nel regime ordinario è al 50% con il proprietario)Non paga l’imposta di bolloIl proprietario, risparmiando sulle tasse, potrebbe essere più propenso a praticare canoni più bassi Svantaggi e Limiti della Cedolare SeccaNonostante i numerosi vantaggi, la cedolare secca presenta anche alcuni svantaggi che è importante conoscere prima di optare per questo regime fiscale.1. Rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canoneIl principale svantaggio della cedolare secca è che il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone di locazione in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.Nel regime ordinario, il contratto di locazione prevede generalmente la possibilità di adeguare annualmente il canone in base all’inflazione (fino al 75% o 100% della variazione ISTAT). Con la cedolare secca, questa possibilità viene meno.Impatto pratico:In periodi di alta inflazione (come nel 2022-2023 con inflazione oltre il 7%), la rinuncia all’adeguamento ISTAT può comportare una perdita economica significativa nel corso degli anniIn periodi di bassa inflazione (sotto l’1-2%), l’impatto è trascurabile e il risparmio fiscale della cedolare secca prevale ampiamenteEsempio numerico:Canone mensile: 1.000 euro (12.000 euro annui)Inflazione annua: 6%Con adeguamento ISTAT: canone sale a 1.060 euro/mese dal secondo anno (+720 euro annui)Con cedolare secca: canone resta 1.000 euro/mesePerdita annua: 720 euroRisparmio fiscale medio cedolare secca: 2.500-3.000 euro annuiBilancio: la cedolare secca resta comunque conveniente2. Impossibilità di dedurre speseNel regime ordinario, il proprietario può dedurre dal reddito da locazione alcune spese sostenute per l’immobile (manutenzioni straordinarie, spese condominiali straordinarie, interessi passivi su mutui ipotecari).Con la cedolare secca, l’imposta si applica sul canone lordo senza possibilità di dedurre alcuna spesa. Per gli immobili con elevate spese di gestione, questo potrebbe ridurre la convenienza della cedolare.Quando la deduzione delle spese è rilevante:Immobili con mutuo ipotecario in corso (gli interessi passivi sono deducibili nel regime ordinario)Immobili che richiedono frequenti manutenzioni straordinarieImmobili con elevate spese condominiali straordinarieValutazione caso per caso:Se le spese deducibili superano il 30-40% del canone annuo, potrebbe essere conveniente il regime ordinario. In tutti gli altri casi, la cedolare secca resta più vantaggiosa.3. Redditi da locazione esclusi dal computo per alcune agevolazioniI redditi assoggettati a cedolare secca non concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF del contribuente. Questo può avere alcune conseguenze:Non aumentano la base imponibile per il calcolo di detrazioni fiscali e deduzioni (vantaggio)Non sono considerati ai fini di alcune prestazioni sociali legate all’ISEENon rilevano per alcuni bonus fiscali legati al reddito complessivoPer la maggior parte dei proprietari, questo è irrilevante o addirittura vantaggioso.4. Impossibilità di compensare perdite pregresseLe perdite fiscali derivanti da immobili locati negli anni precedenti (regime ordinario) non possono essere compensate con i redditi da cedolare secca degli anni successivi.5. Tassazione più alta per immobili di lussoPer gli immobili di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9), la cedolare secca al 21% potrebbe non essere conveniente rispetto al regime ordinario con coefficienti di abbattimento catastali. In questi casi è necessaria una valutazione personalizzata. Come Esercitare l’Opzione per la Cedolare SeccaL’opzione per la cedolare secca deve essere esercitata espressamente dal locatore in momenti specifici. Vediamo come procedere in base alle diverse situazioni.Opzione in sede di registrazione del contrattoPer i nuovi contratti di locazione, l’opzione va esercitata contestualmente alla registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.Le modalità sono:1. Registrazione telematica con modello RLIIl modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) è il modulo da compilare per registrare il contratto e deve essere inviato telematicamente tramite:Servizio web dell’Agenzia delle Entrate (accessibile con SPID, CIE o CNS)Software RLI desktop scaricabile dal sito dell’AgenziaIntermediario abilitato (CAF, commercialista)Nel modello RLI, nella Sezione “Locatore”, occorre barrare la casella:“Cedolare secca” per esercitare l’opzione2. Comunicazione preventiva all’inquilinoPrima della registrazione, il locatore deve comunicare all’inquilino la scelta di avvalersi della cedolare secca. La comunicazione:Deve essere effettuata tramite raccomandata A/R o PECDeve contenere il riferimento al contratto e alla rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canoneDeve essere allegata alla registrazione del contrattoLa mancata comunicazione preventiva non invalida l’opzione, ma potrebbe comportare sanzioni amministrative.Opzione in sede di proroga del contrattoSe il contratto è già stato registrato con regime ordinario, è possibile optare per la cedolare secca in occasione della proroga (rinnovo) del contratto.La procedura è analoga:Comunicare la scelta all’inquilino (raccomandata o PEC)Compilare il modello RLI per la prorogaBarrare la casella “Cedolare secca” nella sezione LocatoreInviare telematicamente entro 30 giorni dalla scadenza del contrattoEsempio: contratto 4+4 anni registrato nel 2022 con regime ordinario. Alla scadenza dei primi 4 anni (2026), in sede di rinnovo automatico è possibile optare per la cedolare secca per i successivi 4 anni.Opzione annuale (revoca e riesercizio)L’opzione per la cedolare secca ha validità per l’intera durata del contratto o della proroga, ma può essere revocata e riesercitata annualmente.La revoca deve essere comunicata:Tramite modello RLI entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui si intende applicare il regime ordinarioLa comunicazione ha effetto dal 1° gennaio dell’anno successivoEsempio pratico:Contratto registrato nel 2024 con cedolare seccaNel dicembre 2025, il proprietario revoca l’opzione tramite RLIDal 1° gennaio 2026, si applica il regime ordinarioNel dicembre 2026, il proprietario può riesercitare l’opzione per il 2027Opzione in dichiarazione dei redditiSe l’opzione non è stata esercitata in sede di registrazione o proroga, è possibile farlo in sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), compilando il Quadro RB (redditi da fabbricati).In questo caso:L’opzione ha effetto dall’anno d’imposta della dichiarazioneOccorre comunque aver comunicato la scelta all’inquilinoNon si ha diritto al rimborso delle imposte di registro già pagate per l’anno in corsoImportante: per evitare errori e sanzioni, è consigliabile affidarsi al CAF Centro Fiscale per la compilazione del modello RLI e della dichiarazione dei redditi.Dichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RBI redditi assoggettati a cedolare secca vanno dichiarati nel modello 730 o nel Redditi Persone Fisiche compilando il Quadro RB (Redditi dei fabbricati).La compilazione del quadro RB è obbligatoria anche per chi ha optato per la cedolare secca, perché serve a determinare la base imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva.Come compilare il Quadro RB per la cedolare seccaColonna 1 – Utilizzo:Indicare il codice “3” (immobile locato)Colonna 2 – Rendita catastale:Riportare la rendita catastale rivalutata del 5% dell’immobileColonna 7 – Canone di locazione:Indicare l’importo del canone annuo percepito (somma dei canoni mensili effettivamente incassati nell’anno)Colonna 8 – Cedolare secca:Barrare la casella per indicare l’opzione per la cedolare seccaColonna 9 – Aliquota cedolare:Indicare:Codice “1” per l’aliquota del 21% (contratti ordinari)Codice “2” per l’aliquota del 10% (contratti a canone concordato)Colonna 10 – Imposte dovute:Il software fiscale calcola automaticamente l’imposta sostitutiva applicando l’aliquota corretta al canone annuo dichiarato.Calcolo dell’imposta sostitutivaL’imposta sostitutiva da versare è:Cedolare secca = Canone annuo lordo × AliquotaDove:Canone annuo lordo = somma di tutti i canoni mensili percepiti (anche se non tutti i mesi sono stati locati)Aliquota = 21% o 10%Esempio di calcolo:Appartamento affittato per 12 mesi a 900 euro mensiliCanone annuo: 900 × 12 = 10.800 euroCedolare secca (21%): 10.800 × 21% = 2.268 euroSe l’immobile è stato locato solo per parte dell’anno (es. da giugno a dicembre), si considerano solo i mesi effettivi:Canone annuo: 900 × 7 = 6.300 euroCedolare secca (21%): 6.300 × 21% = 1.323 euroVersamento dell’imposta: saldo e accontiCome per l’IRPEF, anche la cedolare secca prevede un sistema di versamenti con saldo e acconti:Saldo:Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) dell’anno successivoCodice tributo F24: 1840 (saldo cedolare secca abitazioni)Primo acconto (40%):Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione)Calcolato sul 40% dell’imposta dovuta per l’anno in corsoCodice tributo F24: 1840Secondo acconto (60%):Versamento entro il 30 novembreCalcolato sul 60% dell’imposta dovutaCodice tributo F24: 1841 (acconto cedolare secca abitazioni)L’acconto non è dovuto se l’imposta complessiva è inferiore a 51,65 euro.RateizzazioneÈ possibile rateizzare il versamento del saldo e del primo acconto in rate mensili (da giugno/luglio fino a novembre), applicando gli interessi al tasso legale.Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta del quadro RB e nel calcolo degli importi da versare, garantendo la conformità alle normative fiscali e l’ottimizzazione del carico tributario. Confronto Cedolare Secca vs Tassazione Ordinaria: Quale Conviene?Per valutare se la cedolare secca è conveniente rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, è necessario considerare diversi fattori: il reddito complessivo del contribuente, l’ammontare del canone di locazione, le spese deducibili e l’inflazione attesa.Simulazione comparativa per diverse fasce di redditoVediamo un confronto dettagliato per un appartamento affittato a 1.000 euro mensili (12.000 euro annui) con diversi livelli di reddito del proprietario.CASO 1: Reddito basso (15.000 euro annui)Regime ordinario:Reddito totale: 15.000 + 12.000 = 27.000 euroIRPEF (aliquota media 20%): 2.400 euroAddizionali (1,5%): 180 euroImposta di registro (2%): 240 euroTotale: 2.820 euroCedolare secca (21%):Imposta: 12.000 × 21% = 2.520 euroRisparmio: 300 euro (10,6%)CASO 2: Reddito medio (35.000 euro annui)Regime ordinario:Reddito totale: 35.000 + 12.000 = 47.000 euroIRPEF (aliquota marginale 35%): 4.200 euroAddizionali (2%): 240 euroImposta di registro: 240 euroTotale: 4.680 euroCedolare secca (21%):Imposta: 2.520 euroRisparmio: 2.160 euro (46,2%)CASO 3: Reddito alto (55.000 euro annui)Regime ordinario:Reddito totale: 55.000 + 12.000 = 67.000 euroIRPEF (aliquota marginale 43%): 5.160 euroAddizionali (2,5%): 300 euroImposta di registro: 240 euroTotale: 5.700 euroCedolare secca (21%):Imposta: 2.520 euroRisparmio: 3.180 euro (55,8%)Quando la cedolare secca conviene SEMPRELa cedolare secca è sempre conveniente quando:Il proprietario ha un reddito medio-alto (oltre 30.000 euro annui)Non ci sono spese deducibili significative (mutuo, ristrutturazioni)L’inflazione attesa è bassa (sotto il 3-4% annuo)Si tratta di contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione (aliquota 10%)Quando valutare attentamente il regime ordinarioIl regime ordinario potrebbe essere più conveniente quando:Il proprietario ha un reddito molto basso (sotto i 20.000 euro annui)Ci sono elevate spese deducibili: interessi passivi su mutuo superiori al 20-30% del canoneSi prevede alta inflazione (oltre il 5-6% annuo) e il contratto ha lunga durataL’immobile richiede frequenti manutenzioni straordinarie deducibiliStrumenti per la valutazionePer una valutazione precisa, è necessario considerare:Reddito complessivo del proprietario (da lavoro, pensione, altri redditi)Canone annuo dell’immobileSpese deducibili previste (mutuo, manutenzioni)Durata del contratto e inflazione attesaTipologia di contratto (libero o concordato)Comune in cui si trova l’immobile (alta tensione o no)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di consulenza personalizzata per valutare quale regime fiscale è più conveniente per la tua situazione specifica, con simulazioni dettagliate e calcoli precisi del risparmio fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Cedolare SeccaPosso applicare la cedolare secca se l’inquilino usa l’immobile come ufficio?No, la cedolare secca si applica solo alle locazioni per uso abitativo. Se l’inquilino utilizza l’immobile come ufficio o per attivita commerciale, anche se si tratta di un appartamento residenziale, non e possibile applicare la cedolare secca e si deve usare il regime ordinario IRPEF.Devo comunicare ogni anno all’inquilino che applico la cedolare secca?No, la comunicazione va fatta solo una volta, al momento della scelta iniziale per la cedolare secca. Se non revochi l’opzione, resta valida per tutta la durata del contratto senza necessita di comunicazioni annuali. Solo in caso di revoca o riesercizio dell’opzione occorre comunicarlo nuovamente.Se affitto due appartamenti, posso applicare la cedolare secca solo a uno dei due?Si, l’opzione per la cedolare secca si esercita separatamente per ciascun immobile locato. Puoi decidere di applicare la cedolare secca a uno o piu immobili e il regime ordinario ad altri, in base alla convenienza specifica di ciascun contratto.Posso aumentare il canone durante il contratto con cedolare secca?Con la cedolare secca rinunci all’aggiornamento automatico ISTAT del canone. Tuttavia, puoi comunque aumentare il canone se previsto contrattualmente per altre ragioni (es. migliorie concordate) o se tu e l’inquilino concordate un aumento volontario. In questo caso dovrai registrare l’adeguamento con modello RLI.La cedolare secca si applica anche agli affitti brevi tipo Airbnb?Si, per gli affitti brevi (fino a 30 giorni) si applica la cedolare secca al 21% sul primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un’imposta sostitutiva al 26% (non piu cedolare secca ordinaria). E importante tenere traccia di quale immobile si considera come primo per l’anno fiscale.Hai bisogno di assistenza per la cedolare secca?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:Valutare la convenienza della cedolare secca per il tuo caso specificoRegistrare il contratto di locazione con opzione per la cedolareCompilare correttamente la dichiarazione dei redditi (quadro RB)Calcolare saldo e acconti da versareGestire revoche e riesercizio dell’opzioneI nostri esperti fiscali ti guideranno nella scelta del regime più vantaggioso, garantendo la piena conformità alle normative e il massimo risparmio fiscale. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online.Contattaci su WhatsAppCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATINOTIZIE Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleL'anticipazione del TFM agli amministratori segue il criterio di cassa. Per la tassazione separata serve un atto di data certa anteriore all'inizio del mandato. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-04 11:00:002026-10-02 21:03:58Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleNOTIZIE Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaIl viceministro dell'Economia ha ipotizzato il 1° ottobre 2026 una detrazione al 65% per alcune spese di riqualificazione energetica nel 2027. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 23:41:462026-05-31 16:53:27Cedolare Secca Affitti 2026: Guida Completa con Aliquote, Requisiti e Vantaggi
NOTIZIE Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleL'anticipazione del TFM agli amministratori segue il criterio di cassa. Per la tassazione separata serve un atto di data certa anteriore all'inizio del mandato. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-04 11:00:002026-10-02 21:03:58Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscale
NOTIZIE Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaIl viceministro dell'Economia ha ipotizzato il 1° ottobre 2026 una detrazione al 65% per alcune spese di riqualificazione energetica nel 2027. È un'ipotesi allo studio, non una norma: oggi vale il 50% per l'abitazione principale. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-04 09:00:002026-10-02 21:03:22Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energetica
NOTIZIE CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiScade il 2 novembre 2026 il termine per aderire o rinnovare il concordato preventivo biennale 2026-2027, riservato ai soggetti ISA: regole, imposta sostitutiva e ravvedimento speciale 2020-2023. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-04 07:00:002026-09-29 07:39:34CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggi
NOTIZIERottamazione Quinquies e Sovraindebitamento 2026: Guida Completa al Modello DA-LS-2026La rottamazione quinquies sovraindebitamento rappresenta un’importante opportunita per i contribuenti che si trovano in una procedura di composizione della crisi e desiderano regolarizzare i propri debiti con il fisco. La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025, ha introdotto questa nuova definizione agevolata che permette di estinguere i debiti senza pagare sanzioni, interessi di mora e aggio.Se ti trovi in una procedura di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012 o del D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa), puoi comunque aderire alla rottamazione quinquies utilizzando il modello DA-LS-2026. A differenza della procedura ordinaria, chi e in sovraindebitamento deve presentare la domanda esclusivamente via PEC, seguendo una procedura specifica che vedremo nel dettaglio.In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come funziona la rottamazione quinquies per il sovraindebitamento, quali sono i requisiti, come scaricare e compilare il modello di domanda, e quali scadenze rispettare per non perdere questa agevolazione fiscale.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’e la Rottamazione Quinquies 2026 e Chi Puo AderireRottamazione Quinquies e Sovraindebitamento: La Grande NovitaRequisiti per Aderire alla Rottamazione Quinquies con SovraindebitamentoIl Modello DA-LS-2026: Come Scaricarlo e Dove TrovarloCome Compilare il Modello DA-LS-2026 Passo PassoCome Inviare la Domanda via PEC: Procedura CompletaDebiti Ammessi ed Esclusi dalla Rottamazione QuinquiesScadenze Rottamazione Quinquies 2026: Il Calendario CompletoEsempio Pratico: Quanto Si Risparmia con la Rottamazione QuinquiesCosa Succede se la Domanda Viene RespintaDecadenza dalla Rottamazione Quinquies: Quando Si Perde il BeneficioDomande Frequenti sulla Rottamazione Quinquies e SovraindebitamentoCos’e la Rottamazione Quinquies 2026 e Chi Puo AderireLa rottamazione quinquies 2026 e una misura di definizione agevolata dei debiti fiscali introdotta dalla Legge n. 199/2025. Si tratta della quinta edizione di questo strumento di pace fiscale che permette ai contribuenti di mettersi in regola con il fisco pagando solo il capitale dovuto, senza sanzioni e interessi.Per capire meglio, immagina di avere una cartella esattoriale da 10.000 euro composta da 6.000 euro di imposte non pagate, 2.500 euro di sanzioni e 1.500 euro di interessi. Con la rottamazione quinquies pagheresti solo i 6.000 euro di capitale, risparmiando ben 4.000 euro.Possono aderire alla rottamazione quinquies tutti i contribuenti che hanno debiti affidati all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. I debiti rottamabili derivano da:Imposte risultanti da controlli automatici (art. 36-bis DPR 600/1973) e controlli formali (art. 36-ter) effettuati dall’Agenzia delle EntrateIVA non versata a seguito dei controlli previsti dagli artt. 54-bis e 54-ter del DPR 633/1972Contributi previdenziali INPS non pagati, con esclusione di quelli derivanti da accertamentoSanzioni per violazioni del Codice della Strada irrogate dalle PrefettureLa novita piu importante di questa edizione e proprio la possibilita di aderire anche per chi si trova in una procedura di sovraindebitamento, una situazione che in passato precludeva l’accesso alle definizioni agevolate. Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento: La Grande NovitaLa rottamazione quinquies sovraindebitamento rappresenta una svolta significativa rispetto alle precedenti edizioni. Per la prima volta, i contribuenti che hanno gia avviato una procedura di composizione della crisi possono includere nella definizione agevolata anche i debiti oggetto di tale procedura.Ma cos’e esattamente il sovraindebitamento? Si tratta di una situazione in cui una persona fisica, un professionista o una piccola impresa non e piu in grado di far fronte ai propri debiti con le entrate ordinarie. La legge italiana prevede specifiche procedure per aiutare questi soggetti a uscire dalla crisi, disciplinate dalla Legge n. 3/2012 (la cosiddetta “legge salva-suicidi”) e successivamente dal D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza).Le procedure di sovraindebitamento comprendono:Piano del consumatore – riservato alle persone fisiche che non svolgono attivita d’impresaAccordo di composizione della crisi – per professionisti, imprenditori sotto-soglia e consumatoriLiquidazione del patrimonio – procedura che prevede la vendita di tutti i beni per soddisfare i creditoriRistrutturazione dei debiti del consumatore – introdotta dal nuovo Codice della CrisiConcordato minore – per gli imprenditori sotto-sogliaEsdebitazione del debitore incapiente – per chi non ha alcun patrimonioSe hai gia avviato una di queste procedure e tra i tuoi debiti ci sono cartelle esattoriali, puoi ora rottamarle con la rottamazione quinquies, ottenendo un doppio vantaggio: da un lato riduci l’importo complessivo del debito eliminando sanzioni e interessi, dall’altro semplifichi la gestione della procedura di sovraindebitamento.Requisiti per Aderire alla Rottamazione Quinquies con SovraindebitamentoPer poter utilizzare la procedura speciale di rottamazione quinquies sovraindebitamento, e necessario soddisfare requisiti specifici sia di natura soggettiva che oggettiva. Non basta trovarsi in difficolta economica: occorre che sia gia stata formalmente avviata una procedura di composizione della crisi.I requisiti soggettivi prevedono che il contribuente abbia gia instaurato un procedimento di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012 oppure ai sensi del D.Lgs. n. 14/2019. La procedura deve essere stata formalmente aperta presso l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) territorialmente competente, con deposito della domanda presso il Tribunale.I requisiti oggettivi riguardano invece i debiti che possono essere inclusi nella rottamazione. Devono trattarsi di carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, che siano stati inseriti nella massa debitoria della procedura di sovraindebitamento.Tabella Requisiti Rottamazione Quinquies SovraindebitamentoRequisitoDescrizioneDocumenti richiestiProcedura avviataIstanza di sovraindebitamento depositataCopia del ricorsoNormativa di riferimentoL. 3/2012 o D.Lgs. 14/2019Indicazione nel modelloPeriodo carichiDal 01/01/2000 al 31/12/2023Estratto di ruoloDebiti inclusiSolo quelli nella proceduraElenco debitiTipologia debitiImposte, contributi INPS, multeDocumentazione specifica Il Modello DA-LS-2026: Come Scaricarlo e Dove TrovarloIl modello DA-LS-2026 e il documento ufficiale predisposto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per consentire ai contribuenti in sovraindebitamento di aderire alla rottamazione quinquies. Si tratta di un modello diverso da quello ordinario, specificamente progettato per questa situazione particolare.Per scaricare il modello DA-LS-2026 devi accedere al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione all’indirizzo www.agenziaentrateriscossione.gov.it. Nella sezione dedicata alla “Definizione agevolata – Rottamazione quinquies” troverai un’area specifica per il sovraindebitamento con il modello in formato PDF editabile.Il modello DA-LS-2026 e composto da diverse sezioni:Sezione A – Dati anagrafici del contribuente o del rappresentante legaleSezione B – Dati relativi alla procedura di sovraindebitamento (numero procedura, Tribunale, data deposito)Sezione C – Elenco dei carichi da includere nella definizione agevolataSezione D – Modalita di pagamento presceltaSezione E – Dichiarazioni e sottoscrizioneA pagina 3 del modello trovi l’elenco completo degli indirizzi PEC delle Direzioni regionali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. E fondamentale inviare la domanda alla PEC corretta in base alla tua residenza o sede legale, altrimenti la richiesta potrebbe non essere elaborata correttamente.Un aspetto importante: il modello DA-LS-2026 non e aperto a tutti i contribuenti in difficolta economica. Puo essere utilizzato esclusivamente da chi ha gia formalmente avviato una procedura di sovraindebitamento secondo le norme richiamate. Chi si trova semplicemente in difficolta ma non ha ancora avviato la procedura deve utilizzare il modello ordinario.Come Compilare il Modello DA-LS-2026 Passo PassoLa compilazione del modello DA-LS-2026 richiede attenzione a diversi aspetti tecnici. Ecco una guida passo dopo passo per compilarlo correttamente e evitare errori che potrebbero rallentare o compromettere la tua richiesta di adesione alla rottamazione quinquies sovraindebitamento.Passo 1 – Dati anagraficiInserisci i tuoi dati personali completi: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, residenza. Se la domanda viene presentata da un rappresentante legale (ad esempio l’amministratore di una societa), dovrai indicare anche i dati del soggetto rappresentato e allegare la documentazione che attesta i poteri di rappresentanza.Passo 2 – Dati della procedura di sovraindebitamentoQuesta e la sezione piu delicata. Devi indicare con precisione:Il numero del procedimento assegnato dal TribunaleIl Tribunale competente presso cui e stata depositata l’istanzaLa data di deposito della domanda di sovraindebitamentoLa tipologia di procedura (piano del consumatore, accordo di composizione, liquidazione, ecc.)Il nome dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) che gestisce la praticaPasso 3 – Elenco dei carichi da rottamareDevi indicare i carichi che intendi includere nella rottamazione. Puoi farlo in due modi:Indicando i numeri delle cartelle esattoriali specificheRichiedendo la rottamazione di tutti i carichi presenti nel tuo estratto di ruolo per il periodo ammessoTi consigliamo di richiedere preventivamente il tuo estratto di ruolo aggiornato, cosi da avere un quadro completo della situazione debitoria.Passo 4 – Modalita di pagamentoDevi scegliere se pagare:In unica soluzione entro il 31 luglio 2026In rate bimestrali (fino a 54 rate in 9 anni)Per chi e in sovraindebitamento esiste pero una possibilita aggiuntiva: il pagamento puo avvenire secondo le modalita e i tempi previsti dal decreto di omologazione della procedura, quindi potenzialmente con tempistiche diverse da quelle standard.Passo 5 – Allegati obbligatoriAlla domanda devi allegare:Copia del documento di identita in corso di validitaCopia del codice fiscaleDocumentazione attestante l’avvio della procedura di sovraindebitamentoEventuale delega se la domanda e presentata da un intermediario Come Inviare la Domanda via PEC: Procedura CompletaA differenza della procedura ordinaria che avviene online, la domanda di rottamazione quinquies per sovraindebitamento deve essere inviata esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). Questo significa che devi possedere una casella PEC attiva o affidarti a un professionista o al CAF che ne disponga.L’invio via PEC garantisce la tracciabilita della comunicazione e ha valore legale equivalente a una raccomandata con ricevuta di ritorno. La data di invio fara fede ai fini del rispetto della scadenza del 30 aprile 2026.Ecco come procedere:Preparazione dei documentiPrima di procedere all’invio, assicurati di avere tutti i documenti in formato PDF:Modello DA-LS-2026 compilato e firmato (firma autografa scannerizzata o firma digitale)Documento di identita fronte-retroCodice fiscaleDocumentazione della procedura di sovraindebitamentoIndividuazione della PEC correttaControlla a pagina 3 del modello DA-LS-2026 l’indirizzo PEC della Direzione regionale competente in base alla tua residenza. Ad esempio:Per il Friuli Venezia Giulia: utilizza la PEC indicata per la Direzione regionale FVGPer la Lombardia: utilizza la PEC della Direzione regionale LombardiaComposizione della PECL’oggetto della PEC deve essere chiaro e contenere i riferimenti essenziali. Ti suggeriamo di utilizzare questo formato:“Domanda adesione Rottamazione quinquies – Sovraindebitamento – CF: [TUO CODICE FISCALE]”Nel corpo del messaggio inserisci una breve descrizione:“Si trasmette in allegato la domanda di adesione alla Definizione agevolata (Rottamazione quinquies) per i carichi oggetto della procedura di sovraindebitamento ai sensi della L. 3/2012 [o D.Lgs. 14/2019].”Invio e conservazioneDopo l’invio, conserva con cura:La ricevuta di accettazione (conferma che la PEC e partita)La ricevuta di avvenuta consegna (conferma che l’Agenzia ha ricevuto il messaggio)Queste ricevute sono la prova dell’avvenuta presentazione della domanda nei termini.Debiti Ammessi ed Esclusi dalla Rottamazione QuinquiesNon tutti i debiti possono essere inclusi nella rottamazione quinquies, anche per chi si trova in una procedura di sovraindebitamento. E fondamentale conoscere esattamente quali carichi possono essere definiti in modo agevolato e quali invece restano esclusi.Debiti ammessi alla rottamazione quinquies:IRPEF, IRES, IRAP e relative addizionali non versateIVA risultante da controlli automatici e formaliContributi INPS (esclusi quelli da accertamento)Imposte di registro, successione, donazioneImposte ipotecarie e catastaliCanone RAI non pagatoMulte stradali irrogate dalle Prefetture (per la sola parte sanzionatoria)IMU, TASI, TARI se affidate all’Agente della riscossioneContributi alle Casse professionali (se l’ente aderisce con delibera)Debiti esclusi dalla rottamazione quinquies:Debiti gia in rottamazione quater regolare – chi al 30 settembre 2025 risultava in regola con i pagamenti della quater non puo passare alla quinquiesContributi INPS da accertamento – restano fuori dalla definizioneRisorse proprie UE – dazi e diritti doganaliIVA all’importazioneSomme dovute a titolo di recupero aiuti di StatoCrediti da condanne penali (multe e ammende penali)Sanzioni e ammende irrogate da Autorita amministrative (AGCM, Consob, ecc.)Attenzione particolare per il sovraindebitamento: i debiti che puoi rottamare sono solo quelli che rientrano nella procedura di composizione della crisi. Se hai altri debiti non inclusi nel piano di sovraindebitamento ma comunque affidati alla riscossione, per quelli dovrai presentare domanda ordinaria attraverso i canali telematici standard. Scadenze Rottamazione Quinquies 2026: Il Calendario CompletoRispettare le scadenze della rottamazione quinquies e fondamentale per non perdere i benefici della definizione agevolata. Di seguito trovi il calendario completo con tutte le date da segnare.Scadenze per la presentazione della domandaDataAdempimento30 aprile 2026Termine ultimo per presentare la domanda di adesione30 giugno 2026L’Agenzia comunica l’esito (accoglimento o diniego) e il piano di pagamentoScadenze per il pagamento – Unica soluzioneDataAdempimento31 luglio 2026Pagamento dell’intero importo dovutoScadenze per il pagamento – 54 rate bimestraliRataScadenzaNote1 rata31 luglio 2026Senza interessi2 rata30 settembre 2026Senza interessi3 rata30 novembre 2026Senza interessi4 rata31 gennaio 2027Con interessi 3% annuo5-51 rataBimestrali 2027-2034Con interessi 3% annuo52 rata31 gennaio 2035Con interessi 3% annuo53 rata31 marzo 2035Con interessi 3% annuo54 rata31 maggio 2035Ultima rataLe rate dalla quarta in poi hanno scadenza bimestrale: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno.Attenzione ai giorni di tolleranza: e ammessa una tolleranza di 5 giorni per il pagamento delle rate. Questo significa che se paghi entro il quinto giorno successivo alla scadenza, il versamento e considerato tempestivo.Particolarita per il sovraindebitamento: come gia accennato, per chi e in procedura di sovraindebitamento il pagamento puo avvenire secondo le modalita e i tempi previsti dal decreto di omologazione. Questo significa che potresti avere un piano personalizzato diverso dalle 54 rate standard, concordato nell’ambito della tua procedura di composizione della crisi.Esempio Pratico: Quanto Si Risparmia con la Rottamazione QuinquiesPer comprendere meglio i vantaggi concreti della rottamazione quinquies sovraindebitamento, vediamo un esempio pratico di calcolo del risparmio.Caso di Mario – Contribuente in sovraindebitamentoMario e un piccolo imprenditore che nel 2022 ha avviato una procedura di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012. Tra i suoi debiti ci sono diverse cartelle esattoriali per un totale cosi composto:VoceImportoCapitale (imposte non pagate)15.000 euroSanzioni7.500 euroInteressi di mora3.200 euroAggio di riscossione1.300 euroTotale cartelle27.000 euroCon la rottamazione quinquies Mario paghera:VoceImportoSolo capitale15.000 euroSanzioni0 euroInteressi di mora0 euroAggio0 euroTotale da pagare15.000 euroRisparmio totale: 12.000 euro (44,4%)Se Mario sceglie di pagare in 54 rate, l’importo della singola rata sara di circa 278 euro ogni due mesi, piu gli interessi del 3% annuo dalla quarta rata in poi.Caso di Laura – Consumatrice con debiti fiscaliLaura e una dipendente che ha accumulato debiti per mancati pagamenti di IMU e cartelle per controlli automatici sul 730. Ha avviato un piano del consumatore che include:VoceImportoCapitale IMU non pagata4.500 euroCapitale IRPEF (36-bis)3.000 euroSanzioni totali3.750 euroInteressi totali1.800 euroAggio950 euroTotale debito14.000 euroCon la rottamazione quinquies Laura paghera:VoceImportoCapitale totale7.500 euroInteressi legali (solo per rateazione)circa 500 euroTotale con 54 ratecirca 8.000 euroRisparmio totale: circa 6.000 euro (43%)Questi esempi mostrano come la rottamazione quinquies possa alleggerire significativamente il carico debitorio anche per chi e gia in difficolta economica con una procedura di sovraindebitamento in corso. Cosa Succede se la Domanda Viene RespintaDopo aver presentato la domanda di rottamazione quinquies sovraindebitamento, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha tempo fino al 30 giugno 2026 per comunicare l’esito. In caso di accoglimento, riceverai la comunicazione con l’importo dovuto e il piano di pagamento. Ma cosa succede se la domanda viene respinta?I motivi di rigetto piu comuni sono:Carichi non rientranti nell’ambito temporale – debiti affidati prima del 2000 o dopo il 2023Procedura di sovraindebitamento non formalmente avviata – mancanza del deposito presso il TribunaleDocumentazione incompleta o errata – errori nella compilazione del modello DA-LS-2026Debiti gia in rottamazione quater regolare – esclusione prevista dalla normaTipologia di debiti esclusa – ad esempio contributi INPS da accertamentoIn caso di diniego, l’Agenzia e tenuta a comunicare le motivazioni del rigetto. A quel punto hai diverse possibilita:Verificare l’errore – se si tratta di un errore formale o documentale, potresti presentare una nuova istanza corretta (se ancora nei termini) o chiedere chiarimentiPresentare istanza di riesame – puoi contestare il diniego se ritieni che sia errato, allegando documentazione a supportoRicorrere alla giustizia tributaria – in ultima istanza, puoi impugnare il provvedimento di diniego presso la Commissione tributariaValutare alternative – se i debiti non sono rottamabili, potresti comunque procedere con la rateizzazione ordinaria o proseguire con la sola procedura di sovraindebitamentoIn ogni caso, il rigetto della rottamazione non pregiudica la procedura di sovraindebitamento gia in corso, che prosegue secondo le sue regole.Decadenza dalla Rottamazione Quinquies: Quando Si Perde il BeneficioOttenere l’accoglimento della domanda di rottamazione quinquies non significa aver concluso definitivamente la pratica. E fondamentale rispettare il piano di pagamento concordato, altrimenti si rischia la decadenza con conseguenze importanti.La decadenza dalla rottamazione quinquies si verifica in caso di:Mancato pagamento della prima o unica rata entro il 31 luglio 2026Mancato pagamento di due rate, anche non consecutiveMancato pagamento dell’ultima rata del pianoConseguenze della decadenza:Se decadi dalla rottamazione quinquies, perdi tutti i benefici della definizione agevolata. In particolare:Tornano dovute sanzioni e interessi – l’intero importo originario, comprensivo di sanzioni, interessi di mora e aggio, torna ad essere esigibileRipresa delle azioni di riscossione – l’Agente della riscossione puo riprendere le procedure di recupero (fermi, pignoramenti, ipoteche)Impossibilita di nuova rateizzazione – i debiti per i quali sei decaduto non possono piu essere rateizzati in modo ordinarioPerdita dei versamenti gia effettuati – le somme gia pagate vengono comunque trattenute come acconto sul debito totalePer chi e in sovraindebitamento: la decadenza dalla rottamazione quinquies ha ripercussioni anche sulla procedura di composizione della crisi. Il debito fiscale tornera ad essere considerato per l’intero importo originario, potenzialmente alterando l’equilibrio del piano e richiedendo una sua modifica.Come evitare la decadenza:Per non rischiare, ti consigliamo di:Impostare promemoria per ogni scadenza di pagamentoVerificare sempre la disponibilita dei fondi prima della scadenzaRicordare che hai 5 giorni di tolleranza in caso di ritardoIn caso di difficolta temporanee, contattare il CAF per valutare le opzioni📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Rottamazione Quinquies e SovraindebitamentoEcco le risposte alle domande piu frequenti sulla rottamazione quinquies sovraindebitamento.Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono in sovraindebitamento?Si, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto espressamente la possibilita di aderire alla rottamazione quinquies anche per i contribuenti che hanno gia avviato una procedura di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012 o del D.Lgs. n. 14/2019. E necessario utilizzare il modello specifico DA-LS-2026 e presentare la domanda via PEC.Qual e la differenza tra modello ordinario e modello DA-LS-2026?Il modello ordinario si presenta online attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione ed e destinato a tutti i contribuenti. Il modello DA-LS-2026 e invece riservato esclusivamente a chi e in procedura di sovraindebitamento e deve essere inviato tramite PEC alla Direzione regionale competente.Entro quando devo presentare la domanda di rottamazione quinquies?La scadenza per presentare la domanda di adesione alla rottamazione quinquies e il 30 aprile 2026. Per chi e in sovraindebitamento, la domanda va inviata via PEC entro la stessa data. Entro il 30 giugno 2026 l’Agenzia comunichera l’esito e l’importo da pagare.In quante rate posso pagare la rottamazione quinquies?Puoi scegliere di pagare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali distribuite in 9 anni. Le prime tre rate sono senza interessi; dalla quarta si applica un interesse del 3% annuo. Per chi e in sovraindebitamento, il pagamento puo seguire anche le tempistiche del decreto di omologazione.Cosa succede se salto una rata della rottamazione quinquies?Se salti una sola rata, non decadi immediatamente dalla rottamazione. La decadenza scatta in caso di mancato pagamento di due rate (anche non consecutive) oppure se non paghi la prima/unica rata o l’ultima rata del piano. E comunque prevista una tolleranza di 5 giorni per ogni scadenza.I contributi INPS sono inclusi nella rottamazione quinquies?I contributi previdenziali INPS sono inclusi nella rottamazione quinquies, ma solo quelli derivanti da omesso versamento. Sono invece esclusi i contributi richiesti a seguito di accertamento. Anche i contributi alle Casse professionali privatizzate possono rientrare, se l’ente di previdenza lo delibera.Posso rottamare anche le multe stradali?Si, le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada irrogate dalle Prefetture possono essere rottamate. Tuttavia, la definizione agevolata riguarda solo la parte sanzionatoria (interessi e maggiorazioni): l’importo originario della multa resta comunque dovuto per intero.Come faccio a sapere quali cartelle posso rottamare?Puoi richiedere il tuo estratto di ruolo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che elenca tutti i carichi affidati a tuo nome. In alternativa, il CAF Centro Fiscale puo verificare la tua situazione debitoria e identificare i carichi rottamabili nel periodo dal 2000 al 2023.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.ConclusioneLa rottamazione quinquies sovraindebitamento rappresenta un’opportunita unica per chi si trova in difficolta economica di alleggerire il proprio carico fiscale. Grazie al modello DA-LS-2026, anche i contribuenti in procedura di composizione della crisi possono accedere ai benefici della definizione agevolata, eliminando sanzioni, interessi e aggio.La procedura richiede attenzione nella compilazione del modello e nel rispetto delle scadenze. Un errore nella documentazione o un ritardo nell’invio della PEC potrebbero compromettere l’adesione. Per questo e fondamentale affidarsi a professionisti esperti che conoscano sia la normativa sulla rottamazione sia le procedure di sovraindebitamento.Hai bisogno di assistenza per la rottamazione quinquies? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Marzo 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 22:41:462026-05-31 16:12:51Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento 2026: Guida Completa al Modello DA-LS-2026
CAFCongedo per Cure agli Invalidi dal 50%: Guida Completa ai 30 Giorni Senza Legge 104Il congedo per cure per lavoratori con invalidità dal 50% è un diritto poco conosciuto che garantisce 30 giorni di permesso retribuito all’anno, anche senza il riconoscimento della Legge 104. Previsto dal D.Lgs. 119/2011, questo congedo consente ai lavoratori dipendenti con invalidità riconosciuta dal 50% di assentarsi dal lavoro per sottoporsi a cure mediche, terapie e trattamenti, mantenendo la piena retribuzione INPS.A differenza dei permessi Legge 104, il congedo per cure invalidi non richiede la certificazione di handicap grave (comma 3, art. 3 L. 104/92), ma solo l’accertamento sanitario ASL che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%. Questo lo rende accessibile a una platea molto più ampia di lavoratori con patologie croniche, disabilità permanenti o condizioni invalidanti.In questa guida completa del CAF Centro Fiscale scoprirai come funziona il congedo per cure invalidi 2026, quali sono i requisiti di invalidità, come richiedere i 30 giorni di permesso retribuito, la procedura INPS e le differenze con altri istituti previdenziali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il congedo per cure agli invalidiDifferenza tra congedo cure e permessi Legge 104Requisiti di invalidità: dal 50% in suRetribuzione e contributi durante il congedoCome richiedere il congedo per cure INPSCasi particolari e cumulo con altri permessiDomande FrequentiCos’è il congedo per cure agli invalidiIl congedo per cure è un permesso retribuito di 30 giorni all’anno riconosciuto ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) con invalidità accertata pari o superiore al 50%. Introdotto dall’art. 7, D.Lgs. 119/2011, questo diritto consente di assentarsi dal lavoro per:Cure mediche ricorrenti (fisioterapia, dialisi, chemioterapia)Visite specialistiche programmateTrattamenti riabilitativi collegati all’invaliditàTerapie continuative per patologie cronicheRicoveri ospedalieri brevi per controlliIl congedo non è frazionabile in ore: si utilizza solo per giornate intere. I 30 giorni spettano complessivamente nell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) e non sono cumulabili con l’anno successivo se non utilizzati.La retribuzione è garantita dall’INPS tramite indennità economica pari al 100% della retribuzione giornaliera, comprensiva di tredicesima e contributi pensionistici. Il datore di lavoro anticipa lo stipendio e recupera poi dall’INPS tramite conguaglio contributivo.Chi può richiederlo:Lavoratori subordinati (tempo indeterminato, determinato, part-time)Dipendenti pubblici (PA, scuola, sanità)Lavoratori con contratto a progetto (se configurato come lavoro subordinato)Esclusi: autonomi, liberi professionisti, partite IVA, collaboratori occasionali. Differenza tra congedo cure e permessi Legge 104Molti lavoratori confondono il congedo per cure invalidi con i permessi Legge 104. Si tratta di due istituti completamente diversi, con requisiti, finalità e modalità di utilizzo differenti.AspettoCongedo per curePermessi Legge 104RequisitoInvalidità ≥ 50%Handicap grave (art. 3 comma 3)Giorni/mesi30 giorni all’anno3 giorni al meseFinalitàCure mediche per séAssistenza a familiare disabileFrazionabilitàSolo giornate intereOre o giorniRetribuzione100% INPS100% datore + INPSCumulabilitàNO con L.104 per séSÌ con congedo cureEsempio pratico:Mario ha invalidità 67% (senza L.104 art. 3 comma 3). Può utilizzare i 30 giorni di congedo per cure per le sue terapie fisioterapiche. Se in futuro ottiene anche la certificazione handicap grave, può richiedere i permessi L.104 per assistere un familiare disabile, ma NON può cumulare entrambi per sé stesso.La differenza chiave è la certificazione richiesta:Congedo cure: serve solo il verbale invalidità ASL con percentuale ≥ 50%Permessi 104: serve il verbale handicap grave (art. 3 comma 3, L.104/92)Molte persone con invalidità media (50-74%) non hanno accesso alla L.104, ma possono comunque beneficiare del congedo per cure di 30 giorni.Requisiti di invalidità: dal 50% in suPer accedere al congedo per cure, è necessario possedere un verbale di invalidità civile rilasciato dall’ASL o dalla Commissione Medica INPS che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%.Come ottenere il riconoscimento di invalidità:Certificato medico introduttivo: il tuo medico curante invia telematicamente all’INPS il certificato che attesta la tua patologia invalidanteDomanda di invalidità: entro 90 giorni dal certificato, presenti domanda all’INPS (online, tramite CAF o patronato)Visita medica: la Commissione ASL-INPS ti convoca per accertamento sanitarioVerbale definitivo: ricevi il verbale con la percentuale riconosciuta (es. 50%, 67%, 75%, 100%)Percentuali di invalidità e diritti:InvaliditàCongedo 30 giorniAltri benefici46-49%❌ NOIscrizione collocamento mirato50-66%✅ SÌCongedo cure67-73%✅ SÌCongedo + esenzione ticket (categorie)74-99%✅ SÌCongedo + assegno invalidità INPS100%✅ SÌCongedo + pensione invalidità civilePatologie che danno diritto al congedo:Patologie oncologiche (anche in remissione con invalidità ≥50%)Malattie cardiovascolari gravi (cardiopatie, post-infarto)Diabete insulino-dipendente con complicanzeInsufficienza renale cronica (dialisi)Sclerosi multipla e malattie neurodegenerativeDisabilità motorie permanentiMalattie respiratorie croniche gravi (BPCO, fibrosi cistica)Il verbale di invalidità è permanente se non indica una data di revisione. Se c’è revisione, devi ripetere la visita alla scadenza per confermare la percentuale. Retribuzione e contributi durante il congedoDurante i 30 giorni di congedo per cure, il lavoratore riceve una retribuzione piena al 100%, comprensiva di tutti gli elementi stipendiali ordinari:Stipendio baseScatti di anzianitàIndennità fisse (es. indennità vacanza contrattuale)Quota tredicesima (maturata proporzionalmente)Quota quattordicesima (se prevista dal CCNL)Esclusi dal calcolo:StraordinariPremi di produzione variabiliIndennità trasfertaBenefit occasionaliCome funziona il pagamento:Anticipo del datore: il datore di lavoro eroga lo stipendio normalmente in busta pagaConguaglio INPS: il datore recupera l’importo anticipato tramite compensazione contributiva (denuncia UniEmens)Nessun costo per l’azienda: il congedo è interamente a carico INPSContributi previdenziali:I 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi:✅ Valgono per la pensione (anzianità contributiva)✅ Utili per il calcolo dell’anzianità lavorativa✅ Coperti per TFR (trattamento di fine rapporto)✅ Considerati periodo lavorato ai fini contrattualiEsempio retribuzione:Laura, impiegata con RAL 28.000 euro, utilizza 15 giorni di congedo per cure nel mese di marzo. In busta paga riceverà:Stipendio marzo: 2.333 euro (importo pieno, nessuna decurtazione)Contributi previdenziali: versati regolarmente dall’INPSTFR: matura normalmenteIl datore di lavoro anticiperà l’intero stipendio e recupererà i 15 giorni di indennità INPS tramite conguaglio contributivo nelle denunce successive.Come richiedere il congedo per cure INPSLa procedura per richiedere i 30 giorni di congedo per cure prevede due passaggi: comunicazione al datore di lavoro e certificazione medica.Step 1: Richiesta scritta al datore di lavoroInvia una comunicazione formale (raccomandata o PEC) al tuo datore di lavoro con:Domanda di congedo per cure ai sensi dell’art. 7, D.Lgs. 119/2011Copia del verbale di invalidità (con percentuale ≥50%)Periodo richiesto (es. “dal 15 al 20 marzo 2026”)Motivazione generica (es. “per sottoporsi a trattamenti terapeutici”)Fac-simile lettera di richiesta:Oggetto: Richiesta congedo per cure - art. 7 D.Lgs. 119/2011 Il/La sottoscritto/a [NOME COGNOME], dipendente con qualifica [QUALIFICA], chiede di usufruire del congedo per cure previsto dall'art. 7 del D.Lgs. 119/2011 per il periodo dal [DATA INIZIO] al [DATA FINE] per complessivi [N] giorni. Si allega verbale di riconoscimento invalidità civile pari al [XX]%. Cordiali saluti, [FIRMA]Step 2: Certificazione medicaDurante il congedo, devi presentare al datore di lavoro:Certificato medico che attesti la necessità delle cureDocumentazione sanitaria (es. prenotazione visita, ricetta terapia)Attestazioni di presenza alle cure (se richiesto dal CCNL)Il certificato medico non deve necessariamente essere un certificato di malattia, ma una dichiarazione del medico specialista o curante che confermi che il lavoratore deve sottoporsi a trattamenti terapeutici correlati all’invalidità.Tempi di preavviso:La legge non prevede un preavviso minimo obbligatorio. Tuttavia, per esigenze organizzative aziendali, è consigliabile:Preavviso di 3-5 giorni per periodi programmabiliComunicazione immediata per cure urgenti o ricoveri improvvisiIl datore di lavoro non può rifiutare il congedo se il lavoratore ha i requisiti di legge. L’eventuale diniego è illegittimo e può essere impugnato.Gestione del congedo:Il datore autorizza il congedo e registra l’assenza come “congedo cure art. 7 D.Lgs. 119/2011”Il lavoratore non deve inviare domanda all’INPS: è il datore a gestire il recupero tramite conguaglio contributivoIn busta paga, l’assenza risulta come permesso retribuito al 100% Casi particolari e cumulo con altri permessiIl congedo per cure presenta alcune peculiarità in caso di cumulo con altri istituti previdenziali o in situazioni lavorative particolari.Congedo per cure + Permessi Legge 104 per familiareSe hai invalidità ≥50% (congedo per te) e assisti un familiare con handicap grave (L.104), puoi cumulare entrambi:✅ 30 giorni congedo cure per le tue terapie✅ 3 giorni al mese L.104 per assistere il familiareCongedo per cure + MalattiaSe durante il congedo per cure ti ammali di altra patologia acuta, puoi:Interrompere il congedo curePassare a malattia ordinaria (con certificato medico di malattia)Riprendere il congedo cure quando guarisci dalla malattia acutaI giorni di malattia non decurtano i 30 giorni di congedo.Congedo per cure durante periodo di provaIl congedo per cure è un diritto anche durante il periodo di prova. Il datore di lavoro non può licenziare per aver richiesto il congedo, ma può recedere per altre motivazioni connesse all’idoneità lavorativa.Part-timeI lavoratori part-time hanno diritto agli stessi 30 giorni dei full-time (non proporzionali). La retribuzione è calcolata sulla base della retribuzione giornaliera effettiva del part-time.Contratto a tempo determinatoI lavoratori a tempo determinato hanno pieno diritto al congedo, anche se il contratto è di breve durata. I 30 giorni spettano per anno solare, non per contratto.Settore pubblicoNel pubblico impiego, il congedo per cure è regolamentato dagli stessi principi del settore privato, ma la gestione amministrativa può variare:Scuola: richiesta tramite SIDI con autorizzazione dirigente scolasticoSanità: comunicazione al responsabile UOC con certificato medicoPA: domanda protocollata all’ufficio personaleLicenziamento durante congedoIl licenziamento durante il congedo per cure è nullo se motivato dall’assenza per cure. Il lavoratore può impugnare il licenziamento entro 60 giorni.Maternità/Paternità + Congedo cureDurante maternità obbligatoria o congedo parentale, il congedo per cure è sospeso. Puoi richiederlo prima o dopo il periodo di maternità/paternità, ma non in contemporanea.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Congedo per Cure InvalidiIl congedo per cure spetta anche con invalidita al 50% esatta?Si, il diritto scatta con invalidita pari o superiore al 50%. Chi ha esattamente il 50% di invalidita riconosciuta ha pieno diritto ai 30 giorni di congedo retribuito, alle stesse condizioni di chi ha percentuali superiori.Posso usare il congedo per cure senza la Legge 104?Si, il congedo per cure non richiede la certificazione di handicap grave prevista dalla Legge 104. Serve solo il verbale di invalidita civile con percentuale pari o superiore al 50%, rilasciato dalla Commissione ASL-INPS.Il congedo per cure decurta ferie o permessi?No, i 30 giorni di congedo per cure sono autonomi e non decurtano ferie, permessi ROL o altri istituti contrattuali. Sono un diritto aggiuntivo e indipendente previsto per legge.Devo dimostrare di aver fatto effettivamente le cure?Si, e necessario presentare al datore di lavoro certificazione medica che attesti la necessita delle cure. Alcuni CCNL richiedono anche attestazioni di presenza (es. ricevute prenotazioni, certificati medici post-visita). Il datore puo richiedere verifiche.Il congedo per cure vale per la pensione?Si, i 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi valgono ai fini del calcolo della pensione, dell’anzianita contributiva e del TFR. Sono considerati periodo effettivamente lavorato.Hai bisogno di assistenza per il riconoscimento invalidita o il congedo cure?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:Domanda di invalidita civile INPSVerifica requisiti per congedo cureRedazione lettera di richiesta al datoreAssistenza pratiche previdenzialiRicorsi per verbali negativiContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: Come Funziona il Servizio da Remoto per 730, ISEE e RED in Tutto il FVGVivi a Trieste, Pordenone, Gorizia, in Carnia o in un comune del Friuli lontano da Udine? 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-21 21:41:462026-05-31 16:21:14Congedo per Cure agli Invalidi dal 50%: Guida Completa ai 30 Giorni Senza Legge 104
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Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Contratto a Chiamata (Intermittente) 2026: Come Funziona Il contratto a chiamata, noto anche come lavoro intermittente, è una tipologia contrattuale che permette al datore di lavoro di utilizzare la prestazione del dipendente solo quando ne ha effettivamente bisogno. Disciplinato dagli articoli… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-25 09:00:002026-05-31 16:12:29Contratto a Chiamata (Intermittente) 2026: Come FunzionaCAF Contratto Part-Time 2026: Orizzontale, Verticale e Misto Il contratto part time rappresenta una delle formule contrattuali più utilizzate nel mercato del lavoro italiano, soprattutto da chi ha bisogno di conciliare impegni familiari, di studio o altre attività con l'occupazione. 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Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. 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CAF Periodo di Prova 2026: Durata, Diritti e Licenziamento Il periodo di prova e una fase iniziale del rapporto di lavoro durante la quale sia il datore di lavoro sia il lavoratore possono valutare la reciproca convenienza della collaborazione. Durante questo periodo, entrambe le parti hanno la facolta… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-23 09:00:002026-05-31 18:00:22Periodo di Prova 2026: Durata, Diritti e Licenziamento
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOAttestazioni INPS 2026 Online: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite – Guida CompletaLe attestazioni INPS sono documenti ufficiali che certificano la presenza di contributi previdenziali versati o da versare per specifiche operazioni come il riscatto della laurea, la ricongiunzione contributiva o la costituzione di rendite vitalizie. Dal 2026, l’INPS ha potenziato i servizi online per richiedere e scaricare queste attestazioni direttamente dal portale MyINPS, semplificando notevolmente le procedure per i cittadini.Che tu debba riscattare periodi non coperti da contribuzione, riunificare posizioni contributive sparse tra diverse gestioni o certificare rendite previdenziali, conoscere le modalità corrette per ottenere l’attestazione INPS è fondamentale per non incorrere in ritardi o problemi burocratici. Questa guida ti accompagna passo dopo passo nel mondo delle attestazioni INPS 2026, spiegando quando servono, come richiederle online e quali documenti preparare.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella richiesta di tutte le attestazioni INPS, verificando la tua posizione contributiva e assistendoti nell’invio delle domande telematiche. Contattaci per una consulenza personalizzata.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa Sono le Attestazioni INPSTipi di Attestazioni INPS DisponibiliCome Richiedere le Attestazioni INPS OnlineRiscatto Contributi: Cosa Puoi AttestareRicongiunzione vs Totalizzazione: Quale ScegliereRendite INPS: Quando Serve l’AttestazioneScadenze e Tempistiche 2026Documenti Necessari per la RichiestaCosti e Modalità di PagamentoCosa Sono le Attestazioni INPSLe attestazioni INPS sono certificazioni ufficiali rilasciate dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che documentano la situazione contributiva del lavoratore in relazione a specifiche operazioni previdenziali. Si tratta di documenti indispensabili per formalizzare domande di riscatto, ricongiunzione o per dimostrare l’esistenza di rendite vitalizie costituite presso l’INPS.A differenza di un semplice estratto contributivo (che elenca i contributi versati), l’attestazione certifica l’ammissibilità e il costo di operazioni specifiche come:Riscatto di periodi non coperti: laurea, diploma universitario, periodi di aspettativa non retribuita, lavoro all’estero in paesi non convenzionatiRicongiunzione contributiva: riunificazione di contributi versati in gestioni previdenziali diverse (INPS, casse professionali, ex INPDAP)Totalizzazione contributiva: cumulo gratuito di contributi per maturare il diritto a pensioneRendite vitalizie INPS: certificazione dell’esistenza di rendite costituite a favore del richiedenteLe attestazioni hanno validità temporale limitata (generalmente 6-12 mesi) e devono essere aggiornate se nel frattempo intervengono modifiche alla situazione contributiva.Novità 2026: Procedura Completamente TelematicaDal 2026, l’INPS ha reso completamente digitale la richiesta di attestazioni, eliminando la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli. Attraverso il portale MyINPS (accessibile con SPID, CIE o CNS), è possibile richiedere l’attestazione online compilando un form guidato, allegare documenti in formato PDF, monitorare lo stato di lavorazione della pratica in tempo reale e scaricare l’attestazione firmata digitalmente dall’INPS direttamente dal portale.I tempi di rilascio si sono ridotti mediamente a 30-45 giorni dalla presentazione della domanda completa, contro i 60-90 giorni necessari con la procedura cartacea. Tipi di Attestazioni INPS DisponibiliL’INPS rilascia diverse tipologie di attestazioni in base all’operazione previdenziale richiesta. Vediamo nel dettaglio le principali.Attestazione Riscatto ContributiL’attestazione per riscatto contributi certifica la possibilità di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Le casistiche più comuni sono il riscatto laurea (periodo del corso di studi universitario), il riscatto lavoro all’estero (periodi lavorati in paesi extra-UE senza convenzioni bilaterali) e il riscatto periodi non coperti (aspettative non retribuite, interruzioni lavorative documentate).L’attestazione indica la durata riscattabile (in anni, mesi, giorni), l’onere economico totale da versare all’INPS, la possibilità di rateizzazione (massimo 120 rate mensili senza interessi) e il risparmio fiscale ottenibile. Il costo del riscatto varia in base al sistema di calcolo della pensione (retributivo, misto o contributivo) e alla retribuzione percepita negli ultimi anni.Attestazione Ricongiunzione ContributivaL’attestazione per ricongiunzione contributiva (regolata dalla Legge 29/1979) certifica la possibilità di riunificare in un’unica gestione INPS tutti i contributi versati presso gestioni previdenziali diverse. È particolarmente utile per chi ha cambiato lavoro passando da dipendente pubblico a privato, o da lavoro subordinato ad autonomo.L’attestazione specifica le gestioni coinvolte, il totale dei contributi da ricongiungere (in anni e mesi), l’onere della ricongiunzione (calcolato secondo la riserva matematica) e la gestione di destinazione dove confluiranno tutti i contributi. La ricongiunzione è onerosa (costa mediamente il 50-70% dell’importo complessivo dei contributi da ricongiungere) ma permette di unificare tutta la carriera contributiva, evitando penalizzazioni nel calcolo della pensione.Attestazione Totalizzazione ContributiL’attestazione per totalizzazione (D.Lgs. 42/2006) certifica la possibilità di sommare gratuitamente i contributi presenti in gestioni diverse per raggiungere i requisiti minimi di pensione. A differenza della ricongiunzione, la totalizzazione è gratuita (nessun onere da versare), non unifica fisicamente i contributi (restano nelle gestioni originarie), richiede almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare e comporta il ricalcolo contributivo dell’intera pensione (penalizzazione del 20-30% rispetto al sistema retributivo).L’attestazione indica il montante contributivo complessivo e la data di maturazione del diritto a pensione con totalizzazione.Come Richiedere le Attestazioni INPS OnlineLa richiesta delle attestazioni INPS avviene esclusivamente online attraverso il portale MyINPS. Ecco la procedura completa passo dopo passo.Step 1: Accesso al Portale MyINPSPer accedere al portale MyINPS è necessario uno dei seguenti strumenti di autenticazione: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore, CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) con lettore smart card.Collegati a www.inps.it e clicca su “Entra in MyINPS” in alto a destra. Seleziona il metodo di autenticazione preferito e inserisci le credenziali.Step 2: Ricerca del ServizioUna volta autenticato, utilizza la barra di ricerca del portale e digita “Attestazione riscatto contributi” per il riscatto laurea/periodi, “Attestazione ricongiunzione contributiva” per la ricongiunzione, “Attestazione totalizzazione” per la totalizzazione gratuita o “Attestazione rendita” per le rendite vitalizie. Alternativamente, naviga nel menu: Pensione e Previdenza → Domande Previdenziali → Attestazioni.Step 3: Compilazione del ModuloIl sistema ti presenterà un modulo guidato da compilare con dati anagrafici (verificati automaticamente dal sistema INPS), periodo da attestare (date inizio e fine del periodo da riscattare/ricongiungere), gestione previdenziale di interesse (dove vuoi far confluire i contributi), documenti da allegare (certificato di laurea, contratti di lavoro estero, dichiarazioni sostitutive) e modalità di pagamento preferita (unica soluzione o rateizzazione).Presta particolare attenzione alla sezione allegati: i documenti devono essere in formato PDF, con dimensione massima di 5 MB ciascuno. Per il riscatto laurea è obbligatorio allegare il certificato di laurea con votazione e data di conseguimento.Step 4: Invio della DomandaDopo aver compilato tutti i campi obbligatori e verificato i dati inseriti, clicca su “Invia domanda”. Il sistema genererà una ricevuta di protocollazione con numero di protocollo univoco della domanda, data e ora di presentazione e riepilogo dei dati inseriti. Salva o stampa la ricevuta: ti servirà per monitorare lo stato della pratica e per eventuali comunicazioni con l’INPS.Step 5: Monitoraggio della PraticaPuoi verificare lo stato di avanzamento della tua richiesta accedendo a MyINPS → Le mie domande → Attestazioni. Gli stati possibili sono: In lavorazione (la domanda è stata acquisita), Documentazione integrativa richiesta (l’INPS ha bisogno di documenti aggiuntivi), Attestazione emessa (il documento è pronto per il download) o Domanda respinta (con motivazione dettagliata).I tempi medi di lavorazione sono 30-45 giorni per le attestazioni standard, fino a 60-90 giorni per quelle complesse (es. ricongiunzioni con più gestioni coinvolte).Step 6: Download dell’AttestazioneQuando lo stato della pratica cambia in “Attestazione emessa”, puoi scaricare il documento cliccando su “Scarica PDF”. L’attestazione è firmata digitalmente dall’INPS, ha validità di 6-12 mesi dalla data di emissione, riporta un codice QR per la verifica online dell’autenticità e può essere utilizzata per presentare la domanda definitiva di riscatto/ricongiunzione o per pratiche con enti terzi. Riscatto Contributi: Cosa Puoi AttestareIl riscatto contributivo è l’istituto che permette di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Vediamo nel dettaglio le casistiche riscattabili.Riscatto Laurea OrdinarioIl riscatto ordinario del corso di studi (Legge 1338/1962 e D.Lgs. 184/1997) permette di riscattare il periodo del corso universitario che ha portato al conseguimento del titolo. Sono riscattabili la laurea triennale (massimo 3 anni), la laurea magistrale (2 anni aggiuntivi), la laurea a ciclo unico (5-6 anni: medicina, giurisprudenza, architettura), il dottorato di ricerca (3-4 anni) e il diploma universitario ante-riforma (2-3 anni).Non sono riscattabili i periodi di fuori corso (oltre la durata legale del corso), gli anni di studio già coperti da contribuzione (es. lavoro contemporaneo agli studi) e i corsi di laurea non portati a termine (senza conseguimento del titolo).Il costo del riscatto ordinario si calcola con il metodo della riserva matematica per chi ha contributi prima del 1996, ed è generalmente elevato (da 25.000 a 80.000 euro per 5 anni di laurea, in base all’età e alla retribuzione). L’onere è deducibile integralmente dal reddito IRPEF.Riscatto Laurea Agevolato (Pace Contributiva)Il riscatto agevolato (introdotto dal Decreto Legge 4/2019) è riservato ai lavoratori con primo contributo successivo al 31/12/1995 (sistema contributivo puro). Il costo fisso è di 5.775,73 euro per ogni anno riscattato (dato 2026, rivalutato annualmente), con un risparmio sostanziale del 70-80% rispetto al riscatto ordinario. La deducibilità fiscale è però limitata al 50% dell’onere (contro il 100% del riscatto ordinario) e il riscatto agevolato aumenta l’anzianità contributiva ma non il montante (nessun incremento dell’assegno pensionistico).Conviene il riscatto agevolato quando l’obiettivo è anticipare la pensione (es. Quota 103, pensione anticipata) raggiungendo prima i requisiti contributivi, anche a costo di non incrementare l’importo dell’assegno.Ricongiunzione vs Totalizzazione: Quale ScegliereQuando hai contributi in gestioni previdenziali diverse (es. INPS dipendenti + INPS artigiani, o INPS + ex INPDAP + Cassa Avvocati), devi scegliere tra ricongiunzione onerosa e totalizzazione gratuita. Vediamo le differenze.Ricongiunzione Contributiva (Legge 29/1979)La ricongiunzione onerosa riunifica fisicamente tutti i contributi in un’unica gestione. I vantaggi sono il calcolo retributivo/misto preservato (se hai contributi ante-1995, il sistema di calcolo favorevole viene mantenuto), il maggior importo pensione (eliminando le penalizzazioni da pro-rata, l’assegno risulta più alto del 20-30%) e la flessibilità nella scelta della gestione (puoi decidere dove far confluire tutti i contributi).Gli svantaggi sono il costo elevato (l’onere può raggiungere il 50-70% del valore complessivo dei contributi da ricongiungere, da 20.000 a 100.000+ euro), la rateizzazione massima 120 mesi (rate mensili elevate per chi ha oneri superiori a 50.000 euro) e i tempi lunghi (la pratica può richiedere 6-12 mesi per il completamento).Conviene la ricongiunzione quando hai contributi ante-1995 e vuoi preservare il calcolo retributivo, l’incremento dell’assegno pensionistico compensa l’onere entro 10-15 anni di pensione o puoi permetterti la spesa o l’importo delle rate.Totalizzazione Contributiva (D.Lgs. 42/2006)La totalizzazione gratuita somma virtualmente i contributi senza unificarli. I vantaggi sono il nessun costo (completamente gratuita), l’accesso alla pensione (permette di raggiungere i requisiti minimi sommando contributi altrimenti insufficienti) e la procedura semplificata (basta una domanda di pensione con totalizzazione).Gli svantaggi sono il calcolo interamente contributivo (anche i contributi ante-1995 vengono ricalcolati col metodo contributivo, con penalizzazione 20-30%), il requisito minimo (serve almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare) e le finestre di attesa (18 mesi dalla maturazione dei requisiti per pensione di vecchiaia, 21 mesi per anticipata).Conviene la totalizzazione quando hai solo contributi post-1995 (nessuna perdita dal ricalcolo contributivo), non puoi permetterti l’onere della ricongiunzione o l’obiettivo è andare in pensione prima possibile, anche con assegno ridotto.Simulazione Personalizzata: Affidati al CAFLa scelta tra ricongiunzione e totalizzazione dipende dalla tua situazione contributiva specifica: anni di contributi, gestioni coinvolte, età, redditi. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua simulazioni comparative gratuite per aiutarti a scegliere l’opzione più vantaggiosa. Contattaci per un appuntamento. Rendite INPS: Quando Serve l’AttestazioneL’attestazione di rendita INPS certifica l’esistenza e l’importo di rendite vitalizie costituite presso l’INPS. È richiesta in diverse situazioni.Rendite da Riscatto INAILLe rendite INAIL per inabilità permanente conseguente a infortunio sul lavoro o malattia professionale possono essere trasferite all’INPS per gestione unitaria. L’attestazione certifica l’importo mensile della rendita INAIL in gestione INPS, la percentuale di invalidità riconosciuta, la rivalutazione annuale secondo gli indici ISTAT e la reversibilità ai superstiti in caso di decesso. Serve per pratiche bancarie (mutui, finanziamenti) come prova di reddito, o per dichiarazioni ISEE.Come Richiedere l’Attestazione di RenditaLa richiesta segue la procedura standard online: accedi a MyINPS con SPID/CIE/CNS, cerca “Attestazione rendita vitalizia”, compila il modulo indicando il tipo di rendita e il periodo di riferimento, allega eventuale documentazione pregressa (verbali INAIL, contratti aziendali), invia la domanda e attendi 15-30 giorni per l’emissione. L’attestazione ha validità annuale e deve essere rinnovata se l’importo della rendita viene rivalutato.Scadenze e Tempistiche 2026Le attestazioni INPS non hanno scadenze specifiche di presentazione (puoi richiederle in qualsiasi momento), ma è importante rispettare alcune tempistiche per evitare ritardi.Tempi di RilascioI tempi medi di emissione delle attestazioni nel 2026 sono: 30-40 giorni per attestazione riscatto laurea (se documentazione completa), 45-60 giorni per attestazione ricongiunzione (fino a 90 giorni se coinvolte 3+ gestioni), 30-45 giorni per attestazione totalizzazione e 15-30 giorni per attestazione rendita.Le tempistiche si allungano se l’INPS richiede documentazione integrativa: in questo caso ricevi una notifica nell’area riservata e hai 30 giorni per fornire i documenti mancanti, altrimenti la domanda decade.Validità dell’AttestazioneLe attestazioni INPS hanno validità temporale limitata: 6-12 mesi dalla data di emissione per riscatto/ricongiunzione e 12 mesi (rinnovabile annualmente) per rendite. Se l’attestazione scade prima di presentare la domanda definitiva di riscatto o ricongiunzione, devi richiederne una nuova. L’onere economico viene ricalcolato in base alla nuova età e retribuzione.Quando RichiederlaPer ottimizzare i tempi, richiedi l’attestazione almeno 3-4 mesi prima della scadenza per riscatto agevolato laurea (se hai pianificato di riscattare entro una certa data), 6-12 mesi prima del pensionamento se devi decidere tra ricongiunzione e totalizzazione o subito se hai bisogno dell’attestazione per pratiche bancarie o ISEE. Documenti Necessari per la RichiestaPer richiedere correttamente un’attestazione INPS, prepara in anticipo i seguenti documenti in formato digitale (PDF).Per Attestazione Riscatto LaureaPer l’attestazione riscatto laurea servono il certificato di laurea con indicazione della data di conseguimento, votazione e durata legale del corso, l’autocertificazione periodi lavorativi durante gli studi (se hai lavorato contemporaneamente), il documento d’identità in corso di validità e il codice fiscale. Se richiedi il riscatto agevolato (pace contributiva), l’INPS verifica automaticamente che il tuo primo contributo sia successivo al 31/12/1995.Per Attestazione RicongiunzionePer l’attestazione ricongiunzione servono gli estratti contributivi di tutte le gestioni coinvolte (scaricabili da MyINPS o richiedibili alle casse professionali), i documenti identificativi delle posizioni assicurative (numeri di matricola, codici ente) e la dichiarazione sostitutiva di non aver già presentato domande di ricongiunzione precedenti.Per Attestazione RenditaPer l’attestazione rendita servono il verbale INAIL (se rendita da infortunio/malattia professionale), il contratto aziendale o documentazione TFR (se rendita da cessione quote) e l’ultima certificazione di rendita (se rinnovo attestazione).Costi e Modalità di PagamentoI costi delle operazioni attestate dall’INPS variano significativamente. Vediamo nel dettaglio.Quanto Costa Riscattare la LaureaIl costo del riscatto laurea dipende dal sistema di calcolo pensione (retributivo ante-1995 costa molto di più del contributivo post-1995), dalla retribuzione (per chi ha contributi ante-1995, l’onere è calcolato sulla retribuzione media degli ultimi 12 mesi) e dall’età al momento del riscatto (chi riscatta in giovane età paga meno).Esempi di costo riscatto 5 anni laurea (dati 2026): riscatto ordinario sistema retributivo, età 50 anni, RAL 35.000 euro: 65.000-75.000 euro; riscatto ordinario sistema contributivo, età 30 anni, RAL 25.000 euro: 28.000-32.000 euro; riscatto agevolato (pace contributiva): 28.878 euro (5.775,73 × 5 anni, dato fisso 2026). L’attestazione INPS riporta l’onere esatto calcolato sulla tua posizione specifica.Quanto Costa la RicongiunzioneIl costo della ricongiunzione si calcola con il metodo della riserva matematica, che stima il valore attuale dei contributi da trasferire. Dipende dal montante contributivo da ricongiungere, dall’età del richiedente e dalla differenza tra le aliquote delle gestioni coinvolte. Esempio: ricongiunzione di 10 anni di contributi da Cassa Avvocati (aliquota 14%) a INPS dipendenti (aliquota 33%) con montante 80.000 euro → onere stimato 45.000-55.000 euro. La totalizzazione, alternativa gratuita, non comporta costi ma penalizza l’importo della pensione del 20-30%.Modalità di PagamentoUna volta ricevuta l’attestazione con l’onere economico, puoi pagare in unica soluzione (bonifico bancario o F24 con codice tributo specifico indicato nell’attestazione) oppure con rateizzazione (fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro). Il vantaggio fiscale del pagamento rateale è che puoi dedurre l’onere gradualmente negli anni, distribuendo il risparmio IRPEF. Con aliquota marginale 38%, un riscatto da 30.000 euro comporta risparmio fiscale di circa 11.400 euro in 10 anni. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.ConclusioneLe attestazioni INPS 2026 rappresentano il primo passo fondamentale per valorizzare la tua posizione contributiva attraverso riscatto, ricongiunzione o totalizzazione. Grazie alla procedura completamente online introdotta quest’anno, richiedere e ottenere un’attestazione è diventato più semplice e veloce, con tempi medi ridotti a 30-45 giorni.Che tu debba riscattare la laurea per anticipare la pensione, ricongiungere contributi sparsi tra più gestioni o certificare una rendita INPS, conoscere le procedure corrette e avere un’attestazione aggiornata è indispensabile per pianificare il tuo futuro previdenziale senza sorprese.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in ogni fase: dalla verifica della tua posizione contributiva alla richiesta dell’attestazione online, fino alla simulazione comparativa tra ricongiunzione e totalizzazione per individuare la soluzione più vantaggiosa. Contattaci per una consulenza personalizzata.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sulle Attestazioni INPSQuanto tempo ci vuole per ottenere un’attestazione INPS nel 2026?I tempi medi sono 30-45 giorni per attestazioni standard (riscatto laurea, totalizzazione), fino a 60-90 giorni per ricongiunzioni complesse con più gestioni coinvolte. Le attestazioni di rendita sono più rapide: 15-30 giorni.L’attestazione INPS ha una scadenza?Sì, le attestazioni per riscatto e ricongiunzione hanno validità di 6-12 mesi dalla data di emissione. Se scade prima di presentare la domanda definitiva, devi richiederne una nuova con ricalcolo dell’onere.Posso richiedere l’attestazione senza SPID?No, dal 2026 l’accesso ai servizi INPS online richiede obbligatoriamente SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che presenta la domanda per tuo conto.Conviene di più il riscatto ordinario o agevolato della laurea?Il riscatto agevolato costa molto meno (5.775 euro/anno contro 6.000-15.000 euro/anno del riscatto ordinario) ma non aumenta l’importo della pensione, solo l’anzianità contributiva. Conviene per anticipare il pensionamento, mentre il riscatto ordinario conviene per aumentare l’assegno pensionistico.Posso rateizzare il costo del riscatto o della ricongiunzione?Sì, puoi rateizzare fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro. Il pagamento rateale ti permette di spalmare la deduzione fiscale su più anni.La ricongiunzione è sempre conveniente rispetto alla totalizzazione?No, dipende dalla tua situazione. La ricongiunzione costa 50-70% del montante contributivo ma preserva il calcolo retributivo (+20-30% di pensione). La totalizzazione è gratuita ma ricalcola tutto col metodo contributivo. Conviene la ricongiunzione se hai contributi ante-1995 e l’incremento pensionistico ripaga l’onere entro 10-15 anni.Posso richiedere più attestazioni contemporaneamente?Sì, puoi presentare più domande di attestazione per operazioni diverse (es. riscatto laurea + ricongiunzione). Ogni domanda ha un proprio numero di protocollo e iter di lavorazione indipendente.Richiedi Assistenza per le Attestazioni INPSIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la richiesta di attestazioni INPS per riscatto laurea, ricongiunzione contributiva e totalizzazione. Verifichiamo la tua posizione e ti assistiamo nell’invio telematico.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIScopri altri contenuti utili su previdenza e pensioni:Riscatto Laurea Agevolato: Guida Completa – Tutto sul riscatto agevolato a 5.775 euro/annoPensione Anticipata: Requisiti e Opzioni – Come andare in pensione primaTotalizzazione Contributiva: Quando Conviene – L’alternativa gratuita alla ricongiunzioneEstratto Conto Contributivo INPS: Come Richiederlo – Verifica la tua posizioneCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 18:41:462026-05-31 18:09:54Attestazioni INPS 2026 Online: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite – Guida Completa
ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATOImporti Medi Assegno Unico 2026: I Dati INPS Aggiornati per Fascia ISEEASSEGNO UNICO UNIVERSALEL’Assegno Unico Universale per i figli rappresenta una delle misure più importanti per il sostegno alle famiglie italiane. Con l’aggiornamento dei dati INPS per il 2026, è fondamentale conoscere gli importi medi effettivamente erogati alle famiglie italiane, suddivisi per fascia ISEE e tipologia di nucleo familiare.L’INPS ha recentemente comunicato le statistiche aggiornate relative agli importi medi mensili dell’Assegno Unico, fornendo un quadro chiaro di quanto mediamente percepiscono le famiglie italiane in base alla loro situazione economica. Questi dati sono essenziali per capire quanto si può ricevere in concreto e per verificare la correttezza degli importi accreditati.In questo articolo analizziamo nel dettaglio gli importi medi dell’Assegno Unico 2026, con tabelle complete per fascia ISEE, esempi pratici di calcolo e tutti i requisiti per ottenere gli importi massimi. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza nella presentazione della DSU ISEE aggiornata e nella verifica degli importi spettanti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiAssegno Unico 2026: gli importi base e le maggiorazioniImporti medi per fascia ISEE: i dati INPS aggiornatiTabella completa importi Assegno Unico 2026Esempi pratici: quanto si prende realmenteQuando presentare l’ISEE per massimizzare l’importoDomande frequenti sugli importiAssegno Unico 2026: gli importi base e le maggiorazioniL’Assegno Unico Universale è regolato dal Decreto Legislativo n. 230 del 21 dicembre 2021 e viene erogato mensilmente dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori. Gli importi base variano in funzione dell’ISEE del nucleo familiare e dell’età dei figli.Importo base per figlio minorenneISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di €199,40 al mese per figlio minorenneISEE da 17.090,62 a 45.574,96 euro: importo decrescente in modo progressivoISEE superiore a 45.574,96 euro o assenza di ISEE: importo minimo di €57 al meseImporto base per figlio maggiorenne (18-21 anni)ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di €96,90 al meseISEE superiore a 45.574,96 euro o assenza di ISEE: importo minimo di €27,50 al meseL’Assegno Unico continua ad essere erogato senza limiti di età per i figli con disabilità a carico, con importi variabili in base al grado di disabilità e all’ISEE.Maggiorazioni previsteMaggiorazione per nuclei numerosi: €100 mensili se ci sono almeno 3 figli a caricoMaggiorazione per figli disabili: da €105 a €119,60 mensili in base al grado di disabilitàMaggiorazione per madri under 21: €22,80 mensili per ogni figlioMaggiorazione per entrambi i genitori lavoratori: €33,50 mensili se entrambi i genitori hanno un reddito da lavoro e l’ISEE non supera i 45.574,96 euroMaggiorazione per nuclei con 4 o più figli: ulteriori €100 mensili (totale €200)Queste maggiorazioni si sommano all’importo base, permettendo alle famiglie con particolari caratteristiche di percepire cifre mensili significativamente superiori. Una famiglia con 3 figli minori, ISEE basso e entrambi i genitori lavoratori può arrivare a percepire oltre €700 mensili di Assegno Unico.Fonte: INPS, Circolare n. 23 del 9 febbraio 2024 – Tabelle importi Assegno Unico Universale. Importi medi per fascia ISEE: i dati INPS aggiornatiL’INPS ha pubblicato i dati statistici sugli importi medi mensili effettivamente erogati alle famiglie italiane per l’Assegno Unico nel 2026. Questi dati sono suddivisi per fascia ISEE e rappresentano la media reale di quanto le famiglie percepiscono mensilmente.Importi medi mensili per fascia ISEE (dati INPS 2026)Fascia ISEE 0 – 10.000 euro:Importo medio per nucleo familiare: €380 al mese. Il 68% delle famiglie in questa fascia ha almeno 2 figli a carico e beneficia degli importi massimi.Fascia ISEE 10.001 – 17.090 euro:Importo medio: €360 al meseFascia ISEE 17.091 – 25.000 euro:Importo medio: €295 al meseFascia ISEE 25.001 – 35.000 euro:Importo medio: €220 al meseFascia ISEE 35.001 – 45.574 euro:Importo medio: €165 al meseFascia ISEE oltre 45.574 euro o senza ISEE:Importo medio: €125 al mese (importo minimo)I dati evidenziano come la presenza dell’ISEE aggiornato sia fondamentale per massimizzare l’importo. Le famiglie senza ISEE percepiscono mediamente il 67% in meno rispetto a quelle con ISEE basso. Le maggiorazioni per nuclei numerosi ed entrambi i genitori lavoratori possono aumentare l’importo del 40-50%.Fonte: INPS, Osservatorio statistico Assegno Unico – Report marzo 2026. Tabella completa importi Assegno Unico 2026Ecco la tabella completa e aggiornata degli importi mensili dell’Assegno Unico 2026 per figlio, suddivisi per fascia ISEE e età del figlio.Tabella importi base per figlio minorenne (0-17 anni)ISEE del nucleoImporto mensile per figlioFino a €17.090,61€199,40€17.091 – €20.000€190,00€20.001 – €25.000€165,00€25.001 – €30.000€140,00€30.001 – €35.000€115,00€35.001 – €40.000€90,00€40.001 – €45.574,96€70,00Oltre €45.574,96 o senza ISEE€57,00Tabella maggiorazioni mensiliMaggiorazioneRequisitoImporto mensileNuclei 3+ figliAlmeno 3 figli a carico€100,00Nuclei 4+ figliAlmeno 4 figli a carico€200,00Entrambi genitori lavoratoriISEE ≤ €45.574,96€33,50 per figlioMadre under 21Madre con meno di 21 anni€22,80 per figlioDisabilità graveLegge 104, art. 3 comma 3€105,00-€119,60Note: Gli importi sono mensili per ciascun figlio. Le maggiorazioni si cumulano con gli importi base. Gli importi vengono rivalutati annualmente in base all’inflazione. Esempi pratici: quanto si prende realmenteVediamo alcuni esempi concreti di calcolo dell’Assegno Unico per diverse tipologie di nuclei familiari.Esempio 1: Coppia con 2 figli minorenni, ISEE €25.000, entrambi lavoratoriImporto base per figlio: €165,00Importo per 2 figli: €330,00Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €33,50 × 2 = €67,00Totale mensile: €397,00Totale annuo: €4.764,00Esempio 2: Famiglia numerosa con 3 figli minorenni, ISEE €12.000Importo base per figlio: €199,40Importo per 3 figli: €598,20Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €100,50Maggiorazione nuclei numerosi (3+ figli): €100,00Totale mensile: €798,70Totale annuo: €9.584,40Esempio 3: Famiglia con 2 figli, di cui 1 con disabilità grave, ISEE €18.000Importo base figlio 1: €190,00Importo base figlio 2: €190,00Maggiorazione disabilità grave figlio 2: €108,20Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €67,00Totale mensile: €555,20Totale annuo: €6.662,40Esempio 4: Coppia senza ISEE, 2 figli minorenniImporto base minimo per figlio: €57,00Importo per 2 figli: €114,00Nessuna maggiorazioneTotale mensile: €114,00Totale annuo: €1.368,00Perdita annuale rispetto a ISEE basso: circa €3.400Gli esempi evidenziano come presentare l’ISEE aggiornato e beneficiare delle maggiorazioni faccia una differenza enorme nell’importo percepito. Non presentare l’ISEE comporta perdite di €2.000-4.000 all’anno per famiglia media. Quando presentare l’ISEE per massimizzare l’importoIl momento in cui presenti l’ISEE può fare una grande differenza sull’importo totale annuo che ricevi di Assegno Unico.Periodo IDEALE: Gennaio – FebbraioPresentare l’ISEE a gennaio o febbraio è la scelta migliore perché:L’ISEE viene elaborato entro fine febbraioL’INPS applica il nuovo ISEE già da marzoRicevi l’importo corretto per tutto l’anno senza atteseEviti perdite anche di 1-2 mesi di importo pienoPeriodo BUONO: Marzo – GiugnoSe presenti l’ISEE tra marzo e giugno:L’INPS applica il nuovo ISEE dal mese successivoEroga un conguaglio retroattivo per i mesi precedentiIl conguaglio viene pagato entro 60-90 giorni dalla validazioneISEE Corrente: quando richiederloL’ISEE Corrente è una versione aggiornata dell’ISEE ordinario che può essere richiesta se la situazione economica è peggiorata:Perdita di lavoro di un componente del nucleoRiduzione del reddito superiore al 25%Riduzione del patrimonio superiore al 20%L’ISEE Corrente riflette la situazione attuale (ultimi 12 o 6 mesi), non quella di 2 anni fa, e può portare a un ISEE molto più basso e quindi a un importo Assegno Unico più alto.Rinnovo annuale: L’ISEE ha validità annuale (1° gennaio – 31 dicembre). Ogni anno devi presentare una nuova DSU. Se non rinnovi, dal 1° marzo l’INPS applica l’importo minimo. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sugli importi dell’Assegno UnicoQual è l’importo massimo dell’Assegno Unico per un figlio?L’importo massimo per un figlio minorenne è di €199,40 al mese (per ISEE fino a €17.090), che diventano €232,90 al mese se entrambi i genitori lavorano. Per i figli con disabilità, si possono aggiungere fino a €119,60 al mese di maggiorazione.Quanto si prende di Assegno Unico con 2 figli e ISEE 20.000?Con 2 figli minorenni e ISEE 20.000 euro, l’importo base è 330 euro al mese. Con la maggiorazione entrambi i genitori lavoratori, si arriva a 397 euro al mese (4.764 euro all’anno).L’Assegno Unico si prende anche senza ISEE?Si, l’Assegno Unico viene erogato anche senza ISEE, ma con l’importo minimo di 57 euro al mese per figlio minorenne. Presentando l’ISEE si può arrivare a triplicare l’importo.Quando arriva il conguaglio se presento l’ISEE in ritardo?Se presenti l’ISEE dopo marzo, l’INPS eroga il conguaglio arretrato entro 60-90 giorni dalla validazione dell’ISEE. Il conguaglio viene accreditato in un’unica soluzione.Posso ricevere l’Assegno Unico se mio figlio ha piu di 21 anni?L’Assegno Unico spetta fino ai 21 anni di eta del figlio. Oltre i 21 anni, l’Assegno continua ad essere erogato solo per figli con disabilita, senza limiti di eta.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Richiedi Assistenza per l’Assegno UnicoIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la presentazione della DSU ISEE, la domanda Assegno Unico e la verifica degli importi spettanti.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge EU 679/2016Δ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO Pagamento Assegno Unico Settembre 2026: Date INPS, Importi e Calendario Quando arriva l'Assegno Unico di settembre 2026? In questa guida aggiornata trovi le date di pagamento INPS previste, gli importi per ogni fascia ISEE, le maggiorazioni spettanti e come verificare lo stato del tuo pagamento. L'Assegno Unico… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-20 08:00:002026-08-17 11:02:09Pagamento Assegno Unico Settembre 2026: Date INPS, Importi e CalendarioASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO Conguaglio Assegno Unico 2026: Cos’è, Come Funziona e Come Vederlo su INPSHai visto la voce “conguaglio” nel pagamento dell’Assegno Unico e non sai cosa significa? Ecco perché l’INPS ricalcola gli importi, come vedere il conguaglio a credito o a debito e cosa fare se il calcolo sembra sbagliato. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-19 09:00:002026-08-13 09:12:32Conguaglio Assegno Unico 2026: Cos’è, Come Funziona e Come Vederlo su INPSASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO Maggiorazioni Assegno Unico 2026: 8 Casi Particolari da ConoscereGuida completa alle maggiorazioni dell'Assegno Unico 2026: figli con disabilità, nuclei numerosi, entrambi i genitori lavoratori, madri under 21 e maggiorazione transitoria. 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Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-21 17:41:462026-05-31 17:10:56Importi Medi Assegno Unico 2026: I Dati INPS Aggiornati per Fascia ISEE
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