TFR 2026: Calcolo, Anticipo, Tassazione – Guida Completa

Dimissioni Volontarie 2026 TFR e Naspi

Il TFR calcolo è uno degli argomenti più cercati dai lavoratori dipendenti italiani, e a buon ragione: il Trattamento di Fine Rapporto rappresenta una somma importante che ogni lavoratore matura nel corso della propria carriera. Nel 2026, con le nuove rivalutazioni ISTAT e le conferme normative della Legge di Bilancio, è fondamentale sapere esattamente quanto ti spetta, come viene calcolato e quali opzioni hai a disposizione per gestirlo al meglio.

Che tu stia valutando di chiedere un anticipo TFR, di destinarlo a un fondo pensione, o semplicemente di capire quanto riceverai alla fine del rapporto di lavoro, questa guida ti accompagna passo dopo passo. Il TFR calcolo segue una formula precisa stabilita dall’articolo 2120 del Codice Civile, ma i dettagli possono sembrare complessi. Ecco perché abbiamo preparato esempi pratici, tabelle e risposte alle domande più frequenti per rendere tutto chiaro e comprensibile.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il TFR (Trattamento di Fine Rapporto)
  2. TFR Calcolo: Formula e Esempio Pratico
  3. Coefficienti di Rivalutazione TFR 2026
  4. Tabella Calcolo TFR per Diverse RAL
  5. TFR in Azienda o Fondo Pensione: Confronto
  6. Anticipo TFR: Requisiti e Motivazioni
  7. Tassazione TFR 2026: Come Funziona
  8. TFR e Cessazione del Rapporto di Lavoro
  9. Tempi di Pagamento TFR dopo Cessazione
  10. Domande Frequenti sul TFR
  11. Conclusione

Cos’è il TFR (Trattamento di Fine Rapporto)

Il TFR, acronimo di Trattamento di Fine Rapporto, è una somma di denaro che il datore di lavoro accantona ogni anno a favore del lavoratore dipendente. In parole semplici, si tratta di una sorta di “salvadanaio obbligatorio” che cresce progressivamente durante tutto il rapporto di lavoro e viene liquidato al momento della cessazione dello stesso, indipendentemente dal motivo: dimissioni, licenziamento o pensionamento.

La disciplina del TFR è contenuta nell’articolo 2120 del Codice Civile, che ne stabilisce la formula di calcolo, le modalità di rivalutazione annuale e le regole per l’eventuale anticipo. A differenza di quanto molti credono, il TFR calcolo non è una “buonuscita” discrezionale del datore di lavoro, ma un diritto irrinunciabile di ogni lavoratore subordinato, sia esso assunto con contratto a tempo indeterminato, determinato, part-time o full-time.

Hanno diritto al TFR tutti i lavoratori dipendenti del settore privato. Per i dipendenti pubblici assunti dopo il 2001, si applica il TFR con regole simili al settore privato, mentre per quelli assunti prima valgono regimi diversi come il TFS (Trattamento di Fine Servizio). Se vuoi approfondire le differenze, puoi leggere la nostra guida sul TFS e TFR per dipendenti pubblici 2026.

Il TFR matura anno dopo anno e viene rivalutato annualmente con un meccanismo legato all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo significa che il tuo TFR non resta fermo, ma cresce nel tempo sia per gli accantonamenti annuali sia per la rivalutazione che protegge (almeno in parte) dall’inflazione.

TFR Calcolo: Formula e Esempio Pratico

La formula del TFR calcolo è stabilita dall’articolo 2120 del Codice Civile ed è composta da due elementi fondamentali: l’accantonamento annuo e la rivalutazione del montante già accumulato negli anni precedenti.

La formula base: retribuzione annua diviso 13,5

Ogni anno, il datore di lavoro accantona a favore del lavoratore una quota pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. In termini percentuali, questo equivale a circa il 6,91% della retribuzione annua. La retribuzione utile ai fini del TFR comprende tutte le voci ricorrenti della busta paga: stipendio base, scatti di anzianità, superminimo, tredicesima mensilità e altre indennità fisse.

La formula completa per il TFR calcolo annuo è:

Quota TFR annua = Retribuzione annua lorda / 13,5

Rivalutazione annua = TFR accumulato × (1,5% fisso + 75% dell’indice ISTAT)

Esempio pratico di calcolo TFR

Supponiamo che Marco abbia una RAL di 30.000 euro (Retribuzione Annua Lorda). Ecco come funziona il TFR calcolo per il primo anno di lavoro:

  • Quota accantonamento annuo: 30.000 / 13,5 = 2.222,22 euro
  • Contributo INPS (0,50%): 30.000 × 0,50% = 150,00 euro (trattenuto dalla quota)
  • TFR netto accantonato primo anno: 2.222,22 – 150,00 = 2.072,22 euro

Dal secondo anno in poi, il TFR già accumulato viene anche rivalutato. Se l’indice ISTAT è del 2%, la rivalutazione sarà: 1,5% (quota fissa) + 75% di 2% (quota variabile) = 1,5% + 1,5% = 3%. Applicata ai 2.072,22 euro del primo anno, la rivalutazione aggiunge ulteriori 62,17 euro, portando il montante a 2.134,39 euro, a cui si somma la nuova quota annua.

Se lavori in un’azienda e vuoi capire come il TFR impatta sulla tua busta paga, ti consigliamo di leggere anche la guida sul calcolo stipendio netto 2026, dove trovi tabelle dettagliate per diverse fasce di reddito.

Coefficienti di Rivalutazione TFR 2026

La rivalutazione del TFR è un meccanismo fondamentale che protegge il potere d’acquisto del tuo accantonamento nel tempo. Ogni anno, il montante TFR accumulato viene incrementato di una percentuale composta da una quota fissa dell’1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Per il 2026, sulla base delle previsioni di inflazione e dei dati ISTAT provvisori, i coefficienti di rivalutazione TFR mensili vengono pubblicati mensilmente dall’ISTAT. Ecco i valori relativi ai mesi già disponibili e le proiezioni per l’anno in corso:

Mese 2026Indice ISTAT (FOI)Coefficiente rivalutazione
Gennaio120,50,375000%
Febbraio120,80,625156%
Marzo121,10,875312%
Aprile – DicembreIn aggiornamentoPubblicazione mensile ISTAT

Nota importante: i coefficienti vengono aggiornati mensilmente dall’ISTAT. Per il calcolo esatto della rivalutazione del tuo TFR, è necessario utilizzare il coefficiente relativo al mese di cessazione del rapporto di lavoro. Il TFR calcolo della rivalutazione avviene su base annua (dal 31 dicembre dell’anno precedente al 31 dicembre dell’anno in corso), ma in caso di cessazione infrannuale si applica il coefficiente proporzionale ai mesi lavorati.

Per avere sempre dati aggiornati e precisi, puoi consultare il sito ufficiale dell’ISTAT – sezione rivalutazioni monetarie oppure rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine che può verificare il tuo conteggio TFR in dettaglio.

Tabella Calcolo TFR per Diverse RAL

Per rendere più chiaro il TFR calcolo, abbiamo preparato una tabella con esempi concreti per diverse fasce di Retribuzione Annua Lorda (RAL). I valori mostrano l’accantonamento annuo lordo (prima del contributo INPS 0,50%), il TFR netto accantonato per anno e una proiezione del TFR accumulato dopo 10, 20 e 30 anni di servizio, considerando una rivalutazione media del 2,5% annuo.

RALQuota annua lordaQuota annua nettaTFR 10 anni*TFR 20 anni*TFR 30 anni*
20.000 euro1.481 euro1.381 euro15.500 euro35.800 euro62.300 euro
25.000 euro1.852 euro1.727 euro19.400 euro44.700 euro77.900 euro
30.000 euro2.222 euro2.072 euro23.300 euro53.700 euro93.500 euro
35.000 euro2.593 euro2.418 euro27.200 euro62.600 euro109.100 euro
40.000 euro2.963 euro2.763 euro31.100 euro71.600 euro124.700 euro
50.000 euro3.704 euro3.454 euro38.800 euro89.500 euro155.800 euro

*Valori indicativi con rivalutazione media stimata al 2,5% annuo e RAL costante. Il TFR effettivo dipende dall’andamento dell’inflazione e dagli aumenti retributivi.

Come puoi notare dalla tabella, il TFR calcolo mostra che con una RAL di 30.000 euro e 20 anni di lavoro, il trattamento accumulato supera i 53.000 euro. Si tratta di una somma significativa che merita di essere gestita con attenzione, valutando se lasciarla in azienda o destinarla a un fondo pensione complementare.

TFR in Azienda o Fondo Pensione: Confronto Vantaggi e Svantaggi

Una delle scelte più importanti che ogni lavoratore dipendente deve affrontare riguarda la destinazione del TFR: lasciarlo in azienda o versarlo in un fondo pensione complementare? Si tratta di una decisione che ha impatti significativi sia sul rendimento del capitale sia sulla tassazione finale. Vediamo nel dettaglio il confronto tra le due opzioni per fare un TFR calcolo consapevole.

TFR lasciato in azienda

Se scegli di lasciare il TFR in azienda, il tuo accantonamento resta presso il datore di lavoro (o presso il Fondo di Tesoreria INPS per le aziende con più di 50 dipendenti). In questo caso, il TFR viene rivalutato annualmente con il meccanismo già descritto: 1,5% fisso + 75% dell’indice ISTAT. Storicamente, questa rivalutazione ha garantito rendimenti modesti, intorno al 2-3% annuo negli ultimi anni.

Vantaggi del TFR in azienda:

  • Possibilità di richiedere l’anticipo TFR dopo 8 anni di servizio
  • Liquidazione in un’unica soluzione alla cessazione del rapporto
  • Protezione dal Fondo di Garanzia INPS in caso di fallimento dell’azienda
  • Nessun costo di gestione o commissioni

Svantaggi del TFR in azienda:

  • Rendimento limitato (rivalutazione ISTAT) rispetto ai mercati finanziari
  • Tassazione separata con aliquota media degli ultimi 5 anni (spesso 23-27%)
  • Rischio di insolvenza aziendale (mitigato dal Fondo di Garanzia INPS)
  • La scelta è irreversibile: una volta destinato al fondo pensione, non puoi tornare indietro

TFR destinato al fondo pensione

Se decidi di destinare il TFR a un fondo pensione complementare, le quote accantonate ogni anno vengono versate al fondo scelto e investite sui mercati finanziari. I rendimenti dipendono dalla linea di investimento scelta (garantita, obbligazionaria, bilanciata o azionaria).

Vantaggi del fondo pensione:

  • Rendimenti potenzialmente superiori alla rivalutazione ISTAT (storicamente +4-6% annuo per linee bilanciate)
  • Tassazione agevolata: aliquota dal 15% al 9% (decresce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il 15esimo)
  • Deducibilità fiscale dei contributi volontari aggiuntivi fino a 5.164,57 euro annui
  • Contributo aggiuntivo del datore di lavoro (se previsto dal CCNL)

Svantaggi del fondo pensione:

  • Minore liquidità: l’anticipo è possibile solo dopo 8 anni di iscrizione al fondo
  • Costi di gestione e commissioni del fondo
  • Rischio finanziario: i rendimenti non sono garantiti (tranne per la linea garantita)
  • Alla pensione, almeno il 50% deve essere erogato come rendita (non come capitale)

Il consiglio del CAF Centro Fiscale

Per i lavoratori giovani (sotto i 35 anni), il fondo pensione è generalmente la scelta più vantaggiosa grazie all’orizzonte temporale lungo e alla tassazione agevolata. Per chi è vicino alla pensione (meno di 10 anni), il TFR in azienda offre maggiore sicurezza e liquidità. Ogni situazione è diversa: contattaci per una consulenza personalizzata.

Anticipo TFR: Requisiti e Motivazioni Ammesse nel 2026

L’anticipo TFR è una possibilità prevista dalla legge che consente al lavoratore di ricevere una parte del trattamento già maturato prima della cessazione del rapporto di lavoro. Non tutti possono richiederlo: esistono requisiti specifici di anzianità e motivazioni tassative stabilite dal Codice Civile. Vediamo nel dettaglio come funziona il TFR calcolo dell’anticipo.

Requisiti per richiedere l’anticipo TFR

Per poter richiedere l’anticipo del TFR, il lavoratore deve soddisfare questi requisiti:

  • Almeno 8 anni di anzianità di servizio presso lo stesso datore di lavoro
  • L’importo massimo richiedibile è pari al 70% del TFR maturato fino alla data della richiesta
  • L’anticipo può essere richiesto una sola volta durante il rapporto di lavoro (salvo diversa previsione contrattuale)
  • Il datore di lavoro è obbligato a concederlo, ma nel limite annuo del 10% degli aventi diritto e comunque del 4% del totale dei dipendenti

Motivazioni ammesse dalla legge

L’articolo 2120 del Codice Civile prevede che l’anticipo TFR possa essere richiesto esclusivamente per due motivi specifici:

  • Acquisto della prima casa per sé o per i figli, documentato da un compromesso o atto notarile
  • Spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche

Molti contratti collettivi (CCNL) prevedono ulteriori motivazioni, come le spese per il congedo parentale, la ristrutturazione della casa o le spese per istruzione dei figli. È importante verificare cosa prevede il proprio contratto di lavoro. I consulenti del CAF Centro Fiscale di Udine possono aiutarti a verificare i tuoi diritti contrattuali.

Esempio di calcolo anticipo TFR

Immaginiamo che Laura lavori da 12 anni con una RAL di 28.000 euro e abbia accumulato un TFR lordo di circa 26.000 euro. Ecco il TFR calcolo dell’anticipo massimo:

  • TFR maturato: 26.000 euro
  • Anticipo massimo (70%): 26.000 × 70% = 18.200 euro lordi
  • Tassazione sull’anticipo: con aliquota media del 23%, circa 4.186 euro di imposte
  • Anticipo netto stimato: circa 14.014 euro

Tassazione TFR 2026: Come Funziona la Tassazione Separata

La tassazione del TFR rappresenta uno degli aspetti più importanti da comprendere quando si parla di TFR calcolo. A differenza dello stipendio, che viene tassato con le normali aliquote IRPEF progressive, il TFR gode di un regime fiscale speciale chiamato tassazione separata. Questo meccanismo è pensato per evitare che una somma accumulata in molti anni venga penalizzata dalle aliquote marginali elevate dell’IRPEF.

Come si calcola l’aliquota del TFR

L’aliquota applicata al TFR si determina con un procedimento specifico:

  1. Si calcola il TFR lordo totale maturato (senza rivalutazione)
  2. Si divide per il numero di anni di servizio (si ottiene il “reddito di riferimento annuo”)
  3. Si moltiplicano per 12 per ottenere il reddito annuo equivalente
  4. Su questo reddito si applicano le aliquote IRPEF vigenti
  5. L’aliquota media risultante si applica all’intero TFR

In pratica, per un lavoratore con redditi medio-bassi, l’aliquota media sul TFR si aggira tra il 23% e il 27%. Per redditi più alti, può arrivare al 33-35%. È importante notare che l’Agenzia delle Entrate effettua un conguaglio definitivo entro i 4 anni successivi all’erogazione, verificando l’aliquota corretta sulla base delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi 5 anni. Se presenti annualmente il modello 730, i dati saranno già disponibili per il calcolo.

Tassazione della rivalutazione

Un aspetto spesso trascurato riguarda la tassazione della rivalutazione del TFR. Le rivalutazioni annuali sono soggette a un’imposta sostitutiva del 17% (aumentata dall’11% al 17% dal 2015). Questa imposta viene applicata ogni anno dal datore di lavoro sulle rivalutazioni maturate, riducendo di fatto il rendimento netto del TFR lasciato in azienda.

Confronto tassazione: azienda vs fondo pensione

  • TFR in azienda: tassazione separata (23-35%) + 17% sulle rivalutazioni
  • TFR nel fondo pensione: tassazione agevolata dal 15% al 9% + 20% sui rendimenti (ma solo sul risultato netto di gestione)

In molti casi, il fondo pensione garantisce un risparmio fiscale significativo, soprattutto per chi ha un’anzianità di iscrizione superiore a 15 anni.

TFR e Cessazione del Rapporto di Lavoro: Dimissioni, Licenziamento e Pensione

Il TFR spetta sempre al lavoratore alla cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa. Che si tratti di dimissioni volontarie, licenziamento, scadenza del contratto a termine o pensionamento, il datore di lavoro è obbligato a liquidare il TFR maturato. Tuttavia, le modalità e i tempi possono variare.

TFR e dimissioni volontarie

Se ti dimetti volontariamente, hai diritto al TFR integrale maturato fino all’ultimo giorno di lavoro. Il TFR calcolo include anche la quota proporzionale per i mesi dell’ultimo anno lavorato (rateo). Le dimissioni non incidono sull’importo del TFR, ma è bene ricordare che con le dimissioni volontarie non si ha diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione), salvo casi specifici come le dimissioni per giusta causa.

TFR e licenziamento

In caso di licenziamento (sia per giustificato motivo oggettivo che soggettivo, o per giusta causa), il lavoratore ha sempre diritto al TFR completo. Il tipo di licenziamento non influisce sull’importo. In caso di licenziamento illegittimo, al TFR si aggiunge l’eventuale indennità risarcitoria stabilita dal giudice. Inoltre, il licenziamento dà generalmente diritto alla NASpI, l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS.

TFR e pensionamento

Al momento del pensionamento, il TFR viene liquidato al lavoratore con le stesse regole. Per chi è interessato alle diverse opzioni di uscita dal lavoro, consigliamo la lettura del nostro approfondimento sulle pensioni 2026 e requisiti di uscita. Il TFR calcolo al momento del pensionamento tiene conto di tutta la retribuzione maturata dal primo all’ultimo giorno di lavoro, comprese eventuali mensilità aggiuntive e scatti di anzianità.

Tempi di Pagamento del TFR dopo la Cessazione del Rapporto

Uno degli aspetti che genera più incertezza nei lavoratori riguarda i tempi di pagamento del TFR dopo la fine del rapporto di lavoro. La legge non stabilisce un termine preciso, ma esistono regole e prassi consolidate che è importante conoscere.

Settore privato

Nel settore privato, il TFR deve essere pagato generalmente con l’ultima busta paga o entro i termini previsti dal CCNL applicato. La maggior parte dei contratti collettivi prevede il pagamento entro 30-45 giorni dalla cessazione del rapporto. Alcuni CCNL concedono al datore di lavoro fino a 60 giorni. Se il datore ritarda, il lavoratore ha diritto agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria sulla somma non pagata.

Settore pubblico

Per i dipendenti pubblici, i tempi sono significativamente più lunghi. Il TFS/TFR viene erogato dall’INPS con tempistiche che variano in base alla causa di cessazione:

  • Pensionamento per limiti di età o servizio: entro 12 mesi + 90 giorni
  • Cessazione volontaria (dimissioni): entro 24 mesi + 90 giorni
  • Cessazione d’ufficio: entro 12 mesi + 90 giorni

Per importi superiori a 50.000 euro, il pagamento avviene in rate annuali: la prima rata fino a 50.000 euro, la seconda fino a ulteriori 50.000 euro dopo 12 mesi, e l’eventuale eccedenza dopo ulteriori 12 mesi. Per tutti i dettagli sui tempi e le modalità per i dipendenti pubblici, consulta la nostra guida dedicata al TFS e TFR dipendenti pubblici 2026.

Cosa fare se il datore non paga il TFR

Se il datore di lavoro non provvede al pagamento del TFR nei termini previsti, il lavoratore può:

  1. Inviare una diffida formale tramite raccomandata o PEC
  2. Rivolgersi all’Ispettorato del Lavoro per un tentativo di conciliazione
  3. Agire in via giudiziale con un decreto ingiuntivo
  4. In caso di fallimento aziendale, fare domanda al Fondo di Garanzia INPS che subentra al datore di lavoro insolvente

Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella verifica dei conteggi e nella raccolta della documentazione necessaria per far valere i tuoi diritti. Non esitare a contattarci se hai dubbi sul TFR calcolo che ti è stato proposto dal tuo datore di lavoro.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul TFR Calcolo 2026

Come si calcola il TFR netto?

Per ottenere il TFR netto, devi sottrarre dal TFR lordo le imposte calcolate con la tassazione separata. L’aliquota media si calcola dividendo il TFR totale per gli anni di servizio, moltiplicando per 12 e applicando le aliquote IRPEF. In media, per un lavoratore con reddito medio, l’aliquota effettiva è tra il 23% e il 27%. Ad esempio, su un TFR lordo di 40.000 euro con aliquota del 25%, il netto sarà circa 30.000 euro.

Il TFR spetta anche ai lavoratori part-time?

Assolutamente sì. Il TFR calcolo per i lavoratori part-time funziona esattamente come per i full-time: la quota annua è sempre la retribuzione effettiva diviso 13,5. Naturalmente, essendo la retribuzione proporzionale alle ore lavorate, anche il TFR sarà proporzionalmente inferiore rispetto a un contratto a tempo pieno.

Posso chiedere l’anticipo TFR per qualsiasi motivo?

No. La legge prevede solo due motivazioni: acquisto prima casa e spese sanitarie straordinarie. Tuttavia, molti CCNL estendono le causali ammesse (ristrutturazione, congedo parentale, formazione). Verifica sempre il tuo contratto collettivo o contatta il CAF Centro Fiscale per un controllo gratuito dei tuoi diritti.

Cosa succede al TFR se l’azienda fallisce?

In caso di fallimento o insolvenza del datore di lavoro, il TFR è protetto dal Fondo di Garanzia INPS (istituito dalla Legge 297/1982). Il lavoratore deve presentare domanda all’INPS allegando la documentazione che attesta il credito. Il Fondo copre l’intero importo del TFR maturato, comprensivo delle rivalutazioni.

Conviene lasciare il TFR in azienda o nel fondo pensione?

Dipende dalla tua situazione personale. In generale, il fondo pensione offre vantaggi fiscali significativi (tassazione dal 15% al 9% vs 23-35% della tassazione separata) e rendimenti storicamente superiori. Tuttavia, il TFR in azienda garantisce maggiore liquidità e la possibilità di anticipo. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti ai consulenti del CAF Centro Fiscale di Udine.

Il TFR calcolo include la tredicesima?

Sì. La tredicesima mensilità rientra nella retribuzione utile ai fini del TFR. La base di calcolo comprende tutte le voci retributive ricorrenti: stipendio base, tredicesima, scatti di anzianità, superminimo, indennità fisse e continuative. Sono generalmente escluse le voci occasionali come straordinari, trasferte e premi una tantum (salvo diversa previsione del CCNL).

Conclusione: Gestisci il Tuo TFR con Consapevolezza

Il TFR calcolo è un argomento che riguarda ogni lavoratore dipendente in Italia e che merita attenzione e consapevolezza. Come abbiamo visto in questa guida, il Trattamento di Fine Rapporto non è solo una somma che ricevi a fine lavoro, ma un vero e proprio strumento finanziario che può essere gestito in modi diversi per massimizzarne il valore.

Che tu stia iniziando la tua carriera lavorativa o che sia vicino alla pensione, le decisioni che prendi oggi riguardo alla destinazione del TFR (azienda o fondo pensione), alla possibilità di richiedere un anticipo e alla pianificazione fiscale possono fare una differenza significativa sul tuo patrimonio futuro. Il TFR calcolo corretto, con la giusta comprensione delle rivalutazioni e della tassazione, ti permette di fare scelte informate e vantaggiose.

Hai dubbi sul calcolo del tuo TFR? Il CAF Centro Fiscale ti aiuta

I consulenti del CAF Centro Fiscale di Udine possono verificare il conteggio del tuo TFR, aiutarti a scegliere tra azienda e fondo pensione e assisterti nella richiesta di anticipo. Non lasciare che i tuoi diritti restino sulla carta.

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