Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: TFR pubblico

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

Guida al TFR: calcolo, accantonamento e anticipo con le soglie INPS 2026

Dimissioni Volontarie 2026 TFR e Naspi

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), comunemente chiamato “liquidazione”, è uno degli istituti più importanti del diritto del lavoro italiano: rappresenta un salario differito che il datore di lavoro accantona ogni anno per il dipendente e gli corrisponde alla cessazione del rapporto. Conoscere come si calcola il TFR, come viene rivalutato, quando può essere chiesto in anticipo e come viene tassato è fondamentale per ogni lavoratore subordinato del settore privato.

In questa guida aggiornata al 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine illustra in modo chiaro e completo tutti gli aspetti del TFR alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2024), delle ultime circolari INPS e delle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. Spiegheremo la formula di calcolo prevista dall’art. 2120 del Codice Civile, la rivalutazione annua basata sul coefficiente ISTAT, le ipotesi di anticipo previste dalla legge, la scelta tra TFR in azienda e fondo pensione, l’intervento del Fondo di Garanzia INPS in caso di insolvenza del datore di lavoro e la tassazione separata applicata alla liquidazione finale.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Cos’è il TFR: definizione e quadro normativo (art. 2120 c.c.)

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è la somma di denaro che spetta al lavoratore subordinato al termine di qualsiasi rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa di cessazione: dimissioni volontarie, licenziamento (anche per giusta causa), pensionamento, scadenza del contratto a termine o decesso del lavoratore. È disciplinato dall’articolo 2120 del Codice Civile, come modificato dalla Legge n. 297 del 29 maggio 1982, che ha sostituito la vecchia “indennità di anzianità” con l’attuale meccanismo di accantonamento progressivo.

Si tratta a tutti gli effetti di una retribuzione differita: il datore di lavoro accantona ogni anno una quota della retribuzione del dipendente e gliela corrisponde, rivalutata, al momento della cessazione del rapporto. Per questo motivo il TFR è spesso definito “salario tardivo” o “salario sospeso”: è denaro che il lavoratore ha già maturato con la propria prestazione, ma che riceverà soltanto alla fine del rapporto di lavoro.

A chi spetta il TFR

Hanno diritto al TFR tutti i lavoratori subordinati del settore privato, indipendentemente dalla qualifica (operai, impiegati, quadri, dirigenti), dal tipo di contratto (a tempo determinato o indeterminato, full time o part time) e dal settore di appartenenza. Spetta anche ai lavoratori a domicilio, agli apprendisti (al termine dell’apprendistato), ai soci lavoratori di cooperative e, con regole specifiche, ai lavoratori domestici (colf e badanti).

Per i dipendenti pubblici il meccanismo è diverso: si parla di TFS (Trattamento di Fine Servizio) per i lavoratori assunti prima del 1° gennaio 2001, o di TFR per chi è stato assunto successivamente. Le regole di calcolo, erogazione e tassazione presentano significative differenze rispetto al settore privato, di cui parleremo nella sezione dedicata.

Caratteristiche giuridiche del TFR

  • Irrinunciabile: il lavoratore non può rinunciare al TFR né durante né alla fine del rapporto;
  • Impignorabile fino a un quinto: i creditori possono pignorare al massimo 1/5 della somma;
  • Prescrittibile in 5 anni: dalla cessazione del rapporto, il lavoratore ha 5 anni per richiedere il TFR;
  • Trasmissibile agli eredi: in caso di decesso, il TFR spetta al coniuge, ai figli o ai parenti entro il terzo grado conviventi a carico;
  • Garantito dall’INPS: tramite il Fondo di Garanzia in caso di insolvenza del datore.

Come si calcola il TFR: formula e accantonamento annuo

Il calcolo del TFR è disciplinato in modo preciso dal secondo comma dell’art. 2120 c.c., che fissa la formula matematica per determinare l’accantonamento annuo. La regola generale prevede che la quota di TFR maturata in ogni anno sia pari alla retribuzione utile dell’anno divisa per il coefficiente fisso 13,5.

📐 Formula base del TFR

Quota TFR annuale = Retribuzione utile annua ÷ 13,5

Il coefficiente 13,5 deriva dal calcolo: 365 giorni ÷ 27,03 (dove 27,03 corrisponde a circa il 7,40% della retribuzione, percentuale storica dell’accantonamento).

Cosa si intende per “retribuzione utile”

La retribuzione utile ai fini del TFR comprende, salvo diversa previsione del CCNL applicato, tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale, con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese. In particolare, vanno conteggiate:

  • Retribuzione lorda mensile (paga base + indennità di contingenza);
  • Tredicesima mensilità e quattordicesima (se prevista dal CCNL);
  • Indennità di mensa, alloggio, trasferta continuativa;
  • Compensi per straordinario quando non hanno carattere occasionale;
  • Premi di produzione, superminimi, indennità di anzianità;
  • Provvigioni e cottimo;
  • Equivalente di prestazioni in natura (auto aziendale ad uso promiscuo, alloggio, etc.).

Sono invece esclusi dalla base di calcolo: i rimborsi spese documentati, le erogazioni occasionali una tantum, l’indennità di mancato preavviso, le diarie e tutto ciò che il CCNL espressamente esclude.

Contributo dello 0,50% a carico del lavoratore

Sulla retribuzione utile va sottratto un contributo dello 0,50% versato all’INPS dal datore di lavoro come “Fondo Adeguamento Pensione” (FAP), introdotto dalla Legge 297/1982 art. 3 comma 15. Questa trattenuta riduce di fatto l’aliquota di accantonamento effettiva dal 7,407% (1/13,5) a circa il 6,907% della retribuzione annua.

Esempio pratico di calcolo

VoceImporto
Retribuzione lorda annua 202530.000 euro
Quota TFR lorda (30.000 ÷ 13,5)2.222,22 euro
Trattenuta 0,50% FAP (30.000 × 0,50%)– 150,00 euro
TFR netto accantonato anno 20252.072,22 euro

Su una retribuzione annua di 30.000 euro lordi, l’accantonamento netto di TFR per il 2025 è quindi di 2.072,22 euro. Dopo 10 anni di servizio (a parità di retribuzione, escludendo le rivalutazioni), il montante teorico sarebbe pari a circa 20.700 euro, che andrà poi rivalutato anno per anno secondo il coefficiente ISTAT.

Rivalutazione annua del TFR: 1,5% fisso + 75% indice ISTAT

Il quarto comma dell’art. 2120 c.c. prevede che il TFR accantonato presso il datore di lavoro venga rivalutato ogni anno per proteggerlo dall’inflazione. La rivalutazione si applica al fondo TFR esistente al 31 dicembre dell’anno precedente (escluse le quote maturate nell’anno in corso) ed è composta da due elementi:

📊 Coefficiente di rivalutazione TFR

Coefficiente = 1,5% (fisso) + 75% × indice ISTAT FOI

  • 1,5% = quota fissa annuale prevista dalla legge;
  • 75% dell’indice ISTAT FOI (Famiglie Operai e Impiegati al netto dei tabacchi) calcolato a dicembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Coefficienti di rivalutazione TFR recenti

Anno di riferimentoIndice ISTAT FOI dicembreCoefficiente TFR finale
202211,30%9,975% (1,5% + 8,475%)
20230,50%1,875% (1,5% + 0,375%)
20241,30%2,475% (1,5% + 0,975%)
2025circa 1,40%2,55% circa (dato definitivo ISTAT gennaio 2026)

Fonte: ISTAT, comunicati mensili indice FOI; Agenzia delle Entrate, tabelle coefficienti TFR.

Tassazione della rivalutazione

Attenzione: la rivalutazione del TFR è soggetta a una imposta sostitutiva del 17%, applicata anno per anno con trattenuta a carico del datore di lavoro (acconto del 16 dicembre e saldo del 16 febbraio dell’anno successivo). L’aliquota era originariamente dell’11% ed è stata aumentata al 17% dalla Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) art. 1 c. 623. Questa imposta riduce la rivalutazione netta che si aggiunge al fondo TFR.

Tassazione separata del TFR: aliquota media degli ultimi 5 anni

Il TFR è soggetto a una tassazione separata dagli altri redditi, disciplinata dall’art. 19 del TUIR (DPR 917/1986). Si tratta di un regime fiscale di favore: invece di sommare la liquidazione al reddito dell’anno in cui viene percepita (con il rischio di salire di scaglione IRPEF), si applica un’aliquota media calcolata sui redditi degli ultimi 5 anni.

Come si calcola l’aliquota media TFR

Il calcolo dell’aliquota di tassazione separata prevede questi passaggi (procedura indicata anche nelle istruzioni della Certificazione Unica e nella circolare AdE n. 29/E del 20/03/2001):

  1. Si determina il “reddito di riferimento”: TFR maturato × 12 ÷ anni di servizio (espressi in mesi/12);
  2. Si calcola l’IRPEF teorica applicando al reddito di riferimento gli scaglioni IRPEF ordinari;
  3. Si ricava l’aliquota media: (IRPEF teorica ÷ reddito di riferimento) × 100;
  4. Si applica tale aliquota sul TFR lordo (al netto della rivalutazione già tassata al 17%).

Scaglioni IRPEF 2026 applicabili

Per il 2026, in seguito alla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2024) e alla L. 207/2024 art. 1 commi 2-3, gli scaglioni IRPEF sono stati confermati a tre:

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

Clausola di salvaguardia

Dal 2023, in seguito alla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022 art. 1 c. 36), è stata introdotta una clausola di salvaguardia: l’Agenzia delle Entrate ricalcola l’aliquota di tassazione separata applicando, se più favorevole, anche l’aliquota media degli scaglioni IRPEF vigenti al momento della cessazione. Se il ricalcolo fa emergere un’imposta inferiore a quella già trattenuta dal datore di lavoro, l’AdE rimborsa la differenza automaticamente al contribuente entro la dichiarazione successiva.

Anticipazione del TFR: requisiti e casi previsti dalla legge

L’art. 2120 c.c. comma 6 e seguenti riconosce al lavoratore il diritto di richiedere, durante il rapporto di lavoro, un’anticipazione del TFR in presenza di specifiche condizioni soggettive (anzianità di servizio) e oggettive (motivazioni tassative). Si tratta di una facoltà importante che consente di accedere a una parte del proprio salario differito prima della cessazione del rapporto, ma è soggetta a limiti rigorosi.

Requisiti soggettivi

  • Almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro (contratto in corso);
  • Massimo 70% del TFR maturato al momento della richiesta;
  • Una sola anticipazione per tutto il rapporto di lavoro (salvo diversa previsione del CCNL);
  • Il datore di lavoro può limitare la concessione al 10% degli aventi diritto e al 4% del totale dei dipendenti ogni anno (per ragioni organizzative).

Casi tassativi previsti dalla legge

CausaleDocumentazione richiesta
Spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche competenti (per sé, coniuge, figli)Prescrizione medica + preventivo o fatture
Acquisto prima casa di abitazione per sé o per i figli (documentata con atto notarile)Atto di compravendita o preliminare + autocertificazione “prima casa”
Spese per congedi parentali (D.Lgs. 151/2001 art. 5)Domanda di congedo + autocertificazione spese
Spese per formazione e aggiornamento professionale (L. 53/2000 art. 7)Iscrizione corso + ricevute pagamento

Tassazione dell’anticipazione

L’anticipazione TFR è soggetta alla medesima tassazione separata del TFR finale: il datore di lavoro applica un’aliquota provvisoria (calcolata sui redditi degli ultimi 2 anni) e l’Agenzia delle Entrate riliquida l’imposta a conguaglio negli anni successivi. È importante ricordare che l’anticipazione viene scalata dal TFR finale: si riceve oggi una parte di ciò che si avrebbe ricevuto al termine del rapporto.

Destinazione del TFR: in azienda vs fondo pensione

Dal 1° gennaio 2007, in seguito al D.Lgs. 252/2005, ogni lavoratore del settore privato deve effettuare una scelta esplicita o tacita sulla destinazione del proprio TFR maturando: lasciarlo in azienda (o nel Fondo Tesoreria INPS per aziende sopra 49 dipendenti) o conferirlo a una forma di previdenza complementare (fondi pensione negoziali, aperti o PIP).

Meccanismo del silenzio-assenso

Il neoassunto ha 6 mesi dall’assunzione per scegliere espressamente la destinazione del TFR mediante il modello TFR2. In caso di mancata scelta entro la scadenza scatta il silenzio-assenso: il TFR viene automaticamente trasferito al fondo pensione previsto dal CCNL applicato (fondo negoziale di categoria) o, in mancanza, al FondInps.

Confronto sintetico

ParametroTFR in aziendaTFR in fondo pensione
Rendimento1,5% + 75% ISTAT FOIVariabile, da +2% a +7% medio annuo (linea bilanciata)
Tassazione liquidazione23% – 43% (aliquota media)15% – 9% (riduzione 0,30% per ogni anno oltre il 15° iscrizione, minimo 9%)
Tassazione rivalutazione17%20% (12,5% sui titoli Stato)
Contributo datoreNessunoSì (se previsto dal CCNL e con contributo del lavoratore)
Riscatto totaleSolo a fine rapportoSolo in casi specifici (invalidità, decesso, disoccupazione > 48 mesi)

TFR pubblico (TFS): regole speciali

I dipendenti pubblici assunti prima del 31/12/2000 percepiscono il TFS (Trattamento di Fine Servizio), calcolato con la formula: 80% dell’ultima retribuzione utile × anni di servizio ÷ 12. Dal 2001 in poi, anche per i dipendenti pubblici si applica il TFR come nel privato. La liquidazione del TFS/TFR pubblico avviene in modo dilazionato per importi rilevanti: i tempi di erogazione possono arrivare fino a 24 mesi dalla cessazione, con pagamenti in più rate, secondo le regole della L. 122/2010 art. 12 c. 7.

Fondo di Garanzia INPS: quando interviene

Il Fondo di Garanzia gestito dall’INPS, istituito dall’art. 2 della Legge 297/1982 in attuazione della Direttiva CEE 80/987, interviene quando il datore di lavoro non corrisponde il TFR (in tutto o in parte) al lavoratore alla cessazione del rapporto a causa di una situazione di insolvenza giudizialmente accertata.

Casi di intervento del Fondo

  • Fallimento (oggi “liquidazione giudiziale” ex Codice della Crisi d’Impresa);
  • Concordato preventivo;
  • Liquidazione coatta amministrativa;
  • Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi;
  • Esecuzione individuale infruttuosa nei confronti di datori non assoggettabili a procedure concorsuali (es. piccole imprese o ditte individuali).

Documentazione e iter della domanda

La domanda al Fondo di Garanzia INPS si presenta esclusivamente online tramite portale INPS (con SPID, CIE o CNS), allegando:

  • Sentenza dichiarativa di fallimento o decreto di ammissione alla procedura;
  • Stato passivo esecutivo (documento che certifica il credito ammesso al passivo);
  • Modello TFR-CIG con calcolo analitico del TFR maturato;
  • Ultime buste paga e prospetto retributivo;
  • Documento di identità e codice fiscale.

Il Fondo eroga entro 60 giorni dalla domanda regolarmente presentata il TFR maturato (e anche le ultime 3 mensilità di retribuzione non pagate, fino al massimo di 3 volte la cassa integrazione straordinaria). I termini di prescrizione sono di 5 anni dalla cessazione del rapporto. L’INPS, dopo aver liquidato il lavoratore, si surroga nei diritti di credito verso il datore di lavoro.

Tassazione TFR vs previdenza complementare: vantaggi fiscali del fondo pensione

Una delle decisioni più importanti che ogni lavoratore deve prendere all’inizio del rapporto è la scelta tra TFR in azienda e conferimento a fondo pensione. Da un punto di vista strettamente fiscale, la previdenza complementare offre vantaggi consistenti, regolati dal D.Lgs. 252/2005.

I tre vantaggi fiscali principali del fondo pensione

  1. Deducibilità contributi: i versamenti volontari al fondo pensione (sia del lavoratore che del datore) sono deducibili dal reddito IRPEF fino a 5.164,57 euro/anno (importo confermato per il 2026);
  2. Tassazione agevolata sulle prestazioni: l’aliquota sulla prestazione finale è del 15%, che si riduce dello 0,30% per ogni anno di iscrizione oltre il 15°, fino a un minimo del 9% (con 35 anni di iscrizione);
  3. Rendimenti finanziari tassati al 20% (12,5% sui titoli di Stato): mentre la rivalutazione del TFR in azienda è tassata al 17%, i rendimenti del fondo pensione godono di aliquote variabili ma più favorevoli sul lungo periodo grazie alla composizione degli interessi.

Esempio comparativo (TFR maturato dopo 35 anni)

ScenarioMontante lordoAliquotaNetto
TFR in azienda (rendimento medio 2,2%)circa 95.000 euro25% (media)circa 71.250 euro
TFR in fondo pensione (rendimento medio 4%)circa 115.000 euro9%circa 104.650 euro

Simulazione su base salariale media 30.000 euro/anno per 35 anni. Valori puramente indicativi; i risultati reali dipendono dalla linea di investimento e dall’andamento dei mercati.

Il vantaggio fiscale è particolarmente evidente per chi ha redditi medio-alti (scaglione 35% o 43%): la differenza tra l’aliquota TFR azienda (calcolata sulla media) e il 9% del fondo pensione può tradursi in decine di migliaia di euro di vantaggio netto. È però fondamentale considerare anche il rischio di mercato dei fondi pensione (le linee azionarie possono subire perdite nel breve periodo) e i costi di gestione (espressi come ISC, Indicatore Sintetico dei Costi).

Aggiornamenti soglie INPS 2026 e Legge di Bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2024) e i successivi provvedimenti collegati hanno introdotto alcune novità che impattano indirettamente sul TFR e sulle prestazioni collegate. Riepiloghiamo le principali soglie e novità rilevanti.

Aliquote IRPEF e tassazione separata

Sono state confermate strutturalmente le tre aliquote IRPEF (23%, 35%, 43%) e gli scaglioni introdotti dalla riforma 2024. Questa stabilizzazione è importante per i calcoli di tassazione separata del TFR e per le simulazioni di liquidazione futura. Nessuna variazione anche per l’imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione annua del TFR.

Detassazione premi di produttività

La L. 207/2024 art. 1 c. 385 ha confermato per il 2026 l’imposta sostitutiva ridotta al 5% sui premi di produttività fino a 3.000 euro lordi annui (5.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori), per dipendenti con reddito da lavoro dipendente fino a 80.000 euro nell’anno precedente. Questi premi, se erogati, possono confluire nella retribuzione utile ai fini TFR.

Rinnovo TFR in busta paga (sospeso)

La sperimentazione del TFR in busta paga (QU.I.R.), introdotta dalla L. 190/2014 per il periodo 2015-2018, non è stata riproposta dalla Legge di Bilancio 2026. Resta quindi escluso, per il 2026, il diritto a chiedere la liquidazione mensile della quota TFR maturanda direttamente in busta paga.

Massimale contributivo INPS 2026

Per il 2026 il massimale contributivo INPS (rilevante per il calcolo del TFR sui dirigenti e per i sistemi pensionistici contributivi) è stato rivalutato in base all’indice ISTAT. Il valore esatto è pubblicato annualmente dalla circolare INPS di inizio anno (per il 2025 era pari a 120.607 euro; per il 2026 si attendono i dati definitivi nella circolare di gennaio 2026).

⚠️ Importante: alcune soglie e coefficienti del 2026 (in particolare il dato definitivo della rivalutazione TFR al 31/12/2025) saranno pubblicati nelle circolari INPS e Agenzia delle Entrate dei primi mesi del 2026. Si consiglia di verificare sempre i valori aggiornati prima di effettuare calcoli su importi rilevanti.

Come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti

Il calcolo del TFR, la valutazione tra azienda e fondo pensione, la presentazione della domanda al Fondo di Garanzia INPS in caso di fallimento dell’azienda e la verifica della corretta tassazione separata sono operazioni complesse, che spesso richiedono il supporto di un professionista qualificato.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre da anni assistenza a lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie del territorio friulano nella gestione di tutte le pratiche relative al TFR:

  • Verifica del TFR maturato e controllo degli accantonamenti nelle CU annuali;
  • Assistenza alla domanda di anticipazione (casi sanitari, prima casa, formazione, congedi);
  • Calcolo dell’imposta sostitutiva e verifica dei conguagli da CU;
  • Pratica di Fondo di Garanzia INPS per recupero TFR in caso di fallimento del datore di lavoro (servizio specifico erogato dal nostro Patronato);
  • Consulenza sulla destinazione del TFR tra azienda e fondo pensione;
  • Recupero IRPEF da TFR pagato in eccesso (verifica clausola di salvaguardia post-2023).

📞 Hai bisogno di assistenza sul TFR?

Prenota una consulenza gratuita presso il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori esperti ti aiuteranno a calcolare il tuo TFR, presentare la domanda di anticipazione o avviare la pratica per il Fondo di Garanzia INPS.

📍 Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

📞 0432 1638640  |  📱 WhatsApp: 366 6018121

✉️ info@centrofiscale.com

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sul TFR (FAQ)

Dopo quanti anni si può chiedere l’anticipo del TFR?

L’art. 2120 c.c. comma 6 richiede una anzianità minima di 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro per poter presentare la richiesta di anticipazione del TFR. L’anticipo non può superare il 70% del TFR maturato al momento della domanda e la causale deve rientrare in uno dei casi tassativi (spese sanitarie, acquisto prima casa, congedi parentali, formazione).

Quanto si guadagna lasciando il TFR in azienda invece di metterlo nel fondo pensione?

Lasciare il TFR in azienda offre un rendimento garantito pari a 1,5% fisso + 75% dell’indice ISTAT FOI: negli ultimi 10 anni il rendimento medio annuo è oscillato tra l’1,9% e il 9,9% (anno record 2022). Il fondo pensione, invece, offre rendimenti potenzialmente più elevati (linee azionarie possono superare il 6-7% medio sul lungo periodo) ma con rischio di mercato. La scelta dipende dal profilo di rischio personale, dall’orizzonte temporale e dal regime fiscale applicabile alla liquidazione.

Si può chiedere il TFR mensilmente in busta paga?

No, per il 2026 non è prevista la possibilità di richiedere il TFR maturando in busta paga (QU.I.R.). La sperimentazione introdotta dalla Legge 190/2014 si è conclusa il 30 giugno 2018 e non è stata riproposta dalle successive Leggi di Bilancio. Resta possibile solo il meccanismo dell’anticipazione previsto dall’art. 2120 c.c.

Cosa succede al TFR se l’azienda fallisce?

In caso di insolvenza accertata del datore di lavoro (fallimento/liquidazione giudiziale, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria), il Fondo di Garanzia INPS – istituito dall’art. 2 L. 297/1982 – eroga al lavoratore il TFR maturato e le ultime 3 mensilità di retribuzione non pagate. La domanda si presenta online tramite portale INPS con SPID/CIE/CNS. Il termine di prescrizione è di 5 anni dalla cessazione.

Come viene tassato il TFR quando si percepisce?

Il TFR è soggetto a tassazione separata ex art. 19 TUIR: si applica un’aliquota media calcolata sui redditi degli ultimi 5 anni, separata dagli altri redditi dell’anno di percezione. La rivalutazione annua è già tassata anno per anno con imposta sostitutiva del 17%. Dal 2023 vige una clausola di salvaguardia: se l’aliquota IRPEF del momento è più favorevole, l’AdE ricalcola e rimborsa la differenza.

Il TFR si perde se cambio lavoro?

No, il TFR non si perde mai: al termine di ogni rapporto di lavoro (dimissioni, licenziamento, scadenza contratto) il datore deve liquidare il TFR maturato. Se il TFR è destinato a un fondo pensione, è possibile trasferirlo al fondo del nuovo datore di lavoro (portabilità completa garantita dal D.Lgs. 252/2005 art. 14) senza alcuna penalizzazione fiscale.

Quanto tempo ha il datore di lavoro per pagare il TFR?

Il TFR deve essere liquidato contestualmente alla cessazione del rapporto, salvo diversa previsione del CCNL applicato (che può fissare termini fino a 30-60 giorni). In caso di ritardo, il lavoratore ha diritto agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria sulle somme non corrisposte. La prescrizione del diritto al TFR è di 5 anni dalla data di cessazione del rapporto.

Conclusioni

Il Trattamento di Fine Rapporto è uno degli istituti più importanti per la sicurezza economica del lavoratore dipendente italiano: rappresenta in media tra il 6,9% e il 7,4% della retribuzione annua e si traduce, dopo una carriera completa di 35-40 anni, in importi spesso superiori a 80-100.000 euro. Comprendere come si calcola, come si rivaluta, quando si può richiedere in anticipo e come scegliere tra azienda e fondo pensione è quindi fondamentale per ogni lavoratore.

Le regole del 2026 confermano sostanzialmente il quadro normativo consolidato (art. 2120 c.c., L. 297/1982, D.Lgs. 252/2005), con l’aliquota del 17% sulla rivalutazione, gli scaglioni IRPEF a tre fasce per la tassazione separata e i vantaggi fiscali della previdenza complementare (deducibilità fino a 5.164,57 euro/anno e aliquota 9-15% sulle prestazioni). Per scelte consapevoli e calcoli precisi sul proprio TFR, è sempre consigliabile rivolgersi a un CAF o a un consulente del lavoro qualificato.

Fonti ufficiali: Codice Civile art. 2120; L. 297/1982; D.Lgs. 252/2005; L. 190/2014; L. 197/2022; L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2026); circolari INPS Fondo Garanzia; Agenzia delle Entrate, circolare n. 29/E del 20/03/2001; ISTAT, indice prezzi al consumo FOI.

Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Dimissioni-Volontarie-2026-TFR-e-Naspi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 16:44:562026-05-31 17:46:38Guida al TFR: calcolo, accantonamento e anticipo con le soglie INPS 2026
CAF

TFR 2026: Calcolo, Anticipo, Tassazione – Guida Completa

Dimissioni Volontarie 2026 TFR e Naspi

Il TFR calcolo è uno degli argomenti più cercati dai lavoratori dipendenti italiani, e a buon ragione: il Trattamento di Fine Rapporto rappresenta una somma importante che ogni lavoratore matura nel corso della propria carriera. Nel 2026, con le nuove rivalutazioni ISTAT e le conferme normative della Legge di Bilancio, è fondamentale sapere esattamente quanto ti spetta, come viene calcolato e quali opzioni hai a disposizione per gestirlo al meglio.

Che tu stia valutando di chiedere un anticipo TFR, di destinarlo a un fondo pensione, o semplicemente di capire quanto riceverai alla fine del rapporto di lavoro, questa guida ti accompagna passo dopo passo. Il TFR calcolo segue una formula precisa stabilita dall’articolo 2120 del Codice Civile, ma i dettagli possono sembrare complessi. Ecco perché abbiamo preparato esempi pratici, tabelle e risposte alle domande più frequenti per rendere tutto chiaro e comprensibile.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il TFR (Trattamento di Fine Rapporto)
  2. TFR Calcolo: Formula e Esempio Pratico
  3. Coefficienti di Rivalutazione TFR 2026
  4. Tabella Calcolo TFR per Diverse RAL
  5. TFR in Azienda o Fondo Pensione: Confronto
  6. Anticipo TFR: Requisiti e Motivazioni
  7. Tassazione TFR 2026: Come Funziona
  8. TFR e Cessazione del Rapporto di Lavoro
  9. Tempi di Pagamento TFR dopo Cessazione
  10. Domande Frequenti sul TFR
  11. Conclusione

Cos’è il TFR (Trattamento di Fine Rapporto)

Il TFR, acronimo di Trattamento di Fine Rapporto, è una somma di denaro che il datore di lavoro accantona ogni anno a favore del lavoratore dipendente. In parole semplici, si tratta di una sorta di “salvadanaio obbligatorio” che cresce progressivamente durante tutto il rapporto di lavoro e viene liquidato al momento della cessazione dello stesso, indipendentemente dal motivo: dimissioni, licenziamento o pensionamento.

La disciplina del TFR è contenuta nell’articolo 2120 del Codice Civile, che ne stabilisce la formula di calcolo, le modalità di rivalutazione annuale e le regole per l’eventuale anticipo. A differenza di quanto molti credono, il TFR calcolo non è una “buonuscita” discrezionale del datore di lavoro, ma un diritto irrinunciabile di ogni lavoratore subordinato, sia esso assunto con contratto a tempo indeterminato, determinato, part-time o full-time.

Hanno diritto al TFR tutti i lavoratori dipendenti del settore privato. Per i dipendenti pubblici assunti dopo il 2001, si applica il TFR con regole simili al settore privato, mentre per quelli assunti prima valgono regimi diversi come il TFS (Trattamento di Fine Servizio). Se vuoi approfondire le differenze, puoi leggere la nostra guida sul TFS e TFR per dipendenti pubblici 2026.

Il TFR matura anno dopo anno e viene rivalutato annualmente con un meccanismo legato all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo significa che il tuo TFR non resta fermo, ma cresce nel tempo sia per gli accantonamenti annuali sia per la rivalutazione che protegge (almeno in parte) dall’inflazione.

TFR Calcolo: Formula e Esempio Pratico

La formula del TFR calcolo è stabilita dall’articolo 2120 del Codice Civile ed è composta da due elementi fondamentali: l’accantonamento annuo e la rivalutazione del montante già accumulato negli anni precedenti.

La formula base: retribuzione annua diviso 13,5

Ogni anno, il datore di lavoro accantona a favore del lavoratore una quota pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. In termini percentuali, questo equivale a circa il 6,91% della retribuzione annua. La retribuzione utile ai fini del TFR comprende tutte le voci ricorrenti della busta paga: stipendio base, scatti di anzianità, superminimo, tredicesima mensilità e altre indennità fisse.

La formula completa per il TFR calcolo annuo è:

Quota TFR annua = Retribuzione annua lorda / 13,5

Rivalutazione annua = TFR accumulato × (1,5% fisso + 75% dell’indice ISTAT)

Esempio pratico di calcolo TFR

Supponiamo che Marco abbia una RAL di 30.000 euro (Retribuzione Annua Lorda). Ecco come funziona il TFR calcolo per il primo anno di lavoro:

  • Quota accantonamento annuo: 30.000 / 13,5 = 2.222,22 euro
  • Contributo INPS (0,50%): 30.000 × 0,50% = 150,00 euro (trattenuto dalla quota)
  • TFR netto accantonato primo anno: 2.222,22 – 150,00 = 2.072,22 euro

Dal secondo anno in poi, il TFR già accumulato viene anche rivalutato. Se l’indice ISTAT è del 2%, la rivalutazione sarà: 1,5% (quota fissa) + 75% di 2% (quota variabile) = 1,5% + 1,5% = 3%. Applicata ai 2.072,22 euro del primo anno, la rivalutazione aggiunge ulteriori 62,17 euro, portando il montante a 2.134,39 euro, a cui si somma la nuova quota annua.

Se lavori in un’azienda e vuoi capire come il TFR impatta sulla tua busta paga, ti consigliamo di leggere anche la guida sul calcolo stipendio netto 2026, dove trovi tabelle dettagliate per diverse fasce di reddito.

Coefficienti di Rivalutazione TFR 2026

La rivalutazione del TFR è un meccanismo fondamentale che protegge il potere d’acquisto del tuo accantonamento nel tempo. Ogni anno, il montante TFR accumulato viene incrementato di una percentuale composta da una quota fissa dell’1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Per il 2026, sulla base delle previsioni di inflazione e dei dati ISTAT provvisori, i coefficienti di rivalutazione TFR mensili vengono pubblicati mensilmente dall’ISTAT. Ecco i valori relativi ai mesi già disponibili e le proiezioni per l’anno in corso:

Mese 2026Indice ISTAT (FOI)Coefficiente rivalutazione
Gennaio120,50,375000%
Febbraio120,80,625156%
Marzo121,10,875312%
Aprile – DicembreIn aggiornamentoPubblicazione mensile ISTAT

Nota importante: i coefficienti vengono aggiornati mensilmente dall’ISTAT. Per il calcolo esatto della rivalutazione del tuo TFR, è necessario utilizzare il coefficiente relativo al mese di cessazione del rapporto di lavoro. Il TFR calcolo della rivalutazione avviene su base annua (dal 31 dicembre dell’anno precedente al 31 dicembre dell’anno in corso), ma in caso di cessazione infrannuale si applica il coefficiente proporzionale ai mesi lavorati.

Per avere sempre dati aggiornati e precisi, puoi consultare il sito ufficiale dell’ISTAT – sezione rivalutazioni monetarie oppure rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine che può verificare il tuo conteggio TFR in dettaglio.

Tabella Calcolo TFR per Diverse RAL

Per rendere più chiaro il TFR calcolo, abbiamo preparato una tabella con esempi concreti per diverse fasce di Retribuzione Annua Lorda (RAL). I valori mostrano l’accantonamento annuo lordo (prima del contributo INPS 0,50%), il TFR netto accantonato per anno e una proiezione del TFR accumulato dopo 10, 20 e 30 anni di servizio, considerando una rivalutazione media del 2,5% annuo.

RALQuota annua lordaQuota annua nettaTFR 10 anni*TFR 20 anni*TFR 30 anni*
20.000 euro1.481 euro1.381 euro15.500 euro35.800 euro62.300 euro
25.000 euro1.852 euro1.727 euro19.400 euro44.700 euro77.900 euro
30.000 euro2.222 euro2.072 euro23.300 euro53.700 euro93.500 euro
35.000 euro2.593 euro2.418 euro27.200 euro62.600 euro109.100 euro
40.000 euro2.963 euro2.763 euro31.100 euro71.600 euro124.700 euro
50.000 euro3.704 euro3.454 euro38.800 euro89.500 euro155.800 euro

*Valori indicativi con rivalutazione media stimata al 2,5% annuo e RAL costante. Il TFR effettivo dipende dall’andamento dell’inflazione e dagli aumenti retributivi.

Come puoi notare dalla tabella, il TFR calcolo mostra che con una RAL di 30.000 euro e 20 anni di lavoro, il trattamento accumulato supera i 53.000 euro. Si tratta di una somma significativa che merita di essere gestita con attenzione, valutando se lasciarla in azienda o destinarla a un fondo pensione complementare.

TFR in Azienda o Fondo Pensione: Confronto Vantaggi e Svantaggi

Una delle scelte più importanti che ogni lavoratore dipendente deve affrontare riguarda la destinazione del TFR: lasciarlo in azienda o versarlo in un fondo pensione complementare? Si tratta di una decisione che ha impatti significativi sia sul rendimento del capitale sia sulla tassazione finale. Vediamo nel dettaglio il confronto tra le due opzioni per fare un TFR calcolo consapevole.

TFR lasciato in azienda

Se scegli di lasciare il TFR in azienda, il tuo accantonamento resta presso il datore di lavoro (o presso il Fondo di Tesoreria INPS per le aziende con più di 50 dipendenti). In questo caso, il TFR viene rivalutato annualmente con il meccanismo già descritto: 1,5% fisso + 75% dell’indice ISTAT. Storicamente, questa rivalutazione ha garantito rendimenti modesti, intorno al 2-3% annuo negli ultimi anni.

Vantaggi del TFR in azienda:

  • Possibilità di richiedere l’anticipo TFR dopo 8 anni di servizio
  • Liquidazione in un’unica soluzione alla cessazione del rapporto
  • Protezione dal Fondo di Garanzia INPS in caso di fallimento dell’azienda
  • Nessun costo di gestione o commissioni

Svantaggi del TFR in azienda:

  • Rendimento limitato (rivalutazione ISTAT) rispetto ai mercati finanziari
  • Tassazione separata con aliquota media degli ultimi 5 anni (spesso 23-27%)
  • Rischio di insolvenza aziendale (mitigato dal Fondo di Garanzia INPS)
  • La scelta è irreversibile: una volta destinato al fondo pensione, non puoi tornare indietro

TFR destinato al fondo pensione

Se decidi di destinare il TFR a un fondo pensione complementare, le quote accantonate ogni anno vengono versate al fondo scelto e investite sui mercati finanziari. I rendimenti dipendono dalla linea di investimento scelta (garantita, obbligazionaria, bilanciata o azionaria).

Vantaggi del fondo pensione:

  • Rendimenti potenzialmente superiori alla rivalutazione ISTAT (storicamente +4-6% annuo per linee bilanciate)
  • Tassazione agevolata: aliquota dal 15% al 9% (decresce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il 15esimo)
  • Deducibilità fiscale dei contributi volontari aggiuntivi fino a 5.164,57 euro annui
  • Contributo aggiuntivo del datore di lavoro (se previsto dal CCNL)

Svantaggi del fondo pensione:

  • Minore liquidità: l’anticipo è possibile solo dopo 8 anni di iscrizione al fondo
  • Costi di gestione e commissioni del fondo
  • Rischio finanziario: i rendimenti non sono garantiti (tranne per la linea garantita)
  • Alla pensione, almeno il 50% deve essere erogato come rendita (non come capitale)

Il consiglio del CAF Centro Fiscale

Per i lavoratori giovani (sotto i 35 anni), il fondo pensione è generalmente la scelta più vantaggiosa grazie all’orizzonte temporale lungo e alla tassazione agevolata. Per chi è vicino alla pensione (meno di 10 anni), il TFR in azienda offre maggiore sicurezza e liquidità. Ogni situazione è diversa: contattaci per una consulenza personalizzata.

Anticipo TFR: Requisiti e Motivazioni Ammesse nel 2026

L’anticipo TFR è una possibilità prevista dalla legge che consente al lavoratore di ricevere una parte del trattamento già maturato prima della cessazione del rapporto di lavoro. Non tutti possono richiederlo: esistono requisiti specifici di anzianità e motivazioni tassative stabilite dal Codice Civile. Vediamo nel dettaglio come funziona il TFR calcolo dell’anticipo.

Requisiti per richiedere l’anticipo TFR

Per poter richiedere l’anticipo del TFR, il lavoratore deve soddisfare questi requisiti:

  • Almeno 8 anni di anzianità di servizio presso lo stesso datore di lavoro
  • L’importo massimo richiedibile è pari al 70% del TFR maturato fino alla data della richiesta
  • L’anticipo può essere richiesto una sola volta durante il rapporto di lavoro (salvo diversa previsione contrattuale)
  • Il datore di lavoro è obbligato a concederlo, ma nel limite annuo del 10% degli aventi diritto e comunque del 4% del totale dei dipendenti

Motivazioni ammesse dalla legge

L’articolo 2120 del Codice Civile prevede che l’anticipo TFR possa essere richiesto esclusivamente per due motivi specifici:

  • Acquisto della prima casa per sé o per i figli, documentato da un compromesso o atto notarile
  • Spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche

Molti contratti collettivi (CCNL) prevedono ulteriori motivazioni, come le spese per il congedo parentale, la ristrutturazione della casa o le spese per istruzione dei figli. È importante verificare cosa prevede il proprio contratto di lavoro. I consulenti del CAF Centro Fiscale di Udine possono aiutarti a verificare i tuoi diritti contrattuali.

Esempio di calcolo anticipo TFR

Immaginiamo che Laura lavori da 12 anni con una RAL di 28.000 euro e abbia accumulato un TFR lordo di circa 26.000 euro. Ecco il TFR calcolo dell’anticipo massimo:

  • TFR maturato: 26.000 euro
  • Anticipo massimo (70%): 26.000 × 70% = 18.200 euro lordi
  • Tassazione sull’anticipo: con aliquota media del 23%, circa 4.186 euro di imposte
  • Anticipo netto stimato: circa 14.014 euro

Tassazione TFR 2026: Come Funziona la Tassazione Separata

La tassazione del TFR rappresenta uno degli aspetti più importanti da comprendere quando si parla di TFR calcolo. A differenza dello stipendio, che viene tassato con le normali aliquote IRPEF progressive, il TFR gode di un regime fiscale speciale chiamato tassazione separata. Questo meccanismo è pensato per evitare che una somma accumulata in molti anni venga penalizzata dalle aliquote marginali elevate dell’IRPEF.

Come si calcola l’aliquota del TFR

L’aliquota applicata al TFR si determina con un procedimento specifico:

  1. Si calcola il TFR lordo totale maturato (senza rivalutazione)
  2. Si divide per il numero di anni di servizio (si ottiene il “reddito di riferimento annuo”)
  3. Si moltiplicano per 12 per ottenere il reddito annuo equivalente
  4. Su questo reddito si applicano le aliquote IRPEF vigenti
  5. L’aliquota media risultante si applica all’intero TFR

In pratica, per un lavoratore con redditi medio-bassi, l’aliquota media sul TFR si aggira tra il 23% e il 27%. Per redditi più alti, può arrivare al 33-35%. È importante notare che l’Agenzia delle Entrate effettua un conguaglio definitivo entro i 4 anni successivi all’erogazione, verificando l’aliquota corretta sulla base delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi 5 anni. Se presenti annualmente il modello 730, i dati saranno già disponibili per il calcolo.

Tassazione della rivalutazione

Un aspetto spesso trascurato riguarda la tassazione della rivalutazione del TFR. Le rivalutazioni annuali sono soggette a un’imposta sostitutiva del 17% (aumentata dall’11% al 17% dal 2015). Questa imposta viene applicata ogni anno dal datore di lavoro sulle rivalutazioni maturate, riducendo di fatto il rendimento netto del TFR lasciato in azienda.

Confronto tassazione: azienda vs fondo pensione

  • TFR in azienda: tassazione separata (23-35%) + 17% sulle rivalutazioni
  • TFR nel fondo pensione: tassazione agevolata dal 15% al 9% + 20% sui rendimenti (ma solo sul risultato netto di gestione)

In molti casi, il fondo pensione garantisce un risparmio fiscale significativo, soprattutto per chi ha un’anzianità di iscrizione superiore a 15 anni.

TFR e Cessazione del Rapporto di Lavoro: Dimissioni, Licenziamento e Pensione

Il TFR spetta sempre al lavoratore alla cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa. Che si tratti di dimissioni volontarie, licenziamento, scadenza del contratto a termine o pensionamento, il datore di lavoro è obbligato a liquidare il TFR maturato. Tuttavia, le modalità e i tempi possono variare.

TFR e dimissioni volontarie

Se ti dimetti volontariamente, hai diritto al TFR integrale maturato fino all’ultimo giorno di lavoro. Il TFR calcolo include anche la quota proporzionale per i mesi dell’ultimo anno lavorato (rateo). Le dimissioni non incidono sull’importo del TFR, ma è bene ricordare che con le dimissioni volontarie non si ha diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione), salvo casi specifici come le dimissioni per giusta causa.

TFR e licenziamento

In caso di licenziamento (sia per giustificato motivo oggettivo che soggettivo, o per giusta causa), il lavoratore ha sempre diritto al TFR completo. Il tipo di licenziamento non influisce sull’importo. In caso di licenziamento illegittimo, al TFR si aggiunge l’eventuale indennità risarcitoria stabilita dal giudice. Inoltre, il licenziamento dà generalmente diritto alla NASpI, l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS.

TFR e pensionamento

Al momento del pensionamento, il TFR viene liquidato al lavoratore con le stesse regole. Per chi è interessato alle diverse opzioni di uscita dal lavoro, consigliamo la lettura del nostro approfondimento sulle pensioni 2026 e requisiti di uscita. Il TFR calcolo al momento del pensionamento tiene conto di tutta la retribuzione maturata dal primo all’ultimo giorno di lavoro, comprese eventuali mensilità aggiuntive e scatti di anzianità.

Tempi di Pagamento del TFR dopo la Cessazione del Rapporto

Uno degli aspetti che genera più incertezza nei lavoratori riguarda i tempi di pagamento del TFR dopo la fine del rapporto di lavoro. La legge non stabilisce un termine preciso, ma esistono regole e prassi consolidate che è importante conoscere.

Settore privato

Nel settore privato, il TFR deve essere pagato generalmente con l’ultima busta paga o entro i termini previsti dal CCNL applicato. La maggior parte dei contratti collettivi prevede il pagamento entro 30-45 giorni dalla cessazione del rapporto. Alcuni CCNL concedono al datore di lavoro fino a 60 giorni. Se il datore ritarda, il lavoratore ha diritto agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria sulla somma non pagata.

Settore pubblico

Per i dipendenti pubblici, i tempi sono significativamente più lunghi. Il TFS/TFR viene erogato dall’INPS con tempistiche che variano in base alla causa di cessazione:

  • Pensionamento per limiti di età o servizio: entro 12 mesi + 90 giorni
  • Cessazione volontaria (dimissioni): entro 24 mesi + 90 giorni
  • Cessazione d’ufficio: entro 12 mesi + 90 giorni

Per importi superiori a 50.000 euro, il pagamento avviene in rate annuali: la prima rata fino a 50.000 euro, la seconda fino a ulteriori 50.000 euro dopo 12 mesi, e l’eventuale eccedenza dopo ulteriori 12 mesi. Per tutti i dettagli sui tempi e le modalità per i dipendenti pubblici, consulta la nostra guida dedicata al TFS e TFR dipendenti pubblici 2026.

Cosa fare se il datore non paga il TFR

Se il datore di lavoro non provvede al pagamento del TFR nei termini previsti, il lavoratore può:

  1. Inviare una diffida formale tramite raccomandata o PEC
  2. Rivolgersi all’Ispettorato del Lavoro per un tentativo di conciliazione
  3. Agire in via giudiziale con un decreto ingiuntivo
  4. In caso di fallimento aziendale, fare domanda al Fondo di Garanzia INPS che subentra al datore di lavoro insolvente

Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella verifica dei conteggi e nella raccolta della documentazione necessaria per far valere i tuoi diritti. Non esitare a contattarci se hai dubbi sul TFR calcolo che ti è stato proposto dal tuo datore di lavoro.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul TFR Calcolo 2026

Come si calcola il TFR netto?

Per ottenere il TFR netto, devi sottrarre dal TFR lordo le imposte calcolate con la tassazione separata. L’aliquota media si calcola dividendo il TFR totale per gli anni di servizio, moltiplicando per 12 e applicando le aliquote IRPEF. In media, per un lavoratore con reddito medio, l’aliquota effettiva è tra il 23% e il 27%. Ad esempio, su un TFR lordo di 40.000 euro con aliquota del 25%, il netto sarà circa 30.000 euro.

Il TFR spetta anche ai lavoratori part-time?

Assolutamente sì. Il TFR calcolo per i lavoratori part-time funziona esattamente come per i full-time: la quota annua è sempre la retribuzione effettiva diviso 13,5. Naturalmente, essendo la retribuzione proporzionale alle ore lavorate, anche il TFR sarà proporzionalmente inferiore rispetto a un contratto a tempo pieno.

Posso chiedere l’anticipo TFR per qualsiasi motivo?

No. La legge prevede solo due motivazioni: acquisto prima casa e spese sanitarie straordinarie. Tuttavia, molti CCNL estendono le causali ammesse (ristrutturazione, congedo parentale, formazione). Verifica sempre il tuo contratto collettivo o contatta il CAF Centro Fiscale per un controllo gratuito dei tuoi diritti.

Cosa succede al TFR se l’azienda fallisce?

In caso di fallimento o insolvenza del datore di lavoro, il TFR è protetto dal Fondo di Garanzia INPS (istituito dalla Legge 297/1982). Il lavoratore deve presentare domanda all’INPS allegando la documentazione che attesta il credito. Il Fondo copre l’intero importo del TFR maturato, comprensivo delle rivalutazioni.

Conviene lasciare il TFR in azienda o nel fondo pensione?

Dipende dalla tua situazione personale. In generale, il fondo pensione offre vantaggi fiscali significativi (tassazione dal 15% al 9% vs 23-35% della tassazione separata) e rendimenti storicamente superiori. Tuttavia, il TFR in azienda garantisce maggiore liquidità e la possibilità di anticipo. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti ai consulenti del CAF Centro Fiscale di Udine.

Il TFR calcolo include la tredicesima?

Sì. La tredicesima mensilità rientra nella retribuzione utile ai fini del TFR. La base di calcolo comprende tutte le voci retributive ricorrenti: stipendio base, tredicesima, scatti di anzianità, superminimo, indennità fisse e continuative. Sono generalmente escluse le voci occasionali come straordinari, trasferte e premi una tantum (salvo diversa previsione del CCNL).

Conclusione: Gestisci il Tuo TFR con Consapevolezza

Il TFR calcolo è un argomento che riguarda ogni lavoratore dipendente in Italia e che merita attenzione e consapevolezza. Come abbiamo visto in questa guida, il Trattamento di Fine Rapporto non è solo una somma che ricevi a fine lavoro, ma un vero e proprio strumento finanziario che può essere gestito in modi diversi per massimizzarne il valore.

Che tu stia iniziando la tua carriera lavorativa o che sia vicino alla pensione, le decisioni che prendi oggi riguardo alla destinazione del TFR (azienda o fondo pensione), alla possibilità di richiedere un anticipo e alla pianificazione fiscale possono fare una differenza significativa sul tuo patrimonio futuro. Il TFR calcolo corretto, con la giusta comprensione delle rivalutazioni e della tassazione, ti permette di fare scelte informate e vantaggiose.

Hai dubbi sul calcolo del tuo TFR? Il CAF Centro Fiscale ti aiuta

I consulenti del CAF Centro Fiscale di Udine possono verificare il conteggio del tuo TFR, aiutarti a scegliere tra azienda e fondo pensione e assisterti nella richiesta di anticipo. Non lasciare che i tuoi diritti restino sulla carta.

Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640

    Aprile 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Dimissioni-Volontarie-2026-TFR-e-Naspi.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-12 09:00:002026-05-31 18:04:14TFR 2026: Calcolo, Anticipo, Tassazione – Guida Completa
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    TFS e TFR Dipendenti Pubblici 2026: Calcolo, Tempi e Novità Pagamenti

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono TFS e TFR per Dipendenti Pubblici
    2. Differenze tra TFS e TFR: Tabella Comparativa
    3. Novità 2026 sui Tempi di Pagamento TFS e TFR
    4. Come si Calcola il TFS: Formula ed Esempi Pratici
    5. Come si Calcola il TFR per Dipendenti Pubblici
    6. Anticipo TFS e TFR: Come Richiederlo
    7. Tassazione TFS e TFR: Regime Fiscale Separato

    Con l’arrivo del pensionamento, i dipendenti pubblici si trovano ad affrontare una questione fondamentale: il TFS (Trattamento di Fine Servizio) e il TFR (Trattamento di Fine Rapporto). Nel 2026 sono entrate in vigore importanti novità sui tempi di pagamento, sulle modalità di anticipo e sul calcolo delle somme spettanti.

    Comprendere la differenza tra TFS e TFR è essenziale per pianificare il proprio futuro economico. Il TFS riguarda principalmente i dipendenti pubblici assunti prima del 2001, mentre il TFR pubblico si applica a chi è stato assunto dopo quella data. Entrambe le prestazioni rappresentano una liquidazione maturata durante gli anni di servizio, ma con modalità di calcolo e tempi di erogazione differenti.

    Le novità 2026 hanno modificato soprattutto i tempi di attesa per ricevere questi pagamenti. La normativa prevede oggi la rateizzazione in 12 o 24 mesi a seconda dell’importo maturato, con tempi diversi tra chi va in pensione per anzianità e chi si dimette volontariamente. Inoltre, è stata confermata la possibilità di richiedere un anticipo bancario attraverso la convenzione ABI-MEF, che permette di ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento.

    Questo articolo fornisce una guida completa su TFS e TFR dipendenti pubblici 2026, spiegando nel dettaglio come si calcolano, quali sono i tempi di pagamento, come richiedere l’anticipo e quale tassazione si applica. Vedremo anche esempi pratici di calcolo per comprendere meglio quanto spetta a ciascun lavoratore.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Cosa sono TFS e TFR per Dipendenti Pubblici

    Il TFS (Trattamento di Fine Servizio) e il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) rappresentano le indennità di liquidazione che i dipendenti pubblici ricevono al termine della loro carriera lavorativa. Si tratta di somme accantonate durante gli anni di servizio, che vengono erogate al momento del pensionamento o della cessazione del rapporto di lavoro.

    Il TFS è destinato ai dipendenti pubblici assunti prima del 1° gennaio 2001, mentre il TFR pubblico si applica a coloro che sono stati assunti successivamente a quella data. Questa distinzione è fondamentale perché le due prestazioni hanno modalità di calcolo diverse e tempi di erogazione differenti.

    A chi spetta il TFS

    Il TFS spetta alle seguenti categorie di dipendenti pubblici:

    • Dipendenti statali assunti prima del 2001 (ministeri, agenzie fiscali, scuole)
    • Personale degli enti locali (comuni, province, regioni) assunto ante 2001
    • Personale sanitario del Servizio Sanitario Nazionale con contratto precedente al 2001
    • Forze dell’ordine e militari in servizio prima del 2001
    • Magistrati e personale della giustizia assunti ante 2001

    A chi spetta il TFR pubblico

    Il TFR pubblico riguarda invece:

    • Dipendenti pubblici assunti dopo il 1° gennaio 2001
    • Lavoratori del pubblico impiego che hanno optato per il TFR invece del TFS
    • Personale delle aziende pubbliche privatizzate dopo il 2001

    Entrambe le prestazioni rappresentano un diritto del lavoratore e vengono calcolate in base agli anni di servizio prestati e alla retribuzione percepita. La principale differenza sta nel fatto che il TFS viene erogato in base all’ultimo stipendio e agli anni di anzianità, mentre il TFR si accumula anno per anno come una quota accantonata pari al 6,91% della retribuzione annua.

    Differenze tra TFS e TFR: Tabella Comparativa

    Le differenze tra TFS e TFR non riguardano solo le modalità di calcolo, ma anche i tempi di erogazione, la rivalutazione annua e le categorie di lavoratori interessate. Di seguito una tabella comparativa che evidenzia le principali distinzioni:

    CaratteristicaTFSTFR Pubblico
    Data di assunzionePrima del 1° gennaio 2001Dopo il 1° gennaio 2001
    Formula di calcolo(80% ultimo stipendio × anni servizio) / 12Retribuzione annua × 6,91%
    RivalutazioneNon prevista (calcolato al momento del pensionamento)Annuale (75% inflazione ISTAT + 1,5% fisso)
    Tempi di erogazioneDa 12 a 24 mesi dalla cessazioneDa 12 a 24 mesi dalla cessazione
    Anticipo possibileSì, tramite convenzione ABI-MEFSì, tramite convenzione ABI-MEF
    TassazioneTassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)

    Categorie interessate al TFS

    Il TFS riguarda principalmente:

    • Dipendenti statali: ministeri, agenzie fiscali, enti previdenziali
    • Personale scolastico: docenti e ATA assunti ante 2001
    • Forze armate e di polizia: militari, carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza
    • Magistrati e personale giudiziario

    Categorie interessate al TFR pubblico

    Il TFR pubblico si applica a:

    • Dipendenti pubblici post-2001: assunti con contratto a tempo indeterminato dopo il 1° gennaio 2001
    • Lavoratori delle partecipate pubbliche: società a controllo pubblico privatizzate
    • Personale sanitario assunto dopo il 2001 nel SSN

    Un aspetto importante da sottolineare è che la differenza principale tra le due prestazioni risiede nel sistema di accantonamento: mentre il TFS viene calcolato in un’unica soluzione al momento del pensionamento, il TFR si accumula gradualmente ogni anno, venendo rivalutato annualmente in base all’inflazione.

    Novità 2026 sui Tempi di Pagamento TFS e TFR

    Le novità 2026 riguardano principalmente i tempi di attesa per l’erogazione del TFS e del TFR pubblico. La normativa attuale prevede una rateizzazione obbligatoria che dipende dall’importo maturato e dalla modalità di cessazione del servizio.

    Tempi di pagamento in base all’importo

    Nel 2026, i tempi di erogazione del TFS e TFR sono regolati come segue:

    • Importi fino a 50.000 euro: pagamento in un’unica soluzione dopo 12 mesi dalla cessazione del servizio
    • Importi tra 50.000 e 100.000 euro: pagamento rateizzato in due rate annuali (prima rata dopo 12 mesi, seconda dopo 24 mesi)
    • Importi superiori a 100.000 euro: pagamento rateizzato in tre rate annuali (una ogni 12 mesi)

    Differenza tra pensione per anzianità e dimissioni volontarie

    Un elemento cruciale introdotto dalle novità 2026 è la distinzione tra:

    • Pensione per anzianità o vecchiaia: i tempi di attesa partono dalla data di cessazione del servizio. Il primo pagamento avviene dopo 12 mesi dalla data di pensionamento.
    • Dimissioni volontarie: i tempi di attesa sono più lunghi. Il primo pagamento può avvenire fino a 24 mesi dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

    Questa distinzione penalizza chi lascia il pubblico impiego prima del raggiungimento dei requisiti pensionistici, incentivando quindi la permanenza in servizio fino alla maturazione della pensione.

    Normativa di riferimento

    Le novità 2026 sui tempi di pagamento derivano da una serie di interventi normativi, tra cui:

    • Decreto Legge n. 4/2019: ha introdotto la rateizzazione obbligatoria per gli importi superiori a 50.000 euro
    • Legge di Bilancio 2023: ha confermato i tempi di attesa di 12-24 mesi
    • Convenzione ABI-MEF 2024-2026: ha rinnovato la possibilità di richiedere l’anticipo bancario del TFS/TFR

    Nonostante le proteste dei sindacati, che chiedono da anni l’abolizione dei tempi di attesa, il governo ha mantenuto la rateizzazione per motivi di sostenibilità finanziaria. Di conseguenza, l’anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF rimane la soluzione più utilizzata dai dipendenti pubblici per ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento.

    Come si Calcola il TFS: Formula ed Esempi Pratici

    Il calcolo del TFS si basa su una formula specifica che tiene conto dell’ultimo stipendio percepito e degli anni di servizio prestati. A differenza del TFR, il TFS non si accumula annualmente, ma viene calcolato in un’unica soluzione al momento della cessazione del servizio.

    Formula di calcolo del TFS

    La formula generale per calcolare il TFS è la seguente:

    TFS = (Ultimo stipendio mensile × 80% × Anni di servizio) / 12

    Dove:

    • Ultimo stipendio mensile: l’ultima retribuzione mensile lorda percepita (comprensiva di indennità e competenze accessorie)
    • 80%: la percentuale applicabile per legge
    • Anni di servizio: gli anni effettivi di servizio presso il pubblico impiego (arrotondati per eccesso dopo 6 mesi)
    • 12: i mesi dell’anno

    Esempio pratico di calcolo TFS

    Supponiamo che un dipendente pubblico vada in pensione con le seguenti caratteristiche:

    • Ultimo stipendio mensile lordo: 2.800 euro
    • Anni di servizio: 35 anni

    Applicando la formula:

    TFS = (2.800 euro × 80% × 35 anni) / 12

    TFS = (2.800 × 0,80 × 35) / 12

    TFS = 78.400 / 12

    TFS = 6.533,33 euro

    Questo importo rappresenta la mensilità di TFS. Moltiplicando per i 35 anni di servizio, si ottiene il TFS totale di circa 78.400 euro.

    Elementi che influenzano il calcolo

    Nel calcolo del TFS vanno considerati alcuni elementi aggiuntivi:

    • Indennità accessorie: vanno incluse nell’ultimo stipendio tutte le competenze fisse (es. indennità di posizione, indennità di vacanza contrattuale)
    • Massimale TFS: il TFS è soggetto a un limite massimo pari a € 2.500.000 (applicabile solo in casi eccezionali di carriere molto lunghe con stipendi elevati)
    • Servizio pre-ruolo: gli anni di servizio precario (supplenze, contratti a termine) possono essere riscattati e quindi inclusi nel calcolo

    Un ulteriore aspetto da considerare è che il TFS non viene rivalutato annualmente, a differenza del TFR. Questo significa che il calcolo viene effettuato esclusivamente al momento del pensionamento, senza tenere conto dell’inflazione accumulata durante gli anni di servizio.

    Come si Calcola il TFR per Dipendenti Pubblici

    Il calcolo del TFR pubblico segue un meccanismo diverso rispetto al TFS. Mentre il TFS viene calcolato in un’unica soluzione al momento del pensionamento, il TFR si accumula anno per anno e viene rivalutato annualmente in base all’inflazione ISTAT.

    Formula di calcolo del TFR pubblico

    La formula per calcolare il TFR pubblico è la seguente:

    TFR annuo = Retribuzione annua lorda × 6,91%

    Ogni anno, la quota di TFR maturata viene accantonata e rivalutata secondo la seguente formula:

    Rivalutazione annua = TFR maturato × (75% inflazione ISTAT + 1,5% fisso)

    Questo significa che il TFR pubblico si rivaluta ogni anno in base al tasso di inflazione, garantendo al lavoratore un potere d’acquisto che tiene conto dell’aumento dei prezzi.

    Esempio pratico di calcolo TFR pubblico

    Supponiamo che un dipendente pubblico assunto nel 2010 abbia una retribuzione annua lorda di 35.000 euro. Vediamo come si calcola il TFR per un anno:

    TFR maturato nell’anno = 35.000 euro × 6,91%

    TFR maturato nell’anno = 2.418,50 euro

    Questo importo viene aggiunto al TFR totale accumulato negli anni precedenti e poi rivalutato annualmente.

    Se il dipendente ha lavorato per 15 anni con uno stipendio costante di 35.000 euro annui, il TFR lordo (senza considerare la rivalutazione) sarebbe:

    TFR totale (senza rivalutazione) = 2.418,50 euro × 15 anni

    TFR totale = 36.277,50 euro

    Aggiungendo la rivalutazione annuale in base all’inflazione, il TFR effettivo sarà superiore, arrivando a circa 40.000-42.000 euro (a seconda del tasso di inflazione medio degli ultimi 15 anni).

    Rivalutazione ISTAT e inflazione

    La rivalutazione del TFR pubblico avviene ogni anno secondo il seguente meccanismo:

    • 75% dell’inflazione ISTAT: se l’inflazione annua è del 2%, la rivalutazione sarà del 1,5%
    • 1,5% fisso: questo è un tasso aggiuntivo garantito per legge

    Ad esempio, se l’inflazione ISTAT nell’anno è stata del 3%:

    Rivalutazione annua = (3% × 75%) + 1,5%

    Rivalutazione annua = 2,25% + 1,5%

    Rivalutazione annua = 3,75%

    Questa rivalutazione si applica sul montante TFR maturato fino al 31 dicembre dell’anno precedente, proteggendo così il lavoratore dalla perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione.

    Anticipo TFS e TFR: Come Richiederlo

    Una delle novità più apprezzate dai dipendenti pubblici è la possibilità di richiedere l’anticipo bancario del TFS e TFR tramite la convenzione ABI-MEF. Questo strumento permette di ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento, evitando i lunghi tempi di attesa previsti dalla normativa (12-24 mesi).

    Convenzione ABI-MEF: come funziona

    La convenzione ABI-MEF (Associazione Bancaria Italiana – Ministero dell’Economia e delle Finanze) è un accordo tra banche e Stato che consente ai dipendenti pubblici neo-pensionati di ottenere un prestito bancario pari all’importo del TFS/TFR maturato, con rimborso garantito direttamente dall’INPS.

    In pratica:

    1. Il pensionato richiede l’anticipo alla banca
    2. La banca eroga l’importo del TFS/TFR (al netto degli interessi)
    3. Quando l’INPS paga il TFS/TFR (dopo 12-24 mesi), il pagamento va direttamente alla banca come rimborso del prestito

    Requisiti per richiedere l’anticipo

    Per accedere all’anticipo TFS/TFR è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

    • Essere andato in pensione (pensione di vecchiaia, anzianità, anticipata)
    • Aver maturato il diritto al TFS o TFR
    • Avere almeno 62 anni di età (per alcune categorie il requisito è ridotto a 60 anni)
    • Non avere protesti o segnalazioni negative nella Centrale Rischi della Banca d’Italia

    Procedura di richiesta

    La procedura per richiedere l’anticipo è la seguente:

    1. Calcolare l’importo del TFS/TFR tramite il simulatore INPS o rivolgendosi al CAF
    2. Contattare una banca convenzionata (la lista è disponibile sul sito del MEF e dell’INPS)
    3. Presentare la domanda con i seguenti documenti:
      • Documento di identità e codice fiscale
      • Certificato di pensione INPS
      • Autocertificazione dell’importo del TFS/TFR
    4. Attendere l’approvazione (solitamente 30-60 giorni)
    5. Ricevere l’accredito sul conto corrente

    Tassi di interesse massimi

    La convenzione ABI-MEF prevede dei tassi di interesse massimi applicabili dalle banche, stabiliti annualmente dal MEF. Per il 2026, i tassi massimi sono:

    • TAN (Tasso Annuo Nominale): max 4,25%
    • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): max 4,50%

    Questi tassi sono molto vantaggiosi rispetto ai normali prestiti personali, poiché il rischio per la banca è azzerato (il rimborso è garantito dall’INPS). Tuttavia, l’importo degli interessi dipende dalla durata del periodo di attesa previsto per il pagamento del TFS/TFR da parte dell’INPS.

    Ad esempio, se il TFS previsto è di 80.000 euro e il tempo di attesa è di 24 mesi, gli interessi bancari saranno calcolati su questo periodo, risultando in un costo complessivo di circa 6.000-7.000 euro.

    Tassazione TFS e TFR: Regime Fiscale Separato

    Il TFS e il TFR pubblico sono soggetti a un regime di tassazione separata, che è generalmente più vantaggioso rispetto alla tassazione ordinaria. Questo significa che l’importo della liquidazione non viene sommato agli altri redditi del pensionato, evitando così un aumento eccessivo dello scaglione IRPEF.

    Come funziona la tassazione separata

    La tassazione separata si applica calcolando l’aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito. In pratica:

    1. Si prendono i redditi complessivi degli ultimi 5 anni
    2. Si calcola l’aliquota media IRPEF pagata in quegli anni
    3. Questa aliquota viene applicata all’importo del TFS/TFR

    Esempio pratico:

    Reddito medio ultimi 5 anni: 30.000 euro annui

    Aliquota media IRPEF: 26%

    TFS maturato: 80.000 euro

    Imposta dovuta = 80.000 euro × 26% = 20.800 euro

    TFS netto: 80.000 – 20.800 = 59.200 euro

    Detrazioni per anzianità di servizio

    Un vantaggio importante della tassazione separata del TFS/TFR è la possibilità di beneficiare di detrazioni specifiche legate all’anzianità di servizio. In particolare:

    • Per anzianità fino a 15 anni: nessuna detrazione aggiuntiva
    • Per anzianità superiore a 15 anni: si applica una detrazione progressiva che riduce l’imponibile fiscale
    • Per anzianità superiore a 35 anni: la detrazione può arrivare fino al 30% dell’imponibile

    Questo meccanismo è pensato per premiare chi ha dedicato una lunga carriera al pubblico impiego, riducendo il carico fiscale sulla liquidazione.

    Addizionali regionali e comunali

    Oltre all’IRPEF, sul TFS/TFR si applicano anche le addizionali regionali e comunali, che variano in base al luogo di residenza del pensionato. Queste addizionali rappresentano solitamente un ulteriore 1-3% dell’imponibile.

    Ad esempio, per un TFS di 80.000 euro:

    • IRPEF (26%): 20.800 euro
    • Addizionale regionale (1,5%): 1.200 euro
    • Addizionale comunale (0,8%): 640 euro
    • Totale imposte: 22.640 euro
    • TFS netto: 57.360 euro

    È importante sottolineare che la tassazione separata è comunque più conveniente rispetto alla tassazione ordinaria, poiché evita di sommare il TFS/TFR agli altri redditi del pensionato (come la pensione stessa), che porterebbe a un scaglione IRPEF superiore.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti su TFS e TFR Dipendenti Pubblici

    Quanto tempo devo aspettare per ricevere il TFS dopo il pensionamento?

    Nel 2026, i tempi di attesa per il pagamento del TFS sono di 12 mesi per importi fino a 50.000 euro, 24 mesi per importi superiori. Chi va in pensione per anzianita riceve il primo pagamento dopo 12 mesi, mentre chi si dimette volontariamente deve attendere fino a 24 mesi. E possibile richiedere un anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF per ottenere la liquidazione subito.

    Qual e la differenza principale tra TFS e TFR pubblico?

    Il TFS si applica ai dipendenti pubblici assunti prima del 1 gennaio 2001 e si calcola con la formula (80 percento ultimo stipendio per anni servizio) diviso 12. Il TFR pubblico riguarda gli assunti dopo il 2001 e si accumula annualmente con il 6,91 percento della retribuzione, rivalutato ogni anno in base all inflazione ISTAT. Il TFS non viene rivalutato, mentre il TFR si rivaluta annualmente.

    Come posso richiedere l’anticipo del TFS o TFR?

    Per richiedere l anticipo TFS o TFR devi avere almeno 62 anni di eta, essere andato in pensione e non avere protesti bancari. La procedura prevede di contattare una banca convenzionata con la convenzione ABI-MEF, presentare domanda con certificato di pensione INPS e documenti di identita. I tassi di interesse massimi per il 2026 sono TAN 4,25 percento e TAEG 4,50 percento.

    Che tassazione si applica al TFS e TFR?

    TFS e TFR sono soggetti a tassazione separata. Si calcola l aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni di reddito e la si applica all importo della liquidazione. Questa tassazione e piu conveniente rispetto alla ordinaria perche non somma il TFS TFR agli altri redditi. Si applicano anche detrazioni per anzianita di servizio superiore ai 15 anni, che possono ridurre fino al 30 percento l imponibile.

    Posso ricevere sia TFS che TFR?

    No, un dipendente pubblico riceve o il TFS o il TFR in base alla data di assunzione. Chi e stato assunto prima del 1 gennaio 2001 riceve il TFS, chi e stato assunto dopo riceve il TFR pubblico. Non e possibile cumulare entrambe le prestazioni. Tuttavia, chi ha avuto carriere miste (privato piu pubblico) puo ricevere il TFR del settore privato e il TFS o TFR pubblico separatamente.

    Il TFS viene pagato in un’unica soluzione?

    Dipende dall importo maturato. Per importi fino a 50.000 euro il pagamento avviene in unica soluzione dopo 12 mesi. Per importi tra 50.000 e 100.000 euro viene rateizzato in due rate annuali. Per importi superiori a 100.000 euro viene rateizzato in tre rate annuali. Per evitare la rateizzazione, molti dipendenti richiedono l anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF.


    Hai Bisogno di Assistenza per TFS e TFR?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo del TFS e TFR, la richiesta di anticipo bancario e tutte le pratiche pensionistiche per dipendenti pubblici.

    Contattaci su WhatsApp

    Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


      ARTICOLI CORRELATI

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      ECCELLENTE
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      In base a 920 recensioni
      Google
      Pubblicato su Google Google
      Alexandra Bala profile picture
      Alexandra Bala
      04/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
      Pubblicato su Google Google
      paolino servidio profile picture
      paolino servidio
      03/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
      Pubblicato su Google Google
      Lady profile picture
      Lady
      01/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
      Pubblicato su Google Google
      Giulia Guida profile picture
      Giulia Guida
      25/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
      Pubblicato su Google Google
      Paola Zilli profile picture
      Paola Zilli
      07/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
      Pubblicato su Google Google
      Jacqueline B. profile picture
      Jacqueline B.
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
      Pubblicato su Google Google
      Maura Masutto profile picture
      Maura Masutto
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
      Pubblicato su Google Google
      Issam Elhefnawi profile picture
      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Molto gentile
      Pubblicato su Google Google
      Sibongile Moyana profile picture
      Sibongile Moyana
      30/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
      Pubblicato su Google Google
      Sabrina Cirina profile picture
      Sabrina Cirina
      23/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
       

      Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

      Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-31 16:22:512026-05-31 16:59:42TFS e TFR Dipendenti Pubblici 2026: Calcolo, Tempi e Novità Pagamenti

      Ultime notizie

      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Lettere compliance Agenzia Entrate ricavi 2023: fatture e corrispettivi non dichiarati in RF, RG e LMOttobre 6, 2026 - 6:00 pmin: NOTIZIE
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Assicurazione RC Professionale Obbligatoria 2026: Massimali, Cosa Copre e Deducibilità (Forfettario e Ordinario)Ottobre 6, 2026 - 4:00 pmin: Assicurazioni, Finanza & Servizi
      • Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine
        Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaOttobre 6, 2026 - 2:00 pmin: CAF, SUCCESSIONI
      Search Search

      Seguici su Facebook

      Categorie Articoli

      Ultimi Articoli

      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Lettere compliance Agenzia Entrate ricavi 2023: fatture e corrispettivi non dichiarati in RF, RG e LMOttobre 6, 2026 - 6:00 pm
      • Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine
        Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaOttobre 6, 2026 - 2:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Sicurezza sul lavoro, niente rateizzazione delle sanzioni: pagamento entro 30 giorniOttobre 6, 2026 - 12:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Incentivi MIMIT compliance digitale: chi può ottenere i contributi fino al 50%Ottobre 6, 2026 - 10:00 am
      • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
        Acconto IRPEF 2026 a Novembre: Busta Paga Più Bassa, Ecco PerchéOttobre 5, 2026 - 12:30 pm
      • Dichiarazione dei redditi 730
        730 scaduto il 30 settembre: come recuperare bonus e rimborsoOttobre 5, 2026 - 10:30 am
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 am
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 am
      CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

      Contatti

      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
      Email: info@centrofiscale.com
      Telefono: 0432 1638640
      WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
      WhatsApp Patronato: 324 7411699

      Ultimi Articoli

      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Lettere compliance Agenzia Entrate ricavi 2023: fatture e corrispettivi non dichiarati in RF, RG e LMOttobre 6, 2026 - 6:00 pm
      • Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine
        Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaOttobre 6, 2026 - 2:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Sicurezza sul lavoro, niente rateizzazione delle sanzioni: pagamento entro 30 giorniOttobre 6, 2026 - 12:00 pm
      © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
      mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
      • Collegamento a Facebook
      • Collegamento a Instagram
      • Collegamento a Rss questo sito
      Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto