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NASPI COM Udine: Come Comunicare Variazioni e Nuovi Lavori

aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

NASPI COM Udine: Come Comunicare Variazioni e Nuovi Lavori

NASPI COM Udine comunicazioni

Indice dei contenuti

  1. Quando Inviare la NASPI COM
  2. NASPI COM per Nuovo Lavoro Dipendente
  3. NASPI COM per Lavoro Autonomo e Partita IVA
  4. NASPI COM per Tirocini e Stage
  5. Conseguenze della Mancata Comunicazione
  6. Il Servizio CAF per NASPI COM a Udine
  7. Domande Frequenti

La NASPI COM è la comunicazione obbligatoria che i beneficiari della NASPI (indennità di disoccupazione) devono inviare all’INPS quando si verificano variazioni nella propria situazione lavorativa durante il periodo di percezione dell’indennità.

Se hai iniziato un nuovo lavoro, aperto una partita IVA, accettato un tirocinio o modificato il tuo reddito, devi comunicarlo tempestivamente all’INPS attraverso la NASPI COM. La mancata comunicazione può portare a sanzioni, decadenza dall’indennità e richiesta di restituzione delle somme percepite indebitamente.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e invio telematico della NASPI COM, sia presso i nostri uffici che online, evitando errori e garantendo il rispetto dei termini di legge.

Quando Inviare la NASPI COM

La NASPI COM è obbligatoria in diversi casi di variazione della situazione lavorativa del beneficiario. La comunicazione deve essere inviata entro 30 giorni dalla data in cui si verifica la variazione.

Casi in cui è obbligatoria la NASPI COM

  • Nuovo lavoro dipendente (anche a tempo determinato o part-time)
  • Apertura di una partita IVA o inizio di attività autonoma
  • Tirocinio o stage (retribuito o non retribuito)
  • Collaborazione occasionale o lavoro accessorio
  • Variazione del reddito da lavoro autonomo già comunicato
  • Contratti di somministrazione o lavoro intermittente

La comunicazione è necessaria anche se il lavoro è part-time o di breve durata, perché l’INPS deve ricalcolare l’importo della NASPI in base al reddito percepito.

ATTENZIONE: La comunicazione va inviata prima di iniziare l’attività lavorativa o al massimo entro i 30 giorni successivi. Il ritardo può comportare la decadenza dall’indennità.

NASPI COM per Nuovo Lavoro Dipendente

Quando un beneficiario della NASPI trova un nuovo lavoro subordinato (dipendente), deve comunicarlo all’INPS attraverso la NASPI COM, specificando:

  • Data di inizio del rapporto di lavoro
  • Tipologia di contratto (tempo determinato, indeterminato, part-time)
  • Reddito annuo presunto derivante dal nuovo lavoro
  • Dati del datore di lavoro (nome, sede, CCNL applicato)

Cosa succede alla NASPI con un nuovo lavoro?

L’impatto sulla NASPI dipende dal tipo di contratto e dal reddito:

Contratto a tempo indeterminato: La NASPI viene sospesa per la durata del rapporto di lavoro. Se il contratto si interrompe entro 6 mesi, la NASPI riprende per il periodo residuo.

Contratto a tempo determinato o stagionale: La NASPI viene sospesa per la durata del contratto (massimo 6 mesi). Al termine, riprende automaticamente.

Part-time con reddito sotto 8.500 euro annui: La NASPI continua ma viene ridotta in proporzione al reddito percepito. Il calcolo è: importo NASPI ridotto dell’80% del reddito mensile del nuovo lavoro.

Esempio pratico

Mario percepisce 1.200 euro/mese di NASPI. Trova un lavoro part-time con reddito annuo presunto di 7.200 euro (600 euro/mese).

Nuovo importo NASPI = 1.200 – (600 x 0,80) = 1.200 – 480 = 720 euro/mese

Mario percepirà quindi 720 euro di NASPI + 600 euro di stipendio = 1.320 euro totali.

IMPORTANTE: Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della NASPI COM e nel calcolo esatto dell’importo ridotto, evitando errori che potrebbero portare a restituzioni.

NASPI COM per Lavoro Autonomo e Partita IVA

L’apertura di una partita IVA o l’avvio di un’attività autonoma durante la NASPI è compatibile, ma richiede la comunicazione obbligatoria attraverso la NASPI COM.

Cosa comunicare per l’attività autonoma

Nella NASPI COM per lavoro autonomo devi indicare:

  • Data di inizio dell’attività (apertura partita IVA o primo atto)
  • Codice ATECO dell’attività svolta
  • Regime fiscale adottato (forfettario, ordinario, ecc.)
  • Reddito annuo presunto derivante dall’attività

Come si calcola il reddito presunto

Il reddito presunto è una stima dei guadagni che prevedi di ottenere dall’attività autonoma nell’anno solare. Questa stima serve all’INPS per ricalcolare la NASPI.

Formula di riduzione: Se il reddito annuo presunto è inferiore a 5.500 euro, la NASPI viene ridotta dell’80% del reddito mensile. Se superiore, la NASPI viene sospesa.

Esempio pratico

Lucia percepisce 1.000 euro/mese di NASPI. Apre una partita IVA in regime forfettario e dichiara un reddito presunto di 4.800 euro annui (400 euro/mese).

Nuovo importo NASPI = 1.000 – (400 x 0,80) = 1.000 – 320 = 680 euro/mese

Lucia potrà quindi lavorare con la sua partita IVA e continuare a percepire 680 euro di NASPI.

ATTENZIONE: A fine anno, l’INPS verifica il reddito effettivo dichiarato nel modello Redditi PF. Se il reddito reale supera quello dichiarato, l’INPS può richiedere la restituzione della differenza.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella:

  • Compilazione della NASPI COM per partita IVA
  • Stima corretta del reddito presunto
  • Gestione fiscale della nuova attività (730, Redditi PF, contributi INPS)

Serviamo i clienti sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) che online via email e videochiamata.

NASPI COM per Tirocini e Stage

I tirocini e gli stage sono compatibili con la NASPI, ma devono essere comunicati attraverso la NASPI COM entro 30 giorni dall’inizio.

Tirocini extracurriculari e NASPI

I tirocini extracurriculari (non legati a percorsi di studio) possono essere svolti durante la NASPI. La comunicazione è obbligatoria anche se il tirocinio è non retribuito.

Se il tirocinio prevede un’indennità:

  • Indennità fino a 300 euro/mese: la NASPI continua senza riduzione
  • Indennità da 300 a 600 euro/mese: la NASPI viene ridotta proporzionalmente
  • Indennità oltre 600 euro/mese: la NASPI viene sospesa

Tirocini formativi e professionalizzanti

I tirocini legati a politiche attive del lavoro (es. Garanzia Giovani, corsi regionali) sono pienamente compatibili con la NASPI e non comportano riduzioni, purché comunicati regolarmente.

IMPORTANTE: La mancata comunicazione di un tirocinio può essere considerata omissione dolosa e portare alla decadenza dalla NASPI.

Il CAF ti assiste nella verifica della compatibilità del tirocinio con la NASPI e nella compilazione della comunicazione.

Conseguenze della Mancata Comunicazione

La mancata o tardiva comunicazione delle variazioni lavorative durante la NASPI ha conseguenze gravi per il beneficiario.

Sanzioni previste dalla normativa

Decadenza dall’indennità: Se non comunichi entro 30 giorni l’inizio di un nuovo lavoro o attività, l’INPS può revocare la NASPI con effetto immediato.

Restituzione delle somme percepite: L’INPS richiede la restituzione di tutte le mensilità di NASPI percepite dopo l’inizio del lavoro non comunicato, anche se il lavoro era compatibile.

Sanzione amministrativa: In caso di omissione dolosa (comunicazione mancata intenzionalmente), l’INPS applica una sanzione dal 20% al 100% dell’importo indebitamente percepito.

Esclusione da future prestazioni: La decadenza dalla NASPI per omissione può comportare l’esclusione temporanea da altre prestazioni INPS (es. DIS-COLL, indennità di mobilità).

Controlli INPS

L’INPS effettua controlli incrociati con:

  • Comunicazioni Obbligatorie (CO) dei datori di lavoro
  • Anagrafe Tributaria per partite IVA e redditi
  • Registro Imprese per attività autonome

Se emerge una discrepanza, l’INPS avvia un procedimento di revoca con richiesta di restituzione.

ATTENZIONE: Anche una comunicazione errata (es. reddito presunto sbagliato) può causare problemi. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica che tutti i dati siano corretti prima dell’invio.

Il Servizio CAF per NASPI COM a Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per la NASPI COM, sia in presenza che online, per garantire l’invio corretto e tempestivo della comunicazione.

Cosa include il servizio CAF

  • Consulenza iniziale: Analizziamo la tua situazione e verifichiamo se la variazione richiede la NASPI COM
  • Calcolo del reddito presunto: Per lavoro autonomo/partita IVA, stimiamo correttamente il reddito da dichiarare
  • Compilazione della NASPI COM: Inseriamo tutti i dati richiesti dall’INPS nel modulo telematico
  • Invio telematico: Trasmettiamo la comunicazione all’INPS tramite i nostri canali certificati
  • Ricevuta di protocollo: Ti consegnamo la ricevuta INPS che attesta l’avvenuto invio
  • Assistenza post-invio: Ti supportiamo in caso di richieste di chiarimenti da parte dell’INPS

Modalità di accesso al servizio

In ufficio a Udine:

  • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine
  • Orari: Lunedì-Venerdì 9:00-13:00 e 14:00-18:00 (su appuntamento)
  • Telefono: 0432 1638640

Online:

  • Email: info@centrofiscale.com (invio documentazione)
  • WhatsApp: 366 6018121 (assistenza rapida)
  • Videochiamate: Appuntamenti via Zoom/Google Meet per chi non può venire in ufficio

Il servizio online è particolarmente utile per chi:

  • Lavora fuori Udine ma è residente in zona
  • Ha difficoltà a raggiungere l’ufficio
  • Preferisce gestire la pratica da casa

IMPORTANTE: Il servizio NASPI COM è disponibile tutto l’anno, non solo nei periodi fiscali. Contattaci appena ricevi un’offerta di lavoro o decidi di aprire la partita IVA, per evitare di superare i 30 giorni.

Costi del servizio

La tariffa per la compilazione e invio NASPI COM è trasparente e varia in base alla complessità:

  • NASPI COM standard (nuovo lavoro dipendente): da 30 euro
  • NASPI COM con partita IVA (calcolo reddito presunto): da 50 euro
  • Pacchetto NASPI + gestione fiscale annuale: su preventivo

Contattaci per un preventivo personalizzato.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla NASPI COM

Entro quanto tempo devo inviare la NASPI COM?

La NASPI COM deve essere inviata entro 30 giorni dalla data in cui si verifica la variazione (inizio lavoro, apertura P.IVA, tirocinio). Idealmente, va inviata prima di iniziare l’attività. Il ritardo può portare a sanzioni e decadenza dall’indennità.

Posso lavorare con partita IVA durante la NASPI?

Sì, puoi aprire una partita IVA durante la NASPI e svolgere attività autonoma. Se il reddito annuo presunto è sotto i 5.500 euro, la NASPI viene ridotta dell’80% del reddito mensile. Se superiore, viene sospesa. La comunicazione è obbligatoria entro 30 giorni dall’apertura P.IVA.

Cosa rischio se non invio la NASPI COM?

La mancata comunicazione porta a: decadenza dalla NASPI, restituzione di tutte le mensilità percepite dopo la variazione, sanzione amministrativa dal 20% al 100% dell’importo indebitamente percepito, ed eventuale esclusione da future prestazioni INPS.

Il CAF può inviare la NASPI COM anche online?

Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di compilazione e invio NASPI COM sia in ufficio (Viale Tullio 13) che online via email, WhatsApp o videochiamata. Puoi inviarci i documenti e gestiamo tutto telematicamente.

Cosa succede alla NASPI con un nuovo lavoro?

L’impatto sulla NASPI dipende dal

Entro quanto tempo devo inviare la NASPI COM?

La NASPI COM deve essere inviata

Cosa rischio se non invio la NASPI COM?

La mancata comunicazione porta a:

Conclusione

La NASPI COM è una comunicazione obbligatoria che non va trascurata: la mancata o tardiva trasmissione può costarti la perdita dell’indennità e la restituzione di importi già percepiti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine semplifica la procedura: ti assistiamo nella compilazione, verifichiamo i dati e inviamo la comunicazione all’INPS in modo tempestivo e corretto, sia in ufficio che online.

Non rischiare sanzioni: affidati al CAF per la tua NASPI COM. Contattaci oggi stesso!


Hai Bisogno di Assistenza per la NASPI COM?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Compilazione e invio NASPI COM (nuovo lavoro, partita IVA, tirocinio)
  • Calcolo reddito presunto per lavoro autonomo
  • Verifica compatibilità lavoro-NASPI
  • Assistenza in caso di controlli INPS

Servizio disponibile in ufficio a Udine e online!


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    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Aprile 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/Naspi-Anticipata-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-08 09:00:002026-05-31 18:04:58NASPI COM Udine: Come Comunicare Variazioni e Nuovi Lavori
    BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA'

    Bonus Mamme Riesame INPS: Come Presentare Domanda entro 30 Giorni

    Maternità INPS CAF Udine

    Hai ricevuto una comunicazione di rigetto o sospensione della domanda di Bonus Mamme dall’INPS? Non è la fine: puoi presentare una domanda di riesame entro 30 giorni dalla notifica. Questa procedura ti permette di correggere eventuali errori, integrare documenti mancanti o contestare valutazioni errate dell’Istituto. In questa guida completa scoprirai come funziona il riesame INPS per il Bonus Mamme, quali documenti servono, come presentare la domanda online e quali errori evitare per ottenere finalmente l’esonero contributivo.

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    Indice dei contenuti

    • Cos’è la Domanda di Riesame INPS per il Bonus Mamme
    • Scadenza Entro 30 Giorni: Come Calcolarla
    • Principali Motivi di Rigetto del Bonus Mamme
    • Documenti Necessari per il Riesame
    • Procedura Online INPS Passo-Passo
    • Casi Pratici ed Esempi Concreti
    • Errori Comuni da Evitare
    • Domande Frequenti sul Riesame

    Cos’è la Domanda di Riesame INPS per il Bonus Mamme

    La domanda di riesame è uno strumento previsto dalla normativa INPS che permette alle lavoratrici di contestare o correggere una decisione negativa relativa al Bonus Mamme (esonero contributivo per madri lavoratrici). Si tratta di una procedura amministrativa che consente di:

    • Integrare documentazione mancante o incompleta
    • Correggere errori formali nella domanda originaria
    • Contestare valutazioni errate dell’INPS sui requisiti
    • Fornire chiarimenti su situazioni particolari (es. gemelli, figli disabili)

    Il riesame non è un ricorso giudiziario, ma una richiesta amministrativa che viene valutata dalla stessa struttura INPS territoriale che ha emesso il provvedimento negativo. È gratuito e può essere presentato autonomamente o tramite CAF/patronato.

    Quando è Possibile Richiedere il Riesame

    Puoi presentare domanda di riesame nei seguenti casi:

    • Rigetto totale della domanda di Bonus Mamme
    • Accoglimento parziale (es. riconosciuto solo per alcuni figli)
    • Sospensione della domanda per documentazione integrativa
    • Revoca del beneficio già concesso

    Scadenza Entro 30 Giorni: Come Calcolarla

    Il termine di 30 giorni per presentare la domanda di riesame è perentorio, ovvero non può essere prorogato. Ecco come calcolarlo correttamente:

    Decorrenza del Termine

    Il termine di 30 giorni decorre dalla data di ricezione della comunicazione INPS. Attenzione a questi dettagli:

    • PEC o email certificata: il giorno di ricezione è quello indicato nella ricevuta di consegna
    • Cassetto previdenziale: il giorno in cui visualizzi il messaggio sul portale INPS
    • Raccomandata cartacea: il giorno indicato nell’avviso di ricevimento (o presunto dopo 10 giorni dalla spedizione)
    • Notifica in area riservata: dalla data in cui accedi e visualizzi la comunicazione

    Calcolo Pratico con Esempio

    Esempio: Ricevi la comunicazione di rigetto il 15 marzo 2026.

    • Giorno 1: 16 marzo 2026 (il giorno di ricezione non conta)
    • Scadenza: 14 aprile 2026 (30° giorno dal 16 marzo)
    • Se il 14 aprile cade di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo

    IMPORTANTE: Non aspettare l’ultimo giorno. Il sistema INPS potrebbe avere problemi tecnici o richiedere documenti aggiuntivi. Presenta la domanda entro la prima metà del termine (15 giorni) per avere margine di manovra.

    Principali Motivi di Rigetto del Bonus Mamme

    Prima di presentare il riesame, è fondamentale capire perché la domanda è stata respinta. I motivi più frequenti sono:

    1. Mancanza dei Requisiti di Maternità

    • Numero di figli insufficiente: serve almeno 1 figlio under 10 (o under 18 se disabile)
    • Date di nascita errate o non verificabili
    • Documenti anagrafici non caricati (certificato di nascita, stato di famiglia)

    2. Rapporto di Lavoro Non Idoneo

    • Contratto non a tempo indeterminato (il bonus spetta solo a rapporti stabili)
    • Part-time inferiore al minimo contributivo
    • Interruzione del rapporto prima della domanda
    • Settore escluso (es. pubblico impiego, lavoro domestico)

    3. Errori Formali nella Domanda

    • Dati anagrafici incompleti o errati
    • Codice fiscale figli sbagliato
    • Mancata dichiarazione di responsabilità
    • Firma digitale assente o non valida

    4. Superamento dei Limiti Reddituali (se previsti)

    Sebbene il Bonus Mamme 2026 non preveda limiti ISEE per l’esonero contributivo base, alcune maggiorazioni o estensioni regionali potrebbero avere soglie di reddito. Verifica sempre la comunicazione INPS per capire se questo è il motivo del rigetto.

    Documenti Necessari per il Riesame

    Per presentare una domanda di riesame efficace, prepara questa documentazione:

    Documenti Obbligatori

    • Comunicazione di rigetto INPS (PDF scaricato dal cassetto previdenziale)
    • Codice protocollo della domanda originaria
    • Documento di identità in corso di validità
    • Codice fiscale tuo e dei figli
    • Autocertificazione dello stato di famiglia aggiornata

    Documenti Integrativi (a seconda del motivo di rigetto)

    • Certificato di nascita dei figli (estratto per riassunto dall’anagrafe)
    • Certificato di disabilità (verbale Legge 104 o invalidità civile) per figli disabili
    • Contratto di lavoro o CU aggiornata per dimostrare il rapporto a tempo indeterminato
    • Buste paga recenti (ultimi 3 mesi) se contestato il requisito contributivo
    • Sentenza di affidamento o adozione (per figli non biologici)
    • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio per situazioni particolari (es. gemelli nati in date diverse registrate)

    Nota Esplicativa (Facoltativa ma Consigliata)

    Allega una lettera di accompagnamento in cui spieghi:

    • Il motivo del riesame (es. “Intendo contestare il rigetto per mancanza documentazione, che allego integralmente”)
    • I documenti che integri
    • Eventuali errori dell’INPS nella valutazione

    Questo aiuta l’istruttore a comprendere subito la tua posizione e velocizza la pratica.

    Procedura Online INPS Passo-Passo

    Ecco la guida completa per presentare la domanda di riesame sul portale INPS:

    Step 1: Accedi al Portale INPS

    1. Vai su www.inps.it
    2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
    3. Scegli la tua identità digitale: SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
    4. Inserisci le credenziali e autorizza l’accesso

    Step 2: Trova la Domanda Originaria

    1. Nella tua area riservata, vai su “Prestazioni e Servizi”
    2. Cerca “Bonus Mamme” o “Esonero contributivo lavoratrici madri”
    3. Clicca su “Le tue domande” o “Storico domande”
    4. Individua la domanda respinta (stato: “Respinta” o “Non accolta”)
    5. Annota il codice protocollo (serve per il riesame)

    Step 3: Avvia la Domanda di Riesame

    1. Torna al servizio “Bonus Mamme”
    2. Cerca l’opzione “Richiesta di riesame” o “Riesame domanda”
    3. Se non trovi questa voce, vai su “Contatti” → “Invio comunicazione” e seleziona “Riesame decisione negativa”
    4. Compila il form indicando:
      • Protocollo domanda originaria
      • Motivo del riesame (scegli tra le opzioni o scrivi “Altro” con descrizione)
      • Documenti da allegare

    Step 4: Allega i Documenti

    1. Clicca su “Aggiungi allegato”
    2. Carica i file in formato PDF (dimensione massima: 2 MB per file)
    3. Rinomina i file in modo chiaro (es. “Certificato_nascita_figlio1.pdf”)
    4. Verifica che tutti i documenti siano leggibili

    Step 5: Invia e Conserva la Ricevuta

    1. Controlla tutti i dati inseriti
    2. Spunta la dichiarazione di responsabilità
    3. Clicca su “Invia domanda”
    4. Scarica la ricevuta PDF con il protocollo del riesame
    5. Conserva la ricevuta (utile per eventuali solleciti)

    ATTENZIONE: Dopo l’invio, controlla la PEC o cassetto previdenziale per eventuali richieste di integrazione documentale. L’INPS ha 90 giorni per rispondere al riesame.

    Casi Pratici ed Esempi Concreti

    Ecco alcuni casi reali (dati anonimizzati) per capire come gestire situazioni specifiche:

    Caso 1: Rigetto per Documentazione Mancante

    Situazione: Giulia, mamma di due gemelli di 5 anni, riceve il rigetto perché “non risultano certificati di nascita allegati”.

    Soluzione:

    • Giulia richiede i certificati di nascita in Comune (estratto per riassunto)
    • Presenta riesame entro 20 giorni dal rigetto
    • Allega i due certificati in PDF
    • Nella nota esplicativa scrive: “Allego certificati di nascita dei gemelli richiesti, non presenti nella domanda originaria per errore tecnico”

    Esito: Riesame accolto in 45 giorni, bonus riconosciuto retroattivamente.

    Caso 2: Figlio Disabile Non Riconosciuto

    Situazione: Laura ha un figlio di 15 anni con disabilità grave (Legge 104 art. 3 comma 3). L’INPS rigetta perché “il figlio ha superato i 10 anni”.

    Soluzione:

    • Laura allega il verbale Legge 104 che attesta la disabilità grave
    • Presenta riesame specificando: “Il figlio ha diritto all’esonero fino a 18 anni per disabilità ai sensi della normativa vigente”
    • Cita l’articolo di legge che prevede l’estensione fino a 18 anni per figli disabili

    Esito: Riesame accolto, bonus riconosciuto con retroattività.

    Caso 3: Errore nel Codice Fiscale del Figlio

    Situazione: Marta inserisce il codice fiscale del figlio con un carattere sbagliato. L’INPS non trova il minore in anagrafe e rigetta.

    Soluzione:

    • Marta verifica il codice fiscale corretto sulla tessera sanitaria
    • Presenta riesame con: autocertificazione dello stato di famiglia + copia tessera sanitaria del figlio
    • Specifica: “Errore materiale nella trascrizione del codice fiscale, allego documentazione corretta”

    Esito: Riesame accolto in tempi rapidi (30 giorni).

    Errori Comuni da Evitare

    Questi sono gli errori più frequenti che compromettono l’esito del riesame:

    1. Non Rispettare la Scadenza dei 30 Giorni

    Se presenti il riesame oltre il termine, l’INPS lo dichiara inammissibile. Non ci sono deroghe, salvo casi eccezionali (es. ricovero ospedaliero documentato). Imposta un promemoria subito dopo aver ricevuto il rigetto.

    2. Allegare Documenti Non Leggibili

    Foto sfocate, scansioni parziali o file corrotti vengono rigettati automaticamente. Usa sempre scanner o app di scansione professionale (es. CamScanner, Adobe Scan). Controlla che:

    • Il testo sia nitido
    • Non ci siano ombre o riflessi
    • Il documento sia completo (tutte le pagine)

    3. Non Spiegare il Motivo del Riesame

    Inviare solo i documenti senza una nota esplicativa rallenta la pratica. L’istruttore deve capire cosa contesti e perché. Scrivi sempre una breve lettera introduttiva (anche solo 5 righe).

    4. Allegare Documenti Irrilevanti

    Non caricare tutto lo “storico familiare”. Allega solo ciò che serve per rispondere al motivo di rigetto. Troppi file confondono l’istruttore e allungano i tempi.

    5. Non Controllare lo Stato della Domanda

    Dopo l’invio, controlla regolarmente il cassetto previdenziale. L’INPS potrebbe richiedere integrazioni che, se ignorate, portano a un nuovo rigetto.

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Riesame

    Quanto tempo ha l’INPS per rispondere al riesame?

    L’INPS ha 90 giorni di tempo per esaminare la domanda di riesame e comunicare l’esito. Se entro questo termine non ricevi risposta, puoi inviare un sollecito tramite il cassetto previdenziale o presentare un ricorso amministrativo.

    Posso presentare riesame se il rigetto e per mancanza requisiti oggettivi?

    Si, puoi sempre presentare riesame anche se l’INPS ha rigettato per mancanza di requisiti. Dovrai pero dimostrare che i requisiti ci sono (es. con documentazione integrativa) oppure contestare l’interpretazione normativa dell’Istituto. In questo caso e consigliabile farsi assistere da CAF o patronato.

    Il riesame sospende i termini per il ricorso giudiziario?

    No, presentare il riesame non sospende i termini per l’eventuale ricorso al giudice del lavoro. Se vuoi tutelarti completamente, puoi presentare sia riesame (gratuito) che ricorso giudiziario entro i termini di legge. Tuttavia, nella maggior parte dei casi il riesame risolve la questione senza bisogno di avvocato.

    Posso farmi assistere da un CAF per il riesame?

    Si, puoi rivolgerti a un CAF o patronato per farti assistere gratuitamente nella presentazione del riesame. Il CAF ti aiutera a raccogliere i documenti corretti, compilare la domanda e seguire l’iter fino all’esito. Questo e consigliato soprattutto se il rigetto e per motivi complessi o se hai difficolta con il portale INPS.

    Cosa succede se il riesame viene respinto?

    Se il riesame viene respinto, hai ancora due opzioni: presentare un ricorso al Comitato provinciale INPS (organo amministrativo di secondo grado) oppure fare ricorso al giudice del lavoro entro 180 giorni dalla comunicazione di rigetto del riesame. Il ricorso giudiziario richiede l’assistenza di un avvocato.


    Hai Bisogno di Assistenza per il Riesame del Bonus Mamme?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a presentare la domanda di riesame INPS per il Bonus Mamme. Ti seguiamo in ogni fase:

    • Analisi del rigetto e verifica requisiti
    • Raccolta documentazione integrativa
    • Compilazione e invio riesame tramite nostro intermediario abilitato
    • Monitoraggio della pratica fino all’esito
    • Assistenza per eventuali ricorsi se necessario
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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Aprile 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-08 08:42:182026-05-31 17:01:38Bonus Mamme Riesame INPS: Come Presentare Domanda entro 30 Giorni
      CAF, COLF E BADANTI

      Contributi Colf e Badanti 2026: Scadenza Prima Rata 10 Aprile

      colf e badanti CAF Udine

      Il 10 aprile 2026 rappresenta una data cruciale per tutti i datori di lavoro domestico in Italia: è il termine ultimo per versare la prima rata trimestrale dei contributi INPS per colf e badanti. Il mancato rispetto di questa scadenza comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora che possono incidere significativamente sull’importo finale da versare. In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine analizza tutti gli aspetti contributivi per il 2026: scadenze, calcolo degli importi, modalità di pagamento, sanzioni per ritardi e detrazioni fiscali a cui hanno diritto i datori di lavoro.

      La corretta gestione dei contributi per il lavoro domestico non è solo un obbligo normativo, ma anche una garanzia di tutela sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. I contributi versati regolarmente consentono infatti alla colf o alla badante di maturare diritti pensionistici, indennità di maternità, malattia e disoccupazione, oltre a permettere al datore di accedere alle detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi.

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      Indice dei contenuti

      1. Calendario Scadenze Contributi 2026
      2. Come Calcolare i Contributi: Tabelle INPS 2026
      3. Modalità di Pagamento: Bollettini, Online e PagoPA
      4. Sanzioni e Interessi per Pagamenti in Ritardo
      5. Detrazioni Fiscali per Datori di Lavoro Domestico
      6. Novità Contributive 2026
      7. Domande Frequenti

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      Aprile 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-08 07:42:182026-05-31 18:05:08Contributi Colf e Badanti 2026: Scadenza Prima Rata 10 Aprile
      CAF

      Certificazione Unica Lavoratori Autonomi e Provvigioni 2026: Guida Completa

      Modello 770 e certificazione unica

      La Certificazione Unica per lavoratori autonomi è il documento fiscale fondamentale che attesta i compensi erogati e le ritenute d’acconto versate ai professionisti, collaboratori occasionali e percettori di provvigioni. Nel 2026, con le nuove scadenze e i controlli sempre più stringenti dell’Agenzia delle Entrate, è essenziale comprendere quando la CU deve essere rilasciata, cosa contiene e come utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi.

      A differenza della Certificazione Unica per il lavoro dipendente, la CU per autonomi presenta particolarità legate alla natura del rapporto (occasionale o abituale), alla presenza di ritenute IRPEF del 20% e alla gestione dei contributi previdenziali. Questa guida completa analizza tutti gli aspetti: chi deve rilasciarla, i contenuti obbligatori, le scadenze 2026, le sanzioni per omissioni e come utilizzare correttamente la CU nel 730 o modello Redditi PF.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la Certificazione Unica per Lavoratori Autonomi
      2. Chi Deve Rilasciare la Certificazione Unica ai Lavoratori Autonomi
      3. Differenze tra Lavoro Autonomo Occasionale e Abituale
      4. Redditi da Provvigioni e Certificazione Unica
      5. Scadenze 2026 per il Rilascio della Certificazione Unica
      6. Contenuto della Certificazione Unica per Lavoratori Autonomi
      7. Come Usare la Certificazione Unica nella Dichiarazione dei Redditi
      8. Errori Comuni nella Certificazione Unica e Come Correggerli
      9. Sanzioni per Mancato o Tardivo Rilascio della Certificazione Unica

      Cos’è la Certificazione Unica per Lavoratori Autonomi

      La Certificazione Unica (CU) per lavoratori autonomi è il documento fiscale previsto dall’articolo 4 del D.P.R. 322/1998 che attesta:

      • Compensi lordi erogati nell’anno d’imposta precedente
      • Ritenute d’acconto IRPEF operate dal sostituto d’imposta (20%)
      • Addizionali regionali e comunali trattenute (se applicabili)
      • Contributi previdenziali versati alla Gestione Separata INPS o alla Cassa professionale

      La CU sostituisce il vecchio CUD ed è obbligatoria per tutti i committenti (sostituti d’imposta) che hanno corrisposto compensi soggetti a ritenuta d’acconto del 20% a:

      • Professionisti con partita IVA (avvocati, commercialisti, architetti, consulenti)
      • Collaboratori occasionali senza partita IVA (entro i 5.000 euro annui)
      • Agenti e rappresentanti che percepiscono provvigioni
      • Percettori di diritti d’autore
      • Amministratori di società che non sono dipendenti

      La CU è essenziale per il lavoratore autonomo perché:

      1. Documenta le ritenute subite, che costituiscono un credito d’imposta da recuperare in dichiarazione
      2. Serve per compilare il 730 o il modello Redditi PF (quadri D e RE)
      3. Certifica i contributi previdenziali versati, utili per il calcolo della pensione
      4. È richiesta per accedere a bonus e agevolazioni legate al reddito (ISEE, assegno unico, ecc.)

      Secondo la circolare INPS n. 12/2022, la CU deve riportare anche i contributi alla Gestione Separata INPS versati dal committente per i collaboratori occasionali e i professionisti senza Cassa.

      Chi Deve Rilasciare la Certificazione Unica ai Lavoratori Autonomi

      L’obbligo di rilasciare la Certificazione Unica grava sul sostituto d’imposta, cioè sul committente che ha erogato compensi soggetti a ritenuta d’acconto. Sono obbligati a rilasciare la CU:

      1. Imprese e società

      Tutte le società di capitali (SRL, SPA, SAPA), le società di persone (SNC, SAS) e le ditte individuali che hanno corrisposto compensi a:

      • Professionisti con partita IVA
      • Collaboratori occasionali
      • Agenti e rappresentanti
      • Consulenti esterni

      2. Enti pubblici

      Comuni, Regioni, Università, ASL e altri enti della Pubblica Amministrazione che hanno conferito incarichi professionali o di collaborazione occasionale.

      3. Professionisti con dipendenti o collaboratori

      I professionisti (studi legali, di commercialisti, medici) che hanno assunto praticanti, stagisti o collaboratori occasionali devono rilasciare la CU per i compensi erogati.

      4. Condomini

      Gli amministratori di condominio devono rilasciare la CU ai professionisti (es. idraulici, elettricisti, manutentori) che hanno effettuato prestazioni occasionali per conto del condominio, se le ritenute sono state operate.

      5. Privati cittadini (casi limitati)

      I privati sono obbligati a rilasciare la CU solo se hanno versato contributi INPS per il collaboratore occasionale. Se il compenso è inferiore a 5.000 euro e non sono dovuti contributi, il privato non deve rilasciare la CU (fonte: risoluzione Agenzia Entrate n. 76/E/2016).

      Esclusioni

      Non sono tenuti a rilasciare la CU:

      • I committenti che hanno erogato compensi a professionisti in regime forfettario (che non subiscono ritenute d’acconto)
      • Chi ha corrisposto rimborsi spese non soggetti a tassazione
      • Le associazioni sportive dilettantistiche per i compensi a collaboratori sportivi (fino a 15.000 euro annui esentasse)

      Differenze tra Lavoro Autonomo Occasionale e Abituale

      La distinzione tra lavoro autonomo occasionale e abituale è fondamentale per comprendere gli obblighi fiscali e previdenziali, e di conseguenza il contenuto della Certificazione Unica.

      Lavoro Autonomo Occasionale

      Si definisce occasionale l’attività svolta in modo sporadico e non continuativo, senza organizzazione di mezzi e vincolo di subordinazione. Caratteristiche:

      • Non richiede partita IVA (fino a 5.000 euro annui complessivi da tutti i committenti)
      • Ritenuta d’acconto del 20% applicata dal committente
      • Contributi INPS alla Gestione Separata (33% nel 2026) dovuti solo se il compenso supera i 5.000 euro annui da un singolo committente
      • Non c’è iscrizione alla Camera di Commercio
      • Il compenso va dichiarato nel quadro D (redditi diversi) del modello Redditi PF o nel quadro D del 730

      Esempio pratico: Un ingegnere dipendente svolge una consulenza occasionale per un’azienda, ricevendo 3.000 euro lordi. L’azienda applica la ritenuta del 20% (600 euro) e versa il netto (2.400 euro). Non sono dovuti contributi INPS perché sotto i 5.000 euro. La CU attesterà 3.000 euro di compenso e 600 euro di ritenute.

      Lavoro Autonomo Abituale

      È considerato abituale il lavoro autonomo svolto in modo continuativo, organizzato e professionale. Caratteristiche:

      • Richiede partita IVA (apertura obbligatoria entro 30 giorni dall’inizio attività)
      • Ritenuta d’acconto del 20% (salvo regime forfettario, che ne è esente)
      • Contributi previdenziali obbligatori:
        • Cassa professionale per gli iscritti agli Ordini (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.)
        • Gestione Separata INPS (aliquota 26,07% nel 2026) per i professionisti senza Cassa
      • Il reddito va dichiarato nel quadro RE (redditi da lavoro autonomo) del modello Redditi PF
      • Obbligo di fatturazione elettronica (salvo regime forfettario sotto i 25.000 euro fino al 30/06/2022, poi obbligatoria per tutti)

      Tabella comparativa:

      CaratteristicaOccasionaleAbituale
      Partita IVANo (fino a 5.000 €/anno)Sì, obbligatoria
      Ritenuta d’acconto20%20% (no se forfettario)
      Contributi INPSSolo oltre 5.000 € (33%)Sempre (26,07% GS o Cassa)
      Quadro dichiarazioneD (redditi diversi)RE (lavoro autonomo)
      ContinuitàSporadicaAbituale

      La Cassazione (sentenza n. 4072/2020) ha chiarito che la differenza tra occasionale e abituale non dipende solo dal numero di prestazioni, ma dalla professionalità, organizzazione e continuità dell’attività.

      Redditi da Provvigioni e Certificazione Unica

      I redditi da provvigioni sono compensi variabili legati alle vendite o risultati commerciali ottenuti da agenti, rappresentanti, promotori finanziari e mediatori. Questi redditi hanno un trattamento fiscale specifico nella Certificazione Unica.

      Chi percepisce provvigioni

      • Agenti di commercio con partita IVA (monomandatari o plurimandatari)
      • Rappresentanti che vendono prodotti per conto di aziende
      • Promotori finanziari (ex agenti assicurativi, consulenti bancari)
      • Mediatori immobiliari (agenti immobiliari)
      • Procacciatori d’affari senza organizzazione stabile

      Ritenuta d’acconto sulle provvigioni

      Le provvigioni sono soggette a ritenuta d’acconto del 20% (o 23% in alcuni casi specifici, come i diritti d’autore). La ritenuta si applica sull’imponibile netto, cioè al netto di eventuali contributi previdenziali a carico della casa mandante.

      Esempio calcolo provvigione:

      • Provvigione lorda: 10.000 euro
      • Contributi ENASARCO a carico mandante (50% di 3%): 150 euro
      • Imponibile per ritenuta: 10.000 – 150 = 9.850 euro
      • Ritenuta d’acconto 20%: 9.850 × 20% = 1.970 euro
      • Netto percepito: 10.000 – 150 – 1.970 = 7.880 euro

      Contributi previdenziali

      Gli agenti e rappresentanti sono iscritti all’ENASARCO (Ente Nazionale Assistenza Agenti e Rappresentanti di Commercio). I contributi sono ripartiti:

      • 50% a carico dell’agente
      • 50% a carico della casa mandante

      L’aliquota contributiva ENASARCO varia in base al minimale e massimale annuo. Nel 2026:

      • Minimale: 432 euro/anno (50% agente, 50% mandante)
      • Massimale: 8.526 euro/anno
      • Aliquota: 14,65% per monomandatari (17% per plurimandatari)

      La Certificazione Unica per provvigioni deve indicare:

      1. Importo lordo delle provvigioni (punto 1 CU – redditi da lavoro autonomo)
      2. Contributi ENASARCO a carico mandante (punto 4 CU)
      3. Ritenute IRPEF operate (punto 5 e 6 CU)
      4. Addizionali regionali e comunali (se versate in acconto)

      Come si dichiarano le provvigioni

      Le provvigioni vanno dichiarate nel quadro RE del modello Redditi PF, nella sezione dedicata ai redditi da lavoro autonomo. Il reddito imponibile si calcola:

      Provvigioni lorde – Contributi ENASARCO – Spese inerenti = Reddito netto

      Le spese deducibili per gli agenti includono:

      • Carburante e pedaggi (se non in regime forfettario)
      • Ammortamento auto aziendale
      • Affitto ufficio/deposito
      • Telefono e internet
      • Spese di rappresentanza (entro limiti)

      Secondo la circolare Agenzia Entrate n. 8/E/2017, gli agenti monomandatari possono dedurre le spese anche se operano in regime ordinario, mentre chi è in regime forfettario applica l’abbattimento forfettario del 33% (coefficiente di redditività 67%).

      Scadenze 2026 per il Rilascio della Certificazione Unica

      Le scadenze per il rilascio della Certificazione Unica nel 2026 (riferita ai redditi 2025) sono stabilite dal D.M. 4 dicembre 2020 e successive modifiche. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni.

      Scadenza ordinaria: 16 marzo 2026

      Entro il 16 marzo 2026 (lunedì), i sostituti d’imposta devono:

      1. Consegnare la CU al percipiente (lavoratore autonomo, collaboratore, agente)
      2. Trasmettere telematicamente la CU all’Agenzia delle Entrate (solo le CU ordinarie, non sintetiche)

      La consegna può avvenire:

      • In formato cartaceo (consegna a mano con ricevuta)
      • Via email (PEC o email ordinaria con conferma di lettura)
      • Tramite area riservata del cassetto fiscale (se il percipiente è abilitato)

      Importante: La CU deve essere firmata digitalmente dal sostituto d’imposta o dal suo delegato (CAF, commercialista) se trasmessa telematicamente.

      Scadenza per CU sintetiche: 31 marzo 2026

      Le Certificazioni Uniche sintetiche (quelle che non devono essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate perché i dati sono già noti) devono essere consegnate al percipiente entro il 31 marzo 2026. Rientrano in questa categoria:

      • CU per pensioni erogate da enti previdenziali (già comunicate dall’ente)
      • CU per compensi da banche e intermediari finanziari (già segnalati in Anagrafe Tributaria)

      Per i lavoratori autonomi e provvigioni, la scadenza rimane il 16 marzo 2026.

      Trasmissione telematica: modalità

      I sostituti d’imposta devono trasmettere le CU telematicamente tramite:

      1. Entratel (per intermediari abilitati: commercialisti, CAF, consulenti del lavoro)
      2. Desktop telematico (per aziende di medie/grandi dimensioni)
      3. Sistema di Interscambio (SDI) (solo per le CU ordinarie dal 2024)

      Il file da trasmettere è in formato XML conforme alle specifiche tecniche pubblicate dall’Agenzia delle Entrate (provvedimento n. 294308/2021).

      Calendario completo 2026

      ScadenzaAdempimentoDestinatari
      16 marzo 2026Consegna CU ordinarieLavoratori autonomi, agenti, collaboratori
      16 marzo 2026Trasmissione telematica all’AdEAgenzia delle Entrate
      31 marzo 2026Consegna CU sintetichePensionati, percettori di rendite finanziarie
      31 ottobre 2026Invio dichiarazione Redditi PFProfessionisti e autonomi con quadro RE
      30 novembre 2026Termine per 730 integrativoLavoratori con CU tardiva

      Nota: Se la scadenza cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo (articolo 2963 Codice Civile).

      Proroga o sospensione

      In caso di eventi eccezionali (calamità naturali, emergenze sanitarie), il Governo può disporre la proroga delle scadenze fiscali tramite Decreto del MEF. Nel 2020-2021, ad esempio, le scadenze furono prorogate per l’emergenza COVID-19.

      Contenuto della Certificazione Unica per Lavoratori Autonomi

      La Certificazione Unica per lavoratori autonomi è articolata in diverse sezioni. È fondamentale conoscere il contenuto per verificare la correttezza dei dati e utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi.

      Frontespizio

      Contiene i dati identificativi di sostituto d’imposta e percipiente:

      • Dati del sostituto: denominazione, codice fiscale, partita IVA, indirizzo
      • Dati del percipiente: cognome, nome, codice fiscale, data e luogo di nascita, residenza
      • Anno di riferimento: 2025 (per CU rilasciata nel 2026)
      • Tipo CU: ordinaria o sintetica

      Sezione 1: Dati fiscali

      Riporta i compensi erogati e le ritenute operate:

      PuntoDescrizioneEsempio
      1Ammontare lordo corrisposto15.000 euro
      2Ritenute IRPEF operate (20%)3.000 euro
      3Addizionale regionale IRPEF trattenuta150 euro
      4Addizionale comunale IRPEF trattenuta75 euro
      5Contributi previdenziali a carico percipiente3.900 euro (26,07% GS)
      6Contributi previdenziali a carico committente200 euro (ENASARCO mandante)

      Attenzione: Il punto 1 riporta l’imponibile fiscale, che può differire dall’importo fatturato se ci sono contributi previdenziali non imponibili.

      Sezione 2: Dati previdenziali

      Indica i contributi versati alla Gestione Separata INPS o ad altre Casse:

      • Codice Ente: GS (Gestione Separata), ENASARCO, ENPAM, Cassa Forense, ecc.
      • Imponibile contributivo: base di calcolo dei contributi
      • Aliquota applicata: 26,07% per GS, 14,65% per ENASARCO, variabile per Casse professionali
      • Contributi versati: importo totale versato (quota committente + quota percipiente)

      Esempio Gestione Separata INPS (2026):

      • Compenso lordo: 20.000 euro
      • Aliquota GS: 26,07% (se non iscritto ad altra Cassa e non pensionato)
      • Contributi totali: 20.000 × 26,07% = 5.214 euro
      • Quota committente: 5.214 × 55% = 2.868 euro (versata dal committente)
      • Quota percipiente: 5.214 × 45% = 2.346 euro (trattenuta dal compenso)

      Sezione 3: Annotazioni

      Eventuali note esplicative o codici specifici:

      • Codice 1: compensi non soggetti a ritenuta (es. forfettari)
      • Codice 2: ritenute sospese per eventi eccezionali
      • Codice 7: compensi a soggetti non residenti

      Casistiche particolari

      1. Professionista in regime forfettario

      Se il percipiente è in regime forfettario, la CU non viene rilasciata perché non subisce ritenute d’acconto. Il professionista deve solo conservare le fatture emesse.

      2. Collaboratore occasionale sotto 5.000 euro

      Se il compenso annuo da un singolo committente è inferiore a 5.000 euro:

      • Non sono dovuti contributi INPS
      • La CU riporta solo compenso e ritenuta IRPEF (20%)
      • Il percipiente dichiara il reddito nel quadro D (redditi diversi)

      3. Agente monomandatario ENASARCO

      La CU deve riportare:

      • Provvigioni lorde (punto 1)
      • Contributi ENASARCO mandante (punto 6)
      • Contributi ENASARCO agente (punto 5, trattenuti)
      • Ritenuta IRPEF calcolata su (provvigioni – contributi mandante)

      Secondo il provvedimento Agenzia Entrate n. 9217/2022, dal 2023 le CU devono riportare anche il codice fiscale dell’ente previdenziale per consentire controlli incrociati con le posizioni contributive.

      Come Usare la Certificazione Unica nella Dichiarazione dei Redditi

      La Certificazione Unica è il documento base per compilare la dichiarazione dei redditi. Vediamo come utilizzarla nel modello 730 e nel modello Redditi PF.

      CU nel modello 730

      Il 730 può essere utilizzato dai lavoratori autonomi solo per i redditi occasionali (quadro D – redditi diversi). I professionisti con partita IVA devono obbligatoriamente usare il modello Redditi PF.

      Quadro D – Redditi diversi (collaborazioni occasionali):

      1. Righi D4/D5: Indicare i compensi da lavoro autonomo occasionale
        • Colonna 1: Codice 1 (redditi da attività occasionale)
        • Colonna 2: Importo lordo percepito (dalla CU, punto 1)
        • Colonna 4: Ritenute IRPEF subite (dalla CU, punto 2)
      2. Rigo D6: Indicare eventuali spese deducibili sostenute per l’attività occasionale (massimo 25% del compenso)

      Esempio compilazione 730:

      • Compenso lordo CU: 4.500 euro
      • Ritenute subite: 900 euro (20%)
      • Spese deducibili documentate: 300 euro
      • Reddito imponibile: 4.500 – 300 = 4.200 euro

      Il reddito imponibile (4.200 euro) concorrerà alla formazione del reddito complessivo su cui calcolare IRPEF e addizionali. Le ritenute subite (900 euro) saranno portate in detrazione e potrebbero generare un credito a rimborso se superiori all’IRPEF dovuta.

      CU nel modello Redditi PF

      I professionisti con partita IVA devono utilizzare il quadro RE (redditi da lavoro autonomo) del modello Redditi PF.

      Quadro RE – Redditi da lavoro autonomo:

      1. Sezione I – Determinazione del reddito:
        • RE1: Compensi percepiti nell’anno (somma delle CU + fatture incassate)
        • RE2: Plusvalenze patrimoniali (se applicabili)
        • RE3: Rimanenze finali (per attività commerciali)
        • RE4: Totale ricavi/compensi
      2. Sezione II – Costi deducibili:
        • RE5-RE20: Spese per acquisto beni, collaboratori, auto, ufficio, consulenze, ecc.
        • RE21: Contributi previdenziali obbligatori (da CU, punto 5)
        • RE22: Altre spese
      3. Sezione III – Reddito netto:
        • RE23: Reddito/perdita (ricavi – costi)

      Importante: I contributi previdenziali riportati nella CU (punto 5) sono interamente deducibili dal reddito professionale, riducendo la base imponibile IRPEF.

      Quadro RN – Ritenute subite

      Le ritenute d’acconto certificate dalla CU vanno indicate nel quadro RN (calcolo IRPEF e altre imposte):

      • RN20-RN23: Ritenute da lavoro autonomo (sommare tutte le CU ricevute, punto 2)
      • RN24-RN27: Acconti IRPEF versati nell’anno precedente
      • RN28: Altre ritenute a titolo d’acconto

      Le ritenute costituiscono un credito d’imposta che riduce l’IRPEF dovuta. Se le ritenute superano l’imposta dovuta, si genera un credito a rimborso o da utilizzare in compensazione.

      Addizionali regionali e comunali

      Se la CU riporta addizionali IRPEF trattenute (punti 3 e 4), queste vanno indicate nel quadro RN:

      • RN30: Addizionale regionale trattenuta
      • RN37: Addizionale comunale trattenuta

      Nota: Per i lavoratori autonomi, le addizionali sono generalmente versate in autoliquidazione (tramite F24) e non trattenute dal committente, salvo casi particolari.

      Controlli e verifiche

      Prima di inviare la dichiarazione, verificare sempre:

      1. Coerenza tra CU e dichiarazione: i compensi dichiarati devono corrispondere alle CU ricevute
      2. Ritenute correttamente riportate: sommare tutte le CU e verificare il totale
      3. Contributi previdenziali dedotti: devono coincidere con quanto versato e certificato
      4. Codice fiscale committente corretto: per consentire controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate

      L’Agenzia delle Entrate esegue controlli automatici incrociando le CU trasmesse dai committenti con le dichiarazioni dei percipienti. Eventuali incongruenze generano comunicazioni di irregolarità (cosiddette lettere di compliance).

      Errori Comuni nella Certificazione Unica e Come Correggerli

      Gli errori nella Certificazione Unica sono frequenti e possono causare problemi nella dichiarazione dei redditi. Vediamo i più comuni e come correggerli.

      1. Importo del compenso errato

      Errore: Il committente ha indicato un importo inferiore o superiore a quello effettivamente corrisposto.

      Conseguenze:

      • Dichiarazione incompleta o sovrastimata
      • Ritenute non corrispondenti ai compensi
      • Possibili sanzioni per infedele dichiarazione

      Soluzione:

      1. Contattare immediatamente il committente e richiedere la CU sostitutiva
      2. Il committente deve inviare una CU rettificativa all’Agenzia delle Entrate (codice evento “S” per sostitutiva)
      3. Se il committente non collabora, conservare la documentazione probante (fatture, bonifici) e dichiarare l’importo corretto, annotando la difformità nella dichiarazione

      2. Ritenute non operate o operate in misura errata

      Errore: Il committente non ha applicato la ritenuta del 20% o l’ha calcolata male.

      Esempio: Compenso 10.000 euro, ritenuta applicata 1.500 euro (15%) invece di 2.000 euro (20%).

      Conseguenze:

      • Il percipiente perde il credito d’imposta sulle ritenute non operate
      • Il committente è solidalmente responsabile per le imposte non trattenute
      • Possibili sanzioni per il sostituto d’imposta (dal 20% al 50% delle ritenute non versate)

      Soluzione:

      1. Richiedere al committente di regolarizzare le ritenute tramite ravvedimento operoso
      2. Il committente deve versare le ritenute mancanti con sanzioni ridotte (articolo 13 D.Lgs. 472/1997)
      3. Emettere CU sostitutiva con le ritenute corrette
      4. Se il committente non regolarizza, il percipiente può segnalare l’omissione all’Agenzia delle Entrate (modulo di compliance)

      3. Contributi previdenziali errati o mancanti

      Errore: La CU non riporta i contributi INPS versati o riporta importi sbagliati.

      Conseguenze:

      • Perdita della deduzione fiscale sui contributi
      • Posizione contributiva INPS non aggiornata
      • Problemi futuri per il calcolo della pensione

      Soluzione:

      1. Verificare l’estratto conto contributivo INPS (accessibile dal sito INPS con SPID)
      2. Se i contributi sono stati versati ma non indicati in CU, richiedere CU sostitutiva
      3. Se i contributi non sono stati versati dal committente, segnalare all’INPS tramite PEC o sportello. L’INPS può recuperarli dal committente con sanzioni e interessi

      4. Codice fiscale errato

      Errore: Il committente ha indicato un codice fiscale sbagliato del percipiente (errore di battitura).

      Conseguenze:

      • La CU viene attribuita a un soggetto diverso
      • Il percipiente corretto non ha la CU nel cassetto fiscale
      • Impossibilità di utilizzare il 730 precompilato

      Soluzione:

      1. Richiedere CU sostitutiva con codice fiscale corretto
      2. Il committente deve annullare la CU errata (codice evento “A” per annullamento) e trasmetterne una nuova

      5. CU non pervenuta entro la scadenza

      Errore: Il committente non consegna la CU entro il 16 marzo.

      Conseguenze:

      • Il percipiente non può compilare correttamente la dichiarazione
      • Rischio di omessa o infedele dichiarazione
      • Impossibilità di accedere al 730 precompilato con dati completi

      Soluzione:

      1. Sollecitare il committente via PEC o raccomandata A/R
      2. Se il committente non risponde, inviare una diffida formale con termine di 15 giorni
      3. In ultima istanza, segnalare l’inadempienza all’Agenzia delle Entrate tramite segnalazione online (servizio “Segnala un illecito fiscale”)
      4. Dichiarare comunque i compensi percepiti utilizzando la documentazione disponibile (fatture, bonifici, F24 dei contributi)

      Secondo la risoluzione Agenzia Entrate n. 110/E/2018, il percipiente che non riceve la CU può comunque presentare la dichiarazione indicando i compensi effettivamente percepiti e le ritenute documentate, allegando copia delle fatture e dei bonifici.

      CU sostitutiva: come funziona

      La Certificazione Unica sostitutiva corregge errori materiali della CU originaria. Il committente deve:

      1. Compilare una nuova CU con i dati corretti
      2. Indicare nel frontespizio codice evento “S” (sostitutiva)
      3. Trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni dalla correzione
      4. Consegnare al percipiente la CU corretta

      La CU sostitutiva sostituisce integralmente quella precedente. Il percipiente deve utilizzare solo l’ultima versione.

      CU annullativa

      Se la CU è stata emessa per errore (es. doppia emissione), il committente deve:

      1. Compilare una CU con codice evento “A” (annullamento)
      2. Trasmettere telematicamente l’annullamento
      3. Eventualmente emettere una nuova CU corretta (con codice “O” ordinaria)

      Sanzioni per Mancato o Tardivo Rilascio della Certificazione Unica

      Il mancato o tardivo rilascio della Certificazione Unica comporta sanzioni amministrative a carico del sostituto d’imposta. È importante conoscere le conseguenze per sollecitare correttamente il committente inadempiente.

      Sanzioni per omesso rilascio (D.Lgs. 471/1997, art. 4)

      Il sostituto d’imposta che non rilascia la CU è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro per ogni CU omessa (importi aggiornati al 2026).

      Aggravanti:

      • Se l’omissione riguarda più di 50 CU, la sanzione può arrivare fino a 51.645 euro
      • Se l’omissione è reiterata (plurimi anni), l’Agenzia delle Entrate può applicare sanzioni cumulate

      Riduzione con ravvedimento operoso:

      Se il sostituto d’imposta si accorge dell’errore e provvede spontaneamente al rilascio tardivo, può beneficiare della riduzione delle sanzioni:

      Tempistica ravvedimentoRiduzione sanzioneSanzione ridotta
      Entro 90 giorni dalla scadenza1/10 del minimo (ravvedimento sprint)25,80 euro
      Entro 1 anno dalla scadenza1/9 del minimo28,67 euro
      Entro 2 anni dalla scadenza1/8 del minimo32,25 euro
      Oltre 2 anni1/7 del minimo36,86 euro

      Esempio: Un’azienda dimentica di rilasciare la CU a un collaboratore entro il 16 marzo 2026. Se regolarizza entro il 14 giugno 2026 (90 giorni), paga 25,80 euro invece di 258-2.065 euro.

      Sanzioni per omessa trasmissione telematica (D.Lgs. 471/1997, art. 4)

      Se il sostituto d’imposta consegna la CU al percipiente ma non la trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate, è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro.

      Nota: La trasmissione telematica è obbligatoria per le CU ordinarie (lavoro autonomo, provvigioni), mentre le CU sintetiche (pensioni, rendite) possono essere solo consegnate al percipiente senza trasmissione.

      Sanzioni per dati errati o incompleti (D.Lgs. 471/1997, art. 11)

      Se la CU contiene dati inesatti o incompleti (es. importi sbagliati, codice fiscale errato), il sostituto d’imposta può essere sanzionato con una sanzione da 258 a 2.065 euro.

      Tuttavia, se l’errore è di modesta entità (es. errore di pochi euro), l’Agenzia delle Entrate applica il principio di proporzionalità e può non sanzionare o applicare la sanzione minima.

      Sanzioni per ritenute non versate

      Se il sostituto d’imposta ha operato le ritenute ma non le ha versate all’Erario, le sanzioni sono molto più severe:

      • Sanzione amministrativa: dal 20% al 50% delle ritenute non versate (D.Lgs. 471/1997, art. 13)
      • Interessi moratori: calcolati dal giorno successivo alla scadenza del versamento
      • Responsabilità penale: se l’importo non versato supera 10.000 euro per periodo d’imposta, scatta il reato di omesso versamento di ritenute (art. 10-bis D.Lgs. 74/2000), punito con reclusione da 6 mesi a 2 anni

      Esempio: Un’azienda ha trattenuto 15.000 euro di ritenute d’acconto da lavoratori autonomi nel 2025 ma non le ha versate. Sanzioni:

      • Sanzione amministrativa (minimo 20%): 3.000 euro
      • Interessi moratori (2% annuo per 1 anno): 300 euro
      • Denuncia penale (importo > 10.000 euro)

      Responsabilità solidale del percipiente

      In caso di omesso versamento delle ritenute, l’Agenzia delle Entrate può rivalersi sul percipiente per recuperare le imposte non versate dal sostituto d’imposta (articolo 35, D.P.R. 600/1973).

      Il percipiente può però:

      1. Dimostrare di aver subito la ritenuta (es. bonifico netto ricevuto)
      2. Rivalersi sul committente per il recupero delle somme pagate

      Secondo la Cassazione (sentenza n. 18626/2019), la responsabilità solidale del percipiente è limitata ai casi in cui ha concorso nell’evasione o era a conoscenza dell’omesso versamento.

      Come tutelare il percipiente

      Per evitare di subire conseguenze dall’inadempienza del committente, il lavoratore autonomo deve:

      1. Conservare le fatture emesse e i bonifici ricevuti (prova del compenso netto percepito)
      2. Verificare che le ritenute siano state versate controllando il cassetto fiscale (sezione “Versamenti”)
      3. Sollecitare il committente per il rilascio della CU entro la scadenza
      4. Segnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali omissioni o irregolarità

      In caso di accertamento fiscale, il percipiente può dimostrare la buona fede allegando la documentazione e chiedendo lo sgravio delle sanzioni applicategli solidalmente.

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      Domande Frequenti sulla Certificazione Unica per Lavoratori Autonomi

      Chi deve rilasciare la Certificazione Unica ai lavoratori autonomi?

      La CU deve essere rilasciata dal sostituto d’imposta, cioè dal committente che ha erogato compensi soggetti a ritenuta d’acconto del 20%. Sono obbligati: imprese, società, enti pubblici, professionisti con collaboratori, amministratori di condominio. I privati sono obbligati solo se hanno versato contributi INPS per il collaboratore.

      Entro quando deve essere rilasciata la CU 2026?

      La Certificazione Unica 2026 (redditi 2025) deve essere rilasciata entro il 16 marzo 2026 per i lavoratori autonomi, collaboratori e agenti. Entro la stessa data deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Le CU sintetiche (pensioni, rendite) hanno scadenza 31 marzo 2026.

      Un professionista in regime forfettario riceve la CU?

      No. I professionisti in regime forfettario non subiscono ritenute d’acconto, quindi il committente non deve rilasciare la Certificazione Unica. Il forfettario conserva solo le fatture emesse e dichiara i compensi incassati nel modello Redditi PF.

      Cosa fare se la CU contiene dati errati?

      Contattare immediatamente il committente e richiedere una CU sostitutiva (codice evento S). Il committente deve correggere l’errore, trasmettere la nuova CU all’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni e consegnarla al percipiente. Se il committente non collabora, dichiarare l’importo corretto allegando la documentazione probante (fatture, bonifici).

      Quali sanzioni rischia chi non rilascia la CU?

      Il sostituto d’imposta che non rilascia la CU è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro per ogni CU omessa. Se l’omissione riguarda oltre 50 certificazioni, la sanzione può arrivare fino a 51.645 euro. Con il ravvedimento operoso entro 90 giorni la sanzione si riduce a 25,80 euro.

      Come si usano le ritenute della CU nella dichiarazione dei redditi?

      Le ritenute d’acconto certificate dalla CU (punto 2) vanno indicate nel quadro RN del modello Redditi PF o nei righi dedicati del 730. Costituiscono un credito d’imposta che riduce l’IRPEF dovuta. Se le ritenute superano l’imposta, si ottiene un rimborso o un credito da utilizzare in compensazione.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione della dichiarazione dei redditi, la verifica della Certificazione Unica e la gestione delle ritenute d’acconto per lavoratori autonomi e collaboratori.

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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        Domanda di Pensione di Vecchiaia: Documenti, Istruzioni INPS e Verifiche Prima dell’Invio

        Pensione 2026 INPS

        Presentare la domanda di pensione di vecchiaia rappresenta uno dei momenti più importanti nella vita lavorativa di ogni cittadino. Dopo anni di contributi versati all’INPS, è fondamentale conoscere tutti i documenti necessari, le procedure corrette e le verifiche da effettuare prima dell’invio per evitare ritardi o problemi nell’erogazione della pensione.

        La pensione di vecchiaia è la prestazione economica erogata dall’INPS ai lavoratori che hanno raggiunto i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa vigente. Nel 2026, i requisiti sono rimasti invariati rispetto all’anno precedente, ma è essenziale verificare con attenzione la propria posizione contributiva prima di procedere con l’invio della domanda.

        In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo nella presentazione della domanda di pensione di vecchiaia, fornendoti tutte le informazioni necessarie sui documenti da preparare, le verifiche da effettuare e gli errori comuni da evitare.

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        Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-07 13:12:492026-05-31 18:05:31Domanda di Pensione di Vecchiaia: Documenti, Istruzioni INPS e Verifiche Prima dell’Invio
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Domanda Pensione di Vecchiaia: Documenti e Istruzioni INPS 2026

        Pensione 2026 INPS

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è la Pensione di Vecchiaia
        2. Requisiti Pensione di Vecchiaia 2026
        3. Documenti Necessari per la Domanda
        4. Come Fare Domanda: Procedura Passo-Passo
        5. Verifiche Preliminari Obbligatorie
        6. Tempistiche e Decorrenza della Pensione
        7. Casi Particolari: Autonomi, Gestione Separata, Dipendenti Pubblici
        8. Errori Comuni da Evitare
        9. Domande Frequenti sulla Pensione di Vecchiaia

        La domanda di pensione di vecchiaia rappresenta uno dei momenti più importanti nella vita lavorativa di ogni cittadino. Dopo decenni di contributi versati, arriva finalmente il momento di accedere alla pensione di vecchiaia INPS, la prestazione previdenziale che garantisce un reddito mensile una volta raggiunti i requisiti di età e contribuzione.

        Compilare correttamente la domanda di pensione è fondamentale per evitare ritardi, respingimenti o errori nel calcolo dell’importo. In questa guida completa scoprirai tutti i documenti necessari, i requisiti 2026 aggiornati, la procedura INPS passo-passo e le verifiche preliminari obbligatorie da effettuare prima dell’invio.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di lavoratori nella presentazione della domanda di pensione, verificando l’estratto contributivo, controllando eventuali buchi contributivi e gestendo tutta la pratica fino all’accoglimento da parte dell’INPS.

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        Cos’è la Pensione di Vecchiaia

        La pensione di vecchiaia è la prestazione previdenziale erogata dall’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) ai lavoratori che hanno raggiunto l’età pensionabile prevista dalla legge e che possono vantare un numero minimo di anni di contributi versati durante la carriera lavorativa.

        Si tratta della forma di pensione più comune in Italia, accessibile sia ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) che agli autonomi (artigiani, commercianti, liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS).

        A differenza della pensione anticipata, che si può ottenere prima dell’età pensionabile raggiungendo un elevato numero di anni di contributi (attualmente 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne), la pensione di vecchiaia richiede un’età anagrafica minima e un requisito contributivo più basso.

        Chi può richiedere la pensione di vecchiaia?

        Possono presentare domanda di pensione di vecchiaia tutti i lavoratori che hanno maturato i requisiti previsti per il proprio anno di decorrenza, indipendentemente dal settore di appartenenza:

        • Lavoratori dipendenti del settore privato
        • Lavoratori dipendenti del settore pubblico
        • Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)
        • Liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS
        • Lavoratori con contribuzione mista (dipendente + autonoma)

        L’importante è aver versato contributi nelle gestioni previdenziali obbligatorie INPS per almeno il numero minimo di anni richiesto dalla normativa vigente.

        Requisiti Pensione di Vecchiaia 2026

        I requisiti pensione vecchiaia 2026 sono stabiliti dalla normativa previdenziale italiana e si basano su due elementi fondamentali: l’età anagrafica e gli anni di contribuzione.

        Età pensionabile 2026

        Nel 2026, l’età pensionabile per la pensione di vecchiaia è fissata a:

        • 67 anni per tutti i lavoratori (uomini e donne, dipendenti e autonomi)

        Questa età è il risultato dell’adeguamento alla speranza di vita previsto dalla Legge Fornero (Legge 214/2011). Ogni due anni, l’ISTAT rileva l’aspettativa di vita media degli italiani e, se aumentata, l’età pensionabile viene adeguata di conseguenza.

        Attenzione: per chi matura i requisiti nel 2027 o 2028, l’età potrebbe salire ulteriormente in base agli adeguamenti ISTAT previsti. Per questo è fondamentale verificare sempre i requisiti aggiornati al momento della domanda.

        Anni di contributi richiesti

        Oltre all’età, è necessario aver maturato almeno 20 anni di contribuzione effettiva (1.040 settimane). Questo requisito vale per tutti i lavoratori, senza distinzione tra dipendenti e autonomi.

        I 20 anni di contributi devono essere:

        • Effettivamente versati (contributi obbligatori, volontari, da riscatto)
        • Accreditati figurativamente per periodi coperti da INPS (maternità, disoccupazione NASpI, malattia, cassa integrazione)

        Non rientrano nei 20 anni: i periodi non coperti da contribuzione (aspettative non retribuite, periodi di lavoro all’estero senza totalizzazione, periodi senza attività lavorativa).

        Casi speciali: requisiti ridotti

        Esistono alcune deroghe che permettono di accedere alla pensione di vecchiaia con requisiti contributivi inferiori ai 20 anni:

        • Lavoratori con primo contributo successivo al 31/12/1995 (sistema contributivo puro): possono accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni con solo 5 anni di contributi, ma l’importo della pensione deve essere almeno 1,5 volte l’assegno sociale (circa 780 euro mensili nel 2026). Se l’importo è inferiore, bisogna attendere i 71 anni di età, mantenendo i 5 anni di contributi.
        • Lavoratori non vedenti: possono accedere alla pensione con requisiti ridotti (età inferiore e/o meno anni di contributi).
        • Lavoratori con invalidità grave: in alcuni casi possono beneficiare di riduzioni dell’età pensionabile.

        Per verificare se rientri in una di queste categorie speciali, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine per un’analisi personalizzata della tua posizione contributiva.

        Documenti Necessari per la Domanda

        Per presentare la domanda di pensione di vecchiaia all’INPS è necessario raccogliere una serie di documenti che attestino la tua identità, la tua carriera lavorativa e la tua situazione contributiva. Ecco l’elenco completo:

        Documenti anagrafici

        • Documento d’identità valido (carta d’identità, patente, passaporto)
        • Codice fiscale
        • Certificato di stato di famiglia (se hai familiari a carico)
        • Certificato di matrimonio (se coniugato/a)

        Documenti contributivi

        • Estratto conto contributivo INPS (ECOCERT) aggiornato, scaricabile dal sito INPS con SPID/CIE/CNS
        • CU (Certificazione Unica) degli ultimi anni lavorativi
        • Buste paga recenti (ultime 3-6 mensilità), se ancora in servizio
        • Documentazione relativa a periodi di servizio militare (se non già accreditati)
        • Certificati di malattia, maternità, cassa integrazione per periodi di contribuzione figurativa non ancora registrati

        Documenti per lavoratori autonomi

        Se sei un lavoratore autonomo (artigiano, commerciante, libero professionista) dovrai presentare anche:

        • Visure camerali o certificati di iscrizione all’Albo professionale
        • Dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni (Modello Redditi PF)
        • Ricevute di pagamento dei contributi INPS (F24, MAV) se hai versato contributi volontari

        Documenti bancari

        • IBAN del conto corrente o libretto postale su cui ricevere la pensione
        • Il conto deve essere intestato o cointestato al richiedente

        Documenti per situazioni particolari

        In caso di situazioni specifiche, potrebbero essere necessari ulteriori documenti:

        • Certificati di invalidità se richiedi agevolazioni per invalidità
        • Documentazione di totalizzazione internazionale se hai lavorato all’estero in paesi UE o convenzionati
        • Attestazioni di riscatto periodi non coperti (laurea, maternità fuori dal rapporto di lavoro)
        • Ricongiunzione contributiva se hai contributi in gestioni diverse (dipendente + autonomo)

        Consiglio del CAF: prima di presentare domanda, richiedi sempre un controllo completo del tuo estratto contributivo. Il CAF Centro Fiscale verifica che tutti i periodi lavorativi siano correttamente accreditati e segnala eventuali anomalie da correggere PRIMA dell’invio della domanda.

        Come Fare Domanda: Procedura Passo-Passo

        La domanda di pensione di vecchiaia deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale INPS. Ecco la procedura completa:

        Opzione 1: Domanda autonoma tramite portale INPS

        Se vuoi presentare domanda in autonomia, segui questi passaggi:

        1. Accedi al sito INPS (www.inps.it) utilizzando SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
        2. Clicca su “Pensione e Previdenza” nel menu principale
        3. Seleziona “Domanda di pensione“
        4. Scegli “Pensione di vecchiaia” tra le tipologie disponibili
        5. Compila tutti i campi richiesti:
          • Dati anagrafici
          • Residenza e domicilio
          • IBAN per accredito pensione
          • Situazione familiare (coniuge, figli a carico)
          • Ultimo datore di lavoro
          • Data di cessazione del rapporto di lavoro (se già avvenuta)
        6. Allega i documenti richiesti (se necessario)
        7. Verifica il riepilogo della domanda
        8. Invia la domanda
        9. Riceverai una ricevuta di protocollazione con numero di pratica

        Attenzione: compilare correttamente la domanda è fondamentale. Errori nei dati o mancanza di documentazione possono causare ritardi o respingimenti.

        Opzione 2: Domanda tramite CAF o Patronato (CONSIGLIATO)

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione della domanda di pensione:

        1. Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B)
        2. Il nostro operatore verifica il tuo estratto contributivo e controlla che tutti i requisiti siano soddisfatti
        3. Ti guidiamo nella raccolta dei documenti necessari
        4. Compiliamo insieme la domanda INPS, evitando errori e omissioni
        5. Inviamo la domanda per tuo conto e ti consegniamo la ricevuta di protocollo
        6. Ti teniamo aggiornato sull’iter della pratica fino all’accoglimento
        7. In caso di problemi o richieste INPS, gestiamo tutte le comunicazioni

        Vantaggi di rivolgersi al CAF:

        • ✅ Nessun rischio di errori nella compilazione
        • ✅ Verifica preventiva dell’estratto contributivo per individuare buchi o anomalie
        • ✅ Supporto completo per documenti e pratiche collaterali (totalizzazione, ricongiunzione, riscatto)
        • ✅ Assistenza post-invio per eventuali integrazioni richieste da INPS
        • ✅ Esperienza consolidata su centinaia di pratiche pensionistiche gestite ogni anno

        Opzione 3: Domanda tramite Contact Center INPS

        Puoi anche presentare domanda chiamando il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (a pagamento da mobile). L’operatore INPS compilerà la domanda telefonicamente seguendo le tue indicazioni.

        Tuttavia, questa modalità non è consigliata per domande complesse o se hai contributi in gestioni diverse, poiché l’operatore non può verificare preventivamente la tua posizione contributiva.

        Verifiche Preliminari Obbligatorie

        Prima di presentare la domanda di pensione, è fondamentale effettuare alcune verifiche preliminari per evitare sorprese, ritardi o respingimenti. Ecco i controlli da fare assolutamente:

        1. Scarica e controlla l’Estratto Contributivo (ECOCERT)

        L’estratto conto contributivo è il documento che riporta tutti i contributi versati durante la tua carriera lavorativa. Puoi scaricarlo gratuitamente dal sito INPS con SPID/CIE/CNS seguendo questi passaggi:

        1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali
        2. Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino“
        3. Clicca su “Posizione Assicurativa“
        4. Seleziona “Estratto Conto Contributivo“
        5. Scarica il PDF dell’estratto completo

        Cosa verificare nell’estratto contributivo:

        • Tutti i periodi lavorativi sono registrati correttamente?
        • Ci sono buchi contributivi (periodi non coperti)?
        • I contributi da lavoro dipendente, autonomo, figurativi sono tutti presenti?
        • Il totale degli anni di contribuzione raggiunge almeno 20 anni (1.040 settimane)?

        Se noti errori o mancanze: contatta immediatamente l’INPS o rivolgiti al CAF per chiedere la rettifica dell’estratto contributivo PRIMA di presentare domanda di pensione.

        2. Verifica i periodi di contribuzione figurativa

        La contribuzione figurativa include periodi in cui non hai lavorato ma che vengono comunque accreditati come contributi dall’INPS:

        • Maternità obbligatoria e facoltativa
        • Disoccupazione NASpI o indennità di mobilità
        • Cassa integrazione guadagni (ordinaria, straordinaria, in deroga)
        • Malattia (per periodi prolungati)
        • Congedi per assistenza a familiari disabili (Legge 104)
        • Servizio militare o civile

        Questi periodi devono essere correttamente registrati nell’estratto contributivo. Se mancano, è necessario presentare domanda di accredito figurativo allegando i certificati (es. certificato di maternità, certificati NASpI, fogli di cassa integrazione).

        3. Controlla eventuali periodi all’estero (totalizzazione)

        Se hai lavorato in paesi dell’Unione Europea o in paesi convenzionati con l’Italia (Svizzera, Stati Uniti, Canada, Australia, ecc.), puoi sommare i contributi esteri a quelli italiani tramite la totalizzazione internazionale.

        Per far valere i contributi esteri devi:

        1. Richiedere all’ente previdenziale estero un certificato dei contributi versati
        2. Presentare domanda di totalizzazione all’INPS allegando il certificato estero
        3. Attendere che l’INPS riconosca i periodi esteri nel tuo estratto contributivo

        Attenzione: la totalizzazione internazionale richiede tempi lunghi (anche 6-12 mesi). Per questo è fondamentale avviarla con largo anticipo rispetto alla data di pensionamento prevista.

        4. Valuta riscatto laurea o altri periodi

        Se ti mancano alcuni anni per raggiungere i 20 richiesti, puoi valutare il riscatto di periodi non coperti da contribuzione:

        • Riscatto laurea: puoi riscattare gli anni di università (massimo la durata legale del corso)
        • Riscatto periodi di aspettativa non retribuita
        • Riscatto maternità fuori dal rapporto di lavoro
        • Riscatto servizio militare (se non già accreditato d’ufficio)

        Il riscatto ha un costo che varia in base all’importo dei tuoi redditi e al numero di anni da riscattare. Il CAF può effettuare un calcolo preventivo del costo e valutare la convenienza economica.

        5. Verifica la ricongiunzione contributiva (se hai contributi in gestioni diverse)

        Se hai lavorato sia come dipendente che come autonomo, potresti avere contributi in gestioni INPS diverse (es. Fondo Lavoratori Dipendenti + Gestione Artigiani). In questo caso puoi chiedere la ricongiunzione per unificare tutti i contributi in un’unica gestione.

        La ricongiunzione può essere onerosa (a pagamento) o gratuita (per alcune categorie). Il CAF verifica quale tipo di ricongiunzione conviene e gestisce tutta la pratica.

        Tempistiche e Decorrenza della Pensione

        Uno degli aspetti più importanti da comprendere è quando inizierai a ricevere la pensione dopo aver presentato la domanda. Ecco tutte le informazioni su tempistiche e decorrenza:

        Quando presentare la domanda?

        La domanda di pensione di vecchiaia può essere presentata:

        • Fino a 3 mesi prima della data di maturazione dei requisiti
        • In qualsiasi momento dopo aver maturato i requisiti (non c’è una scadenza massima)

        Consiglio: presentare domanda con anticipo (2-3 mesi prima) permette all’INPS di istruire la pratica per tempo e garantire il pagamento della prima mensilità già dal mese di decorrenza.

        Decorrenza della pensione: quando parte il pagamento?

        La decorrenza della pensione (cioè il mese da cui inizia il pagamento) dipende dal tipo di lavoratore:

        Per i lavoratori dipendenti del settore privato:

        • La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla cessazione del rapporto di lavoro
        • Esempio: se cessi il lavoro il 15 maggio 2026, la pensione parte dal 1° giugno 2026

        Per i lavoratori autonomi:

        • La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda
        • Esempio: se presenti domanda il 10 aprile 2026, la pensione parte dal 1° maggio 2026

        Per i dipendenti pubblici:

        • La pensione decorre dal giorno successivo alla cessazione del servizio
        • Esempio: se vai in pensione il 31 agosto 2026, la pensione parte dal 1° settembre 2026

        Finestre mobili (abolite dal 2012)

        Prima della Riforma Fornero (2011), esistevano le cosiddette “finestre mobili” che ritardavano di alcuni mesi la decorrenza della pensione. Queste finestre sono state abolite per la pensione di vecchiaia dal 1° gennaio 2012.

        Quindi oggi, se maturi i requisiti e cessi il lavoro, la pensione parte dal mese successivo senza ulteriori ritardi.

        Quanto tempo impiega l’INPS a lavorare la domanda?

        Dopo l’invio della domanda, l’INPS ha fino a 120 giorni per istruire la pratica e comunicare l’esito (accoglimento o rigetto). Nella maggior parte dei casi, le domande vengono lavorate in 30-60 giorni.

        Se la domanda è completa e corretta, riceverai:

        1. Lettera di accoglimento con l’importo della pensione e la data di decorrenza
        2. Primo pagamento entro il mese di decorrenza (se la domanda è stata presentata per tempo)

        Attenzione: se la domanda presenta errori, mancanze o richiede integrazioni documentali, i tempi si allungano. Per questo è fondamentale compilarla correttamente fin dall’inizio.

        Pagamento della pensione: quando arriva?

        La pensione viene pagata mensilmente il primo giorno bancabile del mese (solitamente il 1° o il 2 del mese, se il 1° è domenica o festivo). Il pagamento avviene tramite:

        • Accredito su conto corrente bancario o postale (modalità più comune)
        • Bonifico domiciliato presso ufficio postale (ritiro in contanti, per importi fino a 1.000 euro)
        • Libretto postale

        Casi Particolari: Autonomi, Gestione Separata, Dipendenti Pubblici

        La pensione di vecchiaia presenta alcune differenze in base alla categoria di lavoratore. Ecco i casi particolari più comuni:

        Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)

        I lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali INPS (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) hanno gli stessi requisiti dei dipendenti:

        • 67 anni di età nel 2026
        • 20 anni di contributi

        Particolarità per gli autonomi:

        • Non è obbligatorio cessare l’attività per andare in pensione. Puoi continuare a lavorare e ricevere la pensione contemporaneamente.
        • Tuttavia, se continui a lavorare come autonomo, dovrai continuare a versare i contributi INPS sulla tua attività.
        • I redditi da lavoro autonomo dopo la pensione sono totalmente cumulabili con la pensione (nessun taglio).

        Liberi professionisti (Gestione Separata INPS)

        I liberi professionisti senza Cassa (collaboratori, consulenti, partite IVA in regime forfettario senza ordine professionale) iscritti alla Gestione Separata INPS seguono le stesse regole:

        • 67 anni di età
        • 20 anni di contributi

        Anche in questo caso è possibile cumulare pensione e redditi da lavoro senza limiti.

        Dipendenti pubblici

        I dipendenti pubblici (statali, regionali, comunali, insegnanti, personale sanitario) hanno requisiti identici ai privati:

        • 67 anni di età
        • 20 anni di contributi

        Differenze per i dipendenti pubblici:

        • La pensione è gestita da INPS Gestione Dipendenti Pubblici (ex INPDAP)
        • La domanda si presenta sempre tramite portale INPS (non più tramite l’ente di appartenenza)
        • La decorrenza è dal giorno successivo alla cessazione (non dal mese successivo)
        • La liquidazione (TFS/TFR) viene pagata separatamente e con tempistiche diverse dalla pensione

        Lavoratori con contribuzione mista (dipendente + autonomo)

        Se hai lavorato sia come dipendente che come autonomo, i tuoi contributi sono registrati in gestioni diverse. Hai due opzioni:

        1. Totalizzazione gratuita: sommi tutti i contributi delle diverse gestioni senza costi, ma con una decorrenza ritardata di 18 mesi (finestra mobile). La pensione viene calcolata pro-quota da ciascuna gestione.
        2. Ricongiunzione onerosa: trasferisci tutti i contributi in un’unica gestione pagando un onere (che può essere molto elevato). La pensione viene calcolata con le regole della gestione di destinazione.

        Il CAF effettua un calcolo comparativo per verificare quale opzione conviene economicamente.

        Lavoratori con contributi esteri

        Se hai lavorato in paesi UE o in paesi convenzionati con l’Italia, puoi sommare i contributi esteri a quelli italiani tramite:

        • Totalizzazione internazionale (gratuita): sommi i contributi di tutti i paesi per raggiungere i 20 anni richiesti. Ogni paese paga una quota di pensione proporzionale ai contributi versati.
        • Cumulo comunitario: per i soli paesi UE, puoi cumulare i periodi per il raggiungimento del requisito contributivo minimo.

        Attenzione: le pratiche internazionali richiedono tempi molto lunghi (anche 12-18 mesi). È fondamentale avviarle con largo anticipo.

        Errori Comuni da Evitare

        Quando si presenta la domanda di pensione di vecchiaia, molti lavoratori commettono errori che causano ritardi, respingimenti o perdite economiche. Ecco gli errori più frequenti e come evitarli:

        1. Non verificare l’estratto contributivo prima di presentare domanda

        Molti lavoratori presentano domanda senza aver mai controllato il proprio estratto contributivo. Risultato: scoprono solo dopo che mancano periodi, ci sono buchi contributivi o errori nei dati.

        Come evitarlo: scarica l’estratto contributivo dal sito INPS almeno 6 mesi prima della data prevista di pensionamento. Se noti errori, chiedi subito la rettifica tramite CAF o INPS.

        2. Presentare domanda troppo tardi

        Alcuni lavoratori aspettano di aver già compiuto 67 anni o addirittura di aver già cessato il lavoro prima di presentare domanda. Questo causa un ritardo nel pagamento della prima mensilità.

        Come evitarlo: presenta la domanda almeno 2-3 mesi prima della data di maturazione dei requisiti. Così l’INPS ha il tempo di istruire la pratica e pagare la prima mensilità puntualmente.

        3. Non comunicare correttamente la data di cessazione del rapporto di lavoro

        Per i lavoratori dipendenti, la data di cessazione del rapporto di lavoro è fondamentale per determinare la decorrenza della pensione. Molti indicano una data errata o non la comunicano affatto.

        Come evitarlo: nella domanda, indica con precisione la data di cessazione prevista. Se non sei sicuro, lascia il campo vuoto e aggiornalo successivamente tramite INPS.

        4. Sbagliare l’IBAN del conto corrente

        Un errore apparentemente banale ma molto comune: indicare un IBAN errato nella domanda. Risultato: la pensione non viene accreditata e bisogna fare una rettifica con ulteriori ritardi.

        Come evitarlo: verifica SEMPRE l’IBAN prima di inviare la domanda. Controlla che il conto sia intestato o cointestato a te e che sia attivo.

        5. Non dichiarare i redditi da lavoro dopo la pensione

        Se continui a lavorare dopo la pensione (come autonomo o con contratti occasionali), devi dichiarare i redditi percepiti. Altrimenti rischi sanzioni e recuperi da parte dell’INPS.

        Come evitarlo: comunica sempre all’INPS i redditi da lavoro percepiti dopo la pensione tramite la dichiarazione dei redditi 730 o il modello Redditi PF.

        6. Non considerare il riscatto della laurea o di altri periodi

        Molti lavoratori scoprono di essere a pochi mesi o anni dal requisito contributivo minimo (20 anni) solo quando è troppo tardi per riscattare periodi utili come la laurea o altri periodi non coperti.

        Come evitarlo: verifica la tua posizione contributiva con anticipo e valuta il riscatto se ti mancano contributi. Il CAF può effettuare un calcolo preventivo del costo.

        7. Ignorare i contributi versati all’estero

        Se hai lavorato all’estero, spesso i contributi versati in altri paesi NON vengono automaticamente considerati dall’INPS. Devi presentare esplicita domanda di totalizzazione internazionale.

        Come evitarlo: se hai lavorato in paesi UE o convenzionati, avvia la procedura di totalizzazione almeno 12-18 mesi prima della pensione.

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        • Compilazione domanda INPS senza rischio di errori
        • Gestione pratiche collaterali (riscatto laurea, ricongiunzione, totalizzazione)
        • Assistenza post-invio fino all’accoglimento della domanda
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          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-07 13:12:492026-09-28 20:53:06Domanda Pensione di Vecchiaia: Documenti e Istruzioni INPS 2026
          CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

          Precompilata dal 15 aprile 2026 con il Modello Redditi PF: quando serve al posto del 730

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Dal 15 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la precompilata del Modello Redditi PF (Persone Fisiche), un servizio che affianca la più nota precompilata del 730. Ma quando è necessario utilizzare il Modello Redditi al posto del 730? E quali sono le differenze tra i due modelli? La scelta del modello corretto è fondamentale per evitare errori, sanzioni e per ottimizzare la propria posizione fiscale. In questa guida completa analizziamo tutti i casi in cui la precompilata modello redditi 2026 è obbligatoria o consigliata, le tempistiche da rispettare e le differenze procedurali con il 730. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti nella scelta del modello più adatto alla tua situazione e per assisterti nella compilazione e invio della dichiarazione, sia in ufficio che online.

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          Indice dei contenuti

          1. Cos’è la Precompilata del Modello Redditi PF 2026
          2. Quando Serve il Modello Redditi al Posto del 730
          3. Come Funziona la Precompilata Modello Redditi 2026
          4. Scadenze e Modalità di Invio Modello Redditi 2026
          5. Vantaggi e Svantaggi del Modello Redditi rispetto al 730
          6. Precompilata Modello Redditi 2026: Novità e Aggiornamenti
          7. Errori Comuni nella Compilazione del Modello Redditi

          Cos’è la Precompilata del Modello Redditi PF 2026

          La precompilata del Modello Redditi PF 2026 è un servizio offerto dall’Agenzia delle Entrate che predispone automaticamente la dichiarazione dei redditi per le persone fisiche che non possono o non vogliono utilizzare il Modello 730. A partire dal 15 aprile 2026, i contribuenti possono accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate e consultare la dichiarazione già compilata con i dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria.

          Il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico PF) è il modello fiscale più completo disponibile in Italia e consente di dichiarare qualsiasi tipologia di reddito, anche quelli più complessi come redditi d’impresa, redditi da partecipazione, plusvalenze finanziarie, redditi esteri e molto altro. A differenza del 730, che è un modello semplificato riservato a lavoratori dipendenti e pensionati con situazioni fiscali standard, il Modello Redditi è più articolato e permette di gestire casistiche fiscali particolari.

          La precompilata del Modello Redditi 2026 contiene già precaricati i dati comunicati dai sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pensionistici), dalle banche e assicurazioni (CU, certificazioni interessi mutui, premi assicurativi), dalle strutture sanitarie (spese mediche) e da altri enti che trasmettono informazioni all’Agenzia delle Entrate. Il contribuente, o il suo intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale, deve verificare la correttezza dei dati precaricati, integrare eventuali informazioni mancanti e inviare la dichiarazione.

          Principali caratteristiche della precompilata Modello Redditi 2026:

          • Disponibilità dal 15 aprile 2026 nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate
          • Accesso con SPID, CIE o CNS per garantire sicurezza e privacy
          • Dati precaricati da CU, spese sanitarie, interessi mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali
          • Modificabile e integrabile prima dell’invio con eventuali dati mancanti
          • Invio diretto online oppure tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista)
          • Scadenza 30 novembre 2026 per l’invio telematico (salvo proroghe)

          Quando Serve il Modello Redditi al Posto del 730

          Non tutti i contribuenti possono utilizzare il Modello 730. Esistono infatti situazioni in cui è obbligatorio presentare il Modello Redditi PF, anche se la precompilata è disponibile. Vediamo nel dettaglio tutti i casi in cui il Modello Redditi 2026 è necessario al posto del 730.

          Casi Obbligatori di Utilizzo del Modello Redditi

          Il Modello Redditi PF è obbligatorio nei seguenti casi:

          • Titolari di partita IVA: chi ha partita IVA (anche in regime forfettario) deve sempre presentare il Modello Redditi, non il 730. Questo vale per imprenditori individuali, professionisti, artigiani, commercianti.
          • Redditi d’impresa: chi possiede redditi derivanti da attività d’impresa (ditta individuale, società di persone in qualità di socio) deve utilizzare il Modello Redditi.
          • Redditi da partecipazione in società di persone: soci di SNC, SAS, società semplici che percepiscono redditi da partecipazione devono dichiarare tramite Modello Redditi.
          • Plusvalenze e minusvalenze finanziarie: chi ha realizzato plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, di immobili, di terreni edificabili entro 5 anni dall’acquisto deve presentare il Modello Redditi.
          • Redditi esteri: chi possiede redditi prodotti all’estero (lavoro dipendente estero, pensioni estere, affitti esteri, dividendi esteri) che non rientrano nelle casistiche gestibili dal 730 deve usare il Modello Redditi. Questo include anche i contribuenti residenti fiscalmente in Italia con redditi esteri da dichiarare.
          • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta: interessi, dividendi, proventi finanziari non assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta devono essere dichiarati con il Modello Redditi.
          • Redditi diversi: redditi occasionali non da lavoro dipendente o pensione, compensi per attività occasionali superiori a determinate soglie, redditi da sublocazione, ecc.
          • Perdite fiscali pregresse da compensare: chi ha perdite d’impresa o di lavoro autonomo degli anni precedenti da portare in compensazione deve utilizzare il Modello Redditi.
          • Crediti d’imposta da utilizzare in compensazione: alcuni crediti d’imposta (come bonus ristrutturazioni, crediti d’imposta per investimenti) richiedono l’utilizzo del Modello Redditi.
          • Opzioni fiscali particolari: contribuenti che devono esercitare opzioni fiscali specifiche (es. regime dei contribuenti minimi cessato, opzione per la trasparenza fiscale) devono usare il Modello Redditi.
          • Immobili locati con cedolare secca: chi ha immobili affittati con cedolare secca può utilizzare il 730 solo se il reddito da cedolare è l’unico reddito aggiuntivo a lavoro dipendente/pensione. Se ci sono altre situazioni complesse, è preferibile il Modello Redditi.
          • Contribuenti non residenti in Italia: i non residenti fiscalmente in Italia che producono redditi in Italia devono presentare il Modello Redditi (se obbligati a presentare dichiarazione).

          Esempi Pratici: Chi Deve Usare il Modello Redditi

          Esempio 1 – Lavoratore dipendente con partita IVA:

          Marco è un dipendente di un’azienda ma ha aperto una partita IVA in regime forfettario per svolgere attività di consulenza nel tempo libero. Anche se il reddito principale è da lavoro dipendente, Marco deve presentare il Modello Redditi PF 2026 per dichiarare sia il reddito da lavoro dipendente che il reddito da partita IVA. Non può utilizzare il 730.

          Esempio 2 – Pensionato con affitti e dividendi esteri:

          Maria è una pensionata che percepisce una pensione INPS e possiede un appartamento in Francia che affitta. Inoltre riceve dividendi da azioni di società francesi. Maria deve presentare il Modello Redditi perché i redditi esteri (affitto francese, dividendi esteri) non possono essere dichiarati con il 730.

          Esempio 3 – Dipendente con plusvalenza da vendita terreno:

          Luca è un lavoratore dipendente che nel 2025 ha venduto un terreno edificabile acquistato 3 anni prima, realizzando una plusvalenza di 50.000 euro. Luca deve presentare il Modello Redditi 2026 per dichiarare la plusvalenza imponibile derivante dalla vendita del terreno entro i 5 anni.

          Come Funziona la Precompilata Modello Redditi 2026

          La precompilata del Modello Redditi 2026 semplifica notevolmente la compilazione della dichiarazione per i contribuenti obbligati a presentare il Modello Redditi anziché il 730. Ecco come funziona il processo passo dopo passo.

          Accesso alla Precompilata Modello Redditi

          Per accedere alla precompilata Modello Redditi 2026 è necessario:

          1. Collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.gov.it
          2. Accedere all’area riservata tramite una delle seguenti credenziali:
            • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
            • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
            • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
          3. Selezionare la sezione “Dichiarazione precompilata”
          4. Scegliere “Modello Redditi PF” (anziché 730)
          5. Consultare la dichiarazione precaricata con i dati già disponibili

          La precompilata è disponibile dal 15 aprile 2026 e può essere consultata, modificata e inviata fino alla scadenza del 30 novembre 2026 (salvo proroghe).

          Verifica e Integrazione dei Dati

          Una volta aperta la precompilata, il contribuente deve:

          • Verificare i dati anagrafici: residenza, stato civile, familiari a carico
          • Controllare i redditi precaricati: CU da lavoro dipendente/pensione, redditi da partecipazione, redditi esteri già noti all’Agenzia
          • Verificare le spese detraibili/deducibili: spese mediche, interessi mutuo, premi assicurativi, contributi previdenziali
          • Integrare eventuali dati mancanti: spese sanitarie non tracciate (es. pagate in contanti), spese non comunicate all’Agenzia, altri redditi non precaricati
          • Correggere eventuali errori: dati errati trasmessi da sostituti d’imposta o altri enti

          Attenzione: La precompilata del Modello Redditi è meno completa rispetto alla precompilata del 730. Molti quadri specifici (quadri RL, RG, RT, RW per redditi esteri, ecc.) devono essere compilati manualmente dal contribuente o dal suo intermediario. Per questo motivo è consigliabile rivolgersi a un CAF o commercialista per verificare la correttezza della dichiarazione.

          Invio della Dichiarazione

          Una volta completata la compilazione, il contribuente può procedere all’invio in due modi:

          1. Invio diretto online: tramite l’area riservata del sito Agenzia delle Entrate, il contribuente può inviare autonomamente la dichiarazione. In questo caso, l’Agenzia rilascia immediatamente la ricevuta di avvenuta presentazione.
          2. Invio tramite intermediario: il contribuente può delegare l’invio a un CAF, commercialista o altro intermediario abilitato. L’intermediario verifica la dichiarazione, appone il visto di conformità (se richiesto) e procede all’invio telematico per conto del contribuente.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e invio del Modello Redditi 2026, verificando tutti i dati, integrando le informazioni mancanti e garantendo il rispetto delle scadenze fiscali.

          Scadenze e Modalità di Invio Modello Redditi 2026

          Le scadenze del Modello Redditi 2026 sono diverse da quelle del 730. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze per il Modello Redditi anno d’imposta 2025 (da presentare nel 2026).

          Calendario Scadenze Modello Redditi 2026

          • 15 aprile 2026: disponibilità della precompilata Modello Redditi nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate
          • 30 giugno 2026: scadenza per il versamento del saldo 2025 e primo acconto 2026 delle imposte (IRPEF, addizionali, cedolare secca, ecc.). Chi presenta la dichiarazione tramite intermediario può versare entro il 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%.
          • 30 novembre 2026: scadenza per l’invio telematico del Modello Redditi PF 2026 (salvo proroghe annunciate dal Governo). Questa è la scadenza ordinaria per tutti i contribuenti, sia che presentino autonomamente che tramite intermediario.

          Nota importante: A differenza del 730, che ha scadenza 30 settembre (o 15 ottobre per invii tramite CAF/commercialista), il Modello Redditi ha una scadenza più lunga (30 novembre) ma comporta la necessità di calcolare e versare autonomamente le imposte entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione).

          Modalità di Invio

          Il Modello Redditi 2026 può essere inviato esclusivamente in modalità telematica. Non è più ammesso l’invio cartaceo. Le modalità di invio sono:

          1. Invio autonomo online: il contribuente accede all’area riservata del sito Agenzia delle Entrate, compila o modifica la precompilata e invia autonomamente. Questa modalità è consigliata solo per contribuenti con situazioni fiscali semplici e buona conoscenza della normativa.
          2. Invio tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista, consulente del lavoro): l’intermediario compila o verifica la dichiarazione, appone il visto di conformità (se richiesto) e invia telematicamente per conto del contribuente. Questa è la modalità più sicura e consigliata, soprattutto per dichiarazioni complesse.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’invio telematico del Modello Redditi per migliaia di contribuenti ogni anno, garantendo puntualità, correttezza e assistenza post-invio in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

          Versamenti delle Imposte

          A differenza del 730, dove le imposte vengono trattenute direttamente in busta paga o sulla pensione, con il Modello Redditi il contribuente deve:

          • Calcolare autonomamente le imposte dovute (o farle calcolare dall’intermediario)
          • Versare il saldo 2025 (differenza tra imposte dovute per l’anno 2025 e imposte già versate tramite ritenute/acconti) entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%)
          • Versare il primo acconto 2026 (pari al 40% delle imposte dovute per il 2025, se superiore a 51 euro) entro il 30 giugno 2026
          • Versare il secondo acconto 2026 (pari al 60% delle imposte dovute per il 2025) entro il 30 novembre 2026

          I versamenti si effettuano tramite modello F24 utilizzando i codici tributo specifici per IRPEF, addizionali comunali e regionali, cedolare secca, ecc.

          Vantaggi e Svantaggi del Modello Redditi rispetto al 730

          Scegliere tra Modello Redditi e 730 (quando possibile) richiede una valutazione attenta dei vantaggi e svantaggi di ciascun modello. Ecco una tabella comparativa che riassume le principali differenze.

          Tabella Comparativa: Modello Redditi vs 730

          AspettoModello Redditi PFModello 730
          Tipologie di redditi dichiarabili✅ Tutti i tipi di reddito (lavoro dipendente, autonomo, impresa, partecipazioni, finanziari, esteri, diversi)❌ Solo redditi da lavoro dipendente, pensione, alcuni redditi da locazione con cedolare secca, alcuni redditi di capitale
          Partita IVA✅ Obbligatorio per titolari di P.IVA❌ Non utilizzabile se si ha partita IVA
          Redditi esteri✅ Dichiarabili tutti i redditi esteri (quadro RL, RW per investimenti esteri)❌ Limitato a pochi casi specifici
          Scadenza invio30 novembre 202630 settembre 2026 (o 15 ottobre tramite CAF)
          Versamento imposte❌ Calcolo e versamento autonomo tramite F24 (30 giugno saldo+1° acconto, 30 novembre 2° acconto)✅ Trattenuta automatica in busta paga o pensione (rimborso automatico entro pochi mesi)
          Rimborsi fiscali❌ Erogati dall’Agenzia delle Entrate dopo controlli (tempi più lunghi, anche 6-12 mesi)✅ Erogati rapidamente dal datore di lavoro/INPS (2-3 mesi)
          Complessità compilazione❌ Molto complesso, richiede conoscenze fiscali avanzate. Consigliato affidarsi a CAF/commercialista✅ Più semplice, utilizzabile anche autonomamente (se situazione standard)
          Costo assistenza CAF/commercialista❌ Generalmente più elevato (dichiarazione più complessa)✅ Generalmente più economico (per CAF spesso gratuito per casi standard)
          Possibilità di correzione✅ Modello Redditi integrativo entro termini accertamento✅ 730 integrativo entro 30 settembre anno successivo, poi Modello Redditi integrativo
          Visto di conformitàOpzionale (ma consigliato per evitare controlli)Rilasciato automaticamente da CAF (riduce rischio controlli)

          Quando Conviene Scegliere il Modello Redditi (se si ha la scelta)

          In alcuni casi, anche se il contribuente potrebbe utilizzare il 730, può essere conveniente optare per il Modello Redditi:

          • Non si ha un sostituto d’imposta (es. pensionati che hanno cessato la pensione, disoccupati): con il 730 senza sostituto, i rimborsi arrivano dall’Agenzia con tempi simili al Modello Redditi, quindi tanto vale usare il Modello Redditi che permette maggiore flessibilità.
          • Si prevedono perdite fiscali da riportare negli anni successivi: il Modello Redditi permette di gestire meglio le perdite pregresse e il loro riporto.
          • Si hanno situazioni fiscali complesse che richiedono quadri non disponibili nel 730: in questo caso il Modello Redditi è l’unica opzione.

          Quando conviene il 730: Se si è lavoratori dipendenti o pensionati con situazioni fiscali semplici (solo CU, spese mediche, interessi mutuo, nessun reddito da partita IVA o redditi esteri), il 730 è più conveniente perché garantisce rimborsi rapidi e non richiede versamenti autonomi.

          Precompilata Modello Redditi 2026: Novità e Aggiornamenti

          La precompilata Modello Redditi 2026 presenta alcune novità rispetto agli anni precedenti, in linea con le modifiche normative intervenute nel 2025. Ecco le principali novità da conoscere.

          Nuovi Dati Precaricati nella Precompilata 2026

          L’Agenzia delle Entrate ha ampliato progressivamente le informazioni disponibili nella precompilata. Per il Modello Redditi 2026 (anno d’imposta 2025), i dati precaricati includono:

          • Spese mediche e sanitarie: comunicate direttamente da farmacie, medici, strutture sanitarie tramite il Sistema Tessera Sanitaria
          • Premi assicurativi: premi vita, infortuni, malattia comunicati dalle compagnie assicurative
          • Contributi previdenziali: contributi versati a casse previdenziali, fondi pensione
          • Interessi passivi mutui: interessi su mutui prima casa comunicati dalle banche
          • Spese universitarie: rette e contributi universitari comunicati dagli atenei
          • Bonifici ristrutturazioni ed efficientamento energetico: bonifici per lavori edilizi con detrazioni 50%, 65%, Superbonus (comunicati dalle banche)
          • Erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, enti no profit

          Novità 2026: Dall’anno d’imposta 2025, sono precaricate anche le spese veterinarie per animali da affezione (già introdotte gradualmente negli anni scorsi) e le spese per asili nido (comunicate dai gestori degli asili).

          Modifiche Normative 2025 da Considerare nel Modello Redditi 2026

          Alcune modifiche normative introdotte nel 2025 impattano sul Modello Redditi 2026:

          • Nuove aliquote IRPEF: se nel 2025 sono state introdotte modifiche alle aliquote IRPEF (da verificare nella Legge di Bilancio 2025), queste si riflettono nel calcolo delle imposte nel Modello Redditi 2026.
          • Detrazioni fiscali modificate: eventuali modifiche alle detrazioni per carichi di famiglia, lavoro dipendente, pensione introdotte nel 2025 vanno applicate nella dichiarazione 2026.
          • Regime forfettario 2025: se nel 2025 sono cambiate le soglie o le regole del regime forfettario, queste vanno considerate nel Modello Redditi 2026 per i titolari di partita IVA forfettaria.
          • Crediti d’imposta 2025: nuovi crediti d’imposta introdotti per investimenti, transizione 4.0/5.0, efficientamento energetico vanno dichiarati nel Modello Redditi 2026.

          È fondamentale essere aggiornati sulle novità normative per compilare correttamente il Modello Redditi. Il CAF Centro Fiscale monitora costantemente le modifiche legislative e garantisce la corretta applicazione delle nuove disposizioni.

          Errori Comuni nella Compilazione del Modello Redditi

          La compilazione del Modello Redditi PF è complessa e richiede attenzione per evitare errori che possono causare sanzioni, interessi di mora o controlli fiscali. Ecco gli errori più comuni da evitare.

          1. Omessa Dichiarazione di Redditi Esteri

          Uno degli errori più gravi è non dichiarare redditi esteri percepiti (stipendi esteri, pensioni estere, affitti esteri, dividendi esteri, interessi su conti esteri). I contribuenti residenti fiscalmente in Italia devono dichiarare tutti i redditi worldwide, anche quelli prodotti all’estero. L’omessa dichiarazione di redditi esteri può comportare sanzioni molto elevate (dal 120% al 240% delle imposte evase) e, in casi gravi, configurare reati tributari.

          Come evitarlo: Compilare correttamente il quadro RL (redditi esteri) e il quadro RW (investimenti esteri e attività finanziarie detenute all’estero). Richiedere assistenza a un CAF o commercialista esperto in fiscalità internazionale.

          2. Errata Compilazione del Quadro RW (Monitoraggio Fiscale)

          Il quadro RW deve essere compilato da chi detiene investimenti esteri (conti correnti, depositi, azioni, obbligazioni, immobili) oltre determinate soglie. Molti contribuenti dimenticano di compilarlo o lo compilano in modo errato. Il quadro RW serve per il monitoraggio fiscale (non necessariamente comporta imposte aggiuntive, ma la sua omissione è sanzionata pesantemente).

          Come evitarlo: Verificare se si possiedono attività finanziarie o patrimoniali all’estero (anche ereditate) e compilare il quadro RW con l’assistenza di un esperto.

          3. Omissione di Plusvalenze Finanziarie o Immobiliari

          Le plusvalenze derivanti da vendita di immobili (entro 5 anni dall’acquisto per immobili non prima casa), terreni edificabili, partecipazioni qualificate, criptovalute devono essere dichiarate nel Modello Redditi. Molti contribuenti dimenticano di dichiararle, pensando erroneamente che siano esenti o che nessuno le controlli.

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          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sulla Precompilata Modello Redditi 2026

          Chi deve presentare il Modello Redditi invece del 730?

          Devono presentare il Modello Redditi PF tutti i contribuenti che hanno partita IVA, redditi d’impresa, redditi da partecipazione in societa di persone, plusvalenze finanziarie o immobiliari, redditi esteri non gestibili con il 730, perdite fiscali da compensare. Anche chi non ha un sostituto d’imposta puo scegliere il Modello Redditi al posto del 730 senza sostituto.

          Quando e disponibile la precompilata del Modello Redditi 2026?

          La precompilata del Modello Redditi PF 2026 e disponibile dal 15 aprile 2026 nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate. Si accede con SPID, CIE o CNS. La dichiarazione puo essere consultata, modificata e inviata fino al 30 novembre 2026.

          Come si versano le imposte con il Modello Redditi?

          Con il Modello Redditi il contribuente deve calcolare e versare autonomamente le imposte tramite modello F24. Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 vanno versati entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40 percento). Il secondo acconto 2026 va versato entro il 30 novembre 2026.

          Posso inviare il Modello Redditi autonomamente o devo rivolgermi a un CAF?

          Il Modello Redditi puo essere inviato autonomamente tramite l’area riservata del sito Agenzia delle Entrate oppure tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista). Data la complessita del modello, si consiglia di rivolgersi a un CAF o commercialista, soprattutto se si hanno redditi complessi, redditi esteri, partita IVA.

          Quali dati sono gia precaricati nella precompilata Modello Redditi?

          La precompilata Modello Redditi contiene gia i dati delle CU (Certificazioni Uniche), spese mediche, interessi passivi su mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, spese universitarie, bonifici per ristrutturazioni. Molti quadri specifici (redditi esteri, plusvalenze, redditi d’impresa) devono essere compilati manualmente.

          Se ho partita IVA in regime forfettario devo usare il Modello Redditi?

          Si, chi ha partita IVA in regime forfettario deve obbligatoriamente presentare il Modello Redditi PF, anche se ha solo il reddito da lavoro autonomo forfettario. Il 730 non e utilizzabile per chi ha partita IVA attiva.

          Cosa succede se presento il Modello Redditi in ritardo?

          Se il Modello Redditi viene presentato entro 90 giorni dalla scadenza (30 novembre 2026), si applica una sanzione ridotta di 25 euro. Oltre i 90 giorni la dichiarazione e considerata omessa e le sanzioni sono piu elevate (da 250 a 1.000 euro). Anche i versamenti tardivi comportano sanzioni e interessi di mora.

          Quando arrivano i rimborsi fiscali con il Modello Redditi?

          I rimborsi fiscali derivanti dal Modello Redditi vengono erogati dall’Agenzia delle Entrate dopo i controlli automatici, generalmente entro 6-12 mesi dall’invio della dichiarazione. I tempi sono piu lunghi rispetto al 730, dove i rimborsi arrivano in busta paga o pensione entro 2-3 mesi.


          Hai Bisogno di Assistenza per il Modello Redditi 2026?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione e invio del Modello Redditi PF 2026. Verifichiamo tutti i dati, integriamo le informazioni mancanti e garantiamo il rispetto delle scadenze fiscali.

          I nostri servizi per il Modello Redditi:

          • Compilazione completa Modello Redditi PF (tutti i quadri: RA, RB, RC, RL, RW, ecc.)
          • Dichiarazione redditi esteri e investimenti esteri (quadro RL e RW)
          • Gestione partite IVA in regime forfettario e ordinario
          • Calcolo e versamento imposte (F24 saldo e acconti)
          • Assistenza su plusvalenze finanziarie e immobiliari
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            DICHIARAZIONE DEI REDDITI

            Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese

            Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese
            Settembre 15, 2026
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            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 09:00:002026-08-17 11:03:20Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese

            CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

            ECCELLENTE
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            In base a 920 recensioni
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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

            Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

            Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-07 12:57:492026-09-28 20:21:14Precompilata dal 15 aprile 2026 con il Modello Redditi PF: quando serve al posto del 730
            CAF

            Scaglioni IRPEF 2026: Aliquote, Calcolo e Novità

            aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

            Capire come funzionano gli scaglioni IRPEF 2026 è fondamentale per sapere quante tasse paghi sul tuo reddito. Con la riforma fiscale confermata anche per il 2026, le aliquote restano tre: 23%, 33% e 43%. In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio come funzionano le fasce di reddito, come si calcola l’IRPEF lorda con un esempio pratico step by step e quali novità sono state introdotte rispetto al sistema precedente.

            Se vuoi approfondire come gli scaglioni IRPEF influiscono sul tuo stipendio, leggi anche la nostra guida completa al calcolo dello stipendio netto 2026.

            Indice dei contenuti

            1. Scaglioni IRPEF 2026: le tre aliquote
            2. Tabella aliquote IRPEF 2026
            3. Come si calcola l’IRPEF lorda 2026
            4. No tax area 2026: chi non paga l’IRPEF
            5. Confronto scaglioni 2024-2025 vs 2026
            6. Impatto degli scaglioni sulla busta paga
            7. Detrazioni fiscali e IRPEF netta
            8. IRPEF per pensionati 2026
            9. FAQ: domande frequenti sugli scaglioni IRPEF 2026

            Scaglioni IRPEF 2026: le tre aliquote

            L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è la principale imposta che ogni lavoratore dipendente, autonomo o pensionato paga sui propri guadagni. Si tratta di un’imposta progressiva: significa che più guadagni, più alta è la percentuale che paghi, ma solo sulla parte di reddito che supera determinate soglie.

            La riforma fiscale 2024 (D.Lgs. 216/2023), poi confermata dalla Legge di Bilancio 2025 e prorogata per il 2026, ha ridotto gli scaglioni da quattro a tre. Questo ha portato un risparmio concreto soprattutto per chi ha un reddito tra 15.000 e 28.000 euro, grazie all’accorpamento dei primi due scaglioni nella stessa aliquota al 23%.

            I tre scaglioni IRPEF 2026 sono:

            • Primo scaglione: redditi fino a 28.000 euro → aliquota del 23%
            • Secondo scaglione: redditi da 28.001 a 50.000 euro → aliquota del 33%
            • Terzo scaglione: redditi oltre 50.000 euro → aliquota del 43%

            Tabella aliquote IRPEF 2026

            Ecco la tabella riassuntiva con gli scaglioni IRPEF 2026, le aliquote e l’imposta massima per ogni fascia:

            Scaglione di redditoAliquota IRPEFImposta massima
            Fino a 28.000 €23%6.440 €
            Da 28.001 a 50.000 €33%7.260 €
            Oltre 50.000 €43%Nessun limite

            Come leggere la tabella: se il tuo reddito imponibile annuo è di 35.000 euro, non paghi il 33% su tutto. Paghi il 23% sui primi 28.000 euro e il 33% solo sulla parte eccedente (7.000 euro). Questo è il principio della progressività dell’imposta.

            Come si calcola l’IRPEF lorda 2026: esempio step by step

            Vediamo un esempio pratico di calcolo dell’IRPEF lorda per un lavoratore dipendente con un reddito imponibile di 38.000 euro nel 2026.

            Step 1 – Primo scaglione (fino a 28.000 euro):

            28.000 € × 23% = 6.440 €

            Step 2 – Secondo scaglione (da 28.001 a 38.000 euro):

            La parte eccedente è: 38.000 − 28.000 = 10.000 €

            10.000 € × 33% = 3.300 €

            Step 3 – IRPEF lorda totale:

            6.440 + 3.300 = 9.740 €

            Questo significa che su 38.000 euro di reddito, l’aliquota media effettiva è circa il 25,6% (9.740 / 38.000). Dall’IRPEF lorda si sottraggono poi le detrazioni (lavoro dipendente, familiari a carico, spese detraibili) per ottenere l’IRPEF netta, cioè l’imposta che effettivamente paghi.

            No tax area 2026: chi non paga l’IRPEF

            La no tax area è la soglia di reddito sotto la quale non si paga IRPEF, grazie alle detrazioni che azzerano l’imposta. Nel 2026 le soglie sono:

            • Lavoratori dipendenti: fino a 8.500 euro di reddito annuo (grazie alla detrazione da lavoro dipendente portata a 1.955 euro)
            • Pensionati: fino a 8.500 euro di reddito annuo (equiparati ai dipendenti dalla riforma)
            • Lavoratori autonomi: fino a 5.500 euro di reddito annuo

            In pratica, se sei un lavoratore dipendente e guadagni meno di 8.500 euro lordi all’anno, l’IRPEF che dovresti pagare viene completamente assorbita dalle detrazioni. Non paghi nulla.

            Una novità importante della riforma è che la soglia per i pensionati è stata equiparata a quella dei dipendenti a 8.500 euro, mentre in precedenza era leggermente inferiore (8.174 euro).

            Confronto scaglioni 2024-2025 vs 2026

            Per capire il vantaggio della riforma, confrontiamo gli scaglioni attuali con quelli che erano in vigore fino al 2023:

            Fascia di redditoAliquota fino al 2023Aliquota 2024-2026Risparmio
            Fino a 15.000 €23%23%Invariato
            Da 15.001 a 28.000 €25%23%−2 punti
            Da 28.001 a 50.000 €35%33%−2 punti
            Oltre 50.000 €43%43%Invariato

            I vantaggi principali della riforma:

            • Chi guadagna tra 15.000 e 28.000 euro risparmia fino a 260 euro all’anno (la fascia 15.001-28.000 passa dal 25% al 23%)
            • Chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro risparmia fino a 700 euro all’anno (cumulando il vantaggio sulle due fasce: 260 euro dalla prima riduzione + fino a 440 euro dalla seconda)
            • Chi guadagna oltre 50.000 euro risparmia comunque 700 euro sulle fasce intermedie

            Il risparmio massimo si concentra quindi sui redditi medi, quelli compresi tra 28.000 e 50.000 euro, che rappresentano la maggior parte dei lavoratori dipendenti italiani.

            Impatto degli scaglioni IRPEF sulla busta paga 2026

            Ma concretamente, quanto cambiano gli scaglioni IRPEF 2026 nella busta paga di un lavoratore dipendente? Vediamo alcuni esempi pratici con stipendi lordi diversi:

            RAL (lordo annuo)IRPEF lorda 2026Risparmio vs 2023Netto mensile in più (circa)
            20.000 €4.600 €100 €/anno~8 €/mese
            30.000 €7.100 €400 €/anno~33 €/mese
            40.000 €10.400 €600 €/anno~50 €/mese
            55.000 €16.050 €700 €/anno~58 €/mese

            Questi valori sono indicativi e si riferiscono all’IRPEF lorda, senza considerare detrazioni e bonus. Il risparmio effettivo in busta paga dipende anche dalle addizionali regionali e comunali, che variano in base al Comune e alla Regione di residenza.

            Per un calcolo preciso del tuo stipendio netto, consulta la nostra guida al calcolo stipendio netto 2026 con tabelle aggiornate e simulatore.

            Detrazioni fiscali e IRPEF netta

            L’IRPEF lorda calcolata con gli scaglioni non è l’importo finale che paghi. Dall’imposta lorda si sottraggono le detrazioni fiscali, che riducono l’imposta dovuta. Le principali detrazioni nel 2026 sono:

            • Detrazione da lavoro dipendente: fino a 1.955 euro per redditi bassi, decresce al crescere del reddito e si azzera sopra i 50.000 euro
            • Detrazione per familiari a carico: per il coniuge e i figli oltre i 21 anni (per i figli fino a 21 anni c’è l’Assegno Unico)
            • Detrazioni per spese: il 19% su spese mediche, interessi mutuo, istruzione, assicurazioni e altre spese indicate nel modello 730
            • Bonus 100 euro (ex bonus Renzi): spetta ai lavoratori dipendenti con redditi fino a 15.000 euro, e in alcuni casi fino a 28.000 euro

            La formula completa è: IRPEF netta = IRPEF lorda − detrazioni. Se le detrazioni superano l’IRPEF lorda, l’imposta è pari a zero (rientri nella no tax area).

            IRPEF per pensionati 2026

            I pensionati seguono gli stessi scaglioni IRPEF 2026 dei lavoratori dipendenti: 23%, 33% e 43%. La differenza sta nelle detrazioni, che per i pensionati hanno una struttura leggermente diversa ma con lo stesso risultato pratico:

            • No tax area a 8.500 euro: equiparata a quella dei dipendenti (prima era 8.174 euro)
            • Detrazione massima: 1.955 euro per redditi fino a 8.500 euro
            • L’INPS trattiene l’IRPEF direttamente dalla pensione: non devi fare nulla, il calcolo è automatico

            Se hai una pensione di 1.200 euro netti al mese, l’INPS ha già applicato le trattenute IRPEF corrette. Puoi verificare l’importo nel cedolino pensione disponibile sul portale MyINPS.

            Se percepisci altri redditi oltre alla pensione (affitti, collaborazioni, redditi esteri), potresti dover presentare il modello 730 o Redditi PF per dichiarare il reddito complessivo e ricalcolare l’IRPEF totale dovuta.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            FAQ: domande frequenti sugli scaglioni IRPEF 2026

            Quanti sono gli scaglioni IRPEF nel 2026?

            Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, e 43% oltre 50.000 euro. La riduzione da quattro a tre scaglioni è stata introdotta nel 2024 e confermata per il triennio 2024-2026.

            Come si calcola l’IRPEF sul mio stipendio?

            L’IRPEF si calcola applicando le aliquote in modo progressivo sul reddito imponibile (il lordo meno i contributi previdenziali). Sui primi 28.000 euro paghi il 23%, sulla parte tra 28.001 e 50.000 euro paghi il 33%, e sull’eventuale eccedenza il 43%. Dall’imposta lorda si sottraggono poi le detrazioni.

            Quanto risparmio con i nuovi scaglioni IRPEF 2026?

            Il risparmio massimo è di circa 700 euro all’anno per chi ha un reddito pari o superiore a 50.000 euro. Per un reddito di 30.000 euro il risparmio è di circa 400 euro, mentre per 20.000 euro è di circa 100 euro rispetto al sistema a 4 scaglioni del 2023.

            Cos’è la no tax area e a chi si applica?

            La no tax area è la soglia di reddito sotto la quale non si paga IRPEF. Nel 2026, per lavoratori dipendenti e pensionati è fissata a 8.500 euro annui, mentre per i lavoratori autonomi è a 5.500 euro. Se guadagni meno di queste soglie, le detrazioni azzerano completamente l’imposta.

            Gli scaglioni IRPEF 2026 cambieranno nel 2027?

            Al momento non è certo. Il Governo ha confermato i tre scaglioni per il 2026, ma la struttura definitiva dal 2027 dipenderà dalla prossima Legge di Bilancio. L’obiettivo dichiarato è rendere permanente il sistema a tre aliquote ed eventualmente ridurre ulteriormente la seconda aliquota dal 33% al 33% o meno.

            Conclusione

            I tre scaglioni IRPEF 2026 rappresentano un sistema semplificato rispetto al passato, con un risparmio concreto soprattutto per i redditi medi tra 15.000 e 50.000 euro. L’accorpamento delle prime due aliquote al 23% e la riduzione del secondo scaglione al 33% si traducono in un vantaggio fino a 700 euro all’anno.

            Se hai dubbi su come gli scaglioni IRPEF influiscono sulla tua situazione fiscale, o vuoi sapere se stai pagando il giusto, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri consulenti possono aiutarti con il calcolo dell’IRPEF, la compilazione del modello 730 e l’ottimizzazione delle detrazioni.

            Prenota un appuntamento presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, oppure chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

            Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-07 09:00:002026-05-31 16:55:54Scaglioni IRPEF 2026: Aliquote, Calcolo e Novità
            DICHIARAZIONE DEI REDDITI

            Dichiarazione IVA 2025: Scadenza 30 Aprile 2026 e Come Compilarla

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            La dichiarazione IVA annuale 2025 deve essere presentata entro il 30 aprile 2026. Questo adempimento riguarda tutti i soggetti passivi IVA che hanno esercitato attività d’impresa, arte o professione nel corso del 2025. In questa guida completa analizziamo chi deve presentarla, chi è esonerato, come compilare il modello IVA 2026 e quali sono le sanzioni in caso di ritardo o omissione.

            Indice dei Contenuti

            1. Cos’è la Dichiarazione IVA Annuale
            2. Scadenza: 30 Aprile 2026
            3. Chi Deve Presentare la Dichiarazione IVA
            4. Chi È Esonerato
            5. Modello IVA 2026: Struttura e Quadri
            6. Come Compilare la Dichiarazione
            7. Invio Telematico: Modalità
            8. Sanzioni per Ritardo o Omissione
            9. Domande Frequenti

            Cos’è la Dichiarazione IVA Annuale

            La dichiarazione IVA annuale è il documento con cui i soggetti passivi IVA comunicano all’Agenzia delle Entrate il riepilogo di tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate nell’anno d’imposta precedente. In particolare, vengono riepilogate:

            • Operazioni attive: cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate (IVA a debito)
            • Operazioni passive: acquisti di beni e servizi ricevuti (IVA a credito)
            • Liquidazioni periodiche: riepilogo delle liquidazioni IVA mensili o trimestrali già effettuate
            • Saldo annuale: differenza tra IVA a debito e IVA a credito, con eventuale conguaglio

            La dichiarazione IVA 2025 si presenta utilizzando il Modello IVA 2026, approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

            Scadenza: 30 Aprile 2026

            La dichiarazione IVA relativa all’anno d’imposta 2025 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026. Il termine è perentorio e non sono previste proroghe automatiche.

            Date importanti da ricordare:

            • 1° febbraio 2026: apertura del periodo di presentazione
            • 28 febbraio 2026: scadenza per la comunicazione LIPE del 4° trimestre 2025 (in alternativa, compilazione del quadro VP nella dichiarazione IVA)
            • 16 marzo 2026: termine per il versamento del saldo IVA 2025 in unica soluzione (senza maggiorazione)
            • 30 aprile 2026: termine ultimo per la presentazione della dichiarazione IVA

            Chi Deve Presentare la Dichiarazione IVA

            Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA annuale tutti i soggetti passivi IVA che nell’anno 2025 hanno esercitato:

            • Attività d’impresa (ditte individuali, società di persone, società di capitali)
            • Attività di lavoro autonomo (professionisti con partita IVA in regime ordinario)
            • Attività agricola (imprenditori agricoli non esonerati)
            • Enti non commerciali con attività commerciale
            • Società ed enti non residenti con rappresentante fiscale o identificazione diretta in Italia

            Chi È Esonerato dalla Dichiarazione IVA

            Sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA:

            • Contribuenti in regime forfettario: chi aderisce al regime forfettario (legge 190/2014) non è tenuto a presentare la dichiarazione IVA, poiché non addebita né detrae l’IVA
            • Contribuenti in regime di vantaggio: ex minimi (DL 98/2011), stesso esonero del forfettario
            • Produttori agricoli esonerati: con volume d’affari non superiore a 7.000 euro e composto per almeno 2/3 da cessioni di prodotti agricoli
            • Soggetti che hanno effettuato solo operazioni esenti: chi ha realizzato esclusivamente operazioni esenti IVA (art. 10 DPR 633/72), salvo obbligo di rettifica della detrazione
            • Soggetti con dispensa dagli obblighi di fatturazione: per operazioni esenti (art. 36-bis)

            Modello IVA 2026: Struttura e Quadri Principali

            Il Modello IVA 2026 (per il periodo d’imposta 2025) è composto dai seguenti quadri principali:

            QuadroContenuto
            VAInformazioni sull’attività (codice attività, tipo contribuente)
            VBDati relativi a liquidazioni di gruppo
            VCEsportatori abituali (plafond)
            VEOperazioni attive (vendite, prestazioni – IVA a debito)
            VFOperazioni passive (acquisti – IVA a credito)
            VJReverse charge e acquisti intracomunitari
            VH/VPLiquidazioni periodiche (VP in alternativa alla LIPE Q4)
            VLLiquidazione dell’imposta annuale
            VNDichiarazioni integrative a favore
            VXDeterminazione IVA da versare o credito d’imposta

            Come Compilare la Dichiarazione IVA

            La compilazione della dichiarazione IVA richiede attenzione e precisione. Ecco i passaggi fondamentali:

            1. Raccolta documenti: registri IVA acquisti e vendite, fatture emesse e ricevute, corrispettivi, liquidazioni periodiche IVA
            2. Verifica coerenza dati: confronta i dati dei registri IVA con le fatture elettroniche nel cassetto fiscale
            3. Compilazione quadri VE e VF: inserisci le operazioni attive (vendite) nel quadro VE e quelle passive (acquisti) nel quadro VF, suddivise per aliquota IVA
            4. Quadro VL: riepilogo delle liquidazioni periodiche e calcolo del saldo annuale
            5. Quadro VX: determinazione dell’IVA a debito da versare o del credito IVA da compensare/chiedere a rimborso
            6. Controllo e invio: utilizza il software dell’Agenzia delle Entrate per il controllo formale e l’invio telematico

            Invio Telematico: Modalità

            La dichiarazione IVA può essere presentata esclusivamente in via telematica. Le modalità sono:

            • Direttamente dal contribuente: tramite i servizi telematici Entratel o Fisconline (ora accorpati nel Portale dell’Agenzia delle Entrate)
            • Tramite intermediario abilitato: commercialista, consulente del lavoro, CAF impresa, associazione di categoria. L’intermediario rilascia una ricevuta di trasmissione e l’impegno alla presentazione

            La ricevuta di avvenuta presentazione viene resa disponibile entro 5 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica.

            Sanzioni per Ritardo o Omissione

            Le sanzioni per la dichiarazione IVA variano in base al tipo di violazione:

            ViolazioneSanzioneRavvedimento
            Presentazione tardiva (entro 90 gg)Da 250 a 2.000 euro25 euro (1/10 del minimo)
            Omessa presentazioneDal 120% al 240% dell’imposta dovuta (min. 250 euro)Non ravvedibile dopo 90 gg
            Dichiarazione infedeleDal 90% al 180% della maggiore impostaRavvedimento con riduzioni progressive

            Consiglio: in caso di impossibilità a rispettare la scadenza del 30 aprile, presenta comunque la dichiarazione il prima possibile. Entro 90 giorni (29 luglio 2026) la sanzione è ridotta a soli 25 euro con ravvedimento operoso.

            Domande Frequenti sulla Dichiarazione IVA 2025

            Chi ha il regime forfettario deve presentare la dichiarazione IVA?

            No, i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA annuale, in quanto non addebitano IVA sulle fatture e non detraggono l’IVA sugli acquisti.

            Posso presentare la dichiarazione IVA insieme al 730?

            No, la dichiarazione IVA è un adempimento separato dalla dichiarazione dei redditi. Ha un proprio modello (Modello IVA) e una propria scadenza (30 aprile). Il 730 riguarda i redditi delle persone fisiche e ha scadenza 30 settembre.

            Ho già versato il saldo IVA il 16 marzo. Devo comunque presentare la dichiarazione?

            Sì, il versamento del saldo IVA e la presentazione della dichiarazione sono due adempimenti distinti. Il versamento scadeva il 16 marzo 2026, ma la dichiarazione va comunque presentata entro il 30 aprile 2026.

            Posso compensare il credito IVA con altri tributi?

            Sì, il credito IVA emergente dalla dichiarazione annuale può essere utilizzato in compensazione orizzontale nel modello F24. Per crediti fino a 5.000 euro la compensazione è libera; per importi superiori serve il visto di conformità di un professionista abilitato.

            Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione IVA 2025? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo per la compilazione e l’invio della dichiarazione IVA. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

            Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-07 09:00:002026-03-30 08:19:51Dichiarazione IVA 2025: Scadenza 30 Aprile 2026 e Come Compilarla
            PAC Piano di Accumulo

            Documenti Necessari per Aprire un PAC: Checklist Completa

            Risparmio e Investimenti

            Vuoi aprire un PAC ma non sai quali documenti preparare? Buone notizie: la documentazione richiesta e minima e probabilmente hai gia tutto a portata di mano. In questa guida trovi la checklist completa dei documenti necessari per attivare il tuo Piano di Accumulo del Capitale, con indicazioni specifiche per casi particolari come PAC per minori o aziendali.

            Seguendo questa checklist, potrai completare l’intera procedura di apertura in meno di 20 minuti.

            Indice dei contenuti

            1. Checklist Documenti Obbligatori
            2. Il Questionario MiFID: Cosa Sapere
            3. Documenti per PAC Intestato a Minore
            4. Documenti per PAC Aziendale
            5. Documenti che NON Servono
            6. Come Inviare i Documenti
            7. Quanto Tempo Serve per Aprire un PAC
            8. Domande Frequenti

            Checklist Documenti Obbligatori

            Per aprire un PAC Piano di Accumulo servono pochi documenti essenziali. Ecco la checklist completa da spuntare prima di iniziare:

            1. Documento d’Identita

            • Documenti accettati: carta d’identita, passaporto o patente di guida
            • Requisito fondamentale: deve essere in corso di validita
            • Formato: fronte e retro (foto o scansione)

            Attenzione: alcuni istituti accettano anche la carta d’identita scaduta da meno di 6 mesi per i cittadini italiani residenti in Italia, ma e sempre preferibile utilizzare un documento valido.

            2. Codice Fiscale o Tessera Sanitaria

            • Documento preferito: tessera sanitaria con codice fiscale
            • Alternativa: certificato di attribuzione del codice fiscale
            • Formato: fronte e retro

            La tessera sanitaria e il documento piu comodo perche contiene sia il codice fiscale che i dati anagrafici in formato leggibile.

            3. Coordinate Bancarie (IBAN)

            • Scopo: per l’addebito automatico delle rate mensili
            • Requisito: il conto deve essere intestato o cointestato al contraente del PAC
            • Dove trovarlo: app della banca, estratto conto o area riservata home banking

            Importante: non puoi utilizzare l’IBAN di un conto intestato a terzi (ad esempio, un familiare) a meno che tu non sia cointestatario.

            4. Dati Anagrafici Completi

            Durante la procedura di apertura ti verranno richiesti:

            • Residenza attuale: indirizzo completo con CAP
            • Stato civile: celibe/nubile, coniugato/a, separato/a, divorziato/a, vedovo/a
            • Professione: categoria lavorativa (dipendente, autonomo, pensionato, studente, ecc.)
            • Reddito indicativo: fascia di reddito annuo lordo (non serve documentazione, basta indicare la fascia)

            Il Questionario MiFID: Cosa Sapere

            Oltre ai documenti, per aprire un PAC e obbligatorio compilare il questionario MiFID (Markets in Financial Instruments Directive). Non e un documento da portare, ma un passaggio da completare durante la procedura.

            Cos’e il Questionario MiFID

            E un questionario previsto dalla normativa europea per valutare il tuo profilo di investitore. Serve a garantire che il prodotto finanziario proposto sia adeguato alle tue caratteristiche.

            Cosa Chiede il Questionario

            • Esperienza finanziaria: hai mai investito in fondi, azioni, obbligazioni?
            • Conoscenze finanziarie: sai cos’e un ETF? Conosci la differenza tra azioni e obbligazioni?
            • Obiettivi di investimento: risparmio per la pensione, acquisto casa, studi dei figli?
            • Orizzonte temporale: per quanto tempo pensi di mantenere l’investimento?
            • Tolleranza al rischio: come reagiresti a una perdita temporanea del 10-20%?

            Durata e Modalita

            • Tempo necessario: 5-10 minuti
            • Modalita: online, spesso insieme al consulente in videochiamata
            • Esito: determina il tuo profilo (prudente, moderato, dinamico, aggressivo)

            Il profilo risultante influenzera i fondi o le linee di investimento che ti verranno proposte per il tuo PAC.


            Documenti per PAC Intestato a Minore

            Se vuoi aprire un PAC per tuo figlio o un altro minore, la documentazione richiesta e leggermente piu articolata:

            Documenti del Minore

            • Codice fiscale del minore: tessera sanitaria o certificato
            • Certificato di nascita: alcuni istituti lo richiedono (non sempre necessario)

            Documenti dei Genitori

            • Documenti d’identita di entrambi i genitori: anche se solo uno firma il contratto
            • Codice fiscale di entrambi i genitori
            • Autocertificazione di potesta genitoriale: modulo fornito dall’istituto

            Casi Particolari

            • Genitori separati o divorziati: serve copia del decreto di affidamento o sentenza di separazione/divorzio
            • Affidamento esclusivo: basta la firma del genitore affidatario con documentazione
            • Affidamento congiunto: serve il consenso di entrambi i genitori

            Documenti per PAC Aziendale

            Se il contraente del PAC e un’azienda (per esempio, per accantonare il TFR o creare un fondo aziendale), servono documenti aggiuntivi:

            • Visura camerale: recente (massimo 6 mesi), scaricabile dal Registro Imprese
            • Documenti del legale rappresentante: documento d’identita e codice fiscale
            • Delibera del CdA: se prevista dallo statuto societario per operazioni di investimento
            • Coordinate bancarie aziendali: conto intestato alla societa

            Per le ditte individuali, la procedura e identica a quella per le persone fisiche.


            Documenti che NON Servono

            Una delle domande piu frequenti riguarda i documenti che non sono necessari per aprire un PAC. Ecco cosa puoi lasciare a casa:

            • Busta paga: non richiesta, il PAC non e un prestito
            • Dichiarazione dei redditi (730/Modello Redditi): non necessaria
            • Certificato di residenza: basta l’autocertificazione
            • Firma autenticata: non serve, la firma digitale o OTP e sufficiente
            • Estratto conto bancario: basta l’IBAN
            • Documentazione patrimoniale: non richiesta

            Il PAC e un prodotto di risparmio, non un finanziamento: per questo non ci sono verifiche sul reddito o sul merito creditizio.


            Come Inviare i Documenti

            L’invio dei documenti per attivare il PAC e semplice e puo avvenire in diversi modi:

            Foto con Smartphone

            • Scatta foto ai documenti con il telefono
            • Assicurati che siano leggibili e ben illuminate
            • Evita ombre e riflessi
            • Formato accettato: JPG, PNG

            Scansione PDF

            • Se hai uno scanner, puoi creare un PDF
            • Risoluzione consigliata: 150-300 DPI
            • Puoi usare anche app come Adobe Scan o Microsoft Lens

            Upload Diretto sulla Piattaforma

            • Molte piattaforme permettono l’upload diretto durante la procedura online
            • Segui le istruzioni a schermo per caricare i file

            Invio via WhatsApp o Email

            • Alcuni consulenti accettano l’invio tramite WhatsApp
            • In alternativa, invio via email all’indirizzo indicato

            Quanto Tempo Serve per Aprire un PAC

            Ecco la tempistica tipica per completare l’apertura di un PAC:

            FaseTempo
            Raccolta documenti5 minuti
            Compilazione dati anagrafici3 minuti
            Questionario MiFID5-10 minuti
            Revisione e firma digitale5 minuti
            TOTALEcirca 20 minuti

            Dopo la firma, l’attivazione effettiva del PAC richiede generalmente 1-3 giorni lavorativi per le verifiche amministrative. Il primo addebito avverra alla data stabilita nel contratto.


            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti

            Posso usare la carta d’identita scaduta?

            In linea generale, no. Il documento d’identita deve essere in corso di validita. Alcuni istituti tollerano una scadenza recente (entro 6 mesi) per cittadini italiani residenti in Italia, ma e sempre preferibile rinnovare il documento prima di procedere per evitare ritardi.

            Serve l’IBAN di un conto a me intestato?

            Si. Il conto corrente da cui verranno addebitate le rate deve essere intestato o cointestato al contraente del PAC. Non e possibile utilizzare il conto di un familiare (genitore, coniuge) se non sei cointestatario.

            E se non ho lo scanner?

            Nessun problema. Puoi semplicemente fotografare i documenti con lo smartphone. Assicurati che le foto siano nitide, ben illuminate e che tutti i dati siano leggibili. App gratuite come Adobe Scan o Microsoft Lens possono migliorare la qualita delle immagini trasformandole in PDF.

            Devo portare i documenti fisicamente?

            No. L’apertura di un PAC avviene interamente online. I documenti vengono caricati digitalmente sulla piattaforma o inviati via email/WhatsApp al consulente. Non e necessario recarsi fisicamente in filiale o presso uffici.


            Hai i Documenti Pronti? Inizia Subito

            Come hai visto, per aprire un PAC servono pochissimi documenti: un documento d’identita valido, il codice fiscale e l’IBAN. In 20 minuti puoi completare l’intera procedura e iniziare a costruire il tuo futuro finanziario.

            Richiedi una consulenza gratuita per scoprire quale PAC e piu adatto ai tuoi obiettivi:

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              • WhatsApp: 366 6018121
              • Email: info@centrofiscale.com
              • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

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