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Tag Archivio per: naspi

NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

Pagamento NASPI giugno 2026: date di accredito, importo e cedolino INPS

NASPI 2025

Il pagamento NASPI giugno 2026 è uno dei temi più cercati da chi percepisce l’indennità di disoccupazione, perché conoscere con precisione la data di accredito aiuta a organizzare le spese del mese. L’INPS eroga la NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) seguendo un calendario preciso, ma capire quando arriva esattamente sul conto corrente non è sempre semplice, soprattutto per chi ha appena presentato domanda. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto: le date previste, come leggere il cedolino NASPI su MyINPS, il calcolo dell’importo con il décalage del 3% e cosa succede in caso di lavoro occasionale.

Capire il pagamento NASPI giugno 2026 significa orientarsi tra mensilità ordinarie, prime erogazioni e variazioni dovute alla sede INPS territoriale. La data pagamento NASPI non è infatti la stessa per tutti: chi riceve l’indennità da mesi vede l’accredito nella prima metà del mese, mentre chi ha presentato la domanda da poco potrebbe attendere fino alla fine di giugno. Vediamo nel dettaglio cosa aspettarti, come verificare il cedolino NASPI giugno e quando rivolgersi al CAF Centro Fiscale a Udine per assistenza personalizzata.

Pagamento NASPI giugno 2026: quando arriva sul conto

La regola generale stabilita dall’INPS prevede che il pagamento NASPI giugno 2026 avvenga entro il 15 del mese successivo a quello di competenza. In pratica, l’indennità erogata a giugno si riferisce alle giornate di disoccupazione di maggio 2026. Questo significa che chi è già percettore da mesi vedrà l’accredito NASPI giugno 2026 tra il 10 e il 15 giugno, salvo lievi variazioni dovute ai tempi di elaborazione della sede INPS territoriale che gestisce la pratica.

La domanda più frequente è proprio: NASPI giugno 2026 quando arriva? La risposta cambia a seconda della situazione personale. Per i beneficiari ordinari, ovvero chi riceve l’indennità da più di un mese, l’INPS dispone i bonifici tra il 9 e il 15 giugno. Le differenze di qualche giorno dipendono dalla banca o dall’ufficio postale che riceve l’ordine di pagamento e dai tempi tecnici di accredito interbancario. Per questo motivo non esiste una data fissa unica, ma una finestra di accredito generalmente affidabile.

Prime erogazioni: chi ha presentato domanda di recente

Se hai presentato la domanda di NASPI nelle ultime settimane e l’INPS l’ha accolta a maggio, la situazione è differente. La prima rata non segue il calendario delle mensilità ordinarie ma viene erogata nella seconda metà del mese: indicativamente tra il 15 e il 25 giugno 2026. Questo perché l’INPS deve completare la lavorazione della pratica, calcolare gli arretrati dal giorno successivo alla cessazione del lavoro e verificare l’IBAN comunicato in fase di domanda.

Per chi attende la prima erogazione, è normale che il pagamento NASPI giugno 2026 includa anche le mensilità arretrate. Ad esempio, immaginiamo che Marco abbia perso il lavoro il 10 marzo 2026 e abbia presentato la domanda il 30 marzo. Se l’INPS accoglie la pratica a maggio, il primo accredito di giugno conterrà gli importi dovuti da marzo, aprile e maggio. È importante quindi non allarmarsi se la cifra è più alta del previsto: si tratta di un cumulo di mensilità.

Perché la data pagamento NASPI può variare

La data pagamento NASPI non è scolpita nella pietra. L’INPS effettua le elaborazioni in modo decentrato: ogni sede territoriale ha tempi tecnici leggermente diversi, e questo può causare anticipi o ritardi di 1-3 giorni rispetto alla media nazionale. Inoltre, se il 15 del mese cade di sabato, domenica o festivo, il bonifico potrebbe slittare al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso di giugno 2026, il 15 cade di lunedì, quindi non sono previsti slittamenti significativi.

  • Beneficiari ordinari: accredito tra il 10 e il 15 giugno 2026
  • Prime erogazioni: tra il 15 e il 25 giugno 2026
  • Pagamenti con arretrati: possono slittare verso fine mese
  • Sospensioni temporanee: riprese di pagamento entro 30 giorni dalla regolarizzazione

Cedolino NASPI giugno 2026: come consultarlo su MyINPS

Il cedolino NASPI giugno è il documento ufficiale che riepiloga l’importo erogato, le trattenute fiscali e il periodo di competenza. Si tratta di uno strumento fondamentale per capire esattamente quanto stai ricevendo e perché. Per consultarlo serve accedere al portale INPS nell’area riservata MyINPS, ma navigare tra le voci del sito può essere complicato per chi non è abituato. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scaricare e interpretare il cedolino, evitandoti di perdere tempo tra menu e password dimenticate.

Sul cedolino NASPI trovi alcune informazioni chiave: l’importo lordo dell’indennità, le ritenute IRPEF trattenute alla fonte, l’importo netto accreditato, il periodo di riferimento e l’IBAN su cui è stato disposto il bonifico. Capire ogni voce è importante per evitare brutte sorprese a fine anno con la dichiarazione dei redditi, perché la NASPI è soggetta a tassazione IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente.

Le voci principali del cedolino NASPI

Quando apri il cedolino NASPI giugno sul portale INPS, ti trovi davanti a una struttura tabellare con diverse colonne. La prima cosa da verificare è la corrispondenza tra il periodo indicato (maggio 2026) e i giorni effettivi di disoccupazione. Se hai svolto attività di lavoro occasionale durante il mese, alcuni giorni potrebbero essere stati esclusi dal calcolo. Le ritenute IRPEF applicate dipendono dallo scaglione di reddito in cui rientri annualmente: ad esempio, fino a 28.000 euro l’aliquota base è del 23%.

Un aspetto spesso trascurato è il conguaglio fiscale che compare a fine anno o all’esaurimento della NASPI. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ricalcola le ritenute basandosi sul reddito complessivo e potrebbe trattenere o restituire una differenza. Il nostro team del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a inserire correttamente la NASPI nel modello 730, evitando errori che potrebbero generare avvisi bonari dall’Agenzia delle Entrate.

Importo del pagamento NASPI giugno 2026: come si calcola

L’importo del pagamento NASPI giugno 2026 dipende dalla retribuzione media percepita negli ultimi quattro anni di lavoro. Il calcolo segue una formula precisa: l’INPS prende come riferimento la retribuzione imponibile degli ultimi 48 mesi e la divide per il numero di settimane contributive, ottenendo una retribuzione media settimanale che viene poi moltiplicata per 4,33 per ottenere la retribuzione mensile di riferimento.

L’importo della NASPI è pari al 75% della retribuzione mensile se quest’ultima è inferiore o uguale a 1.480,30 euro (soglia 2026). Se invece la retribuzione media è superiore a questa soglia, alla base del 75% si aggiunge il 25% della parte eccedente. In ogni caso, l’importo massimo erogabile non può superare il massimale 2026 di circa 1.575,42 euro mensili lordi. Vediamo un esempio pratico per capire meglio.

Esempio pratico di calcolo NASPI

Supponiamo che Laura abbia avuto una retribuzione media mensile di 1.800 euro lordi negli ultimi quattro anni. Il calcolo NASPI sarà così strutturato: 75% di 1.480,30 euro fa 1.110,22 euro, a cui si aggiunge il 25% della differenza tra 1.800 e 1.480,30 (cioè il 25% di 319,70 euro = 79,92 euro). Il totale lordo della NASPI di Laura sarebbe quindi 1.190,14 euro mensili, importo entro il massimale previsto. Da questo lordo vanno poi sottratte le ritenute IRPEF per ottenere il netto effettivamente accreditato.

Se invece prendiamo il caso di Stefano, che aveva una retribuzione media di 1.200 euro, il calcolo è più semplice: 75% di 1.200 = 900 euro lordi mensili di NASPI. Da notare che, dal 2026, la retribuzione di riferimento è rivalutata annualmente in base all’indice ISTAT. Il Patronato CAF Centro Fiscale ti aiuta a verificare il calcolo con i tuoi dati reali, evitando contestazioni con l’INPS in caso di importi anomali.

Décalage del 3%: la riduzione dopo il sesto mese

Una caratteristica fondamentale del pagamento NASPI giugno 2026 è il cosiddetto décalage del 3%. Si tratta di una riduzione progressiva dell’importo che scatta a partire dal settimo mese di percezione dell’indennità. In parole semplici, dopo i primi sei mesi pieni, ogni mese successivo la NASPI diminuisce del 3% rispetto all’importo del mese precedente. Questo meccanismo è stato pensato per incentivare il rapido reinserimento nel mondo del lavoro.

Facciamo un esempio concreto. Se a giugno 2026 stai ricevendo la NASPI da gennaio 2026, sei al sesto mese e l’importo è ancora quello pieno calcolato all’inizio. Da luglio (settimo mese) scatta la prima riduzione del 3%. Se l’importo era 1.000 euro, da luglio diventa 970 euro. Da agosto (ottavo mese) si applica un altro 3% sui 970 euro, quindi circa 941 euro. E così via, mese dopo mese, fino al termine della prestazione o al ritorno al lavoro.

Eccezioni al décalage

Esistono alcune eccezioni al décalage del 3%: i lavoratori con almeno 55 anni di età al momento della cessazione del rapporto di lavoro vedono applicarsi la riduzione solo dopo l’ottavo mese di percezione, non dal settimo. Questa agevolazione è stata introdotta per tutelare i lavoratori over 55, generalmente più difficili da ricollocare. Inoltre, alcune sospensioni temporanee della NASPI (come quelle per lavoro occasionale) non interrompono il conteggio dei mesi ai fini del décalage.

Il calcolo mensile della riduzione viene applicato automaticamente dall’INPS sul cedolino NASPI, ma vale la pena verificare ogni mese che la decurtazione sia stata applicata correttamente. Errori non sono rari, soprattutto in caso di sospensioni e riprese del trattamento. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con te il cedolino e, se rileva anomalie, ti assiste nella presentazione di una richiesta di riesame all’INPS.

Riduzione 60% e 45%: come funziona nel pagamento NASPI giugno 2026

Oltre al décalage del 3%, esistono altre riduzioni che possono influire sul pagamento NASPI giugno 2026: parliamo delle riduzioni al 60% e al 45%. Queste si applicano in caso di cumulo della NASPI con redditi da lavoro. Capire come funzionano è essenziale per non perdere il diritto all’indennità o, peggio, per evitare di dover restituire somme percepite indebitamente. Vediamo i casi più comuni nel dettaglio.

Se durante la percezione della NASPI inizi un’attività di lavoro autonomo o di impresa individuale che produce un reddito annuo previsto fino a 5.500 euro, mantieni il diritto alla NASPI ma con una riduzione dell’80% del reddito stimato. In sostanza, l’INPS riduce la tua indennità di una somma pari all’80% di quanto ti aspetti di guadagnare. Devi però comunicare entro 30 giorni l’inizio dell’attività al portale INPS, altrimenti perdi tutto il beneficio.

NASPI e lavoro subordinato a tempo determinato

Se invece accetti un lavoro subordinato a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la NASPI viene sospesa per la durata del contratto. Una volta terminato il nuovo rapporto, la prestazione riprende per il periodo residuo. Se la durata supera i 6 mesi, invece, la NASPI decade definitivamente. Questo regime è particolarmente complesso e ogni situazione va valutata individualmente: ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine prima di accettare qualsiasi nuovo contratto.

Particolare attenzione meritano i contratti misti, dove un percettore NASPI svolge sia lavoro autonomo sia occasionale. Le regole di cumulo possono ridurre l’importo NASPI a percentuali del 60% o anche del 45% dell’originario, a seconda del reddito previsto. La gestione corretta di queste comunicazioni all’INPS è cruciale: una dichiarazione errata può comportare la richiesta di restituzione di tutte le somme percepite. Per questo affidarsi a professionisti esperti fa la differenza.

IBAN per il pagamento NASPI giugno 2026: come modificarlo

L’IBAN comunicato all’INPS è l’elemento chiave per ricevere il pagamento NASPI giugno 2026 sul conto corrente. Se hai cambiato banca, chiuso un conto o aperto un nuovo libretto postale, è fondamentale aggiornare i dati prima del prossimo accredito. Un IBAN errato o non più attivo causa il rifiuto del bonifico da parte dell’istituto di credito, con conseguente sospensione dei pagamenti fino alla regolarizzazione della pratica.

Modificare l’IBAN per la NASPI richiede attenzione e va fatto tramite il modello apposito SR163, l’unico documento riconosciuto dall’INPS. Il modulo deve essere firmato e contrassegnato dalla banca o dalle Poste, perché serve come garanzia che l’IBAN appartiene effettivamente al beneficiario. Errori nella compilazione possono rallentare il pagamento NASPI anche di settimane. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il modello SR163 e a presentarlo nei tempi giusti per non perdere mensilità.

Tempistiche del cambio IBAN

Una volta presentato il modello SR163, l’INPS richiede generalmente 30-45 giorni per recepire la modifica e applicarla ai successivi pagamenti. Se la richiesta arriva in prossimità della data di erogazione mensile, potrebbe non essere lavorata in tempo e il bonifico verrebbe ancora disposto sul vecchio IBAN. Per questo conviene presentare le modifiche con almeno un mese di anticipo rispetto al prossimo accredito atteso. Per il pagamento NASPI giugno 2026, ad esempio, le richieste pervenute dopo metà maggio difficilmente saranno applicate in tempo.

Sospensione NASPI per lavoro occasionale: cosa cambia

Un caso particolarmente delicato che può influire sul pagamento NASPI giugno 2026 è la sospensione per lavoro occasionale. Se durante la percezione della NASPI accetti un incarico saltuario, anche di pochi giorni, devi comunicarlo all’INPS preventivamente. Le prestazioni occasionali sono ammesse fino a un certo limite di reddito, oltre il quale scattano automaticamente la riduzione o la decadenza dell’indennità di disoccupazione.

Per le prestazioni di lavoro occasionale retribuite tramite il sistema dei voucher (PrestO o Libretto Famiglia), il limite annuo previsto è di 5.000 euro da tutti i committenti. Sotto questa soglia non sussiste obbligo di comunicazione preventiva, ma è comunque consigliabile informare l’INPS per evitare contestazioni successive. Oltre i 5.000 euro, invece, la NASPI viene ridotta proporzionalmente o sospesa fino al termine dell’attività.

Come comunicare il lavoro occasionale all’INPS

La comunicazione di inizio attività occasionale deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’incarico, tramite l’apposito modulo INPS. Vanno indicati: tipologia di attività, durata prevista, compenso atteso e generalità del committente. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutta la procedura, perché un errore in questa fase può causare la sospensione dei pagamenti successivi o, peggio, la richiesta di restituzione delle somme già percepite. Affidarsi a chi conosce le procedure ti tutela da brutte sorprese.

Particolare attenzione va prestata anche ai compensi cumulati nel corso dell’anno solare. Se a giugno 2026 hai già superato la soglia annuale e percepisci ancora la NASPI, l’INPS effettuerà i conguagli e potresti vederti recapitare un avviso di restituzione. Verificare mensilmente la situazione contributiva tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è il modo migliore per evitare sorprese a fine anno.

Durata della NASPI: per quanti mesi spetta

La durata massima della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione versate negli ultimi 4 anni precedenti la cessazione del lavoro, fino a un tetto di 24 mesi. Se hai versato 4 anni pieni di contributi (208 settimane), avrai diritto a 104 settimane di indennità, cioè i 24 mesi massimi. Chi invece ha versato meno contributi vedrà ridotta proporzionalmente la durata: ad esempio, 50 settimane di lavoro nei 4 anni precedenti danno diritto a 25 settimane di NASPI, circa 6 mesi.

Per verificare con precisione la durata della tua NASPI, occorre consultare l’estratto contributivo INPS e contare le settimane di contribuzione utili nel periodo di riferimento. Il calcolo non è banale, perché alcune tipologie di rapporto (come l’apprendistato o i contratti di solidarietà) sono valutate diversamente. Inoltre, periodi di malattia, maternità o servizio militare possono essere considerati come contribuzione figurativa utile ai fini NASPI. Il Patronato CAF Centro Fiscale ti calcola con precisione la durata spettante.

Requisiti per accedere alla NASPI

Per percepire la NASPI nel 2026 servono tre requisiti fondamentali: lo stato di disoccupazione involontario, almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del lavoro e almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. Lo stato di disoccupazione si attesta tramite la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presentata al Centro per l’Impiego.

Non tutti i tipi di cessazione del lavoro danno diritto alla NASPI: le dimissioni volontarie ne escludono il diritto, tranne in alcuni casi tutelati (dimissioni per giusta causa, dimissioni della madre lavoratrice nel primo anno di vita del figlio). La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto: oltre questo termine si perde il diritto al beneficio per i giorni di ritardo. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per evitare errori nei termini.

Tassazione NASPI e dichiarazione dei redditi

Il pagamento NASPI giugno 2026 e di tutti gli altri mesi è soggetto a tassazione IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica direttamente le ritenute mensili sul cedolino. Tuttavia, all’inizio dell’anno successivo, l’INPS emette la Certificazione Unica (CU) che riepiloga tutti gli importi percepiti e le ritenute trattenute. Questo documento è essenziale per la dichiarazione dei redditi annuale.

La NASPI deve essere indicata nel modello 730 nella sezione dei redditi di lavoro dipendente e assimilati. Spesso i percettori NASPI ricevono un piccolo rimborso IRPEF in dichiarazione, perché le ritenute mensili dell’INPS non tengono conto di detrazioni per familiari a carico o altre detrazioni spettanti. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora la dichiarazione recuperando ogni euro di credito d’imposta che ti spetta, in ufficio o anche comodamente online da casa.

Problemi col pagamento NASPI giugno 2026: cosa fare

Se a giugno 2026 non ricevi l’accredito NASPI entro le date previste, non bisogna allarmarsi immediatamente. Spesso si tratta di semplici ritardi tecnici della sede INPS territoriale o di errori di trasmissione del bonifico. Tuttavia, dopo qualche giorno di attesa è opportuno verificare alcuni elementi chiave: lo stato della pratica sul portale INPS, l’eventuale presenza di comunicazioni nell’area MyINPS e la corretta visualizzazione del cedolino del mese.

Le cause più frequenti di un mancato pagamento sono: IBAN errato o non aggiornato, sospensione automatica per attività lavorativa non comunicata, mancato rinnovo della DID al Centro per l’Impiego, controlli straordinari INPS in corso. In tutti questi casi è importante intervenire rapidamente per non perdere mensilità arretrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a contattare l’INPS tramite i canali ufficiali del patronato, accelerando la risoluzione della pratica.

Verifica del Fascicolo Previdenziale

L’unico modo per sapere con certezza quando arriverà il prossimo pagamento NASPI è consultare il Fascicolo Previdenziale del Cittadino, accessibile dal portale INPS con SPID, CIE o CNS. All’interno del fascicolo trovi tutti i dettagli: data di disposizione del pagamento, IBAN su cui è stato disposto, importo lordo e netto, eventuali trattenute. Se vedi il pagamento già “Disposto” significa che l’INPS ha trasmesso l’ordine alla banca e l’accredito arriverà entro pochi giorni lavorativi.

Se invece lo stato è ancora “In elaborazione” o “Sospeso”, potrebbe esserci un’anomalia da risolvere. In questi casi conviene rivolgersi tempestivamente al patronato per capire la causa del blocco e procedere alla regolarizzazione. Spesso bastano poche ore di lavoro di un operatore esperto per sbloccare situazioni che, lasciate al fai-da-te, potrebbero protrarsi per settimane con conseguenze economiche pesanti per le famiglie.

Domande frequenti sul pagamento NASPI giugno 2026

Quando arriva il pagamento NASPI a giugno 2026?

Il pagamento NASPI giugno 2026 per i beneficiari ordinari è previsto tra il 10 e il 15 giugno 2026. Per chi ha presentato domanda recentemente e ha ottenuto l’accoglimento a maggio, la prima erogazione arriva tra il 15 e il 25 giugno. Le date possono variare leggermente in base alla sede INPS territoriale che gestisce la pratica.

Dove trovo il cedolino NASPI giugno?

Il cedolino NASPI giugno è consultabile sul portale INPS nell’area MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Va cercato nel Fascicolo Previdenziale del Cittadino, sezione “Pagamenti effettuati”. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scaricarlo e interpretarlo correttamente.

Quando inizia il décalage del 3% sulla NASPI?

Il décalage del 3% scatta dal settimo mese di percezione della NASPI (dall’ottavo mese per i lavoratori over 55). Ogni mese successivo l’importo viene ridotto del 3% rispetto a quello precedente, in modo cumulativo.

Qual è l’importo massimo della NASPI nel 2026?

Nel 2026 l’importo massimo NASPI erogabile è di circa 1.575,42 euro lordi mensili. Questo massimale è soggetto a riduzione del 3% mensile a partire dal settimo mese di percezione.

Cosa fare se la NASPI di giugno non arriva?

Se entro il 20 giugno non hai ancora ricevuto la NASPI, verifica il Fascicolo Previdenziale sul portale INPS. Le cause più comuni sono: IBAN errato, mancato rinnovo DID, sospensione per lavoro non comunicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a sbloccare la pratica con il patronato.

Hai bisogno di assistenza per la NASPI a giugno 2026?

Gestire la NASPI e tutti gli adempimenti collegati (domanda, IBAN, cedolino, comunicazioni di lavoro occasionale, tassazione) può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine è il tuo punto di riferimento in Friuli Venezia Giulia: il nostro Patronato ti segue dalla presentazione della domanda fino all’ultimo cedolino, verificando importi, scadenze e comunicazioni con l’INPS. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) sia online in tutta Italia.

Per ricevere un preventivo personalizzato e fissare un appuntamento, puoi Contattaci direttamente. I nostri operatori esperti ti seguono passo passo, garantendoti tranquillità e precisione in ogni fase della pratica. Hai bisogno di assistenza per la NASPI? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 22:26:042026-06-03 21:26:31Pagamento NASPI giugno 2026: date di accredito, importo e cedolino INPS
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

NASPI e Dis-Coll in Arrivo a Maggio 2026: Date dei Pagamenti della Disoccupazione

NASPI 2025

Maggio 2026 porta con sé una domanda fondamentale per migliaia di lavoratori italiani in cerca di occupazione: quando arriva il pagamento della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della Dis-Coll (indennità di disoccupazione per collaboratori) questo mese? Sapere con precisione la data di accredito della disoccupazione INPS è essenziale per pianificare le spese mensili, gestire mutui, affitti e bollette. In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine, trovi il calendario completo dei pagamenti NASPI e Dis-Coll di maggio 2026, gli importi aggiornati, come verificare il tuo accredito e cosa fare in caso di ritardi o problemi.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015
  2. Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori
  3. Calendario pagamenti NASPI maggio 2026
  4. Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026
  5. Come verificare la data esatta del tuo pagamento
  6. Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage
  7. Durata massima NASPI 2026
  8. Cosa fare se il pagamento è in ritardo
  9. Rinnovo e proroga della NASPI
  10. Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale
  11. FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è la principale indennità di disoccupazione italiana, istituita dal Decreto Legislativo n. 22 del 4 marzo 2015 in sostituzione delle precedenti ASpI e mini-ASpI. È gestita dall’INPS ed è destinata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.

Chi può richiedere la NASPI 2026? I lavoratori dipendenti (a tempo indeterminato o determinato) che:

  • Hanno perso involontariamente il lavoro (licenziamento, scadenza contratto a termine, risoluzione consensuale nell’ambito di procedura conciliativa, dimissioni per giusta causa)
  • Hanno almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’evento di disoccupazione
  • Hanno almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione
  • Sono in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 1, co. 2, lett. c) del D.Lgs. n. 181/2000

IMPORTANTE: La domanda NASPI deve essere presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il mancato rispetto di questo termine non comporta la perdita del diritto, ma riduce il periodo di spettanza: la prestazione decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro (se la domanda è presentata entro 8 giorni), oppure dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda (se presentata tra il 9° e il 68° giorno). Se presentata oltre i 68 giorni, si perdono le prestazioni relative al periodo precedente alla domanda.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione della domanda NASPI, la verifica dei requisiti e il calcolo dell’importo spettante. Contattaci per un appuntamento.

Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori

La Dis-Coll (Indennità di Disoccupazione per Collaboratori) è la prestazione di disoccupazione dedicata ai collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), ai dottorandi di ricerca con borsa di studio e agli assegnisti di ricerca. Anch’essa introdotta dal D.Lgs. 22/2015 e resa strutturale dalla Legge n. 81/2017, è erogata dall’INPS.

Requisiti Dis-Coll 2026:

  • Iscrizione alla Gestione Separata INPS e non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
  • Non essere pensionati
  • Non avere partita IVA attiva al momento della presentazione della domanda
  • Cessazione involontaria del rapporto di collaborazione
  • Almeno 1 mese di contribuzione nella Gestione Separata nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente la cessazione del rapporto al momento della cessazione stessa
  • Avere almeno 1 mese di contribuzione nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno precedente e la data di cessazione del rapporto di collaborazione

La domanda Dis-Coll va presentata telematicamente all’INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto di collaborazione. Gli importi e le modalità di calcolo sono simili alla NASPI, ma con alcune differenze legate alla base di calcolo contributiva.

Calendario pagamenti NASPI maggio 2026

Il pagamento NASPI di maggio 2026 segue il consueto calendario INPS. L’INPS non pubblica date fisse univoche per tutti i beneficiari: la data esatta di accredito dipende dalla banca/Ufficio Postale di riferimento e dal numero di pratiche in elaborazione. Tuttavia, storicamente i pagamenti NASPI avvengono indicativamente tra il 10 e il 15 di ogni mese, con variazioni in base a:

  • Data di presentazione della domanda (i nuovi beneficiari ricevono il primo pagamento entro 30-60 giorni dalla domanda)
  • Istituto di credito o Poste Italiane utilizzato (i bonifici su conto corrente bancario arrivano prima rispetto ai pagamenti su libretto postale)
  • Correttezza della documentazione fornita all’INPS
  • Presenza di comunicazioni obbligatorie (SAP, attività lavorativa occasionale) che possono ritardare il ricalcolo

In base al calendario INPS 2026 e alle comunicazioni ufficiali, per maggio 2026 i pagamenti NASPI sono attesi prevalentemente:

Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
NASPI – bonifico bancario (conto corrente)tra il 12 e il 15 maggio 2026Accredito diretto sul c/c bancario indicato nella domanda
NASPI – pagamento Poste (conto BancoPosta / libretto)tra il 13 e il 16 maggio 2026Disponibile allo sportello PostePay o BancoPosta
NASPI – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha presentato domanda ad aprile 2026
NASPI – pagamento con arretratientro fine maggio 2026Per pratiche con conguagli o ricalcoli

ATTENZIONE: Le date indicate sono stime basate sui calendari storici INPS. L’INPS non pubblica un calendario ufficiale mensile per i pagamenti NASPI. Per la data esatta del tuo pagamento, è necessario verificare direttamente sul Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS o tramite l’app INPS Mobile (vedi sezione dedicata). Per aggiornamenti sui pagamenti INPS di maggio 2026, puoi anche consultare la nostra guida completa.

Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026

Anche per la Dis-Coll maggio 2026 valgono le stesse regole generali dell’INPS per i pagamenti mensili. La Dis-Coll segue lo stesso ciclo di pagamento della NASPI, con accrediti che avvengono tipicamente nella seconda settimana del mese.

Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
Dis-Coll – bonifico bancariotra il 12 e il 15 maggio 2026Stesso ciclo della NASPI per pagamenti ordinari
Dis-Coll – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha cessato il rapporto di collaborazione a marzo-aprile 2026
Dis-Coll – riemissione per comunicazione redditivariabile, entro fine meseSe sono presenti variazioni reddituali da comunicare all’INPS

Differenza importante: La Dis-Coll è incompatibile con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo (compresa la partita IVA). Se durante il periodo di percezione della Dis-Coll si avvia un’attività con regime forfettario o altra forma di lavoro autonomo, la prestazione viene sospesa o revocata. Tuttavia, a differenza della NASPI, la Dis-Coll non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato neanche in forma ridotta.

Come verificare la data esatta del tuo pagamento

Per sapere quando arriva esattamente il pagamento della tua NASPI o Dis-Coll, l’INPS mette a disposizione diversi strumenti digitali ufficiali. Ecco come utilizzarli:

1. Fascicolo Previdenziale del Cittadino (INPS online)

Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è il servizio INPS che raccoglie tutte le informazioni sulla tua posizione previdenziale, inclusi i pagamenti effettuati e quelli programmati. Per accedere:

  1. Accedi a www.inps.it
  2. Clicca su “Accedi ai servizi” e scegli SPID, CIE o CNS
  3. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
  4. Nella sezione “Pagamenti” trovi l’elenco di tutti gli accrediti con data e importo

2. App INPS Mobile

L’app ufficiale INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) permette di verificare i pagamenti in mobilità. Dopo l’accesso con SPID o CIE:

  • Seleziona “I miei servizi”
  • Cerca “NASPI” o “Dis-Coll”
  • Visualizza lo stato della pratica e i pagamenti effettuati

3. Verifica tramite PIN o contatto telefonico INPS

Se non hai SPID o CIE, puoi contattare il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164 164 (a pagamento da cellulare). Gli operatori possono fornire informazioni sullo stato della pratica e sui pagamenti programmati.

4. Verifica tramite estratto conto INPS

L’estratto conto previdenziale INPS (accessibile con SPID) riporta i periodi contributivi e le prestazioni ricevute. È uno strumento utile per verificare che tutti i contributi siano stati correttamente accreditati, condizione necessaria per la spettanza della NASPI.

Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage

L’importo della NASPI 2026 è calcolato sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali percepita negli ultimi 4 anni (52 settimane precedenti la disoccupazione, divisa per il numero di settimane di contribuzione). L’INPS aggiorna annualmente i massimali con circolare specifica (generalmente a febbraio di ogni anno).

Calcolo importo NASPI 2026

La formula di calcolo NASPI prevede:

  1. Si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni di contribuzione (retribuzione imponibile / numero settimane contribuite × 4,33)
  2. Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.425,18 euro (soglia 2026), l’importo NASPI è pari al 75% della retribuzione media
  3. Se la retribuzione media mensile supera i 1.425,18 euro, l’importo NASPI è pari al 75% di 1.425,18 euro + 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.425,18 euro
  4. In ogni caso, l’importo non può superare il massimale mensile NASPI 2026

Massimale NASPI 2026

Il massimale mensile NASPI per il 2026 è stato aggiornato dall’INPS con Circolare n. 29 del 2026. Per l’anno 2026, il massimale è pari a 1.550,42 euro mensili (lordi). Questo importo massimo viene ulteriormente ridotto dal décalage mensile (vedi sotto). L’importo NASPI è soggetto a tassazione IRPEF: l’INPS applica una ritenuta d’acconto del 23% sull’imponibile fiscale. In sede di dichiarazione dei redditi (modello 730), l’importo percepito confluisce nel reddito complessivo e può dar luogo a conguaglio a debito o a credito.

Décalage NASPI: la riduzione mensile

Il décalage NASPI è la riduzione progressiva mensile dell’importo dell’indennità. A partire dal sesto mese di percezione (181° giorno), l’importo NASPI si riduce del 3% al mese. Per i lavoratori con più di 55 anni, la riduzione del 3% mensile scatta dal nono mese (271° giorno).

PeriodoRiduzione importoDecorrenza
1° – 5° mese (1-150 giorni)Importo pieno (nessuna riduzione)Dal 1° giorno di disoccupazione
Dal 6° mese (dal 151° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori under 55
Dal 9° mese (dal 271° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori over 55
Massima riduzione cumulativaFino al 56-57% dell’importo inizialeNegli ultimi mesi di percezione (periodo massimo 24 mesi)

Esempio pratico: Un lavoratore che percepisce 1.200 euro mensili di NASPI (importo lordo netto da décalage): – Dal 1° al 5° mese: 1.200 euro/mese – 6° mese: 1.200 – 3% = 1.164 euro – 7° mese: 1.164 – 3% = 1.129 euro – 8° mese: 1.129 – 3% = 1.095 euro – E così via, con una riduzione progressiva del 3% sull’importo del mese precedente

Durata massima NASPI 2026

La durata massima della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni (48 mesi). Il D.Lgs. 22/2015 prevede un limite assoluto di 24 mesi (104 settimane): anche se si ha maturato un numero di settimane contributive superiore, non si può percepire la NASPI per più di 2 anni consecutivi.

Settimane di contribuzione negli ultimi 4 anniDurata NASPI spettante
13 settimane (minimo)6,5 settimane (circa 1,5 mesi)
26 settimane13 settimane (circa 3 mesi)
52 settimane (1 anno)26 settimane (6 mesi)
78 settimane (1,5 anni)39 settimane (9 mesi)
104 settimane (2 anni)52 settimane (12 mesi)
208 settimane (4 anni)104 settimane (massimo 24 mesi)

Per chi lavora part-time o ha periodi di lavoro discontinuo, le settimane di contribuzione si accumulano in proporzione. I contributi figurativi (congedo parentale, malattia, ecc.) non vengono conteggiati ai fini della durata NASPI, ma possono incidere sull’importo.

Cosa fare se il pagamento è in ritardo

Se il pagamento NASPI non arriva entro la metà del mese, oppure se noti discrepanze nell’importo accreditato, segui questa procedura:

  1. Verifica sul Fascicolo Previdenziale (www.inps.it con SPID/CIE) se il pagamento risulta “in elaborazione” o “sospeso”
  2. Controlla le comunicazioni INPS: a volte il pagamento viene sospeso perché manca una comunicazione obbligatoria (es. avvio attività lavorativa, variazione stato familiare)
  3. Contatta il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, gratuito) per informazioni sullo stato della pratica
  4. Recati allo sportello INPS di competenza (prenotando un appuntamento tramite il sito INPS) se la situazione non si risolve online
  5. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale: i nostri operatori possono assisterti nel monitorare la pratica e gestire eventuali comunicazioni con l’INPS

Cause comuni di ritardo o sospensione NASPI:

  • Omessa comunicazione di attività lavorativa occasionale (obbligo di comunicare entro il giorno precedente l’inizio dell’attività)
  • Superamento del limite di reddito per la compatibilità con lavoro dipendente o autonomo
  • Dati bancari errati o IBAN non aggiornato
  • Domicilio cambiato e non comunicato all’INPS
  • Mancata DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) al lavoro o mancata partecipazione ai programmi di politica attiva
  • Pratiche in fase di riesame (es. ricorso, verifica requisiti)

Rinnovo e proroga della NASPI

La NASPI non può essere rinnovata automaticamente alla scadenza. Al termine del periodo di spettanza, l’indennità cessa definitivamente. Tuttavia, se nel frattempo si è lavorato e si sono maturati nuovi contributi, è possibile presentare una nuova domanda NASPI in caso di ulteriore disoccupazione.

Quando si può fare una nuova domanda NASPI?

  • Dopo aver lavorato come dipendente per almeno 13 settimane dalla precedente cessazione
  • Solo in caso di nuova cessazione involontaria del rapporto di lavoro
  • Entro 68 giorni dalla nuova cessazione

Sospensione temporanea NASPI: È possibile sospendere temporaneamente la NASPI (senza perdere il diritto al periodo residuo) in caso di:

  • Lavoro subordinato a tempo determinato con reddito superiore a 8.174 euro annui: la NASPI è sospesa per tutta la durata del contratto e riprende alla sua scadenza
  • Lavoro autonomo o parasubordinato con reddito superiore al limite di compatibilità: sospensione per tutto il periodo di attività

Per approfondire le possibilità legate alla NASPI 2026 e verificare il tuo diritto alla prestazione, il CAF Centro Fiscale offre consulenza personalizzata.

Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale per pratiche NASPI

Il CAF Centro Fiscale di Udine è uno dei principali punti di riferimento in Friuli Venezia Giulia per l’assistenza nelle pratiche previdenziali e fiscali. I nostri operatori sono abilitati ad assistere i cittadini in tutte le fasi della pratica NASPI e Dis-Coll:

  • Verifica preventiva dei requisiti per accedere alla NASPI o alla Dis-Coll
  • Calcolo dell’importo spettante e simulazione del décalage
  • Presentazione telematica della domanda all’INPS tramite delega
  • Monitoraggio dello stato della pratica dopo la presentazione
  • Assistenza in caso di sospensione o revoca della prestazione
  • Gestione delle comunicazioni obbligatorie (attività lavorativa, variazioni reddituali)
  • Dichiarazione dei redditi NASPI nel modello 730 o Redditi PF
  • Richiesta di NASPI anticipata per apertura partita IVA o regime forfettario

Puoi contattarci presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, telefonando al 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. Puoi anche utilizzare il modulo di contatto qui sotto.

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Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

Quando viene pagata la NASPI a maggio 2026?

La NASPI viene generalmente accreditata tra il 12 e il 15 di ogni mese. Per maggio 2026, i pagamenti ordinari sono attesi indicativamente tra il 12 e il 15 maggio 2026 per bonifici bancari, con qualche giorno di variazione per i pagamenti su conto BancoPosta. La data esatta dipende dalla propria banca e dallo stato della pratica. Per verificare la data precisa del proprio accredito, accedere al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su www.inps.it con SPID o CIE.

Quante settimane di contribuzione servono per avere la NASPI?

Per avere diritto alla NASPI occorrono almeno 13 settimane di contribuzione nel periodo di 4 anni precedenti la disoccupazione. Inoltre, sono necessarie almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione. La durata della NASPI e pari alla meta delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

Qual è l’importo massimo della NASPI nel 2026?

Il massimale mensile NASPI per il 2026 è aggiornato annualmente dall’INPS. Per il 2026, il massimale indicativo è circa 1.550 euro lordi mensili (il valore esatto viene comunicato con circolare INPS a inizio anno). L’importo effettivo dipende dalla retribuzione media degli ultimi 4 anni. Dal sesto mese di percezione, l’importo si riduce del 3% mensile (decalage).

La Dis-Coll viene pagata lo stesso giorno della NASPI?

Sì, la Dis-Coll segue sostanzialmente lo stesso calendario di pagamento della NASPI. Anche per la Dis-Coll i pagamenti avvengono indicativamente tra il 12 e il 15 del mese. La data esatta dipende dall’istituto di credito e dallo stato della singola pratica. E possibile verificare il proprio pagamento tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS (www.inps.it con SPID/CIE) o tramite l’app INPS Mobile.

Cosa devo fare se non ricevo il pagamento NASPI entro il 15 del mese?

Se il pagamento NASPI non arriva entro il 15-16 del mese, verificare prima sul Fascicolo Previdenziale INPS se il pagamento risulta in elaborazione o sospeso. Controllare anche che l’IBAN sia aggiornato. Se il pagamento risulta sospeso, potrebbe essere necessario inviare una comunicazione obbligatoria all’INPS (es. attività lavorativa, variazione stato familiare). In caso di dubbi, contattare il CAF Centro Fiscale di Udine (0432 1638640) per assistenza nella gestione della pratica.

La NASPI si può dichiarare nel 730?

Sì, la NASPI e un reddito tassabile IRPEF che deve essere dichiarato nel modello 730 o nel modello Redditi PF. L’INPS invia la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo di ogni anno. I dati NASPI vengono pre-compilati dall’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi anche in presenza di NASPI.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella presentazione della domanda NASPI, nel calcolo dell’importo spettante e nella gestione di tutte le comunicazioni INPS. Compila il modulo o contattaci su WhatsApp.

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    Pagamento NASPI giugno 2026: date di accredito, importo e cedolino INPS

    NASPI 2025

    Il pagamento NASPI giugno 2026 è uno dei temi più cercati da chi percepisce l’indennità di disoccupazione, perché conoscere con precisione la data di accredito aiuta a organizzare le spese del mese. L’INPS eroga la NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) seguendo un calendario preciso, ma capire quando arriva esattamente sul conto corrente non è sempre semplice, soprattutto per chi ha appena presentato domanda. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto: le date previste, come leggere il cedolino NASPI su MyINPS, il calcolo dell’importo con il décalage del 3% e cosa succede in caso di lavoro occasionale.

    Capire il pagamento NASPI giugno 2026 significa orientarsi tra mensilità ordinarie, prime erogazioni e variazioni dovute alla sede INPS territoriale. La data pagamento NASPI non è infatti la stessa per tutti: chi riceve l’indennità da mesi vede l’accredito nella prima metà del mese, mentre chi ha presentato la domanda da poco potrebbe attendere fino alla fine di giugno. Vediamo nel dettaglio cosa aspettarti, come verificare il cedolino NASPI giugno e quando rivolgersi al CAF Centro Fiscale a Udine per assistenza personalizzata.

    Pagamento NASPI giugno 2026: quando arriva sul conto

    La regola generale stabilita dall’INPS prevede che il pagamento NASPI giugno 2026 avvenga entro il 15 del mese successivo a quello di competenza. In pratica, l’indennità erogata a giugno si riferisce alle giornate di disoccupazione di maggio 2026. Questo significa che chi è già percettore da mesi vedrà l’accredito NASPI giugno 2026 tra il 10 e il 15 giugno, salvo lievi variazioni dovute ai tempi di elaborazione della sede INPS territoriale che gestisce la pratica.

    La domanda più frequente è proprio: NASPI giugno 2026 quando arriva? La risposta cambia a seconda della situazione personale. Per i beneficiari ordinari, ovvero chi riceve l’indennità da più di un mese, l’INPS dispone i bonifici tra il 9 e il 15 giugno. Le differenze di qualche giorno dipendono dalla banca o dall’ufficio postale che riceve l’ordine di pagamento e dai tempi tecnici di accredito interbancario. Per questo motivo non esiste una data fissa unica, ma una finestra di accredito generalmente affidabile.

    Prime erogazioni: chi ha presentato domanda di recente

    Se hai presentato la domanda di NASPI nelle ultime settimane e l’INPS l’ha accolta a maggio, la situazione è differente. La prima rata non segue il calendario delle mensilità ordinarie ma viene erogata nella seconda metà del mese: indicativamente tra il 15 e il 25 giugno 2026. Questo perché l’INPS deve completare la lavorazione della pratica, calcolare gli arretrati dal giorno successivo alla cessazione del lavoro e verificare l’IBAN comunicato in fase di domanda.

    Per chi attende la prima erogazione, è normale che il pagamento NASPI giugno 2026 includa anche le mensilità arretrate. Ad esempio, immaginiamo che Marco abbia perso il lavoro il 10 marzo 2026 e abbia presentato la domanda il 30 marzo. Se l’INPS accoglie la pratica a maggio, il primo accredito di giugno conterrà gli importi dovuti da marzo, aprile e maggio. È importante quindi non allarmarsi se la cifra è più alta del previsto: si tratta di un cumulo di mensilità.

    Perché la data pagamento NASPI può variare

    La data pagamento NASPI non è scolpita nella pietra. L’INPS effettua le elaborazioni in modo decentrato: ogni sede territoriale ha tempi tecnici leggermente diversi, e questo può causare anticipi o ritardi di 1-3 giorni rispetto alla media nazionale. Inoltre, se il 15 del mese cade di sabato, domenica o festivo, il bonifico potrebbe slittare al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso di giugno 2026, il 15 cade di lunedì, quindi non sono previsti slittamenti significativi.

    • Beneficiari ordinari: accredito tra il 10 e il 15 giugno 2026
    • Prime erogazioni: tra il 15 e il 25 giugno 2026
    • Pagamenti con arretrati: possono slittare verso fine mese
    • Sospensioni temporanee: riprese di pagamento entro 30 giorni dalla regolarizzazione

    Cedolino NASPI giugno 2026: come consultarlo su MyINPS

    Il cedolino NASPI giugno è il documento ufficiale che riepiloga l’importo erogato, le trattenute fiscali e il periodo di competenza. Si tratta di uno strumento fondamentale per capire esattamente quanto stai ricevendo e perché. Per consultarlo serve accedere al portale INPS nell’area riservata MyINPS, ma navigare tra le voci del sito può essere complicato per chi non è abituato. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scaricare e interpretare il cedolino, evitandoti di perdere tempo tra menu e password dimenticate.

    Sul cedolino NASPI trovi alcune informazioni chiave: l’importo lordo dell’indennità, le ritenute IRPEF trattenute alla fonte, l’importo netto accreditato, il periodo di riferimento e l’IBAN su cui è stato disposto il bonifico. Capire ogni voce è importante per evitare brutte sorprese a fine anno con la dichiarazione dei redditi, perché la NASPI è soggetta a tassazione IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente.

    Le voci principali del cedolino NASPI

    Quando apri il cedolino NASPI giugno sul portale INPS, ti trovi davanti a una struttura tabellare con diverse colonne. La prima cosa da verificare è la corrispondenza tra il periodo indicato (maggio 2026) e i giorni effettivi di disoccupazione. Se hai svolto attività di lavoro occasionale durante il mese, alcuni giorni potrebbero essere stati esclusi dal calcolo. Le ritenute IRPEF applicate dipendono dallo scaglione di reddito in cui rientri annualmente: ad esempio, fino a 28.000 euro l’aliquota base è del 23%.

    Un aspetto spesso trascurato è il conguaglio fiscale che compare a fine anno o all’esaurimento della NASPI. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ricalcola le ritenute basandosi sul reddito complessivo e potrebbe trattenere o restituire una differenza. Il nostro team del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a inserire correttamente la NASPI nel modello 730, evitando errori che potrebbero generare avvisi bonari dall’Agenzia delle Entrate.

    Importo del pagamento NASPI giugno 2026: come si calcola

    L’importo del pagamento NASPI giugno 2026 dipende dalla retribuzione media percepita negli ultimi quattro anni di lavoro. Il calcolo segue una formula precisa: l’INPS prende come riferimento la retribuzione imponibile degli ultimi 48 mesi e la divide per il numero di settimane contributive, ottenendo una retribuzione media settimanale che viene poi moltiplicata per 4,33 per ottenere la retribuzione mensile di riferimento.

    L’importo della NASPI è pari al 75% della retribuzione mensile se quest’ultima è inferiore o uguale a 1.480,30 euro (soglia 2026). Se invece la retribuzione media è superiore a questa soglia, alla base del 75% si aggiunge il 25% della parte eccedente. In ogni caso, l’importo massimo erogabile non può superare il massimale 2026 di circa 1.575,42 euro mensili lordi. Vediamo un esempio pratico per capire meglio.

    Esempio pratico di calcolo NASPI

    Supponiamo che Laura abbia avuto una retribuzione media mensile di 1.800 euro lordi negli ultimi quattro anni. Il calcolo NASPI sarà così strutturato: 75% di 1.480,30 euro fa 1.110,22 euro, a cui si aggiunge il 25% della differenza tra 1.800 e 1.480,30 (cioè il 25% di 319,70 euro = 79,92 euro). Il totale lordo della NASPI di Laura sarebbe quindi 1.190,14 euro mensili, importo entro il massimale previsto. Da questo lordo vanno poi sottratte le ritenute IRPEF per ottenere il netto effettivamente accreditato.

    Se invece prendiamo il caso di Stefano, che aveva una retribuzione media di 1.200 euro, il calcolo è più semplice: 75% di 1.200 = 900 euro lordi mensili di NASPI. Da notare che, dal 2026, la retribuzione di riferimento è rivalutata annualmente in base all’indice ISTAT. Il Patronato CAF Centro Fiscale ti aiuta a verificare il calcolo con i tuoi dati reali, evitando contestazioni con l’INPS in caso di importi anomali.

    Décalage del 3%: la riduzione dopo il sesto mese

    Una caratteristica fondamentale del pagamento NASPI giugno 2026 è il cosiddetto décalage del 3%. Si tratta di una riduzione progressiva dell’importo che scatta a partire dal settimo mese di percezione dell’indennità. In parole semplici, dopo i primi sei mesi pieni, ogni mese successivo la NASPI diminuisce del 3% rispetto all’importo del mese precedente. Questo meccanismo è stato pensato per incentivare il rapido reinserimento nel mondo del lavoro.

    Facciamo un esempio concreto. Se a giugno 2026 stai ricevendo la NASPI da gennaio 2026, sei al sesto mese e l’importo è ancora quello pieno calcolato all’inizio. Da luglio (settimo mese) scatta la prima riduzione del 3%. Se l’importo era 1.000 euro, da luglio diventa 970 euro. Da agosto (ottavo mese) si applica un altro 3% sui 970 euro, quindi circa 941 euro. E così via, mese dopo mese, fino al termine della prestazione o al ritorno al lavoro.

    Eccezioni al décalage

    Esistono alcune eccezioni al décalage del 3%: i lavoratori con almeno 55 anni di età al momento della cessazione del rapporto di lavoro vedono applicarsi la riduzione solo dopo l’ottavo mese di percezione, non dal settimo. Questa agevolazione è stata introdotta per tutelare i lavoratori over 55, generalmente più difficili da ricollocare. Inoltre, alcune sospensioni temporanee della NASPI (come quelle per lavoro occasionale) non interrompono il conteggio dei mesi ai fini del décalage.

    Il calcolo mensile della riduzione viene applicato automaticamente dall’INPS sul cedolino NASPI, ma vale la pena verificare ogni mese che la decurtazione sia stata applicata correttamente. Errori non sono rari, soprattutto in caso di sospensioni e riprese del trattamento. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con te il cedolino e, se rileva anomalie, ti assiste nella presentazione di una richiesta di riesame all’INPS.

    Riduzione 60% e 45%: come funziona nel pagamento NASPI giugno 2026

    Oltre al décalage del 3%, esistono altre riduzioni che possono influire sul pagamento NASPI giugno 2026: parliamo delle riduzioni al 60% e al 45%. Queste si applicano in caso di cumulo della NASPI con redditi da lavoro. Capire come funzionano è essenziale per non perdere il diritto all’indennità o, peggio, per evitare di dover restituire somme percepite indebitamente. Vediamo i casi più comuni nel dettaglio.

    Se durante la percezione della NASPI inizi un’attività di lavoro autonomo o di impresa individuale che produce un reddito annuo previsto fino a 5.500 euro, mantieni il diritto alla NASPI ma con una riduzione dell’80% del reddito stimato. In sostanza, l’INPS riduce la tua indennità di una somma pari all’80% di quanto ti aspetti di guadagnare. Devi però comunicare entro 30 giorni l’inizio dell’attività al portale INPS, altrimenti perdi tutto il beneficio.

    NASPI e lavoro subordinato a tempo determinato

    Se invece accetti un lavoro subordinato a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la NASPI viene sospesa per la durata del contratto. Una volta terminato il nuovo rapporto, la prestazione riprende per il periodo residuo. Se la durata supera i 6 mesi, invece, la NASPI decade definitivamente. Questo regime è particolarmente complesso e ogni situazione va valutata individualmente: ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine prima di accettare qualsiasi nuovo contratto.

    Particolare attenzione meritano i contratti misti, dove un percettore NASPI svolge sia lavoro autonomo sia occasionale. Le regole di cumulo possono ridurre l’importo NASPI a percentuali del 60% o anche del 45% dell’originario, a seconda del reddito previsto. La gestione corretta di queste comunicazioni all’INPS è cruciale: una dichiarazione errata può comportare la richiesta di restituzione di tutte le somme percepite. Per questo affidarsi a professionisti esperti fa la differenza.

    IBAN per il pagamento NASPI giugno 2026: come modificarlo

    L’IBAN comunicato all’INPS è l’elemento chiave per ricevere il pagamento NASPI giugno 2026 sul conto corrente. Se hai cambiato banca, chiuso un conto o aperto un nuovo libretto postale, è fondamentale aggiornare i dati prima del prossimo accredito. Un IBAN errato o non più attivo causa il rifiuto del bonifico da parte dell’istituto di credito, con conseguente sospensione dei pagamenti fino alla regolarizzazione della pratica.

    Modificare l’IBAN per la NASPI richiede attenzione e va fatto tramite il modello apposito SR163, l’unico documento riconosciuto dall’INPS. Il modulo deve essere firmato e contrassegnato dalla banca o dalle Poste, perché serve come garanzia che l’IBAN appartiene effettivamente al beneficiario. Errori nella compilazione possono rallentare il pagamento NASPI anche di settimane. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il modello SR163 e a presentarlo nei tempi giusti per non perdere mensilità.

    Tempistiche del cambio IBAN

    Una volta presentato il modello SR163, l’INPS richiede generalmente 30-45 giorni per recepire la modifica e applicarla ai successivi pagamenti. Se la richiesta arriva in prossimità della data di erogazione mensile, potrebbe non essere lavorata in tempo e il bonifico verrebbe ancora disposto sul vecchio IBAN. Per questo conviene presentare le modifiche con almeno un mese di anticipo rispetto al prossimo accredito atteso. Per il pagamento NASPI giugno 2026, ad esempio, le richieste pervenute dopo metà maggio difficilmente saranno applicate in tempo.

    Sospensione NASPI per lavoro occasionale: cosa cambia

    Un caso particolarmente delicato che può influire sul pagamento NASPI giugno 2026 è la sospensione per lavoro occasionale. Se durante la percezione della NASPI accetti un incarico saltuario, anche di pochi giorni, devi comunicarlo all’INPS preventivamente. Le prestazioni occasionali sono ammesse fino a un certo limite di reddito, oltre il quale scattano automaticamente la riduzione o la decadenza dell’indennità di disoccupazione.

    Per le prestazioni di lavoro occasionale retribuite tramite il sistema dei voucher (PrestO o Libretto Famiglia), il limite annuo previsto è di 5.000 euro da tutti i committenti. Sotto questa soglia non sussiste obbligo di comunicazione preventiva, ma è comunque consigliabile informare l’INPS per evitare contestazioni successive. Oltre i 5.000 euro, invece, la NASPI viene ridotta proporzionalmente o sospesa fino al termine dell’attività.

    Come comunicare il lavoro occasionale all’INPS

    La comunicazione di inizio attività occasionale deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’incarico, tramite l’apposito modulo INPS. Vanno indicati: tipologia di attività, durata prevista, compenso atteso e generalità del committente. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutta la procedura, perché un errore in questa fase può causare la sospensione dei pagamenti successivi o, peggio, la richiesta di restituzione delle somme già percepite. Affidarsi a chi conosce le procedure ti tutela da brutte sorprese.

    Particolare attenzione va prestata anche ai compensi cumulati nel corso dell’anno solare. Se a giugno 2026 hai già superato la soglia annuale e percepisci ancora la NASPI, l’INPS effettuerà i conguagli e potresti vederti recapitare un avviso di restituzione. Verificare mensilmente la situazione contributiva tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è il modo migliore per evitare sorprese a fine anno.

    Durata della NASPI: per quanti mesi spetta

    La durata massima della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione versate negli ultimi 4 anni precedenti la cessazione del lavoro, fino a un tetto di 24 mesi. Se hai versato 4 anni pieni di contributi (208 settimane), avrai diritto a 104 settimane di indennità, cioè i 24 mesi massimi. Chi invece ha versato meno contributi vedrà ridotta proporzionalmente la durata: ad esempio, 50 settimane di lavoro nei 4 anni precedenti danno diritto a 25 settimane di NASPI, circa 6 mesi.

    Per verificare con precisione la durata della tua NASPI, occorre consultare l’estratto contributivo INPS e contare le settimane di contribuzione utili nel periodo di riferimento. Il calcolo non è banale, perché alcune tipologie di rapporto (come l’apprendistato o i contratti di solidarietà) sono valutate diversamente. Inoltre, periodi di malattia, maternità o servizio militare possono essere considerati come contribuzione figurativa utile ai fini NASPI. Il Patronato CAF Centro Fiscale ti calcola con precisione la durata spettante.

    Requisiti per accedere alla NASPI

    Per percepire la NASPI nel 2026 servono tre requisiti fondamentali: lo stato di disoccupazione involontario, almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del lavoro e almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. Lo stato di disoccupazione si attesta tramite la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presentata al Centro per l’Impiego.

    Non tutti i tipi di cessazione del lavoro danno diritto alla NASPI: le dimissioni volontarie ne escludono il diritto, tranne in alcuni casi tutelati (dimissioni per giusta causa, dimissioni della madre lavoratrice nel primo anno di vita del figlio). La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto: oltre questo termine si perde il diritto al beneficio per i giorni di ritardo. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per evitare errori nei termini.

    Tassazione NASPI e dichiarazione dei redditi

    Il pagamento NASPI giugno 2026 e di tutti gli altri mesi è soggetto a tassazione IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica direttamente le ritenute mensili sul cedolino. Tuttavia, all’inizio dell’anno successivo, l’INPS emette la Certificazione Unica (CU) che riepiloga tutti gli importi percepiti e le ritenute trattenute. Questo documento è essenziale per la dichiarazione dei redditi annuale.

    La NASPI deve essere indicata nel modello 730 nella sezione dei redditi di lavoro dipendente e assimilati. Spesso i percettori NASPI ricevono un piccolo rimborso IRPEF in dichiarazione, perché le ritenute mensili dell’INPS non tengono conto di detrazioni per familiari a carico o altre detrazioni spettanti. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora la dichiarazione recuperando ogni euro di credito d’imposta che ti spetta, in ufficio o anche comodamente online da casa.

    Problemi col pagamento NASPI giugno 2026: cosa fare

    Se a giugno 2026 non ricevi l’accredito NASPI entro le date previste, non bisogna allarmarsi immediatamente. Spesso si tratta di semplici ritardi tecnici della sede INPS territoriale o di errori di trasmissione del bonifico. Tuttavia, dopo qualche giorno di attesa è opportuno verificare alcuni elementi chiave: lo stato della pratica sul portale INPS, l’eventuale presenza di comunicazioni nell’area MyINPS e la corretta visualizzazione del cedolino del mese.

    Le cause più frequenti di un mancato pagamento sono: IBAN errato o non aggiornato, sospensione automatica per attività lavorativa non comunicata, mancato rinnovo della DID al Centro per l’Impiego, controlli straordinari INPS in corso. In tutti questi casi è importante intervenire rapidamente per non perdere mensilità arretrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a contattare l’INPS tramite i canali ufficiali del patronato, accelerando la risoluzione della pratica.

    Verifica del Fascicolo Previdenziale

    L’unico modo per sapere con certezza quando arriverà il prossimo pagamento NASPI è consultare il Fascicolo Previdenziale del Cittadino, accessibile dal portale INPS con SPID, CIE o CNS. All’interno del fascicolo trovi tutti i dettagli: data di disposizione del pagamento, IBAN su cui è stato disposto, importo lordo e netto, eventuali trattenute. Se vedi il pagamento già “Disposto” significa che l’INPS ha trasmesso l’ordine alla banca e l’accredito arriverà entro pochi giorni lavorativi.

    Se invece lo stato è ancora “In elaborazione” o “Sospeso”, potrebbe esserci un’anomalia da risolvere. In questi casi conviene rivolgersi tempestivamente al patronato per capire la causa del blocco e procedere alla regolarizzazione. Spesso bastano poche ore di lavoro di un operatore esperto per sbloccare situazioni che, lasciate al fai-da-te, potrebbero protrarsi per settimane con conseguenze economiche pesanti per le famiglie.

    Domande frequenti sul pagamento NASPI giugno 2026

    Quando arriva il pagamento NASPI a giugno 2026?

    Il pagamento NASPI giugno 2026 per i beneficiari ordinari è previsto tra il 10 e il 15 giugno 2026. Per chi ha presentato domanda recentemente e ha ottenuto l’accoglimento a maggio, la prima erogazione arriva tra il 15 e il 25 giugno. Le date possono variare leggermente in base alla sede INPS territoriale che gestisce la pratica.

    Dove trovo il cedolino NASPI giugno?

    Il cedolino NASPI giugno è consultabile sul portale INPS nell’area MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Va cercato nel Fascicolo Previdenziale del Cittadino, sezione “Pagamenti effettuati”. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scaricarlo e interpretarlo correttamente.

    Quando inizia il décalage del 3% sulla NASPI?

    Il décalage del 3% scatta dal settimo mese di percezione della NASPI (dall’ottavo mese per i lavoratori over 55). Ogni mese successivo l’importo viene ridotto del 3% rispetto a quello precedente, in modo cumulativo.

    Qual è l’importo massimo della NASPI nel 2026?

    Nel 2026 l’importo massimo NASPI erogabile è di circa 1.575,42 euro lordi mensili. Questo massimale è soggetto a riduzione del 3% mensile a partire dal settimo mese di percezione.

    Cosa fare se la NASPI di giugno non arriva?

    Se entro il 20 giugno non hai ancora ricevuto la NASPI, verifica il Fascicolo Previdenziale sul portale INPS. Le cause più comuni sono: IBAN errato, mancato rinnovo DID, sospensione per lavoro non comunicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a sbloccare la pratica con il patronato.

    Hai bisogno di assistenza per la NASPI a giugno 2026?

    Gestire la NASPI e tutti gli adempimenti collegati (domanda, IBAN, cedolino, comunicazioni di lavoro occasionale, tassazione) può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine è il tuo punto di riferimento in Friuli Venezia Giulia: il nostro Patronato ti segue dalla presentazione della domanda fino all’ultimo cedolino, verificando importi, scadenze e comunicazioni con l’INPS. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) sia online in tutta Italia.

    Per ricevere un preventivo personalizzato e fissare un appuntamento, puoi Contattaci direttamente. I nostri operatori esperti ti seguono passo passo, garantendoti tranquillità e precisione in ogni fase della pratica. Hai bisogno di assistenza per la NASPI? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 22:26:042026-06-03 21:26:31Pagamento NASPI giugno 2026: date di accredito, importo e cedolino INPS
    NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

    NASPI e Dis-Coll in Arrivo a Maggio 2026: Date dei Pagamenti della Disoccupazione

    NASPI 2025

    Maggio 2026 porta con sé una domanda fondamentale per migliaia di lavoratori italiani in cerca di occupazione: quando arriva il pagamento della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della Dis-Coll (indennità di disoccupazione per collaboratori) questo mese? Sapere con precisione la data di accredito della disoccupazione INPS è essenziale per pianificare le spese mensili, gestire mutui, affitti e bollette. In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine, trovi il calendario completo dei pagamenti NASPI e Dis-Coll di maggio 2026, gli importi aggiornati, come verificare il tuo accredito e cosa fare in caso di ritardi o problemi.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015
    2. Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori
    3. Calendario pagamenti NASPI maggio 2026
    4. Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026
    5. Come verificare la data esatta del tuo pagamento
    6. Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage
    7. Durata massima NASPI 2026
    8. Cosa fare se il pagamento è in ritardo
    9. Rinnovo e proroga della NASPI
    10. Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale
    11. FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

    Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015

    La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è la principale indennità di disoccupazione italiana, istituita dal Decreto Legislativo n. 22 del 4 marzo 2015 in sostituzione delle precedenti ASpI e mini-ASpI. È gestita dall’INPS ed è destinata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.

    Chi può richiedere la NASPI 2026? I lavoratori dipendenti (a tempo indeterminato o determinato) che:

    • Hanno perso involontariamente il lavoro (licenziamento, scadenza contratto a termine, risoluzione consensuale nell’ambito di procedura conciliativa, dimissioni per giusta causa)
    • Hanno almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’evento di disoccupazione
    • Hanno almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione
    • Sono in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 1, co. 2, lett. c) del D.Lgs. n. 181/2000

    IMPORTANTE: La domanda NASPI deve essere presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il mancato rispetto di questo termine non comporta la perdita del diritto, ma riduce il periodo di spettanza: la prestazione decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro (se la domanda è presentata entro 8 giorni), oppure dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda (se presentata tra il 9° e il 68° giorno). Se presentata oltre i 68 giorni, si perdono le prestazioni relative al periodo precedente alla domanda.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione della domanda NASPI, la verifica dei requisiti e il calcolo dell’importo spettante. Contattaci per un appuntamento.

    Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori

    La Dis-Coll (Indennità di Disoccupazione per Collaboratori) è la prestazione di disoccupazione dedicata ai collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), ai dottorandi di ricerca con borsa di studio e agli assegnisti di ricerca. Anch’essa introdotta dal D.Lgs. 22/2015 e resa strutturale dalla Legge n. 81/2017, è erogata dall’INPS.

    Requisiti Dis-Coll 2026:

    • Iscrizione alla Gestione Separata INPS e non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
    • Non essere pensionati
    • Non avere partita IVA attiva al momento della presentazione della domanda
    • Cessazione involontaria del rapporto di collaborazione
    • Almeno 1 mese di contribuzione nella Gestione Separata nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente la cessazione del rapporto al momento della cessazione stessa
    • Avere almeno 1 mese di contribuzione nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno precedente e la data di cessazione del rapporto di collaborazione

    La domanda Dis-Coll va presentata telematicamente all’INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto di collaborazione. Gli importi e le modalità di calcolo sono simili alla NASPI, ma con alcune differenze legate alla base di calcolo contributiva.

    Calendario pagamenti NASPI maggio 2026

    Il pagamento NASPI di maggio 2026 segue il consueto calendario INPS. L’INPS non pubblica date fisse univoche per tutti i beneficiari: la data esatta di accredito dipende dalla banca/Ufficio Postale di riferimento e dal numero di pratiche in elaborazione. Tuttavia, storicamente i pagamenti NASPI avvengono indicativamente tra il 10 e il 15 di ogni mese, con variazioni in base a:

    • Data di presentazione della domanda (i nuovi beneficiari ricevono il primo pagamento entro 30-60 giorni dalla domanda)
    • Istituto di credito o Poste Italiane utilizzato (i bonifici su conto corrente bancario arrivano prima rispetto ai pagamenti su libretto postale)
    • Correttezza della documentazione fornita all’INPS
    • Presenza di comunicazioni obbligatorie (SAP, attività lavorativa occasionale) che possono ritardare il ricalcolo

    In base al calendario INPS 2026 e alle comunicazioni ufficiali, per maggio 2026 i pagamenti NASPI sono attesi prevalentemente:

    Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
    NASPI – bonifico bancario (conto corrente)tra il 12 e il 15 maggio 2026Accredito diretto sul c/c bancario indicato nella domanda
    NASPI – pagamento Poste (conto BancoPosta / libretto)tra il 13 e il 16 maggio 2026Disponibile allo sportello PostePay o BancoPosta
    NASPI – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha presentato domanda ad aprile 2026
    NASPI – pagamento con arretratientro fine maggio 2026Per pratiche con conguagli o ricalcoli

    ATTENZIONE: Le date indicate sono stime basate sui calendari storici INPS. L’INPS non pubblica un calendario ufficiale mensile per i pagamenti NASPI. Per la data esatta del tuo pagamento, è necessario verificare direttamente sul Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS o tramite l’app INPS Mobile (vedi sezione dedicata). Per aggiornamenti sui pagamenti INPS di maggio 2026, puoi anche consultare la nostra guida completa.

    Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026

    Anche per la Dis-Coll maggio 2026 valgono le stesse regole generali dell’INPS per i pagamenti mensili. La Dis-Coll segue lo stesso ciclo di pagamento della NASPI, con accrediti che avvengono tipicamente nella seconda settimana del mese.

    Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
    Dis-Coll – bonifico bancariotra il 12 e il 15 maggio 2026Stesso ciclo della NASPI per pagamenti ordinari
    Dis-Coll – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha cessato il rapporto di collaborazione a marzo-aprile 2026
    Dis-Coll – riemissione per comunicazione redditivariabile, entro fine meseSe sono presenti variazioni reddituali da comunicare all’INPS

    Differenza importante: La Dis-Coll è incompatibile con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo (compresa la partita IVA). Se durante il periodo di percezione della Dis-Coll si avvia un’attività con regime forfettario o altra forma di lavoro autonomo, la prestazione viene sospesa o revocata. Tuttavia, a differenza della NASPI, la Dis-Coll non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato neanche in forma ridotta.

    Come verificare la data esatta del tuo pagamento

    Per sapere quando arriva esattamente il pagamento della tua NASPI o Dis-Coll, l’INPS mette a disposizione diversi strumenti digitali ufficiali. Ecco come utilizzarli:

    1. Fascicolo Previdenziale del Cittadino (INPS online)

    Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è il servizio INPS che raccoglie tutte le informazioni sulla tua posizione previdenziale, inclusi i pagamenti effettuati e quelli programmati. Per accedere:

    1. Accedi a www.inps.it
    2. Clicca su “Accedi ai servizi” e scegli SPID, CIE o CNS
    3. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
    4. Nella sezione “Pagamenti” trovi l’elenco di tutti gli accrediti con data e importo

    2. App INPS Mobile

    L’app ufficiale INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) permette di verificare i pagamenti in mobilità. Dopo l’accesso con SPID o CIE:

    • Seleziona “I miei servizi”
    • Cerca “NASPI” o “Dis-Coll”
    • Visualizza lo stato della pratica e i pagamenti effettuati

    3. Verifica tramite PIN o contatto telefonico INPS

    Se non hai SPID o CIE, puoi contattare il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164 164 (a pagamento da cellulare). Gli operatori possono fornire informazioni sullo stato della pratica e sui pagamenti programmati.

    4. Verifica tramite estratto conto INPS

    L’estratto conto previdenziale INPS (accessibile con SPID) riporta i periodi contributivi e le prestazioni ricevute. È uno strumento utile per verificare che tutti i contributi siano stati correttamente accreditati, condizione necessaria per la spettanza della NASPI.

    Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage

    L’importo della NASPI 2026 è calcolato sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali percepita negli ultimi 4 anni (52 settimane precedenti la disoccupazione, divisa per il numero di settimane di contribuzione). L’INPS aggiorna annualmente i massimali con circolare specifica (generalmente a febbraio di ogni anno).

    Calcolo importo NASPI 2026

    La formula di calcolo NASPI prevede:

    1. Si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni di contribuzione (retribuzione imponibile / numero settimane contribuite × 4,33)
    2. Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.425,18 euro (soglia 2026), l’importo NASPI è pari al 75% della retribuzione media
    3. Se la retribuzione media mensile supera i 1.425,18 euro, l’importo NASPI è pari al 75% di 1.425,18 euro + 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.425,18 euro
    4. In ogni caso, l’importo non può superare il massimale mensile NASPI 2026

    Massimale NASPI 2026

    Il massimale mensile NASPI per il 2026 è stato aggiornato dall’INPS con Circolare n. 29 del 2026. Per l’anno 2026, il massimale è pari a 1.550,42 euro mensili (lordi). Questo importo massimo viene ulteriormente ridotto dal décalage mensile (vedi sotto). L’importo NASPI è soggetto a tassazione IRPEF: l’INPS applica una ritenuta d’acconto del 23% sull’imponibile fiscale. In sede di dichiarazione dei redditi (modello 730), l’importo percepito confluisce nel reddito complessivo e può dar luogo a conguaglio a debito o a credito.

    Décalage NASPI: la riduzione mensile

    Il décalage NASPI è la riduzione progressiva mensile dell’importo dell’indennità. A partire dal sesto mese di percezione (181° giorno), l’importo NASPI si riduce del 3% al mese. Per i lavoratori con più di 55 anni, la riduzione del 3% mensile scatta dal nono mese (271° giorno).

    PeriodoRiduzione importoDecorrenza
    1° – 5° mese (1-150 giorni)Importo pieno (nessuna riduzione)Dal 1° giorno di disoccupazione
    Dal 6° mese (dal 151° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori under 55
    Dal 9° mese (dal 271° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori over 55
    Massima riduzione cumulativaFino al 56-57% dell’importo inizialeNegli ultimi mesi di percezione (periodo massimo 24 mesi)

    Esempio pratico: Un lavoratore che percepisce 1.200 euro mensili di NASPI (importo lordo netto da décalage): – Dal 1° al 5° mese: 1.200 euro/mese – 6° mese: 1.200 – 3% = 1.164 euro – 7° mese: 1.164 – 3% = 1.129 euro – 8° mese: 1.129 – 3% = 1.095 euro – E così via, con una riduzione progressiva del 3% sull’importo del mese precedente

    Durata massima NASPI 2026

    La durata massima della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni (48 mesi). Il D.Lgs. 22/2015 prevede un limite assoluto di 24 mesi (104 settimane): anche se si ha maturato un numero di settimane contributive superiore, non si può percepire la NASPI per più di 2 anni consecutivi.

    Settimane di contribuzione negli ultimi 4 anniDurata NASPI spettante
    13 settimane (minimo)6,5 settimane (circa 1,5 mesi)
    26 settimane13 settimane (circa 3 mesi)
    52 settimane (1 anno)26 settimane (6 mesi)
    78 settimane (1,5 anni)39 settimane (9 mesi)
    104 settimane (2 anni)52 settimane (12 mesi)
    208 settimane (4 anni)104 settimane (massimo 24 mesi)

    Per chi lavora part-time o ha periodi di lavoro discontinuo, le settimane di contribuzione si accumulano in proporzione. I contributi figurativi (congedo parentale, malattia, ecc.) non vengono conteggiati ai fini della durata NASPI, ma possono incidere sull’importo.

    Cosa fare se il pagamento è in ritardo

    Se il pagamento NASPI non arriva entro la metà del mese, oppure se noti discrepanze nell’importo accreditato, segui questa procedura:

    1. Verifica sul Fascicolo Previdenziale (www.inps.it con SPID/CIE) se il pagamento risulta “in elaborazione” o “sospeso”
    2. Controlla le comunicazioni INPS: a volte il pagamento viene sospeso perché manca una comunicazione obbligatoria (es. avvio attività lavorativa, variazione stato familiare)
    3. Contatta il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, gratuito) per informazioni sullo stato della pratica
    4. Recati allo sportello INPS di competenza (prenotando un appuntamento tramite il sito INPS) se la situazione non si risolve online
    5. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale: i nostri operatori possono assisterti nel monitorare la pratica e gestire eventuali comunicazioni con l’INPS

    Cause comuni di ritardo o sospensione NASPI:

    • Omessa comunicazione di attività lavorativa occasionale (obbligo di comunicare entro il giorno precedente l’inizio dell’attività)
    • Superamento del limite di reddito per la compatibilità con lavoro dipendente o autonomo
    • Dati bancari errati o IBAN non aggiornato
    • Domicilio cambiato e non comunicato all’INPS
    • Mancata DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) al lavoro o mancata partecipazione ai programmi di politica attiva
    • Pratiche in fase di riesame (es. ricorso, verifica requisiti)

    Rinnovo e proroga della NASPI

    La NASPI non può essere rinnovata automaticamente alla scadenza. Al termine del periodo di spettanza, l’indennità cessa definitivamente. Tuttavia, se nel frattempo si è lavorato e si sono maturati nuovi contributi, è possibile presentare una nuova domanda NASPI in caso di ulteriore disoccupazione.

    Quando si può fare una nuova domanda NASPI?

    • Dopo aver lavorato come dipendente per almeno 13 settimane dalla precedente cessazione
    • Solo in caso di nuova cessazione involontaria del rapporto di lavoro
    • Entro 68 giorni dalla nuova cessazione

    Sospensione temporanea NASPI: È possibile sospendere temporaneamente la NASPI (senza perdere il diritto al periodo residuo) in caso di:

    • Lavoro subordinato a tempo determinato con reddito superiore a 8.174 euro annui: la NASPI è sospesa per tutta la durata del contratto e riprende alla sua scadenza
    • Lavoro autonomo o parasubordinato con reddito superiore al limite di compatibilità: sospensione per tutto il periodo di attività

    Per approfondire le possibilità legate alla NASPI 2026 e verificare il tuo diritto alla prestazione, il CAF Centro Fiscale offre consulenza personalizzata.

    Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale per pratiche NASPI

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è uno dei principali punti di riferimento in Friuli Venezia Giulia per l’assistenza nelle pratiche previdenziali e fiscali. I nostri operatori sono abilitati ad assistere i cittadini in tutte le fasi della pratica NASPI e Dis-Coll:

    • Verifica preventiva dei requisiti per accedere alla NASPI o alla Dis-Coll
    • Calcolo dell’importo spettante e simulazione del décalage
    • Presentazione telematica della domanda all’INPS tramite delega
    • Monitoraggio dello stato della pratica dopo la presentazione
    • Assistenza in caso di sospensione o revoca della prestazione
    • Gestione delle comunicazioni obbligatorie (attività lavorativa, variazioni reddituali)
    • Dichiarazione dei redditi NASPI nel modello 730 o Redditi PF
    • Richiesta di NASPI anticipata per apertura partita IVA o regime forfettario

    Puoi contattarci presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, telefonando al 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. Puoi anche utilizzare il modulo di contatto qui sotto.

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    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

    Quando viene pagata la NASPI a maggio 2026?

    La NASPI viene generalmente accreditata tra il 12 e il 15 di ogni mese. Per maggio 2026, i pagamenti ordinari sono attesi indicativamente tra il 12 e il 15 maggio 2026 per bonifici bancari, con qualche giorno di variazione per i pagamenti su conto BancoPosta. La data esatta dipende dalla propria banca e dallo stato della pratica. Per verificare la data precisa del proprio accredito, accedere al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su www.inps.it con SPID o CIE.

    Quante settimane di contribuzione servono per avere la NASPI?

    Per avere diritto alla NASPI occorrono almeno 13 settimane di contribuzione nel periodo di 4 anni precedenti la disoccupazione. Inoltre, sono necessarie almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione. La durata della NASPI e pari alla meta delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

    Qual è l’importo massimo della NASPI nel 2026?

    Il massimale mensile NASPI per il 2026 è aggiornato annualmente dall’INPS. Per il 2026, il massimale indicativo è circa 1.550 euro lordi mensili (il valore esatto viene comunicato con circolare INPS a inizio anno). L’importo effettivo dipende dalla retribuzione media degli ultimi 4 anni. Dal sesto mese di percezione, l’importo si riduce del 3% mensile (decalage).

    La Dis-Coll viene pagata lo stesso giorno della NASPI?

    Sì, la Dis-Coll segue sostanzialmente lo stesso calendario di pagamento della NASPI. Anche per la Dis-Coll i pagamenti avvengono indicativamente tra il 12 e il 15 del mese. La data esatta dipende dall’istituto di credito e dallo stato della singola pratica. E possibile verificare il proprio pagamento tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS (www.inps.it con SPID/CIE) o tramite l’app INPS Mobile.

    Cosa devo fare se non ricevo il pagamento NASPI entro il 15 del mese?

    Se il pagamento NASPI non arriva entro il 15-16 del mese, verificare prima sul Fascicolo Previdenziale INPS se il pagamento risulta in elaborazione o sospeso. Controllare anche che l’IBAN sia aggiornato. Se il pagamento risulta sospeso, potrebbe essere necessario inviare una comunicazione obbligatoria all’INPS (es. attività lavorativa, variazione stato familiare). In caso di dubbi, contattare il CAF Centro Fiscale di Udine (0432 1638640) per assistenza nella gestione della pratica.

    La NASPI si può dichiarare nel 730?

    Sì, la NASPI e un reddito tassabile IRPEF che deve essere dichiarato nel modello 730 o nel modello Redditi PF. L’INPS invia la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo di ogni anno. I dati NASPI vengono pre-compilati dall’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi anche in presenza di NASPI.


    Richiedi Assistenza per la Tua Pratica NASPI o Dis-Coll

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella presentazione della domanda NASPI, nel calcolo dell’importo spettante e nella gestione di tutte le comunicazioni INPS. Compila il modulo o contattaci su WhatsApp.

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      NASPI e Nuovo Lavoro: Cosa Succede se Trovi un’Occupazione

      NASPI 2025

      NASPI e Nuovo Lavoro: Cosa Succede se Trovi un’Occupazione

      NASPI e Nuovo Lavoro

      Indice dei contenuti

      1. Cosa Succede alla NASPI quando Trovi Lavoro
      2. Nuovo Lavoro a Tempo Indeterminato
      3. Nuovo Lavoro a Tempo Determinato
      4. Lavoro Part-Time e NASPI
      5. Lavoro Occasionale e NASPI
      6. Apertura Partita IVA durante NASPI
      7. Incentivo Autoimprenditorialità – NASPI Anticipata
      8. Come Comunicare il Nuovo Lavoro
      9. Quando la NASPI Decade Definitivamente
      10. Domande Frequenti

      Hai trovato un nuovo lavoro mentre stai percependo la NASPI? Complimenti! Ma attenzione: è fondamentale sapere cosa succede all’indennità di disoccupazione e come comportarsi correttamente per evitare sanzioni o la perdita del beneficio. La normativa prevede diverse casistiche a seconda del tipo di contratto, del reddito previsto e della durata dell’impiego.

      La comunicazione tempestiva all’INPS è obbligatoria e deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività lavorativa. Non farlo significa rischiare la decadenza immediata dalla NASPI, oltre a possibili sanzioni amministrative. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutte le comunicazioni INPS, garantendo correttezza e tranquillità.

      In questa guida completa scoprirai tutte le situazioni possibili: dal lavoro a tempo indeterminato al part-time, dal lavoro occasionale all’apertura di una Partita IVA, fino all’incentivo della NASPI anticipata per chi vuole avviare un’attività in proprio.

      Cosa Succede alla NASPI quando Trovi Lavoro

      Quando trovi un nuovo impiego mentre percepisci la NASPI, possono verificarsi tre scenari principali:

      1. Sospensione temporanea della NASPI (lavoro a tempo determinato breve)
      2. Riduzione dell’importo se il reddito è sotto le soglie previste
      3. Decadenza totale se il reddito supera i limiti di legge

      La normativa INPS distingue nettamente tra lavoro subordinato (dipendente) e lavoro autonomo (partita IVA, collaborazioni). Per ciascuna tipologia sono previste soglie di reddito diverse e obblighi comunicativi specifici.

      Principio fondamentale: La NASPI è un ammortizzatore sociale che incentiva la ricollocazione attiva nel mercato del lavoro. Per questo motivo, la legge permette di cumulare parzialmente l’indennità con redditi da lavoro entro determinati limiti, ma richiede sempre la massima trasparenza nelle comunicazioni.

      Nuovo Lavoro a Tempo Indeterminato

      Se trovi un lavoro a tempo indeterminato, la regola generale è che la NASPI decade, poiché hai trovato una occupazione stabile. Tuttavia, esiste una importante eccezione:

      Eccezione per Redditi Bassi

      Se il reddito annuo lordo del nuovo impiego è inferiore a 8.500 euro (soglia della no-tax area per il 2026), puoi continuare a percepire la NASPI in forma ridotta.

      Come funziona la riduzione:

      • Devi comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’assunzione
      • La NASPI viene ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di lavoro
      • Mantieni lo stato di disoccupazione ai fini delle politiche attive

      Esempio pratico:
      Sei assunto con contratto a tempo indeterminato con reddito annuo di 7.200 euro. La tua NASPI mensile era di 900 euro.

      1. Reddito mensile: 7.200 / 12 = 600 euro/mese
      2. Riduzione NASPI: 600 x 80% = 480 euro/mese
      3. Nuova NASPI: 900 – 480 = 420 euro/mese

      Totale mensile lordo: 600 (stipendio) + 420 (NASPI) = 1.020 euro.

      Obbligo di Comunicazione

      La NASPI COM deve essere presentata entro 30 giorni dall’assunzione. Il CAF Centro Fiscale si occupa di compilare e inviare telematicamente la comunicazione, evitandoti errori che potrebbero costare caro.

      Nuovo Lavoro a Tempo Determinato

      Il contratto a tempo determinato ha un impatto diverso sulla NASPI rispetto al tempo indeterminato, perché la normativa distingue in base alla durata del contratto.

      Contratti Brevi (durata inferiore a 6 mesi)

      Se il contratto a termine ha una durata inferiore a 6 mesi, la NASPI viene sospesa per il periodo di lavoro:

      • Non perdi il diritto alla NASPI residua
      • Alla scadenza del contratto TD, la NASPI riprende automaticamente
      • Non devi ripresentare domanda
      • Continui a percepire l’importo con decalage progressivo (dal sesto mese in poi)

      Esempio:
      Stai percependo NASPI da 4 mesi (ti restano 8 mesi). Trovi un contratto di 3 mesi. La NASPI si sospende per 3 mesi, poi riprende per i restanti 8 mesi.

      Contratti Lunghi (durata superiore a 6 mesi)

      Se il contratto TD supera i 6 mesi, la NASPI decade definitivamente, anche se il reddito è basso. Questo perché il legislatore considera un impiego di almeno 6 mesi come una ricollocazione stabile temporanea.

      Rinnovi e Proroghe

      Se il contratto viene rinnovato o prorogato oltre i 6 mesi complessivi, la NASPI decade dal momento del rinnovo. È importante comunicare tempestivamente ogni variazione contrattuale.

      Fine Contratto TD e Nuova NASPI

      Alla scadenza del contratto a termine, se hai maturato nuovi requisiti contributivi, puoi presentare una nuova domanda di NASPI (non è la ripresa della precedente). Il CAF ti aiuta a verificare se conviene riprendere la vecchia NASPI (se sospesa) o richiederne una nuova con importo potenzialmente più alto.

      Lavoro Part-Time e NASPI: Cumulo Possibile

      Il lavoro part-time è perfettamente compatibile con la NASPI, a patto di rispettare le soglie di reddito previste dalla legge. Questa opportunità permette di integrare l’indennità con un reddito da lavoro, migliorando la situazione economica durante la ricerca di un impiego full-time.

      Soglie di Reddito per il Cumulo

      Lavoro subordinato part-time:

      • Reddito annuo previsto inferiore a 8.500 euro
      • NASPI ridotta dell’80% del reddito previsto rapportato al periodo

      Lavoro autonomo o collaborazione:

      • Reddito annuo previsto inferiore a 5.500 euro
      • NASPI ridotta dell’80% del reddito previsto

      Calcolo della Riduzione NASPI

      La formula per calcolare la nuova NASPI cumulata è:

      NASPI ridotta = NASPI originaria – (Reddito mensile x 80%)

      Esempi Pratici di Cumulo

      Caso 1 – Part-time dipendente 20 ore/settimana

      • Reddito annuo previsto: 8.000 euro (sotto soglia 8.500)
      • Reddito mensile: 8.000 / 12 = 666 euro
      • NASPI originaria: 1.000 euro/mese
      • Riduzione: 666 x 80% = 533 euro
      • Nuova NASPI: 1.000 – 533 = 467 euro
      • Totale mensile: 666 + 467 = 1.133 euro

      Caso 2 – Collaborazione occasionale

      • Reddito annuo previsto: 4.500 euro (sotto soglia 5.500)
      • Reddito mensile: 4.500 / 12 = 375 euro
      • NASPI originaria: 850 euro/mese
      • Riduzione: 375 x 80% = 300 euro
      • Nuova NASPI: 850 – 300 = 550 euro
      • Totale mensile: 375 + 550 = 925 euro

      Vantaggi del Part-Time con NASPI

      • Reddito complessivo più alto rispetto alla sola NASPI
      • Mantenimento contributi per future prestazioni pensionistiche
      • Esperienza lavorativa che arricchisce il CV
      • Possibilità di trasformazione in full-time successivamente

      Lavoro Occasionale e NASPI

      Il lavoro occasionale (prestazioni occasionali ex art. 54-bis DL 50/2017) è compatibile con la NASPI entro determinati limiti.

      Limiti per le Prestazioni Occasionali

      Puoi svolgere prestazioni occasionali mentre percepisci la NASPI se il compenso annuo complessivo non supera:

      • 5.000 euro lordi all’anno (limite generale)
      • Possibilità di cumulare più committenti
      • Non è richiesta apertura di Partita IVA

      Obbligo di Comunicazione

      Anche per il lavoro occasionale devi comunicare all’INPS:

      • Il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’inizio
      • La NASPI viene ridotta dell’80% del reddito previsto
      • Il committente deve registrare la prestazione sulla piattaforma INPS

      Prestazioni Occasionali vs Partita IVA

      Se prevedi di superare i 5.000 euro/anno, è obbligatorio aprire Partita IVA. In questo caso, consulta la sezione successiva per capire come cumulare NASPI e attività autonoma.

      Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a valutare quale formula è più conveniente per la tua situazione, considerando regime fiscale, contributi e impatto sulla NASPI.

      Apertura Partita IVA durante NASPI

      Puoi aprire una Partita IVA mentre percepisci la NASPI e continuare a ricevere l’indennità in forma ridotta, oppure richiedere l’anticipazione in unica soluzione (vedi sezione successiva).

      Compatibilità NASPI e Partita IVA

      La normativa consente di cumulare NASPI e reddito da lavoro autonomo se:

      • Il reddito annuo previsto dall’attività autonoma è inferiore a 5.500 euro
      • Hai comunicato all’INPS l’apertura della Partita IVA e il reddito presunto entro 30 giorni

      Calcolo NASPI Ridotta con P.IVA

      La riduzione è identica al lavoro subordinato:

      NASPI ridotta = NASPI originaria – (Reddito mensile previsto x 80%)

      Esempio:

      • Reddito annuo previsto P.IVA: 5.000 euro
      • Reddito mensile: 5.000 / 12 = 417 euro
      • NASPI originaria: 1.100 euro
      • Riduzione: 417 x 80% = 334 euro
      • Nuova NASPI: 1.100 – 334 = 766 euro

      Regime Forfettario e NASPI

      Se apri Partita IVA in regime forfettario, puoi beneficiare di:

      • Aliquota agevolata 15% (o 5% primi 5 anni per under 35)
      • Nessuna IVA da versare
      • Contabilità semplificata
      • Compatibilità con NASPI entro i 5.500 euro di reddito

      Il CAF Centro Fiscale ti assiste nell’apertura della Partita IVA e nella scelta del regime fiscale più vantaggioso, gestendo anche le comunicazioni INPS per la NASPI.

      Comunicazione INPS Obbligatoria

      Attenzione: Devi comunicare l’apertura P.IVA entro 30 giorni, altrimenti rischi la decadenza dalla NASPI e la restituzione di quanto percepito indebitamente.

      Incentivo Autoimprenditorialità: NASPI Anticipata

      Se vuoi avviare un’attività autonoma o sottoscrivere una quota di cooperativa, puoi richiedere la NASPI anticipata: l’erogazione in un’unica soluzione di tutto l’importo residuo dell’indennità.

      Requisiti per la NASPI Anticipata

      • Essere già beneficiario di NASPI (in corso di erogazione)
      • Avviare un’attività di lavoro autonomo (apertura Partita IVA)
      • Oppure sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa
      • Presentare la domanda entro 30 giorni dall’inizio dell’attività o dalla sottoscrizione della quota

      Importo dell’Anticipazione

      L’importo corrisponde a tutte le mensilità residue di NASPI che avresti percepito, al netto della contribuzione figurativa (che rimane all’INPS per i fini pensionistici).

      Esempio pratico:

      • NASPI mensile: 1.200 euro
      • Mesi residui: 12 mesi
      • Totale lordo: 1.200 x 12 = 14.400 euro
      • Contribuzione figurativa (circa 25%): 3.600 euro
      • NASPI anticipata netta: circa 10.800 euro

      Obbligo di Restituzione

      ATTENZIONE IMPORTANTE: Se entro 24 mesi dall’anticipazione instauri un nuovo rapporto di lavoro subordinato, sei obbligato a restituire l’intera somma percepita all’INPS.

      Non scatta l’obbligo di restituzione se:

      • Continui l’attività autonoma per almeno 24 mesi
      • Lavori come lavoratore autonomo (non subordinato)

      Come Richiedere la NASPI Anticipata

      La domanda va presentata telematicamente all’INPS entro 30 giorni dall’apertura della Partita IVA o dalla sottoscrizione della quota cooperativa.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nell’intera procedura:

      • Verifica requisiti e convenienza dell’anticipazione
      • Apertura Partita IVA e scelta regime fiscale
      • Compilazione e invio domanda NASPI anticipata
      • Monitoraggio erogazione

      Questa opzione è particolarmente vantaggiosa se hai un progetto imprenditoriale solido e necessiti di liquidità iniziale per avviare l’attività.

      Come Comunicare il Nuovo Lavoro: NASPI COM Obbligatoria

      La NASPI COM è la comunicazione telematica obbligatoria che devi inviare all’INPS quando trovi un nuovo lavoro (subordinato o autonomo) compatibile con la NASPI.

      Quando Presentare la NASPI COM

      Termine perentorio: entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa.

      Il termine decorre:

      • Dalla data di assunzione (lavoro subordinato)
      • Dalla data di apertura Partita IVA (lavoro autonomo)
      • Dalla data della prima prestazione occasionale

      Dati da Comunicare

      Nella NASPI COM devi indicare:

      • Tipo di contratto (tempo determinato, indeterminato, autonomo)
      • Dati del datore di lavoro o committente
      • Reddito annuo previsto dall’attività
      • Data inizio del rapporto di lavoro
      • Durata del contratto (se determinato)
      • Orario di lavoro (full-time o part-time)

      Sanzioni per Omessa Comunicazione

      Se non comunichi il nuovo lavoro entro 30 giorni, rischi:

      • Decadenza immediata dal diritto alla NASPI
      • Obbligo di restituzione di tutte le mensilità percepite indebitamente
      • Sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro
      • Possibile denuncia penale per indebita percezione di erogazioni pubbliche (se importo rilevante)

      Il CAF Gestisce le Comunicazioni per Te

      Presentare correttamente la NASPI COM richiede attenzione ai dettagli. Il CAF Centro Fiscale offre il servizio di:

      • Compilazione accurata della NASPI COM
      • Calcolo del reddito presunto annuo
      • Invio telematico nei termini di legge
      • Verifica dell’elaborazione da parte INPS
      • Assistenza per comunicazioni integrative se cambia il reddito

      Non rischiare: una comunicazione errata o tardiva può costarti cara. Affidati al CAF per la massima tranquillità.

      Il servizio è disponibile sia presso il nostro ufficio di Udine (Viale Tullio 13) che completamente online, con invio documenti via email e videoconsulenza.

      Quando la NASPI Decade Definitivamente

      Oltre ai casi già visti (nuovo lavoro con reddito sopra soglia), la NASPI decade definitivamente nelle seguenti situazioni:

      Cause di Decadenza NASPI

      • Nuovo lavoro subordinato con reddito annuo superiore a 8.500 euro
      • Lavoro autonomo con reddito annuo superiore a 5.500 euro
      • Raggiungimento età pensionabile (pensione di vecchiaia)
      • Acquisizione del diritto a pensione anticipata
      • Acquisizione del diritto ad assegno ordinario di invalidità
      • Perdita dello stato di disoccupazione senza comunicazione
      • Rifiuto di partecipare a iniziative di politica attiva del lavoro
      • Mancata presentazione a convocazione del Centro per l’Impiego
      • Rifiuto di offerta di lavoro congrua
      • Omessa comunicazione di nuovo lavoro entro 30 giorni

      Politiche Attive del Lavoro Obbligatorie

      Chi percepisce la NASPI è obbligato a:

      • Sottoscrivere il Patto di Servizio Personalizzato
      • Partecipare a iniziative di orientamento
      • Frequentare corsi di formazione proposti
      • Accettare offerte di lavoro congrue

      Il rifiuto ingiustificato comporta la decadenza immediata dalla NASPI.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti su NASPI e Nuovo Lavoro

      Posso lavorare mentre prendo la NASPI?

      Sì, puoi lavorare mentre percepisci la NASPI se il reddito annuo previsto è:

      • Inferiore a 8.500 euro per lavoro subordinato (dipendente)
      • Inferiore a 5.500 euro per lavoro autonomo o prestazioni occasionali

      In questi casi la NASPI viene ridotta dell’80% del reddito previsto, ma non decade. Devi comunicare il nuovo lavoro entro 30 giorni con la NASPI COM.

      Quanto posso guadagnare senza perdere la NASPI?

      Le soglie massime per non perdere la NASPI sono:

      • 8.500 euro annui (circa 708 euro/mese) per lavoro dipendente
      • 5.500 euro annui (circa 458 euro/mese) per lavoro autonomo o collaborazioni

      Se superi queste soglie, la NASPI decade completamente. Entro queste soglie, invece, puoi cumularla con il reddito da lavoro.

      Cosa succede se non comunico il nuovo lavoro all’INPS?

      La mancata comunicazione del nuovo lavoro entro 30 giorni comporta:

      • Decadenza immediata dal diritto alla NASPI
      • Restituzione integrale di tutte le somme percepite indebitamente dal momento dell’assunzione
      • Sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro
      • Possibile denuncia penale per indebita percezione di erogazioni pubbliche

      Per questo motivo è fondamentale affidarsi al CAF per gestire correttamente tutte le comunicazioni INPS.

      La NASPI si può riprendere dopo un contratto a tempo determinato?

      Sì, se il contratto a tempo determinato aveva durata inferiore a 6 mesi, la NASPI si sospende durante il contratto e riprende automaticamente alla scadenza.

      Se il contratto TD superava i 6 mesi, la NASPI è decaduta. In questo caso, alla scadenza del contratto puoi presentare una nuova domanda di NASPI se hai maturato i requisiti contributivi.

      Il CAF ti aiuta a valutare quale opzione è più conveniente: riprendere la vecchia NASPI (se sospesa) o richiederne una nuova.

      Posso lavorare mentre prendo la NASPI?

      Sì, puoi lavorare mentre percepisci la NASPI se il

      Conclusione

      Gestire correttamente la NASPI durante un nuovo impiego richiede attenzione a scadenze, soglie di reddito e comunicazioni obbligatorie. Un errore nella NASPI COM o una omessa comunicazione possono costare molto caro, sia in termini di restituzione delle somme percepite che di sanzioni amministrative.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è il tuo partner di fiducia per gestire tutte le comunicazioni INPS relative alla NASPI, garantendoti:

      • Correttezza formale di tutte le comunicazioni
      • Calcolo preciso della NASPI ridotta
      • Rispetto delle scadenze (30 giorni)
      • Assistenza completa anche per apertura Partita IVA
      • Servizio disponibile in ufficio a Udine e completamente online

      Non lasciare nulla al caso: una consulenza tempestiva ti evita problemi futuri. Contattaci oggi stesso per una verifica gratuita della tua situazione.


      Richiedi Assistenza per la tua NASPI e Comunicazioni INPS

      La gestione corretta della NASPI durante un nuovo impiego richiede competenza e precisione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

      • NASPI COM per nuovo lavoro (subordinato o autonomo)
      • Calcolo NASPI ridotta con part-time o P.IVA
      • Apertura Partita IVA e regime forfettario
      • Domanda NASPI anticipata per autoimprenditorialità
      • Verifica convenienza tra sospensione e nuova domanda
      • Assistenza per contenziosi con INPS

      Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che completamente online, per la tua massima comodità.

      Non rischiare sanzioni o perdita del beneficio: affidati a professionisti esperti!


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        NASPI COM Udine comunicazioni

        Indice dei contenuti

        1. Quando Inviare la NASPI COM
        2. NASPI COM per Nuovo Lavoro Dipendente
        3. NASPI COM per Lavoro Autonomo e Partita IVA
        4. NASPI COM per Tirocini e Stage
        5. Conseguenze della Mancata Comunicazione
        6. Il Servizio CAF per NASPI COM a Udine
        7. Domande Frequenti

        La NASPI COM è la comunicazione obbligatoria che i beneficiari della NASPI (indennità di disoccupazione) devono inviare all’INPS quando si verificano variazioni nella propria situazione lavorativa durante il periodo di percezione dell’indennità.

        Se hai iniziato un nuovo lavoro, aperto una partita IVA, accettato un tirocinio o modificato il tuo reddito, devi comunicarlo tempestivamente all’INPS attraverso la NASPI COM. La mancata comunicazione può portare a sanzioni, decadenza dall’indennità e richiesta di restituzione delle somme percepite indebitamente.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e invio telematico della NASPI COM, sia presso i nostri uffici che online, evitando errori e garantendo il rispetto dei termini di legge.

        Quando Inviare la NASPI COM

        La NASPI COM è obbligatoria in diversi casi di variazione della situazione lavorativa del beneficiario. La comunicazione deve essere inviata entro 30 giorni dalla data in cui si verifica la variazione.

        Casi in cui è obbligatoria la NASPI COM

        • Nuovo lavoro dipendente (anche a tempo determinato o part-time)
        • Apertura di una partita IVA o inizio di attività autonoma
        • Tirocinio o stage (retribuito o non retribuito)
        • Collaborazione occasionale o lavoro accessorio
        • Variazione del reddito da lavoro autonomo già comunicato
        • Contratti di somministrazione o lavoro intermittente

        La comunicazione è necessaria anche se il lavoro è part-time o di breve durata, perché l’INPS deve ricalcolare l’importo della NASPI in base al reddito percepito.

        ATTENZIONE: La comunicazione va inviata prima di iniziare l’attività lavorativa o al massimo entro i 30 giorni successivi. Il ritardo può comportare la decadenza dall’indennità.

        NASPI COM per Nuovo Lavoro Dipendente

        Quando un beneficiario della NASPI trova un nuovo lavoro subordinato (dipendente), deve comunicarlo all’INPS attraverso la NASPI COM, specificando:

        • Data di inizio del rapporto di lavoro
        • Tipologia di contratto (tempo determinato, indeterminato, part-time)
        • Reddito annuo presunto derivante dal nuovo lavoro
        • Dati del datore di lavoro (nome, sede, CCNL applicato)

        Cosa succede alla NASPI con un nuovo lavoro?

        L’impatto sulla NASPI dipende dal tipo di contratto e dal reddito:

        Contratto a tempo indeterminato: La NASPI viene sospesa per la durata del rapporto di lavoro. Se il contratto si interrompe entro 6 mesi, la NASPI riprende per il periodo residuo.

        Contratto a tempo determinato o stagionale: La NASPI viene sospesa per la durata del contratto (massimo 6 mesi). Al termine, riprende automaticamente.

        Part-time con reddito sotto 8.500 euro annui: La NASPI continua ma viene ridotta in proporzione al reddito percepito. Il calcolo è: importo NASPI ridotto dell’80% del reddito mensile del nuovo lavoro.

        Esempio pratico

        Mario percepisce 1.200 euro/mese di NASPI. Trova un lavoro part-time con reddito annuo presunto di 7.200 euro (600 euro/mese).

        Nuovo importo NASPI = 1.200 – (600 x 0,80) = 1.200 – 480 = 720 euro/mese

        Mario percepirà quindi 720 euro di NASPI + 600 euro di stipendio = 1.320 euro totali.

        IMPORTANTE: Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della NASPI COM e nel calcolo esatto dell’importo ridotto, evitando errori che potrebbero portare a restituzioni.

        NASPI COM per Lavoro Autonomo e Partita IVA

        L’apertura di una partita IVA o l’avvio di un’attività autonoma durante la NASPI è compatibile, ma richiede la comunicazione obbligatoria attraverso la NASPI COM.

        Cosa comunicare per l’attività autonoma

        Nella NASPI COM per lavoro autonomo devi indicare:

        • Data di inizio dell’attività (apertura partita IVA o primo atto)
        • Codice ATECO dell’attività svolta
        • Regime fiscale adottato (forfettario, ordinario, ecc.)
        • Reddito annuo presunto derivante dall’attività

        Come si calcola il reddito presunto

        Il reddito presunto è una stima dei guadagni che prevedi di ottenere dall’attività autonoma nell’anno solare. Questa stima serve all’INPS per ricalcolare la NASPI.

        Formula di riduzione: Se il reddito annuo presunto è inferiore a 5.500 euro, la NASPI viene ridotta dell’80% del reddito mensile. Se superiore, la NASPI viene sospesa.

        Esempio pratico

        Lucia percepisce 1.000 euro/mese di NASPI. Apre una partita IVA in regime forfettario e dichiara un reddito presunto di 4.800 euro annui (400 euro/mese).

        Nuovo importo NASPI = 1.000 – (400 x 0,80) = 1.000 – 320 = 680 euro/mese

        Lucia potrà quindi lavorare con la sua partita IVA e continuare a percepire 680 euro di NASPI.

        ATTENZIONE: A fine anno, l’INPS verifica il reddito effettivo dichiarato nel modello Redditi PF. Se il reddito reale supera quello dichiarato, l’INPS può richiedere la restituzione della differenza.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella:

        • Compilazione della NASPI COM per partita IVA
        • Stima corretta del reddito presunto
        • Gestione fiscale della nuova attività (730, Redditi PF, contributi INPS)

        Serviamo i clienti sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) che online via email e videochiamata.

        NASPI COM per Tirocini e Stage

        I tirocini e gli stage sono compatibili con la NASPI, ma devono essere comunicati attraverso la NASPI COM entro 30 giorni dall’inizio.

        Tirocini extracurriculari e NASPI

        I tirocini extracurriculari (non legati a percorsi di studio) possono essere svolti durante la NASPI. La comunicazione è obbligatoria anche se il tirocinio è non retribuito.

        Se il tirocinio prevede un’indennità:

        • Indennità fino a 300 euro/mese: la NASPI continua senza riduzione
        • Indennità da 300 a 600 euro/mese: la NASPI viene ridotta proporzionalmente
        • Indennità oltre 600 euro/mese: la NASPI viene sospesa

        Tirocini formativi e professionalizzanti

        I tirocini legati a politiche attive del lavoro (es. Garanzia Giovani, corsi regionali) sono pienamente compatibili con la NASPI e non comportano riduzioni, purché comunicati regolarmente.

        IMPORTANTE: La mancata comunicazione di un tirocinio può essere considerata omissione dolosa e portare alla decadenza dalla NASPI.

        Il CAF ti assiste nella verifica della compatibilità del tirocinio con la NASPI e nella compilazione della comunicazione.

        Conseguenze della Mancata Comunicazione

        La mancata o tardiva comunicazione delle variazioni lavorative durante la NASPI ha conseguenze gravi per il beneficiario.

        Sanzioni previste dalla normativa

        Decadenza dall’indennità: Se non comunichi entro 30 giorni l’inizio di un nuovo lavoro o attività, l’INPS può revocare la NASPI con effetto immediato.

        Restituzione delle somme percepite: L’INPS richiede la restituzione di tutte le mensilità di NASPI percepite dopo l’inizio del lavoro non comunicato, anche se il lavoro era compatibile.

        Sanzione amministrativa: In caso di omissione dolosa (comunicazione mancata intenzionalmente), l’INPS applica una sanzione dal 20% al 100% dell’importo indebitamente percepito.

        Esclusione da future prestazioni: La decadenza dalla NASPI per omissione può comportare l’esclusione temporanea da altre prestazioni INPS (es. DIS-COLL, indennità di mobilità).

        Controlli INPS

        L’INPS effettua controlli incrociati con:

        • Comunicazioni Obbligatorie (CO) dei datori di lavoro
        • Anagrafe Tributaria per partite IVA e redditi
        • Registro Imprese per attività autonome

        Se emerge una discrepanza, l’INPS avvia un procedimento di revoca con richiesta di restituzione.

        ATTENZIONE: Anche una comunicazione errata (es. reddito presunto sbagliato) può causare problemi. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica che tutti i dati siano corretti prima dell’invio.

        Il Servizio CAF per NASPI COM a Udine

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per la NASPI COM, sia in presenza che online, per garantire l’invio corretto e tempestivo della comunicazione.

        Cosa include il servizio CAF

        • Consulenza iniziale: Analizziamo la tua situazione e verifichiamo se la variazione richiede la NASPI COM
        • Calcolo del reddito presunto: Per lavoro autonomo/partita IVA, stimiamo correttamente il reddito da dichiarare
        • Compilazione della NASPI COM: Inseriamo tutti i dati richiesti dall’INPS nel modulo telematico
        • Invio telematico: Trasmettiamo la comunicazione all’INPS tramite i nostri canali certificati
        • Ricevuta di protocollo: Ti consegnamo la ricevuta INPS che attesta l’avvenuto invio
        • Assistenza post-invio: Ti supportiamo in caso di richieste di chiarimenti da parte dell’INPS

        Modalità di accesso al servizio

        In ufficio a Udine:

        • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine
        • Orari: Lunedì-Venerdì 9:00-13:00 e 14:00-18:00 (su appuntamento)
        • Telefono: 0432 1638640

        Online:

        • Email: info@centrofiscale.com (invio documentazione)
        • WhatsApp: 366 6018121 (assistenza rapida)
        • Videochiamate: Appuntamenti via Zoom/Google Meet per chi non può venire in ufficio

        Il servizio online è particolarmente utile per chi:

        • Lavora fuori Udine ma è residente in zona
        • Ha difficoltà a raggiungere l’ufficio
        • Preferisce gestire la pratica da casa

        IMPORTANTE: Il servizio NASPI COM è disponibile tutto l’anno, non solo nei periodi fiscali. Contattaci appena ricevi un’offerta di lavoro o decidi di aprire la partita IVA, per evitare di superare i 30 giorni.

        Costi del servizio

        La tariffa per la compilazione e invio NASPI COM è trasparente e varia in base alla complessità:

        • NASPI COM standard (nuovo lavoro dipendente): da 30 euro
        • NASPI COM con partita IVA (calcolo reddito presunto): da 50 euro
        • Pacchetto NASPI + gestione fiscale annuale: su preventivo

        Contattaci per un preventivo personalizzato.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla NASPI COM

        Entro quanto tempo devo inviare la NASPI COM?

        La NASPI COM deve essere inviata entro 30 giorni dalla data in cui si verifica la variazione (inizio lavoro, apertura P.IVA, tirocinio). Idealmente, va inviata prima di iniziare l’attività. Il ritardo può portare a sanzioni e decadenza dall’indennità.

        Posso lavorare con partita IVA durante la NASPI?

        Sì, puoi aprire una partita IVA durante la NASPI e svolgere attività autonoma. Se il reddito annuo presunto è sotto i 5.500 euro, la NASPI viene ridotta dell’80% del reddito mensile. Se superiore, viene sospesa. La comunicazione è obbligatoria entro 30 giorni dall’apertura P.IVA.

        Cosa rischio se non invio la NASPI COM?

        La mancata comunicazione porta a: decadenza dalla NASPI, restituzione di tutte le mensilità percepite dopo la variazione, sanzione amministrativa dal 20% al 100% dell’importo indebitamente percepito, ed eventuale esclusione da future prestazioni INPS.

        Il CAF può inviare la NASPI COM anche online?

        Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di compilazione e invio NASPI COM sia in ufficio (Viale Tullio 13) che online via email, WhatsApp o videochiamata. Puoi inviarci i documenti e gestiamo tutto telematicamente.

        Cosa succede alla NASPI con un nuovo lavoro?

        L’impatto sulla NASPI dipende dal

        Entro quanto tempo devo inviare la NASPI COM?

        La NASPI COM deve essere inviata

        Cosa rischio se non invio la NASPI COM?

        La mancata comunicazione porta a:

        Conclusione

        La NASPI COM è una comunicazione obbligatoria che non va trascurata: la mancata o tardiva trasmissione può costarti la perdita dell’indennità e la restituzione di importi già percepiti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine semplifica la procedura: ti assistiamo nella compilazione, verifichiamo i dati e inviamo la comunicazione all’INPS in modo tempestivo e corretto, sia in ufficio che online.

        Non rischiare sanzioni: affidati al CAF per la tua NASPI COM. Contattaci oggi stesso!


        Hai Bisogno di Assistenza per la NASPI COM?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

        • Compilazione e invio NASPI COM (nuovo lavoro, partita IVA, tirocinio)
        • Calcolo reddito presunto per lavoro autonomo
        • Verifica compatibilità lavoro-NASPI
        • Assistenza in caso di controlli INPS

        Servizio disponibile in ufficio a Udine e online!


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          NOTIZIE

          NASpI a Rischio dopo Assenza Ingiustificata: La Scelta è del Datore di Lavoro

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Indice dei contenuti

          1. Cosa Dice la Normativa sull’Assenza Ingiustificata
          2. Le Due Opzioni del Datore di Lavoro
          3. Quando si Perde il Diritto alla NASpI
          4. Quando si Mantiene il Diritto alla Disoccupazione
          5. Consigli Pratici per i Lavoratori
          6. Domande Frequenti

          Un’assenza ingiustificata dal lavoro può costare cara al lavoratore dipendente, non solo in termini disciplinari ma anche per quanto riguarda il diritto alla NASpI. Una recente interpretazione normativa chiarisce un aspetto cruciale: è il datore di lavoro a scegliere se l’assenza comporterà la perdita dell’indennità di disoccupazione.

          Questa decisione del datore può fare la differenza tra ricevere o meno la NASpI dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Vediamo nel dettaglio come funziona il meccanismo e quali sono le conseguenze per il lavoratore.

          Cosa Dice la Normativa sull’Assenza Ingiustificata

          L’assenza ingiustificata è un’assenza dal lavoro senza preavviso e senza valido motivo. Secondo il codice civile (art. 2119) e i contratti collettivi, rappresenta un inadempimento contrattuale grave del lavoratore.

          La normativa prevede che il datore di lavoro possa reagire in due modi distinti:

          • Licenziamento per giusta causa (immediato, senza preavviso)
          • Sanzione disciplinare (richiamo scritto, sospensione)

          La scelta tra queste due opzioni ha conseguenze completamente diverse per il diritto alla NASpI del lavoratore.

          Le Due Opzioni del Datore di Lavoro

          Opzione 1: Licenziamento per Giusta Causa

          Se il datore opta per il licenziamento per giusta causa, il lavoratore perde immediatamente il posto di lavoro e, soprattutto, non matura il diritto alla NASpI. Questo perché la giusta causa è considerata una colpa grave del dipendente.

          Conseguenze:

          • Licenziamento immediato senza preavviso
          • Nessuna indennità di mancato preavviso
          • NASpI non riconosciuta dall’INPS

          Opzione 2: Contestazione Disciplinare

          Se invece il datore si limita a contestare l’assenza con una sanzione disciplinare (richiamo, sospensione), il rapporto di lavoro continua. In questo caso:

          • Il lavoratore mantiene il posto (con eventuale sanzione)
          • Se successivamente viene licenziato per altri motivi (es. giustificato motivo oggettivo), ha diritto alla NASpI
          • Se il lavoratore si dimette, può accedere alla disoccupazione solo in casi specifici (dimissioni per giusta causa)

          Quando si Perde il Diritto alla NASpI

          Il diritto alla NASpI viene perso quando il licenziamento avviene per:

          • Giusta causa (colpa grave del lavoratore, come assenza ingiustificata prolungata)
          • Giustificato motivo soggettivo con colpa grave (inadempimenti ripetuti)
          • Dimissioni volontarie (salvo casi di dimissioni per giusta causa)

          Nel caso specifico dell’assenza ingiustificata, se il datore sceglie di licenziare per giusta causa, l’INPS respinge la domanda di NASpI perché la cessazione del rapporto è imputabile a una colpa del lavoratore.

          Attenzione: Anche una sola assenza ingiustificata, se prolungata (es. 3-4 giorni consecutivi), può essere considerata giusta causa di licenziamento secondo la giurisprudenza.

          Quando si Mantiene il Diritto alla Disoccupazione

          Il lavoratore mantiene il diritto alla NASpI se:

          • Il datore non licenzia per giusta causa, ma si limita a una sanzione disciplinare
          • Il licenziamento successivo avviene per giustificato motivo oggettivo (es. crisi aziendale, riduzione personale)
          • Il licenziamento avviene per superamento periodo di comporto (malattia prolungata)
          • Il contratto scade naturalmente (per i contratti a termine)

          In questi casi, l’assenza ingiustificata precedente viene considerata un episodio sanzionato disciplinarmente, ma non preclude il diritto alla disoccupazione in caso di cessazione involontaria del rapporto.

          Consigli Pratici per i Lavoratori

          Per evitare di mettere a rischio il diritto alla NASpI, ecco cosa fare:

          1. Comunicare sempre le assenze

          Avvisare tempestivamente il datore di lavoro in caso di impossibilità a recarsi al lavoro, fornendo le motivazioni (malattia, impegni urgenti).

          2. Documentare i motivi dell’assenza

          Conservare certificati medici, documentazione che giustifichi l’assenza. Un’assenza può diventare “giustificata” se adeguatamente documentata.

          3. Rispondere prontamente alle contestazioni

          Se si riceve una lettera di contestazione, rispondere entro i termini previsti dal CCNL (solitamente 5 giorni), fornendo le proprie giustificazioni.

          4. Valutare le dimissioni con attenzione

          Non dimettersi impulsivamente dopo una contestazione: se il datore non ha licenziato per giusta causa, il diritto alla NASpI è salvo in caso di futuro licenziamento per altri motivi.

          5. Consultare il CAF o un consulente del lavoro

          Prima di prendere decisioni, è utile farsi assistere per valutare le conseguenze sul diritto alla disoccupazione.


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          Domande Frequenti sulla NASpI e Assenza Ingiustificata

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          Quante assenze ingiustificate servono per perdere la NASpI?

          Non esiste un numero fisso. Anche una sola assenza prolungata (3-4 giorni) puo essere considerata giusta causa di licenziamento. Dipende dalla gravita dell’assenza e dalle circostanze. Se il datore licenzia per giusta causa, si perde il diritto alla NASpI.

          Se vengo sospeso per assenza ingiustificata, posso richiedere la NASpI?

          La sospensione disciplinare non fa perdere il diritto alla NASpI. Se successivamente vieni licenziato per altri motivi (es. crisi aziendale), avrai diritto alla disoccupazione. La sospensione e una sanzione disciplinare, non un licenziamento.

          Posso impugnare il licenziamento per giusta causa?

          Si, se ritieni il licenziamento illegittimo puoi impugnarlo entro 60 giorni con l’assistenza di un avvocato giuslavorista o del sindacato. Se il giudice annulla il licenziamento, puoi richiedere la NASpI con effetto retroattivo.

          L’assenza per malattia non certificata e considerata ingiustificata?

          Si. Se non invii il certificato medico nei tempi previsti dal CCNL (solitamente entro 2 giorni), l’assenza puo essere considerata ingiustificata anche se eri realmente malato. E fondamentale rispettare le procedure.


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          NASPI 2026: Nuove Regole dalla Riforma del Lavoro

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          Indice dei contenuti

          1. Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026
          2. Modifiche alla Durata dell’Indennità
          3. Importi e Calcolo NASPI 2026
          4. Quando Entrano in Vigore le Novità

          La riforma del lavoro 2026 introduce importanti modifiche alla NASPI, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti. Le novità NASPI 2026 riguardano principalmente i requisiti contributivi, la durata dell’indennità e le modalità di calcolo dell’importo spettante.

          I cambiamenti, approvati con la Legge di Bilancio 2026 e il successivo decreto attuativo del Ministero del Lavoro, sono entrati in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a tutte le domande NASPI presentate dal 2026 in poi. Vediamo nel dettaglio cosa cambia rispetto al 2025.

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          Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026

          La riforma della NASPI 2026 modifica i requisiti contributivi minimi per accedere all’indennità di disoccupazione.

          Requisiti NASPI prima della riforma (fino al 2025)

          • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
          • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione

          Nuovi requisiti NASPI dal 2026

          • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
          • 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (erano 30)

          Questa modifica mira a ridurre le domande di breve durata e a garantire un’indennità solo a chi ha un legame più stabile con il mercato del lavoro.

          ATTENZIONE: Chi ha perso il lavoro nel 2025 ma presenta domanda nel 2026 deve rispettare i nuovi requisiti più stringenti. È consigliabile verificare con il CAF se si matura il diritto alla NASPI prima di presentare domanda.

          Modifiche alla Durata dell’Indennità

          Anche la durata massima della NASPI subisce modifiche con la riforma 2026.

          Durata NASPI fino al 2025

          La NASPI spettava per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive versate negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

          Nuova durata NASPI dal 2026

          La riforma introduce una riduzione progressiva della durata massima:

          • Lavoratori under 35: durata massima 18 mesi (78 settimane)
          • Lavoratori 35-54 anni: durata massima 21 mesi (91 settimane)
          • Lavoratori over 55: durata massima resta 24 mesi (104 settimane)

          Il criterio di calcolo resta invariato: metà delle settimane contributive versate, ma con i nuovi tetti massimi per età.

          Importi e Calcolo NASPI 2026

          Sul fronte degli importi NASPI, la riforma 2026 introduce modifiche al calcolo e ai tetti massimi.

          Calcolo importo base

          Il calcolo della NASPI resta basato sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni:

          • 75% della retribuzione media se questa è inferiore a 1.425 euro (rivalutato annualmente)
          • 75% fino a 1.425 euro + 25% della parte eccedente se superiore

          Nuovi tetti massimi 2026

          La riforma introduce tetti massimi differenziati:

          • Importo massimo NASPI 2026: 1.550 euro/mese (era 1.470 nel 2025)
          • Riduzione mensile accelerata: dal sesto mese la NASPI si riduce del 3% mensile (era dal settimo mese)

          IMPORTANTE: Per chi ha figli a carico, è previsto un bonus famiglia del 5% sull’importo spettante, cumulabile con l’Assegno Unico.

          Quando Entrano in Vigore le Novità

          Le nuove regole NASPI 2026 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a:

          • Tutte le domande NASPI presentate dal 2026, anche se la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta nel 2025
          • NASPI già in corso al 31/12/2025: continuano con le vecchie regole fino alla scadenza naturale
          • Nuove cessazioni dal 1° gennaio 2026: si applicano i nuovi requisiti più stringenti

          ATTENZIONE ALLE DOMANDE IN SOSPESO: Chi ha perso il lavoro a fine 2025 ma non ha ancora presentato domanda NASPI deve considerare che si applicheranno i nuovi requisiti 2026 (13 settimane).

          Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i lavoratori nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda NASPI con le nuove regole.


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          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sulla NASPI 2026

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          Chi può richiedere la NASPI con le nuove regole 2026?

          Possono richiedere la NASPI 2026 i lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente e che hanno maturato almeno 18 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (requisiti più stringenti rispetto al 2025).

          La durata della NASPI è cambiata nel 2026?

          Sì, la riforma introduce tetti massimi differenziati per età: 18 mesi per under 35, 21 mesi per 35-54 anni, 24 mesi per over 55. La durata effettiva resta pari alla metà delle settimane contributive versate, ma entro questi nuovi limiti.

          Quanto si riduce la NASPI ogni mese nel 2026?

          La NASPI si riduce del 3% mensile a partire dal sesto mese (anticipato rispetto al settimo mese previsto fino al 2025). L’importo massimo mensile è di 1.550 euro nel 2026.

          Posso richiedere la NASPI al CAF?

          Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste nella verifica dei requisiti NASPI 2026, nel calcolo dell’importo spettante e nella compilazione e trasmissione della domanda telematica all’INPS.


          Le novità NASPI 2026 introducono requisiti più stringenti e durate differenziate per età, ma mantengono la funzione di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro involontariamente.

          Se hai perso il lavoro e vuoi verificare se hai diritto alla NASPI con le nuove regole 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: ti assistiamo nella verifica dei requisiti, nel calcolo dell’importo spettante e nella presentazione della domanda telematica all’INPS.


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