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Tag Archivio per: F24

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F24 a Zero: Quando e Come Presentarlo nel 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

L’F24 a zero è un Modello F24 in cui i crediti d’imposta compensano esattamente i debiti, portando il saldo finale a zero euro. Anche se non devi pagare nulla, sei comunque obbligato a presentare il modello entro la scadenza prevista. In questa guida ti spieghiamo quando si verifica un F24 a saldo zero, come presentarlo correttamente nel 2026 e cosa rischi se dimentichi di inviarlo.

Per capire meglio come funziona la compilazione del modulo, leggi la nostra guida completa al Modello F24.

Indice dei contenuti

  1. Quando si Presenta un F24 a Zero
  2. Come Funziona la Compensazione
  3. Come Presentare l’F24 a Zero
  4. Scadenze dell’F24 a Zero nel 2026
  5. Sanzioni per Omessa Presentazione
  6. Esempio Pratico di F24 a Zero
  7. Domande Frequenti (FAQ)

Quando si Presenta un F24 a Zero

Un F24 a saldo zero si verifica quando utilizzi i tuoi crediti d’imposta per compensare interamente i debiti tributari. In pratica, nella colonna “importi a credito compensati” inserisci un importo uguale a quello nella colonna “importi a debito versati”, e il saldo finale risulta pari a zero.

Le situazioni più comuni in cui si presenta un F24 a zero sono:

  • Credito IRPEF da dichiarazione dei redditi: se dalla dichiarazione risulta un credito, puoi usarlo per pagare i contributi INPS, l’IMU o altri tributi
  • Credito IVA: le aziende con credito IVA possono compensarlo con IRPEF, INPS o IRAP
  • Bonus fiscali: crediti d’imposta come il bonus investimenti, il bonus edilizia o il regime forfettario possono generare crediti compensabili
  • Credito da 730: se il sostituto d’imposta non rimborsa il credito, puoi usarlo in compensazione con F24

Come Funziona la Compensazione

La compensazione è il meccanismo che ti permette di utilizzare un credito verso il fisco per ridurre o azzerare un debito. Esistono due tipi principali:

  • Compensazione verticale (o interna): usi un credito per pagare lo stesso tipo di tributo. Esempio: credito IRPEF 2025 per pagare acconto IRPEF 2026. Non ci sono limiti particolari.
  • Compensazione orizzontale (o esterna): usi un credito di un tributo per pagarne uno diverso. Esempio: credito IVA per pagare INPS. Questa richiede l’invio telematico e può richiedere il visto di conformità per importi superiori a 5.000 euro.

Quando la compensazione orizzontale azzera completamente il saldo, il risultato è un F24 a zero che deve essere presentato obbligatoriamente in via telematica, mai in formato cartaceo.

Come Presentare l’F24 a Zero

L’F24 a zero deve essere presentato esclusivamente in via telematica. Non puoi portarlo allo sportello bancario o postale. I canali utilizzabili sono:

  • F24 web/desktop dell’Agenzia delle Entrate: accedi con SPID, CIE o CNS al portale agenziaentrate.gov.it, compila il modello e invialo. È il canale più sicuro e consigliato. Per istruzioni dettagliate, leggi la nostra guida sul pagamento F24 online.
  • Entratel: il canale riservato agli intermediari abilitati (commercialisti, CAF). Se ti affidi al CAF Centro Fiscale di Udine, inviamo l’F24 a zero per tuo conto.
  • Home banking: alcune banche consentono l’invio di F24 a zero tramite home banking, ma non tutte. Verifica con la tua banca se questa opzione è disponibile.

Attenzione: l’F24 a zero non può essere presentato allo sportello fisico (banca o posta) in nessun caso. Se lo fai, il modello viene rifiutato.

Scadenze dell’F24 a Zero nel 2026

La scadenza dell’F24 a zero coincide con quella del tributo che stai compensando. Non esiste una scadenza separata per la presentazione dell’F24 a zero: se il tributo scade il 30 giugno, anche l’F24 a zero va presentato entro il 30 giugno.

Le principali scadenze nel 2026 per cui potresti dover presentare un F24 a zero:

  • 16 marzo 2026: saldo IVA annuale
  • 16 giugno 2026: acconto IMU
  • 30 giugno 2026: saldo imposte da dichiarazione dei redditi (IRPEF, IRAP, imposta sostitutiva forfettari)
  • 30 luglio 2026: saldo imposte con maggiorazione 0,40%
  • 30 novembre 2026: acconto IRPEF seconda rata
  • 16 dicembre 2026: saldo IMU

Sanzioni per Omessa Presentazione

Non presentare l’F24 a zero entro la scadenza è sanzionabile, anche se non c’è nessun importo da pagare. Le sanzioni previste sono:

  • Sanzione ordinaria: da 100 a 2.000 euro per ogni F24 a zero non presentato (art. 15 D.Lgs. 471/1997, come modificato dal D.Lgs. 87/2024)
  • Ravvedimento entro 5 giorni: sanzione ridotta a 5,56 euro
  • Ravvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 11,11 euro
  • Ravvedimento oltre 90 giorni e entro 1 anno: sanzione ridotta a 12,50 euro

Come vedi, è molto più conveniente presentare l’F24 a zero in ritardo (con ravvedimento operoso) piuttosto che attendere l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, che applica la sanzione piena.

Esempio Pratico di F24 a Zero

Vediamo un caso concreto. Laura è una libera professionista in regime forfettario. Dalla dichiarazione dei redditi 2025 risulta un credito di imposta sostitutiva di 800 euro. A giugno 2026, Laura deve versare i contributi INPS alla Gestione Separata per 800 euro.

Laura compila il Modello F24 così:

  • Sezione Erario – credito: codice tributo 1792 (imposta sostitutiva forfettario saldo), importo a credito 800 euro
  • Sezione INPS – debito: causale PXX (gestione separata), importo a debito 800 euro
  • Saldo finale: 800 – 800 = 0 euro

Laura non deve pagare nulla, ma deve inviare l’F24 a zero telematicamente entro il 30 giugno 2026. Può farlo dal portale dell’Agenzia delle Entrate o chiedere al suo CAF di riferimento.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti (FAQ)

Posso presentare l’F24 a zero in banca allo sportello?

No. L’F24 a saldo zero deve essere presentato esclusivamente per via telematica: tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (F24 web), tramite home banking (se la banca lo consente) o tramite un intermediario abilitato come un CAF o un commercialista.

Se dimentico di presentare l’F24 a zero, perdo il credito?

No, il credito d’imposta non si perde. Però la mancata presentazione dell’F24 a zero comporta una sanzione (da 100 a 2.000 euro). Puoi regolarizzarti con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta.

L’F24 a zero serve anche per la compensazione verticale?

La compensazione verticale (stesso tributo) non richiede necessariamente la presentazione dell’F24, perché può essere gestita direttamente in dichiarazione. L’F24 a zero è invece obbligatorio per la compensazione orizzontale (tributi diversi tra loro).

Assistenza per la Compensazione e l’F24 a Zero

Devi presentare un F24 a zero e non sei sicuro di come procedere? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a verificare i crediti disponibili, compilare correttamente il modello e inviarlo telematicamente entro le scadenze. Non rischiare sanzioni per un’omessa presentazione.

Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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    Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-22 09:00:002026-05-31 17:46:47F24 a Zero: Quando e Come Presentarlo nel 2026
    CAF

    Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    I codici tributo F24 sono codici numerici a 4 cifre che identificano in modo univoco ogni imposta, contributo o sanzione da versare con il Modello F24. Usare il codice sbagliato equivale a non aver pagato quel tributo, con il rischio di ricevere cartelle esattoriali e sanzioni. In questa guida trovi l’elenco completo e aggiornato al 2026 dei codici tributo più utilizzati, suddivisi per categoria.

    Per una panoramica generale su come compilare il Modello F24, consulta la nostra guida completa alla compilazione F24 2026.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono i Codici Tributo
    2. Codici Tributo IRPEF
    3. Codici Tributo IMU 2026
    4. Codici Tributo IVA
    5. Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali
    6. Codici Tributo Regime Forfettario
    7. Codici Tributo per Ravvedimento Operoso
    8. Codici Tributo INPS e Contributi
    9. Come Trovare il Codice Tributo Giusto
    10. Domande Frequenti (FAQ)

    Cosa Sono i Codici Tributo

    Il codice tributo è un numero composto da 4 cifre che l’Agenzia delle Entrate assegna a ogni tipo di versamento fiscale. Quando compili il Modello F24, devi inserire il codice tributo corretto nella sezione appropriata (Erario, Regioni, IMU, INPS) per identificare esattamente quale imposta stai pagando.

    I codici tributo vengono istituiti con risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e possono cambiare nel tempo. Per questo è fondamentale consultare sempre l’elenco aggiornato prima di effettuare un versamento. Un errore nel codice tributo non annulla il pagamento, ma lo attribuisce all’imposta sbagliata, costringendoti a presentare un’istanza di correzione.

    Codici Tributo IRPEF

    L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è l’imposta principale che ogni contribuente versa in base al proprio reddito. Ecco i codici tributo più usati per i versamenti IRPEF nel 2026:

    Saldo e acconti IRPEF:

    • 4001 – IRPEF saldo (versamento a saldo dell’anno precedente)
    • 4033 – IRPEF acconto prima rata (40% dell’acconto, scadenza 30 giugno)
    • 4034 – IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione (60% dell’acconto, scadenza 30 novembre)

    Ritenute d’acconto:

    • 1040 – Ritenute su redditi di lavoro autonomo, compensi per l’esercizio di arti e professioni
    • 1001 – Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive
    • 1002 – Ritenute su emolumenti arretrati
    • 1012 – Ritenute su indennità per cessazione rapporto di lavoro

    Cedolare secca:

    • 1840 – Cedolare secca locazioni – acconto prima rata
    • 1841 – Cedolare secca locazioni – acconto seconda rata o unica soluzione
    • 1842 – Cedolare secca locazioni – saldo

    Rateizzazione e interessi:

    • 1668 – Interessi pagamento dilazionato importi rateizzabili sezione Erario
    • 4033 con rateazione – Se paghi l’acconto IRPEF a rate, indica la rata nel campo “Rateazione”

    Codici Tributo IMU 2026

    L’IMU (Imposta Municipale Unica) si versa nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24. I codici variano in base alla tipologia di immobile. Per il calcolo dell’imposta, consulta la nostra guida sul calcolo IMU 2026.

    • 3912 – IMU abitazione principale e pertinenze (solo categorie A/1, A/8, A/9)
    • 3914 – IMU terreni
    • 3916 – IMU aree fabbricabili
    • 3918 – IMU altri fabbricati (il più comune: seconde case, uffici, negozi)
    • 3925 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Stato
    • 3930 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Comune

    Ricorda: per l’IMU devi indicare anche il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile (ad esempio L483 per Udine) e barrare la casella “Acconto” o “Saldo” a seconda del versamento.

    Codici Tributo IVA

    I versamenti IVA si effettuano nella sezione Erario del Modello F24. La periodicità dipende dal volume d’affari: mensile (per chi supera una certa soglia) o trimestrale.

    Versamenti periodici IVA:

    • 6001 – 6012 – IVA mensile (da gennaio a dicembre: 6001 per gennaio, 6002 per febbraio, ecc.)
    • 6031 – IVA 1 trimestre
    • 6032 – IVA 2 trimestre
    • 6033 – IVA 3 trimestre
    • 6034 – IVA 4 trimestre (solo per particolari categorie)
    • 6035 – IVA acconto (scadenza 27 dicembre)

    Versamento annuale e altri:

    • 6099 – Versamento IVA sulla base della dichiarazione annuale
    • 6494 – IVA da adeguamento agli studi di settore
    • 6497 – IVA da adeguamento agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)

    Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali

    Le addizionali IRPEF sono imposte aggiuntive che si versano alla Regione e al Comune di residenza. Si compilano rispettivamente nella sezione “Regioni” e nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24.

    Addizionale regionale:

    • 3801 – Addizionale regionale all’IRPEF (la più comune)
    • 3805 – Interessi pagamento dilazionato addizionale regionale

    Addizionale comunale:

    • 3843 – Addizionale comunale IRPEF – acconto
    • 3844 – Addizionale comunale IRPEF – saldo
    • 3848 – Addizionale comunale IRPEF – interessi pagamento dilazionato

    Codici Tributo Regime Forfettario

    Chi aderisce al regime forfettario versa un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, IRAP e addizionali. L’aliquota è del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività).

    • 1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata
    • 1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata o unica soluzione
    • 1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo

    Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del Modello F24, indicando l’anno di riferimento dell’imposta.

    Codici Tributo per Ravvedimento Operoso

    Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare versamenti omessi o tardivi pagando sanzioni ridotte e interessi legali. Oltre al codice del tributo originario, servono codici specifici per le sanzioni e gli interessi:

    • 8901 – Sanzione pecuniaria IRPEF
    • 8902 – Sanzione pecuniaria addizionale regionale IRPEF
    • 8903 – Sanzione pecuniaria addizionale comunale IRPEF
    • 8904 – Sanzione pecuniaria IVA
    • 8906 – Sanzione pecuniaria sostituti d’imposta
    • 8907 – Sanzione pecuniaria IRAP
    • 1989 – Interessi sul ravvedimento – IRPEF
    • 1990 – Interessi sul ravvedimento – addizionale regionale
    • 1991 – Interessi sul ravvedimento – addizionale comunale
    • 1993 – Interessi sul ravvedimento – IVA

    Quando effettui un ravvedimento, compili 3 righe nella stessa sezione: una per il tributo originario, una per la sanzione (codice 89xx) e una per gli interessi (codice 19xx). L’anno di riferimento è sempre quello dell’imposta originaria, non quello in cui fai il pagamento.

    Codici Tributo INPS e Contributi

    I contributi previdenziali INPS si versano nella sezione apposita del Modello F24. Non hanno un codice tributo a 4 cifre come le imposte, ma utilizzano una causale contributo (sigla alfanumerica):

    • DM10 – Contributi lavoratori dipendenti
    • RC01 – Contributi gestione separata – committenti
    • PXX – Contributi gestione separata – professionisti
    • AF – Contributi artigiani – quota fissa
    • CF – Contributi commercianti – quota fissa
    • AP – Contributi artigiani – acconto su eccedenza minimale
    • CP – Contributi commercianti – acconto su eccedenza minimale

    Per i contributi INPS fissi (artigiani e commercianti) le scadenze trimestrali 2026 sono: 16 maggio, 20 agosto, 17 novembre e 16 febbraio 2027. Per la Gestione Separata i versamenti seguono le stesse scadenze delle imposte sui redditi (saldo + acconti).

    Come Trovare il Codice Tributo Giusto

    Se non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, ecco come verificarlo:

    1. Sito dell’Agenzia delle Entrate: nella sezione “Codici tributo” trovi il motore di ricerca ufficiale dove puoi cercare per tipo di imposta, descrizione o codice
    2. Comunicazione dell’ente: l’avviso di pagamento (dell’Agenzia delle Entrate, del Comune o dell’INPS) riporta sempre il codice tributo da utilizzare
    3. Software di compilazione: i software per F24 online (sia bancari che dell’Agenzia) spesso suggeriscono il codice in base alla descrizione del tributo
    4. Consulta il CAF: al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a identificare il codice corretto e a compilare il Modello F24 senza errori

    Consiglio pratico: prima di confermare il pagamento F24 online, ricontrolla sempre il codice tributo con l’avviso di pagamento o con la tabella di riferimento. Correggere un errore richiede tempo e burocrazia che puoi evitare con una semplice verifica.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Dove trovo l’elenco ufficiale dei codici tributo?

    L’elenco ufficiale è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Servizi – Codici tributo”. Viene aggiornato periodicamente con risoluzioni che istituiscono nuovi codici o modificano quelli esistenti.

    Cosa succede se uso un codice tributo sbagliato?

    Il pagamento viene attribuito al tributo corrispondente al codice inserito, non a quello che intendevi pagare. Per correggere l’errore devi presentare un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate (circ. 29/E/2011). Il tributo “non pagato” potrebbe generare solleciti, ma l’istanza risolve la situazione senza sanzioni aggiuntive se il versamento originale era nei termini.

    I codici tributo cambiano ogni anno?

    La maggior parte dei codici tributo resta stabile nel tempo. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate può istituire nuovi codici per nuove imposte o agevolazioni, o sopprimere codici obsoleti. È buona norma verificare sempre prima di effettuare il versamento, specialmente per tributi meno comuni.

    Assistenza per la Compilazione F24

    Non sei sicuro di quale codice tributo usare? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a compilare correttamente il Modello F24 con tutti i codici tributo aggiornati al 2026. Evita errori e sanzioni: contattaci per un appuntamento.

    Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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      Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-21 09:00:002026-05-31 17:47:53Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026
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      F24 Online: Come Pagare da Agenzia Entrate o Home Banking

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Pagare il F24 online è ormai il metodo più comodo, veloce e sicuro per versare imposte e contributi. Che tu scelga l’home banking della tua banca o il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate, in pochi minuti puoi completare il pagamento senza muoverti da casa. In questa guida ti spieghiamo tutti i canali disponibili per il pagamento F24 online nel 2026, con istruzioni passo passo per ciascuno.

      Se vuoi una panoramica completa su cos’è il Modello F24 e come compilarlo, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa alla compilazione F24 2026.

      Indice dei contenuti

      1. Chi Deve Pagare l’F24 Online
      2. F24 tramite Home Banking
      3. F24 Web dell’Agenzia delle Entrate
      4. F24 tramite Poste Italiane
      5. F24 tramite Intermediario (CAF o Commercialista)
      6. Errori Comuni nel Pagamento F24 Online
      7. Domande Frequenti (FAQ)

      Chi Deve Pagare l’F24 Online

      Non tutti possono scegliere liberamente se pagare l’F24 in formato cartaceo o telematico. Esistono casi in cui il pagamento online è obbligatorio:

      • Titolari di partita IVA: dal 2014, tutti i possessori di partita IVA devono presentare l’F24 esclusivamente per via telematica, indipendentemente dall’importo.
      • F24 a saldo zero: quando i crediti compensano esattamente i debiti, il modello va inviato solo attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (non vale l’home banking). Per approfondire, leggi la nostra guida sull’F24 a zero.
      • Importo superiore a 1.000 euro: i privati senza partita IVA che devono versare più di 1.000 euro sono obbligati a usare i canali telematici.
      • Compensazioni: qualsiasi F24 con compensazione orizzontale (credito di un’imposta usato per pagarne un’altra) deve essere presentato telematicamente.

      I privati senza partita IVA che devono pagare importi fino a 1.000 euro senza compensazioni possono ancora usare il modello cartaceo allo sportello, ma conviene comunque pagare online per comodità e tracciabilità.

      F24 tramite Home Banking

      Il metodo più diffuso per pagare l’F24 online è l’home banking. Praticamente tutte le banche italiane offrono questa funzionalità all’interno dell’area riservata del conto corrente, sia da web che da app mobile.

      Come procedere passo passo:

      1. Accedi all’area riservata della tua banca (sito web o app)
      2. Cerca la sezione “Pagamenti” o “Tributi e imposte”
      3. Seleziona “Pagamento F24” (alcune banche distinguono tra F24 ordinario e semplificato)
      4. Compila i campi richiesti: codice fiscale, codice tributo, anno di riferimento, importo. I campi sono gli stessi del modulo cartaceo
      5. Verifica i dati inseriti nel riepilogo
      6. Conferma il pagamento con il tuo sistema di autenticazione (PIN, OTP, riconoscimento biometrico)
      7. Scarica e conserva la ricevuta di pagamento con il numero di CRO

      Vantaggi dell’home banking: è gratuito nella maggior parte delle banche, immediato, disponibile 24 ore su 24 e genera automaticamente una ricevuta con valore legale. Puoi anche programmare il pagamento per una data futura, utile per rispettare le scadenze senza dimenticarle.

      Limite: con l’home banking puoi pagare F24 con saldo positivo e con compensazioni semplici. Per gli F24 a saldo zero devi usare obbligatoriamente i canali dell’Agenzia delle Entrate.

      F24 Web dell’Agenzia delle Entrate

      L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il servizio F24 web, accessibile dal portale ufficiale. È l’unico canale utilizzabile per gli F24 a saldo zero ed è obbligatorio per i titolari di partita IVA che non usano l’home banking.

      Come accedere e pagare:

      1. Vai su agenziaentrate.gov.it
      2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      3. Nella tua area riservata, vai su “Servizi per” → “Pagare” → “F24 web”
      4. Compila il modello F24 online inserendo tutti i dati richiesti (anagrafica, sezioni, codici tributo, importi)
      5. Indica l’IBAN del conto corrente su cui addebitare il pagamento
      6. Verifica il riepilogo e conferma l’invio
      7. Scarica la ricevuta telematica dall’area “Ricevute”

      Il servizio F24 web è completamente gratuito. La ricevuta viene rilasciata entro pochi giorni e ha valore legale. È disponibile anche il servizio “F24 predeterminato” per i pagamenti che l’Agenzia delle Entrate ti ha già comunicato (come avvisi bonari o rottamazione delle cartelle).

      F24 tramite Poste Italiane

      Anche Poste Italiane offre la possibilità di pagare l’F24 online, sia attraverso il sito web che tramite l’app BancoPosta o Postepay.

      Per pagare online con Poste:

      1. Accedi al tuo conto BancoPosta online o all’app
      2. Vai nella sezione “Pagamenti” → “Tributi/Tasse”
      3. Seleziona “F24 ordinario” o “F24 semplificato”
      4. Compila i dati come faresti per il modulo cartaceo
      5. Conferma con il tuo codice di sicurezza o la verifica biometrica

      Il pagamento tramite Poste è disponibile anche allo sportello per chi preferisce il supporto di un operatore. In questo caso puoi presentarti con il modello F24 già compilato e pagare in contanti, con bancomat o carta di credito. Ricorda però che allo sportello fisico è possibile pagare solo F24 con saldo positivo e importo entro i limiti previsti.

      F24 tramite Intermediario (CAF o Commercialista)

      Se preferisci affidarti a un professionista, puoi far inviare il tuo F24 attraverso un intermediario abilitato: il tuo commercialista, il tuo consulente del lavoro o un CAF. Gli intermediari utilizzano il canale Entratel dell’Agenzia delle Entrate, dedicato ai professionisti e agli enti.

      Questa opzione è particolarmente utile quando:

      • Hai compensazioni complesse da gestire e vuoi evitare errori
      • Devi presentare un F24 a zero e non hai le credenziali per l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
      • Vuoi la sicurezza di un controllo professionale sui codici tributo e gli importi
      • Gestisci molti F24 durante l’anno (ad esempio per IMU, acconti, saldi) e preferisci delegare

      Al CAF Centro Fiscale di Udine offriamo il servizio di compilazione e invio telematico dell’F24 per tutti i nostri assistiti. Ti aiutiamo a individuare i codici tributo corretti, calcolare gli importi e gestire eventuali compensazioni. Se hai dubbi, puoi prenotare un appuntamento per una consulenza dedicata.

      Errori Comuni nel Pagamento F24 Online

      Anche pagando online è possibile commettere errori. Ecco i più frequenti e come evitarli:

      • Codice tributo sbagliato: è l’errore più comune. Verifica sempre il codice prima di confermare. Se sbagli, dovrai presentare un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate.
      • Anno di riferimento errato: inserire 2026 invece di 2025 (o viceversa) è un errore frequente, soprattutto per i saldi delle dichiarazioni.
      • Pagamento oltre la scadenza: l’F24 online viene processato nella data di invio, non in quella di compilazione. Se compili oggi ma invii domani, la data che conta è domani. Se sei in ritardo, valuta il ravvedimento operoso.
      • IBAN non corretto: sul portale dell’Agenzia delle Entrate, se inserisci un IBAN sbagliato il pagamento viene rifiutato. Verifica sempre il codice IBAN del tuo conto.
      • Dimenticare la ricevuta: scarica e conserva sempre la ricevuta del pagamento. In caso di contestazioni, è la tua prova di versamento.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti (FAQ)

      Posso pagare l’F24 online di domenica o nei giorni festivi?

      Sì, sia l’home banking che il portale dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Tuttavia, se la scadenza cade di domenica o giorno festivo, il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo.

      L’home banking è sicuro per pagare l’F24?

      Assolutamente sì. Le banche italiane utilizzano protocolli di sicurezza avanzati (crittografia SSL, autenticazione a due fattori) per proteggere le transazioni online. La ricevuta di pagamento emessa dalla banca ha valore legale.

      Come posso verificare che il pagamento F24 sia andato a buon fine?

      Se hai pagato tramite home banking, la ricevuta viene generata immediatamente. Se hai usato il portale dell’Agenzia delle Entrate, la ricevuta è disponibile nella sezione “Ricevute” entro 1-2 giorni lavorativi. Puoi anche verificare i versamenti nel tuo cassetto fiscale su agenziaentrate.gov.it.

      Assistenza per il Pagamento F24 Online

      Non sei sicuro di come pagare il tuo F24 online? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo con la compilazione, il calcolo degli importi e l’invio telematico del Modello F24. Evitiamo errori e ti garantiamo il rispetto delle scadenze.

      Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

      Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

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        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640

        Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-20 09:00:002026-05-31 17:48:10F24 Online: Come Pagare da Agenzia Entrate o Home Banking
        NOTIZIE

        Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026: il calendario dell’Agenzia delle Entrate

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        La settimana fiscale dal 18 al 24 maggio 2026 rappresenta uno dei momenti piu intensi del calendario tributario italiano. Il 16 maggio 2026 cade di sabato e, in base alla regola generale prevista dall’art. 7, comma 1, lett. h) del DL 70/2011 (cosi come dall’art. 18, comma 1, del DPR 600/1973), tutte le scadenze fiscali e contributive previste per il sabato slittano automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, ossia lunedi 18 maggio 2026.

        Per i contribuenti, le partite IVA, i sostituti d’imposta e i datori di lavoro domestico significa che la giornata di lunedi concentra praticamente tutti gli adempimenti mensili: versamento dell’IVA del mese di aprile, delle ritenute IRPEF su lavoro dipendente e autonomo, dei contributi INPS (gestione dipendenti, separata, artigiani e commercianti per la quota mensile) e degli adempimenti specifici come quello previsto per gli intermediari degli affitti brevi.

        In questa guida trovi il calendario fiscale giorno per giorno della settimana 18-24 maggio 2026, con le tabelle dei codici tributo F24 da utilizzare, le sanzioni applicabili in caso di omesso versamento dopo la riforma introdotta dal D.Lgs. 87/2024 e le percentuali aggiornate del ravvedimento operoso 2026.

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        Indice dei contenuti

        1. Calendario fiscale 18-24 maggio 2026: panoramica della settimana
        2. Lunedi 18 maggio 2026: la giornata piu importante del mese
        3. Martedi 19 maggio 2026: comunicazioni e adempimenti residuali
        4. Mercoledi 20 e giovedi 21 maggio 2026: la fase intermedia
        5. Venerdi 22 maggio 2026: ultime scadenze settimanali
        6. Sabato 23 e domenica 24 maggio 2026: scadenze posticipate
        7. Modello F24 e codici tributo principali da utilizzare
        8. Sanzioni e ravvedimento operoso 2026: percentuali aggiornate
        9. Come il CAF Centro Fiscale puo aiutarti negli adempimenti
        10. Domande frequenti

        Calendario fiscale 18-24 maggio 2026: panoramica della settimana

        La settimana dal 18 al 24 maggio 2026 e dominata dalle scadenze che, ordinariamente fissate al 16 del mese, sono state posticipate al lunedi 18 a causa della coincidenza con il fine settimana. La tabella sottostante riassume in modo schematico i principali adempimenti che ricadono nei sette giorni in oggetto, distinguendo per soggetto obbligato e tipologia di tributo o contributo.

        DataAdempimentoSoggetti obbligati
        Lun 18 maggioVersamento IVA aprile 2026 (mensili)Contribuenti IVA mensili
        Lun 18 maggioRitenute IRPEF (lavoro dipendente e autonomo)Sostituti d’imposta
        Lun 18 maggioContributi INPS lavoro dipendente (DM10/UniEmens)Datori di lavoro
        Lun 18 maggioContributi INPS Gestione SeparataCommittenti collaboratori
        Lun 18 maggioRitenute 21% affitti brevi intermediariIntermediari immobiliari (anche portali)
        Lun 18 maggioImposta sostitutiva rivalutazione TFRDatori di lavoro
        Lun 18 maggioAddizionale comunale e regionale IRPEFSostituti d’imposta
        Mar 19 maggioComunicazioni residuali e regolarizzazioniVari
        Mer 20 maggioConai dichiarazione periodicaProduttori imballaggi
        Gio 21 maggioPredisposizione 730 e Redditi PF in corsoContribuenti
        Ven 22 maggioNessuna scadenza fissa rilevante—
        Sab 23 – Dom 24Eventuali scadenze slittate al 25 maggio (lunedi)—

        Va sottolineato come tutti gli adempimenti del 16 maggio (data ordinaria) siano stati uniformemente trasferiti al 18 maggio: una circostanza che si verifica regolarmente quando il 16 cade nel fine settimana, generando di fatto una concentrazione di scadenze in una sola giornata. Il fenomeno e analogo a quello osservato negli anni precedenti, da ultimo nel maggio 2025, e richiede una pianificazione anticipata da parte di consulenti, commercialisti e CAF.

        Lunedi 18 maggio 2026: la giornata piu importante del mese

        Il 18 maggio 2026 e, a tutti gli effetti, la giornata fiscale piu impegnativa dell’intero mese. Vediamo nel dettaglio quali adempimenti devono essere assolti entro le ore 24 di quel giorno, distinguendo le diverse tipologie di contribuenti coinvolti.

        Versamento dell’IVA mensile relativa ad aprile 2026

        I contribuenti che hanno optato per il regime IVA mensile (in luogo del trimestrale) devono versare l’imposta a debito risultante dalla liquidazione del mese di aprile 2026. Il versamento si effettua tramite modello F24 utilizzando il codice tributo 6004 (versamento IVA mensile – aprile), specificando come anno di riferimento il 2026.

        I contribuenti trimestrali che hanno scelto il regime IVA per opzione (art. 7 DPR 542/1999) NON devono versare nulla in questa data: il loro prossimo appuntamento e il 20 maggio per il versamento del primo trimestre 2026 (codice 6031, con maggiorazione 1% per interessi), salvo che si tratti di soggetti rientranti nel cd. “trimestrale per natura” (autotrasportatori, distributori di carburante, ecc.).

        Versamento delle ritenute IRPEF su redditi di lavoro

        I sostituti d’imposta (datori di lavoro pubblici e privati, committenti di lavoro autonomo, condomini in qualita di sostituti) devono versare entro il 18 maggio 2026 le ritenute IRPEF operate ad aprile 2026 su:

        • Redditi di lavoro dipendente (codice tributo F24: 1001 per dipendenti, 1002 per pensioni)
        • Redditi assimilati a lavoro dipendente (codice 1004)
        • Redditi di lavoro autonomo professionale (codice 1040)
        • Provvigioni (codici 1038 per agenti monomandatari)
        • Addizionale regionale all’IRPEF (codice 3802)
        • Addizionale comunale all’IRPEF (codice 3848 a saldo, 3847 in acconto)

        Contributi INPS per il lavoro dipendente

        I datori di lavoro pubblici e privati devono versare i contributi previdenziali e assistenziali relativi alle retribuzioni di aprile 2026, tramite modello F24 con i codici “DM10” generati attraverso la denuncia UniEmens. La scadenza ordinaria del 16 e quindi posticipata al 18 maggio.

        Ricordiamo che, dal 2026, l’aliquota contributiva ordinaria per il lavoro dipendente del settore privato e pari al 33,06% (8,89% a carico lavoratore + 23,81% datore di lavoro, con variazioni per settore), e che per i nuovi assunti a tempo indeterminato continuano a operare gli sgravi previsti dalle leggi di bilancio piu recenti.

        Affitti brevi: ritenuta 21% degli intermediari

        Per gli intermediari immobiliari e i portali telematici (Airbnb, Booking, ecc.) che operano nel settore degli affitti brevi, il 18 maggio 2026 e la scadenza per il versamento delle ritenute del 21% operate ad aprile sui canoni di locazione breve, secondo quanto previsto dall’art. 4 del DL 50/2017 (convertito con modificazioni dalla L. 96/2017).

        Il codice tributo F24 da utilizzare e il 1919 (ritenute su redditi derivanti da locazioni brevi). Tale obbligo riguarda anche i contratti per i quali il proprietario ha optato per il regime opzionale della cedolare secca.

        Contributi INPS Gestione Separata

        I committenti che hanno corrisposto compensi a collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori autonomi occasionali, amministratori di societa, professionisti senza cassa devono versare entro il 18 maggio 2026 i contributi alla Gestione Separata INPS relativi ad aprile (codice tributo F24: C10 o equivalenti UniEmens).

        L’aliquota Gestione Separata 2026 per i collaboratori privi di altra copertura previdenziale e fissata al 33,72% (33% IVS + 0,72% per maternita, ANF e malattia), mentre per chi e gia iscritto ad altra forma previdenziale obbligatoria l’aliquota e 24%.

        Imposta sostitutiva su rivalutazione del TFR

        I sostituti d’imposta devono versare il saldo dell’imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione del TFR maturato al 31 dicembre 2025, al netto dell’acconto gia versato il 16 dicembre 2025. Il codice tributo F24 e il 1713.

        Martedi 19 maggio 2026: comunicazioni e adempimenti residuali

        Il 19 maggio 2026 non presenta scadenze fiscali di portata generale, ma costituisce un giorno utile per regolarizzare gli adempimenti che non sono stati assolti il giorno precedente, eventualmente avvalendosi del ravvedimento operoso “sprint” (di cui parleremo nel dettaglio piu avanti) per ridurre al minimo le sanzioni.

        E inoltre il momento per verificare la corretta esecuzione dei versamenti F24 effettuati il 18 maggio, controllando in particolare l’esito degli addebiti diretti su conto corrente. In caso di F24 scartato dall’Agenzia delle Entrate (per esempio per mancanza di disponibilita sul conto), il contribuente ha 5 giorni di tempo per la regolarizzazione senza applicazione di sanzioni, secondo quanto chiarito dalla Circolare 27/E del 2017 dell’Agenzia delle Entrate.

        Comunicazioni IVA OSS e IOSS

        Gli operatori che hanno aderito al regime opzionale OSS (One Stop Shop) o IOSS (Import One Stop Shop) per le vendite a distanza intracomunitarie B2C e per i beni importati di valore inferiore a 150 euro possono utilizzare i giorni intermedi della settimana per finalizzare le dichiarazioni periodiche, in vista della scadenza del 31 maggio per la presentazione del trimestrale.

        Mercoledi 20 e giovedi 21 maggio 2026: la fase intermedia

        Tradizionalmente, il 20 di ogni mese e la data fissata per due specifici adempimenti:

        Versamento IVA trimestrale (primo trimestre 2026) – regime opzionale

        I contribuenti che hanno optato per la liquidazione IVA trimestrale (art. 7 DPR 542/1999) devono versare entro il 20 maggio 2026 l’IVA a debito relativa al primo trimestre 2026, maggiorata dell’1% a titolo di interessi (codice tributo F24: 6031). Tale obbligo non si applica ai trimestrali “per natura” (autotrasportatori, distributori di carburante, ecc.) per i quali valgono scadenze specifiche.

        CONAI – dichiarazione periodica

        I produttori e gli utilizzatori di imballaggi soggetti al Contributo Ambientale CONAI devono presentare entro il 20 maggio 2026 la dichiarazione mensile relativa al mese di aprile (per chi e in regime mensile) oppure la dichiarazione trimestrale (per chi rientra nelle soglie quantitative inferiori).

        Giovedi 21 maggio: nessuna scadenza fiscale fissa

        Il 21 maggio 2026 non presenta scadenze fiscali ricorrenti di portata generale. E pero un giorno strategico per i contribuenti che devono ancora completare la raccolta della documentazione per la dichiarazione dei redditi 2026 (modello 730 o modello Redditi PF, relativi all’anno d’imposta 2025), considerato che il 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate (la data di rilascio e stata posticipata dal 15 al 30 aprile a partire dal 2026, come previsto dal D.Lgs. 1/2024).

        Venerdi 22 maggio 2026: ultime scadenze settimanali

        Il 22 maggio 2026 chiude la settimana lavorativa senza scadenze fiscali di rilievo nazionale. Si tratta tuttavia di un’ottima occasione per:

        • verificare lo stato delle fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio (SdI) nei giorni precedenti, intercettando eventuali notifiche di scarto
        • predisporre la liquidazione IVA periodica (LIPE) del primo trimestre 2026, la cui comunicazione deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate entro il 31 maggio 2026
        • aggiornare il registro dei corrispettivi per i commercianti al minuto e per chi effettua attivita assimilate
        • raccogliere la documentazione utile per il modello 770/2026, in vista della scadenza ordinaria del 31 ottobre 2026

        Sabato 23 e domenica 24 maggio 2026: scadenze posticipate

        Il fine settimana del 23 e 24 maggio 2026 non ospita scadenze fiscali dirette, ma rappresenta il fisiologico spostamento al lunedi successivo (25 maggio 2026) di qualunque adempimento che ordinariamente fosse fissato per sabato o domenica.

        La regola del posticipo, come anticipato in apertura, e generale e si applica indistintamente a:

        • versamenti unitari mediante F24
        • comunicazioni telematiche all’Agenzia delle Entrate
        • denuncie contributive INPS
        • presentazione di dichiarazioni fiscali

        Per il 25 maggio 2026 (lunedi) non sono previste scadenze fisse di particolare rilievo a livello nazionale, ma e bene verificare sempre il calendario del contribuente dell’Agenzia delle Entrate, costantemente aggiornato.

        Modello F24 e codici tributo principali da utilizzare

        Tutti i versamenti fiscali e contributivi descritti si effettuano tramite il modello F24 unificato, presentato esclusivamente in modalita telematica (direttamente o tramite intermediario abilitato) dai titolari di partita IVA, e tramite home banking o canali Entratel/Fisconline dai soggetti privati.

        La tabella sottostante raccoglie i principali codici tributo F24 da utilizzare per gli adempimenti del 18 maggio 2026.

        CodiceDescrizionePeriodo riferimento
        6004Versamento IVA mensile – aprile04/2026
        6031Versamento IVA primo trimestre01/2026 (trim.)
        1001Ritenute IRPEF lavoro dipendente04/2026
        1002Ritenute IRPEF pensioni04/2026
        1004Ritenute IRPEF redditi assimilati04/2026
        1040Ritenute IRPEF lavoro autonomo04/2026
        1038Ritenute su provvigioni04/2026
        1919Ritenute 21% locazioni brevi04/2026
        1713Imposta sostitutiva rivalutazione TFR (saldo)2025
        3802Addizionale regionale IRPEF04/2026
        3848Addizionale comunale IRPEF (saldo)04/2026
        3847Addizionale comunale IRPEF (acconto)04/2026

        I codici tributo INPS per i contributi previdenziali si articolano invece nella codifica specifica della denuncia UniEmens (per dipendenti) o tramite codici alfanumerici come C10 per la Gestione Separata. Per gli artigiani e commercianti la rata fissa trimestrale ha codici AP/CP con specifica del periodo di competenza.

        Sanzioni e ravvedimento operoso 2026: percentuali aggiornate

        Una delle novita piu importanti per il 2026 riguarda il quadro sanzionatorio amministrativo, profondamente modificato dal D.Lgs. 87/2024, in attuazione della delega prevista dalla L. 111/2023 (Riforma fiscale). Le nuove misure si applicano alle violazioni commesse a decorrere dal 1° settembre 2024.

        Sanzione per omesso o tardivo versamento

        La sanzione ordinaria per l’omesso o tardivo versamento di tributi e ridotta dal 30% al 25% dell’imposta non versata. Si tratta di una riduzione strutturale che riguarda tutti i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate. Per i versamenti effettuati con ritardo non superiore a 90 giorni, la sanzione e applicata in misura ridotta alla meta (12,5%).

        Ravvedimento operoso aggiornato

        Il ravvedimento operoso, disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, consente al contribuente di regolarizzare spontaneamente la violazione, beneficiando di riduzioni significative della sanzione. Con il nuovo regime, applicato alle violazioni del 1° settembre 2024 in poi, le percentuali sono le seguenti (calcolate sulla sanzione base del 25%):

        Tempo dal versamento omessoRiduzione sanzioneSanzione effettiva
        Ravvedimento sprint (entro 14 giorni)1/10 della sanzione minima, ridotta di 1/15 per ogni giornoda 0,083% (1° giorno) a circa 1,17% (14° giorno)
        Ravvedimento breve (15-30 giorni)1/10 della sanzione ordinaria al 12,5%1,25%
        Ravvedimento trimestrale (31-90 giorni)1/9 della sanzione al 12,5%1,39%
        Ravvedimento annuale (entro 1 anno)1/8 della sanzione del 25%3,125%
        Ravvedimento biennale (entro 2 anni)1/7 della sanzione del 25%3,571%
        Ravvedimento oltre 2 anni1/6 della sanzione del 25%4,167%

        Oltre alla sanzione ridotta, il ravvedimento richiede il versamento dell’imposta dovuta piu gli interessi legali, calcolati al tasso annuo del 2% in vigore dal 1° gennaio 2026 (DM 11 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 295 del 19 dicembre 2025), calcolati giorno per giorno fino alla data di effettivo versamento.

        Codici tributo F24 per il ravvedimento

        Per il versamento delle sanzioni da ravvedimento si utilizzano codici tributo specifici, generalmente costituiti dal codice tributo originario seguito da una variazione. Ad esempio, per ravvedere il versamento dell’IVA mensile si utilizza il codice tributo originario (6004), affiancato dal codice 8904 per la sanzione ridotta e dal codice 1991 per gli interessi legali (con la stessa indicazione del mese/anno di competenza).

        Come il CAF Centro Fiscale puo aiutarti negli adempimenti

        La gestione delle scadenze fiscali settimanali richiede precisione, conoscenza della normativa e capacita di pianificazione: anche un piccolo ritardo nella trasmissione di un F24 o nell’invio di una comunicazione puo generare sanzioni e interessi, oltre al rischio di accertamenti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione di privati cittadini, partite IVA in regime forfettario e ordinario, datori di lavoro domestico e amministratori di condominio un servizio completo che comprende:

        • Compilazione e trasmissione del modello 730/2026 (anno d’imposta 2025) con il sistema precompilato
        • Elaborazione del modello Redditi PF 2026 per chi non puo utilizzare il 730 (titolari di partita IVA, soci di societa, ecc.)
        • Calcolo e versamento di F24 IMU, addizionali, acconti IRPEF e imposte sostitutive
        • Gestione completa della contabilita partita IVA forfettaria, con fatturazione elettronica inclusa
        • Gestione del rapporto di lavoro domestico (colf e badanti): denuncia, buste paga, MAV INPS trimestrali, TFR e CU annuale
        • Servizio di ravvedimento operoso: ricalcolo della sanzione, calcolo degli interessi legali giorno per giorno e predisposizione dell’F24 corretto
        • Consulenza su cripto-attivita: dichiarazione quadro RW (oggi quadro W), imposta sostitutiva sulle plusvalenze

        Per fissare un appuntamento o per richiedere informazioni sui servizi disponibili, e possibile contattare il CAF Centro Fiscale di Udine attraverso il sito ufficiale, dove sono indicati anche gli orari di apertura delle sedi.

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        Domande frequenti sulle scadenze fiscali 18-24 maggio 2026

        Perche le scadenze del 16 maggio 2026 slittano al 18 maggio?

        Il 16 maggio 2026 cade di sabato e, in base alla regola generale dell’art. 7 comma 1 lett. h) del DL 70/2011 e dell’art. 18 comma 1 DPR 600/1973, tutti i versamenti unitari F24 e gli adempimenti tributari che ricadono in giorno festivo o di sabato sono automaticamente posticipati al primo giorno lavorativo successivo, cioe lunedi 18 maggio 2026.

        Cosa succede se non riesco a versare l’IVA mensile entro il 18 maggio 2026?

        In caso di omesso o tardivo versamento, e possibile ricorrere al ravvedimento operoso. Se ti accorgi dell’errore entro 14 giorni, la sanzione e ridottissima (ravvedimento sprint, da 0,083% a circa 1,17%); entro 30 giorni applicheresti l’1,25%; entro 90 giorni l’1,39%; entro 1 anno il 3,125%. Vanno sempre aggiunti l’imposta non versata e gli interessi legali al 2% annuo.

        Quali codici tributo F24 devo usare per le ritenute IRPEF di aprile 2026?

        I codici principali sono: 1001 per ritenute lavoro dipendente, 1002 per ritenute su pensioni, 1004 per redditi assimilati, 1040 per ritenute su lavoro autonomo, 1038 per provvigioni di agenti monomandatari. Il periodo di riferimento e sempre il mese in cui le ritenute sono state operate (04/2026 per le ritenute di aprile).

        Anche gli affitti brevi sono soggetti a una scadenza il 18 maggio 2026?

        Si, ma l’obbligo riguarda solo gli intermediari immobiliari (agenzie tradizionali, portali online come Airbnb e Booking) che hanno operato la ritenuta del 21% sui canoni di locazione breve pagati ai proprietari ad aprile 2026. Il versamento si effettua con il codice tributo F24 1919. Il singolo proprietario di immobile non e direttamente coinvolto in questo adempimento.

        Quando scade la dichiarazione 730/2026?

        Il modello 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026 (la data e cambiata dal 15 al 30 aprile a partire da quest’anno, in attuazione del D.Lgs. 1/2024). La scadenza per la presentazione definitiva e fissata al 30 settembre 2026, mentre per la presentazione del 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Il modello Redditi PF 2026 va invece presentato entro il 31 ottobre 2026.

        Quanto vale oggi l’interesse legale per il ravvedimento operoso?

        Dal 1° gennaio 2026, l’interesse legale e stabilito al 2% annuo dal DM 11 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 295 del 19 dicembre 2025. Si calcola giorno per giorno dalla data dell’omesso versamento a quella dell’effettivo pagamento, da indicare nell’F24 con il codice 1991 (interessi su ravvedimento – IVA) o codice analogo per gli altri tributi.

        Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 14:28:382026-05-19 08:58:06Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026: il calendario dell’Agenzia delle Entrate
        IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIE

        Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026: il calendario dell’Agenzia delle Entrate

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        La settimana dal 18 al 24 maggio 2026 rappresenta uno degli snodi piu’ importanti del calendario fiscale dell’anno: lunedi’ 18 maggio, infatti, scatta la scadenza unificata mensile (slittata dal 16 maggio, che cade di sabato) per il versamento di ritenute, IVA e contributi previdenziali. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le scadenze previste dal calendario del contribuente dell’Agenzia delle Entrate, con codici tributo F24 e sanzioni in caso di ritardo.

        Indice dei contenuti

        1. Scadenze della settimana 18-24 maggio 2026 a colpo d’occhio
        2. Lunedi’ 18 maggio 2026: la scadenza unificata mensile
        3. Ritenute IRPEF: codici tributo F24 da utilizzare
        4. IVA mensile relativa ad aprile 2026
        5. Contributi INPS Gestione Separata
        6. Casse previdenziali professionisti
        7. Bollo virtuale sulle fatture elettroniche
        8. Ravvedimento operoso 2026: come rimediare
        9. Cosa NON scade tra il 18 e il 24 maggio 2026
        10. Consigli pratici per il contribuente
        11. FAQ – Domande frequenti

        Scadenze della settimana 18-24 maggio 2026 a colpo d’occhio

        Prima di entrare nel dettaglio dei singoli adempimenti, ecco una panoramica sinottica delle scadenze fiscali piu’ rilevanti previste nella settimana dal 18 al 24 maggio 2026. La data piu’ importante e’ senza dubbio lunedi’ 18 maggio, giorno in cui si concentra la quasi totalita’ degli obblighi mensili.

        DataAdempimentoSoggetti interessati
        Lun 18/05/2026Versamento ritenute IRPEF lavoro dipendente e autonomo (aprile 2026)Sostituti d’imposta
        Lun 18/05/2026Versamento IVA mensile (mese di aprile 2026)Partite IVA in regime mensile
        Lun 18/05/2026Contributi INPS Gestione Separata (collaboratori e committenti)Committenti e collaboratori
        Lun 18/05/2026Contributi INPS lavoratori dipendenti (UniEmens aprile 2026)Datori di lavoro
        Lun 18/05/2026Bollo virtuale fatture elettroniche I trimestre 2026 (importo > 5.000 euro)Partite IVA
        18-24/05/2026Trasmissione UniEmens periodo aprile 2026 (entro 31/05)Datori di lavoro

        Importante: il 16 maggio 2026 cade di sabato, quindi tutti gli adempimenti previsti a quella data slittano automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, ossia lunedi’ 18 maggio 2026, in applicazione dell’art. 18 del D.Lgs. 241/1997.

        Lunedi’ 18 maggio 2026: la scadenza unificata mensile

        La scadenza fiscale del 18 maggio 2026 (in luogo del 16 maggio, sabato) e’ una di quelle “centrali” del calendario fiscale italiano. In un’unica data si concentrano gli adempimenti relativi al mese precedente per quanto riguarda:

        • Versamento delle ritenute IRPEF operate dai sostituti d’imposta su stipendi, pensioni, compensi a professionisti e collaboratori (riferimento: redditi corrisposti ad aprile 2026)
        • Versamento dell’IVA mensile di aprile 2026 da parte dei contribuenti in regime mensile
        • Versamento dei contributi previdenziali INPS a carico di datori di lavoro, committenti e collaboratori della Gestione Separata
        • Pagamento del bollo virtuale sulle fatture elettroniche relative al primo trimestre 2026 (se l’importo cumulato supera 5.000 euro)
        • Versamento delle addizionali regionali e comunali trattenute sui redditi di lavoro dipendente

        Tutti i versamenti si effettuano con modello F24, esclusivamente in modalita’ telematica (canali Entratel/Fisconline, home banking convenzionato o intermediario abilitato come il CAF).

        Ritenute IRPEF: codici tributo F24 da utilizzare

        I sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pensionistici, committenti di lavoro autonomo) devono versare entro il 18 maggio 2026 le ritenute IRPEF trattenute sui compensi erogati nel mese di aprile 2026. I principali codici tributo F24 da indicare nella sezione “Erario” sono:

        Codice tributoDescrizione
        1001Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte e mensilita’ aggiuntive
        1002Ritenute su emolumenti arretrati
        1004Ritenute su redditi assimilati a lavoro dipendente
        1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo (compensi a professionisti)
        1038Ritenute su provvigioni di agenti, rappresentanti, mediatori
        3802Addizionale regionale IRPEF trattenuta dai sostituti
        3848Addizionale comunale IRPEF – saldo
        3847Addizionale comunale IRPEF – acconto

        Il mese di riferimento da indicare nel modello F24 e’ “04” (aprile) e l’anno di riferimento e’ “2026”. Per le ritenute sui redditi di lavoro autonomo (codice 1040), il calcolo standard e’ del 20% a titolo di acconto IRPEF, da operarsi sul compenso lordo al netto della rivalsa previdenziale (es. 4% Gestione Separata o 4% Cassa Forense).

        IVA mensile relativa ad aprile 2026

        I contribuenti che hanno optato per la liquidazione mensile dell’IVA (regime ordinario obbligatorio per chi supera certi volumi d’affari) devono versare entro lunedi’ 18 maggio 2026 l’IVA a debito risultante dalla liquidazione del mese di aprile 2026.

        I principali codici tributo per il versamento dell’IVA mensile sono quelli della serie 6001-6012, dove le ultime due cifre indicano il mese di riferimento. Per la liquidazione di aprile 2026 si usa quindi il codice 6004.

        • 6004 – Versamento IVA mensile aprile
        • 1668 – Interessi pagamento dilazionato (in caso di rateazione)
        • 6099 – Saldo IVA annuale

        Per i contribuenti che hanno scelto la liquidazione trimestrale (opzione vincolante per almeno un anno solare, possibile per chi nell’anno precedente ha realizzato un volume d’affari non superiore a 500.000 euro per i servizi o 800.000 euro per altre attivita’), la prossima scadenza utile sara’ invece il 31 maggio 2026 per la LIPE del I trimestre (slittata al 1° giugno 2026, lunedi’) e successivamente il 20 agosto 2026 per il versamento del II trimestre.

        Contributi INPS Gestione Separata

        Entro lunedi’ 18 maggio 2026 i committenti devono versare i contributi INPS della Gestione Separata trattenuti sui compensi corrisposti nel mese di aprile 2026 a collaboratori coordinati e continuativi, occasionali con compensi superiori a 5.000 euro annui, amministratori e sindaci di societa’.

        Le aliquote 2026 della Gestione Separata, da ripartire 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore, sono indicativamente le seguenti (in attesa di eventuali aggiornamenti nella circolare INPS annuale di riferimento):

        • 33,72% circa per i collaboratori non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria (33% IVS + 0,72% maternita’/malattia/DIS-COLL)
        • 24% circa per i collaboratori gia’ iscritti ad altra cassa previdenziale o pensionati

        I principali codici causale F24 sono CXX (codice azienda) e C10 per Gestione Separata; il riferimento e’ “04/2026”. Il versamento si effettua nella sezione INPS del modello F24, indicando il codice sede INPS competente.

        Casse previdenziali professionisti

        Anche se la scadenza generale e’ fissata al 18 maggio 2026, ricordiamo che le casse previdenziali private dei professionisti (Cassa Forense per avvocati, Inarcassa per architetti e ingegneri, ENPAM per medici, ENPAP per psicologi, ENPAB per biologi, CNPADC per commercialisti) hanno scadenze proprie spesso indipendenti dal calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

        Nel periodo dal 18 al 24 maggio 2026 segnaliamo in particolare:

        • Trasmissione telematica del modello UniEmens relativo ad aprile 2026 (scadenza ordinaria 31/05/2026)
        • Eventuali rate periodiche dei contributi minimi delle casse di previdenza professionali, ciascuna con propria scadenza interna (verificare il calendario della propria cassa di appartenenza)
        • Versamento di eventuali contributi volontari per il riscatto di periodi non coperti

        Per i versamenti delle casse private si utilizzano modelli e canali dedicati (M-Avv, GP-Inarcassa), distinti dal modello F24 ordinario. Si consiglia di consultare sempre l’area riservata della propria cassa per il prospetto delle scadenze personalizzate.

        Bollo virtuale sulle fatture elettroniche

        Il versamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel I trimestre 2026 (gennaio-marzo) deve essere effettuato entro il termine del 31 maggio 2026 (slittato a lunedì 1° giugno 2026 in quanto il 31 maggio cade di domenica), oppure puo’ essere differito se l’importo dovuto e’ inferiore alle soglie previste dalla normativa.

        Attenzione: dal 2023 sono cambiate le regole sulla cumulabilita’ tra trimestri. Il versamento del bollo del I trimestre puo’ essere differito al II trimestre se l’importo dovuto non supera 5.000 euro; in caso contrario va versato entro la scadenza ordinaria.

        I codici tributo F24 per il bollo sulle fatture elettroniche sono:

        • 2521 – Bollo fatture elettroniche I trimestre
        • 2522 – Bollo fatture elettroniche II trimestre
        • 2523 – Bollo fatture elettroniche III trimestre
        • 2524 – Bollo fatture elettroniche IV trimestre

        L’importo dovuto e’ calcolato e proposto direttamente dall’Agenzia delle Entrate nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”, in base alle fatture transitate dal Sistema di Interscambio (SdI).

        Ravvedimento operoso 2026: come rimediare

        Chi non riesce a versare entro il 18 maggio 2026 puo’ regolarizzare la propria posizione con il ravvedimento operoso, beneficiando di sanzioni ridotte in funzione del tempo trascorso dalla scadenza. Le percentuali sono state riviste dal D.Lgs. 87/2024, in vigore per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, che ha sostituito la sanzione standard del 30% con una nuova misura base del 25%.

        Tempo dalla scadenzaSanzione ridottaFrazione della sanzione base
        Entro 14 giorni0,083% al giorno (ravvedimento “sprint”)1/10 della sanzione base, ridotta a 1/15 per giorno
        Da 15 a 30 giorni1,25%1/10 della sanzione base (25%)
        Da 31 a 90 giorni1,39%1/9 della sanzione base
        Entro 1 anno (o termine dichiarazione)3,125%1/8 della sanzione base
        Entro 2 anni (o termine successivo)3,572%1/7 della sanzione base
        Oltre 2 anni4,167%1/6 della sanzione base

        Oltre alla sanzione ridotta, vanno versati gli interessi legali al tasso annuo vigente (per il 2026 occorre verificare il decreto del MEF di fine 2025 che fissa il nuovo tasso) e l’imposta omessa, indicando nel modello F24 il codice tributo dell’imposta originaria insieme ai codici tributo della sanzione (8901 per IRPEF, 8904 per IVA) e degli interessi (1989 per IRPEF, 1991 per IVA).

        Cosa NON scade tra il 18 e il 24 maggio 2026

        Per evitare confusioni, riepiloghiamo brevemente le principali scadenze che NON cadono nella settimana dal 18 al 24 maggio 2026, ma che molti contribuenti potrebbero erroneamente attendersi:

        • Il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026 scadono il 16 giugno 2026 (con possibilita’ di differimento al 30 giugno con maggiorazione dello 0,40%, oppure entro il 30 luglio 2026 con ulteriore +0,40%)
        • L’acconto IMU 2026 scade il 16 giugno 2026
        • L’invio del 730 precompilato e’ aperto dal 30 aprile 2026 (data modificata rispetto al 15 aprile dei precedenti anni) ed e’ possibile inviarlo fino al 30 settembre 2026
        • La LIPE (Liquidazione Periodica IVA) del I trimestre 2026 scade il 31 maggio 2026 (slitta a lunedi’ 1° giugno 2026 perche’ il 31 cade di domenica)
        • La dichiarazione IVA annuale 2025 e’ gia’ scaduta il 30 aprile 2026

        Consigli pratici per il contribuente

        Per affrontare al meglio la scadenza del 18 maggio 2026 e gli altri adempimenti della settimana, ecco alcuni consigli pratici dal CAF Centro Fiscale di Udine:

        1. Prepara il modello F24 con anticipo: predisporlo gia’ nei primi giorni di maggio consente di verificare eventuali compensazioni con crediti d’imposta disponibili (es. credito IVA, credito IRPEF da 730).
        2. Verifica i crediti compensabili: dal 1° luglio 2024 sono in vigore nuove regole sulla compensazione orizzontale dei crediti tramite F24. Per importi superiori a 5.000 euro annui e’ obbligatoria la presentazione esclusiva tramite canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.
        3. Controlla la capienza del conto: il modello F24 viene addebitato il giorno della scadenza; un addebito respinto comporta sanzioni e ricalcolo del ravvedimento.
        4. Conserva la ricevuta telematica: la quietanza F24 va conservata per almeno 10 anni in caso di contestazioni.
        5. Affidati al CAF per le scadenze complesse: in particolare per i sostituti d’imposta, la corretta gestione delle ritenute richiede competenze specifiche.

        FAQ – Domande frequenti

        Perche’ la scadenza del 16 maggio 2026 e’ spostata al 18 maggio?

        Il 16 maggio 2026 cade di sabato. In base all’art. 18 del D.Lgs. 241/1997, quando una scadenza fiscale cade di sabato o di giorno festivo, il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso specifico, lunedi’ 18 maggio 2026.

        Posso pagare il modello F24 in banca senza intermediario?

        I titolari di partita IVA sono obbligati al versamento telematico tramite Fisconline/Entratel o intermediario abilitato. I privati senza partita IVA possono utilizzare l’home banking convenzionato o pagare allo sportello bancario solo se il modello F24 non contiene compensazioni.

        Cosa succede se sbaglio il codice tributo nel modello F24?

        L’errore nel codice tributo non comporta sanzioni se l’imposta complessivamente versata e’ corretta. E’ sufficiente presentare un’istanza di correzione del modello F24 presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate o tramite i servizi telematici, con il modello F24 originario e il dettaglio della corretta imputazione.

        Le partite IVA in regime forfettario devono versare il 18 maggio 2026?

        I forfettari non addebitano IVA sulle fatture e non hanno liquidazioni periodiche IVA, quindi non hanno scadenze IVA mensili. Tuttavia, se hanno corrisposto compensi a professionisti soggetti a ritenuta o se hanno dipendenti, possono essere tenuti a versare le ritenute. Inoltre, se hanno emesso fatture elettroniche soggette a bollo, devono il bollo nei termini ordinari.

        Quali sanzioni rischio se non verso il 18 maggio?

        La sanzione base per omesso o tardivo versamento e’ stata ridotta dal 30% al 25% dell’imposta dovuta a seguito del D.Lgs. 87/2024. Con il ravvedimento operoso si ottengono sconti significativi: ad esempio, ravvedendosi entro 30 giorni si paga solo l’1,25% oltre interessi legali e all’imposta originaria.

        Dove trovo il calendario fiscale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate?

        Il calendario del contribuente aggiornato e’ pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate alla pagina Calendario del contribuente, con filtri per mese, tipologia di contribuente e categoria di adempimento.

        Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutti gli adempimenti previsti dal calendario fiscale: compilazione e trasmissione del modello F24, gestione delle ritenute, liquidazioni IVA periodiche e annuali, ravvedimento operoso e regolarizzazione di posizioni pregresse.

        Contattaci per fissare un appuntamento e per ricevere il prospetto personalizzato delle tue scadenze fiscali 2026.

        Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 11:48:492026-05-30 00:20:12Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026: il calendario dell’Agenzia delle Entrate
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        Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026, il calendario dell’Agenzia delle Entrate

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Il calendario fiscale della settimana 18-24 maggio 2026
        2. Scadenze fiscali di lunedì 18 maggio 2026
        3. Scadenze fiscali di mercoledì 20 maggio 2026
        4. Scadenze fiscali di venerdì 22 maggio 2026
        5. Gli adempimenti mensili del 16 maggio differiti al 18
        6. Cosa fare se hai dimenticato una scadenza fiscale
        7. Come pagare le scadenze fiscali con il modello F24
        8. Il supporto del CAF Centro Fiscale per le scadenze
        9. Domande frequenti sulle scadenze fiscali di maggio 2026

        La settimana dal 18 al 24 maggio 2026 porta con sé diverse scadenze fiscali importanti per contribuenti, lavoratori autonomi, imprese e sostituti d’imposta. Il calendario dell’Agenzia delle Entrate per questi giorni include adempimenti che riguardano versamenti differiti, comunicazioni periodiche e dichiarazioni IVA da non dimenticare. In questa guida pratica ti spieghiamo, giorno per giorno, quali sono le principali scadenze fiscali della settimana e come gestirle senza errori, con il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine.

        Il calendario fiscale della settimana 18-24 maggio 2026

        Il calendario del contribuente pubblicato dall’Agenzia delle Entrate raccoglie tutte le scadenze fiscali del periodo. La settimana che va dal 18 al 24 maggio 2026 contiene scadenze importanti soprattutto nei primi giorni della settimana, perché il termine ordinario del 16 maggio (che cade di sabato) viene automaticamente posticipato al primo giorno lavorativo successivo, cioè lunedì 18 maggio.

        Questa regola del differimento, prevista dall’articolo 7 del D.L. 70/2011 e dall’articolo 18 del D.Lgs. 241/1997, vale per tutti i versamenti unitari che scadono di sabato o di giorno festivo. È un meccanismo automatico, quindi non occorre nessuna comunicazione preventiva: chi paga lunedì 18 maggio non subisce sanzioni né interessi di mora.

        Le principali categorie di adempimenti che troviamo nella settimana sono:

        • Versamenti mensili F24 (ritenute, IVA, contributi INPS)
        • Versamento IVA trimestrale primo trimestre 2026 (per i contribuenti trimestrali)
        • Liquidazione periodica IVA (LIPE) primo trimestre 2026
        • Comunicazioni telematiche (operazioni con l’estero, dati fattura)
        • Contributi previdenziali delle casse professionali

        Vediamo nel dettaglio le scadenze giorno per giorno.

        Scadenze fiscali di lunedì 18 maggio 2026

        Il lunedì 18 maggio 2026 è il giorno più “denso” di scadenze fiscali di tutta la settimana. Questo perché la scadenza ordinaria del 16 maggio (sabato) viene differita al primo giorno lavorativo utile. Tutti gli adempimenti mensili e trimestrali con scadenza 16 maggio si pagano quindi entro il 18 maggio senza sanzioni.

        Versamento ritenute IRPEF su redditi di lavoro

        I sostituti d’imposta (datori di lavoro, committenti di lavoratori autonomi, condomini) devono versare con modello F24 le ritenute IRPEF operate nel mese di aprile 2026. I codici tributo principali sono:

        • 1001 – ritenute su retribuzioni, pensioni e assimilati
        • 1004 – ritenute su redditi assimilati al lavoro dipendente
        • 1040 – ritenute su redditi di lavoro autonomo
        • 1038 – ritenute su provvigioni inerenti a rapporti di commissione

        Versamento IVA mensile

        I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA a debito del mese di aprile 2026 tramite F24, con codice tributo 6004 (IVA mensile aprile). Il versamento può essere compensato con eventuali crediti IVA disponibili da liquidazioni precedenti o con altri crediti tributari e contributivi.

        Versamento IVA trimestrale primo trimestre 2026

        I contribuenti IVA trimestrali “per opzione” (quelli che hanno scelto la liquidazione trimestrale pur potendo essere mensili) devono versare l’IVA relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-marzo) con codice tributo 6031. A questo importo si applica la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, come previsto per i trimestrali per opzione.

        Per i trimestrali naturali (artigiani e piccoli commercianti sotto soglia, professionisti sotto i 500.000 euro di ricavi), invece, la scadenza del versamento del primo trimestre è il 16 maggio (quindi 18 maggio 2026 per il differimento), senza maggiorazione dell’1%.

        Contributi INPS Gestione Separata

        I committenti di collaboratori coordinati e continuativi e di altri soggetti iscritti alla Gestione Separata INPS devono versare i contributi del mese di aprile 2026. Le aliquote per il 2026 sono:

        • 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale
        • 24% per i soggetti già iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o pensionati

        Scadenze fiscali di mercoledì 20 maggio 2026

        La giornata di mercoledì 20 maggio 2026 è dedicata principalmente agli adempimenti delle casse previdenziali dei lavoratori dello spettacolo e ad alcuni versamenti specifici di enti previdenziali professionali.

        Versamento contributi ex ENPALS

        I datori di lavoro dello spettacolo e dello sport professionistico devono versare i contributi previdenziali relativi al mese di aprile 2026 alla gestione ex ENPALS (ora confluita nell’INPS). Il versamento avviene tramite modello F24 con i codici dedicati al settore spettacolo.

        Comunicazione operazioni con paesi a fiscalità privilegiata

        Le imprese che hanno effettuato nel mese precedente operazioni con soggetti residenti in paesi a fiscalità privilegiata (cosiddetta “black list”) devono trasmettere la comunicazione telematica dei dati. L’adempimento, previsto dall’art. 1 del D.L. 40/2010, riguarda cessioni e prestazioni di importo superiore alla soglia di legge.

        Scadenze fiscali di venerdì 22 maggio 2026

        La giornata di venerdì 22 maggio 2026 non presenta scadenze fiscali ricorrenti di rilievo generale, ma è importante per chi ha ricevuto avvisi bonari dell’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre il tuo cassetto fiscale per non perdere comunicazioni con scadenza personalizzata.

        Avvisi bonari e comunicazioni di irregolarità

        Gli avvisi bonari sono comunicazioni che l’Agenzia delle Entrate invia ai contribuenti a seguito di un controllo automatizzato (art. 36-bis DPR 600/1973 per le imposte sui redditi, art. 54-bis DPR 633/1972 per l’IVA). Hanno una scadenza personale di 30 giorni dalla notifica, durante i quali il contribuente può:

        • Pagare l’importo richiesto con sanzione ridotta a un terzo del minimo
        • Chiedere chiarimenti o segnalare errori all’Agenzia
        • Rateizzare l’importo fino a 20 rate trimestrali (per somme superiori a 5.000 euro)

        Controlla regolarmente il cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate per verificare la presenza di nuove comunicazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella lettura, verifica e definizione degli avvisi bonari.

        Gli adempimenti mensili del 16 maggio differiti al 18

        Come anticipato, gli adempimenti mensili con scadenza ordinaria al 16 del mese vengono spostati al primo giorno lavorativo utile quando il 16 cade di sabato, domenica o festivo. Nel 2026, il 16 maggio cade di sabato, quindi tutti i versamenti slittano a lunedì 18 maggio. Ecco l’elenco completo degli adempimenti ricorrenti che riguardano la maggior parte dei contribuenti:

        • Ritenute IRPEF su lavoro dipendente, autonomo, provvigioni
        • Addizionali regionali e comunali IRPEF trattenute ai lavoratori dipendenti
        • IVA mensile aprile 2026 (codice tributo 6004)
        • Contributi INPS dipendenti (modello UniEmens)
        • Contributi INPS Gestione Separata per committenti
        • Contributi INAIL autoliquidazione (per chi ha optato per la rateizzazione)
        • Imposta sostitutiva regime forfettario (eventuali acconti rateizzati)

        Sostituti d’imposta: cosa cambia per condomini

        Anche i condomini sono sostituti d’imposta. Se hanno pagato lavori di manutenzione o servizi ad artigiani o professionisti nel mese di aprile, devono versare entro il 18 maggio 2026 la ritenuta del 4% prevista dall’art. 25-ter del DPR 600/1973 (codice tributo 1019 per ritenute IRPEF, 1020 per IRES). Il versamento può essere effettuato solo se la somma delle ritenute raggiunge i 500 euro, altrimenti si rinvia al mese successivo.

        Cosa fare se hai dimenticato una scadenza fiscale

        Se ti accorgi di aver dimenticato una scadenza fiscale, puoi sanare la posizione con il ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997. Più rapidamente intervieni, minore sarà la sanzione da pagare. Ecco la tabella riassuntiva delle sanzioni ridotte per il ravvedimento dei versamenti tributari:

        • Entro 14 giorni: sanzione 0,1% per ogni giorno di ritardo (ravvedimento “sprint”)
        • Da 15 a 30 giorni: sanzione 1,5% (un decimo del 15%)
        • Da 31 a 90 giorni: sanzione 1,67% (un nono del 15%)
        • Entro un anno: sanzione 3,75% (un ottavo del 30%)
        • Entro due anni: sanzione 4,29% (un settimo del 30%)
        • Oltre due anni: sanzione 5% (un sesto del 30%)

        Oltre alla sanzione ridotta, devi calcolare anche gli interessi di mora al tasso legale (attualmente 2,5% annuo, decreto MEF dicembre 2024 per l’anno 2025; il tasso legale 2026 sarà aggiornato a fine 2025 con apposito decreto). Per evitare errori di calcolo, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale che si occuperà di predisporre il modello F24 corretto.

        Codici tributo per le sanzioni e gli interessi del ravvedimento

        Per versare le sanzioni e gli interessi del ravvedimento operoso si usano codici tributo specifici, distinti da quelli del tributo principale. I codici più comuni sono:

        • 8904 – sanzione ravvedimento IVA
        • 1991 – interessi sul ravvedimento IRPEF
        • 1993 – interessi sul ravvedimento IVA
        • 8901 – sanzione ravvedimento IRPEF

        Come pagare le scadenze fiscali con il modello F24

        Il modello F24 è lo strumento universale per pagare imposte, contributi e tributi locali in Italia. È stato istituito dal D.Lgs. 241/1997 e oggi rappresenta il principale canale di versamento unitario verso lo Stato. La sua caratteristica fondamentale è la possibilità di compensare crediti e debiti tributari e contributivi nello stesso modello.

        Le modalità di pagamento del modello F24

        Esistono diverse modalità per pagare l’F24, scelte in base alla tipologia di contribuente:

        • F24 telematico tramite home banking: per privati, professionisti e imprese
        • F24 tramite servizi dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline): obbligatorio per i titolari di partita IVA che effettuano compensazioni
        • F24 tramite intermediari abilitati: il CAF Centro Fiscale può inviare per tuo conto
        • F24 cartaceo: ammesso solo per i privati senza compensazioni e per importi limitati (max 1.000 euro)

        I titolari di partita IVA devono usare l’F24 telematico

        Dal 2007 (con l’introduzione dell’art. 37 del D.L. 223/2006), tutti i titolari di partita IVA hanno l’obbligo di presentare il modello F24 esclusivamente in modalità telematica, anche se non effettuano compensazioni. Le opzioni sono Entratel/Fisconline (sistema dell’Agenzia delle Entrate) oppure i servizi di home banking abilitati al CBI.

        Il supporto del CAF Centro Fiscale per le scadenze

        Gestire correttamente tutte le scadenze fiscali di una settimana come quella del 18-24 maggio 2026 richiede attenzione ai dettagli, conoscenza dei codici tributo e delle procedure di versamento. Un errore o una dimenticanza può tradursi in sanzioni e interessi che si accumulano nel tempo.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

        • Compilazione del modello F24 con tutti i codici tributo corretti
        • Invio telematico all’Agenzia delle Entrate
        • Calcolo del ravvedimento operoso per versamenti tardivi
        • Pianificazione delle scadenze con scadenzario personalizzato
        • Assistenza su avvisi bonari e comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate
        • Compensazioni di crediti e debiti in F24

        Per non perdere nessuna scadenza fiscale e gestire correttamente tutti gli adempimenti, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti sono a tua disposizione per assisterti in ogni passaggio e prevenire ogni errore di versamento.

        Domande frequenti sulle scadenze fiscali di maggio 2026

        Quando scade il versamento dell’IVA mensile di aprile 2026?

        Il termine ordinario è il 16 maggio 2026, ma poiché quest’anno il 16 cade di sabato, la scadenza è automaticamente prorogata a lunedì 18 maggio 2026. Il versamento avviene con modello F24 utilizzando il codice tributo 6004.

        Cosa succede se pago una scadenza fiscale in ritardo?

        Se paghi in ritardo, scattano sanzioni e interessi di mora. Tuttavia, con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) puoi ridurre fortemente la sanzione: dallo 0,1% al giorno per i primi 14 giorni, fino a un massimo del 5% se ti ravvedi oltre i due anni. Il pagamento si effettua sempre con F24 indicando i codici tributo specifici per sanzione e interessi.

        I trimestrali per opzione pagano la maggiorazione anche per il primo trimestre?

        Sì. I contribuenti IVA trimestrali per opzione applicano la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi su tutti e quattro i versamenti trimestrali, incluso il primo trimestre con scadenza 16 maggio (o 18 maggio nel 2026 per il differimento). I trimestrali “naturali” (artigiani e piccoli commercianti) sono invece esentati dalla maggiorazione.

        Come posso verificare se ho avvisi bonari o comunicazioni pendenti?

        Puoi consultare il tuo cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi delegare un intermediario come il CAF Centro Fiscale che verificherà periodicamente la presenza di avvisi e comunicazioni a tuo nome.

        Quali sono le aliquote INPS Gestione Separata per il 2026?

        Per il 2026 l’aliquota INPS Gestione Separata è il 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale e il 24% per chi è già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria o è pensionato. Queste aliquote si applicano sia ai versamenti dei committenti che ai versamenti dei professionisti in proprio.

        Hai dubbi su una scadenza fiscale o vuoi delegare a un professionista la gestione dei tuoi adempimenti? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata e per non rischiare di pagare sanzioni inutili.

        Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 11:01:222026-05-19 11:02:24Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026, il calendario dell’Agenzia delle Entrate
        DICHIARAZIONE DEI REDDITI

        Modello Redditi PF 2026: le compensazioni

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        La compensazione nel Modello Redditi PF 2026 è uno degli strumenti più potenti a disposizione del contribuente: permette di utilizzare i crediti d’imposta maturati (IRPEF, addizionali, IVA, contributi INPS) per pagare altri debiti tributari, riducendo l’esborso effettivo o azzerandolo del tutto. Per l’anno d’imposta 2025 — dichiarato con Modello Redditi PF 2026 — le regole sono cambiate in più punti: nuove soglie per il visto di conformità, controlli automatici rafforzati dell’Agenzia delle Entrate, codici tributo aggiornati e tempi precisi per evitare sanzioni.

        In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto ciò che serve sapere per compensare correttamente nel 2026: come funziona la compensazione orizzontale e quella verticale, quali sono i limiti, quando serve il visto di conformità, quali sono le scadenze del modello F24, i codici tributo da usare e gli esempi pratici per non sbagliare. Aggiornato con i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e del decreto attuativo D.Lgs. 1/2024.

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        Che cos’è la compensazione nel Modello Redditi PF 2026

        La compensazione è il meccanismo che consente al contribuente di utilizzare un credito d’imposta — cioè una somma che lo Stato deve restituirgli — per estinguere un debito tributario, evitando di chiedere un rimborso (che richiederebbe tempi lunghi) e di versare materialmente le imposte dovute. È disciplinata dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e rappresenta uno dei principali vantaggi della dichiarazione dei redditi.

        Quando si compila il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025), il sistema calcola in automatico l’imposta dovuta e la confronta con quanto già versato durante l’anno (ritenute, acconti, crediti d’imposta). Se il saldo è negativo, è emerso un credito che può essere:

        • Compensato con altri debiti tributari o contributivi (la scelta più rapida);
        • Chiesto a rimborso all’Agenzia delle Entrate (tempi medi: 12-18 mesi);
        • Riportato alla dichiarazione dell’anno successivo come “credito da utilizzare in compensazione”.

        Per il contribuente che presenta il Modello Redditi PF (e non il 730), la compensazione è particolarmente importante: a differenza del 730 — dove il rimborso arriva automaticamente in busta paga o pensione — chi usa il Modello Redditi non riceve rimborso d’ufficio, quindi se vuole “recuperare” il credito deve necessariamente utilizzarlo tramite modello F24.

        Compensazione orizzontale vs verticale: la differenza

        La normativa distingue due tipi di compensazione, con regole nettamente diverse:

        TipoCosa permetteEsempio
        Verticale (interna)Compensare crediti e debiti dello stesso tributoCredito IRPEF 2024 usato per pagare saldo IRPEF 2025
        Orizzontale (esterna)Compensare crediti e debiti di tributi diversiCredito IRPEF usato per pagare IMU, IVA o contributi INPS

        La compensazione orizzontale è quella più utile ma anche la più controllata: si effettua obbligatoriamente tramite modello F24 ed è soggetta a limiti, soglie e adempimenti (come il visto di conformità) che vedremo in dettaglio.

        Quali crediti possono essere compensati nel 2026

        Dal Modello Redditi PF 2026 possono emergere diversi tipi di crediti, ciascuno con regole specifiche. Ecco l’elenco completo:

        1. Credito IRPEF (rigo RN45 / quadro RX)

        È il credito più comune: deriva da ritenute subite (lavoro dipendente, autonomo, redditi diversi) superiori all’IRPEF effettivamente dovuta, oppure da detrazioni e deduzioni che riducono l’imposta sotto le ritenute già versate. Si dichiara nel quadro RX e si compensa con codice tributo 4001 nel modello F24.

        2. Credito addizionale regionale e comunale

        Anche le addizionali (regionale e comunale) possono generare crediti, gestiti tramite i quadri specifici della dichiarazione. Si compensano rispettivamente con i codici tributo 3801 (addizionale regionale) e 3844 (addizionale comunale).

        3. Credito IVA annuale (per titolari di partita IVA)

        Riservato a chi presenta la dichiarazione IVA annuale: il credito IVA che emerge può essere compensato orizzontalmente, ma è soggetto a regole specifiche aggiuntive — visto di conformità obbligatorio già da importi superiori a 5.000 euro, comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate per importi sopra una determinata soglia, F24 da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia.

        4. Crediti d’imposta agevolativi

        Rientrano in questa categoria moltissime agevolazioni fiscali utilizzabili tramite F24:

        • Bonus edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus mobili, Bonus barriere architettoniche 75%);
        • Superbonus residuale per spese 2025 ammesse;
        • Credito d’imposta canoni di locazione e bonus affitti;
        • Credito d’imposta investimenti in beni strumentali (Industria 4.0 / Transizione 5.0);
        • Crediti d’imposta ricerca e sviluppo;
        • Bonus colonnine elettriche, bonus librerie e altri crediti minori.

        Ciascun bonus ha un proprio codice tributo dedicato, indicato nel provvedimento dell’Agenzia che lo istituisce. Attenzione: alcuni crediti agevolativi sono vincolati alla dichiarazione, cioè non possono essere usati se non sono stati indicati prima nel Modello Redditi.

        5. Eccedenze di acconti versati

        Se nel 2025 hai versato acconti IRPEF, IRES o IRAP superiori al dovuto (perché il reddito è risultato inferiore alle previsioni), l’eccedenza si trasforma in credito utilizzabile in compensazione nel 2026.

        Limiti e soglie della compensazione nel 2026

        La compensazione orizzontale è soggetta a limiti quantitativi precisi stabiliti per legge. Conoscerli è fondamentale per evitare lo scarto del modello F24 e le relative sanzioni.

        Limite annuale generale: 2.000.000 euro

        Il tetto massimo di compensazione orizzontale per ciascun contribuente è fissato a 2 milioni di euro all’anno. Il limite è stato elevato in via permanente dall’art. 22 del D.L. 73/2021 (decreto Sostegni-bis), confermato per il 2026. Per la stragrande maggioranza delle persone fisiche questo limite non rappresenta un problema, ma è bene conoscerlo.

        Soglia 5.000 euro: scatta il visto di conformità

        Per i crediti IRPEF, IRAP e addizionali superiori a 5.000 euro annui, la compensazione orizzontale è subordinata all’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito. Il visto è rilasciato da:

        • Un CAF (come il CAF Centro Fiscale di Udine);
        • Un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, revisore);
        • Per la dichiarazione precompilata 730, è incluso nel servizio dell’Agenzia.

        Senza visto di conformità, il credito eccedente i 5.000 euro non può essere compensato: deve essere chiesto a rimborso oppure riportato all’anno successivo. La sanzione per compensazione indebita senza visto va dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente.

        Soglia 5.000 euro per crediti IVA

        Per il credito IVA, la soglia è ancora più severa: il visto di conformità scatta già a 5.000 euro sull’anno solare, e per importi superiori a 50.000 euro il credito può essere richiesto solo se la dichiarazione è asseverata da un revisore (per le società).

        Divieto di compensazione con cartelle scadute

        Una regola fondamentale introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e rafforzata nel 2025: è vietato compensare se il contribuente ha cartelle esattoriali scadute di importo superiore a 100.000 euro, per le quali non sia stata accordata la sospensione o non sia in corso una rateazione regolarmente pagata. Il divieto vale dal 1° luglio 2024 e si applica a tutti i debiti tributari erariali iscritti a ruolo.

        Modello F24: come funziona la compensazione operativa

        La compensazione orizzontale si effettua esclusivamente tramite modello F24. Il funzionamento è semplice nel principio ma richiede precisione nella compilazione.

        Come si compila il modello F24 per compensare

        Il modello F24 è strutturato in sezioni: Erario, Regioni, IMU, INPS, Altri Enti. In ogni sezione si possono inserire importi a debito (somme da pagare) e importi a credito (compensazioni). Il modello considera il saldo finale:

        • Se il saldo è positivo → bisogna pagare la differenza;
        • Se il saldo è zero → debiti e crediti si annullano (il famoso “F24 a saldo zero”);
        • Se il saldo è negativo → l’eccedenza non si pagherà ma si potrà usare in successivi F24.

        F24 a saldo zero: regole speciali

        Quando il modello F24 risulta a saldo zero (perché crediti e debiti si compensano esattamente), va comunque presentato all’Agenzia delle Entrate, ma con modalità specifiche:

        • Deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel, Fisconline o tramite intermediari abilitati come il CAF);
        • Non tramite home banking o canali bancari (che invece sono ammessi per F24 con saldo positivo da pagare);
        • La mancata presentazione dell’F24 a saldo zero entro i termini comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.

        Obbligo di canali telematici dell’Agenzia per chi compensa

        Dal 2024 (D.L. 124/2019 e successive integrazioni) tutti i contribuenti — anche le persone fisiche non titolari di partita IVA — che utilizzano la compensazione nel modello F24 devono presentarlo esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, non più tramite home banking. Questa regola serve a permettere all’Agenzia il controllo preventivo del credito.

        In pratica:

        • Se nel tuo F24 non c’è compensazione (paghi solo importi a debito senza usare crediti) → puoi usare home banking;
        • Se nel tuo F24 c’è anche una sola compensazione → devi usare Entratel/Fisconline o un intermediario come il CAF.

        Quando si può iniziare a compensare il credito 2025

        La tempistica della compensazione è un punto delicato del Modello Redditi PF 2026 e non sempre chiaro al contribuente.

        Regola generale: dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta

        I crediti emergenti dal Modello Redditi PF possono essere utilizzati in compensazione a partire dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta in cui sono maturati. Per il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) ciò significa che, in teoria, la compensazione è possibile dal 1° gennaio 2026.

        Limite specifico: 5.000 euro fino alla presentazione della dichiarazione

        Tuttavia, l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 stabilisce un limite operativo importante: la compensazione orizzontale di crediti superiori a 5.000 euro può essere effettuata solo a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito.

        Esempio pratico: se presenti il Modello Redditi PF 2026 il 30 giugno 2026 e dichiari un credito di 8.000 euro, potrai compensarlo solo dal 10 luglio 2026 in poi. Se il credito fosse stato di 4.000 euro, avresti potuto compensarlo già da gennaio 2026 (limite della soglia 5.000).

        Quadro riepilogativo delle tempistiche 2026

        Importo creditoDa quando compensabileVisto conformità
        Fino a 5.000 euroDal 1° gennaio 2026Non richiesto
        Tra 5.001 e 2.000.000 euroDal 10° giorno dopo l’invio della dichiarazioneObbligatorio
        Oltre 2.000.000 euroNon compensabile (eccedenza a rimborso)N/A

        Scadenze fiscali 2026: quando pagare e quando compensare

        Per il Modello Redditi PF 2026, le date chiave da segnare in calendario sono le seguenti:

        Scadenze invio dichiarazione

        • 30 aprile 2026: disponibilità del Modello Redditi PF precompilato sul sito Agenzia delle Entrate;
        • 31 ottobre 2026: termine ordinario di invio telematico del Modello Redditi PF (D.Lgs. 13/2024, art. 11);
        • 15 dicembre 2026: termine ultimo per la dichiarazione integrativa entro l’anno (art. 2 c. 8-bis DPR 322/1998), ferma restando la facoltà di integrativa a favore entro i termini di accertamento.

        Scadenze versamenti e compensazioni

        • 30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + 1° acconto IRPEF 2026 (compensabile);
        • 30 luglio 2026: stesso versamento con maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per chi differisce;
        • 30 novembre 2026: 2° o unico acconto IRPEF 2026 (compensabile).

        Rateazione del saldo + acconto

        Le somme dovute a saldo e in acconto possono essere rateizzate in rate mensili. La rateazione decorre dalla scadenza ordinaria (30 giugno) e si conclude entro novembre dello stesso anno per i non titolari di partita IVA, entro dicembre per i titolari di partita IVA. Su ogni rata successiva alla prima si applica un interesse fisso del 4% annuo (frazionato mensilmente). Anche le rate possono contenere compensazioni.

        Codici tributo da usare nel modello F24

        Ogni imposta o credito ha il proprio codice tributo. Ecco i più frequenti per il Modello Redditi PF 2026:

        CodiceDescrizioneAnno di riferimento
        4001Saldo IRPEF2025
        40331° acconto IRPEF2026
        40342° acconto IRPEF2026
        3801Addizionale regionale IRPEF2025
        3844Addizionale comunale a saldo2025
        3843Acconto addizionale comunale2026
        1668Interessi rateizzazione2026
        1842Cedolare secca acconto2026
        6099IVA annuale a credito (compensazione)2025

        Attenzione: l’anno di riferimento va sempre indicato correttamente nel modello F24. Un errore nell’anno o nel codice tributo comporta lo scarto del modello e la necessità di ripresentarlo con sanzioni per ritardato versamento.

        Esempi pratici di compensazione nel Modello Redditi PF 2026

        Vediamo tre casi concreti che possono interessare i contribuenti del CAF Centro Fiscale di Udine.

        Esempio 1: Lavoratore dipendente con detrazioni

        Situazione: Marco, lavoratore dipendente di Udine, dal Modello Redditi PF 2026 risulta un credito IRPEF di 1.800 euro grazie alle detrazioni per lavori di ristrutturazione e bonus mobili. Marco non ha partita IVA e non deve versare altre imposte erariali. Possiede però un appartamento e a giugno deve pagare l’acconto IMU di 600 euro.

        Soluzione: Marco compila un F24 con:

        • Sezione Erario: credito IRPEF 1.800 euro (codice 4001/2025) a credito;
        • Sezione IMU: debito IMU 600 euro (codice 3918/2026) a debito.

        Il saldo finale è di 1.200 euro a credito, che Marco potrà usare in F24 successivi (ad esempio per il saldo IMU di dicembre). Trattandosi di importi sotto i 5.000 euro, non serve visto di conformità.

        Esempio 2: Professionista forfettario con credito IRPEF

        Situazione: Laura è una grafica freelance in regime forfettario. Per errore di calcolo degli acconti, dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito di imposta sostitutiva di 2.500 euro. A giugno deve versare i contributi INPS Gestione Separata 2025 a saldo per 3.000 euro.

        Soluzione: Laura compila un F24 con:

        • Credito imposta sostitutiva forfettari (codice 1792) per 2.500 euro a credito;
        • Contributi INPS Gestione Separata (codice 1840) per 3.000 euro a debito.

        Versamento effettivo: 500 euro. Anche in questo caso, sotto soglia 5.000 euro, nessun visto richiesto.

        Esempio 3: Credito IRPEF oltre 5.000 euro con visto

        Situazione: Giovanni ha sostenuto importanti lavori di ristrutturazione edilizia e Superbonus per la propria abitazione. Dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito IRPEF di 7.500 euro.

        Soluzione: Per compensare oltre 5.000 euro, Giovanni deve:

        1. Far apporre il visto di conformità al CAF Centro Fiscale di Udine prima di trasmettere la dichiarazione;
        2. Attendere il 10° giorno successivo all’invio del Modello Redditi PF;
        3. Solo dopo, presentare l’F24 con la compensazione del credito.

        Senza visto, l’F24 sarà scartato dall’Agenzia delle Entrate e Giovanni rischia sanzioni dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente, oltre agli interessi.

        Visto di conformità: quando è obbligatorio

        Il visto di conformità è una “certificazione” rilasciata da un CAF o da un professionista abilitato che attesta la corrispondenza tra i dati indicati in dichiarazione e la documentazione del contribuente. Senza il visto, la compensazione di crediti rilevanti non è ammessa.

        Soglie e crediti che richiedono il visto

        • IRPEF, addizionali e IRAP: visto obbligatorio per compensazione orizzontale superiore a 5.000 euro annui;
        • IVA annuale: visto obbligatorio già per crediti compensati superiori a 5.000 euro;
        • Crediti d’imposta agevolativi di importo significativo (Superbonus, R&S, Industria 4.0): possono richiedere visto e/o asseverazione tecnica.

        Costi del visto di conformità

        Il costo del visto presso un CAF varia generalmente tra 30 e 80 euro, in funzione della complessità della dichiarazione. Presso commercialisti, le tariffe sono normalmente più alte. Il visto comporta per il rilasciante una responsabilità solidale con il contribuente per le sanzioni eventuali in caso di errori formali.

        Cosa controlla il visto

        Il professionista che appone il visto verifica:

        • La corrispondenza tra dati dichiarati e documenti (CU, fatture, bonifici, contratti);
        • La corretta applicazione delle detrazioni e deduzioni;
        • L’esatto computo di imposte e crediti;
        • La regolarità formale della dichiarazione.

        Errori comuni nella compensazione e sanzioni

        Le compensazioni errate sono tra le contestazioni più frequenti dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più diffusi e le sanzioni applicabili.

        Errore 1: compensazione di credito inesistente

        Si verifica quando il credito utilizzato in F24 non esiste affatto (es. mai dichiarato) o è completamente fittizio. È l’errore più grave, sanzionato dal 100% al 200% del credito indebitamente utilizzato (art. 13 D.Lgs. 471/1997, comma 5). Il termine per l’accertamento è di 8 anni dalla compensazione.

        Errore 2: compensazione di credito non spettante

        Il credito esiste ma è stato utilizzato in misura superiore al consentito (es. oltre il limite annuale, oltre la soglia senza visto). Sanzione: 30% del credito non spettante, ridotta al 25% dal 1° settembre 2024 per effetto del D.Lgs. 87/2024 di riforma del sistema sanzionatorio. Termine accertamento: 5 anni.

        Errore 3: scarto del modello F24

        L’Agenzia controlla preventivamente i modelli F24 con compensazioni e, in caso di anomalie, può sospendere il modello per 30 giorni o scartarlo definitivamente. Se l’F24 è scartato, il versamento si considera non eseguito: scattano sanzioni per omesso versamento (30%, ridotto al 25% dal 2024) e interessi.

        Ravvedimento operoso

        Per chi ha commesso errori in buona fede, l’art. 13 D.Lgs. 472/1997 consente di sanare la violazione tramite ravvedimento operoso con sanzioni fortemente ridotte: dal 1/10 (30 giorni) al 1/5 (dopo 2 anni) della sanzione ordinaria. Il ravvedimento richiede il pagamento dell’imposta, della sanzione ridotta e degli interessi legali.

        Novità 2026: controlli rafforzati sulle compensazioni

        Il 2026 porta alcune novità importanti sulla disciplina delle compensazioni, derivanti dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dai decreti attuativi della Riforma fiscale.

        Sistema di controllo preventivo potenziato

        Dal 2026 l’Agenzia delle Entrate utilizza un sistema di controllo preventivo automatizzato sui modelli F24 con compensazioni, basato su algoritmi di analisi del rischio. I controlli incrociano:

        • I dati delle dichiarazioni precedenti;
        • Le banche dati di terze parti (INPS, sostituti d’imposta);
        • La storia delle compensazioni del contribuente;
        • La coerenza dei codici tributo utilizzati.

        F24 considerati a rischio vengono sospesi per 30 giorni, durante i quali l’Agenzia può chiedere chiarimenti o procedere allo scarto definitivo.

        Nuove sanzioni ridotte (D.Lgs. 87/2024)

        Dal 1° settembre 2024 sono in vigore le nuove sanzioni amministrative:

        • Omesso versamento: 25% (prima 30%);
        • Credito non spettante: 25%;
        • Credito inesistente: 70% con minimo (prima 100-200%);
        • Ritardo fino a 90 giorni: 12,5%.

        Estensione obbligo F24 telematico Agenzia

        Dal 2024 l’obbligo di uso esclusivo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate per F24 con compensazione è esteso a tutti i contribuenti, non solo titolari di partita IVA. La regola è confermata nel 2026 e i controlli vengono rafforzati: le banche segnalano automaticamente all’Agenzia ogni F24 con compensazione presentato tramite home banking, e questo viene scartato.

        Il ruolo del CAF Centro Fiscale di Udine

        Affidarsi a un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine per il Modello Redditi PF 2026 e per le compensazioni offre numerosi vantaggi pratici:

        • Visto di conformità: rilasciato direttamente dal CAF per compensazioni oltre i 5.000 euro, senza dover ricorrere a professionisti esterni;
        • Predisposizione del Modello F24 con codici tributo corretti, anni di riferimento appropriati e calcolo automatico del saldo;
        • Trasmissione telematica dell’F24 tramite i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, con ricevuta di accettazione;
        • Verifica preventiva di rischi di scarto del modello, attraverso il controllo dei dati prima dell’invio;
        • Assistenza in caso di contestazione dell’Agenzia, con possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso o all’autotutela;
        • Pianificazione fiscale: gestione strategica dei crediti per ottimizzare la liquidità annuale.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine opera con esperienza pluriennale nel territorio friulano, offrendo assistenza completa a privati, famiglie, partite IVA forfettarie e ordinarie, pensionati ed eredi. Lo studio si trova in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, e accoglie i clienti su appuntamento, anche con consulenze online o telefoniche per chi non può recarsi in sede.

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande frequenti sulla compensazione nel Modello Redditi PF 2026

        Posso compensare il credito IRPEF anche se non ho partita IVA?

        Sì. La compensazione nel modello F24 è disponibile a tutti i contribuenti, anche persone fisiche senza partita IVA. Per ogni F24 con compensazione, però, è obbligatorio l’utilizzo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o tramite un intermediario abilitato come il CAF).

        Cosa succede se compenso un credito superiore a 5.000 euro senza visto di conformità?

        Il modello F24 viene scartato dall’Agenzia delle Entrate. Il versamento si considera non effettuato, con applicazione delle sanzioni per omesso versamento (25% dal 2024) più interessi. Inoltre, l’Agenzia può aprire una verifica per credito utilizzato indebitamente.

        Posso compensare un credito IRPEF con un debito IMU?

        Sì, è una classica compensazione orizzontale consentita dalla normativa. Devi compilare un unico modello F24 con le due voci e presentarlo tramite Fisconline/Entratel o il CAF. Attenzione ai codici tributo e all’anno di riferimento.

        Qual è il termine entro cui posso usare il credito 2025?

        Il credito può essere utilizzato in compensazione finché non si prescrive. La prescrizione ordinaria è di 10 anni, ma è prassi utilizzare il credito entro 4-5 anni per evitare contestazioni. Ogni anno, nel quadro RX della dichiarazione, va indicato il credito residuo riportato.

        Quanto costa il visto di conformità presso il CAF Centro Fiscale di Udine?

        Il costo del visto di conformità varia in base alla complessità della dichiarazione, generalmente tra 30 e 80 euro. Per i clienti che fanno predisporre l’intera dichiarazione dal CAF, spesso il visto è incluso o a costo agevolato. Contatta lo studio per un preventivo personalizzato.

        Devo presentare l’F24 anche se è a saldo zero?

        Sì, è obbligatorio. Il modello F24 a saldo zero (cioè con crediti e debiti che si compensano integralmente) va comunque trasmesso all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza ordinaria del versamento. La mancata presentazione comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se l’F24 viene presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.

        Hai bisogno di assistenza per il Modello Redditi PF 2026?

        La gestione delle compensazioni nel Modello Redditi PF 2026 può sembrare complessa, ma con il supporto giusto è un’opportunità da non perdere per ottimizzare la propria posizione fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in ogni passaggio: dalla compilazione della dichiarazione, all’apposizione del visto di conformità, fino alla trasmissione telematica dei modelli F24.

        Prenota un appuntamento presso lo studio del CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Puoi chiamarci al 0432 1638640, scriverci su WhatsApp al 366 6018121 o inviarci una email a info@centrofiscale.com. Il nostro team è specializzato in fiscalità per famiglie, professionisti, partite IVA forfettarie e ordinarie del territorio friulano.

        Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 09:28:382026-05-31 17:50:28Modello Redditi PF 2026: le compensazioni
        CAF

        Modello F24: Guida Compilazione e Pagamento 2026

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Il Modello F24 è il modulo di pagamento unificato che ogni contribuente italiano deve conoscere. Che si tratti di pagare l’IMU, i contributi INPS, l’IRPEF o qualsiasi altro tributo, tutto passa attraverso questo documento. Compilarlo correttamente è fondamentale per evitare sanzioni e ritardi. In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come funziona la compilazione F24 nel 2026, quali sezioni compilare, dove pagare e come gestire situazioni particolari come la compensazione dei crediti e l’F24 a zero.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il Modello F24
        2. Sezioni del Modello F24
        3. Sezione Erario
        4. Sezione Regioni
        5. Sezione IMU e Altri Tributi Locali
        6. Sezione INPS
        7. Sezione Altri Enti Previdenziali
        8. Come Compilare il Modello F24 Passo Passo
        9. F24 Semplificato vs Ordinario
        10. Dove Pagare il Modello F24
        11. Codici Tributo più Usati nel 2026
        12. Compensazione Crediti con F24
        13. F24 a Zero: Quando Serve
        14. Domande Frequenti (FAQ)

        Cos’è il Modello F24

        Il Modello F24 (detto anche “delega unica di pagamento”) è il modulo che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione per pagare la maggior parte dei tributi, contributi e premi dovuti allo Stato italiano. È stato introdotto nel 1997 con il Decreto Legislativo n. 241 proprio per semplificare i versamenti: prima esistevano diversi bollettini per ogni tipo di imposta, oggi basta un unico modulo.

        In pratica, con il Modello F24 puoi pagare:

        • Imposte sui redditi (IRPEF, IRES, cedolare secca)
        • IVA e imposte sostitutive
        • IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)
        • IMU, TASI e tributi locali
        • Contributi INPS per lavoratori dipendenti, autonomi e gestione separata
        • Contributi INAIL per assicurazione infortuni
        • Sanzioni e interessi da ravvedimento operoso
        • Diritti camerali e altre imposte

        Il grande vantaggio dell’F24 è la possibilità di compensare: se hai un credito d’imposta (ad esempio un rimborso IRPEF dal regime forfettario), puoi usarlo direttamente per ridurre l’importo da versare, tutto nello stesso modulo.

        Sezioni del Modello F24

        Il Modello F24 è diviso in sei sezioni principali, ciascuna dedicata a un diverso tipo di tributo o contributo. Non è necessario compilarle tutte: si compilano solo le sezioni relative ai versamenti che devi effettuare. Vediamo nel dettaglio cosa contiene ciascuna.

        L’intestazione è comune a tutte le sezioni e richiede i dati anagrafici del contribuente: codice fiscale, cognome e nome (o ragione sociale), data di nascita, sesso, comune di nascita e domicilio fiscale. Se il pagamento viene effettuato da un intermediario o da un coobbligato, va compilata anche la sezione del “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”.

        Sezione Erario

        La Sezione Erario è quella che si compila più spesso. Qui si versano tutte le imposte erariali, cioè quelle che vanno direttamente allo Stato. I campi da compilare per ogni riga sono:

        • Codice tributo: il codice numerico a 4 cifre che identifica l’imposta (ad esempio 4001 per l’acconto IRPEF)
        • Rateazione/regione/prov/mese rif: indica se stai pagando a rate e quale rata è, oppure il mese di riferimento
        • Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento
        • Importi a debito versati: la somma che devi pagare
        • Importi a credito compensati: eventuali crediti che utilizzi in compensazione

        In fondo alla sezione trovi il Totale A (somma dei debiti), il Totale B (somma dei crediti) e il Saldo (A – B), ovvero l’importo effettivo da versare. Se il saldo è zero o negativo, parliamo di un F24 a zero.

        Sezione Regioni

        La Sezione Regioni serve per pagare le addizionali regionali all’IRPEF e l’IRAP. Ogni Regione italiana può stabilire aliquote diverse per l’addizionale IRPEF, per questo è importante indicare correttamente il codice regione (ad esempio, il Friuli Venezia Giulia ha il codice 06).

        I campi da compilare sono simili alla sezione Erario:

        • Codice regione: il codice a 2 cifre della regione
        • Codice tributo: ad esempio 3801 per l’addizionale regionale IRPEF
        • Rateazione/mese rif: periodo di riferimento
        • Anno di riferimento
        • Importi a debito e importi a credito

        L’addizionale regionale viene trattenuta in busta paga ai lavoratori dipendenti, ma deve essere versata autonomamente da chi presenta il Modello 730 o il Modello Redditi e ha un saldo a debito.

        Sezione IMU e Altri Tributi Locali

        Questa sezione è dedicata ai tributi comunali, in particolare l’IMU (Imposta Municipale Unica). Se possiedi immobili diversi dall’abitazione principale, qui è dove versi l’imposta. Per approfondire il calcolo dell’IMU ti consigliamo di leggere la nostra guida dedicata al calcolo IMU 2026.

        I campi specifici di questa sezione sono:

        • Codice ente/codice comune: il codice catastale del Comune (ad esempio, L483 per Udine)
        • Ravv: barrare se si tratta di un pagamento da ravvedimento operoso
        • Immob. variati: barrare se gli immobili sono cambiati rispetto alla dichiarazione IMU precedente
        • Acc./Saldo: indicare se è acconto (scadenza giugno) o saldo (scadenza dicembre)
        • Numero immobili: quanti immobili stai pagando con quella riga
        • Codice tributo: ad esempio 3918 per IMU su altri fabbricati, vedi l’elenco completo dei codici tributo
        • Anno di riferimento e importo

        Ricorda che l’IMU sulla prima casa è esente (salvo immobili di lusso categorie A/1, A/8 e A/9), mentre per le seconde case e gli immobili commerciali il versamento è obbligatorio.

        Sezione INPS

        La Sezione INPS è dove si versano i contributi previdenziali. Riguarda sia i datori di lavoro (per i dipendenti) sia i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS o alle gestioni artigiani e commercianti.

        I campi da compilare sono:

        • Codice sede: la sede INPS competente
        • Causale contributo: ad esempio DM10 per lavoratori dipendenti, PXX per la Gestione Separata
        • Matricola INPS/codice INPS/filiale azienda: il numero identificativo della posizione contributiva
        • Periodo di riferimento: da (mese/anno) a (mese/anno)
        • Importi a debito e importi a credito

        I contribuenti in regime forfettario versano i contributi INPS alla Gestione Separata o alla gestione artigiani/commercianti tramite questa sezione, con le scadenze trimestrali previste.

        Sezione Altri Enti Previdenziali

        Questa sezione è riservata ai versamenti verso enti previdenziali diversi dall’INPS, come ad esempio:

        • INAIL – contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
        • Casse professionali – per avvocati (Cassa Forense), ingegneri (INARCASSA), medici (ENPAM) e altre categorie professionali
        • ENPALS (ora INPS ex-ENPALS) – per lavoratori dello spettacolo

        I campi sono: codice ente, codice sede, causale contributo, codice posizione, periodo di riferimento e importo. Questa sezione viene compilata relativamente di rado dai privati cittadini, ma è essenziale per i professionisti e le aziende.

        Come Compilare il Modello F24 Passo Passo

        Ecco una guida pratica in 8 passaggi per compilare correttamente il tuo Modello F24:

        Passo 1 – Dati anagrafici: Compila la parte superiore del modulo con il tuo codice fiscale, cognome, nome, data di nascita, sesso, comune di nascita e domicilio fiscale. Se paghi per conto di un’altra persona (ad esempio come erede), inserisci anche il codice fiscale del coobbligato e il codice che identifica il tuo ruolo (02 per rappresentante legale, 07 per erede, ecc.).

        Passo 2 – Identifica i tributi: Prima di compilare, identifica esattamente cosa devi pagare. Consulta la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, l’avviso del Comune per l’IMU, o la comunicazione INPS per i contributi. Ogni tributo ha un codice tributo specifico: per trovarlo puoi consultare il nostro elenco codici tributo F24 2026.

        Passo 3 – Compila la sezione corretta: Inserisci i dati nella sezione giusta (Erario per IRPEF/IVA, Regioni per addizionali, IMU per tributi comunali, INPS per contributi). Attenzione a non confondere le sezioni!

        Passo 4 – Codice tributo e periodo: Per ogni riga, inserisci il codice tributo corretto, l’anno di riferimento e, dove previsto, il periodo (mese, trimestre o rata).

        Passo 5 – Importi: Inserisci gli importi a debito (ciò che devi) nella colonna apposita. Se hai crediti da compensare, inseriscili nella colonna “importi a credito compensati”.

        Passo 6 – Calcola i totali: Per ogni sezione, somma i debiti (Totale A) e i crediti (Totale B). Il saldo è A meno B. Fai attenzione: il saldo finale del modello (in basso a destra) deve corrispondere alla somma di tutti i saldi delle singole sezioni.

        Passo 7 – Firma e data: Non dimenticare di firmare il modello e inserire la data di versamento. Sembra banale, ma un F24 senza firma può essere contestato.

        Passo 8 – Verifica finale: Prima di presentare il modello, ricontrolla tutti i codici tributo, gli importi e i periodi di riferimento. Un errore nel codice tributo può far risultare il pagamento come non effettuato per quel tributo specifico.

        F24 Semplificato vs Ordinario: Quale Usare

        Esistono due versioni del Modello F24: il semplificato e l’ordinario. La scelta dipende dal tipo e dalla complessità dei versamenti da effettuare. Per un confronto dettagliato, leggi il nostro articolo su F24 semplificato e ordinario: differenze e quando usarli.

        In sintesi:

        • F24 Semplificato: è la versione ridotta, ideale per i contribuenti che devono versare tributi “comuni” come IMU, TARI, addizionali IRPEF, IRPEF da 730 senza sostituto. Ha meno righe e un layout più intuitivo. È perfetto per la maggior parte dei privati.
        • F24 Ordinario: è la versione completa con tutte le sezioni (Erario, Regioni, IMU, INPS, Altri Enti). Serve quando devi versare contributi INPS, INAIL, o effettuare compensazioni complesse tra tributi di sezioni diverse.

        Regola pratica: se devi pagare solo IMU o addizionali, usa il semplificato. Se sei un’azienda, un libero professionista o devi compensare crediti INPS con debiti erariali, usa l’ordinario.

        Dove Pagare il Modello F24

        Hai diverse opzioni per presentare e pagare il tuo F24. La scelta dipende dall’importo, dal tipo di contribuente e dalle tue preferenze. Per la guida completa al pagamento online, leggi F24 online: come pagare da Agenzia Entrate o home banking.

        Canali di pagamento disponibili:

        • Home banking: il metodo più comodo e rapido. Quasi tutte le banche offrono la funzione “Pagamento F24” nell’area riservata. Puoi compilare il modello direttamente online e pagare con addebito in conto. Il servizio è gratuito nella maggior parte dei casi.
        • Sito dell’Agenzia delle Entrate (F24 web): accedendo con SPID, CIE o CNS al portale Fisconline, puoi compilare e inviare l’F24 direttamente. È obbligatorio per i titolari di partita IVA.
        • Intermediari abilitati: commercialisti, CAF e altri professionisti possono inviare l’F24 per tuo conto attraverso i canali telematici Entratel. Al CAF Centro Fiscale di Udine ci occupiamo anche di questo servizio.
        • Sportello bancario o postale: puoi presentare il modello cartaceo compilato allo sportello e pagare in contanti, con assegno o con bancomat. Questa opzione è disponibile solo per i contribuenti senza partita IVA e per importi fino a 1.000 euro (se il saldo è zero, è obbligatorio il canale telematico).
        • Poste Italiane: simile alla banca, puoi pagare allo sportello postale o tramite il servizio online di Poste.

        Attenzione: dal 2014, i titolari di partita IVA sono obbligati a presentare l’F24 esclusivamente per via telematica. Anche i privati devono usare i canali telematici se l’F24 ha un saldo pari a zero (per compensazione) o se l’importo supera i 1.000 euro.

        Codici Tributo più Usati nel 2026

        I codici tributo sono numeri a 4 cifre che identificano in modo univoco ogni tipo di imposta o contributo. Usare il codice sbagliato equivale a non aver pagato quel tributo, quindi è fondamentale verificarli con attenzione. Ecco i più utilizzati (per l’elenco completo consulta la nostra guida sui codici tributo F24 2026):

        IRPEF e imposte sui redditi:

        • 4001 – IRPEF saldo
        • 4033 – IRPEF acconto prima rata
        • 4034 – IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione
        • 1668 – Interessi pagamento dilazionato imposte
        • 1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo
        • 1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata
        • 1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata

        IMU:

        • 3918 – IMU per altri fabbricati (il più comune per le seconde case)
        • 3914 – IMU per terreni
        • 3916 – IMU per aree fabbricabili
        • 3925 – IMU per immobili a uso produttivo categoria D (quota Stato)
        • 3930 – IMU per immobili a uso produttivo categoria D (quota Comune)

        Addizionali e IVA:

        • 3801 – Addizionale regionale IRPEF
        • 3844 – Addizionale comunale IRPEF – saldo
        • 3843 – Addizionale comunale IRPEF – acconto
        • 6099 – IVA annuale versamento
        • 6031-6033 – IVA trimestrale (1, 2, 3 trimestre)

        Compensazione Crediti con F24

        Una delle funzionalità più importanti del Modello F24 è la compensazione. In parole semplici, se hai un credito verso lo Stato (ad esempio un rimborso IRPEF, un credito IVA o un bonus fiscale), puoi utilizzarlo per “pagare” altri tributi dovuti, riducendo o azzerando l’importo da versare.

        Esistono due tipi di compensazione:

        • Compensazione verticale (interna): utilizzi un credito per pagare un debito della stessa imposta. Ad esempio, usi il credito IRPEF 2025 per pagare l’acconto IRPEF 2026. Questa compensazione è sempre libera e non ha limiti particolari.
        • Compensazione orizzontale (esterna): utilizzi un credito di un’imposta per pagare un debito di un’imposta diversa. Ad esempio, usi il credito IVA per pagare i contributi INPS. Questo tipo di compensazione ha regole più rigide.

        Limiti alla compensazione orizzontale nel 2026:

        • Limite annuo: massimo 2 milioni di euro (per la generalità dei contribuenti)
        • Visto di conformità: obbligatorio per compensazioni di crediti IVA superiori a 5.000 euro e per crediti imposte dirette/IRAP superiori a 5.000 euro
        • Obbligo F24 telematico: qualsiasi compensazione orizzontale deve essere presentata tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate
        • Divieto di compensazione: non puoi compensare se hai debiti iscritti a ruolo per imposte erariali di importo superiore a 1.500 euro

        La compensazione è particolarmente utile per chi è in regime forfettario e genera crediti d’imposta, o per le aziende che hanno crediti IVA ricorrenti. Se non sei sicuro di come gestire la compensazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione corretta del modello.

        F24 a Zero: Quando Serve

        Si parla di F24 a zero quando i crediti compensati sono esattamente uguali ai debiti da versare, per cui il saldo finale del modello è pari a zero. In questo caso non devi pagare nulla, ma devi comunque presentare il modello. Per tutti i dettagli, consulta il nostro approfondimento su F24 a zero: quando e come presentarlo nel 2026.

        Regole importanti per l’F24 a zero:

        • Presentazione obbligatoria: anche se non devi pagare nulla, il modello va inviato entro la scadenza del tributo. Altrimenti scattano sanzioni.
        • Solo via telematica: l’F24 a saldo zero deve essere presentato esclusivamente attraverso i canali telematici (home banking, F24 web dell’Agenzia delle Entrate, o tramite intermediario).
        • Sanzione per omessa presentazione: se non presenti l’F24 a zero, la sanzione va da 100 a 2.000 euro (ridotta a 50 euro con il ravvedimento operoso entro 90 giorni).
        • Scadenza: la scadenza dell’F24 a zero coincide con quella del tributo che stai compensando.

        Un esempio pratico: supponiamo che Marco, lavoratore autonomo in regime forfettario, abbia un credito IRPEF di 1.200 euro e debba versare 1.200 euro di contributi INPS. Compilando l’F24 con 1.200 euro a credito e 1.200 euro a debito, il saldo è zero. Marco non paga nulla, ma deve comunque inviare l’F24 telematicamente entro la scadenza.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti (FAQ)

        Cosa succede se sbaglio il codice tributo nell’F24?

        Se inserisci un codice tributo errato, il versamento viene attribuito al tributo sbagliato. Puoi correggere l’errore presentando un’istanza di correzione (circ. 29/E/2011) all’Agenzia delle Entrate, che provvederà a riattribuire il pagamento al codice corretto. È importante agire tempestivamente per evitare che nel frattempo vengano emesse cartelle per il tributo “non pagato”.

        Posso pagare l’F24 in contanti?

        Sì, ma solo se sei un privato (senza partita IVA), il saldo è positivo (non a zero) e l’importo non supera i limiti previsti per i pagamenti in contanti. I titolari di partita IVA devono sempre utilizzare i canali telematici, così come chi presenta un F24 a zero o con importo superiore a 1.000 euro.

        Entro quando va pagato l’F24?

        Non esiste una scadenza unica: ogni tributo ha la propria. Ad esempio, l’acconto IMU scade a giugno, il saldo IMU a dicembre. Le imposte da dichiarazione dei redditi (IRPEF, IRAP) scadono il 30 giugno (con possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%). I contributi INPS trimestrali hanno scadenze specifiche per ogni trimestre. Consulta il calendario fiscale 2026 per tutte le date.

        Che differenza c’è tra F24 semplificato e ordinario?

        Il F24 semplificato è una versione ridotta del modello, pensata per i versamenti più comuni dei privati (IMU, TARI, addizionali). L’F24 ordinario include tutte le sezioni ed è necessario quando si devono versare contributi INPS, INAIL o effettuare compensazioni complesse.

        Posso presentare l’F24 tramite il CAF?

        Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio telematico del Modello F24. Ci occupiamo di verificare i codici tributo corretti, calcolare eventuali compensazioni e assicurarci che tutto sia in regola. Per prenotare un appuntamento, contattaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

        Hai Bisogno di Aiuto con il Modello F24?

        La compilazione F24 può sembrare complicata, soprattutto quando si tratta di gestire compensazioni, codici tributo multipli o scadenze ravvicinate. Ma con il supporto giusto diventa un’operazione semplice e veloce.

        Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo con la compilazione del Modello F24, la verifica dei codici tributo, il calcolo delle compensazioni e l’invio telematico. Non rischiare errori che possono costare caro in sanzioni e interessi.

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          Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 09:00:002026-05-31 16:58:00Modello F24: Guida Compilazione e Pagamento 2026
          CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

          F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto

          Modello 770 e certificazione unica

          Il condominio come sostituto d’imposta e uno degli obblighi fiscali meno conosciuti ma piu importanti per chi gestisce un condominio. Ogni volta che il condominio paga un fornitore per prestazioni di servizi in appalto o subappalto — dalla pulizia delle scale alla manutenzione dell’impianto idraulico — e tenuto ad applicare una ritenuta d’acconto del 4% sull’IRPEF (o IRES per i soggetti societari) e a versarla allo Stato tramite il modello F24. Questa guida spiega passo dopo passo come funziona il meccanismo, quando scatta l’obbligo, come compilare correttamente l’F24, quali codici tributo usare e cosa rischia l’amministratore in caso di omissione.

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          Indice dei contenuti

          1. Il quadro normativo: art. 25-ter DPR 600/1973
          2. Quando il condominio diventa sostituto d’imposta
          3. L’aliquota del 4%: come si calcola la ritenuta
          4. La soglia annuale di 500 euro
          5. Codici tributo F24: 1019 IRPEF e 1020 IRES
          6. Scadenze di versamento: il giorno 16 del mese
          7. Come compilare il modello F24 passo dopo passo
          8. Casi pratici: pulizie, manutenzione, giardinaggio, ascensori
          9. La Certificazione Unica annuale ai prestatori
          10. Sanzioni e ravvedimento operoso
          11. Il ruolo dell’amministratore di condominio
          12. Domande frequenti (FAQ)

          Il quadro normativo: art. 25-ter DPR 600/1973

          L’obbligo del condominio di operare come sostituto d’imposta e disciplinato dall’art. 25-ter del DPR n. 600 del 29 settembre 1973, introdotto dall’art. 1, comma 43, della Legge n. 244/2007 (legge finanziaria 2008) e reso operativo dal Decreto Ministeriale 7 marzo 2008. La norma e stata successivamente chiarita dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 7 febbraio 2008, che ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione pratica dell’obbligo.

          Il legislatore ha introdotto questo meccanismo per contrastare l’evasione fiscale nel settore dell’edilizia e dei servizi condominiali, garantendo che una parte dell’imposta dovuta dai prestatori di servizi venga versata direttamente dallo Stato tramite il meccanismo della ritenuta alla fonte. Il condominio, pur non essendo un soggetto dotato di personalita giuridica autonoma, assume la qualifica di sostituto d’imposta ogni volta che eroga compensi a fornitori per prestazioni di servizi rese nell’ambito di contratti di appalto o subappalto di opere o servizi.

          E importante sottolineare che l’obbligo si applica esclusivamente ai contratti di appalto e subappalto: sono esclusi i contratti di compravendita di beni (ad esempio l’acquisto di materiale edilizio), i contratti d’opera con lavoratori autonomi (per i quali si applicano le ordinarie ritenute sulle prestazioni professionali ai sensi dell’art. 25 DPR 600/73), nonche le forniture pure di beni, anche se con posa in opera accessoria.

          Quando il condominio diventa sostituto d’imposta

          Il condominio e obbligato ad operare la ritenuta ogni volta che corrisponde un compenso a un’impresa (persona fisica o giuridica) per prestazioni rientranti in un contratto di appalto o subappalto di opere o servizi relativi all’edificio condominiale. La ritenuta si applica:

          • Alle imprese in regime ordinario (ditta individuale, SNC, SRL, SPA, ecc.) che operano come appaltatori o subappaltatori per lavori sul condominio
          • Ai lavoratori autonomi con partita IVA quando il rapporto contrattuale e configurabile come appalto di servizi (ad esempio, un geometra che gestisce un cantiere in appalto)
          • Sia ai soggetti IRPEF (persone fisiche, ditte individuali, societa di persone) sia ai soggetti IRES (societa di capitali, enti commerciali e non commerciali)

          La ritenuta del 4% NON si applica nei seguenti casi:

          • Acquisto di beni (materiali da costruzione, forniture elettriche, ecc.) senza prestazione di servizi
          • Prestazioni occasionali di privati (senza partita IVA) per importi inferiori alle soglie di esenzione
          • Prestazioni di professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri) che emettono parcella: in questo caso si applica la ritenuta ordinaria del 20% ex art. 25 DPR 600/73
          • Forniture di energia elettrica, gas, acqua e altri servizi di pubblica utilita
          • Compensi corrisposti a condomini singoli
          • Canoni di locazione per locali condominiali

          L’aliquota del 4%: come si calcola la ritenuta

          L’aliquota della ritenuta e fissata dalla legge nella misura del 4% sull’imponibile lordo. Si tratta di una ritenuta a titolo di acconto (non a titolo d’imposta definitiva), il che significa che il beneficiario puo computare la ritenuta subita come credito d’imposta nella propria dichiarazione dei redditi.

          Base imponibile: La ritenuta del 4% si calcola sul corrispettivo lordo al netto dell’IVA. Se il fornitore emette fattura per 1.000 euro + 220 euro di IVA (22%), la ritenuta si calcola solo sui 1.000 euro imponibili: 1.000 x 4% = 40 euro di ritenuta.

          Esempio pratico di calcolo:

          VoceImporto
          Imponibile fattura (servizio pulizie)1.000,00 euro
          IVA 22%220,00 euro
          Totale fattura1.220,00 euro
          Ritenuta 4% sull’imponibile (1.000 x 4%)40,00 euro
          Importo effettivamente pagato al fornitore1.180,00 euro (1.220 – 40)
          Importo da versare all’Erario tramite F2440,00 euro

          Il condominio quindi trattiene 40 euro dall’importo da pagare al fornitore e li versa allo Stato tramite F24. Il fornitore riceve 1.180 euro (importo netto) e nella propria dichiarazione dei redditi riportera la ritenuta di 40 euro subita come credito d’imposta, detraendola dall’IRPEF o dall’IRES dovuta.

          La soglia annuale di 500 euro

          Una delle regole piu importanti — e spesso trascurate — riguarda la soglia annuale di 500 euro. L’art. 25-ter DPR 600/73 prevede che l’obbligo di versamento si cumuli nel corso dell’anno solare: il versamento tramite F24 e dovuto solo quando la somma delle ritenute operate nel mese supera 25,82 euro (equivalente alla vecchia soglia in lire), ma in pratica la norma e interpretata nel senso che il versamento mensile e comunque obbligatorio se le ritenute del mese sono state effettivamente operate.

          La Circolare AdE n. 7/E/2008 ha chiarito che il condominio e esonerato dall’obbligo di effettuare le ritenute nei periodi d’imposta in cui il totale annuo dei corrispettivi corrisposti per i servizi in appalto e inferiore a 500 euro. Questa soglia:

          • Si riferisce al totale complessivo annuo di tutti i corrispettivi pagati a fornitori per servizi in appalto, non al singolo pagamento
          • Deve essere calcolata per anno solare (1 gennaio – 31 dicembre)
          • Se nel corso dell’anno si supera la soglia dei 500 euro, l’obbligo di ritenuta scatta retroattivamente per tutti i pagamenti effettuati dall’inizio dell’anno, inclusi quelli precedenti al superamento della soglia
          • In pratica, e consigliabile applicare la ritenuta sin dal primo pagamento dell’anno per evitare il rischio di dover recuperare ritenute non operate

          Attenzione: Molti piccoli condomini — con pochi appartamenti e spese condominiali limitate — possono rientrare nell’esonero se i servizi appaltati nell’anno non raggiungono i 500 euro complessivi. Tuttavia, superare anche di un euro questa soglia comporta l’obbligo di operare le ritenute su tutti i pagamenti dell’anno, anche quelli gia effettuati.

          Codici tributo F24: 1019 IRPEF e 1020 IRES

          Per il versamento della ritenuta tramite modello F24, il condominio deve utilizzare i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate. I due codici tributo sono distinti in base alla natura del fornitore:

          Codice TributoDescrizioneQuando si usa
          1019Ritenute su prestazioni di servizi resi nell’esercizio di imprese – art. 25-ter DPR 600/73 (IRPEF)Fornitori soggetti IRPEF: ditte individuali, societa di persone (SNC, SAS), lavoratori autonomi in regime di impresa
          1020Ritenute su prestazioni di servizi resi nell’esercizio di imprese – art. 25-ter DPR 600/73 (IRES)Fornitori soggetti IRES: SRL, SPA, societa cooperative, enti commerciali

          I codici tributo 1019 e 1020 sono stati istituiti con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 94/E del 13 marzo 2008. Si inseriscono nella sezione Erario del modello F24, nella colonna “Codice tributo”, con indicazione del periodo di riferimento (mese e anno in cui e avvenuto il pagamento al fornitore).

          Come determinare il codice corretto: La scelta tra 1019 e 1020 dipende dalla natura del fornitore come indicata nella fattura ricevuta. In caso di dubbio, e sufficiente verificare la partita IVA del fornitore: le ditte individuali hanno partita IVA uguale al codice fiscale del titolare, le societa di capitali hanno una partita IVA diversa dal codice fiscale degli amministratori.

          Scadenze di versamento: il giorno 16 del mese

          Il versamento delle ritenute operate deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui e avvenuto il pagamento al fornitore. Questa e la regola generale prevista dall’art. 18 del DLgs n. 241/1997, applicabile anche alle ritenute del condominio.

          Mese del pagamento al fornitoreScadenza versamento F24
          Gennaio16 febbraio
          Febbraio16 marzo
          Marzo16 aprile
          Aprile16 maggio
          Maggio16 giugno
          Giugno16 luglio
          Luglio16 agosto (*)
          Agosto16 settembre
          Settembre16 ottobre
          Ottobre16 novembre
          Novembre16 dicembre
          Dicembre16 gennaio anno successivo

          (*) Agosto: Le ritenute operate nel mese di luglio possono essere versate entro il 20 agosto (e non il 16 agosto) in virtu della sospensione feriale dei termini prevista dall’art. 37 del DL n. 223/2006. Tuttavia, e sempre consigliabile verificare l’eventuale proroga annuale disposta da specifici decreti ministeriali, come avviene frequentemente.

          Regola sulla scadenza spostata: Se il giorno 16 cade di sabato o in un giorno festivo, il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. Ad esempio, se il 16 aprile 2026 cadesse di domenica, il termine di versamento sarebbe lunedi 17 aprile 2026.

          Cumulo mensile: Se nel mese il condominio ha effettuato pagamenti a piu fornitori applicando la ritenuta, le ritenute si cumulano e si versano in un unico F24 mensile, indicando separatamente il codice tributo 1019 e il codice 1020 se ci sono sia fornitori IRPEF che IRES.

          Come compilare il modello F24 passo dopo passo

          La compilazione del modello F24 per il versamento della ritenuta del condominio avviene nella sezione Erario del modello. Di seguito la procedura step by step con un esempio concreto.

          Dati del soggetto versante

          Il soggetto versante del condominio e l’amministratore di condominio (o il condominante delegato in caso di condominio senza obbligo di amministratore). Nei dati anagrafici del modello F24 va indicato:

          • Codice fiscale del condominio (non del singolo condominante o dell’amministratore) — es. “CNDMNI80A01L483M”
          • Denominazione: il nome del condominio — es. “Condominio Via Roma 12 Udine”
          • Domicilio fiscale: indirizzo del condominio

          Sezione Erario

          Nella sezione Erario (la seconda del modello F24) si compilano le righe necessarie:

          • Codice tributo: 1019 (per fornitori IRPEF) o 1020 (per fornitori IRES)
          • Anno di riferimento: l’anno in cui e avvenuto il pagamento al fornitore (es. 2026)
          • Mese di riferimento: il mese in cui e avvenuto il pagamento (es. “04” per aprile)
          • Importi a debito versati: l’importo totale delle ritenute operate nel mese (es. 40,00 euro)
          • Importi a credito compensati: lasciare a 0 salvo crediti specifici

          Esempio concreto di compilazione F24

          Il Condominio “Palazzina Blu” di Udine paga nel mese di aprile 2026 la ditta individuale “Mario Rossi Impianti” (soggetto IRPEF, codice tributo 1019) per la manutenzione dell’impianto idrico: fattura di 800 euro imponibile + IVA 22% (176 euro). La ritenuta applicata e 800 x 4% = 32 euro.

          Campo F24 (Sezione Erario)Valore
          Codice tributo1019
          Anno di riferimento2026
          Mese di rif. (da compilare)04
          Importi a debito versati32,00
          Scadenza versamento18 maggio 2026 (16/5 e domenica)

          Il versamento puo essere effettuato:

          • Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline, Entratel) — modalita obbligatoria per i condomini con sostituto d’imposta
          • Tramite homebanking della propria banca che supporta l’F24 telematico
          • Tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF) con delega

          Nota importante: Dal 1° ottobre 2014, il versamento dell’F24 a saldo zero (compensazione totale con crediti) deve essere effettuato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per i condomini sostituti d’imposta e fortemente consigliato rivolgersi a un professionista o a un CAF abilitato per la gestione degli adempimenti.

          Casi pratici: pulizie, manutenzione, giardinaggio, ascensori

          Vediamo in dettaglio come si applica la ritenuta del 4% nei casi piu frequenti nella vita condominiale, con indicazione se l’obbligo scatta o meno.

          Servizio pulizie scale e parti comuni

          Il contratto con una impresa di pulizie che si occupa settimanalmente di scale, androni e aree comuni e soggetto alla ritenuta del 4%. E un classico contratto di appalto di servizi. La ritenuta va operata su ogni pagamento mensile o periodico effettuato all’impresa.

          Esempio: contratto annuale di 4.800 euro (400 euro/mese). La ritenuta mensile e di 16 euro (400 x 4%), da versare entro il 16 del mese successivo. Ritenuta annuale totale: 192 euro.

          Manutenzione ordinaria e straordinaria

          Tutti i contratti di appalto per lavori di manutenzione ordinaria (ritinteggiatura scale, riparazione infiltrazioni, sostituzione piastrelle) e straordinaria (rifacimento tetto, cappotto termico, sostituzione impianti) sono soggetti alla ritenuta del 4%. Si applica su ogni SAL (Stato Avanzamento Lavori) pagato all’impresa edile.

          Giardinaggio e cura del verde

          Il contratto periodico con un’impresa di giardinaggio per la cura del giardino condominiale, sfalcio dell’erba, potatura siepi, irrigazione automatica, e soggetto alla ritenuta del 4%. Attenzione: se si tratta di un lavoratore autonomo occasionale (senza partita IVA) per piccole prestazioni occasionali, si applicano regole diverse (ritenuta del 20% ex art. 25 DPR 600/73 se il compenso supera le soglie).

          Contratto di manutenzione ascensore

          Il contratto annuale con la societa specializzata per la manutenzione, revisione e assistenza dell’ascensore e soggetto alla ritenuta del 4% (codice tributo 1020 per le societa di capitali). Si applica su ogni fattura periodica emessa dalla societa di manutenzione.

          Riepilogo casi pratici

          ServizioRitenuta 4%?Codice TributoNote
          Pulizie scale (impresa)SI1019 o 1020Contratto appalto servizi
          Manutenzione idraulica (ditta)SI1019Appalto lavori
          Giardinaggio (impresa)SI1019 o 1020Appalto servizi
          Manutenzione ascensore (SRL)SI1020Soggetto IRES
          Installazione citofono (materiali + posa)Dipende1019/1020Se prevalenza servizio su fornitura
          Acquisto lampadine/materialiNO–Pura fornitura beni
          Parcella avvocato condominioNO (art. 25)Ritenuta 20%Professionista, non appalto
          Compenso amministratoreNO (art. 25)Ritenuta 20%Lavoratore autonomo/professionista
          Bollette luce/gas parti comuniNO–Fornitura servizi pubblici

          La Certificazione Unica annuale ai prestatori

          Oltre al versamento mensile tramite F24, il condominio come sostituto d’imposta ha un secondo obbligo annuale fondamentale: il rilascio della Certificazione Unica (CU) a ciascun prestatore di servizi a cui sono state operate ritenute nel corso dell’anno. La CU attesta le ritenute subite e permette al fornitore di computarle come credito nella propria dichiarazione dei redditi.

          Scadenze CU per i condomini:

          • Consegna al fornitore (CU cartacea o elettronica): entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono state operate le ritenute
          • Trasmissione all’Agenzia delle Entrate (CU telematica): entro il 31 marzo dell’anno successivo (salvo proroghe annuali)

          Esempio: le ritenute operate nel 2026 devono essere certificate con CU consegnata al fornitore entro il 28 febbraio 2027 e trasmessa telematicamente all’AdE entro il 31 marzo 2027.

          La CU per il condominio come sostituto d’imposta e un documento differente dalla CU che il datore di lavoro rilascia ai dipendenti. Per i condomini, la CU riguarda esclusivamente le ritenute sulle prestazioni di servizi in appalto (art. 25-ter DPR 600/73). La gestione della CU e strettamente correlata alla compilazione del quadro ST e SV del modello 770, che riepiloga annualmente tutte le ritenute operate dal condominio sostituto d’imposta.

          Per approfondire gli obblighi di certificazione annuale e la compilazione del modello 770 per condomini, leggi la nostra guida: Modello 770/2026: guida completa per i sostituti d’imposta.

          Sanzioni e ravvedimento operoso

          L’omissione o il ritardo nel versamento delle ritenute del condominio comporta l’applicazione di sanzioni amministrative da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco il quadro sanzionatorio aggiornato al 2026 e come rimediare tramite il ravvedimento operoso.

          Sanzioni per omesso versamento

          Ai sensi dell’art. 13 del DLgs n. 471/1997, l’omesso o tardivo versamento delle ritenute comporta una sanzione base del 30% dell’importo non versato. La sanzione si riduce al 15% se il versamento avviene entro 90 giorni dalla scadenza.

          Ravvedimento operoso: come ridurre le sanzioni

          Il ravvedimento operoso (art. 13 DLgs 472/97) permette di regolarizzare spontaneamente l’omissione con sanzioni ridotte. Le aliquote di ravvedimento applicabili alle ritenute del condominio sono:

          Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridottaInteressi
          Sprint (ravvedimento brevissimo)Entro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)Al tasso legale
          BreveDal 15° al 30° giorno1,5% (1/10 del 15%)Al tasso legale
          MedioDal 31° al 90° giorno1,67% (1/9 del 15%)Al tasso legale
          LungoEntro 1 anno dalla scadenza3,75% (1/8 del 30%)Al tasso legale
          LunghissimoEntro 2 anni4,29% (1/7 del 30%)Al tasso legale
          Oltre 2 anniDopo 2 anni (se non notificato)5% (1/6 del 30%)Al tasso legale

          Per effettuare il ravvedimento, il condominio deve versare tramite F24:

          • L’imposta omessa (ritenuta non versata) con il codice tributo 1019 o 1020
          • La sanzione ridotta con codice tributo 8906 (sanzioni da ravvedimento su ritenute)
          • Gli interessi legali con codice tributo 1989 (interessi da ravvedimento)

          Sanzioni per omessa CU: Il mancato rilascio della Certificazione Unica al fornitore comporta una sanzione di 100 euro per ogni CU omessa, fino a un massimo di 50.000 euro per anno. La CU trasmessa telematicamente in ritardo all’AdE comporta una sanzione di 33,33 euro per ogni certificazione, ridotta a zero se la trasmissione avviene entro 60 giorni dalla scadenza (art. 4 DPR 322/1998).

          Il ruolo dell’amministratore di condominio

          L’amministratore di condominio e il soggetto che nella pratica gestisce tutti gli adempimenti fiscali del condominio come sostituto d’imposta. Il suo ruolo e centrale e la sua responsabilita e diretta in caso di inadempimento.

          Obblighi fiscali dell’amministratore

          • Verifica preventiva della natura del contratto con ogni fornitore (appalto vs. fornitura pura vs. prestazione professionale)
          • Applicazione della ritenuta al momento del pagamento delle fatture e trattenimento dell’importo dalla somma da corrispondere al fornitore
          • Versamento mensile tramite F24 entro il giorno 16 del mese successivo, con i codici tributo corretti
          • Tenuta della contabilita delle ritenute operate: registro ritenute per ogni fornitore, con data, importo lordo, ritenuta applicata, importo netto pagato
          • Rilascio della CU a ogni fornitore entro il 28 febbraio dell’anno successivo
          • Trasmissione telematica della CU all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo
          • Presentazione del Modello 770 (quadro ST e SV) per il riepilogo annuale di tutte le ritenute operate

          Responsabilita dell’amministratore

          L’amministratore che omette di applicare e/o versare le ritenute puo essere ritenuto personalmente responsabile nei confronti del condominio per il danno causato (sanzioni + interessi) e puo rispondere anche penalmente nei casi piu gravi di omesso versamento sistematico (art. 10-bis DLgs 74/2000, che riguarda tuttavia soglie elevate).

          Per questo motivo e fortemente consigliabile che l’amministratore si avvalga di un professionista abilitato o di un CAF specializzato nella gestione fiscale condominiale, che puo occuparsi di:

          • Classificazione corretta dei contratti con i fornitori
          • Calcolo mensile delle ritenute
          • Predisposizione e invio telematico degli F24
          • Gestione e trasmissione delle Certificazioni Uniche
          • Compilazione e presentazione del Modello 770

          Il CAF Centro Fiscale di Udine e attrezzato per supportare gli amministratori di condominio nella corretta gestione di tutti questi adempimenti, garantendo il rispetto delle scadenze e la correttezza dei versamenti.

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          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Conclusione

          La ritenuta d’acconto del condominio e un adempimento fiscale complesso che richiede attenzione e puntualita. In sintesi, i punti chiave da ricordare sono:

          • Il condominio e sostituto d’imposta ai sensi dell’art. 25-ter DPR 600/73 per le prestazioni di appalto e subappalto
          • La ritenuta e del 4% sull’imponibile lordo (esclusa IVA)
          • L’obbligo scatta per condomini con corrispettivi annui in appalto superiori a 500 euro
          • Si versano con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento, con codice tributo 1019 (IRPEF) o 1020 (IRES)
          • E obbligatoria la CU annuale ai fornitori e la trasmissione del Modello 770
          • Le sanzioni per inadempimento possono essere ridotte con il ravvedimento operoso

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          Domande Frequenti sull’F24 del Condominio

          Tutti i condomini devono versare la ritenuta del 4%?

          No. L’obbligo di versamento scatta solo quando i corrispettivi annui pagati per contratti di appalto o subappalto di opere o servizi superano complessivamente i 500 euro nell’anno solare. I piccoli condomini con spese condominiali molto limitate possono essere esonerati. Tuttavia, e consigliabile applicare la ritenuta sin dal primo pagamento per evitare rischi, dato che il superamento della soglia comporta l’obbligo retroattivo per tutti i pagamenti dell’anno.

          Cosa succede se il condominio non versa l’F24 entro il 16 del mese?

          Il ritardo nel versamento comporta l’applicazione di sanzioni: dal giorno 1 al 14 di ritardo si applica una sanzione dello 0,1% per ogni giorno (ravvedimento sprint), dal 15° al 30° giorno la sanzione e dell’1,5%, e oltre i 90 giorni la sanzione sale al 3,75% (entro 1 anno). In ogni caso e sempre possibile regolarizzare spontaneamente tramite il ravvedimento operoso, pagando imposta omessa + sanzione ridotta + interessi legali.

          Qual e la differenza tra codice tributo 1019 e 1020?

          Il codice tributo 1019 si usa per le ritenute su compensi corrisposti a soggetti IRPEF (ditte individuali, societa di persone come SNC e SAS, lavoratori autonomi con partita IVA in regime di impresa). Il codice 1020 si usa per le ritenute su compensi corrisposti a soggetti IRES (societa di capitali come SRL e SPA, societa cooperative, enti commerciali). La distinzione dipende dalla natura giuridica del fornitore, verificabile dalla sua partita IVA.

          La manutenzione ordinaria dell’ascensore e soggetta alla ritenuta?

          Si. Il contratto periodico con la societa specializzata per la manutenzione, revisione e assistenza dell’ascensore e un tipico contratto di appalto di servizi soggetto alla ritenuta del 4%. Essendo la societa di manutenzione generalmente una SRL o SPA (soggetto IRES), si usa il codice tributo 1020.

          Il compenso dell’amministratore di condominio e soggetto alla ritenuta del 4%?

          No. Il compenso dell’amministratore di condominio non e soggetto alla ritenuta del 4% prevista dall’art. 25-ter DPR 600/73, che si applica solo ai contratti di appalto e subappalto. Al compenso dell’amministratore si applica invece la ritenuta del 20% prevista dall’art. 25 DPR 600/73, in quanto prestazione professionale o di lavoro autonomo. Si usa il codice tributo 1040 (ritenuta su compensi professionali).


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          Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta gli amministratori di condominio nella gestione di tutti gli adempimenti fiscali: versamento F24 ritenute, Certificazioni Uniche, Modello 770.

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            CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
             

            Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

            Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 07:47:162026-05-31 17:54:47F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto
            CAF

            F24 a Zero: Quando e Come Presentarlo nel 2026

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            L’F24 a zero è un Modello F24 in cui i crediti d’imposta compensano esattamente i debiti, portando il saldo finale a zero euro. Anche se non devi pagare nulla, sei comunque obbligato a presentare il modello entro la scadenza prevista. In questa guida ti spieghiamo quando si verifica un F24 a saldo zero, come presentarlo correttamente nel 2026 e cosa rischi se dimentichi di inviarlo.

            Per capire meglio come funziona la compilazione del modulo, leggi la nostra guida completa al Modello F24.

            Indice dei contenuti

            1. Quando si Presenta un F24 a Zero
            2. Come Funziona la Compensazione
            3. Come Presentare l’F24 a Zero
            4. Scadenze dell’F24 a Zero nel 2026
            5. Sanzioni per Omessa Presentazione
            6. Esempio Pratico di F24 a Zero
            7. Domande Frequenti (FAQ)

            Quando si Presenta un F24 a Zero

            Un F24 a saldo zero si verifica quando utilizzi i tuoi crediti d’imposta per compensare interamente i debiti tributari. In pratica, nella colonna “importi a credito compensati” inserisci un importo uguale a quello nella colonna “importi a debito versati”, e il saldo finale risulta pari a zero.

            Le situazioni più comuni in cui si presenta un F24 a zero sono:

            • Credito IRPEF da dichiarazione dei redditi: se dalla dichiarazione risulta un credito, puoi usarlo per pagare i contributi INPS, l’IMU o altri tributi
            • Credito IVA: le aziende con credito IVA possono compensarlo con IRPEF, INPS o IRAP
            • Bonus fiscali: crediti d’imposta come il bonus investimenti, il bonus edilizia o il regime forfettario possono generare crediti compensabili
            • Credito da 730: se il sostituto d’imposta non rimborsa il credito, puoi usarlo in compensazione con F24

            Come Funziona la Compensazione

            La compensazione è il meccanismo che ti permette di utilizzare un credito verso il fisco per ridurre o azzerare un debito. Esistono due tipi principali:

            • Compensazione verticale (o interna): usi un credito per pagare lo stesso tipo di tributo. Esempio: credito IRPEF 2025 per pagare acconto IRPEF 2026. Non ci sono limiti particolari.
            • Compensazione orizzontale (o esterna): usi un credito di un tributo per pagarne uno diverso. Esempio: credito IVA per pagare INPS. Questa richiede l’invio telematico e può richiedere il visto di conformità per importi superiori a 5.000 euro.

            Quando la compensazione orizzontale azzera completamente il saldo, il risultato è un F24 a zero che deve essere presentato obbligatoriamente in via telematica, mai in formato cartaceo.

            Come Presentare l’F24 a Zero

            L’F24 a zero deve essere presentato esclusivamente in via telematica. Non puoi portarlo allo sportello bancario o postale. I canali utilizzabili sono:

            • F24 web/desktop dell’Agenzia delle Entrate: accedi con SPID, CIE o CNS al portale agenziaentrate.gov.it, compila il modello e invialo. È il canale più sicuro e consigliato. Per istruzioni dettagliate, leggi la nostra guida sul pagamento F24 online.
            • Entratel: il canale riservato agli intermediari abilitati (commercialisti, CAF). Se ti affidi al CAF Centro Fiscale di Udine, inviamo l’F24 a zero per tuo conto.
            • Home banking: alcune banche consentono l’invio di F24 a zero tramite home banking, ma non tutte. Verifica con la tua banca se questa opzione è disponibile.

            Attenzione: l’F24 a zero non può essere presentato allo sportello fisico (banca o posta) in nessun caso. Se lo fai, il modello viene rifiutato.

            Scadenze dell’F24 a Zero nel 2026

            La scadenza dell’F24 a zero coincide con quella del tributo che stai compensando. Non esiste una scadenza separata per la presentazione dell’F24 a zero: se il tributo scade il 30 giugno, anche l’F24 a zero va presentato entro il 30 giugno.

            Le principali scadenze nel 2026 per cui potresti dover presentare un F24 a zero:

            • 16 marzo 2026: saldo IVA annuale
            • 16 giugno 2026: acconto IMU
            • 30 giugno 2026: saldo imposte da dichiarazione dei redditi (IRPEF, IRAP, imposta sostitutiva forfettari)
            • 30 luglio 2026: saldo imposte con maggiorazione 0,40%
            • 30 novembre 2026: acconto IRPEF seconda rata
            • 16 dicembre 2026: saldo IMU

            Sanzioni per Omessa Presentazione

            Non presentare l’F24 a zero entro la scadenza è sanzionabile, anche se non c’è nessun importo da pagare. Le sanzioni previste sono:

            • Sanzione ordinaria: da 100 a 2.000 euro per ogni F24 a zero non presentato (art. 15 D.Lgs. 471/1997, come modificato dal D.Lgs. 87/2024)
            • Ravvedimento entro 5 giorni: sanzione ridotta a 5,56 euro
            • Ravvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 11,11 euro
            • Ravvedimento oltre 90 giorni e entro 1 anno: sanzione ridotta a 12,50 euro

            Come vedi, è molto più conveniente presentare l’F24 a zero in ritardo (con ravvedimento operoso) piuttosto che attendere l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, che applica la sanzione piena.

            Esempio Pratico di F24 a Zero

            Vediamo un caso concreto. Laura è una libera professionista in regime forfettario. Dalla dichiarazione dei redditi 2025 risulta un credito di imposta sostitutiva di 800 euro. A giugno 2026, Laura deve versare i contributi INPS alla Gestione Separata per 800 euro.

            Laura compila il Modello F24 così:

            • Sezione Erario – credito: codice tributo 1792 (imposta sostitutiva forfettario saldo), importo a credito 800 euro
            • Sezione INPS – debito: causale PXX (gestione separata), importo a debito 800 euro
            • Saldo finale: 800 – 800 = 0 euro

            Laura non deve pagare nulla, ma deve inviare l’F24 a zero telematicamente entro il 30 giugno 2026. Può farlo dal portale dell’Agenzia delle Entrate o chiedere al suo CAF di riferimento.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti (FAQ)

            Posso presentare l’F24 a zero in banca allo sportello?

            No. L’F24 a saldo zero deve essere presentato esclusivamente per via telematica: tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (F24 web), tramite home banking (se la banca lo consente) o tramite un intermediario abilitato come un CAF o un commercialista.

            Se dimentico di presentare l’F24 a zero, perdo il credito?

            No, il credito d’imposta non si perde. Però la mancata presentazione dell’F24 a zero comporta una sanzione (da 100 a 2.000 euro). Puoi regolarizzarti con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta.

            L’F24 a zero serve anche per la compensazione verticale?

            La compensazione verticale (stesso tributo) non richiede necessariamente la presentazione dell’F24, perché può essere gestita direttamente in dichiarazione. L’F24 a zero è invece obbligatorio per la compensazione orizzontale (tributi diversi tra loro).

            Assistenza per la Compensazione e l’F24 a Zero

            Devi presentare un F24 a zero e non sei sicuro di come procedere? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a verificare i crediti disponibili, compilare correttamente il modello e inviarlo telematicamente entro le scadenze. Non rischiare sanzioni per un’omessa presentazione.

            Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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              Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-22 09:00:002026-05-31 17:46:47F24 a Zero: Quando e Come Presentarlo nel 2026
              CAF

              Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              I codici tributo F24 sono codici numerici a 4 cifre che identificano in modo univoco ogni imposta, contributo o sanzione da versare con il Modello F24. Usare il codice sbagliato equivale a non aver pagato quel tributo, con il rischio di ricevere cartelle esattoriali e sanzioni. In questa guida trovi l’elenco completo e aggiornato al 2026 dei codici tributo più utilizzati, suddivisi per categoria.

              Per una panoramica generale su come compilare il Modello F24, consulta la nostra guida completa alla compilazione F24 2026.

              Indice dei contenuti

              1. Cosa Sono i Codici Tributo
              2. Codici Tributo IRPEF
              3. Codici Tributo IMU 2026
              4. Codici Tributo IVA
              5. Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali
              6. Codici Tributo Regime Forfettario
              7. Codici Tributo per Ravvedimento Operoso
              8. Codici Tributo INPS e Contributi
              9. Come Trovare il Codice Tributo Giusto
              10. Domande Frequenti (FAQ)

              Cosa Sono i Codici Tributo

              Il codice tributo è un numero composto da 4 cifre che l’Agenzia delle Entrate assegna a ogni tipo di versamento fiscale. Quando compili il Modello F24, devi inserire il codice tributo corretto nella sezione appropriata (Erario, Regioni, IMU, INPS) per identificare esattamente quale imposta stai pagando.

              I codici tributo vengono istituiti con risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e possono cambiare nel tempo. Per questo è fondamentale consultare sempre l’elenco aggiornato prima di effettuare un versamento. Un errore nel codice tributo non annulla il pagamento, ma lo attribuisce all’imposta sbagliata, costringendoti a presentare un’istanza di correzione.

              Codici Tributo IRPEF

              L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è l’imposta principale che ogni contribuente versa in base al proprio reddito. Ecco i codici tributo più usati per i versamenti IRPEF nel 2026:

              Saldo e acconti IRPEF:

              • 4001 – IRPEF saldo (versamento a saldo dell’anno precedente)
              • 4033 – IRPEF acconto prima rata (40% dell’acconto, scadenza 30 giugno)
              • 4034 – IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione (60% dell’acconto, scadenza 30 novembre)

              Ritenute d’acconto:

              • 1040 – Ritenute su redditi di lavoro autonomo, compensi per l’esercizio di arti e professioni
              • 1001 – Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive
              • 1002 – Ritenute su emolumenti arretrati
              • 1012 – Ritenute su indennità per cessazione rapporto di lavoro

              Cedolare secca:

              • 1840 – Cedolare secca locazioni – acconto prima rata
              • 1841 – Cedolare secca locazioni – acconto seconda rata o unica soluzione
              • 1842 – Cedolare secca locazioni – saldo

              Rateizzazione e interessi:

              • 1668 – Interessi pagamento dilazionato importi rateizzabili sezione Erario
              • 4033 con rateazione – Se paghi l’acconto IRPEF a rate, indica la rata nel campo “Rateazione”

              Codici Tributo IMU 2026

              L’IMU (Imposta Municipale Unica) si versa nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24. I codici variano in base alla tipologia di immobile. Per il calcolo dell’imposta, consulta la nostra guida sul calcolo IMU 2026.

              • 3912 – IMU abitazione principale e pertinenze (solo categorie A/1, A/8, A/9)
              • 3914 – IMU terreni
              • 3916 – IMU aree fabbricabili
              • 3918 – IMU altri fabbricati (il più comune: seconde case, uffici, negozi)
              • 3925 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Stato
              • 3930 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Comune

              Ricorda: per l’IMU devi indicare anche il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile (ad esempio L483 per Udine) e barrare la casella “Acconto” o “Saldo” a seconda del versamento.

              Codici Tributo IVA

              I versamenti IVA si effettuano nella sezione Erario del Modello F24. La periodicità dipende dal volume d’affari: mensile (per chi supera una certa soglia) o trimestrale.

              Versamenti periodici IVA:

              • 6001 – 6012 – IVA mensile (da gennaio a dicembre: 6001 per gennaio, 6002 per febbraio, ecc.)
              • 6031 – IVA 1 trimestre
              • 6032 – IVA 2 trimestre
              • 6033 – IVA 3 trimestre
              • 6034 – IVA 4 trimestre (solo per particolari categorie)
              • 6035 – IVA acconto (scadenza 27 dicembre)

              Versamento annuale e altri:

              • 6099 – Versamento IVA sulla base della dichiarazione annuale
              • 6494 – IVA da adeguamento agli studi di settore
              • 6497 – IVA da adeguamento agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)

              Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali

              Le addizionali IRPEF sono imposte aggiuntive che si versano alla Regione e al Comune di residenza. Si compilano rispettivamente nella sezione “Regioni” e nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24.

              Addizionale regionale:

              • 3801 – Addizionale regionale all’IRPEF (la più comune)
              • 3805 – Interessi pagamento dilazionato addizionale regionale

              Addizionale comunale:

              • 3843 – Addizionale comunale IRPEF – acconto
              • 3844 – Addizionale comunale IRPEF – saldo
              • 3848 – Addizionale comunale IRPEF – interessi pagamento dilazionato

              Codici Tributo Regime Forfettario

              Chi aderisce al regime forfettario versa un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, IRAP e addizionali. L’aliquota è del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività).

              • 1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata
              • 1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata o unica soluzione
              • 1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo

              Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del Modello F24, indicando l’anno di riferimento dell’imposta.

              Codici Tributo per Ravvedimento Operoso

              Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare versamenti omessi o tardivi pagando sanzioni ridotte e interessi legali. Oltre al codice del tributo originario, servono codici specifici per le sanzioni e gli interessi:

              • 8901 – Sanzione pecuniaria IRPEF
              • 8902 – Sanzione pecuniaria addizionale regionale IRPEF
              • 8903 – Sanzione pecuniaria addizionale comunale IRPEF
              • 8904 – Sanzione pecuniaria IVA
              • 8906 – Sanzione pecuniaria sostituti d’imposta
              • 8907 – Sanzione pecuniaria IRAP
              • 1989 – Interessi sul ravvedimento – IRPEF
              • 1990 – Interessi sul ravvedimento – addizionale regionale
              • 1991 – Interessi sul ravvedimento – addizionale comunale
              • 1993 – Interessi sul ravvedimento – IVA

              Quando effettui un ravvedimento, compili 3 righe nella stessa sezione: una per il tributo originario, una per la sanzione (codice 89xx) e una per gli interessi (codice 19xx). L’anno di riferimento è sempre quello dell’imposta originaria, non quello in cui fai il pagamento.

              Codici Tributo INPS e Contributi

              I contributi previdenziali INPS si versano nella sezione apposita del Modello F24. Non hanno un codice tributo a 4 cifre come le imposte, ma utilizzano una causale contributo (sigla alfanumerica):

              • DM10 – Contributi lavoratori dipendenti
              • RC01 – Contributi gestione separata – committenti
              • PXX – Contributi gestione separata – professionisti
              • AF – Contributi artigiani – quota fissa
              • CF – Contributi commercianti – quota fissa
              • AP – Contributi artigiani – acconto su eccedenza minimale
              • CP – Contributi commercianti – acconto su eccedenza minimale

              Per i contributi INPS fissi (artigiani e commercianti) le scadenze trimestrali 2026 sono: 16 maggio, 20 agosto, 17 novembre e 16 febbraio 2027. Per la Gestione Separata i versamenti seguono le stesse scadenze delle imposte sui redditi (saldo + acconti).

              Come Trovare il Codice Tributo Giusto

              Se non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, ecco come verificarlo:

              1. Sito dell’Agenzia delle Entrate: nella sezione “Codici tributo” trovi il motore di ricerca ufficiale dove puoi cercare per tipo di imposta, descrizione o codice
              2. Comunicazione dell’ente: l’avviso di pagamento (dell’Agenzia delle Entrate, del Comune o dell’INPS) riporta sempre il codice tributo da utilizzare
              3. Software di compilazione: i software per F24 online (sia bancari che dell’Agenzia) spesso suggeriscono il codice in base alla descrizione del tributo
              4. Consulta il CAF: al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a identificare il codice corretto e a compilare il Modello F24 senza errori

              Consiglio pratico: prima di confermare il pagamento F24 online, ricontrolla sempre il codice tributo con l’avviso di pagamento o con la tabella di riferimento. Correggere un errore richiede tempo e burocrazia che puoi evitare con una semplice verifica.

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              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti (FAQ)

              Dove trovo l’elenco ufficiale dei codici tributo?

              L’elenco ufficiale è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Servizi – Codici tributo”. Viene aggiornato periodicamente con risoluzioni che istituiscono nuovi codici o modificano quelli esistenti.

              Cosa succede se uso un codice tributo sbagliato?

              Il pagamento viene attribuito al tributo corrispondente al codice inserito, non a quello che intendevi pagare. Per correggere l’errore devi presentare un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate (circ. 29/E/2011). Il tributo “non pagato” potrebbe generare solleciti, ma l’istanza risolve la situazione senza sanzioni aggiuntive se il versamento originale era nei termini.

              I codici tributo cambiano ogni anno?

              La maggior parte dei codici tributo resta stabile nel tempo. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate può istituire nuovi codici per nuove imposte o agevolazioni, o sopprimere codici obsoleti. È buona norma verificare sempre prima di effettuare il versamento, specialmente per tributi meno comuni.

              Assistenza per la Compilazione F24

              Non sei sicuro di quale codice tributo usare? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a compilare correttamente il Modello F24 con tutti i codici tributo aggiornati al 2026. Evita errori e sanzioni: contattaci per un appuntamento.

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                Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-21 09:00:002026-05-31 17:47:53Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026
                CAF

                F24 Online: Come Pagare da Agenzia Entrate o Home Banking

                Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

                Pagare il F24 online è ormai il metodo più comodo, veloce e sicuro per versare imposte e contributi. Che tu scelga l’home banking della tua banca o il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate, in pochi minuti puoi completare il pagamento senza muoverti da casa. In questa guida ti spieghiamo tutti i canali disponibili per il pagamento F24 online nel 2026, con istruzioni passo passo per ciascuno.

                Se vuoi una panoramica completa su cos’è il Modello F24 e come compilarlo, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa alla compilazione F24 2026.

                Indice dei contenuti

                1. Chi Deve Pagare l’F24 Online
                2. F24 tramite Home Banking
                3. F24 Web dell’Agenzia delle Entrate
                4. F24 tramite Poste Italiane
                5. F24 tramite Intermediario (CAF o Commercialista)
                6. Errori Comuni nel Pagamento F24 Online
                7. Domande Frequenti (FAQ)

                Chi Deve Pagare l’F24 Online

                Non tutti possono scegliere liberamente se pagare l’F24 in formato cartaceo o telematico. Esistono casi in cui il pagamento online è obbligatorio:

                • Titolari di partita IVA: dal 2014, tutti i possessori di partita IVA devono presentare l’F24 esclusivamente per via telematica, indipendentemente dall’importo.
                • F24 a saldo zero: quando i crediti compensano esattamente i debiti, il modello va inviato solo attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (non vale l’home banking). Per approfondire, leggi la nostra guida sull’F24 a zero.
                • Importo superiore a 1.000 euro: i privati senza partita IVA che devono versare più di 1.000 euro sono obbligati a usare i canali telematici.
                • Compensazioni: qualsiasi F24 con compensazione orizzontale (credito di un’imposta usato per pagarne un’altra) deve essere presentato telematicamente.

                I privati senza partita IVA che devono pagare importi fino a 1.000 euro senza compensazioni possono ancora usare il modello cartaceo allo sportello, ma conviene comunque pagare online per comodità e tracciabilità.

                F24 tramite Home Banking

                Il metodo più diffuso per pagare l’F24 online è l’home banking. Praticamente tutte le banche italiane offrono questa funzionalità all’interno dell’area riservata del conto corrente, sia da web che da app mobile.

                Come procedere passo passo:

                1. Accedi all’area riservata della tua banca (sito web o app)
                2. Cerca la sezione “Pagamenti” o “Tributi e imposte”
                3. Seleziona “Pagamento F24” (alcune banche distinguono tra F24 ordinario e semplificato)
                4. Compila i campi richiesti: codice fiscale, codice tributo, anno di riferimento, importo. I campi sono gli stessi del modulo cartaceo
                5. Verifica i dati inseriti nel riepilogo
                6. Conferma il pagamento con il tuo sistema di autenticazione (PIN, OTP, riconoscimento biometrico)
                7. Scarica e conserva la ricevuta di pagamento con il numero di CRO

                Vantaggi dell’home banking: è gratuito nella maggior parte delle banche, immediato, disponibile 24 ore su 24 e genera automaticamente una ricevuta con valore legale. Puoi anche programmare il pagamento per una data futura, utile per rispettare le scadenze senza dimenticarle.

                Limite: con l’home banking puoi pagare F24 con saldo positivo e con compensazioni semplici. Per gli F24 a saldo zero devi usare obbligatoriamente i canali dell’Agenzia delle Entrate.

                F24 Web dell’Agenzia delle Entrate

                L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il servizio F24 web, accessibile dal portale ufficiale. È l’unico canale utilizzabile per gli F24 a saldo zero ed è obbligatorio per i titolari di partita IVA che non usano l’home banking.

                Come accedere e pagare:

                1. Vai su agenziaentrate.gov.it
                2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
                3. Nella tua area riservata, vai su “Servizi per” → “Pagare” → “F24 web”
                4. Compila il modello F24 online inserendo tutti i dati richiesti (anagrafica, sezioni, codici tributo, importi)
                5. Indica l’IBAN del conto corrente su cui addebitare il pagamento
                6. Verifica il riepilogo e conferma l’invio
                7. Scarica la ricevuta telematica dall’area “Ricevute”

                Il servizio F24 web è completamente gratuito. La ricevuta viene rilasciata entro pochi giorni e ha valore legale. È disponibile anche il servizio “F24 predeterminato” per i pagamenti che l’Agenzia delle Entrate ti ha già comunicato (come avvisi bonari o rottamazione delle cartelle).

                F24 tramite Poste Italiane

                Anche Poste Italiane offre la possibilità di pagare l’F24 online, sia attraverso il sito web che tramite l’app BancoPosta o Postepay.

                Per pagare online con Poste:

                1. Accedi al tuo conto BancoPosta online o all’app
                2. Vai nella sezione “Pagamenti” → “Tributi/Tasse”
                3. Seleziona “F24 ordinario” o “F24 semplificato”
                4. Compila i dati come faresti per il modulo cartaceo
                5. Conferma con il tuo codice di sicurezza o la verifica biometrica

                Il pagamento tramite Poste è disponibile anche allo sportello per chi preferisce il supporto di un operatore. In questo caso puoi presentarti con il modello F24 già compilato e pagare in contanti, con bancomat o carta di credito. Ricorda però che allo sportello fisico è possibile pagare solo F24 con saldo positivo e importo entro i limiti previsti.

                F24 tramite Intermediario (CAF o Commercialista)

                Se preferisci affidarti a un professionista, puoi far inviare il tuo F24 attraverso un intermediario abilitato: il tuo commercialista, il tuo consulente del lavoro o un CAF. Gli intermediari utilizzano il canale Entratel dell’Agenzia delle Entrate, dedicato ai professionisti e agli enti.

                Questa opzione è particolarmente utile quando:

                • Hai compensazioni complesse da gestire e vuoi evitare errori
                • Devi presentare un F24 a zero e non hai le credenziali per l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
                • Vuoi la sicurezza di un controllo professionale sui codici tributo e gli importi
                • Gestisci molti F24 durante l’anno (ad esempio per IMU, acconti, saldi) e preferisci delegare

                Al CAF Centro Fiscale di Udine offriamo il servizio di compilazione e invio telematico dell’F24 per tutti i nostri assistiti. Ti aiutiamo a individuare i codici tributo corretti, calcolare gli importi e gestire eventuali compensazioni. Se hai dubbi, puoi prenotare un appuntamento per una consulenza dedicata.

                Errori Comuni nel Pagamento F24 Online

                Anche pagando online è possibile commettere errori. Ecco i più frequenti e come evitarli:

                • Codice tributo sbagliato: è l’errore più comune. Verifica sempre il codice prima di confermare. Se sbagli, dovrai presentare un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate.
                • Anno di riferimento errato: inserire 2026 invece di 2025 (o viceversa) è un errore frequente, soprattutto per i saldi delle dichiarazioni.
                • Pagamento oltre la scadenza: l’F24 online viene processato nella data di invio, non in quella di compilazione. Se compili oggi ma invii domani, la data che conta è domani. Se sei in ritardo, valuta il ravvedimento operoso.
                • IBAN non corretto: sul portale dell’Agenzia delle Entrate, se inserisci un IBAN sbagliato il pagamento viene rifiutato. Verifica sempre il codice IBAN del tuo conto.
                • Dimenticare la ricevuta: scarica e conserva sempre la ricevuta del pagamento. In caso di contestazioni, è la tua prova di versamento.

                📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                Domande Frequenti (FAQ)

                Posso pagare l’F24 online di domenica o nei giorni festivi?

                Sì, sia l’home banking che il portale dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Tuttavia, se la scadenza cade di domenica o giorno festivo, il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo.

                L’home banking è sicuro per pagare l’F24?

                Assolutamente sì. Le banche italiane utilizzano protocolli di sicurezza avanzati (crittografia SSL, autenticazione a due fattori) per proteggere le transazioni online. La ricevuta di pagamento emessa dalla banca ha valore legale.

                Come posso verificare che il pagamento F24 sia andato a buon fine?

                Se hai pagato tramite home banking, la ricevuta viene generata immediatamente. Se hai usato il portale dell’Agenzia delle Entrate, la ricevuta è disponibile nella sezione “Ricevute” entro 1-2 giorni lavorativi. Puoi anche verificare i versamenti nel tuo cassetto fiscale su agenziaentrate.gov.it.

                Assistenza per il Pagamento F24 Online

                Non sei sicuro di come pagare il tuo F24 online? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo con la compilazione, il calcolo degli importi e l’invio telematico del Modello F24. Evitiamo errori e ti garantiamo il rispetto delle scadenze.

                Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

                Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

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                  Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-20 09:00:002026-05-31 17:48:10F24 Online: Come Pagare da Agenzia Entrate o Home Banking
                  NOTIZIE

                  Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026: il calendario dell’Agenzia delle Entrate

                  Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

                  La settimana fiscale dal 18 al 24 maggio 2026 rappresenta uno dei momenti piu intensi del calendario tributario italiano. Il 16 maggio 2026 cade di sabato e, in base alla regola generale prevista dall’art. 7, comma 1, lett. h) del DL 70/2011 (cosi come dall’art. 18, comma 1, del DPR 600/1973), tutte le scadenze fiscali e contributive previste per il sabato slittano automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, ossia lunedi 18 maggio 2026.

                  Per i contribuenti, le partite IVA, i sostituti d’imposta e i datori di lavoro domestico significa che la giornata di lunedi concentra praticamente tutti gli adempimenti mensili: versamento dell’IVA del mese di aprile, delle ritenute IRPEF su lavoro dipendente e autonomo, dei contributi INPS (gestione dipendenti, separata, artigiani e commercianti per la quota mensile) e degli adempimenti specifici come quello previsto per gli intermediari degli affitti brevi.

                  In questa guida trovi il calendario fiscale giorno per giorno della settimana 18-24 maggio 2026, con le tabelle dei codici tributo F24 da utilizzare, le sanzioni applicabili in caso di omesso versamento dopo la riforma introdotta dal D.Lgs. 87/2024 e le percentuali aggiornate del ravvedimento operoso 2026.

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                  Indice dei contenuti

                  1. Calendario fiscale 18-24 maggio 2026: panoramica della settimana
                  2. Lunedi 18 maggio 2026: la giornata piu importante del mese
                  3. Martedi 19 maggio 2026: comunicazioni e adempimenti residuali
                  4. Mercoledi 20 e giovedi 21 maggio 2026: la fase intermedia
                  5. Venerdi 22 maggio 2026: ultime scadenze settimanali
                  6. Sabato 23 e domenica 24 maggio 2026: scadenze posticipate
                  7. Modello F24 e codici tributo principali da utilizzare
                  8. Sanzioni e ravvedimento operoso 2026: percentuali aggiornate
                  9. Come il CAF Centro Fiscale puo aiutarti negli adempimenti
                  10. Domande frequenti

                  Calendario fiscale 18-24 maggio 2026: panoramica della settimana

                  La settimana dal 18 al 24 maggio 2026 e dominata dalle scadenze che, ordinariamente fissate al 16 del mese, sono state posticipate al lunedi 18 a causa della coincidenza con il fine settimana. La tabella sottostante riassume in modo schematico i principali adempimenti che ricadono nei sette giorni in oggetto, distinguendo per soggetto obbligato e tipologia di tributo o contributo.

                  DataAdempimentoSoggetti obbligati
                  Lun 18 maggioVersamento IVA aprile 2026 (mensili)Contribuenti IVA mensili
                  Lun 18 maggioRitenute IRPEF (lavoro dipendente e autonomo)Sostituti d’imposta
                  Lun 18 maggioContributi INPS lavoro dipendente (DM10/UniEmens)Datori di lavoro
                  Lun 18 maggioContributi INPS Gestione SeparataCommittenti collaboratori
                  Lun 18 maggioRitenute 21% affitti brevi intermediariIntermediari immobiliari (anche portali)
                  Lun 18 maggioImposta sostitutiva rivalutazione TFRDatori di lavoro
                  Lun 18 maggioAddizionale comunale e regionale IRPEFSostituti d’imposta
                  Mar 19 maggioComunicazioni residuali e regolarizzazioniVari
                  Mer 20 maggioConai dichiarazione periodicaProduttori imballaggi
                  Gio 21 maggioPredisposizione 730 e Redditi PF in corsoContribuenti
                  Ven 22 maggioNessuna scadenza fissa rilevante—
                  Sab 23 – Dom 24Eventuali scadenze slittate al 25 maggio (lunedi)—

                  Va sottolineato come tutti gli adempimenti del 16 maggio (data ordinaria) siano stati uniformemente trasferiti al 18 maggio: una circostanza che si verifica regolarmente quando il 16 cade nel fine settimana, generando di fatto una concentrazione di scadenze in una sola giornata. Il fenomeno e analogo a quello osservato negli anni precedenti, da ultimo nel maggio 2025, e richiede una pianificazione anticipata da parte di consulenti, commercialisti e CAF.

                  Lunedi 18 maggio 2026: la giornata piu importante del mese

                  Il 18 maggio 2026 e, a tutti gli effetti, la giornata fiscale piu impegnativa dell’intero mese. Vediamo nel dettaglio quali adempimenti devono essere assolti entro le ore 24 di quel giorno, distinguendo le diverse tipologie di contribuenti coinvolti.

                  Versamento dell’IVA mensile relativa ad aprile 2026

                  I contribuenti che hanno optato per il regime IVA mensile (in luogo del trimestrale) devono versare l’imposta a debito risultante dalla liquidazione del mese di aprile 2026. Il versamento si effettua tramite modello F24 utilizzando il codice tributo 6004 (versamento IVA mensile – aprile), specificando come anno di riferimento il 2026.

                  I contribuenti trimestrali che hanno scelto il regime IVA per opzione (art. 7 DPR 542/1999) NON devono versare nulla in questa data: il loro prossimo appuntamento e il 20 maggio per il versamento del primo trimestre 2026 (codice 6031, con maggiorazione 1% per interessi), salvo che si tratti di soggetti rientranti nel cd. “trimestrale per natura” (autotrasportatori, distributori di carburante, ecc.).

                  Versamento delle ritenute IRPEF su redditi di lavoro

                  I sostituti d’imposta (datori di lavoro pubblici e privati, committenti di lavoro autonomo, condomini in qualita di sostituti) devono versare entro il 18 maggio 2026 le ritenute IRPEF operate ad aprile 2026 su:

                  • Redditi di lavoro dipendente (codice tributo F24: 1001 per dipendenti, 1002 per pensioni)
                  • Redditi assimilati a lavoro dipendente (codice 1004)
                  • Redditi di lavoro autonomo professionale (codice 1040)
                  • Provvigioni (codici 1038 per agenti monomandatari)
                  • Addizionale regionale all’IRPEF (codice 3802)
                  • Addizionale comunale all’IRPEF (codice 3848 a saldo, 3847 in acconto)

                  Contributi INPS per il lavoro dipendente

                  I datori di lavoro pubblici e privati devono versare i contributi previdenziali e assistenziali relativi alle retribuzioni di aprile 2026, tramite modello F24 con i codici “DM10” generati attraverso la denuncia UniEmens. La scadenza ordinaria del 16 e quindi posticipata al 18 maggio.

                  Ricordiamo che, dal 2026, l’aliquota contributiva ordinaria per il lavoro dipendente del settore privato e pari al 33,06% (8,89% a carico lavoratore + 23,81% datore di lavoro, con variazioni per settore), e che per i nuovi assunti a tempo indeterminato continuano a operare gli sgravi previsti dalle leggi di bilancio piu recenti.

                  Affitti brevi: ritenuta 21% degli intermediari

                  Per gli intermediari immobiliari e i portali telematici (Airbnb, Booking, ecc.) che operano nel settore degli affitti brevi, il 18 maggio 2026 e la scadenza per il versamento delle ritenute del 21% operate ad aprile sui canoni di locazione breve, secondo quanto previsto dall’art. 4 del DL 50/2017 (convertito con modificazioni dalla L. 96/2017).

                  Il codice tributo F24 da utilizzare e il 1919 (ritenute su redditi derivanti da locazioni brevi). Tale obbligo riguarda anche i contratti per i quali il proprietario ha optato per il regime opzionale della cedolare secca.

                  Contributi INPS Gestione Separata

                  I committenti che hanno corrisposto compensi a collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori autonomi occasionali, amministratori di societa, professionisti senza cassa devono versare entro il 18 maggio 2026 i contributi alla Gestione Separata INPS relativi ad aprile (codice tributo F24: C10 o equivalenti UniEmens).

                  L’aliquota Gestione Separata 2026 per i collaboratori privi di altra copertura previdenziale e fissata al 33,72% (33% IVS + 0,72% per maternita, ANF e malattia), mentre per chi e gia iscritto ad altra forma previdenziale obbligatoria l’aliquota e 24%.

                  Imposta sostitutiva su rivalutazione del TFR

                  I sostituti d’imposta devono versare il saldo dell’imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione del TFR maturato al 31 dicembre 2025, al netto dell’acconto gia versato il 16 dicembre 2025. Il codice tributo F24 e il 1713.

                  Martedi 19 maggio 2026: comunicazioni e adempimenti residuali

                  Il 19 maggio 2026 non presenta scadenze fiscali di portata generale, ma costituisce un giorno utile per regolarizzare gli adempimenti che non sono stati assolti il giorno precedente, eventualmente avvalendosi del ravvedimento operoso “sprint” (di cui parleremo nel dettaglio piu avanti) per ridurre al minimo le sanzioni.

                  E inoltre il momento per verificare la corretta esecuzione dei versamenti F24 effettuati il 18 maggio, controllando in particolare l’esito degli addebiti diretti su conto corrente. In caso di F24 scartato dall’Agenzia delle Entrate (per esempio per mancanza di disponibilita sul conto), il contribuente ha 5 giorni di tempo per la regolarizzazione senza applicazione di sanzioni, secondo quanto chiarito dalla Circolare 27/E del 2017 dell’Agenzia delle Entrate.

                  Comunicazioni IVA OSS e IOSS

                  Gli operatori che hanno aderito al regime opzionale OSS (One Stop Shop) o IOSS (Import One Stop Shop) per le vendite a distanza intracomunitarie B2C e per i beni importati di valore inferiore a 150 euro possono utilizzare i giorni intermedi della settimana per finalizzare le dichiarazioni periodiche, in vista della scadenza del 31 maggio per la presentazione del trimestrale.

                  Mercoledi 20 e giovedi 21 maggio 2026: la fase intermedia

                  Tradizionalmente, il 20 di ogni mese e la data fissata per due specifici adempimenti:

                  Versamento IVA trimestrale (primo trimestre 2026) – regime opzionale

                  I contribuenti che hanno optato per la liquidazione IVA trimestrale (art. 7 DPR 542/1999) devono versare entro il 20 maggio 2026 l’IVA a debito relativa al primo trimestre 2026, maggiorata dell’1% a titolo di interessi (codice tributo F24: 6031). Tale obbligo non si applica ai trimestrali “per natura” (autotrasportatori, distributori di carburante, ecc.) per i quali valgono scadenze specifiche.

                  CONAI – dichiarazione periodica

                  I produttori e gli utilizzatori di imballaggi soggetti al Contributo Ambientale CONAI devono presentare entro il 20 maggio 2026 la dichiarazione mensile relativa al mese di aprile (per chi e in regime mensile) oppure la dichiarazione trimestrale (per chi rientra nelle soglie quantitative inferiori).

                  Giovedi 21 maggio: nessuna scadenza fiscale fissa

                  Il 21 maggio 2026 non presenta scadenze fiscali ricorrenti di portata generale. E pero un giorno strategico per i contribuenti che devono ancora completare la raccolta della documentazione per la dichiarazione dei redditi 2026 (modello 730 o modello Redditi PF, relativi all’anno d’imposta 2025), considerato che il 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate (la data di rilascio e stata posticipata dal 15 al 30 aprile a partire dal 2026, come previsto dal D.Lgs. 1/2024).

                  Venerdi 22 maggio 2026: ultime scadenze settimanali

                  Il 22 maggio 2026 chiude la settimana lavorativa senza scadenze fiscali di rilievo nazionale. Si tratta tuttavia di un’ottima occasione per:

                  • verificare lo stato delle fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio (SdI) nei giorni precedenti, intercettando eventuali notifiche di scarto
                  • predisporre la liquidazione IVA periodica (LIPE) del primo trimestre 2026, la cui comunicazione deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate entro il 31 maggio 2026
                  • aggiornare il registro dei corrispettivi per i commercianti al minuto e per chi effettua attivita assimilate
                  • raccogliere la documentazione utile per il modello 770/2026, in vista della scadenza ordinaria del 31 ottobre 2026

                  Sabato 23 e domenica 24 maggio 2026: scadenze posticipate

                  Il fine settimana del 23 e 24 maggio 2026 non ospita scadenze fiscali dirette, ma rappresenta il fisiologico spostamento al lunedi successivo (25 maggio 2026) di qualunque adempimento che ordinariamente fosse fissato per sabato o domenica.

                  La regola del posticipo, come anticipato in apertura, e generale e si applica indistintamente a:

                  • versamenti unitari mediante F24
                  • comunicazioni telematiche all’Agenzia delle Entrate
                  • denuncie contributive INPS
                  • presentazione di dichiarazioni fiscali

                  Per il 25 maggio 2026 (lunedi) non sono previste scadenze fisse di particolare rilievo a livello nazionale, ma e bene verificare sempre il calendario del contribuente dell’Agenzia delle Entrate, costantemente aggiornato.

                  Modello F24 e codici tributo principali da utilizzare

                  Tutti i versamenti fiscali e contributivi descritti si effettuano tramite il modello F24 unificato, presentato esclusivamente in modalita telematica (direttamente o tramite intermediario abilitato) dai titolari di partita IVA, e tramite home banking o canali Entratel/Fisconline dai soggetti privati.

                  La tabella sottostante raccoglie i principali codici tributo F24 da utilizzare per gli adempimenti del 18 maggio 2026.

                  CodiceDescrizionePeriodo riferimento
                  6004Versamento IVA mensile – aprile04/2026
                  6031Versamento IVA primo trimestre01/2026 (trim.)
                  1001Ritenute IRPEF lavoro dipendente04/2026
                  1002Ritenute IRPEF pensioni04/2026
                  1004Ritenute IRPEF redditi assimilati04/2026
                  1040Ritenute IRPEF lavoro autonomo04/2026
                  1038Ritenute su provvigioni04/2026
                  1919Ritenute 21% locazioni brevi04/2026
                  1713Imposta sostitutiva rivalutazione TFR (saldo)2025
                  3802Addizionale regionale IRPEF04/2026
                  3848Addizionale comunale IRPEF (saldo)04/2026
                  3847Addizionale comunale IRPEF (acconto)04/2026

                  I codici tributo INPS per i contributi previdenziali si articolano invece nella codifica specifica della denuncia UniEmens (per dipendenti) o tramite codici alfanumerici come C10 per la Gestione Separata. Per gli artigiani e commercianti la rata fissa trimestrale ha codici AP/CP con specifica del periodo di competenza.

                  Sanzioni e ravvedimento operoso 2026: percentuali aggiornate

                  Una delle novita piu importanti per il 2026 riguarda il quadro sanzionatorio amministrativo, profondamente modificato dal D.Lgs. 87/2024, in attuazione della delega prevista dalla L. 111/2023 (Riforma fiscale). Le nuove misure si applicano alle violazioni commesse a decorrere dal 1° settembre 2024.

                  Sanzione per omesso o tardivo versamento

                  La sanzione ordinaria per l’omesso o tardivo versamento di tributi e ridotta dal 30% al 25% dell’imposta non versata. Si tratta di una riduzione strutturale che riguarda tutti i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate. Per i versamenti effettuati con ritardo non superiore a 90 giorni, la sanzione e applicata in misura ridotta alla meta (12,5%).

                  Ravvedimento operoso aggiornato

                  Il ravvedimento operoso, disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, consente al contribuente di regolarizzare spontaneamente la violazione, beneficiando di riduzioni significative della sanzione. Con il nuovo regime, applicato alle violazioni del 1° settembre 2024 in poi, le percentuali sono le seguenti (calcolate sulla sanzione base del 25%):

                  Tempo dal versamento omessoRiduzione sanzioneSanzione effettiva
                  Ravvedimento sprint (entro 14 giorni)1/10 della sanzione minima, ridotta di 1/15 per ogni giornoda 0,083% (1° giorno) a circa 1,17% (14° giorno)
                  Ravvedimento breve (15-30 giorni)1/10 della sanzione ordinaria al 12,5%1,25%
                  Ravvedimento trimestrale (31-90 giorni)1/9 della sanzione al 12,5%1,39%
                  Ravvedimento annuale (entro 1 anno)1/8 della sanzione del 25%3,125%
                  Ravvedimento biennale (entro 2 anni)1/7 della sanzione del 25%3,571%
                  Ravvedimento oltre 2 anni1/6 della sanzione del 25%4,167%

                  Oltre alla sanzione ridotta, il ravvedimento richiede il versamento dell’imposta dovuta piu gli interessi legali, calcolati al tasso annuo del 2% in vigore dal 1° gennaio 2026 (DM 11 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 295 del 19 dicembre 2025), calcolati giorno per giorno fino alla data di effettivo versamento.

                  Codici tributo F24 per il ravvedimento

                  Per il versamento delle sanzioni da ravvedimento si utilizzano codici tributo specifici, generalmente costituiti dal codice tributo originario seguito da una variazione. Ad esempio, per ravvedere il versamento dell’IVA mensile si utilizza il codice tributo originario (6004), affiancato dal codice 8904 per la sanzione ridotta e dal codice 1991 per gli interessi legali (con la stessa indicazione del mese/anno di competenza).

                  Come il CAF Centro Fiscale puo aiutarti negli adempimenti

                  La gestione delle scadenze fiscali settimanali richiede precisione, conoscenza della normativa e capacita di pianificazione: anche un piccolo ritardo nella trasmissione di un F24 o nell’invio di una comunicazione puo generare sanzioni e interessi, oltre al rischio di accertamenti.

                  Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione di privati cittadini, partite IVA in regime forfettario e ordinario, datori di lavoro domestico e amministratori di condominio un servizio completo che comprende:

                  • Compilazione e trasmissione del modello 730/2026 (anno d’imposta 2025) con il sistema precompilato
                  • Elaborazione del modello Redditi PF 2026 per chi non puo utilizzare il 730 (titolari di partita IVA, soci di societa, ecc.)
                  • Calcolo e versamento di F24 IMU, addizionali, acconti IRPEF e imposte sostitutive
                  • Gestione completa della contabilita partita IVA forfettaria, con fatturazione elettronica inclusa
                  • Gestione del rapporto di lavoro domestico (colf e badanti): denuncia, buste paga, MAV INPS trimestrali, TFR e CU annuale
                  • Servizio di ravvedimento operoso: ricalcolo della sanzione, calcolo degli interessi legali giorno per giorno e predisposizione dell’F24 corretto
                  • Consulenza su cripto-attivita: dichiarazione quadro RW (oggi quadro W), imposta sostitutiva sulle plusvalenze

                  Per fissare un appuntamento o per richiedere informazioni sui servizi disponibili, e possibile contattare il CAF Centro Fiscale di Udine attraverso il sito ufficiale, dove sono indicati anche gli orari di apertura delle sedi.

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                  Domande frequenti sulle scadenze fiscali 18-24 maggio 2026

                  Perche le scadenze del 16 maggio 2026 slittano al 18 maggio?

                  Il 16 maggio 2026 cade di sabato e, in base alla regola generale dell’art. 7 comma 1 lett. h) del DL 70/2011 e dell’art. 18 comma 1 DPR 600/1973, tutti i versamenti unitari F24 e gli adempimenti tributari che ricadono in giorno festivo o di sabato sono automaticamente posticipati al primo giorno lavorativo successivo, cioe lunedi 18 maggio 2026.

                  Cosa succede se non riesco a versare l’IVA mensile entro il 18 maggio 2026?

                  In caso di omesso o tardivo versamento, e possibile ricorrere al ravvedimento operoso. Se ti accorgi dell’errore entro 14 giorni, la sanzione e ridottissima (ravvedimento sprint, da 0,083% a circa 1,17%); entro 30 giorni applicheresti l’1,25%; entro 90 giorni l’1,39%; entro 1 anno il 3,125%. Vanno sempre aggiunti l’imposta non versata e gli interessi legali al 2% annuo.

                  Quali codici tributo F24 devo usare per le ritenute IRPEF di aprile 2026?

                  I codici principali sono: 1001 per ritenute lavoro dipendente, 1002 per ritenute su pensioni, 1004 per redditi assimilati, 1040 per ritenute su lavoro autonomo, 1038 per provvigioni di agenti monomandatari. Il periodo di riferimento e sempre il mese in cui le ritenute sono state operate (04/2026 per le ritenute di aprile).

                  Anche gli affitti brevi sono soggetti a una scadenza il 18 maggio 2026?

                  Si, ma l’obbligo riguarda solo gli intermediari immobiliari (agenzie tradizionali, portali online come Airbnb e Booking) che hanno operato la ritenuta del 21% sui canoni di locazione breve pagati ai proprietari ad aprile 2026. Il versamento si effettua con il codice tributo F24 1919. Il singolo proprietario di immobile non e direttamente coinvolto in questo adempimento.

                  Quando scade la dichiarazione 730/2026?

                  Il modello 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026 (la data e cambiata dal 15 al 30 aprile a partire da quest’anno, in attuazione del D.Lgs. 1/2024). La scadenza per la presentazione definitiva e fissata al 30 settembre 2026, mentre per la presentazione del 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Il modello Redditi PF 2026 va invece presentato entro il 31 ottobre 2026.

                  Quanto vale oggi l’interesse legale per il ravvedimento operoso?

                  Dal 1° gennaio 2026, l’interesse legale e stabilito al 2% annuo dal DM 11 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 295 del 19 dicembre 2025. Si calcola giorno per giorno dalla data dell’omesso versamento a quella dell’effettivo pagamento, da indicare nell’F24 con il codice 1991 (interessi su ravvedimento – IVA) o codice analogo per gli altri tributi.

                  Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 14:28:382026-05-19 08:58:06Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026: il calendario dell’Agenzia delle Entrate
                  IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIE

                  Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026: il calendario dell’Agenzia delle Entrate

                  Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

                  La settimana dal 18 al 24 maggio 2026 rappresenta uno degli snodi piu’ importanti del calendario fiscale dell’anno: lunedi’ 18 maggio, infatti, scatta la scadenza unificata mensile (slittata dal 16 maggio, che cade di sabato) per il versamento di ritenute, IVA e contributi previdenziali. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le scadenze previste dal calendario del contribuente dell’Agenzia delle Entrate, con codici tributo F24 e sanzioni in caso di ritardo.

                  Indice dei contenuti

                  1. Scadenze della settimana 18-24 maggio 2026 a colpo d’occhio
                  2. Lunedi’ 18 maggio 2026: la scadenza unificata mensile
                  3. Ritenute IRPEF: codici tributo F24 da utilizzare
                  4. IVA mensile relativa ad aprile 2026
                  5. Contributi INPS Gestione Separata
                  6. Casse previdenziali professionisti
                  7. Bollo virtuale sulle fatture elettroniche
                  8. Ravvedimento operoso 2026: come rimediare
                  9. Cosa NON scade tra il 18 e il 24 maggio 2026
                  10. Consigli pratici per il contribuente
                  11. FAQ – Domande frequenti

                  Scadenze della settimana 18-24 maggio 2026 a colpo d’occhio

                  Prima di entrare nel dettaglio dei singoli adempimenti, ecco una panoramica sinottica delle scadenze fiscali piu’ rilevanti previste nella settimana dal 18 al 24 maggio 2026. La data piu’ importante e’ senza dubbio lunedi’ 18 maggio, giorno in cui si concentra la quasi totalita’ degli obblighi mensili.

                  DataAdempimentoSoggetti interessati
                  Lun 18/05/2026Versamento ritenute IRPEF lavoro dipendente e autonomo (aprile 2026)Sostituti d’imposta
                  Lun 18/05/2026Versamento IVA mensile (mese di aprile 2026)Partite IVA in regime mensile
                  Lun 18/05/2026Contributi INPS Gestione Separata (collaboratori e committenti)Committenti e collaboratori
                  Lun 18/05/2026Contributi INPS lavoratori dipendenti (UniEmens aprile 2026)Datori di lavoro
                  Lun 18/05/2026Bollo virtuale fatture elettroniche I trimestre 2026 (importo > 5.000 euro)Partite IVA
                  18-24/05/2026Trasmissione UniEmens periodo aprile 2026 (entro 31/05)Datori di lavoro

                  Importante: il 16 maggio 2026 cade di sabato, quindi tutti gli adempimenti previsti a quella data slittano automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, ossia lunedi’ 18 maggio 2026, in applicazione dell’art. 18 del D.Lgs. 241/1997.

                  Lunedi’ 18 maggio 2026: la scadenza unificata mensile

                  La scadenza fiscale del 18 maggio 2026 (in luogo del 16 maggio, sabato) e’ una di quelle “centrali” del calendario fiscale italiano. In un’unica data si concentrano gli adempimenti relativi al mese precedente per quanto riguarda:

                  • Versamento delle ritenute IRPEF operate dai sostituti d’imposta su stipendi, pensioni, compensi a professionisti e collaboratori (riferimento: redditi corrisposti ad aprile 2026)
                  • Versamento dell’IVA mensile di aprile 2026 da parte dei contribuenti in regime mensile
                  • Versamento dei contributi previdenziali INPS a carico di datori di lavoro, committenti e collaboratori della Gestione Separata
                  • Pagamento del bollo virtuale sulle fatture elettroniche relative al primo trimestre 2026 (se l’importo cumulato supera 5.000 euro)
                  • Versamento delle addizionali regionali e comunali trattenute sui redditi di lavoro dipendente

                  Tutti i versamenti si effettuano con modello F24, esclusivamente in modalita’ telematica (canali Entratel/Fisconline, home banking convenzionato o intermediario abilitato come il CAF).

                  Ritenute IRPEF: codici tributo F24 da utilizzare

                  I sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pensionistici, committenti di lavoro autonomo) devono versare entro il 18 maggio 2026 le ritenute IRPEF trattenute sui compensi erogati nel mese di aprile 2026. I principali codici tributo F24 da indicare nella sezione “Erario” sono:

                  Codice tributoDescrizione
                  1001Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte e mensilita’ aggiuntive
                  1002Ritenute su emolumenti arretrati
                  1004Ritenute su redditi assimilati a lavoro dipendente
                  1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo (compensi a professionisti)
                  1038Ritenute su provvigioni di agenti, rappresentanti, mediatori
                  3802Addizionale regionale IRPEF trattenuta dai sostituti
                  3848Addizionale comunale IRPEF – saldo
                  3847Addizionale comunale IRPEF – acconto

                  Il mese di riferimento da indicare nel modello F24 e’ “04” (aprile) e l’anno di riferimento e’ “2026”. Per le ritenute sui redditi di lavoro autonomo (codice 1040), il calcolo standard e’ del 20% a titolo di acconto IRPEF, da operarsi sul compenso lordo al netto della rivalsa previdenziale (es. 4% Gestione Separata o 4% Cassa Forense).

                  IVA mensile relativa ad aprile 2026

                  I contribuenti che hanno optato per la liquidazione mensile dell’IVA (regime ordinario obbligatorio per chi supera certi volumi d’affari) devono versare entro lunedi’ 18 maggio 2026 l’IVA a debito risultante dalla liquidazione del mese di aprile 2026.

                  I principali codici tributo per il versamento dell’IVA mensile sono quelli della serie 6001-6012, dove le ultime due cifre indicano il mese di riferimento. Per la liquidazione di aprile 2026 si usa quindi il codice 6004.

                  • 6004 – Versamento IVA mensile aprile
                  • 1668 – Interessi pagamento dilazionato (in caso di rateazione)
                  • 6099 – Saldo IVA annuale

                  Per i contribuenti che hanno scelto la liquidazione trimestrale (opzione vincolante per almeno un anno solare, possibile per chi nell’anno precedente ha realizzato un volume d’affari non superiore a 500.000 euro per i servizi o 800.000 euro per altre attivita’), la prossima scadenza utile sara’ invece il 31 maggio 2026 per la LIPE del I trimestre (slittata al 1° giugno 2026, lunedi’) e successivamente il 20 agosto 2026 per il versamento del II trimestre.

                  Contributi INPS Gestione Separata

                  Entro lunedi’ 18 maggio 2026 i committenti devono versare i contributi INPS della Gestione Separata trattenuti sui compensi corrisposti nel mese di aprile 2026 a collaboratori coordinati e continuativi, occasionali con compensi superiori a 5.000 euro annui, amministratori e sindaci di societa’.

                  Le aliquote 2026 della Gestione Separata, da ripartire 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore, sono indicativamente le seguenti (in attesa di eventuali aggiornamenti nella circolare INPS annuale di riferimento):

                  • 33,72% circa per i collaboratori non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria (33% IVS + 0,72% maternita’/malattia/DIS-COLL)
                  • 24% circa per i collaboratori gia’ iscritti ad altra cassa previdenziale o pensionati

                  I principali codici causale F24 sono CXX (codice azienda) e C10 per Gestione Separata; il riferimento e’ “04/2026”. Il versamento si effettua nella sezione INPS del modello F24, indicando il codice sede INPS competente.

                  Casse previdenziali professionisti

                  Anche se la scadenza generale e’ fissata al 18 maggio 2026, ricordiamo che le casse previdenziali private dei professionisti (Cassa Forense per avvocati, Inarcassa per architetti e ingegneri, ENPAM per medici, ENPAP per psicologi, ENPAB per biologi, CNPADC per commercialisti) hanno scadenze proprie spesso indipendenti dal calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

                  Nel periodo dal 18 al 24 maggio 2026 segnaliamo in particolare:

                  • Trasmissione telematica del modello UniEmens relativo ad aprile 2026 (scadenza ordinaria 31/05/2026)
                  • Eventuali rate periodiche dei contributi minimi delle casse di previdenza professionali, ciascuna con propria scadenza interna (verificare il calendario della propria cassa di appartenenza)
                  • Versamento di eventuali contributi volontari per il riscatto di periodi non coperti

                  Per i versamenti delle casse private si utilizzano modelli e canali dedicati (M-Avv, GP-Inarcassa), distinti dal modello F24 ordinario. Si consiglia di consultare sempre l’area riservata della propria cassa per il prospetto delle scadenze personalizzate.

                  Bollo virtuale sulle fatture elettroniche

                  Il versamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel I trimestre 2026 (gennaio-marzo) deve essere effettuato entro il termine del 31 maggio 2026 (slittato a lunedì 1° giugno 2026 in quanto il 31 maggio cade di domenica), oppure puo’ essere differito se l’importo dovuto e’ inferiore alle soglie previste dalla normativa.

                  Attenzione: dal 2023 sono cambiate le regole sulla cumulabilita’ tra trimestri. Il versamento del bollo del I trimestre puo’ essere differito al II trimestre se l’importo dovuto non supera 5.000 euro; in caso contrario va versato entro la scadenza ordinaria.

                  I codici tributo F24 per il bollo sulle fatture elettroniche sono:

                  • 2521 – Bollo fatture elettroniche I trimestre
                  • 2522 – Bollo fatture elettroniche II trimestre
                  • 2523 – Bollo fatture elettroniche III trimestre
                  • 2524 – Bollo fatture elettroniche IV trimestre

                  L’importo dovuto e’ calcolato e proposto direttamente dall’Agenzia delle Entrate nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”, in base alle fatture transitate dal Sistema di Interscambio (SdI).

                  Ravvedimento operoso 2026: come rimediare

                  Chi non riesce a versare entro il 18 maggio 2026 puo’ regolarizzare la propria posizione con il ravvedimento operoso, beneficiando di sanzioni ridotte in funzione del tempo trascorso dalla scadenza. Le percentuali sono state riviste dal D.Lgs. 87/2024, in vigore per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, che ha sostituito la sanzione standard del 30% con una nuova misura base del 25%.

                  Tempo dalla scadenzaSanzione ridottaFrazione della sanzione base
                  Entro 14 giorni0,083% al giorno (ravvedimento “sprint”)1/10 della sanzione base, ridotta a 1/15 per giorno
                  Da 15 a 30 giorni1,25%1/10 della sanzione base (25%)
                  Da 31 a 90 giorni1,39%1/9 della sanzione base
                  Entro 1 anno (o termine dichiarazione)3,125%1/8 della sanzione base
                  Entro 2 anni (o termine successivo)3,572%1/7 della sanzione base
                  Oltre 2 anni4,167%1/6 della sanzione base

                  Oltre alla sanzione ridotta, vanno versati gli interessi legali al tasso annuo vigente (per il 2026 occorre verificare il decreto del MEF di fine 2025 che fissa il nuovo tasso) e l’imposta omessa, indicando nel modello F24 il codice tributo dell’imposta originaria insieme ai codici tributo della sanzione (8901 per IRPEF, 8904 per IVA) e degli interessi (1989 per IRPEF, 1991 per IVA).

                  Cosa NON scade tra il 18 e il 24 maggio 2026

                  Per evitare confusioni, riepiloghiamo brevemente le principali scadenze che NON cadono nella settimana dal 18 al 24 maggio 2026, ma che molti contribuenti potrebbero erroneamente attendersi:

                  • Il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026 scadono il 16 giugno 2026 (con possibilita’ di differimento al 30 giugno con maggiorazione dello 0,40%, oppure entro il 30 luglio 2026 con ulteriore +0,40%)
                  • L’acconto IMU 2026 scade il 16 giugno 2026
                  • L’invio del 730 precompilato e’ aperto dal 30 aprile 2026 (data modificata rispetto al 15 aprile dei precedenti anni) ed e’ possibile inviarlo fino al 30 settembre 2026
                  • La LIPE (Liquidazione Periodica IVA) del I trimestre 2026 scade il 31 maggio 2026 (slitta a lunedi’ 1° giugno 2026 perche’ il 31 cade di domenica)
                  • La dichiarazione IVA annuale 2025 e’ gia’ scaduta il 30 aprile 2026

                  Consigli pratici per il contribuente

                  Per affrontare al meglio la scadenza del 18 maggio 2026 e gli altri adempimenti della settimana, ecco alcuni consigli pratici dal CAF Centro Fiscale di Udine:

                  1. Prepara il modello F24 con anticipo: predisporlo gia’ nei primi giorni di maggio consente di verificare eventuali compensazioni con crediti d’imposta disponibili (es. credito IVA, credito IRPEF da 730).
                  2. Verifica i crediti compensabili: dal 1° luglio 2024 sono in vigore nuove regole sulla compensazione orizzontale dei crediti tramite F24. Per importi superiori a 5.000 euro annui e’ obbligatoria la presentazione esclusiva tramite canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.
                  3. Controlla la capienza del conto: il modello F24 viene addebitato il giorno della scadenza; un addebito respinto comporta sanzioni e ricalcolo del ravvedimento.
                  4. Conserva la ricevuta telematica: la quietanza F24 va conservata per almeno 10 anni in caso di contestazioni.
                  5. Affidati al CAF per le scadenze complesse: in particolare per i sostituti d’imposta, la corretta gestione delle ritenute richiede competenze specifiche.

                  FAQ – Domande frequenti

                  Perche’ la scadenza del 16 maggio 2026 e’ spostata al 18 maggio?

                  Il 16 maggio 2026 cade di sabato. In base all’art. 18 del D.Lgs. 241/1997, quando una scadenza fiscale cade di sabato o di giorno festivo, il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso specifico, lunedi’ 18 maggio 2026.

                  Posso pagare il modello F24 in banca senza intermediario?

                  I titolari di partita IVA sono obbligati al versamento telematico tramite Fisconline/Entratel o intermediario abilitato. I privati senza partita IVA possono utilizzare l’home banking convenzionato o pagare allo sportello bancario solo se il modello F24 non contiene compensazioni.

                  Cosa succede se sbaglio il codice tributo nel modello F24?

                  L’errore nel codice tributo non comporta sanzioni se l’imposta complessivamente versata e’ corretta. E’ sufficiente presentare un’istanza di correzione del modello F24 presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate o tramite i servizi telematici, con il modello F24 originario e il dettaglio della corretta imputazione.

                  Le partite IVA in regime forfettario devono versare il 18 maggio 2026?

                  I forfettari non addebitano IVA sulle fatture e non hanno liquidazioni periodiche IVA, quindi non hanno scadenze IVA mensili. Tuttavia, se hanno corrisposto compensi a professionisti soggetti a ritenuta o se hanno dipendenti, possono essere tenuti a versare le ritenute. Inoltre, se hanno emesso fatture elettroniche soggette a bollo, devono il bollo nei termini ordinari.

                  Quali sanzioni rischio se non verso il 18 maggio?

                  La sanzione base per omesso o tardivo versamento e’ stata ridotta dal 30% al 25% dell’imposta dovuta a seguito del D.Lgs. 87/2024. Con il ravvedimento operoso si ottengono sconti significativi: ad esempio, ravvedendosi entro 30 giorni si paga solo l’1,25% oltre interessi legali e all’imposta originaria.

                  Dove trovo il calendario fiscale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate?

                  Il calendario del contribuente aggiornato e’ pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate alla pagina Calendario del contribuente, con filtri per mese, tipologia di contribuente e categoria di adempimento.

                  Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?

                  Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutti gli adempimenti previsti dal calendario fiscale: compilazione e trasmissione del modello F24, gestione delle ritenute, liquidazioni IVA periodiche e annuali, ravvedimento operoso e regolarizzazione di posizioni pregresse.

                  Contattaci per fissare un appuntamento e per ricevere il prospetto personalizzato delle tue scadenze fiscali 2026.

                  Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 11:48:492026-05-30 00:20:12Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026: il calendario dell’Agenzia delle Entrate
                  NOTIZIE

                  Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026, il calendario dell’Agenzia delle Entrate

                  Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

                  Indice dei contenuti

                  1. Il calendario fiscale della settimana 18-24 maggio 2026
                  2. Scadenze fiscali di lunedì 18 maggio 2026
                  3. Scadenze fiscali di mercoledì 20 maggio 2026
                  4. Scadenze fiscali di venerdì 22 maggio 2026
                  5. Gli adempimenti mensili del 16 maggio differiti al 18
                  6. Cosa fare se hai dimenticato una scadenza fiscale
                  7. Come pagare le scadenze fiscali con il modello F24
                  8. Il supporto del CAF Centro Fiscale per le scadenze
                  9. Domande frequenti sulle scadenze fiscali di maggio 2026

                  La settimana dal 18 al 24 maggio 2026 porta con sé diverse scadenze fiscali importanti per contribuenti, lavoratori autonomi, imprese e sostituti d’imposta. Il calendario dell’Agenzia delle Entrate per questi giorni include adempimenti che riguardano versamenti differiti, comunicazioni periodiche e dichiarazioni IVA da non dimenticare. In questa guida pratica ti spieghiamo, giorno per giorno, quali sono le principali scadenze fiscali della settimana e come gestirle senza errori, con il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine.

                  Il calendario fiscale della settimana 18-24 maggio 2026

                  Il calendario del contribuente pubblicato dall’Agenzia delle Entrate raccoglie tutte le scadenze fiscali del periodo. La settimana che va dal 18 al 24 maggio 2026 contiene scadenze importanti soprattutto nei primi giorni della settimana, perché il termine ordinario del 16 maggio (che cade di sabato) viene automaticamente posticipato al primo giorno lavorativo successivo, cioè lunedì 18 maggio.

                  Questa regola del differimento, prevista dall’articolo 7 del D.L. 70/2011 e dall’articolo 18 del D.Lgs. 241/1997, vale per tutti i versamenti unitari che scadono di sabato o di giorno festivo. È un meccanismo automatico, quindi non occorre nessuna comunicazione preventiva: chi paga lunedì 18 maggio non subisce sanzioni né interessi di mora.

                  Le principali categorie di adempimenti che troviamo nella settimana sono:

                  • Versamenti mensili F24 (ritenute, IVA, contributi INPS)
                  • Versamento IVA trimestrale primo trimestre 2026 (per i contribuenti trimestrali)
                  • Liquidazione periodica IVA (LIPE) primo trimestre 2026
                  • Comunicazioni telematiche (operazioni con l’estero, dati fattura)
                  • Contributi previdenziali delle casse professionali

                  Vediamo nel dettaglio le scadenze giorno per giorno.

                  Scadenze fiscali di lunedì 18 maggio 2026

                  Il lunedì 18 maggio 2026 è il giorno più “denso” di scadenze fiscali di tutta la settimana. Questo perché la scadenza ordinaria del 16 maggio (sabato) viene differita al primo giorno lavorativo utile. Tutti gli adempimenti mensili e trimestrali con scadenza 16 maggio si pagano quindi entro il 18 maggio senza sanzioni.

                  Versamento ritenute IRPEF su redditi di lavoro

                  I sostituti d’imposta (datori di lavoro, committenti di lavoratori autonomi, condomini) devono versare con modello F24 le ritenute IRPEF operate nel mese di aprile 2026. I codici tributo principali sono:

                  • 1001 – ritenute su retribuzioni, pensioni e assimilati
                  • 1004 – ritenute su redditi assimilati al lavoro dipendente
                  • 1040 – ritenute su redditi di lavoro autonomo
                  • 1038 – ritenute su provvigioni inerenti a rapporti di commissione

                  Versamento IVA mensile

                  I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA a debito del mese di aprile 2026 tramite F24, con codice tributo 6004 (IVA mensile aprile). Il versamento può essere compensato con eventuali crediti IVA disponibili da liquidazioni precedenti o con altri crediti tributari e contributivi.

                  Versamento IVA trimestrale primo trimestre 2026

                  I contribuenti IVA trimestrali “per opzione” (quelli che hanno scelto la liquidazione trimestrale pur potendo essere mensili) devono versare l’IVA relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-marzo) con codice tributo 6031. A questo importo si applica la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, come previsto per i trimestrali per opzione.

                  Per i trimestrali naturali (artigiani e piccoli commercianti sotto soglia, professionisti sotto i 500.000 euro di ricavi), invece, la scadenza del versamento del primo trimestre è il 16 maggio (quindi 18 maggio 2026 per il differimento), senza maggiorazione dell’1%.

                  Contributi INPS Gestione Separata

                  I committenti di collaboratori coordinati e continuativi e di altri soggetti iscritti alla Gestione Separata INPS devono versare i contributi del mese di aprile 2026. Le aliquote per il 2026 sono:

                  • 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale
                  • 24% per i soggetti già iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o pensionati

                  Scadenze fiscali di mercoledì 20 maggio 2026

                  La giornata di mercoledì 20 maggio 2026 è dedicata principalmente agli adempimenti delle casse previdenziali dei lavoratori dello spettacolo e ad alcuni versamenti specifici di enti previdenziali professionali.

                  Versamento contributi ex ENPALS

                  I datori di lavoro dello spettacolo e dello sport professionistico devono versare i contributi previdenziali relativi al mese di aprile 2026 alla gestione ex ENPALS (ora confluita nell’INPS). Il versamento avviene tramite modello F24 con i codici dedicati al settore spettacolo.

                  Comunicazione operazioni con paesi a fiscalità privilegiata

                  Le imprese che hanno effettuato nel mese precedente operazioni con soggetti residenti in paesi a fiscalità privilegiata (cosiddetta “black list”) devono trasmettere la comunicazione telematica dei dati. L’adempimento, previsto dall’art. 1 del D.L. 40/2010, riguarda cessioni e prestazioni di importo superiore alla soglia di legge.

                  Scadenze fiscali di venerdì 22 maggio 2026

                  La giornata di venerdì 22 maggio 2026 non presenta scadenze fiscali ricorrenti di rilievo generale, ma è importante per chi ha ricevuto avvisi bonari dell’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre il tuo cassetto fiscale per non perdere comunicazioni con scadenza personalizzata.

                  Avvisi bonari e comunicazioni di irregolarità

                  Gli avvisi bonari sono comunicazioni che l’Agenzia delle Entrate invia ai contribuenti a seguito di un controllo automatizzato (art. 36-bis DPR 600/1973 per le imposte sui redditi, art. 54-bis DPR 633/1972 per l’IVA). Hanno una scadenza personale di 30 giorni dalla notifica, durante i quali il contribuente può:

                  • Pagare l’importo richiesto con sanzione ridotta a un terzo del minimo
                  • Chiedere chiarimenti o segnalare errori all’Agenzia
                  • Rateizzare l’importo fino a 20 rate trimestrali (per somme superiori a 5.000 euro)

                  Controlla regolarmente il cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate per verificare la presenza di nuove comunicazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella lettura, verifica e definizione degli avvisi bonari.

                  Gli adempimenti mensili del 16 maggio differiti al 18

                  Come anticipato, gli adempimenti mensili con scadenza ordinaria al 16 del mese vengono spostati al primo giorno lavorativo utile quando il 16 cade di sabato, domenica o festivo. Nel 2026, il 16 maggio cade di sabato, quindi tutti i versamenti slittano a lunedì 18 maggio. Ecco l’elenco completo degli adempimenti ricorrenti che riguardano la maggior parte dei contribuenti:

                  • Ritenute IRPEF su lavoro dipendente, autonomo, provvigioni
                  • Addizionali regionali e comunali IRPEF trattenute ai lavoratori dipendenti
                  • IVA mensile aprile 2026 (codice tributo 6004)
                  • Contributi INPS dipendenti (modello UniEmens)
                  • Contributi INPS Gestione Separata per committenti
                  • Contributi INAIL autoliquidazione (per chi ha optato per la rateizzazione)
                  • Imposta sostitutiva regime forfettario (eventuali acconti rateizzati)

                  Sostituti d’imposta: cosa cambia per condomini

                  Anche i condomini sono sostituti d’imposta. Se hanno pagato lavori di manutenzione o servizi ad artigiani o professionisti nel mese di aprile, devono versare entro il 18 maggio 2026 la ritenuta del 4% prevista dall’art. 25-ter del DPR 600/1973 (codice tributo 1019 per ritenute IRPEF, 1020 per IRES). Il versamento può essere effettuato solo se la somma delle ritenute raggiunge i 500 euro, altrimenti si rinvia al mese successivo.

                  Cosa fare se hai dimenticato una scadenza fiscale

                  Se ti accorgi di aver dimenticato una scadenza fiscale, puoi sanare la posizione con il ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997. Più rapidamente intervieni, minore sarà la sanzione da pagare. Ecco la tabella riassuntiva delle sanzioni ridotte per il ravvedimento dei versamenti tributari:

                  • Entro 14 giorni: sanzione 0,1% per ogni giorno di ritardo (ravvedimento “sprint”)
                  • Da 15 a 30 giorni: sanzione 1,5% (un decimo del 15%)
                  • Da 31 a 90 giorni: sanzione 1,67% (un nono del 15%)
                  • Entro un anno: sanzione 3,75% (un ottavo del 30%)
                  • Entro due anni: sanzione 4,29% (un settimo del 30%)
                  • Oltre due anni: sanzione 5% (un sesto del 30%)

                  Oltre alla sanzione ridotta, devi calcolare anche gli interessi di mora al tasso legale (attualmente 2,5% annuo, decreto MEF dicembre 2024 per l’anno 2025; il tasso legale 2026 sarà aggiornato a fine 2025 con apposito decreto). Per evitare errori di calcolo, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale che si occuperà di predisporre il modello F24 corretto.

                  Codici tributo per le sanzioni e gli interessi del ravvedimento

                  Per versare le sanzioni e gli interessi del ravvedimento operoso si usano codici tributo specifici, distinti da quelli del tributo principale. I codici più comuni sono:

                  • 8904 – sanzione ravvedimento IVA
                  • 1991 – interessi sul ravvedimento IRPEF
                  • 1993 – interessi sul ravvedimento IVA
                  • 8901 – sanzione ravvedimento IRPEF

                  Come pagare le scadenze fiscali con il modello F24

                  Il modello F24 è lo strumento universale per pagare imposte, contributi e tributi locali in Italia. È stato istituito dal D.Lgs. 241/1997 e oggi rappresenta il principale canale di versamento unitario verso lo Stato. La sua caratteristica fondamentale è la possibilità di compensare crediti e debiti tributari e contributivi nello stesso modello.

                  Le modalità di pagamento del modello F24

                  Esistono diverse modalità per pagare l’F24, scelte in base alla tipologia di contribuente:

                  • F24 telematico tramite home banking: per privati, professionisti e imprese
                  • F24 tramite servizi dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline): obbligatorio per i titolari di partita IVA che effettuano compensazioni
                  • F24 tramite intermediari abilitati: il CAF Centro Fiscale può inviare per tuo conto
                  • F24 cartaceo: ammesso solo per i privati senza compensazioni e per importi limitati (max 1.000 euro)

                  I titolari di partita IVA devono usare l’F24 telematico

                  Dal 2007 (con l’introduzione dell’art. 37 del D.L. 223/2006), tutti i titolari di partita IVA hanno l’obbligo di presentare il modello F24 esclusivamente in modalità telematica, anche se non effettuano compensazioni. Le opzioni sono Entratel/Fisconline (sistema dell’Agenzia delle Entrate) oppure i servizi di home banking abilitati al CBI.

                  Il supporto del CAF Centro Fiscale per le scadenze

                  Gestire correttamente tutte le scadenze fiscali di una settimana come quella del 18-24 maggio 2026 richiede attenzione ai dettagli, conoscenza dei codici tributo e delle procedure di versamento. Un errore o una dimenticanza può tradursi in sanzioni e interessi che si accumulano nel tempo.

                  Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

                  • Compilazione del modello F24 con tutti i codici tributo corretti
                  • Invio telematico all’Agenzia delle Entrate
                  • Calcolo del ravvedimento operoso per versamenti tardivi
                  • Pianificazione delle scadenze con scadenzario personalizzato
                  • Assistenza su avvisi bonari e comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate
                  • Compensazioni di crediti e debiti in F24

                  Per non perdere nessuna scadenza fiscale e gestire correttamente tutti gli adempimenti, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti sono a tua disposizione per assisterti in ogni passaggio e prevenire ogni errore di versamento.

                  Domande frequenti sulle scadenze fiscali di maggio 2026

                  Quando scade il versamento dell’IVA mensile di aprile 2026?

                  Il termine ordinario è il 16 maggio 2026, ma poiché quest’anno il 16 cade di sabato, la scadenza è automaticamente prorogata a lunedì 18 maggio 2026. Il versamento avviene con modello F24 utilizzando il codice tributo 6004.

                  Cosa succede se pago una scadenza fiscale in ritardo?

                  Se paghi in ritardo, scattano sanzioni e interessi di mora. Tuttavia, con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) puoi ridurre fortemente la sanzione: dallo 0,1% al giorno per i primi 14 giorni, fino a un massimo del 5% se ti ravvedi oltre i due anni. Il pagamento si effettua sempre con F24 indicando i codici tributo specifici per sanzione e interessi.

                  I trimestrali per opzione pagano la maggiorazione anche per il primo trimestre?

                  Sì. I contribuenti IVA trimestrali per opzione applicano la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi su tutti e quattro i versamenti trimestrali, incluso il primo trimestre con scadenza 16 maggio (o 18 maggio nel 2026 per il differimento). I trimestrali “naturali” (artigiani e piccoli commercianti) sono invece esentati dalla maggiorazione.

                  Come posso verificare se ho avvisi bonari o comunicazioni pendenti?

                  Puoi consultare il tuo cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi delegare un intermediario come il CAF Centro Fiscale che verificherà periodicamente la presenza di avvisi e comunicazioni a tuo nome.

                  Quali sono le aliquote INPS Gestione Separata per il 2026?

                  Per il 2026 l’aliquota INPS Gestione Separata è il 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale e il 24% per chi è già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria o è pensionato. Queste aliquote si applicano sia ai versamenti dei committenti che ai versamenti dei professionisti in proprio.

                  Hai dubbi su una scadenza fiscale o vuoi delegare a un professionista la gestione dei tuoi adempimenti? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata e per non rischiare di pagare sanzioni inutili.

                  Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 11:01:222026-05-19 11:02:24Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026, il calendario dell’Agenzia delle Entrate
                  DICHIARAZIONE DEI REDDITI

                  Modello Redditi PF 2026: le compensazioni

                  Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

                  La compensazione nel Modello Redditi PF 2026 è uno degli strumenti più potenti a disposizione del contribuente: permette di utilizzare i crediti d’imposta maturati (IRPEF, addizionali, IVA, contributi INPS) per pagare altri debiti tributari, riducendo l’esborso effettivo o azzerandolo del tutto. Per l’anno d’imposta 2025 — dichiarato con Modello Redditi PF 2026 — le regole sono cambiate in più punti: nuove soglie per il visto di conformità, controlli automatici rafforzati dell’Agenzia delle Entrate, codici tributo aggiornati e tempi precisi per evitare sanzioni.

                  In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto ciò che serve sapere per compensare correttamente nel 2026: come funziona la compensazione orizzontale e quella verticale, quali sono i limiti, quando serve il visto di conformità, quali sono le scadenze del modello F24, i codici tributo da usare e gli esempi pratici per non sbagliare. Aggiornato con i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e del decreto attuativo D.Lgs. 1/2024.

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                  Che cos’è la compensazione nel Modello Redditi PF 2026

                  La compensazione è il meccanismo che consente al contribuente di utilizzare un credito d’imposta — cioè una somma che lo Stato deve restituirgli — per estinguere un debito tributario, evitando di chiedere un rimborso (che richiederebbe tempi lunghi) e di versare materialmente le imposte dovute. È disciplinata dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e rappresenta uno dei principali vantaggi della dichiarazione dei redditi.

                  Quando si compila il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025), il sistema calcola in automatico l’imposta dovuta e la confronta con quanto già versato durante l’anno (ritenute, acconti, crediti d’imposta). Se il saldo è negativo, è emerso un credito che può essere:

                  • Compensato con altri debiti tributari o contributivi (la scelta più rapida);
                  • Chiesto a rimborso all’Agenzia delle Entrate (tempi medi: 12-18 mesi);
                  • Riportato alla dichiarazione dell’anno successivo come “credito da utilizzare in compensazione”.

                  Per il contribuente che presenta il Modello Redditi PF (e non il 730), la compensazione è particolarmente importante: a differenza del 730 — dove il rimborso arriva automaticamente in busta paga o pensione — chi usa il Modello Redditi non riceve rimborso d’ufficio, quindi se vuole “recuperare” il credito deve necessariamente utilizzarlo tramite modello F24.

                  Compensazione orizzontale vs verticale: la differenza

                  La normativa distingue due tipi di compensazione, con regole nettamente diverse:

                  TipoCosa permetteEsempio
                  Verticale (interna)Compensare crediti e debiti dello stesso tributoCredito IRPEF 2024 usato per pagare saldo IRPEF 2025
                  Orizzontale (esterna)Compensare crediti e debiti di tributi diversiCredito IRPEF usato per pagare IMU, IVA o contributi INPS

                  La compensazione orizzontale è quella più utile ma anche la più controllata: si effettua obbligatoriamente tramite modello F24 ed è soggetta a limiti, soglie e adempimenti (come il visto di conformità) che vedremo in dettaglio.

                  Quali crediti possono essere compensati nel 2026

                  Dal Modello Redditi PF 2026 possono emergere diversi tipi di crediti, ciascuno con regole specifiche. Ecco l’elenco completo:

                  1. Credito IRPEF (rigo RN45 / quadro RX)

                  È il credito più comune: deriva da ritenute subite (lavoro dipendente, autonomo, redditi diversi) superiori all’IRPEF effettivamente dovuta, oppure da detrazioni e deduzioni che riducono l’imposta sotto le ritenute già versate. Si dichiara nel quadro RX e si compensa con codice tributo 4001 nel modello F24.

                  2. Credito addizionale regionale e comunale

                  Anche le addizionali (regionale e comunale) possono generare crediti, gestiti tramite i quadri specifici della dichiarazione. Si compensano rispettivamente con i codici tributo 3801 (addizionale regionale) e 3844 (addizionale comunale).

                  3. Credito IVA annuale (per titolari di partita IVA)

                  Riservato a chi presenta la dichiarazione IVA annuale: il credito IVA che emerge può essere compensato orizzontalmente, ma è soggetto a regole specifiche aggiuntive — visto di conformità obbligatorio già da importi superiori a 5.000 euro, comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate per importi sopra una determinata soglia, F24 da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia.

                  4. Crediti d’imposta agevolativi

                  Rientrano in questa categoria moltissime agevolazioni fiscali utilizzabili tramite F24:

                  • Bonus edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus mobili, Bonus barriere architettoniche 75%);
                  • Superbonus residuale per spese 2025 ammesse;
                  • Credito d’imposta canoni di locazione e bonus affitti;
                  • Credito d’imposta investimenti in beni strumentali (Industria 4.0 / Transizione 5.0);
                  • Crediti d’imposta ricerca e sviluppo;
                  • Bonus colonnine elettriche, bonus librerie e altri crediti minori.

                  Ciascun bonus ha un proprio codice tributo dedicato, indicato nel provvedimento dell’Agenzia che lo istituisce. Attenzione: alcuni crediti agevolativi sono vincolati alla dichiarazione, cioè non possono essere usati se non sono stati indicati prima nel Modello Redditi.

                  5. Eccedenze di acconti versati

                  Se nel 2025 hai versato acconti IRPEF, IRES o IRAP superiori al dovuto (perché il reddito è risultato inferiore alle previsioni), l’eccedenza si trasforma in credito utilizzabile in compensazione nel 2026.

                  Limiti e soglie della compensazione nel 2026

                  La compensazione orizzontale è soggetta a limiti quantitativi precisi stabiliti per legge. Conoscerli è fondamentale per evitare lo scarto del modello F24 e le relative sanzioni.

                  Limite annuale generale: 2.000.000 euro

                  Il tetto massimo di compensazione orizzontale per ciascun contribuente è fissato a 2 milioni di euro all’anno. Il limite è stato elevato in via permanente dall’art. 22 del D.L. 73/2021 (decreto Sostegni-bis), confermato per il 2026. Per la stragrande maggioranza delle persone fisiche questo limite non rappresenta un problema, ma è bene conoscerlo.

                  Soglia 5.000 euro: scatta il visto di conformità

                  Per i crediti IRPEF, IRAP e addizionali superiori a 5.000 euro annui, la compensazione orizzontale è subordinata all’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito. Il visto è rilasciato da:

                  • Un CAF (come il CAF Centro Fiscale di Udine);
                  • Un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, revisore);
                  • Per la dichiarazione precompilata 730, è incluso nel servizio dell’Agenzia.

                  Senza visto di conformità, il credito eccedente i 5.000 euro non può essere compensato: deve essere chiesto a rimborso oppure riportato all’anno successivo. La sanzione per compensazione indebita senza visto va dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente.

                  Soglia 5.000 euro per crediti IVA

                  Per il credito IVA, la soglia è ancora più severa: il visto di conformità scatta già a 5.000 euro sull’anno solare, e per importi superiori a 50.000 euro il credito può essere richiesto solo se la dichiarazione è asseverata da un revisore (per le società).

                  Divieto di compensazione con cartelle scadute

                  Una regola fondamentale introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e rafforzata nel 2025: è vietato compensare se il contribuente ha cartelle esattoriali scadute di importo superiore a 100.000 euro, per le quali non sia stata accordata la sospensione o non sia in corso una rateazione regolarmente pagata. Il divieto vale dal 1° luglio 2024 e si applica a tutti i debiti tributari erariali iscritti a ruolo.

                  Modello F24: come funziona la compensazione operativa

                  La compensazione orizzontale si effettua esclusivamente tramite modello F24. Il funzionamento è semplice nel principio ma richiede precisione nella compilazione.

                  Come si compila il modello F24 per compensare

                  Il modello F24 è strutturato in sezioni: Erario, Regioni, IMU, INPS, Altri Enti. In ogni sezione si possono inserire importi a debito (somme da pagare) e importi a credito (compensazioni). Il modello considera il saldo finale:

                  • Se il saldo è positivo → bisogna pagare la differenza;
                  • Se il saldo è zero → debiti e crediti si annullano (il famoso “F24 a saldo zero”);
                  • Se il saldo è negativo → l’eccedenza non si pagherà ma si potrà usare in successivi F24.

                  F24 a saldo zero: regole speciali

                  Quando il modello F24 risulta a saldo zero (perché crediti e debiti si compensano esattamente), va comunque presentato all’Agenzia delle Entrate, ma con modalità specifiche:

                  • Deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel, Fisconline o tramite intermediari abilitati come il CAF);
                  • Non tramite home banking o canali bancari (che invece sono ammessi per F24 con saldo positivo da pagare);
                  • La mancata presentazione dell’F24 a saldo zero entro i termini comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.

                  Obbligo di canali telematici dell’Agenzia per chi compensa

                  Dal 2024 (D.L. 124/2019 e successive integrazioni) tutti i contribuenti — anche le persone fisiche non titolari di partita IVA — che utilizzano la compensazione nel modello F24 devono presentarlo esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, non più tramite home banking. Questa regola serve a permettere all’Agenzia il controllo preventivo del credito.

                  In pratica:

                  • Se nel tuo F24 non c’è compensazione (paghi solo importi a debito senza usare crediti) → puoi usare home banking;
                  • Se nel tuo F24 c’è anche una sola compensazione → devi usare Entratel/Fisconline o un intermediario come il CAF.

                  Quando si può iniziare a compensare il credito 2025

                  La tempistica della compensazione è un punto delicato del Modello Redditi PF 2026 e non sempre chiaro al contribuente.

                  Regola generale: dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta

                  I crediti emergenti dal Modello Redditi PF possono essere utilizzati in compensazione a partire dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta in cui sono maturati. Per il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) ciò significa che, in teoria, la compensazione è possibile dal 1° gennaio 2026.

                  Limite specifico: 5.000 euro fino alla presentazione della dichiarazione

                  Tuttavia, l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 stabilisce un limite operativo importante: la compensazione orizzontale di crediti superiori a 5.000 euro può essere effettuata solo a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito.

                  Esempio pratico: se presenti il Modello Redditi PF 2026 il 30 giugno 2026 e dichiari un credito di 8.000 euro, potrai compensarlo solo dal 10 luglio 2026 in poi. Se il credito fosse stato di 4.000 euro, avresti potuto compensarlo già da gennaio 2026 (limite della soglia 5.000).

                  Quadro riepilogativo delle tempistiche 2026

                  Importo creditoDa quando compensabileVisto conformità
                  Fino a 5.000 euroDal 1° gennaio 2026Non richiesto
                  Tra 5.001 e 2.000.000 euroDal 10° giorno dopo l’invio della dichiarazioneObbligatorio
                  Oltre 2.000.000 euroNon compensabile (eccedenza a rimborso)N/A

                  Scadenze fiscali 2026: quando pagare e quando compensare

                  Per il Modello Redditi PF 2026, le date chiave da segnare in calendario sono le seguenti:

                  Scadenze invio dichiarazione

                  • 30 aprile 2026: disponibilità del Modello Redditi PF precompilato sul sito Agenzia delle Entrate;
                  • 31 ottobre 2026: termine ordinario di invio telematico del Modello Redditi PF (D.Lgs. 13/2024, art. 11);
                  • 15 dicembre 2026: termine ultimo per la dichiarazione integrativa entro l’anno (art. 2 c. 8-bis DPR 322/1998), ferma restando la facoltà di integrativa a favore entro i termini di accertamento.

                  Scadenze versamenti e compensazioni

                  • 30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + 1° acconto IRPEF 2026 (compensabile);
                  • 30 luglio 2026: stesso versamento con maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per chi differisce;
                  • 30 novembre 2026: 2° o unico acconto IRPEF 2026 (compensabile).

                  Rateazione del saldo + acconto

                  Le somme dovute a saldo e in acconto possono essere rateizzate in rate mensili. La rateazione decorre dalla scadenza ordinaria (30 giugno) e si conclude entro novembre dello stesso anno per i non titolari di partita IVA, entro dicembre per i titolari di partita IVA. Su ogni rata successiva alla prima si applica un interesse fisso del 4% annuo (frazionato mensilmente). Anche le rate possono contenere compensazioni.

                  Codici tributo da usare nel modello F24

                  Ogni imposta o credito ha il proprio codice tributo. Ecco i più frequenti per il Modello Redditi PF 2026:

                  CodiceDescrizioneAnno di riferimento
                  4001Saldo IRPEF2025
                  40331° acconto IRPEF2026
                  40342° acconto IRPEF2026
                  3801Addizionale regionale IRPEF2025
                  3844Addizionale comunale a saldo2025
                  3843Acconto addizionale comunale2026
                  1668Interessi rateizzazione2026
                  1842Cedolare secca acconto2026
                  6099IVA annuale a credito (compensazione)2025

                  Attenzione: l’anno di riferimento va sempre indicato correttamente nel modello F24. Un errore nell’anno o nel codice tributo comporta lo scarto del modello e la necessità di ripresentarlo con sanzioni per ritardato versamento.

                  Esempi pratici di compensazione nel Modello Redditi PF 2026

                  Vediamo tre casi concreti che possono interessare i contribuenti del CAF Centro Fiscale di Udine.

                  Esempio 1: Lavoratore dipendente con detrazioni

                  Situazione: Marco, lavoratore dipendente di Udine, dal Modello Redditi PF 2026 risulta un credito IRPEF di 1.800 euro grazie alle detrazioni per lavori di ristrutturazione e bonus mobili. Marco non ha partita IVA e non deve versare altre imposte erariali. Possiede però un appartamento e a giugno deve pagare l’acconto IMU di 600 euro.

                  Soluzione: Marco compila un F24 con:

                  • Sezione Erario: credito IRPEF 1.800 euro (codice 4001/2025) a credito;
                  • Sezione IMU: debito IMU 600 euro (codice 3918/2026) a debito.

                  Il saldo finale è di 1.200 euro a credito, che Marco potrà usare in F24 successivi (ad esempio per il saldo IMU di dicembre). Trattandosi di importi sotto i 5.000 euro, non serve visto di conformità.

                  Esempio 2: Professionista forfettario con credito IRPEF

                  Situazione: Laura è una grafica freelance in regime forfettario. Per errore di calcolo degli acconti, dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito di imposta sostitutiva di 2.500 euro. A giugno deve versare i contributi INPS Gestione Separata 2025 a saldo per 3.000 euro.

                  Soluzione: Laura compila un F24 con:

                  • Credito imposta sostitutiva forfettari (codice 1792) per 2.500 euro a credito;
                  • Contributi INPS Gestione Separata (codice 1840) per 3.000 euro a debito.

                  Versamento effettivo: 500 euro. Anche in questo caso, sotto soglia 5.000 euro, nessun visto richiesto.

                  Esempio 3: Credito IRPEF oltre 5.000 euro con visto

                  Situazione: Giovanni ha sostenuto importanti lavori di ristrutturazione edilizia e Superbonus per la propria abitazione. Dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito IRPEF di 7.500 euro.

                  Soluzione: Per compensare oltre 5.000 euro, Giovanni deve:

                  1. Far apporre il visto di conformità al CAF Centro Fiscale di Udine prima di trasmettere la dichiarazione;
                  2. Attendere il 10° giorno successivo all’invio del Modello Redditi PF;
                  3. Solo dopo, presentare l’F24 con la compensazione del credito.

                  Senza visto, l’F24 sarà scartato dall’Agenzia delle Entrate e Giovanni rischia sanzioni dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente, oltre agli interessi.

                  Visto di conformità: quando è obbligatorio

                  Il visto di conformità è una “certificazione” rilasciata da un CAF o da un professionista abilitato che attesta la corrispondenza tra i dati indicati in dichiarazione e la documentazione del contribuente. Senza il visto, la compensazione di crediti rilevanti non è ammessa.

                  Soglie e crediti che richiedono il visto

                  • IRPEF, addizionali e IRAP: visto obbligatorio per compensazione orizzontale superiore a 5.000 euro annui;
                  • IVA annuale: visto obbligatorio già per crediti compensati superiori a 5.000 euro;
                  • Crediti d’imposta agevolativi di importo significativo (Superbonus, R&S, Industria 4.0): possono richiedere visto e/o asseverazione tecnica.

                  Costi del visto di conformità

                  Il costo del visto presso un CAF varia generalmente tra 30 e 80 euro, in funzione della complessità della dichiarazione. Presso commercialisti, le tariffe sono normalmente più alte. Il visto comporta per il rilasciante una responsabilità solidale con il contribuente per le sanzioni eventuali in caso di errori formali.

                  Cosa controlla il visto

                  Il professionista che appone il visto verifica:

                  • La corrispondenza tra dati dichiarati e documenti (CU, fatture, bonifici, contratti);
                  • La corretta applicazione delle detrazioni e deduzioni;
                  • L’esatto computo di imposte e crediti;
                  • La regolarità formale della dichiarazione.

                  Errori comuni nella compensazione e sanzioni

                  Le compensazioni errate sono tra le contestazioni più frequenti dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più diffusi e le sanzioni applicabili.

                  Errore 1: compensazione di credito inesistente

                  Si verifica quando il credito utilizzato in F24 non esiste affatto (es. mai dichiarato) o è completamente fittizio. È l’errore più grave, sanzionato dal 100% al 200% del credito indebitamente utilizzato (art. 13 D.Lgs. 471/1997, comma 5). Il termine per l’accertamento è di 8 anni dalla compensazione.

                  Errore 2: compensazione di credito non spettante

                  Il credito esiste ma è stato utilizzato in misura superiore al consentito (es. oltre il limite annuale, oltre la soglia senza visto). Sanzione: 30% del credito non spettante, ridotta al 25% dal 1° settembre 2024 per effetto del D.Lgs. 87/2024 di riforma del sistema sanzionatorio. Termine accertamento: 5 anni.

                  Errore 3: scarto del modello F24

                  L’Agenzia controlla preventivamente i modelli F24 con compensazioni e, in caso di anomalie, può sospendere il modello per 30 giorni o scartarlo definitivamente. Se l’F24 è scartato, il versamento si considera non eseguito: scattano sanzioni per omesso versamento (30%, ridotto al 25% dal 2024) e interessi.

                  Ravvedimento operoso

                  Per chi ha commesso errori in buona fede, l’art. 13 D.Lgs. 472/1997 consente di sanare la violazione tramite ravvedimento operoso con sanzioni fortemente ridotte: dal 1/10 (30 giorni) al 1/5 (dopo 2 anni) della sanzione ordinaria. Il ravvedimento richiede il pagamento dell’imposta, della sanzione ridotta e degli interessi legali.

                  Novità 2026: controlli rafforzati sulle compensazioni

                  Il 2026 porta alcune novità importanti sulla disciplina delle compensazioni, derivanti dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dai decreti attuativi della Riforma fiscale.

                  Sistema di controllo preventivo potenziato

                  Dal 2026 l’Agenzia delle Entrate utilizza un sistema di controllo preventivo automatizzato sui modelli F24 con compensazioni, basato su algoritmi di analisi del rischio. I controlli incrociano:

                  • I dati delle dichiarazioni precedenti;
                  • Le banche dati di terze parti (INPS, sostituti d’imposta);
                  • La storia delle compensazioni del contribuente;
                  • La coerenza dei codici tributo utilizzati.

                  F24 considerati a rischio vengono sospesi per 30 giorni, durante i quali l’Agenzia può chiedere chiarimenti o procedere allo scarto definitivo.

                  Nuove sanzioni ridotte (D.Lgs. 87/2024)

                  Dal 1° settembre 2024 sono in vigore le nuove sanzioni amministrative:

                  • Omesso versamento: 25% (prima 30%);
                  • Credito non spettante: 25%;
                  • Credito inesistente: 70% con minimo (prima 100-200%);
                  • Ritardo fino a 90 giorni: 12,5%.

                  Estensione obbligo F24 telematico Agenzia

                  Dal 2024 l’obbligo di uso esclusivo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate per F24 con compensazione è esteso a tutti i contribuenti, non solo titolari di partita IVA. La regola è confermata nel 2026 e i controlli vengono rafforzati: le banche segnalano automaticamente all’Agenzia ogni F24 con compensazione presentato tramite home banking, e questo viene scartato.

                  Il ruolo del CAF Centro Fiscale di Udine

                  Affidarsi a un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine per il Modello Redditi PF 2026 e per le compensazioni offre numerosi vantaggi pratici:

                  • Visto di conformità: rilasciato direttamente dal CAF per compensazioni oltre i 5.000 euro, senza dover ricorrere a professionisti esterni;
                  • Predisposizione del Modello F24 con codici tributo corretti, anni di riferimento appropriati e calcolo automatico del saldo;
                  • Trasmissione telematica dell’F24 tramite i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, con ricevuta di accettazione;
                  • Verifica preventiva di rischi di scarto del modello, attraverso il controllo dei dati prima dell’invio;
                  • Assistenza in caso di contestazione dell’Agenzia, con possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso o all’autotutela;
                  • Pianificazione fiscale: gestione strategica dei crediti per ottimizzare la liquidità annuale.

                  Il CAF Centro Fiscale di Udine opera con esperienza pluriennale nel territorio friulano, offrendo assistenza completa a privati, famiglie, partite IVA forfettarie e ordinarie, pensionati ed eredi. Lo studio si trova in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, e accoglie i clienti su appuntamento, anche con consulenze online o telefoniche per chi non può recarsi in sede.

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                  Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                  Domande frequenti sulla compensazione nel Modello Redditi PF 2026

                  Posso compensare il credito IRPEF anche se non ho partita IVA?

                  Sì. La compensazione nel modello F24 è disponibile a tutti i contribuenti, anche persone fisiche senza partita IVA. Per ogni F24 con compensazione, però, è obbligatorio l’utilizzo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o tramite un intermediario abilitato come il CAF).

                  Cosa succede se compenso un credito superiore a 5.000 euro senza visto di conformità?

                  Il modello F24 viene scartato dall’Agenzia delle Entrate. Il versamento si considera non effettuato, con applicazione delle sanzioni per omesso versamento (25% dal 2024) più interessi. Inoltre, l’Agenzia può aprire una verifica per credito utilizzato indebitamente.

                  Posso compensare un credito IRPEF con un debito IMU?

                  Sì, è una classica compensazione orizzontale consentita dalla normativa. Devi compilare un unico modello F24 con le due voci e presentarlo tramite Fisconline/Entratel o il CAF. Attenzione ai codici tributo e all’anno di riferimento.

                  Qual è il termine entro cui posso usare il credito 2025?

                  Il credito può essere utilizzato in compensazione finché non si prescrive. La prescrizione ordinaria è di 10 anni, ma è prassi utilizzare il credito entro 4-5 anni per evitare contestazioni. Ogni anno, nel quadro RX della dichiarazione, va indicato il credito residuo riportato.

                  Quanto costa il visto di conformità presso il CAF Centro Fiscale di Udine?

                  Il costo del visto di conformità varia in base alla complessità della dichiarazione, generalmente tra 30 e 80 euro. Per i clienti che fanno predisporre l’intera dichiarazione dal CAF, spesso il visto è incluso o a costo agevolato. Contatta lo studio per un preventivo personalizzato.

                  Devo presentare l’F24 anche se è a saldo zero?

                  Sì, è obbligatorio. Il modello F24 a saldo zero (cioè con crediti e debiti che si compensano integralmente) va comunque trasmesso all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza ordinaria del versamento. La mancata presentazione comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se l’F24 viene presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.

                  Hai bisogno di assistenza per il Modello Redditi PF 2026?

                  La gestione delle compensazioni nel Modello Redditi PF 2026 può sembrare complessa, ma con il supporto giusto è un’opportunità da non perdere per ottimizzare la propria posizione fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in ogni passaggio: dalla compilazione della dichiarazione, all’apposizione del visto di conformità, fino alla trasmissione telematica dei modelli F24.

                  Prenota un appuntamento presso lo studio del CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Puoi chiamarci al 0432 1638640, scriverci su WhatsApp al 366 6018121 o inviarci una email a info@centrofiscale.com. Il nostro team è specializzato in fiscalità per famiglie, professionisti, partite IVA forfettarie e ordinarie del territorio friulano.

                  Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 09:28:382026-05-31 17:50:28Modello Redditi PF 2026: le compensazioni
                  CAF

                  Modello F24: Guida Compilazione e Pagamento 2026

                  Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

                  Il Modello F24 è il modulo di pagamento unificato che ogni contribuente italiano deve conoscere. Che si tratti di pagare l’IMU, i contributi INPS, l’IRPEF o qualsiasi altro tributo, tutto passa attraverso questo documento. Compilarlo correttamente è fondamentale per evitare sanzioni e ritardi. In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come funziona la compilazione F24 nel 2026, quali sezioni compilare, dove pagare e come gestire situazioni particolari come la compensazione dei crediti e l’F24 a zero.

                  Indice dei contenuti

                  1. Cos’è il Modello F24
                  2. Sezioni del Modello F24
                  3. Sezione Erario
                  4. Sezione Regioni
                  5. Sezione IMU e Altri Tributi Locali
                  6. Sezione INPS
                  7. Sezione Altri Enti Previdenziali
                  8. Come Compilare il Modello F24 Passo Passo
                  9. F24 Semplificato vs Ordinario
                  10. Dove Pagare il Modello F24
                  11. Codici Tributo più Usati nel 2026
                  12. Compensazione Crediti con F24
                  13. F24 a Zero: Quando Serve
                  14. Domande Frequenti (FAQ)

                  Cos’è il Modello F24

                  Il Modello F24 (detto anche “delega unica di pagamento”) è il modulo che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione per pagare la maggior parte dei tributi, contributi e premi dovuti allo Stato italiano. È stato introdotto nel 1997 con il Decreto Legislativo n. 241 proprio per semplificare i versamenti: prima esistevano diversi bollettini per ogni tipo di imposta, oggi basta un unico modulo.

                  In pratica, con il Modello F24 puoi pagare:

                  • Imposte sui redditi (IRPEF, IRES, cedolare secca)
                  • IVA e imposte sostitutive
                  • IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)
                  • IMU, TASI e tributi locali
                  • Contributi INPS per lavoratori dipendenti, autonomi e gestione separata
                  • Contributi INAIL per assicurazione infortuni
                  • Sanzioni e interessi da ravvedimento operoso
                  • Diritti camerali e altre imposte

                  Il grande vantaggio dell’F24 è la possibilità di compensare: se hai un credito d’imposta (ad esempio un rimborso IRPEF dal regime forfettario), puoi usarlo direttamente per ridurre l’importo da versare, tutto nello stesso modulo.

                  Sezioni del Modello F24

                  Il Modello F24 è diviso in sei sezioni principali, ciascuna dedicata a un diverso tipo di tributo o contributo. Non è necessario compilarle tutte: si compilano solo le sezioni relative ai versamenti che devi effettuare. Vediamo nel dettaglio cosa contiene ciascuna.

                  L’intestazione è comune a tutte le sezioni e richiede i dati anagrafici del contribuente: codice fiscale, cognome e nome (o ragione sociale), data di nascita, sesso, comune di nascita e domicilio fiscale. Se il pagamento viene effettuato da un intermediario o da un coobbligato, va compilata anche la sezione del “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”.

                  Sezione Erario

                  La Sezione Erario è quella che si compila più spesso. Qui si versano tutte le imposte erariali, cioè quelle che vanno direttamente allo Stato. I campi da compilare per ogni riga sono:

                  • Codice tributo: il codice numerico a 4 cifre che identifica l’imposta (ad esempio 4001 per l’acconto IRPEF)
                  • Rateazione/regione/prov/mese rif: indica se stai pagando a rate e quale rata è, oppure il mese di riferimento
                  • Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento
                  • Importi a debito versati: la somma che devi pagare
                  • Importi a credito compensati: eventuali crediti che utilizzi in compensazione

                  In fondo alla sezione trovi il Totale A (somma dei debiti), il Totale B (somma dei crediti) e il Saldo (A – B), ovvero l’importo effettivo da versare. Se il saldo è zero o negativo, parliamo di un F24 a zero.

                  Sezione Regioni

                  La Sezione Regioni serve per pagare le addizionali regionali all’IRPEF e l’IRAP. Ogni Regione italiana può stabilire aliquote diverse per l’addizionale IRPEF, per questo è importante indicare correttamente il codice regione (ad esempio, il Friuli Venezia Giulia ha il codice 06).

                  I campi da compilare sono simili alla sezione Erario:

                  • Codice regione: il codice a 2 cifre della regione
                  • Codice tributo: ad esempio 3801 per l’addizionale regionale IRPEF
                  • Rateazione/mese rif: periodo di riferimento
                  • Anno di riferimento
                  • Importi a debito e importi a credito

                  L’addizionale regionale viene trattenuta in busta paga ai lavoratori dipendenti, ma deve essere versata autonomamente da chi presenta il Modello 730 o il Modello Redditi e ha un saldo a debito.

                  Sezione IMU e Altri Tributi Locali

                  Questa sezione è dedicata ai tributi comunali, in particolare l’IMU (Imposta Municipale Unica). Se possiedi immobili diversi dall’abitazione principale, qui è dove versi l’imposta. Per approfondire il calcolo dell’IMU ti consigliamo di leggere la nostra guida dedicata al calcolo IMU 2026.

                  I campi specifici di questa sezione sono:

                  • Codice ente/codice comune: il codice catastale del Comune (ad esempio, L483 per Udine)
                  • Ravv: barrare se si tratta di un pagamento da ravvedimento operoso
                  • Immob. variati: barrare se gli immobili sono cambiati rispetto alla dichiarazione IMU precedente
                  • Acc./Saldo: indicare se è acconto (scadenza giugno) o saldo (scadenza dicembre)
                  • Numero immobili: quanti immobili stai pagando con quella riga
                  • Codice tributo: ad esempio 3918 per IMU su altri fabbricati, vedi l’elenco completo dei codici tributo
                  • Anno di riferimento e importo

                  Ricorda che l’IMU sulla prima casa è esente (salvo immobili di lusso categorie A/1, A/8 e A/9), mentre per le seconde case e gli immobili commerciali il versamento è obbligatorio.

                  Sezione INPS

                  La Sezione INPS è dove si versano i contributi previdenziali. Riguarda sia i datori di lavoro (per i dipendenti) sia i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS o alle gestioni artigiani e commercianti.

                  I campi da compilare sono:

                  • Codice sede: la sede INPS competente
                  • Causale contributo: ad esempio DM10 per lavoratori dipendenti, PXX per la Gestione Separata
                  • Matricola INPS/codice INPS/filiale azienda: il numero identificativo della posizione contributiva
                  • Periodo di riferimento: da (mese/anno) a (mese/anno)
                  • Importi a debito e importi a credito

                  I contribuenti in regime forfettario versano i contributi INPS alla Gestione Separata o alla gestione artigiani/commercianti tramite questa sezione, con le scadenze trimestrali previste.

                  Sezione Altri Enti Previdenziali

                  Questa sezione è riservata ai versamenti verso enti previdenziali diversi dall’INPS, come ad esempio:

                  • INAIL – contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
                  • Casse professionali – per avvocati (Cassa Forense), ingegneri (INARCASSA), medici (ENPAM) e altre categorie professionali
                  • ENPALS (ora INPS ex-ENPALS) – per lavoratori dello spettacolo

                  I campi sono: codice ente, codice sede, causale contributo, codice posizione, periodo di riferimento e importo. Questa sezione viene compilata relativamente di rado dai privati cittadini, ma è essenziale per i professionisti e le aziende.

                  Come Compilare il Modello F24 Passo Passo

                  Ecco una guida pratica in 8 passaggi per compilare correttamente il tuo Modello F24:

                  Passo 1 – Dati anagrafici: Compila la parte superiore del modulo con il tuo codice fiscale, cognome, nome, data di nascita, sesso, comune di nascita e domicilio fiscale. Se paghi per conto di un’altra persona (ad esempio come erede), inserisci anche il codice fiscale del coobbligato e il codice che identifica il tuo ruolo (02 per rappresentante legale, 07 per erede, ecc.).

                  Passo 2 – Identifica i tributi: Prima di compilare, identifica esattamente cosa devi pagare. Consulta la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, l’avviso del Comune per l’IMU, o la comunicazione INPS per i contributi. Ogni tributo ha un codice tributo specifico: per trovarlo puoi consultare il nostro elenco codici tributo F24 2026.

                  Passo 3 – Compila la sezione corretta: Inserisci i dati nella sezione giusta (Erario per IRPEF/IVA, Regioni per addizionali, IMU per tributi comunali, INPS per contributi). Attenzione a non confondere le sezioni!

                  Passo 4 – Codice tributo e periodo: Per ogni riga, inserisci il codice tributo corretto, l’anno di riferimento e, dove previsto, il periodo (mese, trimestre o rata).

                  Passo 5 – Importi: Inserisci gli importi a debito (ciò che devi) nella colonna apposita. Se hai crediti da compensare, inseriscili nella colonna “importi a credito compensati”.

                  Passo 6 – Calcola i totali: Per ogni sezione, somma i debiti (Totale A) e i crediti (Totale B). Il saldo è A meno B. Fai attenzione: il saldo finale del modello (in basso a destra) deve corrispondere alla somma di tutti i saldi delle singole sezioni.

                  Passo 7 – Firma e data: Non dimenticare di firmare il modello e inserire la data di versamento. Sembra banale, ma un F24 senza firma può essere contestato.

                  Passo 8 – Verifica finale: Prima di presentare il modello, ricontrolla tutti i codici tributo, gli importi e i periodi di riferimento. Un errore nel codice tributo può far risultare il pagamento come non effettuato per quel tributo specifico.

                  F24 Semplificato vs Ordinario: Quale Usare

                  Esistono due versioni del Modello F24: il semplificato e l’ordinario. La scelta dipende dal tipo e dalla complessità dei versamenti da effettuare. Per un confronto dettagliato, leggi il nostro articolo su F24 semplificato e ordinario: differenze e quando usarli.

                  In sintesi:

                  • F24 Semplificato: è la versione ridotta, ideale per i contribuenti che devono versare tributi “comuni” come IMU, TARI, addizionali IRPEF, IRPEF da 730 senza sostituto. Ha meno righe e un layout più intuitivo. È perfetto per la maggior parte dei privati.
                  • F24 Ordinario: è la versione completa con tutte le sezioni (Erario, Regioni, IMU, INPS, Altri Enti). Serve quando devi versare contributi INPS, INAIL, o effettuare compensazioni complesse tra tributi di sezioni diverse.

                  Regola pratica: se devi pagare solo IMU o addizionali, usa il semplificato. Se sei un’azienda, un libero professionista o devi compensare crediti INPS con debiti erariali, usa l’ordinario.

                  Dove Pagare il Modello F24

                  Hai diverse opzioni per presentare e pagare il tuo F24. La scelta dipende dall’importo, dal tipo di contribuente e dalle tue preferenze. Per la guida completa al pagamento online, leggi F24 online: come pagare da Agenzia Entrate o home banking.

                  Canali di pagamento disponibili:

                  • Home banking: il metodo più comodo e rapido. Quasi tutte le banche offrono la funzione “Pagamento F24” nell’area riservata. Puoi compilare il modello direttamente online e pagare con addebito in conto. Il servizio è gratuito nella maggior parte dei casi.
                  • Sito dell’Agenzia delle Entrate (F24 web): accedendo con SPID, CIE o CNS al portale Fisconline, puoi compilare e inviare l’F24 direttamente. È obbligatorio per i titolari di partita IVA.
                  • Intermediari abilitati: commercialisti, CAF e altri professionisti possono inviare l’F24 per tuo conto attraverso i canali telematici Entratel. Al CAF Centro Fiscale di Udine ci occupiamo anche di questo servizio.
                  • Sportello bancario o postale: puoi presentare il modello cartaceo compilato allo sportello e pagare in contanti, con assegno o con bancomat. Questa opzione è disponibile solo per i contribuenti senza partita IVA e per importi fino a 1.000 euro (se il saldo è zero, è obbligatorio il canale telematico).
                  • Poste Italiane: simile alla banca, puoi pagare allo sportello postale o tramite il servizio online di Poste.

                  Attenzione: dal 2014, i titolari di partita IVA sono obbligati a presentare l’F24 esclusivamente per via telematica. Anche i privati devono usare i canali telematici se l’F24 ha un saldo pari a zero (per compensazione) o se l’importo supera i 1.000 euro.

                  Codici Tributo più Usati nel 2026

                  I codici tributo sono numeri a 4 cifre che identificano in modo univoco ogni tipo di imposta o contributo. Usare il codice sbagliato equivale a non aver pagato quel tributo, quindi è fondamentale verificarli con attenzione. Ecco i più utilizzati (per l’elenco completo consulta la nostra guida sui codici tributo F24 2026):

                  IRPEF e imposte sui redditi:

                  • 4001 – IRPEF saldo
                  • 4033 – IRPEF acconto prima rata
                  • 4034 – IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione
                  • 1668 – Interessi pagamento dilazionato imposte
                  • 1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo
                  • 1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata
                  • 1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata

                  IMU:

                  • 3918 – IMU per altri fabbricati (il più comune per le seconde case)
                  • 3914 – IMU per terreni
                  • 3916 – IMU per aree fabbricabili
                  • 3925 – IMU per immobili a uso produttivo categoria D (quota Stato)
                  • 3930 – IMU per immobili a uso produttivo categoria D (quota Comune)

                  Addizionali e IVA:

                  • 3801 – Addizionale regionale IRPEF
                  • 3844 – Addizionale comunale IRPEF – saldo
                  • 3843 – Addizionale comunale IRPEF – acconto
                  • 6099 – IVA annuale versamento
                  • 6031-6033 – IVA trimestrale (1, 2, 3 trimestre)

                  Compensazione Crediti con F24

                  Una delle funzionalità più importanti del Modello F24 è la compensazione. In parole semplici, se hai un credito verso lo Stato (ad esempio un rimborso IRPEF, un credito IVA o un bonus fiscale), puoi utilizzarlo per “pagare” altri tributi dovuti, riducendo o azzerando l’importo da versare.

                  Esistono due tipi di compensazione:

                  • Compensazione verticale (interna): utilizzi un credito per pagare un debito della stessa imposta. Ad esempio, usi il credito IRPEF 2025 per pagare l’acconto IRPEF 2026. Questa compensazione è sempre libera e non ha limiti particolari.
                  • Compensazione orizzontale (esterna): utilizzi un credito di un’imposta per pagare un debito di un’imposta diversa. Ad esempio, usi il credito IVA per pagare i contributi INPS. Questo tipo di compensazione ha regole più rigide.

                  Limiti alla compensazione orizzontale nel 2026:

                  • Limite annuo: massimo 2 milioni di euro (per la generalità dei contribuenti)
                  • Visto di conformità: obbligatorio per compensazioni di crediti IVA superiori a 5.000 euro e per crediti imposte dirette/IRAP superiori a 5.000 euro
                  • Obbligo F24 telematico: qualsiasi compensazione orizzontale deve essere presentata tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate
                  • Divieto di compensazione: non puoi compensare se hai debiti iscritti a ruolo per imposte erariali di importo superiore a 1.500 euro

                  La compensazione è particolarmente utile per chi è in regime forfettario e genera crediti d’imposta, o per le aziende che hanno crediti IVA ricorrenti. Se non sei sicuro di come gestire la compensazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione corretta del modello.

                  F24 a Zero: Quando Serve

                  Si parla di F24 a zero quando i crediti compensati sono esattamente uguali ai debiti da versare, per cui il saldo finale del modello è pari a zero. In questo caso non devi pagare nulla, ma devi comunque presentare il modello. Per tutti i dettagli, consulta il nostro approfondimento su F24 a zero: quando e come presentarlo nel 2026.

                  Regole importanti per l’F24 a zero:

                  • Presentazione obbligatoria: anche se non devi pagare nulla, il modello va inviato entro la scadenza del tributo. Altrimenti scattano sanzioni.
                  • Solo via telematica: l’F24 a saldo zero deve essere presentato esclusivamente attraverso i canali telematici (home banking, F24 web dell’Agenzia delle Entrate, o tramite intermediario).
                  • Sanzione per omessa presentazione: se non presenti l’F24 a zero, la sanzione va da 100 a 2.000 euro (ridotta a 50 euro con il ravvedimento operoso entro 90 giorni).
                  • Scadenza: la scadenza dell’F24 a zero coincide con quella del tributo che stai compensando.

                  Un esempio pratico: supponiamo che Marco, lavoratore autonomo in regime forfettario, abbia un credito IRPEF di 1.200 euro e debba versare 1.200 euro di contributi INPS. Compilando l’F24 con 1.200 euro a credito e 1.200 euro a debito, il saldo è zero. Marco non paga nulla, ma deve comunque inviare l’F24 telematicamente entro la scadenza.

                  📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                  Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                  Domande Frequenti (FAQ)

                  Cosa succede se sbaglio il codice tributo nell’F24?

                  Se inserisci un codice tributo errato, il versamento viene attribuito al tributo sbagliato. Puoi correggere l’errore presentando un’istanza di correzione (circ. 29/E/2011) all’Agenzia delle Entrate, che provvederà a riattribuire il pagamento al codice corretto. È importante agire tempestivamente per evitare che nel frattempo vengano emesse cartelle per il tributo “non pagato”.

                  Posso pagare l’F24 in contanti?

                  Sì, ma solo se sei un privato (senza partita IVA), il saldo è positivo (non a zero) e l’importo non supera i limiti previsti per i pagamenti in contanti. I titolari di partita IVA devono sempre utilizzare i canali telematici, così come chi presenta un F24 a zero o con importo superiore a 1.000 euro.

                  Entro quando va pagato l’F24?

                  Non esiste una scadenza unica: ogni tributo ha la propria. Ad esempio, l’acconto IMU scade a giugno, il saldo IMU a dicembre. Le imposte da dichiarazione dei redditi (IRPEF, IRAP) scadono il 30 giugno (con possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%). I contributi INPS trimestrali hanno scadenze specifiche per ogni trimestre. Consulta il calendario fiscale 2026 per tutte le date.

                  Che differenza c’è tra F24 semplificato e ordinario?

                  Il F24 semplificato è una versione ridotta del modello, pensata per i versamenti più comuni dei privati (IMU, TARI, addizionali). L’F24 ordinario include tutte le sezioni ed è necessario quando si devono versare contributi INPS, INAIL o effettuare compensazioni complesse.

                  Posso presentare l’F24 tramite il CAF?

                  Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio telematico del Modello F24. Ci occupiamo di verificare i codici tributo corretti, calcolare eventuali compensazioni e assicurarci che tutto sia in regola. Per prenotare un appuntamento, contattaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

                  Hai Bisogno di Aiuto con il Modello F24?

                  La compilazione F24 può sembrare complicata, soprattutto quando si tratta di gestire compensazioni, codici tributo multipli o scadenze ravvicinate. Ma con il supporto giusto diventa un’operazione semplice e veloce.

                  Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo con la compilazione del Modello F24, la verifica dei codici tributo, il calcolo delle compensazioni e l’invio telematico. Non rischiare errori che possono costare caro in sanzioni e interessi.

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                    Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 09:00:002026-05-31 16:58:00Modello F24: Guida Compilazione e Pagamento 2026
                    CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

                    F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto

                    Modello 770 e certificazione unica

                    Il condominio come sostituto d’imposta e uno degli obblighi fiscali meno conosciuti ma piu importanti per chi gestisce un condominio. Ogni volta che il condominio paga un fornitore per prestazioni di servizi in appalto o subappalto — dalla pulizia delle scale alla manutenzione dell’impianto idraulico — e tenuto ad applicare una ritenuta d’acconto del 4% sull’IRPEF (o IRES per i soggetti societari) e a versarla allo Stato tramite il modello F24. Questa guida spiega passo dopo passo come funziona il meccanismo, quando scatta l’obbligo, come compilare correttamente l’F24, quali codici tributo usare e cosa rischia l’amministratore in caso di omissione.

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                    Indice dei contenuti

                    1. Il quadro normativo: art. 25-ter DPR 600/1973
                    2. Quando il condominio diventa sostituto d’imposta
                    3. L’aliquota del 4%: come si calcola la ritenuta
                    4. La soglia annuale di 500 euro
                    5. Codici tributo F24: 1019 IRPEF e 1020 IRES
                    6. Scadenze di versamento: il giorno 16 del mese
                    7. Come compilare il modello F24 passo dopo passo
                    8. Casi pratici: pulizie, manutenzione, giardinaggio, ascensori
                    9. La Certificazione Unica annuale ai prestatori
                    10. Sanzioni e ravvedimento operoso
                    11. Il ruolo dell’amministratore di condominio
                    12. Domande frequenti (FAQ)

                    Il quadro normativo: art. 25-ter DPR 600/1973

                    L’obbligo del condominio di operare come sostituto d’imposta e disciplinato dall’art. 25-ter del DPR n. 600 del 29 settembre 1973, introdotto dall’art. 1, comma 43, della Legge n. 244/2007 (legge finanziaria 2008) e reso operativo dal Decreto Ministeriale 7 marzo 2008. La norma e stata successivamente chiarita dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 7 febbraio 2008, che ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione pratica dell’obbligo.

                    Il legislatore ha introdotto questo meccanismo per contrastare l’evasione fiscale nel settore dell’edilizia e dei servizi condominiali, garantendo che una parte dell’imposta dovuta dai prestatori di servizi venga versata direttamente dallo Stato tramite il meccanismo della ritenuta alla fonte. Il condominio, pur non essendo un soggetto dotato di personalita giuridica autonoma, assume la qualifica di sostituto d’imposta ogni volta che eroga compensi a fornitori per prestazioni di servizi rese nell’ambito di contratti di appalto o subappalto di opere o servizi.

                    E importante sottolineare che l’obbligo si applica esclusivamente ai contratti di appalto e subappalto: sono esclusi i contratti di compravendita di beni (ad esempio l’acquisto di materiale edilizio), i contratti d’opera con lavoratori autonomi (per i quali si applicano le ordinarie ritenute sulle prestazioni professionali ai sensi dell’art. 25 DPR 600/73), nonche le forniture pure di beni, anche se con posa in opera accessoria.

                    Quando il condominio diventa sostituto d’imposta

                    Il condominio e obbligato ad operare la ritenuta ogni volta che corrisponde un compenso a un’impresa (persona fisica o giuridica) per prestazioni rientranti in un contratto di appalto o subappalto di opere o servizi relativi all’edificio condominiale. La ritenuta si applica:

                    • Alle imprese in regime ordinario (ditta individuale, SNC, SRL, SPA, ecc.) che operano come appaltatori o subappaltatori per lavori sul condominio
                    • Ai lavoratori autonomi con partita IVA quando il rapporto contrattuale e configurabile come appalto di servizi (ad esempio, un geometra che gestisce un cantiere in appalto)
                    • Sia ai soggetti IRPEF (persone fisiche, ditte individuali, societa di persone) sia ai soggetti IRES (societa di capitali, enti commerciali e non commerciali)

                    La ritenuta del 4% NON si applica nei seguenti casi:

                    • Acquisto di beni (materiali da costruzione, forniture elettriche, ecc.) senza prestazione di servizi
                    • Prestazioni occasionali di privati (senza partita IVA) per importi inferiori alle soglie di esenzione
                    • Prestazioni di professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri) che emettono parcella: in questo caso si applica la ritenuta ordinaria del 20% ex art. 25 DPR 600/73
                    • Forniture di energia elettrica, gas, acqua e altri servizi di pubblica utilita
                    • Compensi corrisposti a condomini singoli
                    • Canoni di locazione per locali condominiali

                    L’aliquota del 4%: come si calcola la ritenuta

                    L’aliquota della ritenuta e fissata dalla legge nella misura del 4% sull’imponibile lordo. Si tratta di una ritenuta a titolo di acconto (non a titolo d’imposta definitiva), il che significa che il beneficiario puo computare la ritenuta subita come credito d’imposta nella propria dichiarazione dei redditi.

                    Base imponibile: La ritenuta del 4% si calcola sul corrispettivo lordo al netto dell’IVA. Se il fornitore emette fattura per 1.000 euro + 220 euro di IVA (22%), la ritenuta si calcola solo sui 1.000 euro imponibili: 1.000 x 4% = 40 euro di ritenuta.

                    Esempio pratico di calcolo:

                    VoceImporto
                    Imponibile fattura (servizio pulizie)1.000,00 euro
                    IVA 22%220,00 euro
                    Totale fattura1.220,00 euro
                    Ritenuta 4% sull’imponibile (1.000 x 4%)40,00 euro
                    Importo effettivamente pagato al fornitore1.180,00 euro (1.220 – 40)
                    Importo da versare all’Erario tramite F2440,00 euro

                    Il condominio quindi trattiene 40 euro dall’importo da pagare al fornitore e li versa allo Stato tramite F24. Il fornitore riceve 1.180 euro (importo netto) e nella propria dichiarazione dei redditi riportera la ritenuta di 40 euro subita come credito d’imposta, detraendola dall’IRPEF o dall’IRES dovuta.

                    La soglia annuale di 500 euro

                    Una delle regole piu importanti — e spesso trascurate — riguarda la soglia annuale di 500 euro. L’art. 25-ter DPR 600/73 prevede che l’obbligo di versamento si cumuli nel corso dell’anno solare: il versamento tramite F24 e dovuto solo quando la somma delle ritenute operate nel mese supera 25,82 euro (equivalente alla vecchia soglia in lire), ma in pratica la norma e interpretata nel senso che il versamento mensile e comunque obbligatorio se le ritenute del mese sono state effettivamente operate.

                    La Circolare AdE n. 7/E/2008 ha chiarito che il condominio e esonerato dall’obbligo di effettuare le ritenute nei periodi d’imposta in cui il totale annuo dei corrispettivi corrisposti per i servizi in appalto e inferiore a 500 euro. Questa soglia:

                    • Si riferisce al totale complessivo annuo di tutti i corrispettivi pagati a fornitori per servizi in appalto, non al singolo pagamento
                    • Deve essere calcolata per anno solare (1 gennaio – 31 dicembre)
                    • Se nel corso dell’anno si supera la soglia dei 500 euro, l’obbligo di ritenuta scatta retroattivamente per tutti i pagamenti effettuati dall’inizio dell’anno, inclusi quelli precedenti al superamento della soglia
                    • In pratica, e consigliabile applicare la ritenuta sin dal primo pagamento dell’anno per evitare il rischio di dover recuperare ritenute non operate

                    Attenzione: Molti piccoli condomini — con pochi appartamenti e spese condominiali limitate — possono rientrare nell’esonero se i servizi appaltati nell’anno non raggiungono i 500 euro complessivi. Tuttavia, superare anche di un euro questa soglia comporta l’obbligo di operare le ritenute su tutti i pagamenti dell’anno, anche quelli gia effettuati.

                    Codici tributo F24: 1019 IRPEF e 1020 IRES

                    Per il versamento della ritenuta tramite modello F24, il condominio deve utilizzare i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate. I due codici tributo sono distinti in base alla natura del fornitore:

                    Codice TributoDescrizioneQuando si usa
                    1019Ritenute su prestazioni di servizi resi nell’esercizio di imprese – art. 25-ter DPR 600/73 (IRPEF)Fornitori soggetti IRPEF: ditte individuali, societa di persone (SNC, SAS), lavoratori autonomi in regime di impresa
                    1020Ritenute su prestazioni di servizi resi nell’esercizio di imprese – art. 25-ter DPR 600/73 (IRES)Fornitori soggetti IRES: SRL, SPA, societa cooperative, enti commerciali

                    I codici tributo 1019 e 1020 sono stati istituiti con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 94/E del 13 marzo 2008. Si inseriscono nella sezione Erario del modello F24, nella colonna “Codice tributo”, con indicazione del periodo di riferimento (mese e anno in cui e avvenuto il pagamento al fornitore).

                    Come determinare il codice corretto: La scelta tra 1019 e 1020 dipende dalla natura del fornitore come indicata nella fattura ricevuta. In caso di dubbio, e sufficiente verificare la partita IVA del fornitore: le ditte individuali hanno partita IVA uguale al codice fiscale del titolare, le societa di capitali hanno una partita IVA diversa dal codice fiscale degli amministratori.

                    Scadenze di versamento: il giorno 16 del mese

                    Il versamento delle ritenute operate deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui e avvenuto il pagamento al fornitore. Questa e la regola generale prevista dall’art. 18 del DLgs n. 241/1997, applicabile anche alle ritenute del condominio.

                    Mese del pagamento al fornitoreScadenza versamento F24
                    Gennaio16 febbraio
                    Febbraio16 marzo
                    Marzo16 aprile
                    Aprile16 maggio
                    Maggio16 giugno
                    Giugno16 luglio
                    Luglio16 agosto (*)
                    Agosto16 settembre
                    Settembre16 ottobre
                    Ottobre16 novembre
                    Novembre16 dicembre
                    Dicembre16 gennaio anno successivo

                    (*) Agosto: Le ritenute operate nel mese di luglio possono essere versate entro il 20 agosto (e non il 16 agosto) in virtu della sospensione feriale dei termini prevista dall’art. 37 del DL n. 223/2006. Tuttavia, e sempre consigliabile verificare l’eventuale proroga annuale disposta da specifici decreti ministeriali, come avviene frequentemente.

                    Regola sulla scadenza spostata: Se il giorno 16 cade di sabato o in un giorno festivo, il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. Ad esempio, se il 16 aprile 2026 cadesse di domenica, il termine di versamento sarebbe lunedi 17 aprile 2026.

                    Cumulo mensile: Se nel mese il condominio ha effettuato pagamenti a piu fornitori applicando la ritenuta, le ritenute si cumulano e si versano in un unico F24 mensile, indicando separatamente il codice tributo 1019 e il codice 1020 se ci sono sia fornitori IRPEF che IRES.

                    Come compilare il modello F24 passo dopo passo

                    La compilazione del modello F24 per il versamento della ritenuta del condominio avviene nella sezione Erario del modello. Di seguito la procedura step by step con un esempio concreto.

                    Dati del soggetto versante

                    Il soggetto versante del condominio e l’amministratore di condominio (o il condominante delegato in caso di condominio senza obbligo di amministratore). Nei dati anagrafici del modello F24 va indicato:

                    • Codice fiscale del condominio (non del singolo condominante o dell’amministratore) — es. “CNDMNI80A01L483M”
                    • Denominazione: il nome del condominio — es. “Condominio Via Roma 12 Udine”
                    • Domicilio fiscale: indirizzo del condominio

                    Sezione Erario

                    Nella sezione Erario (la seconda del modello F24) si compilano le righe necessarie:

                    • Codice tributo: 1019 (per fornitori IRPEF) o 1020 (per fornitori IRES)
                    • Anno di riferimento: l’anno in cui e avvenuto il pagamento al fornitore (es. 2026)
                    • Mese di riferimento: il mese in cui e avvenuto il pagamento (es. “04” per aprile)
                    • Importi a debito versati: l’importo totale delle ritenute operate nel mese (es. 40,00 euro)
                    • Importi a credito compensati: lasciare a 0 salvo crediti specifici

                    Esempio concreto di compilazione F24

                    Il Condominio “Palazzina Blu” di Udine paga nel mese di aprile 2026 la ditta individuale “Mario Rossi Impianti” (soggetto IRPEF, codice tributo 1019) per la manutenzione dell’impianto idrico: fattura di 800 euro imponibile + IVA 22% (176 euro). La ritenuta applicata e 800 x 4% = 32 euro.

                    Campo F24 (Sezione Erario)Valore
                    Codice tributo1019
                    Anno di riferimento2026
                    Mese di rif. (da compilare)04
                    Importi a debito versati32,00
                    Scadenza versamento18 maggio 2026 (16/5 e domenica)

                    Il versamento puo essere effettuato:

                    • Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline, Entratel) — modalita obbligatoria per i condomini con sostituto d’imposta
                    • Tramite homebanking della propria banca che supporta l’F24 telematico
                    • Tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF) con delega

                    Nota importante: Dal 1° ottobre 2014, il versamento dell’F24 a saldo zero (compensazione totale con crediti) deve essere effettuato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per i condomini sostituti d’imposta e fortemente consigliato rivolgersi a un professionista o a un CAF abilitato per la gestione degli adempimenti.

                    Casi pratici: pulizie, manutenzione, giardinaggio, ascensori

                    Vediamo in dettaglio come si applica la ritenuta del 4% nei casi piu frequenti nella vita condominiale, con indicazione se l’obbligo scatta o meno.

                    Servizio pulizie scale e parti comuni

                    Il contratto con una impresa di pulizie che si occupa settimanalmente di scale, androni e aree comuni e soggetto alla ritenuta del 4%. E un classico contratto di appalto di servizi. La ritenuta va operata su ogni pagamento mensile o periodico effettuato all’impresa.

                    Esempio: contratto annuale di 4.800 euro (400 euro/mese). La ritenuta mensile e di 16 euro (400 x 4%), da versare entro il 16 del mese successivo. Ritenuta annuale totale: 192 euro.

                    Manutenzione ordinaria e straordinaria

                    Tutti i contratti di appalto per lavori di manutenzione ordinaria (ritinteggiatura scale, riparazione infiltrazioni, sostituzione piastrelle) e straordinaria (rifacimento tetto, cappotto termico, sostituzione impianti) sono soggetti alla ritenuta del 4%. Si applica su ogni SAL (Stato Avanzamento Lavori) pagato all’impresa edile.

                    Giardinaggio e cura del verde

                    Il contratto periodico con un’impresa di giardinaggio per la cura del giardino condominiale, sfalcio dell’erba, potatura siepi, irrigazione automatica, e soggetto alla ritenuta del 4%. Attenzione: se si tratta di un lavoratore autonomo occasionale (senza partita IVA) per piccole prestazioni occasionali, si applicano regole diverse (ritenuta del 20% ex art. 25 DPR 600/73 se il compenso supera le soglie).

                    Contratto di manutenzione ascensore

                    Il contratto annuale con la societa specializzata per la manutenzione, revisione e assistenza dell’ascensore e soggetto alla ritenuta del 4% (codice tributo 1020 per le societa di capitali). Si applica su ogni fattura periodica emessa dalla societa di manutenzione.

                    Riepilogo casi pratici

                    ServizioRitenuta 4%?Codice TributoNote
                    Pulizie scale (impresa)SI1019 o 1020Contratto appalto servizi
                    Manutenzione idraulica (ditta)SI1019Appalto lavori
                    Giardinaggio (impresa)SI1019 o 1020Appalto servizi
                    Manutenzione ascensore (SRL)SI1020Soggetto IRES
                    Installazione citofono (materiali + posa)Dipende1019/1020Se prevalenza servizio su fornitura
                    Acquisto lampadine/materialiNO–Pura fornitura beni
                    Parcella avvocato condominioNO (art. 25)Ritenuta 20%Professionista, non appalto
                    Compenso amministratoreNO (art. 25)Ritenuta 20%Lavoratore autonomo/professionista
                    Bollette luce/gas parti comuniNO–Fornitura servizi pubblici

                    La Certificazione Unica annuale ai prestatori

                    Oltre al versamento mensile tramite F24, il condominio come sostituto d’imposta ha un secondo obbligo annuale fondamentale: il rilascio della Certificazione Unica (CU) a ciascun prestatore di servizi a cui sono state operate ritenute nel corso dell’anno. La CU attesta le ritenute subite e permette al fornitore di computarle come credito nella propria dichiarazione dei redditi.

                    Scadenze CU per i condomini:

                    • Consegna al fornitore (CU cartacea o elettronica): entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono state operate le ritenute
                    • Trasmissione all’Agenzia delle Entrate (CU telematica): entro il 31 marzo dell’anno successivo (salvo proroghe annuali)

                    Esempio: le ritenute operate nel 2026 devono essere certificate con CU consegnata al fornitore entro il 28 febbraio 2027 e trasmessa telematicamente all’AdE entro il 31 marzo 2027.

                    La CU per il condominio come sostituto d’imposta e un documento differente dalla CU che il datore di lavoro rilascia ai dipendenti. Per i condomini, la CU riguarda esclusivamente le ritenute sulle prestazioni di servizi in appalto (art. 25-ter DPR 600/73). La gestione della CU e strettamente correlata alla compilazione del quadro ST e SV del modello 770, che riepiloga annualmente tutte le ritenute operate dal condominio sostituto d’imposta.

                    Per approfondire gli obblighi di certificazione annuale e la compilazione del modello 770 per condomini, leggi la nostra guida: Modello 770/2026: guida completa per i sostituti d’imposta.

                    Sanzioni e ravvedimento operoso

                    L’omissione o il ritardo nel versamento delle ritenute del condominio comporta l’applicazione di sanzioni amministrative da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco il quadro sanzionatorio aggiornato al 2026 e come rimediare tramite il ravvedimento operoso.

                    Sanzioni per omesso versamento

                    Ai sensi dell’art. 13 del DLgs n. 471/1997, l’omesso o tardivo versamento delle ritenute comporta una sanzione base del 30% dell’importo non versato. La sanzione si riduce al 15% se il versamento avviene entro 90 giorni dalla scadenza.

                    Ravvedimento operoso: come ridurre le sanzioni

                    Il ravvedimento operoso (art. 13 DLgs 472/97) permette di regolarizzare spontaneamente l’omissione con sanzioni ridotte. Le aliquote di ravvedimento applicabili alle ritenute del condominio sono:

                    Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridottaInteressi
                    Sprint (ravvedimento brevissimo)Entro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)Al tasso legale
                    BreveDal 15° al 30° giorno1,5% (1/10 del 15%)Al tasso legale
                    MedioDal 31° al 90° giorno1,67% (1/9 del 15%)Al tasso legale
                    LungoEntro 1 anno dalla scadenza3,75% (1/8 del 30%)Al tasso legale
                    LunghissimoEntro 2 anni4,29% (1/7 del 30%)Al tasso legale
                    Oltre 2 anniDopo 2 anni (se non notificato)5% (1/6 del 30%)Al tasso legale

                    Per effettuare il ravvedimento, il condominio deve versare tramite F24:

                    • L’imposta omessa (ritenuta non versata) con il codice tributo 1019 o 1020
                    • La sanzione ridotta con codice tributo 8906 (sanzioni da ravvedimento su ritenute)
                    • Gli interessi legali con codice tributo 1989 (interessi da ravvedimento)

                    Sanzioni per omessa CU: Il mancato rilascio della Certificazione Unica al fornitore comporta una sanzione di 100 euro per ogni CU omessa, fino a un massimo di 50.000 euro per anno. La CU trasmessa telematicamente in ritardo all’AdE comporta una sanzione di 33,33 euro per ogni certificazione, ridotta a zero se la trasmissione avviene entro 60 giorni dalla scadenza (art. 4 DPR 322/1998).

                    Il ruolo dell’amministratore di condominio

                    L’amministratore di condominio e il soggetto che nella pratica gestisce tutti gli adempimenti fiscali del condominio come sostituto d’imposta. Il suo ruolo e centrale e la sua responsabilita e diretta in caso di inadempimento.

                    Obblighi fiscali dell’amministratore

                    • Verifica preventiva della natura del contratto con ogni fornitore (appalto vs. fornitura pura vs. prestazione professionale)
                    • Applicazione della ritenuta al momento del pagamento delle fatture e trattenimento dell’importo dalla somma da corrispondere al fornitore
                    • Versamento mensile tramite F24 entro il giorno 16 del mese successivo, con i codici tributo corretti
                    • Tenuta della contabilita delle ritenute operate: registro ritenute per ogni fornitore, con data, importo lordo, ritenuta applicata, importo netto pagato
                    • Rilascio della CU a ogni fornitore entro il 28 febbraio dell’anno successivo
                    • Trasmissione telematica della CU all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo
                    • Presentazione del Modello 770 (quadro ST e SV) per il riepilogo annuale di tutte le ritenute operate

                    Responsabilita dell’amministratore

                    L’amministratore che omette di applicare e/o versare le ritenute puo essere ritenuto personalmente responsabile nei confronti del condominio per il danno causato (sanzioni + interessi) e puo rispondere anche penalmente nei casi piu gravi di omesso versamento sistematico (art. 10-bis DLgs 74/2000, che riguarda tuttavia soglie elevate).

                    Per questo motivo e fortemente consigliabile che l’amministratore si avvalga di un professionista abilitato o di un CAF specializzato nella gestione fiscale condominiale, che puo occuparsi di:

                    • Classificazione corretta dei contratti con i fornitori
                    • Calcolo mensile delle ritenute
                    • Predisposizione e invio telematico degli F24
                    • Gestione e trasmissione delle Certificazioni Uniche
                    • Compilazione e presentazione del Modello 770

                    Il CAF Centro Fiscale di Udine e attrezzato per supportare gli amministratori di condominio nella corretta gestione di tutti questi adempimenti, garantendo il rispetto delle scadenze e la correttezza dei versamenti.

                    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                    Conclusione

                    La ritenuta d’acconto del condominio e un adempimento fiscale complesso che richiede attenzione e puntualita. In sintesi, i punti chiave da ricordare sono:

                    • Il condominio e sostituto d’imposta ai sensi dell’art. 25-ter DPR 600/73 per le prestazioni di appalto e subappalto
                    • La ritenuta e del 4% sull’imponibile lordo (esclusa IVA)
                    • L’obbligo scatta per condomini con corrispettivi annui in appalto superiori a 500 euro
                    • Si versano con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento, con codice tributo 1019 (IRPEF) o 1020 (IRES)
                    • E obbligatoria la CU annuale ai fornitori e la trasmissione del Modello 770
                    • Le sanzioni per inadempimento possono essere ridotte con il ravvedimento operoso

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                    Domande Frequenti sull’F24 del Condominio

                    Tutti i condomini devono versare la ritenuta del 4%?

                    No. L’obbligo di versamento scatta solo quando i corrispettivi annui pagati per contratti di appalto o subappalto di opere o servizi superano complessivamente i 500 euro nell’anno solare. I piccoli condomini con spese condominiali molto limitate possono essere esonerati. Tuttavia, e consigliabile applicare la ritenuta sin dal primo pagamento per evitare rischi, dato che il superamento della soglia comporta l’obbligo retroattivo per tutti i pagamenti dell’anno.

                    Cosa succede se il condominio non versa l’F24 entro il 16 del mese?

                    Il ritardo nel versamento comporta l’applicazione di sanzioni: dal giorno 1 al 14 di ritardo si applica una sanzione dello 0,1% per ogni giorno (ravvedimento sprint), dal 15° al 30° giorno la sanzione e dell’1,5%, e oltre i 90 giorni la sanzione sale al 3,75% (entro 1 anno). In ogni caso e sempre possibile regolarizzare spontaneamente tramite il ravvedimento operoso, pagando imposta omessa + sanzione ridotta + interessi legali.

                    Qual e la differenza tra codice tributo 1019 e 1020?

                    Il codice tributo 1019 si usa per le ritenute su compensi corrisposti a soggetti IRPEF (ditte individuali, societa di persone come SNC e SAS, lavoratori autonomi con partita IVA in regime di impresa). Il codice 1020 si usa per le ritenute su compensi corrisposti a soggetti IRES (societa di capitali come SRL e SPA, societa cooperative, enti commerciali). La distinzione dipende dalla natura giuridica del fornitore, verificabile dalla sua partita IVA.

                    La manutenzione ordinaria dell’ascensore e soggetta alla ritenuta?

                    Si. Il contratto periodico con la societa specializzata per la manutenzione, revisione e assistenza dell’ascensore e un tipico contratto di appalto di servizi soggetto alla ritenuta del 4%. Essendo la societa di manutenzione generalmente una SRL o SPA (soggetto IRES), si usa il codice tributo 1020.

                    Il compenso dell’amministratore di condominio e soggetto alla ritenuta del 4%?

                    No. Il compenso dell’amministratore di condominio non e soggetto alla ritenuta del 4% prevista dall’art. 25-ter DPR 600/73, che si applica solo ai contratti di appalto e subappalto. Al compenso dell’amministratore si applica invece la ritenuta del 20% prevista dall’art. 25 DPR 600/73, in quanto prestazione professionale o di lavoro autonomo. Si usa il codice tributo 1040 (ritenuta su compensi professionali).


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                      270mila CU INPS errate ai pensionati: come verificare la tua certificazione, le scadenze 2026 per correggere il 730 (integrativo 25 ottobre, Redditi PF 30 novembre) e cosa fare per evitare errori di liquidazione, rimborsi mancati o avvisi successivi.
                      Maggio 21, 2026
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                      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 17:10:562026-05-31 17:47:35CU INPS errate per 270mila pensionati: scadenze per correggere il 730

                      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

                      ECCELLENTE
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                      In base a 920 recensioni
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                      Alexandra Bala
                      04/09/2026
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                      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                      paolino servidio
                      03/09/2026
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                      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                      Lady
                      01/09/2026
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                      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                      Giulia Guida
                      25/08/2026
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                      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
                      Pubblicato su Google Google
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                      Paola Zilli
                      07/08/2026
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                      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                      Jacqueline B.
                      06/08/2026
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                      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
                      Pubblicato su Google Google
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                      Maura Masutto
                      06/08/2026
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                      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                      Issam Elhefnawi
                      31/07/2026
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                      Molto gentile
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                      Sibongile Moyana
                      30/07/2026
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                      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                      Sabrina Cirina
                      23/07/2026
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                      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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                      Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 07:47:162026-05-31 17:54:47F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto
                      PARTITA IVA

                      Versamento IVA 2026: Guida Completa a Scadenze, Calcolo, Ravvedimento e Novita

                      regime forfettario partita iva



                      Indice dei contenuti

                      1. Cos’e il versamento IVA e come funziona
                      2. Chi deve versare l’IVA: soggetti obbligati ed esonerati
                      3. Versamento IVA 2026: mensili vs trimestrali
                      4. Calendario scadenze versamento IVA 2026
                      5. Come si calcola e si versa l’IVA
                      6. Ravvedimento operoso IVA 2026: sanzioni e calcolo
                      7. Novita normative versamento IVA 2026
                      8. Domande frequenti sul versamento IVA

                      Il versamento IVA 2026 rappresenta uno degli adempimenti fiscali piu importanti per chi possiede una partita IVA in Italia. L’Imposta sul Valore Aggiunto, meglio conosciuta come IVA, e un’imposta indiretta che grava sui consumi e che i soggetti passivi devono versare periodicamente all’Erario. Comprendere quando e come effettuare il versamento IVA e fondamentale per evitare sanzioni, interessi e problemi con il Fisco.

                      In questa guida completa al versamento IVA 2026 troverai tutto quello che devi sapere: dal funzionamento del meccanismo IVA alle scadenze mensili e trimestrali, dai codici tributo da utilizzare nel modello F24 fino al ravvedimento operoso in caso di ritardo. Ti spiegheremo anche chi e obbligato al versamento e chi invece, come i forfettari, ne e esonerato. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per una gestione serena dei tuoi adempimenti fiscali.

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                      Cos’e il versamento IVA e come funziona

                      Per capire il versamento IVA 2026, bisogna prima comprendere il meccanismo di questa imposta. L’IVA funziona secondo il principio della rivalsa e della detrazione: quando vendi un prodotto o un servizio, applichi l’IVA al cliente (questa e l’IVA a debito, cioe l’IVA che devi versare allo Stato); quando invece acquisti beni o servizi per la tua attivita, paghi l’IVA al fornitore (questa e l’IVA a credito, che puoi detrarre).

                      Il versamento IVA consiste nel pagare all’Erario la differenza tra l’IVA incassata dai clienti e l’IVA pagata ai fornitori. In termini semplici:

                      • IVA a debito (incassata) – IVA a credito (pagata) = IVA da versare
                      • Se il risultato e positivo: devi versare l’importo all’Erario
                      • Se il risultato e negativo: hai un credito IVA da utilizzare in compensazione o da richiedere a rimborso

                      Questo calcolo viene effettuato periodicamente attraverso la liquidazione IVA, che puo avere cadenza mensile o trimestrale a seconda del volume d’affari e delle scelte del contribuente. La liquidazione e il momento in cui si determina se c’e un debito o un credito IVA, mentre il versamento e il pagamento effettivo dell’imposta dovuta tramite modello F24.

                      Chi deve versare l’IVA: soggetti obbligati ed esonerati

                      Non tutti i titolari di partita IVA sono tenuti al versamento IVA 2026. La distinzione principale riguarda il regime fiscale adottato. Vediamo nel dettaglio chi e obbligato e chi e invece esonerato.

                      Soggetti obbligati al versamento IVA

                      Sono tenuti alla liquidazione e al versamento periodico dell’IVA tutti i soggetti passivi che operano in regime ordinario. Questo include:

                      • Imprese individuali e societa che superano i limiti per il regime forfettario
                      • Professionisti con volume d’affari elevato o che hanno optato per il regime ordinario
                      • Societa di capitali (SRL, SPA) che sono sempre in regime ordinario
                      • Societa di persone (SNC, SAS) che non rientrano nel forfettario

                      I contribuenti in regime ordinario possono essere mensili o trimestrali, a seconda del loro volume d’affari e delle opzioni esercitate.

                      Forfettari: esonerati dal versamento IVA

                      Chi opera in regime forfettario e completamente esonerato dall’IVA. Questo significa che:

                      • Non addebita l’IVA nelle fatture ai clienti
                      • Non detrae l’IVA sugli acquisti
                      • Non effettua liquidazioni periodiche
                      • Non versa l’IVA con modello F24
                      • Non presenta la dichiarazione IVA annuale

                      Attenzione pero: se un forfettario supera la soglia di 85.000 euro di ricavi (o 100.000 euro con fuoriuscita immediata), passa automaticamente al regime ordinario e diventa soggetto a tutti gli obblighi IVA, incluso il versamento IVA 2026. In questo caso, il CAF Centro Fiscale puo assisterti nella transizione e nella corretta gestione dei nuovi adempimenti.

                      Versamento IVA 2026: mensili vs trimestrali

                      Una delle scelte piu importanti per chi e soggetto al versamento IVA 2026 riguarda la periodicita: mensile o trimestrale? Vediamo le differenze, i requisiti e i pro e contro di ciascuna opzione.

                      Contribuenti IVA mensili

                      Sono obbligati alla liquidazione mensile i contribuenti con un volume d’affari superiore a determinate soglie:

                      • Oltre 400.000 euro per le attivita di prestazione di servizi
                      • Oltre 700.000 euro per le altre attivita (commercio, produzione)

                      I mensili effettuano il versamento IVA entro il 16 di ogni mese successivo a quello di riferimento. Ad esempio, l’IVA di gennaio 2026 si versa entro il 16 febbraio 2026.

                      Contribuenti IVA trimestrali

                      Possono optare per la liquidazione trimestrale i contribuenti con un volume d’affari inferiore alle soglie indicate sopra. I trimestrali versano l’IVA quattro volte l’anno, con una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi (salvo per il quarto trimestre).

                      Le scadenze per i trimestrali sono:

                      • 16 maggio: versamento IVA primo trimestre (gennaio-marzo)
                      • 20 agosto: versamento IVA secondo trimestre (aprile-giugno) – proroga feriale
                      • 16 novembre: versamento IVA terzo trimestre (luglio-settembre)
                      • 16 marzo anno successivo: versamento IVA quarto trimestre (ottobre-dicembre)

                      Tabella comparativa mensili vs trimestrali

                      AspettoMensiliTrimestrali
                      Soglia volume affariObbligatorio oltre 400/700kFacoltativo sotto le soglie
                      Frequenza versamenti12 volte l’anno4 volte l’anno
                      Maggiorazione interessiNessuna1% (escluso IV trimestre)
                      LiquiditaMinore disponibilitaMaggiore disponibilita
                      Gestione amministrativaPiu frequenteMeno frequente

                      La scelta tra regime mensile e trimestrale dipende dalle esigenze di liquidita e dalla complessita gestionale della tua attivita. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti a valutare quale opzione sia piu conveniente per la tua situazione.

                      Calendario scadenze versamento IVA 2026

                      Conoscere il calendario delle scadenze del versamento IVA 2026 e fondamentale per evitare dimenticanze e sanzioni. Ecco le date complete per contribuenti mensili e trimestrali.

                      Scadenze versamento IVA 2026 – Contribuenti mensili

                      Periodo di riferimentoScadenza versamentoCodice tributo
                      Dicembre 202516 gennaio 20266012
                      Gennaio 202616 febbraio 20266001
                      Febbraio 202616 marzo 20266002
                      Marzo 202616 aprile 20266003
                      Aprile 202616 maggio 20266004
                      Maggio 202616 giugno 20266005
                      Giugno 202616 luglio 20266006
                      Luglio 202620 agosto 20266007
                      Agosto 202616 settembre 20266008
                      Settembre 202616 ottobre 20266009
                      Ottobre 202617 novembre 2026*6010
                      Novembre 202616 dicembre 20266011

                      *Il 16 novembre 2026 cade di domenica, quindi la scadenza slitta al 17 novembre.

                      Scadenze versamento IVA 2026 – Contribuenti trimestrali

                      TrimestrePeriodoScadenzaCodice tributoMaggiorazione
                      I trimestreGen-Mar 202616 maggio 20266031+1%
                      II trimestreApr-Giu 202620 agosto 20266032+1%
                      III trimestreLug-Set 202617 novembre 2026*6033+1%
                      IV trimestreOtt-Dic 202616 marzo 20276034Nessuna

                      Acconto IVA 2026

                      Oltre ai versamenti periodici, tutti i contribuenti IVA (mensili e trimestrali) devono versare l’acconto IVA entro il 27 dicembre 2026. L’acconto puo essere calcolato con tre metodi:

                      • Metodo storico: 88% dell’IVA versata per lo stesso periodo dell’anno precedente
                      • Metodo previsionale: basato sull’IVA che si prevede di dover versare
                      • Metodo analitico: basato sulle operazioni effettivamente registrate fino al 20 dicembre

                      Il codice tributo per l’acconto IVA e il 6013 per i mensili e il 6035 per i trimestrali.

                      Cosa succede se la scadenza cade di sabato o domenica?

                      Quando una scadenza per il versamento IVA 2026 cade di sabato, domenica o giorno festivo, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Questo e importante per pianificare correttamente i pagamenti e non incorrere in sanzioni per ritardo.

                      Come si calcola e si versa l’IVA

                      Vediamo ora nel dettaglio come calcolare l’importo del versamento IVA 2026 e come effettuare materialmente il pagamento attraverso il modello F24.

                      Il calcolo dell’IVA da versare

                      Il calcolo per determinare l’IVA da versare e relativamente semplice nella sua formula base:

                      IVA a debito (fatture emesse) – IVA a credito (fatture ricevute) = IVA da versare/a credito

                      Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco, commerciante in regime ordinario mensile, nel mese di gennaio 2026 abbia:

                      • Fatture emesse: 50.000 euro + IVA 22% = 11.000 euro di IVA a debito
                      • Fatture ricevute: 20.000 euro + IVA 22% = 4.400 euro di IVA a credito
                      • Calcolo: 11.000 – 4.400 = 6.600 euro di IVA da versare

                      Marco dovra versare 6.600 euro entro il 16 febbraio 2026 utilizzando il codice tributo 6001.

                      Il modello F24 per il versamento IVA

                      Il versamento IVA 2026 si effettua esclusivamente tramite modello F24 telematico. Non e piu possibile utilizzare modelli cartacei o effettuare pagamenti presso gli sportelli bancari.

                      Per compilare correttamente l’F24 per il versamento IVA:

                      • Sezione: Erario
                      • Codice tributo: quello corrispondente al periodo (vedi tabelle sopra)
                      • Anno di riferimento: 2026
                      • Importi a debito versati: l’importo calcolato dalla liquidazione

                      Codici tributo IVA 2026: riepilogo completo

                      Ecco il riepilogo dei codici tributo per il versamento IVA 2026:

                      Versamenti mensili:

                      • 6001-6012: versamento IVA mensile (da gennaio a dicembre)
                      • 6013: acconto IVA mensili

                      Versamenti trimestrali:

                      • 6031: IVA I trimestre
                      • 6032: IVA II trimestre
                      • 6033: IVA III trimestre
                      • 6034: IVA IV trimestre (saldo annuale)
                      • 6035: acconto IVA trimestrali

                      Codici per ravvedimento:

                      • 8904: sanzione pecuniaria IVA
                      • 1991: interessi sul ravvedimento IVA

                      Ravvedimento operoso IVA 2026: sanzioni e calcolo

                      Se non riesci a rispettare le scadenze del versamento IVA 2026, esiste la possibilita di regolarizzare la posizione attraverso il ravvedimento operoso. Questo strumento permette di sanare il ritardo con sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie.

                      Sanzioni per omesso o ritardato versamento IVA

                      La sanzione base per il mancato versamento IVA e pari al 30% dell’importo non versato. Tuttavia, grazie al ravvedimento operoso, questa sanzione puo essere notevolmente ridotta in base ai tempi di regolarizzazione.

                      Sanzioni ridotte con ravvedimento operoso

                      Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridotta
                      Ravvedimento sprintEntro 14 giorni0,1% per ogni giorno (max 1,4%)
                      Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1,5%
                      Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1,67%
                      Ravvedimento lungoEntro 1 anno3,75%
                      Ravvedimento lunghissimoEntro 2 anni4,29%
                      Ravvedimento oltre 2 anniOltre 2 anni5%

                      Calcolo degli interessi legali 2026

                      Oltre alla sanzione ridotta, il ravvedimento operoso richiede il pagamento degli interessi legali calcolati giorno per giorno dalla scadenza originaria fino al versamento. Il tasso di interesse legale 2026 e del 2,5% annuo.

                      La formula per calcolare gli interessi e:

                      Interessi = (Importo IVA x Tasso x Giorni di ritardo) / 365

                      Esempio pratico di ravvedimento operoso IVA

                      Supponiamo che Lucia debba versare 3.000 euro di IVA con scadenza 16 febbraio 2026, ma si accorge del mancato pagamento il 10 marzo (22 giorni di ritardo).

                      Calcolo:

                      • Sanzione ridotta (ravvedimento breve, 15-30 giorni): 3.000 x 1,5% = 45 euro
                      • Interessi (22 giorni al 2,5%): (3.000 x 2,5% x 22) / 365 = 4,52 euro
                      • Totale da versare: 3.000 + 45 + 4,52 = 3.049,52 euro

                      Lucia dovra versare l’IVA con codice 6001, la sanzione con codice 8904 e gli interessi con codice 1991, tutti nello stesso F24.

                      Novita normative versamento IVA 2026

                      La Legge di Bilancio 2026 e i decreti attuativi hanno introdotto alcune novita che impattano sul versamento IVA 2026. Ecco le principali modifiche da conoscere.

                      Conferma delle soglie per il regime trimestrale

                      Sono state confermate le soglie di volume d’affari per l’accesso al regime trimestrale (400.000 euro per servizi, 700.000 euro per altre attivita). Non sono previste modifiche per il 2026.

                      Fatturazione elettronica obbligatoria

                      La fatturazione elettronica resta obbligatoria per tutti i soggetti IVA, inclusi i forfettari. Questo facilita la liquidazione IVA poiche tutti i dati sono gia nel sistema SDI, ma richiede attenzione nella corretta classificazione delle operazioni.

                      Sanzioni e ravvedimento: nessuna modifica sostanziale

                      Il sistema sanzionatorio per il mancato versamento IVA e il ravvedimento operoso restano sostanzialmente invariati rispetto al 2025. Le percentuali di sanzione ridotta sono confermate come indicate nella sezione precedente.

                      Non perdere le scadenze fiscali!

                      Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi il calendario fiscale 2026 completo con tutte le scadenze IVA, modelli dichiarativi e adempimenti. Un servizio gratuito del CAF Centro Fiscale.

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                      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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                      Domande frequenti sul versamento IVA

                      Ecco le risposte alle domande piu comuni sul versamento IVA 2026.

                      Quando si paga l’IVA nel 2026?

                      Il versamento IVA 2026 si effettua entro il 16 di ogni mese per i contribuenti mensili e il 16 del secondo mese successivo al trimestre per i trimestrali. L’acconto IVA si versa entro il 27 dicembre. Se la scadenza cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo.

                      Chi e esonerato dal versamento IVA?

                      Sono esonerati dal versamento IVA i contribuenti in regime forfettario, che non addebitano ne detraggono l’IVA. Sono inoltre esonerati i soggetti che effettuano esclusivamente operazioni esenti (art. 10 DPR 633/72) e i contribuenti minimi.

                      Cosa succede se pago l’IVA in ritardo?

                      Se paghi l’IVA in ritardo, devi versare anche sanzioni e interessi. Con il ravvedimento operoso le sanzioni sono ridotte: dallo 0,1% al giorno (entro 14 giorni) fino al 5% (oltre 2 anni). Se non regolarizzi spontaneamente, la sanzione piena e del 30%.

                      Come si compila l’F24 per il versamento IVA?

                      Per compilare l’F24 per il versamento IVA 2026, devi indicare nella sezione Erario il codice tributo corrispondente al periodo (6001-6012 per mensili, 6031-6034 per trimestrali), l’anno di riferimento (2026) e l’importo da versare. Il pagamento deve essere effettuato esclusivamente in via telematica.

                      Qual e la maggiorazione per i trimestrali?

                      I contribuenti trimestrali devono applicare una maggiorazione dell’1% sull’IVA da versare per i primi tre trimestri, a titolo di interessi. Il quarto trimestre (versato a marzo dell’anno successivo) e esente da maggiorazione.

                      Assistenza per il versamento IVA 2026

                      La gestione del versamento IVA 2026 richiede precisione nelle scadenze, correttezza nei calcoli e attenzione ai codici tributo. Un errore puo comportare sanzioni anche significative. Per questo motivo, affidarsi a professionisti esperti e la scelta migliore per evitare problemi con il Fisco.

                      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la gestione degli adempimenti IVA: dalla liquidazione periodica al versamento tramite F24, dal calcolo del ravvedimento operoso alla verifica delle scadenze. Il nostro team e a tua disposizione sia in ufficio che online, per assisterti comodamente da casa tua ovunque tu sia in Italia.

                      Hai bisogno di assistenza per il versamento IVA 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online.
                      Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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