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Tag Archivio per: bonus affitto

NOTIZIE

Bonus affitto, fino a 500 euro al mese: scopri a chi spetta e quando parte

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Un nuovo bonus affitto 2026 è in arrivo per i genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare che pagano un canone di locazione. Il contributo può arrivare fino a 500 euro al mese, per un massimo di 6.000 euro l’anno (12 mensilità). La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e il relativo decreto attuativo è stato firmato il 14 settembre 2026 dai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Economia e delle Finanze: sarà il MIT a gestire il riparto dei fondi tra le Regioni. Vediamo nel dettaglio come funziona il bonus affitto 2026, chi può richiederlo e quando è previsto l’avvio delle domande.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il bonus affitto 2026 e perché nasce
  2. Bonus affitto fino a 500 euro al mese: come funziona
  3. Requisiti per accedere al bonus affitto 2026
  4. Quando parte l’erogazione del bonus affitto: tempistiche e bando
  5. Bonus affitto e altre agevolazioni per la casa: il quadro completo
  6. Domande frequenti sul bonus affitto 2026

Cos’è il bonus affitto 2026 e perché nasce

Il bonus affitto 2026 nasce per dare una risposta concreta all’aumento dei canoni di locazione registrato negli ultimi anni nelle principali città italiane. Si tratta di un fondo per il sostegno abitativo riservato a chi, dopo una separazione o un divorzio, deve continuare a pagare un affitto pur avendo già obblighi di mantenimento verso i figli. Lo stanziamento previsto è di circa 20 milioni di euro annui, per un totale di 60 milioni di euro nel triennio 2026-2028.

Va precisato che questa non è l’unica forma di sostegno per chi affitta casa in Italia. Esiste già da tempo il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, gestito dai Comuni e basato sull’ISEE, rivolto principalmente a nuclei familiari a basso reddito. Il nuovo bonus affitto 2026 si affianca a questa misura ordinaria, ma con caratteristiche e requisiti diversi, come vedremo più avanti.

Bonus affitto fino a 500 euro al mese: come funziona

Il meccanismo del bonus affitto è pensato per alleggerire concretamente il peso del canone mensile. Il contributo copre il 50% delle spese sostenute per il canone di locazione, fino a un tetto massimo di 500 euro al mese. Su base annua, l’aiuto non potrà quindi superare i 6.000 euro, corrispondenti a un massimo di 12 mensilità.

In pratica, chi ha un canone di locazione elevato potrà vedersi rimborsata una parte significativa della spesa mensile, con un tetto pensato per intervenire soprattutto nelle zone dove gli affitti sono più cari. Trattandosi di una misura nuova, alcuni dettagli operativi (come le modalità concrete di erogazione, se tramite bonifico diretto o credito d’imposta) saranno chiariti solo con la pubblicazione del bando attuativo.

Requisiti per accedere al bonus affitto 2026

Per accedere al bonus affitto 2026 serve rientrare in una serie di requisiti economici e familiari ben precisi. Una particolarità di questa misura, rispetto ad altri bonus casa, è che non si basa sull’ISEE ma sul reddito individuale risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi disponibile.

  • Essere genitore separato o divorziato non assegnatario dell’abitazione familiare, con almeno un figlio a carico fino a 21 anni e in regola con gli obblighi di mantenimento
  • Reddito individuale IRPEF non superiore a 35.000 euro annui, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata
  • Contratto di locazione regolarmente registrato e residenza in un Comune italiano
  • Nessun altro immobile residenziale di proprietà entro un raggio di 50 km dalla precedente abitazione familiare (non rileva l’immobile di proprietà dell’ex coniuge)
  • Esclusione per chi è assegnatario di alloggi di edilizia residenziale pubblica o beneficia già di altre misure pubbliche di sostegno all’affitto

Va sottolineato che non si tratta di un bonus affitto generalizzato: la platea è circoscritta ai genitori separati o divorziati che rispettano tutte le condizioni sopra elencate. Chi paga un canone di locazione ma non si trova in questa situazione non può accedere a questo contributo, pur restando eventualmente destinatario di altre misure come il Fondo nazionale sostegno affitto gestito dai Comuni. Se rientri in questa situazione, i requisiti specifici per i genitori separati sono spiegati in modo approfondito in un altro nostro articolo: https://centrofiscale.com/bonus-affitto-genitori-separati-2026/.

Un aspetto da non sottovalutare riguarda proprio la regolarità del contratto di locazione: senza registrazione, il diritto al bonus affitto decade. Chi ha dubbi sulla propria situazione contrattuale può approfondire il tema qui: https://centrofiscale.com/contratto-affitto-non-registrato-spese-detraibili/.

Quando parte l’erogazione del bonus affitto: tempistiche e bando

Molti si chiedono quando sarà possibile presentare domanda per il bonus affitto 2026. Al momento le domande non sono ancora aperte. Il decreto attuativo firmato il 14 settembre 2026 rappresenta solo il primo passo formale: ora il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà pubblicare il bando operativo, che secondo le indicazioni ministeriali dovrebbe arrivare entro l’autunno 2026.

Non è ancora stata definita una scadenza per la presentazione delle domande: questo dettaglio, insieme alle modalità operative di richiesta e alla piattaforma da utilizzare, sarà reso noto con la pubblicazione dell’avviso ministeriale. È probabile che, una volta aperto il bando, i fondi vengano assegnati fino a esaurimento delle risorse stanziate, come avviene solitamente per questo tipo di misure.

Bonus affitto e altre agevolazioni per la casa: il quadro completo

Il bonus affitto 2026 si inserisce in un panorama più ampio di misure pensate per aiutare chi vive in affitto. Accanto a questa nuova misura resta attivo il Fondo nazionale sostegno affitto ordinario, gestito dai Comuni sulla base dell’ISEE, a cui accedono ogni anno migliaia di famiglie a basso reddito. Le due misure hanno platee e criteri diversi e non sono cumulabili: il decreto attuativo esclude infatti dal nuovo contributo chi beneficia già di altre misure pubbliche di sostegno all’affitto.

Per chi deve comunque verificare la propria posizione ISEE in vista di altri bonus e agevolazioni legate alla casa, può essere utile ricordare che l’indicatore ha una scadenza e va rinnovato periodicamente: tutti i dettagli sono disponibili in questo approfondimento: https://centrofiscale.com/isee-2026-quando-rinnovarlo-bonus-agevolazioni/.

Domande frequenti sul bonus affitto 2026

Chi può richiedere il bonus affitto 2026?

La misura è riservata ai genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare, con almeno un figlio a carico fino a 21 anni, in regola con gli obblighi di mantenimento, con reddito individuale fino a 35.000 euro e contratto di locazione regolarmente registrato. Non è un bonus affitto aperto a tutti gli inquilini.

Quanto vale il bonus affitto fino a 500 euro al mese?

Il contributo può coprire fino al 50% del canone di locazione, con un tetto massimo di 500 euro al mese e 6.000 euro all’anno, per un massimo di 12 mensilità.

Serve l’ISEE per il bonus affitto 2026?

No, questa specifica misura non si basa sull’ISEE ma sul reddito individuale IRPEF risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata, che non deve superare i 35.000 euro annui.

Quando si potrà fare domanda per il bonus affitto 2026?

Al momento le domande non sono ancora aperte. Il bando attuativo, che definirà tempi e modalità di presentazione, è atteso entro l’autunno 2026.

Il bonus affitto è cumulabile con altre agevolazioni sulla casa?

No: il decreto attuativo esclude dal contributo chi beneficia già di altre misure pubbliche di sostegno all’affitto o è assegnatario di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Le modalità di verifica saranno precisate nel bando.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 13:00:002026-09-17 15:20:39Bonus affitto, fino a 500 euro al mese: scopri a chi spetta e quando parte
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Bonus affitto genitori separati 2026: 500 euro, conta il reddito (non l’ISEE)

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus affitto genitori separati diventa realtà nel 2026. Dopo l’introduzione in Legge di Bilancio 2026, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha comunicato il 29 agosto 2026 di aver completato l’iter normativo e inviato la richiesta al MEF per sbloccare le risorse. Si tratta di un contributo mensile fino a 500 euro per sostenere i genitori che, a seguito di separazione o divorzio, devono affrontare le spese di un nuovo affitto. La particolarità decisiva è che il requisito principale è il reddito IRPEF, non l’ISEE: una scelta voluta esplicitamente per rispecchiare meglio la situazione economica reale del singolo genitore.

Indice dei contenuti
  • Cos’e’ il bonus affitto genitori separati e a chi spetta
  • Quanto vale il bonus: fino a 500 euro al mese per 12 mesi
  • Il requisito fondamentale: il reddito IRPEF, non l’ISEE
  • Requisiti completi per accedere al bonus affitto genitori separati 2026
  • Come fare domanda per il bonus affitto genitori separati
  • Il bonus e la detrazione affitto nel 730: cosa cambia
  • Domande frequenti sul bonus affitto genitori separati

Cos’è il bonus affitto genitori separati e a chi spetta

Il bonus affitto genitori separati è un contributo economico introdotto con la Legge di Bilancio 2026 per sostenere i genitori separati o divorziati che, dopo la fine del matrimonio o della convivenza, si trovano a dover pagare un nuovo affitto. La misura è stata fortemente voluta dal vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha dichiarato: “Quest’anno daremo un contributo a migliaia di genitori separati che perdono la loro casa e spesso pagano anche il mutuo della loro vecchia abitazione, oltre a quello dell’affitto.”

Il fondo complessivo è di 60 milioni di euro per il triennio 2026-2028, pari a 20 milioni di euro l’anno. L’obiettivo è raggiungere una platea di circa 15.000 beneficiari nel triennio, partendo da una prima tranche di almeno 5.000 persone nei prossimi mesi.

La misura è rivolta ai genitori separati o divorziati che hanno lasciato la casa coniugale e devono sostenere il costo di un nuovo affitto, trovandosi spesso a dover far fronte contemporaneamente anche al mutuo o all’affitto della vecchia abitazione familiare. L’obiettivo è evitare che la crisi di coppia si trasformi automaticamente in una crisi economica che penalizza anche i figli.

Quanto vale il bonus: fino a 500 euro al mese per 12 mesi

Il bonus affitto genitori separati copre il 50% del canone di locazione della nuova abitazione, fino a un massimo di 500 euro al mese. La durata massima del contributo è di 12 mensilità, per un totale massimo di 6.000 euro annui.

L’importo non è fisso per tutti: dipende dall’effettivo canone di affitto pagato. Se il canone è di 700 euro al mese, il contributo sarà pari al 50%, cioè 350 euro. Se il canone è di 1.000 euro o più, si arriva al massimo di 500 euro mensili.

Il beneficio copre le spese della nuova abitazione in cui il genitore risiede dopo la separazione. È importante conservare tutta la documentazione: contratto di locazione registrato, ricevute di pagamento e documenti che attestano la separazione o il divorzio.

Il requisito fondamentale: il reddito IRPEF, non l’ISEE

La differenza più rilevante rispetto ad altri bonus è che il parametro di riferimento è il reddito IRPEF del richiedente, non l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). È stato lo stesso Salvini a chiarirlo: “Per questa manovra ho tolto il criterio dell’Isee e messo quello della dichiarazione dei redditi.”

Per accedere al bonus affitto genitori separati, il reddito annuo ai fini IRPEF non deve superare i 35.000 euro. Si tratta della soglia stabilita dalla norma, che considera il reddito personale del richiedente così come risulta dalla dichiarazione dei redditi.

Perché questa scelta? L’ISEE in caso di separazione può includere anche beni e redditi dell’ex coniuge, non rispecchiando la situazione economica reale del singolo genitore — specialmente nei periodi immediatamente successivi alla separazione. Il reddito IRPEF personale è invece un parametro più diretto e più equo per misurare la capacità economica di chi ha realmente bisogno del sostegno.

Requisiti completi per accedere al bonus affitto genitori separati 2026

Per presentare domanda e ottenere il bonus affitto genitori separati, tutti i seguenti requisiti devono sussistere contemporaneamente:

  • Essere genitore separato o divorziato con provvedimento del tribunale o accordo di separazione omologato;
  • Avere almeno un figlio fiscalmente a carico di età non superiore a 21 anni;
  • Essere in regola con il versamento dell’assegno di mantenimento (se stabilito dal giudice);
  • Avere un reddito annuo IRPEF non superiore a 35.000 euro;
  • Avere un contratto di locazione regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate;
  • Non possedere altri immobili entro un raggio di 50 chilometri dalla precedente abitazione familiare;
  • Non aver ottenuto l’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare.

Un aspetto da tenere presente: il contributo non è cumulabile con altri sussidi pubblici destinati al pagamento dell’affitto. Se si percepisce già un altro contributo pubblico per l’affitto, non si può richiedere anche questo bonus.

La verifica puntuale di ciascun requisito è fondamentale, perché la domanda può essere rigettata anche per una sola condizione non rispettata.

Come fare domanda per il bonus affitto genitori separati

Le richieste dovranno essere presentate attraverso una procedura interamente telematica. Al momento della pubblicazione di questa notizia, il calendario preciso per la presentazione delle domande non è ancora stato definito: il MIT ha comunicato l’avvio dell’iter il 29 agosto 2026, ma l’apertura delle domande dipenderà dallo sblocco formale delle risorse da parte del MEF.

È già noto che l’assegnazione dei fondi seguirà un criterio di priorità territoriale: la precedenza sarà data alle Regioni con maggiore concentrazione di situazioni di disagio abitativo tra i genitori separati.

I documenti che sarà necessario raccogliere includono in via generale:

  • Documento di identità e codice fiscale del richiedente;
  • Provvedimento di separazione o divorzio (sentenza o verbale omologato);
  • Contratto di locazione registrato;
  • Documentazione reddituale (CU, modello 730 o Modello Redditi dell’ultimo anno);
  • Dichiarazione relativa ai figli fiscalmente a carico;
  • IBAN per l’accredito del contributo.

Data la complessità della documentazione richiesta e la necessità di rispettare le scadenze dei bandi, raccogliere tutto il materiale in modo corretto è essenziale per evitare il rigetto della domanda. Il CAF Centro Fiscale a Udine può aiutarti a verificare i requisiti e raccogliere la documentazione necessaria.

Il bonus e la detrazione affitto nel 730: cosa cambia

Una domanda che molti si pongono riguarda il rapporto tra il bonus affitto genitori separati e la detrazione fiscale sul canone di locazione che si può inserire nel modello 730.

I due strumenti operano su piani diversi: il bonus è un contributo diretto erogato dallo Stato per abbattere la spesa di affitto, mentre la detrazione fiscale è una riduzione dell’imposta IRPEF dovuta in dichiarazione dei redditi. In linea di principio non si escludono a vicenda.

Attenzione però: la norma stabilisce che il bonus non è cumulabile con altri sussidi pubblici destinati al pagamento dell’affitto. Questo significa che se si percepisce già un contributo pubblico per l’affitto (ad esempio un contributo comunale o regionale specifico per l’emergenza abitativa), non si potrà ricevere anche il bonus per i genitori separati. La detrazione fiscale del 730, non essendo un “sussidio per il pagamento dell’affitto” ma una agevolazione fiscale, è in teoria su un piano differente — ma è comunque consigliabile verificare caso per caso con un esperto.

Per approfondire le detrazioni fiscali sull’affitto che puoi rivendicare nel 730, consulta la nostra guida al bonus affitto 2026 e detrazione canone locazione.

Domande frequenti sul bonus affitto genitori separati

Qual è la soglia di reddito per il bonus affitto genitori separati?
Il reddito annuo ai fini IRPEF non deve superare i 35.000 euro. Non si considera l’ISEE, ma il reddito dichiarato ai fini fiscali dal singolo richiedente.
Il bonus affitto genitori separati si calcola sull’ISEE o sul reddito?
Si calcola sul reddito IRPEF, non sull’ISEE. È stata una scelta esplicita del legislatore: l’ISEE in caso di separazione può includere beni e redditi dell’ex coniuge e non riflettere la situazione reale del singolo genitore.
Quanto dura il bonus affitto per genitori separati?
Il contributo può essere erogato per un periodo massimo di 12 mesi, per un totale massimo di 6.000 euro annui (500 euro/mese).
Il bonus è cumulabile con altri contributi per l’affitto?
No: il bonus non è cumulabile con altri sussidi pubblici destinati al pagamento dell’affitto. Se si percepisce già un contributo pubblico per l’affitto (comunale, regionale ecc.), non si può ricevere anche questo bonus.
Quando si può fare domanda per il bonus affitto genitori separati?
Le date precise non sono ancora state definite. Il MIT ha completato l’iter normativo il 29 agosto 2026 e ha inviato la richiesta al MEF per sbloccare le risorse. Le domande saranno telematiche, con priorità territoriale per le Regioni con maggiore disagio abitativo.

Il bonus affitto genitori separati rappresenta un sostegno concreto per chi si trova ad affrontare le spese di un nuovo affitto dopo una separazione o un divorzio, con un contributo fino a 500 euro al mese per 12 mesi. L’elemento chiave — il fatto che conti il reddito IRPEF fino a 35.000 euro e non l’ISEE — allarga la platea dei potenziali beneficiari. I dettagli operativi (apertura domande, piattaforma, bando) saranno resi noti nelle prossime settimane. Tieni d’occhio le comunicazioni ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e del MEF.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-01 17:00:002026-08-31 15:08:06Bonus affitto genitori separati 2026: 500 euro, conta il reddito (non l’ISEE)
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Bonus affitto studenti fuori sede 2026: come funziona e come ottenere la detrazione Irpef

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus affitto studenti fuori sede è una detrazione Irpef che la normativa italiana riconosce a chi sostiene costi di locazione per frequentare l’università lontano dalla propria residenza. Un’agevolazione concreta e spesso sottovalutata: può valere fino a 500,27 euro di sconto sulle tasse da pagare ogni anno. Vediamo come funziona, chi ne ha diritto e come richiederlo nella dichiarazione dei redditi 2026.

Indice dei contenuti

  1. Chi ha diritto al bonus affitto per studenti fuori sede
  2. Requisiti e contratti ammessi
  3. Quanto vale la detrazione Irpef
  4. Chi può richiedere il bonus
  5. Come indicarlo nella dichiarazione dei redditi
  6. Domande frequenti

Chi ha diritto al bonus affitto per studenti fuori sede

Il bonus affitto studenti fuori sede spetta agli studenti iscritti a un corso di laurea universitario che affittano un alloggio nel comune dove ha sede l’ateneo. Non basta però studiare fuori casa: la legge fissa una distanza minima di 100 chilometri tra il comune di residenza dello studente e quello dove si trova l’università, e i due comuni devono trovarsi in province diverse.

Questa misura nasce per sostenere concretamente le famiglie che devono far fronte ai costi dell’alloggio universitario, spesso elevati nelle grandi città sede di atenei. La detrazione Irpef riduce direttamente l’imposta dovuta, abbassando il saldo fiscale di fine anno.

L’agevolazione è stata estesa anche ad alcune categorie aggiuntive. Ne beneficiano:

  • gli studenti degli Istituti Tecnici Superiori (ITS);
  • gli iscritti ai corsi dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati;
  • gli studenti in programma Erasmus o iscritti a università di Stati UE o dello Spazio Economico Europeo.

Requisiti e contratti ammessi

Non tutti i contratti di affitto danno diritto alla detrazione per studenti fuori sede. La normativa, in base alla legge n. 431/1998 sulle locazioni abitative, ammette le seguenti tipologie contrattuali:

  • Contratti per studenti universitari definiti da accordi territoriali tra proprietari e associazioni degli inquilini;
  • Contratti a canone concordato (cosiddetto «concordato»);
  • Contratti di locazione ordinari o transitori;
  • Contratti di ospitalità e atti di assegnazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti no-profit e cooperative;
  • Contratti per singolo posto letto, purché regolarmente registrati e conformi alla normativa vigente.

Un aspetto importante: il contratto deve essere regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate. Senza registrazione, la detrazione non è riconoscibile. Lo studente deve quindi conservare tutta la documentazione: il contratto registrato, le ricevute di pagamento del canone e, se richiesto, la documentazione che prova la distanza tra residenza e sede universitaria.

Quanto vale la detrazione Irpef

Il bonus affitto studenti fuori sede vale il 19% del canone annuo pagato, calcolato però su un importo massimo di 2.633 euro l’anno. Questo significa che il beneficio massimo teorico è pari a 500,27 euro di sconto sull’Irpef dovuta (19% × 2.633 euro).

Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che uno studente paghi un affitto di 400 euro al mese, per un totale di 4.800 euro annui. La detrazione Irpef non si calcola su tutto questo importo: si applica il 19% solo sul limite di 2.633 euro, ottenendo comunque il massimo di 500,27 euro. Se invece l’affitto fosse più basso — poniamo 150 euro al mese, per 1.800 euro l’anno — la detrazione sarebbe del 19% su 1.800 euro, pari a 342 euro.

Attenzione: la detrazione riduce l’Irpef lorda, ma se il valore della detrazione supera l’imposta dovuta, la parte eccedente non viene rimborsata. Ciò significa che uno studente con reddito molto basso o nullo potrebbe non recuperare l’intero beneficio teorico.

Un’ulteriore limitazione riguarda i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Dal periodo d’imposta 2025 (dichiarazioni 2026), la normativa ha introdotto un meccanismo che fissa un tetto massimo alle detrazioni per i redditi più elevati, calcolato moltiplicando un importo base — variabile per fascia di reddito — per un coefficiente legato al numero di figli a carico. Chi supera questa soglia potrebbe quindi beneficiare di una detrazione ridotta rispetto al massimo ordinario.

Chi può richiedere il bonus

La detrazione affitto studenti spetta in primo luogo allo studente stesso, se ha un reddito proprio e presenta la dichiarazione dei redditi autonomamente. In molti casi, però, gli studenti universitari non lavorano e non hanno redditi propri: in questo scenario, se lo studente risulta fiscalmente a carico di uno o entrambi i genitori, il bonus può essere richiesto dal genitore che ha effettivamente pagato il canone di locazione.

Questo passaggio è fondamentale per molte famiglie: spesso è proprio il genitore che sostiene economicamente lo studente, e la legge consente di recuperare parte di questa spesa. È necessario che la spesa sia stata effettivamente sostenuta dal soggetto che richiede la detrazione e che vi sia la documentazione a supporto.

Per i canoni pagati nel 2025, è ancora possibile recuperarli presentando il modello 730 o la dichiarazione dei redditi 2026. Le spese sostenute nel 2026 (anno accademico 2026-2027) saranno invece detraibili nella dichiarazione che si presenterà nel 2027.

Come indicarlo nella dichiarazione dei redditi

Il bonus affitto studenti fuori sede viene richiesto in sede di dichiarazione dei redditi, indicando i canoni pagati nelle apposite sezioni del modello fiscale:

  • nel Modello 730/2026: i canoni vanno indicati nei righi E8-E10, nella sezione «altre spese», usando il codice 18;
  • nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026: le stesse spese vanno riportate nei righi RP8-RP13, sempre con il codice 18.

È essenziale conservare tutta la documentazione: il contratto di locazione registrato, le ricevute di pagamento del canone mensile e la documentazione che attesta la distanza tra il comune di residenza e quello universitario. In caso di controllo fiscale, questi documenti sono indispensabili per dimostrare il diritto all’agevolazione.

Se il 730 precompilato è già disponibile, l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver precaricato alcune spese sulla base delle informazioni ricevute dagli enti — ma non è garantito. È quindi consigliabile verificare sempre che i dati siano corretti e completi prima della trasmissione definitiva.

Qual è l’importo massimo della detrazione affitto studenti fuori sede?

La detrazione è pari al 19% del canone annuo pagato, calcolata su un massimo di 2.633 euro l’anno. Il risparmio fiscale massimo è quindi di 500,27 euro.

Anche i genitori possono richiedere il bonus affitto?

Sì. Se lo studente è fiscalmente a carico dei genitori, è il genitore che ha sostenuto la spesa a poter richiedere la detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

Quali contratti di affitto danno diritto alla detrazione?

Danno diritto alla detrazione i contratti stipulati ai sensi della L. 431/1998: contratti per studenti universitari, contratti a canone concordato, ordinari, transitori, contratti di ospitalità con enti universitari e contratti per singolo posto letto, purché regolarmente registrati.

Dove si indica la detrazione nel Modello 730?

Nel Modello 730/2026 la spesa va indicata nei righi E8-E10 con il codice 18. Nel Modello Redditi PF 2026 va invece riportata nei righi RP8-RP13, sempre con codice 18.

La detrazione si applica anche agli studenti Erasmus?

Sì, l’agevolazione spetta anche agli studenti in programma Erasmus o iscritti a università di Paesi UE o dello Spazio Economico Europeo, nel rispetto degli altri requisiti previsti.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-29 17:00:002026-08-29 08:04:33Bonus affitto studenti fuori sede 2026: come funziona e come ottenere la detrazione Irpef
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Detrazione Affitto Studenti Fuori Sede 730/2026: Guida Completa

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 è una delle agevolazioni fiscali più utili per le famiglie che sostengono un figlio universitario lontano da casa. Chi paga un canone di locazione per un ragazzo iscritto all’università in un’altra città può recuperare una parte della spesa direttamente nella dichiarazione dei redditi. In questa guida completa ti spieghiamo, con parole semplici, come funziona la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026: quali sono i requisiti di distanza, quali contratti danno diritto allo sconto fiscale, qual è il tetto di spesa e come si compila correttamente il modello.

Il fisco può sembrare complicato, ma con le informazioni giuste – e con il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine – ottenere la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 è più semplice di quanto pensi. Vediamo insieme tutto quello che serve sapere per non perdere questo beneficio.

Indice dei contenuti

  • Cos’è la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026
  • Requisiti: distanza, iscrizione e contratto
  • Tetto di spesa e importo detraibile
  • Quali contratti di locazione sono ammessi
  • Documentazione necessaria
  • Come si compila la detrazione nel 730 2026
  • Differenze con la detrazione affitto “generica”
  • Domande frequenti

Cos’è la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026

La detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 è un’agevolazione fiscale che permette di recuperare il 19% dei canoni di locazione pagati per un figlio (o per sé stessi) iscritto a un corso di laurea in una città diversa da quella di residenza. In parole semplici: se la tua famiglia spende dei soldi per l’affitto di uno studente universitario “fuori sede”, una parte di quella spesa torna indietro sotto forma di sconto sull’IRPEF, cioè l’imposta sui redditi delle persone fisiche.

La detrazione è uno sconto che si applica direttamente sulle tasse dovute. Non è un rimborso in contanti, ma una riduzione dell’imposta che paghi allo Stato. Immagina che Marco, studente di Ingegneria a Bologna, paghi un affitto mentre la sua famiglia risiede a Udine: i genitori potranno inserire quella spesa nel 730/2026 e ottenere il 19% in detrazione. Questa è la logica alla base della detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026.

La misura è pensata per aiutare concretamente le famiglie con figli universitari lontani da casa, una situazione molto diffusa anche in Friuli Venezia Giulia, dove molti ragazzi studiano fuori regione. Rientra tra le spese scolastiche e universitarie del 730 2026 e va tenuta distinta dalla detrazione ordinaria sull’abitazione principale.

Requisiti: distanza, iscrizione e contratto

Per accedere alla detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 non basta pagare un affitto: la legge richiede il rispetto di alcune condizioni precise. Il requisito più importante riguarda la distanza tra il comune di residenza dello studente e la sede dell’università. Vediamo nel dettaglio quali sono i pilastri da rispettare.

  • Distanza minima di 100 chilometri: l’università deve trovarsi in un comune distante almeno 100 km da quello di residenza dello studente.
  • Provincia diversa: oltre alla distanza, la sede universitaria deve essere in una provincia diversa rispetto a quella di residenza. Entrambe le condizioni devono valere insieme.
  • Iscrizione a un corso di laurea: lo studente deve essere regolarmente iscritto a un corso di laurea presso un’università italiana o di uno Stato dell’Unione Europea.
  • Contratto di locazione valido: il contratto deve rientrare tra le tipologie ammesse dalla legge (le vediamo più avanti).
  • Pagamenti tracciabili: dal 2020 la spesa va pagata con bonifico, carta o altri sistemi tracciabili, mai in contanti.

Attenzione a un dettaglio spesso trascurato: il requisito della distanza minima di 100 km e quello della provincia diversa devono coesistere. Ad esempio, uno studente residente a Udine iscritto all’università di Trieste risiede in una provincia diversa, ma la distanza è inferiore ai 100 km: in questo caso la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 non spetta. Per evitare errori di valutazione, conviene affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine, che verifica caso per caso il rispetto dei requisiti.

Tetto di spesa e importo detraibile

Uno degli aspetti più importanti della detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 è il tetto di spesa. La detrazione non si applica sull’intero canone annuo, ma su un importo massimo stabilito dalla legge. Nello specifico, la detrazione è pari al 19% di una spesa massima di 2.633 euro all’anno.

Cosa significa in pratica? Il beneficio fiscale massimo che si può ottenere è il 19% di 2.633 euro, cioè circa 500 euro di sconto sull’imposta. Anche se l’affitto annuo del tuo studente supera i 2.633 euro, la detrazione si calcola comunque solo su quel tetto. Facciamo un esempio: se la famiglia di Giulia paga 4.000 euro all’anno di affitto a Milano, la detrazione non si calcola su 4.000 euro ma sul limite di 2.633 euro, ottenendo così circa 500 euro di risparmio fiscale.

Il tetto di 2.633 euro è riferito complessivamente per ciascuno studente. In presenza di più figli universitari fuori sede, il limite vale per ognuno di essi, quindi il risparmio può aumentare. È bene ricordare che questa detrazione rientra nel meccanismo delle detrazioni al 19% e, per i redditi elevati, può essere interessata dalle nuove regole sul tetto complessivo: approfondisci il tema nell’articolo dedicato alle detrazioni 2026 sopra 75.000 euro.

Quali contratti di locazione sono ammessi

Non tutti i contratti danno diritto alla detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026. La legge è precisa su questo punto: il contratto deve essere di una tipologia riconosciuta e, soprattutto, deve essere regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Un contratto “in nero” o non registrato non permette di ottenere alcuna detrazione.

I contratti di locazione ammessi per la detrazione affitto studenti fuori sede sono i seguenti:

  • Contratti stipulati o rinnovati ai sensi della Legge 431/1998, la normativa che regola gli affitti a uso abitativo in Italia.
  • Contratti di ospitalità stipulati con enti per il diritto allo studio, università e collegi universitari legalmente riconosciuti.
  • Atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti senza scopo di lucro e cooperative.

Un requisito fondamentale, introdotto dal 2020, riguarda la tracciabilità dei pagamenti: per ottenere la detrazione, i canoni devono essere pagati con bonifico bancario o postale, carte di credito o debito, o altri sistemi tracciabili. Il pagamento in contanti fa perdere il diritto alla detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026. Conserva quindi tutte le ricevute dei pagamenti. Se hai dubbi sulla registrazione del contratto, il CAF Centro Fiscale a Udine può aiutarti anche con questo adempimento.

Documentazione necessaria

Per portare in detrazione i canoni di locazione dello studente fuori sede occorre presentare la giusta documentazione. Avere tutti i documenti in ordine è essenziale per evitare contestazioni in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco cosa serve conservare per la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026:

  • Copia del contratto di locazione regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate.
  • Ricevute di pagamento tracciabili dei canoni (bonifici, estratti conto, ricevute di carte).
  • Certificato di iscrizione dello studente al corso di laurea per l’anno accademico di riferimento.
  • Documentazione della distanza: attestazione o dato relativo al comune di residenza e alla sede universitaria (per verificare i 100 km e la provincia diversa).
  • Documenti anagrafici dello studente e del genitore che sostiene la spesa (se lo studente è a carico).

Raccogliere e organizzare questi documenti può sembrare complesso, ma è un passaggio fondamentale. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la completezza della documentazione e ti guida nella raccolta, così da non rischiare di perdere la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026.

Come si compila la detrazione nel 730 2026

La detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 si indica nel Quadro E del modello 730, la sezione dedicata agli oneri e alle spese che danno diritto a detrazioni e deduzioni. Nello specifico, i canoni di locazione degli studenti universitari fuori sede vanno inseriti tra le spese per le quali spetta la detrazione del 19%, utilizzando il codice spesa dedicato previsto dalle istruzioni ufficiali.

La compilazione richiede attenzione: occorre indicare l’importo corretto rispettando il tetto di 2.633 euro, verificare i requisiti di distanza e assicurarsi che il contratto rientri tra quelli ammessi. Un errore nella compilazione può far ritardare il rimborso o generare una richiesta di chiarimenti. Per capire la struttura del quadro degli oneri, puoi consultare la nostra guida su come compilare i righi E71 e E72 del 730 2026, che spiega la logica delle detrazioni sulle locazioni.

La procedura richiede precisione per evitare errori che potrebbero ritardare la pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla verifica dei requisiti alla raccolta dei documenti, fino alla corretta compilazione e trasmissione del 730/2026, garantendo la correttezza di ogni passaggio. In questo modo ottieni la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 senza stress e senza rischi.

Differenze con la detrazione affitto “generica”

È importante non confondere la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 con la detrazione ordinaria sui canoni dell’abitazione principale. Si tratta di due agevolazioni distinte, con regole, importi e destinatari diversi. Vediamo le principali differenze per capire bene quale ti spetta.

La detrazione affitto “generica” è pensata per gli inquilini che hanno adibito l’immobile locato ad abitazione principale (la casa dove si vive abitualmente) e prevede importi fissi che variano in base al reddito e al tipo di contratto. La detrazione affitto studenti fuori sede, invece, riguarda un immobile che non è l’abitazione principale del nucleo, ma la sistemazione dello studente nella città dove studia, e si basa sul 19% della spesa entro il tetto di 2.633 euro.

  • Beneficiario: la detrazione studenti spetta anche al genitore se il figlio è fiscalmente a carico; quella generica spetta all’intestatario del contratto di abitazione principale.
  • Tipo di calcolo: 19% su spesa (studenti) contro importo fisso a scaglioni di reddito (generica).
  • Requisito di distanza: presente solo per gli studenti fuori sede (100 km + provincia diversa).

Per un quadro completo delle agevolazioni sugli affitti puoi leggere gli approfondimenti su come funzionano le detrazioni affitto nel 730 2026 e sul bonus affitto 2026 con requisiti e modalità di richiesta. Ricorda inoltre che l’affitto è solo una delle voci detraibili legate all’università: trovi tutte le altre nella guida alle spese di istruzione detraibili nel 730 2026.

Domande frequenti

Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

La detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 permette di recuperare una parte importante delle spese sostenute per un figlio universitario lontano da casa. Rispettare i requisiti di distanza, scegliere il contratto giusto e compilare correttamente il 730/2026 sono passaggi decisivi per non perdere il beneficio. Con il supporto giusto, ottenere questa detrazione è semplice e sicuro.

Hai bisogno di assistenza per la detrazione affitto studenti fuori sede e per la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine (Viale Tullio 13) è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri esperti verificano i requisiti, controllano la documentazione e compilano il tuo 730/2026 senza errori. Prenota un appuntamento oppure contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-13 13:00:002026-07-12 09:50:37Detrazione Affitto Studenti Fuori Sede 730/2026: Guida Completa
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730

Dichiarazione dei redditi 730

Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730

Quando si parla di bonus affitto 2026, non ci si riferisce a un’unica misura ma a un insieme di detrazioni IRPEF sui canoni di locazione previste dal TUIR (art. 16) e da successive disposizioni di legge. Ogni detrazione ha importi, requisiti di reddito e platee di beneficiari diverse: chi è inquilino con contratto a canone libero, chi è under 31, chi si è trasferito per lavoro, chi studia fuori sede.

In questa guida trovi un quadro completo di tutte le agevolazioni affitto inseribili nel modello 730 2026 (anno d’imposta 2025), con importi, soglie di reddito e indicazioni pratiche per compilare i righi E71 ed E72. Per una compilazione corretta e personalizzata, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

Panoramica: le detrazioni affitto 2026 a colpo d’occhio

Tipo detrazioneImporto massimoSoglia redditoRigo 730
Inquilini canone libero (ordinaria)300 euro≤ 15.493,71 euroE71
Inquilini canone libero (ridotta)150 euro15.493,71 – 30.987,41E71
Giovani 20-31 anni (D.L. 73/2022)991,60 + 20% canone (max 2.000)≤ 43.000 euro reddito complessivoE71
Trasferimento per lavoro991,60 (1° e 2° anno)≤ 30.987,41 euroE71
Trasferimento per lavoro495,80 (3° anno)≤ 30.987,41 euroE71
Canone concordato (3+2)495,80 euro≤ 15.493,71 euroE71
Canone concordato (3+2 ridotta)247,90 euro15.493,71 – 30.987,41E71
Studenti universitari fuori sede19% su max 2.633 euroNessuna soglia specificaE8-E10

1. Detrazione affitto inquilini: il caso più comune

La detrazione base per gli inquilini con contratti di locazione a canone libero è disciplinata dall’art. 16, comma 1 del TUIR. È destinata a chi ha stipulato un contratto di locazione (ex L. 431/1998) per l’abitazione adibita a residenza principale.

Importi 2026:

  • 300 euro se il reddito complessivo è uguale o inferiore a 15.493,71 euro
  • 150 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro
  • Nessuna detrazione se il reddito supera 30.987,41 euro

La detrazione spetta per ogni anno in cui il contratto è in essere ed è rapportata ai giorni di utilizzo dell’immobile come abitazione principale. Se si cambia casa a metà anno, la detrazione va proporzionata ai giorni effettivi.

Cosa controllare: il contratto deve essere regolarmente registrato. Contratti non registrati non danno diritto alla detrazione.

2. Bonus affitto giovani 20-31 anni: la detrazione più ricca

Il D.L. 73/2022 art. 7 (convertito con L. 122/2022, poi prorogato dalla Legge di Bilancio 2023) ha introdotto una detrazione potenziata per i giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti che stipulano un contratto di locazione per l’abitazione principale diversa dall’abitazione principale dei genitori.

Importo: La detrazione ammonta a 991,60 euro oppure, se superiore, al 20% del canone annuo pagato, fino a un massimo di 2.000 euro. In pratica:

  • Se il canone annuo è, ad esempio, 8.000 euro → 20% = 1.600 euro (supera 991,60, si usa 1.600)
  • Se il canone annuo è 12.000 euro → 20% = 2.400 euro, ma il cap è 2.000 euro → si detrae 2.000
  • Se il canone è 3.000 euro → 20% = 600 euro (inferiore a 991,60) → si detrae 991,60

Requisiti:

  • Età: dal compimento del 20° anno fino al giorno prima del 31° compleanno
  • Reddito complessivo non superiore a 43.000 euro
  • L’immobile non deve essere l’abitazione principale della famiglia d’origine
  • La detrazione spetta per i primi 4 anni del contratto
  • Contratto regolarmente registrato

Questa agevolazione è tra le più vantaggiose: un giovane con reddito di 20.000 euro e canone di 7.000 euro annui può detrarre 1.400 euro (20% di 7.000), una riduzione fiscale significativa.

3. Detrazione per trasferimento di lavoro

L’art. 16, comma 1-ter TUIR prevede una detrazione per chi prende in affitto una nuova abitazione per motivi di lavoro, trasferendosi a una distanza superiore a 100 chilometri dal precedente domicilio e comunque in un Comune diverso dalla precedente residenza.

Importi (per i primi 4 anni del contratto, ai sensi del D.L. 73/2022):

  • 991,60 euro per il 1° e il 2° anno, con reddito complessivo ≤ 30.987,41 euro
  • 495,80 euro per il 3° anno, con reddito complessivo ≤ 30.987,41 euro
  • Nessuna detrazione se il reddito supera la soglia

Il trasferimento deve avvenire nei tre anni precedenti all’inizio del contratto di locazione. Se il contratto inizia nel 2022, la detrazione spetta fino al 2024.

4. Contratti a canone concordato (3+2): detrazione aggiuntiva

I titolari di contratti di locazione a canone concordato (ai sensi della L. 431/1998, art. 2 comma 3 — contratti 3+2 assistiti) beneficiano di una detrazione specifica prevista dall’art. 16 comma 1-bis TUIR:

  • 495,80 euro se il reddito complessivo è ≤ 15.493,71 euro
  • 247,90 euro se il reddito è tra 15.493,71 e 30.987,41 euro
  • Zero se il reddito supera 30.987,41 euro

Il canone concordato è fissato dagli accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini, solitamente inferiore al canone di mercato ma con agevolazioni fiscali sia per il proprietario (cedolare secca agevolata al 10%) che per l’inquilino (questa detrazione).

5. Studenti universitari fuori sede: la detrazione del 19%

I canoni di locazione pagati dagli studenti universitari fuori sede danno diritto a una detrazione del 19% (spesa detraibile), disciplinata dall’art. 15 comma 1 lett. i-sexies TUIR.

Limiti e requisiti:

  • Detrazione del 19% su un importo massimo di 2.633 euro annui (detrazione massima: circa 500 euro)
  • Lo studente deve essere iscritto a un corso di laurea presso un ateneo ubicato in un Comune diverso da quello di residenza (almeno 100 km o in altra provincia)
  • L’appartamento in affitto deve essere situato nello stesso Comune (o limitrofo) dell’università
  • La detrazione spetta per la durata del corso di studi + un anno
  • Non è necessario che lo studente sia fiscalmente a carico: se è autonomo fiscalmente, inserisce il costo nel suo 730; se è a carico dei genitori, i genitori la inseriscono nel loro 730

Questa detrazione si inserisce nei righi E8-E10 del modello 730 (non in E71 come le altre), con il codice spesa specifico.

Contributi affitto comunali: la misura locale

Oltre alle detrazioni IRPEF statali, esistono i contributi affitto erogati dai Comuni (Fondo Nazionale per il Sostegno all’Accesso alle Abitazioni in Locazione, art. 11 L. 431/1998). Si tratta di contributi a fondo perduto per inquilini in difficoltà economica, non di detrazioni fiscali.

Le caratteristiche principali:

  • Gestiti dai Comuni con bandi periodici (tempistiche e importi variano da Comune a Comune)
  • Accessibili agli inquilini con ISEE basso e canone elevato rispetto al reddito (incidenza del canone sul reddito)
  • In Friuli Venezia Giulia, il Comune di Udine e altri Comuni aprono annualmente i bandi; verifica la scadenza del bando locale
  • Sono separati e cumulabili con le detrazioni fiscali 730

Per sapere se il bando contributi affitto è aperto nel tuo Comune, contatta direttamente l’ufficio casa del Comune o chiedi al CAF Centro Fiscale.

Come inserire le detrazioni affitto nel modello 730 2026

Le detrazioni per canoni di locazione si inseriscono nella Sezione IV del Quadro E del modello 730, nei righi E71 ed E72:

  • Rigo E71: si indica il tipo di detrazione (codice 1, 2, 3, 4, 5 in base alla casistica), i giorni di locazione e il reddito complessivo
  • Rigo E72: per i casi di affitto con più tipologie nello stesso anno (es. cambio contratto)

I codici da inserire in E71:

  • Codice 1: contratto a canone libero (art. 16 c. 1 TUIR)
  • Codice 2: contratto a canone concordato (art. 16 c. 1-bis TUIR)
  • Codice 3: trasferimento per lavoro (art. 16 c. 1-ter TUIR)
  • Codice 4: giovani 20-31 anni (D.L. 73/2022)
  • Codice 5: studenti universitari in alloggio universitario convenzionato

La detrazione viene applicata automaticamente dal CAF o dal software 730 in base ai dati inseriti. Il software calcola l’importo spettante in base al reddito complessivo dichiarato.

Errori frequenti da evitare

  • Contratto non registrato: senza registrazione all’Agenzia delle Entrate, la detrazione è negata
  • Non è abitazione principale: tutte le detrazioni (tranne studenti fuori sede) richiedono che l’immobile in affitto sia l’abitazione principale del contribuente
  • Detrazione giovani inserita negli anni sbagliati: la detrazione D.L. 73/2022 spetta al massimo per 4 anni; inserirla oltre il 4° anno è erroneo
  • Mancata verifica della soglia di reddito: usare l’importo pieno (300 euro) con reddito superiore a 15.493,71 porta a correzioni in accertamento
  • Confusione tra righe: gli studenti fuori sede vanno in E8-E10, non in E71

Quando conviene farsi assistere dal CAF per le detrazioni affitto

Le detrazioni per canone di locazione sembrano semplici ma nascondono insidie: la scelta del codice corretto in E71, il calcolo dei giorni, la verifica della soglia di reddito e la corretta individuazione del tipo di contratto sono aspetti che, se sbagliati, portano a disconoscimento della detrazione o a richieste di restituzione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora il 730 con tutte le detrazioni per canone di locazione a cui hai diritto, verificando contratto, tipologia e soglia di reddito. Per chi ha situazioni particolari (trasferimento lavoro, giovani under 31, studenti universitari), l’assistenza di un esperto CAF evita errori costosi.

Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Viale Tullio 13, Udine o chiamaci al 0432 1638640 (anche WhatsApp: 366 6018121) per un preventivo personalizzato sulla tua dichiarazione dei redditi.

Domande frequenti sul bonus affitto 2026

Il “bonus affitto” esiste come misura autonoma nel 2026?

No. Non esiste un’unica misura chiamata “bonus affitto”: si tratta di un insieme di detrazioni IRPEF previste dal TUIR (art. 15 e 16) e da leggi speciali. Non è un contributo a fondo perduto erogato in busta paga o su conto corrente, ma una riduzione dell’IRPEF dovuta che si ottiene compilando il modello 730 o Redditi PF.

Posso cumulare più detrazioni affitto nello stesso anno?

No, in generale le detrazioni del rigo E71 sono alternative tra loro: non puoi sommare la detrazione ordinaria con quella per giovani. Si applica la più favorevole. Se nel corso dell’anno hai avuto più contratti diversi (es. hai cambiato casa), puoi compilare sia E71 che E72 indicando i giorni per ciascun contratto.

Come funziona la detrazione affitto per i giovani se sono a carico dei genitori?

Se il giovane under 31 è fiscalmente a carico dei genitori, la detrazione per affitto non si trasferisce ai genitori (a differenza delle spese sanitarie). La detrazione D.L. 73/2022 spetta solo al giovane che ha stipulato il contratto di locazione. Se non ha capienza IRPEF sufficiente, la detrazione è parzialmente o totalmente persa.

Serve conservare il contratto di affitto per il 730?

Sì. Il contratto di locazione registrato (o la ricevuta di registrazione) è il documento fondamentale da conservare in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Il CAF che elabora il 730 ne verifica i dati principali ma la conservazione è a carico del contribuente per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione.

La detrazione affitto si calcola sul canone mensile o annuo?

La detrazione dell’art. 16 TUIR (ordinaria, giovani, trasferimento lavoro) è un importo fisso che non dipende dall’ammontare del canone pagato (tranne per la detrazione giovani, dove conta il 20% del canone). La detrazione studenti universitari invece è percentuale (19% su max 2.633 euro di canone annuo).

Giugno 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-13 09:51:382026-07-07 10:23:19Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

Bonus Affitto Lavoratori Turismo 2026: Fondi Esauriti, Cosa Succede Adesso?

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus affitto per i lavoratori del settore turistico, ricettivo e termale rappresenta una delle misure di welfare piu attese del 2026. Introdotto per sostenere chi lavora in uno dei comparti a piu alta stagionalita in Italia, il contributo ha pero un problema strutturale che rischia di penalizzare migliaia di beneficiari: le risorse stanziate potrebbero non bastare per tutte le domande presentate. Se sei un lavoratore del turismo e stai valutando di chiedere il bonus, o hai gia inviato la domanda e non sai cosa aspettarti, questa guida ti spiega tutto: cos’è il bonus, chi ha diritto, come funziona la procedura, e soprattutto cosa succede quando i fondi si esauriscono prima che tutte le richieste vengano soddisfatte.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il bonus affitto lavoratori turismo
  2. Base normativa e decreto istitutivo
  3. Requisiti per accedere al bonus
  4. Importo e durata del contributo
  5. Come presentare la domanda
  6. Cosa succede se le risorse non bastano
  7. Cosa fare se la domanda viene esclusa
  8. Possibili proroghe e rifinanziamenti
  9. Alternative per i lavoratori esclusi
  10. Come il CAF può aiutarti
  11. Domande frequenti

Cos’è il Bonus Affitto Lavoratori Turismo

Il bonus affitto lavoratori del settore turistico è un contributo economico una tantum destinato ai dipendenti del comparto turistico, ricettivo e termale che sostengono spese di locazione. La misura nasce dalla consapevolezza che il settore del turismo, pur essendo uno dei principali motori dell’economia italiana, si caratterizza per condizioni di lavoro spesso precarie: contratti stagionali, retribuzioni medie-basse e un’alta incidenza del costo dell’abitazione sul reddito disponibile dei lavoratori.

Il bonus si inserisce nel quadro più ampio delle politiche di welfare per i lavoratori dipendenti, con l’obiettivo specifico di alleviare il peso del canone di affitto per chi opera in un settore strutturalmente caratterizzato da stagionalità e discontinuità occupazionale. A differenza di altri sussidi di welfare, il bonus affitto turismo non è erogato dall’INPS attraverso i consueti canali previdenziali, ma attraverso un sistema di domanda diretta che porta con sé il rischio di esaurimento anticipato delle risorse disponibili.

Il provvedimento si applica ai lavoratori dipendenti di imprese operanti nei settori turismo, alberghiero, ricettivo e termale, inclusi i lavoratori stagionali, quelli con contratto a tempo determinato e quelli con rapporto di lavoro intermittente, purché rispettino i requisiti di reddito e di durata del rapporto lavorativo previsti dalla normativa.

Base Normativa e Decreto Istitutivo

Il bonus affitto per i lavoratori del turismo trova il suo fondamento normativo nel decreto-legge emanato dal Ministero del Turismo in coordinamento con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La misura è finanziata con risorse del Fondo per le politiche attive del lavoro e si inquadra nei provvedimenti di sostegno al reddito per le categorie di lavoratori più esposte alle fluttuazioni del mercato del lavoro stagionale.

La normativa prevede un dotazione finanziaria limitata e predefinita: questo è il punto critico che genera la problematica dell’esaurimento delle risorse. A differenza delle misure universali come la NASPI, che vengono finanziate a prescindere dal numero di beneficiari, il bonus affitto turismo ha un plafond fisso che viene assegnato in base all’ordine di presentazione delle domande o con altri criteri di priorità stabiliti dal decreto attuativo.

Le circolari operative sono emanate dal Ministero del Turismo, mentre la gestione amministrativa delle domande può avvenire tramite intermediari abilitati (CAF, patronati) o attraverso piattaforme digitali dedicate. Il decreto istitutivo stabilisce anche le modalità di erogazione, le cause di decadenza dal beneficio e le ipotesi di revoca in caso di false dichiarazioni.

Requisiti per Accedere al Bonus Affitto Turismo

Per accedere al bonus affitto lavoratori turismo è necessario soddisfare contemporaneamente una serie di requisiti soggettivi, reddituali e lavorativi. Vediamo in dettaglio ciascuno di essi.

Requisiti soggettivi

  • Essere lavoratori dipendenti di imprese operanti nei settori turismo, alberghiero, ricettivo e termale
  • Essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato per l’abitazione principale
  • Essere residenti in Italia e avere l’unità immobiliare locata come propria abitazione principale
  • Non essere proprietari di altri immobili sul territorio nazionale (o con soglie patrimoniali definite dal decreto)

Requisiti reddituali

Il bonus è riservato a lavoratori con reddito da lavoro dipendente non superiore a determinate soglie. La verifica del reddito avviene solitamente tramite l’ISEE del nucleo familiare o il reddito annuo lordo del richiedente, come indicato nel decreto attuativo. In genere le soglie di riferimento sono:

ParametroSoglia indicativa
Reddito annuo lordo (lavoratore)Fino a 35.000 euro annui
ISEE del nucleo familiareFino a 26.000 euro (dove applicabile)
Incidenza canone su reddito nettoSuperiore al 30% del reddito mensile netto

Nota importante: i valori esatti variano in base al decreto specifico. Ti raccomandiamo di verificare i parametri aggiornati consultando il CAF Centro Fiscale prima di presentare la domanda.

Requisiti lavorativi e settoriali

Un elemento distintivo di questo bonus è l’attenzione specifica al settore di appartenenza del datore di lavoro. Sono ammessi i lavoratori dipendenti di:

  • Alberghi, hotel e strutture ricettive (codici ATECO classificati nella sezione I del CCNL turismo)
  • Stabilimenti termali e centri benessere con finalità terapeutica riconosciuta
  • Agenzie di viaggio e tour operator regolarmente iscritti
  • Ristoranti, bar e attività di ristorazione strettamente connesse al comparto turistico
  • Imprese di gestione di attrazioni turistiche (parchi tematici, musei, siti culturali)

Sono di norma esclusi i lavoratori autonomi, i titolari di partita IVA, i collaboratori occasionali e i lavoratori in nero. Per i lavoratori stagionali è richiesta la prova dell’attività lavorativa per un minimo di settimane nel corso dell’anno precedente o in corso, come attestato dal CUD/Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro.

Importo e Durata del Contributo

L’importo del bonus affitto turismo è strutturato come contributo una tantum o come integrazione mensile al canone di locazione, a seconda delle modalità previste dal decreto attuativo. Le ipotesi più comuni nei provvedimenti di questo tipo prevedono:

Modalità di erogazioneImportoDurata
Contributo una tantumDa 1.000 a 2.400 euroErogazione singola
Contributo mensile integrativoDa 100 a 300 euro/meseDa 6 a 12 mesi
Rimborso percentuale canoneDal 20% al 40% del canone mensileFino a 12 mesi

Il contributo è esente da IRPEF se rientra nella categoria dei sussidi di welfare non reddituali, ma potrebbe concorrere alla formazione del reddito a seconda della qualificazione giuridica scelta dal legislatore. In ogni caso, il bonus non influisce sul calcolo dell’ISEE per l’anno successivo se correttamente qualificato come contributo assistenziale straordinario.

Un aspetto critico è proprio l’entità complessiva del fondo: le risorse stanziate a livello nazionale sono limitate rispetto alla platea potenziale dei beneficiari. Con oltre 1,5 milioni di lavoratori dipendenti nel settore turistico e ricettivo in Italia, anche uno stanziamento di diverse decine di milioni di euro può risultare insufficiente se la partecipazione alla misura è massiccia. Questa dinamica è alla base del problema che trattiamo nella sezione successiva.

Come Presentare la Domanda

La procedura di domanda per il bonus affitto turismo segue generalmente un iter amministrativo strutturato. Ecco le fasi principali da seguire.

Documentazione necessaria

  • Documento di identità in corso di validità e codice fiscale
  • Contratto di locazione registrato all’Agenzia delle Entrate (con estremi di registrazione)
  • Ultima dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi) oppure CU del datore di lavoro
  • ISEE in corso di validità (se richiesto dal bando)
  • Ultima busta paga e/o Certificazione Unica del datore di lavoro nel settore turistico
  • IBAN del conto corrente intestato al richiedente per l’accredito del contributo
  • Dichiarazione del datore di lavoro attestante il rapporto di lavoro nel settore turistico

Modalità di presentazione

  • Portale web dedicato del Ministero del Turismo o della piattaforma incaricata della gestione
  • CAF e patronati abilitati che assistono il lavoratore nella compilazione e invio
  • Piattaforma SPID/CIE per l’identificazione digitale del richiedente

Termini di presentazione

Le finestre temporali per presentare la domanda sono definite dal decreto attuativo e di solito coincidono con periodi specifici dell’anno (tipicamente tra aprile e giugno oppure settembre e novembre). È fondamentale rispettare i termini di apertura e chiusura dello sportello, perché in presenza di risorse limitate le domande vengono processate in ordine cronologico di ricezione oppure attraverso altri meccanismi di selezione che descriviamo nella sezione successiva.

Consiglio pratico: Prepara tutta la documentazione in anticipo e presentala nei primissimi giorni di apertura della finestra. In caso di esaurimento rapido delle risorse, chi presenta la domanda prima ha maggiori probabilità di essere ammesso al contributo. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella preparazione della pratica in anticipo, così da essere pronti appena si apre lo sportello.

Cosa Succede se le Risorse Non Bastano per Tutti

Questo è il cuore del problema che preoccupa molti lavoratori del settore turistico: le risorse stanziate per il bonus affitto potrebbero non essere sufficienti per soddisfare tutte le domande ammissibili. Cosa succede in questo caso? Dipende dal meccanismo di assegnazione previsto dal decreto. Vediamo le ipotesi principali.

1. Criterio cronologico (ordine di arrivo)

Il meccanismo più comune — e quello che genera più ansia tra i potenziali beneficiari — è il criterio “first come, first served”: le domande vengono ammesse in ordine di ricezione fino all’esaurimento del fondo. Una volta consumate le risorse, le domande successive vengono archiviate come non finanziabili. Questo sistema premia chi presenta la domanda prima e penalizza chi arriva tardi, indipendentemente dalla gravità del bisogno economico.

Se viene adottato questo criterio, le conseguenze sono:

  • Le domande arrivate dopo l’esaurimento del plafond vengono rigettate automaticamente
  • Non è previsto un meccanismo di lista d’attesa
  • Il richiedente riceve comunicazione di non finanziabilità della domanda
  • Non è possibile ricorrere contro la mancata assegnazione per esaurimento fondi

2. Riparto proporzionale

Una soluzione alternativa, adottata da alcuni provvedimenti simili, è il riparto proporzionale: tutte le domande ammissibili vengono raccolte entro il termine di scadenza, e le risorse vengono poi distribuite in modo proporzionale tra i richiedenti aventi diritto. In questo caso, ogni beneficiario riceve un importo ridotto rispetto al massimale previsto, in proporzione alle risorse disponibili divise per il numero di domande ammesse.

Esempio pratico: se il fondo dispone di 10 milioni di euro e le domande ammissibili totalizzano un fabbisogno di 20 milioni, ogni beneficiario riceverebbe il 50% dell’importo teoricamente spettante. Questo sistema è più equo del criterio cronologico ma richiede tempi di elaborazione più lunghi.

3. Graduatoria per punteggio (criteri di priorità)

Alcuni bandi adottano un sistema di punteggio e graduatoria che tiene conto di fattori come:

  • Reddito ISEE più basso (priorità ai nuclei meno abbienti)
  • Maggiore incidenza del canone sul reddito disponibile
  • Presenza di figli minori nel nucleo familiare
  • Anzianità lavorativa nel settore turistico
  • Tipologia contrattuale (priorità ai lavoratori stagionali rispetto ai tempi indeterminati)

4. Apertura di una lista d’attesa

In caso di esaurimento anticipato delle risorse, alcuni provvedimenti prevedono la possibilità di aprire una lista d’attesa formale: le domande ammissibili ma non finanziate vengono collocate in una coda che viene evasa in caso di:

  • Rifinanziamento del fondo da parte del legislatore
  • Rinunce o decadenze di beneficiari già ammessi
  • Recuperi di risorse da domande revocate per irregolarità

Cosa Fare se la Domanda Viene Esclusa per Risorse Esaurite

Ricevere una comunicazione di mancato finanziamento per esaurimento fondi è frustrante, ma non significa necessariamente che il percorso sia chiuso. Ecco cosa puoi fare concretamente.

Verificare i motivi del rifiuto

Prima di tutto, è fondamentale distinguere tra due tipologie di rifiuto molto diverse:

  • Rifiuto per mancanza requisiti: la domanda non era ammissibile. In questo caso non c’è nulla da fare per il bonus, ma si possono eventualmente impugnare i criteri di ammissibilità se si ritiene di averne diritto
  • Rifiuto per esaurimento fondi: la domanda era ammissibile ma non ci sono più risorse. Qui le possibilità di recupero esistono (lista d’attesa, rifinanziamento, ricorso gerarchico)

Presentare istanza di riesame

Se ritieni che la tua domanda sia stata respinta erroneamente (ad esempio perché classificata come tardiva pur essendo stata inviata nei termini), puoi presentare una istanza di riesame al soggetto gestore entro i termini previsti dal bando. Il CAF Centro Fiscale può supportarti nella predisposizione della documentazione necessaria per il riesame.

Monitorare eventuali rifinanziamenti

Tieni d’occhio le comunicazioni ufficiali del Ministero del Turismo e della Gazzetta Ufficiale. I rifinanziamenti di misure popolari sono frequenti, soprattutto in prossimità di scadenze fiscali o in periodi preelettorali. Se il fondo viene rifinanziato, le domande in lista d’attesa vengono tipicamente evase per prime, senza necessità di ripresentare la domanda.

Possibili Proroghe e Rifinanziamenti

Il tema del rifinanziamento del bonus affitto turismo è di grande rilevanza pratica. In Italia, misure di welfare che incontrano un forte consenso politico e sociale vengono spesso rifinanziabili. Esistono diversi scenari possibili.

Scenario 1: Rifinanziamento in sede di legge di bilancio

La Legge di Bilancio (approvata ogni anno entro il 31 dicembre) è il principale veicolo per rifinanziare misure di welfare. Se il bonus affitto turismo ha avuto un impatto positivo e una forte domanda, il Governo potrebbe inserire risorse aggiuntive nella legge di bilancio dell’anno successivo.

Scenario 2: Decreto-legge di urgenza

In caso di particolare pressione sociale o emergenza del settore, il Governo può agire con un decreto-legge di urgenza che stanzia risorse aggiuntive in tempi molto rapidi. Questo scenario si verifica più facilmente in periodi di crisi del settore turistico o in concomitanza con eventi economici negativi.

Come tenersi informati

  • Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (gazzettaufficiale.it)
  • Sito ufficiale del Ministero del Turismo (ministeroturismo.gov.it)
  • Circolari INPS se la gestione è affidata all’istituto previdenziale
  • Newsletter del CAF Centro Fiscale — aggiornamento settimanale su tutte le novità fiscali e di welfare

Alternative per i Lavoratori Esclusi dal Bonus

Se non riesci ad accedere al bonus affitto turismo, esistono misure alternative a cui potresti avere diritto per ridurre il peso dell’affitto o aumentare il reddito disponibile.

Detrazioni IRPEF per canone di locazione

Indipendentemente dal bonus settoriale, tutti i lavoratori dipendenti che vivono in affitto nella propria abitazione principale possono beneficiare delle detrazioni IRPEF per canone di locazione. Le detrazioni variano in base al reddito complessivo:

Reddito complessivoDetrazione IRPEF annua
Fino a 15.493,71 euro300 euro
Da 15.493,71 a 30.987,41 euro150 euro
Oltre 30.987,41 euro0 euro

Per i contratti a canone concordato ex L. 431/1998, le detrazioni sono più elevate. Questi importi si recuperano nella dichiarazione dei redditi.

Sostegno al reddito INPS

I lavoratori in difficoltà economica possono accedere a varie misure di sostegno INPS, tra cui:

  • Assegno di Inclusione (ADI) per i nuclei familiari con ISEE basso e situazioni di fragilità
  • Integrazioni salariali (CIGO, CIGS) in caso di riduzione dell’orario di lavoro
  • NASPI in caso di perdita involontaria del lavoro nel settore turistico
  • Fondo di integrazione salariale specifico per alcune categorie del turismo

Contributi regionali e comunali all’affitto

Molte Regioni e Comuni dispongono di propri fondi per il sostegno all’affitto. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, esistono contributi regionali per i lavoratori a basso reddito che integrano le misure statali. Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per verificare se hai diritto a contributi regionali o comunali specifici per la tua situazione.

Piano Casa per i lavoratori dipendenti

Il Piano Casa 2026 prevede la realizzazione di alloggi in edilizia convenzionata destinati ai lavoratori dipendenti a basso reddito, inclusi quelli del settore turistico. Si tratta di affitti calmierati a prezzi inferiori al mercato, una soluzione strutturale alternativa ai contributi una tantum.

Come il CAF Centro Fiscale Può Aiutarti

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa a tutti i lavoratori del settore turistico che vogliono accedere al bonus affitto o a qualsiasi altra misura di welfare e agevolazione fiscale. Il nostro team di esperti ti supporta in ogni fase del processo:

  • Verifica preliminare dei requisiti: controlliamo insieme se hai diritto al bonus e quali documenti servono
  • Preparazione anticipata della pratica: raccogliamo e organizziamo tutta la documentazione necessaria prima dell’apertura del portale
  • Invio della domanda: ti assistiamo nella compilazione e nell’invio attraverso i canali ufficiali
  • Monitoraggio dello stato della pratica: teniamo sotto controllo gli aggiornamenti e ti avvisiamo in caso di richieste di integrazione documenti
  • Assistenza in caso di rifiuto: ti aiutiamo a capire le ragioni del rifiuto e valutiamo le possibilità di ricorso o riesame
  • Alternative e complementi: identifichiamo tutte le altre misure a cui potresti avere diritto (detrazioni IRPEF, contributi regionali, NASPI, ecc.)

Non aspettare che si apra lo sportello per raccogliere i documenti. Contattaci oggi e fissa un appuntamento al nostro sportello di Udine o richiedi assistenza tramite WhatsApp.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Bonus Affitto Lavoratori Turismo

Chi ha diritto al bonus affitto lavoratori del turismo?

Hanno diritto al bonus i lavoratori dipendenti di imprese operanti nei settori turismo, alberghiero, ricettivo e termale, con reddito entro le soglie previste dal decreto, che siano titolari di un contratto di locazione registrato per la propria abitazione principale. Sono inclusi i lavoratori stagionali e quelli con contratto a termine.

Cosa succede se presento la domanda ma i fondi sono gia esauriti?

Dipende dal meccanismo adottato dal decreto: se si tratta di criterio cronologico, la domanda viene respinta. Se e prevista una lista d’attesa, la domanda viene conservata in coda e puo essere soddisfatta in caso di rifinanziamento o di rinunce da parte di altri beneficiari. Il CAF puo aiutarti a capire se hai ancora possibilita.

Il bonus affitto e compatibile con l’ISEE e con altri sussidi INPS?

Il bonus affitto turismo e generalmente compatibile con la NASPI e con altre prestazioni INPS, fermo restando i limiti di reddito e ISEE previsti dal decreto. Non e invece compatibile con altri contributi affitto che abbiano la stessa finalita. La verifica della compatibilita va fatta caso per caso con un esperto CAF.

Posso detrarre il canone di affitto nella dichiarazione dei redditi anche senza il bonus?

Si. Indipendentemente dal bonus settoriale, i lavoratori dipendenti che vivono in affitto nella propria abitazione principale possono detrarre il canone nella dichiarazione dei redditi (Modello 730). Le detrazioni variano da 150 a 300 euro annui a seconda del reddito. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a recuperare tutte le detrazioni spettanti.

Come posso prepararmi per presentare la domanda appena si apre lo sportello?

Raccogli in anticipo: contratto di locazione registrato, codice fiscale, documento di identita, ultima busta paga, Certificazione Unica del datore di lavoro nel settore turistico, ISEE in corso di validita e IBAN del conto corrente. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per verificare i requisiti e preparare la pratica prima dell’apertura dello sportello.


Richiedi Assistenza per il Bonus Affitto Turismo

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti, raccogliere i documenti e presentare la domanda in tempo utile. Contattaci subito per non perdere nemmeno un’opportunità di risparmio.

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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    NOTIZIE

    Bonus affitto, fino a 500 euro al mese: scopri a chi spetta e quando parte

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Un nuovo bonus affitto 2026 è in arrivo per i genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare che pagano un canone di locazione. Il contributo può arrivare fino a 500 euro al mese, per un massimo di 6.000 euro l’anno (12 mensilità). La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e il relativo decreto attuativo è stato firmato il 14 settembre 2026 dai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Economia e delle Finanze: sarà il MIT a gestire il riparto dei fondi tra le Regioni. Vediamo nel dettaglio come funziona il bonus affitto 2026, chi può richiederlo e quando è previsto l’avvio delle domande.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il bonus affitto 2026 e perché nasce
    2. Bonus affitto fino a 500 euro al mese: come funziona
    3. Requisiti per accedere al bonus affitto 2026
    4. Quando parte l’erogazione del bonus affitto: tempistiche e bando
    5. Bonus affitto e altre agevolazioni per la casa: il quadro completo
    6. Domande frequenti sul bonus affitto 2026

    Cos’è il bonus affitto 2026 e perché nasce

    Il bonus affitto 2026 nasce per dare una risposta concreta all’aumento dei canoni di locazione registrato negli ultimi anni nelle principali città italiane. Si tratta di un fondo per il sostegno abitativo riservato a chi, dopo una separazione o un divorzio, deve continuare a pagare un affitto pur avendo già obblighi di mantenimento verso i figli. Lo stanziamento previsto è di circa 20 milioni di euro annui, per un totale di 60 milioni di euro nel triennio 2026-2028.

    Va precisato che questa non è l’unica forma di sostegno per chi affitta casa in Italia. Esiste già da tempo il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, gestito dai Comuni e basato sull’ISEE, rivolto principalmente a nuclei familiari a basso reddito. Il nuovo bonus affitto 2026 si affianca a questa misura ordinaria, ma con caratteristiche e requisiti diversi, come vedremo più avanti.

    Bonus affitto fino a 500 euro al mese: come funziona

    Il meccanismo del bonus affitto è pensato per alleggerire concretamente il peso del canone mensile. Il contributo copre il 50% delle spese sostenute per il canone di locazione, fino a un tetto massimo di 500 euro al mese. Su base annua, l’aiuto non potrà quindi superare i 6.000 euro, corrispondenti a un massimo di 12 mensilità.

    In pratica, chi ha un canone di locazione elevato potrà vedersi rimborsata una parte significativa della spesa mensile, con un tetto pensato per intervenire soprattutto nelle zone dove gli affitti sono più cari. Trattandosi di una misura nuova, alcuni dettagli operativi (come le modalità concrete di erogazione, se tramite bonifico diretto o credito d’imposta) saranno chiariti solo con la pubblicazione del bando attuativo.

    Requisiti per accedere al bonus affitto 2026

    Per accedere al bonus affitto 2026 serve rientrare in una serie di requisiti economici e familiari ben precisi. Una particolarità di questa misura, rispetto ad altri bonus casa, è che non si basa sull’ISEE ma sul reddito individuale risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi disponibile.

    • Essere genitore separato o divorziato non assegnatario dell’abitazione familiare, con almeno un figlio a carico fino a 21 anni e in regola con gli obblighi di mantenimento
    • Reddito individuale IRPEF non superiore a 35.000 euro annui, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata
    • Contratto di locazione regolarmente registrato e residenza in un Comune italiano
    • Nessun altro immobile residenziale di proprietà entro un raggio di 50 km dalla precedente abitazione familiare (non rileva l’immobile di proprietà dell’ex coniuge)
    • Esclusione per chi è assegnatario di alloggi di edilizia residenziale pubblica o beneficia già di altre misure pubbliche di sostegno all’affitto

    Va sottolineato che non si tratta di un bonus affitto generalizzato: la platea è circoscritta ai genitori separati o divorziati che rispettano tutte le condizioni sopra elencate. Chi paga un canone di locazione ma non si trova in questa situazione non può accedere a questo contributo, pur restando eventualmente destinatario di altre misure come il Fondo nazionale sostegno affitto gestito dai Comuni. Se rientri in questa situazione, i requisiti specifici per i genitori separati sono spiegati in modo approfondito in un altro nostro articolo: https://centrofiscale.com/bonus-affitto-genitori-separati-2026/.

    Un aspetto da non sottovalutare riguarda proprio la regolarità del contratto di locazione: senza registrazione, il diritto al bonus affitto decade. Chi ha dubbi sulla propria situazione contrattuale può approfondire il tema qui: https://centrofiscale.com/contratto-affitto-non-registrato-spese-detraibili/.

    Quando parte l’erogazione del bonus affitto: tempistiche e bando

    Molti si chiedono quando sarà possibile presentare domanda per il bonus affitto 2026. Al momento le domande non sono ancora aperte. Il decreto attuativo firmato il 14 settembre 2026 rappresenta solo il primo passo formale: ora il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà pubblicare il bando operativo, che secondo le indicazioni ministeriali dovrebbe arrivare entro l’autunno 2026.

    Non è ancora stata definita una scadenza per la presentazione delle domande: questo dettaglio, insieme alle modalità operative di richiesta e alla piattaforma da utilizzare, sarà reso noto con la pubblicazione dell’avviso ministeriale. È probabile che, una volta aperto il bando, i fondi vengano assegnati fino a esaurimento delle risorse stanziate, come avviene solitamente per questo tipo di misure.

    Bonus affitto e altre agevolazioni per la casa: il quadro completo

    Il bonus affitto 2026 si inserisce in un panorama più ampio di misure pensate per aiutare chi vive in affitto. Accanto a questa nuova misura resta attivo il Fondo nazionale sostegno affitto ordinario, gestito dai Comuni sulla base dell’ISEE, a cui accedono ogni anno migliaia di famiglie a basso reddito. Le due misure hanno platee e criteri diversi e non sono cumulabili: il decreto attuativo esclude infatti dal nuovo contributo chi beneficia già di altre misure pubbliche di sostegno all’affitto.

    Per chi deve comunque verificare la propria posizione ISEE in vista di altri bonus e agevolazioni legate alla casa, può essere utile ricordare che l’indicatore ha una scadenza e va rinnovato periodicamente: tutti i dettagli sono disponibili in questo approfondimento: https://centrofiscale.com/isee-2026-quando-rinnovarlo-bonus-agevolazioni/.

    Domande frequenti sul bonus affitto 2026

    Chi può richiedere il bonus affitto 2026?

    La misura è riservata ai genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare, con almeno un figlio a carico fino a 21 anni, in regola con gli obblighi di mantenimento, con reddito individuale fino a 35.000 euro e contratto di locazione regolarmente registrato. Non è un bonus affitto aperto a tutti gli inquilini.

    Quanto vale il bonus affitto fino a 500 euro al mese?

    Il contributo può coprire fino al 50% del canone di locazione, con un tetto massimo di 500 euro al mese e 6.000 euro all’anno, per un massimo di 12 mensilità.

    Serve l’ISEE per il bonus affitto 2026?

    No, questa specifica misura non si basa sull’ISEE ma sul reddito individuale IRPEF risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata, che non deve superare i 35.000 euro annui.

    Quando si potrà fare domanda per il bonus affitto 2026?

    Al momento le domande non sono ancora aperte. Il bando attuativo, che definirà tempi e modalità di presentazione, è atteso entro l’autunno 2026.

    Il bonus affitto è cumulabile con altre agevolazioni sulla casa?

    No: il decreto attuativo esclude dal contributo chi beneficia già di altre misure pubbliche di sostegno all’affitto o è assegnatario di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Le modalità di verifica saranno precisate nel bando.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Settembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 13:00:002026-09-17 15:20:39Bonus affitto, fino a 500 euro al mese: scopri a chi spetta e quando parte
    NOTIZIE

    Bonus affitto genitori separati 2026: 500 euro, conta il reddito (non l’ISEE)

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il bonus affitto genitori separati diventa realtà nel 2026. Dopo l’introduzione in Legge di Bilancio 2026, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha comunicato il 29 agosto 2026 di aver completato l’iter normativo e inviato la richiesta al MEF per sbloccare le risorse. Si tratta di un contributo mensile fino a 500 euro per sostenere i genitori che, a seguito di separazione o divorzio, devono affrontare le spese di un nuovo affitto. La particolarità decisiva è che il requisito principale è il reddito IRPEF, non l’ISEE: una scelta voluta esplicitamente per rispecchiare meglio la situazione economica reale del singolo genitore.

    Indice dei contenuti
    • Cos’e’ il bonus affitto genitori separati e a chi spetta
    • Quanto vale il bonus: fino a 500 euro al mese per 12 mesi
    • Il requisito fondamentale: il reddito IRPEF, non l’ISEE
    • Requisiti completi per accedere al bonus affitto genitori separati 2026
    • Come fare domanda per il bonus affitto genitori separati
    • Il bonus e la detrazione affitto nel 730: cosa cambia
    • Domande frequenti sul bonus affitto genitori separati

    Cos’è il bonus affitto genitori separati e a chi spetta

    Il bonus affitto genitori separati è un contributo economico introdotto con la Legge di Bilancio 2026 per sostenere i genitori separati o divorziati che, dopo la fine del matrimonio o della convivenza, si trovano a dover pagare un nuovo affitto. La misura è stata fortemente voluta dal vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha dichiarato: “Quest’anno daremo un contributo a migliaia di genitori separati che perdono la loro casa e spesso pagano anche il mutuo della loro vecchia abitazione, oltre a quello dell’affitto.”

    Il fondo complessivo è di 60 milioni di euro per il triennio 2026-2028, pari a 20 milioni di euro l’anno. L’obiettivo è raggiungere una platea di circa 15.000 beneficiari nel triennio, partendo da una prima tranche di almeno 5.000 persone nei prossimi mesi.

    La misura è rivolta ai genitori separati o divorziati che hanno lasciato la casa coniugale e devono sostenere il costo di un nuovo affitto, trovandosi spesso a dover far fronte contemporaneamente anche al mutuo o all’affitto della vecchia abitazione familiare. L’obiettivo è evitare che la crisi di coppia si trasformi automaticamente in una crisi economica che penalizza anche i figli.

    Quanto vale il bonus: fino a 500 euro al mese per 12 mesi

    Il bonus affitto genitori separati copre il 50% del canone di locazione della nuova abitazione, fino a un massimo di 500 euro al mese. La durata massima del contributo è di 12 mensilità, per un totale massimo di 6.000 euro annui.

    L’importo non è fisso per tutti: dipende dall’effettivo canone di affitto pagato. Se il canone è di 700 euro al mese, il contributo sarà pari al 50%, cioè 350 euro. Se il canone è di 1.000 euro o più, si arriva al massimo di 500 euro mensili.

    Il beneficio copre le spese della nuova abitazione in cui il genitore risiede dopo la separazione. È importante conservare tutta la documentazione: contratto di locazione registrato, ricevute di pagamento e documenti che attestano la separazione o il divorzio.

    Il requisito fondamentale: il reddito IRPEF, non l’ISEE

    La differenza più rilevante rispetto ad altri bonus è che il parametro di riferimento è il reddito IRPEF del richiedente, non l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). È stato lo stesso Salvini a chiarirlo: “Per questa manovra ho tolto il criterio dell’Isee e messo quello della dichiarazione dei redditi.”

    Per accedere al bonus affitto genitori separati, il reddito annuo ai fini IRPEF non deve superare i 35.000 euro. Si tratta della soglia stabilita dalla norma, che considera il reddito personale del richiedente così come risulta dalla dichiarazione dei redditi.

    Perché questa scelta? L’ISEE in caso di separazione può includere anche beni e redditi dell’ex coniuge, non rispecchiando la situazione economica reale del singolo genitore — specialmente nei periodi immediatamente successivi alla separazione. Il reddito IRPEF personale è invece un parametro più diretto e più equo per misurare la capacità economica di chi ha realmente bisogno del sostegno.

    Requisiti completi per accedere al bonus affitto genitori separati 2026

    Per presentare domanda e ottenere il bonus affitto genitori separati, tutti i seguenti requisiti devono sussistere contemporaneamente:

    • Essere genitore separato o divorziato con provvedimento del tribunale o accordo di separazione omologato;
    • Avere almeno un figlio fiscalmente a carico di età non superiore a 21 anni;
    • Essere in regola con il versamento dell’assegno di mantenimento (se stabilito dal giudice);
    • Avere un reddito annuo IRPEF non superiore a 35.000 euro;
    • Avere un contratto di locazione regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate;
    • Non possedere altri immobili entro un raggio di 50 chilometri dalla precedente abitazione familiare;
    • Non aver ottenuto l’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare.

    Un aspetto da tenere presente: il contributo non è cumulabile con altri sussidi pubblici destinati al pagamento dell’affitto. Se si percepisce già un altro contributo pubblico per l’affitto, non si può richiedere anche questo bonus.

    La verifica puntuale di ciascun requisito è fondamentale, perché la domanda può essere rigettata anche per una sola condizione non rispettata.

    Come fare domanda per il bonus affitto genitori separati

    Le richieste dovranno essere presentate attraverso una procedura interamente telematica. Al momento della pubblicazione di questa notizia, il calendario preciso per la presentazione delle domande non è ancora stato definito: il MIT ha comunicato l’avvio dell’iter il 29 agosto 2026, ma l’apertura delle domande dipenderà dallo sblocco formale delle risorse da parte del MEF.

    È già noto che l’assegnazione dei fondi seguirà un criterio di priorità territoriale: la precedenza sarà data alle Regioni con maggiore concentrazione di situazioni di disagio abitativo tra i genitori separati.

    I documenti che sarà necessario raccogliere includono in via generale:

    • Documento di identità e codice fiscale del richiedente;
    • Provvedimento di separazione o divorzio (sentenza o verbale omologato);
    • Contratto di locazione registrato;
    • Documentazione reddituale (CU, modello 730 o Modello Redditi dell’ultimo anno);
    • Dichiarazione relativa ai figli fiscalmente a carico;
    • IBAN per l’accredito del contributo.

    Data la complessità della documentazione richiesta e la necessità di rispettare le scadenze dei bandi, raccogliere tutto il materiale in modo corretto è essenziale per evitare il rigetto della domanda. Il CAF Centro Fiscale a Udine può aiutarti a verificare i requisiti e raccogliere la documentazione necessaria.

    Il bonus e la detrazione affitto nel 730: cosa cambia

    Una domanda che molti si pongono riguarda il rapporto tra il bonus affitto genitori separati e la detrazione fiscale sul canone di locazione che si può inserire nel modello 730.

    I due strumenti operano su piani diversi: il bonus è un contributo diretto erogato dallo Stato per abbattere la spesa di affitto, mentre la detrazione fiscale è una riduzione dell’imposta IRPEF dovuta in dichiarazione dei redditi. In linea di principio non si escludono a vicenda.

    Attenzione però: la norma stabilisce che il bonus non è cumulabile con altri sussidi pubblici destinati al pagamento dell’affitto. Questo significa che se si percepisce già un contributo pubblico per l’affitto (ad esempio un contributo comunale o regionale specifico per l’emergenza abitativa), non si potrà ricevere anche il bonus per i genitori separati. La detrazione fiscale del 730, non essendo un “sussidio per il pagamento dell’affitto” ma una agevolazione fiscale, è in teoria su un piano differente — ma è comunque consigliabile verificare caso per caso con un esperto.

    Per approfondire le detrazioni fiscali sull’affitto che puoi rivendicare nel 730, consulta la nostra guida al bonus affitto 2026 e detrazione canone locazione.

    Domande frequenti sul bonus affitto genitori separati

    Qual è la soglia di reddito per il bonus affitto genitori separati?
    Il reddito annuo ai fini IRPEF non deve superare i 35.000 euro. Non si considera l’ISEE, ma il reddito dichiarato ai fini fiscali dal singolo richiedente.
    Il bonus affitto genitori separati si calcola sull’ISEE o sul reddito?
    Si calcola sul reddito IRPEF, non sull’ISEE. È stata una scelta esplicita del legislatore: l’ISEE in caso di separazione può includere beni e redditi dell’ex coniuge e non riflettere la situazione reale del singolo genitore.
    Quanto dura il bonus affitto per genitori separati?
    Il contributo può essere erogato per un periodo massimo di 12 mesi, per un totale massimo di 6.000 euro annui (500 euro/mese).
    Il bonus è cumulabile con altri contributi per l’affitto?
    No: il bonus non è cumulabile con altri sussidi pubblici destinati al pagamento dell’affitto. Se si percepisce già un contributo pubblico per l’affitto (comunale, regionale ecc.), non si può ricevere anche questo bonus.
    Quando si può fare domanda per il bonus affitto genitori separati?
    Le date precise non sono ancora state definite. Il MIT ha completato l’iter normativo il 29 agosto 2026 e ha inviato la richiesta al MEF per sbloccare le risorse. Le domande saranno telematiche, con priorità territoriale per le Regioni con maggiore disagio abitativo.

    Il bonus affitto genitori separati rappresenta un sostegno concreto per chi si trova ad affrontare le spese di un nuovo affitto dopo una separazione o un divorzio, con un contributo fino a 500 euro al mese per 12 mesi. L’elemento chiave — il fatto che conti il reddito IRPEF fino a 35.000 euro e non l’ISEE — allarga la platea dei potenziali beneficiari. I dettagli operativi (apertura domande, piattaforma, bando) saranno resi noti nelle prossime settimane. Tieni d’occhio le comunicazioni ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e del MEF.


    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Settembre 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-01 17:00:002026-08-31 15:08:06Bonus affitto genitori separati 2026: 500 euro, conta il reddito (non l’ISEE)
    NOTIZIE

    Bonus affitto studenti fuori sede 2026: come funziona e come ottenere la detrazione Irpef

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il bonus affitto studenti fuori sede è una detrazione Irpef che la normativa italiana riconosce a chi sostiene costi di locazione per frequentare l’università lontano dalla propria residenza. Un’agevolazione concreta e spesso sottovalutata: può valere fino a 500,27 euro di sconto sulle tasse da pagare ogni anno. Vediamo come funziona, chi ne ha diritto e come richiederlo nella dichiarazione dei redditi 2026.

    Indice dei contenuti

    1. Chi ha diritto al bonus affitto per studenti fuori sede
    2. Requisiti e contratti ammessi
    3. Quanto vale la detrazione Irpef
    4. Chi può richiedere il bonus
    5. Come indicarlo nella dichiarazione dei redditi
    6. Domande frequenti

    Chi ha diritto al bonus affitto per studenti fuori sede

    Il bonus affitto studenti fuori sede spetta agli studenti iscritti a un corso di laurea universitario che affittano un alloggio nel comune dove ha sede l’ateneo. Non basta però studiare fuori casa: la legge fissa una distanza minima di 100 chilometri tra il comune di residenza dello studente e quello dove si trova l’università, e i due comuni devono trovarsi in province diverse.

    Questa misura nasce per sostenere concretamente le famiglie che devono far fronte ai costi dell’alloggio universitario, spesso elevati nelle grandi città sede di atenei. La detrazione Irpef riduce direttamente l’imposta dovuta, abbassando il saldo fiscale di fine anno.

    L’agevolazione è stata estesa anche ad alcune categorie aggiuntive. Ne beneficiano:

    • gli studenti degli Istituti Tecnici Superiori (ITS);
    • gli iscritti ai corsi dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati;
    • gli studenti in programma Erasmus o iscritti a università di Stati UE o dello Spazio Economico Europeo.

    Requisiti e contratti ammessi

    Non tutti i contratti di affitto danno diritto alla detrazione per studenti fuori sede. La normativa, in base alla legge n. 431/1998 sulle locazioni abitative, ammette le seguenti tipologie contrattuali:

    • Contratti per studenti universitari definiti da accordi territoriali tra proprietari e associazioni degli inquilini;
    • Contratti a canone concordato (cosiddetto «concordato»);
    • Contratti di locazione ordinari o transitori;
    • Contratti di ospitalità e atti di assegnazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti no-profit e cooperative;
    • Contratti per singolo posto letto, purché regolarmente registrati e conformi alla normativa vigente.

    Un aspetto importante: il contratto deve essere regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate. Senza registrazione, la detrazione non è riconoscibile. Lo studente deve quindi conservare tutta la documentazione: il contratto registrato, le ricevute di pagamento del canone e, se richiesto, la documentazione che prova la distanza tra residenza e sede universitaria.

    Quanto vale la detrazione Irpef

    Il bonus affitto studenti fuori sede vale il 19% del canone annuo pagato, calcolato però su un importo massimo di 2.633 euro l’anno. Questo significa che il beneficio massimo teorico è pari a 500,27 euro di sconto sull’Irpef dovuta (19% × 2.633 euro).

    Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che uno studente paghi un affitto di 400 euro al mese, per un totale di 4.800 euro annui. La detrazione Irpef non si calcola su tutto questo importo: si applica il 19% solo sul limite di 2.633 euro, ottenendo comunque il massimo di 500,27 euro. Se invece l’affitto fosse più basso — poniamo 150 euro al mese, per 1.800 euro l’anno — la detrazione sarebbe del 19% su 1.800 euro, pari a 342 euro.

    Attenzione: la detrazione riduce l’Irpef lorda, ma se il valore della detrazione supera l’imposta dovuta, la parte eccedente non viene rimborsata. Ciò significa che uno studente con reddito molto basso o nullo potrebbe non recuperare l’intero beneficio teorico.

    Un’ulteriore limitazione riguarda i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Dal periodo d’imposta 2025 (dichiarazioni 2026), la normativa ha introdotto un meccanismo che fissa un tetto massimo alle detrazioni per i redditi più elevati, calcolato moltiplicando un importo base — variabile per fascia di reddito — per un coefficiente legato al numero di figli a carico. Chi supera questa soglia potrebbe quindi beneficiare di una detrazione ridotta rispetto al massimo ordinario.

    Chi può richiedere il bonus

    La detrazione affitto studenti spetta in primo luogo allo studente stesso, se ha un reddito proprio e presenta la dichiarazione dei redditi autonomamente. In molti casi, però, gli studenti universitari non lavorano e non hanno redditi propri: in questo scenario, se lo studente risulta fiscalmente a carico di uno o entrambi i genitori, il bonus può essere richiesto dal genitore che ha effettivamente pagato il canone di locazione.

    Questo passaggio è fondamentale per molte famiglie: spesso è proprio il genitore che sostiene economicamente lo studente, e la legge consente di recuperare parte di questa spesa. È necessario che la spesa sia stata effettivamente sostenuta dal soggetto che richiede la detrazione e che vi sia la documentazione a supporto.

    Per i canoni pagati nel 2025, è ancora possibile recuperarli presentando il modello 730 o la dichiarazione dei redditi 2026. Le spese sostenute nel 2026 (anno accademico 2026-2027) saranno invece detraibili nella dichiarazione che si presenterà nel 2027.

    Come indicarlo nella dichiarazione dei redditi

    Il bonus affitto studenti fuori sede viene richiesto in sede di dichiarazione dei redditi, indicando i canoni pagati nelle apposite sezioni del modello fiscale:

    • nel Modello 730/2026: i canoni vanno indicati nei righi E8-E10, nella sezione «altre spese», usando il codice 18;
    • nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026: le stesse spese vanno riportate nei righi RP8-RP13, sempre con il codice 18.

    È essenziale conservare tutta la documentazione: il contratto di locazione registrato, le ricevute di pagamento del canone mensile e la documentazione che attesta la distanza tra il comune di residenza e quello universitario. In caso di controllo fiscale, questi documenti sono indispensabili per dimostrare il diritto all’agevolazione.

    Se il 730 precompilato è già disponibile, l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver precaricato alcune spese sulla base delle informazioni ricevute dagli enti — ma non è garantito. È quindi consigliabile verificare sempre che i dati siano corretti e completi prima della trasmissione definitiva.

    Qual è l’importo massimo della detrazione affitto studenti fuori sede?

    La detrazione è pari al 19% del canone annuo pagato, calcolata su un massimo di 2.633 euro l’anno. Il risparmio fiscale massimo è quindi di 500,27 euro.

    Anche i genitori possono richiedere il bonus affitto?

    Sì. Se lo studente è fiscalmente a carico dei genitori, è il genitore che ha sostenuto la spesa a poter richiedere la detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

    Quali contratti di affitto danno diritto alla detrazione?

    Danno diritto alla detrazione i contratti stipulati ai sensi della L. 431/1998: contratti per studenti universitari, contratti a canone concordato, ordinari, transitori, contratti di ospitalità con enti universitari e contratti per singolo posto letto, purché regolarmente registrati.

    Dove si indica la detrazione nel Modello 730?

    Nel Modello 730/2026 la spesa va indicata nei righi E8-E10 con il codice 18. Nel Modello Redditi PF 2026 va invece riportata nei righi RP8-RP13, sempre con codice 18.

    La detrazione si applica anche agli studenti Erasmus?

    Sì, l’agevolazione spetta anche agli studenti in programma Erasmus o iscritti a università di Paesi UE o dello Spazio Economico Europeo, nel rispetto degli altri requisiti previsti.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Agosto 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-29 17:00:002026-08-29 08:04:33Bonus affitto studenti fuori sede 2026: come funziona e come ottenere la detrazione Irpef
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Detrazione Affitto Studenti Fuori Sede 730/2026: Guida Completa

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 è una delle agevolazioni fiscali più utili per le famiglie che sostengono un figlio universitario lontano da casa. Chi paga un canone di locazione per un ragazzo iscritto all’università in un’altra città può recuperare una parte della spesa direttamente nella dichiarazione dei redditi. In questa guida completa ti spieghiamo, con parole semplici, come funziona la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026: quali sono i requisiti di distanza, quali contratti danno diritto allo sconto fiscale, qual è il tetto di spesa e come si compila correttamente il modello.

    Il fisco può sembrare complicato, ma con le informazioni giuste – e con il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine – ottenere la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 è più semplice di quanto pensi. Vediamo insieme tutto quello che serve sapere per non perdere questo beneficio.

    Indice dei contenuti

    • Cos’è la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026
    • Requisiti: distanza, iscrizione e contratto
    • Tetto di spesa e importo detraibile
    • Quali contratti di locazione sono ammessi
    • Documentazione necessaria
    • Come si compila la detrazione nel 730 2026
    • Differenze con la detrazione affitto “generica”
    • Domande frequenti

    Cos’è la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026

    La detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 è un’agevolazione fiscale che permette di recuperare il 19% dei canoni di locazione pagati per un figlio (o per sé stessi) iscritto a un corso di laurea in una città diversa da quella di residenza. In parole semplici: se la tua famiglia spende dei soldi per l’affitto di uno studente universitario “fuori sede”, una parte di quella spesa torna indietro sotto forma di sconto sull’IRPEF, cioè l’imposta sui redditi delle persone fisiche.

    La detrazione è uno sconto che si applica direttamente sulle tasse dovute. Non è un rimborso in contanti, ma una riduzione dell’imposta che paghi allo Stato. Immagina che Marco, studente di Ingegneria a Bologna, paghi un affitto mentre la sua famiglia risiede a Udine: i genitori potranno inserire quella spesa nel 730/2026 e ottenere il 19% in detrazione. Questa è la logica alla base della detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026.

    La misura è pensata per aiutare concretamente le famiglie con figli universitari lontani da casa, una situazione molto diffusa anche in Friuli Venezia Giulia, dove molti ragazzi studiano fuori regione. Rientra tra le spese scolastiche e universitarie del 730 2026 e va tenuta distinta dalla detrazione ordinaria sull’abitazione principale.

    Requisiti: distanza, iscrizione e contratto

    Per accedere alla detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 non basta pagare un affitto: la legge richiede il rispetto di alcune condizioni precise. Il requisito più importante riguarda la distanza tra il comune di residenza dello studente e la sede dell’università. Vediamo nel dettaglio quali sono i pilastri da rispettare.

    • Distanza minima di 100 chilometri: l’università deve trovarsi in un comune distante almeno 100 km da quello di residenza dello studente.
    • Provincia diversa: oltre alla distanza, la sede universitaria deve essere in una provincia diversa rispetto a quella di residenza. Entrambe le condizioni devono valere insieme.
    • Iscrizione a un corso di laurea: lo studente deve essere regolarmente iscritto a un corso di laurea presso un’università italiana o di uno Stato dell’Unione Europea.
    • Contratto di locazione valido: il contratto deve rientrare tra le tipologie ammesse dalla legge (le vediamo più avanti).
    • Pagamenti tracciabili: dal 2020 la spesa va pagata con bonifico, carta o altri sistemi tracciabili, mai in contanti.

    Attenzione a un dettaglio spesso trascurato: il requisito della distanza minima di 100 km e quello della provincia diversa devono coesistere. Ad esempio, uno studente residente a Udine iscritto all’università di Trieste risiede in una provincia diversa, ma la distanza è inferiore ai 100 km: in questo caso la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 non spetta. Per evitare errori di valutazione, conviene affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine, che verifica caso per caso il rispetto dei requisiti.

    Tetto di spesa e importo detraibile

    Uno degli aspetti più importanti della detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 è il tetto di spesa. La detrazione non si applica sull’intero canone annuo, ma su un importo massimo stabilito dalla legge. Nello specifico, la detrazione è pari al 19% di una spesa massima di 2.633 euro all’anno.

    Cosa significa in pratica? Il beneficio fiscale massimo che si può ottenere è il 19% di 2.633 euro, cioè circa 500 euro di sconto sull’imposta. Anche se l’affitto annuo del tuo studente supera i 2.633 euro, la detrazione si calcola comunque solo su quel tetto. Facciamo un esempio: se la famiglia di Giulia paga 4.000 euro all’anno di affitto a Milano, la detrazione non si calcola su 4.000 euro ma sul limite di 2.633 euro, ottenendo così circa 500 euro di risparmio fiscale.

    Il tetto di 2.633 euro è riferito complessivamente per ciascuno studente. In presenza di più figli universitari fuori sede, il limite vale per ognuno di essi, quindi il risparmio può aumentare. È bene ricordare che questa detrazione rientra nel meccanismo delle detrazioni al 19% e, per i redditi elevati, può essere interessata dalle nuove regole sul tetto complessivo: approfondisci il tema nell’articolo dedicato alle detrazioni 2026 sopra 75.000 euro.

    Quali contratti di locazione sono ammessi

    Non tutti i contratti danno diritto alla detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026. La legge è precisa su questo punto: il contratto deve essere di una tipologia riconosciuta e, soprattutto, deve essere regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Un contratto “in nero” o non registrato non permette di ottenere alcuna detrazione.

    I contratti di locazione ammessi per la detrazione affitto studenti fuori sede sono i seguenti:

    • Contratti stipulati o rinnovati ai sensi della Legge 431/1998, la normativa che regola gli affitti a uso abitativo in Italia.
    • Contratti di ospitalità stipulati con enti per il diritto allo studio, università e collegi universitari legalmente riconosciuti.
    • Atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti senza scopo di lucro e cooperative.

    Un requisito fondamentale, introdotto dal 2020, riguarda la tracciabilità dei pagamenti: per ottenere la detrazione, i canoni devono essere pagati con bonifico bancario o postale, carte di credito o debito, o altri sistemi tracciabili. Il pagamento in contanti fa perdere il diritto alla detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026. Conserva quindi tutte le ricevute dei pagamenti. Se hai dubbi sulla registrazione del contratto, il CAF Centro Fiscale a Udine può aiutarti anche con questo adempimento.

    Documentazione necessaria

    Per portare in detrazione i canoni di locazione dello studente fuori sede occorre presentare la giusta documentazione. Avere tutti i documenti in ordine è essenziale per evitare contestazioni in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco cosa serve conservare per la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026:

    • Copia del contratto di locazione regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate.
    • Ricevute di pagamento tracciabili dei canoni (bonifici, estratti conto, ricevute di carte).
    • Certificato di iscrizione dello studente al corso di laurea per l’anno accademico di riferimento.
    • Documentazione della distanza: attestazione o dato relativo al comune di residenza e alla sede universitaria (per verificare i 100 km e la provincia diversa).
    • Documenti anagrafici dello studente e del genitore che sostiene la spesa (se lo studente è a carico).

    Raccogliere e organizzare questi documenti può sembrare complesso, ma è un passaggio fondamentale. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la completezza della documentazione e ti guida nella raccolta, così da non rischiare di perdere la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026.

    Come si compila la detrazione nel 730 2026

    La detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 si indica nel Quadro E del modello 730, la sezione dedicata agli oneri e alle spese che danno diritto a detrazioni e deduzioni. Nello specifico, i canoni di locazione degli studenti universitari fuori sede vanno inseriti tra le spese per le quali spetta la detrazione del 19%, utilizzando il codice spesa dedicato previsto dalle istruzioni ufficiali.

    La compilazione richiede attenzione: occorre indicare l’importo corretto rispettando il tetto di 2.633 euro, verificare i requisiti di distanza e assicurarsi che il contratto rientri tra quelli ammessi. Un errore nella compilazione può far ritardare il rimborso o generare una richiesta di chiarimenti. Per capire la struttura del quadro degli oneri, puoi consultare la nostra guida su come compilare i righi E71 e E72 del 730 2026, che spiega la logica delle detrazioni sulle locazioni.

    La procedura richiede precisione per evitare errori che potrebbero ritardare la pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla verifica dei requisiti alla raccolta dei documenti, fino alla corretta compilazione e trasmissione del 730/2026, garantendo la correttezza di ogni passaggio. In questo modo ottieni la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 senza stress e senza rischi.

    Differenze con la detrazione affitto “generica”

    È importante non confondere la detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 con la detrazione ordinaria sui canoni dell’abitazione principale. Si tratta di due agevolazioni distinte, con regole, importi e destinatari diversi. Vediamo le principali differenze per capire bene quale ti spetta.

    La detrazione affitto “generica” è pensata per gli inquilini che hanno adibito l’immobile locato ad abitazione principale (la casa dove si vive abitualmente) e prevede importi fissi che variano in base al reddito e al tipo di contratto. La detrazione affitto studenti fuori sede, invece, riguarda un immobile che non è l’abitazione principale del nucleo, ma la sistemazione dello studente nella città dove studia, e si basa sul 19% della spesa entro il tetto di 2.633 euro.

    • Beneficiario: la detrazione studenti spetta anche al genitore se il figlio è fiscalmente a carico; quella generica spetta all’intestatario del contratto di abitazione principale.
    • Tipo di calcolo: 19% su spesa (studenti) contro importo fisso a scaglioni di reddito (generica).
    • Requisito di distanza: presente solo per gli studenti fuori sede (100 km + provincia diversa).

    Per un quadro completo delle agevolazioni sugli affitti puoi leggere gli approfondimenti su come funzionano le detrazioni affitto nel 730 2026 e sul bonus affitto 2026 con requisiti e modalità di richiesta. Ricorda inoltre che l’affitto è solo una delle voci detraibili legate all’università: trovi tutte le altre nella guida alle spese di istruzione detraibili nel 730 2026.

    Domande frequenti

    Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

    La detrazione affitto studenti fuori sede 730 2026 permette di recuperare una parte importante delle spese sostenute per un figlio universitario lontano da casa. Rispettare i requisiti di distanza, scegliere il contratto giusto e compilare correttamente il 730/2026 sono passaggi decisivi per non perdere il beneficio. Con il supporto giusto, ottenere questa detrazione è semplice e sicuro.

    Hai bisogno di assistenza per la detrazione affitto studenti fuori sede e per la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine (Viale Tullio 13) è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri esperti verificano i requisiti, controllano la documentazione e compilano il tuo 730/2026 senza errori. Prenota un appuntamento oppure contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Luglio 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-13 13:00:002026-07-12 09:50:37Detrazione Affitto Studenti Fuori Sede 730/2026: Guida Completa
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730

    Dichiarazione dei redditi 730

    Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730

    Quando si parla di bonus affitto 2026, non ci si riferisce a un’unica misura ma a un insieme di detrazioni IRPEF sui canoni di locazione previste dal TUIR (art. 16) e da successive disposizioni di legge. Ogni detrazione ha importi, requisiti di reddito e platee di beneficiari diverse: chi è inquilino con contratto a canone libero, chi è under 31, chi si è trasferito per lavoro, chi studia fuori sede.

    In questa guida trovi un quadro completo di tutte le agevolazioni affitto inseribili nel modello 730 2026 (anno d’imposta 2025), con importi, soglie di reddito e indicazioni pratiche per compilare i righi E71 ed E72. Per una compilazione corretta e personalizzata, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

    Panoramica: le detrazioni affitto 2026 a colpo d’occhio

    Tipo detrazioneImporto massimoSoglia redditoRigo 730
    Inquilini canone libero (ordinaria)300 euro≤ 15.493,71 euroE71
    Inquilini canone libero (ridotta)150 euro15.493,71 – 30.987,41E71
    Giovani 20-31 anni (D.L. 73/2022)991,60 + 20% canone (max 2.000)≤ 43.000 euro reddito complessivoE71
    Trasferimento per lavoro991,60 (1° e 2° anno)≤ 30.987,41 euroE71
    Trasferimento per lavoro495,80 (3° anno)≤ 30.987,41 euroE71
    Canone concordato (3+2)495,80 euro≤ 15.493,71 euroE71
    Canone concordato (3+2 ridotta)247,90 euro15.493,71 – 30.987,41E71
    Studenti universitari fuori sede19% su max 2.633 euroNessuna soglia specificaE8-E10

    1. Detrazione affitto inquilini: il caso più comune

    La detrazione base per gli inquilini con contratti di locazione a canone libero è disciplinata dall’art. 16, comma 1 del TUIR. È destinata a chi ha stipulato un contratto di locazione (ex L. 431/1998) per l’abitazione adibita a residenza principale.

    Importi 2026:

    • 300 euro se il reddito complessivo è uguale o inferiore a 15.493,71 euro
    • 150 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro
    • Nessuna detrazione se il reddito supera 30.987,41 euro

    La detrazione spetta per ogni anno in cui il contratto è in essere ed è rapportata ai giorni di utilizzo dell’immobile come abitazione principale. Se si cambia casa a metà anno, la detrazione va proporzionata ai giorni effettivi.

    Cosa controllare: il contratto deve essere regolarmente registrato. Contratti non registrati non danno diritto alla detrazione.

    2. Bonus affitto giovani 20-31 anni: la detrazione più ricca

    Il D.L. 73/2022 art. 7 (convertito con L. 122/2022, poi prorogato dalla Legge di Bilancio 2023) ha introdotto una detrazione potenziata per i giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti che stipulano un contratto di locazione per l’abitazione principale diversa dall’abitazione principale dei genitori.

    Importo: La detrazione ammonta a 991,60 euro oppure, se superiore, al 20% del canone annuo pagato, fino a un massimo di 2.000 euro. In pratica:

    • Se il canone annuo è, ad esempio, 8.000 euro → 20% = 1.600 euro (supera 991,60, si usa 1.600)
    • Se il canone annuo è 12.000 euro → 20% = 2.400 euro, ma il cap è 2.000 euro → si detrae 2.000
    • Se il canone è 3.000 euro → 20% = 600 euro (inferiore a 991,60) → si detrae 991,60

    Requisiti:

    • Età: dal compimento del 20° anno fino al giorno prima del 31° compleanno
    • Reddito complessivo non superiore a 43.000 euro
    • L’immobile non deve essere l’abitazione principale della famiglia d’origine
    • La detrazione spetta per i primi 4 anni del contratto
    • Contratto regolarmente registrato

    Questa agevolazione è tra le più vantaggiose: un giovane con reddito di 20.000 euro e canone di 7.000 euro annui può detrarre 1.400 euro (20% di 7.000), una riduzione fiscale significativa.

    3. Detrazione per trasferimento di lavoro

    L’art. 16, comma 1-ter TUIR prevede una detrazione per chi prende in affitto una nuova abitazione per motivi di lavoro, trasferendosi a una distanza superiore a 100 chilometri dal precedente domicilio e comunque in un Comune diverso dalla precedente residenza.

    Importi (per i primi 4 anni del contratto, ai sensi del D.L. 73/2022):

    • 991,60 euro per il 1° e il 2° anno, con reddito complessivo ≤ 30.987,41 euro
    • 495,80 euro per il 3° anno, con reddito complessivo ≤ 30.987,41 euro
    • Nessuna detrazione se il reddito supera la soglia

    Il trasferimento deve avvenire nei tre anni precedenti all’inizio del contratto di locazione. Se il contratto inizia nel 2022, la detrazione spetta fino al 2024.

    4. Contratti a canone concordato (3+2): detrazione aggiuntiva

    I titolari di contratti di locazione a canone concordato (ai sensi della L. 431/1998, art. 2 comma 3 — contratti 3+2 assistiti) beneficiano di una detrazione specifica prevista dall’art. 16 comma 1-bis TUIR:

    • 495,80 euro se il reddito complessivo è ≤ 15.493,71 euro
    • 247,90 euro se il reddito è tra 15.493,71 e 30.987,41 euro
    • Zero se il reddito supera 30.987,41 euro

    Il canone concordato è fissato dagli accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini, solitamente inferiore al canone di mercato ma con agevolazioni fiscali sia per il proprietario (cedolare secca agevolata al 10%) che per l’inquilino (questa detrazione).

    5. Studenti universitari fuori sede: la detrazione del 19%

    I canoni di locazione pagati dagli studenti universitari fuori sede danno diritto a una detrazione del 19% (spesa detraibile), disciplinata dall’art. 15 comma 1 lett. i-sexies TUIR.

    Limiti e requisiti:

    • Detrazione del 19% su un importo massimo di 2.633 euro annui (detrazione massima: circa 500 euro)
    • Lo studente deve essere iscritto a un corso di laurea presso un ateneo ubicato in un Comune diverso da quello di residenza (almeno 100 km o in altra provincia)
    • L’appartamento in affitto deve essere situato nello stesso Comune (o limitrofo) dell’università
    • La detrazione spetta per la durata del corso di studi + un anno
    • Non è necessario che lo studente sia fiscalmente a carico: se è autonomo fiscalmente, inserisce il costo nel suo 730; se è a carico dei genitori, i genitori la inseriscono nel loro 730

    Questa detrazione si inserisce nei righi E8-E10 del modello 730 (non in E71 come le altre), con il codice spesa specifico.

    Contributi affitto comunali: la misura locale

    Oltre alle detrazioni IRPEF statali, esistono i contributi affitto erogati dai Comuni (Fondo Nazionale per il Sostegno all’Accesso alle Abitazioni in Locazione, art. 11 L. 431/1998). Si tratta di contributi a fondo perduto per inquilini in difficoltà economica, non di detrazioni fiscali.

    Le caratteristiche principali:

    • Gestiti dai Comuni con bandi periodici (tempistiche e importi variano da Comune a Comune)
    • Accessibili agli inquilini con ISEE basso e canone elevato rispetto al reddito (incidenza del canone sul reddito)
    • In Friuli Venezia Giulia, il Comune di Udine e altri Comuni aprono annualmente i bandi; verifica la scadenza del bando locale
    • Sono separati e cumulabili con le detrazioni fiscali 730

    Per sapere se il bando contributi affitto è aperto nel tuo Comune, contatta direttamente l’ufficio casa del Comune o chiedi al CAF Centro Fiscale.

    Come inserire le detrazioni affitto nel modello 730 2026

    Le detrazioni per canoni di locazione si inseriscono nella Sezione IV del Quadro E del modello 730, nei righi E71 ed E72:

    • Rigo E71: si indica il tipo di detrazione (codice 1, 2, 3, 4, 5 in base alla casistica), i giorni di locazione e il reddito complessivo
    • Rigo E72: per i casi di affitto con più tipologie nello stesso anno (es. cambio contratto)

    I codici da inserire in E71:

    • Codice 1: contratto a canone libero (art. 16 c. 1 TUIR)
    • Codice 2: contratto a canone concordato (art. 16 c. 1-bis TUIR)
    • Codice 3: trasferimento per lavoro (art. 16 c. 1-ter TUIR)
    • Codice 4: giovani 20-31 anni (D.L. 73/2022)
    • Codice 5: studenti universitari in alloggio universitario convenzionato

    La detrazione viene applicata automaticamente dal CAF o dal software 730 in base ai dati inseriti. Il software calcola l’importo spettante in base al reddito complessivo dichiarato.

    Errori frequenti da evitare

    • Contratto non registrato: senza registrazione all’Agenzia delle Entrate, la detrazione è negata
    • Non è abitazione principale: tutte le detrazioni (tranne studenti fuori sede) richiedono che l’immobile in affitto sia l’abitazione principale del contribuente
    • Detrazione giovani inserita negli anni sbagliati: la detrazione D.L. 73/2022 spetta al massimo per 4 anni; inserirla oltre il 4° anno è erroneo
    • Mancata verifica della soglia di reddito: usare l’importo pieno (300 euro) con reddito superiore a 15.493,71 porta a correzioni in accertamento
    • Confusione tra righe: gli studenti fuori sede vanno in E8-E10, non in E71

    Quando conviene farsi assistere dal CAF per le detrazioni affitto

    Le detrazioni per canone di locazione sembrano semplici ma nascondono insidie: la scelta del codice corretto in E71, il calcolo dei giorni, la verifica della soglia di reddito e la corretta individuazione del tipo di contratto sono aspetti che, se sbagliati, portano a disconoscimento della detrazione o a richieste di restituzione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora il 730 con tutte le detrazioni per canone di locazione a cui hai diritto, verificando contratto, tipologia e soglia di reddito. Per chi ha situazioni particolari (trasferimento lavoro, giovani under 31, studenti universitari), l’assistenza di un esperto CAF evita errori costosi.

    Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Viale Tullio 13, Udine o chiamaci al 0432 1638640 (anche WhatsApp: 366 6018121) per un preventivo personalizzato sulla tua dichiarazione dei redditi.

    Domande frequenti sul bonus affitto 2026

    Il “bonus affitto” esiste come misura autonoma nel 2026?

    No. Non esiste un’unica misura chiamata “bonus affitto”: si tratta di un insieme di detrazioni IRPEF previste dal TUIR (art. 15 e 16) e da leggi speciali. Non è un contributo a fondo perduto erogato in busta paga o su conto corrente, ma una riduzione dell’IRPEF dovuta che si ottiene compilando il modello 730 o Redditi PF.

    Posso cumulare più detrazioni affitto nello stesso anno?

    No, in generale le detrazioni del rigo E71 sono alternative tra loro: non puoi sommare la detrazione ordinaria con quella per giovani. Si applica la più favorevole. Se nel corso dell’anno hai avuto più contratti diversi (es. hai cambiato casa), puoi compilare sia E71 che E72 indicando i giorni per ciascun contratto.

    Come funziona la detrazione affitto per i giovani se sono a carico dei genitori?

    Se il giovane under 31 è fiscalmente a carico dei genitori, la detrazione per affitto non si trasferisce ai genitori (a differenza delle spese sanitarie). La detrazione D.L. 73/2022 spetta solo al giovane che ha stipulato il contratto di locazione. Se non ha capienza IRPEF sufficiente, la detrazione è parzialmente o totalmente persa.

    Serve conservare il contratto di affitto per il 730?

    Sì. Il contratto di locazione registrato (o la ricevuta di registrazione) è il documento fondamentale da conservare in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Il CAF che elabora il 730 ne verifica i dati principali ma la conservazione è a carico del contribuente per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione.

    La detrazione affitto si calcola sul canone mensile o annuo?

    La detrazione dell’art. 16 TUIR (ordinaria, giovani, trasferimento lavoro) è un importo fisso che non dipende dall’ammontare del canone pagato (tranne per la detrazione giovani, dove conta il 20% del canone). La detrazione studenti universitari invece è percentuale (19% su max 2.633 euro di canone annuo).

    Giugno 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-13 09:51:382026-07-07 10:23:19Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730
    NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

    Bonus Affitto Lavoratori Turismo 2026: Fondi Esauriti, Cosa Succede Adesso?

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il bonus affitto per i lavoratori del settore turistico, ricettivo e termale rappresenta una delle misure di welfare piu attese del 2026. Introdotto per sostenere chi lavora in uno dei comparti a piu alta stagionalita in Italia, il contributo ha pero un problema strutturale che rischia di penalizzare migliaia di beneficiari: le risorse stanziate potrebbero non bastare per tutte le domande presentate. Se sei un lavoratore del turismo e stai valutando di chiedere il bonus, o hai gia inviato la domanda e non sai cosa aspettarti, questa guida ti spiega tutto: cos’è il bonus, chi ha diritto, come funziona la procedura, e soprattutto cosa succede quando i fondi si esauriscono prima che tutte le richieste vengano soddisfatte.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il bonus affitto lavoratori turismo
    2. Base normativa e decreto istitutivo
    3. Requisiti per accedere al bonus
    4. Importo e durata del contributo
    5. Come presentare la domanda
    6. Cosa succede se le risorse non bastano
    7. Cosa fare se la domanda viene esclusa
    8. Possibili proroghe e rifinanziamenti
    9. Alternative per i lavoratori esclusi
    10. Come il CAF può aiutarti
    11. Domande frequenti

    Cos’è il Bonus Affitto Lavoratori Turismo

    Il bonus affitto lavoratori del settore turistico è un contributo economico una tantum destinato ai dipendenti del comparto turistico, ricettivo e termale che sostengono spese di locazione. La misura nasce dalla consapevolezza che il settore del turismo, pur essendo uno dei principali motori dell’economia italiana, si caratterizza per condizioni di lavoro spesso precarie: contratti stagionali, retribuzioni medie-basse e un’alta incidenza del costo dell’abitazione sul reddito disponibile dei lavoratori.

    Il bonus si inserisce nel quadro più ampio delle politiche di welfare per i lavoratori dipendenti, con l’obiettivo specifico di alleviare il peso del canone di affitto per chi opera in un settore strutturalmente caratterizzato da stagionalità e discontinuità occupazionale. A differenza di altri sussidi di welfare, il bonus affitto turismo non è erogato dall’INPS attraverso i consueti canali previdenziali, ma attraverso un sistema di domanda diretta che porta con sé il rischio di esaurimento anticipato delle risorse disponibili.

    Il provvedimento si applica ai lavoratori dipendenti di imprese operanti nei settori turismo, alberghiero, ricettivo e termale, inclusi i lavoratori stagionali, quelli con contratto a tempo determinato e quelli con rapporto di lavoro intermittente, purché rispettino i requisiti di reddito e di durata del rapporto lavorativo previsti dalla normativa.

    Base Normativa e Decreto Istitutivo

    Il bonus affitto per i lavoratori del turismo trova il suo fondamento normativo nel decreto-legge emanato dal Ministero del Turismo in coordinamento con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La misura è finanziata con risorse del Fondo per le politiche attive del lavoro e si inquadra nei provvedimenti di sostegno al reddito per le categorie di lavoratori più esposte alle fluttuazioni del mercato del lavoro stagionale.

    La normativa prevede un dotazione finanziaria limitata e predefinita: questo è il punto critico che genera la problematica dell’esaurimento delle risorse. A differenza delle misure universali come la NASPI, che vengono finanziate a prescindere dal numero di beneficiari, il bonus affitto turismo ha un plafond fisso che viene assegnato in base all’ordine di presentazione delle domande o con altri criteri di priorità stabiliti dal decreto attuativo.

    Le circolari operative sono emanate dal Ministero del Turismo, mentre la gestione amministrativa delle domande può avvenire tramite intermediari abilitati (CAF, patronati) o attraverso piattaforme digitali dedicate. Il decreto istitutivo stabilisce anche le modalità di erogazione, le cause di decadenza dal beneficio e le ipotesi di revoca in caso di false dichiarazioni.

    Requisiti per Accedere al Bonus Affitto Turismo

    Per accedere al bonus affitto lavoratori turismo è necessario soddisfare contemporaneamente una serie di requisiti soggettivi, reddituali e lavorativi. Vediamo in dettaglio ciascuno di essi.

    Requisiti soggettivi

    • Essere lavoratori dipendenti di imprese operanti nei settori turismo, alberghiero, ricettivo e termale
    • Essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato per l’abitazione principale
    • Essere residenti in Italia e avere l’unità immobiliare locata come propria abitazione principale
    • Non essere proprietari di altri immobili sul territorio nazionale (o con soglie patrimoniali definite dal decreto)

    Requisiti reddituali

    Il bonus è riservato a lavoratori con reddito da lavoro dipendente non superiore a determinate soglie. La verifica del reddito avviene solitamente tramite l’ISEE del nucleo familiare o il reddito annuo lordo del richiedente, come indicato nel decreto attuativo. In genere le soglie di riferimento sono:

    ParametroSoglia indicativa
    Reddito annuo lordo (lavoratore)Fino a 35.000 euro annui
    ISEE del nucleo familiareFino a 26.000 euro (dove applicabile)
    Incidenza canone su reddito nettoSuperiore al 30% del reddito mensile netto

    Nota importante: i valori esatti variano in base al decreto specifico. Ti raccomandiamo di verificare i parametri aggiornati consultando il CAF Centro Fiscale prima di presentare la domanda.

    Requisiti lavorativi e settoriali

    Un elemento distintivo di questo bonus è l’attenzione specifica al settore di appartenenza del datore di lavoro. Sono ammessi i lavoratori dipendenti di:

    • Alberghi, hotel e strutture ricettive (codici ATECO classificati nella sezione I del CCNL turismo)
    • Stabilimenti termali e centri benessere con finalità terapeutica riconosciuta
    • Agenzie di viaggio e tour operator regolarmente iscritti
    • Ristoranti, bar e attività di ristorazione strettamente connesse al comparto turistico
    • Imprese di gestione di attrazioni turistiche (parchi tematici, musei, siti culturali)

    Sono di norma esclusi i lavoratori autonomi, i titolari di partita IVA, i collaboratori occasionali e i lavoratori in nero. Per i lavoratori stagionali è richiesta la prova dell’attività lavorativa per un minimo di settimane nel corso dell’anno precedente o in corso, come attestato dal CUD/Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro.

    Importo e Durata del Contributo

    L’importo del bonus affitto turismo è strutturato come contributo una tantum o come integrazione mensile al canone di locazione, a seconda delle modalità previste dal decreto attuativo. Le ipotesi più comuni nei provvedimenti di questo tipo prevedono:

    Modalità di erogazioneImportoDurata
    Contributo una tantumDa 1.000 a 2.400 euroErogazione singola
    Contributo mensile integrativoDa 100 a 300 euro/meseDa 6 a 12 mesi
    Rimborso percentuale canoneDal 20% al 40% del canone mensileFino a 12 mesi

    Il contributo è esente da IRPEF se rientra nella categoria dei sussidi di welfare non reddituali, ma potrebbe concorrere alla formazione del reddito a seconda della qualificazione giuridica scelta dal legislatore. In ogni caso, il bonus non influisce sul calcolo dell’ISEE per l’anno successivo se correttamente qualificato come contributo assistenziale straordinario.

    Un aspetto critico è proprio l’entità complessiva del fondo: le risorse stanziate a livello nazionale sono limitate rispetto alla platea potenziale dei beneficiari. Con oltre 1,5 milioni di lavoratori dipendenti nel settore turistico e ricettivo in Italia, anche uno stanziamento di diverse decine di milioni di euro può risultare insufficiente se la partecipazione alla misura è massiccia. Questa dinamica è alla base del problema che trattiamo nella sezione successiva.

    Come Presentare la Domanda

    La procedura di domanda per il bonus affitto turismo segue generalmente un iter amministrativo strutturato. Ecco le fasi principali da seguire.

    Documentazione necessaria

    • Documento di identità in corso di validità e codice fiscale
    • Contratto di locazione registrato all’Agenzia delle Entrate (con estremi di registrazione)
    • Ultima dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi) oppure CU del datore di lavoro
    • ISEE in corso di validità (se richiesto dal bando)
    • Ultima busta paga e/o Certificazione Unica del datore di lavoro nel settore turistico
    • IBAN del conto corrente intestato al richiedente per l’accredito del contributo
    • Dichiarazione del datore di lavoro attestante il rapporto di lavoro nel settore turistico

    Modalità di presentazione

    • Portale web dedicato del Ministero del Turismo o della piattaforma incaricata della gestione
    • CAF e patronati abilitati che assistono il lavoratore nella compilazione e invio
    • Piattaforma SPID/CIE per l’identificazione digitale del richiedente

    Termini di presentazione

    Le finestre temporali per presentare la domanda sono definite dal decreto attuativo e di solito coincidono con periodi specifici dell’anno (tipicamente tra aprile e giugno oppure settembre e novembre). È fondamentale rispettare i termini di apertura e chiusura dello sportello, perché in presenza di risorse limitate le domande vengono processate in ordine cronologico di ricezione oppure attraverso altri meccanismi di selezione che descriviamo nella sezione successiva.

    Consiglio pratico: Prepara tutta la documentazione in anticipo e presentala nei primissimi giorni di apertura della finestra. In caso di esaurimento rapido delle risorse, chi presenta la domanda prima ha maggiori probabilità di essere ammesso al contributo. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella preparazione della pratica in anticipo, così da essere pronti appena si apre lo sportello.

    Cosa Succede se le Risorse Non Bastano per Tutti

    Questo è il cuore del problema che preoccupa molti lavoratori del settore turistico: le risorse stanziate per il bonus affitto potrebbero non essere sufficienti per soddisfare tutte le domande ammissibili. Cosa succede in questo caso? Dipende dal meccanismo di assegnazione previsto dal decreto. Vediamo le ipotesi principali.

    1. Criterio cronologico (ordine di arrivo)

    Il meccanismo più comune — e quello che genera più ansia tra i potenziali beneficiari — è il criterio “first come, first served”: le domande vengono ammesse in ordine di ricezione fino all’esaurimento del fondo. Una volta consumate le risorse, le domande successive vengono archiviate come non finanziabili. Questo sistema premia chi presenta la domanda prima e penalizza chi arriva tardi, indipendentemente dalla gravità del bisogno economico.

    Se viene adottato questo criterio, le conseguenze sono:

    • Le domande arrivate dopo l’esaurimento del plafond vengono rigettate automaticamente
    • Non è previsto un meccanismo di lista d’attesa
    • Il richiedente riceve comunicazione di non finanziabilità della domanda
    • Non è possibile ricorrere contro la mancata assegnazione per esaurimento fondi

    2. Riparto proporzionale

    Una soluzione alternativa, adottata da alcuni provvedimenti simili, è il riparto proporzionale: tutte le domande ammissibili vengono raccolte entro il termine di scadenza, e le risorse vengono poi distribuite in modo proporzionale tra i richiedenti aventi diritto. In questo caso, ogni beneficiario riceve un importo ridotto rispetto al massimale previsto, in proporzione alle risorse disponibili divise per il numero di domande ammesse.

    Esempio pratico: se il fondo dispone di 10 milioni di euro e le domande ammissibili totalizzano un fabbisogno di 20 milioni, ogni beneficiario riceverebbe il 50% dell’importo teoricamente spettante. Questo sistema è più equo del criterio cronologico ma richiede tempi di elaborazione più lunghi.

    3. Graduatoria per punteggio (criteri di priorità)

    Alcuni bandi adottano un sistema di punteggio e graduatoria che tiene conto di fattori come:

    • Reddito ISEE più basso (priorità ai nuclei meno abbienti)
    • Maggiore incidenza del canone sul reddito disponibile
    • Presenza di figli minori nel nucleo familiare
    • Anzianità lavorativa nel settore turistico
    • Tipologia contrattuale (priorità ai lavoratori stagionali rispetto ai tempi indeterminati)

    4. Apertura di una lista d’attesa

    In caso di esaurimento anticipato delle risorse, alcuni provvedimenti prevedono la possibilità di aprire una lista d’attesa formale: le domande ammissibili ma non finanziate vengono collocate in una coda che viene evasa in caso di:

    • Rifinanziamento del fondo da parte del legislatore
    • Rinunce o decadenze di beneficiari già ammessi
    • Recuperi di risorse da domande revocate per irregolarità

    Cosa Fare se la Domanda Viene Esclusa per Risorse Esaurite

    Ricevere una comunicazione di mancato finanziamento per esaurimento fondi è frustrante, ma non significa necessariamente che il percorso sia chiuso. Ecco cosa puoi fare concretamente.

    Verificare i motivi del rifiuto

    Prima di tutto, è fondamentale distinguere tra due tipologie di rifiuto molto diverse:

    • Rifiuto per mancanza requisiti: la domanda non era ammissibile. In questo caso non c’è nulla da fare per il bonus, ma si possono eventualmente impugnare i criteri di ammissibilità se si ritiene di averne diritto
    • Rifiuto per esaurimento fondi: la domanda era ammissibile ma non ci sono più risorse. Qui le possibilità di recupero esistono (lista d’attesa, rifinanziamento, ricorso gerarchico)

    Presentare istanza di riesame

    Se ritieni che la tua domanda sia stata respinta erroneamente (ad esempio perché classificata come tardiva pur essendo stata inviata nei termini), puoi presentare una istanza di riesame al soggetto gestore entro i termini previsti dal bando. Il CAF Centro Fiscale può supportarti nella predisposizione della documentazione necessaria per il riesame.

    Monitorare eventuali rifinanziamenti

    Tieni d’occhio le comunicazioni ufficiali del Ministero del Turismo e della Gazzetta Ufficiale. I rifinanziamenti di misure popolari sono frequenti, soprattutto in prossimità di scadenze fiscali o in periodi preelettorali. Se il fondo viene rifinanziato, le domande in lista d’attesa vengono tipicamente evase per prime, senza necessità di ripresentare la domanda.

    Possibili Proroghe e Rifinanziamenti

    Il tema del rifinanziamento del bonus affitto turismo è di grande rilevanza pratica. In Italia, misure di welfare che incontrano un forte consenso politico e sociale vengono spesso rifinanziabili. Esistono diversi scenari possibili.

    Scenario 1: Rifinanziamento in sede di legge di bilancio

    La Legge di Bilancio (approvata ogni anno entro il 31 dicembre) è il principale veicolo per rifinanziare misure di welfare. Se il bonus affitto turismo ha avuto un impatto positivo e una forte domanda, il Governo potrebbe inserire risorse aggiuntive nella legge di bilancio dell’anno successivo.

    Scenario 2: Decreto-legge di urgenza

    In caso di particolare pressione sociale o emergenza del settore, il Governo può agire con un decreto-legge di urgenza che stanzia risorse aggiuntive in tempi molto rapidi. Questo scenario si verifica più facilmente in periodi di crisi del settore turistico o in concomitanza con eventi economici negativi.

    Come tenersi informati

    • Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (gazzettaufficiale.it)
    • Sito ufficiale del Ministero del Turismo (ministeroturismo.gov.it)
    • Circolari INPS se la gestione è affidata all’istituto previdenziale
    • Newsletter del CAF Centro Fiscale — aggiornamento settimanale su tutte le novità fiscali e di welfare

    Alternative per i Lavoratori Esclusi dal Bonus

    Se non riesci ad accedere al bonus affitto turismo, esistono misure alternative a cui potresti avere diritto per ridurre il peso dell’affitto o aumentare il reddito disponibile.

    Detrazioni IRPEF per canone di locazione

    Indipendentemente dal bonus settoriale, tutti i lavoratori dipendenti che vivono in affitto nella propria abitazione principale possono beneficiare delle detrazioni IRPEF per canone di locazione. Le detrazioni variano in base al reddito complessivo:

    Reddito complessivoDetrazione IRPEF annua
    Fino a 15.493,71 euro300 euro
    Da 15.493,71 a 30.987,41 euro150 euro
    Oltre 30.987,41 euro0 euro

    Per i contratti a canone concordato ex L. 431/1998, le detrazioni sono più elevate. Questi importi si recuperano nella dichiarazione dei redditi.

    Sostegno al reddito INPS

    I lavoratori in difficoltà economica possono accedere a varie misure di sostegno INPS, tra cui:

    • Assegno di Inclusione (ADI) per i nuclei familiari con ISEE basso e situazioni di fragilità
    • Integrazioni salariali (CIGO, CIGS) in caso di riduzione dell’orario di lavoro
    • NASPI in caso di perdita involontaria del lavoro nel settore turistico
    • Fondo di integrazione salariale specifico per alcune categorie del turismo

    Contributi regionali e comunali all’affitto

    Molte Regioni e Comuni dispongono di propri fondi per il sostegno all’affitto. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, esistono contributi regionali per i lavoratori a basso reddito che integrano le misure statali. Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per verificare se hai diritto a contributi regionali o comunali specifici per la tua situazione.

    Piano Casa per i lavoratori dipendenti

    Il Piano Casa 2026 prevede la realizzazione di alloggi in edilizia convenzionata destinati ai lavoratori dipendenti a basso reddito, inclusi quelli del settore turistico. Si tratta di affitti calmierati a prezzi inferiori al mercato, una soluzione strutturale alternativa ai contributi una tantum.

    Come il CAF Centro Fiscale Può Aiutarti

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa a tutti i lavoratori del settore turistico che vogliono accedere al bonus affitto o a qualsiasi altra misura di welfare e agevolazione fiscale. Il nostro team di esperti ti supporta in ogni fase del processo:

    • Verifica preliminare dei requisiti: controlliamo insieme se hai diritto al bonus e quali documenti servono
    • Preparazione anticipata della pratica: raccogliamo e organizziamo tutta la documentazione necessaria prima dell’apertura del portale
    • Invio della domanda: ti assistiamo nella compilazione e nell’invio attraverso i canali ufficiali
    • Monitoraggio dello stato della pratica: teniamo sotto controllo gli aggiornamenti e ti avvisiamo in caso di richieste di integrazione documenti
    • Assistenza in caso di rifiuto: ti aiutiamo a capire le ragioni del rifiuto e valutiamo le possibilità di ricorso o riesame
    • Alternative e complementi: identifichiamo tutte le altre misure a cui potresti avere diritto (detrazioni IRPEF, contributi regionali, NASPI, ecc.)

    Non aspettare che si apra lo sportello per raccogliere i documenti. Contattaci oggi e fissa un appuntamento al nostro sportello di Udine o richiedi assistenza tramite WhatsApp.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Bonus Affitto Lavoratori Turismo

    Chi ha diritto al bonus affitto lavoratori del turismo?

    Hanno diritto al bonus i lavoratori dipendenti di imprese operanti nei settori turismo, alberghiero, ricettivo e termale, con reddito entro le soglie previste dal decreto, che siano titolari di un contratto di locazione registrato per la propria abitazione principale. Sono inclusi i lavoratori stagionali e quelli con contratto a termine.

    Cosa succede se presento la domanda ma i fondi sono gia esauriti?

    Dipende dal meccanismo adottato dal decreto: se si tratta di criterio cronologico, la domanda viene respinta. Se e prevista una lista d’attesa, la domanda viene conservata in coda e puo essere soddisfatta in caso di rifinanziamento o di rinunce da parte di altri beneficiari. Il CAF puo aiutarti a capire se hai ancora possibilita.

    Il bonus affitto e compatibile con l’ISEE e con altri sussidi INPS?

    Il bonus affitto turismo e generalmente compatibile con la NASPI e con altre prestazioni INPS, fermo restando i limiti di reddito e ISEE previsti dal decreto. Non e invece compatibile con altri contributi affitto che abbiano la stessa finalita. La verifica della compatibilita va fatta caso per caso con un esperto CAF.

    Posso detrarre il canone di affitto nella dichiarazione dei redditi anche senza il bonus?

    Si. Indipendentemente dal bonus settoriale, i lavoratori dipendenti che vivono in affitto nella propria abitazione principale possono detrarre il canone nella dichiarazione dei redditi (Modello 730). Le detrazioni variano da 150 a 300 euro annui a seconda del reddito. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a recuperare tutte le detrazioni spettanti.

    Come posso prepararmi per presentare la domanda appena si apre lo sportello?

    Raccogli in anticipo: contratto di locazione registrato, codice fiscale, documento di identita, ultima busta paga, Certificazione Unica del datore di lavoro nel settore turistico, ISEE in corso di validita e IBAN del conto corrente. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per verificare i requisiti e preparare la pratica prima dell’apertura dello sportello.


    Richiedi Assistenza per il Bonus Affitto Turismo

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti, raccogliere i documenti e presentare la domanda in tempo utile. Contattaci subito per non perdere nemmeno un’opportunità di risparmio.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-15 13:33:532026-05-31 17:51:59Bonus Affitto Lavoratori Turismo 2026: Fondi Esauriti, Cosa Succede Adesso?
      CAF

      Bonus Affitto 2026: Requisiti, Importi e Come Richiedere le Detrazioni

      Indice dei contenuti

      1. Cosa Sono le Detrazioni per l’Affitto
      2. Detrazione Affitto per Inquilini a Basso Reddito
      3. Detrazione Affitto Lavoratori Dipendenti Trasferiti
      4. Bonus Affitto Giovani Under 31
      5. Detrazione Affitto Studenti Fuori Sede
      6. Contributo Affitto Comunale e Regionale
      7. Requisiti ISEE per i Bonus Affitto 2026
      8. Cumulabilità tra i Diversi Bonus Affitto
      9. Come Richiedere le Detrazioni nel 730/2026
      10. Documenti Necessari per la Richiesta
      11. Esempi Pratici di Calcolo

      Il Bonus Affitto 2026 rappresenta un aiuto concreto per chi vive in affitto, permettendo di recuperare una parte del canone annuo attraverso detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi. Con l’aumento dei costi abitativi e la crescente difficoltà di accesso alla prima casa, le detrazioni per l’affitto diventano sempre più importanti per famiglie, giovani lavoratori e studenti fuori sede.

      In questa guida completa analizziamo tutte le detrazioni affitto disponibili nel 2026, i requisiti ISEE richiesti, gli importi spettanti e la procedura per richiederle nel modello 730 o Redditi PF. Scopriremo anche quali bonus sono cumulabili tra loro e quali documenti servono per non perdere l’agevolazione.

      Cosa Sono le Detrazioni per l’Affitto

      Le detrazioni per l’affitto sono agevolazioni fiscali previste dall’articolo 16 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) che permettono ai contribuenti che vivono in affitto di recuperare una parte del canone annuo versato, riducendo l’IRPEF dovuta.

      A differenza delle deduzioni (che riducono il reddito imponibile), le detrazioni riducono direttamente l’imposta da pagare, rendendo il beneficio più immediato e tangibile per il contribuente.

      Come funzionano le detrazioni affitto:

      • Si applicano sull’IRPEF lorda calcolata nella dichiarazione dei redditi
      • L’importo della detrazione varia in base alla tipologia di contratto, al reddito e all’età del contribuente
      • Vengono riconosciute solo per i contratti di locazione regolarmente registrati presso l’Agenzia delle Entrate
      • Si richiedono compilando il modello 730 o il modello Redditi PF (ex Unico)

      Tipologie di detrazioni affitto 2026:

      Il sistema fiscale italiano prevede diverse detrazioni affitto, ciascuna con requisiti specifici:

      1. Detrazione ordinaria per inquilini a basso reddito (art. 16, comma 1, TUIR)
      2. Detrazione lavoratori dipendenti trasferiti per motivi di lavoro (art. 16, comma 1-ter, TUIR)
      3. Bonus affitto giovani under 31 con reddito limitato (art. 16, comma 1-quinquies, TUIR)
      4. Detrazione studenti universitari fuori sede (art. 15, comma 1, lettera i-sexies, TUIR)

      Ogni detrazione ha importi massimi, requisiti di reddito e condizioni specifiche che analizzeremo nei prossimi paragrafi.

      Detrazione Affitto per Inquilini a Basso Reddito

      La detrazione ordinaria per l’affitto è prevista dall’articolo 16, comma 1, del TUIR e spetta ai contribuenti che hanno stipulato un contratto di locazione per l’abitazione principale con reddito complessivo non superiore a 30.987,41 euro.

      Importi della detrazione 2026:

      La detrazione varia in base al reddito complessivo secondo questa tabella:

      Reddito ComplessivoDetrazione Annua
      Fino a 15.493,71 euro300 euro
      Da 15.493,72 a 30.987,41 euro150 euro

      Requisiti per accedere alla detrazione:

      • Contratto di locazione regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate
      • L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale (residenza anagrafica)
      • Il reddito complessivo del contribuente non deve superare 30.987,41 euro
      • La detrazione spetta proporzionalmente ai mesi in cui l’immobile è stato adibito ad abitazione principale

      Importante: Questa detrazione non è cumulabile con la detrazione per l’abitazione principale (ex prima casa), ma può essere cumulata con altre detrazioni affitto specifiche (giovani, studenti) se ne ricorrono i requisiti.

      Calcolo proporzionale:

      Se il contribuente ha utilizzato l’immobile come abitazione principale solo per una parte dell’anno, la detrazione va ridotta proporzionalmente.

      Esempio: Se hai vissuto in affitto per 8 mesi su 12 e hai diritto a 300 euro di detrazione annua:

      300 euro × 8 / 12 = 200 euro di detrazione spettante

      Detrazione Affitto Lavoratori Dipendenti Trasferiti

      I lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro hanno diritto a una detrazione più elevata, prevista dall’articolo 16, comma 1-ter, del TUIR.

      Importo della detrazione 2026:

      • 991,60 euro annui per i primi 3 anni dal trasferimento

      Requisiti specifici:

      1. Essere lavoratore dipendente (no partite IVA o autonomi)
      2. Aver trasferito la residenza nel comune di lavoro o in uno dei comuni limitrofi
      3. Il trasferimento deve essere avvenuto per motivi di lavoro (assunzione, trasferimento aziendale, cambio sede)
      4. L’abitazione precedente deve trovarsi in un comune diverso da quello di lavoro
      5. Il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato
      6. Il reddito complessivo non deve superare 30.987,41 euro

      Durata del beneficio:

      La detrazione spetta per i primi 3 anni dalla data di trasferimento della residenza. Scaduto questo periodo, il contribuente può eventualmente accedere alla detrazione ordinaria (300 o 150 euro) se ne rispetta i requisiti reddituali.

      Quando decade il diritto:

      • Se il lavoratore acquista un immobile nello stesso comune
      • Se cessa il rapporto di lavoro che ha giustificato il trasferimento
      • Se il reddito supera la soglia di 30.987,41 euro

      Esempio pratico:

      Maria viene assunta a Milano nel marzo 2024 e si trasferisce da Napoli. Stipula un contratto di affitto registrato a Milano. Ha diritto a 991,60 euro di detrazione per gli anni 2024, 2025 e 2026. Dal 2027 potrà accedere alla detrazione ordinaria (300 o 150 euro) se rientra nei limiti di reddito.

      Bonus Affitto Giovani Under 31

      Il Bonus Affitto Giovani è una delle agevolazioni più importanti introdotte per aiutare i giovani ad accedere all’autonomia abitativa. Previsto dall’articolo 16, comma 1-quinquies, del TUIR, offre una detrazione significativamente più elevata rispetto a quella ordinaria.

      Importo della detrazione 2026:

      • 991,60 euro annui (pari a circa 82,63 euro al mese)
      • Detrazione spettante per i primi 4 anni di contratto

      Requisiti per accedere al bonus giovani:

      1. Età: tra i 20 e i 31 anni non compiuti (quindi fino a 30 anni e 364 giorni)
      2. Reddito complessivo: non superiore a 15.493,71 euro
      3. Contratto di locazione: per l’intera unità immobiliare o per una porzione di essa
      4. Abitazione principale: l’immobile deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitori
      5. Contratto registrato: il contratto deve essere regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate

      Importante: limite di reddito più restrittivo

      Rispetto alla detrazione ordinaria (limite 30.987,41 euro), il bonus giovani richiede un reddito massimo di 15.493,71 euro, quindi più della metà in meno. Questo limita l’accesso a giovani con redditi medio-bassi.

      Durata del beneficio:

      Il bonus spetta per un massimo di 4 anni, anche non consecutivi, a partire dalla data di stipula del contratto. Se il giovane cambia casa mantenendo i requisiti, può continuare a beneficiare del bonus fino al completamento dei 4 anni.

      Tabella riepilogativa Bonus Giovani:

      RequisitoValore
      Età minima20 anni
      Età massima30 anni (31 non compiuti)
      Reddito massimo15.493,71 euro
      Detrazione annua991,60 euro
      Durata massima4 anni
      Tipo contrattoAbitazione principale

      Esempio pratico:

      Luca, 28 anni, ha un reddito annuo di 14.000 euro e affitta un bilocale a Udine per 600 euro/mese (7.200 euro/anno). Ha diritto alla detrazione di 991,60 euro, che riduce l’IRPEF dovuta. Considerando che con un reddito di 14.000 euro l’aliquota IRPEF media è circa 23%, senza la detrazione pagherebbe circa 3.220 euro di IRPEF. Con la detrazione risparmia 991,60 euro, pagando solo 2.228,40 euro di IRPEF.

      Detrazione Affitto Studenti Fuori Sede

      La detrazione per studenti universitari fuori sede è prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies, del TUIR e spetta agli studenti iscritti a un corso di laurea presso un’università ubicata in un comune diverso da quello di residenza.

      Importo della detrazione 2026:

      • 19% del canone di locazione pagato annualmente
      • Importo massimo detraibile: 2.633 euro
      • Detrazione massima ottenibile: 500,27 euro (19% di 2.633 euro)

      Requisiti per accedere alla detrazione studenti:

      1. Iscrizione universitaria: corso di laurea, master, dottorato presso università statale o privata riconosciuta
      2. Distanza: l’università deve distare almeno 100 km dal comune di residenza dello studente
      3. Oppure: l’università si trova in una provincia diversa rispetto a quella di residenza
      4. Contratto di locazione o ospitalità: registrato a nome dello studente o del genitore
      5. Tipologie di contratto ammesse:
        • Contratto di locazione ordinario
        • Contratto a canone concordato
        • Contratto di ospitalità (studentati, collegi, residenze universitarie)
        • Contratto per posto letto in camera condivisa

      Chi può usufruire della detrazione:

      • Lo studente stesso se ha redditi propri e presenta dichiarazione
      • I genitori (o chi sostiene le spese) se lo studente è a carico fiscalmente

      Importante: criterio della distanza

      La detrazione spetta se si verifica almeno una delle seguenti condizioni:

      • L’università dista almeno 100 km dal comune di residenza
      • L’università si trova in una provincia diversa da quella di residenza

      Esempio: Uno studente residente a Udine (provincia di Udine) che studia a Trieste (provincia di Trieste, distanza 70 km) ha diritto alla detrazione perché, pur essendo la distanza inferiore a 100 km, l’università è in una provincia diversa.

      Calcolo della detrazione:

      Se lo studente paga un canone annuo di 4.800 euro (400 euro/mese):

      • Importo detraibile: massimo 2.633 euro (anche se il canone è superiore)
      • Detrazione spettante: 19% di 2.633 euro = 500,27 euro

      Se il canone annuo è inferiore a 2.633 euro, ad esempio 2.000 euro:

      • Detrazione spettante: 19% di 2.000 euro = 380 euro

      Contributo Affitto Comunale e Regionale

      Oltre alle detrazioni fiscali statali, esistono contributi per l’affitto erogati da Comuni e Regioni, finanziati dal Fondo Nazionale per il Sostegno all’Accesso alle Abitazioni in Locazione.

      Come funziona il contributo comunale:

      I Comuni pubblicano annualmente un bando per l’assegnazione di contributi a fondo perduto destinati a famiglie con difficoltà economiche che vivono in affitto. L’importo e i requisiti variano da Comune a Comune.

      Requisiti generali (possono variare localmente):

      1. Residenza anagrafica nel Comune che emana il bando
      2. Contratto di locazione regolare per abitazione principale
      3. ISEE entro limiti stabiliti dal bando (solitamente tra 16.000 e 26.000 euro)
      4. Incidenza del canone sul reddito: generalmente il canone annuo deve essere superiore al 14% del reddito familiare
      5. Assenza di proprietà immobiliari nel Comune o in Italia (salvo eccezioni)

      Importo del contributo:

      L’importo varia significativamente:

      • Range tipico: da 1.000 a 3.000 euro annui
      • Viene erogato in un’unica soluzione o in più tranche
      • Calcolato in percentuale del canone annuo o in base a fasce ISEE

      Procedura per richiedere il contributo:

      1. Monitorare i bandi: verificare sul sito del Comune di residenza la pubblicazione del bando (solitamente tra maggio e settembre)
      2. Presentare domanda: entro la scadenza indicata nel bando
      3. Allegare documentazione: ISEE, contratto di locazione, ricevute pagamenti, dichiarazione redditi
      4. Graduatoria: il Comune pubblica una graduatoria in base a punteggi (ISEE, numero figli, disabilità, ecc.)
      5. Erogazione: chi rientra in graduatoria riceve il contributo

      Cumulabilità con detrazioni fiscali:

      Il contributo affitto comunale/regionale è CUMULABILE con le detrazioni fiscali statali (bonus giovani, detrazione ordinaria, detrazione studenti). Sono due benefici distinti:

      • Detrazione fiscale: riduce l’IRPEF dovuta
      • Contributo comunale: è un contributo economico a fondo perduto

      Esempio pratico:

      Una famiglia con ISEE di 18.000 euro, canone annuo di 7.200 euro, può:

      • Richiedere la detrazione ordinaria di 300 euro (se reddito sotto 15.493,71 euro) o 150 euro
      • Richiedere il contributo comunale di 2.000 euro (se in graduatoria)
      • Totale beneficio: fino a 2.300 euro

      Requisiti ISEE per i Bonus Affitto 2026

      Molti bonus affitto richiedono il calcolo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) per verificare i requisiti di accesso. Ecco una tabella riepilogativa dei limiti ISEE per ogni agevolazione.

      Tabella requisiti ISEE e reddito per Bonus Affitto 2026:

      Bonus/DetrazioneLimite RedditoLimite ISEENote
      Detrazione ordinaria30.987,41 euroNon richiestoReddito complessivo
      Detrazione lavoratori trasferiti30.987,41 euroNon richiestoReddito complessivo
      Bonus giovani under 3115.493,71 euroNon richiestoReddito complessivo
      Detrazione studentiNessun limiteNon richiestoSpetta anche con redditi alti
      Contributo comunaleVariabile16.000-26.000 euroVaria per Comune

      Importante: differenza tra reddito complessivo e ISEE

      • Reddito complessivo: è il reddito dichiarato nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi), che include stipendi, pensioni, redditi da immobili, redditi finanziari, ecc.
      • ISEE: è un indicatore che considera redditi, patrimoni mobiliari e immobiliari, composizione del nucleo familiare. Serve per accedere a prestazioni sociali e contributi comunali.

      Come ottenere l’ISEE 2026:

      1. Presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presso:

      • CAF o patronato (servizio gratuito)
      • Online sul sito INPS con SPID
      • Commercialista

      2. Tempi di rilascio: circa 10 giorni lavorativi dalla presentazione della DSU

      ISEE corrente:

      Se hai subito una riduzione significativa del reddito (perdita lavoro, riduzione stipendio oltre il 25%), puoi richiedere l’ISEE Corrente, che considera i redditi degli ultimi 12 mesi o 2 mesi, invece di quelli dell’anno precedente. Questo può permetterti di rientrare nei limiti per il contributo affitto anche se nel 2024 avevi redditi più alti.

      Cumulabilità tra i Diversi Bonus Affitto

      È importante capire quali bonus affitto si possono sommare e quali si escludono a vicenda. Ecco le regole di cumulabilità per il 2026.

      Regola generale:

      Le detrazioni fiscali statali (ordinaria, giovani, lavoratori trasferiti) NON sono cumulabili tra loro: bisogna scegliere quella più vantaggiosa.

      Il contributo comunale/regionale è cumulabile con tutte le detrazioni fiscali perché è un beneficio diverso (contributo a fondo perduto vs riduzione IRPEF).

      Tabella cumulabilità:

      Bonus 1Bonus 2Cumulabili?
      Detrazione ordinariaBonus giovani under 31❌ NO
      Detrazione ordinariaDetrazione lavoratori trasferiti❌ NO
      Detrazione ordinariaDetrazione studenti❌ NO
      Bonus giovani under 31Detrazione lavoratori trasferiti❌ NO
      Bonus giovani under 31Detrazione studenti❌ NO
      Detrazione studentiDetrazione lavoratori trasferiti❌ NO
      Qualsiasi detrazione fiscaleContributo comunale✅ SÌ
      Detrazione affittoDetrazione mutuo prima casa❌ NO

      Quale detrazione scegliere:

      Se hai i requisiti per più detrazioni, scegli quella con importo più alto:

      1. Bonus giovani under 31: 991,60 euro/anno (se hai tra 20 e 30 anni e reddito sotto 15.493,71 euro)
      2. Detrazione lavoratori trasferiti: 991,60 euro/anno (primi 3 anni)
      3. Detrazione studenti: fino a 500,27 euro/anno (19% di max 2.633 euro)
      4. Detrazione ordinaria: 300 euro/anno (reddito fino a 15.493,71 euro) o 150 euro/anno (reddito 15.493,72-30.987,41 euro)

      Come Richiedere le Detrazioni nel 730/2026

      Per ottenere le detrazioni affitto è necessario indicarle nella dichiarazione dei redditi, compilando il modello 730 o il modello Redditi PF. Ecco la procedura passo-passo.

      Step 1: Verifica i requisiti

      Prima di compilare il 730, assicurati di avere:

      • Contratto di locazione regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate
      • Requisiti di reddito/età per la detrazione scelta
      • Residenza anagrafica nell’immobile affittato (per detrazioni diverse da quella studenti)

      Step 2: Raccogli i documenti

      Dovrai avere a disposizione:

      • Copia del contratto di locazione con numero e data di registrazione
      • Ricevute dei pagamenti del canone (bonifici, ricevute affitto)
      • Codice fiscale del locatore (proprietario di casa)
      • Estremi catastali dell’immobile (se richiesti)

      Step 3: Compila il modello 730/2026

      Le detrazioni affitto si indicano nella Sezione VI – Oneri e Spese del modello 730.

      Dove indicare le detrazioni nel 730:

      DetrazioneRighi 730Codice
      Detrazione ordinaria inquiliniRighi E71-E72Codice 1
      Detrazione lavoratori trasferitiRighi E71-E72Codice 2
      Bonus giovani under 31Righi E71-E72Codice 4
      Detrazione studenti fuori sedeRighi E8-E10Codice 18

      Scadenze 730/2026:

      • Dal 15 aprile al 30 settembre 2026: invio modello 730 ordinario
      • Entro il 30 giugno: per avere il rimborso in busta paga a luglio
      • Entro il 30 settembre: per avere il rimborso entro novembre-dicembre

      Documenti Necessari per la Richiesta

      Per richiedere le detrazioni affitto nel 730/2026, è fondamentale conservare e presentare al CAF o al commercialista la seguente documentazione.

      Documenti obbligatori per TUTTE le detrazioni affitto:

      1. Contratto di locazione registrato
        • Copia del contratto firmato da entrambe le parti
        • Ricevuta di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate con numero e data
        • Se registrazione telematica: stampa della ricevuta con protocollo
      2. Attestazione pagamenti canone
        • Ricevute di affitto firmate dal locatore per ogni mese
        • Oppure estratto conto bancario con bonifici (causale: “Pagamento canone locazione [MESE]”)
        • Oppure ricevute postali (vaglia, bollettino)
      3. Dati anagrafici e fiscali
        • Codice fiscale del conduttore (inquilino)
        • Codice fiscale del locatore (proprietario)
        • Dati catastali dell’immobile (se disponibili)

      Checklist documenti prima del 730:

      ✅ Contratto registrato con ricevuta
      ✅ 12 ricevute pagamenti/bonifici (gennaio-dicembre 2025)
      ✅ Codice fiscale proprietario
      ✅ Certificato residenza (se richiesto)
      ✅ Documenti specifici per tipo detrazione (trasferimento lavoro, iscrizione università, ecc.)
      ✅ Dichiarazione redditi anno precedente (730/2025)
      ✅ ISEE 2026 (solo se richiesto contributo comunale)

      Consiglio: Porta tutti i documenti al CAF con anticipo (aprile-maggio) per evitare code a giugno.

      Esempi Pratici di Calcolo

      Vediamo alcuni esempi concreti per capire meglio come funzionano le detrazioni affitto e quanto si può risparmiare realmente.

      Esempio 1 – Giovane lavoratore con Bonus Under 31

      Situazione:

      • Nome: Sofia
      • Età: 27 anni
      • Reddito annuo: 14.500 euro (lavoro dipendente)
      • Canone affitto: 450 euro/mese = 5.400 euro/anno
      • Contratto registrato dal 1° gennaio 2026

      Detrazione applicabile:

      Bonus giovani under 31 = 991,60 euro/anno

      Risparmio: 991,60 euro (pari al 18% del canone annuo)

      Beneficio netto: Sofia recupera circa 2 mesi di affitto grazie alla detrazione.


      Esempio 2 – Studente universitario fuori sede

      Situazione:

      • Nome: Marco
      • Età: 21 anni
      • Studente a Bologna, residente a Udine (distanza 280 km)
      • Canone affitto camera: 320 euro/mese = 3.840 euro/anno
      • Reddito part-time: 5.000 euro/anno
      • Presenta 730, ma usa detrazione il padre (Marco è a carico)

      Detrazione applicabile:

      Detrazione studenti = 19% di massimo 2.633 euro

      • Canone pagato: 3.840 euro
      • Importo detraibile: 2.633 euro (massimale)
      • Detrazione: 19% di 2.633 = 500,27 euro

      Risparmio: 500,27 euro (pari al 13% del canone annuo)


      Esempio 3 – Famiglia con reddito basso + contributo comunale

      Situazione:

      • Famiglia di 3 persone (2 adulti + 1 figlio)
      • Reddito complessivo: 22.000 euro
      • ISEE: 18.500 euro
      • Canone affitto: 650 euro/mese = 7.800 euro/anno
      • Richiedono contributo comunale affitto (importo medio: 2.000 euro)

      Beneficio totale:

      • Detrazione IRPEF: 150 euro
      • Contributo comunale: 2.000 euro
      • Totale: 2.150 euro

      Incidenza sul canone:

      • Canone annuo: 7.800 euro
      • Benefici: 2.150 euro
      • Canone netto effettivo: 5.650 euro (pari a 470 euro/mese)

      Risparmio percentuale: 27,5% del canone annuo


      Tabella comparativa risparmio annuo:

      DetrazioneImporto Annuo% Canone (esempio 6.000 euro/anno)
      Bonus giovani under 31991,60 euro16,5%
      Detrazione lavoratori trasferiti991,60 euro16,5%
      Detrazione studentiMax 500,27 euro8,3%
      Detrazione ordinaria (reddito basso)300 euro5%
      Detrazione ordinaria (reddito medio)150 euro2,5%

      Conclusione esempi:

      Come si vede dagli esempi, le detrazioni affitto possono far risparmiare da 150 a quasi 1.000 euro all’anno, con un impatto significativo sul bilancio familiare. Il beneficio maggiore spetta ai giovani under 31 con reddito contenuto e ai lavoratori trasferiti, che possono recuperare fino al 16-17% del canone annuo.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sul Bonus Affitto 2026

      Posso avere la detrazione affitto se il contratto non è registrato?

      No, la detrazione affitto spetta solo se il contratto di locazione è regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Se il contratto non è registrato, devi provvedere alla registrazione (anche in ritardo pagando sanzioni) prima di poter richiedere la detrazione.

      Il bonus affitto giovani under 31 è cumulabile con la detrazione studenti?

      No, non sono cumulabili. Se hai i requisiti per entrambe le detrazioni, devi scegliere quella più vantaggiosa. Generalmente il bonus giovani (991,60 euro) conviene di più rispetto alla detrazione studenti (max 500,27 euro).

      Come faccio a sapere se ho diritto al contributo affitto comunale?

      Verifica sul sito del tuo Comune di residenza la pubblicazione del bando per il contributo affitto (solitamente tra maggio e settembre). I requisiti tipici sono: ISEE entro 16.000-26.000 euro, contratto registrato, residenza nel Comune, assenza di proprietà immobiliari.

      Posso usare la detrazione affitto se vivo in affitto ma ho una casa di proprietà altrove?

      Dipende dal tipo di detrazione. Per la detrazione ordinaria e il bonus giovani, generalmente non puoi avere altre abitazioni di proprietà nello stesso comune. Per la detrazione studenti non c’è questo vincolo. Verifica i requisiti specifici per ogni bonus.

      Se cambio casa durante l’anno, perdo il diritto alla detrazione?

      No, non perdi il diritto. La detrazione viene calcolata proporzionalmente ai giorni in cui hai vissuto in affitto. Se hai due contratti nello stesso anno, puoi sommare i giorni. Importante che entrambi i contratti siano regolarmente registrati.


      Richiedi Assistenza per il Bonus Affitto 2026

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alle detrazioni affitto e a compilare correttamente il modello 730/2026.

      I nostri servizi includono:

      • Verifica requisiti per bonus affitto giovani, studenti, lavoratori trasferiti
      • Calcolo ISEE 2026 per contributi comunali
      • Compilazione 730/2026 con tutte le detrazioni spettanti
      • Assistenza per bandi contributi affitto comunali e regionali
      • Registrazione contratti di locazione all’Agenzia delle Entrate
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