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Tag Archivio per: 730

NOTIZIE

Crediti 730 ai Dipendenti: Compensazione F24 Ammessa anche con Ruoli Aperti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono i Crediti 730 ai Dipendenti
  2. Come Funziona la Compensazione tramite F24
  3. Cosa Cambia con la Nuova Norma
  4. Ruoli Aperti: Cosa Sono le Cartelle Esattoriali
  5. Vantaggi per le Aziende e i Dipendenti

Una importante novità fiscale semplifica la vita alle aziende: i sostituti d’imposta possono ora compensare i crediti derivanti dal modello 730 dei dipendenti tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti (cartelle esattoriali). Questa modifica normativa rimuove un vincolo che in passato creava difficoltà operative agli amministratori del personale e ai datori di lavoro.

La possibilità di effettuare la compensazione F24 anche con debiti iscritti a ruolo rappresenta una semplificazione significativa per le imprese che gestiscono i rimborsi fiscali ai propri dipendenti. Fino a poco tempo fa, la presenza di cartelle esattoriali bloccava automaticamente le compensazioni, costringendo le aziende a procedure più lunghe e complesse.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia, a chi si applica e quali sono i vantaggi concreti di questa novità.

Cosa Sono i Crediti 730 ai Dipendenti

I crediti 730 sono somme che risultano a favore del contribuente dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi. Quando un dipendente presenta il modello 730, l’Agenzia delle Entrate calcola se ci sono imposte da versare o da recuperare.

Se dalla dichiarazione emerge un credito fiscale (ad esempio per detrazioni eccessive rispetto alle imposte dovute), questo importo viene rimborsato al dipendente direttamente in busta paga dal sostituto d’imposta (il datore di lavoro). Il datore di lavoro anticipa il rimborso e poi recupera la somma attraverso la compensazione con i versamenti fiscali che deve effettuare.

Esempio pratico:

  • Il dipendente Mario Rossi ha un credito 730 di 1.200 euro
  • L’azienda XYZ (sostituto d’imposta) gli rimborsa 1.200 euro in busta paga
  • L’azienda XYZ compensa questo importo quando versa le ritenute fiscali tramite F24

Questa procedura permette ai dipendenti di ricevere rapidamente il rimborso (entro il mese successivo alla trasmissione del 730) senza attendere i tempi lunghi dell’Agenzia delle Entrate.

Come Funziona la Compensazione tramite F24

La compensazione F24 è il meccanismo attraverso cui il sostituto d’imposta recupera i crediti anticipati ai dipendenti. Quando l’azienda deve versare le ritenute fiscali (Irpef, addizionali regionali e comunali) con il modello F24, può:

  1. Indicare a debito le somme da versare all’Erario
  2. Indicare a credito i rimborsi 730 già erogati ai dipendenti
  3. Versare solo la differenza tra debiti e crediti

Esempio di compensazione:

  • Ritenute Irpef da versare: 10.000 euro
  • Crediti 730 rimborsati ai dipendenti: 3.500 euro
  • Importo da versare con F24: 6.500 euro (10.000 – 3.500)

La compensazione avviene utilizzando i codici tributo specifici per i crediti da assistenza fiscale:

  • 1655 per Irpef
  • 1656 per addizionale regionale
  • 1657 per addizionale comunale

Questo sistema garantisce che il sostituto d’imposta non anticipi definitivamente le somme, ma le recuperi entro breve tempo attraverso i versamenti fiscali ordinari.

Cosa Cambia con la Nuova Norma

La novità più rilevante è che ora la compensazione F24 è ammessa anche in presenza di ruoli aperti. In passato, se il sostituto d’imposta aveva cartelle esattoriali non pagate (debiti iscritti a ruolo), l’Agenzia delle Entrate bloccava automaticamente le compensazioni.

Prima della modifica normativa:

  • Presenza di ruoli aperti = divieto di compensazione
  • L’azienda doveva prima saldare le cartelle o rateizzarle
  • Solo dopo poteva compensare i crediti 730
  • Questo causava problemi di liquidità e ritardi nei rimborsi ai dipendenti

Dopo la modifica normativa:

  • Compensazione ammessa anche con ruoli aperti
  • Il sostituto d’imposta può recuperare subito i crediti 730
  • Nessun vincolo legato alla presenza di debiti iscritti a ruolo
  • Procedura semplificata e più veloce

Questa modifica si inserisce in un più ampio processo di semplificazione fiscale voluto dal legislatore per ridurre gli oneri amministrativi delle imprese e garantire tempi certi ai dipendenti per i rimborsi.

È importante sottolineare che questa possibilità riguarda esclusivamente i crediti derivanti dall’assistenza fiscale (modello 730), e non altri tipi di crediti fiscali che rimangono soggetti alle regole ordinarie di compensazione.

Ruoli Aperti: Cosa Sono le Cartelle Esattoriali

I ruoli sono gli elenchi di contribuenti che hanno debiti verso l’Amministrazione finanziaria. Quando un debito fiscale non viene pagato entro i termini previsti, viene iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) per il recupero.

Un ruolo diventa “aperto” quando:

  • Il contribuente ha ricevuto una cartella esattoriale
  • La cartella non è stata pagata integralmente
  • Non è stata attivata una rateizzazione in regola
  • Il debito è ancora esigibile (non prescritto né sospeso)

Esempi di ruoli aperti:

  • Cartella per Iva non versata ancora da saldare
  • Avviso di accertamento diventato definitivo e non pagato
  • Rate di rottamazione decadute e non saldate
  • Multe stradali non pagate

La presenza di ruoli aperti in passato comportava diverse conseguenze negative per le imprese:

  • Blocco delle compensazioni fiscali
  • Fermo amministrativo dei veicoli aziendali
  • Impossibilità di ottenere certificazioni di regolarità fiscale (DURF)
  • Rischio di ipoteche e pignoramenti

Con la nuova norma, almeno per quanto riguarda la compensazione dei crediti 730, questo vincolo viene meno, permettendo alle aziende di operare con maggiore flessibilità anche in presenza di debiti iscritti a ruolo in fase di definizione.

Vantaggi per le Aziende e i Dipendenti

Questa novità normativa porta vantaggi concreti sia per i sostituti d’imposta (aziende) sia per i dipendenti:

Vantaggi per le aziende:

  • Liquidità preservata: non servono anticipazioni lunghe
  • Semplificazione amministrativa: meno pratiche e adempimenti
  • Nessun vincolo legato a eventuali debiti pregressi
  • Gestione più fluida dei rimborsi ai dipendenti
  • Minori costi di consulenza per gestire le situazioni complesse

Vantaggi per i dipendenti:

  • Rimborsi certi e veloci entro i termini previsti
  • Nessun rischio di ritardi dovuti a situazioni debitorie dell’azienda
  • Maggiore fiducia nel sistema di assistenza fiscale
  • Trasparenza nella gestione del credito 730

Vantaggi per il sistema fiscale:

  • Riduzione del contenzioso con le imprese
  • Maggiore adesione al modello 730 precompilato
  • Semplificazione delle procedure di controllo
  • Incentivo all’utilizzo dei canali telematici

In pratica, questa modifica rimuove un ostacolo burocratico che penalizzava soprattutto le piccole e medie imprese, permettendo una gestione più efficiente delle relazioni fiscali tra datore di lavoro, dipendente e Amministrazione finanziaria.

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Domande Frequenti sui Crediti 730 e Compensazione F24

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I sostituti d’imposta possono sempre compensare i crediti 730 anche con ruoli aperti?

Sì, con la nuova norma i sostituti d’imposta possono compensare i crediti derivanti dall’assistenza fiscale (modello 730) tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti (cartelle esattoriali non saldate). Questa possibilità riguarda esclusivamente i crediti 730 dei dipendenti e non altri tipi di crediti fiscali.

Cosa succede se il sostituto d’imposta non compensa i crediti 730 dei dipendenti?

Se il sostituto d’imposta non effettua la compensazione e non rimborsa il credito 730 al dipendente, quest’ultimo può richiedere il rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, i tempi di erogazione saranno molto più lunghi (diversi mesi) rispetto al rimborso in busta paga. Il sostituto d’imposta è comunque tenuto per legge a rimborsare i crediti risultanti dal 730.

Ci sono limiti alla compensazione dei crediti 730 con ruoli aperti?

Non ci sono limiti specifici alla compensazione dei crediti 730 derivanti dall’assistenza fiscale. La norma consente espressamente questa operazione anche in presenza di debiti iscritti a ruolo. Rimangono invece i limiti ordinari per altre tipologie di compensazioni orizzontali (ad esempio il limite di 5.000 euro annui per alcune compensazioni).

Da quando è in vigore questa possibilità di compensazione?

La possibilità di compensare i crediti 730 dei dipendenti tramite F24 anche con ruoli aperti è entrata in vigore con le recenti modifiche normative finalizzate alla semplificazione fiscale. Si applica ai modelli 730 presentati a partire dall’anno d’imposta 2025 (dichiarazioni 2026). Le aziende possono quindi beneficiare di questa semplificazione già dalle prossime compensazioni.


La possibilità di compensare i crediti 730 dei dipendenti tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti rappresenta un importante passo avanti nella semplificazione fiscale per le imprese. Questa modifica normativa elimina un vincolo che in passato causava difficoltà operative e ritardi nei rimborsi.

Per i sostituti d’imposta significa maggiore flessibilità operativa e riduzione dei costi amministrativi. Per i dipendenti significa maggiore certezza nei tempi di erogazione dei rimborsi fiscali. Per il sistema fiscale nel suo complesso significa una procedura più snella ed efficiente.

Se la tua azienda deve gestire i rimborsi 730 dei dipendenti e hai dubbi sulle procedure di compensazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza e consulenza specializzata.


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Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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Sanzioni Dichiarazione Redditi Omessa o Tardiva 2026: Importi e Ravvedimento

Dichiarazione dei redditi 730

Indice dei contenuti

  1. Dichiarazione Omessa vs Tardiva: Differenze Fondamentali
  2. Sanzioni per Dichiarazione Omessa: Importi e Calcolo
  3. Sanzioni per Dichiarazione Tardiva: Scaglioni Temporali
  4. Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni
  5. Come Regolarizzare la Dichiarazione Omessa o Tardiva
  6. Scadenze Dichiarazioni 2026: Quando Presentare
  7. Casi Particolari e Situazioni Speciali

Non hai presentato la dichiarazione dei redditi nei tempi previsti? Hai dimenticato completamente di dichiararla? In questa guida completa scoprirai quali sono le sanzioni per dichiarazione dei redditi omessa o tardiva, come funziona il ravvedimento operoso e come regolarizzare la tua posizione fiscale riducendo le penalità. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase della procedura.

Dichiarazione Omessa vs Tardiva: Differenze Fondamentali

Prima di analizzare le sanzioni, è fondamentale comprendere la differenza tra dichiarazione omessa e tardiva:

  • Dichiarazione omessa: quando NON presenti la dichiarazione dei redditi entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria. Per il 730/2026 (scadenza 30 settembre), si considera omessa se non presentata entro il 29 dicembre 2026.
  • Dichiarazione tardiva: quando presenti la dichiarazione entro i 90 giorni successivi alla scadenza. Per il 730/2026, dal 1 ottobre al 29 dicembre 2026.

Questa distinzione è cruciale perché determina l’importo delle sanzioni e le modalità di regolarizzazione.

Sanzioni per Dichiarazione Omessa: Importi e Calcolo

La sanzione per dichiarazione omessa è la più severa prevista dal sistema fiscale italiano. Ecco i dettagli aggiornati al 2026:

Importo Minimo e Massimo

La sanzione va da un minimo di 250 euro a un massimo del 200% dell’imposta dovuta. Nello specifico:

  • Se risulta imposta dovuta: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta non versata
  • Se NON risulta imposta dovuta (es. hai solo redditi esenti o detrazioni sufficienti): sanzione fissa da 250 a 1.000 euro

Esempio Pratico di Calcolo

Supponiamo che tu abbia un’imposta dovuta di 2.000 euro e non hai presentato la dichiarazione:

ElementoImporto
Imposta dovuta2.000 €
Sanzione minima (120%)2.400 €
Sanzione massima (240%)4.800 €
Totale da pagare (minimo)4.400 €

L’Agenzia delle Entrate applica generalmente la sanzione minima del 120% in sede di accertamento.

Sanzioni per Dichiarazione Tardiva: Scaglioni Temporali

Se presenti la dichiarazione in ritardo ma entro 90 giorni dalla scadenza, le sanzioni sono più contenute e dipendono da quando regolarizzi:

Scaglioni Temporali 2026

Periodo di presentazioneSanzione
Entro 90 giorni dalla scadenzaDa 250 a 1.000 € (dichiarazione tardiva)
Oltre 90 giorni dalla scadenzaDal 120% al 240% imposta (dichiarazione omessa)

Esempio per il 730/2026:

  • Scadenza ordinaria: 30 settembre 2026
  • Dichiarazione tardiva: dal 1 ottobre al 29 dicembre 2026 → sanzione 250-1.000 €
  • Dichiarazione omessa: dal 30 dicembre 2026 in poi → sanzione 120-240% imposta

Presentare la dichiarazione entro i 90 giorni, anche in ritardo, ti permette di risparmiare migliaia di euro di sanzioni.

Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni

Il ravvedimento operoso è lo strumento che ti permette di regolarizzare spontaneamente la tua posizione fiscale pagando sanzioni ridotte. Ecco come funziona:

Tipologie di Ravvedimento

Tipo ravvedimentoQuando si applicaRiduzione sanzione
SprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno (max 1,4%)
BreveDal 15° al 30° giorno1,5% dell’imposta
IntermedioDal 31° al 90° giorno1,67% dell’imposta
LungoDal 91° giorno al termine per l’accertamento3,75% dell’imposta (1/8 del 120%)

Esempio Pratico di Ravvedimento

Supponiamo che tu abbia un’imposta dovuta di 3.000 euro e presenti la dichiarazione con 120 giorni di ritardo:

Senza ravvedimento:

  • Sanzione dichiarazione omessa: 3.000 × 120% = 3.600 euro
  • Totale: 3.000 + 3.600 = 6.600 euro

Con ravvedimento operoso (lungo):

  • Sanzione ridotta: 3.000 × 3,75% = 112,50 euro
  • Totale: 3.000 + 112,50 = 3.112,50 euro

Risparmio: 3.487,50 euro!

Il ravvedimento operoso include anche il pagamento degli interessi legali, calcolati al tasso annuo stabilito dal MEF (attualmente 2,5% per il 2026).

Come Regolarizzare la Dichiarazione Omessa o Tardiva

Se non hai presentato la dichiarazione dei redditi, ecco la procedura passo-passo per regolarizzare:

1. Verifica la Tua Situazione

Prima di procedere, controlla:

  • Quanto tempo è passato dalla scadenza originaria
  • Se hai redditi da dichiarare (CU, fatture, redditi esteri)
  • Se risulta imposta dovuta o a credito

2. Compila la Dichiarazione

Puoi presentare:

  • Modello 730: se sei lavoratore dipendente/pensionato e hai sostituto d’imposta
  • Modello Redditi PF: in tutti gli altri casi (partite IVA, redditi diversi, immobili all’estero)

Il CAF Centro Fiscale compila la dichiarazione per te verificando tutti i documenti.

3. Calcola Sanzioni e Interessi

Determina:

  • L’imposta dovuta
  • La sanzione applicabile (tardiva o omessa)
  • Gli interessi legali sui giorni di ritardo

4. Effettua il Pagamento

Paga con modello F24 utilizzando i codici tributo corretti:

Codice TributoDescrizione
4001Sanzione pecuniaria ravvedimento IRPEF
1989Interessi sul ravvedimento
4731Sanzione pecuniaria ravvedimento addizionale regionale
3800Sanzione pecuniaria ravvedimento addizionale comunale

5. Invia la Dichiarazione

Trasmetti la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate:

  • Tramite CAF (consigliato)
  • Tramite commercialista
  • Autonomamente con le credenziali SPID/CIE

Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: compilazione, calcolo sanzioni, invio telematico e assistenza in caso di controlli.

Scadenze Dichiarazioni 2026: Quando Presentare

Per evitare sanzioni, è fondamentale conoscere le scadenze ufficiali delle dichiarazioni 2026:

Modello 730/2026

ModalitàScadenza
730 tramite CAF/professionista30 settembre 2026
730 precompilato autonomo30 settembre 2026
730 tardivo (entro 90 gg)29 dicembre 2026

Modello Redditi PF 2026

ModalitàScadenza
Redditi PF telematico31 ottobre 2026
Redditi PF tardivo (entro 90 gg)29 gennaio 2027

Nota importante: Le scadenze possono slittare se cadono di sabato o festivo. Verifica sempre le date ufficiali sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Casi Particolari e Situazioni Speciali

730 Precompilato Non Inviato

Se hai consultato il 730 precompilato ma non l’hai inviato:

  • Se risulta imposta a debito → devi presentarlo e pagare sanzioni ridotte con ravvedimento
  • Se risulta imposta a credito → non sei obbligato, ma perdi il diritto al rimborso
  • Se hai solo redditi da pensione/lavoro dipendente esenti → potresti non essere obbligato

Regime Forfettario e Dichiarazione Omessa

Se sei in regime forfettario e non hai presentato il Modello Redditi:

  • Sanzione omessa: 120-240% dell’imposta sostitutiva dovuta
  • Possibile decadenza dal regime se l’omissione è reiterata
  • Ravvedimento operoso sempre possibile

Redditi Esteri e Quadro RW

Se hai dimenticato di dichiarare redditi esteri o compilare il Quadro RW (monitoraggio fiscale):

  • Sanzione omissione RW: dal 3% al 15% degli importi non dichiarati
  • Sanzione dichiarazione omessa: 120-240% imposta sui redditi esteri
  • Voluntary disclosure non più disponibile: solo ravvedimento ordinario

Successione e Dichiarazione dell’Erede

Se devi presentare la dichiarazione per un contribuente deceduto:

  • Gli eredi sono tenuti solidalmente alla presentazione
  • Scadenza: stessa del contribuente (es. 30 settembre per il 730)
  • Sanzioni ridotte se presentata entro 1 anno dal decesso

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Domande Frequenti sulle Sanzioni Dichiarazione Redditi

Cosa succede se non presento la dichiarazione dei redditi?

Se non presenti la dichiarazione dei redditi entro 90 giorni dalla scadenza, l’Agenzia delle Entrate considera la dichiarazione omessa e applica sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. Puoi comunque regolarizzare con il ravvedimento operoso pagando sanzioni ridotte al 3,75%.

Entro quanto tempo posso regolarizzare una dichiarazione omessa?

Puoi regolarizzare con ravvedimento operoso fino alla notifica dell’avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla scadenza della dichiarazione per notificare l’accertamento. Prima regolarizzi, meno paghi di sanzioni.

Quanto costa il ravvedimento operoso per dichiarazione tardiva?

Il costo dipende da quando regolarizzi. Se presenti la dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza paghi una sanzione fissa da 250 a 1.000 euro. Se la presenti dopo 90 giorni ma prima dell’accertamento, paghi il 3,75% dell’imposta dovuta (ravvedimento lungo) piu gli interessi legali.

Posso presentare il 730 in ritardo senza sanzioni?

No, non esistono deroghe alle scadenze fiscali. Se presenti il 730 in ritardo dovrai sempre pagare sanzioni, ma con il ravvedimento operoso puoi ridurle drasticamente. Se presenti entro 14 giorni paghi solo lo 0,1% per giorno, se entro 90 giorni paghi una sanzione fissa ridotta.

Il CAF puo aiutarmi a regolarizzare una dichiarazione omessa?

Si, il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella regolarizzazione: compila la dichiarazione omessa, calcola sanzioni e interessi, prepara il modello F24 per il pagamento e trasmette tutto telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp.


Hai Bisogno di Assistenza per Regolarizzare la Dichiarazione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a regolarizzare la dichiarazione dei redditi omessa o tardiva con il ravvedimento operoso. Calcoliamo le sanzioni, compiliamo il modello corretto e trasmettiamo tutto telematicamente.

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    Codice del Terzo Settore: Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Iscrizione al RUNTS

    Indice dei contenutiCos’è il RUNTS e perché è obbligatorio Regole per l’iscrizione al RUNTS Requisiti fiscali per gli ETS Conseguenze della mancata iscrizione Come adeguarsi: i passi da seguireL’Agenzia delle Entrate ha…
    Febbraio 22, 2026
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    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-22 08:22:122026-02-22 08:22:26Codice del Terzo Settore: Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Iscrizione al RUNTS

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Gennaio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-28 13:21:012026-05-31 10:10:14Sanzioni Dichiarazione Redditi Omessa o Tardiva 2026: Importi e Ravvedimento
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Documenti per 730 2023 anno 2022

    Modello 730

    Domande Frequenti sul 730 Quando conviene fare il 730 al CAF invece che da solo? Il CAF conviene sempre: verifichiamo le detrazioni mancanti nel precompilato, controlliamo errori e applichiamo il visto di conformita che riduce il rischio di controlli. Quali spese posso detrarre nel 730? Puoi detrarre spese mediche, interessi mutuo, spese scolastiche e universitarie, […]

    Continua a leggere
    Marzo 16, 2023/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/BOX-730.png 788 940 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2023-03-16 09:56:582026-02-25 05:24:42Documenti per 730 2023 anno 2022
    CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

    Modello 730 2021: Ecco le novità

    Domande Frequenti sul 730 Quando conviene fare il 730 al CAF invece che da solo? Il CAF conviene sempre: verifichiamo le detrazioni mancanti nel precompilato, controlliamo errori e applichiamo il visto di conformita che riduce il rischio di controlli. Quali spese posso detrarre nel 730? Puoi detrarre spese mediche, interessi mutuo, spese scolastiche e universitarie, […]

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    Marzo 5, 2021/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2021/03/Modello-730-scaled.jpg 1920 2560 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2021-03-05 17:55:102026-02-25 05:37:14Modello 730 2021: Ecco le novità
    CAF

    Ristrutturazioni edilizie: detrazione Irpef aumenta al 50%

    Scriviamo questo articolo per ricordare ai nostri clienti che  dal 1° gennaio 2012  la detrazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie non ha più scadenza.L’agevolazione, introdotta fin dal 1998 e prorogata più volte, è stata resa permanente dal decreto legge n. 201/2011 (art. 4) che ha previsto il suo inserimento tra gli oneri detraibili ai fini Irpef.In particolare, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 (data di entrata in vigore del citato decreto) al 30 giugno 2013, la detrazione Irpef aumenta al 50% e raddoppia il limite massimo di spesa (96.000 euro per unità immobiliare).Le novità riguardanti questo decreto (legge n. 83 del 2012),  le possiamo riassumere in questo modo:
    • l’abolizione dell’obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara
    • la riduzione della percentuale (dal 10 al 4%) della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare
    • l’eliminazione dell’obbligo di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori
    • la facoltà riconosciuta al venditore, nel caso in cui l’unità immobiliare sulla quale sono stati eseguiti i lavori sia ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo di godimento della detrazione, di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile
    • l’obbligo per tutti i contribuenti di ripartire l’importo detraibile in 10 quote annuali;  dal 2012 non è più prevista per i contribuenti di 75 e 80 anni la possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali
    • l’estensione dell’agevolazione agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.
     Concludendo possiamo sintetizzare le nuove normative, con attenzione alle date in cui hanno efficacia:Periodo d’imposta 2012
    • detrazione del 36% per le spese sostenute fino al 25 giugno 2012, per un ammontare massimo di 48.000 euro
    • detrazione del 50% per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al termine del periodo d’imposta, per un ammontare massimo di 96.000 euro, al netto delle spese già sostenute alla predetta data, comunque nei limiti di 48.000 euro, per le quali resta ferma la detrazione del 36%
    Periodo d’imposta 2013
    • detrazione del 50% per le spese sostenute dall’inizio del periodo d’imposta fino al 30 giugno 2013,  per un ammontare massimo di 96.000 euro,  tenendo conto – in caso di mera prosecuzione dei lavori – delle spese sostenute negli anni precedenti
    • detrazione del 36% per le spese sostenute dal 1° luglio 2013, per un ammontare massimo di 48.000 euro.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sui Bonus

    Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere?

    I bonus disponibili dipendono dalla tua situazione economica (ISEE), composizione familiare e tipo di spesa. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione e individua tutte le agevolazioni spettanti.

    Quali documenti servono per richiedere i bonus?

    Generalmente servono: ISEE in corso di validita, documento d’identita, codice fiscale e documentazione specifica. Il nostro CAF ti indica esattamente cosa portare.

    Posso richiedere piu bonus contemporaneamente?

    Si, molti bonus sono cumulabili. Ad esempio puoi avere Assegno Unico, Bonus Nido e detrazioni per spese scolastiche. Il CAF verifica la compatibilita tra le diverse agevolazioni.

    Approfondimenti

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    Marzo 4, 2013/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2013/10/article_20120718162809000000-620x350.jpg 350 620 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2013-03-04 23:49:332026-05-31 18:34:13Ristrutturazioni edilizie: detrazione Irpef aumenta al 50%
    CAF

    Quali farmaci puoi detrarre nella tua dichiarazione dei redditi?

    SPESE PER L’ACQUISTO DI FARMACI
    Condizioni per la detraibilità
    Le spese per l’acquisto di farmaci sono quelle relative a:
    • specialità medicinali
    • farmaci
    • medicinali omeopatici
    CONDIZIONI PER LA DETRAIBILITA’
    I prodotti sopra descritti devono essere acquistati presso le farmacie, le sole autorizzate alla vendita
    dei medicinali (Circolare n. 24/E del 10.06.2004).
    Fanno eccezione a questa regola i farmaci da banco e quelli da automedicazione che, a seguito del
    D.L. 223/2006, possono essere commercializzati presso supermercati e tutti gli altri esercizi
    commerciali (esclusi gli alimentari).
    Le spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2008 sono
    detraibili (o deducibili) se la spesa risulta certificata da fattura o da scontrino fiscale (c.d.
    “scontrino parlante”) in cui risultino specificati:
    • la natura
    • la qualità
    • la quantità dei prodotti acquistati
    • codice fiscale del destinatario (Circolare n. 18/E del 21.04.2009)
    Indicazioni richieste nei documenti di certificazioni (fattura o scontrino fiscale) – Chiarimenti:
    • natura del prodotto acquistato: per escludere la detraibilità di prodotti attinenti ad altre categorie merceologiche disponibili in farmacia è sufficiente l’indicazione generica di “farmaco” o “medicinale” o altre sigle e terminologie chiaramente riferibili ai farmaci quali “OTC”, “SOP”, “Omeopatico”, “Ticket” e abbreviazioni quali “med” e “f.co”
    • qualità: tenendo conto delle indicazioni fornite dal Garante della privacy, lo scontrino non dovrà più riportare in modo specifico la denominazione commerciale dei medicinali acquistati; in luogo di questa, è necessario indicare il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC). Anche per i medicinali omeopatici è necessaria l’indicazione del numero identificativo della qualità del prodotto (Circolare n. 21/E del 23.04.2010)
    • Preparazioni galeniche (medicinali preparati in farmacia): anche per l’acquisto di tali prodotti è necessario che la spesa sostenuta risulti certificata con documenti contenenti l’indicazione della natura (“farmaco” o “medicinale”), qualità (in questo caso “preparazione galenica”), quantità e codice fiscale del destinatario.
    Se per tali medicinali la farmacia incontra difficoltà nell’emettere scontrini fiscali parlanti è
    necessario ricorrere all’emissione della fattura (Risoluzione n. 218/E del 12.08.2009)

    Domande Frequenti sulle Spese Mediche

    Quali spese mediche posso detrarre nel 730?

    Puoi detrarre il 19% delle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro. Sono inclusi: visite mediche, farmaci, dispositivi medici, analisi, interventi chirurgici, protesi e cure dentistiche.

    Come devo pagare le spese mediche per detrarle?

    Le spese mediche devono essere pagate con metodi tracciabili (bancomat, carta, bonifico). Fanno eccezione farmaci e dispositivi medici, che si possono pagare anche in contanti.

    Dove trovo le spese mediche per il 730 precompilato?

    Le spese mediche sono gia inserite nel 730 precompilato grazie al Sistema Tessera Sanitaria. Il CAF Centro Fiscale verifica che siano corrette e complete.

    Posso detrarre le spese mediche dei familiari a carico?

    Si, puoi detrarre le spese mediche sostenute per familiari fiscalmente a carico (reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro, o 4.000 euro per figli sotto 24 anni).

    Approfondimenti sulle Detrazioni Fiscali

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    Febbraio 4, 2013/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2013/10/farmaci.jpg 301 450 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2013-02-04 23:47:092026-02-25 06:12:43Quali farmaci puoi detrarre nella tua dichiarazione dei redditi?
    CAF

    Quali dispositivi medici puoi detrarre nella tua dichiarazione dei redditi?

    Condizioni per la detraibilità ed elenco dei dispositivi di uso più comuneNozione di dispositivi medici: sono dispositivi medici i prodotti, le apparecchiature e le strumentazioni che rientrano nella definizione di “dispositivo medico” contenuta negli articoli 1, comma 2, dei tre decreti legislativi di settore (decreti legislativi n. 507/92 – n. 46/97 – n. 332/00), e che sono dichiarati conformi, con dichiarazione/certificazione di conformità, in base a dette normative ed ai loro allegati e, perciò, vengono marcati “CE” dal fabbricante in base alle direttive europee di settore. CONDIZIONI PER LA DETRAIBILITA’Dal punto di vista fiscale, fermo restando che la generica dicitura “dispositivo medico” sullo scontrino fiscale NON consente la detrazione della relativa spesa.Si precisa che per i dispositivi medici il contribuente ha diritto alla detrazione qualora: • dallo scontrino o dalla fattura appositamente richiesta risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione (non il codice alfanumerico) del dispositivo medico; • è in grado di comprovare per ciascuna tipologia di prodotto per il quale si chiede la detrazione che la spesa sia stata sostenuta per dispositivi medici contrassegnati dalla marcatura CE che ne attesti la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE (Circolare n. 20/E del 13.05.2011) ELENCO DISPOSITIVI DI USO PIU’ COMUNEPremesso che non esiste un elenco dei dispositivi medici detraibili che si possa consultare, per agevolare l’individuazione dei prodotti che danno diritto alla detrazione, il Ministero della salute ha fornito un elenco non esaustivo dei Dispositivi Medici (MD) e dei Dispositivi Medico Diagnostici in Vitro (IVD), rappresentativo delle categorie di dispositivi medici di uso più comune (Allegato alla Circolare n. 20/E del 13.05.2011).Per i dispositivi medici compresi nell’elenco il contribuente non ha necessità di verificare che il dispositivo stesso risulti nella categoria di prodotti che rientrano nella definizione di dispositivi medici detraibili ed è, quindi, sufficiente conservare (per ciascuna tipologia di prodotto) la sola documentazione dalla quale risulti che il prodotto acquistato ha la marcatura CE. (Circolare n. 20/E del 13.05.2011)1) Esempi di Dispositivi Medici (MD) secondo il decreto legislativo n. 46 del 1997
    • lenti oftalmiche correttive dei difetti visivi
    • montature per lenti correttive dei difetti visivi
    • occhiali premontati per presbiopia
    • apparecchi acustici
    • cerotti, bende, garze e medicazioni avanzate
    • siringhe
    • termometri
    • apparecchi per aerosol
    • apparecchi per la misurazione della pressione arteriosa
    • penna pungidito e lancette per il per il prelievo di sangue capillare ai fini della misurazione della glicemia
    • pannoloni per incontinenza
    • prodotti ortopedici (ad es. tutori, ginocchiere, cavigliere, stampelle e ausili per la deambulazione in generale, ecc…)
    • ausili per disabili (ad es. cateteri, sacche per urine, padelle, ecc…)
    • lenti a contatto
    • soluzioni per lenti a contatto
    • prodotti per dentiere (ad es. creme adesive, compresse disinfettanti, ecc…)
    • materassi ortopedici e materassi antidecubito
    2) Esempi di Dispositivi Medico Diagnostici in Vitro (IVD) secondo il decreto legislativo n. 332 del 2000
    • contenitori campioni (urine, feci)
    • test di gravidanza
    • test di ovulazione
    • test menopausa
    • strisce/strumenti per la determinazione del glucosio
    • strisce/strumenti per la determinazione del colesterolo totale, HDL e LDL
    • strisce/strumenti per la determinazione dei trigliceridi
    • test autodiagnosi prostata PSA
    • test autodiagnosi per la determinazione del tempo di protrombina (INR)
    • test per la rilevazione di sangue occulto nelle feci
    • test autodiagnosi per la celiachia

    Domande Frequenti sulle Spese Mediche

    Quali spese mediche posso detrarre nel 730?

    Puoi detrarre il 19% delle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro. Sono inclusi: visite mediche, farmaci, dispositivi medici, analisi, interventi chirurgici, protesi e cure dentistiche.

    Come devo pagare le spese mediche per detrarle?

    Le spese mediche devono essere pagate con metodi tracciabili (bancomat, carta, bonifico). Fanno eccezione farmaci e dispositivi medici, che si possono pagare anche in contanti.

    Dove trovo le spese mediche per il 730 precompilato?

    Le spese mediche sono gia inserite nel 730 precompilato grazie al Sistema Tessera Sanitaria. Il CAF Centro Fiscale verifica che siano corrette e complete.

    Posso detrarre le spese mediche dei familiari a carico?

    Si, puoi detrarre le spese mediche sostenute per familiari fiscalmente a carico (reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro, o 4.000 euro per figli sotto 24 anni).

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    Gennaio 29, 2013/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2013/04/contrib_155477.jpg 265 459 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2013-01-29 19:13:582026-02-25 06:13:21Quali dispositivi medici puoi detrarre nella tua dichiarazione dei redditi?
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