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Detrazioni Spese Universitarie 730/2026: Guida Completa ai Nuovi Importi per Universita Non Statali

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Le detrazioni spese universitarie 730 rappresentano un’importante agevolazione fiscale per le famiglie italiane che sostengono i costi dell’istruzione universitaria dei propri figli o per gli studenti lavoratori che si pagano gli studi. Con la pubblicazione del Decreto MUR 30 dicembre 2025 nella Gazzetta Ufficiale del 27 marzo 2026, sono stati definiti i nuovi importi massimi detraibili per le universita non statali nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025).

La detrazione fiscale riconosciuta e pari al 19% delle spese sostenute, con un meccanismo differente tra atenei pubblici e privati. Mentre per le universita statali non esistono limiti di spesa, per le universita non statali (private e telematiche) si applicano tetti massimi stabiliti annualmente dal Ministero dell’Universita e della Ricerca, differenziati per area disciplinare e zona geografica in cui ha sede l’ateneo.

Quest’anno il decreto ha introdotto alcune novita significative: sono stati aumentati gli importi per l’area sanitaria, ridotti quelli per l’area medica e rimodulati quelli per l’area umanistico-sociale. Vediamo nel dettaglio come funzionano le detrazioni spese universitarie 730 2026, quali sono i nuovi importi e come indicare correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi.

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Normativa di Riferimento per le Detrazioni Spese Universitarie

La possibilita di detrarre le spese universitarie nella dichiarazione dei redditi trova il suo fondamento normativo nell’articolo 15, comma 1, lettera e) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi – DPR 917/1986). Questa norma prevede la detrazione del 19% delle spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso universita statali e non statali.

Per le universita non statali, pero, il legislatore ha previsto un meccanismo di contenimento: la detrazione non puo superare quella che spetterebbe per la frequenza di corsi analoghi presso l’universita statale piu vicina. Ogni anno il Ministero dell’Universita e della Ricerca (MUR) pubblica un decreto che stabilisce gli importi massimi detraibili, tenendo conto dei costi medi delle universita pubbliche.

Per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), il riferimento normativo e il Decreto MUR n. 1126 del 30 dicembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026. Questo decreto sostituisce il precedente DM 1924/2024 e introduce alcune modifiche agli importi detraibili.

E importante sottolineare che la detrazione spetta per intero ai contribuenti con un reddito complessivo fino a 120.000 euro. Oltre questa soglia, il beneficio decresce progressivamente fino ad azzerarsi completamente al raggiungimento dei 240.000 euro di reddito.

Cosa Prevede il Decreto MUR 2026

Il Decreto MUR 30 dicembre 2025 ha individuato gli importi massimi delle detrazioni spese universitarie 730 per il periodo d’imposta 2025, applicando una distinzione basata su due criteri fondamentali. Il primo criterio riguarda l’area disciplinare di afferenza del corso di studi, distinguendo tra area medica, sanitaria, scientifico-tecnologica e umanistico-sociale. Il secondo criterio considera la zona geografica in cui ha sede l’ateneo, suddividendo il territorio nazionale in Nord, Centro, Sud e Isole.

Rispetto all’anno precedente, il decreto 2026 ha introdotto alcune modifiche significative agli importi. Gli importi per i corsi dell’area sanitaria sono stati aumentati, riconoscendo i maggiori costi effettivi di questi percorsi formativi. Al contrario, gli importi per l’area medica sono stati ridotti, mentre quelli per l’area umanistico-sociale sono stati rimodulati. L’area scientifico-tecnologica e rimasta sostanzialmente invariata.

Importi Massimi Detraibili 2026: Tabella Completa per Area e Zona Geografica

Ecco la tabella completa degli importi massimi detraibili per le spese universitarie delle universita non statali nell’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), come stabilito dal Decreto MUR 30 dicembre 2025.

Corsi di Laurea, Laurea Magistrale e Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Area DisciplinareNordCentroSud e Isole
Medica3.600 €2.900 €2.650 €
Sanitaria4.100 €3.100 €3.050 €
Scientifico-tecnologica3.700 €2.900 €2.600 €
Umanistico-sociale3.200 €2.750 €2.550 €

Corsi Post-Laurea (Dottorato, Specializzazione, Master I e II livello)

Zona GeograficaImporto Massimo Detraibile
Nord4.100 €
Centro3.100 €
Sud e Isole3.050 €

A questi importi va aggiunta la tassa regionale per il diritto allo studio (prevista dall’art. 3 della Legge 549/1995), che puo essere portata in detrazione anche oltre i limiti tabellari sopra indicati.

Suddivisione delle Zone Geografiche

Per determinare quale importo massimo applicare, e necessario verificare in quale zona geografica ha sede l’universita frequentata. Attenzione: cio che conta e la sede dell’ateneo, non la residenza dello studente.

  • NORD: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna.
  • CENTRO: Toscana, Umbria, Marche, Lazio.
  • SUD E ISOLE: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

Ad esempio, uno studente residente a Udine che frequenta un’universita privata a Milano rientrera negli importi previsti per il Nord. Viceversa, uno studente milanese che frequenta un ateneo privato a Roma applichera i limiti del Centro.

Classificazione delle Aree Disciplinari

L’area disciplinare viene determinata in base al corso di laurea frequentato, seguendo la classificazione ministeriale:

  • Area Medica: Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Medicina Veterinaria.
  • Area Sanitaria: Professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche, Professioni sanitarie della riabilitazione, Professioni sanitarie tecniche, Professioni sanitarie della prevenzione, Farmacia, Scienze della nutrizione.
  • Area Scientifico-tecnologica: Ingegneria, Architettura, Fisica, Matematica, Chimica, Biologia, Scienze naturali, Informatica, Agraria.
  • Area Umanistico-sociale: Giurisprudenza, Economia, Scienze politiche, Lettere, Filosofia, Psicologia, Scienze della formazione, Scienze della comunicazione, Lingue, Sociologia.

Quali Spese Universitarie Sono Detraibili nel 730

Non tutte le spese sostenute per l’universita possono essere portate in detrazione. Le detrazioni spese universitarie 730 riguardano esclusivamente alcune tipologie di costi strettamente legati alla frequenza dei corsi.

Le spese ammesse in detrazione comprendono:

  • Tasse di iscrizione e immatricolazione all’universita
  • Contributi universitari annuali o semestrali
  • Tassa regionale per il diritto allo studio (oltre i limiti tabellari)
  • Soprattasse per esami di profitto e di laurea
  • Tasse per il rilascio della laurea
  • Spese per test di ammissione ai corsi di laurea
  • Contributi per la partecipazione a TFA (Tirocinio Formativo Attivo)
  • Spese per corsi singoli universitari
  • Tasse per corsi di perfezionamento post-laurea

Per le universita telematiche riconosciute dal MIUR, si applicano le stesse regole delle universita non statali tradizionali, con gli stessi limiti di detraibilita stabiliti dal decreto MUR.

Spese NON Detraibili

E importante sapere che molte spese comunemente sostenute dagli studenti universitari non rientrano tra quelle detraibili. Ecco l’elenco delle spese escluse dalla detrazione:

  • Alloggio e affitto della stanza o dell’appartamento per studenti fuori sede (che tuttavia puo beneficiare di una detrazione specifica separata)
  • Spese di vitto e mensa universitaria
  • Trasporti e viaggi per raggiungere la sede universitaria
  • Libri di testo e materiale didattico
  • Cancelleria e materiale di consumo
  • Computer, tablet e dispositivi elettronici
  • Abbonamenti a riviste scientifiche o banche dati
  • Spese per fotocopie e stampe
  • Corsi di lingua non universitari
  • Attivita sportive universitarie

Per gli studenti fuori sede, ricordiamo che le spese di affitto possono beneficiare di una detrazione separata del 19% su un importo massimo di 2.633 euro, a condizione che l’universita disti almeno 100 km dal comune di residenza e sia situata in una provincia diversa.

Come Indicare le Detrazioni Spese Universitarie nel 730/2026

La corretta indicazione delle detrazioni spese universitarie 730 richiede attenzione nella compilazione del modello. Le spese vanno inserite nel Quadro E – Oneri e spese, utilizzando i righi da E8 a E10 dedicati alle “Altre spese”.

Il codice spesa da utilizzare e il 13, che identifica specificamente le spese per istruzione universitaria. Per ogni spesa sostenuta, occorre indicare l’importo effettivamente pagato, che sara poi confrontato con i limiti massimi detraibili.

Ecco come procedere nella compilazione:

  1. Identificare il rigo corretto: utilizzare i righi E8, E9 o E10 del Quadro E
  2. Inserire il codice spesa 13 nella prima colonna del rigo
  3. Indicare l’importo sostenuto nella seconda colonna
  4. Se le spese superano il limite massimo detraibile, il CAF o il software di compilazione applichera automaticamente il tetto previsto dal decreto MUR

Nel caso di piu figli a carico che frequentano l’universita, le spese vanno indicate separatamente per ciascun figlio, sempre con codice 13. Se i righi E8-E10 non sono sufficienti, si possono utilizzare anche i righi da E8 a E12 con il medesimo codice.

Detrazione nel 730 Precompilato

Se utilizzi il 730 precompilato, molte spese universitarie potrebbero gia essere presenti grazie alla trasmissione dei dati da parte degli atenei all’Agenzia delle Entrate. E comunque fondamentale verificare la correttezza degli importi e, se necessario, integrarli o modificarli.

Le universita, infatti, comunicano all’Anagrafe Tributaria i dati relativi alle tasse di iscrizione pagate dagli studenti. Tuttavia, potrebbero mancare alcune voci come i test di ammissione o i contributi per esami. In questi casi, e necessario aggiungere manualmente gli importi mancanti.

Tracciabilita dei Pagamenti: Requisito Fondamentale

A partire dal 2020, per beneficiare delle detrazioni spese universitarie 730 e obbligatorio che i pagamenti siano effettuati con strumenti tracciabili. Questa regola, introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, si applica a tutte le detrazioni del 19%, comprese quelle per le spese di istruzione.

I metodi di pagamento ammessi sono:

  • Bonifico bancario o postale
  • Carta di credito o carta di debito
  • Carta prepagata
  • Assegno bancario o circolare
  • PagoPA (sistema preferito dalle universita)
  • MAV (Pagamento Mediante Avviso)
  • Bollettino postale

Il pagamento in contanti NON e ammesso e comporta la perdita del diritto alla detrazione, anche se la spesa e documentata da regolare ricevuta.

Molte universita utilizzano il sistema PagoPA per la riscossione delle tasse, che garantisce automaticamente la tracciabilita del pagamento e genera una ricevuta valida ai fini fiscali. Conservare sempre la ricevuta del pagamento PagoPA insieme all’attestazione dell’universita.

Documentazione Necessaria per le Detrazioni Spese Universitarie

Per poter beneficiare delle detrazioni spese universitarie 730, e fondamentale conservare tutta la documentazione che attesta le spese sostenute. Il contribuente non deve allegare i documenti alla dichiarazione dei redditi, ma deve conservarli per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate per un periodo di 5 anni dalla presentazione del 730.

La documentazione da conservare comprende:

  • Ricevute di pagamento delle tasse universitarie (bollettini, MAV, ricevute PagoPA)
  • Estratto conto bancario o della carta che attesti il pagamento tracciabile
  • Attestazione dell’universita che certifichi l’iscrizione e gli importi versati
  • Certificazione delle spese rilasciata dall’ateneo (spesso disponibile nell’area riservata dello studente)
  • Ricevuta del test di ammissione se sostenuto a pagamento
  • Documentazione comprovante il grado di parentela per spese sostenute per familiari a carico (stato di famiglia, certificati)

Molte universita mettono a disposizione degli studenti, nella propria area riservata online, un documento riepilogativo delle spese sostenute nell’anno, utile ai fini della dichiarazione dei redditi. E consigliabile scaricare e conservare questo documento.

Esempi Pratici di Calcolo delle Detrazioni Universitarie

Per comprendere meglio come funzionano le detrazioni spese universitarie 730, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo basati sugli importi del decreto MUR 2026.

Esempio 1: Studente di Medicina a Milano (Nord)

Marco frequenta il corso di Medicina e Chirurgia presso un’universita privata di Milano. Nell’anno 2025 ha sostenuto le seguenti spese:

  • Tasse di iscrizione: 12.500 €
  • Tassa regionale diritto allo studio: 140 €
  • Test di ammissione: 100 €

Calcolo della detrazione:

L’area disciplinare e Medica e la zona geografica e Nord. Il limite massimo detraibile e quindi 3.600 € per le tasse universitarie.

  • Spese universitarie detraibili: 3.600 € (anche se Marco ha pagato 12.600 €, si applica il tetto)
  • Tassa regionale: 140 € (detraibile oltre il limite)
  • Totale base di calcolo: 3.740 €
  • Detrazione 19%: 710,60 €

Marco potra recuperare 710,60 € nella dichiarazione dei redditi.

Esempio 2: Studente di Giurisprudenza a Roma (Centro)

Giulia frequenta Giurisprudenza presso un’universita privata di Roma. Nel 2025 ha pagato:

  • Tasse di iscrizione annuali: 6.800 €
  • Tassa regionale: 140 €

Calcolo della detrazione:

L’area disciplinare e Umanistico-sociale e la zona e Centro. Il limite massimo e 2.750 €.

  • Spese universitarie detraibili: 2.750 € (tetto applicato)
  • Tassa regionale: 140 €
  • Totale base di calcolo: 2.890 €
  • Detrazione 19%: 549,10 €

Giulia recuperera 549,10 € con il 730.

Esempio 3: Studente di Ingegneria a Napoli (Sud)

Luca frequenta Ingegneria Informatica presso un ateneo privato di Napoli. Spese 2025:

  • Tasse universitarie: 4.200 €
  • Tassa regionale: 140 €

Calcolo della detrazione:

L’area e Scientifico-tecnologica, zona Sud e Isole. Limite: 2.600 €.

  • Spese detraibili: 2.600 € (tetto applicato)
  • Tassa regionale: 140 €
  • Totale: 2.740 €
  • Detrazione 19%: 520,60 €

Esempio 4: Master in universita del Nord

Francesca frequenta un Master di II livello presso un’universita privata di Torino. Ha pagato 8.000 € di tasse.

Calcolo:

Per i corsi post-laurea al Nord, il limite e 4.100 €.

  • Spese detraibili: 4.100 €
  • Tassa regionale: 140 €
  • Totale: 4.240 €
  • Detrazione 19%: 805,60 €

La detrazione massima teorica per un corso post-laurea al Nord e quindi di circa 805 euro.

Detrazioni Spese Universitarie per Familiari a Carico

Le detrazioni spese universitarie 730 possono essere fruite non solo dallo studente stesso, ma anche dai genitori o da altri familiari che sostengono le spese per un figlio o parente fiscalmente a carico.

Un familiare e considerato a carico quando possiede un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili). Per i figli fino a 24 anni, il limite di reddito sale a 4.000 euro.

Se le spese sono sostenute per un figlio a carico di entrambi i genitori, la detrazione spetta nella misura del 50% a ciascun genitore. In alternativa, i genitori possono decidere di attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito piu alto, per ottimizzare il risparmio fiscale.

Nel caso in cui il figlio non sia piu a carico (perche ha superato i limiti di reddito), la detrazione spetta direttamente allo studente, che dovra indicare le spese nel proprio 730 o Modello Redditi PF.

E importante notare che la detrazione compete a chi ha effettivamente sostenuto la spesa. Se un genitore paga le tasse universitarie del figlio a carico, sara il genitore a beneficiare della detrazione, indicando le spese nel proprio 730.

Ripartizione della Detrazione tra Genitori

Quando entrambi i genitori sostengono le spese universitarie del figlio a carico, la detrazione puo essere ripartita secondo diverse modalita:

Opzione 1 – Ripartizione al 50%: Ciascun genitore detrae il 50% delle spese sostenute complessivamente. Questa e la modalita standard.

Opzione 2 – Attribuzione al 100% a un genitore: L’intera detrazione viene attribuita al genitore che ha effettivamente sostenuto la spesa o che ha il reddito piu elevato. Questa opzione e conveniente quando un genitore ha reddito basso o incapiente (cioe non ha sufficiente IRPEF da cui detrarre).

Opzione 3 – Ripartizione proporzionale: Le spese vengono ripartite in proporzione a quanto effettivamente pagato da ciascun genitore.

La scelta deve essere coerente con la documentazione di pagamento e deve essere annotata nella dichiarazione dei redditi.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulle Detrazioni Spese Universitarie

Qual e l’importo massimo detraibile per le spese universitarie nel 730/2026?

L’importo massimo detraibile varia in base all’area disciplinare e alla zona geografica dell’universita. Il valore piu alto e di 4.100 euro per i corsi dell’area sanitaria al Nord e per i corsi post-laurea (master, dottorato) sempre al Nord. Il valore piu basso e di 2.550 euro per i corsi umanistico-sociali al Sud e Isole. A questi importi si aggiunge sempre la tassa regionale per il diritto allo studio.

Le spese per le universita telematiche sono detraibili?

Si, le spese per le universita telematiche riconosciute dal MIUR sono detraibili al 19% con gli stessi limiti previsti per le universita non statali tradizionali. E necessario verificare che l’ateneo telematico sia regolarmente accreditato presso il Ministero dell’Universita e della Ricerca.

Posso detrarre le spese universitarie se pago in contanti?

No, dal 2020 e obbligatorio utilizzare strumenti di pagamento tracciabili (bonifico, carta di credito/debito, PagoPA, MAV) per beneficiare della detrazione del 19%. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione, anche se documentati da regolare ricevuta.

Le spese per l’affitto dello studente fuori sede sono detraibili insieme alle tasse universitarie?

Le spese di affitto per studenti fuori sede beneficiano di una detrazione separata, diversa da quella per le tasse universitarie. La detrazione per l’affitto e pari al 19% su un importo massimo di 2.633 euro annui, a condizione che l’universita disti almeno 100 km dal comune di residenza e sia in una provincia diversa.

Chi puo detrarre le spese universitarie: lo studente o i genitori?

Se lo studente e fiscalmente a carico dei genitori (reddito sotto i 2.840,51 euro, o 4.000 euro per under 24), la detrazione spetta ai genitori che sostengono la spesa, nella misura del 50% ciascuno o al 100% a un solo genitore. Se lo studente non e piu a carico, detrae direttamente le spese nel proprio 730.

Come faccio a sapere in quale area disciplinare rientra il mio corso di laurea?

L’area disciplinare e determinata dalla classificazione ministeriale del corso di laurea. Area Medica: Medicina, Odontoiatria, Veterinaria. Area Sanitaria: Professioni sanitarie, Farmacia. Area Scientifico-tecnologica: Ingegneria, Architettura, Scienze. Area Umanistico-sociale: Giurisprudenza, Economia, Lettere, Psicologia. In caso di dubbio, il CAF puo verificare la corretta classificazione.

Qual e la scadenza per presentare il 730/2026 con le detrazioni universitarie?

Il modello 730/2026 deve essere presentato entro il 30 settembre 2026. In alternativa, e possibile presentare il Modello Redditi Persone Fisiche entro il 31 ottobre 2026. E consigliabile non attendere l’ultimo momento per avere tempo di raccogliere tutta la documentazione necessaria.

Conclusione: Affidati al CAF Centro Fiscale per le Detrazioni Universitarie

Le detrazioni spese universitarie 730 rappresentano un’opportunita concreta di risparmio fiscale per le famiglie che investono nell’istruzione dei propri figli. Con gli importi aggiornati dal Decreto MUR 2026, e possibile recuperare fino a 805 euro per i corsi post-laurea al Nord e importi variabili per i corsi di laurea, a seconda dell’area disciplinare e della zona geografica.

La corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, l’individuazione del limite massimo applicabile e la verifica della documentazione richiedono competenza e attenzione. Un errore nella compilazione potrebbe comportare la perdita del beneficio fiscale o, peggio, contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Hai bisogno di assistenza per le detrazioni spese universitarie nel tuo 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori verificano la documentazione, calcolano l’importo corretto della detrazione e compilano il modello 730 garantendo il massimo risparmio fiscale.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

Aprile 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-09 14:14:552026-05-31 10:10:40Detrazioni Spese Universitarie 730/2026: Guida Completa ai Nuovi Importi per Universita Non Statali
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Detrazioni Figli a Carico 2026: Importo, Requisiti e Cumulabilità con Assegno Unico

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Le detrazioni per figli a carico rappresentano uno strumento fiscale fondamentale per le famiglie italiane, ma dal 2022 hanno subito modifiche profonde con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale. Molti genitori si chiedono: quali detrazioni spettano ancora? Come si cumulano con l’Assegno Unico? Quali sono i requisiti per considerare un figlio a carico?

La risposta non è sempre immediata. Con l’entrata in vigore dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni fiscali per figli under 21 sono state eliminate e sostituite dal nuovo sostegno economico mensile. Tuttavia, le detrazioni per figli over 21 continuano a spettare, e ci sono situazioni particolari che richiedono attenzione.

In questa guida completa analizziamo tutto quello che c’è da sapere sulle detrazioni figli a carico 2026: dagli importi spettanti ai requisiti di età e reddito, dalla compatibilità con l’Assegno Unico alla compilazione del modello 730/2026, con esempi pratici e calcoli dettagliati. Scopriremo quando e quanto puoi detrarre, come ripartire la detrazione tra genitori e quali documenti servono.

Se hai dubbi sulla tua situazione specifica o necessiti di assistenza per la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza gratuita personalizzata per ottimizzare le detrazioni fiscali della tua famiglia.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono le Detrazioni per Figli a Carico
  2. Requisiti per Considerare un Figlio Fiscalmente a Carico
  3. Importi Detrazioni Figli a Carico 2026
  4. Cumulabilità Detrazioni e Assegno Unico Universale
  5. Come Richiedere le Detrazioni nel 730/2026
  6. Casi Particolari e Situazioni Complesse
  7. Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati
  8. Domande Frequenti (FAQ)

Cosa Sono le Detrazioni per Figli a Carico

Le detrazioni per figli a carico sono sconti fiscali che riducono l’imposta IRPEF da pagare. Non si tratta di rimborsi in denaro, ma di riduzioni dell’imposta dovuta. Funzionano così: dopo aver calcolato l’IRPEF lorda in base al tuo reddito, puoi sottrarre l’importo della detrazione, pagando meno tasse.

Esempio semplice: Se la tua IRPEF lorda è di 5.000 euro e hai diritto a 950 euro di detrazioni per un figlio a carico, pagherai solo 4.050 euro di tasse (5.000 – 950 = 4.050).

Le detrazioni per figli a carico sono disciplinate dall’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Fino al 2021, queste detrazioni spettavano per tutti i figli fiscalmente a carico, indipendentemente dall’età. Tuttavia, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale dal 1° marzo 2022, la situazione è cambiata radicalmente.

Cosa è Cambiato con l’Assegno Unico

Dal 2022, l’Assegno Unico Universale ha sostituito diverse misure di sostegno alla famiglia, tra cui:

  • Detrazioni fiscali per figli under 21 (fino a 21 anni non compiuti)
  • Assegni familiari (ANF) per figli minori
  • Bonus bebè
  • Premio alla nascita
  • Assegno per nuclei con almeno 3 figli

Questo significa che, dal 2022 in poi, per i figli con meno di 21 anni NON spettano più le detrazioni fiscali nel 730. Al loro posto, le famiglie ricevono mensilmente l’Assegno Unico, che è un pagamento diretto dall’INPS, non una detrazione fiscale.

Tuttavia, per i figli over 21 (dai 21 anni in su), le detrazioni fiscali continuano a esistere e possono essere richieste nella dichiarazione dei redditi, se il figlio rispetta i requisiti di carico fiscale.

Requisiti per Considerare un Figlio Fiscalmente a Carico

Per poter beneficiare delle detrazioni fiscali per un figlio a carico (o dell’Assegno Unico, per i figli under 21), è necessario che il figlio sia considerato fiscalmente a carico. Questo concetto è definito dall’Agenzia delle Entrate con criteri precisi.

Limiti di Reddito del Figlio

Un figlio è considerato fiscalmente a carico quando possiede un reddito complessivo annuo che non supera determinate soglie. La soglia varia in base all’età:

  • Fino a 24 anni non compiuti: reddito massimo 4.000 euro lordi annui
  • Dai 24 anni in su: reddito massimo 2.840,51 euro lordi annui

Attenzione: Si considera il reddito complessivo lordo del figlio, che include:

  • Redditi da lavoro dipendente
  • Redditi da lavoro autonomo o occasionale
  • Redditi da pensione
  • Redditi da fabbricati (affitti)
  • Redditi da capitale (interessi bancari, dividendi)

Sono esclusi dal calcolo:

  • Assegno Unico Universale
  • Borse di studio
  • Redditi esenti da IRPEF

Età del Figlio

Non esiste un limite massimo di età per considerare un figlio a carico. Anche un figlio di 30, 40 o 50 anni può essere considerato fiscalmente a carico, purché rispetti il limite di reddito previsto (2.840,51 euro se ha 24 anni o più).

Tuttavia, come abbiamo visto, le detrazioni fiscali spettano SOLO per figli over 21. Per i figli under 21, al posto delle detrazioni c’è l’Assegno Unico.

Residenza e Convivenza

Il figlio non deve necessariamente convivere con il genitore per essere considerato a carico. È sufficiente che sia fiscalmente a carico in base al reddito. Ad esempio, un figlio universitario fuori sede che non supera i limiti di reddito è comunque considerato a carico, anche se vive in un’altra città.

Anche la residenza all’estero non è un ostacolo: un figlio residente all’estero può essere considerato a carico se rispetta i requisiti reddituali.

Importi Detrazioni Figli a Carico 2026

Gli importi delle detrazioni fiscali per figli a carico variano in base al reddito complessivo del genitore, al numero di figli e ad eventuali situazioni particolari (come la disabilità). Ricordiamo che queste detrazioni spettano solo per figli over 21 fiscalmente a carico.

Detrazione Base per Figlio Over 21

La detrazione teorica massima per un figlio a carico di età pari o superiore a 21 anni è pari a 950 euro annui. Questo importo, tuttavia, viene ridotto in base al reddito del genitore che richiede la detrazione.

La formula per calcolare la detrazione effettiva è la seguente:

Detrazione effettiva = 950 euro × [(95.000 – Reddito complessivo) / 95.000]

Questo significa che:

  • Con reddito fino a 15.000 euro, la detrazione è di 950 euro (importo massimo)
  • Con reddito tra 15.000 e 95.000 euro, la detrazione si riduce progressivamente
  • Con reddito pari o superiore a 95.000 euro, la detrazione è azzerata

Tabella Detrazioni per Reddito (Figlio Over 21)

Ecco una tabella indicativa con le detrazioni spettanti in base al reddito del genitore (per un solo figlio over 21 a carico):

Reddito ComplessivoDetrazione AnnuaDetrazione Mensile (Busta Paga)
Fino a 15.000 euro950 euroCirca 79 euro
25.000 euro700 euroCirca 58 euro
35.000 euro600 euroCirca 50 euro
50.000 euro450 euroCirca 38 euro
75.000 euro200 euroCirca 17 euro
95.000 euro o più0 euro0 euro

Nota: Le cifre mensili sono indicative per chi applica la detrazione in busta paga (lavoratori dipendenti). Chi fa il 730 recupera la detrazione in un’unica soluzione con il conguaglio.

Maggiorazioni per Figli con Disabilità

Se il figlio a carico over 21 è portatore di handicap (riconosciuto ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104/1992), la detrazione base di 950 euro viene aumentata di 400 euro, portando l’importo teorico massimo a 1.350 euro annui.

Anche in questo caso, l’importo effettivo viene ridotto in base al reddito del genitore, seguendo la stessa formula vista sopra (con base 1.350 euro invece di 950 euro).

Cumulabilità Detrazioni e Assegno Unico Universale

Una delle domande più frequenti riguarda la compatibilità tra le detrazioni fiscali per figli a carico e l’Assegno Unico Universale. La risposta dipende dall’età del figlio.

Figli Under 21 (da 0 a 20 anni)

Per i figli con meno di 21 anni, NON spettano più le detrazioni fiscali. Al loro posto, le famiglie ricevono l’Assegno Unico Universale, che è un pagamento mensile erogato dall’INPS direttamente sul conto corrente.

Cosa significa in pratica:

  • Se hai un figlio di 18 anni a carico, non puoi inserirlo nel modello 730 per ottenere detrazioni fiscali
  • Devi invece richiedere l’Assegno Unico all’INPS (se non l’hai già fatto)
  • L’Assegno Unico è compatibile e cumulabile con altre agevolazioni fiscali (es. detrazioni per spese scolastiche, spese mediche, ecc.)

Figli Over 21 (dai 21 anni in su)

Per i figli con 21 anni compiuti o più, la situazione è diversa:

  • Non spetta più l’Assegno Unico (che è erogato solo fino ai 21 anni, con alcune eccezioni per studenti universitari o disabili)
  • Tornano in vigore le detrazioni fiscali classiche, se il figlio rispetta i requisiti di carico fiscale (reddito massimo 2.840,51 euro)
  • Le detrazioni vengono richieste nel modello 730 o nel modello Redditi PF

Caso Particolare: Figlio che Compie 21 Anni Durante l’Anno

Cosa succede se un figlio compie 21 anni durante l’anno 2026? In questo caso:

  • Fino al mese del compimento dei 21 anni: spetta l’Assegno Unico
  • Dal mese successivo al compimento dei 21 anni: l’Assegno Unico cessa (salvo eccezioni per studenti universitari o disabili)
  • Nella dichiarazione dei redditi 2027 (redditi 2026): potrai inserire il figlio per le detrazioni fiscali relative ai mesi in cui aveva più di 21 anni

Esempio: Tuo figlio compie 21 anni a luglio 2026. Riceverai l’Assegno Unico fino a luglio 2026. Nella dichiarazione dei redditi 2027 (anno d’imposta 2026), potrai detrarre le spese e richiedere le detrazioni per i mesi da agosto a dicembre 2026 (5 mesi).

Tabella Riepilogativa: Cosa Spetta per Età del Figlio

Età del FiglioAssegno UnicoDetrazioni Fiscali 730Note
0-20 anni✅ SÌ❌ NOSolo Assegno Unico
21 anni (in corso)⚠️ Fino al compimento⚠️ Dopo il compimentoPassaggio da AU a detrazioni
21+ anni (studente universitario)⚠️ SÌ fino a 21 anni✅ SÌAssegno Unico prolungato fino a 21 anni se studia
22+ anni❌ NO✅ SÌ (se a carico)Solo detrazioni fiscali

Come Richiedere le Detrazioni nel 730/2026

Le detrazioni per figli a carico over 21 vanno richieste compilando la sezione specifica del modello 730 o del modello Redditi PF. Vediamo passo dopo passo come fare.

Sezione del 730 da Compilare

Nel modello 730/2026, le detrazioni per figli a carico vanno indicate nel Quadro 1 – “Familiari a carico”. Per ogni figlio a carico, devi compilare:

  • Codice fiscale del figlio
  • Percentuale di detrazione spettante (50% se ripartita tra entrambi i genitori, 100% se attribuita a uno solo)
  • Numero di mesi a carico (da 1 a 12 mesi)
  • Eventuali maggiorazioni (es. disabilità, affidamento, minore di 3 anni – quest’ultima però non si applica per over 21)

Attenzione: Nel 730/2026 (redditi 2025), se il figlio ha compiuto 21 anni nel 2025, potrai indicarlo solo per i mesi successivi al compimento dei 21 anni.

Percentuale di Ripartizione tra Genitori

Se entrambi i genitori hanno un reddito, possono scegliere come ripartire la detrazione:

  • 50% ciascuno (opzione standard): ogni genitore detrae metà dell’importo spettante
  • 100% a un genitore: tutta la detrazione viene attribuita a un solo genitore (quello con il reddito più alto, per massimizzare il beneficio)

Come scegliere la ripartizione migliore:

  • Se uno dei due genitori ha un reddito molto basso o nullo, conviene attribuire il 100% della detrazione al genitore con reddito più alto
  • Se entrambi i genitori hanno redditi simili, la ripartizione 50-50 è equa
  • La scelta va indicata nel 730 e vale per tutto l’anno fiscale

Documentazione da Conservare

Quando richiedi le detrazioni per figli a carico nel 730, non devi allegare documenti, ma è importante conservarli per eventuali controlli futuri dell’Agenzia delle Entrate. I documenti da conservare sono:

  • Certificazione Unica (CU) del figlio, se ha percepito redditi
  • Autocertificazione dello status di studente, se rilevante
  • Certificato di disabilità (Legge 104/1992), se applicabile
  • Accordo scritto tra genitori sulla ripartizione della detrazione (opzionale ma consigliato in caso di genitori separati)

Quando Arriva il Rimborso

Se le detrazioni per figli a carico ti danno diritto a un rimborso IRPEF, i tempi di erogazione dipendono da chi elabora il 730:

  • 730 tramite sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico): il rimborso arriva in busta paga o cedolino pensione a partire da luglio 2026
  • 730 tramite CAF o commercialista: il rimborso arriva dall’Agenzia delle Entrate entro dicembre 2026, tramite bonifico bancario

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la compilazione del 730, verificando che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite, inclusi i figli a carico.

Casi Particolari e Situazioni Complesse

Esistono situazioni particolari che richiedono attenzione nella gestione delle detrazioni per figli a carico. Vediamo i casi più comuni.

Genitori Separati o Divorziati

In caso di separazione legale o divorzio, la detrazione per i figli a carico spetta al genitore affidatario. Tuttavia:

  • Affidamento condiviso: la detrazione può essere ripartita al 50% tra entrambi i genitori, oppure attribuita al 100% al genitore con reddito più elevato (previo accordo)
  • Affidamento esclusivo: la detrazione spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo tra le parti
  • Assegno di mantenimento: il genitore non affidatario che versa l’assegno di mantenimento NON può dedurlo fiscalmente, ma può concordare con l’ex coniuge la ripartizione della detrazione

Consiglio pratico: È opportuno che i genitori separati mettano per iscritto l’accordo sulla ripartizione delle detrazioni, per evitare contestazioni con l’Agenzia delle Entrate.

Figli Studenti Universitari Fuori Sede

Un figlio che studia all’università in un’altra città e ha una residenza diversa da quella dei genitori può comunque essere considerato fiscalmente a carico, se rispetta i limiti di reddito (2.840,51 euro se ha 24 anni o più, 4.000 euro se ha meno di 24 anni).

Inoltre, se il figlio universitario ha più di 21 anni, i genitori possono:

  • Detrarre le spese universitarie (tasse, rette, contributi), nel limite di 2.633 euro per università statali e 4.000 euro per università private (anno accademico 2026)
  • Detrarre le spese per canoni di locazione se lo studente è fuori sede (nel limite di 2.633 euro annui)
  • Richiedere la detrazione per figli a carico, se il figlio rispetta i requisiti reddituali

Figli con Disabilità

Se il figlio a carico over 21 è portatore di handicap riconosciuto (ai sensi della Legge 104/1992), la famiglia ha diritto a:

  • Maggiorazione della detrazione di 400 euro (portando l’importo teorico da 950 a 1.350 euro)
  • Deduzioni per spese sanitarie legate alla disabilità, senza limiti di importo
  • Detrazione del 19% su spese per assistenza personale, ausili, veicoli adattati
  • Esenzione dal pagamento del bollo auto per veicoli intestati al disabile o al familiare che lo ha a carico

È importante conservare la certificazione di handicap rilasciata dalla Commissione Medica ASL.

Figlio che Inizia a Lavorare Durante l’Anno

Se un figlio a carico inizia a lavorare durante l’anno e supera i limiti di reddito, cessa di essere a carico dal mese in cui supera la soglia. In questo caso:

  • Nella dichiarazione dei redditi, puoi indicare solo i mesi in cui il figlio era effettivamente a carico
  • Se hai già usufruito della detrazione in busta paga per l’intero anno, dovrai restituire la parte non spettante tramite conguaglio negativo nel 730

Esempio: Tuo figlio di 23 anni inizia a lavorare a settembre 2026 con uno stipendio che supera i 2.840,51 euro annui. Nella dichiarazione 2027 (redditi 2026), potrai detrarre solo i mesi da gennaio ad agosto (8 mesi su 12).

Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati

Per comprendere meglio come funzionano le detrazioni per figli a carico, vediamo alcuni esempi concreti con calcoli dettagliati.

Esempio 1: Famiglia con Figlio 23enne Studente Universitario

Situazione:

  • Padre con reddito di 35.000 euro
  • Madre con reddito di 20.000 euro
  • Figlio di 23 anni, studente universitario, con reddito da lavoro occasionale di 2.500 euro (sotto la soglia di 4.000 euro)

Calcolo detrazione padre (reddito 35.000 euro, detrazione al 100%):

Detrazione = 950 × [(95.000 – 35.000) / 95.000]
Detrazione = 950 × [60.000 / 95.000]
Detrazione = 950 × 0,6316
Detrazione = 600 euro circa

Risparmio fiscale effettivo: Il padre risparmierà 600 euro di IRPEF. Se attribuisse la detrazione al 50-50 con la madre, ciascuno detrarebbe 300 euro (totale sempre 600 euro). Conviene attribuire il 100% al padre perché ha il reddito più alto e quindi paga più tasse.

Esempio 2: Genitori Separati con Figlio 22enne

Situazione:

  • Madre affidataria con reddito di 25.000 euro
  • Padre con reddito di 50.000 euro
  • Figlio di 22 anni con reddito da tirocinio di 2.000 euro (a carico)
  • Affidamento condiviso, detrazione ripartita 50-50

Calcolo detrazione madre (reddito 25.000 euro, detrazione al 50%):

Detrazione base = 950 × [(95.000 – 25.000) / 95.000]
Detrazione base = 950 × 0,7368
Detrazione base = 700 euro
Detrazione madre (50%) = 350 euro

Calcolo detrazione padre (reddito 50.000 euro, detrazione al 50%):

Detrazione base = 950 × [(95.000 – 50.000) / 95.000]
Detrazione base = 950 × 0,4737
Detrazione base = 450 euro
Detrazione padre (50%) = 225 euro

Totale risparmio fiscale famiglia: 350 + 225 = 575 euro

Alternativa più conveniente: Se i genitori concordano di attribuire il 100% della detrazione al padre (reddito più alto), il risparmio totale sarebbe di 450 euro (invece di 575 euro). Quindi in questo caso conviene la ripartizione 50-50!

Esempio 3: Famiglia Numerosa con Figli di Età Diverse

Situazione:

  • Coppia con reddito complessivo di 40.000 euro
  • Figlio 1: 18 anni (a carico)
  • Figlio 2: 22 anni, studente con reddito di 1.500 euro (a carico)
  • Figlio 3: 25 anni, lavoratore con reddito di 25.000 euro (NON a carico)

Cosa spetta:

  • Figlio 1 (18 anni): Assegno Unico Universale (NO detrazioni fiscali)
  • Figlio 2 (22 anni): Detrazioni fiscali nel 730
  • Figlio 3 (25 anni): Nulla (non è a carico per superamento soglia reddito)

Calcolo detrazione per figlio 2 (reddito 40.000 euro):

Detrazione = 950 × [(95.000 – 40.000) / 95.000]
Detrazione = 950 × 0,5789
Detrazione = 550 euro

Risparmio totale: 550 euro di IRPEF in meno + Assegno Unico mensile per il figlio 18enne.

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Domande Frequenti (FAQ)

Posso detrarre i figli under 21 nel 730?

No. Dal 2022, per i figli con meno di 21 anni compiuti NON spettano piu le detrazioni fiscali nel 730. Queste sono state sostituite dall’Assegno Unico Universale, che e un pagamento mensile diretto erogato dall’INPS. Le detrazioni fiscali spettano solo per i figli con 21 anni compiuti o piu, se rispettano i requisiti di carico fiscale.

Qual e il limite di reddito per considerare un figlio a carico?

Il limite di reddito varia in base all’eta del figlio: fino a 4.000 euro lordi annui per i figli fino a 24 anni non compiuti, e fino a 2.840,51 euro lordi annui per i figli di 24 anni o piu. Si considerano tutti i redditi imponibili IRPEF, esclusi Assegno Unico e borse di studio.

Come si ripartisce la detrazione tra genitori?

I genitori possono scegliere di ripartire la detrazione al 50% ciascuno, oppure attribuirla al 100% a uno solo dei due genitori. In genere conviene attribuirla al genitore con reddito piu alto, per massimizzare il beneficio fiscale. La scelta va indicata nel modello 730 e vale per tutto l’anno fiscale.

Quanto vale la detrazione per un figlio over 21 a carico?

La detrazione teorica massima e di 950 euro annui, che si riduce progressivamente in base al reddito del genitore. Con redditi fino a 15.000 euro si ottiene l’importo pieno di 950 euro, mentre con redditi pari o superiori a 95.000 euro la detrazione si azzera. Se il figlio e disabile, la detrazione aumenta di 400 euro.

Posso cumulare Assegno Unico e detrazioni fiscali?

Dipende dall’eta del figlio. Per i figli under 21 ricevi solo l’Assegno Unico, senza detrazioni fiscali. Per i figli over 21 ricevi solo le detrazioni fiscali, perche l’Assegno Unico cessa al compimento dei 21 anni (salvo eccezioni per studenti universitari o disabili fino a 21 anni). Non e possibile cumularli per lo stesso figlio nello stesso periodo.

Cosa succede se il figlio supera il limite di reddito durante l’anno?

Se un figlio supera il limite di reddito durante l’anno, cessa di essere a carico dal momento del superamento. Nella dichiarazione dei redditi potrai detrarre solo i mesi in cui era effettivamente a carico. Se hai gia usufruito della detrazione in busta paga per l’intero anno, dovrai restituire la differenza con il conguaglio nel 730.


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    Aprile 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-01 12:04:432026-05-31 16:51:09Detrazioni Figli a Carico 2026: Importo, Requisiti e Cumulabilità con Assegno Unico
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    Detrazioni Spese Mediche 730/2026: Guida Completa alle Spese Sanitarie

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Le detrazioni per spese mediche e sanitarie rappresentano una delle voci più importanti nella dichiarazione dei redditi 730/2026. Ogni anno, migliaia di contribuenti italiani possono recuperare parte delle spese sostenute per visite mediche, farmaci, esami diagnostici e altre prestazioni sanitarie. Ma quali spese mediche sono detraibili? Come funziona la franchigia e qual è la percentuale di detrazione?

    In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto quello che devi sapere sulle detrazioni fiscali per spese sanitarie nel 730/2026: dalla franchigia di 129,11 euro ai documenti necessari, dalle modalità di pagamento alle spese non detraibili. Scoprirai anche come compilare correttamente il modello 730 per ottenere il massimo rimborso possibile.

    Le spese sanitarie detraibili comprendono un’ampia gamma di prestazioni: dalle visite specialistiche agli esami diagnostici, dai farmaci alle protesi, fino alle spese odontoiatriche e agli occhiali da vista. La normativa fiscale italiana prevede una detrazione del 19% su tutte le spese che superano la franchigia obbligatoria di 129,11 euro.

    È fondamentale conoscere bene questa materia per non perdere opportunità di risparmio fiscale. Molti contribuenti, infatti, non sanno che possono detrarre anche le spese sanitarie sostenute per familiari a carico, oppure non sono a conoscenza dell’obbligo di pagamento tracciabile introdotto negli ultimi anni. Errori nella compilazione del 730 o nella conservazione della documentazione possono comportare la perdita del diritto alla detrazione.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Detrazione per Spese Mediche nel 730
    2. Franchigia e Percentuale di Detrazione 2026
    3. Tipologie di Spese Mediche Detraibili nel 730
    4. Spese Mediche per Familiari a Carico
    5. Documentazione Necessaria per la Detrazione
    6. Pagamenti Tracciabili: Cosa Devi Sapere
    7. Spese Mediche NON Detraibili: Errori da Evitare
    8. Come Compilare il 730 per le Spese Mediche

    Cos’è la Detrazione per Spese Mediche nel 730

    La detrazione per spese mediche è un’agevolazione fiscale che permette ai contribuenti di recuperare parte delle spese sanitarie sostenute durante l’anno. Si tratta di uno sconto IRPEF del 19% calcolato sull’importo delle spese mediche che supera la franchigia di 129,11 euro.

    In pratica, se durante il 2025 hai speso 2.000 euro in spese mediche detraibili, la detrazione si calcola in questo modo: Spese mediche totali (2.000 euro) meno franchigia (129,11 euro) = base imponibile 1.870,89 euro. Su questa base si applica la detrazione del 19%, pari a 355,47 euro.

    La detrazione fiscale si applica direttamente sull’IRPEF dovuta, riducendo l’importo delle tasse che devi versare allo Stato. La franchigia di 129,11 euro è un importo fisso stabilito dalla normativa fiscale italiana. Questo significa che solo le spese che superano questa soglia danno diritto alla detrazione.

    Le spese sanitarie detraibili nel 730/2026 sono quelle sostenute nell’anno d’imposta 2025, dal 1° gennaio al 31 dicembre. È importante conservare tutta la documentazione comprovante la spesa: scontrini parlanti, ricevute, fatture, prescrizioni mediche.

    Franchigia e Percentuale di Detrazione 2026

    La normativa fiscale italiana prevede una franchigia obbligatoria di 129,11 euro per le detrazioni spese mediche nel 730/2026. Questo importo rappresenta la soglia minima: solo le spese che superano questo limite danno diritto alla detrazione fiscale.

    La percentuale di detrazione è fissata al 19% e si applica sulla differenza tra le spese mediche totali e la franchigia. Vediamo alcuni esempi pratici: se hai speso 500 euro in spese mediche, sottraendo la franchigia (129,11 euro) ottieni una base di 370,89 euro. La detrazione del 19% su questo importo è pari a 70,47 euro.

    Per spese elevate, ad esempio 5.000 euro, il beneficio fiscale è molto più significativo: base imponibile 4.870,89 euro, detrazione 925,47 euro. È importante sapere che non esiste un limite massimo alle spese mediche detraibili. Puoi portare in detrazione tutte le spese sanitarie sostenute nell’anno, a patto che siano documentate correttamente.

    Tipologie di Spese Mediche Detraibili nel 730

    La normativa fiscale individua diverse categorie di spese sanitarie detraibili nel 730/2026. Tutte le visite mediche specialistiche sono detraibili al 19%: cardiologi, ortopedici, oculisti, dermatologi, ginecologi, urologi, neurologi e qualsiasi altro specialista del Servizio Sanitario Nazionale o privato.

    Sono detraibili tutti gli esami diagnostici e le analisi di laboratorio: esami del sangue, radiografie, ecografie, TAC, risonanze magnetiche, elettrocardiogrammi. I farmaci acquistati in farmacia sono detraibili se documentati con lo scontrino parlante, che riporta il codice fiscale del contribuente e la dicitura “farmaco”.

    Le spese odontoiatriche rappresentano spesso una delle voci più consistenti: otturazioni, devitalizzazioni, estrazioni, protesi dentarie, impianti, apparecchi ortodontici. Anche l’acquisto di occhiali da vista e lenti a contatto è detraibile, compresa la prescrizione dell’oculista. Rientrano tra le spese detraibili anche protesi ortopediche, apparecchi acustici, pacemaker, ausili per disabili.

    Spese Mediche per Familiari a Carico

    Puoi portare in detrazione le spese mediche sostenute per familiari a carico, ottenendo lo stesso beneficio del 19%. Sono considerati fiscalmente a carico i familiari che nel 2025 hanno avuto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro. Per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite di reddito è più alto: 4.000 euro.

    Se sostieni spese mediche per un familiare a tuo carico, puoi sommarle alle tue spese personali e applicare la franchigia unica di 129,11 euro sul totale. Le spese mediche per familiari a carico devono essere sostenute dal contribuente dichiarante. Per i pagamenti tracciabili, è essenziale che lo strumento di pagamento sia intestato al contribuente che vuole portare la spesa in detrazione.

    I coniugi possono ripartire tra loro le spese mediche sostenute per i figli a carico. La scelta va fatta in base alla convenienza fiscale: generalmente conviene attribuire le spese a chi ha il reddito più alto e quindi l’aliquota IRPEF marginale più elevata. Per informazioni sui familiari a carico, consulta la nostra guida sull’ISEE.

    Documentazione Necessaria per la Detrazione

    Per ottenere la detrazione delle spese mediche nel 730/2026 è fondamentale conservare la corretta documentazione. Per i farmaci acquistati in farmacia è obbligatorio lo scontrino parlante che deve riportare: codice fiscale del contribuente, dicitura “farmaco” o “medicinale”, numero di autorizzazione, data e importo pagato.

    Per visite mediche, esami diagnostici e altre prestazioni sanitarie servono ricevute o fatture che indichino: dati anagrafici e codice fiscale del paziente, natura della prestazione sanitaria, dati del medico o della struttura, data ed importo. I ticket pagati al Servizio Sanitario Nazionale devono essere documentati con la ricevuta rilasciata dalla struttura pubblica.

    La documentazione relativa alle spese mediche deve essere conservata per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate può richiedere i documenti giustificativi in caso di controllo. Conserva anche la prova del pagamento tracciabile: estratto conto bancario o della carta di credito, ricevuta del POS, ricevuta del bonifico.

    Pagamenti Tracciabili: Cosa Devi Sapere

    Dal 1° gennaio 2020, la normativa fiscale italiana ha introdotto l’obbligo del pagamento tracciabile per la maggior parte delle spese mediche detraibili. Sono considerati tracciabili i pagamenti effettuati tramite: carta di credito, carta di debito (Bancomat), bonifico bancario o postale, assegno bancario o circolare, altri sistemi di pagamento elettronico.

    I pagamenti in contanti non sono considerati tracciabili e quindi non danno diritto alla detrazione fiscale. Esistono importanti eccezioni: puoi ancora pagare in contanti per farmaci e dispositivi medici acquistati in farmacia, ticket sanitari pagati al SSN, prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o convenzionate.

    Lo strumento di pagamento tracciabile deve essere intestato al contribuente che intende portare la spesa in detrazione. Se vuoi detrarre le spese mediche di tuo figlio a carico, devi pagare con la tua carta o bonifico dal tuo conto corrente. Se inserisci nel 730 spese mediche pagate in contanti (quando obbligatorio il tracciabile) e vieni controllato, dovrai restituire la detrazione con sanzioni e interessi.

    Spese Mediche NON Detraibili: Errori da Evitare

    Non tutte le spese sanitarie danno diritto alla detrazione fiscale nel 730/2026. Gli integratori alimentari, le vitamine, i ricostituenti e i prodotti omeopatici non sono detraibili, salvo che siano classificati come farmaci e lo scontrino parlante riporti esplicitamente la dicitura “farmaco”.

    Gli interventi di chirurgia estetica finalizzati esclusivamente al miglioramento dell’aspetto fisico non sono detraibili. Sono detraibili solo gli interventi di chirurgia ricostruttiva post-traumatica o per correggere malformazioni congenite. Gli alimenti per celiaci, gli alimenti senza glutine, le diete speciali e i prodotti dietetici non sono detraibili come spese mediche.

    Non sono detraibili le spese di albergo, vitto e trasporto sostenute per recarsi presso strutture sanitarie. Non puoi detrarre le spese mediche rimborsate da assicurazioni private, fondi sanitari integrativi o dal datore di lavoro: puoi portare in detrazione solo la parte di spesa rimasta a tuo carico.

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    Come Compilare il 730 per le Spese Mediche

    La corretta compilazione del modello 730 per le spese mediche è fondamentale per ottenere la detrazione fiscale del 19%. Le spese sanitarie vanno indicate nel Quadro E del modello 730, specificamente nella Sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione del 19%.

    Nel rigo E1 inserisci l’importo totale delle spese sanitarie generiche: visite mediche specialistiche, esami diagnostici, cure mediche e chirurgiche, degenze ospedaliere, ticket sanitari, cure termali prescritte. Nel rigo E2 inserisci l’importo complessivo speso per l’acquisto di farmaci documentati con scontrino parlante.

    Le spese mediche sostenute per familiari a carico vanno sommate alle tue spese personali e inserite negli stessi righi. Se utilizzi il 730 precompilato, molte spese mediche saranno già presenti grazie ai dati trasmessi all’Agenzia delle Entrate da farmacie e strutture sanitarie. Verifica sempre che le spese precompilate siano corrette e complete.

    Il software calcolerà automaticamente la detrazione sottraendo la franchigia di 129,11 euro dal totale delle spese e applicando la percentuale del 19%. Per evitare errori che potrebbero costarti caro in caso di controllo, affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale di Udine.

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    Le detrazioni per spese mediche nel 730/2026 rappresentano un importante opportunita di risparmio fiscale. La franchigia di 129,11 euro si applica una sola volta sul totale annuale delle spese, e non esiste un limite massimo agli importi detraibili.

    Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione 730/2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Marzo 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-27 09:11:202026-05-31 14:02:00Detrazioni Spese Mediche 730/2026: Guida Completa alle Spese Sanitarie
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Comunicazione Spese Condominiali 2026: Ultimo Giorno per la Detrazione al 50%

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Oggi 17 marzo 2026 è l’ultimo giorno utile per l’invio della comunicazione delle spese condominiali 2025 all’Agenzia delle Entrate. Questa comunicazione è obbligatoria per permettere ai condòmini di ottenere la detrazione fiscale del 50% sui lavori condominiali effettuati nel 2025, da indicare nel 730/2026 o nel Modello Redditi.

    Se l’amministratore di condominio non rispetta la scadenza, i condòmini rischiano di perdere il diritto alla detrazione, con conseguenze economiche rilevanti. Vediamo nel dettaglio cosa fare e come verificare che l’adempimento sia stato corretto.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Comunicazione delle Spese Condominiali
    2. Chi Deve Inviare la Comunicazione
    3. Scadenza e Conseguenze del Mancato Invio
    4. Come Verificare se l’Amministratore Ha Inviato
    5. Come i Condòmini Recuperano i Dati per il 730

    Cos’è la Comunicazione delle Spese Condominiali

    La comunicazione delle spese condominiali è un adempimento telematico introdotto dall’articolo 1, comma 20, Legge 205/2017. L’amministratore del condominio deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro il 17 marzo di ogni anno, i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente per interventi sulle parti comuni dell’edificio che danno diritto a detrazioni fiscali.

    Queste spese includono:

    • Ristrutturazioni edilizie (bonus ristrutturazione 50%)
    • Efficientamento energetico (ecobonus 50-65%)
    • Adozione misure antisismiche (sismabonus)
    • Installazione impianti fotovoltaici
    • Recupero patrimonio edilizio

    La comunicazione contiene per ogni condòmino:

    • Codice fiscale
    • Importo delle spese sostenute
    • Quota millesimale
    • Tipologia di intervento
    • Dati dei bonifici effettuati

    Senza questa comunicazione, i condòmini non possono inserire la detrazione nel 730 precompilato e rischiano di perdere il beneficio fiscale.

    Chi Deve Inviare la Comunicazione

    L’obbligo di invio spetta esclusivamente all’amministratore del condominio. I singoli condòmini non devono fare nulla, se non verificare che l’amministratore abbia adempiuto correttamente.

    L’amministratore deve:

    • Raccogliere i dati delle spese sostenute nel 2025
    • Compilare il modello telematico predisposto dall’Agenzia delle Entrate
    • Inviare la comunicazione tramite Entratel o Fisconline (canali telematici ufficiali)
    • Conservare la ricevuta di avvenuta trasmissione
    • Informare i condòmini dell’avvenuto invio

    Se il condominio non ha amministratore (edifici fino a 8 condòmini), l’obbligo ricade su uno dei condòmini, che deve essere delegato dall’assemblea.

    In caso di cambio amministratore durante l’anno, l’obbligo spetta a chi era in carica al 31 dicembre 2025.

    Scadenza e Conseguenze del Mancato Invio

    La scadenza per l’invio della comunicazione delle spese condominiali relative al 2025 è 17 marzo 2026 (oggi). Questa data è perentoria e non prorogabile.

    Conseguenze del mancato invio:

    • Perdita della detrazione: I condòmini non potranno detrarre le spese condominiali nel 730/2026
    • Sanzione amministrativa: L’amministratore rischia una sanzione da 100 a 200 euro per condominio (DL 78/2010)
    • Responsabilità civile: I condòmini possono chiedere il risarcimento del danno all’amministratore inadempiente
    • Revoca incarico: L’assemblea può deliberare la revoca dell’amministratore per grave inadempienza

    Cosa fare se la scadenza è passata:

    Se l’amministratore non ha inviato la comunicazione entro oggi, i condòmini possono ancora procedere autonomamente alla detrazione nel 730, ma dovranno:

    • Conservare documenti: Delibera assembleare, fatture, bonifici parlanti
    • Compilare manualmente il quadro E del 730 (non sarà precompilato)
    • Rischio controlli: Maggiore probabilità di ricevere richieste di chiarimenti dall’Agenzia

    Come Verificare se l’Amministratore Ha Inviato

    I condòmini possono verificare l’avvenuto invio della comunicazione in diversi modi:

    1. Richiesta diretta all’amministratore

    Chiedere all’amministratore di:

    • Mostrare la ricevuta di trasmissione telematica
    • Fornire copia della comunicazione inviata
    • Comunicare il protocollo di presentazione

    2. Accesso al 730 precompilato (da aprile 2026)

    Dal 15 aprile 2026, quando sarà disponibile il 730 precompilato, i condòmini potranno verificare se le spese condominiali sono già inserite nel quadro E. Se presenti, significa che l’amministratore ha inviato correttamente.

    3. Cassetto fiscale

    Accedendo al proprio cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Consultazione” sarà visibile l’elenco delle detrazioni comunicate da terzi.

    4. Assemblea condominiale

    L’amministratore è tenuto a dare comunicazione all’assemblea dell’avvenuto invio, solitamente nella prima riunione utile dopo la scadenza.

    Se l’amministratore non fornisce riscontro o non ha adempiuto, i condòmini possono:

    • Sollecitare formalmente via PEC o raccomandata
    • Convocare assemblea straordinaria
    • Rivolgersi al CAF per assistenza nella compilazione manuale del 730

    Come i Condòmini Recuperano i Dati per il 730

    Una volta inviata la comunicazione dall’amministratore, i dati delle spese condominiali vengono trasmessi all’Agenzia delle Entrate e resi disponibili ai condòmini in due modi:

    1. 730 precompilato (automatico)

    Dal 15 aprile 2026, le spese condominiali appariranno automaticamente nel quadro E del 730 precompilato, con:

    • Codice intervento (3 = spese condominiali)
    • Importo detraibile
    • Percentuale detrazione (50%, 65%, ecc.)
    • Numero rata (le detrazioni si spalmeranno in 10 anni)

    Il condòmino dovrà solo verificare la correttezza dei dati e confermare.

    2. Attestato dall’amministratore

    L’amministratore è tenuto a rilasciare a ogni condòmino un “certificato di attribuzione spese” che riporta:

    • Descrizione intervento
    • Importo totale lavori
    • Quota millesimale del condòmino
    • Importo detraibile
    • Estremi bonifici

    Questo documento serve come prova in caso di controlli fiscali e va conservato per 10 anni (durata della detrazione).

    Cosa fare se i dati non appaiono nel 730 precompilato:

    • Verificare con l’amministratore se la comunicazione è stata inviata
    • Richiedere l’attestato cartaceo
    • Compilare manualmente il quadro E con assistenza di un CAF
    • Conservare tutta la documentazione (delibera, fatture, bonifici)

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    Domande Frequenti sulle Spese Condominiali

    Cosa succede se l’amministratore non invia la comunicazione entro il 17 marzo?

    I condomini rischiano di perdere la detrazione fiscale del 50% sui lavori condominiali. L’amministratore puo essere sanzionato con multe da 100 a 200 euro e i condomini possono chiedere risarcimento danni. E comunque possibile compilare manualmente il 730 conservando tutta la documentazione.

    Come faccio a sapere se il mio amministratore ha inviato la comunicazione?

    Puoi chiedere direttamente all’amministratore la ricevuta di trasmissione, oppure verificare dal 15 aprile 2026 se le spese condominiali appaiono nel tuo 730 precompilato (quadro E). In alternativa, controlla il cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

    Posso inviare io la comunicazione se l’amministratore non lo fa?

    No, l’obbligo spetta solo all’amministratore del condominio. Tuttavia, puoi sollecitarlo formalmente via PEC, convocare un’assemblea straordinaria per revocarlo, oppure rivolgerti a un CAF per compilare manualmente il 730 conservando delibera, fatture e bonifici.

    Quali spese condominiali danno diritto alla detrazione del 50%?

    Le spese detraibili al 50% includono: ristrutturazioni edilizie sulle parti comuni, efficientamento energetico (ecobonus), sismabonus, installazione fotovoltaico, recupero patrimonio edilizio. Sono escluse le spese di manutenzione ordinaria (es. pulizie, giardinaggio).

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    CAF

    Calendario 730/2026: Date Scadenze e Rimborsi

    Dichiarazione dei redditi 730

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Modello 730 e Chi Deve Presentarlo
    2. Calendario Scadenze 730/2026: Tutte le Date Importanti
    3. Date Rimborsi 730/2026: Quando Arriva il Credito IRPEF
    4. 730 Precompilato vs 730 Ordinario: Differenze
    5. Novità 730/2026: Cosa Cambia Rispetto al 2025
    6. Come Calcolare il Rimborso 730: Esempi Pratici
    7. Casi Particolari: Eredi, Incapienti, Cessazione Rapporto di Lavoro
    8. Cosa Serve per Fare il 730: Documenti Necessari

    Il Modello 730/2026 rappresenta lo strumento principale per i lavoratori dipendenti e i pensionati per la dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta 2025. Conoscere il calendario 730 2026 con tutte le scadenze e le date dei rimborsi è fondamentale per pianificare correttamente gli adempimenti fiscali e sapere quando aspettarsi eventuali rimborsi IRPEF.

    In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, analizziamo nel dettaglio tutte le date di scadenza per la compilazione e l’invio del 730/2026, il calendario completo dei rimborsi in busta paga e pensione, le novità 2026 introdotte dall’Agenzia delle Entrate e i casi particolari.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Documenti 730 2026 per i redditi 2025: lista completa

    Dichiarazione dei redditi 730

    Indice dei contenuti

    1. Documenti personali e familiari
    2. Certificazioni dei redditi (CU, pensioni, altri redditi)
    3. Immobili e terreni
    4. Spese mediche e sanitarie
    5. Interessi passivi su mutui
    6. Spese di istruzione e universitarie
    7. Spese per asilo nido
    8. Premi assicurativi
    9. Attività sportive ragazzi (5-18 anni)
    10. Spese funebri
    11. Spese veterinarie
    12. Erogazioni liberali e donazioni
    13. Spese per assistenza personale
    14. Contributi previdenziali e assistenziali
    15. Contributi colf e badanti
    16. Fondi pensione e previdenza complementare
    17. Assegno di mantenimento
    18. Spese per adozione internazionale
    19. Versamenti F24 e acconti
    20. Contratti di locazione
    21. Ristrutturazione edilizia (bonus 50%)
    22. Risparmio energetico (Ecobonus)
    23. Bonus facciate
    24. Superbonus 110%
    25. Bonus mobili e elettrodomestici
    26. Contatti CAF Centro Fiscale Udine

    Ecco la lista completa e aggiornata dei documenti da portare al CAF per la compilazione del Modello 730/2026 (anno d’imposta 2025). Conserva questa pagina e usala come checklist prima dell’appuntamento.

    1. Documenti personali e familiari

    • Documento d’identità in corso di validità (carta d’identità o passaporto)
    • Codice fiscale / Tessera sanitaria del dichiarante
    • Codice fiscale del coniuge e dei familiari a carico (figli, altri familiari)
    • Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (730/2025 o Redditi PF 2025) con eventuali deleghe di versamento F24
    • Dati del datore di lavoro che effettuerà il conguaglio (denominazione, codice fiscale, indirizzo)
    • Certificazione ISEE 2026 (se necessaria per detrazioni/deduzioni specifiche)
    • Coordinate bancarie IBAN per accredito del rimborso (se senza sostituto d’imposta)
    • Credenziali SPID o CIE attiva (utile per il precompilato e per velocizzare la pratica)

    2. Certificazioni dei redditi

    • Certificazione Unica 2026 (CU) rilasciata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico
    • Certificazione Unica per collaborazioni, lavoro autonomo occasionale, borse di studio
    • Attestazione pensione estera (se percepita)
    • Redditi da fabbricati: canoni di locazione percepiti nel 2025, contratti registrati
    • Assegni periodici percepiti dall’ex coniuge (indicare codice fiscale di chi li versa)
    • Redditi diversi: compensi occasionali, redditi da attività sportive dilettantistiche, vendite immobiliari entro 5 anni, ecc.
    • Redditi da capitale: dividendi, interessi (se non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta)

    3. Immobili e terreni

    • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili e terreni posseduti
    • Atti di acquisto, vendita, donazione o successione avvenuti nel 2025
    • Contratti di locazione registrati e relativi canoni percepiti
    • Attestazione IMU versata nel 2025 (modelli F24)
    • Certificazione amministratore di condominio per quote di detrazione su parti comuni

    4. Spese mediche e sanitarie

    Detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro.

    • Scontrini farmacia con codice fiscale (farmaci da banco, medicinali SOP e OTC)
    • Fatture e ricevute di visite mediche specialistiche
    • Fatture per analisi di laboratorio, esami diagnostici, radiografie
    • Fatture dentista, oculista, fisioterapista, psicologo
    • Spese per dispositivi medici (occhiali, lenti a contatto, apparecchi acustici, protesi) con marcatura CE
    • Ticket sanitari del Servizio Sanitario Nazionale
    • Spese per ricovero ospedaliero (escluso il vitto)
    • Spese per assistenza infermieristica e riabilitativa
    • Spese sanitarie per familiari a carico o per patologie esenti

    Nota: il pagamento deve essere tracciabile (bancomat, carta, bonifico) per tutte le spese sanitarie, tranne farmaci e dispositivi medici che si possono pagare anche in contanti.

    5. Interessi passivi su mutui

    • Certificazione interessi passivi rilasciata dalla banca per l’anno 2025
    • Contratto di mutuo e atto di acquisto dell’immobile
    • Oneri accessori: spese notarili per il mutuo, perizia, istruttoria

    Detrazione del 19% sugli interessi fino a un massimo di 4.000 euro per l’acquisto dell’abitazione principale.

    6. Spese di istruzione e universitarie

    • Ricevute di pagamento rette scolastiche: scuola dell’infanzia, primaria, secondaria (max 800 euro per figlio)
    • Tasse universitarie: iscrizione, frequenza corsi di laurea, master, dottorati, specializzazione
    • Università non statali: la detrazione è limitata agli importi massimi stabiliti dal MIUR
    • Spese per mensa scolastica (con attestazione del Comune o della scuola)
    • Gite scolastiche, servizi di trasporto scolastico
    • Canoni di locazione per studenti universitari fuori sede (contratto registrato, università a oltre 100 km)

    7. Spese per asilo nido

    • Ricevute di pagamento asilo nido (pubblico o privato autorizzato)
    • Detrazione del 19% fino a un massimo di 632 euro per figlio
    • Indicare il codice fiscale del minore

    8. Premi assicurativi

    • Polizze vita e infortuni: ricevuta premio pagato nel 2025 (detrazione 19%, max 530 euro)
    • Polizze rischio non autosufficienza (max 1.291,14 euro)
    • Polizze rischio calamità naturali su immobili residenziali (detrazione 19%, senza limite)
    • Assicurazione contro eventi calamitosi stipulata contestualmente alla cessione del credito (superbonus)

    9. Attività sportive ragazzi (5-18 anni)

    • Ricevute o fatture per iscrizione e abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine
    • Detrazione del 19% fino a 210 euro per figlio
    • Devono risultare: denominazione della struttura, attività sportiva, dati del ragazzo, codice fiscale del pagante

    10. Spese funebri

    • Fatture per onoranze funebri sostenute nel 2025
    • Detrazione del 19% fino a un massimo di 1.550 euro per decesso
    • Spettante a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non parente

    11. Spese veterinarie

    • Fatture del veterinario e scontrini farmacia per medicinali veterinari
    • Detrazione del 19% con franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro

    12. Erogazioni liberali e donazioni

    • Donazioni a ONLUS, APS, ODV: ricevuta di versamento (bonifico, carta, assegno)
    • Donazioni a istituzioni religiose (max 1.032,91 euro)
    • Donazioni a partiti politici (da 30 a 30.000 euro)
    • Donazioni a università, enti di ricerca, fondazioni
    • Donazioni a enti dello spettacolo (Art Bonus: credito d’imposta 65%)

    Attenzione: tutte le donazioni devono essere effettuate con pagamento tracciabile per poter essere detratte/dedotte.

    13. Spese per assistenza personale

    • Spese per addetti all’assistenza personale (badanti) per soggetti non autosufficienti
    • Detrazione del 19% fino a 2.100 euro, se il reddito complessivo non supera 40.000 euro
    • Servono: fattura o ricevuta, certificazione medica di non autosufficienza

    14. Contributi previdenziali e assistenziali

    • Contributi INPS obbligatori (artigiani, commercianti, gestione separata)
    • Contributi INPS volontari (ricongiunzione, riscatto laurea)
    • Contributi previdenziali versati per familiari a carico
    • Contributi a casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.)

    I contributi previdenziali sono integralmente deducibili dal reddito complessivo (non detrazione, ma deduzione).

    15. Contributi colf e badanti

    • Ricevute dei bollettini INPS per contributi versati a colf, badanti, baby-sitter
    • Deducibili fino a un massimo di 1.549,37 euro annui
    • Copia del contratto di lavoro domestico

    16. Fondi pensione e previdenza complementare

    • Certificazione dei contributi versati al fondo pensione nel 2025
    • Deducibili fino a 5.164,57 euro annui
    • Per i lavoratori di prima occupazione dal 2007: possibile deduzione aggiuntiva fino a 2.582,29 euro nei primi 5 anni

    17. Assegno di mantenimento

    • Sentenza di separazione o divorzio (o accordo di negoziazione assistita)
    • Ricevute dei bonifici per l’assegno periodico versato all’ex coniuge
    • Codice fiscale dell’ex coniuge
    • L’assegno di mantenimento per l’ex coniuge è deducibile; la quota per i figli non è deducibile

    18. Spese per adozione internazionale

    • Certificazione dell’ente autorizzato (CIAI, Ai.Bi., ecc.) con il totale delle spese sostenute
    • Deducibili al 50% le spese certificate dall’ente

    19. Versamenti F24 e acconti

    • Modelli F24 relativi ai versamenti IRPEF effettuati nel 2025 (acconti e saldi)
    • Deleghe di pagamento per IMU, addizionali comunali e regionali
    • Cedolare secca: versamenti in acconto e saldo

    20. Contratti di locazione

    • Copia del contratto di affitto registrato
    • Ricevute dei canoni pagati nel 2025
    • Le detrazioni variano in base alla tipologia: contratto a canone concordato, giovani under 31, lavoratori che trasferiscono la residenza

    Detrazioni per lavori edilizi e risparmio energetico

    Per le spese relative a lavori edilizi serve portare tutta la documentazione relativa ai pagamenti e agli interventi effettuati.

    21. Ristrutturazione edilizia (bonus 50%)

    • Fatture delle imprese che hanno eseguito i lavori
    • Bonifici parlanti (bancari o postali) con causale specifica art. 16-bis TUIR
    • Comunicazione ASL (se prevista per sicurezza sul lavoro)
    • Titolo abilitativo: CILA, SCIA, permesso di costruire (o dichiarazione sostitutiva per edilizia libera)
    • Dati catastali dell’immobile
    • Detrazione del 50% su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per spese 2025). Dal 2026 riduzione al 36% su 48.000 euro per seconde case

    22. Risparmio energetico (Ecobonus)

    • Fatture e bonifici parlanti per interventi di efficientamento energetico
    • Asseverazione del tecnico abilitato
    • Attestato di Prestazione Energetica (APE) ante e post intervento
    • Scheda informativa inviata all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori
    • Le aliquote variano: 50% (infissi, caldaie a condensazione classe A), 65% (cappotto termico, pompe di calore, pannelli solari termici)

    23. Bonus facciate

    • Fatture e bonifici parlanti per interventi sulle facciate esterne
    • Il bonus facciate al 90% valeva per spese sostenute fino al 31/12/2022; al 60% per il 2022
    • Le rate residue in detrazione proseguono nei 10 anni successivi

    24. Superbonus 110%

    • Asseverazione tecnica e visto di conformità
    • Fatture e bonifici parlanti
    • Comunicazione ENEA
    • Delibera assembleare (per condomini)
    • Attestato APE ante e post intervento
    • Per spese 2025: aliquota ridotta al 65% (solo per lavori già avviati entro il 15/10/2024 con CILAS/titolo abilitativo)

    25. Bonus mobili e elettrodomestici

    • Fatture d’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe energetica minima richiesta)
    • Ricevuta di pagamento con carta di credito/debito o bonifico
    • Spetta solo se collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia
    • Detrazione del 50% su un massimo di 5.000 euro (per acquisti 2025)

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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    Viale Tullio 13 – 33100 Udine
    Tel: 0432 504641
    Email: info@centrofiscale.com

    Consiglio: presenta il prima possibile la dichiarazione per ottenere il rimborso in tempi rapidi. Le dichiarazioni presentate entro maggio-giugno permettono di ricevere il rimborso già a partire da luglio in busta paga o nel cedolino della pensione.

    Marzo 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-07 12:34:192026-05-31 14:13:50Documenti 730 2026 per i redditi 2025: lista completa
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 25 Ottobre e Come Correggere Errori

    Dichiarazione dei redditi 730

    Indice dei contenuti

    1. Cos’e il 730 integrativo
    2. Scadenza 25 ottobre 2026
    3. Quando serve il 730 integrativo
    4. Tipi di integrazione: Tipo 1 e Tipo 2
    5. Differenza tra 730 integrativo e 730 rettificativo
    6. Chi puo presentare il 730 integrativo
    7. Cosa succede al rimborso dopo l’integrazione
    8. Errore a sfavore: serve il Modello Redditi PF
    9. Modello Redditi PF correttivo nei termini
    10. Dichiarazione integrativa entro 5 anni
    11. Domande frequenti
    12. Contatta il CAF Centro Fiscale

    Hai presentato il 730 nel 2026 e ti sei accorto di aver dimenticato una spesa medica, una detrazione per i figli o un bonus edilizio? Niente panico: il 730 integrativo 2026 ti permette di correggere la dichiarazione dei redditi gia inviata, a patto che la correzione sia a tuo favore. In questa guida completa ti spieghiamo quando serve, come funziona, qual e la scadenza e cosa fare se invece l’errore e a sfavore del contribuente.

    Cos’e il 730 integrativo

    Il 730 integrativo e una dichiarazione dei redditi correttiva che il contribuente puo presentare quando, dopo aver inviato il modello 730 ordinario, si accorge di errori od omissioni che comportano un maggior credito, un minor debito o un’imposta invariata.

    In pratica, se hai dimenticato di inserire una spesa detraibile o deducibile, oppure hai commesso un errore di calcolo che ti ha penalizzato, puoi rimediare presentando il 730 integrativo. La normativa di riferimento e l’articolo 14 del D.M. 164/1999, che disciplina le modalita di assistenza fiscale.

    Attenzione: il 730 integrativo puo essere utilizzato solo quando la correzione produce un risultato favorevole al contribuente. Se l’errore comporta un maggior debito o un minor credito, la procedura e diversa (ne parliamo piu avanti nella sezione dedicata al Modello Redditi PF).

    Scadenza 25 ottobre 2026

    La scadenza per presentare il 730 integrativo 2026 e fissata al 25 ottobre 2026. Questa data vale per le dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2025, cioe per il 730 ordinario presentato entro il 30 settembre 2026.

    Ecco le date chiave da tenere a mente:

    AdempimentoScadenza
    730 ordinario (precompilato e non)30 settembre 2026
    730 integrativo25 ottobre 2026
    Modello Redditi PF correttivo nei termini30 novembre 2026
    Dichiarazione integrativa (entro 5 anni)31 dicembre 2030

    Superata la data del 25 ottobre, non sara piu possibile presentare il 730 integrativo. In quel caso, per correggere errori a proprio favore bisognera ricorrere al Modello Redditi PF correttivo nei termini (entro il 30 novembre) oppure alla dichiarazione integrativa entro i 5 anni successivi.

    Quando serve il 730 integrativo

    Il 730 integrativo si utilizza in tutti i casi in cui ti accorgi di aver commesso un errore che ti ha fatto pagare piu tasse del dovuto o ottenere un rimborso inferiore a quello spettante. Ecco le situazioni piu comuni:

    • Spese mediche dimenticate: fatture del dentista, visite specialistiche, farmaci o dispositivi medici non inseriti nel 730 originario
    • Detrazioni per figli a carico non inserite: errore nella compilazione dei familiari a carico o nella percentuale di spettanza
    • Bonus edilizi omessi: rate del bonus ristrutturazione, ecobonus o superbonus non indicate
    • Spese scolastiche o universitarie dimenticate: rette, mense scolastiche, trasporto studenti
    • Contributi previdenziali non dedotti: contributi versati a fondi pensione complementare o riscatto laurea
    • Interessi passivi del mutuo: rata del mutuo prima casa non inserita o inserita in misura errata
    • Donazioni e erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, partiti politici o istituzioni religiose non dichiarate
    • Errore nel sostituto d’imposta: indicazione di un datore di lavoro diverso da quello che deve effettuare il conguaglio

    In tutti questi casi, il 730 integrativo ti consente di recuperare le detrazioni o deduzioni dimenticate e ottenere il rimborso spettante direttamente in busta paga o nella rata di pensione.

    Tipi di integrazione: Tipo 1 e Tipo 2

    Esistono due tipologie di 730 integrativo, identificate con codici specifici che il CAF o il professionista abilitato devono indicare nella dichiarazione:

    730 integrativo Tipo 1 – Maggior credito o minor debito

    Il Tipo 1 si utilizza quando la correzione comporta un maggiore rimborso o un minore importo a debito rispetto al 730 originario. E il caso piu frequente: hai dimenticato una spesa detraibile e, correggendo la dichiarazione, il risultato finale migliora a tuo favore.

    Esempio pratico: nel 730 ordinario risultava un rimborso IRPEF di 350 euro. Dopo aver inserito le spese mediche dimenticate (2.000 euro di fatture), il 730 integrativo Tipo 1 ricalcola un rimborso di 700 euro. La differenza di 350 euro ti verra accreditata dal sostituto d’imposta.

    730 integrativo Tipo 2 – Sostituto d’imposta diverso

    Il Tipo 2 si utilizza quando l’unico errore riguarda i dati del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) indicato per il conguaglio. Non cambia l’importo del rimborso o del debito, ma solo chi deve effettuare il pagamento.

    Esempio pratico: hai cambiato lavoro a maggio 2026 e nel 730 ordinario hai indicato il vecchio datore di lavoro. Con il Tipo 2 correggi solo il sostituto, indicando il nuovo datore che effettuera il conguaglio.

    Esiste anche il Tipo 3, che combina entrambe le situazioni: la correzione comporta sia un risultato piu favorevole sia la modifica del sostituto d’imposta.

    Differenza tra 730 integrativo e 730 rettificativo

    Molti contribuenti confondono il 730 integrativo con il 730 rettificativo. Sebbene entrambi servano a correggere la dichiarazione, si tratta di due procedure distinte:

    Caratteristica730 Integrativo730 Rettificativo
    Chi lo presentaIl contribuente (tramite CAF)Il CAF o professionista d’ufficio
    MotivoErrore del contribuente (spese dimenticate, dati errati)Errore del CAF nella compilazione o nel calcolo
    IniziativaSu richiesta del contribuenteDi iniziativa del CAF che si accorge dell’errore
    ResponsabilitaDel contribuenteDel CAF (che paga eventuali sanzioni)
    Scadenza25 ottobre10 novembre

    In sintesi: se l’errore e tuo (hai dimenticato una spesa, hai sbagliato un dato), presenti il 730 integrativo. Se l’errore e stato commesso dal CAF durante l’elaborazione della dichiarazione, sara il CAF stesso a presentare il 730 rettificativo e a farsi carico delle eventuali conseguenze.

    Chi puo presentare il 730 integrativo

    Questa e una delle informazioni piu importanti e meno conosciute: il 730 integrativo NON puo essere presentato in autonomia dal contribuente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate.

    A differenza del 730 precompilato, che puoi compilare e inviare da solo, il 730 integrativo deve essere presentato obbligatoriamente tramite:

    • CAF (Centro di Assistenza Fiscale) – come il CAF Centro Fiscale
    • Professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, perito commerciale)

    Questo obbligo deriva dal fatto che il 730 integrativo richiede il visto di conformita, cioe la certificazione che i dati dichiarati corrispondono alla documentazione presentata. Solo i CAF e i professionisti abilitati possono apporre questo visto.

    Cosa portare al CAF per il 730 integrativo:

    • Copia del 730 ordinario gia presentato
    • Ricevuta di invio del 730 ordinario
    • Documentazione relativa alle spese o ai dati da integrare (fatture, ricevute, certificazioni)
    • Documento di identita e codice fiscale
    • Eventuale nuova CU se il sostituto d’imposta e cambiato

    Cosa succede al rimborso dopo l’integrazione

    Dopo la presentazione del 730 integrativo, il meccanismo del rimborso segue un percorso specifico che dipende dalla tempistica e dal tipo di integrazione:

    Se il conguaglio del 730 ordinario non e ancora avvenuto

    In questo caso, il sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS) ricevera direttamente il nuovo prospetto di liquidazione e applichera il conguaglio corretto. Riceverai l’intero rimborso aggiornato in un’unica soluzione.

    Se il conguaglio del 730 ordinario e gia stato effettuato

    Il sostituto d’imposta dovra effettuare un conguaglio aggiuntivo per la differenza tra il rimborso gia erogato e quello spettante dopo l’integrazione. Questo secondo conguaglio avviene generalmente nella busta paga di dicembre 2026 o gennaio 2027.

    Tempistiche indicative del rimborso:

    • Lavoratori dipendenti: il rimborso aggiuntivo arriva nella busta paga di dicembre 2026 o, al massimo, nella prima busta paga utile del 2027
    • Pensionati: il rimborso viene accreditato nella rata di pensione di dicembre 2026 o gennaio 2027, tramite conguaglio INPS
    • Senza sostituto d’imposta: il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempistiche piu lunghe (generalmente entro 6-8 mesi)

    Errore a sfavore: serve il Modello Redditi PF

    Se dopo aver inviato il 730 ti accorgi di un errore che comporta un maggior debito o un minor credito, il 730 integrativo non e lo strumento corretto. In questo caso devi presentare il Modello Redditi PF.

    Ecco le situazioni tipiche in cui l’errore e a sfavore del contribuente:

    • Redditi non dichiarati: hai dimenticato un reddito da locazione, una collaborazione occasionale o un reddito estero
    • Detrazioni indicate in eccesso: hai inserito spese non detraibili o importi superiori a quelli effettivi
    • Familiari a carico non spettanti: hai indicato come a carico un familiare che superava la soglia di reddito
    • Bonus fruiti senza diritto: hai usufruito di agevolazioni fiscali senza averne i requisiti

    Perche non si puo usare il 730 integrativo? La norma prevede espressamente che il 730 integrativo sia riservato alle correzioni a favore del contribuente. Per le correzioni a sfavore, il legislatore ha previsto il Modello Redditi PF, che consente anche il versamento delle maggiori imposte dovute tramite modello F24.

    Modello Redditi PF correttivo nei termini

    Il Modello Redditi PF correttivo nei termini e la dichiarazione che sostituisce il 730 quando la correzione e a sfavore del contribuente, oppure quando e scaduto il termine del 25 ottobre per il 730 integrativo.

    La scadenza per il Modello Redditi PF correttivo nei termini e il 30 novembre 2026. Ecco come funziona:

    1. Compilazione: si compila un nuovo Modello Redditi PF con tutti i dati corretti, non solo le modifiche
    2. Indicazione “correttiva nei termini”: nella casella apposita del frontespizio si barra la voce “Correttiva nei termini”
    3. Calcolo differenza: si calcola la differenza tra quanto gia versato/rimborsato e quanto effettivamente dovuto
    4. Versamento con F24: se risulta un maggior debito, si versa la differenza tramite modello F24 con i codici tributo appropriati
    5. Invio telematico: si invia tramite Entratel o Fisconline entro il 30 novembre

    Vantaggi del correttivo nei termini: presentando la correzione entro il 30 novembre 2026, non si applicano sanzioni per la dichiarazione infedele. E sufficiente versare la maggiore imposta dovuta con gli interessi legali calcolati dal giorno della scadenza originaria.

    Dichiarazione integrativa entro 5 anni

    Se ti accorgi dell’errore dopo il 30 novembre 2026, puoi ancora rimediare presentando una dichiarazione integrativa entro i 5 anni successivi alla presentazione della dichiarazione originaria.

    Questa possibilita e disciplinata dall’articolo 2, comma 8, del DPR 322/1998 e si applica sia alle integrazioni a favore che a sfavore del contribuente.

    Integrazione a favore (entro 5 anni)

    Se hai dimenticato spese detraibili e te ne accorgi dopo il 30 novembre, puoi presentare un Modello Redditi PF integrativo a favore. Il credito che emerge puo essere:

    • Utilizzato in compensazione tramite F24 nella dichiarazione successiva
    • Chiesto a rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate

    Integrazione a sfavore (entro 5 anni)

    Se l’errore e a sfavore, presentare spontaneamente la dichiarazione integrativa consente di beneficiare del ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte rispetto a quelle che si applicherebbero in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate:

    TempisticaSanzione ridotta
    Entro 90 giorni dalla scadenza1/9 del minimo (circa 27,78 euro)
    Entro 1 anno1/8 del minimo
    Entro 2 anni1/7 del minimo
    Oltre 2 anni1/6 del minimo
    Dopo notifica PVC1/5 del minimo

    E sempre conveniente correggere spontaneamente piuttosto che attendere un controllo dell’Agenzia delle Entrate, che comporterebbe sanzioni piene (dal 90% al 180% della maggiore imposta).

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

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    Domande frequenti sul 730 integrativo 2026

    Posso presentare il 730 integrativo da solo online?

    No. Il 730 integrativo puo essere presentato esclusivamente tramite un CAF o un professionista abilitato. Non e possibile utilizzare il portale dell’Agenzia delle Entrate o la dichiarazione precompilata per inviare un 730 integrativo. Questo perche e necessario il visto di conformita, che solo CAF e professionisti possono apporre.

    Quanto costa presentare il 730 integrativo al CAF?

    Il costo varia da CAF a CAF, ma generalmente si aggira tra i 30 e i 60 euro. Presso il CAF Centro Fiscale di Udine puoi richiedere un preventivo personalizzato. Considera che il costo del servizio e ampiamente ripagato dal maggior rimborso che ottieni grazie alla correzione.

    Quante volte posso presentare il 730 integrativo?

    Non c’e un limite al numero di 730 integrativi che puoi presentare, a patto che ciascuno sia presentato entro il 25 ottobre dell’anno di riferimento e che ogni integrazione sia a favore del contribuente. Ogni nuova dichiarazione integrativa sostituisce integralmente la precedente.

    Il 730 integrativo blocca il rimborso del 730 ordinario?

    Se il rimborso del 730 ordinario non e ancora stato erogato, il sostituto d’imposta attendera il nuovo prospetto di liquidazione del 730 integrativo ed eroghera direttamente il rimborso aggiornato. Se invece il rimborso originario e gia stato erogato, verra effettuato un conguaglio aggiuntivo per la differenza.

    Cosa succede se non correggo un errore a sfavore?

    Se non correggi spontaneamente un errore a sfavore, rischi un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. In quel caso, le sanzioni sono molto piu pesanti: dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta, oltre agli interessi. E quindi sempre consigliabile correggere volontariamente tramite ravvedimento operoso.

    Posso usare il 730 integrativo per aggiungere un reddito dimenticato?

    Solo se l’aggiunta del reddito dimenticato, combinata con altre correzioni, produce comunque un risultato a favore o invariato. Se l’aggiunta del reddito comporta un maggior debito, devi utilizzare il Modello Redditi PF. In caso di dubbio, il CAF ti aiutera a valutare quale strumento utilizzare.

    Devi correggere il 730? Rivolgiti al CAF Centro Fiscale

    Se hai bisogno di presentare un 730 integrativo 2026, correggere errori nella dichiarazione o verificare se hai diritto a detrazioni non ancora utilizzate, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

    I nostri operatori fiscali ti guideranno nella scelta dello strumento corretto – 730 integrativo, Modello Redditi PF correttivo o dichiarazione integrativa – e si occuperanno di tutta la pratica, dalla verifica della documentazione fino all’invio telematico.

    Contattaci per un appuntamento:

    • Sede: Via Maniago 2 – 33100 Udine
    • Telefono: 0432 504 903
    • Email: info@centrofiscale.com
    • Sito web: centrofiscale.com

    Non aspettare la scadenza del 25 ottobre: prima presenti il 730 integrativo, prima riceverai il rimborso che ti spetta.

    Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 09:00:002026-05-31 18:20:20730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 25 Ottobre e Come Correggere Errori
    NOTIZIE

    Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

    Dichiarazione dei redditi 730

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Detassazione dei Premi di Risultato
    2. Chi Può Beneficiare della Detassazione
    3. Quando il Datore Non Applica la Detassazione
    4. Come Recuperare nel 730/2026: Procedura
    5. Esempio Pratico di Risparmio Fiscale
    6. Scadenze per il Recupero

    Se hai ricevuto un premio di risultato nel 2025 e il tuo datore di lavoro non ha applicato la detassazione, puoi recuperare l’agevolazione fiscale nella dichiarazione dei redditi 730/2026. La detassazione dei premi di risultato consente di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece dell’IRPEF ordinaria, con un risparmio significativo per i lavoratori dipendenti.

    In questa guida, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega come funziona la detassazione, chi può beneficiarne e come recuperarla nel modello 730 se non è stata applicata correttamente in busta paga.

    Cos’è la Detassazione dei Premi di Risultato

    La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione fiscale che permette ai lavoratori dipendenti di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece delle aliquote IRPEF ordinarie (che possono arrivare fino al 43%) sui premi di produttività erogati dal datore di lavoro.

    I premi di risultato sono somme aggiuntive legate al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività o qualità definiti in accordi aziendali o territoriali. La detassazione si applica su importi fino a 3.000 euro annui (4.000 euro per aziende con coinvolgimento paritetico dei lavoratori).

    Requisiti fondamentali:

    • Reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente
    • Premio previsto da contrattazione collettiva aziendale o territoriale
    • Collegamento del premio a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione

    Chi Può Beneficiare della Detassazione

    Possono accedere alla detassazione dei premi di risultato i lavoratori dipendenti del settore privato che soddisfano questi criteri:

    1. Limite di reddito: reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente (2024 per i premi 2025) non superiore a 80.000 euro
    2. Contratto collettivo: il premio deve essere previsto da accordi aziendali o territoriali depositati presso la Direzione Territoriale del Lavoro
    3. Legame con risultati: il premio deve essere collegato a obiettivi misurabili di produttività, qualità o efficienza

    Esclusi dalla detassazione:

    • Dirigenti (salvo specifiche eccezioni)
    • Lavoratori con reddito superiore a 80.000 euro
    • Premi non collegati a obiettivi (premi discrezionali, aumenti fissi, mensilità aggiuntive)

    Quando il Datore Non Applica la Detassazione

    In alcuni casi, il datore di lavoro potrebbe non applicare l’imposta sostitutiva del 5% in busta paga, tassando il premio con le aliquote IRPEF ordinarie. Questo può accadere per:

    • Errore amministrativo o mancata conoscenza della normativa
    • Incertezza sui requisiti (ad esempio, dubbi sul rispetto del limite di reddito)
    • Mancata verifica della presenza di accordi aziendali validi
    • Scelta prudenziale del datore per evitare contestazioni

    In questi casi, il lavoratore ha diritto a recuperare la differenza tra l’imposta ordinaria pagata e l’imposta sostitutiva del 5%, presentando la dichiarazione dei redditi 730/2026.

    Come Recuperare nel 730/2026: Procedura

    Per recuperare la detassazione non applicata dal datore di lavoro, è necessario seguire questa procedura:

    1. Verificare i requisiti
    Controlla di avere tutti i requisiti:

    • Reddito 2024 sotto 80.000 euro
    • Premio previsto da contratto aziendale
    • Collegamento con obiettivi di produttività

    2. Raccogliere la documentazione
    Serve:

    • Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore (disponibile entro marzo 2026)
    • Contratto integrativo aziendale o accordo territoriale che prevede il premio
    • Busta paga con indicazione del premio e della tassazione applicata
    • Dichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi

    3. Compilare il modello 730/2026
    Nel quadro C del 730, alla colonna 5 (“Somme per premi di risultato”), va indicato:

    • L’importo del premio tassato ordinariamente
    • La richiesta di applicazione retroattiva dell’imposta sostitutiva del 5%

    4. Calcolo del rimborso
    L’Agenzia delle Entrate ricalcola l’imposta applicando l’aliquota del 5% e restituisce la differenza con il rimborso 730 o in compensazione.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica i requisiti, acquisisce la documentazione e compila il 730 per massimizzare il recupero.

    Esempio Pratico di Risparmio Fiscale

    Caso concreto:

    Mario ha percepito nel 2025:

    • Reddito annuo: 35.000 euro
    • Premio di risultato: 2.000 euro

    Il datore ha tassato il premio con IRPEF ordinaria (aliquota marginale 35% + addizionali), per un totale di circa 750 euro di imposte sul premio.

    Con la detassazione nel 730/2026:

    • Imposta sostitutiva 5%: 2.000 × 5% = 100 euro
    • Risparmio fiscale: 750 – 100 = 650 euro

    Mario recupera 650 euro nel rimborso del 730/2026.

    Altro esempio (premio massimo):

    Lucia, reddito 40.000 euro, ha ricevuto premio di 3.000 euro tassato ordinariamente (aliquota 35%):

    • Imposte pagate: circa 1.050 euro
    • Imposte con detassazione: 3.000 × 5% = 150 euro
    • Risparmio: 900 euro

    Il risparmio medio per chi recupera la detassazione varia tra 600 e 1.200 euro, a seconda dell’importo del premio e dell’aliquota IRPEF marginale.

    Scadenze per il Recupero

    Per recuperare la detassazione dei premi 2025, le scadenze sono:

    • Entro marzo 2026: il datore rilascia la Certificazione Unica con i dati dei premi erogati
    • Dal 30 aprile 2026: inizio periodo per presentare il 730/2026
    • Entro 30 settembre 2026: scadenza ordinaria per il 730/2026 precompilato
    • Entro 15 ottobre 2026: scadenza per chi presenta il 730 tramite CAF o professionista
    • Entro 31 ottobre 2026: scadenza per Redditi Persone Fisiche (in alternativa al 730)

    Attenzione: il recupero deve essere richiesto entro i termini di presentazione della dichiarazione. Se non viene indicato nel 730/2026, il diritto alla detassazione si perde (salvo presentare dichiarazione integrativa entro i termini di decadenza).

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Detassazione Premi

    Posso recuperare la detassazione anche se il datore l’ha tassata ordinariamente?

    Si, se hai i requisiti (reddito sotto 80.000 euro, premio da contratto aziendale, collegamento con produttivita) puoi recuperare la detassazione nel 730/2026, anche se il datore ha applicato IRPEF ordinaria in busta paga.

    Serve l’autorizzazione del datore per recuperare nel 730?

    No, non serve autorizzazione, ma e utile avere una dichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi di produttivita previsti dal contratto aziendale.

    Il CAF puo verificare se ho diritto alla detassazione?

    Si, il CAF Centro Fiscale verifica i requisiti, esamina la CU e il contratto aziendale, e compila il 730 per recuperare correttamente l’agevolazione.

    Se non presento il 730, perdo la detassazione?

    Si, se non richiedi il recupero nella dichiarazione dei redditi entro le scadenze, l’imposta ordinaria gia applicata resta definitiva e non puoi piu recuperare la differenza.

    La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione importante che permette di risparmiare fino a 1.000 euro o più sulle imposte. Se il tuo datore di lavoro non l’ha applicata in busta paga, puoi recuperarla nel 730/2026 seguendo la procedura corretta.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

    • Verificare i requisiti di accesso
    • Acquisire la documentazione necessaria
    • Compilare il 730 con il recupero della detassazione
    • Massimizzare il rimborso fiscale

    Non perdere questa opportunità di risparmio: contatta il CAF Centro Fiscale per la tua dichiarazione dei redditi.

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    Bonus Affitto 2026: Requisiti, Importi e Come Richiedere le Detrazioni

    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono le Detrazioni per l’Affitto
    2. Detrazione Affitto per Inquilini a Basso Reddito
    3. Detrazione Affitto Lavoratori Dipendenti Trasferiti
    4. Bonus Affitto Giovani Under 31
    5. Detrazione Affitto Studenti Fuori Sede
    6. Contributo Affitto Comunale e Regionale
    7. Requisiti ISEE per i Bonus Affitto 2026
    8. Cumulabilità tra i Diversi Bonus Affitto
    9. Come Richiedere le Detrazioni nel 730/2026
    10. Documenti Necessari per la Richiesta
    11. Esempi Pratici di Calcolo

    Il Bonus Affitto 2026 rappresenta un aiuto concreto per chi vive in affitto, permettendo di recuperare una parte del canone annuo attraverso detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi. Con l’aumento dei costi abitativi e la crescente difficoltà di accesso alla prima casa, le detrazioni per l’affitto diventano sempre più importanti per famiglie, giovani lavoratori e studenti fuori sede.

    In questa guida completa analizziamo tutte le detrazioni affitto disponibili nel 2026, i requisiti ISEE richiesti, gli importi spettanti e la procedura per richiederle nel modello 730 o Redditi PF. Scopriremo anche quali bonus sono cumulabili tra loro e quali documenti servono per non perdere l’agevolazione.

    Cosa Sono le Detrazioni per l’Affitto

    Le detrazioni per l’affitto sono agevolazioni fiscali previste dall’articolo 16 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) che permettono ai contribuenti che vivono in affitto di recuperare una parte del canone annuo versato, riducendo l’IRPEF dovuta.

    A differenza delle deduzioni (che riducono il reddito imponibile), le detrazioni riducono direttamente l’imposta da pagare, rendendo il beneficio più immediato e tangibile per il contribuente.

    Come funzionano le detrazioni affitto:

    • Si applicano sull’IRPEF lorda calcolata nella dichiarazione dei redditi
    • L’importo della detrazione varia in base alla tipologia di contratto, al reddito e all’età del contribuente
    • Vengono riconosciute solo per i contratti di locazione regolarmente registrati presso l’Agenzia delle Entrate
    • Si richiedono compilando il modello 730 o il modello Redditi PF (ex Unico)

    Tipologie di detrazioni affitto 2026:

    Il sistema fiscale italiano prevede diverse detrazioni affitto, ciascuna con requisiti specifici:

    1. Detrazione ordinaria per inquilini a basso reddito (art. 16, comma 1, TUIR)
    2. Detrazione lavoratori dipendenti trasferiti per motivi di lavoro (art. 16, comma 1-ter, TUIR)
    3. Bonus affitto giovani under 31 con reddito limitato (art. 16, comma 1-quinquies, TUIR)
    4. Detrazione studenti universitari fuori sede (art. 15, comma 1, lettera i-sexies, TUIR)

    Ogni detrazione ha importi massimi, requisiti di reddito e condizioni specifiche che analizzeremo nei prossimi paragrafi.

    Detrazione Affitto per Inquilini a Basso Reddito

    La detrazione ordinaria per l’affitto è prevista dall’articolo 16, comma 1, del TUIR e spetta ai contribuenti che hanno stipulato un contratto di locazione per l’abitazione principale con reddito complessivo non superiore a 30.987,41 euro.

    Importi della detrazione 2026:

    La detrazione varia in base al reddito complessivo secondo questa tabella:

    Reddito ComplessivoDetrazione Annua
    Fino a 15.493,71 euro300 euro
    Da 15.493,72 a 30.987,41 euro150 euro

    Requisiti per accedere alla detrazione:

    • Contratto di locazione regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate
    • L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale (residenza anagrafica)
    • Il reddito complessivo del contribuente non deve superare 30.987,41 euro
    • La detrazione spetta proporzionalmente ai mesi in cui l’immobile è stato adibito ad abitazione principale

    Importante: Questa detrazione non è cumulabile con la detrazione per l’abitazione principale (ex prima casa), ma può essere cumulata con altre detrazioni affitto specifiche (giovani, studenti) se ne ricorrono i requisiti.

    Calcolo proporzionale:

    Se il contribuente ha utilizzato l’immobile come abitazione principale solo per una parte dell’anno, la detrazione va ridotta proporzionalmente.

    Esempio: Se hai vissuto in affitto per 8 mesi su 12 e hai diritto a 300 euro di detrazione annua:

    300 euro × 8 / 12 = 200 euro di detrazione spettante

    Detrazione Affitto Lavoratori Dipendenti Trasferiti

    I lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro hanno diritto a una detrazione più elevata, prevista dall’articolo 16, comma 1-ter, del TUIR.

    Importo della detrazione 2026:

    • 991,60 euro annui per i primi 3 anni dal trasferimento

    Requisiti specifici:

    1. Essere lavoratore dipendente (no partite IVA o autonomi)
    2. Aver trasferito la residenza nel comune di lavoro o in uno dei comuni limitrofi
    3. Il trasferimento deve essere avvenuto per motivi di lavoro (assunzione, trasferimento aziendale, cambio sede)
    4. L’abitazione precedente deve trovarsi in un comune diverso da quello di lavoro
    5. Il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato
    6. Il reddito complessivo non deve superare 30.987,41 euro

    Durata del beneficio:

    La detrazione spetta per i primi 3 anni dalla data di trasferimento della residenza. Scaduto questo periodo, il contribuente può eventualmente accedere alla detrazione ordinaria (300 o 150 euro) se ne rispetta i requisiti reddituali.

    Quando decade il diritto:

    • Se il lavoratore acquista un immobile nello stesso comune
    • Se cessa il rapporto di lavoro che ha giustificato il trasferimento
    • Se il reddito supera la soglia di 30.987,41 euro

    Esempio pratico:

    Maria viene assunta a Milano nel marzo 2024 e si trasferisce da Napoli. Stipula un contratto di affitto registrato a Milano. Ha diritto a 991,60 euro di detrazione per gli anni 2024, 2025 e 2026. Dal 2027 potrà accedere alla detrazione ordinaria (300 o 150 euro) se rientra nei limiti di reddito.

    Bonus Affitto Giovani Under 31

    Il Bonus Affitto Giovani è una delle agevolazioni più importanti introdotte per aiutare i giovani ad accedere all’autonomia abitativa. Previsto dall’articolo 16, comma 1-quinquies, del TUIR, offre una detrazione significativamente più elevata rispetto a quella ordinaria.

    Importo della detrazione 2026:

    • 991,60 euro annui (pari a circa 82,63 euro al mese)
    • Detrazione spettante per i primi 4 anni di contratto

    Requisiti per accedere al bonus giovani:

    1. Età: tra i 20 e i 31 anni non compiuti (quindi fino a 30 anni e 364 giorni)
    2. Reddito complessivo: non superiore a 15.493,71 euro
    3. Contratto di locazione: per l’intera unità immobiliare o per una porzione di essa
    4. Abitazione principale: l’immobile deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitori
    5. Contratto registrato: il contratto deve essere regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate

    Importante: limite di reddito più restrittivo

    Rispetto alla detrazione ordinaria (limite 30.987,41 euro), il bonus giovani richiede un reddito massimo di 15.493,71 euro, quindi più della metà in meno. Questo limita l’accesso a giovani con redditi medio-bassi.

    Durata del beneficio:

    Il bonus spetta per un massimo di 4 anni, anche non consecutivi, a partire dalla data di stipula del contratto. Se il giovane cambia casa mantenendo i requisiti, può continuare a beneficiare del bonus fino al completamento dei 4 anni.

    Tabella riepilogativa Bonus Giovani:

    RequisitoValore
    Età minima20 anni
    Età massima30 anni (31 non compiuti)
    Reddito massimo15.493,71 euro
    Detrazione annua991,60 euro
    Durata massima4 anni
    Tipo contrattoAbitazione principale

    Esempio pratico:

    Luca, 28 anni, ha un reddito annuo di 14.000 euro e affitta un bilocale a Udine per 600 euro/mese (7.200 euro/anno). Ha diritto alla detrazione di 991,60 euro, che riduce l’IRPEF dovuta. Considerando che con un reddito di 14.000 euro l’aliquota IRPEF media è circa 23%, senza la detrazione pagherebbe circa 3.220 euro di IRPEF. Con la detrazione risparmia 991,60 euro, pagando solo 2.228,40 euro di IRPEF.

    Detrazione Affitto Studenti Fuori Sede

    La detrazione per studenti universitari fuori sede è prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies, del TUIR e spetta agli studenti iscritti a un corso di laurea presso un’università ubicata in un comune diverso da quello di residenza.

    Importo della detrazione 2026:

    • 19% del canone di locazione pagato annualmente
    • Importo massimo detraibile: 2.633 euro
    • Detrazione massima ottenibile: 500,27 euro (19% di 2.633 euro)

    Requisiti per accedere alla detrazione studenti:

    1. Iscrizione universitaria: corso di laurea, master, dottorato presso università statale o privata riconosciuta
    2. Distanza: l’università deve distare almeno 100 km dal comune di residenza dello studente
    3. Oppure: l’università si trova in una provincia diversa rispetto a quella di residenza
    4. Contratto di locazione o ospitalità: registrato a nome dello studente o del genitore
    5. Tipologie di contratto ammesse:
      • Contratto di locazione ordinario
      • Contratto a canone concordato
      • Contratto di ospitalità (studentati, collegi, residenze universitarie)
      • Contratto per posto letto in camera condivisa

    Chi può usufruire della detrazione:

    • Lo studente stesso se ha redditi propri e presenta dichiarazione
    • I genitori (o chi sostiene le spese) se lo studente è a carico fiscalmente

    Importante: criterio della distanza

    La detrazione spetta se si verifica almeno una delle seguenti condizioni:

    • L’università dista almeno 100 km dal comune di residenza
    • L’università si trova in una provincia diversa da quella di residenza

    Esempio: Uno studente residente a Udine (provincia di Udine) che studia a Trieste (provincia di Trieste, distanza 70 km) ha diritto alla detrazione perché, pur essendo la distanza inferiore a 100 km, l’università è in una provincia diversa.

    Calcolo della detrazione:

    Se lo studente paga un canone annuo di 4.800 euro (400 euro/mese):

    • Importo detraibile: massimo 2.633 euro (anche se il canone è superiore)
    • Detrazione spettante: 19% di 2.633 euro = 500,27 euro

    Se il canone annuo è inferiore a 2.633 euro, ad esempio 2.000 euro:

    • Detrazione spettante: 19% di 2.000 euro = 380 euro

    Contributo Affitto Comunale e Regionale

    Oltre alle detrazioni fiscali statali, esistono contributi per l’affitto erogati da Comuni e Regioni, finanziati dal Fondo Nazionale per il Sostegno all’Accesso alle Abitazioni in Locazione.

    Come funziona il contributo comunale:

    I Comuni pubblicano annualmente un bando per l’assegnazione di contributi a fondo perduto destinati a famiglie con difficoltà economiche che vivono in affitto. L’importo e i requisiti variano da Comune a Comune.

    Requisiti generali (possono variare localmente):

    1. Residenza anagrafica nel Comune che emana il bando
    2. Contratto di locazione regolare per abitazione principale
    3. ISEE entro limiti stabiliti dal bando (solitamente tra 16.000 e 26.000 euro)
    4. Incidenza del canone sul reddito: generalmente il canone annuo deve essere superiore al 14% del reddito familiare
    5. Assenza di proprietà immobiliari nel Comune o in Italia (salvo eccezioni)

    Importo del contributo:

    L’importo varia significativamente:

    • Range tipico: da 1.000 a 3.000 euro annui
    • Viene erogato in un’unica soluzione o in più tranche
    • Calcolato in percentuale del canone annuo o in base a fasce ISEE

    Procedura per richiedere il contributo:

    1. Monitorare i bandi: verificare sul sito del Comune di residenza la pubblicazione del bando (solitamente tra maggio e settembre)
    2. Presentare domanda: entro la scadenza indicata nel bando
    3. Allegare documentazione: ISEE, contratto di locazione, ricevute pagamenti, dichiarazione redditi
    4. Graduatoria: il Comune pubblica una graduatoria in base a punteggi (ISEE, numero figli, disabilità, ecc.)
    5. Erogazione: chi rientra in graduatoria riceve il contributo

    Cumulabilità con detrazioni fiscali:

    Il contributo affitto comunale/regionale è CUMULABILE con le detrazioni fiscali statali (bonus giovani, detrazione ordinaria, detrazione studenti). Sono due benefici distinti:

    • Detrazione fiscale: riduce l’IRPEF dovuta
    • Contributo comunale: è un contributo economico a fondo perduto

    Esempio pratico:

    Una famiglia con ISEE di 18.000 euro, canone annuo di 7.200 euro, può:

    • Richiedere la detrazione ordinaria di 300 euro (se reddito sotto 15.493,71 euro) o 150 euro
    • Richiedere il contributo comunale di 2.000 euro (se in graduatoria)
    • Totale beneficio: fino a 2.300 euro

    Requisiti ISEE per i Bonus Affitto 2026

    Molti bonus affitto richiedono il calcolo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) per verificare i requisiti di accesso. Ecco una tabella riepilogativa dei limiti ISEE per ogni agevolazione.

    Tabella requisiti ISEE e reddito per Bonus Affitto 2026:

    Bonus/DetrazioneLimite RedditoLimite ISEENote
    Detrazione ordinaria30.987,41 euroNon richiestoReddito complessivo
    Detrazione lavoratori trasferiti30.987,41 euroNon richiestoReddito complessivo
    Bonus giovani under 3115.493,71 euroNon richiestoReddito complessivo
    Detrazione studentiNessun limiteNon richiestoSpetta anche con redditi alti
    Contributo comunaleVariabile16.000-26.000 euroVaria per Comune

    Importante: differenza tra reddito complessivo e ISEE

    • Reddito complessivo: è il reddito dichiarato nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi), che include stipendi, pensioni, redditi da immobili, redditi finanziari, ecc.
    • ISEE: è un indicatore che considera redditi, patrimoni mobiliari e immobiliari, composizione del nucleo familiare. Serve per accedere a prestazioni sociali e contributi comunali.

    Come ottenere l’ISEE 2026:

    1. Presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presso:

    • CAF o patronato (servizio gratuito)
    • Online sul sito INPS con SPID
    • Commercialista

    2. Tempi di rilascio: circa 10 giorni lavorativi dalla presentazione della DSU

    ISEE corrente:

    Se hai subito una riduzione significativa del reddito (perdita lavoro, riduzione stipendio oltre il 25%), puoi richiedere l’ISEE Corrente, che considera i redditi degli ultimi 12 mesi o 2 mesi, invece di quelli dell’anno precedente. Questo può permetterti di rientrare nei limiti per il contributo affitto anche se nel 2024 avevi redditi più alti.

    Cumulabilità tra i Diversi Bonus Affitto

    È importante capire quali bonus affitto si possono sommare e quali si escludono a vicenda. Ecco le regole di cumulabilità per il 2026.

    Regola generale:

    Le detrazioni fiscali statali (ordinaria, giovani, lavoratori trasferiti) NON sono cumulabili tra loro: bisogna scegliere quella più vantaggiosa.

    Il contributo comunale/regionale è cumulabile con tutte le detrazioni fiscali perché è un beneficio diverso (contributo a fondo perduto vs riduzione IRPEF).

    Tabella cumulabilità:

    Bonus 1Bonus 2Cumulabili?
    Detrazione ordinariaBonus giovani under 31❌ NO
    Detrazione ordinariaDetrazione lavoratori trasferiti❌ NO
    Detrazione ordinariaDetrazione studenti❌ NO
    Bonus giovani under 31Detrazione lavoratori trasferiti❌ NO
    Bonus giovani under 31Detrazione studenti❌ NO
    Detrazione studentiDetrazione lavoratori trasferiti❌ NO
    Qualsiasi detrazione fiscaleContributo comunale✅ SÌ
    Detrazione affittoDetrazione mutuo prima casa❌ NO

    Quale detrazione scegliere:

    Se hai i requisiti per più detrazioni, scegli quella con importo più alto:

    1. Bonus giovani under 31: 991,60 euro/anno (se hai tra 20 e 30 anni e reddito sotto 15.493,71 euro)
    2. Detrazione lavoratori trasferiti: 991,60 euro/anno (primi 3 anni)
    3. Detrazione studenti: fino a 500,27 euro/anno (19% di max 2.633 euro)
    4. Detrazione ordinaria: 300 euro/anno (reddito fino a 15.493,71 euro) o 150 euro/anno (reddito 15.493,72-30.987,41 euro)

    Come Richiedere le Detrazioni nel 730/2026

    Per ottenere le detrazioni affitto è necessario indicarle nella dichiarazione dei redditi, compilando il modello 730 o il modello Redditi PF. Ecco la procedura passo-passo.

    Step 1: Verifica i requisiti

    Prima di compilare il 730, assicurati di avere:

    • Contratto di locazione regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate
    • Requisiti di reddito/età per la detrazione scelta
    • Residenza anagrafica nell’immobile affittato (per detrazioni diverse da quella studenti)

    Step 2: Raccogli i documenti

    Dovrai avere a disposizione:

    • Copia del contratto di locazione con numero e data di registrazione
    • Ricevute dei pagamenti del canone (bonifici, ricevute affitto)
    • Codice fiscale del locatore (proprietario di casa)
    • Estremi catastali dell’immobile (se richiesti)

    Step 3: Compila il modello 730/2026

    Le detrazioni affitto si indicano nella Sezione VI – Oneri e Spese del modello 730.

    Dove indicare le detrazioni nel 730:

    DetrazioneRighi 730Codice
    Detrazione ordinaria inquiliniRighi E71-E72Codice 1
    Detrazione lavoratori trasferitiRighi E71-E72Codice 2
    Bonus giovani under 31Righi E71-E72Codice 4
    Detrazione studenti fuori sedeRighi E8-E10Codice 18

    Scadenze 730/2026:

    • Dal 15 aprile al 30 settembre 2026: invio modello 730 ordinario
    • Entro il 30 giugno: per avere il rimborso in busta paga a luglio
    • Entro il 30 settembre: per avere il rimborso entro novembre-dicembre

    Documenti Necessari per la Richiesta

    Per richiedere le detrazioni affitto nel 730/2026, è fondamentale conservare e presentare al CAF o al commercialista la seguente documentazione.

    Documenti obbligatori per TUTTE le detrazioni affitto:

    1. Contratto di locazione registrato
      • Copia del contratto firmato da entrambe le parti
      • Ricevuta di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate con numero e data
      • Se registrazione telematica: stampa della ricevuta con protocollo
    2. Attestazione pagamenti canone
      • Ricevute di affitto firmate dal locatore per ogni mese
      • Oppure estratto conto bancario con bonifici (causale: “Pagamento canone locazione [MESE]”)
      • Oppure ricevute postali (vaglia, bollettino)
    3. Dati anagrafici e fiscali
      • Codice fiscale del conduttore (inquilino)
      • Codice fiscale del locatore (proprietario)
      • Dati catastali dell’immobile (se disponibili)

    Checklist documenti prima del 730:

    ✅ Contratto registrato con ricevuta
    ✅ 12 ricevute pagamenti/bonifici (gennaio-dicembre 2025)
    ✅ Codice fiscale proprietario
    ✅ Certificato residenza (se richiesto)
    ✅ Documenti specifici per tipo detrazione (trasferimento lavoro, iscrizione università, ecc.)
    ✅ Dichiarazione redditi anno precedente (730/2025)
    ✅ ISEE 2026 (solo se richiesto contributo comunale)

    Consiglio: Porta tutti i documenti al CAF con anticipo (aprile-maggio) per evitare code a giugno.

    Esempi Pratici di Calcolo

    Vediamo alcuni esempi concreti per capire meglio come funzionano le detrazioni affitto e quanto si può risparmiare realmente.

    Esempio 1 – Giovane lavoratore con Bonus Under 31

    Situazione:

    • Nome: Sofia
    • Età: 27 anni
    • Reddito annuo: 14.500 euro (lavoro dipendente)
    • Canone affitto: 450 euro/mese = 5.400 euro/anno
    • Contratto registrato dal 1° gennaio 2026

    Detrazione applicabile:

    Bonus giovani under 31 = 991,60 euro/anno

    Risparmio: 991,60 euro (pari al 18% del canone annuo)

    Beneficio netto: Sofia recupera circa 2 mesi di affitto grazie alla detrazione.


    Esempio 2 – Studente universitario fuori sede

    Situazione:

    • Nome: Marco
    • Età: 21 anni
    • Studente a Bologna, residente a Udine (distanza 280 km)
    • Canone affitto camera: 320 euro/mese = 3.840 euro/anno
    • Reddito part-time: 5.000 euro/anno
    • Presenta 730, ma usa detrazione il padre (Marco è a carico)

    Detrazione applicabile:

    Detrazione studenti = 19% di massimo 2.633 euro

    • Canone pagato: 3.840 euro
    • Importo detraibile: 2.633 euro (massimale)
    • Detrazione: 19% di 2.633 = 500,27 euro

    Risparmio: 500,27 euro (pari al 13% del canone annuo)


    Esempio 3 – Famiglia con reddito basso + contributo comunale

    Situazione:

    • Famiglia di 3 persone (2 adulti + 1 figlio)
    • Reddito complessivo: 22.000 euro
    • ISEE: 18.500 euro
    • Canone affitto: 650 euro/mese = 7.800 euro/anno
    • Richiedono contributo comunale affitto (importo medio: 2.000 euro)

    Beneficio totale:

    • Detrazione IRPEF: 150 euro
    • Contributo comunale: 2.000 euro
    • Totale: 2.150 euro

    Incidenza sul canone:

    • Canone annuo: 7.800 euro
    • Benefici: 2.150 euro
    • Canone netto effettivo: 5.650 euro (pari a 470 euro/mese)

    Risparmio percentuale: 27,5% del canone annuo


    Tabella comparativa risparmio annuo:

    DetrazioneImporto Annuo% Canone (esempio 6.000 euro/anno)
    Bonus giovani under 31991,60 euro16,5%
    Detrazione lavoratori trasferiti991,60 euro16,5%
    Detrazione studentiMax 500,27 euro8,3%
    Detrazione ordinaria (reddito basso)300 euro5%
    Detrazione ordinaria (reddito medio)150 euro2,5%

    Conclusione esempi:

    Come si vede dagli esempi, le detrazioni affitto possono far risparmiare da 150 a quasi 1.000 euro all’anno, con un impatto significativo sul bilancio familiare. Il beneficio maggiore spetta ai giovani under 31 con reddito contenuto e ai lavoratori trasferiti, che possono recuperare fino al 16-17% del canone annuo.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Bonus Affitto 2026

    Posso avere la detrazione affitto se il contratto non è registrato?

    No, la detrazione affitto spetta solo se il contratto di locazione è regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Se il contratto non è registrato, devi provvedere alla registrazione (anche in ritardo pagando sanzioni) prima di poter richiedere la detrazione.

    Il bonus affitto giovani under 31 è cumulabile con la detrazione studenti?

    No, non sono cumulabili. Se hai i requisiti per entrambe le detrazioni, devi scegliere quella più vantaggiosa. Generalmente il bonus giovani (991,60 euro) conviene di più rispetto alla detrazione studenti (max 500,27 euro).

    Come faccio a sapere se ho diritto al contributo affitto comunale?

    Verifica sul sito del tuo Comune di residenza la pubblicazione del bando per il contributo affitto (solitamente tra maggio e settembre). I requisiti tipici sono: ISEE entro 16.000-26.000 euro, contratto registrato, residenza nel Comune, assenza di proprietà immobiliari.

    Posso usare la detrazione affitto se vivo in affitto ma ho una casa di proprietà altrove?

    Dipende dal tipo di detrazione. Per la detrazione ordinaria e il bonus giovani, generalmente non puoi avere altre abitazioni di proprietà nello stesso comune. Per la detrazione studenti non c’è questo vincolo. Verifica i requisiti specifici per ogni bonus.

    Se cambio casa durante l’anno, perdo il diritto alla detrazione?

    No, non perdi il diritto. La detrazione viene calcolata proporzionalmente ai giorni in cui hai vissuto in affitto. Se hai due contratti nello stesso anno, puoi sommare i giorni. Importante che entrambi i contratti siano regolarmente registrati.


    Richiedi Assistenza per il Bonus Affitto 2026

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alle detrazioni affitto e a compilare correttamente il modello 730/2026.

    I nostri servizi includono:

    • Verifica requisiti per bonus affitto giovani, studenti, lavoratori trasferiti
    • Calcolo ISEE 2026 per contributi comunali
    • Compilazione 730/2026 con tutte le detrazioni spettanti
    • Assistenza per bandi contributi affitto comunali e regionali
    • Registrazione contratti di locazione all’Agenzia delle Entrate
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