Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: 730

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Modello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti Brevi

Dichiarazione dei redditi 730

Il quadro B del modello 730/2026 e la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati: e qui che il contribuente con una o piu unita immobiliari (prima casa, seconda casa, abitazione locata, comodato gratuito, affitti brevi) deve riportare rendite catastali, periodi di possesso e canoni percepiti nel 2025. La compilazione sembra semplice ma nasconde insidie, soprattutto da quando e diventato operativo il CIN (Codice Identificativo Nazionale) per le locazioni brevi e le strutture ricettive.

In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le regole aggiornate per compilare correttamente il quadro B nel 730/2026 (anno d’imposta 2025): codici utilizzo, esclusioni, regole IMU/IRPEF, cedolare secca e la novita CIN che riguarda chi affitta anche per pochi giorni l’anno.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il quadro B e a chi serve
  2. Cosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)
  3. Novita CIN per affitti brevi e turistici
  4. Esclusioni dal quadro B
  5. IMU vs IRPEF: cosa cambia
  6. Cedolare secca per le locazioni
  7. Errori piu comuni da evitare
  8. Come compilare con il CAF Centro Fiscale
  9. Domande frequenti (FAQ)

Cos’e il quadro B e a chi serve

Il quadro B del modello 730 e dedicato ai redditi dei fabbricati, ovvero ai redditi fondiari prodotti dalle unita immobiliari urbane iscritte nel Catasto edilizio urbano. La sua funzione e duplice: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di calcolare l’IRPEF dovuta sui redditi degli immobili, dall’altro garantisce la corretta applicazione del rapporto tra IMU e IRPEF (che dal 2014 si escludono a vicenda sugli immobili non locati, salvo eccezioni).

Chi deve compilare il quadro B

  • Proprietari di fabbricati situati in Italia iscritti o iscrivibili in catasto;
  • Titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie);
  • Soci di societa semplici che producono redditi di fabbricati;
  • Locatari in caso di locazione breve effettuata in qualita di sublocatori o comodatari (per i canoni percepiti).

Casi di esonero

Non e tenuto a compilare il quadro B (e quindi puo restare esonerato dalla dichiarazione, salvo altri obblighi) chi possiede esclusivamente:

  • L’abitazione principale (con eventuali pertinenze) non di lusso, su cui paga IMU agevolata o e esente, e ha solo redditi da lavoro dipendente o pensione gia tassati alla fonte;
  • Fabbricati per cui sussistono cause di esenzione IRPEF totale (fabbricati rurali strumentali con codice 17, immobili in costruzione, ecc.).

Cosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)

Il quadro B si articola in due sezioni: la Sezione I (righi da B1 a B11) per i dati anagrafici e catastali di ciascun immobile, e la Sezione II per i dati relativi ai contratti di locazione. Vediamo i campi principali.

Sezione I – Dati identificativi dell’immobile

  • Colonna 1 – Rendita catastale: si indica la rendita non rivalutata risultante dalla visura catastale; il sistema applica automaticamente la rivalutazione del 5%;
  • Colonna 2 – Codice utilizzo: il dato piu importante; dipende dall’uso effettivo dell’immobile (vedi tabella sotto);
  • Colonna 3 – Giorni di possesso: massimo 365; in caso di acquisto/vendita nell’anno si indicano i giorni effettivi;
  • Colonna 4 – Percentuale di possesso: 100% se proprietario unico, quota effettiva in caso di comproprieta;
  • Colonna 5 – Codice canone: indica il regime di tassazione del canone (cedolare 21%, 10%, IRPEF ordinaria, ecc.);
  • Colonna 6 – Canone di locazione: per gli immobili dati in affitto, importo del canone annuale rapportato ai giorni e alla percentuale di possesso;
  • Colonna 7 – Casi particolari: per immobili di interesse storico/artistico, immobili inagibili, ecc.;
  • Colonne 8-12: continuazione, codice comune, abitazione principale, immobili antisismici, cedolare secca, esenzioni IMU.

I codici utilizzo piu importanti

CodiceSignificato
1Abitazione principale
2Immobile a disposizione (seconda casa non locata)
3Immobile locato in regime di libero mercato (canone libero)
4Canone concordato con cedolare secca
5Pertinenza abitazione principale (box, cantina, soffitta)
8Immobile locato in regime convenzionale (equo canone)
9Altri usi (es. unita non utilizzata in attesa di destinazione)
10Abitazione concessa in uso gratuito a familiare residente
11Locazione parziale (parte affittata, parte abitata)
12Immobile di interesse storico-artistico locato
16Immobile situato in Comune colpito da calamita (esente)
17Immobile rurale strumentale (esente IRPEF)
18Immobile in Provincia di Trento o Bolzano soggetto a IMI/IMIS
19Immobile esente per enti non commerciali

Attenzione: per le locazioni brevi (durata fino a 30 giorni) c’e un trattamento dedicato; il codice utilizzo e il 3 (libero mercato) o, se si opta per la cedolare, il 4, ma il dato si combina con la sezione II e con il nuovo riquadro per il CIN (vedi paragrafo dedicato).

Sezione II – Dati dei contratti di locazione

In Sezione II vanno indicati gli estremi di registrazione del contratto (data, numero, serie, codice ufficio) o, in alternativa, gli estremi della denuncia/comunicazione presentata. Per gli affitti brevi sotto i 30 giorni la registrazione del contratto non e obbligatoria, ma resta l’obbligo di comunicazione di alloggiati alla Questura e l’indicazione del CIN nelle pubblicita e nei contratti.

Novita CIN: il Codice Identificativo Nazionale per affitti brevi e turistici

La principale novita che impatta il quadro B 730/2026 e l’obbligo del CIN – Codice Identificativo Nazionale, introdotto dall’art. 13-ter del DL 145/2023 (decreto Anticipi) e diventato pienamente operativo nel corso del 2025 dopo l’avvio della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo.

Cos’e il CIN e a cosa serve

Il CIN e un codice alfanumerico univoco assegnato a ciascuna unita immobiliare destinata a:

  • Locazione per finalita turistiche (ai sensi della L. 431/1998);
  • Locazioni brevi di durata non superiore a 30 giorni (DL 50/2017);
  • Strutture ricettive turistiche alberghiere ed extralberghiere (B&B, agriturismi, affittacamere, case vacanza).

Il codice deve essere esposto all’esterno dello stabile e indicato in tutti gli annunci pubblicitari (siti, portali OTA come Airbnb e Booking, social media) e nei contratti.

Come ottenere il CIN

Il CIN si ottiene gratuitamente accedendo al portale BDSR del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it) tramite SPID o CIE. Occorre inserire i dati catastali dell’immobile, i requisiti di sicurezza (estintori, rilevatori di gas e CO) e i dati del titolare. Il rilascio e immediato.

Come si dichiara il CIN nel 730/2026

Nel modello 730/2026, per gli immobili destinati a locazioni brevi (codice utilizzo 3 o 4) e necessario riportare il CIN nell’apposita colonna del quadro B, in corrispondenza dell’unita immobiliare interessata. La compilazione del campo CIN e obbligatoria: la sua mancanza puo far scattare i controlli automatici incrociati tra Agenzia delle Entrate e Banca dati strutture ricettive.

Sanzioni per chi non rispetta gli obblighi CIN

  • Mancata richiesta del CIN: sanzione amministrativa indicativamente da 800 a 8.000 euro per ciascuna struttura/immobile (l’importo varia in base alla dimensione della struttura – da verificare con il decreto attuativo aggiornato);
  • Mancata esposizione del CIN all’esterno o nelle pubblicita: sanzione indicativamente da 500 a 5.000 euro per ciascuna inserzione/struttura;
  • Affitti brevi senza CIN: in caso di accertamento, l’amministrazione puo procedere alla rimozione dell’annuncio dai portali e al recupero delle imposte.

Per gli importi esatti delle sanzioni e le scadenze aggiornate, fare riferimento al sito ufficiale del Ministero del Turismo e all’Agenzia delle Entrate.

Esclusioni dal quadro B: cosa NON va dichiarato

Non tutti gli immobili posseduti generano un reddito da dichiarare nel quadro B. Sono esclusi:

  • Immobili in costruzione o in ristrutturazione: fino al termine dei lavori e all’accatastamento, non producono reddito imponibile (purche siano effettivamente non utilizzati);
  • Immobili posseduti da societa di persone o di capitali nell’esercizio dell’attivita d’impresa (vanno nel quadro RB del modello Redditi PF/SC);
  • Immobili oggetto di sequestro o confisca finche perdura il provvedimento;
  • Fabbricati rurali strumentali (codice utilizzo 17): se rispettano i requisiti del DM 26/7/2012, sono esenti IRPEF perche il reddito e gia compreso in quello dominicale del terreno;
  • Immobili esenti IMU/IRPEF a seguito di terremoti recenti (codice 16), nei Comuni indicati dalle ordinanze di Protezione civile;
  • Immobili destinati esclusivamente all’esercizio del culto e relative pertinenze.

Anche gli immobili totalmente inagibili o collabenti (categoria catastale F/2) non concorrono a formare reddito ma vanno comunque indicati con il codice 9 e l’opportuno codice “casi particolari”.

IMU vs IRPEF: il principio di alternativita

Una delle regole piu importanti per la compilazione corretta del quadro B e il principio di alternativita IMU/IRPEF: dal 2014, l’IMU sostituisce l’IRPEF e relative addizionali su tutti gli immobili non locati. Vediamo gli scenari principali.

Abitazione principale

  • Categoria non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7): esente IMU (regola generale) e esente IRPEF;
  • Categoria di lusso (A/1, A/8, A/9): IMU dovuta con aliquota agevolata, IRPEF non dovuta sul reddito dell’abitazione (sostituita da IMU).

Seconda casa non locata

Se l’immobile e nello stesso Comune dell’abitazione principale: paga IMU + e dovuta IRPEF al 50% della rendita catastale rivalutata maggiorata di 1/3 (codice utilizzo 2). Se invece e in altro Comune: paga solo IMU, IRPEF non dovuta.

Immobile locato

Se l’immobile e locato: si paga IMU e IRPEF (o cedolare secca) sul canone. L’alternativita non opera per gli immobili che producono reddito da locazione.

Cedolare secca per le locazioni: aliquote 2026

La cedolare secca e un regime sostitutivo opzionale che consente di tassare il canone di locazione con un’aliquota fissa, escludendolo dal reddito complessivo IRPEF. E spesso piu vantaggioso, soprattutto per chi ha aliquote IRPEF medio-alte. Le aliquote in vigore nel 2026 (per i redditi 2025) sono:

Tipologia contrattoAliquota
Canone libero (4+4 anni)21%
Canone concordato (3+2) in Comuni ad alta tensione abitativa10%
Affitti brevi – primo immobile destinato a locazione breve21%
Affitti brevi – dal secondo al quarto immobile26%
Affitti brevi – oltre 4 immobili (attivita imprenditoriale)Non si applica la cedolare; obbligo P.IVA

Vantaggi cedolare secca: aliquota fissa indipendente dagli scaglioni IRPEF, esclusione del canone dal reddito complessivo (utile per ISEE e detrazioni), nessuna imposta di registro e di bollo annuale.

Svantaggi: rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone per la durata dell’opzione, perdita delle detrazioni per canoni di locazione (lato inquilino), e canone non concorre alla formazione del reddito utile per altre agevolazioni.

L’opzione si esercita in dichiarazione barrando l’apposita casella in colonna “Cedolare secca” del quadro B (codice canone 3 per la cedolare 21%, codice 4 per il 10% concordato).

Errori piu comuni da evitare nel quadro B

  • Dimenticare il CIN per gli immobili affittati con contratti di locazione breve: il sistema dei controlli automatizzati ora incrocia i dati con la BDSR;
  • Confondere abitazione principale con prima casa: la “prima casa” e una nozione fiscale legata all’acquisto (agevolazioni 2%/4%); l'”abitazione principale” e la dimora abituale e residenza anagrafica del contribuente. Solo quest’ultima beneficia del codice 1;
  • Errato calcolo del periodo di possesso in caso di compravendita: i giorni vanno calcolati dalla data del rogito (incluso il giorno per il venditore o per l’acquirente, mai entrambi);
  • Mancata indicazione di immobili posseduti per pochi mesi: anche un immobile ereditato a novembre o acquistato a dicembre va dichiarato con i giorni effettivi;
  • Errore sulla percentuale di possesso in caso di comproprieta: ogni comproprietario dichiara solo la propria quota;
  • Omessa indicazione delle pertinenze (codice 5): box, cantina, soffitta vanno indicati separatamente con il loro identificativo catastale;
  • Cedolare secca dichiarata male: non basta barrare la casella, serve aver inviato il modello RLI all’Agenzia delle Entrate alla registrazione del contratto.

Compila il quadro B con il CAF Centro Fiscale di Udine

Compilare il quadro B in autonomia puo essere rischioso: tra codici utilizzo, novita CIN, scelte di cedolare secca e principio di alternativita IMU/IRPEF, e facile commettere errori che si traducono in sanzioni o accertamenti. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori si occupano di tutto, dal controllo delle visure catastali all’invio telematico del 730.

Documenti necessari per il quadro B

  • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili posseduti (anche pertinenze);
  • Atti di acquisto/vendita intervenuti nel 2025;
  • Atti di successione o donazione ricevuti nel 2025;
  • Contratti di locazione registrati e relative ricevute di pagamento dell’imposta di registro (per chi non ha optato per la cedolare);
  • Eventuali contratti di locazione breve e codice CIN assegnato all’immobile;
  • F24 IMU pagati nel 2025 (acconto giugno + saldo dicembre);
  • Modello RLI presentato all’Agenzia delle Entrate per l’opzione cedolare secca (se applicabile).

Vantaggi del CAF Centro Fiscale

  • Visto di conformita: ti garantiamo la correttezza formale della dichiarazione e ci assumiamo la responsabilita fiscale verso l’Agenzia delle Entrate;
  • Controllo incrociato dei dati catastali con quanto comunicato dall’Agenzia;
  • Assistenza per il CIN: ti aiutiamo a richiederlo e a gestirlo correttamente in dichiarazione;
  • Calcolo della convenienza tra cedolare secca e IRPEF ordinaria;
  • Rispetto delle scadenze: il 730/2026 va inviato entro il 30 settembre 2026.

Prenota l’appuntamento per il tuo 730/2026

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste passo passo nella compilazione del modello 730/2026, anche per i casi piu complessi del quadro B (affitti brevi, CIN, cedolare secca, immobili in comproprieta).

  • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Servizio dedicato: Modello 730 Dichiarazione dei Redditi

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Devo dichiarare la prima casa nel quadro B del 730/2026?

Si, l’abitazione principale (con codice utilizzo 1) e relative pertinenze (codice 5) vanno indicate, ma se non e di lusso (categorie A/1, A/8, A/9) il reddito e azzerato grazie alla deduzione equivalente alla rendita rivalutata. Resta comunque un’indicazione obbligatoria per il quadro complessivo del patrimonio.

Cos’e il CIN e quando va indicato nel 730/2026?

Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) e il codice univoco assegnato dal Ministero del Turismo a ogni unita immobiliare destinata a locazione breve, locazione turistica o struttura ricettiva. Va indicato nel quadro B del 730/2026 in corrispondenza dell’immobile interessato, accanto al codice utilizzo 3 o 4.

Posso usare la cedolare secca anche per gli affitti brevi?

Si, ma con un’avvertenza: dal 2024 la cedolare e al 21% solo per il primo immobile destinato a locazione breve, mentre dal secondo al quarto sale al 26%. Oltre 4 immobili l’attivita si presume imprenditoriale e occorre aprire la partita IVA, perdendo l’accesso al regime agevolato.

Cosa succede se dimentico un immobile nel quadro B?

L’omissione e sanabile con il 730 integrativo entro il 25 ottobre, oppure con il modello Redditi PF correttivo o integrativo. Se l’errore viene rilevato dall’Agenzia, scattano sanzioni dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta, riducibili con il ravvedimento operoso.

Gli immobili in ristrutturazione vanno dichiarati nel quadro B?

No, non producono reddito imponibile durante i lavori, purche risultino effettivamente non utilizzati e i lavori siano regolarmente comunicati al Comune. Vanno comunque indicati con il codice 9 (altri usi) o segnalati come immobili in costruzione (codice F/3 o F/4 in catasto).

L’IMU e alternativa all’IRPEF su tutti gli immobili?

No, l’alternativita opera solo sugli immobili non locati. Sugli immobili affittati si paga sia IMU sia IRPEF (o cedolare). C’e poi l’eccezione delle seconde case nello stesso Comune dell’abitazione principale: pagano IMU + 50% IRPEF su rendita maggiorata di 1/3.

Entro quando devo presentare il 730/2026?

Il termine ordinario per il 730/2026 e il 30 settembre 2026. Per il modello Redditi PF (richiesto se hai redditi non compatibili con il 730) il termine e il 31 ottobre 2026. Prenota per tempo l’appuntamento al CAF per evitare le code di settembre.

Approfondisci sul nostro blog

  • Rimborso 730 Pensionati 2026: quando arriva sulla pensione
  • Servizio Modello 730 Dichiarazione dei Redditi – CAF Udine
  • IMU 2026 Pensionati: acconto giugno, esenzioni e casi particolari

Iscriviti alla newsletter del CAF Centro Fiscale

Ricevi ogni mese aggiornamenti su scadenze fiscali, novita 730, IMU, pensioni e patronato. Niente spam, solo informazioni utili.

Iscriviti gratis alla newsletter

Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 06:50:092026-05-31 10:11:42Modello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti Brevi
CAF

Detrazione Spese Sanitarie Rimborsate dalla Cassa: Guida 730/2026

Dichiarazione dei redditi 730

Se sei un lavoratore dipendente con una cassa sanitaria integrativa, probabilmente ti sei già chiesto: “Posso detrarre nel 730 le spese mediche che mi sono state rimborsate dalla cassa?”. È una domanda legittima che riguarda milioni di contribuenti italiani che beneficiano di fondi sanitari aziendali o enti bilaterali.

La risposta breve è: no, non puoi detrarre le spese già interamente rimborsate. Ma la realtà è più articolata: puoi detrarre la quota di spesa effettivamente rimasta a tuo carico, cioè quella parte che la cassa sanitaria non ti ha rimborsato. Questo significa che se una visita specialistica è costata 150 euro e la cassa te ne ha rimborsati 100, puoi detrarre i restanti 50 euro nel modello 730/2026.

Il meccanismo può sembrare semplice, ma nella pratica nasconde diverse insidie. Molti contribuenti commettono errori nella compilazione del 730, dichiarando l’intera spesa senza sottrarre il rimborso ricevuto, oppure rinunciano completamente alla detrazione pensando erroneamente di non averne diritto. Entrambi gli approcci sono sbagliati e possono costarti caro: nel primo caso rischi accertamenti fiscali e sanzioni, nel secondo caso perdi detrazioni legittime.

In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega nel dettaglio come funziona la detrazione delle spese sanitarie rimborsate dalla cassa sanitaria integrativa, quale normativa si applica, come effettuare i calcoli corretti con esempi pratici, e come compilare correttamente le righe E1-E5 del 730. Ti mostreremo anche quali documenti conservare e come gestire i casi particolari, come i rimborsi ricevuti nell’anno successivo alla spesa o le spese sostenute per familiari a carico.

La normativa di riferimento è l’articolo 15 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), integrato da diverse circolari dell’Agenzia delle Entrate che hanno chiarito negli anni come trattare i rimborsi da parte di enti e casse. Il principio base è cristallino: la detrazione del 19% spetta solo sulle spese effettivamente sostenute dal contribuente, non su quelle rimborsate da terzi.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Come Funziona la Cassa Sanitaria Integrativa
  2. Normativa Fiscale: Cosa Dice l’Agenzia delle Entrate
  3. Calcolo Detrazione con Esempi Pratici
  4. Come Compilare il 730: Righe E1-E5
  5. Documentazione da Conservare
  6. Casi Particolari e Domande Frequenti

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Aprile 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-13 19:24:552026-05-31 16:50:34Detrazione Spese Sanitarie Rimborsate dalla Cassa: Guida 730/2026
CAF

Detrazioni Spese Universitarie 730/2026: Guida Completa ai Nuovi Importi per Universita Non Statali

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Le detrazioni spese universitarie 730 rappresentano un’importante agevolazione fiscale per le famiglie italiane che sostengono i costi dell’istruzione universitaria dei propri figli o per gli studenti lavoratori che si pagano gli studi. Con la pubblicazione del Decreto MUR 30 dicembre 2025 nella Gazzetta Ufficiale del 27 marzo 2026, sono stati definiti i nuovi importi massimi detraibili per le universita non statali nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025).

La detrazione fiscale riconosciuta e pari al 19% delle spese sostenute, con un meccanismo differente tra atenei pubblici e privati. Mentre per le universita statali non esistono limiti di spesa, per le universita non statali (private e telematiche) si applicano tetti massimi stabiliti annualmente dal Ministero dell’Universita e della Ricerca, differenziati per area disciplinare e zona geografica in cui ha sede l’ateneo.

Quest’anno il decreto ha introdotto alcune novita significative: sono stati aumentati gli importi per l’area sanitaria, ridotti quelli per l’area medica e rimodulati quelli per l’area umanistico-sociale. Vediamo nel dettaglio come funzionano le detrazioni spese universitarie 730 2026, quali sono i nuovi importi e come indicare correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi.

📬

Resta aggiornato sulle novita fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Normativa di Riferimento per le Detrazioni Spese Universitarie

La possibilita di detrarre le spese universitarie nella dichiarazione dei redditi trova il suo fondamento normativo nell’articolo 15, comma 1, lettera e) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi – DPR 917/1986). Questa norma prevede la detrazione del 19% delle spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso universita statali e non statali.

Per le universita non statali, pero, il legislatore ha previsto un meccanismo di contenimento: la detrazione non puo superare quella che spetterebbe per la frequenza di corsi analoghi presso l’universita statale piu vicina. Ogni anno il Ministero dell’Universita e della Ricerca (MUR) pubblica un decreto che stabilisce gli importi massimi detraibili, tenendo conto dei costi medi delle universita pubbliche.

Per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), il riferimento normativo e il Decreto MUR n. 1126 del 30 dicembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026. Questo decreto sostituisce il precedente DM 1924/2024 e introduce alcune modifiche agli importi detraibili.

E importante sottolineare che la detrazione spetta per intero ai contribuenti con un reddito complessivo fino a 120.000 euro. Oltre questa soglia, il beneficio decresce progressivamente fino ad azzerarsi completamente al raggiungimento dei 240.000 euro di reddito.

Cosa Prevede il Decreto MUR 2026

Il Decreto MUR 30 dicembre 2025 ha individuato gli importi massimi delle detrazioni spese universitarie 730 per il periodo d’imposta 2025, applicando una distinzione basata su due criteri fondamentali. Il primo criterio riguarda l’area disciplinare di afferenza del corso di studi, distinguendo tra area medica, sanitaria, scientifico-tecnologica e umanistico-sociale. Il secondo criterio considera la zona geografica in cui ha sede l’ateneo, suddividendo il territorio nazionale in Nord, Centro, Sud e Isole.

Rispetto all’anno precedente, il decreto 2026 ha introdotto alcune modifiche significative agli importi. Gli importi per i corsi dell’area sanitaria sono stati aumentati, riconoscendo i maggiori costi effettivi di questi percorsi formativi. Al contrario, gli importi per l’area medica sono stati ridotti, mentre quelli per l’area umanistico-sociale sono stati rimodulati. L’area scientifico-tecnologica e rimasta sostanzialmente invariata.

Importi Massimi Detraibili 2026: Tabella Completa per Area e Zona Geografica

Ecco la tabella completa degli importi massimi detraibili per le spese universitarie delle universita non statali nell’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), come stabilito dal Decreto MUR 30 dicembre 2025.

Corsi di Laurea, Laurea Magistrale e Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Area DisciplinareNordCentroSud e Isole
Medica3.600 €2.900 €2.650 €
Sanitaria4.100 €3.100 €3.050 €
Scientifico-tecnologica3.700 €2.900 €2.600 €
Umanistico-sociale3.200 €2.750 €2.550 €

Corsi Post-Laurea (Dottorato, Specializzazione, Master I e II livello)

Zona GeograficaImporto Massimo Detraibile
Nord4.100 €
Centro3.100 €
Sud e Isole3.050 €

A questi importi va aggiunta la tassa regionale per il diritto allo studio (prevista dall’art. 3 della Legge 549/1995), che puo essere portata in detrazione anche oltre i limiti tabellari sopra indicati.

Suddivisione delle Zone Geografiche

Per determinare quale importo massimo applicare, e necessario verificare in quale zona geografica ha sede l’universita frequentata. Attenzione: cio che conta e la sede dell’ateneo, non la residenza dello studente.

  • NORD: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna.
  • CENTRO: Toscana, Umbria, Marche, Lazio.
  • SUD E ISOLE: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

Ad esempio, uno studente residente a Udine che frequenta un’universita privata a Milano rientrera negli importi previsti per il Nord. Viceversa, uno studente milanese che frequenta un ateneo privato a Roma applichera i limiti del Centro.

Classificazione delle Aree Disciplinari

L’area disciplinare viene determinata in base al corso di laurea frequentato, seguendo la classificazione ministeriale:

  • Area Medica: Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Medicina Veterinaria.
  • Area Sanitaria: Professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche, Professioni sanitarie della riabilitazione, Professioni sanitarie tecniche, Professioni sanitarie della prevenzione, Farmacia, Scienze della nutrizione.
  • Area Scientifico-tecnologica: Ingegneria, Architettura, Fisica, Matematica, Chimica, Biologia, Scienze naturali, Informatica, Agraria.
  • Area Umanistico-sociale: Giurisprudenza, Economia, Scienze politiche, Lettere, Filosofia, Psicologia, Scienze della formazione, Scienze della comunicazione, Lingue, Sociologia.

Quali Spese Universitarie Sono Detraibili nel 730

Non tutte le spese sostenute per l’universita possono essere portate in detrazione. Le detrazioni spese universitarie 730 riguardano esclusivamente alcune tipologie di costi strettamente legati alla frequenza dei corsi.

Le spese ammesse in detrazione comprendono:

  • Tasse di iscrizione e immatricolazione all’universita
  • Contributi universitari annuali o semestrali
  • Tassa regionale per il diritto allo studio (oltre i limiti tabellari)
  • Soprattasse per esami di profitto e di laurea
  • Tasse per il rilascio della laurea
  • Spese per test di ammissione ai corsi di laurea
  • Contributi per la partecipazione a TFA (Tirocinio Formativo Attivo)
  • Spese per corsi singoli universitari
  • Tasse per corsi di perfezionamento post-laurea

Per le universita telematiche riconosciute dal MIUR, si applicano le stesse regole delle universita non statali tradizionali, con gli stessi limiti di detraibilita stabiliti dal decreto MUR.

Spese NON Detraibili

E importante sapere che molte spese comunemente sostenute dagli studenti universitari non rientrano tra quelle detraibili. Ecco l’elenco delle spese escluse dalla detrazione:

  • Alloggio e affitto della stanza o dell’appartamento per studenti fuori sede (che tuttavia puo beneficiare di una detrazione specifica separata)
  • Spese di vitto e mensa universitaria
  • Trasporti e viaggi per raggiungere la sede universitaria
  • Libri di testo e materiale didattico
  • Cancelleria e materiale di consumo
  • Computer, tablet e dispositivi elettronici
  • Abbonamenti a riviste scientifiche o banche dati
  • Spese per fotocopie e stampe
  • Corsi di lingua non universitari
  • Attivita sportive universitarie

Per gli studenti fuori sede, ricordiamo che le spese di affitto possono beneficiare di una detrazione separata del 19% su un importo massimo di 2.633 euro, a condizione che l’universita disti almeno 100 km dal comune di residenza e sia situata in una provincia diversa.

Come Indicare le Detrazioni Spese Universitarie nel 730/2026

La corretta indicazione delle detrazioni spese universitarie 730 richiede attenzione nella compilazione del modello. Le spese vanno inserite nel Quadro E – Oneri e spese, utilizzando i righi da E8 a E10 dedicati alle “Altre spese”.

Il codice spesa da utilizzare e il 13, che identifica specificamente le spese per istruzione universitaria. Per ogni spesa sostenuta, occorre indicare l’importo effettivamente pagato, che sara poi confrontato con i limiti massimi detraibili.

Ecco come procedere nella compilazione:

  1. Identificare il rigo corretto: utilizzare i righi E8, E9 o E10 del Quadro E
  2. Inserire il codice spesa 13 nella prima colonna del rigo
  3. Indicare l’importo sostenuto nella seconda colonna
  4. Se le spese superano il limite massimo detraibile, il CAF o il software di compilazione applichera automaticamente il tetto previsto dal decreto MUR

Nel caso di piu figli a carico che frequentano l’universita, le spese vanno indicate separatamente per ciascun figlio, sempre con codice 13. Se i righi E8-E10 non sono sufficienti, si possono utilizzare anche i righi da E8 a E12 con il medesimo codice.

Detrazione nel 730 Precompilato

Se utilizzi il 730 precompilato, molte spese universitarie potrebbero gia essere presenti grazie alla trasmissione dei dati da parte degli atenei all’Agenzia delle Entrate. E comunque fondamentale verificare la correttezza degli importi e, se necessario, integrarli o modificarli.

Le universita, infatti, comunicano all’Anagrafe Tributaria i dati relativi alle tasse di iscrizione pagate dagli studenti. Tuttavia, potrebbero mancare alcune voci come i test di ammissione o i contributi per esami. In questi casi, e necessario aggiungere manualmente gli importi mancanti.

Tracciabilita dei Pagamenti: Requisito Fondamentale

A partire dal 2020, per beneficiare delle detrazioni spese universitarie 730 e obbligatorio che i pagamenti siano effettuati con strumenti tracciabili. Questa regola, introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, si applica a tutte le detrazioni del 19%, comprese quelle per le spese di istruzione.

I metodi di pagamento ammessi sono:

  • Bonifico bancario o postale
  • Carta di credito o carta di debito
  • Carta prepagata
  • Assegno bancario o circolare
  • PagoPA (sistema preferito dalle universita)
  • MAV (Pagamento Mediante Avviso)
  • Bollettino postale

Il pagamento in contanti NON e ammesso e comporta la perdita del diritto alla detrazione, anche se la spesa e documentata da regolare ricevuta.

Molte universita utilizzano il sistema PagoPA per la riscossione delle tasse, che garantisce automaticamente la tracciabilita del pagamento e genera una ricevuta valida ai fini fiscali. Conservare sempre la ricevuta del pagamento PagoPA insieme all’attestazione dell’universita.

Documentazione Necessaria per le Detrazioni Spese Universitarie

Per poter beneficiare delle detrazioni spese universitarie 730, e fondamentale conservare tutta la documentazione che attesta le spese sostenute. Il contribuente non deve allegare i documenti alla dichiarazione dei redditi, ma deve conservarli per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate per un periodo di 5 anni dalla presentazione del 730.

La documentazione da conservare comprende:

  • Ricevute di pagamento delle tasse universitarie (bollettini, MAV, ricevute PagoPA)
  • Estratto conto bancario o della carta che attesti il pagamento tracciabile
  • Attestazione dell’universita che certifichi l’iscrizione e gli importi versati
  • Certificazione delle spese rilasciata dall’ateneo (spesso disponibile nell’area riservata dello studente)
  • Ricevuta del test di ammissione se sostenuto a pagamento
  • Documentazione comprovante il grado di parentela per spese sostenute per familiari a carico (stato di famiglia, certificati)

Molte universita mettono a disposizione degli studenti, nella propria area riservata online, un documento riepilogativo delle spese sostenute nell’anno, utile ai fini della dichiarazione dei redditi. E consigliabile scaricare e conservare questo documento.

Esempi Pratici di Calcolo delle Detrazioni Universitarie

Per comprendere meglio come funzionano le detrazioni spese universitarie 730, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo basati sugli importi del decreto MUR 2026.

Esempio 1: Studente di Medicina a Milano (Nord)

Marco frequenta il corso di Medicina e Chirurgia presso un’universita privata di Milano. Nell’anno 2025 ha sostenuto le seguenti spese:

  • Tasse di iscrizione: 12.500 €
  • Tassa regionale diritto allo studio: 140 €
  • Test di ammissione: 100 €

Calcolo della detrazione:

L’area disciplinare e Medica e la zona geografica e Nord. Il limite massimo detraibile e quindi 3.600 € per le tasse universitarie.

  • Spese universitarie detraibili: 3.600 € (anche se Marco ha pagato 12.600 €, si applica il tetto)
  • Tassa regionale: 140 € (detraibile oltre il limite)
  • Totale base di calcolo: 3.740 €
  • Detrazione 19%: 710,60 €

Marco potra recuperare 710,60 € nella dichiarazione dei redditi.

Esempio 2: Studente di Giurisprudenza a Roma (Centro)

Giulia frequenta Giurisprudenza presso un’universita privata di Roma. Nel 2025 ha pagato:

  • Tasse di iscrizione annuali: 6.800 €
  • Tassa regionale: 140 €

Calcolo della detrazione:

L’area disciplinare e Umanistico-sociale e la zona e Centro. Il limite massimo e 2.750 €.

  • Spese universitarie detraibili: 2.750 € (tetto applicato)
  • Tassa regionale: 140 €
  • Totale base di calcolo: 2.890 €
  • Detrazione 19%: 549,10 €

Giulia recuperera 549,10 € con il 730.

Esempio 3: Studente di Ingegneria a Napoli (Sud)

Luca frequenta Ingegneria Informatica presso un ateneo privato di Napoli. Spese 2025:

  • Tasse universitarie: 4.200 €
  • Tassa regionale: 140 €

Calcolo della detrazione:

L’area e Scientifico-tecnologica, zona Sud e Isole. Limite: 2.600 €.

  • Spese detraibili: 2.600 € (tetto applicato)
  • Tassa regionale: 140 €
  • Totale: 2.740 €
  • Detrazione 19%: 520,60 €

Esempio 4: Master in universita del Nord

Francesca frequenta un Master di II livello presso un’universita privata di Torino. Ha pagato 8.000 € di tasse.

Calcolo:

Per i corsi post-laurea al Nord, il limite e 4.100 €.

  • Spese detraibili: 4.100 €
  • Tassa regionale: 140 €
  • Totale: 4.240 €
  • Detrazione 19%: 805,60 €

La detrazione massima teorica per un corso post-laurea al Nord e quindi di circa 805 euro.

Detrazioni Spese Universitarie per Familiari a Carico

Le detrazioni spese universitarie 730 possono essere fruite non solo dallo studente stesso, ma anche dai genitori o da altri familiari che sostengono le spese per un figlio o parente fiscalmente a carico.

Un familiare e considerato a carico quando possiede un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili). Per i figli fino a 24 anni, il limite di reddito sale a 4.000 euro.

Se le spese sono sostenute per un figlio a carico di entrambi i genitori, la detrazione spetta nella misura del 50% a ciascun genitore. In alternativa, i genitori possono decidere di attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito piu alto, per ottimizzare il risparmio fiscale.

Nel caso in cui il figlio non sia piu a carico (perche ha superato i limiti di reddito), la detrazione spetta direttamente allo studente, che dovra indicare le spese nel proprio 730 o Modello Redditi PF.

E importante notare che la detrazione compete a chi ha effettivamente sostenuto la spesa. Se un genitore paga le tasse universitarie del figlio a carico, sara il genitore a beneficiare della detrazione, indicando le spese nel proprio 730.

Ripartizione della Detrazione tra Genitori

Quando entrambi i genitori sostengono le spese universitarie del figlio a carico, la detrazione puo essere ripartita secondo diverse modalita:

Opzione 1 – Ripartizione al 50%: Ciascun genitore detrae il 50% delle spese sostenute complessivamente. Questa e la modalita standard.

Opzione 2 – Attribuzione al 100% a un genitore: L’intera detrazione viene attribuita al genitore che ha effettivamente sostenuto la spesa o che ha il reddito piu elevato. Questa opzione e conveniente quando un genitore ha reddito basso o incapiente (cioe non ha sufficiente IRPEF da cui detrarre).

Opzione 3 – Ripartizione proporzionale: Le spese vengono ripartite in proporzione a quanto effettivamente pagato da ciascun genitore.

La scelta deve essere coerente con la documentazione di pagamento e deve essere annotata nella dichiarazione dei redditi.

📬

Resta aggiornato sulle novita fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulle Detrazioni Spese Universitarie

Qual e l’importo massimo detraibile per le spese universitarie nel 730/2026?

L’importo massimo detraibile varia in base all’area disciplinare e alla zona geografica dell’universita. Il valore piu alto e di 4.100 euro per i corsi dell’area sanitaria al Nord e per i corsi post-laurea (master, dottorato) sempre al Nord. Il valore piu basso e di 2.550 euro per i corsi umanistico-sociali al Sud e Isole. A questi importi si aggiunge sempre la tassa regionale per il diritto allo studio.

Le spese per le universita telematiche sono detraibili?

Si, le spese per le universita telematiche riconosciute dal MIUR sono detraibili al 19% con gli stessi limiti previsti per le universita non statali tradizionali. E necessario verificare che l’ateneo telematico sia regolarmente accreditato presso il Ministero dell’Universita e della Ricerca.

Posso detrarre le spese universitarie se pago in contanti?

No, dal 2020 e obbligatorio utilizzare strumenti di pagamento tracciabili (bonifico, carta di credito/debito, PagoPA, MAV) per beneficiare della detrazione del 19%. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione, anche se documentati da regolare ricevuta.

Le spese per l’affitto dello studente fuori sede sono detraibili insieme alle tasse universitarie?

Le spese di affitto per studenti fuori sede beneficiano di una detrazione separata, diversa da quella per le tasse universitarie. La detrazione per l’affitto e pari al 19% su un importo massimo di 2.633 euro annui, a condizione che l’universita disti almeno 100 km dal comune di residenza e sia in una provincia diversa.

Chi puo detrarre le spese universitarie: lo studente o i genitori?

Se lo studente e fiscalmente a carico dei genitori (reddito sotto i 2.840,51 euro, o 4.000 euro per under 24), la detrazione spetta ai genitori che sostengono la spesa, nella misura del 50% ciascuno o al 100% a un solo genitore. Se lo studente non e piu a carico, detrae direttamente le spese nel proprio 730.

Come faccio a sapere in quale area disciplinare rientra il mio corso di laurea?

L’area disciplinare e determinata dalla classificazione ministeriale del corso di laurea. Area Medica: Medicina, Odontoiatria, Veterinaria. Area Sanitaria: Professioni sanitarie, Farmacia. Area Scientifico-tecnologica: Ingegneria, Architettura, Scienze. Area Umanistico-sociale: Giurisprudenza, Economia, Lettere, Psicologia. In caso di dubbio, il CAF puo verificare la corretta classificazione.

Qual e la scadenza per presentare il 730/2026 con le detrazioni universitarie?

Il modello 730/2026 deve essere presentato entro il 30 settembre 2026. In alternativa, e possibile presentare il Modello Redditi Persone Fisiche entro il 31 ottobre 2026. E consigliabile non attendere l’ultimo momento per avere tempo di raccogliere tutta la documentazione necessaria.

Conclusione: Affidati al CAF Centro Fiscale per le Detrazioni Universitarie

Le detrazioni spese universitarie 730 rappresentano un’opportunita concreta di risparmio fiscale per le famiglie che investono nell’istruzione dei propri figli. Con gli importi aggiornati dal Decreto MUR 2026, e possibile recuperare fino a 805 euro per i corsi post-laurea al Nord e importi variabili per i corsi di laurea, a seconda dell’area disciplinare e della zona geografica.

La corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, l’individuazione del limite massimo applicabile e la verifica della documentazione richiedono competenza e attenzione. Un errore nella compilazione potrebbe comportare la perdita del beneficio fiscale o, peggio, contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Hai bisogno di assistenza per le detrazioni spese universitarie nel tuo 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori verificano la documentazione, calcolano l’importo corretto della detrazione e compilano il modello 730 garantendo il massimo risparmio fiscale.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

Aprile 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-09 14:14:552026-05-31 10:10:40Detrazioni Spese Universitarie 730/2026: Guida Completa ai Nuovi Importi per Universita Non Statali
CAF

Detrazioni Figli a Carico 2026: Importo, Requisiti e Cumulabilità con Assegno Unico

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Le detrazioni per figli a carico rappresentano uno strumento fiscale fondamentale per le famiglie italiane, ma dal 2022 hanno subito modifiche profonde con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale. Molti genitori si chiedono: quali detrazioni spettano ancora? Come si cumulano con l’Assegno Unico? Quali sono i requisiti per considerare un figlio a carico?

La risposta non è sempre immediata. Con l’entrata in vigore dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni fiscali per figli under 21 sono state eliminate e sostituite dal nuovo sostegno economico mensile. Tuttavia, le detrazioni per figli over 21 continuano a spettare, e ci sono situazioni particolari che richiedono attenzione.

In questa guida completa analizziamo tutto quello che c’è da sapere sulle detrazioni figli a carico 2026: dagli importi spettanti ai requisiti di età e reddito, dalla compatibilità con l’Assegno Unico alla compilazione del modello 730/2026, con esempi pratici e calcoli dettagliati. Scopriremo quando e quanto puoi detrarre, come ripartire la detrazione tra genitori e quali documenti servono.

Se hai dubbi sulla tua situazione specifica o necessiti di assistenza per la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza gratuita personalizzata per ottimizzare le detrazioni fiscali della tua famiglia.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono le Detrazioni per Figli a Carico
  2. Requisiti per Considerare un Figlio Fiscalmente a Carico
  3. Importi Detrazioni Figli a Carico 2026
  4. Cumulabilità Detrazioni e Assegno Unico Universale
  5. Come Richiedere le Detrazioni nel 730/2026
  6. Casi Particolari e Situazioni Complesse
  7. Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati
  8. Domande Frequenti (FAQ)

Cosa Sono le Detrazioni per Figli a Carico

Le detrazioni per figli a carico sono sconti fiscali che riducono l’imposta IRPEF da pagare. Non si tratta di rimborsi in denaro, ma di riduzioni dell’imposta dovuta. Funzionano così: dopo aver calcolato l’IRPEF lorda in base al tuo reddito, puoi sottrarre l’importo della detrazione, pagando meno tasse.

Esempio semplice: Se la tua IRPEF lorda è di 5.000 euro e hai diritto a 950 euro di detrazioni per un figlio a carico, pagherai solo 4.050 euro di tasse (5.000 – 950 = 4.050).

Le detrazioni per figli a carico sono disciplinate dall’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Fino al 2021, queste detrazioni spettavano per tutti i figli fiscalmente a carico, indipendentemente dall’età. Tuttavia, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale dal 1° marzo 2022, la situazione è cambiata radicalmente.

Cosa è Cambiato con l’Assegno Unico

Dal 2022, l’Assegno Unico Universale ha sostituito diverse misure di sostegno alla famiglia, tra cui:

  • Detrazioni fiscali per figli under 21 (fino a 21 anni non compiuti)
  • Assegni familiari (ANF) per figli minori
  • Bonus bebè
  • Premio alla nascita
  • Assegno per nuclei con almeno 3 figli

Questo significa che, dal 2022 in poi, per i figli con meno di 21 anni NON spettano più le detrazioni fiscali nel 730. Al loro posto, le famiglie ricevono mensilmente l’Assegno Unico, che è un pagamento diretto dall’INPS, non una detrazione fiscale.

Tuttavia, per i figli over 21 (dai 21 anni in su), le detrazioni fiscali continuano a esistere e possono essere richieste nella dichiarazione dei redditi, se il figlio rispetta i requisiti di carico fiscale.

Requisiti per Considerare un Figlio Fiscalmente a Carico

Per poter beneficiare delle detrazioni fiscali per un figlio a carico (o dell’Assegno Unico, per i figli under 21), è necessario che il figlio sia considerato fiscalmente a carico. Questo concetto è definito dall’Agenzia delle Entrate con criteri precisi.

Limiti di Reddito del Figlio

Un figlio è considerato fiscalmente a carico quando possiede un reddito complessivo annuo che non supera determinate soglie. La soglia varia in base all’età:

  • Fino a 24 anni non compiuti: reddito massimo 4.000 euro lordi annui
  • Dai 24 anni in su: reddito massimo 2.840,51 euro lordi annui

Attenzione: Si considera il reddito complessivo lordo del figlio, che include:

  • Redditi da lavoro dipendente
  • Redditi da lavoro autonomo o occasionale
  • Redditi da pensione
  • Redditi da fabbricati (affitti)
  • Redditi da capitale (interessi bancari, dividendi)

Sono esclusi dal calcolo:

  • Assegno Unico Universale
  • Borse di studio
  • Redditi esenti da IRPEF

Età del Figlio

Non esiste un limite massimo di età per considerare un figlio a carico. Anche un figlio di 30, 40 o 50 anni può essere considerato fiscalmente a carico, purché rispetti il limite di reddito previsto (2.840,51 euro se ha 24 anni o più).

Tuttavia, come abbiamo visto, le detrazioni fiscali spettano SOLO per figli over 21. Per i figli under 21, al posto delle detrazioni c’è l’Assegno Unico.

Residenza e Convivenza

Il figlio non deve necessariamente convivere con il genitore per essere considerato a carico. È sufficiente che sia fiscalmente a carico in base al reddito. Ad esempio, un figlio universitario fuori sede che non supera i limiti di reddito è comunque considerato a carico, anche se vive in un’altra città.

Anche la residenza all’estero non è un ostacolo: un figlio residente all’estero può essere considerato a carico se rispetta i requisiti reddituali.

Importi Detrazioni Figli a Carico 2026

Gli importi delle detrazioni fiscali per figli a carico variano in base al reddito complessivo del genitore, al numero di figli e ad eventuali situazioni particolari (come la disabilità). Ricordiamo che queste detrazioni spettano solo per figli over 21 fiscalmente a carico.

Detrazione Base per Figlio Over 21

La detrazione teorica massima per un figlio a carico di età pari o superiore a 21 anni è pari a 950 euro annui. Questo importo, tuttavia, viene ridotto in base al reddito del genitore che richiede la detrazione.

La formula per calcolare la detrazione effettiva è la seguente:

Detrazione effettiva = 950 euro × [(95.000 – Reddito complessivo) / 95.000]

Questo significa che:

  • Con reddito fino a 15.000 euro, la detrazione è di 950 euro (importo massimo)
  • Con reddito tra 15.000 e 95.000 euro, la detrazione si riduce progressivamente
  • Con reddito pari o superiore a 95.000 euro, la detrazione è azzerata

Tabella Detrazioni per Reddito (Figlio Over 21)

Ecco una tabella indicativa con le detrazioni spettanti in base al reddito del genitore (per un solo figlio over 21 a carico):

Reddito ComplessivoDetrazione AnnuaDetrazione Mensile (Busta Paga)
Fino a 15.000 euro950 euroCirca 79 euro
25.000 euro700 euroCirca 58 euro
35.000 euro600 euroCirca 50 euro
50.000 euro450 euroCirca 38 euro
75.000 euro200 euroCirca 17 euro
95.000 euro o più0 euro0 euro

Nota: Le cifre mensili sono indicative per chi applica la detrazione in busta paga (lavoratori dipendenti). Chi fa il 730 recupera la detrazione in un’unica soluzione con il conguaglio.

Maggiorazioni per Figli con Disabilità

Se il figlio a carico over 21 è portatore di handicap (riconosciuto ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104/1992), la detrazione base di 950 euro viene aumentata di 400 euro, portando l’importo teorico massimo a 1.350 euro annui.

Anche in questo caso, l’importo effettivo viene ridotto in base al reddito del genitore, seguendo la stessa formula vista sopra (con base 1.350 euro invece di 950 euro).

Cumulabilità Detrazioni e Assegno Unico Universale

Una delle domande più frequenti riguarda la compatibilità tra le detrazioni fiscali per figli a carico e l’Assegno Unico Universale. La risposta dipende dall’età del figlio.

Figli Under 21 (da 0 a 20 anni)

Per i figli con meno di 21 anni, NON spettano più le detrazioni fiscali. Al loro posto, le famiglie ricevono l’Assegno Unico Universale, che è un pagamento mensile erogato dall’INPS direttamente sul conto corrente.

Cosa significa in pratica:

  • Se hai un figlio di 18 anni a carico, non puoi inserirlo nel modello 730 per ottenere detrazioni fiscali
  • Devi invece richiedere l’Assegno Unico all’INPS (se non l’hai già fatto)
  • L’Assegno Unico è compatibile e cumulabile con altre agevolazioni fiscali (es. detrazioni per spese scolastiche, spese mediche, ecc.)

Figli Over 21 (dai 21 anni in su)

Per i figli con 21 anni compiuti o più, la situazione è diversa:

  • Non spetta più l’Assegno Unico (che è erogato solo fino ai 21 anni, con alcune eccezioni per studenti universitari o disabili)
  • Tornano in vigore le detrazioni fiscali classiche, se il figlio rispetta i requisiti di carico fiscale (reddito massimo 2.840,51 euro)
  • Le detrazioni vengono richieste nel modello 730 o nel modello Redditi PF

Caso Particolare: Figlio che Compie 21 Anni Durante l’Anno

Cosa succede se un figlio compie 21 anni durante l’anno 2026? In questo caso:

  • Fino al mese del compimento dei 21 anni: spetta l’Assegno Unico
  • Dal mese successivo al compimento dei 21 anni: l’Assegno Unico cessa (salvo eccezioni per studenti universitari o disabili)
  • Nella dichiarazione dei redditi 2027 (redditi 2026): potrai inserire il figlio per le detrazioni fiscali relative ai mesi in cui aveva più di 21 anni

Esempio: Tuo figlio compie 21 anni a luglio 2026. Riceverai l’Assegno Unico fino a luglio 2026. Nella dichiarazione dei redditi 2027 (anno d’imposta 2026), potrai detrarre le spese e richiedere le detrazioni per i mesi da agosto a dicembre 2026 (5 mesi).

Tabella Riepilogativa: Cosa Spetta per Età del Figlio

Età del FiglioAssegno UnicoDetrazioni Fiscali 730Note
0-20 anni✅ SÌ❌ NOSolo Assegno Unico
21 anni (in corso)⚠️ Fino al compimento⚠️ Dopo il compimentoPassaggio da AU a detrazioni
21+ anni (studente universitario)⚠️ SÌ fino a 21 anni✅ SÌAssegno Unico prolungato fino a 21 anni se studia
22+ anni❌ NO✅ SÌ (se a carico)Solo detrazioni fiscali

Come Richiedere le Detrazioni nel 730/2026

Le detrazioni per figli a carico over 21 vanno richieste compilando la sezione specifica del modello 730 o del modello Redditi PF. Vediamo passo dopo passo come fare.

Sezione del 730 da Compilare

Nel modello 730/2026, le detrazioni per figli a carico vanno indicate nel Quadro 1 – “Familiari a carico”. Per ogni figlio a carico, devi compilare:

  • Codice fiscale del figlio
  • Percentuale di detrazione spettante (50% se ripartita tra entrambi i genitori, 100% se attribuita a uno solo)
  • Numero di mesi a carico (da 1 a 12 mesi)
  • Eventuali maggiorazioni (es. disabilità, affidamento, minore di 3 anni – quest’ultima però non si applica per over 21)

Attenzione: Nel 730/2026 (redditi 2025), se il figlio ha compiuto 21 anni nel 2025, potrai indicarlo solo per i mesi successivi al compimento dei 21 anni.

Percentuale di Ripartizione tra Genitori

Se entrambi i genitori hanno un reddito, possono scegliere come ripartire la detrazione:

  • 50% ciascuno (opzione standard): ogni genitore detrae metà dell’importo spettante
  • 100% a un genitore: tutta la detrazione viene attribuita a un solo genitore (quello con il reddito più alto, per massimizzare il beneficio)

Come scegliere la ripartizione migliore:

  • Se uno dei due genitori ha un reddito molto basso o nullo, conviene attribuire il 100% della detrazione al genitore con reddito più alto
  • Se entrambi i genitori hanno redditi simili, la ripartizione 50-50 è equa
  • La scelta va indicata nel 730 e vale per tutto l’anno fiscale

Documentazione da Conservare

Quando richiedi le detrazioni per figli a carico nel 730, non devi allegare documenti, ma è importante conservarli per eventuali controlli futuri dell’Agenzia delle Entrate. I documenti da conservare sono:

  • Certificazione Unica (CU) del figlio, se ha percepito redditi
  • Autocertificazione dello status di studente, se rilevante
  • Certificato di disabilità (Legge 104/1992), se applicabile
  • Accordo scritto tra genitori sulla ripartizione della detrazione (opzionale ma consigliato in caso di genitori separati)

Quando Arriva il Rimborso

Se le detrazioni per figli a carico ti danno diritto a un rimborso IRPEF, i tempi di erogazione dipendono da chi elabora il 730:

  • 730 tramite sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico): il rimborso arriva in busta paga o cedolino pensione a partire da luglio 2026
  • 730 tramite CAF o commercialista: il rimborso arriva dall’Agenzia delle Entrate entro dicembre 2026, tramite bonifico bancario

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la compilazione del 730, verificando che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite, inclusi i figli a carico.

Casi Particolari e Situazioni Complesse

Esistono situazioni particolari che richiedono attenzione nella gestione delle detrazioni per figli a carico. Vediamo i casi più comuni.

Genitori Separati o Divorziati

In caso di separazione legale o divorzio, la detrazione per i figli a carico spetta al genitore affidatario. Tuttavia:

  • Affidamento condiviso: la detrazione può essere ripartita al 50% tra entrambi i genitori, oppure attribuita al 100% al genitore con reddito più elevato (previo accordo)
  • Affidamento esclusivo: la detrazione spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo tra le parti
  • Assegno di mantenimento: il genitore non affidatario che versa l’assegno di mantenimento NON può dedurlo fiscalmente, ma può concordare con l’ex coniuge la ripartizione della detrazione

Consiglio pratico: È opportuno che i genitori separati mettano per iscritto l’accordo sulla ripartizione delle detrazioni, per evitare contestazioni con l’Agenzia delle Entrate.

Figli Studenti Universitari Fuori Sede

Un figlio che studia all’università in un’altra città e ha una residenza diversa da quella dei genitori può comunque essere considerato fiscalmente a carico, se rispetta i limiti di reddito (2.840,51 euro se ha 24 anni o più, 4.000 euro se ha meno di 24 anni).

Inoltre, se il figlio universitario ha più di 21 anni, i genitori possono:

  • Detrarre le spese universitarie (tasse, rette, contributi), nel limite di 2.633 euro per università statali e 4.000 euro per università private (anno accademico 2026)
  • Detrarre le spese per canoni di locazione se lo studente è fuori sede (nel limite di 2.633 euro annui)
  • Richiedere la detrazione per figli a carico, se il figlio rispetta i requisiti reddituali

Figli con Disabilità

Se il figlio a carico over 21 è portatore di handicap riconosciuto (ai sensi della Legge 104/1992), la famiglia ha diritto a:

  • Maggiorazione della detrazione di 400 euro (portando l’importo teorico da 950 a 1.350 euro)
  • Deduzioni per spese sanitarie legate alla disabilità, senza limiti di importo
  • Detrazione del 19% su spese per assistenza personale, ausili, veicoli adattati
  • Esenzione dal pagamento del bollo auto per veicoli intestati al disabile o al familiare che lo ha a carico

È importante conservare la certificazione di handicap rilasciata dalla Commissione Medica ASL.

Figlio che Inizia a Lavorare Durante l’Anno

Se un figlio a carico inizia a lavorare durante l’anno e supera i limiti di reddito, cessa di essere a carico dal mese in cui supera la soglia. In questo caso:

  • Nella dichiarazione dei redditi, puoi indicare solo i mesi in cui il figlio era effettivamente a carico
  • Se hai già usufruito della detrazione in busta paga per l’intero anno, dovrai restituire la parte non spettante tramite conguaglio negativo nel 730

Esempio: Tuo figlio di 23 anni inizia a lavorare a settembre 2026 con uno stipendio che supera i 2.840,51 euro annui. Nella dichiarazione 2027 (redditi 2026), potrai detrarre solo i mesi da gennaio ad agosto (8 mesi su 12).

Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati

Per comprendere meglio come funzionano le detrazioni per figli a carico, vediamo alcuni esempi concreti con calcoli dettagliati.

Esempio 1: Famiglia con Figlio 23enne Studente Universitario

Situazione:

  • Padre con reddito di 35.000 euro
  • Madre con reddito di 20.000 euro
  • Figlio di 23 anni, studente universitario, con reddito da lavoro occasionale di 2.500 euro (sotto la soglia di 4.000 euro)

Calcolo detrazione padre (reddito 35.000 euro, detrazione al 100%):

Detrazione = 950 × [(95.000 – 35.000) / 95.000]
Detrazione = 950 × [60.000 / 95.000]
Detrazione = 950 × 0,6316
Detrazione = 600 euro circa

Risparmio fiscale effettivo: Il padre risparmierà 600 euro di IRPEF. Se attribuisse la detrazione al 50-50 con la madre, ciascuno detrarebbe 300 euro (totale sempre 600 euro). Conviene attribuire il 100% al padre perché ha il reddito più alto e quindi paga più tasse.

Esempio 2: Genitori Separati con Figlio 22enne

Situazione:

  • Madre affidataria con reddito di 25.000 euro
  • Padre con reddito di 50.000 euro
  • Figlio di 22 anni con reddito da tirocinio di 2.000 euro (a carico)
  • Affidamento condiviso, detrazione ripartita 50-50

Calcolo detrazione madre (reddito 25.000 euro, detrazione al 50%):

Detrazione base = 950 × [(95.000 – 25.000) / 95.000]
Detrazione base = 950 × 0,7368
Detrazione base = 700 euro
Detrazione madre (50%) = 350 euro

Calcolo detrazione padre (reddito 50.000 euro, detrazione al 50%):

Detrazione base = 950 × [(95.000 – 50.000) / 95.000]
Detrazione base = 950 × 0,4737
Detrazione base = 450 euro
Detrazione padre (50%) = 225 euro

Totale risparmio fiscale famiglia: 350 + 225 = 575 euro

Alternativa più conveniente: Se i genitori concordano di attribuire il 100% della detrazione al padre (reddito più alto), il risparmio totale sarebbe di 450 euro (invece di 575 euro). Quindi in questo caso conviene la ripartizione 50-50!

Esempio 3: Famiglia Numerosa con Figli di Età Diverse

Situazione:

  • Coppia con reddito complessivo di 40.000 euro
  • Figlio 1: 18 anni (a carico)
  • Figlio 2: 22 anni, studente con reddito di 1.500 euro (a carico)
  • Figlio 3: 25 anni, lavoratore con reddito di 25.000 euro (NON a carico)

Cosa spetta:

  • Figlio 1 (18 anni): Assegno Unico Universale (NO detrazioni fiscali)
  • Figlio 2 (22 anni): Detrazioni fiscali nel 730
  • Figlio 3 (25 anni): Nulla (non è a carico per superamento soglia reddito)

Calcolo detrazione per figlio 2 (reddito 40.000 euro):

Detrazione = 950 × [(95.000 – 40.000) / 95.000]
Detrazione = 950 × 0,5789
Detrazione = 550 euro

Risparmio totale: 550 euro di IRPEF in meno + Assegno Unico mensile per il figlio 18enne.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti (FAQ)

Posso detrarre i figli under 21 nel 730?

No. Dal 2022, per i figli con meno di 21 anni compiuti NON spettano piu le detrazioni fiscali nel 730. Queste sono state sostituite dall’Assegno Unico Universale, che e un pagamento mensile diretto erogato dall’INPS. Le detrazioni fiscali spettano solo per i figli con 21 anni compiuti o piu, se rispettano i requisiti di carico fiscale.

Qual e il limite di reddito per considerare un figlio a carico?

Il limite di reddito varia in base all’eta del figlio: fino a 4.000 euro lordi annui per i figli fino a 24 anni non compiuti, e fino a 2.840,51 euro lordi annui per i figli di 24 anni o piu. Si considerano tutti i redditi imponibili IRPEF, esclusi Assegno Unico e borse di studio.

Come si ripartisce la detrazione tra genitori?

I genitori possono scegliere di ripartire la detrazione al 50% ciascuno, oppure attribuirla al 100% a uno solo dei due genitori. In genere conviene attribuirla al genitore con reddito piu alto, per massimizzare il beneficio fiscale. La scelta va indicata nel modello 730 e vale per tutto l’anno fiscale.

Quanto vale la detrazione per un figlio over 21 a carico?

La detrazione teorica massima e di 950 euro annui, che si riduce progressivamente in base al reddito del genitore. Con redditi fino a 15.000 euro si ottiene l’importo pieno di 950 euro, mentre con redditi pari o superiori a 95.000 euro la detrazione si azzera. Se il figlio e disabile, la detrazione aumenta di 400 euro.

Posso cumulare Assegno Unico e detrazioni fiscali?

Dipende dall’eta del figlio. Per i figli under 21 ricevi solo l’Assegno Unico, senza detrazioni fiscali. Per i figli over 21 ricevi solo le detrazioni fiscali, perche l’Assegno Unico cessa al compimento dei 21 anni (salvo eccezioni per studenti universitari o disabili fino a 21 anni). Non e possibile cumularli per lo stesso figlio nello stesso periodo.

Cosa succede se il figlio supera il limite di reddito durante l’anno?

Se un figlio supera il limite di reddito durante l’anno, cessa di essere a carico dal momento del superamento. Nella dichiarazione dei redditi potrai detrarre solo i mesi in cui era effettivamente a carico. Se hai gia usufruito della detrazione in busta paga per l’intero anno, dovrai restituire la differenza con il conguaglio nel 730.


Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il 730/2026 verificando che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite, incluse quelle per i figli a carico. Il servizio è completamente gratuito e personalizzato.

I nostri esperti fiscalisti ti assistono con:

  • Compilazione 730 con verifica detrazioni figli a carico
  • Calcolo ottimale della ripartizione tra genitori
  • Gestione casi complessi (separazioni, figli disabili, studenti fuori sede)
  • Assistenza post-invio e gestione eventuali integrazioni
Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    Articoli Correlati

    Scopri anche questi approfondimenti utili per la tua famiglia:

    • Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS – Calendario completo pagamenti Assegno Unico
    • Bonus Asilo Nido 2026: Guida Completa – Importi, requisiti e procedura domanda
    • ISEE 2026: Guida Completa al Calcolo – Come calcolare l’ISEE e quando serve

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    ECCELLENTE
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    In base a 920 recensioni
    Google
    Pubblicato su Google Google
    Alexandra Bala profile picture
    Alexandra Bala
    04/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
    Pubblicato su Google Google
    paolino servidio profile picture
    paolino servidio
    03/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
    Pubblicato su Google Google
    Lady profile picture
    Lady
    01/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
    Pubblicato su Google Google
    Giulia Guida profile picture
    Giulia Guida
    25/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
    Pubblicato su Google Google
    Paola Zilli profile picture
    Paola Zilli
    07/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
    Pubblicato su Google Google
    Jacqueline B. profile picture
    Jacqueline B.
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
    Pubblicato su Google Google
    Maura Masutto profile picture
    Maura Masutto
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
    Pubblicato su Google Google
    Issam Elhefnawi profile picture
    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Molto gentile
    Pubblicato su Google Google
    Sibongile Moyana profile picture
    Sibongile Moyana
    30/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
    Pubblicato su Google Google
    Sabrina Cirina profile picture
    Sabrina Cirina
    23/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
    
    

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Aprile 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-01 12:04:432026-05-31 16:51:09Detrazioni Figli a Carico 2026: Importo, Requisiti e Cumulabilità con Assegno Unico
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Detrazioni Spese Mediche 730/2026: Guida Completa alle Spese Sanitarie

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Le detrazioni per spese mediche e sanitarie rappresentano una delle voci più importanti nella dichiarazione dei redditi 730/2026. Ogni anno, migliaia di contribuenti italiani possono recuperare parte delle spese sostenute per visite mediche, farmaci, esami diagnostici e altre prestazioni sanitarie. Ma quali spese mediche sono detraibili? Come funziona la franchigia e qual è la percentuale di detrazione?

    In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto quello che devi sapere sulle detrazioni fiscali per spese sanitarie nel 730/2026: dalla franchigia di 129,11 euro ai documenti necessari, dalle modalità di pagamento alle spese non detraibili. Scoprirai anche come compilare correttamente il modello 730 per ottenere il massimo rimborso possibile.

    Le spese sanitarie detraibili comprendono un’ampia gamma di prestazioni: dalle visite specialistiche agli esami diagnostici, dai farmaci alle protesi, fino alle spese odontoiatriche e agli occhiali da vista. La normativa fiscale italiana prevede una detrazione del 19% su tutte le spese che superano la franchigia obbligatoria di 129,11 euro.

    È fondamentale conoscere bene questa materia per non perdere opportunità di risparmio fiscale. Molti contribuenti, infatti, non sanno che possono detrarre anche le spese sanitarie sostenute per familiari a carico, oppure non sono a conoscenza dell’obbligo di pagamento tracciabile introdotto negli ultimi anni. Errori nella compilazione del 730 o nella conservazione della documentazione possono comportare la perdita del diritto alla detrazione.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Detrazione per Spese Mediche nel 730
    2. Franchigia e Percentuale di Detrazione 2026
    3. Tipologie di Spese Mediche Detraibili nel 730
    4. Spese Mediche per Familiari a Carico
    5. Spese mediche deducibili: quando si tolgono dal reddito (art. 10 TUIR)
    6. Documentazione Necessaria per la Detrazione
    7. Pagamenti Tracciabili: Cosa Devi Sapere
    8. Spese Mediche NON Detraibili: Errori da Evitare
    9. Come Compilare il 730 per le Spese Mediche

    Cos’è la Detrazione per Spese Mediche nel 730

    La detrazione per spese mediche è un’agevolazione fiscale che permette ai contribuenti di recuperare parte delle spese sanitarie sostenute durante l’anno. Si tratta di uno sconto IRPEF del 19% calcolato sull’importo delle spese mediche che supera la franchigia di 129,11 euro.

    In pratica, se durante il 2025 hai speso 2.000 euro in spese mediche detraibili, la detrazione si calcola in questo modo: Spese mediche totali (2.000 euro) meno franchigia (129,11 euro) = base imponibile 1.870,89 euro. Su questa base si applica la detrazione del 19%, pari a 355,47 euro.

    La detrazione fiscale si applica direttamente sull’IRPEF dovuta, riducendo l’importo delle tasse che devi versare allo Stato. La franchigia di 129,11 euro è un importo fisso stabilito dalla normativa fiscale italiana. Questo significa che solo le spese che superano questa soglia danno diritto alla detrazione.

    Le spese sanitarie detraibili nel 730/2026 sono quelle sostenute nell’anno d’imposta 2025, dal 1° gennaio al 31 dicembre. È importante conservare tutta la documentazione comprovante la spesa: scontrini parlanti, ricevute, fatture, prescrizioni mediche.

    Franchigia e Percentuale di Detrazione 2026

    La normativa fiscale italiana prevede una franchigia obbligatoria di 129,11 euro per le detrazioni spese mediche nel 730/2026. Questo importo rappresenta la soglia minima: solo le spese che superano questo limite danno diritto alla detrazione fiscale.

    La percentuale di detrazione è fissata al 19% e si applica sulla differenza tra le spese mediche totali e la franchigia. Vediamo alcuni esempi pratici: se hai speso 500 euro in spese mediche, sottraendo la franchigia (129,11 euro) ottieni una base di 370,89 euro. La detrazione del 19% su questo importo è pari a 70,47 euro.

    Per spese elevate, ad esempio 5.000 euro, il beneficio fiscale è molto più significativo: base imponibile 4.870,89 euro, detrazione 925,47 euro. È importante sapere che non esiste un limite massimo alle spese mediche detraibili. Puoi portare in detrazione tutte le spese sanitarie sostenute nell’anno, a patto che siano documentate correttamente.

    Le spese sanitarie sono escluse anche dai tagli previsti per i redditi alti. La riduzione delle detrazioni del 19% per chi supera 120.000 euro di reddito complessivo non le riguarda (art. 15, comma 3-quater, TUIR). Sono escluse anche dal tetto agli oneri detraibili per chi supera 75.000 euro (art. 16-ter, comma 4, TUIR) e, dall’anno d’imposta 2026, dal taglio di 440 euro oltre i 200.000 euro di reddito (art. 16-ter, comma 5-bis). Se le spese sanitarie superano in totale 15.493,71 euro, la detrazione può essere divisa in quattro rate annuali di pari importo.

    Tipologie di Spese Mediche Detraibili nel 730

    La normativa fiscale individua diverse categorie di spese sanitarie detraibili nel 730/2026. Tutte le visite mediche specialistiche sono detraibili al 19%: cardiologi, ortopedici, oculisti, dermatologi, ginecologi, urologi, neurologi e qualsiasi altro specialista del Servizio Sanitario Nazionale o privato.

    Sono detraibili tutti gli esami diagnostici e le analisi di laboratorio: esami del sangue, radiografie, ecografie, TAC, risonanze magnetiche, elettrocardiogrammi. I farmaci acquistati in farmacia sono detraibili se documentati con lo scontrino parlante, che riporta il codice fiscale del contribuente e la dicitura “farmaco”.

    Le spese odontoiatriche rappresentano spesso una delle voci più consistenti: otturazioni, devitalizzazioni, estrazioni, protesi dentarie, impianti, apparecchi ortodontici. Anche l’acquisto di occhiali da vista e lenti a contatto è detraibile, compresa la prescrizione dell’oculista. Rientrano tra le spese detraibili anche protesi ortopediche, apparecchi acustici, pacemaker, ausili per disabili.

    Spese Mediche per Familiari a Carico

    Puoi portare in detrazione le spese mediche sostenute per familiari a carico, ottenendo lo stesso beneficio del 19%. Sono considerati fiscalmente a carico i familiari che nel 2025 hanno avuto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro. Per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite di reddito è più alto: 4.000 euro.

    Se sostieni spese mediche per un familiare a tuo carico, puoi sommarle alle tue spese personali e applicare la franchigia unica di 129,11 euro sul totale. Le spese mediche per familiari a carico devono essere sostenute dal contribuente dichiarante. Il documento di spesa deve essere intestato a te o al familiare a carico, e il pagamento deve essere tracciabile quando la legge lo richiede (vedi più avanti).

    Se il documento è intestato al figlio a carico, le spese mediche si dividono tra i due genitori in base a quanto ciascuno ha effettivamente pagato. Se volete una ripartizione diversa dal 50%, la percentuale va annotata sul documento di spesa. Se un coniuge è a carico dell’altro, l’intera spesa può essere attribuita al coniuge non a carico. La detrazione è sempre del 19%, qualunque sia il reddito: conviene attribuire la spesa a chi ha abbastanza IRPEF da assorbirla, perché la parte di detrazione che supera l’imposta va persa. Per informazioni sui familiari a carico, consulta la nostra guida sull’ISEE.

    Spese mediche deducibili: quando si tolgono dal reddito (art. 10 TUIR)

    Finora abbiamo parlato di detrazione: il 19% della spesa che supera la franchigia di 129,11 euro si sottrae direttamente dall’IRPEF. La deduzione funziona in un altro modo. La spesa si sottrae dal reddito complessivo prima di calcolare l’imposta, senza franchigia. Il risparmio è quindi pari alla tua aliquota IRPEF marginale: per l’anno d’imposta 2025 (730/2026) è il 23% fino a 28.000 euro, il 35% fino a 50.000 euro e il 43% oltre. A questo si aggiunge un piccolo risparmio sulle addizionali regionale e comunale. Le spese deducibili vanno nella Sezione II del quadro E del 730 (oneri deducibili).

    Spese mediche delle persone con disabilità (rigo E25)

    Per le persone con disabilità riconosciuta ai sensi dell’art. 3 della Legge 104/1992, le spese mediche generiche e le spese di assistenza specifica si deducono per intero dal reddito (art. 10, comma 1, lettera b, TUIR). Tra le spese mediche generiche rientrano, per esempio, le prestazioni del medico generico e l’acquisto di medicinali documentati con scontrino parlante. L’assistenza specifica comprende l’assistenza infermieristica e riabilitativa e il personale qualificato come addetto all’assistenza di base, operatore tecnico assistenziale o educatore professionale. In caso di ricovero in istituto si deduce solo la parte di retta relativa alle spese mediche e paramediche di assistenza specifica, che l’istituto deve indicare a parte.

    Queste spese sono deducibili anche se le sostieni per un familiare, anche se non è fiscalmente a carico: coniuge, figli e loro discendenti, genitori, fratelli e sorelle, suoceri, generi e nuore, nonni (art. 10, comma 2, TUIR, che rinvia all’art. 433 del codice civile). Attenzione al confine con le spese detraibili della stessa persona con disabilità:

    • spese chirurgiche, prestazioni specialistiche, protesi dentarie e sanitarie: restano in detrazione al 19% con la franchigia di 129,11 euro (rigo E1);
    • mezzi per l’accompagnamento, la deambulazione, la locomozione e il sollevamento e sussidi tecnici e informatici: detrazione del 19% sull’intero importo, senza franchigia (rigo E3);
    • veicoli per persone con disabilità (rigo E4, limite di spesa 18.075,99 euro) e cani guida per i non vedenti (rigo E5): sono anch’essi detrazioni del 19%, non deduzioni.

    L’obbligo di pagamento tracciabile introdotto nel 2020 (L. 160/2019) riguarda le detrazioni del 19%. Per le spese del rigo E25 serve la documentazione: fattura, ricevuta o scontrino parlante con il codice fiscale del destinatario.

    Contributi ai fondi sanitari integrativi (rigo E26, codice 6)

    I contributi versati ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale (iscritti all’Anagrafe dei fondi sanitari integrativi) sono deducibili fino a 3.615,20 euro l’anno (art. 10, comma 1, lettera e-ter, TUIR). Nel limite rientrano anche i contributi di assistenza sanitaria già esclusi dal reddito in busta paga (art. 51, comma 2, lettera a, TUIR). Questi sono indicati al punto 441 della Certificazione Unica e non vanno riportati di nuovo nel 730.

    Esiste anche il rovescio della medaglia. Le spese mediche rimborsate da un fondo o da una cassa i cui contributi non hanno formato reddito non sono detraibili. Fa eccezione la quota proporzionale ai contributi oltre 3.615,20 euro, che hanno concorso al reddito (punto 442 della CU). Restano invece detraibili le spese rimborsate da una polizza sanitaria pagata da te, se i premi non hanno dato diritto a detrazione, e quelle rimborsate da assicurazioni stipulate dal datore di lavoro.

    Contributi per colf e badanti (rigo E23)

    Se assumi una badante o un’altra persona per l’assistenza personale o familiare, puoi dedurre i contributi previdenziali e assistenziali versati, per la parte a carico del datore di lavoro, fino a 1.549,37 euro (art. 10, comma 2, TUIR). Lo stesso vale per colf e baby-sitter. È un’agevolazione diversa dalla detrazione del 19% sulle spese per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti. Quella detrazione spetta su un massimo di 2.100 euro, solo se il reddito complessivo non supera 40.000 euro (art. 15, comma 1, lettera i-septies, TUIR; righi da E8 a E10, codice 15).

    Esempio: deduzione e detrazione a confronto

    Una persona con disabilità (L. 104/1992) ha un reddito di 30.000 euro e nel 2025 spende 2.000 euro in spese mediche generiche e farmaci. Come detrazione otterrebbe (2.000 − 129,11) × 19% = 355,47 euro. Come deduzione il reddito scende a 28.000 euro: i 2.000 euro sono tassati al 35%, quindi il risparmio IRPEF è di 700 euro. Con un reddito di 25.000 euro, tutto nel primo scaglione al 23%, il risparmio sarebbe di 460 euro. Non si tratta di una scelta: per le persone con disabilità queste spese vanno indicate nel rigo E25, e collocarle nel rigo giusto vale centinaia di euro. Dall’anno d’imposta 2026 (730/2027) lo scaglione intermedio scende al 33%.

    Documentazione Necessaria per la Detrazione

    Per ottenere la detrazione delle spese mediche nel 730/2026 è fondamentale conservare la corretta documentazione. Per i farmaci acquistati in farmacia è obbligatorio lo scontrino parlante che deve riportare: codice fiscale del contribuente, dicitura “farmaco” o “medicinale”, numero di autorizzazione, data e importo pagato.

    Per visite mediche, esami diagnostici e altre prestazioni sanitarie servono ricevute o fatture che indichino: dati anagrafici e codice fiscale del paziente, natura della prestazione sanitaria, dati del medico o della struttura, data ed importo. I ticket pagati al Servizio Sanitario Nazionale devono essere documentati con la ricevuta rilasciata dalla struttura pubblica.

    La documentazione relativa alle spese mediche deve essere conservata fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione: per il 730/2026, fino al 31 dicembre 2031. L’Agenzia delle Entrate può richiedere i documenti giustificativi in caso di controllo. Non serve conservare i documenti delle spese sanitarie che risultano già nella precompilata e che non hai modificato. Conserva anche la prova del pagamento tracciabile: estratto conto bancario o della carta di credito, ricevuta del POS, ricevuta del bonifico.

    Pagamenti Tracciabili: Cosa Devi Sapere

    Dal 1° gennaio 2020, la normativa fiscale italiana ha introdotto l’obbligo del pagamento tracciabile per la maggior parte delle spese mediche detraibili. Sono considerati tracciabili i pagamenti effettuati tramite: carta di credito, carta di debito (Bancomat), bonifico bancario o postale, assegno bancario o circolare, altri sistemi di pagamento elettronico.

    I pagamenti in contanti non sono considerati tracciabili e quindi non danno diritto alla detrazione fiscale. Esistono importanti eccezioni: puoi ancora pagare in contanti per farmaci e dispositivi medici, ticket sanitari pagati al SSN e prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

    Quello che conta è l’intestazione del documento di spesa, che deve riportare te o il familiare a tuo carico, e il fatto che il pagamento sia tracciabile. Secondo l’Agenzia delle Entrate (risposte a interpello n. 431/2020 e n. 484/2020), la carta o il conto usati per pagare possono essere intestati anche a un’altra persona, per esempio il coniuge o un figlio. Pagare con uno strumento intestato a te resta però la soluzione più semplice da dimostrare in caso di controllo. Se inserisci nel 730 spese mediche pagate in contanti (quando obbligatorio il tracciabile) e vieni controllato, dovrai restituire la detrazione con sanzioni e interessi.

    Spese Mediche NON Detraibili: Errori da Evitare

    Non tutte le spese sanitarie danno diritto alla detrazione fiscale nel 730/2026. Gli integratori alimentari, le vitamine e i ricostituenti non sono detraibili, salvo che siano classificati come farmaci e lo scontrino parlante riporti esplicitamente la dicitura “farmaco”. I medicinali omeopatici, invece, sono detraibili come gli altri farmaci, se documentati con scontrino parlante.

    Gli interventi di chirurgia estetica finalizzati esclusivamente al miglioramento dell’aspetto fisico non sono detraibili. Sono detraibili solo gli interventi di chirurgia ricostruttiva post-traumatica o per correggere malformazioni congenite. Gli alimenti per celiaci, gli alimenti senza glutine, le diete speciali e i prodotti dietetici non sono detraibili come spese mediche.

    Non sono detraibili le spese di albergo, vitto e trasporto sostenute per recarsi presso strutture sanitarie. Non puoi detrarre le spese mediche rimborsate da fondi o casse sanitarie i cui contributi non hanno formato reddito (per esempio quelli pagati tramite il datore di lavoro), né quelle risarcite da chi ha causato un danno. In questi casi detrai solo la parte rimasta a tuo carico. Restano invece detraibili le spese rimborsate da una polizza sanitaria pagata da te, se i premi non hanno dato diritto a detrazione, e quelle rimborsate da assicurazioni stipulate dal datore di lavoro.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Come Compilare il 730 per le Spese Mediche

    La corretta compilazione del modello 730 per le spese mediche è fondamentale per ottenere la detrazione fiscale del 19%. Le spese sanitarie detraibili vanno indicate nel Quadro E del modello 730, nella Sezione I (spese che danno diritto alla detrazione d’imposta). Le spese deducibili delle persone con disabilità vanno invece nella Sezione II, rigo E25 (vedi la sezione dedicata).

    Nel rigo E1, colonna 2, inserisci l’importo totale delle spese sanitarie sostenute per te e per i familiari a carico: visite mediche specialistiche, esami diagnostici, cure mediche e chirurgiche, degenze ospedaliere, ticket sanitari, cure termali prescritte e anche i farmaci documentati con scontrino parlante. Nella colonna 1 vanno le spese per patologie esenti dal ticket. Il rigo E2 è riservato alle spese per familiari non a carico con patologie esenti (fino a 6.197,48 euro). Il rigo E3 è riservato ai mezzi e sussidi per persone con disabilità, detraibili al 19% sull’intero importo.

    Le spese mediche sostenute per familiari a carico vanno sommate alle tue spese personali e inserite negli stessi righi. Se utilizzi il 730 precompilato, molte spese mediche saranno già presenti grazie ai dati che farmacie, medici e strutture sanitarie trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria. Verifica sempre che le spese precompilate siano corrette e complete.

    Il software calcolerà automaticamente la detrazione sottraendo la franchigia di 129,11 euro dal totale delle spese e applicando la percentuale del 19%. Per evitare errori che potrebbero costarti caro in caso di controllo, affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale di Udine.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Le detrazioni per spese mediche nel 730/2026 rappresentano un’importante opportunità di risparmio fiscale. La franchigia di 129,11 euro si applica una sola volta sul totale annuale delle spese, e non esiste un limite massimo agli importi detraibili.

    Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione 730/2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Marzo 27, 2026/2 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-27 09:11:202026-10-13 16:48:13Detrazioni Spese Mediche 730/2026: Guida Completa alle Spese Sanitarie
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Comunicazione Spese Condominiali 2026: Ultimo Giorno per la Detrazione al 50%

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Oggi 17 marzo 2026 è l’ultimo giorno utile per l’invio della comunicazione delle spese condominiali 2025 all’Agenzia delle Entrate. Questa comunicazione è obbligatoria per permettere ai condòmini di ottenere la detrazione fiscale del 50% sui lavori condominiali effettuati nel 2025, da indicare nel 730/2026 o nel Modello Redditi.

    Se l’amministratore di condominio non rispetta la scadenza, i condòmini rischiano di perdere il diritto alla detrazione, con conseguenze economiche rilevanti. Vediamo nel dettaglio cosa fare e come verificare che l’adempimento sia stato corretto.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Comunicazione delle Spese Condominiali
    2. Chi Deve Inviare la Comunicazione
    3. Scadenza e Conseguenze del Mancato Invio
    4. Come Verificare se l’Amministratore Ha Inviato
    5. Come i Condòmini Recuperano i Dati per il 730

    Cos’è la Comunicazione delle Spese Condominiali

    La comunicazione delle spese condominiali è un adempimento telematico introdotto dall’articolo 1, comma 20, Legge 205/2017. L’amministratore del condominio deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro il 17 marzo di ogni anno, i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente per interventi sulle parti comuni dell’edificio che danno diritto a detrazioni fiscali.

    Queste spese includono:

    • Ristrutturazioni edilizie (bonus ristrutturazione 50%)
    • Efficientamento energetico (ecobonus 50-65%)
    • Adozione misure antisismiche (sismabonus)
    • Installazione impianti fotovoltaici
    • Recupero patrimonio edilizio

    La comunicazione contiene per ogni condòmino:

    • Codice fiscale
    • Importo delle spese sostenute
    • Quota millesimale
    • Tipologia di intervento
    • Dati dei bonifici effettuati

    Senza questa comunicazione, i condòmini non possono inserire la detrazione nel 730 precompilato e rischiano di perdere il beneficio fiscale.

    Chi Deve Inviare la Comunicazione

    L’obbligo di invio spetta esclusivamente all’amministratore del condominio. I singoli condòmini non devono fare nulla, se non verificare che l’amministratore abbia adempiuto correttamente.

    L’amministratore deve:

    • Raccogliere i dati delle spese sostenute nel 2025
    • Compilare il modello telematico predisposto dall’Agenzia delle Entrate
    • Inviare la comunicazione tramite Entratel o Fisconline (canali telematici ufficiali)
    • Conservare la ricevuta di avvenuta trasmissione
    • Informare i condòmini dell’avvenuto invio

    Se il condominio non ha amministratore (edifici fino a 8 condòmini), l’obbligo ricade su uno dei condòmini, che deve essere delegato dall’assemblea.

    In caso di cambio amministratore durante l’anno, l’obbligo spetta a chi era in carica al 31 dicembre 2025.

    Scadenza e Conseguenze del Mancato Invio

    La scadenza per l’invio della comunicazione delle spese condominiali relative al 2025 è 17 marzo 2026 (oggi). Questa data è perentoria e non prorogabile.

    Conseguenze del mancato invio:

    • Perdita della detrazione: I condòmini non potranno detrarre le spese condominiali nel 730/2026
    • Sanzione amministrativa: L’amministratore rischia una sanzione da 100 a 200 euro per condominio (DL 78/2010)
    • Responsabilità civile: I condòmini possono chiedere il risarcimento del danno all’amministratore inadempiente
    • Revoca incarico: L’assemblea può deliberare la revoca dell’amministratore per grave inadempienza

    Cosa fare se la scadenza è passata:

    Se l’amministratore non ha inviato la comunicazione entro oggi, i condòmini possono ancora procedere autonomamente alla detrazione nel 730, ma dovranno:

    • Conservare documenti: Delibera assembleare, fatture, bonifici parlanti
    • Compilare manualmente il quadro E del 730 (non sarà precompilato)
    • Rischio controlli: Maggiore probabilità di ricevere richieste di chiarimenti dall’Agenzia

    Come Verificare se l’Amministratore Ha Inviato

    I condòmini possono verificare l’avvenuto invio della comunicazione in diversi modi:

    1. Richiesta diretta all’amministratore

    Chiedere all’amministratore di:

    • Mostrare la ricevuta di trasmissione telematica
    • Fornire copia della comunicazione inviata
    • Comunicare il protocollo di presentazione

    2. Accesso al 730 precompilato (da aprile 2026)

    Dal 15 aprile 2026, quando sarà disponibile il 730 precompilato, i condòmini potranno verificare se le spese condominiali sono già inserite nel quadro E. Se presenti, significa che l’amministratore ha inviato correttamente.

    3. Cassetto fiscale

    Accedendo al proprio cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Consultazione” sarà visibile l’elenco delle detrazioni comunicate da terzi.

    4. Assemblea condominiale

    L’amministratore è tenuto a dare comunicazione all’assemblea dell’avvenuto invio, solitamente nella prima riunione utile dopo la scadenza.

    Se l’amministratore non fornisce riscontro o non ha adempiuto, i condòmini possono:

    • Sollecitare formalmente via PEC o raccomandata
    • Convocare assemblea straordinaria
    • Rivolgersi al CAF per assistenza nella compilazione manuale del 730

    Come i Condòmini Recuperano i Dati per il 730

    Una volta inviata la comunicazione dall’amministratore, i dati delle spese condominiali vengono trasmessi all’Agenzia delle Entrate e resi disponibili ai condòmini in due modi:

    1. 730 precompilato (automatico)

    Dal 15 aprile 2026, le spese condominiali appariranno automaticamente nel quadro E del 730 precompilato, con:

    • Codice intervento (3 = spese condominiali)
    • Importo detraibile
    • Percentuale detrazione (50%, 65%, ecc.)
    • Numero rata (le detrazioni si spalmeranno in 10 anni)

    Il condòmino dovrà solo verificare la correttezza dei dati e confermare.

    2. Attestato dall’amministratore

    L’amministratore è tenuto a rilasciare a ogni condòmino un “certificato di attribuzione spese” che riporta:

    • Descrizione intervento
    • Importo totale lavori
    • Quota millesimale del condòmino
    • Importo detraibile
    • Estremi bonifici

    Questo documento serve come prova in caso di controlli fiscali e va conservato per 10 anni (durata della detrazione).

    Cosa fare se i dati non appaiono nel 730 precompilato:

    • Verificare con l’amministratore se la comunicazione è stata inviata
    • Richiedere l’attestato cartaceo
    • Compilare manualmente il quadro E con assistenza di un CAF
    • Conservare tutta la documentazione (delibera, fatture, bonifici)

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulle Spese Condominiali

    Cosa succede se l’amministratore non invia la comunicazione entro il 17 marzo?

    I condomini rischiano di perdere la detrazione fiscale del 50% sui lavori condominiali. L’amministratore puo essere sanzionato con multe da 100 a 200 euro e i condomini possono chiedere risarcimento danni. E comunque possibile compilare manualmente il 730 conservando tutta la documentazione.

    Come faccio a sapere se il mio amministratore ha inviato la comunicazione?

    Puoi chiedere direttamente all’amministratore la ricevuta di trasmissione, oppure verificare dal 15 aprile 2026 se le spese condominiali appaiono nel tuo 730 precompilato (quadro E). In alternativa, controlla il cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

    Posso inviare io la comunicazione se l’amministratore non lo fa?

    No, l’obbligo spetta solo all’amministratore del condominio. Tuttavia, puoi sollecitarlo formalmente via PEC, convocare un’assemblea straordinaria per revocarlo, oppure rivolgerti a un CAF per compilare manualmente il 730 conservando delibera, fatture e bonifici.

    Quali spese condominiali danno diritto alla detrazione del 50%?

    Le spese detraibili al 50% includono: ristrutturazioni edilizie sulle parti comuni, efficientamento energetico (ecobonus), sismabonus, installazione fotovoltaico, recupero patrimonio edilizio. Sono escluse le spese di manutenzione ordinaria (es. pulizie, giardinaggio).

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.


    ARTICOLI CORRELATI

    Marzo 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-17 10:38:322026-05-31 10:13:15Comunicazione Spese Condominiali 2026: Ultimo Giorno per la Detrazione al 50%
    CAF

    Calendario 730/2026: Date Scadenze e Rimborsi

    Dichiarazione dei redditi 730

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Modello 730 e Chi Deve Presentarlo
    2. Calendario Scadenze 730/2026: Tutte le Date Importanti
    3. Date Rimborsi 730/2026: Quando Arriva il Credito IRPEF
    4. 730 Precompilato vs 730 Ordinario: Differenze
    5. Novità 730/2026: Cosa Cambia Rispetto al 2025
    6. Come Calcolare il Rimborso 730: Esempi Pratici
    7. Casi Particolari: Eredi, Incapienti, Cessazione Rapporto di Lavoro
    8. Cosa Serve per Fare il 730: Documenti Necessari

    Il Modello 730/2026 rappresenta lo strumento principale per i lavoratori dipendenti e i pensionati per la dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta 2025. Conoscere il calendario 730 2026 con tutte le scadenze e le date dei rimborsi è fondamentale per pianificare correttamente gli adempimenti fiscali e sapere quando aspettarsi eventuali rimborsi IRPEF.

    In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, analizziamo nel dettaglio tutte le date di scadenza per la compilazione e l’invio del 730/2026, il calendario completo dei rimborsi in busta paga e pensione, le novità 2026 introdotte dall’Agenzia delle Entrate e i casi particolari.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-14 15:08:352026-05-31 17:06:11Calendario 730/2026: Date Scadenze e Rimborsi
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Documenti 730 2026 per i redditi 2025: lista completa

    Dichiarazione dei redditi 730

    Indice dei contenuti

    1. Documenti personali e familiari
    2. Certificazioni dei redditi (CU, pensioni, altri redditi)
    3. Immobili e terreni
    4. Spese mediche e sanitarie
    5. Interessi passivi su mutui
    6. Spese di istruzione e universitarie
    7. Spese per asilo nido
    8. Premi assicurativi
    9. Attività sportive ragazzi (5-18 anni)
    10. Spese funebri
    11. Spese veterinarie
    12. Erogazioni liberali e donazioni
    13. Spese per assistenza personale
    14. Contributi previdenziali e assistenziali
    15. Contributi colf e badanti
    16. Fondi pensione e previdenza complementare
    17. Assegno di mantenimento
    18. Spese per adozione internazionale
    19. Versamenti F24 e acconti
    20. Contratti di locazione
    21. Ristrutturazione edilizia (bonus 50%)
    22. Risparmio energetico (Ecobonus)
    23. Bonus facciate
    24. Superbonus 110%
    25. Bonus mobili e elettrodomestici
    26. Contatti CAF Centro Fiscale Udine

    Ecco la lista completa e aggiornata dei documenti da portare al CAF per la compilazione del Modello 730/2026 (anno d’imposta 2025). Conserva questa pagina e usala come checklist prima dell’appuntamento.

    1. Documenti personali e familiari

    • Documento d’identità in corso di validità (carta d’identità o passaporto)
    • Codice fiscale / Tessera sanitaria del dichiarante
    • Codice fiscale del coniuge e dei familiari a carico (figli, altri familiari)
    • Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (730/2025 o Redditi PF 2025) con eventuali deleghe di versamento F24
    • Dati del datore di lavoro che effettuerà il conguaglio (denominazione, codice fiscale, indirizzo)
    • Certificazione ISEE 2026 (se necessaria per detrazioni/deduzioni specifiche)
    • Coordinate bancarie IBAN per accredito del rimborso (se senza sostituto d’imposta)
    • Credenziali SPID o CIE attiva (utile per il precompilato e per velocizzare la pratica)

    2. Certificazioni dei redditi

    • Certificazione Unica 2026 (CU) rilasciata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico
    • Certificazione Unica per collaborazioni, lavoro autonomo occasionale, borse di studio
    • Attestazione pensione estera (se percepita)
    • Redditi da fabbricati: canoni di locazione percepiti nel 2025, contratti registrati
    • Assegni periodici percepiti dall’ex coniuge (indicare codice fiscale di chi li versa)
    • Redditi diversi: compensi occasionali, redditi da attività sportive dilettantistiche, vendite immobiliari entro 5 anni, ecc.
    • Redditi da capitale: dividendi, interessi (se non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta)

    3. Immobili e terreni

    • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili e terreni posseduti
    • Atti di acquisto, vendita, donazione o successione avvenuti nel 2025
    • Contratti di locazione registrati e relativi canoni percepiti
    • Attestazione IMU versata nel 2025 (modelli F24)
    • Certificazione amministratore di condominio per quote di detrazione su parti comuni

    4. Spese mediche e sanitarie

    Detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro.

    • Scontrini farmacia con codice fiscale (farmaci da banco, medicinali SOP e OTC)
    • Fatture e ricevute di visite mediche specialistiche
    • Fatture per analisi di laboratorio, esami diagnostici, radiografie
    • Fatture dentista, oculista, fisioterapista, psicologo
    • Spese per dispositivi medici (occhiali, lenti a contatto, apparecchi acustici, protesi) con marcatura CE
    • Ticket sanitari del Servizio Sanitario Nazionale
    • Spese per ricovero ospedaliero (escluso il vitto)
    • Spese per assistenza infermieristica e riabilitativa
    • Spese sanitarie per familiari a carico o per patologie esenti

    Nota: il pagamento deve essere tracciabile (bancomat, carta, bonifico) per tutte le spese sanitarie, tranne farmaci e dispositivi medici che si possono pagare anche in contanti.

    5. Interessi passivi su mutui

    • Certificazione interessi passivi rilasciata dalla banca per l’anno 2025
    • Contratto di mutuo e atto di acquisto dell’immobile
    • Oneri accessori: spese notarili per il mutuo, perizia, istruttoria

    Detrazione del 19% sugli interessi fino a un massimo di 4.000 euro per l’acquisto dell’abitazione principale.

    6. Spese di istruzione e universitarie

    • Ricevute di pagamento rette scolastiche: scuola dell’infanzia, primaria, secondaria (max 800 euro per figlio)
    • Tasse universitarie: iscrizione, frequenza corsi di laurea, master, dottorati, specializzazione
    • Università non statali: la detrazione è limitata agli importi massimi stabiliti dal MIUR
    • Spese per mensa scolastica (con attestazione del Comune o della scuola)
    • Gite scolastiche, servizi di trasporto scolastico
    • Canoni di locazione per studenti universitari fuori sede (contratto registrato, università a oltre 100 km)

    7. Spese per asilo nido

    • Ricevute di pagamento asilo nido (pubblico o privato autorizzato)
    • Detrazione del 19% fino a un massimo di 632 euro per figlio
    • Indicare il codice fiscale del minore

    8. Premi assicurativi

    • Polizze vita e infortuni: ricevuta premio pagato nel 2025 (detrazione 19%, max 530 euro)
    • Polizze rischio non autosufficienza (max 1.291,14 euro)
    • Polizze rischio calamità naturali su immobili residenziali (detrazione 19%, senza limite)
    • Assicurazione contro eventi calamitosi stipulata contestualmente alla cessione del credito (superbonus)

    9. Attività sportive ragazzi (5-18 anni)

    • Ricevute o fatture per iscrizione e abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine
    • Detrazione del 19% fino a 210 euro per figlio
    • Devono risultare: denominazione della struttura, attività sportiva, dati del ragazzo, codice fiscale del pagante

    10. Spese funebri

    • Fatture per onoranze funebri sostenute nel 2025
    • Detrazione del 19% fino a un massimo di 1.550 euro per decesso
    • Spettante a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non parente

    11. Spese veterinarie

    • Fatture del veterinario e scontrini farmacia per medicinali veterinari
    • Detrazione del 19% con franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro

    12. Erogazioni liberali e donazioni

    • Donazioni a ONLUS, APS, ODV: ricevuta di versamento (bonifico, carta, assegno)
    • Donazioni a istituzioni religiose (max 1.032,91 euro)
    • Donazioni a partiti politici (da 30 a 30.000 euro)
    • Donazioni a università, enti di ricerca, fondazioni
    • Donazioni a enti dello spettacolo (Art Bonus: credito d’imposta 65%)

    Attenzione: tutte le donazioni devono essere effettuate con pagamento tracciabile per poter essere detratte/dedotte.

    13. Spese per assistenza personale

    • Spese per addetti all’assistenza personale (badanti) per soggetti non autosufficienti
    • Detrazione del 19% fino a 2.100 euro, se il reddito complessivo non supera 40.000 euro
    • Servono: fattura o ricevuta, certificazione medica di non autosufficienza

    14. Contributi previdenziali e assistenziali

    • Contributi INPS obbligatori (artigiani, commercianti, gestione separata)
    • Contributi INPS volontari (ricongiunzione, riscatto laurea)
    • Contributi previdenziali versati per familiari a carico
    • Contributi a casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.)

    I contributi previdenziali sono integralmente deducibili dal reddito complessivo (non detrazione, ma deduzione).

    15. Contributi colf e badanti

    • Ricevute dei bollettini INPS per contributi versati a colf, badanti, baby-sitter
    • Deducibili fino a un massimo di 1.549,37 euro annui
    • Copia del contratto di lavoro domestico

    16. Fondi pensione e previdenza complementare

    • Certificazione dei contributi versati al fondo pensione nel 2025
    • Deducibili fino a 5.164,57 euro annui
    • Per i lavoratori di prima occupazione dal 2007: possibile deduzione aggiuntiva fino a 2.582,29 euro nei primi 5 anni

    17. Assegno di mantenimento

    • Sentenza di separazione o divorzio (o accordo di negoziazione assistita)
    • Ricevute dei bonifici per l’assegno periodico versato all’ex coniuge
    • Codice fiscale dell’ex coniuge
    • L’assegno di mantenimento per l’ex coniuge è deducibile; la quota per i figli non è deducibile

    18. Spese per adozione internazionale

    • Certificazione dell’ente autorizzato (CIAI, Ai.Bi., ecc.) con il totale delle spese sostenute
    • Deducibili al 50% le spese certificate dall’ente

    19. Versamenti F24 e acconti

    • Modelli F24 relativi ai versamenti IRPEF effettuati nel 2025 (acconti e saldi)
    • Deleghe di pagamento per IMU, addizionali comunali e regionali
    • Cedolare secca: versamenti in acconto e saldo

    20. Contratti di locazione

    • Copia del contratto di affitto registrato
    • Ricevute dei canoni pagati nel 2025
    • Le detrazioni variano in base alla tipologia: contratto a canone concordato, giovani under 31, lavoratori che trasferiscono la residenza

    Detrazioni per lavori edilizi e risparmio energetico

    Per le spese relative a lavori edilizi serve portare tutta la documentazione relativa ai pagamenti e agli interventi effettuati.

    21. Ristrutturazione edilizia (bonus 50%)

    • Fatture delle imprese che hanno eseguito i lavori
    • Bonifici parlanti (bancari o postali) con causale specifica art. 16-bis TUIR
    • Comunicazione ASL (se prevista per sicurezza sul lavoro)
    • Titolo abilitativo: CILA, SCIA, permesso di costruire (o dichiarazione sostitutiva per edilizia libera)
    • Dati catastali dell’immobile
    • Detrazione del 50% su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per spese 2025). Dal 2026 riduzione al 36% su 48.000 euro per seconde case

    22. Risparmio energetico (Ecobonus)

    • Fatture e bonifici parlanti per interventi di efficientamento energetico
    • Asseverazione del tecnico abilitato
    • Attestato di Prestazione Energetica (APE) ante e post intervento
    • Scheda informativa inviata all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori
    • Le aliquote variano: 50% (infissi, caldaie a condensazione classe A), 65% (cappotto termico, pompe di calore, pannelli solari termici)

    23. Bonus facciate

    • Fatture e bonifici parlanti per interventi sulle facciate esterne
    • Il bonus facciate al 90% valeva per spese sostenute fino al 31/12/2022; al 60% per il 2022
    • Le rate residue in detrazione proseguono nei 10 anni successivi

    24. Superbonus 110%

    • Asseverazione tecnica e visto di conformità
    • Fatture e bonifici parlanti
    • Comunicazione ENEA
    • Delibera assembleare (per condomini)
    • Attestato APE ante e post intervento
    • Per spese 2025: aliquota ridotta al 65% (solo per lavori già avviati entro il 15/10/2024 con CILAS/titolo abilitativo)

    25. Bonus mobili e elettrodomestici

    • Fatture d’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe energetica minima richiesta)
    • Ricevuta di pagamento con carta di credito/debito o bonifico
    • Spetta solo se collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia
    • Detrazione del 50% su un massimo di 5.000 euro (per acquisti 2025)

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Prenota il tuo appuntamento al CAF Centro Fiscale

    Hai raccolto tutti i documenti? Prenota il tuo appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione del 730/2026.

    CAF Centro Fiscale – Sede di Udine
    Viale Tullio 13 – 33100 Udine
    Tel: 0432 504641
    Email: info@centrofiscale.com

    Consiglio: presenta il prima possibile la dichiarazione per ottenere il rimborso in tempi rapidi. Le dichiarazioni presentate entro maggio-giugno permettono di ricevere il rimborso già a partire da luglio in busta paga o nel cedolino della pensione.

    Marzo 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-07 12:34:192026-05-31 14:13:50Documenti 730 2026 per i redditi 2025: lista completa
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 26 Ottobre e Come Correggere Errori

    Dichiarazione dei redditi 730

    Il 730 integrativo 2026 si presenta entro lunedì 26 ottobre 2026: il termine ordinario del 25 ottobre quest’anno cade di domenica e slitta quindi al primo giorno lavorativo successivo, come indicato nelle istruzioni ufficiali del modello 730/2026. Serve a correggere errori od omissioni del 730/2026 (redditi del 2025) quando la correzione porta a un rimborso più alto, a un debito più basso o a un’imposta invariata, oppure quando bisogna sistemare i dati del sostituto d’imposta che effettua il conguaglio.

    Se invece l’errore è a tuo sfavore (un reddito dimenticato, una detrazione non spettante), il 730 integrativo non si può usare: serve il Modello Redditi PF 2026, in versione correttiva entro il 2 novembre 2026 oppure integrativa negli anni successivi. In questa guida trovi scadenze, casi pratici e differenze tra i vari strumenti per correggere il 730 integrativo 2026 e la dichiarazione già inviata.

    In sintesi

    • Scadenza del 730 integrativo 2026: lunedì 26 ottobre 2026 (il 25 ottobre è domenica).
    • Si usa solo per correzioni che danno maggior credito, minor debito o imposta invariata, oppure per correggere i dati del sostituto d’imposta.
    • Va presentato a un CAF o a un professionista abilitato, anche se il 730 originario era stato presentato tramite il datore di lavoro.
    • Per gli errori a sfavore serve il Modello Redditi PF 2026: correttivo entro il 2 novembre 2026, integrativo fino al 31 dicembre 2031.
    • Il maggior rimborso del 730 integrativo arriva di norma con la busta paga o la pensione di dicembre 2026.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il 730 integrativo 2026 e quali errori corregge?
    2. Qual è la scadenza del 730 integrativo 2026?
    3. Quando serve il 730 integrativo?
    4. Quali sono i tipi di 730 integrativo: codice 1, 2 e 3
    5. Che differenza c’è tra 730 integrativo e 730 rettificativo?
    6. Chi può presentare il 730 integrativo?
    7. Quando arriva il rimborso dopo il 730 integrativo?
    8. Errore a sfavore: perché serve il Modello Redditi PF?
    9. Come funziona il Redditi PF correttivo entro il 2 novembre 2026?
    10. Dichiarazione integrativa: fino a quando si può correggere?
    11. Domande frequenti sul 730 integrativo 2026
    12. Fonti
    13. Aggiornamenti

    Cos’è il 730 integrativo 2026 e quali errori corregge?

    Il 730 integrativo 2026 è una nuova dichiarazione, completa di tutte le sue parti, che sostituisce il modello 730 già presentato. Si usa quando, dopo l’invio, ti accorgi di non aver fornito tutti i dati oppure di averne indicati alcuni in modo sbagliato. Non si tratta quindi di un semplice “foglio aggiuntivo”: la dichiarazione viene rifatta da capo con i dati corretti.

    La regola di base è stabilita dall’articolo 14 del D.M. 31 maggio 1999, n. 164, il regolamento che disciplina l’assistenza fiscale di CAF e professionisti. La norma consente l’integrazione quando gli errori non incidono sul calcolo dell’imposta oppure quando la loro correzione determina, a favore del contribuente, un rimborso o un minor debito. Le istruzioni del modello 730/2026 aggiungono in modo esplicito anche il caso dell’imposta invariata, cioè quando correggi un dato che non cambia il risultato finale.

    Attenzione al punto chiave: il 730 integrativo funziona solo a favore del contribuente (o a risultato invariato). Se la correzione fa aumentare le imposte, lo strumento giusto è un altro, cioè il Modello Redditi PF, di cui parliamo più avanti.

    Qual è la scadenza del 730 integrativo 2026?

    La scadenza del 730 integrativo 2026 è lunedì 26 ottobre 2026. La norma fissa il termine al 25 ottobre di ogni anno, ma nel 2026 quel giorno è una domenica: per questo le istruzioni ufficiali del modello 730/2026 indicano espressamente il 26 ottobre “dal momento che il 25 ottobre è domenica”. La data riguarda il 730/2026, cioè la dichiarazione dei redditi percepiti nel 2025.

    Il 26 ottobre è il termine entro cui il contribuente deve presentare il 730 integrativo al CAF o al professionista. C’è poi un secondo termine, che riguarda chi presta l’assistenza: entro il 10 novembre 2026 il CAF o il professionista consegna il nuovo prospetto di liquidazione e trasmette la dichiarazione integrativa all’Agenzia delle Entrate (art. 16, comma 2, del D.M. 164/1999). Ecco il quadro completo delle date utili:

    AdempimentoScadenza
    730/2026 ordinario o precompilato30 settembre 2026
    730 integrativo (presentazione da parte del contribuente)lunedì 26 ottobre 2026
    Trasmissione del 730 integrativo da parte di CAF e professionisti10 novembre 2026
    Modello Redditi PF 2026 correttivo nei terminilunedì 2 novembre 2026 (il 31 ottobre è sabato)
    Dichiarazione integrativa (art. 2, comma 8, DPR 322/1998)31 dicembre 2031

    Dopo il 26 ottobre 2026 il 730 integrativo non si può più presentare. Le correzioni a tuo favore restano comunque possibili, ma con il Modello Redditi PF 2026: correttivo entro il 2 novembre 2026 oppure integrativo negli anni successivi, con regole diverse per l’utilizzo del credito.

    Quando serve il 730 integrativo?

    Il 730 integrativo serve in tutti i casi in cui un dato mancante o sbagliato ti ha fatto pagare più imposte del dovuto o ottenere un rimborso più basso. Le situazioni più frequenti sono quelle legate a spese detraibili e oneri deducibili dimenticati. Per chiarezza: una detrazione riduce direttamente l’imposta, mentre una deduzione riduce il reddito su cui l’imposta si calcola.

    • Spese sanitarie dimenticate: fatture del dentista, visite specialistiche, farmaci o dispositivi medici non inseriti nel 730 originario.
    • Familiari a carico: un figlio o il coniuge non indicati, o una percentuale di spettanza sbagliata.
    • Bonus edilizi: rate di ristrutturazione o ecobonus non riportate.
    • Spese per istruzione: rette scolastiche o universitarie, mensa scolastica.
    • Contributi deducibili: versamenti alla previdenza complementare o contributi per colf e badanti.
    • Interessi passivi del mutuo per l’abitazione principale non indicati o indicati in misura errata.
    • Dati del sostituto d’imposta mancanti o sbagliati (ad esempio il datore di lavoro che deve fare il conguaglio).

    Ricorda che il 730 integrativo presuppone un 730 già presentato entro il 30 settembre 2026. Se invece non hai inviato il 730 in tempo, la situazione è diversa: in questo caso può esserti utile la guida su 730 scaduto il 30 settembre: come recuperare bonus e rimborso.

    Quali sono i tipi di 730 integrativo: codice 1, 2 e 3

    Nel frontespizio del modello c’è una casella chiamata “730 integrativo”, in cui va indicato un codice che spiega il motivo della correzione. I codici previsti dalle istruzioni del 730 integrativo 2026 sono tre.

    Codice 1: maggior credito, minor debito o imposta invariata

    È il caso più comune: aggiungi o correggi dati che migliorano il risultato della dichiarazione, oppure correggi informazioni che non cambiano l’imposta. Esempio pratico: Marco aveva un rimborso di 350 euro e si accorge di aver dimenticato 2.000 euro di spese mediche. La detrazione del 19% si calcola sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro (una quota iniziale che non dà diritto a detrazione): vale quindi circa 355 euro, che si aggiungono al rimborso.

    Codice 2: solo i dati del sostituto d’imposta

    Si usa quando l’unica correzione riguarda il riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”, cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico che paga il rimborso o trattiene le imposte. Il resto della dichiarazione resta identico all’originale. Ad esempio, hai cambiato lavoro e nel 730 avevi indicato il vecchio datore di lavoro.

    Codice 3: sostituto d’imposta e altri dati insieme

    Il codice 3 combina le due situazioni: correggi i dati del sostituto d’imposta e, insieme, altri dati della dichiarazione da cui risulta un maggior credito, un minor debito o un’imposta invariata.

    Che differenza c’è tra 730 integrativo e 730 rettificativo?

    Molti confondono il 730 integrativo con il 730 rettificativo. Entrambi servono a correggere la dichiarazione, ma partono da situazioni diverse: conta chi ha commesso l’errore.

    Caratteristica730 integrativo730 rettificativo
    Origine dell’erroreIl contribuente non ha fornito tutti i dati o li ha forniti in modo erratoErrore commesso da chi ha prestato l’assistenza fiscale
    Chi si attivaIl contribuente, presentando una nuova dichiarazioneIl contribuente segnala l’errore al CAF o al professionista, che elabora il 730 rettificativo
    Effetto ammessoMaggior credito, minor debito, imposta invariata o correzione del sostitutoCorrezione dell’errore di elaborazione
    TempiEntro lunedì 26 ottobre 2026Le istruzioni chiedono di segnalare l’errore il prima possibile

    In pratica: se hai dimenticato tu una spesa o un dato, serve il 730 integrativo. Se l’errore è stato commesso da chi ha elaborato la dichiarazione, va comunicato subito al CAF o al professionista, che predispone il 730 rettificativo. Le istruzioni ricordano anche che CAF e professionisti rispondono del visto di conformità apposto sulla dichiarazione, cioè della certificazione che i dati corrispondono ai documenti esibiti.

    Chi può presentare il 730 integrativo?

    Il 730 integrativo 2026 va presentato a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un professionista abilitato. Le istruzioni del modello 730/2026 precisano che questo vale anche se il 730 originario era stato presentato tramite il sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico che presta assistenza fiscale. Anche chi aveva inviato il 730 precompilato, quindi, per l’integrazione passa da un CAF o da un professionista.

    Il motivo è pratico: chi riceve il 730 integrativo deve controllare la conformità dei nuovi dati rispetto ai documenti. Per questo il contribuente deve esibire la documentazione relativa all’integrazione; se il 730 originario era stato gestito dal sostituto d’imposta, va esibita tutta la documentazione della dichiarazione. Ecco cosa preparare:

    • copia del 730/2026 già presentato e del relativo prospetto di liquidazione (730-3);
    • ricevuta di presentazione del 730 originario;
    • documenti delle spese o dei dati da aggiungere o correggere (fatture, ricevute, certificazioni);
    • documento di identità e codice fiscale;
    • dati del nuovo sostituto d’imposta, se è cambiato il datore di lavoro.

    Quando arriva il rimborso dopo il 730 integrativo?

    Chi ha un sostituto d’imposta riceve il maggior rimborso del 730 integrativo direttamente in busta paga o sulla pensione. L’articolo 19, comma 3, del D.M. 164/1999 prevede che le somme a credito risultanti dalla dichiarazione integrativa siano rimborsate riducendo le ritenute del mese di dicembre: in pratica, il rimborso aggiuntivo arriva di norma con la retribuzione o la rata di pensione di dicembre 2026.

    Un aspetto spesso frainteso: la presentazione di una dichiarazione integrativa non blocca le operazioni già avviate con il 730 originario. Il datore di lavoro o l’ente pensionistico continua a effettuare i rimborsi o le trattenute risultanti dal primo 730; il 730 integrativo aggiunge solo la differenza a tuo favore.

    Se invece hai presentato il 730 senza sostituto d’imposta, il rimborso viene pagato direttamente dall’Amministrazione finanziaria, sul conto corrente se hai comunicato l’IBAN all’Agenzia delle Entrate. In questi casi i tempi sono più lunghi e non legati alla busta paga.

    Errore a sfavore: perché serve il Modello Redditi PF?

    Se dopo l’invio scopri un errore che comporta un minor credito o un maggior debito, il 730 integrativo non è lo strumento corretto. Le istruzioni del modello 730/2026 sono chiare: in questo caso si deve utilizzare il Modello Redditi Persone fisiche 2026, che permette anche di versare con il modello F24 le maggiori imposte dovute.

    Le situazioni tipiche in cui l’errore è a sfavore del contribuente sono queste:

    • Redditi non dichiarati: un affitto, una collaborazione occasionale o un reddito estero dimenticati.
    • Detrazioni in eccesso: spese non detraibili o importi superiori a quelli effettivi.
    • Familiari a carico non spettanti: ad esempio un figlio che superava il limite di reddito.
    • Agevolazioni senza requisiti: bonus o deduzioni indicati senza averne diritto.

    Può capitare che nella stessa correzione ci siano voci a favore e voci a sfavore: ad esempio un reddito dimenticato e, insieme, spese mediche non indicate. Conta il risultato complessivo: se alla fine il credito aumenta, il debito diminuisce o l’imposta resta uguale, si può usare il 730 integrativo; se il saldo peggiora, serve il Redditi PF.

    Come funziona il Redditi PF correttivo entro il 2 novembre 2026?

    Il Modello Redditi PF 2026 “correttivo nei termini” è la dichiarazione che si presenta entro il termine ordinario dei redditi per correggere quella già inviata. Quest’anno il termine è lunedì 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre 2026 cade di sabato. Si può usare sia per gli errori a sfavore sia, in alternativa al 730 integrativo, per quelli a favore, chiedendo il rimborso della differenza a credito.

    Il modello va compilato per intero con tutti i dati corretti, non solo con quelli modificati. Se dalla correzione emerge un importo a debito, le istruzioni del 730/2026 prevedono il pagamento contestuale di tre voci:

    • l’imposta dovuta;
    • gli interessi al tasso legale, calcolati giorno per giorno;
    • la sanzione ridotta prevista dal ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/1997).

    Il ravvedimento operoso è il meccanismo che permette di sistemare spontaneamente un errore pagando una sanzione molto più bassa di quella piena: più presto ti metti in regola, minore è la sanzione. Non è quindi corretto pensare che il correttivo nei termini sia sempre “a costo zero”: se c’è imposta in più da versare, si pagano anche interessi e sanzione ridotta.

    Dichiarazione integrativa: fino a quando si può correggere?

    Se ti accorgi dell’errore dopo il 2 novembre 2026, puoi ancora rimediare con una dichiarazione integrativa (Modello Redditi PF). Il limite è fissato dall’articolo 2, comma 8, del DPR 322/1998: il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Per il 730/2026, presentato nel 2026, il termine ultimo è quindi il 31 dicembre 2031.

    Integrazione a favore

    Se hai dimenticato spese detraibili e lo scopri dopo il 2 novembre 2026, puoi presentare un Redditi PF integrativo a favore. Se lo presenti entro il termine della dichiarazione dell’anno successivo, puoi chiedere il rimborso della differenza a credito. Se lo presenti più tardi, entro il 31 dicembre 2031, il credito si può usare in compensazione con il modello F24 solo per pagare debiti maturati dal periodo d’imposta successivo a quello di presentazione dell’integrativa, e va indicato nella dichiarazione relativa a quell’anno (art. 2, comma 8-bis, DPR 322/1998).

    Integrazione a sfavore

    Se l’errore è a sfavore, presentare spontaneamente l’integrativa conviene: insieme all’imposta e agli interessi legali si paga la sanzione ridotta da ravvedimento operoso, che cresce con il passare del tempo dall’errore. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, il D.Lgs. 87/2024 ha rivisto le sanzioni: la dichiarazione infedele scoperta dal Fisco è punita con il 70% della maggiore imposta, con un minimo di 150 euro (art. 1, comma 2, D.Lgs. 471/1997). Correggere prima di ricevere un controllo è quindi sempre la scelta più prudente. Se l’errore riguarda spese da raccogliere meglio per il prossimo anno, può esserti utile anche la checklist del 31 dicembre per il 730/2027.

    Domande frequenti sul 730 integrativo 2026

    Il 730 integrativo 2026 scade il 25 o il 26 ottobre?

    Il termine è lunedì 26 ottobre 2026. La regola generale indica il 25 ottobre, ma nel 2026 quel giorno è domenica e le istruzioni ufficiali del modello 730/2026 fanno slittare la scadenza al giorno lavorativo successivo.

    Ho inviato il 730 precompilato: posso presentare il 730 integrativo?

    Sì, ma il 730 integrativo va presentato a un CAF o a un professionista abilitato, portando la documentazione necessaria per il controllo dei dati. La regola vale anche per chi aveva presentato il 730 tramite il datore di lavoro o l’ente pensionistico.

    Cosa succede se perdo la scadenza del 26 ottobre 2026?

    Le correzioni a favore restano possibili con il Modello Redditi PF 2026: correttivo entro il 2 novembre 2026, poi integrativo fino al 31 dicembre 2031. Cambiano però le modalità di recupero del credito, che dopo un certo termine si può usare solo in compensazione.

    Il 730 integrativo blocca il rimborso del 730 originario?

    No. Il sostituto d’imposta continua a effettuare i rimborsi o le trattenute del 730 originario. Il maggior credito che emerge dal 730 integrativo viene rimborsato a parte, di norma con le ritenute del mese di dicembre 2026.

    Posso usare il 730 integrativo per aggiungere un reddito dimenticato?

    Solo se, considerando tutte le correzioni, il risultato finale è a favore o invariato. Se l’aggiunta del reddito porta a un maggior debito o a un minor credito, serve il Modello Redditi PF, con il pagamento di imposta, interessi e sanzione ridotta.

    Cosa rischio se non correggo un errore a sfavore?

    Se l’errore viene scoperto dall’Agenzia delle Entrate, per le violazioni dal 1° settembre 2024 la sanzione per dichiarazione infedele è del 70% della maggiore imposta (minimo 150 euro), oltre a imposta e interessi. Con il ravvedimento operoso la sanzione si riduce in modo significativo.

    Fonti

    • Agenzia delle Entrate, Modello 730/2026 (periodo d’imposta 2025) – Istruzioni per la compilazione, versione aggiornata al 28/05/2026, parte II, capitolo 5 “Rettifica del modello 730” (pagina Modello e istruzioni 730/2026).
    • D.M. 31 maggio 1999, n. 164, art. 14 (Dichiarazione integrativa), art. 16, comma 2, e art. 19, comma 3 – testo vigente su Normattiva.
    • D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, art. 2, commi 8 e 8-bis – testo vigente su Normattiva.
    • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 1, comma 2, come modificato dal D.Lgs. 14 giugno 2024, n. 87 – testo vigente su Normattiva.
    • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 13 (ravvedimento operoso) – testo vigente su Normattiva.

    Aggiornamenti

    10/10/2026 – Aggiornata la scadenza del 730 integrativo a lunedì 26 ottobre 2026 (il 25 ottobre cade di domenica) e rivisti gli errori correggibili, con riferimento alle Istruzioni per la compilazione del Modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate (aggiornate al 28/05/2026) e all’art. 14 del D.M. 31 maggio 1999, n. 164.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Devi correggere il 730? Rivolgiti al CAF Centro Fiscale

    Se devi presentare un 730 integrativo 2026, correggere errori nella dichiarazione o verificare se hai diritto a detrazioni non ancora utilizzate, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

    I nostri operatori ti aiutano a scegliere lo strumento corretto (730 integrativo, Modello Redditi PF correttivo o dichiarazione integrativa) e seguono tutta la pratica, dalla verifica dei documenti all’invio telematico.

    • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121
    • Email: info@centrofiscale.com

    Non aspettare la scadenza del 26 ottobre: prima presenti il 730 integrativo, prima ricevi il rimborso che ti spetta.

    Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 09:00:002026-10-10 08:34:41730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 26 Ottobre e Come Correggere Errori
    NOTIZIE

    Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

    Dichiarazione dei redditi 730

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Detassazione dei Premi di Risultato
    2. Chi Può Beneficiare della Detassazione
    3. Quando il Datore Non Applica la Detassazione
    4. Come Recuperare nel 730/2026: Procedura
    5. Esempio Pratico di Risparmio Fiscale
    6. Scadenze per il Recupero

    Se hai ricevuto un premio di risultato nel 2025 e il tuo datore di lavoro non ha applicato la detassazione, puoi recuperare l’agevolazione fiscale nella dichiarazione dei redditi 730/2026. La detassazione dei premi di risultato consente di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece dell’IRPEF ordinaria, con un risparmio significativo per i lavoratori dipendenti.

    In questa guida, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega come funziona la detassazione, chi può beneficiarne e come recuperarla nel modello 730 se non è stata applicata correttamente in busta paga.

    Cos’è la Detassazione dei Premi di Risultato

    La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione fiscale che permette ai lavoratori dipendenti di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece delle aliquote IRPEF ordinarie (che possono arrivare fino al 43%) sui premi di produttività erogati dal datore di lavoro.

    I premi di risultato sono somme aggiuntive legate al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività o qualità definiti in accordi aziendali o territoriali. La detassazione si applica su importi fino a 3.000 euro annui (4.000 euro per aziende con coinvolgimento paritetico dei lavoratori).

    Requisiti fondamentali:

    • Reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente
    • Premio previsto da contrattazione collettiva aziendale o territoriale
    • Collegamento del premio a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione

    Chi Può Beneficiare della Detassazione

    Possono accedere alla detassazione dei premi di risultato i lavoratori dipendenti del settore privato che soddisfano questi criteri:

    1. Limite di reddito: reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente (2024 per i premi 2025) non superiore a 80.000 euro
    2. Contratto collettivo: il premio deve essere previsto da accordi aziendali o territoriali depositati presso la Direzione Territoriale del Lavoro
    3. Legame con risultati: il premio deve essere collegato a obiettivi misurabili di produttività, qualità o efficienza

    Esclusi dalla detassazione:

    • Dirigenti (salvo specifiche eccezioni)
    • Lavoratori con reddito superiore a 80.000 euro
    • Premi non collegati a obiettivi (premi discrezionali, aumenti fissi, mensilità aggiuntive)

    Quando il Datore Non Applica la Detassazione

    In alcuni casi, il datore di lavoro potrebbe non applicare l’imposta sostitutiva del 5% in busta paga, tassando il premio con le aliquote IRPEF ordinarie. Questo può accadere per:

    • Errore amministrativo o mancata conoscenza della normativa
    • Incertezza sui requisiti (ad esempio, dubbi sul rispetto del limite di reddito)
    • Mancata verifica della presenza di accordi aziendali validi
    • Scelta prudenziale del datore per evitare contestazioni

    In questi casi, il lavoratore ha diritto a recuperare la differenza tra l’imposta ordinaria pagata e l’imposta sostitutiva del 5%, presentando la dichiarazione dei redditi 730/2026.

    Come Recuperare nel 730/2026: Procedura

    Per recuperare la detassazione non applicata dal datore di lavoro, è necessario seguire questa procedura:

    1. Verificare i requisiti
    Controlla di avere tutti i requisiti:

    • Reddito 2024 sotto 80.000 euro
    • Premio previsto da contratto aziendale
    • Collegamento con obiettivi di produttività

    2. Raccogliere la documentazione
    Serve:

    • Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore (disponibile entro marzo 2026)
    • Contratto integrativo aziendale o accordo territoriale che prevede il premio
    • Busta paga con indicazione del premio e della tassazione applicata
    • Dichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi

    3. Compilare il modello 730/2026
    Nel quadro C del 730, alla colonna 5 (“Somme per premi di risultato”), va indicato:

    • L’importo del premio tassato ordinariamente
    • La richiesta di applicazione retroattiva dell’imposta sostitutiva del 5%

    4. Calcolo del rimborso
    L’Agenzia delle Entrate ricalcola l’imposta applicando l’aliquota del 5% e restituisce la differenza con il rimborso 730 o in compensazione.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica i requisiti, acquisisce la documentazione e compila il 730 per massimizzare il recupero.

    Esempio Pratico di Risparmio Fiscale

    Caso concreto:

    Mario ha percepito nel 2025:

    • Reddito annuo: 35.000 euro
    • Premio di risultato: 2.000 euro

    Il datore ha tassato il premio con IRPEF ordinaria (aliquota marginale 35% + addizionali), per un totale di circa 750 euro di imposte sul premio.

    Con la detassazione nel 730/2026:

    • Imposta sostitutiva 5%: 2.000 × 5% = 100 euro
    • Risparmio fiscale: 750 – 100 = 650 euro

    Mario recupera 650 euro nel rimborso del 730/2026.

    Altro esempio (premio massimo):

    Lucia, reddito 40.000 euro, ha ricevuto premio di 3.000 euro tassato ordinariamente (aliquota 35%):

    • Imposte pagate: circa 1.050 euro
    • Imposte con detassazione: 3.000 × 5% = 150 euro
    • Risparmio: 900 euro

    Il risparmio medio per chi recupera la detassazione varia tra 600 e 1.200 euro, a seconda dell’importo del premio e dell’aliquota IRPEF marginale.

    Scadenze per il Recupero

    Per recuperare la detassazione dei premi 2025, le scadenze sono:

    • Entro marzo 2026: il datore rilascia la Certificazione Unica con i dati dei premi erogati
    • Dal 30 aprile 2026: inizio periodo per presentare il 730/2026
    • Entro 30 settembre 2026: scadenza ordinaria per il 730/2026 precompilato
    • Entro 15 ottobre 2026: scadenza per chi presenta il 730 tramite CAF o professionista
    • Entro 31 ottobre 2026: scadenza per Redditi Persone Fisiche (in alternativa al 730)

    Attenzione: il recupero deve essere richiesto entro i termini di presentazione della dichiarazione. Se non viene indicato nel 730/2026, il diritto alla detassazione si perde (salvo presentare dichiarazione integrativa entro i termini di decadenza).

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Detassazione Premi

    Posso recuperare la detassazione anche se il datore l’ha tassata ordinariamente?

    Si, se hai i requisiti (reddito sotto 80.000 euro, premio da contratto aziendale, collegamento con produttivita) puoi recuperare la detassazione nel 730/2026, anche se il datore ha applicato IRPEF ordinaria in busta paga.

    Serve l’autorizzazione del datore per recuperare nel 730?

    No, non serve autorizzazione, ma e utile avere una dichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi di produttivita previsti dal contratto aziendale.

    Il CAF puo verificare se ho diritto alla detassazione?

    Si, il CAF Centro Fiscale verifica i requisiti, esamina la CU e il contratto aziendale, e compila il 730 per recuperare correttamente l’agevolazione.

    Se non presento il 730, perdo la detassazione?

    Si, se non richiedi il recupero nella dichiarazione dei redditi entro le scadenze, l’imposta ordinaria gia applicata resta definitiva e non puoi piu recuperare la differenza.

    La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione importante che permette di risparmiare fino a 1.000 euro o più sulle imposte. Se il tuo datore di lavoro non l’ha applicata in busta paga, puoi recuperarla nel 730/2026 seguendo la procedura corretta.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

    • Verificare i requisiti di accesso
    • Acquisire la documentazione necessaria
    • Compilare il 730 con il recupero della detassazione
    • Massimizzare il rimborso fiscale

    Non perdere questa opportunità di risparmio: contatta il CAF Centro Fiscale per la tua dichiarazione dei redditi.

    ARTICOLI CORRELATI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS

    Indice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente…
    Febbraio 21, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
    Dichiarazione dei redditi 730
    NOTIZIE

    Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

    Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze…
    Febbraio 20, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

    Indice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi…
    Febbraio 19, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-24 02:20:01Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
    Febbraio 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-05-31 14:01:52Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
    Pagina 4 di 512345

    Ultime notizie

    • Pensione 2026 INPS
      Pensione in cumulo con contributi esteri: le istruzioni INPS su come si sommano i periodiOttobre 23, 2026 - 5:00 pmin: NOTIZIE
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Commercialista freelance o CAF? Guida partita IVA sviluppatori 2026Ottobre 23, 2026 - 3:00 pmin: PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Commercialista medici o CAF? Partita IVA medico online: guida 2026Ottobre 23, 2026 - 1:00 pmin: Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari
    Search Search

    Seguici su Facebook

    Categorie Articoli

    Ultimi Articoli

    • Pensione 2026 INPS
      Pensione in cumulo con contributi esteri: le istruzioni INPS su come si sommano i periodiOttobre 23, 2026 - 5:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Commercialista freelance o CAF? Guida partita IVA sviluppatori 2026Ottobre 23, 2026 - 3:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Commercialista medici o CAF? Partita IVA medico online: guida 2026Ottobre 23, 2026 - 1:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Forfettario, il MEF apre la consultazione sulla soglia degli 85.000 euro: come partecipare entro il 18 novembreOttobre 23, 2026 - 11:00 am
    • Bonus Partita IVA Under 35
      Bonus 500 euro under 35 respinto anche con la NASpI: il chiarimento INPS e cosa fareOttobre 23, 2026 - 9:00 am
    • fatturazione elettronica CAF Udine
      Rivalsa INPS 4% fattura e contributo cassa: guida 2026 con esempiOttobre 22, 2026 - 3:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Esportare Anagrafiche da Fatture in Cloud: Procedura Sicura 2026Ottobre 22, 2026 - 1:00 pm
    • Regime Forfettario 2026 limiti e controlli
      Forfettario a 100mila euro e IVA dagli 85mila: cosa valuta il Governo per la Manovra 2027Ottobre 22, 2026 - 11:00 am
    CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

    Contatti

    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
    Email: info@centrofiscale.com
    Telefono: 0432 1638640
    WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
    WhatsApp Patronato: 324 7411699

    Ultimi Articoli

    • Pensione 2026 INPS
      Pensione in cumulo con contributi esteri: le istruzioni INPS su come si sommano i periodiOttobre 23, 2026 - 5:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Commercialista freelance o CAF? Guida partita IVA sviluppatori 2026Ottobre 23, 2026 - 3:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Commercialista medici o CAF? Partita IVA medico online: guida 2026Ottobre 23, 2026 - 1:00 pm
    © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
    mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
    • Collegamento a Facebook
    • Collegamento a Instagram
    • Collegamento a Rss questo sito
    Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto