DICHIARAZIONE DEI REDDITIDichiarazione dei Redditi PF 2026 online: scadenze, novità e modalitàLa dichiarazione dei redditi delle Persone Fisiche 2026 (anno d’imposta 2025) entra nel vivo: la stagione fiscale 2026 introduce importanti novita, a partire dall’apertura del precompilato spostata al 30 aprile (anziche 15 aprile come negli anni precedenti) e con un calendario delle scadenze che si estende fino al 30 novembre 2026 per chi presenta il Modello Redditi PF. La gestione completamente online, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, e ormai lo standard: precompilata gia disponibile, invio telematico obbligatorio, controlli automatici e rimborsi piu rapidi.In questa guida completa ti spieghiamo chi deve presentare il Modello Redditi PF 2026, quali sono le novita introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e dal decreto adempimenti, le scadenze da rispettare, le modalita di invio online (precompilata, fai da te, CAF e intermediari), la struttura dei quadri, gli scaglioni IRPEF aggiornati e gli errori da evitare. Trovi inoltre tabelle riassuntive, esempi pratici e indicazioni operative del CAF Centro Fiscale di Udine.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’e il Modello Redditi PF 2026 e chi deve presentarloLe novita del Modello Redditi PF 2026Scadenze chiave Redditi PF 2026Modalita di invio online: precompilata, fai da te, CAFDichiarazione precompilata 2026: cosa cambiaModello 730 vs Modello Redditi PF: quale scegliereIRPEF 2026: scaglioni, aliquote e detrazioniStruttura del Modello Redditi PF 2026: i quadriVersamenti e acconti IRPEF 2026Errori da evitare nella dichiarazione onlineFAQ: domande frequentiCos’e il Modello Redditi PF 2026 e chi deve presentarloIl Modello Redditi Persone Fisiche (in breve Redditi PF) e la dichiarazione dei redditi standard che ogni contribuente persona fisica utilizza per dichiarare al fisco i redditi prodotti nell’anno d’imposta precedente. Per la stagione 2026 si dichiarano i redditi 2025. A differenza del Modello 730, che e una versione semplificata riservata a lavoratori dipendenti, pensionati e soggetti assimilati, il Modello Redditi PF e piu ampio e copre tutte le tipologie di reddito, comprese quelle non gestibili con il 730.Chi e obbligato a presentare il Modello Redditi PF 2026Devono presentare il Modello Redditi PF 2026:Titolari di Partita IVA (regime ordinario, semplificato, forfettario)Lavoratori autonomi e professionisti senza cassa o iscritti a casse privateSoci di societa di persone (SNC, SAS) e di SRL in trasparenzaContribuenti con redditi esteri: pensioni estere, lavoro all’estero, dividendi e plusvalenze su titoli esteriPossessori di criptovalute per la compilazione del quadro RW e RTChi ha realizzato plusvalenze finanziarie non assoggettate al regime del risparmio amministratoEredi che presentano la dichiarazione per conto del defuntoChi non puo utilizzare il 730 per altri motivi (es. mancanza di sostituto d’imposta in Italia che possa effettuare conguaglio)Chi puo scegliere tra 730 e Redditi PFI lavoratori dipendenti e pensionati con redditi rientranti nelle categorie ammesse al 730 hanno facolta di scelta. In generale, conviene il 730 se si vuole un rimborso piu rapido (gia con la busta paga di luglio o la pensione di agosto-settembre); conviene invece il Modello Redditi PF se ci sono redditi che il 730 non gestisce, come redditi esteri, plusvalenze, redditi da partecipazioni in societa di persone o crypto.Le novita del Modello Redditi PF 2026La stagione dichiarativa 2026 e segnata da alcune novita rilevanti, che impattano sia sui contenuti del modello sia sulle scadenze e sulle modalita di gestione online. 1. Precompilata disponibile dal 30 aprileUna delle novita piu importanti riguarda la data di disponibilita della dichiarazione precompilata: dal 2026 e fissata al 30 aprile (in luogo del 15 aprile previsto fino al 2025). Lo spostamento, introdotto a regime dal decreto adempimenti (DLgs 1/2024) e confermato dal calendario fiscale 2026, consente all’Agenzia delle Entrate di consolidare meglio i dati trasmessi da datori di lavoro, banche, enti previdenziali, INPS e medici.2. Tre scaglioni IRPEF a regimeIl sistema dei 3 scaglioni IRPEF introdotto dal DLgs 216/2023 e ormai stabilizzato a regime: aliquote del 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la struttura, eliminando definitivamente lo scaglione intermedio al 25% (vecchia struttura a 4 aliquote, valida fino al 2023).3. No tax area per dipendenti elevata a 8.500 euroResta confermata l’area di esenzione (no tax area) per i lavoratori dipendenti a 8.500 euro di reddito complessivo, equiparata a quella dei pensionati. La detrazione per lavoro dipendente fino a 15.000 euro e di 1.955 euro.4. Detrazioni figli a carico e Assegno UnicoLe detrazioni per figli a carico fino a 21 anni non sono piu previste nel modello, perche sostituite dall’Assegno Unico. Restano invece le detrazioni per i figli over 21 a carico, pari a 950 euro per ciascun figlio, modulate in base al reddito complessivo.5. Quadro W per criptovaluteConfermato il quadro W (sostituisce in parte le caselle del quadro RW e RT) per la dichiarazione delle cripto-attivita, con obbligo di indicare saldo al 31/12, giacenza media e plusvalenze realizzate. L’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attivita e 33% dal 1 gennaio 2026 (art. 1 c. 25 L. 207/2024, Legge di Bilancio 2025), in aumento rispetto al 26% applicato fino al 31 dicembre 2025; e stata inoltre abolita la franchigia di 2.000 euro che era operativa per il 2025.6. Rivalutazione detrazioni e novita Legge di BilancioLa Legge di Bilancio 2026 ha aggiornato alcune detrazioni d’imposta (es. detrazione coniuge a carico a 950 euro) e prorogato/ridefinito i bonus edilizi: ristrutturazione al 50% prima casa (36% seconda casa), Ecobonus, Sismabonus e Bonus barriere architettoniche. Tutti i benefici si traducono nella compilazione dei quadri E (oneri detraibili) o RP del Modello Redditi PF.Scadenze chiave Redditi PF 2026Per non sbagliare e non incorrere in sanzioni, e fondamentale conoscere il calendario fiscale 2026. Ecco le date chiave per la stagione dichiarativa di quest’anno. Tabella riepilogativa delle scadenze 2026DataAdempimento30 aprile 2026Apertura della dichiarazione precompilata 730/Redditi PF20 maggio 2026Avvio modifiche e invio precompilata 73016 giugno 2026Versamento saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026 (senza maggiorazione)30 giugno 2026Versamento saldo IRPEF (data canonica) o termine ordinario con +0,40%30 luglio 2026Versamento differito saldo IRPEF con maggiorazione 0,40%30 settembre 2026Scadenza ultima Modello 730/2026 invio telematico25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo tramite CAF/intermediari30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi PF 2026 invio telematico1 dicembre 2026Versamento secondo acconto IRPEF 2026Attenzione: la scadenza del 30 novembre 2026 e perentoria per il Modello Redditi PF. Oltre tale data si entra in regime di dichiarazione tardiva (entro 90 giorni, con sanzione di 250 euro ravvedibile a 25 euro) o omessa (dopo 90 giorni, con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).Modalita di invio online: precompilata, fai da te, CAFL’invio del Modello Redditi PF 2026 avviene esclusivamente per via telematica. Le modalita disponibili sono sostanzialmente tre, ciascuna con vantaggi e limiti. 1. Dichiarazione precompilata online (Agenzia delle Entrate)Il contribuente accede direttamente al portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) con SPID, CIE o CNS e visualizza la dichiarazione gia precaricata con i dati trasmessi da datori di lavoro, INPS, banche, assicurazioni, medici, farmacie ed enti pubblici. Puo accettare i dati cosi come sono (accettazione integrale) oppure modificarli aggiungendo redditi non presenti o oneri detraibili dimenticati.Vantaggi:Velocita e semplicitaNessun costoSe si accetta senza modifiche, vengono limitati i controlli formali sui dati gia presenti2. Fai da te tramite softwareIl contribuente compila il modello da zero o partendo dalla precompilata e lo invia tramite il software “Redditi Online” dell’Agenzia delle Entrate o tramite software commerciali abilitati (es. SOGEI, Profis, GBSoftware). Questa modalita e adatta a contribuenti con buona dimestichezza fiscale.3. Tramite CAF o intermediario abilitatoAffidarsi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista e la scelta piu sicura per chi ha situazioni complesse: partite IVA, redditi esteri, criptovalute, locazioni multiple, plusvalenze, eredita. Il CAF garantisce:Verifica preliminare dei documentiCalcolo corretto di imposte, detrazioni e creditiApposizione del visto di conformita (per il 730)Assistenza in caso di controlli o avvisi bonariInvio telematico nei terminiDichiarazione precompilata 2026: cosa cambiaLa dichiarazione precompilata 2026 e disponibile online dal 30 aprile 2026. Le novita strutturali rispetto agli anni passati sono significative. Cosa contiene gia precaricatoRedditi da lavoro dipendente e pensione (CU)Spese sanitarie trasmesse dal Sistema Tessera SanitariaInteressi passivi sui mutui (trasmessi dalle banche)Premi assicurativi vita e infortuniContributi previdenziali (gestione separata, riscatti, ricongiunzioni)Spese universitarie, asili nido, veterinarieBonifici per ristrutturazioni (50%, ex 110%, ecobonus, ecc.)Contributi versati a colf e badanti (precaricati da INPS)Cosa devi verificare manualmenteL’Agenzia non puo conoscere tutte le tue situazioni. Tipicamente devi aggiungere o correggere:Redditi da locazione non registrati a cedolare seccaPlusvalenze e minusvalenze finanziarie non amministrateCripto-attivita (saldi e plusvalenze, da inserire nei quadri RW e W)Redditi esteri (pensioni, lavoro, dividendi)Quote di partecipazione in societaOnorari medici pagati in contanti senza ricevuta tracciataAccettazione integrale: cosa significaSe si accetta la precompilata senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non puo effettuare il controllo formale degli oneri detraibili presenti nella dichiarazione (con eccezione di alcuni casi). Se invece la modifichi (anche per aggiungere un solo onere), il controllo formale e pieno. Importante: l’accettazione integrale non protegge da controlli sostanziali di redditi non dichiarati.Modello 730 vs Modello Redditi PF: quale scegliereMolti contribuenti si chiedono se sia meglio presentare il 730 o il Modello Redditi PF. La risposta dipende dalla tipologia di redditi e dalla situazione personale.Tabella di confronto 730 vs Redditi PF 2026CaratteristicaModello 730Modello Redditi PFChi puo usarloDipendenti, pensionati, alcuni autonomiTutti i contribuentiScadenza invio30 settembre 202630 novembre 2026RimborsoDiretto in busta paga o pensione (luglio-agosto)Versato dall’Agenzia, tempi piu lunghiPagamento debitoTrattenuto in busta paga (rateizzabile)Versamento autonomo con F24Redditi da P.IVANon gestibiliSi (quadri RE, RF, LM, RG)Cripto-attivitaLimitatamente (quadro W parzialmente integrato)Gestione completa (W, RT)Redditi esteriSolo alcuni casi sempliciGestione completa (RW, RT)IRPEF 2026: scaglioni, aliquote e detrazioniIl calcolo dell’IRPEF 2026 si basa sui 3 scaglioni a regime introdotti dal DLgs 216/2023 e confermati dalla Legge di Bilancio 2026. Scaglioni IRPEF 2026Reddito imponibileAliquotaImposta dovutaFino a 28.000 euro23%23% del redditoDa 28.001 a 50.000 euro35%6.440 + 35% sull’eccedenza oltre 28.000Oltre 50.000 euro43%14.140 + 43% sull’eccedenza oltre 50.000Esempio di calcolo IRPEF lordo 2026Reddito imponibile 40.000 euro:23% su 28.000 = 6.440 euro35% su (40.000 – 28.000 = 12.000) = 4.200 euroIRPEF lorda totale = 10.640 euroDa questo importo si sottraggono le detrazioni per lavoro/pensione, le detrazioni per familiari a carico e quelle per oneri (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, ecc.), ottenendo l’IRPEF netta.Principali detrazioni e deduzioni 2026Detrazione lavoro dipendente fino a 15.000 euro: 1.955 euroDetrazione pensionati fino a 8.500 euro: azzera l’imposta (no tax area)Detrazione coniuge a carico: 950 euro (modulata per reddito)Detrazione figli over 21 a carico: 950 euro per figlioSpese sanitarie: 19% sull’eccedenza di 129,11 euroInteressi passivi mutuo prima casa: 19% fino a 4.000 euroRistrutturazioni edilizie prima casa: 50% (36% seconda casa)Contributi previdenziali obbligatori: deduzione integrale dal redditoStruttura del Modello Redditi PF 2026: i quadriIl Modello Redditi PF 2026 e composto da numerosi quadri da compilare a seconda della tipologia di redditi posseduti. Vediamo la mappa essenziale.Quadri del fascicolo 1Frontespizio: dati anagrafici, codice fiscale, residenza, sostituto d’impostaQuadro RA: redditi dei terreniQuadro RB: redditi dei fabbricati (locazione, cedolare secca)Quadro RC: redditi di lavoro dipendente e assimilatiQuadro RP: oneri e spese deducibili/detraibili (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, scuola, ecc.)Quadro RN: calcolo dell’IRPEFQuadro RV: addizionali regionali e comunaliQuadro CR: crediti d’imposta (es. per redditi prodotti all’estero)Quadro DI: dichiarazione integrativaQuadro RX: compensazioni e rimborsiQuadri del fascicolo 2 e 3Quadro RH: redditi da partecipazione in societa di personeQuadro RL: altri redditi (capitali, lavoro autonomo occasionale, redditi diversi)Quadro RM: redditi a tassazione separata e imposte sostitutiveQuadro RT: plusvalenze finanziarie e criptoQuadro RR: contributi previdenziali (artigiani, commercianti, gestione separata)Quadro RW: investimenti all’estero, cripto-attivita (monitoraggio fiscale, IVIE, IVAFE)Quadro W: dichiarazione cripto-attivita 2026Quadro RE: reddito da lavoro autonomo (professionisti)Quadro RF: reddito d’impresa in contabilita ordinariaQuadro RG: reddito d’impresa in contabilita semplificataQuadro LM: regime forfettario e di vantaggioVersamenti e acconti IRPEF 2026I versamenti delle imposte calcolate con il Modello Redditi PF 2026 si effettuano tramite Modello F24 con i codici tributo specifici. Codici tributo principali4001 – Saldo IRPEF4033 – Primo acconto IRPEF4034 – Secondo acconto IRPEF3801 – Addizionale regionale3844 – Addizionale comunale (saldo)3843 – Addizionale comunale (acconto)1842 – Imposta sostitutiva regime forfettario1100 – Imposta sostitutiva plusvalenze finanziarie/criptoAcconti IRPEF 2026: regoleGli acconti IRPEF sono dovuti se l’imposta a debito risulta superiore a 51,65 euro (regola storica del TUIR). L’acconto totale e pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente, suddiviso in:Primo acconto (40%): entro il 30 giugno 2026 (insieme al saldo)Secondo acconto (60%): entro il 1 dicembre 2026Per importi complessivi fino a 257,52 euro, l’acconto si versa in unica soluzione entro il 1 dicembre.Rateizzazione del saldoIl saldo IRPEF e il primo acconto possono essere rateizzati in massimo 6 rate mensili (per chi versa entro il 30 giugno), con interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Chi versa entro il 30 luglio (con maggiorazione 0,40%) puo rateizzare in 5 rate.Errori da evitare nella dichiarazione onlineCompilare la dichiarazione online non significa evitare ogni rischio. Ecco gli errori piu comuni rilevati dai CAF.1. Accettare la precompilata senza verificareL’accettazione integrale puo essere comoda, ma fidarsi ciecamente e rischioso. Verifica sempre redditi da locazione, cripto, partecipazioni e oneri non precaricati.2. Dimenticare il quadro RWChi possiede conti esteri, cripto, immobili all’estero e tenuto al monitoraggio fiscale. Omettere il quadro RW comporta sanzioni dal 3% al 15% del valore (raddoppiate per paesi black list).3. Errori sulle spese sanitarieSpesso si inseriscono spese non detraibili (es. integratori, cosmetici) o si dimenticano scontrini parlanti. Verifica sempre la documentazione conservata.4. Sbagliare il codice tributo nel F24Usare il codice errato (es. 4001 invece di 4033) puo generare un avviso bonario di “mancato versamento”. Si rimedia con istanza di correzione, ma e meglio prevenire.5. Non rateizzare quando convieneSe il debito e elevato, valutare la rateizzazione con interesse 0,33% mensile: spesso piu conveniente di chiedere un prestito o ricorrere a fidi.6. Trascurare il secondo acconto di dicembreMolti contribuenti versano puntuali il saldo a giugno e si dimenticano del secondo acconto entro il 1 dicembre: il mancato versamento genera sanzioni del 25% dell’imposta non versata (ravvedibili).FAQ: domande frequentiDevo presentare il Modello Redditi PF 2026 se ho solo la pensione?Se la pensione e l’unico reddito e il sostituto d’imposta (INPS) ha gia operato le ritenute, normalmente non serve presentare la dichiarazione. Conviene invece presentarla per recuperare detrazioni (spese sanitarie, mutuo, ristrutturazioni). In questo caso si preferisce il 730 (rimborso piu rapido).Posso fare la precompilata anche se ho la Partita IVA?I titolari di Partita IVA non possono usare il 730 ma trovano comunque la precompilata Redditi PF con i dati di redditi da lavoro dipendente, oneri e cripto. Devono pero integrarla manualmente con i dati di P.IVA (quadri RE, LM, RG).Cosa succede se invio in ritardo il Modello Redditi PF 2026?Se invii entro 90 giorni dalla scadenza del 30 novembre 2026 (quindi entro fine febbraio 2027), la dichiarazione e tardiva: sanzione fissa di 250 euro, ravvedibile a 25 euro con il ravvedimento operoso. Oltre i 90 giorni, la dichiarazione e omessa: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.Quanto costa farsi assistere da un CAF?Il CAF e gratuito per il Modello 730 standard (i costi sono coperti dalla convenzione con l’Agenzia delle Entrate per la trasmissione dichiarazioni). Per il Modello Redditi PF e per quadri aggiuntivi (RW, W, partecipazioni, redditi esteri) puo essere previsto un compenso variabile in base alla complessita. Al CAF Centro Fiscale di Udine, il preventivo e sempre trasparente e personalizzato.Posso modificare la dichiarazione dopo averla inviata?Si. Se ti accorgi di un errore puoi presentare una dichiarazione integrativa:730 integrativo: entro il 25 ottobre 2026, tramite CAF/intermediariModello Redditi PF integrativo: entro la scadenza del successivo modello (30 novembre 2027)Per errori a sfavore del contribuente: integrativa entro i termini per l’accertamento (5 anni)Devo dichiarare le criptovalute anche se non ho realizzato plusvalenze?Si. Anche in assenza di realizzo, occorre compilare il quadro W (saldo al 31/12 e giacenza media) per il monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’imposta sul valore delle cripto-attivita (2 per mille). Le plusvalenze realizzate vanno nel quadro RT/W sezione plusvalenze.Cosa succede se la precompilata contiene errori?I dati precaricati sono trasmessi da terzi (datori di lavoro, banche, ASL, ecc.). Se ci sono errori, hai due strade: modificare il dato in dichiarazione e tenere la documentazione probatoria; oppure contattare l’ente che ha trasmesso il dato per la correzione alla fonte. In ogni caso, l’onere della prova resta sempre del contribuente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusioni: affidati al CAF Centro Fiscale per la tua dichiarazione 2026La dichiarazione dei redditi delle Persone Fisiche 2026 e un appuntamento che richiede attenzione, conoscenza normativa e pianificazione. Le novita di quest’anno (precompilata dal 30 aprile, tre scaglioni IRPEF a regime, quadro W per cripto, dettagli su detrazioni e bonus) impongono un aggiornamento continuo per non perdere benefici o incorrere in errori.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in tutto il percorso: dalla verifica dei documenti alla compilazione del modello, dall’invio telematico al calcolo dei versamenti F24, fino al supporto in caso di controlli o avvisi bonari. Per i nostri clienti, ogni dichiarazione e gestita con il visto di conformita (per il 730) e con il controllo qualita dei nostri operatori specializzati.Hai dubbi sulla tua dichiarazione 2026? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata: ti aiutiamo a capire quale modello presentare (730 o Redditi PF), a recuperare tutte le detrazioni spettanti e a rispettare le scadenze in totale sicurezza.Maggio 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 16:10:562026-05-21 15:31:12Dichiarazione dei Redditi PF 2026 online: scadenze, novità e modalità
DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello 730 a debito 2026: come pagare a rate (dipendenti e pensionati)Il Modello 730 a debito è una situazione che spaventa molti contribuenti: hai compilato la dichiarazione dei redditi e dal calcolo finale risulta che devi versare una somma all’Agenzia delle Entrate. La buona notizia? Puoi pagare a rate, senza dover sborsare tutto in una volta sola. La rateizzazione del 730 a debito è una possibilità prevista dalla legge che consente di diluire l’importo dovuto in più mensilità, con un piccolo interesse applicato sulle rate successive alla prima.In questa guida completa ti spieghiamo quando il 730 risulta a debito, come funziona la rateizzazione nel 2026, quali sono le scadenze, il numero massimo di rate per dipendenti e pensionati, gli interessi applicati e le differenze tra 730 con sostituto d’imposta e 730 senza sostituto. Troverai inoltre tabelle riassuntive, esempi pratici e indicazioni operative per non commettere errori.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiQuando il Modello 730 risulta a debitoRateizzazione 730: come funziona nel 2026Numero massimo di rate: dipendenti e pensionatiInteressi sulla rateizzazione del 730730 con sostituto vs 730 senza sostitutoScadenze pagamento 730 a debito 2026Esempio pratico di calcolo rateErrori da evitare nella rateizzazioneFAQ: domande frequentiQuando il Modello 730 risulta a debitoIl Modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata utilizzata da lavoratori dipendenti, pensionati e altre categorie di contribuenti. Alla fine della compilazione, il modello produce un risultato che può essere a credito (l’Agenzia ti restituisce soldi) oppure a debito (devi versare un’imposta). Le situazioni più comuni in cui il 730 risulta a debito sono:Più redditi nello stesso anno: hai avuto più datori di lavoro o hai sommato pensione e altri redditi (locazioni, lavoro autonomo occasionale)Cambio di lavoro durante l’anno con due CU (Certificazione Unica) distinteRedditi da locazione non assoggettati a cedolare seccaDetrazioni non spettanti applicate in busta paga dal sostituto d’impostaConguaglio per rivalutazione di terreni, plusvalenze, redditi diversiAcconti IRPEF dovuti per l’anno successivo (prima e seconda rata di novembre)L’IRPEF segue il sistema dei 3 scaglioni di reddito introdotti dal DLgs 216/2023:23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile35% da 28.001 a 50.000 euro43% oltre 50.000 euroQuando il calcolo finale evidenzia un’imposta superiore a quanto già trattenuto in busta paga (o in pensione), nasce il debito IRPEF che deve essere versato all’Erario.Cosa succede se ignori il debito?Ignorare il debito risultante dal 730 non è un’opzione. Le somme dovute vengono comunque richieste dall’Agenzia delle Entrate, e al mancato versamento si aggiungono sanzioni e interessi di mora. Il ravvedimento operoso permette di sanare la posizione con sanzioni ridotte, ma è sempre meglio pianificare il pagamento sin da subito, eventualmente scegliendo la rateizzazione.Rateizzazione 730: come funziona nel 2026La rateizzazione del 730 a debito permette al contribuente di pagare l’importo dovuto in più rate mensili, anziché in un’unica soluzione. Si tratta di una facoltà, non di un obbligo: il contribuente sceglie se versare tutto a luglio o se diluire il pagamento. Il meccanismo è semplice: in fase di compilazione del 730 (o tramite il proprio CAF o intermediario), si comunica la volontà di rateizzare e si indica il numero di rate desiderate. Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) provvederà ad applicare le trattenute nelle buste paga successive a quella di luglio.Cosa si può rateizzarePossono essere rateizzati quasi tutti gli importi a debito risultanti dal 730, e in particolare:Saldo IRPEF e relative addizionali regionale e comunalePrima rata di acconto IRPEF per l’anno successivoCedolare secca su locazioniIVIE e IVAFE (imposta su immobili e attività finanziarie estere)Acconto del 20% per redditi soggetti a tassazione separataImposta sostitutiva sui premi di produttivitàNON sono rateizzabili invece:La seconda o unica rata di acconto IRPEF di novembre (deve essere versata in un’unica soluzione)L’acconto per cedolare secca di novembreChi può richiedere la rateizzazioneLa rateizzazione è disponibile per tutti i contribuenti che presentano il Modello 730, indipendentemente dall’importo del debito. Non esistono soglie minime: anche un debito di 50 euro può essere rateizzato.Numero massimo di rate: dipendenti e pensionatiIl numero massimo di rate in cui è possibile suddividere il debito 730 dipende dalla categoria del contribuente e dalla data in cui inizia il pagamento. Per il 2026 valgono le seguenti regole. Lavoratori dipendenti: fino a 5 rateI lavoratori dipendenti possono rateizzare il debito 730 in un massimo di 5 rate, con prima rata a luglio e ultima rata a novembre. Le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga.Esempio per dipendenti che iniziano a pagare a luglio 2026:1ª rata: luglio 2026 (senza interessi)2ª rata: agosto 20263ª rata: settembre 20264ª rata: ottobre 20265ª rata: novembre 2026Pensionati: fino a 6 rateI pensionati hanno una rata in più rispetto ai dipendenti: possono suddividere il debito in un massimo di 6 rate, con prima rata ad agosto e ultima rata a novembre. Le trattenute avvengono sulla rata di pensione INPS.Esempio per pensionati:1ª rata: agosto 2026 (senza interessi)2ª rata: settembre 20263ª rata: ottobre 20264ª rata: novembre 20265ª rata: dicembre 20266ª rata: dicembre/gennaio (a seconda della tempistica INPS)Tabella riassuntiva: rate disponibili 2026CategoriaMax rateInizioFineModalità trattenutaLavoratore dipendente5LuglioNovembreBusta pagaPensionato6AgostoDicembre/GennaioCedolino pensioneSenza sostituto (F24)5LuglioNovembreF24 mensileCon tardiva applicazioneRidottoMese successivoNovembreVedi sostitutoCosa succede se inizi a rateizzare in ritardoSe per qualche motivo le trattenute non iniziano a luglio (per i dipendenti) o ad agosto (per i pensionati), il numero massimo di rate si riduce automaticamente. L’ultima rata deve comunque essere quella di novembre. Per esempio, se un dipendente inizia a settembre, potrà avere al massimo 3 rate (settembre, ottobre, novembre).Interessi sulla rateizzazione del 730La rateizzazione del 730 non è gratuita: dalla seconda rata in poi, viene applicato un interesse mensile dello 0,33% (corrispondente a circa il 4% annuo). Si tratta di un tasso fisso, stabilito per legge, che si calcola sul capitale residuo. Come si calcolano gli interessiL’interesse dello 0,33% mensile non si applica sulla prima rata, che viene versata o trattenuta senza maggiorazioni. A partire dalla seconda rata, ogni mese si aggiunge la maggiorazione, in modo progressivo:1ª rata: nessun interesse2ª rata: +0,33% sul capitale residuo3ª rata: +0,66% sul capitale residuo4ª rata: +0,99% sul capitale residuo5ª rata: +1,32% sul capitale residuo6ª rata: +1,65% sul capitale residuo (solo pensionati)L’incidenza degli interessi è quindi modesta: su un debito di 1.000 euro suddiviso in 5 rate da 200 euro, il costo complessivo degli interessi è di pochi euro. Si tratta di un costo accettabile per la maggior parte dei contribuenti che vogliono diluire il carico fiscale.Conviene davvero rateizzare?La risposta dipende dalla situazione finanziaria individuale. Se hai liquidità disponibile e non vuoi pagare interessi (per quanto modesti), conviene saldare tutto a luglio. Se invece preferisci mantenere liquidità di sicurezza per altre spese, la rateizzazione è una soluzione molto vantaggiosa: il tasso del 4% annuo è inferiore a quello dei prestiti personali tradizionali.730 con sostituto vs 730 senza sostitutoUna distinzione fondamentale per la rateizzazione riguarda la presenza o meno del sostituto d’imposta. Nel 2026 esistono due modalità di presentazione del 730: con sostituto (il classico) e senza sostituto (introdotto per chi non ha un datore di lavoro o ente pensionistico). 730 con sostituto d’imposta (modalità classica)È la modalità tradizionale, utilizzata da chi ha un datore di lavoro o un ente pensionistico che funge da sostituto d’imposta. In questo caso:Il debito viene trattenuto direttamente in busta paga (o sulla pensione) a partire da luglioSe hai chiesto la rateizzazione, le trattenute si distribuiscono nei mesi successiviNon devi presentare alcun F24: tutto è gestito dal sostitutoIn caso di credito, il sostituto rimborsa direttamente sulla busta paga730 senza sostituto d’impostaSi utilizza quando il contribuente non ha un sostituto al momento della dichiarazione: per esempio, perché disoccupato, perché ha cessato il rapporto di lavoro, o perché percepisce solo redditi non assoggettati a ritenuta (come locazioni). In questo caso:Il debito deve essere versato direttamente dal contribuente tramite Modello F24La rateizzazione è comunque possibile, ma il contribuente deve versare ogni rata autonomamente entro le scadenze indicateLe scadenze coincidono con quelle del Modello Redditi PF (luglio-novembre)Eventuali crediti vengono utilizzati in compensazione su F24 (codice tributo specifico) o richiesti a rimborsoTabella confronto: con sostituto vs senza sostitutoAspettoCon sostitutoSenza sostitutoModalità pagamentoTrattenuta automaticaF24 autonomoInizio rateLuglio (dipendenti) / Agosto (pensionati)Luglio (entro il 30)Adempimento contribuenteNessunoCompilare e pagare F24Rischio dimenticanzaBassoPiù alto (devi ricordarti)Rimborso creditoIn busta pagaCompensazione F24 o rimborsoScadenze pagamento 730 a debito 2026Per il 2026 (dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2025), le scadenze fondamentali per il pagamento del 730 a debito sono le seguenti. Scadenze 730 con sostituto30 aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio definitivo del 730Luglio 2026: prima rata trattenuta in busta paga (dipendenti)Agosto 2026: prima rata trattenuta sul cedolino pensione (pensionati)Novembre 2026: ultima rata per dipendentiDicembre/Gennaio: ultima rata per pensionati30 novembre 2026: versamento seconda o unica rata acconto IRPEF (non rateizzabile)25 ottobre 2026: termine per il 730 integrativoScadenze 730 senza sostituto (versamento F24)30 giugno 2026: scadenza ordinaria saldo + prima rata acconto (con possibilità di posticipare al 30 luglio con maggiorazione 0,40%)Ogni 16 del mese: rate successive (se rateizzato)Novembre 2026: ultima rata30 novembre 2026: seconda o unica rata acconto IRPEFCosa succede in caso di ritardoSe non versi entro la scadenza, si applicano sanzioni amministrative più interessi di mora. Tuttavia, il ravvedimento operoso permette di sanare la posizione con sanzioni ridotte:Entro 14 giorni: sanzione ridotta a 1/15 di 1/10 per ogni giorno di ritardoEntro 30 giorni: sanzione ridotta a 1/10Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9Entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8Esempio pratico di calcolo ratePer chiarire come funziona concretamente la rateizzazione del 730, vediamo un esempio pratico. Immagina che Marco, lavoratore dipendente, abbia un debito IRPEF di 1.500 euro risultante dal 730 2026. Caso 1: pagamento unica soluzioneMarco sceglie di pagare tutto a luglio. Il datore di lavoro trattiene 1.500 euro dalla busta paga di luglio 2026. Nessun interesse applicato.Caso 2: rateizzazione in 5 rateMarco chiede la rateizzazione massima (5 rate). Le trattenute saranno:RataMeseQuota capitaleInteresseTotale rata1ªLuglio300,00 euro0,00 euro300,00 euro2ªAgosto300,00 euro0,99 euro (0,33% su 300)300,99 euro3ªSettembre300,00 euro1,98 euro (0,66% su 300)301,98 euro4ªOttobre300,00 euro2,97 euro (0,99% su 300)302,97 euro5ªNovembre300,00 euro3,96 euro (1,32% su 300)303,96 euroTotale versato9,90 euro1.509,90 euroMarco paga in totale 9,90 euro di interessi per diluire il debito su 5 mesi: un costo modesto, pari allo 0,66% dell’importo originario. Considerando che alcuni mesi possono essere “delicati” sotto il profilo finanziario (vacanze estive, rientro a scuola, spese impreviste), la rateizzazione rappresenta una soluzione molto sensata.Caso 3: pensionato con rateizzazione in 6 rateSe Marco fosse un pensionato con lo stesso debito di 1.500 euro:Rata mensile capitale: 250 euro (1.500 / 6)Interessi totali: circa 12,50 euroTotale versato: 1.512,50 euro circaErrori da evitare nella rateizzazioneLa rateizzazione del 730 è generalmente automatica, ma ci sono alcuni errori frequenti da evitare per non incorrere in problemi. 1. Dimenticare di indicare la rateizzazioneSe non indichi la rateizzazione in fase di compilazione del 730, il debito verrà trattenuto in un’unica soluzione nella busta paga di luglio (o agosto per i pensionati). Questo può creare difficoltà di liquidità. Verifica sempre con il tuo CAF che sia stato selezionato il numero di rate desiderato.2. Tentare di rateizzare la seconda rata di accontoCome abbiamo visto, la seconda o unica rata di acconto IRPEF di novembre non è rateizzabile. Devi pianificare il versamento in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2026.3. Non versare le rate F24 nel 730 senza sostitutoSe hai presentato un 730 senza sostituto, devi versare attivamente le rate tramite F24. Ogni rata ha una scadenza precisa (di solito il 16 del mese). Mettere un promemoria sul calendario è fondamentale: dimenticare anche una sola rata fa decadere la rateizzazione e attiva sanzioni.4. Confondere debito IRPEF con addizionaliIl 730 produce diversi importi a debito: IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale, cedolare secca, IVIE, IVAFE, ecc. La rateizzazione si applica al totale, ma è importante sapere quali tributi sono inclusi per controllare correttamente la propria posizione fiscale.5. Cambiare lavoro durante la rateizzazioneSe cambi datore di lavoro durante il periodo di rateizzazione (per esempio passi da un’azienda all’altra a settembre), il vecchio datore trattiene le rate fino al cessazione, mentre il nuovo potrebbe non subentrare automaticamente. In questo caso, contatta tempestivamente il CAF per verificare l’eventuale necessità di versare le rate residue tramite F24.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ: domande frequenti sul 730 a debito e rateizzazione Posso modificare il numero di rate dopo aver inviato il 730?No, una volta che il 730 è stato inviato in via definitiva, il numero di rate non può essere modificato. Puoi però presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 se devi correggere errori che hanno comportato un debito errato.Cosa succede se il sostituto non riesce a trattenere tutte le rate?Se in un mese la busta paga è insufficiente per coprire la rata (per esempio in caso di malattia prolungata o cassa integrazione), il sostituto trattiene quello che può e rinvia la differenza al mese successivo, con interessi. Se a fine anno la trattenuta non è stata completata, l’importo residuo viene comunicato all’Agenzia delle Entrate per il recupero diretto.Posso rateizzare anche con il 730 precompilato?Sì, certamente. Il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026 permette di selezionare la rateizzazione in fase di accettazione o modifica della dichiarazione.La rateizzazione vale anche per le addizionali comunali e regionali?Sì, la rateizzazione si applica all’intero debito risultante dal 730, comprese le addizionali regionali e comunali IRPEF, la cedolare secca e altre imposte sostitutive.Se ho più CU (più datori di lavoro) chi trattiene le rate?Trattiene le rate il sostituto indicato in dichiarazione come tale (di solito il principale o l’ultimo). Se nel frattempo è cessato il rapporto, dovrai versare tramite F24.Quanto costa farsi fare il 730 dal CAF?Le tariffe variano a seconda della complessità della dichiarazione, ma in media il CAF Centro Fiscale di Udine offre tariffe competitive e trasparenti. Per maggiori dettagli puoi consultare la nostra guida ai costi del 730 al CAF.Conclusione: rateizza con tranquillità il tuo 730 a debitoIl Modello 730 a debito non deve essere fonte di preoccupazione: la legge prevede la possibilità di rateizzare l’importo dovuto in modo semplice e con interessi contenuti. Che tu sia un lavoratore dipendente (fino a 5 rate) o un pensionato (fino a 6 rate), puoi diluire il pagamento da luglio a novembre/dicembre 2026, con un costo aggiuntivo dello 0,33% mensile solo dalla seconda rata in poi.Se hai dubbi sulla compilazione del 730, sulla scelta del numero di rate, o vuoi una consulenza personalizzata per ottimizzare la tua dichiarazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti ti seguiranno passo passo per evitare errori e farti pagare il giusto, sfruttando tutte le detrazioni e deduzioni a cui hai diritto.Prenota un appuntamento: chiama il CAF Centro Fiscale oppure visita il nostro sito per fissare il tuo incontro. Ti aspettiamo per gestire insieme la tua dichiarazione dei redditi 2026 in modo semplice e senza stress.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/10/Modello-730-1-e1697092544252.png 625 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 15:10:562026-05-31 17:47:44Modello 730 a debito 2026: come pagare a rate (dipendenti e pensionati)
DICHIARAZIONE DEI REDDITIQuanto Costa il 730 al CAF, Patronato o Commercialista nel 2026: Tariffe a ConfrontoOgni primavera milioni di contribuenti italiani si pongono la stessa domanda: quanto costa il 730 al CAF nel 2026? E quanto chiede un commercialista? Il patronato fa la dichiarazione dei redditi gratis o si paga? Districarsi tra tariffe, agevolazioni e differenze tra modello 730 e Modello Redditi PF non è semplice, soprattutto considerando che nel 2026 ci sono importanti novità: il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (non più dal 15 aprile) e la scadenza per l’invio definitivo del 730 resta il 30 settembre 2026. In questa guida completa analizziamo nel dettaglio quanto costa il 730 al CAF in base alla complessità della pratica, le tariffe medie dei commercialisti, i casi in cui la dichiarazione è gratuita e come scegliere l’opzione più conveniente per la tua situazione.Indice dei contenutiQuanto costa il 730 al CAF nel 2026: tariffe medieQuando il 730 al CAF è gratuitoCosto del 730 dal commercialista nel 2026Patronato e 730: cosa fa davvero il patronatoScadenze 730 e Modello Redditi PF 2026730 ordinario vs 730 precompilato: differenze e costiCosti nascosti da evitare nel 730 2026Come scegliere tra CAF, patronato e commercialistaDocumenti necessari per il 730 al CAFVantaggi di affidarsi a un CAF professionaleDomande frequenti📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Quanto costa il 730 al CAF nel 2026: tariffe medieQuando ci si chiede quanto costa il 730 al CAF, la risposta dipende sempre dalla complessità della dichiarazione. I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono enti autorizzati dall’Agenzia delle Entrate a raccogliere, controllare e trasmettere le dichiarazioni dei redditi per conto dei contribuenti. Non esistono tariffe fisse imposte dalla legge: ogni CAF può determinare il proprio listino, anche se a livello nazionale i prezzi tendono ad allinearsi.In media, nel 2026 il costo del 730 al CAF oscilla tra 40 e 120 euro, con un valore tipico intorno ai 70-90 euro per una pratica di media complessità. La cifra esatta dipende da diversi fattori che vediamo nel dettaglio.Cosa influenza il prezzo del 730 al CAFI principali elementi che determinano quanto costa il 730 al CAF sono:Numero di certificazioni uniche (CU): chi ha più datori di lavoro o pensioni paga di piùPresenza di redditi diversi: affitti, rendite finanziarie, plusvalenzeDetrazioni e deduzioni da inserire: spese mediche, mutuo, ristrutturazioni, figli a caricoBonus edilizi: Superbonus, bonus ristrutturazioni 50%, bonus mobili (richiedono moduli aggiuntivi)Modello congiunto: il 730 presentato insieme al coniuge ha un costo aggiunto contenutoQuadri aggiuntivi: terreni, fabbricati, redditi all’esteroTabella tariffe medie CAF 2026Ecco una sintesi indicativa dei costi medi del 730 al CAF nel 2026:730 ordinario semplice (1 CU, nessuna detrazione complessa): 40-60 euro730 ordinario con detrazioni (spese mediche, mutuo, figli): 60-90 euro730 con bonus edilizi (ristrutturazioni, ecobonus, Superbonus): 90-150 euro730 congiunto (coniugi): 70-110 euro complessivi730 con redditi diversi (affitti, rendite): 80-130 euroPresso il CAF Centro Fiscale di Udine applichiamo tariffe trasparenti e competitive, comunicate sempre prima dell’inizio della pratica, senza sorprese o costi nascosti. Il servizio è disponibile sia in ufficio che online in tutta Italia. Quando il 730 al CAF è gratuitoUna domanda frequente è: il 730 al CAF è gratis? La risposta corretta è: quasi mai per il singolo contribuente, ma esistono alcune situazioni particolari da conoscere. Capire quanto costa il 730 al CAF significa anche sapere se rientri in una di queste categorie agevolate.Convenzioni sindacali e aziendaliMolti CAF sono convenzionati con sindacati (CGIL, CISL, UIL e altri) o con grandi aziende ed enti pubblici. In questi casi, gli iscritti al sindacato o i dipendenti dell’azienda convenzionata possono presentare il 730 a tariffa ridotta o gratuitamente. Verifica sempre se il tuo sindacato o il tuo datore di lavoro ha una convenzione attiva.Il falso mito del 730 “gratis perché compili da solo online”L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il 730 precompilato dal 30 aprile 2026 (data spostata dal 15 aprile a partire da quest’anno). Tecnicamente la dichiarazione può essere trasmessa autonomamente senza costi, ma sconsigliamo fortemente questa scelta: un errore nelle detrazioni, una spesa medica dimenticata o un quadro mal compilato può tradursi in centinaia di euro di rimborso perso oppure in sanzioni e accertamenti da parte del Fisco.Quando affidi il 730 al CAF Centro Fiscale, hai due garanzie fondamentali:Massimizzazione del rimborso: gli operatori verificano tutte le detrazioni e deduzioni applicabili al tuo casoVisto di conformità: il CAF appone il visto che certifica la correttezza dei dati e ti tutela in caso di controlliIl costo del 730 al CAF, in molti casi, viene più che recuperato dal rimborso fiscale aggiuntivo che riusciamo a far emergere. Costo del 730 dal commercialista nel 2026Confrontare quanto costa il 730 al CAF con il prezzo praticato da un commercialista è il primo passo per scegliere consapevolmente. I commercialisti, in quanto liberi professionisti iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti, applicano tariffe generalmente più alte rispetto ai CAF.Tariffe medie commercialista 2026Per un modello 730 ordinario, il costo dal commercialista nel 2026 oscilla tra 100 e 250 euro, con queste fasce indicative:730 semplice: 100-150 euro730 con detrazioni e bonus edilizi: 150-220 euro730 complesso con redditi diversi: 200-300 euroQuando conviene il commercialistaIl commercialista è la scelta più adatta in queste situazioni:Partita IVA: chi ha un’attività autonoma o d’impresa deve presentare il Modello Redditi PF (non il 730), e qui il commercialista è quasi indispensabileRedditi esteri complessi: lavoratori all’estero, conti correnti esteri, immobili all’estero (quadro W)Plusvalenze finanziarie elevate: gestione di portafogli importanti, cripto-attivitàSoci di società: titolari di partecipazioni qualificate o in società di personeContenziosi fiscali in corsoDifferenza chiave: il CAF non può fare il Modello Redditi PFUna precisazione importante: il CAF è autorizzato a gestire principalmente il modello 730 per lavoratori dipendenti e pensionati. Per il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico), che riguarda chi ha redditi d’impresa, di lavoro autonomo o particolari redditi diversi, il riferimento naturale è il commercialista o un CAF abilitato con professionisti dedicati. Il CAF Centro Fiscale di Udine, grazie alla collaborazione con dottori commercialisti, gestisce sia il 730 sia il Modello Redditi PF per partite IVA e situazioni complesse. Patronato e 730: cosa fa davvero il patronatoEsiste un equivoco molto diffuso: molti pensano che il patronato faccia la dichiarazione dei redditi 730 gratuitamente. Non è esatto. Per capire quanto costa il 730 al CAF e perché non è confrontabile col patronato, occorre chiarire i ruoli.Patronato vs CAF: le competenzeIl patronato è un ente autorizzato a fornire assistenza in materia previdenziale e assistenziale: domande di pensione, NASpI, assegno unico, invalidità civile, infortuni, pratiche INPS in generale. I servizi del patronato sono in larga parte gratuiti per il cittadino perché finanziati dallo Stato attraverso un fondo dedicato.Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) si occupa invece di materia fiscale: dichiarazione dei redditi 730, ISEE, IMU, dichiarazioni di successione, RED, ICRIC. Alcuni servizi CAF sono gratuiti per il cittadino (es. ISEE, RED), altri sono a pagamento (es. 730, successioni, IMU).Patronato gratuito: i servizi inclusiPresso un patronato puoi ottenere gratuitamente:Domanda di pensione di vecchiaia o anticipataDomanda di NASpI e disoccupazioneAssegno unico universale per i figliDomanda di invalidità civile e Legge 104Indennità di malattia, maternità, congedo parentalePratiche di infortunio sul lavoro (INAIL)Il 730 al patronato esiste?Molte sedi sindacali offrono sia patronato che CAF nello stesso ufficio. Quando ti rivolgi al “patronato” per il 730, in realtà stai usufruendo del servizio CAF associato. In questi casi vale comunque la tariffa CAF, eventualmente scontata per gli iscritti al sindacato (vedi sezione precedente sulle convenzioni).Presso il CAF Centro Fiscale di Udine trovi un servizio completo che integra assistenza fiscale e supporto patronato grazie a partnership consolidate, sia in ufficio che online. Scadenze 730 e Modello Redditi PF 2026Conoscere quanto costa il 730 al CAF è importante, ma altrettanto cruciale è rispettare le scadenze fiscali 2026 per evitare sanzioni e perdere il diritto al rimborso in busta paga.Calendario fiscale 2026 – dichiarazione redditiEcco le date da segnare in agenda per la dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025):30 aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato sul portale dell’Agenzia delle Entrate (slittata dal 15 aprile)20 maggio 2026: dal questa data è possibile accettare, modificare e inviare il 730 precompilato30 settembre 2026: scadenza per la presentazione definitiva del 730 (sia ordinario che precompilato)25 ottobre 2026: termine per la presentazione del 730 integrativo (per correggere errori a favore del contribuente)30 novembre 2026: scadenza per l’invio del Modello Redditi Persone FisicheRateazione e conguagliIl vantaggio principale del 730 rispetto al Modello Redditi PF è il conguaglio diretto in busta paga o sulla pensione:Rimborso: chi ha diritto a un credito d’imposta lo riceve direttamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), generalmente dal mese di luglio per i lavoratori dipendenti e da agosto-settembre per i pensionatiA debito: se devi pagare, l’importo viene trattenuto dalla busta paga o dalla pensione, anche in più rate fino a novembreConseguenze del ritardoSe non presenti il 730 entro il 30 settembre 2026, dovrai ripiegare sul Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026. Oltre questa data scatta il regime della dichiarazione tardiva (entro 90 giorni) o, peggio, della dichiarazione omessa (oltre 90 giorni) con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Per evitare problemi, contatta il CAF Centro Fiscale con largo anticipo. 730 ordinario vs 730 precompilato: differenze e costiQuando si parla di quanto costa il 730 al CAF, è utile distinguere tra 730 ordinario e 730 precompilato, perché sono due procedure diverse anche dal punto di vista del costo.730 ordinarioNel 730 ordinario, il CAF (o il commercialista, o l’utente stesso) compila il modello partendo dai dati forniti dal contribuente: CU, ricevute spese, bollettini mutuo, ecc. Il CAF inserisce manualmente tutte le voci, verifica la correttezza e appone il visto di conformità. È la modalità classica, ancora la più utilizzata per le situazioni complesse.730 precompilatoIl 730 precompilato è invece predisposto dall’Agenzia delle Entrate con dati già caricati automaticamente: certificazioni uniche, spese sanitarie comunicate dal Sistema Tessera Sanitaria, interessi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, oneri scolastici e universitari, donazioni a enti del terzo settore. L’utente (o il CAF) deve solo verificare, integrare e confermare.Dal 2026 la disponibilità del precompilato slitta al 30 aprile (era 15 aprile fino al 2025), per permettere ai sostituti d’imposta di trasmettere correttamente tutte le CU.Il costo cambia tra 730 ordinario e precompilato?Apparentemente il precompilato sembrerebbe “più facile” e quindi più economico. In pratica, la differenza di costo al CAF è minima (in genere 5-15 euro in meno), perché:Il CAF deve comunque controllare riga per riga i dati precaricati (spesso incompleti o errati)Vanno integrate le spese non comunicate automaticamente (es. spese mediche non tracciate, oneri detraibili minori, lavori edilizi)Il visto di conformità ha lo stesso valore legale in entrambi i casiLa vera convenienza del precompilato gestito dal CAF sta nella protezione dai controlli formali: l’Agenzia delle Entrate non effettua più controlli sui dati precompilati e accettati senza modifiche (o modifiche che non incidono sul calcolo dell’imposta). Un CAF esperto sa quando conviene accettare senza modifiche e quando conviene integrare.Costi nascosti da evitare nel 730 2026Quando valuti quanto costa il 730 al CAF o dal commercialista, attenzione ai costi nascosti che possono lievitare la spesa finale ben oltre il preventivo iniziale.Le 5 voci da chiarire SEMPRE prima di firmareCosto del modello base: la tariffa indicata copre il 730 standard o solo la compilazione minima?Costo per quadro aggiuntivo: alcuni studi addebitano un extra per ogni quadro inserito (terreni, fabbricati, oneri)Costo per ogni detrazione/deduzione: pratica scorretta ma diffusa, soprattutto per i bonus ediliziCosto per la trasmissione: alcuni intermediari fanno pagare a parte l’invio telematicoCosto del visto di conformità: dovrebbe essere incluso nella tariffa CAF, verificaloAttenzione al “prezzo civetta”Diffida da chi pubblicizza il 730 a 25 euro o 30 euro: nella maggior parte dei casi quel prezzo copre solo lo scenario più semplice possibile (un CU, nessuna detrazione), mentre la realtà di un contribuente medio italiano (con casa, figli, spese mediche, magari un mutuo) porta facilmente il costo finale a 80-100 euro o più. Il CAF Centro Fiscale applica tariffe trasparenti e fornisce un preventivo scritto prima di iniziare la pratica.Esempio praticoPrendiamo Marco, 45 anni, dipendente con: 1 CU, mutuo prima casa, due figli a carico, spese mediche per 1.200 euro, ristrutturazione bagno avviata nel 2025 (bonus 50%). Per il suo 730 ordinario al CAF si attesta intorno a 85-95 euro. Lo stesso identico 730 da un commercialista costerebbe circa 170-200 euro. Il risparmio del CAF è netto, a parità di qualità del servizio. Come scegliere tra CAF, patronato e commercialistaOra che hai chiaro quanto costa il 730 al CAF, dal commercialista o presso le strutture patronato/sindacali, vediamo come orientarsi nella scelta.Quando scegliere il CAFIl CAF è la scelta ottimale se:Sei lavoratore dipendente o pensionatoHai una situazione fiscale media (CU, mutuo, figli, spese mediche, bonus edilizi)Vuoi un servizio affidabile a costo contenutoHai bisogno anche di ISEE, successioni, IMU nello stesso ufficioVuoi massimizzare il rimborso con il supporto di operatori espertiQuando scegliere il commercialistaIl commercialista è la scelta giusta se:Hai partita IVA e devi presentare il Modello Redditi PFHai redditi esteri complessi o investimenti finanziari rilevantiSei socio di società o hai partecipazioni qualificateHai un contenzioso fiscale in corsoQuando andare al patronatoIl patronato è il riferimento per:Domande INPS: pensione, NASpI, assegno unico, invaliditàPratiche INAIL: infortuni, malattie professionaliServizi gratuiti in ambito previdenzialeSpesso CAF e patronato convivono nella stessa sede, offrendo un servizio completo. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato in tutta la fiscalità per privati e famiglie, con assistenza anche per il sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia (sistema catastale diverso dal resto d’Italia, importante per successioni e immobili).Documenti necessari per il 730 al CAFQuando ti rechi al CAF (o invii i documenti online), avere tutto il necessario subito aiuta a contenere il costo e i tempi. Ecco la checklist completa per il 730 2026.Documenti anagraficiDocumento d’identità in corso di validitàCodice fiscale (anche tessera sanitaria)Tessera sanitaria del coniuge e dei figli a caricoEventuali variazioni di residenza nell’annoRedditiCertificazione Unica (CU) 2026 per redditi 2025: lavoro dipendente, pensione, indennitàEventuali altre CU (collaborazioni, redditi diversi)Contratti d’affitto per redditi da locazioneSpese detraibili (anno 2025)Fatture e ricevute spese sanitarie (anche del coniuge e figli a carico)Quietanze interessi mutuo prima casaRicevute premi assicurativi vita e infortuniContributi previdenziali volontari (es. riscatto laurea)Bonifici per ristrutturazioni edilizie, ecobonus, Superbonus, bonus mobiliTasse scolastiche e universitarieRicevute asilo nidoSpese veterinarie (fino a 550 euro detraibili al 19%)Erogazioni liberali a Onlus, partiti, scuoleSpese funebri dell’anno (fino a 1.550 euro)Documenti immobiliVisura catastale di tutti gli immobili possedutiEventuali atti notarili dell’anno (acquisti, vendite, donazioni)Contratti di locazione (anche registrazioni RLI)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di pre-controllo documentale gratuito: prima di iniziare la pratica, gli operatori verificano che tu abbia tutti i documenti necessari, in modo da evitare integrazioni successive e perdita di tempo. Vantaggi di affidarsi a un CAF professionaleA questo punto, sai con chiarezza quanto costa il 730 al CAF nel 2026. Ma quali sono i vantaggi concreti rispetto al “fai da te” sul portale dell’Agenzia delle Entrate?Visto di conformità e tutela legaleIl CAF appone sul tuo 730 il visto di conformità, una certificazione che attesta la correttezza formale dei dati e ti tutela in caso di controlli: se l’Agenzia delle Entrate rileva errori formali, le sanzioni sono a carico del CAF (entro i limiti previsti dalla normativa), non del contribuente.Massimizzazione del rimborsoGli operatori CAF conoscono tutte le detrazioni e deduzioni previste dalla normativa, anche quelle meno note. Spese veterinarie, abbonamento ai mezzi pubblici (detraibile per il 19% fino a 250 euro), bonus psicologo, mediazione familiare: sono solo alcune delle voci che spesso vengono dimenticate nel fai da te ma che possono valere centinaia di euro di rimborso aggiuntivo.Assistenza in caso di controlliSe ricevi una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate (avviso bonario, lettera di compliance, accertamento), il CAF Centro Fiscale ti assiste nella risposta, nella verifica e, se necessario, nel ricorso. Non sei solo davanti al Fisco.Servizio online o in ufficioNel 2026 il CAF Centro Fiscale offre un servizio ibrido: puoi venire in sede a Udine oppure caricare i documenti online da qualunque parte d’Italia. Un operatore dedicato ti segue passo passo, video-call incluse se desiderato. Il costo è il medesimo per entrambe le modalità.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sul costo del 730Quanto costa il 730 al CAF nel 2026?Il costo medio del 730 al CAF nel 2026 oscilla tra 40 e 120 euro, in base alla complessità. Un 730 semplice (1 CU, poche detrazioni) parte da 40-60 euro. Un 730 con bonus edilizi, mutuo e figli a carico costa in media 70-95 euro. Tariffe maggiori per pratiche complesse con redditi diversi o affitti.Il 730 al patronato è gratis?No, il 730 al patronato non è gratis. Il patronato offre servizi gratuiti in materia previdenziale (pensioni, NASpI, assegno unico). Per la dichiarazione dei redditi 730 ci si appoggia al CAF associato, con tariffe simili a quelle del mercato. Iscritti a sindacati possono avere sconti.Quanto costa il 730 dal commercialista?Dal commercialista il 730 costa mediamente 100-250 euro. Le tariffe sono più alte del CAF perché si tratta di una libera professione. Il commercialista è la scelta migliore per partite IVA, redditi esteri complessi, soci di società e Modello Redditi PF (che il CAF base non gestisce).Quando scade il 730 nel 2026?Il 730/2026 (redditi 2025) deve essere presentato entro il 30 settembre 2026. Il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (data spostata dal 15 aprile). Il 730 integrativo può essere presentato entro il 25 ottobre 2026. Il Modello Redditi PF scade il 30 novembre 2026.Posso fare il 730 da solo gratis online?Tecnicamente sì, il precompilato è accessibile dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. In pratica sconsigliamo vivamente: errori nelle detrazioni possono costare centinaia di euro di rimborso perso e portare a sanzioni. Il costo del CAF è ampiamente compensato dal valore della pratica.Cosa succede se non presento il 730 in tempo?Se non rispetti la scadenza del 30 settembre 2026, puoi ancora presentare il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026. Oltre, scatta la dichiarazione tardiva (entro 90 giorni con sanzioni ridotte) o omessa (oltre 90 giorni, sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta). Contatta subito il CAF se sei in ritardo.Conclusioni: quanto costa il 730 al CAF nel 2026Capire quanto costa il 730 al CAF è il primo passo per pianificare con serenità la dichiarazione dei redditi 2026. Le tariffe oscillano tra 40 e 150 euro in base alla complessità, decisamente più contenute rispetto a un commercialista (100-250 euro), con la garanzia del visto di conformità e della massimizzazione del rimborso. Il patronato resta invece il punto di riferimento gratuito per le pratiche INPS.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-20 09:48:442026-05-31 17:01:28Quanto Costa il 730 al CAF, Patronato o Commercialista nel 2026: Tariffe a Confronto
DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazione Trasporti Pubblici nel Modello 730: Rimborsi per l’AbbonamentoLa detrazione trasporti pubblici nel Modello 730 permette di recuperare il 19% IRPEF della spesa sostenuta per l’abbonamento al servizio di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Si tratta di un rimborso fiscale pensato per incentivare l’uso dei mezzi pubblici e alleggerire il costo della mobilità quotidiana di pendolari, studenti e famiglie. In questa guida 2026 vediamo nel dettaglio come funziona il rimborso per l’abbonamento, qual è il tetto massimo di spesa, quali documenti servono e come gestire correttamente il caso in cui il datore di lavoro abbia già rimborsato l’abbonamento tramite welfare aziendale.Indice dei contenutiCos’è la detrazione per i trasporti pubblici nel 730Percentuale di detrazione e tetto massimo di 250 euroQuali abbonamenti danno diritto alla detrazioneDetrazione per familiari fiscalmente a caricoPagamento tracciabile: regola obbligatoriaDocumentazione da conservareRimborso datore di lavoro e welfare aziendaleDove indicare la detrazione nel Modello 730Errori comuni da evitareDomande frequentiCos’è la detrazione per i trasporti pubblici nel 730La detrazione per le spese di abbonamento al trasporto pubblico è un’agevolazione fiscale che permette di portare in detrazione una parte della spesa annua sostenuta per i mezzi pubblici. È stata introdotta in via strutturale dalla Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) e ha sostituito le precedenti agevolazioni temporanee. Oggi è disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera i-decies, del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/1986).In termini semplici: se nel corso del 2025 hai pagato un abbonamento al bus, al treno regionale, alla metropolitana o al tram, una parte di quella spesa torna nelle tue tasche sotto forma di minore imposta da pagare quando presenti il Modello 730/2026. Non è un rimborso che ricevi sul conto direttamente dal Comune o dall’azienda di trasporti, ma un’agevolazione che riduce l’IRPEF dovuta.La detrazione si applica anche se l’abbonamento è stato sottoscritto per familiari fiscalmente a carico (figli studenti, coniuge a carico, genitori conviventi a carico). È quindi un’agevolazione molto trasversale, che interessa lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie con figli che si spostano per studio o lavoro. Percentuale di detrazione e tetto massimo di 250 euroLa detrazione trasporti pubblici è pari al 19% della spesa sostenuta, calcolata su un tetto massimo di 250 euro all’anno per ciascun contribuente. Questo significa che il rimborso fiscale massimo ottenibile è di 47,50 euro per ogni soggetto a cui l’abbonamento si riferisce (cioè il 19% di 250 euro).Attenzione: il tetto di 250 euro è il limite complessivo annuo, non riguarda il singolo abbonamento. Se nel 2025 hai sostenuto spese per più abbonamenti (ad esempio uno per te e uno per il figlio a carico), la spesa totale ammissibile rimane sempre 250 euro a persona. Eventuali eccedenze rispetto al tetto non sono detraibili.Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco, lavoratore dipendente di Udine, abbia speso 360 euro nel 2025 per l’abbonamento annuale all’autobus urbano. Nel 730/2026 potrà inserire al massimo 250 euro come spesa detraibile. Il risparmio fiscale sarà di 47,50 euro (19% di 250 euro), che si tradurrà in una minore IRPEF dovuta o in un maggior rimborso a credito.Importante: detrazione su base individuale. Il limite di 250 euro vale per ciascun soggetto a cui l’abbonamento è intestato. In una famiglia con due figli a carico che usano i mezzi pubblici, il genitore può portare in detrazione fino a 250 euro per ciascun figlio, oltre ai propri 250 euro personali. Quali abbonamenti danno diritto alla detrazioneNon tutti i titoli di viaggio sono detraibili. La norma è precisa: si possono portare in detrazione solo le spese sostenute per abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Restano esclusi i biglietti singoli e i titoli a tempo limitato.In concreto, sono detraibili:Abbonamenti mensili, trimestrali, semestrali e annuali al bus urbano ed extraurbanoAbbonamenti alla metropolitana e al tramAbbonamenti al treno regionale e interregionale (Trenitalia regionale, Italo non rientra se utilizzato come Alta Velocità)Abbonamenti integrati che combinano più mezzi nello stesso bacino di trafficoAbbonamenti dei servizi di trasporto pubblico marittimo, lacuale e fluviale di lineaCarte di mobilità ricaricabili che funzionano come abbonamento a tempoSono invece esclusi dalla detrazione:Biglietti singoli e carnet a corseAbbonamenti ai servizi di trasporto su rotaia ad alta velocità (Frecciarossa, Italo Alta Velocità)Servizi taxi, NCC e car sharingTessere di tipo “trasporti gratuiti” già finanziate da enti pubbliciSpese di trasporto sostenute per viaggi internazionaliPer essere sicuri che l’abbonamento sia detraibile, basta verificare che il titolo di viaggio sia nominativo e che si riferisca a un servizio di trasporto pubblico di linea, regolarmente autorizzato. Detrazione per familiari fiscalmente a caricoUna delle caratteristiche più utili della detrazione trasporti pubblici è che si applica anche alle spese sostenute per i familiari fiscalmente a carico. Questo è un grande vantaggio per le famiglie con figli che frequentano scuole superiori o università, oppure con coniuge a carico che si sposta con i mezzi pubblici.Sono considerati familiari a carico ai fini fiscali nel 2026:Figli fino a 24 anni con reddito annuo non superiore a 4.000 euroFigli oltre i 24 anni con reddito annuo non superiore a 2.840,51 euroConiuge non legalmente ed effettivamente separato con reddito non superiore a 2.840,51 euroAltri familiari conviventi (genitori, fratelli, sorelle) entro il limite di 2.840,51 euro di redditoPer portare in detrazione la spesa per un familiare a carico, l’abbonamento deve essere intestato al familiare stesso, ma il pagamento deve risultare effettuato dal contribuente che inserisce la spesa nel proprio 730. Il limite di 250 euro vale per ciascun soggetto: quindi un genitore con due figli studenti a carico può detrarre fino a 250 euro per il primo figlio, altri 250 euro per il secondo, oltre ai propri 250 euro personali.Esempio: Laura ha due figlie a carico che frequentano l’università a Trieste. Per il 2025 ha pagato 280 euro per l’abbonamento annuale al treno regionale di una figlia e 220 euro per l’altra. Nel 730/2026 potrà inserire 250 euro (massimale) per la prima figlia e 220 euro (spesa effettiva, sotto al tetto) per la seconda. La detrazione complessiva sarà del 19% su 470 euro, pari a 89,30 euro di IRPEF in meno. Pagamento tracciabile: regola obbligatoriaPer beneficiare della detrazione del 19% sull’abbonamento ai trasporti pubblici nel 730 è obbligatorio aver pagato con strumenti tracciabili. Questa regola, introdotta dall’articolo 1, comma 679, della Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019), si applica alla quasi totalità delle detrazioni del 19% IRPEF.Sono considerati pagamenti tracciabili:Bonifico bancario o postaleCarta di credito, debito o prepagataBollettino postaleAssegno bancario o circolareApp di pagamento (Satispay, PayPal, Google Pay, Apple Pay)Pagamenti elettronici tramite portale dell’azienda di trasportoIl pagamento in contanti fa perdere il diritto alla detrazione, anche se l’abbonamento è regolarmente acquistato e nominativo. Per questo motivo è importante, al momento dell’acquisto o del rinnovo dell’abbonamento, scegliere sempre un metodo elettronico e conservare la ricevuta che attesti la modalità di pagamento utilizzata.Attenzione: se hai acquistato l’abbonamento direttamente alla biglietteria pagando in contanti, anche se hai la ricevuta nominativa, non potrai detrarre la spesa. È un errore molto comune che porta a contestazioni in fase di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Documentazione da conservarePer portare in detrazione l’abbonamento ai trasporti pubblici nel Modello 730/2026 è necessario conservare alcuni documenti che, in caso di controllo, dovranno essere esibiti all’Agenzia delle Entrate. Si tratta dei seguenti documenti:Abbonamento o tessera nominativa, con indicazione del periodo di validitàRicevuta di pagamento rilasciata dall’azienda di trasporto, che deve riportare la modalità di pagamento tracciabile utilizzataEstratto conto bancario o della carta da cui risulti l’addebito (utile come prova ulteriore)Fattura, se rilasciata, con codice fiscale del contribuente che porta in detrazione la spesaIn caso di abbonamento per familiare a carico: documento che attesti la condizione di familiare a carico al momento della dichiarazioneI documenti devono essere conservati per cinque anni dalla presentazione della dichiarazione, perché entro questo termine l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli e chiedere giustificazioni delle spese detratte. Conservare la documentazione in modo ordinato, anche in formato digitale, è il modo migliore per evitare problemi in caso di verifica.Per chi acquista l’abbonamento online tramite l’app o il portale dell’azienda di trasporto, la conservazione è ancora più semplice: la ricevuta arriva via email e va salvata insieme alla conferma del pagamento.Hai bisogno di aiuto con il 730?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del Modello 730/2026 e nella verifica di tutte le detrazioni a cui hai diritto, comprese quelle per i trasporti pubblici. Portiamo in detrazione ogni spesa ammessa, senza il rischio di errori.Prenota un appuntamentoRimborso datore di lavoro e welfare aziendaleUn capitolo particolarmente delicato riguarda i casi in cui il datore di lavoro rimborsa al dipendente le spese di abbonamento ai trasporti pubblici, sia direttamente sia tramite piattaforme di welfare aziendale. La regola generale è chiara: non si può portare in detrazione una spesa che è già stata rimborsata dal datore di lavoro.L’articolo 51, comma 2, lettera d-bis del TUIR prevede infatti che le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per l’acquisto degli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente o dei suoi familiari fiscalmente a carico non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente. In pratica: non sono tassate in busta paga, ma proprio per questo non possono essere portate in detrazione nel 730.I casi possibili sono tre:Abbonamento interamente rimborsato dal datore di lavoro: nessuna detrazione possibile, perché la spesa non è rimasta a carico del dipendenteAbbonamento parzialmente rimborsato: si può detrarre solo la quota effettivamente rimasta a carico del dipendente, sempre entro il tetto annuo di 250 euroAbbonamento pagato dal dipendente senza alcun rimborso: detrazione piena del 19% sulla spesa, fino a 250 euroEsempio pratico: Giulia è dipendente di un’azienda che le ha riconosciuto un voucher welfare di 200 euro per l’abbonamento all’autobus. L’abbonamento annuale costa 300 euro. La quota rimasta a carico di Giulia è di 100 euro: solo questa cifra può essere portata in detrazione nel 730/2026. La detrazione effettiva sarà di 19 euro (19% di 100 euro).In Certificazione Unica, il datore di lavoro indica gli importi rimborsati per i trasporti pubblici al punto 701 (oneri rimborsati dal sostituto d’imposta) e nelle annotazioni della CU. È fondamentale leggere con attenzione la CU prima di compilare il 730, per non rischiare di portare in detrazione una spesa già rimborsata.Dove indicare la detrazione nel Modello 730La detrazione per le spese di abbonamento al trasporto pubblico va indicata nel Quadro E del Modello 730/2026, sezione “Oneri e spese detraibili al 19%”. Più precisamente, va riportata nei righi da E8 a E10, utilizzando il codice di spesa 40 nella colonna 1.Nelle colonne corrispondenti si inserisce:Colonna 1: codice 40 (spese per abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico)Colonna 2: l’importo della spesa effettivamente sostenuta, comprensivo della quota per familiari a carico, nel limite di 250 euro per ciascun soggettoChi utilizza il 730 precompilato 2026 potrebbe trovare già inserita la spesa: dal 2018, infatti, le aziende di trasporto pubblico inviano all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese sostenute dai contribuenti per gli abbonamenti pagati con strumenti tracciabili. Tuttavia, è sempre opportuno controllare che l’importo sia corretto e che siano state inserite anche le spese per i familiari a carico, che spesso il sistema non rileva in automatico.Chi compila il 730 ordinario (non precompilato) deve inserire manualmente l’importo nel quadro E, codice 40, partendo dalle ricevute conservate. Errori comuni da evitareAnche se la detrazione trasporti pubblici è una delle più semplici da gestire nel 730, ogni anno molti contribuenti commettono errori che portano a contestazioni o alla perdita del beneficio. Vediamo i più frequenti:Pagare in contanti l’abbonamento: fa perdere automaticamente il diritto alla detrazione, anche con ricevuta nominativaDimenticare di sottrarre l’eventuale rimborso aziendale: porta a detrarre una spesa non rimasta a carico, con rischio di accertamentoDetrarre i biglietti singoli o i carnet a corse: sono espressamente esclusi dalla normaSuperare il tetto di 250 euro per persona: l’eccedenza non è ammessa e va eliminataInserire l’abbonamento di un familiare non a carico: la detrazione spetta solo per i familiari fiscalmente a caricoDimenticare di indicare il familiare a carico nel quadro dei familiari: senza questa indicazione, la spesa per il familiare viene scartata dal sistemaNon conservare la ricevuta della modalità di pagamento: in caso di controllo, senza prova del pagamento tracciabile la detrazione viene revocataL’errore più costoso, dal punto di vista pratico, è quello di non controllare la Certificazione Unica per verificare se il datore di lavoro ha già rimborsato in tutto o in parte l’abbonamento. La duplicazione della detrazione (cioè detrarre una spesa già rimborsata) è uno dei motivi più frequenti di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulla detrazione trasporti pubblici nel 730Posso detrarre l’abbonamento al treno Frecciarossa nel 730?No, gli abbonamenti ai servizi di trasporto su rotaia ad alta velocità (Frecciarossa, Italo Alta Velocità) non sono detraibili. La detrazione del 19% si applica solo ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, escludendo l’alta velocità nazionale.L’abbonamento è intestato a mio figlio universitario: posso detrarlo io?Sì, a condizione che il figlio sia fiscalmente a carico (reddito annuo non superiore a 4.000 euro fino a 24 anni, oppure 2.840,51 euro oltre i 24 anni) e che il pagamento sia stato effettuato dal genitore con metodo tracciabile. La detrazione si calcola sul tetto di 250 euro per il figlio.Cosa succede se il mio datore di lavoro mi rimborsa l’abbonamento?Se il rimborso è totale, non puoi portare in detrazione la spesa nel 730 perché non è rimasta a tuo carico. Se il rimborso è parziale, puoi detrarre solo la quota effettivamente pagata da te, sempre entro il limite di 250 euro. Il rimborso del datore di lavoro non è tassato in busta paga (welfare aziendale ex art. 51 c. 2 lett. d-bis TUIR).Posso detrarre l’abbonamento se l’ho pagato in contanti?No. Dal 2020, per beneficiare della detrazione del 19% sull’abbonamento ai trasporti pubblici è obbligatorio aver pagato con strumenti tracciabili (bonifico, carta, app di pagamento). Il pagamento in contanti fa perdere il diritto alla detrazione, anche con abbonamento regolarmente nominativo.Quanto risparmio in concreto con la detrazione?Il risparmio massimo è di 47,50 euro all’anno per ciascun soggetto a cui l’abbonamento si riferisce. Si calcola applicando il 19% al tetto massimo di spesa detraibile (250 euro). Una famiglia con due figli a carico che usano i mezzi pubblici può quindi recuperare fino a 142,50 euro complessivi all’anno.L’abbonamento è già nel 730 precompilato?Spesso sì. Le aziende di trasporto pubblico trasmettono all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese pagate con strumenti tracciabili. Tuttavia, è sempre necessario verificare che l’importo sia corretto e aggiungere manualmente le spese per i familiari a carico, che spesso non risultano nel precompilato.Conclusioni: gestire la detrazione trasporti con il CAFLa detrazione trasporti pubblici nel Modello 730 è un’agevolazione semplice ma piena di insidie pratiche: pagamento tracciabile obbligatorio, tetto annuo da rispettare, gestione del rimborso aziendale, indicazione dei familiari a carico. Un piccolo errore può costare la perdita del beneficio o, peggio, una contestazione in fase di controllo.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di contribuenti del Friuli Venezia Giulia nella compilazione del 730. Verifichiamo tutte le detrazioni a cui hai diritto, controlliamo la documentazione, gestiamo correttamente i rimborsi del datore di lavoro e ti aiutiamo a massimizzare il rimborso fiscale, evitando errori che potrebbero costarti caro.Affida il tuo 730/2026 al CAF Centro FiscaleVeloce, accurato, conveniente. A Udine dal 1985, esperti in dichiarazioni dei redditi e detrazioni.Prenota Ora il tuo AppuntamentoMaggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 10:22:202026-05-31 14:13:11Detrazione Trasporti Pubblici nel Modello 730: Rimborsi per l’Abbonamento
DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazione Trasporti Pubblici nel 730/2026: Rimborsi Abbonamento e Limite 250 EuroLa detrazione per i trasporti pubblici nel Modello 730/2026 consente di recuperare il 19% delle spese sostenute per l’abbonamento ai mezzi pubblici di trasporto, con un tetto massimo di 250 euro l’anno. In pratica, chi paga regolarmente l’autobus, il treno regionale o la metro per andare al lavoro o a scuola può ottenere un rimborso fiscale che arriva fino a 47,50 euro. Si tratta di un’agevolazione importante perché premia chi utilizza il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, riducendo l’impatto economico dell’abbonamento sulla famiglia. Il beneficio vale anche per le spese sostenute per i familiari fiscalmente a carico, come figli e coniuge senza redditi propri rilevanti.In questa guida completa e aggiornata al 2026 vediamo nel dettaglio chi può beneficiare della detrazione, quali abbonamenti rientrano nell’agevolazione, qual è il limite di spesa detraibile, come funziona la regola della tracciabilità del pagamento, quali documenti conservare e come compilare correttamente i righi del 730. Spiegheremo anche cosa cambia per i datori di lavoro che rimborsano l’abbonamento ai dipendenti e quali errori evitare nella dichiarazione dei redditi. Tutte le informazioni si basano sull’art. 15, comma 1, lettera i-decies del TUIR (DPR 917/1986) e sulle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per il modello 730/2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è la detrazione per i trasporti pubblici nel 730La detrazione per le spese di trasporto pubblico è un’agevolazione fiscale che permette al contribuente di sottrarre dalle imposte dovute (IRPEF) il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. La norma di riferimento è l’articolo 15, comma 1, lettera i-decies del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 22 dicembre 1986, n. 917), introdotta in via stabile dalla Legge di Bilancio 2018 (L. 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 28-29).In termini pratici, significa che lo Stato restituisce al cittadino una parte della spesa sostenuta per spostarsi con i mezzi pubblici. Il meccanismo è quello classico delle detrazioni: l’importo speso (entro il limite massimo di 250 euro) viene moltiplicato per il 19% e il risultato viene scalato dall’IRPEF lorda calcolata sui redditi dichiarati. Ad esempio, se un contribuente ha speso 240 euro per l’abbonamento annuale dell’autobus urbano, la detrazione spettante sarà di 45,60 euro (240 × 19%), che riduce direttamente l’imposta da pagare. È un piccolo aiuto, ma sommato ad altre detrazioni può fare la differenza nel calcolo finale del 730.L’obiettivo della norma è duplice: da un lato sostenere economicamente le famiglie che utilizzano i trasporti pubblici, soprattutto per il tragitto casa-lavoro o casa-scuola; dall’altro incentivare l’uso di mezzi più sostenibili rispetto all’automobile privata, riducendo traffico e inquinamento nelle città. Per questo motivo, dal 2018 la detrazione è stata resa strutturale e non più legata a singoli decreti annuali, come accadeva in passato (la prima introduzione risale al 2008 con la Legge Finanziaria di quell’anno, ma poi era stata sospesa per diversi anni). Chi può richiedere la detrazione trasporti pubbliciLa detrazione per i trasporti pubblici nel 730 spetta a tutti i contribuenti che hanno sostenuto una spesa documentata per l’acquisto di un abbonamento ai mezzi pubblici. Non ci sono limiti di reddito specifici per accedere all’agevolazione (a differenza di altre detrazioni), ma la detrazione si applica entro i limiti dell’IRPEF dovuta: se il contribuente non ha imposta sufficiente da abbattere (cosiddetta “incapienza”), la detrazione non genera un rimborso ulteriore ma si perde la parte eccedente.Più precisamente, possono fruire del beneficio:Lavoratori dipendenti e pensionati: la categoria principale, che generalmente presenta il 730Lavoratori autonomi e titolari di partita IVA in regime ordinario o semplificato (il forfettario in genere non ha vantaggio diretto dalla detrazione perché paga imposta sostitutiva, vedremo dopo)Studenti universitari che hanno redditi propri da dichiarareSoggetti con redditi assimilati a lavoro dipendente (collaboratori, amministratori, ecc.)Genitori che pagano l’abbonamento per i figli a carico (anche maggiorenni fino a 24 anni con reddito sotto 4.000 euro, oppure 21 anni con reddito fino a 2.840,51 euro)Un punto importante riguarda i familiari fiscalmente a carico. La detrazione spetta anche per le spese sostenute nell’interesse di familiari a carico: in pratica, se il genitore paga l’abbonamento al treno per il figlio universitario che è ancora a suo carico, può portare in detrazione quella spesa nel proprio 730. Sono considerati a carico i familiari indicati dall’art. 12 del TUIR: coniuge non legalmente separato, figli (anche adottivi, affidati o affiliati) e altri familiari conviventi (genitori, fratelli, sorelle), purché abbiano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro per i figli fino a 24 anni di età). Quali abbonamenti sono detraibili nel 730/2026La normativa è molto chiara: sono detraibili gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Il termine “abbonamento” è centrale e va inteso come un titolo di viaggio che consente al titolare di effettuare un numero illimitato di viaggi, su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato. Sono quindi inclusi:Abbonamenti mensili ad autobus urbani, tram, metropolitanaAbbonamenti annuali a servizi urbani ed extraurbani di trasporto pubblicoAbbonamenti settimanali validi sull’intera rete cittadinaAbbonamenti ferroviari regionali (treni regionali e regionali veloci)Abbonamenti integrati (validi su più mezzi pubblici e gestori, es. autobus + metro + treno regionale)Abbonamenti scolastici e studenteschi a tariffa agevolataAbbonamenti interregionali, purché si tratti di servizi di trasporto pubblico (es. treni regionali che attraversano più regioni)Sono invece esclusi dalla detrazione:Biglietti singoli o carnet di biglietti non corrispondenti ad abbonamentiAbbonamenti ai servizi di trasporto nazionali (es. Frecce Trenitalia, Italo, voli aerei)Servizi di noleggio con conducente, taxi, NCCCar sharing, bike sharing, monopattini in sharingServizi di trasporto turistico (bus turistici, navette aeroporto a pagamento separato)Abbonamenti a servizi internazionaliPer individuare se un servizio è qualificato come “trasporto pubblico locale, regionale o interregionale” si fa riferimento al D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422 (riordino dei servizi di trasporto pubblico locale) e ai successivi provvedimenti regionali di programmazione del trasporto pubblico. In caso di dubbio, conviene chiedere conferma al gestore del servizio o consultare la pagina dedicata sul sito dell’azienda di trasporti, dove spesso è indicato esplicitamente se l’abbonamento è “detraibile fiscalmente”.Un caso particolare è quello dei servizi gestiti da aziende private in concessione: anche queste rientrano nell’agevolazione se erogano un servizio pubblico di trasporto, come ad esempio molte linee extraurbane operate da concessionari privati per conto della Regione. Il limite di 250 euro e il calcolo della detrazioneIl limite massimo di spesa detraibile per gli abbonamenti ai trasporti pubblici è fissato a 250 euro all’anno per contribuente. Su questo importo si calcola la detrazione del 19%, per un beneficio fiscale massimo pari a 47,50 euro (250 × 19%). Il limite va inteso come tetto complessivo per nucleo dichiarante, anche se il contribuente porta in detrazione le spese sostenute per più familiari a carico.Vediamo nel concreto come funziona il calcolo con alcuni esempi pratici:EsempioSpesa annuaImporto detraibileRimborso (19%)Abbonamento urbano mensile (10 mesi)280 euro250 euro (tetto)47,50 euroAbbonamento studenti annuale180 euro180 euro34,20 euroAbbonamento ferroviario regionale540 euro250 euro (tetto)47,50 euroAbbonamento misto bus + treno220 euro220 euro41,80 euroCome si vede, anche se la spesa effettiva supera i 250 euro, il calcolo si ferma a quel tetto. Per questo molti contribuenti, soprattutto i pendolari ferroviari che spendono cifre significative per gli abbonamenti annuali, si trovano con un rimborso “limitato” rispetto alla spesa reale. È comunque sempre conveniente portare in detrazione anche solo una parte dell’importo, perché 47,50 euro all’anno in più sono comunque soldi che restano in tasca.Se nel corso dell’anno il contribuente sostiene più di un abbonamento (ad esempio cambia tipologia di abbonamento perché trasloca o cambia lavoro), tutte le spese vanno sommate e il limite di 250 euro si applica al totale. Stesso meccanismo se si pagano abbonamenti per il proprio nucleo familiare: si sommano tutte le spese (proprie e dei familiari a carico) e si applica il limite complessivo. L’obbligo di tracciabilità del pagamentoDal 1° gennaio 2020, per beneficiare della detrazione del 19% (compresa quella sui trasporti pubblici), è obbligatorio che il pagamento sia effettuato con strumenti tracciabili. Questa regola, introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 679), riguarda quasi tutte le spese detraibili al 19% incluse nel 730 e si applica anche all’abbonamento ai trasporti pubblici.In pratica, non è più possibile pagare in contanti l’abbonamento e ottenere la detrazione: il pagamento deve essere documentato attraverso uno dei seguenti strumenti:Bonifico bancario o postaleCarta di credito, carta di debito (Bancomat) o carta prepagataAssegni bancari o circolariApp di pagamento (Satispay, PayPal, Google Pay, Apple Pay, ecc.) collegate a strumenti tracciabiliAddebito diretto su conto corrente (SDD/RID)L’aspetto importante è che molte aziende di trasporto pubblico vendono gli abbonamenti tramite tabaccherie, edicole o rivendite autorizzate. In questi casi, se il pagamento alla rivendita avviene in contanti, la detrazione potrebbe essere persa. Per stare tranquilli, conviene:Pagare direttamente sul sito web dell’azienda di trasporti con carta o bonificoUtilizzare le app ufficiali dei gestori (es. Trenitalia, ATM, ATAC, Tper)Pagare alla biglietteria o ai self-service con bancomat o carta di creditoConservare sempre la ricevuta di pagamento elettronico oltre all’abbonamentoL’Agenzia delle Entrate, nella circolare 7/E del 25 giugno 2021 e nelle successive istruzioni al modello 730, ha chiarito che la tracciabilità deve essere dimostrata mediante prova documentale del pagamento (ricevuta della carta, estratto conto, ricevuta del bonifico). In assenza di tale prova, l’ufficio in fase di controllo formale può disconoscere la detrazione e richiedere il pagamento dell’imposta non versata, oltre a sanzioni e interessi.Una buona prassi consiste nello scaricare la fattura o ricevuta fiscale dell’abbonamento dall’area personale del gestore (quasi tutti la rendono disponibile in PDF) e conservarla insieme alla prova del pagamento elettronico. In questo modo, in caso di controllo, si dispone di entrambi i documenti richiesti. Quali documenti conservare per la detrazionePer portare in detrazione l’abbonamento ai trasporti pubblici nel 730/2026 è fondamentale conservare tutta la documentazione necessaria. L’Agenzia delle Entrate può infatti richiedere prova della spesa entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (es. per il 730/2026 il controllo è possibile fino al 31 dicembre 2031).I documenti da conservare sono:Abbonamento originale o copia del titolo di viaggio (tessera, app digitale, PDF)Ricevuta di pagamento (cartacea o digitale) con indicazione di importo, data e modalità di pagamentoFattura se rilasciata dal gestore (sempre più frequente, soprattutto per gli abbonamenti annuali)Prova del pagamento tracciato: estratto conto bancario, ricevuta della carta, ricevuta dell’app di pagamentoEventuale autocertificazione (per familiari a carico, se la fattura è intestata a una persona diversa dal contribuente)Un aspetto delicato riguarda la fattura intestata a un familiare a carico: se ad esempio l’abbonamento ferroviario del figlio universitario è intestato al figlio stesso, il genitore che lo paga e vuole portarlo in detrazione deve poter dimostrare di aver effettivamente sostenuto la spesa (con il pagamento tracciato dalla propria carta o dal proprio conto). In alternativa, è possibile annotare sul documento di spesa una dichiarazione del tipo: “Spesa sostenuta dal genitore per il figlio a carico”, con firma e data. Questa annotazione è ammessa dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.Per gli abbonamenti integralmente digitali (acquisto via app, validazione tramite QR code), conservare lo screenshot della ricevuta nell’app e l’email di conferma dell’acquisto. Molti gestori inviano anche un’email con il riepilogo annuale degli abbonamenti acquistati, utilissimo per la dichiarazione.Come compilare il 730/2026 per la detrazione trasportiNel Modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025), la detrazione per gli abbonamenti ai trasporti pubblici va indicata nel Quadro E – Oneri e spese, nei righi dedicati alle “altre spese per le quali spetta la detrazione del 19%”. Più precisamente, va inserita nei righi da E8 a E10, indicando il codice 40 nella colonna “Codice spesa”.I passaggi da seguire per la compilazione corretta sono:Aprire il quadro E del modello 730Individuare i righi E8/E9/E10 dedicati alle “Altre spese detraibili al 19%”Nella colonna “Codice spesa” indicare il codice 40 (abbonamento ai servizi di trasporto pubblico)Nella colonna “Importo” inserire la spesa totale sostenuta nell’anno, fino a un massimo di 250 euroSe ci sono più abbonamenti, sommare gli importi e indicarli in un unico rigo (l’importo non può superare 250 euro)Se ti rivolgi a un CAF o a un commercialista, basta consegnare la documentazione (abbonamento e prova del pagamento) e sarà il professionista a inserire la spesa nel quadro corretto. Se invece utilizzi il 730 precompilato tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, controlla se la spesa è già stata caricata dal gestore (alcune aziende di trasporti trasmettono automaticamente i dati al Sistema Tessera Sanitaria). In caso contrario, dovrai aggiungerla manualmente.Nel modello Redditi Persone Fisiche (alternativo al 730), la detrazione va indicata nel Quadro RP, sezione I, sempre con il codice 40. Abbonamento rimborsato dal datore di lavoroUn caso particolare riguarda i lavoratori dipendenti che ricevono il rimborso dell’abbonamento dal datore di lavoro, ad esempio nell’ambito di piani di welfare aziendale. In questa ipotesi, la situazione è regolata dall’art. 51, comma 2, lett. d-bis del TUIR, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e successivamente modificato.La norma prevede che le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei suoi familiari a carico, non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente (sono fiscalmente neutre). In altre parole, il rimborso non viene tassato in busta paga.Tuttavia, c’è un punto importante da chiarire per evitare il doppio beneficio fiscale: se il datore di lavoro ha già rimborsato la spesa (ed essa non concorre alla formazione del reddito), il dipendente NON può portare la stessa spesa in detrazione nel 730. Sarebbe un beneficio doppio non consentito dalla normativa.Concretamente, possono verificarsi tre scenari diversi:Rimborso totale dell’abbonamento: nessuna detrazione spetta, perché la spesa non è rimasta a carico del lavoratoreRimborso parziale dell’abbonamento: la detrazione del 19% spetta solo sulla quota effettivamente a carico del lavoratore (entro i 250 euro complessivi)Nessun rimborso da parte del datore: il lavoratore porta in detrazione l’intera spesa (entro il limite di 250 euro)La Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro riporta nelle annotazioni l’eventuale importo del rimborso ricevuto per gli abbonamenti, in modo che il contribuente sappia esattamente quale quota è esclusa dalla detrazione. È sempre buona prassi leggere attentamente le annotazioni della CU prima di compilare il 730.Differenze tra detrazione 730 e Bonus TrasportiNegli anni passati (2022 e 2023) il Governo ha introdotto il cosiddetto Bonus Trasporti, un contributo di importo fino a 60 euro per l’acquisto dell’abbonamento, destinato a persone con reddito ISEE non superiore a determinate soglie. È utile chiarire le differenze tra il Bonus Trasporti e la detrazione del 19%, perché si tratta di due strumenti diversi che a volte vengono confusi:CaratteristicaDetrazione 19% (730)Bonus Trasporti (storico)Tipo di beneficioDetrazione fiscale (sgravio IRPEF)Contributo diretto (voucher)Importo massimo47,50 euro (19% su 250)60 euroLimite ISEENessunoSì (variabile per anno)Quando si ottieneL’anno successivo, con il 730Subito, al momento dell’acquistoCumulabilitàSu parte non coperta da bonusSolo su una spesaPer il 2026 non risulta riattivato il Bonus Trasporti a livello nazionale, ma alcune Regioni e Comuni hanno previsto bonus locali per specifiche categorie (studenti, lavoratori a basso reddito, pensionati). Verificare sempre sui canali istituzionali della propria Regione o Comune se esistono agevolazioni locali aggiuntive.Un punto importante: se hai usufruito di un bonus o contributo pubblico per pagare l’abbonamento, la detrazione del 19% spetta solo sulla quota effettivamente a tuo carico. Ad esempio, se l’abbonamento costa 280 euro e hai ricevuto un voucher Regionale di 60 euro, la spesa “tua” è 220 euro e su questa puoi calcolare il 19% di detrazione. Errori comuni da evitare nella dichiarazioneNella compilazione del 730 per la detrazione dei trasporti pubblici, gli errori più comuni sono questi:Inserire spese pagate in contanti: la detrazione viene disconosciuta in caso di controllo per mancata tracciabilitàIncludere biglietti singoli: solo gli abbonamenti sono detraibili, non i bigliettiSuperare il limite di 250 euro indicando l’intera spesa: il sistema accetta anche importi superiori, ma la detrazione viene comunque limitata al tettoPortare in detrazione spese rimborsate dal datore di lavoro: doppio beneficio non consentitoDimenticare le spese sostenute per i familiari a carico: sono un’opportunità in più per arrivare al tetto detraibileUsare un codice spesa sbagliato: il codice corretto è il 40, non il 41 o altriInserire abbonamenti a servizi a lunga percorrenza (es. Frecce Trenitalia): non sono detraibiliNon conservare le ricevute: in caso di controllo, senza prova del pagamento la detrazione decadeUn errore particolarmente frequente riguarda gli abbonamenti acquistati a fine anno e validi per l’anno successivo. La regola fiscale è quella di cassa: si detrae nell’anno in cui si è effettivamente pagato. Quindi un abbonamento acquistato a dicembre 2025 ma valido per gennaio 2026 va inserito nel 730/2026 (perché pagato nel 2025), non nel 730/2027.Per il 730 precompilato, ricorda che la presenza dell’abbonamento tra i dati precaricati non è automatica: dipende dalla trasmissione dei dati da parte del gestore al Sistema Tessera Sanitaria. Se non lo trovi precaricato, ma hai i documenti, puoi tranquillamente aggiungerlo manualmente: l’importante è conservare le ricevute per eventuali controlli successivi.Agevolazioni locali e regionali aggiuntiveOltre alla detrazione nazionale del 19%, molte Regioni e Comuni offrono agevolazioni aggiuntive sui trasporti pubblici. Si tratta di sconti, abbonamenti gratuiti o contributi destinati a specifiche categorie. Ecco alcuni esempi tipici:Anziani e pensionati: abbonamenti gratuiti o ridotti per over 65, over 70 o pensionati con redditi bassiStudenti: abbonamenti scolastici e universitari a tariffa ridotta, con possibilità di contributo regionaleFamiglie numerose: agevolazioni per nuclei con tre o più figliPersone con disabilità: abbonamenti gratuiti o a tariffa simbolica, con eventuale accompagnatore inclusoLavoratori con ISEE basso: contributi una tantum o sconti percentualiPer scoprire le agevolazioni della propria zona, conviene consultare il sito dell’azienda di trasporti locale, della Regione e del Comune di residenza. Spesso le pagine “Tariffe” o “Agevolazioni” riportano tutte le possibilità disponibili. Tieni presente che queste agevolazioni locali non sostituiscono la detrazione del 19% nel 730: anzi, sulla quota effettivamente pagata (anche dopo lo sconto regionale) il contribuente può ancora applicare il 19% di detrazione fiscale.Un caso emblematico è il Friuli Venezia Giulia, dove esistono diverse misure di sostegno al trasporto pubblico. Ad esempio, il Trasporto Pubblico Locale regionale gestito da TPL FVG offre abbonamenti a tariffe agevolate per studenti, famiglie e categorie protette. Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i cittadini a verificare quale agevolazione (statale o regionale) si applica al proprio caso e come massimizzare il beneficio fiscale combinando le diverse misure. Rivolgersi al CAF Centro Fiscale di UdineAnche se la detrazione per i trasporti pubblici sembra un’operazione semplice (basta riportare l’importo nel rigo giusto), gli errori in dichiarazione sono frequenti e possono costare cari in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, il 730 contiene decine di detrazioni e deduzioni da valutare insieme: spese mediche, spese di istruzione, oneri assicurativi, mutui, ristrutturazioni edilizie. Rivolgersi a un CAF significa avere la sicurezza che tutto sia compilato correttamente e che nessuna detrazione spettante venga dimenticata.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti nella compilazione del Modello 730. I nostri operatori verificano insieme a te tutte le spese detraibili dell’anno, controllano i requisiti di tracciabilità, ti aiutano a recuperare i documenti mancanti e ti propongono il calcolo più conveniente. Il servizio comprende anche l’apposizione del visto di conformità, che garantisce la correttezza fiscale della tua dichiarazione e ti protegge da eventuali sanzioni in caso di errori formali.Per fissare un appuntamento con il CAF Centro Fiscale di Udine porta con te:Documento d’identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)Certificazione Unica 2026 (per i redditi 2025)Abbonamenti ai trasporti pubblici con relative ricevute di pagamento tracciatoTutte le altre spese detraibili dell’anno (mediche, scolastiche, mutui, ecc.)Eventuali documenti su redditi aggiuntivi o agevolazioni di cui hai già fruitoL’assistenza del CAF è particolarmente preziosa per chi ha più fonti di reddito, per chi deve gestire familiari a carico con spese proprie o per chi non è sicuro di come interpretare correttamente la normativa. Un piccolo investimento di tempo (e una piccola commissione, spesso simbolica per i pensionati e i redditi bassi) può tradursi in un rimborso fiscale più consistente e nella tranquillità di una dichiarazione corretta.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Posso detrarre l’abbonamento del treno alta velocità (Frecciarossa, Italo)?No. La detrazione del 19% nel 730 è limitata agli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. I servizi a lunga percorrenza nazionale (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca, Italo, voli aerei) sono esclusi dall’agevolazione.Quanto recupero al massimo con la detrazione trasporti?Il rimborso massimo è di 47,50 euro all’anno, corrispondente al 19% del tetto di spesa detraibile di 250 euro. Se hai sostenuto una spesa inferiore a 250 euro, il rimborso sarà calcolato sul 19% della spesa effettiva (es. spesa 180 euro → detrazione 34,20 euro).Posso pagare l’abbonamento in contanti e poi detrarlo?No. Dal 1° gennaio 2020 è obbligatorio il pagamento tracciabile (bancomat, carta di credito, bonifico, app di pagamento). Le spese pagate in contanti non danno diritto alla detrazione del 19% e in caso di controllo verrebbero disconosciute dall’Agenzia delle Entrate.L’abbonamento di mio figlio universitario può portarlo in detrazione io?Sì, a condizione che il figlio sia fiscalmente a carico (reddito complessivo non superiore a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni, oppure 2.840,51 euro oltre tale età) e che tu abbia effettivamente sostenuto la spesa con pagamento tracciato. Anche se la fattura è intestata al figlio, puoi portarla in detrazione conservando una dichiarazione che attesti che la spesa è stata sostenuta dal genitore.Cosa succede se il datore di lavoro mi rimborsa l’abbonamento?Se l’abbonamento è integralmente rimborsato dal datore di lavoro (in regime di welfare aziendale ex art. 51 c. 2 lett. d-bis TUIR), non puoi portarlo in detrazione nel 730: il rimborso è già fiscalmente neutro, quindi attribuire anche la detrazione sarebbe un doppio beneficio non consentito. Se invece il rimborso è solo parziale, la detrazione del 19% spetta sulla quota di spesa effettivamente a tuo carico.Dove va inserita la spesa nel 730/2026?Nel Quadro E, righi E8/E9/E10 del Modello 730/2026, indicando il codice spesa 40 nella relativa colonna e l’importo della spesa sostenuta (massimo 250 euro complessivi). Se ci sono più abbonamenti dell’anno, vanno sommati e indicati in un unico rigo, sempre nel limite di 250 euro.Posso detrarre car sharing o bike sharing?No, non rientrano nella detrazione. La norma si riferisce esplicitamente agli abbonamenti a servizi di trasporto pubblico, mentre il car sharing, il bike sharing e i monopattini in sharing sono considerati servizi di noleggio/mobilità privata in condivisione, non trasporto pubblico in senso tecnico.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusioni e supporto del CAFLa detrazione del 19% sugli abbonamenti ai trasporti pubblici è un beneficio fiscale modesto in valore assoluto (massimo 47,50 euro l’anno), ma rappresenta comunque un’opportunità da non perdere, soprattutto per i pendolari, gli studenti e le famiglie che utilizzano regolarmente il trasporto pubblico locale e regionale. Sommata alle altre detrazioni disponibili nel 730/2026, contribuisce a ridurre l’imposta da pagare o ad aumentare il rimborso IRPEF spettante.Ricorda i tre punti chiave per non sbagliare: (1) pagare sempre con metodi tracciabili, (2) conservare tutti i documenti di spesa per almeno 5 anni, (3) inserire correttamente la spesa nel Quadro E con il codice 40, ricordando il tetto di 250 euro. Se hai dubbi su quali abbonamenti rientrano nell’agevolazione, sulla compatibilità con eventuali rimborsi del datore di lavoro o sulla gestione delle spese sostenute per i familiari a carico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti in ogni fase della dichiarazione.Prenota oggi stesso un appuntamento per il tuo 730/2026 e scopri tutte le detrazioni che ti spettano: spesso piccole somme dimenticate, una volta sommate, possono trasformarsi in un rimborso fiscale importante. Il nostro team ti guida passo passo nella raccolta dei documenti, nella verifica dei requisiti e nella compilazione corretta del modello, con la sicurezza del visto di conformità.Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 08:28:382026-05-31 14:08:13Detrazione Trasporti Pubblici nel 730/2026: Rimborsi Abbonamento e Limite 250 Euro
COLF E BADANTISpesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida CompletaLa spesa per la badante rappresenta una delle voci di costo più rilevanti per le famiglie italiane che assistono un familiare anziano o non autosufficiente. Fortunatamente, il sistema fiscale italiano consente di recuperare una parte significativa di queste spese attraverso il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025), prevedendo due distinti benefici fiscali: la deduzione dei contributi previdenziali fino a 1.549,37 euro e la detrazione del 19% sulle spese di assistenza per soggetti non autosufficienti fino a un massimo di 2.100 euro.In questa guida completa, aggiornata con le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, ti spieghiamo nel dettaglio come funzionano questi due benefici, quali sono i requisiti, quali documenti conservare, come compilare correttamente il quadro E del modello 730 e quanto puoi realmente risparmiare. Troverai esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti normativi ufficiali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Spesa badante nel 730/2026: due benefici fiscali distintiPrima di entrare nei dettagli, è fondamentale comprendere che la normativa fiscale italiana distingue chiaramente due tipologie di agevolazioni per chi sostiene spese legate all’assistenza domiciliare. Si tratta di due benefici cumulabili tra loro che agiscono su voci di spesa differenti: i contributi previdenziali da un lato e la retribuzione netta dall’altro.1. Deduzione contributi previdenziali (art. 10, comma 2, TUIR)I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all’INPS per i lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter) sono deducibili dal reddito complessivo fino a un importo massimo di 1.549,37 euro annui. Questa agevolazione è disciplinata dall’articolo 10, comma 2, del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917) e si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dallo stato di salute del soggetto assistito.2. Detrazione spese assistenza non autosufficienti (art. 15, comma 1, lett. i-septies, TUIR)Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale di soggetti non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% calcolata su un importo massimo di 2.100 euro, per un risparmio effettivo fino a 399 euro. Questa agevolazione, prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-septies, del TUIR, è riservata a chi assiste persone con limitazioni delle capacità motorie o cognitive. Deduzione contributi badante: importo, requisiti e modalitàLa deduzione dei contributi previdenziali versati per la badante è una delle agevolazioni fiscali più importanti e meno conosciute dai contribuenti italiani. A differenza della detrazione (che riduce l’imposta), la deduzione abbassa il reddito imponibile, con un beneficio proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.Importo massimo deducibile: 1.549,37 euroL’importo massimo deducibile è pari a 1.549,37 euro all’anno (corrispondente alla vecchia conversione di 3 milioni di lire). Questo limite si riferisce ai contributi effettivamente versati nell’anno d’imposta 2025 (per il 730/2026), inclusa la quota a carico del lavoratore trattenuta in busta paga e successivamente versata all’INPS dal datore di lavoro.Cosa è deducibile e cosa noSono deducibili: contributi previdenziali INPS (quota datore di lavoro + quota lavoratore), contributi assistenziali obbligatori, contributi versati alla Cassa Colf (se previsti dal CCNL Lavoro Domestico)NON sono deducibili: la retribuzione netta della badante, la tredicesima mensilità, il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), le spese di vitto e alloggioChi può beneficiare della deduzioneLa deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero alla persona che ha sottoscritto il contratto di assunzione con la badante e che effettua i versamenti contributivi all’INPS. Non è necessario che il soggetto assistito coincida con il datore di lavoro: ad esempio, un figlio può assumere una badante per il proprio genitore anziano e detrarre i contributi versati.Importante: la deduzione spetta una sola volta per ciascun contribuente, anche in presenza di più rapporti di lavoro domestico, e il limite di 1.549,37 euro è complessivo (non si moltiplica per il numero di lavoratori assunti).Esempio pratico: calcolo della deduzioneMaria assume una badante a tempo pieno (54 ore settimanali) per assistere la madre anziana. Nel 2025 versa contributi INPS per un totale di 2.300 euro. Nel 730/2026 può dedurre solo 1.549,37 euro (importo massimo). Con un’aliquota marginale del 35%, il risparmio fiscale è di circa 542 euro. Detrazione 19% per badante di persone non autosufficientiLa detrazione del 19% sulle spese sostenute per la badante è il secondo importante beneficio fiscale previsto dal nostro ordinamento e si aggiunge alla deduzione dei contributi previdenziali. A differenza della deduzione, questa agevolazione è subordinata a un requisito fondamentale: il soggetto assistito deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana.Importo massimo detraibile: 2.100 euroLa detrazione si calcola sul 19% di un importo massimo di 2.100 euro di spese sostenute nell’anno d’imposta. Il risparmio fiscale massimo è quindi pari a 399 euro (2.100 × 19%). È fondamentale comprendere che il tetto di 2.100 euro si riferisce alle spese complessive, non alla detrazione: chi sostiene spese superiori non beneficia di alcun ulteriore vantaggio.Limite di reddito: 40.000 euroLa detrazione è riconosciuta solo se il reddito complessivo del contribuente non supera 40.000 euro. Superata questa soglia, il beneficio fiscale è completamente perduto. Nel computo del reddito complessivo va incluso anche il reddito derivante dalla cedolare secca sugli affitti, mentre non si considera il reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze.Cosa significa “non autosufficiente”Secondo la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005 e la Circolare 7/E del 25 giugno 2021, una persona si considera non autosufficiente quando non è in grado di svolgere autonomamente almeno una delle seguenti attività:Assunzione di alimentiEspletamento delle funzioni fisiologiche o dell’igiene personaleDeambulazioneIndossare gli indumentiÈ inoltre considerata non autosufficiente la persona che necessita di sorveglianza continuativa. Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica, mentre non rileva l’età anagrafica: anche un giovane disabile può rientrare nella casistica.Importante: non sono ricomprese nella detrazione le spese per i servizi forniti a persone non autosufficienti per cause derivanti esclusivamente dall’età anagrafica (es. semplice anzianità senza patologie invalidanti). Tabella riepilogativa: deduzione vs detrazione badantePer chiarire le differenze tra i due benefici fiscali, ecco una tabella riassuntiva con i principali parametri da considerare nel 730/2026:CaratteristicaDeduzione contributiDetrazione 19%Norma di riferimentoArt. 10 c. 2 TUIRArt. 15 c. 1 lett. i-septies TUIRImporto massimo1.549,37 euro2.100 euro (19% = 399 euro)Tipo di beneficioRiduce il reddito imponibileRiduce l’IRPEF lordaSpese ammesseSolo contributi INPSRetribuzione netta badanteRequisito non autosufficienzaNOSI (con certificato medico)Limite di redditoNessuno40.000 euroRigo 730/2026E23 (oneri deducibili)E8/E10 cod. 15 (oneri detraibili)Tracciabilità pagamentiObbligatoria (dal 2020)Obbligatoria (dal 2020)CumulabilitàSI, con detrazione 19%SI, con deduzione contributi Documenti da conservare per il 730/2026Per beneficiare correttamente di deduzione e detrazione, è essenziale conservare con cura tutta la documentazione probatoria. L’Agenzia delle Entrate può richiedere questi documenti anche a distanza di anni: la regola è conservare tutto fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione (per il 730/2026 quindi fino al 31 dicembre 2031).Documenti per la deduzione contributi (1.549,37 euro)Bollettini MAV/PagoPA INPS dei contributi versati nei quattro trimestri (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre 2025 e 10 gennaio 2026)Comunicazione di assunzione del lavoratore domestico all’INPSEstratto conto INPS scaricabile dal Cassetto Previdenziale del LavoratoreBuste paga con evidenza della quota contributiva a carico del lavoratoreRicevute di pagamento tracciabile (bonifico, F24, addebito SEPA)Documenti per la detrazione 19% (non autosufficienti)Ricevute di pagamento firmate dalla badante (devono indicare: dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore e del datore di lavoro, importo, data, causale)Certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza del soggetto assistito (rilasciato da medico SSN o medico specialista)Documenti tracciabilità pagamenti: bonifico bancario, assegno, bancomat, carta di credito, app di pagamento (Satispay, PostePay, ecc.)Contratto di lavoro con specifica delle mansioni assistenzialiCodice fiscale del soggetto non autosufficiente (se diverso dal contribuente)Attenzione: dal 1° gennaio 2020, ai sensi dell’articolo 1, comma 679, della Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), la detrazione del 19% è subordinata all’effettuazione del pagamento con strumenti tracciabili. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Questa regola NON si applica invece ai contributi INPS (che sono già pagati tramite F24/MAV). Come compilare il quadro E del 730/2026La compilazione del modello 730/2026 per le spese badante interessa due righi distinti del Quadro E (Oneri e Spese). Vediamo nel dettaglio dove inserire ciascun importo, seguendo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.Rigo E23 – Contributi per addetti ai servizi domestici e familiariNel rigo E23 della Sezione II del Quadro E (“Spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo”) va indicato l’importo dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari, fino al limite massimo di 1.549,37 euro.Il software del 730 calcola automaticamente l’eventuale eccedenza non deducibile. Se hai versato più di 1.549,37 euro, indica comunque l’importo intero: il sistema applicherà automaticamente il tetto.Righi E8-E10 – Spese addetti assistenza personale (codice 15)Nei righi E8, E9 o E10 della Sezione I del Quadro E (“Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%”) vanno indicate le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale dei soggetti non autosufficienti, utilizzando il codice 15.L’importo da inserire è quello effettivamente sostenuto, fino al massimo di 2.100 euro. Il software del 730 calcolerà automaticamente la detrazione del 19% e verificherà il rispetto del limite di reddito complessivo (40.000 euro).Casi particolari: più contribuenti che condividono la spesaQuando più familiari condividono la spesa per la badante di un genitore non autosufficiente, il limite di 2.100 euro deve essere ripartito tra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa. Ad esempio, se due fratelli pagano insieme la badante della madre, ciascuno potrà detrarre il 19% su un importo massimo di 1.050 euro (la metà del tetto).Per la deduzione dei contributi, invece, il limite di 1.549,37 euro è personale del datore di lavoro: spetta esclusivamente al soggetto che ha sottoscritto il contratto di assunzione e che effettua i versamenti all’INPS.Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscalePer comprendere meglio l’impatto reale di deduzione e detrazione, vediamo tre casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale ottenibile nel 730/2026.Caso 1: Famiglia con genitore non autosufficienteScenario: Luigi (50 anni, reddito 35.000 euro) assume una badante convivente per il padre di 82 anni affetto da Alzheimer (non autosufficiente certificato). Nel 2025 versa:Contributi INPS: 1.800 euro totaliRetribuzione netta badante: 15.000 euro annuiCalcolo benefici fiscali nel 730/2026:Deduzione contributi (E23): 1.549,37 euro × aliquota marginale 35% = risparmio di circa 542 euroDetrazione 19% (E8-E10 cod. 15): 2.100 euro × 19% = 399 euro di risparmioRisparmio fiscale totale: circa 941 euroCaso 2: Anziana autosufficiente con badanteScenario: Anna (72 anni, pensionata con reddito 22.000 euro) assume una colf che fa anche da accompagnatrice. Anna è ancora autosufficiente e non ha certificato medico. Nel 2025 versa:Contributi INPS: 950 euroRetribuzione netta: 8.500 euroCalcolo benefici fiscali nel 730/2026:Deduzione contributi (E23): 950 euro × aliquota marginale 25% = risparmio di circa 237 euroDetrazione 19%: NON spettante (manca requisito non autosufficienza)Risparmio fiscale totale: circa 237 euroCaso 3: Due figli che assistono la madre non autosufficienteScenario: Marco e Sara (entrambi con redditi inferiori a 40.000 euro) sostengono insieme le spese per la badante della madre allettata. Marco è il datore di lavoro formale e versa i contributi.Contributi INPS versati da Marco: 1.700 euroRetribuzione netta condivisa: 12.000 euro (6.000 ciascuno)Calcolo benefici nel 730/2026:Marco – Deduzione contributi: 1.549,37 euro (limite massimo)Marco – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euroSara – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euro Novità 2026: cosa cambia per le spese badanteLa Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto alcune modifiche al sistema delle detrazioni IRPEF che incidono indirettamente anche sulle spese per la badante. È importante conoscerle per pianificare correttamente la dichiarazione 730/2026.Riordino detrazioni per redditi sopra 75.000 euroDal 2025 è entrato in vigore un nuovo meccanismo di contenimento delle detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Le detrazioni totali sono parametrate al numero di figli a carico e al reddito. Tuttavia, per la detrazione badante non autosufficiente il problema non si pone, perché il limite di reddito di 40.000 euro è ben al di sotto della soglia dei 75.000 euro.Stop bollettini cartacei INPS dal 2026Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha abolito i bollettini MAV cartacei per il versamento dei contributi dei lavoratori domestici. I pagamenti si effettuano esclusivamente tramite PagoPA, app IO o bonifico bancario sul Cassetto Previdenziale online. Questa novità rafforza la tracciabilità dei versamenti e semplifica la documentazione ai fini fiscali.Nuove tabelle contributive INPS 2026L’INPS ha aggiornato con la Circolare n. 25 del 2026 le tabelle dei contributi orari per i lavoratori domestici, con incrementi medi del 2,3% rispetto al 2025. Per chi assume nel 2026, è quindi probabile superare il limite di 1.549,37 euro deducibile più facilmente rispetto agli anni precedenti. Errori comuni da evitare nella dichiarazioneL’esperienza maturata presso il CAF Centro Fiscale ci ha mostrato che molti contribuenti commettono errori ricorrenti nella compilazione del 730 per le spese badante. Ecco i principali errori da evitare, che possono comportare richieste di documenti integrativi, sanzioni o perdita del beneficio fiscale.1. Confondere deduzione e detrazioneL’errore più comune è inserire la retribuzione netta della badante nel rigo E23 (oneri deducibili) o, viceversa, indicare i contributi INPS tra le spese detraibili al 19%. Ricorda: i contributi vanno solo in E23, lo stipendio netto solo in E8-E10 con codice 15 (e solo se il soggetto è non autosufficiente).2. Detrarre senza certificato medicoLa detrazione del 19% richiede tassativamente un certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza. Non basta una generica certificazione di invalidità: deve essere specifico sulle attività della vita quotidiana che il soggetto non riesce a svolgere. Il certificato può essere rilasciato dal medico di base, da un medico specialista SSN o da una commissione medica.3. Pagare in contantiDal 2020, i pagamenti in contanti alla badante non danno diritto alla detrazione 19%. Utilizza sempre strumenti tracciabili: bonifico bancario, assegno non trasferibile, carta di credito/bancomat o app di pagamento. Conserva sempre le ricevute firmate dalla badante.4. Dimenticare la quota a carico del lavoratoreNei contributi deducibili rientra anche la quota INPS a carico del lavoratore (circa il 30% del totale), trattenuta in busta paga e versata all’INPS dal datore di lavoro. Molti contribuenti dimenticano questa quota, riducendo il beneficio fiscale.5. Superare il limite di reddito senza accorgerseneSe il tuo reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19%. Attenzione perché nel calcolo entrano anche redditi diversi (cedolare secca, redditi fondiari, ecc.). La deduzione contributi, invece, è sempre spettante a prescindere dal reddito. Altre agevolazioni cumulabili con la spesa badanteOltre a deduzione e detrazione sopra descritte, le famiglie che assumono una badante possono accedere ad altre agevolazioni previste a livello statale, regionale e locale. Ecco le principali da conoscere.Bonus Anziani 850 euro (Prestazione Universale)Dal 1° gennaio 2025 è attiva la Prestazione Universale, una nuova misura sperimentale (D.Lgs. 29/2024) destinata agli over 80 non autosufficienti con ISEE sociosanitario fino a 6.000 euro e indennità di accompagnamento. Si tratta di un contributo di 850 euro mensili finalizzato a remunerare i lavoratori domestici impiegati nell’assistenza, da utilizzare in aggiunta alla pensione di accompagnamento.Indennità di accompagnamento INPSL’indennità di accompagnamento INPS è una prestazione esente da IRPEF erogata mensilmente alle persone con invalidità civile al 100% e impossibilità di deambulare autonomamente o necessità di assistenza continua. Per il 2026 l’importo è di 542,02 euro mensili erogati per 12 mensilità. È compatibile sia con il lavoro che con altri redditi.Contributi regionali e comunaliMolte Regioni (tra cui il Friuli Venezia Giulia) prevedono contributi specifici per le famiglie che assumono una badante regolare. In FVG è attivo il FAP (Fondo per l’Autonomia Possibile) e il contributo regionale per la badante, gestito tramite i Servizi Sociali del Comune di residenza. Anche numerosi Comuni erogano voucher o bonus dedicati, soprattutto per anziani con ISEE basso.Detrazioni per persone con disabilitàSe la persona assistita ha una disabilità riconosciuta (Legge 104/1992), si possono cumulare anche le detrazioni per familiari a carico, le spese mediche specialistiche (anch’esse al 19%), gli ausili tecnici e i mezzi di trasporto (con IVA agevolata al 4%). Scadenze 730/2026 per le spese badantePer non perdere il diritto a deduzione e detrazione, è fondamentale rispettare le scadenze fiscali previste per il modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025).ScadenzaAdempimento30 aprile 2026Disponibilità 730 precompilato sul portale Agenzia Entrate15 maggio 2026Possibilità di accettare/modificare/inviare il 730 precompilato30 settembre 2026Termine ordinario invio 730/2026 tramite CAF o intermediari abilitati25 ottobre 2026Termine ultimo per 730 integrativo31 dicembre 2031Conservazione documenti spese badante (5 anni dopo presentazione)Affidandoti al CAF Centro Fiscale di Udine, oltre alla compilazione corretta del 730, ricevi assistenza completa per individuare tutte le agevolazioni cumulabili e raccogliere correttamente la documentazione necessaria. Il CAF effettua anche il visto di conformità, che protegge il contribuente in caso di controlli successivi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Posso dedurre i contributi della badante anche se non sono il soggetto assistito?Sì. La deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero a chi ha sottoscritto il contratto e versa i contributi all’INPS. Non è necessario che coincida con il soggetto assistito. Ad esempio, un figlio può assumere la badante per il padre e dedurre i contributi nel proprio 730.La detrazione 19% spetta anche se il soggetto non autosufficiente non è un familiare?Sì. La detrazione del 19% per spese di assistenza non autosufficienti spetta a chi sostiene la spesa, indipendentemente dal rapporto di parentela con il soggetto assistito. Anche un vicino di casa o un amico che paga la badante per un anziano solo può detrarre.Cosa succede se supero i 40.000 euro di reddito?Se il reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19% sulle spese badante. Mantieni invece la deduzione dei contributi (1.549,37 euro), che non ha limiti di reddito.Il bonus 850 euro per anziani è cumulabile con detrazione e deduzione?Sì. La Prestazione Universale 850 euro non è considerata reddito ai fini IRPEF e non incide sulle agevolazioni fiscali per le spese badante. È cumulabile sia con la deduzione contributi sia con la detrazione 19%, purché vengano rispettati tutti i requisiti previsti.Posso detrarre le spese badante se pago in contanti?No, dal 1° gennaio 2020 la detrazione del 19% è subordinata al pagamento tracciabile (bonifico, bancomat, carta, app). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Per i contributi INPS il discorso è diverso: vengono pagati tramite F24/PagoPA, quindi sono sempre tracciati.La detrazione 19% spetta anche se la badante è in nero?Assolutamente no. Il lavoro in nero è illegale e non dà diritto ad alcuna agevolazione fiscale. La detrazione richiede ricevute firmate, contratto regolare e tracciabilità dei pagamenti. Inoltre, l’assunzione regolare tutela anche il datore di lavoro da rischi legali e infortunistici.Posso recuperare le spese badante se presento il modello Redditi PF anziché il 730?Sì. Le stesse agevolazioni sono previste anche nel modello Redditi Persone Fisiche, con righi diversi (rispettivamente RP21 per i contributi deducibili e RP8-RP14 con codice 15 per la detrazione). I limiti e i requisiti sono identici.Affidati al CAF Centro Fiscale di UdineCalcolare correttamente le spese badante deducibili e detraibili nel 730/2026 richiede attenzione: confondere i due benefici, dimenticare la documentazione o errare nei calcoli può costare centinaia di euro. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre:Compilazione completa del 730/2026 con calcolo ottimizzato di tutte le agevolazioni spettantiVerifica documentazione e segnalazione di eventuali carenze prima dell’invioGestione completa del lavoro domestico: contratti, buste paga, contributi INPS, TFRConsulenza personalizzata su agevolazioni regionali (FAP, contributo badante FVG) e nazionali (Prestazione Universale 850 euro)Visto di conformità per la protezione in caso di controlliAssistenza post-invio per eventuali comunicazioni dell’Agenzia delle EntrateContattaci per fissare un appuntamento presso la nostra sede di Udine: i nostri consulenti specializzati in lavoro domestico ti seguiranno passo dopo passo per ottenere il massimo beneficio fiscale possibile.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Fonti normative ufficiali consultate:D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) – art. 10 c. 2 e art. 15 c. 1 lett. i-septiesLegge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020) – art. 1 c. 679Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025)D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29 (Prestazione Universale anziani)Circolare Agenzia Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005Circolare Agenzia Entrate n. 7/E del 25 giugno 2021Istruzioni Modello 730/2026 (Agenzia delle Entrate)CCNL Lavoro Domestico in vigore dal 1° ottobre 2020Circolare INPS n. 25 del 2026 (tabelle contributive lavoratori domestici)Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 07:28:382026-05-31 17:03:51Spesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida Completa
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIRimborsi IRPEF da Modello 730/2026: il calendario dei pagamenti, caso per casoIndice dei contenutiQuando arriva il rimborso IRPEF dal 730?Calendario rimborsi per dipendenti con sostituto d’impostaCalendario rimborsi per pensionati (INPS sostituto)Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: cosa succede730 senza sostituto attivo: la procedura Agenzia delle EntrateRimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate: quando e comeSoglie e importi minimi per il rimborso in busta pagaIl rimborso non arriva: cosa fareCome verificare lo stato del rimborsoDomande frequenti sui rimborsi IRPEFHai presentato il Modello 730/2026 e stai aspettando il rimborso IRPEF? Le tempistiche variano sensibilmente in base alla tua situazione: se sei un lavoratore dipendente, un pensionato o un contribuente senza sostituto d’imposta. Questo articolo ti fornisce il calendario completo dei pagamenti caso per caso, con le date ufficiali, le soglie di rimborso diretto e le procedure da seguire se l’accredito non dovesse arrivare nei tempi previsti. Tutte le informazioni sono aggiornate alle normative vigenti per l’anno fiscale 2025 (dichiarazione 2026).📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Quando arriva il rimborso IRPEF dal 730?Il rimborso IRPEF derivante dal Modello 730 non segue un’unica data fissa: il momento dell’accredito dipende da chi funge da sostituto d’imposta e dalla data in cui il contribuente ha trasmesso la dichiarazione. Il meccanismo e disciplinato dal D.P.R. 600/1973 e dalle istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate.Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) riceve i dati del 730 elaborato dal CAF o dal professionista abilitato, effettua i calcoli e riversa nel cedolino stipendio o nel rateo di pensione le somme a credito o a debito del contribuente. Quando invece il contribuente non ha un sostituto d’imposta attivo, entra in gioco l’Agenzia delle Entrate, che eroga il rimborso direttamente sul conto corrente bancario o postale.I tre scenari principali da conoscere:Lavoratore dipendente con sostituto attivo: il rimborso arriva in busta paga, tipicamente da luglio a dicembre, in base alla data di trasmissione del 730.Pensionato (sostituto INPS o altro ente): il rimborso arriva nel rateo di pensione, con un calendario che parte da agosto.Contribuente senza sostituto o con sostituto non attivo: il rimborso e erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con accredito bancario o postale entro il mese di dicembre dell’anno di presentazione. Calendario rimborsi per dipendenti con sostituto d’impostaPer i lavoratori dipendenti che presentano il 730 tramite CAF o professionista abilitato, il calendario dei rimborsi segue le scadenze di trasmissione telematica delle dichiarazioni. Il sostituto d’imposta riceve le risultanze entro determinate date e provvede al conguaglio nel cedolino successivo.Secondo le istruzioni ministeriali e il D.M. 31 maggio 1999 (e successive modifiche), il calendario standard prevede:Data trasmissione 730 dal CAFMese rimborso in busta pagaNoteEntro il 15 giugno 2026Luglio 2026Cedolino di luglioDal 16 al 23 luglio 2026Agosto 2026Cedolino di agosto o settembreDal 24 luglio al 15 settembre 2026Settembre 2026Cedolino di settembreDal 16 settembre al 15 ottobre 2026Ottobre 2026Cedolino di ottobreDal 16 ottobre al 15 novembre 2026Novembre 2026Cedolino di novembreDal 16 novembre al 30 novembre 2026Dicembre 2026Cedolino di dicembreImportante: il sostituto d’imposta che riceve le risultanze del 730 entro il 30 novembre e tenuto ad effettuare il rimborso (o la trattenuta, in caso di saldo a debito) nella prima retribuzione utile successiva alla ricezione dei dati. Se il credito supera i 4.000 euro, il sostituto puo effettuare i controlli necessari prima di procedere all’erogazione, con possibile slittamento dei tempi.Nel caso di dichiarazione congiunta, il rimborso viene liquidato al dichiarante principale attraverso il suo sostituto d’imposta, mentre le ritenute aggiuntive eventualmente dovute dal coniuge dichiarante vengono trattenute dal sostituto del coniuge stesso. Calendario rimborsi per pensionati (INPS sostituto)I pensionati che presentano il 730 con l’INPS (o altro ente previdenziale) come sostituto d’imposta seguono un calendario leggermente differente rispetto ai lavoratori dipendenti. L’INPS elabora i dati e riversa il rimborso nel rateo mensile di pensione.Le date indicative per i pensionati sono:Data trasmissione 730Mese rimborso nella pensioneNoteEntro il 15 giugno 2026Agosto 2026Rateo agosto (slittamento di 1 mese rispetto ai dipendenti)Dal 16 al 23 luglio 2026Settembre 2026Rateo settembreDal 24 luglio al 15 settembre 2026Ottobre 2026Rateo ottobreDal 16 settembre al 15 ottobre 2026Novembre 2026Rateo novembreDal 16 ottobre al 30 novembre 2026Dicembre 2026Rateo dicembreLo slittamento di un mese rispetto ai dipendenti e dovuto ai tempi tecnici necessari all’INPS per elaborare le risultanze e aggiungerle al trattamento pensionistico. In caso di credito superiore a 4.000 euro, anche l’INPS puo effettuare verifiche supplementari prima di procedere all’accredito.Esempio pratico: un pensionato che consegna la documentazione al CAF entro il 10 giugno 2026 ricevera il rimborso IRPEF nel rateo di pensione di agosto 2026. Se invece consegna i documenti il 20 luglio, dovra attendere settembre 2026. Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: cosa succedeUna categoria che spesso si trova in difficolta con i rimborsi e quella dei contribuenti che presentano il 730 senza sostituto d’imposta oppure con un sostituto d’imposta che al momento del conguaglio non e piu attivo (ad esempio perche si e cessato il rapporto di lavoro). In questi casi, il meccanismo ordinario non e applicabile e il rimborso segue una procedura alternativa.Le situazioni piu frequenti che portano a questa condizione sono:Lavoratori che hanno perso il lavoro tra la presentazione del 730 e il periodo del conguaglio (luglio-agosto).Lavoratori con contratti a termine scaduti prima del conguaglio.Contribuenti con redditi da lavoro autonomo occasionale che non hanno un sostituto che trattiene le ritenute d’acconto.Eredi che dichiarano i redditi del de cuius tramite 730.Lavoratori trasferiti all’estero senza un sostituto italiano attivo.In tutti questi casi, il contribuente deve indicare nel 730 il codice fiscale del sostituto d’imposta che non effettuera il conguaglio (campo apposito nel frontespizio) oppure indicare che non ha un sostituto d’imposta. Il rimborso sara allora erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. 730 senza sostituto attivo: la procedura Agenzia delle EntrateQuando il sostituto d’imposta non puo effettuare il conguaglio, l’Agenzia delle Entrate riceve le risultanze del 730 direttamente dal CAF o dal professionista e provvede a erogare il rimborso in autonomia. Questa procedura e disciplinata dall’articolo 37, comma 2-bis del D.Lgs. 241/1997.Il contribuente in questa situazione deve assicurarsi di:Avere un conto corrente bancario o postale intestato (o cointestato) e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate tramite i servizi telematici (IBAN).Verificare che l’IBAN sia correttamente registrato nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate (servizio “Rimborsi fiscali”).In mancanza di IBAN comunicato, l’Agenzia delle Entrate invia un vaglia postale all’indirizzo di residenza del contribuente.Tempistiche: i rimborsi diretti dell’Agenzia delle Entrate vengono elaborati generalmente entro il mese di dicembre dell’anno di presentazione della dichiarazione. Tuttavia, per crediti di importo significativo o in presenza di anomalie, i tempi possono estendersi fino al primo semestre dell’anno successivo.Se hai spese mediche detraibili o altre detrazioni rilevanti che generano un credito IRPEF consistente, e particolarmente importante comunicare tempestivamente l’IBAN all’Agenzia delle Entrate per velocizzare l’accredito. Rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate: quando e comeAnche per i contribuenti che hanno un sostituto d’imposta regolarmente attivo, esistono casi in cui il rimborso e erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate anziche attraverso il cedolino. Questo accade quando:Il credito IRPEF e superiore a 4.000 euro e il sostituto ha effettuato i controlli richiesti per legge, decidendo di non anticipare il rimborso.La dichiarazione e stata presentata con 730 precompilato modificato che presenta elementi che richiedono verifica da parte dell’Agenzia.Il sostituto ha comunicato all’Agenzia delle Entrate di non poter effettuare il rimborso entro i termini previsti.In questi casi, l’Agenzia delle Entrate emette il rimborso entro 6 mesi dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione o, se la dichiarazione e presentata entro tale termine, entro 6 mesi dalla data di presentazione stessa. Il rimborso e accreditato direttamente sul conto corrente del contribuente (se l’IBAN e registrato) o inviato tramite vaglia postale.Come comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate:Accedendo all’area riservata del portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.Tramite il servizio “Rimborsi fiscali” disponibile nell’area riservata.Recandosi presso uno sportello CAF abilitato che puo effettuare la comunicazione in delega.Il Quadro F del Modello 730 contiene le informazioni sugli acconti gia versati e sui crediti residui: una lettura attenta di questo quadro ti permette di capire anticipatamente se il tuo credito supera le soglie che determinano l’intervento diretto dell’Agenzia delle Entrate. Soglie e importi minimi per il rimborso in busta pagaNon tutti i crediti IRPEF vengono rimborsati secondo le stesse modalita. La normativa fiscale prevede alcune soglie minime e massime che determinano le modalita e le tempistiche di rimborso.Crediti fino a 4.000 euroPer i crediti IRPEF fino a 4.000 euro, il sostituto d’imposta e tenuto a rimborsare l’intera somma direttamente in busta paga (o nel rateo di pensione) secondo il calendario standard. Non sono previsti controlli aggiuntivi e il rimborso avviene automaticamente nel mese di conguaglio.Crediti superiori a 4.000 euroPer i crediti superiori a 4.000 euro, l’articolo 1, comma 586 della Legge n. 147/2013 (Legge di Stabilita 2014) e la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 14 maggio 2013 prevedono che il sostituto d’imposta possa sospendere l’erogazione del rimborso per effettuare le verifiche del caso. In questo scenario:Il sostituto comunica la sospensione all’Agenzia delle Entrate entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio.L’Agenzia delle Entrate effettua le verifiche e, se non emergono irregolarita, eroga direttamente il rimborso entro 6 mesi dalla comunicazione del sostituto.In caso di verifiche piu approfondite, i tempi possono estendersi ulteriormente.Crediti di importo minimo (sotto i 12 euro)L’articolo 1, comma 1 del D.P.R. n. 542/1999 stabilisce che non si da luogo al rimborso di crediti d’imposta di importo inferiore a 12 euro. Questo importo costituisce la soglia minima sotto la quale il rimborso non viene effettuato ne dal sostituto ne dall’Agenzia delle Entrate. Il credito si azzera senza rimborso. Il rimborso non arriva: cosa fareSe il rimborso IRPEF non arriva entro i termini previsti, e necessario seguire una procedura precisa per sbloccare la situazione. Ecco le azioni consigliate in ordine cronologico:1. Verifica il cedolino paga o il rateo di pensioneIl primo passo e controllare attentamente il proprio cedolino stipendio o il prospetto pensione del mese in cui il rimborso avrebbe dovuto essere accreditato. Il rimborso compare come voce specifica “Conguaglio fiscale a credito” o similare. In alcuni casi e gia stato erogato ma non immediatamente riconoscibile.2. Contatta il sostituto d’impostaSe il cedolino non riporta alcun conguaglio positivo, contatta l’ufficio paghe del tuo datore di lavoro o il patronato INPS (se sei pensionato). Chiedi conferma di aver ricevuto il risultato contabile del tuo 730 e di aver effettuato (o pianificato) il conguaglio.3. Contatta il CAF o il professionista che ha elaborato il 730Il CAF o il professionista abilitato che ha presentato il tuo 730 puo verificare la data di trasmissione telematica della dichiarazione e confermare che sia avvenuta correttamente. Puo anche verificare se il risultato contabile e stato correttamente trasmesso al sostituto d’imposta.4. Verifica il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle EntrateAccedendo al Cassetto Fiscale sul portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS, puoi visualizzare lo stato del tuo rimborso nella sezione “Rimborsi”. Il sistema mostra se il rimborso e stato emesso, la data prevista di accredito e l’eventuale stato di lavorazione.5. Presenta istanza di rimborsoSe sono trascorsi tutti i termini previsti e il rimborso non e ancora arrivato, puoi presentare una istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate tramite:Il modello telematico disponibile nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate.Presentazione cartacea presso il competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate (quello della provincia di domicilio fiscale).Tramite il proprio CAF con delega all’assistenza post-dichiarativa. Come verificare lo stato del rimborsoL’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti diversi strumenti per monitorare lo stato dei rimborsi fiscali in tempo reale. Ecco come utilizzarli:Area riservata portale Agenzia delle EntrateAccedendo con SPID, CIE o CNS al portale agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Rimborsi” trovi:L’elenco di tutti i rimborsi richiesti o in elaborazione.Lo stato attuale (in elaborazione, da pagare, pagato).La data prevista o effettiva di accredito.L’eventuale richiesta di integrazione documentale da parte dell’Agenzia.App IO e Fatture e CorrispettiviTramite l’App IO (quella del Governo) e l’app Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, e possibile ricevere notifiche in tempo reale sullo stato del rimborso e sull’accredito bancario, previa registrazione e abbinamento del proprio IBAN.Numero verde Agenzia delle EntrateIl numero verde 800.909.696 dell’Agenzia delle Entrate (gratuito da rete fissa) e il 06 96668907 (da cellulare, a pagamento) permettono di parlare con un operatore che puo fornire informazioni sullo stato del proprio rimborso, previa identificazione con codice fiscale.Il servizio telefonico e attivo dal lunedi al venerdi, dalle 9:00 alle 17:00.Sportello CAFIl tuo CAF di riferimento puo effettuare verifiche nell’area riservata in tua delega e comunicarti lo stato del rimborso. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio di assistenza post-dichiarativa a tutti i propri assistiti che hanno presentato il 730 tramite il nostro sportello. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Riepilogo: il calendario completo caso per casoRiepiloghiamo in una tabella unica il calendario completo dei rimborsi IRPEF da 730/2026 per tutti i casi possibili, cosi da avere un riferimento chiaro e immediato:Tipologia contribuenteSostituto d’impostaData consegna 730Mese rimborsoLavoratore dipendenteDatore di lavoroEntro 15 giugno 2026Luglio 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 giugno – 23 luglio 2026Agosto/Settembre 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro24 luglio – 15 settembre 2026Settembre 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 settembre – 15 ottobre 2026Ottobre 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 ottobre – 30 novembre 2026Novembre/Dicembre 2026PensionatoINPS/Ente prev.Entro 15 giugno 2026Agosto 2026PensionatoINPS/Ente prev.16 giugno – 23 luglio 2026Settembre 2026PensionatoINPS/Ente prev.24 luglio – 30 novembre 2026Ottobre/Dicembre 2026Senza sostituto / sostituto non attivoAgenzia delle EntrateQualsiasi dataEntro dicembre 2026Credito > 4.000 euro (qualsiasi)AE (dopo verifica)Qualsiasi dataEntro 6 mesi dalla sospensionePresentare il Modello 730/2026 il prima possibile, possibilmente entro il 15 giugno, garantisce di ricevere il rimborso nel mese di luglio (per i dipendenti) o agosto (per i pensionati), evitando attese prolungate. Un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a ottimizzare la dichiarazione e a raccogliere tutta la documentazione necessaria per massimizzare le detrazioni e velocizzare i tempi di rimborso.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sui Rimborsi IRPEF dal 730/2026Quando arriva il rimborso IRPEF per un lavoratore dipendente che consegna il 730 entro giugno?Un lavoratore dipendente che consegna la documentazione al CAF entro il 15 giugno 2026 riceve il rimborso IRPEF gia nel cedolino paga di luglio 2026. E il caso piu veloce e si ottiene presentando la dichiarazione il prima possibile.I pensionati ricevono il rimborso 730 nello stesso mese dei lavoratori?No, i pensionati ricevono il rimborso con uno slittamento di un mese rispetto ai dipendenti. Se un dipendente riceve il conguaglio a luglio, il pensionato lo riceve ad agosto. Questo e dovuto ai tempi tecnici di elaborazione dell’INPS o dell’ente previdenziale sostituto.Cosa succede se il rimborso supera 4.000 euro?Se il credito IRPEF supera i 4.000 euro, il sostituto d’imposta puo sospendere il rimborso e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima effettua le verifiche necessarie e, se non emergono irregolarita, eroga direttamente il rimborso entro 6 mesi dalla comunicazione del sostituto. Il rimborso arriva quindi sul conto corrente comunicato all’Agenzia.Ho perso il lavoro dopo aver presentato il 730: come ricevo il rimborso?Se al momento del conguaglio non hai piu un sostituto d’imposta attivo, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul tuo conto corrente. Devi assicurarti di aver comunicato il tuo IBAN all’Agenzia tramite il portale agenziaentrate.gov.it oppure tramite il CAF. Il rimborso arriva generalmente entro dicembre dell’anno di presentazione.Come posso verificare se l’Agenzia delle Entrate ha gia emesso il mio rimborso?Puoi verificare lo stato del rimborso accedendo all’area riservata del portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS, nella sezione Rimborsi. In alternativa, puoi chiamare il numero verde 800.909.696 (gratuito da rete fissa) oppure rivolgerti al CAF che ha elaborato il tuo 730, che puo effettuare la verifica in tua delega.Hai bisogno di aiuto con il Modello 730/2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutte le fasi della dichiarazione dei redditi: dalla raccolta documenti alla trasmissione telematica, fino alla verifica dei rimborsi IRPEF.I nostri servizi per il Modello 730/2026:Elaborazione dichiarazione dei redditi con verifica di tutte le detrazioni spettantiAssistenza per contribuenti senza sostituto e comunicazione IBAN ad Agenzia delle EntrateVerifica stato rimborsi e assistenza post-dichiarativaDichiarazione congiunta per coppie e conviventiGestione spese detraibili: mediche, universitarie, ristrutturazioni, mutuiContattaci subito per un appuntamento:Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIDICHIARAZIONE DEI REDDITI Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e ImpreseCalendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 09:00:002026-08-17 11:03:20Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e ImpreseDICHIARAZIONE DEI REDDITI Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiContratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-11 09:00:002026-08-17 11:03:12Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiDICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e RampeBonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e Rampe https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-07 09:00:002026-08-17 11:02:58Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e RampeCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 13:00:442026-05-31 14:12:41Rimborsi IRPEF da Modello 730/2026: il calendario dei pagamenti, caso per caso
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e ImpreseCalendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 09:00:002026-08-17 11:03:20Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiContratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-11 09:00:002026-08-17 11:03:12Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e RampeBonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e Rampe https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-07 09:00:002026-08-17 11:02:58Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e Rampe
DICHIARAZIONE DEI REDDITIDichiarazione dei Redditi PF 2026 online: scadenze, novità e modalitàLa dichiarazione dei redditi delle Persone Fisiche 2026 (anno d’imposta 2025) entra nel vivo: la stagione fiscale 2026 introduce importanti novita, a partire dall’apertura del precompilato spostata al 30 aprile (anziche 15 aprile come negli anni precedenti) e con un calendario delle scadenze che si estende fino al 30 novembre 2026 per chi presenta il Modello Redditi PF. La gestione completamente online, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, e ormai lo standard: precompilata gia disponibile, invio telematico obbligatorio, controlli automatici e rimborsi piu rapidi.In questa guida completa ti spieghiamo chi deve presentare il Modello Redditi PF 2026, quali sono le novita introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e dal decreto adempimenti, le scadenze da rispettare, le modalita di invio online (precompilata, fai da te, CAF e intermediari), la struttura dei quadri, gli scaglioni IRPEF aggiornati e gli errori da evitare. Trovi inoltre tabelle riassuntive, esempi pratici e indicazioni operative del CAF Centro Fiscale di Udine.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’e il Modello Redditi PF 2026 e chi deve presentarloLe novita del Modello Redditi PF 2026Scadenze chiave Redditi PF 2026Modalita di invio online: precompilata, fai da te, CAFDichiarazione precompilata 2026: cosa cambiaModello 730 vs Modello Redditi PF: quale scegliereIRPEF 2026: scaglioni, aliquote e detrazioniStruttura del Modello Redditi PF 2026: i quadriVersamenti e acconti IRPEF 2026Errori da evitare nella dichiarazione onlineFAQ: domande frequentiCos’e il Modello Redditi PF 2026 e chi deve presentarloIl Modello Redditi Persone Fisiche (in breve Redditi PF) e la dichiarazione dei redditi standard che ogni contribuente persona fisica utilizza per dichiarare al fisco i redditi prodotti nell’anno d’imposta precedente. Per la stagione 2026 si dichiarano i redditi 2025. A differenza del Modello 730, che e una versione semplificata riservata a lavoratori dipendenti, pensionati e soggetti assimilati, il Modello Redditi PF e piu ampio e copre tutte le tipologie di reddito, comprese quelle non gestibili con il 730.Chi e obbligato a presentare il Modello Redditi PF 2026Devono presentare il Modello Redditi PF 2026:Titolari di Partita IVA (regime ordinario, semplificato, forfettario)Lavoratori autonomi e professionisti senza cassa o iscritti a casse privateSoci di societa di persone (SNC, SAS) e di SRL in trasparenzaContribuenti con redditi esteri: pensioni estere, lavoro all’estero, dividendi e plusvalenze su titoli esteriPossessori di criptovalute per la compilazione del quadro RW e RTChi ha realizzato plusvalenze finanziarie non assoggettate al regime del risparmio amministratoEredi che presentano la dichiarazione per conto del defuntoChi non puo utilizzare il 730 per altri motivi (es. mancanza di sostituto d’imposta in Italia che possa effettuare conguaglio)Chi puo scegliere tra 730 e Redditi PFI lavoratori dipendenti e pensionati con redditi rientranti nelle categorie ammesse al 730 hanno facolta di scelta. In generale, conviene il 730 se si vuole un rimborso piu rapido (gia con la busta paga di luglio o la pensione di agosto-settembre); conviene invece il Modello Redditi PF se ci sono redditi che il 730 non gestisce, come redditi esteri, plusvalenze, redditi da partecipazioni in societa di persone o crypto.Le novita del Modello Redditi PF 2026La stagione dichiarativa 2026 e segnata da alcune novita rilevanti, che impattano sia sui contenuti del modello sia sulle scadenze e sulle modalita di gestione online. 1. Precompilata disponibile dal 30 aprileUna delle novita piu importanti riguarda la data di disponibilita della dichiarazione precompilata: dal 2026 e fissata al 30 aprile (in luogo del 15 aprile previsto fino al 2025). Lo spostamento, introdotto a regime dal decreto adempimenti (DLgs 1/2024) e confermato dal calendario fiscale 2026, consente all’Agenzia delle Entrate di consolidare meglio i dati trasmessi da datori di lavoro, banche, enti previdenziali, INPS e medici.2. Tre scaglioni IRPEF a regimeIl sistema dei 3 scaglioni IRPEF introdotto dal DLgs 216/2023 e ormai stabilizzato a regime: aliquote del 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la struttura, eliminando definitivamente lo scaglione intermedio al 25% (vecchia struttura a 4 aliquote, valida fino al 2023).3. No tax area per dipendenti elevata a 8.500 euroResta confermata l’area di esenzione (no tax area) per i lavoratori dipendenti a 8.500 euro di reddito complessivo, equiparata a quella dei pensionati. La detrazione per lavoro dipendente fino a 15.000 euro e di 1.955 euro.4. Detrazioni figli a carico e Assegno UnicoLe detrazioni per figli a carico fino a 21 anni non sono piu previste nel modello, perche sostituite dall’Assegno Unico. Restano invece le detrazioni per i figli over 21 a carico, pari a 950 euro per ciascun figlio, modulate in base al reddito complessivo.5. Quadro W per criptovaluteConfermato il quadro W (sostituisce in parte le caselle del quadro RW e RT) per la dichiarazione delle cripto-attivita, con obbligo di indicare saldo al 31/12, giacenza media e plusvalenze realizzate. L’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attivita e 33% dal 1 gennaio 2026 (art. 1 c. 25 L. 207/2024, Legge di Bilancio 2025), in aumento rispetto al 26% applicato fino al 31 dicembre 2025; e stata inoltre abolita la franchigia di 2.000 euro che era operativa per il 2025.6. Rivalutazione detrazioni e novita Legge di BilancioLa Legge di Bilancio 2026 ha aggiornato alcune detrazioni d’imposta (es. detrazione coniuge a carico a 950 euro) e prorogato/ridefinito i bonus edilizi: ristrutturazione al 50% prima casa (36% seconda casa), Ecobonus, Sismabonus e Bonus barriere architettoniche. Tutti i benefici si traducono nella compilazione dei quadri E (oneri detraibili) o RP del Modello Redditi PF.Scadenze chiave Redditi PF 2026Per non sbagliare e non incorrere in sanzioni, e fondamentale conoscere il calendario fiscale 2026. Ecco le date chiave per la stagione dichiarativa di quest’anno. Tabella riepilogativa delle scadenze 2026DataAdempimento30 aprile 2026Apertura della dichiarazione precompilata 730/Redditi PF20 maggio 2026Avvio modifiche e invio precompilata 73016 giugno 2026Versamento saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026 (senza maggiorazione)30 giugno 2026Versamento saldo IRPEF (data canonica) o termine ordinario con +0,40%30 luglio 2026Versamento differito saldo IRPEF con maggiorazione 0,40%30 settembre 2026Scadenza ultima Modello 730/2026 invio telematico25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo tramite CAF/intermediari30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi PF 2026 invio telematico1 dicembre 2026Versamento secondo acconto IRPEF 2026Attenzione: la scadenza del 30 novembre 2026 e perentoria per il Modello Redditi PF. Oltre tale data si entra in regime di dichiarazione tardiva (entro 90 giorni, con sanzione di 250 euro ravvedibile a 25 euro) o omessa (dopo 90 giorni, con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).Modalita di invio online: precompilata, fai da te, CAFL’invio del Modello Redditi PF 2026 avviene esclusivamente per via telematica. Le modalita disponibili sono sostanzialmente tre, ciascuna con vantaggi e limiti. 1. Dichiarazione precompilata online (Agenzia delle Entrate)Il contribuente accede direttamente al portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) con SPID, CIE o CNS e visualizza la dichiarazione gia precaricata con i dati trasmessi da datori di lavoro, INPS, banche, assicurazioni, medici, farmacie ed enti pubblici. Puo accettare i dati cosi come sono (accettazione integrale) oppure modificarli aggiungendo redditi non presenti o oneri detraibili dimenticati.Vantaggi:Velocita e semplicitaNessun costoSe si accetta senza modifiche, vengono limitati i controlli formali sui dati gia presenti2. Fai da te tramite softwareIl contribuente compila il modello da zero o partendo dalla precompilata e lo invia tramite il software “Redditi Online” dell’Agenzia delle Entrate o tramite software commerciali abilitati (es. SOGEI, Profis, GBSoftware). Questa modalita e adatta a contribuenti con buona dimestichezza fiscale.3. Tramite CAF o intermediario abilitatoAffidarsi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista e la scelta piu sicura per chi ha situazioni complesse: partite IVA, redditi esteri, criptovalute, locazioni multiple, plusvalenze, eredita. Il CAF garantisce:Verifica preliminare dei documentiCalcolo corretto di imposte, detrazioni e creditiApposizione del visto di conformita (per il 730)Assistenza in caso di controlli o avvisi bonariInvio telematico nei terminiDichiarazione precompilata 2026: cosa cambiaLa dichiarazione precompilata 2026 e disponibile online dal 30 aprile 2026. Le novita strutturali rispetto agli anni passati sono significative. Cosa contiene gia precaricatoRedditi da lavoro dipendente e pensione (CU)Spese sanitarie trasmesse dal Sistema Tessera SanitariaInteressi passivi sui mutui (trasmessi dalle banche)Premi assicurativi vita e infortuniContributi previdenziali (gestione separata, riscatti, ricongiunzioni)Spese universitarie, asili nido, veterinarieBonifici per ristrutturazioni (50%, ex 110%, ecobonus, ecc.)Contributi versati a colf e badanti (precaricati da INPS)Cosa devi verificare manualmenteL’Agenzia non puo conoscere tutte le tue situazioni. Tipicamente devi aggiungere o correggere:Redditi da locazione non registrati a cedolare seccaPlusvalenze e minusvalenze finanziarie non amministrateCripto-attivita (saldi e plusvalenze, da inserire nei quadri RW e W)Redditi esteri (pensioni, lavoro, dividendi)Quote di partecipazione in societaOnorari medici pagati in contanti senza ricevuta tracciataAccettazione integrale: cosa significaSe si accetta la precompilata senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non puo effettuare il controllo formale degli oneri detraibili presenti nella dichiarazione (con eccezione di alcuni casi). Se invece la modifichi (anche per aggiungere un solo onere), il controllo formale e pieno. Importante: l’accettazione integrale non protegge da controlli sostanziali di redditi non dichiarati.Modello 730 vs Modello Redditi PF: quale scegliereMolti contribuenti si chiedono se sia meglio presentare il 730 o il Modello Redditi PF. La risposta dipende dalla tipologia di redditi e dalla situazione personale.Tabella di confronto 730 vs Redditi PF 2026CaratteristicaModello 730Modello Redditi PFChi puo usarloDipendenti, pensionati, alcuni autonomiTutti i contribuentiScadenza invio30 settembre 202630 novembre 2026RimborsoDiretto in busta paga o pensione (luglio-agosto)Versato dall’Agenzia, tempi piu lunghiPagamento debitoTrattenuto in busta paga (rateizzabile)Versamento autonomo con F24Redditi da P.IVANon gestibiliSi (quadri RE, RF, LM, RG)Cripto-attivitaLimitatamente (quadro W parzialmente integrato)Gestione completa (W, RT)Redditi esteriSolo alcuni casi sempliciGestione completa (RW, RT)IRPEF 2026: scaglioni, aliquote e detrazioniIl calcolo dell’IRPEF 2026 si basa sui 3 scaglioni a regime introdotti dal DLgs 216/2023 e confermati dalla Legge di Bilancio 2026. Scaglioni IRPEF 2026Reddito imponibileAliquotaImposta dovutaFino a 28.000 euro23%23% del redditoDa 28.001 a 50.000 euro35%6.440 + 35% sull’eccedenza oltre 28.000Oltre 50.000 euro43%14.140 + 43% sull’eccedenza oltre 50.000Esempio di calcolo IRPEF lordo 2026Reddito imponibile 40.000 euro:23% su 28.000 = 6.440 euro35% su (40.000 – 28.000 = 12.000) = 4.200 euroIRPEF lorda totale = 10.640 euroDa questo importo si sottraggono le detrazioni per lavoro/pensione, le detrazioni per familiari a carico e quelle per oneri (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, ecc.), ottenendo l’IRPEF netta.Principali detrazioni e deduzioni 2026Detrazione lavoro dipendente fino a 15.000 euro: 1.955 euroDetrazione pensionati fino a 8.500 euro: azzera l’imposta (no tax area)Detrazione coniuge a carico: 950 euro (modulata per reddito)Detrazione figli over 21 a carico: 950 euro per figlioSpese sanitarie: 19% sull’eccedenza di 129,11 euroInteressi passivi mutuo prima casa: 19% fino a 4.000 euroRistrutturazioni edilizie prima casa: 50% (36% seconda casa)Contributi previdenziali obbligatori: deduzione integrale dal redditoStruttura del Modello Redditi PF 2026: i quadriIl Modello Redditi PF 2026 e composto da numerosi quadri da compilare a seconda della tipologia di redditi posseduti. Vediamo la mappa essenziale.Quadri del fascicolo 1Frontespizio: dati anagrafici, codice fiscale, residenza, sostituto d’impostaQuadro RA: redditi dei terreniQuadro RB: redditi dei fabbricati (locazione, cedolare secca)Quadro RC: redditi di lavoro dipendente e assimilatiQuadro RP: oneri e spese deducibili/detraibili (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, scuola, ecc.)Quadro RN: calcolo dell’IRPEFQuadro RV: addizionali regionali e comunaliQuadro CR: crediti d’imposta (es. per redditi prodotti all’estero)Quadro DI: dichiarazione integrativaQuadro RX: compensazioni e rimborsiQuadri del fascicolo 2 e 3Quadro RH: redditi da partecipazione in societa di personeQuadro RL: altri redditi (capitali, lavoro autonomo occasionale, redditi diversi)Quadro RM: redditi a tassazione separata e imposte sostitutiveQuadro RT: plusvalenze finanziarie e criptoQuadro RR: contributi previdenziali (artigiani, commercianti, gestione separata)Quadro RW: investimenti all’estero, cripto-attivita (monitoraggio fiscale, IVIE, IVAFE)Quadro W: dichiarazione cripto-attivita 2026Quadro RE: reddito da lavoro autonomo (professionisti)Quadro RF: reddito d’impresa in contabilita ordinariaQuadro RG: reddito d’impresa in contabilita semplificataQuadro LM: regime forfettario e di vantaggioVersamenti e acconti IRPEF 2026I versamenti delle imposte calcolate con il Modello Redditi PF 2026 si effettuano tramite Modello F24 con i codici tributo specifici. Codici tributo principali4001 – Saldo IRPEF4033 – Primo acconto IRPEF4034 – Secondo acconto IRPEF3801 – Addizionale regionale3844 – Addizionale comunale (saldo)3843 – Addizionale comunale (acconto)1842 – Imposta sostitutiva regime forfettario1100 – Imposta sostitutiva plusvalenze finanziarie/criptoAcconti IRPEF 2026: regoleGli acconti IRPEF sono dovuti se l’imposta a debito risulta superiore a 51,65 euro (regola storica del TUIR). L’acconto totale e pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente, suddiviso in:Primo acconto (40%): entro il 30 giugno 2026 (insieme al saldo)Secondo acconto (60%): entro il 1 dicembre 2026Per importi complessivi fino a 257,52 euro, l’acconto si versa in unica soluzione entro il 1 dicembre.Rateizzazione del saldoIl saldo IRPEF e il primo acconto possono essere rateizzati in massimo 6 rate mensili (per chi versa entro il 30 giugno), con interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Chi versa entro il 30 luglio (con maggiorazione 0,40%) puo rateizzare in 5 rate.Errori da evitare nella dichiarazione onlineCompilare la dichiarazione online non significa evitare ogni rischio. Ecco gli errori piu comuni rilevati dai CAF.1. Accettare la precompilata senza verificareL’accettazione integrale puo essere comoda, ma fidarsi ciecamente e rischioso. Verifica sempre redditi da locazione, cripto, partecipazioni e oneri non precaricati.2. Dimenticare il quadro RWChi possiede conti esteri, cripto, immobili all’estero e tenuto al monitoraggio fiscale. Omettere il quadro RW comporta sanzioni dal 3% al 15% del valore (raddoppiate per paesi black list).3. Errori sulle spese sanitarieSpesso si inseriscono spese non detraibili (es. integratori, cosmetici) o si dimenticano scontrini parlanti. Verifica sempre la documentazione conservata.4. Sbagliare il codice tributo nel F24Usare il codice errato (es. 4001 invece di 4033) puo generare un avviso bonario di “mancato versamento”. Si rimedia con istanza di correzione, ma e meglio prevenire.5. Non rateizzare quando convieneSe il debito e elevato, valutare la rateizzazione con interesse 0,33% mensile: spesso piu conveniente di chiedere un prestito o ricorrere a fidi.6. Trascurare il secondo acconto di dicembreMolti contribuenti versano puntuali il saldo a giugno e si dimenticano del secondo acconto entro il 1 dicembre: il mancato versamento genera sanzioni del 25% dell’imposta non versata (ravvedibili).FAQ: domande frequentiDevo presentare il Modello Redditi PF 2026 se ho solo la pensione?Se la pensione e l’unico reddito e il sostituto d’imposta (INPS) ha gia operato le ritenute, normalmente non serve presentare la dichiarazione. Conviene invece presentarla per recuperare detrazioni (spese sanitarie, mutuo, ristrutturazioni). In questo caso si preferisce il 730 (rimborso piu rapido).Posso fare la precompilata anche se ho la Partita IVA?I titolari di Partita IVA non possono usare il 730 ma trovano comunque la precompilata Redditi PF con i dati di redditi da lavoro dipendente, oneri e cripto. Devono pero integrarla manualmente con i dati di P.IVA (quadri RE, LM, RG).Cosa succede se invio in ritardo il Modello Redditi PF 2026?Se invii entro 90 giorni dalla scadenza del 30 novembre 2026 (quindi entro fine febbraio 2027), la dichiarazione e tardiva: sanzione fissa di 250 euro, ravvedibile a 25 euro con il ravvedimento operoso. Oltre i 90 giorni, la dichiarazione e omessa: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.Quanto costa farsi assistere da un CAF?Il CAF e gratuito per il Modello 730 standard (i costi sono coperti dalla convenzione con l’Agenzia delle Entrate per la trasmissione dichiarazioni). Per il Modello Redditi PF e per quadri aggiuntivi (RW, W, partecipazioni, redditi esteri) puo essere previsto un compenso variabile in base alla complessita. Al CAF Centro Fiscale di Udine, il preventivo e sempre trasparente e personalizzato.Posso modificare la dichiarazione dopo averla inviata?Si. Se ti accorgi di un errore puoi presentare una dichiarazione integrativa:730 integrativo: entro il 25 ottobre 2026, tramite CAF/intermediariModello Redditi PF integrativo: entro la scadenza del successivo modello (30 novembre 2027)Per errori a sfavore del contribuente: integrativa entro i termini per l’accertamento (5 anni)Devo dichiarare le criptovalute anche se non ho realizzato plusvalenze?Si. Anche in assenza di realizzo, occorre compilare il quadro W (saldo al 31/12 e giacenza media) per il monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’imposta sul valore delle cripto-attivita (2 per mille). Le plusvalenze realizzate vanno nel quadro RT/W sezione plusvalenze.Cosa succede se la precompilata contiene errori?I dati precaricati sono trasmessi da terzi (datori di lavoro, banche, ASL, ecc.). Se ci sono errori, hai due strade: modificare il dato in dichiarazione e tenere la documentazione probatoria; oppure contattare l’ente che ha trasmesso il dato per la correzione alla fonte. In ogni caso, l’onere della prova resta sempre del contribuente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusioni: affidati al CAF Centro Fiscale per la tua dichiarazione 2026La dichiarazione dei redditi delle Persone Fisiche 2026 e un appuntamento che richiede attenzione, conoscenza normativa e pianificazione. Le novita di quest’anno (precompilata dal 30 aprile, tre scaglioni IRPEF a regime, quadro W per cripto, dettagli su detrazioni e bonus) impongono un aggiornamento continuo per non perdere benefici o incorrere in errori.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in tutto il percorso: dalla verifica dei documenti alla compilazione del modello, dall’invio telematico al calcolo dei versamenti F24, fino al supporto in caso di controlli o avvisi bonari. Per i nostri clienti, ogni dichiarazione e gestita con il visto di conformita (per il 730) e con il controllo qualita dei nostri operatori specializzati.Hai dubbi sulla tua dichiarazione 2026? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata: ti aiutiamo a capire quale modello presentare (730 o Redditi PF), a recuperare tutte le detrazioni spettanti e a rispettare le scadenze in totale sicurezza.Maggio 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 16:10:562026-05-21 15:31:12Dichiarazione dei Redditi PF 2026 online: scadenze, novità e modalità
DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello 730 a debito 2026: come pagare a rate (dipendenti e pensionati)Il Modello 730 a debito è una situazione che spaventa molti contribuenti: hai compilato la dichiarazione dei redditi e dal calcolo finale risulta che devi versare una somma all’Agenzia delle Entrate. La buona notizia? Puoi pagare a rate, senza dover sborsare tutto in una volta sola. La rateizzazione del 730 a debito è una possibilità prevista dalla legge che consente di diluire l’importo dovuto in più mensilità, con un piccolo interesse applicato sulle rate successive alla prima.In questa guida completa ti spieghiamo quando il 730 risulta a debito, come funziona la rateizzazione nel 2026, quali sono le scadenze, il numero massimo di rate per dipendenti e pensionati, gli interessi applicati e le differenze tra 730 con sostituto d’imposta e 730 senza sostituto. Troverai inoltre tabelle riassuntive, esempi pratici e indicazioni operative per non commettere errori.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiQuando il Modello 730 risulta a debitoRateizzazione 730: come funziona nel 2026Numero massimo di rate: dipendenti e pensionatiInteressi sulla rateizzazione del 730730 con sostituto vs 730 senza sostitutoScadenze pagamento 730 a debito 2026Esempio pratico di calcolo rateErrori da evitare nella rateizzazioneFAQ: domande frequentiQuando il Modello 730 risulta a debitoIl Modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata utilizzata da lavoratori dipendenti, pensionati e altre categorie di contribuenti. Alla fine della compilazione, il modello produce un risultato che può essere a credito (l’Agenzia ti restituisce soldi) oppure a debito (devi versare un’imposta). Le situazioni più comuni in cui il 730 risulta a debito sono:Più redditi nello stesso anno: hai avuto più datori di lavoro o hai sommato pensione e altri redditi (locazioni, lavoro autonomo occasionale)Cambio di lavoro durante l’anno con due CU (Certificazione Unica) distinteRedditi da locazione non assoggettati a cedolare seccaDetrazioni non spettanti applicate in busta paga dal sostituto d’impostaConguaglio per rivalutazione di terreni, plusvalenze, redditi diversiAcconti IRPEF dovuti per l’anno successivo (prima e seconda rata di novembre)L’IRPEF segue il sistema dei 3 scaglioni di reddito introdotti dal DLgs 216/2023:23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile35% da 28.001 a 50.000 euro43% oltre 50.000 euroQuando il calcolo finale evidenzia un’imposta superiore a quanto già trattenuto in busta paga (o in pensione), nasce il debito IRPEF che deve essere versato all’Erario.Cosa succede se ignori il debito?Ignorare il debito risultante dal 730 non è un’opzione. Le somme dovute vengono comunque richieste dall’Agenzia delle Entrate, e al mancato versamento si aggiungono sanzioni e interessi di mora. Il ravvedimento operoso permette di sanare la posizione con sanzioni ridotte, ma è sempre meglio pianificare il pagamento sin da subito, eventualmente scegliendo la rateizzazione.Rateizzazione 730: come funziona nel 2026La rateizzazione del 730 a debito permette al contribuente di pagare l’importo dovuto in più rate mensili, anziché in un’unica soluzione. Si tratta di una facoltà, non di un obbligo: il contribuente sceglie se versare tutto a luglio o se diluire il pagamento. Il meccanismo è semplice: in fase di compilazione del 730 (o tramite il proprio CAF o intermediario), si comunica la volontà di rateizzare e si indica il numero di rate desiderate. Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) provvederà ad applicare le trattenute nelle buste paga successive a quella di luglio.Cosa si può rateizzarePossono essere rateizzati quasi tutti gli importi a debito risultanti dal 730, e in particolare:Saldo IRPEF e relative addizionali regionale e comunalePrima rata di acconto IRPEF per l’anno successivoCedolare secca su locazioniIVIE e IVAFE (imposta su immobili e attività finanziarie estere)Acconto del 20% per redditi soggetti a tassazione separataImposta sostitutiva sui premi di produttivitàNON sono rateizzabili invece:La seconda o unica rata di acconto IRPEF di novembre (deve essere versata in un’unica soluzione)L’acconto per cedolare secca di novembreChi può richiedere la rateizzazioneLa rateizzazione è disponibile per tutti i contribuenti che presentano il Modello 730, indipendentemente dall’importo del debito. Non esistono soglie minime: anche un debito di 50 euro può essere rateizzato.Numero massimo di rate: dipendenti e pensionatiIl numero massimo di rate in cui è possibile suddividere il debito 730 dipende dalla categoria del contribuente e dalla data in cui inizia il pagamento. Per il 2026 valgono le seguenti regole. Lavoratori dipendenti: fino a 5 rateI lavoratori dipendenti possono rateizzare il debito 730 in un massimo di 5 rate, con prima rata a luglio e ultima rata a novembre. Le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga.Esempio per dipendenti che iniziano a pagare a luglio 2026:1ª rata: luglio 2026 (senza interessi)2ª rata: agosto 20263ª rata: settembre 20264ª rata: ottobre 20265ª rata: novembre 2026Pensionati: fino a 6 rateI pensionati hanno una rata in più rispetto ai dipendenti: possono suddividere il debito in un massimo di 6 rate, con prima rata ad agosto e ultima rata a novembre. Le trattenute avvengono sulla rata di pensione INPS.Esempio per pensionati:1ª rata: agosto 2026 (senza interessi)2ª rata: settembre 20263ª rata: ottobre 20264ª rata: novembre 20265ª rata: dicembre 20266ª rata: dicembre/gennaio (a seconda della tempistica INPS)Tabella riassuntiva: rate disponibili 2026CategoriaMax rateInizioFineModalità trattenutaLavoratore dipendente5LuglioNovembreBusta pagaPensionato6AgostoDicembre/GennaioCedolino pensioneSenza sostituto (F24)5LuglioNovembreF24 mensileCon tardiva applicazioneRidottoMese successivoNovembreVedi sostitutoCosa succede se inizi a rateizzare in ritardoSe per qualche motivo le trattenute non iniziano a luglio (per i dipendenti) o ad agosto (per i pensionati), il numero massimo di rate si riduce automaticamente. L’ultima rata deve comunque essere quella di novembre. Per esempio, se un dipendente inizia a settembre, potrà avere al massimo 3 rate (settembre, ottobre, novembre).Interessi sulla rateizzazione del 730La rateizzazione del 730 non è gratuita: dalla seconda rata in poi, viene applicato un interesse mensile dello 0,33% (corrispondente a circa il 4% annuo). Si tratta di un tasso fisso, stabilito per legge, che si calcola sul capitale residuo. Come si calcolano gli interessiL’interesse dello 0,33% mensile non si applica sulla prima rata, che viene versata o trattenuta senza maggiorazioni. A partire dalla seconda rata, ogni mese si aggiunge la maggiorazione, in modo progressivo:1ª rata: nessun interesse2ª rata: +0,33% sul capitale residuo3ª rata: +0,66% sul capitale residuo4ª rata: +0,99% sul capitale residuo5ª rata: +1,32% sul capitale residuo6ª rata: +1,65% sul capitale residuo (solo pensionati)L’incidenza degli interessi è quindi modesta: su un debito di 1.000 euro suddiviso in 5 rate da 200 euro, il costo complessivo degli interessi è di pochi euro. Si tratta di un costo accettabile per la maggior parte dei contribuenti che vogliono diluire il carico fiscale.Conviene davvero rateizzare?La risposta dipende dalla situazione finanziaria individuale. Se hai liquidità disponibile e non vuoi pagare interessi (per quanto modesti), conviene saldare tutto a luglio. Se invece preferisci mantenere liquidità di sicurezza per altre spese, la rateizzazione è una soluzione molto vantaggiosa: il tasso del 4% annuo è inferiore a quello dei prestiti personali tradizionali.730 con sostituto vs 730 senza sostitutoUna distinzione fondamentale per la rateizzazione riguarda la presenza o meno del sostituto d’imposta. Nel 2026 esistono due modalità di presentazione del 730: con sostituto (il classico) e senza sostituto (introdotto per chi non ha un datore di lavoro o ente pensionistico). 730 con sostituto d’imposta (modalità classica)È la modalità tradizionale, utilizzata da chi ha un datore di lavoro o un ente pensionistico che funge da sostituto d’imposta. In questo caso:Il debito viene trattenuto direttamente in busta paga (o sulla pensione) a partire da luglioSe hai chiesto la rateizzazione, le trattenute si distribuiscono nei mesi successiviNon devi presentare alcun F24: tutto è gestito dal sostitutoIn caso di credito, il sostituto rimborsa direttamente sulla busta paga730 senza sostituto d’impostaSi utilizza quando il contribuente non ha un sostituto al momento della dichiarazione: per esempio, perché disoccupato, perché ha cessato il rapporto di lavoro, o perché percepisce solo redditi non assoggettati a ritenuta (come locazioni). In questo caso:Il debito deve essere versato direttamente dal contribuente tramite Modello F24La rateizzazione è comunque possibile, ma il contribuente deve versare ogni rata autonomamente entro le scadenze indicateLe scadenze coincidono con quelle del Modello Redditi PF (luglio-novembre)Eventuali crediti vengono utilizzati in compensazione su F24 (codice tributo specifico) o richiesti a rimborsoTabella confronto: con sostituto vs senza sostitutoAspettoCon sostitutoSenza sostitutoModalità pagamentoTrattenuta automaticaF24 autonomoInizio rateLuglio (dipendenti) / Agosto (pensionati)Luglio (entro il 30)Adempimento contribuenteNessunoCompilare e pagare F24Rischio dimenticanzaBassoPiù alto (devi ricordarti)Rimborso creditoIn busta pagaCompensazione F24 o rimborsoScadenze pagamento 730 a debito 2026Per il 2026 (dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2025), le scadenze fondamentali per il pagamento del 730 a debito sono le seguenti. Scadenze 730 con sostituto30 aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio definitivo del 730Luglio 2026: prima rata trattenuta in busta paga (dipendenti)Agosto 2026: prima rata trattenuta sul cedolino pensione (pensionati)Novembre 2026: ultima rata per dipendentiDicembre/Gennaio: ultima rata per pensionati30 novembre 2026: versamento seconda o unica rata acconto IRPEF (non rateizzabile)25 ottobre 2026: termine per il 730 integrativoScadenze 730 senza sostituto (versamento F24)30 giugno 2026: scadenza ordinaria saldo + prima rata acconto (con possibilità di posticipare al 30 luglio con maggiorazione 0,40%)Ogni 16 del mese: rate successive (se rateizzato)Novembre 2026: ultima rata30 novembre 2026: seconda o unica rata acconto IRPEFCosa succede in caso di ritardoSe non versi entro la scadenza, si applicano sanzioni amministrative più interessi di mora. Tuttavia, il ravvedimento operoso permette di sanare la posizione con sanzioni ridotte:Entro 14 giorni: sanzione ridotta a 1/15 di 1/10 per ogni giorno di ritardoEntro 30 giorni: sanzione ridotta a 1/10Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9Entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8Esempio pratico di calcolo ratePer chiarire come funziona concretamente la rateizzazione del 730, vediamo un esempio pratico. Immagina che Marco, lavoratore dipendente, abbia un debito IRPEF di 1.500 euro risultante dal 730 2026. Caso 1: pagamento unica soluzioneMarco sceglie di pagare tutto a luglio. Il datore di lavoro trattiene 1.500 euro dalla busta paga di luglio 2026. Nessun interesse applicato.Caso 2: rateizzazione in 5 rateMarco chiede la rateizzazione massima (5 rate). Le trattenute saranno:RataMeseQuota capitaleInteresseTotale rata1ªLuglio300,00 euro0,00 euro300,00 euro2ªAgosto300,00 euro0,99 euro (0,33% su 300)300,99 euro3ªSettembre300,00 euro1,98 euro (0,66% su 300)301,98 euro4ªOttobre300,00 euro2,97 euro (0,99% su 300)302,97 euro5ªNovembre300,00 euro3,96 euro (1,32% su 300)303,96 euroTotale versato9,90 euro1.509,90 euroMarco paga in totale 9,90 euro di interessi per diluire il debito su 5 mesi: un costo modesto, pari allo 0,66% dell’importo originario. Considerando che alcuni mesi possono essere “delicati” sotto il profilo finanziario (vacanze estive, rientro a scuola, spese impreviste), la rateizzazione rappresenta una soluzione molto sensata.Caso 3: pensionato con rateizzazione in 6 rateSe Marco fosse un pensionato con lo stesso debito di 1.500 euro:Rata mensile capitale: 250 euro (1.500 / 6)Interessi totali: circa 12,50 euroTotale versato: 1.512,50 euro circaErrori da evitare nella rateizzazioneLa rateizzazione del 730 è generalmente automatica, ma ci sono alcuni errori frequenti da evitare per non incorrere in problemi. 1. Dimenticare di indicare la rateizzazioneSe non indichi la rateizzazione in fase di compilazione del 730, il debito verrà trattenuto in un’unica soluzione nella busta paga di luglio (o agosto per i pensionati). Questo può creare difficoltà di liquidità. Verifica sempre con il tuo CAF che sia stato selezionato il numero di rate desiderato.2. Tentare di rateizzare la seconda rata di accontoCome abbiamo visto, la seconda o unica rata di acconto IRPEF di novembre non è rateizzabile. Devi pianificare il versamento in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2026.3. Non versare le rate F24 nel 730 senza sostitutoSe hai presentato un 730 senza sostituto, devi versare attivamente le rate tramite F24. Ogni rata ha una scadenza precisa (di solito il 16 del mese). Mettere un promemoria sul calendario è fondamentale: dimenticare anche una sola rata fa decadere la rateizzazione e attiva sanzioni.4. Confondere debito IRPEF con addizionaliIl 730 produce diversi importi a debito: IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale, cedolare secca, IVIE, IVAFE, ecc. La rateizzazione si applica al totale, ma è importante sapere quali tributi sono inclusi per controllare correttamente la propria posizione fiscale.5. Cambiare lavoro durante la rateizzazioneSe cambi datore di lavoro durante il periodo di rateizzazione (per esempio passi da un’azienda all’altra a settembre), il vecchio datore trattiene le rate fino al cessazione, mentre il nuovo potrebbe non subentrare automaticamente. In questo caso, contatta tempestivamente il CAF per verificare l’eventuale necessità di versare le rate residue tramite F24.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ: domande frequenti sul 730 a debito e rateizzazione Posso modificare il numero di rate dopo aver inviato il 730?No, una volta che il 730 è stato inviato in via definitiva, il numero di rate non può essere modificato. Puoi però presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 se devi correggere errori che hanno comportato un debito errato.Cosa succede se il sostituto non riesce a trattenere tutte le rate?Se in un mese la busta paga è insufficiente per coprire la rata (per esempio in caso di malattia prolungata o cassa integrazione), il sostituto trattiene quello che può e rinvia la differenza al mese successivo, con interessi. Se a fine anno la trattenuta non è stata completata, l’importo residuo viene comunicato all’Agenzia delle Entrate per il recupero diretto.Posso rateizzare anche con il 730 precompilato?Sì, certamente. Il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026 permette di selezionare la rateizzazione in fase di accettazione o modifica della dichiarazione.La rateizzazione vale anche per le addizionali comunali e regionali?Sì, la rateizzazione si applica all’intero debito risultante dal 730, comprese le addizionali regionali e comunali IRPEF, la cedolare secca e altre imposte sostitutive.Se ho più CU (più datori di lavoro) chi trattiene le rate?Trattiene le rate il sostituto indicato in dichiarazione come tale (di solito il principale o l’ultimo). Se nel frattempo è cessato il rapporto, dovrai versare tramite F24.Quanto costa farsi fare il 730 dal CAF?Le tariffe variano a seconda della complessità della dichiarazione, ma in media il CAF Centro Fiscale di Udine offre tariffe competitive e trasparenti. Per maggiori dettagli puoi consultare la nostra guida ai costi del 730 al CAF.Conclusione: rateizza con tranquillità il tuo 730 a debitoIl Modello 730 a debito non deve essere fonte di preoccupazione: la legge prevede la possibilità di rateizzare l’importo dovuto in modo semplice e con interessi contenuti. Che tu sia un lavoratore dipendente (fino a 5 rate) o un pensionato (fino a 6 rate), puoi diluire il pagamento da luglio a novembre/dicembre 2026, con un costo aggiuntivo dello 0,33% mensile solo dalla seconda rata in poi.Se hai dubbi sulla compilazione del 730, sulla scelta del numero di rate, o vuoi una consulenza personalizzata per ottimizzare la tua dichiarazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti ti seguiranno passo passo per evitare errori e farti pagare il giusto, sfruttando tutte le detrazioni e deduzioni a cui hai diritto.Prenota un appuntamento: chiama il CAF Centro Fiscale oppure visita il nostro sito per fissare il tuo incontro. Ti aspettiamo per gestire insieme la tua dichiarazione dei redditi 2026 in modo semplice e senza stress.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/10/Modello-730-1-e1697092544252.png 625 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 15:10:562026-05-31 17:47:44Modello 730 a debito 2026: come pagare a rate (dipendenti e pensionati)
DICHIARAZIONE DEI REDDITIQuanto Costa il 730 al CAF, Patronato o Commercialista nel 2026: Tariffe a ConfrontoOgni primavera milioni di contribuenti italiani si pongono la stessa domanda: quanto costa il 730 al CAF nel 2026? E quanto chiede un commercialista? Il patronato fa la dichiarazione dei redditi gratis o si paga? Districarsi tra tariffe, agevolazioni e differenze tra modello 730 e Modello Redditi PF non è semplice, soprattutto considerando che nel 2026 ci sono importanti novità: il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (non più dal 15 aprile) e la scadenza per l’invio definitivo del 730 resta il 30 settembre 2026. In questa guida completa analizziamo nel dettaglio quanto costa il 730 al CAF in base alla complessità della pratica, le tariffe medie dei commercialisti, i casi in cui la dichiarazione è gratuita e come scegliere l’opzione più conveniente per la tua situazione.Indice dei contenutiQuanto costa il 730 al CAF nel 2026: tariffe medieQuando il 730 al CAF è gratuitoCosto del 730 dal commercialista nel 2026Patronato e 730: cosa fa davvero il patronatoScadenze 730 e Modello Redditi PF 2026730 ordinario vs 730 precompilato: differenze e costiCosti nascosti da evitare nel 730 2026Come scegliere tra CAF, patronato e commercialistaDocumenti necessari per il 730 al CAFVantaggi di affidarsi a un CAF professionaleDomande frequenti📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Quanto costa il 730 al CAF nel 2026: tariffe medieQuando ci si chiede quanto costa il 730 al CAF, la risposta dipende sempre dalla complessità della dichiarazione. I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono enti autorizzati dall’Agenzia delle Entrate a raccogliere, controllare e trasmettere le dichiarazioni dei redditi per conto dei contribuenti. Non esistono tariffe fisse imposte dalla legge: ogni CAF può determinare il proprio listino, anche se a livello nazionale i prezzi tendono ad allinearsi.In media, nel 2026 il costo del 730 al CAF oscilla tra 40 e 120 euro, con un valore tipico intorno ai 70-90 euro per una pratica di media complessità. La cifra esatta dipende da diversi fattori che vediamo nel dettaglio.Cosa influenza il prezzo del 730 al CAFI principali elementi che determinano quanto costa il 730 al CAF sono:Numero di certificazioni uniche (CU): chi ha più datori di lavoro o pensioni paga di piùPresenza di redditi diversi: affitti, rendite finanziarie, plusvalenzeDetrazioni e deduzioni da inserire: spese mediche, mutuo, ristrutturazioni, figli a caricoBonus edilizi: Superbonus, bonus ristrutturazioni 50%, bonus mobili (richiedono moduli aggiuntivi)Modello congiunto: il 730 presentato insieme al coniuge ha un costo aggiunto contenutoQuadri aggiuntivi: terreni, fabbricati, redditi all’esteroTabella tariffe medie CAF 2026Ecco una sintesi indicativa dei costi medi del 730 al CAF nel 2026:730 ordinario semplice (1 CU, nessuna detrazione complessa): 40-60 euro730 ordinario con detrazioni (spese mediche, mutuo, figli): 60-90 euro730 con bonus edilizi (ristrutturazioni, ecobonus, Superbonus): 90-150 euro730 congiunto (coniugi): 70-110 euro complessivi730 con redditi diversi (affitti, rendite): 80-130 euroPresso il CAF Centro Fiscale di Udine applichiamo tariffe trasparenti e competitive, comunicate sempre prima dell’inizio della pratica, senza sorprese o costi nascosti. Il servizio è disponibile sia in ufficio che online in tutta Italia. Quando il 730 al CAF è gratuitoUna domanda frequente è: il 730 al CAF è gratis? La risposta corretta è: quasi mai per il singolo contribuente, ma esistono alcune situazioni particolari da conoscere. Capire quanto costa il 730 al CAF significa anche sapere se rientri in una di queste categorie agevolate.Convenzioni sindacali e aziendaliMolti CAF sono convenzionati con sindacati (CGIL, CISL, UIL e altri) o con grandi aziende ed enti pubblici. In questi casi, gli iscritti al sindacato o i dipendenti dell’azienda convenzionata possono presentare il 730 a tariffa ridotta o gratuitamente. Verifica sempre se il tuo sindacato o il tuo datore di lavoro ha una convenzione attiva.Il falso mito del 730 “gratis perché compili da solo online”L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il 730 precompilato dal 30 aprile 2026 (data spostata dal 15 aprile a partire da quest’anno). Tecnicamente la dichiarazione può essere trasmessa autonomamente senza costi, ma sconsigliamo fortemente questa scelta: un errore nelle detrazioni, una spesa medica dimenticata o un quadro mal compilato può tradursi in centinaia di euro di rimborso perso oppure in sanzioni e accertamenti da parte del Fisco.Quando affidi il 730 al CAF Centro Fiscale, hai due garanzie fondamentali:Massimizzazione del rimborso: gli operatori verificano tutte le detrazioni e deduzioni applicabili al tuo casoVisto di conformità: il CAF appone il visto che certifica la correttezza dei dati e ti tutela in caso di controlliIl costo del 730 al CAF, in molti casi, viene più che recuperato dal rimborso fiscale aggiuntivo che riusciamo a far emergere. Costo del 730 dal commercialista nel 2026Confrontare quanto costa il 730 al CAF con il prezzo praticato da un commercialista è il primo passo per scegliere consapevolmente. I commercialisti, in quanto liberi professionisti iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti, applicano tariffe generalmente più alte rispetto ai CAF.Tariffe medie commercialista 2026Per un modello 730 ordinario, il costo dal commercialista nel 2026 oscilla tra 100 e 250 euro, con queste fasce indicative:730 semplice: 100-150 euro730 con detrazioni e bonus edilizi: 150-220 euro730 complesso con redditi diversi: 200-300 euroQuando conviene il commercialistaIl commercialista è la scelta più adatta in queste situazioni:Partita IVA: chi ha un’attività autonoma o d’impresa deve presentare il Modello Redditi PF (non il 730), e qui il commercialista è quasi indispensabileRedditi esteri complessi: lavoratori all’estero, conti correnti esteri, immobili all’estero (quadro W)Plusvalenze finanziarie elevate: gestione di portafogli importanti, cripto-attivitàSoci di società: titolari di partecipazioni qualificate o in società di personeContenziosi fiscali in corsoDifferenza chiave: il CAF non può fare il Modello Redditi PFUna precisazione importante: il CAF è autorizzato a gestire principalmente il modello 730 per lavoratori dipendenti e pensionati. Per il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico), che riguarda chi ha redditi d’impresa, di lavoro autonomo o particolari redditi diversi, il riferimento naturale è il commercialista o un CAF abilitato con professionisti dedicati. Il CAF Centro Fiscale di Udine, grazie alla collaborazione con dottori commercialisti, gestisce sia il 730 sia il Modello Redditi PF per partite IVA e situazioni complesse. Patronato e 730: cosa fa davvero il patronatoEsiste un equivoco molto diffuso: molti pensano che il patronato faccia la dichiarazione dei redditi 730 gratuitamente. Non è esatto. Per capire quanto costa il 730 al CAF e perché non è confrontabile col patronato, occorre chiarire i ruoli.Patronato vs CAF: le competenzeIl patronato è un ente autorizzato a fornire assistenza in materia previdenziale e assistenziale: domande di pensione, NASpI, assegno unico, invalidità civile, infortuni, pratiche INPS in generale. I servizi del patronato sono in larga parte gratuiti per il cittadino perché finanziati dallo Stato attraverso un fondo dedicato.Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) si occupa invece di materia fiscale: dichiarazione dei redditi 730, ISEE, IMU, dichiarazioni di successione, RED, ICRIC. Alcuni servizi CAF sono gratuiti per il cittadino (es. ISEE, RED), altri sono a pagamento (es. 730, successioni, IMU).Patronato gratuito: i servizi inclusiPresso un patronato puoi ottenere gratuitamente:Domanda di pensione di vecchiaia o anticipataDomanda di NASpI e disoccupazioneAssegno unico universale per i figliDomanda di invalidità civile e Legge 104Indennità di malattia, maternità, congedo parentalePratiche di infortunio sul lavoro (INAIL)Il 730 al patronato esiste?Molte sedi sindacali offrono sia patronato che CAF nello stesso ufficio. Quando ti rivolgi al “patronato” per il 730, in realtà stai usufruendo del servizio CAF associato. In questi casi vale comunque la tariffa CAF, eventualmente scontata per gli iscritti al sindacato (vedi sezione precedente sulle convenzioni).Presso il CAF Centro Fiscale di Udine trovi un servizio completo che integra assistenza fiscale e supporto patronato grazie a partnership consolidate, sia in ufficio che online. Scadenze 730 e Modello Redditi PF 2026Conoscere quanto costa il 730 al CAF è importante, ma altrettanto cruciale è rispettare le scadenze fiscali 2026 per evitare sanzioni e perdere il diritto al rimborso in busta paga.Calendario fiscale 2026 – dichiarazione redditiEcco le date da segnare in agenda per la dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025):30 aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato sul portale dell’Agenzia delle Entrate (slittata dal 15 aprile)20 maggio 2026: dal questa data è possibile accettare, modificare e inviare il 730 precompilato30 settembre 2026: scadenza per la presentazione definitiva del 730 (sia ordinario che precompilato)25 ottobre 2026: termine per la presentazione del 730 integrativo (per correggere errori a favore del contribuente)30 novembre 2026: scadenza per l’invio del Modello Redditi Persone FisicheRateazione e conguagliIl vantaggio principale del 730 rispetto al Modello Redditi PF è il conguaglio diretto in busta paga o sulla pensione:Rimborso: chi ha diritto a un credito d’imposta lo riceve direttamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), generalmente dal mese di luglio per i lavoratori dipendenti e da agosto-settembre per i pensionatiA debito: se devi pagare, l’importo viene trattenuto dalla busta paga o dalla pensione, anche in più rate fino a novembreConseguenze del ritardoSe non presenti il 730 entro il 30 settembre 2026, dovrai ripiegare sul Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026. Oltre questa data scatta il regime della dichiarazione tardiva (entro 90 giorni) o, peggio, della dichiarazione omessa (oltre 90 giorni) con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Per evitare problemi, contatta il CAF Centro Fiscale con largo anticipo. 730 ordinario vs 730 precompilato: differenze e costiQuando si parla di quanto costa il 730 al CAF, è utile distinguere tra 730 ordinario e 730 precompilato, perché sono due procedure diverse anche dal punto di vista del costo.730 ordinarioNel 730 ordinario, il CAF (o il commercialista, o l’utente stesso) compila il modello partendo dai dati forniti dal contribuente: CU, ricevute spese, bollettini mutuo, ecc. Il CAF inserisce manualmente tutte le voci, verifica la correttezza e appone il visto di conformità. È la modalità classica, ancora la più utilizzata per le situazioni complesse.730 precompilatoIl 730 precompilato è invece predisposto dall’Agenzia delle Entrate con dati già caricati automaticamente: certificazioni uniche, spese sanitarie comunicate dal Sistema Tessera Sanitaria, interessi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, oneri scolastici e universitari, donazioni a enti del terzo settore. L’utente (o il CAF) deve solo verificare, integrare e confermare.Dal 2026 la disponibilità del precompilato slitta al 30 aprile (era 15 aprile fino al 2025), per permettere ai sostituti d’imposta di trasmettere correttamente tutte le CU.Il costo cambia tra 730 ordinario e precompilato?Apparentemente il precompilato sembrerebbe “più facile” e quindi più economico. In pratica, la differenza di costo al CAF è minima (in genere 5-15 euro in meno), perché:Il CAF deve comunque controllare riga per riga i dati precaricati (spesso incompleti o errati)Vanno integrate le spese non comunicate automaticamente (es. spese mediche non tracciate, oneri detraibili minori, lavori edilizi)Il visto di conformità ha lo stesso valore legale in entrambi i casiLa vera convenienza del precompilato gestito dal CAF sta nella protezione dai controlli formali: l’Agenzia delle Entrate non effettua più controlli sui dati precompilati e accettati senza modifiche (o modifiche che non incidono sul calcolo dell’imposta). Un CAF esperto sa quando conviene accettare senza modifiche e quando conviene integrare.Costi nascosti da evitare nel 730 2026Quando valuti quanto costa il 730 al CAF o dal commercialista, attenzione ai costi nascosti che possono lievitare la spesa finale ben oltre il preventivo iniziale.Le 5 voci da chiarire SEMPRE prima di firmareCosto del modello base: la tariffa indicata copre il 730 standard o solo la compilazione minima?Costo per quadro aggiuntivo: alcuni studi addebitano un extra per ogni quadro inserito (terreni, fabbricati, oneri)Costo per ogni detrazione/deduzione: pratica scorretta ma diffusa, soprattutto per i bonus ediliziCosto per la trasmissione: alcuni intermediari fanno pagare a parte l’invio telematicoCosto del visto di conformità: dovrebbe essere incluso nella tariffa CAF, verificaloAttenzione al “prezzo civetta”Diffida da chi pubblicizza il 730 a 25 euro o 30 euro: nella maggior parte dei casi quel prezzo copre solo lo scenario più semplice possibile (un CU, nessuna detrazione), mentre la realtà di un contribuente medio italiano (con casa, figli, spese mediche, magari un mutuo) porta facilmente il costo finale a 80-100 euro o più. Il CAF Centro Fiscale applica tariffe trasparenti e fornisce un preventivo scritto prima di iniziare la pratica.Esempio praticoPrendiamo Marco, 45 anni, dipendente con: 1 CU, mutuo prima casa, due figli a carico, spese mediche per 1.200 euro, ristrutturazione bagno avviata nel 2025 (bonus 50%). Per il suo 730 ordinario al CAF si attesta intorno a 85-95 euro. Lo stesso identico 730 da un commercialista costerebbe circa 170-200 euro. Il risparmio del CAF è netto, a parità di qualità del servizio. Come scegliere tra CAF, patronato e commercialistaOra che hai chiaro quanto costa il 730 al CAF, dal commercialista o presso le strutture patronato/sindacali, vediamo come orientarsi nella scelta.Quando scegliere il CAFIl CAF è la scelta ottimale se:Sei lavoratore dipendente o pensionatoHai una situazione fiscale media (CU, mutuo, figli, spese mediche, bonus edilizi)Vuoi un servizio affidabile a costo contenutoHai bisogno anche di ISEE, successioni, IMU nello stesso ufficioVuoi massimizzare il rimborso con il supporto di operatori espertiQuando scegliere il commercialistaIl commercialista è la scelta giusta se:Hai partita IVA e devi presentare il Modello Redditi PFHai redditi esteri complessi o investimenti finanziari rilevantiSei socio di società o hai partecipazioni qualificateHai un contenzioso fiscale in corsoQuando andare al patronatoIl patronato è il riferimento per:Domande INPS: pensione, NASpI, assegno unico, invaliditàPratiche INAIL: infortuni, malattie professionaliServizi gratuiti in ambito previdenzialeSpesso CAF e patronato convivono nella stessa sede, offrendo un servizio completo. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato in tutta la fiscalità per privati e famiglie, con assistenza anche per il sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia (sistema catastale diverso dal resto d’Italia, importante per successioni e immobili).Documenti necessari per il 730 al CAFQuando ti rechi al CAF (o invii i documenti online), avere tutto il necessario subito aiuta a contenere il costo e i tempi. Ecco la checklist completa per il 730 2026.Documenti anagraficiDocumento d’identità in corso di validitàCodice fiscale (anche tessera sanitaria)Tessera sanitaria del coniuge e dei figli a caricoEventuali variazioni di residenza nell’annoRedditiCertificazione Unica (CU) 2026 per redditi 2025: lavoro dipendente, pensione, indennitàEventuali altre CU (collaborazioni, redditi diversi)Contratti d’affitto per redditi da locazioneSpese detraibili (anno 2025)Fatture e ricevute spese sanitarie (anche del coniuge e figli a carico)Quietanze interessi mutuo prima casaRicevute premi assicurativi vita e infortuniContributi previdenziali volontari (es. riscatto laurea)Bonifici per ristrutturazioni edilizie, ecobonus, Superbonus, bonus mobiliTasse scolastiche e universitarieRicevute asilo nidoSpese veterinarie (fino a 550 euro detraibili al 19%)Erogazioni liberali a Onlus, partiti, scuoleSpese funebri dell’anno (fino a 1.550 euro)Documenti immobiliVisura catastale di tutti gli immobili possedutiEventuali atti notarili dell’anno (acquisti, vendite, donazioni)Contratti di locazione (anche registrazioni RLI)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di pre-controllo documentale gratuito: prima di iniziare la pratica, gli operatori verificano che tu abbia tutti i documenti necessari, in modo da evitare integrazioni successive e perdita di tempo. Vantaggi di affidarsi a un CAF professionaleA questo punto, sai con chiarezza quanto costa il 730 al CAF nel 2026. Ma quali sono i vantaggi concreti rispetto al “fai da te” sul portale dell’Agenzia delle Entrate?Visto di conformità e tutela legaleIl CAF appone sul tuo 730 il visto di conformità, una certificazione che attesta la correttezza formale dei dati e ti tutela in caso di controlli: se l’Agenzia delle Entrate rileva errori formali, le sanzioni sono a carico del CAF (entro i limiti previsti dalla normativa), non del contribuente.Massimizzazione del rimborsoGli operatori CAF conoscono tutte le detrazioni e deduzioni previste dalla normativa, anche quelle meno note. Spese veterinarie, abbonamento ai mezzi pubblici (detraibile per il 19% fino a 250 euro), bonus psicologo, mediazione familiare: sono solo alcune delle voci che spesso vengono dimenticate nel fai da te ma che possono valere centinaia di euro di rimborso aggiuntivo.Assistenza in caso di controlliSe ricevi una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate (avviso bonario, lettera di compliance, accertamento), il CAF Centro Fiscale ti assiste nella risposta, nella verifica e, se necessario, nel ricorso. Non sei solo davanti al Fisco.Servizio online o in ufficioNel 2026 il CAF Centro Fiscale offre un servizio ibrido: puoi venire in sede a Udine oppure caricare i documenti online da qualunque parte d’Italia. Un operatore dedicato ti segue passo passo, video-call incluse se desiderato. Il costo è il medesimo per entrambe le modalità.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sul costo del 730Quanto costa il 730 al CAF nel 2026?Il costo medio del 730 al CAF nel 2026 oscilla tra 40 e 120 euro, in base alla complessità. Un 730 semplice (1 CU, poche detrazioni) parte da 40-60 euro. Un 730 con bonus edilizi, mutuo e figli a carico costa in media 70-95 euro. Tariffe maggiori per pratiche complesse con redditi diversi o affitti.Il 730 al patronato è gratis?No, il 730 al patronato non è gratis. Il patronato offre servizi gratuiti in materia previdenziale (pensioni, NASpI, assegno unico). Per la dichiarazione dei redditi 730 ci si appoggia al CAF associato, con tariffe simili a quelle del mercato. Iscritti a sindacati possono avere sconti.Quanto costa il 730 dal commercialista?Dal commercialista il 730 costa mediamente 100-250 euro. Le tariffe sono più alte del CAF perché si tratta di una libera professione. Il commercialista è la scelta migliore per partite IVA, redditi esteri complessi, soci di società e Modello Redditi PF (che il CAF base non gestisce).Quando scade il 730 nel 2026?Il 730/2026 (redditi 2025) deve essere presentato entro il 30 settembre 2026. Il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (data spostata dal 15 aprile). Il 730 integrativo può essere presentato entro il 25 ottobre 2026. Il Modello Redditi PF scade il 30 novembre 2026.Posso fare il 730 da solo gratis online?Tecnicamente sì, il precompilato è accessibile dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. In pratica sconsigliamo vivamente: errori nelle detrazioni possono costare centinaia di euro di rimborso perso e portare a sanzioni. Il costo del CAF è ampiamente compensato dal valore della pratica.Cosa succede se non presento il 730 in tempo?Se non rispetti la scadenza del 30 settembre 2026, puoi ancora presentare il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026. Oltre, scatta la dichiarazione tardiva (entro 90 giorni con sanzioni ridotte) o omessa (oltre 90 giorni, sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta). Contatta subito il CAF se sei in ritardo.Conclusioni: quanto costa il 730 al CAF nel 2026Capire quanto costa il 730 al CAF è il primo passo per pianificare con serenità la dichiarazione dei redditi 2026. Le tariffe oscillano tra 40 e 150 euro in base alla complessità, decisamente più contenute rispetto a un commercialista (100-250 euro), con la garanzia del visto di conformità e della massimizzazione del rimborso. Il patronato resta invece il punto di riferimento gratuito per le pratiche INPS.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-20 09:48:442026-05-31 17:01:28Quanto Costa il 730 al CAF, Patronato o Commercialista nel 2026: Tariffe a Confronto
DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazione Trasporti Pubblici nel Modello 730: Rimborsi per l’AbbonamentoLa detrazione trasporti pubblici nel Modello 730 permette di recuperare il 19% IRPEF della spesa sostenuta per l’abbonamento al servizio di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Si tratta di un rimborso fiscale pensato per incentivare l’uso dei mezzi pubblici e alleggerire il costo della mobilità quotidiana di pendolari, studenti e famiglie. In questa guida 2026 vediamo nel dettaglio come funziona il rimborso per l’abbonamento, qual è il tetto massimo di spesa, quali documenti servono e come gestire correttamente il caso in cui il datore di lavoro abbia già rimborsato l’abbonamento tramite welfare aziendale.Indice dei contenutiCos’è la detrazione per i trasporti pubblici nel 730Percentuale di detrazione e tetto massimo di 250 euroQuali abbonamenti danno diritto alla detrazioneDetrazione per familiari fiscalmente a caricoPagamento tracciabile: regola obbligatoriaDocumentazione da conservareRimborso datore di lavoro e welfare aziendaleDove indicare la detrazione nel Modello 730Errori comuni da evitareDomande frequentiCos’è la detrazione per i trasporti pubblici nel 730La detrazione per le spese di abbonamento al trasporto pubblico è un’agevolazione fiscale che permette di portare in detrazione una parte della spesa annua sostenuta per i mezzi pubblici. È stata introdotta in via strutturale dalla Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) e ha sostituito le precedenti agevolazioni temporanee. Oggi è disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera i-decies, del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/1986).In termini semplici: se nel corso del 2025 hai pagato un abbonamento al bus, al treno regionale, alla metropolitana o al tram, una parte di quella spesa torna nelle tue tasche sotto forma di minore imposta da pagare quando presenti il Modello 730/2026. Non è un rimborso che ricevi sul conto direttamente dal Comune o dall’azienda di trasporti, ma un’agevolazione che riduce l’IRPEF dovuta.La detrazione si applica anche se l’abbonamento è stato sottoscritto per familiari fiscalmente a carico (figli studenti, coniuge a carico, genitori conviventi a carico). È quindi un’agevolazione molto trasversale, che interessa lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie con figli che si spostano per studio o lavoro. Percentuale di detrazione e tetto massimo di 250 euroLa detrazione trasporti pubblici è pari al 19% della spesa sostenuta, calcolata su un tetto massimo di 250 euro all’anno per ciascun contribuente. Questo significa che il rimborso fiscale massimo ottenibile è di 47,50 euro per ogni soggetto a cui l’abbonamento si riferisce (cioè il 19% di 250 euro).Attenzione: il tetto di 250 euro è il limite complessivo annuo, non riguarda il singolo abbonamento. Se nel 2025 hai sostenuto spese per più abbonamenti (ad esempio uno per te e uno per il figlio a carico), la spesa totale ammissibile rimane sempre 250 euro a persona. Eventuali eccedenze rispetto al tetto non sono detraibili.Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco, lavoratore dipendente di Udine, abbia speso 360 euro nel 2025 per l’abbonamento annuale all’autobus urbano. Nel 730/2026 potrà inserire al massimo 250 euro come spesa detraibile. Il risparmio fiscale sarà di 47,50 euro (19% di 250 euro), che si tradurrà in una minore IRPEF dovuta o in un maggior rimborso a credito.Importante: detrazione su base individuale. Il limite di 250 euro vale per ciascun soggetto a cui l’abbonamento è intestato. In una famiglia con due figli a carico che usano i mezzi pubblici, il genitore può portare in detrazione fino a 250 euro per ciascun figlio, oltre ai propri 250 euro personali. Quali abbonamenti danno diritto alla detrazioneNon tutti i titoli di viaggio sono detraibili. La norma è precisa: si possono portare in detrazione solo le spese sostenute per abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Restano esclusi i biglietti singoli e i titoli a tempo limitato.In concreto, sono detraibili:Abbonamenti mensili, trimestrali, semestrali e annuali al bus urbano ed extraurbanoAbbonamenti alla metropolitana e al tramAbbonamenti al treno regionale e interregionale (Trenitalia regionale, Italo non rientra se utilizzato come Alta Velocità)Abbonamenti integrati che combinano più mezzi nello stesso bacino di trafficoAbbonamenti dei servizi di trasporto pubblico marittimo, lacuale e fluviale di lineaCarte di mobilità ricaricabili che funzionano come abbonamento a tempoSono invece esclusi dalla detrazione:Biglietti singoli e carnet a corseAbbonamenti ai servizi di trasporto su rotaia ad alta velocità (Frecciarossa, Italo Alta Velocità)Servizi taxi, NCC e car sharingTessere di tipo “trasporti gratuiti” già finanziate da enti pubbliciSpese di trasporto sostenute per viaggi internazionaliPer essere sicuri che l’abbonamento sia detraibile, basta verificare che il titolo di viaggio sia nominativo e che si riferisca a un servizio di trasporto pubblico di linea, regolarmente autorizzato. Detrazione per familiari fiscalmente a caricoUna delle caratteristiche più utili della detrazione trasporti pubblici è che si applica anche alle spese sostenute per i familiari fiscalmente a carico. Questo è un grande vantaggio per le famiglie con figli che frequentano scuole superiori o università, oppure con coniuge a carico che si sposta con i mezzi pubblici.Sono considerati familiari a carico ai fini fiscali nel 2026:Figli fino a 24 anni con reddito annuo non superiore a 4.000 euroFigli oltre i 24 anni con reddito annuo non superiore a 2.840,51 euroConiuge non legalmente ed effettivamente separato con reddito non superiore a 2.840,51 euroAltri familiari conviventi (genitori, fratelli, sorelle) entro il limite di 2.840,51 euro di redditoPer portare in detrazione la spesa per un familiare a carico, l’abbonamento deve essere intestato al familiare stesso, ma il pagamento deve risultare effettuato dal contribuente che inserisce la spesa nel proprio 730. Il limite di 250 euro vale per ciascun soggetto: quindi un genitore con due figli studenti a carico può detrarre fino a 250 euro per il primo figlio, altri 250 euro per il secondo, oltre ai propri 250 euro personali.Esempio: Laura ha due figlie a carico che frequentano l’università a Trieste. Per il 2025 ha pagato 280 euro per l’abbonamento annuale al treno regionale di una figlia e 220 euro per l’altra. Nel 730/2026 potrà inserire 250 euro (massimale) per la prima figlia e 220 euro (spesa effettiva, sotto al tetto) per la seconda. La detrazione complessiva sarà del 19% su 470 euro, pari a 89,30 euro di IRPEF in meno. Pagamento tracciabile: regola obbligatoriaPer beneficiare della detrazione del 19% sull’abbonamento ai trasporti pubblici nel 730 è obbligatorio aver pagato con strumenti tracciabili. Questa regola, introdotta dall’articolo 1, comma 679, della Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019), si applica alla quasi totalità delle detrazioni del 19% IRPEF.Sono considerati pagamenti tracciabili:Bonifico bancario o postaleCarta di credito, debito o prepagataBollettino postaleAssegno bancario o circolareApp di pagamento (Satispay, PayPal, Google Pay, Apple Pay)Pagamenti elettronici tramite portale dell’azienda di trasportoIl pagamento in contanti fa perdere il diritto alla detrazione, anche se l’abbonamento è regolarmente acquistato e nominativo. Per questo motivo è importante, al momento dell’acquisto o del rinnovo dell’abbonamento, scegliere sempre un metodo elettronico e conservare la ricevuta che attesti la modalità di pagamento utilizzata.Attenzione: se hai acquistato l’abbonamento direttamente alla biglietteria pagando in contanti, anche se hai la ricevuta nominativa, non potrai detrarre la spesa. È un errore molto comune che porta a contestazioni in fase di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Documentazione da conservarePer portare in detrazione l’abbonamento ai trasporti pubblici nel Modello 730/2026 è necessario conservare alcuni documenti che, in caso di controllo, dovranno essere esibiti all’Agenzia delle Entrate. Si tratta dei seguenti documenti:Abbonamento o tessera nominativa, con indicazione del periodo di validitàRicevuta di pagamento rilasciata dall’azienda di trasporto, che deve riportare la modalità di pagamento tracciabile utilizzataEstratto conto bancario o della carta da cui risulti l’addebito (utile come prova ulteriore)Fattura, se rilasciata, con codice fiscale del contribuente che porta in detrazione la spesaIn caso di abbonamento per familiare a carico: documento che attesti la condizione di familiare a carico al momento della dichiarazioneI documenti devono essere conservati per cinque anni dalla presentazione della dichiarazione, perché entro questo termine l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli e chiedere giustificazioni delle spese detratte. Conservare la documentazione in modo ordinato, anche in formato digitale, è il modo migliore per evitare problemi in caso di verifica.Per chi acquista l’abbonamento online tramite l’app o il portale dell’azienda di trasporto, la conservazione è ancora più semplice: la ricevuta arriva via email e va salvata insieme alla conferma del pagamento.Hai bisogno di aiuto con il 730?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del Modello 730/2026 e nella verifica di tutte le detrazioni a cui hai diritto, comprese quelle per i trasporti pubblici. Portiamo in detrazione ogni spesa ammessa, senza il rischio di errori.Prenota un appuntamentoRimborso datore di lavoro e welfare aziendaleUn capitolo particolarmente delicato riguarda i casi in cui il datore di lavoro rimborsa al dipendente le spese di abbonamento ai trasporti pubblici, sia direttamente sia tramite piattaforme di welfare aziendale. La regola generale è chiara: non si può portare in detrazione una spesa che è già stata rimborsata dal datore di lavoro.L’articolo 51, comma 2, lettera d-bis del TUIR prevede infatti che le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per l’acquisto degli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente o dei suoi familiari fiscalmente a carico non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente. In pratica: non sono tassate in busta paga, ma proprio per questo non possono essere portate in detrazione nel 730.I casi possibili sono tre:Abbonamento interamente rimborsato dal datore di lavoro: nessuna detrazione possibile, perché la spesa non è rimasta a carico del dipendenteAbbonamento parzialmente rimborsato: si può detrarre solo la quota effettivamente rimasta a carico del dipendente, sempre entro il tetto annuo di 250 euroAbbonamento pagato dal dipendente senza alcun rimborso: detrazione piena del 19% sulla spesa, fino a 250 euroEsempio pratico: Giulia è dipendente di un’azienda che le ha riconosciuto un voucher welfare di 200 euro per l’abbonamento all’autobus. L’abbonamento annuale costa 300 euro. La quota rimasta a carico di Giulia è di 100 euro: solo questa cifra può essere portata in detrazione nel 730/2026. La detrazione effettiva sarà di 19 euro (19% di 100 euro).In Certificazione Unica, il datore di lavoro indica gli importi rimborsati per i trasporti pubblici al punto 701 (oneri rimborsati dal sostituto d’imposta) e nelle annotazioni della CU. È fondamentale leggere con attenzione la CU prima di compilare il 730, per non rischiare di portare in detrazione una spesa già rimborsata.Dove indicare la detrazione nel Modello 730La detrazione per le spese di abbonamento al trasporto pubblico va indicata nel Quadro E del Modello 730/2026, sezione “Oneri e spese detraibili al 19%”. Più precisamente, va riportata nei righi da E8 a E10, utilizzando il codice di spesa 40 nella colonna 1.Nelle colonne corrispondenti si inserisce:Colonna 1: codice 40 (spese per abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico)Colonna 2: l’importo della spesa effettivamente sostenuta, comprensivo della quota per familiari a carico, nel limite di 250 euro per ciascun soggettoChi utilizza il 730 precompilato 2026 potrebbe trovare già inserita la spesa: dal 2018, infatti, le aziende di trasporto pubblico inviano all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese sostenute dai contribuenti per gli abbonamenti pagati con strumenti tracciabili. Tuttavia, è sempre opportuno controllare che l’importo sia corretto e che siano state inserite anche le spese per i familiari a carico, che spesso il sistema non rileva in automatico.Chi compila il 730 ordinario (non precompilato) deve inserire manualmente l’importo nel quadro E, codice 40, partendo dalle ricevute conservate. Errori comuni da evitareAnche se la detrazione trasporti pubblici è una delle più semplici da gestire nel 730, ogni anno molti contribuenti commettono errori che portano a contestazioni o alla perdita del beneficio. Vediamo i più frequenti:Pagare in contanti l’abbonamento: fa perdere automaticamente il diritto alla detrazione, anche con ricevuta nominativaDimenticare di sottrarre l’eventuale rimborso aziendale: porta a detrarre una spesa non rimasta a carico, con rischio di accertamentoDetrarre i biglietti singoli o i carnet a corse: sono espressamente esclusi dalla normaSuperare il tetto di 250 euro per persona: l’eccedenza non è ammessa e va eliminataInserire l’abbonamento di un familiare non a carico: la detrazione spetta solo per i familiari fiscalmente a caricoDimenticare di indicare il familiare a carico nel quadro dei familiari: senza questa indicazione, la spesa per il familiare viene scartata dal sistemaNon conservare la ricevuta della modalità di pagamento: in caso di controllo, senza prova del pagamento tracciabile la detrazione viene revocataL’errore più costoso, dal punto di vista pratico, è quello di non controllare la Certificazione Unica per verificare se il datore di lavoro ha già rimborsato in tutto o in parte l’abbonamento. La duplicazione della detrazione (cioè detrarre una spesa già rimborsata) è uno dei motivi più frequenti di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulla detrazione trasporti pubblici nel 730Posso detrarre l’abbonamento al treno Frecciarossa nel 730?No, gli abbonamenti ai servizi di trasporto su rotaia ad alta velocità (Frecciarossa, Italo Alta Velocità) non sono detraibili. La detrazione del 19% si applica solo ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, escludendo l’alta velocità nazionale.L’abbonamento è intestato a mio figlio universitario: posso detrarlo io?Sì, a condizione che il figlio sia fiscalmente a carico (reddito annuo non superiore a 4.000 euro fino a 24 anni, oppure 2.840,51 euro oltre i 24 anni) e che il pagamento sia stato effettuato dal genitore con metodo tracciabile. La detrazione si calcola sul tetto di 250 euro per il figlio.Cosa succede se il mio datore di lavoro mi rimborsa l’abbonamento?Se il rimborso è totale, non puoi portare in detrazione la spesa nel 730 perché non è rimasta a tuo carico. Se il rimborso è parziale, puoi detrarre solo la quota effettivamente pagata da te, sempre entro il limite di 250 euro. Il rimborso del datore di lavoro non è tassato in busta paga (welfare aziendale ex art. 51 c. 2 lett. d-bis TUIR).Posso detrarre l’abbonamento se l’ho pagato in contanti?No. Dal 2020, per beneficiare della detrazione del 19% sull’abbonamento ai trasporti pubblici è obbligatorio aver pagato con strumenti tracciabili (bonifico, carta, app di pagamento). Il pagamento in contanti fa perdere il diritto alla detrazione, anche con abbonamento regolarmente nominativo.Quanto risparmio in concreto con la detrazione?Il risparmio massimo è di 47,50 euro all’anno per ciascun soggetto a cui l’abbonamento si riferisce. Si calcola applicando il 19% al tetto massimo di spesa detraibile (250 euro). Una famiglia con due figli a carico che usano i mezzi pubblici può quindi recuperare fino a 142,50 euro complessivi all’anno.L’abbonamento è già nel 730 precompilato?Spesso sì. Le aziende di trasporto pubblico trasmettono all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese pagate con strumenti tracciabili. Tuttavia, è sempre necessario verificare che l’importo sia corretto e aggiungere manualmente le spese per i familiari a carico, che spesso non risultano nel precompilato.Conclusioni: gestire la detrazione trasporti con il CAFLa detrazione trasporti pubblici nel Modello 730 è un’agevolazione semplice ma piena di insidie pratiche: pagamento tracciabile obbligatorio, tetto annuo da rispettare, gestione del rimborso aziendale, indicazione dei familiari a carico. Un piccolo errore può costare la perdita del beneficio o, peggio, una contestazione in fase di controllo.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di contribuenti del Friuli Venezia Giulia nella compilazione del 730. Verifichiamo tutte le detrazioni a cui hai diritto, controlliamo la documentazione, gestiamo correttamente i rimborsi del datore di lavoro e ti aiutiamo a massimizzare il rimborso fiscale, evitando errori che potrebbero costarti caro.Affida il tuo 730/2026 al CAF Centro FiscaleVeloce, accurato, conveniente. A Udine dal 1985, esperti in dichiarazioni dei redditi e detrazioni.Prenota Ora il tuo AppuntamentoMaggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 10:22:202026-05-31 14:13:11Detrazione Trasporti Pubblici nel Modello 730: Rimborsi per l’Abbonamento
DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazione Trasporti Pubblici nel 730/2026: Rimborsi Abbonamento e Limite 250 EuroLa detrazione per i trasporti pubblici nel Modello 730/2026 consente di recuperare il 19% delle spese sostenute per l’abbonamento ai mezzi pubblici di trasporto, con un tetto massimo di 250 euro l’anno. In pratica, chi paga regolarmente l’autobus, il treno regionale o la metro per andare al lavoro o a scuola può ottenere un rimborso fiscale che arriva fino a 47,50 euro. Si tratta di un’agevolazione importante perché premia chi utilizza il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, riducendo l’impatto economico dell’abbonamento sulla famiglia. Il beneficio vale anche per le spese sostenute per i familiari fiscalmente a carico, come figli e coniuge senza redditi propri rilevanti.In questa guida completa e aggiornata al 2026 vediamo nel dettaglio chi può beneficiare della detrazione, quali abbonamenti rientrano nell’agevolazione, qual è il limite di spesa detraibile, come funziona la regola della tracciabilità del pagamento, quali documenti conservare e come compilare correttamente i righi del 730. Spiegheremo anche cosa cambia per i datori di lavoro che rimborsano l’abbonamento ai dipendenti e quali errori evitare nella dichiarazione dei redditi. Tutte le informazioni si basano sull’art. 15, comma 1, lettera i-decies del TUIR (DPR 917/1986) e sulle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per il modello 730/2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è la detrazione per i trasporti pubblici nel 730La detrazione per le spese di trasporto pubblico è un’agevolazione fiscale che permette al contribuente di sottrarre dalle imposte dovute (IRPEF) il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. La norma di riferimento è l’articolo 15, comma 1, lettera i-decies del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 22 dicembre 1986, n. 917), introdotta in via stabile dalla Legge di Bilancio 2018 (L. 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 28-29).In termini pratici, significa che lo Stato restituisce al cittadino una parte della spesa sostenuta per spostarsi con i mezzi pubblici. Il meccanismo è quello classico delle detrazioni: l’importo speso (entro il limite massimo di 250 euro) viene moltiplicato per il 19% e il risultato viene scalato dall’IRPEF lorda calcolata sui redditi dichiarati. Ad esempio, se un contribuente ha speso 240 euro per l’abbonamento annuale dell’autobus urbano, la detrazione spettante sarà di 45,60 euro (240 × 19%), che riduce direttamente l’imposta da pagare. È un piccolo aiuto, ma sommato ad altre detrazioni può fare la differenza nel calcolo finale del 730.L’obiettivo della norma è duplice: da un lato sostenere economicamente le famiglie che utilizzano i trasporti pubblici, soprattutto per il tragitto casa-lavoro o casa-scuola; dall’altro incentivare l’uso di mezzi più sostenibili rispetto all’automobile privata, riducendo traffico e inquinamento nelle città. Per questo motivo, dal 2018 la detrazione è stata resa strutturale e non più legata a singoli decreti annuali, come accadeva in passato (la prima introduzione risale al 2008 con la Legge Finanziaria di quell’anno, ma poi era stata sospesa per diversi anni). Chi può richiedere la detrazione trasporti pubbliciLa detrazione per i trasporti pubblici nel 730 spetta a tutti i contribuenti che hanno sostenuto una spesa documentata per l’acquisto di un abbonamento ai mezzi pubblici. Non ci sono limiti di reddito specifici per accedere all’agevolazione (a differenza di altre detrazioni), ma la detrazione si applica entro i limiti dell’IRPEF dovuta: se il contribuente non ha imposta sufficiente da abbattere (cosiddetta “incapienza”), la detrazione non genera un rimborso ulteriore ma si perde la parte eccedente.Più precisamente, possono fruire del beneficio:Lavoratori dipendenti e pensionati: la categoria principale, che generalmente presenta il 730Lavoratori autonomi e titolari di partita IVA in regime ordinario o semplificato (il forfettario in genere non ha vantaggio diretto dalla detrazione perché paga imposta sostitutiva, vedremo dopo)Studenti universitari che hanno redditi propri da dichiarareSoggetti con redditi assimilati a lavoro dipendente (collaboratori, amministratori, ecc.)Genitori che pagano l’abbonamento per i figli a carico (anche maggiorenni fino a 24 anni con reddito sotto 4.000 euro, oppure 21 anni con reddito fino a 2.840,51 euro)Un punto importante riguarda i familiari fiscalmente a carico. La detrazione spetta anche per le spese sostenute nell’interesse di familiari a carico: in pratica, se il genitore paga l’abbonamento al treno per il figlio universitario che è ancora a suo carico, può portare in detrazione quella spesa nel proprio 730. Sono considerati a carico i familiari indicati dall’art. 12 del TUIR: coniuge non legalmente separato, figli (anche adottivi, affidati o affiliati) e altri familiari conviventi (genitori, fratelli, sorelle), purché abbiano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro per i figli fino a 24 anni di età). Quali abbonamenti sono detraibili nel 730/2026La normativa è molto chiara: sono detraibili gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Il termine “abbonamento” è centrale e va inteso come un titolo di viaggio che consente al titolare di effettuare un numero illimitato di viaggi, su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato. Sono quindi inclusi:Abbonamenti mensili ad autobus urbani, tram, metropolitanaAbbonamenti annuali a servizi urbani ed extraurbani di trasporto pubblicoAbbonamenti settimanali validi sull’intera rete cittadinaAbbonamenti ferroviari regionali (treni regionali e regionali veloci)Abbonamenti integrati (validi su più mezzi pubblici e gestori, es. autobus + metro + treno regionale)Abbonamenti scolastici e studenteschi a tariffa agevolataAbbonamenti interregionali, purché si tratti di servizi di trasporto pubblico (es. treni regionali che attraversano più regioni)Sono invece esclusi dalla detrazione:Biglietti singoli o carnet di biglietti non corrispondenti ad abbonamentiAbbonamenti ai servizi di trasporto nazionali (es. Frecce Trenitalia, Italo, voli aerei)Servizi di noleggio con conducente, taxi, NCCCar sharing, bike sharing, monopattini in sharingServizi di trasporto turistico (bus turistici, navette aeroporto a pagamento separato)Abbonamenti a servizi internazionaliPer individuare se un servizio è qualificato come “trasporto pubblico locale, regionale o interregionale” si fa riferimento al D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422 (riordino dei servizi di trasporto pubblico locale) e ai successivi provvedimenti regionali di programmazione del trasporto pubblico. In caso di dubbio, conviene chiedere conferma al gestore del servizio o consultare la pagina dedicata sul sito dell’azienda di trasporti, dove spesso è indicato esplicitamente se l’abbonamento è “detraibile fiscalmente”.Un caso particolare è quello dei servizi gestiti da aziende private in concessione: anche queste rientrano nell’agevolazione se erogano un servizio pubblico di trasporto, come ad esempio molte linee extraurbane operate da concessionari privati per conto della Regione. Il limite di 250 euro e il calcolo della detrazioneIl limite massimo di spesa detraibile per gli abbonamenti ai trasporti pubblici è fissato a 250 euro all’anno per contribuente. Su questo importo si calcola la detrazione del 19%, per un beneficio fiscale massimo pari a 47,50 euro (250 × 19%). Il limite va inteso come tetto complessivo per nucleo dichiarante, anche se il contribuente porta in detrazione le spese sostenute per più familiari a carico.Vediamo nel concreto come funziona il calcolo con alcuni esempi pratici:EsempioSpesa annuaImporto detraibileRimborso (19%)Abbonamento urbano mensile (10 mesi)280 euro250 euro (tetto)47,50 euroAbbonamento studenti annuale180 euro180 euro34,20 euroAbbonamento ferroviario regionale540 euro250 euro (tetto)47,50 euroAbbonamento misto bus + treno220 euro220 euro41,80 euroCome si vede, anche se la spesa effettiva supera i 250 euro, il calcolo si ferma a quel tetto. Per questo molti contribuenti, soprattutto i pendolari ferroviari che spendono cifre significative per gli abbonamenti annuali, si trovano con un rimborso “limitato” rispetto alla spesa reale. È comunque sempre conveniente portare in detrazione anche solo una parte dell’importo, perché 47,50 euro all’anno in più sono comunque soldi che restano in tasca.Se nel corso dell’anno il contribuente sostiene più di un abbonamento (ad esempio cambia tipologia di abbonamento perché trasloca o cambia lavoro), tutte le spese vanno sommate e il limite di 250 euro si applica al totale. Stesso meccanismo se si pagano abbonamenti per il proprio nucleo familiare: si sommano tutte le spese (proprie e dei familiari a carico) e si applica il limite complessivo. L’obbligo di tracciabilità del pagamentoDal 1° gennaio 2020, per beneficiare della detrazione del 19% (compresa quella sui trasporti pubblici), è obbligatorio che il pagamento sia effettuato con strumenti tracciabili. Questa regola, introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 679), riguarda quasi tutte le spese detraibili al 19% incluse nel 730 e si applica anche all’abbonamento ai trasporti pubblici.In pratica, non è più possibile pagare in contanti l’abbonamento e ottenere la detrazione: il pagamento deve essere documentato attraverso uno dei seguenti strumenti:Bonifico bancario o postaleCarta di credito, carta di debito (Bancomat) o carta prepagataAssegni bancari o circolariApp di pagamento (Satispay, PayPal, Google Pay, Apple Pay, ecc.) collegate a strumenti tracciabiliAddebito diretto su conto corrente (SDD/RID)L’aspetto importante è che molte aziende di trasporto pubblico vendono gli abbonamenti tramite tabaccherie, edicole o rivendite autorizzate. In questi casi, se il pagamento alla rivendita avviene in contanti, la detrazione potrebbe essere persa. Per stare tranquilli, conviene:Pagare direttamente sul sito web dell’azienda di trasporti con carta o bonificoUtilizzare le app ufficiali dei gestori (es. Trenitalia, ATM, ATAC, Tper)Pagare alla biglietteria o ai self-service con bancomat o carta di creditoConservare sempre la ricevuta di pagamento elettronico oltre all’abbonamentoL’Agenzia delle Entrate, nella circolare 7/E del 25 giugno 2021 e nelle successive istruzioni al modello 730, ha chiarito che la tracciabilità deve essere dimostrata mediante prova documentale del pagamento (ricevuta della carta, estratto conto, ricevuta del bonifico). In assenza di tale prova, l’ufficio in fase di controllo formale può disconoscere la detrazione e richiedere il pagamento dell’imposta non versata, oltre a sanzioni e interessi.Una buona prassi consiste nello scaricare la fattura o ricevuta fiscale dell’abbonamento dall’area personale del gestore (quasi tutti la rendono disponibile in PDF) e conservarla insieme alla prova del pagamento elettronico. In questo modo, in caso di controllo, si dispone di entrambi i documenti richiesti. Quali documenti conservare per la detrazionePer portare in detrazione l’abbonamento ai trasporti pubblici nel 730/2026 è fondamentale conservare tutta la documentazione necessaria. L’Agenzia delle Entrate può infatti richiedere prova della spesa entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (es. per il 730/2026 il controllo è possibile fino al 31 dicembre 2031).I documenti da conservare sono:Abbonamento originale o copia del titolo di viaggio (tessera, app digitale, PDF)Ricevuta di pagamento (cartacea o digitale) con indicazione di importo, data e modalità di pagamentoFattura se rilasciata dal gestore (sempre più frequente, soprattutto per gli abbonamenti annuali)Prova del pagamento tracciato: estratto conto bancario, ricevuta della carta, ricevuta dell’app di pagamentoEventuale autocertificazione (per familiari a carico, se la fattura è intestata a una persona diversa dal contribuente)Un aspetto delicato riguarda la fattura intestata a un familiare a carico: se ad esempio l’abbonamento ferroviario del figlio universitario è intestato al figlio stesso, il genitore che lo paga e vuole portarlo in detrazione deve poter dimostrare di aver effettivamente sostenuto la spesa (con il pagamento tracciato dalla propria carta o dal proprio conto). In alternativa, è possibile annotare sul documento di spesa una dichiarazione del tipo: “Spesa sostenuta dal genitore per il figlio a carico”, con firma e data. Questa annotazione è ammessa dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.Per gli abbonamenti integralmente digitali (acquisto via app, validazione tramite QR code), conservare lo screenshot della ricevuta nell’app e l’email di conferma dell’acquisto. Molti gestori inviano anche un’email con il riepilogo annuale degli abbonamenti acquistati, utilissimo per la dichiarazione.Come compilare il 730/2026 per la detrazione trasportiNel Modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025), la detrazione per gli abbonamenti ai trasporti pubblici va indicata nel Quadro E – Oneri e spese, nei righi dedicati alle “altre spese per le quali spetta la detrazione del 19%”. Più precisamente, va inserita nei righi da E8 a E10, indicando il codice 40 nella colonna “Codice spesa”.I passaggi da seguire per la compilazione corretta sono:Aprire il quadro E del modello 730Individuare i righi E8/E9/E10 dedicati alle “Altre spese detraibili al 19%”Nella colonna “Codice spesa” indicare il codice 40 (abbonamento ai servizi di trasporto pubblico)Nella colonna “Importo” inserire la spesa totale sostenuta nell’anno, fino a un massimo di 250 euroSe ci sono più abbonamenti, sommare gli importi e indicarli in un unico rigo (l’importo non può superare 250 euro)Se ti rivolgi a un CAF o a un commercialista, basta consegnare la documentazione (abbonamento e prova del pagamento) e sarà il professionista a inserire la spesa nel quadro corretto. Se invece utilizzi il 730 precompilato tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, controlla se la spesa è già stata caricata dal gestore (alcune aziende di trasporti trasmettono automaticamente i dati al Sistema Tessera Sanitaria). In caso contrario, dovrai aggiungerla manualmente.Nel modello Redditi Persone Fisiche (alternativo al 730), la detrazione va indicata nel Quadro RP, sezione I, sempre con il codice 40. Abbonamento rimborsato dal datore di lavoroUn caso particolare riguarda i lavoratori dipendenti che ricevono il rimborso dell’abbonamento dal datore di lavoro, ad esempio nell’ambito di piani di welfare aziendale. In questa ipotesi, la situazione è regolata dall’art. 51, comma 2, lett. d-bis del TUIR, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e successivamente modificato.La norma prevede che le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei suoi familiari a carico, non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente (sono fiscalmente neutre). In altre parole, il rimborso non viene tassato in busta paga.Tuttavia, c’è un punto importante da chiarire per evitare il doppio beneficio fiscale: se il datore di lavoro ha già rimborsato la spesa (ed essa non concorre alla formazione del reddito), il dipendente NON può portare la stessa spesa in detrazione nel 730. Sarebbe un beneficio doppio non consentito dalla normativa.Concretamente, possono verificarsi tre scenari diversi:Rimborso totale dell’abbonamento: nessuna detrazione spetta, perché la spesa non è rimasta a carico del lavoratoreRimborso parziale dell’abbonamento: la detrazione del 19% spetta solo sulla quota effettivamente a carico del lavoratore (entro i 250 euro complessivi)Nessun rimborso da parte del datore: il lavoratore porta in detrazione l’intera spesa (entro il limite di 250 euro)La Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro riporta nelle annotazioni l’eventuale importo del rimborso ricevuto per gli abbonamenti, in modo che il contribuente sappia esattamente quale quota è esclusa dalla detrazione. È sempre buona prassi leggere attentamente le annotazioni della CU prima di compilare il 730.Differenze tra detrazione 730 e Bonus TrasportiNegli anni passati (2022 e 2023) il Governo ha introdotto il cosiddetto Bonus Trasporti, un contributo di importo fino a 60 euro per l’acquisto dell’abbonamento, destinato a persone con reddito ISEE non superiore a determinate soglie. È utile chiarire le differenze tra il Bonus Trasporti e la detrazione del 19%, perché si tratta di due strumenti diversi che a volte vengono confusi:CaratteristicaDetrazione 19% (730)Bonus Trasporti (storico)Tipo di beneficioDetrazione fiscale (sgravio IRPEF)Contributo diretto (voucher)Importo massimo47,50 euro (19% su 250)60 euroLimite ISEENessunoSì (variabile per anno)Quando si ottieneL’anno successivo, con il 730Subito, al momento dell’acquistoCumulabilitàSu parte non coperta da bonusSolo su una spesaPer il 2026 non risulta riattivato il Bonus Trasporti a livello nazionale, ma alcune Regioni e Comuni hanno previsto bonus locali per specifiche categorie (studenti, lavoratori a basso reddito, pensionati). Verificare sempre sui canali istituzionali della propria Regione o Comune se esistono agevolazioni locali aggiuntive.Un punto importante: se hai usufruito di un bonus o contributo pubblico per pagare l’abbonamento, la detrazione del 19% spetta solo sulla quota effettivamente a tuo carico. Ad esempio, se l’abbonamento costa 280 euro e hai ricevuto un voucher Regionale di 60 euro, la spesa “tua” è 220 euro e su questa puoi calcolare il 19% di detrazione. Errori comuni da evitare nella dichiarazioneNella compilazione del 730 per la detrazione dei trasporti pubblici, gli errori più comuni sono questi:Inserire spese pagate in contanti: la detrazione viene disconosciuta in caso di controllo per mancata tracciabilitàIncludere biglietti singoli: solo gli abbonamenti sono detraibili, non i bigliettiSuperare il limite di 250 euro indicando l’intera spesa: il sistema accetta anche importi superiori, ma la detrazione viene comunque limitata al tettoPortare in detrazione spese rimborsate dal datore di lavoro: doppio beneficio non consentitoDimenticare le spese sostenute per i familiari a carico: sono un’opportunità in più per arrivare al tetto detraibileUsare un codice spesa sbagliato: il codice corretto è il 40, non il 41 o altriInserire abbonamenti a servizi a lunga percorrenza (es. Frecce Trenitalia): non sono detraibiliNon conservare le ricevute: in caso di controllo, senza prova del pagamento la detrazione decadeUn errore particolarmente frequente riguarda gli abbonamenti acquistati a fine anno e validi per l’anno successivo. La regola fiscale è quella di cassa: si detrae nell’anno in cui si è effettivamente pagato. Quindi un abbonamento acquistato a dicembre 2025 ma valido per gennaio 2026 va inserito nel 730/2026 (perché pagato nel 2025), non nel 730/2027.Per il 730 precompilato, ricorda che la presenza dell’abbonamento tra i dati precaricati non è automatica: dipende dalla trasmissione dei dati da parte del gestore al Sistema Tessera Sanitaria. Se non lo trovi precaricato, ma hai i documenti, puoi tranquillamente aggiungerlo manualmente: l’importante è conservare le ricevute per eventuali controlli successivi.Agevolazioni locali e regionali aggiuntiveOltre alla detrazione nazionale del 19%, molte Regioni e Comuni offrono agevolazioni aggiuntive sui trasporti pubblici. Si tratta di sconti, abbonamenti gratuiti o contributi destinati a specifiche categorie. Ecco alcuni esempi tipici:Anziani e pensionati: abbonamenti gratuiti o ridotti per over 65, over 70 o pensionati con redditi bassiStudenti: abbonamenti scolastici e universitari a tariffa ridotta, con possibilità di contributo regionaleFamiglie numerose: agevolazioni per nuclei con tre o più figliPersone con disabilità: abbonamenti gratuiti o a tariffa simbolica, con eventuale accompagnatore inclusoLavoratori con ISEE basso: contributi una tantum o sconti percentualiPer scoprire le agevolazioni della propria zona, conviene consultare il sito dell’azienda di trasporti locale, della Regione e del Comune di residenza. Spesso le pagine “Tariffe” o “Agevolazioni” riportano tutte le possibilità disponibili. Tieni presente che queste agevolazioni locali non sostituiscono la detrazione del 19% nel 730: anzi, sulla quota effettivamente pagata (anche dopo lo sconto regionale) il contribuente può ancora applicare il 19% di detrazione fiscale.Un caso emblematico è il Friuli Venezia Giulia, dove esistono diverse misure di sostegno al trasporto pubblico. Ad esempio, il Trasporto Pubblico Locale regionale gestito da TPL FVG offre abbonamenti a tariffe agevolate per studenti, famiglie e categorie protette. Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i cittadini a verificare quale agevolazione (statale o regionale) si applica al proprio caso e come massimizzare il beneficio fiscale combinando le diverse misure. Rivolgersi al CAF Centro Fiscale di UdineAnche se la detrazione per i trasporti pubblici sembra un’operazione semplice (basta riportare l’importo nel rigo giusto), gli errori in dichiarazione sono frequenti e possono costare cari in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, il 730 contiene decine di detrazioni e deduzioni da valutare insieme: spese mediche, spese di istruzione, oneri assicurativi, mutui, ristrutturazioni edilizie. Rivolgersi a un CAF significa avere la sicurezza che tutto sia compilato correttamente e che nessuna detrazione spettante venga dimenticata.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti nella compilazione del Modello 730. I nostri operatori verificano insieme a te tutte le spese detraibili dell’anno, controllano i requisiti di tracciabilità, ti aiutano a recuperare i documenti mancanti e ti propongono il calcolo più conveniente. Il servizio comprende anche l’apposizione del visto di conformità, che garantisce la correttezza fiscale della tua dichiarazione e ti protegge da eventuali sanzioni in caso di errori formali.Per fissare un appuntamento con il CAF Centro Fiscale di Udine porta con te:Documento d’identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)Certificazione Unica 2026 (per i redditi 2025)Abbonamenti ai trasporti pubblici con relative ricevute di pagamento tracciatoTutte le altre spese detraibili dell’anno (mediche, scolastiche, mutui, ecc.)Eventuali documenti su redditi aggiuntivi o agevolazioni di cui hai già fruitoL’assistenza del CAF è particolarmente preziosa per chi ha più fonti di reddito, per chi deve gestire familiari a carico con spese proprie o per chi non è sicuro di come interpretare correttamente la normativa. Un piccolo investimento di tempo (e una piccola commissione, spesso simbolica per i pensionati e i redditi bassi) può tradursi in un rimborso fiscale più consistente e nella tranquillità di una dichiarazione corretta.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Posso detrarre l’abbonamento del treno alta velocità (Frecciarossa, Italo)?No. La detrazione del 19% nel 730 è limitata agli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. I servizi a lunga percorrenza nazionale (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca, Italo, voli aerei) sono esclusi dall’agevolazione.Quanto recupero al massimo con la detrazione trasporti?Il rimborso massimo è di 47,50 euro all’anno, corrispondente al 19% del tetto di spesa detraibile di 250 euro. Se hai sostenuto una spesa inferiore a 250 euro, il rimborso sarà calcolato sul 19% della spesa effettiva (es. spesa 180 euro → detrazione 34,20 euro).Posso pagare l’abbonamento in contanti e poi detrarlo?No. Dal 1° gennaio 2020 è obbligatorio il pagamento tracciabile (bancomat, carta di credito, bonifico, app di pagamento). Le spese pagate in contanti non danno diritto alla detrazione del 19% e in caso di controllo verrebbero disconosciute dall’Agenzia delle Entrate.L’abbonamento di mio figlio universitario può portarlo in detrazione io?Sì, a condizione che il figlio sia fiscalmente a carico (reddito complessivo non superiore a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni, oppure 2.840,51 euro oltre tale età) e che tu abbia effettivamente sostenuto la spesa con pagamento tracciato. Anche se la fattura è intestata al figlio, puoi portarla in detrazione conservando una dichiarazione che attesti che la spesa è stata sostenuta dal genitore.Cosa succede se il datore di lavoro mi rimborsa l’abbonamento?Se l’abbonamento è integralmente rimborsato dal datore di lavoro (in regime di welfare aziendale ex art. 51 c. 2 lett. d-bis TUIR), non puoi portarlo in detrazione nel 730: il rimborso è già fiscalmente neutro, quindi attribuire anche la detrazione sarebbe un doppio beneficio non consentito. Se invece il rimborso è solo parziale, la detrazione del 19% spetta sulla quota di spesa effettivamente a tuo carico.Dove va inserita la spesa nel 730/2026?Nel Quadro E, righi E8/E9/E10 del Modello 730/2026, indicando il codice spesa 40 nella relativa colonna e l’importo della spesa sostenuta (massimo 250 euro complessivi). Se ci sono più abbonamenti dell’anno, vanno sommati e indicati in un unico rigo, sempre nel limite di 250 euro.Posso detrarre car sharing o bike sharing?No, non rientrano nella detrazione. La norma si riferisce esplicitamente agli abbonamenti a servizi di trasporto pubblico, mentre il car sharing, il bike sharing e i monopattini in sharing sono considerati servizi di noleggio/mobilità privata in condivisione, non trasporto pubblico in senso tecnico.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusioni e supporto del CAFLa detrazione del 19% sugli abbonamenti ai trasporti pubblici è un beneficio fiscale modesto in valore assoluto (massimo 47,50 euro l’anno), ma rappresenta comunque un’opportunità da non perdere, soprattutto per i pendolari, gli studenti e le famiglie che utilizzano regolarmente il trasporto pubblico locale e regionale. Sommata alle altre detrazioni disponibili nel 730/2026, contribuisce a ridurre l’imposta da pagare o ad aumentare il rimborso IRPEF spettante.Ricorda i tre punti chiave per non sbagliare: (1) pagare sempre con metodi tracciabili, (2) conservare tutti i documenti di spesa per almeno 5 anni, (3) inserire correttamente la spesa nel Quadro E con il codice 40, ricordando il tetto di 250 euro. Se hai dubbi su quali abbonamenti rientrano nell’agevolazione, sulla compatibilità con eventuali rimborsi del datore di lavoro o sulla gestione delle spese sostenute per i familiari a carico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti in ogni fase della dichiarazione.Prenota oggi stesso un appuntamento per il tuo 730/2026 e scopri tutte le detrazioni che ti spettano: spesso piccole somme dimenticate, una volta sommate, possono trasformarsi in un rimborso fiscale importante. Il nostro team ti guida passo passo nella raccolta dei documenti, nella verifica dei requisiti e nella compilazione corretta del modello, con la sicurezza del visto di conformità.Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 08:28:382026-05-31 14:08:13Detrazione Trasporti Pubblici nel 730/2026: Rimborsi Abbonamento e Limite 250 Euro
COLF E BADANTISpesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida CompletaLa spesa per la badante rappresenta una delle voci di costo più rilevanti per le famiglie italiane che assistono un familiare anziano o non autosufficiente. Fortunatamente, il sistema fiscale italiano consente di recuperare una parte significativa di queste spese attraverso il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025), prevedendo due distinti benefici fiscali: la deduzione dei contributi previdenziali fino a 1.549,37 euro e la detrazione del 19% sulle spese di assistenza per soggetti non autosufficienti fino a un massimo di 2.100 euro.In questa guida completa, aggiornata con le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, ti spieghiamo nel dettaglio come funzionano questi due benefici, quali sono i requisiti, quali documenti conservare, come compilare correttamente il quadro E del modello 730 e quanto puoi realmente risparmiare. Troverai esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti normativi ufficiali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Spesa badante nel 730/2026: due benefici fiscali distintiPrima di entrare nei dettagli, è fondamentale comprendere che la normativa fiscale italiana distingue chiaramente due tipologie di agevolazioni per chi sostiene spese legate all’assistenza domiciliare. Si tratta di due benefici cumulabili tra loro che agiscono su voci di spesa differenti: i contributi previdenziali da un lato e la retribuzione netta dall’altro.1. Deduzione contributi previdenziali (art. 10, comma 2, TUIR)I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all’INPS per i lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter) sono deducibili dal reddito complessivo fino a un importo massimo di 1.549,37 euro annui. Questa agevolazione è disciplinata dall’articolo 10, comma 2, del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917) e si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dallo stato di salute del soggetto assistito.2. Detrazione spese assistenza non autosufficienti (art. 15, comma 1, lett. i-septies, TUIR)Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale di soggetti non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% calcolata su un importo massimo di 2.100 euro, per un risparmio effettivo fino a 399 euro. Questa agevolazione, prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-septies, del TUIR, è riservata a chi assiste persone con limitazioni delle capacità motorie o cognitive. Deduzione contributi badante: importo, requisiti e modalitàLa deduzione dei contributi previdenziali versati per la badante è una delle agevolazioni fiscali più importanti e meno conosciute dai contribuenti italiani. A differenza della detrazione (che riduce l’imposta), la deduzione abbassa il reddito imponibile, con un beneficio proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.Importo massimo deducibile: 1.549,37 euroL’importo massimo deducibile è pari a 1.549,37 euro all’anno (corrispondente alla vecchia conversione di 3 milioni di lire). Questo limite si riferisce ai contributi effettivamente versati nell’anno d’imposta 2025 (per il 730/2026), inclusa la quota a carico del lavoratore trattenuta in busta paga e successivamente versata all’INPS dal datore di lavoro.Cosa è deducibile e cosa noSono deducibili: contributi previdenziali INPS (quota datore di lavoro + quota lavoratore), contributi assistenziali obbligatori, contributi versati alla Cassa Colf (se previsti dal CCNL Lavoro Domestico)NON sono deducibili: la retribuzione netta della badante, la tredicesima mensilità, il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), le spese di vitto e alloggioChi può beneficiare della deduzioneLa deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero alla persona che ha sottoscritto il contratto di assunzione con la badante e che effettua i versamenti contributivi all’INPS. Non è necessario che il soggetto assistito coincida con il datore di lavoro: ad esempio, un figlio può assumere una badante per il proprio genitore anziano e detrarre i contributi versati.Importante: la deduzione spetta una sola volta per ciascun contribuente, anche in presenza di più rapporti di lavoro domestico, e il limite di 1.549,37 euro è complessivo (non si moltiplica per il numero di lavoratori assunti).Esempio pratico: calcolo della deduzioneMaria assume una badante a tempo pieno (54 ore settimanali) per assistere la madre anziana. Nel 2025 versa contributi INPS per un totale di 2.300 euro. Nel 730/2026 può dedurre solo 1.549,37 euro (importo massimo). Con un’aliquota marginale del 35%, il risparmio fiscale è di circa 542 euro. Detrazione 19% per badante di persone non autosufficientiLa detrazione del 19% sulle spese sostenute per la badante è il secondo importante beneficio fiscale previsto dal nostro ordinamento e si aggiunge alla deduzione dei contributi previdenziali. A differenza della deduzione, questa agevolazione è subordinata a un requisito fondamentale: il soggetto assistito deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana.Importo massimo detraibile: 2.100 euroLa detrazione si calcola sul 19% di un importo massimo di 2.100 euro di spese sostenute nell’anno d’imposta. Il risparmio fiscale massimo è quindi pari a 399 euro (2.100 × 19%). È fondamentale comprendere che il tetto di 2.100 euro si riferisce alle spese complessive, non alla detrazione: chi sostiene spese superiori non beneficia di alcun ulteriore vantaggio.Limite di reddito: 40.000 euroLa detrazione è riconosciuta solo se il reddito complessivo del contribuente non supera 40.000 euro. Superata questa soglia, il beneficio fiscale è completamente perduto. Nel computo del reddito complessivo va incluso anche il reddito derivante dalla cedolare secca sugli affitti, mentre non si considera il reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze.Cosa significa “non autosufficiente”Secondo la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005 e la Circolare 7/E del 25 giugno 2021, una persona si considera non autosufficiente quando non è in grado di svolgere autonomamente almeno una delle seguenti attività:Assunzione di alimentiEspletamento delle funzioni fisiologiche o dell’igiene personaleDeambulazioneIndossare gli indumentiÈ inoltre considerata non autosufficiente la persona che necessita di sorveglianza continuativa. Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica, mentre non rileva l’età anagrafica: anche un giovane disabile può rientrare nella casistica.Importante: non sono ricomprese nella detrazione le spese per i servizi forniti a persone non autosufficienti per cause derivanti esclusivamente dall’età anagrafica (es. semplice anzianità senza patologie invalidanti). Tabella riepilogativa: deduzione vs detrazione badantePer chiarire le differenze tra i due benefici fiscali, ecco una tabella riassuntiva con i principali parametri da considerare nel 730/2026:CaratteristicaDeduzione contributiDetrazione 19%Norma di riferimentoArt. 10 c. 2 TUIRArt. 15 c. 1 lett. i-septies TUIRImporto massimo1.549,37 euro2.100 euro (19% = 399 euro)Tipo di beneficioRiduce il reddito imponibileRiduce l’IRPEF lordaSpese ammesseSolo contributi INPSRetribuzione netta badanteRequisito non autosufficienzaNOSI (con certificato medico)Limite di redditoNessuno40.000 euroRigo 730/2026E23 (oneri deducibili)E8/E10 cod. 15 (oneri detraibili)Tracciabilità pagamentiObbligatoria (dal 2020)Obbligatoria (dal 2020)CumulabilitàSI, con detrazione 19%SI, con deduzione contributi Documenti da conservare per il 730/2026Per beneficiare correttamente di deduzione e detrazione, è essenziale conservare con cura tutta la documentazione probatoria. L’Agenzia delle Entrate può richiedere questi documenti anche a distanza di anni: la regola è conservare tutto fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione (per il 730/2026 quindi fino al 31 dicembre 2031).Documenti per la deduzione contributi (1.549,37 euro)Bollettini MAV/PagoPA INPS dei contributi versati nei quattro trimestri (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre 2025 e 10 gennaio 2026)Comunicazione di assunzione del lavoratore domestico all’INPSEstratto conto INPS scaricabile dal Cassetto Previdenziale del LavoratoreBuste paga con evidenza della quota contributiva a carico del lavoratoreRicevute di pagamento tracciabile (bonifico, F24, addebito SEPA)Documenti per la detrazione 19% (non autosufficienti)Ricevute di pagamento firmate dalla badante (devono indicare: dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore e del datore di lavoro, importo, data, causale)Certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza del soggetto assistito (rilasciato da medico SSN o medico specialista)Documenti tracciabilità pagamenti: bonifico bancario, assegno, bancomat, carta di credito, app di pagamento (Satispay, PostePay, ecc.)Contratto di lavoro con specifica delle mansioni assistenzialiCodice fiscale del soggetto non autosufficiente (se diverso dal contribuente)Attenzione: dal 1° gennaio 2020, ai sensi dell’articolo 1, comma 679, della Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), la detrazione del 19% è subordinata all’effettuazione del pagamento con strumenti tracciabili. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Questa regola NON si applica invece ai contributi INPS (che sono già pagati tramite F24/MAV). Come compilare il quadro E del 730/2026La compilazione del modello 730/2026 per le spese badante interessa due righi distinti del Quadro E (Oneri e Spese). Vediamo nel dettaglio dove inserire ciascun importo, seguendo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.Rigo E23 – Contributi per addetti ai servizi domestici e familiariNel rigo E23 della Sezione II del Quadro E (“Spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo”) va indicato l’importo dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari, fino al limite massimo di 1.549,37 euro.Il software del 730 calcola automaticamente l’eventuale eccedenza non deducibile. Se hai versato più di 1.549,37 euro, indica comunque l’importo intero: il sistema applicherà automaticamente il tetto.Righi E8-E10 – Spese addetti assistenza personale (codice 15)Nei righi E8, E9 o E10 della Sezione I del Quadro E (“Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%”) vanno indicate le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale dei soggetti non autosufficienti, utilizzando il codice 15.L’importo da inserire è quello effettivamente sostenuto, fino al massimo di 2.100 euro. Il software del 730 calcolerà automaticamente la detrazione del 19% e verificherà il rispetto del limite di reddito complessivo (40.000 euro).Casi particolari: più contribuenti che condividono la spesaQuando più familiari condividono la spesa per la badante di un genitore non autosufficiente, il limite di 2.100 euro deve essere ripartito tra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa. Ad esempio, se due fratelli pagano insieme la badante della madre, ciascuno potrà detrarre il 19% su un importo massimo di 1.050 euro (la metà del tetto).Per la deduzione dei contributi, invece, il limite di 1.549,37 euro è personale del datore di lavoro: spetta esclusivamente al soggetto che ha sottoscritto il contratto di assunzione e che effettua i versamenti all’INPS.Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscalePer comprendere meglio l’impatto reale di deduzione e detrazione, vediamo tre casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale ottenibile nel 730/2026.Caso 1: Famiglia con genitore non autosufficienteScenario: Luigi (50 anni, reddito 35.000 euro) assume una badante convivente per il padre di 82 anni affetto da Alzheimer (non autosufficiente certificato). Nel 2025 versa:Contributi INPS: 1.800 euro totaliRetribuzione netta badante: 15.000 euro annuiCalcolo benefici fiscali nel 730/2026:Deduzione contributi (E23): 1.549,37 euro × aliquota marginale 35% = risparmio di circa 542 euroDetrazione 19% (E8-E10 cod. 15): 2.100 euro × 19% = 399 euro di risparmioRisparmio fiscale totale: circa 941 euroCaso 2: Anziana autosufficiente con badanteScenario: Anna (72 anni, pensionata con reddito 22.000 euro) assume una colf che fa anche da accompagnatrice. Anna è ancora autosufficiente e non ha certificato medico. Nel 2025 versa:Contributi INPS: 950 euroRetribuzione netta: 8.500 euroCalcolo benefici fiscali nel 730/2026:Deduzione contributi (E23): 950 euro × aliquota marginale 25% = risparmio di circa 237 euroDetrazione 19%: NON spettante (manca requisito non autosufficienza)Risparmio fiscale totale: circa 237 euroCaso 3: Due figli che assistono la madre non autosufficienteScenario: Marco e Sara (entrambi con redditi inferiori a 40.000 euro) sostengono insieme le spese per la badante della madre allettata. Marco è il datore di lavoro formale e versa i contributi.Contributi INPS versati da Marco: 1.700 euroRetribuzione netta condivisa: 12.000 euro (6.000 ciascuno)Calcolo benefici nel 730/2026:Marco – Deduzione contributi: 1.549,37 euro (limite massimo)Marco – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euroSara – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euro Novità 2026: cosa cambia per le spese badanteLa Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto alcune modifiche al sistema delle detrazioni IRPEF che incidono indirettamente anche sulle spese per la badante. È importante conoscerle per pianificare correttamente la dichiarazione 730/2026.Riordino detrazioni per redditi sopra 75.000 euroDal 2025 è entrato in vigore un nuovo meccanismo di contenimento delle detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Le detrazioni totali sono parametrate al numero di figli a carico e al reddito. Tuttavia, per la detrazione badante non autosufficiente il problema non si pone, perché il limite di reddito di 40.000 euro è ben al di sotto della soglia dei 75.000 euro.Stop bollettini cartacei INPS dal 2026Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha abolito i bollettini MAV cartacei per il versamento dei contributi dei lavoratori domestici. I pagamenti si effettuano esclusivamente tramite PagoPA, app IO o bonifico bancario sul Cassetto Previdenziale online. Questa novità rafforza la tracciabilità dei versamenti e semplifica la documentazione ai fini fiscali.Nuove tabelle contributive INPS 2026L’INPS ha aggiornato con la Circolare n. 25 del 2026 le tabelle dei contributi orari per i lavoratori domestici, con incrementi medi del 2,3% rispetto al 2025. Per chi assume nel 2026, è quindi probabile superare il limite di 1.549,37 euro deducibile più facilmente rispetto agli anni precedenti. Errori comuni da evitare nella dichiarazioneL’esperienza maturata presso il CAF Centro Fiscale ci ha mostrato che molti contribuenti commettono errori ricorrenti nella compilazione del 730 per le spese badante. Ecco i principali errori da evitare, che possono comportare richieste di documenti integrativi, sanzioni o perdita del beneficio fiscale.1. Confondere deduzione e detrazioneL’errore più comune è inserire la retribuzione netta della badante nel rigo E23 (oneri deducibili) o, viceversa, indicare i contributi INPS tra le spese detraibili al 19%. Ricorda: i contributi vanno solo in E23, lo stipendio netto solo in E8-E10 con codice 15 (e solo se il soggetto è non autosufficiente).2. Detrarre senza certificato medicoLa detrazione del 19% richiede tassativamente un certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza. Non basta una generica certificazione di invalidità: deve essere specifico sulle attività della vita quotidiana che il soggetto non riesce a svolgere. Il certificato può essere rilasciato dal medico di base, da un medico specialista SSN o da una commissione medica.3. Pagare in contantiDal 2020, i pagamenti in contanti alla badante non danno diritto alla detrazione 19%. Utilizza sempre strumenti tracciabili: bonifico bancario, assegno non trasferibile, carta di credito/bancomat o app di pagamento. Conserva sempre le ricevute firmate dalla badante.4. Dimenticare la quota a carico del lavoratoreNei contributi deducibili rientra anche la quota INPS a carico del lavoratore (circa il 30% del totale), trattenuta in busta paga e versata all’INPS dal datore di lavoro. Molti contribuenti dimenticano questa quota, riducendo il beneficio fiscale.5. Superare il limite di reddito senza accorgerseneSe il tuo reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19%. Attenzione perché nel calcolo entrano anche redditi diversi (cedolare secca, redditi fondiari, ecc.). La deduzione contributi, invece, è sempre spettante a prescindere dal reddito. Altre agevolazioni cumulabili con la spesa badanteOltre a deduzione e detrazione sopra descritte, le famiglie che assumono una badante possono accedere ad altre agevolazioni previste a livello statale, regionale e locale. Ecco le principali da conoscere.Bonus Anziani 850 euro (Prestazione Universale)Dal 1° gennaio 2025 è attiva la Prestazione Universale, una nuova misura sperimentale (D.Lgs. 29/2024) destinata agli over 80 non autosufficienti con ISEE sociosanitario fino a 6.000 euro e indennità di accompagnamento. Si tratta di un contributo di 850 euro mensili finalizzato a remunerare i lavoratori domestici impiegati nell’assistenza, da utilizzare in aggiunta alla pensione di accompagnamento.Indennità di accompagnamento INPSL’indennità di accompagnamento INPS è una prestazione esente da IRPEF erogata mensilmente alle persone con invalidità civile al 100% e impossibilità di deambulare autonomamente o necessità di assistenza continua. Per il 2026 l’importo è di 542,02 euro mensili erogati per 12 mensilità. È compatibile sia con il lavoro che con altri redditi.Contributi regionali e comunaliMolte Regioni (tra cui il Friuli Venezia Giulia) prevedono contributi specifici per le famiglie che assumono una badante regolare. In FVG è attivo il FAP (Fondo per l’Autonomia Possibile) e il contributo regionale per la badante, gestito tramite i Servizi Sociali del Comune di residenza. Anche numerosi Comuni erogano voucher o bonus dedicati, soprattutto per anziani con ISEE basso.Detrazioni per persone con disabilitàSe la persona assistita ha una disabilità riconosciuta (Legge 104/1992), si possono cumulare anche le detrazioni per familiari a carico, le spese mediche specialistiche (anch’esse al 19%), gli ausili tecnici e i mezzi di trasporto (con IVA agevolata al 4%). Scadenze 730/2026 per le spese badantePer non perdere il diritto a deduzione e detrazione, è fondamentale rispettare le scadenze fiscali previste per il modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025).ScadenzaAdempimento30 aprile 2026Disponibilità 730 precompilato sul portale Agenzia Entrate15 maggio 2026Possibilità di accettare/modificare/inviare il 730 precompilato30 settembre 2026Termine ordinario invio 730/2026 tramite CAF o intermediari abilitati25 ottobre 2026Termine ultimo per 730 integrativo31 dicembre 2031Conservazione documenti spese badante (5 anni dopo presentazione)Affidandoti al CAF Centro Fiscale di Udine, oltre alla compilazione corretta del 730, ricevi assistenza completa per individuare tutte le agevolazioni cumulabili e raccogliere correttamente la documentazione necessaria. Il CAF effettua anche il visto di conformità, che protegge il contribuente in caso di controlli successivi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Posso dedurre i contributi della badante anche se non sono il soggetto assistito?Sì. La deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero a chi ha sottoscritto il contratto e versa i contributi all’INPS. Non è necessario che coincida con il soggetto assistito. Ad esempio, un figlio può assumere la badante per il padre e dedurre i contributi nel proprio 730.La detrazione 19% spetta anche se il soggetto non autosufficiente non è un familiare?Sì. La detrazione del 19% per spese di assistenza non autosufficienti spetta a chi sostiene la spesa, indipendentemente dal rapporto di parentela con il soggetto assistito. Anche un vicino di casa o un amico che paga la badante per un anziano solo può detrarre.Cosa succede se supero i 40.000 euro di reddito?Se il reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19% sulle spese badante. Mantieni invece la deduzione dei contributi (1.549,37 euro), che non ha limiti di reddito.Il bonus 850 euro per anziani è cumulabile con detrazione e deduzione?Sì. La Prestazione Universale 850 euro non è considerata reddito ai fini IRPEF e non incide sulle agevolazioni fiscali per le spese badante. È cumulabile sia con la deduzione contributi sia con la detrazione 19%, purché vengano rispettati tutti i requisiti previsti.Posso detrarre le spese badante se pago in contanti?No, dal 1° gennaio 2020 la detrazione del 19% è subordinata al pagamento tracciabile (bonifico, bancomat, carta, app). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Per i contributi INPS il discorso è diverso: vengono pagati tramite F24/PagoPA, quindi sono sempre tracciati.La detrazione 19% spetta anche se la badante è in nero?Assolutamente no. Il lavoro in nero è illegale e non dà diritto ad alcuna agevolazione fiscale. La detrazione richiede ricevute firmate, contratto regolare e tracciabilità dei pagamenti. Inoltre, l’assunzione regolare tutela anche il datore di lavoro da rischi legali e infortunistici.Posso recuperare le spese badante se presento il modello Redditi PF anziché il 730?Sì. Le stesse agevolazioni sono previste anche nel modello Redditi Persone Fisiche, con righi diversi (rispettivamente RP21 per i contributi deducibili e RP8-RP14 con codice 15 per la detrazione). I limiti e i requisiti sono identici.Affidati al CAF Centro Fiscale di UdineCalcolare correttamente le spese badante deducibili e detraibili nel 730/2026 richiede attenzione: confondere i due benefici, dimenticare la documentazione o errare nei calcoli può costare centinaia di euro. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre:Compilazione completa del 730/2026 con calcolo ottimizzato di tutte le agevolazioni spettantiVerifica documentazione e segnalazione di eventuali carenze prima dell’invioGestione completa del lavoro domestico: contratti, buste paga, contributi INPS, TFRConsulenza personalizzata su agevolazioni regionali (FAP, contributo badante FVG) e nazionali (Prestazione Universale 850 euro)Visto di conformità per la protezione in caso di controlliAssistenza post-invio per eventuali comunicazioni dell’Agenzia delle EntrateContattaci per fissare un appuntamento presso la nostra sede di Udine: i nostri consulenti specializzati in lavoro domestico ti seguiranno passo dopo passo per ottenere il massimo beneficio fiscale possibile.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Fonti normative ufficiali consultate:D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) – art. 10 c. 2 e art. 15 c. 1 lett. i-septiesLegge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020) – art. 1 c. 679Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025)D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29 (Prestazione Universale anziani)Circolare Agenzia Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005Circolare Agenzia Entrate n. 7/E del 25 giugno 2021Istruzioni Modello 730/2026 (Agenzia delle Entrate)CCNL Lavoro Domestico in vigore dal 1° ottobre 2020Circolare INPS n. 25 del 2026 (tabelle contributive lavoratori domestici)Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 07:28:382026-05-31 17:03:51Spesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida Completa
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIRimborsi IRPEF da Modello 730/2026: il calendario dei pagamenti, caso per casoIndice dei contenutiQuando arriva il rimborso IRPEF dal 730?Calendario rimborsi per dipendenti con sostituto d’impostaCalendario rimborsi per pensionati (INPS sostituto)Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: cosa succede730 senza sostituto attivo: la procedura Agenzia delle EntrateRimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate: quando e comeSoglie e importi minimi per il rimborso in busta pagaIl rimborso non arriva: cosa fareCome verificare lo stato del rimborsoDomande frequenti sui rimborsi IRPEFHai presentato il Modello 730/2026 e stai aspettando il rimborso IRPEF? Le tempistiche variano sensibilmente in base alla tua situazione: se sei un lavoratore dipendente, un pensionato o un contribuente senza sostituto d’imposta. Questo articolo ti fornisce il calendario completo dei pagamenti caso per caso, con le date ufficiali, le soglie di rimborso diretto e le procedure da seguire se l’accredito non dovesse arrivare nei tempi previsti. Tutte le informazioni sono aggiornate alle normative vigenti per l’anno fiscale 2025 (dichiarazione 2026).📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Quando arriva il rimborso IRPEF dal 730?Il rimborso IRPEF derivante dal Modello 730 non segue un’unica data fissa: il momento dell’accredito dipende da chi funge da sostituto d’imposta e dalla data in cui il contribuente ha trasmesso la dichiarazione. Il meccanismo e disciplinato dal D.P.R. 600/1973 e dalle istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate.Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) riceve i dati del 730 elaborato dal CAF o dal professionista abilitato, effettua i calcoli e riversa nel cedolino stipendio o nel rateo di pensione le somme a credito o a debito del contribuente. Quando invece il contribuente non ha un sostituto d’imposta attivo, entra in gioco l’Agenzia delle Entrate, che eroga il rimborso direttamente sul conto corrente bancario o postale.I tre scenari principali da conoscere:Lavoratore dipendente con sostituto attivo: il rimborso arriva in busta paga, tipicamente da luglio a dicembre, in base alla data di trasmissione del 730.Pensionato (sostituto INPS o altro ente): il rimborso arriva nel rateo di pensione, con un calendario che parte da agosto.Contribuente senza sostituto o con sostituto non attivo: il rimborso e erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con accredito bancario o postale entro il mese di dicembre dell’anno di presentazione. Calendario rimborsi per dipendenti con sostituto d’impostaPer i lavoratori dipendenti che presentano il 730 tramite CAF o professionista abilitato, il calendario dei rimborsi segue le scadenze di trasmissione telematica delle dichiarazioni. Il sostituto d’imposta riceve le risultanze entro determinate date e provvede al conguaglio nel cedolino successivo.Secondo le istruzioni ministeriali e il D.M. 31 maggio 1999 (e successive modifiche), il calendario standard prevede:Data trasmissione 730 dal CAFMese rimborso in busta pagaNoteEntro il 15 giugno 2026Luglio 2026Cedolino di luglioDal 16 al 23 luglio 2026Agosto 2026Cedolino di agosto o settembreDal 24 luglio al 15 settembre 2026Settembre 2026Cedolino di settembreDal 16 settembre al 15 ottobre 2026Ottobre 2026Cedolino di ottobreDal 16 ottobre al 15 novembre 2026Novembre 2026Cedolino di novembreDal 16 novembre al 30 novembre 2026Dicembre 2026Cedolino di dicembreImportante: il sostituto d’imposta che riceve le risultanze del 730 entro il 30 novembre e tenuto ad effettuare il rimborso (o la trattenuta, in caso di saldo a debito) nella prima retribuzione utile successiva alla ricezione dei dati. Se il credito supera i 4.000 euro, il sostituto puo effettuare i controlli necessari prima di procedere all’erogazione, con possibile slittamento dei tempi.Nel caso di dichiarazione congiunta, il rimborso viene liquidato al dichiarante principale attraverso il suo sostituto d’imposta, mentre le ritenute aggiuntive eventualmente dovute dal coniuge dichiarante vengono trattenute dal sostituto del coniuge stesso. Calendario rimborsi per pensionati (INPS sostituto)I pensionati che presentano il 730 con l’INPS (o altro ente previdenziale) come sostituto d’imposta seguono un calendario leggermente differente rispetto ai lavoratori dipendenti. L’INPS elabora i dati e riversa il rimborso nel rateo mensile di pensione.Le date indicative per i pensionati sono:Data trasmissione 730Mese rimborso nella pensioneNoteEntro il 15 giugno 2026Agosto 2026Rateo agosto (slittamento di 1 mese rispetto ai dipendenti)Dal 16 al 23 luglio 2026Settembre 2026Rateo settembreDal 24 luglio al 15 settembre 2026Ottobre 2026Rateo ottobreDal 16 settembre al 15 ottobre 2026Novembre 2026Rateo novembreDal 16 ottobre al 30 novembre 2026Dicembre 2026Rateo dicembreLo slittamento di un mese rispetto ai dipendenti e dovuto ai tempi tecnici necessari all’INPS per elaborare le risultanze e aggiungerle al trattamento pensionistico. In caso di credito superiore a 4.000 euro, anche l’INPS puo effettuare verifiche supplementari prima di procedere all’accredito.Esempio pratico: un pensionato che consegna la documentazione al CAF entro il 10 giugno 2026 ricevera il rimborso IRPEF nel rateo di pensione di agosto 2026. Se invece consegna i documenti il 20 luglio, dovra attendere settembre 2026. Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: cosa succedeUna categoria che spesso si trova in difficolta con i rimborsi e quella dei contribuenti che presentano il 730 senza sostituto d’imposta oppure con un sostituto d’imposta che al momento del conguaglio non e piu attivo (ad esempio perche si e cessato il rapporto di lavoro). In questi casi, il meccanismo ordinario non e applicabile e il rimborso segue una procedura alternativa.Le situazioni piu frequenti che portano a questa condizione sono:Lavoratori che hanno perso il lavoro tra la presentazione del 730 e il periodo del conguaglio (luglio-agosto).Lavoratori con contratti a termine scaduti prima del conguaglio.Contribuenti con redditi da lavoro autonomo occasionale che non hanno un sostituto che trattiene le ritenute d’acconto.Eredi che dichiarano i redditi del de cuius tramite 730.Lavoratori trasferiti all’estero senza un sostituto italiano attivo.In tutti questi casi, il contribuente deve indicare nel 730 il codice fiscale del sostituto d’imposta che non effettuera il conguaglio (campo apposito nel frontespizio) oppure indicare che non ha un sostituto d’imposta. Il rimborso sara allora erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. 730 senza sostituto attivo: la procedura Agenzia delle EntrateQuando il sostituto d’imposta non puo effettuare il conguaglio, l’Agenzia delle Entrate riceve le risultanze del 730 direttamente dal CAF o dal professionista e provvede a erogare il rimborso in autonomia. Questa procedura e disciplinata dall’articolo 37, comma 2-bis del D.Lgs. 241/1997.Il contribuente in questa situazione deve assicurarsi di:Avere un conto corrente bancario o postale intestato (o cointestato) e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate tramite i servizi telematici (IBAN).Verificare che l’IBAN sia correttamente registrato nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate (servizio “Rimborsi fiscali”).In mancanza di IBAN comunicato, l’Agenzia delle Entrate invia un vaglia postale all’indirizzo di residenza del contribuente.Tempistiche: i rimborsi diretti dell’Agenzia delle Entrate vengono elaborati generalmente entro il mese di dicembre dell’anno di presentazione della dichiarazione. Tuttavia, per crediti di importo significativo o in presenza di anomalie, i tempi possono estendersi fino al primo semestre dell’anno successivo.Se hai spese mediche detraibili o altre detrazioni rilevanti che generano un credito IRPEF consistente, e particolarmente importante comunicare tempestivamente l’IBAN all’Agenzia delle Entrate per velocizzare l’accredito. Rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate: quando e comeAnche per i contribuenti che hanno un sostituto d’imposta regolarmente attivo, esistono casi in cui il rimborso e erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate anziche attraverso il cedolino. Questo accade quando:Il credito IRPEF e superiore a 4.000 euro e il sostituto ha effettuato i controlli richiesti per legge, decidendo di non anticipare il rimborso.La dichiarazione e stata presentata con 730 precompilato modificato che presenta elementi che richiedono verifica da parte dell’Agenzia.Il sostituto ha comunicato all’Agenzia delle Entrate di non poter effettuare il rimborso entro i termini previsti.In questi casi, l’Agenzia delle Entrate emette il rimborso entro 6 mesi dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione o, se la dichiarazione e presentata entro tale termine, entro 6 mesi dalla data di presentazione stessa. Il rimborso e accreditato direttamente sul conto corrente del contribuente (se l’IBAN e registrato) o inviato tramite vaglia postale.Come comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate:Accedendo all’area riservata del portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.Tramite il servizio “Rimborsi fiscali” disponibile nell’area riservata.Recandosi presso uno sportello CAF abilitato che puo effettuare la comunicazione in delega.Il Quadro F del Modello 730 contiene le informazioni sugli acconti gia versati e sui crediti residui: una lettura attenta di questo quadro ti permette di capire anticipatamente se il tuo credito supera le soglie che determinano l’intervento diretto dell’Agenzia delle Entrate. Soglie e importi minimi per il rimborso in busta pagaNon tutti i crediti IRPEF vengono rimborsati secondo le stesse modalita. La normativa fiscale prevede alcune soglie minime e massime che determinano le modalita e le tempistiche di rimborso.Crediti fino a 4.000 euroPer i crediti IRPEF fino a 4.000 euro, il sostituto d’imposta e tenuto a rimborsare l’intera somma direttamente in busta paga (o nel rateo di pensione) secondo il calendario standard. Non sono previsti controlli aggiuntivi e il rimborso avviene automaticamente nel mese di conguaglio.Crediti superiori a 4.000 euroPer i crediti superiori a 4.000 euro, l’articolo 1, comma 586 della Legge n. 147/2013 (Legge di Stabilita 2014) e la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 14 maggio 2013 prevedono che il sostituto d’imposta possa sospendere l’erogazione del rimborso per effettuare le verifiche del caso. In questo scenario:Il sostituto comunica la sospensione all’Agenzia delle Entrate entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio.L’Agenzia delle Entrate effettua le verifiche e, se non emergono irregolarita, eroga direttamente il rimborso entro 6 mesi dalla comunicazione del sostituto.In caso di verifiche piu approfondite, i tempi possono estendersi ulteriormente.Crediti di importo minimo (sotto i 12 euro)L’articolo 1, comma 1 del D.P.R. n. 542/1999 stabilisce che non si da luogo al rimborso di crediti d’imposta di importo inferiore a 12 euro. Questo importo costituisce la soglia minima sotto la quale il rimborso non viene effettuato ne dal sostituto ne dall’Agenzia delle Entrate. Il credito si azzera senza rimborso. Il rimborso non arriva: cosa fareSe il rimborso IRPEF non arriva entro i termini previsti, e necessario seguire una procedura precisa per sbloccare la situazione. Ecco le azioni consigliate in ordine cronologico:1. Verifica il cedolino paga o il rateo di pensioneIl primo passo e controllare attentamente il proprio cedolino stipendio o il prospetto pensione del mese in cui il rimborso avrebbe dovuto essere accreditato. Il rimborso compare come voce specifica “Conguaglio fiscale a credito” o similare. In alcuni casi e gia stato erogato ma non immediatamente riconoscibile.2. Contatta il sostituto d’impostaSe il cedolino non riporta alcun conguaglio positivo, contatta l’ufficio paghe del tuo datore di lavoro o il patronato INPS (se sei pensionato). Chiedi conferma di aver ricevuto il risultato contabile del tuo 730 e di aver effettuato (o pianificato) il conguaglio.3. Contatta il CAF o il professionista che ha elaborato il 730Il CAF o il professionista abilitato che ha presentato il tuo 730 puo verificare la data di trasmissione telematica della dichiarazione e confermare che sia avvenuta correttamente. Puo anche verificare se il risultato contabile e stato correttamente trasmesso al sostituto d’imposta.4. Verifica il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle EntrateAccedendo al Cassetto Fiscale sul portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS, puoi visualizzare lo stato del tuo rimborso nella sezione “Rimborsi”. Il sistema mostra se il rimborso e stato emesso, la data prevista di accredito e l’eventuale stato di lavorazione.5. Presenta istanza di rimborsoSe sono trascorsi tutti i termini previsti e il rimborso non e ancora arrivato, puoi presentare una istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate tramite:Il modello telematico disponibile nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate.Presentazione cartacea presso il competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate (quello della provincia di domicilio fiscale).Tramite il proprio CAF con delega all’assistenza post-dichiarativa. Come verificare lo stato del rimborsoL’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti diversi strumenti per monitorare lo stato dei rimborsi fiscali in tempo reale. Ecco come utilizzarli:Area riservata portale Agenzia delle EntrateAccedendo con SPID, CIE o CNS al portale agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Rimborsi” trovi:L’elenco di tutti i rimborsi richiesti o in elaborazione.Lo stato attuale (in elaborazione, da pagare, pagato).La data prevista o effettiva di accredito.L’eventuale richiesta di integrazione documentale da parte dell’Agenzia.App IO e Fatture e CorrispettiviTramite l’App IO (quella del Governo) e l’app Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, e possibile ricevere notifiche in tempo reale sullo stato del rimborso e sull’accredito bancario, previa registrazione e abbinamento del proprio IBAN.Numero verde Agenzia delle EntrateIl numero verde 800.909.696 dell’Agenzia delle Entrate (gratuito da rete fissa) e il 06 96668907 (da cellulare, a pagamento) permettono di parlare con un operatore che puo fornire informazioni sullo stato del proprio rimborso, previa identificazione con codice fiscale.Il servizio telefonico e attivo dal lunedi al venerdi, dalle 9:00 alle 17:00.Sportello CAFIl tuo CAF di riferimento puo effettuare verifiche nell’area riservata in tua delega e comunicarti lo stato del rimborso. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio di assistenza post-dichiarativa a tutti i propri assistiti che hanno presentato il 730 tramite il nostro sportello. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Riepilogo: il calendario completo caso per casoRiepiloghiamo in una tabella unica il calendario completo dei rimborsi IRPEF da 730/2026 per tutti i casi possibili, cosi da avere un riferimento chiaro e immediato:Tipologia contribuenteSostituto d’impostaData consegna 730Mese rimborsoLavoratore dipendenteDatore di lavoroEntro 15 giugno 2026Luglio 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 giugno – 23 luglio 2026Agosto/Settembre 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro24 luglio – 15 settembre 2026Settembre 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 settembre – 15 ottobre 2026Ottobre 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 ottobre – 30 novembre 2026Novembre/Dicembre 2026PensionatoINPS/Ente prev.Entro 15 giugno 2026Agosto 2026PensionatoINPS/Ente prev.16 giugno – 23 luglio 2026Settembre 2026PensionatoINPS/Ente prev.24 luglio – 30 novembre 2026Ottobre/Dicembre 2026Senza sostituto / sostituto non attivoAgenzia delle EntrateQualsiasi dataEntro dicembre 2026Credito > 4.000 euro (qualsiasi)AE (dopo verifica)Qualsiasi dataEntro 6 mesi dalla sospensionePresentare il Modello 730/2026 il prima possibile, possibilmente entro il 15 giugno, garantisce di ricevere il rimborso nel mese di luglio (per i dipendenti) o agosto (per i pensionati), evitando attese prolungate. Un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a ottimizzare la dichiarazione e a raccogliere tutta la documentazione necessaria per massimizzare le detrazioni e velocizzare i tempi di rimborso.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sui Rimborsi IRPEF dal 730/2026Quando arriva il rimborso IRPEF per un lavoratore dipendente che consegna il 730 entro giugno?Un lavoratore dipendente che consegna la documentazione al CAF entro il 15 giugno 2026 riceve il rimborso IRPEF gia nel cedolino paga di luglio 2026. E il caso piu veloce e si ottiene presentando la dichiarazione il prima possibile.I pensionati ricevono il rimborso 730 nello stesso mese dei lavoratori?No, i pensionati ricevono il rimborso con uno slittamento di un mese rispetto ai dipendenti. Se un dipendente riceve il conguaglio a luglio, il pensionato lo riceve ad agosto. Questo e dovuto ai tempi tecnici di elaborazione dell’INPS o dell’ente previdenziale sostituto.Cosa succede se il rimborso supera 4.000 euro?Se il credito IRPEF supera i 4.000 euro, il sostituto d’imposta puo sospendere il rimborso e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima effettua le verifiche necessarie e, se non emergono irregolarita, eroga direttamente il rimborso entro 6 mesi dalla comunicazione del sostituto. Il rimborso arriva quindi sul conto corrente comunicato all’Agenzia.Ho perso il lavoro dopo aver presentato il 730: come ricevo il rimborso?Se al momento del conguaglio non hai piu un sostituto d’imposta attivo, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul tuo conto corrente. Devi assicurarti di aver comunicato il tuo IBAN all’Agenzia tramite il portale agenziaentrate.gov.it oppure tramite il CAF. Il rimborso arriva generalmente entro dicembre dell’anno di presentazione.Come posso verificare se l’Agenzia delle Entrate ha gia emesso il mio rimborso?Puoi verificare lo stato del rimborso accedendo all’area riservata del portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS, nella sezione Rimborsi. In alternativa, puoi chiamare il numero verde 800.909.696 (gratuito da rete fissa) oppure rivolgerti al CAF che ha elaborato il tuo 730, che puo effettuare la verifica in tua delega.Hai bisogno di aiuto con il Modello 730/2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutte le fasi della dichiarazione dei redditi: dalla raccolta documenti alla trasmissione telematica, fino alla verifica dei rimborsi IRPEF.I nostri servizi per il Modello 730/2026:Elaborazione dichiarazione dei redditi con verifica di tutte le detrazioni spettantiAssistenza per contribuenti senza sostituto e comunicazione IBAN ad Agenzia delle EntrateVerifica stato rimborsi e assistenza post-dichiarativaDichiarazione congiunta per coppie e conviventiGestione spese detraibili: mediche, universitarie, ristrutturazioni, mutuiContattaci subito per un appuntamento:Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIDICHIARAZIONE DEI REDDITI Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e ImpreseCalendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 09:00:002026-08-17 11:03:20Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e ImpreseDICHIARAZIONE DEI REDDITI Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiContratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-11 09:00:002026-08-17 11:03:12Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiDICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e RampeBonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e Rampe https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-07 09:00:002026-08-17 11:02:58Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e RampeCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 13:00:442026-05-31 14:12:41Rimborsi IRPEF da Modello 730/2026: il calendario dei pagamenti, caso per caso
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e ImpreseCalendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 09:00:002026-08-17 11:03:20Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiContratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-11 09:00:002026-08-17 11:03:12Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e RampeBonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e Rampe https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-07 09:00:002026-08-17 11:02:58Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e Rampe
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIIl Quadro F del Modello 730/2026: Acconti, Crediti e Novità del Rigo F15Il Quadro F del modello 730/2026 è una delle sezioni più tecniche e spesso trascurate della dichiarazione dei redditi. Eppure, una compilazione errata di questa parte può determinare il versamento di acconti d’imposta sbagliati, la perdita di crediti o sanzioni per omissioni. Il Quadro F raccoglie informazioni fondamentali: gli acconti IRPEF versati nell’anno precedente, i crediti d’imposta residui, gli acconti sulla cedolare secca, l’imposta sostitutiva sul TFR e, novità del 2026, il rigo F15 dedicato a situazioni specifiche legate alla revisione del calendario fiscale. In questa guida completa spieghiamo ogni rigo, con esempi pratici, tabelle e indicazioni per evitare gli errori più frequenti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il Quadro F del 730/2026: panoramicaRigo F1: acconti IRPEF versati nel 2025Righi F2, F3, F4: addizionali e acconti cedolareRigo F5: eccedenza IRPEF e utilizzo del creditoRigo F6: acconti cedolare secca 2025Righi F7 e F8: crediti d’imposta e detrazioni non fruiteRighi F9–F12: ritenute, imposte sostitutive e rimborsiRigo F13: imposta sostitutiva sul TFR e rivalutazioniRigo F14: imposta sostitutiva locazioni breviRigo F15: la novità del 730/2026 — compensazione e revisione accontiCompilazione del Quadro F passo per passoErrori comuni e come evitarliCasi pratici: esempi di compilazioneCos’è il Quadro F del 730/2026: panoramicaIl Quadro F del modello 730/2026 è la sezione riservata alle informazioni che il contribuente deve fornire in merito agli acconti d’imposta già versati, ai crediti maturati negli anni precedenti e ad alcune situazioni particolari che incidono sul calcolo dell’imposta finale. Si tratta di una sezione cruciale perché i dati inseriti qui vengono utilizzati dal CAF o dal sostituto d’imposta per calcolare l’eventuale rimborso o saldo da pagare.Secondo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per il 730/2026, il Quadro F è strutturato in più righi numerati da F1 a F15, ciascuno con una funzione specifica. La novità più rilevante dell’anno è il rigo F15, introdotto dalla legge di bilancio 2026 per gestire situazioni legate alla revisione del calendario fiscale e alla possibilità di compensare determinate imposte sostitutive. Vediamo ogni rigo nel dettaglio. Rigo F1: acconti IRPEF versati nel 2025Il rigo F1 è probabilmente il rigo più importante del Quadro F. In questo rigo vanno indicate le somme versate a titolo di acconto IRPEF nel corso del 2025, sia la prima che la seconda o unica rata. Queste somme vengono automaticamente portate in deduzione dell’imposta dovuta per l’anno di riferimento (2025).Chi ha presentato il modello 730/2025 o il modello Redditi PF 2025 e ha versato gli acconti tramite modello F24, deve riportare tali importi qui. L’Agenzia delle Entrate evidenzia che gli acconti IRPEF 2025 ammontavano generalmente al 100% dell’imposta risultante dalla dichiarazione precedente, con la prima rata pari al 40% entro il 30 giugno 2025 e la seconda rata del 60% entro il 30 novembre 2025.Tipologia accontoPercentualeScadenza 2025Codice tributo F24Prima rata acconto IRPEF40%30 giugno 20254033Seconda rata acconto IRPEF60%1° dicembre 20254034Unica rata acconto IRPEF100%1° dicembre 20254034Attenzione: chi ha optato per il pagamento rateizzato tramite sostituto d’imposta (mediante trattenuta dalla busta paga o dalla pensione) non deve compilare questo rigo, in quanto le trattenute sono già conteggiate dal sostituto. Il rigo F1 riguarda esclusivamente i versamenti diretti tramite F24.Per i contribuenti che nel 2025 hanno aderito al concordato preventivo biennale (CPB), gli acconti IRPEF possono differire da quelli standard, in quanto determinati sulla base del reddito concordato. In questo caso, è necessario verificare attentamente i versamenti effettuati prima di compilare F1. Consulta la nostra guida completa al 730 2026 per un quadro d’insieme sulla dichiarazione. Righi F2, F3, F4: addizionali regionali, comunali e accontiI righi F2, F3 e F4 riguardano rispettivamente l’acconto dell’addizionale comunale IRPEF, le eccedenze di addizionale regionale e comunale, e ulteriori situazioni di acconto specifiche. Ecco nel dettaglio cosa indicare in ciascun rigo.Rigo F2: acconto addizionale comunaleNel rigo F2 si indica l’acconto dell’addizionale comunale IRPEF versato nell’anno precedente. L’addizionale comunale viene calcolata sul reddito imponibile IRPEF con aliquote che variano da comune a comune (generalmente comprese tra lo 0,1% e lo 0,9%). L’acconto per il 2025 era pari al 30% dell’addizionale comunale dovuta nell’anno precedente (per la sola quota che non sia già stata trattenuta dal sostituto).I lavoratori dipendenti e pensionati che hanno il sostituto d’imposta non devono compilare questo rigo poiché l’addizionale è già stata trattenuta in busta paga. Il rigo F2 è rilevante per chi ha presentato il 730 senza sostituto o il modello Redditi PF. L’addizionale regionale IRPEF segue invece un meccanismo diverso e si calcola con aliquote determinate dalla propria Regione di residenza.Righi F3 e F4: eccedenze e acconti diversiIl rigo F3 accoglie le eccedenze di addizionale regionale che risultano dal prospetto di liquidazione della dichiarazione precedente e che il contribuente non ha potuto compensare. Il rigo F4 è utilizzato per indicare l’acconto del 20% sulla tassazione separata versato autonomamente, quando non è stato operato dal sostituto d’imposta. Rigo F5: eccedenza IRPEF e utilizzo del creditoIl rigo F5 riguarda l’eccedenza IRPEF risultante dal prospetto di liquidazione del 730 dell’anno precedente. Quando nella dichiarazione dei redditi precedente è emerso un credito IRPEF (importo a rimborso), e il contribuente ha optato per il riporto in compensazione invece del rimborso immediato, tale importo viene indicato nel rigo F5.Questa eccedenza può essere utilizzata in tre modi alternativi:A scomputo dell’acconto IRPEF dovuto per l’anno corrente (casella 1 del rigo F5)A rimborso, chiedendone la restituzione tramite il modello 730 (casella 2)In compensazione tramite modello F24 per altri tributi dovuti (casella 3)È fondamentale indicare la scelta corretta, perché una selezione errata può portare a versamenti duplicati o a crediti non utilizzati. Chi, per esempio, ha un credito IRPEF di 300 euro dalla dichiarazione 2025 e nel 2026 prevede di dover versare un acconto significativo, può convenire optare per il riporto a scomputo dell’acconto (casella 1), riducendo così il versamento F24 di novembre 2026. Rigo F6: acconti cedolare secca versati nel 2025Il rigo F6 è dedicato ai proprietari di immobili che hanno optato per la cedolare secca sulle locazioni e che hanno versato gli acconti relativi all’anno 2025. La cedolare secca 2026 si applica con aliquota ordinaria del 21% per i contratti a canone libero e del 10% per i contratti a canone concordato in comuni ad alta tensione abitativa (ridotta al 10% anche per alcune tipologie di contratti transitori).Gli acconti cedolare secca 2025 erano dovuti nella misura del 100% dell’imposta risultante dal precedente periodo d’imposta, con le stesse scadenze dell’acconto IRPEF: prima rata (40%) a giugno 2025 e seconda rata (60%) a novembre 2025. Chi aveva un’imposta cedolare secca 2024 inferiore a 257,52 euro versava un’unica rata a novembre 2025.Aliquota cedolare seccaTipologia contrattoCodice tributo F2421%Contratti a canone libero (4+4)184010%Canone concordato, comuni alta tensione184221%Locazioni brevi (Airbnb, ecc.)1919Importante per il 2026: la legge di bilancio 2025 (L. 207/2024) ha confermato che le locazioni brevi continuano ad applicare la cedolare secca al 26% per i proprietari che affittano più di un immobile. Chi affitta un solo immobile in locazione breve mantiene l’aliquota del 21%. Per approfondire, consulta la nostra guida su cedolare secca o IRPEF: quando conviene. Righi F7 e F8: crediti d’imposta e detrazioni non fruiteI righi F7 e F8 sono riservati a specifici crediti d’imposta maturati dal contribuente che non sono stati ancora interamente utilizzati. Si tratta di crediti “capaci” di ridurre direttamente l’imposta lorda dovuta, non semplici detrazioni.Rigo F7: credito d’imposta per il riacquisto della prima casaNel rigo F7 si indica il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa. Questo credito spetta a chi ha venduto un’abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa e ne ha acquistata un’altra entro un anno, versando in precedenza l’imposta di registro ordinaria (9%) sull’immobile ceduto. Il credito è pari alla minore tra l’imposta di registro pagata sull’immobile venduto e quella pagata sul nuovo acquisto.Rigo F8: altri crediti d’impostaIl rigo F8 comprende un insieme eterogeneo di crediti d’imposta residui, tra cui:Credito d’imposta per immobili colpiti da calamità naturali (sisma, alluvioni)Crediti per investimenti in startup o PMI innovative non ancora compensatiCredito d’imposta per ricerca e sviluppo maturato da lavoratori autonomiCredito per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi nei casi previstiCrediti d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro derivanti dal periodo COVID ancora residuiOgni credito riportato nel rigo F8 deve essere documentato e tracciabile: è indispensabile conservare la documentazione che attesta la spesa sostenuta e il diritto al credito. L’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli su questi crediti, in particolare su quelli legati a misure di incentivo straordinario come il bonus ristrutturazioni e spese mediche detraibili. Righi F9–F12: ritenute, imposte sostitutive e rimborsiI righi F9, F10, F11 e F12 riguardano ritenute d’acconto subite, rimborsi da ripartire tra più soggetti e altre situazioni che richiedono rettifiche al calcolo dell’imposta finale.Rigo F9: ritenute su redditi a tassazione separataIl rigo F9 accoglie le ritenute subite su redditi soggetti a tassazione separata che non sono stati assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta (definitiva). Tipici esempi sono: le ritenute su arretrati di lavoro dipendente, le ritenute su somme da precedenti rapporti di lavoro (TFR anticipato in casi particolari), le ritenute su indennità di fine rapporto non gestite completamente dal sostituto.Righi F10, F11, F12: acconti tassazione separata e rettificheIl rigo F10 riguarda l’acconto del 20% sulla tassazione separata già versato autonomamente (distinto dall’acconto gestito dal sostituto). Questo rigo interessa principalmente chi ha percepito TFR da datori privati e deve autonomamente versare l’acconto in attesa della liquidazione definitiva da parte dell’Agenzia delle Entrate.Il rigo F11 è usato per indicare le rate del trattamento integrativo 2022 (ex Bonus Renzi/Gualtieri) da restituire, qualora il sostituto non abbia già effettuato il recupero. Il rigo F12 raccoglie invece i rimborsi da ripartire tra più soggetti in caso di dichiarazione congiunta o di crediti condivisi tra coobbligati.Rigo F13: imposta sostitutiva sul TFR e rivalutazioniIl rigo F13 è dedicato all’imposta sostitutiva dell’11% sulla rivalutazione del trattamento di fine rapporto (TFR) lasciato in azienda. Questa imposta grava sulla quota di TFR rivalutata annualmente (secondo gli indici ISTAT dell’inflazione), ed è dovuta ogni anno indipendentemente dalla presenza di un acconto versato nell’anno precedente.Il meccanismo funziona così: il datore di lavoro calcola la rivalutazione del TFR maturata nell’anno (applicando il coefficiente pari all’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT) e versa l’imposta sostitutiva dell’11% tramite modello F24 (codice tributo 1712). L’importo versato deve essere indicato nel rigo F13 del 730 del dipendente solo se il dipendente ha gestito autonomamente questo versamento (caso raro) o se emergono differenze da regolarizzare.VoceDettaglioImposta sostitutiva TFR11% sulla rivalutazione annua del TFRBase di calcoloRivalutazione = 1,5% + 75% inflazione ISTATCodice tributo F241712Scadenza versamento datore16 dicembre di ciascun annoPer i lavoratori con TFR conferito ai fondi di previdenza complementare, l’imposta sostitutiva sull’11% non è dovuta sul TFR trasferito al fondo, ma eventualmente sulle quote maturate nella fase di accumulo nel fondo stesso (tassazione del rendimento al 20%). Questo aspetto non confluisce nel rigo F13 ma nei quadri dedicati alla previdenza complementare.Rigo F14: imposta sostitutiva locazioni breviIl rigo F14, consolidato nelle istruzioni 730/2026, riguarda l’imposta sostitutiva sulle locazioni brevi (contratti di locazione di durata inferiore a 30 giorni, stipulati anche tramite piattaforme come Airbnb, Booking, Vrbo). Questo rigo è stato oggetto di revisione in seguito alle modifiche apportate dal D.L. 145/2023 (convertito con modificazioni) e dalle relative circolari ministeriali.Chi utilizza la cedolare secca per le locazioni brevi e ha già subito ritenute dalla piattaforma intermediaria (nel caso di Airbnb Italia S.r.l., la ritenuta del 21% è operata automaticamente) deve riportare in F14 l’eventuale differenza tra l’imposta dovuta e le ritenute già subite, oppure il credito emergente in caso di eccedenza. Per approfondire la cedolare secca 2026 e tutte le sue implicazioni, ti consigliamo la nostra guida dedicata. Rigo F15: la novità del 730/2026 — compensazione e revisione accontiIl rigo F15 rappresenta la principale novità del Quadro F nel modello 730/2026. Introdotto in attuazione delle disposizioni contenute nella legge delega fiscale (L. 111/2023) e dei relativi decreti attuativi, questo rigo gestisce situazioni specifiche legate alla revisione del sistema degli acconti d’imposta e alla possibilità di compensare determinate somme derivanti da imposte sostitutive speciali.Cosa indica il rigo F15Il rigo F15 si articola in più colonne e serve a gestire le seguenti casistiche:Colonna 1 — Acconto ridotto per riduzione previsionale del reddito: il contribuente che prevede una significativa riduzione del proprio reddito nel 2026 rispetto al 2025 può indicare nel rigo F15, colonna 1, la quota di acconto IRPEF che intende versare in misura ridotta rispetto a quanto risulta dalla dichiarazione. È necessario conservare documentazione idonea a dimostrare la previsione di riduzione (ad esempio, situazione lavorativa mutata, cassa integrazione, riduzione attività professionale).Colonna 2 — Imposta sostitutiva per rivalutazione di partecipazioni o terreni: chi ha rivalutato partecipazioni societarie o terreni (ai sensi delle proroghe periodiche delle leggi di bilancio) e ha versato l’imposta sostitutiva prevista indica in questa colonna il relativo importo già corrisposto, ai fini del corretto conteggio in sede di liquidazione 730.Colonna 3 — Residui imposta sostitutiva concordato preventivo biennale (CPB): i contribuenti che hanno aderito al concordato preventivo biennale per il biennio 2024-2025 e hanno versato acconti di imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato possono indicare eventuali residui o eccedenze da riportare nel calcolo del saldo 2025.Colonna 4 — Codice situazione speciale: un codice numerico da 1 a 5 che identifica la casistica applicabile, secondo la tabella prevista nelle istruzioni ministeriali del 730/2026.Istruzioni operative per il rigo F15Le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per il 730/2026 (pagina 87 del fascicolo istruzioni, versione aggiornata marzo 2026) chiariscono che:Il rigo F15 NON va compilato se il contribuente non rientra in nessuna delle casistiche previste: la maggior parte dei contribuenti ordinari (lavoratori dipendenti, pensionati senza particolari situazioni) lascerà il rigo F15 in bianco.La compilazione errata del rigo F15, in particolare l’inserimento di importi non dovuti nella colonna 1 (riduzione previsionale), può determinare l’applicazione di sanzioni per infedele dichiarazione e interessi sugli acconti non versati.Per i contribuenti che aderiscono al CPB e indicano residui in colonna 3, il valore deve corrispondere esattamente agli importi risultanti dalla comunicazione dell’Agenzia delle Entrate relativa al concordato accettato.Esempio pratico rigo F15 — concordato preventivo biennale: Marco è un artigiano con reddito concordato per il 2024-2025. Nel 2025 ha versato un acconto di imposta sostitutiva CPB di 1.200 euro (codice tributo 4068). Nell’elaborare il 730/2026, questo importo confluirà nel rigo F15, colonna 3, riducendo l’eventuale saldo a debito IRPEF risultante dalla liquidazione finale. Compilazione del Quadro F passo per passoEcco una guida operativa alla compilazione del Quadro F del 730/2026, rigo per rigo, pensata per il contribuente che compila autonomamente o si reca al CAF:Fase 1: raccogliere i documenti necessariPrima di compilare il Quadro F, occorre reperire i seguenti documenti:Ricevute F24 di tutti i versamenti di acconto effettuati a giugno e novembre 2025 (codici 4033, 4034, 1840, 1842)Prospetto di liquidazione del 730/2025 (il “modello 730-3”) per verificare acconti, eccedenze e crediti riportatiCertificazione Unica 2026 (CU) rilasciata dal datore di lavoro o ente pensionistico, per controllare le ritenute già operateEventuali comunicazioni del concordato preventivo biennale (per i soggetti ISA)Contratti di locazione con cedolare secca e relativi F24 per la cedolareFase 2: compilare i righi nell’ordine correttoL’ordine logico di compilazione del Quadro F è il seguente:F1: inserire il totale degli acconti IRPEF versati con F24 a giugno e novembre 2025 (sommare la prima e la seconda rata)F2: inserire l’acconto addizionale comunale versato autonomamente (se applicabile)F5: indicare l’eccedenza IRPEF riportata dal 730 precedente e scegliere la modalità di utilizzo (scomputo/rimborso/compensazione)F6: inserire il totale degli acconti cedolare secca versati a giugno e novembre 2025F7/F8: indicare i crediti d’imposta specifici se si è nella casistica previstaF13: indicare l’imposta sostitutiva sul TFR se non già gestita dal sostitutoF15: compilare solo se si è in una delle casistiche specifiche previste (CPB, riduzione previsionale, rivalutazioni)Fase 3: verifica con il modello 730-3Una volta compilato il Quadro F, il CAF o il sostituto d’imposta produce il modello 730-3 (prospetto di liquidazione) che riporta il calcolo finale dell’imposta. Il contribuente deve verificare che:Gli acconti indicati in F1 siano integralmente sottratti all’imposta lorda dovutaL’eventuale credito F5 sia stato correttamente applicato secondo la modalità sceltaIl risultato finale (rimborso o debito) sia ragionevole e coerente con la propria situazione fiscaleErrori comuni e come evitarliLa compilazione del Quadro F è soggetta ad errori frequenti che possono avere conseguenze spiacevoli. Ecco i principali errori e come evitarli:ErroreConseguenzaCome evitarloOmettere una rata di acconto IRPEF versataImposta risultante maggiorata, rimborso ridottoControllare tutti gli F24 pagati a giugno e novembreCompilare F15 senza rientrare nella casisticaSanzione + interessi su acconto insufficienteVerificare attentamente le istruzioni AdEIndicare in F6 acconto cedolare mai versatoReato di dichiarazione infedeleVerificare i versamenti cedolare secca con F24Non indicare eccedenza IRPEF da anno precedente (F5)Credito non utilizzato, doppio pagamentoControllare il prospetto 730-3 dell’anno scorsoScegliere rimborso in F5 ma avere debiti verso AdECompensazione automatica da AdE, rimborso ridottoVerificare la propria posizione sul cassetto fiscaleConfondere acconto cedolare (F6) con IRPEF (F1)Duplicazione o omissione di importiTenere separate le ricevute per tipologia di tributoCasi pratici: esempi di compilazione del Quadro FPer rendere concreta la compilazione del Quadro F, presentiamo tre casi tipici con i relativi dati da inserire.Caso 1 — Lavoratore dipendente standardLuca è un impiegato. Il suo sostituto d’imposta (datore di lavoro) ha già trattenuto tutto il necessario dalla busta paga nel corso del 2025. Non ha effettuato versamenti autonomi tramite F24. Non ha immobili in locazione con cedolare secca. Non rientra nel CPB.Compilazione Quadro F: tutti i righi F1–F15 rimangono in bianco o a zero. Gli acconti sono stati trattenuti dal sostituto d’imposta e risultano già nella CU 2026. Il 730 verrà liquidato senza intervenire sul Quadro F.Caso 2 — Pensionato con immobile locato a cedolare seccaMaria è pensionata INPS. Ha un appartamento affittato con contratto 4+4 a canone libero e ha optato per la cedolare secca al 21%. Nel 2025 ha versato autonomamente: acconto cedolare secca prima rata (giugno 2025): 420 euro; seconda rata (novembre 2025): 630 euro. Totale acconto cedolare versato: 1.050 euro. Eccedenza IRPEF dalla dichiarazione 2025: 180 euro (sceglie rimborso).Compilazione Quadro F:F1: 0 (INPS ha trattenuto gli acconti IRPEF pensione)F5: 180 euro — casella rimborso selezionataF6: 1.050 euro (totale acconti cedolare secca versati con F24)Caso 3 — Professionista con CPB e riduzione previsionale del redditoFederica è una consulente fiscale con regime ISA che ha aderito al concordato preventivo biennale. Nel 2025 ha versato un acconto IRPEF ordinario (F1) di 3.200 euro (prima + seconda rata) e un acconto di imposta sostitutiva CPB (codice tributo 4068) di 900 euro. Per il 2026 prevede una significativa riduzione del reddito a causa di un’interruzione del principale mandato professionale.Compilazione Quadro F:F1: 3.200 euro (acconti IRPEF versati con F24)F15, colonna 3: 900 euro (imposta sostitutiva CPB)F15, colonna 1: importo ridotto acconto 2026 (da calcolare sulla base del reddito previsionale 2026)F15, colonna 4: codice situazione speciale CPB (secondo tabella istruzioni AdE)Attenzione: per Federica è essenziale farsi assistere da un CAF o da un consulente fiscale abilitato, poiché la compilazione del rigo F15 richiede una valutazione precisa e documentata per evitare sanzioni. Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata sul 730/2026 e sulle implicazioni del concordato preventivo biennale. Leggi anche la nostra guida sulla detrazione del mutuo nel 730/2026 per ottimizzare ulteriormente la tua dichiarazione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Quadro F del 730/2026Cosa succede se dimentico di indicare un acconto IRPEF versato nel rigo F1?Se dimentichi di indicare un acconto IRPEF nel rigo F1, il calcolo finale risultera errato e potrebbe emergere un debito d’imposta che in realta non esiste. Questo errore comporta un rimborso inferiore al dovuto o un versamento non necessario. Puoi correggere presentando un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 oppure, in alternativa, presentare il modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026.Il rigo F15 va compilato da tutti i contribuenti?No. Il rigo F15 va compilato solo da chi rientra in specifiche casistiche: contribuenti in regime ISA che hanno aderito al concordato preventivo biennale, chi ha rivalutato partecipazioni o terreni e versato la relativa imposta sostitutiva, o chi prevede una riduzione significativa documentabile del reddito 2026. La grande maggioranza dei lavoratori dipendenti e pensionati lascia il rigo F15 completamente in bianco.Posso indicare in F6 l’acconto cedolare secca anche se l’ho versato in ritardo?Si, l’acconto cedolare secca versato tardivamente (con ravvedimento operoso) puo comunque essere indicato nel rigo F6, a patto che sia stato effettivamente versato prima della presentazione del modello 730. Il versamento tardivo con ravvedimento non preclude l’indicazione dell’importo, ma le sanzioni e gli interessi del ravvedimento non sono recuperabili tramite la dichiarazione.Cosa significa ‘eccedenza IRPEF’ nel rigo F5 e quando conviene scegliere il rimborso?L’eccedenza IRPEF nel rigo F5 e il credito IRPEF emerso dalla dichiarazione dell’anno precedente che non e stato ancora utilizzato. Conviene scegliere il rimborso diretto quando non si prevedono debiti futuri significativi o quando si ha urgenza della liquidita. Conviene invece optare per il riporto a scomputo dell’acconto se si prevede di dover versare acconti IRPEF a novembre 2026 (si riduce il versamento F24). Non conviene scegliere la compensazione F24 se non si hanno altri tributi da compensare.Gli acconti trattenuti in busta paga vanno indicati nel Quadro F?No. Gli acconti IRPEF e di addizionale comunale trattenuti dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico attraverso la busta paga NON vanno indicati nel Quadro F. Questi importi sono gia ricompresi nelle ritenute certificate dalla Certificazione Unica (CU 2026) e vengono automaticamente considerati dal CAF o dal sostituto d’imposta in fase di liquidazione. Il Quadro F riguarda solo i versamenti autonomi effettuati tramite modello F24.Cosa fare se ho commesso un errore nel Quadro F del 730 già presentato?Se hai gia presentato il 730/2026 e ti accorgi di un errore nel Quadro F (ad esempio un acconto omesso o un importo errato), puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Il 730 integrativo sostituisce completamente il precedente. Se scopri l’errore dopo tale data, devi presentare il modello Redditi PF 2026 (ex Unico) entro il 30 novembre 2026 oppure, nei casi piu gravi, procedere con la dichiarazione integrativa nei termini di legge.Hai bisogno di assistenza per compilare il 730/2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza qualificata per compilare il modello 730/2026 in ogni sua parte, incluso il Quadro F con acconti, crediti e rigo F15.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640CONTATTA CAF CENTRO FISCALE CONARTICOLI CORRELATIDICHIARAZIONE DEI REDDITI Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e ImpreseCalendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 09:00:002026-08-17 11:03:20Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e ImpreseDICHIARAZIONE DEI REDDITI Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiContratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-11 09:00:002026-08-17 11:03:12Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiDICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e RampeBonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e Rampe https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-07 09:00:002026-08-17 11:02:58Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e RampeCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-06 09:19:342026-05-31 16:26:56Il Quadro F del Modello 730/2026: Acconti, Crediti e Novità del Rigo F15
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e ImpreseCalendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 09:00:002026-08-17 11:03:20Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiContratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-11 09:00:002026-08-17 11:03:12Contratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e Obblighi
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e RampeBonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e Rampe https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-07 09:00:002026-08-17 11:02:58Bonus Barriere Architettoniche 2026: Detrazione 75% Ascensori e Rampe
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti BreviIl quadro B del modello 730/2026 e la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati: e qui che il contribuente con una o piu unita immobiliari (prima casa, seconda casa, abitazione locata, comodato gratuito, affitti brevi) deve riportare rendite catastali, periodi di possesso e canoni percepiti nel 2025. La compilazione sembra semplice ma nasconde insidie, soprattutto da quando e diventato operativo il CIN (Codice Identificativo Nazionale) per le locazioni brevi e le strutture ricettive.In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le regole aggiornate per compilare correttamente il quadro B nel 730/2026 (anno d’imposta 2025): codici utilizzo, esclusioni, regole IMU/IRPEF, cedolare secca e la novita CIN che riguarda chi affitta anche per pochi giorni l’anno.Indice dei contenutiCos’e il quadro B e a chi serveCosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)Novita CIN per affitti brevi e turisticiEsclusioni dal quadro BIMU vs IRPEF: cosa cambiaCedolare secca per le locazioniErrori piu comuni da evitareCome compilare con il CAF Centro FiscaleDomande frequenti (FAQ)Cos’e il quadro B e a chi serveIl quadro B del modello 730 e dedicato ai redditi dei fabbricati, ovvero ai redditi fondiari prodotti dalle unita immobiliari urbane iscritte nel Catasto edilizio urbano. La sua funzione e duplice: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di calcolare l’IRPEF dovuta sui redditi degli immobili, dall’altro garantisce la corretta applicazione del rapporto tra IMU e IRPEF (che dal 2014 si escludono a vicenda sugli immobili non locati, salvo eccezioni).Chi deve compilare il quadro BProprietari di fabbricati situati in Italia iscritti o iscrivibili in catasto;Titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie);Soci di societa semplici che producono redditi di fabbricati;Locatari in caso di locazione breve effettuata in qualita di sublocatori o comodatari (per i canoni percepiti).Casi di esoneroNon e tenuto a compilare il quadro B (e quindi puo restare esonerato dalla dichiarazione, salvo altri obblighi) chi possiede esclusivamente:L’abitazione principale (con eventuali pertinenze) non di lusso, su cui paga IMU agevolata o e esente, e ha solo redditi da lavoro dipendente o pensione gia tassati alla fonte;Fabbricati per cui sussistono cause di esenzione IRPEF totale (fabbricati rurali strumentali con codice 17, immobili in costruzione, ecc.). Cosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)Il quadro B si articola in due sezioni: la Sezione I (righi da B1 a B11) per i dati anagrafici e catastali di ciascun immobile, e la Sezione II per i dati relativi ai contratti di locazione. Vediamo i campi principali.Sezione I – Dati identificativi dell’immobileColonna 1 – Rendita catastale: si indica la rendita non rivalutata risultante dalla visura catastale; il sistema applica automaticamente la rivalutazione del 5%;Colonna 2 – Codice utilizzo: il dato piu importante; dipende dall’uso effettivo dell’immobile (vedi tabella sotto);Colonna 3 – Giorni di possesso: massimo 365; in caso di acquisto/vendita nell’anno si indicano i giorni effettivi;Colonna 4 – Percentuale di possesso: 100% se proprietario unico, quota effettiva in caso di comproprieta;Colonna 5 – Codice canone: indica il regime di tassazione del canone (cedolare 21%, 10%, IRPEF ordinaria, ecc.);Colonna 6 – Canone di locazione: per gli immobili dati in affitto, importo del canone annuale rapportato ai giorni e alla percentuale di possesso;Colonna 7 – Casi particolari: per immobili di interesse storico/artistico, immobili inagibili, ecc.;Colonne 8-12: continuazione, codice comune, abitazione principale, immobili antisismici, cedolare secca, esenzioni IMU.I codici utilizzo piu importantiCodiceSignificato1Abitazione principale2Immobile a disposizione (seconda casa non locata)3Immobile locato in regime di libero mercato (canone libero)4Canone concordato con cedolare secca5Pertinenza abitazione principale (box, cantina, soffitta)8Immobile locato in regime convenzionale (equo canone)9Altri usi (es. unita non utilizzata in attesa di destinazione)10Abitazione concessa in uso gratuito a familiare residente11Locazione parziale (parte affittata, parte abitata)12Immobile di interesse storico-artistico locato16Immobile situato in Comune colpito da calamita (esente)17Immobile rurale strumentale (esente IRPEF)18Immobile in Provincia di Trento o Bolzano soggetto a IMI/IMIS19Immobile esente per enti non commercialiAttenzione: per le locazioni brevi (durata fino a 30 giorni) c’e un trattamento dedicato; il codice utilizzo e il 3 (libero mercato) o, se si opta per la cedolare, il 4, ma il dato si combina con la sezione II e con il nuovo riquadro per il CIN (vedi paragrafo dedicato).Sezione II – Dati dei contratti di locazioneIn Sezione II vanno indicati gli estremi di registrazione del contratto (data, numero, serie, codice ufficio) o, in alternativa, gli estremi della denuncia/comunicazione presentata. Per gli affitti brevi sotto i 30 giorni la registrazione del contratto non e obbligatoria, ma resta l’obbligo di comunicazione di alloggiati alla Questura e l’indicazione del CIN nelle pubblicita e nei contratti. Novita CIN: il Codice Identificativo Nazionale per affitti brevi e turisticiLa principale novita che impatta il quadro B 730/2026 e l’obbligo del CIN – Codice Identificativo Nazionale, introdotto dall’art. 13-ter del DL 145/2023 (decreto Anticipi) e diventato pienamente operativo nel corso del 2025 dopo l’avvio della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo.Cos’e il CIN e a cosa serveIl CIN e un codice alfanumerico univoco assegnato a ciascuna unita immobiliare destinata a:Locazione per finalita turistiche (ai sensi della L. 431/1998);Locazioni brevi di durata non superiore a 30 giorni (DL 50/2017);Strutture ricettive turistiche alberghiere ed extralberghiere (B&B, agriturismi, affittacamere, case vacanza).Il codice deve essere esposto all’esterno dello stabile e indicato in tutti gli annunci pubblicitari (siti, portali OTA come Airbnb e Booking, social media) e nei contratti.Come ottenere il CINIl CIN si ottiene gratuitamente accedendo al portale BDSR del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it) tramite SPID o CIE. Occorre inserire i dati catastali dell’immobile, i requisiti di sicurezza (estintori, rilevatori di gas e CO) e i dati del titolare. Il rilascio e immediato.Come si dichiara il CIN nel 730/2026Nel modello 730/2026, per gli immobili destinati a locazioni brevi (codice utilizzo 3 o 4) e necessario riportare il CIN nell’apposita colonna del quadro B, in corrispondenza dell’unita immobiliare interessata. La compilazione del campo CIN e obbligatoria: la sua mancanza puo far scattare i controlli automatici incrociati tra Agenzia delle Entrate e Banca dati strutture ricettive.Sanzioni per chi non rispetta gli obblighi CINMancata richiesta del CIN: sanzione amministrativa indicativamente da 800 a 8.000 euro per ciascuna struttura/immobile (l’importo varia in base alla dimensione della struttura – da verificare con il decreto attuativo aggiornato);Mancata esposizione del CIN all’esterno o nelle pubblicita: sanzione indicativamente da 500 a 5.000 euro per ciascuna inserzione/struttura;Affitti brevi senza CIN: in caso di accertamento, l’amministrazione puo procedere alla rimozione dell’annuncio dai portali e al recupero delle imposte.Per gli importi esatti delle sanzioni e le scadenze aggiornate, fare riferimento al sito ufficiale del Ministero del Turismo e all’Agenzia delle Entrate. Esclusioni dal quadro B: cosa NON va dichiaratoNon tutti gli immobili posseduti generano un reddito da dichiarare nel quadro B. Sono esclusi:Immobili in costruzione o in ristrutturazione: fino al termine dei lavori e all’accatastamento, non producono reddito imponibile (purche siano effettivamente non utilizzati);Immobili posseduti da societa di persone o di capitali nell’esercizio dell’attivita d’impresa (vanno nel quadro RB del modello Redditi PF/SC);Immobili oggetto di sequestro o confisca finche perdura il provvedimento;Fabbricati rurali strumentali (codice utilizzo 17): se rispettano i requisiti del DM 26/7/2012, sono esenti IRPEF perche il reddito e gia compreso in quello dominicale del terreno;Immobili esenti IMU/IRPEF a seguito di terremoti recenti (codice 16), nei Comuni indicati dalle ordinanze di Protezione civile;Immobili destinati esclusivamente all’esercizio del culto e relative pertinenze.Anche gli immobili totalmente inagibili o collabenti (categoria catastale F/2) non concorrono a formare reddito ma vanno comunque indicati con il codice 9 e l’opportuno codice “casi particolari”.IMU vs IRPEF: il principio di alternativitaUna delle regole piu importanti per la compilazione corretta del quadro B e il principio di alternativita IMU/IRPEF: dal 2014, l’IMU sostituisce l’IRPEF e relative addizionali su tutti gli immobili non locati. Vediamo gli scenari principali.Abitazione principaleCategoria non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7): esente IMU (regola generale) e esente IRPEF;Categoria di lusso (A/1, A/8, A/9): IMU dovuta con aliquota agevolata, IRPEF non dovuta sul reddito dell’abitazione (sostituita da IMU).Seconda casa non locataSe l’immobile e nello stesso Comune dell’abitazione principale: paga IMU + e dovuta IRPEF al 50% della rendita catastale rivalutata maggiorata di 1/3 (codice utilizzo 2). Se invece e in altro Comune: paga solo IMU, IRPEF non dovuta.Immobile locatoSe l’immobile e locato: si paga IMU e IRPEF (o cedolare secca) sul canone. L’alternativita non opera per gli immobili che producono reddito da locazione. Cedolare secca per le locazioni: aliquote 2026La cedolare secca e un regime sostitutivo opzionale che consente di tassare il canone di locazione con un’aliquota fissa, escludendolo dal reddito complessivo IRPEF. E spesso piu vantaggioso, soprattutto per chi ha aliquote IRPEF medio-alte. Le aliquote in vigore nel 2026 (per i redditi 2025) sono:Tipologia contrattoAliquotaCanone libero (4+4 anni)21%Canone concordato (3+2) in Comuni ad alta tensione abitativa10%Affitti brevi – primo immobile destinato a locazione breve21%Affitti brevi – dal secondo al quarto immobile26%Affitti brevi – oltre 4 immobili (attivita imprenditoriale)Non si applica la cedolare; obbligo P.IVAVantaggi cedolare secca: aliquota fissa indipendente dagli scaglioni IRPEF, esclusione del canone dal reddito complessivo (utile per ISEE e detrazioni), nessuna imposta di registro e di bollo annuale.Svantaggi: rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone per la durata dell’opzione, perdita delle detrazioni per canoni di locazione (lato inquilino), e canone non concorre alla formazione del reddito utile per altre agevolazioni.L’opzione si esercita in dichiarazione barrando l’apposita casella in colonna “Cedolare secca” del quadro B (codice canone 3 per la cedolare 21%, codice 4 per il 10% concordato).Errori piu comuni da evitare nel quadro BDimenticare il CIN per gli immobili affittati con contratti di locazione breve: il sistema dei controlli automatizzati ora incrocia i dati con la BDSR;Confondere abitazione principale con prima casa: la “prima casa” e una nozione fiscale legata all’acquisto (agevolazioni 2%/4%); l'”abitazione principale” e la dimora abituale e residenza anagrafica del contribuente. Solo quest’ultima beneficia del codice 1;Errato calcolo del periodo di possesso in caso di compravendita: i giorni vanno calcolati dalla data del rogito (incluso il giorno per il venditore o per l’acquirente, mai entrambi);Mancata indicazione di immobili posseduti per pochi mesi: anche un immobile ereditato a novembre o acquistato a dicembre va dichiarato con i giorni effettivi;Errore sulla percentuale di possesso in caso di comproprieta: ogni comproprietario dichiara solo la propria quota;Omessa indicazione delle pertinenze (codice 5): box, cantina, soffitta vanno indicati separatamente con il loro identificativo catastale;Cedolare secca dichiarata male: non basta barrare la casella, serve aver inviato il modello RLI all’Agenzia delle Entrate alla registrazione del contratto. Compila il quadro B con il CAF Centro Fiscale di UdineCompilare il quadro B in autonomia puo essere rischioso: tra codici utilizzo, novita CIN, scelte di cedolare secca e principio di alternativita IMU/IRPEF, e facile commettere errori che si traducono in sanzioni o accertamenti. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori si occupano di tutto, dal controllo delle visure catastali all’invio telematico del 730.Documenti necessari per il quadro BVisure catastali aggiornate di tutti gli immobili posseduti (anche pertinenze);Atti di acquisto/vendita intervenuti nel 2025;Atti di successione o donazione ricevuti nel 2025;Contratti di locazione registrati e relative ricevute di pagamento dell’imposta di registro (per chi non ha optato per la cedolare);Eventuali contratti di locazione breve e codice CIN assegnato all’immobile;F24 IMU pagati nel 2025 (acconto giugno + saldo dicembre);Modello RLI presentato all’Agenzia delle Entrate per l’opzione cedolare secca (se applicabile).Vantaggi del CAF Centro FiscaleVisto di conformita: ti garantiamo la correttezza formale della dichiarazione e ci assumiamo la responsabilita fiscale verso l’Agenzia delle Entrate;Controllo incrociato dei dati catastali con quanto comunicato dall’Agenzia;Assistenza per il CIN: ti aiutiamo a richiederlo e a gestirlo correttamente in dichiarazione;Calcolo della convenienza tra cedolare secca e IRPEF ordinaria;Rispetto delle scadenze: il 730/2026 va inviato entro il 30 settembre 2026.Prenota l’appuntamento per il tuo 730/2026Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste passo passo nella compilazione del modello 730/2026, anche per i casi piu complessi del quadro B (affitti brevi, CIN, cedolare secca, immobili in comproprieta).Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTelefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Servizio dedicato: Modello 730 Dichiarazione dei Redditi📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Devo dichiarare la prima casa nel quadro B del 730/2026?Si, l’abitazione principale (con codice utilizzo 1) e relative pertinenze (codice 5) vanno indicate, ma se non e di lusso (categorie A/1, A/8, A/9) il reddito e azzerato grazie alla deduzione equivalente alla rendita rivalutata. Resta comunque un’indicazione obbligatoria per il quadro complessivo del patrimonio.Cos’e il CIN e quando va indicato nel 730/2026?Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) e il codice univoco assegnato dal Ministero del Turismo a ogni unita immobiliare destinata a locazione breve, locazione turistica o struttura ricettiva. Va indicato nel quadro B del 730/2026 in corrispondenza dell’immobile interessato, accanto al codice utilizzo 3 o 4.Posso usare la cedolare secca anche per gli affitti brevi?Si, ma con un’avvertenza: dal 2024 la cedolare e al 21% solo per il primo immobile destinato a locazione breve, mentre dal secondo al quarto sale al 26%. Oltre 4 immobili l’attivita si presume imprenditoriale e occorre aprire la partita IVA, perdendo l’accesso al regime agevolato.Cosa succede se dimentico un immobile nel quadro B?L’omissione e sanabile con il 730 integrativo entro il 25 ottobre, oppure con il modello Redditi PF correttivo o integrativo. Se l’errore viene rilevato dall’Agenzia, scattano sanzioni dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta, riducibili con il ravvedimento operoso.Gli immobili in ristrutturazione vanno dichiarati nel quadro B?No, non producono reddito imponibile durante i lavori, purche risultino effettivamente non utilizzati e i lavori siano regolarmente comunicati al Comune. Vanno comunque indicati con il codice 9 (altri usi) o segnalati come immobili in costruzione (codice F/3 o F/4 in catasto).L’IMU e alternativa all’IRPEF su tutti gli immobili?No, l’alternativita opera solo sugli immobili non locati. Sugli immobili affittati si paga sia IMU sia IRPEF (o cedolare). C’e poi l’eccezione delle seconde case nello stesso Comune dell’abitazione principale: pagano IMU + 50% IRPEF su rendita maggiorata di 1/3.Entro quando devo presentare il 730/2026?Il termine ordinario per il 730/2026 e il 30 settembre 2026. Per il modello Redditi PF (richiesto se hai redditi non compatibili con il 730) il termine e il 31 ottobre 2026. Prenota per tempo l’appuntamento al CAF per evitare le code di settembre.Approfondisci sul nostro blogRimborso 730 Pensionati 2026: quando arriva sulla pensioneServizio Modello 730 Dichiarazione dei Redditi – CAF UdineIMU 2026 Pensionati: acconto giugno, esenzioni e casi particolariIscriviti alla newsletter del CAF Centro FiscaleRicevi ogni mese aggiornamenti su scadenze fiscali, novita 730, IMU, pensioni e patronato. Niente spam, solo informazioni utili.Iscriviti gratis alla newsletterMaggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 06:50:092026-05-31 10:11:42Modello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti Brevi