NOTIZIEBonus bollette 60 euro, la guida su ISEE e come ottenerloDa agosto 2026 potrebbe arrivare un nuovo bonus bollette 60 euro per le famiglie con ISEE superiore alle soglie del bonus sociale ordinario ma comunque contenuto. Si tratta di una misura pensata per una fascia di reddito intermedia, quella che finora restava esclusa dagli sconti energetici riservati ai nuclei più fragili. Vediamo insieme come funziona, chi può richiederlo e soprattutto cosa serve fare per ottenerlo. Cos’è il bonus bollette 60 euro ISEEIl bonus bollette 60 euro è un contributo economico pensato per alleggerire il peso delle spese energetiche di quelle famiglie che hanno un ISEE troppo alto per accedere al bonus sociale ordinario, ma che comunque non rientrano tra i redditi più elevati. Il bonus sociale tradizionale, infatti, è riservato a chi ha un ISEE fino a 9.796 euro (soglia in vigore dal 1 gennaio 2026, che sale a 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico). Questo nuovo contributo, invece, allarga la platea dei beneficiari fino a una soglia più alta.Secondo quanto emerso, la misura sarebbe rivolta alle famiglie con ISEE compreso tra circa 9.796 euro e 25.000 euro, una fascia che comprende molti nuclei familiari con redditi medio-bassi che finora restavano esclusi da qualsiasi agevolazione in bolletta. Per avere un quadro completo dei requisiti e delle soglie ISEE aggiornate al 2026, può essere utile consultare la nostra guida completa all’ISEE 2026.Un contributo volontario, non obbligatorio per tutti i fornitoriUn aspetto importante da chiarire subito riguarda la natura di questo bonus bollette: non si tratta di un obbligo di legge esteso a tutti i fornitori di energia, ma di un contributo volontario. In pratica, sono le singole aziende fornitrici di luce e gas a decidere se aderire o meno all’iniziativa, riconoscendo lo sconto ai propri clienti che rispettano i parametri ISEE previsti.Questo significa che non tutti i clienti con ISEE nella fascia indicata riceveranno automaticamente lo sconto: dipenderà dal fatto che il proprio fornitore abbia scelto di partecipare al programma. Le compagnie che intendono aderire dovrebbero comunicare la propria decisione all’autorità di regolazione del settore energetico entro una finestra temporale definita, presumibilmente tra metà luglio e fine agosto. È quindi consigliabile verificare, tramite il proprio fornitore, se rientra tra gli operatori aderenti. Quando arriva il bonus bollette in bollettaPer quanto riguarda la decorrenza, il nuovo bonus bollette 60 euro dovrebbe essere applicato a partire dalle fatture relative ai consumi di agosto 2026. Lo sconto verrebbe inserito direttamente nella prima bolletta utile, in automatico, senza che il cliente debba fare alcuna richiesta separata.Questo è un elemento centrale della misura: non è previsto un modulo da compilare o una domanda da presentare all’INPS o al proprio Comune. Il meccanismo dovrebbe funzionare in modo simile al bonus sociale, cioè tramite lo scambio automatico di dati tra INPS, l’autorità di regolazione energetica e i fornitori aderenti, che verificano la presenza di un ISEE valido collegato all’utenza domestica del richiedente.Requisiti per il bonus bollette 60 euro ISEEPer rientrare nella platea dei potenziali beneficiari del bonus bollette servono due condizioni principali. Vediamole nel dettaglio.Avere un ISEE in corso di validità, quindi una DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) aggiornata e non scaduta, con un valore compreso nella fascia individuata dalla misuraEssere titolari di una utenza domestica di energia elettrica o gas, intestata direttamente al richiedente o a un componente del nucleo familiare presente nella DSUAvere come fornitore una compagnia che ha scelto di aderire volontariamente all’iniziativaChi ha un ISEE scaduto o non aggiornato rischia di restare escluso dal beneficio, anche se rientrerebbe nei parametri economici richiesti. Per questo motivo, verificare la validità della propria attestazione ISEE è un passaggio da non sottovalutare. In alcuni casi può convenire anche valutare un ISEE corrente, utile quando la situazione reddituale è cambiata rispetto all’anno di riferimento della DSU ordinaria.Come funziona in pratica il bonus bolletteNella pratica, il funzionamento del bonus bollette 60 euro dovrebbe essere completamente automatico per il cliente finale. Non c’è nessuna domanda da presentare: è il sistema di scambio dati tra enti previdenziali e fornitori a individuare le utenze compatibili con i requisiti ISEE e a comunicarlo alle compagnie energetiche aderenti.Il cliente che rientra nei parametri vedrà quindi comparire lo sconto direttamente in bolletta, senza dover effettuare alcuna operazione. L’unica accortezza, come detto, riguarda la validità dell’ISEE: senza una DSU aggiornata, il sistema non potrà verificare il diritto al beneficio. Chi ha ancora dubbi o difficoltà nella compilazione della DSU può sempre rivolgersi al CAF per un supporto nella verifica e nell’aggiornamento della pratica.Va inoltre ricordato che questo nuovo contributo si affianca ad altre misure di sostegno già attive per le famiglie con redditi contenuti, come la Carta Dedicata a te 2026. Per chi invece vuole valutare un risparmio strutturale sui costi energetici, può essere utile anche dare un’occhiata al nostro approfondimento sul confronto tariffe luce e gas 2026. L’aiuto del CAF per l’ISEE e la DSUConsiderato che l’accesso al bonus bollette 60 euro dipende interamente dalla presenza di un ISEE valido nella fascia corretta, il primo passo per non perdere l’agevolazione è assicurarsi che la propria DSU sia aggiornata. Il CAF Centro Fiscale di Udine può supportarti nella compilazione o nel rinnovo dell’ISEE, verificando che tutti i dati reddituali e patrimoniali siano corretti e completi, così da evitare ritardi o esclusioni indebite dal beneficio.Restano ancora da definire alcuni dettagli attuativi della misura, come l’elenco preciso dei fornitori aderenti e le modalità operative dello scambio dati tra enti. Continueremo ad aggiornare questo articolo non appena arriveranno conferme ufficiali.Luglio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-18 12:00:002026-07-18 09:54:41Bonus bollette 60 euro, la guida su ISEE e come ottenerlo
NOTIZIEBonus esentasse nel 730/2026: quali dichiarare e quali noCon l’avvicinarsi della scadenza per la dichiarazione dei redditi, molti contribuenti si chiedono quali bonus e indennità percepiti nel corso del 2025 debbano essere inseriti nel 730/2026. La domanda non è banale: alcune misure sono esenti da IRPEF e non vanno dichiarate, mentre altre concorrono a formare il reddito imponibile e devono essere indicate con attenzione, pena il rischio di errori e conguagli in fase di controllo. Vediamo insieme quali sono i bonus esentasse e quali invece rientrano tra i redditi da dichiarare nel 730/2026. Bonus esentasse 730/2026: cosa non si dichiaraPartiamo dai bonus esentasse, cioè quelle somme che la legge esclude espressamente dalla base imponibile IRPEF. Il caso più diffuso è l’Assegno Unico e Universale (AUU) per i figli a carico, erogato mensilmente dall’INPS. Si tratta di una prestazione che, per espressa previsione normativa, non concorre alla formazione del reddito complessivo: non va quindi inserita nel modello 730/2026 e non incide né sull’IRPEF dovuta né sul calcolo dell’ISEE ai fini della prestazione stessa. In pratica, chi ha percepito l’Assegno Unico nel 2025 non troverà (e non deve cercare) alcuna riga dedicata nel quadro dei redditi.Discorso simile vale per il cosiddetto bonus Renzi, oggi trasformato nel trattamento integrativo IRPEF. Questa somma, se spettante, viene già erogata direttamente in busta paga dal datore di lavoro (sostituto d’imposta) e non richiede una dichiarazione separata come “reddito”: semmai, in fase di 730, si verifica se il trattamento integrativo è stato correttamente riconosciuto durante l’anno o se serve un conguaglio a favore del contribuente. Per approfondire questo meccanismo, il CAF Centro Fiscale ha dedicato una guida al trattamento integrativo IRPEF 2026 e al recupero del bonus Renzi nel 730.Rientrano generalmente tra le somme esenti anche diversi bonus una tantum introdotti da specifici provvedimenti normativi (ad esempio contributi straordinari per il caro energia o per particolari categorie di famiglie), quando la norma istitutiva ne prevede espressamente la non tassabilità. In questi casi è sempre bene verificare puntualmente il testo della misura, perché non esiste una regola generale valida per ogni bonus: ogni provvedimento può stabilire un trattamento fiscale diverso.Cosa va inserito nel 730/2026: i redditi imponibiliSul fronte opposto troviamo le indennità che, pur avendo una funzione di sostegno al reddito, sono fiscalmente equiparate a un reddito da lavoro dipendente e devono quindi essere dichiarate nel 730/2026. L’esempio più rilevante è la NASpI, l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Anche se la NASpI è già soggetta a ritenuta IRPEF operata direttamente dall’INPS in qualità di sostituto d’imposta, questo non significa che non vada dichiarata: si tratta infatti di un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, che concorre alla formazione del reddito complessivo e va riportato nel Quadro C del modello 730 (o quadro RC del modello Redditi Persone Fisiche), sulla base di quanto indicato nella Certificazione Unica rilasciata dall’INPS.In altre parole, chi ha percepito la NASpI nel corso del 2025 dovrà controllare con attenzione la propria Certificazione Unica INPS e riportare l’importo indicato nella dichiarazione, proprio come farebbe con lo stipendio di un lavoro dipendente. Questo passaggio è fondamentale anche per calcolare correttamente eventuali detrazioni per lavoro dipendente spettanti sul periodo di percezione dell’indennità. Per capire come si gestiscono questi redditi all’interno della dichiarazione, può essere utile consultare la guida sul Quadro C del 730/2026 dedicato ai redditi di lavoro dipendente.Vale la pena ricordare che il trattamento fiscale delle indennità sostitutive di reddito (disoccupazione, malattia, maternità erogata da INPS in alcuni casi) può presentare differenze in base alla natura specifica della prestazione e alla categoria di lavoratore coinvolta. Per questo motivo, prima di compilare autonomamente il modello, è sempre consigliabile far verificare la propria posizione da un professionista, così da evitare errori che potrebbero generare successivi accertamenti o richieste di conguaglio da parte dell’Agenzia delle Entrate. Come riconoscere i bonus esentasse nella propria situazionePer orientarsi tra le diverse misure, un primo criterio pratico è controllare se il bonus percepito compare o meno nella Certificazione Unica (CU): se un’indennità è riportata nella CU come reddito, quasi certamente andrà inserita nel 730/2026. Se invece si tratta di un contributo non fiscalmente rilevante, come l’Assegno Unico, normalmente non comparirà tra i redditi imponibili della certificazione.Un secondo elemento utile riguarda la fonte normativa del bonus: molte misure una tantum prevedono espressamente, nel decreto o nella legge istitutiva, la clausola di esenzione fiscale. In assenza di questa indicazione, la regola generale del Testo Unico delle Imposte sui Redditi tende a considerare imponibili le somme che sostituiscono un reddito da lavoro. Tra gli aspetti da monitorare per la campagna 730/2026 rientra anche il tema dei rimborsi e conguagli sulle pensioni, un ambito in cui le tempistiche di erogazione INPS incidono direttamente sulle scadenze della dichiarazione: ne parliamo nell’approfondimento su pensioni, quattordicesima e rimborsi 730 a luglio 2026.Va infine ricordato che gli errori nella dichiarazione di redditi esenti o, al contrario, l’omissione di indennità imponibili come la NASpI, possono generare lettere di compliance o richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo affidarsi a un professionista che verifichi puntualmente ogni voce della Certificazione Unica resta la soluzione più sicura per evitare sorprese.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la compilazione del 730/2026, verificando caso per caso quali bonus vanno dichiarati e quali sono esenti, sia in ufficio che online. Per informazioni e un preventivo personalizzato, contattaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Luglio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-18 11:00:002026-07-18 09:56:10Bonus esentasse nel 730/2026: quali dichiarare e quali no
NOTIZIEFatturazione Podologo 2026: Albo, Sistema TS e Detrazioni PazientiIndice dei contenutiIl podologo come professione sanitaria 2026Regime fiscale del podologo: forfettario, ordinario, semplificatoSistema TS podologo: trasmissione spese sanitarieDetrazione fiscale del 19% per i pazienti del podologoListino tariffe del podologo 2026Fatturazione a pazienti diabetici e croniciBollo da 2 euro sulla fattura del podologo forfettarioSoftware di fatturazione consigliati per podologiLa fatturazione podologo 2026 richiede una conoscenza precisa di obblighi fiscali, deontologici e tecnici che vanno ben oltre la semplice emissione di una ricevuta. Il podologo è una professione sanitaria a tutti gli effetti, iscritta all’albo TSRM-PSTRP, e questo comporta una serie di regole specifiche su esenzione IVA, Sistema Tessera Sanitaria, marca da bollo e detrazione del 19% per i pazienti. Una gestione corretta della fatturazione podologo 2026 significa non solo evitare sanzioni, ma anche permettere ai pazienti, spesso anziani o diabetici, di portare in detrazione le spese sostenute. In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine vediamo come strutturare la fatturazione podologo 2026 in modo conforme: dall’albo professionale al regime forfettario, dal Sistema TS alla scelta del software fatturazione podologo più adatto. Il podologo come professione sanitaria 2026Il podologo è inquadrato come professione sanitaria ai sensi della Legge 3/2018 (Legge Lorenzin) e successivi decreti attuativi. Si tratta di un professionista che diagnostica e tratta autonomamente le patologie del piede di natura non chirurgica, con un percorso universitario specifico (Laurea L/SNT2 in Podologia). Per esercitare è obbligatoria l’iscrizione all’albo dei podologi, gestito dalla FNO TSRM-PSTRP (Federazione Nazionale degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione).La tassa annuale di iscrizione all’albo per il 2026 è di 89 euro più 1,43 euro di costo pagoPA, importo deducibile come spesa professionale. Senza iscrizione all’albo, l’attività è considerata abusivo esercizio della professione sanitaria, con sanzioni penali e impossibilità di accedere all’esenzione IVA.Il codice ATECO 2025 corretto per la fatturazione podologo 2026 è 86.99.09 (“Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.”), come indicato dalla nota ISTAT/FNO TSRM-PSTRP; il codice 86.90.29 era il riferimento della precedente classificazione ATECO 2007 e non va più usato come attuale.Dal punto di vista IVA, le prestazioni del podologo iscritto all’albo sono esenti IVA ex articolo 10 n. 18 del DPR 633/1972, in quanto prestazioni sanitarie rese da soggetti abilitati. In pratica, sulla fattura non si applica l’aliquota IVA al 22%, ma si indica la dicitura di esenzione e si pone la marca da bollo da 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro.Per chi sta aprendo l’attività ex novo, consigliamo di leggere la nostra guida su come aprire la partita IVA per professioni sanitarie. Regime fiscale del podologo: forfettario, ordinario, semplificatoIl podologo forfettario è la scelta più diffusa per chi inizia o per chi mantiene un fatturato contenuto. Il regime forfettario 2026 prevede un limite di ricavi di 85.000 euro annui e applica un’imposta sostitutiva unica che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. In pratica, invece di pagare diverse imposte separate, il podologo partita IVA paga una sola imposta con aliquota agevolata.L’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività se sono rispettati i requisiti di novità (non aver esercitato attività professionale nei tre anni precedenti). Il calcolo si basa sul coefficiente di redditività del 78% previsto per il codice ATECO 86.90.29 / 86.99.09: significa che il 78% del fatturato è considerato reddito imponibile, mentre il 22% è la quota forfettaria di costi riconosciuta a forfait.Esempio pratico fatturazione podologo 2026 in forfettario: Marco è podologo a Udine, ha fatturato 50.000 euro nel 2026 ed è al terzo anno di attività (aliquota 5%). Il calcolo:Ricavi: 50.000 euroReddito imponibile (78%): 39.000 euroContributi Gestione Separata INPS versati e dedotti: 6.500 euro (ipotesi)Reddito netto: 32.500 euroImposta sostitutiva (5%): 1.625 euroChi supera la soglia degli 85.000 euro o non rispetta i requisiti accede al regime semplificato o al regime ordinario, con tassazione IRPEF a scaglioni, possibilità di dedurre i costi analitici (locazione studio, attrezzature, formazione) e obbligo di tenere la contabilità completa. Il podologo partita IVA strutturato con studio proprio spesso valuta il regime ordinario quando i costi superano il 22% riconosciuto a forfait.La scelta del regime è strategica: il CAF Centro Fiscale di Udine analizza il tuo caso specifico considerando fatturato previsto, costi di studio, attrezzature, contributi previdenziali e ti consiglia il regime forfettario 2026 o il regime ordinario, in ufficio o online. Sistema TS podologo: trasmissione spese sanitarieIl Sistema TS (Tessera Sanitaria) è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie tutte le spese sanitarie sostenute dai cittadini italiani. La trasmissione consente all’Agenzia delle Entrate di precompilare la dichiarazione dei redditi dei pazienti, inserendo automaticamente le spese mediche detraibili nel modello 730 precompilato.Il Sistema TS podologo è obbligatorio dal DM 1 settembre 2016 e successivo DM 13 marzo 2018, che ha esteso l’obbligo a tutte le professioni sanitarie iscritte agli albi, compresi i podologi iscritti all’albo TSRM-PSTRP.Novità 2026: trasmissione annuale e non più semestrale. Dal 1° gennaio 2025 la trasmissione è diventata annuale. Per le spese sanitarie 2025, l’invio doveva essere effettuato entro il 2 febbraio 2026 (perché il 31 gennaio è caduto di sabato). Per le spese 2026, la scadenza di trasmissione è il 31 gennaio 2027. Si tratta di un cambiamento importante che semplifica gli adempimenti del podologo, ma richiede comunque una gestione ordinata di ogni fattura emessa.Il podologo deve trasmettere tramite Sistema TS:Dati anagrafici del paziente (codice fiscale o tessera sanitaria)Importo della prestazione e modalità di pagamentoData della prestazioneTipologia di spesa con codice corrispondente (visita podologica, trattamento, ortesi)Eventuale flag di opposizione del paziente all’invio dei datiL’opposizione 730 è il diritto del paziente di chiedere che la spesa non venga trasmessa al Sistema TS e quindi non compaia nel 730 precompilato. Il podologo è obbligato a chiedere al paziente se intende esercitare l’opposizione e ad annotarla sulla fattura. Se il paziente si oppone, il dato non viene trasmesso, ma la spesa resta comunque detraibile al 19% indicandola manualmente in dichiarazione.Il mancato o tardivo invio comporta sanzioni: 100 euro per ogni comunicazione errata o omessa, con tetto massimo di 50.000 euro per periodo d’imposta. Per evitare errori, molti podologi scelgono software dedicati che automatizzano la trasmissione. Detrazione fiscale del 19% per i pazienti del podologoLa detrazione 19% podologo è uno dei principali vantaggi che il professionista può offrire ai propri pazienti. Le prestazioni del podologo iscritto all’albo rientrano tra le spese sanitarie detraibili ai sensi dell’articolo 15 comma 1 lettera c) del TUIR (DPR 917/1986). In pratica, il paziente recupera il 19% della spesa sostenuta in sede di dichiarazione dei redditi, sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro annui complessivi per tutte le spese sanitarie.Esempio: la signora Anna, paziente diabetica seguita da un podologo a Udine, spende 800 euro l’anno per controlli e trattamenti. Considerata la franchigia di 129,11 euro, la base detraibile è di 670,89 euro. La detrazione effettiva è circa 127 euro che vengono restituiti come minor IRPEF nella dichiarazione dei redditi.Per agevolare la detrazione 19% podologo, la fatturazione podologo 2026 deve contenere alcuni elementi essenziali:Intestazione completa del paziente con nome, cognome, indirizzo e codice fiscaleDescrizione dettagliata della prestazione sanitaria (es. “trattamento podologico per onicocriptosi”, non semplicemente “visita”)Importo distinto per ciascuna prestazioneModalità di pagamento tracciabile (bonifico, carta, POS, bancomat) – obbligatoria dal 2020 per la detrazioneRiferimento all’iscrizione all’albo TSRM-PSTRP con numero di iscrizioneDicitura di esenzione IVA ex art. 10 n. 18 DPR 633/72Marca da bollo da 2 euro se importo superiore a 77,47 euroLa modalità di pagamento tracciabile è obbligatoria dal 1° gennaio 2020: le spese pagate in contanti non sono detraibili (con eccezione di farmaci, dispositivi medici e prestazioni rese da strutture pubbliche o accreditate SSN). Quindi il podologo libero professionista deve sempre incassare con strumenti tracciabili e indicarlo in fattura.Per i pazienti che vogliono inserire le spese podologiche nel 730 dichiarazione redditi, una corretta fatturazione è quindi essenziale. Puoi approfondire anche la guida sulle detrazioni fiscali disponibili. Listino tariffe del podologo 2026Le tariffe del podologo partita IVA variano in base alla regione, all’esperienza professionale e al tipo di prestazione. Pur non esistendo un tariffario obbligatorio (i minimi tariffari sono stati aboliti dal DL 223/2006 Bersani), gli ordini professionali pubblicano indicazioni orientative che è utile conoscere per impostare un listino congruo.I range di mercato 2026 per le prestazioni più diffuse sono:Visita podologica iniziale: 40 – 70 euroTrattamento di callosità e duroni: 35 – 60 euroOnicocriptosi (unghia incarnita): 50 – 100 euro a sedutaPlantari su misura / ortesi siliconiche: 80 – 200 euro a sedutaControllo periodico paziente diabetico: 35 – 55 euroTrattamento verruche plantari: 50 – 90 euroNella fatturazione podologo 2026 è importante distinguere le prestazioni sanitarie pure (esenti IVA art. 10) dalle eventuali vendite di dispositivi medici (es. plantari prefabbricati, calze tecniche), che possono essere considerate cessioni di beni con regime IVA differente. La maggior parte degli ortesi su misura realizzati dal podologo nell’ambito della prestazione sanitaria resta esente IVA come prestazione professionale.Un aspetto pratico spesso sottovalutato: il podologo forfettario deve indicare in fattura, oltre alla dicitura di esenzione IVA, anche la dicitura del regime forfettario (“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89 della Legge 190/2014 – regime forfettario”). Il forfettario non addebita IVA in fattura, ma non per esenzione, bensì per non assoggettamento al tributo. Fatturazione a pazienti diabetici e croniciI pazienti diabetici rappresentano una fetta significativa della clientela del podologo, perché necessitano di controlli periodici frequenti (in media ogni 2-3 mesi) per prevenire complicanze quali il piede diabetico, ulcere e infezioni. Questo crea esigenze specifiche di fatturazione podologo 2026 che meritano attenzione.Una gestione efficiente prevede l’emissione di una fattura per singola seduta oppure, in alternativa, di una fattura per ciclo di prestazioni (es. pacchetto annuale di 6 controlli). La seconda modalità è apprezzata dai pazienti perché semplifica il pagamento e permette spesso uno sconto fedeltà, ma richiede attenzione nella trasmissione al Sistema TS: ogni singola prestazione deve essere comunque tracciata con la data effettiva di erogazione, non solo con la data del pagamento del pacchetto.Per i pazienti anziani e cronici è particolarmente importante:Verificare sempre il codice fiscale corretto (gli errori sui dati anagrafici impediscono il caricamento nel 730 precompilato)Annotare in modo chiaro l’eventuale opposizione del paziente all’invio dei datiConservare copia firmata del consenso al trattamento dati sanitari (GDPR)Indicare con precisione la tipologia di prestazione (alcune voci specifiche sono già configurate nei tracciati Sistema TS)In ottica fiscale, il podologo libero professionista che lavora prevalentemente con pazienti cronici beneficia di un fatturato ricorrente e prevedibile: questa stabilità rende più semplice la pianificazione fiscale, il calcolo degli acconti e la valutazione tra regime forfettario e regime ordinario. Per la dichiarazione personale del podologo, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste con il 730 e con il modello Redditi PF.Bollo da 2 euro sulla fattura del podologo forfettarioLa marca da bollo da 2 euro sulla fattura del podologo è un obbligo che genera molti dubbi. La regola generale è chiara: la marca da bollo si applica sulle fatture superiori a 77,47 euro quando l’operazione è esente, non imponibile o non soggetta a IVA. Le prestazioni sanitarie del podologo rientrano in questa casistica perché sono esenti IVA ex art. 10 n. 18 DPR 633/72.Per il podologo forfettario vale la stessa regola: anche se il forfettario non addebita IVA, le sue fatture sopra 77,47 euro richiedono la marca da bollo da 2 euro. L’obbligo è quindi indipendente dal regime fiscale e dipende solo dal carattere esente/non imponibile dell’operazione.In pratica:Fattura da 70 euro: nessuna marca da bollo (sotto soglia)Fattura da 80 euro: marca da bollo da 2 euro obbligatoriaFattura da 150 euro: marca da bollo da 2 euro obbligatoriaIl bollo può essere applicato fisicamente sulla copia cartacea della fattura (marca adesiva annullata con data) oppure assolto in modo virtuale in fattura elettronica, indicando l’apposita dicitura e versando l’importo con F24 trimestrale (codice tributo 2521).Per le fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio nel cassetto fiscale che calcola automaticamente l’importo del bollo dovuto su base trimestrale, in base alle fatture per cui è stato indicato il flag bollo.Chi paga il bollo? Civilmente, il bollo è in solido tra emittente e destinatario. Nella prassi, il podologo addebita i 2 euro al paziente in fattura come voce separata (“Imposta di bollo a carico del cliente”). Anche questa quota concorre alla base imponibile dei ricavi nel regime forfettario, quindi va considerata nel calcolo della soglia degli 85.000 euro. Software di fatturazione consigliati per podologiLa scelta del software fatturazione podologo giusto fa la differenza tra una gestione fluida e ore perse ogni mese tra adempimenti, errori e correzioni. Un buon software per fatturazione podologo 2026 deve gestire in modo nativo:Fatturazione elettronica verso il Sistema di Interscambio (SdI)Trasmissione automatica al Sistema TS delle spese sanitarieGestione del regime forfettario con calcolo automatico di imposta sostitutiva e contributiMarca da bollo virtuale e calcolo trimestraleModalità di pagamento tracciabili e flag opposizione 730Numerazione progressiva e archivio digitale a normaFatturazione Italia: la soluzione consigliataTra le piattaforme che meglio rispondono alle esigenze del podologo segnaliamo Fatturazione Italia, software italiano cloud particolarmente adatto ai professionisti sanitari per diversi motivi pratici:Sistema TS: incluso nel piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa, 500 fatture, codice destinatario unico JKKZDGR)Zero-config forfettario: configurazione automatica delle diciture obbligatorie del regime forfettarioPrezzo bloccato 3 anni: tariffa garantita senza aumenti per tre anni dal primo pagamento, utile per il podologo partita IVA appena apertaEsenzione IVA art. 10: gestione nativa delle prestazioni sanitarieMarca da bollo virtuale: calcolo trimestrale automatico, a scelta a carico proprio o del clienteWeb app responsiva: emissione fatture anche da smartphone dopo la visita, senza installare nullaLa scelta del software fatturazione podologo è importante, ma da sola non basta: serve anche un consulente che imposti correttamente l’anagrafica, le aliquote, le diciture e che verifichi periodicamente la coerenza tra fatture emesse, registrate e trasmesse al Sistema TS. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio integrato a podologi e altri professionisti sanitari su tutto il territorio nazionale.ConclusioneLa fatturazione podologo 2026 richiede attenzione a molti dettagli che variano dalla scelta del regime fiscale alla corretta gestione del Sistema TS, dalla detrazione del 19% per i pazienti alla marca da bollo. Per un professionista sanitario che vuole concentrarsi sulla cura del paziente, delegare la gestione fiscale a un partner specializzato non è un lusso, ma una necessità.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione podologo 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Il nostro team è specializzato in fiscalità sanitaria e ti supporta in apertura partita IVA, scelta del regime, fatturazione elettronica, Sistema TS e dichiarazione redditi. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Domande Frequenti sulla Fatturazione del PodologoIl podologo deve fare fattura elettronica nel 2026?Si, dal 1 gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica e esteso anche ai professionisti sanitari che effettuano prestazioni nei confronti di persone fisiche, ma con una particolarita: le fatture per prestazioni sanitarie trasmesse al Sistema TS NON devono essere inviate al Sistema di Interscambio per il 2024-2025. Per il podologo forfettario sotto i 25.000 euro l’obbligo di fattura elettronica era inizialmente sospeso, ma dal 2024 e stato esteso a tutti i forfettari. Resta valido il divieto di emettere fattura elettronica per prestazioni che vanno al Sistema TS verso persone fisiche, salvo opposizione del paziente.Posso applicare l’aliquota forfettaria del 5% come podologo?Si, se sei al primo anno di attivita e rispetti i requisiti di novita: non aver esercitato attivita professionale, artistica o d’impresa nei tre anni precedenti, anche occasionalmente. L’aliquota del 5% si applica per i primi 5 anni di attivita (anno di inizio + 4 successivi). Dopo, passi automaticamente al 15%. Attenzione: la collaborazione coordinata e continuativa o l’attivita in studi associati puo escludere dal beneficio. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.Cosa succede se il paziente si oppone all’invio dei dati al Sistema TS?Se il paziente esercita l’opposizione 730, il podologo NON deve trasmettere quella specifica fattura al Sistema TS. La spesa non comparira quindi nella dichiarazione precompilata del paziente, ma resta comunque detraibile al 19%: il paziente potra inserirla manualmente nel 730 o nel modello Redditi PF in sede di dichiarazione. L’opposizione va annotata in fattura e nel registro del podologo. Il diritto all’opposizione e previsto dal Garante Privacy per tutelare i dati sanitari sensibili.Quanto costa aprire la partita IVA come podologo?L’apertura della partita IVA e gratuita all’Agenzia delle Entrate. I costi reali sono: iscrizione all’albo TSRM-PSTRP (89 euro annui per il 2026 + tassa di prima iscrizione una tantum variabile per ordine territoriale, generalmente 100-200 euro), contributi previdenziali ENPAPI (cassa di previdenza per i podologi e altre professioni sanitarie tecniche), eventuale software gestionale e assistenza fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce tutto il pacchetto: dall’apertura alla scelta del regime, dalla fatturazione alla dichiarazione redditi, in ufficio o online in tutta Italia.ARTICOLI CORRELATIRateizzazioni agenzia entrateNOTIZIE Agenzia delle Entrate, uffici aperti più a lungo: due pomeriggi in più per l’assistenzaL'Agenzia delle Entrate ha esteso gli orari di apertura di circa 160 uffici, con due pomeriggi in più dedicati all'assistenza fiscale in presenza e a distanza. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Rateizzazioni-agenzia-entrate.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 07:00:002026-09-29 07:23:25Agenzia delle Entrate, uffici aperti più a lungo: due pomeriggi in più per l’assistenzaNOTIZIE Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaL'assegno ordinario di invalidità INPS è reddito imponibile IRPEF: chi lo percepisce insieme allo stipendio ha due sostituti d'imposta distinti, e in dichiarazione dei redditi scatta spesso un conguaglio a debito. Ecco perché succede e come limitarne l'impatto. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-29 12:00:002026-09-29 07:23:39Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaNOTIZIE Opposizione decreto ingiuntivo: cosa cambia davvero con la riforma del processo civileCosa succede quando arriva un decreto ingiuntivo e come funziona l'opposizione dopo la riforma del processo civile: termini invariati, nuove regole sulla mediazione e conseguenze in caso di inattività. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-29 10:00:002026-09-29 07:22:51Opposizione decreto ingiuntivo: cosa cambia davvero con la riforma del processo civileLuglio 9, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-09 09:00:002026-09-27 09:55:48Fatturazione Podologo 2026: Albo, Sistema TS e Detrazioni Pazienti
Rateizzazioni agenzia entrateNOTIZIE Agenzia delle Entrate, uffici aperti più a lungo: due pomeriggi in più per l’assistenzaL'Agenzia delle Entrate ha esteso gli orari di apertura di circa 160 uffici, con due pomeriggi in più dedicati all'assistenza fiscale in presenza e a distanza. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Rateizzazioni-agenzia-entrate.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 07:00:002026-09-29 07:23:25Agenzia delle Entrate, uffici aperti più a lungo: due pomeriggi in più per l’assistenza
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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NOTIZIE, PATRONATOPagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le dateLuglio 2026 porta con sé una serie di importanti appuntamenti per chi riceve prestazioni dall’INPS. Pensioni con l’aggiunta della quattordicesima, Assegno Unico Universale per le famiglie con figli, NASpI e Assegno di Inclusione: ogni bonifico ha la propria data di accredito e, in alcuni casi, regole specifiche che cambiano rispetto agli altri mesi. Questa guida raccoglie tutte le informazioni aggiornate su pagamenti INPS luglio 2026, con il calendario completo, gli importi attesi e i requisiti per la quattordicesima.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCalendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le date in un colpo d’occhioPensioni luglio 2026: accredito il 1° luglio con la quattordicesimaQuattordicesima pensione 2026: chi ha diritto, requisiti e importiAssegno Unico Universale luglio 2026: data di pagamento e importiNASpI luglio 2026: quando arriva la disoccupazioneAssegno di Inclusione luglio 2026: ricarica il 27 luglioPensioni in ritardo o non accreditate: cosa fareDomande frequenti sui pagamenti INPS di luglio 2026Conclusioni: un luglio ricco di pagamenti INPSCalendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le date in un colpo d’occhioL’INPS stabilisce ogni mese le date di accredito delle principali prestazioni previdenziali e assistenziali. Per luglio 2026, il calendario tiene conto dei giorni lavorativi e dell’esigenza di distribuire i pagamenti in modo da non sovraccaricare i sistemi bancari e postali. Ecco la panoramica completa:Prestazione INPSData accredito luglio 2026NotePensioni (tutte le gestioni)1 luglio 2026 (martedì)Include quattordicesima per aventi dirittoAssegno Unico Universale20-21 luglio 2026Beneficiari in corso senza variazioni (calendario INPS 2026); nuove domande: di norma nell’ultima settimana del mese successivo alla domandaNASpI / DisCollDal 15 luglio 2026Dipende dalla data di accoglimento domandaAssegno di Inclusione (AdI)27 luglio 2026Ricarica Carta di InclusioneSupporto Formazione Lavoro (SFL)27 luglio 2026Contestuale ad AdIBonus 100 euro / 500 euroLuglio 2026 (in busta paga)Per lavoratori dipendenti con requisiti IRPEFTutte le date si riferiscono all’accredito effettivo sul conto corrente o sul libretto postale del beneficiario. I tempi effettivi possono variare di 1-2 giorni lavorativi a seconda dell’istituto bancario o postale. Pensioni luglio 2026: accredito il 1° luglio con la quattordicesimaLe pensioni di luglio 2026 vengono accreditate il 1° luglio 2026 (martedì), poiché il 1° luglio cade in un giorno lavorativo. I pensionati che percepiscono la pensione tramite Poste Italiane potranno ritirarla allo sportello o riceverla sul conto BancoPosta/libretto secondo le modalità concordate.Il mese di luglio è particolarmente atteso dai pensionati perché, per chi ha i requisiti, l’INPS accredita insieme alla pensione ordinaria anche la quattordicesima mensilità, un importo aggiuntivo introdotto dalla Legge 127/2007 a favore dei pensionati a basso reddito. Vediamo nel dettaglio chi ne ha diritto e come viene calcolata.Per verificare l’importo esatto della propria pensione di luglio, inclusa l’eventuale quattordicesima, i pensionati possono consultare il cedolino INPS online tramite il portale MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Il cedolino è disponibile di norma qualche giorno prima dell’accredito effettivo. Maggiori dettagli nella nostra guida su come consultare il cedolino pensione luglio 2026. Cedolino pensione luglio: come scaricarloPer scaricare il cedolino della pensione di luglio 2026, il pensionato deve:Accedere al portale MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNSAndare nella sezione “Pensione” → “Cedolino della pensione”Selezionare il mese di luglio 2026Verificare la voce “Quattordicesima” nell’elenco delle componentiScaricare il PDF per conservarlo come documento ufficialeQuattordicesima pensione 2026: chi ha diritto, requisiti e importiLa quattordicesima mensilità della pensione è una somma aggiuntiva erogata dall’INPS ogni anno con la rata di luglio. Non è automatica per tutti i pensionati: esistono precisi requisiti di età, reddito e anzianità contributiva che devono essere soddisfatti contemporaneamente. Requisiti anagraficiHanno diritto alla quattordicesima i pensionati che abbiano compiuto 64 anni di età entro il 31 luglio 2026 (o che li abbiano già compiuti prima). Chi compie 64 anni dopo il 31 luglio non percepirà la quattordicesima nel 2026, ma la riceverà a partire dall’anno successivo.Requisiti reddituali: soglie e fasce 2026Il reddito complessivo del pensionato (comprensivo di pensione e altri redditi assoggettabili a IRPEF) non deve superare determinate soglie, espresse in multipli del trattamento minimo INPS. Per il 2026, il trattamento minimo mensile INPS è pari a 611,85 euro (rivalutazione 1,4% per effetto del DM MEF 19/11/2025), per un valore annuo di 7.954,05 euro (13 mensilità).Soglia reddituale annuaMultiplo trattamento minimoImporto quattordicesima (lavoratori dipendenti)Importo quattordicesima (autonomi)Fino a 1,5 volte il minimo (~11.931 euro)1,5x660 euro504 euroDa 1,5x a 2x il minimo (~15.908 euro)Da 1,5 a 2x410 euro336 euroOltre 2x il minimo>2xNessuna quattordicesimaNessuna quattordicesimaNota: gli importi massimi della quattordicesima (660 euro, 504 euro, 410 euro, 336 euro) sono stabiliti per legge e variano in base all’anzianità contributiva come indicato nella tabella successiva. L’INPS verifica d’ufficio il reddito sulla base della dichiarazione dei redditi e/o dei dati del casellario pensionistico.Requisiti contributivi per la quattordicesimaOltre ai requisiti reddituali e anagrafici, la quattordicesima è differenziata in base all’anzianità contributiva maturata:Anni di contribuzioneCategoriaFascia 1 (fino 1,5x min.)Fascia 2 (1,5x – 2x min.)Meno di 15 anniLavoratori dipendenti437 euro336 euroDa 15 a 25 anniLavoratori dipendenti546 euro410 euroOltre 25 anniLavoratori dipendenti660 euro410 euroMeno di 18 anniLavoratori autonomi336 euro270 euroDa 18 a 28 anniLavoratori autonomi420 euro336 euroOltre 28 anniLavoratori autonomi504 euro336 euroLa verifica dei requisiti avviene automaticamente da parte dell’INPS, che incrocia i dati presenti nel casellario delle posizioni previdenziali. I pensionati non devono presentare alcuna domanda: se hanno diritto, la quattordicesima viene accreditata automaticamente con la rata di luglio.Esempio pratico di calcoloPrendiamo il caso di Mario, 70 anni, ex lavoratore dipendente con 30 anni di contributi, pensione mensile di 900 euro e nessun altro reddito:Reddito annuo complessivo: 900 euro x 13 = 11.700 euroSoglia 1,5x trattamento minimo 2026: ~11.931 euro annuiIl reddito di Mario (11.700 euro) e’ inferiore alla soglia 1,5x: rientra nella prima fasciaAnzianità contributiva: 30 anni (oltre 25 anni per lavoratori dipendenti)Quattordicesima spettante: 660 euroCon la rata di luglio, Mario riceverà quindi: 900 euro (pensione ordinaria) + 660 euro (quattordicesima) = 1.560 euro totali.Assegno Unico Universale luglio 2026: data di pagamento e importiL’Assegno Unico Universale (AUU) di luglio 2026 viene accreditato il 20 e 21 luglio 2026, secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), per chi ha la prestazione già in corso senza variazioni. Per i nuovi percettori la prima rata arriva, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello della domanda.Ricordiamo che l’Assegno Unico Universale è stato introdotto con il D.Lgs. 230/2021 e spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni (senza limiti di reddito, ma con importi modulati in base all’ISEE). Per i figli disabili non ci sono limiti di età. Importi Assegno Unico luglio 2026 per fascia ISEEISEE familiareImporto mensile per figlio minorenneFiglio 18-20 anniMaggiorazione figli con disabilità (under 21)Fino a 17.468,51 euro (soglia minima)203,80 euro99,10 euro+99,10 euro (disabilità media), +110,60 (grave), +122,30 (non autosufficienza)Da 17.468,52 a 46.582,71 euroImporto decrescente (da 203,80 a 58,30 euro)Da 99,10 a 29,10 euroStessi importi: la maggiorazione è fissa e non dipende dall’ISEEOltre 46.582,71 euro o senza ISEE58,30 euro (importo minimo garantito)29,10 euro+99,10 / +110,60 / +122,30 euroGli importi 2026 tengono conto della rivalutazione ISTAT (+1,4%) applicata dal 1° gennaio 2026 (Circolare INPS n. 7/2026). Chi non ha presentato l’ISEE o ha un ISEE scaduto percepisce solo la quota minima di 58,30 euro mensili per ogni figlio minorenne.Maggiorazioni Assegno Unico 2026: gli importi esattiOltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni per situazioni particolari. Ecco i valori aggiornati 2026:Tipo maggiorazioneImporto mensileCondizioniEntrambi i genitori lavoratoriFino a 34,90 euro per figlioPer ogni figlio minorenne; 34,90 euro con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi l’importo scende e si azzera oltre 46.582,71 euro. Non spetta per i figli tra 18 e 21 anniNuclei con almeno 4 figli150 euro al meseImporto forfettario per nucleo (non per figlio)Madri con meno di 21 anni23,30 euro per figlioMadre di età inferiore a 21 anniFigli con disabilità (under 21)99,10 euro (media), 110,60 euro (grave), 122,30 euro (non autosufficienza)Importo fisso in base al grado di disabilità, non dipende dall’ISEEPer verificare l’importo esatto spettante, le famiglie possono accedere al portale MyINPS o all’app INPS Mobile usando SPID, CIE o CNS. L’INPS invia anche notifiche via messaggio quando il pagamento è in elaborazione.Per informazioni su tutti i pagamenti INPS di luglio 2026, inclusi NASpI, bonus 100/500 euro e AdI, consulta la nostra guida dedicata.NASpI luglio 2026: quando arriva la disoccupazioneLa NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) di luglio 2026 viene erogata a partire dal 15 luglio 2026. A differenza di pensioni e Assegno Unico, che hanno una data fissa per tutti i beneficiari, la NASpI viene pagata in base alla data di presentazione della domanda: i beneficiari ricevono il pagamento mensile nello stesso giorno del mese in cui è stata accolta la domanda originaria.Chi ha presentato domanda NASpI il 15 di un mese, riceverà il pagamento mensile intorno al 15 del mese successivo. Sono possibili slittamenti di 1-3 giorni lavorativi legati all’elaborazione interna INPS e ai tempi bancari. Importo NASpI luglio 2026: come si calcolaL’importo della NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni, fino a un massimale che per il 2026 è fissato a 1.575,42 euro mensili (D.Lgs. 22/2015, importo rivalutato annualmente). Se la retribuzione media supera il limite di 1.480,30 euro mensili si applica una formula riduttiva: il 75% si calcola sulla soglia e si aggiunge il 25% sulla parte eccedente.Importante: a partire dal 7° mese di fruizione (dopo il sesto), l’importo della NASpI si riduce del 3% ogni mese. Questo meccanismo di decrescenza è stato introdotto per incentivare la reintegrazione nel mercato del lavoro. La durata massima della NASpI è di 24 mesi (pari a metà delle settimane lavorate nei 4 anni precedenti, con cap a 24 mesi).Compatibilità NASpI con il lavoroLa NASpI presenta regole precise di compatibilità con eventuali nuove occupazioni durante il periodo di percezione:Lavoro dipendente oltre 8.000 euro annui: decadenza della NASpILavoro autonomo oltre 5.000 euro annui: riduzione dell’80% dell’eccedenza dalla NASpIPartita IVA: possibilità di richiedere la NASpI Anticipata in un’unica soluzioneAssegno di Inclusione luglio 2026: ricarica il 27 luglioL’Assegno di Inclusione (AdI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024, viene ricaricato sulla Carta di Inclusione (ex Carta RdC) il 27 luglio 2026. La stessa data vale per il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).La ricarica avviene in un’unica soluzione e i fondi sono immediatamente disponibili per prelievi ATM, pagamenti POS e acquisti nei negozi convenzionati. Ricordiamo che con la Carta di Inclusione non è possibile effettuare giochi d’azzardo, acquistare alcolici, sigarette o beni non essenziali in alcune categorie merceologiche.Importo Assegno di Inclusione 2026L’importo dell’AdI dipende dalla composizione del nucleo familiare e dalla situazione reddituale/patrimoniale (ISEE). Il beneficio è composto da tre componenti cumulabili:Integrazione al reddito: fino a 6.000 euro annui (500 euro mensili) per il nucleo, moltiplicato per la scala di equivalenza INPS (che tiene conto del numero e della composizione dei componenti)Integrazione affitto: fino a 3.360 euro annui (280 euro mensili) per chi vive in affitto con contratto regolareIntegrazione mutuo: fino a 1.800 euro annui (150 euro mensili) per chi ha un mutuo sulla prima casaPer i nuclei composti esclusivamente da persone con disabilità o anziani over 60, non sono previsti obblighi di partecipazione ai percorsi di attivazione lavorativa.Pensioni in ritardo o non accreditate: cosa fareSe al 2 o 3 luglio la pensione non risulta ancora accreditata sul conto, è bene non allarmarsi subito: alcuni istituti bancari accreditano con 1-2 giorni di ritardo rispetto alla data INPS ufficiale. Prima di contattare l’INPS, verificare:Il cedolino su MyINPS: se compare “in elaborazione” significa che il pagamento è in corsoL’estratto conto bancario aggiornato al giorno attualeEventuali avvisi di blocco (pignoramenti, sospensioni per superamento requisiti reddituali)La correttezza dell’IBAN comunicato all’INPS (verificabile su MyINPS → Dati bancari)Se dopo 3-4 giorni lavorativi la pensione non è ancora arrivata, è possibile:Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile, a pagamento)Aprire un ticket tramite il portale MyINPS nella sezione “Contatti”Recarsi presso uno sportello INPS o un CAF convenzionato per assistenzaAttenzione ai casi di pensioni erogate all’estero: l’INPS può sospendere il pagamento se il pensionato non ha inviato la dichiarazione RedEst annuale richiesta dalla normativa di riferimento. FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)Domande frequenti sui pagamenti INPS di luglio 2026Quando viene pagata la pensione di luglio 2026?La pensione di luglio 2026 viene accreditata il 1° luglio 2026 (martedì). Per i pensionati Poste Italiane che ritirano allo sportello, la distribuzione inizia dal 1° luglio seguendo l’ordine alfabetico per evitare code e assembramenti.La quattordicesima è tassata?Sì, la quattordicesima mensilità della pensione è soggetta a tassazione IRPEF come le altre mensilità. Tuttavia, poiché è erogata a pensionati con redditi bassi (al di sotto di 2 volte il trattamento minimo, pari a circa 15.908 euro annui nel 2026), nella pratica molti beneficiari ricadono nelle aliquote più basse o usufruiscono delle detrazioni da pensione, rendendo l’impatto fiscale minimo o nullo.Cosa succede all’Assegno Unico se non ho rinnovato l’ISEE?Chi non ha presentato o rinnovato la DSU/ISEE 2026 entro i termini previsti percepisce l’importo minimo garantito dell’Assegno Unico, pari a 58,30 euro mensili per ogni figlio minorenne. Per ottenere l’importo pieno (fino a 203,80 euro) è necessario presentare l’ISEE aggiornato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE.Chi ha diritto alla quattordicesima pensione?Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che:Abbiano compiuto 64 anni entro il 31 luglio dell’anno in corsoAbbiano un reddito complessivo annuo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.908 euro nel 2026)Abbiano almeno 15 anni di contribuzione (per i lavoratori dipendenti) o 18 anni (per gli autonomi)Posso ricevere sia la pensione che l’Assegno Unico?Sì, se il pensionato ha figli minori a carico può ricevere contemporaneamente la pensione e l’Assegno Unico Universale. Non vi è incompatibilità tra le due prestazioni. L’Assegno Unico è una misura universale che prescinde dalla natura del reddito del genitore (pensionato, lavoratore dipendente, autonomo, disoccupato).L’Assegno di Inclusione è compatibile con un lavoro part-time?Sì, l’AdI è compatibile con un reddito da lavoro dipendente o autonomo entro certi limiti. Se il beneficiario trova un’occupazione, deve comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. I redditi da lavoro vengono considerati nella soglia ISEE e possono ridurre l’importo del beneficio o determinarne la decadenza al superamento delle soglie di legge.Come verifico lo stato del mio pagamento INPS?Il modo più rapido è accedere a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS e controllare la sezione “Le mie prestazioni”. In alternativa, si può usare l’app INPS Mobile disponibile per iOS e Android. Per assistenza personalizzata, il CAF Centro Fiscale di Udine può supportare i cittadini nell’accesso ai servizi digitali INPS.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusioni: un luglio ricco di pagamenti INPSLuglio 2026 si conferma un mese ricco di erogazioni INPS. I pensionati riceveranno la rata ordinaria già il 1° luglio, con l’aggiunta della quattordicesima per chi ha 64 anni e un reddito sotto la soglia di 2 volte il trattamento minimo (circa 15.908 euro annui nel 2026). Le famiglie con figli riceveranno l’Assegno Unico Universale il 20 e 21 luglio, mentre i titolari di Assegno di Inclusione vedranno la ricarica il 27 luglio.Per qualsiasi dubbio sull’importo ricevuto, sulla quattordicesima spettante o sulla gestione dell’ISEE per l’Assegno Unico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per una consulenza personalizzata. Puoi contattarci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121.Consulta anche la nostra guida completa su tutti i pagamenti INPS di luglio 2026 per una visione d’insieme su NASpI, bonus 100/500 euro e le ultime novità INPS del mese. Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-02 02:31:352026-09-29 10:24:39Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date
NOTIZIELuglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdILuglio 2026 porta con sé importanti cambiamenti nel calendario dei pagamenti INPS. Milioni di famiglie italiane aspettano l’accredito di NASpI, Assegno Unico Universale, Assegno di Inclusione (AdI) e dei bonus da 100 e 500 euro: le date di luglio 2026 non coincidono con quelle abituali dei mesi precedenti, e conoscerle con precisione è fondamentale per pianificare il budget familiare.In questo articolo trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di luglio 2026, con tabelle riassuntive, importi aggiornati e tutto quello che devi sapere su requisiti e scadenze.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiPerché INPS cambia le date a luglio 2026NASpI luglio 2026: data di pagamento e importiAssegno Unico Universale luglio 2026: quando viene pagatoBonus 100 euro luglio 2026: chi lo riceve e quandoBonus 500 euro luglio 2026: Supporto Formazione Lavoro e altre misureAssegno di Inclusione (AdI) luglio 2026: date e importiCalendario pagamenti INPS luglio 2026: tabella riepilogativaCome verificare i pagamenti INPS onlinePensioni luglio 2026: la quattordicesima e gli aumentiCosa cambia rispetto ai mesi precedenti: le novita’ INPS di luglio 2026FAQConclusione: tieni d’occhio le date INPS di luglio 2026Perché INPS cambia le date a luglio 2026Il calendario dei pagamenti INPS non è fisso: ogni mese l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale definisce le date di accredito in base alla disponibilità di cassa, ai giorni lavorativi bancari e alle festività. Luglio 2026 presenta alcune particolarità che spostano i pagamenti rispetto ai mesi precedenti.In particolare, le cause principali degli spostamenti a luglio 2026 sono:Luglio ha 31 giorni e i pagamenti dei sussidi di disoccupazione (NASpI) vengono erogati verso la fine del mese successivo a quello di competenzaIl calendario bancario di luglio 2026 non presenta festività nazionali che causino slittamenti, ma i sistemi di pagamento dell’INPS seguono un ordine preciso di prioritàAllineamento AdI e SFL: l’Assegno di Inclusione e il Supporto Formazione Lavoro seguono un calendario proprio, diverso da NASpI e Assegno UnicoBonus una tantum: i bonus da 100 e 500 euro hanno date di erogazione legate al raggiungimento dei requisiti e alla domanda presentata NASpI luglio 2026: data di pagamento e importiLa NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Il pagamento avviene su base mensile, di norma entro la fine del mese successivo a quello di competenza. Quando viene pagata la NASpI di luglio 2026?La NASpI relativa al mese di giugno 2026 (competenza giugno, pagata a luglio) viene tipicamente accreditata tra il 15 e il 25 luglio 2026. La data precisa dipende dall’ordine di lavorazione delle pratiche da parte dell’INPS e dalla data di presentazione della domanda.Per verificare la propria data di pagamento, è possibile accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS e consultare l’app INPS Mobile. Il percorso è: MyINPS → Estratto conto delle prestazioni → NASpI.DettaglioInformazioneMese di competenzaGiugno 2026Data indicativa pagamento15-25 luglio 2026Metodo di verificaPortale INPS → MyINPS → Estratto conto prestazioniDurata massima NASpIMetà delle settimane contributive negli ultimi 4 anni (max 24 mesi)Decurtazione mensile3% a partire dal 6° mese (per under 55 anni)Come si calcola l’importo NASpIL’importo della NASpI si calcola sulla base della retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni divisa per le settimane contributive. La formula è:Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.480,30 euro (soglia 2026, fonte INPS D.Lgs. 22/2015): la NASpI è pari al 75% della retribuzioneSe la retribuzione supera la soglia: la NASpI è pari al 75% della soglia più il 25% della quota eccedente, con un tetto massimo di 1.575,42 euro mensili (importo massimo 2026)Dal sesto mese in poi, l’indennità si riduce del 3% al mese (per chi non ha compiuto 55 anni). Per gli over 55, la decurtazione parte dal nono mese.Assegno Unico Universale luglio 2026: quando viene pagatoL’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura a sostegno delle famiglie con figli a carico fino a 21 anni (o senza limiti di età per figli con disabilità). Viene erogato mensilmente dall’INPS a chi ne ha fatto domanda. Data pagamento Assegno Unico luglio 2026L’INPS eroga l’Assegno Unico Universale con cadenza mensile. Per luglio 2026 i pagamenti seguono questo calendario:Domande con IBAN già noto e invariato: accredito il 20 e 21 luglio 2026 (calendario INPS 2026, messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025, per i beneficiari già in corso senza variazioni)Domande con variazioni (nuovo IBAN, nuovi figli, cambio ISEE): accredito in date successive, comunicate dall’INPS di mese in meseNuove domande presentate entro giugno 2026: primo pagamento atteso entro fine luglio 2026Chi ha già ricevuto il pagamento di giugno troverà anche il rateo di luglio sul proprio conto corrente o libretto postale nelle stesse date. Ricordiamo che l’INPS non invia comunicazioni via SMS o email con il giorno esatto: la verifica si fa solo tramite portale ufficiale.Importi Assegno Unico luglio 2026: la tabellaGli importi dell’Assegno Unico variano in base all’ISEE del nucleo familiare e all’età dei figli. Per il 2026, dopo la rivalutazione ISTAT dell’1,4% in vigore dal 1° gennaio, gli importi base (Circolare INPS n. 7/2026, Allegato 1) sono:ISEE familiareFiglio minorenne (importo base mensile per figlio)Figlio 18-20 anni (importo base)Fino a 17.468,51 euro203,80 euro99,10 euroDa 17.468,52 a 30.000 euroDa 203,80 a 140,90 euro (scala mobile)Da 99,10 a 68,90 euroDa 30.001 a 46.582,71 euroDa 140,90 a 58,30 euro (scala mobile)Da 68,90 a 29,10 euroOltre 46.582,71 euro58,30 euro (importo minimo garantito)29,10 euroISEE non presentato58,30 euro (importo minimo)29,10 euro (importo minimo)Maggiorazioni previste:Figli con disabilità (under 21): maggiorazione di 99,10 euro al mese per disabilità media, 110,60 euro per disabilità grave e 122,30 euro per non autosufficienza (importo fisso, non dipende dall’ISEE)Genitori entrambi lavoratori: fino a 34,90 euro al mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi l’importo scende e si azzera oltre 46.582,71 euro (non spetta per i figli tra 18 e 21 anni)Famiglie numerose (3+ figli): maggiorazione per i figli dal terzo in poi, decrescente con ISEE (da 99,10 a 17,40 euro al mese); con almeno 4 figli si aggiungono 150 euro al mese forfettari per nucleoFiglio sotto 1 anno: l’importo base aumenta del 50% fino al compimento del primo annoMadri under 21: maggiorazione di 23,30 euro per figlio al mesePer verificare l’importo spettante e la data di accredito, accedi a INPS.it con le tue credenziali digitali e cerca la sezione Assegno Unico e Universale per i figli → Consulta i pagamenti.Bonus 100 euro luglio 2026: chi lo riceve e quandoIl bonus 100 euro è una misura introdotta con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) per i lavoratori dipendenti con specifici requisiti di reddito e familiari. Non si tratta di un pagamento diretto INPS ma di un credito d’imposta erogato dal datore di lavoro in busta paga, che poi lo recupera tramite compensazione fiscale. Requisiti per il bonus 100 euroReddito da lavoro dipendente: reddito complessivo 2025 non superiore a 20.000 euroCapienza IRPEF: l’imposta lorda deve essere superiore alle detrazioni spettanti (l’IRPEF deve essere dovuta)Almeno un figlio fiscalmente a carico (condizione familiare)In alternativa: coniuge/convivente fiscalmente a carico con almeno un figlio a caricoNon è richiesta la domanda separata: il datore di lavoro lo riconosce automaticamente su dichiarazione del lavoratoreIl bonus 100 euro viene riconosciuto nella busta paga di luglio 2026 per i lavoratori a tempo determinato che ne hanno diritto nel 2026 e per chi non lo ha ricevuto a dicembre 2025 nella propria busta paga. La verifica avviene in sede di conguaglio fiscale.Bonus 500 euro luglio 2026: Supporto Formazione Lavoro e altre misureNel contesto dei pagamenti INPS di luglio 2026, il riferimento al bonus 500 euro può riguardare diverse misure: 1. Supporto Formazione Lavoro (SFL): 350 euro mensiliIl Supporto Formazione Lavoro (SFL) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per i soggetti occupabili. Eroga 350 euro mensili per un massimo di 12 mesi, condizionati alla partecipazione a programmi di formazione e lavoro.Attenzione: alcune fonti indicano erroneamente importi di 500 euro per l’SFL. L’importo corretto per il 2026 rimane 350 euro mensili, come stabilito dal D.Lgs. 48/2023 e confermato per il 2026.2. Carta Dedicata a te: 500 euro una tantumLa Carta Dedicata a te è un voucher da 500 euro una tantum destinato alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro. È gestita dai Comuni in collaborazione con INPS e Poste Italiane. Per il 2026 è in fase di erogazione: puoi verificare se sei beneficiario consultando il sito del tuo Comune o il portale INPS. Per tutti i dettagli puoi leggere l’articolo dedicato: Carta Dedicata a te 2026: data di pagamento e requisiti.3. Bonus una tantum per lavoratori con figliAlcuni CCNL prevedono erogazioni una tantum di importi variabili (tra 100 e 500 euro) per i lavoratori, che i datori di lavoro erogano in busta paga. Questi non sono pagamenti INPS diretti ma benefit contrattuali.MisuraImportoErogato daLuglio 2026Bonus 100 euro100 euro una tantum (annuale)Datore di lavoro (credito d’imposta)Si, per chi non lo ha ricevutoSupporto Formazione Lavoro350 euro/meseINPS direttoSi, per beneficiari SFL attiviAssegno di InclusioneDa 480 a 760+ euro/meseINPS direttoSi (vedi sezione AdI)Carta Dedicata a te500 euro una tantumComuni/Poste/INPSFase erogazione 2026Assegno di Inclusione (AdI) luglio 2026: date e importiL’Assegno di Inclusione (AdI) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per i nuclei familiari con almeno un componente in condizione di fragilità (minori, over 60, disabili, caregiver). È gestito dall’INPS e richiede rinnovo annuale del contratto di attivazione digitale (patto di inclusione).Data pagamento AdI luglio 2026L’INPS eroga l’Assegno di Inclusione con cadenza mensile su carta di pagamento prepagata (carta AdI). Le date di luglio 2026 seguono questo schema:Beneficiari già attivi (rinnovo automatico): accredito intorno al 25-27 luglio 2026Nuovi beneficiari con patto sottoscritto entro giugno: primo pagamento entro fine luglio 2026Rinnovi con aggiornamento ISEE: accredito posticipato di 5-10 giorni lavorativi rispetto alla data ordinariaImporti AdI luglio 2026L’importo dell’Assegno di Inclusione è composto da due quote principali (D.Lgs. 48/2023):Quota A (sussidio base): calcolata sulla soglia di povertà relativa, pari a 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un singolo adulto, moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza del nucleo familiareQuota B (contributo affitto): fino a 280 euro al mese per chi vive in affitto (importo ridotto a 150 euro per chi vive in sistemazione non a titolo oneroso)Composizione nucleoParametro scala equiv.Importo mensile max (quota A)Con affitto (quota A + B)1 adulto1,00500 euro780 euro (+ 280)2 adulti1,40700 euro980 euro (+ 280)2 adulti + 1 minore1,67835 euro1.115 euro (+ 280)2 adulti + 2 minori1,93965 euro1.245 euro (+ 280)2 adulti + 3 minori2,171.085 euro1.365 euro (+ 280)Nota importante: l’importo effettivo è ridotto dell’eventuale reddito del nucleo familiare. Se il nucleo ha entrate da lavoro o pensione, l’AdI viene decurtato proporzionalmente. I valori indicati sono i massimali teorici per nuclei senza altri redditi.Cosa fare se l’AdI non arriva a luglioSe il pagamento AdI non risulta accreditato entro il 28 luglio 2026, le cause più comuni sono:Scadenza del patto di attivazione digitale: va rinnovato ogni anno tramite il portale INPS o il patronatoISEE scaduto: la DSU deve essere aggiornata ogni anno; se scaduta, il pagamento si sospendeVariazione della composizione del nucleo familiare: nascite, decessi, matrimoni vanno comunicati entro 30 giorniSegnalazione di incompatibilità: ad esempio, uno dei componenti ha trovato lavoro senza comunicarlo tempestivamentePer chiarimenti sull’AdI, rivolgiti a un patronato o CAF abilitato: puoi contattare il CAF Centro Fiscale per assistenza personalizzata nella gestione della tua pratica.Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tabella riepilogativaDi seguito la tabella riepilogativa con tutte le principali date di pagamento INPS previste per luglio 2026:Prestazione INPSData indicativa luglio 2026Metodo erogazioneNotePensioni (tutte le tipologie)1° luglio 2026Conto corrente / Posta / CassaInclude quattordicesima per aventi dirittoAssegno Unico Universale20-21 luglio 2026IBAN indicatoVariazioni/nuove domande: date comunicate dall’INPSNASpI (comp. giugno 2026)15-25 luglio 2026IBAN indicatoData varia per praticaDIS-COLL (comp. giugno 2026)15-25 luglio 2026IBAN indicatoCome NASpIAssegno di Inclusione (AdI)25-27 luglio 2026Carta AdI prepagataRinnovi: fine luglio/inizio agostoSupporto Formazione Lavoro (SFL)25-27 luglio 2026IBAN indicatoSolo per partecipanti ai percorsi attiviBonus 100 euroCon busta paga luglioDatore di lavoroNon pagamento diretto INPSCassa Integrazione (CIG)Entro 30 luglio 2026IBAN indicatoPer pagamenti diretti INPSIndennita di maternita/paternitaEntro 30 luglio 2026IBAN indicatoPer lavoratrici autonome e iscritte GS Come verificare i pagamenti INPS onlinePer monitorare i pagamenti INPS in tempo reale, hai a disposizione diversi strumenti ufficiali:1. Portale INPS (inps.it)Accedi con SPID, CIE o CNS alla sezione MyINPS. Da qui puoi consultare:Estratto conto previdenzialeEstratto conto delle prestazioni (NASpI, AdI, SFL, Assegno Unico)Calendario dei pagamenti programmatiFascicolo previdenziale del cittadino2. App INPS MobileDisponibile per Android e iOS, l’app INPS Mobile consente di ricevere notifiche push sullo stato dei pagamenti e accedere ai principali servizi in mobilità.3. Call center INPS: 803 164 (da rete fissa) / 06 164164 (da cellulare)Il servizio di assistenza telefonica INPS e’ attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00. Per domande su pagamenti NASpI e AdI e’ il canale piu’ rapido in caso di mancato accredito.4. Patronato e CAFPer le pratiche piu’ complesse — come il rinnovo del patto AdI, la verifica dell’ISEE aggiornato o la domanda di NASpI anticipata — ti conviene rivolgerti a un patronato o CAF abilitato. Il servizio e’ gratuito per i lavoratori e le famiglie.Puoi consultare anche il nostro articolo sulla pensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPS per ulteriori dettagli sull’accesso ai servizi online INPS.Pensioni luglio 2026: la quattordicesima e gli aumentiUn capitolo a parte meritano le pensioni di luglio 2026. Anche se non oggetto principale di questo articolo, e’ importante ricordare che i pensionati a basso reddito percepiscono a luglio la quattordicesima, una somma aggiuntiva erogata una volta l’anno (solitamente con il rateo di luglio).Chi ha diritto alla quattordicesima:Pensionati con almeno 64 anni di eta’Reddito personale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (circa 18.000 euro annui nel 2026)Almeno 15 anni di contributi (per lavoratori dipendenti con pensione piu’ alta: almeno 25 anni)Per tutti i dettagli sulle pensioni di luglio puoi leggere l’articolo dedicato: Pensioni di luglio piu’ ricche con la quattordicesima, a chi spetta: la tabella degli importi. Cosa cambia rispetto ai mesi precedenti: le novita’ INPS di luglio 2026Luglio 2026 porta alcune novita’ specifiche nel sistema dei pagamenti INPS rispetto ai mesi precedenti:Assegno Unico e DSU 2026: a luglio non c’è un nuovo aggiornamento automatico degli importi, perché la rivalutazione annuale decorre dal 1° gennaio (Circolare INPS n. 7/2026). Chi ha presentato la DSU 2026 entro il 30 giugno ottiene il ricalcolo dell’assegno da marzo, con i relativi arretratiNuove domande AdI approvate a giugno: le domande di Assegno di Inclusione approvate a giugno 2026 vengono pagate a partire da luglio, con il primo accredito sulla carta prepagata dopo la sottoscrizione del patto di attivazione digitaleDIS-COLL per co.co.co.: i collaboratori coordinati e continuativi che hanno perso il lavoro tra aprile e maggio 2026 potrebbero ricevere il primo pagamento della DIS-COLL a luglio 2026Rivalutazione NASpI: le NASpI in corso di erogazione da piu’ di 5 mesi potrebbero subire la decurtazione mensile del 3%, con importi sensibilmente inferiori rispetto a quanto ricevuto a inizio prestazione📬Resta aggiornato sulle novita’ fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →Niente spam. Cancellati quando vuoi.FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)FAQ Quando viene pagata la NASpI di luglio 2026?La NASpI di luglio 2026 (relativa alla competenza di giugno 2026) viene accreditata indicativamente tra il 15 e il 25 luglio 2026. La data precisa varia in base all’ordine di lavorazione della pratica da parte dell’INPS. Puoi verificare la data sul portale INPS accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione Estratto conto delle prestazioni.Quando arriva l’Assegno Unico a luglio 2026?L’Assegno Unico Universale di luglio 2026 viene pagato il 20 e 21 luglio, secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), per i beneficiari con IBAN già registrato e senza variazioni. Per chi ha effettuato variazioni (nuovo IBAN, nuovi figli, aggiornamento ISEE), il pagamento può arrivare in date successive.A quanto ammonta il bonus 100 euro e chi lo riceve?Il bonus 100 euro e’ riservato ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo 2025 non superiore a 20.000 euro, che abbiano IRPEF dovuta e almeno un figlio fiscalmente a carico. Viene erogato dal datore di lavoro in busta paga come credito d’imposta, non direttamente dall’INPS.Quando viene pagato l’Assegno di Inclusione a luglio 2026?L’Assegno di Inclusione (AdI) di luglio 2026 viene accreditato sulla carta prepagata AdI intorno al 25-27 luglio per i beneficiari gia’ attivi. I nuovi beneficiari con patto sottoscritto entro giugno ricevono il primo pagamento entro fine luglio. Se non arriva, verificare la validita’ del patto di attivazione e l’aggiornamento dell’ISEE.Il bonus 500 euro viene pagato dall’INPS a luglio 2026?Non esiste un unico “bonus 500 euro” erogato direttamente dall’INPS a luglio 2026. Il riferimento puo’ riguardare la Carta Dedicata a te 2026 (500 euro una tantum gestita dai Comuni) o il Supporto Formazione Lavoro (350 euro mensili, non 500). Per verificare a quali misure hai diritto, rivolgiti a un CAF o patronato.Come faccio a sapere se ho ricevuto il pagamento INPS?Accedi al portale INPS (inps.it) con SPID, CIE o CNS e vai in MyINPS -> Estratto conto delle prestazioni. Qui trovi tutti i pagamenti ricevuti, con data e importo. In alternativa, usa l’app INPS Mobile o chiama il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da cellulare).Conclusione: tieni d’occhio le date INPS di luglio 2026Luglio 2026 è un mese di pagamenti importanti per milioni di famiglie italiane. Ricapitolando le date chiave: le pensioni arrivano il 1° luglio (con eventuali quattordicesime), l’Assegno Unico il 20 e 21 luglio (in date successive in caso di variazioni), la NASpI tra il 15 e il 25 luglio e l’Assegno di Inclusione tra il 25 e il 27 luglio.Per qualsiasi dubbio su pagamenti INPS, rinnovo dell’ISEE, aggiornamento del patto AdI o domanda di NASpI, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione. Il patronato e’ gratuito per cittadini e lavoratori e puo’ aiutarti a risolvere qualsiasi problema con le pratiche INPS. Contattaci al 0432 1638640 o tramite WhatsApp al 366 6018121.Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 23:31:352026-09-29 10:24:26Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI
Medici e Odontoiatri, NOTIZIEFatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TSLa fatturazione odontoiatra 2026 presenta caratteristiche specifiche che la distinguono nettamente da quella di altre professioni sanitarie. Tra iscrizione all’Albo CAO, contributi ENPAM, invio al Sistema Tessera Sanitaria e divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni a privati, l’odontoiatra deve gestire un quadro adempimenti complesso. In questa guida analizziamo tutto quello che serve sapere sulla fatturazione odontoiatra 2026, dalle differenze rispetto al dentista tradizionale fino agli esempi pratici di fattura corretta.Indice dei contenutiDentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenzialiIscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei MediciRegime fiscale dell’odontoiatraENPAM 2026: Quota A e Quota BSistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026Divieto fatturazione elettronica SdI per privatiStruttura della fattura odontoiatra con esempioSoftware di fatturazione consigliatiCasi particolari: odontoiatra con doppia laureaDomande frequenti Dentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenzialiUna delle prime confusioni che incontriamo riguarda la differenza tra dentista e odontoiatra. Nel linguaggio comune i due termini sono usati come sinonimi, ma sul piano professionale e fiscale esistono differenze sostanziali. L’odontoiatra è il professionista laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria (corso quinquennale), iscritto all’Albo degli Odontoiatri (CAO) presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Il termine “dentista” è invece l’uso colloquiale che indica chi esercita la professione, ma solo gli iscritti all’Albo CAO possono legalmente esercitare.Sul piano fiscale e previdenziale, le differenze emergono soprattutto nei seguenti aspetti: l’odontoiatra è sempre un professionista sanitario, soggetto agli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria, all’iscrizione obbligatoria all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Medici e Odontoiatri), e al rispetto della normativa sulla privacy GDPR per i dati sanitari dei pazienti. La fatturazione odontoiatra 2026 segue quindi regole specifiche del comparto sanitario, diverse da quelle applicabili ad altri professionisti.Titolo abilitante: Laurea in Odontoiatria e Protesi DentariaAlbo professionale: CAO (Commissione Albo Odontoiatri)Cassa previdenziale: ENPAM (Fondo Generale Quota A + Quota B)Obblighi sanitari: Sistema TS, GDPR, autorizzazioni ASLCodice ATECO: 86.23.00 (Attività degli studi odontoiatrici) Iscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei MediciL’iscrizione all’Albo degli Odontoiatri (CAO) è il prerequisito assoluto per poter esercitare la professione e quindi per emettere fatture. La CAO è una commissione interna all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia in cui il professionista intende esercitare. Senza iscrizione, qualsiasi prestazione odontoiatrica configurerebbe il reato di esercizio abusivo della professione ai sensi dell’art. 348 c.p.I documenti necessari per l’iscrizione all’Albo CAO includono: certificato di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, attestato di abilitazione all’esercizio professionale, documento d’identità in corso di validità, codice fiscale, due fotografie formato tessera e versamento della tassa di iscrizione annuale (variabile per Ordine provinciale, generalmente tra 150 e 250 euro). Una volta iscritto, il professionista riceve il numero di iscrizione all’Albo che dovrà obbligatoriamente comparire in ogni fattura emessa.Contestualmente all’iscrizione all’Albo, scatta l’obbligo di iscrizione all’ENPAM, che avviene in modo automatico tramite comunicazione dell’Ordine. Il neo-odontoiatra deve poi aprire la partita IVA con codice ATECO 86.23.00 presso l’Agenzia delle Entrate e iscriversi alla Camera di Commercio se esercita in forma di studio associato o societaria. Regime fiscale dell’odontoiatra: forfettario, ordinario o semplificatoL’odontoiatra che apre partita IVA deve scegliere il regime fiscale più adatto alla propria situazione. Le opzioni principali sono tre: regime forfettario, regime semplificato e regime ordinario. La scelta incide direttamente sul carico fiscale, sugli adempimenti contabili e sulla modalità di fatturazione.Il regime forfettario è spesso conveniente per i giovani odontoiatri che iniziano l’attività. Prevede un’imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attività) calcolata su un reddito determinato applicando il coefficiente di redditività del 78% ai compensi incassati. Il limite di ricavi è di 85.000 euro annui. In pratica, l’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP: invece di pagare tasse separate, se ne paga una sola.Il regime semplificato e quello ordinario diventano invece obbligatori sopra gli 85.000 euro di ricavi o quando l’odontoiatra preferisce dedurre analiticamente tutte le spese (affitto studio, attrezzature, materiali, collaboratori). In questo caso si applicano le aliquote IRPEF ordinarie e occorre tenere una contabilità più strutturata. La scelta del regime è un passaggio delicato: il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la convenienza concreta in base ai tuoi numeri. ENPAM 2026: Quota A e Quota B per gli odontoiatriL’ENPAM è la cassa previdenziale obbligatoria per medici e odontoiatri. La contribuzione si articola in due voci: Quota A (contributo fisso a fasce di età) e Quota B (contributo proporzionale al reddito libero professionale). Conoscere gli importi ENPAM 2026 è essenziale per pianificare correttamente la fatturazione odontoiatra 2026 e gestire la liquidità.La Quota A è un contributo fisso annuale, suddiviso in fasce di età. Per il 2026 gli importi sono:Fino a 30 anni: 152,37 euroDa 30 a 34 anni: 304,73 euroDa 35 a 39 anni: 591,47 euroDa 40 a 44 anni: 1.109,92 euroDa 45 anni in poi: 2.049,83 euroContributo maternità: 84,26 euro (aggiuntivo per tutti gli iscritti)La Quota B si calcola sul reddito libero professionale netto dichiarato. Per il 2026 l’aliquota è del 19,50% fino al massimale di 140.000 euro, con un’aliquota di solidarietà dell’1% sull’eccedenza. Ad esempio, un odontoiatra con reddito libero professionale di 100.000 euro paga Quota B pari a 19.500 euro; se il reddito sale a 160.000 euro, paga 27.500 euro (19,50% di 140.000 + 1% di 20.000).È importante ricordare che la Quota A è dovuta indipendentemente dal reddito (anche con reddito zero) ed è rateizzabile in più rate annuali. La Quota B si paga in autoliquidazione tramite Modello D (dichiarazione redditi ENPAM) entro fine luglio dell’anno successivo a quello di riferimento. Sistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026Il Sistema Tessera Sanitaria (TS) è il portale gestito dal MEF tramite Sogei che raccoglie le spese sanitarie sostenute dai cittadini per la dichiarazione precompilata 730. Tutti gli odontoiatri sono obbligati a trasmettere i dati delle prestazioni erogate, indicando importo, tipologia e codice fiscale del paziente.La grande novità per il 2026 riguarda la cadenza dell’invio. Dopo anni di alternanza tra invio semestrale e mensile, dal 2026 il Sistema TS prevede un invio annuale unico. Tutte le fatture emesse nel corso del 2026 dovranno essere trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa semplificazione riduce gli adempimenti periodici ma richiede maggiore attenzione nel monitorare scadenze e correttezza dei dati prima dell’invio finale.Il paziente conserva il diritto di opposizione all’invio dei propri dati al Sistema TS. In caso di opposizione (che deve essere annotata in fattura), la prestazione non viene trasmessa e non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando manualmente la documentazione. La gestione corretta delle opposizioni è uno degli aspetti più delicati della fatturazione odontoiatra 2026. Divieto fatturazione elettronica via SdI per privati: novita permanenteUno degli aspetti più importanti della fatturazione odontoiatra 2026 è il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni rese a privati cittadini. Questa misura, originariamente introdotta come temporanea per tutelare la privacy sanitaria, è stata resa permanente dal DLgs 81/2025.In concreto, questo significa che l’odontoiatra NON deve mai inviare allo SdI le fatture emesse verso pazienti privati, anche se ha optato per la fatturazione elettronica per altre tipologie di clienti. Le fatture verso privati vanno emesse esclusivamente in formato cartaceo o PDF, e trasmesse al Sistema TS secondo le scadenze viste sopra.Restano invece soggette alla normale fatturazione elettronica via SdI le prestazioni rese verso: aziende (B2B), pubblica amministrazione (B2G), cliniche e strutture sanitarie che non sono soggetti privati. In questi casi la fattura deve essere emessa in formato XML e trasmessa tramite SdI come per qualsiasi altro professionista.Struttura della fattura odontoiatra con esempio praticoLa fattura odontoiatra deve contenere alcuni elementi obbligatori, alcuni comuni a tutte le fatture professionali e altri specifici del settore sanitario. Vediamo la struttura completa con un esempio pratico.Intestazione professionista: nome, cognome, indirizzo studio, partita IVA, codice fiscaleNumero iscrizione Albo CAO e Ordine di appartenenzaDati paziente: nome, cognome, indirizzo, codice fiscaleNumero progressivo fattura e data emissioneDescrizione prestazione: visita, otturazione, devitalizzazione, protesi, ecc.Importo e modalità di pagamentoEsenzione IVA art. 10 DPR 633/72 (prestazioni sanitarie)Marca da bollo da 2 euro per importi superiori a 77,47 euroEventuale annotazione opposizione TS da parte del pazienteEcco un esempio pratico: l’odontoiatra Marco Rossi (P.IVA 01234567890, iscritto Albo CAO Udine n. 1234) emette fattura n. 45/2026 del 15 giugno 2026 alla paziente Anna Bianchi (CF BNCNNA80A41L483K) per una devitalizzazione di 350 euro. La fattura sarà esente IVA ex art. 10 DPR 633/72, con marca da bollo da 2 euro (importo > 77,47 euro), e dovrà essere trasmessa al Sistema TS entro il 1° febbraio 2027. Se la paziente si oppone all’invio, l’odontoiatra annota in fattura: “Il paziente ha manifestato opposizione all’invio dei dati al Sistema TS”. Software di fatturazione consigliati per odontoiatriLa scelta del software di fatturazione giusto fa la differenza tra una gestione fluida e mille grattacapi. Per gli odontoiatri il software deve gestire correttamente: emissione fatture cartacee/PDF per privati, fatture elettroniche XML per aziende, integrazione con il Sistema TS, gestione opposizioni, archiviazione decennale, e idealmente anche scadenziario pagamenti e remind ai pazienti.Tra le soluzioni più apprezzate dai professionisti sanitari segnaliamo Fatturazione Italia, una piattaforma cloud italiana che gestisce nativamente la fatturazione sanitaria con invio automatico al Sistema TS, gestione opposizioni paziente, esenzione IVA art. 10 DPR 633/72 e marca da bollo automatica sopra i 77,47 euro. Il vantaggio principale è la semplicità d’uso anche per chi non ha competenze contabili e l’assistenza in italiano.Qualunque sia la tua scelta, verifica che il software sia conforme al GDPR per la gestione dei dati sanitari, che offra backup automatici e che mantenga le fatture in conservazione sostitutiva a norma per i 10 anni richiesti dalla normativa.Casi particolari: odontoiatra con doppia laurea medico-chirurgoUn caso particolare riguarda i professionisti con doppia laurea: medico chirurgo e odontoiatra. Questi professionisti, abilitati ad entrambe le professioni, possono essere iscritti contemporaneamente all’Albo dei Medici Chirurghi e all’Albo degli Odontoiatri (CAO), ma con regole specifiche sulla contribuzione ENPAM e sulla fatturazione.Sul fronte previdenziale ENPAM, il professionista con doppia iscrizione versa una sola Quota A (quella più favorevole o quella corrispondente all’attività prevalente), mentre la Quota B si calcola sul reddito complessivo derivante da entrambe le attività. È quindi importante mantenere una contabilità separata tra le prestazioni mediche e quelle odontoiatriche per documentare correttamente i redditi.Sul fronte fiscale, il professionista può emettere fatture indicando l’iscrizione all’Albo competente per la specifica prestazione: una visita medica generale richiama l’iscrizione all’Ordine dei Medici, una devitalizzazione richiama l’iscrizione CAO. Per evitare errori e ottimizzare la fatturazione odontoiatra 2026 in casi così particolari, è fondamentale affidarsi a un commercialista o a un CAF con esperienza specifica nel settore sanitario. Domande frequenti sulla fatturazione odontoiatra 2026L’odontoiatra deve emettere fattura elettronica via SdI?No, per le prestazioni rese a pazienti privati è vietato l’invio della fattura allo SdI. Il divieto, introdotto a tutela della privacy sanitaria, è stato reso permanente dal DLgs 81/2025. Le fatture verso privati vanno emesse in cartaceo o PDF e trasmesse al Sistema TS. Solo le fatture verso aziende, PA e altre strutture sanitarie vanno inviate via SdI.Quando va inviato il Sistema TS nel 2026?Dal 2026 il Sistema TS prevede invio annuale unico. Tutte le prestazioni del 2026 vanno trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa cadenza annuale sostituisce le precedenti scadenze semestrali o mensili, semplificando gli adempimenti ma richiedendo maggiore attenzione nella verifica finale dei dati.Quanto si paga di ENPAM Quota A nel 2026?La Quota A 2026 varia per fascia d’età: 152,37 euro fino a 30 anni, 304,73 euro da 30 a 34 anni, 591,47 euro da 35 a 39 anni, 1.109,92 euro da 40 a 44 anni, 2.049,83 euro dai 45 anni. A questi importi si aggiunge il contributo maternità di 84,26 euro per tutti gli iscritti.L’odontoiatra in regime forfettario applica IVA?No, né in regime forfettario né in regime ordinario. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ex art. 10 DPR 633/72, indipendentemente dal regime fiscale. L’odontoiatra deve sempre indicare in fattura tale esenzione e applicare la marca da bollo da 2 euro per fatture superiori a 77,47 euro.Cosa succede se il paziente si oppone all’invio al Sistema TS?Se il paziente esercita il diritto di opposizione, l’odontoiatra deve annotare l’opposizione in fattura e non trasmettere i dati al Sistema TS. La prestazione non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando la documentazione cartacea alla dichiarazione redditi. È buona prassi conservare evidenza scritta dell’opposizione manifestata. Conclusione: affidati al CAF Centro FiscaleLa fatturazione odontoiatra 2026 richiede attenzione a un quadro normativo complesso: Sistema TS con scadenza annuale al 1° febbraio 2027, divieto SdI permanente per privati, contributi ENPAM Quota A e Quota B, esenzione IVA, marca da bollo e gestione delle opposizioni. Un errore in qualsiasi di questi adempimenti può costare sanzioni significative.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione odontoiatra 2026, la scelta del regime fiscale o la gestione ENPAM? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza dedicata.Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 09:00:002026-05-24 09:38:39Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TS
Medici e Odontoiatri, NOTIZIEFatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima VisitaLa fatturazione dentista 2026 presenta novità importanti che ogni odontoiatra libero professionista deve conoscere. Dal nuovo regime annuale del Sistema Tessera Sanitaria al divieto permanente di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie ai privati, passando per gli adempimenti ENPAM e la gestione del listino prestazioni, il quadro normativo è cambiato in modo strutturale grazie al DLgs 81/2025.In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti fiscali e contributivi che riguardano lo studio dentistico nel 2026: dal regime fiscale più conveniente alle modalità di trasmissione dei dati al Sistema TS, dalla corretta applicazione del bollo da 2 euro alla scelta del software di fatturazione più adatto. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza ai professionisti sanitari e accompagna i dentisti in ogni adempimento. Indice dei contenutiIl regime fiscale del dentista nel 2026Sistema TS per dentisti: cosa trasmettereDivieto SdI prestazioni sanitarie ai privatiListino prestazioni del dentistaPrima visita: come fatturarlaBollo 2 euro sopra 77,47 euroSoftware fatturazione consigliati per dentistiENPAM Quota A e Quota B 2026Domande frequentiIl regime fiscale del dentista nel 2026La scelta del regime fiscale è il primo passo nella corretta gestione della fatturazione dentista 2026. L’odontoiatra libero professionista può optare per due strade: il regime forfettario oppure il regime ordinario. La scelta dipende da diversi fattori, tra cui il volume dei ricavi, la presenza di collaboratori e la possibilità di dedurre i costi dello studio.Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva unica che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. In parole semplici: invece di pagare più imposte separate, paghi una sola tassa con aliquota agevolata. Per i dentisti, il coefficiente di redditività applicabile è del 78%, che rappresenta la percentuale dei ricavi considerata reddito imponibile. Ad esempio, se Marco incassa 70.000 euro, il reddito imponibile sarà di 54.600 euro (70.000 x 78%).I principali requisiti per il regime forfettario dentisti 2026 sono:Ricavi annui non superiori a 85.000 euroSpese per personale dipendente entro 20.000 euroAssenza di partecipazioni di controllo in società di personeNon aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro nell’anno precedenteL’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in caso di nuova partita IVA. Il regime ordinario, invece, è conveniente per gli studi dentistici strutturati con elevati costi (affitto locali, attrezzature, materiali, collaboratori) che superano la deduzione forfettaria del 22%. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la situazione specifica di ogni dentista per individuare il regime più vantaggioso. Sistema TS per dentisti: cosa trasmettereUna delle novità più importanti per la fatturazione dentista 2026 riguarda il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS). Dal 2025 la trasmissione dei dati delle spese sanitarie è passata da semestrale ad annuale: i dentisti devono trasmettere tutte le fatture emesse nell’anno precedente entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Per i dati relativi al 2025, la scadenza ordinaria del 31 gennaio 2026 slitta al 2 febbraio 2026 perché cade di sabato.Il Sistema TS è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini. Questi dati confluiscono poi nella dichiarazione dei redditi precompilata, dove vengono automaticamente inseriti come spese detraibili al 19%. La trasmissione non è facoltativa: è un obbligo di legge per tutti i dentisti.Cosa deve essere trasmesso al Sistema TSCodice fiscale del pazienteData del documento fiscaleTipologia di spesa (con codice specifico per le prestazioni odontoiatriche)Importo complessivo della prestazioneEventuale presenza di opposizione del paziente al trattamento dei datiIl paziente ha sempre il diritto di opposizione: può chiedere che la fattura non venga trasmessa al Sistema TS. In quel caso, lo studio dentistico deve apporre sulla fattura la dicitura specifica e conservare la richiesta scritta. La mancata, tardiva o errata trasmissione comporta una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un tetto massimo di 50.000 euro. È ammessa una correzione entro 7 giorni dalla scadenza ordinaria senza penalità.Per evitare errori che possono costare cari, molti dentisti scelgono di affidarsi a un CAF specializzato come il Centro Fiscale di Udine, che gestisce l’intera procedura di trasmissione al Sistema TS dentisti 2026. Divieto SdI prestazioni sanitarie ai privatiUna svolta storica della fatturazione dentista 2026 è rappresentata dal divieto permanente di emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Fino al 2024 si trattava di una proroga rinnovata di anno in anno; con il DLgs 81/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2025, il divieto è diventato strutturale e permanente.In pratica, il dentista che fattura a un paziente privato (persona fisica) non può e non deve emettere fattura elettronica tramite SdI. La fattura va emessa in formato cartaceo o PDF (con marca da bollo elettronica quando dovuta) e i dati vanno trasmessi separatamente al Sistema TS. La motivazione principale è la tutela della privacy: le prestazioni sanitarie contengono dati sensibili che non devono passare attraverso il flusso pubblico dell’SdI.Quando il dentista deve emettere fattura elettronicaIl divieto vale solo per i pazienti privati. Il dentista deve invece emettere fattura elettronica tramite SdI nei seguenti casi:Fatturazione verso aziende (B2B), come prestazioni rese a un’impresa per un dipendenteFatturazione verso la Pubblica Amministrazione (B2G)Prestazioni non sanitarie (consulenze, perizie, attività di docenza)Prestazioni rese a soggetti con partita IVA per scopi professionaliLa distinzione è cruciale: confondere i flussi comporta sanzioni e violazioni della privacy. Un errore comune è emettere fattura elettronica al paziente privato perché il software lo permette. Questo errore espone lo studio a sanzioni e procedimenti del Garante Privacy. Listino prestazioni del dentistaLa corretta gestione del listino prestazioni è fondamentale per una fatturazione dentista 2026 trasparente verso il paziente e conforme alla normativa. Il listino deve essere esposto in studio (in forma visibile) e ogni prestazione fatturata deve riportare in modo chiaro la descrizione, l’importo unitario e l’eventuale codice di tracciabilità per il Sistema TS.Esempio di listino prestazioni odontoiatricheVisita odontoiatrica: 50 – 100 euroIgiene dentale professionale: 60 – 120 euroOtturazione: 80 – 200 euro (a seconda del materiale e della complessità)Devitalizzazione: 200 – 500 euro (in base al numero di canali)Estrazione semplice: 80 – 150 euroImpianto dentale: 800 – 2.500 euro (per singolo elemento)Corona protesica: 500 – 1.200 euroFaccette in ceramica: 600 – 1.500 euro per elementoOrtodonzia (apparecchio fisso): 2.500 – 5.000 euroQueste cifre sono indicative e variano in base alla regione, alla complessità del caso clinico e ai materiali utilizzati. La fattura deve sempre riportare la descrizione analitica delle prestazioni effettuate: una dicitura generica come cure odontoiatriche non è sufficiente per la detrazione fiscale del paziente né per la corretta trasmissione al Sistema TS.Inoltre, il dentista deve indicare in fattura se la prestazione è detraibile per il paziente: le spese sanitarie sono detraibili al 19% per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro annui. Per le prestazioni del dentista privato (non convenzionato SSN) è obbligatorio il pagamento tracciabile (bancomat, bonifico, assegno bancario) indipendentemente dall’importo, in base alla L. 160/2019 art. 1 c. 679-680: in caso contrario, il paziente perde il diritto alla detrazione. Prima visita: come fatturarlaLa prima visita odontoiatrica rappresenta un caso particolare nella fatturazione dentista 2026. Molti studi la offrono gratuita come servizio di accoglienza, mentre altri la fatturano normalmente. Entrambe le scelte sono legittime, ma comportano implicazioni fiscali differenti.Prima visita a pagamentoSe il dentista fattura la prima visita, deve emettere regolare fattura sanitaria al paziente (in formato cartaceo o PDF, mai elettronica via SdI). La fattura va trasmessa al Sistema TS e concorre alla determinazione del reddito professionale. Tipicamente la prima visita ha un costo compreso tra 50 e 100 euro, e include un’anamnesi completa, un controllo della bocca e un preventivo per eventuali trattamenti.Prima visita gratuitaSe la prima visita è offerta gratuitamente come servizio di accoglienza, non si deve emettere alcuna fattura. Tuttavia, è buona prassi consegnare al paziente un documento che attesti la visita effettuata (per fini clinici e di tracciabilità). La gratuità non genera obblighi fiscali, ma deve essere comunicata in modo chiaro al paziente per non creare aspettative errate.Attenzione: anche se la prima visita è gratuita, eventuali esami diagnostici aggiuntivi (radiografie, ortopantomografie) vanno fatturati separatamente se hanno un costo per lo studio. Bollo 2 euro sopra 77,47 euroUn aspetto spesso trascurato nella fatturazione dentista 2026 riguarda l’imposta di bollo. Quando il dentista emette una fattura di importo superiore a 77,47 euro in regime di esenzione IVA (come avviene per le prestazioni sanitarie), è obbligato ad apporre una marca da bollo da 2 euro sull’originale del documento.L’imposta di bollo è dovuta perché le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72: per compensare la mancata applicazione dell’IVA, lo Stato impone l’apposizione del bollo sui documenti di importo significativo. Il bollo può essere a carico del dentista o, più comunemente, viene addebitato al paziente indicandolo in fattura come voce separata.Codici tributo F24 per il bollo virtualeChi sceglie il regime di bollo virtuale (versamento periodico cumulativo invece dell’apposizione fisica della marca) deve utilizzare i seguenti codici tributo F24:2521 – Bollo virtuale – rata bimestrale2522 – Bollo virtuale – acconto2523 – Bollo virtuale – interessi2524 – Bollo virtuale – sanzioniIl regime di bollo virtuale richiede un’autorizzazione preventiva dell’Agenzia delle Entrate ed è consigliato per studi con elevato volume di fatturazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste il dentista nella richiesta di autorizzazione e nella gestione periodica dei versamenti. Software fatturazione consigliati per dentistiScegliere il giusto software di fatturazione dentista 2026 significa risparmiare tempo, evitare errori e garantire la conformità normativa. Lo studio dentistico ha esigenze particolari: gestire fatture cartacee per i pazienti privati, fatture elettroniche per le aziende, trasmettere i dati al Sistema TS, applicare correttamente il bollo. Non tutti i software generalisti coprono questi flussi in modo adeguato.Fatturazione Italia: la soluzione per studi sanitariTra le soluzioni più apprezzate dai professionisti sanitari segnaliamo Fatturazione Italia, un software pensato specificamente per studi medici e odontoiatrici. Tra le caratteristiche distintive:Sistema TS integrato: trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria con un solo click, incluso nel piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa, 500 fatture)Zero-config forfettari: chi è in regime forfettario trova il software già configurato senza necessità di impostazioni complessePrezzo bloccato 3 anni: la tariffa di sottoscrizione iniziale resta invariata per tre anni dal primo pagamentoProva gratuita 30 giorni senza carta di credito (60 giorni con invito di un amico)CAF Centro Fiscale come partner: assistenza fiscale qualificata per la gestione del regime forfettarioLa gestione del divieto SdI per le prestazioni sanitarie ai privati è automatica: il software riconosce il paziente come persona fisica e non invia automaticamente all’SdI, evitando l’errore più comune. Allo stesso tempo, per le fatture B2B il flusso elettronico funziona regolarmente.Per chi cerca un’alternativa, esistono altri software di fatturazione validi sul mercato. La scelta dipende dalle dimensioni dello studio, dal volume di fatture annue e dall’integrazione con il gestionale clinico. Il CAF Centro Fiscale di Udine può consigliare la soluzione più adatta alle esigenze del singolo dentista. ENPAM Quota A e Quota B 2026Ogni dentista iscritto all’Albo è obbligatoriamente iscritto anche all’ENPAM, l’Ente Nazionale di Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri. I contributi previdenziali si dividono in due voci: la Quota A, fissa e dovuta da tutti gli iscritti, e la Quota B, proporzionale al reddito professionale.ENPAM Quota A 2026 per fasce di etàLa Quota A è un contributo fisso annuale che aumenta con l’età del professionista. Per il 2026 gli importi sono i seguenti:Studenti universitari: 152,37 euroFino a 30 anni: 304,73 euroDa 30 a 35 anni: 591,47 euroDa 35 a 40 anni: 1.109,92 euroOltre 40 anni fino alla pensione: 2.049,83 euroA questi importi si aggiunge il contributo di maternità, adozione e interruzione di gravidanza di 84,26 euro annui, dovuto da tutti gli iscritti indipendentemente dal sesso. Il versamento della Quota A avviene tramite bollettini emessi da ENPAM con scadenza ordinaria al 30 aprile.ENPAM Quota B 2026La Quota B è il contributo previdenziale calcolato sul reddito netto da libera professione. Per il 2026 l’aliquota standard è del 19,50% sul reddito professionale fino a 150.000 euro, mentre sulla parte eccedente i 150.000 euro si applica un’aliquota ridotta dell’1%.Per esempio, immaginiamo che la dottoressa Bianchi, dentista libera professionista, abbia dichiarato un reddito netto di 160.000 euro. Il calcolo della Quota B sarà:150.000 x 19,50% = 29.250 euro10.000 (eccedenza) x 1% = 100 euroTotale Quota B: 29.350 euroSu domanda è prevista un’aliquota dimezzata del 9,75% per chi è iscritto ad altra previdenza obbligatoria (ad esempio i medici dipendenti o in formazione specialistica) o è pensionato; l’aliquota ridotta del 2% è riservata invece ai redditi da attività intramoenia e ai tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale. Il dentista deve presentare la dichiarazione del reddito ENPAM entro il 31 luglio dell’anno successivo.Il CAF Centro Fiscale di Udine cura la presentazione della dichiarazione ENPAM e il calcolo dei contributi dovuti, evitando errori che possono comportare sanzioni e interessi di mora.Domande frequenti sulla fatturazione dentista 2026Un dentista può emettere fattura elettronica a un paziente privato?No. Dal 2026, grazie al DLgs 81/2025, il divieto di emissione di fattura elettronica tramite SdI verso persone fisiche per prestazioni sanitarie è diventato permanente. Il dentista deve emettere fattura cartacea o PDF al paziente privato e trasmettere i dati separatamente al Sistema TS.Qual è la scadenza per trasmettere i dati al Sistema TS nel 2026?La scadenza ordinaria è il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di emissione delle fatture. Per le spese del 2025 la scadenza slitta al 2 febbraio 2026 (il 31 gennaio cade di sabato). È possibile inviare correzioni entro 7 giorni successivi senza sanzioni.Quando va applicato il bollo da 2 euro in fattura?Il bollo da 2 euro va applicato su ogni fattura di importo superiore a 77,47 euro in regime di esenzione IVA (come avviene per le prestazioni sanitarie ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72). Il bollo può essere addebitato al paziente come voce separata in fattura.Il regime forfettario conviene a un dentista?Dipende dal volume dei ricavi e dai costi sostenuti. Per dentisti con ricavi sotto 85.000 euro e costi limitati, il regime forfettario è quasi sempre conveniente grazie all’imposta sostitutiva al 15% (o 5% nei primi 5 anni). Per studi strutturati con elevati costi, il regime ordinario può risultare più vantaggioso. Una consulenza personalizzata al CAF Centro Fiscale risolve il dubbio.Qual è l’aliquota ENPAM Quota B per i dentisti nel 2026?L’aliquota standard della Quota B ENPAM 2026 è del 19,50% sul reddito netto professionale fino a 150.000 euro, e dell’1% sulla parte eccedente. Su domanda si può applicare l’aliquota dimezzata del 9,75% (iscritti ad altra previdenza obbligatoria e pensionati), mentre il 2% è riservato ai redditi da intramoenia e ai tirocinanti del corso di Medicina generale. Conclusione: affidati al CAF Centro Fiscale di UdineLa fatturazione dentista 2026 richiede attenzione a numerosi aspetti: dalla scelta del regime fiscale alla gestione del Sistema TS, dal corretto trattamento del divieto SdI per i pazienti privati alla puntuale applicazione del bollo, fino agli adempimenti ENPAM. Ogni errore può comportare sanzioni, ritardi e contestazioni che impattano sulla redditività dello studio.Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza fiscale a medici e dentisti: ci occupiamo della gestione contabile, della trasmissione al Sistema TS, del calcolo dei contributi ENPAM, della dichiarazione dei redditi e di tutti gli adempimenti correlati. Il nostro team garantisce serenità e correttezza, lasciando al dentista il tempo di concentrarsi sull’attività clinica.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione del tuo studio dentistico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Prenota un appuntamento e scopri come ottimizzare la gestione fiscale del tuo studio.Giugno 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 09:00:002026-09-27 19:01:38Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima Visita
CAF, NOTIZIEPagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e QuattordicesimaPagamenti INPS luglio 2026: ecco il calendario completo con tutte le date di accredito per pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e quattordicesima. Luglio è un mese particolarmente atteso dai pensionati italiani, perché oltre al rateo mensile arriva anche la quattordicesima mensilità, un bonus che spetta a chi ha redditi entro determinate soglie. Non solo: da luglio partono anche i primi rimborsi del modello 730 direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione. In questa guida trovi tutte le date, gli importi e le istruzioni per verificare i pagamenti sul portale MyINPS. Indice dei contenutiCalendario pagamenti INPS luglio 2026Pensioni luglio 2026: data accredito e quattordicesimaQuattordicesima pensionati luglio 2026: chi la riceve e importiAssegno Unico luglio 2026: date pagamentoNASpI luglio 2026: quando arrivaADI Assegno di Inclusione luglio 2026Rimborsi 730 luglio 2026 in busta pagaBonus Nido e Bonus Mamme luglio 2026Come verificare i pagamenti su MyINPSDomande frequentiCalendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le dateIl mese di luglio 2026 è ricco di scadenze e accrediti INPS. Per aiutarti a tenere tutto sotto controllo, ecco la tabella riepilogativa con le date previste per ogni tipo di prestazione. Le date indicate sono indicative e basate sullo storico degli anni precedenti: l’INPS potrebbe variare leggermente i tempi di accredito.DataPrestazioneNote1 luglio 2026Pensioni (accredito bancario)Primo giorno bancabile del mese1 luglio 2026Quattordicesima pensionatiInsieme al rateo pensione di luglio1-2 luglio 2026Pensioni (ritiro in Posta)In base alla lettera del cognome1 luglio 2026Rimborsi 730 su pensionePer chi ha inviato il 730 entro fine maggio10-20 luglio 2026NASpILa data varia in base alla domanda individuale15 luglio 2026Bonus NidoRimborso mensile per chi ha presentato domanda16-17-18 luglio 2026Assegno UnicoTre giorni di accredito per tutti i beneficiari23 luglio 2026Rimborsi 730 in busta pagaPer i lavoratori dipendenti (prima finestra)27 luglio 2026ADI – Assegno di InclusioneRicarica su carta ADIFine luglio 2026Bonus MammeEsonero contributivo per lavoratrici con figli Pensioni luglio 2026: data accredito e quattordicesimaLe pensioni di luglio 2026 verranno accreditate a partire da mercoledì 1 luglio, che rappresenta il primo giorno bancabile del mese. Per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario o postale, l’importo sarà disponibile fin dalla mattina del 1° luglio.Chi invece ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali dovrà seguire il calendario alfabetico stabilito da Poste Italiane, generalmente distribuito tra il 1° e il 2 luglio. L’ordine viene comunicato da Poste Italiane qualche giorno prima della scadenza e si basa sulla lettera iniziale del cognome del pensionato.Luglio è un mese speciale per i pensionati perché il cedolino della pensione include non solo il rateo ordinario, ma anche la quattordicesima mensilità per gli aventi diritto e, per chi ha presentato il modello 730 entro fine maggio, anche i primi rimborsi IRPEF. Questo significa che molti pensionati riceveranno un accredito sensibilmente più alto rispetto ai mesi precedenti.Per consultare in anticipo il cedolino della pensione di luglio 2026, puoi accedere al servizio dedicato sul portale INPS. Il cedolino pensione viene generalmente pubblicato online circa 10 giorni prima della data di pagamento, quindi intorno al 20 giugno. Quattordicesima pensionati luglio 2026: chi la riceve e importiLa quattordicesima mensilità per i pensionati viene erogata con il rateo di luglio ed è una delle prestazioni più attese dell’anno. Si tratta di una somma aggiuntiva, detta anche “bonus pensione estivo”, riservata ai pensionati con reddito complessivo annuo entro determinati limiti. Non tutti i pensionati ne hanno diritto: vediamo nel dettaglio chi può riceverla e quanto spetta.La quattordicesima pensione 2026 spetta ai pensionati che soddisfano questi requisiti:Età minima: 64 anni compiuti (o da compiere entro il 31 dicembre 2026)Titolarità di una pensione a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) o di fondi sostitutivi, esclusivi, esonerativiReddito personale complessivo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.900 euro annui per il 2026)Gli importi della quattordicesima 2026 variano in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Ecco una tabella riepilogativa:Anni di contributiReddito fino a 1,5x minimoReddito da 1,5x a 2x minimoFino a 15 anni (dipendenti) / 18 anni (autonomi)437 euro336 euroDa 15 a 25 anni (dipendenti) / 18-28 (autonomi)546 euro420 euroOltre 25 anni (dipendenti) / 28 anni (autonomi)655 euro504 euroLa quattordicesima viene erogata automaticamente dall’INPS a chi ne ha diritto, senza necessità di presentare domanda. Se ritieni di avere i requisiti ma non l’hai ricevuta, puoi verificare la tua situazione accedendo al fascicolo previdenziale su MyINPS oppure contattare il CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito. Assegno Unico luglio 2026: date pagamentoL’Assegno Unico di luglio 2026 verrà accreditato nelle giornate del 16, 17 e 18 luglio, come da calendario INPS consolidato. L’importo viene versato direttamente sul conto corrente indicato dal richiedente al momento della domanda.Ricordiamo che l’importo dell’Assegno Unico Universale dipende dal valore dell’ISEE del nucleo familiare. Per il 2026, gli importi vanno da un minimo di 57 euro per figlio (senza ISEE o con ISEE superiore a 45.574,96 euro) fino a un massimo di 200 euro per figlio (con ISEE fino a 17.090,61 euro). A questi importi base si aggiungono le maggiorazioni previste per:Figli disabili: maggiorazione da 85 a 105 euro per figlioNuclei con 3 o più figli: maggiorazione di 85 euro dal terzo figlioMadri sotto i 21 anni: maggiorazione di 20 euro per figlioGenitori entrambi lavoratori: maggiorazione fino a 30 euro per figlio (con ISEE fino a 17.090,61 euro)Se non hai ancora presentato la domanda o se il tuo ISEE è scaduto, è fondamentale aggiornarlo il prima possibile per non perdere le maggiorazioni spettanti. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella preparazione dell’ISEE e nella domanda di Assegno Unico. NASpI luglio 2026: quando arriva il pagamentoIl pagamento della NASpI di luglio 2026 è previsto indicativamente tra il 10 e il 20 luglio, ma la data esatta dipende dalla situazione individuale del beneficiario. A differenza delle pensioni, la NASpI non ha una data fissa uguale per tutti: l’INPS elabora i pagamenti in base alla data di presentazione della domanda e al giorno di cessazione del rapporto di lavoro.Per chi percepisce la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), è importante ricordare che l’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (ottavo mese per gli over 55). Questa riduzione progressiva, detta decalage, fa sì che l’importo di luglio possa essere inferiore rispetto a quello dei mesi precedenti.Se hai dubbi sull’importo della tua NASpI o sulla data di pagamento, puoi verificare lo stato della prestazione direttamente su MyINPS, nella sezione “Prestazioni e servizi” → “NASpI”. In alternativa, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua posizione e, se necessario, aiutarti a presentare la dichiarazione dei redditi per il recupero delle detrazioni spettanti. ADI Assegno di Inclusione luglio 2026: data ricaricaL’Assegno di Inclusione (ADI) di luglio 2026 verrà accreditato il 27 luglio sulla carta ADI. Si tratta della prestazione che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024, destinata ai nuclei familiari in difficoltà economica con almeno un componente minore, disabile, over 60 o in condizione di svantaggio certificato.Per ricevere l’ADI è necessario avere un ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro. L’importo varia in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito percepito, con un massimo di 6.000 euro annui (500 euro al mese) integrabili con una componente per l’affitto fino a 3.360 euro annui.È importante ricordare che i beneficiari dell’ADI devono rispettare gli obblighi di partecipazione attiva, inclusa la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD) e la partecipazione ai percorsi di inclusione sociale o lavorativa. Il mancato rispetto di questi obblighi può comportare la sospensione o la revoca del beneficio.Rimborsi 730 luglio 2026: primi accrediti in busta paga e pensioneLuglio 2026 segna l’inizio dei rimborsi IRPEF del modello 730, una delle novità più attese da lavoratori dipendenti e pensionati. Se hai presentato il 730 precompilato 2026 o ti sei rivolto a un CAF entro fine maggio, i primi rimborsi arriveranno già con la busta paga di luglio (per i lavoratori dipendenti) o con il cedolino pensione di luglio/agosto (per i pensionati).Ecco come funziona il meccanismo dei rimborsi:Lavoratori dipendenti: il rimborso viene accreditato nella busta paga di luglio dal datore di lavoro che funge da sostituto d’imposta. La data esatta dipende dalle tempistiche aziendali di elaborazione degli stipendi, generalmente tra il 23 e il 27 luglioPensionati: il rimborso viene erogato dall’INPS direttamente nel cedolino pensione. Per chi ha inviato il 730 entro fine maggio, il rimborso arriva con la pensione di luglio (1 luglio). Per invii successivi, il rimborso slitterà ai mesi di agosto o settembreSenza sostituto d’imposta: chi ha presentato il 730 senza sostituto riceverà il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempistiche più lunghe (generalmente entro 6 mesi dalla presentazione)Se dal 730 risulta un debito anziché un credito, le trattenute inizieranno dalla busta paga o dalla pensione di luglio. In caso di importi elevati, è possibile rateizzare il debito in più mesi (massimo 5 rate da luglio a novembre). Non hai ancora presentato il 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti per massimizzare le detrazioni fiscali a cui hai diritto. Bonus Nido e Bonus Mamme luglio 2026Oltre alle prestazioni principali, a luglio 2026 l’INPS eroga anche il Bonus Nido e il Bonus Mamme, due misure di sostegno alla genitorialità particolarmente importanti per le famiglie italiane.Il Bonus Asilo Nido 2026 viene erogato mensilmente come rimborso delle rette pagate per la frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati. L’importo massimo annuo è di 3.600 euro per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro e con un altro figlio sotto i 10 anni. Per le famiglie con ISEE tra 25.001 e 40.000 euro l’importo scende a 2.500 euro, mentre per ISEE superiori o senza ISEE si ha diritto a 1.500 euro annui. Il pagamento di luglio riguarda il rimborso delle rette di maggio-giugno, generalmente accreditato intorno al 15 luglio.Il Bonus Mamme 2026, ovvero l’esonero contributivo per le lavoratrici madri, continua a essere erogato mensilmente in busta paga. Nel 2026, il beneficio è stato esteso anche alle lavoratrici con 2 figli (il più piccolo sotto i 10 anni), oltre a confermarsi per le mamme con 3 o più figli. L’esonero massimo è di 3.000 euro annui, pari a circa 250 euro al mese di sconto sui contributi. L’accredito avviene con la busta paga di fine luglio.Come verificare i pagamenti su MyINPSPer controllare la data esatta del tuo pagamento e l’importo che riceverai, puoi utilizzare il portale MyINPS. Ecco la procedura passo passo per verificare ogni tipo di prestazione:Accedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNSVai al Fascicolo Previdenziale: dalla homepage, clicca su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”Seleziona la prestazione: nel menu a sinistra, scegli la voce corrispondente:Cedolino pensione → per pensioni e quattordicesimaNASpI → per la disoccupazioneAssegno Unico → per i pagamenti AUUAssegno di Inclusione → per l’ADIControlla la sezione “Pagamenti”: qui trovi lo storico degli accrediti e le date previste per i prossimiIn alternativa, puoi scaricare l’app INPS Mobile disponibile per Android e iOS, che offre le stesse funzionalità del portale web con notifiche push per avvisarti quando un nuovo pagamento è disponibile. Se riscontri problemi nell’accesso o discrepanze negli importi, puoi contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (da rete fissa, gratuito) o 06 164164 (da cellulare, a pagamento). Domande frequenti sui pagamenti INPS luglio 2026Quando vengono pagate le pensioni di luglio 2026?Le pensioni di luglio 2026 verranno accreditate il 1 luglio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente bancario o postale. Per chi ritira in contanti alle Poste, il pagamento è previsto tra il 1 e il 2 luglio, secondo il calendario alfabetico di Poste Italiane.Chi riceve la quattordicesima a luglio 2026?La quattordicesima spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età e un reddito annuo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.900 euro). L’importo va da 336 a 655 euro, in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito.Quando arriva l’Assegno Unico di luglio 2026?L’Assegno Unico di luglio 2026 verrà accreditato nelle giornate del 16, 17 e 18 luglio. L’importo dipende dal valore dell’ISEE: si va da 57 euro a 200 euro per figlio, con maggiorazioni per disabilità, nuclei numerosi e altri casi specifici.Quando arriva la NASpI di luglio 2026?La NASpI di luglio 2026 viene generalmente accreditata tra il 10 e il 20 luglio, ma la data esatta varia per ogni beneficiario. Puoi controllare la data precisa del tuo pagamento nella sezione “NASpI” del tuo fascicolo previdenziale su MyINPS.Come faccio a sapere se ho diritto alla quattordicesima?Per sapere se hai diritto alla quattordicesima, verifica di avere almeno 64 anni e un reddito personale complessivo non superiore a circa 15.900 euro annui (2 volte il trattamento minimo INPS 2026). La quattordicesima viene erogata automaticamente dall’INPS, senza domanda. Se pensi di averne diritto ma non l’hai ricevuta, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine al 0432 1638640.I rimborsi 730 arrivano a luglio?Sì, i primi rimborsi del 730 partono da luglio 2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro fine maggio. I lavoratori dipendenti li ricevono nella busta paga di luglio, i pensionati nel cedolino pensione di luglio o agosto. La tempistica dipende da quando è stato inviato il modello e dal tipo di sostituto d’imposta.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Articoli correlatiConsulta anche le nostre guide su argomenti correlati ai pagamenti INPS:Pagamenti INPS aprile 2026: calendario pensioni, NASpI, Assegno UnicoPagamenti INPS marzo 2026: calendario completoCedolino pensione: come leggerlo e verificare gli importiTempi NASpI 2026: quanto ci vuole per ricevere la disoccupazioneBonus Nido 2026: guida completa alla domanda INPSBonus Mamme lavoratrici 2026: esonero contributivo con 2 figli730 Precompilato 2026: come accedere e inviareGiugno 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 08:00:002026-04-18 10:48:57Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima
Confronti Software, NOTIZIEPrezzi Software Fatturazione 2026: il Costo Reale su 3 Anni (TCO)Indice dei contenutiIl problema dei prezzi software fatturazione al primo anno: la trappola SaaSCos’e il TCO e perche contaTCO a 3 anni dei principali prezzi software fatturazione 2026Caso reale documentato: aumento progressivo su TrustpilotCosa cercare in un contratto SaaS per evitare lock-inCalcolo TCO personalizzato: 3 esempi numericiIl caso prezzo bloccato: garanzia 3 anniConclusioni sui prezzi software fatturazione 2026I prezzi software fatturazione 2026 pubblicizzati online raccontano solo metà della storia. Quando scegli un gestionale per emettere le tue fatture elettroniche, il numero che vedi in homepage (29 euro, 48 euro, 4 euro al mese) è quasi sempre il prezzo del primo anno scontato, pensato per attrarti come nuovo cliente. Il vero costo si misura su un orizzonte pluriennale: 3 anni di utilizzo, comprensivi di canoni, rinnovi, eventuali aumenti, conservazione sostitutiva, servizi extra e ore di gestione interna. Questa analisi metodica si chiama TCO, Total Cost of Ownership, ovvero costo totale di possesso. In questa guida ai prezzi software fatturazione 2026 calcoliamo il TCO reale dei principali gestionali italiani, mostriamo dati documentati sugli aumenti riportati nelle recensioni pubbliche e spieghiamo perché solo i contratti con prezzo bloccato offrono una vera prevedibilità di spesa. Il problema dei prezzi software fatturazione al primo anno: la trappola SaaSIl modello commerciale dei software SaaS (Software as a Service, cioè software erogato come servizio in abbonamento) di fatturazione si basa quasi sempre su una logica precisa: prezzo aggressivo al primo anno, listino pieno dal secondo. Si tratta di una strategia di acquisizione clienti perfettamente legittima ma che, dal punto di vista del freelance o della PMI, può creare aspettative distorte. Quando confronti i prezzi software fatturazione 2026 vedi cifre tipo 29,90 euro/anno oppure 48 euro/anno, ma queste cifre raramente si applicano al secondo, terzo o quarto anno.Il meccanismo è ricorrente: una promozione di lancio attrae l’utente, poi il prezzo sale al listino standard al primo rinnovo. Successivamente, alcuni provider applicano aumenti annuali legati a inflazione, nuove funzionalità incluse, o semplicemente aggiornamenti di listino. Il risultato è che il TCO reale a 3 anni può essere il doppio o il triplo di quanto stimato guardando solo il prezzo iniziale.Ci sono tre dinamiche di pricing tipiche dei prezzi software fatturazione 2026:Prezzo civetta primo anno: sconto fino al 50% sul listino, attivo solo per i primi 12 mesiAumenti progressivi annuali: incremento del 10-25% al rinnovo, spesso senza preavviso esplicitoServizi accessori a pagamento: conservazione sostitutiva, multifirma, integrazione bancaria fatturati a parteCapire questi meccanismi è il primo passo per non lasciarsi sedurre dal cartellino più basso e fare invece una scelta informata. Cos’è il TCO (Total Cost of Ownership) e perché conta per i prezzi software fatturazioneIl TCO, acronimo di Total Cost of Ownership ovvero costo totale di possesso, è una metodologia di analisi nata in ambito IT aziendale ma applicabile a qualsiasi acquisto continuativo. In parole semplici: il TCO misura quanto ti costa davvero un software dall’acquisto fino alla dismissione, includendo tutto ciò che non è nel prezzo di listino. Per i prezzi software fatturazione 2026, ragionare in ottica TCO significa smettere di guardare solo il canone annuale e cominciare a sommare tutti i costi diretti e indiretti su un orizzonte tipico di 3 anni.Gli elementi che compongono il TCO di un software di fatturazione sono diversi e non sempre evidenti. Vediamoli nel dettaglio:Canone annuale base: il prezzo del piano, moltiplicato per gli anni di utilizzo, con eventuali aumenti annualiSetup iniziale: configurazione, importazione clienti/fornitori, eventuale formazioneMigrazione dati: se cambi software dopo 2-3 anni, esportare e re-importare lo storico ha un costo, in tempo o in denaroConservazione sostitutiva: alcuni piani la includono, altri la fatturano a parte (10-30 euro/anno)Assistenza extra: ticket prioritari, supporto telefonico, consulenza personalizzataTempo interno: ore dedicate da te o dal tuo staff a imparare e gestire il softwarePer calcolare il TCO a 3 anni si applica una formula semplice: somma dei canoni annuali previsti + costi accessori una tantum + costi accessori ricorrenti. Per esempio, un software pubblicizzato a 48 euro/anno che diventa 96 euro dal secondo anno, in 3 anni costa 48 + 96 + 96 = 240 euro nello scenario stabile, ma facilmente 280-320 euro se ci sono aumenti progressivi.Il TCO conta perché permette di confrontare mele con mele. Il software più economico al primo anno non è quasi mai il più economico nel triennio. TCO a 3 anni dei principali prezzi software fatturazione 2026Vediamo ora un confronto numerico concreto dei prezzi software fatturazione 2026 più diffusi sul mercato italiano. Abbiamo selezionato sei soluzioni rappresentative delle diverse fasce di prezzo e modelli commerciali, calcolando una stima realistica del TCO a 3 anni basata sui listini pubblici e sulle recensioni Trustpilot e Capterra disponibili.Ecco la tabella di sintesi (importi IVA esclusa, riferiti a un profilo forfettario base con esigenze standard):SoftwareAnno 1Anno 2Anno 3TCO 3 anniFatture in Cloud (forfettario)48€96€110€~254€Aruba Fatturazione29,90€29,90€29,90€~90€Software Semplice48€48€48€~144€TeamSystem Studio (base)~324€~324€~340€~988€Agenzia Entrate (gratuita)0€0€0€0€Fatturazione Italia (Start)49€49€49€147€Vediamo cosa significa nel concreto ogni voce:Fatture in Cloud parte da 48 euro per il piano Forfettari il primo anno, ma sale a 96 euro dal rinnovo come confermato dalle guide ufficiali del provider. Su Trustpilot diversi utenti riportano aumenti progressivi negli anni successivi. Risultato: TCO basso al primo anno, crescente a regime.Aruba Fatturazione Elettronica mantiene un canone stabile di 29,90 euro/anno sul piano base. È indubbiamente fra i più economici del mercato, ma attenzione: il piano base non include il Sistema TS (Tessera Sanitaria), elemento critico per medici, fisioterapisti e altri operatori sanitari, che richiede un upgrade a pagamento.Software Semplice offre un canone di 48 euro/anno (100 documenti), posizionandosi nella fascia low-cost.TeamSystem Studio è una soluzione premium pensata per studi professionali strutturati, con prezzi da 27 euro/mese (circa 324 euro/anno) e listino soggetto ad aumenti periodici. Il TCO a 3 anni è nell’ordine del migliaio di euro: giustificato solo se servono moduli evoluti (contabilità, bilanci, dichiarativi).Agenzia delle Entrate Fatture e Corrispettivi è gratuita, ma le funzionalità operative sono essenziali: pensata come strumento di adempimento, non come gestionale produttivo. Mancano anagrafiche evolute, magazzino, reportistica.Fatturazione Italia ha due piani annui IVA inclusa: Start a 49 euro (150 fatture SDI) e Pro a 89 euro (500 fatture, Sistema TS incluso), con una caratteristica distintiva nel panorama dei prezzi software fatturazione 2026: il prezzo è contrattualmente bloccato per 3 anni. Significa zero sorprese al rinnovo. Caso reale documentato: l’aumento progressivo segnalato su Trustpilot per i SaaS di fatturazioneQuando si parla di prezzi software fatturazione 2026 e di aumenti al rinnovo, non basta affidarsi a impressioni soggettive. Le piattaforme di recensioni pubbliche come Trustpilot e Capterra raccolgono testimonianze utenti che mostrano pattern documentati di incremento dei canoni nel tempo. Riportiamo qui i dati in forma neutra e fattuale, senza giudizi soggettivi.Una recensione pubblica relativa a un SaaS di fatturazione italiano, archiviata su una piattaforma di review, riportava la seguente progressione su 4 anni per un’utenza con piano avanzato:Anno 2023: 307,44 euroAnno 2024: 396,50 euro (+29%)Anno 2025: 572,18 euro (+44%)Anno 2026: ~717 euro stimato (+25%)Questo pattern, non riferibile a tutti gli utenti del software ma documentato pubblicamente, mostra un raddoppio del canone in circa 3 anni. La causa può essere molteplice: passaggio automatico a piani superiori, aggiunta di moduli, aggiornamenti di listino. Non si tratta di un comportamento illegittimo, ma certamente di una dinamica che impatta il TCO reale.Il tema non riguarda un solo provider. Capterra mostra recensioni simili per diversi SaaS internazionali e italiani, dove la voce ricorrente è: “prezzo iniziale interessante, aumenti significativi dopo 2-3 anni“. Per il consumatore, le contromisure sono tre:Leggere con cura il contratto, in particolare la clausola di variazione canoneAnnotare in calendario la scadenza con 60 giorni di anticipo per valutare la disdettaPreferire fornitori che blocchino contrattualmente il prezzo per più anniIl punto chiave per chi valuta i prezzi software fatturazione 2026 è non confondere il listino del primo anno con il TCO a 3 anni: sono due metriche completamente diverse. Cosa cercare in un contratto SaaS per evitare lock-in sui prezzi software fatturazioneConfrontare i prezzi software fatturazione 2026 non basta: occorre anche leggere le condizioni contrattuali per non ritrovarsi vincolati a un fornitore senza vie d’uscita ragionevoli. Il lock-in (letteralmente “chiusura dentro”) è la situazione in cui cambiare provider diventa così costoso o complesso da rendere preferibile subire aumenti pur di restare. Per difendersi, ecco cinque clausole da verificare prima di firmare.1. Garanzia di prezzo bloccato per X anniSi tratta di una clausola che vincola il fornitore a non aumentare il canone per un periodo definito (tipicamente 1, 3 o 5 anni). Senza questa clausola, il provider può modificare il listino con semplice comunicazione al cliente.2. Esportabilità dati nativaVerifica che il software permetta di esportare tutto il tuo archivio fatture in formato standard (XML, PDF, CSV) senza limiti, senza pagamento aggiuntivo e in qualsiasi momento. Un provider che ostacola l’export è un campanello d’allarme.3. Conservazione sostitutiva inclusaLa conservazione a norma decennale è un obbligo di legge per le fatture elettroniche. Alcuni piani la includono nel canone, altri la fatturano a parte (anche 20-30 euro/anno). Verifica che sia compresa e che, in caso di disdetta, il provider rilasci l’archivio conservato in formato esportabile.4. Libertà di disdettaControlla se il contratto prevede tacito rinnovo, preavviso di disdetta (30, 60, 90 giorni) e penali in caso di recesso anticipato. Preferisci formule senza vincoli pluriennali con penali.5. Free trial reale senza cartaUn fornitore sicuro della propria offerta consente prove gratuite senza chiedere subito i dati di pagamento. Se ti chiedono la carta di credito per accedere al trial, sappi che il rinnovo automatico scatterà silenziosamente.Queste cinque clausole sono il vero metro per valutare i prezzi software fatturazione 2026 oltre il listino: contano quanto e più del prezzo stesso. Calcolo TCO personalizzato: 3 esempi numerici per profiloPer rendere concreto il discorso sui prezzi software fatturazione 2026, vediamo tre scenari tipici con calcolo TCO completo a 3 anni. I numeri usati sono stime realistiche basate sui listini pubblici e sui pattern di aumento documentati nelle recensioni.Profilo 1: Forfettario base (artigiano, libero professionista, 50 fatture/anno)Non servono moduli avanzati: contano semplicità, costo basso, conservazione inclusa.SoftwareTCO 3 anni stimaAruba Fatturazione~90€Software Semplice~144€Fatturazione Italia (Start)147€ (prezzo bloccato)Fatture in Cloud Forfettari~254€ (con aumenti)Agenzia Entrate0€ ma feature minimeVincitori di costo puro: Aruba e Software Semplice. Vincitore di prevedibilità: Fatturazione Italia.Profilo 2: Freelance medio (consulente, agente, 200 fatture/anno)Servono multi-utente, integrazione email, reportistica base.SoftwareTCO 3 anni stimaFatture in Cloud Standard~540-720€Fatturazione Italia (Pro)~267€Aruba Premium~240€TeamSystem Studio base~1.000€In questa fascia il delta tra le opzioni può superare i 700 euro a 3 anni.Profilo 3: PMI con 200+ fatture/anno e contabilità internaServono moduli evoluti: magazzino, ordini, scadenzario, gestione clienti.SoftwareTCO 3 anni stimaTeamSystem soluzioni avanzate~1.800-3.000€Fatture in Cloud Premium~900€Fatturazione Italia (Pro, multi-P.IVA con Piano Studio)~267€ per P.IVA (min. 10, piano Studio 39 euro/anno)Per le PMI il TCO può variare in modo importante. Non si tratta solo di scegliere il più economico, ma di bilanciare funzionalità richieste e prevedibilità della spesa. Un software più costoso ma con prezzo bloccato può risultare alla fine più vantaggioso di un’opzione apparentemente più economica ma soggetta ad aumenti.Il caso prezzo bloccato: cosa significa la garanzia 3 anni nei prezzi software fatturazioneNel panorama dei prezzi software fatturazione 2026 italiani, il modello del prezzo contrattualmente bloccato per 3 anni è una rarità. La maggior parte dei provider si riserva la facoltà di modificare il listino al rinnovo, con semplice comunicazione al cliente. Esiste però un’eccezione interessante: Fatturazione Italia propone una garanzia contrattuale di blocco prezzo per 3 anni.Vediamo cosa significa nel concreto e quale vantaggio offre in ottica TCO. La differenza fra una promessa commerciale (“il nostro prezzo non cambia”) e una clausola contrattuale è sostanziale: la prima è revocabile, la seconda no. Il prezzo bloccato di [Fatturazione Italia](https://fatturazioneitalia.it/?utm_source=centrofiscale&utm_medium=article&utm_campaign=cmp-tco&utm_content=prezzi-software-fatturazione-tco-2026) è inserito nelle condizioni generali di contratto: se nei prossimi 3 anni il listino sale, l’aumento non si applica a chi ha sottoscritto.Vediamo il confronto numerico con uno scenario realistico di aumento progressivo del 25% annuo, basato sui pattern documentati nelle recensioni Trustpilot:AnnoFatture in Cloud (scenario con aumenti)Fatturazione Italia (bloccato 3 anni)DifferenzaY148€49€-1€Y296€49€+47€Y3120€ (aumento stimato +25%)49€+71€Totale 3 anni264€147€+117€Il risparmio in questo scenario è di circa 117 euro nel triennio, ma il vero valore della clausola di prezzo bloccato non è solo economico: è di prevedibilità. Per un freelance o una PMI, sapere in anticipo quanto costerà il software per i prossimi 3 anni significa poter pianificare il budget senza sorprese.È importante chiarire un punto: i numeri della tabella sono stime ipotetiche basate su pattern di aumento riportati nelle recensioni Trustpilot relative a SaaS di fatturazione. Non sono numeri ufficiali di nessun provider e non costituiscono una previsione certa: servono a illustrare lo scenario peggiore plausibile rispetto al quale il prezzo bloccato fa da scudo.In ottica di prezzi software fatturazione 2026, una clausola di blocco prezzo a 3 anni è l’unico strumento contrattuale che azzera completamente il rischio aumenti. Le alternative come la disdetta annuale o lo switch a un competitor comportano sempre costi (tempo, migrazione dati, formazione). Conclusioni sui prezzi software fatturazione 2026: il vero risparmio non è il primo anno scontatoTirando le somme di questa analisi sui prezzi software fatturazione 2026, emergono alcuni principi guida per chi sta valutando uno switch o un primo acquisto.Il primo principio è che il prezzo del primo anno è quasi sempre fuorviante. Una cifra bassa in homepage attira ma non racconta nulla del costo a regime. Il TCO a 3 anni è il solo metro affidabile per confrontare opzioni diverse.Il secondo principio è che ogni profilo ha la sua scelta ottimale. Per un forfettario con poche fatture, soluzioni a basso canone offrono un eccellente rapporto qualità/prezzo. Per una PMI strutturata, soluzioni premium giustificano il prezzo con funzionalità avanzate. Per chi cerca prevedibilità e clausole chiare, opzioni come Fatturazione Italia con il prezzo bloccato 3 anni offrono uno scudo contrattuale.Il terzo principio è che leggere il contratto vale più di guardare il listino. Una clausola di prezzo bloccato, di esportabilità dati e di disdetta libera vale molto più di uno sconto del primo anno. I prezzi software fatturazione 2026 vanno valutati nel loro contesto contrattuale completo.Il quarto principio è di non sottovalutare il costo del cambio software. Cambiare gestionale dopo 2-3 anni significa importare lo storico, riformare lo staff, riconfigurare integrazioni. È un costo invisibile che si paga in tempo: meglio scegliere bene la prima volta.La scelta del software di fatturazione è una decisione che impatta i prossimi 3 anni di attività. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare lo strumento più adatto al tuo profilo fiscale, integrando la scelta software con la pianificazione delle dichiarazioni e degli adempimenti annuali.Domande Frequenti sui Prezzi Software Fatturazione 2026Cosa significa TCO nei prezzi software fatturazione 2026?TCO sta per Total Cost of Ownership, ovvero il costo totale di possesso di un software calcolato su tutto il periodo di utilizzo (tipicamente 3 anni). Include canoni annuali con eventuali aumenti, setup iniziale, conservazione sostitutiva, assistenza extra e ore di gestione interna. Per i prezzi software fatturazione 2026, ragionare in ottica TCO significa non fermarsi al prezzo del primo anno ma sommare tutti i costi previsti su un orizzonte pluriennale.Perché i prezzi software fatturazione aumentano al rinnovo?Molti SaaS di fatturazione applicano un prezzo promozionale al primo anno per acquisire nuovi clienti, poi passano al listino standard dal secondo anno. Inoltre, alcuni provider applicano aumenti annuali legati a inflazione, nuove funzionalità o aggiornamenti di listino. Su Trustpilot sono documentati casi di raddoppio del canone in 3-4 anni per alcuni utenti. Verificare la clausola di variazione canone nel contratto prima di sottoscrivere è fondamentale.Esiste un software di fatturazione con prezzo bloccato per 3 anni?Sì, alcune soluzioni come Fatturazione Italia offrono una garanzia contrattuale di prezzo bloccato per 3 anni. Si tratta di una clausola inserita nelle condizioni generali di contratto, non di una semplice promessa commerciale: il provider si vincola formalmente a non aumentare il canone per il periodo concordato. È una rarità nel panorama dei prezzi software fatturazione 2026 e offre il massimo livello di prevedibilità di spesa.Qual è il software di fatturazione più conveniente nel TCO a 3 anni?Dipende dal profilo. Per un forfettario base con poche fatture, opzioni come Aruba (29,90 euro/anno) o Software Semplice (48 euro/anno) hanno un TCO a 3 anni tra 90 e 144 euro. Per chi vuole prevedibilità di prezzo, Fatturazione Italia con il blocco 3 anni offre 147 euro di TCO sul piano Start. Per PMI strutturate, soluzioni premium come TeamSystem hanno TCO superiore ma giustificato da funzionalità avanzate. La risposta corretta non è mai universale: dipende dal volume di fatture, dai moduli necessari e dalla tolleranza al rischio aumenti.Hai bisogno di assistenza per la Fatturazione Elettronica?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione della fatturazione elettronica, la scelta del software piu adatto al tuo profilo fiscale e la dichiarazione dei redditi.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaIndice dei contenutiFiscozen alternative 2026: perché fare un confronto prima di scegliereQuanto costano Fiscozen, FlexTax e CAF nel 2026Cosa è compreso nelle tre offertePrimo anno o anni successivi: come cambia il confrontoFiscozen… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-29 16:00:002026-09-29 07:37:19Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Partita IVA Igienista Dentale 2026: Guida Completa in 7 PuntiCome aprire la partita IVA da igienista dentale nel 2026: codice ATECO 2025 86.99.09, iscrizione alla Gestione Separata INPS, regime forfettario con coefficiente 78%, esenzione IVA art. 10 e regole per collaborare correttamente con lo studio odontoiatrico. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 19:00:002026-09-22 10:07:24Partita IVA Igienista Dentale 2026: Guida Completa in 7 PuntiLogopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Partita IVA Logopedista e Dietista 2026: Guida Completa al Nuovo Codice ATECO 86.99.09Guida 2026 alla partita IVA per logopedista e dietista: il codice ATECO 2025 corretto è 86.99.09 e non più il vecchio 86.90.29, contributi in Gestione Separata INPS (26,07% o 24%), regime forfettario con coefficiente 78%, esenzione IVA art. 10 n. 18 e invio annuale al Sistema Tessera Sanitaria. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 18:00:002026-09-22 09:51:08Partita IVA Logopedista e Dietista 2026: Guida Completa al Nuovo Codice ATECO 86.99.09CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleGiugno 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-15 09:00:002026-09-27 08:01:20Prezzi Software Fatturazione 2026: il Costo Reale su 3 Anni (TCO)
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaIndice dei contenutiFiscozen alternative 2026: perché fare un confronto prima di scegliereQuanto costano Fiscozen, FlexTax e CAF nel 2026Cosa è compreso nelle tre offertePrimo anno o anni successivi: come cambia il confrontoFiscozen… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-29 16:00:002026-09-29 07:37:19Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettaria
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Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Partita IVA Logopedista e Dietista 2026: Guida Completa al Nuovo Codice ATECO 86.99.09Guida 2026 alla partita IVA per logopedista e dietista: il codice ATECO 2025 corretto è 86.99.09 e non più il vecchio 86.90.29, contributi in Gestione Separata INPS (26,07% o 24%), regime forfettario con coefficiente 78%, esenzione IVA art. 10 n. 18 e invio annuale al Sistema Tessera Sanitaria. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 18:00:002026-09-22 09:51:08Partita IVA Logopedista e Dietista 2026: Guida Completa al Nuovo Codice ATECO 86.99.09
GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione Elettronica, NOTIZIE, PARTITA IVACambiare Software Fatturazione nel 2026: Guida Step-by-Step allo Switch Senza Perdere DatiCambiare software fatturazione è una decisione che molti professionisti e piccole imprese rimandano per anni, spesso per paura di perdere dati, anagrafiche clienti o la conservazione sostitutiva delle fatture. La verità è che, con una procedura corretta, switchare il software di fatturazione nel 2026 è più semplice di quanto sembri. Bastano alcune verifiche preliminari e una migrazione dei dati ordinata per evitare brutte sorprese.In questa guida ti spieghiamo, passo dopo passo, come cambiare software fatturazione senza perdere nemmeno una fattura. Vedremo i 5 motivi principali per cui ha senso farlo nel 2026, le verifiche tecniche da fare prima dello switch, la procedura completa in 7 step e gli errori più comuni da evitare. Dedichiamo poi una sezione specifica alla conservazione sostitutiva, l’aspetto più delicato di qualsiasi migrazione.Una premessa importante: il 15 maggio 2026 è entrato in vigore il nuovo tracciato XML 1.9.1 per la fatturazione elettronica. Questo significa che, se stai pensando di cambiare software fatturazione, è il momento ideale per scegliere uno strumento già aggiornato e pronto per le nuove specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate.Indice dei contenutiPerché cambiare software di fatturazione nel 2026Le 5 cose da verificare prima di switchareProcedura step-by-step per il cambioConservazione sostitutiva al cambioGli errori più comuni nello switchQuando è il momento giusto per cambiareStrumenti consigliati per chi switcha nel 2026Domande frequenti Perché cambiare software di fatturazione nel 2026Le motivazioni per cambiare software fatturazione sono spesso le stesse, indipendentemente dal gestionale di partenza. Che tu stia usando Fatture in Cloud, Aruba, Danea, TeamSystem o un altro tool, prima o poi arriva il momento in cui il rapporto qualità-prezzo non torna più. Vediamo i 5 motivi più frequenti che spingono professionisti e PMI a switchare software fatture nel 2026.1. Aumento dei prezzi al rinnovo. È il motivo numero uno. Molti software offrono prezzi promozionali il primo anno e poi rincarano al rinnovo, anche del 30-50%. Se il tuo abbonamento è passato da 80 euro a 120 euro l’anno senza nuove funzioni, è normale guardarsi intorno. Nel 2026, con l’inflazione che ha colpito anche il settore SaaS, gli aumenti sono diventati la regola.2. Limiti di documenti raggiunti. Molti piani base prevedono un tetto massimo di fatture annue (ad esempio 200 o 500). Quando lo superi, vieni spinto su un piano superiore che costa anche il doppio. Se il tuo business è cresciuto, ha senso valutare un gestionale con fatture illimitate incluse nel prezzo base.3. Mancanza del Sistema TS per i sanitari. Medici, fisioterapisti, psicologi, osteopati e altri professionisti del ruolo sanitario hanno l’obbligo di trasmettere le spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria. Non tutti i software lo gestiscono nativamente, e quando lo fanno spesso lo offrono come modulo aggiuntivo a pagamento. È uno dei motivi più frequenti di switch del software di fatturazione tra i sanitari.4. Supporto inadeguato. Quando hai un problema fiscale urgente (una fattura scartata dallo SdI, un codice natura IVA sbagliato, un dubbio sul reverse charge), vuoi parlare con qualcuno che capisce, non aprire un ticket e aspettare 72 ore. Molti software low-cost hanno solo supporto via chat o email, con tempi di risposta lunghi che possono complicare le scadenze fiscali.5. Lock-in contrattuale. Alcuni fornitori rendono volutamente complesso esportare i dati o disdire l’abbonamento. Trovi sì il pulsante esporta, ma magari ti dà un PDF non riutilizzabile invece di un file XML o CSV. Questa pratica si chiama vendor lock-in ed è uno dei segnali più chiari che è il momento di migrare i dati delle fatture verso un sistema più trasparente. Le 5 cose da verificare prima di switcharePrima di cambiare software fatturazione, ci sono cinque controlli tecnici fondamentali. Saltarli significa rischiare di trovarsi a metà migrazione con dati irrecuperabili o costi imprevisti. Una verifica accurata richiede 30-60 minuti, ma ti risparmia settimane di problemi successivi.1. Esportabilità completa dei dati dal vecchio softwareVerifica che il software attuale ti permetta di esportare le anagrafiche dei clienti (in formato CSV o Excel), le fatture emesse (in XML e PDF), le fatture ricevute, i registri IVA e lo scadenzario. Se l’esportazione è bloccata o limitata, contatta subito il fornitore per chiedere un backup completo. Per legge, i tuoi dati sono tuoi e nessun software può trattenerli.2. Stato della conservazione sostitutivaLa conservazione sostitutiva è l’archiviazione digitale a norma delle fatture, con obbligo di conservazione per 10 anni. È il punto più delicato di qualsiasi cambio software fatturazione: dedichiamo una sezione apposita più avanti. Per ora controlla chi è il tuo conservatore attuale: potrebbe essere lo stesso fornitore del software o un terzo accreditato come l’Agenzia delle Entrate.3. Periodo trial del nuovo softwareScegli un gestionale che offra un periodo di prova gratuito di almeno 30 giorni. Ti serve per testare l’usabilità, l’invio reale di fatture allo SdI, l’importazione delle anagrafiche e l’eventuale integrazione con altri sistemi (POS, e-commerce, gestionali contabili). Un trial breve di 7 giorni non basta per valutare seriamente un cambio così strutturale.4. Compatibilità con il formato XML 1.9.1Dal 15 maggio 2026 il Sistema di Interscambio applica obbligatoriamente il tracciato XML 1.9.1. Le fatture trasmesse con la versione precedente vengono scartate dallo SdI senza possibilità di recupero automatico. Verifica che il nuovo software sia già aggiornato alle ultime specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate, comprese le novità sui codici destinatario (limite portato da 100 a 300) e sui controlli per i Gruppi IVA.5. Tempi di setup e curva di apprendimentoChiedi al fornitore (o leggi le recensioni) quanto tempo serve per essere operativi al 100%. Un buon software di fatturazione 2026 dovrebbe permetterti di emettere la prima fattura entro 15 minuti dall’attivazione. Se il setup richiede giorni di formazione, valuta se i benefici giustificano il tempo investito nella migrazione. Procedura step-by-step per il cambioVediamo ora la procedura completa per cambiare software fatturazione in modo sicuro. Sono 7 step che ti guidano dalla preparazione del backup fino al periodo di sovrapposizione tra vecchio e nuovo sistema. Seguili nell’ordine: ogni passaggio prepara il terreno per il successivo.Step 1 – Backup completo del vecchio gestionalePrima di toccare qualsiasi cosa, fai un backup completo di tutto ciò che è esportabile dal software attuale. Salva i file in una cartella organizzata sul tuo computer e su un cloud personale (Google Drive, Dropbox). Tieni questo backup per almeno 2 anni dopo il cambio: ti servirà in caso di verifiche fiscali o per recuperare dati storici.Step 2 – Esportazione anagrafiche clientiEsporta tutte le anagrafiche dei clienti in formato CSV o Excel. Verifica che il file contenga ragione sociale, partita IVA, codice fiscale, indirizzo, codice destinatario SDI, PEC, condizioni di pagamento e note. Più completa è l’esportazione, meno lavoro manuale dovrai fare nel nuovo gestionale. Controlla che le tabelle siano leggibili e che non ci siano caratteri strani (problemi di encoding).Step 3 – Esportazione fatture in XML e PDFScarica tutte le fatture emesse e ricevute degli ultimi anni in due formati: XML (il formato originale che hai inviato allo SdI) e PDF con firma digitale per la consultazione. Organizza i file per anno e tipo (emesse/ricevute). Questi file sono fondamentali per ricostruire la storia fiscale e per la conservazione sostitutiva.Fatture emesse XML: cartella unica per anno fiscaleFatture emesse PDF: backup leggibile in caso di verificaFatture ricevute XML: utili per ricostruire i costi deducibiliNote di credito: salvate separatamente dalle fattureNotifiche SdI: ricevute di accettazione/scarto, importanti come provaStep 4 – Verifica della conservazione sostitutivaControlla che tutte le fatture degli ultimi 10 anni siano effettivamente in conservazione sostitutiva a norma. Se il tuo software attuale gestiva la conservazione, scarica i pacchetti di archiviazione (chiamati pacchetti di versamento) con la relativa attestazione. Se invece eri iscritto al servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate, le tue fatture restano lì anche se cambi software: niente panico.Step 5 – Attivazione trial nuovo softwareAttiva il periodo di prova sul nuovo gestionale senza ancora disdire il vecchio. Configura le impostazioni base: dati anagrafici, regime fiscale (forfettario, ordinario, semplificato), aliquote IVA usate abitualmente, modelli di fattura. Prova a emettere una fattura di test verso te stesso o un cliente di prova per familiarizzare con l’interfaccia prima di operare in produzione.Step 6 – Import dei dati nel nuovo softwareCarica i CSV delle anagrafiche e, dove possibile, anche lo storico delle fatture nel nuovo gestionale. Molti software di fatturazione 2026 offrono un’importazione assistita che mappa automaticamente i campi del vecchio sistema. Verifica una decina di anagrafiche a campione per assicurarti che codici destinatario, PEC e regime fiscale siano corretti.Step 7 – Periodo di sovrapposizione 30 giorniPer i primi 30 giorni dopo lo switch, mantieni attivi entrambi i software. Inizia a emettere le nuove fatture col nuovo gestionale, ma tieni accesso al vecchio per consultazioni, ricerca documenti, eventuali note di credito su fatture precedenti. Solo quando sei sicuro che tutto funzioni, disdici il vecchio abbonamento. Questi 30 giorni di sovrapposizione sono la rete di sicurezza che ti evita brutte sorprese. Conservazione sostitutiva al cambio: cosa fare per non perdere 10 anni di fattureLa conservazione sostitutiva è l’aspetto più delicato di qualsiasi cambio software fatturazione. Si tratta dell’archiviazione digitale a norma delle fatture elettroniche, con un’impronta di hash, firma digitale e marca temporale che ne garantiscono l’integrità nel tempo. La normativa impone di conservare le fatture per 10 anni: se le perdi, rischi sanzioni e contestazioni in caso di verifiche fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate.I tre scenari possibiliScenario 1: conservazione gratuita Agenzia delle Entrate. Se al momento dell’adesione hai attivato il servizio gratuito sul portale Fatture e Corrispettivi, l’Agenzia conserva le tue fatture per 15 anni senza costi. Anche se cambi software, le fatture restano in conservazione sul portale dell’Agenzia: puoi continuare ad accedervi con le tue credenziali SPID o CIE. Lo switch è semplicissimo in questo caso.Scenario 2: conservazione presso il fornitore del software. Molti software (Fatture in Cloud, Aruba, TeamSystem) offrono la conservazione come servizio incluso o premium. In questo caso, prima di disdire il vecchio abbonamento, devi scaricare i pacchetti di versamento con la relativa attestazione di conservazione. Senza questi file, perdi la prova legale della conservazione e in caso di verifica dovrai ricostruire tutto.Scenario 3: conservazione presso un conservatore accreditato terzo. Alcuni studi e aziende usano conservatori AGID indipendenti dal software gestionale. In questo caso, la migrazione dati fatture è ancora più semplice: il rapporto col conservatore resta indipendente dal software che usi per emettere le fatture, e puoi cambiare gestionale quante volte vuoi.Cosa fare prima di disdire il vecchio softwareVerifica chi gestisce la tua conservazione sostitutiva attualeScarica i pacchetti di versamento di tutti gli anniSalva l’attestazione di conservazione firmata digitalmenteVerifica che i file siano apribili e che le firme digitali siano valideSolo a questo punto procedi con la disdetta del vecchio softwareUn consiglio pratico: se la conservazione attuale è gestita dal software che stai abbandonando, valuta di attivare la conservazione gratuita dell’Agenzia delle Entrate per le fatture future. Così non sei più dipendente dal fornitore del gestionale e puoi cambiare software fatturazione in qualsiasi momento senza problemi di conservazione. Gli errori più comuni nello switch (e come evitarli)Anche con la migliore pianificazione, certi errori sono dietro l’angolo quando si decide di cambiare software fatturazione. Abbiamo raccolto i cinque più frequenti tra i nostri clienti al CAF Centro Fiscale di Udine. Conoscerli in anticipo ti aiuta a evitarli e a portare a termine la migrazione senza intoppi.Errore 1 – Cambiare a metà anno fiscaleSwitchare a luglio o agosto significa avere due gestionali per la stessa annualità fiscale. La dichiarazione dei redditi e la liquidazione IVA diventano più complicate, perché devi sommare manualmente i dati provenienti da fonti diverse. Il momento ideale per cambiare software fatture è la fine dell’anno (novembre-dicembre) per partire dal 1 gennaio con un nuovo strumento.Errore 2 – Non verificare la portabilità dei datiAlcuni utenti scoprono solo al momento dello switch che il vecchio software non esporta tutto. Magari le fatture sì, ma non i modelli personalizzati o lo storico delle modifiche. Verifica la portabilità completa prima di firmare contratti con il nuovo fornitore: chiedi una demo con i tuoi dati reali se possibile, oppure consulta forum e gruppi di utenti reali.Errore 3 – Sottovalutare la curva di apprendimentoAnche il software più intuitivo richiede 2-3 settimane di rodaggio. Aspettati di essere meno produttivo nei primi giorni: è normale. Programma lo switch in un periodo non frenetico (evita fine mese o scadenze fiscali importanti) e preparati a investire qualche ora in tutorial e formazione. La fretta in questa fase porta a errori grossolani.Errore 4 – Perdere la conservazione sostitutivaL’errore più grave. Chi disdice il vecchio software senza prima scaricare i pacchetti di conservazione rischia di perdere la prova legale di anni di fatture. In caso di verifica fiscale, dovrai ricostruirle e dimostrarne la validità: costi e tempi elevatissimi, e talvolta impossibile. Segui sempre il processo descritto nella sezione precedente.Errore 5 – Non testare prima di andare in produzioneEmetti almeno 3-5 fatture di prova con il nuovo gestionale e verifica che lo SdI le accetti. Controlla anche le notifiche di accettazione, il calcolo dell’IVA, la generazione dell’XML e il PDF di cortesia. Se il software ha un ambiente sandbox o demo, sfruttalo prima di emettere fatture reali destinate ai clienti. Quando è il momento giusto per cambiareIl timing è tutto. Cambiare software fatturazione in un momento sbagliato può trasformare un’ottima decisione strategica in un piccolo incubo operativo. Vediamo quali sono i momenti ideali e quali invece sono da evitare assolutamente per uno switch sereno e privo di rischi contabili.Il momento ideale: fine anno (novembre-dicembre)La fine dell’anno fiscale è il momento perfetto. Hai novembre e dicembre per testare il nuovo software in parallelo, completi l’anno con il vecchio per coerenza contabile, e dal 1 gennaio parti col nuovo gestionale per un anno fiscale pulito. Il commercialista o il CAF lavoreranno meglio sulla dichiarazione dei redditi, perché ogni gestionale copre un anno intero senza sovrapposizioni.Cambia subito se: ti hanno annunciato un aumento imminenteSe hai ricevuto la comunicazione di rincaro del 30-50% al rinnovo che scade tra 1-2 mesi, conviene switchare subito, anche a metà anno. Il fastidio della migrazione contabile è inferiore al costo aggiuntivo annuale del vecchio software. In questo caso, cerca un nuovo gestionale che ti dia 30 giorni di trial e magari uno sconto promo per i primi mesi di abbonamento.Mai cambiare se: mancano meno di 2 mesi alla dichiarazioneTra marzo e maggio (con scadenze del 730 e Redditi PF a fine giugno e fine ottobre) e prima delle liquidazioni IVA trimestrali, evita assolutamente lo switch. Il rischio di confusione contabile è troppo alto e qualsiasi errore può generare sanzioni o ritardi sulle scadenze fiscali. Aspetta a dopo la dichiarazione e poi pianifica il cambio software fatturazione con tempo.Strumenti consigliati per chi switcha nel 2026Il mercato dei software di fatturazione nel 2026 è ricco e variegato. Vediamo le opzioni più interessanti per chi vuole cambiare software fatturazione, con un focus particolare sulle alternative a Fatture in Cloud, Aruba e gli altri leader storici. La scelta dipende dal tuo profilo: forfettario, ordinario, sanitario, freelance o piccola impresa strutturata.Fatturazione Italia: l’alternativa anti-aumentiFatturazione Italia è particolarmente interessante per chi è stanco degli aumenti al rinnovo. Si distingue per cinque caratteristiche che lo rendono una alternativa Fatture in Cloud molto valida nel 2026, soprattutto per professionisti e piccole imprese che cercano stabilità di prezzo e assistenza qualificata (piani Start 49 euro/anno e Pro 89 euro/anno, entrambi IVA inclusa):Prezzo bloccato 3 anni a contratto: niente sorprese al rinnovo, il costo resta uguale per tutto il periodo concordatoZero-config per forfettari: setup automatico per chi ha già una partita IVA forfettaria attiva da migrareSistema TS incluso nel piano Pro (89 euro/anno IVA inclusa, 500 fatture), particolarmente utile per medici, fisioterapisti, psicologi e altri sanitari30 giorni di prova gratuita sul piano Pro (60 con invito di un amico): puoi testarlo in parallelo al software vecchio, senza carta di creditoAssistenza CAF Centro Fiscale: dietro c’è una struttura CAF reale, non solo chat-bot automaticiSe vuoi valutarlo, puoi attivare il trial gratuito direttamente su Fatturazione Italia e provarlo per 30 giorni in parallelo al gestionale che stai usando ora.Altre alternative low-cost da considerarePer equilibrio e completezza, ti segnaliamo anche altre opzioni interessanti sul mercato italiano:Software Semplice: gestionale italiano focalizzato sulla semplicità d’uso, indicato per professionisti con esigenze baseFattura24: alternativa storica con un buon rapporto qualità-prezzo, molto diffuso tra freelance e piccoli studiBill: focus sui freelance, interfaccia molto pulita e moderna, integrazioni con strumenti di project managementFatturapro.click: piattaforma economica con piano gratuito per chi emette poche fatture all’annoLa scelta dipende dal tuo profilo specifico: se sei sanitario, dai priorità al Sistema TS integrato; se sei forfettario, valuta il blocco del prezzo per evitare aumenti nei prossimi anni; se hai esigenze ordinarie, controlla l’integrazione con il tuo commercialista per scambio dati e registri IVA. Domande frequenti su come cambiare software fatturazioneQuanto tempo serve per cambiare software fatturazione?Per uno switch ben pianificato servono circa 30-45 giorni totali: 1 settimana di verifiche preliminari, 1 settimana per backup ed export, 30 giorni di sovrapposizione tra vecchio e nuovo software. Se hai pochi documenti puoi farcela in 15 giorni, ma è meglio non avere fretta per evitare errori sulla conservazione sostitutiva e sulla migrazione delle anagrafiche.Cosa succede alle fatture vecchie se cambio software?Dipende da dove sono conservate. Se erano in conservazione gratuita Agenzia delle Entrate, restano lì per 15 anni a prescindere dal software. Se erano in conservazione presso il fornitore del gestionale, devi scaricare i pacchetti di versamento prima di disdire l’abbonamento. Le fatture trasmesse allo SdI restano consultabili in versione integrale sul portale Fatture e Corrispettivi fino al 31 dicembre del secondo anno successivo alla ricezione, mentre i soli dati di sintesi della fattura restano disponibili fino all’ottavo anno successivo.Posso cambiare software a metà mese?Tecnicamente sì, ma è sconsigliato. Conviene scegliere come data di switch il primo giorno del mese successivo, in modo che la liquidazione IVA mensile o trimestrale copra un periodo gestito interamente da un unico software. Cambiare a metà mese frammenta i dati e complica la contabilità e i registri IVA.Il nuovo software è compatibile con il vecchio commercialista?Sì, perché tutte le fatture passano dallo SdI e il commercialista accede ai dati direttamente lì o ricevendo i file XML da te. Tuttavia, verifica con il professionista che il nuovo gestionale generi i registri IVA in un formato a lui congeniale. La maggior parte dei software di fatturazione 2026 esporta in formato standard interoperabile.Devo avvisare i miei clienti del cambio software?No, non è necessario. Il codice destinatario e l’indirizzo PEC dei tuoi clienti restano gli stessi: cambia solo il sistema che usi internamente per emettere le fatture. I clienti riceveranno le fatture come prima sul loro sistema o dalla loro PEC, senza notare differenze sostanziali. Tuttalpiù potrebbe cambiare il layout grafico del PDF di cortesia. Conclusione: cambia software senza paura, con la guida giustaCambiare software fatturazione nel 2026 non è più l’incubo che era qualche anno fa. Con le esportazioni standardizzate in XML, la conservazione gratuita dell’Agenzia delle Entrate e la maggiore concorrenza tra fornitori, switchare i tuoi dati fatture è un’operazione gestibile in 30-45 giorni, purché segui la procedura corretta e i 7 step indicati in questa guida.Il punto critico resta sempre la conservazione sostitutiva: prima di disdire qualsiasi abbonamento, assicurati di avere salvato tutti i pacchetti di versamento e le relative attestazioni. Pianifica lo switch in un periodo non fiscalmente critico, idealmente fine anno o subito dopo una scadenza importante come la dichiarazione dei redditi.Hai bisogno di assistenza per cambiare software di fatturazione? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Ti aiutiamo nella migrazione dei dati, nella verifica della conservazione sostitutiva e nella scelta del gestionale più adatto al tuo regime fiscale. Possiamo affiancarti anche nelle altre dichiarazioni collegate (730, Redditi PF, IVA trimestrale) per un servizio completo.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Servizio disponibile in ufficio a Udine o comodamente da casa tua in tutta Italia.