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Recensioni, confronti e guide sui migliori software di fatturazione elettronica per partite IVA, forfettari e professionisti sanitari.

Aruba Fatturazione, Fatturazione Italia, Finanza & Servizi, Software Fatturazione Elettronica

Migrare da Aruba Fatturazione Elettronica a Fatturazioneitalia 2026: Guida Passo Passo

fatturazione elettronica CAF Udine

Se stai usando Aruba Fatturazione Elettronica e stai valutando di cambiare software, sei nel posto giusto. Migrare da Aruba Fatturazione Elettronica a Fatturazioneitalia 2026 è un’operazione concretamente fattibile in pochi giorni, a patto di seguire i passaggi nel giusto ordine. In questa guida trovi tutto ciò che ti serve: dall’esportazione dei dati da Aruba, all’importazione su Fatturazioneitalia.it, fino alla verifica che il tuo codice SDI sia correttamente configurato. Il tutto senza perdere neppure una fattura storica e con la serenità di sapere che la conservazione sostitutiva decennale è garantita anche dopo il passaggio.

Indice dei contenuti

  • Perché Migrare da Aruba Fatturazione Elettronica nel 2026
  • Cosa Fare Prima di Iniziare la Migrazione
  • Step 1 – Esportare le Fatture da Aruba Fatturazione Elettronica
  • Step 2 – Scaricare la Conservazione Sostitutiva da Aruba
  • Step 3 – Aprire l’Account su Fatturazioneitalia.it
  • Step 4 – Importare i Dati in Fatturazioneitalia
  • Step 5 – Verificare la Configurazione e Testare l’Invio SDI
  • Cosa NON Perdere durante la Migrazione
  • Fatturazioneitalia vs Aruba: Confronto Funzionalità 2026
  • Domande Frequenti sulla Migrazione da Aruba a Fatturazioneitalia

Perché Migrare da Aruba Fatturazione Elettronica nel 2026

Aruba Fatturazione Elettronica è un servizio diffuso tra liberi professionisti e piccole imprese, ma nel corso del 2025-2026 molti utenti hanno iniziato a segnalare alcune criticità: rinnovi automatici con aumenti di prezzo non comunicati chiaramente, interfaccia meno intuitiva rispetto ai concorrenti e piani di conservazione con costi aggiuntivi. Se ti sei trovato in una di queste situazioni, il momento per valutare un cambio di software di fatturazione elettronica è adesso — e farlo prima di dicembre ti dà il vantaggio di impostare il nuovo anno fiscale 2027 su una piattaforma già rodata.

Il motivo più citato da chi decide di migrare da Aruba a Fatturazioneitalia nel 2026 è la certezza del prezzo nel tempo. Fatturazioneitalia.it offre il cosiddetto “prezzo bloccato 5 anni”: una formula che congela il canone annuale per cinque anni consecutivi, indipendentemente da aggiornamenti di listino. Per chi gestisce una partita IVA in regime forfettario o una piccola srl con volumi di fatturazione stabili, questa prevedibilità di spesa è un vantaggio competitivo concreto rispetto ai software che adeguano i prezzi ogni anno. Puoi approfondire il confronto dei costi reali su Prezzi Software Fatturazione 2026: il Costo Reale su 3 Anni (TCO).

Un secondo motivo riguarda la conservazione sostitutiva: Aruba offre la conservazione tramite un modulo separato, che può comportare costi aggiuntivi. Fatturazioneitalia include la conservazione nel piano base, rispettando l’obbligo di legge dei 10 anni di conservazione fiscale (elevabile a 15 con adesione al servizio dell’Agenzia delle Entrate). Questo significa che le tue fatture rimangono accessibili e legalmente valide senza sorprese in bolletta.

Cosa Fare Prima di Iniziare la Migrazione

Prima di toccare qualsiasi impostazione, dedica 30 minuti alla fase preparatoria. Una migrazione fatta con ordine dura meno e non genera ansie a posteriori. Ecco la checklist da completare prima di avviare il switch da Aruba a Fatturazioneitalia:

  • Verifica la data di rinnovo Aruba: se mancano meno di 30 giorni al rinnovo automatico, agisci subito per disdire prima del prelievo. Aruba richiede la disdetta entro un certo termine (solitamente 30 giorni prima del rinnovo) per non addebitare il canone successivo.
  • Scarica tutte le fatture emesse e ricevute dell’anno in corso e degli anni precedenti in formato XML. Questi file sono i tuoi originali fiscali e ti servono indipendentemente dalla migrazione.
  • Esporta l’anagrafica clienti e fornitori in formato CSV o Excel: ti farà risparmiare ore di reinserimento manuale.
  • Annotati il tuo codice SDI attuale (se hai usato un codice destinatario personale o quello di Aruba): dovrai aggiornarlo con il nuovo codice di Fatturazioneitalia presso i tuoi clienti abituali.
  • Controlla la numerazione fatture: il primo numero da assegnare nel nuovo software deve essere in continuità con l’ultimo emesso su Aruba per non creare salti nella progressione obbligatoria per legge.

Se non sei sicuro su come gestire la continuità della numerazione fatture o la disdetta del contratto Aruba, il CAF Centro Fiscale può assisterti nell’intera operazione: i nostri operatori si occupano di tutto, dalla raccolta documenti alla configurazione del nuovo software.

Step 1 – Esportare le Fatture da Aruba Fatturazione Elettronica

La prima operazione tecnica è l’esportazione delle fatture da Aruba Fatturazione Elettronica. Dal pannello di controllo Aruba, accedi alla sezione dedicata alle fatture emesse e ricevute. Troverai solitamente un’opzione di esportazione massiva che ti permette di scaricare i file in formato XML FatturaPA v1.2.2, che è il formato ufficiale previsto dall’Agenzia delle Entrate per la fattura elettronica in vigore dal 2023.

Quando esporti, seleziona l’intero storico disponibile, non solo l’anno corrente. Anche se Aruba conserva i file per 10 anni, avere una copia locale ti protegge in caso di problemi futuri con l’account o con il servizio. Organizza i file in cartelle per anno fiscale (es. fatture-emesse-2024, fatture-ricevute-2024) per ritrovarli facilmente in fase di controllo.

Oltre alle fatture in formato XML, esporta anche il registro IVA in formato PDF o Excel: sarà utile al tuo commercialista per le riconciliazioni e per la dichiarazione dei redditi, specialmente se sei in regime forfettario. Per la gestione completa della tua posizione fiscale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza sia in ufficio che online su tutto il territorio nazionale.

Step 2 – Scaricare la Conservazione Sostitutiva da Aruba

Questo passaggio è quello che più spesso viene sottovalutato, ma è forse il più importante dal punto di vista legale. La conservazione sostitutiva è il processo certificato che attribuisce valore legale alle fatture elettroniche nel tempo — in altre parole, è la garanzia che una fattura emessa anni fa sia ancora valida come documento fiscale agli occhi del Fisco.

Aruba gestisce la conservazione tramite il proprio sistema (o tramite Aruba PEC S.p.A. come conservatore accreditato AgID). Prima di chiudere l’account, devi scaricare i pacchetti di distribuzione (PdD) della conservazione: si tratta di file compressi con estensione .zip o .p7m che contengono le fatture con firma digitale del conservatore. Questi file sono la prova legale opponibile a terzi e al Fisco che le fatture esistono e non sono state alterate.

Ricorda: l’obbligo di conservazione fiscale dura 10 anni dalla data di registrazione contabile. Questo significa che una fattura del 2016 deve essere conservata fino al 2026. Se chiudi l’account Aruba senza scaricare i pacchetti di conservazione per quegli anni, potresti non riuscire più ad accedervi — con conseguenze serie in caso di verifica fiscale. Conserva questi file su un hard disk esterno e su un servizio cloud (es. Google Drive, OneDrive) come doppia copia di sicurezza.

Step 3 – Aprire l’Account su Fatturazioneitalia.it

Una volta che hai i tuoi dati al sicuro, puoi aprire l’account su Fatturazioneitalia.it. La registrazione richiede i dati della tua partita IVA, il codice fiscale e i dati dell’impresa o del professionista. In fase di iscrizione, ti verrà assegnato un codice destinatario SDI univoco da comunicare ai tuoi clienti: questo è il codice che i tuoi clienti dovranno inserire nelle fatture che ti emettono per farle recapitare direttamente nel tuo cassetto fiscale Fatturazioneitalia.

Il vantaggio che distingue Fatturazioneitalia dai concorrenti è la formula “prezzo bloccato 5 anni”: sottoscrivendo il piano, il canone annuale rimane invariato per cinque anni consecutivi. Questa certezza economica è particolarmente apprezzata da chi gestisce una partita IVA con costi fissi da pianificare. Per chi vuole valutare il prodotto prima di impegnarsi, Fatturazioneitalia.it offre un periodo di prova che permette di testare le funzionalità senza vincoli. Puoi leggere la nostra Fatturazioneitalia recensione 2026 per un’analisi approfondita delle funzionalità.

Durante la registrazione, compila con attenzione i dati della sede legale e il regime IVA (es. regime forfettario, regime ordinario, esente IVA): questi parametri condizionano la compilazione automatica dei campi nelle fatture e la corretta valorizzazione dei codici natura IVA nei file XML. Un errore qui si traduce in fatture compilate male e possibili contestazioni da parte del Sistema di Interscambio (SDI).

Step 4 – Importare i Dati in Fatturazioneitalia

L’importazione dei dati in Fatturazioneitalia avviene in due fasi distinte: l’anagrafica e lo storico fatture. Inizia sempre dall’anagrafica, perché avere i dati dei clienti e dei fornitori già presenti rende molto più rapida la compilazione delle prime fatture sul nuovo software.

Per l’anagrafica clienti e fornitori, Fatturazioneitalia supporta l’importazione tramite file CSV. Dal file che hai esportato da Aruba, verifica che i campi corrispondano al formato richiesto (ragione sociale, partita IVA, codice fiscale, indirizzo, codice SDI o PEC per la ricezione fatture). Se ci sono discrepanze di formato, il CAF Centro Fiscale può aiutarti a normalizzare il file prima dell’importazione, evitando errori che renderebbero le fatture non consegnabili.

Per le fatture storiche in formato XML, la situazione dipende dalle funzionalità della versione attuale di Fatturazioneitalia: la piattaforma permette di caricare i file XML per consultazione e archiviazione. Questo è sufficiente per avere tutto lo storico in un unico posto. Per la conservazione sostitutiva dello storico pre-migrazione, invece, i pacchetti di distribuzione scaricati da Aruba (Step 2) rimangono validi indipendentemente dal nuovo software: non è necessario “riconservare” le fatture già conservate. Per un confronto con altri software che gestiscono la migrazione in modo simile, consulta la nostra guida Cambiare Software Fatturazione nel 2026: Guida Step-by-Step allo Switch Senza Perdere Dati.

Step 5 – Verificare la Configurazione e Testare l’Invio SDI

Prima di emettere la prima fattura reale dal nuovo software, esegui sempre un test di invio al Sistema di Interscambio (SDI). Fatturazioneitalia mette a disposizione un ambiente di test (o sandbox) dove puoi verificare che la fattura venga generata correttamente, che il file XML sia valido e che l’invio venga accettato dallo SDI senza errori di formato.

I controlli da verificare prima dell’invio reale sono:

  • Codice destinatario o PEC del cliente correttamente inserito nell’anagrafica
  • Regime IVA del cedente/prestatore (forfettario = natura N2.2; ordinario = aliquota 22% o altra aliquota applicabile)
  • Numerazione fattura: il primo numero deve essere quello successivo all’ultimo usato su Aruba
  • Data fattura: rispettare il termine di 12 giorni dall’operazione per la fattura immediata (come da normativa vigente)
  • Codice SDI ricevente: comunicare ai principali clienti il nuovo codice destinatario di Fatturazioneitalia per le fatture che ti emettono

Se durante il test riscontri un errore di scarto da parte dello SDI, non preoccuparti: è la procedura normale per identificare e correggere problemi di configurazione prima che impattino su fatture reali. Il team di supporto di Fatturazioneitalia e il CAF Centro Fiscale possono aiutarti a interpretare i codici di errore SDI e a correggere la configurazione.

Cosa NON Perdere durante la Migrazione

La migrazione da un software di fatturazione all’altro è un momento di discontinuità che, se gestito male, può creare problemi fiscali anche anni dopo. Questi sono gli elementi che non puoi permetterti di perdere durante il passaggio da Aruba a Fatturazioneitalia:

  • File XML delle fatture emesse e ricevute: sono i documenti originali fiscali. Conservali per almeno 10 anni dalla data di registrazione contabile, indipendentemente dal software usato per la conservazione.
  • Pacchetti di distribuzione della conservazione sostitutiva: come spiegato nello Step 2, sono la prova legale con firma del conservatore accreditato. Non hanno equivalenti.
  • Registro dei corrispettivi (se applicabile): per chi usa i corrispettivi elettronici, verifica che anche questi siano esportati e archiviati.
  • Credenziali Agenzia Entrate per il cassetto fiscale: il tuo cassetto fiscale AdE è indipendente dal software e conserva le fatture ricevute dagli ultimi 5 anni. Accertati di avere SPID o CIE attivi per accedervi.
  • Contratto e ricevute di pagamento Aruba: tienile come prova della corretta adesione al servizio di conservazione per l’intero periodo.

Ricorda che in caso di verifica fiscale, il tuo consulente fiscale dovrà esibire le fatture originali: la completezza dell’archivio è una tua responsabilità diretta come contribuente. Per qualsiasi dubbio sulla corretta archiviazione fiscale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza sia in ufficio che online su tutto il territorio nazionale.

Fatturazioneitalia vs Aruba: Confronto Funzionalità 2026

Per aiutarti a capire concretamente cosa cambia passando a Fatturazioneitalia, ecco un confronto delle caratteristiche principali rispetto ad Aruba Fatturazione Elettronica nel 2026. Il confronto è aggiornato in base alle funzionalità attuali delle due piattaforme e ai prezzi di listino pubblici.

FunzionalitàFatturazioneitalia.itAruba Fatturazione Elettronica
Prezzo nel tempoBloccato 5 anni dalla sottoscrizioneSoggetto a variazioni annuali
Conservazione sostitutivaInclusa nel piano baseModulo separato (costo aggiuntivo)
Fatture illimitateDipende dal piano sceltoDipende dal piano scelto
App mobilePresentePresente
Integrazione commercialistaPresente (export contabile)Presente
SupportoChat + email + CAF Centro FiscaleTicket + telefono
Regime forfettarioSupportato nativamenteSupportato
Periodo di provaDisponibileNon sempre disponibile

Il confronto dettagliato dei costi su base triennale e quinquennale è disponibile nella nostra analisi Aruba Fattura Elettronica Costi 2026: Quanto Costa Davvero e Alternative, dove trovi anche la simulazione del risparmio ottenibile con il prezzo bloccato di Fatturazioneitalia rispetto al rinnovo annuale di Aruba.

Un aspetto che emerge chiaramente dall’esperienza degli utenti è la semplicità dell’interfaccia di Fatturazioneitalia per chi viene da Aruba: la curva di apprendimento è bassa, specialmente per la creazione di fatture standard e la gestione dell’anagrafica. Chi invece ha esigenze avanzate (es. gestione magazzino, ordini, DDT) troverà utile confrontare anche altri software specializzati — la nostra guida sui prezzi software fatturazione 2026 copre i principali attori del mercato.

Se vuoi approfondire il confronto tra i software TeamSystem (che include Fatture in Cloud), consulta anche il nostro TeamSystem 2026: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt – Confronto Completo.

Posso migrare da Aruba a Fatturazioneitalia a metà anno senza problemi fiscali?

Sì, è possibile cambiare software di fatturazione in qualsiasi momento dell’anno fiscale. L’importante è mantenere la continuità della numerazione fatture: il primo numero sul nuovo software deve essere quello successivo all’ultimo usato su Aruba. Conserva tutti i file XML delle fatture già emesse su Aruba e scarica i pacchetti di conservazione sostitutiva prima di chiudere l’account.

Cosa succede alle mie fatture già conservate su Aruba se smetto di pagare il servizio?

Se smetti di pagare il servizio di conservazione Aruba senza aver scaricato i pacchetti di distribuzione, potresti perdere l’accesso ai file certificati. Prima di disdire, scarica sempre i PdD (pacchetti di distribuzione) che contengono le fatture con firma digitale del conservatore accreditato. Questi file rimangono validi anche senza il software originale.

Devo comunicare ai miei clienti che cambio software?

Non sei obbligato a comunicarlo per le fatture che emetti tu ai clienti, perché il tuo nuovo codice SDI (o PEC) cambia solo se i clienti ti inviano fatture. In quel caso sì, devi comunicare il nuovo codice destinatario SDI assegnato da Fatturazioneitalia ai fornitori e clienti che ti emettono fatture passive, altrimenti le riceveranno sull’account Aruba che non userai più.

Fatturazioneitalia è adatto anche al regime forfettario?

Sì, Fatturazioneitalia supporta nativamente il regime forfettario. In fase di configurazione potrai impostare il tuo regime IVA e il software compilerà automaticamente i campi corretti nella fattura XML, incluso il codice natura N2.2 (non soggette IVA – regime forfettario) e la dicitura obbligatoria ‘Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 commi 54-89 L. 190/2014 e successive modificazioni – Regime Forfettario’.

Quanto tempo richiede mediamente la migrazione da Aruba a Fatturazioneitalia?

Un’operazione ordinata richiede solitamente 2-4 giorni lavorativi: 1 giorno per esportare tutti i dati da Aruba e scaricare i pacchetti di conservazione, 1 giorno per la configurazione del nuovo account e l’importazione dell’anagrafica, e 1-2 giorni per i test di invio SDI e la verifica della configurazione. Se hai anni di storico con molti clienti, considera qualche giorno aggiuntivo per la verifica dell’anagrafica importata.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Sei pronto a passare da Aruba Fatturazione Elettronica a Fatturazioneitalia ma vuoi farlo con la certezza di non commettere errori? Il CAF Centro Fiscale ti guida in ogni fase della migrazione: dalla verifica dello storico alla configurazione del nuovo software, fino al test di invio SDI. Il nostro team è a tua disposizione sia in ufficio a Udine che online, in tutta Italia. Scopri di più su fatturazioneitalia.it — il software con prezzo bloccato 5 anni che semplifica la tua fatturazione elettronica. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per ricevere assistenza personalizzata.

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-24 07:03:002026-08-24 06:24:20Migrare da Aruba Fatturazione Elettronica a Fatturazioneitalia 2026: Guida Passo Passo
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Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7 con Esempi Pratici

Quando si emette una fattura elettronica senza IVA, o con IVA gestita in modo non ordinario, il campo «Natura» nel file XML è obbligatorio. Scegliere il codice sbagliato può causare il rigetto della fattura da parte dell’SDI, sanzioni o problemi in sede di controllo fiscale. Questa guida illustra tutti i codici natura IVA previsti dal Provvedimento AdE del 30 aprile 2018, aggiornato per il 2026, con tabella riepilogativa ed esempi pratici per ciascun codice.

Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono i Codici Natura e Quando Usarli
  2. Tabella Riepilogativa Codici Natura IVA 2026
  3. N1 — Escluse ex Art. 15 DPR 633/1972
  4. N2 — Non Soggette: N2.1 e N2.2
  5. N3 — Non Imponibili: Da N3.1 a N3.6
  6. N4 — Esenti (Art. 10 DPR 633/1972)
  7. N5 — Regime del Margine / IVA Non Esposta
  8. N6 — Inversione Contabile (Reverse Charge): Da N6.1 a N6.9
  9. N7 — IVA Assolta in Altro Stato UE (OSS/IOSS)
  10. Errori Comuni e Come Evitarli
  11. Codici Natura nel Software di Fatturazione
  12. FAQ — Domande Frequenti sui Codici Natura IVA
  13. Conclusione

Cosa Sono i Codici Natura e Quando Usarli

Nel tracciato FatturaPA (formato XML v1.2.2 obbligatorio dal 2023), per ogni riga di dettaglio il campo Natura va compilato quando l’aliquota IVA è pari a zero (AliquotaIVA = 0.00). Se l’aliquota è superiore a zero (es. 22%, 10%, 4%) il campo Natura non si utilizza: l’aliquota stessa indica il trattamento IVA ordinario.

I codici natura comunicano all’Agenzia delle Entrate perché non è stata applicata l’IVA. La scelta del codice corretto ha rilevanza fiscale: è diverso emettere una fattura con N4 (esente) rispetto a N2.2 (fuori campo per forfettari), perché le due categorie hanno implicazioni diverse sul pro-rata IVA, sulla detrazione dell’imposta a credito e sulla comunicazione dei dati all’SDI.

Tabella Riepilogativa Codici Natura IVA 2026

CodiceDescrizione sinteticaNorma di riferimentoUso tipico
N1Escluse ex art. 15DPR 633/1972 art. 15Rimborsi spese anticipate, bolli, diritti CCIAA
N2.1Non soggette — fuori campo territoriale (art. 7-7septies)DPR 633/1972 art. 7-7septiesServizi a privati extra-UE (es. consulenza a soggetto USA)
N2.2Non soggette — altri casi (regime forfettario)L. 190/2014 art. 1 c. 54-89Tutte le fatture dei contribuenti forfettari
N3.1Non imponibili — esportazioniDPR 633/1972 art. 8Cessioni di beni fuori UE
N3.2Non imponibili — cessioni intracomunitarieDL 331/1993 art. 41Cessioni beni a soggetti IVA in altri Stati UE
N3.3Non imponibili — cessioni verso San MarinoDM 24/12/1993Cessioni beni verso San Marino
N3.4Non imponibili — operazioni assimilate alle esportazioniDPR 633/1972 art. 8-bis, 9, 72Forniture a diplomatici, forze armate NATO
N3.5Non imponibili — dichiarazione di intentoDL 746/1983 art. 1 lett. c)Operazioni con esportatori abituali in plafond
N3.6Non imponibili — altre operazioniDPR 633/1972 varieNon imponibili residuali non rientranti in N3.1-N3.5
N4EsentiDPR 633/1972 art. 10Prestazioni sanitarie, finanziarie, didattiche, immobili abitativi
N5Regime del margine / IVA non esposta in fatturaDL 41/1995 art. 36-40Beni usati, oggetti d’arte, antiquariato (regime speciale)
N6.1Inversione contabile — rottamiDPR 633/1972 art. 74 c. 7-8Cessione di rottami, cascami, carta da macero
N6.2Inversione contabile — oro e argentoL. 7/2000 art. 17Cessione oro industriale, argento semilavorato
N6.3Inversione contabile — subappalto edilizioDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. a)Servizi di manodopera in subappalto nel settore edile
N6.4Inversione contabile — fabbricatiDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. a-bis)Cessione fabbricati imponibili per opzione
N6.5Inversione contabile — cellulariDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. b)Cessione telefoni cellulari B2B
N6.6Inversione contabile — prodotti elettroniciDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. c)Cessione PC, tablet, console, componenti B2B
N6.7Inversione contabile — prestazioni edili settore serviziDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. a-ter)Servizi edili resi a imprese del settore costruzioni
N6.8Inversione contabile — settore energeticoDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. d-bis), d-ter), d-quater)Cessione gas, energia elettrica, certificati verdi
N6.9Inversione contabile — altri casiVarieReverse charge residuale non codificato in N6.1-N6.8
N7IVA assolta in altro Stato UE (OSS/IOSS)Dir. 2006/112/CE, L. 15/2021E-commerce B2C transfrontaliero con IVA assolta nel paese consumatore

N1 — Escluse ex Art. 15 DPR 633/1972

Il codice N1 si usa per le somme che non concorrono alla base imponibile IVA perché escluse ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/1972. Sono tipicamente somme che rappresentano rimborsi di spese anticipate in nome e per conto del cliente, o importi che non sono corrispettivi ma oneri accessori:

  • Rimborsi di spese anticipate in nome e per conto del cliente (es. spese notarili, bolli, imposte di registro anticipate dal professionista)
  • Imposta di bollo addebitata in fattura
  • Diritti CCIAA e altri oneri fiscali anticipati
  • Interessi di mora e penali contrattuali

Esempio pratico: un commercialista anticipa 500 euro di imposta di registro per conto del cliente, poi li addebita in fattura come voce separata con N1. La sua prestazione professionale va invece con aliquota IVA ordinaria 22%.

N2 — Non Soggette: N2.1 e N2.2

N2.1 — Operazioni Fuori Campo Territoriale (Art. 7-7septies)

Il codice N2.1 identifica le operazioni che non sono soggette a IVA italiana perché, in base alle regole di territorialità degli artt. 7-7septies del DPR 633/1972, si considerano effettuate fuori dal territorio italiano. In pratica riguarda i servizi resi a privati consumatori (B2C) con sede fuori dall’Unione Europea.

Esempio pratico: un consulente informatico italiano fattura un servizio a una persona fisica residente negli USA. La prestazione è N2.1 perché il luogo di tassazione IVA segue il domicilio del committente privato extra-UE (art. 7-septies c. 1 lett. a)).

N2.2 — Non Soggette: Regime Forfettario (L. 190/2014)

Il codice N2.2 è il codice di riferimento per tutti i contribuenti in regime forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014). I forfettari non addebitano IVA ai clienti e non la detraggono sugli acquisti: le loro fatture hanno sempre aliquota 0% e codice N2.2.

La dicitura obbligatoria in fattura per i forfettari è:

«Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, c. 58 della L. 190/2014, regime forfettario — operazione senza applicazione di IVA»

Per approfondire la fatturazione forfettaria con N2.2 e tutti gli adempimenti SDI, consulta il nostro articolo dedicato: Fatturazione elettronica forfettario 2026: codice natura N2.2 e adempimenti.

N3 — Non Imponibili: Da N3.1 a N3.6

I codici N3.x identificano le operazioni non imponibili, cioè quelle che rientrano nel campo IVA ma alle quali si applica aliquota zero in quanto connesse con operazioni internazionali o regimi speciali di non imponibilità.

N3.1 — Esportazioni (Art. 8 DPR 633/1972)

Si usa per le cessioni di beni esportati fuori dall’Unione Europea. È la non imponibilità classica delle esportazioni: il bene esce fisicamente dal territorio UE e il cedente italiano non applica IVA. Occorre documentare l’avvenuta esportazione con la prova doganale (MRN/DAE).

Esempio: azienda italiana vende macchinari a un’impresa brasiliana e li spedisce in Brasile → N3.1.

N3.2 — Cessioni Intracomunitarie (DL 331/1993 art. 41)

Si usa per le cessioni di beni verso soggetti IVA registrati in altri Stati UE. Il cessionario riceve i beni e integra la fattura nel proprio paese con il meccanismo dell’autofattura intracomunitaria. Il cedente italiano non applica IVA ma deve verificare la partita IVA comunitaria del cliente via VIES.

N3.3 — Cessioni verso San Marino

San Marino, pur non essendo UE, ha un accordo doganale specifico con l’Italia. Le cessioni verso San Marino con trasferimento fisico del bene seguono un regime assimilato alle esportazioni con invio telematico delle fatture all’Ufficio Tributario sanmarinese.

N3.4 — Operazioni Assimilate alle Esportazioni (Art. 8-bis, 9, 72)

Operazioni non imponibili che la legge assimila alle esportazioni senza che ci sia effettiva uscita dal territorio UE: forniture a diplomatici, organismi internazionali, forze armate NATO, cessioni di navi e aerei adibiti alla navigazione internazionale.

N3.5 — Dichiarazione di Intento (DL 746/1983)

Gli esportatori abituali (chi ha esportato oltre il 10% del fatturato nell’anno precedente) possono acquistare beni e servizi senza IVA fino a concorrenza del proprio «plafond». Lo fanno inviando una dichiarazione di intento all’Agenzia delle Entrate, che il fornitore deve ricevere prima di emettere la fattura senza IVA con N3.5.

N3.6 — Altre Non Imponibili

Codice residuale per operazioni non imponibili non classificabili nei precedenti N3.1-N3.5. Usato raramente: solo quando la non imponibilità deriva da norme speciali non contemplate altrove.

N4 — Esenti (Art. 10 DPR 633/1972)

Il codice N4 identifica le operazioni esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972. L’esenzione si differenzia dalla non imponibilità: le operazioni esenti rientrano nel campo IVA ma vengono esonerate dall’applicazione dell’imposta per ragioni di politica fiscale. La principale conseguenza è che chi esegue prevalentemente operazioni esenti ha un pro-rata IVA ridotto e può detrarre solo in parte l’IVA sugli acquisti.

Le categorie principali di operazioni esenti N4:

  • Prestazioni sanitarie (art. 10 n. 18): medici, dentisti, fisioterapisti, psicologi, laboratori di analisi — tutte le prestazioni finalizzate alla tutela della salute fisica e psichica
  • Prestazioni didattiche (art. 10 n. 20): scuole, università, corsi di formazione riconosciuti
  • Operazioni finanziarie e assicurative (art. 10 nn. 1-9): concessione di crediti, operazioni su valute, raccolta fondi
  • Locazioni e cessioni di fabbricati abitativi (art. 10 n. 8): locazione di immobili ad uso abitativo in regime di esenzione (salvo opzione per l’imponibilità)
  • Servizi postali universali (Poste Italiane)

Esempio pratico: uno psicologo emette fattura per una seduta psicoterapeutica → N4. Un medico di base riceve compenso per visita privatistica → N4. Un fisioterapista fattura seduta di riabilitazione → N4.

N5 — Regime del Margine / IVA Non Esposta

Il codice N5 si usa nel regime del margine per i beni usati (DL 41/1995 artt. 36-40): beni d’occasione, oggetti d’arte, da collezione, d’antiquariato. In questo regime, l’IVA si calcola solo sul «margine» (differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto) e non viene esposta in fattura. Il compratore non può detrarre l’IVA che però è inclusa nel prezzo.

Esempio: un commerciante di auto usate vende un’auto acquistata da un privato. Emette fattura con N5 — il compratore business non vede IVA esposta ma il venditore versa l’imposta sul margine.

N6 — Inversione Contabile (Reverse Charge): Da N6.1 a N6.9

I codici N6.x identificano le operazioni soggette a inversione contabile (reverse charge): il cedente/prestatore emette fattura senza IVA, e l’acquirente/committente (soggetto passivo IVA) integra la fattura con l’aliquota IVA dovuta e la registra sia in acquisto sia in vendita. L’IVA non viene «girata» ma autoassolta dall’acquirente.

I Sottocodici N6 più Utilizzati

N6.3 — Subappalto Edilizio: prestazioni di sola manodopera (subappalti) nel settore edile rese a imprese di costruzione o ristrutturazione. Il committente integra e autofattura.

N6.5 e N6.6 — Elettronico (cellulari, PC): cessioni B2B (tra soggetti IVA) di smartphone, tablet, PC, console, circuiti integrati. L’acquirente applica il reverse charge. Attenzione: non si applica nel B2C (al consumatore finale).

N6.7 — Prestazioni Edili (Settore Servizi): servizi di pulizia, demolizione, completamento e installazione resi nel settore edile. Diverso dal N6.3 (subappalto manodopera pura).

N6.8 — Energia: cessioni di gas, energia elettrica, certificati verdi, unità di emissione tra operatori del settore energetico.

Regola generale N6: il cedente emette fattura con importo ma aliquota 0% e codice N6.x. La fattura deve riportare la dicitura «inversione contabile» o «reverse charge» e la norma di riferimento. L’acquirente integra con IVA e registra sia come acquisto che come vendita fittizia.

N7 — IVA Assolta in Altro Stato UE (OSS/IOSS)

Il codice N7 è entrato in uso con la riforma dell’IVA sull’e-commerce (luglio 2021, recepita con L. 15/2021). Si usa per le vendite a distanza B2C verso consumatori UE, quando l’IVA viene assolta nel paese del consumatore tramite il regime OSS (One Stop Shop) o IOSS (Import One Stop Shop per beni extra-UE).

Esempio: un’azienda italiana vende articoli online a un consumatore francese per 200 euro. Superate le soglie OSS, addebita IVA francese (20%) tramite il regime OSS, registrata nel portale MOSS italiano. La fattura italiana mostra N7 + importo IVA assolta in Francia.

Errori Comuni e Come Evitarli

N4 vs N2.2: l’Errore dei Professionisti Sanitari in Forfettario

Un medico o fisioterapista in regime forfettario deve usare N2.2, non N4. L’esenzione sanitaria N4 è per i soggetti IVA ordinari: il codice N4 implica pro-rata IVA che non si applica a chi è fuori campo IVA per regime agevolato. Il forfettario usa N2.2 indipendentemente dal tipo di prestazione.

N3.2 vs N7 per l’E-commerce B2C UE

Le cessioni intracomunitarie N3.2 sono per operazioni B2B (tra soggetti IVA). Per le vendite a distanza B2C (consumatori finali UE) si usa N7 se si aderisce all’OSS. Confondere i due codici espone al rischio di versare l’IVA nel paese sbagliato.

N6 solo tra Soggetti IVA

Il reverse charge (N6.x) si applica solo nelle operazioni B2B. Se il cessionario è un privato consumatore (B2C), si applica l’aliquota IVA ordinaria, non il reverse charge. L’errore di emettere N6.5 (cellulari) verso un privato espone a sanzioni pesanti.

Codici Natura nel Software di Fatturazione

I software di fatturazione elettronica gestiscono l’inserimento dei codici natura in modo automatico o semiautomatico. Il gestore del software dovrebbe configurare i codici natura come predefiniti per ciascun tipo di cliente o servizio. Per confrontare le funzionalità dei migliori software sul mercato, leggi: Migliori software fatturazione elettronica 2026.

La guida hub completa sulla fatturazione elettronica 2026 — obblighi, adempimenti e scadenze — è disponibile qui: Fatturazione elettronica 2026: guida completa.

FAQ — Domande Frequenti sui Codici Natura IVA

Cosa succede se uso il codice natura sbagliato?

L’SDI potrebbe rifiutare la fattura (se la combinazione codice+aliquota è incoerente) oppure accettarla ma la dichiarazione IVA risulterà errata. In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate può contestare l’omessa o errata applicazione dell’IVA con sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta. La rettifica si può fare con nota di credito e nuova fattura.

I forfettari devono sempre usare N2.2?

Sì, sempre, indipendentemente dal tipo di prestazione. Anche il forfettario che presta servizi sanitari usa N2.2 (non N4), perché è il regime forfettario — non l’esenzione sanitaria — la ragione per cui non addebita IVA.

Il codice N1 si usa anche per la marca da bollo in fattura?

Sì. L’imposta di bollo di 2 euro addebitata in fattura (quando la fattura è esente o non soggetta IVA e imponibile oltre 77,47 euro) va indicata con N1 sulla riga di bollo virtuale. Non si tratta di un corrispettivo ma di un’imposta addebitata al cliente.

Come si indica il codice natura nel file XML FatturaPA?

Nel tracciato XML v1.2.2 il campo si chiama Natura ed è contenuto nel blocco DettaglioLinee. Va compilato solo quando AliquotaIVA è «0.00». Esempio: <Natura>N2.2</Natura>. Se il software non lo compila automaticamente, verificare la configurazione del profilo cliente o della tipologia di servizio.

Conclusione

La scelta del codice natura IVA corretto nella fattura elettronica non è un dettaglio burocratico: ha rilevanza fiscale, impatta il pro-rata IVA, e in caso di controllo è uno dei primi elementi verificati dall’Agenzia delle Entrate. I codici più usati nel quotidiano sono N2.2 (forfettari), N4 (esenti sanitari/finanziari/didattici), N3.2 (cessioni intraUE B2B) e N6.x (reverse charge). Per qualsiasi dubbio sulla classificazione delle proprie operazioni, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza fiscale specializzata con accesso diretto agli esperti in materia IVA e fatturazione elettronica.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-20 10:00:002026-08-17 11:02:13Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7
Aruba Fatturazione

Aruba Fattura Elettronica Costi 2026: Quanto Costa Davvero e Alternative

fatturazione elettronica CAF Udine

Quanto costa davvero Aruba Fatturazione Elettronica nel 2026? Tra piani base, abbonamenti PRO, costi nascosti e servizi accessori (PEC, firma digitale, conservazione), capire il prezzo reale del servizio è meno banale di quanto sembri. In questa guida analizziamo nel dettaglio tutti i piani Aruba E-Fattura aggiornati al 2026, evidenziamo i costi extra spesso non dichiarati nelle landing page, e mettiamo a confronto Aruba con le principali alternative del mercato (Fatture in Cloud, Fatture.it, servizio gratuito Agenzia Entrate). L’obiettivo è darti un quadro chiaro per capire quando Aruba conviene e quando esistono soluzioni più adatte alla tua realtà.

Indice dei contenuti

  1. Aruba Fatturazione Elettronica: panoramica veloce
  2. Piani Aruba 2026 – Dettaglio costi
  3. Costi extra nascosti
  4. Costo totale realistico
  5. Vantaggi del prezzo Aruba
  6. Alternative più economiche
  7. Alternative più complete
  8. Confronto pricing tabellare
  9. Aruba vs Fatture in Cloud vs Fatture.it
  10. Quando Aruba conviene
  11. Quando NON conviene Aruba
  12. Recensioni utenti
  13. Cosa include la tariffa
  14. Altri costi da considerare
  15. Prova gratuita 30 giorni
  16. Come disdire
  17. FAQ

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Aruba Fatturazione Elettronica: panoramica veloce

Aruba S.p.A. è uno dei principali provider italiani di servizi digitali (hosting, PEC, firma digitale, domini) e da diversi anni offre anche un servizio di fatturazione elettronica rivolto a professionisti, partite IVA forfettarie, ditte individuali e piccole-medie imprese. Il servizio si chiama Aruba E-Fattura e copre tutto il ciclo di vita della fattura: emissione, invio allo SdI (Sistema di Interscambio), ricezione, conservazione decennale a norma di legge.

I punti di forza dichiarati sono tre: integrazione con altri servizi Aruba (PEC, firma digitale, dominio, hosting), brand affidabile con oltre 25 anni di presenza sul mercato, e pacchetti combinati che permettono di risparmiare se si acquistano più servizi insieme. Lo svantaggio principale, come vedremo, è una struttura dei prezzi non sempre trasparente: il costo annuale reale dipende dal piano scelto, dal numero di fatture, dai servizi accessori e dal tipo di contratto.

Piani Aruba 2026 – Dettaglio costi

Aruba offre quattro piani principali per la fatturazione elettronica, pensati per coprire esigenze diverse: dal forfettario che emette poche fatture l’anno, al professionista strutturato, fino all’azienda che ha bisogno di soluzioni enterprise. Vediamoli uno per uno con i prezzi indicativi 2026 (i listini possono variare nel corso dell’anno: verifica sempre sul sito ufficiale).

Aruba E-Fattura Free

  • Costo: 0 € (gratis)
  • Limite fatture: ridotto (tipicamente fino a 6-12 fatture/anno, da verificare al momento dell’attivazione)
  • Funzioni: emissione fatture base verso SdI, anteprima XML, invio
  • Conservazione decennale: NON inclusa
  • Adatto a: chi emette pochissime fatture sporadiche e gestisce la conservazione altrove

Aruba E-Fattura Web

  • Costo: circa 25-35 €/anno + IVA (in promo iniziale spesso scontato il primo anno)
  • Fatture: illimitate (emesse e ricevute)
  • Conservazione 10 anni: inclusa nel canone
  • Notifiche SdI: automatiche
  • Adatto a: partite IVA forfettarie, ditte individuali, professionisti con volumi medio-bassi

Aruba E-Fattura PRO

  • Costo: circa 45-60 €/anno + IVA
  • Funzioni avanzate: gestione anagrafica clienti/fornitori estesa, articoli/listini, esportazione dati, statistiche
  • Multi-utente: possibilità di gestire più operatori (commercialista + cliente)
  • Conservazione 10 anni: inclusa
  • Adatto a: studi professionali, piccole imprese, chi gestisce anche fatture per conto di altri

Aruba Cloud Fatturazione (versione enterprise)

  • Costo: su richiesta, dipende da volumi, integrazioni ERP/gestionali, numero di utenti
  • Funzioni enterprise: API, integrazione gestionali, customizzazioni
  • Adatto a: aziende strutturate con volumi alti e necessità di integrazione con software gestionale

Costi extra nascosti (o poco evidenti)

Il prezzo annuale del piano è solo la punta dell’iceberg. Quando confronti Aruba con altri servizi, devi considerare voci che spesso non compaiono nelle pubblicità ma che incidono pesantemente sul costo totale annuo:

  • Fatture aggiuntive: nel piano Free e in alcuni promo limitati, superato il tetto pagherai un extra a fattura.
  • PEC obbligatoria: se non ne hai già una, va acquistata separatamente. Aruba PEC standard costa circa 5-8 €/anno + IVA (Standard) e sale per le versioni Pro o Premium.
  • Firma digitale: non sempre necessaria per la fatturazione B2B, ma indispensabile per molti adempimenti professionali. Una firma digitale Aruba (kit con smart card o remota) costa circa 25 €/anno + IVA (la chiavetta USB/lettore è acquisto una tantum).
  • Conservazione di documenti diversi dalle fatture: se vuoi conservare a norma anche contratti, libri sociali, bilanci, paghe, occorre attivare il servizio dedicato di conservazione documentale, con prezzi extra (variabili in base ai GB).
  • Marche temporali: per firme con timestamp, le marche si acquistano a pacchetti (es. 50-100 marche).
  • Costi di rinnovo: attenzione ai prezzi promo del primo anno, che spesso raddoppiano dal secondo (verifica sempre il prezzo a regime).

Costo totale realistico per profilo utente

Mettendo insieme abbonamento al piano e servizi accessori “minimi indispensabili”, il costo totale annuo di Aruba si colloca in queste fasce indicative:

  • Forfettario base (poche fatture/anno, già ha PEC personale): 30-50 €/anno – piano Web + eventuale conservazione.
  • Studio professionale (avvocato, geometra, commercialista junior, consulente): 70-100 €/anno – piano PRO + PEC + firma digitale.
  • Azienda media (volumi sostenuti, gestione articolata, multi-utente, conservazione documentale): 150-300 €/anno – piano PRO o Cloud + PEC Pro + firma + marche temporali + conservazione estesa.

Suggerimento pratico: prima di sottoscrivere, fai una stima realistica dei volumi. Se emetti meno di 12 fatture l’anno, valuta soluzioni gratuite o piani Web in promo. Se invece superi le 100-200 fatture/anno, il piano PRO si ammortizza facilmente.

Vantaggi del prezzo Aruba

Detti i limiti, è giusto evidenziare anche i punti di forza reali del pricing Aruba:

  • Pacchetti integrati convenienti: se acquisti insieme PEC + firma digitale + fatturazione + dominio, le scontistiche combinate possono ridurre il costo totale del 15-30%.
  • Brand affidabile e maturo: Aruba ha infrastruttura italiana, datacenter certificati, assistenza in italiano, esperienza pluridecennale. Per chi cerca continuità di servizio e basso rischio di chiusura del provider, il sovrapprezzo rispetto a concorrenti minori è spesso giustificato.
  • Conservazione decennale inclusa nei piani a pagamento: una voce che alcuni concorrenti fanno pagare a parte.
  • Aggiornamenti normativi automatici: qualsiasi modifica al tracciato XML o agli adempimenti SdI viene recepita senza che tu debba intervenire.

Alternative più economiche di Aruba

Se il tuo obiettivo è spendere il meno possibile e accetti qualche limite funzionale, esistono alternative valide:

  • Servizio gratuito Agenzia delle Entrate: il portale Fatture e Corrispettivi mette a disposizione un sistema completamente gratuito per emettere e ricevere fatture elettroniche. È spartano, non sempre intuitivo, ma funziona e include la conservazione gratuita (su esplicita adesione al servizio dell’AdE).
  • Facile Fattura Free: versione gratuita di un noto software italiano, con limiti sul numero di fatture e sulle funzioni avanzate.
  • Fatture in Cloud Free Trial: 30 giorni di prova completa gratuita, utile per testare prima di pagare.
  • Software open source self-hosted: per chi è tecnico, esistono soluzioni open source che gestiscono il flusso SdI senza costi di licenza (richiedono però conoscenze tecniche per setup e manutenzione).

Alternative più complete di Aruba

Sul fronte opposto, se hai bisogno di più funzioni e sei disposto a spendere quanto Aruba (o poco di più) per avere un software gestionale completo:

  • Fatture in Cloud (TeamSystem): piattaforma cloud con interfaccia moderna, gestione clienti/fornitori, prima nota, magazzino base, app mobile, integrazioni con e-commerce e banche. Prezzi paragonabili o leggermente superiori, ma con UX nettamente più curata.
  • TeamSystem Studio / Lynfa: per professionisti strutturati e studi associati, soluzione enterprise con CRM, gestione attività, integrazione contabilità.
  • Danea Easyfatt: software desktop/cloud molto diffuso, ottimo per chi gestisce magazzino e vendite oltre alla fatturazione.
  • Fattura24: alternativa italiana con buon equilibrio prezzo/funzioni e API per integrazioni.

Confronto pricing tabellare

PianoPrezzo annuo (€ + IVA)FattureConservazione 10 anniMulti-utenteAdatto a
Aruba E-Fattura Free0LimitateNONOVolumi minimi
Aruba E-Fattura Web25-35IllimitateSÌNOForfettari
Aruba E-Fattura PRO45-60IllimitateSÌSÌStudi/Piccole imprese
Aruba Cloud FatturazioneSu richiestaIllimitateSÌSÌ avanzatoAziende enterprise
Fatture in Cloud Standard~70-100IllimitateSÌSÌStudi/PMI
Fatture.it Premium~30-50IllimitateSÌLimitatoForfettari/Piccoli
Agenzia Entrate (gratis)0IllimitateSÌ (su adesione)NOTutti, ma UX spartana

I prezzi sono indicativi e aggiornati a inizio 2026. Verifica sempre il listino ufficiale al momento della sottoscrizione, in particolare per i prezzi a regime dopo eventuali promozioni del primo anno.

Aruba vs Fatture in Cloud vs Fatture.it: confronto prezzo/qualità

Mettiamo a confronto i tre nomi più cercati dai professionisti italiani:

  • Aruba: prezzo competitivo, ecosistema integrato (PEC + firma + fatturazione + dominio), interfaccia funzionale ma datata in alcune sezioni. Ideale se cerchi tutto sotto un unico provider.
  • Fatture in Cloud (TeamSystem): prezzo leggermente superiore (~70-100 €/anno il piano Standard), ma UX moderna, app mobile completa, integrazioni con banche/e-commerce, ottimo supporto. Vincente se vuoi un software gestionale e non solo emissione fatture.
  • Fatture.it: prezzo molto aggressivo, semplicità estrema, focus sui forfettari e ditte individuali. Meno funzioni avanzate ma rapidità d’uso eccellente. Buona scelta per chi vuole “fatturare e basta”.

In sintesi: Aruba vince sul fronte ecosistema integrato, Fatture in Cloud sul fronte funzioni gestionali, Fatture.it sul fronte prezzo + semplicità.

Quando Aruba conviene davvero

  • Hai già altri servizi Aruba (PEC, dominio, hosting, firma): aggiungere la fatturazione ti permette di sfruttare scontistiche combinate e gestire tutto da un unico pannello.
  • Vuoi un pacchetto integrato chiavi-in-mano senza dover scegliere provider diversi per ogni esigenza.
  • Cerchi affidabilità di brand e bassa probabilità di chiusura del servizio: Aruba è uno dei pochi player italiani con dimensione e infrastruttura solide.
  • Hai esigenze standard di fatturazione (emettere/ricevere/conservare) senza necessità di integrazioni gestionali complesse.

Quando NON conviene Aruba

  • Hai bisogno di funzioni avanzate di gestione clienti (CRM, scadenziario evoluto, segmentazioni, automazioni di follow-up): qui Fatture in Cloud o software gestionali dedicati sono più completi.
  • Devi integrare la fatturazione con un e-commerce (Shopify, WooCommerce, Prestashop) per generare automaticamente fatture dagli ordini: alternative come Fatture in Cloud o Fattura24 hanno integrazioni native più mature.
  • Sei un’azienda strutturata con ERP gestionale già in uso (TeamSystem, Zucchetti, Mago): conviene appoggiarsi al modulo di fatturazione del gestionale stesso, anziché a un servizio terzo.
  • Cerchi solo il prezzo più basso e hai volumi minimi: il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate copre tutto a costo zero.

Recensioni utenti: cosa dicono i professionisti

Analizzando le recensioni più recenti su Trustpilot, Google e forum di settore, emergono pattern ricorrenti:

  • Punti di forza riconosciuti: stabilità del servizio (downtime rari), conservazione decennale affidabile, integrazione PEC fluida, supporto in italiano.
  • Critiche frequenti: interfaccia poco moderna rispetto a concorrenti cloud-native, processo di rinnovo automatico non sempre chiaro, difficoltà di disdetta con tempistiche e procedure complesse.
  • Tempo medio di risposta del supporto: 24-48 ore via ticket, più rapido in chat per le emergenze SdI.
  • Voto medio: 3.5-4 stelle su 5 nelle principali piattaforme di recensioni, con polarizzazione (recensioni molto positive da chi usa l’ecosistema integrato, più critiche da utenti che lo usano isolato).

Cosa include la tariffa Aruba

  • Fatture emesse e ricevute illimitate (nei piani Web e PRO): nessun limite numerico, paghi un canone fisso annuo.
  • Conservazione 10 anni a norma: archiviazione dei file XML conformi alla normativa italiana, con accesso garantito per la durata legale.
  • Aggiornamenti normativi automatici: tracciato XML, controlli SdI, nuove regole IVA. Tutto recepito automaticamente.
  • Notifiche SdI: ricevuta di consegna, scarto, mancata consegna – gestite e notificate via email.
  • Anteprima visuale fattura: PDF leggibile generato dal file XML, utile per inviare copia di cortesia al cliente.
  • Backup automatico dei dati nel cloud Aruba.

Altri costi da considerare (oltre al canone)

  • Tempo di setup iniziale: creazione account, configurazione anagrafica, importazione dati clienti/fornitori. Calcola 1-3 ore di lavoro la prima volta.
  • Migrazione da altri software: se cambi provider, l’export/import dei dati storici richiede tempo o supporto a pagamento. Verifica formati supportati (CSV, XML).
  • Formazione interna se hai collaboratori: prevedi 1-2 ore per familiarizzare con l’interfaccia.
  • Eventuale consulenza fiscale per la corretta compilazione (codici IVA, ritenute, regime forfettario): non è un costo Aruba ma fa parte del costo totale del processo di fatturazione.

Prova gratuita: 30 giorni per testare

Aruba mette a disposizione una prova gratuita di 30 giorni sul piano Web (verifica le condizioni promozionali correnti sul sito ufficiale). Durante questo periodo puoi:

  • Emettere fatture reali (non simulazioni): le fatture inviate allo SdI in questa fase sono valide a tutti gli effetti.
  • Testare l’interfaccia e capire se è abbastanza intuitiva per il tuo livello di esperienza.
  • Valutare il supporto: contatta l’assistenza con domande reali, vedi quanto tempo ci mettono a risponderti.
  • Disdire senza costi entro la scadenza dei 30 giorni se non sei soddisfatto.

Attenzione: alla scadenza il rinnovo è generalmente automatico. Se decidi di non proseguire, segna in calendario la data di disdetta con qualche giorno di anticipo.

Come disdire Aruba Fatturazione Elettronica

La disdetta di Aruba E-Fattura segue una procedura abbastanza precisa. I passi standard sono:

  1. Accedere alla propria area cliente Aruba con le credenziali di account.
  2. Andare nella sezione “I tuoi servizi” e individuare il servizio E-Fattura attivo.
  3. Disattivare il rinnovo automatico: questa è la mossa più importante. Se non disattivi il rinnovo prima della scadenza, il servizio si rinnoverà per un altro anno.
  4. Inviare comunicazione formale di disdetta via PEC se richiesto dalle condizioni contrattuali (verifica i termini di preavviso, generalmente 30 giorni prima della scadenza).
  5. Esportare i dati storici prima della disattivazione completa: scarica fatture emesse, ricevute, archivio XML, copia di cortesia PDF. L’accesso al sistema dopo la disattivazione potrebbe non essere più possibile.
  6. Trasferire la conservazione decennale: i documenti già conservati restano disponibili per il periodo legale, ma le modalità di accesso possono cambiare. Leggi le condizioni post-recesso.

Consiglio: non aspettare l’ultimo momento. Fai la disdetta almeno 30-45 giorni prima della scadenza per evitare addebiti automatici e contestazioni successive.

Domande frequenti (FAQ)

Aruba Fatturazione Elettronica conviene davvero nel 2026?

Conviene se cerchi un provider affidabile e già usi altri servizi Aruba (PEC, firma, dominio): in pacchetto risparmi e gestisci tutto da un’unica area. Se invece vuoi solo fatturare e cerchi il minimo indispensabile, il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate è sufficiente. Per UX moderna e funzioni gestionali, Fatture in Cloud è preferibile.

Quanto costa Aruba E-Fattura il primo anno vs gli anni successivi?

Il primo anno è spesso scontato (a volte molto, quasi gratuito) per attrarre nuovi clienti. Dal secondo anno il prezzo torna al listino pieno. Verifica sempre il prezzo a regime nelle condizioni contrattuali per evitare sorprese.

La PEC è inclusa nel piano fatturazione?

No, la PEC è un servizio separato. Tuttavia in alcuni pacchetti combinati (E-Fattura + PEC) è possibile risparmiare rispetto all’acquisto separato. La PEC standard parte da circa 5-8 €/anno + IVA.

Posso usare Aruba se sono in regime forfettario?

Sì, dal 2024 anche i forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica (con le poche eccezioni residue per chi è sotto soglia). Aruba E-Fattura Web è un piano adatto al forfettario tipo, con prezzo contenuto e fatture illimitate.

Cosa succede ai miei dati se disdico?

Le fatture conservate a norma restano custodite per il periodo legale (10 anni). L’accesso ai documenti post-disdetta è generalmente garantito ma con modalità limitate. Esporta sempre una copia locale dei dati prima della disattivazione.

Aruba o servizio gratuito Agenzia Entrate: quale scegliere?

Se hai poche fatture l’anno e tolleri un’interfaccia spartana, il servizio gratuito AdE è perfetto. Se invece emetti regolarmente fatture, hai bisogno di anteprime PDF curate, anagrafica clienti gestita, esportazioni e supporto, allora un servizio a pagamento (Aruba o concorrenti) ti farà risparmiare tempo prezioso.

Posso cambiare provider in qualsiasi momento?

Sì, puoi cambiare provider in qualsiasi momento. La fatturazione elettronica si basa sullo SdI (Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate), quindi i dati fiscali sono sempre disponibili dal portale Fatture e Corrispettivi indipendentemente dal software che usi per emetterli. La migrazione storica dei dati richiede invece esportazione/importazione tra software.

Conclusione: Aruba conviene se fa parte di una strategia integrata

Il costo reale di Aruba Fatturazione Elettronica nel 2026 dipende molto dal profilo dell’utente: per un forfettario base con poche esigenze, 30-50 €/anno tutto compreso sono una spesa contenuta e giustificata. Per studi e piccole imprese, il piano PRO a 45-60 €/anno + IVA resta competitivo se sfrutti i servizi accessori (PEC, firma) integrati. Per le aziende strutturate, il confronto si sposta sulle versioni enterprise e sul TCO complessivo che include integrazioni con il gestionale.

La regola d’oro: prima di scegliere, fai una stima realistica dei volumi di fatturazione, valuta se hai già altri servizi Aruba e confronta con almeno due alternative (Fatture in Cloud, Fatture.it). Spesso la scelta migliore non è quella più economica in assoluto, ma quella che si integra meglio con il tuo modo di lavorare e ti fa risparmiare tempo.

Hai dubbi sul regime fiscale, sulla corretta gestione delle fatture o vuoi una consulenza personalizzata sulla scelta del software più adatto al tuo caso? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione fiscale completa: prenota un appuntamento al numero 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121. Possiamo aiutarti a scegliere la soluzione di fatturazione elettronica più adatta alla tua attività e gestire insieme adempimenti, dichiarazioni e obblighi normativi.

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Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 19, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-19 14:00:002026-08-17 11:02:07Aruba Fattura Elettronica Costi 2026: Quanto Costa Davvero e Alternative
Aruba Fatturazione, Finanza & Servizi, Software Fatturazione Elettronica

Aruba Fattura Elettronica 2026: è davvero gratis? Costi, versioni e cosa include

fatturazione elettronica CAF Udine

Negli ultimi giorni la ricerca “fattura elettronica gratis Aruba” è schizzata su Google, complice la curiosità di migliaia di partite IVA e forfettari che vogliono capire se davvero si può fatturare elettronicamente senza spendere nulla. La risposta breve è: sì, ma con dei limiti. Aruba, uno dei principali provider italiani accreditati con lo SDI (Sistema di Interscambio), offre effettivamente una versione gratuita del suo servizio di fatturazione elettronica, pensata soprattutto per chi ha volumi molto contenuti.

In questa guida vediamo, in modo onesto e senza giri di parole, cosa include davvero la versione gratuita di Aruba fattura elettronica, quali sono i suoi limiti reali, cosa cambia nelle versioni a pagamento e, soprattutto, a chi conviene l’una o l’altra. Non troverai tariffe esatte in euro: i listini dei software commerciali cambiano nel tempo, quindi per il dettaglio aggiornato dei prezzi ti rimandiamo sempre al sito ufficiale di Aruba o a un preventivo personalizzato. Quello che invece troverai qui è un’analisi chiara di cosa serve davvero a una partita IVA per essere in regola con gli obblighi fiscali collegati alla fattura elettronica.

Indice dei contenuti

  1. Cosa offre la versione gratuita di Aruba fattura elettronica
  2. Cosa include tipicamente Aruba fatturazione elettronica a pagamento
  3. Versione gratuita vs versione a pagamento: confronto per fasce
  4. A chi conviene davvero la versione gratuita
  5. “Gratis” nel software di fatturazione: cosa significa davvero
  6. Come attivare il servizio Aruba fattura elettronica
  7. Adempimenti collegati alla fatturazione elettronica
  8. Approfondimenti correlati sulla fattura elettronica
  9. Domande frequenti su Aruba fattura elettronica

Cosa offre la versione gratuita di Aruba fattura elettronica

La versione gratuita di Aruba fattura elettronica nasce per rispondere a un’esigenza precisa: permettere a chi ha pochissime fatture da emettere di adempiere all’obbligo di legge senza dover sottoscrivere un piano a pagamento. In pratica, con la versione base puoi generare una fattura elettronica in formato XML, firmarla digitalmente (se necessario) e inviarla al Sistema di Interscambio, che è l’infrastruttura statale che smista le fatture elettroniche tra emittente e destinatario.

Le funzioni tipicamente incluse nella versione gratuita riguardano l’essenziale: creazione della fattura tramite un’interfaccia guidata, invio allo SDI, ricezione delle notifiche di esito (accettata, scartata, ecc.) e archiviazione temporanea dei documenti. È una soluzione pensata per chi emette poche fatture all’anno, tipicamente professionisti in regime forfettario agli esordi o con un’attività molto ridotta.

I limiti reali della versione gratuita

Qui arriva la parte più importante, quella che il marketing spesso lascia sullo sfondo: la versione gratuita ha dei limiti strutturali che è bene conoscere prima di affidarti solo a quella. In generale, le versioni gratuite dei software di fatturazione elettronica (non solo Aruba) tendono a limitare uno o più di questi aspetti:

  • Numero di fatture emettibili: spesso c’è un tetto massimo annuo o mensile oltre il quale serve passare a un piano superiore
  • Conservazione a norma: la funzione di conservazione sostitutiva (obbligatoria per legge) può non essere inclusa, o essere limitata nel tempo
  • Multiutenza: un solo utente può accedere, niente accessi separati per commercialista, collaboratori o dipendenti
  • Funzioni avanzate: integrazione con gestionali, magazzino, preventivi, scadenzario pagamenti spesso mancano
  • Assistenza dedicata: il supporto clienti nella versione gratuita è generalmente più limitato rispetto ai piani a pagamento

Il punto più delicato riguarda proprio la conservazione a norma. Per legge, le fatture elettroniche vanno conservate con un processo di conservazione sostitutiva per un periodo di 10 anni. Alcune versioni gratuite dei software di fatturazione non includono questo servizio, oppure lo includono solo per un periodo limitato: in questo caso il rischio è ritrovarsi, magari dopo qualche anno, senza un accesso comodo alle fatture emesse in passato. Prima di scegliere una versione gratuita, verifica sempre con attenzione se la conservazione a norma è compresa e per quanto tempo, consultando le condizioni aggiornate sul sito ufficiale di Aruba.

Cosa include tipicamente Aruba fatturazione elettronica a pagamento

Quando i volumi di fatturazione crescono, o quando servono funzioni più strutturate, entrano in gioco le versioni a pagamento di Aruba fatturazione elettronica. Anche qui, senza addentrarci in cifre che possono cambiare nel tempo, possiamo ragionare per fasce di servizio, così da capire cosa aspettarsi salendo di livello.

Versione con conservazione a norma inclusa

Il primo salto di qualità rispetto al piano gratuito riguarda solitamente proprio la conservazione a norma estesa per l’intero periodo previsto dalla legge. Questo significa poter contare su un archivio digitale sicuro e consultabile per tutto il tempo richiesto dagli adempimenti fiscali, senza doversi preoccupare di backup manuali o rischi di perdita dei documenti.

Versione multiutenza

Per chi lavora con un commercialista o con collaboratori, le versioni superiori permettono generalmente di attivare più utenze collegate allo stesso account. In questo modo il commercialista può avere un accesso diretto per la gestione contabile, senza dover ricevere manualmente le fatture ogni volta.

Funzioni avanzate e integrazioni

Salendo ulteriormente di fascia, i piani più completi possono includere funzioni come scadenzario dei pagamenti, preventivi e documenti di trasporto, gestione magazzino e integrazioni con gestionali esterni o piattaforme di e-commerce. Sono funzioni pensate per attività con volumi più consistenti o con esigenze organizzative più complesse rispetto al semplice freelance.

Per il dettaglio aggiornato di cosa è incluso in ciascuna fascia, e per i relativi costi, il consiglio è di consultare sempre il sito ufficiale di Aruba o richiedere un preventivo personalizzato: i listini dei software commerciali vengono aggiornati periodicamente e un dato pubblicato oggi potrebbe non essere più valido tra qualche mese.

Versione gratuita vs versione a pagamento: confronto per fasce

Per orientarti meglio, ecco una tabella riassuntiva che mette a confronto le caratteristiche tipiche delle due fasce di servizio. Ricorda che si tratta di un quadro generale: per i dettagli precisi e aggiornati verifica sempre le condizioni attuali sul sito ufficiale Aruba.

CaratteristicaVersione gratuitaVersioni a pagamento
Emissione fatture verso SDIInclusa (con limiti di volume)Inclusa, generalmente senza limiti stringenti
Conservazione a norma (10 anni)Spesso assente o limitataGeneralmente inclusa nelle fasce intermedie/superiori
Multiutenza (commercialista, collaboratori)Non disponibileDisponibile nelle fasce superiori
Preventivi, DDT, scadenzarioNon disponibileDisponibile nelle fasce più complete
Integrazioni con gestionali/e-commerceNon disponibileDisponibile nelle fasce avanzate
Assistenza clientiLimitataPiù estesa
Adatto aChi emette pochissime fatture l’annoChi ha volumi maggiori o esigenze di conservazione/organizzazione

A chi conviene davvero la versione gratuita

La versione gratuita di Aruba fattura elettronica può essere una soluzione sensata per un profilo ben preciso: la partita IVA che emette un numero molto ridotto di fatture all’anno, magari un forfettario agli inizi dell’attività o chi svolge un lavoro autonomo saltuario. Se il tuo volume di fatturazione è basso e non hai esigenze di conservazione a lungo termine strutturata, di multiutenza o di integrazioni, la versione gratuita può bastare per restare in regola con l’obbligo di emissione.

Diverso è il discorso per chi ha volumi di fatturazione più consistenti, lavora con un commercialista che deve accedere ai documenti, oppure vuole avere la certezza di una conservazione a norma completa senza doversene preoccupare manualmente. In questi casi, valutare una versione a pagamento non è uno spreco, ma un investimento che evita rischi concreti: perdita di accesso alle fatture passate, errori nella gestione documentale, tempo perso in operazioni manuali che un piano superiore automatizzerebbe.

Un altro aspetto da considerare riguarda la crescita dell’attività: se prevedi che il numero di fatture aumenterà nei prossimi mesi, può avere senso valutare da subito un piano che preveda margine di crescita, invece di ritrovarsi a dover cambiare software o piano a metà anno fiscale.

“Gratis” nel software di fatturazione: cosa significa davvero

Il boom di ricerche su “fattura elettronica gratis Aruba” racconta bene un bisogno reale: molte partite IVA, soprattutto forfettarie, cercano di contenere i costi di gestione della propria attività. È un obiettivo legittimo, ma è importante affrontarlo con consapevolezza. Nel mondo dei software di fatturazione, il termine “gratis” indica quasi sempre una versione ridotta di un servizio più ampio, pensata per attirare nuovi utenti e permettere di provare il prodotto senza impegno economico.

Questo non significa che sia una scelta sbagliata: per chi ha esigenze semplici può essere perfettamente adeguata. Il punto è capire prima quali funzioni mancano, così da non trovarsi impreparati quando servono. Prima di attivare qualsiasi piano, gratuito o a pagamento, ti consigliamo di leggere con attenzione le condizioni di servizio aggiornate direttamente sul sito ufficiale del provider scelto, in questo caso Aruba.

Come attivare il servizio Aruba fattura elettronica

L’attivazione del servizio segue generalmente un percorso comune ai principali provider italiani accreditati SDI. In linea di massima, per attivare Aruba fattura elettronica serve disporre di un’identità digitale (come Aruba ID, oppure credenziali SPID o PEC, a seconda della modalità di riconoscimento richiesta), registrarsi sul portale del servizio, scegliere il piano più adatto (gratuito o a pagamento) e configurare i propri dati fiscali, incluso il codice destinatario SDI che identifica la tua attività per la ricezione delle fatture.

Va detto con chiarezza: la procedura tecnica di attivazione, per quanto guidata, richiede attenzione nella configurazione dei dati fiscali e nella scelta del piano più adatto alla propria attività. Un errore in questa fase (ad esempio un codice destinatario sbagliato, o un piano che non copre la conservazione a norma) può creare problemi più avanti, quando ormai le fatture sono già state emesse. Per questo motivo, prima di scegliere autonomamente il software e il piano, può essere utile un confronto con chi gestisce quotidianamente gli adempimenti fiscali delle partite IVA: il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i propri clienti a orientarsi tra le diverse soluzioni di fatturazione elettronica disponibili sul mercato, individuando quella più adatta al proprio volume di attività e alle proprie esigenze di conservazione documentale.

Adempimenti collegati alla fatturazione elettronica

Scegliere il software giusto, gratuito o a pagamento, è solo una parte del percorso. La fatturazione elettronica comporta infatti una serie di adempimenti che vanno gestiti con attenzione, indipendentemente dal provider utilizzato.

  • Invio tramite SDI: ogni fattura deve transitare correttamente attraverso il Sistema di Interscambio, che verifica la validità formale del documento prima di recapitarlo al destinatario
  • Gestione degli scarti: se una fattura viene scartata dallo SDI per errori formali, va corretta e reinviata entro i termini di legge
  • Conservazione a norma: obbligo decennale di conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche emesse e ricevute
  • Note di credito: eventuali storni o rettifiche vanno gestiti anch’essi in formato elettronico, con le stesse regole della fattura
  • Termini di emissione: rispettare i tempi previsti dalla normativa per l’emissione della fattura rispetto al momento dell’operazione

Per chi lavora in regime forfettario, dal 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica è diventato universale, senza più le soglie di esonero previste in passato: tutte le partite IVA forfettarie, indipendentemente dal fatturato, devono emettere fatture in formato elettronico. È un aspetto importante da tenere presente proprio quando si valuta se la versione gratuita di un software basta o se serve qualcosa di più strutturato.

Gestire correttamente questi adempimenti, insieme alla scelta del software più adatto, è uno degli aspetti in cui il CAF Centro Fiscale può fare la differenza: non ci limitiamo a consigliare il software, ma affianchiamo i nostri clienti nella gestione degli obblighi fiscali collegati, dalla dichiarazione dei redditi alla verifica periodica della propria posizione contributiva.

Approfondimenti correlati sulla fattura elettronica

Se vuoi approfondire altri aspetti della fatturazione elettronica, oltre al confronto specifico su Aruba, ti consigliamo questi contenuti correlati sul nostro sito: la guida alla fattura elettronica semplificata, quando usarla e quali sono i suoi limiti; la panoramica sugli obblighi di fattura elettronica per l’e-commerce e le vendite online; e la guida su come accedere al cassetto fiscale per consultare e scaricare le fatture elettroniche già emesse.

Utili anche i nostri confronti su altri software: la recensione di DocEasy fattura elettronica e quella di Facile Fattura Elettronica, per farti un’idea delle alternative sul mercato. Se invece hai bisogno di capire come leggere e interpretare un file XML di fattura elettronica, o vuoi sapere come funziona la fattura elettronica per il diritto camerale, trovi le guide dedicate sul nostro sito.

Domande frequenti su Aruba fattura elettronica

Aruba fattura elettronica è gratis per sempre?
La versione gratuita è pensata per restare tale nel tempo per chi rientra nei limiti previsti (ad esempio numero di fatture emesse), ma le condizioni possono essere aggiornate dal provider. Per la situazione più aggiornata verifica sempre le condizioni ufficiali sul sito Aruba.

Quante fatture posso emettere gratis con Aruba?
Il numero varia in base alle condizioni commerciali del momento e viene generalmente indicato in modo chiaro nella pagina del piano gratuito sul sito ufficiale Aruba. Superato il limite, serve passare a un piano superiore per continuare a fatturare.

La conservazione a norma è inclusa nella versione gratuita?
Non sempre, o non per l’intero periodo previsto dalla legge (10 anni). È uno degli aspetti da verificare con più attenzione prima di affidarsi solo al piano gratuito, soprattutto se prevedi di dover consultare le fatture passate a distanza di anni.

Aruba fattura elettronica va bene per i forfettari?
Sì, è una delle soluzioni utilizzate da molte partite IVA in regime forfettario. Dal 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica riguarda anche i forfettari senza soglie di esonero, quindi è importante scegliere un piano adeguato al proprio volume di fatturazione.

Come attivo Aruba fattura elettronica?
Serve registrarsi sul portale Aruba con un’identità digitale (Aruba ID, SPID o PEC a seconda dei casi), scegliere il piano più adatto e configurare i propri dati fiscali, incluso il codice destinatario SDI. Per evitare errori nella configurazione, può essere utile farsi affiancare da un professionista o dal CAF.

Cosa succede se supero il limite della versione gratuita?
In genere il sistema segnala il raggiungimento del limite e propone il passaggio a un piano a pagamento per continuare a emettere fatture senza interruzioni. È consigliabile monitorare periodicamente il proprio volume di fatturazione per non trovarsi impreparati.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

In conclusione: scegli con consapevolezza

La versione gratuita di Aruba fattura elettronica può essere una soluzione valida per chi emette poche fatture e non ha esigenze particolari di conservazione o multiutenza. Ma “gratis” non significa “completo”: prima di scegliere, è importante capire quali funzioni sono incluse e quali no, soprattutto per quanto riguarda la conservazione a norma, obbligatoria per legge per 10 anni.

Hai bisogno di assistenza per scegliere il software di fatturazione elettronica più adatto alla tua attività e per gestire correttamente gli adempimenti fiscali collegati? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Agosto 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-18 09:00:002026-08-18 09:00:00Aruba Fattura Elettronica 2026: è davvero gratis? Costi, versioni e cosa include
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iMateria Fattura Elettronica 2026: Guida Completa al Servizio dei Geometri

fatturazione elettronica CAF Udine

iMateria e la piattaforma ufficiale del CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri) dedicata alla gestione documentale, alla fatturazione elettronica e al calcolo dei contributi previdenziali per i geometri liberi professionisti. Si tratta di un servizio gratuito incluso nei contributi versati dagli iscritti, pensato specificamente per le esigenze della categoria.

In questa guida completa 2026 vediamo cos’e iMateria, come funziona, quali sono i costi, come emettere una fattura elettronica, i pro e i contro rispetto ad altri software di fatturazione e quali alternative esistono per i geometri ad alto fatturato.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e iMateria: la piattaforma del CIPAG
  2. Chi puo usare iMateria: target e requisiti
  3. Le funzioni principali di iMateria 2026
  4. Costi 2026: e davvero gratuito?
  5. Come accedere a iMateria
  6. Come emettere una fattura su iMateria passo-passo
  7. Integrazione con CIPAG: contributi e F24
  8. Pro e contro di iMateria
  9. Confronto con altri software di fatturazione
  10. Limiti per geometri ad alto fatturato
  11. Alternative a iMateria per geometri
  12. Cessazione attivita: cosa succede al conto iMateria
  13. Casi pratici per geometri
  14. FAQ iMateria 2026

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Cos’e iMateria: la piattaforma del CIPAG

iMateria e il servizio digitale messo a disposizione dalla Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri liberi professionisti (CIPAG) ai propri iscritti. Nasce come strumento integrato per gestire la professione del geometra in tutti i suoi aspetti: documentale, fiscale, previdenziale e organizzativo.

A differenza dei software di fatturazione generalisti come Aruba o Fatture in Cloud, iMateria e specifico per geometri. Questo significa che integra automaticamente le particolarita della categoria: calcolo del contributo soggettivo e integrativo CIPAG, generazione di F24 con i corretti codici tributo, conservazione sostitutiva delle fatture per 10 anni e accesso allo storico documentale gia presente in Cassa.

La piattaforma e accessibile dal sito imateria.it con le credenziali CIPAG. Non e necessario installare alcun software: tutto avviene in cloud, con disponibilita 24/7 da qualsiasi dispositivo connesso a internet.

Chi puo usare iMateria: target e requisiti

iMateria e esclusivamente riservata ai geometri liberi professionisti iscritti al CIPAG. Non e accessibile ad altri professionisti (ingegneri, architetti, avvocati, commercialisti) ne ai geometri non iscritti alla Cassa (ad esempio i geometri dipendenti pubblici o privati che esercitano solo come lavoratori subordinati).

Requisiti per accedere a iMateria

  • Iscrizione attiva al CIPAG (anche pensionati attivi)
  • Partita IVA aperta con codice ATECO 71.12.30 (servizi di geometra)
  • Credenziali di accesso CIPAG (matricola e password)
  • PEC attiva (obbligatoria per la fatturazione elettronica)
  • Firma digitale (necessaria per alcuni adempimenti)

I geometri praticanti (non ancora abilitati o non iscritti CIPAG) non possono utilizzare iMateria. Per loro la soluzione e adottare un software di fatturazione tradizionale fino al momento dell’iscrizione alla Cassa.

Le funzioni principali di iMateria 2026

iMateria copre l’intero ciclo di vita della professione del geometra. Vediamo nel dettaglio le funzioni disponibili nel 2026.

1. Fatturazione elettronica integrata

Permette di emettere fatture elettroniche in formato XML conformi alle specifiche dell’Agenzia delle Entrate, con invio automatico al Sistema di Interscambio (SDI). Sono gestite fatture B2B, B2C, verso PA, note di credito, fatture in reverse charge, fatture verso clienti esteri.

2. Conservazione sostitutiva a norma

Le fatture emesse e ricevute vengono conservate per 10 anni in modalita sostitutiva conforme al CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale). Questo elimina l’obbligo di archiviazione cartacea.

3. Gestione studio professionale

Anagrafica clienti, rubrica fornitori, gestione preventivi, scadenzario incassi e pagamenti, controllo dei flussi finanziari dello studio.

4. Calendario impegni

Agenda integrata con gli adempimenti fiscali e previdenziali del geometra: scadenze contributi CIPAG, F24, dichiarazione redditi, comunicazione reddito alla Cassa.

5. Calcolo contributi CIPAG automatico

iMateria calcola automaticamente il contributo soggettivo (15% del reddito netto, con minimo annuo) e il contributo integrativo (5% del volume d’affari, addebitato in fattura). Il sistema avvisa quando si avvicinano le scadenze.

6. Pagamento contributi CIPAG

Generazione e pagamento online dei modelli F24 con codici tributo CIPAG corretti, anche tramite addebito diretto SEPA.

Costi 2026: e davvero gratuito?

Una delle domande piu frequenti riguarda i costi. La risposta e articolata: iMateria e gratuita per gli iscritti CIPAG nella sua versione base, perche il servizio e gia compreso nei contributi annuali versati alla Cassa. Tuttavia esistono moduli avanzati a pagamento per chi necessita di funzioni piu evolute.

Versione base gratuita

  • Fatturazione elettronica illimitata
  • Conservazione sostitutiva 10 anni
  • Calcolo contributi CIPAG
  • Generazione F24
  • Anagrafica clienti
  • Calendario adempimenti

Moduli avanzati a pagamento

Le funzionalita opzionali a pagamento includono moduli per la gestione contabilita ordinaria, integrazione con commercialisti esterni, reportistica avanzata, multi-utenza per studi associati, integrazioni API personalizzate. I prezzi variano da circa 50 a 200 euro/anno a seconda del pacchetto scelto.

Per la maggior parte dei geometri liberi professionisti la versione gratuita e piu che sufficiente per gestire la fatturazione elettronica e gli obblighi previdenziali.

Come accedere a iMateria

L’accesso a iMateria e semplice ma richiede di avere a portata di mano le proprie credenziali CIPAG. Ecco la procedura passo-passo.

  1. Collegarsi al sito imateria.it dal browser
  2. Cliccare su “Accedi” in alto a destra
  3. Inserire matricola CIPAG (numero identificativo dell’iscritto)
  4. Inserire password CIPAG (la stessa dell’area riservata cassageometri.it)
  5. Confermare con codice OTP inviato via SMS o email (se attivata l’autenticazione a due fattori)
  6. Al primo accesso, completare la configurazione dello studio (dati anagrafici, regime fiscale, PEC)

In caso di smarrimento delle credenziali, e possibile recuperarle dalla sezione “Password dimenticata” o contattando direttamente il CIPAG.

Come emettere una fattura su iMateria passo-passo

Vediamo nel dettaglio come emettere una fattura elettronica tramite iMateria. La procedura e standardizzata e richiede pochi minuti.

Step 1: Login e accesso alla sezione Fatture

Dopo aver effettuato l’accesso, dal menu principale selezionare “Fatturazione” e poi “Nuova fattura”.

Step 2: Compilazione dati cliente

Inserire i dati del cliente: codice fiscale o partita IVA, ragione sociale, indirizzo, codice destinatario SDI o PEC. Se il cliente e gia in rubrica, basta selezionarlo dall’elenco.

Step 3: Inserimento prestazione

Compilare la riga di dettaglio con: descrizione della prestazione (es. “Rilievo topografico immobile via Roma, Udine”), importo imponibile, aliquota IVA (22% standard, oppure regime forfettario senza IVA), eventuale ritenuta d’acconto (20% per professionisti).

Step 4: Aggiunta contributo integrativo CIPAG

iMateria calcola e aggiunge automaticamente il contributo integrativo CIPAG del 5% sul valore della prestazione. Questo importo viene incassato dal geometra e poi versato alla Cassa.

Step 5: Verifica e invio SDI

Controllare i dati nell’anteprima, cliccare su “Invia a SDI”. Il Sistema di Interscambio elabora la fattura entro 24 ore e fornisce ricevuta di consegna o eventuale notifica di scarto. Tutte le ricevute restano archiviate in iMateria.

Integrazione con CIPAG: contributi e F24

Il vero punto di forza di iMateria rispetto ai software generalisti e l’integrazione nativa con il CIPAG. Vediamo come funziona.

Calcolo contributo soggettivo

Il contributo soggettivo e pari al 15% del reddito professionale netto dichiarato, con un minimo contributivo annuo che varia ogni anno (per il 2026 circa 4.200 euro). iMateria calcola in automatico l’importo dovuto sulla base delle fatture emesse e dei costi inseriti.

Calcolo contributo integrativo

Il contributo integrativo e pari al 5% del volume d’affari e viene addebitato direttamente in fattura al cliente. iMateria lo aggiunge automaticamente in ogni fattura emessa e mantiene il conteggio del totale incassato.

F24 con codici tributo CIPAG

iMateria genera automaticamente i modelli F24 precompilati con i codici tributo corretti per i contributi CIPAG. I principali sono:

  • E101: contributo soggettivo CIPAG
  • E102: contributo integrativo CIPAG
  • E103: contributo di maternita
  • E104: contributo modulare volontario

I pagamenti possono essere effettuati direttamente da iMateria tramite addebito SEPA sul conto corrente del geometra.

Pro e contro di iMateria

Come ogni strumento, iMateria presenta vantaggi e limiti. Vediamoli in dettaglio per capire se e la scelta giusta per il tuo studio.

Pro di iMateria

  • Specifico per geometri: nessun altro software offre questa specializzazione
  • Calcolo automatico contributi CIPAG: elimina errori e dimenticanze
  • Gratuito per gli iscritti: nessun canone aggiuntivo per la versione base
  • Storico documentale CIPAG: accesso integrato ai dati gia in Cassa
  • Conservazione sostitutiva inclusa: 10 anni a norma di legge
  • Generazione F24 automatica: con codici tributo CIPAG corretti
  • Calendario adempimenti integrato: scadenze sempre sotto controllo
  • Assistenza tecnica CIPAG: supporto dedicato dalla Cassa

Contro di iMateria

  • Solo per geometri: non utilizzabile da altri professionisti dello studio
  • Funzioni meno avanzate: rispetto a software dedicati come Aruba, Fatture in Cloud o software gestionali per geometri
  • Interface migliorabile: l’esperienza utente e meno curata di software commerciali
  • Limitata personalizzazione: poche opzioni per personalizzare modelli fattura
  • Multiutenza limitata: per studi associati con piu collaboratori e poco flessibile
  • App mobile poco sviluppata: l’utilizzo da smartphone e meno fluido
  • Integrazione con commercialisti: meno automatizzata rispetto a Fatture in Cloud

Confronto con altri software di fatturazione

Vediamo come iMateria si confronta con i principali software di fatturazione elettronica utilizzati dai professionisti italiani.

iMateria vs Aruba Fattura Elettronica

Aruba offre un servizio piu completo e curato (circa 25 euro+IVA/anno la versione Premium), con interfaccia molto piu intuitiva e funzioni avanzate (preventivi, ordini, magazzino). Tuttavia non calcola i contributi CIPAG. Vincitore: dipende. Per la sola fatturazione Aruba e migliore, per l’integrazione CIPAG iMateria e insostituibile.

iMateria vs Fatture in Cloud

Fatture in Cloud (TeamSystem) e tra i software piu usati dai professionisti (da circa 8 a 30 euro/mese). Offre app mobile eccellente, integrazione con il commercialista, gestione contabile completa. Vincitore: Fatture in Cloud per studi strutturati, iMateria per geometri singoli che vogliono un servizio gratuito e integrato CIPAG.

iMateria vs DocEasy

DocEasy e un software di fatturazione cloud orientato ad aziende e professionisti, con costi da 6 a 30 euro/mese. Offre API, multi-utenza avanzata e integrazione con gestionali. iMateria perde sul piano tecnologico, ma vince su gratuita e integrazione CIPAG.

iMateria vs Geofactor

Geofactor e un software gestionale specifico per geometri che integra fatturazione, gestione pratiche edilizie, computi metrici, parcellazione. Costo: da 200 a 500 euro/anno. Offre molto di piu di iMateria sul piano della gestione professionale, ma non e gratuito e non si integra direttamente con CIPAG.

Limiti per geometri ad alto fatturato

I geometri con volumi di fatturazione elevati (oltre 100.000 euro/anno) o con studi associati spesso trovano iMateria insufficiente. Le ragioni principali:

  • Multi-utenza limitata: gestire 3-5 collaboratori con permessi diversi e complicato
  • Reportistica base: per analisi di marginalita per cliente o per commessa servono software piu avanzati
  • Integrazione con gestionali edilizi: assente, mentre Geofactor o STR sono integrati con software di computo metrico
  • API limitate: difficolta a integrare iMateria con altri sistemi (CRM, ERP, software preventivi)
  • Velocita di caricamento: in periodi di picco (chiusura trimestre IVA) la piattaforma puo rallentare

In questi casi i geometri tendono a utilizzare iMateria solo per il calcolo dei contributi CIPAG e i pagamenti F24, mentre la fatturazione e la gestione studio vengono affidate a software piu performanti.

Alternative a iMateria per geometri

Vediamo le principali alternative a iMateria adatte ai geometri liberi professionisti, ognuna con le sue caratteristiche.

Geofactor

Software specifico per geometri con moduli per pratiche catastali, computi metrici, parcellazione professionale, fatturazione, gestione clienti. Costo: 200-500 euro/anno. Ideale per studi medio-grandi.

Aruba Fattura Elettronica

Software generalista molto diffuso, da circa 25 euro+IVA/anno. Buon equilibrio tra prezzo e funzionalita. Non integra CIPAG ma e affidabile per la sola fatturazione.

Fatture in Cloud

Soluzione completa per professionisti e PMI, con app mobile eccellente, integrazione commercialista, gestione contabile. Da 8 a 30 euro/mese.

STR Vision CPM

Gestionale tecnico-amministrativo per studi tecnici di geometri, ingegneri e architetti. Soluzione professionale con costi su preventivo, adatta a studi strutturati.

FattureGo

Software cloud economico e semplice per fatturazione elettronica, da circa 20 euro+IVA/anno. Buona alternativa a iMateria per chi cerca solo la fatturazione.

Cessazione attivita: cosa succede al conto iMateria

Quando un geometra cessa l’attivita professionale (chiusura partita IVA, pensionamento, cancellazione dall’albo) il conto iMateria viene gestito secondo regole precise.

Procedura di chiusura

  1. Comunicare al CIPAG la cessazione attivita tramite area riservata
  2. Procedere alla cancellazione dall’albo dei geometri (se prevista)
  3. Saldare eventuali contributi CIPAG residui
  4. Il CIPAG chiude l’accesso operativo a iMateria ma mantiene lo storico documentale
  5. Le fatture in conservazione sostitutiva restano accessibili per 10 anni
  6. In caso di ripresa attivita, l’account puo essere riattivato

Per i pensionati attivi (geometri che continuano a esercitare dopo la pensione) l’accesso a iMateria resta operativo.

Casi pratici per geometri

Caso 1: Geometra neo-iscritto a Udine

Marco, 28 anni, si e appena iscritto al CIPAG e ha aperto la partita IVA in regime forfettario. iMateria e la scelta ideale: gratuita, gli permette di iniziare a fatturare senza investimenti, calcola in automatico i contributi soggettivi minimi e l’integrativo del 5% in fattura. Quando il fatturato crescera potra eventualmente migrare a soluzioni piu avanzate.

Caso 2: Studio associato di geometri a Pordenone

Studio Bianchi e Rossi, 4 geometri associati, fatturato 250.000 euro/anno. iMateria non e adatta come strumento principale: troppo limitata sulla multi-utenza e sulla reportistica. Lo studio usa Geofactor per la gestione tecnica, Fatture in Cloud per la fatturazione condivisa con il commercialista, e iMateria solo per il versamento dei contributi CIPAG.

Caso 3: Geometra senior che va in pensione

Giovanni, 67 anni, ha presentato domanda di pensione CIPAG ma vuole continuare a fare qualche perizia occasionale. Si iscrive come pensionato attivo: il conto iMateria resta operativo, continua a fatturare e versa il contributo integrativo ridotto previsto per i pensionati.

Caso 4: Geometra forfettario con fatturato basso

Anna, geometra in regime forfettario con 25.000 euro di ricavi annui. iMateria copre tutte le sue esigenze a costo zero: emissione fatture senza IVA con contributo integrativo al 5%, calcolo del soggettivo minimo CIPAG, generazione F24 trimestrali. Non ha bisogno di software piu costosi.

FAQ iMateria 2026

iMateria e davvero gratuita?

Si, la versione base e gratuita per tutti gli iscritti CIPAG perche e gia compresa nei contributi previdenziali versati. I moduli avanzati (multi-utenza estesa, contabilita ordinaria, API personalizzate) sono opzionali e a pagamento.

Posso usare iMateria se sono ingegnere o architetto?

No. iMateria e esclusivamente riservata ai geometri iscritti CIPAG. Ingegneri (Inarcassa) e architetti (Inarcassa) hanno servizi propri della loro Cassa di previdenza.

iMateria invia automaticamente le fatture allo SDI?

Si. Una volta compilata la fattura e cliccato su “Invia a SDI”, il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate la elabora entro 24 ore e fornisce la ricevuta di consegna o l’eventuale notifica di scarto.

Quanto dura la conservazione sostitutiva su iMateria?

10 anni, come previsto dalla normativa fiscale italiana per le fatture elettroniche. La conservazione e a norma del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale).

Posso esportare i dati da iMateria verso il mio commercialista?

Si, e possibile esportare le fatture in formato XML o PDF e i registri IVA. L’integrazione automatica con i software del commercialista e meno fluida rispetto a Fatture in Cloud, ma e gestibile.

Cosa succede se non pago i contributi CIPAG?

Il mancato pagamento dei contributi CIPAG comporta sanzioni e interessi di mora e, in caso di morosita prolungata, la sospensione dell’iscrizione. iMateria invia notifiche di scadenza per evitare dimenticanze.

iMateria gestisce anche le fatture in regime forfettario?

Si. Per i geometri in regime forfettario iMateria emette fatture senza IVA (con bollo da 2 euro per importi superiori a 77,47 euro) e applica il contributo integrativo CIPAG del 5%.

Esiste un’app mobile di iMateria?

L’app mobile esiste ma e meno sviluppata della versione web. Per chi necessita di emettere fatture in mobilita Aruba e Fatture in Cloud offrono esperienze migliori.

Conclusione: iMateria conviene?

iMateria e la scelta naturale per i geometri liberi professionisti iscritti al CIPAG, soprattutto per chi inizia o ha un volume di fatturato contenuto. La gratuita, l’integrazione automatica con i contributi CIPAG e la conservazione sostitutiva inclusa la rendono insostituibile per la maggior parte dei singoli geometri.

Per studi associati o geometri ad alto fatturato conviene affiancare iMateria a software piu evoluti come Geofactor, Fatture in Cloud o STR, riservando a iMateria solo la gestione dei contributi previdenziali.

Hai dubbi sulla fatturazione elettronica, sui contributi CIPAG o vuoi una consulenza personalizzata sulla scelta del software piu adatto al tuo studio? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza fiscale e previdenziale ai geometri liberi professionisti del Friuli Venezia Giulia.

Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine, Viale Giuseppe Tullio 13 (scala B). Chiama il 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

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Agosto 15, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-15 14:00:002026-05-24 09:36:29iMateria Fattura Elettronica 2026: Guida Completa al Servizio dei Geometri
Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari, Software Fatturazione Elettronica

Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026: Sistema TS, Opposizione e Fattura Elettronica

fatturazione elettronica CAF Udine

Chi esercita una professione sanitaria con partita IVA – medico, psicologo, fisioterapista, veterinario, odontoiatra o altra figura iscritta a un albo sanitario – si trova a gestire un meccanismo di fatturazione diverso da quello della maggior parte dei liberi professionisti. Nella maggior parte dei casi, infatti, la prestazione resa a un paziente persona fisica non genera una fattura elettronica ordinaria trasmessa tramite Sistema di Interscambio (SDI), ma un invio di dati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS). Capire come funziona questo doppio binario – e quali caratteristiche cercare in un software di fatturazione capace di gestirlo correttamente – è essenziale per evitare errori e sanzioni.

In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine vediamo perché i sanitari non emettono (di regola) fattura elettronica ai pazienti, come funziona l’invio dei dati al Sistema TS, cosa cambia quando il paziente esercita il proprio diritto di opposizione e quali funzionalità deve avere un software di fatturazione pensato per la specificità della professione sanitaria.

Indice dei contenuti

  • Perche i sanitari non emettono fattura elettronica ordinaria (di regola)
  • Come funziona l’invio dei dati al Sistema TS
  • Il diritto di opposizione del paziente e cosa cambia
  • Le funzionalita da cercare in un software di fatturazione per sanitari
  • A chi si applica: medici, psicologi, fisioterapisti, veterinari e altre professioni
  • Adempimenti operativi per la P.IVA sanitaria
  • Domande frequenti

Perché i sanitari non emettono fattura elettronica ordinaria (di regola)

Per le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese a persone fisiche, i professionisti sanitari trasmettono i dati della prestazione al Sistema Tessera Sanitaria, che li mette a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per la costruzione della dichiarazione dei redditi precompilata e per il riconoscimento della detrazione IRPEF del 19% sulle spese sanitarie sostenute dal cittadino. In questi casi il professionista non emette una fattura elettronica ordinaria tramite SDI per quella prestazione: l’invio dei dati al Sistema TS sostituisce, ai fini della comunicazione verso l’Erario, la trasmissione tramite Sistema di Interscambio.

Il professionista sanitario, in ogni caso, deve comunque emettere un documento verso il paziente (fattura o altro documento fiscalmente valido secondo le regole della propria attività), ma la trasmissione telematica verso l’Agenzia delle Entrate avviene attraverso il canale Sistema TS anziché tramite SDI. Questo meccanismo riguarda le prestazioni rese a persone fisiche nell’ambito dell’attività sanitaria; è diverso il trattamento per le prestazioni rese a soggetti diversi dalle persone fisiche (ad esempio altre partite IVA, aziende, enti), per le quali si applicano le regole ordinarie di fatturazione elettronica.

Va sottolineato che questo doppio binario – Sistema TS in alternativa alla fattura elettronica ordinaria per le prestazioni sanitarie ai privati – è un meccanismo consolidato negli anni, ma le condizioni di dettaglio (soggetti tenuti, modalità di invio, eventuali proroghe di aspetti specifici) possono essere oggetto di aggiornamento normativo periodico. Per la situazione normativa aggiornata al periodo d’imposta corrente, ti consigliamo di verificare con il tuo commercialista o con un CAF, soprattutto se la tua attività è di recente regolamentazione professionale (come avviene ad esempio per alcune professioni sanitarie di istituzione più recente).

Come funziona l’invio dei dati al Sistema TS

Il Sistema Tessera Sanitaria è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze a cui i professionisti sanitari trasmettono, in via telematica, i dati delle spese sanitarie sostenute dai propri pazienti. Operativamente, questo significa che il professionista – direttamente o tramite il proprio software di fatturazione – invia periodicamente i dati identificativi della prestazione (data, importo, tipologia) senza che sia necessario generare e trasmettere una fattura elettronica tramite SDI per quella singola operazione.

I dati trasmessi al Sistema TS confluiscono nella dichiarazione precompilata del paziente, che potrà così vedersi riconosciuta automaticamente (salvo verifica) la detrazione IRPEF del 19% sulle spese sanitarie sostenute, senza dover conservare e inserire manualmente ogni singola ricevuta. Per il professionista, questo comporta un adempimento aggiuntivo rispetto alla semplice emissione del documento di incasso: la trasmissione tempestiva e corretta dei dati al sistema, secondo le scadenze e le modalità tecniche previste.

Le scadenze di invio e le specifiche tecniche del tracciato dati possono essere aggiornate periodicamente: è quindi importante che il software di fatturazione utilizzato sia mantenuto aggiornato dal fornitore rispetto alle regole vigenti, per evitare invii scartati o fuori termine.

Il diritto di opposizione del paziente e cosa cambia

Il paziente ha il diritto di opporsi all’invio dei propri dati sanitari al Sistema Tessera Sanitaria, per ragioni di riservatezza legate alla natura sensibile del dato sanitario. Quando il paziente esercita questo diritto di opposizione, il professionista sanitario non trasmette i dati di quella specifica prestazione al Sistema TS.

A differenza di quanto si potrebbe pensare, l’opposizione del paziente non fa scattare l’obbligo di fattura elettronica ordinaria tramite SDI. Il divieto di fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche resta valido in ogni caso, anche quando il paziente si oppone all’invio al Sistema TS (lo prevede espressamente la normativa che estende il divieto di fatturazione via SDI a tutti i soggetti che rendono prestazioni sanitarie a persone fisiche, indipendentemente dall’obbligo di trasmissione al Sistema TS). Cambia quindi solo il canale del documento, non l’obbligo di fatturazione elettronica via SDI: se il paziente si oppone, il professionista deve comunque emettere un documento fiscalmente valido (fattura cartacea o fattura elettronica extra-SDI, cioè non trasmessa tramite Sistema di Interscambio), ma non può emettere fattura elettronica ordinaria via SDI per quella prestazione, proprio a tutela della riservatezza del dato sanitario.

Un meccanismo di opposizione concettualmente simile – seppur relativo a un ambito diverso – è quello descritto nel nostro approfondimento su opposizione 730 e spese sanitarie: anche in quel caso la scelta del paziente di non far confluire il dato nella precompilata ha effetti diretti sugli adempimenti del professionista che ha emesso il documento.

Per il professionista, questo significa che il software di fatturazione utilizzato deve permettere di tracciare in modo affidabile quali pazienti si sono opposti, in modo da sapere, prestazione per prestazione, se generare un invio al Sistema TS oppure predisporre il documento alternativo (fattura cartacea o extra-SDI) con i codici IVA corretti, senza mai instradare quella prestazione verso il canale SDI.

Le funzionalità da cercare in un software di fatturazione per sanitari

Non tutti i software di fatturazione elettronica gestiscono in modo nativo la specificità della fatturazione sanitaria. Prima di scegliere lo strumento, un professionista sanitario con partita IVA dovrebbe verificare che il software offra queste funzionalità:

  • Integrazione diretta con il Sistema TS: possibilità di trasmettere i dati delle prestazioni direttamente dal gestionale, senza dover usare canali separati o inserire manualmente i dati su altre piattaforme;
  • Gestione del flag “paziente opposto”: un campo o una funzione dedicata per segnalare, prestazione per prestazione, se il paziente si è opposto all’invio al Sistema TS, in modo da instradare automaticamente la pratica verso il documento corretto (fattura cartacea o extra-SDI, mai fattura elettronica ordinaria via SDI) quando necessario;
  • Codici natura IVA corretti per le prestazioni esenti: gestione automatica del codice natura N4 (operazioni esenti, tra cui le prestazioni sanitarie) nelle fatture elettroniche eventualmente emesse, oltre alla corretta gestione del codice N2.2 per chi opera in regime forfettario (ne parliamo nel dettaglio nella nostra guida sulla fatturazione elettronica forfettario e codice N2.2);
  • Tracciamento storico delle opposizioni: un archivio consultabile che permetta di dimostrare, in caso di controllo, quali pazienti si sono opposti e quando, a tutela sia del professionista sia del paziente;
  • Conservazione digitale a norma: sia per le fatture elettroniche ordinarie sia per la documentazione relativa agli invii al Sistema TS, nel rispetto degli obblighi di conservazione sostitutiva;
  • Aggiornamento costante alle regole tecniche vigenti: sia per il tracciato dati del Sistema TS sia per le specifiche della fatturazione elettronica (formato FatturaPA), che possono essere modificate nel tempo.

Non esiste un unico software “giusto” per tutti i professionisti sanitari: la scelta dipende anche dal volume di pazienti, dal tipo di attività (in studio singolo, in associazione, in convenzione) e dagli strumenti già in uso (agende elettroniche, gestionali di studio). L’importante è verificare concretamente, prima dell’acquisto o dell’abbonamento, che le funzionalità sopra elencate siano effettivamente presenti e non solo genericamente pubblicizzate.

A chi si applica: medici, psicologi, fisioterapisti, veterinari e altre professioni

Il meccanismo Sistema TS / opposizione riguarda, in generale, i soggetti iscritti ad albi o elenchi di professioni sanitarie riconosciute e soggette a vigilanza, tra cui:

  • Medici e odontoiatri iscritti al relativo Ordine;
  • Psicologi iscritti all’Albo degli Psicologi;
  • Fisioterapisti e altre professioni sanitarie riabilitative;
  • Veterinari iscritti all’Ordine dei Medici Veterinari (per le prestazioni rientranti nell’ambito sanitario);
  • Infermieri, ostetriche e altre professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche;
  • Altre professioni sanitarie regolamentate, incluse alcune figure di più recente istituzione (per le quali, come accade ad esempio per gli osteopati, l’obbligo può decorrere dal momento dell’effettiva iscrizione all’albo professionale una volta pienamente operativo – ne parliamo nella nostra guida dedicata alla fatturazione dell’osteopata).

Per approfondimenti su casistiche specifiche, puoi consultare anche le nostre guide dedicate a fatturazione dell’ostetrica e fatturazione del podologo, che trattano il rapporto tra Sistema TS, cassa previdenziale e detrazioni per il paziente in modo specifico per ciascuna professione.

Se hai dubbi sulla tua posizione specifica – ad esempio se la tua professione è di recente regolamentazione o se svolgi un’attività mista (sanitaria e non sanitaria) – è opportuno verificare con il tuo ordine professionale o con un consulente fiscale prima di impostare in modo definitivo il software di fatturazione.

Adempimenti operativi per la P.IVA sanitaria

Oltre alla scelta del software, un professionista sanitario che apre o gestisce una partita IVA deve tenere sotto controllo alcuni aspetti operativi:

  • Codice ATECO corretto: fondamentale selezionare il codice ATECO relativo alla propria professione sanitaria specifica, che incide anche sull’inquadramento previdenziale e sulla corretta applicazione del regime IVA;
  • Regime fiscale: la scelta tra regime forfettario e regime ordinario non incide sull’obbligo di gestione del Sistema TS, ma incide sulla tassazione e su alcuni adempimenti IVA generali (ne parliamo nel dettaglio nella guida sulla fatturazione elettronica in regime forfettario);
  • Cassa previdenziale di riferimento: ogni professione sanitaria ha generalmente una cassa previdenziale o una gestione INPS di riferimento, con contributi che vanno calcolati e versati secondo le regole specifiche della categoria;
  • Iscrizione all’albo professionale: condizione necessaria per l’esercizio dell’attività e, in molti casi, presupposto per l’applicazione delle regole di esenzione IVA e per l’obbligo di invio al Sistema TS;
  • Conservazione della documentazione: sia delle fatture elettroniche eventualmente emesse, sia della documentazione relativa agli invii al Sistema TS e alle opposizioni ricevute dai pazienti.

Per la corretta gestione simultanea di questi aspetti – fiscali, previdenziali e di adempimento verso il Sistema TS – può essere utile affidarsi a un CAF o a un consulente che segua in modo integrato la posizione della partita IVA sanitaria, evitando errori che possono generare sanzioni o difficoltà nella dichiarazione precompilata dei propri pazienti.

Domande frequenti

Un medico o uno psicologo con partita IVA deve emettere fattura elettronica ai pazienti?
No, in nessun caso per le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese a persone fisiche: il divieto di fattura elettronica ordinaria tramite SDI verso il paziente persona fisica è sempre valido, sia che il professionista invii i dati al Sistema TS sia che il paziente si opponga a tale invio. Cambia solo il documento da emettere: se i dati vanno al Sistema TS non serve una fattura elettronica via SDI; se il paziente si oppone, va comunque emesso un documento fiscalmente valido ma non tramite il canale SDI (fattura cartacea o elettronica extra-SDI).

Cosa succede se il paziente si oppone all’invio dei dati al Sistema TS?
Se il paziente comunica al professionista sanitario la propria opposizione all’invio dei dati al Sistema TS, quella prestazione non viene trasmessa al Sistema TS, ma il professionista NON deve comunque emettere fattura elettronica ordinaria tramite SDI: il divieto di fatturazione elettronica via SDI verso persone fisiche per prestazioni sanitarie resta valido anche in caso di opposizione. Va emesso un documento alternativo (fattura cartacea o fattura elettronica extra-SDI). E’ quindi importante che il software di fatturazione permetta di gestire correttamente entrambi gli scenari senza instradare erroneamente verso il canale SDI.

Quali professioni sanitarie sono tenute all’invio dei dati al Sistema TS?
Sono generalmente tenuti i soggetti iscritti ad albi o elenchi di professioni sanitarie riconosciute e soggette a vigilanza (es. medici, odontoiatri, psicologi, infermieri, fisioterapisti, veterinari, ostetriche, farmacisti e altre figure sanitarie regolamentate). Per le professioni di più recente regolamentazione l’obbligo può decorrere dal momento dell’effettiva iscrizione all’albo di competenza: in caso di dubbio sulla propria posizione specifica è opportuno verificare con il proprio ordine professionale o con un consulente.

Un software di fatturazione elettronica generico va bene per un professionista sanitario?
Un software di fatturazione qualsiasi permette di emettere fatture elettroniche ordinarie, ma per un professionista sanitario è utile che gestisca anche l’invio dei dati al Sistema TS, il tracciamento delle opposizioni dei pazienti e i codici di esenzione IVA corretti (es. natura N4 per le prestazioni sanitarie esenti). Verificare queste funzionalità prima di scegliere lo strumento evita di dover gestire due sistemi separati.

Fino a quando è valido l’esonero dalla fattura elettronica per i sanitari?
Il meccanismo per cui i dati delle prestazioni sanitarie vengono inviati al Sistema TS anziché tramite fattura elettronica ordinaria è una misura che negli anni è stata più volte confermata dal legislatore. Le condizioni e le eventuali proroghe possono essere aggiornate di anno in anno: per la situazione normativa vigente nel periodo d’imposta corrente è consigliabile verificare con il proprio commercialista o con un CAF.

Un professionista sanitario in regime forfettario deve comunque gestire il Sistema TS?
Sì: l’obbligo di invio dei dati al Sistema TS riguarda l’attività sanitaria svolta e non dipende dal regime fiscale scelto (forfettario o ordinario). Il regime forfettario incide sulla tassazione e sugli adempimenti IVA generali, non sull’obbligo di trasmissione al Sistema TS né sul meccanismo dell’opposizione del paziente.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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Agosto 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-15 09:00:002026-08-12 12:28:08Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026: Sistema TS, Opposizione e Fattura Elettronica
Altri Software (TeamSystem, Danea, Verticali)

DocEasy Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Pro e Contro

fatturazione elettronica CAF Udine

Stai cercando un software di fatturazione elettronica robusto, pensato per aziende strutturate e studi professionali con esigenze multi-postazione? DocEasy e una delle soluzioni italiane piu longeve sul mercato, con un’offerta che spazia dal piano base per liberi professionisti fino al pacchetto Enterprise con utenze multiple e API per integrazioni gestionali. In questa recensione completa DocEasy 2026 analizziamo prezzi, funzioni, pro e contro, e lo confrontiamo con i principali competitor come Facile Fattura, Fatture in Cloud e Aruba.

Se gestisci una partita IVA in regime forfettario, una SRL con piu utenti, o uno studio professionale con commercialisti e collaboratori, troverai qui tutte le informazioni per capire se DocEasy e la scelta giusta per il tuo business o se conviene valutare alternative.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e DocEasy: il software di fatturazione elettronica italiano
  2. A chi si rivolge DocEasy: target e profilo utente
  3. Come funziona DocEasy: piattaforma cloud e app mobile
  4. Piani e prezzi DocEasy 2026
  5. Funzioni principali di DocEasy
  6. I pro di DocEasy
  7. I contro di DocEasy
  8. Confronto DocEasy vs Facile Fattura, Fatture in Cloud e Aruba
  9. Recensioni utenti DocEasy
  10. A chi e adatto DocEasy
  11. Come attivare DocEasy passo passo
  12. Alternative consigliate a DocEasy
  13. FAQ – Domande frequenti

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Cos’e DocEasy: il software di fatturazione elettronica italiano

DocEasy e una piattaforma italiana di fatturazione elettronica sviluppata per garantire la piena conformita normativa con i requisiti dell’Agenzia delle Entrate e del Sistema di Interscambio (SdI). Nasce come risposta all’obbligo di fatturazione elettronica esteso a tutte le partite IVA dal 1 gennaio 2024, e si e evoluta nel tempo aggiungendo funzioni di gestione clienti, conservazione sostitutiva e integrazioni con i principali gestionali aziendali.

A differenza di soluzioni piu “consumer” come Fatture in Cloud o Aruba, DocEasy ha un’impostazione piu professionale e orientata alle aziende strutturate: la sua forza e la multi-postazione nativa, la conservazione decennale inclusa e le API per integrarsi con software gestionali, ERP e CRM. Si rivolge soprattutto a chi cerca affidabilita e completezza, accettando in cambio un’interfaccia meno “instagrammabile” rispetto ai competitor piu moderni.

A chi si rivolge DocEasy: target e profilo utente

DocEasy non e un software pensato per il professionista occasionale che emette poche fatture all’anno. Il suo target tipico include:

  • Aziende strutturate con piu utenti operativi (amministrazione, commerciale, contabilita)
  • Studi professionali (commercialisti, consulenti del lavoro, studi legali) che gestiscono molte fatture per conto dei clienti
  • SRL e SPA con esigenze di integrazione gestionale tramite API
  • PMI manifatturiere e commerciali con flussi documentali complessi (DDT, fatture pro forma, riepiloghi IVA)
  • Liberi professionisti evoluti che vogliono uno strumento “che cresca con l’attivita”

Se sei un forfettario alle prime armi e ti basta emettere 2-3 fatture al mese, probabilmente DocEasy e sovradimensionato rispetto alle tue esigenze: in quel caso e meglio orientarsi su soluzioni piu semplici e con piano gratuito (vedi sezione alternative).

Come funziona DocEasy: piattaforma cloud e app mobile

DocEasy si basa su un’architettura 100% cloud: non serve installare software sul computer ne preoccuparsi di backup. L’accesso avviene da browser, con credenziali utente personalizzate, oppure tramite app mobile (iOS e Android) per emettere fatture e consultare lo storico anche fuori ufficio.

Il flusso operativo tipico e questo:

  1. Login con username e password (con possibilita di autenticazione a due fattori per i piani superiori)
  2. Selezione del cliente dall’anagrafica (importabile da CSV o Excel)
  3. Compilazione fattura con righe articolo, IVA, ritenute, eventuali bolli
  4. Anteprima e firma digitale automatica
  5. Invio al SdI con tracciamento dello stato (consegnata, accettata, scartata)
  6. Conservazione sostitutiva automatica per 10 anni

L’app mobile permette di emettere fatture rapide direttamente dal cellulare, scattare foto di scontrini per il primo nota e ricevere notifiche sullo stato delle fatture inviate. E’ una funzione utile soprattutto per chi e spesso in trasferta o lavora in cantiere.

Piani e prezzi DocEasy 2026

DocEasy ha una struttura di prezzi a quattro livelli, pensata per accompagnare la crescita dell’attivita. Tutti i piani includono 30 giorni di trial gratuito senza carta di credito.

Trial gratuito 30 giorni

Per testare la piattaforma DocEasy mette a disposizione un periodo di prova di 30 giorni con accesso a tutte le funzioni del piano Pro. Non e richiesta carta di credito e il rinnovo non e automatico: alla scadenza, se non si attiva un piano a pagamento, l’account viene sospeso ma i dati restano disponibili per il recupero.

Piano Base – circa 6 euro/mese

Il piano Base ha un costo indicativo di circa 6 euro al mese (fatturazione annuale) e include:

  • Numero di fatture limitato (in genere 50-100 fatture/anno)
  • Emissione e ricezione e-fatture
  • Conservazione sostitutiva inclusa
  • 1 utente operativo
  • Supporto via email

E’ adatto a forfettari con poche fatture, professionisti agli inizi o microattivita.

Piano Pro – circa 15 euro/mese

Il piano Pro e il piu venduto: costa circa 15 euro al mese e include:

  • Fatture illimitate in emissione e ricezione
  • Gestione completa di clienti, fornitori, articoli
  • Preventivi, proforma, DDT
  • Riepiloghi IVA per liquidazioni periodiche
  • Conservazione decennale inclusa
  • App mobile completa
  • 1-2 utenti
  • Supporto via email e chat

Piano Business – circa 30 euro/mese

Il piano Business, intorno ai 30 euro al mese, e pensato per aziende con piu collaboratori:

  • Tutto il piano Pro
  • Multi-utente (in genere fino a 5 utenti, con permessi differenziati)
  • Multi-postazione e multi-azienda
  • Gestione magazzino base
  • Esportazione dati per commercialista
  • Supporto telefonico

Piano Enterprise – prezzi su richiesta

Il piano Enterprise ha prezzi personalizzati e si rivolge ad aziende con esigenze specifiche: utenti illimitati, integrazione tramite API con gestionali ERP/CRM, customizzazioni dedicate, account manager dedicato, SLA garantito.

Nota: i prezzi indicati sono indicativi e possono variare. Verifica sempre le tariffe aggiornate sul sito ufficiale DocEasy prima di sottoscrivere un piano.

Funzioni principali di DocEasy

Vediamo nel dettaglio le funzionalita che caratterizzano il software.

Emissione e ricezione e-fatture

DocEasy permette di emettere fatture elettroniche in formato XML conforme alle specifiche dell’Agenzia delle Entrate, con invio automatico al SdI. Ogni fattura e tracciata con ricevute di consegna, accettazione o scarto. La ricezione avviene tramite codice destinatario o PEC, con archiviazione automatica delle fatture passive.

Conservazione sostitutiva 10 anni

La conservazione sostitutiva e inclusa in tutti i piani senza costi aggiuntivi. Le fatture vengono conservate per 10 anni a norma di legge (DPCM 3 dicembre 2013 e DM 17 giugno 2014), garantendo l’opponibilita fiscale e civile dei documenti. E’ un vantaggio importante perche su molti competitor la conservazione e un add-on a pagamento.

Gestione clienti e fornitori

L’anagrafica clienti e fornitori permette di salvare partite IVA, codici destinatari, condizioni di pagamento, sconti applicati. I dati possono essere importati da file CSV/Excel o sincronizzati con gestionali esterni via API.

Preventivi e proforma

Si possono creare preventivi, fatture pro forma, e convertirli in fattura definitiva con un click. Utile per chi lavora con commesse o vendite ricorrenti.

Riepiloghi IVA e liquidazioni

DocEasy genera riepiloghi IVA mensili e trimestrali con calcolo automatico del debito/credito IVA, utili per le liquidazioni periodiche. I dati sono esportabili in formato compatibile con il commercialista.

Multi-postazione e multi-utente

Una delle differenze chiave rispetto ai competitor: DocEasy gestisce nativamente piu utenti contemporaneamente sulla stessa azienda, con permessi granulari (chi puo emettere fatture, chi puo solo consultare, chi puo accedere all’anagrafica clienti).

API per integrazioni

Le API REST di DocEasy permettono di integrare il software con gestionali ERP, e-commerce, CRM o software custom. E’ una funzione fondamentale per aziende che vogliono automatizzare il flusso documentale e che giustifica il piano Enterprise.

I pro di DocEasy

  • Affidabilita comprovata: software italiano con anni di operativita, infrastruttura solida, uptime elevato
  • Conservazione sostitutiva 10 anni inclusa in tutti i piani, senza costi aggiuntivi
  • Supporto multi-utente nativo: ideale per aziende e studi professionali
  • API per integrazioni con gestionali ERP, CRM, e-commerce
  • App mobile per emettere fatture in mobilita
  • Gestione completa di tutto il ciclo passivo e attivo (fatture, DDT, preventivi, proforma)
  • Conformita normativa garantita con aggiornamenti automatici alle modifiche di legge

I contro di DocEasy

  • Interfaccia meno moderna: il design e funzionale ma poco “instagrammabile” rispetto a Fatture in Cloud o Aruba
  • Curva di apprendimento piu ripida: per chi e alle prime armi puo risultare denso di opzioni e meno intuitivo
  • Nessun piano gratuito permanente: oltre il trial di 30 giorni e necessario passare a un piano a pagamento
  • Prezzo non competitivo per i piccoli forfettari: per chi emette poche fatture esistono soluzioni piu economiche
  • Documentazione tecnica talvolta poco aggiornata, soprattutto sulle API

Confronto DocEasy vs Facile Fattura, Fatture in Cloud e Aruba

Per scegliere il software giusto e utile confrontare DocEasy con i principali competitor.

DocEasy vs Facile Fattura

Facile Fattura ha un piano gratuito permanente (con limite fatture) ed e piu indicato per forfettari e microattivita. DocEasy non ha piano free e parte da circa 6 euro/mese, ma offre multi-utente nativo e API che Facile Fattura non ha. Verdetto: Facile Fattura vince per i piccoli, DocEasy per le aziende strutturate.

DocEasy vs Fatture in Cloud

Fatture in Cloud (gruppo TeamSystem) ha un’interfaccia piu moderna e intuitiva, integrazione nativa con strumenti del gruppo (gestione magazzino, contabilita) e una community piu ampia. DocEasy compete su conservazione inclusa e flessibilita multi-azienda. Fatture in Cloud e spesso preferito per chi parte da zero, DocEasy per chi ha gia struttura aziendale.

DocEasy vs Aruba Fatturazione Elettronica

Aruba ha il vantaggio del brand e di prezzi molto competitivi (a partire da 1 euro/mese in promozione), ma il software e piu basico e meno orientato alle aziende multi-utente. DocEasy costa di piu ma offre funzioni avanzate che Aruba non ha (gestione magazzino, multi-postazione, API enterprise).

SoftwarePrezzo basePiano gratuitoMulti-utenteConservazioneAPI
DocEasy~6 euro/meseNo (trial 30gg)Si (nativo)Inclusa 10 anniSi (Enterprise)
Facile Fattura5 euro/meseSi (Free)LimitatoInclusaNo
Fatture in Cloud4-8 euro/meseNo (trial)Si (a pagamento)A pagamentoSi
Aruba1-5 euro/meseNoNoInclusaLimitata

Recensioni utenti DocEasy

Le recensioni di DocEasy raccolte sui principali portali di review (Trustpilot, Capterra, G2) raccontano un quadro coerente:

  • Punti di forza riconosciuti: stabilita, conservazione inclusa, supporto tecnico competente, multi-utente
  • Critiche ricorrenti: interfaccia datata, poca formazione iniziale, app mobile a tratti meno fluida del gestionale web
  • Voto medio: si attesta intorno a 4,0/5, con valutazioni piu alte da parte di aziende strutturate e piu basse da parte di freelance singoli

Le aziende piu soddisfatte sono quelle che hanno valorizzato la multi-postazione e l’integrazione via API con gestionali interni. I clienti meno soddisfatti sono spesso piccoli professionisti che avrebbero potuto scegliere soluzioni piu leggere.

A chi e adatto DocEasy

DocEasy e la scelta giusta se:

  • Hai una SRL o un’azienda con piu collaboratori che devono accedere alle stesse fatture
  • Gestisci uno studio professionale e fatturi per piu clienti/aziende
  • Ti serve la conservazione decennale inclusa senza pagare extra
  • Vuoi integrare la fatturazione con un gestionale ERP, CRM o e-commerce via API
  • Cerchi un software italiano solido e affidabile piu che esteticamente curato

Non e la scelta giusta se:

  • Sei un forfettario con poche fatture e vuoi spendere il minimo
  • Cerchi un’interfaccia moderna e immediata
  • Vuoi un piano completamente gratuito in modo permanente

Come attivare DocEasy passo passo

  1. Vai sul sito ufficiale DocEasy e clicca su “Prova gratis”
  2. Registra un account con email aziendale e dati della partita IVA
  3. Configura l’azienda: ragione sociale, indirizzo, regime fiscale, codice destinatario o PEC
  4. Importa l’anagrafica clienti (opzionale) tramite file CSV/Excel
  5. Emetti la prima fattura di prova per testare il flusso al SdI
  6. Attiva la conservazione sostitutiva dal pannello (e gratuita e in pochi click)
  7. Alla fine del trial di 30 giorni, scegli il piano piu adatto e inserisci i dati di pagamento

Tutta la procedura richiede in genere 15-30 minuti. Il supporto DocEasy mette a disposizione tutorial video e guide in PDF.

Alternative consigliate a DocEasy

Se DocEasy non ti convince o non rispecchia le tue esigenze, ecco alcune alternative valide:

  • Facile Fattura: ideale per forfettari, ha piano gratuito permanente
  • Fatture in Cloud: interfaccia moderna, ecosistema TeamSystem, ottimo per startup
  • Aruba Fatturazione Elettronica: economica, brand affidabile, perfetta per chi cerca il prezzo piu basso
  • Fattura24: equilibrata, buon rapporto qualita/prezzo
  • Libero SiFattura: economica, semplice, indicata per piccoli professionisti

Vuoi un consiglio personalizzato per la tua attivita? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scegliere il software di fatturazione elettronica piu adatto al tuo regime fiscale, alle tue esigenze operative e al tuo budget. Offriamo anche servizi di assistenza alla compilazione e gestione contabile per partite IVA, professionisti e aziende.

Contattaci per una consulenza gratuita o vieni a trovarci nei nostri uffici di Udine.

FAQ – Domande frequenti su DocEasy

DocEasy e adatto ai forfettari?

Si, ma e sovradimensionato per chi emette poche fatture all’anno. Per i forfettari con bassi volumi conviene valutare alternative con piano gratuito come Facile Fattura o Aruba.

La conservazione sostitutiva 10 anni e davvero inclusa?

Si, su tutti i piani DocEasy la conservazione sostitutiva decennale e inclusa nel prezzo, senza add-on. E’ uno dei vantaggi competitivi piu apprezzati.

DocEasy ha un piano gratuito permanente?

No. C’e solo un trial gratuito di 30 giorni, poi e obbligatorio passare a un piano a pagamento.

Posso usare DocEasy con piu utenti?

Si, dal piano Business in su (intorno ai 30 euro/mese) e’ disponibile la gestione multi-utente nativa con permessi differenziati. Anche il piano Pro consente fino a 2 utenti.

DocEasy si integra con il mio gestionale?

Si, tramite le API REST disponibili nel piano Enterprise. E’ possibile integrarlo con ERP, CRM, e-commerce e software custom. Per integrazioni semplici alcune funzionalita sono disponibili anche dai piani Pro/Business.

Come funziona il trial di 30 giorni?

Il trial e completamente gratuito e non richiede carta di credito. Allo scadere, se non si attiva un piano, l’account viene sospeso ma i dati restano disponibili per 30 giorni aggiuntivi prima dell’eventuale cancellazione.

Posso passare da Aruba o Fatture in Cloud a DocEasy?

Si, e possibile importare l’anagrafica clienti e lo storico fatture tramite file CSV/Excel. Il supporto DocEasy assiste nella migrazione, soprattutto per i piani Business ed Enterprise.

Il CAF Centro Fiscale puo aiutarmi nella scelta?

Certo. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza nella scelta del software di fatturazione piu adatto e supporto operativo nella gestione contabile. Contattaci per una valutazione gratuita.

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Agosto 12, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-12 08:00:002026-05-24 09:36:31DocEasy Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Pro e Contro
Altri Software (TeamSystem, Danea, Verticali)

Facile Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Funzioni e Alternative

fatturazione elettronica CAF Udine

Facile Fattura è uno dei software italiani più chiacchierati del 2026 nel mondo della fatturazione elettronica per piccole partite IVA e regimi forfettari. Promette emissione fatture in pochi minuti, conservazione sostitutiva e un’interfaccia adatta anche a chi non è pratico di gestionali. Ma conviene davvero? Quanto costa nel 2026? Quali sono i suoi limiti rispetto ad Aruba, Fatture in Cloud o al servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate?

In questa recensione completa di Facile Fattura 2026 analizziamo prezzi aggiornati, funzioni incluse, pro e contro, recensioni reali degli utenti e tutte le alternative valide. Alla fine troverai anche una guida pratica per attivarlo in 5 minuti e un confronto con la soluzione del CAF Centro Fiscale, pensata per chi vuole il software e la consulenza umana di un commercialista esperto.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è Facile Fattura: il software italiano per piccole P.IVA
  2. Facile Fattura prezzi e piani 2026: quanto costa
  3. Funzioni incluse in Facile Fattura
  4. Pro e contro di Facile Fattura: l’analisi onesta
  5. Facile Fattura vs concorrenti: chi vince nel 2026
  6. Recensioni reali utenti Facile Fattura
  7. A chi è adatto Facile Fattura (e a chi no)
  8. Come attivare Facile Fattura: guida in 4 step
  9. Alternative a Facile Fattura nel 2026
  10. Verdetto finale: Facile Fattura conviene nel 2026?
  11. Domande frequenti su Facile Fattura
  12. Conclusione: la scelta giusta per la tua P.IVA

Cos’è Facile Fattura: il software italiano per piccole P.IVA

Facile Fattura è una piattaforma cloud italiana di fatturazione elettronica sviluppata per semplificare l’invio e la ricezione delle e-fatture tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. Il software nasce con un obiettivo preciso: rendere accessibile la fatturazione anche a chi non ha competenze tecniche o contabili.

Si rivolge in particolare a:

  • Partite IVA in regime forfettario (obbligo dal 2024 per tutti)
  • Freelance e professionisti con bassi volumi di fatturazione
  • Artigiani e piccoli imprenditori che vogliono autonomia gestionale
  • Neo-aperture P.IVA alla ricerca di un primo gestionale economico

La piattaforma è disponibile in versione web (accessibile da qualsiasi browser) e app mobile (Android e iOS), permettendo di emettere fatture anche in mobilità – una funzione utile per artigiani in trasferta o consulenti fuori sede.

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Facile Fattura prezzi e piani 2026: quanto costa

Uno dei punti di forza di Facile Fattura è la struttura tariffaria a scaglioni, con un piano gratuito e tre piani a pagamento. Ecco la situazione aggiornata al 2026:

PianoPrezzo (IVA esclusa)Fatture/meseConservazione sostitutivaAdatto a
Free0 euro10NoTest e P.IVA con pochissime fatture
Base~5 euro/mese50Opzionale (a pagamento)Forfettari con bassi volumi
Plus~15 euro/meseIllimitateInclusaFreelance attivi
Premium~25 euro/meseIllimitateInclusa + extraPiccole imprese strutturate

Attenzione: i prezzi possono variare in base a promozioni stagionali e fatturazione annuale (sconti del 15-20% pagando 12 mesi anticipati). I costi indicati sono al netto dell’IVA al 22%.

Cosa cambia tra i piani Facile Fattura

  • Free: solo emissione, senza conservazione e senza supporto prioritario
  • Base: aggiunge ricezione, gestione clienti basilare, preventivi
  • Plus: include conservazione sostitutiva 10 anni (obbligo di legge), reportistica avanzata
  • Premium: aggiunge multi-utente, gestione magazzino base, integrazione contabile

Funzioni incluse in Facile Fattura

Vediamo nel dettaglio cosa fa Facile Fattura e quali strumenti mette a disposizione del professionista.

Emissione e ricezione e-fatture tramite SdI

Funzione core del servizio: il software permette di creare fatture elettroniche in formato XML, firmarle digitalmente (se richiesto) e inviarle al Sistema di Interscambio. L’invio al cliente avviene automaticamente con notifica di consegna o scarto. La ricezione richiede di comunicare il codice destinatario di Facile Fattura (in genere fornito al momento dell’attivazione) all’Agenzia delle Entrate.

Conservazione sostitutiva 10 anni

La conservazione sostitutiva digitale è un obbligo di legge per le fatture elettroniche e va effettuata entro 3 mesi dalla scadenza della dichiarazione dei redditi. Facile Fattura la include nei piani Plus e Premium. Nel piano Base si paga a parte (in media 10-20 euro/anno).

Gestione clienti, preventivi e scadenze

  • Anagrafica clienti: rubrica con dati fiscali, codice destinatario, IBAN
  • Preventivi: creazione, invio via email, conversione in fattura con un clic
  • Scadenzario: alert su fatture insolute e promemoria pagamento automatici
  • Reportistica: grafici fatturato mensile, IVA, top clienti

Pro e contro di Facile Fattura: l’analisi onesta

Dopo aver testato il software e analizzato decine di recensioni utenti, ecco un bilancio bilanciato.

I pro: perché piace a tanti forfettari

  • Interfaccia semplice e intuitiva: anche chi non ha mai usato un gestionale ci impiega meno di un’ora per la prima fattura
  • Setup rapido: registrazione, inserimento dati P.IVA e prima fattura in 5 minuti
  • Supporto clienti in italiano (chat, email, ticket) – punto a favore rispetto a soluzioni internazionali
  • Prezzo aggressivo sul piano Base, competitivo per piccole P.IVA
  • App mobile funzionale: emissione fatture e consultazione anche da smartphone
  • Aggiornamenti normativi automatici (obblighi 2026, nuovi tracciati XML)

I contro: dove Facile Fattura mostra i limiti

  • Funzioni avanzate solo nei piani superiori: la conservazione sostitutiva sul Base è a pagamento extra
  • Pochi tool integrati per regime ordinario: gestione magazzino, contabilità completa e DDT sono limitati
  • Nessuna integrazione con commercialista di default (il professionista non vede i dati senza export manuale)
  • Personalizzazione fatture limitata: template grafici poco modificabili
  • Costi extra nascosti: alcune funzioni (firma digitale, fatture estere) si pagano a parte

Facile Fattura vs concorrenti: chi vince nel 2026

Ecco un confronto diretto tra Facile Fattura e i principali competitor del mercato italiano della fatturazione elettronica.

SoftwarePrezzo basePiano FreeConservazioneApp mobilePunto di forza
Facile Fattura~5 euro/meseSi (10 fatt.)Plus/PremiumSiSemplicita d’uso
Aruba Fattura Elettronica~1 euro/mese (1 anno)NoInclusaSiPrezzo + integrazione PEC
Fatture in Cloud~8 euro/meseNoInclusaSiFunzioni avanzate, ecosistema TeamSystem
Servizio AdE0 euroSiNoNoGratuito ufficiale

Facile Fattura vs Aruba Fattura Elettronica

Aruba offre un primo anno promozionale a circa 1 euro/mese, poi rinnovo a 25 euro/anno. Include conservazione e integrazione con la PEC Aruba. Più completo di Facile Fattura sul piano Base, ma con interfaccia meno immediata. Vince Aruba se cerchi rapporto qualità/prezzo e hai già la PEC con loro.

Facile Fattura vs Fatture in Cloud

Fatture in Cloud (gruppo TeamSystem) è la soluzione più completa del mercato: gestione magazzino, prima nota, integrazione con commercialista, contabilità ordinaria. Costa di più (8-30 euro/mese) ma copre anche il regime ordinario. Vince Fatture in Cloud se cresci o hai già un commercialista TeamSystem.

Facile Fattura vs servizio gratuito Agenzia Entrate

Il portale Fatture e Corrispettivi dell’AdE è gratuito e ufficiale, ma estremamente minimale: niente preventivi, scadenzario, app mobile, reportistica. Vince l’AdE solo se emetti 1-2 fatture l’anno e hai dimestichezza con i portali pubblici. Per tutti gli altri, un software dedicato vale i 5-15 euro mensili.

Recensioni reali utenti Facile Fattura

Abbiamo analizzato le recensioni di Facile Fattura su Trustpilot, Google Reviews e i principali forum di partite IVA. Il quadro che emerge è coerente.

Cosa dicono gli utenti soddisfatti

  • “Finalmente un software che capisco senza dover chiamare il commercialista” (forfettario, Milano)
  • “Invio fatture in pochi secondi, perfetto per la mia attività di idraulico” (artigiano, Roma)
  • “Supporto clienti veloce e in italiano, risposte chiare” (freelance, Torino)
  • “Interfaccia mobile davvero comoda quando sono in cantiere” (geometra, Bologna)

Le critiche ricorrenti

  • “Il piano Base sembra economico ma per la conservazione devi pagare extra” (consulente, Napoli)
  • “Mancano integrazioni con il mio commercialista che usa altro gestionale” (avvocato, Firenze)
  • “Le fatture estere (UE/extra-UE) gestite male, ho dovuto cambiare” (e-commerce, Padova)
  • “Aggiornamento prezzi nel 2025 senza preavviso, mi ha infastidito” (freelance, Genova)

Il punteggio medio Trustpilot oscilla tra 3,8 e 4,2 stelle su 5 – in linea con i diretti concorrenti. Il sentiment generale è positivo per i forfettari, più tiepido per chi ha esigenze di gestionale completo.

A chi è adatto Facile Fattura (e a chi no)

Adatto a:

  • Forfettari con 10-100 fatture/anno
  • Freelance e consulenti con clientela limitata
  • Piccoli imprenditori e artigiani che vogliono autonomia gestionale
  • Neo-aperture P.IVA in cerca di un primo software a basso costo
  • Chi privilegia semplicità d’uso rispetto a funzionalità avanzate

Non adatto a:

  • Regimi ordinari complessi con contabilità integrata, magazzino, dipendenti
  • E-commerce con grandi volumi di fatture giornaliere e operazioni intra-UE
  • Aziende strutturate con esigenze di multi-utente avanzato e gestionale ERP
  • Chi ha già un commercialista con piattaforma proprietaria (TeamSystem, Zucchetti, Sistemi)
  • Operatori in regime IVA agricolo o forfettario speciale con esigenze normative particolari

Come attivare Facile Fattura: guida in 4 step

Attivare Facile Fattura richiede pochi minuti se hai sotto mano i dati della tua P.IVA.

  1. Registrazione online: vai sul sito ufficiale, crea un account con email e password (o accesso SPID nei piani superiori)
  2. Inserimento dati P.IVA: partita IVA, codice fiscale, regime fiscale (forfettario/ordinario), aliquota IVA, dati anagrafici
  3. Setup codice destinatario: ti viene assegnato un codice destinatario univoco (7 caratteri) da comunicare ai tuoi fornitori per ricevere le e-fatture
  4. Prima fattura emessa: nuovo cliente, descrizione servizio/prodotto, importo, IVA, invio a SdI – tutto in circa 5 minuti

Prova gratuita

Facile Fattura offre tipicamente una prova gratuita di 14-30 giorni dei piani a pagamento, senza obbligo di carta di credito. È il modo migliore per testare se il software fa al caso tuo prima di sottoscrivere l’abbonamento. Il piano Free resta sempre disponibile come fallback.

Alternative a Facile Fattura nel 2026

Se Facile Fattura non ti convince o cerchi qualcosa di più, ecco le migliori alternative sul mercato italiano nel 2026.

Fatture in Cloud (TeamSystem)

La soluzione più completa per chi cresce: gestione magazzino, prima nota, integrazione contabile, multi-utente. Adatta a piccole imprese strutturate. Prezzo: 8-30 euro/mese.

Aruba Fattura Elettronica

Ottimo rapporto qualità/prezzo, conservazione inclusa, integrazione PEC. Ideale per chi è già nell’ecosistema Aruba. Prezzo promozionale primo anno molto aggressivo.

Soluzione CAF Centro Fiscale: software + consulenza umana

Per chi non vuole solo un software ma anche la consulenza di un professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio integrato di fatturazione elettronica con assistenza umana inclusa. Vantaggi:

  • Software di fatturazione attivato e configurato dal nostro team
  • Consulenza fiscale inclusa: rispondiamo a dubbi su IVA, regime, deducibilità
  • Conservazione sostitutiva garantita per 10 anni
  • Verifica fatture estere e operazioni intra-UE
  • Supporto in caso di scarti SdI, contestazioni AdE, controlli
  • Tariffa annuale fissa trasparente, senza sorprese

È la scelta ideale se hai una P.IVA da poco o vuoi delegare a un esperto tutto ciò che riguarda la fatturazione elettronica. Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per un preventivo personalizzato.

Verdetto finale: Facile Fattura conviene nel 2026?

Facile Fattura è una scelta solida per forfettari e freelance con esigenze base di fatturazione elettronica. La sua interfaccia semplice, il setup rapido e il supporto in italiano lo rendono uno dei prodotti più consigliati per chi non ha competenze tecniche.

Tuttavia, se hai un regime ordinario complesso, gestisci magazzino, hai dipendenti o emetti molte fatture estere, valuta soluzioni più strutturate come Fatture in Cloud o Aruba. E se preferisci avere accanto un professionista che ti segua nella gestione fiscale completa, la soluzione del CAF Centro Fiscale resta la scelta più sicura per dormire sonni tranquilli.

Domande frequenti su Facile Fattura

Facile Fattura è davvero gratis?

Sì, esiste un piano Free con 0 euro al mese, ma limitato a 10 fatture/mese e senza conservazione sostitutiva. Per uso professionale continuativo serve un piano a pagamento da 5 euro/mese in su.

La conservazione sostitutiva è obbligatoria?

Sì, per legge le fatture elettroniche devono essere conservate digitalmente per 10 anni. Su Facile Fattura è inclusa nei piani Plus e Premium, mentre nel piano Base è a pagamento extra (10-20 euro/anno).

Posso emettere fatture estere con Facile Fattura?

Sì, ma con limiti: la gestione delle fatture intra-UE ed extra-UE non è il punto di forza del software. Per e-commerce o aziende con clientela internazionale, valutare alternative come Fatture in Cloud o un consulente CAF.

Facile Fattura si integra con il commercialista?

L’integrazione diretta con software del commercialista non è di default: serve un export manuale dei dati (CSV, XML, PDF). Soluzioni come Fatture in Cloud o le piattaforme CAF offrono collegamenti più diretti.

Posso disdire l’abbonamento in qualsiasi momento?

Sì, l’abbonamento mensile si può disdire entro la fine del mese in corso. Per gli abbonamenti annuali, la disdetta vale dal rinnovo successivo. Le fatture già emesse rimangono accessibili in lettura.

Esiste un’app mobile?

Sì, Facile Fattura ha un’app mobile per Android e iOS che consente di emettere fatture, consultare lo storico e ricevere notifiche di consegna SdI anche in mobilità.

Conclusione: la scelta giusta per la tua P.IVA

Nel 2026 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, anche per i forfettari. Scegliere il software giusto significa risparmiare tempo, evitare errori e dormire tranquilli sulla conservazione decennale. Facile Fattura è una buona soluzione di partenza, ma non l’unica.

Se vuoi un consulto personalizzato sulla soluzione più adatta alla tua attività – software autonomo, gestionale completo o servizio CAF integrato – contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano gratuitamente la tua situazione e ti consigliano la soluzione migliore in base a regime fiscale, volume fatture e obiettivi di crescita.

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Agosto 8, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-08 08:00:002026-08-05 07:43:57Facile Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Funzioni e Alternative
Guide Fatturazione Elettronica

Fattura Elettronica Utenze 2026 (Luce, Gas, Telefono): Detrazioni per Partita IVA

fatturazione elettronica CAF Udine

La fattura elettronica delle utenze (luce, gas, telefono, internet) è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA dal 2019. Sapere come riceverle correttamente, dove conservarle e soprattutto quanto possono essere dedotte dal reddito e detratte dall’IVA è fondamentale per chi gestisce un’attività professionale o un’impresa. In questa guida 2026 vediamo nel dettaglio come funziona la fatturazione elettronica delle utility, le percentuali di deducibilità per regime ordinario e forfettario, le novità su bonus energia e cosa fare quando la fattura non arriva.

Indice dei contenuti

  1. Utenze professionali per partita IVA
  2. Obbligo di fattura elettronica
  3. Come ricevere le fatture elettroniche
  4. Energia elettrica: Enel, Eni, A2A
  5. Gas naturale
  6. Telefonia mobile: TIM, Vodafone, Iliad
  7. Telefono fisso e internet
  8. Acqua: aziende municipalizzate
  9. Deducibilita in regime ordinario
  10. Utenze nel regime forfettario
  11. Intestazione fattura alla P.IVA
  12. Voltura utenze: procedura e costi
  13. Detrazione proporzionale casa-ufficio
  14. Bonus energia imprese energivore
  15. Agevolazioni piccole imprese
  16. Cosa fare se la fattura non arriva
  17. Conservazione fatture elettroniche
  18. FAQ

Quali sono le utenze professionali per chi ha la partita IVA

Quando si parla di utenze professionali si intendono tutti i contratti di fornitura di servizi essenziali intestati alla partita IVA o utilizzati per l’attività d’impresa o di lavoro autonomo. Sono spese che, a determinate condizioni, possono ridurre il carico fiscale del professionista o dell’azienda.

  • Energia elettrica: alimentazione di studi, uffici, laboratori, negozi, capannoni
  • Gas naturale: riscaldamento e produzione di calore per uso aziendale
  • Internet: connessione fissa per ufficio, fibra ottica, ADSL business
  • Telefono fisso: linea dedicata all’attività professionale
  • Telefono mobile aziendale: SIM business intestate alla P.IVA
  • Acqua: fornitura idrica per le sedi operative

Un caso particolare è il professionista che lavora da casa: in questa situazione le utenze sono spesso intestate a uso domestico, ma una quota può comunque essere dedotta in base alla superficie e al tempo dedicati all’attività professionale (vedremo più avanti come).

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Obbligo di fattura elettronica per le utenze: cosa dice la legge

Dal 1° gennaio 2019, con l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria tra soggetti residenti in Italia (art. 1, comma 909, Legge 205/2017), tutti i fornitori di utenze (utility) emettono fattura elettronica nei confronti dei clienti titolari di partita IVA. Questo significa che se hai aperto la P.IVA, le bollette di luce, gas, telefono e internet devono essere ricevute in formato XML tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.

Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo è stato esteso anche ai contribuenti in regime forfettario, indipendentemente dal volume di ricavi. Quindi anche se sei un piccolo professionista con ricavi sotto 25.000 euro, devi ricevere e conservare le fatture elettroniche delle utenze intestate alla tua P.IVA.

Le bollette in formato cartaceo o PDF semplice non sono fiscalmente valide per chi ha partita IVA: serve sempre il file XML conservato a norma per dimostrare il costo, dedurlo e (se possibile) detrarre l’IVA.

Come ricevere le fatture elettroniche delle utenze

Esistono quattro modi principali per ricevere le fatture elettroniche dei tuoi fornitori di utility. Il sistema migliore è scegliere un canale unico e comunicarlo a tutti i fornitori, in modo da avere sempre tutte le bolle in un solo posto.

1. Codice destinatario inserito nel contratto

Il codice destinatario è un codice alfanumerico di 7 caratteri rilasciato dal tuo software di fatturazione o dal commercialista. Comunicandolo ai fornitori (Enel, Eni, TIM, ecc.), le fatture arrivano direttamente nel gestionale, pronte per la registrazione contabile. È la soluzione preferita da chi tiene la contabilità in autonomia o tramite uno studio.

2. Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate

Tutte le fatture elettroniche emesse e ricevute sono sempre disponibili nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, anche senza fare nulla. Basta accedere con SPID, CIE o CNS al portale “Fatture e Corrispettivi” per scaricarle. Questa modalità è utile anche come backup, perché l’Agenzia conserva le fatture per legge.

3. PEC (Posta Elettronica Certificata)

Si può ricevere la fattura elettronica via PEC comunicando il proprio indirizzo PEC al fornitore. In questo caso, nel campo “codice destinatario” si inserisce il codice convenzionale 0000000 (sette zeri). La fattura arriverà come allegato XML nella casella PEC.

4. App o area clienti del fornitore

Tutti i grandi fornitori (Enel, Eni Plenitude, A2A, TIM, Vodafone, Iliad, ecc.) mettono a disposizione un’area clienti web e un’app mobile dove è possibile scaricare le fatture in formato PDF (cosiddetta “copia di cortesia”) e in formato XML. È il canale più immediato, ma va integrato con la conservazione a norma.

Fattura elettronica energia elettrica: Enel, Eni, A2A e altri

I principali fornitori di energia elettrica sul mercato libero italiano emettono regolarmente fatturazione elettronica per i clienti business:

  • Enel Energia: tutte le offerte business prevedono e-fattura. Il codice destinatario può essere comunicato dall’area clienti o tramite call center dedicato
  • Eni Plenitude (ex Eni Gas e Luce): emette e-fattura sia per uso domestico (se richiesto da P.IVA) sia per uso business
  • Acea Energia: gestisce e-fattura per le forniture di Roma, Lazio e altre regioni dove opera
  • Edison: emette fatture elettroniche con possibilità di scegliere PEC o codice destinatario
  • Sorgenia: 100% digitale, e-fattura nativa via app o portale
  • A2A Energia: principale fornitore in Lombardia ed Emilia, e-fattura standard per business
  • Iren Mercato: forniture in Piemonte, Liguria, Emilia, Veneto
  • Hera Comm: copre Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e altre regioni

Per i professionisti del Friuli-Venezia Giulia, oltre ai fornitori nazionali, sono operativi gestori locali come AcegasApsAmga (Gruppo Hera) e Estenergy: anche loro emettono regolarmente fattura elettronica B2B.

Fattura elettronica gas naturale

I fornitori di gas naturale sono spesso gli stessi dell’energia elettrica (offerte dual fuel), e la fatturazione elettronica funziona allo stesso modo. Da segnalare che, dopo la fine del mercato tutelato (gennaio 2024 per le micro-imprese), tutte le forniture business sono passate al mercato libero.

Un punto importante per i titolari di P.IVA: controllare sempre l’aliquota IVA applicata al gas. Per uso aziendale e produttivo l’aliquota può variare in funzione dell’attività (10% o 22%) e in alcuni casi sono previste accise agevolate. Questo influisce sulla detrazione IVA e va verificato sulla fattura.

Fattura elettronica telefonia mobile: TIM, Vodafone, Iliad, WindTre

La telefonia mobile ha una particolarità: l’emissione di fattura elettronica è obbligatoria solo per le SIM “business” intestate alla partita IVA, mentre per le SIM “consumer” (intestate alla persona fisica) è facoltativa.

  • TIM Business: offerte dedicate a P.IVA con e-fattura inclusa
  • Vodafone Business: piani specifici per professionisti e aziende, fattura XML inviata via SdI
  • WindTre Business: gamma completa di soluzioni mobile e fisso per aziende
  • Iliad Business: dal 2022 disponibile, semplice da gestire e con e-fattura standard
  • Fastweb Mobile Business: bundle convergenti fisso+mobile con fatturazione unica

Attenzione: se la SIM è intestata al professionista come privato (consumer) e viene usata anche per lavoro, può essere comunque dedotta in modo parziale (uso promiscuo, vedi sezione successiva), ma per l’IVA bisogna richiedere espressamente la fattura al gestore. Senza fattura elettronica B2B, l’IVA non è recuperabile.

Fattura elettronica telefono fisso e internet

Per il telefono fisso e internet la fatturazione elettronica è la regola standard per tutti i contratti business. I principali operatori offrono pacchetti specifici per partita IVA con fibra ottica fino a 10 Gbps, voce su IP (VoIP) e servizi cloud.

  • TIM Business: leader nella copertura nazionale, soluzioni per piccoli uffici e grandi aziende
  • Fastweb Business: forte in fibra FTTH e servizi cloud aggiuntivi
  • Vodafone Business: pacchetti convergenti voce+dati+mobile
  • WindTre Business: tariffe competitive per piccole imprese
  • Tiscali Business: offerte dedicate alle PMI con assistenza dedicata
  • Open Fiber (operatore wholesale, le offerte arrivano tramite altri brand)

Un consiglio: scegli sempre contratti business per le linee dell’ufficio. Anche se costano leggermente di più di quelli consumer, garantiscono SLA migliori (tempi di intervento certi), assistenza prioritaria e fatturazione elettronica nativa, indispensabile per dedurre i costi.

Fattura elettronica acqua: aziende municipalizzate locali

La fornitura di acqua in Italia è gestita prevalentemente da aziende municipalizzate locali, che hanno l’obbligo di emettere fattura elettronica solo per i contratti business (intestati a P.IVA). Per i contratti residenziali, anche se la persona è titolare di partita IVA, di solito non è prevista e-fattura obbligatoria.

Esempi di gestori per area geografica:

  • Friuli-Venezia Giulia: CAFC (Acquedotto Friulano Centrale), AcegasApsAmga, Hydrogea
  • Veneto: ETRA, Veritas, Acque Vicentine
  • Lombardia: MM (Milano), BrianzAcque, Cap Holding
  • Lazio: ACEA Ato 2 (Roma)
  • Emilia-Romagna: Hera, IRETI
  • Toscana: Publiacqua, Acquedotto del Fiora

Se sei un professionista con studio (anche piccolo) e hai un contatore acqua dedicato all’attività, chiedi al gestore di passare al contratto B2B: solo così potrai ricevere la fattura elettronica e dedurre il costo + IVA.

Deducibilità costi e detrazione IVA: regime ordinario

Veniamo al punto cruciale: quanto si può dedurre delle utenze e quanta IVA si può detrarre? Le percentuali variano in base al tipo di utenza e all’uso che ne viene fatto. Ecco la sintesi per chi è in regime ordinario o semplificato (non forfettario).

Tipo di utenzaDeduzione costoDetrazione IVA
Telefono fisso ufficio (linea dedicata)100%100%
Internet ufficio (linea dedicata)100%100%
Cellulare aziendale (uso esclusivo)80%50%
Cellulare uso promiscuo50%50%
Luce e gas studio professionale dedicato100%100%
Luce e gas casa-ufficio (uso promiscuo)50%50%
Acqua studio professionale100%100%

Telefono fisso e internet ufficio: deduzione 100%

Quando hai una linea telefonica fissa o un contratto internet intestato alla P.IVA e installato presso uno studio o ufficio dedicato, il costo è interamente deducibile dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo. Anche l’IVA è detraibile al 100%. La normativa di riferimento è l’art. 102, comma 9, del TUIR per le imprese e l’art. 54 per i professionisti.

Cellulare aziendale: deduzione 80%, IVA 50%

Per le SIM mobile aziendali intestate alla partita IVA e usate esclusivamente per lavoro, il TUIR prevede una deducibilità forfettaria dell’80% del costo. L’IVA invece è detraibile al 50% (presunzione di uso promiscuo). Si tratta di una soglia legale: anche se dimostri che il cellulare è usato al 100% per lavoro, le percentuali rimangono queste.

Luce e gas studio professionale: deduzione 100%

Se il tuo studio è in un locale esclusivamente professionale (categoria catastale A/10, C/1, C/2, C/3 o assimilabile), tutte le utenze legate a quell’immobile sono integralmente deducibili e l’IVA è detraibile al 100%. È la situazione più favorevole dal punto di vista fiscale.

Luce e gas casa-ufficio: deduzione 50%

Per i professionisti che lavorano nella propria abitazione (cosiddetto uso promiscuo), la legge prevede una presunzione legale del 50% sia per la deducibilità del costo sia per la detrazione IVA. La condizione è che nello stesso comune il professionista non abbia un altro immobile destinato esclusivamente all’attività.

Utenze nel regime forfettario: nessuna deducibilità

Nel regime forfettario il discorso cambia radicalmente. La caratteristica principale di questo regime è proprio l’impossibilità di dedurre i costi reali: il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi (variabile dal 40% al 86% in base al codice ATECO), che già include forfettariamente tutte le spese.

  • Costi non deducibili: le utenze non possono essere portate in deduzione dal reddito
  • IVA non recuperabile: i forfettari non addebitano IVA in fattura e non possono detrarla sugli acquisti
  • Conservazione obbligatoria: le fatture elettroniche delle utenze vanno comunque conservate per 10 anni (anche solo come tracciabilità in caso di controlli)
  • Verifica fuoriuscita: il totale delle fatture serve a calcolare il limite di 100.000 euro per la fuoriuscita immediata dal regime

Anche se non puoi dedurre, è comunque fondamentale ricevere le fatture elettroniche intestate alla P.IVA, perché in caso di controllo dimostrano l’effettività dei pagamenti e l’intestazione corretta dei contratti.

Intestazione fattura: alla P.IVA, mai personale

Una regola d’oro per chi vuole dedurre le utenze è intestare i contratti alla partita IVA, non alla persona fisica. La fattura deve riportare:

  • Denominazione dello studio professionale o ditta individuale (es. “Mario Rossi – Avvocato” o “Mario Rossi P.IVA 12345678901”)
  • Partita IVA e codice fiscale
  • Indirizzo coincidente con la sede legale o operativa comunicata in Camera di Commercio o all’Agenzia delle Entrate
  • Codice destinatario o PEC per il recapito

Se le utenze sono intestate alla persona fisica, la deducibilità è esclusa o limitata: solo nel caso di uso promiscuo casa-ufficio si può applicare la deduzione del 50%, ma serve dimostrare l’effettivo uso professionale. Non basta avere la partita IVA: la fattura deve essere proprio intestata ad essa.

Per le società di capitali (SRL, SPA), il discorso è ancora più rigoroso: il contratto deve essere obbligatoriamente intestato alla società, altrimenti il costo è integralmente indeducibile e considerato un pagamento per conto del socio.

Voltura utenze per cambio sede: procedura e costi

Quando cambi sede dell’attività, devi richiedere la voltura delle utenze (luce, gas, acqua) al nuovo intestatario o al nuovo indirizzo. È una procedura ben diversa dal subentro: la voltura mantiene lo stesso contratto e gli stessi consumi, semplicemente cambiando intestatario o ubicazione.

Procedura per la voltura

  1. Contattare il fornitore attuale (Enel, Eni, ecc.) tramite area clienti, call center o sportello fisico
  2. Comunicare i dati del nuovo titolare: P.IVA, codice fiscale, denominazione, indirizzo
  3. Fornire i dati del POD/PDR: il codice della fornitura presente sulla bolletta
  4. Comunicare la lettura del contatore al momento della voltura
  5. Allegare i documenti richiesti (visura camerale, documento d’identità del legale rappresentante)
  6. Attendere la conferma scritta della voltura (di solito entro 7-10 giorni lavorativi)

Costi della voltura

  • Energia elettrica: contributo fisso ARERA di circa 25-27 € + IVA, più eventuali oneri amministrativi del fornitore
  • Gas naturale: contributo ARERA simile a quello elettrico (circa 30 € + IVA)
  • Acqua: variabile in base al gestore, solitamente 50-80 €
  • Telefonia: spesso gratuita per le voltura business, ma può prevedere un costo di “subentro” se cambia il titolare

Tutte queste spese sono ovviamente deducibili al 100% per il regime ordinario (e l’IVA detraibile), purché documentate da fattura elettronica intestata alla P.IVA.

Detrazione proporzionale per casa-ufficio: come calcolarla correttamente

Se lavori da casa con uso promiscuo, la legge prevede automaticamente una deduzione del 50%, ma in alcuni casi puoi applicare un calcolo proporzionale più favorevole dimostrando l’effettiva ripartizione tra uso professionale e uso privato dell’immobile.

Criteri da considerare

  • Quota di metri quadri: se utilizzi 30 mq su un appartamento di 100 mq esclusivamente per attività, puoi rivendicare il 30% di deduzione (con prudenza, perché supera il 50% solo in casi documentabili)
  • Tempo dedicato: ore giornaliere di utilizzo professionale vs uso privato
  • Consumi misurati: in caso di studio con contatore separato, è possibile dedurre il 100% di quei consumi
  • Documentazione fotografica: foto della stanza adibita a studio (con scrivania, computer, archivio, libreria professionale)
  • Visura catastale: se hai cambiato la categoria di una stanza in A/10 o ufficio, è la prova migliore

Attenzione: la giurisprudenza tributaria è prudente in questi casi. Il 50% forfettario è la regola sicura; per dedurre di più serve documentazione molto solida e, in caso di accertamento, bisogna essere pronti a dimostrare l’uso esclusivo professionale di quegli spazi. Il consiglio è discutere il calcolo con il proprio commercialista prima di applicare percentuali superiori al 50%.

Bonus energia 2026: aiuti per imprese energivore

Tra le agevolazioni più rilevanti per le imprese troviamo gli aiuti per imprese energivore, ovvero quelle realtà produttive che hanno consumi elettrici elevati rispetto al fatturato. Sono regolate dal D.M. 21 dicembre 2017 e successivi decreti, e riconosciute dalla CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali).

Requisiti per essere “energivori”

  • Consumo annuo di energia elettrica superiore a 1 GWh (un milione di kWh)
  • Costo dell’energia superiore al 3% del valore della produzione
  • Settori produttivi specifici (manifatturiero, estrattivo, ecc.) elencati nelle linee guida CE 2014/C 200/01

Vantaggi per le imprese energivore

  • Riduzione degli oneri generali di sistema: sconti dal 25% al 85% in bolletta
  • Crediti d’imposta straordinari: nei periodi di crisi energetica (come 2022-2023), sono stati riconosciuti crediti del 25-45% sulla spesa elettrica
  • Partecipazione al PPA (Power Purchase Agreement) con GSE per acquisto energia rinnovabile a prezzo calmierato

Esiste anche una categoria simile, le imprese gasivore, che usufruiscono di sconti sugli oneri del gas. Per il 2026 il governo ha confermato la struttura di queste agevolazioni, anche se gli importi specifici dipendono dai decreti annuali.

Agevolazioni per piccole imprese sulle utenze

Anche le piccole imprese non energivore hanno qualche strumento di sostegno sulle utenze, anche se meno sistematici rispetto al bonus energivori:

  • Crediti d’imposta straordinari (storicamente attivati nei momenti di crisi energetica): nel biennio 2022-2023 sono stati riconosciuti crediti del 15-30% sulla bolletta elettrica e del gas, anche per le PMI non energivore
  • Bonus efficientamento energetico: detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico negli immobili strumentali (sostituzione caldaia, pompe di calore, isolamento)
  • Tariffe biorarie e fasce: scegliere tariffe in fascia F23 (ore notturne e weekend) può portare a risparmi del 20-30% per chi ha consumi flessibili
  • Bandi regionali: in molte regioni (compreso il Friuli-Venezia Giulia) escono periodicamente bandi per contributi a fondo perduto sull’efficienza energetica

È importante sottolineare che i bonus famiglia (bonus sociale, ISEE) non si applicano alle utenze business: sono pensati esclusivamente per famiglie a basso reddito sulle utenze domestiche. Per le imprese gli strumenti sono diversi (crediti d’imposta, bandi, agevolazioni di settore).

Cosa fare se la fattura elettronica non arriva

Capita talvolta che la fattura elettronica non arrivi sul canale previsto. È un problema da risolvere in fretta perché senza fattura non puoi registrare la spesa e perdi la possibilità di dedurre il costo e detrarre l’IVA. Ecco come procedere:

1. Verifica il codice destinatario comunicato

La causa più comune è un errore nella comunicazione del codice destinatario al fornitore. Verifica:

  • Che il codice di 7 caratteri sia stato comunicato correttamente (attenzione a O e 0, I e 1)
  • Che il fornitore l’abbia effettivamente registrato (richiedi conferma scritta)
  • Che il tuo gestionale o intermediario abbia il codice attivo presso l’Agenzia delle Entrate

2. Contatta il fornitore

Se il codice è corretto ma le fatture non arrivano, contatta direttamente il servizio clienti business del fornitore via:

  • PEC: scrivi una richiesta formale di invio fatture mancanti, allegando l’ultima ricevuta o riferimento di pagamento
  • Area clienti: aprire un ticket dedicato
  • Call center business: numero solitamente disponibile in fattura

3. Verifica nel cassetto fiscale

Anche se la fattura non è arrivata via PEC o codice destinatario, è probabile che sia comunque presente nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate (le fatture B2B passano sempre per il SdI). Accedi a “Fatture e Corrispettivi” con SPID/CIE e cerca le fatture del fornitore. Se ci sono, sei coperto: scaricale, conservale e registrale in contabilità.

4. Verifica il messaggio di scarto

Talvolta la fattura viene scartata dal SdI per errori formali. In questo caso il fornitore dovrebbe ri-emetterla; se non lo fa spontaneamente, sollecitalo. Anche le fatture scartate sono visibili nel cassetto fiscale come “non recapitate”.

Conservazione delle fatture elettroniche delle utenze

Le fatture elettroniche, comprese quelle delle utenze, devono essere conservate digitalmente a norma per 10 anni (Codice Civile art. 2220 e DPR 633/72 per l’IVA). I metodi previsti sono:

  • Servizio gratuito Agenzia delle Entrate: aderendo al servizio “Conservazione” sul portale Fatture e Corrispettivi, l’AdE conserva tutte le fatture per 15 anni
  • Conservatore commerciale: software di fatturazione (Aruba, TeamSystem, Fattura24, ecc.) che includono la conservazione
  • Commercialista: di solito il proprio studio gestisce la conservazione tramite servizi professionali

La conservazione “casalinga” (salvare il file XML su un PC) non è valida: serve un sistema certificato che garantisca integrità, non modificabilità e leggibilità nel tempo (riferimento normativo: D.M. 17 giugno 2014 e regole tecniche AgID).

FAQ – Domande frequenti sulla fattura elettronica delle utenze

Posso intestare la bolletta della luce di casa alla mia P.IVA per dedurla?

Solo se l’abitazione è effettivamente sede dell’attività professionale (uso promiscuo) e tu non hai un altro studio nello stesso comune. In quel caso intesti il contratto alla P.IVA e deduci il 50% del costo + 50% IVA. Se l’immobile è solo abitativo, l’intestazione alla P.IVA è scorretta e potrebbe essere contestata.

Sono in regime forfettario: vale la pena intestare le utenze alla P.IVA?

Da un punto di vista fiscale immediato no, perché in forfettario non puoi dedurre nulla. Tuttavia, è una buona pratica per tracciabilità (in caso di passaggio futuro al regime ordinario o controllo fiscale) e per dimostrare la separazione tra spese personali e d’impresa. La conservazione delle fatture rimane comunque obbligatoria.

Il mio cellulare è intestato come privato ma lo uso solo per lavoro: posso dedurlo al 100%?

No. Il TUIR prevede percentuali forfettarie e tassative: 80% di deduzione e 50% di IVA detraibile per il cellulare aziendale. Anche se dimostri uso esclusivo professionale, le percentuali non aumentano. Per dedurlo serve comunque la fattura elettronica intestata alla P.IVA.

Le fatture elettroniche delle utenze sono valide come prova di spesa per la deduzione?

Sì, sono lo strumento principale. Per essere valida la fattura deve essere: emessa via SdI, intestata alla P.IVA con dati corretti, conservata a norma per 10 anni. La copia di cortesia in PDF da sola non basta: serve il file XML.

Cosa succede se ho perso il file XML di una fattura?

Nessun problema: tutte le fatture transitate dal SdI sono permanentemente disponibili nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Accedi al portale Fatture e Corrispettivi con SPID/CIE e scarica il file. L’AdE conserva i file XML originali per 10-15 anni.

Posso dedurre la TARI dello studio professionale?

Sì, la TARI (Tassa Rifiuti) sullo studio professionale è interamente deducibile come tributo locale. Va inserita tra i costi di gestione dell’immobile strumentale. Anche se non è una “utenza” in senso stretto, segue logiche fiscali simili.

Il canone RAI per il computer dello studio è deducibile?

Il canone RAI speciale per attività professionali (con apparecchio TV) è deducibile al 100% se l’attività è svolta in locale dedicato. Se è in casa-ufficio, vale la regola del 50%. Va richiesta fattura intestata alla P.IVA.

Hai bisogno di aiuto per la gestione delle utenze e la fatturazione elettronica?

La gestione corretta delle fatture elettroniche delle utenze è uno degli aspetti più delicati della contabilità di un libero professionista o di una piccola impresa. Sbagliare l’intestazione, perdere fatture o applicare percentuali di deducibilità errate può costare caro in caso di accertamento fiscale.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste professionisti, partite IVA e piccole imprese del Friuli-Venezia Giulia in tutti gli adempimenti contabili e fiscali, dalla scelta del regime alla conservazione delle fatture, dal calcolo della deducibilità delle utenze alla richiesta dei bonus disponibili.

  • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata sulla tua situazione: ti aiuteremo a verificare le intestazioni dei contratti utenza, ad ottimizzare la deducibilità e a impostare un sistema di conservazione delle fatture a norma di legge.

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Agosto 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-04 08:00:002026-05-24 09:36:35Fattura Elettronica Utenze 2026 (Luce, Gas, Telefono): Detrazioni per Partita IVA
Guide Fatturazione Elettronica

Lettura Fattura Elettronica XML 2026: Come Aprirla, Visualizzarla e Interpretarla

fatturazione elettronica CAF Udine

Hai ricevuto un’email con un file .xml allegato e, aprendolo, ti sei ritrovato davanti una pagina piena di codice illeggibile? Tranquillo, non sei l’unico. La fattura elettronica in formato XML e’ diventata lo standard obbligatorio in Italia dal 2019, ma ancora oggi molte piccole imprese, professionisti e clienti privati non sanno come aprire e leggere correttamente questi file. In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo, passo dopo passo, tutti i metodi gratuiti e ufficiali per visualizzare una fattura elettronica XML, gestire i file firmati digitalmente con estensione .p7m e capire i campi principali del documento.

Indice dei contenuti

  1. Il problema: ho ricevuto un file XML, come lo apro?
  2. Cos’e un file XML e perche le fatture lo usano
  3. Estensione .xml e .xml.p7m: che differenza c’e
  4. Come aprire una fattura XML: le 5 opzioni a tua disposizione
  5. Il formato .p7m: la firma digitale spiegata
  6. Struttura di un XML fattura: i blocchi che la compongono
  7. I campi principali da cercare nel file
  8. Dove trovi e scarichi i file XML delle tue fatture
  9. Cosa fare se non riesci ad aprire il file
  10. Il PDF di cortesia: utile, ma non sostituisce l’XML
  11. Archiviazione personale: cosa conservare e per quanto
  12. Domande frequenti sulla lettura delle fatture XML

Il problema: ho ricevuto un file XML, come lo apro?

La situazione tipica e’ questa: il tuo fornitore ti invia per email una fattura, ma in allegato non c’e’ un comodo PDF, bensi’ un file con estensione .xml (oppure .xml.p7m). Fai doppio clic sull’allegato e il tuo computer ti chiede con quale programma aprirlo; se scegli il browser, vedi una sequenza di righe di codice come <FatturaElettronica>, <CedentePrestatore>, numeri e tag che sembrano scritti in un’altra lingua.

Nessun errore, nessun virus: e’ semplicemente il formato nativo della fattura elettronica obbligatoria. Il file XML e’ il documento fiscalmente valido, mentre la versione “umana” da leggere e stampare deve essere ricavata utilizzando uno strumento di visualizzazione. La buona notizia e’ che esistono metodi gratuiti, ufficiali e sicuri per trasformare quel groviglio di tag in una fattura leggibile in pochi secondi.

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Cos’e un file XML e perche le fatture lo usano

L’acronimo XML sta per eXtensible Markup Language, ovvero “linguaggio di marcatura estensibile”. In parole semplici, e’ un formato di testo strutturato in cui ogni informazione viene racchiusa tra tag (etichette) di apertura e chiusura, ad esempio <Numero>001</Numero>. Questa struttura permette ai computer di leggere e interpretare i dati in modo automatico, indipendentemente dal software o dal sistema operativo utilizzato.

L’Agenzia delle Entrate ha scelto XML come formato obbligatorio per la fattura elettronica perche’ offre tre vantaggi fondamentali:

  • Standardizzazione: tutte le fatture hanno la stessa struttura, definita dal tracciato ufficiale FatturaPA (versione 1.2.2 attualmente in uso nel 2026).
  • Lettura automatica: i gestionali, i programmi di contabilita’ e il Sistema di Interscambio (SDI) possono leggere ed elaborare i dati senza intervento umano.
  • Conservazione digitale: il formato e’ leggero e idoneo alla conservazione sostitutiva a norma di legge per i 10 anni richiesti dal Codice Civile.

Il rovescio della medaglia e’ che, senza un visualizzatore, il file XML non e’ immediatamente leggibile da un essere umano. Ma e’ proprio per risolvere questo problema che l’Agenzia delle Entrate, e molti software gratuiti, mettono a disposizione strumenti di “trasformazione”.

Estensione .xml e .xml.p7m: che differenza c’e

Quando ricevi una fattura elettronica, il file allegato puo’ avere due estensioni diverse, ognuna con caratteristiche specifiche. Riconoscerle al volo ti fa risparmiare tempo e ti aiuta a scegliere lo strumento giusto per aprirla.

  • Estensione .xml: e’ il file fattura “puro”, senza firma digitale apposta. Si apre direttamente con un visualizzatore o con un browser dotato di foglio di stile. E’ tipico delle fatture B2B (business to business) e B2C (business to consumer) inviate tramite SDI.
  • Estensione .xml.p7m: e’ il file fattura firmato digitalmente con tecnologia CAdES. La firma e’ obbligatoria solo in pochi casi (ad esempio fatture verso la Pubblica Amministrazione) ma alcuni emittenti la applicano anche su fatture B2B come ulteriore garanzia di autenticita’.

Il file .p7m, prima di poter essere visualizzato, va “sbustato” (cioe’ va estratto l’XML originale dall’involucro della firma) usando un software di firma digitale. Esistono anche visualizzatori online che gestiscono direttamente il file p7m senza richiedere il passaggio intermedio: ne parliamo nella sezione successiva.

Come aprire una fattura XML: le 5 opzioni a tua disposizione

Non esiste un’unica strada per leggere un file XML di fattura elettronica: la scelta dipende dal contesto in cui ti trovi (sei un’azienda? un privato? un consulente?), dal numero di fatture che gestisci e dalla disponibilita’ di strumenti di autenticazione come SPID o CIE. Vediamo le cinque opzioni principali, partendo dalla piu’ consigliata.

Opzione 1: Visualizzatore Agenzia delle Entrate (la soluzione consigliata)

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un visualizzatore ufficiale gratuito, accessibile senza alcuna registrazione, all’indirizzo: assistenza.agenziaentrate.gov.it/AssistenzaContribuente/visualizzatoreFatture.html. Ti basta caricare il file XML (o il file .p7m: lo gestisce direttamente) e in pochi secondi ottieni una versione “PDF style” ben leggibile, completa di tutti i dati della fattura.

I vantaggi di questa soluzione sono evidenti: e’ gratis, e’ ufficiale (nessun rischio di leggere male i dati), e’ sicura dal punto di vista della privacy perche’ i file caricati non vengono conservati sui server. E’ la soluzione che consigliamo a privati, piccole imprese e a chiunque debba leggere una fattura una tantum.

Opzione 2: Cassetto fiscale Fatture e Corrispettivi

Se sei un’azienda o un libero professionista in possesso di credenziali SPID, CIE o CNS, puoi accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate. Una volta autenticato, vai nella sezione “Consultazione” – “Fatture elettroniche e altri dati IVA”: qui trovi tutte le fatture emesse e ricevute tramite SDI.

Cliccando su qualsiasi fattura, il sistema la apre automaticamente in formato PDF leggibile, senza che tu debba scaricare nulla. E’ la soluzione ideale per chi gestisce un numero medio-alto di fatture e vuole tenere tutto archiviato sul cloud dell’Agenzia delle Entrate (lo Stato conserva le fatture per legge per 12 anni).

Opzione 3: Software di fatturazione elettronica

Se utilizzi un programma di fatturazione come Aruba Fatturazione Elettronica, Fatture in Cloud, TeamSystem, Zucchetti o un gestionale simile, le fatture ricevute vengono automaticamente importate e visualizzate in formato leggibile all’interno del software. Non devi fare nulla: scarichi l’XML dall’SDI e il software lo “renderizza” come una fattura tradizionale.

Questi software sono indicati per partite IVA e aziende che gestiscono un volume costante di fatture. Il costo medio annuo varia tra 30 e 100 euro per le versioni base, con funzionalita’ aggiuntive come la conservazione a norma, la registrazione automatica in contabilita’ e l’invio da app mobile.

Opzione 4: Browser con foglio di stile XSL

Una soluzione tecnica ma gratuita consiste nel scaricare il foglio di stile XSL ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (file FoglioStileAssoSoftware.xsl o fatturaPA_v1.2.2.xsl) e salvarlo nella stessa cartella del file XML. A quel punto, aprendo l’XML con Chrome, Edge o Firefox, il browser applica automaticamente la formattazione e mostra la fattura come se fosse un PDF.

Attenzione pero’: alcuni browser moderni (per ragioni di sicurezza) non caricano piu’ automaticamente i fogli di stile locali. Se incontri questo problema, e’ piu’ pratico ricorrere all’Opzione 1 (visualizzatore AdE).

Opzione 5: Visualizzatori online di terze parti

Esistono diversi siti web che permettono di caricare e leggere file XML di fattura elettronica, ad esempio fatturaonline.com, visualizza-fattura.it o portali come legalmail.it per le PEC. Sono comodi ma vanno usati con cautela: caricare una fattura significa esporre dati sensibili (codice fiscale, partita IVA, indirizzo, importi).

Il nostro consiglio: se l’esigenza e’ occasionale, preferisci sempre il visualizzatore ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (Opzione 1), che offre lo stesso servizio gratuito ma con piena tutela della privacy.

Il formato .p7m: la firma digitale spiegata

Il file .xml.p7m e’ una “busta crittografica” (formato CAdES, ovvero CMS Advanced Electronic Signature) che contiene al suo interno il file XML originale piu’ la firma digitale del mittente e il certificato del firmatario. Lo scopo della firma e’ garantire autenticita’ (chi ha emesso la fattura) e integrita’ (la fattura non e’ stata modificata dopo l’emissione).

Per leggere un file .p7m hai due strade:

  • Software di firma digitale gratuiti: ArubaSign, Dike di InfoCert, FirmaCerta di Namirial, File Protector. Si scaricano dai siti ufficiali, si installano e permettono di “sbustare” il file estraendo l’XML originale.
  • Visualizzatori che gestiscono nativamente il p7m: il visualizzatore dell’Agenzia delle Entrate (Opzione 1) e i software di fatturazione (Opzione 3) accettano direttamente il file .p7m, evitando il passaggio manuale.

Come verificare la validita’ della firma digitale

Se ti serve avere la certezza che la firma sia valida e che il certificato non sia scaduto o revocato, devi usare un software di firma (ad esempio Dike o ArubaSign) che, oltre a sbustare il file, esegue automaticamente la verifica del certificato contro le liste di revoca pubblicate da AgID. Otterrai un esito che indica:

  • Nome, cognome e codice fiscale del firmatario.
  • Validita’ del certificato alla data della firma.
  • Eventuale revoca o sospensione del certificato.
  • Integrita’ del documento (se e’ stato manomesso, la verifica fallisce).

Struttura di un XML fattura: i blocchi che la compongono

Per chi vuole capire come e’ organizzata internamente una fattura elettronica, ecco lo scheletro semplificato del tracciato XML FatturaPA versione 1.2.2, attualmente in vigore:

<FatturaElettronica>
  <FatturaElettronicaHeader>
    <DatiTrasmissione>
      <IdTrasmittente>...</IdTrasmittente>
      <ProgressivoInvio>...</ProgressivoInvio>
      <FormatoTrasmissione>FPR12</FormatoTrasmissione>
      <CodiceDestinatario>...</CodiceDestinatario>
    </DatiTrasmissione>
    <CedentePrestatore>
      <DatiAnagrafici>...</DatiAnagrafici>
      <Sede>...</Sede>
    </CedentePrestatore>
    <CessionarioCommittente>
      <DatiAnagrafici>...</DatiAnagrafici>
      <Sede>...</Sede>
    </CessionarioCommittente>
  </FatturaElettronicaHeader>
  <FatturaElettronicaBody>
    <DatiGenerali>
      <DatiGeneraliDocumento>
        <TipoDocumento>TD01</TipoDocumento>
        <Divisa>EUR</Divisa>
        <Data>2026-07-15</Data>
        <Numero>001/2026</Numero>
        <ImportoTotaleDocumento>1220.00</ImportoTotaleDocumento>
      </DatiGeneraliDocumento>
    </DatiGenerali>
    <DatiBeniServizi>
      <DettaglioLinee>...</DettaglioLinee>
      <DatiRiepilogo>...</DatiRiepilogo>
    </DatiBeniServizi>
    <DatiPagamento>...</DatiPagamento>
  </FatturaElettronicaBody>
</FatturaElettronica>

I due blocchi principali sono Header (intestazione, con i dati di chi emette e di chi riceve) e Body (corpo, con i dettagli del documento, le righe e i pagamenti). Quando apri la fattura nel visualizzatore AdE, ritrovi questi stessi dati ma “tradotti” in italiano comprensibile.

I campi principali da cercare nel file

Quando devi controllare velocemente una fattura ricevuta (per pagarla, registrarla o contestarla), questi sono i campi su cui concentrarti. Li trovi tutti nella vista del visualizzatore AdE oppure, leggendo direttamente l’XML, nei tag corrispondenti.

  • Numero fattura: tag <Numero>. E’ il riferimento univoco assegnato dall’emittente.
  • Data fattura: tag <Data> nel formato AAAA-MM-GG.
  • Importo totale documento: tag <ImportoTotaleDocumento>: la cifra finale che deve essere pagata.
  • Cedente prestatore (chi vende): tag <CedentePrestatore> con denominazione, partita IVA e indirizzo.
  • Cessionario committente (chi compra): tag <CessionarioCommittente>: deve corrispondere ai tuoi dati o a quelli della tua azienda.
  • Aliquota IVA: tag <AliquotaIVA> (es. 22, 10, 5, 4) oppure <Natura> per le operazioni esenti, non imponibili o in reverse charge.
  • Imponibile: tag <ImponibileImporto>, ovvero la base su cui si calcola l’IVA.
  • Imposta di bollo: tag <DatiBollo>, presente nelle fatture esenti IVA superiori a 77,47 euro (importo di 2 euro a carico del cedente).
  • Tipo documento: tag <TipoDocumento> con codici come TD01 (fattura), TD04 (nota di credito), TD05 (nota di debito).

Dove trovi e scarichi i file XML delle tue fatture

I file XML di fattura non arrivano sempre per email: dipende da come l’emittente ha configurato il flusso. Ecco i quattro canali principali da cui puoi recuperarli.

  • Cassetto fiscale “Fatture e Corrispettivi”: questa e’ la fonte ufficiale. Tutte le fatture transitate dallo SDI (sia emesse che ricevute) sono disponibili per il download in formato XML originale.
  • Software di fatturazione elettronica: se utilizzi Aruba, Fatture in Cloud, TeamSystem o simili, le fatture sono nella sezione “Ricevute” o “Documenti” e possono essere esportate in XML.
  • PEC (posta elettronica certificata): se hai indicato un indirizzo PEC come canale di ricezione, il file XML arriva come allegato alla mail di posta certificata. Spesso il file e’ in formato .p7m perche’ la PEC firma automaticamente l’allegato.
  • Email tradizionale dal fornitore: alcuni fornitori, oltre all’invio via SDI, mandano una copia di cortesia per email con il file XML allegato. E’ una prassi commerciale, non un obbligo.

Il consiglio: scarica e archivia sempre l’XML dal cassetto fiscale, perche’ e’ la fonte ufficiale e ti garantisce di avere il file fiscalmente valido e identico a quello transitato dall’SDI.

Cosa fare se non riesci ad aprire il file

A volte, anche seguendo le istruzioni, il file non si apre o mostra errori (file corrotto, formato non riconosciuto, certificato scaduto). Prima di andare nel panico, prova questi tre passaggi diagnostici in sequenza.

  1. Verifica l’estensione del file: assicurati che sia esattamente .xml oppure .xml.p7m. Se il file e’ stato salvato come .txt o .zip per errore, rinominalo correttamente.
  2. Carica il file nel visualizzatore AdE (Opzione 1): se il visualizzatore ufficiale non riesce ad aprirlo, e’ un forte segnale che il file e’ corrotto, manomesso o non e’ un vero XML FatturaPA.
  3. Contatta direttamente il fornitore: chiedi una nuova copia o richiedi il PDF di cortesia per consultazione veloce. L’XML originale dovrai comunque recuperarlo dal cassetto fiscale.

Se il problema riguarda un file scaricato dalla PEC, ricordati che il messaggio PEC e’ a sua volta un file .eml con allegati: alcuni client di posta nascondono gli allegati interni e potresti dover usare un programma come WinRAR o 7-Zip per estrarre manualmente l’XML.

Il PDF di cortesia: utile, ma non sostituisce l’XML

Molti emittenti, oltre alla fattura XML inviata tramite SDI, allegano alle loro email un PDF di cortesia. Si tratta di una versione visualizzabile della fattura, identica nei contenuti all’XML, pensata per chi non ha dimestichezza con i formati elettronici. E’ molto comoda per consultare velocemente l’importo e la scadenza, ma attenzione: il PDF di cortesia non ha alcun valore fiscale.

L’unico documento legalmente valido e’ il file XML transitato dal Sistema di Interscambio. Se devi conservare la fattura per controlli fiscali, detrazioni o contenziosi, dovrai sempre fare riferimento all’XML originale e non al PDF. Considera il PDF come un “duplicato di cortesia” da tenere a portata di mano per consultazione, ma non come sostituto dell’originale.

Archiviazione personale: cosa conservare e per quanto

La buona notizia per i contribuenti che aderiscono al servizio gratuito di conservazione dell’Agenzia delle Entrate (oltre 5 milioni di utenti) e’ che lo Stato si occupa di conservare le fatture per 12 anni a norma di legge. Non serve salvare nulla in locale per essere a posto con il fisco.

Detto questo, dal punto di vista operativo e personale, e’ una buona abitudine creare un piccolo archivio digitale strutturato cosi’:

  • Una cartella “Fatture XML” con i file originali, organizzati per anno e mese (es. 2026/07/Fattura_001_FornitoreX.xml).
  • Una cartella “Fatture PDF” con i PDF di cortesia o quelli generati dal visualizzatore AdE: utili per consultazione veloce, controllo dei pagamenti e archivio personale.
  • Backup periodico su cloud sicuro (Google Drive, OneDrive, NAS personale): un crash del PC non deve compromettere anni di documenti.

Il termine di legge per la conservazione delle fatture e’ 10 anni dalla data di emissione (articolo 2220 del Codice Civile). L’Agenzia delle Entrate puo’ richiederle per controlli e verifiche fino a 5 anni dopo l’anno di presentazione della dichiarazione (8 anni in caso di omessa dichiarazione).

Domande frequenti sulla lettura delle fatture XML

Posso aprire una fattura XML con Word o Excel?

Tecnicamente Word ed Excel possono aprire un file XML, ma il risultato sara’ una visualizzazione “grezza” del codice o una tabella con tutti i tag. Non vedrai la fattura in formato leggibile come faresti con il visualizzatore dell’Agenzia delle Entrate. Per una lettura corretta usa l’Opzione 1 (visualizzatore AdE).

E’ sicuro caricare la fattura sui visualizzatori online?

Il visualizzatore dell’Agenzia delle Entrate e’ completamente sicuro: non conserva i file caricati e tratta i dati nel rispetto del GDPR. I visualizzatori di terze parti possono essere altrettanto sicuri, ma vanno valutati caso per caso, leggendo l’informativa privacy. In caso di dubbi, usa sempre il visualizzatore ufficiale.

Cosa significa il codice TD01 nella fattura?

TD01 e’ il codice del tipo documento “Fattura”. Altri codici comuni sono TD04 (Nota di credito), TD05 (Nota di debito), TD06 (Parcella professionale), TD24 (Fattura differita) e TD17/18/19 (autofatture per integrazione reverse charge o operazioni con l’estero).

Posso modificare un file XML di fattura?

No, una volta che la fattura e’ transitata dal Sistema di Interscambio (SDI) non puo’ essere modificata. Per correggerla bisogna emettere una nota di credito (TD04) che annulla la fattura sbagliata, e poi una nuova fattura corretta. Modificare manualmente il file XML, oltre a essere fiscalmente irregolare, invaliderebbe la firma digitale (se presente).

Quanto costa il visualizzatore di fatture dell’Agenzia delle Entrate?

Il visualizzatore ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e’ completamente gratuito e non richiede registrazione. Si accede direttamente dal sito assistenza.agenziaentrate.gov.it nella sezione “Visualizzatore Fatture” e si carica il file XML o p7m.

Cosa devo fare se la fattura ricevuta contiene errori?

Se la fattura presenta errori (importi sbagliati, intestatario errato, partita IVA non valida) non rifiutarla nello SDI (l’opzione di rifiuto vale solo per le fatture verso la PA). Contatta il fornitore e chiedi l’emissione di una nota di credito a storno e di una nuova fattura corretta. Conserva sempre la documentazione (email, comunicazioni) come prova della contestazione.


La gestione corretta delle fatture elettroniche XML e’ fondamentale per la tua attivita’ e per evitare problemi in caso di controlli fiscali. Se hai dubbi, vuoi una verifica della tua contabilita’ o ti serve assistenza nella conservazione digitale a norma, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione: contattaci per una consulenza personalizzata.

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Luglio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-29 14:00:002026-05-24 09:36:37Lettura Fattura Elettronica XML 2026: Come Aprirla, Visualizzarla e Interpretarla
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