CAF, CALCOLO E CONTROLLO BUSTE PAGHEBusta Paga 2026: Gli Aumenti Definitivi e le Nuove TabelleIl 2026 porta una serie di aumenti salariali definitivi per milioni di lavoratori italiani. Dopo mesi di trattative sindacali e rinnovi contrattuali, sono state pubblicate le nuove tabelle retributive per i principali settori: commercio, metalmeccanici, pubblico impiego, sanità e scuola.In questo articolo analizziamo nel dettaglio tutti gli aumenti in busta paga per il 2026, con tabelle comparative, importi lordi e netti, decorrenze e modalità di verifica. I dati provengono da fonti ufficiali: CCNL depositati, circolari INPS e comunicazioni sindacali. Commercio e Terziario: Le Nuove Tabelle 2026 Il CCNL Commercio firmato da Confcommercio ha previsto aumenti scaglionati fino al 2027, con una tranche importante nel 2026. Questi aumenti interessano commessi, addetti vendita, cassieri, magazzinieri e tutte le figure del terziario-distribuzione-servizi.Tabella aumenti commercio 2026 (importi lordi mensili)LivelloDescrizioneAumento lordo 2026Stipendio base 20261° livelloAddetto alle vendite, cassiere+85 euro1.740 euro2° livelloCommesso specializzato, vetrinista+90 euro1.820 euro3° livelloCapo reparto, responsabile cassa+100 euro1.950 euro4° livelloVice direttore di negozio+110 euro2.150 euroQuadriDirettori di punto vendita+125 euro2.450 euroFonte: CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi (Confcommercio) – Accordo integrativo gennaio 2026.Nota importante: Gli aumenti indicati sono lordi e comprendono la tranche UNA TANTUM erogata a febbraio 2026 (una tantum di circa 200 euro lordi per il 2025) più l’incremento permanente della retribuzione base.Aumento netto in busta paga (stima)Considerando le trattenute fiscali e previdenziali medie (aliquota IRPEF del 23-27% per i redditi medi del commercio), l’aumento netto mensile per un commesso di 1° livello è stimabile in:Aumento lordo: 85 euro/meseTrattenute INPS (9,19%): -7,80 euroIRPEF (23%): -19,55 euroAumento netto stimato: circa 57-60 euro/meseMetalmeccanici: Aumenti a Regime dal 2026 Il settore dei metalmeccanici (operai e impiegati dell’industria meccanica, auto, elettronica) ha visto il rinnovo del CCNL nel 2024, con aumenti progressivi che nel 2026 arrivano a regime.Tabella aumenti metalmeccanici 2026LivelloQualificaAumento cumulativo 2024-2026Di cui nel 20265° livelloOperaio comune+200 euro+100 euro6° livelloOperaio qualificato+210 euro+105 euro7° livelloOperaio specializzato+230 euro+115 euroImpiegatiLivello 3-4+250 euro+125 euroQuadriResponsabili tecnici+300 euro+150 euroFonte: Accordo Federmeccanica-Confapi-FIM-FIOM-UILM, depositato presso CNEL a novembre 2024.Il CCNL prevede anche un Elemento Perequativo Territoriale (EPT) variabile per zona geografica, che può aggiungere ulteriori 20-40 euro mensili nelle aree ad alto costo della vita (Milano, Roma, Bologna).Pubblico Impiego: Rinnovo Contratto Statali 2026 Il pubblico impiego (dipendenti statali, enti locali, ministeri) ha ottenuto il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2022-2024 con effetti economici che si estendono al 2026. Gli aumenti riguardano circa 3,2 milioni di lavoratori pubblici.Tabella aumenti pubblico impiego 2026Area/FasciaQualificaAumento medio mensile lordoArea OperatoriUscieri, custodi, ausiliari+130 euroArea AssistentiAmministrativi, tecnici base+155 euroArea FunzionariDiplomati con responsabilità+175 euroArea EP (Elevata Professionalità)Laureati con funzioni specialistiche+200 euroFonte: ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) – Circolare n. 2/2026.Oltre agli aumenti base, il contratto prevede:Indennità di vacanza contrattuale: arretrati per il periodo 2022-2024, erogati in rate mensili da gennaio a giugno 2026Una tantum: bonus una tantum di circa 500-800 euro (erogato a marzo 2026)Welfare aziendale: incremento del budget per servizi (asili, trasporti, formazione)Sanità: Aumenti per Infermieri e OSS 2026 Il comparto sanità pubblica (infermieri, OSS, tecnici sanitari, amministrativi ASL/ospedali) ha ottenuto un rinnovo contrattuale importante, con aumenti superiori alla media per riconoscere l’impegno durante l’emergenza sanitaria.Tabella aumenti sanità 2026CategoriaQualificaAumento mensile lordo 2026Categoria AOSS (Operatori Socio-Sanitari)+165 euroCategoria BInfermieri, ostetriche+190 euroCategoria CTecnici sanitari (radiologi, lab.)+180 euroCategoria DCoordinatori, dirigenti tecnici+210 euroFonte: CCNL Comparto Sanità Pubblica – Accordo ARAN gennaio 2026.Novità importanti per la sanità:Indennità di specificità infermieristica: ulteriori 80 euro/mese per gli infermieri con specializzazioni (area critica, pediatria, psichiatria)Riduzione orario notturno: passa da 38 a 36 ore settimanali per i turni H24Straordinari pagati entro 60 giorni: obbligo di liquidazione rapidaScuola: Stipendi Docenti e ATA 2026 Il personale della scuola pubblica (docenti, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, DSGA) ha visto il rinnovo del CCNL Scuola 2022-2024, con aumenti che proseguono nel 2026.Tabella aumenti scuola 2026RuoloAnzianitàAumento mensile lordo 2026Collaboratore scolastico0-8 anni+120 euroAssistente amministrativo0-8 anni+135 euroDocente scuola infanzia/primaria0-8 anni+145 euroDocente scuola secondaria I grado0-8 anni+150 euroDocente scuola secondaria II grado0-8 anni+160 euroDSGA (Direttore Amministrativo)–+190 euroNota: Gli aumenti crescono progressivamente con l’anzianità. Un docente con oltre 20 anni di servizio può arrivare a +200 euro/mese.Fonte: MIUR – Circolare prot. n. 487 del 5 febbraio 2026.Novità contrattuali 2026 per la scuola:Carta docente aumentata: da 500 a 600 euro annuiBonus merito abolito: le risorse confluite nell’aumento baseProgressione stipendiale accelerata: scatti ogni 3 anni invece che 5 (per i primi 15 anni)Tempistiche e Decorrenze per SettoreGli aumenti hanno decorrenze diverse a seconda del settore e dell’accordo contrattuale. Ecco quando i lavoratori vedranno effettivamente gli aumenti in busta paga:SettoreDecorrenza aumenti 2026ArretratiCommercioGennaio 2026 (già in busta febbraio)Sì, da gennaio 2025MetalmeccaniciGennaio 2026No (già erogati in precedenza)Pubblico ImpiegoGennaio 2026 (arretrati da marzo)Sì, 2022-2024SanitàFebbraio 2026Sì, 2023-2024ScuolaGennaio 2026 (settembre per docenti)Sì, da settembre 2022Importante: Gli arretrati per il pubblico impiego e la sanità verranno erogati in rate mensili da febbraio a giugno 2026, per evitare impatti fiscali eccessivi (il cumulo degli arretrati in un’unica soluzione farebbe salire l’aliquota IRPEF).Come Verificare il Proprio Aumento in Busta Paga Per controllare se l’aumento è stato correttamente applicato nella vostra busta paga, seguite questi passaggi:1. Confronta la retribuzione baseNella sezione “Competenze fisse” della busta paga, cercate la voce:Retribuzione base o Minimo contrattualeConfrontatela con la retribuzione di dicembre 2025La differenza deve corrispondere all’aumento previsto per il vostro livello2. Verifica la voce “Aumenti contrattuali”Alcuni datori inseriscono l’aumento come voce separata:“Aumento CCNL 2026”“Incremento contrattuale gennaio 2026”“Adeguamento retributivo”Questa voce potrebbe essere temporanea (i primi mesi) e poi confluire nella retribuzione base.3. Controlla gli arretratiSe avete diritto ad arretrati (pubblico impiego, sanità), verificate la presenza di:“Arretrati contrattuali” o “Vacanza contrattuale”L’importo lordo totale degli arretrati dovutiIl numero di rate in cui vengono erogati4. Verifica il nettoRicordate che l’aumento lordo viene ridotto da:Contributi INPS: circa 9-10% per dipendenti privati, variabile per pubblico impiegoIRPEF: dipende dal vostro scaglione di reddito (23%, 27%, 38%, 41%, 43%)Addizionali regionali e comunaliEsempio pratico:Aumento lordo: 100 euroContributi INPS (9,19%): -9,19 euroIRPEF (27% per reddito medio): -27 euroAumento netto stimato: circa 64 euro💡 Hai dubbi sugli aumenti o sulla tua busta paga?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per verificare la correttezza della tua busta paga e degli aumenti applicati.📱 Contattaci su WhatsAppCAF Centro Fiscale UdineViale Giuseppe Tullio 13, scala B | Tel: 0432 1638640📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sugli Aumenti Busta Paga 2026Gli aumenti sono automatici?Sì, gli aumenti previsti dai CCNL sono automatici e obbligatori per tutti i datori di lavoro che applicano quel contratto. Non serve fare richiesta: il datore deve applicarli d’ufficio. Se non vengono applicati, potete contestarlo e chiedere gli arretrati.Gli aumenti valgono anche per i part-time?Sì, gli aumenti si applicano proporzionalmente anche ai contratti part-time. Se lavorate 20 ore su 40, l’aumento sarà il 50% di quello previsto per i full-time.Se ho un contratto aziendale, ho diritto agli aumenti?Dipende. Se il contratto aziendale (di secondo livello) prevede retribuzioni superiori al CCNL nazionale, gli aumenti potrebbero essere già inclusi o assorbiti. Verificate con l’ufficio HR o il sindacato aziendale.Gli aumenti sono tassati di più?Gli aumenti permanenti seguono la tassazione ordinaria (stessa aliquota IRPEF del vostro stipendio). Gli arretrati potrebbero far salire l’aliquota se cumulati in un’unica soluzione, per questo vengono spesso erogati in rate mensili.Posso chiedere gli arretrati se il datore non ha applicato l’aumento?Sì, avete diritto agli arretrati dalla data di decorrenza dell’aumento prevista dal CCNL. Potete rivolgervi al sindacato o all’Ispettorato del Lavoro per far valere i vostri diritti. Non ci sono termini di prescrizione per i primi 5 anni.Gli aumenti si applicano anche ai contratti a tempo determinato?Sì, i contratti a tempo determinato (CDD) seguono lo stesso CCNL dei contratti a tempo indeterminato, quindi hanno diritto agli stessi aumenti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.ARTICOLI CORRELATIFebbraio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-25 06:42:002026-05-31 09:41:45Busta Paga 2026: Gli Aumenti Definitivi e le Nuove Tabelle
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CAF, COLF E BADANTIBusta Paga Badante 2026: Come Leggerla e Cosa ControllareIndice dei Contenuti Struttura della busta paga badanteSezione dati anagraficiVoci della retribuzioneContributi INPS e ritenuteCompetenze e trattenuteRatei: tredicesima, ferie e TFRDal lordo al netto: calcolo praticoErrori comuni da evitareServizio buste paga CAFDomande frequentiStruttura della Busta Paga Badante: Le 4 Sezioni Principali La busta paga della badante (o cedolino) e il documento che riassume la retribuzione mensile e deve essere consegnato ogni mese al lavoratore. Capire come leggerla e fondamentale per verificare la correttezza dei pagamenti.Una busta paga standard si compone di 4 sezioni principali:SezioneContenuto1. IntestazioneDati anagrafici datore e lavoratore, periodo di riferimento2. Corpo centraleVoci retributive, ore lavorate, competenze3. TrattenuteContributi INPS carico lavoratore, anticipi4. RiepiloghiRatei maturati, TFR, ferie residue, netto a pagareSezione Dati Anagrafici: Cosa Verificare La parte superiore della busta paga contiene i dati identificativi. Ecco cosa controllare:Dati del datore di lavoroNome e cognome del datore (o dei datori se coniugi)Codice fiscale del datoreIndirizzo del luogo di lavoroDati del lavoratoreNome e cognome della badanteCodice fiscaleData di assunzioneLivello contrattuale (es. BS, CS, DS)Qualifica (badante, colf, baby sitter)Periodo di riferimentoMese e anno a cui si riferisce il cedolinoGiorni lavorati nel periodoAttenzione: Verificate sempre che il livello contrattuale sia corretto. Un livello errato comporta una paga base sbagliata e contributi calcolati in modo scorretto.Voci della Retribuzione: Come Leggerle Il corpo centrale della busta paga elenca tutte le voci che compongono lo stipendio. Ecco le principali per il lavoro domestico:Tabella voci retributive 2026VoceDescrizioneEsempioPaga baseRetribuzione minima secondo CCNL e livello1.031,51 euro (CS)Scatti anzianita4% ogni 2 anni, max 7 scatti41,26 euro (1 scatto)SuperminimoImporto aggiuntivo concordato100,00 euroIndennita vittoSolo se non fornito in natura (conviventi)126,60 euro/meseIndennita alloggioSolo se non fornito in natura (conviventi)57,90 euro/meseStraordinariOre oltre l’orario contrattualeVariabileLivelli contrattuali e paga base 2026I livelli piu comuni per le badanti sono:LivelloDescrizionePaga minima mensileBSAssistenza a persona autosufficiente916,23 euroCSAssistenza a persona non autosufficiente1.031,51 euroDSAssistenza a persona non autosufficiente con formazione1.204,94 euroContributi INPS e Ritenute: Chi Paga Cosa I contributi previdenziali per il lavoro domestico sono suddivisi tra datore di lavoro e lavoratore.Ripartizione contributi 2026Contributi totali: circa 1,50-2,00 euro/ora (dipende dalla paga)A carico datore: circa 75% del totaleA carico lavoratore: circa 25% del totale (trattenuto in busta paga)Tabella contributi orari 2026 (senza CAS)Retribuzione orariaContributo totaleCarico datoreCarico lavoratoreFino a 8,99 euro1,66 euro1,24 euro0,42 euroDa 8,99 a 10,95 euro1,88 euro1,40 euro0,48 euroOltre 10,95 euro2,29 euro1,71 euro0,58 euroNota: Per i conviventi a tempo pieno esiste una contribuzione fissa (CAS).Dove trovare i contributi in busta pagaNella sezione trattenute troverete:Contributi INPS c/dipendente – la quota trattenuta dallo stipendioIRPEF – NON si applica ai lavoratori domestici (il datore non e sostituto d’imposta)Importante: Il datore di lavoro domestico non trattiene l’IRPEF. Sara la badante a dichiarare i redditi e pagare le tasse in sede di dichiarazione dei redditi, se dovute.Competenze e Trattenute: Il Saldo FinaleLa parte finale della busta paga riassume il calcolo dal lordo al netto.Competenze (voci positive)Retribuzione baseScatti anzianitaSuperminimoIndennita vitto/alloggio (se dovute)StraordinariIndennita varieTrattenute (voci negative)Contributi INPS carico dipendenteAnticipi gia erogatiEventuali assenze non retribuiteSchema di calcoloTOTALE COMPETENZE (A)………….. 1.200,00– Contributi INPS……………… -72,00– Anticipi……………………. 0,00——————————–NETTO A PAGARE……………….. 1.128,00Ratei: Tredicesima, Ferie e TFR Una sezione importante della busta paga riguarda i ratei maturati, cioe le quote di competenze che si accumulano mese per mese.Come si calcolano i ratei mensiliVoceCalcolo mensileEsempio (paga 1.200 euro)TredicesimaRetribuzione / 12100,00 euro/meseFerie26 giorni / 12 mesi2,17 giorni/meseTFRRetribuzione annua / 13,588,89 euro/meseDove trovare i ratei in busta pagaI ratei sono solitamente indicati in una sezione separata con:Maturato nel mese – quanto si accumula questo meseMaturato nell’anno – totale accumulato da gennaioResiduo – quanto resta da godere (per ferie)Consiglio: Controllate sempre che il TFR maturato venga accantonato correttamente. Alla fine del rapporto avrete diritto all’intero importo accumulato.Dal Lordo al Netto: Esempio Pratico CompletoVediamo un esempio concreto di busta paga per una badante convivente livello CS.Esempio: Badante convivente CS – Gennaio 2026COMPETENZEPaga base (CS convivente)1.031,51 euroSuperminimo168,49 euroTOTALE LORDO MENSILE1.200,00 euroTRATTENUTEContributi INPS c/dipendente (convivente CAS)-28,00 euroTOTALE TRATTENUTE-28,00 euroRIEPILOGOTotale competenze1.200,00 euroTotale trattenute-28,00 euroNETTO A PAGARE1.172,00 euroRATEI MATURATITredicesima maturata100,00 euroTFR maturato88,89 euroFerie maturate2,17 giorniErrori Comuni da Evitare nella Busta Paga Ecco gli errori piu frequenti che riscontriamo nelle buste paga fai-da-te:1. Livello contrattuale erratoErrore: Classificare come BS (autosufficiente) una badante che assiste persona non autosufficiente.Conseguenza: Paga inferiore al dovuto, contributi sbagliati, possibili vertenze.2. Mancato calcolo scatti anzianitaErrore: Non aggiornare la paga dopo 2 anni di servizio.Conseguenza: Ogni scatto (4% della paga) non riconosciuto e un debito verso il lavoratore.3. Indennita vitto/alloggio dimenticateErrore: Per i conviventi che non usufruiscono in natura (es. durante le ferie), dimenticare di erogare l’indennita.Conseguenza: Retribuzione incompleta durante le ferie.4. TFR non accantonato correttamenteErrore: Non calcolare il TFR includendo tutte le voci (tredicesima, vitto/alloggio).Conseguenza: Liquidazione finale inferiore al dovuto.5. Contributi calcolati maleErrore: Usare le fasce contributive sbagliate o non aggiornate.Conseguenza: Problemi con INPS, contributi da integrare o rimborsare.Servizio Buste Paga per Lavoratori DomesticiGestire correttamente le buste paga richiede aggiornamento costante su normativa e tabelle contributive. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio professionale dedicato.Cosa include il servizioServizioCostoElaborazione busta paga mensileCalcolo retribuzione, contributi, ratei, TFR25 euro/meseConsulenza assunzioneContratto, inquadramento, comunicazioni obbligatorie50 euroGestione cessazioneCalcolo spettanze finali, dichiarazione INPS50 euroBuste Paga Sempre Corrette e PuntualiAffidati a professionisti per la gestione della tua badanteRichiedi InformazioniTelefono: 0432 504892 | Email: info@centrofiscale.com📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Busta Paga Badante Ogni quanto devo consegnare la busta paga alla badante?La busta paga deve essere consegnata ogni mese, insieme al pagamento dello stipendio. E un obbligo di legge e serve anche alla badante per la dichiarazione dei redditi.La badante paga le tasse sullo stipendio?Il datore domestico non trattiene l’IRPEF. La badante deve presentare la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi) e pagare le tasse se dovute, considerando le detrazioni spettanti.Come calcolo i contributi INPS da trattenere?I contributi si calcolano sulla retribuzione oraria effettiva. Per i conviventi a tempo pieno esiste una contribuzione fissa (CAS). La quota a carico del lavoratore va trattenuta in busta paga.Posso fare le buste paga da solo?Tecnicamente si, ma e sconsigliato. Gli errori sono frequenti e possono costare caro: contributi errati, vertenze del lavoratore, sanzioni INPS. Il costo di un servizio professionale (25 euro/mese) e molto inferiore ai rischi.Cosa sono gli scatti di anzianita?Sono aumenti automatici della paga base pari al 4%, maturati ogni 2 anni di servizio presso lo stesso datore. Si possono accumulare fino a 7 scatti (14 anni di servizio).Devo indicare anche il vitto e alloggio in busta paga?Per i conviventi, il valore convenzionale di vitto e alloggio deve essere indicato per il corretto calcolo dei contributi e del TFR. Se forniti in natura, non vengono erogati in denaro ma vanno comunque conteggiati.Approfondimenti CorrelatiCosto Badante Convivente 2026: Tabelle CompleteCome Assumere una Badante: Guida Passo PassoLicenziamento Badante: Procedura e PreavvisoTFR Badante: Come Calcolare la LiquidazioneFerie Badante: Calcolo e RetribuzioneDetrazione Badante nel 730: Guida 2026Contributi INPS Lavoratori Domestici 2026Febbraio 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-24 09:00:002026-05-31 14:10:35Busta Paga Badante 2026: Come Leggerla e Cosa Controllare
CAFRequisiti pensione: come si applicano gli aumenti 2027-2028 e i lavori esentatiDal 2027 tornano gli aumenti dei requisiti pensionistici legati all’adeguamento alla speranza di vita. Dopo anni di blocco, la Legge di Bilancio 2026 ha stabilito un incremento graduale: +1 mese dal 1 gennaio 2027 e +3 mesi complessivi dal 1 gennaio 2028. Tuttavia, non tutti i lavoratori sono interessati da questi aumenti: chi svolge lavori gravosi o usuranti rimane escluso dall’adeguamento. In questa guida completa analizziamo nel dettaglio i nuovi requisiti, le categorie esentate, le scadenze per le domande e le procedure INPS da seguire. Indice dei contenutiCome funziona l’adeguamento alla speranza di vitaI nuovi requisiti dal 1 gennaio 2027I nuovi requisiti dal 1 gennaio 2028Tabella riepilogativa requisiti 2026-2028Lavori gravosi: le 15 categorie esentateLavori usuranti: requisiti e quota 97,6Quota 41 per lavoratori precociPensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesiScadenze per le domande: 1 maggio 2026Procedura INPS e documentazioneEsempi pratici di calcoloCome il CAF Centro Fiscale puo aiutartiCome funziona l’adeguamento alla speranza di vita L’adeguamento alla speranza di vita e un meccanismo introdotto dalla riforma Fornero (Legge n. 214/2011) che collega automaticamente i requisiti anagrafici e contributivi per la pensione all’evoluzione della speranza di vita certificata dall’ISTAT. In sostanza, se la popolazione italiana vive mediamente piu a lungo, anche l’eta per andare in pensione si alza proporzionalmente.Il meccanismo prevede una revisione biennale dei requisiti, basata sui dati demografici piu recenti. Fino al 2026, questo adeguamento era stato sostanzialmente bloccato o applicato in misura ridotta per effetto di vari interventi legislativi. Dal 2027, tuttavia, il meccanismo riparte a pieno regime.Il Decreto MEF del 19 dicembre 2025, emanato di concerto con il Ministero del Lavoro, ha certificato un incremento della speranza di vita pari a 3 mesi per il biennio 2027-2028. La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025, art. 1, comma 185) ha poi modulato questo incremento in due fasi:+1 mese a partire dal 1 gennaio 2027+2 mesi ulteriori (per un totale di +3 mesi) dal 1 gennaio 2028L’INPS ha recepito queste disposizioni con il Messaggio n. 558 del 17 febbraio 2026, aggiornando le procedure informatiche (sistema Unicarpe) per il calcolo dei nuovi requisiti pensionistici.I nuovi requisiti dal 1 gennaio 2027 Dal 1 gennaio 2027 entrano in vigore i primi aumenti dei requisiti pensionistici. Ecco nel dettaglio cosa cambia per ciascuna tipologia di pensione:Pensione di vecchiaia ordinariaIl requisito anagrafico passa da 67 anni a 67 anni e 1 mese, mantenendo il requisito contributivo minimo di 20 anni. Questo significa che chi compie 67 anni nel corso del 2027 dovra attendere un mese aggiuntivo prima di poter accedere alla pensione di vecchiaia.Pensione anticipata ordinariaIl requisito contributivo aumenta di un mese:Uomini: da 42 anni e 10 mesi a 42 anni e 11 mesiDonne: da 41 anni e 10 mesi a 41 anni e 11 mesiPensione anticipata contributivaPer chi rientra interamente nel sistema contributivo (primo contributo versato dopo il 1995), i requisiti diventano:Eta: 64 anni e 1 mese (invece di 64 anni)Contributi effettivi: 20 anni e 1 mese (invece di 20 anni)Pensione di vecchiaia contributivaLa soglia anagrafica per chi ha solo contributi versati nel sistema contributivo passa da 71 anni a 71 anni e 1 mese, con almeno 5 anni di contributi effettivi.Pensione anticipata lavoratori precociPer i lavoratori precoci tutelati (che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni e rientrano in specifiche categorie di tutela), il requisito contributivo passa da 41 anni a 41 anni e 1 mese.I nuovi requisiti dal 1 gennaio 2028 Dal 1 gennaio 2028 l’adeguamento raggiunge la sua misura completa di 3 mesi rispetto ai requisiti del 2026. Vediamo i nuovi parametri:Pensione di vecchiaia ordinariaIl requisito anagrafico sale a 67 anni e 3 mesi con almeno 20 anni di contributi.Pensione anticipata ordinariaUomini: 43 anni e 1 mese di contributiDonne: 42 anni e 1 mese di contributiPensione anticipata contributivaEta: 64 anni e 3 mesiContributi effettivi: 20 anni e 3 mesiPensione di vecchiaia contributivaLa soglia sale a 71 anni e 3 mesi con almeno 5 anni di contributi effettivi.Pensione anticipata lavoratori precociIl requisito contributivo diventa 41 anni e 3 mesi.Tabella riepilogativa requisiti 2026-2028 Per avere un quadro chiaro e immediato delle variazioni, ecco una tabella riepilogativa dei requisiti pensionistici anno per anno:Tipologia di pensione202620272028Vecchiaia ordinaria67 anni + 20 anni contrib.67 anni e 1 mese + 20 anni67 anni e 3 mesi + 20 anniAnticipata uomini42 anni e 10 mesi42 anni e 11 mesi43 anni e 1 meseAnticipata donne41 anni e 10 mesi41 anni e 11 mesi42 anni e 1 meseAnticipata contributiva64 anni + 20 anni effettivi64 anni e 1 mese + 20 anni e 1 mese64 anni e 3 mesi + 20 anni e 3 mesiVecchiaia contributiva71 anni + 5 anni effettivi71 anni e 1 mese + 5 anni71 anni e 3 mesi + 5 anniPrecoci (Quota 41)41 anni41 anni e 1 mese41 anni e 3 mesiLavori gravosi/usuranti66 anni e 7 mesi + 30 anni66 anni e 7 mesi + 30 anni66 anni e 7 mesi + 30 anniNota: Per i lavori gravosi e usuranti i requisiti restano invariati, essendo esclusi dall’adeguamento alla speranza di vita.Lavori gravosi: le 15 categorie esentate La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’esenzione dall’adeguamento alla speranza di vita per i lavoratori che svolgono attivita gravose. Questa dispensa riguarda le 15 categorie professionali originariamente individuate dalla Legge n. 205/2017 e successivamente riordinate nel DM 5 febbraio 2018.Attenzione: l’esenzione si applica solo ai lavoratori che hanno maturato almeno 30 anni di contribuzione e che, al momento del pensionamento, non risultano beneficiari dell’APE Sociale.Elenco completo delle 15 categorie di lavori gravosiOperai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edificiConduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioniConciatori di pelli e di pellicceConduttori di convogli ferroviari e personale viaggianteConduttori di mezzi pesanti e camionPersonale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro notturnoAddetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienzaInsegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nidoFacchini, addetti allo spostamento merci e assimilatiPersonale non qualificato addetto ai servizi di puliziaOperatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiutiOperai dell’agricoltura, della zootecnia e della pescaPescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mareLavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperatureMarittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti mariniPer beneficiare dell’esenzione, il lavoratore deve aver svolto una di queste attivita per almeno 7 anni negli ultimi 10 precedenti il pensionamento, oppure per almeno 6 anni negli ultimi 7.Lavori usuranti: requisiti e quota 97,6I lavori usuranti sono disciplinati dal D.Lgs. 67/2011 e godono di un regime pensionistico ancora piu favorevole rispetto ai lavori gravosi. Questi lavoratori sono completamente esclusi dall’adeguamento alla speranza di vita dal 2019 e tale esclusione e confermata anche per il biennio 2027-2028.Mansioni considerate usurantiRientrano nella categoria dei lavori usuranti:Lavori in miniere o in sotterranei con carattere di prevalenza e continuitaLavori nelle cave di materiale di pietra ornamentaleLavori nelle gallerieLavori in cassoni ad aria compressaAttivita dei palombariLavori ad alte temperatureLavorazione del vetro cavoLavori in spazi ristrettiAttivita di asportazione amiantoLavoro notturno (almeno 64 notti all’anno o per periodi piu lunghi)Lavoro a turni (turnisti notturni)Conduzione di veicoli pesanti adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivoLavoro alla “linea catena” (catene di montaggio)Sistema delle quoteI lavoratori usuranti accedono alla pensione anticipata attraverso il sistema delle quote, che somma eta anagrafica e anzianita contributiva:Lavoratori dipendenti: Quota 97,6 (eta minima 61 anni e 7 mesi + almeno 35 anni di contributi)Lavoratori autonomi: Quota 98,6 (eta minima 62 anni e 7 mesi + almeno 35 anni di contributi)Esempio pratico: Un lavoratore dipendente con 36 anni di contributi puo andare in pensione a 61 anni e 7 mesi (61,7 + 36 = 97,7, superiore a quota 97,6).Requisito di svolgimento dell’attivitaPer accedere al beneficio, il lavoratore deve dimostrare di aver svolto l’attivita usurante per almeno 7 anni negli ultimi 10 di lavoro, oppure per almeno meta della vita lavorativa complessiva.Quota 41 per lavoratori precoci La Quota 41 e una misura di pensione anticipata riservata ai lavoratori precoci, cioe coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni di eta e hanno versato almeno 12 mesi di contributi effettivi prima del compimento del 19esimo anno.Categorie tutelateOltre al requisito del lavoro precoce, per accedere alla Quota 41 e necessario rientrare in una delle seguenti categorie:Disoccupati che hanno terminato di percepire la NASPICaregiver che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap graveInvalidi civili con grado di invalidita pari o superiore al 74%Lavoratori gravosi (le 15 categorie sopra elencate)Lavoratori usuranti (mansioni di cui al D.Lgs. 67/2011)Adeguamento alla speranza di vitaLa Legge di Bilancio 2026 ha incluso anche i lavoratori precoci tra le categorie esentate dall’adeguamento, a condizione che svolgano lavori gravosi o usuranti. In questo caso, il requisito contributivo resta a 41 anni anche nel 2027 e 2028.Per i precoci che rientrano nelle altre categorie tutelate (disoccupati, caregiver, invalidi), invece, l’adeguamento si applica: il requisito passa a 41 anni e 1 mese nel 2027 e a 41 anni e 3 mesi nel 2028.Pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesiUn importante beneficio per i lavoratori che svolgono attivita gravose o usuranti e la possibilita di accedere alla pensione di vecchiaia anticipata rispetto ai requisiti ordinari.RequisitiEta anagrafica: 66 anni e 7 mesi (invece di 67 anni)Anzianita contributiva: almeno 30 anniSvolgimento attivita gravosa/usurante: per almeno 7 anni negli ultimi 10, o 6 anni negli ultimi 7Nessun adeguamentoQuesto requisito di 66 anni e 7 mesi non subisce gli scatti per adeguamento alla speranza di vita previsti per il 2027 e 2028. I lavoratori gravosi e usuranti potranno quindi continuare ad andare in pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi anche nel 2027 e nel 2028.Scadenze per le domande: 1 maggio 2026 Per chi intende accedere ai benefici pensionistici per lavori usuranti nel 2027, e fondamentale rispettare la scadenza del 1 maggio 2026 per la presentazione della domanda.Scadenza ordinariaEntro il 1 maggio dell’anno precedente a quello in cui si maturano i requisiti, gli interessati devono presentare domanda alla sede INPS competente. Quindi:Entro 1 maggio 2026: per chi matura i requisiti nel 2027Entro 1 maggio 2027: per chi matura i requisiti nel 2028Conseguenze del ritardoLa presentazione tardiva della domanda comporta il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico:Ritardo fino a 1 mese: differimento di 1 meseRitardo da 1 a 3 mesi: differimento di 2 mesiRitardo oltre 3 mesi: differimento di 3 mesiEsempio: Se presenti la domanda il 15 giugno 2026 (1 mese e mezzo di ritardo), la pensione decorrera con 2 mesi di ritardo rispetto alla data teorica di maturazione.Procedura INPS e documentazioneLa procedura per richiedere i benefici pensionistici per lavori usuranti richiede una documentazione specifica e il rispetto di precise formalita.Documentazione necessariaLa domanda deve essere accompagnata da:Modulo AP45: modello di domanda specifico per lavori usurantiDocumentazione attestante l’attivita usurante: come specificato nella Tabella A del DM 20 settembre 2017Dichiarazioni del datore di lavoro: attestanti i periodi di svolgimento dell’attivitaDocumentazione contributiva: estratto conto certificativo INPSModalita di presentazioneLa domanda puo essere presentata:Online: attraverso il portale INPS con SPID, CIE o CNSTramite patronato: con assistenza gratuita nella compilazioneTramite CAF: con supporto nella raccolta della documentazioneEsempi pratici di calcolo Per comprendere meglio l’impatto delle nuove regole, vediamo alcuni esempi pratici di lavoratori in diverse situazioni.Esempio 1: Lavoratore ordinario – pensione di vecchiaiaMario, impiegato del settore privato, compie 67 anni il 15 marzo 2027 e ha 25 anni di contributi.Requisiti 2027: 67 anni e 1 mese + 20 anni contributiQuando potra andare in pensione: Dal 15 aprile 2027 (un mese dopo il compimento dei 67 anni)Se avesse compiuto 67 anni nel 2026: Sarebbe andato in pensione subito al compimento dell’etaEsempio 2: Operaio edile – lavoro gravosoGiuseppe, operaio edile da 32 anni, compie 66 anni e 7 mesi il 20 maggio 2027.Categoria: Rientra tra i lavori gravosi (operaio edilizia)Requisiti: 66 anni e 7 mesi + 30 anni contributi (nessun adeguamento)Quando potra andare in pensione: Dal 20 maggio 2027, senza attendere ulteriori mesiRisparmio: 5 mesi rispetto alla pensione di vecchiaia ordinariaEsempio 3: Autista di bus – lavoro usuranteFranco, autista di autobus di linea da 36 anni, ha 62 anni nel 2027.Categoria: Conduzione veicoli pesanti trasporto pubblico (lavoro usurante)Calcolo quota: 62 anni + 36 contributi = Quota 98Requisito Quota 97,6: RaggiuntoQuando potra andare in pensione: Subito, con la prima finestra utileEsempio 4: Lavoratore precoce con lavoro gravosoAnna, infermiera ospedaliera con turni notturni, ha iniziato a lavorare a 17 anni. Nel 2027 avra 41 anni di contributi.Requisito Quota 41: 41 anni (nessun adeguamento perche lavoro gravoso)Quando potra andare in pensione: Nel 2027 con 41 anni di contributi, senza attendere i 3 mesi aggiuntivi📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Come il CAF Centro Fiscale puo aiutartiOrientarsi tra i requisiti pensionistici, le categorie esentate e le scadenze non e semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:Verifica dei requisiti: Analizziamo la tua situazione contributiva e determiniamo quando potrai andare in pensioneClassificazione lavoro gravoso/usurante: Verifichiamo se la tua attivita rientra nelle categorie esentatePreparazione documentazione: Ti aiutiamo a raccogliere tutta la documentazione necessaria per la domandaPresentazione domanda INPS: Compiliamo e inviamo la domanda rispettando le scadenzeMonitoraggio pratica: Seguiamo l’iter della tua domanda fino all’erogazione della pensioneNon rischiare di perdere mesi di pensione per errori procedurali o ritardi nella presentazione della domanda.ContattaciPrenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale:Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTelefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comI nostri operatori sono a tua disposizione per una consulenza personalizzata sulla tua situazione pensionistica.Fonti normative:Messaggio INPS n. 558 del 17 febbraio 2026Decreto MEF 19 dicembre 2025Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi 180-190D.Lgs. 67/2011 – Lavori usurantiLegge n. 234/2021, Allegato 3 – Lavori gravosiDM 5 febbraio 2018 – Elenco attivita gravoseDM 20 settembre 2017 – Documentazione lavori usurantiFebbraio 24, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-24 08:35:332026-05-31 14:03:10Requisiti pensione: come si applicano gli aumenti 2027-2028 e i lavori esentati
CAFGuide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’EsenzioneIl regime IVA delle guide turistiche è uno degli aspetti più delicati nella gestione fiscale di questa professione. Molti operatori del settore si chiedono quando applicare l’esenzione IVA e quando invece fatturare con IVA ordinaria.La normativa distingue tra guida turistica (che beneficia dell’esenzione) e accompagnatore turistico (soggetto a IVA). Inoltre, chi sceglie il regime forfettario ha regole specifiche da rispettare.In questa guida vediamo come funziona il regime IVA per le guide turistiche, quali prestazioni sono esenti, e come gestire correttamente la fatturazione elettronica.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Indice dei contenutiGuida Turistica: Esenzione IVA Art. 10Accompagnatore Turistico: IVA OrdinariaRegime Forfettario per Guide TuristicheFatturazione Elettronica e ObblighiGuida Turistica: Esenzione IVA Art. 10 Le guide turistiche abilitate che svolgono prestazioni di accompagnamento e illustrazione a visitatori e turisti beneficiano dell’esenzione IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 22 del DPR 633/72.L’esenzione si applica a condizione che la guida:Sia regolarmente abilitata dalla Regione o Provincia AutonomaSvolga attività di accompagnamento e illustrazione di opere d’arte, musei, gallerie, scavi archeologici, siti di interesse storico-culturaleOperi in regime ordinario IVA (non forfettario)In questi casi, la fattura emessa dalla guida turistica riporterà la dicitura “Operazione esente IVA art. 10 DPR 633/72” senza applicazione dell’imposta.Attenzione: L’esenzione NON si applica se la guida opera in regime forfettario, che prevede regole fiscali diverse.Accompagnatore Turistico: IVA Ordinaria L’accompagnatore turistico (o tour leader) NON beneficia dell’esenzione IVA. Le sue prestazioni sono soggette a IVA ordinaria al 22%.La differenza fondamentale:FiguraAttivitàRegime IVAGuida turisticaIllustrazione opere d’arte, musei, siti culturaliEsente IVA (art. 10)Accompagnatore turisticoAssistenza gruppi in viaggio, logisticaIVA 22%Se un operatore svolge entrambe le attività, deve distinguere le fatture: esenti IVA per le prestazioni da guida, con IVA per quelle da accompagnatore.Regime Forfettario per Guide Turistiche Le guide turistiche possono aderire al regime forfettario se rispettano i requisiti previsti (ricavi annui sotto 85.000 euro, no altri redditi di lavoro dipendente oltre 30.000 euro, ecc.).Codice ATECO: 79.90.20 – Attività delle guide e degli accompagnatori turisticiNel regime forfettario:NO esenzione IVA: le fatture NON riportano IVA (né esente né ordinaria)Imposta sostitutiva 15% (o 5% per i primi 5 anni se nuova attività)Coefficiente di redditività 67% per il codice ATECO 79.90.20NO detrazioni IVA sugli acquistiFatturazione elettronica obbligatoria dal 2024In fattura, la guida in regime forfettario deve indicare: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 – Regime forfettario”.Convenienza: Il forfettario è vantaggioso se la guida ha costi deducibili limitati e fattura principalmente a privati o agenzie che non recuperano IVA.Fatturazione Elettronica e Obblighi Dal 1° gennaio 2024, anche i contribuenti in regime forfettario (incluse le guide turistiche) sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (SDI).Obblighi principali:Fattura elettronica XML per tutte le prestazioni B2B e B2C sopra sogliaConservazione digitale obbligatoria per 10 anniInvio corrispettivi se si emettono scontrini/ricevute (raro per guide)Codice destinatario o PEC del cliente (B2B)Le guide possono utilizzare:Software gratuito Agenzia Entrate (fatture e corrispettivi)Gestionale commerciale con modulo fatturazione elettronicaServizio del CAF/commercialistaSanzioni: L’omessa fatturazione elettronica comporta sanzioni dal 90% al 180% dell’IVA (se dovuta) o da 250 a 2.000 euro in caso di forfettario.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Conclusione Il regime IVA delle guide turistiche presenta diverse sfaccettature: dall’esenzione per le guide abilitate in regime ordinario, all’IVA ordinaria per gli accompagnatori, fino al regime forfettario che esclude del tutto l’IVA.La scelta del regime fiscale più conveniente dipende da volume d’affari, tipologia di clienti (privati vs agenzie) e costi sostenuti.Per una consulenza personalizzata sul tuo caso specifico, rivolgiti a un commercialista o CAF specializzato.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sul Regime IVA Guide TuristicheLa guida turistica deve applicare IVA in fattura?Dipende dal regime fiscale. Se la guida opera in regime ordinario IVA, le sue prestazioni di illustrazione culturale sono esenti IVA (art. 10 DPR 633/72). Se opera in regime forfettario, non applica IVA ma indica il regime agevolato in fattura.Qual e la differenza tra guida turistica e accompagnatore turistico ai fini IVA?La guida turistica (che illustra opere d arte e siti culturali) beneficia dell esenzione IVA. L accompagnatore turistico (che assiste i gruppi in viaggio) applica IVA ordinaria al 22% perche non rientra nell esenzione culturale.Una guida in regime forfettario puo applicare l esenzione IVA?No. Il regime forfettario esclude sia l applicazione dell IVA ordinaria sia l esenzione IVA. La guida emette fattura senza IVA, indicando il riferimento normativo al regime forfettario (Legge 190/2014).Quale codice ATECO devono usare le guide turistiche?Il codice ATECO corretto e 79.90.20 – Attivita delle guide e degli accompagnatori turistici. Per il regime forfettario, questo codice ha un coefficiente di redditivita del 67%.ARTICOLI CORRELATI GESTIONE PARTITA IVA LIPE 2026: Guida Completa a Scadenze, Istruzioni e Sanzioni IVA La LIPE 2026 rappresenta uno degli adempimenti fiscali più importanti per tutti i soggetti passivi IVA in Italia. 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CAF, COMUNICAZIONE ENEABonus Tende da Sole 2026: Detrazione 50% con Enea (Anche Senza Ristrutturazione)Le tende da sole non sono solo un elemento estetico per la casa: rappresentano un investimento in efficienza energetica che può essere incentivato dallo Stato. Nel 2026 è ancora possibile beneficiare del bonus tende da sole, una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute per l’installazione di schermature solari.La buona notizia è che questo incentivo è accessibile anche senza effettuare una ristrutturazione, purché si rispettino determinati requisiti tecnici e procedurali. In questa guida completa analizziamo nel dettaglio come funziona il bonus tende da sole 2026, quali sono i requisiti richiesti dall’Enea, la procedura per ottenere la detrazione e i documenti necessari.Scoprirai che con la giusta pianificazione è possibile recuperare metà della spesa sostenuta attraverso il modello 730 o Redditi, riducendo i consumi energetici e migliorando il comfort abitativo.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Indice dei contenutiCos’è il Bonus Tende da Sole 2026Detrazione Fiscale 50%: Come FunzionaSi Può Ottenere Senza Ristrutturazione?Requisiti Tecnici delle Schermature SolariProcedura Completa: Acquisto, Installazione, EneaDocumenti Necessari per la DetrazioneScadenze e Tempistiche 2026Esempi Pratici di Calcolo della DetrazioneDomande Frequenti sul Bonus Tende da SoleCos’è il Bonus Tende da Sole 2026 Il bonus tende da sole 2026 rientra tra le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica degli edifici, comunemente note come Ecobonus. Si tratta di un’agevolazione che consente di recuperare il 50% della spesa sostenuta per l’acquisto e l’installazione di schermature solari, ripartita in 10 rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.A differenza di altri bonus edilizi, il bonus tende da sole non richiede necessariamente lavori di ristrutturazione: è sufficiente installare schermature solari che rispettino specifici requisiti tecnici e comunicare l’intervento all’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) entro 90 giorni dalla fine dei lavori.La misura è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) che ha prorogato l’Ecobonus fino al 31 dicembre 2026, introducendo però alcune novità sulle aliquote di detrazione in base alla tipologia di immobile.Detrazione Fiscale 50%: Come Funziona Il bonus tende da sole 2026 prevede due aliquote di detrazione differenziate in base alla destinazione dell’immobile:Tipologia ImmobileAliquota DetrazioneDetrazione MassimaAbitazione principale50%30.000 euroAltri immobili (seconde case, immobili locati)36%21.600 euroIl limite massimo di spesa è fissato a 60.000 euro per unità immobiliare. Questo significa che installando tende da sole sulla prima casa per un importo di 10.000 euro, si potranno recuperare 5.000 euro in 10 anni (500 euro all’anno di riduzione IRPEF).Novità 2026: limiti redditualiLa Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un tetto massimo alle detrazioni fiscali basato sul reddito complessivo del contribuente:Reddito fino a 75.000 euro: nessuna limitazione, detrazione pienaReddito superiore a 75.000 euro: limite alle detrazioni calcolato con un coefficiente basato sul numero di figli a caricoPer la maggior parte dei contribuenti italiani, quindi, il bonus tende da sole 2026 resta accessibile senza particolari vincoli reddituali.Si Può Ottenere Senza Ristrutturazione? Sì, il bonus tende da sole 2026 si può ottenere anche senza effettuare lavori di ristrutturazione. Questa è una delle caratteristiche più vantaggiose di questa agevolazione.A differenza del bonus ristrutturazione che richiede interventi edilizi più complessi, il bonus tende da sole rientra nell’Ecobonus per schermature solari e può essere richiesto semplicemente installando tende conformi ai requisiti tecnici su finestre e superfici vetrate esistenti.Non è necessario:Presentare una CILA o SCIA al ComuneEffettuare interventi strutturaliModificare le aperture esistentiSostituire gli infissiÈ invece obbligatorio:Installare schermature solari certificateRispettare i requisiti tecnici Enea (valore Gtot, orientamento, ecc.)Pagare con bonifico parlanteComunicare l’intervento all’Enea entro 90 giorniRequisiti Tecnici delle Schermature Solari Per accedere al bonus tende da sole 2026, le schermature solari devono rispettare specifici requisiti tecnici definiti dall’Enea. Ecco i principali:Caratteristiche obbligatorieLa tenda deve essere:Dinamica: apribile e chiudibile in base alle condizioni climatiche (non sono ammesse schermature fisse)Solidalmente applicata: installata in modo stabile all’edificioProtettiva di superfici vetrate: deve essere posta a protezione di finestre, portefinestre o altre superfici trasparenti già esistentiParametro GtotIl valore Gtot (fattore di trasmissione solare totale) deve essere inferiore o uguale a 0,35. Questo parametro indica la percentuale di energia solare che attraversa l’insieme vetro + schermatura. Un Gtot ≤ 0,35 significa che almeno il 65% dell’energia solare viene schermata.Corrisponde alla classe energetica 2 o superiore secondo la norma tecnica di riferimento.Orientamento ammessoSono detraibili le tende installate su superfici vetrate esposte:EstSud-EstSudSud-OvestOvestL’esposizione Nord è generalmente esclusa dal bonus, poiché l’irraggiamento solare diretto è minimo. Fanno eccezione le tapparelle oscuranti che possono essere detratte anche su esposizione nord.Tipologie ammesseRientrano nel bonus le seguenti schermature solari:Tende da sole esterne (a bracci, a caduta, a cappottina)Tende a rulloVeneziane esterneFrangisole orientabiliPergole bioclimatiche con lamelle orientabiliTapparelle e persiane (se dinamiche)Norme tecniche di riferimentoLe schermature devono essere conformi alle norme:UNI EN 13561: per tende esterneUNI EN 13665: per chiusure oscurantiIl prodotto deve avere la marcatura CE e la scheda tecnica deve riportare il valore Gtot certificato.Procedura Completa: Acquisto, Installazione, Enea Ecco i passaggi da seguire per ottenere correttamente il bonus tende da sole 2026:1. Scelta del prodottoVerificare che la tenda scelta:Abbia valore Gtot ≤ 0,35Sia conforme alle norme UNI EN 13561 o 13665Possieda marcatura CESia installabile sull’esposizione corretta (no Nord)2. Acquisto e installazioneProcedere all’acquisto e all’installazione professionale. Conservare le fatture che devono riportare chiaramente la tipologia di intervento.3. Pagamento con bonifico parlanteIl pagamento deve essere effettuato esclusivamente tramite bonifico bancario o postale “parlante” per risparmio energetico, indicando:Causale: “Riqualificazione energetica ai sensi dell’art. 1, commi 344-347, Legge 296/2006”Codice fiscale del beneficiario della detrazionePartita IVA o codice fiscale del fornitoreAttenzione: i pagamenti in contanti, con carta di credito o assegno non danno diritto alla detrazione.4. Comunicazione EneaEntro 90 giorni dalla data di fine lavori è obbligatorio trasmettere la comunicazione all’Enea attraverso il portale bonusfiscali.enea.it.I dati da inserire sono:Superficie schermata (mq)Orientamento della facciataTipologia di tessuto/materialeValore Gtot della schermaturaImporto della spesa sostenutaAl termine della procedura viene rilasciato un codice CPID che certifica l’avvenuta comunicazione.Documenti Necessari per la DetrazionePer usufruire del bonus tende da sole 2026 nella dichiarazione dei redditi, è necessario conservare i seguenti documenti:DocumentoDescrizioneFattureCon indicazione dettagliata della tipologia di interventoRicevute bonifico parlanteBonifico per risparmio energetico con causale correttaScheda tecnica prodottoCon valore Gtot, marcatura CE, conformità norme UNIDichiarazione del fornitoreAttestante conformità normativa e caratteristiche tecnicheRicevuta Enea (CPID)Codice identificativo della pratica trasmessaVisura catastalePer identificare l’immobile oggetto dell’interventoÈ consigliabile conservare la documentazione per almeno 15 anni, considerando i 10 anni di fruizione della detrazione più i termini di accertamento fiscale.Scadenze e Tempistiche 2026 Per il bonus tende da sole 2026 le date da ricordare sono:31 dicembre 2026: scadenza per effettuare i lavori e i relativi pagamentiEntro 90 giorni dalla fine lavori: trasmissione comunicazione EneaDichiarazione redditi 2027 (per redditi 2026): prima rata della detrazioneSe i lavori vengono conclusi e pagati nel 2026, la detrazione sarà fruibile a partire dalla dichiarazione dei redditi 2027 (modello 730/2027 o Redditi PF 2027).Esempi Pratici di Calcolo della DetrazioneVediamo alcuni esempi concreti per capire quanto si può risparmiare con il bonus tende da sole 2026:Esempio 1: Abitazione principaleSituazione: Installazione di 4 tende da sole esterne su appartamento (prima casa) per una spesa totale di 8.000 euro.Calcolo:Aliquota: 50% (prima casa)Detrazione totale: 8.000 x 50% = 4.000 euroDetrazione annuale: 4.000 / 10 = 400 euro/annoIl contribuente recupera 400 euro all’anno per 10 anni, riducendo l’IRPEF dovuta nella dichiarazione dei redditi.Esempio 2: Seconda casaSituazione: Installazione di pergola bioclimatica su villetta al mare (seconda casa) per una spesa di 15.000 euro.Calcolo:Aliquota: 36% (non prima casa)Detrazione totale: 15.000 x 36% = 5.400 euroDetrazione annuale: 5.400 / 10 = 540 euro/annoEsempio 3: Spesa al limite massimoSituazione: Installazione completa di schermature solari su villa (prima casa) per 70.000 euro.Calcolo:Limite massimo di spesa: 60.000 euro (i 10.000 euro eccedenti non sono detraibili)Detrazione totale: 60.000 x 50% = 30.000 euroDetrazione annuale: 30.000 / 10 = 3.000 euro/annoAssistenza per la Pratica Enea e la Dichiarazione Se hai dubbi sulla procedura o vuoi essere sicuro di compilare correttamente la comunicazione Enea e la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti.I nostri operatori ti aiuteranno a:Verificare i requisiti tecnici delle schermatureCompilare la comunicazione EneaInserire correttamente la detrazione nel modello 730Conservare la documentazione necessariaContatti CAF Centro Fiscale Udine:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comSede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Bonus Tende da SoleConclusione Il bonus tende da sole 2026 rappresenta un’ottima opportunità per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, riducendo i consumi per il raffrescamento estivo e recuperando fino al 50% della spesa sostenuta.La possibilità di accedere all’agevolazione anche senza effettuare lavori di ristrutturazione rende questo bonus particolarmente accessibile. L’importante è rispettare i requisiti tecnici (Gtot ≤ 0,35, esposizione corretta, norme UNI), pagare con bonifico parlante e non dimenticare la comunicazione Enea entro 90 giorni.Per qualsiasi dubbio sulla procedura o per assistenza nella compilazione della dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione.Fonti: Agenzia delle Entrate, Enea – Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica, Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024)Febbraio 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:39:212026-05-31 10:13:33Bonus Tende da Sole 2026: Detrazione 50% con Enea (Anche Senza Ristrutturazione)
CAFCodice del Terzo Settore: Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Iscrizione al RUNTS Indice dei contenutiCos’è il RUNTS e perché è obbligatorioRegole per l’iscrizione al RUNTSRequisiti fiscali per gli ETSConseguenze della mancata iscrizioneCome adeguarsi: i passi da seguireL’Agenzia delle Entrate ha pubblicato importanti chiarimenti sul Codice del Terzo Settore, fornendo indicazioni operative per l’iscrizione al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) e sui requisiti fiscali che le organizzazioni devono rispettare. Le novità riguardano associazioni, fondazioni, cooperative sociali e tutti gli enti del terzo settore (ETS) che vogliono accedere alle agevolazioni fiscali previste dalla normativa.I nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate risolvono molti dubbi interpretativi emersi negli ultimi mesi, soprattutto in merito ai criteri di iscrizione, alla natura non commerciale delle attività e alle conseguenze fiscali della mancata registrazione.Cos’è il RUNTS e perché è obbligatorio Il RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) è il registro pubblico in cui devono iscriversi tutti gli enti del terzo settore per essere riconosciuti come tali e accedere alle agevolazioni previste dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017).L’iscrizione al RUNTS è obbligatoria per:Organizzazioni di volontariato (ODV)Associazioni di promozione sociale (APS)Enti filantropiciImprese sociali (incluse cooperative sociali)Reti associativeSocietà di mutuo soccorsoAssociazioni riconosciute e non riconosciute che svolgono attività di interesse generaleSenza l’iscrizione al RUNTS, un’associazione non può beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dal Codice del Terzo Settore, come:Esenzione IRES per attività istituzionaliDetrazioni fiscali per donazioniAgevolazioni IMU e TARIAccesso a contributi pubblici e bandi riservati agli ETSRegole per l’iscrizione al RUNTS: i chiarimenti dell’Agenzia L’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni punti critici per l’iscrizione al RUNTS:Requisiti per l’iscrizionePer iscriversi al RUNTS, un ente deve:Svolgere attività di interesse generale (elencate nell’art. 5 del D.Lgs. 117/2017)Avere natura privata (non può essere ente pubblico)Essere senza scopo di lucro (utili non distribuibili)Rispettare i requisiti statutari previsti dal Codice (organi, governance, democraticità)Essere costituito con atto pubblico o scrittura privata autenticata (per enti riconosciuti)Documentazione necessariaPer l’iscrizione al RUNTS serve:Statuto conforme al Codice del Terzo SettoreAtto costitutivoElenco degli amministratori e rappresentanti legaliDichiarazione assenza cause ostative (condanne penali, conflitti di interesse)Bilancio o rendiconto dell’ultimo esercizio (se già in attività)TempisticheL’Agenzia ha chiarito che:L’iscrizione deve avvenire entro 60 giorni dalla costituzione dell’entePer enti già esistenti al 3 agosto 2017, c’è stato un periodo transitorio (ormai scaduto)La mancata iscrizione comporta la perdita delle agevolazioni fiscali e l’impossibilità di accedere a contributi pubbliciRequisiti fiscali per gli ETS: le novità I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate si concentrano anche sui requisiti fiscali che gli enti del terzo settore devono rispettare:Attività istituzionali vs commercialiUn punto critico riguarda la distinzione tra attività istituzionali (esenti IRES) e attività commerciali (imponibili).L’Agenzia ha chiarito che:Le attività di interesse generale (art. 5 D.Lgs. 117/2017) sono sempre istituzionali se svolte verso associati o beneficiariLe attività diverse (es. vendita gadget, organizzazione eventi a pagamento) sono commerciali e tassabiliGli enti del terzo settore commerciali (es. cooperative sociali) hanno un regime fiscale specificoAgevolazioni fiscali per donazioniGli ETS iscritti al RUNTS possono ricevere donazioni deducibili/detraibili:Detrazione 30% per donazioni fino a 30.000 euro (persone fisiche)Deduzione integrale dal reddito d’impresa (aziende)Esenzione imposta donazioni per lasciti testamentari a favore di ETSObblighi contabili e dichiarativiL’Agenzia ha confermato gli obblighi di:Tenuta registri contabili (libro giornale, inventari)Redazione bilancio (annuale, secondo schemi ministeriali)Presentazione Modello EAS (all’iscrizione e ad ogni variazione)Dichiarazione dei redditi (Modello REDDITI ENC o Modello REDDITI SC)Conseguenze della mancata iscrizione L’Agenzia delle Entrate ha specificato le conseguenze fiscali della mancata iscrizione al RUNTS:Perdita delle agevolazioni fiscali (IRES, IMU, TARI)Tassazione ordinaria di tutti i proventi (anche quelli istituzionali)Impossibilità di ricevere donazioni deducibili/detraibiliEsclusione da bandi pubblici e contributi riservati agli ETSSanzioni amministrative per mancato adempimento (da 1.000 a 10.000 euro)Inoltre, l’Agenzia ha chiarito che:Gli enti già iscritti in registri precedenti (es. registro regionale ODV/APS) devono comunque trasmigrare al RUNTS per mantenere le agevolazioniLe associazioni non riconosciute possono iscriversi al RUNTS senza necessità di riconoscimento della personalità giuridicaLe associazioni sportive dilettantistiche (ASD/SSD) hanno un regime fiscale separato e non devono iscriversi al RUNTS (salvo che svolgano anche attività ETS)Come adeguarsi: i passi da seguire Per adeguarsi ai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, le associazioni e organizzazioni devono:1. Verificare lo statutoControllare che lo statuto contenga:Indicazione delle attività di interesse generale svolteAssenza scopo di lucro e divieto di distribuzione utiliClausole su trasparenza, democraticità, governanceDevoluzione patrimonio in caso di scioglimentoSe lo statuto non è conforme, è necessario modificarlo con delibera assembleare.2. Presentare domanda di iscrizioneLa domanda si presenta online sul portale del RUNTS, allegando:Statuto e atto costitutivoDocumenti degli amministratoriBilancio/rendiconto ultimo esercizio3. Aggiornare la contabilitàAdottare un sistema contabile conforme al Codice del Terzo Settore:Registri cronologici entrate/usciteInventario beniBilancio secondo schemi ministeriali4. Presentare Modello EASEntro 60 giorni dall’iscrizione al RUNTS, presentare il Modello EAS (Enti Associativi) all’Agenzia delle Entrate, comunicando:Dati identificativi dell’enteNatura e attività svolteCodici ATECO delle attività commerciali5. Pianificare gli adempimenti annualiPredisporre un calendario fiscale con scadenze per:Approvazione bilancio (entro 6 mesi dalla chiusura esercizio)Dichiarazione dei redditi (se dovuta)Aggiornamenti RUNTS (variazioni statutarie, cariche sociali)📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione fiscale e amministrativa di Associazioni Sportive Dilettantistiche. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Codice del Terzo SettoreTutte le associazioni devono iscriversi al RUNTS?No. L’iscrizione al RUNTS è obbligatoria solo per le associazioni che vogliono essere riconosciute come Enti del Terzo Settore (ETS) e accedere alle relative agevolazioni fiscali. Le associazioni sportive dilettantistiche (ASD/SSD) seguono un regime separato. Le associazioni che svolgono solo attività ricreative senza interesse generale possono rimanere fuori dal RUNTS.Quanto costa iscriversi al RUNTS?L’iscrizione al RUNTS è gratuita. Non ci sono tasse o diritti da pagare per la registrazione. Tuttavia, potrebbero esserci costi per l’adeguamento dello statuto (se serve notaio o commercialista) e per la tenuta della contabilità secondo gli schemi del Codice del Terzo Settore.Cosa succede se non mi iscrivo al RUNTS?Senza iscrizione al RUNTS, l’associazione perde tutte le agevolazioni fiscali previste dal Codice del Terzo Settore: esenzione IRES per attività istituzionali, detrazioni per donazioni, agevolazioni IMU e TARI. Inoltre, non può accedere a contributi pubblici riservati agli ETS e rischia sanzioni amministrative da 1.000 a 10.000 euro.Posso iscrivermi al RUNTS se la mia associazione non è riconosciuta?Sì. Le associazioni non riconosciute possono iscriversi al RUNTS senza dover prima ottenere la personalità giuridica. Basta che lo statuto sia conforme al Codice del Terzo Settore e che l’associazione svolga attività di interesse generale previste dall’art. 5 del D.Lgs. 117/2017.Il CAF può aiutarmi con l’iscrizione al RUNTS?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste associazioni e organizzazioni non profit per: verifica conformità statuto, assistenza compilazione domanda RUNTS, tenuta contabilità enti del terzo settore, presentazione Modello EAS e dichiarazioni dei redditi. Contattaci per una consulenza personalizzata.I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul Codice del Terzo Settore offrono maggiore certezza alle associazioni e organizzazioni che vogliono iscriversi al RUNTS. È fondamentale adeguare lo statuto, presentare la domanda di iscrizione e rispettare gli obblighi fiscali e contabili per mantenere le agevolazioni.Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistere enti del terzo settore, associazioni e cooperative sociali nell’adeguamento normativo e nella gestione degli adempimenti fiscali. Contattaci per una consulenza dedicata.Articoli CorrelatiCAF Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026 Se sei una guida turistica abilitata o stai pensando di intraprendere questa professione, una delle domande più frequenti riguarda il regime IVA applicabile. 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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Ristrutturazioni 2026: Quando Si Perde per Vendita, Usufrutto e Successione Indice dei contenutiVendita dell’Immobile: Il Bonus Si Trasferisce all’AcquirenteCessione dell’Usufrutto: Il Bonus Rimane al Nudo ProprietarioSuccessione Ereditaria: Il Bonus Si Trasferisce agli ErediQuando Si Perde Definitivamente il Bonus RistrutturazioniCasi Particolari: Donazione e PermutaIl bonus ristrutturazioni 2026 permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per lavori edilizi sulla prima casa, recuperando l’agevolazione in 10 anni tramite la dichiarazione dei redditi. Ma cosa succede se l’immobile viene venduto prima di aver goduto di tutte le rate di detrazione? E in caso di cessione dell’usufrutto o successione ereditaria?La normativa fiscale prevede regole precise che determinano quando il diritto alla detrazione si perde definitivamente e quando invece si trasferisce agli eredi o agli acquirenti. In questa notizia, il CAF Centro Fiscale di Udine chiarisce tutti i casi in cui si rischia di perdere il bonus ristrutturazioni 2026.Vendita dell’Immobile: Il Bonus Si Trasferisce all’Acquirente In caso di vendita dell’immobile oggetto di ristrutturazione, la regola generale prevista dall’Agenzia delle Entrate è che le rate residue di detrazione non ancora godute si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo scritto nell’atto di compravendita.Questo significa che se hai iniziato a detrarre il bonus ristrutturazioni nel 2024 e vendi l’immobile nel 2026, le rimanenti 8 rate annuali (su 10 totali) passano al nuovo proprietario. L’acquirente continuerà a beneficiare delle detrazioni nella propria dichiarazione dei redditi, a condizione che sia soggetto IRPEF e abbia capienza fiscale sufficiente.È però possibile pattuire nell’atto notarile che il venditore mantenga il diritto alle rate residue: in questo caso, il venditore continuerà a detrarle anche se non è più proprietario dell’immobile. Attenzione: questa clausola deve essere espressamente indicata nell’atto di compravendita, altrimenti vale la regola del trasferimento automatico all’acquirente.Quando Conviene Trasferire il Bonus e Quando NoIl trasferimento del bonus all’acquirente può essere un elemento di negoziazione nel prezzo di vendita. Se l’acquirente ha capienza fiscale elevata, il bonus residuo può aumentare il valore commerciale dell’immobile di diverse migliaia di euro.Al contrario, se l’acquirente non ha IRPEF da pagare (es. pensionato a basso reddito), il bonus perde valore e conviene pattuire che resti al venditore, se questi ha ancora capienza fiscale.Cessione dell’Usufrutto: Il Bonus Rimane al Nudo Proprietario La cessione dell’usufrutto su un immobile ristrutturato presenta una particolarità importante: le rate residue di detrazione del bonus ristrutturazioni rimangono in capo al nudo proprietario, non seguono l’usufrutto.Questo perché la detrazione spetta a chi ha sostenuto la spesa per i lavori di ristrutturazione, non a chi ha semplicemente acquisito il diritto di utilizzare l’immobile. Se ad esempio il nudo proprietario ha ristrutturato l’immobile nel 2025 e nel 2026 cede l’usufrutto a terzi, continuerà a beneficiare delle 9 rate residue di detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, anche se non abita più nell’immobile.L’usufruttuario, pur godendo del bene ristrutturato, non acquisisce alcun diritto sulle detrazioni fiscali relative ai lavori eseguiti dal nudo proprietario. Diverso è il caso in cui l’usufruttuario stesso esegua lavori di ristrutturazione durante la durata del proprio diritto: in questo caso, è l’usufruttuario a beneficiare del bonus ristrutturazioni, in quanto è lui ad aver sostenuto la spesa.Successione Ereditaria: Il Bonus Si Trasferisce agli Eredi In caso di decesso del titolare del bonus ristrutturazioni, le rate residue di detrazione si trasferiscono automaticamente agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile.Questo significa che se il defunto aveva iniziato a beneficiare del bonus ristrutturazioni e restano 6 rate su 10, gli eredi che ereditano l’immobile e continuano ad abitarlo o detenerlo possono proseguire nella fruizione delle detrazioni. Il trasferimento avviene in proporzione alle quote ereditarie: se ci sono due eredi al 50% ciascuno, le rate residue si dividono equamente tra loro.Attenzione: il beneficio spetta solo agli eredi che mantengono la detenzione materiale e diretta dell’immobile. Se gli eredi vendono subito l’immobile ereditato, le rate residue si trasferiscono all’acquirente (regola generale della vendita).Inoltre, in Friuli Venezia Giulia, dove vige il sistema tavolare per molti comuni, la dichiarazione di successione richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni in sistema tavolare e può assistere gli eredi anche nella corretta attribuzione delle detrazioni fiscali residue.Successione e Capienza Fiscale degli ErediUn aspetto spesso sottovalutato è che gli eredi possono beneficiare delle rate residue di detrazione solo se hanno capienza fiscale sufficiente, cioè un’IRPEF lorda da pagare.Se un erede è un minore senza reddito o un pensionato con reddito minimo, la quota di detrazione a lui spettante andrà persa, in quanto non avrà imposte da cui detrarla.Quando Si Perde Definitivamente il Bonus Ristrutturazioni Esistono situazioni in cui il diritto al bonus ristrutturazioni si perde definitivamente, senza possibilità di trasferimento. I casi principali sono i seguenti:Demolizione dell’immobile ristrutturato prima del termine dei 10 anni. Se l’immobile viene abbattuto, le rate residue non possono più essere detratte, in quanto viene meno l’oggetto dell’agevolazione.Modifica della destinazione d’uso dell’immobile in modo incompatibile con l’agevolazione. Ad esempio, se un’abitazione ristrutturata viene trasformata in un locale commerciale, si perde il diritto alle rate residue.Mancanza di capienza fiscale per 3 anni consecutivi. Se il contribuente o gli eredi non hanno IRPEF da pagare per 3 anni di seguito, non possono recuperare le rate di quegli anni e le perdono definitivamente.Rinuncia espressa alla detrazione nell’atto di compravendita. Se venditore e acquirente pattuiscono che il bonus non si trasferisce ma il venditore non ha più l’immobile, le rate si perdono (salvo il venditore abbia capienza e possa detrarle anche senza l’immobile, secondo alcune interpretazioni).Casi Particolari: Donazione e Permuta La donazione di un immobile ristrutturato segue le stesse regole della vendita: le rate residue di detrazione si trasferiscono automaticamente al donatario, salvo diverso accordo nell’atto di donazione. Anche in questo caso, il donatario deve avere capienza fiscale per beneficiare del bonus.Nella permuta immobiliare, invece, chi cede l’immobile ristrutturato perde le rate residue a favore di chi lo acquisisce, esattamente come nella compravendita. È quindi importante valutare attentamente il valore delle detrazioni residue quando si negozia una permuta, per non perdere un beneficio fiscale significativo.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Bonus RistrutturazioniSe vendo casa dopo 3 anni di detrazioni, le restanti 7 rate vanno all’acquirente?Si, le 7 rate residue di detrazione si trasferiscono automaticamente all’acquirente dell’immobile, salvo diverso accordo scritto nell’atto di compravendita. Il venditore perde il diritto alle rate residue.In caso di successione, gli eredi possono continuare a beneficiare del bonus ristrutturazioni?Si, gli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile ereditato possono proseguire nella fruizione delle rate residue di detrazione, in proporzione alle quote ereditarie.Se cedo l’usufrutto del mio immobile ristrutturato, perdo il bonus?No, le rate residue di detrazione rimangono in capo al nudo proprietario che ha sostenuto le spese di ristrutturazione, anche se non abita piu nell’immobile. L’usufruttuario non acquisisce alcun diritto sulle detrazioni.Cosa succede se l’immobile ristrutturato viene demolito prima dei 10 anni?In caso di demolizione dell’immobile, il diritto alle rate residue di detrazione si perde definitivamente, in quanto viene meno l’oggetto dell’agevolazione fiscale.La gestione del bonus ristrutturazioni 2026 in caso di vendita, usufrutto o successione richiede attenzione per non perdere il diritto alle detrazioni fiscali. La regola generale prevede il trasferimento automatico all’acquirente o agli eredi, ma esistono eccezioni e casi particolari che vanno valutati con competenza.Per maggiori dettagli, è consigliabile consultare le fonti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate o rivolgersi a un CAF specializzato.ARTICOLI CORRELATIFebbraio 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:35:212026-05-31 16:56:46Bonus Ristrutturazioni 2026: Quando Si Perde per Vendita, Usufrutto e Successione
CAF, COLF E BADANTIFerie Badante Convivente 2026: Calcolo, Maturazione e RetribuzioneIndice dei Contenuti Quante ferie spettano alla badanteCalcolo ferie badante: la formulaMaturazione ferie: come funzionaFerie non godute: cosa succedeRetribuzione durante le ferieProgrammazione ferie: chi decideFerie badante convivente: casi particolariFerie alla cessazione del rapportoServizio gestione buste paga CAFDomande frequentiQuante Ferie Spettano alla Badante nel 2026 Secondo il CCNL Lavoro Domestico (Contratto Collettivo Nazionale), ogni lavoratore domestico – comprese colf, badanti e baby sitter – ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie all’anno, indipendentemente dall’orario di lavoro settimanale.Questo diritto matura dal primo giorno di assunzione e non puo essere sostituito da un’indennita economica, salvo in caso di cessazione del rapporto di lavoro.Tabella riepilogativa ferie badante 2026TipologiaGiorni annuiNoteBadante convivente26Vitto e alloggio inclusi anche in ferieBadante non convivente full-time26Calcolati su settimana lavorativaBadante part-time26Stesso numero, retribuzione proporzionataImportante: I 26 giorni sono calcolati sulla settimana lavorativa di 6 giorni. Se la badante lavora 5 giorni a settimana, le ferie spettanti sono comunque 26, ma corrispondono a circa 4 settimane e 2 giorni di assenza effettiva.Calcolo Ferie Badante: La Formula Esatta Per calcolare le ferie maturate dalla badante in un determinato periodo, si utilizza questa formula:Ferie maturate = (26 / 12) x mesi lavorati = 2,166 giorni per meseEsempio pratico di calcoloSituazione: Badante convivente assunta dal 1 marzo 2026PeriodoMesi lavoratiFerie maturateMarzo – Giugno 20264 mesi8,66 giorni (arrotondati a 9)Marzo – Agosto 20266 mesi13 giorniMarzo – Dicembre 202610 mesi21,66 giorni (arrotondati a 22)Regola arrotondamento: Le frazioni di giorno pari o superiori a 0,5 si arrotondano per eccesso.Maturazione Ferie: Come Funziona Mese per Mese Le ferie maturano in proporzione ai mesi di servizio effettivo. Ecco cosa conta come “mese lavorato”:Periodi che contano per la maturazioneLavoro effettivo – anche parziale nel meseMalattia – fino a 180 giorni annuiInfortunio – tutto il periodoMaternita – periodo obbligatorio e facoltativoCongedo matrimoniale – 15 giorniPeriodi che NON contanoAspettativa non retribuitaAssenze ingiustificateSospensione disciplinareFrazione di mese: Un mese si considera lavorato per intero se la badante ha prestato servizio per almeno 15 giorni in quel mese.Ferie Non Godute: Cosa Succede Le ferie sono un diritto irrinunciabile del lavoratore. La legge italiana vieta la monetizzazione delle ferie durante il rapporto di lavoro.Regole da rispettareAttenzione datore di lavoro:Almeno 2 settimane consecutive devono essere godute nell’anno di maturazioneLe restanti ferie entro 18 mesi dall’anno di maturazioneLe ferie non possono essere sostituite da denaro (salvo cessazione rapporto)Conseguenze per il datoreSe le ferie non vengono concesse nei termini previsti:Sanzione amministrativa da 100 a 600 euro per ogni lavoratoreSanzione aumentata in caso di recidivaPossibile risarcimento danni al lavoratoreRetribuzione Durante le Ferie: Quanto SpettaDurante le ferie, la badante ha diritto alla normale retribuzione, comprensiva di tutti gli elementi fissi della busta paga.Voci incluse nella retribuzione ferialeVoceInclusaNotePaga baseSiSecondo livello contrattualeScatti di anzianitaSiSe maturatiSuperminimoSiSe previsto dal contrattoIndennita vitto e alloggioSi**Se la badante non usufruisce in naturaStraordinariNoNon sono compenso fissoCaso speciale: badante convivente in ferieSe la badante convivente lascia l’alloggio durante le ferie (ad esempio per tornare nel suo Paese d’origine), ha diritto anche all’indennita sostitutiva di vitto e alloggio.Valori 2026:Pranzo: 2,11 euro/giornoCena: 2,11 euro/giornoAlloggio: 1,93 euro/giornoTotale giornaliero: 6,15 euroProgrammazione Ferie: Chi Decide Quando La programmazione delle ferie e un momento delicato che richiede accordo tra le parti.Regole del CCNLLe ferie vanno concordate tra datore e lavoratoreIl datore ha l’ultima parola in caso di disaccordoDevono essere comunicate con almeno 15 giorni di preavvisoPreferibilmente nel periodo giugno-settembreConsigli pratici per la programmazionePianificate a inizio anno – Concordate un calendario indicativo delle ferieConsiderate le esigenze dell’assistito – Chi si occupera dell’anziano durante le ferie?Verificate le ferie maturate – Non si possono concedere piu ferie di quelle maturateFormalizzate per iscritto – Una comunicazione scritta evita contestazioniFerie Badante Convivente: Casi ParticolariLa badante convivente presenta alcune situazioni specifiche da gestire durante le ferie.Scenario 1: La famiglia va in vacanzaSe la famiglia si assenta per vacanza e la badante non puo lavorare:Non e automaticamente ferie per la badanteSe la badante non usufruisce delle ferie, deve essere comunque retribuitaAlternativa: concordare che siano ferie anche per la badanteScenario 2: Badante accompagna l’assistito in vacanzaSe la badante accompagna l’assistito in un luogo di villeggiatura:Non sono ferie, ma normale lavoroLe spese di viaggio e soggiorno sono a carico del datoreValgono le normali regole su orario e riposiScenario 3: Ferie frazionateLe ferie possono essere frazionate, rispettando questi limiti:Minimo 2 settimane consecutive nel periodo estivoLe restanti possono essere godute in periodi piu breviNon si possono imporre ferie di singoli giorni senza accordoHai bisogno di calcolare le ferie della tua badante?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di gestione buste paga per lavoratori domestici.Gestione completa buste paga: 25 euro/meseInclude: calcolo ferie, tredicesima, TFR, contributi INPSRichiedi informazioni | Tel: 0432 504892Ferie alla Cessazione del Rapporto di Lavoro Quando il rapporto di lavoro termina (dimissioni, licenziamento o pensionamento dell’assistito), le ferie non godute devono essere monetizzate.Calcolo indennita sostitutiva ferieIndennita = (Retribuzione giornaliera) x (Giorni ferie non godute)Esempio di calcoloSituazione: Badante livello CS con paga mensile 1.200 euro, 8 giorni di ferie non goduteRetribuzione mensile1.200,00 euroRetribuzione giornaliera (1.200 / 26)46,15 euroGiorni ferie non godute8Indennita sostitutiva ferie369,20 euroNota: L’indennita sostitutiva ferie va inserita nel calcolo del TFR e contribuisce all’imponibile contributivo.Servizio Gestione Buste Paga per BadantiLa gestione corretta di ferie, contributi e buste paga richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio dedicato alle famiglie che impiegano lavoratori domestici.Cosa include il servizioServizioCostoGestione completa buste paga mensiliCalcolo ferie, tredicesima, TFR, contributi25 euro/meseConsulenza assunzione/licenziamentoContratto, comunicazioni INPS, calcolo spettanze50 euroDichiarazione cessazione INPSComunicazione telematica + calcolo liquidazione50 euroAffida la Gestione della Tua Badante ai ProfessionistiNiente piu errori nel calcolo ferie, contributi e buste pagaRichiedi InformazioniTelefono: 0432 504892 | Email: info@centrofiscale.com📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulle Ferie della Badante Quanti giorni di ferie spettano alla badante nel 2026?Ogni badante ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie all’anno, indipendentemente che sia convivente o non convivente, full-time o part-time.Come si calcolano le ferie della badante part-time?Anche la badante part-time ha diritto a 26 giorni di ferie. La differenza sta nella retribuzione: ogni giorno di ferie sara pagato in proporzione alle ore lavorate normalmente.La badante puo scegliere quando andare in ferie?Le ferie devono essere concordate tra datore e lavoratore. In caso di disaccordo, l’ultima parola spetta al datore di lavoro, che deve comunque rispettare i termini di legge (almeno 2 settimane consecutive).Posso pagare le ferie invece di farle godere?No, durante il rapporto di lavoro le ferie non possono essere monetizzate. Possono essere pagate solo alla cessazione del contratto per le ferie residue non godute.Se la badante si ammala durante le ferie?Se la badante si ammala durante le ferie e presenta certificato medico, le ferie si interrompono e riprendono dalla guarigione. I giorni di malattia non si scalano dalle ferie.Cosa succede se non concedo le ferie alla badante?Il datore rischia sanzioni amministrative da 100 a 600 euro. Inoltre, il lavoratore potrebbe richiedere un risarcimento danni per mancato riposo.Approfondimenti CorrelatiCosto Badante Convivente 2026: Tabelle CompleteCome Assumere una Badante: Guida Passo PassoLicenziamento Badante: Procedura e PreavvisoTFR Badante: Come Calcolare la LiquidazioneDetrazione Badante nel 730: Guida 2026Contributi INPS Lavoratori Domestici 2026Febbraio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-20 09:00:002026-05-31 16:11:30Ferie Badante Convivente 2026: Calcolo, Maturazione e Retribuzione