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Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Assegno Unico, NASPI e Pensioni

Pensione 2026 INPS

Marzo 2026 è alle porte e milioni di italiani attendono i pagamenti delle prestazioni INPS: dall’Assegno unico universale alle pensioni, dalla NASPI ai vari bonus e indennità. Conoscere con precisione le date di accredito è fondamentale per organizzare le proprie finanze familiari.

In questa guida completa troverai il calendario aggiornato di tutti i pagamenti INPS di marzo 2026, con le date esatte per ogni prestazione, le modalità di erogazione e i consigli per verificare in tempo reale lo stato dei tuoi accrediti.

Se hai dubbi sui tuoi pagamenti INPS o necessiti di assistenza per pratiche previdenziali, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Come Leggere il Calendario

Le prestazioni INPS non vengono tutte pagate nello stesso giorno. L’Istituto segue una logica di priorità:

  • Le pensioni sono sempre pagate per prime, all’inizio del mese
  • L’Assegno unico arriva nella seconda metà del mese precedente o nei primi giorni del mese di competenza
  • Le prestazioni a sostegno del reddito (NASPI, CIGS, ecc.) vengono erogate a metà mese
  • Le indennità occasionali (malattia, maternità) seguono tempistiche legate alla data di presentazione della domanda

Conoscere queste logiche ti aiuta a pianificare meglio le tue spese mensili.

Differenze tra Bonifico Domiciliato e Accredito su Conto

Esistono due modalità principali di pagamento delle pensioni:

1. Accredito su conto corrente/libretto
Se hai indicato un IBAN, la pensione viene accreditata automaticamente il primo giorno bancabile del mese. Per marzo 2026, essendo il 1° marzo un domenica, l’accredito avverrà lunedì 3 marzo.

2. Bonifico domiciliato (ritiro in contanti)
Se ritiri la pensione in contanti presso un ufficio postale, devi rispettare un calendario alfabetico per evitare assembramenti:

  • A-B: martedì 3 marzo
  • C-D: mercoledì 4 marzo
  • E-K: giovedì 5 marzo
  • L-O: venerdì 6 marzo
  • P-R: sabato mattina 7 marzo
  • S-Z: lunedì 9 marzo (se non ritiri nei giorni precedenti)

Puoi comunque ritirare la pensione in qualsiasi momento successivo alla tua lettera alfabetica, ma non prima.

Consiglio del CAF: Se possibile, scegli l’accredito su conto corrente. È più sicuro, immediato e ti evita code in posta.

Assegno Unico Universale Marzo 2026: Date e Importi

L’Assegno unico universale è il sostegno economico per le famiglie con figli a carico, che ha sostituito dal 2022 gli assegni familiari e le detrazioni per figli.

Data di pagamento marzo 2026: dal 17 al 19 marzo 2026, con la maggior parte degli accrediti prevista per mercoledì 18 marzo.

Importi 2026

Gli importi dell’Assegno unico variano in base all’ISEE e al numero di figli:

  • Importo base per figlio minore (ISEE sotto 17.090,61 euro): 199,40 euro/mese
  • Importo minimo (ISEE oltre 45.574,96 euro o senza ISEE): 57 euro/mese
  • Maggiorazioni previste per: figli con disabilità, nuclei numerosi (dal 3° figlio), madri under 21, entrambi genitori lavoratori

Esempio pratico:
Famiglia con 2 figli minori e ISEE di 25.000 euro:

  • Figlio 1: circa 150 euro/mese
  • Figlio 2: circa 150 euro/mese
  • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: 30 euro/mese
  • Totale mensile: 330 euro circa

Come Verificare l’Importo dell’Assegno Unico

Per sapere con esattezza quando e quanto riceverai, accedi al tuo Fascicolo previdenziale sul sito INPS:

  1. Vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca “Assegno unico universale” nel motore di ricerca
  3. Clicca su “Pagamenti” per vedere lo storico e i prossimi accrediti
  4. Verifica l’importo previsto per marzo 2026

Se noti importi inferiori al previsto, potrebbe essere necessario aggiornare l’ISEE o verificare la composizione del nucleo familiare.

Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a:

  • Fare o rinnovare l’ISEE per massimizzare l’Assegno unico
  • Presentare domanda di Assegno unico se non l’hai ancora fatto
  • Verificare eventuali anomalie nei pagamenti

Contattaci al 0432 1638640.

ISEE Scaduto? Assegno Unico Ridotto

Attenzione: se il tuo ISEE 2025 è scaduto (valido fino al 31 dicembre 2025), dal gennaio 2026 l’INPS eroga l’Assegno unico nell’importo minimo (57 euro per figlio).

Per ripristinare l’importo pieno devi:

  1. Presentare il nuovo ISEE 2026 al CAF entro il 28 febbraio 2026
  2. L’INPS ricalcolerà gli importi con gli arretrati da gennaio a partire dal pagamento di marzo/aprile

Se non hai ancora fatto l’ISEE 2026, contattaci subito: il CAF Centro Fiscale lo prepara in giornata. Chiamaci al 0432 1638640 o vieni presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, Udine.

NASPI Marzo 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione che spetta ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.

Data di pagamento marzo 2026: tra il 10 e il 15 marzo, con la maggior parte degli accrediti tra mercoledì 11 e giovedì 12 marzo.

La data esatta dipende da:

  • Giorno di presentazione della domanda
  • Completezza della documentazione
  • Tempi di elaborazione INPS della tua posizione

Come Funziona il Pagamento della NASPI

Il pagamento della NASPI avviene mensilmente, sempre posticipato. Significa che:

  • La NASPI di marzo 2026 viene pagata a metà marzo per il periodo dal 1° al 31 marzo
  • Se hai iniziato a percepirla a metà mese, riceverai un pagamento proporzionale ai giorni spettanti

Esempio:
Mario ha presentato domanda di NASPI il 15 febbraio 2026 dopo aver perso il lavoro il 31 gennaio. L’INPS ha accolto la domanda il 28 febbraio.

  • Primo pagamento (marzo 2026): riceverà la NASPI per i giorni dal 1° febbraio al 28 febbraio = circa 950 euro (importo ridotto)
  • Secondo pagamento (aprile 2026): riceverà la NASPI intera per marzo = circa 1.200 euro

La NASPI viene ridotta del 3% ogni mese a partire dal sesto mese, per incentivare la ricerca di un nuovo lavoro.

Importo NASPI 2026: Quanto Spetta

L’importo della NASPI dipende dalla tua retribuzione media degli ultimi 4 anni di lavoro.

Calcolo NASPI 2026:

  1. Si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni
  2. Se la retribuzione media è inferiore a 1.352,19 euro: NASPI = 75% della retribuzione
  3. Se superiore a 1.352,19 euro: NASPI = 75% di 1.352,19 + 25% della parte eccedente
  4. Tetto massimo: 1.550,42 euro/mese (importo 2026)

Esempio pratico:
Giulia guadagnava 1.800 euro/mese lordi.

NASPI di Giulia:

  • 75% di 1.352,19 = 1.014,14 euro
  • 25% di (1.800 – 1.352,19) = 25% di 447,81 = 111,95 euro
  • Totale NASPI mensile: 1.014,14 + 111,95 = 1.126,09 euro netti

Dal 7° mese, questo importo si riduce del 3% ogni mese.

Controllare il Pagamento NASPI Online

Per verificare quando e quanto riceverai di NASPI:

  1. Accedi al sito INPS.it con SPID/CIE
  2. Cerca “Fascicolo previdenziale del cittadino“
  3. Vai su “Prestazioni” → “Pagamenti“
  4. Troverai l’elenco di tutti i pagamenti NASPI con:
    • Data prevista di accredito
    • Importo netto
    • Stato (in lavorazione, pagato, sospeso)

Se vedi lo stato “Sospeso” o non trovi pagamenti previsti, potrebbe esserci un problema. Le cause più comuni:

  • Non hai presentato la DID (Dichiarazione Immediata Disponibilità) al Centro per l’Impiego
  • Hai rifiutato un’offerta di lavoro congrua
  • Hai iniziato un lavoro senza comunicarlo all’INPS
  • Documenti mancanti nella domanda

In questi casi, contatta subito il CAF Centro Fiscale di Udine al 0432 1638640: ti aiutiamo a verificare la situazione e a sbloccare il pagamento.

Pensioni Marzo 2026: Cedolino e Date di Pagamento

Le pensioni sono le prime prestazioni INPS a essere pagate ogni mese.

Data di pagamento marzo 2026:

  • Accredito su conto: lunedì 3 marzo 2026 (il 1° marzo cade di domenica)
  • Bonifico domiciliato (ritiro in contanti): dal 3 al 7 marzo 2026 con calendario alfabetico

Il cedolino pensione di marzo 2026 è disponibile online dal 24 febbraio 2026 circa nell’area personale INPS.

Cosa Cambia nel Cedolino di Marzo 2026

Il cedolino di marzo può presentare alcune variazioni rispetto ai mesi precedenti:

1. Conguaglio fiscale 730/2025
Se hai presentato il 730/2025, a marzo 2026 potrebbero esserci:

  • Rimborsi IRPEF (se hai crediti)
  • Trattenute fiscali (se devi pagare imposte)

Questi importi sono visibili nel cedolino alla voce “Credito/Debito fiscale”.

2. Perequazione automatica
Le pensioni vengono adeguate all’inflazione con la perequazione. Per il 2026, l’aumento previsto è dello 0,8% (stima provvisoria, da confermare con decreto ministeriale).

3. Recupero somme non dovute
Se hai percepito importi non spettanti, l’INPS può avviare un piano di rateizzazione con trattenute mensili sul cedolino.

Esempio:
Pensione netta febbraio: 1.200 euro
Pensione netta marzo con perequazione +0,8%: 1.209,60 euro
Rimborso 730 da ricevere: +300 euro
Pensione marzo totale: 1.509,60 euro

Come Scaricare il Cedolino Pensione

Per visualizzare e scaricare il tuo cedolino pensione di marzo 2026:

  1. Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca “Cedolino pensione” nella barra di ricerca
  3. Seleziona il mese “Marzo 2026“
  4. Clicca su “Visualizza/Stampa” per scaricare il PDF

Il cedolino contiene:

  • Importo lordo della pensione
  • Trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali/comunali)
  • Trattenute previdenziali (se hai altre pensioni)
  • Importo netto che riceverai
  • Eventuali arretrati o conguagli

Se hai difficoltà a interpretare il cedolino o noti importi anomali, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di controllo cedolino pensione. Portaci il tuo cedolino in sede o invialo via email a info@centrofiscale.com, lo analizziamo insieme.

Tredicesima Mensilità e Quattordicesima

Oltre alla pensione mensile, esistono due mensilità aggiuntive:

Tredicesima (Dicembre)
Tutti i pensionati ricevono la tredicesima a dicembre, pari a una mensilità intera di pensione.

Quattordicesima (Luglio)
È un bonus per i pensionati con reddito basso, erogato a luglio insieme alla pensione. Spetta se:

  • Hai compiuto 64 anni entro il 31 luglio
  • Il tuo reddito annuo è sotto i 15.563 euro (limite 2026)

Importi quattordicesima 2026:

  • Fino a 11.672,89 euro di reddito: da 437 a 655 euro
  • Tra 11.672,90 e 15.562,86 euro: da 336 a 504 euro

Nota: marzo non prevede mensilità aggiuntive, solo l’importo ordinario (eventualmente con i conguagli fiscali).

Bonus e Altre Prestazioni INPS di Marzo 2026

Oltre alle prestazioni principali, l’INPS eroga anche una serie di indennità, bonus e prestazioni a sostegno di lavoratori e famiglie.

Indennità di Maternità e Paternità

Se sei in congedo di maternità o paternità, l’INPS eroga l’indennità sostitutiva dello stipendio.

Data pagamento marzo 2026: circa 15 marzo, dopo che l’INPS ha elaborato la tua domanda e ricevuto la certificazione dal datore di lavoro.

Importo: 80% della retribuzione media giornaliera degli ultimi mesi lavorati.

Durata:

  • Maternità obbligatoria: 5 mesi (2 prima del parto + 3 dopo, oppure 1+4 o 0+5 con flessibilità)
  • Congedo parentale facoltativo: fino a 10 mesi totali (6+4 tra i genitori), ma pagato solo parzialmente

Come verificare: Accedi al Fascicolo previdenziale INPS → Domande → Maternità → Stato della domanda.

Se hai dubbi sulla domanda o sui requisiti, il CAF Centro Fiscale ti assiste gratuitamente: chiamaci al 0432 1638640.

Indennità di Malattia

Se sei un lavoratore dipendente in malattia, l’INPS ti paga l’indennità (per i primi 3 giorni paga il datore di lavoro, dal 4° giorno l’INPS).

Data pagamento marzo 2026: tra il 15 e il 20 marzo, a seconda di quando il tuo datore ha trasmesso all’INPS il certificato di malattia.

Importo:

  • 50% della retribuzione dal 4° al 20° giorno
  • 66,66% della retribuzione dal 21° giorno in poi

Durata massima: 180 giorni per anno solare.

Cosa fare:

  1. Il medico invia il certificato telematico all’INPS
  2. Tu comunichi al datore di lavoro il numero di protocollo
  3. Il datore trasmette all’INPS i dati per il calcolo
  4. L’INPS paga direttamente sul tuo conto

Se non ricevi il pagamento entro la fine del mese, verifica con il tuo datore che abbia trasmesso correttamente i dati.

Cassa Integrazione (CIGS, CIGD, Assegno di Integrazione Salariale)

Se sei un lavoratore in cassa integrazione, l’INPS eroga un’indennità sostitutiva dello stipendio pari a circa il 60-80% della retribuzione.

Data pagamento marzo 2026: tra il 15 e il 25 marzo, ma dipende molto da:

  • Tipologia di CIG (ordinaria, straordinaria, in deroga)
  • Quando l’azienda ha presentato la domanda
  • Completezza della documentazione

Come viene pagata:

  • Pagamento diretto INPS: l’INPS ti accredita direttamente l’importo sul conto
  • Pagamento tramite azienda: l’azienda anticipa la CIG e poi recupera dall’INPS

Per sapere quale modalità si applica a te, controlla la busta paga o chiedi al tuo datore.

Verifica online:
Accedi al Fascicolo previdenziale INPS → Prestazioni → Cassa Integrazione → Pagamenti previsti.

Se ci sono ritardi o problemi, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: possiamo aiutarti a sollecitare l’INPS e verificare lo stato della pratica.

Bonus Bebè e Altre Prestazioni Familiari

Dal 2022, la maggior parte delle prestazioni per famiglie con figli sono confluite nell’Assegno unico universale. Tuttavia, restano ancora alcune prestazioni separate:

Bonus Asilo Nido
Se hai figli sotto i 3 anni e li iscrivi all’asilo nido, puoi richiedere un bonus fino a 3.600 euro/anno per coprire le rette.

Data pagamento: a rimborso, dopo che presenti le ricevute di pagamento della retta. Di solito entro 30-60 giorni dalla domanda.

Importi 2026 (in base all’ISEE):

  • ISEE fino a 25.000 euro: 3.600 euro/anno (300 euro/mese)
  • ISEE tra 25.001 e 40.000 euro: 2.500 euro/anno
  • ISEE oltre 40.000 euro o senza ISEE: 1.500 euro/anno

Come richiederlo: Domanda online sul sito INPS entro il 31 dicembre 2026. Devi allegare le ricevute di pagamento della retta.

Il CAF Centro Fiscale ti assiste gratuitamente nella compilazione della domanda: chiamaci al 0432 1638640.

Come Verificare i Pagamenti INPS Online

Non vuoi aspettare l’accredito senza sapere quando arriverà? L’INPS offre diversi strumenti per controllare in tempo reale lo stato dei tuoi pagamenti.

Fascicolo Previdenziale del Cittadino

Il Fascicolo previdenziale è l’area personale INPS dove trovi tutte le informazioni su prestazioni, contributi e pagamenti.

Come accedere:

  1. Vai su www.inps.it
  2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
  3. Scegli il metodo di accesso: SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale Servizi)
  4. Cerca “Fascicolo previdenziale del cittadino” nella barra di ricerca
  5. Clicca su “Pagamenti” nel menu laterale

Cosa trovi nel Fascicolo:

  • Elenco di tutti i pagamenti ricevuti (storico completo)
  • Pagamenti in lavorazione con data prevista di accredito
  • Importo netto che riceverai
  • Modalità di pagamento (bonifico, accredito su conto, libretto)
  • Stato della domanda (accolta, in istruttoria, respinta)

Se non trovi pagamenti previsti per marzo 2026, potrebbe significare:

  • La domanda non è ancora stata elaborata
  • Ci sono documenti mancanti
  • La prestazione è stata sospesa o revocata

App INPS Mobile

L’INPS ha anche un’app mobile gratuita per smartphone (iOS e Android) che ti permette di controllare i pagamenti ovunque tu sia.

Come funziona:

  1. Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
  2. Accedi con SPID o CIE
  3. Vai su “Prestazioni e pagamenti“
  4. Seleziona la prestazione (es. “NASPI”, “Pensione”, “Assegno unico”)
  5. Consulta i pagamenti in arrivo

Vantaggi dell’app:

  • Ricevi notifiche push quando un pagamento viene erogato
  • Controlli velocemente da smartphone
  • Scarichi i cedolini in PDF

L’app è particolarmente utile per chi percepisce più prestazioni contemporaneamente (es. pensione + Assegno unico).

SMS e Email dall’INPS

L’INPS può inviarti SMS e email per avvisarti di:

  • Pagamenti in arrivo
  • Domande accolte o respinte
  • Documenti da integrare

Per attivare le notifiche:

  1. Accedi al sito INPS con SPID/CIE
  2. Vai su “Profilo” in alto a destra
  3. Clicca su “Preferenze“
  4. Attiva le notifiche via SMS e/o email
  5. Inserisci il tuo numero di cellulare e indirizzo email

Attenzione alle truffe: L’INPS non ti chiede mai dati personali, codici PIN o password via SMS o email. Se ricevi messaggi sospetti, non cliccare sui link e segnalali alla Polizia Postale.

Assistenza del CAF per Problemi di Pagamento

Se hai controllato online e:

  • Non vedi pagamenti previsti per marzo
  • Vedi la scritta “Sospeso” o “Respinto“
  • L’importo è inferiore al previsto
  • Hai ricevuto una comunicazione incomprensibile dall’INPS

…non preoccuparti! Il CAF Centro Fiscale di Udine è qui per aiutarti.

Cosa possiamo fare per te:

  • Verificare lo stato della pratica INPS
  • Controllare se mancano documenti
  • Sbloccare pagamenti sospesi
  • Presentare ricorsi o istanze di riesame
  • Spiegare le comunicazioni INPS in modo chiaro

Contattaci subito:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

La consulenza è gratuita per i nostri assistiti. Vieni a trovarci o chiamaci: risolviamo insieme il problema.

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Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sui Pagamenti INPS

Quando arriva l’Assegno unico di marzo 2026?

L’Assegno unico universale di marzo 2026 viene accreditato tra il 17 e il 19 marzo, con la maggior parte dei pagamenti prevista per mercoledì 18 marzo. Puoi verificare la data esatta accedendo al tuo Fascicolo previdenziale INPS.

La pensione di marzo quando viene pagata?

Le pensioni di marzo 2026 vengono pagate lunedì 3 marzo per chi ha l’accredito su conto corrente (il 1° marzo cade di domenica). Per il bonifico domiciliato (ritiro in contanti alle Poste), il calendario alfabetico va dal 3 al 7 marzo 2026.

Come faccio a sapere quando mi pagano la NASPI?

La NASPI di marzo viene pagata tra il 10 e il 15 marzo 2026, di solito l’11 o il 12. Per conoscere la data esatta, accedi al Fascicolo previdenziale INPS con SPID e controlla la sezione Pagamenti. Troverai la data prevista di accredito e l’importo netto.

Perché l’Assegno unico è diminuito rispetto ai mesi scorsi?

Se l’Assegno unico è diminuito, le cause possono essere: ISEE scaduto (devi rinnovarlo entro febbraio per non perdere l’importo pieno), cambiamenti nel nucleo familiare, figli che hanno compiuto 18 anni, oppure redditi aumentati. Contatta il CAF Centro Fiscale al 0432 1638640 per verificare la tua situazione.

Dove posso controllare il cedolino della pensione di marzo?

Il cedolino pensione di marzo 2026 è disponibile dal 24 febbraio circa sul sito INPS. Accedi con SPID, cerca Cedolino pensione, seleziona Marzo 2026 e scarica il PDF. Se hai difficoltà a interpretarlo, il CAF Centro Fiscale offre assistenza gratuita.

Cosa devo fare se la NASPI è sospesa?

Se la NASPI risulta sospesa, le cause principali sono: mancata presentazione della DID al Centro per l’Impiego, rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, inizio di un lavoro non comunicato all’INPS, oppure documenti mancanti. Contatta subito il CAF Centro Fiscale al 0432 1638640: ti aiutiamo a verificare il problema e a sbloccare il pagamento.

L’INPS mi deve arretrati: quando li pagano?

Gli arretrati INPS vengono pagati di solito entro 60-90 giorni dall’accoglimento della domanda o dalla correzione del problema. Trovi l’importo e la data prevista nel Fascicolo previdenziale, sezione Pagamenti. Se i tempi si allungano, il CAF può sollecitare l’INPS per velocizzare l’erogazione.

Conoscere il calendario dei pagamenti INPS di marzo 2026 ti permette di pianificare al meglio le spese familiari e di verificare tempestivamente eventuali anomalie.

Ricorda di controllare sempre il tuo Fascicolo previdenziale INPS per avere informazioni aggiornate in tempo reale. E se hai dubbi, problemi con i pagamenti o necessiti di assistenza per pratiche INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine è sempre a tua disposizione.

Non lasciare che ritardi o errori INPS ti creino difficoltà economiche: contattaci subito e risolviamo insieme ogni problema.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente per verificare lo stato delle tue prestazioni INPS, sbloccare pagamenti sospesi e risolvere ogni problema previdenziale.

  • Verifica stato domande INPS (NASPI, pensioni, Assegno unico)
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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    730 Precompilato 2026: Quando Sara Disponibile, Come Accedere e Scadenze

    Indice dei contenuti

    1. Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026
    2. Come accedere al 730 precompilato 2026
    3. Cosa contiene il 730 precompilato 2026
    4. Come modificare e inviare la dichiarazione
    5. Scadenze 2026: tutte le date importanti
    6. Conviene il fai-da-te o affidarsi al CAF?
    7. Domande frequenti

    Il 730 precompilato 2026 è uno degli strumenti più attesi dai contribuenti italiani per la dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2025. Ma quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026? Le date sono già definite: la consultazione parte dal 30 aprile 2026, mentre la possibilità di modificare e inviare la dichiarazione si apre dal 20 maggio 2026. In questa guida trovi tutte le date, le modalità di accesso e le scadenze da non perdere.

    Conoscere in anticipo il calendario del 730 precompilato 2026 ti permette di preparare i documenti necessari e di non farti trovare impreparato. Se preferisci affidarti a professionisti, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per gestire ogni passaggio, dalla verifica dei dati fino all’invio definitivo della dichiarazione. Vediamo nel dettaglio tutte le informazioni utili.

    Quando sarà disponibile il 730 precompilato 2026

    La domanda che tutti si pongono è: quando esce il 730 precompilato? L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la dichiarazione precompilata 2026 secondo un calendario ben preciso, diviso in due fasi fondamentali.

    La prima fase è quella della consultazione, che parte dal 30 aprile 2026. A partire da questa data puoi visualizzare il tuo 730 precompilato nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. In questa fase è possibile solo vedere i dati inseriti automaticamente dal sistema, senza poterli modificare o inviare. È il momento ideale per controllare che tutto sia corretto e segnalare eventuali anomalie al proprio CAF di fiducia.

    La seconda fase, quella operativa, inizia il 20 maggio 2026. Da questa data è possibile accettare, modificare e inviare il 730 precompilato 2026. Chi accetta la dichiarazione così com’è, senza apportare modifiche, beneficia di controlli ridotti da parte del Fisco. Chi invece deve correggere o integrare i dati può farlo direttamente online, oppure — scelta decisamente più sicura — rivolgersi al CAF Centro Fiscale per evitare errori.

    Come accedere al 730 precompilato 2026

    Per accedere al 730 precompilato 2026 è necessario autenticarsi sull’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Le credenziali accettate sono tre:

    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — il metodo più diffuso e veloce
    • CIE (Carta d’Identità Elettronica) — basta avere la carta e l’app CieID
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) — utilizzata soprattutto dai professionisti

    Se non hai dimestichezza con gli strumenti digitali, o se preferisci che un esperto controlli la tua dichiarazione precompilata prima dell’invio, puoi rivolgerti direttamente al CAF Centro Fiscale. I nostri operatori accedono al tuo 730 precompilato con delega e si occupano di verificare, correggere e inviare la dichiarazione per tuo conto, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Per sapere nel dettaglio tutti i passaggi di accesso e verifica, consulta la nostra guida completa al 730 precompilato 2026.

    Cosa contiene il 730 precompilato 2026

    Il 730 precompilato 2026 contiene una serie di dati già inseriti automaticamente dall’Agenzia delle Entrate, grazie alle informazioni trasmesse da datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni e strutture sanitarie. Ecco i principali dati precaricati:

    • Certificazione Unica (CU) — redditi da lavoro dipendente, pensione, collaborazioni
    • Spese sanitarie — visite mediche, farmaci, esami, ricoveri (dal Sistema Tessera Sanitaria)
    • Interessi sui mutui — dati comunicati dalle banche per la detrazione degli interessi passivi
    • Premi assicurativi — polizze vita, infortuni e previdenza complementare
    • Contributi previdenziali — versamenti INPS per colf, badanti e collaboratori domestici
    • Spese universitarie — tasse universitarie e spese per istruzione
    • Bonus edilizi — ristrutturazioni, ecobonus, superbonus ancora in corso
    • Spese funebri e spese veterinarie

    Attenzione: non tutti i dati sono sempre completi o corretti. Alcune spese potrebbero non risultare nel precompilato, ad esempio le spese mediche pagate in contanti a professionisti che non hanno trasmesso i dati, oppure le detrazioni per familiari a carico se la situazione familiare è cambiata durante l’anno. Per questo motivo è fondamentale verificare attentamente ogni voce. Per sapere quali documenti tenere pronti, leggi la nostra guida ai documenti necessari per il 730 2026.

    Come modificare e inviare il 730 precompilato 2026

    Dal 20 maggio 2026 è possibile intervenire sul 730 precompilato. Il contribuente ha tre opzioni a disposizione: accettare la dichiarazione senza modifiche, modificarla aggiungendo o correggendo i dati, oppure rifiutarla e presentare una dichiarazione ordinaria. Chi accetta il precompilato senza modifiche ottiene un vantaggio importante: i controlli documentali dell’Agenzia delle Entrate vengono significativamente ridotti.

    Chi invece deve apportare modifiche — ad esempio aggiungere spese mediche mancanti, correggere i dati relativi a detrazioni fiscali o inserire redditi non presenti — deve procedere con attenzione. Ogni modifica comporta la perdita dei benefici legati all’accettazione integrale, e l’Agenzia potrà effettuare controlli sui dati modificati.

    Per non rischiare errori che potrebbero costarti caro, la scelta più sicura è affidarsi al CAF Centro Fiscale. I nostri operatori verificano ogni dato, integrano le spese mancanti e inviano la dichiarazione per tuo conto, assumendosi anche la responsabilità fiscale in caso di errori nella compilazione tramite modello 730.

    Scadenze 730 precompilato 2026: tutte le date importanti

    Il calendario delle scadenze del 730 precompilato 2026 è scandito da alcune date fondamentali. Ecco il riepilogo completo per non perdere nessun appuntamento:

    DataCosa succede
    31 marzo 2026Termine per i datori di lavoro per inviare la Certificazione Unica (CU)
    30 aprile 2026Il 730 precompilato 2026 è disponibile per la consultazione
    20 maggio 2026Si apre la fase di modifica e invio della dichiarazione
    30 settembre 2026Termine ultimo per l’invio del 730 precompilato 2026

    È importante ricordare che, anche se il termine ultimo è il 30 settembre 2026, conviene non aspettare l’ultimo momento. Chi presenta la dichiarazione nei primi mesi riceve prima eventuali rimborsi IRPEF in busta paga o sul cedolino della pensione. Inoltre, rivolgendosi al CAF con anticipo si evitano le lunghe code e i tempi di attesa del periodo estivo.

    Conviene il fai-da-te o affidarsi al CAF?

    Ogni anno migliaia di contribuenti si chiedono se conviene gestire il 730 precompilato da soli oppure rivolgersi a un professionista. La risposta dipende dalla complessità della propria situazione fiscale, ma ci sono alcuni aspetti importanti da considerare.

    Il precompilato accettato senza modifiche offre vantaggi fiscali (meno controlli), ma raramente la dichiarazione è completa al 100%. Nella maggior parte dei casi servono integrazioni e correzioni: spese mediche non registrate, detrazioni per familiari a carico, oneri per ristrutturazioni o bonus ancora in corso. Un errore nella modifica può portare a sanzioni o alla perdita di detrazioni spettanti.

    Affidarsi al CAF Centro Fiscale significa avere la certezza che la dichiarazione venga controllata da esperti, con il vantaggio che il CAF appone il visto di conformità: in caso di errori nella compilazione, la responsabilità ricade sul CAF stesso e non sul contribuente. I nostri operatori, inoltre, conoscono tutte le detrazioni e deduzioni applicabili e possono farti risparmiare cifre significative che potresti non conoscere.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sul 730 precompilato 2026

    Quando esce il 730 precompilato 2026?

    Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile per la consultazione dal 30 aprile 2026. La possibilità di modificare e inviare la dichiarazione si apre invece dal 20 maggio 2026.

    Qual è la scadenza per inviare il 730 precompilato 2026?

    Il termine ultimo per l’invio del 730 precompilato 2026 è il 30 settembre 2026. Si consiglia però di inviare il prima possibile per ricevere eventuali rimborsi in tempi più rapidi.

    Posso far compilare il 730 precompilato dal CAF?

    Certamente. Il CAF Centro Fiscale può accedere al tuo precompilato con apposita delega, verificare i dati, apportare le correzioni necessarie e inviare la dichiarazione per tuo conto, garantendo anche il visto di conformità.

    Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modifiche?

    Se accetti il 730 precompilato così com’è, benefici di controlli ridotti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, potresti perdere detrazioni per spese non inserite nel precompilato. Conviene sempre verificare con un esperto.

    Come accedo al 730 precompilato 2026?

    Puoi accedere con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) attraverso l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, oppure delegare il CAF Centro Fiscale per l’accesso e la gestione completa.

    Conclusione

    Il 730 precompilato 2026 sarà disponibile dal 30 aprile 2026 per la consultazione e dal 20 maggio per le modifiche e l’invio. Il termine ultimo è fissato al 30 settembre 2026. Non aspettare l’ultimo momento: presentare la dichiarazione in anticipo significa ricevere prima eventuali rimborsi ed evitare lo stress delle scadenze.

    Hai bisogno di assistenza per il 730 precompilato 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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    Dichiarazione di Successione a Udine: Procedura Passo-Passo

    Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

    Devi presentare una dichiarazione di successione a Udine e non sai da dove iniziare? In questa guida ti spieghiamo la procedura passo-passo, dalle scadenze ai documenti necessari, fino alla trasmissione telematica. Al CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, gestiamo l’intera pratica per te: ti siedi nel nostro ufficio e risolviamo tutto in un unico appuntamento.

    Grazie alla nostra esperienza consolidata – centinaia di successioni ogni anno – e ai rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate, ti garantiamo una pratica veloce, corretta e senza stress.

    Indice dei Contenuti

    • Cos’e la Dichiarazione di Successione
    • Chi Deve Presentare la Dichiarazione
    • Scadenze: Entro Quando Presentarla
    • Quando NON e Obbligatoria
    • Procedura Passo-Passo
    • Documenti Necessari
    • Trasmissione Telematica
    • Cosa Succede Dopo la Dichiarazione
    • Perche Affidarsi al CAF Centro Fiscale
    • Domande Frequenti

    Cos’e la Dichiarazione di Successione

    La dichiarazione di successione e un atto fiscale obbligatorio con cui gli eredi comunicano all’Agenzia delle Entrate il trasferimento del patrimonio di una persona deceduta. Serve a:

    • Determinare la base imponibile per il calcolo delle imposte di successione
    • Aggiornare le intestazioni catastali degli immobili (voltura)
    • Permettere lo sblocco di conti correnti, depositi e cassette di sicurezza
    • Formalizzare il passaggio di proprieta di beni mobili e immobili

    Dal 2018 la dichiarazione si presenta esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate, utilizzando il modello approvato. Al CAF Centro Fiscale ci occupiamo di tutto: dalla compilazione all’invio.

    Chi Deve Presentare la Dichiarazione di Successione

    Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione:

    • Gli eredi (legittimi o testamentari)
    • I legatari (chi riceve beni specifici per testamento)
    • I rappresentanti legali di eredi incapaci (minori, interdetti)
    • Gli amministratori dell’eredita
    • I curatori dell’eredita giacente
    • Gli esecutori testamentari
    • I trustee (per beni in trust)

    Nota importante: E sufficiente che uno solo degli obbligati presenti la dichiarazione. Non e necessario che la presentino tutti gli eredi. Al CAF Centro Fiscale basta che venga un erede con delega degli altri.

    Scadenze: Entro Quando Presentare la Dichiarazione

    La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data del decesso.

    SituazioneScadenzaSanzioni
    Entro 12 mesiNessuna sanzione–
    Ritardo fino a 30 giorniRavvedimento operosoSanzione ridotta
    Ritardo 30-90 giorniRavvedimento operosoSanzione media
    Ritardo oltre 90 giorniRavvedimento operosoSanzione piu alta
    Omissione totaleAccertamento AdESanzioni piene + interessi

    Consiglio: Non aspettare l’ultimo momento! Inizia a raccogliere i documenti subito dopo il decesso. Al CAF Centro Fiscale ti aiutiamo anche se sei in ritardo, applicando il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni.

    Scadenza vicina? Non farti prendere dal panico!

    Anche se sei in ritardo, possiamo aiutarti. Al CAF Centro Fiscale gestiamo la pratica rapidamente e applichiamo il ravvedimento operoso per minimizzare le sanzioni.

    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
    Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

    Quando la Dichiarazione NON e Obbligatoria

    La dichiarazione di successione non e obbligatoria se si verificano TUTTE queste condizioni:

    • L’eredita e devoluta al coniuge e/o ai parenti in linea retta (figli, genitori)
    • Il valore complessivo dell’eredita non supera 100.000 euro
    • L’eredita non comprende immobili o diritti reali immobiliari

    Attenzione: Basta che manchi una di queste condizioni perche la dichiarazione diventi obbligatoria. Ad esempio, se c’e anche un solo immobile, anche di modico valore, la dichiarazione va presentata.

    Procedura Passo-Passo per la Dichiarazione di Successione

    Ecco come funziona la procedura di dichiarazione di successione, sia che tu la faccia da solo (sconsigliato) sia che ti affidi al CAF:

    Fase 1: Raccolta documenti

    Il primo passo e raccogliere tutti i documenti necessari: certificato di morte, documenti del defunto e degli eredi, documenti patrimoniali (immobili, conti, titoli). Vedi la sezione dedicata piu avanti.

    Fase 2: Verifica eredi e quote

    Si determina chi sono gli eredi (per legge o testamento) e le rispettive quote ereditarie. Se c’e un testamento, va verificata la sua validita.

    Fase 3: Inventario del patrimonio

    Si elencano tutti i beni del defunto: immobili (con dati catastali), conti correnti, titoli, veicoli, aziende, quote societarie, altri beni mobili di valore.

    Fase 4: Compilazione dichiarazione

    Si compila il modello di dichiarazione di successione con tutti i dati: defunto, eredi, beni, passivita deducibili. Al CAF Centro Fiscale facciamo tutto noi con software dedicato.

    Fase 5: Calcolo imposte

    Si calcolano le imposte dovute: imposta di successione, imposta ipotecaria, imposta catastale, tributi speciali. Si verificano le agevolazioni applicabili (prima casa, disabilita, ecc.).

    Fase 6: Trasmissione telematica

    La dichiarazione viene inviata all’Agenzia delle Entrate in via telematica. Il sistema genera una ricevuta di avvenuta presentazione.

    Fase 7: Pagamento imposte

    Le imposte ipotecaria, catastale e i tributi si pagano contestualmente alla presentazione tramite addebito su conto corrente. L’imposta di successione viene liquidata successivamente dall’Agenzia.

    Fase 8: Voltura catastale

    Per gli immobili nel catasto ordinario, la voltura e automatica con la dichiarazione telematica. Per il sistema tavolare (Trieste, Gorizia, alcuni comuni UD) serve una procedura separata.

    Al CAF facciamo tutto noi in un unico appuntamento!

    Non devi preoccuparti di nulla: portaci i documenti, ci sediamo insieme, e gestiamo l’intera procedura in un unico appuntamento. Dalla compilazione alla trasmissione, dalla voltura alla consegna della documentazione.

    CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, Udine
    Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

    Documenti Necessari per la Dichiarazione

    Ecco l’elenco dei documenti da portare al CAF per la dichiarazione di successione:

    CategoriaDocumenti
    DefuntoCertificato di morte, codice fiscale, documento identita, stato di famiglia alla data decesso
    ErediCodici fiscali, documenti identita, eventuali deleghe
    TestamentoSe presente: originale o copia pubblicata
    ImmobiliVisure catastali (o estratti tavolari per sistema tavolare), atti di acquisto
    Conti/TitoliEstratti conto alla data decesso con saldo e giacenza media annua
    VeicoliLibretti di circolazione
    AziendeVisura camerale, ultimo bilancio

    Consulta la guida completa: Documenti necessari per la Successione: Guida Completa 2026.

    Trasmissione Telematica della Dichiarazione

    Dal 2018 la dichiarazione di successione si presenta esclusivamente online attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Non e piu possibile presentarla in formato cartaceo.

    Chi puo trasmettere:

    • L’erede direttamente (con SPID, CIE o credenziali Fisconline)
    • Un intermediario abilitato (CAF, commercialista, notaio)

    Perche affidarsi al CAF: La compilazione del modello e complessa e richiede competenze specifiche. Un errore puo causare ritardi, richieste di integrazione o sanzioni. Al CAF Centro Fiscale abbiamo software dedicato e anni di esperienza: la trasmissione va a buon fine al primo tentativo.

    Cosa Succede Dopo la Dichiarazione di Successione

    Una volta trasmessa la dichiarazione:

    1. Ricevuta di presentazione: L’Agenzia rilascia una ricevuta che certifica l’avvenuta presentazione
    2. Voltura catastale automatica: Per immobili nel catasto ordinario, le intestazioni vengono aggiornate automaticamente
    3. Sblocco conti bancari: Con la copia della dichiarazione registrata, le banche sbloccano i conti del defunto
    4. Liquidazione imposta di successione: L’Agenzia calcola l’eventuale imposta di successione e invia l’avviso di liquidazione (entro 3 anni)

    Al CAF Centro Fiscale ti assistiamo anche nelle fasi successive: ti consegniamo tutta la documentazione e ti spieghiamo come procedere con banche e altri enti.

    Perche Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine

    Ecco cosa ci distingue:

    • Tutto in un unico appuntamento: Ti siedi, noi risolviamo tutto
    • Esperienza consolidata: Centinaia di successioni ogni anno
    • Rapporti diretti con Agenzia Entrate: Pratiche piu veloci
    • Servizio completo: Dichiarazione + voltura catastale inclusa
    • Costi trasparenti: Sai subito quanto paghi, senza sorprese
    • Competenza locale: Conosciamo le particolarita del FVG

    Leggi la guida principale: Successione a Udine: Guida Completa CAF 2026.

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    Non rimandare la dichiarazione di successione. Contattaci per fissare un appuntamento: in poche ore risolvi tutto.

    CAF Centro Fiscale Udine
    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine
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    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Dichiarazione di Successione

    Entro quando devo presentare la dichiarazione di successione?

    Entro 12 mesi dalla data del decesso. Dopo questa scadenza si applicano sanzioni crescenti. Al CAF ti aiutiamo anche se sei in ritardo, applicando il ravvedimento operoso.

    Devo presentare la dichiarazione anche se non ci sono immobili?

    Dipende. Se l’eredita va a coniuge/figli e non supera 100.000 euro, no. In tutti gli altri casi si. Anche con soli conti correnti sopra la soglia, la dichiarazione e obbligatoria.

    Possono presentare la dichiarazione tutti gli eredi insieme?

    E sufficiente che la presenti uno solo degli eredi. Gli altri possono delegarlo. Al CAF basta che venga un erede con i documenti e le deleghe degli altri.

    Quanto tempo ci vuole per fare la dichiarazione al CAF?

    Se porti tutti i documenti completi, risolviamo tutto in un unico appuntamento di 1-2 ore. La trasmissione avviene lo stesso giorno o il giorno successivo.

    La voltura catastale e compresa nella dichiarazione?

    Per gli immobili nel catasto ordinario, la voltura e automatica e inclusa. Per il sistema tavolare (Trieste, Gorizia, alcuni comuni UD) serve una procedura separata presso l’Ufficio Tavolare.

    Cosa succede se presento la dichiarazione in ritardo?

    Si applicano sanzioni che aumentano col passare del tempo. Con il ravvedimento operoso puoi ridurre significativamente le sanzioni. Il CAF ti assiste anche in questi casi.

    Posso fare la dichiarazione di successione da solo online?

    Tecnicamente si, ma e sconsigliato. La compilazione e complessa e un errore puo causare problemi. Affidarsi al CAF costa poco e ti garantisce una pratica corretta al primo tentativo.

    Come faccio a sbloccare i conti correnti del defunto?

    Dopo la presentazione della dichiarazione, ti consegniamo una copia registrata. Portandola in banca insieme al certificato di morte e ai documenti degli eredi, i conti vengono sbloccati.


    Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione di successione a Udine? Contatta il CAF Centro Fiscale: siamo pronti ad aiutarti.

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel. 0432 1638640 – WhatsApp 366 601 8121

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      CAF

      Carta del Docente 2025-2026: Aperta dal 9 Marzo, Importo 383 Euro e Nuovi Beneficiari

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la Carta del Docente
      2. Novità 2025-2026: Apertura 9 Marzo e Importo 383 Euro
      3. Chi Ha Diritto alla Carta del Docente
      4. Importo e Credito Disponibile: Perché 383 Euro?
      5. Come Funziona la Piattaforma
      6. Cosa Si Può Acquistare con la Carta del Docente
      7. Scadenze Importanti da Ricordare
      8. Come Utilizzare i Buoni Generati
      9. Domande Frequenti sulla Carta del Docente

      La Carta del Docente 2025-2026 è finalmente attiva: dal 9 marzo 2026 gli insegnanti possono accedere alla piattaforma per utilizzare il bonus di 383 euro destinato alla formazione professionale e all’aggiornamento didattico. Quest’anno il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha introdotto importanti novità sui beneficiari e sull’importo erogato, rendendo necessario un aggiornamento completo sulla normativa vigente.

      La Carta del Docente è uno strumento fondamentale per sostenere la formazione continua degli insegnanti, permettendo l’acquisto di libri, corsi di aggiornamento, hardware, software didattici, ingressi a musei e molto altro. Tuttavia, molti docenti si chiedono: perché quest’anno l’importo è di 383 euro invece dei consueti 500 euro? Chi sono i nuovi beneficiari inclusi rispetto all’anno scorso? Quali requisiti bisogna soddisfare per accedere al bonus?

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, risponderemo a tutte queste domande, fornendo informazioni dettagliate e verificate sulla Carta del Docente 2025-2026. Analizzeremo le fonti normative ufficiali, spiegheremo passo dopo passo come accedere alla piattaforma, cosa si può acquistare e come generare i buoni spesa. Che tu sia un docente di ruolo, un supplente annuale o un insegnante neo-assunto, troverai tutte le risposte necessarie per sfruttare al meglio questo beneficio.

      Novità 2025-2026: Apertura 9 Marzo e Importo 383 Euro

      L’anno scolastico 2025-2026 porta con sé due importanti novità rispetto alle edizioni precedenti della Carta del Docente:

      1. Apertura piattaforma posticipata al 9 marzo 2026

      Normalmente la piattaforma Carta del Docente viene attivata a settembre, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico. Quest’anno, invece, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha deciso di aprire il sistema il 9 marzo 2026, a causa di ritardi tecnici nell’aggiornamento della piattaforma e della necessità di verificare le anagrafiche dei beneficiari alla luce delle nuove inclusioni.

      2. Importo ridotto: 383 euro invece di 500 euro

      La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 207) ha confermato la Carta del Docente ma ha ridotto temporaneamente l’importo da 500 euro a 383 euro per l’anno scolastico 2025-2026. Questa riduzione è stata motivata dalla necessità di estendere il beneficio a nuove categorie di docenti (vedi sezione successiva) mantenendo il tetto di spesa complessivo stanziato dal Governo.

      L’importo di 383 euro è lordo e corrisponde al credito effettivamente disponibile sulla piattaforma. Non sono previste trattenute fiscali perché la Carta del Docente è considerata un benefit in natura non soggetto a tassazione IRPEF.

      Tabella riepilogativa importi Carta del Docente:

      Anno ScolasticoImportoNote
      2015-2019500 €Standard
      2020-2021500 €Sospesa per supplenti brevi
      2021-2022500 €Reintrodotta per supplenti annuali
      2022-2023500 €Standard
      2023-2024500 €Standard
      2024-2025500 €Standard
      2025-2026383 €Importo ridotto, nuovi beneficiari

      Il Ministero ha dichiarato che l’importo ridotto è una misura temporanea e che dal 2026-2027 si dovrebbe tornare ai 500 euro standard, a patto che non vengano ulteriormente ampliate le categorie di beneficiari.

      Chi Ha Diritto alla Carta del Docente

      La Carta del Docente 2025-2026 è riservata a specifiche categorie di insegnanti delle scuole statali. Quest’anno ci sono importanti novità sui beneficiari, con l’inclusione di nuove figure che in precedenza erano escluse.

      BENEFICIARI CON DIRITTO PIENO (383 euro):

      1. Docenti di ruolo a tempo indeterminato

      Tutti i docenti con contratto a tempo indeterminato (di ruolo) delle scuole statali di ogni ordine e grado:

      • Scuola dell’infanzia
      • Scuola primaria
      • Scuola secondaria di primo grado (medie)
      • Scuola secondaria di secondo grado (superiori)

      Sono inclusi anche i docenti di ruolo in periodo di prova e quelli in servizio presso scuole all’estero (gestite dal MAECI).

      2. Docenti con contratto a tempo determinato (supplenti annuali) – NOVITÀ 2025-2026

      A partire dall’anno scolastico 2025-2026, hanno diritto alla Carta del Docente anche i docenti con contratto a tempo determinato (supplenti) fino al 31 agosto 2026 o 30 giugno 2026, purché abbiano un incarico annuale assegnato entro il 9 marzo 2026 (data di apertura della piattaforma).

      Questa è una novità importante rispetto agli anni precedenti, quando i supplenti temporanei erano spesso esclusi.

      3. Docenti neo-assunti in anno di formazione e prova

      I docenti neo-assunti con contratto a tempo indeterminato, anche se in anno di formazione e prova, hanno pieno diritto alla Carta del Docente.

      ESCLUSI DALLA CARTA DEL DOCENTE:

      • Docenti con supplenze brevi (meno di un anno scolastico)
      • Docenti delle scuole paritarie (private)
      • Personale ATA (Amministrativo, Tecnico, Ausiliario)
      • Docenti in pensione
      • Docenti in aspettativa non retribuita
      • Docenti con contratti a ore o spezzoni orari

      REQUISITO FONDAMENTALE: REGISTRAZIONE SPID

      Per accedere alla piattaforma Carta del Docente, è obbligatorio possedere le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica). Senza SPID/CIE non è possibile accedere al portale e generare i buoni.

      Come verificare se hai diritto:

      Se sei un docente e non sei sicuro di rientrare tra i beneficiari, puoi:

      1. Verificare il tuo contratto (tempo indeterminato o determinato annuale)
      2. Controllare di essere in servizio presso una scuola statale (non paritaria)
      3. Accedere alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it con SPID: se rientri tra i beneficiari, vedrai il tuo credito disponibile

      Importo e Credito Disponibile: Perché 383 Euro?

      La domanda più frequente tra i docenti è: perché quest’anno l’importo è di 383 euro invece dei soliti 500 euro?

      La risposta ha due motivazioni principali:

      1. Estensione dei beneficiari

      Come abbiamo visto, l’anno scolastico 2025-2026 segna l’inclusione dei supplenti annuali tra i beneficiari della Carta del Docente. Questo significa che il numero totale di docenti aventi diritto è aumentato di circa 70.000-80.000 unità rispetto all’anno precedente.

      Per mantenere il tetto di spesa complessivo fissato dalla Legge di Bilancio 2026 (circa 380 milioni di euro), il Ministero ha dovuto ridurre l’importo individuale da 500 a 383 euro.

      Calcolo semplificato:

      • Numero docenti 2024-2025: circa 760.000
      • Importo: 500 € × 760.000 = 380 milioni €
      • Numero docenti 2025-2026 (con supplenti): circa 830.000
      • Budget disponibile: 380 milioni €
      • Importo ridotto: 380.000.000 ÷ 830.000 ≈ 383 €

      2. Vincoli di bilancio pubblico

      La Legge di Bilancio 2026 ha confermato lo stanziamento per la Carta del Docente ma senza aumentare il budget rispetto all’anno precedente. In un contesto di contenimento della spesa pubblica, il Governo ha preferito estendere il beneficio a più docenti con un importo ridotto, piuttosto che escludere categorie (come i supplenti annuali) mantenendo i 500 euro.

      CREDITO RESIDUO ANNI PRECEDENTI

      Una buona notizia per i docenti: i crediti residui degli anni scolastici precedenti (2024-2025 e annualità ancora utilizzabili) si sommano al nuovo credito 2025-2026.

      Esempio pratico:

      • Credito residuo 2024-2025: 150 euro
      • Nuovo credito 2025-2026: 383 euro
      • Totale disponibile: 533 euro

      Attenzione però: i crediti degli anni più vecchi (prima del 2024) potrebbero essere scaduti e non più utilizzabili. Verifica sempre sulla piattaforma la data di scadenza di ciascun credito.

      RIEPILOGO IMPORTI:

      VoceImporto
      Carta del Docente 2025-2026383 €
      Eventuale credito residuo 2024-2025Variabile (max 500 €)
      Totale massimo teoricoFino a 883 €

      CONFRONTO CON ALTRI BONUS DOCENTI:

      La Carta del Docente (383 euro) è diversa e cumulabile con:

      • Bonus merito (ex Legge 107/2015): variabile, assegnato dai dirigenti scolastici
      • Indennità di valorizzazione previste dal CCNL Scuola
      • Rimborsi spese per corsi obbligatori imposti dalla scuola

      La Carta del Docente è libera nell’utilizzo (purché per formazione/cultura) e non vincolata a progetti specifici della scuola.

      Come Funziona la Piattaforma

      La piattaforma Carta del Docente è un portale web gestito dal Ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso cui i docenti possono:

      1. Visualizzare il credito disponibile
      2. Generare buoni spesa digitali
      3. Consultare lo storico degli acquisti
      4. Verificare gli esercenti accreditati

      PASSO 1: ACCESSO ALLA PIATTAFORMA

      Indirizzo: https://cartadeldocente.istruzione.it

      Requisiti di accesso:

      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) oppure
      • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN

      Procedura di primo accesso:

      1. Collegati a cartadeldocente.istruzione.it
      2. Clicca su “Entra con SPID” o “Entra con CIE”
      3. Seleziona il tuo Identity Provider (Poste, Infocert, Aruba, ecc.)
      4. Inserisci username e password SPID (o PIN CIE)
      5. Autorizza l’accesso alla piattaforma

      Al primo accesso, il sistema ti chiederà di:

      • Accettare le condizioni d’uso
      • Confermare i dati anagrafici (nome, cognome, codice fiscale)
      • Verificare la tua posizione lavorativa (scuola, tipo di contratto)

      Se tutti i dati sono corretti e rientri tra i beneficiari, vedrai immediatamente il tuo credito disponibile: 383 euro.

      PASSO 2: GENERARE UN BUONO SPESA

      Una volta entrato nella piattaforma:

      1. Clicca su “Crea buono” nel menu principale
      2. Scegli la tipologia di bene/servizio:
        • Libri (fisici o digitali)
        • Hardware (PC, tablet, e-reader)
        • Software
        • Corsi di aggiornamento
        • Ingressi a musei/eventi culturali
      3. Indica se l’acquisto sarà online o fisico
      4. Inserisci l’importo del buono (in euro)
      5. Clicca su “Crea buono”

      Il sistema genera un codice alfanumerico (es. ABC123XYZ) e un QR Code, che dovrai presentare all’esercente accreditato (negozio fisico o online).

      IMPORTANTE: Una volta creato, il buono è valido fino al suo utilizzo o fino alla scadenza del credito (31 agosto 2026). Se non lo utilizzi, puoi annullarlo e il credito torna disponibile.

      PASSO 3: UTILIZZARE IL BUONO

      Acquisto online:

      1. Accedi al sito dell’esercente accreditato (es. Amazon, IBS, Feltrinelli)
      2. Aggiungi i prodotti al carrello
      3. Al momento del pagamento, seleziona “Paga con Carta del Docente”
      4. Inserisci il codice buono generato
      5. Completa l’ordine

      Acquisto in negozio fisico:

      1. Scegli i prodotti che vuoi acquistare
      2. Alla cassa, comunica che vuoi pagare con Carta del Docente
      3. Mostra il QR Code del buono (puoi averlo sullo smartphone o stampato)
      4. Il negoziante scannerizza il codice e verifica la validità
      5. Completa l’acquisto

      PASSO 4: MONITORARE GLI ACQUISTI

      Nella sezione “Storico operazioni” della piattaforma puoi:

      • Vedere tutti i buoni generati (utilizzati e non)
      • Verificare il credito residuo aggiornato in tempo reale
      • Scaricare una lista riepilogativa degli acquisti (utile per la rendicontazione interna alla scuola, se richiesto)

      Cosa Si Può Acquistare con la Carta del Docente

      La Carta del Docente può essere utilizzata per acquistare beni e servizi legati alla formazione professionale e all’aggiornamento culturale del docente. Il DPCM 23 settembre 2015 definisce le categorie ammesse.

      CATEGORIA 1: LIBRI E PUBBLICAZIONI

      Ammessi:

      • Libri cartacei (narrativa, saggi, manuali, testi scolastici)
      • Libri digitali (e-book, audiolibri)
      • Riviste scientifiche e pubblicazioni periodiche
      • Abbonamenti a riviste specializzate
      • Dizionari, enciclopedie, atlanti

      Dove acquistare:

      • Librerie fisiche accreditate (Feltrinelli, Mondadori, IBS, ecc.)
      • Store online (Amazon Libri, Libraccio, BookDepository)
      • Editori accreditati

      CATEGORIA 2: HARDWARE

      Ammessi:

      • Computer (desktop, laptop)
      • Tablet
      • E-reader (Kindle, Kobo, PocketBook)
      • Stampanti, scanner, webcam (se destinati a uso didattico)
      • Componenti hardware per aggiornamento PC (RAM, SSD, ecc.)

      NON ammessi:

      • Smartphone
      • Smartwatch
      • Console da gioco
      • Accessori non didattici (mouse, tastiere, cuffie generiche)

      CATEGORIA 3: SOFTWARE

      Ammessi:

      • Software didattici e applicazioni educative
      • Sistemi operativi (Windows, macOS, Linux)
      • Suite per ufficio (Microsoft Office, LibreOffice, Google Workspace a pagamento)
      • Software di editing video/audio/grafico per uso didattico
      • Abbonamenti a piattaforme educative (es. corsi online Udemy, Coursera, LinkedIn Learning)

      NON ammessi:

      • Videogiochi (anche se “educativi”)
      • Software di intrattenimento puro

      CATEGORIA 4: CORSI DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE

      Ammessi:

      • Corsi di aggiornamento professionale (pedagogia, didattica, tecnologie educative)
      • Master universitari e corsi post-laurea
      • Corsi di lingua straniera (inglese, francese, tedesco, ecc.)
      • Certificazioni linguistiche (TOEFL, IELTS, Cambridge, DELE, DELF)
      • Corsi di informatica e coding (Python, Java, web development)
      • Seminari e convegni (iscrizione)

      Dove:

      • Università accreditate
      • Enti di formazione riconosciuti dal MIUR
      • Piattaforme online certificate

      CATEGORIA 5: INGRESSI A MUSEI, MOSTRE, EVENTI CULTURALI

      Ammessi:

      • Biglietti di ingresso a musei, gallerie d’arte, aree archeologiche
      • Mostre temporanee e permanenti
      • Spettacoli teatrali dal vivo
      • Cinema (proiezioni cinematografiche)
      • Concerti (musica classica, lirica, jazz)
      • Abbonamenti annuali a musei e teatri

      DOVE NON SI PUÒ USARE:

      Esclusi dalla Carta del Docente:

      • Abbigliamento e calzature
      • Viaggi e vacanze (anche culturali)
      • Ristoranti e servizi di ristorazione
      • Carburante e trasporti
      • Beni di consumo quotidiano

      IMPORTANTE: ESERCENTI ACCREDITATI

      Non tutti i negozi accettano la Carta del Docente. Solo gli esercenti accreditati possono incassare i buoni.

      Per verificare se un negozio è accreditato:

      1. Vai su cartadeldocente.istruzione.it
      2. Clicca su “Dove spendere i buoni”
      3. Filtra per categoria merceologica e località
      4. Scarica la lista aggiornata (oppure cerca direttamente sul sito del negozio, che di solito indica “Accettiamo Carta del Docente”)

      Principali esercenti accreditati online:

      • Amazon (libri, e-book, Kindle, tablet)
      • IBS (libri, e-book, DVD culturali)
      • Feltrinelli, Mondadori, Libraccio
      • Apple Store (iPad, MacBook – solo per docenti)
      • Microsoft Store (Surface, Office)
      • ePRICE (hardware)
      • Udemy, Coursera, LinkedIn Learning (corsi online)

      Scadenze Importanti da Ricordare

      La Carta del Docente 2025-2026 ha scadenze precise da rispettare per non perdere il credito. Ecco tutte le date importanti:

      9 MARZO 2026 – APERTURA PIATTAFORMA

      A partire dal 9 marzo 2026, la piattaforma cartadeldocente.istruzione.it è ufficialmente attiva e i docenti possono:

      • Accedere con SPID/CIE
      • Visualizzare il credito di 383 euro
      • Generare i primi buoni

      31 AGOSTO 2026 – SCADENZA UTILIZZO CREDITO

      Il credito di 383 euro relativo all’anno scolastico 2025-2026 deve essere utilizzato entro il 31 agosto 2026. Dopo questa data, il credito non speso decade e non può più essere recuperato.

      ATTENZIONE: “Utilizzare” significa che il buono deve essere stato speso (e validato dall’esercente) entro il 31 agosto. Non basta crearlo: se generi un buono il 30 agosto ma non lo usi, scadrà comunque.

      30 SETTEMBRE 2026 – SCADENZA VALIDAZIONE BUONI

      I buoni generati entro il 31 agosto 2026 possono essere validati dagli esercenti entro il 30 settembre 2026. Questo margine è concesso per permettere agli esercenti di rendicontare gli acquisti effettuati nelle ultime settimane.

      In pratica:

      • Docente: crea buono entro 31 agosto
      • Esercente: valida il buono entro 30 settembre

      SETTEMBRE 2026 – APERTURA NUOVO ANNO SCOLASTICO 2026-2027

      A settembre 2026 (indicativamente tra il 1° e il 15 settembre), la piattaforma verrà aggiornata con il credito del nuovo anno scolastico 2026-2027. Se il Governo conferma il ritorno ai 500 euro (come annunciato), i docenti vedranno accreditarsi il nuovo importo.

      TABELLA RIEPILOGATIVA SCADENZE:

      DataEvento
      9 marzo 2026Apertura piattaforma Carta del Docente 2025-2026
      31 agosto 2026SCADENZA utilizzo credito 383 €
      30 settembre 2026Scadenza validazione buoni da parte esercenti
      Settembre 2026Apertura anno 2026-2027 (nuovo credito)

      CREDITI RESIDUI ANNI PRECEDENTI: SCADENZE DIVERSE

      Se hai credito residuo dall’anno 2024-2025 (o precedenti), verifica sulla piattaforma la data di scadenza specifica. Ogni annualità ha la sua scadenza:

      • Credito 2024-2025: scade 31 agosto 2025 (già scaduto se non usato)
      • Credito 2023-2024: scade 31 agosto 2024 (già scaduto)

      Se sulla piattaforma vedi ancora crediti di anni precedenti disponibili, significa che sono stati prorogati o che c’è un errore nel sistema: in quel caso, usali subito prima che vengano corretti.

      CONSIGLIO PRATICO:

      Non aspettare fine agosto per usare il credito! Molti docenti si riducono all’ultimo e rischiano di:

      • Non trovare disponibilità dei corsi desiderati
      • Avere problemi tecnici sulla piattaforma (sovraccarico)
      • Non ricevere in tempo i prodotti ordinati online

      Il momento migliore per usare la Carta del Docente è tra marzo e giugno, quando c’è massima disponibilità di offerte e i servizi sono meno congestionati.

      Come Utilizzare i Buoni Generati

      Una volta generato il buono digitale sulla piattaforma Carta del Docente, devi presentarlo all’esercente accreditato per completare l’acquisto. La procedura varia a seconda che tu acquisti online o in un negozio fisico.

      UTILIZZO ONLINE

      Step 1: Verifica che il sito sia accreditato

      Prima di acquistare, assicurati che il sito web accetti la Carta del Docente. Di solito è indicato chiaramente nella homepage o nella sezione “Metodi di pagamento”.

      Esempi di siti accreditati:

      • Amazon.it (sezione Libri, Kindle, Elettronica)
      • IBS.it (Internet Bookshop)
      • Feltrinelli.it
      • Mondadoristore.it
      • Udemy.com (corsi online)

      Step 2: Genera il buono con l’importo corretto

      Sulla piattaforma Carta del Docente:

      1. Clicca “Crea buono”
      2. Seleziona la categoria (es. “Libri”)
      3. Indica “Online”
      4. Inserisci l’importo esatto del prodotto che vuoi acquistare (es. 25,00 euro per un libro)
      5. Clicca “Crea” → il sistema genera un codice alfanumerico (es. ABC123XYZ789)

      ATTENZIONE: Se l’importo del buono è superiore al prezzo del prodotto, la differenza non viene rimborsata. Se è inferiore, dovrai pagare la differenza con un altro metodo (carta di credito, PayPal).

      Step 3: Completa l’ordine sul sito dell’esercente

      1. Aggiungi i prodotti al carrello
      2. Procedi al checkout (finalizza ordine)
      3. Nella sezione “Metodo di pagamento”, seleziona “Carta del Docente” o “Bonus Docenti”
      4. Inserisci il codice buono nell’apposito campo
      5. Clicca “Applica” → il sistema verifica la validità del buono
      6. Se valido, l’importo viene scalato dal totale
      7. Conferma l’ordine

      IMPORTANTE: Alcuni siti (come Amazon) richiedono di caricare il buono in un’area dedicata del profilo prima di fare l’ordine. Controlla sempre le istruzioni specifiche del sito.

      UTILIZZO IN NEGOZIO FISICO

      Step 1: Genera il buono prima di andare in negozio

      Non aspettare di essere alla cassa! Genera il buono in anticipo sulla piattaforma:

      1. Accedi a cartadeldocente.istruzione.it con SPID
      2. Crea il buono indicando:
        • Categoria (es. “Libri”)
        • “Fisico” (importante!)
        • Importo (es. 50 euro)
      3. Salva il QR Code generato sul tuo smartphone (oppure stampalo su carta)

      Step 2: Scegli i prodotti in negozio

      Vai nel negozio fisico accreditato (libreria, negozio di informatica, ecc.) e scegli i prodotti che vuoi acquistare.

      Step 3: Comunica alla cassa che vuoi usare la Carta del Docente

      Quando sei pronto per pagare:

      1. Comunica al cassiere: “Voglio pagare con la Carta del Docente”
      2. Mostra il QR Code del buono (da smartphone o cartaceo)
      3. Il cassiere scannerizza il codice con un lettore ottico (o inserisce manualmente il codice alfanumerico)
      4. Il sistema verifica la validità del buono e l’importo
      5. Se tutto è OK, il buono viene validato e l’acquisto è completato

      ATTENZIONE: Se il totale dell’acquisto è:

      • Inferiore all’importo del buono → la differenza va persa (il buono viene comunque validato per intero)
      • Superiore all’importo del buono → devi pagare la differenza con un altro metodo (contanti, carta, bancomat)

      CONSIGLIO: Genera buoni dell’importo più vicino possibile a quello che spenderai, per evitare sprechi.

      ANNULLAMENTO DI UN BUONO NON UTILIZZATO

      Se hai generato un buono ma non lo hai usato, puoi annullarlo e recuperare il credito:

      1. Accedi alla piattaforma Carta del Docente
      2. Vai su “Storico operazioni”
      3. Trova il buono non utilizzato (stato: “Creato”)
      4. Clicca su “Annulla”
      5. Il credito torna immediatamente disponibile sul tuo account

      IMPORTANTE: Puoi annullare solo i buoni non ancora validati dagli esercenti. Se un buono è già stato usato (stato: “Validato”), non puoi più annullarlo.

      RIMBORSI E RESI

      Se hai acquistato un prodotto con la Carta del Docente e vuoi restituirlo (es. libro sbagliato, corso non soddisfacente):

      1. Chiedi il reso all’esercente (secondo le loro politiche)
      2. L’esercente deve annullare il buono già validato
      3. Il credito viene riaccreditato sulla tua Carta del Docente

      Attenzione: non tutti gli esercenti accettano resi per acquisti con Carta del Docente. Verifica sempre prima dell’acquisto.

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      Domande Frequenti sulla Carta del Docente

      Posso usare la Carta del Docente per acquistare uno smartphone?

      No, gli smartphone NON sono ammessi tra i beni acquistabili con la Carta del Docente. Sono ammessi solo tablet, computer, e-reader e hardware destinato specificamente a uso didattico.

      Se non uso tutto il credito entro il 31 agosto, cosa succede?

      Il credito non utilizzato entro il 31 agosto 2026 DECADE e non puo piu essere recuperato. Non viene trasferito all’anno successivo. E importante pianificare gli acquisti in tempo.

      Posso cedere il mio buono a un collega o familiare?

      No, la Carta del Docente e NOMINALE e PERSONALE. I buoni generati sono intestati a te e possono essere usati solo per acquisti a tuo nome. Cedere buoni a terzi e vietato e puo comportare sanzioni.

      Devo pagare tasse sul bonus da 383 euro?

      No, la Carta del Docente e considerata un benefit in natura non soggetto a tassazione IRPEF. I 383 euro sono lordi e netti allo stesso tempo: non ci sono trattenute fiscali.

      Posso comprare un corso online su Udemy o Coursera?

      Si, se Udemy o Coursera sono esercenti accreditati sulla piattaforma Carta del Docente. Verifica sempre nella sezione ‘Dove spendere i buoni’ prima di acquistare.

      Se sono un supplente con contratto fino a giugno, ho diritto alla Carta?

      Si, a partire dall’anno 2025-2026 anche i supplenti con contratto annuale (fino al 30 giugno o 31 agosto) hanno diritto ai 383 euro, purche il contratto sia attivo al 9 marzo 2026.

      Posso usare la Carta del Docente per pagare un master universitario?

      Si, i master universitari e i corsi post-laurea rientrano tra le spese ammesse, purche siano erogati da universita riconosciute o enti di formazione accreditati dal MIUR.


      La Carta del Docente 2025-2026 rappresenta un’opportunità importante per tutti gli insegnanti delle scuole statali, nonostante la riduzione temporanea dell’importo a 383 euro. L’estensione ai supplenti annuali è un segnale positivo di maggiore equità, e il Ministero ha annunciato l’intenzione di tornare ai 500 euro dal prossimo anno scolastico.

      Ricorda le scadenze chiave: la piattaforma è aperta dal 9 marzo 2026 e il credito deve essere utilizzato entro il 31 agosto 2026. Non aspettare l’ultimo momento: pianifica i tuoi acquisti con calma, verifica gli esercenti accreditati e sfrutta al meglio questo beneficio per la tua formazione professionale e il tuo aggiornamento culturale.

      Se hai dubbi fiscali sulla gestione della Carta del Docente, su come rendicontare gli acquisti o su altre agevolazioni per docenti, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata.

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      Polizze Vita e Successione: Rientrano nell Eredita? Guida 2026

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Una delle domande piu frequenti che ci vengono poste al CAF Centro Fiscale riguarda il destino delle polizze vita in caso di decesso del contraente: il capitale assicurato rientra nella successione? Gli eredi possono contestarlo? E soprattutto, chi eredita una polizza vita?

      Si tratta di interrogativi tutt’altro che banali, che coinvolgono aspetti civilistici, fiscali e di pianificazione successoria. La risposta, come spesso accade in materia di eredita, non e univoca: la regola generale prevede che il capitale assicurato NON rientri nella massa ereditaria, ma esistono importanti eccezioni legate alla tutela degli eredi legittimari.

      In questa guida approfondita analizzeremo la normativa di riferimento (art. 1920 Codice Civile), la giurisprudenza della Cassazione, gli aspetti fiscali e le strategie di pianificazione per utilizzare le polizze vita come strumento di tutela dei propri cari, evitando contestazioni future.

      Regola Generale: Il Capitale NON Rientra in Successione

      Come anticipato, la regola generale stabilita dall’art. 1920 CC e chiara: il capitale della polizza vita NON fa parte dell’eredita. Il beneficiario designato nella polizza acquista il diritto alla somma assicurata per diritto proprio, non in qualita di erede.

      Quali sono le conseguenze pratiche?

      1. Il beneficiario riceve il capitale anche se rinuncia all’eredita: sono due posizioni giuridiche distinte
      2. Il capitale non e soggetto all’imposta di successione (con alcune precisazioni che vedremo)
      3. I creditori del defunto non possono aggredire il capitale della polizza
      4. Il beneficiario non deve “condividere” il capitale con gli altri eredi

      Esempio pratico:

      Polizze Vita e Quota di Legittima: La Tutela degli Eredi

      Per comprendere pienamente quando una polizza vita puo essere contestata, e fondamentale conoscere le quote di legittima previste dal Codice Civile italiano. Questi sono i diritti inviolabili degli eredi legittimari (coniuge, figli, ascendenti).

      Tabella delle quote di legittima:

      Aspetti Fiscali delle Polizze Vita in Caso di Morte

      Uno dei principali vantaggi delle polizze vita riguarda la fiscalita. Il capitale liquidato ai beneficiari gode di un trattamento fiscale particolarmente favorevole.

      Esenzione dall’imposta di successione:

      L’articolo 12, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle Successioni) stabilisce che non sono soggetti all’imposta di successione i capitali corrisposti da assicurazioni sulla vita.

      Tabella comparativa imposte:

      Pianificazione Successoria con Polizze Vita: Strategie Efficaci

      Le polizze vita possono essere uno strumento prezioso per la pianificazione successoria, ma devono essere utilizzate con consapevolezza per evitare contestazioni future.

      Strategie consigliate:

      1. Mantenere la proporzione dei premi:

      • Evitare che i premi superino il 20-25% del patrimonio complessivo
      • Versare premi dilazionati nel tempo anziche un premio unico elevato
      • Documentare che i premi sono sostenibili rispetto al proprio tenore di vita

      2. Clausola beneficiaria chiara:

      • Indicare i beneficiari nominativamente (nome, cognome, codice fiscale)
      • Evitare formule generiche come “miei eredi”
      • Prevedere beneficiari di secondo grado in caso di premorienza
      • Valutare la designazione irrevocabile in casi specifici

      3. Tutelare il convivente non coniuge:

      La polizza vita e uno dei pochi strumenti per garantire una tutela economica al convivente more uxorio, che non ha diritti successori automatici. Tuttavia, attenzione alle quote di legittima dei familiari.

      4. Diversificare gli strumenti:

      • Non concentrare tutto il patrimonio in polizze vita
      • Combinare polizza + testamento per una pianificazione completa
      • Valutare anche donazioni, patti di famiglia, trust

      Consigli Pratici del CAF Centro Fiscale

      Presso il CAF Centro Fiscale di Udine gestiamo quotidianamente pratiche successorie che coinvolgono polizze vita. Ecco i nostri consigli pratici basati sull’esperienza.

      Quando conviene fare una polizza vita per scopi successori:

      • Per garantire liquidita immediata ai beneficiari (il capitale e disponibile in poche settimane)
      • Per tutelare soggetti senza diritti successori (convivente, nipoti, amici)
      • Per proteggere il capitale dai creditori del defunto
      • Per evitare l’imposta di successione verso beneficiari “lontani” (fratelli, nipoti, estranei)

      Quando NON e la scelta migliore:

      • Se i premi assorbirebbero una quota eccessiva del patrimonio
      • Se si vuole semplicemente trasferire patrimonio ai figli (meglio la successione ordinaria)
      • Se il patrimonio e contenuto e rientra nelle franchigie dell’imposta di successione

      Documenti da conservare:

      • Copia della polizza con clausola beneficiaria aggiornata
      • Ricevute dei premi versati
      • Documentazione del patrimonio al momento dei versamenti
      • Eventuali comunicazioni alla compagnia assicurativa

      In caso di dubbi sulla pianificazione successoria o sulla gestione di polizze vita in una successione, contattate il CAF Centro Fiscale: vi aiuteremo a valutare la vostra situazione specifica e a scegliere la soluzione piu adatta.

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      Le polizze vita fanno parte dell’eredita?

      No, come regola generale il capitale di una polizza vita NON fa parte dell’eredita. L’art. 1920 del Codice Civile stabilisce che il beneficiario acquista il diritto al capitale per diritto proprio, non come erede. Tuttavia, i premi versati possono essere contestati dagli eredi legittimari se risultano manifestamente sproporzionati rispetto al patrimonio del defunto.

      Chi eredita una polizza vita?

      Il beneficiario designato nella polizza riceve il capitale, indipendentemente dalla sua qualita di erede. Il beneficiario puo essere chiunque: coniuge, figli, convivente, amici, enti. Se il beneficiario e indicato genericamente come “eredi legittimi”, il capitale sara diviso secondo le quote di successione.

      La polizza vita puo essere contestata dagli eredi?

      Si, ma solo i premi versati, non il capitale assicurato. Gli eredi legittimari (coniuge, figli, ascendenti) possono agire con l’azione di riduzione se i premi sono manifestamente sproporzionati rispetto al patrimonio del defunto e ledono la loro quota di legittima. Generalmente si contesta se i premi superano il 30-40% del patrimonio.

      Quanto si paga di tasse su una polizza vita ereditata?

      Il capitale di una polizza vita con beneficiario nominativo e completamente esente dall’imposta di successione (art. 12 D.Lgs. 346/1990). Se invece il beneficiario e indicato genericamente come “eredi”, il capitale potrebbe essere assimilato all’eredita e tassato secondo le normali aliquote (4% per coniuge/figli con franchigia 1 milione, 6-8% per altri).

      Conviene fare una polizza vita invece di lasciare eredita?

      Dipende dalla situazione. La polizza vita conviene per: garantire liquidita immediata ai beneficiari, tutelare soggetti senza diritti successori (convivente), proteggere il capitale dai creditori, evitare l’imposta di successione verso beneficiari non familiari. Non conviene se i premi sono troppo elevati rispetto al patrimonio o se si vuole semplicemente trasferire beni ai figli.

      Come si dichiara la polizza vita nella dichiarazione di successione?

      La polizza vita va comunque indicata nella dichiarazione di successione nel Quadro ER (Beni non compresi nell’attivo ereditario), specificando che trattasi di somme corrisposte da assicurazioni sulla vita. Anche se esente da imposta, l’indicazione e necessaria per completezza della dichiarazione e per eventuali verifiche fiscali.


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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi profile picture
        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Bonus Edilizi 2026: i 5 Errori che Fanno Perdere Tutte le Detrazioni Fiscali

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        I bonus edilizi 2026 rappresentano un’opportunità significativa per ridurre il carico fiscale legato a ristrutturazioni, riqualificazioni energetiche e interventi sulla casa. Tuttavia, un errore anche minimo può costare l’intera detrazione fiscale, con perdite che possono arrivare a decine di migliaia di euro. In questa guida analizziamo i 5 errori più gravi e frequenti che portano alla perdita totale delle detrazioni, con esempi concreti, riferimenti normativi aggiornati e le soluzioni per evitarli.

        Se stai pianificando lavori in casa o hai già avviato cantieri, questa guida ti salverà da errori irreversibili che costano migliaia di euro. Dal bonifico errato alla documentazione mancante, dalla mancata comunicazione ENEA ai massimali superati: ogni dettaglio conta quando si tratta di bonus ristrutturazione, ecobonus, bonus facciate e superbonus.

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        CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

        Documenti 730 2026 per i redditi 2025: lista completa

        Dichiarazione dei redditi 730

        Indice dei contenuti

        1. Documenti personali e familiari
        2. Certificazioni dei redditi (CU, pensioni, altri redditi)
        3. Immobili e terreni
        4. Spese mediche e sanitarie
        5. Interessi passivi su mutui
        6. Spese di istruzione e universitarie
        7. Spese per asilo nido
        8. Premi assicurativi
        9. Attività sportive ragazzi (5-18 anni)
        10. Spese funebri
        11. Spese veterinarie
        12. Erogazioni liberali e donazioni
        13. Spese per assistenza personale
        14. Contributi previdenziali e assistenziali
        15. Contributi colf e badanti
        16. Fondi pensione e previdenza complementare
        17. Assegno di mantenimento
        18. Spese per adozione internazionale
        19. Versamenti F24 e acconti
        20. Contratti di locazione
        21. Ristrutturazione edilizia (bonus 50%)
        22. Risparmio energetico (Ecobonus)
        23. Bonus facciate
        24. Superbonus 110%
        25. Bonus mobili e elettrodomestici
        26. Contatti CAF Centro Fiscale Udine

        Ecco la lista completa e aggiornata dei documenti da portare al CAF per la compilazione del Modello 730/2026 (anno d’imposta 2025). Conserva questa pagina e usala come checklist prima dell’appuntamento.

        1. Documenti personali e familiari

        • Documento d’identità in corso di validità (carta d’identità o passaporto)
        • Codice fiscale / Tessera sanitaria del dichiarante
        • Codice fiscale del coniuge e dei familiari a carico (figli, altri familiari)
        • Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (730/2025 o Redditi PF 2025) con eventuali deleghe di versamento F24
        • Dati del datore di lavoro che effettuerà il conguaglio (denominazione, codice fiscale, indirizzo)
        • Certificazione ISEE 2026 (se necessaria per detrazioni/deduzioni specifiche)
        • Coordinate bancarie IBAN per accredito del rimborso (se senza sostituto d’imposta)
        • Credenziali SPID o CIE attiva (utile per il precompilato e per velocizzare la pratica)

        2. Certificazioni dei redditi

        • Certificazione Unica 2026 (CU) rilasciata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico
        • Certificazione Unica per collaborazioni, lavoro autonomo occasionale, borse di studio
        • Attestazione pensione estera (se percepita)
        • Redditi da fabbricati: canoni di locazione percepiti nel 2025, contratti registrati
        • Assegni periodici percepiti dall’ex coniuge (indicare codice fiscale di chi li versa)
        • Redditi diversi: compensi occasionali, redditi da attività sportive dilettantistiche, vendite immobiliari entro 5 anni, ecc.
        • Redditi da capitale: dividendi, interessi (se non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta)

        3. Immobili e terreni

        • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili e terreni posseduti
        • Atti di acquisto, vendita, donazione o successione avvenuti nel 2025
        • Contratti di locazione registrati e relativi canoni percepiti
        • Attestazione IMU versata nel 2025 (modelli F24)
        • Certificazione amministratore di condominio per quote di detrazione su parti comuni

        4. Spese mediche e sanitarie

        Detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro.

        • Scontrini farmacia con codice fiscale (farmaci da banco, medicinali SOP e OTC)
        • Fatture e ricevute di visite mediche specialistiche
        • Fatture per analisi di laboratorio, esami diagnostici, radiografie
        • Fatture dentista, oculista, fisioterapista, psicologo
        • Spese per dispositivi medici (occhiali, lenti a contatto, apparecchi acustici, protesi) con marcatura CE
        • Ticket sanitari del Servizio Sanitario Nazionale
        • Spese per ricovero ospedaliero (escluso il vitto)
        • Spese per assistenza infermieristica e riabilitativa
        • Spese sanitarie per familiari a carico o per patologie esenti

        Nota: il pagamento deve essere tracciabile (bancomat, carta, bonifico) per tutte le spese sanitarie, tranne farmaci e dispositivi medici che si possono pagare anche in contanti.

        5. Interessi passivi su mutui

        • Certificazione interessi passivi rilasciata dalla banca per l’anno 2025
        • Contratto di mutuo e atto di acquisto dell’immobile
        • Oneri accessori: spese notarili per il mutuo, perizia, istruttoria

        Detrazione del 19% sugli interessi fino a un massimo di 4.000 euro per l’acquisto dell’abitazione principale.

        6. Spese di istruzione e universitarie

        • Ricevute di pagamento rette scolastiche: scuola dell’infanzia, primaria, secondaria (max 800 euro per figlio)
        • Tasse universitarie: iscrizione, frequenza corsi di laurea, master, dottorati, specializzazione
        • Università non statali: la detrazione è limitata agli importi massimi stabiliti dal MIUR
        • Spese per mensa scolastica (con attestazione del Comune o della scuola)
        • Gite scolastiche, servizi di trasporto scolastico
        • Canoni di locazione per studenti universitari fuori sede (contratto registrato, università a oltre 100 km)

        7. Spese per asilo nido

        • Ricevute di pagamento asilo nido (pubblico o privato autorizzato)
        • Detrazione del 19% fino a un massimo di 632 euro per figlio
        • Indicare il codice fiscale del minore

        8. Premi assicurativi

        • Polizze vita e infortuni: ricevuta premio pagato nel 2025 (detrazione 19%, max 530 euro)
        • Polizze rischio non autosufficienza (max 1.291,14 euro)
        • Polizze rischio calamità naturali su immobili residenziali (detrazione 19%, senza limite)
        • Assicurazione contro eventi calamitosi stipulata contestualmente alla cessione del credito (superbonus)

        9. Attività sportive ragazzi (5-18 anni)

        • Ricevute o fatture per iscrizione e abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine
        • Detrazione del 19% fino a 210 euro per figlio
        • Devono risultare: denominazione della struttura, attività sportiva, dati del ragazzo, codice fiscale del pagante

        10. Spese funebri

        • Fatture per onoranze funebri sostenute nel 2025
        • Detrazione del 19% fino a un massimo di 1.550 euro per decesso
        • Spettante a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non parente

        11. Spese veterinarie

        • Fatture del veterinario e scontrini farmacia per medicinali veterinari
        • Detrazione del 19% con franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro

        12. Erogazioni liberali e donazioni

        • Donazioni a ONLUS, APS, ODV: ricevuta di versamento (bonifico, carta, assegno)
        • Donazioni a istituzioni religiose (max 1.032,91 euro)
        • Donazioni a partiti politici (da 30 a 30.000 euro)
        • Donazioni a università, enti di ricerca, fondazioni
        • Donazioni a enti dello spettacolo (Art Bonus: credito d’imposta 65%)

        Attenzione: tutte le donazioni devono essere effettuate con pagamento tracciabile per poter essere detratte/dedotte.

        13. Spese per assistenza personale

        • Spese per addetti all’assistenza personale (badanti) per soggetti non autosufficienti
        • Detrazione del 19% fino a 2.100 euro, se il reddito complessivo non supera 40.000 euro
        • Servono: fattura o ricevuta, certificazione medica di non autosufficienza

        14. Contributi previdenziali e assistenziali

        • Contributi INPS obbligatori (artigiani, commercianti, gestione separata)
        • Contributi INPS volontari (ricongiunzione, riscatto laurea)
        • Contributi previdenziali versati per familiari a carico
        • Contributi a casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.)

        I contributi previdenziali sono integralmente deducibili dal reddito complessivo (non detrazione, ma deduzione).

        15. Contributi colf e badanti

        • Ricevute dei bollettini INPS per contributi versati a colf, badanti, baby-sitter
        • Deducibili fino a un massimo di 1.549,37 euro annui
        • Copia del contratto di lavoro domestico

        16. Fondi pensione e previdenza complementare

        • Certificazione dei contributi versati al fondo pensione nel 2025
        • Deducibili fino a 5.164,57 euro annui
        • Per i lavoratori di prima occupazione dal 2007: possibile deduzione aggiuntiva fino a 2.582,29 euro nei primi 5 anni

        17. Assegno di mantenimento

        • Sentenza di separazione o divorzio (o accordo di negoziazione assistita)
        • Ricevute dei bonifici per l’assegno periodico versato all’ex coniuge
        • Codice fiscale dell’ex coniuge
        • L’assegno di mantenimento per l’ex coniuge è deducibile; la quota per i figli non è deducibile

        18. Spese per adozione internazionale

        • Certificazione dell’ente autorizzato (CIAI, Ai.Bi., ecc.) con il totale delle spese sostenute
        • Deducibili al 50% le spese certificate dall’ente

        19. Versamenti F24 e acconti

        • Modelli F24 relativi ai versamenti IRPEF effettuati nel 2025 (acconti e saldi)
        • Deleghe di pagamento per IMU, addizionali comunali e regionali
        • Cedolare secca: versamenti in acconto e saldo

        20. Contratti di locazione

        • Copia del contratto di affitto registrato
        • Ricevute dei canoni pagati nel 2025
        • Le detrazioni variano in base alla tipologia: contratto a canone concordato, giovani under 31, lavoratori che trasferiscono la residenza

        Detrazioni per lavori edilizi e risparmio energetico

        Per le spese relative a lavori edilizi serve portare tutta la documentazione relativa ai pagamenti e agli interventi effettuati.

        21. Ristrutturazione edilizia (bonus 50%)

        • Fatture delle imprese che hanno eseguito i lavori
        • Bonifici parlanti (bancari o postali) con causale specifica art. 16-bis TUIR
        • Comunicazione ASL (se prevista per sicurezza sul lavoro)
        • Titolo abilitativo: CILA, SCIA, permesso di costruire (o dichiarazione sostitutiva per edilizia libera)
        • Dati catastali dell’immobile
        • Detrazione del 50% su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per spese 2025). Dal 2026 riduzione al 36% su 48.000 euro per seconde case

        22. Risparmio energetico (Ecobonus)

        • Fatture e bonifici parlanti per interventi di efficientamento energetico
        • Asseverazione del tecnico abilitato
        • Attestato di Prestazione Energetica (APE) ante e post intervento
        • Scheda informativa inviata all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori
        • Le aliquote variano: 50% (infissi, caldaie a condensazione classe A), 65% (cappotto termico, pompe di calore, pannelli solari termici)

        23. Bonus facciate

        • Fatture e bonifici parlanti per interventi sulle facciate esterne
        • Il bonus facciate al 90% valeva per spese sostenute fino al 31/12/2022; al 60% per il 2022
        • Le rate residue in detrazione proseguono nei 10 anni successivi

        24. Superbonus 110%

        • Asseverazione tecnica e visto di conformità
        • Fatture e bonifici parlanti
        • Comunicazione ENEA
        • Delibera assembleare (per condomini)
        • Attestato APE ante e post intervento
        • Per spese 2025: aliquota ridotta al 65% (solo per lavori già avviati entro il 15/10/2024 con CILAS/titolo abilitativo)

        25. Bonus mobili e elettrodomestici

        • Fatture d’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe energetica minima richiesta)
        • Ricevuta di pagamento con carta di credito/debito o bonifico
        • Spetta solo se collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia
        • Detrazione del 50% su un massimo di 5.000 euro (per acquisti 2025)

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        Consiglio: presenta il prima possibile la dichiarazione per ottenere il rimborso in tempi rapidi. Le dichiarazioni presentate entro maggio-giugno permettono di ricevere il rimborso già a partire da luglio in busta paga o nel cedolino della pensione.

        Marzo 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-07 12:34:192026-05-31 14:13:50Documenti 730 2026 per i redditi 2025: lista completa
        COLF E BADANTI, MATERNITA'

        Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse e Quali Alternative Esistono

        Maternità INPS CAF Udine

        Il bonus mamme 2025 rappresenta un importante sostegno economico per le lavoratrici madri italiane, ma presenta un’esclusione significativa che riguarda oltre 850.000 lavoratrici: colf e badanti sono escluse dalla decontribuzione. Questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine analizza nel dettaglio perché le lavoratrici domestiche non possono accedere al bonus mamme, cosa prevede la normativa di riferimento e quali alternative concrete esistono per chi svolge lavoro domestico. Comprendere queste distinzioni è fondamentale per non perdere altri benefici effettivamente disponibili.

        La decontribuzione mamme introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 ha generato molte aspettative, ma anche confusione. Molte lavoratrici domestiche si sono viste respingere la domanda senza capirne il motivo. In questo articolo spieghiamo in modo chiaro la situazione normativa, le ragioni dell’esclusione confermate anche dalla Corte Costituzionale, e soprattutto quali bonus e agevolazioni restano accessibili per colf, badanti e baby sitter.

        Perché Colf e Badanti Sono Escluse dal Bonus Mamme

        L’esclusione delle lavoratrici domestiche dal bonus mamme non è una svista normativa, ma una scelta precisa del legislatore, confermata anche dalla Corte Costituzionale. Vediamo nel dettaglio le ragioni di questa esclusione e cosa significa concretamente per colf, badanti e baby sitter.

        La norma è chiara: l’articolo 1, comma 180 della Legge n. 213/2023 specifica che l’esonero si applica “a esclusione dei rapporti di lavoro domestico”. Questa formulazione esclude esplicitamente tutte le categorie di lavoro domestico:

        • Colf (collaboratrici familiari)
        • Badanti (assistenti familiari)
        • Baby sitter
        • Qualsiasi altra figura con contratto di lavoro domestico

        La sentenza della Corte Costituzionale

        Nel 2024, il Tribunale di Milano ha sollevato una questione di legittimità costituzionale riguardo all’esclusione delle lavoratrici domestiche dal bonus mamme. La Corte Costituzionale, con ordinanza del 23 ottobre 2024, ha dichiarato inammissibili le censure, confermando la legittimità dell’esclusione.

        La motivazione della Corte è tecnica ma importante da comprendere: i contributi dovuti all’INPS dalle lavoratrici domestiche si collocano in una disciplina speciale, con caratteristiche peculiari rispetto agli altri rapporti di lavoro dipendente. Questa “specialità” del lavoro domestico impedisce un’uniformazione automatica con le altre categorie di lavoratrici.

        In parole semplici, il sistema contributivo del lavoro domestico funziona in modo diverso: i contributi sono calcolati in base a fasce orarie e non sulla retribuzione effettiva, sono versati dal datore di lavoro (la famiglia) con modalità e scadenze proprie, e l’INPS gestisce questa categoria con regole specifiche. Questa diversità strutturale, secondo la Corte, giustifica un trattamento differenziato.

        Le peculiarità dei contributi nel lavoro domestico

        Per capire meglio l’esclusione, è utile conoscere come funzionano i contributi previdenziali per colf e badanti:

        AspettoLavoro dipendente standardLavoro domestico
        Calcolo contributiPercentuale sulla retribuzione lordaFasce orarie fisse
        Chi versaDatore di lavoro tramite busta pagaDatore di lavoro (famiglia) con MAV trimestrale
        Quota lavoratoreCirca 9,19% della retribuzioneImporto fisso per fascia oraria
        Gestione INPSGestione generale dipendentiGestione separata lavoro domestico

        Questo sistema speciale rende tecnicamente complesso applicare un esonero contributivo strutturato come quello del bonus mamme. Non significa che le lavoratrici domestiche “valgano meno”, ma che il loro inquadramento previdenziale richiede interventi normativi specifici.

        Chi Può Accedere al Bonus Mamme 2025: Requisiti Completi

        Per fare chiarezza, ecco l’elenco completo delle categorie che possono e che non possono accedere al bonus mamme 2025. Questa distinzione è fondamentale per evitare domande respinte e false aspettative.

        Chi ha diritto al bonus mamme

        Possono beneficiare della decontribuzione mamme o del Nuovo Bonus Mamme 2025:

        Per l’esonero contributivo IVS (tre o più figli):

        • Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato del settore privato
        • Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato del settore pubblico
        • Lavoratrici con contratto di apprendistato a tempo indeterminato
        • Lavoratrici con rapporti di lavoro part-time a tempo indeterminato

        Per il Nuovo Bonus Mamme da 40 euro (due o più figli):

        • Lavoratrici dipendenti (pubbliche e private) con contratto a tempo determinato o indeterminato
        • Lavoratrici autonome iscritte alle gestioni INPS
        • Lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS
        • Lavoratrici iscritte alle Casse professionali (avvocati, commercialisti, etc.)

        Requisiti comuni:

        • Avere almeno due figli (per il bonus 40 euro) o tre figli (per l’esonero IVS)
        • Essere in attività lavorativa nel mese di riferimento
        • Per il bonus 40 euro: reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui

        Chi è escluso dal bonus mamme

        Non possono accedere al bonus mamme le seguenti categorie:

        • Lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby sitter) – ESCLUSE ESPLICITAMENTE
        • Mamme con un solo figlio (anche se disabile)
        • Lavoratrici disoccupate
        • Lavoratrici pensionate
        • Libere professioniste in regime forfettario (per il bonus 40 euro, ma possono accedere se iscritte a casse previdenziali)
        • Collaboratrici occasionali senza iscrizione a gestioni previdenziali

        Importante: L’esclusione delle lavoratrici domestiche riguarda sia il bonus da 40 euro che l’esonero contributivo IVS. Non esiste attualmente alcuna forma di decontribuzione mamme accessibile a chi lavora con contratto domestico.

        Importi e Calcolo del Bonus Mamme 2025

        Comprendere quanto vale effettivamente il bonus mamme aiuta a valutare l’entità del mancato beneficio per le lavoratrici domestiche e a confrontarlo con altre agevolazioni disponibili.

        Esonero contributivo per tre o più figli

        Per le lavoratrici con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato, l’esonero funziona così:

        • Aliquota azzerata: la quota contributiva a carico della lavoratrice (normalmente il 9,19% per l’IVS) viene portata a zero
        • Tetto massimo: 250 euro al mese (3.000 euro all’anno)
        • Pensione garantita: l’aliquota di computo ai fini pensionistici resta invariata, quindi la lavoratrice non perde contributi figurativi

        Esempio di calcolo:

        Retribuzione lordaContributi IVS normali (9,19%)Risparmio mensileRisparmio annuo
        1.500 euro137,85 euro137,85 euro1.654,20 euro
        2.000 euro183,80 euro183,80 euro2.205,60 euro
        2.500 euro229,75 euro229,75 euro2.757,00 euro
        3.000 euro275,70 euro250 euro (tetto)3.000 euro (tetto)

        Come si vede dalla tabella, per retribuzioni superiori a circa 2.720 euro lordi mensili, il risparmio si ferma al tetto di 250 euro al mese.

        Nuovo Bonus Mamme da 40 euro mensili

        Per le lavoratrici con due o più figli (escluse quelle con tre figli e contratto a tempo indeterminato che accedono all’esonero IVS), il bonus è più semplice da calcolare:

        • Importo fisso: 40 euro al mese
        • Massimo annuo: 480 euro (12 mensilità)
        • Requisito reddito: massimo 40.000 euro annui da lavoro
        • Erogazione: tramite conguaglio in busta paga o domanda INPS

        Dal 2026 il bonus aumenterà a 60 euro mensili (720 euro annui), ma i requisiti rimarranno gli stessi. Pertanto, anche nel 2026 le lavoratrici domestiche resteranno escluse.

        Confronto risparmio annuo:

        CategoriaBonus/EsoneroRisparmio massimo annuo
        Madre 3+ figli, tempo indeterminatoEsonero IVS 100%Fino a 3.000 euro
        Madre 2+ figli, altre categorieNuovo Bonus Mamme480 euro (2025), 720 euro (2026)
        Colf/badanti con figliNESSUNO0 euro

        Alternative per Colf e Badanti: Bonus e Agevolazioni Disponibili

        Essere escluse dal bonus mamme non significa restare senza sostegni. Le lavoratrici domestiche con figli possono accedere ad altre agevolazioni, alcune delle quali anche più vantaggiose in termini economici. Vediamo quali sono le alternative concrete.

        Assegno Unico Universale per i figli

        L’Assegno Unico Universale (AUU) è probabilmente il beneficio più importante per le lavoratrici domestiche con figli. A differenza del bonus mamme, l’Assegno Unico non esclude le colf e badanti.

        Caratteristiche principali:

        • Importo: da 57 a 199,40 euro per figlio al mese (in base all’ISEE)
        • Destinatari: tutti i nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni
        • Requisiti: nessuna esclusione per tipologia di lavoro
        • Maggiorazioni: previste per famiglie numerose, figli disabili, madri under 21

        Esempio concreto: Una badante con due figli minori e ISEE sotto i 17.090,61 euro può ricevere circa 399 euro al mese di Assegno Unico, un importo decisamente superiore ai 40 euro mensili del bonus mamme.

        Bonus Asilo Nido

        Le lavoratrici domestiche possono accedere al bonus asilo nido per contribuire alle spese di frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati.

        Importi 2025:

        ISEEImporto annuoImporto mensile (11 mesi)
        Fino a 25.000 euro3.000 euro272,72 euro
        Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euro
        Oltre 40.000 euro1.500 euro136,36 euro

        Il bonus copre le rette effettivamente pagate e viene erogato direttamente dall’INPS. Per richiederlo è necessario presentare domanda tramite il CAF.

        Bonus Nuovi Nati 2025

        Per le lavoratrici domestiche che diventano madri nel 2025, è disponibile il Bonus Nuovi Nati, un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato.

        Requisiti:

        • Nascita o adozione nel 2025
        • ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
        • Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno valido

        Importante: Questo bonus è accessibile alle lavoratrici domestiche senza alcuna esclusione legata alla tipologia di contratto.

        Maternità e congedi per lavoratrici domestiche

        Le colf e badanti hanno diritto alla maternità INPS con regole specifiche:

        • Indennità di maternità: 80% della retribuzione convenzionale per 5 mesi
        • Requisiti contributivi: almeno 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti, oppure 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti
        • Congedo parentale: diritto al congedo (non retribuito dall’INPS per le lavoratrici domestiche)

        Attenzione: L’indennità di maternità per le lavoratrici domestiche è calcolata sulla retribuzione convenzionale stabilita dall’INPS, non sulla retribuzione effettiva. È quindi importante verificare l’importo spettante con il CAF prima del periodo di astensione.

        Detrazioni fiscali per familiari a carico

        Le lavoratrici domestiche che presentano la dichiarazione dei redditi possono beneficiare delle detrazioni per familiari a carico:

        • Detrazioni per figli a carico: variabili in base al reddito e all’età dei figli
        • Detrazioni per coniuge a carico: se il coniuge ha redditi inferiori a 2.840,51 euro annui
        • Detrazioni per altri familiari: genitori, fratelli, nipoti conviventi

        Per ottenere queste detrazioni è necessario presentare il modello 730 o il Modello Redditi, anche se il datore di lavoro domestico non funge da sostituto d’imposta. Il CAF Centro Fiscale può assistere nella compilazione.

        Come Fare Domanda per il Bonus Mamme (per Chi Ne Ha Diritto)

        Per le lavoratrici che hanno diritto al bonus mamme (quindi escluse le lavoratrici domestiche), la procedura varia in base alla tipologia di bonus richiesto.

        Esonero contributivo per tre o più figli

        Per le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con tre o più figli, l’esonero viene applicato automaticamente dal datore di lavoro una volta comunicati i dati dei figli. Non è necessaria una domanda INPS separata.

        Procedura:

        1. Comunicare al datore di lavoro la propria situazione familiare (numero e data di nascita dei figli)
        2. Il datore di lavoro inserisce il codice di esonero nelle denunce contributive mensili (UniEmens)
        3. L’esonero viene applicato automaticamente in busta paga
        4. La lavoratrice verifica l’effettiva applicazione controllando il cedolino paga

        Documenti necessari:

        • Codice fiscale dei figli
        • Autocertificazione attestante il numero di figli

        Nuovo Bonus Mamme da 40 euro

        Per il Nuovo Bonus Mamme 2025 (40 euro mensili), le modalità di richiesta variano:

        Per lavoratrici dipendenti:

        • Il bonus può essere erogato dal datore di lavoro in busta paga
        • In alternativa, si può presentare domanda all’INPS tramite il servizio online “Nuovo Bonus Mamme”

        Per lavoratrici autonome e iscritte alla Gestione Separata:

        • La domanda va presentata all’INPS tramite:
          • Portale INPS con SPID/CIE/CNS
          • Patronato o CAF
          • Contact Center INPS (803.164)

        Scadenze:

        • Le domande possono essere presentate per tutto l’anno 2025
        • Per chi non ha ricevuto il bonus nei mesi precedenti, è possibile richiedere gli arretrati
        • Domanda integrativa per il 2025: entro il 31 gennaio 2026 per recuperare mensilità non erogate

        Tabella Riepilogativa: Bonus Mamme vs Alternative per Colf e Badanti

        Per avere un quadro chiaro della situazione, ecco una tabella che confronta il bonus mamme (non accessibile) con le alternative disponibili per le lavoratrici domestiche.

        AgevolazioneAccessibile a colf/badanti?Importo indicativoRequisiti principali
        Bonus Mamme (esonero IVS)NOFino a 3.000 euro/anno3+ figli, tempo indeterminato
        Nuovo Bonus Mamme 40 euroNO480 euro/anno2+ figli, reddito max 40.000
        Assegno Unico UniversaleSI57-199 euro/mese per figlioFigli a carico, ISEE
        Bonus Asilo NidoSI1.500-3.000 euro/annoFiglio iscritto al nido, ISEE
        Bonus Nuovi NatiSI1.000 euro una tantumNascita 2025, ISEE max 40.000
        Maternità INPSSI80% retribuzione convenzionaleContributi minimi versati
        Detrazioni figliSIVariabile in base a redditoDichiarazione dei redditi

        Come si può notare, le lavoratrici domestiche hanno comunque accesso a diverse forme di sostegno, alcune delle quali (come l’Assegno Unico) possono risultare più vantaggiose del bonus mamme stesso.

        Novità 2026: Cosa Cambia per Colf e Badanti

        Con la Legge di Bilancio 2026, il bonus mamme verrà potenziato con un aumento dell’importo mensile da 40 a 60 euro. Tuttavia, come già anticipato, i requisiti di accesso rimarranno invariati.

        Questo significa che anche nel 2026:

        • Le lavoratrici domestiche restano escluse dal bonus mamme
        • Non sono previste modifiche normative per includere colf e badanti
        • L’esonero contributivo IVS per madri con tre o più figli continua fino al 31 dicembre 2026

        Prospettive future:

        Nonostante la pronuncia della Corte Costituzionale abbia confermato la legittimità dell’esclusione, il dibattito politico sulla questione resta aperto. Alcune proposte di legge mirano a introdurre forme di sostegno specifiche per le lavoratrici domestiche madri, ma al momento non risultano provvedimenti concreti in discussione.

        Il consiglio per le lavoratrici domestiche è di concentrarsi sui benefici effettivamente accessibili, in particolare l’Assegno Unico Universale che, per famiglie con ISEE basso e più figli, può garantire importi significativamente superiori al bonus mamme.

        Informazioni per i Datori di Lavoro Domestico

        Anche i datori di lavoro domestico (le famiglie che assumono colf e badanti) devono essere informati sulla situazione del bonus mamme, per gestire correttamente le aspettative delle lavoratrici e adempiere agli obblighi contributivi.

        Contributi INPS per colf e badanti: come funzionano

        I contributi per il lavoro domestico sono versati trimestralmente dal datore di lavoro (la famiglia) tramite MAV INPS. L’importo dipende dalla retribuzione oraria convenzionale e dalla fascia contributiva:

        Fasce contributive 2025 (valori indicativi):

        Retribuzione orariaContributo orario totaleDi cui a carico lavoratore
        Fino a 9,40 euro1,66 euro0,42 euro
        Da 9,40 a 11,45 euro1,88 euro0,47 euro
        Oltre 11,45 euro2,29 euro0,57 euro
        Oltre 25 ore settimanali1,21 euro0,30 euro

        Questi contributi non sono soggetti all’esonero previsto dal bonus mamme, indipendentemente dalla situazione familiare della lavoratrice.

        Obblighi del datore di lavoro

        Il datore di lavoro domestico deve:

        1. Versare i contributi trimestralmente entro le scadenze previste (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio)
        2. Consegnare il prospetto paga mensile alla lavoratrice
        3. Rilasciare la CU (Certificazione Unica) entro il 16 marzo di ogni anno
        4. Rispettare il CCNL del lavoro domestico per retribuzioni e condizioni

        Importante: La quota contributiva a carico della lavoratrice viene trattenuta dalla retribuzione mensile e versata insieme alla quota datoriale. Non esiste attualmente alcuna forma di esonero o riduzione applicabile.

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti

        Il bonus mamme spetta alle colf e badanti?

        No, le lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby sitter) sono esplicitamente escluse dal bonus mamme, sia nella forma dell’esonero contributivo IVS che nel Nuovo Bonus Mamme da 40 euro mensili. L’esclusione è stata confermata anche dalla Corte Costituzionale.

        Perché le lavoratrici domestiche sono escluse dal bonus mamme?

        Il sistema contributivo del lavoro domestico ha caratteristiche speciali (contributi calcolati per fasce orarie, versamento trimestrale da parte delle famiglie) che lo rendono diverso dagli altri rapporti di lavoro dipendente. Questa “specialità” giustifica, secondo la Corte Costituzionale, un trattamento differenziato.

        Quali bonus possono richiedere le colf con figli?

        Le lavoratrici domestiche con figli possono accedere all’Assegno Unico Universale, al bonus asilo nido, al bonus nuovi nati (per chi partorisce nel 2025), alla maternità INPS e alle detrazioni fiscali per familiari a carico tramite dichiarazione dei redditi.

        L’Assegno Unico è più vantaggioso del bonus mamme?

        In molti casi sì. Una lavoratrice con due figli e ISEE basso può ricevere circa 400 euro al mese di Assegno Unico, contro i 40 euro mensili del bonus mamme. L’Assegno Unico è accessibile anche alle lavoratrici domestiche senza alcuna esclusione.

        Nel 2026 il bonus mamme sarà esteso a colf e badanti?

        No, la Legge di Bilancio 2026 aumenta l’importo del bonus a 60 euro mensili ma non modifica i requisiti di accesso. Le lavoratrici domestiche rimarranno escluse anche nel 2026.

        Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere come badante?

        Il modo più sicuro è rivolgersi al CAF, che può verificare la tua situazione ISEE, i requisiti per ogni singolo bonus e assisterti nella presentazione delle domande. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio sia in sede che online.

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        Conclusioni

        L’esclusione delle colf e badanti dal bonus mamme rappresenta una disparità che colpisce oltre 850.000 lavoratrici in Italia. Tuttavia, comprendere le ragioni normative di questa esclusione e conoscere le alternative disponibili permette di non perdere benefici effettivamente accessibili.

        L’Assegno Unico Universale, il bonus asilo nido e le altre agevolazioni descritte in questa guida possono garantire un sostegno economico significativo alle lavoratrici domestiche con figli, in alcuni casi superiore al bonus mamme stesso.

        Hai bisogno di assistenza per verificare i bonus a cui hai diritto? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.

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        Marzo 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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        CAF

        Il Testamento può Cambiare il Beneficiario della Polizza Vita?

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Beneficiario Polizza Vita e Art. 1920 Codice Civile
        2. Quando il Testamento PU Influenzare
        3. Quando il Testamento NON può Modificare
        4. Come Modificare il Beneficiario Correttamente
        5. Revoca vs Modifica Testamentaria
        6. Implicazioni Fiscali: Esenzione Imposta Successione
        7. Casi Pratici e Giurisprudenza

        La domanda se il testamento possa cambiare il beneficiario di una polizza vita è tra le più frequenti in ambito successorio e assicurativo. La risposta richiede una distinzione fondamentale tra la natura contrattuale della designazione del beneficiario e la natura testamentaria della successione ereditaria.

        In base all’articolo 1920 del Codice Civile la polizza vita costituisce un contratto autonomo rispetto alla successione ereditaria. Il capitale assicurato non rientra nell’asse ereditario e viene devoluto direttamente al beneficiario designato a prescindere dalle disposizioni testamentarie.

        In questa guida analizziamo la normativa civilistica la giurisprudenza della Cassazione e i casi pratici per comprendere quando e come il testamento può influenzare la designazione del beneficiario polizza vita.

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        • Eredita e Assicurazioni: Polizze

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        Marzo 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-07 06:47:182026-05-31 17:09:38Il Testamento può Cambiare il Beneficiario della Polizza Vita?
        DICHIARAZIONE DEI REDDITI

        Modello Redditi PF 2026: Novità per Sportivi Dilettanti

        associazioni sportive dilettantistiche

        Indice dei contenuti

        • Chi Sono gli Sportivi Dilettanti ai Fini Fiscali
        • Regime Fiscale per i Compensi Sportivi Dilettanti nel 2026
        • Ritenute d’Acconto
        • Compilazione del Quadro D
        • Esonero Contributivo INPS
        • Cumulo con Altri Redditi
        • Obblighi Fiscali ASD e SSD
        • Casi Particolari
        • Scadenze Fiscali 2026
        • Vantaggi Fiscali

        Il Modello Redditi PF 2026 introduce importanti novità per gli sportivi dilettanti che percepiscono compensi da Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e Società Sportive Dilettantistiche (SSD). Con la Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021) e le successive modifiche normative, il regime fiscale per le collaborazioni sportive dilettantistiche è stato profondamente rivisto.

        Questa guida completa analizza come dichiarare correttamente i redditi sportivi dilettanti nel Modello Redditi PF 2026, le franchigie fiscali applicabili, il funzionamento delle ritenute d’acconto e la compilazione del Quadro D. Analizzeremo le novità 2026 con esempi pratici, tabelle riassuntive e riferimenti alle fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS, Gazzetta Ufficiale).

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        Chi Sono gli Sportivi Dilettanti ai Fini Fiscali

        Secondo la Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021), sono considerati sportivi dilettanti tutti coloro che svolgono attività sportiva a livello non professionistico presso ASD e SSD riconosciute dal CONI o dal CIP. Rientrano in questa categoria:

        • Atleti dilettanti: praticano sport senza essere tesserati come professionisti
        • Allenatori e istruttori: formano atleti nell’ambito dilettantistico
        • Arbitri e giudici di gara: coordinano competizioni sportive dilettantistiche
        • Preparatori atletici: seguono la preparazione fisica degli atleti
        • Collaboratori tecnici: supportano l’attività sportiva

        Fondamentale è che l’attività sia svolta per ASD/SSD iscritte al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) presso il CONI.

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Regime Fiscale per i Compensi Sportivi Dilettanti nel 2026

        I compensi percepiti dagli sportivi dilettanti nel 2026 sono soggetti a un regime fiscale agevolato. Il trattamento fiscale dipende dall’importo totale dei compensi percepiti nell’anno.

        Soglie di Esenzione 2026

        • 15.000 euro annui: fino a questo importo, i compensi sono esenti da imposte (IRPEF) e non devono essere dichiarati
        • Oltre 15.000 euro: l’eccedenza è soggetta a ritenuta d’acconto del 23% e deve essere dichiarata nel Quadro D

        Tabella Riassuntiva Regime Fiscale 2026:

        Compenso AnnuoTrattamento FiscaleObbligo Dichiarativo
        Fino a 15.000 €Esente IRPEFNO
        Da 15.001 a 30.000 €Ritenuta 23% sull’eccedenzaSÌ (Quadro D)
        Oltre 30.000 €Ritenuta 23% + aliquote marginali IRPEFSÌ (Quadro D + saldo)

        La soglia di 15.000 euro è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 207).

        Marzo 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/01/associazioni-sportive-dilettantistiche.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-06 20:13:142026-06-01 08:16:02Modello Redditi PF 2026: Novità per Sportivi Dilettanti
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