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Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse e Quali Alternative Esistono

Maternità INPS CAF Udine

Il bonus mamme 2025 rappresenta un importante sostegno economico per le lavoratrici madri italiane, ma presenta un’esclusione significativa che riguarda oltre 850.000 lavoratrici: colf e badanti sono escluse dalla decontribuzione. Questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine analizza nel dettaglio perché le lavoratrici domestiche non possono accedere al bonus mamme, cosa prevede la normativa di riferimento e quali alternative concrete esistono per chi svolge lavoro domestico. Comprendere queste distinzioni è fondamentale per non perdere altri benefici effettivamente disponibili.

La decontribuzione mamme introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 ha generato molte aspettative, ma anche confusione. Molte lavoratrici domestiche si sono viste respingere la domanda senza capirne il motivo. In questo articolo spieghiamo in modo chiaro la situazione normativa, le ragioni dell’esclusione confermate anche dalla Corte Costituzionale, e soprattutto quali bonus e agevolazioni restano accessibili per colf, badanti e baby sitter.

Perché Colf e Badanti Sono Escluse dal Bonus Mamme

L’esclusione delle lavoratrici domestiche dal bonus mamme non è una svista normativa, ma una scelta precisa del legislatore, confermata anche dalla Corte Costituzionale. Vediamo nel dettaglio le ragioni di questa esclusione e cosa significa concretamente per colf, badanti e baby sitter.

La norma è chiara: l’articolo 1, comma 180 della Legge n. 213/2023 specifica che l’esonero si applica “a esclusione dei rapporti di lavoro domestico”. Questa formulazione esclude esplicitamente tutte le categorie di lavoro domestico:

  • Colf (collaboratrici familiari)
  • Badanti (assistenti familiari)
  • Baby sitter
  • Qualsiasi altra figura con contratto di lavoro domestico

La sentenza della Corte Costituzionale

Nel 2024, il Tribunale di Milano ha sollevato una questione di legittimità costituzionale riguardo all’esclusione delle lavoratrici domestiche dal bonus mamme. La Corte Costituzionale, con ordinanza del 23 ottobre 2024, ha dichiarato inammissibili le censure, confermando la legittimità dell’esclusione.

La motivazione della Corte è tecnica ma importante da comprendere: i contributi dovuti all’INPS dalle lavoratrici domestiche si collocano in una disciplina speciale, con caratteristiche peculiari rispetto agli altri rapporti di lavoro dipendente. Questa “specialità” del lavoro domestico impedisce un’uniformazione automatica con le altre categorie di lavoratrici.

In parole semplici, il sistema contributivo del lavoro domestico funziona in modo diverso: i contributi sono calcolati in base a fasce orarie e non sulla retribuzione effettiva, sono versati dal datore di lavoro (la famiglia) con modalità e scadenze proprie, e l’INPS gestisce questa categoria con regole specifiche. Questa diversità strutturale, secondo la Corte, giustifica un trattamento differenziato.

Le peculiarità dei contributi nel lavoro domestico

Per capire meglio l’esclusione, è utile conoscere come funzionano i contributi previdenziali per colf e badanti:

AspettoLavoro dipendente standardLavoro domestico
Calcolo contributiPercentuale sulla retribuzione lordaFasce orarie fisse
Chi versaDatore di lavoro tramite busta pagaDatore di lavoro (famiglia) con MAV trimestrale
Quota lavoratoreCirca 9,19% della retribuzioneImporto fisso per fascia oraria
Gestione INPSGestione generale dipendentiGestione separata lavoro domestico

Questo sistema speciale rende tecnicamente complesso applicare un esonero contributivo strutturato come quello del bonus mamme. Non significa che le lavoratrici domestiche “valgano meno”, ma che il loro inquadramento previdenziale richiede interventi normativi specifici.

Chi Può Accedere al Bonus Mamme 2025: Requisiti Completi

Per fare chiarezza, ecco l’elenco completo delle categorie che possono e che non possono accedere al bonus mamme 2025. Questa distinzione è fondamentale per evitare domande respinte e false aspettative.

Chi ha diritto al bonus mamme

Possono beneficiare della decontribuzione mamme o del Nuovo Bonus Mamme 2025:

Per l’esonero contributivo IVS (tre o più figli):

  • Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato del settore privato
  • Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato del settore pubblico
  • Lavoratrici con contratto di apprendistato a tempo indeterminato
  • Lavoratrici con rapporti di lavoro part-time a tempo indeterminato

Per il Nuovo Bonus Mamme da 40 euro (due o più figli):

  • Lavoratrici dipendenti (pubbliche e private) con contratto a tempo determinato o indeterminato
  • Lavoratrici autonome iscritte alle gestioni INPS
  • Lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS
  • Lavoratrici iscritte alle Casse professionali (avvocati, commercialisti, etc.)

Requisiti comuni:

  • Avere almeno due figli (per il bonus 40 euro) o tre figli (per l’esonero IVS)
  • Essere in attività lavorativa nel mese di riferimento
  • Per il bonus 40 euro: reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui

Chi è escluso dal bonus mamme

Non possono accedere al bonus mamme le seguenti categorie:

  • Lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby sitter) – ESCLUSE ESPLICITAMENTE
  • Mamme con un solo figlio (anche se disabile)
  • Lavoratrici disoccupate
  • Lavoratrici pensionate
  • Libere professioniste in regime forfettario (per il bonus 40 euro, ma possono accedere se iscritte a casse previdenziali)
  • Collaboratrici occasionali senza iscrizione a gestioni previdenziali

Importante: L’esclusione delle lavoratrici domestiche riguarda sia il bonus da 40 euro che l’esonero contributivo IVS. Non esiste attualmente alcuna forma di decontribuzione mamme accessibile a chi lavora con contratto domestico.

Importi e Calcolo del Bonus Mamme 2025

Comprendere quanto vale effettivamente il bonus mamme aiuta a valutare l’entità del mancato beneficio per le lavoratrici domestiche e a confrontarlo con altre agevolazioni disponibili.

Esonero contributivo per tre o più figli

Per le lavoratrici con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato, l’esonero funziona così:

  • Aliquota azzerata: la quota contributiva a carico della lavoratrice (normalmente il 9,19% per l’IVS) viene portata a zero
  • Tetto massimo: 250 euro al mese (3.000 euro all’anno)
  • Pensione garantita: l’aliquota di computo ai fini pensionistici resta invariata, quindi la lavoratrice non perde contributi figurativi

Esempio di calcolo:

Retribuzione lordaContributi IVS normali (9,19%)Risparmio mensileRisparmio annuo
1.500 euro137,85 euro137,85 euro1.654,20 euro
2.000 euro183,80 euro183,80 euro2.205,60 euro
2.500 euro229,75 euro229,75 euro2.757,00 euro
3.000 euro275,70 euro250 euro (tetto)3.000 euro (tetto)

Come si vede dalla tabella, per retribuzioni superiori a circa 2.720 euro lordi mensili, il risparmio si ferma al tetto di 250 euro al mese.

Nuovo Bonus Mamme da 40 euro mensili

Per le lavoratrici con due o più figli (escluse quelle con tre figli e contratto a tempo indeterminato che accedono all’esonero IVS), il bonus è più semplice da calcolare:

  • Importo fisso: 40 euro al mese
  • Massimo annuo: 480 euro (12 mensilità)
  • Requisito reddito: massimo 40.000 euro annui da lavoro
  • Erogazione: tramite conguaglio in busta paga o domanda INPS

Dal 2026 il bonus aumenterà a 60 euro mensili (720 euro annui), ma i requisiti rimarranno gli stessi. Pertanto, anche nel 2026 le lavoratrici domestiche resteranno escluse.

Confronto risparmio annuo:

CategoriaBonus/EsoneroRisparmio massimo annuo
Madre 3+ figli, tempo indeterminatoEsonero IVS 100%Fino a 3.000 euro
Madre 2+ figli, altre categorieNuovo Bonus Mamme480 euro (2025), 720 euro (2026)
Colf/badanti con figliNESSUNO0 euro

Alternative per Colf e Badanti: Bonus e Agevolazioni Disponibili

Essere escluse dal bonus mamme non significa restare senza sostegni. Le lavoratrici domestiche con figli possono accedere ad altre agevolazioni, alcune delle quali anche più vantaggiose in termini economici. Vediamo quali sono le alternative concrete.

Assegno Unico Universale per i figli

L’Assegno Unico Universale (AUU) è probabilmente il beneficio più importante per le lavoratrici domestiche con figli. A differenza del bonus mamme, l’Assegno Unico non esclude le colf e badanti.

Caratteristiche principali:

  • Importo: da 57 a 199,40 euro per figlio al mese (in base all’ISEE)
  • Destinatari: tutti i nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni
  • Requisiti: nessuna esclusione per tipologia di lavoro
  • Maggiorazioni: previste per famiglie numerose, figli disabili, madri under 21

Esempio concreto: Una badante con due figli minori e ISEE sotto i 17.090,61 euro può ricevere circa 399 euro al mese di Assegno Unico, un importo decisamente superiore ai 40 euro mensili del bonus mamme.

Bonus Asilo Nido

Le lavoratrici domestiche possono accedere al bonus asilo nido per contribuire alle spese di frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati.

Importi 2025:

ISEEImporto annuoImporto mensile (11 mesi)
Fino a 25.000 euro3.000 euro272,72 euro
Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euro
Oltre 40.000 euro1.500 euro136,36 euro

Il bonus copre le rette effettivamente pagate e viene erogato direttamente dall’INPS. Per richiederlo è necessario presentare domanda tramite il CAF.

Bonus Nuovi Nati 2025

Per le lavoratrici domestiche che diventano madri nel 2025, è disponibile il Bonus Nuovi Nati, un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato.

Requisiti:

  • Nascita o adozione nel 2025
  • ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
  • Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno valido

Importante: Questo bonus è accessibile alle lavoratrici domestiche senza alcuna esclusione legata alla tipologia di contratto.

Maternità e congedi per lavoratrici domestiche

Le colf e badanti hanno diritto alla maternità INPS con regole specifiche:

  • Indennità di maternità: 80% della retribuzione convenzionale per 5 mesi
  • Requisiti contributivi: almeno 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti, oppure 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti
  • Congedo parentale: diritto al congedo (non retribuito dall’INPS per le lavoratrici domestiche)

Attenzione: L’indennità di maternità per le lavoratrici domestiche è calcolata sulla retribuzione convenzionale stabilita dall’INPS, non sulla retribuzione effettiva. È quindi importante verificare l’importo spettante con il CAF prima del periodo di astensione.

Detrazioni fiscali per familiari a carico

Le lavoratrici domestiche che presentano la dichiarazione dei redditi possono beneficiare delle detrazioni per familiari a carico:

  • Detrazioni per figli a carico: variabili in base al reddito e all’età dei figli
  • Detrazioni per coniuge a carico: se il coniuge ha redditi inferiori a 2.840,51 euro annui
  • Detrazioni per altri familiari: genitori, fratelli, nipoti conviventi

Per ottenere queste detrazioni è necessario presentare il modello 730 o il Modello Redditi, anche se il datore di lavoro domestico non funge da sostituto d’imposta. Il CAF Centro Fiscale può assistere nella compilazione.

Come Fare Domanda per il Bonus Mamme (per Chi Ne Ha Diritto)

Per le lavoratrici che hanno diritto al bonus mamme (quindi escluse le lavoratrici domestiche), la procedura varia in base alla tipologia di bonus richiesto.

Esonero contributivo per tre o più figli

Per le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con tre o più figli, l’esonero viene applicato automaticamente dal datore di lavoro una volta comunicati i dati dei figli. Non è necessaria una domanda INPS separata.

Procedura:

  1. Comunicare al datore di lavoro la propria situazione familiare (numero e data di nascita dei figli)
  2. Il datore di lavoro inserisce il codice di esonero nelle denunce contributive mensili (UniEmens)
  3. L’esonero viene applicato automaticamente in busta paga
  4. La lavoratrice verifica l’effettiva applicazione controllando il cedolino paga

Documenti necessari:

  • Codice fiscale dei figli
  • Autocertificazione attestante il numero di figli

Nuovo Bonus Mamme da 40 euro

Per il Nuovo Bonus Mamme 2025 (40 euro mensili), le modalità di richiesta variano:

Per lavoratrici dipendenti:

  • Il bonus può essere erogato dal datore di lavoro in busta paga
  • In alternativa, si può presentare domanda all’INPS tramite il servizio online “Nuovo Bonus Mamme”

Per lavoratrici autonome e iscritte alla Gestione Separata:

  • La domanda va presentata all’INPS tramite:
    • Portale INPS con SPID/CIE/CNS
    • Patronato o CAF
    • Contact Center INPS (803.164)

Scadenze:

  • Le domande possono essere presentate per tutto l’anno 2025
  • Per chi non ha ricevuto il bonus nei mesi precedenti, è possibile richiedere gli arretrati
  • Domanda integrativa per il 2025: entro il 31 gennaio 2026 per recuperare mensilità non erogate

Tabella Riepilogativa: Bonus Mamme vs Alternative per Colf e Badanti

Per avere un quadro chiaro della situazione, ecco una tabella che confronta il bonus mamme (non accessibile) con le alternative disponibili per le lavoratrici domestiche.

AgevolazioneAccessibile a colf/badanti?Importo indicativoRequisiti principali
Bonus Mamme (esonero IVS)NOFino a 3.000 euro/anno3+ figli, tempo indeterminato
Nuovo Bonus Mamme 40 euroNO480 euro/anno2+ figli, reddito max 40.000
Assegno Unico UniversaleSI57-199 euro/mese per figlioFigli a carico, ISEE
Bonus Asilo NidoSI1.500-3.000 euro/annoFiglio iscritto al nido, ISEE
Bonus Nuovi NatiSI1.000 euro una tantumNascita 2025, ISEE max 40.000
Maternità INPSSI80% retribuzione convenzionaleContributi minimi versati
Detrazioni figliSIVariabile in base a redditoDichiarazione dei redditi

Come si può notare, le lavoratrici domestiche hanno comunque accesso a diverse forme di sostegno, alcune delle quali (come l’Assegno Unico) possono risultare più vantaggiose del bonus mamme stesso.

Novità 2026: Cosa Cambia per Colf e Badanti

Con la Legge di Bilancio 2026, il bonus mamme verrà potenziato con un aumento dell’importo mensile da 40 a 60 euro. Tuttavia, come già anticipato, i requisiti di accesso rimarranno invariati.

Questo significa che anche nel 2026:

  • Le lavoratrici domestiche restano escluse dal bonus mamme
  • Non sono previste modifiche normative per includere colf e badanti
  • L’esonero contributivo IVS per madri con tre o più figli continua fino al 31 dicembre 2026

Prospettive future:

Nonostante la pronuncia della Corte Costituzionale abbia confermato la legittimità dell’esclusione, il dibattito politico sulla questione resta aperto. Alcune proposte di legge mirano a introdurre forme di sostegno specifiche per le lavoratrici domestiche madri, ma al momento non risultano provvedimenti concreti in discussione.

Il consiglio per le lavoratrici domestiche è di concentrarsi sui benefici effettivamente accessibili, in particolare l’Assegno Unico Universale che, per famiglie con ISEE basso e più figli, può garantire importi significativamente superiori al bonus mamme.

Informazioni per i Datori di Lavoro Domestico

Anche i datori di lavoro domestico (le famiglie che assumono colf e badanti) devono essere informati sulla situazione del bonus mamme, per gestire correttamente le aspettative delle lavoratrici e adempiere agli obblighi contributivi.

Contributi INPS per colf e badanti: come funzionano

I contributi per il lavoro domestico sono versati trimestralmente dal datore di lavoro (la famiglia) tramite MAV INPS. L’importo dipende dalla retribuzione oraria convenzionale e dalla fascia contributiva:

Fasce contributive 2025 (valori indicativi):

Retribuzione orariaContributo orario totaleDi cui a carico lavoratore
Fino a 9,40 euro1,66 euro0,42 euro
Da 9,40 a 11,45 euro1,88 euro0,47 euro
Oltre 11,45 euro2,29 euro0,57 euro
Oltre 25 ore settimanali1,21 euro0,30 euro

Questi contributi non sono soggetti all’esonero previsto dal bonus mamme, indipendentemente dalla situazione familiare della lavoratrice.

Obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro domestico deve:

  1. Versare i contributi trimestralmente entro le scadenze previste (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio)
  2. Consegnare il prospetto paga mensile alla lavoratrice
  3. Rilasciare la CU (Certificazione Unica) entro il 16 marzo di ogni anno
  4. Rispettare il CCNL del lavoro domestico per retribuzioni e condizioni

Importante: La quota contributiva a carico della lavoratrice viene trattenuta dalla retribuzione mensile e versata insieme alla quota datoriale. Non esiste attualmente alcuna forma di esonero o riduzione applicabile.

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Domande Frequenti

Il bonus mamme spetta alle colf e badanti?

No, le lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby sitter) sono esplicitamente escluse dal bonus mamme, sia nella forma dell’esonero contributivo IVS che nel Nuovo Bonus Mamme da 40 euro mensili. L’esclusione è stata confermata anche dalla Corte Costituzionale.

Perché le lavoratrici domestiche sono escluse dal bonus mamme?

Il sistema contributivo del lavoro domestico ha caratteristiche speciali (contributi calcolati per fasce orarie, versamento trimestrale da parte delle famiglie) che lo rendono diverso dagli altri rapporti di lavoro dipendente. Questa “specialità” giustifica, secondo la Corte Costituzionale, un trattamento differenziato.

Quali bonus possono richiedere le colf con figli?

Le lavoratrici domestiche con figli possono accedere all’Assegno Unico Universale, al bonus asilo nido, al bonus nuovi nati (per chi partorisce nel 2025), alla maternità INPS e alle detrazioni fiscali per familiari a carico tramite dichiarazione dei redditi.

L’Assegno Unico è più vantaggioso del bonus mamme?

In molti casi sì. Una lavoratrice con due figli e ISEE basso può ricevere circa 400 euro al mese di Assegno Unico, contro i 40 euro mensili del bonus mamme. L’Assegno Unico è accessibile anche alle lavoratrici domestiche senza alcuna esclusione.

Nel 2026 il bonus mamme sarà esteso a colf e badanti?

No, la Legge di Bilancio 2026 aumenta l’importo del bonus a 60 euro mensili ma non modifica i requisiti di accesso. Le lavoratrici domestiche rimarranno escluse anche nel 2026.

Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere come badante?

Il modo più sicuro è rivolgersi al CAF, che può verificare la tua situazione ISEE, i requisiti per ogni singolo bonus e assisterti nella presentazione delle domande. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio sia in sede che online.

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Conclusioni

L’esclusione delle colf e badanti dal bonus mamme rappresenta una disparità che colpisce oltre 850.000 lavoratrici in Italia. Tuttavia, comprendere le ragioni normative di questa esclusione e conoscere le alternative disponibili permette di non perdere benefici effettivamente accessibili.

L’Assegno Unico Universale, il bonus asilo nido e le altre agevolazioni descritte in questa guida possono garantire un sostegno economico significativo alle lavoratrici domestiche con figli, in alcuni casi superiore al bonus mamme stesso.

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