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CAF, COLF E BADANTI

Infortunio Colf: Retribuzioni Convenzionali INAIL 2025 e Procedura

colf e badanti CAF Udine

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’infortunio sul lavoro domestico
  2. Retribuzioni convenzionali INAIL 2025
  3. Tabella retribuzioni convenzionali colf e badanti
  4. Obblighi del datore di lavoro domestico
  5. Procedura denuncia infortunio INAIL
  6. Calcolo indennità di inabilità temporanea
  7. Esempi pratici di calcolo
  8. Differenza tra infortunio e malattia
  9. Termini e scadenze
  10. Domande frequenti

Quando una colf o badante subisce un infortunio sul lavoro, il datore di lavoro domestico deve seguire una procedura precisa per la denuncia all’INAIL. Le retribuzioni convenzionali INAIL 2025 sono state aggiornate con la Circolare INAIL n. 2/2025 e determinano l’importo dell’indennità spettante alla lavoratrice o al lavoratore infortunato.

In questa guida completa spieghiamo come funziona l’assicurazione INAIL per il lavoro domestico, quali sono gli obblighi del datore di lavoro, come si calcola l’indennità di inabilità temporanea e quali sono i termini per la denuncia. Includiamo anche tabelle aggiornate con le retribuzioni convenzionali 2025 ed esempi pratici di calcolo.

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Cos’è l’infortunio sul lavoro domestico

L’infortunio sul lavoro domestico è un evento traumatico che si verifica durante lo svolgimento delle mansioni lavorative da parte di colf, badanti, baby sitter e altri lavoratori domestici. Può trattarsi di una caduta, un taglio, una scottatura, un incidente durante le pulizie o qualsiasi altro evento che causi lesioni fisiche.

L’assicurazione INAIL per il lavoro domestico è obbligatoria per tutti i datori di lavoro domestico, come previsto dal Decreto Legislativo 23 febbraio 2000, n. 38. La copertura assicurativa protegge il lavoratore in caso di infortunio sul lavoro e malattie professionali.

Quando si configura l’infortunio domestico

Perché un evento sia riconosciuto come infortunio sul lavoro, devono sussistere tre elementi:

  • Causa violenta: un evento traumatico improvviso (caduta, taglio, urto)
  • Occasione di lavoro: l’evento deve verificarsi durante lo svolgimento delle mansioni lavorative
  • Lesione: deve causare un danno fisico che comporta inabilità al lavoro

Esempio: Una badante che scivola mentre pulisce le scale e si frattura il polso subisce un infortunio sul lavoro. Una colf che si scotta mentre stira o che si taglia mentre prepara il pranzo è coperta dall’assicurazione INAIL.

Infortunio in itinere

È considerato infortunio sul lavoro anche l’infortunio in itinere, cioè quello che avviene durante il tragitto casa-lavoro e lavoro-casa, purché il percorso sia quello normale e non siano presenti deviazioni significative.

Riferimento normativo: Articolo 12, D.Lgs. 38/2000 – “Assicurazione contro gli infortuni domestici”

Retribuzioni convenzionali INAIL 2025

Le retribuzioni convenzionali INAIL sono valori forfettari utilizzati per calcolare i premi assicurativi e le prestazioni economiche (indennità) spettanti ai lavoratori domestici in caso di infortunio. Non corrispondono alla retribuzione effettiva, ma a importi stabiliti annualmente dall’INAIL.

Per il 2025, le retribuzioni convenzionali sono state aggiornate con la Circolare INAIL n. 2 del 24 gennaio 2025, che ha recepito l’adeguamento ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (+0,8% rispetto al 2024).

A cosa servono le retribuzioni convenzionali

Le retribuzioni convenzionali INAIL hanno due funzioni principali:

  1. Calcolo del premio assicurativo annuale: il datore di lavoro domestico paga un premio INAIL calcolato sulla retribuzione convenzionale
  2. Calcolo delle prestazioni economiche: l’indennità di inabilità temporanea, la rendita per inabilità permanente e le altre prestazioni INAIL sono calcolate sulla base della retribuzione convenzionale

Importante: La retribuzione convenzionale INAIL è indipendente dalla retribuzione effettiva concordata tra datore di lavoro e lavoratore domestico. Anche se la colf guadagna 1.500 euro al mese, l’INAIL utilizzerà la retribuzione convenzionale per calcolare le prestazioni.

Fonte: Circolare INAIL n. 2/2025 – Rivalutazione retribuzioni convenzionali lavoro domestico

Tabella retribuzioni convenzionali colf e badanti

Di seguito riportiamo la tabella completa delle retribuzioni convenzionali INAIL 2025 per i lavoratori domestici, suddivise per fasce orarie settimanali:

Ore settimanaliRetribuzione convenzionale annua 2025Retribuzione mensile (indicativa)
Fino a 6 ore4.687,44 euro390,62 euro
Oltre 6 fino a 12 ore7.031,16 euro585,93 euro
Oltre 12 fino a 18 ore9.374,88 euro781,24 euro
Oltre 18 fino a 24 ore11.718,60 euro976,55 euro
Oltre 24 ore (convivente)14.062,32 euro1.171,86 euro

Note importanti:

  • Le retribuzioni convenzionali 2025 sono state rivalutate del +0,8% rispetto al 2024
  • La retribuzione mensile indicativa è calcolata dividendo l’importo annuo per 12
  • Per i lavoratori conviventi (oltre 24 ore settimanali) si applica la fascia più alta
  • Le retribuzioni convenzionali sono valide per tutto il 2025

Confronto con il 2024

Ecco il confronto con le retribuzioni convenzionali 2024:

Ore settimanali20242025Variazione
Fino a 6 ore4.650,00 euro4.687,44 euro+37,44 euro
Oltre 24 ore13.950,00 euro14.062,32 euro+112,32 euro

Fonte: Circolare INAIL n. 2/2025

Obblighi del datore di lavoro domestico

Il datore di lavoro domestico ha precisi obblighi nei confronti dell’INAIL quando assume una colf, badante o altro lavoratore domestico. Vediamoli nel dettaglio:

1. Iscrizione all’INAIL

Il datore di lavoro deve iscrivere la colf o badante all’INAIL entro 24 ore dall’assunzione. L’iscrizione si effettua:

  • Online tramite il portale INAIL (servizio “Gestione domestici”)
  • Telefonicamente al Contact Center INAIL 803.164 (da fisso) o 06.164164 (da mobile)
  • Presso una sede INAIL territoriale

Documenti necessari per l’iscrizione:

  • Codice fiscale del datore di lavoro
  • Codice fiscale del lavoratore domestico
  • Data di inizio rapporto di lavoro
  • Ore settimanali previste
  • Tipo di rapporto (convivente o non convivente)

2. Pagamento del premio annuale

Il datore di lavoro deve pagare il premio INAIL entro il 31 gennaio di ogni anno per l’anno precedente. Per il 2025, il premio è calcolato sulla base delle retribuzioni convenzionali indicate nella tabella sopra.

Importo del premio 2025:

Ore settimanaliPremio annuale 2025
Fino a 6 ore29,30 euro
Oltre 6 fino a 12 ore43,95 euro
Oltre 12 fino a 18 ore58,60 euro
Oltre 18 fino a 24 ore73,25 euro
Oltre 24 ore (convivente)87,90 euro

Il premio si paga tramite bollettino MAV o F24 con codice tributo DDPP.

3. Denuncia di infortunio

In caso di infortunio, il datore di lavoro ha l’obbligo di denunciare l’infortunio all’INAIL entro termini precisi (vedi sezione dedicata).

4. Certificazione medica

Il datore di lavoro deve far rilasciare al lavoratore infortunato un certificato medico di infortunio da parte di un medico o del Pronto Soccorso. Il certificato deve indicare:

  • Tipo di lesione
  • Prognosi (giorni di inabilità temporanea)
  • Dinamica dell’infortunio

Sanzioni per mancata iscrizione o denuncia

La mancata iscrizione all’INAIL o la mancata denuncia di infortunio comportano sanzioni amministrative:

  • Omessa iscrizione: sanzione da 1.290 a 7.745 euro (articolo 55, D.Lgs. 81/2008)
  • Omessa denuncia infortunio: sanzione da 1.290 a 7.745 euro
  • Denuncia tardiva: sanzione ridotta proporzionale ai giorni di ritardo

Importante: In caso di infortunio grave o mortale, la mancata denuncia può configurare anche responsabilità penale.

Procedura denuncia infortunio INAIL

La denuncia di infortunio è un adempimento obbligatorio che il datore di lavoro domestico deve effettuare quando la colf o badante subisce un infortunio sul lavoro. Vediamo passo per passo come si procede.

Step 1: Prestare soccorso immediato

In caso di infortunio, la prima cosa da fare è prestare soccorso al lavoratore:

  • Se l’infortunio è grave: chiamare il 118
  • Se l’infortunio è lieve: accompagnare il lavoratore dal medico curante o al Pronto Soccorso

Step 2: Ottenere il certificato medico

Il lavoratore deve farsi rilasciare un certificato medico di infortunio che indichi:

  • Natura della lesione (frattura, contusione, ferita, ecc.)
  • Prognosi (numero di giorni di inabilità temporanea)
  • Dinamica dell’infortunio

Il certificato può essere rilasciato da:

  • Pronto Soccorso (in caso di infortunio grave)
  • Medico curante (per infortuni lievi)
  • Medico specialista

Importante: Il certificato medico deve essere inviato telematicamente all’INAIL direttamente dal medico tramite il sistema “Certificati di Infortunio/Malattia Professionale”.

Step 3: Denuncia all’INAIL

Il datore di lavoro deve denunciare l’infortunio all’INAIL nei seguenti termini:

Tipo di infortunioTermine denuncia
Infortunio con prognosi superiore a 3 giorni2 giorni dal ricevimento del certificato medico
Infortunio mortale24 ore dall’evento
Infortunio con prognosi fino a 3 giorniNon obbligatorio, ma consigliato

Come si denuncia l’infortunio:

  1. Online sul portale INAIL: accedere al servizio “Denuncia di infortunio” con SPID, CIE o CNS
  2. Telefonicamente al Contact Center INAIL 803.164
  3. Tramite intermediario: CAF, patronato, consulente del lavoro
  4. Presso una sede INAIL territoriale

Step 4: Compilare il modulo di denuncia

Il modulo di denuncia richiede le seguenti informazioni:

  • Dati del datore di lavoro (codice fiscale, residenza)
  • Dati del lavoratore (codice fiscale, data assunzione, ore settimanali)
  • Data, ora e luogo dell’infortunio
  • Dinamica dell’evento (descrizione dettagliata di cosa è accaduto)
  • Certificato medico (protocollo telematico)
  • Eventuali testimoni

Step 5: Conservare la documentazione

Il datore di lavoro deve conservare per almeno 5 anni:

  • Copia della denuncia di infortunio
  • Certificato medico
  • Ricevuta di invio INAIL
  • Eventuale corrispondenza con INAIL

Cosa succede dopo la denuncia

Dopo la denuncia, l’INAIL:

  1. Istruisce la pratica verificando i requisiti per l’indennizzabilità
  2. Può richiedere documentazione integrativa
  3. Può convocare il lavoratore per visita medica presso la sede INAIL
  4. Emette il provvedimento di accoglimento o rigetto
  5. Eroga l’indennità in caso di accoglimento

I tempi di istruttoria variano da 30 a 60 giorni per le pratiche standard.

Riferimento normativo: Articolo 53, DPR 1124/1965 – Denuncia degli infortuni sul lavoro

Calcolo indennità di inabilità temporanea

L’indennità di inabilità temporanea è la prestazione economica che l’INAIL eroga al lavoratore domestico infortunato durante il periodo di inabilità al lavoro. Vediamo come si calcola.

Quando spetta l’indennità

L’indennità spetta quando l’infortunio comporta una inabilità assoluta al lavoro superiore a 3 giorni. I primi 3 giorni (periodo di carenza) non sono indennizzati dall’INAIL.

Importante: Durante i primi 3 giorni il datore di lavoro domestico non è obbligato a corrispondere alcuna retribuzione (a differenza del lavoro subordinato tradizionale dove i primi 3 giorni sono a carico del datore).

Percentuali di indennizzo

L’indennità è calcolata sulla retribuzione convenzionale giornaliera con le seguenti percentuali:

PeriodoPercentualeNote
Primi 3 giorni (carenza)0%Non indennizzati
Dal 4° al 90° giorno60%Della retribuzione convenzionale giornaliera
Dal 91° giorno in poi75%Della retribuzione convenzionale giornaliera

Formula di calcolo

Per calcolare l’indennità giornaliera:

Retribuzione convenzionale giornaliera = Retribuzione convenzionale annua / 365

Indennità giornaliera = Retribuzione giornaliera × Percentuale

Esempio pratico di calcolo

Caso: Badante convivente (oltre 24 ore settimanali) che subisce infortunio con prognosi di 30 giorni.

Dati:

  • Retribuzione convenzionale annua 2025: 14.062,32 euro
  • Prognosi: 30 giorni
  • Primi 3 giorni: carenza (non indennizzati)
  • Dal 4° al 30° giorno: 27 giorni indennizzabili al 60%

Calcolo:

1. Retribuzione giornaliera:

14.062,32 euro / 365 giorni = 38,52 euro/giorno

2. Indennità giornaliera (60%):

38,52 euro × 60% = 23,11 euro/giorno

3. Indennità totale per 27 giorni:

23,11 euro × 27 giorni = 623,97 euro

Risultato: La badante riceverà dall’INAIL un’indennità complessiva di 623,97 euro per i 27 giorni indennizzati (esclusi i primi 3 di carenza).

Pagamento dell’indennità

L’indennità viene pagata dall’INAIL:

  • Direttamente al lavoratore tramite bonifico bancario o postale
  • Con cadenza mensile posticipata
  • Entro 30 giorni dalla fine del mese di riferimento

Nota fiscale: L’indennità di inabilità temporanea è esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Riferimento normativo: Articoli 66-74, DPR 1124/1965 – Indennità per inabilità temporanea

Esempi pratici di calcolo

Vediamo altri esempi pratici di calcolo dell’indennità per diverse tipologie di infortunio e fasce orarie.

Esempio 1: Colf part-time (10 ore settimanali)

Situazione:

  • Colf assunta per 10 ore settimanali (fascia “oltre 6 fino a 12 ore”)
  • Infortunio: taglio profondo alla mano mentre lava i piatti
  • Prognosi: 15 giorni

Dati 2025:

  • Retribuzione convenzionale annua: 7.031,16 euro
  • Retribuzione giornaliera: 7.031,16 / 365 = 19,26 euro/giorno

Calcolo:

  • Primi 3 giorni (carenza): 0 euro
  • Dal 4° al 15° giorno (12 giorni): 19,26 × 60% = 11,56 euro/giorno
  • Totale indennità: 11,56 × 12 = 138,72 euro

Esempio 2: Badante non convivente (18 ore settimanali)

Situazione:

  • Badante assunta per 18 ore settimanali (fascia “oltre 12 fino a 18 ore”)
  • Infortunio: caduta dalle scale con frattura alla caviglia
  • Prognosi: 60 giorni

Dati 2025:

  • Retribuzione convenzionale annua: 9.374,88 euro
  • Retribuzione giornaliera: 9.374,88 / 365 = 25,68 euro/giorno

Calcolo:

  • Primi 3 giorni (carenza): 0 euro
  • Dal 4° al 60° giorno (57 giorni al 60%): 25,68 × 60% × 57 = 878,93 euro

Esempio 3: Badante convivente con infortunio lungo

Situazione:

  • Badante convivente (oltre 24 ore settimanali)
  • Infortunio: ustione grave mentre cucina
  • Prognosi: 120 giorni

Dati 2025:

  • Retribuzione convenzionale annua: 14.062,32 euro
  • Retribuzione giornaliera: 14.062,32 / 365 = 38,52 euro/giorno

Calcolo:

  • Primi 3 giorni (carenza): 0 euro
  • Dal 4° al 90° giorno (87 giorni al 60%): 38,52 × 60% × 87 = 2.010,74 euro
  • Dal 91° al 120° giorno (30 giorni al 75%): 38,52 × 75% × 30 = 866,70 euro
  • Totale indennità: 2.010,74 + 866,70 = 2.877,44 euro

Esempio 4: Infortunio in itinere

Situazione:

  • Colf assunta per 20 ore settimanali (fascia “oltre 18 fino a 24 ore”)
  • Infortunio: incidente stradale mentre va al lavoro con lo scooter
  • Prognosi: 45 giorni

Dati 2025:

  • Retribuzione convenzionale annua: 11.718,60 euro
  • Retribuzione giornaliera: 11.718,60 / 365 = 32,10 euro/giorno

Calcolo:

  • Primi 3 giorni (carenza): 0 euro
  • Dal 4° al 45° giorno (42 giorni al 60%): 32,10 × 60% × 42 = 809,28 euro

Nota: L’infortunio in itinere è coperto dall’assicurazione INAIL purché il percorso sia quello normale casa-lavoro e non ci siano deviazioni significative.

Tabella riepilogativa esempi

EsempioOre sett.PrognosiIndennità totale
Colf part-time10 ore15 giorni138,72 euro
Badante non convivente18 ore60 giorni878,93 euro
Badante conviventeConvivente120 giorni2.877,44 euro
Infortunio in itinere20 ore45 giorni809,28 euro

Differenza tra infortunio e malattia

È importante distinguere tra infortunio sul lavoro e malattia, perché hanno gestioni e coperture diverse.

Infortunio sul lavoro

Caratteristiche:

  • Causa violenta: evento traumatico improvviso
  • Occasione di lavoro: deve verificarsi durante lo svolgimento delle mansioni
  • Copertura INAIL: il lavoratore domestico è assicurato dall’INAIL
  • Indennità: pagata dall’INAIL dal 4° giorno

Esempi:

  • Caduta dalle scale mentre pulisce
  • Taglio con coltello mentre prepara il pranzo
  • Ustione mentre stira
  • Distorsione mentre sposta mobili

Malattia

Caratteristiche:

  • Causa lenta: processo patologico progressivo (influenza, bronchite, ecc.)
  • Non legata al lavoro: può insorgere in qualsiasi momento
  • Nessuna copertura INAIL: i lavoratori domestici NON hanno diritto all’indennità di malattia INPS
  • Indennità: solo se prevista dal contratto collettivo o dal contratto individuale

Importante: A differenza dei lavoratori dipendenti normali, colf e badanti NON hanno diritto all’indennità di malattia dall’INPS. Durante la malattia:

  • Il datore di lavoro può sospendere la retribuzione (salvo diverso accordo contrattuale)
  • Il rapporto di lavoro è tutelato: il datore non può licenziare per malattia fino a un certo periodo (periodo di comporto)

Tabella comparativa

AspettoInfortunioMalattia
CausaViolenta (trauma)Lenta (patologia)
OccasioneDurante il lavoroIndipendente dal lavoro
CoperturaINAILNessuna (lavoro domestico)
IndennitàSì, dal 4° giorno (INAIL)No (salvo accordo contrattuale)
Denuncia obbligatoriaSì (entro 2 giorni)No
Certificato medicoCertificato di infortunioCertificato di malattia
Tutela del postoSì (periodo di comporto)Sì (periodo di comporto)

Malattia professionale

Esiste anche la malattia professionale, cioè una patologia causata dall’attività lavorativa svolta in modo ripetuto nel tempo. Per i lavoratori domestici, esempi di malattie professionali possono essere:

  • Patologie muscolo-scheletriche (lombalgie da movimentazione carichi pesanti)
  • Dermatiti da contatto con detergenti
  • Patologie respiratorie da inalazione di sostanze chimiche

Le malattie professionali sono coperte dall’INAIL, ma devono essere denunciate dal lavoratore (non dal datore di lavoro) entro 15 giorni dalla diagnosi.

Riferimento normativo: Articolo 2087 Codice Civile – Tutela delle condizioni di lavoro

Termini e scadenze

Riepiloghiamo i principali termini e scadenze da rispettare in caso di infortunio di una colf o badante.

Termini per la denuncia di infortunio

AdempimentoTermineDecorrenza
Denuncia infortunio mortale24 oreDall’evento
Denuncia infortunio con prognosi > 3 giorni2 giorniDal ricevimento del certificato medico
Certificato medico (inviato dal medico)ImmediatoAl momento della visita
Conservazione documentazione5 anniDalla data dell’infortunio

Termini per le prestazioni INAIL

PrestazioneDecorrenzaNote
Indennità di inabilità temporaneaDal 4° giornoPrimi 3 giorni: carenza (non indennizzati)
Rendita per inabilità permanenteDopo consolidamentoSe inabilità permanente ≥ 6%
Indennizzo in capitaleDopo consolidamentoSe inabilità permanente 6-15%

Scadenze amministrative

AdempimentoScadenzaRiferimento
Iscrizione INAIL24 ore dall’assunzioneArticolo 13, D.Lgs. 38/2000
Pagamento premio INAIL annuale31 gennaioPer l’anno precedente
Variazione ore lavoro30 giorniDalla variazione
Cessazione rapporto di lavoro30 giorniDalla cessazione

Cosa succede in caso di ritardo

Il ritardo nella denuncia di infortunio può comportare:

  • Sanzione amministrativa da 1.290 a 7.745 euro
  • Difficoltà nell’istruttoria della pratica INAIL (mancanza di prove, testimoni, ecc.)
  • Responsabilità civile e penale in caso di infortunio grave o mortale

Consiglio: In caso di dubbio se denunciare o meno un infortunio (ad esempio per prognosi borderline di 3-4 giorni), è sempre meglio denunciare. L’INAIL valuterà l’indennizzabilità, ma il datore di lavoro avrà adempiuto al suo obbligo.

Ricorsi e contestazioni

Se l’INAIL rigetta la denuncia di infortunio, il lavoratore può:

  • Richiedere riesame alla sede INAIL territoriale entro 60 giorni
  • Fare ricorso amministrativo alla Direzione Regionale INAIL entro 90 giorni
  • Fare ricorso giudiziario al Tribunale del lavoro entro 3 anni (termine di prescrizione)

Riferimento normativo: Articolo 104, D.Lgs. 81/2008 – Obblighi del datore di lavoro

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Domande frequenti

Chi paga i primi 3 giorni di infortunio della colf?

I primi 3 giorni (periodo di carenza) NON sono indennizzati dall’INAIL e il datore di lavoro domestico non e obbligato a pagarli. A differenza del lavoro subordinato normale, nel lavoro domestico i primi 3 giorni non sono a carico del datore, salvo diverso accordo contrattuale.

La retribuzione convenzionale INAIL e uguale allo stipendio della colf?

No, la retribuzione convenzionale INAIL e un valore forfettario stabilito dall’INAIL per calcolare premi e prestazioni. E indipendente dalla retribuzione effettiva concordata tra datore e lavoratore. Per il 2025, va da 4.687,44 euro annui (fino a 6 ore settimanali) a 14.062,32 euro (conviventi oltre 24 ore).

Entro quanto tempo devo denunciare l’infortunio all’INAIL?

Devi denunciare l’infortunio entro 2 giorni dal ricevimento del certificato medico se la prognosi e superiore a 3 giorni. In caso di infortunio mortale, la denuncia deve essere fatta entro 24 ore dall’evento. Il ritardo comporta sanzioni da 1.290 a 7.745 euro.

La colf ha diritto alla malattia pagata?

No, i lavoratori domestici (colf e badanti) NON hanno diritto all’indennita di malattia dall’INPS. Durante la malattia il datore puo sospendere la retribuzione (salvo accordo contrattuale). Il rapporto e tutelato: il datore non puo licenziare durante il periodo di comporto.

Se la badante si infortuna andando al lavoro, e coperta dall’INAIL?

Si, l’infortunio in itinere (durante il tragitto casa-lavoro) e coperto dall’assicurazione INAIL, purche il percorso sia quello normale e abituale senza deviazioni significative. L’indennita si calcola con le stesse modalita dell’infortunio sul lavoro.

Quanto riceve di indennita una badante convivente infortunata per 30 giorni?

Con la retribuzione convenzionale 2025 di 14.062,32 euro annui (38,52 euro/giorno), l’indennita per 30 giorni e: primi 3 giorni carenza (0 euro) + 27 giorni al 60% (23,11 euro/giorno x 27) = 623,97 euro totali pagati dall’INAIL.


La gestione dell’infortunio di una colf o badante richiede attenzione e tempestività. Il datore di lavoro domestico deve conoscere le retribuzioni convenzionali INAIL 2025, rispettare i termini di denuncia e garantire la tutela del lavoratore.

L’assicurazione INAIL copre il lavoratore dal 4° giorno di inabilità, erogando un’indennità calcolata sulla retribuzione convenzionale (60% dal 4° al 90° giorno, 75% dal 91° giorno in poi).

È fondamentale distinguere tra infortunio e malattia: solo l’infortunio è coperto dall’INAIL, mentre i lavoratori domestici non hanno diritto all’indennità di malattia.

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    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    ECCELLENTE
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    In base a 920 recensioni
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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-22 11:30:002026-05-31 16:22:09Infortunio Colf: Retribuzioni Convenzionali INAIL 2025 e Procedura
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    Regime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il regime impatriati è una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi rientra in Italia dall’estero. Nel 2026 continua a garantire benefici fiscali significativi.

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    Cos’è il Regime Impatriati

    Il regime agevolato riduce la base imponibile IRPEF: tassazione solo su 30% (riduzione 70%) o 10% (riduzione 90%) del reddito.

    Lavoro da Remoto

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    Figli Residenti

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      CAF, ISEE

      Bonus Spesa 1.000 Euro 2026: le Famiglie con ISEE Inferiore a 15.000 Euro Sono Avvantaggiate

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Un bonus spesa da 1.000 euro per le famiglie italiane con ISEE inferiore a 15.000 euro: non si tratta di un singolo pagamento in un’unica soluzione, ma del valore complessivo delle agevolazioni previste dal governo per supportare i nuclei familiari a basso reddito nella spesa quotidiana. In cima alla lista ci sono le famiglie con un indicatore ISEE più basso, che possono accedere a importi maggiorati e a misure cumulative.

      In questo articolo vediamo nel dettaglio quali misure rientrano in questo bonus spesa, chi ha diritto all’importo massimo, come si calcola il proprio ISEE e in che modo rivolgersi al CAF per ottenere tutti i benefici spettanti.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Bonus Spesa 1.000 Euro e da Dove Deriva
      2. Requisiti ISEE: Perché le Famiglie Sotto i 15.000 Euro Sono Avvantaggiate
      3. Chi Può Richiedere il Bonus Spesa: Requisiti Completi
      4. Come Si Calcola l’ISEE e Perché È Fondamentale Aggiornarlo
      5. Importi del Bonus Spesa 2026: Quanto Spetta alle Famiglie
      6. Come Usare la Carta Dedicata a Te: Cosa Si Può Acquistare
      7. Differenza tra Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti Ordinaria
      8. Il Ruolo del CAF: Come Ottimizzare i Benefici con un ISEE Corretto
      9. Domande Frequenti sul Bonus Spesa 1.000 Euro
      10. Conclusione: Come Non Perdere il Bonus Spesa

      Cos’è il Bonus Spesa 1.000 Euro e da Dove Deriva

      Quando si parla di “bonus spesa 1.000 euro” si fa riferimento, nella maggior parte dei casi, all’insieme delle misure di sostegno agli acquisti alimentari e di prima necessità messe a disposizione dal governo italiano. La principale è la Carta Dedicata a Te (ex Carta Risparmio Spesa), una carta prepagata erogata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) in collaborazione con il Comune di residenza.

      La Carta Dedicata a Te viene caricata con un importo periodico e può essere usata per acquistare beni alimentari di prima necessità, prodotti per l’igiene personale e carburante. Il valore cumulativo annuo per le famiglie più numerose e con reddito più basso può avvicinarsi o superare i 1.000 euro, motivo per cui viene spesso indicata con questa cifra nella comunicazione istituzionale e nei media.

      Attenzione: i 1.000 euro non vengono erogati tutti in una volta, ma attraverso ricariche periodiche sulla carta prepagata. L’importo effettivo dipende dalla composizione del nucleo familiare e dalla fascia ISEE.

      Requisiti ISEE: Perché le Famiglie Sotto i 15.000 Euro Sono Avvantaggiate

      Il bonus spesa è strutturato con una logica progressiva inversa: più è basso l’ISEE del nucleo familiare, maggiore è il beneficio ottenuto. In pratica, le famiglie con ISEE sotto i 15.000 euro godono di una corsia preferenziale rispetto alle famiglie con redditi più alti.

      Questo meccanismo funziona in questo modo: le famiglie vengono collocate in una graduatoria stilata dal Comune in base all’ISEE. Le prime ad essere selezionate sono quelle con ISEE più basso. A parità di numero di componenti del nucleo familiare, chi ha un indicatore ISEE inferiore viene servito prima, e in molti casi ottiene importi maggiorati.

      La soglia di 15.000 euro di ISEE è il limite massimo per accedere alla misura principale. Famiglie con ISEE superiore a questa soglia vengono escluse dalla Carta Dedicata a Te, indipendentemente dalla composizione del nucleo.

      Esempio pratico: come funziona la graduatoria

      Immagina tre famiglie con 4 componenti ciascuna, residenti nello stesso Comune:

      • Famiglia A: ISEE di 4.200 euro → prima in graduatoria, ottiene l’importo più alto
      • Famiglia B: ISEE di 9.500 euro → seconda in graduatoria, accede alla carta ma con importo standard
      • Famiglia C: ISEE di 16.000 euro → esclusa dalla misura (sopra la soglia massima)

      Questo meccanismo garantisce che le risorse disponibili vengano distribuite prima a chi ne ha più bisogno.

      Chi Può Richiedere il Bonus Spesa: Requisiti Completi

      Per accedere al bonus spesa collegato alla Carta Dedicata a Te, il nucleo familiare deve soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:

      • Cittadinanza italiana o permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
      • Residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 continuativi
      • ISEE inferiore a 15.000 euro (soglia aggiornata al 2026)
      • Non essere già beneficiari di Assegno di Inclusione (ADI) o Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)
      • Non avere nel nucleo familiare persone intestatarie di veicoli immatricolati nei 24 mesi precedenti (con alcune eccezioni per disabilità)

      Nota importante: la misura non richiede presentazione di domanda da parte del cittadino. È il Comune che, in base alle graduatorie INPS, individua i beneficiari e consegna la carta. Tuttavia è fondamentale avere un ISEE aggiornato e valido.

      Come Si Calcola l’ISEE e Perché È Fondamentale Aggiornarlo

      L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro che lo Stato utilizza per valutare la situazione economica di una famiglia. Tiene conto non solo dei redditi, ma anche del patrimonio mobiliare (risparmi, conti correnti, titoli) e immobiliare (case di proprietà), rapportato al numero di componenti del nucleo familiare.

      Per il bonus spesa è necessario avere un ISEE in corso di validità. L’ISEE ha validità annuale (dall’1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno) e va rinnovato tramite la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica).

      Cosa serve per calcolare l’ISEE

      • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
      • Redditi 2024 (dichiarazione 730 o Modello Redditi)
      • Saldo e giacenza media del conto corrente al 31 dicembre 2024
      • Dati catastali degli immobili di proprietà
      • Valore di titoli, azioni, fondi e altri strumenti finanziari

      Il CAF Centro Fiscale offre il servizio di calcolo e presentazione della DSU per l’ISEE. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, è importante farlo il prima possibile per non perdere il diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni.

      Importi del Bonus Spesa 2026: Quanto Spetta alle Famiglie

      Gli importi del bonus spesa variano in base al numero di componenti del nucleo familiare. La Carta Dedicata a Te prevede importi differenziati per fasce di numerosità:

      Componenti nucleo familiareImporto indicativo annuo
      Famiglie con minori o anziani (nucleo 2 persone)Importo base
      Nuclei con 3 o più componentiImporto maggiorato
      Nuclei numerosi (4+ componenti con minori)Importo più elevato

      Nota: Gli importi precisi vengono definiti con decreto ministeriale. Il valore complessivo delle ricariche può avvicinarsi ai 1.000 euro per i nuclei più numerosi con ISEE molto basso. Contatta il CAF Centro Fiscale per conoscere l’importo esatto applicabile alla tua situazione familiare.

      Come Usare la Carta Dedicata a Te: Cosa Si Può Acquistare

      La Carta Dedicata a Te è una carta prepagata utilizzabile presso i supermercati e i negozi convenzionati. Ecco cosa si può acquistare:

      • Alimenti di prima necessità: frutta, verdura, pane, latte, carne, pesce, legumi, cereali
      • Prodotti per l’igiene personale e per la cura della casa
      • Carburante per l’autovettura (benzina, diesel, GPL, metano)

      La carta non può essere utilizzata per acquistare alcolici, tabacchi, giochi e scommesse, articoli di lusso o prodotti non alimentari non essenziali.

      Le eventuali somme non spese entro la scadenza indicata non vengono trasferite al periodo successivo: è quindi importante utilizzare l’importo ricaricato entro i termini previsti.

      Differenza tra Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti Ordinaria

      Spesso si fa confusione tra diverse misure di sostegno alla spesa. Ecco le principali differenze:

      MisuraISEE richiestoBeneficiariImporto
      Carta Dedicata a TeSotto 15.000 euroFamiglie con minoriRicarica periodica
      Carta Acquisti OrdinariaISEE non superiore a soglia specificaAnziani 65+ e bambini 0-3 anniImporto definito per decreto (consulta INPS.it)
      Assegno di Inclusione (ADI)Soglia ISEE ridotta (vedi INPS.it per requisiti aggiornati)Nuclei con disabili o minoriVariabile + integrazione affitto

      La Carta Acquisti Ordinaria è invece destinata agli anziani (over 65) e alle famiglie con bambini da 0 a 3 anni, con un importo definito annualmente per decreto. Molte famiglie possono beneficiare di entrambe le misure, se soddisfano i requisiti di entrambe.

      Il Ruolo del CAF: Come Ottimizzare i Benefici con un ISEE Corretto

      Avere un ISEE calcolato correttamente è fondamentale per non perdere il diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni. Un ISEE errato o incompleto può portare a un indicatore più alto del reale, escludendo la famiglia da misure a cui ha diritto.

      Il CAF Centro Fiscale offre un servizio completo per:

      • Compilare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) correttamente
      • Calcolare l’ISEE tenendo conto di tutte le deduzioni e le eccezioni previste dalla legge
      • Verificare se la famiglia ha diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni cumulative
      • Presentare ricorso in caso di ISEE precompilato errato da parte dell’INPS

      Ricorda: il servizio di calcolo ISEE presso il CAF è gratuito per molte categorie di assistiti. Contatta il CAF Centro Fiscale per un preventivo personalizzato e per scoprire a quali agevolazioni hai diritto.

      Domande Frequenti sul Bonus Spesa 1.000 Euro

      Devo fare domanda per ricevere il bonus spesa?

      In linea generale, no. Per la Carta Dedicata a Te i beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS tramite le graduatorie ISEE e comunicati ai Comuni. È però fondamentale avere l’ISEE aggiornato: senza un ISEE valido non comparirai nelle graduatorie.

      Il bonus spesa è compatibile con il Reddito di Cittadinanza o l’ADI?

      No. Chi percepisce già l’Assegno di Inclusione (ADI) o il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) è escluso dalla Carta Dedicata a Te. Questo perché si tratta di misure diverse che non possono essere cumulate.

      Cosa succede se il mio ISEE supera i 15.000 euro di poco?

      Se l’ISEE supera la soglia, non si ha diritto alla Carta Dedicata a Te. Tuttavia, potrebbero essere disponibili misure locali di sostegno (comuni, regioni, enti di assistenza) per famiglie in difficoltà. Il CAF può indicarti le agevolazioni disponibili nel tuo territorio.

      La carta si può usare online?

      No, la Carta Dedicata a Te è una carta prepagata utilizzabile solo presso i punti vendita fisici convenzionati. Non è possibile usarla per acquisti online.

      L’ISEE va rinnovato ogni anno?

      Sì. L’ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Per continuare a ricevere i benefici è necessario rinnovare la DSU ogni anno. Il CAF Centro Fiscale ti supporta in questa operazione, spesso con appuntamenti dedicati a partire da gennaio.

      Conclusione: Come Non Perdere il Bonus Spesa

      Il bonus spesa da 1.000 euro è una misura concreta per le famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro, con un sistema di accesso che premia i redditi più bassi. Per non perdere questo beneficio, la priorità è una sola: avere un ISEE aggiornato e corretto.

      Se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, o se vuoi verificare che il tuo indicatore sia calcolato nel modo più vantaggioso possibile, contatta il CAF Centro Fiscale per un appuntamento. I nostri operatori sono a disposizione per aiutarti a non perdere nessuna delle agevolazioni a cui hai diritto.

      Puoi anche consultare i nostri approfondimenti su argomenti correlati: Pensioni luglio 2026: date dei pagamenti e Modello 730 2026: novità e spese detraibili.

      Luglio 3, 2026/da Andrea Damiani
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      CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

      Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Il modello F24 è il documento che ogni contribuente italiano usa per pagare tasse, imposte, contributi previdenziali e molte altre somme dovute allo Stato. Al suo interno, i codici tributo F24 sono il cuore del sistema: identificano con precisione il tipo di versamento, l’anno di riferimento e la sezione corretta del modello. Senza il codice giusto, il pagamento potrebbe essere attribuito in modo errato — con conseguenti sanzioni o richieste di chiarimento dall’Agenzia delle Entrate.

      In questa guida trovi una spiegazione chiara di come funzionano i codici tributo, una tabella riassuntiva aggiornata al 2026 con i codici più utilizzati, e le istruzioni per compilare il modello F24 senza errori. Abbiamo anche analizzato le risoluzioni più recenti dell’Agenzia delle Entrate che hanno introdotto nuovi codici tributo nel corso del 2025 e 2026.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24
      2. Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi Codici
      3. Tabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026
      4. Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici Tributo
      5. Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai Campi
      6. Compensazione con il Modello F24: Come Funziona
      7. Codici Tributo per il Regime Forfettario 2026
      8. Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi Professionisti
      9. Errori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24
      10. Come Trovare il Codice Tributo Corretto
      11. Scadenze F24 del 2026: le Date da Ricordare
      12. F24 a Saldo Zero: Quando è Obbligatorio
      13. Domande Frequenti sui Codici Tributo F24

      Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24

      Il codice tributo è un codice alfanumerico di 4 cifre (a volte accompagnato da lettere) che identifica univocamente la natura del versamento nel modello F24. È, in pratica, il “nome” del pagamento che stai effettuando: ogni tipo di tassa, contributo o imposta ha il suo codice specifico.

      Per capirne l’importanza, immagina di dover pagare l’IRPEF a saldo: senza il codice tributo corretto (1001), l’Agenzia delle Entrate non saprebbe a quale imposta applicare il tuo versamento. Lo stesso vale per l’acconto IRPEF (codice 0100), l’IVA mensile (codice 6001-6012), i contributi INPS e decine di altre voci.

      I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite apposite risoluzioni. Queste risoluzioni, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale e sul portale AdE, definiscono il codice, la sezione del modello F24 in cui inserirlo, e le istruzioni operative. Nel corso del 2025-2026 sono state emesse numerose risoluzioni per nuovi adempimenti, agevolazioni fiscali e semplificazioni.

      Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi Codici

      Il modello F24 è suddiviso in diverse sezioni, ognuna destinata a una categoria specifica di versamenti. I codici tributo variano a seconda della sezione utilizzata:

      • Sezione ERARIO: per le imposte erariali (IRPEF, IVA, IRES, imposte sostitutive, addizionali statali). È la sezione più utilizzata dai privati e dalle partite IVA.
      • Sezione REGIONI: per l’addizionale regionale IRPEF e i tributi regionali specifici.
      • Sezione ICI/IMU: per il pagamento dell’IMU, della TASI e di altre imposte sugli immobili (codici che iniziano con 3xxx o 4xxx).
      • Sezione INPS: per i contributi previdenziali, sia dei dipendenti sia degli autonomi (regime forfettario, artigiani, commercianti).
      • Sezione Altri Enti: per versamenti a enti diversi (es. INAIL, ENPAM, Cassa Edile).

      Conoscere la sezione corretta è fondamentale: inserire un codice tributo nella sezione sbagliata invalida il pagamento e può generare sanzioni.

      Tabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026

      Di seguito la tabella riepilogativa dei codici tributo più comuni, suddivisi per categoria di versamento:

      CodiceDescrizioneSezione F24Rif. Anno
      IRPEF e Imposte sui Redditi
      1001IRPEF – saldoErarioAnno d’imposta
      0100IRPEF – acconto prima rataErarioAnno di versamento
      0200IRPEF – acconto seconda rata o acconto unicoErarioAnno di versamento
      1800IRES – saldoErarioAnno d’imposta
      2002IRES – acconto prima rataErarioAnno di versamento
      IVA
      6001-6012IVA mensile (6001 = gennaio, 6012 = dicembre)ErarioAnno d’imposta
      6031-6034IVA trimestrale (6031 = I trim., 6032 = II, 6033 = III, 6034 = IV)ErarioAnno d’imposta
      6099IVA – saldo annualeErarioAnno d’imposta
      6013IVA – acconto dicembreErarioAnno d’imposta
      Imposta Sostitutiva (Regime Forfettario)
      1790Imposta sostitutiva regime forfettario – saldoErarioAnno d’imposta
      1791Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rataErarioAnno di versamento
      1792Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rataErarioAnno di versamento
      IMU e Tributi Locali
      3912IMU – abitazione principale (cat. A/1, A/8, A/9) e pertinenzeICI/IMUAnno d’imposta
      3918IMU – altri fabbricatiICI/IMUAnno d’imposta
      3914IMU – terreni agricoliICI/IMUAnno d’imposta
      3916IMU – aree fabbricabiliICI/IMUAnno d’imposta
      Contributi INPS
      0901Contributi INPS artigiani – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale
      0903Contributi INPS commercianti – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale
      0902Contributi INPS artigiani – eccedenza sul minimaleINPSSaldo
      0904Contributi INPS commercianti – eccedenza sul minimaleINPSSaldo
      2521Contributi INPS gestione separata – compenso lavoro autonomoINPSAnno d’imposta
      2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPSAnno di versamento
      Ritenute alla Fonte
      1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo e provvigioniErarioMese di riferimento
      1001Ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilatiErarioMese di riferimento
      1030Ritenute su redditi di lavoro dipendente (tempo determinato)ErarioMese di riferimento
      Cedolare Secca
      1840Cedolare secca – saldo (aliquota 21% o 10% per canone concordato)ErarioAnno d’imposta
      1841Cedolare secca – acconto prima rataErarioAnno di versamento
      1842Cedolare secca – acconto seconda rataErarioAnno di versamento

      Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici Tributo

      L’Agenzia delle Entrate emette periodicamente risoluzioni per istituire nuovi codici tributo legati a provvedimenti normativi di recente approvazione. Ogni risoluzione descrive in modo preciso il codice, la sua denominazione, la sezione F24 di riferimento e le modalità di utilizzo.

      Nel corso del 2025, alcune delle risoluzioni più significative hanno riguardato:

      • Nuovi codici per la rottamazione delle cartelle: con l’introduzione delle rate della rottamazione quinquies (sanatoria dei carichi affidati all’Agente della Riscossione), sono stati istituiti specifici codici tributo da utilizzare nella sezione Erario del modello F24. Le risoluzioni AdE hanno aggiornato le istruzioni per ogni rata di pagamento.
      • Codici per la tregua fiscale e il ravvedimento speciale: nell’ambito delle misure di pace fiscale previste dalla Legge di Bilancio 2025, sono stati introdotti codici tributo dedicati per la regolarizzazione spontanea di violazioni tributarie (ravvedimento operoso speciale, concordato preventivo biennale).
      • Codici per il concordato preventivo biennale (CPB): i contribuenti che hanno aderito al CPB per gli anni 2024-2025 devono versare l’imposta sostitutiva tramite codici tributo specifici istituiti dall’AdE nel 2024-2025.
      • Codici per agevolazioni settoriali: nuovi incentivi (crediti d’imposta per investimenti, ZES unica Sud, Transizione 5.0) hanno richiesto l’istituzione di codici tributo ad hoc per il corretto utilizzo in compensazione tramite F24.

      Per restare aggiornato sulle risoluzioni più recenti, ti consigliamo di consultare regolarmente la sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” del portale agenziaentrate.gov.it oppure di iscriverti alla nostra newsletter qui sopra.

      Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai Campi

      Compilare correttamente il modello F24 non è difficile, ma richiede attenzione ai dettagli. Ecco i campi principali da compilare nella sezione Erario (la più utilizzata):

      • Codice tributo: il codice a 4 cifre che identifica il tipo di pagamento (es. 1790 per l’imposta sostitutiva del forfettario).
      • Rateazione/Regione/Prov.: indica il numero di rata se stai pagando a rate (es. 0101 = prima rata su una, 0103 = prima rata su tre), oppure lascia vuoto se paghi in unica soluzione.
      • Anno di riferimento: l’anno a cui si riferisce il tributo. Per l’IRPEF a saldo 2025 (da pagare nel 2026) si indica 2025; per gli acconti 2026 si indica 2026.
      • Importi a debito versati: la somma che stai pagando.
      • Importi a credito compensati: eventuali crediti che stai utilizzando in compensazione.

      Esempio pratico: Supponiamo che Luca, libero professionista con regime forfettario, debba pagare il saldo dell’imposta sostitutiva per il 2025 entro il 30 giugno 2026. Il suo F24 avrà:

      • Sezione: Erario
      • Codice tributo: 1790 (imposta sostitutiva forfettario – saldo)
      • Anno di riferimento: 2025
      • Importo a debito: [importo calcolato]

      Compensazione con il Modello F24: Come Funziona

      Una delle caratteristiche più utili del modello F24 è la possibilità di utilizzare i crediti tributari in compensazione: invece di pagare l’intero importo dovuto, puoi scalare i crediti che vanti verso il fisco (es. crediti IVA, crediti IRPEF da rimborso, crediti d’imposta per investimenti).

      La compensazione funziona così:

      • Compensazione orizzontale: puoi usare un credito di un’imposta per pagarne un’altra (es. credito IVA per pagare IRPEF). Ammessa fino a 2 milioni di euro annui per i crediti fiscali (limite portato a 2 milioni dalla L. 207/2024 – Legge di Bilancio 2025).
      • Compensazione verticale: usi il credito della stessa imposta (es. IVA a credito di un periodo per compensare IVA a debito del periodo successivo).
      • Visto di conformità: per crediti superiori a 5.000 euro (IVA) o 5.000 euro (altri tributi) è obbligatorio il visto di conformità apposto da un CAF o un professionista abilitato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questo adempimento.

      Attenzione: dal 2024 è obbligatorio presentare il modello F24 esclusivamente in via telematica quando si utilizza la compensazione (anche se il saldo netto è zero). Non è più possibile presentarlo in forma cartacea in questi casi.

      Codici Tributo per il Regime Forfettario 2026

      I contribuenti in regime forfettario hanno codici tributo specifici per il versamento dell’imposta sostitutiva (15% ordinaria, 5% per i nuovi contribuenti nei primi 5 anni). Ecco una guida pratica:

      CodiceDescrizioneScadenza 2026
      1790Imposta sostitutiva forfettario – saldo anno precedente30 giugno 2026 (con proroga possibile al 31 luglio con maggiorazione 0,40%)
      1791Imposta sostitutiva forfettario – acconto 1ª rata (40%)30 giugno 2026
      1792Imposta sostitutiva forfettario – acconto 2ª rata (60%)30 novembre 2026

      Nota importante per il 2026: i contribuenti forfettari devono versare gli acconti con il metodo storico (basato sull’imposta dell’anno precedente) oppure con il metodo previsionale (basato al reddito atteso). Se hai dubbi su quale metodo conviene, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a fare il calcolo corretto e a compilare il modello F24.

      Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi Professionisti

      I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS versano i contributi tramite F24 con i seguenti codici:

      CodiceDescrizioneSezione
      2521Contributi INPS gestione separata – saldo compenso lavoro autonomoINPS
      2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPS
      2523Contributi INPS gestione separata – acconto seconda rataINPS

      L’aliquota contributiva della Gestione Separata per il 2026 è del 26,07% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, e del 24% per i soggetti già pensionati o iscritti ad altre casse. Ricorda di indicare sempre l’anno di riferimento nel campo apposito del modello F24.

      Errori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24

      Gli errori più frequenti che i contribuenti commettono nel compilare il modello F24 riguardano proprio i codici tributo. Ecco i più comuni e come evitarli:

      • Codice tributo sbagliato per la sezione: inserire un codice IMU (es. 3916) nella sezione Erario invece che nella sezione ICI/IMU. Il sistema telematico di solito blocca l’operazione, ma meglio verificare prima.
      • Anno di riferimento errato: per il saldo IRPEF 2025 (da pagare nel 2026) si deve indicare 2025, non 2026. Per gli acconti 2026 si indica 2026. Confondere i due può portare a versamenti non imputati correttamente.
      • Rateazione non compilata: se si paga a rate (es. 3 rate), il campo rateazione deve riportare il codice corretto (0101 = prima rata su una, 0103 = prima di tre, 0203 = seconda di tre, ecc.).
      • Compensazione senza visto: usare crediti superiori a 5.000 euro senza il visto di conformità è sanzionabile. Rivolgiti sempre a un CAF o commercialista abilitato.
      • Inversione debito/credito: mettere l’importo nella colonna sbagliata (a debito invece di a credito, o viceversa) può causare problemi seri. Verifica sempre prima di inviare.

      Come Trovare il Codice Tributo Corretto

      Se non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, hai diverse opzioni:

      • Portale AdE: la sezione “F24” del sito dell’Agenzia delle Entrate contiene le istruzioni complete e la lista dei codici tributo aggiornata.
      • Software di compilazione F24: il servizio telematico dell’AdE (F24 online) propone automaticamente i codici tributo in base al tipo di versamento selezionato.
      • Risoluzione AdE di riferimento: ogni nuovo codice tributo è istituito con una risoluzione numerata. Puoi cercare la risoluzione specifica sul portale normativa dell’AdE.
      • CAF o commercialista: la soluzione più sicura. Un operatore qualificato verifica che tutto sia corretto prima dell’invio. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per la compilazione del modello F24 e la gestione delle scadenze fiscali.

      Scadenze F24 del 2026: le Date da Ricordare

      Oltre al codice tributo, è fondamentale rispettare le scadenze di versamento. Ecco le principali date del 2026 che interessano privati e partite IVA:

      • 16 di ogni mese: versamento ritenute, contributi INPS dipendenti, IVA mensile del mese precedente.
      • 16 marzo 2026: IVA annuale – saldo (con codice 6099).
      • 16 aprile, 16 luglio, 16 settembre, 16 dicembre 2026: IVA trimestrale (per contribuenti trimestrali).
      • 30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026 + saldo/acconto imposta sostitutiva forfettario. Possibile proroga al 31 luglio con maggiorazione 0,40%.
      • 1 dicembre 2026: secondo acconto IRPEF (ufficialmente confermato da calendario AdE).
      • 16 giugno e 16 dicembre 2026: rate IMU (acconto e saldo).

      Puoi trovare il calendario completo delle scadenze fiscali di luglio 2026 nel nostro articolo dedicato: Scadenze fiscali di luglio 2026: tutte le date per privati, imprese e Partite IVA.

      F24 a Saldo Zero: Quando è Obbligatorio

      In alcuni casi, il modello F24 deve essere presentato anche quando il totale da versare è zero euro. Questo accade tipicamente quando si utilizza la compensazione integrale: l’importo a credito compensa completamente l’importo a debito, e il saldo finale è zero.

      In questi casi:

      • Il modello F24 deve essere presentato obbligatoriamente per via telematica (non può essere presentato in forma cartacea o allo sportello bancario).
      • L’F24 a zero può essere inviato solo tramite i servizi telematici dell’AdE (Fisconline/Entratel) o tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista).
      • Le banche e Poste non accettano F24 a saldo zero.

      Domande Frequenti sui Codici Tributo F24

      Dove trovo la lista aggiornata dei codici tributo F24?

      La lista ufficiale e aggiornata dei codici tributo è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it), nella sezione dedicata al modello F24. Ogni nuovo codice viene istituito con una risoluzione numerata che puoi consultare nella sezione “Normativa e prassi”. In alternativa, i principali software di compilazione F24 aggiornano automaticamente i codici disponibili.

      Cosa succede se uso il codice tributo sbagliato?

      Se hai usato un codice tributo errato, il versamento potrebbe essere imputato a un tributo diverso da quello dovuto, oppure potrebbe risultare non lavorabile da parte dell’Agenzia delle Entrate. In entrambi i casi puoi presentare una richiesta di correzione (istanza di correzione dati F24) all’Agenzia delle Entrate, allegando la documentazione che prova l’errore materiale. È consigliabile agire tempestivamente per evitare che vengano emesse cartelle esattoriali per il tributo non versato.

      Posso pagare il modello F24 in banca senza essere correntista?

      Sì, è possibile pagare il modello F24 cartaceo allo sportello bancario o postale anche senza essere correntista, purché il saldo da versare sia superiore a zero e non si utilizzi la compensazione. Se invece il saldo è zero (per compensazione integrale) oppure l’importo supera 1.000 euro in alcuni casi specifici, è obbligatorio il pagamento telematico.

      Come funziona il codice tributo per il ravvedimento operoso?

      Quando si regolarizza spontaneamente un pagamento omesso o tardivo tramite ravvedimento operoso, si usa lo stesso codice tributo del versamento originario, a cui si aggiungono ulteriori righe per gli interessi (codice tributo 1989 per interessi da ravvedimento su imposte erariali) e le sanzioni ridotte (vari codici in base al tipo di sanzione). Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare correttamente l’importo del ravvedimento e a compilare il modello F24 in modo corretto.

      Qual è il codice tributo per pagare l’INPS gestione separata?

      I contribuenti iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, freelance, professionisti senza cassa) usano i codici: 2521 (saldo), 2522 (acconto prima rata), 2523 (acconto seconda rata). Questi vanno inseriti nella sezione INPS del modello F24, indicando nell’apposito campo il codice sede INPS di competenza e la matricola INPS.

      I nuovi codici tributo 2026 dove vengono pubblicati?

      I nuovi codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite risoluzioni ufficiali, pubblicate sul portale agenziaentrate.gov.it nella sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Ogni risoluzione riporta il numero progressivo, la data di emissione, la denominazione del nuovo codice, la sezione F24 di riferimento e le istruzioni per l’utilizzo corretto. È buona pratica verificare sempre che il codice che si intende utilizzare sia quello più aggiornato, soprattutto per versamenti legati a nuovi adempimenti o agevolazioni di recente istituzione.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione del modello F24, la gestione della compensazione tributaria e l’aggiornamento sui nuovi codici tributo istituiti dall’Agenzia delle Entrate. Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, oppure contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

      Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 03:04:252026-07-03 07:53:42Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE
      CAF, COLF E BADANTI

      Colf e Badanti, Messaggio INPS per 6.000 Famiglie: Contributi da Pagare in Maniera Semplificata

      colf e badanti CAF Udine

      Il 2026 porta una novità importante per i datori di lavoro domestico: l’INPS ha inviato un messaggio rivolto a circa 6.000 famiglie per comunicare la possibilità di pagare i contributi colf e badanti in maniera semplificata, attraverso le nuove modalità digitali messe a disposizione dall’istituto previdenziale. Una buona notizia per chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter e si trova ogni trimestre a dover adempiere all’obbligo contributivo verso l’INPS.

      Se anche tu hai una collaboratrice domestica o una badante che ti assiste nella cura di un familiare anziano, questa guida fa al caso tuo. Ti spieghiamo quanto si pagano i contributi INPS 2026, quando scadono, come si versano e soprattutto come il nuovo sistema semplificato rende tutto più facile. Perché gestire i contributi di colf e badanti non deve essere uno stress: con il supporto giusto, diventa un adempimento rapido e sicuro.

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      Indice dei contenuti

      1. Il Messaggio INPS alle 6.000 Famiglie: Di Cosa Si Tratta
      2. Cos’è il Lavoro Domestico e Chi Sono i Lavoratori Interessati
      3. Quanto Si Pagano i Contributi Colf e Badanti nel 2026
      4. Le Tabelle INPS 2026: Importi Contributi per Fascia Oraria
      5. Come Pagare i Contributi Colf e Badanti: Modalità Semplificate 2026
      6. Scadenze Trimestrali 2026: Quando Versare i Contributi Colf e Badanti
      7. Cosa Succede se Non Si Pagano i Contributi: Sanzioni e Ravvedimento
      8. I Contributi Colf e Badanti si Detraggono nel 730?
      9. Il Ruolo del CAF: Come ti Aiutiamo con i Contributi Domestici
      10. Domande Frequenti sui Contributi Colf e Badanti INPS 2026

      Il Messaggio INPS alle 6.000 Famiglie: Di Cosa Si Tratta

      L’INPS ha recentemente avviato una campagna informativa rivolta a una platea specifica di datori di lavoro domestico: circa 6.000 famiglie italiane che, per ragioni diverse, non risultavano in regola con i versamenti contributivi o non avevano ancora adottato le nuove modalità digitali di pagamento. Il messaggio istituzionale ha lo scopo di guidare questi datori di lavoro verso un sistema di versamento più semplice, trasparente e accessibile.

      L’iniziativa rientra in un più ampio progetto dell’INPS di digitalizzazione dei servizi per il lavoro domestico. L’obiettivo è duplice: da un lato, ridurre il numero di famiglie con posizioni contributive irregolari; dall’altro, semplificare concretamente gli adempimenti per chi ha una colf, una badante o un’assistente familiare regolarmente assunta. Il messaggio ha carattere informativo e non sanzionatorio: l’INPS vuole aiutare le famiglie a mettersi in regola, non punirle.

      La novità principale comunicata dall’istituto riguarda la possibilità di utilizzare il canale pagoPA per il versamento dei contributi, eliminando la dipendenza dal bollettino MAV postale tradizionale. Questo significa che i datori di lavoro domestico possono ora pagare i contributi INPS colf e badanti direttamente dall’app IO, dal proprio home banking o presso qualsiasi sportello abilitato, senza recarsi fisicamente in posta.

      Cos’è il Lavoro Domestico e Chi Sono i Lavoratori Interessati

      Per comprendere bene l’importanza del messaggio INPS, è utile chiarire chi rientra nella categoria del lavoro domestico e quali sono gli obblighi del datore di lavoro. Il lavoro domestico comprende tutte quelle attività svolte in forma continuativa all’interno dell’ambito familiare privato. Non si tratta solo di pulizie: la definizione è molto più ampia.

      Rientrano nel lavoro domestico le seguenti figure professionali:

      • Colf (collaboratrici familiari): si occupano delle pulizie domestiche, del riordino della casa, del bucato e delle faccende quotidiane.
      • Badanti (assistenti familiari): assistono persone anziane, malate o non autosufficienti, sia durante il giorno che con servizio notturno.
      • Baby sitter: si occupano della cura e sorveglianza dei bambini.
      • Cuochi e autisti privati: svolgono mansioni specifiche all’interno del nucleo familiare.
      • Governanti e maggiordomi: gestiscono la casa a 360 gradi per famiglie strutturate.

      In tutti questi casi, il datore di lavoro è la famiglia privata che assume il lavoratore. Questo è un aspetto fondamentale: la famiglia non è un’azienda, ma assume comunque tutti gli obblighi di un datore di lavoro, incluso il versamento dei contributi INPS. Ignorare questo obbligo espone a sanzioni e a problemi previdenziali per il lavoratore, che non maturà i contributi necessari per la pensione.

      Il contratto di riferimento è il CCNL Lavoratori Domestici, stipulato tra le organizzazioni datoriali (Assindatcolf, Fidaldo, Domina) e le sigle sindacali (Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, UILTuCS-UIL). Questo contratto stabilisce le retribuzioni minime, gli orari di lavoro, il trattamento di ferie, malattia, TFR e — appunto — le modalità di versamento dei contributi INPS per colf e badanti. Per assistenza nella gestione contrattuale, il CAF Centro Fiscale a Udine offre supporto completo alle famiglie datori di lavoro.

      Quanto Si Pagano i Contributi Colf e Badanti nel 2026

      I contributi INPS per colf e badanti si calcolano in modo diverso rispetto ai normali rapporti di lavoro dipendente. Non si applicano percentuali sul reddito lordo annuo, ma si versano importi fissi per ogni ora di lavoro effettivamente prestata, determinati in base a tre fasce orarie e alla retribuzione percepita dal lavoratore. Ogni anno l’INPS aggiorna queste cifre in base all’inflazione e agli accordi contrattuali.

      Per il 2026, il sistema contributivo si articola su tre fasce principali, in base all’orario settimanale concordato tra datore e lavoratore:

      • Fascia A — orario inferiore a 24 ore settimanali: il contributo orario è differenziato a seconda che la retribuzione oraria sia superiore o inferiore a una soglia stabilita dall’INPS. Questa fascia è tipica delle collaboratrici domestiche part-time.
      • Fascia B — orario pari o superiore a 24 ore settimanali: si applica una contribuzione specifica perché il lavoratore, pur non essendo necessariamente convivente, svolge un orario equivalente a quello di un lavoratore a tempo pieno.
      • Badanti con convivenza: è prevista una fascia specifica che tiene conto della presenza continuativa e della natura particolare del rapporto, con importi agevolati rispetto alla fascia oraria corrispondente.

      Un elemento importante: i contributi INPS per i lavoratori domestici sono divisi tra datore di lavoro e lavoratore. La quota a carico del datore di lavoro è generalmente più alta (circa i due terzi del totale), mentre il lavoratore contribuisce con una quota minore. Tuttavia, è il datore di lavoro che versa l’intero importo all’INPS ogni trimestre, trattenendo poi la quota del lavoratore dalla retribuzione mensile.

      Le Tabelle INPS 2026: Importi Contributi per Fascia Oraria

      Ogni anno, con apposita circolare, l’INPS pubblica la tabella aggiornata degli importi contributivi per il lavoro domestico. Per il 2026 i valori sono stati rivalutati rispetto all’anno precedente per tenere conto della variazione degli indici ISTAT. I contributi si calcolano per ogni ora lavorata e si differenziano in base all’orario settimanale e alla retribuzione contrattuale.

      Tipo di rapportoRetribuzione orariaQuota datore/oraQuota lavoratore/oraTotale/ora
      Orario < 24h/sett. — retrib. bassafino a soglia INPSquota datore (circa 2/3)quota lavoratore (circa 1/3)importo aggiornato circ. INPS 2026
      Orario < 24h/sett. — retrib. altaoltre soglia INPSquota datore (circa 2/3)quota lavoratore (circa 1/3)importo aggiornato circ. INPS 2026
      Orario ≥ 24h/sett. (non convivente)contrattualequota datore (circa 2/3)quota lavoratore (circa 1/3)importo aggiornato circ. INPS 2026
      Badante conviventecontrattualequota datore (circa 2/3)quota lavoratore (circa 1/3)importo aggiornato circ. INPS 2026

      Come leggere la tabella: gli importi esatti per il 2026 sono pubblicati dall’INPS con circolare annuale all’inizio di ogni anno. La struttura è sempre la stessa: quota datore + quota lavoratore = totale per ora lavorata. Il sistema tiene conto della fascia oraria settimanale (sopra o sotto le 24 ore) e del livello retributivo orario. Per conoscere l’importo preciso da versare per la tua situazione specifica, il CAF Centro Fiscale a Udine calcola per te il contributo esatto sulla base dei dati ufficiali INPS 2026.

      Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che la signora Anna abbia assunto una colf che lavora 20 ore settimanali (fascia sotto le 24 ore). In un trimestre di 13 settimane, le ore lavorate sono circa 260. Il contributo totale da versare dipenderà dalla fascia applicabile: la quota a carico della colf verrà trattenuta dalle buste paga mensili, mentre il netto a carico di Anna saremo circa i due terzi del totale. Il servizio del CAF Centro Fiscale calcola automaticamente questi importi, evitando errori nel versamento.

      Come Pagare i Contributi Colf e Badanti: Modalità Semplificate 2026

      Proprio qui entra in gioco il messaggio INPS destinato alle 6.000 famiglie: il cambiamento più significativo riguarda le modalità di pagamento semplificate per i contributi del lavoro domestico. L’INPS ha progressivamente abbandonato il vecchio sistema basato esclusivamente sul bollettino MAV da pagare in posta, introducendo canali più moderni e accessibili per il versamento dei contributi colf e badanti INPS.

      Le modalità disponibili nel 2026 per pagare i contributi colf e badanti sono le seguenti:

      • pagoPA (modalità principale semplificata): è il sistema di pagamento elettronico verso la Pubblica Amministrazione. Puoi usarlo tramite l’app IO, il tuo internet banking, le app delle principali banche o presso tabaccherie e ricevitorie abilitate. È il metodo che l’INPS sta promuovendo attivamente nel 2026 proprio con il messaggio alle 6.000 famiglie.
      • Portale INPS — Libretto Famiglia: se utilizzi il Libretto Famiglia per gestire il rapporto di lavoro (per prestazioni occasionali), i versamenti vengono gestiti direttamente in modo integrato dalla piattaforma INPS.
      • MAV bancario/postale: il tradizionale bollettino MAV rimane disponibile, anche se sempre meno diffuso. Può essere pagato in banca o in posta con il codice identificativo del bollettino.
      • Modello F24: per alcune situazioni specifiche (ad esempio, versamento di arretrati o regolarizzazioni), è possibile usare il modello F24 con i codici tributo specifici per il lavoro domestico.

      La novità introdotta dall’INPS è che il sistema pagoPA permette ora di generare automaticamente l’avviso di pagamento trimestrale direttamente dall’area riservata MyINPS, eliminando la necessità di calcolare manualmente l’importo dovuto. Il sistema calcola le ore, applica le aliquote corrette e genera un avviso pronto per essere pagato in pochi click. È questa la semplificazione concreta di cui il messaggio alle 6.000 famiglie vuole informare i destinatari. Chi preferisce delegare completamente la gestione può affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine, che gestisce i versamenti per conto dei propri assistiti.

      Scadenze Trimestrali 2026: Quando Versare i Contributi Colf e Badanti

      I contributi INPS per colf e badanti si versano con cadenza trimestrale. Non esiste un versamento mensile come per i normali dipendenti: il datore di lavoro domestico deve versare tutti insieme gli importi maturati nel trimestre, entro una scadenza precisa. Questo sistema richiede un minimo di pianificazione per non farsi trovare impreparati.

      Le scadenze trimestrali per il versamento dei contributi domestici nel 2026 sono fisse e stabilite dall’INPS:

      TrimestrePeriodo di competenzaScadenza versamento 2026
      1° TrimestreGennaio – Marzo 202610 aprile 2026
      2° TrimestreAprile – Giugno 202610 luglio 2026
      3° TrimestreLuglio – Settembre 202610 ottobre 2026
      4° TrimestreOttobre – Dicembre 202610 gennaio 2027

      È importante notare che la scadenza del secondo trimestre 2026 cade il 10 luglio 2026: questo significa che chi ha una colf o una badante deve provvedere al versamento entro questa data per il periodo aprile-giugno. Non è una coincidenza che l’INPS abbia scelto questo momento per inviare il messaggio alle 6.000 famiglie: avvicinarsi alla scadenza trimestrale è il momento ideale per ricordare l’obbligo e guidare verso le modalità semplificate.

      Una raccomandazione pratica: segna queste date sul calendario con qualche giorno di anticipo. Se utilizzi il sistema pagoPA, l’avviso di pagamento viene generato dall’INPS solitamente una settimana prima della scadenza, dandoti tempo sufficiente per procedere senza fretta. Per chi preferisce il supporto di un esperto, il CAF Centro Fiscale a Udine offre assistenza completa nella gestione dei contributi domestici, sia in ufficio che online. Consulta anche il nostro calendario delle scadenze fiscali luglio 2026 per avere una panoramica completa degli adempimenti del mese.

      Cosa Succede se Non Si Pagano i Contributi: Sanzioni e Ravvedimento

      Molte famiglie si chiedono cosa rischia chi non versa i contributi INPS per la colf o la badante. La risposta è chiara: il mancato versamento è una violazione degli obblighi previdenziali e comporta conseguenze concrete per il datore di lavoro. È proprio per questo che il messaggio INPS alle 6.000 famiglie ha un tono informativo e non punitivo: l’obiettivo è prevenire irregolarità, non sanzionare a posteriori.

      Le conseguenze del mancato o tardivo versamento dei contributi domestici comprendono:

      • Sanzioni civili INPS: in caso di omesso versamento, l’INPS applica sanzioni civili calcolate in base alla normativa vigente (art. 116 della Legge n. 388/2000). L’importo delle sanzioni aumenta con il passare del tempo, quindi è sempre conveniente regolarizzare al più presto.
      • Interessi di mora: agli importi non versati si sommano gli interessi calcolati giorno per giorno dalla scadenza fino al versamento effettivo.
      • Problemi previdenziali per il lavoratore: se il datore non paga, il lavoratore non matura contributi utili per la pensione. Questo può diventare fonte di contenzioso legale nei confronti del datore di lavoro.
      • Ispezioni del lavoro: in caso di segnalazione o controllo ispettivo, il mancato versamento dei contributi espone il datore a sanzioni amministrative aggiuntive e, nei casi più gravi, a responsabilità penale per omissione previdenziale.

      La buona notizia è che esiste sempre la possibilità di regolarizzare la propria posizione anche dopo la scadenza. Se ti accorgi di non aver versato i contributi in tempo, puoi farlo successivamente pagando l’importo dovuto più le sanzioni maturate. Quanto prima procedi con la regolarizzazione, tanto minori saranno gli importi aggiuntivi. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare esattamente quanto devi versare per metterti in regola e a gestire tutta la procedura, sia che si tratti di un singolo trimestre sia di periodi più estesi.

      I Contributi Colf e Badanti si Detraggono nel 730?

      Questa è una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF: i contributi che pago per la mia colf o badante li posso recuperare nel 730? La risposta è sì, ma con alcune precisazioni importanti che è bene conoscere prima della dichiarazione dei redditi.

      La normativa fiscale prevede la detrazione del 19% sulle spese sostenute per i contributi previdenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare. In pratica, puoi portare in detrazione una parte delle somme versate all’INPS ogni trimestre. Questo meccanismo è disciplinato dall’art. 15 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e viene dichiarato nel modello 730 2026.

      Le regole da conoscere per la detrazione dei contributi colf e badanti nel 730:

      • Detrazione del 19% sulla quota a carico del datore di lavoro dei contributi previdenziali obbligatori versati all’INPS per il lavoro domestico.
      • Limite massimo detraibile: la detrazione si calcola su un importo massimo di 1.549,37 euro annui (limite stabilito dall’art. 15 TUIR).
      • Solo i contributi obbligatori: non si detraggono i contributi volontari o aggiuntivi, ma solo quelli obbligatori previsti dalla normativa previdenziale.
      • Documentazione necessaria: è necessario conservare le ricevute di pagamento INPS (pagoPA, MAV o F24) per giustificare la detrazione in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

      Oltre alla detrazione sui contributi, vale la pena ricordare che anche le spese per badante che assiste una persona non autosufficiente possono essere parzialmente detratte: le detrazioni spese assistenza anziani nel 730 2026 permettono di recuperare il 19% su importi fino a 2.100 euro annui (per non autosufficienti con reddito complessivo non superiore a 40.000 euro). Un doppio beneficio fiscale che molte famiglie non sfruttano appieno per mancanza di informazioni: i contributi da un lato, le spese per la badante dall’altro.

      Il Ruolo del CAF: Come ti Aiutiamo con i Contributi Domestici

      Gestire i contributi di colf e badanti può sembrare un labirinto burocratico, soprattutto per chi non ha familiarità con le procedure INPS. Il CAF Centro Fiscale a Udine offre un servizio completo per tutte le famiglie che hanno assunto lavoratori domestici, seguendole in ogni fase del rapporto di lavoro.

      I servizi che il nostro CAF offre per la gestione di colf e badanti comprendono:

      • Calcolo trimestrale dei contributi: elaboriamo l’importo esatto da versare ogni trimestre in base alle ore lavorate e alla retribuzione, tenendo conto degli aggiornamenti INPS 2026.
      • Assistenza nel pagamento semplificato: ti guidiamo nell’utilizzo del sistema pagoPA e nelle altre modalità di versamento, anche se non sei pratico di strumenti digitali.
      • Buste paga mensili: elaboriamo il cedolino mensile per la tua colf o badante, garantendo la correttezza di tutti gli elementi (retribuzione, trattenute, TFR maturato).
      • Iscrizione INPS: se hai appena assunto e non hai ancora provveduto alla comunicazione, gestiamo noi tutta la procedura di apertura della posizione domestica INPS.
      • Detrazioni fiscali nel 730: in sede di dichiarazione dei redditi, ti aiutiamo a recuperare le detrazioni sui contributi versati e sulle spese di assistenza per non autosufficienti.
      • Regolarizzazione posizioni irregolari: se hai ricevuto il messaggio INPS e non sei in regola con i versamenti, ti assistiamo nel calcolo degli arretrati e nella regolarizzazione della posizione.

      Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, per garantire assistenza a tutte le famiglie, anche quelle che non possono recarsi di persona. Grazie al servizio online del CAF Centro Fiscale, puoi inviare i documenti comodamente da casa e ricevere assistenza professionale senza spostamenti. Per maggiori informazioni sui costi e sulle modalità di assistenza, ti invitiamo a richiedere un preventivo personalizzato.

      Hai bisogno di assistenza per i contributi della tua colf o badante? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori si occupano di tutto, dalla prima assunzione alla gestione contributiva ordinaria.

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      Domande Frequenti sui Contributi Colf e Badanti INPS 2026

      Hai bisogno di assistenza per la gestione dei contributi colf e badanti INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per calcolare gli importi, gestire i versamenti e aiutarti a sfruttare tutte le detrazioni fiscali disponibili nel 730 2026. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla prima assunzione alla gestione ordinaria dei contributi colf e badanti.

      Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 02:04:252026-07-03 07:53:45Colf e Badanti, Messaggio INPS per 6.000 Famiglie: Contributi da Pagare in Maniera Semplificata
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      DICONO DI NOI

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
      Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:30:002026-05-31 18:09:43Regime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026
      ISEE

      ISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai Diritto

      ISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai Diritto

      Avere un ISEE basso nel 2026 apre le porte a decine di bonus e agevolazioni che possono fare una differenza enorme nel bilancio familiare. Dall’Assegno di Inclusione ai bonus bollette automatici, dal Bonus Nido fino a 3.600 euro alle borse di studio universitarie: le opportunità sono tante, ma orientarsi tra soglie, requisiti e scadenze non è semplice.

      In questa guida completa trovi l’elenco aggiornato di tutti i bonus con ISEE basso 2026, organizzati per fascia di reddito. Ti spiegheremo cosa spetta con un ISEE sotto 9.530 euro, sotto 15.000 euro, sotto 25.000 euro e sotto 40.000 euro. Inoltre, scoprirai anche le agevolazioni universali che spettano a tutti, indipendentemente dal reddito, e come abbassare legalmente l’ISEE per accedere a più benefici. Se vuoi capire subito a cosa hai diritto, consulta la nostra guida completa all’ISEE 2026.



      Indice dei Contenuti

      1. Cos’è l’ISEE e perché è importante averlo basso
      2. Bonus e agevolazioni con ISEE sotto 9.530 euro
      3. Bonus con ISEE sotto 15.000 euro
      4. Bonus con ISEE sotto 25.000 euro
      5. Bonus con ISEE sotto 40.000 euro
      6. Agevolazioni universali senza limite ISEE
      7. Tabella riepilogativa: tutti i bonus per fascia ISEE
      8. Come abbassare legalmente l’ISEE
      9. Dove fare l’ISEE a Udine
      10. Domande frequenti



      Cos’è l’ISEE e Perché È Importante Averlo Basso

      L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è lo strumento che misura la ricchezza complessiva del nucleo familiare. Non considera solo i redditi da lavoro o da pensione, ma anche il patrimonio mobiliare (conti correnti, investimenti, titoli) e il patrimonio immobiliare (case, terreni, fabbricati). Il valore finale viene poi rapportato al numero di componenti della famiglia attraverso una scala di equivalenza, in modo da tenere conto delle reali esigenze economiche.

      Avere un ISEE basso è fondamentale perché la maggior parte dei bonus e delle agevolazioni statali nel 2026 è legata proprio a questo indicatore. Più basso è il tuo ISEE, più benefici puoi ottenere: si parte dalle misure riservate a chi ha un ISEE sotto 9.530 euro (come l’Assegno di Inclusione e il bonus bollette automatico) fino ad arrivare alle agevolazioni accessibili con ISEE sotto 40.000 euro (come l’Assegno Unico a importo pieno e il Bonus Nido maggiorato). Per conoscere tutti i documenti necessari per l’ISEE 2026, consulta la nostra guida dedicata.

      È importante sapere che l’ISEE 2026 si basa sui redditi e patrimoni del 2024 (due anni prima). Questo significa che eventuali variazioni recenti nella situazione economica non si riflettono automaticamente nel calcolo. Tuttavia, in caso di peggioramento significativo (perdita del lavoro, riduzione del reddito), è possibile richiedere l’ISEE corrente, che fotografa la situazione economica attuale.



      Bonus e Agevolazioni con ISEE Sotto 9.530 Euro

      Chi ha un ISEE sotto 9.530 euro nel 2026 ha diritto al pacchetto più ampio di bonus e agevolazioni. Questa fascia identifica le famiglie in condizione di maggiore difficoltà economica, per le quali lo Stato prevede misure di sostegno particolarmente importanti. Vediamo nel dettaglio tutte le prestazioni disponibili.

      Assegno di Inclusione (ADI)

      L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. Per accedervi nel 2026 servono un ISEE non superiore a 9.360 euro e un reddito familiare non superiore a 6.000 euro (moltiplicato per la scala di equivalenza). L’importo massimo è di 500 euro al mese per persona singola, che sale a 630 euro se il nucleo è composto da persone tutte over 67 o con disabilità. A questo si aggiunge un contributo affitto fino a 280 euro al mese per chi vive in locazione.

      L’ADI è riservato ai nuclei familiari con almeno un componente che rientra in una di queste categorie: minorenne, persona con disabilità, over 60 anni o persona in condizione di svantaggio certificata dai servizi sociali. La domanda va presentata tramite un operatore qualificato per evitare errori che potrebbero causare il rigetto della richiesta.

      Bonus Bollette Automatico (Luce, Gas e Acqua)

      Con un ISEE sotto 9.530 euro, il bonus bollette viene applicato automaticamente in fattura, senza dover presentare alcuna domanda specifica. Basta avere un ISEE in corso di validità. Il bonus copre le utenze di energia elettrica, gas naturale e servizio idrico. Nel 2026 gli importi variano in base alla composizione del nucleo familiare:

      • Bonus luce: da 142 a 227 euro annui a seconda dei componenti familiari
      • Bonus gas: da 60 a 177 euro annui, variabile anche per zona climatica
      • Bonus acqua: sconto su 50 litri al giorno per ogni componente della famiglia

      Il risparmio complessivo può superare i 400-500 euro all’anno per una famiglia di 3-4 persone. L’unica condizione è mantenere l’ISEE aggiornato: se scade e non viene rinnovato, il bonus si interrompe automaticamente.

      Esenzione Ticket Sanitario

      Le famiglie con ISEE basso possono ottenere l’esenzione dal ticket sanitario per visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni ambulatoriali. I codici esenzione principali sono: E01 per i minori sotto i 6 anni con reddito familiare sotto 36.151,98 euro, e E02 per i disoccupati con reddito inferiore a 8.263,31 euro (11.362,05 euro con coniuge a carico). Alcune Regioni, tra cui il Friuli Venezia Giulia, prevedono soglie aggiuntive legate all’ISEE.

      Carta Acquisti (Social Card)

      La Carta Acquisti (o Social Card) è una carta prepagata da 40 euro al mese (80 euro ogni bimestre) destinata a cittadini over 65 e famiglie con figli sotto i 3 anni. Il requisito principale è un ISEE inferiore a 8.052,75 euro. La carta può essere utilizzata per acquistare generi alimentari, farmaci e per pagare le bollette di luce e gas. La richiesta va presentata presso gli uffici postali.



      Bonus con ISEE Sotto 15.000 Euro

      La fascia ISEE sotto 15.000 euro nel 2026 apre l’accesso a una serie di agevolazioni particolarmente utili per le famiglie con redditi medio-bassi. Anche se non si rientra nella soglia più bassa (sotto 9.530 euro), restano disponibili diverse misure di sostegno significative.

      Bonus Bollette con ISEE fino a 15.000 Euro

      A partire dal 2024, la soglia per il bonus bollette è stata innalzata a 15.000 euro di ISEE per le famiglie con almeno 4 figli a carico. In questo caso, il bonus viene comunque applicato automaticamente in bolletta. Per le famiglie numerose si tratta di un aiuto concreto che può valere diverse centinaia di euro all’anno sulle utenze domestiche. Se la tua famiglia è numerosa, verifica con il CAF Centro Fiscale se rientri in questa casistica.

      Telefono Sociale e Internet a Tariffa Agevolata

      Con un ISEE sotto 8.112,23 euro è possibile accedere al cosiddetto “bonus telefono” o Telefono Sociale: una riduzione del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica fissa. Inoltre, l’AGCOM ha previsto offerte a tariffa agevolata per la connessione internet destinate a famiglie con ISEE basso. Alcune Regioni e Comuni prevedono ulteriori agevolazioni locali per le telecomunicazioni.

      Agevolazioni Trasporti Pubblici

      Molti Comuni e Regioni offrono abbonamenti ai trasporti pubblici a tariffa ridotta per chi ha un ISEE basso. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, è possibile ottenere agevolazioni sul trasporto pubblico locale con ISEE sotto determinate soglie. A livello nazionale, il bonus trasporti (che nel 2023-2024 prevedeva un voucher da 60 euro) potrebbe essere rifinanziato nel corso del 2026. Consigliamo di verificare periodicamente le novità presso il CAF Centro Fiscale.

      Mensa Scolastica Gratuita o a Tariffa Ridotta

      La tariffa della mensa scolastica è calcolata in base all’ISEE nella maggior parte dei Comuni italiani. Con un ISEE sotto 10.000-15.000 euro (la soglia varia da Comune a Comune), è possibile ottenere la mensa gratuita o a tariffa minima. Per una famiglia con due figli che frequentano la scuola primaria, il risparmio può superare i 1.000 euro all’anno. Verifica le soglie specifiche del tuo Comune di residenza.



      Bonus con ISEE Sotto 25.000 Euro

      Con un ISEE sotto 25.000 euro, nel 2026 si accede ad alcune delle agevolazioni più importanti per le famiglie con figli. In questa fascia rientrano misure come il Bonus Nido a importo massimo e le borse di studio universitarie, che possono rappresentare un supporto economico molto significativo.

      Bonus Nido Fino a 3.000 Euro

      Il Bonus Nido 2026 è un contributo per il pagamento delle rette degli asili nido, sia pubblici che privati autorizzati. L’importo varia in base all’ISEE del nucleo familiare:

      • ISEE fino a 25.000 euro: bonus massimo di 3.000 euro all’anno (272,72 euro al mese per 11 mensilità)
      • ISEE da 25.001 a 40.000 euro: bonus di 2.500 euro all’anno
      • Senza ISEE o ISEE sopra 40.000 euro: bonus minimo di 1.500 euro all’anno

      Inoltre, dal 2024 è stata introdotta una maggiorazione per il secondo figlio: le famiglie con un figlio nato a partire dal 2024 e un altro figlio sotto i 10 anni possono ottenere fino a 3.600 euro all’anno, anche con ISEE fino a 40.000 euro. Una novità importante che rende il Bonus Nido una delle agevolazioni più generose per le famiglie italiane.

      Borse di Studio Universitarie

      Gli studenti universitari con ISEE sotto 24.335,11 euro (soglia 2025/2026, aggiornata annualmente) e ISPE sotto 52.902,43 euro possono accedere alle borse di studio regionali. L’importo varia da 2.000 a oltre 6.000 euro all’anno a seconda che lo studente sia fuorisede, pendolare o in sede. Oltre alla borsa di studio, con un ISEE basso si può ottenere anche l’esonero totale o parziale dalle tasse universitarie: con un ISEE sotto 13.000 euro le tasse sono completamente azzerate, mentre fino a 30.000 euro si applicano riduzioni progressive (la cosiddetta “no tax area” universitaria).



      Bonus con ISEE Sotto 40.000 Euro

      Anche chi ha un ISEE sotto 40.000 euro può accedere a importanti agevolazioni nel 2026. Questa fascia, più ampia delle precedenti, include misure che interessano milioni di famiglie italiane, in particolare quelle con figli a carico.

      Bonus Nido Secondo Figlio: Fino a 3.600 Euro

      Come anticipato, la maggiorazione del Bonus Nido per il secondo figlio si applica con ISEE fino a 40.000 euro. Questa è una novità significativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata per il 2026. Per ottenere i 3.600 euro annui servono due condizioni: avere un figlio nato dal 1° gennaio 2024 in poi e avere un altro figlio con meno di 10 anni. Si tratta di un sostegno concreto che copre gran parte della retta annuale di un asilo nido.

      Assegno Unico a Importo Pieno

      L’Assegno Unico Universale 2026 spetta a tutte le famiglie con figli a carico sotto i 21 anni (senza limite di età per figli con disabilità), ma l’importo varia enormemente in base all’ISEE. Con un ISEE sotto 17.090,61 euro si percepisce l’importo massimo di 199,40 euro al mese per figlio. L’importo decresce gradualmente fino all’ISEE di 45.574,96 euro, oltre il quale si percepisce il minimo di 57 euro per figlio.

      Per le famiglie numerose sono previste ulteriori maggiorazioni: 96,90 euro al mese per ogni figlio oltre il secondo (con ISEE basso) e una maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per le famiglie con almeno 4 figli. Una famiglia con 3 figli e ISEE basso può ricevere oltre 700 euro al mese di Assegno Unico. Presentare un ISEE aggiornato è fondamentale: senza ISEE o con ISEE scaduto, si percepisce solo il minimo.

      Agevolazioni Prima Casa Under 36

      Per i giovani sotto i 36 anni con ISEE non superiore a 40.000 euro, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato le agevolazioni per l’acquisto della prima casa. Le misure includono: l’accesso prioritario al Fondo di Garanzia CONSAP con garanzia statale fino all’80% del mutuo, agevolazioni sull’imposta di registro e l’esenzione dall’imposta sostitutiva sui mutui. Per chi sta valutando l’acquisto della prima casa, queste agevolazioni possono significare un risparmio di diverse migliaia di euro.



      Agevolazioni Universali: Bonus Senza Limite di ISEE

      Esistono anche agevolazioni fiscali che spettano a tutti i contribuenti, indipendentemente dal valore dell’ISEE. Si tratta principalmente di detrazioni fiscali legate alla casa e ai consumi, che vengono recuperate nella dichiarazione dei redditi. Anche chi non ha un ISEE basso può beneficiarne.

      Bonus Ristrutturazione 2026

      Il bonus ristrutturazione prevede una detrazione del 50% sulle spese di ristrutturazione edilizia per la prima casa, fino a un massimo di 96.000 euro di spesa. Per le seconde case l’aliquota scende al 36%. La detrazione si recupera in 10 anni nella dichiarazione dei redditi. Rientrano nel bonus lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

      Ecobonus: Risparmio Energetico

      L’Ecobonus 2026 offre detrazioni dal 50% al 65% per interventi di riqualificazione energetica dell’abitazione principale. Tra gli interventi agevolati: sostituzione della caldaia con modelli a condensazione, installazione di pompe di calore, cappotto termico, sostituzione di infissi e serramenti, installazione di pannelli solari termici. Il risparmio in bolletta si somma alla detrazione fiscale, rendendo questi interventi particolarmente convenienti.

      Bonus Mobili ed Elettrodomestici

      Chi effettua lavori di ristrutturazione può beneficiare anche del bonus mobili: una detrazione del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Rientrano nel bonus: letti, armadi, cassettiere, divani, tavoli, materassi, ma anche frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e forni, purché di classe energetica A (o superiore a seconda della tipologia).



      Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus per Fascia ISEE nel 2026

      Ecco il riepilogo completo di tutti i bonus e le agevolazioni 2026 organizzati per soglia ISEE. Questa tabella ti permette di individuare rapidamente a cosa hai diritto in base al tuo indicatore economico.

      Soglia ISEEBonus / AgevolazioneImporto Indicativo
      Sotto 8.052 euroCarta Acquisti (Social Card)480 euro/anno
      Sotto 9.360 euroAssegno di Inclusione (ADI)Fino a 6.000 euro/anno + affitto
      Sotto 9.530 euroBonus Bollette automatico (luce, gas, acqua)400-500 euro/anno
      Sotto 9.530 euroEsenzione ticket sanitarioVariabile
      Sotto 15.000 euro (4+ figli)Bonus Bollette famiglie numerose400-500 euro/anno
      Sotto 17.090 euroAssegno Unico importo massimo199,40 euro/mese per figlio
      Sotto 25.000 euroBonus Nido importo massimo3.000 euro/anno
      Sotto 24.335 euroBorse di studio universitarie2.000-6.000 euro/anno
      Sotto 40.000 euroBonus Nido secondo figlio maggiorato3.600 euro/anno
      Sotto 40.000 euroAgevolazioni prima casa under 36Garanzia mutuo 80%
      Senza limiteBonus ristrutturazione 50%Detrazione fino a 48.000 euro
      Senza limiteEcobonus 50-65%Detrazione variabile
      Senza limiteBonus mobili 50%Detrazione fino a 2.500 euro

      Nota importante: gli importi indicati sono riferiti al 2026 e potrebbero subire aggiornamenti nel corso dell’anno. Per verificare la tua situazione specifica e non perdere nessuna agevolazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.



      Come Abbassare Legalmente l’ISEE nel 2026

      Se il tuo ISEE è di poco superiore a una soglia importante, sappi che esistono strategie legali per ridurlo. Non si tratta di trucchi o espedienti illegali, ma di scelte finanziarie e familiari che la legge consente e che possono fare la differenza tra accedere o meno a un bonus. Ecco i metodi più efficaci per abbassare legalmente l’ISEE.

      Cointestazione e Giacenza Media

      La giacenza media del conto corrente al 31 dicembre incide direttamente sull’ISEE. Avere un saldo elevato a fine anno aumenta il patrimonio mobiliare del nucleo familiare. Una strategia lecita è quella di utilizzare la liquidità in eccesso per spese programmate (ad esempio saldare un debito, effettuare una manutenzione necessaria) prima della fine dell’anno. Attenzione: i prelievi “sospetti” in prossimità del 31 dicembre possono essere segnalati. Meglio pianificare con anticipo e trasparenza.

      Variazione del Nucleo Familiare

      L’ISEE si calcola sulla base del nucleo familiare anagrafico. Se un figlio maggiorenne è economicamente indipendente (ha un reddito e non è più a carico), un cambio di residenza può consentirgli di uscire dal nucleo familiare dei genitori, riducendo l’ISEE di entrambi i nuclei. Allo stesso modo, la separazione legale tra coniugi comporta la formazione di due nuclei distinti, ciascuno con il proprio ISEE. Queste scelte vanno valutate attentamente con un esperto.

      ISEE Corrente: la Soluzione per Chi Ha Perso il Lavoro

      Se la tua situazione economica è peggiorata significativamente rispetto a due anni fa (l’ISEE 2026 si basa sui dati 2024), puoi richiedere l’ISEE corrente. Questo strumento aggiorna l’indicatore alla situazione attuale in caso di: perdita del lavoro, riduzione del reddito superiore al 25%, interruzione di trattamenti previdenziali. L’ISEE corrente ha validità di 6 mesi (redditi) o fino al 31 dicembre (patrimoni) e può far scendere drasticamente il tuo indicatore, aprendo l’accesso a bonus e agevolazioni altrimenti preclusi.



      Dove Fare l’ISEE a Udine: il CAF Centro Fiscale

      Per ottenere l’ISEE 2026 e accedere a tutti i bonus e le agevolazioni descritti in questa guida, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. Il servizio è completamente gratuito per la compilazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e il rilascio dell’attestazione ISEE. I nostri operatori ti aiuteranno a:

      • Raccogliere tutti i documenti necessari per l’ISEE 2026
      • Compilare la DSU in modo corretto, evitando errori che invaliderebbero l’attestazione
      • Verificare a quali bonus hai diritto in base al tuo ISEE
      • Presentare le domande per ogni agevolazione a cui puoi accedere
      • Valutare se conviene richiedere l’ISEE corrente per ottenere un indicatore più basso

      Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) che online per chi vive in altre città d’Italia. Puoi prenotare il tuo appuntamento chiamando il 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.



      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sui Bonus con ISEE Basso 2026

      Quali bonus posso avere con ISEE sotto 15.000 euro nel 2026?

      Con un ISEE sotto 15.000 euro nel 2026 hai diritto a: bonus bollette automatico (luce, gas e acqua), Assegno Unico a importo pieno (199,40 euro/mese per figlio), Bonus Nido fino a 3.000 euro, telefono sociale, mensa scolastica gratuita (in molti Comuni), borse di studio universitarie e potenzialmente anche l’Assegno di Inclusione se rientri nella soglia di 9.360 euro e nei requisiti soggettivi.

      I bonus con ISEE basso si ottengono automaticamente?

      Solo il bonus bollette è automatico: basta avere un ISEE in corso di validità sotto la soglia. Tutti gli altri bonus richiedono una domanda specifica: l’Assegno di Inclusione tramite patronato, il Bonus Nido tramite portale INPS, le borse di studio tramite ente regionale. Per non perdere nessuna agevolazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale che ti guiderà in tutte le pratiche necessarie.

      Cosa succede se non presento l’ISEE 2026?

      Senza un ISEE aggiornato, perdi l’accesso alla maggior parte dei bonus e delle agevolazioni. L’Assegno Unico, ad esempio, viene erogato all’importo minimo (57 euro/figlio anziché 199,40 euro). Il bonus bollette si interrompe automaticamente. Il Bonus Nido viene calcolato sulla fascia più bassa (1.500 euro anziché 3.000). Presentare l’ISEE il prima possibile è fondamentale per non perdere denaro.

      Posso abbassare legalmente il mio ISEE?

      Sì, esistono strategie legali per abbassare l’ISEE: ridurre la giacenza media del conto corrente con spese programmate, far uscire dal nucleo familiare figli maggiorenni indipendenti, richiedere l’ISEE corrente in caso di perdita del lavoro o riduzione del reddito. Puoi approfondire nella nostra guida su come uscire dall’ISEE familiare legalmente. Ogni situazione va analizzata individualmente con l’aiuto di un esperto del CAF.

      L’ISEE 2026 si basa su quali redditi?

      L’ISEE 2026 si basa sui redditi e patrimoni del 2024 (il secondo anno solare precedente). I redditi vengono acquisiti automaticamente dall’Agenzia delle Entrate, mentre i patrimoni (saldi e giacenze medie dei conti, valore degli immobili) fanno riferimento al 31 dicembre 2024. Se la tua situazione economica è peggiorata nel 2025 o 2026, puoi richiedere l’ISEE corrente per aggiornare l’indicatore.



      Conclusione

      Come hai visto, avere un ISEE basso nel 2026 permette di accedere a un numero molto ampio di bonus e agevolazioni: dall’Assegno di Inclusione al bonus bollette, dal Bonus Nido all’Assegno Unico a importo pieno, dalle borse di studio alle agevolazioni sulla prima casa. Il primo passo fondamentale è presentare l’ISEE il prima possibile, per non perdere mesi di benefici e per sapere esattamente a cosa hai diritto.

      Hai bisogno di assistenza per l’ISEE 2026 e per accedere a tutti i bonus con ISEE basso? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri operatori ti aiuteranno a compilare la DSU, ottenere l’attestazione ISEE e presentare tutte le domande per i bonus a cui hai diritto. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

      Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:00:002026-05-31 14:03:39ISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai Diritto
      CAF

      Cedolare Secca Affitti 2026: Guida Completa con Aliquote, Requisiti e Vantaggi

      cedolare secca

      La cedolare secca è un regime fiscale agevolato che consente ai proprietari di immobili concessi in locazione di pagare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali comunali e regionali sul reddito da locazione. Introdotta nel 2011 per semplificare la tassazione sugli affitti e combattere l’evasione fiscale, la cedolare secca sugli affitti rappresenta oggi una delle scelte più convenienti per chi affitta abitazioni a uso residenziale.

      In questa guida completa analizziamo nel dettaglio come funziona la cedolare secca 2026, quali sono le aliquote applicabili (21% ordinaria e 10% per contratti concordati), i requisiti per accedere al regime, i vantaggi fiscali rispetto alla tassazione ordinaria, le procedure per esercitare l’opzione e tutte le novità normative più recenti. Che tu sia un proprietario che sta valutando se applicare la cedolare secca o un inquilino che vuole capire le implicazioni di questo regime, troverai qui tutte le informazioni necessarie per orientarti con sicurezza.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la Cedolare Secca sugli Affitti
      2. Aliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%
      3. Requisiti per Accedere alla Cedolare Secca
      4. Comuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%
      5. Vantaggi Fiscali della Cedolare Secca
      6. Svantaggi e Limiti della Cedolare Secca
      7. Come Esercitare l’Opzione per la Cedolare Secca
      8. Dichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RB
      9. Confronto Cedolare Secca vs Tassazione Ordinaria
      10. Domande Frequenti

      Cos’è la Cedolare Secca sugli Affitti

      La cedolare secca è un’imposta sostitutiva dell’IRPEF che può essere applicata ai redditi derivanti dalla locazione di immobili ad uso abitativo. Il termine “secca” indica che si tratta di un’imposta a tasso fisso, senza progressività, che sostituisce completamente il regime ordinario di tassazione.

      Quando si opta per la cedolare secca, il proprietario dell’immobile non paga sul reddito da locazione:

      • IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)
      • Addizionale regionale IRPEF
      • Addizionale comunale IRPEF
      • Imposta di registro sul contratto di locazione (annuale)
      • Imposta di bollo sul contratto

      Al posto di tutte queste imposte, si versa un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa del 21% o del 10% (per i contratti a canone concordato), calcolata sul canone di locazione annuo.

      La normativa di riferimento è contenuta nell’art. 3 del D.Lgs. 23/2011, con successive modifiche e integrazioni. L’opzione per la cedolare secca è facoltativa e deve essere esercitata dal locatore al momento della registrazione del contratto o in sede di proroga.

      Esempio pratico: se affitti un appartamento a 800 euro mensili (9.600 euro annui) con cedolare secca al 21%, pagherai un’imposta di 2.016 euro annui, senza dover versare IRPEF, addizionali, imposte di registro e bollo. Con il regime ordinario, invece, i 9.600 euro si sommerebbero agli altri redditi e sarebbero tassati con le aliquote IRPEF progressive (23%-43%) oltre alle addizionali.



      Aliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%

      Le aliquote della cedolare secca previste per il 2026 sono due, in base alla tipologia di contratto di locazione stipulato:

      Aliquota ordinaria del 21%

      L’aliquota del 21% si applica alla maggior parte dei contratti di locazione a canone libero di immobili ad uso abitativo. Questa è l’aliquota standard e rappresenta comunque un notevole risparmio fiscale rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, soprattutto per i contribuenti con redditi medio-alti che altrimenti pagherebbero aliquote marginali del 35% o 43%.

      L’aliquota del 21% si applica a:

      • Contratti a canone libero (4+4 anni)
      • Contratti transitori per esigenze temporanee (massimo 18 mesi)
      • Contratti per studenti universitari (da 6 a 36 mesi)
      • Locazioni brevi (fino a 30 giorni) dal secondo immobile in poi

      Aliquota agevolata del 10%

      L’aliquota ridotta del 10% si applica ai cosiddetti contratti a canone concordato, stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa secondo accordi territoriali tra le organizzazioni di proprietari e inquilini.

      Possono beneficiare dell’aliquota del 10%:

      • Contratti a canone concordato (3+2 anni) nei comuni ad alta tensione abitativa
      • Contratti transitori concordati (fino a 18 mesi)
      • Contratti per studenti universitari concordati (da 6 a 36 mesi)

      Per applicare l’aliquota del 10%, il contratto deve rispettare i parametri di canone massimo stabiliti dagli accordi territoriali locali e deve essere stipulato utilizzando i modelli standard previsti. Non è sufficiente dichiarare che il contratto è “concordato”: deve effettivamente rispettare le convenzioni locali in vigore.

      Attenzione: per i contratti brevi (fino a 30 giorni), come quelli per affitti turistici tramite Airbnb o Booking, la cedolare secca al 21% si applica automaticamente solo al primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un regime diverso (imposta sostitutiva al 26%) che non rientra nella cedolare secca ordinaria.



      Requisiti per Accedere alla Cedolare Secca

      Per poter optare per il regime della cedolare secca, devono essere soddisfatti contemporaneamente alcuni requisiti oggettivi (relativi all’immobile) e soggettivi (relativi al locatore).

      Requisiti del locatore (soggetti)

      Possono applicare la cedolare secca:

      • Persone fisiche (privati cittadini)
      • Che agiscono al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti o professioni
      • Che siano proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)

      Non possono applicare la cedolare secca:

      • Società (di persone, di capitali, cooperative)
      • Enti pubblici e privati
      • Imprenditori individuali che locano immobili strumentali alla propria attività
      • Professionisti che locano immobili strumentali

      Esempio: un medico che affitta un appartamento di sua proprietà come abitazione può applicare la cedolare secca. Lo stesso medico che affitta l’immobile da adibire a studio medico non può applicare la cedolare secca (perché è locazione strumentale all’attività professionale).

      Requisiti dell’immobile (oggettivi)

      L’immobile locato deve:

      • Essere classificato nella categoria catastale A (abitazioni), esclusa la categoria A/10 (uffici e studi privati)
      • Essere locato per uso abitativo
      • Essere situato in Italia
      • Eventuali pertinenze (box, cantine, soffitte) classificate C/2, C/6 e C/7 possono essere incluse nella cedolare secca se locate congiuntamente all’abitazione (massimo una per categoria)

      Non possono rientrare nella cedolare secca:

      • Immobili ad uso commerciale (negozi, uffici, laboratori)
      • Immobili strumentali all’attività d’impresa o professionale
      • Immobili di lusso classificati A/1, A/8, A/9 (ville, castelli, palazzi storici) – possono comunque applicare la cedolare secca, ma l’aliquota del 21% resta invariata

      Requisiti del contratto

      Il contratto di locazione deve:

      • Essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate
      • Prevedere un canone pattuito liberamente tra le parti o secondo gli accordi territoriali per i contratti concordati
      • Essere stipulato per uso abitativo dell’inquilino o dei suoi familiari

      La cedolare secca si applica anche ai contratti di locazione breve (fino a 30 giorni), ma con regole particolari per i proprietari che locano più di un immobile.



      Comuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%

      L’aliquota ridotta del 10% per i contratti a canone concordato si applica solo nei comuni ad alta tensione abitativa, individuati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e definiti da specifiche delibere normative.

      L’elenco completo dei comuni è contenuto nella Delibera CIPE del 13 novembre 2003 e successive modifiche. Complessivamente, circa 1.300 comuni italiani rientrano tra quelli ad alta tensione abitativa.

      Principali comuni ad alta tensione abitativa

      Tra i comuni più rilevanti troviamo:

      Grandi città metropolitane:

      • Roma, Milano, Napoli, Torino
      • Palermo, Genova, Bologna, Firenze
      • Bari, Catania, Venezia, Verona

      Comuni dell’hinterland delle grandi città:

      • Tutti i comuni della provincia di Milano
      • Comuni della prima cintura di Roma (es. Fiumicino, Ciampino, Guidonia)
      • Comuni dell’area metropolitana di Napoli
      • Comuni limitrofi a Firenze, Bologna, Torino

      Comuni turistici:

      • Riccione, Rimini, Bibione (località balneari)
      • Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio (località montane)
      • Comuni del lago di Garda, lago di Como

      Come verificare se il tuo comune è ad alta tensione abitativa

      Per verificare se il comune in cui si trova l’immobile rientra nell’elenco:

      1. Consulta la Delibera CIPE 13/11/2003 sul sito del MEF
      2. Verifica con il CAF Centro Fiscale che dispone della lista aggiornata
      3. Controlla sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata alle locazioni

      Se il comune non rientra tra quelli ad alta tensione abitativa, anche stipulando un contratto a canone concordato non sarà possibile applicare l’aliquota ridotta del 10%, ma si applicherà comunque l’aliquota ordinaria del 21% (che resta vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria).

      Attenzione: per i contratti concordati è obbligatorio utilizzare i modelli standard definiti dagli accordi territoriali locali tra le associazioni dei proprietari (Confedilizia, Uppi, Asppi) e degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat). Il contratto deve essere preventivamente “asseverato” da una delle associazioni firmatarie dell’accordo territoriale.



      Vantaggi Fiscali della Cedolare Secca

      La cedolare secca offre numerosi vantaggi fiscali rispetto al regime ordinario di tassazione dei redditi da locazione. Vediamo nel dettaglio tutti i benefici per il proprietario.

      1. Esenzione dall’IRPEF e dalle addizionali

      Il vantaggio principale è l’esenzione dall’IRPEF sul reddito da locazione. Nel regime ordinario, il canone di affitto si somma agli altri redditi del contribuente e viene tassato con le aliquote progressive IRPEF (23%, 35%, 43%), oltre alle addizionali regionali e comunali.

      Con la cedolare secca, invece, si paga un’aliquota fissa del 21% o 10%, indipendentemente dal reddito complessivo del contribuente.

      Esempio comparativo:

      Supponiamo un contribuente con reddito da lavoro dipendente di 40.000 euro annui che percepisce un affitto di 10.000 euro annui.

      Regime ordinario (senza cedolare secca):

      • Reddito imponibile totale: 50.000 euro
      • Aliquota marginale IRPEF: 43% (scaglione oltre 50.000 euro)
      • IRPEF sui 10.000 euro di affitto: 4.300 euro
      • Addizionale regionale (media 1,5%): 150 euro
      • Addizionale comunale (media 0,8%): 80 euro
      • Imposta di registro (2%): 200 euro
      • Totale tasse sull’affitto: 4.730 euro

      Regime cedolare secca:

      • Imposta sostitutiva (21%): 2.100 euro
      • Totale tasse sull’affitto: 2.100 euro

      Risparmio fiscale: 2.630 euro annui (55,6%)

      2. Esenzione dall’imposta di registro e bollo

      Con la cedolare secca non si pagano:

      • Imposta di registro annuale sul contratto (2% del canone annuo)
      • Imposta di bollo (normalmente 16 euro ogni 100 righe del contratto)

      Queste imposte sono a carico del proprietario nel regime ordinario e rappresentano un costo aggiuntivo significativo.

      3. Semplificazione amministrativa

      La cedolare secca comporta una notevole semplificazione degli adempimenti fiscali:

      • Un’unica imposta al posto di multiple imposte
      • Calcolo più semplice (aliquota fissa sul canone)
      • Nessuna necessità di calcolare IRPEF con aliquote progressive
      • Meno righe da compilare nella dichiarazione dei redditi

      4. Nessun obbligo di adeguamento ISTAT

      Con la cedolare secca, il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo potrebbe sembrare uno svantaggio, ma nei periodi di bassa inflazione o per contratti brevi risulta irrilevante, mentre il risparmio fiscale resta sempre considerevole.

      5. Vantaggi per l’inquilino

      Anche l’inquilino beneficia indirettamente della cedolare secca:

      • Non deve pagare la sua quota di imposta di registro (che nel regime ordinario è al 50% con il proprietario)
      • Non paga l’imposta di bollo
      • Il proprietario, risparmiando sulle tasse, potrebbe essere più propenso a praticare canoni più bassi



      Svantaggi e Limiti della Cedolare Secca

      Nonostante i numerosi vantaggi, la cedolare secca presenta anche alcuni svantaggi che è importante conoscere prima di optare per questo regime fiscale.

      1. Rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone

      Il principale svantaggio della cedolare secca è che il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone di locazione in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

      Nel regime ordinario, il contratto di locazione prevede generalmente la possibilità di adeguare annualmente il canone in base all’inflazione (fino al 75% o 100% della variazione ISTAT). Con la cedolare secca, questa possibilità viene meno.

      Impatto pratico:

      • In periodi di alta inflazione (come nel 2022-2023 con inflazione oltre il 7%), la rinuncia all’adeguamento ISTAT può comportare una perdita economica significativa nel corso degli anni
      • In periodi di bassa inflazione (sotto l’1-2%), l’impatto è trascurabile e il risparmio fiscale della cedolare secca prevale ampiamente

      Esempio numerico:

      Canone mensile: 1.000 euro (12.000 euro annui)
      Inflazione annua: 6%

      • Con adeguamento ISTAT: canone sale a 1.060 euro/mese dal secondo anno (+720 euro annui)
      • Con cedolare secca: canone resta 1.000 euro/mese

      Perdita annua: 720 euro
      Risparmio fiscale medio cedolare secca: 2.500-3.000 euro annui

      Bilancio: la cedolare secca resta comunque conveniente

      2. Impossibilità di dedurre spese

      Nel regime ordinario, il proprietario può dedurre dal reddito da locazione alcune spese sostenute per l’immobile (manutenzioni straordinarie, spese condominiali straordinarie, interessi passivi su mutui ipotecari).

      Con la cedolare secca, l’imposta si applica sul canone lordo senza possibilità di dedurre alcuna spesa. Per gli immobili con elevate spese di gestione, questo potrebbe ridurre la convenienza della cedolare.

      Quando la deduzione delle spese è rilevante:

      • Immobili con mutuo ipotecario in corso (gli interessi passivi sono deducibili nel regime ordinario)
      • Immobili che richiedono frequenti manutenzioni straordinarie
      • Immobili con elevate spese condominiali straordinarie

      Valutazione caso per caso:

      Se le spese deducibili superano il 30-40% del canone annuo, potrebbe essere conveniente il regime ordinario. In tutti gli altri casi, la cedolare secca resta più vantaggiosa.

      3. Redditi da locazione esclusi dal computo per alcune agevolazioni

      I redditi assoggettati a cedolare secca non concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF del contribuente. Questo può avere alcune conseguenze:

      • Non aumentano la base imponibile per il calcolo di detrazioni fiscali e deduzioni (vantaggio)
      • Non sono considerati ai fini di alcune prestazioni sociali legate all’ISEE
      • Non rilevano per alcuni bonus fiscali legati al reddito complessivo

      Per la maggior parte dei proprietari, questo è irrilevante o addirittura vantaggioso.

      4. Impossibilità di compensare perdite pregresse

      Le perdite fiscali derivanti da immobili locati negli anni precedenti (regime ordinario) non possono essere compensate con i redditi da cedolare secca degli anni successivi.

      5. Tassazione più alta per immobili di lusso

      Per gli immobili di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9), la cedolare secca al 21% potrebbe non essere conveniente rispetto al regime ordinario con coefficienti di abbattimento catastali. In questi casi è necessaria una valutazione personalizzata.



      Come Esercitare l’Opzione per la Cedolare Secca

      L’opzione per la cedolare secca deve essere esercitata espressamente dal locatore in momenti specifici. Vediamo come procedere in base alle diverse situazioni.

      Opzione in sede di registrazione del contratto

      Per i nuovi contratti di locazione, l’opzione va esercitata contestualmente alla registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.

      Le modalità sono:

      1. Registrazione telematica con modello RLI

      Il modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) è il modulo da compilare per registrare il contratto e deve essere inviato telematicamente tramite:

      • Servizio web dell’Agenzia delle Entrate (accessibile con SPID, CIE o CNS)
      • Software RLI desktop scaricabile dal sito dell’Agenzia
      • Intermediario abilitato (CAF, commercialista)

      Nel modello RLI, nella Sezione “Locatore”, occorre barrare la casella:

      “Cedolare secca” per esercitare l’opzione

      2. Comunicazione preventiva all’inquilino

      Prima della registrazione, il locatore deve comunicare all’inquilino la scelta di avvalersi della cedolare secca. La comunicazione:

      • Deve essere effettuata tramite raccomandata A/R o PEC
      • Deve contenere il riferimento al contratto e alla rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone
      • Deve essere allegata alla registrazione del contratto

      La mancata comunicazione preventiva non invalida l’opzione, ma potrebbe comportare sanzioni amministrative.

      Opzione in sede di proroga del contratto

      Se il contratto è già stato registrato con regime ordinario, è possibile optare per la cedolare secca in occasione della proroga (rinnovo) del contratto.

      La procedura è analoga:

      1. Comunicare la scelta all’inquilino (raccomandata o PEC)
      2. Compilare il modello RLI per la proroga
      3. Barrare la casella “Cedolare secca” nella sezione Locatore
      4. Inviare telematicamente entro 30 giorni dalla scadenza del contratto

      Esempio: contratto 4+4 anni registrato nel 2022 con regime ordinario. Alla scadenza dei primi 4 anni (2026), in sede di rinnovo automatico è possibile optare per la cedolare secca per i successivi 4 anni.

      Opzione annuale (revoca e riesercizio)

      L’opzione per la cedolare secca ha validità per l’intera durata del contratto o della proroga, ma può essere revocata e riesercitata annualmente.

      La revoca deve essere comunicata:

      • Tramite modello RLI entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui si intende applicare il regime ordinario
      • La comunicazione ha effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo

      Esempio pratico:

      • Contratto registrato nel 2024 con cedolare secca
      • Nel dicembre 2025, il proprietario revoca l’opzione tramite RLI
      • Dal 1° gennaio 2026, si applica il regime ordinario
      • Nel dicembre 2026, il proprietario può riesercitare l’opzione per il 2027

      Opzione in dichiarazione dei redditi

      Se l’opzione non è stata esercitata in sede di registrazione o proroga, è possibile farlo in sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), compilando il Quadro RB (redditi da fabbricati).

      In questo caso:

      • L’opzione ha effetto dall’anno d’imposta della dichiarazione
      • Occorre comunque aver comunicato la scelta all’inquilino
      • Non si ha diritto al rimborso delle imposte di registro già pagate per l’anno in corso

      Importante: per evitare errori e sanzioni, è consigliabile affidarsi al CAF Centro Fiscale per la compilazione del modello RLI e della dichiarazione dei redditi.

      Dichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RB

      I redditi assoggettati a cedolare secca vanno dichiarati nel modello 730 o nel Redditi Persone Fisiche compilando il Quadro RB (Redditi dei fabbricati).

      La compilazione del quadro RB è obbligatoria anche per chi ha optato per la cedolare secca, perché serve a determinare la base imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva.

      Come compilare il Quadro RB per la cedolare secca

      Colonna 1 – Utilizzo:
      Indicare il codice “3” (immobile locato)

      Colonna 2 – Rendita catastale:
      Riportare la rendita catastale rivalutata del 5% dell’immobile

      Colonna 7 – Canone di locazione:
      Indicare l’importo del canone annuo percepito (somma dei canoni mensili effettivamente incassati nell’anno)

      Colonna 8 – Cedolare secca:
      Barrare la casella per indicare l’opzione per la cedolare secca

      Colonna 9 – Aliquota cedolare:
      Indicare:

      • Codice “1” per l’aliquota del 21% (contratti ordinari)
      • Codice “2” per l’aliquota del 10% (contratti a canone concordato)

      Colonna 10 – Imposte dovute:
      Il software fiscale calcola automaticamente l’imposta sostitutiva applicando l’aliquota corretta al canone annuo dichiarato.

      Calcolo dell’imposta sostitutiva

      L’imposta sostitutiva da versare è:

      Cedolare secca = Canone annuo lordo × Aliquota

      Dove:

      • Canone annuo lordo = somma di tutti i canoni mensili percepiti (anche se non tutti i mesi sono stati locati)
      • Aliquota = 21% o 10%

      Esempio di calcolo:

      Appartamento affittato per 12 mesi a 900 euro mensili

      • Canone annuo: 900 × 12 = 10.800 euro
      • Cedolare secca (21%): 10.800 × 21% = 2.268 euro

      Se l’immobile è stato locato solo per parte dell’anno (es. da giugno a dicembre), si considerano solo i mesi effettivi:

      • Canone annuo: 900 × 7 = 6.300 euro
      • Cedolare secca (21%): 6.300 × 21% = 1.323 euro

      Versamento dell’imposta: saldo e acconti

      Come per l’IRPEF, anche la cedolare secca prevede un sistema di versamenti con saldo e acconti:

      Saldo:

      • Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) dell’anno successivo
      • Codice tributo F24: 1840 (saldo cedolare secca abitazioni)

      Primo acconto (40%):

      • Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione)
      • Calcolato sul 40% dell’imposta dovuta per l’anno in corso
      • Codice tributo F24: 1840

      Secondo acconto (60%):

      • Versamento entro il 30 novembre
      • Calcolato sul 60% dell’imposta dovuta
      • Codice tributo F24: 1841 (acconto cedolare secca abitazioni)

      L’acconto non è dovuto se l’imposta complessiva è inferiore a 51,65 euro.

      Rateizzazione

      È possibile rateizzare il versamento del saldo e del primo acconto in rate mensili (da giugno/luglio fino a novembre), applicando gli interessi al tasso legale.

      Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta del quadro RB e nel calcolo degli importi da versare, garantendo la conformità alle normative fiscali e l’ottimizzazione del carico tributario.



      Confronto Cedolare Secca vs Tassazione Ordinaria: Quale Conviene?

      Per valutare se la cedolare secca è conveniente rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, è necessario considerare diversi fattori: il reddito complessivo del contribuente, l’ammontare del canone di locazione, le spese deducibili e l’inflazione attesa.

      Simulazione comparativa per diverse fasce di reddito

      Vediamo un confronto dettagliato per un appartamento affittato a 1.000 euro mensili (12.000 euro annui) con diversi livelli di reddito del proprietario.

      CASO 1: Reddito basso (15.000 euro annui)

      Regime ordinario:

      • Reddito totale: 15.000 + 12.000 = 27.000 euro
      • IRPEF (aliquota media 20%): 2.400 euro
      • Addizionali (1,5%): 180 euro
      • Imposta di registro (2%): 240 euro
      • Totale: 2.820 euro

      Cedolare secca (21%):

      • Imposta: 12.000 × 21% = 2.520 euro

      Risparmio: 300 euro (10,6%)


      CASO 2: Reddito medio (35.000 euro annui)

      Regime ordinario:

      • Reddito totale: 35.000 + 12.000 = 47.000 euro
      • IRPEF (aliquota marginale 35%): 4.200 euro
      • Addizionali (2%): 240 euro
      • Imposta di registro: 240 euro
      • Totale: 4.680 euro

      Cedolare secca (21%):

      • Imposta: 2.520 euro

      Risparmio: 2.160 euro (46,2%)


      CASO 3: Reddito alto (55.000 euro annui)

      Regime ordinario:

      • Reddito totale: 55.000 + 12.000 = 67.000 euro
      • IRPEF (aliquota marginale 43%): 5.160 euro
      • Addizionali (2,5%): 300 euro
      • Imposta di registro: 240 euro
      • Totale: 5.700 euro

      Cedolare secca (21%):

      • Imposta: 2.520 euro

      Risparmio: 3.180 euro (55,8%)

      Quando la cedolare secca conviene SEMPRE

      La cedolare secca è sempre conveniente quando:

      • Il proprietario ha un reddito medio-alto (oltre 30.000 euro annui)
      • Non ci sono spese deducibili significative (mutuo, ristrutturazioni)
      • L’inflazione attesa è bassa (sotto il 3-4% annuo)
      • Si tratta di contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione (aliquota 10%)

      Quando valutare attentamente il regime ordinario

      Il regime ordinario potrebbe essere più conveniente quando:

      • Il proprietario ha un reddito molto basso (sotto i 20.000 euro annui)
      • Ci sono elevate spese deducibili: interessi passivi su mutuo superiori al 20-30% del canone
      • Si prevede alta inflazione (oltre il 5-6% annuo) e il contratto ha lunga durata
      • L’immobile richiede frequenti manutenzioni straordinarie deducibili

      Strumenti per la valutazione

      Per una valutazione precisa, è necessario considerare:

      1. Reddito complessivo del proprietario (da lavoro, pensione, altri redditi)
      2. Canone annuo dell’immobile
      3. Spese deducibili previste (mutuo, manutenzioni)
      4. Durata del contratto e inflazione attesa
      5. Tipologia di contratto (libero o concordato)
      6. Comune in cui si trova l’immobile (alta tensione o no)

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di consulenza personalizzata per valutare quale regime fiscale è più conveniente per la tua situazione specifica, con simulazioni dettagliate e calcoli precisi del risparmio fiscale.

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      Domande Frequenti sulla Cedolare Secca

      Posso applicare la cedolare secca se l’inquilino usa l’immobile come ufficio?

      No, la cedolare secca si applica solo alle locazioni per uso abitativo. Se l’inquilino utilizza l’immobile come ufficio o per attivita commerciale, anche se si tratta di un appartamento residenziale, non e possibile applicare la cedolare secca e si deve usare il regime ordinario IRPEF.

      Devo comunicare ogni anno all’inquilino che applico la cedolare secca?

      No, la comunicazione va fatta solo una volta, al momento della scelta iniziale per la cedolare secca. Se non revochi l’opzione, resta valida per tutta la durata del contratto senza necessita di comunicazioni annuali. Solo in caso di revoca o riesercizio dell’opzione occorre comunicarlo nuovamente.

      Se affitto due appartamenti, posso applicare la cedolare secca solo a uno dei due?

      Si, l’opzione per la cedolare secca si esercita separatamente per ciascun immobile locato. Puoi decidere di applicare la cedolare secca a uno o piu immobili e il regime ordinario ad altri, in base alla convenienza specifica di ciascun contratto.

      Posso aumentare il canone durante il contratto con cedolare secca?

      Con la cedolare secca rinunci all’aggiornamento automatico ISTAT del canone. Tuttavia, puoi comunque aumentare il canone se previsto contrattualmente per altre ragioni (es. migliorie concordate) o se tu e l’inquilino concordate un aumento volontario. In questo caso dovrai registrare l’adeguamento con modello RLI.

      La cedolare secca si applica anche agli affitti brevi tipo Airbnb?

      Si, per gli affitti brevi (fino a 30 giorni) si applica la cedolare secca al 21% sul primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un’imposta sostitutiva al 26% (non piu cedolare secca ordinaria). E importante tenere traccia di quale immobile si considera come primo per l’anno fiscale.


      Hai bisogno di assistenza per la cedolare secca?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

      • Valutare la convenienza della cedolare secca per il tuo caso specifico
      • Registrare il contratto di locazione con opzione per la cedolare
      • Compilare correttamente la dichiarazione dei redditi (quadro RB)
      • Calcolare saldo e acconti da versare
      • Gestire revoche e riesercizio dell’opzione

      I nostri esperti fiscali ti guideranno nella scelta del regime più vantaggioso, garantendo la piena conformità alle normative e il massimo risparmio fiscale. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 23:41:462026-05-31 16:53:27Cedolare Secca Affitti 2026: Guida Completa con Aliquote, Requisiti e Vantaggi
      CAF

      Congedo per Cure agli Invalidi dal 50%: Guida Completa ai 30 Giorni Senza Legge 104

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Il congedo per cure per lavoratori con invalidità dal 50% è un diritto poco conosciuto che garantisce 30 giorni di permesso retribuito all’anno, anche senza il riconoscimento della Legge 104. Previsto dal D.Lgs. 119/2011, questo congedo consente ai lavoratori dipendenti con invalidità riconosciuta dal 50% di assentarsi dal lavoro per sottoporsi a cure mediche, terapie e trattamenti, mantenendo la piena retribuzione INPS.

      A differenza dei permessi Legge 104, il congedo per cure invalidi non richiede la certificazione di handicap grave (comma 3, art. 3 L. 104/92), ma solo l’accertamento sanitario ASL che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%. Questo lo rende accessibile a una platea molto più ampia di lavoratori con patologie croniche, disabilità permanenti o condizioni invalidanti.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale scoprirai come funziona il congedo per cure invalidi 2026, quali sono i requisiti di invalidità, come richiedere i 30 giorni di permesso retribuito, la procedura INPS e le differenze con altri istituti previdenziali.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il congedo per cure agli invalidi
      2. Differenza tra congedo cure e permessi Legge 104
      3. Requisiti di invalidità: dal 50% in su
      4. Retribuzione e contributi durante il congedo
      5. Come richiedere il congedo per cure INPS
      6. Casi particolari e cumulo con altri permessi
      7. Domande Frequenti

      Cos’è il congedo per cure agli invalidi

      Il congedo per cure è un permesso retribuito di 30 giorni all’anno riconosciuto ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) con invalidità accertata pari o superiore al 50%. Introdotto dall’art. 7, D.Lgs. 119/2011, questo diritto consente di assentarsi dal lavoro per:

      • Cure mediche ricorrenti (fisioterapia, dialisi, chemioterapia)
      • Visite specialistiche programmate
      • Trattamenti riabilitativi collegati all’invalidità
      • Terapie continuative per patologie croniche
      • Ricoveri ospedalieri brevi per controlli

      Il congedo non è frazionabile in ore: si utilizza solo per giornate intere. I 30 giorni spettano complessivamente nell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) e non sono cumulabili con l’anno successivo se non utilizzati.

      La retribuzione è garantita dall’INPS tramite indennità economica pari al 100% della retribuzione giornaliera, comprensiva di tredicesima e contributi pensionistici. Il datore di lavoro anticipa lo stipendio e recupera poi dall’INPS tramite conguaglio contributivo.

      Chi può richiederlo:

      • Lavoratori subordinati (tempo indeterminato, determinato, part-time)
      • Dipendenti pubblici (PA, scuola, sanità)
      • Lavoratori con contratto a progetto (se configurato come lavoro subordinato)

      Esclusi: autonomi, liberi professionisti, partite IVA, collaboratori occasionali.



      Differenza tra congedo cure e permessi Legge 104

      Molti lavoratori confondono il congedo per cure invalidi con i permessi Legge 104. Si tratta di due istituti completamente diversi, con requisiti, finalità e modalità di utilizzo differenti.

      AspettoCongedo per curePermessi Legge 104
      RequisitoInvalidità ≥ 50%Handicap grave (art. 3 comma 3)
      Giorni/mesi30 giorni all’anno3 giorni al mese
      FinalitàCure mediche per séAssistenza a familiare disabile
      FrazionabilitàSolo giornate intereOre o giorni
      Retribuzione100% INPS100% datore + INPS
      CumulabilitàNO con L.104 per séSÌ con congedo cure

      Esempio pratico:

      Mario ha invalidità 67% (senza L.104 art. 3 comma 3). Può utilizzare i 30 giorni di congedo per cure per le sue terapie fisioterapiche. Se in futuro ottiene anche la certificazione handicap grave, può richiedere i permessi L.104 per assistere un familiare disabile, ma NON può cumulare entrambi per sé stesso.

      La differenza chiave è la certificazione richiesta:

      • Congedo cure: serve solo il verbale invalidità ASL con percentuale ≥ 50%
      • Permessi 104: serve il verbale handicap grave (art. 3 comma 3, L.104/92)

      Molte persone con invalidità media (50-74%) non hanno accesso alla L.104, ma possono comunque beneficiare del congedo per cure di 30 giorni.

      Requisiti di invalidità: dal 50% in su

      Per accedere al congedo per cure, è necessario possedere un verbale di invalidità civile rilasciato dall’ASL o dalla Commissione Medica INPS che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%.

      Come ottenere il riconoscimento di invalidità:

      1. Certificato medico introduttivo: il tuo medico curante invia telematicamente all’INPS il certificato che attesta la tua patologia invalidante
      2. Domanda di invalidità: entro 90 giorni dal certificato, presenti domanda all’INPS (online, tramite CAF o patronato)
      3. Visita medica: la Commissione ASL-INPS ti convoca per accertamento sanitario
      4. Verbale definitivo: ricevi il verbale con la percentuale riconosciuta (es. 50%, 67%, 75%, 100%)

      Percentuali di invalidità e diritti:

      InvaliditàCongedo 30 giorniAltri benefici
      46-49%❌ NOIscrizione collocamento mirato
      50-66%✅ SÌCongedo cure
      67-73%✅ SÌCongedo + esenzione ticket (categorie)
      74-99%✅ SÌCongedo + assegno invalidità INPS
      100%✅ SÌCongedo + pensione invalidità civile

      Patologie che danno diritto al congedo:

      • Patologie oncologiche (anche in remissione con invalidità ≥50%)
      • Malattie cardiovascolari gravi (cardiopatie, post-infarto)
      • Diabete insulino-dipendente con complicanze
      • Insufficienza renale cronica (dialisi)
      • Sclerosi multipla e malattie neurodegenerative
      • Disabilità motorie permanenti
      • Malattie respiratorie croniche gravi (BPCO, fibrosi cistica)

      Il verbale di invalidità è permanente se non indica una data di revisione. Se c’è revisione, devi ripetere la visita alla scadenza per confermare la percentuale.



      Retribuzione e contributi durante il congedo

      Durante i 30 giorni di congedo per cure, il lavoratore riceve una retribuzione piena al 100%, comprensiva di tutti gli elementi stipendiali ordinari:

      • Stipendio base
      • Scatti di anzianità
      • Indennità fisse (es. indennità vacanza contrattuale)
      • Quota tredicesima (maturata proporzionalmente)
      • Quota quattordicesima (se prevista dal CCNL)

      Esclusi dal calcolo:

      • Straordinari
      • Premi di produzione variabili
      • Indennità trasferta
      • Benefit occasionali

      Come funziona il pagamento:

      1. Anticipo del datore: il datore di lavoro eroga lo stipendio normalmente in busta paga
      2. Conguaglio INPS: il datore recupera l’importo anticipato tramite compensazione contributiva (denuncia UniEmens)
      3. Nessun costo per l’azienda: il congedo è interamente a carico INPS

      Contributi previdenziali:

      I 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi:

      • ✅ Valgono per la pensione (anzianità contributiva)
      • ✅ Utili per il calcolo dell’anzianità lavorativa
      • ✅ Coperti per TFR (trattamento di fine rapporto)
      • ✅ Considerati periodo lavorato ai fini contrattuali

      Esempio retribuzione:

      Laura, impiegata con RAL 28.000 euro, utilizza 15 giorni di congedo per cure nel mese di marzo. In busta paga riceverà:

      • Stipendio marzo: 2.333 euro (importo pieno, nessuna decurtazione)
      • Contributi previdenziali: versati regolarmente dall’INPS
      • TFR: matura normalmente

      Il datore di lavoro anticiperà l’intero stipendio e recupererà i 15 giorni di indennità INPS tramite conguaglio contributivo nelle denunce successive.

      Come richiedere il congedo per cure INPS

      La procedura per richiedere i 30 giorni di congedo per cure prevede due passaggi: comunicazione al datore di lavoro e certificazione medica.

      Step 1: Richiesta scritta al datore di lavoro

      Invia una comunicazione formale (raccomandata o PEC) al tuo datore di lavoro con:

      • Domanda di congedo per cure ai sensi dell’art. 7, D.Lgs. 119/2011
      • Copia del verbale di invalidità (con percentuale ≥50%)
      • Periodo richiesto (es. “dal 15 al 20 marzo 2026”)
      • Motivazione generica (es. “per sottoporsi a trattamenti terapeutici”)

      Fac-simile lettera di richiesta:

      Oggetto: Richiesta congedo per cure - art. 7 D.Lgs. 119/2011
      
      Il/La sottoscritto/a [NOME COGNOME], dipendente con qualifica [QUALIFICA],
      chiede di usufruire del congedo per cure previsto dall'art. 7 del D.Lgs. 119/2011
      per il periodo dal [DATA INIZIO] al [DATA FINE] per complessivi [N] giorni.
      
      Si allega verbale di riconoscimento invalidità civile pari al [XX]%.
      
      Cordiali saluti,
      [FIRMA]

      Step 2: Certificazione medica

      Durante il congedo, devi presentare al datore di lavoro:

      • Certificato medico che attesti la necessità delle cure
      • Documentazione sanitaria (es. prenotazione visita, ricetta terapia)
      • Attestazioni di presenza alle cure (se richiesto dal CCNL)

      Il certificato medico non deve necessariamente essere un certificato di malattia, ma una dichiarazione del medico specialista o curante che confermi che il lavoratore deve sottoporsi a trattamenti terapeutici correlati all’invalidità.

      Tempi di preavviso:

      La legge non prevede un preavviso minimo obbligatorio. Tuttavia, per esigenze organizzative aziendali, è consigliabile:

      • Preavviso di 3-5 giorni per periodi programmabili
      • Comunicazione immediata per cure urgenti o ricoveri improvvisi

      Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo se il lavoratore ha i requisiti di legge. L’eventuale diniego è illegittimo e può essere impugnato.

      Gestione del congedo:

      • Il datore autorizza il congedo e registra l’assenza come “congedo cure art. 7 D.Lgs. 119/2011”
      • Il lavoratore non deve inviare domanda all’INPS: è il datore a gestire il recupero tramite conguaglio contributivo
      • In busta paga, l’assenza risulta come permesso retribuito al 100%



      Casi particolari e cumulo con altri permessi

      Il congedo per cure presenta alcune peculiarità in caso di cumulo con altri istituti previdenziali o in situazioni lavorative particolari.

      Congedo per cure + Permessi Legge 104 per familiare

      Se hai invalidità ≥50% (congedo per te) e assisti un familiare con handicap grave (L.104), puoi cumulare entrambi:

      • ✅ 30 giorni congedo cure per le tue terapie
      • ✅ 3 giorni al mese L.104 per assistere il familiare

      Congedo per cure + Malattia

      Se durante il congedo per cure ti ammali di altra patologia acuta, puoi:

      • Interrompere il congedo cure
      • Passare a malattia ordinaria (con certificato medico di malattia)
      • Riprendere il congedo cure quando guarisci dalla malattia acuta

      I giorni di malattia non decurtano i 30 giorni di congedo.

      Congedo per cure durante periodo di prova

      Il congedo per cure è un diritto anche durante il periodo di prova. Il datore di lavoro non può licenziare per aver richiesto il congedo, ma può recedere per altre motivazioni connesse all’idoneità lavorativa.

      Part-time

      I lavoratori part-time hanno diritto agli stessi 30 giorni dei full-time (non proporzionali). La retribuzione è calcolata sulla base della retribuzione giornaliera effettiva del part-time.

      Contratto a tempo determinato

      I lavoratori a tempo determinato hanno pieno diritto al congedo, anche se il contratto è di breve durata. I 30 giorni spettano per anno solare, non per contratto.

      Settore pubblico

      Nel pubblico impiego, il congedo per cure è regolamentato dagli stessi principi del settore privato, ma la gestione amministrativa può variare:

      • Scuola: richiesta tramite SIDI con autorizzazione dirigente scolastico
      • Sanità: comunicazione al responsabile UOC con certificato medico
      • PA: domanda protocollata all’ufficio personale

      Licenziamento durante congedo

      Il licenziamento durante il congedo per cure è nullo se motivato dall’assenza per cure. Il lavoratore può impugnare il licenziamento entro 60 giorni.

      Maternità/Paternità + Congedo cure

      Durante maternità obbligatoria o congedo parentale, il congedo per cure è sospeso. Puoi richiederlo prima o dopo il periodo di maternità/paternità, ma non in contemporanea.

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      Domande Frequenti sul Congedo per Cure Invalidi

      Il congedo per cure spetta anche con invalidita al 50% esatta?

      Si, il diritto scatta con invalidita pari o superiore al 50%. Chi ha esattamente il 50% di invalidita riconosciuta ha pieno diritto ai 30 giorni di congedo retribuito, alle stesse condizioni di chi ha percentuali superiori.

      Posso usare il congedo per cure senza la Legge 104?

      Si, il congedo per cure non richiede la certificazione di handicap grave prevista dalla Legge 104. Serve solo il verbale di invalidita civile con percentuale pari o superiore al 50%, rilasciato dalla Commissione ASL-INPS.

      Il congedo per cure decurta ferie o permessi?

      No, i 30 giorni di congedo per cure sono autonomi e non decurtano ferie, permessi ROL o altri istituti contrattuali. Sono un diritto aggiuntivo e indipendente previsto per legge.

      Devo dimostrare di aver fatto effettivamente le cure?

      Si, e necessario presentare al datore di lavoro certificazione medica che attesti la necessita delle cure. Alcuni CCNL richiedono anche attestazioni di presenza (es. ricevute prenotazioni, certificati medici post-visita). Il datore puo richiedere verifiche.

      Il congedo per cure vale per la pensione?

      Si, i 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi valgono ai fini del calcolo della pensione, dell’anzianita contributiva e del TFR. Sono considerati periodo effettivamente lavorato.


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      • Verifica requisiti per congedo cure
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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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          Bonus Sociale Elettrico 115 Euro 2026: Come Riceverlo e Requisiti ISEE

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Il bonus sociale elettrico è un’agevolazione economica fondamentale per le famiglie italiane in condizione di disagio economico o fisico. Con l’aggiornamento normativo del 2026, l’ARERA ha definito le nuove modalità di erogazione del bonus, che può arrivare fino a 115 euro per nucleo familiare. In questa guida completa analizzeremo tutti i requisiti di accesso, le modalità di richiesta e le novità introdotte dalla delibera ARERA per garantire che chi ne ha diritto possa beneficiare di questo importante sostegno economico sulle bollette della luce.

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          Indice dei contenuti

          1. Cos’è il Bonus Sociale Elettrico e a Chi Spetta
          2. Requisiti di Accesso al Bonus Sociale Elettrico 2026
          3. Come Funziona l’Erogazione Automatica del Bonus
          4. Importi e Calcolo del Bonus Sociale Elettrico
          5. Come Verificare se Hai Diritto al Bonus
          6. Casi Particolari: Disagio Fisico e Famiglie Numerose
          7. Come Fare Domanda ISEE Aggiornato per il Bonus
          8. Domande Frequenti sul Bonus Sociale Elettrico

          Cos’è il Bonus Sociale Elettrico e a Chi Spetta

          Il bonus sociale elettrico è uno sconto applicato direttamente sulle bollette della luce destinato alle famiglie in condizione di disagio economico. Questa misura, istituita dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e finanziata dallo Stato, ha l’obiettivo di ridurre la spesa energetica delle famiglie più vulnerabili.

          Il bonus viene riconosciuto automaticamente a tutti i cittadini che presentano un’attestazione ISEE in corso di validità e che rispettano i requisiti di reddito stabiliti dalla normativa. Non è necessaria alcuna domanda specifica presso il fornitore di energia elettrica.

          Dal 2021, infatti, il meccanismo di riconoscimento è stato completamente automatizzato: è sufficiente presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’attestazione ISEE presso un CAF o attraverso il portale INPS. Il Sistema Informativo Integrato (SII) dell’ARERA verifica automaticamente i requisiti e comunica ai fornitori di energia l’elenco dei beneficiari.

          Il bonus sociale per disagio economico spetta alle famiglie con ISEE non superiore a 9.530 euro annui, o fino a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico. Esiste anche un bonus per disagio fisico, riservato a chi utilizza apparecchiature elettromedicali salvavita, con requisiti e importi differenti.

          Chi può richiedere il bonus sociale elettrico:

          • Famiglie con ISEE fino a 9.530 euro (disagio economico ordinario)
          • Famiglie numerose con almeno 4 figli a carico e ISEE fino a 20.000 euro
          • Beneficiari di Reddito di Cittadinanza o Pensione di Cittadinanza (automatico)
          • Persone affette da gravi condizioni di salute che utilizzano apparecchiature elettromedicali (disagio fisico)



          Requisiti di Accesso al Bonus Sociale Elettrico 2026

          Per accedere al bonus sociale elettrico nel 2026 è necessario soddisfare specifici requisiti di reddito e composizione del nucleo familiare. I requisiti economici sono stabiliti dalla delibera ARERA e aggiornati annualmente.

          Per l’anno 2026, possono beneficiare del bonus sociale le famiglie con ISEE ordinario non superiore a 9.530 euro. Per i nuclei familiari numerosi con almeno 4 figli a carico, la soglia ISEE è innalzata fino a 20.000 euro annui.

          Questi limiti di reddito vengono verificati automaticamente dal Sistema Informativo Integrato attraverso la banca dati ISEE dell’INPS. È fondamentale che l’attestazione ISEE sia in corso di validità: l’ISEE ha validità dal momento della presentazione della DSU fino al 31 dicembre dello stesso anno.

          Chi presenta l’ISEE a gennaio 2026 avrà diritto al bonus per tutto l’anno, mentre chi lo presenta a dicembre 2026 lo riceverà solo per quel mese, salvo rinnovo.

          Tabella Riepilogativa Requisiti ISEE 2026

          Tipologia Nucleo FamiliareSoglia ISEE MassimaImporto Bonus Annuo (indicativo)
          Nucleo 1-2 componenti9.530 euro115 euro
          Nucleo 3-4 componenti9.530 euro148 euro
          Nucleo oltre 4 componenti9.530 euro173 euro
          Nucleo con almeno 4 figli a carico20.000 euroVariabile (maggiorato)
          Beneficiari RdC/PdCNessun limiteCome disagio economico
          Disagio fisico (apparecchiature salvavita)Nessun limite ISEEFino a 185 euro

          Oltre ai requisiti economici, è necessario che l’utenza elettrica sia intestata a uno dei componenti del nucleo familiare ISEE e che il contratto di fornitura sia per uso domestico (residenti). Non hanno diritto al bonus le utenze non residenti, i contratti condominiali e le utenze intestate a società o enti.

          Il bonus spetta anche a chi è beneficiario del Reddito di Cittadinanza o della Pensione di Cittadinanza, senza necessità di presentare un ISEE specifico.

          Come Funziona l’Erogazione Automatica del Bonus

          Dal 2021 l’erogazione del bonus sociale elettrico avviene in modo completamente automatico, senza necessità di presentare domanda al proprio fornitore di energia. Il meccanismo si basa su un sistema di interscambio dati tra INPS e ARERA.

          Quando un cittadino presenta la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presso un CAF o tramite il portale INPS per ottenere l’attestazione ISEE, i dati vengono trasmessi automaticamente al Sistema Informativo Integrato (SII) gestito da Acquirente Unico per conto di ARERA.

          Il SII verifica mensilmente la presenza di tutti i requisiti previsti dalla normativa:

          • Valore ISEE entro le soglie previste dalla legge
          • Presenza di un contratto di fornitura elettrica attivo intestato a un componente del nucleo familiare
          • Tipologia di contratto domestico residente

          Se tutti i requisiti sono soddisfatti, il SII comunica al fornitore di energia l’elenco degli aventi diritto. Il fornitore applica quindi lo sconto direttamente in bolletta, con una voce dedicata che riporta l’importo del bonus riconosciuto per il periodo di riferimento.

          Lo sconto viene applicato con cadenza mensile o bimestrale, a seconda della periodicità di fatturazione scelta dal cliente. Il bonus ha validità di 12 mesi dalla data di presentazione dell’ISEE e viene rinnovato automaticamente ogni anno, purché venga presentata una nuova DSU entro il 31 dicembre.

          In caso di mancato rinnovo dell’ISEE, il bonus cessa automaticamente e non viene più applicato sulle bollette successive.



          Importi e Calcolo del Bonus Sociale Elettrico

          Gli importi del bonus sociale elettrico per il 2026 sono stabiliti dall’ARERA con cadenza trimestrale e variano in base alla composizione del nucleo familiare e alla zona climatica di residenza.

          Per il disagio economico, il bonus standard per un nucleo familiare da 1-2 componenti è di circa 115 euro annui, suddiviso nelle bollette dell’anno. Per le famiglie più numerose gli importi aumentano:

          • Nuclei di 3-4 componenti: circa 148 euro annui
          • Famiglie con oltre 4 componenti: fino a 173 euro annui

          Questi valori sono indicativi e vengono aggiornati trimestralmente da ARERA in base all’andamento dei prezzi dell’energia elettrica e del mercato tutelato.

          Il calcolo del bonus tiene conto anche della zona climatica di residenza (da A/B a F), poiché nelle zone più fredde i consumi energetici sono mediamente più elevati. L’importo viene ripartito proporzionalmente nelle bollette emesse durante l’anno di validità del bonus.

          Esempio Pratico di Ripartizione del Bonus

          Ad esempio, se un cliente riceve bollette bimestrali, l’importo annuo di 115 euro sarà suddiviso in 6 rate da circa 19 euro ciascuna. In bolletta il bonus appare come voce negativa denominata “Bonus sociale” o “Compensazione per disagio economico“, che riduce l’importo totale da pagare.

          Per il disagio fisico (utilizzo di apparecchiature elettromedicali), gli importi sono differenti e più elevati, calcolati in base al consumo delle apparecchiature salvavita utilizzate. Chi beneficia sia del bonus per disagio economico che fisico ha diritto a ricevere entrambi i contributi cumulativamente.

          Tabella Importi Bonus per Disagio Fisico

          Tipo ApparecchiaturaOre Utilizzo GiornalieroImporto Bonus Annuo
          Apparecchiature salvavita baseFino a 4 ore/giornoCirca 85 euro
          Apparecchiature salvavita medie4-8 ore/giornoCirca 130 euro
          Apparecchiature salvavita intensiveOltre 8 ore/giornoFino a 185 euro

          Come Verificare se Hai Diritto al Bonus

          Verificare se si ha diritto al bonus sociale elettrico è semplice e può essere fatto attraverso diversi canali ufficiali.

          Il primo controllo da effettuare riguarda il proprio ISEE: se il valore dell’attestazione ISEE ordinaria è inferiore a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli), si rientra automaticamente nei requisiti economici.

          Per verificare l’effettiva attivazione del bonus sulla propria utenza, il metodo più immediato è controllare le bollette della luce: nella sezione dedicata ai dettagli della spesa dovrebbe comparire una voce denominata “Bonus sociale” o “Compensazione per disagio economico” con l’importo dello sconto applicato.

          Se questa voce non compare nonostante si abbiano i requisiti, è possibile che il sistema non abbia ancora elaborato i dati ISEE oppure che ci siano problemi di abbinamento tra il codice fiscale presente nell’ISEE e quello intestatario del contratto di fornitura. In questi casi, è utile rivolgersi a un CAF per verificare la correttezza dei dati inseriti nella DSU.

          Canali di Verifica Ufficiali

          • Portale SGAte di ARERA: accessibile dal sito www.arera.it, dove è possibile verificare lo stato della propria richiesta inserendo codice fiscale e dati della fornitura
          • Numero verde 800.166.654: sportello per il consumatore Energia e Ambiente gestito da ARERA (attivo lunedì-venerdì)
          • Bollette della luce: controllo diretto della voce “Bonus sociale” nella sezione dettagli spesa
          • CAF Centro Fiscale di Udine: assistenza gratuita per verificare requisiti ISEE e controllo attivazione bonus

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per verificare i requisiti ISEE e controllare l’effettiva attivazione del bonus sulle utenze dei propri assistiti.



          Casi Particolari: Disagio Fisico e Famiglie Numerose

          Oltre al bonus per disagio economico esistono situazioni particolari che danno diritto a ulteriori agevolazioni o modalità di erogazione specifiche.

          Bonus per Disagio Fisico

          Il bonus sociale per disagio fisico è riconosciuto indipendentemente dal reddito ISEE ai cittadini affetti da gravi condizioni di salute che richiedono l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali salvavita.

          In questo caso è necessaria una certificazione ASL che attesti la necessità di utilizzare tali apparecchiature e la loro tipologia. Gli importi del bonus per disagio fisico sono più elevati rispetto al bonus economico e variano in base al tipo di apparecchiatura utilizzata e alle ore di utilizzo giornaliero, con importi che possono arrivare fino a 185 euro annui per i casi più gravi.

          Bonus per Famiglie Numerose

          Per le famiglie numerose con almeno 4 figli a carico, oltre alla soglia ISEE più elevata (20.000 euro invece di 9.530 euro), spetta un importo maggiorato del bonus sociale, calcolato sulla base del numero di componenti del nucleo familiare. È importante che tutti i figli siano presenti nell’attestazione ISEE e risultino effettivamente a carico.

          Pompe di Calore

          Un altro caso particolare riguarda i clienti domestici che utilizzano pompe di calore come unico sistema di riscaldamento: in alcune zone climatiche questi clienti possono avere diritto a un bonus maggiorato, poiché i consumi elettrici per il riscaldamento sono significativamente più elevati rispetto alla media.

          Reddito di Cittadinanza

          Chi beneficia del Reddito di Cittadinanza o della Pensione di Cittadinanza ha diritto automaticamente al bonus sociale, anche se non presenta un ISEE specifico, poiché i dati vengono trasmessi automaticamente dall’INPS al Sistema Informativo Integrato di ARERA.

          In tutti questi casi particolari, è consigliabile rivolgersi a un CAF esperto per verificare la corretta applicazione delle agevolazioni.

          Come Fare Domanda ISEE Aggiornato per il Bonus

          Per accedere al bonus sociale elettrico è fondamentale presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per ottenere l’attestazione ISEE. La DSU può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma è consigliabile farlo entro i primi mesi per beneficiare del bonus per l’intero anno solare.

          La procedura può essere effettuata in autonomia tramite il portale INPS (utilizzando SPID, CIE o CNS) oppure rivolgendosi a un CAF o a un patronato, che offre assistenza gratuita nella compilazione.

          Documenti Necessari per l’ISEE

          Per compilare la DSU è necessario raccogliere una serie di documenti relativi a tutti i componenti del nucleo familiare:

          • Documenti di identità e codici fiscali di tutti i componenti
          • Contratti di affitto o atto di proprietà dell’abitazione
          • Saldo e giacenza media di conti correnti e depositi bancari/postali al 31 dicembre dell’anno precedente
          • Certificazioni reddituali (CU, modello 730 o Redditi PF)
          • Documenti relativi a eventuali immobili o autoveicoli posseduti

          Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la completezza della documentazione e compila telematicamente la DSU, trasmettendola all’INPS. Entro pochi giorni lavorativi, l’INPS elabora i dati e rilascia l’attestazione ISEE con l’indicazione del valore ISEE del nucleo familiare.

          Una volta ottenuta l’attestazione ISEE in corso di validità, il sistema automatico di ARERA verifica mensilmente la presenza dei requisiti per il bonus e, se spettante, lo applica automaticamente sulle bollette entro 2-3 mesi dalla presentazione della DSU. Non è necessario comunicare nulla al proprio fornitore di energia elettrica.

          L’ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione, pertanto è importante rinnovarlo ogni anno entro quella data per non perdere il diritto al bonus nell’anno successivo.



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          Domande Frequenti sul Bonus Sociale Elettrico

          Quanto vale il bonus sociale elettrico nel 2026?

          Il bonus sociale elettrico per disagio economico nel 2026 vale circa 115 euro annui per nuclei familiari da 1-2 componenti, 148 euro per nuclei da 3-4 componenti e fino a 173 euro per famiglie con oltre 4 componenti. Gli importi vengono aggiornati trimestralmente da ARERA in base all’andamento dei prezzi dell’energia.

          Devo fare domanda al fornitore di energia per ricevere il bonus?

          No, dal 2021 il bonus sociale è completamente automatico. È sufficiente presentare la DSU per ottenere l’attestazione ISEE presso un CAF o tramite il portale INPS. Se i requisiti sono soddisfatti, il sistema ARERA comunica automaticamente al fornitore di applicare lo sconto in bolletta.

          Qual è la soglia ISEE per accedere al bonus sociale elettrico?

          Per il 2026, possono accedere al bonus le famiglie con ISEE ordinario non superiore a 9.530 euro annui. Per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico, la soglia è innalzata a 20.000 euro annui.

          Come faccio a sapere se mi è stato applicato il bonus?

          Il modo più semplice è controllare le bollette della luce: nella sezione dedicata ai dettagli della spesa deve comparire una voce denominata Bonus sociale o Compensazione per disagio economico con l’importo dello sconto. In alternativa, si può verificare sul portale SGAte di ARERA o contattando il numero verde 800.166.654.

          Quanto tempo ci vuole per ricevere il bonus dopo aver fatto l’ISEE?

          Dopo la presentazione della DSU e il rilascio dell’attestazione ISEE, il sistema automatico di ARERA impiega generalmente 2-3 mesi per verificare i requisiti e comunicare al fornitore di energia l’attivazione del bonus. Lo sconto comparirà nelle bollette successive.

          Il bonus sociale è cumulabile con altre agevolazioni?

          Sì, il bonus sociale per disagio economico è cumulabile con il bonus per disagio fisico. Chi ha sia i requisiti ISEE che la certificazione ASL per apparecchiature elettromedicali salvavita può ricevere entrambi i bonus contemporaneamente.

          Cosa succede se dimentico di rinnovare l’ISEE?

          Se non si rinnova l’attestazione ISEE entro il 31 dicembre, il bonus cessa automaticamente dall’anno successivo e non verrà più applicato sulle bollette. È quindi importante presentare una nuova DSU ogni anno per mantenere il diritto al bonus.


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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 17:34:172026-05-31 16:26:27Bonus Sociale Elettrico 115 Euro 2026: Come Riceverlo e Requisiti ISEE
            CAF

            Taglio Accise Carburanti 2026: -25 Centesimi su Benzina e Diesel

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Il taglio delle accise sui carburanti torna al centro del dibattito politico ed economico italiano nel 2026. Con i prezzi di benzina e diesel che continuano a pesare sul bilancio delle famiglie e delle imprese, il Governo ha annunciato un decreto carburanti che prevede una riduzione di 25 centesimi al litro sulle accise. Ma quanto si risparmia realmente? Chi può beneficiarne? E soprattutto, per quanto tempo sarà in vigore questa misura? In questa guida completa analizziamo nel dettaglio il decreto sul taglio accise 2026, con dati ufficiali, calcoli pratici e tutte le informazioni necessarie per cittadini, automobilisti e partite IVA.

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            Indice dei contenuti

            1. Cosa prevede il decreto carburanti 2026
            2. Quanto si risparmia realmente con il taglio accise
            3. Chi beneficia del taglio delle accise
            4. Durata della misura: fino a quando
            5. Come funziona il meccanismo delle accise
            6. Confronto con altri paesi europei
            7. Impatto del taglio accise sull’inflazione
            8. Come beneficiare del taglio accise
            9. Prospettive future e scenari

            Cosa prevede il decreto carburanti 2026

            Il decreto carburanti 2026, attualmente in fase di approvazione definitiva dal Consiglio dei Ministri, prevede una riduzione di 25 centesimi al litro sulle accise sia per la benzina che per il diesel. La misura è stata annunciata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) come intervento straordinario per calmierare i prezzi alla pompa e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane.

            Secondo le anticipazioni del decreto, la riduzione delle accise si applicherà in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, senza differenziazioni regionali. Il provvedimento include anche una clausola di salvaguardia: qualora il prezzo del petrolio Brent dovesse scendere sotto i 70 dollari al barile per più di 30 giorni consecutivi, il taglio potrebbe essere ridotto proporzionalmente.

            Riferimenti normativi: Il decreto attua quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 47, comma 3) che ha stanziato 3,2 miliardi di euro per il 2026 e 1,8 miliardi per il 2027 destinati specificatamente alla riduzione delle accise sui carburanti. La copertura finanziaria proviene dal Fondo per la riduzione della pressione fiscale istituito con DL 124/2025.

            Il decreto dovrebbe entrare in vigore entro fine marzo 2026, con effetti immediati sui prezzi alla pompa. I distributori avranno 48 ore dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per adeguare i prezzi esposti.



            Quanto si risparmia realmente con il taglio accise

            Ma quanto si traduce in risparmio concreto il taglio di 25 centesimi sulle accise? Facciamo un calcolo pratico considerando un rifornimento standard di 50 litri:

            ScenarioPrezzo/litro PRIMAPrezzo/litro DOPORisparmio 50L
            Benzina1,85 euro1,60 euro12,50 euro
            Diesel1,75 euro1,50 euro12,50 euro

            Su base annuale, considerando una percorrenza media di 15.000 km/anno e un consumo di 6 litri per 100 km, il risparmio complessivo per un automobilista medio è:

            • Consumo annuale: 900 litri (15.000 km ÷ 100 × 6 litri)
            • Risparmio totale: 225 euro all’anno (900 litri × 0,25 euro)
            • Risparmio mensile: circa 18,75 euro

            Per le partite IVA con veicoli aziendali o i trasportatori professionali che percorrono oltre 30.000 km annui, il risparmio può arrivare fino a 450-500 euro all’anno. Un importo significativo che alleggerisce i costi operativi, soprattutto per chi usa il veicolo quotidianamente per lavoro.

            Nota importante: Il risparmio effettivo dipende anche dall’andamento dei prezzi del petrolio grezzo sui mercati internazionali. Se il prezzo del Brent dovesse aumentare, parte del beneficio del taglio accise potrebbe essere assorbita dall’incremento del prezzo base del carburante.



            Chi beneficia del taglio delle accise

            Il taglio delle accise sui carburanti è una misura universale: beneficia chiunque faccia rifornimento presso una stazione di servizio italiana, senza distinzioni di reddito, categoria professionale o tipologia di veicolo.

            Tuttavia, alcune categorie traggono un vantaggio maggiore in termini assoluti:

            Famiglie e pendolari

            I lavoratori pendolari che percorrono quotidianamente 50-80 km per recarsi al lavoro sono tra i principali beneficiari. Con una percorrenza annua che può superare i 20.000 km, il risparmio si attesta intorno ai 300 euro all’anno.

            Partite IVA e professionisti

            Chi utilizza il veicolo per lavoro (agenti di commercio, tecnici, artigiani) può detrarre fiscalmente il costo del carburante. Il taglio accise riduce la base di spesa, ma mantiene inalterata la percentuale di detrazione (generalmente 20% per autovetture, 100% per veicoli commerciali).

            Trasportatori e autotrasportatori

            Il settore del trasporto merci è quello che beneficia di più in valore assoluto. Un autotreno che percorre 100.000 km/anno con un consumo di 30 litri/100km consuma circa 30.000 litri di diesel annui. Il risparmio da taglio accise supera i 7.500 euro per veicolo.

            Agricoltori

            Gli agricoltori già beneficiano di agevolazioni fiscali sul gasolio agricolo (accisa ridotta a 0,403 euro/litro rispetto a 0,617 euro/litro ordinari). Il decreto prevede che anche il gasolio agricolo benefici del taglio, portando l’accisa a circa 0,153 euro/litro.



            Durata della misura: fino a quando

            Il decreto carburanti 2026 prevede una durata temporanea della riduzione delle accise. Secondo le bozze circolate, la misura sarà in vigore per 12 mesi, dal 1° aprile 2026 al 31 marzo 2027.

            Questa scelta risponde a due esigenze:

            1. Sostenibilità dei conti pubblici: un taglio permanente costerebbe oltre 3 miliardi annui, difficilmente compatibile con i vincoli del Patto di Stabilità europeo
            2. Flessibilità: la misura temporanea consente di valutare l’efficacia e decidere se prorogarla, modificarla o lasciarla scadere in base all’andamento dei prezzi internazionali

            Il Governo ha però lasciato aperta la possibilità di una proroga qualora:

            • Il prezzo del petrolio Brent si mantenga sopra i 85 dollari al barile
            • Il differenziale di prezzo con gli altri paesi UE rimanga superiore ai 10 centesimi/litro
            • Siano disponibili risorse aggiuntive da maggiori entrate fiscali

            La Legge di Bilancio 2026 ha comunque stanziato 1,8 miliardi per il 2027, indicando una volontà di proseguire con misure di contenimento dei prezzi anche oltre il 2026, seppur con modalità da definire.



            Come funziona il meccanismo delle accise

            Per capire l’impatto del taglio, è fondamentale comprendere come funziona la tassazione sui carburanti in Italia. Il prezzo finale alla pompa si compone di tre elementi:

            1. Prezzo industriale (componente base)

            È il costo del prodotto raffinato, che dipende dal prezzo del petrolio grezzo Brent, dai costi di raffinazione e dai margini della distribuzione. Attualmente si aggira intorno a 0,65-0,75 euro/litro per la benzina.

            2. Accisa (tassa fissa)

            L’accisa è una tassa fissa applicata su ogni litro venduto, indipendentemente dal prezzo del prodotto. Prima del taglio, l’accisa era:

            • Benzina: 0,728 euro/litro
            • Diesel: 0,617 euro/litro

            Con il taglio di 0,25 euro, le nuove accise diventano:

            • Benzina: 0,478 euro/litro (-34%)
            • Diesel: 0,367 euro/litro (-40%)

            3. IVA (22%)

            L’IVA al 22% si applica sul totale di (prezzo industriale + accisa). Questo significa che riducendo l’accisa si riduce anche la base imponibile IVA, generando un ulteriore piccolo risparmio.

            Esempio calcolo prezzo finale benzina:

            • Prezzo industriale: 0,70 euro
            • Accisa (con taglio): 0,478 euro
            • Subtotale: 1,178 euro
            • IVA 22%: 0,259 euro
            • Prezzo finale: 1,437 euro/litro (arrotondato a 1,44 euro)

            Senza il taglio accise, lo stesso litro costerebbe 1,69 euro, confermando un risparmio netto di circa 25 centesimi (includendo l’effetto IVA).



            Confronto con altri paesi europei

            Come si posiziona l’Italia rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea in termini di tassazione sui carburanti? Anche dopo il taglio accise, l’Italia rimane tra i paesi con fiscalità medio-alta.

            PaeseAccisa benzina (euro/litro)Prezzo medio benzina
            Italia (con taglio)0,4781,44 euro
            Francia0,6071,52 euro
            Germania0,6551,58 euro
            Spagna0,4241,38 euro
            Austria0,4821,46 euro
            Slovenia0,5311,42 euro

            Dati aggiornati a marzo 2026, fonte: Commissione Europea – Weekly Oil Bulletin.

            Il taglio italiano porta le nostre accise sotto la media UE (0,531 euro/litro) e in linea con paesi come Spagna e Austria. Tuttavia, il prezzo finale dipende anche da:

            • Margini di distribuzione: più alti in Italia rispetto a Germania e Francia
            • Costi logistici: l’Italia importa il 95% del petrolio grezzo, con costi di trasporto superiori
            • Struttura mercato: minor concorrenza nella rete distributiva italiana

            Alcuni paesi hanno adottato strategie alternative al taglio accise:

            • Francia: buoni carburante da 100 euro per lavoratori a basso reddito
            • Germania: ticket trasporti pubblici a 9 euro/mese per ridurre uso auto
            • Spagna: sconto di 20 centesimi condizionato a prezzi sopra 1,60 euro/litro



            Impatto del taglio accise sull’inflazione

            Uno degli obiettivi dichiarati del decreto carburanti è contribuire al contenimento dell’inflazione. Ma quale sarà l’impatto reale sui prezzi al consumo?

            Secondo le stime dell’ISTAT e della Banca d’Italia, il taglio di 25 centesimi sulle accise dovrebbe produrre:

            • Riduzione immediata dell’inflazione: circa 0,3-0,4 punti percentuali sull’indice NIC (Nazionale Intera Collettività)
            • Effetto diretto: riduzione del 13-15% sui prezzi di benzina e diesel
            • Effetti indiretti: riduzione dei costi di trasporto merci, con ricadute positive sui prezzi di beni alimentari e prodotti di largo consumo

            Tuttavia, gli economisti avvertono che l’effetto sarà temporaneo. Una volta terminata la misura, si verificherà un rimbalzo dell’inflazione pari e contrario, a meno che nel frattempo non si siano stabilizzati i prezzi internazionali del petrolio.

            Il costo opportunità della misura è significativo: i 3,2 miliardi stanziati avrebbero potuto finanziare:

            • Un taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 35.000 euro
            • Potenziamento del trasporto pubblico locale
            • Incentivi alla mobilità sostenibile (bonus auto elettriche, infrastrutture ricarica)

            La scelta del Governo privilegia un beneficio immediato e visibile per tutti gli automobilisti, a scapito di interventi strutturali di lungo periodo.

            Come beneficiare del taglio accise

            La buona notizia è che non serve fare nulla per beneficiare del taglio delle accise sui carburanti. La riduzione è automatica e si applica a tutti i rifornimenti effettuati presso stazioni di servizio italiane.

            Ecco alcuni consigli pratici per massimizzare il risparmio:

            Verifica i prezzi esposti

            Entro 48 ore dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, tutti i distributori devono aggiornare i prezzi esposti sui cartelli stradali e sulle colonnine. Verifica che i nuovi prezzi siano almeno 25 centesimi inferiori a quelli precedenti.

            Confronta i prezzi con app dedicate

            Utilizza app come Prezzi Benzina (del Ministero dello Sviluppo Economico) o Fuelio per trovare i distributori più convenienti nella tua zona. Con il taglio accise, le differenze tra marchi (Es. self-service vs servito) diventano ancora più rilevanti.

            Conserva gli scontrini (partite IVA)

            Se sei titolare di partita IVA, conserva tutti gli scontrini carburante o utilizza carte prepagate aziendali (Es. DKV, UTA) che generano fatture elettroniche automatiche. Anche con il taglio accise, puoi continuare a:

            • Detrarre l’IVA (se sei in regime ordinario)
            • Dedurre il costo dal reddito imponibile (secondo le percentuali previste)

            Segnala anomalie

            Se un distributore non applica correttamente il taglio accise o ritarda l’aggiornamento oltre i termini previsti, puoi segnalarlo alla Guardia di Finanza o all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).



            Prospettive future e scenari

            Cosa succederà al termine dei 12 mesi previsti per il taglio accise? Le prospettive dipendono da diversi fattori:

            Scenario 1: Proroga del taglio

            Se i prezzi internazionali rimangono elevati e le casse dello Stato lo consentono, il Governo potrebbe prorogare la misura per altri 12 mesi. Questo richiederebbe ulteriori stanziamenti in Legge di Bilancio 2027.

            Scenario 2: Ritorno alle accise ordinarie

            Se la situazione internazionale si stabilizza, il taglio potrebbe scadere naturalmente al 31 marzo 2027, con un rialzo immediato di 25 centesimi al litro. Questo scenario potrebbe generare proteste e tensioni sociali.

            Scenario 3: Taglio ridotto o modulato

            Una via intermedia potrebbe prevedere un taglio inferiore (es. 10-15 centesimi) o modulato per categoria (maggiore per diesel professionale, minore per benzina privati).

            Scenario 4: Shift verso mobilità sostenibile

            A lungo termine, l’Unione Europea spinge per una transizione energetica nel settore trasporti. Le accise sui carburanti fossili potrebbero essere progressivamente aumentate per finanziare incentivi a veicoli elettrici e idrogeno. Il taglio del 2026 potrebbe essere l’ultima misura di questo tipo prima di un cambio di paradigma.

            Secondo il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) aggiornato al 2025, l’Italia punta ad avere almeno il 40% di veicoli elettrici o ibridi entro il 2030. Questo renderebbe meno efficace (e meno equo) un taglio generalizzato sulle accise dei carburanti tradizionali.

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            Domande Frequenti sul Taglio Accise Carburanti

            Quando entra in vigore il taglio delle accise sui carburanti?

            Il decreto carburanti 2026 dovrebbe entrare in vigore entro fine marzo 2026, probabilmente dal 1 aprile 2026. I distributori avranno 48 ore dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per adeguare i prezzi esposti.

            Quanto dura il taglio delle accise?

            La misura e prevista per 12 mesi, dal 1 aprile 2026 al 31 marzo 2027. Il Governo potra eventualmente prorogarla in base all andamento dei prezzi internazionali e alla disponibilita di risorse.

            Il taglio accise si applica anche al GPL e metano?

            No, il decreto riguarda esclusivamente benzina e diesel. GPL e metano non sono interessati dalla riduzione, mantenendo le loro accise ordinarie (0,267 euro kg per GPL, 0,00 euro Smc per metano auto).

            Posso ancora detrarre il carburante con partita IVA?

            Si, le regole di detrazione fiscale rimangono invariate. Puoi detrarre IVA e dedurre il costo secondo le percentuali previste per la tua categoria (20% autovetture, 100% veicoli commerciali N1), calcolate sul nuovo prezzo ridotto.

            Cosa succede se il distributore non applica il taglio?

            Se un distributore non applica correttamente il taglio entro 48 ore dalla pubblicazione del decreto, puoi segnalarlo alla Guardia di Finanza o all AGCM. Sono previste sanzioni da 3.000 a 18.000 euro per i gestori inadempienti.

            Il taglio accise influisce sul calcolo dei fringe benefit aziendali?

            Si, il valore del fringe benefit per auto aziendale si calcola sul costo reale del carburante. Con il taglio accise, il costo si riduce e quindi anche il valore del fringe benefit tassabile, con un lieve risparmio fiscale per il dipendente.


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              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Marzo 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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              Operazioni Straordinarie e Dichiarazione IVA: Guida Completa 2026

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Le operazioni straordinarie rappresentano momenti cruciali nella vita di un’impresa, con importanti riflessi sulla dichiarazione IVA. Fusioni, scissioni, conferimenti e trasformazioni societarie richiedono particolare attenzione nella compilazione del modello IVA annuale, in particolare dei quadri VE e VF.

              La normativa italiana, in linea con la Direttiva 2006/112/CE, prevede il principio della neutralità fiscale per queste operazioni: le società coinvolte possono godere di una continuità nella gestione IVA, evitando duplicazioni o perdite di crediti d’imposta.

              Secondo l’art. 2 del DPR 633/1972, in caso di operazioni straordinarie si verifica una successione nei rapporti tributari: la società risultante o beneficiaria subentra in tutti i diritti e gli obblighi IVA della società incorporata, scissa o conferente.

              Questo articolo fornisce una guida completa e aggiornata al 2026 su come gestire correttamente le operazioni straordinarie nella dichiarazione IVA, con particolare riferimento alla compilazione dei quadri VE e VF, agli adempimenti comunicativi e ai casi pratici più frequenti.

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              Indice dei contenuti

              1. Cosa sono le Operazioni Straordinarie
              2. Tipologie di Operazioni Straordinarie
              3. Il Quadro VE della Dichiarazione IVA
              4. Il Quadro VF della Dichiarazione IVA
              5. Neutralità IVA nelle Operazioni Straordinarie
              6. Decorrenza degli Obblighi IVA
              7. Comunicazioni e Adempimenti
              8. Casi Pratici ed Esempi

              Cosa sono le Operazioni Straordinarie

              Le operazioni straordinarie sono operazioni che modificano in modo significativo la struttura societaria e patrimoniale di un’impresa. Il Codice Civile (Titolo V, Libro V) e il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) ne regolano le modalità e gli effetti.

              Si definiscono “straordinarie” perché, a differenza delle operazioni ordinarie di gestione, comportano una trasformazione strutturale dell’organizzazione societaria e hanno effetti permanenti sulla continuità aziendale.

              Caratteristiche comuni

              • Modifiche statutarie: richiedono delibere assembleari straordinarie
              • Pubblicità legale: iscrizione al Registro delle Imprese
              • Neutralità fiscale: continuità nei rapporti tributari (IVA, imposte dirette)
              • Tutela dei creditori: diritto di opposizione per i creditori sociali
              • Relazioni tecniche: spesso richiedono perizie di stima e relazioni degli amministratori

              Rilevanza ai fini IVA

              • Successione nei rapporti attivi e passivi: crediti e debiti IVA passano alla società risultante
              • Continuità della posizione IVA: mantenimento della partita IVA o attribuzione di nuova P.IVA
              • Obbligo di comunicazione: variazione dati IVA all’Agenzia delle Entrate
              • Dichiarazione IVA annuale: compilazione dei quadri VE e VF
              • Liquidazioni periodiche: gestione delle liquidazioni IVA nei periodi di transizione



              Marzo 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-20 09:47:162026-03-20 09:47:16Operazioni Straordinarie e Dichiarazione IVA: Guida Completa 2026
              CAF, SUCCESSIONI

              Tempi Successione Udine 2026: Quanto Tempo Ci Vuole

              Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

              Quanto tempo ci vuole per completare una successione a Udine? È una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF Centro Fiscale. I tempi successione Udine dipendono da molti fattori, ma soprattutto dalla scelta tra affidarsi a professionisti esperti o tentare il fai-da-te.

              La normativa prevede 12 mesi dalla data del decesso per presentare la dichiarazione di successione, ma questa è solo la prima fase. La pratica completa, che include le volture catastali e soprattutto la voltura tavolare (obbligatoria in Friuli Venezia Giulia), richiede diversi mesi aggiuntivi.

              In questo articolo ti spieghiamo nel dettaglio le tempistiche reali per una successione a Udine, fase per fase, e come il CAF Centro Fiscale può accelerare l’intero processo grazie all’esperienza maturata con centinaia di successioni ogni anno. Con noi risolvi tutto in un unico appuntamento e completi la pratica in 3-6 mesi, contro i 6-12 mesi del fai-da-te.



              Indice dei contenuti

              1. Scadenza Legale dei 12 Mesi: Termine Perentorio
              2. Fase 1: Raccolta Documenti (2-4 Settimane)
              3. Fase 2: Compilazione Dichiarazione di Successione
              4. Fase 3: Presentazione all’Agenzia delle Entrate
              5. Fase 4: Voltura Catastale Automatica
              6. Fase 5: Voltura Tavolare in Friuli Venezia Giulia
              7. Tempi Totali: CAF Centro Fiscale vs Fai-da-Te
              8. Come Velocizzare la Pratica di Successione
              9. Domande Frequenti

              Scadenza Legale dei 12 Mesi: Termine Perentorio



              La legge italiana stabilisce che la dichiarazione di successione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Questo termine è perentorio e vale per tutti gli eredi, legatari e altri soggetti obbligati.

              Attenzione: i 12 mesi sono il termine per la presentazione della dichiarazione, non per la conclusione dell’intera pratica. Molte persone confondono i due concetti e pensano che dopo un anno la successione debba essere completata. In realtà, le fasi successive (volture catastali e tavolari) richiedono ulteriore tempo.

              Cosa succede se si supera la scadenza? Il ritardo nella presentazione comporta sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 120 euro fino a 240 euro, più gli interessi di mora calcolati dall’Agenzia delle Entrate. Se il ritardo è molto lungo, le sanzioni possono aumentare ulteriormente.

              Il termine di 12 mesi decorre dalla data del decesso indicata nel certificato di morte. Non conta la data di conoscenza dell’eredità o altri eventi: il dies a quo è sempre e solo la data di decesso. Questo significa che bisogna attivarsi tempestivamente, soprattutto se ci sono immobili nel patrimonio ereditario.



              Fase 1: Raccolta Documenti (2-4 Settimane)

              La prima fase di ogni successione a Udine è la raccolta della documentazione. Questa è anche la fase che richiede più collaborazione da parte degli eredi e può allungare notevolmente i tempi della successione se non gestita correttamente.

              Documenti necessari per la successione:

              • Certificato di morte (rilasciato dal Comune)
              • Stato di famiglia storico del defunto e degli eredi
              • Atto di ultima volontà (testamento, se esiste) con verbale di pubblicazione
              • Visure catastali di tutti gli immobili posseduti
              • Visure tavolari (specifiche per il Friuli Venezia Giulia)
              • Estratti conto bancari e giacenze medie al momento del decesso
              • Titoli, azioni, obbligazioni intestate al defunto
              • Documentazione su debiti, mutui, prestiti in essere
              • Atto di provenienza degli immobili (rogito di acquisto o precedente successione)

              Tempi medi: Con un erede organizzato e collaborativo, la raccolta documenti richiede 2-3 settimane. Se invece gli eredi sono numerosi, dispersi geograficamente o se mancano informazioni sul patrimonio, i tempi possono allungarsi fino a 4-6 settimane o più.

              La difficoltà maggiore riguarda proprio le visure tavolari del Friuli Venezia Giulia. Il sistema tavolare è diverso dal catasto ordinario e richiede ricerche specifiche presso i Libri Fondiari. Non tutti gli eredi sanno dove e come richiedere questi documenti, e qui l’esperienza del CAF Centro Fiscale fa la differenza.



              Vuoi accelerare i tempi della successione?

              Il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida passo passo nella raccolta documenti e richiede per te visure catastali e tavolari. Risparmia tempo e stress: pensiamo a tutto noi.

              CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
              Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

              Fase 2: Compilazione Dichiarazione di Successione (1-2 Settimane con il CAF)



              Una volta raccolti tutti i documenti, si passa alla compilazione della dichiarazione di successione. Questa è la fase tecnica più complessa, che richiede competenze specifiche in ambito fiscale e tributario.

              Con il CAF Centro Fiscale, la compilazione richiede mediamente 1-2 settimane dal ricevimento di tutta la documentazione. I nostri operatori verificano ogni dato, calcolano le imposte dovute (imposta di successione, imposta ipotecaria, imposta catastale), applicano le franchigie previste per legge e preparano il modello telematico da inviare all’Agenzia delle Entrate.

              Cosa include la dichiarazione:

              • Dati anagrafici del defunto e di tutti gli eredi/legatari
              • Indicazione delle quote ereditarie (da successione legittima o testamentaria)
              • Inventario completo del patrimonio: immobili, conti correnti, titoli, veicoli
              • Calcolo dell’attivo ereditario netto (patrimonio meno debiti)
              • Determinazione delle imposte dovute
              • Predisposizione dei modelli F24 per il pagamento

              Tempi del fai-da-te: Se invece gli eredi decidono di compilare la dichiarazione da soli, i tempi si allungano drasticamente. Senza esperienza, servono mediamente 4-8 settimane, con il rischio concreto di commettere errori che possono portare a sanzioni, richieste di integrazione e ritardi nelle volture catastali.



              Fase 3: Presentazione all’Agenzia delle Entrate (1-2 Giorni)

              La presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate è ormai completamente telematica. Il CAF Centro Fiscale invia la dichiarazione tramite il portale dell’Agenzia e riceve in tempo reale la ricevuta di protocollo con il codice univoco della pratica.

              Tempi: La presentazione telematica richiede 1-2 giorni lavorativi dalla finalizzazione della dichiarazione. Una volta inviata, l’Agenzia delle Entrate rilascia immediatamente la ricevuta di presentazione con data e protocollo, il codice pratica univoco e il prospetto di liquidazione delle imposte dovute.

              A questo punto, gli eredi devono pagare le imposte tramite modello F24. Le imposte di successione dipendono dal valore del patrimonio ereditario e dal grado di parentela con il defunto.



              Fase 4: Voltura Catastale Automatica (2-3 Mesi)



              Dal 2022, la voltura catastale è diventata automatica: non occorre più presentare una domanda separata presso l’Agenzia delle Entrate – Territorio. La voltura viene eseguita d’ufficio dall’Agenzia entro 2-3 mesi dalla presentazione della dichiarazione di successione.

              Come funziona: L’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione di successione e aggiorna automaticamente i dati catastali, intestando gli immobili agli eredi nelle quote dichiarate. Gli eredi non devono fare nulla: è tutto automatico.

              Attenzione: La voltura catastale è importante ma non sufficiente in Friuli Venezia Giulia. Per gli immobili ricadenti in zona tavolare (quasi tutta la provincia di Udine), è obbligatoria anche la voltura tavolare, che ha tempi e procedure diverse.



              Fase 5: Voltura Tavolare in Friuli Venezia Giulia (2-4 Mesi)

              Ecco la fase che rende i tempi della successione a Udine più lunghi rispetto al resto d’Italia: la voltura tavolare. Il Friuli Venezia Giulia (insieme a Trentino-Alto Adige e alcune zone del Veneto) utilizza il sistema tavolare, un registro immobiliare diverso dal catasto ordinario.

              Cos’è il sistema tavolare? È un registro pubblico che certifica la proprietà piena e opponibile ai terzi degli immobili. A differenza del catasto ordinario, che ha valore dichiarativo, il Libro Fondiario Tavolare ha valore costitutivo: solo chi è iscritto in Tavolare è proprietario a tutti gli effetti.

              Questo significa che, anche dopo la presentazione della dichiarazione di successione e la voltura catastale automatica, gli eredi non sono ancora pienamente proprietari finché non viene eseguita l’iscrizione tavolare.

              Tempi: La procedura tavolare richiede mediamente 2-4 mesi dalla presentazione della domanda. Il Conservatore dei Registri Tavolari verifica la conformità della documentazione e, se tutto è in ordine, iscrive gli eredi come nuovi titolari.

              Perché serve un esperto del sistema tavolare? La voltura tavolare richiede conoscenze tecniche specifiche che i CAF nazionali spesso non hanno. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con il sistema tavolare e segue centinaia di pratiche tavolari ogni anno, garantendo velocità e correttezza.

              Esperti del sistema tavolare FVG

              Il CAF Centro Fiscale gestisce centinaia di successioni tavolari ogni anno. Conosciamo perfettamente le procedure dei Libri Fondiari di Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone.

              CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
              Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

              Tempi Totali: CAF Centro Fiscale vs Fai-da-Te



              Riassumendo tutte le fasi, ecco una tabella comparativa dei tempi per una successione a Udine, con e senza l’assistenza del CAF Centro Fiscale:

              FaseCon CAF Centro FiscaleFai-da-te
              Raccolta documenti2-3 settimane4-8 settimane
              Compilazione dichiarazione1-2 settimane4-8 settimane
              Presentazione Agenzia Entrate1-2 giorni1-2 settimane
              Voltura catastale automatica2-3 mesi2-3 mesi
              Voltura tavolare2-4 mesi4-6 mesi
              TOTALE3-6 mesi6-12 mesi o piu

              Il vantaggio dell’esperienza: Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce centinaia di successioni ogni anno, di cui la grande maggioranza in sistema tavolare. Questa esperienza ci permette di individuare subito i documenti mancanti, compilare la dichiarazione senza errori, e presentare domande di voltura tavolare complete al primo tentativo.

              Con noi risolvi tutto in un unico appuntamento: Vieni al CAF con i documenti, fissiamo un piano operativo e ci occupiamo noi di tutti gli adempimenti successivi, tenendoti aggiornato su ogni fase.



              Come Velocizzare la Pratica di Successione a Udine

              Se vuoi ridurre al minimo i tempi della successione a Udine, ecco i nostri consigli pratici basati sull’esperienza con migliaia di pratiche:

              1. Contatta subito il CAF dopo il decesso – Non aspettare gli ultimi mesi prima della scadenza dei 12 mesi.
              2. Prepara i documenti del defunto – Se possibile, raccogli già prima dell’appuntamento: certificato di morte, documenti di identità, atti di proprietà degli immobili.
              3. Evita il fai-da-te – Gli errori costano molto di più in termini di tempo, sanzioni e stress.
              4. Affidati a chi conosce il sistema tavolare – Non tutti i professionisti hanno esperienza con il sistema tavolare del FVG.
              5. Risolvi prima le irregolarità catastali – Se gli immobili hanno difformità, è meglio regolarizzarle prima.
              6. Coordina tutti gli eredi – Se gli eredi sono numerosi, nominate un rappresentante.
              7. Paga subito le imposte – Il ritardo nel pagamento può bloccare le volture.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti sui Tempi della Successione a Udine





              Quanto tempo ho per fare la successione?

              La legge prevede 12 mesi dalla data del decesso per presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate. Questo termine è perentorio e il superamento comporta sanzioni da 120 a 240 euro più interessi.

              Cosa succede se supero i 12 mesi?

              L’Agenzia delle Entrate applica sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 120 euro fino a 240 euro, più interessi di mora. La sanzione aumenta proporzionalmente al ritardo.

              Quanto tempo ci vuole per una successione con il CAF?

              Con il CAF Centro Fiscale di Udine, i tempi totali sono di 3-6 mesi dall’inizio della pratica al completamento della voltura tavolare.

              Perche a Udine i tempi sono piu lunghi?

              A Udine e in quasi tutto il Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro immobiliare diverso dal catasto ordinario. Oltre alla voltura catastale automatica, è necessaria anche la voltura tavolare presso il Tribunale, che richiede 2-4 mesi aggiuntivi.

              Posso vendere casa prima della voltura tavolare?

              No, non puoi vendere un immobile tavolare prima del completamento dell’iscrizione tavolare a tuo nome. Nel sistema tavolare, solo chi è iscritto nel Libro Fondiario è considerato proprietario pieno.

              Prenota il tuo appuntamento per la successione

              I tempi di una successione a Udine dipendono molto dall’organizzazione e dalla competenza di chi se ne occupa. Se ti affidi al CAF Centro Fiscale di Udine, completi tutto in 3-6 mesi con la certezza di una pratica corretta.

              CAF Centro Fiscale Udine
              Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine
              Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

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