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Trasferte Comunali 2026: Rimborsi Viaggio e Chilometrici Non Tassati

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

I rimborsi per trasferte comunali rappresentano un aspetto cruciale della gestione del personale negli enti locali. Con le tariffe chilometriche ACI 2026 aggiornate e la normativa fiscale in continua evoluzione, è fondamentale conoscere le regole per evitare errori di tassazione.

Cosa Sono le Trasferte Comunali

Le trasferte comunali si configurano quando un dipendente pubblico si reca temporaneamente fuori dalla propria sede di lavoro per svolgere attività d’ufficio.

Articolo completo in fase di redazione con oltre 2500 parole.

I rimborsi chilometrici per trasferte comunali sono sempre non tassati?

Si, i rimborsi chilometrici sono non tassati se rispettano tre requisiti: 1) utilizzo delle tariffe ACI ufficiali, 2) documentazione completa, 3) trasferta effettivamente svolta.

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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per le Famiglie con Figli con Disturbi dell’Apprendimento

Guida completa alle spese detraibili per DSA 2026: dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia. Detrazione 19% su logopedista, psicologo, diagnosi e materiali compensativi. Come indicarle nel 730.
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Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
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Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’Apprendimento

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Luglio 5, 2026
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CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus mobili 2026: cosa rientra nella detrazione (elenco completo mobili ed elettrodomestici)

Scopri cosa rientra nel bonus mobili 2026: l'elenco completo dei mobili e degli elettrodomestici detraibili al 50%, il tetto di 5.000 euro, le classi energetiche minime e cosa invece resta escluso. Guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine.
Luglio 5, 2026
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ECCELLENTE
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In base a 920 recensioni
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Alexandra Bala
04/09/2026
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⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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paolino servidio
03/09/2026
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Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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Lady
01/09/2026
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Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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Giulia Guida
25/08/2026
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Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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Paola Zilli
07/08/2026
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Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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Jacqueline B.
06/08/2026
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Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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Maura Masutto
06/08/2026
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Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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Issam Elhefnawi
31/07/2026
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Molto gentile
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Sibongile Moyana
30/07/2026
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Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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Sabrina Cirina
23/07/2026
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Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
 
Marzo 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-30 09:43:212026-09-28 20:21:31Trasferte Comunali 2026: Rimborsi Viaggio e Chilometrici Non Tassati
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Guide Fatturazione Elettronica

Fattura Elettronica PA: Guida Completa 2026 per Fornitori

fatturazione elettronica CAF Udine

Indice dei contenuti

  1. Normativa di Riferimento sulla Fattura Elettronica PA
  2. Quando è Obbligatoria la Fattura Elettronica PA
  3. Formato XML FatturaPA: Struttura e Specifiche Tecniche
  4. Sistema di Interscambio (SDI): Come Funziona
  5. Codice Univoco Ufficio (CUU): Cos’è e Dove Trovarlo
  6. Codice CIG e CUP: Quando Sono Obbligatori
  7. Split Payment PA: Cos’è e Come Funziona
  8. Termine di Emissione e Invio della Fattura Elettronica PA
  9. Controlli dello SDI e Notifiche: Accettazione e Scarto
  10. Sanzioni per Mancato Invio o Ritardo della Fattura PA
  11. Software e Strumenti per Emettere Fatture Elettroniche PA
  12. Conservazione Sostitutiva Obbligatoria delle Fatture PA

La fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione è obbligatoria in Italia dal 6 giugno 2014, in attuazione del DL 66/2014 convertito nella Legge 89/2014. Questo adempimento rappresenta una vera rivoluzione digitale nel rapporto tra fornitori e PA, con l’obiettivo di semplificare gli scambi, ridurre i tempi di pagamento e contrastare l’evasione fiscale.

Chi emette fattura verso enti pubblici, ministeri, comuni, ASL, scuole o università deve utilizzare il formato XML FatturaPA e inviare il documento attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate. Non basta più la fattura cartacea o PDF: solo la fattura elettronica conforme ha valore fiscale e consente il pagamento da parte dell’ente.

In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sulla fatturazione elettronica PA nel 2026: normativa di riferimento, formato obbligatorio, codici univoci, split payment, termini di emissione, sanzioni e strumenti software per gestire correttamente questo adempimento.

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Normativa di Riferimento sulla Fattura Elettronica PA

L’obbligo di fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione nasce con il Decreto Legislativo 52/2004, che ha recepito la Direttiva europea 2001/115/CE. Il passaggio definitivo al digitale è avvenuto con:

  • Decreto Legge 66/2014 (convertito in Legge 89/2014): introduce l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le PA dal 6 giugno 2014 per ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali; dal 31 marzo 2015 per regioni, comuni, ASL, scuole e università
  • Decreto Ministeriale 55/2013 del MEF: definisce le specifiche tecniche del formato XML FatturaPA
  • Legge di Stabilità 2008 (Legge 244/2007, art. 1 comma 209-214): introduce il Sistema di Interscambio (SDI)
  • Decreto MEF del 17 giugno 2014: disciplina lo split payment (scissione dei pagamenti IVA)

La normativa vigente nel 2026 conferma che la fattura elettronica è l’unico documento fiscalmente rilevante nei rapporti con la PA. Le fatture cartacee o in formato PDF non hanno alcun valore e non vengono pagate.

Riferimenti normativi principali:

  • DL 66/2014 (Legge 89/2014)
  • DM MEF 55/2013
  • Legge 244/2007, art. 1 commi 209-214
  • DM MEF 17 giugno 2014 (split payment)

Quando è Obbligatoria la Fattura Elettronica PA

La fattura elettronica verso la PA è obbligatoria per tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di:

  • Amministrazioni centrali: Ministeri, Agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL), Enti pubblici nazionali
  • Amministrazioni locali: Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane, Comunità montane
  • Enti del Servizio Sanitario Nazionale: ASL, Aziende ospedaliere, IRCCS
  • Scuole e Università: Istituti scolastici statali, Università pubbliche, AFAM
  • Altri enti pubblici: CONI, Camere di commercio, Ordini professionali, Consorzi pubblici

L’obbligo si applica a tutti i fornitori, indipendentemente dalla forma giuridica (imprese individuali, società, professionisti) e dal regime fiscale (ordinario, forfettario, semplificato).

Eccezioni: Sono esclusi dall’obbligo solo i soggetti che emettono fattura per operazioni esenti IVA o fuori campo IVA verso PA, ma in questi casi la fattura elettronica è comunque raccomandata per semplificare i pagamenti.

Importante: Dal 1° gennaio 2019, la fattura elettronica è diventata obbligatoria anche nei rapporti B2B (tra privati), ma il formato e il canale di trasmissione restano identici per la PA.

Formato XML FatturaPA: Struttura e Specifiche Tecniche

La fattura elettronica PA deve essere emessa esclusivamente in formato XML secondo le specifiche tecniche definite dal Decreto MEF 55/2013. Il file XML contiene tutte le informazioni fiscali della fattura in modo strutturato e leggibile dai sistemi informatici.

Struttura del file FatturaPA:

  • FatturaElettronicaHeader: intestazione con dati del cedente/prestatore (fornitore) e del cessionario/committente (PA)
  • FatturaElettronicaBody: corpo della fattura con dati generali, beni/servizi, importi, IVA, riepilogo

Informazioni obbligatorie nel file XML:

  • Dati identificativi del fornitore: partita IVA, codice fiscale, denominazione, indirizzo, regime fiscale
  • Dati identificativi della PA: codice fiscale, denominazione, indirizzo, Codice Univoco Ufficio (CUU)
  • Descrizione beni/servizi: natura, quantità, prezzo unitario, aliquota IVA
  • Codice CIG e CUP: obbligatori per appalti pubblici
  • Totale documento: imponibile, IVA, totale fattura
  • Modalità pagamento: bonifico, RID, altro
  • Dati di pagamento: IBAN, banca, scadenza

Estensione del file: il file deve avere estensione .xml o .xml.p7m (se firmato digitalmente).

Nome del file: il nome deve seguire il formato IT[PartitaIVA]_[ProgressivoUnivoco].xml (es. IT12345678901_00001.xml).

Sistema di Interscambio (SDI): Come Funziona

Il Sistema di Interscambio (SDI) è il sistema centrale gestito dall’Agenzia delle Entrate che riceve, controlla e inoltra le fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione (e, dal 2019, anche tra privati).

Come funziona il processo di invio:

  1. Emissione fattura: il fornitore crea la fattura in formato XML FatturaPA
  2. Invio allo SDI: la fattura viene inviata allo SDI tramite PEC, web service o tramite intermediario
  3. Controlli automatici: lo SDI verifica la correttezza formale del file (formato, partita IVA, codice destinatario)
  4. Esito positivo: se la fattura supera i controlli, lo SDI invia una ricevuta di consegna al fornitore e inoltra la fattura alla PA destinataria
  5. Esito negativo: se la fattura ha errori, lo SDI invia una notifica di scarto al fornitore, che deve correggere e reinviare

Canali di trasmissione verso lo SDI:

  • PEC (Posta Elettronica Certificata): invio del file XML come allegato all’indirizzo sdi01@pec.fatturapa.it
  • Web service: trasmissione diretta tramite protocollo HTTPS (richiede competenze tecniche)
  • FTP (File Transfer Protocol): caricamento dei file su server FTP dedicato (per grandi volumi)
  • Portale “Fatture e Corrispettivi”: compilazione e invio tramite interfaccia web dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)
  • Software gestionali: la maggior parte dei gestionali commerciali si collega automaticamente allo SDI

Importante: La ricevuta di consegna dello SDI certifica che la fattura è stata correttamente trasmessa alla PA. Questo documento fa fede per la data di emissione della fattura e per i termini di pagamento.

Codice Univoco Ufficio (CUU): Cos’è e Dove Trovarlo

Il Codice Univoco Ufficio (CUU) è un codice alfanumerico di 6 caratteri che identifica univocamente l’ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario della fattura elettronica. È un campo obbligatorio nella fattura elettronica PA e serve allo SDI per instradare correttamente il documento.

Dove trovare il Codice Univoco Ufficio:

Tutti i CUU delle Pubbliche Amministrazioni sono registrati nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), accessibile gratuitamente all’indirizzo:

www.indicepa.gov.it

Attenzione: Alcuni enti hanno più codici univoci (uno per ogni ufficio o dipartimento). È importante verificare con l’ente quale codice utilizzare per la specifica fornitura. In caso di errore, lo SDI recapita la fattura, ma l’ufficio destinatario potrebbe non riceverla correttamente.

Cosa succede se il CUU è errato:

  • Lo SDI potrebbe scartare la fattura se il codice non esiste
  • Se il codice esiste ma è sbagliato, la fattura viene recapitata all’ufficio errato e non viene pagata
  • Bisogna emettere nota di credito e riemettere la fattura con il CUU corretto

Codice CIG e CUP: Quando Sono Obbligatori

Nelle fatture elettroniche verso la PA, è spesso necessario indicare due codici aggiuntivi: il Codice Identificativo Gara (CIG) e il Codice Unico di Progetto (CUP). Questi codici sono obbligatori in determinati casi e vanno inseriti nel file XML della fattura.

Codice Identificativo Gara (CIG):

  • Cos’è: codice alfanumerico di 10 caratteri che identifica la procedura di gara o affidamento pubblico
  • Quando è obbligatorio: per tutte le forniture derivanti da appalti pubblici sopra la soglia comunitaria
  • Formato: 10 caratteri alfanumerici (es. Z1234567890)

Codice Unico di Progetto (CUP):

  • Cos’è: codice alfanumerico di 15 caratteri che identifica un progetto di investimento pubblico
  • Quando è obbligatorio: per forniture legate a progetti di investimento pubblico finanziati con fondi pubblici
  • Formato: 15 caratteri alfanumerici (es. F12A34567890123)

Sanzioni per omissione CIG/CUP:

  • Mancanza CIG: la PA non può pagare la fattura fino alla regolarizzazione
  • Mancanza CUP: la PA non può effettuare il pagamento. Sanzione amministrativa fino a 5.000 euro

Split Payment PA: Cos’è e Come Funziona

Lo split payment (o scissione dei pagamenti) è un meccanismo secondo il quale la Pubblica Amministrazione paga separatamente al fornitore l’imponibile della fattura e versa direttamente all’Erario l’IVA.

Come funziona lo split payment:

  1. Emissione fattura: il fornitore emette fattura elettronica con IVA esposta normalmente (es. imponibile 1.000 euro + IVA 22% = totale 1.220 euro)
  2. Pagamento da parte della PA: la PA paga al fornitore solo l’imponibile (1.000 euro)
  3. Versamento IVA all’Erario: la PA versa l’IVA (220 euro) direttamente all’Agenzia delle Entrate

Indicazione dello split payment nella fattura elettronica:

Nel file XML FatturaPA, lo split payment va indicato nel campo:

  • <EsigibilitaIVA>S</EsigibilitaIVA> (S = scissione pagamenti)

Inoltre, nella descrizione o nelle note della fattura, è consigliabile riportare la dicitura:

“Scissione dei pagamenti – art. 17-ter DPR 633/72”

Gestione IVA per il fornitore:

  • Il fornitore espone l’IVA in fattura normalmente
  • Nella liquidazione IVA periodica, l’IVA a credito da split payment viene compensata con l’IVA a debito
  • Se l’IVA da split payment eccede l’IVA a debito, il credito IVA si accumula e può essere compensato nei periodi successivi o chiesto a rimborso

Termine di Emissione e Invio della Fattura Elettronica PA

I termini di emissione e invio della fattura elettronica PA sono regolati dall’art. 21 e 21-bis del DPR 633/72 (Decreto IVA).

Termine di emissione:

  • La fattura elettronica deve essere emessa entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (cessione beni o prestazione servizi)
  • Data di effettuazione: per cessione di beni: data di consegna o spedizione; per prestazioni di servizi: data di ultimazione della prestazione

Termine di invio allo SDI:

  • La fattura deve essere trasmessa allo SDI entro lo stesso termine di emissione (12 giorni dall’effettuazione)
  • La decorrenza del termine di pagamento parte dalla data di ricevimento della fattura da parte della PA, certificata dalla ricevuta di consegna dello SDI

Attenzione: Se la fattura viene inviata allo SDI dopo il termine di 12 giorni, si incorre in sanzioni fiscali.

Controlli dello SDI e Notifiche: Accettazione e Scarto

Quando il fornitore invia una fattura elettronica allo Sistema di Interscambio (SDI), il sistema esegue una serie di controlli automatici per verificare la correttezza formale del documento.

Controlli formali eseguiti dallo SDI:

  • Validità del formato XML: verifica che il file sia conforme allo schema XSD FatturaPA
  • Partita IVA del fornitore: controlla che la P.IVA sia esistente e attiva
  • Codice Univoco Ufficio (CUU): verifica che il codice destinatario esista nell’IPA
  • Dimensione del file: massimo 5 MB per singolo file XML

Tipologie di notifiche inviate dallo SDI:

  • Ricevuta di consegna (RC): fattura consegnata con successo alla PA
  • Notifica di scarto (NS): fattura scartata per errori formali – correggere e reinviare
  • Notifica di mancata consegna (MC): impossibile recapitare alla PA (es. CUU errato)

Errori comuni che causano scarto:

  • Codice CUU errato o inesistente
  • Partita IVA fornitore non valida
  • File XML non conforme allo schema
  • Dimensione file superiore a 5 MB

Importante: La ricevuta di consegna (RC) ha valore legale e certifica che la fattura è stata correttamente trasmessa alla PA. Conservarla insieme alla fattura per 10 anni.

Sanzioni per Mancato Invio o Ritardo della Fattura PA

L’invio della fattura elettronica PA è un obbligo fiscale: il mancato invio, il ritardo o l’invio con dati errati comportano sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 471/1997.

Sanzioni per mancata emissione o mancato invio:

  • Sanzione ordinaria: dal 90% al 180% dell’imposta relativa all’imponibile non documentato, con un minimo di 500 euro
  • Se la violazione non incide sulla determinazione del reddito, la sanzione è ridotta: da 250 a 2.000 euro

Sanzioni per ritardo nell’emissione:

  • Se la fattura è emessa entro 15 giorni dal termine: sanzione da 250 a 2.000 euro
  • Se il ritardo è superiore a 15 giorni: sanzione dal 90% al 180% dell’IVA (minimo 500 euro)

Ravvedimento operoso:

È possibile ridurre le sanzioni sanando spontaneamente la violazione tramite ravvedimento operoso. Con ravvedimento sprint (14 giorni): riduzione a 1/10 del minimo.

Nota importante: Oltre alle sanzioni fiscali, il mancato invio della fattura elettronica comporta il mancato pagamento da parte della PA.

Software e Strumenti per Emettere Fatture Elettroniche PA

Per emettere e inviare fatture elettroniche alla PA è necessario utilizzare un software o una piattaforma che generi il file XML FatturaPA e lo trasmetta allo SDI.

1. Portale “Fatture e Corrispettivi” (Agenzia delle Entrate) – GRATUITO

  • Accesso: ivaservizi.agenziaentrate.gov.it
  • Autenticazione: SPID, CIE o credenziali Entratel/Fisconline
  • Funzionalità: compilazione guidata fattura, generazione XML, invio SDI, conservazione digitale gratuita per 10 anni
  • Pro: completamente gratuito, semplice, conservazione inclusa

2. Software gestionali commerciali

La maggior parte dei software di contabilità include il modulo fatturazione elettronica:

  • TeamSystem: Fatture in Cloud, Amica 10, Studio 2020
  • Zucchetti: Gestionale 1, Mago.Net
  • Wolters Kluwer: Genya, Adhoc Revolution
  • Aruba: Aruba Fatturazione Elettronica

Vantaggi software commerciali: integrazione con contabilità, invio automatico allo SDI, gestione massiva, supporto tecnico.

Costi: da 50-100 euro/anno per soluzioni base cloud, fino a diverse migliaia di euro/anno per gestionali completi.

Conservazione Sostitutiva Obbligatoria delle Fatture PA

Le fatture elettroniche PA devono essere conservate digitalmente per 10 anni secondo le norme sulla conservazione sostitutiva (D.M. 17 giugno 2014 e CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale).

Cosa si intende per conservazione sostitutiva:

  • È il processo che garantisce la validità legale, l’autenticità, l’integrità e la leggibilità nel tempo dei documenti informatici
  • Sostituisce la conservazione cartacea: non è obbligatorio stampare le fatture elettroniche

Documenti da conservare:

  • File XML della fattura (fattura attiva e passiva)
  • Ricevute SDI (ricevuta di consegna, notifiche)
  • Eventuali allegati (DDT, contratti)

Modalità di conservazione:

1. Conservazione tramite Agenzia delle Entrate (GRATUITA)

  • Chi utilizza il portale “Fatture e Corrispettivi” ha automaticamente la conservazione gratuita per 10 anni
  • Vantaggi: completamente gratuita, conforme alle norme AgID, nessun adempimento aggiuntivo

2. Conservazione tramite software gestionale

  • La maggior parte dei software commerciali include il servizio di conservazione
  • Costi: da 20-50 euro/anno per piccoli volumi

Sanzioni per mancata conservazione:

  • Mancata conservazione: da 1.000 a 8.000 euro
  • Esibizione impossibile in caso di controllo: ricostruzione contabilità a carico del contribuente

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Domande Frequenti sulla Fattura Elettronica PA

Posso ancora emettere fatture cartacee verso la PA?

No, dal 31 marzo 2015 la fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio e l’unico documento valido per le forniture verso tutte le Pubbliche Amministrazioni. Le fatture cartacee o in formato PDF non hanno alcun valore fiscale e non vengono pagate dalla PA.

Cosa succede se sbaglio il Codice Univoco Ufficio nella fattura?

Se il CUU e errato, lo SDI potrebbe scartare la fattura (se il codice non esiste) oppure recapitarla a un ufficio sbagliato. In entrambi i casi la PA non riceve correttamente la fattura e non la paga. Devi emettere nota di credito per annullare la fattura errata e riemettere con il CUU corretto verificato su indicepa.gov.it.

Come gestisco l’IVA con lo split payment?

Con lo split payment esponi l’IVA normalmente in fattura, ma la PA ti paga solo l’imponibile. L’IVA incassata (zero) va in detrazione come IVA a credito nella liquidazione periodica. Se il credito IVA eccede il debito, puoi compensarlo con altri tributi in F24 o chiederlo a rimborso annualmente.

Devo stampare e conservare le fatture elettroniche PA?

No, le fatture elettroniche PA devono essere conservate digitalmente tramite conservazione sostitutiva. Non e obbligatorio stamparle. Puoi utilizzare il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate (tramite portale Fatture e Corrispettivi) o affidarti a un software gestionale con conservazione certificata.

Quanto tempo ho per emettere la fattura elettronica PA?

La fattura deve essere emessa e inviata allo SDI entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (consegna merce o ultimazione servizio). Il termine di pagamento per la PA decorre dalla data di ricevimento certificata dalla ricevuta di consegna SDI.

Il regime forfettario e esonerato dalla fattura elettronica PA?

No, anche i contribuenti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica verso la PA tramite Sistema di Interscambio. L’esonero dalla fatturazione elettronica B2B (previsto fino al 2023) non si applica ai rapporti con la Pubblica Amministrazione, dove l’obbligo e in vigore dal 2014-2015.

Dove trovo i codici CIG e CUP obbligatori per la fattura PA?

I codici CIG (Codice Identificativo Gara) e CUP (Codice Unico Progetto) devono essere forniti dalla PA nel contratto, nell’ordine o nella determina di affidamento. Se obbligatori ma non li hai ricevuti, contatta l’ufficio della PA committente prima di emettere fattura, altrimenti la PA non potra pagarti.


Hai Bisogno di Assistenza per la Fatturazione Elettronica PA?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutti gli adempimenti fiscali legati alla fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione:

  • Configurazione software e sistemi di fatturazione
  • Compilazione e invio fatture elettroniche PA
  • Gestione pratiche fiscali e contabilità
  • Consulenza su split payment e crediti IVA
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    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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    Marzo 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-30 08:43:212026-05-31 18:07:38Fattura Elettronica PA: Guida Completa 2026 per Fornitori
    CAF

    Prezzo del PUN Oggi: Andamento e Variazioni Orarie 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il prezzo del PUN oggi è un dato fondamentale per comprendere quanto effettivamente paghi sulla tua bolletta elettrica. Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) rappresenta il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica sul mercato italiano, determinato dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) attraverso la contrattazione sul Mercato del Giorno Prima (MGP).

    Conoscere il prezzo del PUN oggi e seguire le sue variazioni orarie ti permette di capire come si formano i costi energetici e quali fattori influenzano la tua spesa. Nel 2026, con la continua evoluzione del mercato elettrico italiano e l’impatto delle fonti rinnovabili, monitorare il PUN energia elettrica è diventato ancora più importante per famiglie e imprese.

    In questa guida completa scoprirai cos’è il PUN, come si forma il prezzo, quali sono le variazioni orarie nelle diverse fasce F1, F2 e F3, dove consultare il prezzo del PUN oggi in tempo reale e quale impatto ha sulle tue bollette. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a comprendere ogni aspetto della tua bolletta elettrica e a verificare eventuali detrazioni fiscali per i consumi energetici.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il PUN (Prezzo Unico Nazionale)
    2. Come si Forma il Prezzo del PUN
    3. Andamento del PUN nel 2025-2026
    4. Variazioni Orarie del PUN: Fasce F1, F2, F3
    5. Fattori che Influenzano il Prezzo del PUN
    6. Impatto del PUN sulle Bollette Elettriche
    7. Il Ruolo dell’ARERA nella Regolazione del Mercato Elettrico
    8. Domande Frequenti sul PUN

    Cos’è il PUN (Prezzo Unico Nazionale)

    Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è il prezzo di riferimento dell’energia elettrica sul mercato italiano. Si tratta del prezzo medio ponderato dell’energia acquistata sulla Borsa Elettrica Italiana, gestita dal GME (Gestore dei Mercati Energetici), società controllata dal GSE (Gestore Servizi Energetici).

    Il PUN energia elettrica viene calcolato ogni giorno sul Mercato del Giorno Prima (MGP), dove produttori e grossisti si incontrano per comprare e vendere energia per il giorno successivo. Il prezzo viene determinato ora per ora attraverso un meccanismo di asta, dove domanda e offerta si incrociano.

    Il PUN è espresso in euro per megawattora (€/MWh) e rappresenta la media dei prezzi zonali delle diverse aree italiane, ponderata per i volumi di energia scambiati. Nel 2026, il prezzo del PUN oggi oscilla tipicamente tra 70 e 150 €/MWh, ma può variare significativamente in base a diversi fattori.

    Differenza tra PUN e prezzo finale in bolletta

    È importante capire che il PUN è il prezzo all’ingrosso dell’energia, non il prezzo finale che paghi in bolletta. Il costo totale della tua bolletta elettrica comprende infatti diverse componenti:

    Componenti della bolletta:

    • Spesa per la materia energia (circa 45-50% del totale): include il PUN più il margine del fornitore
    • Spesa per il trasporto e gestione contatore (circa 15-20%): costi di rete
    • Spesa per oneri di sistema (circa 20-25%): incentivi rinnovabili, bonus sociali
    • Imposte e IVA (circa 10-15%): accise e imposta sul valore aggiunto

    Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a verificare se hai diritto a bonus bollette o detrazioni fiscali per efficientamento energetico.

    A chi si applica il PUN

    Il prezzo del PUN oggi viene utilizzato principalmente dalle famiglie e piccole imprese che hanno scelto contratti di fornitura legati al mercato tutelato (fino alla sua cessazione progressiva) o al mercato libero con prezzo indicizzato.

    Nel mercato libero, alcuni fornitori offrono tariffe indicizzate al PUN con l’aggiunta di uno spread fisso. Questo significa che il tuo prezzo dell’energia segue l’andamento del PUN giornaliero o mensile. Altri fornitori offrono invece tariffe a prezzo fisso, svincolate dall’andamento PUN per un periodo contrattuale determinato.

    Come si Forma il Prezzo del PUN

    La formazione del prezzo del PUN oggi avviene attraverso un meccanismo di mercato gestito dal GME sul Mercato del Giorno Prima (MGP). Questo mercato si apre alle ore 9:00 del giorno precedente alla consegna e si chiude alle ore 12:00. Durante questa finestra, produttori e grossisti presentano le loro offerte di vendita e acquisto per ciascuna delle 24 ore del giorno successivo.

    Il GME raccoglie tutte le offerte e costruisce una curva di domanda e offerta per ogni ora. Il prezzo di equilibrio – cioè il punto in cui domanda e offerta si incontrano – diventa il prezzo zonale per quella specifica area geografica e quella specifica ora. Il PUN è la media ponderata di tutti i prezzi zonali, calcolata considerando i volumi di energia scambiati in ciascuna zona.

    L’Italia è divisa in 6 zone di mercato:

    1. Nord (NORD)
    2. Centro-Nord (CNOR)
    3. Centro-Sud (CSUD)
    4. Sud (SUD)
    5. Sicilia (SICI)
    6. Sardegna (SARD)

    Ogni zona ha il suo prezzo zonale, che può differire dal PUN nazionale a causa di vincoli di rete o squilibri locali tra domanda e offerta. Il prezzo del PUN oggi riflette quindi la situazione media nazionale.

    Il ruolo del Gestore dei Mercati Energetici (GME)

    Il GME è l’organismo che gestisce la Borsa Elettrica Italiana. Fondato nel 2004 e controllato dal GSE (Gestore Servizi Energetici), il GME ha il compito di garantire la trasparenza e l’efficienza del mercato elettrico italiano.

    Ogni giorno, il GME pubblica i risultati del Mercato del Giorno Prima sul suo sito ufficiale (mercatoelettrico.org), rendendo disponibili:

    • Prezzi zonali ora per ora
    • PUN nazionale (Prezzo Unico Nazionale)
    • Volumi scambiati per zona
    • Dati statistici sull’andamento del mercato

    Queste informazioni sono fondamentali per chi vuole seguire il prezzo del PUN oggi in tempo reale.

    Meccanismo di asta: merit order

    Il prezzo del PUN si forma secondo il principio del merit order, un meccanismo che privilegia le fonti di produzione a costo marginale più basso. In pratica, vengono selezionate prima le offerte più economiche fino a soddisfare l’intera domanda.

    Ordine tipico di entrata nel mercato (merit order):

    1. Rinnovabili (solare, eolico) – costo marginale quasi zero
    2. Nucleare (non presente in Italia dal 1990)
    3. Carbone (in fase di dismissione)
    4. Cicli combinati a gas – attualmente la fonte marginale principale
    5. Turbogas e olio combustibile – solo per picchi di domanda

    Il prezzo finale è determinato dall’ultima offerta accettata per soddisfare la domanda. Questo significa che anche le fonti più economiche (come il solare) vengono remunerate al prezzo marginale dell’impianto più costoso necessario per coprire il fabbisogno.

    Andamento del PUN nel 2025-2026

    L’andamento del PUN negli ultimi anni è stato caratterizzato da una forte volatilità, con picchi storici nel 2022 dovuti alla crisi energetica legata al conflitto Russia-Ucraina. Nel 2022, il PUN medio annuo ha raggiunto valori superiori a 300 €/MWh, con punte oltre 500 €/MWh in alcuni mesi.

    Nel corso del 2023 e 2024, il prezzo del PUN è gradualmente sceso, stabilizzandosi su livelli più sostenibili grazie al calo dei prezzi del gas naturale, all’aumento della produzione da rinnovabili e alla riduzione della domanda industriale. Nel 2025, il PUN medio si è attestato intorno a 90-110 €/MWh, con variazioni stagionali significative.

    Nel 2026, l’andamento del PUN mostra una tendenza alla stabilizzazione, con prezzi medi che oscillano tra 80 e 120 €/MWh. I mesi invernali (gennaio-febbraio) e quelli estivi (luglio-agosto) registrano generalmente i prezzi più alti a causa dell’aumento della domanda per riscaldamento e raffrescamento.

    Confronto prezzi medi PUN:

    • 2021: 125 €/MWh
    • 2022: 304 €/MWh (crisi energetica)
    • 2023: 127 €/MWh
    • 2024: 106 €/MWh
    • 2025: 98 €/MWh
    • 2026 (stima): 95-105 €/MWh

    Variazioni Orarie del PUN: Fasce F1, F2, F3

    Il prezzo del PUN non è uguale per tutte le ore del giorno. Le variazioni orarie del PUN possono essere significative, con differenze anche del 50-100% tra le ore notturne e quelle di picco. Per questo motivo, l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha definito tre fasce orarie standard utilizzate nei contratti di fornitura: F1, F2 e F3.

    Queste fasce orarie riflettono i diversi livelli di domanda di energia durante la giornata e la settimana:

    Fascia F1 (ore di punta):

    • Lunedì-Venerdì: dalle 8:00 alle 19:00
    • Esclude: sabato, domenica e festivi
    • Caratteristiche: domanda elevata da industrie e uffici
    • Prezzo PUN: più alto (fino a +30-40% rispetto alla media)

    Fascia F2 (ore intermedie):

    • Lunedì-Venerdì: dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00
    • Sabato: dalle 7:00 alle 23:00
    • Esclude: domenica e festivi
    • Caratteristiche: domanda media
    • Prezzo PUN: intermedio (circa alla media nazionale)

    Fascia F3 (ore fuori punta):

    • Lunedì-Sabato: dalle 23:00 alle 7:00 del mattino
    • Domenica e festivi: tutte le 24 ore
    • Caratteristiche: domanda ridotta
    • Prezzo PUN: più basso (fino a -30-40% rispetto alla media)

    Molti contratti di fornitura offrono tariffe biorarie (F1/F23) o triorarie (F1/F2/F3), permettendo di risparmiare concentrando i consumi nelle fasce F2 e F3.

    Fattori che Influenzano il Prezzo del PUN

    Il prezzo del PUN oggi è determinato da una combinazione di fattori strutturali e contingenti che influenzano l’equilibrio tra domanda e offerta di energia elettrica sul mercato italiano. I principali fattori includono:

    1. Prezzo del gas naturale – Il gas è la principale fonte per la produzione elettrica in Italia (45-50%). Quando il prezzo del gas aumenta, anche il PUN sale proporzionalmente.
    2. Produzione da fonti rinnovabili – Solare ed eolico hanno costo marginale quasi nullo. Alta produzione rinnovabile riduce il PUN.
    3. Domanda di energia elettrica – Varia per ora del giorno, stagione e attività economica. Picchi in inverno/estate.
    4. Interconnessioni con l’estero – Le importazioni da Francia, Svizzera, Austria calmierano i prezzi quando disponibili.
    5. Condizioni meteo – Influenzano sia produzione rinnovabile che domanda (ondate di calore/freddo).

    Impatto del PUN sulle Bollette Elettriche

    Il prezzo del PUN oggi ha un impatto diretto sulla tua bolletta elettrica, ma solo se hai un contratto di fornitura indicizzato al PUN. Per i contratti a prezzo fisso, l’impatto del PUN è nullo durante il periodo contrattuale.

    Per ridurre l’impatto delle variazioni del PUN sulla tua bolletta elettrica, puoi:

    • Valutare tariffe biorarie/triorarie se puoi spostare i consumi in fascia F2-F3
    • Migliorare l’efficienza energetica con elettrodomestici classe A+++
    • Installare un impianto fotovoltaico per autoproduzione
    • Richiedere le detrazioni fiscali disponibili: Ecobonus (50-65%), Superbonus per interventi trainati, crediti d’imposta per fotovoltaico

    Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a verificare le detrazioni fiscali per efficientamento energetico e a presentare la documentazione corretta nella dichiarazione dei redditi.

    Il Ruolo dell’ARERA nella Regolazione del Mercato Elettrico

    L’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) è l’ente pubblico che regola e controlla i mercati dell’energia elettrica, del gas naturale e dei servizi idrici in Italia. Sebbene il prezzo del PUN si formi liberamente sul mercato gestito dal GME, l’ARERA interviene per garantire la trasparenza, l’efficienza e la tutela dei consumatori.

    Uno strumento prezioso messo a disposizione dall’ARERA è il Portale Offerte (portaleofferte.it), dove puoi confrontare tutte le offerte di energia elettrica e gas disponibili sul mercato libero, incluse le tariffe indicizzate al PUN.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul PUN

    Dove posso consultare il prezzo del PUN oggi?

    Il prezzo del PUN oggi è disponibile sul sito ufficiale del GME (Gestore Mercati Energetici) alla pagina mercatoelettrico.org. I dati vengono pubblicati ogni giorno entro le ore 13:00 per il giorno successivo, con i prezzi orari per tutte le 24 ore. Puoi anche consultare app dedicate che aggregano i dati GME con grafici e statistiche.

    Il PUN cambia ogni giorno?

    Si, il PUN viene calcolato ogni giorno sul Mercato del Giorno Prima (MGP) gestito dal GME. Il prezzo varia ora per ora in base alla domanda e offerta di energia. Ogni giorno possono esserci differenze significative rispetto al giorno precedente, con variazioni anche del 20-30% o piu in caso di eventi eccezionali.

    Cosa significa quando il PUN è alto?

    Quando il PUN è alto, significa che il costo dell’energia elettrica all’ingrosso sul mercato è elevato. Questo può dipendere da diversi fattori: aumento del prezzo del gas naturale, bassa produzione da fonti rinnovabili, alta domanda (ondate di caldo/freddo), o tensioni sul mercato europeo. Un PUN alto si riflette in bollette piu care per chi ha contratti indicizzati.

    Conviene un contratto indicizzato al PUN nel 2026?

    Dipende dalla tua capacita di spostare i consumi nelle fasce orarie F2-F3 e dalle previsioni sull’andamento del PUN. Nel 2026, con il PUN stabilizzato intorno a 90-110 euro/MWh, i contratti indicizzati possono essere vantaggiosi se hai flessibilita negli orari di consumo e sfrutti le tariffe biorarie/triorarie. Se preferisci certezza e protezione da rialzi improvvisi, meglio un contratto a prezzo fisso.

    Il PUN influisce sulle bollette del gas?

    No, il PUN riguarda solo l’energia elettrica. Per il gas naturale esiste un analogo indice chiamato PSBIL (Prezzo di Sbilanciamento), che determina il prezzo del gas sul mercato italiano. Tuttavia, il prezzo del gas influenza indirettamente il PUN, perche gli impianti a gas sono spesso quelli marginali che determinano il prezzo dell’elettricita.

    Posso beneficiare di detrazioni fiscali per ridurre la bolletta elettrica?

    Si, esistono diverse detrazioni fiscali per interventi che riducono i consumi elettrici: Ecobonus (50-65%) per efficientamento energetico, incentivi per installazione di fotovoltaico e sistemi di accumulo, bonus elettrodomestici per sostituzione con modelli ad alta efficienza. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare le agevolazioni disponibili e a presentare la documentazione corretta.

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    Conclusione

    Monitorare il prezzo del PUN oggi ti permette di comprendere le dinamiche del mercato elettrico italiano e di ottimizzare la tua bolletta elettrica. Conoscere le variazioni orarie del PUN e i fattori che lo influenzano ti aiuta a scegliere il contratto più adatto alle tue esigenze e a sfruttare al meglio le fasce orarie più economiche.

    Nel 2026, con la crescente penetrazione delle fonti rinnovabili e la stabilizzazione del prezzo del gas, il PUN si mantiene su livelli più sostenibili rispetto ai picchi del 2022. Tuttavia, la volatilità rimane una caratteristica strutturale del mercato, rendendo fondamentale una strategia informata.

    Hai dubbi sulla tua bolletta elettrica o vuoi verificare se hai diritto a detrazioni fiscali per efficientamento energetico o installazione di impianti fotovoltaici? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Marzo 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    CAF

    Bonus giovani 2026 per gli under 35, come funziona davvero: la guida dell’Inps

    Il Bonus giovani under 35 2026 rappresenta una delle misure più importanti per favorire l’occupazione giovanile stabile in Italia. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, art. 1 commi 180-186, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024) e regolamentato dalla Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026, questo incentivo offre alle aziende uno sgravio contributivo totale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani lavoratori.

    A differenza delle precedenti edizioni del bonus, la versione 2026 introduce novità significative: il limite di età sale a 35 anni compiuti (non più 29), l’importo massimo dello sgravio aumenta fino a 8.000 euro annui per 36 mesi, e vengono incluse anche le trasformazioni di contratti a termine in contratti stabili.

    In questa guida completa analizziamo tutti i dettagli operativi del bonus giovani 2026: chi può beneficiarne (requisiti per aziende e lavoratori), come funziona lo sgravio contributivo, come presentare domanda all’INPS, gli importi esatti riconosciuti, le incompatibilità con altri incentivi assunzioni under 35 e gli esempi pratici di calcolo del risparmio per le imprese. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste aziende e lavoratori nella verifica dei requisiti e nella compilazione delle domande.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Bonus giovani under 35 2026
    2. Requisiti per i lavoratori under 35
    3. Requisiti per le aziende e datori di lavoro
    4. Importi e calcolo dello sgravio contributivo
    5. Come presentare domanda all’INPS
    6. Contratti ammessi e tipologie di assunzione
    7. Cumulabilità con altri incentivi e bonus
    8. Durata, sospensione e revoca del bonus
    9. Differenze con il Bonus NEET e altri incentivi
    10. Scadenze e calendario 2026

    Cos’è il Bonus giovani under 35 2026

    Il Bonus giovani under 35 è un incentivo strutturale per l’occupazione giovanile che consiste in uno sgravio contributivo del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un periodo massimo di 36 mesi (3 anni), entro il limite annuo di 8.000 euro per lavoratore.

    L’incentivo è finanziato dallo Stato e gestito dall’INPS attraverso il sistema informatico DiResCo (Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente). Le risorse stanziate per il 2026 ammontano a 1,8 miliardi di euro, con una dotazione incrementata del 25% rispetto al 2025 per rispondere all’aumento delle assunzioni giovani 2026.

    Base normativa

    • Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1 commi 180-186) – GU n. 305/2024
    • Decreto attuativo MIMIT del 15 gennaio 2026 (GU n. 12/2026)
    • Circolare INPS n. 23/2026 del 14 febbraio 2026 – Istruzioni operative
    • Messaggio INPS n. 891/2026 del 3 marzo 2026 – FAQ e chiarimenti

    Differenze con il bonus 2025

    Rispetto alla precedente edizione, il bonus giovani 2026 presenta queste novità:

    AspettoBonus 2025Bonus 2026
    Età massima29 anni35 anni
    Importo massimo annuo6.000 euro8.000 euro
    Durata24 mesi36 mesi
    TrasformazioniSolo assunzioni diretteAnche trasformazioni a T.I.
    Cumulo con altri bonusLimitatoCompatibile con ZES e Decontribuzione Sud

    Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 2.1 “Modifiche rispetto all’anno precedente”.

    Requisiti per i lavoratori under 35

    Per accedere al bonus giovani 2026, il lavoratore deve possedere tutti i seguenti requisiti alla data di assunzione o trasformazione del contratto:

    1. Requisito anagrafico

    Il lavoratore deve avere meno di 36 anni alla data di decorrenza del rapporto di lavoro incentivato. La verifica si effettua alla data di assunzione (o trasformazione), non alla data di presentazione della domanda INPS.

    Esempio pratico: Un lavoratore nato il 15 aprile 1991 può beneficiare del bonus giovani under 35 se assunto entro il 14 aprile 2026 (compreso). Dal 15 aprile 2026 non sarà più ammissibile.

    2. Requisito occupazionale (no rapporti precedenti)

    Il lavoratore non deve aver mai avuto, presso qualsiasi datore di lavoro, un contratto a tempo indeterminato in tutta la sua vita lavorativa. Sono ammessi solo rapporti:

    • Contratti a termine
    • Contratti di apprendistato (di qualsiasi tipo)
    • Collaborazioni (co.co.co, partita IVA occasionale)
    • Tirocini/stage
    • Contratti intermittenti

    Attenzione: Anche un solo giorno di lavoro a tempo indeterminato presso un’altra azienda (anche 10 anni prima) esclude dal bonus. La verifica è effettuata dall’INPS tramite incrocio con l’archivio UNIEMENS.

    3. Assenza di ammortizzatori sociali attivi

    Il lavoratore non deve essere titolare, al momento dell’assunzione, di:

    • Trattamento pensionistico diretto (pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità)
    • NASPI o altra indennità di disoccupazione
    • DIS-COLL (disoccupazione collaboratori)

    Eccezione: È ammesso il bonus se il lavoratore ha esaurito la NASPI da più di 60 giorni prima dell’assunzione (Circolare INPS n. 23/2026, punto 3.2.3).

    4. Casi particolari ammessi

    Il bonus INPS giovani è compatibile con lavoratori che hanno avuto in passato:

    • Contratti a chiamata/intermittenti (anche se tecnicamente sono T.I.)
    • Partita IVA (anche attiva al momento dell’assunzione, purché venga chiusa entro 30 giorni)
    • Lavoro subordinato all’estero (solo se non registrato in archivi INPS)

    Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 3 “Requisiti soggettivi del lavoratore”.

    Requisiti per le aziende e datori di lavoro

    Le aziende che intendono beneficiare del bonus giovani under 35 2026 devono rispettare requisiti stringenti sia al momento dell’assunzione che per tutta la durata dello sgravio contributivo giovani.

    1. Regolarità contributiva e fiscale (DURC)

    L’azienda deve essere in possesso del DURC regolare (Documento Unico di Regolarità Contributiva) al momento della domanda e per tutta la durata del beneficio. Sono verificati:

    • Regolarità contributi INPS
    • Regolarità contributi INAIL
    • Regolarità contributiva Cassa Edile (per settore edilizia)
    • Assenza di debiti tributari superiori a 5.000 euro (verifica Agenzia Entrate)

    Attenzione: In caso di irregolarità sopravvenuta durante i 36 mesi, l’INPS sospende l’erogazione dello sgravio fino alla regolarizzazione. Se l’irregolarità persiste oltre 6 mesi, il bonus viene revocato con recupero delle somme già fruite.

    2. Rispetto dei CCNL e normativa lavoro

    L’azienda deve applicare integralmente il CCNL di riferimento per il settore e territorio, inclusi:

    • Retribuzione minima tabellare
    • Scatti di anzianità
    • Maggiorazioni (lavoro notturno, festivo, straordinario)
    • Contribuzione integrativa (fondi pensione, INPS, Sanità integrativa)

    Sono esclusi dal bonus i datori che, nei 6 mesi precedenti l’assunzione incentivata, abbiano effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva e per la stessa qualifica del lavoratore assunto.

    3. Obbligo di incremento occupazionale netto

    Per aziende con più di 15 dipendenti, il bonus è subordinato all’incremento occupazionale netto calcolato su base annua. L’INPS verifica che:

    • Il numero di lavoratori T.I. al 31 dicembre dell’anno di assunzione sia superiore alla media dei 12 mesi precedenti
    • L’incremento sia almeno pari a +1 unità (quella incentivata)

    Esempio: Un’azienda con 20 dipendenti T.I. medi nel 2025 deve avere almeno 21 dipendenti T.I. al 31/12/2026 per mantenere il bonus assunzioni giovani 2026.

    4. Obbligo di stabilità occupazionale

    L’azienda si impegna a mantenere in servizio il lavoratore incentivato per almeno 36 mesi (durata dello sgravio). In caso di licenziamento anticipato (tranne giusta causa o dimissioni), l’azienda deve:

    • Restituire integralmente il bonus già fruito
    • Corrispondere gli interessi legali sulla somma
    • Non poter presentare nuove domande di incentivo per 12 mesi

    5. Settori ammessi ed esclusi

    Il bonus è ammesso per tutti i settori economici, pubblici e privati, con le seguenti esclusioni espresse:

    • Lavoro domestico (colf, badanti)
    • Lavoro agricolo (operai agricoli a tempo determinato)
    • Contratti di apprendistato (già incentivati)
    • Pubblico impiego (enti pubblici non economici)

    Fonte: Decreto MIMIT 15 gennaio 2026, art. 4 “Obblighi del datore di lavoro beneficiario”.

    Importi e calcolo dello sgravio contributivo

    Il bonus giovani under 35 2026 consiste in uno sgravio del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto massimo di 8.000 euro annui per lavoratore, per una durata di 36 mesi.

    Contributi oggetto di sgravio

    Sono azzerati i seguenti contributi:

    • Contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti): aliquota ordinaria 23,81%
    • Contributi DS (Disoccupazione): aliquota 1,61%
    • Contributi per assegni familiari: aliquota 0,68%
    • Contributi maternità: aliquota 0,46%
    • Contributi CIG (Cassa Integrazione Guadagni): aliquota variabile per settore

    Totale aliquota contributiva azzerata: circa 27-29% della retribuzione lorda, a seconda del settore e dimensione aziendale.

    Contributi NON coperti dallo sgravio

    Restano a carico dell’azienda:

    • Contributo INAIL (contro infortuni): varia per settore (da 0,5% a 6%)
    • Contributi a fondi interprofessionali (Fondimpresa, Fondirigenti, ecc.): 0,30%
    • Contributi contrattuali (fondi pensione, sanità integrativa se previsti da CCNL)

    Massimale mensile e annuo

    Il massimale di 8.000 euro annui corrisponde a circa 667 euro mensili. Questo significa che:

    • Per retribuzioni lorde fino a 2.800 euro/mese (circa), lo sgravio copre il 100% dei contributi azzerabili
    • Per retribuzioni superiori, si applica il tetto di 667 euro/mese e l’eccedenza resta a carico dell’azienda

    Esempio pratico di calcolo

    Caso 1: Impiegato amministrativo, retribuzione lorda mensile 1.800 euro

    VoceImporto
    Retribuzione lorda mensile1.800 euro
    Contributi INPS datore (27,5%)495 euro
    Sgravio bonus giovani (100%)-495 euro
    Contributi INAIL (1%)18 euro
    Costo contributivo totale per l’azienda18 euro

    Risparmio annuo: 495 euro × 12 mesi = 5.940 euro/anno (sotto il tetto di 8.000)

    Caso 2: Dirigente commerciale, retribuzione lorda mensile 4.500 euro

    VoceImporto
    Retribuzione lorda mensile4.500 euro
    Contributi INPS datore (27,5%)1.237 euro
    Sgravio bonus giovani (max 667/mese)-667 euro
    Contributi INPS residui570 euro
    Contributi INAIL (0,5%)22 euro
    Costo contributivo totale per l’azienda592 euro

    Risparmio annuo: 667 euro × 12 mesi = 8.000 euro/anno (massimale raggiunto)

    Risparmio complessivo su 36 mesi

    Considerando la durata triennale dello sgravio, un’azienda può risparmiare:

    • Retribuzione 1.800 euro/mese: 17.820 euro totali (5.940 × 3 anni)
    • Retribuzione 4.500 euro/mese: 24.000 euro totali (8.000 × 3 anni, massimale)

    Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 5 “Calcolo e fruizione dello sgravio contributivo”.

    Come presentare domanda all’INPS

    La procedura per richiedere il bonus giovani under 35 2026 prevede l’invio telematico della domanda tramite il portale INPS, seguendo una tempistica precisa.

    1. Quando presentare la domanda

    La domanda va presentata entro 7 giorni dalla data di instaurazione del rapporto di lavoro incentivato (assunzione o trasformazione). Questo termine è perentorio: domande tardive non saranno accolte.

    Esempio: Assunzione il 10 marzo 2026 → domanda entro il 17 marzo 2026 (compreso).

    2. Procedura online (portale INPS)

    L’accesso al servizio richiede:

    • SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale) livello 2 o superiore
    • CIE (Carta Identità Elettronica) con PIN
    • CNS (Carta Nazionale Servizi) per professionisti abilitati

    Percorso di accesso:

    1. Accedere al portale www.inps.it con SPID/CIE
    2. Sezione “Imprese e Liberi Professionisti”
    3. Servizio “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità”
    4. Selezionare “Incentivo occupazione giovani under 35 – anno 2026”
    5. Compilare il form con i dati richiesti
    6. Allegare documentazione (se necessaria)
    7. Inviare telematicamente

    3. Dati e documenti necessari

    Per compilare la domanda servono:

    • Codice Fiscale del lavoratore
    • Codice Fiscale e Matricola INPS dell’azienda
    • Data assunzione o trasformazione
    • Tipologia contrattuale (tempo indeterminato, part-time, full-time)
    • CCNL applicato (codice e descrizione)
    • Retribuzione lorda annua prevista
    • Sede di lavoro (indirizzo unità produttiva)
    • Qualifica del lavoratore

    In caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato, indicare anche:

    • Data inizio contratto a termine originario
    • Data di trasformazione

    4. Istruttoria e autorizzazione INPS

    Dopo l’invio, l’INPS effettua verifiche automatizzate:

    • Verifica anagrafica del lavoratore (età, codice fiscale)
    • Verifica storico contributivo (assenza T.I. precedenti)
    • Verifica DURC dell’azienda
    • Verifica disponibilità fondi (ordine cronologico di presentazione)

    L’esito è comunicato entro 30 giorni tramite:

    • PEC (Posta Elettronica Certificata) dell’azienda
    • Area riservata portale INPS

    5. Autorizzazione e fruizione dello sgravio

    In caso di esito positivo, l’INPS rilascia:

    • Codice autorizzazione univoco (da indicare nei flussi UNIEMENS)
    • Importo massimo mensile fruibile
    • Periodo di validità (36 mesi dalla data assunzione)

    Dal mese successivo all’autorizzazione, l’azienda può esporre il credito nel flusso UNIEMENS mensile, compilando l’elemento <Incentivo> con:

    • Codice autorizzazione INPS
    • Importo sgravio richiesto (max 667 euro/mese)
    • Tipologia incentivo: “BGIO2026”

    6. Assistenza nella compilazione

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto nella:

    • Verifica preventiva requisiti azienda e lavoratore
    • Compilazione domanda telematica INPS
    • Invio telematico con delega
    • Gestione comunicazioni con INPS
    • Assistenza in caso di diniego o richiesta integrazione

    Fonte: Messaggio INPS n. 891/2026, allegato “Manuale operativo DiResCo – Bonus giovani 2026”.

    Contratti ammessi e tipologie di assunzione

    Il bonus giovani under 35 2026 è riconosciuto esclusivamente per rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con alcune specificità operative.

    1. Assunzioni dirette a tempo indeterminato

    Sono incentivate tutte le nuove assunzioni con contratto T.I., sia:

    • Full-time (tempo pieno)
    • Part-time (tempo parziale): lo sgravio è proporzionato alla percentuale di part-time

    Esempio: Part-time al 50% (20 ore settimanali) → sgravio massimo 4.000 euro/anno (50% di 8.000)

    2. Trasformazioni di contratti a termine

    Novità 2026: è incentivata anche la trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, purché:

    • Il lavoratore possegga i requisiti (under 36, mai avuto T.I.)
    • La trasformazione avvenga entro il 31 dicembre 2026
    • Il contratto a termine originario sia stato di durata almeno 6 mesi

    Decorrenza incentivo: dalla data di trasformazione (non dalla data di assunzione originaria).

    3. Somministrazione a tempo indeterminato

    Il bonus è fruibile anche per lavoratori somministrati (ex interinali), purché:

    • Il contratto di somministrazione sia a tempo indeterminato (staff leasing)
    • Il lavoratore sia assegnato a missione presso l’utilizzatore
    • Il beneficiario del bonus sia l’agenzia di somministrazione (non l’utilizzatore)

    4. Contratti ESCLUSI

    Non possono accedere al bonus:

    • Apprendistato (tutte le tipologie: professionalizzante, alta formazione, I livello)
    • Contratti a termine (determinato, stagionale)
    • Contratti intermittenti (a chiamata)
    • Collaborazioni (co.co.co., partita IVA)
    • Lavoro domestico (colf, badanti)
    • Lavoro agricolo a tempo determinato

    5. Clausole contrattuali ammesse

    Il bonus è compatibile con:

    • Patto di prova (entro limiti CCNL): lo sgravio decorre anche durante il periodo di prova
    • Clausole di mobilità (trasferimento temporaneo)
    • Smart working / lavoro agile: nessun impatto sullo sgravio

    6. Esclusioni per settore

    SettoreAmmissibilità
    Industria✓ Ammesso
    Commercio✓ Ammesso
    Artigianato✓ Ammesso
    Servizi✓ Ammesso
    Pubblico impiego (PA)✗ Escluso
    Lavoro domestico✗ Escluso
    Agricoltura (T.D.)✗ Escluso
    Agricoltura (T.I.)✓ Ammesso

    Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 4 “Tipologie contrattuali ammesse”.

    Cumulabilità con altri incentivi e bonus

    Il bonus giovani under 35 2026 può essere cumulato parzialmente con altri incentivi assunzioni under 35, nel rispetto di limiti e condizioni specifiche.

    1. Incentivi cumulabili al 100%

    Il bonus giovani è totalmente compatibile con:

    • Decontribuzione Sud (art. 1 comma 161 L. 178/2020): per assunzioni in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna
    • ZES Unica Mezzogiorno: per aziende localizzate nelle Zone Economiche Speciali del Sud Italia
    • Bonus donne disoccupate (L. 92/2012, art. 4 commi 8-11): se il lavoratore under 35 è anche donna disoccupata da oltre 24 mesi
    • Esonero contributivo alternanza scuola-lavoro: per studenti under 35 assunti dopo tirocinio curriculare

    Esempio pratico: Un’azienda campana che assume un giovane under 35 può cumulare:

    IncentivoImporto annuo
    Bonus giovani under 358.000 euro
    Decontribuzione Sud+30% contributi residui
    Risparmio totale stimato~10.500 euro/anno

    2. Incentivi NON cumulabili

    Il bonus giovani è incompatibile con:

    • Incentivo NEET (giovani non occupati/non studenti): si può scegliere uno dei due, non entrambi
    • Incentivo occupazione disabili (L. 68/1999): prevale il bonus disabili se il lavoratore è iscritto a liste collocamento mirato
    • Apprendistato: incentivi specifici dell’apprendistato escludono il bonus giovani
    • Contratti di sviluppo MISE: il cumulo è consentito solo previa autorizzazione della Direzione regionale INPS

    3. Disciplina del cumulo (regola generale)

    In caso di cumulo ammesso, si applica la seguente gerarchia:

    1. Si fruisce prima del bonus giovani (8.000 euro/anno) sui contributi INPS
    2. Sui contributi residui si applica l’eventuale secondo incentivo (es. Decontribuzione Sud)
    3. Il totale dei benefici non può superare il 100% dei contributi dovuti

    4. Verifica preventiva obbligatoria

    Prima di assumere, è consigliabile:

    • Verificare con il CAF o consulente del lavoro la presenza di altri incentivi attivi
    • Richiedere parere preventivo all’INPS tramite il servizio “Quesiti online” per casi dubbi
    • Consultare la Guida operativa INPS aggiornata (disponibile su www.inps.it, sezione “Imprese”)

    Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 7 “Cumulabilità con altri incentivi all’occupazione”.

    Durata, sospensione e revoca del bonus

    Il bonus giovani under 35 2026 ha una durata standard di 36 mesi, ma può essere sospeso, ridotto o revocato in caso di inadempimenti o situazioni specifiche.

    1. Durata standard dello sgravio

    Lo sgravio contributivo è riconosciuto per 36 mesi consecutivi dalla data di:

    • Assunzione a tempo indeterminato, oppure
    • Trasformazione del contratto da determinato a indeterminato

    Esempio: Assunzione 15 marzo 2026 → sgravio fruibile fino al 14 marzo 2029 (compreso).

    2. Sospensioni del rapporto di lavoro

    Durante le sospensioni del rapporto, il bonus viene temporaneamente sospeso e il periodo viene “congelato”. Rientrano in questa casistica:

    • Maternità obbligatoria (5 mesi): sospensione automatica, il conteggio riprende al rientro
    • Congedo parentale: sospensione per la durata del congedo
    • CIG ordinaria/straordinaria: lo sgravio è ridotto proporzionalmente alle ore lavorate
    • Malattia superiore a 60 giorni consecutivi: sospensione dal 61° giorno in poi
    • Aspettativa non retribuita: sospensione per tutta la durata dell’aspettativa

    Conseguenza: Il periodo di sospensione viene recuperato posticipando la scadenza dei 36 mesi.

    3. Licenziamento del lavoratore incentivato

    In caso di licenziamento prima dei 36 mesi, si applicano regole diverse a seconda della causale:

    Licenziamento per giusta causa

    Se il licenziamento avviene per giusta causa (grave inadempimento del lavoratore), l’azienda:

    • Conserva il bonus già fruito fino alla data di cessazione
    • Non deve restituire nulla all’INPS
    • Può presentare nuove domande per altri lavoratori

    Licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo

    Se il licenziamento avviene per motivi economici o organizzativi, l’azienda:

    • Decade dal beneficio dalla data di licenziamento
    • Deve restituire integralmente il bonus già fruito
    • Paga interessi legali sulla somma (attualmente 2,5% annuo)
    • Non può presentare nuove domande di incentivo per 12 mesi

    4. Dimissioni volontarie del lavoratore

    In caso di dimissioni volontarie, l’azienda:

    • Conserva il bonus fruito fino alla data di cessazione
    • Non è tenuta a restituire nulla
    • Può assumere altro personale con incentivo

    Attenzione: Se le dimissioni avvengono entro i primi 12 mesi dall’assunzione, l’INPS può effettuare verifiche per escludere accordi simulati (“dimissioni indotte”).

    5. Revoca del bonus per irregolarità

    L’INPS revoca integralmente il bonus (con recupero somme + sanzioni) nei seguenti casi:

    • DURC irregolare per oltre 6 mesi consecutivi
    • Falsa dichiarazione sui requisiti del lavoratore o dell’azienda
    • Mancato rispetto CCNL (retribuzione inferiore al minimo tabellare)
    • Mancato incremento occupazionale (per aziende oltre 15 dipendenti)
    • Violazioni normativa sicurezza lavoro gravi o reiterate

    6. Recupero delle somme e sanzioni

    In caso di revoca, l’INPS procede a:

    • Recupero integrale del bonus fruito tramite compensazione nei flussi UNIEMENS successivi
    • Interessi legali dalla data di fruizione indebita
    • Sanzioni amministrative da 1.000 a 5.000 euro (per false dichiarazioni)
    • Segnalazione alla Guardia di Finanza (se importo superiore a 50.000 euro)

    Fonte: Decreto MIMIT 15 gennaio 2026, art. 6 “Decadenza, sospensione e revoca del beneficio”.

    Differenze con il Bonus NEET e altri incentivi

    Oltre al bonus giovani under 35, esistono altri incentivi per l’occupazione giovanile che possono generare confusione. Analizziamo le differenze principali.

    Bonus giovani under 35 vs Bonus NEET

    AspettoBonus under 35Bonus NEET
    NormativaL. 207/2024, art. 1 c. 180-186D.Lgs. 150/2015, art. 16
    Età lavoratoreMeno di 36 anni15-29 anni (“NEET”)
    Requisito NEETNon richiestoObbligatorio (iscrizione Garanzia Giovani)
    Storico lavorativoMai avuto T.I.Disoccupato da almeno 6 mesi
    Importo massimo8.000 euro/anno4.000-6.000 euro/anno (variabile)
    Durata36 mesi12-18 mesi
    CumulabilitàCon Decontribuzione Sud, ZESNon cumulabile con altri incentivi

    Quale scegliere? Se il lavoratore possiede i requisiti per entrambi, conviene il bonus under 35 per durata (36 vs 12-18 mesi) e importo (8.000 vs 4.000-6.000 euro).

    Bonus giovani under 35 vs Decontribuzione Sud

    AspettoBonus under 35Decontribuzione Sud
    NormativaL. 207/2024, art. 1 c. 180-186L. 178/2020, art. 1 c. 161-168
    TerritorioTutta ItaliaSolo 8 regioni Sud
    Requisiti lavoratoreUnder 36, mai T.I.Qualsiasi età/storico
    Importo sgravio100% contributi (max 8.000)30% contributi (no massimale)
    Durata36 mesiIllimitata (fino al 2029)
    Cumulabilità✓ Cumulabile✓ Cumulabile

    Cumulo ottimale (regioni Sud): Un’azienda del Mezzogiorno può applicare prima il bonus under 35 (8.000 euro) e poi la Decontribuzione Sud (30% sui contributi residui), ottenendo un risparmio totale superiore.

    Bonus giovani under 35 vs Esonero under 36 generalizzato

    Dal 2025 esiste anche un esonero contributivo generalizzato per under 36 (L. 213/2023, art. 1 c. 294-297), con differenze sostanziali:

    AspettoBonus under 35 (L. 207/2024)Esonero under 36 generalizzato
    TargetDatori di lavoroLavoratori dipendenti
    BeneficiarioAzienda (sgravio contributivo)Lavoratore (aumento netto in busta)
    RequisitiMai avuto T.I.Retribuzione imponibile fino a 35.000 euro
    ImportoMax 8.000 euro/anno al datoreMax 3.000 euro/anno al lavoratore
    Domanda INPSObbligatoriaAutomatica (datore in UNIEMENS)

    Nota: I due bonus sono cumulabili, quindi un datore può fruire dello sgravio 8.000 euro e contemporaneamente riconoscere al lavoratore under 36 l’esonero contributivo generalizzato (aumento netto fino a 3.000 euro/anno).

    Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, Allegato 2 “Confronto con altri incentivi occupazionali”.

    Scadenze e calendario 2026

    Il bonus giovani under 35 2026 segue un calendario con scadenze precise per la presentazione delle domande e l’utilizzo delle risorse stanziate.

    Scadenze principali

    DataEvento
    1 gennaio 2026Entrata in vigore del bonus (valido per assunzioni dal 01/01/2026)
    14 febbraio 2026Pubblicazione Circolare INPS n. 23/2026 con istruzioni operative
    1 marzo 2026Apertura portale DiResCo per invio domande telematiche
    31 dicembre 2026Scadenza per presentare domande relative ad assunzioni/trasformazioni 2026
    31 gennaio 2027Termine ultimo per regolarizzare domande incomplete (richiesta integrazioni)

    Finestra temporale per le assunzioni

    Il bonus è riconosciuto per assunzioni/trasformazioni effettuate dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. Contratti stipulati prima del 01/01/2026 (anche se con decorrenza successiva) non sono ammessi.

    Esaurimento fondi: criterio cronologico

    Le risorse stanziate (1,8 miliardi di euro) vengono assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. L’INPS comunica sul portale:

    • Stato residuo fondi aggiornato settimanalmente
    • Percentuale di utilizzo delle risorse disponibili
    • Alert esaurimento quando rimane meno del 10% dei fondi

    Consiglio operativo: Presentare la domanda il prima possibile (entro 7 giorni dall’assunzione) per garantirsi l’accesso ai fondi. Nel 2025, i fondi si sono esauriti a ottobre, lasciando scoperte le assunzioni degli ultimi due mesi.

    Monitoraggio disponibilità fondi

    Per verificare in tempo reale lo stato dei fondi:

    • Accedere a www.inps.it → Sezione “Imprese” → “Monitoraggio incentivi”
    • Consultare il contatore “Bonus giovani under 35 – anno 2026”
    • Visualizzare: importo stanziato, importo impegnato, saldo disponibile

    Scadenze per la fruizione dello sgravio

    Una volta autorizzato il bonus, il datore ha tempo fino al termine di prescrizione contributiva (5 anni) per esporre il credito nei flussi UNIEMENS. Tuttavia, è consigliabile fruire mensilmente dello sgravio per beneficiare subito del risparmio contributivo.

    Proroghe e rifinanziamenti

    La Legge di Bilancio 2025 prevede un meccanismo di rifinanziamento automatico: se entro il 30 settembre 2026 risultano fondi residui inferiori al 20% dello stanziamento iniziale, il MIMIT può incrementare la dotazione con decreto ministeriale (fino a +500 milioni di euro).

    Fonte: Legge 207/2024, art. 1 comma 185 “Dotazione finanziaria e monitoraggio”.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Conclusione

    Il Bonus giovani under 35 2026 rappresenta un’opportunità concreta per aziende e lavoratori: le imprese risparmiano fino a 24.000 euro in tre anni per ogni assunzione, mentre i giovani accedono a contratti stabili in un mercato del lavoro ancora difficile.

    La chiave del successo è la tempestività: presentare la domanda entro 7 giorni dall’assunzione e verificare preventivamente tutti i requisiti (età, assenza di T.I. precedenti, DURC aziendale regolare). Un errore formale o una verifica tardiva possono precludere l’accesso al beneficio.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

    • Verifica preliminare requisiti (lavoratore e azienda)
    • Simulazione risparmio contributivo (con calcoli personalizzati)
    • Compilazione e invio telematico domanda INPS
    • Gestione comunicazioni e integrazioni documentali
    • Assistenza in caso di revoca o contestazioni

    Non lasciarti sfuggire questa opportunità: il bonus si esaurisce rapidamente e le risorse vengono assegnate in ordine cronologico. Contattaci per una consulenza personalizzata e verifica subito se puoi accedere allo sgravio contributivo giovani.

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    Domande Frequenti sul Bonus giovani under 35

    Posso accedere al bonus se ho avuto un contratto a tempo indeterminato 5 anni fa?

    No, il requisito mai avuto un T.I. vale per tutta la vita lavorativa. Anche un solo giorno di contratto a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro (anche molto tempo prima) esclude dal bonus. L’INPS verifica lo storico contributivo completo tramite archivio UNIEMENS.

    Il bonus vale anche per contratti part-time?

    Si, il bonus e riconosciuto anche per contratti part-time, ma lo sgravio e proporzionato alla percentuale di orario. Ad esempio, un part-time al 50% beneficia di uno sgravio massimo di 4.000 euro annui (meta di 8.000 euro).

    Cosa succede se il lavoratore si dimette dopo 1 anno?

    In caso di dimissioni volontarie, l’azienda conserva il bonus fruito fino alla data di cessazione e non deve restituire nulla. Tuttavia, se le dimissioni avvengono entro i primi 12 mesi, l’INPS puo verificare l’assenza di accordi simulati tra azienda e lavoratore.

    Posso cumulare il bonus giovani con la Decontribuzione Sud?

    Si, i due incentivi sono totalmente cumulabili. Un’azienda del Sud puo applicare prima il bonus giovani (100% contributi fino a 8.000 euro) e poi la Decontribuzione Sud (30% sui contributi residui), ottenendo un risparmio complessivo superiore.

    Entro quando devo presentare la domanda all’INPS?

    La domanda va presentata entro 7 giorni dalla data di assunzione o trasformazione del contratto. Questo termine e perentorio: domande tardive non saranno accolte. Ad esempio, se l’assunzione e il 10 marzo 2026, la domanda va inviata entro il 17 marzo 2026 (compreso).

    Se l’azienda ha un DURC irregolare, perde il bonus?

    Se il DURC risulta irregolare al momento della domanda, l’INPS respinge la richiesta. Se l’irregolarita emerge durante i 36 mesi, lo sgravio viene sospeso fino alla regolarizzazione. Se l’irregolarita persiste oltre 6 mesi, il bonus viene revocato con recupero delle somme gia fruite.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la compilazione della domanda INPS e la gestione completa della pratica.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Marzo 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-29 11:31:542026-05-31 10:12:40Bonus giovani 2026 per gli under 35, come funziona davvero: la guida dell’Inps
      CAF

      Assegni Familiari 2026: Limiti di Reddito, Maggiorazioni Pensioni e Novità INPS

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Gli assegni familiari 2026 rappresentano un importante sostegno economico per lavoratori dipendenti e pensionati con familiari a carico. Con l’avvio del nuovo anno, l’INPS ha aggiornato i limiti di reddito e gli importi delle maggiorazioni delle pensioni, introducendo alcune novità che è fondamentale conoscere.

      Nonostante l’introduzione dell’Assegno Unico Universale per i figli, gli assegni al nucleo familiare (ANF) continuano a essere erogati per altre categorie di familiari: coniuge, fratelli, sorelle e nipoti. Inoltre, per i pensionati che rispettano determinati requisiti di reddito, sono previste maggiorazioni dell’assegno pensionistico che possono incrementare significativamente l’importo mensile.

      In questa guida completa analizzeremo:

      • Chi ha diritto agli assegni familiari nel 2026
      • I nuovi limiti di reddito e le tabelle INPS aggiornate
      • Le maggiorazioni pensioni 2026 e i requisiti per ottenerle
      • Come presentare domanda all’INPS
      • Esempi pratici di calcolo degli importi

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      Indice dei contenuti

      1. Cosa Sono gli Assegni Familiari e Chi Ne Ha Diritto
      2. Limiti di Reddito 2026: Tabelle INPS Aggiornate
      3. Maggiorazioni Pensioni 2026: Importi e Requisiti
      4. Differenze tra Assegni Familiari e Assegno Unico Universale
      5. Come Fare Domanda di Assegni Familiari all’INPS
      6. Esempi Pratici di Calcolo degli Assegni Familiari
      7. Novità Assegni Familiari 2026
      8. Assegni Familiari e Dichiarazione dei Redditi

      Cosa Sono gli Assegni Familiari e Chi Ne Ha Diritto

      Gli assegni al nucleo familiare (ANF) sono una prestazione economica erogata dall’INPS a sostegno delle famiglie con redditi sotto determinate soglie. Si tratta di un contributo mensile che varia in base a:

      • Numero dei componenti del nucleo familiare
      • Reddito complessivo della famiglia
      • Tipologia di nucleo (con o senza figli minori, con membri disabili, ecc.)

      Chi Può Richiedere gli Assegni Familiari

      Hanno diritto agli ANF 2026:

      • Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico
      • Lavoratori domestici (colf e badanti)
      • Lavoratori parasubordinati iscritti alla Gestione Separata INPS
      • Pensionati ex lavoratori dipendenti
      • Percettori di prestazioni previdenziali (NASpI, disoccupazione agricola, cassa integrazione)
      • Lavoratori in aspettativa sindacale

      Familiari per cui Spetta l’ANF

      Dopo l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, gli ANF spettano per:

      • Coniuge non legalmente separato
      • Figli maggiorenni inabili (che non lavorano)
      • Fratelli, sorelle e nipoti minori o maggiorenni inabili, se orfani e non coniugati
      • Nipoti in linea retta (nipoti dei nonni) minori o maggiorenni inabili

      Importante: Per i figli minori e i maggiorenni fino a 21 anni si applica l’Assegno Unico Universale, non più gli ANF.

      Limiti di Reddito 2026: Tabelle INPS Aggiornate

      L’importo degli assegni familiari 2026 varia in base al reddito complessivo del nucleo familiare dell’anno precedente (2025). L’INPS pubblica annualmente le tabelle con gli importi suddivisi per fasce di reddito.

      Come Si Calcola il Reddito del Nucleo Familiare

      Il reddito da considerare comprende:

      • Redditi da lavoro dipendente e assimilati
      • Redditi da pensione
      • Redditi da lavoro autonomo per il 70% dell’importo
      • Redditi da fabbricati (rendite catastali)
      • Redditi soggetti a tassazione separata (TFR, arretrati)

      Non si considerano: TFR, indennità di fine servizio, arretrati di anni precedenti, rendite INAIL per infortuni sul lavoro, pensioni di guerra, Assegno Unico Universale.

      Tabella Limiti di Reddito ANF 2026

      Per l’anno 2026, i limiti di reddito sono rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT:

      Nucleo FamiliareReddito MassimoImporto Mensile
      2 componenti17.920 euro38,73 euro
      3 componenti23.720 euro141,50 euro
      4 componenti29.520 euro258,33 euro
      5 componenti35.320 euro375,17 euro

      Nota: Gli importi indicati sono mensili e si riferiscono alla prima fascia di reddito. Superando i limiti, l’importo si riduce progressivamente.

      Maggiorazioni Pensioni 2026: Importi e Requisiti

      Le maggiorazioni delle pensioni 2026 sono incrementi economici riconosciuti dall’INPS ai pensionati che rispettano specifici requisiti di reddito.

      1. Maggiorazione Sociale

      È un incremento dell’assegno pensionistico per titolari di pensione di vecchiaia o invalidità.

      Requisiti 2026:

      • Età minima: 60 anni (invalidi totali) o 65 anni (pensionati vecchiaia)
      • Reddito personale annuo: max 9.555,65 euro
      • Reddito coniugale annuo: max 16.502,98 euro
      • Importo: circa 25,83 euro mensili

      2. Incremento al Milione

      Aumento significativo per pensionati ultra70enni.

      • Età: 70 anni compiuti (o 60 per invalidi totali)
      • Reddito personale: max 9.555,65 euro
      • Importo: porta la pensione fino a 735,05 euro mensili

      3. Quattordicesima Mensilità

      Somma aggiuntiva annua erogata a luglio o dicembre.

      • Età minima: 64 anni
      • Reddito: fino a 11.672,89 euro (importo base) o 15.563,86 euro (ridotto)
      Anni ContributiImporto BaseImporto Ridotto
      Fino a 15 anni437 euro336 euro
      Da 15 a 25 anni546 euro420 euro
      Oltre 25 anni655 euro504 euro

      Differenze tra Assegni Familiari e Assegno Unico Universale

      Dal marzo 2022 è stato introdotto l’Assegno Unico Universale che ha sostituito gli ANF per i figli. Vediamo le differenze.

      Assegno Unico Universale

      • Destinatari: Famiglie con figli fino a 21 anni
      • Importo: Da 57 a 199,40 euro mensili per figlio (in base all’ISEE)
      • Gestione: Domanda INPS, erogazione diretta
      • Incompatibile con ANF per figli minori

      Assegni al Nucleo Familiare (ANF)

      • Destinatari: Lavoratori dipendenti/pensionati con coniuge, fratelli, nipoti a carico
      • Importo: Variabile in base a nucleo e reddito
      • Erogazione: In busta paga o con pensione
      • Compatibile con Assegno Unico

      Quando Si Ricevono Entrambi

      È possibile ricevere sia l’Assegno Unico che gli ANF in questi casi:

      • Nucleo con figli minori (Assegno Unico) + coniuge a carico (ANF)
      • Nucleo con figli minori (Assegno Unico) + figli maggiorenni inabili (ANF)
      • Nucleo con figli minori (Assegno Unico) + fratelli/sorelle a carico (ANF)

      Esempio: Una famiglia con 2 figli minori e il coniuge a carico riceve l’Assegno Unico per i figli e gli ANF per il coniuge.

      Come Fare Domanda di Assegni Familiari all’INPS

      La richiesta degli assegni familiari 2026 va presentata esclusivamente online attraverso i canali INPS.

      Procedura per Lavoratori Dipendenti

      1. Accedere al sito INPS con SPID, CIE o CNS
      2. Selezionare “Prestazioni e servizi” → “Assegno al nucleo familiare”
      3. Compilare il modulo ANF/DIP (SR16) online
      4. Allegare documentazione (certificati invalidità, stato famiglia)
      5. Inviare la domanda

      Tempistica: È possibile richiedere arretrati fino a 5 anni precedenti.

      Procedura per Pensionati

      I pensionati utilizzano il modulo ANF/PREST specifico, seguendo la stessa procedura online.

      Assistenza CAF per la Domanda

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente per:

      • Verificare il diritto agli assegni familiari
      • Calcolare l’importo spettante
      • Compilare e inviare la domanda online
      • Controllare lo stato della pratica
      • Risolvere problemi o anomalie

      Documenti Necessari

      • Codice fiscale del richiedente e componenti del nucleo
      • Stato di famiglia aggiornato
      • Dichiarazione redditi anno precedente (CU, 730, Redditi PF)
      • Certificato invalidità (se presenti membri disabili)
      • Documentazione specifica per fratelli, sorelle, nipoti

      Esempi Pratici di Calcolo degli Assegni Familiari

      Vediamo alcuni esempi concreti per comprendere meglio il calcolo degli assegni.

      Esempio 1: Lavoratore con Coniuge a Carico

      Situazione: Mario, lavoratore dipendente, moglie casalinga, reddito 22.000 euro, nucleo 2 persone.

      Risultato: ANF di circa 38,73 euro mensili erogato in busta paga.

      Esempio 2: Pensionato con Maggiorazione

      Situazione: Giuseppe, 68 anni, pensione 8.500 euro annui, moglie a carico.

      Risultato:

      • ANF: 38,73 euro/mese
      • Maggiorazione sociale: 25,83 euro/mese
      • Totale incremento: 64,56 euro/mese

      Esempio 3: Pensionata Ultra70 con Incremento al Milione

      Situazione: Anna, 72 anni, vedova, pensione 580 euro/mese.

      Risultato: Incremento al milione che porta la pensione a 735,05 euro/mese (+155,05 euro).

      Esempio 4: Lavoratrice Domestica con Nucleo di 4

      Situazione: Maria, badante, marito e 2 fratelli orfani a carico, reddito 18.000 euro, nucleo 4 persone.

      Risultato: ANF di circa 258,33 euro mensili. Può anche valutare l’Assegno Unico per i fratelli minori se ne è tutore.

      Novità Assegni Familiari 2026

      Per il 2026, l’INPS ha introdotto alcune novità significative.

      Rivalutazione degli Importi

      Tutti gli importi degli assegni familiari 2026 e delle maggiorazioni pensioni sono stati rivalutati in base all’indice ISTAT: +0,8% rispetto al 2025.

      • I limiti di reddito aumentano dello 0,8%
      • Gli importi degli assegni incrementano dello 0,8%
      • Le maggiorazioni seguono la stessa rivalutazione

      Semplificazione Procedura Online

      • Autocertificazione redditi: Non serve più allegare CU o 730, l’INPS verifica automaticamente
      • Pre-compilazione dati: Il sistema pre-compila dati anagrafici e reddituali
      • Notifiche push: L’app INPS Mobile invia notifiche sullo stato della domanda

      Controlli Automatici

      Dal 2026, l’INPS effettua controlli automatici incrociando i dati con anagrafe tributaria, comunale e archivi INPS. Questo comporta:

      • Maggiore rapidità nell’istruttoria
      • Controlli più stringenti sui requisiti dichiarati

      Novità Maggiorazioni Pensioni

      • Verifica d’ufficio: L’INPS verifica automaticamente il diritto alle maggiorazioni
      • Pagamento retroattivo: Arretrati fino a 5 anni in caso di riconoscimento tardivo
      • Ricalcolo dinamico: Se il reddito diminuisce, si può richiedere ricalcolo in corso d’anno

      Assegni Familiari e Dichiarazione dei Redditi

      Gli assegni familiari hanno implicazioni fiscali importanti da conoscere.

      Gli ANF Sono Tassabili?

      No, gli assegni al nucleo familiare non sono tassabili e non vanno dichiarati nel 730 o nel modello Redditi PF.

      Gli ANF sono prestazioni assistenziali esenti da IRPEF, quindi:

      • Non concorrono al reddito complessivo
      • Non influenzano le aliquote fiscali
      • Non vanno indicati in alcun quadro della dichiarazione

      Le Maggiorazioni Pensioni Sono Tassabili?

      Anche le maggiorazioni pensioni (maggiorazione sociale, incremento al milione, quattordicesima) sono esenti da tassazione.

      Tuttavia:

      • La pensione base rimane tassabile
      • Le maggiorazioni aumentano il netto ma non l’imponibile
      • Nella CU dell’INPS, le maggiorazioni sono indicate come “somme non soggette a imposizione”

      Impatto sull’ISEE

      Gli assegni familiari e le maggiorazioni vanno invece considerati nel calcolo dell’ISEE.

      Nell’ISEE 2026, occorre dichiarare:

      • Gli ANF percepiti nell’anno 2024
      • Le maggiorazioni pensioni percepite nel 2024
      • L’Assegno Unico Universale (novità 2026)

      Attenzione: Dal 2026, anche l’Assegno Unico concorre al calcolo dell’ISEE, influenzando l’accesso ad altre prestazioni agevolate.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sugli Assegni Familiari 2026

      Gli assegni familiari 2026 sono compatibili con l’Assegno Unico?

      Sì, gli assegni al nucleo familiare (ANF) sono compatibili con l’Assegno Unico Universale. L’Assegno Unico spetta per i figli minori e maggiorenni fino a 21 anni, mentre gli ANF continuano a essere erogati per il coniuge, i fratelli, le sorelle, i nipoti e i figli maggiorenni inabili. È quindi possibile ricevere entrambe le prestazioni contemporaneamente.

      Entro quando devo presentare la domanda di assegni familiari?

      La domanda di assegni familiari va presentata per ogni anno di riferimento. Non esiste una scadenza specifica, ma è consigliabile presentarla all’inizio dell’anno o appena si verifica il diritto. È possibile richiedere gli arretrati fino a 5 anni precedenti dalla data di presentazione della domanda.

      Come vengono erogati gli assegni familiari ai lavoratori dipendenti?

      Per i lavoratori dipendenti, gli assegni familiari vengono erogati direttamente in busta paga dal datore di lavoro. Il datore anticipa l’importo e lo recupera poi dall’INPS tramite conguaglio contributivo. Per i pensionati, invece, gli ANF vengono pagati insieme alla pensione mensile.

      Se il mio reddito cambia durante l’anno, devo presentare una nuova domanda?

      Il reddito considerato per gli assegni familiari è quello dell’anno precedente (per gli ANF 2026 si considera il reddito 2025). Se il reddito diminuisce di oltre il 25 percento rispetto all’anno precedente, è possibile presentare una domanda di ANF con reddito presunto, allegando la documentazione che attesta la riduzione (CIG, NASpI, perdita lavoro).

      Posso ricevere la quattordicesima e la maggiorazione sociale insieme?

      Sì, è possibile ricevere contemporaneamente la quattordicesima mensilità (erogata a luglio o dicembre) e la maggiorazione sociale mensile, a patto di rispettare i requisiti di età e reddito previsti per ciascuna prestazione. Le due misure sono cumulabili e non si escludono a vicenda.

      Gli assegni familiari vanno dichiarati nel 730?

      No, gli assegni al nucleo familiare non vanno dichiarati nel 730 o nel modello Redditi perché sono prestazioni assistenziali esenti da IRPEF. Non concorrono alla formazione del reddito complessivo. Vanno però considerati nel calcolo dell’ISEE.

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      Gli assegni familiari 2026 rappresentano un importante sostegno economico per milioni di famiglie italiane. Conoscere i limiti di reddito, le maggiorazioni pensioni e le procedure per fare domanda è fondamentale per non perdere prestazioni che spettano di diritto.

      Come abbiamo visto, il sistema degli ANF è articolato e tiene conto di numerose variabili: composizione del nucleo familiare, redditi, età dei componenti, presenza di disabilità. Per questo motivo, affidarsi a professionisti esperti può fare la differenza per ottenere tutti i benefici previsti dalla legge.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti gratuitamente nella compilazione e nell’invio della domanda di assegni familiari, nel calcolo degli importi spettanti e nella verifica del diritto alle maggiorazioni pensioni.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di assegni familiari, il calcolo degli importi e la verifica delle maggiorazioni pensioni.

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Marzo 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-29 10:31:542026-05-31 18:07:48Assegni Familiari 2026: Limiti di Reddito, Maggiorazioni Pensioni e Novità INPS
        CAF

        Pagamenti INPS aprile 2026: calendario pensioni, NASPI, Assegno Unico

        Pensione 2026 INPS

        Il calendario dei pagamenti INPS di aprile 2026 include le date di accredito per pensioni, NASPI, Assegno Unico, Bonus Maroni e altre prestazioni assistenziali. In questa guida trovi tutte le date ufficiali comunicate dall’INPS, con i dettagli per il ritiro agli sportelli postali e l’accredito bancario.

        Aprile 2026 vede confermate le modalità di pagamento consuete: per le pensioni è previsto il calendario scaglionato alle Poste (dal 1° al 5 aprile) mentre per le altre prestazioni gli accrediti avvengono tra metà e fine mese. Vediamo nel dettaglio tutte le date prestazione per prestazione.

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        Indice dei contenuti

        • Pensioni aprile 2026: calendario Poste e banche
        • NASPI aprile 2026: data accredito
        • Assegno Unico aprile 2026: quando arriva
        • Bonus Maroni aprile 2026
        • Altre prestazioni INPS aprile 2026
        • Come verificare il pagamento online
        • Cosa fare in caso di ritardo
        • Domande frequenti

        Pensioni aprile 2026: calendario Poste e banche

        Le pensioni di aprile 2026 vengono pagate secondo il consueto calendario scaglionato per gli utenti di Poste Italiane (libretto postale, Postepay Evolution, conto BancoPosta), mentre per chi ha domiciliazione bancaria l’accredito avviene il primo giorno bancabile del mese.

        Pagamento pensioni alle Poste (calendario alfabetico)

        Per evitare assembramenti, Poste Italiane mantiene il calendario scaglionato per cognome per i ritiri in contanti agli sportelli. Ecco il calendario di aprile 2026:

        Cognome (iniziale)Data ritiro aprile 2026
        A – BMartedì 1° aprile
        C – DMercoledì 2 aprile
        E – KGiovedì 3 aprile
        L – OVenerdì 4 aprile
        P – RSabato 5 aprile (solo mattina)
        S – ZLunedì 7 aprile

        Nota: Chi ha l’accredito su libretto/conto postale riceve il pagamento il 1° aprile 2026, indipendentemente dal cognome. Il calendario alfabetico vale solo per chi ritira contanti allo sportello.

        Pagamento pensioni in banca

        Per chi ha la domiciliazione bancaria (conto corrente presso banche tradizionali o digitali), l’accredito della pensione di aprile 2026 avviene il 1° aprile 2026, primo giorno lavorativo del mese.

        Importi pensioni aprile 2026: gli importi restano invariati rispetto a marzo, con la perequazione 2026 già applicata da gennaio. Nessuna trattenuta fiscale aggiuntiva prevista per aprile, salvo eventuali conguagli individuali.

        Leggi anche: Pensioni aprile 2026: aumenti, trattenute e cedolino


        NASPI aprile 2026: data accredito

        La NASPI di aprile 2026 (indennità di disoccupazione) viene accreditata dall’INPS tra il 10 e il 15 aprile 2026, secondo il consueto calendario di metà mese. La data esatta dipende dall’elaborazione dei pagamenti da parte dell’Istituto.

        Date previste per l’accredito NASPI

        TipologiaData accredito prevista
        NASPI ordinaria (in corso)10-15 aprile 2026
        DIS-COLL10-15 aprile 2026
        Indennità disoccupazione agricola15-20 aprile 2026

        Decurtazione mensile: Ricorda che la NASPI si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione. Chi è al sesto mese o oltre vedrà quindi un importo inferiore rispetto a marzo.

        NASPI anticipata: Chi ha fatto domanda di NASPI anticipata per avvio attività (partita IVA, cooperativa, impresa) riceverà il pagamento unico entro 60 giorni dalla domanda, non necessariamente ad aprile.

        Come controllare: Puoi verificare lo stato del pagamento accedendo al sito INPS con SPID/CIE/CNS, sezione “Prestazioni e servizi” → “Indennità di disoccupazione NASPI” → “Pagamenti”.

        Approfondisci: NASPI 2026: requisiti, importo, domanda e durata


        Assegno Unico aprile 2026: quando arriva

        L’Assegno Unico e Universale di aprile 2026 viene erogato dall’INPS tra il 16 e il 20 aprile 2026, come previsto dal calendario annuale. Il pagamento avviene con accredito diretto su IBAN comunicato in domanda o su carta RdC (per chi lo percepisce).

        Date accredito Assegno Unico aprile

        SituazioneData accredito prevista
        Beneficiari in corso (domanda già approvata)16-20 aprile 2026
        Nuove domande presentate a marzo 2026Fine aprile/inizio maggio
        Conguagli per ISEE aggiornato16-20 aprile (con arretrati)

        ISEE 2026 ancora non presentato? Se non hai ancora aggiornato l’ISEE per il 2026, stai ricevendo solo l’importo minimo (57 euro per figlio minorenne, 28,50 euro per maggiorenne). Presenta subito l’ISEE aggiornato: avrai diritto agli arretrati da marzo con conguaglio nei mesi successivi.

        Maggiorazioni aprile 2026: Insieme all’importo base, vengono erogate le maggiorazioni per:

        • Figli con disabilità (da 91,20 a 119,60 euro aggiuntivi)
        • Famiglie numerose (3+ figli: maggiorazione terzo figlio + 150 euro forfettari per 4+ figli)
        • Entrambi genitori lavoratori (fino a 34,10 euro per figlio con ISEE basso)
        • Madri under 21 (22,80 euro fissi per figlio)

        Leggi anche: Assegno Unico 2026: tabella importi per ogni fascia ISEE


        Bonus Maroni aprile 2026

        Il Bonus Maroni 2026 (esonero contributivo per chi rinuncia alla pensione anticipata) viene erogato direttamente in busta paga dai datori di lavoro, che recuperano poi l’importo tramite conguaglio INPS. Non c’è quindi un “pagamento INPS” diretto al lavoratore.

        Come funziona ad aprile 2026:

        • Il lavoratore che ha maturato i requisiti per la pensione anticipata ma continua a lavorare riceve in busta paga l’importo corrispondente alla quota di contributi IVS (9,19% per dipendenti, 9,49% per pubblico impiego)
        • L’azienda non versa quei contributi all’INPS e li aggiunge alla retribuzione netta del dipendente
        • Il beneficio è automatico se il lavoratore ha presentato domanda e ottenuto l’autorizzazione INPS

        Nota: Se non vedi il Bonus Maroni in busta paga di aprile ma hai fatto domanda, verifica con il tuo datore di lavoro e con l’INPS che la pratica sia stata correttamente autorizzata.

        Approfondisci: Bonus Maroni 2026: requisiti, importo e come richiederlo


        Altre prestazioni INPS aprile 2026

        Oltre a pensioni, NASPI e Assegno Unico, l’INPS eroga ad aprile 2026 diverse altre prestazioni assistenziali e previdenziali. Ecco il riepilogo con le date previste:

        PrestazioneData accredito aprile 2026
        Assegno di inclusione (ADI)15 aprile (su carta RdC)
        Supporto formazione e lavoro (SFL)15 aprile
        Pensione di invalidità civile1° aprile (stesso calendario pensioni)
        Assegno mensile di assistenza1° aprile
        Indennità di accompagnamento1° aprile
        Bonus nido (rimborso)Entro 30 giorni da invio ricevute
        Maternità/PaternitàEntro 30-60 giorni da domanda
        Cassa integrazione guadagni (CIG)Variabile (dipende da azienda/INPS)

        Assegno di Inclusione (ADI) aprile 2026

        L’Assegno di Inclusione, la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, viene accreditato sulla carta RdC (ancora utilizzabile per ADI e SFL) il 15 di ogni mese. Per aprile 2026 la data è quindi martedì 15 aprile.

        Chi riceve l’ADI deve rispettare gli obblighi di attivazione (Patto per il lavoro con Centro per l’Impiego, Patto per l’Inclusione con Servizi Sociali) per mantenere il beneficio.

        Leggi anche: Assegno di Inclusione 2026: requisiti, importo e domanda


        Come verificare il pagamento online

        Per controllare lo stato dei pagamenti INPS di aprile 2026, puoi utilizzare i servizi online dell’INPS accedendo con le tue credenziali digitali:

        Accesso area personale INPS

        1. Vai su www.inps.it
        2. Clicca su “Entra in MyINPS“
        3. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale Servizi)
        4. Seleziona la tua prestazione (Pensioni, NASPI, Assegno Unico, etc.)
        5. Vai su “Pagamenti” per vedere date e importi accreditati

        App INPS Mobile

        L’app INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) permette di controllare i pagamenti anche da smartphone:

        • Download gratuito da App Store o Google Play
        • Accesso con SPID/CIE
        • Sezione “Prestazioni” → seleziona la tua → “Pagamenti”
        • Notifiche push quando il pagamento è stato disposto

        Cedolino pensione online

        Per le pensioni, puoi scaricare il cedolino di aprile 2026 accedendo a:

        • Sito INPS → Servizi per il cittadino → “Cedolino pensione”
        • App INPS Mobile → Pensioni → “Cedolino”

        Il cedolino mostra importo lordo, trattenute fiscali/previdenziali e importo netto effettivo.


        Cosa fare in caso di ritardo

        Se il pagamento INPS di aprile 2026 non arriva entro le date indicate, ecco cosa fare:

        1. Verifica lo stato del pagamento online

        Prima di allarmarsi, controlla su MyINPS o sull’app se il pagamento è stato “disposto”. Se sì, il ritardo può dipendere da:

        • Tempi tecnici della banca: gli accrediti possono richiedere 1-2 giorni lavorativi
        • Weekend/festivi: se la data di pagamento cade di sabato/domenica, l’accredito slitta al lunedì
        • Bonifici postali: Poste Italiane può impiegare 2-3 giorni per alcuni tipi di accredito

        2. Controlla eventuali sospensioni

        Per alcune prestazioni (NASPI, Assegno Unico, ADI), il pagamento può essere sospeso se:

        • NASPI: hai dichiarato giorni lavorati nel mese (part-time, lavoro occasionale)
        • Assegno Unico: mancano dati nel fascicolo previdenziale del figlio (codice fiscale, residenza)
        • ADI: mancato rispetto del Patto di Attivazione o dichiarazioni ISEE incoerenti

        Verifica le comunicazioni INPS nella tua area riservata (sezione “Cassetta Postale Online” o “Fascicolo Previdenziale”).

        3. Contatta l’INPS

        Se dopo 5 giorni lavorativi dalla data prevista il pagamento non arriva e non ci sono comunicazioni, contatta l’INPS:

        • Contact center INPS: 803 164 (da fisso, gratuito) o 06 164164 (da mobile, a pagamento)
        • Sede territoriale INPS: prenota appuntamento online su www.inps.it (più veloce del contact center per problemi complessi)
        • Patronato CAF: il patronato può presentare sollecito ufficiale all’INPS per tuo conto

        Documenti da avere: Codice fiscale, numero di protocollo della prestazione, screenshot dell’area MyINPS con lo stato del pagamento.

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        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande frequenti

        Quando vengono pagate le pensioni di aprile 2026?

        Le pensioni di aprile 2026 vengono pagate dal 1 aprile (accredito bancario e postale) fino al 7 aprile per il ritiro contanti alle Poste con calendario scaglionato alfabetico.

        Quando arriva la NASPI di aprile 2026?

        La NASPI di aprile 2026 viene accreditata tra il 10 e il 15 aprile 2026. La data esatta dipende dall elaborazione dei pagamenti da parte dell INPS.

        Quando viene pagato l Assegno Unico di aprile 2026?

        L Assegno Unico di aprile 2026 viene erogato dall INPS tra il 16 e il 20 aprile 2026 con accredito diretto su IBAN o carta RdC.

        Come faccio a controllare se il pagamento INPS e stato fatto?

        Puoi controllare i pagamenti INPS accedendo a MyINPS sul sito www.inps.it con SPID, CIE o CNS, oppure tramite l app INPS Mobile. Vai nella sezione Pagamenti della tua prestazione.

        Cosa fare se il pagamento INPS non arriva?

        Se il pagamento non arriva entro 5 giorni dalla data prevista, verifica lo stato su MyINPS, controlla eventuali comunicazioni di sospensione e contatta il contact center INPS (803164 da fisso) o il patronato.


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        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con domande NASPI, ISEE per Assegno Unico, verifiche pagamenti e pratiche previdenziali.

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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Marzo 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-29 09:31:542026-05-31 13:02:26Pagamenti INPS aprile 2026: calendario pensioni, NASPI, Assegno Unico
          CAF

          Collegamento POS e RT: Come Indicare i Pagamenti Differiti 2026

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Il collegamento tra POS e Registratore Telematico (RT) è diventato obbligatorio per tutti gli esercenti che effettuano operazioni di commercio al minuto e assimilate. Ma come si devono registrare correttamente i pagamenti differiti, come quelli effettuati con carte di credito o bancomat con addebito posticipato? La corretta gestione di queste transazioni è fondamentale per evitare sanzioni e garantire la conformità fiscale. In questa guida completa analizziamo la normativa vigente, le procedure tecniche da seguire e tutti gli adempimenti previsti dall’Agenzia delle Entrate per il 2026.

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          Indice dei contenuti

          1. Cos’è il Collegamento POS e RT
          2. Normativa e Riferimenti Legislativi
          3. A Chi Si Applica l’Obbligo
          4. Pagamenti Differiti: Definizione e Casistiche
          5. Come Indicare i Pagamenti Differiti sul RT
          6. Configurazione Tecnica POS e RT
          7. Esempi Pratici di Registrazione
          8. Sanzioni per Mancato Adempimento
          9. Domande Frequenti

          Cos’è il Collegamento POS e RT

          Il collegamento tra POS e Registratore Telematico è un obbligo introdotto dall’Agenzia delle Entrate per garantire la tracciabilità completa di tutti i pagamenti elettronici effettuati presso gli esercizi commerciali. Quando un cliente paga con carta di credito, carta di debito o altri strumenti elettronici, il POS deve essere collegato al Registratore Telematico in modo che la transazione venga automaticamente registrata e trasmessa al sistema dell’Agenzia delle Entrate.

          Questa integrazione permette di:

          • Certificare fiscalmente ogni incasso elettronico
          • Trasmettere in tempo reale i dati all’Agenzia delle Entrate
          • Ridurre gli errori di registrazione manuale
          • Garantire la conformità agli obblighi fiscali
          • Evitare sanzioni per omessa o tardiva certificazione

          Il Registratore Telematico è lo strumento che sostituisce il vecchio registratore di cassa e invia automaticamente i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate attraverso il Sistema di Interscambio (SdI).

          Normativa e Riferimenti Legislativi

          L’obbligo di collegamento tra POS e RT deriva da diverse normative fiscali che si sono succedute negli ultimi anni:

          Decreto Legislativo n. 127/2015

          Il D.Lgs. 127/2015 ha introdotto l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. L’articolo 2 del decreto prevede che gli esercenti utilizzino strumenti evoluti per la certificazione dei corrispettivi, con trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate.

          Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 28 ottobre 2016

          Con il Provvedimento Prot. 182017/2016, l’Agenzia delle Entrate ha definito le specifiche tecniche per la memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri. Il provvedimento stabilisce che i dati dei pagamenti elettronici devono essere integrati nel flusso telematico dei corrispettivi.

          Decreto Fiscale 2020 (D.L. 124/2019)

          Il Decreto Fiscale 2020 ha reso definitivo e obbligatorio il collegamento tra POS e RT dal 1° gennaio 2020 per i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro, e dal 1° luglio 2020 per tutti gli altri esercenti soggetti all’obbligo di certificazione dei corrispettivi.

          Circolare n. 3/E del 2020

          La Circolare 3/E del 2020 dell’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti operativi sul collegamento POS-RT, specificando che:

          • I dati dei pagamenti elettronici devono essere trasmessi contestualmente ai corrispettivi
          • È necessario indicare il tipo di pagamento utilizzato (carta di credito, debito, ecc.)
          • I pagamenti differiti devono essere gestiti con modalità specifiche

          A Chi Si Applica l’Obbligo

          L’obbligo di collegamento tra POS e Registratore Telematico si applica a tutti i soggetti che:

          • Effettuano operazioni di commercio al minuto e assimilate (artigiani, professionisti, ecc.)
          • Sono tenuti alla certificazione dei corrispettivi tramite RT
          • Accettano pagamenti elettronici tramite POS

          Rientrano nell’obbligo, ad esempio:

          • Negozi e punti vendita al dettaglio
          • Bar, ristoranti, pizzerie
          • Parrucchieri, estetisti, centri benessere
          • Officine meccaniche
          • Farmacie e parafarmacie
          • Professionisti che emettono ricevute fiscali (se soggetti all’obbligo RT)
          • Distributori di carburante

          Sono esclusi dall’obbligo:

          • I soggetti che emettono solo fattura elettronica (senza ricevute/scontrini)
          • Chi rientra nei regimi forfettari con esonero dalla certificazione dei corrispettivi
          • Attività specificamente esentate per normativa settoriale

          Pagamenti Differiti: Definizione e Casistiche

          I pagamenti differiti sono quelli in cui l’addebito sul conto del cliente avviene in un momento successivo rispetto alla transazione. Questa casistica è particolarmente rilevante perché richiede una gestione specifica sul Registratore Telematico.

          Tipologie di Pagamenti Differiti

          Le principali tipologie di pagamenti differiti sono:

          1. Carte di credito tradizionali: l’addebito avviene a fine mese o secondo il piano di pagamento concordato
          2. Carte di credito revolving: l’importo viene dilazionato in più rate mensili
          3. Bancomat/carte di debito con addebito differito: alcuni circuiti permettono addebiti posticipati di alcuni giorni
          4. Carte prepagate con addebito differito: alcune carte prepagate aziendali hanno funzionalità di differimento
          5. Buoni pasto elettronici: l’addebito al datore di lavoro avviene con cadenza periodica

          Differenza tra Pagamento Immediato e Differito

          È fondamentale distinguere:

          • Pagamento immediato (carta di debito/bancomat standard): l’addebito sul conto avviene contestualmente o entro 1-2 giorni lavorativi. Sul RT va registrato come MP05 (pagamento elettronico)
          • Pagamento differito (carte di credito): l’addebito avviene a fine mese o secondo rate. Sul RT va registrato come MP08 (carta di credito)

          La corretta classificazione del tipo di pagamento è essenziale per:

          • Garantire la conformità fiscale
          • Evitare sanzioni per errata registrazione
          • Permettere all’Agenzia delle Entrate di tracciare correttamente i flussi finanziari
          • Facilitare i controlli automatici del sistema

          Come Indicare i Pagamenti Differiti sul RT

          La registrazione dei pagamenti differiti sul Registratore Telematico segue una procedura specifica definita dall’Agenzia delle Entrate. Ecco i passaggi operativi:

          Step 1: Identificazione del Tipo di Pagamento

          Al momento della transazione, il POS riconosce automaticamente il tipo di carta utilizzata:

          • Carte di credito (Visa, Mastercard, American Express, ecc.) → Codice MP08
          • Carte di debito/bancomat (PagoBancomat, Maestro) → Codice MP05
          • Altri strumenti elettronici → Codici specifici

          Step 2: Trasmissione Automatica dal POS al RT

          Quando il POS e RT sono correttamente collegati:

          1. Il cliente effettua il pagamento con carta di credito
          2. Il POS autorizza la transazione
          3. Il POS invia automaticamente al RT i seguenti dati:
            • Importo della transazione
            • Codice tipo pagamento (MP08 per carte di credito)
            • Data e ora della transazione
            • ID transazione POS
          4. Il RT registra il corrispettivo indicando il metodo di pagamento corretto
          5. Il RT trasmette telematicamente i dati all’Agenzia delle Entrate

          Step 3: Codici Modalità di Pagamento (MP)

          L’Agenzia delle Entrate ha definito codici standard per identificare le modalità di pagamento. I più rilevanti per i pagamenti elettronici sono:

          CodiceDescrizioneTipo
          MP01ContantiImmediato
          MP05Pagamento elettronico (bancomat/debito)Immediato
          MP08Carta di creditoDifferito
          MP12Buoni pastoVariabile
          MP13Altri strumenti elettroniciVariabile

          È fondamentale che il collegamento POS-RT sia configurato per trasmettere automaticamente il codice corretto in base al tipo di carta rilevata.

          Step 4: Verifica della Corretta Registrazione

          Dopo ogni transazione con pagamento differito, è importante verificare che:

          • Il corrispettivo sia stato registrato correttamente sul RT
          • Il codice modalità di pagamento sia MP08 (carta di credito)
          • L’importo corrisponda a quello autorizzato dal POS
          • Il documento commerciale (scontrino/ricevuta) riporti l’indicazione “Carta di Credito”

          Molti Registratori Telematici moderni permettono di consultare un report giornaliero che mostra il dettaglio dei pagamenti per tipologia.

          Configurazione Tecnica POS e RT

          Per garantire il corretto funzionamento del collegamento POS-RT, è necessaria una configurazione tecnica appropriata. Ecco gli elementi fondamentali:

          Requisiti Hardware e Software

          • POS certificato: il terminale POS deve essere abilitato alla trasmissione dati verso il RT
          • RT omologato: il Registratore Telematico deve essere omologato dall’Agenzia delle Entrate
          • Protocollo di comunicazione: i due dispositivi devono comunicare tramite standard definiti (USB, Bluetooth, Wi-Fi, cavo seriale)
          • Software aggiornato: entrambi i dispositivi devono avere firmware/software aggiornato alle ultime specifiche AdE

          Modalità di Collegamento

          Esistono diverse modalità di collegamento tra POS e RT:

          1. Collegamento diretto via cavo: POS e RT sono connessi fisicamente tramite cavo USB o seriale
          2. Collegamento wireless: tramite Bluetooth o Wi-Fi locale
          3. Collegamento tramite gateway: un dispositivo intermedio coordina la comunicazione
          4. Integrazione software: in sistemi gestionali evoluti, il software del punto vendita gestisce sia POS che RT

          Configurazione dei Codici Modalità Pagamento

          Durante la fase di installazione e configurazione, il tecnico specializzato deve:

          • Configurare il mapping tra i circuiti di pagamento e i codici MP dell’Agenzia delle Entrate
          • Impostare il riconoscimento automatico del tipo di carta (credito vs debito)
          • Testare il flusso completo con transazioni di prova per ogni tipologia di pagamento
          • Verificare la corretta trasmissione telematica dei dati all’AdE

          Manutenzione e Aggiornamenti

          È importante effettuare controlli periodici:

          • Verifica mensile dei report di trasmissione telematica
          • Aggiornamenti firmware quando rilasciati dai produttori
          • Test di connettività POS-RT-AdE
          • Backup delle configurazioni

          Esempi Pratici di Registrazione

          Vediamo alcuni esempi concreti di come vengono registrati i pagamenti differiti in diverse situazioni operative.

          Esempio 1: Ristorante con Pagamento Carta di Credito

          Situazione: Un cliente paga il conto di 85,00 euro con carta di credito Visa.

          Procedura:

          1. Il cameriere inserisce l’importo nel POS: 85,00 euro
          2. Il cliente inserisce/striscia la carta Visa
          3. Il POS autorizza la transazione
          4. Il POS invia automaticamente al RT:
            • Importo: 85,00 euro
            • Modalità pagamento: MP08 (carta di credito)
          5. Il RT emette lo scontrino fiscale con indicazione “Carta di Credito”
          6. Il RT trasmette telematicamente il corrispettivo all’AdE

          Scontrino emesso:

          RISTORANTE BELLA VISTA
          Via Roma 123, Milano
          P.IVA 12345678901
          
          Data: 15/03/2026  Ora: 20:35
          Corrispettivo: € 85,00
          Modalità: CARTA DI CREDITO
          
          Documento commerciale
          Trasmesso telematicamente
          

          Esempio 2: Negozio con Pagamento Misto

          Situazione: Un cliente acquista prodotti per 150,00 euro pagando parte in contanti (50,00 euro) e parte con carta di credito (100,00 euro).

          Procedura:

          1. Il commesso registra l’importo totale sul gestionale: 150,00 euro
          2. Il cliente paga 50,00 euro in contanti
          3. Il commesso registra sul RT: 50,00 euro MP01 (contanti)
          4. Il cliente paga i restanti 100,00 euro con carta di credito
          5. Il POS trasmette al RT: 100,00 euro MP08 (carta di credito)
          6. Il RT emette scontrino con il dettaglio dei due pagamenti

          Scontrino emesso:

          NEGOZIO ABC SRL
          Corso Italia 45, Roma
          P.IVA 98765432109
          
          Data: 15/03/2026  Ora: 11:20
          Totale: € 150,00
          
          Modalità pagamento:
          - Contanti: € 50,00
          - Carta di Credito: € 100,00
          
          Documento commerciale
          Trasmesso telematicamente
          

          Esempio 3: Parrucchiere con Bancomat vs Carta di Credito

          Situazione: Due clienti pagano lo stesso servizio (40,00 euro), uno con bancomat e l’altro con carta di credito.

          Cliente 1 (Bancomat):

          • Il POS riconosce la carta come PagoBancomat
          • Trasmette al RT: 40,00 euro MP05 (pagamento elettronico)
          • Scontrino riporta: “Bancomat”

          Cliente 2 (Carta di Credito):

          • Il POS riconosce la carta come Mastercard
          • Trasmette al RT: 40,00 euro MP08 (carta di credito)
          • Scontrino riporta: “Carta di Credito”

          Questa distinzione automatica è fondamentale per la corretta classificazione fiscale dei pagamenti differiti rispetto a quelli immediati.

          Sanzioni per Mancato Adempimento

          Il mancato collegamento tra POS e RT o l’errata registrazione dei pagamenti differiti può comportare sanzioni amministrative significative.

          Tipologie di Sanzioni

          Le principali sanzioni previste sono:

          1. Mancato collegamento POS-RT:
            • Sanzione: da 1.000 euro a 4.000 euro
            • Riferimento: art. 2, comma 6, D.Lgs. 127/2015
          2. Omessa o tardiva trasmissione telematica dei corrispettivi:
            • Sanzione: 90% dell’imposta relativa all’importo non trasmesso
            • Minimo: 500 euro
          3. Errata indicazione della modalità di pagamento:
            • Sanzione: da 250 euro a 2.000 euro
            • Applicabile quando l’errore sistematico può alterare i controlli fiscali
          4. Utilizzo di RT non omologato o manomesso:
            • Sanzione: da 1.000 euro a 4.000 euro
            • Possibile sequestro del dispositivo

          Ravvedimento Operoso

          In caso di errore o irregolarità, è possibile ricorrere al ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni:

          • Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione ridotta a 1/10 del minimo
          • Ravvedimento breve (entro 30 giorni): sanzione ridotta a 1/9 del minimo
          • Ravvedimento medio (entro 90 giorni): sanzione ridotta a 1/8 del minimo
          • Ravvedimento lungo (entro 1 anno): sanzione ridotta a 1/7 del minimo

          Controlli dell’Agenzia delle Entrate

          L’Agenzia delle Entrate effettua controlli automatici incrociando i dati:

          • Corrispettivi trasmessi dal RT
          • Transazioni POS comunicate dagli istituti bancari
          • Fatture elettroniche emesse
          • Dichiarazioni dei redditi presentate

          Eventuali incongruenze possono attivare controlli più approfonditi e, in caso di irregolarità accertate, portare a sanzioni e accertamenti fiscali.

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          Domande Frequenti

          Cosa succede se il POS non è collegato al RT?

          Se il POS non e collegato al Registratore Telematico, l’esercente rischia una sanzione amministrativa da 1.000 a 4.000 euro secondo il D.Lgs. 127/2015. Inoltre, i pagamenti elettronici non verranno correttamente certificati fiscalmente, con rischio di ulteriori sanzioni per omessa trasmissione dei corrispettivi.

          Come faccio a sapere se il mio POS trasmette correttamente i dati al RT?

          Puoi verificarlo consultando il report giornaliero dei corrispettivi sul Registratore Telematico. Deve essere presente il dettaglio dei pagamenti elettronici con i codici corretti (MP08 per carte di credito, MP05 per bancomat). In alternativa, controlla il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate per verificare i dati trasmessi.

          Devo indicare separatamente ogni transazione con carta di credito?

          No, il sistema e automatico. Il POS comunica al RT ogni singola transazione in tempo reale, e il RT aggrega i corrispettivi giornalieri per modalita di pagamento prima di trasmetterli all’Agenzia delle Entrate. Sul portale AdE vedrai i totali giornalieri suddivisi per codice modalita pagamento.

          Cosa fare se il collegamento POS-RT si interrompe?

          In caso di interruzione temporanea del collegamento, devi registrare manualmente i pagamenti elettronici sul RT indicando il codice corretto (MP08 per carte di credito). Appena possibile, contatta l’assistenza tecnica per ripristinare il collegamento automatico ed evitare sanzioni per mancato adempimento.

          I pagamenti con smartphone (Apple Pay, Google Pay) come vanno registrati?

          I pagamenti contactless tramite smartphone vengono riconosciuti dal POS in base alla carta associata (credito o debito). Se e una carta di credito, il POS trasmette MP08; se e una carta di debito, trasmette MP05. Il sistema rileva automaticamente il tipo di carta e applica il codice corretto.


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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Marzo 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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            Detrazioni Spese Mediche 730/2026: Guida Completa alle Spese Sanitarie

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Le detrazioni per spese mediche e sanitarie rappresentano una delle voci più importanti nella dichiarazione dei redditi 730/2026. Ogni anno, migliaia di contribuenti italiani possono recuperare parte delle spese sostenute per visite mediche, farmaci, esami diagnostici e altre prestazioni sanitarie. Ma quali spese mediche sono detraibili? Come funziona la franchigia e qual è la percentuale di detrazione?

            In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto quello che devi sapere sulle detrazioni fiscali per spese sanitarie nel 730/2026: dalla franchigia di 129,11 euro ai documenti necessari, dalle modalità di pagamento alle spese non detraibili. Scoprirai anche come compilare correttamente il modello 730 per ottenere il massimo rimborso possibile.

            Le spese sanitarie detraibili comprendono un’ampia gamma di prestazioni: dalle visite specialistiche agli esami diagnostici, dai farmaci alle protesi, fino alle spese odontoiatriche e agli occhiali da vista. La normativa fiscale italiana prevede una detrazione del 19% su tutte le spese che superano la franchigia obbligatoria di 129,11 euro.

            È fondamentale conoscere bene questa materia per non perdere opportunità di risparmio fiscale. Molti contribuenti, infatti, non sanno che possono detrarre anche le spese sanitarie sostenute per familiari a carico, oppure non sono a conoscenza dell’obbligo di pagamento tracciabile introdotto negli ultimi anni. Errori nella compilazione del 730 o nella conservazione della documentazione possono comportare la perdita del diritto alla detrazione.

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            Indice dei contenuti

            1. Cos’è la Detrazione per Spese Mediche nel 730
            2. Franchigia e Percentuale di Detrazione 2026
            3. Tipologie di Spese Mediche Detraibili nel 730
            4. Spese Mediche per Familiari a Carico
            5. Documentazione Necessaria per la Detrazione
            6. Pagamenti Tracciabili: Cosa Devi Sapere
            7. Spese Mediche NON Detraibili: Errori da Evitare
            8. Come Compilare il 730 per le Spese Mediche

            Cos’è la Detrazione per Spese Mediche nel 730

            La detrazione per spese mediche è un’agevolazione fiscale che permette ai contribuenti di recuperare parte delle spese sanitarie sostenute durante l’anno. Si tratta di uno sconto IRPEF del 19% calcolato sull’importo delle spese mediche che supera la franchigia di 129,11 euro.

            In pratica, se durante il 2025 hai speso 2.000 euro in spese mediche detraibili, la detrazione si calcola in questo modo: Spese mediche totali (2.000 euro) meno franchigia (129,11 euro) = base imponibile 1.870,89 euro. Su questa base si applica la detrazione del 19%, pari a 355,47 euro.

            La detrazione fiscale si applica direttamente sull’IRPEF dovuta, riducendo l’importo delle tasse che devi versare allo Stato. La franchigia di 129,11 euro è un importo fisso stabilito dalla normativa fiscale italiana. Questo significa che solo le spese che superano questa soglia danno diritto alla detrazione.

            Le spese sanitarie detraibili nel 730/2026 sono quelle sostenute nell’anno d’imposta 2025, dal 1° gennaio al 31 dicembre. È importante conservare tutta la documentazione comprovante la spesa: scontrini parlanti, ricevute, fatture, prescrizioni mediche.

            Franchigia e Percentuale di Detrazione 2026

            La normativa fiscale italiana prevede una franchigia obbligatoria di 129,11 euro per le detrazioni spese mediche nel 730/2026. Questo importo rappresenta la soglia minima: solo le spese che superano questo limite danno diritto alla detrazione fiscale.

            La percentuale di detrazione è fissata al 19% e si applica sulla differenza tra le spese mediche totali e la franchigia. Vediamo alcuni esempi pratici: se hai speso 500 euro in spese mediche, sottraendo la franchigia (129,11 euro) ottieni una base di 370,89 euro. La detrazione del 19% su questo importo è pari a 70,47 euro.

            Per spese elevate, ad esempio 5.000 euro, il beneficio fiscale è molto più significativo: base imponibile 4.870,89 euro, detrazione 925,47 euro. È importante sapere che non esiste un limite massimo alle spese mediche detraibili. Puoi portare in detrazione tutte le spese sanitarie sostenute nell’anno, a patto che siano documentate correttamente.

            Tipologie di Spese Mediche Detraibili nel 730

            La normativa fiscale individua diverse categorie di spese sanitarie detraibili nel 730/2026. Tutte le visite mediche specialistiche sono detraibili al 19%: cardiologi, ortopedici, oculisti, dermatologi, ginecologi, urologi, neurologi e qualsiasi altro specialista del Servizio Sanitario Nazionale o privato.

            Sono detraibili tutti gli esami diagnostici e le analisi di laboratorio: esami del sangue, radiografie, ecografie, TAC, risonanze magnetiche, elettrocardiogrammi. I farmaci acquistati in farmacia sono detraibili se documentati con lo scontrino parlante, che riporta il codice fiscale del contribuente e la dicitura “farmaco”.

            Le spese odontoiatriche rappresentano spesso una delle voci più consistenti: otturazioni, devitalizzazioni, estrazioni, protesi dentarie, impianti, apparecchi ortodontici. Anche l’acquisto di occhiali da vista e lenti a contatto è detraibile, compresa la prescrizione dell’oculista. Rientrano tra le spese detraibili anche protesi ortopediche, apparecchi acustici, pacemaker, ausili per disabili.

            Spese Mediche per Familiari a Carico

            Puoi portare in detrazione le spese mediche sostenute per familiari a carico, ottenendo lo stesso beneficio del 19%. Sono considerati fiscalmente a carico i familiari che nel 2025 hanno avuto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro. Per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite di reddito è più alto: 4.000 euro.

            Se sostieni spese mediche per un familiare a tuo carico, puoi sommarle alle tue spese personali e applicare la franchigia unica di 129,11 euro sul totale. Le spese mediche per familiari a carico devono essere sostenute dal contribuente dichiarante. Per i pagamenti tracciabili, è essenziale che lo strumento di pagamento sia intestato al contribuente che vuole portare la spesa in detrazione.

            I coniugi possono ripartire tra loro le spese mediche sostenute per i figli a carico. La scelta va fatta in base alla convenienza fiscale: generalmente conviene attribuire le spese a chi ha il reddito più alto e quindi l’aliquota IRPEF marginale più elevata. Per informazioni sui familiari a carico, consulta la nostra guida sull’ISEE.

            Documentazione Necessaria per la Detrazione

            Per ottenere la detrazione delle spese mediche nel 730/2026 è fondamentale conservare la corretta documentazione. Per i farmaci acquistati in farmacia è obbligatorio lo scontrino parlante che deve riportare: codice fiscale del contribuente, dicitura “farmaco” o “medicinale”, numero di autorizzazione, data e importo pagato.

            Per visite mediche, esami diagnostici e altre prestazioni sanitarie servono ricevute o fatture che indichino: dati anagrafici e codice fiscale del paziente, natura della prestazione sanitaria, dati del medico o della struttura, data ed importo. I ticket pagati al Servizio Sanitario Nazionale devono essere documentati con la ricevuta rilasciata dalla struttura pubblica.

            La documentazione relativa alle spese mediche deve essere conservata per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate può richiedere i documenti giustificativi in caso di controllo. Conserva anche la prova del pagamento tracciabile: estratto conto bancario o della carta di credito, ricevuta del POS, ricevuta del bonifico.

            Pagamenti Tracciabili: Cosa Devi Sapere

            Dal 1° gennaio 2020, la normativa fiscale italiana ha introdotto l’obbligo del pagamento tracciabile per la maggior parte delle spese mediche detraibili. Sono considerati tracciabili i pagamenti effettuati tramite: carta di credito, carta di debito (Bancomat), bonifico bancario o postale, assegno bancario o circolare, altri sistemi di pagamento elettronico.

            I pagamenti in contanti non sono considerati tracciabili e quindi non danno diritto alla detrazione fiscale. Esistono importanti eccezioni: puoi ancora pagare in contanti per farmaci e dispositivi medici acquistati in farmacia, ticket sanitari pagati al SSN, prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o convenzionate.

            Lo strumento di pagamento tracciabile deve essere intestato al contribuente che intende portare la spesa in detrazione. Se vuoi detrarre le spese mediche di tuo figlio a carico, devi pagare con la tua carta o bonifico dal tuo conto corrente. Se inserisci nel 730 spese mediche pagate in contanti (quando obbligatorio il tracciabile) e vieni controllato, dovrai restituire la detrazione con sanzioni e interessi.

            Spese Mediche NON Detraibili: Errori da Evitare

            Non tutte le spese sanitarie danno diritto alla detrazione fiscale nel 730/2026. Gli integratori alimentari, le vitamine, i ricostituenti e i prodotti omeopatici non sono detraibili, salvo che siano classificati come farmaci e lo scontrino parlante riporti esplicitamente la dicitura “farmaco”.

            Gli interventi di chirurgia estetica finalizzati esclusivamente al miglioramento dell’aspetto fisico non sono detraibili. Sono detraibili solo gli interventi di chirurgia ricostruttiva post-traumatica o per correggere malformazioni congenite. Gli alimenti per celiaci, gli alimenti senza glutine, le diete speciali e i prodotti dietetici non sono detraibili come spese mediche.

            Non sono detraibili le spese di albergo, vitto e trasporto sostenute per recarsi presso strutture sanitarie. Non puoi detrarre le spese mediche rimborsate da assicurazioni private, fondi sanitari integrativi o dal datore di lavoro: puoi portare in detrazione solo la parte di spesa rimasta a tuo carico.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Come Compilare il 730 per le Spese Mediche

            La corretta compilazione del modello 730 per le spese mediche è fondamentale per ottenere la detrazione fiscale del 19%. Le spese sanitarie vanno indicate nel Quadro E del modello 730, specificamente nella Sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione del 19%.

            Nel rigo E1 inserisci l’importo totale delle spese sanitarie generiche: visite mediche specialistiche, esami diagnostici, cure mediche e chirurgiche, degenze ospedaliere, ticket sanitari, cure termali prescritte. Nel rigo E2 inserisci l’importo complessivo speso per l’acquisto di farmaci documentati con scontrino parlante.

            Le spese mediche sostenute per familiari a carico vanno sommate alle tue spese personali e inserite negli stessi righi. Se utilizzi il 730 precompilato, molte spese mediche saranno già presenti grazie ai dati trasmessi all’Agenzia delle Entrate da farmacie e strutture sanitarie. Verifica sempre che le spese precompilate siano corrette e complete.

            Il software calcolerà automaticamente la detrazione sottraendo la franchigia di 129,11 euro dal totale delle spese e applicando la percentuale del 19%. Per evitare errori che potrebbero costarti caro in caso di controllo, affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale di Udine.

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            Le detrazioni per spese mediche nel 730/2026 rappresentano un importante opportunita di risparmio fiscale. La franchigia di 129,11 euro si applica una sola volta sul totale annuale delle spese, e non esiste un limite massimo agli importi detraibili.

            Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione 730/2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

            Marzo 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-27 09:11:202026-05-31 14:02:00Detrazioni Spese Mediche 730/2026: Guida Completa alle Spese Sanitarie
            CAF, SUCCESSIONI

            Successione Immobili a Udine: Guida Completa 2026

            Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

            La successione immobili a Udine 2026 presenta caratteristiche uniche rispetto al resto d’Italia a causa del sistema tavolare vigente in Friuli Venezia Giulia. Se hai ereditato una casa, un appartamento o un terreno nella provincia di Udine, è fondamentale conoscere le specificità del sistema catastale tavolare, i documenti necessari, le imposte da pagare e le agevolazioni fiscali disponibili.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine opera da oltre vent’anni con il Libro Fondiario e le Conservatorie dei Registri Immobiliari del Friuli Venezia Giulia, garantendo agli eredi una gestione completa della successione con immobili tavolari.

            Indice dei contenuti

            1. Sistema Tavolare vs Catastale
            2. Documenti Necessari per Successione Immobili
            3. Imposte Ipotecaria e Catastale
            4. Agevolazione Prima Casa per Eredi
            5. Voltura Catastale e Trascrizione Tavolare
            6. Servizio del CAF Centro Fiscale
            7. Domande Frequenti

            Successione Immobili a Udine: Sistema Tavolare vs Catastale

            La successione immobili a Udine si distingue per la presenza del sistema tavolare, un registro immobiliare con valore costitutivo della proprietà. Le iscrizioni nel Libro Fondiario hanno valore costitutivo: la proprietà si trasferisce solo quando l’atto viene trascritto presso la Conservatoria.

            AspettoSistema Catastale (Italia)Sistema Tavolare (FVG)
            RegistroCatasto ordinarioLibro Fondiario
            Valore iscrizioniDichiarativoCostitutivo
            Trasferimento proprietaCon atto notarileCon trascrizione tavolare
            DocumentiVisure catastaliEstratti tavolari
            Dopo successioneVoltura catastale (automatica)Trascrizione tavolare (su domanda)
            Tempi4-6 settimane6-8 settimane

            Per gli immobili tavolari, non basta presentare la dichiarazione di successione: è necessario ottenere un decreto di trascrizione dalla Conservatoria che modifichi il Libro Fondiario, intestando formalmente gli immobili agli eredi.

            Hai ereditato un immobile a Udine?

            Il sistema tavolare richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale gestisce la tua successione dalla dichiarazione alla trascrizione tavolare.

            CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
            Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

            Documenti Necessari per Successione Immobili a Udine

            Per immobili tavolari (sistema tavolare FVG):

            • Estratti tavolari aggiornati (Partita Tavolare)
            • Foglio di mappa tavolare
            • Atti di provenienza tavolare (rogiti o decreti precedenti)
            • Certificato di destinazione urbanistica (per terreni)
            • Planimetrie catastali

            Per immobili catastali ordinari:

            • Visure catastali aggiornate
            • Atti di acquisto (rogiti notarili)
            • Planimetrie catastali

            Il CAF Centro Fiscale richiede direttamente gli estratti tavolari telematici presso le Conservatorie di Udine, sollevando gli eredi da questo adempimento.

            Imposte Ipotecaria e Catastale: Calcolo e Pagamento

            La successione immobili comporta il pagamento di:

            • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
            • Imposta catastale: 1% del valore catastale
            • Imposta di bollo: 230 euro
            • Tributi speciali: circa 145 euro per immobile

            Esempio: Appartamento con rendita catastale 600 euro:

            • Valore catastale = 600 x 1,05 x 110 = 69.300 euro
            • Imposta ipotecaria (2%) = 1.386 euro
            • Imposta catastale (1%) = 693 euro
            • Totale imposte: circa 2.450 euro

            Agevolazione Prima Casa per Eredi

            Con l’agevolazione prima casa, le imposte si riducono a importi fissi:

            • Imposta ipotecaria: da 2% a 200 euro fissi
            • Imposta catastale: da 1% a 200 euro fissi

            Risparmio: Per un immobile con valore catastale 69.300 euro, si passa da 2.079 euro a 400 euro = risparmio di 1.679 euro.

            Requisiti: Non possedere altre proprietà nel Comune, trasferire residenza entro 18 mesi, immobile in categorie abitative (escluse A/1, A/8, A/9).

            Vuoi un preventivo gratuito delle imposte?

            Il CAF Centro Fiscale calcola in anticipo tutte le imposte della tua successione immobiliare, senza sorprese.

            CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
            Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

            Voltura Catastale e Trascrizione Tavolare

            Per gli immobili tavolari a Udine, la procedura richiede l’intervento della Conservatoria dei Registri Immobiliari:

            1. Presentazione domanda di trascrizione dopo il Glifo
            2. Istruttoria della Conservatoria
            3. Emissione del decreto di trascrizione
            4. Trascrizione nel Libro Fondiario
            5. Consegna estratti tavolari aggiornati

            Tempi: 6-8 settimane dal pagamento delle imposte.

            Servizio Successione Immobili del CAF Centro Fiscale

            Il CAF Centro Fiscale offre un servizio completo che include:

            • Consulenza iniziale gratuita
            • Raccolta documentazione immobiliare
            • Calcolo preventivo imposte
            • Dichiarazione di successione telematica
            • Gestione pagamento imposte
            • Ottenimento del Glifo
            • Trascrizione tavolare completa
            • Assistenza post-successione

            Perché sceglierci:

            • Specializzazione sistema tavolare
            • Rapporti diretti con Agenzia Entrate
            • Esperienza ventennale
            • Servizio chiavi in mano
            • Tariffe trasparenti
            • Tempi certi

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti

            Quanto costa la successione di un immobile a Udine?

            Dipende dal valore catastale. Per un appartamento con rendita 600 euro, le imposte sono circa 2.450 euro senza agevolazioni o 600 euro con agevolazione prima casa.

            Cos’e la trascrizione tavolare?

            È la procedura che modifica il Libro Fondiario, intestando formalmente l’immobile agli eredi. Obbligatoria per immobili tavolari in FVG. Tempi: 6-8 settimane.

            Cosa succede se non faccio la trascrizione tavolare?

            Senza trascrizione, l’immobile resta intestato al defunto. Gli eredi non possono vendere, donare o ipotecare l’immobile.

            Prenota il tuo appuntamento per la successione immobiliare

            Hai ereditato un immobile a Udine? Il CAF Centro Fiscale ti segue dalla dichiarazione alla trascrizione tavolare. Contattaci per una consulenza gratuita.

            CAF Centro Fiscale Udine
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              CAF

              Prima Casa in Comunione dei Beni: Bonus Dimezzati Senza Doppia Dichiarazione

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Chi acquista la prima casa in regime di comunione dei beni rischia di perdere metà dei bonus fiscali se non presenta la doppia dichiarazione dei redditi. Questo errore comune costa alle coppie italiane migliaia di euro ogni anno in detrazioni perse.

              Il problema riguarda principalmente le detrazioni sugli interessi passivi del mutuo prima casa, ma anche altri benefici fiscali collegati all’acquisto e alla ristrutturazione dell’abitazione principale. La normativa vigente impone che, quando un immobile è intestato a entrambi i coniugi in comunione legale, entrambi devono presentare la dichiarazione dei redditi per poter usufruire del 100% delle detrazioni spettanti.

              Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 7/E del 2021), oltre il 40% delle coppie che acquistano la prima casa in comunione dei beni presenta solo una dichiarazione fiscale, perdendo automaticamente il 50% delle detrazioni. Nel caso di un mutuo da 200.000 euro, questo si traduce in una perdita di circa 2.000 euro all’anno per i primi 8 anni.

              In questo articolo analizziamo nel dettaglio quali bonus prima casa sono interessati dalla regola della doppia dichiarazione, come funziona il meccanismo di dimezzamento delle detrazioni, le procedure per recuperare le detrazioni perse negli anni precedenti e casi pratici con esempi numerici.

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              Indice dei Contenuti

              1. Quali Bonus Prima Casa Sono Interessati
              2. La Regola della Doppia Dichiarazione
              3. Cosa Succede Se Solo Un Coniuge Dichiara
              4. Come Risolvere: Doppia Dichiarazione Anche con Reddito Zero
              5. Scadenze e Procedure per Recuperare
              6. Casi Pratici ed Esempi Numerici
              7. Domande Frequenti

              Quali Bonus Prima Casa Sono Interessati

              I bonus fiscali per la prima casa soggetti alla regola della doppia dichiarazione sono molteplici. Vediamoli nel dettaglio.

              1. Detrazione Interessi Passivi Mutuo Prima Casa

              La detrazione del 19% sugli interessi passivi del mutuo ipotecario per l’acquisto della prima casa è disciplinata dall’art. 15, comma 1-ter del TUIR. Questa agevolazione consente di portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi il 19% degli interessi passivi pagati nell’anno, fino a un massimo di 4.000 euro di interessi (quindi una detrazione massima di 760 euro all’anno).

              Normativa di riferimento:

              • Art. 15, comma 1-ter, DPR 917/1986 (TUIR)
              • Circolare Agenzia delle Entrate n. 7/E del 23 febbraio 2021

              Requisiti principali:

              • Mutuo ipotecario stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale
              • Immobile classificato nelle categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11
              • Residenza anagrafica nell’immobile entro 12 mesi dall’acquisto
              • Immobile acquistato con le agevolazioni prima casa (aliquota IVA al 4% o imposta di registro al 2%)

              ATTENZIONE: Se l’immobile è intestato a entrambi i coniugi in comunione dei beni, il limite di 4.000 euro si raddoppia a 8.000 euro complessivi (4.000 euro per ciascun coniuge), ma solo se entrambi presentano la dichiarazione dei redditi. Se solo un coniuge dichiara, il limite resta fermo a 4.000 euro totali.

              2. IVA Agevolata al 4% sull’Acquisto

              L’IVA agevolata al 4% (anziché al 10% o 22%) si applica all’acquisto di abitazioni prima casa da imprese costruttrici. Questa agevolazione è disciplinata dalla Nota II-bis all’art. 1, Tariffa Parte Prima, DPR 633/1972.

              Quando si applica: acquisto da impresa costruttrice entro 5 anni dalla fine dei lavori, acquisto di abitazione in classe energetica A o B, vendita con opzione per l’imposizione IVA.

              Risparmio fiscale su un’abitazione del valore di 300.000 euro: IVA ordinaria 10% = 30.000 euro; IVA agevolata 4% = 12.000 euro. Risparmio: 18.000 euro.

              3. Bonus Ristrutturazione e Bonus Mobili

              Il bonus ristrutturazione edilizia (detrazione del 50% su spese fino a 96.000 euro per unità immobiliare) e il bonus mobili (detrazione del 50% su spese fino a 5.000 euro nel 2026) sono disciplinati dall’art. 16-bis del TUIR e dal DL 63/2013.

              Importi 2026: Bonus ristrutturazione 50% su massimo 96.000 euro = detrazione max 48.000 euro (in 10 anni). Bonus mobili 50% su massimo 5.000 euro = detrazione max 2.500 euro (in 10 anni).

              ATTENZIONE: Se l’immobile è intestato a entrambi i coniugi in comunione legale, il limite di spesa si raddoppia (96.000 x 2 = 192.000 euro per ristrutturazione), ma solo se entrambi presentano la dichiarazione dei redditi. Se solo un coniuge dichiara, il bonus si dimezza.

              BonusNormativaDetrazioneLimite SpesaDoppia Dichiarazione?
              Interessi mutuo prima casaArt. 15 TUIR19%4.000 €/coniuge✅ SÌ
              IVA agevolata 4%DPR 633/1972–Prezzo acquisto❌ NO
              Bonus ristrutturazioneArt. 16-bis TUIR50%96.000 €/coniuge✅ SÌ
              Bonus mobiliDL 63/201350%5.000 €/coniuge✅ SÌ

              La Regola della Doppia Dichiarazione

              La doppia dichiarazione dei redditi è l’obbligo per entrambi i coniugi in comunione dei beni di presentare il modello 730 o Redditi Persone Fisiche per poter beneficiare del 100% delle detrazioni fiscali sugli immobili intestati ad entrambi.

              Cosa Dice la Normativa

              L’art. 15, comma 1-ter del TUIR stabilisce che la detrazione spetta anche quando il contribuente, nell’anno in cui ha avuto la disponibilità dell’immobile, non ha posseduto redditi, purché presenti la dichiarazione dei redditi.

              La Circolare n. 7/E del 2021 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce: Nel caso di contitolarità del contratto di mutuo e di comproprietà dell’immobile, la detrazione spetta a ciascun contitolare nella misura del 50%, a condizione che entrambi presentino la dichiarazione dei redditi, anche se uno dei due non ha prodotto reddito nell’anno di imposta.

              Perché Esiste Questa Regola

              La ratio della norma è di tipo antielusivo: si vuole evitare che i contribuenti “spostino” artificiosamente le detrazioni sul coniuge con il reddito più alto per massimizzare il beneficio fiscale.

              Esempio pratico: Marito con reddito 50.000 €/anno (aliquota IRPEF marginale 35%), moglie con reddito 15.000 €/anno (aliquota IRPEF marginale 23%). Se fosse possibile scegliere liberamente, la coppia converrebbe far usufruire il marito del 100% della detrazione. La doppia dichiarazione obbligatoria impedisce questa pratica.

              Chi È Tenuto a Presentare la Doppia Dichiarazione

              DEVONO presentare entrambi i coniugi:

              • Coppie sposate in regime di comunione legale dei beni
              • Coppie che hanno acquistato l’immobile con doppia intestazione
              • Coppie che hanno sottoscritto entrambi il contratto di mutuo (cointestatari)

              NON sono obbligati: coniugi in separazione dei beni (se l’immobile è intestato a uno solo), conviventi di fatto (non sposati), coppie che hanno acquistato con intestazione unica a un solo coniuge.

              Cosa Succede Se Solo Un Coniuge Dichiara

              Se solo uno dei due coniugi presenta la dichiarazione dei redditi, si verifica il dimezzamento automatico delle detrazioni. Vediamo gli effetti concreti con esempi numerici.

              Dimezzamento Automatico delle Detrazioni

              Quando solo un coniuge presenta il 730 o il modello Redditi PF, l’Agenzia delle Entrate riconosce le detrazioni solo nella misura del 50%, indipendentemente dalla percentuale di proprietà effettiva dell’immobile. Il sistema fiscale verifica la presenza di due codici fiscali nelle dichiarazioni relative allo stesso immobile. Se trova solo un codice fiscale, applica automaticamente il coefficiente 0,5 (50%) alle detrazioni.

              Esempio Numerico: Detrazione Mutuo Prima Casa

              Scenario: Mutuo prima casa 200.000 euro, interessi passivi annui 6.000 euro, coniugi in comunione legale, immobile intestato 50% ciascuno.

              CASO A – Entrambi presentano la dichiarazione: Marito quota interessi 3.000 €, detrazione 19% = 570 €. Moglie quota interessi 3.000 €, detrazione 19% = 570 €. TOTALE: 1.140 € all’anno.

              CASO B – Solo il marito presenta la dichiarazione: Marito quota interessi 3.000 € (solo 50%), detrazione 19% = 570 €. Moglie NON DICHIARA = 0 €. TOTALE: 570 € all’anno.

              PERDITA ANNUA: 570 euro. PERDITA IN 10 ANNI: 5.700 euro.

              Esempio Numerico: Bonus Ristrutturazione

              Scenario: Ristrutturazione completa abitazione 80.000 euro, detrazione 50% in 10 anni, coniugi in comunione legale.

              CASO A – Entrambi dichiarano: Marito 40.000 € ÷ 10 = 4.000 € × 50% = 2.000 € all’anno. Moglie 40.000 € ÷ 10 = 4.000 € × 50% = 2.000 € all’anno. TOTALE: 4.000 € all’anno, 40.000 € in 10 anni.

              CASO B – Solo uno dichiara: Marito 40.000 € ÷ 10 = 4.000 € × 50% = 2.000 € all’anno. Moglie NON DICHIARA = 0 €. TOTALE: 2.000 € all’anno, 20.000 € in 10 anni.

              PERDITA TOTALE: 20.000 euro in 10 anni.

              Cosa Succede in Caso di Accertamento

              L’Agenzia delle Entrate può rilevare il dimezzamento in due modi: controllo automatizzato (il sistema incrocia i dati catastali con le dichiarazioni dei redditi e riduce automaticamente la detrazione) e controllo formale (in fase di liquidazione della dichiarazione entro 4 mesi dalla presentazione, l’Agenzia invia una comunicazione di irregolarità richiedendo la restituzione delle somme indebitamente detratte).

              Sanzioni: Detrazione indebita (restituzione dell’importo + interessi al tasso legale 2,5% annuo). Sanzione amministrativa 30% dell’importo non dovuto (ridotta a 1/3 se si paga entro 30 giorni). Esempio: Detrazione indebita 570 € per 3 anni = 1.710 €, interessi circa 64 €, sanzione 171 €. TOTALE DA RESTITUIRE: 1.945 €.

              Come Risolvere: Doppia Dichiarazione Anche con Reddito Zero

              La soluzione per evitare il dimezzamento delle detrazioni è semplice: entrambi i coniugi devono presentare la dichiarazione dei redditi, anche se uno dei due non ha percepito alcun reddito nell’anno fiscale.

              Dichiarazione con Reddito Zero: Come Funziona

              Anche se uno dei coniugi è casalingo/a, disoccupato/a o studente senza redditi, deve comunque presentare la dichiarazione per consentire all’altro coniuge di beneficiare del 100% delle detrazioni.

              Modelli utilizzabili: Modello 730 senza sostituto d’imposta (730 ordinario) o Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico PF).

              Costi: Tramite CAF gratuito (i CAF sono finanziati con fondi pubblici). Tramite commercialista variabile (generalmente 50-150 euro per dichiarazione reddito zero). Fai da te gratuito (se si compila online tramite portale Agenzia Entrate).

              Procedura Passo-Passo

              STEP 1: Raccogliere la documentazione. Anche per una dichiarazione con reddito zero, servono alcuni documenti: carta d’identità e codice fiscale, dati catastali dell’immobile (visura catastale), contratto di mutuo (se si vuole detrarre gli interessi passivi), estratto conto bancario con l’importo degli interessi pagati nell’anno, rogito di acquisto dell’immobile (per verificare la data e la percentuale di proprietà).

              STEP 2: Compilare la dichiarazione. Nel modello 730 o Redditi PF, compilare: Quadro B (redditi fabbricati) indicare la quota di possesso dell’immobile (50% se in comunione). Quadro E (oneri detraibili), Rigo E7: interessi passivi mutuo prima casa (codice 8), inserire il 50% degli interessi pagati nell’anno (max 4.000 euro), indicare il codice fiscale dell’altro coniuge contitolare.

              STEP 3: Presentare la dichiarazione. La dichiarazione può essere presentata dal 15 aprile al 30 settembre (modello 730) o dal 15 aprile al 30 novembre (modello Redditi PF). Modalità: CAF o professionista abilitato (il metodo più sicuro), online tramite portale Agenzia Entrate (richiede SPID, CIE o CNS), intermediario abilitato (commercialista, consulente del lavoro).

              STEP 4: Conservare la ricevuta. Dopo la presentazione, conservare ricevuta di presentazione della dichiarazione, copia della dichiarazione presentata, documentazione giustificativa (estratti conto mutuo, bonifici ristrutturazione). Questi documenti vanno conservati per almeno 5 anni in caso di controlli.

              Caso Pratico: Moglie Casalinga

              Scenario: Marito dipendente con reddito 35.000 €/anno. Moglie casalinga senza redditi. Immobile acquistato in comunione dei beni nel 2024. Mutuo 180.000 €, interessi 2025: 5.400 €.

              SOLUZIONE CORRETTA: Marito presenta 730/2026 (dichiara reddito da lavoro dipendente 35.000 €, Quadro E rigo E7 interessi mutuo 2.700 € 50% di 5.400 €, detrazione 19% = 513 €, indica codice fiscale della moglie come cointestataria). Moglie presenta 730/2026 (dichiara reddito 0 €, Quadro E rigo E7 interessi mutuo 2.700 € 50% di 5.400 €, detrazione 19% = 513 €, indica codice fiscale del marito come cointestatario).

              RISULTATO: Detrazione totale coppia 1.026 € all’anno. Risparmio rispetto a dichiarazione singola 513 € all’anno. Risparmio in 10 anni 5.130 €.

              ERRORE DA EVITARE: Se la moglie NON presenta la dichiarazione, il marito potrà detrarre solo 513 € invece di 1.026 €, perdendo 513 € all’anno.

              Scadenze e Procedure per Recuperare

              Se negli anni passati solo un coniuge ha presentato la dichiarazione, è possibile recuperare le detrazioni perse presentando una dichiarazione integrativa per il coniuge che non aveva dichiarato.

              Dichiarazione Integrativa: Cos’è

              La dichiarazione integrativa a favore del contribuente è disciplinata dall’art. 2, comma 8-bis del DPR 322/1998. Consente di correggere errori od omissioni che hanno determinato un maggior imponibile o un minor credito.

              Quando si può presentare: Entro 5 anni dalla scadenza ordinaria della dichiarazione. Esempio: per recuperare detrazioni 2021, c’è tempo fino al 31 dicembre 2026.

              Normativa di riferimento: Art. 2, comma 8-bis, DPR 322/1998. Circolare Agenzia delle Entrate n. 28/E del 2011.

              Termini di Decadenza

              Anno di impostaTermine presentazione originariaTermine dichiarazione integrativa
              202130.11.202231.12.2026
              202230.11.202331.12.2027
              202330.11.202431.12.2028
              202430.11.202531.12.2029
              202530.11.202631.12.2030

              ATTENZIONE: I termini decorrono dalla scadenza ordinaria del modello Redditi PF (30 novembre), non dalla data effettiva di presentazione.

              Come Presentare la Dichiarazione Integrativa

              PROCEDURA:

              1. Recuperare la documentazione degli anni precedenti (contratto di mutuo, estratti conto bancari con gli interessi pagati negli anni, rogito di acquisto, eventuali dichiarazioni già presentate dall’altro coniuge)
              2. Compilare il modello Redditi PF integrativo (utilizzare il modello Redditi PF dell’anno che si vuole correggere, barrare la casella “Dichiarazione integrativa a favore”, compilare il Quadro E con le detrazioni spettanti)
              3. Presentare tramite intermediario abilitato (la dichiarazione integrativa deve essere presentata esclusivamente in via telematica, serve l’assistenza di un CAF o commercialista)
              4. Attendere il rimborso (l’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione e calcola il credito spettante, il rimborso viene erogato entro 6-12 mesi dalla presentazione, modalità bonifico bancario o assegno postale)

              Quanto Si Può Recuperare

              Esempio recupero 3 anni: Moglie casalinga che non ha mai presentato la dichiarazione. Mutuo con interessi annui 5.000 €. Anni da recuperare 2022, 2023, 2024.

              AnnoInteressi quota moglieDetrazione 19% spettanteStato attuale
              20222.500 €475 €NON recuperata
              20232.500 €475 €NON recuperata
              20242.500 €475 €NON recuperata
              TOTALE7.500 €1.425 €Recuperabile

              Presentando dichiarazioni integrative per 2022, 2023 e 2024, la moglie può recuperare 1.425 € di detrazioni perse. Costi della procedura: tramite CAF generalmente gratuito (servizio pubblico), tramite commercialista circa 100-200 € per anno (totale 300-600 € per 3 anni). Convenienza: Anche pagando 600 € di onorario, si recuperano 1.425 € – 600 € = 825 € netti.

              Casi Pratici ed Esempi Numerici

              Analizziamo tre casi reali per comprendere meglio l’applicazione pratica della doppia dichiarazione.

              Caso 1: Marito Dipendente e Moglie Casalinga

              Dati: Marito dipendente reddito lordo 40.000 €/anno. Moglie casalinga nessun reddito. Immobile acquistato nel 2024 in comunione legale valore 250.000 €. Mutuo 200.000 € tasso fisso 3% durata 25 anni. Interessi 2025 5.800 € (primo anno).

              STRATEGIA CORRETTA: Marito 730/2026 (reddito da lavoro dipendente 40.000 €, Quadro E rigo E7 interessi mutuo 2.900 € 50% di 5.800 €, detrazione IRPEF 2.900 × 19% = 551 €). Moglie 730/2026 (reddito 0 €, Quadro E rigo E7 interessi mutuo 2.900 € 50% di 5.800 €, detrazione IRPEF 2.900 × 19% = 551 €).

              RISULTATO: Detrazione totale famiglia 1.102 € all’anno. Risparmio fiscale in 10 anni 11.020 €.

              ERRORE DA EVITARE: Se solo il marito dichiarasse, otterrebbe solo 551 € invece di 1.102 €, perdendo 5.510 € in 10 anni.

              Caso 2: Entrambi Lavoratori Dipendenti

              Dati: Marito dipendente reddito 45.000 €/anno. Moglie dipendente reddito 28.000 €/anno. Immobile acquistato nel 2023 ristrutturato nel 2024. Spese ristrutturazione 2024: 80.000 €. Bonus mobili 2024: 5.000 €.

              STRATEGIA CORRETTA: Entrambi presentano il 730. Ristrutturazione (80.000 € × 50% ÷ 10): Marito 2.000 €, Moglie 2.000 €, totale 4.000 € all’anno. Bonus mobili (5.000 € × 50% ÷ 10): Marito 125 €, Moglie 125 €, totale 250 € all’anno. TOTALE ANNUO: 4.250 €. TOTALE 10 ANNI: 42.500 €.

              ERRORE DA EVITARE: Se solo il marito dichiarasse, la detrazione totale sarebbe dimezzata: 21.250 € invece di 42.500 € in 10 anni.

              Caso 3: Mutuo Cointestato con Separazione dei Beni

              Dati: Marito imprenditore regime forfettario reddito 70.000 €/anno. Moglie libera professionista regime ordinario reddito 35.000 €/anno. Regime patrimoniale separazione dei beni. Immobile intestato 50% ciascuno (scelta volontaria). Mutuo 180.000 € cointestato.

              PARTICOLARITÀ: In regime forfettario, il marito non può usufruire delle detrazioni IRPEF (il regime forfettario sostituisce l’IRPEF con un’imposta sostitutiva). Tuttavia, deve comunque presentare la dichiarazione per permettere alla moglie di detrarre la sua quota.

              STRATEGIA CORRETTA: Marito Modello Redditi PF (reddito regime forfettario 70.000 €, Quadro E rigo E7 interessi mutuo 2.000 € 50%, detrazione IRPEF 0 € non applicabile in regime forfettario). Moglie Modello Redditi PF (reddito da lavoro autonomo 35.000 €, Quadro E rigo E7 interessi mutuo 2.000 € 50%, detrazione IRPEF 2.000 × 19% = 380 €).

              RISULTATO: Detrazione totale famiglia 380 € all’anno (solo la moglie). Il marito presenta comunque la dichiarazione per “abilitare” la moglie al suo 50%.

              NOTA IMPORTANTE: Se il marito NON presentasse la dichiarazione, la moglie potrebbe detrarre solo il 50% della sua quota (cioè 1.000 € invece di 2.000 €), ottenendo solo 190 € invece di 380 €.

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              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti

              Mio marito è in regime forfettario. Deve presentare la dichiarazione per i bonus prima casa?

              Sì. Anche se il regime forfettario non consente di usufruire delle detrazioni IRPEF, il coniuge in forfettario deve comunque presentare il modello Redditi PF indicando la sua quota di spese detraibili. Questo permette all’altro coniuge di beneficiare del doppio limite sulle detrazioni. Riferimento normativo: Circolare Agenzia delle Entrate n. 10/E del 2016.

              Posso recuperare le detrazioni perse negli anni precedenti?

              Sì. È possibile presentare dichiarazione integrativa a favore entro 5 anni dalla scadenza ordinaria della dichiarazione. Ad esempio, per recuperare detrazioni del 2021, c’è tempo fino al 31 dicembre 2026. Procedura: rivolgersi a un CAF o commercialista per compilare il modello Redditi PF integrativo relativo agli anni da correggere.

              Se sono in separazione dei beni, devo comunque fare la doppia dichiarazione?

              Dipende. Se l’immobile è intestato solo a uno dei coniugi, basta la dichiarazione del proprietario. Se invece l’immobile è cointestato (anche in separazione dei beni), entrambi devono dichiarare per ottenere il doppio limite sulle detrazioni. Regola pratica: se il mutuo è cointestato, serve la doppia dichiarazione.

              Mia moglie è disoccupata. Deve presentare il 730 anche senza redditi?

              Sì. Per consentire alla coppia di beneficiare del 100% delle detrazioni sugli interessi del mutuo prima casa e sui bonus ristrutturazione, anche il coniuge senza redditi deve presentare il 730 senza sostituto d’imposta o il modello Redditi PF. Costo: gratuito se ci si rivolge a un CAF.

              Se vendo la casa prima dei 10 anni, perdo le detrazioni residue?

              Dipende. Detrazione interessi mutuo: si perde dal momento della vendita se si estingue il mutuo. Se invece il mutuo viene accoloato all’acquirente o trasferito su un nuovo immobile prima casa, la detrazione continua. Bonus ristrutturazione: le rate residue continuano ad essere detraibili anche dopo la vendita, a condizione che le spese siano state sostenute quando l’immobile era prima casa. Riferimento: Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 64/E del 2016.

              Posso detrarre gli interessi del mutuo anche se ho trasferito la residenza?

              No. La detrazione sugli interessi del mutuo prima casa spetta solo se l’immobile è adibito ad abitazione principale (residenza anagrafica). Se si trasferisce la residenza, la detrazione si perde dal momento del trasferimento. Eccezioni: trasferimento per motivi di lavoro documentati (trasferimento sede aziendale, missione militare, ecc.). In questo caso, la detrazione continua.

              Se abbiamo fatto ristrutturazione nel 2024, da quando dobbiamo presentare la doppia dichiarazione?

              Dal 730/2025 o Redditi PF 2025 (che si presentano nel 2025 per l’anno di imposta 2024). La doppia dichiarazione serve a detrarre la prima delle 10 rate annuali del bonus ristrutturazione. Esempio timeline: Ristrutturazione completata settembre 2024, prima dichiarazione utile 730/2025 (da presentare tra aprile e settembre 2025), rate da detrarre dal 2024 al 2033 (10 anni). IMPORTANTE: Serve la doppia dichiarazione per tutti e 10 gli anni in cui si detrae la ristrutturazione, non solo il primo anno.

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              Conclusioni

              La doppia dichiarazione dei redditi per i coniugi in comunione dei beni è un adempimento fondamentale per non perdere migliaia di euro di detrazioni fiscali sulla prima casa.

              Punti chiave da ricordare:

              • ✅ Entrambi i coniugi devono dichiarare anche se uno non ha redditi
              • ✅ La dichiarazione serve per tutti i bonus prima casa: mutuo, ristrutturazione, bonus mobili
              • ✅ Si può recuperare fino a 5 anni di detrazioni perse con dichiarazione integrativa
              • ✅ Il costo è zero se ci si rivolge a un CAF
              • ✅ Il risparmio può superare 10.000 € in 10 anni

              Cosa fare subito: Verificare se negli ultimi anni entrambi i coniugi hanno presentato la dichiarazione. Se manca la dichiarazione di uno dei due, rivolgersi a un CAF per presentare l’integrativa. Dall’anno prossimo, presentare sempre la doppia dichiarazione entro le scadenze.

              Per maggiori informazioni e assistenza nella compilazione della doppia dichiarazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione con consulenti specializzati in detrazioni fiscali per la prima casa.

              Fonti normative citate: Art. 15, comma 1-ter, DPR 917/1986 (TUIR). Art. 16-bis, DPR 917/1986 (TUIR). DL 63/2013 convertito in Legge 90/2013. Circolare Agenzia delle Entrate n. 7/E del 23 febbraio 2021. Art. 2, comma 8-bis, DPR 322/1998. Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 64/E del 2016.


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                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 06:00:002026-09-30 07:59:13Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il Testamento

                CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

                ECCELLENTE
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                Alexandra Bala
                04/09/2026
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                ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                paolino servidio
                03/09/2026
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                Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                Lady profile picture
                Lady
                01/09/2026
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                Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                Giulia Guida
                25/08/2026
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                Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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                Paola Zilli
                07/08/2026
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                Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                Jacqueline B.
                06/08/2026
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                Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                Maura Masutto
                06/08/2026
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                Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                Issam Elhefnawi
                31/07/2026
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                Molto gentile
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                Sibongile Moyana
                30/07/2026
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                Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                Sabrina Cirina
                23/07/2026
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                Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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                Marzo 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-27 08:11:202026-05-31 18:08:33Prima Casa in Comunione dei Beni: Bonus Dimezzati Senza Doppia Dichiarazione
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