Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
CAF, COLF E BADANTI

Contributi Colf e Badanti 2026: Scadenza Prima Rata 10 Aprile

colf e badanti CAF Udine

Il 10 aprile 2026 rappresenta una data cruciale per tutti i datori di lavoro domestico in Italia: è il termine ultimo per versare la prima rata trimestrale dei contributi INPS per colf e badanti. Il mancato rispetto di questa scadenza comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora che possono incidere significativamente sull’importo finale da versare. In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine analizza tutti gli aspetti contributivi per il 2026: scadenze, calcolo degli importi, modalità di pagamento, sanzioni per ritardi e detrazioni fiscali a cui hanno diritto i datori di lavoro.

La corretta gestione dei contributi per il lavoro domestico non è solo un obbligo normativo, ma anche una garanzia di tutela sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. I contributi versati regolarmente consentono infatti alla colf o alla badante di maturare diritti pensionistici, indennità di maternità, malattia e disoccupazione, oltre a permettere al datore di accedere alle detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Calendario Scadenze Contributi 2026
  2. Come Calcolare i Contributi: Tabelle INPS 2026
  3. Modalità di Pagamento: Bollettini, Online e PagoPA
  4. Sanzioni e Interessi per Pagamenti in Ritardo
  5. Detrazioni Fiscali per Datori di Lavoro Domestico
  6. Novità Contributive 2026
  7. Domande Frequenti

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Aprile 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-08 07:42:182026-05-31 18:05:08Contributi Colf e Badanti 2026: Scadenza Prima Rata 10 Aprile
CAF

Certificazione Unica Lavoratori Autonomi e Provvigioni 2026: Guida Completa

Modello 770 e certificazione unica

La Certificazione Unica per lavoratori autonomi è il documento fiscale fondamentale che attesta i compensi erogati e le ritenute d’acconto versate ai professionisti, collaboratori occasionali e percettori di provvigioni. Nel 2026, con le nuove scadenze e i controlli sempre più stringenti dell’Agenzia delle Entrate, è essenziale comprendere quando la CU deve essere rilasciata, cosa contiene e come utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi.

A differenza della Certificazione Unica per il lavoro dipendente, la CU per autonomi presenta particolarità legate alla natura del rapporto (occasionale o abituale), alla presenza di ritenute IRPEF del 20% e alla gestione dei contributi previdenziali. Questa guida completa analizza tutti gli aspetti: chi deve rilasciarla, i contenuti obbligatori, le scadenze 2026, le sanzioni per omissioni e come utilizzare correttamente la CU nel 730 o modello Redditi PF.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Certificazione Unica per Lavoratori Autonomi
  2. Chi Deve Rilasciare la Certificazione Unica ai Lavoratori Autonomi
  3. Differenze tra Lavoro Autonomo Occasionale e Abituale
  4. Redditi da Provvigioni e Certificazione Unica
  5. Scadenze 2026 per il Rilascio della Certificazione Unica
  6. Contenuto della Certificazione Unica per Lavoratori Autonomi
  7. Come Usare la Certificazione Unica nella Dichiarazione dei Redditi
  8. Errori Comuni nella Certificazione Unica e Come Correggerli
  9. Sanzioni per Mancato o Tardivo Rilascio della Certificazione Unica

Cos’è la Certificazione Unica per Lavoratori Autonomi

La Certificazione Unica (CU) per lavoratori autonomi è il documento fiscale previsto dall’articolo 4 del D.P.R. 322/1998 che attesta:

  • Compensi lordi erogati nell’anno d’imposta precedente
  • Ritenute d’acconto IRPEF operate dal sostituto d’imposta (20%)
  • Addizionali regionali e comunali trattenute (se applicabili)
  • Contributi previdenziali versati alla Gestione Separata INPS o alla Cassa professionale

La CU sostituisce il vecchio CUD ed è obbligatoria per tutti i committenti (sostituti d’imposta) che hanno corrisposto compensi soggetti a ritenuta d’acconto del 20% a:

  • Professionisti con partita IVA (avvocati, commercialisti, architetti, consulenti)
  • Collaboratori occasionali senza partita IVA (entro i 5.000 euro annui)
  • Agenti e rappresentanti che percepiscono provvigioni
  • Percettori di diritti d’autore
  • Amministratori di società che non sono dipendenti

La CU è essenziale per il lavoratore autonomo perché:

  1. Documenta le ritenute subite, che costituiscono un credito d’imposta da recuperare in dichiarazione
  2. Serve per compilare il 730 o il modello Redditi PF (quadri D e RE)
  3. Certifica i contributi previdenziali versati, utili per il calcolo della pensione
  4. È richiesta per accedere a bonus e agevolazioni legate al reddito (ISEE, assegno unico, ecc.)

Secondo la circolare INPS n. 12/2022, la CU deve riportare anche i contributi alla Gestione Separata INPS versati dal committente per i collaboratori occasionali e i professionisti senza Cassa.

Chi Deve Rilasciare la Certificazione Unica ai Lavoratori Autonomi

L’obbligo di rilasciare la Certificazione Unica grava sul sostituto d’imposta, cioè sul committente che ha erogato compensi soggetti a ritenuta d’acconto. Sono obbligati a rilasciare la CU:

1. Imprese e società

Tutte le società di capitali (SRL, SPA, SAPA), le società di persone (SNC, SAS) e le ditte individuali che hanno corrisposto compensi a:

  • Professionisti con partita IVA
  • Collaboratori occasionali
  • Agenti e rappresentanti
  • Consulenti esterni

2. Enti pubblici

Comuni, Regioni, Università, ASL e altri enti della Pubblica Amministrazione che hanno conferito incarichi professionali o di collaborazione occasionale.

3. Professionisti con dipendenti o collaboratori

I professionisti (studi legali, di commercialisti, medici) che hanno assunto praticanti, stagisti o collaboratori occasionali devono rilasciare la CU per i compensi erogati.

4. Condomini

Gli amministratori di condominio devono rilasciare la CU ai professionisti (es. idraulici, elettricisti, manutentori) che hanno effettuato prestazioni occasionali per conto del condominio, se le ritenute sono state operate.

5. Privati cittadini (casi limitati)

I privati sono obbligati a rilasciare la CU solo se hanno versato contributi INPS per il collaboratore occasionale. Se il compenso è inferiore a 5.000 euro e non sono dovuti contributi, il privato non deve rilasciare la CU (fonte: risoluzione Agenzia Entrate n. 76/E/2016).

Esclusioni

Non sono tenuti a rilasciare la CU:

  • I committenti che hanno erogato compensi a professionisti in regime forfettario (che non subiscono ritenute d’acconto)
  • Chi ha corrisposto rimborsi spese non soggetti a tassazione
  • Le associazioni sportive dilettantistiche per i compensi a collaboratori sportivi (fino a 15.000 euro annui esentasse)

Differenze tra Lavoro Autonomo Occasionale e Abituale

La distinzione tra lavoro autonomo occasionale e abituale è fondamentale per comprendere gli obblighi fiscali e previdenziali, e di conseguenza il contenuto della Certificazione Unica.

Lavoro Autonomo Occasionale

Si definisce occasionale l’attività svolta in modo sporadico e non continuativo, senza organizzazione di mezzi e vincolo di subordinazione. Caratteristiche:

  • Non richiede partita IVA (fino a 5.000 euro annui complessivi da tutti i committenti)
  • Ritenuta d’acconto del 20% applicata dal committente
  • Contributi INPS alla Gestione Separata (33% nel 2026) dovuti solo se il compenso supera i 5.000 euro annui da un singolo committente
  • Non c’è iscrizione alla Camera di Commercio
  • Il compenso va dichiarato nel quadro D (redditi diversi) del modello Redditi PF o nel quadro D del 730

Esempio pratico: Un ingegnere dipendente svolge una consulenza occasionale per un’azienda, ricevendo 3.000 euro lordi. L’azienda applica la ritenuta del 20% (600 euro) e versa il netto (2.400 euro). Non sono dovuti contributi INPS perché sotto i 5.000 euro. La CU attesterà 3.000 euro di compenso e 600 euro di ritenute.

Lavoro Autonomo Abituale

È considerato abituale il lavoro autonomo svolto in modo continuativo, organizzato e professionale. Caratteristiche:

  • Richiede partita IVA (apertura obbligatoria entro 30 giorni dall’inizio attività)
  • Ritenuta d’acconto del 20% (salvo regime forfettario, che ne è esente)
  • Contributi previdenziali obbligatori:
    • Cassa professionale per gli iscritti agli Ordini (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.)
    • Gestione Separata INPS (aliquota 26,07% nel 2026) per i professionisti senza Cassa
  • Il reddito va dichiarato nel quadro RE (redditi da lavoro autonomo) del modello Redditi PF
  • Obbligo di fatturazione elettronica (salvo regime forfettario sotto i 25.000 euro fino al 30/06/2022, poi obbligatoria per tutti)

Tabella comparativa:

CaratteristicaOccasionaleAbituale
Partita IVANo (fino a 5.000 €/anno)Sì, obbligatoria
Ritenuta d’acconto20%20% (no se forfettario)
Contributi INPSSolo oltre 5.000 € (33%)Sempre (26,07% GS o Cassa)
Quadro dichiarazioneD (redditi diversi)RE (lavoro autonomo)
ContinuitàSporadicaAbituale

La Cassazione (sentenza n. 4072/2020) ha chiarito che la differenza tra occasionale e abituale non dipende solo dal numero di prestazioni, ma dalla professionalità, organizzazione e continuità dell’attività.

Redditi da Provvigioni e Certificazione Unica

I redditi da provvigioni sono compensi variabili legati alle vendite o risultati commerciali ottenuti da agenti, rappresentanti, promotori finanziari e mediatori. Questi redditi hanno un trattamento fiscale specifico nella Certificazione Unica.

Chi percepisce provvigioni

  • Agenti di commercio con partita IVA (monomandatari o plurimandatari)
  • Rappresentanti che vendono prodotti per conto di aziende
  • Promotori finanziari (ex agenti assicurativi, consulenti bancari)
  • Mediatori immobiliari (agenti immobiliari)
  • Procacciatori d’affari senza organizzazione stabile

Ritenuta d’acconto sulle provvigioni

Le provvigioni sono soggette a ritenuta d’acconto del 20% (o 23% in alcuni casi specifici, come i diritti d’autore). La ritenuta si applica sull’imponibile netto, cioè al netto di eventuali contributi previdenziali a carico della casa mandante.

Esempio calcolo provvigione:

  • Provvigione lorda: 10.000 euro
  • Contributi ENASARCO a carico mandante (50% di 3%): 150 euro
  • Imponibile per ritenuta: 10.000 – 150 = 9.850 euro
  • Ritenuta d’acconto 20%: 9.850 × 20% = 1.970 euro
  • Netto percepito: 10.000 – 150 – 1.970 = 7.880 euro

Contributi previdenziali

Gli agenti e rappresentanti sono iscritti all’ENASARCO (Ente Nazionale Assistenza Agenti e Rappresentanti di Commercio). I contributi sono ripartiti:

  • 50% a carico dell’agente
  • 50% a carico della casa mandante

L’aliquota contributiva ENASARCO varia in base al minimale e massimale annuo. Nel 2026:

  • Minimale: 432 euro/anno (50% agente, 50% mandante)
  • Massimale: 8.526 euro/anno
  • Aliquota: 14,65% per monomandatari (17% per plurimandatari)

La Certificazione Unica per provvigioni deve indicare:

  1. Importo lordo delle provvigioni (punto 1 CU – redditi da lavoro autonomo)
  2. Contributi ENASARCO a carico mandante (punto 4 CU)
  3. Ritenute IRPEF operate (punto 5 e 6 CU)
  4. Addizionali regionali e comunali (se versate in acconto)

Come si dichiarano le provvigioni

Le provvigioni vanno dichiarate nel quadro RE del modello Redditi PF, nella sezione dedicata ai redditi da lavoro autonomo. Il reddito imponibile si calcola:

Provvigioni lorde – Contributi ENASARCO – Spese inerenti = Reddito netto

Le spese deducibili per gli agenti includono:

  • Carburante e pedaggi (se non in regime forfettario)
  • Ammortamento auto aziendale
  • Affitto ufficio/deposito
  • Telefono e internet
  • Spese di rappresentanza (entro limiti)

Secondo la circolare Agenzia Entrate n. 8/E/2017, gli agenti monomandatari possono dedurre le spese anche se operano in regime ordinario, mentre chi è in regime forfettario applica l’abbattimento forfettario del 33% (coefficiente di redditività 67%).

Scadenze 2026 per il Rilascio della Certificazione Unica

Le scadenze per il rilascio della Certificazione Unica nel 2026 (riferita ai redditi 2025) sono stabilite dal D.M. 4 dicembre 2020 e successive modifiche. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni.

Scadenza ordinaria: 16 marzo 2026

Entro il 16 marzo 2026 (lunedì), i sostituti d’imposta devono:

  1. Consegnare la CU al percipiente (lavoratore autonomo, collaboratore, agente)
  2. Trasmettere telematicamente la CU all’Agenzia delle Entrate (solo le CU ordinarie, non sintetiche)

La consegna può avvenire:

  • In formato cartaceo (consegna a mano con ricevuta)
  • Via email (PEC o email ordinaria con conferma di lettura)
  • Tramite area riservata del cassetto fiscale (se il percipiente è abilitato)

Importante: La CU deve essere firmata digitalmente dal sostituto d’imposta o dal suo delegato (CAF, commercialista) se trasmessa telematicamente.

Scadenza per CU sintetiche: 31 marzo 2026

Le Certificazioni Uniche sintetiche (quelle che non devono essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate perché i dati sono già noti) devono essere consegnate al percipiente entro il 31 marzo 2026. Rientrano in questa categoria:

  • CU per pensioni erogate da enti previdenziali (già comunicate dall’ente)
  • CU per compensi da banche e intermediari finanziari (già segnalati in Anagrafe Tributaria)

Per i lavoratori autonomi e provvigioni, la scadenza rimane il 16 marzo 2026.

Trasmissione telematica: modalità

I sostituti d’imposta devono trasmettere le CU telematicamente tramite:

  1. Entratel (per intermediari abilitati: commercialisti, CAF, consulenti del lavoro)
  2. Desktop telematico (per aziende di medie/grandi dimensioni)
  3. Sistema di Interscambio (SDI) (solo per le CU ordinarie dal 2024)

Il file da trasmettere è in formato XML conforme alle specifiche tecniche pubblicate dall’Agenzia delle Entrate (provvedimento n. 294308/2021).

Calendario completo 2026

ScadenzaAdempimentoDestinatari
16 marzo 2026Consegna CU ordinarieLavoratori autonomi, agenti, collaboratori
16 marzo 2026Trasmissione telematica all’AdEAgenzia delle Entrate
31 marzo 2026Consegna CU sintetichePensionati, percettori di rendite finanziarie
31 ottobre 2026Invio dichiarazione Redditi PFProfessionisti e autonomi con quadro RE
30 novembre 2026Termine per 730 integrativoLavoratori con CU tardiva

Nota: Se la scadenza cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo (articolo 2963 Codice Civile).

Proroga o sospensione

In caso di eventi eccezionali (calamità naturali, emergenze sanitarie), il Governo può disporre la proroga delle scadenze fiscali tramite Decreto del MEF. Nel 2020-2021, ad esempio, le scadenze furono prorogate per l’emergenza COVID-19.

Contenuto della Certificazione Unica per Lavoratori Autonomi

La Certificazione Unica per lavoratori autonomi è articolata in diverse sezioni. È fondamentale conoscere il contenuto per verificare la correttezza dei dati e utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi.

Frontespizio

Contiene i dati identificativi di sostituto d’imposta e percipiente:

  • Dati del sostituto: denominazione, codice fiscale, partita IVA, indirizzo
  • Dati del percipiente: cognome, nome, codice fiscale, data e luogo di nascita, residenza
  • Anno di riferimento: 2025 (per CU rilasciata nel 2026)
  • Tipo CU: ordinaria o sintetica

Sezione 1: Dati fiscali

Riporta i compensi erogati e le ritenute operate:

PuntoDescrizioneEsempio
1Ammontare lordo corrisposto15.000 euro
2Ritenute IRPEF operate (20%)3.000 euro
3Addizionale regionale IRPEF trattenuta150 euro
4Addizionale comunale IRPEF trattenuta75 euro
5Contributi previdenziali a carico percipiente3.900 euro (26,07% GS)
6Contributi previdenziali a carico committente200 euro (ENASARCO mandante)

Attenzione: Il punto 1 riporta l’imponibile fiscale, che può differire dall’importo fatturato se ci sono contributi previdenziali non imponibili.

Sezione 2: Dati previdenziali

Indica i contributi versati alla Gestione Separata INPS o ad altre Casse:

  • Codice Ente: GS (Gestione Separata), ENASARCO, ENPAM, Cassa Forense, ecc.
  • Imponibile contributivo: base di calcolo dei contributi
  • Aliquota applicata: 26,07% per GS, 14,65% per ENASARCO, variabile per Casse professionali
  • Contributi versati: importo totale versato (quota committente + quota percipiente)

Esempio Gestione Separata INPS (2026):

  • Compenso lordo: 20.000 euro
  • Aliquota GS: 26,07% (se non iscritto ad altra Cassa e non pensionato)
  • Contributi totali: 20.000 × 26,07% = 5.214 euro
  • Quota committente: 5.214 × 55% = 2.868 euro (versata dal committente)
  • Quota percipiente: 5.214 × 45% = 2.346 euro (trattenuta dal compenso)

Sezione 3: Annotazioni

Eventuali note esplicative o codici specifici:

  • Codice 1: compensi non soggetti a ritenuta (es. forfettari)
  • Codice 2: ritenute sospese per eventi eccezionali
  • Codice 7: compensi a soggetti non residenti

Casistiche particolari

1. Professionista in regime forfettario

Se il percipiente è in regime forfettario, la CU non viene rilasciata perché non subisce ritenute d’acconto. Il professionista deve solo conservare le fatture emesse.

2. Collaboratore occasionale sotto 5.000 euro

Se il compenso annuo da un singolo committente è inferiore a 5.000 euro:

  • Non sono dovuti contributi INPS
  • La CU riporta solo compenso e ritenuta IRPEF (20%)
  • Il percipiente dichiara il reddito nel quadro D (redditi diversi)

3. Agente monomandatario ENASARCO

La CU deve riportare:

  • Provvigioni lorde (punto 1)
  • Contributi ENASARCO mandante (punto 6)
  • Contributi ENASARCO agente (punto 5, trattenuti)
  • Ritenuta IRPEF calcolata su (provvigioni – contributi mandante)

Secondo il provvedimento Agenzia Entrate n. 9217/2022, dal 2023 le CU devono riportare anche il codice fiscale dell’ente previdenziale per consentire controlli incrociati con le posizioni contributive.

Come Usare la Certificazione Unica nella Dichiarazione dei Redditi

La Certificazione Unica è il documento base per compilare la dichiarazione dei redditi. Vediamo come utilizzarla nel modello 730 e nel modello Redditi PF.

CU nel modello 730

Il 730 può essere utilizzato dai lavoratori autonomi solo per i redditi occasionali (quadro D – redditi diversi). I professionisti con partita IVA devono obbligatoriamente usare il modello Redditi PF.

Quadro D – Redditi diversi (collaborazioni occasionali):

  1. Righi D4/D5: Indicare i compensi da lavoro autonomo occasionale
    • Colonna 1: Codice 1 (redditi da attività occasionale)
    • Colonna 2: Importo lordo percepito (dalla CU, punto 1)
    • Colonna 4: Ritenute IRPEF subite (dalla CU, punto 2)
  2. Rigo D6: Indicare eventuali spese deducibili sostenute per l’attività occasionale (massimo 25% del compenso)

Esempio compilazione 730:

  • Compenso lordo CU: 4.500 euro
  • Ritenute subite: 900 euro (20%)
  • Spese deducibili documentate: 300 euro
  • Reddito imponibile: 4.500 – 300 = 4.200 euro

Il reddito imponibile (4.200 euro) concorrerà alla formazione del reddito complessivo su cui calcolare IRPEF e addizionali. Le ritenute subite (900 euro) saranno portate in detrazione e potrebbero generare un credito a rimborso se superiori all’IRPEF dovuta.

CU nel modello Redditi PF

I professionisti con partita IVA devono utilizzare il quadro RE (redditi da lavoro autonomo) del modello Redditi PF.

Quadro RE – Redditi da lavoro autonomo:

  1. Sezione I – Determinazione del reddito:
    • RE1: Compensi percepiti nell’anno (somma delle CU + fatture incassate)
    • RE2: Plusvalenze patrimoniali (se applicabili)
    • RE3: Rimanenze finali (per attività commerciali)
    • RE4: Totale ricavi/compensi
  2. Sezione II – Costi deducibili:
    • RE5-RE20: Spese per acquisto beni, collaboratori, auto, ufficio, consulenze, ecc.
    • RE21: Contributi previdenziali obbligatori (da CU, punto 5)
    • RE22: Altre spese
  3. Sezione III – Reddito netto:
    • RE23: Reddito/perdita (ricavi – costi)

Importante: I contributi previdenziali riportati nella CU (punto 5) sono interamente deducibili dal reddito professionale, riducendo la base imponibile IRPEF.

Quadro RN – Ritenute subite

Le ritenute d’acconto certificate dalla CU vanno indicate nel quadro RN (calcolo IRPEF e altre imposte):

  • RN20-RN23: Ritenute da lavoro autonomo (sommare tutte le CU ricevute, punto 2)
  • RN24-RN27: Acconti IRPEF versati nell’anno precedente
  • RN28: Altre ritenute a titolo d’acconto

Le ritenute costituiscono un credito d’imposta che riduce l’IRPEF dovuta. Se le ritenute superano l’imposta dovuta, si genera un credito a rimborso o da utilizzare in compensazione.

Addizionali regionali e comunali

Se la CU riporta addizionali IRPEF trattenute (punti 3 e 4), queste vanno indicate nel quadro RN:

  • RN30: Addizionale regionale trattenuta
  • RN37: Addizionale comunale trattenuta

Nota: Per i lavoratori autonomi, le addizionali sono generalmente versate in autoliquidazione (tramite F24) e non trattenute dal committente, salvo casi particolari.

Controlli e verifiche

Prima di inviare la dichiarazione, verificare sempre:

  1. Coerenza tra CU e dichiarazione: i compensi dichiarati devono corrispondere alle CU ricevute
  2. Ritenute correttamente riportate: sommare tutte le CU e verificare il totale
  3. Contributi previdenziali dedotti: devono coincidere con quanto versato e certificato
  4. Codice fiscale committente corretto: per consentire controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate esegue controlli automatici incrociando le CU trasmesse dai committenti con le dichiarazioni dei percipienti. Eventuali incongruenze generano comunicazioni di irregolarità (cosiddette lettere di compliance).

Errori Comuni nella Certificazione Unica e Come Correggerli

Gli errori nella Certificazione Unica sono frequenti e possono causare problemi nella dichiarazione dei redditi. Vediamo i più comuni e come correggerli.

1. Importo del compenso errato

Errore: Il committente ha indicato un importo inferiore o superiore a quello effettivamente corrisposto.

Conseguenze:

  • Dichiarazione incompleta o sovrastimata
  • Ritenute non corrispondenti ai compensi
  • Possibili sanzioni per infedele dichiarazione

Soluzione:

  1. Contattare immediatamente il committente e richiedere la CU sostitutiva
  2. Il committente deve inviare una CU rettificativa all’Agenzia delle Entrate (codice evento “S” per sostitutiva)
  3. Se il committente non collabora, conservare la documentazione probante (fatture, bonifici) e dichiarare l’importo corretto, annotando la difformità nella dichiarazione

2. Ritenute non operate o operate in misura errata

Errore: Il committente non ha applicato la ritenuta del 20% o l’ha calcolata male.

Esempio: Compenso 10.000 euro, ritenuta applicata 1.500 euro (15%) invece di 2.000 euro (20%).

Conseguenze:

  • Il percipiente perde il credito d’imposta sulle ritenute non operate
  • Il committente è solidalmente responsabile per le imposte non trattenute
  • Possibili sanzioni per il sostituto d’imposta (dal 20% al 50% delle ritenute non versate)

Soluzione:

  1. Richiedere al committente di regolarizzare le ritenute tramite ravvedimento operoso
  2. Il committente deve versare le ritenute mancanti con sanzioni ridotte (articolo 13 D.Lgs. 472/1997)
  3. Emettere CU sostitutiva con le ritenute corrette
  4. Se il committente non regolarizza, il percipiente può segnalare l’omissione all’Agenzia delle Entrate (modulo di compliance)

3. Contributi previdenziali errati o mancanti

Errore: La CU non riporta i contributi INPS versati o riporta importi sbagliati.

Conseguenze:

  • Perdita della deduzione fiscale sui contributi
  • Posizione contributiva INPS non aggiornata
  • Problemi futuri per il calcolo della pensione

Soluzione:

  1. Verificare l’estratto conto contributivo INPS (accessibile dal sito INPS con SPID)
  2. Se i contributi sono stati versati ma non indicati in CU, richiedere CU sostitutiva
  3. Se i contributi non sono stati versati dal committente, segnalare all’INPS tramite PEC o sportello. L’INPS può recuperarli dal committente con sanzioni e interessi

4. Codice fiscale errato

Errore: Il committente ha indicato un codice fiscale sbagliato del percipiente (errore di battitura).

Conseguenze:

  • La CU viene attribuita a un soggetto diverso
  • Il percipiente corretto non ha la CU nel cassetto fiscale
  • Impossibilità di utilizzare il 730 precompilato

Soluzione:

  1. Richiedere CU sostitutiva con codice fiscale corretto
  2. Il committente deve annullare la CU errata (codice evento “A” per annullamento) e trasmetterne una nuova

5. CU non pervenuta entro la scadenza

Errore: Il committente non consegna la CU entro il 16 marzo.

Conseguenze:

  • Il percipiente non può compilare correttamente la dichiarazione
  • Rischio di omessa o infedele dichiarazione
  • Impossibilità di accedere al 730 precompilato con dati completi

Soluzione:

  1. Sollecitare il committente via PEC o raccomandata A/R
  2. Se il committente non risponde, inviare una diffida formale con termine di 15 giorni
  3. In ultima istanza, segnalare l’inadempienza all’Agenzia delle Entrate tramite segnalazione online (servizio “Segnala un illecito fiscale”)
  4. Dichiarare comunque i compensi percepiti utilizzando la documentazione disponibile (fatture, bonifici, F24 dei contributi)

Secondo la risoluzione Agenzia Entrate n. 110/E/2018, il percipiente che non riceve la CU può comunque presentare la dichiarazione indicando i compensi effettivamente percepiti e le ritenute documentate, allegando copia delle fatture e dei bonifici.

CU sostitutiva: come funziona

La Certificazione Unica sostitutiva corregge errori materiali della CU originaria. Il committente deve:

  1. Compilare una nuova CU con i dati corretti
  2. Indicare nel frontespizio codice evento “S” (sostitutiva)
  3. Trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni dalla correzione
  4. Consegnare al percipiente la CU corretta

La CU sostitutiva sostituisce integralmente quella precedente. Il percipiente deve utilizzare solo l’ultima versione.

CU annullativa

Se la CU è stata emessa per errore (es. doppia emissione), il committente deve:

  1. Compilare una CU con codice evento “A” (annullamento)
  2. Trasmettere telematicamente l’annullamento
  3. Eventualmente emettere una nuova CU corretta (con codice “O” ordinaria)

Sanzioni per Mancato o Tardivo Rilascio della Certificazione Unica

Il mancato o tardivo rilascio della Certificazione Unica comporta sanzioni amministrative a carico del sostituto d’imposta. È importante conoscere le conseguenze per sollecitare correttamente il committente inadempiente.

Sanzioni per omesso rilascio (D.Lgs. 471/1997, art. 4)

Il sostituto d’imposta che non rilascia la CU è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro per ogni CU omessa (importi aggiornati al 2026).

Aggravanti:

  • Se l’omissione riguarda più di 50 CU, la sanzione può arrivare fino a 51.645 euro
  • Se l’omissione è reiterata (plurimi anni), l’Agenzia delle Entrate può applicare sanzioni cumulate

Riduzione con ravvedimento operoso:

Se il sostituto d’imposta si accorge dell’errore e provvede spontaneamente al rilascio tardivo, può beneficiare della riduzione delle sanzioni:

Tempistica ravvedimentoRiduzione sanzioneSanzione ridotta
Entro 90 giorni dalla scadenza1/10 del minimo (ravvedimento sprint)25,80 euro
Entro 1 anno dalla scadenza1/9 del minimo28,67 euro
Entro 2 anni dalla scadenza1/8 del minimo32,25 euro
Oltre 2 anni1/7 del minimo36,86 euro

Esempio: Un’azienda dimentica di rilasciare la CU a un collaboratore entro il 16 marzo 2026. Se regolarizza entro il 14 giugno 2026 (90 giorni), paga 25,80 euro invece di 258-2.065 euro.

Sanzioni per omessa trasmissione telematica (D.Lgs. 471/1997, art. 4)

Se il sostituto d’imposta consegna la CU al percipiente ma non la trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate, è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro.

Nota: La trasmissione telematica è obbligatoria per le CU ordinarie (lavoro autonomo, provvigioni), mentre le CU sintetiche (pensioni, rendite) possono essere solo consegnate al percipiente senza trasmissione.

Sanzioni per dati errati o incompleti (D.Lgs. 471/1997, art. 11)

Se la CU contiene dati inesatti o incompleti (es. importi sbagliati, codice fiscale errato), il sostituto d’imposta può essere sanzionato con una sanzione da 258 a 2.065 euro.

Tuttavia, se l’errore è di modesta entità (es. errore di pochi euro), l’Agenzia delle Entrate applica il principio di proporzionalità e può non sanzionare o applicare la sanzione minima.

Sanzioni per ritenute non versate

Se il sostituto d’imposta ha operato le ritenute ma non le ha versate all’Erario, le sanzioni sono molto più severe:

  • Sanzione amministrativa: dal 20% al 50% delle ritenute non versate (D.Lgs. 471/1997, art. 13)
  • Interessi moratori: calcolati dal giorno successivo alla scadenza del versamento
  • Responsabilità penale: se l’importo non versato supera 10.000 euro per periodo d’imposta, scatta il reato di omesso versamento di ritenute (art. 10-bis D.Lgs. 74/2000), punito con reclusione da 6 mesi a 2 anni

Esempio: Un’azienda ha trattenuto 15.000 euro di ritenute d’acconto da lavoratori autonomi nel 2025 ma non le ha versate. Sanzioni:

  • Sanzione amministrativa (minimo 20%): 3.000 euro
  • Interessi moratori (2% annuo per 1 anno): 300 euro
  • Denuncia penale (importo > 10.000 euro)

Responsabilità solidale del percipiente

In caso di omesso versamento delle ritenute, l’Agenzia delle Entrate può rivalersi sul percipiente per recuperare le imposte non versate dal sostituto d’imposta (articolo 35, D.P.R. 600/1973).

Il percipiente può però:

  1. Dimostrare di aver subito la ritenuta (es. bonifico netto ricevuto)
  2. Rivalersi sul committente per il recupero delle somme pagate

Secondo la Cassazione (sentenza n. 18626/2019), la responsabilità solidale del percipiente è limitata ai casi in cui ha concorso nell’evasione o era a conoscenza dell’omesso versamento.

Come tutelare il percipiente

Per evitare di subire conseguenze dall’inadempienza del committente, il lavoratore autonomo deve:

  1. Conservare le fatture emesse e i bonifici ricevuti (prova del compenso netto percepito)
  2. Verificare che le ritenute siano state versate controllando il cassetto fiscale (sezione “Versamenti”)
  3. Sollecitare il committente per il rilascio della CU entro la scadenza
  4. Segnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali omissioni o irregolarità

In caso di accertamento fiscale, il percipiente può dimostrare la buona fede allegando la documentazione e chiedendo lo sgravio delle sanzioni applicategli solidalmente.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Certificazione Unica per Lavoratori Autonomi

Chi deve rilasciare la Certificazione Unica ai lavoratori autonomi?

La CU deve essere rilasciata dal sostituto d’imposta, cioè dal committente che ha erogato compensi soggetti a ritenuta d’acconto del 20%. Sono obbligati: imprese, società, enti pubblici, professionisti con collaboratori, amministratori di condominio. I privati sono obbligati solo se hanno versato contributi INPS per il collaboratore.

Entro quando deve essere rilasciata la CU 2026?

La Certificazione Unica 2026 (redditi 2025) deve essere rilasciata entro il 16 marzo 2026 per i lavoratori autonomi, collaboratori e agenti. Entro la stessa data deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Le CU sintetiche (pensioni, rendite) hanno scadenza 31 marzo 2026.

Un professionista in regime forfettario riceve la CU?

No. I professionisti in regime forfettario non subiscono ritenute d’acconto, quindi il committente non deve rilasciare la Certificazione Unica. Il forfettario conserva solo le fatture emesse e dichiara i compensi incassati nel modello Redditi PF.

Cosa fare se la CU contiene dati errati?

Contattare immediatamente il committente e richiedere una CU sostitutiva (codice evento S). Il committente deve correggere l’errore, trasmettere la nuova CU all’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni e consegnarla al percipiente. Se il committente non collabora, dichiarare l’importo corretto allegando la documentazione probante (fatture, bonifici).

Quali sanzioni rischia chi non rilascia la CU?

Il sostituto d’imposta che non rilascia la CU è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro per ogni CU omessa. Se l’omissione riguarda oltre 50 certificazioni, la sanzione può arrivare fino a 51.645 euro. Con il ravvedimento operoso entro 90 giorni la sanzione si riduce a 25,80 euro.

Come si usano le ritenute della CU nella dichiarazione dei redditi?

Le ritenute d’acconto certificate dalla CU (punto 2) vanno indicate nel quadro RN del modello Redditi PF o nei righi dedicati del 730. Costituiscono un credito d’imposta che riduce l’IRPEF dovuta. Se le ritenute superano l’imposta, si ottiene un rimborso o un credito da utilizzare in compensazione.


Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione della dichiarazione dei redditi, la verifica della Certificazione Unica e la gestione delle ritenute d’acconto per lavoratori autonomi e collaboratori.

Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    CAF, ISEE

    ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni

    ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Accedere ai Bonus Regionali e alle AgevolazioniL'ISEE che hai elaborato a inizio anno potrebbe non riflettere più la tua situazione economica reale: se hai perso il lavoro, hai terminato…
    Settembre 29, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-29 14:00:002026-09-29 07:37:43ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni
    Dichiarazione dei redditi 730
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa

    Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo. Il 730/2027, infatti, riguarda i redditi e le spese del 2026: una volta passata la mezzanotte del…
    Settembre 28, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 08:00:002026-09-21 13:44:07Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa
    Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine
    CAF, SUCCESSIONI

    Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il Testamento

    Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
    Settembre 28, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 06:00:002026-09-30 07:59:13Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il Testamento

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    ECCELLENTE
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    In base a 920 recensioni
    Google
    Pubblicato su Google Google
    Alexandra Bala profile picture
    Alexandra Bala
    04/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
    Pubblicato su Google Google
    paolino servidio profile picture
    paolino servidio
    03/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
    Pubblicato su Google Google
    Lady profile picture
    Lady
    01/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
    Pubblicato su Google Google
    Giulia Guida profile picture
    Giulia Guida
    25/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
    Pubblicato su Google Google
    Paola Zilli profile picture
    Paola Zilli
    07/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
    Pubblicato su Google Google
    Jacqueline B. profile picture
    Jacqueline B.
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
    Pubblicato su Google Google
    Maura Masutto profile picture
    Maura Masutto
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
    Pubblicato su Google Google
    Issam Elhefnawi profile picture
    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Molto gentile
    Pubblicato su Google Google
    Sibongile Moyana profile picture
    Sibongile Moyana
    30/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
    Pubblicato su Google Google
    Sabrina Cirina profile picture
    Sabrina Cirina
    23/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-07 13:27:492026-05-31 16:17:59Certificazione Unica Lavoratori Autonomi e Provvigioni 2026: Guida Completa
    CAF

    Domanda di Pensione di Vecchiaia: Documenti, Istruzioni INPS e Verifiche Prima dell’Invio

    Pensione 2026 INPS

    Presentare la domanda di pensione di vecchiaia rappresenta uno dei momenti più importanti nella vita lavorativa di ogni cittadino. Dopo anni di contributi versati all’INPS, è fondamentale conoscere tutti i documenti necessari, le procedure corrette e le verifiche da effettuare prima dell’invio per evitare ritardi o problemi nell’erogazione della pensione.

    La pensione di vecchiaia è la prestazione economica erogata dall’INPS ai lavoratori che hanno raggiunto i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa vigente. Nel 2026, i requisiti sono rimasti invariati rispetto all’anno precedente, ma è essenziale verificare con attenzione la propria posizione contributiva prima di procedere con l’invio della domanda.

    In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo nella presentazione della domanda di pensione di vecchiaia, fornendoti tutte le informazioni necessarie sui documenti da preparare, le verifiche da effettuare e gli errori comuni da evitare.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-07 13:12:492026-05-31 18:05:31Domanda di Pensione di Vecchiaia: Documenti, Istruzioni INPS e Verifiche Prima dell’Invio
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Precompilata dal 15 aprile 2026 con il Modello Redditi PF: quando serve al posto del 730

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Dal 15 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la precompilata del Modello Redditi PF (Persone Fisiche), un servizio che affianca la più nota precompilata del 730. Ma quando è necessario utilizzare il Modello Redditi al posto del 730? E quali sono le differenze tra i due modelli? La scelta del modello corretto è fondamentale per evitare errori, sanzioni e per ottimizzare la propria posizione fiscale. In questa guida completa analizziamo tutti i casi in cui la precompilata modello redditi 2026 è obbligatoria o consigliata, le tempistiche da rispettare e le differenze procedurali con il 730. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti nella scelta del modello più adatto alla tua situazione e per assisterti nella compilazione e invio della dichiarazione, sia in ufficio che online.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Precompilata del Modello Redditi PF 2026
    2. Quando Serve il Modello Redditi al Posto del 730
    3. Come Funziona la Precompilata Modello Redditi 2026
    4. Scadenze e Modalità di Invio Modello Redditi 2026
    5. Vantaggi e Svantaggi del Modello Redditi rispetto al 730
    6. Precompilata Modello Redditi 2026: Novità e Aggiornamenti
    7. Errori Comuni nella Compilazione del Modello Redditi

    Cos’è la Precompilata del Modello Redditi PF 2026

    La precompilata del Modello Redditi PF 2026 è un servizio offerto dall’Agenzia delle Entrate che predispone automaticamente la dichiarazione dei redditi per le persone fisiche che non possono o non vogliono utilizzare il Modello 730. A partire dal 15 aprile 2026, i contribuenti possono accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate e consultare la dichiarazione già compilata con i dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria.

    Il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico PF) è il modello fiscale più completo disponibile in Italia e consente di dichiarare qualsiasi tipologia di reddito, anche quelli più complessi come redditi d’impresa, redditi da partecipazione, plusvalenze finanziarie, redditi esteri e molto altro. A differenza del 730, che è un modello semplificato riservato a lavoratori dipendenti e pensionati con situazioni fiscali standard, il Modello Redditi è più articolato e permette di gestire casistiche fiscali particolari.

    La precompilata del Modello Redditi 2026 contiene già precaricati i dati comunicati dai sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pensionistici), dalle banche e assicurazioni (CU, certificazioni interessi mutui, premi assicurativi), dalle strutture sanitarie (spese mediche) e da altri enti che trasmettono informazioni all’Agenzia delle Entrate. Il contribuente, o il suo intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale, deve verificare la correttezza dei dati precaricati, integrare eventuali informazioni mancanti e inviare la dichiarazione.

    Principali caratteristiche della precompilata Modello Redditi 2026:

    • Disponibilità dal 15 aprile 2026 nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate
    • Accesso con SPID, CIE o CNS per garantire sicurezza e privacy
    • Dati precaricati da CU, spese sanitarie, interessi mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali
    • Modificabile e integrabile prima dell’invio con eventuali dati mancanti
    • Invio diretto online oppure tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista)
    • Scadenza 30 novembre 2026 per l’invio telematico (salvo proroghe)

    Quando Serve il Modello Redditi al Posto del 730

    Non tutti i contribuenti possono utilizzare il Modello 730. Esistono infatti situazioni in cui è obbligatorio presentare il Modello Redditi PF, anche se la precompilata è disponibile. Vediamo nel dettaglio tutti i casi in cui il Modello Redditi 2026 è necessario al posto del 730.

    Casi Obbligatori di Utilizzo del Modello Redditi

    Il Modello Redditi PF è obbligatorio nei seguenti casi:

    • Titolari di partita IVA: chi ha partita IVA (anche in regime forfettario) deve sempre presentare il Modello Redditi, non il 730. Questo vale per imprenditori individuali, professionisti, artigiani, commercianti.
    • Redditi d’impresa: chi possiede redditi derivanti da attività d’impresa (ditta individuale, società di persone in qualità di socio) deve utilizzare il Modello Redditi.
    • Redditi da partecipazione in società di persone: soci di SNC, SAS, società semplici che percepiscono redditi da partecipazione devono dichiarare tramite Modello Redditi.
    • Plusvalenze e minusvalenze finanziarie: chi ha realizzato plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, di immobili, di terreni edificabili entro 5 anni dall’acquisto deve presentare il Modello Redditi.
    • Redditi esteri: chi possiede redditi prodotti all’estero (lavoro dipendente estero, pensioni estere, affitti esteri, dividendi esteri) che non rientrano nelle casistiche gestibili dal 730 deve usare il Modello Redditi. Questo include anche i contribuenti residenti fiscalmente in Italia con redditi esteri da dichiarare.
    • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta: interessi, dividendi, proventi finanziari non assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta devono essere dichiarati con il Modello Redditi.
    • Redditi diversi: redditi occasionali non da lavoro dipendente o pensione, compensi per attività occasionali superiori a determinate soglie, redditi da sublocazione, ecc.
    • Perdite fiscali pregresse da compensare: chi ha perdite d’impresa o di lavoro autonomo degli anni precedenti da portare in compensazione deve utilizzare il Modello Redditi.
    • Crediti d’imposta da utilizzare in compensazione: alcuni crediti d’imposta (come bonus ristrutturazioni, crediti d’imposta per investimenti) richiedono l’utilizzo del Modello Redditi.
    • Opzioni fiscali particolari: contribuenti che devono esercitare opzioni fiscali specifiche (es. regime dei contribuenti minimi cessato, opzione per la trasparenza fiscale) devono usare il Modello Redditi.
    • Immobili locati con cedolare secca: chi ha immobili affittati con cedolare secca può utilizzare il 730 solo se il reddito da cedolare è l’unico reddito aggiuntivo a lavoro dipendente/pensione. Se ci sono altre situazioni complesse, è preferibile il Modello Redditi.
    • Contribuenti non residenti in Italia: i non residenti fiscalmente in Italia che producono redditi in Italia devono presentare il Modello Redditi (se obbligati a presentare dichiarazione).

    Esempi Pratici: Chi Deve Usare il Modello Redditi

    Esempio 1 – Lavoratore dipendente con partita IVA:

    Marco è un dipendente di un’azienda ma ha aperto una partita IVA in regime forfettario per svolgere attività di consulenza nel tempo libero. Anche se il reddito principale è da lavoro dipendente, Marco deve presentare il Modello Redditi PF 2026 per dichiarare sia il reddito da lavoro dipendente che il reddito da partita IVA. Non può utilizzare il 730.

    Esempio 2 – Pensionato con affitti e dividendi esteri:

    Maria è una pensionata che percepisce una pensione INPS e possiede un appartamento in Francia che affitta. Inoltre riceve dividendi da azioni di società francesi. Maria deve presentare il Modello Redditi perché i redditi esteri (affitto francese, dividendi esteri) non possono essere dichiarati con il 730.

    Esempio 3 – Dipendente con plusvalenza da vendita terreno:

    Luca è un lavoratore dipendente che nel 2025 ha venduto un terreno edificabile acquistato 3 anni prima, realizzando una plusvalenza di 50.000 euro. Luca deve presentare il Modello Redditi 2026 per dichiarare la plusvalenza imponibile derivante dalla vendita del terreno entro i 5 anni.

    Come Funziona la Precompilata Modello Redditi 2026

    La precompilata del Modello Redditi 2026 semplifica notevolmente la compilazione della dichiarazione per i contribuenti obbligati a presentare il Modello Redditi anziché il 730. Ecco come funziona il processo passo dopo passo.

    Accesso alla Precompilata Modello Redditi

    Per accedere alla precompilata Modello Redditi 2026 è necessario:

    1. Collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.gov.it
    2. Accedere all’area riservata tramite una delle seguenti credenziali:
      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
      • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
    3. Selezionare la sezione “Dichiarazione precompilata”
    4. Scegliere “Modello Redditi PF” (anziché 730)
    5. Consultare la dichiarazione precaricata con i dati già disponibili

    La precompilata è disponibile dal 15 aprile 2026 e può essere consultata, modificata e inviata fino alla scadenza del 30 novembre 2026 (salvo proroghe).

    Verifica e Integrazione dei Dati

    Una volta aperta la precompilata, il contribuente deve:

    • Verificare i dati anagrafici: residenza, stato civile, familiari a carico
    • Controllare i redditi precaricati: CU da lavoro dipendente/pensione, redditi da partecipazione, redditi esteri già noti all’Agenzia
    • Verificare le spese detraibili/deducibili: spese mediche, interessi mutuo, premi assicurativi, contributi previdenziali
    • Integrare eventuali dati mancanti: spese sanitarie non tracciate (es. pagate in contanti), spese non comunicate all’Agenzia, altri redditi non precaricati
    • Correggere eventuali errori: dati errati trasmessi da sostituti d’imposta o altri enti

    Attenzione: La precompilata del Modello Redditi è meno completa rispetto alla precompilata del 730. Molti quadri specifici (quadri RL, RG, RT, RW per redditi esteri, ecc.) devono essere compilati manualmente dal contribuente o dal suo intermediario. Per questo motivo è consigliabile rivolgersi a un CAF o commercialista per verificare la correttezza della dichiarazione.

    Invio della Dichiarazione

    Una volta completata la compilazione, il contribuente può procedere all’invio in due modi:

    1. Invio diretto online: tramite l’area riservata del sito Agenzia delle Entrate, il contribuente può inviare autonomamente la dichiarazione. In questo caso, l’Agenzia rilascia immediatamente la ricevuta di avvenuta presentazione.
    2. Invio tramite intermediario: il contribuente può delegare l’invio a un CAF, commercialista o altro intermediario abilitato. L’intermediario verifica la dichiarazione, appone il visto di conformità (se richiesto) e procede all’invio telematico per conto del contribuente.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e invio del Modello Redditi 2026, verificando tutti i dati, integrando le informazioni mancanti e garantendo il rispetto delle scadenze fiscali.

    Scadenze e Modalità di Invio Modello Redditi 2026

    Le scadenze del Modello Redditi 2026 sono diverse da quelle del 730. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze per il Modello Redditi anno d’imposta 2025 (da presentare nel 2026).

    Calendario Scadenze Modello Redditi 2026

    • 15 aprile 2026: disponibilità della precompilata Modello Redditi nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate
    • 30 giugno 2026: scadenza per il versamento del saldo 2025 e primo acconto 2026 delle imposte (IRPEF, addizionali, cedolare secca, ecc.). Chi presenta la dichiarazione tramite intermediario può versare entro il 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%.
    • 30 novembre 2026: scadenza per l’invio telematico del Modello Redditi PF 2026 (salvo proroghe annunciate dal Governo). Questa è la scadenza ordinaria per tutti i contribuenti, sia che presentino autonomamente che tramite intermediario.

    Nota importante: A differenza del 730, che ha scadenza 30 settembre (o 15 ottobre per invii tramite CAF/commercialista), il Modello Redditi ha una scadenza più lunga (30 novembre) ma comporta la necessità di calcolare e versare autonomamente le imposte entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione).

    Modalità di Invio

    Il Modello Redditi 2026 può essere inviato esclusivamente in modalità telematica. Non è più ammesso l’invio cartaceo. Le modalità di invio sono:

    1. Invio autonomo online: il contribuente accede all’area riservata del sito Agenzia delle Entrate, compila o modifica la precompilata e invia autonomamente. Questa modalità è consigliata solo per contribuenti con situazioni fiscali semplici e buona conoscenza della normativa.
    2. Invio tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista, consulente del lavoro): l’intermediario compila o verifica la dichiarazione, appone il visto di conformità (se richiesto) e invia telematicamente per conto del contribuente. Questa è la modalità più sicura e consigliata, soprattutto per dichiarazioni complesse.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’invio telematico del Modello Redditi per migliaia di contribuenti ogni anno, garantendo puntualità, correttezza e assistenza post-invio in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

    Versamenti delle Imposte

    A differenza del 730, dove le imposte vengono trattenute direttamente in busta paga o sulla pensione, con il Modello Redditi il contribuente deve:

    • Calcolare autonomamente le imposte dovute (o farle calcolare dall’intermediario)
    • Versare il saldo 2025 (differenza tra imposte dovute per l’anno 2025 e imposte già versate tramite ritenute/acconti) entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%)
    • Versare il primo acconto 2026 (pari al 40% delle imposte dovute per il 2025, se superiore a 51 euro) entro il 30 giugno 2026
    • Versare il secondo acconto 2026 (pari al 60% delle imposte dovute per il 2025) entro il 30 novembre 2026

    I versamenti si effettuano tramite modello F24 utilizzando i codici tributo specifici per IRPEF, addizionali comunali e regionali, cedolare secca, ecc.

    Vantaggi e Svantaggi del Modello Redditi rispetto al 730

    Scegliere tra Modello Redditi e 730 (quando possibile) richiede una valutazione attenta dei vantaggi e svantaggi di ciascun modello. Ecco una tabella comparativa che riassume le principali differenze.

    Tabella Comparativa: Modello Redditi vs 730

    AspettoModello Redditi PFModello 730
    Tipologie di redditi dichiarabili✅ Tutti i tipi di reddito (lavoro dipendente, autonomo, impresa, partecipazioni, finanziari, esteri, diversi)❌ Solo redditi da lavoro dipendente, pensione, alcuni redditi da locazione con cedolare secca, alcuni redditi di capitale
    Partita IVA✅ Obbligatorio per titolari di P.IVA❌ Non utilizzabile se si ha partita IVA
    Redditi esteri✅ Dichiarabili tutti i redditi esteri (quadro RL, RW per investimenti esteri)❌ Limitato a pochi casi specifici
    Scadenza invio30 novembre 202630 settembre 2026 (o 15 ottobre tramite CAF)
    Versamento imposte❌ Calcolo e versamento autonomo tramite F24 (30 giugno saldo+1° acconto, 30 novembre 2° acconto)✅ Trattenuta automatica in busta paga o pensione (rimborso automatico entro pochi mesi)
    Rimborsi fiscali❌ Erogati dall’Agenzia delle Entrate dopo controlli (tempi più lunghi, anche 6-12 mesi)✅ Erogati rapidamente dal datore di lavoro/INPS (2-3 mesi)
    Complessità compilazione❌ Molto complesso, richiede conoscenze fiscali avanzate. Consigliato affidarsi a CAF/commercialista✅ Più semplice, utilizzabile anche autonomamente (se situazione standard)
    Costo assistenza CAF/commercialista❌ Generalmente più elevato (dichiarazione più complessa)✅ Generalmente più economico (per CAF spesso gratuito per casi standard)
    Possibilità di correzione✅ Modello Redditi integrativo entro termini accertamento✅ 730 integrativo entro 30 settembre anno successivo, poi Modello Redditi integrativo
    Visto di conformitàOpzionale (ma consigliato per evitare controlli)Rilasciato automaticamente da CAF (riduce rischio controlli)

    Quando Conviene Scegliere il Modello Redditi (se si ha la scelta)

    In alcuni casi, anche se il contribuente potrebbe utilizzare il 730, può essere conveniente optare per il Modello Redditi:

    • Non si ha un sostituto d’imposta (es. pensionati che hanno cessato la pensione, disoccupati): con il 730 senza sostituto, i rimborsi arrivano dall’Agenzia con tempi simili al Modello Redditi, quindi tanto vale usare il Modello Redditi che permette maggiore flessibilità.
    • Si prevedono perdite fiscali da riportare negli anni successivi: il Modello Redditi permette di gestire meglio le perdite pregresse e il loro riporto.
    • Si hanno situazioni fiscali complesse che richiedono quadri non disponibili nel 730: in questo caso il Modello Redditi è l’unica opzione.

    Quando conviene il 730: Se si è lavoratori dipendenti o pensionati con situazioni fiscali semplici (solo CU, spese mediche, interessi mutuo, nessun reddito da partita IVA o redditi esteri), il 730 è più conveniente perché garantisce rimborsi rapidi e non richiede versamenti autonomi.

    Precompilata Modello Redditi 2026: Novità e Aggiornamenti

    La precompilata Modello Redditi 2026 presenta alcune novità rispetto agli anni precedenti, in linea con le modifiche normative intervenute nel 2025. Ecco le principali novità da conoscere.

    Nuovi Dati Precaricati nella Precompilata 2026

    L’Agenzia delle Entrate ha ampliato progressivamente le informazioni disponibili nella precompilata. Per il Modello Redditi 2026 (anno d’imposta 2025), i dati precaricati includono:

    • Spese mediche e sanitarie: comunicate direttamente da farmacie, medici, strutture sanitarie tramite il Sistema Tessera Sanitaria
    • Premi assicurativi: premi vita, infortuni, malattia comunicati dalle compagnie assicurative
    • Contributi previdenziali: contributi versati a casse previdenziali, fondi pensione
    • Interessi passivi mutui: interessi su mutui prima casa comunicati dalle banche
    • Spese universitarie: rette e contributi universitari comunicati dagli atenei
    • Bonifici ristrutturazioni ed efficientamento energetico: bonifici per lavori edilizi con detrazioni 50%, 65%, Superbonus (comunicati dalle banche)
    • Erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, enti no profit

    Novità 2026: Dall’anno d’imposta 2025, sono precaricate anche le spese veterinarie per animali da affezione (già introdotte gradualmente negli anni scorsi) e le spese per asili nido (comunicate dai gestori degli asili).

    Modifiche Normative 2025 da Considerare nel Modello Redditi 2026

    Alcune modifiche normative introdotte nel 2025 impattano sul Modello Redditi 2026:

    • Nuove aliquote IRPEF: se nel 2025 sono state introdotte modifiche alle aliquote IRPEF (da verificare nella Legge di Bilancio 2025), queste si riflettono nel calcolo delle imposte nel Modello Redditi 2026.
    • Detrazioni fiscali modificate: eventuali modifiche alle detrazioni per carichi di famiglia, lavoro dipendente, pensione introdotte nel 2025 vanno applicate nella dichiarazione 2026.
    • Regime forfettario 2025: se nel 2025 sono cambiate le soglie o le regole del regime forfettario, queste vanno considerate nel Modello Redditi 2026 per i titolari di partita IVA forfettaria.
    • Crediti d’imposta 2025: nuovi crediti d’imposta introdotti per investimenti, transizione 4.0/5.0, efficientamento energetico vanno dichiarati nel Modello Redditi 2026.

    È fondamentale essere aggiornati sulle novità normative per compilare correttamente il Modello Redditi. Il CAF Centro Fiscale monitora costantemente le modifiche legislative e garantisce la corretta applicazione delle nuove disposizioni.

    Errori Comuni nella Compilazione del Modello Redditi

    La compilazione del Modello Redditi PF è complessa e richiede attenzione per evitare errori che possono causare sanzioni, interessi di mora o controlli fiscali. Ecco gli errori più comuni da evitare.

    1. Omessa Dichiarazione di Redditi Esteri

    Uno degli errori più gravi è non dichiarare redditi esteri percepiti (stipendi esteri, pensioni estere, affitti esteri, dividendi esteri, interessi su conti esteri). I contribuenti residenti fiscalmente in Italia devono dichiarare tutti i redditi worldwide, anche quelli prodotti all’estero. L’omessa dichiarazione di redditi esteri può comportare sanzioni molto elevate (dal 120% al 240% delle imposte evase) e, in casi gravi, configurare reati tributari.

    Come evitarlo: Compilare correttamente il quadro RL (redditi esteri) e il quadro RW (investimenti esteri e attività finanziarie detenute all’estero). Richiedere assistenza a un CAF o commercialista esperto in fiscalità internazionale.

    2. Errata Compilazione del Quadro RW (Monitoraggio Fiscale)

    Il quadro RW deve essere compilato da chi detiene investimenti esteri (conti correnti, depositi, azioni, obbligazioni, immobili) oltre determinate soglie. Molti contribuenti dimenticano di compilarlo o lo compilano in modo errato. Il quadro RW serve per il monitoraggio fiscale (non necessariamente comporta imposte aggiuntive, ma la sua omissione è sanzionata pesantemente).

    Come evitarlo: Verificare se si possiedono attività finanziarie o patrimoniali all’estero (anche ereditate) e compilare il quadro RW con l’assistenza di un esperto.

    3. Omissione di Plusvalenze Finanziarie o Immobiliari

    Le plusvalenze derivanti da vendita di immobili (entro 5 anni dall’acquisto per immobili non prima casa), terreni edificabili, partecipazioni qualificate, criptovalute devono essere dichiarate nel Modello Redditi. Molti contribuenti dimenticano di dichiararle, pensando erroneamente che siano esenti o che nessuno le controlli.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Precompilata Modello Redditi 2026

    Chi deve presentare il Modello Redditi invece del 730?

    Devono presentare il Modello Redditi PF tutti i contribuenti che hanno partita IVA, redditi d’impresa, redditi da partecipazione in societa di persone, plusvalenze finanziarie o immobiliari, redditi esteri non gestibili con il 730, perdite fiscali da compensare. Anche chi non ha un sostituto d’imposta puo scegliere il Modello Redditi al posto del 730 senza sostituto.

    Quando e disponibile la precompilata del Modello Redditi 2026?

    La precompilata del Modello Redditi PF 2026 e disponibile dal 15 aprile 2026 nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate. Si accede con SPID, CIE o CNS. La dichiarazione puo essere consultata, modificata e inviata fino al 30 novembre 2026.

    Come si versano le imposte con il Modello Redditi?

    Con il Modello Redditi il contribuente deve calcolare e versare autonomamente le imposte tramite modello F24. Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 vanno versati entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40 percento). Il secondo acconto 2026 va versato entro il 30 novembre 2026.

    Posso inviare il Modello Redditi autonomamente o devo rivolgermi a un CAF?

    Il Modello Redditi puo essere inviato autonomamente tramite l’area riservata del sito Agenzia delle Entrate oppure tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista). Data la complessita del modello, si consiglia di rivolgersi a un CAF o commercialista, soprattutto se si hanno redditi complessi, redditi esteri, partita IVA.

    Quali dati sono gia precaricati nella precompilata Modello Redditi?

    La precompilata Modello Redditi contiene gia i dati delle CU (Certificazioni Uniche), spese mediche, interessi passivi su mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, spese universitarie, bonifici per ristrutturazioni. Molti quadri specifici (redditi esteri, plusvalenze, redditi d’impresa) devono essere compilati manualmente.

    Se ho partita IVA in regime forfettario devo usare il Modello Redditi?

    Si, chi ha partita IVA in regime forfettario deve obbligatoriamente presentare il Modello Redditi PF, anche se ha solo il reddito da lavoro autonomo forfettario. Il 730 non e utilizzabile per chi ha partita IVA attiva.

    Cosa succede se presento il Modello Redditi in ritardo?

    Se il Modello Redditi viene presentato entro 90 giorni dalla scadenza (30 novembre 2026), si applica una sanzione ridotta di 25 euro. Oltre i 90 giorni la dichiarazione e considerata omessa e le sanzioni sono piu elevate (da 250 a 1.000 euro). Anche i versamenti tardivi comportano sanzioni e interessi di mora.

    Quando arrivano i rimborsi fiscali con il Modello Redditi?

    I rimborsi fiscali derivanti dal Modello Redditi vengono erogati dall’Agenzia delle Entrate dopo i controlli automatici, generalmente entro 6-12 mesi dall’invio della dichiarazione. I tempi sono piu lunghi rispetto al 730, dove i rimborsi arrivano in busta paga o pensione entro 2-3 mesi.


    Hai Bisogno di Assistenza per il Modello Redditi 2026?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione e invio del Modello Redditi PF 2026. Verifichiamo tutti i dati, integriamo le informazioni mancanti e garantiamo il rispetto delle scadenze fiscali.

    I nostri servizi per il Modello Redditi:

    • Compilazione completa Modello Redditi PF (tutti i quadri: RA, RB, RC, RL, RW, ecc.)
    • Dichiarazione redditi esteri e investimenti esteri (quadro RL e RW)
    • Gestione partite IVA in regime forfettario e ordinario
    • Calcolo e versamento imposte (F24 saldo e acconti)
    • Assistenza su plusvalenze finanziarie e immobiliari
    • Visto di conformità per ridurre i controlli fiscali
    Contattaci su WhatsApp

    Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


      ARTICOLI CORRELATI

      Dichiarazione dei redditi 730
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa

      Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo. Il 730/2027, infatti, riguarda i redditi e le spese del 2026: una volta passata la mezzanotte del…
      Settembre 28, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 08:00:002026-09-21 13:44:07Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa
      Dichiarazione dei redditi 730
      DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla

      Dichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e Ravvedimento
      Settembre 18, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 08:00:002026-08-17 11:03:33Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla
      Dichiarazione dei redditi 730
      DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese

      Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese
      Settembre 15, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 09:00:002026-08-17 11:03:20Calendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imprese

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      ECCELLENTE
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      In base a 920 recensioni
      Google
      Pubblicato su Google Google
      Alexandra Bala profile picture
      Alexandra Bala
      04/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
      Pubblicato su Google Google
      paolino servidio profile picture
      paolino servidio
      03/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
      Pubblicato su Google Google
      Lady profile picture
      Lady
      01/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
      Pubblicato su Google Google
      Giulia Guida profile picture
      Giulia Guida
      25/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
      Pubblicato su Google Google
      Paola Zilli profile picture
      Paola Zilli
      07/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
      Pubblicato su Google Google
      Jacqueline B. profile picture
      Jacqueline B.
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
      Pubblicato su Google Google
      Maura Masutto profile picture
      Maura Masutto
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
      Pubblicato su Google Google
      Issam Elhefnawi profile picture
      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Molto gentile
      Pubblicato su Google Google
      Sibongile Moyana profile picture
      Sibongile Moyana
      30/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
      Pubblicato su Google Google
      Sabrina Cirina profile picture
      Sabrina Cirina
      23/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

      Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

      Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-07 12:57:492026-09-28 20:21:14Precompilata dal 15 aprile 2026 con il Modello Redditi PF: quando serve al posto del 730
      CAF

      Scaglioni IRPEF 2026: Aliquote, Calcolo e Novità

      aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

      Capire come funzionano gli scaglioni IRPEF 2026 è fondamentale per sapere quante tasse paghi sul tuo reddito. Con la riforma fiscale confermata anche per il 2026, le aliquote restano tre: 23%, 33% e 43%. In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio come funzionano le fasce di reddito, come si calcola l’IRPEF lorda con un esempio pratico step by step e quali novità sono state introdotte rispetto al sistema precedente.

      Se vuoi approfondire come gli scaglioni IRPEF influiscono sul tuo stipendio, leggi anche la nostra guida completa al calcolo dello stipendio netto 2026.

      Indice dei contenuti

      1. Scaglioni IRPEF 2026: le tre aliquote
      2. Tabella aliquote IRPEF 2026
      3. Come si calcola l’IRPEF lorda 2026
      4. No tax area 2026: chi non paga l’IRPEF
      5. Confronto scaglioni 2024-2025 vs 2026
      6. Impatto degli scaglioni sulla busta paga
      7. Detrazioni fiscali e IRPEF netta
      8. IRPEF per pensionati 2026
      9. FAQ: domande frequenti sugli scaglioni IRPEF 2026

      Scaglioni IRPEF 2026: le tre aliquote

      L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è la principale imposta che ogni lavoratore dipendente, autonomo o pensionato paga sui propri guadagni. Si tratta di un’imposta progressiva: significa che più guadagni, più alta è la percentuale che paghi, ma solo sulla parte di reddito che supera determinate soglie.

      La riforma fiscale 2024 (D.Lgs. 216/2023), poi confermata dalla Legge di Bilancio 2025 e prorogata per il 2026, ha ridotto gli scaglioni da quattro a tre. Questo ha portato un risparmio concreto soprattutto per chi ha un reddito tra 15.000 e 28.000 euro, grazie all’accorpamento dei primi due scaglioni nella stessa aliquota al 23%.

      I tre scaglioni IRPEF 2026 sono:

      • Primo scaglione: redditi fino a 28.000 euro → aliquota del 23%
      • Secondo scaglione: redditi da 28.001 a 50.000 euro → aliquota del 33%
      • Terzo scaglione: redditi oltre 50.000 euro → aliquota del 43%

      Tabella aliquote IRPEF 2026

      Ecco la tabella riassuntiva con gli scaglioni IRPEF 2026, le aliquote e l’imposta massima per ogni fascia:

      Scaglione di redditoAliquota IRPEFImposta massima
      Fino a 28.000 €23%6.440 €
      Da 28.001 a 50.000 €33%7.260 €
      Oltre 50.000 €43%Nessun limite

      Come leggere la tabella: se il tuo reddito imponibile annuo è di 35.000 euro, non paghi il 33% su tutto. Paghi il 23% sui primi 28.000 euro e il 33% solo sulla parte eccedente (7.000 euro). Questo è il principio della progressività dell’imposta.

      Come si calcola l’IRPEF lorda 2026: esempio step by step

      Vediamo un esempio pratico di calcolo dell’IRPEF lorda per un lavoratore dipendente con un reddito imponibile di 38.000 euro nel 2026.

      Step 1 – Primo scaglione (fino a 28.000 euro):

      28.000 € × 23% = 6.440 €

      Step 2 – Secondo scaglione (da 28.001 a 38.000 euro):

      La parte eccedente è: 38.000 − 28.000 = 10.000 €

      10.000 € × 33% = 3.300 €

      Step 3 – IRPEF lorda totale:

      6.440 + 3.300 = 9.740 €

      Questo significa che su 38.000 euro di reddito, l’aliquota media effettiva è circa il 25,6% (9.740 / 38.000). Dall’IRPEF lorda si sottraggono poi le detrazioni (lavoro dipendente, familiari a carico, spese detraibili) per ottenere l’IRPEF netta, cioè l’imposta che effettivamente paghi.

      No tax area 2026: chi non paga l’IRPEF

      La no tax area è la soglia di reddito sotto la quale non si paga IRPEF, grazie alle detrazioni che azzerano l’imposta. Nel 2026 le soglie sono:

      • Lavoratori dipendenti: fino a 8.500 euro di reddito annuo (grazie alla detrazione da lavoro dipendente portata a 1.955 euro)
      • Pensionati: fino a 8.500 euro di reddito annuo (equiparati ai dipendenti dalla riforma)
      • Lavoratori autonomi: fino a 5.500 euro di reddito annuo

      In pratica, se sei un lavoratore dipendente e guadagni meno di 8.500 euro lordi all’anno, l’IRPEF che dovresti pagare viene completamente assorbita dalle detrazioni. Non paghi nulla.

      Una novità importante della riforma è che la soglia per i pensionati è stata equiparata a quella dei dipendenti a 8.500 euro, mentre in precedenza era leggermente inferiore (8.174 euro).

      Confronto scaglioni 2024-2025 vs 2026

      Per capire il vantaggio della riforma, confrontiamo gli scaglioni attuali con quelli che erano in vigore fino al 2023:

      Fascia di redditoAliquota fino al 2023Aliquota 2024-2026Risparmio
      Fino a 15.000 €23%23%Invariato
      Da 15.001 a 28.000 €25%23%−2 punti
      Da 28.001 a 50.000 €35%33%−2 punti
      Oltre 50.000 €43%43%Invariato

      I vantaggi principali della riforma:

      • Chi guadagna tra 15.000 e 28.000 euro risparmia fino a 260 euro all’anno (la fascia 15.001-28.000 passa dal 25% al 23%)
      • Chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro risparmia fino a 700 euro all’anno (cumulando il vantaggio sulle due fasce: 260 euro dalla prima riduzione + fino a 440 euro dalla seconda)
      • Chi guadagna oltre 50.000 euro risparmia comunque 700 euro sulle fasce intermedie

      Il risparmio massimo si concentra quindi sui redditi medi, quelli compresi tra 28.000 e 50.000 euro, che rappresentano la maggior parte dei lavoratori dipendenti italiani.

      Impatto degli scaglioni IRPEF sulla busta paga 2026

      Ma concretamente, quanto cambiano gli scaglioni IRPEF 2026 nella busta paga di un lavoratore dipendente? Vediamo alcuni esempi pratici con stipendi lordi diversi:

      RAL (lordo annuo)IRPEF lorda 2026Risparmio vs 2023Netto mensile in più (circa)
      20.000 €4.600 €100 €/anno~8 €/mese
      30.000 €7.100 €400 €/anno~33 €/mese
      40.000 €10.400 €600 €/anno~50 €/mese
      55.000 €16.050 €700 €/anno~58 €/mese

      Questi valori sono indicativi e si riferiscono all’IRPEF lorda, senza considerare detrazioni e bonus. Il risparmio effettivo in busta paga dipende anche dalle addizionali regionali e comunali, che variano in base al Comune e alla Regione di residenza.

      Per un calcolo preciso del tuo stipendio netto, consulta la nostra guida al calcolo stipendio netto 2026 con tabelle aggiornate e simulatore.

      Detrazioni fiscali e IRPEF netta

      L’IRPEF lorda calcolata con gli scaglioni non è l’importo finale che paghi. Dall’imposta lorda si sottraggono le detrazioni fiscali, che riducono l’imposta dovuta. Le principali detrazioni nel 2026 sono:

      • Detrazione da lavoro dipendente: fino a 1.955 euro per redditi bassi, decresce al crescere del reddito e si azzera sopra i 50.000 euro
      • Detrazione per familiari a carico: per il coniuge e i figli oltre i 21 anni (per i figli fino a 21 anni c’è l’Assegno Unico)
      • Detrazioni per spese: il 19% su spese mediche, interessi mutuo, istruzione, assicurazioni e altre spese indicate nel modello 730
      • Bonus 100 euro (ex bonus Renzi): spetta ai lavoratori dipendenti con redditi fino a 15.000 euro, e in alcuni casi fino a 28.000 euro

      La formula completa è: IRPEF netta = IRPEF lorda − detrazioni. Se le detrazioni superano l’IRPEF lorda, l’imposta è pari a zero (rientri nella no tax area).

      IRPEF per pensionati 2026

      I pensionati seguono gli stessi scaglioni IRPEF 2026 dei lavoratori dipendenti: 23%, 33% e 43%. La differenza sta nelle detrazioni, che per i pensionati hanno una struttura leggermente diversa ma con lo stesso risultato pratico:

      • No tax area a 8.500 euro: equiparata a quella dei dipendenti (prima era 8.174 euro)
      • Detrazione massima: 1.955 euro per redditi fino a 8.500 euro
      • L’INPS trattiene l’IRPEF direttamente dalla pensione: non devi fare nulla, il calcolo è automatico

      Se hai una pensione di 1.200 euro netti al mese, l’INPS ha già applicato le trattenute IRPEF corrette. Puoi verificare l’importo nel cedolino pensione disponibile sul portale MyINPS.

      Se percepisci altri redditi oltre alla pensione (affitti, collaborazioni, redditi esteri), potresti dover presentare il modello 730 o Redditi PF per dichiarare il reddito complessivo e ricalcolare l’IRPEF totale dovuta.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      FAQ: domande frequenti sugli scaglioni IRPEF 2026

      Quanti sono gli scaglioni IRPEF nel 2026?

      Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, e 43% oltre 50.000 euro. La riduzione da quattro a tre scaglioni è stata introdotta nel 2024 e confermata per il triennio 2024-2026.

      Come si calcola l’IRPEF sul mio stipendio?

      L’IRPEF si calcola applicando le aliquote in modo progressivo sul reddito imponibile (il lordo meno i contributi previdenziali). Sui primi 28.000 euro paghi il 23%, sulla parte tra 28.001 e 50.000 euro paghi il 33%, e sull’eventuale eccedenza il 43%. Dall’imposta lorda si sottraggono poi le detrazioni.

      Quanto risparmio con i nuovi scaglioni IRPEF 2026?

      Il risparmio massimo è di circa 700 euro all’anno per chi ha un reddito pari o superiore a 50.000 euro. Per un reddito di 30.000 euro il risparmio è di circa 400 euro, mentre per 20.000 euro è di circa 100 euro rispetto al sistema a 4 scaglioni del 2023.

      Cos’è la no tax area e a chi si applica?

      La no tax area è la soglia di reddito sotto la quale non si paga IRPEF. Nel 2026, per lavoratori dipendenti e pensionati è fissata a 8.500 euro annui, mentre per i lavoratori autonomi è a 5.500 euro. Se guadagni meno di queste soglie, le detrazioni azzerano completamente l’imposta.

      Gli scaglioni IRPEF 2026 cambieranno nel 2027?

      Al momento non è certo. Il Governo ha confermato i tre scaglioni per il 2026, ma la struttura definitiva dal 2027 dipenderà dalla prossima Legge di Bilancio. L’obiettivo dichiarato è rendere permanente il sistema a tre aliquote ed eventualmente ridurre ulteriormente la seconda aliquota dal 33% al 33% o meno.

      Conclusione

      I tre scaglioni IRPEF 2026 rappresentano un sistema semplificato rispetto al passato, con un risparmio concreto soprattutto per i redditi medi tra 15.000 e 50.000 euro. L’accorpamento delle prime due aliquote al 23% e la riduzione del secondo scaglione al 33% si traducono in un vantaggio fino a 700 euro all’anno.

      Se hai dubbi su come gli scaglioni IRPEF influiscono sulla tua situazione fiscale, o vuoi sapere se stai pagando il giusto, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri consulenti possono aiutarti con il calcolo dell’IRPEF, la compilazione del modello 730 e l’ottimizzazione delle detrazioni.

      Prenota un appuntamento presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, oppure chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-07 09:00:002026-05-31 16:55:54Scaglioni IRPEF 2026: Aliquote, Calcolo e Novità
      DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Dichiarazione IVA 2025: Scadenza 30 Aprile 2026 e Come Compilarla

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      La dichiarazione IVA annuale 2025 deve essere presentata entro il 30 aprile 2026. Questo adempimento riguarda tutti i soggetti passivi IVA che hanno esercitato attività d’impresa, arte o professione nel corso del 2025. In questa guida completa analizziamo chi deve presentarla, chi è esonerato, come compilare il modello IVA 2026 e quali sono le sanzioni in caso di ritardo o omissione.

      Indice dei Contenuti

      1. Cos’è la Dichiarazione IVA Annuale
      2. Scadenza: 30 Aprile 2026
      3. Chi Deve Presentare la Dichiarazione IVA
      4. Chi È Esonerato
      5. Modello IVA 2026: Struttura e Quadri
      6. Come Compilare la Dichiarazione
      7. Invio Telematico: Modalità
      8. Sanzioni per Ritardo o Omissione
      9. Domande Frequenti

      Cos’è la Dichiarazione IVA Annuale

      La dichiarazione IVA annuale è il documento con cui i soggetti passivi IVA comunicano all’Agenzia delle Entrate il riepilogo di tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate nell’anno d’imposta precedente. In particolare, vengono riepilogate:

      • Operazioni attive: cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate (IVA a debito)
      • Operazioni passive: acquisti di beni e servizi ricevuti (IVA a credito)
      • Liquidazioni periodiche: riepilogo delle liquidazioni IVA mensili o trimestrali già effettuate
      • Saldo annuale: differenza tra IVA a debito e IVA a credito, con eventuale conguaglio

      La dichiarazione IVA 2025 si presenta utilizzando il Modello IVA 2026, approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

      Scadenza: 30 Aprile 2026

      La dichiarazione IVA relativa all’anno d’imposta 2025 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026. Il termine è perentorio e non sono previste proroghe automatiche.

      Date importanti da ricordare:

      • 1° febbraio 2026: apertura del periodo di presentazione
      • 28 febbraio 2026: scadenza per la comunicazione LIPE del 4° trimestre 2025 (in alternativa, compilazione del quadro VP nella dichiarazione IVA)
      • 16 marzo 2026: termine per il versamento del saldo IVA 2025 in unica soluzione (senza maggiorazione)
      • 30 aprile 2026: termine ultimo per la presentazione della dichiarazione IVA

      Chi Deve Presentare la Dichiarazione IVA

      Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA annuale tutti i soggetti passivi IVA che nell’anno 2025 hanno esercitato:

      • Attività d’impresa (ditte individuali, società di persone, società di capitali)
      • Attività di lavoro autonomo (professionisti con partita IVA in regime ordinario)
      • Attività agricola (imprenditori agricoli non esonerati)
      • Enti non commerciali con attività commerciale
      • Società ed enti non residenti con rappresentante fiscale o identificazione diretta in Italia

      Chi È Esonerato dalla Dichiarazione IVA

      Sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA:

      • Contribuenti in regime forfettario: chi aderisce al regime forfettario (legge 190/2014) non è tenuto a presentare la dichiarazione IVA, poiché non addebita né detrae l’IVA
      • Contribuenti in regime di vantaggio: ex minimi (DL 98/2011), stesso esonero del forfettario
      • Produttori agricoli esonerati: con volume d’affari non superiore a 7.000 euro e composto per almeno 2/3 da cessioni di prodotti agricoli
      • Soggetti che hanno effettuato solo operazioni esenti: chi ha realizzato esclusivamente operazioni esenti IVA (art. 10 DPR 633/72), salvo obbligo di rettifica della detrazione
      • Soggetti con dispensa dagli obblighi di fatturazione: per operazioni esenti (art. 36-bis)

      Modello IVA 2026: Struttura e Quadri Principali

      Il Modello IVA 2026 (per il periodo d’imposta 2025) è composto dai seguenti quadri principali:

      QuadroContenuto
      VAInformazioni sull’attività (codice attività, tipo contribuente)
      VBDati relativi a liquidazioni di gruppo
      VCEsportatori abituali (plafond)
      VEOperazioni attive (vendite, prestazioni – IVA a debito)
      VFOperazioni passive (acquisti – IVA a credito)
      VJReverse charge e acquisti intracomunitari
      VH/VPLiquidazioni periodiche (VP in alternativa alla LIPE Q4)
      VLLiquidazione dell’imposta annuale
      VNDichiarazioni integrative a favore
      VXDeterminazione IVA da versare o credito d’imposta

      Come Compilare la Dichiarazione IVA

      La compilazione della dichiarazione IVA richiede attenzione e precisione. Ecco i passaggi fondamentali:

      1. Raccolta documenti: registri IVA acquisti e vendite, fatture emesse e ricevute, corrispettivi, liquidazioni periodiche IVA
      2. Verifica coerenza dati: confronta i dati dei registri IVA con le fatture elettroniche nel cassetto fiscale
      3. Compilazione quadri VE e VF: inserisci le operazioni attive (vendite) nel quadro VE e quelle passive (acquisti) nel quadro VF, suddivise per aliquota IVA
      4. Quadro VL: riepilogo delle liquidazioni periodiche e calcolo del saldo annuale
      5. Quadro VX: determinazione dell’IVA a debito da versare o del credito IVA da compensare/chiedere a rimborso
      6. Controllo e invio: utilizza il software dell’Agenzia delle Entrate per il controllo formale e l’invio telematico

      Invio Telematico: Modalità

      La dichiarazione IVA può essere presentata esclusivamente in via telematica. Le modalità sono:

      • Direttamente dal contribuente: tramite i servizi telematici Entratel o Fisconline (ora accorpati nel Portale dell’Agenzia delle Entrate)
      • Tramite intermediario abilitato: commercialista, consulente del lavoro, CAF impresa, associazione di categoria. L’intermediario rilascia una ricevuta di trasmissione e l’impegno alla presentazione

      La ricevuta di avvenuta presentazione viene resa disponibile entro 5 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica.

      Sanzioni per Ritardo o Omissione

      Le sanzioni per la dichiarazione IVA variano in base al tipo di violazione:

      ViolazioneSanzioneRavvedimento
      Presentazione tardiva (entro 90 gg)Da 250 a 2.000 euro25 euro (1/10 del minimo)
      Omessa presentazioneDal 120% al 240% dell’imposta dovuta (min. 250 euro)Non ravvedibile dopo 90 gg
      Dichiarazione infedeleDal 90% al 180% della maggiore impostaRavvedimento con riduzioni progressive

      Consiglio: in caso di impossibilità a rispettare la scadenza del 30 aprile, presenta comunque la dichiarazione il prima possibile. Entro 90 giorni (29 luglio 2026) la sanzione è ridotta a soli 25 euro con ravvedimento operoso.

      Domande Frequenti sulla Dichiarazione IVA 2025

      Chi ha il regime forfettario deve presentare la dichiarazione IVA?

      No, i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA annuale, in quanto non addebitano IVA sulle fatture e non detraggono l’IVA sugli acquisti.

      Posso presentare la dichiarazione IVA insieme al 730?

      No, la dichiarazione IVA è un adempimento separato dalla dichiarazione dei redditi. Ha un proprio modello (Modello IVA) e una propria scadenza (30 aprile). Il 730 riguarda i redditi delle persone fisiche e ha scadenza 30 settembre.

      Ho già versato il saldo IVA il 16 marzo. Devo comunque presentare la dichiarazione?

      Sì, il versamento del saldo IVA e la presentazione della dichiarazione sono due adempimenti distinti. Il versamento scadeva il 16 marzo 2026, ma la dichiarazione va comunque presentata entro il 30 aprile 2026.

      Posso compensare il credito IVA con altri tributi?

      Sì, il credito IVA emergente dalla dichiarazione annuale può essere utilizzato in compensazione orizzontale nel modello F24. Per crediti fino a 5.000 euro la compensazione è libera; per importi superiori serve il visto di conformità di un professionista abilitato.

      Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione IVA 2025? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo per la compilazione e l’invio della dichiarazione IVA. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

      Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-07 09:00:002026-03-30 08:19:51Dichiarazione IVA 2025: Scadenza 30 Aprile 2026 e Come Compilarla
      CAF

      Come Leggere la Busta Paga: Guida Completa 2026

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Capire come leggere la busta paga è fondamentale per ogni lavoratore dipendente. Quel foglio che ricevi ogni mese contiene informazioni importanti sul tuo stipendio, le trattenute e i contributi versati. Eppure, per molti resta un documento misterioso, pieno di sigle e numeri apparentemente incomprensibili.

      In questa guida completa ti spieghiamo voce per voce come interpretare la busta paga nel 2026, con un esempio pratico commentato riga per riga. Se vuoi approfondire il calcolo dello stipendio netto, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026.

      Indice dei contenuti

      1. La struttura della busta paga: header, corpo e piede
      2. Le voci retributive: paga base, contingenza, scatti e superminimo
      3. Trattenute INPS: i contributi previdenziali
      4. Trattenute IRPEF e addizionali regionali e comunali
      5. Anticipi TFR e altre trattenute
      6. Competenze vs trattenute: il saldo della busta paga
      7. Come si arriva al netto in busta
      8. Esempio pratico: busta paga commentata riga per riga
      9. Il bonus 100 euro (ex bonus Renzi): dove si vede
      10. Errori comuni nella lettura della busta paga
      11. Domande frequenti

      La struttura della busta paga: header, corpo e piede

      La busta paga si divide in tre sezioni principali, ognuna con informazioni specifiche. Capire questa suddivisione è il primo passo per orientarsi nel documento.

      Header (intestazione)

      La parte superiore della busta paga contiene i dati identificativi di azienda e lavoratore:

      • Dati dell’azienda: ragione sociale, indirizzo, codice fiscale e partita IVA, posizione INPS e INAIL
      • Dati del lavoratore: nome e cognome, codice fiscale, data di assunzione, qualifica e livello contrattuale
      • CCNL applicato: il contratto collettivo nazionale (ad esempio Commercio, Metalmeccanico, Pubblico Impiego)
      • Periodo di riferimento: il mese e l’anno a cui si riferisce la busta paga

      Questa sezione ti permette di verificare subito che i tuoi dati siano corretti. Controlla sempre il livello contrattuale: da esso dipende la tua paga base.

      Corpo (parte centrale)

      Il corpo della busta paga è la sezione più articolata. Qui trovi il dettaglio di tutte le voci retributive (quello che guadagni) e delle trattenute (quello che ti viene sottratto). Include ore lavorate, straordinari, ferie godute, permessi e assenze.

      Piede (parte inferiore)

      Il piede riassume i totali e riporta informazioni cumulative dall’inizio dell’anno:

      • Imponibile previdenziale: la base su cui si calcolano i contributi INPS
      • Imponibile fiscale: la base su cui si calcola l’IRPEF
      • TFR maturato: il trattamento di fine rapporto accantonato
      • Netto in busta: l’importo che effettivamente ricevi sul conto corrente
      • Progressivi annui: totali dall’inizio dell’anno per retribuzione, contributi e imposte

      Le voci retributive: paga base, contingenza, scatti e superminimo

      Le voci retributive sono gli elementi che compongono il tuo stipendio lordo mensile. Vediamole una per una.

      Paga base (o minimo tabellare)

      La paga base è l’importo minimo stabilito dal CCNL per il tuo livello di inquadramento. Ad esempio, un impiegato di 4° livello del Commercio nel 2026 ha una paga base di circa 1.092 euro mensili. Questo importo viene aggiornato periodicamente con i rinnovi contrattuali.

      Indennità di contingenza

      L’indennità di contingenza è un elemento retributivo storico, nato per adeguare gli stipendi all’inflazione. Oggi è un importo fisso (congelato dal 1992) che varia in base al livello contrattuale. Per il 4° livello del Commercio ammonta a circa 524 euro.

      Scatti di anzianità

      Gli scatti di anzianità sono aumenti automatici che maturano ogni 2-3 anni di servizio presso la stessa azienda (la cadenza dipende dal CCNL). Ogni scatto ha un valore fisso: ad esempio, nel Commercio ogni scatto del 4° livello vale circa 20 euro. Si possono accumulare fino a un massimo previsto dal contratto (generalmente 10 scatti).

      Superminimo

      Il superminimo è un importo aggiuntivo rispetto ai minimi contrattuali. Può essere:

      • Assorbibile: viene ridotto quando il CCNL aumenta la paga base
      • Non assorbibile (o ad personam): resta invariato anche dopo i rinnovi contrattuali

      Verifica sempre nel tuo contratto individuale se il superminimo è assorbibile o meno: fa una grande differenza negli anni.

      Altre voci retributive

      In busta paga puoi trovare anche: elemento distinto della retribuzione (EDR) pari a 10,33 euro fissi, indennità di funzione, premio di produzione, straordinari (con maggiorazione dal 15% al 50% a seconda dell’orario), indennità di turno e trasferte.

      Trattenute INPS: i contributi previdenziali

      La prima grande voce di trattenuta nella busta paga è quella dei contributi INPS. Questi contributi servono a finanziare la tua pensione futura, la cassa integrazione, la disoccupazione (NASPI) e altre prestazioni sociali.

      Come funzionano i contributi INPS

      I contributi previdenziali si calcolano sull’imponibile previdenziale, che comprende praticamente tutte le voci retributive. L’aliquota totale per un dipendente del settore privato nel 2026 varia generalmente tra il 32% e il 33% del lordo.

      Tuttavia, la parte che trovi nella tua busta paga come trattenuta è solo la quota a carico del lavoratore, pari al 9,19% dell’imponibile previdenziale. Il resto (circa il 23-24%) lo paga il datore di lavoro, ma non compare come trattenuta nella tua busta paga.

      In pratica, se il tuo imponibile previdenziale mensile è di 1.800 euro, la trattenuta INPS sarà: 1.800 x 9,19% = 165,42 euro.

      Riduzione contributiva 2026

      Per il 2026 il Governo ha confermato un esonero contributivo parziale per i lavoratori con redditi fino a 35.000 euro annui. Questo significa che potresti vedere un’aliquota effettiva inferiore al 9,19% nella tua busta paga. L’esonero viene indicato come voce separata (ad esempio “esonero IVS L. 197/2022” o denominazione analoga).

      Trattenute IRPEF e addizionali regionali e comunali

      Dopo i contributi INPS, la trattenuta più significativa è l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Questa imposta si calcola sull’imponibile fiscale, che si ottiene sottraendo i contributi INPS dal lordo.

      Come si calcola l’IRPEF in busta paga

      Nel 2026 le aliquote IRPEF sono organizzate su tre scaglioni:

      • Fino a 28.000 euro: aliquota del 23%
      • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota del 35%
      • Oltre 50.000 euro: aliquota del 43%

      Il datore di lavoro agisce come sostituto d’imposta: calcola ogni mese l’IRPEF stimata sul tuo reddito annuo presunto e la trattiene direttamente dallo stipendio. A fine anno (o con il 730), eventuali differenze vengono conguagliate.

      Detrazioni da lavoro dipendente

      Nella busta paga l’IRPEF lorda viene ridotta dalle detrazioni da lavoro dipendente. Per il 2026, la detrazione base ammonta a 1.955 euro annui per redditi fino a 15.000 euro, e decresce progressivamente fino ad azzerarsi a 50.000 euro. Queste detrazioni vengono distribuite mensilmente.

      Addizionali regionali e comunali

      Oltre all’IRPEF, in busta paga trovi due ulteriori trattenute fiscali:

      • Addizionale regionale IRPEF: varia da Regione a Regione (ad esempio, in Friuli Venezia Giulia l’aliquota base nel 2026 è dello 0,70% per i redditi fino a 15.000 euro). Viene trattenuta da gennaio a novembre dell’anno successivo a quello di riferimento
      • Addizionale comunale IRPEF: varia da Comune a Comune (a Udine, ad esempio, l’aliquota nel 2026 si aggira intorno allo 0,6-0,8%). Viene trattenuta in acconto e saldo

      Queste addizionali non vengono trattenute tutte nello stesso mese: la regionale si distribuisce su 11 rate (gennaio-novembre), la comunale in acconto (9 rate da marzo a novembre) e saldo (11 rate l’anno successivo).

      Anticipi TFR e altre trattenute

      Nel piede della busta paga trovi anche informazioni sul TFR (Trattamento di Fine Rapporto), comunemente chiamato “liquidazione”.

      TFR: come si calcola

      Il TFR viene accantonato ogni mese dal datore di lavoro. Il calcolo base prevede che si accantoni 1/13,5 della retribuzione annua lorda (pari a circa il 7,41% del lordo). Non viene trattenuto dalla busta paga come le imposte: è un importo che il datore mette da parte per te.

      Nella busta paga vedrai una voce che indica il TFR maturato nel mese e il TFR progressivo dall’inizio dell’anno o dall’inizio del rapporto di lavoro.

      Destinazione del TFR

      Il TFR può essere destinato a:

      • Azienda: resta in azienda fino alla cessazione del rapporto (per aziende sotto 50 dipendenti)
      • Fondo INPS: per aziende con oltre 50 dipendenti, il TFR viene versato al Fondo Tesoreria INPS
      • Fondo pensione: se hai scelto la previdenza complementare, il TFR va al tuo fondo pensione

      Altre possibili trattenute

      In busta paga puoi trovare anche: trattenute sindacali (se iscritto a un sindacato), cessione del quinto (rata di un prestito trattenuta dallo stipendio), pignoramenti, quote associative e rimborsi di anticipi ricevuti.

      Competenze vs trattenute: il saldo della busta paga

      Per capire come leggere la busta paga correttamente, devi avere chiara la distinzione tra competenze e trattenute.

      Le competenze (quello che guadagni)

      Le competenze sono tutte le voci positive, ovvero gli importi che ti spettano:

      • Paga base + contingenza + scatti + superminimo
      • Straordinari e maggiorazioni
      • Indennità varie (turno, trasferta, reperibilità)
      • Premio di produzione
      • Tredicesima e quattordicesima (nei mesi di erogazione)
      • Bonus 100 euro (trattamento integrativo)

      Le trattenute (quello che ti viene sottratto)

      Le trattenute sono le voci negative:

      • Contributi INPS (9,19% dell’imponibile previdenziale)
      • IRPEF (al netto delle detrazioni)
      • Addizionale regionale IRPEF
      • Addizionale comunale IRPEF
      • Eventuali altre trattenute (sindacali, cessione quinto, ecc.)

      La formula base è semplice: Totale Competenze – Totale Trattenute = Netto in busta. Tuttavia, il calcolo effettivo è più articolato perché IRPEF e contributi si calcolano su basi imponibili diverse.

      Come si arriva al netto in busta

      Ecco il percorso completo dal lordo al netto, passo dopo passo:

      1. Retribuzione lorda mensile = somma di tutte le voci retributive
      2. Imponibile previdenziale = retribuzione lorda (quasi sempre coincide)
      3. Contributi INPS a carico lavoratore = imponibile previdenziale x 9,19% (meno eventuali esoneri)
      4. Imponibile fiscale = retribuzione lorda – contributi INPS
      5. IRPEF lorda = imponibile fiscale x aliquota per scaglione
      6. Detrazioni = detrazione lavoro dipendente + detrazioni per familiari a carico
      7. IRPEF netta = IRPEF lorda – detrazioni
      8. Addizionali = regionale + comunale (quote mensili)
      9. Netto in busta = retribuzione lorda – contributi INPS – IRPEF netta – addizionali + bonus 100 euro (se spettante) – altre trattenute

      Per un approfondimento con tabelle e simulatore, leggi la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026.

      Esempio pratico: busta paga commentata riga per riga

      Vediamo un esempio concreto. Marco è un impiegato di 4° livello del CCNL Commercio, assunto a tempo indeterminato, con 6 anni di anzianità. Lavora a Udine. Ecco la sua busta paga di marzo 2026, commentata voce per voce.

      Sezione competenze di Marco

      VoceImportoSpiegazione
      Paga base1.092,46 euroMinimo tabellare 4° livello Commercio
      Contingenza524,22 euroIndennità congelata dal 1992
      Scatti anzianità (3)62,49 euro3 scatti x 20,83 euro (uno ogni 3 anni)
      Superminimo non assorbibile150,00 euroImporto concordato all’assunzione
      EDR10,33 euroElemento distinto della retribuzione
      Totale competenze1.839,50 euroRetribuzione lorda mensile

      Sezione trattenute di Marco

      VoceImportoSpiegazione
      Contributi INPS (9,19%)169,05 euro1.839,50 x 9,19%
      Esonero contributivo-36,79 euroRiduzione 2 punti per redditi < 35.000 euro
      INPS netta132,26 euroContributo effettivamente trattenuto
      Imponibile fiscale1.707,24 euro1.839,50 – 132,26
      IRPEF lorda392,66 euro1.707,24 x 12 mesi = 20.486,88 annui → aliquota 23%
      Detrazione lavoro dipendente-123,17 euroQuota mensile della detrazione annua
      IRPEF netta269,49 euroImposta effettivamente trattenuta
      Addizionale regionale FVG11,24 euroRata mensile dell’anno precedente
      Addizionale comunale Udine8,95 euroRata acconto + saldo
      Totale trattenute421,94 euro

      Il netto di Marco

      1.839,50 – 421,94 + 100,00 (bonus) = 1.517,56 euro netti

      Marco riceve 1.517,56 euro sul conto corrente. Il suo stipendio lordo di 1.839,50 euro si è ridotto del 23% circa tra contributi, imposte e addizionali, ma il bonus 100 euro ha parzialmente compensato le trattenute.

      Il bonus 100 euro (ex bonus Renzi): dove si vede

      Il trattamento integrativo, conosciuto come “bonus 100 euro” o “ex bonus Renzi”, è un’agevolazione che spetta ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro. Per redditi tra 15.001 e 28.000 euro, spetta solo se la somma delle detrazioni supera l’imposta lorda (una condizione piuttosto specifica).

      Nella busta paga lo trovi indicato con diverse denominazioni a seconda del software paghe utilizzato dall’azienda:

      • “Trattamento integrativo L. 21/2020”
      • “Bonus DL 3/2020”
      • “Credito L. 21/2020” o semplicemente “Bonus 100”

      L’importo massimo è di 100 euro al mese (1.200 euro annui). Si tratta di un credito che il datore anticipa e poi recupera in compensazione: per questo motivo appare come voce positiva nel calcolo del netto, dopo le trattenute fiscali.

      Attenzione: se a fine anno il tuo reddito risulta superiore ai limiti, potresti dover restituire il bonus in sede di conguaglio (dicembre) o con il 730. Il datore di lavoro eroga il bonus mese per mese sulla base del reddito presunto, ma il calcolo definitivo avviene a fine anno.

      Errori comuni nella lettura della busta paga

      Ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono quando leggono la busta paga:

      1. Confondere lordo e netto: quando ti viene proposto uno stipendio, chiedi sempre se è lordo o netto. La differenza può essere del 25-35%
      2. Ignorare il livello contrattuale: un errore nel livello significa una paga base sbagliata. Verifica sempre che corrisponda a quanto concordato
      3. Non controllare le ore: controlla che le ore lavorate, gli straordinari, le ferie e i permessi corrispondano alla realtà
      4. Dimenticare le addizionali: molti lavoratori si stupiscono delle trattenute di gennaio-febbraio senza sapere che sono le rate delle addizionali dell’anno precedente
      5. Non verificare il TFR: controlla periodicamente il progressivo TFR. Se hai scelto il fondo pensione, verifica che i versamenti siano effettivi

      Se noti anomalie o errori nella busta paga, rivolgiti prima all’ufficio paghe della tua azienda. Se non ottieni chiarimenti, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare la correttezza dei calcoli.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sulla busta paga

      Quanto tempo devo conservare le buste paga?

      Le buste paga vanno conservate per almeno 5 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia, per motivi pensionistici, è consigliabile conservarle indefinitamente: in caso di errori nei contributi INPS, le buste paga sono la prova documentale per le rettifiche.

      Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la busta paga?

      Sì. La Legge 5 gennaio 1953 n. 4 obbliga il datore di lavoro a consegnare al lavoratore un prospetto paga al momento del pagamento della retribuzione. La mancata consegna è punibile con una sanzione amministrativa da 150 a 900 euro per ogni lavoratore interessato.

      Cosa significa “RAL” nella busta paga?

      RAL sta per Retribuzione Annua Lorda. Non compare direttamente nella busta paga mensile, ma puoi calcolarla moltiplicando la retribuzione lorda mensile per il numero di mensilità (13 o 14 a seconda del CCNL). Nell’esempio di Marco: 1.839,50 x 14 = circa 25.753 euro di RAL.

      Perché lo stipendio di gennaio è diverso dagli altri mesi?

      A gennaio inizia il nuovo anno fiscale. Le detrazioni vengono ricalcolate, le addizionali dell’anno precedente iniziano a essere trattenute in rate, e l’esonero contributivo viene riapplicato da zero. Questo può causare variazioni di 50-100 euro rispetto ai mesi successivi.

      Come posso verificare se i contributi INPS sono corretti?

      Puoi controllare l’Estratto Conto Contributivo sul sito INPS (sezione “MyINPS”). Confronta i contributi versati con quelli indicati nelle buste paga. Se noti discrepanze, segnalale al datore di lavoro e, se necessario, al CAF Centro Fiscale per un’assistenza nella verifica.

      La busta paga vale come documento di reddito?

      La busta paga non è un documento ufficiale di reddito. Per certificare il reddito servono il CUD (Certificazione Unica) rilasciato dal datore di lavoro entro il 16 marzo di ogni anno, oppure il modello 730 o Redditi PF. Tuttavia, molti enti (banche, proprietari di immobili) accettano le ultime buste paga come prova di reddito corrente.


      Hai bisogno di aiuto per verificare la tua busta paga o per il calcolo dello stipendio netto? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per la verifica dei cedolini e per tutte le pratiche fiscali. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

      Aprile 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-06 09:00:002026-05-31 17:07:17Come Leggere la Busta Paga: Guida Completa 2026
      CAF

      RAL 2026: Cos’e, Come Si Calcola e Tabelle per Settore

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      La RAL, acronimo di Retribuzione Annua Lorda, rappresenta l’importo complessivo che un lavoratore dipendente percepisce in un anno prima delle trattenute fiscali e previdenziali. Comprendere il RAL significato e fondamentale per valutare correttamente un’offerta di lavoro, negoziare lo stipendio e pianificare le proprie finanze personali.

      In questa guida aggiornata al 2026, ti spieghiamo nel dettaglio cos’e la RAL, come si calcola partendo dalla busta paga, quali sono le differenze rispetto allo stipendio netto e al costo aziendale, e ti forniamo le tabelle RAL medie per settore in Italia. Se vuoi approfondire il passaggio da lordo a netto, consulta la nostra guida completa al calcolo dello stipendio netto 2026.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’e la RAL: significato e definizione
      2. Differenza tra RAL, stipendio netto, RGA e costo azienda
      3. Come si calcola la RAL dalla busta paga
      4. Tabelle RAL medie per settore in Italia 2026
      5. RAL e colloquio di lavoro: come negoziare
      6. RAL e regime forfettario: cosa cambia
      7. Come verificare la propria RAL dalla CU
      8. Domande frequenti sulla RAL

      Cos’e la RAL: significato e definizione

      La RAL (Retribuzione Annua Lorda) e l’importo totale lordo che un datore di lavoro corrisponde al dipendente nell’arco di un anno solare. Include:

      • Stipendio base mensile moltiplicato per il numero di mensilita previste dal contratto (generalmente 13 o 14)
      • Scatti di anzianita maturati nel tempo
      • Superminimi e indennita fisse concordate
      • Tredicesima e quattordicesima mensilita (se previste dal CCNL)

      La RAL non include invece: straordinari variabili, premi di risultato una tantum, rimborsi spese, benefit aziendali (auto, buoni pasto) e contributi a carico del datore di lavoro. Questo e un punto fondamentale per comprendere appieno il RAL significato nel contesto della propria retribuzione.

      Differenza tra RAL, stipendio netto, RGA e costo azienda

      Uno degli errori piu comuni e confondere la RAL con lo stipendio netto o con il costo aziendale. Ecco le differenze chiave:

      VoceCosa includeEsempio (RAL 30.000 euro)
      RAL (Retribuzione Annua Lorda)Stipendio lordo annuo del dipendente, incluse mensilita aggiuntive30.000 euro
      Stipendio netto annuoRAL meno contributi INPS dipendente (~9,19%) meno IRPEF e addizionali~22.500-23.500 euro
      RGA (Retribuzione Globale Annua)RAL + compensi variabili (straordinari, premi, bonus)~32.000-35.000 euro
      Costo aziendaRAL + contributi INPS datore (~30%) + INAIL + TFR~42.000-45.000 euro

      Come puoi notare, con una RAL di 30.000 euro il dipendente riceve in busta paga circa 22.500-23.500 euro netti all’anno (circa 1.730-1.810 euro netti al mese su 13 mensilita), mentre il costo effettivo per l’azienda supera i 42.000 euro. Per un calcolo preciso personalizzato, consulta la nostra guida al calcolo stipendio netto 2026.

      Come si calcola la RAL dalla busta paga

      Calcolare la propria RAL partendo dalla busta paga e semplice se sai dove guardare. Segui questi passaggi:

      Metodo 1: dalla retribuzione lorda mensile

      1. Individua la voce “Retribuzione lorda” o “Totale competenze” nella parte alta della busta paga
      2. Verifica il numero di mensilita previste dal tuo CCNL (13 o 14)
      3. Moltiplica: Retribuzione lorda mensile x numero mensilita = RAL

      Esempio pratico: se la tua retribuzione lorda mensile e di 2.200 euro e il tuo contratto prevede 14 mensilita: 2.200 x 14 = 30.800 euro di RAL.

      Metodo 2: dalla CU (Certificazione Unica)

      Il metodo piu preciso e consultare la Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro entro il 16 marzo di ogni anno. La RAL corrisponde al valore indicato al punto 1 della sezione “Dati fiscali” (Redditi di lavoro dipendente e assimilati).

      Tabelle RAL medie per settore in Italia 2026

      Le retribuzioni in Italia variano significativamente in base al settore, all’esperienza e alla zona geografica. Ecco le RAL medie per settore aggiornate al 2026, basate sui dati ISTAT e delle principali indagini retributive:

      SettoreRAL media junior (0-3 anni)RAL media mid (3-7 anni)RAL media senior (7+ anni)
      Commercio e GDO21.000 – 24.000 euro25.000 – 30.000 euro32.000 – 40.000 euro
      Metalmeccanico23.000 – 26.000 euro28.000 – 34.000 euro36.000 – 48.000 euro
      Pubblica Amministrazione22.000 – 25.000 euro27.000 – 33.000 euro35.000 – 50.000 euro
      IT e Digital25.000 – 30.000 euro33.000 – 42.000 euro45.000 – 65.000 euro
      Sanita24.000 – 28.000 euro30.000 – 38.000 euro40.000 – 70.000 euro
      Edilizia22.000 – 25.000 euro27.000 – 33.000 euro35.000 – 45.000 euro
      Turismo e ristorazione18.000 – 22.000 euro23.000 – 28.000 euro30.000 – 38.000 euro
      Bancario e assicurativo26.000 – 30.000 euro34.000 – 42.000 euro45.000 – 70.000 euro

      Nota importante: questi valori rappresentano medie nazionali. Le RAL nel Nord Italia (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto) tendono ad essere il 10-20% superiori rispetto al Sud. Le grandi citta come Milano possono presentare RAL del 15-25% piu alte della media nazionale.

      RAL e colloquio di lavoro: come negoziare

      La RAL e il parametro principale utilizzato durante le trattative salariali. Ecco come affrontare la negoziazione in modo efficace:

      Prima del colloquio

      • Conosci la tua RAL attuale: controlla l’ultima CU o busta paga
      • Ricerca il mercato: consulta le tabelle sopra e portali come Glassdoor, Indeed e JobPricing per la RAL media del tuo ruolo
      • Definisci un range: prepara un intervallo realistico (es. 32.000-36.000 euro) basato sulla tua esperienza

      Durante la negoziazione

      • Parla sempre in termini di RAL: e il linguaggio standard del mondo HR
      • Non rivelare subito la tua RAL attuale: chiedi prima qual e il budget previsto per la posizione
      • Valuta il pacchetto complessivo: benefit come smart working, buoni pasto, assicurazione sanitaria e formazione hanno un valore economico concreto
      • Chiedi la RAL su 13 o 14 mensilita: una RAL di 30.000 euro su 13 mensilita da uno stipendio lordo mensile piu alto rispetto alla stessa RAL su 14 mensilita

      RAL e regime forfettario: cosa cambia

      Se stai valutando di passare da dipendente a libero professionista con regime forfettario, devi sapere che il concetto di RAL non si applica direttamente. Nel regime forfettario si parla di fatturato lordo e reddito imponibile (calcolato applicando il coefficiente di redditivita).

      Per fare un confronto corretto:

      • Un dipendente con RAL di 30.000 euro netta circa 22.500-23.500 euro
      • Un forfettario con fatturato di 40.000 euro (coefficiente 78%) ha un reddito imponibile di 31.200 euro, su cui paga il 15% di imposta sostitutiva (o 5% per i primi 5 anni), piu i contributi previdenziali
      • Il netto del forfettario puo essere superiore, ma senza TFR, ferie pagate, malattia e tredicesima

      Il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a fare una simulazione personalizzata per confrontare la tua RAL da dipendente con il potenziale guadagno in regime forfettario.

      Come verificare la propria RAL dalla CU

      La Certificazione Unica (CU 2026), relativa ai redditi 2025, e il documento ufficiale per verificare la tua RAL effettiva. Ecco dove trovare i dati:

      • Punto 1 – Redditi di lavoro dipendente: questo e il valore della tua RAL effettiva percepita nell’anno
      • Punto 2 – Redditi assimilati: eventuali compensi aggiuntivi (collaborazioni, stage)
      • Punto 21 – Ritenute IRPEF: l’imposta gia trattenuta in busta paga
      • Punto 22 – Addizionale regionale: trattenuta aggiuntiva variabile per regione

      Se non hai ricevuto la CU dal tuo datore di lavoro, puoi scaricarla dal cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate accedendo con SPID o CIE. In alternativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza nella consultazione.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sulla RAL

      Cosa vuol dire RAL 25.000 euro?

      Significa che la tua retribuzione annua lorda e di 25.000 euro, cioe l’importo totale prima delle trattenute. Lo stipendio netto mensile corrispondente sara circa 1.450-1.550 euro su 13 mensilita, a seconda delle detrazioni spettanti e delle addizionali regionali e comunali.

      Come si passa dalla RAL allo stipendio netto?

      Dalla RAL si sottraggono: contributi INPS a carico del dipendente (circa 9,19%), IRPEF secondo gli scaglioni 2026 (23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro), addizionali regionali e comunali. Si aggiungono poi le detrazioni per lavoro dipendente. Per un calcolo dettagliato, leggi la nostra guida al calcolo stipendio netto.

      La RAL include la tredicesima?

      Si, la RAL include tutte le mensilita previste dal contratto, quindi anche la tredicesima e l’eventuale quattordicesima. Se il tuo contratto prevede 14 mensilita, la RAL comprende tutte e 14.

      Qual e la RAL media in Italia nel 2026?

      Secondo i dati ISTAT e le principali indagini retributive, la RAL media in Italia nel 2026 si attesta intorno ai 30.000-31.000 euro lordi annui. Tuttavia, questo dato nasconde forti differenze territoriali (Nord vs Sud) e settoriali (IT e finanza vs turismo e commercio).

      Come faccio a sapere la mia RAL esatta?

      I tre modi piu affidabili sono: (1) consultare la Certificazione Unica (CU) al punto 1, (2) verificare il contratto di assunzione dove e indicata la RAL pattuita, (3) moltiplicare la retribuzione lorda mensile in busta paga per il numero di mensilita. Per assistenza, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione: contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

      Aprile 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-05 09:00:002026-05-31 16:23:43RAL 2026: Cos’e, Come Si Calcola e Tabelle per Settore
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      730/2026 Detrazioni Spese Mediche: Guida Pratica con Esempi e Calcoli

      Dichiarazione dei redditi 730

      La dichiarazione 730/2026 offre importanti opportunità di risparmio fiscale attraverso le detrazioni per spese mediche e sanitarie. Migliaia di contribuenti italiani possono recuperare il 19% delle spese sanitarie sostenute nel 2025, ma solo se conoscono bene le regole e compilano correttamente il modello.

      In questa guida pratica, il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo nel mondo delle detrazioni sanitarie nel 730/2026. Non ci limitiamo alla teoria: ti mostreremo esempi concreti di calcolo, ti diremo esattamente quali spese mediche sono detraibili e quali no, e ti sveleremo gli errori più comuni che costano cari in termini di rimborsi persi.

      Le spese mediche detraibili nel 730/2026 comprendono visite specialistiche, esami diagnostici, farmaci con ricetta, protesi, spese odontoiatriche, occhiali da vista e molto altro. La normativa prevede una franchigia di 129,11 euro: questo significa che la detrazione del 19% si applica solo sulla parte di spesa che supera questa soglia.

      Molti contribuenti non sanno che possono detrarre anche le spese mediche sostenute per familiari a carico, oppure non conoscono l’obbligo del pagamento tracciabile introdotto dal 2020. Errori nella compilazione del modello 730 o nella conservazione della documentazione sanitaria possono compromettere il diritto alla detrazione, facendoti perdere centinaia o addirittura migliaia di euro.

      Per approfondire tutti gli aspetti normativi e documentali, consulta la nostra guida completa alle detrazioni per spese mediche nel 730/2026, che spiega nel dettaglio franchigia, percentuali, tipologie di spese e documenti necessari. In questo articolo ci concentreremo invece sugli aspetti pratici e operativi: come calcolare la detrazione, come compilare i righi E1-E5, quali sono i casi particolari e come evitare gli errori più frequenti.

      📬

      Resta aggiornato sulle novita fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

      Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      Indice dei contenuti

      1. Come Funziona la Detrazione del 19% sulle Spese Mediche
      2. Franchigia di 129,11 Euro: Come si Calcola la Detrazione
      3. Tutte le Categorie di Spese Mediche Detraibili nel 730/2026
      4. Spese Mediche NON Detraibili: Cosa Escludere dal 730
      5. Pagamenti Tracciabili: Regole e Modalità Obbligatorie
      6. Come Compilare il 730: Righe E1-E5 per le Spese Mediche
      7. Spese Mediche per Familiari a Carico: Chi e Come
      8. Casi Particolari: Spese all’Estero, Rimborsi e Situazioni Speciali
      9. Errori Comuni da Evitare nelle Detrazioni Spese Mediche
      10. Novità 2026 rispetto al 2025 sulle Detrazioni Spese Mediche

      Come Funziona la Detrazione del 19% sulle Spese Mediche

      La detrazione fiscale per spese mediche è un meccanismo che ti permette di recuperare parte di quanto hai speso per cure e prestazioni sanitarie nel corso del 2025. Il funzionamento è semplice nella teoria, ma richiede attenzione nei dettagli pratici.

      Il principio base è questo: lo Stato ti riconosce una detrazione del 19% su tutte le spese sanitarie detraibili che hai sostenuto nell’anno, ma solo sulla parte che supera la franchigia obbligatoria di 129,11 euro. Questa franchigia rappresenta la soglia minima: se hai speso meno di 129,11 euro in tutto l’anno per spese mediche, non hai diritto ad alcuna detrazione.

      La detrazione fiscale si traduce in un credito d’imposta che viene sottratto dalle imposte che devi pagare. Se le imposte dovute sono inferiori alla detrazione, ricevi la differenza come rimborso IRPEF direttamente sul tuo conto corrente o in busta paga, a seconda della modalità di presentazione del 730.

      È importante capire la differenza tra detrazione e deduzione: la detrazione riduce direttamente l’imposta da pagare, mentre la deduzione riduce il reddito imponibile su cui si calcolano le imposte. Nel caso delle spese mediche nel 730/2026, si tratta sempre di detrazioni, che sono generalmente più vantaggiose per il contribuente.

      La normativa di riferimento è contenuta nell’articolo 15 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), più volte modificato negli anni. Le ultime novità significative risalgono al 2020, quando è stato introdotto l’obbligo di pagamento tracciabile per la maggior parte delle spese mediche detraibili.

      Franchigia di 129,11 Euro: Come si Calcola la Detrazione

      La franchigia di 129,11 euro è il punto di partenza per il calcolo di ogni detrazione per spese mediche. Vediamo con esempi pratici come funziona.

      ESEMPIO 1 – Spesa inferiore alla franchigia: Immagina di aver speso 100 euro in farmaci durante tutto il 2025. Poiché questa cifra è inferiore alla franchigia di 129,11 euro, non hai diritto ad alcuna detrazione. È come se quella spesa non fosse mai avvenuta ai fini fiscali.

      ESEMPIO 2 – Spesa di poco superiore alla franchigia: Hai sostenuto spese mediche per 200 euro nel 2025. La detrazione si calcola così: – Spesa totale: 200,00 euro – Franchigia: -129,11 euro – Base imponibile: 70,89 euro – Detrazione (19%): 70,89 × 0,19 = 13,47 euro

      Quindi recuperi 13,47 euro come detrazione fiscale.

      ESEMPIO 3 – Spesa consistente: Hai avuto spese mediche elevate: 3.000 euro (ad esempio per cure odontoiatriche). – Spesa totale: 3.000,00 euro – Franchigia: -129,11 euro – Base imponibile: 2.870,89 euro – Detrazione (19%): 2.870,89 × 0,19 = 545,47 euro

      In questo caso recuperi 545,47 euro, una cifra significativa che abbatte notevolmente l’imposta da pagare.

      FORMULA GENERALE: La formula per calcolare la detrazione è semplicissima: “` Detrazione = (Spesa totale – 129,11) × 19% “`

      Questo calcolo vale per tutte le spese sanitarie detraibili cumulate nell’anno: farmaci, visite, esami, protesi, occhiali, dentista, fisioterapia, ecc. Non devi calcolare la franchigia separatamente per ogni categoria di spesa, ma una sola volta sul totale annuale.

      ATTENZIONE: La franchigia di 129,11 euro si applica per contribuente, non per nucleo familiare. Se marito e moglie presentano entrambi il 730, ciascuno ha diritto alla propria franchigia sulle spese che detrae. Questo aspetto è importante nella pianificazione fiscale delle coppie.

      Tutte le Categorie di Spese Mediche Detraibili nel 730/2026

      Il panorama delle spese sanitarie detraibili è molto ampio. Ecco un elenco completo e dettagliato, organizzato per categorie, di tutte le spese che puoi portare in detrazione nel 730/2026.

      Farmaci e Medicinali

      Tutti i farmaci acquistati in farmacia o parafarmacia sono detraibili, ma con alcune distinzioni importanti:

      – Farmaci con ricetta medica (anche ripetibile): detraibili al 19%. Lo scontrino deve riportare la dicitura “medicinale” o “farmaco” e il codice fiscale del paziente. – Farmaci da banco (SOP e OTC): detraibili anche senza ricetta, purché lo scontrino riporti il codice fiscale e la dicitura “farmaco”. – Farmaci omeopatici: detraibili se registrati come medicinali presso l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). – Integratori alimentari: NON detraibili, anche se acquistati in farmacia con consiglio del medico. – Prodotti parafarmaceutici: NON detraibili (creme, cosmetici, prodotti per l’igiene).

      IMPORTANTE: Lo scontrino della farmacia deve essere “parlante”, cioè deve specificare la natura di farmaco del prodotto e il codice fiscale di chi sostiene la spesa. Gli scontrini generici senza queste indicazioni non sono validi.

      Visite Mediche e Specialistiche

      Tutte le visite mediche sono detraibili al 19%, sia presso strutture pubbliche che private:

      – Visite mediche generiche (medico di base a pagamento) – Visite specialistiche (cardiologo, ortopedico, dermatologo, oculista, ecc.) – Visite psicologiche e psichiatriche – Visite ginecologiche e ostetriche – Visite pediatriche – Visite odontoiatriche (anche solo la visita, senza cure) – Certificati medici richiesti per attività sportive, patente, lavoro – Prestazioni di medici specialisti a domicilio

      La detrazione spetta sia per le visite effettuate nel SSN (ticket sanitari) che per quelle private intramoenia o presso studi medici privati. È fondamentale conservare la fattura o la ricevuta fiscale che riporti: – Dati identificativi del medico o della struttura (con partita IVA) – Data della prestazione – Natura della prestazione (“visita medica specialistica”, ecc.) – Importo pagato – Dati del paziente

      Esami Diagnostici e Analisi

      Rientrano tra le spese mediche detraibili tutti gli esami diagnostici e di laboratorio:

      – Analisi del sangue e delle urine (ematochimiche, tossicologiche, microbiologiche) – Radiografie (RX torace, ortopanoramica dentale, ecc.) – Ecografie (addominale, pelvica, ostetrica, ecc.) – TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) – Risonanza Magnetica (RMN) – Elettrocardiogramma (ECG) ed Ecocardiogramma – Mammografia e MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) – Esami endoscopici (gastroscopia, colonscopia, ecc.) – Esami istologici e biopsie – Test genetici prescritti dal medico – Screening oncologici

      Anche in questo caso, la spesa è detraibile sia se sostenuta presso strutture pubbliche (con pagamento del ticket) che presso laboratori e centri diagnostici privati. La ricevuta fiscale o la fattura deve indicare chiaramente il tipo di esame effettuato.

      Cure Odontoiatriche e Ortodontiche

      Le spese odontoiatriche rappresentano spesso le voci più significative in termini di importo. Sono detraibili al 19%:

      – Otturazioni e devitalizzazioni – Estrazioni dentarie – Cure conservative e endodonzia – Protesi dentarie (fisse, mobili, totali, parziali) – Impianti dentali – Apparecchi ortodontici (per bambini e adulti) – Pulizia dentale professionale (igiene orale, ablazione tartaro) – Sbiancamento dentale se prescritto per motivi terapeutici – Cure parodontali – Chirurgia odontoiatrica e maxillo-facciale

      Per le cure dentistiche, il preventivo e il piano di cura sono documenti utili ma non obbligatori ai fini della detrazione. Ciò che conta è la fattura finale emessa dal dentista, che deve riportare: – Descrizione dettagliata delle prestazioni – Date delle sedute – Importi parziali e totale – Modalità di pagamento (tracciabile!)

      CONSIGLIO: Se la spesa odontoiatrica è elevata e viene rateizzata in più anni, verifica con il tuo dentista la possibilità di frazionare le fatture in modo da ottimizzare le detrazioni fiscali distribuite su più dichiarazioni dei redditi.

      Protesi e Ausili Medici

      Tutti i dispositivi protesici e gli ausili medici sono detraibili:

      – Occhiali da vista (lenti e montatura) – Lenti a contatto (anche quelle colorate se prescritte per motivi medici) – Apparecchi acustici per ipoacusie – Protesi ortopediche (ginocchio, anca, spalla, ecc.) – Tutori, busti, corsetti ortopedici – Plantari su misura prescritti dal medico – Apparecchi per aerosol e inalazioni – Apparecchi per la misurazione della pressione – Glucometri e strisce per diabetici – Stampelle, deambulatori, sedie a rotelle – Letti ortopedici e materassi antidecubito – Protesi mammarie post-mastectomia – Parrucche per pazienti oncologici

      Per gli occhiali da vista, la detrazione spetta anche senza prescrizione medica, purché lo scontrino o la fattura dell’ottico riporti la dicitura “occhiali da vista” e il codice fiscale dell’acquirente. Il limite di spesa è libero: puoi detrarre qualsiasi importo (una montatura da 50 euro come una da 500 euro).

      Per le protesi ortopediche, serve la prescrizione del medico specialista che attesti la necessità della protesi. Anche i costi di riparazione e manutenzione delle protesi sono detraibili.

      Fisioterapia, Riabilitazione e Terapie

      Le prestazioni riabilitative e fisioterapiche rientrano tra le spese mediche detraibili:

      – Fisioterapia (massoterapia, kinesiterapia, terapia manuale) – Riabilitazione motoria post-traumatica o post-operatoria – Terapie strumentali (TENS, ultrasuoni, laserterapia, magnetoterapia, ecc.) – Logopedia per disturbi del linguaggio – Psicomotricità per bambini – Terapia occupazionale – Osteopatia (se praticata da medico o fisioterapista) – Chiropratica (se praticata da professionista abilitato) – Agopuntura se effettuata da medici

      ATTENZIONE: Per le terapie alternative (osteopatia, chiropratica, agopuntura), la detrazione spetta solo se la prestazione è resa da un medico o da un fisioterapista regolarmente iscritto all’albo. Le fatture di operatori privi di qualifica sanitaria riconosciuta NON sono detraibili.

      Le terapie psicologiche (psicoterapia, supporto psicologico, consulenza psicologica) sono detraibili se prestate da psicologi iscritti all’Albo o da psichiatri. Serve la fattura con indicazione chiara del tipo di prestazione.

      Ricoveri, Interventi Chirurgici e Degenze

      Anche le spese ospedaliere sono detraibili, sia per interventi in regime pubblico che privato:

      – Interventi chirurgici di qualsiasi tipo – Ricoveri ospedalieri (ordinari e in day hospital) – Degenze in cliniche private – Rette per ricoveri in case di cura – Interventi ambulatoriali in regime di day surgery – Spese di sala operatoria e anestesia – Assistenza infermieristica durante il ricovero – Pasti e pernottamento se inclusi nella retta ospedaliera

      Se il ricovero avviene in struttura pubblica o convenzionata SSN, la detrazione riguarda il ticket pagato o l’eventuale quota a carico del paziente. Se il ricovero è in clinica privata, l’intera retta è detraibile.

      CASO PARTICOLARE: La retta per ricovero in RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) o casa di riposo è detraibile solo per la quota riferita alle prestazioni sanitarie certificate dalla struttura, non per la quota di assistenza alberghiera.

      Altre Spese Sanitarie Detraibili

      Esistono altre categorie di spese mediche meno comuni ma comunque detraibili:

      – Trasfusioni di sangue e emoderivati – Dialisi per pazienti nefropatici – Ossigenoterapia a domicilio – Nutrizione enterale per pazienti con patologie specifiche – Cure termali se prescritte dal medico (solo la parte sanitaria, non vitto e alloggio) – Inseminazione artificiale e fecondazione assistita (PMA) – Test diagnostici prenatali (amniocentesi, villocentesi, bi-test, ecc.) – Trapianto di organi e tessuti (spese a carico del paziente) – Prestazioni rese da infermieri professionali (medicazioni, iniezioni, prelievi a domicilio) – Assistenza domiciliare sanitaria (ADI) – Vaccini non coperti dal SSN – Certificati e perizie medico-legali

      Tutte queste spese richiedono documentazione fiscale adeguata (fattura o ricevuta) e, ove previsto, la prescrizione medica che giustifichi la necessità della prestazione.

      Spese Mediche NON Detraibili: Cosa Escludere dal 730

      È fondamentale sapere anche cosa non puoi detrarre, per evitare di includere nel 730 spese che verrebbero contestate in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco le spese sanitarie NON detraibili:

      INTEGRATORI ALIMENTARI Gli integratori alimentari (vitamine, sali minerali, omega-3, probiotici, ecc.) NON sono detraibili, anche se acquistati in farmacia e consigliati dal medico. Non sono classificati come farmaci ma come alimenti.

      PRODOTTI PARAFARMACEUTICI E COSMETICI Creme, pomate, prodotti per l’igiene personale, cosmetici (anche quelli venduti in farmacia) NON sono detraibili. Sono esclusi anche i prodotti omeopatici non registrati come medicinali.

      PRESTAZIONI ESTETICHE Le prestazioni di medicina estetica (filler, botox, peeling, laser per epilazione, ecc.) e gli interventi di chirurgia estetica (mastoplastica, rinoplastica, liposuzione, ecc.) NON sono detraibili, salvo che siano ricostruttive a seguito di malattie o traumi certificati (es. mastoplastica dopo mastectomia oncologica).

      ATTIVITÀ SPORTIVE E PALESTRE Le quote di iscrizione a palestre, piscine, corsi sportivi (anche se prescritti dal medico per motivi di salute) NON sono detraibili. Fanno eccezione solo le prestazioni di fisioterapia e riabilitazione rese da professionisti sanitari qualificati.

      MASSAGGI NON TERAPEUTICI I massaggi estetici o rilassanti (presso centri benessere, spa, ecc.) NON sono detraibili. Sono detraibili solo i massaggi terapeutici (massoterapia) prescritti dal medico e resi da fisioterapisti.

      TERAPIE NON RICONOSCIUTE Le prestazioni rese da operatori non abilitati (es. naturopati, counselor, operatori olistici privi di qualifica sanitaria) NON sono detraibili, anche se rilasciano fattura.

      ALIMENTI DIETETICI E SPECIALI Gli alimenti per celiaci, diabetici, intolleranti (anche se prescritti dal medico) NON sono detraibili. Sono considerati alimenti, non farmaci.

      DISPOSITIVI NON MEDICI Gli smartwatch, fitness tracker, bilance digitali (anche se misurano parametri di salute) NON sono detraibili. Sono classificati come dispositivi tecnologici, non come presidi medici.

      CURE ALL’ESTERO SENZA AUTORIZZAZIONE Le spese mediche sostenute all’estero (fuori UE) NON sono detraibili se non c’è stata preventiva autorizzazione ASL/SSN, salvo casi di urgenza documentati. Vedi sezione dedicata più avanti.

      Pagamenti Tracciabili: Regole e Modalità Obbligatorie

      Dal 1° gennaio 2020 è in vigore l’obbligo di pagamento tracciabile per la maggior parte delle spese mediche detraibili. Questo significa che non puoi più pagare in contanti e pretendere la detrazione.

      METODI DI PAGAMENTO AMMESSI:

      – Carte di credito e di debito (bancomat, Visa, Mastercard, American Express, ecc.) – Carte prepagate (Postepay, PayPal, ecc.) – Assegni bancari e postali (anche se sempre più in disuso) – Bonifici bancari e postali – Bollettini postali e MAV/RAV – Pagamenti tramite PagoPA (per ticket SSN) – App di pagamento (Apple Pay, Google Pay, Satispay, ecc.)

      PAGAMENTI IN CONTANTI ANCORA AMMESSI (ECCEZIONI):

      Il pagamento in contanti è ancora consentito e la spesa rimane detraibile solo per:

      1. Farmaci e dispositivi medici acquistati in farmacia, parafarmacia o altri esercizi commerciali autorizzati 2. Ticket sanitari SSN pagati direttamente presso strutture pubbliche o CUP 3. Prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate SSN

      ATTENZIONE: Anche se il contante è ancora ammesso per farmaci e ticket, la tendenza è di usare comunque pagamenti tracciabili per avere maggiore certezza in caso di controlli fiscali.

      REGOLE PER LE RICEVUTE:

      Quando paghi con metodo tracciabile, devi conservare: – La fattura o ricevuta fiscale della prestazione medica – La ricevuta del pagamento elettronico (estratto conto carta, ricevuta POS, contabile bancario)

      NON è sufficiente che sulla fattura medica ci sia scritto “pagato con carta”: devi avere anche la prova bancaria del pagamento (estratto conto con l’addebito).

      SANZIONI IN CASO DI VIOLAZIONE:

      Se detrai spese mediche pagate in contanti (quando era obbligatorio il pagamento tracciabile), l’Agenzia delle Entrate può: – Disconoscere la detrazione e richiedere il rimborso dell’importo indebitamente detratto – Applicare sanzioni dal 100% al 200% dell’imposta non pagata – Richiedere il pagamento degli interessi di mora

      CONSIGLI PRATICI:

      – Usa sempre carte di pagamento per le spese mediche, anche quando il contante sarebbe ammesso – Conserva gli estratti conto bancari o delle carte per almeno 5 anni (termine prescrizionale per controlli fiscali) – Se hai dubbi su una spesa particolare, chiedi al medico o alla struttura quale metodo di pagamento garantisce la detrazione – Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per verificare la correttezza dei tuoi pagamenti prima di compilare il 730

      Come Compilare il 730: Righe E1-E5 per le Spese Mediche

      La compilazione del modello 730 per le detrazioni spese mediche avviene nella Sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione del 19%, utilizzando i righi da E1 a E5.

      RIGO E1 – Spese sanitarie

      Questa è la riga principale dove inserire tutte le spese mediche e sanitarie generiche: – Colonna 1: somma totale delle spese sanitarie (senza sottrarre la franchigia) – Colonna 2: lasciare vuota (si usa solo per spese di patologie esenti) – Colonna 3: lasciare vuota

      ESEMPIO PRATICO: Hai sostenuto nel 2025: – Farmaci: 450 euro – Visite specialistiche: 300 euro – Esami diagnostici: 250 euro – Occhiali da vista: 200 euro – TOTALE: 1.200 euro

      Nel rigo E1, colonna 1, inserisci: 1.200,00

      Il software dell’Agenzia delle Entrate calcolerà automaticamente: – Base imponibile: 1.200 – 129,11 = 1.070,89 euro – Detrazione spettante: 1.070,89 × 19% = 203,47 euro

      RIGO E2 – Spese sanitarie per familiari con patologie esenti

      Questa riga si usa solo per spese mediche sostenute per familiari affetti da patologie esenti (elencate nel Decreto Ministeriale 329/1999). In questo caso, NON si applica la franchigia di 129,11 euro: la detrazione del 19% spetta sull’intero importo.

      Patologie esenti includono: diabete mellito, celiachia, patologie oncologiche, malattie rare, fibrosi cistica, e molte altre. Se un familiare a carico ha una di queste patologie, le sue spese mediche vanno indicate in E2 (colonna 1), non in E1.

      RIGO E3 – Spese sanitarie per persone con disabilità

      Se hai sostenuto spese mediche per te stesso o per un familiare con disabilità riconosciuta (ai sensi della Legge 104), queste spese vanno indicate nel rigo E3. Anche in questo caso NON si applica la franchigia.

      Spese tipiche per disabili: – Assistenza infermieristica e riabilitativa – Trasporto in ambulanza – Acquisto di ausili (sedie a rotelle, montascale, ecc.) – Spese per l’assistenza personale

      ATTENZIONE: Per le spese relative a mezzi di accompagnamento (auto, motoveicoli adattati) esiste un rigo dedicato (E4), con regole specifiche.

      RIGO E4 – Veicoli per persone con disabilità

      Se hai acquistato o adattato un veicolo per persona con disabilità, puoi detrarre il 19% del costo (con limite di spesa di 18.075,99 euro). La detrazione va indicata in E4.

      RIGO E5 – Altre spese

      Questo rigo raccoglie altre spese con detrazione al 19% non sanitarie (es. spese funebri, attività sportive per ragazzi, intermediazione immobiliare, ecc.). NON usare questo rigo per spese mediche: queste vanno sempre in E1, E2 o E3.

      DOCUMENTAZIONE DA CONSERVARE:

      Una volta compilato il 730, NON devi allegare le ricevute e fatture al modello: queste vanno conservate a casa per almeno 5 anni, perché l’Agenzia delle Entrate può richiederle in caso di controlli.

      Documenti da conservare: – Fatture e ricevute fiscali di tutte le spese mediche – Scontrini parlanti delle farmacie (con codice fiscale) – Ricevute di pagamento tracciabili (estratti conto, ricevute POS) – Prescrizioni mediche (quando richieste dalla normativa) – Certificati di patologia esente o di disabilità (se applicabile)

      ERRORI DA EVITARE NELLA COMPILAZIONE:

      ❌ Sommare le spese già sottraendo la franchigia – NO! La franchigia viene calcolata automaticamente dal software. Tu devi solo inserire il totale lordo.

      ❌ Inserire spese non tracciabili (pagate in contanti quando vietato) – Rischi sanzioni.

      ❌ Dimenticare spese detraibili – Molte persone dimenticano gli occhiali, i farmaci da banco, le visite private.

      ❌ Indicare spese di anni precedenti – Valgono solo le spese sostenute nel 2025 (per il 730/2026).

      ✅ Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per una compilazione assistita e senza errori del tuo 730.

      Spese Mediche per Familiari a Carico: Chi e Come

      Una delle opportunità più importanti riguarda la possibilità di detrarre le spese mediche sostenute per familiari fiscalmente a carico. Ma chi sono i familiari a carico e come funziona la detrazione?

      CHI SONO I FAMILIARI A CARICO:

      Sono considerati fiscalmente a carico i familiari che nel 2025 hanno avuto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (o 4.000 euro se hanno meno di 24 anni).

      Familiari a carico possono essere: – Coniuge non legalmente ed effettivamente separato – Figli (anche adottivi, affidati, affiliati), senza limiti di età – Altri familiari conviventi: genitori, suoceri, generi, nuore, fratelli e sorelle, nonni, nipoti

      IMPORTANTE: Per i figli, dal 2022 non esiste più il limite di età dei 24 anni per essere considerati a carico. Ciò che conta è solo il limite di reddito (2.840,51 euro o 4.000 euro se under 24).

      COME FUNZIONA LA DETRAZIONE:

      Se sostieni spese mediche per un familiare a carico, tu puoi detrarre quelle spese nel tuo 730, anche se la fattura è intestata al familiare.

      ESEMPIO: Tuo figlio di 20 anni (studente universitario, reddito zero) ha fatto cure dentistiche per 2.000 euro. Tu hai pagato con la tua carta di credito. Puoi detrarre quei 2.000 euro nel tuo 730, sommandoli alle tue spese mediche.

      Calcolo: – Tue spese mediche: 500 euro – Spese figlio a carico: 2.000 euro – Totale spese detraibili: 2.500 euro – Franchigia: -129,11 euro – Base imponibile: 2.370,89 euro – Detrazione: 2.370,89 × 19% = 450,47 euro

      INTESTAZIONE FATTURE E PAGAMENTI:

      REGOLA GENERALE: Le fatture mediche possono essere intestate: – Al familiare a carico (paziente) – A chi sostiene la spesa (genitore, coniuge)

      REGOLA PAGAMENTI: Il pagamento deve essere effettuato da: – Chi sostiene la spesa e vuole la detrazione (con la propria carta/conto) – NON dal familiare a carico con i propri mezzi

      CASO PARTICOLARE – COPPIE SPOSATE:

      Se marito e moglie sono entrambi fiscalmente non a carico l’uno dell’altro (perché entrambi lavorano), le spese mediche possono essere detratte: – Da chi ha effettivamente sostenuto la spesa (chi ha pagato) – Oppure ripartite al 50% tra i coniugi (se entrambi hanno pagato quote della spesa)

      ATTENZIONE: Se la fattura è intestata alla moglie e paga il marito, la detrazione può prenderla il marito (chi ha pagato). Ma se la fattura è intestata al marito e paga la moglie, può esserci un problema in caso di controllo: meglio far coincidere intestazione fattura e pagamento.

      SPESE PER GENITORI ANZIANI:

      Molte persone sostengono spese mediche per i propri genitori anziani. La detrazione spetta solo se: – Il genitore è fiscalmente a carico (reddito ≤ 2.840,51 euro) – Le spese sono pagate dal figlio (con metodi tracciabili intestati al figlio)

      Se il genitore ha una pensione superiore a 2.840,51 euro, NON è a carico e le sue spese mediche può detrarle lui stesso nel suo 730 (o Modello Redditi), non il figlio.

      RIPARTIZIONE DETRAZIONE TRA PIÙ FIGLI:

      Se più figli sostengono spese per lo stesso genitore a carico, ciascuno può detrarre le spese che ha effettivamente sostenuto (attestate dai propri pagamenti tracciabili). Non c’è un obbligo di ripartizione al 50% come per le detrazioni da figli a carico.

      Casi Particolari: Spese all’Estero, Rimborsi e Situazioni Speciali

      Esistono situazioni particolari che richiedono attenzione e conoscenze specifiche. Vediamo i casi più frequenti.

      Spese Mediche Sostenute all’Estero

      Se hai sostenuto spese sanitarie all’estero, la detraibilità dipende da dove e in quali circostanze.

      SPESE IN PAESI UE/SEE:

      Le spese mediche sostenute in Paesi dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein) sono detraibili alle stesse condizioni di quelle italiane, purché: – Siano documentate da fattura o ricevuta fiscale tradotta in italiano (se richiesto dall’Agenzia delle Entrate) – Il pagamento sia tracciabile – La prestazione rientri tra quelle detraibili in Italia

      IMPORTANTE: Se utilizzi la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) e paghi solo il ticket, puoi detrarre il ticket pagato.

      SPESE IN PAESI EXTRA-UE:

      Le spese mediche sostenute fuori dall’Unione Europea sono detraibili solo se: – C’è stata preventiva autorizzazione da parte della ASL/SSN italiana per cure non disponibili in Italia – Oppure si è trattato di una urgenza medica documentata (es. incidente durante viaggio)

      In assenza di autorizzazione o urgenza, le spese extra-UE NON sono detraibili.

      Rimborsi da Assicurazioni o Fondi Sanitari

      Se ricevi un rimborso per spese mediche da parte di assicurazioni private o fondi sanitari integrativi, la detrazione va ridotta dell’importo rimborsato.

      REGOLA: Puoi detrarre solo la spesa effettivamente rimasta a tuo carico (spesa totale – rimborso).

      ESEMPIO: – Spesa odontoiatrica: 2.000 euro – Rimborso assicurazione: 800 euro – Spesa netta a carico: 1.200 euro

      Nel 730, indichi 1.200 euro (non 2.000), su cui verrà calcolata la detrazione.

      TIMING DEI RIMBORSI:

      Se nel 2025 hai sostenuto una spesa e ricevuto il rimborso nello stesso anno, la detrazione si calcola sulla differenza.

      Se invece hai sostenuto la spesa nel 2025 ma ricevi il rimborso nel 2026, nel 730/2026 (anno d’imposta 2025) detrai l’intero importo. Poi, nel 730/2027 (anno d’imposta 2026), dovrai dichiarare il rimborso ricevuto come reddito (da indicare nel quadro D – Altri redditi).

      RIMBORSI SSN/ASL:

      Se il SSN ti rimborsa una spesa (es. per cure all’estero autorizzate), vale la stessa regola: detrai solo la quota rimasta a tuo carico.

      Decessi e Spese Mediche Sostenute dagli Eredi

      Se una persona decede nel corso del 2025, le spese mediche sostenute prima del decesso possono essere detratte: – Nel 730 del defunto (se presentato dagli eredi) – Oppure nel 730 dell’erede che ha sostenuto la spesa (es. figlio che ha pagato le cure del genitore)

      Le spese sostenute dopo il decesso (es. spese funerarie) rientrano in una diversa categoria di detrazione (rigo E5 del 730), con un limite di 1.550 euro.

      Detrazioni per Non Residenti

      I cittadini italiani residenti all’estero (AIRE) possono detrarre le spese mediche sostenute in Italia se: – Presentano la dichiarazione dei redditi in Italia (Modello Redditi PF) – Hanno redditi prodotti in Italia su cui pagano le imposte

      I non residenti senza redditi in Italia NON possono beneficiare delle detrazioni italiane.

      Errori Comuni da Evitare nelle Detrazioni Spese Mediche

      Ogni anno migliaia di contribuenti perdono detrazioni o rischiano sanzioni per errori evitabili nella gestione delle spese mediche. Ecco gli sbagli più frequenti e come prevenirli.

      ERRORE 1: Non conservare gli scontrini della farmacia

      Molti gettano via gli scontrini dei farmaci pensando che tanto “li vede l’Agenzia delle Entrate dal Sistema Tessera Sanitaria”. FALSO! Il Sistema TS trasmette i dati, ma in caso di controllo devi comunque esibire gli scontrini originali. Conservali tutti per 5 anni.

      ERRORE 2: Pagare in contanti quando non ammesso

      Pagare una visita specialistica privata in contanti significa perdere la detrazione. Ricorda: dal 2020 tutte le prestazioni mediche (tranne farmaci e ticket SSN) devono essere pagate con metodi tracciabili.

      ERRORE 3: Detrarre spese non detraibili

      Integratori, prodotti parafarmaceutici, massaggi estetici: queste spese non sono detraibili e inserirle nel 730 può portare a contestazioni. Verifica sempre la natura della spesa.

      ERRORE 4: Dimenticare la franchigia nelle somme

      Alcuni contribuenti sottraggono la franchigia di 129,11 euro dalle singole spese prima di inserirle nel 730. SBAGLIATO! La franchigia va applicata sul totale annuale, e il software la calcola automaticamente.

      ERRORE 5: Non sommare tutte le spese mediche

      Molti dimenticano di includere: – Occhiali da vista – Farmaci da banco (detraibili!) – Visite mediche private – Spese odontoiatriche rateizzate

      Ogni euro conta per superare la franchigia e ottenere rimborsi più alti.

      ERRORE 6: Intestare fatture e pagamenti a persone diverse

      La fattura della visita è intestata al figlio, ma la paga il genitore con la sua carta. ATTENZIONE: Se il figlio NON è a carico, la detrazione è contestabile. Se è a carico, nessun problema.

      ERRORE 7: Non richiedere scontrini “parlanti” in farmacia

      Acquisti un farmaco e il farmacista ti dà uno scontrino generico senza codice fiscale né dicitura farmaco. Quel documento non vale per la detrazione. Richiedi sempre lo scontrino parlante.

      ERRORE 8: Detrarre spese rimborsate dall’assicurazione

      Se l’assicurazione ti ha rimborsato 500 euro di una spesa da 1.000, puoi detrarre solo i 500 rimasti a carico. Detrarre l’intero importo è un errore che l’Agenzia delle Entrate rileva facilmente.

      ERRORE 9: Indicare spese nell’anno sbagliato

      Ciò che conta è la data di pagamento, non la data della prestazione. Se la visita è stata fatta a dicembre 2024 ma pagata a gennaio 2025, va nel 730/2026 (anno d’imposta 2025), non nel 730/2025.

      ERRORE 10: Compilare il 730 da soli senza competenze

      Il 730 sembra semplice, ma le regole sulle detrazioni sono complesse e in continua evoluzione. Un errore nella compilazione può costarti il rimborso o, peggio, portare a sanzioni. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per una compilazione corretta e ottimizzata.

      Novità 2026 rispetto al 2025 sulle Detrazioni Spese Mediche

      Per il 730/2026 (anno d’imposta 2025) non ci sono state modifiche normative rilevanti rispetto all’anno precedente per quanto riguarda le detrazioni per spese mediche. Le regole rimangono sostanzialmente le stesse del 2025.

      CONFERME PER IL 2026:

      ✅ Franchigia invariata: Resta confermata la franchigia di 129,11 euro.

      ✅ Percentuale detrazione: Confermata al 19% su tutte le spese sanitarie.

      ✅ Obbligo pagamenti tracciabili: Resta in vigore l’obbligo di pagare con metodi tracciabili (carte, bonifici) per visite, esami e prestazioni mediche private.

      ✅ Eccezioni contanti: Farmaci, ticket SSN e prestazioni in strutture pubbliche/convenzionate possono ancora essere pagati in contanti mantenendo la detrazione.

      ✅ Sistema Tessera Sanitaria: Continua la trasmissione automatica dei dati delle spese sanitarie all’Agenzia delle Entrate, ma resta l’obbligo di conservare le ricevute originali.

      ATTENZIONE ALLE NOVITÀ FUTURE:

      Nel corso del 2026 potrebbero essere introdotte modifiche tramite: – Legge di Bilancio 2027 (approvata a fine 2026, con effetti dal 2027) – Decreti attuativi di riforme in discussione

      Tieni monitorati i canali ufficiali (Agenzia delle Entrate, MEF) e iscriviti alla newsletter del CAF Centro Fiscale per ricevere aggiornamenti tempestivi su eventuali novità normative.

      FOCUS SU ADEMPIMENTI 2026:

      Anche se le regole non cambiano, ci sono scadenze importanti da ricordare:

      – 30 aprile 2026: Scadenza per invio CU 2026 (Certificazione Unica) da parte dei sostituti d’imposta – Dal 30 aprile 2026: Disponibilità del 730 precompilato sul sito AdE – 30 settembre 2026: Scadenza per invio 730/2026 tramite CAF o direttamente all’AdE (per chi sceglie questa modalità) – 30 novembre 2026: Scadenza per invio 730 integrativo o Modello Redditi PF

      Per non perdere questi appuntamenti e per avere certezza di sfruttare al massimo le detrazioni, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine: ti seguiamo in ogni fase, dalla raccolta documenti alla presentazione del 730.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulle Detrazioni Spese Mediche nel 730/2026

      Quanto recupero in detrazione per ogni 100 euro di spese mediche?

      Per ogni 100 euro di spese mediche (al netto della franchigia di 129,11 euro), recuperi il 19%, quindi 19 euro. Esempio: se hai speso 1.000 euro in totale, la detrazione è (1.000 – 129,11) × 19% = 165,49 euro.

      Posso detrarre le spese mediche pagate per mia madre pensionata?

      Sì, solo se tua madre è fiscalmente a tuo carico, cioè se ha un reddito annuo (pensione inclusa) non superiore a 2.840,51 euro. Se la sua pensione supera questa soglia, le spese mediche può detrarle lei stessa nel suo 730, non tu.

      Gli integratori alimentari sono detraibili nel 730?

      No, gli integratori alimentari (vitamine, sali minerali, omega-3, probiotici, ecc.) NON sono detraibili, anche se acquistati in farmacia e consigliati dal medico. Non sono classificati come farmaci ma come alimenti.

      Devo allegare le ricevute mediche al 730?

      No, non devi allegare le ricevute al 730. Devi però conservarle a casa per almeno 5 anni, perché l’Agenzia delle Entrate può richiederle in caso di controlli fiscali.

      Posso detrarre le cure dentistiche pagate a rate in più anni?

      Sì, puoi detrarre le spese odontoiatriche nell’anno in cui sono state pagate, non in quello della prestazione. Se il dentista fattura e ricevi pagamento in più anni (es. 2025, 2026, 2027), detrai le quote pagate anno per anno nei rispettivi 730.

      Se pago in contanti una visita privata, posso detrarre la spesa?

      No. Dal 2020 le visite mediche private, gli esami diagnostici e tutte le prestazioni sanitarie (tranne farmaci e ticket SSN) devono essere pagate con metodi tracciabili (carte, bonifici) per essere detraibili. Il pagamento in contanti fa perdere il diritto alla detrazione.

      Gli occhiali da vista sono detraibili anche senza prescrizione medica?

      Sì, gli occhiali da vista (lenti e montatura) sono detraibili anche senza prescrizione medica, purché lo scontrino o la fattura dell’ottico riporti la dicitura “occhiali da vista” e il tuo codice fiscale. Non c’è limite di spesa.

      📬

      Resta aggiornato sulle novita fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

      Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      Le detrazioni per spese mediche nel 730/2026 rappresentano un’opportunità concreta di risparmio fiscale che può valere centinaia o migliaia di euro. Ma per sfruttarla al massimo serve conoscenza approfondita delle regole, attenzione nella conservazione dei documenti e precisione nella compilazione del modello.

      Come abbiamo visto, la franchigia di 129,11 euro e la detrazione del 19% sono i cardini del sistema, ma le variabili sono molteplici: pagamenti tracciabili, spese per familiari a carico, rimborsi assicurativi, casi particolari come le cure all’estero. Un solo errore può costarti il rimborso o esporti a sanzioni.

      Hai bisogno di assistenza per la compilazione del 730/2026 e per ottimizzare le tue detrazioni fiscali per spese mediche? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per offrirti supporto professionale e personalizzato.

      I nostri esperti verificheranno ogni documento, calcoleranno con precisione le detrazioni spettanti, compileranno il tuo 730 in modo corretto e ti aiuteranno a ottenere il massimo rimborso possibile. Non lasciare al caso il tuo risparmio fiscale.

      Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team è pronto ad assisterti per la tua dichiarazione dei redditi, sia in sede a Udine che comodamente da casa tua con il servizio online disponibile in tutta Italia.

      Aprile 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-04 08:05:142026-09-28 20:54:43730/2026 Detrazioni Spese Mediche: Guida Pratica con Esempi e Calcoli
      CAF

      Rottamazione Quater e Quinquies: Lo Scadenzario ADER dal 30 Marzo 2026

      ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

      La rottamazione quater e quinquies 2026 rappresenta una delle opportunita piu importanti per i contribuenti italiani che desiderano regolarizzare la propria posizione con il Fisco. Dal 30 marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) ha messo a disposizione un nuovo servizio online che permette di consultare, mese per mese, tutte le scadenze delle rate sia per la rottamazione quater che per la nuova rottamazione quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.

      In questa guida completa analizzeremo nel dettaglio il calendario ADER, le differenze tra le due procedure di definizione agevolata, i requisiti per accedere, le modalita di pagamento e, soprattutto, le conseguenze del mancato rispetto delle scadenze. Comprendere questi aspetti e fondamentale per evitare la decadenza dai benefici e perdere quanto gia versato.

      Se hai debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e stai valutando quale strada percorrere tra rottamazione quater e rottamazione quinquies, questa guida ti fornira tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione consapevole e rispettare puntualmente ogni scadenza prevista.

      📬

      Resta aggiornato sulle novita fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

      Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      Indice dei contenuti

      1. Il Nuovo Servizio ADER dal 30 Marzo 2026
      2. Rottamazione Quater vs Quinquies: Le 7 Differenze
      3. Calendario Completo Scadenze 2026
      4. Scadenze 2027 e 2028
      5. Requisiti per Aderire alla Quinquies
      6. Come Aderire e Modalita di Pagamento
      7. Esempio Pratico di Calcolo
      8. Conseguenze del Mancato Pagamento
      9. Proroga per Eventi Meteo
      10. 5 Consigli Pratici
      11. Domande Frequenti

      Il Nuovo Servizio ADER dal 30 Marzo 2026: Come Funziona

      L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha lanciato dal 30 marzo 2026 un innovativo servizio online denominato “Calendario delle Rottamazioni“. Questo strumento rappresenta una svolta nella gestione delle pratiche di definizione agevolata, poiche permette ai contribuenti di avere sotto controllo tutte le scadenze in un unico punto.

      Il servizio e accessibile direttamente dal sito ufficiale ADER (agenziaentrateriscossione.gov.it) e consente di visualizzare:

      • Le scadenze mensili della rottamazione quater ancora in corso
      • Le scadenze della nuova rottamazione quinquies
      • I termini per le riammissioni alla definizione agevolata
      • Le date specifiche per i soggetti alluvionati che beneficiano di proroghe

      Il calendario copre un arco temporale che va dal 2026 al 2035, considerando che la rottamazione quinquies prevede un piano di rateizzazione fino a 54 rate bimestrali. Questa visione d’insieme e particolarmente utile per chi deve pianificare i propri pagamenti nel lungo periodo.

      Per accedere al servizio non e necessaria l’autenticazione SPID: il calendario e consultabile liberamente. Tuttavia, per verificare la propria posizione debitoria specifica e il piano di pagamento personalizzato, e necessario accedere all’area riservata con SPID, CIE o CNS.

      Rottamazione Quater vs Quinquies: Le 7 Differenze Fondamentali

      Prima di addentrarci nel calendario delle scadenze, e essenziale comprendere le differenze sostanziali tra la rottamazione quater e la rottamazione quinquies. Sebbene entrambe siano forme di definizione agevolata, presentano caratteristiche molto diverse.

      1. Periodo dei Carichi Ammessi

      La rottamazione quater riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 30 giugno 2022. La rottamazione quinquies estende invece il periodo fino al 31 dicembre 2023, includendo carichi piu recenti.

      2. Tolleranza sui Pagamenti

      Questa e una delle differenze piu importanti:

      • Rottamazione quater: tolleranza di 5 giorni oltre la scadenza
      • Rottamazione quinquies: NON esiste alcuna tolleranza. Ogni scadenza e tassativa e inderogabile

      3. Cause di Decadenza

      • Rottamazione quater: decadenza al mancato pagamento anche di una sola rata (considerati i 5 giorni)
      • Rottamazione quinquies: decadenza per mancato pagamento dell’unica rata, di due rate non consecutive, o dell’ultima rata

      4. Numero di Rate Disponibili

      La quater prevedeva massimo 18 rate trimestrali. La quinquies offre fino a 54 rate bimestrali, con scadenza finale al 31 maggio 2035.

      5. Importo Minimo per Rata

      Per la quinquies, l’importo minimo e 100 euro per rata. Solo debiti superiori a 5.400 euro possono avere 54 rate.

      6. Interessi sulla Rateizzazione

      La quinquies applica interessi del 3% annuo dal 1 agosto 2026. La quater prevedeva il 2%.

      7. Chi Puo Aderire

      Alla quinquies possono accedere anche i decaduti dalla quater, purche i debiti rientrino nel perimetro previsto.

      Calendario Completo delle Scadenze 2026: Tutte le Date da Segnare

      Ecco il calendario completo delle scadenze per il 2026. Questa tabella e lo strumento essenziale per non perdere nessun appuntamento.

      Data ScadenzaProceduraRata/AdempimentoTolleranza
      30 aprile 2026QuinquiesDomanda di adesione–
      31 maggio 2026Quater12a rata5 giorni
      31 luglio 2026Quinquies1a rata o unica soluzioneNessuna
      31 luglio 2026Quater13a rata5 giorni
      30 settembre 2026Quinquies2a rataNessuna
      30 novembre 2026Quinquies3a rataNessuna

      Il 2026 e un anno particolarmente denso di scadenze. La sovrapposizione tra le due procedure richiede massima attenzione.

      Scadenze 2027 e 2028: Il Lungo Percorso della Quinquies

      Per chi ha optato per il pagamento rateale della quinquies, il calendario prosegue con cadenza bimestrale fino al 2035.

      DataProceduraRata
      31 gennaio 2027Quinquies4a rata
      28 febbraio 2027Quater14a rata
      31 marzo 2027Quinquies5a rata
      31 maggio 2027Quinquies + Quater6a/15a rata
      31 luglio 2027Quinquies + Quater7a/16a rata
      28 febbraio 2028Quater18a e ultima rata

      Dal 2028, la rottamazione quater sara completamente esaurita e restera attiva solo la quinquies.

      Requisiti per Aderire alla Rottamazione Quinquies 2026

      La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199), art. 1, commi 82-101, ha introdotto la rottamazione quinquies.

      Carichi Ammessi alla Definizione

      Possono essere definiti i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, derivanti da:

      • Imposte: omessi versamenti da controlli automatici e formali
      • IVA: omessi versamenti
      • Contributi previdenziali INPS: esclusi quelli da accertamento
      • Sanzioni amministrative: violazioni Codice della strada dalle Prefetture

      Carichi Esclusi

      • Debiti gia saldati con la rottamazione quater
      • Contributi previdenziali da accertamento
      • Risorse proprie UE (dazi doganali)
      • Recupero aiuti di Stato
      • Crediti da condanna Corte dei Conti
      • Sanzioni penali

      Come Aderire e Modalita di Pagamento: Guida Pratica

      La domanda di adesione deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 esclusivamente in modalita telematica.

      Procedura Online

      1. Accedere all’area riservata ADER con SPID, CIE o CNS
      2. Selezionare i carichi da definire
      3. Indicare la modalita di pagamento (unica soluzione o rateale)
      4. Specificare il numero di rate desiderate (da 1 a 54)

      Entro il 30 giugno 2026, ADER comunichera l’esito della domanda con i bollettini di pagamento.

      Cosa Si Paga e Cosa Si Risparmia

      Si pagano:

      • Il capitale originariamente dovuto
      • Le spese per procedure esecutive gia avviate
      • Le spese di notifica
      • Gli interessi del 3% annuo (solo in caso di rateizzazione)

      Si risparmiano: sanzioni, interessi di mora, interessi iscritti a ruolo, aggio di riscossione.

      Esempio Pratico di Calcolo: Quanto Si Risparmia con la Quinquies

      Vediamo un esempio concreto con un debito di 15.000 euro.

      VoceImporto
      Capitale (imposta originaria)8.500 euro
      Sanzioni (30%)2.550 euro
      Interessi di mora1.950 euro
      Aggio ADER1.500 euro
      Spese notifica500 euro
      TOTALE senza rottamazione15.000 euro
      Con Rottamazione QuinquiesImporto
      Capitale + Spese9.000 euro
      RISPARMIO6.000 euro (40%)

      Conseguenze del Mancato Pagamento: La Decadenza e i Suoi Effetti

      Comprendere le conseguenze della decadenza e fondamentale.

      Decadenza dalla Rottamazione Quater

      Si verifica quando non si paga anche una sola rata (oltre i 5 giorni di tolleranza). Effetti:

      • I versamenti effettuati diventano acconto sul debito complessivo
      • Il debito residuo torna integralmente esigibile con sanzioni e interessi
      • ADER puo riprendere le procedure di riscossione coattiva
      • Si perde la possibilita di nuove rateizzazioni sugli stessi carichi

      Decadenza dalla Rottamazione Quinquies

      Scatta in tre casi specifici:

      1. Mancato pagamento dell’unica rata entro il 31 luglio 2026
      2. Mancato pagamento di due rate, anche non consecutive
      3. Mancato pagamento dell’ultima rata del piano

      In caso di decadenza, ADER puo procedere con pignoramenti, ipoteche su immobili e fermo amministrativo veicoli.

      Proroga per Eventi Meteo: Scadenze Speciali per i Comuni Colpiti

      Il DL Maltempo n. 25 del 27 febbraio 2026 ha introdotto proroghe per i residenti nei comuni colpiti dall’emergenza meteo.

      AdempimentoScadenza OrdinariaScadenza Prorogata
      Presentazione domanda30 aprile 202631 luglio 2026
      Comunicazione ADER30 giugno 202630 settembre 2026
      Prima rata / unica soluzione31 luglio 202631 ottobre 2026

      La proroga si applica automaticamente: non e necessario presentare alcuna istanza.

      5 Consigli Pratici per Non Perdere le Scadenze

      1. Imposta Promemoria sul Calendario

      Inserisci tutte le scadenze nel calendario con due promemoria: uno 7 giorni prima e uno 2 giorni prima. Ricorda che per la quinquies non c’e tolleranza.

      2. Attiva l’Addebito Diretto SEPA

      ADER permette l’addebito diretto (RID) sul conto corrente per il pagamento automatico delle rate.

      3. Conserva Tutte le Ricevute

      Mantieni copia di ogni pagamento effettuato. In caso di contestazioni, saranno la tua prova.

      4. Verifica gli Importi Prima del Pagamento

      Controlla sempre che l’importo corrisponda a quanto indicato nella Comunicazione ADER. Un versamento insufficiente equivale a un mancato pagamento.

      5. Affidati a un CAF per la Gestione

      Un Centro di Assistenza Fiscale puo monitorare le scadenze, verificare i pagamenti e intervenire tempestivamente in caso di problemi con ADER.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla Rottamazione 2026

      Posso aderire alla quinquies se sono decaduto dalla quater?

      Si, la rottamazione quinquies permette espressamente l’adesione ai contribuenti decaduti dalla quater, purche i debiti rientrino nel periodo 1 gennaio 2000 – 31 dicembre 2023.

      Cosa succede se pago in ritardo una rata della quinquies?

      La quinquies non prevede tolleranza. Tuttavia, la decadenza scatta solo dopo il mancato pagamento di due rate (non consecutive) o dell’ultima rata.

      Qual e l’importo minimo della rata?

      L’importo minimo e 100 euro per rata. Per 54 rate, il debito deve essere almeno di 5.400 euro.

      Dove trovo il calendario ADER delle scadenze?

      Dal 30 marzo 2026 sul sito ufficiale agenziaentrateriscossione.gov.it. Accessibile senza autenticazione per consultazione generale.

      Posso pagare piu rate insieme in anticipo?

      Si, e possibile effettuare pagamenti anticipati versando piu rate insieme. Questo riduce gli interessi complessivi.

      Le multe stradali sono incluse?

      Si, le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada irrogate dalle Prefetture sono incluse. Si paga la multa originaria, si annullano interessi e maggiorazioni.

      Quando si conclude la rottamazione quater?

      Con la 18a e ultima rata prevista per il 28 febbraio 2028.

      📬

      Resta aggiornato sulle novita fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

      Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      Hai bisogno di assistenza per la rottamazione delle cartelle?

      Il calendario delle scadenze ADER 2026 per la rottamazione quater e quinquies e particolarmente complesso. Un errore puo costare la perdita dei benefici e il ritorno all’importo originario con sanzioni e interessi.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per monitorare le scadenze, verificare la correttezza dei versamenti e intervenire tempestivamente in caso di problemi con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

      Contattaci per una consulenza

      Assistenza in ufficio e online per la gestione delle tue cartelle esattoriali

      Chiama: 0432 1638640 WhatsApp: 366 6018121
      Aprile 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-03 18:24:242026-05-31 18:06:13Rottamazione Quater e Quinquies: Lo Scadenzario ADER dal 30 Marzo 2026
      Pagina 44 di 74«‹4243444546›»

      Ultime notizie

      • IMU, Locazione Parziale e Abitazione Principale: Cosa Dice la CassazioneSettembre 30, 2026 - 9:00 amin: NOTIZIE
      • Rateizzazioni agenzia entrateRateizzazioni agenzia entrate
        Agenzia delle Entrate, uffici aperti più a lungo: due pomeriggi in più per l’assistenzaSettembre 30, 2026 - 7:00 amin: NOTIZIE
      • regime forfettario partita iva
        Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pmin: PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO
      Search Search

      Seguici su Facebook

      Categorie Articoli

      Ultimi Articoli

      • IMU, Locazione Parziale e Abitazione Principale: Cosa Dice la CassazioneSettembre 30, 2026 - 9:00 am
      • Rateizzazioni agenzia entrateRateizzazioni agenzia entrate
        Agenzia delle Entrate, uffici aperti più a lungo: due pomeriggi in più per l’assistenzaSettembre 30, 2026 - 7:00 am
      • regime forfettario partita iva
        Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e AgevolazioniSettembre 29, 2026 - 2:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaSettembre 29, 2026 - 12:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Opposizione decreto ingiuntivo: cosa cambia davvero con la riforma del processo civileSettembre 29, 2026 - 10:00 am
      • Pensione 2026 INPS
        Pensione nuovo lavoro: l’INPS può recuperare i rateiSettembre 29, 2026 - 8:00 am
      • ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026
        Rottamazione quinquies, Comuni e Regioni aderenti: dove si cancellano sanzioni e interessiSettembre 28, 2026 - 7:22 pm
      CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

      Contatti

      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
      Email: info@centrofiscale.com
      Telefono: 0432 1638640
      WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
      WhatsApp Patronato: 324 7411699

      Ultimi Articoli

      • IMU, Locazione Parziale e Abitazione Principale: Cosa Dice la CassazioneSettembre 30, 2026 - 9:00 am
      • Rateizzazioni agenzia entrateRateizzazioni agenzia entrate
        Agenzia delle Entrate, uffici aperti più a lungo: due pomeriggi in più per l’assistenzaSettembre 30, 2026 - 7:00 am
      • regime forfettario partita iva
        Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pm
      © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
      mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
      • Collegamento a Facebook
      • Collegamento a Instagram
      • Collegamento a Rss questo sito
      Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto