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SUCCESSIONI

Dichiarazione di Successione Telematica 2026: Come Compilarla e Inviarla Online

Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

Dal 2019, la dichiarazione di successione telematica è diventata obbligatoria per tutti gli eredi in Italia. Questo cambiamento ha digitalizzato un processo che prima richiedeva file cartacee presso l’Agenzia delle Entrate, semplificando (almeno in teoria) le pratiche successorie. In questa guida completa scoprirai come compilare e inviare online la dichiarazione di successione nel 2026, quali documenti servono, come funziona il software dell’Agenzia delle Entrate e quali sono le specificità del sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la dichiarazione di successione telematica
  2. Quando è obbligatoria la successione telematica
  3. Come accedere al software Agenzia Entrate
  4. Compilazione step-by-step: quadri principali
  5. Documenti necessari per compilare
  6. Invio telematico e ricevuta
  7. Errori comuni e come evitarli
  8. Specificità sistema tavolare FVG
  9. Domande frequenti

Cos’è la dichiarazione di successione telematica

La dichiarazione di successione telematica è il documento digitale con cui gli eredi comunicano all’Agenzia delle Entrate il patrimonio ereditario ricevuto dopo la morte di una persona. Sostituisce completamente la vecchia dichiarazione cartacea (modello 4) e deve essere compilata e trasmessa esclusivamente online attraverso il software gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Il software permette di:

  • Compilare tutti i quadri della dichiarazione (dati del defunto, eredi, attivo ereditario, passivo)
  • Allegare documenti digitali (certificati, atti notarili, visure)
  • Calcolare automaticamente le imposte dovute (imposta di successione, ipotecaria, catastale)
  • Generare gli F24 per il pagamento
  • Trasmettere tutto telematicamente all’Agenzia delle Entrate
  • Ricevere la ricevuta di presentazione e il modello volturato

L’introduzione della successione online ha reso il processo più tracciabile e ha ridotto i tempi di lavorazione, anche se la compilazione richiede una certa dimestichezza informatica.

Quando è obbligatoria la successione telematica

La dichiarazione di successione telematica è obbligatoria in tutti questi casi:

  • Eredità con valore superiore a 100.000 euro (patrimonio complessivo lordo)
  • Presenza di beni immobili o diritti reali immobiliari (anche se l’eredità è di valore inferiore a 100.000 euro)
  • Presenza di beni o diritti su cui è necessaria la voltura catastale

La dichiarazione NON è obbligatoria quando:

  • L’eredità non supera i 100.000 euro
  • Non ci sono immobili né diritti reali immobiliari
  • L’eredità è devoluta solo al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, genitori)

Termine di presentazione: la dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (che generalmente coincide con la data di morte del defunto). Oltrepassare questo termine comporta sanzioni amministrative.

Come accedere al software Agenzia Entrate

Per compilare la dichiarazione di successione telematica, devi scaricare e installare il software “Dichiarazione di Successione e Domanda di Volture Catastali” dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Requisiti tecnici:

  • Sistema operativo: Windows 7 o superiore, macOS 10.12 o superiore
  • Java Runtime Environment (JRE) versione 8 o superiore
  • Connessione Internet stabile
  • SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per l’autenticazione

Procedura di accesso:

  1. Vai su agenziaentrate.gov.it
  2. Cerca “software successioni” nella barra di ricerca
  3. Scarica l’ultima versione del software (disponibile per Windows, macOS e Linux)
  4. Installa il programma sul tuo computer
  5. Avvia il software e autenticati con SPID, CIE o CNS

Una volta autenticato, potrai creare una nuova dichiarazione selezionando “Nuova Dichiarazione” e inserendo i dati del defunto.

Compilazione step-by-step: quadri principali

La compilazione della dichiarazione di successione telematica richiede la compilazione di diversi quadri, a seconda della composizione del patrimonio ereditario.

Quadro EA – Dati generali

Inserisci i dati anagrafici del defunto:

  • Nome, cognome, codice fiscale
  • Data e luogo di morte
  • Ultimo domicilio/residenza
  • Ufficio territoriale competente (si determina automaticamente)

Quadro EB – Eredi, legatari e altri soggetti

Inserisci tutti gli eredi e legatari con:

  • Dati anagrafici completi e codice fiscale
  • Grado di parentela con il defunto
  • Quote ereditarie (in frazioni: 1/2, 1/3, ecc.)
  • Eventuale accettazione con beneficio di inventario

Quadro EC – Attivo ereditario

Dettaglia tutti i beni che compongono l’eredità:

  • Immobili (EC1): inserisci i dati catastali (Comune, foglio, particella, subalterno), rendita catastale, quota di proprietà del defunto
  • Terreni (EC2): dati catastali, reddito dominicale e agrario
  • Aziende (EC3): se il defunto era titolare di imprese individuali
  • Denaro, gioielli, mobili (EC4): liquidità su conti correnti, depositi, titoli, valori mobiliari
  • Rendite, pensioni, crediti (EC5): crediti vantati dal defunto, TFR, arretrati pensione

Quadro ED – Passività deducibili

Inserisci i debiti del defunto che possono essere dedotti dall’attivo:

  • Spese mediche e funerarie documentate
  • Debiti tributari (imposte, tasse non pagate)
  • Mutui ipotecari residui
  • Debiti verso terzi documentati

Quadro EE – Calcolo delle imposte

Il software calcola automaticamente:

  • Imposta di successione (varia in base al grado di parentela e alle franchigie)
  • Imposta ipotecaria (2% sul valore degli immobili, salvo esenzioni prima casa)
  • Imposta catastale (1% sul valore degli immobili, salvo esenzioni prima casa)
  • Tassa ipotecaria (35 euro per ogni formalità)

Il software genera automaticamente i modelli F24 precompilati per il pagamento.

Documenti necessari per compilare

Prima di iniziare la compilazione, raccogli tutti questi documenti:

Documenti anagrafici

  • Certificato di morte (rilasciato dal Comune)
  • Codici fiscali di defunto, eredi e legatari
  • Documento d’identità di chi presenta la dichiarazione
  • Stato di famiglia del defunto alla data di morte

Documentazione immobiliare

  • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili e terreni
  • Atti di provenienza (atti di acquisto, donazioni precedenti)
  • Certificati di destinazione urbanistica per i terreni
  • Planimetrie catastali degli immobili

Documentazione bancaria e finanziaria

  • Estratti conto bancari alla data di morte
  • Saldi di conti correnti, depositi, libretti
  • Certificazioni titoli, azioni, obbligazioni, fondi
  • Polizze vita (se presenti)

Altra documentazione

  • Testamento pubblico o olografo (se presente)
  • Verbale di pubblicazione del testamento (se fatto dal notaio)
  • Rinunce all’eredità (se qualche erede ha rinunciato)
  • Fatture spese mediche e funerarie (per le deduzioni)
  • Documentazione debiti (mutui residui, prestiti, cartelle esattoriali)

Invio telematico e ricevuta

Una volta completata la compilazione di tutti i quadri, puoi procedere con l’invio telematico della dichiarazione.

Procedura di invio

  1. Controllo errori: il software esegue una verifica automatica e segnala eventuali incongruenze o campi obbligatori mancanti
  2. Firma digitale: autentica con SPID, CIE o CNS per firmare la dichiarazione
  3. Allegati: carica eventuali documenti digitali richiesti (PDF, dimensione max 5 MB ciascuno)
  4. Trasmissione: clicca su “Invia” e attendi la conferma di ricezione
  5. Ricevuta: il sistema genera immediatamente una ricevuta di protocollazione con numero e data

Cosa succede dopo l’invio

Dopo l’invio telematico:

  • Ricevi la ricevuta di protocollazione (immediatamente)
  • L’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione (tempi: 10-30 giorni)
  • Ricevi il modello volturato (documento che attesta l’avvenuta registrazione)
  • Gli F24 generati vanno pagati entro 60 giorni dalla presentazione
  • La voltura catastale viene eseguita automaticamente dall’Agenzia delle Entrate (se non ci sono immobili tavolare)

Attenzione: conserva la ricevuta di protocollazione e il modello volturato, sono documenti necessari per successive pratiche (vendita immobili, riscossione crediti, ecc.).

Errori comuni e come evitarli

Nella compilazione della successione telematica, questi sono gli errori più frequenti:

1. Dati catastali errati o incompleti

Errore: inserire dati catastali non aggiornati o copiare male i numeri di foglio/particella.

Soluzione: richiedi sempre visure catastali aggiornate (non più vecchie di 6 mesi). Controlla tre volte i dati prima di inserirli.

2. Quote ereditarie sbagliate

Errore: distribuire male le quote tra gli eredi, soprattutto in presenza di testamento o rinunce.

Soluzione: se c’è un testamento, consulta un notaio o un CAF per verificare la corretta ripartizione delle quote. La somma delle quote deve sempre essere 1 (o 100%).

3. Dimenticare conti correnti o depositi

Errore: non dichiarare tutti i rapporti bancari del defunto.

Soluzione: richiedi a tutte le banche dove il defunto aveva rapporti un certificato di consistenza patrimoniale alla data di morte. L’Agenzia delle Entrate può verificare tramite l’Anagrafe dei Rapporti Finanziari.

4. Non dedurre le spese deducibili

Errore: dimenticare di inserire spese mediche e funerarie, facendo pagare più imposte del dovuto.

Soluzione: raccogli tutte le fatture di spese mediche negli ultimi 6 mesi di vita e le fatture del funerale. Queste spese sono deducibili dall’attivo ereditario.

5. Errori nel calcolo delle imposte

Errore: non applicare correttamente le franchigie (1 milione di euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli).

Soluzione: il software calcola automaticamente, ma verifica sempre il riepilogo imposte. Se hai dubbi, fatti assistere da un CAF.

Specificità sistema tavolare FVG

Se gli immobili ereditati si trovano in Friuli Venezia Giulia (province di Trieste, Gorizia, Udine, Pordenone) o in Trentino-Alto Adige (Trento, Bolzano), potrebbero essere soggetti al sistema tavolare, un sistema di pubblicità immobiliare diverso da quello ipotecario.

Differenze per immobili tavolari

Nel sistema tavolare:

  • La voltura tavolare non viene eseguita automaticamente dall’Agenzia delle Entrate
  • È necessario un separato procedimento di intavolazione presso il Tribunale competente
  • L’intavolazione richiede un decreto del Giudice Tavolare
  • I tempi sono più lunghi (3-6 mesi)

Procedura per immobili tavolari in FVG

  1. Presenta la dichiarazione di successione telematica come di consueto
  2. Ricevi il modello volturato dall’Agenzia delle Entrate
  3. Entro 30 giorni, presenta domanda di intavolazione al Tribunale (tramite notaio o avvocato)
  4. Allega: modello volturato, certificato di morte, certificato di legittimazione passiva (eredi)
  5. Il Giudice Tavolare emette il decreto di intavolazione
  6. Solo dopo il decreto gli eredi risultano proprietari agli effetti tavolari

Consiglio: per immobili tavolari, affidati sempre a un notaio o a un CAF specializzato che conosca il sistema tavolare FVG. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza consolidata in successioni tavolari.

Domande frequenti

1. Posso compilare la dichiarazione di successione da solo o serve un professionista?

Tecnicamente puoi compilarla da solo se hai dimestichezza informatica e la successione è semplice (pochi beni, eredi in linea retta). Tuttavia, per successioni complesse (immobili tavolari, testamenti, rinunce, debiti) è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un commercialista per evitare errori che possono costare caro.

2. Quanto costa far fare la dichiarazione di successione a un CAF?

I costi variano a seconda della complessità (numero di eredi, beni, presenza di immobili tavolari). Mediamente:
– Successione semplice (1-2 immobili, eredi diretti): 300-500 euro
– Successione media (3-5 immobili, più eredi): 500-800 euro
– Successione complessa (molti beni, testamento, tavolare): 800-1.500 euro

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre preventivi personalizzati gratuiti.

3. Cosa succede se non presento la dichiarazione entro 12 mesi?

Scatta una sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (con un minimo di 250 euro). Inoltre, non potrai vendere o ipotecare gli immobili ereditati finché non regolarizzi. È possibile presentare dichiarazione integrativa o usare il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni.

4. Devo pagare le imposte anche se rinuncio all’eredità?

No. Se rinunci all’eredità con atto formale (dal notaio o cancelleria del Tribunale) entro 10 anni, non devi pagare imposte. La rinuncia va fatta prima di presentare la dichiarazione di successione. Chi rinuncia non deve essere indicato come erede nel quadro EB.

5. Posso modificare la dichiarazione dopo averla inviata?

Sì, puoi presentare una dichiarazione integrativa o sostitutiva se scopri errori od omissioni. Se l’errore comporta maggiori imposte, devi pagare la differenza più sanzioni ridotte (ravvedimento operoso). Se invece hai pagato più del dovuto, puoi chiedere il rimborso.

6. La successione telematica vale anche per immobili all’estero?

Sì, se il defunto era residente in Italia, devi dichiarare anche gli immobili e i beni detenuti all’estero. Inseriscili nel quadro EC indicando lo stato estero. Le imposte si calcolano sul valore complessivo mondiale, ma si scontano eventuali imposte di successione pagate all’estero (credito d’imposta).


Hai bisogno di aiuto con la successione telematica?

Compilare correttamente la dichiarazione di successione telematica non è semplice, soprattutto se ci sono immobili tavolari, testamenti o situazioni complesse. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa:

  • ✅ Compilazione e invio telematico della dichiarazione
  • ✅ Calcolo preciso delle imposte e delle franchigie
  • ✅ Gestione volture catastali e intavolazioni tavolari (FVG)
  • ✅ Assistenza su testamenti, rinunce, accettazioni con beneficio di inventario
  • ✅ Dichiarazioni integrative e ravvedimento operoso

📞 Contattaci per un preventivo gratuito:
☎️ 0432 234567
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Il nostro team di esperti ti seguirà passo dopo passo, evitandoti errori costosi e facendoti risparmiare tempo. Prenota la tua consulenza oggi stesso!

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Luglio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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CAF, COLF E BADANTI

Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS

colf e badanti CAF Udine
Indice dell articolo
  1. Chi paga i contributi colf e badanti INPS
  2. Scadenze trimestrali 2026: le 4 date da segnare
  3. Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026
  4. Composizione dei contributi INPS per i domestici
  5. Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online
  6. Retribuzione minima CCNL 2026
  7. Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento
  8. Rateizzazione dei contributi arretrati
  9. Documenti: CU e Modello RED
  10. La colf puo verificare i propri contributi?
  11. FAQ: contributi colf e badanti 2026
  12. Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Sei il datore di lavoro di una collaboratrice domestica, una badante o una colf, e non sai esattamente quanto versare all’INPS e quando? Sei nel posto giusto. I contributi per i lavoratori domestici si pagano a cadenza trimestrale e gli importi cambiano ogni anno in base alle fasce di retribuzione oraria stabilite dal CCNL Collaboratori Domestici. In questa guida trovi la tabella completa degli importi 2026, le scadenze precise, le modalità di versamento e tutte le istruzioni pratiche per essere in regola con l’INPS.

Chi paga i contributi colf e badanti INPS

A differenza di quasi tutte le altre categorie di lavoratori, nel rapporto di lavoro domestico è il datore di lavoro (la famiglia che assume) a dover provvedere al versamento dei contributi INPS, compresa la quota a carico del lavoratore. Non è la colf o la badante a preoccuparsi di questo adempimento: ci pensa il datore di lavoro, che poi trattiene la quota del dipendente dalla busta paga.

Il rapporto di lavoro domestico è regolato dal CCNL Collaboratori Domestici, stipulato tra le associazioni datoriali (Fidaldo, Domina, Assindatcolf) e i sindacati di categoria. La contribuzione INPS è gestita dalla Cassa Domestici (Gestione Speciale Domestici dell’INPS), una gestione separata dedicata esclusivamente ai lavoratori domestici.

Scadenze trimestrali contributi colf 2026: le 4 date da segnare

I contributi per colf e badanti si versano ogni trimestre, entro il 10 del mese successivo alla fine del trimestre. Le quattro scadenze del 2026 sono:

TrimestrePeriodo copertoScadenza versamento 2026
1° trimestreGennaio – Marzo 202610 aprile 2026
2° trimestreAprile – Giugno 202610 luglio 2026
3° trimestreLuglio – Settembre 202610 ottobre 2026
4° trimestreOttobre – Dicembre 202610 gennaio 2027

Attenzione: se il 10 del mese cade di sabato, domenica o giorno festivo, la scadenza si sposta al primo giorno lavorativo successivo. Il termine del 10 luglio 2026 (scadenza per il 2° trimestre) è un venerdì, quindi la scadenza è confermata al 10 luglio 2026. Verificatelo sempre sul sito INPS in caso di festività particolari.

Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026

Gli importi contributivi dipendono dalla retribuzione oraria effettiva corrisposta al lavoratore domestico, suddivisa in tre fasce. La tabella dei contributi orari viene aggiornata ogni anno dall’INPS tenendo conto della perequazione ISTAT e della rivalutazione del CCNL.

Contributi orari 2026 per fascia di retribuzione

Fascia retribuzione orariaRetribuzione oraria effettivaContributo orario totaledi cui a carico del datoredi cui a carico del lavoratore
Fascia AFino a 8,61 euro/ora1,64 euro/ora1,22 euro/ora0,42 euro/ora
Fascia BDa 8,62 a 10,11 euro/ora2,09 euro/ora1,55 euro/ora0,54 euro/ora
Fascia COltre 10,11 euro/ora2,32 euro/ora1,72 euro/ora0,60 euro/ora
ConviventiCon vitto e alloggio1,30 euro/ora0,97 euro/ora0,33 euro/ora

Nota: i valori esatti vengono comunicati dall’INPS a inizio anno con apposita circolare (di norma la circolare sui contributi domestici di gennaio/febbraio). I valori sopra indicati sono riferiti alla struttura tariffaria INPS 2025-2026 applicabile per il 2° trimestre 2026. Per i valori ufficiali e aggiornati verificare sempre il sito inps.it o rivolgersi al CAF.

Come calcolare il contributo trimestrale

La formula è semplice:

Contributo trimestrale = ore lavorate nel trimestre × contributo orario della fascia

Esempio pratico: una badante non convivente che lavora 20 ore settimanali a una retribuzione di 9 euro/ora (Fascia B):

  • Ore nel trimestre: 20 ore × 13 settimane = 260 ore
  • Contributo orario Fascia B: 2,09 euro/ora
  • Contributo trimestrale totale: 260 × 2,09 = 543,40 euro
  • Quota datore: 260 × 1,55 = 403,00 euro
  • Quota lavoratrice (trattenuta in busta paga): 260 × 0,54 = 140,40 euro

Composizione dei contributi INPS per i domestici

Il contributo versato alla Cassa Domestici INPS non è un monoblocco: è composto da diverse voci che finanziano tutele diverse per il lavoratore:

  • Pensione (IVS – Invalidità Vecchiaia Superstiti): la quota maggiore, che genera i contributi pensionistici della colf/badante visibili sull’estratto contributivo INPS
  • CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari): finanzia gli assegni familiari. Per i domestici conviventi non è dovuta, per i non conviventi è inclusa nel contributo standard
  • Assicurazione per la vecchiaia e superstiti
  • Contributo di maternità: che garantisce l’indennità di maternità alla lavoratrice in caso di gravidanza
  • Contributo INAIL: non incluso nella Cassa Domestici standard, ma richiesto separatamente per la copertura infortuni sul lavoro domestico

La particolarità del lavoro domestico è che non è prevista la contribuzione per la disoccupazione (NASpI): i lavoratori domestici non hanno diritto alla NASpI in caso di licenziamento, a differenza degli altri lavoratori dipendenti. Questo è un aspetto su cui molte famiglie e lavoratrici si fanno domande.

Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online

Esistono più metodi per versare i contributi INPS per colf e badanti. Il più comune è il bollettino MAV, ma dal 2020 INPS ha potenziato il canale digitale:

1. Bollettino MAV (Metodo Avviso di Versamento)

Il sistema classico: l’INPS invia periodicamente al datore di lavoro un bollettino MAV pre-compilato con il codice fiscale del lavoratore, le ore e il periodo. Il bollettino può essere pagato:

  • In banca (sportello o home banking)
  • Alle Poste
  • Nei tabacchieri abilitati
  • Online tramite il sito INPS (area “Gestione domestici”)

2. Portale “Domestico Lavoro” INPS (online)

Sul portale INPS (myinps.inps.it), nella sezione dedicata ai rapporti di lavoro domestico, è possibile comunicare le ore lavorate e generare il pagamento del contributo direttamente online, con addebito su carta di credito o conto corrente. Serve SPID, CIE o CNS per accedere.

3. F24 (raro ma possibile)

In alcuni casi particolari (es. sanzione con ravvedimento) i contributi domestici possono essere versati tramite modello F24. Non è il canale standard per i versamenti ordinari trimestrali.

Retribuzione minima CCNL 2026 per colf e badanti

La retribuzione minima per i collaboratori domestici è stabilita dal CCNL Collaboratori Domestici, sottoscritto dalle organizzazioni datoriali e sindacali. Il contratto prevede diverse livelli (A, AS, B, BS, C, CS, D, DS) in base alla mansione e all’esperienza.

Per la badante di 3° livello (con convivenza), la retribuzione lorda mensile minima dal 1° gennaio 2026 è orientativamente nell’intorno dei 1.100-1.200 euro/mese lordi per i conviventi a tempo pieno, con eventuali adeguamenti ISTAT. Il CCNL in vigore (siglato nel luglio 2024 con validità 2024-2026) ha introdotto incrementi retributivi scaglionati.

Attenzione: la retribuzione oraria effettiva è quella che determina la fascia di contribuzione INPS (A, B o C). È fondamentale non scendere sotto i minimi CCNL: il lavoratore potrebbe richiedere le differenze retributive retroattivamente. Per i dettagli sulla busta paga, il contratto e i costi della badante consulta la nostra guida dedicata.

Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento operoso

Non versare i contributi INPS entro le scadenze trimestrali espone il datore di lavoro a sanzioni e interessi di mora. L’INPS può accertare l’omissione durante un’ispezione del lavoro o su segnalazione del lavoratore.

Conseguenze dell’omesso versamento

  • Interessi di mora: calcolati sul capitale non versato per ogni giorno di ritardo
  • Sanzione civile: pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 5,5 punti percentuali per ciascun anno di ritardo, con un minimo del 3%
  • Sanzione per violazione obblighi contributivi: in caso di evasione (non solo omissione) le sanzioni possono arrivare fino al 30% dell’imponibile non dichiarato

Ravvedimento operoso per contributi domestici

Prima che l’INPS avvii un accertamento, il datore di lavoro può regolarizzare spontaneamente la propria posizione pagando il contributo omesso più gli interessi di mora. Questa procedura si chiama ravvedimento operoso contributivo e permette di evitare le sanzioni più pesanti. Il CAF Centro Fiscale assiste i datori di lavoro domestico nella regolarizzazione e nel calcolo degli importi dovuti.

Rateizzazione dei contributi arretrati colf

Se il datore di lavoro si trova a dover versare contributi arretrati su più trimestri, è possibile richiedere all’INPS una rateizzazione del debito contributivo. La domanda va presentata all’INPS con indicazione dell’importo totale dovuto; l’INPS definisce il piano di ammortamento. Durante la rateizzazione gli interessi continuano a maturare ma si evitano le procedure di recupero coattivo (cartella esattoriale).

Il messaggio INPS alle 6.000 famiglie inviato nel 2026 riguarda proprio datori di lavoro domestico con posizioni da regolarizzare: se hai ricevuto una comunicazione INPS, contattaci subito per valutare la strada migliore.

Documenti: CU e Modello RED per il datore di lavoro

Avere una colf o badante regolare comporta anche obblighi documentali nei confronti dell’Agenzia delle Entrate:

Certificazione Unica (CU)

Il datore di lavoro domestico è sostituto d’imposta e deve rilasciare alla colf/badante la Certificazione Unica (CU) entro il 31 marzo dell’anno successivo, con i dati del reddito percepito nell’anno. La CU va anche trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro la stessa data. Il mancato invio è sanzionato con 100 euro per ogni CU omessa.

Modello RED e deducibilità dei contributi

Come datore di lavoro domestico puoi portare in deduzione dal reddito complessivo (nel modello 730 o Redditi PF) i contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti, fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Questa deduzione è separata dalla detrazione per le spese di assistenza agli anziani (che prevede invece una detrazione del 19% su un massimo di 2.100 euro).

Conserva sempre le ricevute di pagamento dei contributi INPS: servono per la dichiarazione dei redditi e in caso di controllo da parte del Fisco.

La colf può verificare i propri contributi versati?

Sì. La lavoratrice domestica (colf o badante) può verificare in qualsiasi momento se il datore di lavoro ha effettivamente versato i contributi all’INPS accedendo all’estratto contributivo online tramite SPID su myINPS.

Se risultano contributi mancanti, la lavoratrice può:

  • Segnalare all’Ispettorato Nazionale del Lavoro
  • Presentare ricorso all’INPS per il riconoscimento dei contributi omessi
  • Rivolgersi al Patronato per avviare la procedura di accertamento

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste sia i datori di lavoro che le lavoratrici domestiche in tutte le pratiche INPS relative al lavoro domestico.

FAQ: contributi colf e badanti 2026

Se la badante lavora meno di 24 ore settimanali, i contributi cambiano?

Sì. Le fasce di contribuzione INPS per i lavoratori domestici variano in base alla retribuzione oraria effettiva, non alle ore lavorate. Tuttavia, per i lavoratori non conviventi che lavorano meno di 24 ore settimanali, esistono specifiche regole contrattuali (CCNL) che possono influire sul tipo di rapporto (orario) e quindi sulla rendicontazione delle ore all’INPS.

I contributi si calcolano sulle ore effettivamente lavorate o sull’orario contrattuale?

Si calcolano sulle ore effettivamente lavorate nel trimestre. Se la colf ha lavorato meno ore del previsto (per ferie, malattia retribuita, ecc.), si conteggiano le ore effettive. Le settimane di ferie retribuite contano come lavorate ai fini contributivi. I giorni di malattia retribuiti sono a carico del datore e generano contribuzione.

La colf straniera senza permesso di soggiorno regolare ha diritto ai contributi?

Il versamento di contributi a lavoratori privi di permesso di soggiorno non regolarizza la situazione lavorativa, che rimane irregolare. L’INPS registra i contributi ma il datore di lavoro rimane esposto a sanzioni amministrative e penali per l’assunzione irregolare. Per regolarizzare un lavoratore domestico straniero privo dei requisiti, è necessario verificare le procedure di regolarizzazione o sanatoria.

Cosa succede se non verso i contributi per un trimestre?

L’INPS può avviare un’attività di recupero del credito. Prima che arrivi la cartella esattoriale, è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso pagando il dovuto più gli interessi. Se il debito contributivo viene accertato in sede ispettiva, scattano anche le sanzioni civili più pesanti. Intervenire subito, prima di un’ispezione, è sempre la scelta più conveniente.

I contributi colf sono deducibili nella dichiarazione dei redditi?

Sì. I contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti sono deducibili dal reddito complessivo fino a 1.549,37 euro annui. Vanno inseriti nel modello 730 o Redditi PF dell’anno successivo. Questa deduzione riduce la base imponibile IRPEF, con un risparmio fiscale effettivo che dipende dallo scaglione di appartenenza.

Devo comunicare all’INPS ogni trimestre le ore lavorate?

Sì. Il datore di lavoro deve comunicare all’INPS (tramite il portale Domestico Lavoro o il patronato) le ore lavorate nel trimestre prima di effettuare il versamento. Il sistema INPS genera il bollettino MAV in base a queste comunicazioni. Se le ore variano significativamente rispetto al contratto originale, vanno aggiornate.

Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Gestire un rapporto di lavoro domestico in regola non è complicato se si hanno le informazioni giuste e qualcuno che segue le scadenze. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo per datori di lavoro domestico:

  • Calcolo dei contributi trimestrali in base alle ore e alla fascia retributiva
  • Predisposizione e invio comunicazioni all’INPS (attivazione rapporto, variazioni, cessazione)
  • Verifica delle scadenze e promemoria trimestrali
  • Redazione della busta paga mensile della colf/badante
  • Certificazione Unica annuale e trasmissione telematica
  • Assistenza in caso di irregolarità o comunicazioni INPS
  • Supporto per la deducibilità dei contributi nel 730

Contattaci per un preventivo:
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp: 366 6018121
Email: info@centrofiscale.com
Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine

Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 10:00:002026-07-03 08:06:40Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS
CAF, SUCCESSIONI

Successione a Gorizia 2026: sistema tavolare, conservatoria e pratiche per gli eredi

Checklist gratuita PDF successione 2026 con documenti, scadenze e sistema tavolare FVG

La successione a Gorizia condivide con le altre province del Friuli Venezia Giulia il sistema tavolare, ma presenta alcune specificità legate alla sua storia di territorio di confine e alla ricchezza del tessuto agricolo e vitivinicolo locale. Gorizia è una provincia con una forte identità storica — ex capoluogo del Litorale Austriaco insieme a Trieste — e il suo libro fondiario riflette questa storia con partite tavolari spesso risalenti alla fine dell’Ottocento.

In questa guida trovi la panoramica completa per gestire una pratica di successione nella provincia di Gorizia nel 2026: dalla conservatoria tavolare competente ai passaggi procedurali, fino alle specificità locali che distinguono questo territorio.

Sistema tavolare a Gorizia: storia e funzionamento

Il sistema tavolare della provincia di Gorizia affonda le radici nell’amministrazione austro-ungarica del Litorale (Küstenland). Regolato in Italia dalla Legge 28 marzo 1929 n. 499, si applica a tutto il territorio provinciale e funziona con il principio di efficacia costitutiva dell’intavolazione: il diritto di proprietà sugli immobili si trasferisce agli eredi solo con l’iscrizione nel libro fondiario, non con la semplice accettazione dell’eredità.

Nel territorio goriziano il sistema tavolare ha una caratteristica peculiare: include una quota significativa di terreni agricoli e vitivinicoli — Collio, Isonzo, Carso goriziano — con partite tavolari spesso complesse per la presenza di frazionamenti storici, servitù rurali e diritti di superficie legati all’attività agricola.

Per una panoramica dell’intero sistema regionale, consulta: Successioni in Friuli Venezia Giulia 2026: guida completa al sistema tavolare.

Tribunale di Gorizia: sezione tavolare e certificato di eredità

Il Tribunale di Gorizia è competente per il rilascio del certificato di eredità per i defunti residenti in provincia di Gorizia, e per l’emissione dei decreti di intavolazione degli immobili situati nel territorio provinciale.

Il certificato di eredità, rilasciato dal giudice tavolare di Gorizia, è il documento che attesta la qualità di erede e consente di avviare la procedura di aggiornamento del libro fondiario. Va distinto dalla dichiarazione di successione (adempimento fiscale verso l’Agenzia delle Entrate): sono due atti separati che rispondono a finalità diverse.

Tempi medi per il rilascio del certificato di eredità al Tribunale di Gorizia: 2-4 settimane dalla presentazione della domanda con documentazione completa. Le istanze possono essere presentate telematicamente tramite professionisti abilitati.

Comuni della provincia di Gorizia: il territorio servito

Centro Fiscale gestisce pratiche di successione per tutti i comuni della provincia di Gorizia, completamente online. I principali comuni:

  • Gorizia (capoluogo)
  • Monfalcone
  • Grado
  • Cormons
  • Gradisca d’Isonzo
  • Ronchi dei Legionari
  • Romans d’Isonzo
  • E tutti gli altri comuni della provincia

Per le successioni con immobili situati in comuni al confine con la Slovenia (come il territorio intorno a Nova Gorica / Gorizia), è importante verificare se i beni siano registrati solo nel tavolare italiano o se esistano situazioni di beni transfrontalieri.

Specificità locali: vigneti del Collio e zone di confine

Due elementi distinguono le successioni nel goriziano rispetto alle altre province FVG:

  • Vigneti del Collio e DOC Isonzo: la provincia di Gorizia include alcune delle zone vitivinicole più pregiate d’Italia (Collio DOC). Le successioni che coinvolgono terreni vitati o cantine richiedono attenzione alle autorizzazioni di impianto vigneto (Reg. UE 1308/2013) e alla titolarità delle quote produttive. Il passaggio agli eredi delle autorizzazioni vigneto è un adempimento separato dall’intavolazione tavolare.
  • Territorio di confine con la Slovenia: Gorizia e Nova Gorica formano una conurbazione transfrontaliera unica in Europa. Per le famiglie con beni su entrambi i lati del confine, la successione richiede l’applicazione del Regolamento UE 650/2012 sulle successioni transfrontaliere. È una casistica da valutare caso per caso con consulenza specializzata.

Documenti necessari per la successione a Gorizia

La documentazione base per una successione nel goriziano è analoga a quella di tutta la regione FVG:

  • Atto di morte del defunto (estratto integrale)
  • Certificato di ultima residenza del defunto
  • Documenti di identità e codici fiscali del defunto e di tutti gli eredi
  • Atti di nascita degli eredi (per provare la parentela)
  • Testamento (se esistente, con verbale di pubblicazione notarile)
  • Visura tavolare aggiornata di ciascun immobile ereditato
  • Documentazione bancaria alla data di morte (conti, libretti, titoli)
  • Documenti veicoli intestati al defunto
  • Per i terreni vitivinicoli: visura all’Autorità di Gestione del Reg. Vigneti (se pertinente)

Per la procedura di trasmissione telematica, consulta: Dichiarazione successione telematica 2026: guida online Agenzia Entrate.

La procedura passo per passo

  1. Raccolta documenti (2-3 settimane).
  2. Dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate – Ufficio di Gorizia, entro 12 mesi dalla morte. Trasmissione telematica dal CAF.
  3. Liquidazione imposte: imposta sulle successioni con le franchigie previste (1.000.000 euro per coniuge e figli diretti, 100.000 euro per fratelli), imposte ipotecarie e catastali.
  4. Certificato di eredità dal Tribunale di Gorizia.
  5. Domanda di intavolazione alla sezione tavolare del Tribunale di Gorizia. Decreto del giudice in 30-60 giorni.
  6. Voltura catastale separata dall’intavolazione.

Tempistiche totali: 3-6 mesi per successioni con immobili; 4-8 settimane per successioni senza immobili.

CAF online per Gorizia: il servizio di Centro Fiscale

Centro Fiscale gestisce pratiche di successione per tutta la provincia di Gorizia completamente online. Non è necessario recarsi fisicamente a Gorizia o a Udine: la pratica si gestisce a distanza con invio documenti digitali e comunicazione telematica con gli uffici competenti.

Come funziona:

  1. Contattaci via WhatsApp al 366 6018121 o email per un primo colloquio gratuito.
  2. Ricevi la checklist documenti personalizzata per la situazione goriziana.
  3. Invia i documenti digitalmente.
  4. Il nostro team prepara la dichiarazione di successione e coordina le pratiche tavolari con il Tribunale di Gorizia.
  5. Ricevi un preventivo personalizzato gratuito prima di impegnarti.

Domande frequenti sulla successione a Gorizia

Cosa succede se il defunto aveva vigneti nel Collio: è una successione normale?
La successione dell’immobile (terreno vitato) segue le normali regole tavolari FVG. In aggiunta, va verificata la trasferibilità delle autorizzazioni di impianto vigneto: le autorizzazioni esistenti sono trasferibili agli eredi che presentano domanda all’autorità competente entro i termini previsti dal Regolamento UE 1308/2013.

Il Tribunale di Gorizia è competente anche per i comuni di Monfalcone e Grado?
Si. Il Tribunale di Gorizia ha competenza per tutti i comuni della provincia di Gorizia, inclusi Monfalcone e Grado. La competenza territoriale è determinata dalla posizione degli immobili (per l’intavolazione) e dalla residenza del defunto (per il certificato di eredità).

Per una successione con beni sia a Gorizia che in Slovenia, come mi devo comportare?
Si applica il Regolamento UE 650/2012: la legge applicabile è quella dello Stato di residenza del defunto. Se residente in Italia, la successione si gestisce principalmente secondo la legge italiana, con una procedura separata in Slovenia per i beni situati nel paese vicino. È una casistica che richiede consulenza specializzata.

Devo pagare l’imposta di successione anche sui terreni vitati nel Collio?
Si, i terreni agricoli e viticoli fanno parte dell’asse ereditario tassabile. Il valore da dichiarare è determinato in base al reddito dominicale rivalutato (per i terreni agricoli) o alla perizia di stima. Esistono agevolazioni per eredi che continuano l’attività agricola come IAP (imprenditore agricolo professionale) o coltivatore diretto, con esenzione dall’imposta di successione a determinate condizioni.

Gestisci la successione a Gorizia con un CAF esperto

La successione nel goriziano richiede conoscenza del sistema tavolare FVG e attenzione alle specificità locali: terreni vitati del Collio, situazioni transfrontaliere, partite tavolari di origine asburgica. Centro Fiscale lavora quotidianamente con queste realtà e gestisce pratiche per tutta la provincia di Gorizia completamente online.

Contattaci per un preventivo personalizzato gratuito:

  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Telefono: 0432 1638640

Leggi anche la guida completa alle successioni in FVG per avere una visione d’insieme prima di procedere.

Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/04/checklist-successione-2026-pdf.jpg 1497 1058 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 09:00:002026-06-14 18:38:48Successione a Gorizia 2026: sistema tavolare, conservatoria e pratiche per gli eredi
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Come compilare il quadro E del 730 nel 2026: guida spese detraibili

Dichiarazione dei redditi 730

Il quadro E 730 spese detraibili è la sezione più consultata di tutta la dichiarazione dei redditi, perché è lì che si scaricano le spese che riducono l’IRPEF da pagare o aumentano il rimborso. Nel modello 730/2026 il quadro E è composto da 6 sezioni e da decine di righi, ognuno con regole precise: sbagliare un rigo o un codice significa perdere la detrazione o ricevere una lettera di controllo dall’Agenzia delle Entrate.

In questa guida vediamo come compilare il quadro E 730 spese detraibili senza errori: quali spese detraibili 730 elenco vanno in ogni sezione, quali codici usare nei righi E8-E10, come gestire ristrutturazioni, Superbonus, Ecobonus e detrazioni per canoni di locazione. Alla fine trovi la sezione dedicata agli errori più comuni e le FAQ. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale a Udine compila il quadro E per te, garantendo la correttezza di ogni rigo.

Indice dei contenuti

  1. Quadro E del 730: le 6 sezioni e a cosa servono
  2. Sezione I: detrazioni 19%/26% e i righi E1-E7 principali
  3. Sezione I: righi E8-E10 con i codici spesa più comuni
  4. Sezione II: oneri deducibili (E21-E32)
  5. Sezione III A: ristrutturazioni, Sismabonus, Superbonus (E41-E43)
  6. Sezione III C e IV: detrazioni 50-110% (E56-E59) e Ecobonus (E61-E62)
  7. Sezione V: detrazioni per canoni di locazione (E71-E72)
  8. Errori comuni da evitare
  9. Domande frequenti sul quadro E
  10. Consulenza CAF per la compilazione

Quadro E del 730: le 6 sezioni e a cosa servono

Il quadro E 730 spese detraibili raccoglie tutti gli oneri che riducono l’imposta o il reddito imponibile. È diviso in 6 sezioni, ciascuna con una logica precisa: alcune spese fanno abbassare l’IRPEF (detrazioni), altre riducono direttamente il reddito su cui si calcola l’imposta (deduzioni). Sapere in quale sezione va inserita ogni spesa è il primo passo per compilare correttamente il modello 730/2026.

  • Sezione I — Spese per le quali spetta la detrazione al 19% o 26% (righi E1-E10)
  • Sezione II — Oneri deducibili dal reddito complessivo (righi E21-E32)
  • Sezione III A — Spese per interventi di recupero patrimonio edilizio, Sismabonus e Superbonus (righi E41-E43)
  • Sezione III B — Dati catastali degli immobili oggetto degli interventi
  • Sezione III C — Altre detrazioni sui redditi al 50-110% (righi E56-E59)
  • Sezione IV — Spese per interventi di risparmio energetico Ecobonus (righi E61-E62)
  • Sezione V — Detrazioni per canoni di locazione (righi E71-E72)
  • Sezione VI — Altri dati residuali (rigo E83 e simili)

Attenzione: la differenza tra detrazione e deduzione è fondamentale. La detrazione (Sezioni I, III, IV, V) riduce l’imposta lorda di una percentuale della spesa; la deduzione (Sezione II) abbassa invece il reddito imponibile, quindi il risparmio dipende dall’aliquota IRPEF applicata. Nei prossimi paragrafi analizziamo sezione per sezione i righi quadro E 730 più utilizzati.

Sezione I: detrazioni 19%/26% e i righi E1-E7 principali

La Sezione I del quadro E 730 spese detraibili è la più utilizzata dai contribuenti italiani, perché contiene le spese detraibili al 19% (in alcuni casi al 26%). I righi da E1 a E7 hanno un’etichetta specifica per ogni tipologia di spesa, mentre i righi E8-E10 sono generici e richiedono un codice numerico.

  • Rigo E1 — Spese sanitarie proprie e per familiari a carico (visite, farmaci, ticket, cure specialistiche). Detrazione 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro
  • Rigo E2 — Spese sanitarie sostenute per familiari non fiscalmente a carico affetti da patologie esenti
  • Rigo E3 — Spese sanitarie per portatori di handicap (mezzi ausiliari, sussidi tecnici)
  • Rigo E4 — Spese per acquisto di veicoli destinati a persone con disabilità
  • Rigo E5 — Spese per l’acquisto di cani guida per non vedenti
  • Rigo E6 — Spese sanitarie rateizzate negli anni precedenti (importo superiore a 15.493,71 euro)
  • Rigo E7 — Interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale

Un esempio pratico: Marco ha speso 800 euro tra farmaci e visite specialistiche. Nel rigo E1 indica 800 euro. Il sistema calcola la detrazione sui 670,89 euro eccedenti la franchigia (800 – 129,11), riconoscendo un beneficio del 19%, pari a circa 127 euro di risparmio IRPEF. È essenziale conservare tutti gli scontrini parlanti e le ricevute per almeno 5 anni, in caso di controlli. Per la gestione delle spese sanitarie familiari è utile il servizio dedicato del CAF Centro Fiscale di Udine.

Sezione I: righi E8-E10 con i codici spesa più comuni

I righi E8, E9 ed E10 del quadro E 730 spese detraibili raccolgono tutte le altre spese detraibili al 19% (o 26% per alcune erogazioni liberali) che non hanno un rigo dedicato. Per ciascuna spesa va indicato un codice numerico nella colonna di sinistra e l’importo in quella di destra. Il codice identifica il tipo di spesa: sbagliarlo significa perdere la detrazione.

  • Codice 12 — Spese di istruzione per la frequenza di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria
  • Codice 13 — Spese universitarie (tasse, corsi di laurea, master statali e non statali entro limiti)
  • Codice 14 — Spese funebri sostenute per la morte di familiari (max 1.550 euro per decesso)
  • Codice 15 — Spese per addetti all’assistenza personale (badanti) di persone non autosufficienti
  • Codice 16 — Spese per attività sportive praticate da ragazzi tra i 5 e i 18 anni
  • Codice 17 — Compensi di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’abitazione principale
  • Codice 35 — Erogazioni liberali a favore di ONLUS ed enti del terzo settore
  • Codice 36 — Erogazioni ad associazioni sportive dilettantistiche

L’elenco completo dei codici (dal 12 al 99, con salti) è riportato nelle istruzioni ufficiali del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate. Ogni codice ha limiti di importo e requisiti specifici: ad esempio le spese universitarie non statali hanno tetti annui differenziati per area disciplinare e regione. Per non sbagliare, affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale di Udine.

Un caso particolare che rientra tra i codici della Sezione I riguarda le famiglie con figli con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento): le spese per strumenti compensativi, sussidi tecnici e informatici e doposcuola specialistico hanno un codice dedicato e regole proprie. Per un approfondimento verticale su questa voce di spesa, consulta la nostra guida Spese Detraibili DSA 2026: guida completa per le famiglie con figli con Disturbi dell’Apprendimento.

Sezione II: oneri deducibili (E21-E32)

La Sezione II del quadro E 730 spese detraibili raccoglie gli oneri deducibili, cioè le spese che si sottraggono direttamente dal reddito complessivo prima del calcolo dell’IRPEF. Il vantaggio è proporzionale all’aliquota marginale: chi ha un’aliquota IRPEF alta risparmia di più. I righi vanno da E21 a E32.

  • Rigo E21 — Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori (es. contributi INPS, gestione separata, casse professionali)
  • Rigo E22 — Assegno periodico corrisposto al coniuge separato o divorziato (esclusa la quota per i figli)
  • Rigo E23 — Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari (colf e badanti) nel limite annuo
  • Rigo E26 — Altri oneri deducibili con codici specifici (rendite, assegni alimentari, contributi consorzi)
  • Rigo E27 — Contributi versati ai fondi pensione integrativi (deducibili fino a 5.164,57 euro annui)

Un caso frequente: Lucia ha una colf regolarmente contrattualizzata e ha versato 900 euro di contributi INPS a suo carico. Indica l’importo nel rigo E23 e ottiene la deduzione entro il limite di 1.549,37 euro annui. Se ha un’aliquota IRPEF del 35%, risparmia circa 315 euro. Ricorda: gli oneri deducibili vanno documentati con ricevute, F24 o bollettini nominativi.

Sezione III A: ristrutturazioni, Sismabonus, Superbonus (E41-E43)

La Sezione III A del quadro E è dedicata ai lavori edilizi agevolati. I righi E41-E43 ospitano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (bonus ristrutturazioni), gli interventi Sismabonus e le spese ammesse al Superbonus. Per ogni intervento vanno indicati anno, importo totale, quota annuale e dati catastali dell’immobile (che si inseriscono poi nella Sezione III B).

  • Bonus ristrutturazioni — Detrazione del 50% per interventi su abitazione principale (nel 2026 aliquota confermata solo per prima casa; altri immobili al 36%)
  • Sismabonus — Detrazioni variabili in base alla riduzione della classe di rischio sismico
  • Superbonus — Aliquota residua per interventi ammessi nei limiti previsti dalla normativa vigente

Le detrazioni edilizie si ripartiscono in 10 rate annuali di pari importo. Ogni anno va indicato l’importo della quota di competenza, non l’intero costo dei lavori. Nella Sezione III B vanno riportati i dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno, comune) sui quali sono stati eseguiti gli interventi: senza questi dati la detrazione può essere disconosciuta.

Sezione III C e IV: detrazioni 50-110% (E56-E59) e Ecobonus (E61-E62)

La Sezione III C del quadro E 730 spese detraibili ospita le altre detrazioni sui redditi derivanti da interventi edilizi speciali, con aliquote variabili dal 50% al 110%. I righi principali sono E56-E59, dedicati a specifiche misure agevolative.

  • Rigo E57 — Bonus mobili ed elettrodomestici per l’arredo di immobili ristrutturati (aliquota e limiti annuali definiti dalla legge di bilancio vigente)
  • Righi E56-E59 — Detrazioni per colonnine di ricarica veicoli elettrici e altre misure agevolative con aliquote 50-110%

La Sezione IV è invece dedicata all’Ecobonus, cioè agli interventi di risparmio energetico qualificato. I righi E61-E62 ospitano spese per coibentazione, sostituzione infissi, caldaie a condensazione, pompe di calore, pannelli solari termici. Le aliquote sono variabili, in genere 50% o 65% a seconda dell’intervento e dell’immobile.

Esempio: Anna ha sostituito la caldaia con una a condensazione ad alta efficienza spendendo 4.000 euro. Nel rigo E61 indica la spesa con il codice corrispondente, ottenendo una detrazione ripartita in 10 anni. Ogni anno riporta la quota di competenza nel 730 successivo, finché la detrazione non è completamente utilizzata.

Sezione V: detrazioni per canoni di locazione (E71-E72)

La Sezione V del quadro E 730 spese detraibili è riservata agli inquilini che vivono in affitto nell’abitazione principale. I righi E71 ed E72 permettono di ottenere una detrazione IRPEF forfettaria, il cui importo varia in base al reddito complessivo e alla tipologia di contratto.

  • Rigo E71 — Detrazione per inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, con codice che identifica il tipo di contratto (canone libero, canone concordato, giovani under 31)
  • Rigo E72 — Detrazione per lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro

Attenzione: la detrazione è forfettaria, cioè fissa in base al reddito e al tipo di contratto, non commisurata al canone effettivamente pagato. Il beneficio si esaurisce se il reddito complessivo supera i limiti previsti (in genere 30.987,41 euro). Per contratti a canone concordato ed inquilini giovani gli importi sono più favorevoli.

Errori comuni da evitare nella compilazione

Compilare il quadro E 730 spese detraibili senza errori richiede attenzione, perché ogni rigo ha regole diverse e i codici non ammettono confusione. Gli errori più frequenti che ci capitano di correggere presso il CAF Centro Fiscale di Udine sono i seguenti.

  • Confondere detrazione e deduzione: inserire un contributo previdenziale nel rigo E1 anziché in E21 fa perdere il beneficio
  • Sbagliare il codice nei righi E8-E10 (es. usare il codice 13 per spese scolastiche anziché il 12)
  • Non applicare la franchigia di 129,11 euro sulle spese sanitarie in E1
  • Dimenticare i dati catastali nella Sezione III B per le detrazioni edilizie
  • Indicare l’intero costo dei lavori anziché la quota annuale in E41-E43 (le detrazioni si ripartiscono in 10 rate)
  • Non conservare i giustificativi (scontrini parlanti, fatture, bonifici parlanti per ristrutturazioni)

Il modello 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate contiene molti dati già inseriti, ma non è infallibile: mancano spesso spese sanitarie non trasmesse, detrazioni per familiari, oneri deducibili. Verificare e integrare il precompilato è indispensabile.

Domande frequenti sul quadro E

Consulenza CAF per la compilazione del quadro E

Il quadro E 730 spese detraibili è la sezione dove si concentra il maggior valore economico per il contribuente, ma anche il maggior rischio di errori. Un rigo sbagliato, un codice errato o un giustificativo mancante possono trasformare un rimborso in una lettera di controllo. Per questo affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine è la scelta più sicura: i nostri operatori compilano ogni rigo del quadro E verificando tutti i codici spesa e la documentazione, così ottieni il massimo del rimborso senza rischi.

Offriamo il servizio 730 sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) sia online in tutta Italia: raccogliamo i tuoi documenti, calcoliamo la dichiarazione e ti restituiamo il modello firmato. Per iniziare puoi prenotare un appuntamento o consultare la pagina dedicata al servizio 730 del CAF Centro Fiscale a Udine.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-06 07:42:322026-07-06 07:42:32Come compilare il quadro E del 730 nel 2026: guida spese detraibili
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus condizionatori luglio 2026: procedura pratica, bonifico parlante e ENEA

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Con l’ondata di caldo di luglio la richiesta di installazione condizionatori è alle stelle. Ma per portare a casa il bonus condizionatori luglio 2026, non basta comprare lo split e chiamare il tecnico: servono bonifico parlante compilato correttamente, fattura dettagliata e comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. Un errore in uno di questi passaggi ti fa perdere la detrazione fino al 50%.

In questa guida operativa vediamo come muoverti adesso, a stagione già iniziata: cosa chiedere all’installatore, come compilare il bonifico dedicato con le causali aggiornate, quando inviare la pratica ENEA sul nuovo portale attivo dal 22 gennaio 2026 e quali sono gli errori più frequenti che fanno saltare tutto. Per chi vuole invece capire prima cos’è il bonus condizionatori luglio 2026, aliquote, requisiti generali e differenza con/senza ristrutturazione, rimandiamo alla guida completa Bonus Condizionatori 2026.

Indice dei contenuti

  1. Bonus condizionatori luglio 2026: cosa sapere subito
  2. Requisiti rapidi: con e senza ristrutturazione
  3. Timing installatore in alta stagione
  4. Bonifico parlante: campi obbligatori 2026
  5. Documentazione da farsi rilasciare dall’installatore
  6. Comunicazione ENEA: quando e come
  7. Errori comuni che fanno perdere la detrazione
  8. Domande frequenti
  9. Consulenza CAF Centro Fiscale

Bonus condizionatori luglio 2026: cosa sapere subito

Il bonus condizionatori luglio 2026 permette di recuperare in dichiarazione dei redditi fino al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto e l’installazione di un climatizzatore. Le regole in vigore quest’anno confermano il quadro delineato dalla Legge di Bilancio 2025 e prorogato per il 2026: 50% sulla prima casa, 36% sugli altri immobili, tetto di spesa detraibile secondo normativa e rimborso in 10 rate annuali di pari importo tramite modello 730 o Redditi PF.

Per intercettare l’agevolazione a luglio devi ricordare tre pilastri: il pagamento deve avvenire con bonifico parlante (mai carta di credito, contanti o bonifico ordinario), la fattura deve riportare tutti i dati richiesti dall’Agenzia delle Entrate e, se il climatizzatore è in pompa di calore, serve la comunicazione ENEA entro 90 giorni. Salta anche uno solo di questi elementi e la detrazione svanisce.

Requisiti rapidi: con e senza ristrutturazione

La differenza fondamentale del bonus condizionatori luglio 2026 è tra chi lo installa nell’ambito di una ristrutturazione più ampia e chi invece si limita al solo climatizzatore. Vediamole a colpo d’occhio.

Con ristrutturazione (Bonus Casa)Senza ristrutturazione (Ecobonus)
Detrazione 50% prima casa / 36% altri immobiliDetrazione 50% prima casa / 36% altri immobili
Va bene qualsiasi tipologia (anche solo raffrescamento)Solo climatizzatori in pompa di calore ad alta efficienza
Bonifico parlante causale ristrutturazioneBonifico parlante causale riqualificazione energetica
Comunicazione ENEA se pompa di caloreComunicazione ENEA sempre obbligatoria
Suddivisione in 10 rate annualiSuddivisione in 10 rate annuali

Per un confronto più esteso, con esempi pratici su tetti di spesa e casi particolari, trovi tutti i dettagli nella guida completa Bonus Condizionatori 2026 con e senza ristrutturazione.

Timing installatore in alta stagione: come organizzarti a luglio

A luglio gli installatori sono in emergenza. Le attese medie a Udine e provincia in questa fase superano spesso le 3-5 settimane, con punte anche più lunghe in caso di ondate di calore prolungate. Se vuoi usare il bonus condizionatori luglio 2026, devi organizzarti con metodo per non perdere né tempo né detrazione.

  • Chiedi subito il preventivo scritto: deve indicare marca, modello, classe energetica e potenza. Serve per verificare che il modello rientri nell’agevolazione.
  • Non pagare acconti in contanti o carta: anche l’acconto va fatto con bonifico parlante, altrimenti quella quota di spesa non è detraibile.
  • Concorda la data di fine lavori: da quella data partono i 90 giorni per la comunicazione ENEA. Chiedi che venga scritta nella fattura o in un verbale di installazione.
  • Verifica che l’installatore rilasci la dichiarazione di conformità: obbligatoria per legge e utile in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Una regola d’oro: non fissare l’installazione senza aver ricevuto il preventivo dettagliato e senza aver concordato per iscritto la modalità di pagamento tramite bonifico dedicato. Molti clienti si accorgono solo a fine anno di aver saldato con carta o bonifico ordinario, e a quel punto recuperare la detrazione diventa complicato.

Il bonifico parlante: campi obbligatori 2026 (con esempio)

Il bonifico parlante condizionatore è il pagamento tracciato che consente di ottenere la detrazione. La banca applica la ritenuta d’acconto dell’8% al fornitore e comunica l’operazione all’Agenzia delle Entrate. Un bonifico ordinario, anche se tracciato, non vale ai fini della detrazione: è uno degli errori più frequenti.

I campi obbligatori del bonifico dedicato 2026 sono:

  • Causale del versamento con riferimento normativo: per Ecobonus “Bonifico relativo a lavori di riqualificazione energetica art. 1 c. 344-349 L. 296/2006”; per Bonus Ristrutturazioni “Bonifico relativo a lavori edilizi art. 16-bis DPR 917/86”.
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi la porterà nel 730).
  • Codice fiscale o partita IVA del beneficiario del pagamento (installatore o negozio).
  • Numero e data della fattura a cui si riferisce il bonifico.

Esempio pratico: Marco installa un climatizzatore in pompa di calore nella prima casa. Nel bonifico all’installatore scrive: “Bonifico relativo a lavori di riqualificazione energetica art. 1 c. 344-349 L. 296/2006 – fattura n. 148 del 12/07/2026 – beneficiario detrazione: Mario Rossi CF RSSMRA80A01L483Z – beneficiario pagamento: Clima Srl P.IVA 01234567890”. Con questa causale la banca applica correttamente la ritenuta e la spesa è pienamente detraibile.

Documentazione da farsi rilasciare dall’installatore

La detrazione condizionatore installatore passa dai documenti che l’impresa ti rilascia. Prima ancora di saldare, verifica di avere tutto in mano. In caso di controllo fiscale, la mancanza anche di un solo documento può far decadere la detrazione, con obbligo di restituire quanto già scontato più sanzioni e interessi.

  • Fattura dettagliata: deve riportare separatamente il costo del condizionatore, dell’installazione, dello smaltimento del vecchio impianto e, se previsto, l’IVA agevolata al 10%.
  • Scheda tecnica del climatizzatore: con marca, modello, potenza, classe energetica ed efficienza (SEER e SCOP se in pompa di calore). Serve per la pratica ENEA.
  • Dichiarazione di conformità dell’impianto ai sensi del DM 37/2008: obbligatoria e da conservare.
  • Certificazione di corretto smaltimento del vecchio apparecchio, se sostituito.
  • Ricevuta del bonifico parlante: la banca la rilascia in copia cartacea o PDF.

Tutti questi documenti vanno conservati per 10 anni dall’ultima rata di detrazione portata in dichiarazione. Consigliamo di creare una cartella dedicata (fisica o digitale) con tutto il fascicolo dell’intervento, così è pronto in caso di controllo.

Comunicazione ENEA: quando e come (novità 2026)

La comunicazione ENEA condizionatore 2026 è obbligatoria per accedere all’Ecobonus e per gli interventi Bonus Casa con valenza energetica (climatizzatori in pompa di calore). Va inviata entro 90 giorni dalla data di fine lavori. Se il 90esimo giorno cade di sabato, domenica o festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

La novità 2026 più rilevante: dal 22 gennaio 2026 è attivo il nuovo portale bonusfiscali.enea.it, con accesso esclusivo tramite SPID o CIE. Il vecchio portale non è più utilizzabile per le nuove pratiche relative a lavori conclusi nel 2026.

Per gli interventi in edilizia libera (come la maggior parte delle installazioni di condizionatori senza opere strutturali), la data di fine lavori coincide con la data dell’ultima fattura. Da lì scatta il conteggio dei 90 giorni.

Se salti la scadenza dei 90 giorni non è tutto perduto: puoi ricorrere alla remissione in bonis, versando una sanzione di 250 euro con codice tributo F24 8114 entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile. Meglio evitare, ma è una rete di sicurezza importante.

Errori comuni che fanno perdere la detrazione

Dal nostro osservatorio in ufficio a Udine, ecco gli errori più frequenti che fanno perdere il bonus condizionatori luglio 2026 ai contribuenti che si affidano al fai-da-te.

  • Bonifico ordinario invece del parlante: senza la causale corretta e i codici fiscali, la banca non applica la ritenuta e la detrazione salta.
  • Fattura generica con dicitura tipo “lavori vari” senza descrivere il condizionatore installato. La fattura deve essere analitica.
  • Pagamento con carta di credito, bancomat o contanti: non ammessi per Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni, salvo casi molto specifici.
  • Mancata comunicazione ENEA entro 90 giorni: se non fai neanche la remissione in bonis, addio detrazione.
  • Split del pagamento tra bonifico parlante e carta: solo la quota pagata con bonifico dedicato è detraibile.
  • Beneficiario detrazione diverso da chi paga: il codice fiscale nel bonifico deve coincidere con quello che porterà la detrazione nel 730.

Domande frequenti

Consulenza CAF Centro Fiscale

Il bonus condizionatori luglio 2026 è un’agevolazione preziosa, ma solo se ogni passaggio è fatto correttamente: preventivo, bonifico parlante, fattura, ENEA, dichiarazione. Un errore in un solo tassello ti fa perdere fino al 50% della spesa.

Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa dell’intera procedura: verifica del preventivo dell’installatore, controllo del bonifico parlante, invio della comunicazione ENEA sul nuovo portale bonusfiscali.enea.it, gestione della detrazione nel 730 o Redditi PF e conservazione della documentazione. Servizio disponibile in ufficio a Udine e online in tutta Italia.

Hai bisogno di assistenza per il bonus condizionatori? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-06 07:39:392026-07-06 07:39:39Bonus condizionatori luglio 2026: procedura pratica, bonifico parlante e ENEA
CAF, COLF E BADANTI

Badante e Legge 104: compatibilita e permessi

colf e badanti CAF Udine

Badante e Legge 104: compatibilita e permessi

La Legge 104 e la badante sono compatibili e cumulabili. Il familiare che assiste una persona con handicap grave puo sia: fruire dei 3 giorni di permesso mensili Legge 104, assumere u…

Indice dei contenuti

  1. Chi puo avere badante e Legge 104
  2. Permessi Legge 104 e badante convivente
  3. Badante come caregiver familiare
  4. Detrazioni fiscali e Legge 104
  5. Assistenza CAF per pratiche 104 e badanti

Chi puo avere badante e Legge 104

La Legge 104 e la badante sono compatibili e cumulabili. Il familiare che assiste una persona con handicap grave puo sia: fruire dei 3 giorni di permesso mensili Legge 104, assumere una badante con contratto regolare.



Permessi Legge 104 e badante convivente

I permessi Legge 104 spettano al familiare lavoratore anche se ce una badante. Requisiti: assistenza continua ed esclusiva, persona con handicap grave art. 3 comma 3. La presenza della badante non preclude i permessi se il familiare garantisce assistenza integrativa.



Badante come caregiver familiare

La badante assunta come lavoratrice domestica NON puo richiedere permessi Legge 104 per assistere il datore anziano. I permessi 104 spettano solo a familiari entro il 2 grado (coniuge, figli, genitori, fratelli).



Detrazioni fiscali e Legge 104

Chi ha Legge 104 puo detrarre nel 730: 19% delle spese per badante (su massimo 2.100 euro annui), deduzione contributi INPS badante (senza limiti), deduzione spese assistenza specifica (es. fisioterapia).



Assistenza CAF per pratiche 104 e badanti

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: domande Legge 104 INPS, calcolo detrazioni spese badante, compilazione 730 con deduzioni, gestione contratti e buste paga badanti. Consulenza gratuita.



Domande frequenti (FAQ)

Quanto costa il servizio?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: gestione buste paga badanti 25 euro/mese, consulenza contrattuale 50 euro, assistenza pratiche INPS.

Assistenza badanti – CAF Centro Fiscale Udine

Servizi completi per badanti e datori di lavoro: contratti, buste paga 25 euro/mese, pratiche INPS 50 euro.

Prenota consulenza gratuita

Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 06:00:002026-03-17 19:06:05Badante e Legge 104: compatibilita e permessi
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per le Famiglie con Figli con Disturbi dell’Apprendimento

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) riguardano circa il 5-6% degli studenti italiani: si tratta di condizioni neurobiologiche riconosciute dalla Legge 170/2010 che comprendono dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia. Affrontare un DSA comporta per le famiglie un impegno economico significativo: diagnosi specialistiche, sedute di logopedia, supporto psicologico, strumenti compensativi e percorsi di tutoraggio. La buona notizia è che molte di queste spese sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi 2026. Questa guida ti spiega quali spese puoi recuperare, come calcolare il beneficio e come indicarle correttamente nel Modello 730/2026.

Cosa sono i DSA: definizione, Legge 170/2010 e tipi di disturbo

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono disturbi neurobiologici che interessano in modo specifico la capacità di lettura, scrittura e calcolo, in assenza di deficit cognitivi generali, problemi sensoriali o carenze educative. Sono stati riconosciuti ufficialmente in Italia con la Legge 8 ottobre 2010, n. 170, che ha introdotto norme su diagnosi, interventi e diritti a scuola.

Il DM 5 luglio 2011 (Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA) ha definito le procedure diagnostiche e le misure dispensative e compensative da applicare in ambito scolastico.

I quattro tipi di DSA

  • Dislessia — difficoltà nella decodifica del testo scritto (lettura lenta, imprecisa, con molti errori)
  • Disgrafia — difficoltà nella scrittura manuale (grafia illeggibile, lenta, scoordinata)
  • Disortografia — difficoltà nell’applicazione delle regole ortografiche (errori sistematici di scrittura)
  • Discalculia — difficoltà nell’elaborazione numerica e nel calcolo (lentezza, errori ripetuti nelle operazioni)

Un bambino o ragazzo può avere uno o più di questi disturbi contemporaneamente (comorbidità). La diagnosi è competenza esclusiva di professionisti sanitari abilitati: Neuropsichiatra Infantile (NPI), psicologo clinico o struttura sanitaria pubblica o privata accreditata dal SSN.

Importante: la diagnosi DSA rilasciata da una struttura accreditata è il documento base per accedere sia ai diritti scolastici sia alle agevolazioni fiscali descritte in questa guida.

Quali spese DSA sono detraibili al 19%: lista completa

La detrazione fiscale del 19% sulle spese sanitarie è disciplinata dall’art. 15, comma 1, lettera c) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Per le spese legate ai DSA, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Circolare 20/E/2011 e successive risoluzioni quali oneri rientrano in questa categoria.

Ecco la lista completa delle spese DSA detraibili:

Spese sanitarie specialistiche (senza franchigia)

  • Diagnosi neuropsicologica — visita del Neuropsichiatra Infantile o dello psicologo per accertare il DSA
  • Logopedista — sedute di logopedia per dislessia, disgrafia, disortografia (si veda anche la nostra guida su Partita IVA Logopedista 2026 per capire il professionista con cui interagisci)
  • Psicologo clinico — percorsi di supporto psicologico specifici per i DSA
  • Neuropsicomotricista — terapia psicomotoria prescritta per il disturbo
  • Sedute di riabilitazione — presso strutture sanitarie accreditate SSN
  • Visite specialistiche di controllo — follow-up annuali del disturbo

Per le spese sanitarie specialistiche non si applica la franchigia di 129,11 euro: la detrazione del 19% si calcola sull’intero importo speso.

Spese mediche generali (con franchigia 129,11 euro)

  • Farmaci prescritti per comorbidità (es. ADHD associato al DSA)
  • Esami diagnostici strumentali (neuroimaging, EEG se prescritti)
  • Ticket SSN per prestazioni collegate al percorso DSA

Strumenti compensativi e materiali didattici: il caso della detraibilità

Questo è il punto più dibattuto. Secondo l’interpretazione prevalente dell’Agenzia delle Entrate:

  • Software specifici per DSA (es. sintesi vocale, programmi di scrittura predittiva): detraibili se prescritti da un medico come ausilio terapeutico, con fattura intestata al genitore o al paziente e relativa prescrizione
  • Libri parlanti e audiolibri: in linea di principio non detraibili come spesa medica, ma possono rientrare nelle spese di istruzione in alcuni casi
  • Tablet e device tecnologici: NON detraibili come spese mediche (sono beni di consumo generale)
  • Tutoraggio specializzato DSA: NON detraibile come spesa medica; potrebbe rientrare nelle spese di istruzione se fornito da istituto riconosciuto

Consiglio pratico: prima di acquistare software o strumenti compensativi, chiedi al tuo NPI o psicologo di rilasciare una prescrizione medica esplicita. Questo documento è indispensabile per la detraibilità.

Per la lista completa di tutte le spese sanitarie detraibili nel 730, consulta la nostra guida Spese Mediche Detraibili 730 2026: Checklist Completa.

Requisiti per la detrazione spese DSA 2026

Per portare in detrazione le spese DSA nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa all’anno fiscale 2025), devono essere soddisfatti questi requisiti:

1. Diagnosi clinica certificata

Il soggetto con DSA deve avere una diagnosi ufficiale rilasciata da:

  • Struttura pubblica del SSN (ASL, ospedali con UO di NPI)
  • Struttura privata accreditata con il SSN
  • Professionista privato abilitato (NPI, psicologo iscritto all’Albo) con documentazione conforme alle Linee Guida DM 5/7/2011

La diagnosi è necessaria non solo per la scuola, ma anche per giustificare le spese specialistiche ai fini fiscali.

2. Tracciabilità del pagamento (obbligatoria dal 2020)

Dal 1° gennaio 2020, in base alla Legge di Bilancio 2020, le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con strumenti tracciabili:

  • Bonifico bancario o postale
  • Carta di credito o debito (bancomat)
  • App di pagamento digitale (PagoPA, Satispay, ecc.)
  • Assegno bancario

Il pagamento in contanti comporta la perdita del diritto alla detrazione, anche se la spesa è legittima e documentata con fattura.

Eccezione: le spese pagate al SSN (ticket, prestazioni in convenzione) sono escluse dall’obbligo di tracciabilità anche se pagate in contanti.

3. Documentazione da conservare

  • Fattura o ricevuta fiscale del professionista (intestata al genitore se il figlio è fiscalmente a carico)
  • Ricevuta del pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta bonifico)
  • Prescrizione medica per gli strumenti compensativi (software, dispositivi)
  • Copia della diagnosi DSA (da conservare per eventuali controlli)

I documenti vanno conservati per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, in caso di verifica dell’Agenzia delle Entrate.

4. Il figlio deve essere fiscalmente a carico

Se le spese riguardano un figlio minorenne o a carico, il genitore può portarle in detrazione nella propria dichiarazione. Il figlio è fiscalmente a carico se il suo reddito annuo non supera 4.000 euro (fino a 24 anni) o 2.840,51 euro (oltre i 24 anni).

Per sapere come ripartire le detrazioni tra genitori separati o divorziati, consulta il nostro articolo Detrazioni Figli Genitori Separati 2026.

Come si calcola la detrazione DSA 2026: esempi pratici

La detrazione del 19% si calcola sull’importo totale delle spese sanitarie che supera la franchigia di 129,11 euro (per le spese mediche generali). Per le prestazioni specialistiche (logopedista, psicologo, NPI) la franchigia non si applica: si detrae il 19% sull’intero importo.

Tabella riassuntiva calcolo detrazione

Tipo di spesaFranchigiaBase di calcoloDetrazione 19%
Logopedista: 1.200 euro/annoNessuna1.200 euro228 euro
Psicologo DSA: 800 euro/annoNessuna800 euro152 euro
Diagnosi NPI: 350 euroNessuna350 euro66,50 euro
Farmaci prescritti: 400 euro129,11 euro270,89 euro51,47 euro
Totale esempio——497,97 euro

Esempio pratico: famiglia con figlio dislessico

La famiglia Rossi ha un figlio di 10 anni con diagnosi di dislessia. Nel 2025 ha sostenuto queste spese:

  • Sedute di logopedia (30 sedute x 60 euro) = 1.800 euro
  • Visita di controllo NPI = 300 euro
  • Software per sintesi vocale con prescrizione medica = 200 euro
  • Farmaci per ADHD associato = 180 euro

Calcolo:

  • Spese specialistiche (logopedia + NPI + software con prescrizione) = 1.800 + 300 + 200 = 2.300 euro → detrazione 19% = 437 euro
  • Farmaci = 180 euro – 129,11 euro (franchigia) = 50,89 euro → detrazione 19% = 9,67 euro
  • Detrazione totale: circa 446 euro da sottrarre direttamente all’IRPEF dovuta

Questo significa che la famiglia recupererà circa 446 euro attraverso il 730, come riduzione diretta dell’imposta da pagare (o aumento del rimborso).

Limite di reddito e tetto detrazioni 2026: cosa cambia per le famiglie DSA

Il D.Lgs. 216/2023 (Riforma IRPEF — primo modulo) ha introdotto un tetto alle detrazioni fiscali per i redditi più elevati. Ecco come funziona nel 2026 (dichiarazione redditi 2025):

Soglie di riduzione

  • Reddito fino a 120.000 euro: detrazioni al 100% (nessuna riduzione)
  • Reddito tra 120.000 e 240.000 euro: riduzione proporzionale progressiva
  • Reddito oltre 240.000 euro: detrazione azzerata

Esenzione per figli a carico con disabilità

Attenzione: le spese sanitarie per i figli con disabilità riconosciuta (art. 3 L. 104/1992) sono escluse dal tetto e detraibili per l’intero importo indipendentemente dal reddito. I DSA di per sé non costituiscono automaticamente una disabilità ai sensi della L. 104, ma se il disturbo è grave e accompagnato da certificazione di disabilità, si applica l’esenzione.

Per la maggior parte delle famiglie con figli DSA (redditi sotto 120.000 euro), le detrazioni non subiscono riduzioni. Per approfondire il tema del tetto detrazioni, leggi il nostro articolo Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: le spese che non entrano nel tetto.

Come indicare le spese DSA nel Modello 730/2026: guida pratica

Le spese DSA vengono dichiarate nel Modello 730/2026 (redditi 2025) nella sezione dedicata alle spese sanitarie. Ecco dove trovarle:

Righe del 730 da compilare

Tipo di spesaRigo 730Codice
Spese mediche generali (medico, farmaci con ricetta)E11
Spese sanitarie per persone con disabilitàE33
Spese per acquisto di sussidi tecnici e informatici (con prescrizione)E33
Spese per veicoli per portatori di handicapE44

Per la maggior parte delle famiglie DSA: le spese di logopedista, psicologo e NPI vanno in rigo E1 (spese sanitarie generali). Se il figlio ha anche riconoscimento di disabilità L. 104, alcune spese possono andare in E3.

Il 730 precompilato e le spese DSA

Dal 2024 l’Agenzia delle Entrate carica automaticamente nel 730 precompilato le spese sanitarie tracciate dal Sistema Tessera Sanitaria. Attenzione: molti professionisti privati (logopedisti, psicologi) non trasmettono i dati al STS se non sono tenuti a farlo. In questo caso devi aggiungere manualmente le spese nel 730 precompilato o nella dichiarazione tradizionale.

Cosa fare:

  • Controlla il 730 precompilato su agenziaentrate.gov.it (disponibile da aprile/maggio 2026)
  • Verifica che le spese DSA siano presenti; se mancano, aggiungile con le ricevute
  • In caso di modifiche, la responsabilità della correttezza è del contribuente

Scadenze 730/2026

  • 30 settembre 2026: scadenza per la presentazione del 730/2026 tramite CAF, patronato o intermediario abilitato
  • Ottobre/Novembre 2026: rimborso IRPEF in busta paga o pensione (per dipendenti e pensionati)

Per un quadro completo delle novità del modello 730 quest’anno, leggi Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili.

Bonus e agevolazioni aggiuntive per le famiglie con figli DSA

Oltre alla detrazione fiscale del 19%, le famiglie con figli DSA possono accedere ad altri strumenti di supporto:

Bonus Psicologo 2026

Il Bonus Psicologo (fino a 1.500 euro di contributo INPS per le sedute di psicoterapia) è riservato a persone con ISEE sotto 50.000 euro. Se il figlio con DSA necessita di supporto psicologico clinico, il genitore può fare domanda per il proprio nucleo familiare. Le sedute non coperte dal bonus sono comunque detraibili al 19%.

Detrazioni spese istruzione

Le rette scolastiche e universitarie hanno detrazioni separate (art. 15, comma 1, lett. e) del TUIR). Alcune scuole private che offrono percorsi specifici per DSA potrebbero rientrare in queste detrazioni. Verifica che l’istituto sia riconosciuto dal MIUR.

Contributi regionali e comunali in FVG

La Regione Friuli Venezia Giulia e alcuni Comuni del territorio prevedono contributi specifici per famiglie con figli DSA o con disturbi dello sviluppo. Contatta il tuo CAF o il Patronato per verificare i bandi attivi nella tua area.

ISEE e accesso ai servizi

Con un ISEE aggiornato, le famiglie con figli DSA possono accedere a tariffe ridotte per le prestazioni del SSN e a contributi comunali per il materiale scolastico. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare il tuo ISEE e verificare le agevolazioni disponibili.

Domande frequenti sulle spese DSA detraibili (FAQ)

Posso detrarre il logopedista anche se il mio reddito è alto?

Sì, fino a 120.000 euro di reddito la detrazione è piena. Sopra tale soglia, la detrazione si riduce proporzionalmente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Il logopedista è una spesa specialistica detraibile senza franchigia.

La diagnosi DSA deve essere rinnovata ogni anno per avere la detrazione?

No. La diagnosi ha validità permanente ai fini fiscali (salvo che il professionista indichi una scadenza). Non è necessario rinnovarla ogni anno. È sufficiente conservarla e esibirla in caso di controllo.

Posso detrarre le spese di un logopedista privato non iscritto al SSN?

Sì, purché il professionista sia abilitato (iscritto all’Albo professionale dei logopedisti), rilasci fattura con codice fiscale, e il pagamento sia tracciabile. Non è necessario che sia convenzionato SSN.

Il software per la sintesi vocale è detraibile senza prescrizione?

No. Per i software e strumenti compensativi tecnologici (sintesi vocale, predizione del testo, mappe mentali) è necessaria una prescrizione medica che li qualifichi come ausilio terapeutico. Senza prescrizione, la spesa non è detraibile come spesa medica.

Mio figlio ha 20 anni e ha un DSA: posso ancora detrarre le sue spese?

Sì, se è fiscalmente a tuo carico (reddito non superiore a 4.000 euro se ha meno di 24 anni). La detrazione non ha limiti di età per i figli a carico. Se il figlio lavora e non è più a carico, le spese le potrà detrarre lui stesso nella propria dichiarazione.

Ho pagato le sedute di logopedia in contanti. Perdo la detrazione?

Purtroppo sì, per le spese sostenute dopo il 1° gennaio 2020. Il pagamento in contanti non permette la detrazione fiscale. Per le spese future, utilizza sempre un metodo tracciabile (bonifico, carta, app di pagamento).

Conclusione: il CAF Centro Fiscale ti aiuta con il 730 e le spese DSA

Le spese per i DSA rappresentano un onere reale e spesso significativo per le famiglie italiane. La detrazione fiscale del 19% è uno strumento concreto per alleviare questi costi, ma richiede attenzione: pagamenti tracciabili, documentazione corretta, diagnosi aggiornata, compilazione precisa del 730.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa nella compilazione del Modello 730/2026, inclusa la verifica e l’inserimento di tutte le spese detraibili per DSA. Il nostro team è a disposizione per:

  • Verificare quali spese DSA sono detraibili nel tuo caso specifico
  • Controllare che i documenti siano in ordine per eventuali controlli dell’AdE
  • Massimizzare il rimborso IRPEF nella tua dichiarazione dei redditi
  • Calcolare il tuo ISEE per accedere ad ulteriori agevolazioni

Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.


Aggiornato a luglio 2026. Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale; per una consulenza personalizzata rivolgiti al CAF Centro Fiscale.

Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-05 10:26:322026-07-05 08:48:25Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per le Famiglie con Figli con Disturbi dell’Apprendimento
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’Apprendimento

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Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’Apprendimento

Se hai un figlio con diagnosi di DSA — dislessia, disgrafia, disortografia o discalculia — molte delle spese sostenute per la sua diagnosi e il suo supporto possono essere detratte nella dichiarazione dei redditi 2026. La normativa di riferimento (art. 15, comma 1, lettera e) e lettera e-bis) del TUIR, in combinato con la Legge 170/2010) riconosce alle famiglie importanti agevolazioni fiscali. In questa guida del CAF Centro Fiscale trovi tutto quello che devi sapere: quali spese sono ammesse, come calcolare la detrazione del 19%, quale documentazione conservare e come indicare tutto nel modello 730 o Redditi PF.

Cosa Sono i DSA e Perche’ Rilevano ai Fini Fiscali

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono una categoria di disturbi del neurosviluppo disciplinata in Italia dalla Legge 8 ottobre 2010, n. 170. La legge riconosce quattro tipologie principali:

  • Dislessia: difficolta’ nella lettura (decodifica del testo)
  • Disgrafia: difficolta’ nella scrittura manuale (grafia)
  • Disortografia: difficolta’ nell’applicazione delle regole ortografiche
  • Discalculia: difficolta’ nel calcolo e nelle abilita’ numeriche

Ai fini fiscali, la Legge 170/2010 e il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) riconoscono che le famiglie affrontano spese specifiche — mediche, psicologiche, educative — per la diagnosi e il supporto dei ragazzi con DSA. Il legislatore ha quindi esteso l’ambito di detraibilita’ delle spese sanitarie anche a questa categoria, equiparando le spese per la diagnosi e il trattamento dei DSA alle spese mediche ordinarie.

Il Riferimento Normativo: Art. 15 TUIR e Legge 170/2010

Il quadro normativo che consente la detraibilita’ delle spese DSA si articola su due livelli:

  • Art. 15, comma 1, lett. e) TUIR: detrazione del 19% delle spese di istruzione diverse da quelle universitarie (tasse scolastiche, rette, contributi). Il testo e’ stato interpretato estensivamente anche per le spese di supporto specialistico connesse a certificazione DSA.
  • Art. 15, comma 1, lett. e-bis) TUIR (introdotto dalla L. 232/2016 e confermato nelle successive leggi di bilancio): detrazione del 19% delle spese per l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici necessari all’apprendimento dei soggetti con DSA certificati, acquistati in seguito a prescrizione medica.
  • Art. 15, comma 1, lett. a) TUIR: detrazione del 19% per le spese mediche generiche e di assistenza specifica, nella quale rientrano le valutazioni neuropsicologiche e le sedute di logopedia o psicomotricita’ effettuate da professionisti abilitati.

La Legge 170/2010 all’art. 5 impone alle istituzioni scolastiche di attivare percorsi didattici personalizzati e all’art. 7 prevede misure di supporto per le famiglie, aprendo la strada all’agevolazione fiscale per le spese connesse.

Aliquota di Detrazione: Quanto si Recupera

Le spese detraibili per i DSA beneficiano di un’aliquota del 19% sull’importo sostenuto, con alcune differenze a seconda della tipologia di spesa:

Tipologia di spesaFranchigiaAliquota detrazioneRiferimento normativo
Spese mediche (visite specialistiche, logopedia, psicomotricita’)129,11 euro (spese mediche generali aggregate)19%Art. 15 c. 1 lett. a) TUIR
Strumenti compensativi e sussidi tecnici (hardware/software DSA)Nessuna franchigia specifica19%Art. 15 c. 1 lett. e-bis) TUIR
Spese di istruzione (tasse, contributi scolastici)Nessuna franchigia19%Art. 15 c. 1 lett. e) TUIR

Nota importante sulla franchigia spese mediche: la franchigia di 129,11 euro si applica all’insieme di TUTTE le spese mediche dell’anno (non solo quelle DSA). La detrazione del 19% scatta sull’importo che supera questa soglia.

Effetto del reddito sulla detrazione: per i redditi superiori a 75.000 euro (fino a 100.000 euro), la detrazione del 19% sugli oneri di cui all’art. 15 TUIR viene ridotta in proporzione (cosiddetto meccanismo di riduzione progressiva introdotto dalla Legge di Bilancio 2020, confermato per il 2026). Per redditi oltre 100.000 euro la detrazione non spetta.

Quali Spese DSA Sono Detraibili: Elenco Completo 2026

1. Spese di Diagnosi e Valutazione Neuropsicologica

Rientrano in questa categoria le spese per:

  • Visita neuropsichiatrica infantile per diagnosi di DSA
  • Valutazione logopedica (batterie standardizzate MT, BVSCO-2, ecc.)
  • Valutazione psicologica clinica (test cognitivi come WISC-V, prove di abilita’)
  • Valutazione neuropsicologica da parte di equipe multidisciplinare
  • Referti, relazioni e certificazioni diagnostiche rilasciate da strutture pubbliche o private accreditate SSN

Sono detraibili sia le spese sostenute presso strutture pubbliche (ASL/IRCCS) che quelle presso centri privati convenzionati o accreditati. Per le strutture private non convenzionate, la detraibilita’ e’ comunque riconosciuta purche’ il professionista (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista) sia iscritto all’albo professionale di riferimento.

2. Spese per Trattamenti e Terapie Riabilitative

Una volta ottenuta la diagnosi, le famiglie spesso avviano percorsi di supporto. Sono detraibili:

  • Sedute di logopedia effettuate da logopedista iscritto all’albo (Albo dei Logopedisti, AIOLOGO)
  • Trattamento psicomotorio con psicomotricista abilitato
  • Supporto psicologico individuale (psicologo o psicoterapeuta iscritto all’Ordine)
  • Tutoraggio specializzato DSA effettuato da professionisti con formazione specifica certificata
  • Riabilitazione neuropsicologica effettuata da equipe sanitaria

Per le sedute con professionisti sanitari (logopedista, psicologo, psicomotricista) la detraibilita’ e’ piena al 19% tra le spese mediche. Il tutoraggio specializzato DSA (non sanitario) ha invece una detraibilita’ piu’ dibattuta: il MEF e l’Agenzia delle Entrate hanno riconosciuto la detraibilita’ solo quando svolto da professionisti con qualifica riconosciuta e nell’ambito di un percorso prescritto dal medico/specialista.

3. Strumenti Compensativi e Sussidi Tecnici (art. 15, lett. e-bis TUIR)

Questa e’ la categoria piu’ specifica per i DSA. L’art. 15, comma 1, lett. e-bis) TUIR (come modificato dalla L. 232/2016) prevede la detrazione del 19% sull’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici per i soggetti con DSA certificati. Rientrano in questa categoria:

  • Software di sintesi vocale (es. Balabolka, ReadSpeaker, DSA tools)
  • Software per la produzione di mappe mentali e concettuali (es. CmapTools, iMindMap)
  • Audiolibri e testi in formato digitale accessibile (EPUB accessibili, audiolibri Bookshare/LIA)
  • Tablet o computer acquistati specificamente come strumenti compensativi, su prescrizione
  • Scanner per la digitalizzazione dei testi scolastici
  • Vocabolari digitali parlanti
  • Calcolatrice parlante o con display ingrandito
  • Software di dettatura vocale (es. Dragon NaturallySpeaking)

Condizione fondamentale: gli strumenti compensativi sono detraibili solo se:

  1. Acquistati in seguito a prescrizione del medico (neuropsichiatra, pediatra) o raccomandazione dello specialista che ha effettuato la diagnosi DSA
  2. Il figlio ha una certificazione DSA rilasciata da struttura pubblica o privata accreditata SSN
  3. Il bene e’ pertinente e necessario al disturbo (es. software lettura per dislessico)

4. Spese di Istruzione Connesse al Percorso DSA

Alcune spese scolastiche sono detraibili al 19% in base all’art. 15, comma 1, lett. e) TUIR:

  • Tasse scolastiche e contributi obbligatori pagati alle scuole statali o paritarie
  • Rette per iscrizione a scuole paritarie o private riconosciute
  • Spese per corsi extrascolastici specifici per DSA tenuti da enti riconosciuti

Per le spese di istruzione generali (non specifiche DSA) esistono dei limiti massimi detraibili fissati annualmente con decreto del MIUR/Ministero dell’Istruzione, diversi per ordine scolastico. Per l’anno d’imposta 2025 (modello 730/2026) consultare le istruzioni ministeriali aggiornate, in quanto i limiti vengono aggiornati anno per anno.

Spese NON Detraibili: Cosa Esclude il Fisco

Non tutte le spese sostenute per i figli con DSA sono ammesse in detrazione. In particolare, sono escluse:

  • Materiale didattico ordinario (libri scolastici, quaderni, cancelleria) non qualificato come strumento compensativo
  • Ripetizioni private generali non qualificate come tutoraggio DSA specializzato
  • Spese di trasporto ai centri riabilitativi (salvo specifiche casistiche di disabilita’ grave certificata ai sensi della L. 104)
  • Spese alimentari, abbigliamento, alloggio eventualmente sostenute durante terapie residenziali
  • Farmaci (a meno che non siano prescritti da medico per disturbi correlati)
  • Strumenti compensativi acquistati senza prescrizione medica
  • Valutazioni non effettuate da professionisti iscritti all’albo

La Certificazione DSA: Documento Chiave per la Detrazione

La certificazione DSA e’ il documento fondamentale per accedere alle agevolazioni fiscali. Ecco cosa sapere:

Chi Puo’ Rilasciare la Certificazione

Ai sensi della Legge 170/2010 e delle Linee Guida ministeriali (D.M. 12 luglio 2011), la certificazione diagnostica di DSA puo’ essere rilasciata da:

  • Servizi del SSN: Unita’ Operative di Neuropsichiatria Infantile (UONPIA) delle ASL e IRCCS pubblici
  • Strutture private accreditate o convenzionate con il SSN
  • Strutture private non accreditate: solo in alcune regioni e in presenza di specifici accordi; la certificazione deve essere rilasciata da equipe multidisciplinare (neuropsichiatra + psicologo + logopedista)

Attenzione: la certificazione prodotta da un singolo professionista privato (non equipe) potrebbe non essere riconosciuta dalla scuola ai fini del PDP (Piano Didattico Personalizzato), ma ai fini fiscali l’Agenzia delle Entrate guarda alla qualifica del professionista, non alla struttura di provenienza. E’ comunque consigliabile ottenere la diagnosi da strutture SSN o accreditate per avere certezza sia sul piano scolastico che su quello fiscale.

Cosa Deve Contenere il Documento

Per essere valida ai fini fiscali, la certificazione DSA deve riportare:

  • Diagnosi clinica specifica (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) con riferimento ai codici ICD-10 o DSM-5
  • Nome e cognome del soggetto, data di nascita
  • Data della valutazione
  • Nome e qualifica del professionista o dell’equipe (con numero di iscrizione all’albo)
  • Raccomandazioni per gli strumenti compensativi (utile per detrarre gli strumenti ex lett. e-bis)

Come Indicare le Spese DSA nel Modello 730 (2026) o Redditi PF

Le spese DSA si indicano nel modello 730 o nel modello Redditi Persone Fisiche nelle seguenti sezioni:

Quadro E del Modello 730 (Oneri e Spese)

Le spese DSA si distribuiscono tra piu’ righe del Quadro E:

Tipologia spesa DSARigo 730Note
Visite specialistiche (neuropsichiatra, neurologo), esami diagnosticiE1 – Spese sanitarieCon franchigia 129,11 euro aggregata
Logopedia, psicomotricita’, terapia con professionisti sanitariE1 – Spese sanitarieProfessionista deve essere iscritto all’albo
Strumenti compensativi e sussidi tecnici (art. 15 lett. e-bis)E8/E20 – cod. 33Con prescrizione medica, certificazione DSA
Tasse scolastiche e rette (art. 15 lett. e)E8/E20 – cod. 12 o 13Nei limiti dei massimali annui MIUR

Codice specifico per gli strumenti compensativi DSA nel 730 2026: utilizza il codice 33 nella sezione E8/E20, che corrisponde alle “spese per l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici per persone con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) certificati”.

Chi Puo’ Detrarre: Genitore o Figlio?

Le spese per i figli con DSA possono essere detratte:

  • Dal genitore che ha il figlio fiscalmente a carico (eta’ inferiore a 24 anni o reddito non superiore a 4.000 euro per under 24, ovvero 2.840,51 euro per over 24)
  • Dal figlio stesso se non e’ fiscalmente a carico dei genitori
  • In caso di genitori separati o divorziati, le spese si detraggono in base agli accordi di separazione; se non c’e’ accordo specifico, si ripartiscono al 50%

Il figlio e’ considerato fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo non supera 2.840,51 euro (4.000 euro per figli fino a 24 anni).

Documentazione da Conservare

In caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, devi essere in grado di esibire:

  • Certificazione diagnostica DSA (rilasciata da equipe accreditata, con codici ICD/DSM e firma del professionista)
  • Fatture o ricevute fiscali di tutte le spese sostenute (intestate al genitore che detrae o al figlio)
  • Prescrizione medica per gli strumenti compensativi (art. 15 lett. e-bis)
  • Scontrini o ricevute di acquisto degli strumenti compensativi, con indicazione del bene acquistato
  • Prove di pagamento tracciabile: le spese sanitarie detraibili devono essere pagate con metodi tracciabili (bonifico, carte di credito/debito, PagoBancomat) per l’anno d’imposta 2025. Il pagamento in contanti non e’ ammesso ai fini della detrazione (salvo spese per ticket SSN o farmaci).

Obbligo di pagamento tracciabile (dal 2020): per le spese diverse da farmaci e ticket, il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili (bonifico, carta, assegno). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione, nemmeno per le spese di logopedia o tutoraggio DSA.

Spese DSA Rimborsate da Assicurazione o Datore di Lavoro: Cosa Cambia

Se parte delle spese DSA e’ stata rimborsata da una polizza assicurativa sanitaria o dal datore di lavoro:

  • Le spese rimborsate da polizza privata i cui premi non sono stati detratti (es. polizza pagata interamente dal datore di lavoro come benefit non incluso nel 730): le spese rimborsate da questa polizza non sono detraibili
  • Le spese rimborsate da polizze i cui premi sono stati detratti: la spesa rimborsata non e’ detraibile solo per la quota coperta dal rimborso
  • Le spese rimborsate dal datore di lavoro in forma non imponibile: non sono detraibili
  • Le spese che rimangono a carico del contribuente dopo il rimborso: sono pienamente detraibili per la quota a carico

Esempio Pratico di Calcolo della Detrazione DSA

Vediamo un esempio concreto per capire come funziona la detrazione nella pratica:

Situazione: Il sig. Marco ha un figlio di 12 anni con diagnosi di dislessia. Nel corso del 2025 ha sostenuto le seguenti spese:

  • Valutazione neuropsicologica: 400 euro
  • 20 sedute di logopedia (40 euro ciascuna): 800 euro
  • Software di sintesi vocale (con prescrizione): 150 euro
  • Tablet come strumento compensativo (con prescrizione): 350 euro
  • Totale spese sanitarie DSA (visite + logopedia): 1.200 euro
  • Totale spese strumenti compensativi: 500 euro

Calcolo nel 730/2026:

  • Spese sanitarie totali anno (incluse quelle non DSA): ipotizziamo 1.700 euro in totale
  • Franchigia 129,11 euro: base imponibile = 1.700 – 129,11 = 1.570,89 euro
  • Detrazione 19% su 1.570,89 = 298,47 euro (spese mediche/logopedia)
  • Strumenti compensativi (art. 15 lett. e-bis): 500 euro x 19% = 95 euro
  • Totale recuperato: circa 393 euro

L’importo recuperato dipende anche dal reddito complessivo del contribuente e dall’eventuale applicazione del meccanismo di riduzione per redditi superiori a 75.000 euro.

DSA e Disabilita’: Differenze Fiscali con la Legge 104

E’ importante non confondere le agevolazioni per i DSA con quelle previste per le persone con disabilita’ ai sensi della Legge 104/1992:

AspettoDSA (L. 170/2010)Disabilita’ (L. 104/1992)
Detrazione spese mediche19% (con franchigia 129,11 euro)19% senza franchigia per spese specifiche disabilita’
Agevolazioni veicoliNon previsteIVA agevolata 4%, detrazione 19%
DeduzioniNon previste (solo detrazioni)Deduzioni per spese assistenza specifica
Permessi lavorativiNon previsti per i genitori3 giorni/mese ex L.104 per familiari
Esenzione ticket SSNNon automatica per DSASi’ se disabilita’ riconosciuta

La diagnosi di DSA non equivale automaticamente a un riconoscimento di disabilita’ ai sensi della L. 104. In alcuni casi gravi, un bambino con DSA puo’ avere anche un riconoscimento di disabilita’ in base a una valutazione separata della Commissione medica; in quel caso si applicano entrambi i regimi di agevolazione.

Bonus e Agevolazioni Complementari per Famiglie con Figli DSA

Oltre alle detrazioni fiscali nel 730, le famiglie con figli DSA possono accedere ad altre forme di supporto:

  • Assegno Unico Universale (AUU): spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico, senza distinzione per DSA
  • ISEE agevolato: le spese sostenute per il sostegno ai figli con DSA possono incidere sulla situazione economica rilevante per alcune prestazioni ISEE-dipendenti
  • Deduzioni per erogazioni liberali a enti che sostengono la ricerca sui DSA (es. Associazione Italiana Dislessia)
  • Agevolazioni regionali e comunali: alcune regioni hanno predisposto fondi specifici per il supporto alle famiglie con DSA (verifica sul sito della tua regione o comune)
  • Detrazione spese universitarie: se il figlio con DSA frequenta l’universita’, alcune rette aggiuntive legate al supporto DSA possono rientrare nelle spese universitarie detraibili

Come il CAF Centro Fiscale Puo’ Aiutarti

La compilazione del 730 per una famiglia con figli DSA richiede attenzione nella corretta distribuzione delle spese tra i vari righi del Quadro E. Gli esperti del CAF Centro Fiscale sono in grado di:

  • Verificare la detraibilita’ di ogni singola spesa sostenuta
  • Assicurarsi che la documentazione sia completa e conforme
  • Indicare correttamente le spese nei righi E1, E8/E20 con i codici giusti
  • Massimizzare il recupero fiscale per la tua famiglia

Per qualsiasi dubbio o per la compilazione del tuo modello 730/2026, contatta il CAF per un preventivo personalizzato.

FAQ: Domande Frequenti sulle Spese DSA Detraibili

Le spese per un logopedista privato sono detraibili?

Si’, purche’ il logopedista sia regolarmente iscritto all’albo professionale e emetta fattura fiscale regolare. Il pagamento deve essere tracciabile (no contanti). La spesa rientra nel rigo E1 come spesa sanitaria.

Posso detrarre l’acquisto di un tablet come strumento compensativo?

Si’, ma solo se: (a) il figlio ha una certificazione DSA ufficiale; (b) il tablet e’ stato acquistato su indicazione/prescrizione del medico/specialista come strumento compensativo per il DSA; (c) hai la fattura di acquisto con descrizione del bene. La detrazione e’ del 19% ai sensi dell’art. 15, lett. e-bis TUIR, codice 33 nel 730.

Serve la diagnosi SSN o va bene quella di un privato?

Ai fini fiscali e’ sufficiente che la diagnosi sia effettuata da professionisti iscritti ai rispettivi albi (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista). La struttura SSN e’ obbligatoria solo per alcune regioni ai fini del riconoscimento scolastico, ma per le detrazioni fiscali non e’ richiesta necessariamente la struttura pubblica.

Posso detrarre le spese di tutoraggio specializzato DSA?

E’ un’area grigia. Il tutoraggio svolto da professionisti con qualifica riconosciuta (es. educatori professionali, logopedisti) nell’ambito di un percorso prescritto puo’ essere detraibile come spesa sanitaria. Il tutoraggio generico svolto da insegnanti privati senza qualifica specifica non e’ detraibile. Consulta il CAF per valutare caso per caso.

Le spese pagate in contanti sono detraibili?

No, salvo eccezioni (farmaci, ticket SSN). Dal 2020 tutte le spese sanitarie diverse da farmaci e ticket devono essere pagate con strumenti tracciabili per essere detraibili. Conserva sempre la ricevuta del pagamento elettronico.

Mio figlio ha 20 anni e DSA: posso ancora detrarre le spese?

Si’, se il figlio e’ ancora fiscalmente a carico. Per i figli fino a 24 anni, il limite di reddito per essere considerati a carico e’ 4.000 euro; per i figli over 24 e’ 2.840,51 euro. Se il figlio supera questi limiti, dovra’ detrarre le spese nel proprio 730.

Come faccio a sapere qual e’ il limite per le spese di istruzione?

I limiti massimi detraibili per le spese di istruzione (art. 15 lett. e) sono stabiliti annualmente con decreto del Ministero dell’Istruzione. Per il 730/2026 (anno d’imposta 2025), consulta le istruzioni ufficiali del modello 730 pubblicate dall’Agenzia delle Entrate o rivolgiti al CAF per avere il dato aggiornato.

Conclusione: Tieni Tutti i Documenti e Affidati a un Esperto

La detraibilita’ delle spese per i DSA e’ un’opportunita’ concreta per le famiglie italiane: il meccanismo del 19% su spese mediche, terapeutiche e su strumenti compensativi puo’ generare un recupero fiscale significativo ogni anno. La chiave e’ la corretta documentazione (certificazione DSA, fatture, prescrizioni, prove di pagamento tracciabile) e la corretta compilazione del 730.

Se hai dubbi su quali spese sono detraibili nel tuo caso specifico, o vuoi essere sicuro di non perdere nessuna agevolazione, contatta il CAF Centro Fiscale per un preventivo personalizzato. I nostri consulenti fiscali sono a disposizione per analizzare la tua documentazione e massimizzare il tuo rimborso fiscale 2026.

Per approfondire le detrazioni correlate, leggi anche: Spese Mediche Detraibili 730 2026: Checklist Completa.

Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 09:40:062026-07-05 09:41:21Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’Apprendimento
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus mobili 2026: cosa rientra nella detrazione (elenco completo mobili ed elettrodomestici)

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus mobili 2026 è una delle agevolazioni più richieste da chi sta ristrutturando casa, ma genera anche molti dubbi. La domanda più frequente è sempre la stessa: bonus mobili cosa rientra 2026? In altre parole, quali mobili e quali elettrodomestici posso davvero acquistare portando in detrazione il 50% della spesa? In questa guida completa trovi l’elenco dettagliato di tutto ciò che è ammesso, di ciò che invece resta escluso, e le regole pratiche per non perdere il beneficio. Capire bene cosa rientra nel bonus mobili 2026 è fondamentale, perché un acquisto sbagliato o una fattura incompleta possono farti perdere migliaia di euro di detrazione.

Prima di tutto, ricordiamo che il bonus mobili è una detrazione IRPEF, cioè uno sconto sulle imposte sui redditi, pari al 50% delle spese sostenute. La detrazione viene poi restituita in 10 rate annuali di pari importo. Ma attenzione: non basta comprare un divano nuovo per averne diritto. Vediamo insieme, passo dopo passo, cosa rientra nel bonus mobili 2026 e a quali condizioni.

Indice dei contenuti

  1. Requisito preliminare: serve una ristrutturazione edilizia
  2. Tetto massimo di spesa 2026: 5.000 euro
  3. Quali mobili rientrano: l’elenco completo
  4. Elettrodomestici: quali rientrano e con quale classe energetica
  5. Cosa NON rientra nel bonus mobili 2026
  6. Come pagare per non perdere il bonus mobili
  7. Fatture: cosa deve indicare il documento di spesa
  8. Casi limite e dubbi frequenti
  9. Come dichiarare la spesa nel 730 o nel modello Redditi
  10. Domande frequenti sul bonus mobili 2026
  11. Conclusione: fatti aiutare dal CAF Centro Fiscale di Udine

Requisito preliminare: serve una ristrutturazione edilizia

Il primo aspetto da chiarire, prima ancora di sapere cosa rientra nel bonus mobili 2026, è il vincolo fondamentale: il bonus mobili non è un’agevolazione autonoma. È sempre collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile che andrai ad arredare. Non puoi cioè comprare mobili nuovi e detrarli se non hai in corso (o non hai da poco concluso) dei lavori edilizi in casa.

La regola, prevista dall’articolo 16-bis del TUIR (il Testo Unico delle Imposte sui Redditi), è precisa: per usufruire del bonus mobili 2026 i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati non prima del 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Tradotto in parole semplici: per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025. Se hai avviato il cantiere prima di quella data, purtroppo non puoi accedere al bonus per gli acquisti del 2026.

Cosa si intende per ristrutturazione edilizia? Non serve necessariamente rifare tutta la casa. Rientrano ad esempio la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione vera e propria, ma anche interventi su parti comuni del condominio. Immagina che Marco abbia rifatto l’impianto elettrico e i pavimenti del suo appartamento a marzo 2025: potrà tranquillamente arredare le stanze ristrutturate sfruttando il bonus. Per capire quali lavori danno diritto all’agevolazione ti consigliamo di leggere la nostra guida al bonus ristrutturazione, che spiega nel dettaglio quali interventi sono ammessi.

Tetto massimo di spesa 2026: 5.000 euro

Un altro punto che devi conoscere bene prima di scoprire cosa rientra nel bonus mobili 2026 è il tetto massimo di spesa. Per il 2026 il limite è fissato a 5.000 euro per singola unità immobiliare. Su questo importo si calcola la detrazione del 50%, quindi il risparmio fiscale massimo è di 2.500 euro, che ti verranno restituiti in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.

È importante sapere che questo tetto è stato ridotto rispetto al passato: nel 2022 era di 10.000 euro, poi con la Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) è sceso a 8.000 euro, per attestarsi infine a 5.000 euro. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha prorogato il bonus mobili 2026 confermando proprio questo importo di 5.000 euro. Il limite si applica alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione: se stai ristrutturando due appartamenti diversi, puoi beneficiare di 5.000 euro di spesa per ciascuno di essi.

Un caso particolare riguarda le giovani coppie, per le quali sono previste condizioni specifiche che nel tempo sono cambiate. Se rientri in questa categoria, ti invitiamo a leggere l’approfondimento dedicato al bonus mobili giovani coppie 2026, dove spieghiamo cosa è cambiato e quali agevolazioni restano disponibili.

Quali mobili rientrano: l’elenco completo

Eccoci al cuore della questione. Quando si parla di bonus mobili cosa rientra 2026, la prima categoria da considerare sono i mobili nuovi destinati ad arredare l’immobile ristrutturato. L’Agenzia delle Entrate considera ammissibile una gamma molto ampia di arredi. Ecco l’elenco dei mobili che rientrano nella detrazione del 50%:

  • Letti, materassi, reti e testiere
  • Armadi, cassettiere, comodini e guardaroba
  • Tavoli, sedie, sgabelli e panche
  • Divani, poltrone e pouf
  • Credenze, madie, librerie e scaffalature
  • Mobili da bagno (mobili sottolavabo, colonne, pensili)
  • Scrivanie e mobili per lo studio
  • Mobili componibili da cucina (pensili, basi, colonne)
  • Appendiabiti, attaccapanni e mobili da ingresso

C’è però una condizione non negoziabile: i mobili devono essere rigorosamente nuovi. Tutto ciò che è usato, di seconda mano o acquistato tramite aste online di mobili usati non rientra nel bonus mobili 2026. Quindi il divano vintage comprato al mercatino dell’usato, per quanto bello, non ti darà diritto ad alcuna detrazione. Anche gli arredi da modernariato acquistati da privati sono esclusi.

Rientrano invece nel bonus anche le spese accessorie di trasporto e montaggio dei mobili acquistati, purché il pagamento avvenga con le modalità corrette che vedremo più avanti. Se paghi 200 euro per la consegna e il montaggio di un armadio, anche quella cifra concorre al tetto di 5.000 euro ed è quindi detraibile al 50%.

Elettrodomestici: quali rientrano e con quale classe energetica

La seconda grande categoria da esaminare quando ci si chiede bonus mobili cosa rientra 2026 sono i grandi elettrodomestici. Qui la regola è più stringente: non basta che l’elettrodomestico sia nuovo, deve anche rispettare una classe energetica minima. La classe energetica è quella lettera (dalla A alla G) che trovi sull’etichetta energetica applicata al prodotto e indica quanto l’apparecchio consuma: più la lettera è vicina alla A, più l’elettrodomestico è efficiente.

Ecco le classi energetiche minime richieste per il bonus mobili 2026, secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate:

  • Forni: classe energetica minima A
  • Lavatrici, lavasciuga (lavasciugatrici) e lavastoviglie: classe energetica minima E
  • Frigoriferi e congelatori: classe energetica minima F

Rientrano nel bonus elettrodomestici anche altri apparecchi, come i piani cottura elettrici e altri apparecchi di cottura, così come gli apparecchi per il riscaldamento (radiatori, termosifoni, condizionatori e scaldacqua) rientranti nelle categorie previste dal Regolamento UE 811/2013. Per questi ultimi, quando la normativa prevede l’etichetta energetica, va sempre verificata la classe energetica minima prevista dalla normativa vigente, controllabile direttamente in etichetta al momento dell’acquisto. Se l’apparecchio non è soggetto a etichetta energetica obbligatoria, il vincolo di classe non si applica.

Il consiglio pratico è sempre lo stesso: controlla l’etichetta energetica prima di acquistare e conserva la documentazione. Un frigorifero in classe G, ad esempio, non ti darà diritto ad alcuna detrazione perché sotto la soglia minima richiesta. Se il tuo obiettivo è sostituire un vecchio climatizzatore, ti segnaliamo la nostra guida dedicata al bonus condizionatori 2026, che spiega la procedura pratica per questo specifico apparecchio.

Cosa NON rientra nel bonus mobili 2026

Sapere cosa rientra nel bonus mobili 2026 è importante quanto sapere cosa resta escluso, per evitare acquisti che non daranno alcun beneficio fiscale. Molti contribuenti pensano erroneamente che qualsiasi spesa per la casa sia detraibile, ma non è così. Ecco l’elenco delle spese che NON rientrano nel bonus:

  • Mobili usati o di seconda mano (comprese aste online e mercatini)
  • Elettrodomestici sotto la classe energetica minima richiesta
  • Complementi d’arredo tessili: tende, tappeti, tovaglie, biancheria per la casa
  • Oggetti decorativi: quadri, statue, soprammobili
  • Attrezzatura sportiva o per hobby (cyclette, attrezzi da palestra, ecc.)
  • Articoli casalinghi non elettrici: pentole, stoviglie, posate, bicchieri
  • Porte, pavimentazioni e altri elementi che fanno parte dei lavori edili, non dell’arredo

In sintesi, il bonus mobili 2026 copre gli arredi veri e propri e i grandi elettrodomestici efficienti, non i complementi decorativi o gli oggetti d’uso quotidiano. Un errore frequente è pensare che le tende motorizzate o le zanzariere rientrino: come vedremo tra poco, non è così.

Come pagare per non perdere il bonus mobili

Anche il metodo di pagamento fa parte delle regole su cosa rientra nel bonus mobili 2026: un acquisto pagato nel modo sbagliato fa perdere la detrazione, anche se il mobile o l’elettrodomestico è perfettamente ammissibile. I pagamenti devono avvenire con strumenti tracciabili. Sono ammessi il bonifico bancario o postale, oppure il pagamento con carta di debito o di credito. Sono invece vietati i pagamenti in contanti, con assegno o altri mezzi non tracciabili.

Quando si sceglie il bonifico, questo deve essere un bonifico “parlante”, cioè un bonifico dedicato alle detrazioni fiscali che contiene una causale specifica, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA del venditore. Non è un bonifico ordinario: la causale e i dati vanno compilati con attenzione. Poiché questo è uno dei punti in cui si commettono più errori, abbiamo dedicato una guida completa all’argomento: leggi come compilare correttamente il bonifico parlante per il bonus mobili, con la causale corretta da indicare.

Fatture: cosa deve indicare il documento di spesa

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la fattura. Per il bonus mobili 2026 non basta conservare uno scontrino generico o una fattura che riporti la sola dicitura “arredamento”. Il documento di spesa deve indicare in modo chiaro la natura, la qualità e la quantità dei beni acquistati. In pratica deve essere ben specificato cosa hai comprato: ad esempio “n. 1 armadio a 4 ante in legno”, “n. 1 lavatrice classe E”, e così via.

Questo dettaglio è fondamentale in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Se la fattura è troppo generica, la detrazione può essere contestata. Il nostro consiglio è di richiedere sempre al venditore un documento dettagliato e di conservarlo insieme alle ricevute dei pagamenti tracciabili. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare per te la correttezza di fatture e ricevute prima della dichiarazione, così da evitare brutte sorprese.

Casi limite e dubbi frequenti

Nella pratica quotidiana emergono spesso situazioni particolari in cui non è immediato capire cosa rientra nel bonus mobili 2026. Vediamo i casi più comuni che ci vengono sottoposti allo sportello.

La cucina componibile

Quando acquisti una cucina componibile completa, devi distinguere due parti. I mobili componibili (basi, pensili, colonne, top) rientrano nel bonus come normali mobili. Gli elettrodomestici incassati (forno, frigorifero, lavastoviglie, piano cottura) rientrano solo se rispettano la classe energetica minima prevista. Se il forno incassato è in classe A, ad esempio, è detraibile; se è di una classe inferiore, quella parte di spesa va esclusa dal calcolo.

Zanzariere, tende e tende motorizzate

Le zanzariere NON rientrano nel bonus mobili: hanno eventualmente un’agevolazione a parte, legata al risparmio energetico o alla schermatura solare, ma non fanno parte dell’arredo. Allo stesso modo, tende e tende motorizzate NON rientrano nel bonus mobili 2026, perché sono considerate complementi tessili e non mobili. È uno degli errori più comuni: molti pensano di poterle detrarre insieme al resto dell’arredamento, ma non è possibile.

Come dichiarare la spesa nel 730 o nel modello Redditi

Una volta chiarito cosa rientra nel bonus mobili 2026 e sostenute le spese ammissibili, resta il passaggio finale: portare la detrazione in dichiarazione dei redditi. Le spese per il bonus mobili vanno indicate nel rigo E57 del quadro E del modello 730 (oppure nel quadro corrispondente del modello Redditi Persone Fisiche). La detrazione del 50% viene ripartita obbligatoriamente in 10 rate annuali di pari importo: non è possibile scegliere una rateizzazione diversa.

La compilazione richiede attenzione, perché occorre incrociare correttamente i dati della ristrutturazione con quelli degli acquisti di mobili ed elettrodomestici. Un errore nel rigo E57 può bloccare la detrazione o generare comunicazioni di irregolarità. Per questo motivo il modo più sicuro per non sbagliare è affidarsi a un professionista: il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa dell’intera compilazione della dichiarazione, verificando che tutte le spese siano ammissibili e correttamente documentate.

Domande frequenti sul bonus mobili 2026

I materassi rientrano nel bonus mobili 2026?

Sì, i materassi rientrano tra i mobili detraibili, insieme a letti, reti e testiere, purché siano nuovi e acquistati per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Ricorda di pagare con strumenti tracciabili e di conservare la fattura dettagliata.

Posso comprare solo elettrodomestici senza mobili?

Sì. Il bonus mobili 2026 ammette l’acquisto anche solo di grandi elettrodomestici (con la classe energetica minima richiesta) senza obbligo di comprare anche mobili. Il requisito indispensabile resta la ristrutturazione edilizia collegata all’immobile.

Il tetto di 5.000 euro vale per ogni casa?

Il tetto di 5.000 euro si applica a ogni singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se ristrutturi due appartamenti distinti, hai diritto a 5.000 euro di spesa detraibile per ciascuno di essi, quindi il bonus mobili si raddoppia.

Posso detrarre mobili usati o di seconda mano?

No. Il bonus mobili 2026 ammette esclusivamente mobili nuovi. Gli acquisti di mobili usati, di modernariato o tramite aste online di beni di seconda mano sono esclusi e non danno diritto ad alcuna detrazione.

Le spese di trasporto e montaggio sono detraibili?

Sì, i costi di trasporto e montaggio dei mobili acquistati rientrano nel bonus e concorrono al tetto di 5.000 euro, a condizione che siano pagati con le stesse modalità tracciabili previste per i beni (bonifico parlante o carta).

Come faccio a sapere se l’elettrodomestico ha la classe giusta?

La classe energetica è indicata sull’etichetta energetica obbligatoria applicata al prodotto e presente nella scheda tecnica. Per il 2026 servono almeno la classe A per i forni, la classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, la classe F per frigoriferi e congelatori. Controlla sempre l’etichetta prima di acquistare.

Conclusione: fatti aiutare dal CAF Centro Fiscale di Udine

Abbiamo visto in dettaglio cosa rientra nel bonus mobili 2026: mobili nuovi di ogni tipo, grandi elettrodomestici con la giusta classe energetica, spese di trasporto e montaggio, il tutto entro il tetto di 5.000 euro e sempre collegato a una ristrutturazione edilizia. Abbiamo anche chiarito cosa resta escluso e quali errori evitare nei pagamenti, nelle fatture e nella dichiarazione. Sono molti i dettagli da tenere sotto controllo, e un singolo passo falso può costarti l’intera detrazione.

Per essere certo di non perdere nemmeno un euro di detrazione, affidati agli esperti. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza personalizzata: verifichiamo l’ammissibilità dei tuoi acquisti, controlliamo fatture e bonifici e compiliamo per te il 730 in modo corretto. Puoi prenotare un appuntamento in sede a Udine (Viale Tullio 13) o richiedere assistenza comodamente online, in tutta Italia.

Hai bisogno di assistenza per il bonus mobili 2026 e la tua dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 09:00:002026-07-06 07:50:30Bonus mobili 2026: cosa rientra nella detrazione (elenco completo mobili ed elettrodomestici)
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus mobili giovani coppie 2026: cosa è cambiato dal 2016 e agevolazioni attuali

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Cercando “bonus mobili giovani coppie 2026” online si trovano ancora articoli del 2016 e 2017 che descrivono una misura ormai abolita da anni. Il risultato? Migliaia di giovani conviventi o neo-sposi convinti di poter accedere a un’agevolazione specifica che non esiste più, e che rischiano di perdere tempo prezioso e detrazioni reali.

In questa guida facciamo chiarezza: cosa era il bonus mobili giovani coppie, perché è stato abolito nel 2018, e quali sono le agevolazioni concrete disponibili nel 2026 per chi acquista la prima casa, vuole arredare o ristrutturare. Informazioni aggiornate, senza promesse impossibili.

Indice dei contenuti

  1. Indice
  2. Cosa era il bonus mobili giovani coppie (Legge Stabilità 2016)
  3. Quando è stato abolito e perché
  4. Bonus mobili 2026 attuale: la versione collegata alla ristrutturazione
  5. Massimale 2026: 5.000 euro e come funziona la detrazione
  6. Requisiti: quale ristrutturazione qualifica per il bonus mobili
  7. Bonus prima casa under 36: la vera agevolazione 2026 per i giovani
  8. Fondo Consap garanzia mutui prima casa giovani
  9. Detrazione affitto giovani 20-31 anni
  10. Come cumulare le agevolazioni: esempio pratico coppia giovane
  11. Errori comuni: le trappole più frequenti
  12. Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

Indice

  • Cosa era il bonus mobili giovani coppie (Legge Stabilità 2016)
  • Quando è stato abolito e perché
  • Bonus mobili 2026 attuale: la versione collegata alla ristrutturazione
  • Massimale 2026: 5.000 euro e come funziona la detrazione
  • Requisiti: quale ristrutturazione qualifica per il bonus mobili
  • Bonus prima casa under 36: la vera agevolazione 2026 per i giovani
  • Fondo Consap garanzia mutui prima casa giovani
  • Detrazione affitto giovani 20-31 anni
  • Come cumulare le agevolazioni: esempio pratico coppia giovane
  • Errori comuni: le trappole più frequenti
  • Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

Cosa era il bonus mobili giovani coppie (Legge Stabilità 2016)

Il bonus mobili giovani coppie era una misura introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 (L. 208/2015, art. 1 comma 75) pensata appositamente per le coppie giovani che acquistavano la prima casa. A differenza del bonus mobili ordinario (ancora oggi esistente), questa misura aveva caratteristiche specifiche:

  • Beneficiari: coppie coniugate o conviventi more uxorio da almeno 3 anni, con almeno uno dei componenti under 35 (età al momento dell’acquisto dell’immobile)
  • Requisito immobile: acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale (anche non nuova, purchè prima casa)
  • Oggetto detrazione: acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe A+ per forni, A per gli altri) destinati all’arredo dell’abitazione principale
  • Massimale di spesa: 16.000 euro (limite totale agevolabile)
  • Aliquota: 50% (detrazione IRPEF, in 10 rate annuali)
  • Detrazione massima: 8.000 euro totali (50% di 16.000)
  • Differenza chiave: non richiedeva la previa ristrutturazione dell’immobile (a differenza del bonus mobili ordinario)

La misura era stata concepita per incentivare le coppie giovani ad acquistare casa e arredarla, senza dover necessariamente avviare lavori di ristrutturazione. Una facilitazione significativa rispetto al bonus mobili “classico” che invece era — ed è ancora oggi — vincolato all’esecuzione di interventi edilizi.

Quando è stato abolito e perché

Il bonus mobili giovani coppie è stato introdotto per le spese del solo anno 2016. La Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016) non ha prorogato la misura, e da allora il beneficio non è più disponibile. Nessuna legge di bilancio successiva (2018, 2019, 2020, 2021, 2022, 2023, 2024, 2025, 2026) l’ha reintrodotto.

Dal 1° gennaio 2017, quindi, il bonus mobili giovani coppie nella sua forma originaria non esiste più. Chi cerca questa agevolazione nel 2026 non troverà nulla da attivare su quel canale specifico.

Perché non è stato prorogato? Le ragioni principali sono state di bilancio pubblico (costo elevato della misura senza ristrutturazione abbinata) e di policy (si è preferito concentrare le risorse sul bonus mobili ordinario, collegandolo agli interventi di recupero del patrimonio edilizio).

Bonus mobili 2026 attuale: la versione collegata alla ristrutturazione

Il bonus mobili 2026 esiste ancora, ma è una misura completamente diversa dal vecchio bonus giovani coppie. La normativa di riferimento è l’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), che prevede la detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero edilizio.

Le caratteristiche principali del bonus mobili 2026:

  • Collegamento obbligatorio a interventi di ristrutturazione edilizia (il solo acquisto del mobile non basta)
  • Aliquota: 50% sulla spesa sostenuta
  • Massimale 2026: 5.000 euro (ridotto rispetto agli anni precedenti: era 8.000 euro nel 2023, 5.000 dal 2024 in poi con la Legge di Bilancio 2024)
  • Detrazione massima: 2.500 euro (50% di 5.000)
  • Durata detrazioni: 10 rate annuali di pari importo
  • Non è specifico per giovani coppie: può usarlo chiunque abbia fatto una ristrutturazione ammissibile

Massimale 2026: 5.000 euro e come funziona la detrazione

Il massimale di 5.000 euro per il 2026 è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Si applica per ciascuna unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, non per nucleo familiare. Questo significa che se una coppia ristruttura due immobili (es. un appartamento e un garage accatastato separatamente), il massimale è 5.000 euro per ciascuna unità.

Come funziona il calcolo:

  • Acquisti ammissibili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze; cucine; grandi elettrodomestici (classe A per i forni, A per gli altri, dove prevista la classe energetica)
  • Acquisti NON ammissibili: porte, pavimenti, tende e tendaggi, altri elementi di finitura
  • Modalità di pagamento: obbligatorio il bonifico bancario/postale parlante (con codice fiscale del beneficiario e del fornitore) oppure carta di credito/debito. Assegni e contanti non danno diritto alla detrazione

Per i dettagli sul bonifico corretto per il bonus mobili: Bonus mobili 2026: bonifico ordinario o parlante.

Requisiti: quale ristrutturazione qualifica per il bonus mobili

Per poter accedere al bonus mobili 2026, deve essere stata avviata (o completata) una delle seguenti tipologie di intervento a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello di acquisto dei mobili:

  • Manutenzione straordinaria su singole unità abitative
  • Restauro e risanamento conservativo
  • Ristrutturazione edilizia
  • Manutenzione ordinaria (solo su parti comuni di edifici condominiali)
  • Ricostruzione o ripristino di immobile danneggiato da eventi calamitosi
  • Interventi antisismici

Attenzione: la manutenzione ordinaria sulla singola unità abitativa (es. tinteggiatura interna, sostituzione sanitari) NON qualifica per il bonus mobili. Deve trattarsi di manutenzione straordinaria o superiore.

Bonus prima casa under 36: la vera agevolazione 2026 per i giovani

La misura più rilevante per i giovani acquirenti di prima casa nel 2026 è il bonus prima casa under 36, prorogato dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) con alcune modifiche. Si applica a chi:

  • Ha meno di 36 anni nell’anno in cui stipula il rogito
  • Ha un ISEE non superiore a 40.000 euro annui
  • Acquista la prima casa (non di lusso: non categorie catastali A/1, A/8, A/9)

Le agevolazioni specifiche per l’under 36 sono:

  • Esenzione imposta di registro (normalmente 2% per prima casa)
  • Esenzione imposta ipotecaria e catastale (normalmente 50 + 50 euro)
  • Credito d’imposta pari all’IVA pagata sull’acquisto (se acquistato dal costruttore soggetto IVA)
  • Esenzione dall’imposta sostitutiva sui mutui (normalmente 0,25% per prima casa)

Il bonus prima casa under 36 non copre l’acquisto di mobili, ma genera un risparmio significativo sui costi di acquisto dell’immobile, liberando risorse per l’arredamento. Per chi poi ristruttura, si aggiunge il bonus mobili 2026 (5.000 euro agevolabili).

Fondo Consap garanzia mutui prima casa giovani

Il Fondo di Garanzia Prima Casa Consap (ex Fondo Giovani Coppie) garantisce fino al 50% della quota capitale del mutuo per l’acquisto della prima casa. Non è una detrazione o un bonus diretto, ma una garanzia pubblica che facilita l’accesso al credito bancario a condizioni vantaggiose.

Possono accedere al Fondo Consap, con garanzia rafforzata all’80% per alcune categorie:

  • Giovani coppie (anche solo conviventi da almeno 2 anni)
  • Genitori single con figli minori
  • Conduttori di alloggi di edilizia residenziale pubblica
  • Giovani di età inferiore a 36 anni con ISEE sotto 40.000 euro

Il Fondo è operativo tramite le banche aderenti all’accordo con Consap. Informazioni aggiornate: sito Consap.it (sezione Fondo Prima Casa) e portale AgevolazioniFiscali.gov.it.

Detrazione affitto giovani 20-31 anni

Per chi è troppo giovane per comprare o preferisce affittare, il D.L. 73/2022 (convertito con L. 122/2022) ha introdotto una detrazione specifica per i contratti di locazione stipulati da giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti:

  • Detrazione: 991,60 euro oppure 20% del canone annuo, se questo importo è inferiore a 991,60 euro
  • Durata: per i primi 4 anni del contratto
  • Requisiti: reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro; abitazione diversa da quella dei genitori; contratto di locazione a canone libero (4+4) o concordato (3+2)
  • Dove va dichiarata: modello 730 o Redditi PF (quadro E/RP)

Per tutti i dettagli: Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730.

Come cumulare le agevolazioni: esempio pratico coppia giovane

Vediamo un esempio concreto per capire come una coppia di giovani possa massimizzare le agevolazioni disponibili nel 2026:

Scenario: Coppia, lui 28 anni, lei 31 anni. ISEE 32.000 euro. Acquistano prima casa da privato a 200.000 euro a Udine. Poi eseguono ristrutturazione bagno (manutenzione straordinaria) per 15.000 euro e acquistano mobili per 4.800 euro.

AgevolazioneRequisito soddisfattoVantaggio
Bonus prima casa under 36Sì (lui ha 28 anni, ISEE 32.000)Esenzione imposta registro (4.000 euro) + ipot./catast. (100 euro)
Fondo Consap garanzia mutuoSì (se richiedono mutuo)Garanzia pubblica 50% su quota capitale
Detrazione ristrutturazione 50%Sì (manutenzione straordinaria)Detrazione 50% su 15.000 = 7.500 euro in 10 anni
Bonus mobili 2026Sì (ristrutturazione in corso)Detrazione 50% su 4.800 = 2.400 euro in 10 anni

Totale agevolazioni stimate: circa 13.900 euro tra risparmio fiscale immediato e detrazioni pluriennali. Il tutto senza nessuna misura specifica “giovani coppie” — bastano quelle esistenti, usate in modo coordinato.

Errori comuni: le trappole più frequenti

Ecco i malintesi più diffusi che portano i giovani acquirenti a sbagliare nella gestione delle agevolazioni:

1. Credere che il bonus mobili giovani coppie esista ancora

Come spiegato, la misura è stata operativa solo per le spese del 2016. Chiunque nel 2026 tenti di applicarla farà un errore nella dichiarazione dei redditi, con rischio di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate e restituzione delle detrazioni fruite indebitamente.

2. Usare il bonifico ordinario invece del parlante per il bonus mobili

Il bonus mobili 2026 richiede pagamenti tracciabili. Il bonifico ordinario non identifica correttamente il beneficiario fiscale: occorre il bonifico parlante con il codice causale corretto (lo stesso dei lavori di ristrutturazione, es. causale “Bonifico relativo a lavori di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 16-bis del TUIR”). Per evitare questo errore: Bonus mobili 2026: bonifico ordinario o parlante.

3. Non verificare il limite di età per il bonus under 36

Il bonus prima casa under 36 si applica se si hanno meno di 36 anni nell’anno di rogito. Chi compie 36 anni lo stesso anno dell’acquisto (es. chi è nato nel 1990 e compra nel 2026) perde il beneficio. La verifica deve avvenire al 1° gennaio dell’anno fiscale, non alla data del rogito.

4. Non includere nel 730 tutte le detrazioni spettanti

Molti giovani perdono detrazioni significative (ristrutturazione, bonus mobili, detrazione affitto) perché non le dichiarano nel modello 730. Queste detrazioni non sono automatiche: vanno inserite con i documenti di spesa conservati (fatture, ricevute bonifici, dichiarazioni del condominio).

Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

Le agevolazioni per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa sono numerose ma complesse da gestire. Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta le giovani coppie e i singoli acquirenti nella verifica dei requisiti, nella compilazione del 730 con tutte le detrazioni spettanti e nella pianificazione fiscale per massimizzare i benefici disponibili.

Hai acquistato o stai per acquistare la prima casa? Ristrutturi e vuoi usufruire del bonus mobili? Prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.

CAF Centro Fiscale Udine
Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121
Email: info@centrofiscale.com

Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:30:002026-07-05 08:36:58Bonus mobili giovani coppie 2026: cosa è cambiato dal 2016 e agevolazioni attuali
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