CAFAssegno Sociale 2026: Importo, Requisiti e Domanda INPS Indice dei contenutiCos’è l’Assegno Sociale (Ex Pensione Sociale)Importo dell’Assegno Sociale 2026Requisiti per Ottenere l’Assegno SocialeLimiti di Reddito 2026Redditi Considerati e Redditi EsclusiAssegno Sociale a Misura RidottaCome Presentare la Domanda INPSDecorrenza e DurataVerifica Annuale dei RequisitiIncompatibilità con Altre PrestazioniMaggiorazione SocialeDifferenze con la Pensione MinimaDomande Frequenti (FAQ)Cos’è l’Assegno Sociale (Ex Pensione Sociale) L’assegno sociale è una prestazione economica erogata dall’INPS a favore dei cittadini che si trovano in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste dalla legge. Si tratta di un sostegno fondamentale per chi, raggiunta l’età pensionabile, non dispone di mezzi sufficienti per vivere dignitosamente.Fino al 1995, questa prestazione era conosciuta come pensione sociale. Con la riforma Dini (Legge 335/1995), è stata sostituita dall’assegno sociale, che presenta requisiti e modalità di calcolo differenti. Se hai sentito parlare di “pensione sociale”, sappi che oggi il riferimento corretto è proprio l’assegno sociale.A differenza delle pensioni contributive, l’assegno sociale non richiede contributi versati: è una prestazione assistenziale, finanziata dalla fiscalità generale, pensata per garantire un reddito minimo a chi ne ha bisogno. Vediamo nel dettaglio come funziona nel 2026.Importo dell’Assegno Sociale 2026: Quanto Spetta L’importo dell’assegno sociale 2026 è pari a 538,69 euro al mese, erogato per 13 mensilità. Questo significa che l’importo annuo complessivo è di 7.002,97 euro.Questo importo viene rivalutato ogni anno dall’INPS in base all’indice di perequazione automatica, cioè l’adeguamento al costo della vita. Per il 2026, la rivalutazione ha portato l’importo mensile a 538,69 euro, in leggero aumento rispetto ai 534,41 euro del 2025.Attenzione: l’assegno sociale può essere erogato in misura intera o ridotta. Chi possiede un reddito personale (o coniugale) riceve un assegno pari alla differenza tra l’importo massimo annuo e il reddito posseduto. In pratica, più alto è il tuo reddito, più basso sarà l’assegno.VoceImporto 2026Importo mensile (misura intera)538,69 euroMensilità13Importo annuo7.002,97 euroImporto giornaliero17,96 euroRequisiti per Ottenere l’Assegno Sociale nel 2026 Per richiedere l’assegno sociale 2026, devi possedere contemporaneamente tutti i seguenti requisiti. Se anche uno solo non è soddisfatto, la domanda verrà respinta.Requisito anagrafico: 67 anni di etàDevi aver compiuto 67 anni di età. Questo requisito è rimasto invariato rispetto agli anni precedenti, poiché l’adeguamento alla speranza di vita non ha comportato incrementi per il biennio 2025-2026.Cittadinanza e residenzaPuoi richiedere l’assegno sociale se sei:Cittadino italiano residente in ItaliaCittadino comunitario iscritto all’anagrafe del comune di residenzaCittadino extracomunitario con permesso di soggiorno di lungo periodo (ex carta di soggiorno)Rifugiato politico o titolare di protezione sussidiariaIn tutti i casi, è necessaria la residenza effettiva e continuativa in Italia da almeno 10 anni. Questo requisito è stato introdotto dalla Legge 133/2008 e rappresenta uno dei punti più stringenti per l’accesso alla prestazione.Requisito redditualeIl tuo reddito deve essere inferiore alle soglie stabilite dall’INPS. Le soglie variano a seconda che tu sia single o coniugato. Approfondiamo questo aspetto nella sezione dedicata ai limiti di reddito dell’assegno sociale 2026.Limiti di Reddito 2026: Soglie Personali e Coniugali I limiti di reddito per l’assegno sociale rappresentano la condizione economica fondamentale per accedere alla prestazione. L’INPS verifica annualmente che il reddito del richiedente (e del coniuge, se presente) resti sotto le soglie previste.Soglia per soggetto non coniugatoSe sei single, vedovo/a o separato/a legalmente, il tuo reddito personale non deve superare 7.002,97 euro annui, cioè l’importo stesso dell’assegno sociale.Soglia per soggetto coniugatoSe sei coniugato/a, il reddito cumulato di entrambi i coniugi non deve superare 14.005,94 euro annui, cioè il doppio dell’importo dell’assegno sociale.Stato civileLimite reddito annuo 2026Non coniugato7.002,97 euroConiugato14.005,94 euroPer una tabella completa e dettagliata con tutti gli scaglioni, consulta il nostro articolo dedicato: Assegno Sociale e Limiti di Reddito 2026: Tabella Aggiornata.Quali Redditi Vengono Considerati e Quali No Non tutti i redditi vengono conteggiati ai fini del calcolo della soglia. Ecco cosa include e cosa esclude l’INPS:Redditi inclusi nel calcoloRedditi assoggettabili a IRPEF (pensioni, redditi da lavoro, redditi fondiari)Redditi esenti da imposta (pensioni di guerra, rendite INAIL, pensioni per invalidi civili)Redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (interessi bancari, postali)Redditi soggetti a imposta sostitutiva (cedolare secca sugli affitti)Assegni alimentari percepitiRedditi esclusi dal calcoloTFR (Trattamento di Fine Rapporto) e relative anticipazioniIndennità di accompagnamento per invalidi civiliReddito della casa di abitazione (rendita catastale dell’immobile dove vivi)Trattamenti di famiglia (assegni familiari)Arretrati soggetti a tassazione separataIndennità di comunicazione per sordi e indennità speciale per ciechi parzialiAssegno Sociale a Misura Ridotta: Come Funziona il CalcoloSe possiedi un reddito, ma questo rientra comunque entro le soglie, riceverai un assegno sociale in misura ridotta. Il calcolo è semplice: l’importo dell’assegno sarà pari alla differenza tra il limite annuo e il tuo reddito effettivo.Esempio pratico: immagina che Maria, 68 anni, non coniugata, abbia un reddito annuo di 3.000 euro derivante da un piccolo affitto. Il suo assegno sociale sarà: 7.002,97 – 3.000 = 4.002,97 euro annui, cioè circa 308 euro al mese per 13 mensilità.Se invece il reddito supera la soglia anche di un solo euro, l’assegno sociale non spetta. Ecco perché è fondamentale fare un calcolo preciso dei propri redditi prima di presentare la domanda.Come Presentare la Domanda di Assegno Sociale all’INPS La domanda di assegno sociale deve essere presentata all’INPS esclusivamente in modalità telematica. Non è possibile presentarla in forma cartacea. Hai tre modalità a disposizione:Online tramite il portale INPS – accedendo con SPID, CIE o CNS all’area “MyINPS” e cercando il servizio “Assegno sociale”Tramite Contact Center INPS – chiamando il numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile, a pagamento)Tramite patronato – rivolgendoti a un patronato che presenterà la domanda per tuo conto gratuitamentePer la procedura dettagliata passo dopo passo, leggi la nostra guida: Domanda Assegno Sociale INPS: Procedura Online 2026.Consiglio pratico: se non hai dimestichezza con le procedure online, la soluzione più semplice è rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori verificheranno i tuoi requisiti, calcoleranno se hai diritto all’assegno e presenteranno la domanda per te. Prenota un appuntamento al 0432 1638640.Decorrenza e Durata dell’Assegno SocialeL’assegno sociale decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, a condizione che tutti i requisiti siano soddisfatti. Se presenti la domanda il 15 marzo, l’assegno decorre dal 1° aprile.Attenzione: l’assegno sociale è una prestazione provvisoria. L’INPS effettua una verifica annuale dei requisiti reddituali. Ogni anno dovrai dichiarare i tuoi redditi (e quelli del coniuge) perché l’INPS possa confermare, ridurre o revocare la prestazione.Inoltre, l’assegno sociale non è esportabile: se trasferisci la residenza all’estero, perdi il diritto alla prestazione. La sospensione avviene dopo 30 giorni di assenza dall’Italia e, se protratta per oltre un anno, comporta la revoca definitiva.Verifica Annuale dei Requisiti: Cosa Sapere Ogni anno, solitamente nei primi mesi, l’INPS avvia la campagna di verifica reddituale per i titolari di assegno sociale. In pratica, l’Istituto verifica che i tuoi redditi (e quelli del coniuge) rientrino ancora nei limiti previsti.La verifica avviene in automatico attraverso l’incrocio dei dati con l’Agenzia delle Entrate (dichiarazioni dei redditi, CU, ecc.). Tuttavia, se l’INPS non dispone di dati sufficienti, potrebbe richiedere la compilazione del modello RED, un’autodichiarazione reddituale.Se dalla verifica risulta che:I redditi sono aumentati ma restano sotto la soglia: l’assegno viene ricalcolato in misura ridottaI redditi superano la soglia: l’assegno viene sospeso e poi revocatoI redditi sono diminuiti: l’assegno può essere aumentato fino alla misura interaIl CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione del modello RED e nella verifica annuale dei requisiti, evitando il rischio di perdere l’assegno per errori nella dichiarazione.Incompatibilità dell’Assegno Sociale: Con Quali PrestazioniL’assegno sociale presenta alcune incompatibilità con altre prestazioni economiche. Ecco le principali situazioni da conoscere:Pensione di vecchiaia o anticipata: se percepisci già una pensione contributiva, l’assegno sociale non spetta (ma la pensione può essere integrata al trattamento minimo)Rendita vitalizia INPS: è cumulabile con l’assegno sociale, ma il reddito viene conteggiatoAssegno di Inclusione (ADI): non è cumulabile in senso stretto, ma l’assegno sociale viene considerato nel calcolo dell’ISEE per l’ADIIndennità di accompagnamento: è pienamente compatibile e non viene conteggiata nel redditoPer un confronto dettagliato tra assegno sociale e ADI, leggi: Assegno Sociale vs Assegno di Inclusione (ADI): Differenze 2026.Maggiorazione Sociale dell’Assegno Sociale 2026 I titolari di assegno sociale possono beneficiare di una maggiorazione sociale, cioè un importo aggiuntivo mensile riconosciuto a chi ha compiuto determinate età e possiede redditi particolarmente bassi.La maggiorazione più significativa è l’incremento al milione (così chiamato perché inizialmente portava il trattamento a un milione di vecchie lire), introdotto dalla Legge 448/2001. Nel 2026, chi ha compiuto 70 anni può ottenere un incremento che porta l’assegno fino a circa 735 euro al mese.Per tutti i dettagli su importi, requisiti e calcolo della maggiorazione, consulta il nostro articolo specifico: Maggiorazione Sociale Pensione 2026: A Chi Spetta e Importi.Differenze tra Assegno Sociale e Pensione MinimaSpesso si fa confusione tra assegno sociale e pensione minima (o trattamento minimo). Sono due cose diverse:CaratteristicaAssegno SocialePensione MinimaNaturaPrestazione assistenzialeIntegrazione pensionisticaContributi richiestiNessunoSì (almeno 20 anni)Importo 2026538,69 euro/mese603,40 euro/mese (stimato)Requisito età67 anni67 anni (pensione di vecchiaia)Verifica redditoAnnualeAnnualeEsportabilitàNo (solo Italia)Sì (anche all’estero)ReversibilitàNoSìPer un approfondimento completo sulla pensione minima, leggi: Pensione Minima 2026: Importo e Chi Ne Ha Diritto.Domande Frequenti sull’Assegno Sociale 2026 L’assegno sociale è reversibile agli eredi?No. L’assegno sociale è una prestazione strettamente personale e non reversibile. Alla morte del titolare, il coniuge superstite non ha diritto a una pensione di reversibilità sull’assegno sociale. Tuttavia, il coniuge potrebbe presentare domanda autonoma se ne possiede i requisiti.Posso lavorare e ricevere l’assegno sociale?Sì, puoi lavorare, ma il reddito da lavoro viene interamente conteggiato ai fini della verifica della soglia reddituale. Se il tuo reddito complessivo supera i limiti, l’assegno viene ridotto o revocato.Cosa succede se mi trasferisco all’estero?L’assegno sociale viene sospeso dopo 30 giorni di permanenza all’estero. Se l’assenza dall’Italia si protrae per oltre un anno, si perde definitivamente il diritto. Per brevi vacanze all’estero (meno di 30 giorni), non ci sono problemi.L’assegno sociale è compatibile con l’indennità di accompagnamento?Sì, sono pienamente compatibili. L’indennità di accompagnamento non viene nemmeno conteggiata come reddito ai fini della soglia per l’assegno sociale. Puoi percepire entrambe le prestazioni contemporaneamente.Quando viene pagato l’assegno sociale?L’assegno sociale viene pagato dall’INPS con le stesse modalità delle pensioni, generalmente il primo giorno bancabile del mese (o il giorno precedente per chi ritira in posta). Il calendario dei pagamenti viene pubblicato dall’INPS a inizio anno.L’assegno sociale si può pignorare?L’assegno sociale gode di una tutela rafforzata contro il pignoramento. Essendo una prestazione assistenziale di importo contenuto, è impignorabile nella parte necessaria a garantire il minimo vitale del beneficiario. Nella grande maggioranza dei casi, l’assegno sociale non può essere pignorato.Verifica Subito Se Hai Diritto all’Assegno SocialeL’assegno sociale 2026 rappresenta un aiuto concreto per chi ha compiuto 67 anni e si trova in difficoltà economiche. Con un importo di 538,69 euro al mese, può fare la differenza nella vita quotidiana di molti pensionati e anziani senza reddito sufficiente.Verificare se hai diritto all’assegno sociale non è sempre semplice: tra soglie reddituali, redditi da includere o escludere e documentazione necessaria, il rischio di commettere errori è concreto. Affidarsi a un professionista ti permette di evitare problemi e ritardi.Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:Verificare gratuitamente se possiedi i requisitiCalcolare l’importo esatto a cui hai dirittoPresentare la domanda all’INPS per tuo contoAssisterti nelle verifiche annuali e nel modello REDPrenota il tuo appuntamento: chiama il 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, a Udine.Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 09:00:002026-04-08 09:50:36Assegno Sociale 2026: Importo, Requisiti e Domanda INPS
Energia e Utenze, Finanza & Servizi, Luce e GasTariffe luce e gas 2026: come confrontarleCon la fine del mercato tutelato per le utenze non vulnerabili, scegliere la tariffa giusta per luce e gas e diventato fondamentale. Nel 2026 il mercato offre decine di offerte con prezzi, strutture e condizioni molto diverse tra loro. In questa guida ti spieghiamo come confrontare le tariffe luce e gas, cosa significano PUN e PSV e come usare gli strumenti ufficiali per trovare la migliore offerta.Vedi anche: 10 modi per risparmiare sulle bollette, Mercato libero energia: come funziona, Bonus sociale bollette ISEE.Come si legge una tariffa energiaPrima di confrontare le offerte, e utile capire come e composta una tariffa energia. La bolletta elettrica si divide in tre grandi voci:Quota energia: il costo dei kWh consumati (quella che varia tra i fornitori)Quota trasporto e oneri di sistema: fissa, uguale per tutti i fornitori (regolata da ARERA)Imposte e IVA: fisse, identiche per tuttiPer il gas, la struttura e analoga: quota materia gas (variabile) + quota trasporto + imposte. Il confronto tra offerte ha senso solo sulla quota energia/materia gas, che e l’unica componente che differisce tra i fornitori.Glossario: PUN, PSV, F0/F1/F2/F3TermineSignificatoRilevante perPUNPrezzo Unico Nazionale: prezzo medio di acquisto dell’energia elettrica sul mercato all’ingrosso (borsa GME)Luce (offerte indicizzate)PSVPunto di Scambio Virtuale: indice del prezzo del gas naturale sul mercato all’ingrosso italianoGas (offerte indicizzate)F0Monorario: prezzo unico tutto il giornoLuce (offerte semplificate)F1Ore di punta: lun-ven 8:00-19:00Luce (tariffe biorarie/triorarie)F2Ore intermedie: lun-ven 7-8 e 19-23, sab 7-23Luce (tariffe triorarie)F3Ore fuori punta: notte e domenicaLuce (tariffe triorarie)euro/kWhPrezzo per kilowattora di energia elettricaLuceeuro/SmcPrezzo per standard metro cubo di gasGasCome confrontare le offerte: strumenti ufficiali1. Portale Offerte ARERAIl Portale Offerte ARERA (www.ilportaleofferte.it) e lo strumento istituzionale gratuito per confrontare le offerte luce e gas disponibili nel tuo Comune. Inserendo il consumo annuale stimato e la tipologia di fornitura, il portale calcola il costo annuo stimato per ogni offerta disponibile, permettendo un confronto omogeneo.2. Comparatori privatiOltre al portale ARERA esistono comparatori privati (come SOStariffe.it, Segugio.it, Facile.it) che offrono funzioni aggiuntive come la simulazione della bolletta e la possibilita di attivare il contratto direttamente online. Attenzione: i comparatori privati potrebbero non mostrare tutte le offerte disponibili ma solo quelle dei fornitori con cui hanno accordi commerciali.Tabella offerte indicative 2026: cosa aspettarsiI prezzi variano continuamente in base all’andamento del mercato energetico. Di seguito una panoramica indicativa delle tipologie di offerta disponibili nel 2026 per un consumatore domestico tipo (consumo annuo 2.700 kWh luce, 1.200 Smc gas):Tipo offertaPrezzo energia indicativoProControPrezzo fisso 12 mesi (luce)0,20-0,25 euro/kWhCertezza del costoNon beneficia di ribassi mercatoIndicizzata PUN + spread (luce)PUN + 0,01-0,03 euro/kWhSegue ribassi mercatoEsposta a rialziPrezzo fisso 12 mesi (gas)0,90-1,20 euro/SmcCertezza del costoNon beneficia di ribassiIndicizzata PSV + spread (gas)PSV + 0,05-0,15 euro/SmcSegue ribassi mercatoEsposta a stagionalita e rialziNota: i prezzi sopra riportati sono indicativi e possono variare significativamente in base al momento di stipula del contratto, alla zona geografica e al fornitore. Usa sempre il Portale ARERA con i tuoi dati di consumo reali per confrontare le offerte attuali.Consigli pratici per scegliere la tariffa giustaUsa il tuo consumo reale: prendi i dati degli ultimi 12 mesi dalla bolletta, non stime approssimativeConfronta il costo totale annuo, non solo il prezzo al kWh (considera anche i costi fissi mensili)Valuta la durata del contratto: un prezzo fisso basso su 24 mesi e vantaggioso solo se il mercato resta altoControlla le condizioni di recesso: evita penali eccessiveVerifica il servizio clienti: un fornitore con gestione reclami scadente puo costare caro in caso di problemiNon cambiare troppo spesso: ogni cambio ha un periodo transitorio di 30-60 giorni in cui potresti pagare tariffe intermedieFAQ sulle tariffe luce e gasCome capisco se sto pagando troppo? Confronta il prezzo al kWh nella tua bolletta con le offerte del Portale ARERA. Se paghi piu del 10-15% rispetto alla media delle offerte disponibili nel tuo Comune, conviene valutare il cambio.Le offerte online sono affidabili? Si, se il fornitore e registrato ARERA (verifica su arera.it). L’attivazione online e identica a quella allo sportello fisico in termini di garanzie legali.Esiste una tariffa agevolata per le famiglie numerose? Si. Le famiglie con almeno 4 figli a carico hanno una soglia ISEE elevata (20.000 euro) per il Bonus Sociale Bollette. Per saperne di piu: Bonus sociale luce e gas 2026.ConclusioneConfrontare le tariffe luce e gas nel 2026 non e difficile se si usano gli strumenti giusti. Il Portale Offerte ARERA e il punto di partenza ideale per un confronto oggettivo. Capire i termini tecnici (PUN, PSV, fasce orarie) ti aiuta a valutare le offerte in modo consapevole. Se hai bisogno di supporto per l’ISEE necessario per accedere al Bonus Sociale Bollette, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-12 08:30:002026-06-02 08:12:41Tariffe luce e gas 2026: come confrontarle
CAF, CRIPTOVALUTEISEE 2026 e Criptovalute: Le Novità della Legge di Bilancio su Saldo e Giacenza MediaDal 1° gennaio 2024, le criptovalute sono entrate ufficialmente nel perimetro della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU): chiunque detenga Bitcoin, Ethereum o qualsiasi altra cripto-attività deve dichiararle nell’ISEE. Ma la novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha reso ancora più stringente questo obbligo, chiarendo che non basta indicare il solo saldo al 31 dicembre: occorre indicare anche la giacenza media annua. Una regola che molte famiglie e contribuenti stanno scoprendo solo ora, spesso con conseguenze sulla validità del proprio ISEE.In questa guida completa spieghiamo cosa cambia, come calcolare correttamente i valori da inserire nella DSU, quali documenti servono e cosa rischia chi non dichiara le cripto nel proprio ISEE 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Perché le Criptovalute Rientrano nell’ISEEL’ISEE misura la situazione economica del nucleo familiare considerando redditi, patrimonio immobiliare e patrimonio mobiliare. Quest’ultimo comprende conti correnti, libretti, titoli, fondi comuni di investimento e — dal 2024 — anche le cripto-attività.Il quadro normativo di riferimento è il DPCM 159/2013 (decreto ISEE), modificato dalla L. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) che ha introdotto per la prima volta le criptovalute nel patrimonio mobiliare. La L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025) ha poi chiarito le modalità di valorizzazione, allineandole a quelle già previste per i conti correnti bancari: non solo il saldo puntuale al 31 dicembre, ma anche la giacenza media dell’anno.Il principio ispiratore è semplice: le cripto-attività rappresentano ricchezza reale e possono influenzare significativamente il calcolo ISEE, alterando l’accesso a prestazioni sociali (assegno unico, bonus asilo nido, agevolazioni universitarie, ecc.). Un portafoglio da 50.000 euro in Bitcoin, non dichiarato, potrebbe far abbassare artificialmente l’ISEE e consentire l’accesso a benefici riservati a chi è in difficoltà economica. La Novità della Legge di Bilancio 2025: Saldo e Giacenza MediaFino al 31 dicembre 2024, il dubbio interpretativo era aperto: bastava indicare il valore al 31 dicembre delle cripto-attività detenute, analogamente a quanto previsto per i titoli finanziari? O occorreva anche la giacenza media, come per i conti correnti?La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha risolto il dubbio: le cripto-attività seguono lo stesso trattamento dei conti correnti. Nella DSU 2026 (relativa all’anno d’imposta 2025) occorre indicare:Saldo al 31 dicembre 2025: il valore complessivo del portafoglio cripto alla fine dell’anno, espresso in euro al cambio di quella data.Giacenza media 2025: la media dei saldi giornalieri o mensili dell’intero anno, sempre in euro.Ai fini del calcolo ISEE, viene preso il valore più alto tra saldo e giacenza media. Questa regola, già in vigore per i conti correnti bancari (art. 5 del DPCM 159/2013), è stata estesa alle cripto-attività proprio per evitare comportamenti elusivi (es. spostare le cripto su wallet diversi o convertirle in fiat in prossimità del 31 dicembre).VoceConti CorrentiCripto-attività dal 2026Saldo dichiaratoSaldo al 31/12Saldo al 31/12/2025Giacenza mediaMedia annua obbligatoriaMedia annua obbligatoria (novità L. 207/2024)Valore usato per ISEEIl maggiore tra i dueIl maggiore tra i dueFonte datiEstratto conto bancaExchange / wallet personale Come si Calcola il Valore delle Criptovalute per l’ISEEIl valore da inserire nella DSU è sempre espresso in euro. Per le cripto-attività quotate su exchange regolamentati (es. Binance, Coinbase, Kraken) il cambio di riferimento è quello dell’exchange al 31 dicembre 2025. Per le cripto non quotate o i wallet non custodial, si utilizza il prezzo medio ponderato delle principali piattaforme. Esempio Pratico: Calcolo per ISEE 2026Supponiamo che Marco detenga 0,5 BTC su Coinbase. Ecco come calcola i valori da inserire nella DSU:Saldo al 31/12/2025: 0,5 BTC × 95.000 euro/BTC = 47.500 euroGiacenza media 2025 (media mensile stimata): 41.200 euroValore da dichiarare nell’ISEE: il maggiore = 47.500 euroQuesto importo concorre al calcolo del patrimonio mobiliare del nucleo familiare, che viene poi ponderato per il coefficiente della scala di equivalenza ISEE.Dove Trovare i Dati per la Giacenza MediaLa giacenza media non è un dato che la maggior parte degli exchange fornisce automaticamente in un formato pronto per la DSU. Ecco le principali fonti:Exchange centralizzati (CEX): Binance, Coinbase, Kraken e altri offrono la possibilità di esportare la cronologia del portafoglio. Con questi dati è possibile calcolare la media mensile manualmente o con software dedicati.Wallet hardware/software (non custodial): occorre ricostruire la cronologia delle transazioni tramite explorer blockchain (es. blockchain.com per Bitcoin, etherscan.io per Ethereum).DAC8 (dal 2026): la direttiva europea DAC8, recepita in Italia dal 2026, obbliga gli exchange a comunicare automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati degli utenti italiani. Questo renderà progressivamente più semplice il controllo incrociato tra dichiarazioni e dati reali.Il Quadro W della Dichiarazione dei Redditi e l’ISEE: Come si ColleganoLe cripto-attività compaiono in due contesti fiscali distinti che spesso vengono confusi:Quadro W del Modello Redditi PF (ex Quadro RW fino al 2022): obbligatorio per il monitoraggio fiscale delle cripto-attività detenute al di fuori del sistema finanziario italiano regolamentato. Si compila anche per il versamento dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività), pari allo 0,2% (2 per mille) del valore al 31 dicembre.DSU / ISEE: la dichiarazione per il calcolo dell’indicatore economico ai fini delle prestazioni sociali agevolate. Non ha effetti fiscali diretti ma condiziona l’accesso a bonus e agevolazioni.I due obblighi sono indipendenti ma complementari: chi ha già compilato il Quadro W nella dichiarazione dei redditi 2025 (per l’anno d’imposta 2024) ha già i dati necessari per la DSU 2026. Anzi, i valori dichiarati nel Quadro W possono essere usati come riferimento per la compilazione della DSU, riducendo il rischio di discrepanze che potrebbero attirare controlli incrociati.Attenzione: dalla DSU 2026 (DPCM 159/2013 come modificato dalla L. 207/2024), il modello prevede specifici campi per le cripto-attività, separati dai campi relativi agli altri strumenti finanziari. Non è più sufficiente includere il valore delle cripto nel campo generico “altri titoli”. IVCA e ISEE: Due Obblighi Diversi da Non ConfondereUna fonte di confusione frequente riguarda l’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) e il suo rapporto con l’ISEE. Ecco le differenze chiave:AspettoIVCA (Quadro W)ISEE (DSU)ScopoImposta patrimoniale sulle criptoIndicatore situazione economicaAliquota / valore0,2% del valore al 31/12Valore usato per calcolo ISEEDove si dichiaraModello Redditi PF – Quadro WDSU (presentata al CAF o INPS)EffettiObbligo tributario + eventuale impostaAccesso a prestazioni sociali agevolateScadenza 202630 novembre 2026 (Redditi PF)Validità ISEE: 1/1 – 31/12/2026Un contribuente con 20.000 euro in cripto pagherà l’IVCA di 40 euro (0,2% × 20.000) nel Quadro W, e avrà un patrimonio mobiliare di 20.000 euro che concorre al calcolo ISEE. Due obblighi, una sola fonte dati. Cosa Succede se Non Dichiari le Cripto nell’ISEE 2026L’omissione delle cripto-attività nella DSU non è una violazione tributaria diretta (perché la DSU non è una dichiarazione fiscale), ma può comportare conseguenze gravi:ISEE infedele: se l’ISEE risultante dalla DSU incompleta è inferiore a quello reale, e il contribuente ha ottenuto prestazioni sociali non spettanti (es. assegno unico maggiorato, bonus asilo nido, agevolazioni INPS), scatta l’obbligo di restituzione delle somme indebitamente percepite.Sanzioni INPS: l’art. 38 del D.L. 78/2010 prevede sanzioni da 500 a 5.000 euro per chi presenta DSU mendace, oltre alla decadenza dai benefici.Controlli incrociati con DAC8: dal 2026, gli exchange europei comunicano automaticamente i dati degli utenti italiani all’Agenzia delle Entrate, che può incrociare le informazioni con l’ISEE dichiarato. Le discrepanze saranno facilmente rilevabili.Responsabilità penale: nei casi più gravi (frode previdenziale), si applicano le sanzioni penali dell’art. 316-ter c.p. (indebita percezione di erogazioni pubbliche).Chi Deve Dichiarare le Cripto nell’ISEE: Tutti i CasiL’obbligo si applica a qualsiasi membro del nucleo familiare ISEE che detenga cripto-attività, indipendentemente dall’importo. Non esiste una soglia minima sotto la quale l’obbligo non si applica (diversamente da quanto avviene, ad esempio, per i conti correnti con saldo medio annuo sotto i 5.000 euro per i quali l’IVAFE non è dovuta).In pratica, anche chi ha 100 euro in Bitcoin su un exchange deve dichiararlo nella DSU. L’impatto sull’ISEE sarà trascurabile, ma l’obbligo formale esiste.Sono soggetti all’obbligo:Possessori di cripto su exchange centralizzati (Binance, Coinbase, Kraken, ecc.)Possessori di cripto su wallet hardware (Ledger, Trezor) o software (MetaMask, Trust Wallet)Chi detiene NFT con valore di mercato apprezzabileChi ha partecipato a staking, yield farming o liquidity providing e detiene token o ricompenseMinori del nucleo familiare che abbiano ricevuto cripto in donazione Come Presentare la DSU con le Criptovalute: Guida PraticaLa DSU precompilata INPS (disponibile dal 2026 per le dichiarazioni dei redditi già trasmesse) potrebbe includere i dati delle cripto comunicati tramite Quadro W. Tuttavia, per le cripto detenute su wallet non custodial o exchange non ancora integrati nel sistema DAC8, i dati vanno inseriti manualmente.Documenti Necessari per la DSU Cripto 2026Screenshot o export CSV dall’exchange con il saldo al 31/12/2025 in euroCalcolo della giacenza media 2025: media dei saldi mensili (o giornalieri) convertiti in euroQuadro W del Modello Redditi PF 2025 (se già compilato) come documento di supportoPer wallet non custodial: estratto delle transazioni da blockchain explorer con i saldi di fine meseStep per Step: Cosa Fare al CAFPortare tutta la documentazione cripto (saldo 31/12/2025 + giacenza media calcolata)Il CAF inserisce i dati nella DSU nella sezione dedicata alle cripto-attivitàViene generato l’ISEE comprensivo del patrimonio criptoL’ISEE è valido dal momento del rilascio fino al 31 dicembre 2026Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta i contribuenti nella corretta compilazione della DSU con cripto-attività, verificando che i valori dichiarati siano coerenti con quelli del Quadro W e del Modello Redditi PF.Impatto Pratico dell’ISEE con Criptovalute: SimulazioniPer capire concretamente l’impatto delle cripto sull’ISEE, è utile confrontare due scenari per la stessa famiglia:ScenarioReddito IRPEF nucleoPatrimonio immobiliarePatrimonio mobiliare (conti)Cripto dichiarateISEE stimatoFamiglia A (senza cripto)35.000 euro150.000 euro15.000 euro0 euro~18.500 euroFamiglia B (con cripto)35.000 euro150.000 euro15.000 euro30.000 euro~20.800 euroSuperare la soglia ISEE di 20.000 euro, per esempio, può escludere dall’accesso al bonus asilo nido massimo (25.000 euro ISEE) o ridurre l’assegno unico per i figli. Con 30.000 euro in cripto, una famiglia può passare da 199,40 euro/mese per figlio a un importo più basso lungo la scala progressiva. Le Criptovalute nell’ISEE Corrente: Quando PresentarloL’ISEE corrente è la versione aggiornata dell’ISEE ordinario, da richiedere quando la situazione economica del nucleo è cambiata significativamente rispetto all’anno di riferimento della DSU. Ha validità di 6 mesi dalla presentazione.Quando si può richiedere l’ISEE corrente in relazione alle cripto-attività?Se il valore del portafoglio cripto è diminuito di oltre il 25% rispetto al valore indicato nella DSU ordinaria (es. a causa del calo dei mercati)Se si sono verificati eventi che hanno ridotto significativamente il reddito del nucleoImportante: l’ISEE corrente non può essere richiesto solo perché il mercato cripto è salito. Il meccanismo serve a tutelare chi ha subito peggioramenti economici, non per aggiornare l’ISEE in senso peggiorativo per il contribuente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti (FAQ) Le criptovalute su exchange stranieri vanno dichiarate nell’ISEE?Sì. L’obbligo si applica a tutte le cripto-attività detenute, indipendentemente dal paese in cui si trova l’exchange. Binance, anche se con sede fuori dall’Italia, deve essere dichiarato sia nel Quadro W (monitoraggio fiscale) che nella DSU per l’ISEE.Come si calcola la giacenza media se non ho estratti conto mensili?È possibile ricostruire la giacenza media scaricando la cronologia delle transazioni dall’exchange (formato CSV) e calcolando il saldo medio mensile. In alternativa, il CAF può assistere nel calcolo. Se l’exchange non fornisce questi dati, si può usare la cronologia dell’explorer blockchain per i wallet non custodial.Ho cripto in perdita: devo comunque dichiararle nell’ISEE?Sì. Il valore da dichiarare è il valore di mercato al 31 dicembre (o la giacenza media, se maggiore), non il prezzo di acquisto. Se le cripto sono in perdita rispetto all’acquisto, l’ISEE rifletterà il valore attuale (inferiore), non quello di acquisto. Questo è in realtà favorevole per il contribuente.L’ISEE con criptovalute è diverso dall’ISEE normale?No, è lo stesso ISEE. Non esiste un “ISEE cripto”: le cripto-attività sono semplicemente una delle voci del patrimonio mobiliare che concorre al calcolo. Il modello DSU è unico.Dal 2026 l’INPS vede automaticamente le mie cripto?Progressivamente sì. La direttiva DAC8 impone agli exchange europei di comunicare i dati degli utenti italiani all’Agenzia delle Entrate a partire dal 2026. Questo crea una base dati che può essere incrociata con le DSU presentate. Il rischio di controlli è in aumento significativo rispetto agli anni precedenti.Cosa fare se ho presentato l’ISEE senza dichiarare le cripto?Occorre presentare una DSU rettificativa presso il CAF o direttamente all’INPS. La rettifica va effettuata prima di qualsiasi controllo o contestazione per beneficiare di un trattamento più favorevole. Le prestazioni già percepite in eccesso potrebbero dover essere restituite, ma la rettifica spontanea è sempre valutata positivamente dall’INPS. Consulta il nostro articolo sulle criptovalute non dichiarate e il ravvedimento operoso.ConclusioneLe novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 sull’ISEE e le criptovalute sono un segnale chiaro: il fisco italiano sta completando il quadro normativo per tracciare e valorizzare le cripto-attività in ogni ambito, dalla tassazione (aliquota sulle plusvalenze al 33% dal 2026) al monitoraggio (Quadro W), fino alle prestazioni sociali agevolate (ISEE). Non essere in regola oggi significa rischiare non solo di perdere agevolazioni, ma anche di dover restituire quanto ricevuto e di affrontare sanzioni crescenti.Se hai cripto-attività e devi presentare o rinnovare il tuo ISEE, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata: verifichiamo insieme i tuoi dati, calcoliamo la giacenza media e prepariamo la DSU in modo corretto e completo.Puoi contattarci telefonicamente al 0432 1638640, via WhatsApp al 366 6018121 oppure consultare la nostra guida sulle tasse degli NFT per un approfondimento sugli aspetti fiscali correlati.Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-12 08:08:442026-07-23 08:20:25ISEE 2026 e Criptovalute: Le Novità della Legge di Bilancio su Saldo e Giacenza Media
GESTIONE PARTITA IVA, PARTITA IVADoppia Partita IVA 2026: Si Puo Avere? Regole e Casi Pratici“Posso avere due partite IVA contemporaneamente?” e una delle domande piu frequenti che riceviamo al CAF Centro Fiscale di Udine. La risposta breve e chiara: no, una persona fisica puo avere una sola partita IVA. Pero esistono soluzioni alternative che permettono di gestire piu attivita diverse in regola con il Fisco.In questa guida 2026 spieghiamo nel dettaglio la regola generale, perche non si possono avere due P.IVA distinte sullo stesso codice fiscale, quali sono le eccezioni reali (poche), come funzionano i codici ATECO multipli in una sola partita IVA, e analizziamo 5 casi pratici tra i piu ricorrenti: designer freelance + e-commerce, medico + affitti, avvocato + influencer, marito imprenditore + moglie professionista, P.IVA forfettaria + amministratore SRL.Indice dei contenutiLa regola generale: una sola partita IVA per persona fisicaPerche non si possono avere due P.IVA distinteCosa e possibile invece: le alternative legaliUna partita IVA con piu codici ATECO: come funzionaCaso 1: Designer freelance + e-commerce onlineCaso 2: Medico + affitti immobiliariCaso 3: Avvocato + influencerCaso 4: Marito imprenditore + moglie professionistaCaso 5: P.IVA forfettaria + amministratore SRLImpresa individuale + libera professioneSocieta e partita IVA del socioCome gestire concretamente piu attivitaChiusura e riapertura di una partita IVAItaliano residente all’estero: P.IVA italiana ed esteraFAQ – Domande frequenti★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.La regola generale: una sola partita IVA per persona fisicaL’articolo 35 del DPR 633/1972 (decreto IVA) e il regolamento dell’Agenzia delle Entrate stabiliscono un principio chiaro: a ogni soggetto passivo IVA viene attribuita una sola partita IVA, identificata da 11 cifre, legata al codice fiscale del titolare.Questo significa che una persona fisica (Mario Rossi, codice fiscale RSSMRA80A01L483Z) puo avere una sola partita IVA, indipendentemente da quante attivita svolge. La P.IVA e l’identificativo unico del soggetto verso il Fisco e l’Agenzia delle Entrate non ne assegna due alla stessa persona.La conferma arriva direttamente dal modello AA9/12 (apertura partita IVA persone fisiche): nel modello si dichiara un solo codice ATECO principale e si possono indicare uno o piu codici ATECO secondari, ma il numero di P.IVA assegnato resta uno. Perche non si possono avere due P.IVA distinteLa domanda piu insidiosa e: “Posso aprire una seconda partita IVA per fare un’attivita completamente diversa?”. La risposta e no, e non esistono eccezioni per le persone fisiche. Il sistema fiscale italiano impedisce volutamente di:Frazionare i ricavi tra due partite IVA per restare entrambe sotto la soglia del regime forfettario (85.000 euro)Beneficiare due volte di agevolazioni o aliquote ridotte (5% startup forfettario)Separare artificialmente attivita per ridurre la base imponibileEludere i limiti di fatturato o le cause ostative del forfettarioSi tratta di una misura antielusiva: l’Agenzia delle Entrate, in base al codice fiscale, vede tutta l’attivita economica del soggetto in modo unitario. Tentare di aprire una seconda P.IVA con lo stesso CF viene rifiutato dal sistema telematico ENTRATEL/Fisconline.Eccezione apparente: alcuni pensano che impresa individuale e libera professione siano “due partite IVA”. In realta sono due forme di esercizio sotto la stessa P.IVA, come vedremo nel paragrafo dedicato. Cosa e possibile invece: le alternative legaliPur non potendo avere due P.IVA distinte, una persona fisica ha diverse strade legittime per gestire piu attivita o piu fonti di reddito:Una sola P.IVA con piu codici ATECO (principale + secondari): la soluzione piu comune per professionisti e ditte individuali con attivita multipleP.IVA persona fisica + cariche in societa: si puo essere titolare di P.IVA individuale ed essere contemporaneamente amministratore di una SRL (compensi separati, soggetti a regole proprie)P.IVA persona fisica + socio di societa di persone: il reddito da partecipazione confluisce nel quadro RH del Modello Redditi PFP.IVA persona fisica + redditi non professionali: affitti, dividendi, capital gain non richiedono P.IVA dedicataP.IVA italiana + P.IVA estera: solo per residenti all’estero che operano anche in altro Paese (caso particolare, vedi paragrafo dedicato) Una partita IVA con piu codici ATECO: come funzionaLa soluzione piu comune per chi svolge piu attivita differenti e mantenere una sola P.IVA con piu codici ATECO. Funziona cosi:Codice ATECO principaleE il codice dell’attivita prevalente per fatturato. Si dichiara nel modello AA9/12 al momento dell’apertura o nelle successive variazioni. E il codice che identifica fiscalmente l’attivita principale del contribuente e determina:La cassa previdenziale di iscrizione (INPS Gestione Separata, Artigiani, Commercianti, casse professionali)Il coefficiente di redditivita in regime forfettario (40%, 67%, 78%, 86%, ecc.)L’iscrizione a Camera di Commercio e/o Albo professionaleGli studi di settore e Indici Sintetici di Affidabilita Fiscale (ISA), per i regimi ordinari/semplificatiCodici ATECO secondariSi possono aggiungere uno o piu codici ATECO secondari nello stesso modello AA9/12, indicando le altre attivita esercitate. Le fatture devono riportare il codice ATECO corrispondente all’attivita svolta nella singola operazione. La contabilita interna deve permettere di distinguere i ricavi per attivita.Coefficiente nel regime forfettario con piu ATECONel regime forfettario, quando un contribuente ha piu codici ATECO con coefficienti di redditivita diversi, l’Agenzia delle Entrate (circolare 10/E del 2016 e successive) chiarisce che:Si applica il coefficiente prevalente, ossia quello dell’attivita principaleI limiti di ricavi (85.000 euro) sono calcolati sulla somma di tutti i ricavi di tutte le attivita svolteQuando le attivita appartengono a gruppi diversi (es. servizi professionali al 78% + commercio al 40%), si applica il coefficiente del gruppo prevalente per fatturatoEsempio: Marco fattura 30.000 euro come consulente informatico (ATECO 62.02.00, coeff. 67%) e 15.000 euro come venditore online di gadget (ATECO 47.91.10, coeff. 40%). L’attivita principale e la consulenza (prevalente), quindi su tutti i 45.000 euro si applica il coefficiente 67%. Reddito imponibile: 30.150 euro. Caso 1: Designer freelance + e-commerce onlineSituazione: Giulia e una graphic designer freelance (logo, brand identity) e ha aperto un e-commerce su Shopify dove vende stampe artistiche e poster realizzati da lei.Domanda: Mi servono due partite IVA, una per la consulenza e una per il negozio online?Risposta: No. Una sola P.IVA con due codici ATECO:ATECO 74.10.30 – Attivita di design grafico (principale, professionale, coeff. forfettario 78%)ATECO 47.91.10 – Commercio al dettaglio prodotti via Internet (secondario, coeff. forfettario 40%)Attenzione: il codice ATECO 47.91.10 (e-commerce) puo richiedere la SCIA al Comune e l’iscrizione al Registro Imprese alla Camera di Commercio. Inoltre, l’attivita commerciale comporta l’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS (con contributi minimi anche in assenza di guadagno), aspetto che puo cambiare la convenienza fiscale rispetto a quando si fattura solo come professionista (Gestione Separata INPS).Nel forfettario il coefficiente applicato sara quello dell’attivita prevalente per fatturato. Se Giulia fattura piu di design, applichera il 78% sui 100% dei ricavi totali. Caso 2: Medico + affitti immobiliariSituazione: Il dottor Bianchi e medico di base con P.IVA (ATECO 86.21.00, iscritto ENPAM) e possiede 3 appartamenti che affitta a privati con contratto 4+4 e cedolare secca al 21%.Domanda: Devo aprire una seconda P.IVA per gli affitti?Risposta: No, e non serve. Gli affitti di immobili da parte di persona fisica non costituiscono attivita d’impresa finche non si organizzano servizi accessori (pulizia, colazione, accoglienza) o non si superano determinati requisiti dimensionali. I redditi da locazione confluiscono nel Modello Redditi PF (quadro RB) o nel 730 e si tassano separatamente.Cosa fare in pratica:Continuare a fatturare le visite/prestazioni mediche con la P.IVA esistenteDichiarare i redditi degli immobili nel quadro RB del Modello Redditi PF (o nel 730 quadro B)Optare per cedolare secca (21% o 10% canone concordato) o per la tassazione IRPEF ordinaria con detrazioniAttenzione: se il medico iniziasse a gestire affitti brevi turistici (Airbnb, Booking) in modo professionale (oltre 4 immobili in locazione breve), scatterebbe la presunzione di attivita d’impresa con conseguenze diverse. In quel caso si potrebbe valutare l’aggiunta del codice ATECO secondario alla P.IVA esistente, oppure costituire una societa separata.Caso 3: Avvocato + influencerSituazione: L’avvocato Conti svolge attivita di patrocinio legale (ATECO 69.10.10) ed e diventato un influencer su Instagram con 80.000 follower, ricevendo pagamenti per sponsorizzazioni e contenuti pubblicitari.Domanda: Devo aprire una seconda P.IVA da influencer?Risposta: No. Aggiunge il codice ATECO secondario per l’attivita di influencer/content creator alla sua P.IVA esistente. I codici ATECO oggi piu utilizzati per gli influencer sono:ATECO 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari (per chi crea contenuti sponsorizzati)ATECO 90.03.09 – Altre creazioni artistiche e letterarie (per produzione di contenuti originali)ATECO 74.20.20 – Attivita di riprese fotografiche/video (se rilevante)Punto critico per gli avvocati: il Codice Deontologico Forense impone limiti alla pubblicita personale e potrebbe vietare alcune forme di sponsorizzazione di terzi. Prima di aggiungere l’attivita influencer, l’avvocato deve verificare con il proprio Ordine se le sponsorizzazioni sono compatibili con la professione forense. La parte normativa fiscale, di per se, non e ostativa.Cassa previdenziale: l’avvocato e iscritto a Cassa Forense per l’attivita legale. I redditi da influencer pero non rientrano in Cassa Forense e potrebbero richiedere l’iscrizione alla Gestione Separata INPS per quella quota di reddito (situazione tecnica complessa, da valutare caso per caso con il commercialista). Caso 4: Marito imprenditore + moglie professionistaSituazione: Marco gestisce una ditta individuale di idraulica (ATECO 43.22.01) e la moglie Anna e psicologa libera professionista (ATECO 86.90.30). Sono sposati in comunione legale dei beni.Domanda: Possiamo avere due partite IVA in famiglia?Risposta: Si, certo. Marco e Anna sono due persone fisiche distinte, ciascuna con il proprio codice fiscale. Ognuno avra la propria partita IVA intestata al proprio CF. Il regime di comunione dei beni riguarda il patrimonio famigliare ma non incide sulla soggettivita fiscale dei coniugi: ogni coniuge dichiara autonomamente i propri redditi.Aspetti pratici:Ogni coniuge presenta il proprio Modello Redditi PF (o 730)Si puo presentare il 730 congiunto per semplificare, ma le P.IVA restano separateEventuali redditi da affitti di immobili in comunione vengono divisi al 50% tra i coniugiLe spese deducibili e detrazioni sono personali (es. contributi previdenziali, spese mediche del coniuge a carico)Diverso e il caso dell’impresa familiare (art. 230-bis cc): qui il coniuge collaboratore non titolare puo ricevere fino al 49% del reddito senza una propria P.IVA. E uno strumento utile in famiglie dove un coniuge collabora senza essere titolare di attivita autonoma.Caso 5: P.IVA forfettaria + amministratore SRLSituazione: Luca ha una P.IVA forfettaria come consulente informatico (ATECO 62.02.00) ed e stato nominato amministratore unico di una SRL (di cui possiede il 30% delle quote).Domanda: Posso ricevere compensi da entrambe le posizioni?Risposta: Si, ma con cautela. La P.IVA forfettaria e l’incarico di amministratore SRL sono compatibili, ma occorre rispettare alcune regole fondamentali per non perdere il forfettario.Compensi da amministratoreI compensi da amministratore di SRL sono redditi assimilati a lavoro dipendente (art. 50 TUIR), non vanno fatturati con la P.IVA professionale. Si tassano IRPEF in busta paga emessa dalla SRL, con ritenute alla fonte e contributi alla Gestione Separata INPS (24% circa, 2/3 a carico della societa, 1/3 a carico dell’amministratore).Cause ostative al forfettarioAttenzione massima alla causa ostativa dell’art. 1 comma 57 lett. d) della Legge 190/2014: perde il forfettario chi:Controlla, direttamente o indirettamente, una SRL (oltre il 50% di quote o influenza dominante)…e questa SRL svolge attivita riconducibili a quella esercitata in P.IVAQuindi se Luca ha il 30% della SRL non e in causa ostativa per il punto del controllo. Ma se la SRL fattura a Luca consulenze informatiche o viceversa, occorre verificare con il commercialista se siano “attivita riconducibili” e se si configuri controllo di fatto.Caso ostativo classico: socio unico di SRL (100% quote) + consulente forfettario verso la propria SRL = esclusione automatica dal forfettario. Impresa individuale + libera professioneUna situazione ricorrente e quella di chi svolge contemporaneamente un’attivita d’impresa (artigiano, commerciante) e una libera professione. Esempio classico: elettricista artigiano (ATECO 43.21.01) che e anche consulente energetico con iscrizione albo (es. EGE – Esperto Gestione Energia).E possibile? Si, ma non sono “due partite IVA”: e una P.IVA con due codici ATECO (uno principale, uno secondario) che richiede pero diverse iscrizioni:Camera di Commercio (CCIAA) per l’attivita di elettricista (Registro Imprese)Albo professionale EGE per l’attivita di consulenza energeticaINPS Artigiani per i contributi sull’attivita di impresaEventualmente Gestione Separata INPS per l’attivita professionale (se l’attivita prevalente non e quella professionale)Punto delicato: la cassa previdenziale. La regola generale e che si versano i contributi alla cassa relativa all’attivita prevalente (in genere). In casi misti, occorre rivolgersi a un consulente del lavoro o al CAF per inquadrare correttamente la posizione contributiva e gestirne eventuali doppi versamenti.Nel regime forfettario, sommare attivita d’impresa e attivita professionale e possibile, ma il limite di 85.000 euro vale sulla somma totale dei ricavi e compensi. Inoltre, alcune categorie professionali iscritte ad albo specifico (es. avvocati, notai) hanno regimi previdenziali esclusivi che mal si conciliano con attivita d’impresa.Societa e partita IVA del socioUna societa (SRL, SAS, SNC, SPA) ha sempre una propria partita IVA, distinta da quella dei soci. La persona fisica socio puo continuare ad avere la propria P.IVA individuale per attivita autonome, sotto certe condizioni.Socio di SRLLa SRL ha la sua P.IVA come societa di capitaliIl socio persona fisica puo avere una propria P.IVA per attivita differentiI dividendi distribuiti dalla SRL sono tassati al 26% di ritenuta a titolo definitivo (regime sostitutivo)La P.IVA personale resta autonoma e separata dalla societaSocio di SNC o SASLa societa di persone ha la propria P.IVAIl reddito della societa viene trasparentemente attribuito ai soci in proporzione alla quota di partecipazione (art. 5 TUIR)Il socio dichiara la propria quota nel quadro RH del Modello Redditi PFIl socio puo comunque avere una P.IVA personale per attivita autonome diverseConflitto cause ostative forfettarioPer restare in regime forfettario il professionista persona fisica non deve:Partecipare a societa di persone (SAS, SNC, SS) o associazioni professionaliDetenere il controllo diretto o indiretto di SRL/SARL svolgenti attivita riconducibiliAvere quote in imprese familiariQueste cause ostative servono proprio a impedire forme di doppia P.IVA mascherata attraverso lo schermo societario. Come gestire concretamente piu attivitaEcco i passi pratici per gestire piu attivita sotto un’unica P.IVA:1. Variazione attivita – Modello AA9/12Per aggiungere un nuovo codice ATECO si utilizza il modello AA9/12 (variazione dati per persona fisica) trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Si compila la sezione delle attivita esercitate indicando il nuovo codice ATECO secondario. La variazione e gratuita e non comporta cambio di P.IVA.2. Contabilita separata per attivitaAnche se la P.IVA e una sola, e buona prassi (e in alcuni casi obbligatorio) tenere contabilita separata per ogni attivita:Distinguere i ricavi/compensi per codice ATECOImputare le spese alla rispettiva attivitaPer il regime ordinario, tenere registri IVA separatiIn sede di dichiarazione, compilare i diversi quadri (RG, RE) se necessario3. Limiti del forfettario su totale attivitaI limiti del regime forfettario si applicano alla somma di tutti i ricavi/compensi, non per singola attivita:Tetto ricavi: 85.000 euro (somma di tutte le attivita)Limite spese personale dipendente/collaboratori: 20.000 euroLimite reddito da lavoro dipendente o pensione: 30.000 euro (anno precedente)4. FatturazioneLe fatture devono indicare:La P.IVA unica del titolareLa descrizione dettagliata dell’operazione (utile per riconoscere a quale attivita si riferisce)Il codice ATECO non e obbligatorio in fattura, ma alcuni gestionali lo consentonoL’aliquota IVA appropriata (per regimi diversi dal forfettario)Chiusura e riapertura di una partita IVAUna persona fisica puo decidere di chiudere la propria P.IVA e successivamente riaprirla con una nuova attivita. Vediamo i punti chiave.Chiusura P.IVASi presenta il modello AA9/12 con causale “Cessazione attivita”La cessazione va comunicata entro 30 giorni dalla fine effettiva dell’attivitaOccorre cancellarsi da CCIAA, eventuale Albo, INPS Artigiani/CommerciantiSi presenta la dichiarazione di cessazione ai fini IVA (presentata con la dichiarazione annuale dell’anno di cessazione)RiaperturaLa P.IVA puo essere riaperta in qualsiasi momento. Il sistema dell’Agenzia delle Entrate genera un nuovo numero di P.IVA diverso dal precedente (la P.IVA originaria e definitivamente chiusa).Attenzione al forfettario startup: l’aliquota agevolata del 5% nei primi 5 anni spetta solo a chi non ha esercitato attivita d’impresa o di lavoro autonomo nei 3 anni precedenti. Una chiusura strategica seguita da riapertura immediata non da diritto al 5% startup, perche manca il requisito della novita oggettiva dell’attivita.Inoltre, e bene non chiudere la P.IVA se ci sono ancora ricavi/compensi pendenti o IVA da gestire: meglio attendere la conclusione delle operazioni economiche prima di formalizzare la cessazione.Italiano residente all’estero: P.IVA italiana ed esteraUn caso particolare riguarda gli italiani che si trasferiscono all’estero mantenendo attivita in Italia, oppure gli stranieri residenti in Italia che operano anche nel proprio Paese di origine.Italiano residente all’estero con attivita in ItaliaSe trasferisce la residenza fiscale all’estero (iscrizione AIRE), in genere chiude la P.IVA italianaPer continuare a fatturare in Italia da estero, si registra una posizione IVA in Italia in qualita di soggetto non residente, oppure nomina un rappresentante fiscaleApre poi una P.IVA nel Paese di residenza secondo le regole localiIn questo caso e tecnicamente possibile avere due posizioni fiscali distinte: una italiana (per IVA su operazioni con territorialita Italia) e una estera (residenza fiscale principale)Convenzioni contro le doppie imposizioniL’Italia ha siglato convenzioni contro le doppie imposizioni con la maggior parte dei Paesi UE ed extra UE. Queste convenzioni stabiliscono in quale Paese vanno tassati i diversi tipi di reddito (lavoro autonomo, dipendente, redditi immobiliari, dividendi). Il principio generale e quello della residenza fiscale: si paga nel Paese di residenza, con eventuali crediti d’imposta per quanto pagato all’estero.Casi piu frequenti: lavoratori in smart working dall’estero, professionisti che hanno clienti in piu Paesi UE, italiani che si trasferiscono in Spagna/Portogallo/Dubai. In tutti questi casi si tratta di valutare la residenza fiscale prevalente e applicare le regole della Convenzione bilaterale. FAQ – Domande frequenti sulla doppia partita IVAPosso aprire una seconda P.IVA usando il codice fiscale di un familiare?Assolutamente no. Sarebbe una frode fiscale. Il familiare diventerebbe titolare effettivo della P.IVA con tutti gli obblighi fiscali, contributivi e di responsabilita patrimoniale. Tale operazione configura il reato di interposizione fittizia di persona, sanzionato penalmente.Quanto costa aggiungere un codice ATECO secondario?L’operazione di variazione (modello AA9/12) e gratuita presso l’Agenzia delle Entrate. Possono esserci costi indiretti se la nuova attivita richiede iscrizione a CCIAA (diritto camerale annuale circa 53-200 euro) o ad Albo professionale (variabili per Ordine).In regime forfettario posso avere piu codici ATECO senza perdere il forfettario?Si. Il forfettario non vieta i codici ATECO multipli. Si applica il coefficiente di redditivita del codice ATECO prevalente per fatturato. Il limite di 85.000 euro va calcolato sulla somma di tutti i ricavi/compensi delle diverse attivita.Cosa succede se la mia attivita secondaria diventa prevalente?Devi presentare un nuovo modello AA9/12 per invertire principale e secondario. Cambia il codice ATECO principale e di conseguenza puo cambiare la cassa previdenziale di iscrizione e il coefficiente forfettario applicato. La verifica si fa annualmente in base al fatturato dell’anno precedente.Posso essere libero professionista e dipendente contemporaneamente?Si, in molti casi. La P.IVA professionale e il rapporto di lavoro dipendente sono compatibili, con queste avvertenze: 1) il contratto di lavoro non deve vietare attivita extra (clausola di esclusiva); 2) per i dipendenti pubblici serve l’autorizzazione del datore di lavoro; 3) per restare nel regime forfettario il reddito da lavoro dipendente o pensione dell’anno precedente non deve superare 30.000 euro; 4) le attivita non devono essere svolte prevalentemente nei confronti del datore di lavoro attuale o degli ultimi 2 anni (causa ostativa forfettario).Se ho una SRL devo chiudere la P.IVA personale?No, non necessariamente. La SRL e un soggetto giuridico autonomo con propria P.IVA. Il socio persona fisica puo mantenere una P.IVA personale per attivita differenti. Attenzione pero alle cause ostative del forfettario se controlli la SRL e la societa svolge attivita riconducibili alla tua P.IVA (es. socio unico SRL informatica + libero professionista informatico = esclusione).Posso avere una P.IVA italiana e una P.IVA in Spagna?Tecnicamente si, sono Paesi diversi con sistemi fiscali autonomi. Ma occorre stabilire la residenza fiscale prevalente (in genere dove si vive piu di 183 giorni l’anno) per evitare doppia tassazione. Si applica la Convenzione Italia-Spagna contro le doppie imposizioni. Situazione complessa: meglio rivolgersi a uno specialista in fiscalita internazionale.Se chiudo la P.IVA e la riapro dopo 1 anno, posso accedere al 5% startup?No. Il 5% startup richiede di non aver esercitato attivita d’impresa o di lavoro autonomo nei 3 anni precedenti. Inoltre la nuova attivita non deve essere “mera prosecuzione” della precedente (stesso settore, stessa clientela). L’Agenzia delle Entrate verifica con attenzione queste situazioni e contesta l’agevolazione in caso di prosecuzione.Posso usare la P.IVA del coniuge per fatturare?Solo nel quadro dell’impresa familiare (art. 230-bis cc), dove il coniuge collaboratore puo prestare attivita lavorativa nell’impresa del titolare e ricevere fino al 49% del reddito. Diverso e fatturare al posto del coniuge per attivita propria: questa e simulazione fiscale, sanzionabile.Conclusione: una sola P.IVA, mille soluzioniRiassumendo: una persona fisica puo avere una sola partita IVA, ma il sistema fiscale italiano offre soluzioni flessibili per gestire piu attivita. Codici ATECO multipli, partecipazione a societa, gestione di redditi non d’impresa (affitti, dividendi), impresa familiare: tutti strumenti che, ben combinati, consentono di organizzare attivita complesse in modo legale ed efficiente.Tentare di aggirare il limite con espedienti (P.IVA intestata a familiari, frazionamento artificioso, doppie posizioni fiscali) non funziona e comporta sanzioni pesanti. Meglio impostare correttamente la propria struttura fiscale con il supporto di un professionista.Al CAF Centro Fiscale di Udine assistiamo quotidianamente professionisti, artigiani, commercianti e persone fisiche con attivita multiple. Aiutiamo a:Aggiungere o modificare codici ATECO con il modello AA9/12Valutare la convenienza di rimanere o entrare nel regime forfettarioVerificare cause ostative quando si combinano P.IVA e cariche societarieGestire le pratiche di chiusura/riapertura di P.IVAInquadrare correttamente situazioni di residenza fiscale internazionaleHai un dubbio sulla tua situazione? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata. Analizziamo il tuo caso specifico e ti indichiamo la soluzione piu corretta per gestire le tue attivita sotto un’unica partita IVA, in piena regola con il Fisco.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. 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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISaldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo accontoIl 30 giugno 2026 e la prima scadenza per il versamento del saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 e del primo acconto IRPEF per il 2026. Per chi non riesce a rispettare questa data, c’e la possibilita di differire al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. In questa guida vediamo chi deve pagare, come si calcola l’importo, quali codici tributo F24 usare e cosa fare in caso di ritardo.Quando scade il saldo IRPEF 2026 Le scadenze per il pagamento del saldo IRPEF 2026 sono:30 giugno 2026 (martedi): scadenza ordinaria per saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 202630 luglio 2026 (giovedi): scadenza differita con maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovutoIl 30 giugno 2026 cade di martedi: non ci sono proroghe automatiche per giorni festivi, quindi la scadenza e ferma. Chi sceglie di pagare entro il 30 luglio paga l’importo aumentato dello 0,40% a titolo di interesse.Per il secondo acconto IRPEF 2026 la scadenza ordinaria e il 1° dicembre 2026 (30 novembre 2026 cade di domenica, slittamento al lunedi successivo).Chi deve pagare il saldo IRPEF entro il 30 giugno Sono tenuti al versamento del saldo IRPEF entro il 30 giugno 2026:Titolari di Partita IVA (regime ordinario e forfettario) che presentano il Modello Redditi PFLavoratori autonomi e professionisti che hanno redditi non soggetti a ritenuta alla fontePersone fisiche con redditi da affitti, rendite, plusvalenze non assoggettati a cedolare secca o imposta sostitutivaContribuenti 730 con conguaglio a debito che non hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che puo trattenere il dovuto dalla busta paga o dalla pensioneSocieta di persone e soci per la quota di reddito imputata per trasparenzaNon devono pagare autonomamente entro il 30 giugno i dipendenti e pensionati che hanno presentato il 730 con sostituto d’imposta: per loro il conguaglio a debito viene trattenuto direttamente dalla busta paga o dalla pensione a partire dal mese di luglio 2026.Codici tributo F24 per il saldo IRPEF 2026 Per il versamento tramite Modello F24, questi sono i principali codici tributo:Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento nel F244001Saldo IRPEF persone fisiche20254033Primo acconto IRPEF20264034Secondo acconto IRPEF2026 (scadenza 1° dicembre)3800Addizionale regionale IRPEF (saldo)20253801Addizionale comunale IRPEF (saldo)20252003Saldo IRES societa di capitali20252001Primo acconto IRES2026Attenzione all’anno di riferimento: nel modello F24 il campo “anno di riferimento” deve riportare l’anno d’imposta corretto (2025 per il saldo, 2026 per il primo acconto). Un errore in questo campo puo causare problemi di imputazione del pagamento.Per approfondire la dichiarazione dei redditi: Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva e Come FunzionaCome si calcola il saldo IRPEF e il primo acconto Il calcolo del saldo IRPEF si basa sulle aliquote IRPEF 2026 (anno d’imposta 2025), che sono tre scaglioni:23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile35% da 28.001 a 50.000 euro43% oltre 50.000 euroLa formula di calcolo e:Saldo IRPEF = IRPEF lorda – detrazioni – acconti versati nel 2025Se il risultato e positivo (a debito), si versa entro il 30 giugno. Se e negativo (a credito), si genera un rimborso o si usa in compensazione F24.Per il primo acconto IRPEF 2026, il metodo ordinario (storico) prevede:Se l’imposta netta dell’anno precedente e inferiore a 52 euro: nessun accontoDa 52 a 257,99 euro: versamento in unica soluzione entro il 30 novembre (o 1° dicembre 2026)Da 258 euro in su: primo acconto del 40% entro il 30 giugno + secondo acconto del 60% entro il 1° dicembreIn alternativa al metodo storico, e possibile usare il metodo previsionale: si stima l’imposta che si paghera per il 2026 e si versa l’acconto su quella base, con rischio di sanzioni se la stima e sottostimata.Per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale, le regole di calcolo degli acconti possono essere diverse: Modello Redditi 2026 e Concordato Preventivo Biennale: regole e scadenzeVersamento in unica soluzione o in due rateEntro il 30 giugno 2026 si versano contemporaneamente:Il saldo IRPEF 2025 (codice 4001)Il primo acconto IRPEF 2026 (codice 4033), se dovuto e superiore a 258 euroLe addizionali regionali e comunali IRPEF (codici 3800 e 3801)Non esiste una rateizzazione automatica per queste voci nel modello F24: l’importo va versato in un’unica soluzione nella data di scadenza (o differito al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%).Diversa e la situazione per i contributi INPS artigiani e commercianti, che hanno cadenze trimestrali separate.Differimento al 30 luglio 2026: come funziona la maggiorazione Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo usufruire del differimento al 30 luglio 2026 pagando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto. Si tratta di un interesse forfettario previsto dalla legge, non di una sanzione.Esempio pratico: se devi versare un saldo IRPEF di 1.000 euro, pagando entro il 30 luglio dovrai versare 1.004 euro (1.000 + 0,40% = 4 euro di interessi).La maggiorazione si applica sia al saldo che all’acconto. Non ci sono codici tributo separati per la maggiorazione: va aggiunta direttamente all’importo del versamento.Modalita di versamento: F24 online, banca e addebito contoIl Modello F24 si puo versare con le seguenti modalita:F24 online tramite portale Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE o credenziali Fisconline): gratuito, disponibile 24/7Homebanking della propria banca: disponibile per tutti i titolari di conto corrente, spesso con addebito direttoAllo sportello bancario o postale: solo per F24 con saldo a debito; possibile commissioneTramite CAF o intermediario abilitato: il CAF compila e trasmette il modello F24 per conto del contribuenteRicorda che i versamenti F24 a zero (per compensazione integrale del credito) devono essere trasmessi obbligatoriamente in via telematica attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato.Link correlato: IMU 2026: paga l’inquilino o il proprietario? Guida CompletaRavvedimento operoso: cosa succede se si paga in ritardo Se si supera anche la scadenza del 30 luglio senza versare, e possibile regolarizzare la posizione attraverso il ravvedimento operoso, disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 e riformato dal D.Lgs. 87/2024.Con la riforma del D.Lgs. 87/2024 (in vigore dal 1° settembre 2024), la sanzione base per omesso versamento e passata al 25% (precedentemente era il 30%). Le tipologie di ravvedimento piu comuni sono:Tipo di ravvedimentoQuandoSanzione ridottaSprint (brevissimo)Entro 14 giorni dalla scadenza0,1% al giorno (max 1,4%)BreveDal 15° al 30° giorno1,5% (1/10 di 15%)MedioDal 31° al 90° giorno1,67% (1/9 del 15%)Lungo (entro 1 anno)Entro 1 anno dalla scadenza3,125% (1/8 del 25%)BiennaleEntro 2 anni dalla scadenza3,57% (1/7 del 25%)Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza4,17% (1/6 del 25%)Alle sanzioni si aggiungono sempre gli interessi legali (2,5% annuo nel 2026) calcolati sui giorni di ritardo. Il ravvedimento non e possibile dopo l’avvio di un accertamento o di una verifica fiscale.Il codice tributo da usare per la sanzione da ravvedimento e il 8901 (per IRPEF). Gli interessi si versano con il codice tributo 1989.Saldo IRES per societa e enti: stessa scadenza del 30 giugnoAnche le societa di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare (gennaio-dicembre) devono versare entro il 30 giugno 2026:Saldo IRES 2025: codice tributo 2003Primo acconto IRES 2026: codice tributo 2001Saldo IRAP 2025: codice tributo 3800 (sezione Erario)Primo acconto IRAP 2026: codice tributo 3812Per le societa con esercizio non coincidente con l’anno solare, la scadenza e il sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio.Domande frequenti (FAQ)Ho presentato il 730: devo comunque versare l’IRPEF entro il 30 giugno?Dipende dalla tua situazione. Se hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che gestisce il conguaglio, no: sara lui a trattenerti il dovuto dalla busta paga a partire da luglio. Se non hai un sostituto d’imposta, dovrai versare tu tramite F24 entro il 30 giugno.Posso compensare il saldo IRPEF con un credito IVA o INPS?Si, e possibile compensare il debito IRPEF con crediti fiscali o contributivi tramite il modello F24. La compensazione orizzontale (tra tributi diversi) e consentita nei limiti di legge. Per crediti superiori a 5.000 euro, la compensazione richiede il visto di conformita sulla dichiarazione dei redditi.Cosa succede se non posso pagare entro il 30 luglio?Se non paghi entro il 30 luglio, scatta l’omesso versamento. La sanzione base e del 25% dell’importo non versato (post D.Lgs. 87/2024). Puoi pero regolarizzare con il ravvedimento operoso, che riduce significativamente la sanzione a seconda di quanto e rapido il pagamento.Il secondo acconto IRPEF si paga anch’esso a giugno?No. Il secondo acconto IRPEF 2026 scade il 1° dicembre 2026 (il 30 novembre cade di domenica). Si versa con il codice tributo 4034.Come si calcola l’addizionale regionale e comunale IRPEF?Le addizionali regionali e comunali si calcolano applicando le aliquote deliberate da Regione e Comune di residenza al reddito imponibile IRPEF. Il saldo delle addizionali scade insieme al saldo IRPEF (30 giugno), mentre l’acconto dell’addizionale comunale scade al secondo acconto IRPEF (1° dicembre).Come possiamo aiutarti: il CAF Centro Fiscale di UdineIl calcolo del saldo IRPEF richiede la corretta lettura della dichiarazione dei redditi e la verifica di acconti, detrazioni e crediti. Se hai dubbi o vuoi essere sicuro di versare l’importo corretto entro il 30 giugno 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:Calcolo del saldo IRPEF e del primo acconto da dichiarazione dei redditi o 730Compilazione e invio del modello F24Verifica della possibilita di compensazione con crediti fiscaliAssistenza per il ravvedimento operoso in caso di versamento tardivoConsulenza su differimento al 30 luglio con calcolo della maggiorazioneContattaci per un preventivo personalizzato o prenota un appuntamento. Non aspettare l’ultimo giorno: avere il tempo per verificare tutti i calcoli fa la differenza.Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 07:54:012026-06-12 07:54:14Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATOBonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno, requisiti e importo INPSIl bonus mamme lavoratrici 2026 — tecnicamente chiamato esonero contributivo per le lavoratrici madri — è una misura di sostegno alla natalita che riduce i contributi previdenziali a carico delle donne con 2 o piu figli. La scadenza per presentare la domanda INPS è il 30 giugno 2026: chi non ha ancora aderito ha circa 20 giorni di tempo.In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi puo beneficiarne, quanto vale l’esonero, come presentare la domanda e quando arriva il beneficio in busta paga o sulle quote contributive.Cos’e il bonus mamme lavoratrici 2026 Il bonus mamme lavoratrici e un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice. In pratica, una quota dei contributi che normalmente vengono trattenuti dalla busta paga (o versati dall’autonoma) viene azzerata, con un risparmio diretto in tasca alla madre.La misura e stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) per le lavoratrici con 3 o piu figli e successivamente estesa anche a quelle con 2 figli dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 219-220). Per il 2026 la disciplina e confermata con le stesse condizioni.Chi ha diritto al bonus mamme: i requisiti 2026 I requisiti per il bonus mamme lavoratrici 2026 sono i seguenti:Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno 2 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 10 anniLavoratrici dipendenti a tempo determinato con almeno 3 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 18 anniLavoratrici autonome iscritte all’INPS (artigiane, commercianti, lavoratrici agricole) o alle casse previdenziali private, con almeno 2 figli e figlio minore di eta inferiore ai 10 anniAttenzione alla differenza tra dipendenti a tempo indeterminato e a tempo determinato: le prime accedono con 2 figli (figlio minore sotto i 10 anni), le seconde devono avere almeno 3 figli (figlio minore sotto i 18 anni). Questa distinzione e fondamentale per capire se si rientra nel beneficio.Sono escluse le lavoratrici in congedo di maternita nel periodo in cui godono gia dell’esonero totale sui contributi previsto dalla maternita obbligatoria.Quanto vale il bonus: importo 2026 per dipendenti e autonome L’importo del bonus mamme varia a seconda della categoria lavorativa:CategoriaImporto massimoModalitaDipendenti a tempo indeterminato3.000 euro annui250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)Dipendenti a tempo determinato (3+ figli)3.000 euro annui250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)Lavoratrici autonome INPS3.000 euro annuiRiduzione versamenti contributivi tramite F24Professioniste casse private3.000 euro annuiRiduzione quota contributiva annualeIl beneficio massimo e di 3.000 euro annui (250 euro al mese), che corrispondono all’azzeramento della quota IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti) a carico della lavoratrice fino a quel massimale. Se i contributi effettivi sono inferiori, l’esonero si applica nella misura reale senza superare il tetto.Come funziona il beneficio in busta paga Per le lavoratrici dipendenti, il bonus mamme si traduce in un aumento netto della busta paga. Il datore di lavoro riceve dall’INPS il codice di autorizzazione e applica l’esonero mese per mese sul cedolino. Non c’e nessun accredito separato: la riduzione appare direttamente nella voce “esonero contributivo” del cedolino.Il meccanismo e il seguente:I contributi previdenziali a carico della lavoratrice (normalmente circa il 9,19% per i dipendenti) vengono ridotti fino a un massimo di 250 euro mensiliL’INPS comunica al datore di lavoro l’autorizzazione dopo l’accoglimento della domandaL’esonero parte dal mese di accoglimento della domanda (o retroattivamente al 1° gennaio 2026 se la domanda e stata presentata entro i termini)Per le lavoratrici autonome, l’INPS riduce direttamente la contribuzione dovuta sulle rate dei versamenti previdenziali. L’esonero viene comunicato tramite il portale INPS e si riflette sul debito contributivo dell’anno.Come presentare la domanda INPS entro il 30 giugno 2026 La domanda per il bonus mamme lavoratrici 2026 si presenta online sul portale INPS entro il 30 giugno 2026. Ecco i passaggi:Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNSCerca il servizio “Esonero contributivo madri lavoratrici” o naviga in “Prestazioni e servizi” > “Maternita e famiglia”Compila il modulo indicando: dati anagrafici, dati dei figli (codice fiscale e data di nascita), tipologia di rapporto di lavoroAllega eventuale documentazione se richiesta (per le autonome con cassa privata potrebbe essere necessario il certificato di iscrizione alla cassa)Invia la domanda e salva il numero di protocolloIn alternativa, la domanda si puo presentare tramite CAF o patronato. Il Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e l’invio della domanda INPS: puoi contattarci per un appuntamento.Articoli correlati che potrebbero interessarti:Maternita Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e ImportiMaternita INPS: quando scatta la decadenza per il ricorsoPagamenti INPS Giugno 2026: Calendario CompletoBonus mamme e cumulabilita con altri sgraviIl bonus mamme lavoratrici 2026 e compatibile con altre misure di sostegno alla famiglia, tra cui:Assegno Unico Universale: si percepisce senza problemi in contemporanea all’esonero contributivoDetrazioni per figli a carico (per figli oltre i 21 anni, non sostituiti dall’Assegno Unico): compatibiliBonus nido e altri bonus famiglia INPS: compatibiliNon e invece cumulabile con l’esonero totale contributi durante il congedo di maternita obbligatoria (nel periodo di assenza per maternita, l’esonero specifico del bonus mamme e sospeso).Per le lavoratrici in regime forfettario che sono anche madri, vale la pena ricordare che l’esonero contributivo del bonus mamme si applica sui contributi previdenziali effettivamente dovuti, riducendone l’importo fino al massimale annuo di 3.000 euro.Dipendenti vs autonome: le differenze principali AspettoDipendente a tempo indeterminatoDipendente a tempo determinatoAutonoma INPS/cassaNumero figli richiesto2 figli (minore < 10 anni)3 figli (minore < 18 anni)2 figli (minore < 10 anni)Importo massimo annuo3.000 euro3.000 euro3.000 euroCome si riceveIn busta paga (meno contributi trattenuti)In busta paga (meno contributi trattenuti)Riduzione versamenti contributiviChi presenta domandaLa lavoratrice via INPSLa lavoratrice via INPSLa lavoratrice via INPS/cassaDomande frequenti (FAQ)Ho presentato la domanda nel 2025: devo richiederla di nuovo per il 2026?Si, la domanda va presentata ogni anno perche il beneficio e annuale. Se hai gia aderito nel 2025, per il 2026 devi presentare una nuova domanda entro il 30 giugno 2026.Cosa succede se presento la domanda dopo il 30 giugno 2026?Le domande presentate dopo il 30 giugno 2026 potrebbero non essere accettate per l’annualita 2026 (il beneficio e riconosciuto dall’INPS in base alle risorse disponibili e ai termini fissati dalla circolare INPS). E importante non perdere la scadenza.Il bonus mamme spetta anche alle lavoratrici con figlio adottato o affidato?Si, il beneficio si applica anche ai figli adottati o in affidamento preadottivo, a condizione che il figlio piu giovane abbia eta inferiore al limite previsto (10 o 18 anni a seconda della tipologia contrattuale).Il bonus mamme e tassato IRPEF?No. L’esonero contributivo non costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF: e una riduzione dei contributi versati, non un’erogazione di somme. Non va dichiarato nel 730 o nel Modello Redditi.Sono una lavoratrice part-time: posso beneficiarne?Si, le lavoratrici part-time a tempo indeterminato con i requisiti richiesti hanno diritto al bonus. L’importo sara proporzionato ai contributi effettivamente dovuti sul part-time (con il tetto massimo di 3.000 euro annui).Come possiamo aiutarti al CAF Centro Fiscale di UdineSe hai bisogno di assistenza per la domanda del bonus mamme lavoratrici 2026, il nostro team e a disposizione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto per:Verifica dei requisiti e valutazione del diritto al beneficioCompilazione e invio della domanda INPS tramite SPID/CIEAssistenza per lavoratrici autonome con casse privateCoordinamento con il datore di lavoro per l’attivazione dell’esonero in cedolinoContattaci per un appuntamento: la consulenza e personalizzata e valutiamo insieme tutte le misure a cui hai diritto. Ricorda che la scadenza e il 30 giugno 2026: non aspettare l’ultimo momento.Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 07:50:512026-06-12 07:51:04Bonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno, requisiti e importo INPS
Energia e Utenze, Finanza & Servizi, Mercato Libero ed EnergiaMercato libero energia: come funziona e conviene davvero?Il mercato libero dell’energia e il regime al quale si rivolgono la maggior parte dei fornitori di luce e gas in Italia. Dal 2024 la transizione e diventata inevitabile per le utenze non vulnerabili: ma conviene davvero rispetto alla tutela? In questa guida spieghiamo come funziona, le differenze con la tutela e come scegliere l’offerta giusta nel 2026.Vedi anche: 10 trucchi per risparmiare in bolletta, Tariffe luce e gas 2026: come confrontarle, Bonus sociale bollette ISEE 2026.Cosa e il mercato libero dell’energiaNel mercato libero il prezzo di luce e gas non e fissato da ARERA ma negoziato tra il cliente e il fornitore. Operano decine di operatori: dalle grandi multiutility (Enel Energia, Eni Plenitude, A2A, Illumia) fino a operatori piu specializzati (Optima, Acea, Wekiwi e altri).Mercato tutelato vs mercato libero: confrontoCaratteristicaMercato Tutelato (ex)Mercato LiberoPrezzo energiaFissato da ARERA ogni trimestreNegoziato con il fornitoreFornitoreAssegnato (distributore locale)Scelto liberamente dal clienteTipi di prezzoTrimestrale (PUN o PSV)Fisso, indicizzato o variabileBonus sociali ISEEApplicati automaticamenteApplicati automaticamenteDisponibilita 2026Solo utenze vulnerabiliTuttiChi e ancora nel mercato tutelato nel 2026Dal 1 luglio 2024 il Servizio di Maggior Tutela per la luce e stato chiuso per le utenze non vulnerabili. Le utenze vulnerabili (over 75, disabili, zone disagiate) possono continuare. Chi non era vulnerabile e non ha scelto e stato assegnato al Servizio a Tutele Graduali (STG), gestito con aste ARERA per area geografica. Per il gas, la fine della tutela domestica non vulnerabile e prevista per il 1 gennaio 2027.Come scegliere un fornitore nel mercato liberoRecupera il consumo annuale dalla bolletta (kWh per luce, Smc per gas)Vai al Portale Offerte ARERA (www.ilportaleofferte.it) – gratuito e ufficialeInserisci i tuoi dati e confronta le offerte nel tuo ComuneScegli l’offerta piu conveniente e contatta il fornitoreIl cambio avviene senza interruzioni in 30-60 giorniTipi di offerta nel mercato liberoPrezzo fisso: la quota energia resta invariata per la durata del contratto (12-24 mesi tipici). Protegge dalle oscillazioni. Conveniente quando i prezzi sono bassi.Prezzo indicizzato al PUN/PSV: segue il mercato all’ingrosso. Puo essere conveniente in periodi calanti ma espone al rialzo.Prezzo variabile: aggiornato periodicamente dal fornitore. Meno trasparente ma con possibili promozioni.Come confrontare la mia offerta con lo STGVerificaCome farePrezzo kWh attualeLeggi la bolletta alla voce costo energiaPrezzo PUN correnteConsulta www.gme.it o www.arera.itPrezzo STG correnteARERA pubblica il prezzo mensile su arera.itOfferte concorrentiPortale Offerte ARERA con tuoi consumi realiCosa verificare prima di firmareDurata minima e penali per recesso anticipatoTipo di prezzo (fisso, indicizzato, variabile)Costi fissi mensili (quota fissa, quota potenza)Canali di servizio clienti e modalita di reclamoBonus di benvenuto e condizioni effettiveDomande frequenti sul mercato liberoIl bonus sociale ISEE e garantito anche nel mercato libero? Si, per legge il bonus sociale e applicato automaticamente a tutte le forniture idonee indipendentemente dal fornitore.Posso cambiare fornitore quando voglio? Si. Il cambio e un diritto garantito. Devi rispettare i tempi di preavviso previsti dal tuo contratto (in genere 30-60 giorni) ma non ci sono blocchi.Cosa sono PUN e PSV? PUN (Prezzo Unico Nazionale) e l’indice di riferimento per l’energia elettrica; PSV (Punto di Scambio Virtuale) e l’indice per il gas. Trovi l’approfondimento in: Tariffe luce e gas 2026: glossario e confronto offerte.Conclusione: conviene il mercato libero nel 2026?In molti casi si. Il mercato libero offre opportunita di risparmio reale rispetto allo STG, soprattutto con offerte a prezzo fisso in momenti favorevoli. La chiave e confrontare con il Portale ARERA usando i propri consumi reali ed evitare i contratti a tacito rinnovo con penali elevate. Per informazioni sull’ISEE e sul Bonus Sociale Bollette, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata.Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-11 12:30:002026-06-02 08:12:39Mercato libero energia: come funziona e conviene davvero?
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24IMU 2026: paga l’inquilino o il proprietario? Guida CompletaUna delle domande più frequenti che arrivano allo sportello del CAF Centro Fiscale di Udine riguarda l’IMU 2026: chi è obbligato a pagarla quando un immobile è affittato? La risposta può sembrare scontata ma genera spesso confusione tra proprietari e inquilini. In questo articolo chiariremo una volta per tutte chi paga l’IMU tra proprietario e inquilino, illustrando i principi normativi, i casi particolari, le scadenze del 2026 e come effettuare correttamente il calcolo e il versamento.L’IMU (Imposta Municipale Propria) è un’imposta patrimoniale prevista dalla Legge n. 160/2019, che ha riformato l’intera disciplina dell’imposizione locale sugli immobili. Il principio base è semplice: l’imposta grava sul possessore dell’immobile, non su chi ci abita temporaneamente in virtù di un contratto di locazione. Detto in parole ancora più dirette: l’inquilino non paga mai l’IMU, salvo pochissime eccezioni che vedremo in seguito.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei ContenutiChi paga l’IMU: il principio base della leggeIMU su immobile locato: l’imposta è sempre del proprietarioDifferenza tra IMU e TARI: chi paga cosaCasi particolari: canone concordato, comodato, separazioneCome si calcola l’IMU su una seconda casa in affittoScadenze IMU 2026: acconto 16 giugno e saldo 16 dicembreCosa succede in caso di mancato pagamento dell’IMUDomande Frequenti (FAQ) Chi paga l’IMU: il principio base della leggeLa risposta alla domanda chi paga l’IMU tra proprietario e inquilino si trova direttamente nel testo di legge. L’art. 9 del D.Lgs. 23/2011 (confermato dalla Legge n. 160/2019 che ha riformato l’IMU) stabilisce con chiarezza che i soggetti passivi dell’imposta sono il proprietario dell’immobile, l’usufruttuario, il titolare del diritto d’uso, d’abitazione, di enfiteusi o di superficie.L’inquilino, cioè chi occupa l’immobile in virtù di un contratto di locazione (affitto), non è mai soggetto passivo IMU. L’inquilino ha semplicemente il diritto di godere dell’immobile pagando un canone al proprietario, ma non ha alcun diritto reale sull’immobile stesso. E l’IMU colpisce proprio i diritti reali — la proprietà, l’usufrutto, il diritto d’uso — non il semplice godimento temporaneo.Per capire ancora meglio la distinzione, è utile spiegare cosa si intende per diritto reale: si tratta di un diritto che attribuisce al titolare un potere diretto sulla cosa (nel nostro caso l’immobile), opponibile a chiunque. La proprietà è il diritto reale per eccellenza. L’inquilino, al contrario, ha un diritto personale di godimento, limitato nel tempo e derivante dal contratto, che non lo rende mai titolare dell’imposta patrimoniale.SoggettoPaga IMU?MotivoProprietarioSìTitolare di diritto reale sull’immobileUsufruttuarioSìHa il godimento dell’immobile per leggeNuda proprietàNo (sospesa)Il soggetto passivo è l’usufruttuarioInquilino (locatario)NoHa solo diritto personale, non realeComodatarioNoUsa l’immobile a titolo gratuito IMU su immobile locato: l’imposta è sempre del proprietarioImmagina questa situazione: Marco è proprietario di un appartamento a Udine che affitta a Giulia con un regolare contratto di locazione. Chi dei due deve versare l’IMU 2026? La risposta è Marco, il proprietario. Giulia, come inquilina, non deve e non può essere chiamata a pagare l’IMU. Non importa quanto è lunga la durata del contratto, non importa se è un contratto a canone libero o a canone concordato: l’IMU su immobile locato spetta sempre al proprietario.Questo è un principio assoluto, non derogabile nemmeno contrattualmente. Anche se proprietario e inquilino inserissero nel contratto una clausola che “trasferisce” l’onere IMU all’inquilino, tale clausola sarebbe nulla nei confronti del Comune (il Comune riscuoterà sempre dal proprietario), e civilisticamente potrebbe creare contestazioni. Il proprietario rimane l’unico soggetto passivo IMU davanti all’erario.Vale la pena ricordare che la seconda casa — cioè ogni immobile che non sia l’abitazione principale — non è mai esente da IMU. L’esenzione IMU riguarda solo l’abitazione principale (la casa in cui il proprietario risiede e dimora abitualmente), con esclusione delle categorie catastali di lusso (A/1, A/8, A/9). Un appartamento dato in affitto è per definizione una seconda casa del proprietario, quindi soggetto a IMU al tasso deliberato dal Comune.Per approfondire il calcolo e le aliquote comunali, ti invitiamo a leggere la guida del CAF Centro Fiscale Udine su come calcolare l’IMU 2026, con formula, moltiplicatori e aliquote aggiornate. Differenza tra IMU e TARI: chi paga cosaUna confusione frequente riguarda la differenza tra IMU e TARI (Tassa sui Rifiuti). Molti inquilini ricevono avvisi di pagamento dal Comune e si chiedono se debbano pagare anche l’IMU. La risposta è no: le due imposte hanno natura e soggetti passivi completamente diversi.La TARI è una tassa che colpisce chiunque occupi o detenga locali sul territorio comunale, a qualsiasi titolo. Questo significa che, nel caso di un immobile in affitto, la TARI è a carico dell’inquilino, in quanto è lui che occupa i locali e produce i rifiuti. Il proprietario non occupa l’immobile locato e quindi, salvo accordi diversi, non è il soggetto passivo TARI per quell’immobile.Riassumendo la differenza fondamentale:IMU: imposta patrimoniale → paga chi ha il diritto reale (proprietario/usufruttuario) → MAI l’inquilinoTARI: tassa per la gestione rifiuti → paga chi occupa l’immobile → in genere l’inquilinoTASI: soppressa dal 2020, confluita nell’IMU con la Legge 160/2019Un altro aspetto da tenere a mente riguarda le imposte sulla locazione. Il proprietario che affitta un immobile paga anche imposte sul reddito da locazione, come l’IRPEF (in dichiarazione dei redditi) oppure la cedolare secca (10% per canone concordato o 21% per canone libero), ma queste sono imposte sui redditi, non sull’immobile. L’inquilino, dal canto suo, potrebbe beneficiare di detrazioni fiscali per affitto nel modello 730 2026, come la detrazione per inquilini a basso reddito o per giovani under 31. Casi particolari: canone concordato, comodato, separazioneChiarito il principio generale, esistono alcune situazioni particolari che meritano un approfondimento. Vediamo i casi più frequenti che riguardano l’IMU su immobile locato con sfumature importanti. Contratto a canone concordato: riduzione IMU del 25%Uno dei casi più vantaggiosi per il proprietario è il contratto di locazione a canone concordato (art. 2, comma 3, L. 431/1998), stipulato con accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini. In questo caso la legge prevede una riduzione IMU del 25%: l’imposta base si riduce a tre quarti dell’importo ordinario.Facciamo un esempio concreto. Se per un appartamento a canone libero l’IMU annua è di 600 euro, con un contratto a canone concordato il proprietario pagherà solo 450 euro (600 × 75% = 450 euro). Si tratta di un risparmio significativo che può rendere vantaggioso optare per questo tipo di contratto, soprattutto nelle grandi città dove gli accordi territoriali sono ben strutturati.Attenzione: la riduzione IMU del 25% per il canone concordato si cumula con le agevolazioni sulla cedolare secca (aliquota ridotta al 10% per i contratti a canone concordato). Il proprietario può quindi beneficiare contemporaneamente di meno IRPEF/cedolare e meno IMU.Comodato gratuito a parenti: riduzione IMU del 50%Un’altra situazione diffusa è il comodato d’uso gratuito a parenti in primo grado (genitori-figli). In questo caso — purché il proprietario non possieda altri immobili in Italia al di fuori dell’abitazione principale e del comodato — la base imponibile IMU è ridotta del 50%. Anche qui il soggetto passivo è il proprietario che ha concesso il comodato, non il comodatario che vi abita gratuitamente.I requisiti per ottenere la riduzione del 50% sono:Il comodato deve essere concesso a figli o genitori (parenti in primo grado)Il comodatario deve risiedervi e dimorarvi abitualmenteIl proprietario deve essere residente nello stesso Comune o nel Comune dove si trova la sua abitazione principaleIl contratto di comodato deve essere registrato presso l’Agenzia delle EntrateIl proprietario non deve possedere altri immobili in Italia (ad eccezione di quello dato in comodato e della propria abitazione principale)Separazione e divorzio: la casa coniugale assegnata al coniugeIn caso di separazione o divorzio, la casa coniugale viene spesso assegnata al coniuge non proprietario (in genere per garantire la continuità abitativa ai figli minorenni). In questo caso la norma prevede un regime IMU speciale: l’immobile assegnato dal tribunale al coniuge non proprietario è equiparato all’abitazione principale, e quindi esente da IMU (purché non rientri nelle categorie di lusso A/1, A/8, A/9).Il soggetto passivo IMU in questo caso è il coniuge assegnatario (anche se non proprietario), trattato per legge come se fosse il titolare del diritto reale. Per approfondire, consulta la guida completa sull’IMU sulla casa coniugale in caso di separazione.L’inquilino usa l’immobile come abitazione principale: cambia qualcosa per il proprietario?No. Anche se l’inquilino usa l’appartamento come sua unica abitazione principale, il proprietario deve comunque pagare l’IMU come seconda casa, perché l’esenzione per abitazione principale vale solo per il proprietario (o usufruttuario) che vi risiede e vi dimora abitualmente. Il fatto che ci abiti un inquilino non trasforma l’immobile in abitazione principale del proprietario.In sintesi: l’abitazione principale esente da IMU è quella in cui il proprietario stesso ha la residenza anagrafica e la dimora abituale. Un appartamento affittato a terzi — anche se è la loro casa principale — rimane per il proprietario una seconda casa soggetta a IMU.Come si calcola l’IMU su una seconda casa in affittoIl calcolo dell’IMU 2026 su una seconda casa in affitto segue la formula standard dell’imposta municipale. Vediamo i passaggi con un esempio pratico.La formula di calcolo IMU IMU = Rendita Catastale × 1,05 (rivalutazione) × Coefficiente × Aliquota ComunaleI passaggi nel dettaglio:Rendita catastale rivalutata: si moltiplica la rendita catastale (riportata nella visura catastale) per 1,05 (rivalutazione del 5% obbligatoria per legge)Base imponibile: si moltiplica il risultato per il coefficiente moltiplicatore. Per le abitazioni (categoria A, escluso A/10): il coefficiente è 168 (160 base × 1,05 rivalutazione)Calcolo IMU: si applica alla base imponibile l’aliquota deliberata dal Comune. L’aliquota base legale è 0,86% (8,6 per mille), ma ogni Comune può deliberare aliquote diverse nel range tra 0,46% (minimo) e 1,06% (massimo)Esempio pratico: calcolo IMU su appartamento affittatoSupponiamo che Marco possieda un appartamento (categoria catastale A/3, abitazione civile) affittato a Giulia. La rendita catastale dell’immobile è di 600 euro. Il Comune ha deliberato un’aliquota del 1,00% per le seconde case (dentro il range legale 0,46%–1,06%).Calcolo:Rendita rivalutata: 600 × 1,05 = 630 euroBase imponibile: 630 × 168 = 105.840 euroIMU annua: 105.840 × 1,00% = 1.058,40 euroAcconto (16 giugno): 529,20 euro (50% dell’IMU annua calcolata con aliquota anno precedente)Saldo (16 dicembre): la restante parte, a conguaglio se il Comune ha variato l’aliquotaSe il contratto di affitto fosse a canone concordato, l’IMU sarebbe ridotta del 25%: 1.058,40 × 75% = 793,80 euro annui invece di 1.058,40 euro.Per un calcolo preciso basato sulla rendita catastale del tuo immobile e sulle aliquote deliberate dal tuo Comune, affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale Udine per il calcolo IMU. Il nostro team verifica le aliquote comunali aggiornate e ti aiuta a calcolare esattamente quanto dovuto.Codici tributo F24 per il versamento IMUIl versamento dell’IMU si effettua tramite modello F24, oppure tramite apposito bollettino postale. I codici tributo da utilizzare per una seconda casa in affitto sono:Codice tributo 3918: fabbricati diversi dall’abitazione principale (seconda casa, immobili locati)Codice tributo 3912: abitazione principale di lusso (categorie A/1, A/8, A/9)Codice tributo 3925: immobili categoria D, quota StatoCodice tributo 3930: immobili categoria D, quota ComuneScadenze IMU 2026: acconto 16 giugno e saldo 16 dicembrePer l’anno di imposta 2026, le scadenze per il versamento dell’IMU sono:RataScadenzaImportoAcconto IMU 202616 giugno 202650% dell’IMU calcolata con le aliquote dell’anno precedente (2025)Saldo IMU 202616 dicembre 2026Importo a conguaglio con le aliquote 2026 deliberate dal ComuneLa scadenza dell’acconto IMU è il 16 giugno 2026. Per il 2026, il 16 giugno è un martedì, quindi la scadenza è confermata senza proroghe.Un aspetto importante: l’acconto si calcola sulla base delle aliquote deliberate dal Comune nell’anno precedente (2025). Se il Comune non ha ancora approvato le nuove delibere per il 2026, si usano le aliquote 2025 sia per l’acconto che per il saldo. Qualora il Comune approvi nuove aliquote dopo la scadenza dell’acconto, la differenza si conguaglia con il saldo di dicembre.Per un supporto completo sull’acconto IMU 2026, consulta anche la guida su acconto IMU 2026: scadenza, calcolo e versamento F24 e il IMU 2026 per pensionati e casi particolari. Dichiarazione IMU: quando è obbligatoriaOltre al versamento, esiste anche la dichiarazione IMU, che non è un obbligo annuale ma deve essere presentata quando ci sono variazioni che non risultano automaticamente all’Agenzia delle Entrate (acquisto o vendita di un immobile, variazioni di utilizzo, agevolazioni non conoscibili d’ufficio come il comodato). La scadenza per la dichiarazione IMU è il 30 giugno dell’anno successivo alla variazione. Per maggiori dettagli leggi la guida sulla dichiarazione IMU 2026.Cosa succede in caso di mancato pagamento dell’IMUIl mancato pagamento dell’IMU espone il proprietario a sanzioni e interessi. È importante sottolineare che le sanzioni riguardano esclusivamente il proprietario (soggetto passivo dell’imposta), mai l’inquilino. Vediamo quali sono le conseguenze e i rimedi.Sanzioni per omesso o tardivo versamento IMUIn caso di omesso o insufficiente versamento IMU, il Comune può notificare un avviso di accertamento con sanzione ordinaria dal 25% al 30% dell’importo non versato, più interessi di mora. Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare il versamento tardivo con sanzioni molto più basse rispetto all’accertamento. Le percentuali dipendono da quando si regolarizza:Entro 14 giorni dalla scadenza: sanzione pari allo 0,1% giornaliero (fino all’1,4%)Entro 30 giorni: sanzione dell’1,5%Entro 90 giorni: sanzione del 1,67%Entro 1 anno: sanzione del 3,75%Oltre 1 anno: sanzione del 4,29%Se hai perso la scadenza dell’acconto IMU del 16 giugno 2026, non aspettare: contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per calcolare il ravvedimento operoso e regolarizzare al più presto, minimizzando le sanzioni. Il servizio è disponibile sia in ufficio che online in tutta Italia.Prescrizione dell’IMU: quanti anni può andare indietro il Comune?Il Comune può accertare l’omesso versamento IMU entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere effettuato il versamento. Ad esempio, per l’acconto IMU 2026 (scadenza 16 giugno 2026), il termine di prescrizione scade il 31 dicembre 2031. Questo significa che il proprietario deve conservare le ricevute di pagamento (F24) per almeno 5 anni.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sull’IMU e la LocazioneL’inquilino deve pagare l’IMU?No. L’inquilino non è mai soggetto passivo IMU. L’IMU è un’imposta patrimoniale che colpisce il possessore del diritto reale sull’immobile (proprietario, usufruttuario, ecc.). L’inquilino ha un diritto personale di godimento derivante dal contratto di locazione, non un diritto reale, e quindi non paga mai l’IMU. Questa regola è inderogabile anche contrattualmente: se il contratto prevede che l’inquilino paghi l’IMU, tale clausola è nulla nei confronti del Comune.Il proprietario paga l’IMU anche se l’appartamento è affittato?Sì. Il proprietario di un immobile locato è sempre soggetto passivo IMU per quell’immobile, poiché per lui si tratta di una seconda casa. L’unica agevolazione disponibile è la riduzione IMU del 25% in caso di contratto di locazione a canone concordato (art. 2 c. 3 L. 431/1998).Quando è previsto l’acconto IMU 2026?L’acconto IMU 2026 scade il 16 giugno 2026. L’importo da versare è pari al 50% dell’IMU calcolata con le aliquote deliberate dal Comune per l’anno precedente (2025). Il saldo IMU 2026 scade invece il 16 dicembre 2026.Qual è l’aliquota IMU 2026 per una seconda casa in affitto?L’aliquota IMU per le seconde case (incluse quelle in affitto) è deliberata da ogni singolo Comune nel range tra un minimo di 0,46% e un massimo di 1,06%. L’aliquota base legale di riferimento è 0,86% (8,6 per mille). Per conoscere l’aliquota esatta del tuo Comune, consulta il portale IMU del MEF.Con il contratto a canone concordato si paga meno IMU?Sì. Per i contratti di locazione a canone concordato (stipulati ai sensi dell’art. 2 c. 3 della L. 431/1998), la legge prevede una riduzione IMU del 25%. Il proprietario paga l’IMU calcolata su un importo pari al 75% di quello ordinario. La riduzione si cumula con l’aliquota agevolata della cedolare secca (10%) per questo tipo di contratto.Chi paga l’IMU in caso di comodato gratuito?In caso di comodato d’uso gratuito, il soggetto passivo IMU rimane il proprietario (concedente il comodato). Tuttavia, se il comodato è concesso a figli o genitori (parenti di primo grado) che vi risiedono stabilmente, e se sono rispettati tutti i requisiti di legge (contratto registrato, proprietario senza altri immobili in Italia), la base imponibile IMU è ridotta del 50%. Hai bisogno di assistenza per l’IMU 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per calcolare l’IMU dovuta, verificare le aliquote del tuo Comune e aiutarti nel versamento corretto tramite modello F24. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine (Viale Giuseppe Tullio 13) che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, Udine — Tel. 0432 1638640Per consultare tutte le scadenze fiscali di giugno 2026, visita il calendario completo delle scadenze fiscali giugno 2026.Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-11 09:46:332026-06-11 07:41:19IMU 2026: paga l’inquilino o il proprietario? Guida Completa
CAFAgevolazioni Fiscali Separazione e Divorzio 2026: Esenzioni e BeneficiLa legge italiana prevede importanti agevolazioni fiscali per la separazione e il divorzio, con l’obiettivo di ridurre il peso economico della fine del matrimonio. Esenzioni dall’imposta di bollo, dall’imposta di registro e da ogni altra tassa: ecco tutte le agevolazioni separazione 2026 che devi conoscere per risparmiare durante e dopo il procedimento di separazione o divorzio. Indice dei contenutiL’esenzione dell’articolo 19 Legge 74/1987Quali atti sono esenti nella separazioneTrasferimenti immobiliari esenti da imposteAgevolazioni prima casa per coniugi separatiNegoziazione assistita e accordi in ComuneDomande frequentiConclusioneL’Esenzione dell’Articolo 19: Il Pilastro delle Agevolazioni Separazione Il fondamento di tutte le agevolazioni fiscali per la separazione e il divorzio e l’articolo 19 della Legge n. 74 del 1987. Questa norma stabilisce che tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa.La Corte Costituzionale, con la storica sentenza n. 202/2003, ha esteso questa esenzione anche ai procedimenti di separazione personale dei coniugi, non solo al divorzio. Questo significa che dal 2003 tutte le agevolazioni si applicano sia alla separazione che al divorzio. Per un quadro completo, consulta la guida agli aspetti fiscali della separazione 2026.Quali Atti Sono Esenti nella Separazione e nel Divorzio Le agevolazioni della separazione coprono una vasta gamma di atti e documenti. Ecco i principali atti esenti da imposte:Sentenze di separazione e divorzio emesse dal tribunaleVerbali di separazione consensuale omologatiAccordi di negoziazione assistita (dal 2014)Accordi conclusi davanti all’ufficiale di stato civile in Comune (dal 2014)Atti notarili di trasferimento immobiliare eseguiti in attuazione degli accordiIscrizioni e trascrizioni nei registri immobiliariAnnotazioni di modifica degli atti di matrimonioL’esenzione si applica anche alle copie autentiche degli atti, alle certificazioni e a tutti i documenti connessi al procedimento. Il risparmio complessivo puo essere molto significativo, soprattutto quando ci sono trasferimenti di beni immobili.Trasferimenti Immobiliari Esenti da Imposte nella Separazione Una delle agevolazioni separazione piu rilevanti dal punto di vista economico riguarda i trasferimenti di beni immobili tra coniugi. Quando un coniuge trasferisce all’altro la proprieta (o una quota) di un immobile come parte dell’accordo di separazione, l’operazione e completamente esente da:Imposta di registro (normalmente 2% o 9% del valore catastale)Imposta ipotecaria (normalmente 50 euro fissi o 2%)Imposta catastale (normalmente 50 euro fissi o 1%)Imposta di bolloTasse ipotecariePer dare un’idea del risparmio: se un immobile ha un valore catastale di 200.000 euro, l’imposta di registro ordinaria sarebbe di 18.000 euro (9%) per una seconda casa. Con l’esenzione della separazione, il trasferimento e gratuito. Anche per la prima casa, si risparmiano circa 4.000 euro di imposte. Per le regole sulla casa coniugale e l’IMU, consulta la guida dedicata.Agevolazioni Prima Casa per Coniugi SeparatiLe agevolazioni prima casa nella separazione seguono regole speciali particolarmente favorevoli:No decadenza: se cedi la tua quota all’ex coniuge nell’accordo di separazione, non perdi le agevolazioni prima casa anche se non sono trascorsi 5 anni dall’acquistoRiacquisto agevolato: il coniuge che cede la quota puo acquistare un nuovo immobile con le agevolazioni prima casaCredito d’imposta: se hai ceduto la prima casa e ne acquisti un’altra, puoi utilizzare il credito d’imposta per le imposte pagate sul primo acquistoQueste regole permettono di gestire la transizione immobiliare post-separazione senza penalizzazioni fiscali, un vantaggio che puo valere diverse migliaia di euro. E consigliabile verificare la propria situazione con un professionista prima di procedere.Negoziazione Assistita e Accordi in Comune: Stesse Esenzioni Dal 2014, con il Decreto Legge n. 132/2014, e possibile separarsi anche tramite negoziazione assistita (con gli avvocati) o con accordo davanti all’ufficiale di stato civile in Comune. Le agevolazioni fiscali si applicano anche a queste modalita.La negoziazione assistita e particolarmente vantaggiosa perche permette anche i trasferimenti immobiliari (cosa non possibile con l’accordo in Comune). Gli atti della negoziazione assistita godono delle stesse esenzioni previste dall’art. 19 della Legge 74/1987 per i procedimenti giudiziari.L’accordo in Comune, invece, e la via piu economica e rapida ma non consente trasferimenti patrimoniali: e indicato solo per le separazioni “semplici”, senza figli minori o incapaci e senza necessita di regolare questioni patrimoniali. In questo caso, l’accordo e completamente gratuito e non richiede nemmeno l’assistenza di un avvocato.Domande Frequenti sulle Agevolazioni SeparazioneL’esenzione vale anche per le unioni civili?Si, le stesse agevolazioni fiscali previste per la separazione e il divorzio si applicano anche allo scioglimento delle unioni civili, in base alla Legge n. 76/2016 (legge Cirinna).Devo pagare il notaio per il trasferimento immobiliare?Le imposte sono esenti, ma la parcella del notaio e comunque dovuta se il trasferimento avviene tramite atto notarile. L’onorario del notaio non rientra nell’esenzione. Se il trasferimento e disposto direttamente nella sentenza del tribunale o nella negoziazione assistita, non serve il notaio.L’esenzione copre anche la plusvalenza sulla vendita?L’esenzione dell’art. 19 copre le imposte indirette (registro, bollo, ipotecaria, catastale). La plusvalenza sulla vendita di immobili e un’imposta diretta (IRPEF) e segue regole diverse. Tuttavia, i trasferimenti tra coniugi nell’accordo di separazione non generano plusvalenza tassabile.ConclusioneLe agevolazioni fiscali per la separazione e il divorzio nel 2026 rappresentano un aiuto concreto per le coppie che affrontano la fine del matrimonio. Dall’esenzione dell’imposta di registro ai benefici sulla prima casa, conoscere questi vantaggi puo far risparmiare migliaia di euro. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per aiutarti a sfruttare tutte le agevolazioni disponibili. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-11 09:00:002026-04-08 09:35:24Agevolazioni Fiscali Separazione e Divorzio 2026: Esenzioni e Benefici
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATODurata NASPI 2026: Per Quanto Tempo si PercepisceDurata NASPI 2026: Per Quanto Tempo si PercepisceLa durata della NASPI non e uguale per tutti: dipende da quanti contributi hai versato negli ultimi anni. Piu hai lavorato, piu a lungo percepirai l’indennita di disoccupazione.In questa guida ti spieghiamo come si calcola la durata della NASPI nel 2026, qual e il limite massimo e come funziona in casi particolari.Indice dei contenutiCome si calcola la durataLimite massimo 24 mesiEsempi praticiSospensione e ripresaCasi di prolungamentoDomande frequenti Come si Calcola la Durata NASPILa durata della NASPI e legata direttamente ai contributi versati.Formula di calcoloLa NASPI dura un numero di settimane pari alla meta delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni.Durata NASPI = Settimane contributi (ultimi 4 anni) / 2Quali contributi contanoContano tutte le settimane di contribuzione contro la disoccupazione versate nei 48 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro:Contributi da lavoro dipendenteContributi figurativi per maternitaContributi da CIG Limite Massimo: 24 MesiAnche se hai lavorato ininterrottamente per molti anni, la NASPI ha un tetto massimo di 24 mesi (104 settimane).Quando si raggiunge il massimoPer avere 24 mesi di NASPI devi avere almeno 208 settimane di contributi (circa 4 anni) negli ultimi 4 anni.Non c’e un minimoNon esiste una durata minima: se hai solo 13 settimane di contributi (il minimo per accedere), la tua NASPI durera circa 6-7 settimane. Esempi Pratici di DurataEsempio 1: Contratto di 6 mesiContributi: 26 settimaneDurata NASPI: 26 / 2 = 13 settimane (circa 3 mesi)Esempio 2: 1 anno di lavoroContributi: 52 settimaneDurata NASPI: 52 / 2 = 26 settimane (6 mesi)Esempio 3: 2 anni di lavoroContributi: 104 settimaneDurata NASPI: 104 / 2 = 52 settimane (1 anno)Esempio 4: 4 anni di lavoroContributi: 208 settimaneDurata NASPI: 208 / 2 = 104 settimane (24 mesi – massimo)Esempio 5: 10 anni di lavoroContributi ultimi 4 anni: 208 settimane (anche se hai lavorato 10 anni, contano solo gli ultimi 4)Durata NASPI: 104 settimane (24 mesi – massimo) Sospensione e Ripresa della NASPIIn alcuni casi la NASPI si sospende temporaneamente e poi riprende.Casi di sospensioneNuovo lavoro a tempo determinato: la NASPI si sospende e riprende alla scadenza del contrattoMaternita: la NASPI si sospende durante il congedo obbligatorioMalattia indennizzata: sospensione durante la malattiaInfortunio: sospensione durante l’infortunioRipresaAl termine della sospensione, la NASPI riprende per il periodo residuo. I giorni di sospensione non si perdono.EsempioHai diritto a 12 mesi di NASPI. Dopo 4 mesi trovi un lavoro a termine di 6 mesi. Alla scadenza del contratto, la NASPI riprende per gli 8 mesi residui. Casi Particolari e ProlungamentoMaternita durante la NASPISe durante la NASPI entri in maternita, l’indennita di maternita sostituisce la NASPI per il periodo del congedo. La NASPI riprende dopo, per il periodo residuo.NASPI anticipataSe richiedi la liquidazione anticipata della NASPI (per avviare un’attivita autonoma), ricevi tutto l’importo residuo in un’unica soluzione. Attenzione: non puoi piu ricevere la NASPI e se trovi un lavoro dipendente entro 24 mesi devi restituire l’importo.Proroga per over 55?Non sono previste durate maggiori per gli over 55. La formula di calcolo e identica. L’unica differenza e che la riduzione del 3% parte subito, dal primo mese.Domande Frequenti sulla Durata NASPIHo lavorato 20 anni, perche la NASPI dura solo 2 anni?Perche contano solo i contributi degli ultimi 4 anni. Anche con 20 anni di lavoro, se negli ultimi 4 anni hai versato 4 anni di contributi, la NASPI dura al massimo 24 mesi.Posso prolungare la NASPI?No, la durata e fissa e calcolata all’inizio. Non sono previsti prolungamenti, salvo sospensioni che “congelano” il conteggio.Se trovo lavoro e poi lo perdo di nuovo?Se perdi di nuovo il lavoro involontariamente, puoi richiedere una nuova NASPI. La durata si calcola di nuovo sui contributi degli ultimi 4 anni (esclusi quelli gia usati per la NASPI precedente).Cosa succede quando finisce la NASPI?Quando la NASPI termina, se sei ancora disoccupato puoi valutare altre misure come l’Assegno di Inclusione (se ne hai i requisiti) o il Supporto Formazione Lavoro. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra NASPI 2026: Guida Completa per una panoramica completa. Verifica la Durata della Tua NASPIIl CAF Centro Fiscale di Udine puo verificare i tuoi contributi e calcolare esattamente quanto durera la tua NASPI.Contattaci:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa alla NASPI 2026.Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-11 09:00:002026-03-17 19:05:16Durata NASPI 2026: Per Quanto Tempo si PercepiscePagina 87 di 192«‹8586878889›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto