Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

Importi NASpI, CIG, AIS 2026: Massimali e Calcolo INPS

NASPI 2025

Indice dei contenuti

  1. Panoramica Prestazioni INPS 2026
  2. Importi NASpI 2026: Massimali Mensili
    • Come si Calcola l’Importo NASpI
  3. Importi CIG 2026: CIGO, CIGS e CIG in Deroga
    • CIG Ordinaria (CIGO) 2026
    • CIG Straordinaria (CIGS) 2026
  4. Importi AIS 2026: Assegno di Integrazione Salariale
  5. Disoccupazione Agricola 2026: Importi e Massimali
  6. Tabella Comparativa Massimali INPS 2026
  7. Domande Frequenti sugli Importi INPS 2026

Gli importi NASpI 2026, le prestazioni CIG (Cassa Integrazione Guadagni) e l’AIS (Assegno di Integrazione Salariale) sono stati aggiornati dall’INPS con le circolari 2026 che stabiliscono i massimali mensili e i criteri di calcolo per tutte le prestazioni di sostegno al reddito.

Che tu sia un lavoratore in NASpI, un dipendente in cassa integrazione o un’azienda che deve gestire le prestazioni INPS 2026, conoscere gli importi massimi mensili e le modalità di calcolo è fondamentale per pianificare il budget familiare o aziendale.

In questa guida completa troverai tutte le tabelle aggiornate con gli importi NASpI 2026, i massimali CIG ordinaria e straordinaria, gli importi AIS per i dipendenti delle piccole aziende, e i massimali della disoccupazione agricola 2026.

Panoramica Prestazioni INPS 2026

L’INPS eroga diverse prestazioni di sostegno al reddito per lavoratori dipendenti che perdono il lavoro o subiscono una riduzione dell’orario. Le principali prestazioni con massimali 2026 sono:

  • NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego): indennità di disoccupazione per lavoratori dipendenti del settore privato
  • CIG Ordinaria (CIGO): cassa integrazione per eventi temporanei non imputabili all’impresa
  • CIG Straordinaria (CIGS): cassa integrazione per crisi aziendali, ristrutturazioni, riorganizzazioni
  • CIG in Deroga: cassa integrazione per aziende escluse dai trattamenti ordinari
  • AIS (Assegno di Integrazione Salariale): prestazione per dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti
  • Disoccupazione Agricola (DS agricola): indennità per operai agricoli a tempo determinato

Tutte queste prestazioni hanno massimali mensili che vengono rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Per il 2026, i massimali sono stati aggiornati con circolare INPS n. X/2026.

Importi NASpI 2026: Massimali Mensili

La NASpI 2026 (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità mensile di disoccupazione che spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato che perdono involontariamente il lavoro.

Gli importi NASpI 2026 variano in base alla retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni, ma esistono dei massimali mensili che non possono essere superati.

Importo Massimo NASpI 2026

Il massimale mensile NASpI 2026 è stato fissato dall’INPS a:

PeriodoImporto Massimo MensileImporto Massimo Ridotto (dal 4° mese)
NASpI 20261.550,42 euro1.457,89 euro (-3% al mese)
NASpI 2025 (confronto)1.521,89 euro1.429,68 euro

Nota importante: Dal quarto mese di fruizione della NASpI, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Dal settimo mese (per beneficiari con più di 55 anni), la riduzione è sempre del 3% mensile.

Come si Calcola l’Importo NASpI

Il calcolo della NASpI si basa sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni (48 mesi).

Formula di calcolo NASpI 2026:

  1. Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.425,21 euro:
    • NASpI = 75% della retribuzione media
  2. Se la retribuzione media mensile è superiore a 1.425,21 euro:
    • NASpI = 75% di 1.425,21 euro + 25% della differenza tra retribuzione e 1.425,21 euro
    • Massimo: 1.550,42 euro al mese

Esempio pratico di calcolo NASpI 2026:

Mario ha una retribuzione media mensile di 1.800 euro.

  • 75% di 1.425,21 euro = 1.068,91 euro
  • Differenza: 1.800 – 1.425,21 = 374,79 euro
  • 25% di 374,79 euro = 93,70 euro
  • NASpI totale = 1.068,91 + 93,70 = 1.162,61 euro al mese

Dal quarto mese, l’importo si riduce del 3%: 1.162,61 – 3% = 1.127,73 euro.

Importi CIG 2026: CIGO, CIGS e CIG in Deroga

La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è una prestazione INPS che integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori dipendenti sospesi dal lavoro o con orario ridotto.

Esistono tre tipologie principali di CIG, ciascuna con i propri importi massimi 2026:

CIG Ordinaria (CIGO) 2026

La CIG Ordinaria (CIGO) si applica in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi temporanei non imputabili all’impresa o ai lavoratori (es. crisi di mercato, situazioni meteorologiche).

Importo CIG Ordinaria 2026:

  • Integrazione salariale: 80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate
  • Massimale mensile lordo: varia in base alla retribuzione di riferimento
  • Importo massimo per retribuzioni fino a 2.359,29 euro: 1.298,61 euro al mese
  • Importo massimo per retribuzioni superiori a 2.359,29 euro: 1.014,48 euro al mese

Nota: L’importo effettivo della CIGO dipende dalle ore di sospensione e dalla retribuzione lorda del lavoratore.

CIG Straordinaria (CIGS) 2026

La CIG Straordinaria (CIGS) viene concessa per crisi aziendali, riorganizzazione aziendale, ristrutturazione o contratti di solidarietà.

Importo CIG Straordinaria 2026:

  • Integrazione salariale: 80% della retribuzione globale
  • Massimali mensili identici alla CIGO:
    • Retribuzioni fino a 2.359,29 euro: 1.298,61 euro/mese
    • Retribuzioni superiori a 2.359,29 euro: 1.014,48 euro/mese

CIG in Deroga 2026:

La CIG in deroga si applica alle aziende non coperte dalla normativa ordinaria (es. aziende con meno di 15 dipendenti in alcuni settori). Gli importi 2026 sono gli stessi della CIGO e CIGS.

Importi AIS 2026: Assegno di Integrazione Salariale

L’Assegno di Integrazione Salariale (AIS) è una prestazione riservata ai dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti che non rientrano nel campo di applicazione della CIG ordinaria.

Importo AIS 2026:

  • Integrazione salariale: 80% della retribuzione globale che sarebbe spettata
  • Massimale mensile:
    • Retribuzioni fino a 2.359,29 euro: 1.298,61 euro/mese
    • Retribuzioni superiori a 2.359,29 euro: 1.014,48 euro/mese
  • Durata massima: 13 settimane in un biennio mobile

L’AIS viene erogato direttamente dall’INPS al lavoratore, previa richiesta dell’azienda tramite il portale INPS.

Chi ha diritto all’AIS 2026:

  • Dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti (calcolati negli ultimi 6 mesi)
  • Settori: artigianato, commercio, turismo, trasporti, servizi
  • Cause: crisi aziendale, riorganizzazione, cessazione attività

Disoccupazione Agricola 2026: Importi e Massimali

La disoccupazione agricola è una prestazione INPS riservata agli operai agricoli a tempo determinato (OTD) e agli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI) che hanno lavorato almeno 102 giornate nell’anno.

Importi Disoccupazione Agricola 2026:

  • Importo giornaliero: 40% della retribuzione media giornaliera degli ultimi 2 anni
  • Massimale giornaliero 2026: 51,68 euro al giorno (per retribuzioni fino a 2.359,29 euro/mese)
  • Massimale giornaliero ridotto: 33,82 euro al giorno (per retribuzioni superiori a 2.359,29 euro/mese)
  • Durata: varia in base alle giornate lavorate (da 1/3 a 365 giorni)

Esempio di calcolo disoccupazione agricola 2026:

Luca, operaio agricolo OTD, ha lavorato 150 giorni nel 2025 con una retribuzione media di 60 euro/giorno.

  • Indennità giornaliera = 40% di 60 euro = 24 euro/giorno
  • Giorni indennizzabili = 150 giorni × 40% = 60 giorni
  • Importo totale = 24 euro × 60 giorni = 1.440 euro

La disoccupazione agricola 2026 viene erogata in unica soluzione entro il 30 giugno 2027 per le domande relative all’anno 2026.

Tabella Comparativa Massimali INPS 2026

Ecco una tabella riepilogativa con tutti i massimali INPS 2026 per le principali prestazioni di sostegno al reddito:

PrestazioneMassimale Mensile 2026Massimale Ridotto% su Retribuzione
NASpI1.550,42 euro1.457,89 euro (dal 4° mese)75% (fino a 1.425,21€) + 25%
CIG Ordinaria1.298,61 euro1.014,48 euro (retrib. >2.359,29€)80%
CIG Straordinaria1.298,61 euro1.014,48 euro (retrib. >2.359,29€)80%
AIS1.298,61 euro1.014,48 euro (retrib. >2.359,29€)80%
Disoccup. Agricola51,68 euro/giorno33,82 euro/giorno (retrib. >2.359,29€)40%

Note importanti sui massimali INPS 2026:

  • Tutti i massimali sono lordi e soggetti a trattenute IRPEF
  • La NASpI si riduce del 3% al mese dal quarto mese di fruizione
  • La CIG e l’AIS sono calcolate sulle ore di sospensione effettive
  • La disoccupazione agricola viene erogata in unica soluzione

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sugli Importi INPS 2026

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Qual è l’importo massimo della NASpI 2026?

L’importo massimo mensile della NASpI 2026 è di 1.550,42 euro lordi al mese per i primi tre mesi. Dal quarto mese in poi, l’importo si riduce del 3% ogni mese, arrivando a 1.457,89 euro al quarto mese.

Come si calcola l’importo della CIG 2026?

La CIG 2026 (sia ordinaria che straordinaria) è pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore non lavorate. Il massimale mensile è di 1.298,61 euro per retribuzioni fino a 2.359,29 euro, e di 1.014,48 euro per retribuzioni superiori.

Quanto dura l’Assegno di Integrazione Salariale (AIS)?

L’AIS ha una durata massima di 13 settimane in un biennio mobile. È riservato ai dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti che non rientrano nel campo di applicazione della CIG ordinaria.

Qual è la differenza tra importo massimo NASpI e importo ridotto?

L’importo massimo NASpI 2026 è di 1.550,42 euro per i primi tre mesi. Dal quarto mese, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Quindi al quarto mese sarà 1.457,89 euro, al quinto mese 1.414,15 euro, e così via fino alla fine del periodo di indennità.

Come funziona il massimale della disoccupazione agricola 2026?

La disoccupazione agricola 2026 ha un massimale giornaliero di 51,68 euro (per retribuzioni fino a 2.359,29 euro/mese) o 33,82 euro (per retribuzioni superiori). L’importo giornaliero è pari al 40% della retribuzione media degli ultimi due anni, con un tetto massimo.

Gli importi NASpI e CIG sono lordi o netti?

Tutti gli importi delle prestazioni INPS (NASpI, CIG, AIS, disoccupazione agricola) sono lordi e soggetti a trattenute IRPEF. L’importo netto che riceverai dipende dal tuo scaglione fiscale e dalle detrazioni applicabili.

Posso richiedere assistenza al CAF per il calcolo degli importi INPS?

Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per il calcolo degli importi NASpI, CIG, AIS e disoccupazione agricola. Possiamo anche aiutarti a presentare le domande INPS e verificare l’esattezza dei pagamenti ricevuti.

Conoscere gli importi NASpI 2026, i massimali CIG e le altre prestazioni INPS è fondamentale per pianificare il proprio budget familiare in caso di perdita del lavoro o riduzione dell’orario.

Che tu debba richiedere la NASpI, la cassa integrazione, l’AIS o la disoccupazione agricola, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per fornirti assistenza completa:

  • Calcolo preciso dell’importo mensile spettante
  • Compilazione e invio della domanda INPS
  • Verifica dei requisiti contributivi
  • Assistenza in caso di rigetto o sospensione
  • Consulenza su compatibilità con lavoro occasionale

Non lasciare al caso i tuoi diritti previdenziali. Affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale per ottenere tutto ciò che ti spetta.


Hai Bisogno di Assistenza per NASpI, CIG o Altre Prestazioni INPS?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo degli importi, la compilazione delle domande INPS e la verifica dei pagamenti.

Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS

    Indice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente…
    Febbraio 21, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
    Dichiarazione dei redditi 730
    NOTIZIE

    Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

    Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze…
    Febbraio 20, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

    Indice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali…
    Febbraio 19, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Gennaio 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-30 14:01:392026-05-31 14:13:02Importi NASpI, CIG, AIS 2026: Massimali e Calcolo INPS
    Modello 770 e Certificazione Unica

    Sanzioni 770 Condominio: Importi, Ravvedimento e Come Evitarle

    Modello 770 e certificazione unica

    Le sanzioni 770 condominio rappresentano una delle preoccupazioni principali per gli amministratori condominiali che gestiscono dipendenti come portieri, collaboratori o fornitori soggetti a ritenuta d’acconto. Ogni errore nella presentazione del Modello 770 o nella trasmissione delle Certificazioni Uniche (CU) può costare caro al condominio: dalle sanzioni per omessa presentazione alle multe per tardiva consegna, gli importi possono essere rilevanti.

    In questa guida completa analizziamo tutte le sanzioni fiscali applicabili al condominio come sostituto d’imposta: dagli obblighi dichiarativi alle penalità per errori, dal ravvedimento operoso alle strategie per evitare sanzioni affidandosi a un professionista.

    Se sei un amministratore di condominio e vuoi dormire sonni tranquilli senza rischiare multe salate, questa è la guida che fa per te. Scopri come il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire tutti gli adempimenti fiscali del tuo condominio in modo sicuro e puntuale.

    Indice dei contenuti

    1. Il Condominio come Sostituto d’Imposta: Obblighi Fiscali
    2. Sanzioni per Omessa Presentazione del Modello 770
    3. Sanzioni per Presentazione Tardiva del Modello 770
    4. Sanzioni per Errori o Dati Incompleti nel Modello 770
    5. Sanzioni per Omessa o Tardiva Trasmissione delle Certificazioni Uniche (CU)
    6. Ravvedimento Operoso: Come Funziona per il Modello 770
    7. Calcolo del Ravvedimento Operoso: Esempi Pratici
    8. Come Evitare le Sanzioni: Affidati al CAF Centro Fiscale
    9. Domande Frequenti sulle Sanzioni 770 Condominio

    Il Condominio come Sostituto d’Imposta: Obblighi Fiscali

    Il condominio assume il ruolo di sostituto d’imposta ogni volta che eroga compensi soggetti a ritenuta fiscale. Questo accade quando il condominio ha dipendenti (portieri, custodi, addetti alle pulizie) oppure quando paga fornitori in regime di collaborazione occasionale o professionale.

    In qualità di sostituto d’imposta, il condominio — rappresentato dall’amministratore — deve:

    • Applicare la ritenuta d’acconto sui compensi erogati (tipicamente del 20% per professionisti, del 4% per lavori edili)
    • Versare le ritenute all’Erario tramite Modello F24 entro il 16 del mese successivo
    • Trasmettere le Certificazioni Uniche (CU) ai percettori e all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo di ogni anno
    • Presentare il Modello 770 annuale, che riepiloga tutte le ritenute operate e versate nell’anno precedente

    Questi obblighi sono tassativi e inderogabili. Ogni mancanza, ritardo o errore espone il condominio — e quindi l’amministratore che lo rappresenta — a sanzioni fiscali che possono raggiungere cifre importanti.

    La normativa di riferimento è il D.P.R. 600/1973 e il D.Lgs. 471/1997, che disciplinano gli obblighi dei sostituti d’imposta e le relative sanzioni.

    📘 Approfondisci: Leggi la guida completa su 770 e CU Condominio 2026

    Sanzioni per Omessa Presentazione del Modello 770

    La mancata presentazione del Modello 770 è l’errore più grave che un amministratore possa commettere. Si configura come omessa dichiarazione e comporta sanzioni molto pesanti.

    La sanzione per omessa presentazione 770 è pari al 120% delle ritenute non versate con un minimo di 250 euro. Questo significa che se il condominio ha operato ritenute per 5.000 euro durante l’anno, la sanzione base può arrivare fino a 6.000 euro.

    In realtà, nella maggior parte dei casi i condomini hanno versato regolarmente le ritenute tramite F24: il problema è solo la mancata trasmissione telematica del modello. In questi casi la sanzione può essere ridotta, ma resta comunque significativa.

    La sanzione amministrativa va da un minimo di 258 euro fino a un massimo di 2.065 euro, applicabile anche quando le ritenute sono state correttamente versate ma il 770 non è stato inviato.

    Attenzione: se il Modello 770 viene presentato con un ritardo superiore a 90 giorni dalla scadenza (31 ottobre), si considera omesso a tutti gli effetti, con applicazione delle sanzioni più severe.

    Il CAF Centro Fiscale verifica ogni anno lo stato degli adempimenti di tutti i condomini assistiti, garantendo che il 770 venga presentato puntualmente e correttamente.

    Quando il 770 si Considera Omesso

    Il Modello 770 si considera omesso quando:

    • Non viene presentato entro la scadenza del 31 ottobre
    • Viene presentato con oltre 90 giorni di ritardo rispetto alla scadenza
    • Viene presentato privo di dati essenziali (ad esempio senza l’indicazione delle ritenute operate)
    • Viene presentato con modalità non telematiche (il 770 deve essere inviato esclusivamente online)

    In tutti questi casi si applicano le sanzioni per omessa presentazione, con importi che vanno dai 258 euro ai 2.065 euro, o fino al 120% delle ritenute dovute se superiore.

    Sanzioni per Presentazione Tardiva del Modello 770

    La presentazione tardiva del 770 si verifica quando il modello viene trasmesso dopo il 31 ottobre ma entro i 90 giorni successivi (cioè entro il 29 gennaio dell’anno seguente). In questo caso non si configura un’omissione ma un semplice ritardo, con sanzioni più contenute.

    La sanzione per ritardo nella presentazione del 770 va da 258 euro a 2.065 euro. L’importo effettivo dipende dal numero di giorni di ritardo e dalla gravità dell’inadempienza.

    Se il ritardo è inferiore a 5 giorni, la sanzione viene ridotta automaticamente a 1/10 del minimo edittale, quindi circa 25,80 euro. Questa è una delle sanatorie automatiche previste dalla normativa fiscale per i ritardi minimi.

    Per ritardi tra 5 e 90 giorni, la sanzione oscilla tra i 258 euro e i 2.065 euro, con facoltà per l’amministratore di ricorrere al ravvedimento operoso (vedi sezione dedicata) per ridurre l’importo.

    È importante sottolineare che, anche se la sanzione per il ritardo è inferiore rispetto all’omissione, ogni giorno che passa aumenta il rischio di superare i 90 giorni e far scattare le sanzioni per omissione.

    Per questo motivo, il CAF Centro Fiscale invia ai propri clienti promemoria automatici almeno 30 giorni prima della scadenza del 770, garantendo la presentazione puntuale e l’assenza di sanzioni.

    Sanzioni per Errori o Dati Incompleti nel Modello 770

    Anche quando il Modello 770 viene presentato nei termini, possono esserci errori o dati incompleti che espongono il condominio a sanzioni.

    Le sanzioni per dati incompleti o inesatti nel 770 sono pari a 100 euro per ogni CU errata o incompleta, con un massimo di 50.000 euro per ciascun Modello 770.

    Gli errori più frequenti che comportano sanzioni sono:

    • Ritenute indicate in modo errato (importo sbagliato, codice tributo errato)
    • Dati anagrafici dei percettori incompleti o errati (codice fiscale sbagliato, nome errato)
    • Compensi dichiarati non corrispondenti a quelli effettivamente erogati
    • Omessa indicazione di alcune Certificazioni Uniche già trasmesse
    • Errori nei versamenti F24 riportati nel quadro ST del 770

    Se l’errore viene rilevato dall’Agenzia delle Entrate, questa emette un avviso bonario chiedendo il pagamento della sanzione. Tuttavia, l’amministratore può correggere spontaneamente l’errore presentando un 770 integrativo e utilizzando il ravvedimento operoso per ridurre la sanzione.

    Il CAF Centro Fiscale effettua sempre un doppio controllo dei dati prima dell’invio del 770: confronto tra CU trasmesse e ritenute versate, verifica dei codici fiscali, controllo della quadratura dei versamenti. Questo riduce praticamente a zero il rischio di errori sanzionabili.

    Differenza tra Errore Formale e Sostanziale

    Non tutti gli errori nel Modello 770 hanno la stessa gravità. La normativa distingue tra:

    Errori formali – riguardano aspetti non sostanziali (ad esempio un indirizzo sbagliato, un recapito telefonico errato). Per questi errori la sanzione è generalmente ridotta o non applicata se vengono corretti tempestivamente.

    Errori sostanziali – riguardano dati fiscalmente rilevanti (importo delle ritenute, codice fiscale del percettore, compensi erogati). Per questi errori si applica la sanzione piena di 100 euro per CU errata, riducibile con ravvedimento operoso.

    L’Agenzia delle Entrate tende a sanzionare solo gli errori sostanziali che comportano un danno erariale o impediscono il controllo fiscale.

    Sanzioni per Omessa o Tardiva Trasmissione delle Certificazioni Uniche (CU)

    Le Certificazioni Uniche (CU) devono essere consegnate ai percettori entro il 16 marzo di ogni anno e trasmesse telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro la stessa data.

    La sanzione per omessa trasmissione CU è pari a 100 euro per ogni certificazione non inviata. Questo significa che se il condominio ha 10 percettori (portiere, consulenti, fornitori) e non trasmette le CU, la sanzione totale sarà di 1.000 euro.

    Anche in caso di trasmissione tardiva CU (dopo il 16 marzo ma entro i termini del ravvedimento) si applica la sanzione di 100 euro per CU, che può essere ridotta utilizzando il ravvedimento operoso:

    • Ravvedimento sprint (entro 15 giorni): sanzione ridotta a 1/10, quindi 10 euro per CU
    • Ravvedimento breve (entro 30 giorni): sanzione ridotta a 1/9, quindi circa 11 euro per CU
    • Ravvedimento intermedio (entro 90 giorni): sanzione ridotta a 1/8, quindi 12,50 euro per CU

    Attenzione: la mancata consegna della CU al percettore (anche se trasmessa all’Agenzia delle Entrate) comporta la sanzione di 100 euro per ogni CU non consegnata.

    Il CAF Centro Fiscale gestisce l’invio massivo delle CU in formato telematico e cartaceo, garantendo la consegna puntuale ai percettori e la trasmissione all’Agenzia delle Entrate entro i termini.

    Ravvedimento Operoso: Come Funziona per il Modello 770

    Il ravvedimento operoso è uno strumento che permette all’amministratore di condominio di regolarizzare spontaneamente gli adempimenti fiscali omessi o tardivi, beneficiando di una riduzione significativa delle sanzioni.

    Il ravvedimento consiste nel:

    1. Presentare il Modello 770 omesso o corretto (se era errato)
    2. Versare la sanzione ridotta tramite Modello F24 con il codice tributo appropriato
    3. Versare gli eventuali interessi calcolati al tasso legale sui giorni di ritardo

    Il ravvedimento è sempre possibile fino a quando l’Agenzia delle Entrate non notifica un avviso di accertamento o un processo verbale di constatazione. Una volta ricevuto l’atto, il ravvedimento non è più ammesso.

    Gli interessi si calcolano al tasso legale annuo (attualmente 2,5% per il 2026) applicato al numero di giorni di ritardo.

    Per il Modello 770, il ravvedimento operoso si applica sia per l’omessa presentazione che per gli errori contenuti nel modello. La riduzione della sanzione dipende dal tempo trascorso dalla scadenza.

    Tipologie di Ravvedimento Operoso

    Esistono diverse tipologie di ravvedimento operoso, a seconda del tempo trascorso dalla violazione:

    Ravvedimento Sprint (entro 15 giorni dalla scadenza)

    • Sanzione ridotta a 1/10 del minimo edittale
    • Per il 770: sanzione di circa 25,80 euro invece di 258 euro

    Ravvedimento Breve (entro 30 giorni dalla scadenza)

    • Sanzione ridotta a 1/9 del minimo edittale
    • Per il 770: sanzione di circa 28,67 euro

    Ravvedimento Intermedio (entro 90 giorni dalla scadenza)

    • Sanzione ridotta a 1/8 del minimo edittale
    • Per il 770: sanzione di circa 32,25 euro

    Ravvedimento Lungo (oltre 90 giorni, entro 1 anno)

    • Sanzione ridotta a 1/7 del minimo edittale
    • Per il 770: sanzione di circa 36,86 euro

    Ravvedimento Ultralungo (oltre 1 anno, entro 2 anni)

    • Sanzione ridotta a 1/6 del minimo edittale
    • Per il 770: sanzione di circa 43 euro

    Il CAF Centro Fiscale calcola automaticamente la sanzione ridotta applicabile in base alla data di ravvedimento e gestisce il versamento tramite F24, garantendo che non ci siano ulteriori errori.

    Calcolo del Ravvedimento Operoso: Esempi Pratici

    Vediamo alcuni esempi pratici di calcolo del ravvedimento operoso per il Modello 770 del condominio.

    Esempio 1: Presentazione tardiva del 770 entro 15 giorni

    Il condominio presenta il Modello 770 il 15 novembre invece del 31 ottobre (15 giorni di ritardo).

    • Sanzione ordinaria: 258 euro
    • Ravvedimento sprint (1/10): 25,80 euro
    • Interessi (2,5% annuo su 15 giorni): circa 0,26 euro
    • Totale da versare: 26,06 euro

    Esempio 2: Omessa trasmissione CU recuperata entro 30 giorni

    Il condominio ha dimenticato di trasmettere 5 Certificazioni Uniche entro il 16 marzo. Si accorge dell’errore il 10 aprile (25 giorni dopo).

    • Sanzione ordinaria: 100 euro × 5 = 500 euro
    • Ravvedimento breve (1/9): 500 ÷ 9 = 55,56 euro
    • Interessi (2,5% annuo su 25 giorni su 500 euro): circa 0,86 euro
    • Totale da versare: 56,42 euro

    Esempio 3: Correzione errore nel 770 oltre 90 giorni

    Il condominio si accorge a febbraio di aver indicato importi errati nel 770 presentato a ottobre (più di 90 giorni dopo). Ha sbagliato i dati di 3 Certificazioni Uniche.

    • Sanzione ordinaria: 100 euro × 3 = 300 euro
    • Ravvedimento lungo (1/7): 300 ÷ 7 = 42,86 euro
    • Interessi (2,5% annuo su 120 giorni su 300 euro): circa 2,47 euro
    • Totale da versare: 45,33 euro

    Come puoi notare, il ravvedimento operoso permette di ridurre drasticamente le sanzioni, ma è fondamentale agire rapidamente. Più passa il tempo, minore è la riduzione.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine monitora costantemente la situazione fiscale di tutti i condomini assistiti e segnala immediatamente eventuali errori, permettendo di intervenire tempestivamente con il ravvedimento più conveniente.

    Come Evitare le Sanzioni: Affidati al CAF Centro Fiscale

    La prevenzione è sempre la strategia migliore per evitare le sanzioni 770 condominio. Affidarsi a un professionista qualificato elimina alla radice il rischio di errori, ritardi e dimenticanze.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di gestione fiscale per condomini che comprende:

    Elaborazione Modello 770 annuale

    • Raccolta di tutti i dati relativi a compensi erogati e ritenute operate
    • Compilazione e verifica del Modello 770
    • Trasmissione telematica entro il 31 ottobre
    • Conservazione della ricevuta di presentazione

    Gestione Certificazioni Uniche (CU)

    • Compilazione delle CU per dipendenti e collaboratori
    • Trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo
    • Consegna delle CU ai percettori in formato cartaceo o digitale

    Calcolo e versamento ritenute F24

    • Calcolo delle ritenute d’acconto da applicare sui compensi
    • Predisposizione dei Modelli F24 mensili
    • Promemoria per i versamenti (scadenza 16 del mese)

    Assistenza in caso di controlli

    • Supporto in caso di avvisi bonari dell’Agenzia delle Entrate
    • Gestione delle istanze di autotutela
    • Calcolo e presentazione dei ravvedimenti operosi

    Consulenza fiscale continuativa

    • Verifica periodica degli adempimenti
    • Aggiornamento sulle novità normative
    • Pianificazione fiscale per ottimizzare i costi del condominio

    Con il CAF Centro Fiscale non dovrai più preoccuparti di scadenze, sanzioni o errori. Pensiamo a tutto noi, garantendo la massima tranquillità per te e per i condomini.

    Il servizio è disponibile sia in sede a Udine che online, permettendoti di gestire tutto comodamente da remoto se preferisci.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulle Sanzioni 770 Condominio

    Quanto costa non presentare il Modello 770 per il condominio?

    La sanzione per omessa presentazione del Modello 770 va da un minimo di 258 euro fino a un massimo di 2.065 euro, oppure fino al 120% delle ritenute non versate se superiore. Se le ritenute sono state regolarmente versate ma il 770 non è stato presentato, si applica comunque la sanzione amministrativa. Presentando il 770 in ritardo entro 90 giorni si può ridurre la sanzione con il ravvedimento operoso.

    Cosa succede se invio la Certificazione Unica in ritardo?

    La sanzione per tardiva trasmissione della CU è di 100 euro per ogni certificazione non inviata nei termini (16 marzo). Tuttavia, utilizzando il ravvedimento operoso puoi ridurre drasticamente la sanzione: se invii la CU entro 15 giorni dal termine, la sanzione scende a soli 10 euro per CU (1/10 del minimo). Il CAF Centro Fiscale gestisce l’invio puntuale di tutte le CU per evitare sanzioni.

    Come si calcola il ravvedimento operoso per il 770?

    Il ravvedimento operoso per il Modello 770 prevede una riduzione della sanzione che varia in base al tempo trascorso dalla scadenza. Se presenti il 770 entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione si riduce a 1/10 (circa 25,80 euro); entro 30 giorni a 1/9 (circa 28,67 euro); entro 90 giorni a 1/8 (circa 32,25 euro). Oltre ai 90 giorni la riduzione è minore. Vanno aggiunti gli interessi calcolati al tasso legale (2,5% annuo) sui giorni di ritardo.

    Chi paga le sanzioni fiscali del condominio?

    Le sanzioni fiscali del condominio sono a carico del condominio stesso, quindi vengono pagate attingendo dal fondo condominiale. Tuttavia, se l’amministratore ha commesso un errore per dolo o colpa grave (ad esempio non presentando il 770 nonostante ripetuti solleciti), può essere chiamato a rispondere personalmente delle sanzioni. Per questo è fondamentale affidarsi a un professionista qualificato come il CAF Centro Fiscale, che garantisce il rispetto di tutti gli adempimenti fiscali.

    Il 770 del condominio si può presentare in ritardo?

    Sì, il Modello 770 può essere presentato in ritardo utilizzando il ravvedimento operoso. Se il ritardo è inferiore a 5 giorni, la sanzione si riduce automaticamente. Se il ritardo è superiore a 90 giorni dalla scadenza (31 ottobre), il 770 si considera omesso e le sanzioni aumentano notevolmente. Il consiglio è di presentare il 770 il prima possibile anche in ritardo, utilizzando il ravvedimento per ridurre le sanzioni. Il CAF Centro Fiscale invia promemoria automatici 30 giorni prima della scadenza per evitare ritardi.


    Conclusione

    Le sanzioni 770 condominio possono essere molto pesanti, ma sono completamente evitabili affidandosi a un professionista qualificato. Errori, ritardi e dimenticanze nella presentazione del Modello 770 o nella trasmissione delle Certificazioni Uniche costano caro al condominio, con sanzioni che vanno dai 100 euro fino a diverse migliaia di euro.

    Grazie al ravvedimento operoso è possibile ridurre notevolmente le sanzioni in caso di errore, ma la strategia migliore resta la prevenzione: affidare la gestione fiscale del condominio a esperti che garantiscano il rispetto puntuale di tutti gli adempimenti.

    Hai bisogno di assistenza per la gestione fiscale del tuo condominio? Il CAF Centro Fi

    📚 Approfondimenti Correlati

    • Quadro ST e SV del 770: Guida alla Compilazione per Condomini 2026
    • Scadenze Fiscali Amministratore Condominio 2026: Calendario Completo
    • Scadenze 2026
    scale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Gennaio 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-30 10:00:002026-05-31 14:03:53Sanzioni 770 Condominio: Importi, Ravvedimento e Come Evitarle
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Quanto Costa un Commercialista Forfettario a Udine? Tariffe 2026

    regime forfettario partita iva

    Se hai una partita IVA forfettaria a Udine o stai pensando di aprirla, ti sarai sicuramente chiesto: quanto costa un commercialista? Nel 2026, le tariffe medie per la gestione annuale di un forfettario a Udine oscillano tra 600 e 1.500 euro, a seconda della complessità dell’attività e della struttura dello studio. Esiste però un’alternativa molto più economica: il CAF Centro Fiscale di Udine offre gli stessi servizi a 350 euro all’anno, con un risparmio che può arrivare fino a 1.800 euro nel primo anno.

    In questa guida scoprirai le tariffe reali dei commercialisti a Udine nel 2026, cosa includono i loro servizi, quando vale la pena affidarsi a un commercialista e quando invece il CAF rappresenta la scelta più intelligente per il tuo portafoglio, senza rinunciare alla competenza fiscale.

    📋 Indice dei Contenuti

    • Tariffe Commercialisti Forfettario a Udine 2026
    • Costi Apertura Partita IVA con Commercialista
    • Costi Gestione Annuale Forfettario
    • Servizi Inclusi nelle Tariffe Commercialista
    • Servizi Extra e Costi Aggiuntivi
    • Confronto Costi: Commercialista vs CAF a Udine
    • Quando Vale la Pena Pagare di Più il Commercialista
    • Risparmio Reale: CAF vs Commercialista (calcolo 3 anni)
    • FAQ Costi Commercialista Udine

    Tariffe Commercialisti Forfettario a Udine 2026

    Il mercato dei commercialisti a Udine è eterogeneo e le tariffe variano in base a diversi fattori: la dimensione dello studio, l’esperienza del professionista, la complessità della tua attività e il livello di assistenza richiesto.

    Range Prezzi Mercato Udine

    Per una partita IVA forfettaria standard (consulente, freelance, piccolo artigiano o commerciante), ecco i range di tariffe medie praticati a Udine nel 2026:

    ServizioCommercialista IndividualeStudio Strutturato
    Apertura Partita IVA300-450€450-600€
    Gestione annuale forfettario600-900€900-1.500€
    Dichiarazione redditiSpesso inclusa200-400€ (a parte)
    F24 contributi INPS50-100€/anno100-150€/anno
    Assistenza telefonicaInclusa limitata50-100€/ora o forfait

    Cosa influenza il prezzo:

    • Studio individuale vs strutturato: Gli studi più grandi con sede prestigiosa tendono a costare di più (20-40% in più rispetto a professionisti individuali)
    • Volume di fatture: Se emetti molte fatture mensili (oltre 20-30), alcuni commercialisti applicano supplementi
    • Complessità attività: Commercio con magazzino, edilizia con subappalti o attività miste costano di più rispetto a un semplice consulente
    • Presenza sede Udine centro: Studi in zona centro storico tendono ad avere tariffe superiori del 15-25%

    Costi Apertura Partita IVA con Commercialista

    L’apertura della partita IVA è il primo costo da sostenere. A Udine, i commercialisti applicano tariffe diverse per professionisti e ditte individuali.

    Professionisti (Modello AA9/12)

    Se sei un libero professionista (consulente, designer, avvocato senza Cassa, architetto, ecc.), il commercialista applica generalmente:

    • Tariffa apertura: 300-600€
    • Include: compilazione Modello AA9/12, scelta codice ATECO, iscrizione INPS Gestione Separata, supporto PEC e fatturazione elettronica

    Ditte Individuali (Modello AA7/10)

    Se apri una ditta individuale (artigiano, commerciante, parrucchiere, estetista, ecc.):

    • Tariffa apertura: 400-700€
    • Include: Modello AA7/10, iscrizione Camera di Commercio, SCIA/autorizzazioni (escluse marche da bollo e diritti), iscrizione INPS Artigiani o Commercianti

    Confronto con CAF Centro Fiscale Udine

    Il CAF Centro Fiscale di Udine applica tariffe significativamente più basse per la stessa pratica:

    • Apertura professionisti: 120-150€ (risparmio 150-450€)
    • Apertura ditte individuali: 450-600€ (iscrizione Camera di Commercio, INPS artigiani/commercianti ed eventuale SUAP inclusi)

    Per maggiori dettagli sull’apertura partita IVA a Udine, consulta la guida completa Partita IVA Forfettaria a Udine.

    💰 Risparmia fino a 450€ sull’Apertura Partita IVA a Udine

    Il CAF Centro Fiscale di Udine apre la tua partita IVA forfettaria da professionista a 120-150€ invece di 300-600€. Stessa competenza, metà prezzo.

    📱 Contattaci su WhatsApp

    CAF Centro Fiscale Udine – Via Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel. 0432 1638640

    Costi Gestione Annuale Forfettario

    Dopo l’apertura, il costo più rilevante è la gestione annuale della partita IVA forfettaria. Vediamo nel dettaglio cosa include e quanto costa a Udine.

    Gestione Base: 600-1.200€/anno

    La maggior parte dei commercialisti a Udine applica un canone annuale forfettario che include:

    • Tenuta registro fatture emesse
    • Calcolo imposte trimestrali (acconti e saldo)
    • Compilazione e invio F24
    • Assistenza fiscale ordinaria (telefono, email limitata)

    Range prezzi gestione annuale:

    • Commercialista individuale: 600-900€/anno
    • Studio strutturato: 900-1.200€/anno
    • Studi premium zona centro: 1.200-1.500€/anno

    Dichiarazione Redditi: Inclusa o Extra?

    Molti commercialisti includono la dichiarazione redditi nel canone annuale, ma alcuni studi (soprattutto i più strutturati) la fatturano a parte:

    • Inclusa nel canone: più comune tra professionisti individuali (tariffa totale già compresa nei 600-900€)
    • A parte: 200-400€ aggiuntivi (tipico di studi strutturati che fatturano 900-1.200€ + 200-400€ dichiarazione = 1.100-1.600€ totali)

    F24 Contributi INPS

    Alcuni commercialisti addebitano separatamente la compilazione e invio degli F24 per contributi INPS:

    • Costo: 50-150€/anno (di solito 4 rate trimestrali = 12-40€ cadauna)
    Voce di CostoCommercialista MedioCAF Udine
    Gestione annuale forfettario600-1.200€350€
    Dichiarazione redditiInclusa o 200-400€Inclusa
    F24 contributi INPS50-150€Inclusi
    Assistenza telefonica/emailLimitata o a oreInclusa
    TOTALE ANNUO800-1.750€350€

    Servizi Inclusi nelle Tariffe Commercialista

    Cosa comprende esattamente il canone annuale del commercialista? Ecco i servizi standard inclusi nella gestione forfettario base:

    ServizioIncluso nella Tariffa BaseNote
    Tenuta registro fatture emesse✅ SìArchiviazione e numerazione
    Calcolo imposte sostitutive✅ SìCalcolo imposta 15% o 5%
    Calcolo contributi INPS✅ SìGestione Separata, Artigiani o Commercianti
    Compilazione e invio F24⚠️ Spesso a parte50-150€/anno extra
    Dichiarazione redditi annuale⚠️ Dipende dallo studioInclusa o 200-400€ extra
    Assistenza telefonica ordinaria✅ Limitata2-3 chiamate/mese, oltre a pagamento
    Assistenza email✅ SìRisposta entro 48-72 ore
    Supporto fatturazione elettronica✅ Configurazione inizialeSupporto continuativo spesso a ore
    Consultazione modifiche normative✅ SìComunicazioni periodiche

    Cosa NON È Mai Incluso

    • Pratiche straordinarie (cambio regime, chiusura P.IVA, variazioni ATECO)
    • Contenziosi fiscali (ricorsi, accertamenti)
    • Consulenza strategica avanzata (pianificazione fiscale, passaggio a SRL)
    • Assistenza superiore alle 2-3 chiamate/mese

    Servizi Extra e Costi Aggiuntivi

    Oltre alla gestione ordinaria, molti commercialisti offrono servizi extra a pagamento. Ecco i costi medi a Udine:

    Servizio ExtraCosto Udine 2026Quando Serve
    Assistenza telefonica oltre standard50-100€/oraChiamate frequenti, problemi complessi
    Pratiche straordinarie (cambio regime)150-300€Passaggio da forfettario a ordinario
    Chiusura partita IVA200-400€Cessazione attività
    Variazione dati (ATECO, sede, soci)100-200€Modifiche anagrafiche rilevanti
    Consulenza pianificazione fiscale100-150€/oraOttimizzazione carico fiscale
    Difesa accertamenti INPS/ADE500-2.000€+Contenziosi, cartelle esattoriali
    Ricorso Commissione Tributaria1.000-3.000€+Impugnazione atti impositivi
    Consulenza passaggio SRL500-1.500€Trasformazione società

    Importante: Questi costi si sommano alla gestione annuale base. Se hai bisogno frequente di consulenze straordinarie, il costo totale può facilmente superare i 2.000-3.000€/anno.

    Confronto Costi: Commercialista vs CAF a Udine

    Ecco il confronto dettagliato tra commercialista e CAF Centro Fiscale di Udine per la gestione di una partita IVA forfettaria standard:

    ServizioCAF Centro Fiscale UdineCommercialista UdineRisparmio CAF
    Apertura P.IVA professionisti120-150€300-600€150-450€
    Apertura P.IVA ditte (Camera di Commercio, SUAP)450-600€400-700€0-250€
    Gestione annuale forfettario350€600-1.200€250-850€
    Dichiarazione redditiInclusaInclusa o 200-400€0-400€
    F24 contributi INPS (4 rate)Inclusi50-150€50-150€
    Assistenza telefonica/WhatsAppInclusaLimitata o 50-100€/h200-500€/anno
    Supporto fatturazione elettronicaNon compresoConfigurazione inclusa–
    Consulenza pre-aperturaGratuita100-200€100-200€
    TOTALE ANNO 1 (apertura + gestione completa)
    CAF470-950€ (professionisti 470-500€, ditte 800-950€)
    Commercialista1.150-2.300€
    RISPARMIO ANNO 1 CON CAF: 200-1.800€

    Perché il CAF Costa Meno?

    Il CAF può applicare tariffe più basse per diverse ragioni:

    • Specializzazione forfettario: Gestendo centinaia di partite IVA forfettarie, il CAF ha economie di scala
    • Costi strutturali ridotti: Minori spese generali rispetto a studi commercialisti di prestigio
    • Focus su volumi: Il CAF lavora su grandi numeri con tariffe più accessibili
    • Servizi integrati: Il CAF offre anche 730, ISEE, successioni nello stesso luogo (cross-selling)

    Per un confronto approfondito tra CAF e commercialista, leggi Commercialista o CAF per Forfettario a Udine? Confronto Costi.

    🎯 Risparmia fino a 1.800€ nel Primo Anno

    Se hai una partita IVA forfettaria semplice, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre la stessa competenza fiscale del commercialista a metà prezzo.

    Richiedi preventivo gratuito:

    • 📞 Telefono: 0432 1638640
    • 📱 WhatsApp: 393 666 018 121
    • 📍 Via Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Quando Vale la Pena Pagare di Più il Commercialista

    Nonostante il risparmio significativo con il CAF, esistono situazioni in cui il commercialista vale il costo superiore. Ecco quando:

    Situazioni in Cui il Commercialista È Indispensabile

    SituazionePerché Serve il CommercialistaCAF Sufficiente?
    Fatturato >100.000€ (uscita forfettario)Passaggio a regime ordinario con IVA e contabilità complessa❌ No
    SRL o società di capitaliServe bilancio d’esercizio civilistico e fiscale (il CAF non lo redige)❌ No
    Contenziosi fiscali in corsoDifesa tecnica in accertamenti, cartelle, ricorsi❌ No
    Pianificazione fiscale complessaHolding, trust, ottimizzazione multi-società❌ No
    Più attività o immobili strumentaliGestione fiscale multi-settore, ammortamenti⚠️ Dipende
    Forfettario semplice <85kGestione ordinaria regime forfettario✅ Sì
    Consulente/freelance mono-attivitàPoche fatture, nessuna complessità✅ Sì
    Piccolo commercio/artigianatoGestione base forfettario✅ Sì

    Quando CAF È Più Che Sufficiente

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ha le stesse competenze del commercialista per la gestione del regime forfettario se:

    • Hai solo partita IVA forfettaria individuale (no SRL)
    • Fatturato sotto 85.000€
    • Attività semplice (consulenza, servizi, piccolo commercio)
    • Nessun contenzioso in corso
    • Nessuna pianificazione fiscale complessa (holding, trust)

    In questi casi, che rappresentano oltre l’80% dei forfettari a Udine, il CAF ti fa risparmiare centinaia di euro all’anno senza alcuna differenza nella qualità del servizio fiscale.

    Risparmio Reale: CAF vs Commercialista (calcolo 3 anni)

    Vediamo un calcolo concreto del risparmio nei primi 3 anni scegliendo il CAF invece del commercialista.

    Scenario: Consulente Marketing Freelance a Udine

    • Fatturato medio: 50.000€/anno
    • Regime: Forfettario (coefficiente 78%)
    • Attività: Consulenza marketing digitale, lavoro da casa
    • Complessità: Bassa (emette 20-30 fatture/anno, nessun magazzino, nessun dipendente)
    AnnoServiziCAF UdineCommercialista UdineRisparmio
    Anno 1Apertura + gestione + dichiarazione + F24 + assistenza500€1.500€1.000€
    Anno 2Gestione + dichiarazione + F24 + assistenza350€1.200€850€
    Anno 3Gestione + dichiarazione + F24 + assistenza350€1.200€850€
    TOTALE 3 ANNI
    Costo totale CAF1.200€
    Costo totale Commercialista3.900€
    RISPARMIO TOTALE CON CAF: 2.700€

    Risultato: In 3 anni risparmi 2.700 euro scegliendo il CAF, senza alcuna differenza nella competenza fiscale per il regime forfettario. Denaro che puoi reinvestire nella tua attività.

    Cosa Puoi Fare con 2.700€ Risparmiati?

    • Acquistare nuova attrezzatura professionale (PC, software)
    • Investire in formazione e corsi professionali
    • Campagne marketing per acquisire nuovi clienti
    • Creare un fondo di emergenza aziendale
    • Semplicemente aumentare il tuo margine di profitto

    💼 Risparmia 2.700€ nei Prossimi 3 Anni

    Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per la tua partita IVA forfettaria e risparmia migliaia di euro senza rinunciare alla competenza fiscale.

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      Oppure contattaci direttamente:

      • 📞 Tel: 0432 1638640
      • 📱 WhatsApp: 393 666 018 121
      • 📧 Email: info@centrofiscale.com
      • 📍 Via Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      FAQ: Costi Commercialista Udine

      Quanto costa un commercialista per forfettario a Udine?

      Un commercialista a Udine per gestire il regime forfettario costa mediamente tra 1.200 e 2.300 euro all’anno (apertura + gestione annuale + dichiarazione). Il range varia in base alla struttura dello studio: commercialisti individuali partono da 800-1.000€, mentre studi strutturati in zona centro possono arrivare a 1.800-2.300€. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre lo stesso servizio a 350€/anno per la gestione, con un risparmio del 50-70%.

      Cosa include la parcella del commercialista?

      La parcella annuale del commercialista per regime forfettario include generalmente: tenuta registro fatture emesse, calcolo imposte sostitutive e contributi INPS, assistenza fiscale ordinaria (telefono/email limitata), e supporto base per fatturazione elettronica. La dichiarazione redditi è inclusa in alcuni studi, mentre altri la fatturano a parte (200-400€). Gli F24 per contributi spesso sono addebitati separatamente (50-150€/anno). Il CAF include gestione, dichiarazione dei redditi, F24 e assistenza.

      I commercialisti fanno anche la dichiarazione redditi?

      Sì, tutti i commercialisti compilano e inviano la dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF) per i loro clienti forfettari. Tuttavia, alcuni studi la includono nel canone annuale (soprattutto i professionisti individuali), mentre altri la fatturano separatamente (200-400€ extra, tipico di studi strutturati). È importante chiedere preventivamente se la dichiarazione è inclusa o meno. Al CAF Centro Fiscale di Udine la dichiarazione è sempre inclusa nel canone annuale senza costi aggiuntivi.

      Quanto risparmio con il CAF invece del commercialista?

      Scegliendo il CAF Centro Fiscale di Udine invece di un commercialista risparmi mediamente 200-1.800 euro nel primo anno (apertura + gestione, in base al tipo di attività) e 250-850 euro ogni anno successivo. Su un orizzonte di 3 anni, il risparmio complessivo può arrivare a 2.700 euro. Questo vale per partite IVA forfettarie standard: consulenti, freelance, piccoli artigiani o commercianti con fatturato sotto 85.000€ e attività non complessa. Il risparmio deriva da: apertura più economica per i professionisti (120-150€ vs 300-600€), gestione annuale ridotta (350€ vs 600-1.500€), e inclusione di dichiarazione dei redditi e F24.

      Il commercialista costa uguale in tutta Italia?

      No, le tariffe dei commercialisti variano significativamente tra città e regioni. Milano, Roma e Bologna hanno tariffe mediamente più alte (1.500-3.000€/anno per forfettario) rispetto a città di provincia come Udine (800-1.800€/anno). Anche all’interno della stessa città, i costi dipendono da: ubicazione studio (centro storico vs periferia), dimensione dello studio, esperienza del professionista. A Udine le tariffe sono nella media nazionale, leggermente inferiori rispetto alle grandi città ma superiori a piccoli centri rurali.

      Posso pagare a ore il commercialista?

      Alcuni commercialisti offrono la possibilità di pagare a ore (tariffa oraria 80-150€/h a Udine) invece di un canone annuale forfettario. Questa opzione conviene se hai pochissime fatture annue (meno di 10-15) e autonomia nella gestione fiscale. Tuttavia, per un forfettario medio con 20-50 fatture/anno, il canone annuale è più conveniente. Il CAF Centro Fiscale applica sempre tariffe annuali trasparenti (350€) che includono la dichiarazione dei redditi, evitando sorprese a fine anno.

      Quanto costa cambiare commercialista?

      Cambiare commercialista (o passare da commercialista a CAF) è gratuito e senza vincoli contrattuali. Devi solo: comunicare al vecchio commercialista la cessazione dell’incarico (raccomandata o PEC), recuperare la tua documentazione fiscale (ultima dichiarazione, F24, visure), e affidare al nuovo professionista (o CAF) la gestione dall’anno successivo. Non ci sono penali o costi di trasferimento pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine recupera gratuitamente tutta la documentazione necessaria e subentra senza interruzioni nella gestione della tua partita IVA.

      Il CAF ha le stesse competenze del commercialista per forfettario?

      Sì, per il regime forfettario il CAF ha le stesse competenze fiscali del commercialista. Entrambi possono: aprire partita IVA, gestire fatturazione elettronica, calcolare imposte sostitutive e contributi INPS, compilare e inviare la dichiarazione dei redditi, assistere in adempimenti ordinari. La differenza è nei servizi avanzati che il CAF non offre: bilanci d’esercizio per SRL, consulenza societaria complessa, difesa in contenziosi fiscali articolati, pianificazione fiscale multi-società. Se hai solo partita IVA forfettaria individuale, il CAF è competente quanto (e spesso più veloce di) un commercialista su questo specifico regime.

      Gennaio 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-30 10:00:002026-09-17 15:33:55Quanto Costa un Commercialista Forfettario a Udine? Tariffe 2026
      Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

      Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Compensi e Netto in Tasca

      regime forfettario partita iva

      Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Guida Completa ai Compensi

      Ti stai chiedendo quanto guadagna un architetto o quanto guadagna un ingegnere con partita IVA in Italia? Vuoi sapere quali sono i compensi medi per le diverse tipologie di incarico e quanto ti restera realmente in tasca dopo tasse e contributi Inarcassa?

      Il guadagno di architetti e ingegneri liberi professionisti varia molto in base a specializzazione, esperienza, localizzazione geografica e tipologia di clientela. In questa guida completa analizzeremo i compensi medi, le tariffe per tipologia di incarico, il calcolo dal lordo al netto e i fattori che influenzano i guadagni nel 2026.

      Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nella gestione fiscale della professione, ottimizzando tasse e contributi per massimizzare il guadagno netto.

      Indice dei contenuti

      1. Guadagno Medio Architetti e Ingegneri
      2. Differenze Geografiche: Nord, Centro, Sud
      3. Compensi per Tipologia di Incarico
      4. Tariffe Professionali ed Equo Compenso
      5. Calcolo dal Lordo al Netto
      6. Fattori che Influenzano il Guadagno
      7. Strategie per Aumentare i Compensi
      8. Domande Frequenti

      Guadagno Medio Architetti e Ingegneri 2026

      I guadagni di architetti e ingegneri liberi professionisti variano significativamente in base all’esperienza e alla specializzazione.

      Architetti Liberi Professionisti

      EsperienzaFatturato Annuo LordoNetto Stimato
      Junior (0-3 anni)20.000 – 35.000 euro14.000 – 25.000 euro
      Medio (4-10 anni)40.000 – 65.000 euro28.000 – 48.000 euro
      Senior (10+ anni)65.000 – 100.000+ euro48.000 – 75.000+ euro

      Ingegneri Liberi Professionisti

      EsperienzaFatturato Annuo LordoNetto Stimato
      Junior (0-3 anni)25.000 – 40.000 euro18.000 – 28.000 euro
      Medio (4-10 anni)50.000 – 80.000 euro35.000 – 58.000 euro
      Senior (10+ anni)80.000 – 130.000+ euro58.000 – 95.000+ euro

      Guadagni per Specializzazione (Ingegneri)

      SpecializzazioneFatturato Medio AnnuoNote
      Ingegnere Civile45.000 – 75.000 euroCostruzioni, infrastrutture
      Ingegnere Strutturista50.000 – 85.000 euroSpecializzazione molto ricercata
      Ingegnere Meccanico45.000 – 70.000 euroIndustriale, automotive
      Ingegnere Elettrico48.000 – 78.000 euroImpianti, energie rinnovabili
      Ingegnere Ambientale40.000 – 65.000 euroSettore in forte crescita

      Guadagni per Specializzazione (Architetti)

      SpecializzazioneFatturato Medio AnnuoNote
      Architetto Progettista40.000 – 70.000 euroResidenziale e commerciale
      Architetto Sostenibile50.000 – 85.000 euroGreen building, certificazioni LEED
      Architetto Interior35.000 – 60.000 euroInterni residenziali e commerciali
      Architetto Restauratore45.000 – 75.000 euroEdifici storici e monumentali
      Architetto Urbanista50.000 – 80.000 euroPianificazione territoriale

      Differenze Geografiche: Nord, Centro, Sud Italia

      La localizzazione geografica incide significativamente sui compensi di architetti e ingegneri.

      Confronto Guadagni per Area Geografica

      AreaArchitettiIngegneriVariazione vs Media
      Nord Italia
      (Milano, Torino, Bologna)
      50.000 – 90.000 euro60.000 – 100.000 euro+20-30%
      Centro Italia
      (Roma, Firenze)
      40.000 – 70.000 euro50.000 – 85.000 euro+10-20%
      Sud Italia
      (Napoli, Palermo, Bari)
      30.000 – 55.000 euro35.000 – 65.000 euro-15-25%

      Citta con i Compensi piu Alti

      1. Milano e hinterland: +25-35% rispetto alla media nazionale (rigenerazione urbana, lusso)
      2. Bologna e Emilia-Romagna: +20-30% (logistica, industriale, green building)
      3. Torino: +15-25% (automotive, manifatturiero)
      4. Roma: +10-20% (ma con pagamenti piu lenti nella PA)
      5. Modena/Reggio Emilia: +15-20% (lusso, arredamento)

      Perche le Differenze

      • Nord: Maggiore concentrazione di cantieri, studi grandi, clientela corporate
      • Centro: Pubblica amministrazione, restauro, grandi progetti
      • Sud: Mercato piu piccolo, minore concentrazione di cantieri, tariffe piu basse

      Compensi per Tipologia di Incarico

      Ecco i compensi medi per le principali tipologie di incarico di architetti e ingegneri.

      Progettazione Architettonica

      Tipologia ProgettoImporto LavoriCompenso Progettazione
      Casa singola/Villetta250.000 – 400.000 euro12.000 – 30.000 euro
      Appartamento ristrutturazione50.000 – 150.000 euro4.000 – 12.000 euro
      Edificio residenziale1.000.000 – 3.000.000 euro40.000 – 120.000 euro
      Edificio commerciale2.000.000 – 5.000.000 euro80.000 – 200.000 euro
      Capannone industriale1.500.000 – 4.000.000 euro50.000 – 150.000 euro

      Progettazione Strutturale

      TipologiaCompenso Medio
      Calcolo statico edificio residenziale5.000 – 15.000 euro
      Calcolo statico edificio commerciale15.000 – 50.000 euro
      Adeguamento sismico8.000 – 30.000 euro
      Consolidamento fondazioni5.000 – 20.000 euro
      Restauro strutturale10.000 – 40.000 euro

      Direzione Lavori

      Dimensione CantiereImporto LavoriCompenso DL
      Piccolo cantiere100.000 – 300.000 euro8.000 – 25.000 euro
      Cantiere medio500.000 – 1.500.000 euro30.000 – 80.000 euro
      Cantiere grande2.000.000 – 5.000.000 euro80.000 – 200.000 euro

      Altre Prestazioni Professionali

      Certificazione energetica (APE)150 – 350 euro per unita
      Perizia estimativa500 – 2.000 euro
      Perizia tecnica strutturale800 – 3.000 euro
      Consulenza oraria80 – 200 euro/ora
      Pratica edilizia (SCIA, CILA)800 – 2.500 euro
      Pratica catastale300 – 1.000 euro

      Tariffe Professionali ed Equo Compenso

      La Legge 49/2023 sull’equo compenso ha ridefinito le regole per i compensi professionali.

      Parametri di Riferimento (DM 17 giugno 2016)

      Sebbene i parametri minimi non siano piu obbligatori, restano un riferimento per il calcolo dell’equo compenso.

      Importo Lavori% Progettazione% Direzione Lavori
      Fino a 100.000 euro7-10%4-6%
      100.000 – 500.000 euro5-8%3-5%
      500.000 – 2.000.000 euro3-6%2-4%
      Oltre 2.000.000 euro2-4%1,5-3%

      Legge 49/2023: Equo Compenso

      La legge stabilisce che il compenso deve essere:

      • Proporzionato alla quantita e qualita del lavoro
      • Conforme ai parametri professionali di riferimento
      • Adeguato alla complessita dell’incarico

      Fattori che Determinano l’Equo Compenso

      Complessita dell’incaricoBassa, media, alta (+20-50%)
      Urgenza/Tempi ristretti+20-50% sul compenso base
      Specializzazione richiesta+15-40% (es: antisismica, LEED)
      Responsabilita professionale+10-25% per rischi elevati
      Coordinamento team+15-30% per project management

      Esempio di Calcolo Equo Compenso

      Progettazione edificio residenziale

      Importo lavori800.000 euro
      Percentuale base (5%)40.000 euro
      Fattore complessita alta (x1,3)52.000 euro
      Specializzazione sostenibilita (x1,2)62.400 euro
      Compenso equo finale62.400 euro

      Calcolo dal Lordo al Netto: Quanto Resta in Tasca

      Vediamo quanto resta effettivamente in tasca a un architetto o ingegnere dopo tasse e contributi.

      Esempio 1: Architetto con Fatturato 50.000 euro

      FATTURATO E CONTRIBUTO INTEGRATIVO
      Fatturato professionale50.000 euro
      Contributo integrativo 4% (incassato)+ 2.000 euro
      Totale incassato52.000 euro
      CALCOLO REDDITO (Regime Forfettario)
      Reddito lordo (50.000 x 78%)39.000 euro
      CONTRIBUTI INARCASSA
      Contributo soggettivo (39.000 x 14,5%)– 5.655 euro
      Contributo integrativo (da versare)– 2.000 euro
      Contributo maternita– 72 euro
      Totale contributi– 7.727 euro
      CALCOLO IMPOSTA
      Reddito netto imponibile33.273 euro
      Imposta sostitutiva 15%– 4.991 euro
      Imposta 5% (primi 5 anni)– 1.664 euro
      NETTO IN TASCA (al 15%)37.282 euro
      NETTO IN TASCA (al 5%)40.609 euro

      Esempio 2: Ingegnere con Fatturato 80.000 euro

      CALCOLO COMPLETO
      Fatturato professionale80.000 euro
      Contributo integrativo 4% (incassato)+ 3.200 euro
      Reddito lordo (80.000 x 78%)62.400 euro
      Contributo soggettivo (62.400 x 14,5%)– 9.048 euro
      Contributo integrativo (da versare)– 3.200 euro
      Contributo maternita– 72 euro
      Reddito netto imponibile53.280 euro
      Imposta sostitutiva 15%– 7.992 euro
      NETTO IN TASCA59.688 euro
      Percentuale netto/lordo74,6%

      Tabella Riepilogativa Netto per Fasce di Fatturato

      FatturatoContributi InarcassaImposta 15%Netto Stimato% Netto
      30.000 euro~5.100 euro~2.800 euro~22.100 euro73,7%
      50.000 euro~7.700 euro~5.000 euro~37.300 euro74,6%
      70.000 euro~10.300 euro~7.000 euro~52.700 euro75,3%
      85.000 euro~12.300 euro~8.500 euro~64.200 euro75,5%

      Nota: Il contributo integrativo 4% non e un costo (lo incassi dal cliente). I calcoli sono indicativi e possono variare.

      Fattori che Influenzano il Guadagno

      Diversi fattori determinano il guadagno effettivo di architetti e ingegneri.

      1. Esperienza Professionale

      0-3 anni (Junior)Tariffe basse, clientela limitata, margini 60-65%
      4-10 anni (Medio)Incarichi piu grossi, tariffe competitive, margini 65-70%
      10+ anni (Senior)Reputazione solida, networking, margini 70-75%
      15+ anni (Expert)Specializzazione verticale, brand personale, margini 75-80%

      2. Specializzazione

      L’alta specializzazione garantisce tariffe superiori e margini maggiori:

      • Ingegnere strutturista antisismico: +30-40% rispetto alla media
      • Architetto sostenibilita/LEED: +25-35%
      • Specialista impianti meccanici: +20-30%
      • Esperto BIM: +15-25%
      • Perito asseveratore: +20-25%

      3. Dimensione dello Studio

      TipologiaProControGuadagno Tipico
      Freelancer singoloMassima autonomia, 100% ricaviVisibilita limitata30.000 – 50.000 euro
      Studio piccolo (2-3)Condivisione costiDivisione ricavi40.000 – 60.000 euro
      Studio medio (4-8)Progetti articolatiComplessita gestionale50.000 – 80.000 euro
      Studio grande (10+)Progetti grossi, brandRiduzione margini60.000 – 100.000+ euro

      4. Tipologia di Clientela

      Clientela corporate/DeveloperTariffe negoziabili, pagamenti puntuali, volumi alti55.000 – 85.000 euro
      Clientela privataTariffe base-medie, pagamenti moderati40.000 – 65.000 euro
      Pubblica AmministrazioneTariffe regolate, pagamenti lenti (90-180 gg)35.000 – 55.000 euro

      5. Settori in Crescita 2026

      • Sostenibilita e Green Building: +40% domanda incarichi
      • Rigenerazione urbana: +35% commesse
      • Antisismica: +25% specializzazione ricercata
      • Efficienza energetica: +30% APE e consulenze
      • Digital twin/BIM: +20% competenza con premium +10-15%

      Strategie per Aumentare i Compensi

      Ecco le strategie piu efficaci per aumentare il guadagno come architetto o ingegnere.

      1. Specializzati in Settori ad Alta Domanda

      • Efficienza energetica: Certificazioni APE, Superbonus, diagnosi energetiche
      • Antisismica: Sismabonus, adeguamenti, verifiche di vulnerabilita
      • Sostenibilita: Certificazioni LEED, BREEAM, green building
      • BIM: Building Information Modeling, digital twin

      2. Diversifica le Fonti di Reddito

      Perizie e consulenzeMargine 80-85%, basso impegno temporale
      APE e certificazioniVolume alto, margine 70%, ricorrente
      Formazione/Docenze150-300 euro/ora, posizionamento esperto
      Collaborazioni con studiProgetti piu grandi senza costi fissi

      3. Investi nel Marketing Professionale

      • Sito web professionale con portfolio e case study
      • LinkedIn attivo per networking B2B
      • Referral program: Clienti soddisfatti portano nuovi clienti
      • Presenza locale: Partecipazione a eventi e associazioni

      4. Ottimizza la Gestione Fiscale

      • Regime forfettario: Fino a 85.000 euro e il piu conveniente
      • Contributi deducibili: Riduci l’imponibile con i contributi Inarcassa
      • Pianificazione fiscale: Consulenza per ottimizzare tasse e contributi

      5. Aumenta le Tariffe Gradualmente

      1. Analizza il mercato: Verifica le tariffe dei competitor
      2. Valorizza la specializzazione: Giustifica il premium con competenze specifiche
      3. Comunica il valore: Mostra i risultati ottenuti per i clienti
      4. Incrementa del 5-10% annuo: Aumenti graduali sono piu accettati

      Domande Frequenti (FAQ)

      Quanto guadagna un architetto al mese?

      Un architetto libero professionista guadagna in media 2.500 – 5.000 euro netti al mese, variando da 1.500 euro per i junior a oltre 6.000 euro per i senior affermati.

      Quanto guadagna un ingegnere con partita IVA?

      Un ingegnere libero professionista guadagna in media 3.000 – 6.500 euro netti al mese. Gli ingegneri strutturisti e specializzati possono superare i 7.000 euro mensili.

      Quanto costa la progettazione di una casa?

      La progettazione architettonica di una casa singola costa dal 5% all’8% dell’importo dei lavori. Per una casa da 300.000 euro, il compenso e circa 15.000-24.000 euro.

      Conviene aprire la partita IVA come architetto?

      Si, soprattutto in regime forfettario. L’imposta e solo del 15% (5% i primi 5 anni) e con un buon fatturato il netto supera il 70% del lordo.

      Come calcolare il compenso professionale?

      Il compenso si calcola come percentuale dell’importo dei lavori (5-10% per progettazione), moltiplicata per fattori di complessita, specializzazione e urgenza.

      Quanto resta in tasca su 50.000 euro di fatturato?

      Con 50.000 euro di fatturato in regime forfettario, restano in tasca circa 37.000-40.000 euro netti, pari al 74-80% del fatturato.

      Gli architetti guadagnano meno degli ingegneri?

      In media si, gli ingegneri guadagnano circa il 15-25% in piu degli architetti, soprattutto nelle specializzazioni tecniche (strutture, impianti).

      Conclusioni

      Il guadagno di architetti e ingegneri dipende da molteplici fattori: esperienza, specializzazione, localizzazione e tipologia di clientela.

      Punti chiave:

      • Architetti: Fatturato medio 40.000-70.000 euro, netto 28.000-52.000 euro
      • Ingegneri: Fatturato medio 50.000-85.000 euro, netto 35.000-62.000 euro
      • Nord Italia: +20-30% rispetto alla media nazionale
      • Specializzazione: Puo aumentare i guadagni del 25-40%
      • Regime forfettario: Netto circa 70-75% del fatturato
      • Settori in crescita: Sostenibilita, BIM, antisismica

      Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: apertura partita IVA, gestione contributi Inarcassa, dichiarazione dei redditi e ottimizzazione fiscale per massimizzare il guadagno netto.

      Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata.

      Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. I dati sono indicativi e possono variare in base alla situazione specifica.

      Articoli correlati:

      • Partita IVA Architetto e Ingegnere: Guida Completa 2026
      • Codice ATECO Architetto e Ingegnere
      • Contributi Inarcassa 2026: Aliquote e Scadenze

      Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

      Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

      +2000
      Partite IVA aperte
      100%
      Assistenza garantita

      Compila il modulo per una consulenza gratuita:

        Il tuo nome (*)

        La tua email (*)

        Il tuo telefono (*)

        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

        Gennaio 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-30 09:00:002026-05-30 00:07:31Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Compensi e Netto in Tasca
        NOTIZIE

        Crediti 730 ai Dipendenti: Compensazione F24 Ammessa anche con Ruoli Aperti

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Cosa Sono i Crediti 730 ai Dipendenti
        2. Come Funziona la Compensazione tramite F24
        3. Cosa Cambia con la Nuova Norma
        4. Ruoli Aperti: Cosa Sono le Cartelle Esattoriali
        5. Vantaggi per le Aziende e i Dipendenti

        Una importante novità fiscale semplifica la vita alle aziende: i sostituti d’imposta possono ora compensare i crediti derivanti dal modello 730 dei dipendenti tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti (cartelle esattoriali). Questa modifica normativa rimuove un vincolo che in passato creava difficoltà operative agli amministratori del personale e ai datori di lavoro.

        La possibilità di effettuare la compensazione F24 anche con debiti iscritti a ruolo rappresenta una semplificazione significativa per le imprese che gestiscono i rimborsi fiscali ai propri dipendenti. Fino a poco tempo fa, la presenza di cartelle esattoriali bloccava automaticamente le compensazioni, costringendo le aziende a procedure più lunghe e complesse.

        Vediamo nel dettaglio cosa cambia, a chi si applica e quali sono i vantaggi concreti di questa novità.

        Cosa Sono i Crediti 730 ai Dipendenti

        I crediti 730 sono somme che risultano a favore del contribuente dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi. Quando un dipendente presenta il modello 730, l’Agenzia delle Entrate calcola se ci sono imposte da versare o da recuperare.

        Se dalla dichiarazione emerge un credito fiscale (ad esempio per detrazioni eccessive rispetto alle imposte dovute), questo importo viene rimborsato al dipendente direttamente in busta paga dal sostituto d’imposta (il datore di lavoro). Il datore di lavoro anticipa il rimborso e poi recupera la somma attraverso la compensazione con i versamenti fiscali che deve effettuare.

        Esempio pratico:

        • Il dipendente Mario Rossi ha un credito 730 di 1.200 euro
        • L’azienda XYZ (sostituto d’imposta) gli rimborsa 1.200 euro in busta paga
        • L’azienda XYZ compensa questo importo quando versa le ritenute fiscali tramite F24

        Questa procedura permette ai dipendenti di ricevere rapidamente il rimborso (entro il mese successivo alla trasmissione del 730) senza attendere i tempi lunghi dell’Agenzia delle Entrate.

        Come Funziona la Compensazione tramite F24

        La compensazione F24 è il meccanismo attraverso cui il sostituto d’imposta recupera i crediti anticipati ai dipendenti. Quando l’azienda deve versare le ritenute fiscali (Irpef, addizionali regionali e comunali) con il modello F24, può:

        1. Indicare a debito le somme da versare all’Erario
        2. Indicare a credito i rimborsi 730 già erogati ai dipendenti
        3. Versare solo la differenza tra debiti e crediti

        Esempio di compensazione:

        • Ritenute Irpef da versare: 10.000 euro
        • Crediti 730 rimborsati ai dipendenti: 3.500 euro
        • Importo da versare con F24: 6.500 euro (10.000 – 3.500)

        La compensazione avviene utilizzando i codici tributo specifici per i crediti da assistenza fiscale:

        • 1655 per Irpef
        • 1656 per addizionale regionale
        • 1657 per addizionale comunale

        Questo sistema garantisce che il sostituto d’imposta non anticipi definitivamente le somme, ma le recuperi entro breve tempo attraverso i versamenti fiscali ordinari.

        Cosa Cambia con la Nuova Norma

        La novità più rilevante è che ora la compensazione F24 è ammessa anche in presenza di ruoli aperti. In passato, se il sostituto d’imposta aveva cartelle esattoriali non pagate (debiti iscritti a ruolo), l’Agenzia delle Entrate bloccava automaticamente le compensazioni.

        Prima della modifica normativa:

        • Presenza di ruoli aperti = divieto di compensazione
        • L’azienda doveva prima saldare le cartelle o rateizzarle
        • Solo dopo poteva compensare i crediti 730
        • Questo causava problemi di liquidità e ritardi nei rimborsi ai dipendenti

        Dopo la modifica normativa:

        • Compensazione ammessa anche con ruoli aperti
        • Il sostituto d’imposta può recuperare subito i crediti 730
        • Nessun vincolo legato alla presenza di debiti iscritti a ruolo
        • Procedura semplificata e più veloce

        Questa modifica si inserisce in un più ampio processo di semplificazione fiscale voluto dal legislatore per ridurre gli oneri amministrativi delle imprese e garantire tempi certi ai dipendenti per i rimborsi.

        È importante sottolineare che questa possibilità riguarda esclusivamente i crediti derivanti dall’assistenza fiscale (modello 730), e non altri tipi di crediti fiscali che rimangono soggetti alle regole ordinarie di compensazione.

        Ruoli Aperti: Cosa Sono le Cartelle Esattoriali

        I ruoli sono gli elenchi di contribuenti che hanno debiti verso l’Amministrazione finanziaria. Quando un debito fiscale non viene pagato entro i termini previsti, viene iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) per il recupero.

        Un ruolo diventa “aperto” quando:

        • Il contribuente ha ricevuto una cartella esattoriale
        • La cartella non è stata pagata integralmente
        • Non è stata attivata una rateizzazione in regola
        • Il debito è ancora esigibile (non prescritto né sospeso)

        Esempi di ruoli aperti:

        • Cartella per Iva non versata ancora da saldare
        • Avviso di accertamento diventato definitivo e non pagato
        • Rate di rottamazione decadute e non saldate
        • Multe stradali non pagate

        La presenza di ruoli aperti in passato comportava diverse conseguenze negative per le imprese:

        • Blocco delle compensazioni fiscali
        • Fermo amministrativo dei veicoli aziendali
        • Impossibilità di ottenere certificazioni di regolarità fiscale (DURF)
        • Rischio di ipoteche e pignoramenti

        Con la nuova norma, almeno per quanto riguarda la compensazione dei crediti 730, questo vincolo viene meno, permettendo alle aziende di operare con maggiore flessibilità anche in presenza di debiti iscritti a ruolo in fase di definizione.

        Vantaggi per le Aziende e i Dipendenti

        Questa novità normativa porta vantaggi concreti sia per i sostituti d’imposta (aziende) sia per i dipendenti:

        Vantaggi per le aziende:

        • Liquidità preservata: non servono anticipazioni lunghe
        • Semplificazione amministrativa: meno pratiche e adempimenti
        • Nessun vincolo legato a eventuali debiti pregressi
        • Gestione più fluida dei rimborsi ai dipendenti
        • Minori costi di consulenza per gestire le situazioni complesse

        Vantaggi per i dipendenti:

        • Rimborsi certi e veloci entro i termini previsti
        • Nessun rischio di ritardi dovuti a situazioni debitorie dell’azienda
        • Maggiore fiducia nel sistema di assistenza fiscale
        • Trasparenza nella gestione del credito 730

        Vantaggi per il sistema fiscale:

        • Riduzione del contenzioso con le imprese
        • Maggiore adesione al modello 730 precompilato
        • Semplificazione delle procedure di controllo
        • Incentivo all’utilizzo dei canali telematici

        In pratica, questa modifica rimuove un ostacolo burocratico che penalizzava soprattutto le piccole e medie imprese, permettendo una gestione più efficiente delle relazioni fiscali tra datore di lavoro, dipendente e Amministrazione finanziaria.

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sui Crediti 730 e Compensazione F24

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        I sostituti d’imposta possono sempre compensare i crediti 730 anche con ruoli aperti?

        Sì, con la nuova norma i sostituti d’imposta possono compensare i crediti derivanti dall’assistenza fiscale (modello 730) tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti (cartelle esattoriali non saldate). Questa possibilità riguarda esclusivamente i crediti 730 dei dipendenti e non altri tipi di crediti fiscali.

        Cosa succede se il sostituto d’imposta non compensa i crediti 730 dei dipendenti?

        Se il sostituto d’imposta non effettua la compensazione e non rimborsa il credito 730 al dipendente, quest’ultimo può richiedere il rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, i tempi di erogazione saranno molto più lunghi (diversi mesi) rispetto al rimborso in busta paga. Il sostituto d’imposta è comunque tenuto per legge a rimborsare i crediti risultanti dal 730.

        Ci sono limiti alla compensazione dei crediti 730 con ruoli aperti?

        Non ci sono limiti specifici alla compensazione dei crediti 730 derivanti dall’assistenza fiscale. La norma consente espressamente questa operazione anche in presenza di debiti iscritti a ruolo. Rimangono invece i limiti ordinari per altre tipologie di compensazioni orizzontali (ad esempio il limite di 5.000 euro annui per alcune compensazioni).

        Da quando è in vigore questa possibilità di compensazione?

        La possibilità di compensare i crediti 730 dei dipendenti tramite F24 anche con ruoli aperti è entrata in vigore con le recenti modifiche normative finalizzate alla semplificazione fiscale. Si applica ai modelli 730 presentati a partire dall’anno d’imposta 2025 (dichiarazioni 2026). Le aziende possono quindi beneficiare di questa semplificazione già dalle prossime compensazioni.


        La possibilità di compensare i crediti 730 dei dipendenti tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti rappresenta un importante passo avanti nella semplificazione fiscale per le imprese. Questa modifica normativa elimina un vincolo che in passato causava difficoltà operative e ritardi nei rimborsi.

        Per i sostituti d’imposta significa maggiore flessibilità operativa e riduzione dei costi amministrativi. Per i dipendenti significa maggiore certezza nei tempi di erogazione dei rimborsi fiscali. Per il sistema fiscale nel suo complesso significa una procedura più snella ed efficiente.

        Se la tua azienda deve gestire i rimborsi 730 dei dipendenti e hai dubbi sulle procedure di compensazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza e consulenza specializzata.


        ARTICOLI CORRELATI

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        NOTIZIE

        ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS

        Indice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente…
        Febbraio 21, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
        Dichiarazione dei redditi 730
        NOTIZIE

        Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

        Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze…
        Febbraio 20, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        NOTIZIE

        Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

        Indice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali…
        Febbraio 19, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
        Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-29 11:40:442026-05-31 17:09:30Crediti 730 ai Dipendenti: Compensazione F24 Ammessa anche con Ruoli Aperti
        MATERNITA', PATRONATO

        Congedo Parentale 2026: Domanda INPS al Via con Nuove Regole

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Congedo Parentale 2026: Cosa Cambia
        2. Come Fare Domanda di Congedo Parentale INPS
        3. Indennità INPS 2026: Quanto Spetta
        4. Chi Può Richiedere il Congedo Parentale 2026
        5. Scadenze e Tempistiche 2026

        Dal 2026 entra in vigore la nuova disciplina del congedo parentale con modifiche significative che ampliano i diritti dei genitori lavoratori. La domanda INPS per il congedo parentale è ufficialmente attiva con le nuove regole che introducono l’indennità all’80% per un mese aggiuntivo e l’estensione della fruizione fino ai 14 anni del bambino.

        Se sei un genitore lavoratore dipendente e vuoi usufruire del congedo parentale retribuito, questa guida ti spiega passo dopo passo come fare domanda INPS, quali sono le novità 2026, gli importi spettanti e i requisiti necessari.

        Congedo Parentale 2026: Cosa Cambia

        La Legge di Bilancio 2024, confermata anche per il 2026, ha introdotto importanti novità per il congedo parentale che rendono questo diritto più vantaggioso per le famiglie.

        Novità principali 2026

        • Indennità all’80% per un mese: invece del 30%, i genitori possono ottenere l’80% della retribuzione per un mese aggiuntivo di congedo (alternativo tra i genitori)
        • Estensione fino a 14 anni: il limite di età del bambino passa da 12 a 14 anni, ampliando il periodo durante il quale è possibile assentarsi dal lavoro
        • Domanda INPS semplificata: nuova procedura telematica più intuitiva per richiedere il congedo
        • Maggiore flessibilità: conferma della possibilità di fruire del congedo anche a ore o in modalità frazionata

        Confronto con le regole precedenti

        AspettoPrima del 2024Dal 2026
        Limite età bambino12 anni14 anni
        Indennità massima30% retribuzione80% per 1 mese + 30% per altri mesi
        Mesi indennizzati6 mesi totali6 mesi + 1 mese all’80%

        Queste modifiche rappresentano un investimento significativo nelle politiche familiari, con un impatto economico stimato di oltre 300 milioni di euro annui per sostenere la genitorialità.

        Come Fare Domanda di Congedo Parentale INPS

        La domanda di congedo parentale deve essere presentata obbligatoriamente in via telematica all’INPS prima dell’inizio del periodo di astensione dal lavoro. Ecco la procedura completa.

        Step 1: Preparazione documentazione

        Prima di avviare la domanda, assicurati di avere a disposizione:

        • Codice fiscale del genitore richiedente
        • Codice fiscale del bambino
        • Data di nascita o di ingresso in famiglia (per adozione/affidamento)
        • Periodo esatto di congedo richiesto (date inizio e fine)
        • Modalità di fruizione: continuativo, frazionato o a ore
        • Eventuale comunicazione preventiva al datore di lavoro

        Step 2: Accesso al portale INPS

        Puoi presentare la domanda INPS attraverso tre canali ufficiali:

        1. Portale INPS online (consigliato)

        Accedi al sito www.inps.it con le tue credenziali digitali:

        • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
        • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
        • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

        Naviga in: Sostegni, Sussidi e Indennità → Esplora Sostegni → Strumenti → Domanda di prestazione → Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti

        2. Contact Center INPS

        Chiama il numero verde:

        • 803 164 (gratuito da rete fissa)
        • 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

        3. Patronato CAF Centro Fiscale (GRATUITO)

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la compilazione e trasmissione della domanda INPS. Vantaggi:

        • Zero costi per il servizio
        • Verifica completa dei requisiti
        • Compilazione assistita per evitare errori
        • Supporto post-domanda in caso di integrazioni o problemi

        Step 3: Compilazione domanda

        Nel modulo online dovrai indicare:

        • Tipologia di congedo: parentale ordinario, prolungamento (per figli disabili), ecc.
        • Modalità di fruizione: continuativo, frazionato, a ore
        • Periodo richiesto: inserisci le date precise o il numero di ore/giorni
        • Percentuale di indennità: se richiedi il mese all’80% o i mesi al 30%
        • Dati del bambino: età, codice fiscale, rapporto di parentela

        Step 4: Invio e protocollo

        Dopo l’invio riceverai:

        • Numero di protocollo della domanda
        • Ricevuta di presentazione via email o PEC
        • Codice domanda per seguire l’iter online

        Tempi di presentazione

        La domanda deve essere presentata:

        • Almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo (congedo continuativo)
        • Almeno 2 giorni prima per congedi brevi o frazionati
        • Entro il giorno stesso solo in casi eccezionali documentati

        IMPORTANTE: presentare la domanda in ritardo può comportare la perdita dell’indennità per i giorni precedenti alla domanda.

        Indennità INPS 2026: Quanto Spetta

        L’indennità INPS per il congedo parentale varia in base al periodo fruito, all’età del bambino e alla modalità di richiesta.

        Indennità all’80% (NOVITÀ 2026)

        Per un mese aggiuntivo di congedo (o 30 giorni), uno dei due genitori può ottenere l’80% della retribuzione media:

        • Percentuale: 80% della retribuzione media giornaliera
        • Durata massima: 1 mese (30 giorni) per nucleo familiare
        • Limite età bambino: fino ai 6 anni
        • Alternativo: solo uno dei due genitori può fruirne
        • Non frazionabile: deve essere fruito in un unico periodo

        Indennità al 30%

        Per i restanti mesi di congedo (fino a 6 mesi complessivi tra entrambi i genitori), l’indennità è pari al 30% della retribuzione:

        • Percentuale: 30% della retribuzione media giornaliera
        • Durata massima: 6 mesi complessivi
        • Limite età bambino: fino ai 6 anni
        • Frazionabile: può essere fruito in più periodi

        Congedo non retribuito (6-14 anni)

        Per i periodi di congedo fruiti tra i 6 e i 14 anni del bambino:

        • Indennità INPS: nessuna retribuzione
        • Contribuzione figurativa: SÌ (conta per la pensione)
        • Conservazione posto di lavoro: SÌ

        Esempi pratici di calcolo

        Esempio 1 – Madre con RAL 30.000 euro

        • Retribuzione media giornaliera: circa 82 euro (30.000/365)
        • Indennità al 30%: 24,60 euro/giorno
        • Indennità all’80%: 65,60 euro/giorno

        Se prende 1 mese all’80% + 3 mesi al 30%:

        • 1 mese all’80%: 65,60 × 30 = 1.968 euro
        • 3 mesi al 30%: 24,60 × 90 = 2.214 euro
        • Totale 4 mesi: circa 4.182 euro lordi

        Esempio 2 – Padre con RAL 25.000 euro

        • Retribuzione media giornaliera: circa 68,50 euro
        • Se prende 2 mesi al 30%: 20,55 × 60 = 1.233 euro lordi

        Chi Può Richiedere il Congedo Parentale 2026

        Il congedo parentale con le nuove regole 2026 spetta a specifiche categorie di lavoratori.

        Requisiti per i lavoratori dipendenti

        Hanno diritto al congedo parentale:

        • Lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato)
        • Lavoratori dipendenti (settore pubblico e privato)
        • Genitori adottivi o affidatari (lavoratori dipendenti)

        NON hanno diritto:

        • Lavoratori autonomi (hanno disciplina separata)
        • Genitori disoccupati o sospesi dal lavoro
        • Lavoratori domestici (colf, badanti)

        Situazioni particolari

        Genitore solo

        In caso di morte dell’altro genitore, abbandono o affidamento esclusivo, il genitore solo ha diritto all’intero monte ore di 10 mesi (o 11 se ne fruisce 3 continuativi).

        Figli con disabilità

        Per genitori di figli con disabilità grave (L. 104/92):

        • Prolungamento del congedo fino ai 12 anni (oltre i normali 10-11 mesi)
        • Indennità al 30% per tutto il periodo
        • Cumulabile con i permessi L. 104

        Adozione e affidamento

        I genitori adottivi o affidatari possono fruire del congedo:

        • Entro 14 anni dall’ingresso in famiglia
        • In ogni caso non oltre la maggiore età del minore
        • Anche prima dell’ingresso in Italia (adozioni internazionali)

        Scadenze e Tempistiche 2026

        Per usufruire correttamente del congedo parentale 2026, è fondamentale rispettare le scadenze e conoscere le tempistiche di lavorazione.

        Quando presentare la domanda

        • Preavviso minimo: almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo
        • Preavviso consigliato: 15-20 giorni prima per evitare ritardi
        • Termine ultimo: prima dell’inizio effettivo dell’astensione

        Tempi di lavorazione INPS

        L’INPS elabora le domande con le seguenti tempistiche:

        • Accettazione domanda: entro 3-5 giorni lavorativi
        • Primo pagamento: entro 30-60 giorni dall’inizio del congedo
        • Pagamenti successivi: mensilmente (se congedo prolungato)

        Comunicazione al datore di lavoro

        Oltre alla domanda INPS, devi comunicare al tuo datore di lavoro:

        • Preavviso CCNL: verifica i giorni richiesti dal tuo contratto collettivo (solitamente 5-15 giorni)
        • Modalità: raccomandata A/R, PEC o consegna a mano con ricevuta
        • Contenuto: periodo richiesto, modalità (continuativo/frazionato/ore)

        Scadenze per il congedo all’80%

        Per usufruire dell’indennità maggiorata all’80%:

        • Il bambino deve avere meno di 6 anni al momento della fruizione
        • La domanda va presentata specificando la richiesta dell’80%
        • Una volta richiesto, non può essere modificato in corso d’opera

        Le nuove regole 2026 del congedo parentale rappresentano un’importante opportunità per i genitori lavoratori dipendenti che vogliono dedicare più tempo alla cura dei figli senza rinunciare a un adeguato supporto economico. L’indennità all’80% per un mese e l’estensione fino ai 14 anni rendono questo strumento più flessibile e vantaggioso.

        Per fare domanda INPS correttamente ed evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione dell’indennità, è fondamentale:

        • Presentare la domanda con il giusto anticipo (almeno 5 giorni)
        • Verificare di avere tutti i requisiti necessari
        • Scegliere correttamente tra indennità al 30% o 80%
        • Comunicare tempestivamente al datore di lavoro

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente in tutte le fasi della domanda, dalla verifica dei requisiti all’invio telematico, fino al controllo dell’erogazione dell’indennità.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla Domanda Congedo Parentale 2026


        Approfondimenti sul Congedo Parentale

        Scopri tutti i dettagli sulla disciplina del congedo parentale:

        • Congedo Parentale 14 Anni: Guida Completa 2026 per Dipendenti – Tutto quello che devi sapere sul congedo parentale con le nuove regole
        Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-29 10:40:442026-05-31 18:24:29Congedo Parentale 2026: Domanda INPS al Via con Nuove Regole
        NOTIZIE

        Rottamazione Cartelle Locali 2026: Definizione Agevolata nei Comuni

        ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

        La rottamazione delle cartelle esattoriali si estende anche ai tributi locali: numerosi Comuni italiani hanno aderito alla definizione agevolata 2026 per IMU, TARI, multe e altri tributi comunali. Questa opportunità consente ai contribuenti di sanare i debiti locali con significativi risparmi su sanzioni e interessi.

        Indice dei contenuti

        1. Cosa Sono le Cartelle Locali
        2. Differenza tra Rottamazione Nazionale e Locale
        3. Quali Comuni Hanno Aderito
        4. Scadenze e Termini per la Domanda
        5. Come Fare Domanda al Comune
        6. Cosa Si Paga e Cosa Si Risparmia
        7. Domande Frequenti

        Cosa Sono le Cartelle Locali

        Le cartelle locali sono avvisi di pagamento emessi dai Comuni (o loro concessionari) per debiti relativi a tributi comunali. Si tratta di un sistema parallelo rispetto alle cartelle esattoriali nazionali gestite dall’Agenzia Entrate-Riscossione.

        I principali debiti che rientrano nelle cartelle locali sono:

        • IMU e IMI (Imposta Municipale Unica)
        • TARI e TARSU (tassa rifiuti)
        • TOSAP e COSAP (occupazione suolo pubblico)
        • Multe stradali comunali
        • Canone acqua e fognatura
        • Altri tributi minori comunali

        La differenza sostanziale è che questi debiti non transitano per l’Agenzia Entrate-Riscossione ma sono gestiti direttamente dai Comuni o da società di riscossione locale come Soget, Maggioli, ecc.

        Differenza tra Rottamazione Nazionale e Locale

        È fondamentale distinguere le due forme di definizione agevolata:

        Rottamazione Quinquies (nazionale):

        • Riguarda debiti affidati all’Agenzia Entrate-Riscossione
        • Copre cartelle per imposte statali (IRPEF, IVA, contributi INPS)
        • Disciplinata dalla Legge di Bilancio nazionale
        • Scadenze e modalità fissate dal Governo

        Rottamazione locale (comunale):

        • Riguarda debiti per tributi comunali
        • Gestita autonomamente da ciascun Comune
        • Ogni Comune decide se aderire e con quali condizioni
        • Scadenze e modalità variano da Comune a Comune

        Un contribuente può avere cartelle di entrambi i tipi e dovrà presentare domande separate per le due rottamazioni.

        Quali Comuni Hanno Aderito

        La rottamazione delle cartelle locali è facoltativa: ogni Comune decide autonomamente se aderire alla definizione agevolata 2026. Al momento hanno aderito centinaia di Comuni, tra cui molte grandi città e capoluoghi.

        Come verificare se il tuo Comune ha aderito:

        • Consulta il sito web istituzionale del Comune
        • Cerca delibere di Giunta/Consiglio comunale con oggetto “definizione agevolata” o “rottamazione tributi locali”
        • Controlla gli avvisi sul portale tributario comunale
        • Rivolgiti all’Ufficio Tributi del tuo Comune

        Alcuni Comuni hanno pubblicato liste dettagliate dei debiti sanabili e modulistica specifica. Altri hanno delegato la gestione alle società di riscossione che invieranno comunicazioni ai contribuenti interessati.

        Scadenze e Termini per la Domanda

        Ogni Comune fissa autonomamente le proprie scadenze per la presentazione delle domande di definizione agevolata. Tuttavia, nella maggior parte dei casi le tempistiche seguono questo schema:

        • Gennaio-Marzo 2026: pubblicazione delibere comunali e apertura termini
        • 30 aprile 2026: scadenza indicativa per presentare domanda (varia per Comune)
        • Maggio-Giugno 2026: verifica istanze e comunicazione importi da pagare
        • Luglio 2026: pagamento in unica soluzione o prima rata

        ATTENZIONE: le scadenze possono variare significativamente. Alcuni Comuni potrebbero avere termini più brevi (febbraio-marzo) mentre altri potrebbero estendere fino a maggio-giugno. È essenziale verificare le scadenze specifiche del proprio Comune.

        Come Fare Domanda al Comune

        La procedura per richiedere la rottamazione delle cartelle locali prevede generalmente questi passaggi:

        1. Verifica debiti: accedi al portale tributario del Comune o richiedi estratto conto all’Ufficio Tributi
        2. Scarica modulistica: sul sito del Comune trova il modulo di domanda specifico
        3. Compila domanda: indica i debiti che vuoi rottamare e la modalità di pagamento (unica soluzione o rateizzazione)
        4. Presenta istanza: tramite PEC, raccomandata A/R, sportello comunale o portale online
        5. Attendi comunicazione: il Comune calcola l’importo dovuto e invia il piano di pagamento
        6. Effettua pagamento: rispetta le scadenze della prima rata o del pagamento unico

        Documenti generalmente richiesti:

        • Modulo domanda compilato
        • Copia documento identità
        • Elenco cartelle/avvisi da rottamare
        • Eventuale delega se ti avvali di un CAF o commercialista

        Cosa Si Paga e Cosa Si Risparmia

        La rottamazione delle cartelle locali comporta generalmente questi vantaggi:

        COSA SI PAGA:

        • Importo capitale del tributo dovuto (100%)
        • Eventualmente gli interessi di mora (dipende dal Comune, alcuni li azzerano)

        COSA NON SI PAGA (risparmi):

        • Sanzioni amministrative (azzerate al 100%)
        • Interessi di mora (in alcuni Comuni)
        • Aggio di riscossione (in molti Comuni)
        • Spese di notifica e procedurali

        Il risparmio effettivo dipende dalla delibera comunale. In media, le sanzioni rappresentano il 30-50% del totale dovuto, quindi il beneficio può essere molto significativo.

        Esempio pratico:

        • Debito IMU non pagata: 1.000 euro
        • Sanzioni (30%): 300 euro
        • Interessi: 50 euro
        • Aggio e spese: 100 euro
        • Totale cartella: 1.450 euro
        • Con rottamazione paghi: 1.000 euro (risparmio 450 euro = 31%)

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla Rottamazione Cartelle Locali

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        Posso rottamare sia le cartelle nazionali che quelle locali?

        Si, sono due procedure separate. Puoi presentare domanda di rottamazione quinquies all’Agenzia Entrate-Riscossione per i debiti statali e contemporaneamente richiedere la definizione agevolata al tuo Comune per i tributi locali.

        Se ho debiti con piu Comuni devo fare piu domande?

        Si, ogni Comune gestisce autonomamente la propria rottamazione. Se hai debiti in Comuni diversi (es. prima e seconda casa) dovrai presentare domande separate a ciascun Comune che ha aderito alla definizione agevolata.

        Cosa succede se non pago una rata della rottamazione locale?

        La decadenza dalla rottamazione avviene generalmente dopo 2-3 rate non pagate (dipende dalla delibera comunale). In caso di decadenza, il debito viene ripristinato con tutte le sanzioni e interessi originari e riprende la riscossione forzata.

        Il CAF puo aiutarmi con la rottamazione locale?

        Si, il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella verifica dei debiti, compilazione della domanda e presentazione al Comune. Contattaci per una consulenza personalizzata.

        La rottamazione delle cartelle locali rappresenta un’opportunità concreta per sanare debiti verso il proprio Comune con risparmi significativi. È importante verificare tempestivamente se il tuo Comune ha aderito e presentare domanda entro i termini previsti.


        ARTICOLI CORRELATI

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        NOTIZIE

        ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS

        Indice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente…
        Febbraio 21, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
        Dichiarazione dei redditi 730
        NOTIZIE

        Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

        Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze…
        Febbraio 20, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        NOTIZIE

        Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

        Indice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali…
        Febbraio 19, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
        Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-29 09:40:442026-05-31 09:56:55Rottamazione Cartelle Locali 2026: Definizione Agevolata nei Comuni
        Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

        Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida alla Scelta Corretta

        regime forfettario partita iva

        Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa alla Scelta Corretta

        Stai per aprire la partita IVA come architetto o ingegnere e non sai quale codice ATECO scegliere? Ti chiedi qual e la differenza tra 71.11.00, 71.12.10 e 71.12.20? Vuoi capire se puoi avere piu codici ATECO contemporaneamente?

        La scelta del codice ATECO corretto e fondamentale per la tua partita IVA: determina il coefficiente di redditivita in regime forfettario, gli obblighi professionali e la corretta classificazione fiscale della tua attivita. Un errore nella scelta puo portare a sanzioni e problemi con l’Agenzia delle Entrate.

        In questa guida completa analizzeremo tutti i codici ATECO per architetti e ingegneri, le differenze tra i vari codici, come scegliere quello giusto e gli errori da evitare.

        Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nell’apertura della partita IVA e nella corretta scelta del codice ATECO, garantendo la piena conformita fiscale.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’e il Codice ATECO
        2. Codice ATECO per Architetti (71.11.00)
        3. Codici ATECO per Ingegneri
        4. Il Coefficiente di Redditivita 78%
        5. Come Scegliere il Codice Corretto
        6. Piu Codici ATECO: Quando e Possibile
        7. Errori Comuni da Evitare
        8. Domande Frequenti

        Cos’e il Codice ATECO

        Il codice ATECO (Attivita Economiche) e una combinazione alfanumerica che identifica univocamente l’attivita economica svolta da un’impresa o da un professionista ai fini statistici e fiscali.

        A Cosa Serve il Codice ATECO

        FunzioneDescrizione
        Classificazione fiscaleIdentifica la tua attivita per l’Agenzia delle Entrate
        Regime forfettarioDetermina il coefficiente di redditivita
        Obblighi previdenzialiIndica la cassa di appartenenza (Inarcassa)
        Statistiche ISTATClassificazione per rilevazioni statistiche nazionali
        Camera di CommercioIscrizione al Registro Imprese (se applicabile)

        Struttura del Codice ATECO

        Il codice ATECO ha una struttura gerarchica a 6 cifre:

        • Sezione (lettera): M = Attivita professionali, scientifiche e tecniche
        • Divisione (2 cifre): 71 = Attivita degli studi di architettura e ingegneria
        • Gruppo (3 cifre): 71.1 = Attivita architettura / 71.2 = Collaudi e analisi
        • Classe (4 cifre): 71.11 = Architettura / 71.12 = Ingegneria
        • Categoria (5-6 cifre): 71.11.00, 71.12.10, ecc.

        Esempio: 71.11.00 = Sezione M, Divisione 71, Gruppo 71.1, Classe 71.11, Categoria 00

        Codice ATECO per Architetti: 71.11.00

        Il codice 71.11.00 e il codice ATECO principale per gli architetti liberi professionisti.

        Descrizione Ufficiale

        CODICE ATECO 71.11.00
        DenominazioneAttivita degli studi di architettura
        Coefficiente forfettario78%
        Cassa previdenzialeInarcassa
        Albo professionaleOrdine degli Architetti PPC

        Cosa Include il Codice 71.11.00

        Il codice 71.11.00 comprende:

        • Progettazione architettonica di edifici residenziali, commerciali, industriali
        • Pianificazione urbanistica e territoriale
        • Architettura del paesaggio e progettazione di spazi esterni
        • Restauro e ristrutturazione di edifici storici e moderni
        • Progettazione di interni (interior design architettonico)
        • Studi di fattibilita per progetti architettonici
        • Supervisione lavori e direzione artistica
        • Realizzazione di plastici e modelli architettonici
        • Consulenza architettonica

        Cosa Esclude il Codice 71.11.00

        Non rientrano nel codice 71.11.00:

        Attivita EsclusaCodice ATECO Corretto
        Progettazione strutturale e calcoli statici71.12.10
        Progettazione impianti (elettrici, meccanici)71.12.20
        Attivita di costruzione41.20.00, 43.xx.xx
        Gestione immobiliare68.20.00
        Intermediazione immobiliare68.31.00
        Design industriale/grafico74.10.xx

        Architetti Sezione A e Sezione B

        Il codice 71.11.00 si applica sia agli architetti Sezione A (laureati magistrali) che Sezione B (architetti junior con laurea triennale), con le rispettive limitazioni di competenze stabilite dall’Ordine.

        Codici ATECO per Ingegneri

        Gli ingegneri possono scegliere tra diversi codici ATECO in base alla specializzazione e al tipo di attivita svolta.

        Tabella Riepilogativa Codici ATECO Ingegneri

        CodiceDenominazioneCoefficienteSpecializzazione
        71.12.10Attivita degli studi di ingegneria78%Progettazione, calcoli strutturali
        71.12.20Servizi di ingegneria integrata78%Progetti multidisciplinari, BIM
        71.12.30Attivita tecniche svolte da geometri78%Rilievi, topografia, catasto

        71.12.10 – Attivita degli Studi di Ingegneria

        Il codice 71.12.10 e il piu utilizzato dagli ingegneri ed e dedicato alla progettazione tecnica e strutturale.

        Include:

        • Progettazione strutturale di edifici e infrastrutture
        • Calcoli statici e verifiche sismiche
        • Relazioni tecniche strutturali
        • Progettazione di fondazioni
        • Collaudi strutturali
        • Perizie e diagnosi strutturali
        • Studi di stabilita e consolidamento

        71.12.20 – Servizi di Ingegneria Integrata

        Il codice 71.12.20 e indicato per chi svolge attivita multidisciplinari che integrano diverse competenze.

        Include:

        • Progettazione integrata (strutture + impianti)
        • Progettazione impianti meccanici, elettrici, termici
        • Building Information Modeling (BIM)
        • Coordinamento tra discipline tecniche diverse
        • Efficienza energetica e certificazioni (LEED, BREEAM)
        • Valutazione di impatto ambientale
        • Project management tecnico

        71.12.30 – Attivita Tecniche da Geometri

        Il codice 71.12.30 e utilizzato principalmente dai geometri ma anche da ingegneri che svolgono attivita specifiche di rilievo.

        Include:

        • Rilievi topografici e catastali
        • Misurazione e mappatura di proprieta
        • Progettazione di piccole opere civili
        • Pratiche catastali e urbanistiche
        • Perizie estimative
        • Assistenza in fase costruttiva

        Differenze Chiave tra i Codici

        Aspetto71.12.1071.12.2071.12.30
        FocusStruttureMultidisciplinareRilievi/Catasto
        Complessita progettiAltaMolto altaMedia-bassa
        Impianti inclusiNoSiNo
        CoordinamentoNoSi (centrale)No
        Esempio tipicoCalcolo statico edificioProgetto completo BIMRilievo catastale

        Il Coefficiente di Redditivita 78%

        Tutti i codici ATECO per architetti e ingegneri (71.11.00, 71.12.10, 71.12.20, 71.12.30) hanno lo stesso coefficiente di redditivita del 78% in regime forfettario.

        Cosa Significa il Coefficiente 78%

        In regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente ai ricavi:

        Reddito Imponibile = Fatturato x 78%

        Il restante 22% e considerato forfettariamente come spese professionali (non devi documentarle).

        Calcolo Pratico

        ESEMPIO: Fatturato 60.000 euro
        Fatturato annuo60.000 euro
        Coefficiente di redditivitax 78%
        Reddito imponibile46.800 euro
        Spese forfettarie (22%)13.200 euro

        Tabella Coefficienti per Confronto

        Categoria ProfessionaleCoefficienteSpese Forfettarie
        Architetti e Ingegneri78%22%
        Psicologi, Commercialisti78%22%
        Intermediari commercio62%38%
        Commercio al dettaglio40%60%
        Ristorazione40%60%

        Perche lo Stesso Coefficiente?

        Tutti i professionisti tecnici (architetti, ingegneri, geometri) hanno il 78% perche:

        • Svolgono attivita intellettuali con basse spese materiali
        • I costi principali sono tempo e competenze, non merci
        • Le spese tipiche (software, attrezzature, formazione) sono limitate rispetto ai ricavi

        Attenzione: La scelta del codice ATECO non incide sul coefficiente forfettario per queste categorie. Scegli il codice in base all’attivita realmente svolta, non per motivi fiscali.

        Come Scegliere il Codice ATECO Corretto

        La scelta del codice ATECO deve basarsi sull’attivita effettivamente svolta, non su considerazioni fiscali.

        Matrice Decisionale

        Se svolgi prevalentemente…Codice ATECO
        Progettazione architettonica, design edifici, interni, urbanistica71.11.00
        Calcoli strutturali, progettazione strutturale, verifiche sismiche71.12.10
        Progetti integrati (strutture + impianti), BIM, coordinamento71.12.20
        Rilievi topografici, pratiche catastali, perizie estimative71.12.30

        Criterio della Prevalenza Economica

        Il codice prevalente e quello relativo all’attivita che genera il 70% o piu dei ricavi.

        Esempio pratico:

        Ricavi totali: 80.000 euro
        Progettazione architettonica58.000 euro72,5% – PREVALENTE
        Consulenza strutturale15.000 euro18,75% – Secondario
        Perizie tecniche7.000 euro8,75% – Secondario
        Codice prevalente: 71.11.00

        Domande Guida per la Scelta

        1. Qual e la tua professione principale? Architetto = 71.11.00, Ingegnere = 71.12.10/20
        2. Che tipo di progetti svolgi? Solo architettonici, solo strutturali, o integrati?
        3. Da quale attivita proviene il 70%+ dei ricavi? Quello e il tuo codice prevalente
        4. Svolgi attivita di coordinamento multidisciplinare? Se si, valuta 71.12.20

        Quando Cambiare il Codice ATECO

        Devi valutare un cambio di codice quando:

        • La composizione dei ricavi cambia significativamente (oltre il 10%)
        • Inizi una nuova specializzazione che diventa prevalente
        • Il tipo di clientela o progetti cambia strutturalmente

        Non cambiare codice solo per variazioni temporanee o stagionali dei ricavi.

        Piu Codici ATECO: Quando e Possibile

        E possibile avere piu codici ATECO contemporaneamente quando si svolgono attivita diverse e documentabili.

        Quando Avere Piu Codici

        SI – E consigliatoAttivita diverse con ricavi documentabili separatamente (es: 50% architettura, 30% ingegneria)
        NO – SconsigliatoAttivita secondaria sporadica (meno del 5% dei ricavi)
        SI – E consigliatoAttivita complementari che richiedono tracciabilita separata
        NO – SconsigliatoSolo per “flessibilita” senza attivita effettiva

        Esempio Pratico: Architetto con Attivita Multiple

        Ricavi totali: 100.000 euro
        Progettazione architettonica65.000 euro (65%)71.11.00 – PREVALENTE
        Consulenza energetica e BIM25.000 euro (25%)71.12.20 – Secondario
        Perizie immobiliari10.000 euro (10%)68.32.09 – Secondario

        Come Gestire Piu Codici

        1. Fatture separate: Emetti fatture con causale chiara per ogni tipo di attivita
        2. Tracciabilita: Mantieni documentazione che dimostri la natura delle prestazioni
        3. Dichiarazione: Indica tutti i codici nella dichiarazione dei redditi
        4. Aggiornamento: Comunica eventuali variazioni all’Agenzia delle Entrate

        Limite Massimo di Codici

        Non c’e un limite formale, ma nella pratica:

        • 1-2 codici: Situazione normale per la maggior parte dei professionisti
        • 3 codici: Accettabile se le attivita sono realmente diverse
        • 4+ codici: Puo attirare attenzione dell’Agenzia delle Entrate

        Errori Comuni da Evitare

        Ecco i 10 errori piu frequenti nella scelta del codice ATECO per architetti e ingegneri.

        Errore 1: Scegliere il Codice per Risparmio Fiscale

        Il problema: “Scelgo un codice diverso perche potrebbe avere un coefficiente piu basso.”

        La realta: Tutti i codici per architetti e ingegneri hanno il 78%. Non cambia nulla fiscalmente, ma rischi sanzioni per classificazione errata.

        Errore 2: Frazionare Artifiziosamente i Ricavi

        Il problema: Dichiarare ricavi divisi tra piu codici quando in realta l’attivita e una sola.

        Conseguenze: Accertamenti, sanzioni dal 100% al 200%, interessi moratori.

        Errore 3: Confondere Preferenza con Prevalenza

        Il problema: “Faccio 50% architettura e 50% ingegneria. Scelgo l’architettura perche mi piace di piu.”

        La realta: Il criterio e il ricavo effettivo, non la preferenza personale. Traccia i ricavi reali degli ultimi 2-3 anni.

        Errore 4: Non Documentare le Attivita Secondarie

        Il problema: Avere piu codici senza fatture che dimostrino la divisione.

        Soluzione: Fatture con causale chiara e documentazione di supporto per ogni attivita.

        Errore 5: Cambiare Codice Ogni Anno

        Il problema: Cambiare frequentemente codice ATECO senza motivi reali.

        Conseguenze: Attira l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate come anomalia.

        Errore 6: Non Comunicare le Variazioni

        Il problema: La composizione dei ricavi cambia ma non si aggiorna il codice ATECO.

        Soluzione: Valuta ogni anno se la composizione e cambiata significativamente (oltre il 10%).

        Errore 7: Usare Codici Troppo Generici

        Il problema: Usare codici come 71.12.90 “altre attivita di ingegneria non classificate” per avere flessibilita.

        Conseguenze: I codici generici attirano controlli. Meglio il codice specifico corretto.

        Errore 8: Ignorare gli Obblighi Professionali

        Il problema: Scegliere un codice che non corrisponde all’iscrizione all’Albo.

        Conseguenze: Problemi con Ordine professionale, Inarcassa e assicurazione RC.

        Errore 9: Confondere ATECO con Tipologia di Lavoro

        Il problema: “Sto facendo un lavoro di ingegneria, devo cambiare codice ATECO.”

        La realta: Il codice ATECO indica l’attivita prevalente, non ogni singolo incarico.

        Errore 10: Non Chiedere Consulenza

        Il problema: Scegliere il codice ATECO con il supporto di esperti senza verifiche.

        Soluzione: Consulta un commercialista o il CAF Centro Fiscale per una valutazione corretta.

        Domande Frequenti (FAQ)

        Qual e il codice ATECO per un architetto?

        Il codice ATECO principale per gli architetti e 71.11.00 – “Attivita degli studi di architettura”. Ha un coefficiente di redditivita del 78% in regime forfettario.

        Qual e il codice ATECO per un ingegnere?

        Il codice piu comune per gli ingegneri e 71.12.10 – “Attivita degli studi di ingegneria”. Per attivita multidisciplinari (strutture + impianti) si usa il 71.12.20.

        Posso avere sia il codice da architetto che da ingegnere?

        Si, se svolgi entrambe le attivita e hai i requisiti professionali. Devi indicare quale e il codice prevalente (quello con il 70%+ dei ricavi).

        Il codice ATECO influisce sulle tasse?

        Per architetti e ingegneri, no. Tutti i codici (71.11.00, 71.12.10, 71.12.20, 71.12.30) hanno lo stesso coefficiente forfettario del 78%.

        Cosa succede se scelgo il codice ATECO sbagliato?

        Rischi: accertamenti fiscali, sanzioni (100-200%), richiesta di differenze di imposta. E importante scegliere il codice corretto dall’inizio.

        Come faccio a cambiare il codice ATECO?

        Devi comunicare la variazione all’Agenzia delle Entrate tramite modello AA9/12 (persone fisiche) entro 30 giorni dalla variazione.

        Devo avere lo stesso codice ATECO della mia iscrizione all’Albo?

        Il codice ATECO deve essere coerente con la tua abilitazione professionale. Un architetto iscritto all’Albo usera tipicamente il 71.11.00.

        Conclusioni

        La scelta del codice ATECO corretto e fondamentale per architetti e ingegneri che aprono la partita IVA.

        Punti chiave da ricordare:

        • Architetti: Codice 71.11.00 – Attivita degli studi di architettura
        • Ingegneri: Codice 71.12.10 (strutture), 71.12.20 (integrata), 71.12.30 (rilievi)
        • Coefficiente: 78% per tutti i codici – nessun vantaggio fiscale nella scelta
        • Prevalenza: Scegli in base all’attivita che genera il 70%+ dei ricavi
        • Piu codici: Possibile se le attivita sono diverse e documentabili
        • Errori: Evita scelte basate su considerazioni fiscali o preferenze personali

        Il CAF Centro Fiscale offre consulenza specializzata per architetti e ingegneri: verifica del codice ATECO corretto, apertura partita IVA, iscrizione Inarcassa e ottimizzazione fiscale.

        Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata sulla scelta del codice ATECO.

        Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per la classificazione ufficiale ATECO, consultare il sito ISTAT (www.istat.it).

        Articoli correlati:

        • Partita IVA Architetto e Ingegnere: Guida Completa 2026
        • Contributi Inarcassa 2026: Aliquote e Scadenze
        • Fatturazione per Architetti e Ingegneri

        Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

        Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

        +2000
        Partite IVA aperte
        100%
        Assistenza garantita

        Compila il modulo per una consulenza gratuita:


          Il tuo nome (*)

          La tua email (*)

          Il tuo telefono (*)

          Richiesta (eventuale)

          Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

          Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

          Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-29 09:00:002026-05-30 00:07:25Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida alla Scelta Corretta
          FINANZIAMENTI, Prestiti Pensionati

          Cessione del Quinto sulla Pensione: Come Funziona e Quanto Puoi Ottenere

          finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale

          Indice dei contenuti

          1. Come Funziona la Cessione del Quinto sulla Pensione
          2. Requisiti INPS per i Pensionati
          3. Importi Ottenibili per Fascia di Pensione
          4. Tassi di Interesse per Età
          5. Vantaggi Specifici per Pensionati
          6. Durata Massima e Età Fine Prestito
          7. Domande Frequenti

          La cessione del quinto sulla pensione è una delle soluzioni di prestito più accessibili per i pensionati, che permette di ottenere liquidità immediata senza garanzie reali e con trattenuta automatica sul cedolino pensione INPS. Si tratta di un finanziamento garantito che consente ai pensionati di età anche superiore ai 70 anni di accedere al credito con tassi competitivi e sicurezza totale per la famiglia grazie alla polizza vita inclusa.

          Per approfondire tutte le forme di prestito per pensionati, consulta la nostra guida completa sulla cessione del quinto 2026.

          Nel 2026, la cessione del quinto pensione continua a essere la scelta preferita da chi percepisce un trattamento pensionistico INPS stabile e ha bisogno di liquidità per spese impreviste, ristrutturazioni casa, acquisto auto, spese mediche o aiuto economico ai figli. Il meccanismo è semplice: l’INPS trattiene automaticamente fino a un quinto (20%) della pensione netta mensile e la versa direttamente all’istituto finanziario, garantendo il rimborso senza rischi di dimenticanze o ritardi.

          In questa guida scoprirai come funziona la cessione del quinto sulla pensione, quali sono i requisiti INPS per i pensionati, gli importi ottenibili in base alla fascia di pensione, i tassi di interesse 2026 per età, i vantaggi specifici per chi è già in pensione e la durata massima in base all’età al termine del prestito.

          Come Funziona la Cessione del Quinto sulla Pensione

          Il meccanismo della cessione del quinto sulla pensione si basa su un accordo tra pensionato richiedente, istituto finanziario (banca o società specializzata) e ente pensionistico (INPS, INPDAP, ex ENPALS). La particolarità che rende questa forma di prestito così sicura è la trattenuta diretta sul cedolino pensione, che elimina qualsiasi rischio di insolvenza.

          Il meccanismo della trattenuta INPS

          L’INPS (o altro ente pensionistico) trattiene automaticamente ogni mese fino a un quinto (20%) della pensione netta prima di accreditarla sul conto corrente del pensionato. Questo importo viene versato direttamente all’istituto finanziario che ha erogato il prestito, garantendo il rimborso puntuale senza necessità di RID bancari, bonifici mensili o altre operazioni da parte del pensionato.

          Esempio pratico:

          • Pensione netta mensile: 1.200 euro
          • Rata massima cessione (20%): 240 euro
          • Pensione accreditata sul conto: 960 euro (1.200 – 240)

          Il pensionato riceve quindi la pensione già al netto della rata, senza dover gestire pagamenti mensili. Questo sistema offre massima tranquillità e elimina il rischio di dimenticare scadenze o incorrere in penali per ritardo.

          Durata della trattenuta

          La trattenuta prosegue automaticamente ogni mese per tutta la durata del prestito (da 60 a 120 mesi, cioè da 5 a 10 anni) fino alla completa estinzione del debito. Se il pensionato sceglie di estinguere anticipatamente il prestito, può farlo in qualsiasi momento rimborsando il capitale residuo, e la trattenuta cessa dal mese successivo.

          Cosa succede in caso di decesso

          In caso di decesso del pensionato durante il periodo di rimborso, entra in funzione la polizza vita obbligatoria inclusa nel contratto. Questa polizza estingue automaticamente il debito residuo senza che gli eredi debbano pagare alcunché. Si tratta di una tutela fondamentale per la famiglia, che evita il trasferimento del debito agli eredi.

          Requisiti INPS per i Pensionati

          Per richiedere la cessione del quinto sulla pensione è necessario soddisfare alcuni requisiti minimi stabiliti dagli istituti finanziari in accordo con l’INPS. Questi requisiti garantiscono la sostenibilità del prestito e la sicurezza del rimborso.

          Pensione minima richiesta

          La pensione netta mensile minima per accedere alla cessione del quinto varia da istituto a istituto, ma generalmente è compresa tra 650 e 800 euro al mese. Questo perché la rata massima (20% del netto) deve essere sostenibile e lasciare al pensionato una liquidità residua sufficiente per le spese di vita quotidiana.

          Esempi di pensione minima:

          • Pensione 650 euro: rata max 130 euro → prestito max 8.000-10.000 euro
          • Pensione 800 euro: rata max 160 euro → prestito max 10.000-12.000 euro

          Con pensioni inferiori a 650 euro (come l’assegno sociale di circa 500 euro) è difficile ottenere la cessione del quinto, perché la rata risulterebbe troppo bassa per gli istituti finanziari.

          Età massima al termine del prestito

          Il limite di età più rilevante non è l’età al momento della richiesta, ma l’età al termine del prestito. La maggior parte degli istituti finanziari richiede che il pensionato non superi gli 85-90 anni alla fine del piano di rimborso. Alcuni istituti specializzati accettano fino a 90 anni al termine.

          Esempi pratici:

          • Pensionato 70 anni: può richiedere prestito fino a 15 anni (termine a 85 anni)
          • Pensionato 75 anni: può richiedere prestito fino a 10 anni (termine a 85 anni)
          • Pensionato 80 anni: può richiedere prestito fino a 5 anni (termine a 85 anni)

          Questo requisito è legato al costo della polizza vita, che aumenta esponenzialmente con l’età. Oltre gli 85-90 anni, il premio assicurativo diventa troppo oneroso.

          Tipologie di pensione ammesse

          Non tutte le pensioni sono ammesse alla cessione del quinto. Le tipologie accettate sono:

          • Pensione di vecchiaia INPS: la più comune, accettata da tutti gli istituti
          • Pensione anticipata: accettata se il trattamento è definitivo e stabile
          • Pensione di invalidità INPS (permanente): accettata se l’invalidità è confermata in via definitiva (non provvisoria)
          • Pensione di reversibilità: accettata con condizioni più restrittive (importi più bassi, durate ridotte)
          • Pensioni ex INPDAP, ENPALS, INPDAI: accettate come le pensioni INPS

          NON sono generalmente accettate:

          • Assegno sociale: importo troppo basso (circa 500 euro/mese)
          • Pensioni provvisorie: mancanza di stabilità del reddito
          • Pensioni estere: difficoltà di trattenuta diretta

          Assenza di pignoramenti

          Il pensionato non deve avere pignoramenti in corso sulla pensione. Se è presente un pignoramento da parte di terzi (es. Agenzia Entrate, banche, creditori), la capienza residua (quota pignorabile + 20% cessione) deve rientrare nei limiti di legge. In caso contrario, la richiesta viene respinta.

          Importi Ottenibili per Fascia di Pensione

          L’importo massimo ottenibile con la cessione del quinto sulla pensione dipende da tre fattori principali: pensione netta mensile, età del pensionato e durata scelta per il rimborso. La rata massima è sempre il 20% della pensione netta, ma l’importo totale finanziabile varia in base alla durata del prestito e al tasso applicato.

          Tabella importi per fascia di pensione

          Ecco alcuni esempi pratici di importi ottenibili con la cessione del quinto per diverse fasce di pensione (dati 2026, TAN medio 7,5%):

          Pensione nettaRata max (20%)Prestito ottenibileDurata consigliata
          800 euro160 euro10.000 euro60 mesi (5 anni)
          1.000 euro200 euro12.500 euro60 mesi (5 anni)
          1.200 euro240 euro15.000 euro72 mesi (6 anni)
          1.500 euro300 euro20.000 euro84 mesi (7 anni)
          2.000 euro400 euro25.000 euro96 mesi (8 anni)
          2.500 euro500 euro30.000 euro108 mesi (9 anni)

          IMPORTANTE: Gli importi sopra indicati sono indicativi e calcolati con TAN medio del 7,5%. L’importo effettivo dipende dal tasso applicato, dall’età del pensionato e dalla durata scelta.

          Importi massimi in base all’età

          L’età del pensionato influisce sull’importo massimo ottenibile perché determina la durata residua del prestito (fino a 85-90 anni al termine).

          Esempi:

          • Pensionato 65 anni, pensione 1.500 euro: può richiedere fino a 20 anni (termine a 85) → importo max 30.000-35.000 euro
          • Pensionato 75 anni, pensione 1.500 euro: può richiedere fino a 10 anni (termine a 85) → importo max 20.000-22.000 euro
          • Pensionato 80 anni, pensione 1.500 euro: può richiedere fino a 5 anni (termine a 85) → importo max 12.000-15.000 euro

          Più il pensionato è giovane, maggiore è la durata disponibile e quindi l’importo finanziabile.

          Calcolo personalizzato della disponibilità

          Per conoscere l’importo esatto ottenibile in base alla tua situazione specifica (età, pensione netta, durata preferita), è necessario richiedere un preventivo personalizzato all’istituto finanziario. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella raccolta della documentazione (cedolini pensione, estratto INPS) e nel confronto delle offerte di diversi istituti per trovare la soluzione più conveniente.

          Tassi di Interesse per Età

          I tassi di interesse applicati alla cessione del quinto sulla pensione variano in base a diversi fattori, ma il principale è l’età del pensionato. Più il pensionato è anziano, più alto è il costo della polizza vita obbligatoria, che si riflette sul TAEG complessivo.

          Range di tassi 2026 per fascia di età

          Ecco i tassi medi applicati nel 2026 per la cessione del quinto pensione, suddivisi per fascia di età (dati aggiornati gennaio 2026):

          Fascia etàTAN medioTAEG medioNote
          60-70 anni7,0% – 7,5%8,5% – 9,0%Tassi più bassi, polizza vita contenuta
          70-75 anni7,5% – 8,0%9,0% – 9,5%Polizza vita leggermente più cara
          75-80 anni8,0% – 8,5%9,5% – 10,0%Polizza vita in aumento
          80-85 anni8,5% – 9,0%10,0% – 10,5%Polizza vita molto costosa

          Perché i tassi aumentano con l’età

          La differenza nei tassi tra un pensionato di 65 anni e uno di 80 anni (circa 1,5-2 punti percentuali) dipende principalmente dal costo della polizza vita obbligatoria. La polizza vita copre il rischio di decesso durante il periodo di rimborso: se il pensionato muore prima di aver estinto il debito, la polizza paga il capitale residuo all’istituto finanziario, liberando gli eredi dall’obbligo di rimborso.

          Il premio della polizza vita aumenta esponenzialmente con l’età perché il rischio attuariale di decesso è più alto per i pensionati anziani. Questo premio viene incluso nel TAEG, facendo aumentare il costo totale del prestito.

          Differenza tra TAN e TAEG

          • TAN (Tasso Annuo Nominale): è il tasso puro degli interessi applicato al capitale, senza considerare le spese accessorie
          • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): include tutti i costi del prestito (interessi + spese istruttoria + commissioni + polizze assicurative). È l’indicatore più corretto per confrontare le offerte

          La differenza tra TAEG e TAN (circa 1,5-2 punti percentuali) è quasi interamente dovuta al costo delle polizze (vita + impiego + invalidità).

          Come ottenere i tassi più bassi

          Per ottenere i tassi più convenienti, è consigliabile:

          • Richiedere il prestito prima dei 70 anni: i tassi sono più bassi e la durata disponibile è maggiore
          • Confrontare almeno 3-4 istituti: i tassi possono variare anche di 1-1,5 punti percentuali tra diversi operatori
          • Scegliere durate più brevi: prestiti a 5 anni hanno tassi più bassi rispetto a quelli a 10 anni
          • Evitare intermediari non trasparenti: alcuni agenti applicano commissioni occulte che fanno lievitare il TAEG

          Vantaggi Specifici per Pensionati

          La cessione del quinto sulla pensione offre numerosi vantaggi specifici per i pensionati rispetto ad altre forme di prestito. Questi vantaggi la rendono la soluzione ideale per chi ha superato i 65-70 anni e ha difficoltà ad accedere al credito tradizionale.

          1. Nessuna busta paga da presentare

          A differenza dei prestiti personali tradizionali, che richiedono buste paga recenti e CU per verificare il reddito, la cessione del quinto pensione richiede semplicemente i cedolini pensione INPS degli ultimi 2-3 mesi. Non serve dimostrare anzianità lavorativa, contratti a tempo indeterminato o altre garanzie occupazionali.

          2. Stabilità del reddito pensionistico

          La pensione INPS è un reddito stabile e garantito dallo Stato, che non può essere perso (a differenza dello stipendio in caso di licenziamento) e viene rivalutato annualmente in base all’inflazione. Questa stabilità rende la cessione del quinto estremamente sicura sia per il pensionato che per l’istituto finanziario.

          3. Polizza vita inclusa (tutela eredi)

          Ogni cessione del quinto sulla pensione include una polizza vita obbligatoria che, in caso di decesso del pensionato, estingue automaticamente il debito residuo. Questo significa che gli eredi non devono pagare nulla e non vedono ridotta l’eredità dal debito del genitore. Si tratta di una tutela fondamentale per la famiglia.

          Esempio: Un pensionato di 72 anni richiede un prestito di 15.000 euro con cessione del quinto a 7 anni. Se muore al terzo anno, quando il debito residuo è ancora di 9.000 euro, la polizza vita paga questi 9.000 euro all’istituto finanziario, e gli eredi non devono restituire nulla.

          4. Accesso al credito anche over 70

          I prestiti personali tradizionali sono molto difficili da ottenere per chi ha più di 70 anni, perché le banche considerano troppo alto il rischio di insolvenza. La cessione del quinto pensione, invece, è accessibile fino a 85-90 anni (al termine del prestito), proprio grazie alla trattenuta diretta INPS e alla polizza vita inclusa.

          5. Nessuna verifica anzianità lavorativa

          Per i pensionati non serve dimostrare anzianità di servizio, stabilità del rapporto di lavoro o altre condizioni richieste ai dipendenti. L’unico requisito è avere una pensione INPS di almeno 650-800 euro netti al mese.

          6. Gestione automatica senza preoccupazioni

          La trattenuta automatica sul cedolino pensione elimina qualsiasi preoccupazione legata ai pagamenti mensili. Il pensionato non deve ricordarsi scadenze, impostare RID bancari o fare bonifici: tutto avviene automaticamente tramite INPS.

          Durata Massima e Età Fine Prestito

          La durata massima della cessione del quinto sulla pensione dipende principalmente dall’età del pensionato al momento della richiesta e dall’età massima consentita al termine del prestito. La maggior parte degli istituti finanziari richiede che il pensionato non superi gli 85-90 anni alla fine del piano di rimborso.

          Età massima al termine del prestito

          Gli istituti finanziari applicano un limite di età al termine del prestito (non al momento della richiesta) per motivi attuariali legati al costo della polizza vita. I limiti più comuni sono:

          • 85 anni: applicato dalla maggior parte degli istituti tradizionali
          • 90 anni: applicato da alcuni istituti specializzati in prestiti senior

          Esempi pratici:

          • Pensionato 65 anni: può richiedere prestito fino a 20 anni (termine a 85) o 25 anni (termine a 90 se l’istituto lo consente)
          • Pensionato 75 anni: può richiedere prestito fino a 10 anni (termine a 85) o 15 anni (termine a 90)
          • Pensionato 80 anni: può richiedere prestito fino a 5 anni (termine a 85) o 10 anni (termine a 90)
          • Pensionato 85 anni: può richiedere prestito fino a 5 anni (termine a 90, solo con istituti specializzati)

          Durata massima del prestito

          La durata massima assoluta per la cessione del quinto pensione è generalmente di 96-120 mesi (8-10 anni), ma dipende dall’età del pensionato. Più il pensionato è anziano, più breve sarà la durata massima consentita.

          Tabella durate massime per età:

          Età pensionatoDurata max (termine a 85 anni)Durata max (termine a 90 anni)
          60 anni25 anni (300 mesi)30 anni (360 mesi)
          65 anni20 anni (240 mesi)25 anni (300 mesi)
          70 anni15 anni (180 mesi)20 anni (240 mesi)
          75 anni10 anni (120 mesi)15 anni (180 mesi)
          80 anni5 anni (60 mesi)10 anni (120 mesi)

          NOTA: Non tutti gli istituti accettano durate così lunghe. La maggior parte limita a 10 anni (120 mesi) la durata massima indipendentemente dall’età.

          Limitazioni per pensioni di reversibilità

          Le pensioni di reversibilità (erogate al coniuge superstite dopo il decesso del pensionato principale) sono ammesse alla cessione del quinto, ma con condizioni più restrittive:

          • Importi più bassi: generalmente il 50-60% dell’importo ottenibile con pensione diretta
          • Durate più brevi: massimo 5-7 anni (60-84 mesi)
          • Tassi leggermente più alti: il rischio è maggiore per l’istituto

          Questo perché la pensione di reversibilità è generalmente più bassa della pensione diretta (60-80% dell’importo originario) e può subire riduzioni in caso di nuove nozze del beneficiario.

          Come scegliere la durata ottimale

          La scelta della durata del prestito deve bilanciare due esigenze:

          • Durata più lunga: rata mensile più bassa, maggiore liquidità residua ogni mese, ma costo totale più alto (più interessi)
          • Durata più breve: rata mensile più alta, meno liquidità residua, ma costo totale più basso (meno interessi)

          Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare la durata ottimale in base alla tua situazione economica, valutando la sostenibilità della rata rispetto alle spese fisse mensili.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sulla Cessione del Quinto Pensione


          Richiedi Assistenza per la Cessione del Quinto Pensione

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta nella verifica della documentazione (cedolini pensione, estratti INPS), nel calcolo della sostenibilità della rata e nel confronto delle offerte di diversi istituti finanziari.

            Il tuo nome (*)

            La tua email (*)

            Il tuo telefono (*)

            Richiesta (eventuale)

            Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


            ARTICOLI CORRELATI

            finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
            FINANZIAMENTI, Prestiti Ristrutturazione

            Finanziamento Efficienza Energetica: Caldaia, Infissi, Cappotto Termico

            Indice dei contenutiCosti Medi Interventi Efficienza Energetica Opzioni Finanziamento Specifiche Ecobonus 65%: Requisiti e Come Ottenerlo Risparmio Bollette Atteso Procedura e Tempistiche Esempio Pratico: Finanziamento + Detrazione Domande…
            Febbraio 21, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 09:00:002026-01-07 11:00:35Finanziamento Efficienza Energetica: Caldaia, Infissi, Cappotto Termico
            finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
            FINANZIAMENTI, Prestiti Ristrutturazione

            Bonus Ristrutturazione 2026: Guida Completa alle Detrazioni e Come Ottenerle

            Indice dei contenutiBonus Ristrutturazione 2026: Detrazione 50% per Interventi Edilizi Ecobonus 2026: Detrazione 65% per Efficientamento Energetico Bonus Mobili 2026: Detrazione 50% fino a 5.000 Euro Superbonus 2026: Solo Lavori…
            Febbraio 19, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:00:002026-01-07 11:00:31Bonus Ristrutturazione 2026: Guida Completa alle Detrazioni e Come Ottenerle
            finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
            FINANZIAMENTI, Prestiti Ristrutturazione

            Prestito Ristrutturazione Casa 2026: Guida Completa, Tassi e Come Richiederlo

            Indice dei contenutiPerché Richiedere un Prestito per la Ristrutturazione Casa Opzioni di Finanziamento Disponibili nel 2026 Budget Ristrutturazione per Tipo di Lavoro Prestito vs Mutuo Ristrutturazione: Quando Scegliere Cosa Collegamento…
            Febbraio 17, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-17 09:00:002026-01-07 11:00:28Prestito Ristrutturazione Casa 2026: Guida Completa, Tassi e Come Richiederlo
            Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-29 09:00:002026-05-31 16:48:33Cessione del Quinto sulla Pensione: Come Funziona e Quanto Puoi Ottenere
            CAF, CRIPTOVALUTE, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

            Modello Redditi Criptovalute 2026: Guida Completa Quadro RT e RW

            Dichiarazione redditi Criptovalute

            Guida definitiva 2026: tutto ciò che devi sapere per dichiarare correttamente le tue criptovalute nel Modello Redditi. Quadro RT, Quadro RW, calcolo plusvalenze, nuova aliquota 33% e come evitare sanzioni.

            Indice dei contenuti

            1. Introduzione: perché dichiarare le crypto
            2. Normativa fiscale 2025-2026
            3. Obblighi dichiarativi
            4. Quadro RW: monitoraggio fiscale
            5. Quadro RT: plusvalenze
            6. Come calcolare le plusvalenze
            7. Il metodo LIFO spiegato
            8. Gestire le minusvalenze
            9. Affrancamento e rivalutazione
            10. Scadenze e versamenti
            11. Errori comuni da evitare
            12. Domande frequenti

            Introduzione: perché è fondamentale dichiarare le criptovalute

            Le criptovalute non sono più un Far West fiscale. L’Italia ha introdotto regole precise per la tassazione e il monitoraggio delle cripto-attività, con sanzioni severe per chi non le rispetta.

            Dal 2023, le plusvalenze da criptovalute sono equiparate ai redditi diversi di natura finanziaria e devono essere dichiarate nel Modello Redditi Persone Fisiche. Chi detiene crypto deve inoltre compilare il Quadro RW per il monitoraggio fiscale.

            Questa guida ti accompagna passo passo attraverso tutti gli adempimenti fiscali legati alle criptovalute, con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 che cambiano significativamente il panorama fiscale.

            Normativa fiscale 2025-2026: cosa è cambiato

            La Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) ha introdotto modifiche importanti alla tassazione delle cripto-attività:

            Novità dal 2025

            • Eliminazione della franchigia: abolita la soglia di esenzione di 2.000 euro. Tutte le plusvalenze sono ora tassabili
            • Aliquota invariata: per il 2025 resta al 26%
            • Inclusione ISEE: le criptovalute entrano nel calcolo del patrimonio mobiliare ISEE

            Novità dal 2026

            • Aumento aliquota al 33%: le plusvalenze saranno tassate al 33% invece che al 26%
            • Eccezione stablecoin euro: i token di moneta elettronica in euro (MiCAR) mantengono il 26%

            Approfondimento: Tassazione al 33% per le Plusvalenze su Cripto-Attività: Cosa Cambia

            Obblighi dichiarativi: chi deve dichiarare

            Ogni persona fisica residente in Italia che detiene o negozia criptovalute ha due obblighi distinti:

            ObbligoQuadroQuando scatta
            Monitoraggio fiscaleRW (o W nel 730)Sempre, se detieni crypto al 31/12
            Dichiarazione plusvalenzeRT (o T nel 730)Solo se hai venduto/convertito crypto

            Importante: l’obbligo di monitoraggio nel Quadro RW sussiste anche se non hai fatto alcuna operazione durante l’anno. Se al 31 dicembre detenevi anche solo 1 euro in criptovalute, devi dichiararlo.

            Quadro RW: il monitoraggio fiscale

            Il Quadro RW serve per il monitoraggio delle attività estere, incluse le criptovalute (considerate sempre “estere” indipendentemente da dove sono custodite).

            Come compilare il Quadro RW

            Devi compilare un rigo per ogni wallet o exchange dove detieni criptovalute:

            • Colonna 1 (Codice): indicare “14” per cripto-attività
            • Colonna 3 (Valore iniziale): valore in euro al 1° gennaio dell’anno
            • Colonna 4 (Valore finale): valore in euro al 31 dicembre dell’anno
            • Colonna 7 (Giorni): numero di giorni di detenzione
            • Colonna 20: barrare se le crypto sono detenute in cold wallet

            Attenzione: se utilizzi più exchange (Binance, Coinbase, Kraken, ecc.) o hai wallet diversi (hardware wallet, MetaMask, ecc.), devi compilare un rigo separato per ciascuno.

            IVAFE sulle criptovalute

            Le criptovalute non sono soggette all’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere). Questo perché non rientrano nella definizione di “prodotti finanziari” ai fini dell’imposta patrimoniale.

            Quadro RT: dichiarare le plusvalenze

            Il Quadro RT (sezione II-B per le cripto-attività) è dove dichiari le plusvalenze realizzate dalla vendita o conversione di criptovalute.

            Quando si genera una plusvalenza tassabile

            • Vendita per euro o altra valuta fiat (es. vendi Bitcoin e incassi euro)
            • Conversione tra criptovalute (es. converti Bitcoin in Ethereum)
            • Acquisto di beni o servizi con criptovalute
            • Pagamento di prestazioni ricevuto in crypto

            Righi da compilare nel Quadro RT

            • RT41 Col. 1: totale corrispettivi delle cessioni (quanto hai incassato)
            • RT41 Col. 2: costo fiscale riconosciuto (prezzo di acquisto con metodo LIFO)
            • RT42: plusvalenze da affrancamento (se hai aderito)
            • RT43: plusvalenza netta imponibile
            • RT44: imposta sostitutiva (26% per 2025, 33% dal 2026)

            Come calcolare le plusvalenze

            Il calcolo delle plusvalenze può essere complesso, soprattutto per chi fa trading frequente. Ecco i passaggi fondamentali:

            1. Raccogli lo storico delle operazioni

            Per ogni exchange o wallet, scarica lo storico completo delle transazioni. Servono:

            • Data e ora di ogni acquisto
            • Quantità acquistata
            • Prezzo pagato in euro
            • Commissioni pagate
            • Data e ora di ogni vendita/conversione
            • Quantità venduta
            • Controvalore in euro incassato

            2. Applica il metodo LIFO

            Per ogni vendita, identifica quali unità sono state cedute usando il criterio LIFO (ultime entrate, prime uscite).

            3. Calcola la plusvalenza per ogni operazione

            Plusvalenza = Corrispettivo vendita - Costo acquisto (LIFO) - Commissioni

            4. Somma tutte le plusvalenze dell’anno

            Il totale delle plusvalenze nette va riportato nel Quadro RT.

            Il metodo LIFO spiegato con esempio

            Il metodo LIFO (Last In, First Out) prevede che si considerino cedute per prime le criptovalute acquistate più di recente.

            Esempio pratico:

            DataOperazioneQuantità BTCPrezzo unitarioTotale
            01/03/2024Acquisto0,540.000€20.000€
            15/06/2024Acquisto0,355.000€16.500€
            01/09/2024Acquisto0,250.000€10.000€
            15/11/2024Vendita0,480.000€32.000€

            Applicazione LIFO per la vendita di 0,4 BTC:

            1. Si cedono prima i 0,2 BTC del 01/09 (costo: 10.000€)
            2. Poi si cedono 0,2 BTC dei 0,3 del 15/06 (costo: 11.000€)

            Calcolo plusvalenza:

            • Corrispettivo vendita: 32.000€
            • Costo LIFO: 10.000€ + 11.000€ = 21.000€
            • Plusvalenza: 11.000€

            Gestire le minusvalenze

            Se le tue operazioni hanno generato una perdita (minusvalenza), hai comunque interesse a dichiararla. Le minusvalenze possono essere compensate con plusvalenze future nei quattro anni successivi.

            Esempio:

            • 2025: realizzi una minusvalenza di 5.000€ → la dichiari nel Quadro RT
            • 2026: realizzi una plusvalenza di 8.000€
            • Plusvalenza imponibile 2026: 8.000€ – 5.000€ = 3.000€

            Affrancamento e rivalutazione al 18%

            La Legge di Bilancio 2025 offre la possibilità di rivalutare il valore fiscale delle criptovalute al 1° gennaio 2025, pagando un’imposta sostitutiva del 18% sulla plusvalenza latente.

            Come funziona

            1. Calcoli il valore delle tue crypto al 1° gennaio 2025
            2. Sottrai il costo storico di acquisto
            3. Sulla differenza paghi il 18%
            4. Il nuovo costo fiscale diventa il valore al 1° gennaio 2025

            Quando conviene

            L’affrancamento conviene se:

            • Hai acquistato crypto a prezzi molto bassi (es. Bitcoin a 3.000€)
            • Prevedi di vendere nei prossimi anni
            • Vuoi “cristallizzare” la plusvalenza latente a un’aliquota inferiore

            Scadenza versamento: 30 novembre 2025

            Scadenze e versamenti

            AdempimentoScadenza
            Dichiarazione Redditi PF (Quadri RT/RW)30 settembre (anno successivo)
            Versamento imposta sostitutiva30 giugno (anno successivo)
            Versamento affrancamento 18%30 novembre 2025

            Errori comuni da evitare

            1. Non dichiarare il possesso: anche senza vendite, devi compilare il Quadro RW
            2. Confondere detenzione e realizzo: la detenzione non genera plusvalenze, solo la vendita/conversione
            3. Dimenticare le conversioni crypto-crypto: anche lo scambio tra criptovalute genera plusvalenza
            4. Usare il metodo sbagliato: il calcolo va fatto con LIFO, non con media ponderata
            5. Non considerare le commissioni: le fee degli exchange sono deducibili dal costo
            6. Dichiarare valori approssimativi: usa sempre lo storico ufficiale degli exchange

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande frequenti

            Devo dichiarare le crypto se le ho solo comprate e non vendute?

            Sì, devi comunque compilare il Quadro RW per il monitoraggio fiscale. Non devi invece compilare il Quadro RT perché non hai realizzato plusvalenze.

            Come dichiaro crypto su exchange diversi?

            Devi compilare un rigo separato nel Quadro RW per ogni exchange o wallet dove detieni criptovalute. Indica il valore iniziale e finale per ciascuna posizione.

            Le crypto regalate vanno dichiarate?

            Sì, le crypto ricevute in regalo vanno dichiarate nel Quadro RW. Il costo fiscale da assumere è il valore al momento del ricevimento (potrebbero applicarsi anche imposte su donazioni).

            Posso usare il 730 per dichiarare le crypto?

            Sì, dal 2024 puoi usare il Modello 730 compilando il Quadro W (analogo del RW) e il Quadro T (analogo del RT) se hai plusvalenze.

            Cosa succede se ho minusvalenze?

            Le minusvalenze vanno comunque dichiarate e possono essere compensate con plusvalenze realizzate nei quattro anni successivi.

            Devo dichiarare gli NFT?

            Sì, gli NFT sono cripto-attività a tutti gli effetti. Vanno dichiarati nel Quadro RW e le plusvalenze dalla vendita nel Quadro RT.

            Come recupero lo storico delle operazioni?

            Ogni exchange offre la possibilità di scaricare lo storico completo delle transazioni. Cerca nelle impostazioni la sezione ‘Storico’ o ‘Report fiscale’.

            Posso fare la dichiarazione da solo?

            Tecnicamente sì, ma data la complessità dei calcoli (soprattutto con molte operazioni) è consigliabile affidarsi a un CAF o professionista esperto in cripto-attività.

            Affida la dichiarazione delle tue criptovalute al CAF Centro Fiscale

            I nostri esperti ti aiutano a calcolare correttamente le plusvalenze, compilare i Quadri RT e RW, e valutare la convenienza dell’affrancamento. Dichiarazione completa a partire da 80€.

            Prenota su WhatsApp

            Oppure compila il modulo per essere ricontattato:


              Il tuo nome (*)

              La tua email (*)

              Il tuo telefono (*)

              Richiesta (eventuale)

              Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B
              Tel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com

              Approfondimenti

              • Tassazione 33% Plusvalenze Crypto – Cosa cambia dal 2026
              • Dichiarazione Redditi Criptovalute – Il servizio del CAF
              Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-29 09:00:002026-05-31 16:54:46Modello Redditi Criptovalute 2026: Guida Completa Quadro RT e RW
              Pagina 164 di 191«‹162163164165166›»

              Ultime notizie

              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 amin: NOTIZIE
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 amin: NOTIZIE
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiOttobre 4, 2026 - 7:00 amin: NOTIZIE
              Search Search

              Seguici su Facebook

              Categorie Articoli

              Ultimi Articoli

              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiOttobre 4, 2026 - 7:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneOttobre 3, 2026 - 11:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaOttobre 3, 2026 - 9:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Ottobre 3, 2026 - 7:00 am
              • fatturazione elettronica CAF Udine
                Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed esteroOttobre 2, 2026 - 3:00 pm
              • regime forfettario partita iva
                Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAGOttobre 2, 2026 - 1:00 pm
              CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

              Contatti

              Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
              Email: info@centrofiscale.com
              Telefono: 0432 1638640
              WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
              WhatsApp Patronato: 324 7411699

              Ultimi Articoli

              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiOttobre 4, 2026 - 7:00 am
              © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
              mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
              • Collegamento a Facebook
              • Collegamento a Instagram
              • Collegamento a Rss questo sito
              Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto