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FINANZIAMENTI, Guide Prestiti

Documenti per Richiedere un Prestito: Elenco Completo 2026

finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Documenti Base Richiesti da Tutte le Banche
  2. Documenti per Lavoratori Dipendenti
  3. Documenti per Autonomi e Partite IVA
  4. Documenti per Pensionati
  5. Documenti Aggiuntivi per Importi Elevati
  6. Come Preparare la Documentazione
  7. Checklist Completa Documenti Prestito 2026
  8. Domande Frequenti

Richiedere un prestito personale può sembrare complicato, ma preparare correttamente la documentazione necessaria è il primo passo fondamentale per ottenere l’approvazione rapida della banca o della finanziaria. Ogni istituto di credito richiede documenti specifici in base al profilo del richiedente (lavoratore dipendente, autonomo con partita IVA, pensionato) e all’importo del finanziamento.

In questa guida completa scoprirai tutti i documenti richiesti per un prestito personale nel 2026, suddivisi per categoria di richiedente. Ti forniremo anche una checklist scaricabile per assicurarti di avere tutto il necessario prima di presentare la domanda, evitando ritardi nell’istruttoria.

Conoscere in anticipo quali documenti preparare ti permette di velocizzare l’approvazione del prestito e aumentare le probabilità di successo. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella raccolta e verifica della documentazione necessaria.

Documenti Base Richiesti da Tutte le Banche

Indipendentemente dal tipo di prestito e dal profilo del richiedente, esistono documenti base obbligatori che tutte le banche e finanziarie richiedono per avviare l’istruttoria del prestito.

Documento d’identità valido

La carta d’identità (cartacea o elettronica), il passaporto o la patente di guida in corso di validità. Il documento deve essere leggibile e non scaduto.

Codice fiscale

La tessera sanitaria con codice fiscale o un certificato di attribuzione del codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. Necessario per l’identificazione fiscale del richiedente.

Permesso di soggiorno (per cittadini extra-UE)

Per i cittadini non comunitari è obbligatorio presentare il permesso di soggiorno valido e rinnovato, con durata residua superiore alla durata del prestito richiesto.

Estratto conto corrente

Gli ultimi 3-6 mesi di estratti conto del conto corrente principale, per verificare la capacità di risparmio, la regolarità dei flussi di cassa e l’assenza di scoperti ricorrenti o protestati.

Dichiarazione dello stato di famiglia

Certificato anagrafico che attesta la composizione del nucleo familiare. Richiesto per valutare il carico familiare e la sostenibilità della rata rispetto alle spese familiari complessive.

Autocertificazione assenza procedure concorsuali

Dichiarazione firmata che attesta l’assenza di procedure fallimentari, pignoramenti, sequestri o iscrizioni a ruolo in corso. Molti istituti richiedono anche una visura camerale (per autonomi) o una visura CRIF per verificare la presenza di protesti o segnalazioni negative.

Documenti per Lavoratori Dipendenti

I lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico che privato) devono presentare documentazione aggiuntiva per dimostrare la stabilità del reddito e la continuità lavorativa.

Buste paga degli ultimi 3-6 mesi

Le ultime 3-6 buste paga consecutive (dipende dall’istituto) per verificare lo stipendio netto mensile, le trattenute fiscali e previdenziali, e l’eventuale presenza di cessioni del quinto o pignoramenti già in corso.

Certificazione Unica (CU) dell’anno precedente

La CU (ex CUD) rilasciata dal datore di lavoro, che attesta i redditi complessivi annui, le ritenute IRPEF versate e gli eventuali crediti o debiti fiscali. Serve per confermare la coerenza tra quanto dichiarato nelle buste paga e il reddito certificato.

Contratto di lavoro

Copia del contratto di assunzione che specifica la tipologia contrattuale (tempo indeterminato, determinato, apprendistato), la qualifica, il livello retributivo e la data di assunzione. I contratti a tempo indeterminato sono preferiti; per i contratti a tempo determinato, la durata residua deve essere superiore alla durata del prestito (solitamente almeno 24-36 mesi).

Lettera del datore di lavoro (nulla osta)

Per la cessione del quinto dello stipendio, è obbligatoria una lettera del datore di lavoro (“nulla osta”) che autorizza la trattenuta mensile in busta paga. Il datore certifica anche l’assenza di altre cessioni che supererebbero il limite del 20%.

Dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF)

L’ultima dichiarazione dei redditi presentata (730 o Modello Redditi Persone Fisiche), completa di ricevuta di presentazione. Serve per verificare la situazione fiscale complessiva e l’eventuale presenza di redditi da locazione, redditi finanziari o altri redditi non emergenti dalle buste paga.

Documenti per Autonomi e Partite IVA

I lavoratori autonomi e i titolari di partita IVA devono fornire documentazione più complessa rispetto ai dipendenti, poiché il loro reddito è variabile e richiede maggiori verifiche da parte della banca.

Visura camerale aggiornata

La visura camerale ordinaria della Camera di Commercio, con data di emissione non superiore a 3 mesi, che attesta l’iscrizione della partita IVA, l’attività svolta, la forma giuridica (ditta individuale, SNC, SRL, etc.) e l’assenza di procedure concorsuali.

Dichiarazioni dei redditi degli ultimi 2-3 anni

Modelli Redditi Persone Fisiche (ex Unico) o 730 degli ultimi 2-3 anni fiscali, completi di tutti i quadri compilati (RG per redditi d’impresa, RE per redditi da lavoro autonomo) e delle ricevute di presentazione telematica. Servono per valutare la continuità reddituale e il trend degli ultimi anni.

Bilanci degli ultimi 2-3 anni (per società)

Per le società di capitali (SRL, SPA) e le società di persone (SNC, SAS): bilanci depositati presso il Registro Imprese degli ultimi 2-3 esercizi, completi di Stato Patrimoniale, Conto Economico e Nota Integrativa.

Modelli F24 pagamento imposte

Ricevute di pagamento F24 delle imposte (IRPEF, IRES, IRAP, IVA) degli ultimi 12 mesi, per verificare la regolarità fiscale e l’assenza di debiti tributari.

DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva)

Certificato rilasciato dall’INPS che attesta la regolarità contributiva (assenza di debiti previdenziali). Valido 120 giorni dalla data di emissione.

Certificato iscrizione albo professionale (per professionisti)

Per professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri, medici, etc.): certificato di iscrizione all’albo professionale di categoria, che attesta l’abilitazione alla professione e l’assenza di sospensioni.

Documenti per Pensionati

I pensionati che richiedono un prestito personale (in particolare la cessione del quinto della pensione) devono fornire documentazione specifica sulla loro posizione pensionistica.

Cedolini della pensione ultimi 3-6 mesi

Gli ultimi 3-6 cedolini pensione rilasciati dall’INPS, INPDAP o altro ente pensionistico, che attestano l’importo netto mensile, le ritenute fiscali e l’eventuale presenza di cessioni del quinto o pignoramenti già attivi.

Certificazione Unica (CU) della pensione

La Certificazione Unica rilasciata dall’INPS per l’anno fiscale precedente, che riporta il reddito complessivo da pensione, le ritenute IRPEF applicate e gli eventuali crediti o debiti fiscali.

Estratto conto INPS (ObisM)

L’estratto contributivo scaricabile dal portale INPS (servizio “Estratto conto contributivo”), che riporta la storico contributivo completo, i contributi versati, la decorrenza della pensione e la tipologia di trattamento (vecchiaia, anzianità, invalidità, reversibilità).

Documento attestazione tipo pensione

Certificato INPS che specifica la tipologia di pensione erogata: pensione di vecchiaia (diretta), pensione anticipata, pensione di invalidità (temporanea o permanente), pensione di reversibilità (indiretta ai superstiti). Le banche preferiscono le pensioni dirette permanenti; per quelle di reversibilità o invalidità temporanea potrebbero applicare condizioni più restrittive.

Dichiarazione dei redditi (se pensionato con altri redditi)

Se il pensionato percepisce altri redditi oltre alla pensione (redditi da locazione, redditi finanziari, reddito da lavoro occasionale): l’ultima dichiarazione 730 o Redditi PF per attestare i redditi complessivi.

Documenti Aggiuntivi per Importi Elevati

Per prestiti di importo elevato (generalmente superiore a 30.000-50.000 euro), le banche richiedono documentazione aggiuntiva per valutare con maggiore accuratezza la capacità di rimborso e il patrimonio del richiedente.

Certificato di proprietà immobiliare

Visure catastali e atti di proprietà (rogiti notarili) di eventuali immobili posseduti (abitazione principale, seconde case, terreni). Anche se il prestito è non garantito (senza ipoteca), la proprietà immobiliare rappresenta un indicatore patrimoniale positivo che aumenta l’affidabilità creditizia.

Valutazione immobiliare (perizia)

Per prestiti superiori a 75.000-100.000 euro, alcuni istituti richiedono una perizia di stima degli immobili posseduti, redatta da un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere) o da una società di valutazione convenzionata con la banca.

Contratti di locazione (per redditi da locazione)

Copie dei contratti di affitto registrati presso l’Agenzia delle Entrate, se si dichiarano redditi da locazione come integrazione al reddito principale. Serve per verificare la coerenza tra quanto dichiarato nel 730 e i contratti effettivi.

Titoli, fondi, polizze vita con valore di riscatto

Documentazione relativa a investimenti finanziari (estratti conto titoli, fondi comuni, polizze vita, piani pensione) che attestano un patrimonio mobiliare significativo. Anche senza costituire garanzia formale, rappresentano una riserva di liquidità in caso di difficoltà nel rimborso.

Autocertificazione antimafia (per importi >25.000 euro)

Per prestiti superiori a 25.000 euro, è obbligatoria l’autocertificazione antimafia (modulo standard) che dichiara l’assenza di condanne penali per reati connessi alla criminalità organizzata. Per importi molto elevati (>150.000 euro), la banca richiede anche la certificazione antimafia rilasciata dalla Prefettura.

Come Preparare la Documentazione

Preparare correttamente la documentazione per il prestito è fondamentale per evitare ritardi nell’istruttoria e aumentare le probabilità di approvazione rapida. Segui questi consigli pratici.

1. Raccogli i documenti con anticipo

Non aspettare l’ultimo momento per raccogliere i documenti. Alcuni (come la visura camerale, il DURC, l’estratto INPS) richiedono tempo per il rilascio (3-7 giorni lavorativi). Inizia a raccogliere tutto almeno 15-20 giorni prima della richiesta del prestito.

2. Verifica la scadenza dei documenti

Controlla che tutti i documenti siano validi e non scaduti: carta d’identità, permesso di soggiorno, visure camerali (max 3 mesi), DURC (max 120 giorni). Un documento scaduto blocca l’istruttoria e richiede nuova documentazione.

3. Assicurati che i documenti siano leggibili

Se invii copie scansionate o fotografie, assicurati che siano leggibili, a colori (per documenti d’identità) e con risoluzione adeguata (almeno 300 dpi). Documenti illeggibili vengono rifiutati e rallentano l’istruttoria.

4. Prepara copie conformi se richieste

Alcuni istituti richiedono copie conformi all’originale (autenticate) di alcuni documenti. Puoi farle autenticare presso CAF, Patronato, Comune (ufficio anagrafe) o Notaio (costo più elevato).

5. Organizza i documenti in cartelle

Crea una cartella fisica o digitale con tutti i documenti suddivisi per categoria (identità, reddito, patrimonio, etc.). Questo facilita l’invio alla banca e dimostra professionalità, aumentando l’impressione positiva.

6. Richiedi assistenza al CAF

Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a:

  • Verificare la completezza della documentazione prima dell’invio
  • Richiedere documenti INPS (estratto contributivo, CU pensione)
  • Preparare autocertificazioni conformi
  • Calcolare la sostenibilità della rata rispetto al reddito
  • Confrontare le offerte di diversi istituti

Checklist Completa Documenti Prestito 2026

Ecco la checklist completa di tutti i documenti necessari per richiedere un prestito personale nel 2026, suddivisa per tipologia di richiedente.

DOCUMENTI BASE (tutti i richiedenti)

  • ☐ Documento d’identità valido (carta d’identità, passaporto, patente)
  • ☐ Codice fiscale (tessera sanitaria)
  • ☐ Permesso di soggiorno valido (solo cittadini extra-UE)
  • ☐ Estratti conto corrente ultimi 3-6 mesi
  • ☐ Stato di famiglia (certificato anagrafico)
  • ☐ Autocertificazione assenza procedure concorsuali

DOCUMENTI LAVORATORI DIPENDENTI

  • ☐ Buste paga ultimi 3-6 mesi consecutive
  • ☐ Certificazione Unica (CU) anno precedente
  • ☐ Contratto di lavoro (tempo indeterminato o determinato)
  • ☐ Lettera nulla osta datore lavoro (per cessione del quinto)
  • ☐ Dichiarazione redditi (730 o Redditi PF) ultimo anno

DOCUMENTI AUTONOMI E PARTITE IVA

  • ☐ Visura camerale aggiornata (max 3 mesi)
  • ☐ Dichiarazioni redditi ultimi 2-3 anni (Redditi PF o 730)
  • ☐ Bilanci ultimi 2-3 anni (per società)
  • ☐ Modelli F24 pagamento imposte ultimi 12 mesi
  • ☐ DURC (Documento Unico Regolarità Contributiva)
  • ☐ Certificato iscrizione albo professionale (per professionisti)

DOCUMENTI PENSIONATI

  • ☐ Cedolini pensione ultimi 3-6 mesi
  • ☐ Certificazione Unica (CU) pensione anno precedente
  • ☐ Estratto conto contributivo INPS (ObisM)
  • ☐ Documento attestazione tipo pensione (diretta/reversibilità/invalidità)
  • ☐ Dichiarazione redditi (se altri redditi oltre pensione)

DOCUMENTI PER IMPORTI ELEVATI (>30.000 euro)

  • ☐ Certificati proprietà immobiliare (visure catastali + rogiti)
  • ☐ Perizia valutazione immobili (se richiesta)
  • ☐ Contratti locazione registrati (per redditi da affitto)
  • ☐ Estratti conto titoli/fondi/polizze (patrimonio mobiliare)
  • ☐ Autocertificazione antimafia (obbligatoria per importi >25.000 euro)

DOCUMENTI FACOLTATIVI (migliorano il profilo creditizio)

  • ☐ Garanzie personali (fideiussioni di terzi)
  • ☐ Polizze vita riscattabili
  • ☐ Certificati assenza protesti (visura CRIF positiva)
  • ☐ Referenze bancarie (lettere banca precedente)

Scarica e stampa questa checklist per assicurarti di avere tutta la documentazione necessaria prima di richiedere il prestito!

Preparare correttamente tutti i documenti necessari per il prestito è il primo passo fondamentale per ottenere l’approvazione rapida e le condizioni migliori dalla banca. Seguendo questa guida completa 2026 e utilizzando la checklist scaricabile, puoi assicurarti di avere tutta la documentazione pronta, evitando ritardi nell’istruttoria.

Ricorda che il profilo documentale completo e ordinato dimostra serietà e affidabilità, aumentando le probabilità di successo. Se hai dubbi sulla documentazione o vuoi un supporto nella raccolta e verifica, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assistenza personalizzata.

Domande Frequenti sui Documenti per Prestito

Quanti documenti servono per richiedere un prestito personale?

Il numero di documenti varia in base al profilo del richiedente. I lavoratori dipendenti devono presentare circa 8-10 documenti (identita, buste paga, CU, contratto), mentre autonomi e partite IVA necessitano di 12-15 documenti (visure, bilanci, dichiarazioni redditi, DURC). I pensionati forniscono circa 7-9 documenti (cedolini, estratto INPS, CU pensione).

Posso richiedere un prestito senza busta paga?

Si, ma solo se hai altri redditi dimostrabili. I lavoratori autonomi presentano dichiarazioni dei redditi e bilanci, i pensionati i cedolini della pensione, chi ha redditi da locazione i contratti registrati. Le banche valutano sempre la capacita di rimborso, indipendentemente dalla tipologia di reddito.

Quanto tempo e valida la documentazione per il prestito?

I documenti d’identita devono essere validi per tutta la durata del prestito. Le visure camerali hanno validita 90 giorni, il DURC 120 giorni, gli estratti conto 3-6 mesi. Le dichiarazioni dei redditi e le CU si riferiscono sempre all’anno fiscale precedente. Se l’istruttoria si prolunga oltre questi termini, i documenti vanno aggiornati.

Il CAF puo aiutarmi a raccogliere i documenti per il prestito?

Si, il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella verifica della completezza documentale, richiedere estratti INPS e CU per pensionati, preparare autocertificazioni conformi, calcolare la sostenibilita della rata rispetto al reddito e confrontare le offerte di diversi istituti. Il CAF non eroga prestiti ma ti guida nella scelta consapevole.

Cosa succede se manca un documento durante l’istruttoria?

Se manca un documento obbligatorio, la banca sospende l’istruttoria e richiede l’integrazione entro 7-15 giorni. Se non fornisci il documento richiesto entro i termini, la domanda viene respinta e devi ripresentarla da capo. Per evitare ritardi, verifica sempre la checklist completa prima dell’invio.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a raccogliere e verificare tutti i documenti necessari per richiedere il prestito, calcolare la sostenibilità della rata e confrontare le migliori offerte.

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    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
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    Issam Elhefnawi
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    Sibongile Moyana
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    CAF

    Codici Tributo IRPEF F24: Elenco Completo e Novità 2026

    aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono i codici tributo IRPEF
    2. Il modello F24: struttura e funzionamento
    3. Elenco completo codici tributo IRPEF
    4. Codici per saldo e acconti IRPEF
    5. Codici per ritenute alla fonte
    6. Codici per addizionali regionali e comunali
    7. Novità 2026: nuovi codici e modifiche
    8. Come compilare correttamente l’F24
    9. Scadenze pagamento IRPEF 2026
    10. Domande frequenti

    Il modello F24 è lo strumento fondamentale per il pagamento delle imposte in Italia, e conoscere i codici tributo IRPEF corretti è essenziale per evitare errori che potrebbero causare sanzioni o ritardi nei pagamenti. In questa guida completa analizziamo tutti i codici tributo F24 relativi all’IRPEF, con le novità introdotte nel 2026 e le istruzioni dettagliate per la compilazione.

    Che tu debba versare il saldo IRPEF, gli acconti IRPEF o le addizionali regionali e comunali, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente il modello F24 ed effettuare i pagamenti nei termini previsti.

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    Cosa sono i codici tributo IRPEF

    I codici tributo sono codici numerici di 4 cifre che identificano in modo univoco la tipologia di imposta o contributo da versare tramite il modello F24. Per quanto riguarda l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), esistono diversi codici tributo che corrispondono a differenti tipologie di pagamento.

    Ogni codice tributo IRPEF ha una funzione specifica e deve essere utilizzato nel contesto corretto: versare il codice sbagliato può comportare l’errato accredito del pagamento, con conseguenti problematiche fiscali e l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.

    I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite specifiche Risoluzioni e sono periodicamente aggiornati per adeguarsi alle modifiche normative. È fondamentale consultare sempre la documentazione ufficiale più recente per verificare eventuali variazioni.

    Il modello F24: struttura e funzionamento

    Il modello F24 è il documento unificato per il pagamento di imposte, tributi e contributi. Si compone di diverse sezioni, ciascuna dedicata a specifiche tipologie di versamenti:

    • Sezione Erario: per il versamento di imposte dirette (IRPEF, IRES, imposte sostitutive) e IVA
    • Sezione INPS: per contributi previdenziali e assistenziali
    • Sezione Regioni: per tributi regionali (IRAP, tasse automobilistiche, ecc.)
    • Sezione IMU e altri tributi locali: per imposte comunali
    • Sezione Altri enti previdenziali e assicurativi: per contributi a enti diversi dall’INPS

    Per i versamenti IRPEF, la compilazione avviene principalmente nella sezione Erario, dove vanno indicati:

    • Codice tributo: il codice di 4 cifre specifico (es. 4001 per il saldo IRPEF)
    • Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce il pagamento (formato AAAA)
    • Importo a debito versato: la somma da pagare
    • Codice ufficio: eventuale codice dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (spesso non necessario)
    • Codice atto: utilizzato in caso di ravvedimento operoso o versamenti a seguito di controlli

    Il modello F24 può essere compilato e pagato in diverse modalità: online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, F24 online), attraverso home banking, oppure presso sportelli bancari e postali (limitatamente ad alcuni casi specifici).

    Elenco completo codici tributo IRPEF

    Di seguito la tabella completa dei principali codici tributo IRPEF utilizzati per i versamenti tramite modello F24. I codici sono suddivisi per tipologia di pagamento:

    Codice TributoDescrizioneUtilizzo
    4001Saldo IRPEFVersamento del saldo annuale dell’imposta
    4033Prima rata acconto IRPEFAcconto del 40% (giugno/luglio)
    4034Seconda rata acconto IRPEFAcconto del 60% (novembre)
    1989Addizionale regionale IRPEF – SaldoSaldo addizionale regionale
    1990Addizionale regionale IRPEF – Prima rata accontoPrima rata acconto regionale
    1991Addizionale regionale IRPEF – Seconda rata accontoSeconda rata acconto regionale
    3801Addizionale comunale IRPEF – SaldoSaldo addizionale comunale
    3802Addizionale comunale IRPEF – AccontoAcconto addizionale comunale
    1001Ritenute IRPEF lavoro dipendenteRitenute operate dai sostituti d’imposta
    1002Ritenute IRPEF lavoro autonomoRitenute su compensi professionali
    1012Ritenute IRPEF redditi di capitaleRitenute su interessi, dividendi
    1040Ritenute IRPEF provvigioniRitenute su provvigioni
    1627IRPEF da lavoro dipendente trattenuta dal datoreVersamento trattenute mensili

    Questa tabella comprende i codici tributo più utilizzati dai contribuenti per la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o Redditi Persone Fisiche. Ciascun codice ha una specifica funzione e va utilizzato nel contesto appropriato.

    Codici per saldo e acconti IRPEF

    Il pagamento dell’IRPEF avviene attraverso un sistema di saldo e acconti. Vediamo nel dettaglio i codici tributo da utilizzare per ciascuna tipologia di versamento:

    Codice 4001: Saldo IRPEF

    Il codice tributo 4001 viene utilizzato per il versamento del saldo IRPEF, ovvero la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti.

    Il saldo IRPEF si versa entro le seguenti scadenze:

    • 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento (senza maggiorazione)
    • 30 luglio dell’anno successivo (con maggiorazione dello 0,40%)

    Esempio pratico: per la dichiarazione dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024), il saldo IRPEF va versato entro il 30 giugno 2025 utilizzando il codice tributo 4001, indicando “2024” come anno di riferimento.

    Codice 4033: Prima rata acconto IRPEF

    Il codice tributo 4033 identifica la prima rata dell’acconto IRPEF, pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso (stimata sulla base dell’anno precedente).

    La prima rata acconto si versa:

    • 30 giugno (per chi presenta il modello 730)
    • 30 luglio con maggiorazione dello 0,40% (rateizzazione consentita)

    È possibile versare la prima rata in un’unica soluzione insieme al saldo, oppure rateizzarla fino a novembre applicando gli interessi.

    Codice 4034: Seconda rata acconto IRPEF

    Il codice tributo 4034 si utilizza per la seconda rata dell’acconto IRPEF, pari al 60% dell’imposta annua stimata.

    La scadenza della seconda rata acconto è fissata al 30 novembre di ciascun anno. Non è prevista la possibilità di rateizzazione per questa quota.

    Attenzione: l’acconto IRPEF non è dovuto se l’importo complessivo (prima + seconda rata) è inferiore a 51,65 euro.

    Codici per ritenute alla fonte

    Le ritenute alla fonte sono prelievi fiscali che il sostituto d’imposta (datore di lavoro, committente, istituto bancario) opera direttamente alla fonte del reddito, versandole all’Erario per conto del contribuente.

    I principali codici tributo per le ritenute IRPEF sono i seguenti:

    Codice 1001: Ritenute IRPEF lavoro dipendente

    Il codice 1001 viene utilizzato dai datori di lavoro per versare le ritenute IRPEF operate sulle retribuzioni dei dipendenti. Il versamento va effettuato entro il 16 del mese successivo a quello di corresponsione degli stipendi.

    Codice 1002: Ritenute IRPEF lavoro autonomo

    Il codice tributo 1002 si applica alle ritenute d’acconto operate sui compensi dei professionisti e lavoratori autonomi. L’aliquota standard è del 20% del compenso lordo.

    Il committente che corrisponde il compenso deve operare la ritenuta e versarla entro il 16 del mese successivo al pagamento. Il professionista, in sede di dichiarazione dei redditi, potrà scomputare le ritenute subite dall’imposta complessiva dovuta.

    Codice 1012: Ritenute su redditi di capitale

    Il codice 1012 identifica le ritenute IRPEF applicate ai redditi di capitale, come interessi su conti correnti, dividendi azionari, interessi su obbligazioni.

    Le banche e gli intermediari finanziari operano automaticamente la ritenuta (solitamente del 26%) e la versano all’Erario utilizzando questo codice tributo.

    Codici per addizionali regionali e comunali

    Oltre all’IRPEF nazionale, i contribuenti devono versare anche le addizionali IRPEF a favore di Regioni e Comuni. Queste imposte seguono la stessa base imponibile dell’IRPEF ma hanno aliquote stabilite dagli enti locali.

    Addizionale regionale IRPEF

    L’addizionale regionale IRPEF viene versata utilizzando i seguenti codici tributo:

    • Codice 1989: saldo addizionale regionale IRPEF
    • Codice 1990: prima rata acconto addizionale regionale
    • Codice 1991: seconda rata acconto addizionale regionale

    Le aliquote dell’addizionale regionale variano da Regione a Regione e possono essere progressive. Ad esempio:

    • Lombardia: aliquota base 1,23% (con progressive maggiorazioni per redditi superiori)
    • Lazio: aliquota base 1,73% (con progressive maggiorazioni)
    • Friuli Venezia Giulia: aliquota 1,23%

    Il saldo e gli acconti seguono le stesse scadenze dell’IRPEF nazionale (30 giugno o 30 luglio per saldo e prima rata, 30 novembre per seconda rata).

    Addizionale comunale IRPEF

    L’addizionale comunale IRPEF utilizza i codici tributo:

    • Codice 3801: saldo addizionale comunale IRPEF
    • Codice 3802: acconto addizionale comunale IRPEF

    Ogni Comune stabilisce autonomamente l’aliquota dell’addizionale (con un tetto massimo dello 0,9%), eventuali detrazioni e soglie di esenzione. Le aliquote comunali variano significativamente: alcuni Comuni non applicano l’addizionale, altri applicano aliquote progressive fino allo 0,9%.

    Per conoscere l’aliquota specifica del proprio Comune di residenza, è possibile consultare il sito del Dipartimento delle Finanze del MEF o il portale del Comune stesso.

    Novità 2026: nuovi codici e modifiche

    Per l’anno 2026 sono state introdotte alcune importanti novità in materia di codici tributo IRPEF e modalità di versamento. Vediamo le principali modifiche:

    Riforma IRPEF: nuove aliquote e scaglioni

    Con la Legge di Bilancio 2026 è stata confermata la struttura a tre scaglioni IRPEF introdotta nel 2024:

    • Fino a 28.000 euro: aliquota 23%
    • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%
    • Oltre 50.000 euro: aliquota 43%

    Sebbene le aliquote siano rimaste invariate, il calcolo del saldo e degli acconti IRPEF per il 2026 dovrà tenere conto di queste percentuali. I codici tributo (4001, 4033, 4034) restano gli stessi.

    Nuovi codici per regimi speciali

    Sono stati istituiti nuovi codici tributo specifici per particolari categorie di contribuenti o regimi fiscali agevolati. Tra questi:

    • Codici dedicati ai lavoratori impatriati che usufruiscono di agevolazioni fiscali
    • Codici per il regime forfettario (imposta sostitutiva 5% o 15%)
    • Codici per cedolare secca sugli affitti (21% o 10%)

    Per i contribuenti in regime forfettario, l’imposta sostitutiva (che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP) si versa con codici tributo dedicati e non con i codici IRPEF ordinari.

    Modifiche alle addizionali regionali 2026

    Alcune Regioni hanno modificato le aliquote dell’addizionale regionale IRPEF per il 2026. È fondamentale verificare l’aliquota applicata dalla propria Regione di residenza prima di calcolare saldo e acconti.

    Le modifiche più significative hanno riguardato:

    • Lazio: conferma aliquota progressiva fino al 3,33% per redditi oltre 75.000 euro
    • Piemonte: aliquota confermata al 1,68% (con maggiorazioni progressive)
    • Calabria: conferma aliquota maggiorata per il rientro dal deficit sanitario

    Come compilare correttamente l’F24

    La corretta compilazione del modello F24 è fondamentale per evitare errori nei versamenti IRPEF. Vediamo passo dopo passo come procedere:

    Passo 1: Individuare la sezione corretta

    Per i versamenti IRPEF, utilizza la sezione “Erario” del modello F24. Questa sezione si trova nella parte superiore del modulo e prevede diverse colonne da compilare.

    Passo 2: Inserire il codice tributo

    Nella colonna “codice tributo”, inserisci il codice di 4 cifre corrispondente al tipo di versamento che devi effettuare. Ad esempio:

    • 4001 per il saldo IRPEF
    • 4033 per la prima rata acconto
    • 1989 per il saldo addizionale regionale

    Passo 3: Indicare l’anno di riferimento

    Nella colonna “anno di riferimento”, scrivi l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento nel formato AAAA. Ad esempio, per il saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024), scrivi “2024”.

    Passo 4: Compilare l’importo a debito

    Nella colonna “importi a debito versati”, indica la somma da pagare in euro, senza il simbolo dell’euro. Utilizza la virgola per separare i decimali (es. 1.234,56).

    Attenzione: NON compilare la colonna “importi a credito compensati” se stai effettuando un semplice versamento. Questa colonna va utilizzata solo in caso di compensazione di crediti fiscali.

    Esempio pratico di compilazione

    Supponiamo di dover versare:

    • Saldo IRPEF 2024: 1.500,00 euro
    • Prima rata acconto IRPEF 2025: 800,00 euro
    • Saldo addizionale regionale 2024: 200,00 euro

    Il modello F24 verrà compilato con tre righe separate nella sezione Erario:

    Codice tributoAnno rif.Importo a debito
    400120241.500,00
    40332025800,00
    19892024200,00

    Totale da versare: 2.500,00 euro (somma delle tre righe).

    Modalità di pagamento F24

    Una volta compilato, il modello F24 può essere pagato tramite:

    • Home banking: la modalità più comoda, disponibile con tutti i principali istituti bancari
    • F24 web: servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate accessibile dal sito con SPID, CIE o CNS
    • Sportello bancario o postale: solo per importi non superiori a 1.000 euro e in assenza di compensazioni
    • CAF o commercialista: tramite intermediari abilitati

    Per importi superiori a 1.000 euro o in presenza di compensazioni (crediti da scomputare), il versamento deve essere effettuato obbligatoriamente online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o l’home banking.

    Scadenze pagamento IRPEF 2026

    Conoscere le scadenze fiscali è essenziale per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze IRPEF per il 2026:

    Scadenze per contribuenti con modello 730

    • 30 giugno 2026: versamento saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024) e prima rata acconto 2026
    • 30 luglio 2026: versamento con maggiorazione dello 0,40% (sia saldo che prima rata acconto)
    • 30 novembre 2026: versamento seconda rata acconto IRPEF 2026

    Scadenze per contribuenti con Redditi PF

    • 30 giugno 2026: versamento saldo e prima rata acconto (per chi presenta la dichiarazione entro maggio)
    • 30 luglio 2026: versamento con maggiorazione (per chi presenta entro giugno)
    • 30 novembre 2026: seconda rata acconto

    Rateizzazione dei versamenti

    È possibile rateizzare il pagamento del saldo e della prima rata acconto IRPEF:

    • Prima rata: 30 giugno o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%)
    • Rate successive: dal 16 luglio fino al 16 novembre (con applicazione di interessi mensili)

    Gli interessi per la rateizzazione vengono calcolati con tasso legale (attualmente 2,5% annuo) su base giornaliera dalla scadenza ordinaria fino alla data di versamento effettivo.

    Ravvedimento operoso

    Se hai dimenticato di pagare entro le scadenze, puoi regolarizzare la tua posizione tramite ravvedimento operoso, versando:

    • L’imposta dovuta con il codice tributo ordinario
    • Gli interessi calcolati giorno per giorno
    • La sanzione ridotta (dallo 0,1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo)

    Per effettuare il ravvedimento è necessario utilizzare codici tributo specifici per sanzioni e interessi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nel calcolo corretto di tutti gli importi dovuti.

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    Domande frequenti sui codici tributo IRPEF

    Qual è il codice tributo per il saldo IRPEF?

    Il codice tributo per il saldo IRPEF è il 4001. Va utilizzato per versare la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti. Il versamento va effettuato entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) tramite modello F24 indicando l’anno di riferimento corretto.

    Cosa succede se sbaglio il codice tributo?

    Se sbagli il codice tributo, il versamento viene erroneamente attribuito a una diversa tipologia di imposta. Questo puo causare la mancata copertura del debito fiscale corretto e l’applicazione di sanzioni e interessi. È possibile correggere l’errore tramite istanza all’Agenzia delle Entrate o utilizzando il ravvedimento operoso per versare nuovamente con il codice corretto.

    Quando si versa la prima rata acconto IRPEF?

    La prima rata dell’acconto IRPEF (codice 4033) si versa entro il 30 giugno insieme al saldo dell’anno precedente. È possibile versare entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40%. La prima rata è pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso. È ammessa la rateizzazione fino a novembre con applicazione di interessi.

    Dove trovo i codici tributo per le addizionali regionali?

    I codici tributo per le addizionali regionali IRPEF sono: 1989 per il saldo, 1990 per la prima rata acconto, 1991 per la seconda rata acconto. Questi codici vanno utilizzati nella sezione Erario del modello F24 indicando lo stesso anno di riferimento utilizzato per l’IRPEF nazionale.

    È obbligatorio versare gli acconti IRPEF?

    Sì, gli acconti IRPEF sono obbligatori se l’imposta dovuta per l’anno precedente supera i 51,65 euro. Gli acconti servono a rateizzare il carico fiscale durante l’anno. Se non versi gli acconti nei termini previsti, dovrai applicare sanzioni e interessi tramite ravvedimento operoso.

    Posso compensare crediti fiscali con l’F24?

    Sì, tramite il modello F24 è possibile compensare crediti fiscali (ad esempio crediti IRPEF da dichiarazione) con debiti di altre imposte. In questo caso va compilata la colonna importi a credito compensati oltre alla colonna importi a debito versati. La compensazione è ammessa solo tramite versamento telematico se l’importo supera 5.000 euro annui.


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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      1. Cos’è Revolut Business
      2. Piani e Prezzi 2026
      3. IBAN Italiano e Multivaluta
      4. Commissioni Dettagliate
      5. Funzionalità Principali
      6. Pro e Contro
      7. Confronto con i Competitor
      8. Domande Frequenti

      Revolut Business è il conto aziendale della fintech britannica Revolut, disponibile in Italia con IBAN italiano. È una delle soluzioni più popolari per aziende che operano a livello internazionale, grazie al cambio valuta competitivo e alla gestione multivaluta in oltre 25 divise.

      In questa recensione completa analizzeremo i piani e prezzi 2026, le commissioni, le funzionalità per partite IVA e PMI, e quando conviene scegliere Revolut rispetto ad alternative come Tot o Vivid.

      Cos’è Revolut Business

      Revolut è una fintech fondata nel 2015 a Londra, oggi con oltre 40 milioni di clienti in tutto il mondo. Opera con licenza bancaria europea (Lituania) e offre conti personali e business in tutta l’Unione Europea.

      Revolut Business è la soluzione dedicata a:

      • Ditte individuali e partite IVA
      • Startup e PMI
      • Aziende strutturate (SRL, SPA, SAS)
      • Imprese internazionali con clienti esteri

      Il conto si gestisce da app mobile e web, offre carte di debito Visa/Mastercard, gestione spese team, e strumenti per incassare pagamenti online.

      Revolut Business vs Revolut Pro

      Attenzione a non confondere i due prodotti:

      • Revolut Business: conto aziendale completo per società e team
      • Revolut Pro: funzioni business semplificate all’interno dell’app personale, per freelance individuali

      In questa guida ci concentriamo su Revolut Business, la soluzione completa.

      Piani e Prezzi Revolut Business 2026

      Revolut Business offre 4 piani tariffari, dal Basic all’Enterprise. I prezzi sono stati aggiornati a ottobre 2024.

      PianoCanone MensileCanone AnnualeBonifici SEPA GratisCambio Valuta Gratis
      Basic0 euro0 euro10/mese1.000 euro/mese
      Grow35 euro25 euro/mese100/mese15.000 euro/mese
      Scale90 euro65 euro/mese1.000/mese60.000 euro/mese
      EnterpriseSu misuraSu misuraPersonalizzatoPersonalizzato

      Nota: Con pagamento annuale si risparmia circa il 28% sui piani Grow e Scale.

      Cosa include ogni piano

      Basic (ideale per chi inizia):

      • IBAN italiano incluso
      • 10 bonifici SEPA gratuiti al mese
      • Bonifici aggiuntivi: 0,20 euro ciascuno
      • Bonifici internazionali: 3 euro ciascuno
      • Cambio valuta: gratis fino a 1.000 euro, poi 0,6%
      • 1 carta fisica gratuita

      Grow (ideale per PMI attive):

      • 100 bonifici SEPA inclusi
      • 5 bonifici internazionali inclusi
      • Cambio valuta gratis fino a 15.000 euro
      • Bonifici massivi disponibili
      • 3 carte gratuite

      Scale (per aziende strutturate):

      • 1.000 bonifici SEPA inclusi
      • 25 bonifici internazionali inclusi
      • Cambio valuta gratis fino a 60.000 euro
      • 2 carte Metal gratuite
      • API avanzate

      IBAN Italiano e Funzionalità Multivaluta

      Una delle novità più importanti di Revolut Business è la disponibilità dell’IBAN italiano (che inizia per IT). Questo risolve i problemi con fornitori e clienti italiani che rifiutano IBAN esteri.

      Vantaggi dell’IBAN italiano

      • Accrediti domestici senza problemi
      • Domiciliazione utenze e abbonamenti
      • Credibilità verso clienti italiani
      • Bonifici SEPA in entrata sempre gratuiti

      Conto Multivaluta

      Revolut Business permette di detenere e operare in oltre 25 valute:

      • Euro (EUR), Dollaro USA (USD), Sterlina (GBP)
      • Franco svizzero (CHF), Yen giapponese (JPY)
      • Dollaro australiano, canadese, neozelandese
      • Corone scandinave (SEK, NOK, DKK)
      • E molte altre…

      Il cambio valuta avviene al tasso interbancario (il più vantaggioso), con commissione 0,6% oltre i limiti gratuiti del piano.

      Commissioni Dettagliate Revolut Business

      Bonifici

      OperazioneBasicGrowScale
      Bonifici SEPA in entrataGratisGratisGratis
      Bonifici SEPA in uscita (oltre quota)0,20 euro0,20 euro0,20 euro
      Bonifici internazionali (oltre quota)3 euro3 euro3 euro
      Pagamenti tra conti RevolutGratisGratisGratis

      Carte e Prelievi

      • Carte fisiche: 1-3 incluse nel piano, aggiuntive a 6 euro
      • Carte virtuali: illimitate e gratuite
      • Prelievi ATM: commissione 2% su tutti i piani

      Accettazione Pagamenti

      • Carte europee e Revolut Pay: 1% + 0,20 euro
      • Altre carte: 2,8% + 0,20 euro
      • Link di pagamento: inclusi
      • QR Code: incluso

      Funzionalità Principali

      Gestione Team e Spese

      • Carte per dipendenti con limiti personalizzati
      • Approvazione spese in tempo reale
      • Categorizzazione automatica delle transazioni
      • Accesso commercialista: invita il tuo consulente

      Incasso Pagamenti

      • Revolut Reader: POS per pagamenti in presenza
      • Link di pagamento: invia link ai clienti
      • Payment Gateway: integrazione e-commerce
      • QR Code: pagamenti contactless

      Analisi e Report

      • Dashboard in tempo reale
      • Report spese per categoria
      • Export dati per contabilità
      • Integrazione con software contabili

      Pro e Contro di Revolut Business

      PUNTI DI FORZA

      • IBAN italiano disponibile
      • Piano gratuito (Basic)
      • Cambio valuta al tasso interbancario
      • 25+ valute in un unico conto
      • Carte virtuali illimitate
      • Gestione team avanzata
      • App intuitiva e moderna
      • Assistenza 24/7 in italiano

      LIMITI

      • No F24: non si possono pagare tasse
      • No bollettini: niente PagoPA, MAV, RAV
      • No deposito contanti: conto 100% digitale
      • No fido/scoperto: nessuna linea di credito
      • Prelievi costosi: 2% di commissione
      • Licenza lituana: non è banca italiana
      • Nessun interesse sulla liquidità

      Confronto con i Principali Competitor

      CaratteristicaRevolut BusinessTotVivid
      Piano GratuitoSì (Basic)No (da 7 euro)Sì (Free Start)
      IBAN ItalianoSìSìSì
      Multivaluta25+ valuteSolo EUR22 valute
      F24NoSìNo
      Interessi LiquiditàNo4%Fino al 4% promo
      CashbackNo1%Fino al 10%
      Fatturazione IntegrataNoSìNo

      Per chi è meglio Revolut Business?

      Scegli Revolut se:

      • Lavori con clienti internazionali e fatturi in più valute
      • Fai molti pagamenti esteri e vuoi risparmiare sul cambio
      • Hai bisogno di carte per il team con controllo spese
      • Cerchi un conto gratuito per iniziare
      • Non hai bisogno di pagare F24 o bollettini

      Scegli Tot se:

      • Devi pagare F24, MAV, RAV
      • Vuoi interessi al 4% sulla liquidità
      • Preferisci una banca italiana

      Scegli Vivid se:

      • Vuoi cashback sugli acquisti
      • Investi in advertising (Google Ads, Facebook)

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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      Domande Frequenti su Revolut Business

      Revolut Business ha l’IBAN italiano?

      Sì, Revolut Business offre l’IBAN italiano (che inizia per IT) ai clienti con sede in Italia. Questo facilita le operazioni domestiche, la domiciliazione utenze e l’accettazione da parte di fornitori che rifiutano IBAN esteri.

      Posso pagare F24 con Revolut Business?

      No, Revolut Business non supporta il pagamento di F24, MAV, RAV e bollettini PagoPA. Per pagare le tasse dovrai usare un conto italiano tradizionale. Questa limitazione è comune a quasi tutti i conti fintech internazionali.

      Quanto costa Revolut Business al mese?

      Revolut Business offre un piano Basic gratuito con 10 bonifici SEPA inclusi. I piani a pagamento partono da 35 euro/mese (Grow) fino a 90 euro/mese (Scale). Con abbonamento annuale si risparmia fino al 28%.

      Revolut Business è sicuro?

      Sì, Revolut opera con licenza bancaria europea rilasciata dalla Banca Centrale Lituana. I depositi sono protetti dal Fondo di Garanzia fino a 100.000 euro. La piattaforma utilizza crittografia avanzata e autenticazione a due fattori.

      Che differenza c’è tra Revolut Business e Revolut Pro?

      Revolut Business è un conto aziendale completo per società, con gestione team, carte dipendenti e API. Revolut Pro è una funzionalità semplificata all’interno dell’app personale, pensata per freelance individuali che vogliono separare le finanze personali da quelle professionali senza aprire un conto business dedicato.

      Posso depositare contanti su Revolut Business?

      No, Revolut Business è un conto 100% digitale. Non è possibile depositare contanti né incassare assegni. Se la tua attività richiede frequenti versamenti in contanti, dovrai affiancare Revolut a un conto tradizionale con filiali.

      Verdetto Finale: A Chi Conviene Revolut Business?

      Revolut Business è la scelta ideale per aziende che operano a livello internazionale. Il cambio valuta al tasso interbancario, i bonifici esteri economici e la gestione in 25+ valute lo rendono imbattibile per chi fattura all’estero.

      L’IBAN italiano risolve i problemi di accettazione domestica, e il piano Basic gratuito permette di iniziare senza costi.

      I limiti principali restano l’impossibilità di pagare F24 e bollettini e l’assenza di interessi sulla liquidità. Per un’attività principalmente italiana, valuta Tot Business come alternativa.

      Per una panoramica completa, leggi: Miglior Conto Corrente Partita IVA 2026.

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      Se hai dubbi sulla scelta del conto business o sulla gestione fiscale della tua attività, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

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      • WhatsApp: 366 6018121
      • Email: info@centrofiscale.com

      Ultimo aggiornamento: marzo 2026. Prezzi verificati su revolut.com.

      Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-14 08:00:002026-09-27 09:42:15Revolut Business Italia 2026: Recensione, Prezzi e IBAN Italiano
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      Carta Docenti 2026: Bonus Ridotto a 383 Euro ma Esteso ai Precari

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Le Novità della Carta Docenti 2026
      2. Perché il Bonus è Ridotto a 383 Euro?
      3. Chi Ha Diritto alla Carta Docenti 2026
      4. Come Richiedere la Carta Docenti
      5. Cosa Si Può Acquistare
      6. Scadenze da Ricordare

      La Carta Docenti 2026 introduce due importanti novità rispetto agli anni precedenti: il bonus scende da 500 a 383 euro, ma viene finalmente esteso ai docenti precari con contratto annuale. La piattaforma è attiva dal 9 marzo 2026 e permette di generare buoni per libri, corsi di formazione, hardware e software didattici.

      La Legge di Bilancio 2026 ha confermato il bonus formazione per gli insegnanti, ma con una riduzione dell’importo motivata dall’estensione della platea di beneficiari. Circa 80.000 docenti precari potranno per la prima volta accedere al contributo, che resta però escluso per le scuole paritarie e per i supplenti brevi.

      In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine spieghiamo chi ha diritto alla Carta Docenti 2026, come richiederla, cosa si può acquistare e quali sono le scadenze da rispettare.

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      Le Novità della Carta Docenti 2026

      L’anno scolastico 2025-2026 porta con sé cambiamenti significativi nella gestione della Carta Docenti:

      1. Importo ridotto: 383 euro invece di 500 euro

      Rispetto ai 500 euro standard degli anni precedenti, quest’anno il bonus scende a 383 euro. Il Ministero dell’Istruzione ha giustificato la riduzione con la necessità di mantenere il tetto di spesa complessivo (circa 380 milioni di euro) pur ampliando il numero di beneficiari.

      2. Estensione ai docenti precari

      La vera novità è l’inclusione dei docenti a tempo determinato (supplenti) con contratto annuale fino al 31 agosto 2026 o 30 giugno 2026. Fino all’anno scorso, solo i docenti di ruolo avevano diritto al bonus.

      3. Apertura posticipata al 9 marzo

      Solitamente la piattaforma si attiva a settembre. Quest’anno, causa ritardi tecnici dovuti all’aggiornamento delle anagrafiche dei nuovi beneficiari, l’apertura è slittata al 9 marzo 2026.

      Tabella confronto Carta Docenti:

      Anno ScolasticoImportoBeneficiari
      2024-2025500 €Solo docenti di ruolo
      2025-2026383 €Ruolo + Precari annuali

      Perché il Bonus è Ridotto a 383 Euro?

      La riduzione da 500 a 383 euro non è arbitraria, ma deriva da un calcolo preciso legato all’estensione dei beneficiari.

      Il calcolo del Ministero:

      • Budget totale disponibile: 380 milioni di euro (invariato rispetto al 2024-2025)
      • Docenti di ruolo: circa 760.000
      • Docenti precari annuali aggiunti: circa 70.000-80.000
      • Totale beneficiari 2025-2026: circa 830.000 docenti

      Importo ridotto: 380.000.000 € ÷ 830.000 = circa 383 €

      In pratica, il Governo ha scelto di includere più docenti con un importo minore, piuttosto che mantenere i 500 euro solo per i ruoli. Il Ministero ha dichiarato che si tratta di una misura temporanea: dal 2026-2027 si dovrebbe tornare ai 500 euro standard.

      Credito residuo anni precedenti

      Una buona notizia: se hai credito residuo dall’anno 2024-2025, questo si somma al nuovo credito 2025-2026. Esempio:

      • Credito residuo 2024-2025: 120 euro
      • Nuovo credito 2025-2026: 383 euro
      • Totale disponibile: 503 euro

      Chi Ha Diritto alla Carta Docenti 2026

      La Carta Docenti 2026 spetta a:

      BENEFICIARI CON DIRITTO (383 euro):

      1. Docenti di ruolo

      Tutti i docenti con contratto a tempo indeterminato delle scuole statali (infanzia, primaria, secondaria di I e II grado), inclusi quelli in anno di prova e quelli in servizio all’estero (MAECI).

      2. Docenti precari con contratto annuale – NOVITÀ 2026

      I supplenti con contratto fino al 31 agosto 2026 o 30 giugno 2026, assegnato entro il 9 marzo 2026. Questa è la prima volta che i precari accedono al bonus.

      ESCLUSI:

      • Docenti delle scuole paritarie (private)
      • Supplenze brevi (meno di un anno scolastico)
      • Personale ATA
      • Docenti in pensione
      • Docenti in aspettativa non retribuita

      Requisito tecnico: SPID o CIE

      Per accedere alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it è obbligatorio avere le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) oppure la CIE (Carta d’Identità Elettronica). Senza questi strumenti non è possibile generare i buoni.

      Come Richiedere la Carta Docenti

      La Carta Docenti non richiede domanda: se rientri tra i beneficiari, il credito viene accreditato automaticamente sulla piattaforma.

      Procedura di accesso:

      1. Collegati a cartadeldocente.istruzione.it
      2. Clicca su “Entra con SPID” o “Entra con CIE”
      3. Inserisci le tue credenziali SPID (username, password, OTP) oppure il PIN della CIE
      4. Autorizza l’accesso alla piattaforma
      5. Al primo accesso, accetta le condizioni d’uso e conferma i tuoi dati anagrafici

      Se tutto è corretto e rientri tra i beneficiari, vedrai immediatamente il tuo credito disponibile: 383 euro.

      Come generare un buono:

      1. Clicca su “Crea buono”
      2. Scegli la tipologia: Libri, Hardware, Software, Corsi, Eventi culturali
      3. Indica se l’acquisto sarà online o fisico
      4. Inserisci l’importo (in euro)
      5. Clicca su “Genera”

      Il sistema crea un codice alfanumerico e un QR Code da presentare all’esercente accreditato (negozio o sito web).

      Cosa Si Può Acquistare

      La Carta Docenti può essere utilizzata per acquistare:

      1. Libri e pubblicazioni

      • Libri cartacei e digitali (e-book, audiolibri)
      • Riviste scientifiche e abbonamenti
      • Dizionari, enciclopedie

      2. Hardware

      • Computer (desktop e laptop)
      • Tablet
      • E-reader (Kindle, Kobo)
      • Stampanti e scanner (uso didattico)

      NON ammessi: smartphone, smartwatch, console da gioco.

      3. Software

      • Software didattici e applicazioni educative
      • Sistemi operativi (Windows, macOS)
      • Suite per ufficio (Microsoft Office, Google Workspace)
      • Software di editing video/audio/grafico

      4. Corsi di formazione

      • Corsi di aggiornamento professionale
      • Master universitari
      • Corsi di lingua straniera
      • Certificazioni linguistiche (TOEFL, IELTS, Cambridge)
      • Corsi di informatica e coding

      5. Eventi culturali

      • Biglietti per musei, mostre, aree archeologiche
      • Spettacoli teatrali
      • Cinema
      • Concerti (musica classica, lirica, jazz)

      DOVE SPENDERLA:

      Solo presso esercenti accreditati. Verifica su cartadeldocente.istruzione.it nella sezione “Dove spendere i buoni”.

      Principali esercenti online:

      • Amazon (libri, Kindle, tablet)
      • IBS, Feltrinelli, Mondadori, Libraccio
      • Apple Store, Microsoft Store
      • Udemy, Coursera, LinkedIn Learning

      Scadenze da Ricordare

      La Carta Docenti 2026 ha scadenze precise:

      9 marzo 2026 – APERTURA

      Dal 9 marzo 2026 la piattaforma è attiva e puoi iniziare a generare buoni.

      31 agosto 2026 – SCADENZA UTILIZZO

      Il credito di 383 euro deve essere speso entro il 31 agosto 2026. Dopo questa data, il credito non utilizzato decade e non può essere recuperato.

      ATTENZIONE: “Utilizzare” significa che il buono deve essere stato speso (e validato dall’esercente) entro il 31 agosto. Non basta generarlo.

      Consigli per non perdere il credito:

      • Pianifica gli acquisti con anticipo
      • Genera buoni solo quando sei pronto all’acquisto
      • Verifica periodicamente il credito residuo sulla piattaforma
      • Se hai credito residuo a luglio-agosto, usalo per acquisti utili (libri per l’anno successivo, abbonamenti)

      Scadenza crediti anni precedenti:

      I crediti degli anni scolastici precedenti al 2024-2025 potrebbero essere già scaduti. Verifica sulla piattaforma la data di scadenza specifica di ogni credito.

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      Domande Frequenti sulla Carta Docenti 2026

      Quanto vale la Carta Docenti 2026?

      La Carta Docenti 2026 vale 383 euro, ridotti rispetto ai 500 euro degli anni precedenti a causa dell’estensione del beneficio ai docenti precari con contratto annuale.

      I docenti precari hanno diritto alla Carta Docenti?

      Si, dall’anno scolastico 2025-2026 anche i docenti con contratto a tempo determinato (supplenti) fino al 31 agosto o 30 giugno hanno diritto al bonus di 383 euro, purche il contratto sia annuale.

      Entro quando devo utilizzare il bonus?

      Il credito di 383 euro deve essere speso entro il 31 agosto 2026. Dopo questa data, il credito non utilizzato decade e non puo essere recuperato.

      Posso usare la Carta Docenti per comprare uno smartphone?

      No, gli smartphone non sono ammessi. La Carta Docenti puo essere usata solo per libri, tablet, computer, e-reader, software didattici, corsi di formazione e biglietti per eventi culturali.


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      Scopriamo insieme le novità 2026, le tabelle complete e la procedura passo-passo per non perdere nemmeno un anno di contributi.

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      Documenti per la Successione a Udine: Checklist Completa 2026

      Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

      Stai raccogliendo i documenti per la successione a Udine e vuoi essere sicuro di non dimenticare nulla? In questa guida trovi la checklist completa e aggiornata al 2026 di tutto cio che devi portare al CAF per avviare la pratica. Al CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, verifichiamo i documenti insieme a te e risolviamo tutto in un unico appuntamento.

      Grazie alla nostra esperienza – centinaia di successioni ogni anno – sappiamo esattamente cosa serve e cosa no, evitandoti viaggi inutili per recuperare documenti mancanti.

      Indice dei Contenuti

      • Checklist Rapida
      • Documenti del Defunto
      • Documenti degli Eredi
      • Documenti Immobili
      • Documenti Bancari e Finanziari
      • Altri Documenti
      • Documenti Sistema Tavolare FVG
      • Dove Reperire i Documenti
      • Porta i Documenti al CAF Centro Fiscale
      • Domande Frequenti

      Checklist Rapida: Tutti i Documenti per la Successione

      Ecco un riepilogo veloce di tutti i documenti necessari. Piu avanti trovi i dettagli per ogni categoria.

      CategoriaDocumentiObbligatorio
      DefuntoCertificato morte, codice fiscale, documento identita, stato famigliaSi
      ErediCodici fiscali, documenti identita, delegheSi
      TestamentoOriginale o copia pubblicataSe presente
      ImmobiliVisure catastali, atti proprieta, planimetrieSe presenti
      Conti correntiEstratti conto con saldo e giacenza mediaSe presenti
      Titoli/InvestimentiDocumenti bancari con valori alla data decessoSe presenti
      VeicoliLibretti circolazioneSe presenti
      Aziende/QuoteVisura camerale, bilancioSe presenti

      Non sai quali documenti ti servono esattamente?

      Chiamaci e ti diciamo esattamente cosa portare in base alla tua situazione. Ogni successione e diversa: noi ti guidiamo passo-passo.

      CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, Udine
      Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

      Documenti del Defunto

      Questi documenti riguardano la persona deceduta e sono sempre obbligatori:

      Certificato di morte

      Documento ufficiale rilasciato dal Comune dove e avvenuto il decesso. Si richiede all’Ufficio Anagrafe. Alcune pompe funebri lo forniscono automaticamente.

      Codice fiscale

      Tessera sanitaria o tesserino del codice fiscale del defunto. Se non lo trovi, basta comunicarci il codice e lo verifichiamo noi.

      Documento d’identita

      Carta d’identita o passaporto del defunto (va bene anche scaduto).

      Stato di famiglia storico

      Certificato che attesta la composizione del nucleo familiare del defunto alla data del decesso. Si richiede al Comune di residenza. E fondamentale per determinare gli eredi.

      Testamento (se presente)

      Se il defunto ha lasciato un testamento:

      • Testamento olografo (scritto a mano): deve essere pubblicato dal notaio. Porta la copia pubblicata.
      • Testamento pubblico (fatto dal notaio): richiedi copia al notaio depositario.

      Documenti degli Eredi

      Per ogni erede (o chiamato all’eredita) servono:

      Codici fiscali

      Tessera sanitaria o codice fiscale di tutti gli eredi. Anche dei minori se presenti.

      Documenti d’identita

      Carta d’identita o passaporto in corso di validita di tutti gli eredi.

      Deleghe

      Se non vengono tutti gli eredi all’appuntamento, chi viene deve avere la delega degli altri con copia dei loro documenti. Al CAF ti forniamo il modulo di delega da far firmare.

      IBAN (opzionale)

      Il conto corrente su cui addebitare le imposte (imposta ipotecaria, catastale, tributi). Se non hai IBAN, si puo pagare con F24.

      Documenti degli Immobili

      Se nell’eredita ci sono immobili (case, terreni, garage, ecc.), servono:

      Visure catastali

      Per ogni immobile, la visura catastale aggiornata con i dati catastali (foglio, particella, subalterno, rendita catastale). Si richiedono online sul sito dell’Agenzia delle Entrate o presso gli uffici catastali.

      Attenzione Sistema Tavolare: Per immobili a Trieste, Gorizia e alcuni comuni della provincia di Udine (Cervignano, Aquileia, Tarvisio, ecc.), servono gli estratti tavolari invece delle visure catastali. Vedi sezione dedicata.

      Atti di provenienza

      Come il defunto e diventato proprietario: atto di compravendita, donazione, successione precedente, sentenza. Serve per verificare la corretta intestazione.

      Planimetrie catastali

      Non sempre obbligatorie, ma utili per verificare la corrispondenza tra stato di fatto e catasto.

      Non hai le visure catastali? Le recuperiamo noi!

      Al CAF Centro Fiscale possiamo recuperare le visure catastali per te. Basta che ci dai l’indirizzo dell’immobile e i dati del defunto.

      Viale Giuseppe Tullio 13, Udine
      Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

      Documenti Bancari e Finanziari

      Per i beni finanziari del defunto servono documenti specifici:

      Conti correnti

      Per ogni conto corrente intestato (o cointestato) al defunto:

      • Saldo alla data del decesso: l’importo esatto presente sul conto quel giorno
      • Giacenza media annua: la media dei saldi dell’ultimo anno

      Questi dati si richiedono alla banca presentando il certificato di morte. Le banche sono obbligate a fornirli agli eredi.

      Libretti di risparmio

      Stesso discorso dei conti correnti: saldo alla data del decesso.

      Titoli, obbligazioni, fondi

      Per investimenti in titoli di Stato, obbligazioni, fondi comuni, ETF: serve il valore alla data del decesso, fornito dalla banca o dall’intermediario.

      Polizze vita

      Le polizze vita con beneficiario designato non rientrano nell’asse ereditario, ma vanno comunque dichiarate. Serve copia della polizza.

      Cassette di sicurezza

      Se il defunto aveva una cassetta di sicurezza, va inventariata in presenza di un funzionario bancario e di tutti gli eredi (o loro delegati).

      Altri Documenti

      Veicoli

      Per auto, moto, barche: libretto di circolazione con i dati del veicolo. Va indicato il valore commerciale alla data del decesso.

      Aziende e quote societarie

      Se il defunto era titolare di azienda o socio di societa:

      • Visura camerale aggiornata
      • Ultimo bilancio depositato
      • Atto costitutivo/Statuto della societa

      Debiti e passivita

      I debiti del defunto sono deducibili dalla base imponibile. Porta documentazione di:

      • Mutui residui (piano ammortamento)
      • Prestiti e finanziamenti
      • Spese mediche non rimborsate
      • Spese funebri (fatture)

      Documenti per il Sistema Tavolare FVG

      In Friuli Venezia Giulia, alcune zone utilizzano il sistema tavolare (libro fondiario) invece del catasto ordinario. Questo riguarda:

      • Tutta la provincia di Trieste
      • Tutta la provincia di Gorizia
      • Alcuni comuni della provincia di Udine: Aiello del Friuli, Aquileia, Campolongo al Torre, Cervignano del Friuli, Chiopris-Viscone, Fiumicello Villa Vicentina, Malborghetto-Valbruna, Pontebba, Ruda, San Vito al Torre, Tapogliano, Tarvisio, Terzo di Aquileia, Visco

      Se gli immobili sono in queste zone, servono:

      • Estratto tavolare invece della visura catastale
      • Eventuali mappe tavolari

      Al CAF Centro Fiscale conosciamo bene queste differenze e ti guidiamo nella raccolta dei documenti corretti. Per gli immobili a Udine citta e nei comuni non tavolari, gestiamo tutto noi compresa la voltura.

      Dove Reperire i Documenti

      DocumentoDove richiederloModalita
      Certificato di morteComune dove e avvenuto il decessoDi persona o online
      Stato di famigliaComune di residenza del defuntoDi persona o online
      Visure catastaliAgenzia delle Entrate – SisterOnline (gratuito per eredi)
      Estratti tavolariUfficio Tavolare competenteDi persona o online
      Saldi conti correntiBanca/PostaDi persona con certificato morte
      Valori titoliBanca/IntermediarioDi persona o via email
      Visura cameraleCamera di CommercioOnline o di persona

      Porta i Documenti al CAF Centro Fiscale di Udine

      Una volta raccolti i documenti, portali al CAF Centro Fiscale. Ecco cosa succede:

      1. Verifichiamo insieme che non manchi nulla
      2. Se manca qualcosa, ti diciamo esattamente cosa e dove recuperarlo
      3. Se tutto e completo, procediamo subito con la pratica
      4. In un unico appuntamento compiliamo, calcoliamo le imposte e trasmettiamo
      5. Ti consegniamo tutta la documentazione a pratica conclusa

      Leggi anche: Successione a Udine: Guida Completa CAF 2026

      Prenota il tuo appuntamento!

      Hai raccolto i documenti? Contattaci per fissare un appuntamento. In poche ore risolvi tutto!

      CAF Centro Fiscale Udine
      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine
      Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sui Documenti per la Successione

      Posso presentare la successione anche se mi manca qualche documento?

      Dipende da quale documento manca. Alcuni sono indispensabili (certificato morte, codici fiscali). Altri possiamo recuperarli noi (visure catastali). Contattaci per una valutazione.

      Come ottengo il saldo del conto corrente alla data del decesso?

      Vai in banca con il certificato di morte e un tuo documento. La banca e obbligata a fornirti il saldo alla data del decesso e la giacenza media annua. Spesso c’e un piccolo costo per il rilascio.

      Le visure catastali costano?

      Per gli eredi, le visure catastali degli immobili del defunto sono gratuite se richieste online tramite il servizio Sister dell’Agenzia delle Entrate. Servono SPID e codice fiscale del defunto.

      Cosa succede se non trovo l’atto di acquisto dell’immobile?

      Non e sempre indispensabile. Con le visure catastali riusciamo comunque a procedere. L’atto serve principalmente per verificare la corretta intestazione e eventuali vincoli.

      Devo portare i documenti originali o vanno bene le copie?

      Per la maggior parte dei documenti vanno bene le copie (anche scansioni o foto leggibili). Per il testamento olografo serve l’originale pubblicato dal notaio.

      Come faccio a sapere se l’immobile e nel sistema tavolare?

      Guarda il comune dove si trova l’immobile. Se e a Trieste, Gorizia o nei comuni della provincia di Udine elencati sopra, e nel sistema tavolare. In caso di dubbio, chiamaci e verifichiamo insieme.

      I documenti bancari li devo chiedere a tutte le banche?

      Si, devi richiedere i dati a ogni banca dove il defunto aveva conti, depositi o investimenti. Se non sai dove aveva conti, puoi fare una ricerca tramite l’Anagrafe dei Rapporti Finanziari (te lo spieghiamo noi).

      Quanto tempo serve per raccogliere tutti i documenti?

      Dipende dalla complessita del patrimonio. Per una successione semplice, 1-2 settimane. Per patrimoni complessi con piu immobili e conti in diverse banche, puo servire 1 mese o piu. Inizia subito dopo il decesso.


      Hai dubbi sui documenti da portare? Contatta il CAF Centro Fiscale: ti guidiamo nella raccolta.

      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel. 0432 1638640 – WhatsApp 366 601 8121

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        Contributi Volontari INPS 2026: Guida Completa, Costi e Requisiti

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        I contributi volontari INPS rappresentano uno strumento fondamentale per chi ha interrotto l’attività lavorativa ma vuole continuare a versare contributi previdenziali per raggiungere il diritto alla pensione. Nel 2026, con le nuove disposizioni normative e gli aggiornamenti dei massimali contributivi, è essenziale conoscere requisiti, costi e procedure per non perdere anni di contribuzione utile.

        La prosecuzione volontaria consente a lavoratori dipendenti cessati, artigiani e commercianti sospesi, collaboratori coordinati e continuativi di mantenere la continuità contributiva anche durante periodi di inattività lavorativa. Secondo le circolari INPS n. 18/2026 e la normativa vigente (Legge 1338/1962 e successive modifiche), versare contributi volontari può fare la differenza tra raggiungere i requisiti pensionistici o dover attendere ulteriori anni.

        In questa guida approfondita analizzeremo tutti gli aspetti dei contributi volontari INPS 2026: dai requisiti di accesso al calcolo dei costi contributivi, dalla procedura di domanda online alle scadenze di versamento, fino alla deducibilità fiscale e alle differenze con il riscatto dei periodi non coperti.

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        Indice dei contenuti

        1. Cosa Sono i Contributi Volontari INPS
        2. Chi Può Versare Contributi Volontari: Requisiti 2026
        3. Come Presentare Domanda di Autorizzazione
        4. Quanto Costano i Contributi Volontari 2026
        5. Contributi Volontari Gestione Separata INPS
        6. Quando Conviene Versare Contributi Volontari
        7. Scadenze 2026: Domanda e Versamenti
        8. Deducibilità Fiscale dei Contributi Volontari
        9. Differenza tra Prosecuzione Volontaria e Riscatto
        10. Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

        Cosa Sono i Contributi Volontari INPS

        I contributi volontari INPS sono versamenti previdenziali facoltativi che consentono a chi ha cessato o interrotto l’attività lavorativa di continuare a maturare anzianità contributiva utile per il diritto e il calcolo della pensione.

        A differenza dei contributi obbligatori (che vengono versati automaticamente durante il rapporto di lavoro), i contributi volontari richiedono una domanda di autorizzazione preventiva all’INPS e il versamento diretto da parte dell’interessato.

        Base Normativa

        L’istituto della prosecuzione volontaria è disciplinato da:

        • Legge 1338/1962 – Istituzione dei contributi volontari per i lavoratori dipendenti
        • Legge 233/1990 – Estensione ai lavoratori autonomi (artigiani, commercianti)
        • Decreto Legislativo 184/1997 – Armonizzazione gestioni previdenziali
        • Circolare INPS n. 18 del 14 febbraio 2026 – Aggiornamento massimali e minimali contributivi 2026

        Scopo della Contribuzione Volontaria

        Versare contributi volontari serve a:

        • Raggiungere i requisiti contributivi minimi per la pensione di vecchiaia (20 anni) o anticipata (42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne)
        • Coprire periodi di inattività lavorativa dovuti a disoccupazione, maternità, aspettativa, cessazione attività
        • Incrementare l’importo della pensione futura (ogni anno di contributi aumenta il montante pensionistico)
        • Evitare la perdita del diritto alla prosecuzione volontaria (che decade se non esercitato entro termini precisi)

        Differenza con Contributi Obbligatori

        Ecco le principali differenze:

        AspettoContributi ObbligatoriContributi Volontari
        VersamentoAutomatico (datore/INPS)Manuale (interessato)
        AutorizzazioneNon necessariaDomanda preventiva INPS
        Copertura assicurativaCompleta (malattia, infortuni, disoccupazione)Solo pensionistica
        CostoRipartito datore/lavoratoreTotalmente a carico dell’interessato
        Aliquota33% (dipendenti)33% (dipendenti), 24% (autonomi)

        IMPORTANTE: I contributi volontari NON danno diritto alle prestazioni temporanee come indennità di malattia, maternità, disoccupazione NASpI, assegni familiari. Servono esclusivamente per maturare il diritto alla pensione.

        Chi Può Versare Contributi Volontari: Requisiti 2026

        Non tutti possono accedere alla prosecuzione volontaria. L’INPS richiede il possesso di requisiti contributivi minimi che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza.

        Requisiti Generali

        Per ottenere l’autorizzazione ai contributi volontari è necessario soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:

        1. Almeno 3 anni di contributi (156 settimane) negli ultimi 5 anni prima della domanda
        2. Almeno 5 anni di contributi (260 settimane) in tutta la vita lavorativa, anche non consecutivi

        ATTENZIONE: I contributi figurativi (es. servizio militare, maternità, disoccupazione NASpI) NON contano ai fini del requisito minimo. Sono validi solo i contributi effettivi (obbligatori o già volontari).

        Chi Può Presentare Domanda

        Possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:

        • Lavoratori dipendenti cessati (licenziamento, dimissioni, fine contratto a termine)
        • Artigiani e commercianti che hanno cessato o sospeso l’attività
        • Coltivatori diretti, coloni e mezzadri che non esercitano più l’attività agricola
        • Lavoratori parasubordinati (co.co.co, contratti a progetto) cessati iscritti alla Gestione Separata
        • Professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata che hanno interrotto l’attività
        • Ex iscritti alla Gestione ex ENPALS (lavoratori dello spettacolo)

        Chi NON Può Versare Contributi Volontari

        Sono esclusi dalla prosecuzione volontaria:

        • Lavoratori attivi con rapporto di lavoro dipendente o autonomo in corso
        • Pensionati che hanno già maturato il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata
        • Titolari di pensione di invalidità (incompatibile con contribuzione volontaria)
        • Professionisti con cassa privata (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.) che devono rivolgersi alla propria cassa
        • Chi non raggiunge il requisito contributivo minimo (meno di 3 anni negli ultimi 5 o meno di 5 anni in carriera)

        Gestioni Previdenziali Ammesse

        I contributi volontari possono essere versati nelle seguenti gestioni INPS:

        GestioneRequisito MinimoAliquota 2026
        AGO Dipendenti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%
        Artigiani3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
        Commercianti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
        Gestione Separata3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%
        Coltivatori Diretti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
        Ex ENPALS3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%

        Caso particolare – Lavoratori con più gestioni: Se hai lavorato in diverse gestioni (es. prima dipendente, poi autonomo), puoi sommare i contributi per raggiungere il requisito minimo, ma i contributi volontari vanno versati nella gestione dell’ultima attività lavorativa.

        Come Presentare Domanda di Autorizzazione

        La domanda di autorizzazione ai contributi volontari deve essere presentata prima di iniziare a versare. Versamenti effettuati senza autorizzazione preventiva NON sono validi e non verranno rimborsati.

        Procedura Online INPS

        Dal 1° ottobre 2021, la domanda va presentata esclusivamente online tramite il sito INPS. Ecco i passaggi:

        1. Accedi al sito INPS con SPID, CIE o CNS
        2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Tutti i servizi”
        3. Cerca “Contribuzione volontaria” o “Domanda di autorizzazione contributi volontari”
        4. Compila il modulo online inserendo:
          • Dati anagrafici e codice fiscale
          • Gestione previdenziale di riferimento (dipendenti/autonomi/separata)
          • Data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro
          • Dichiarazione di possesso dei requisiti contributivi
        5. Allega documenti (se richiesti):
          • Estratto conto contributivo (visura INPS)
          • Lettera di licenziamento o dimissioni
          • Certificazione cessazione attività (per autonomi)
        6. Invia la domanda e salva il protocollo

        Tempi di Risposta INPS

        L’INPS ha 60 giorni dalla presentazione della domanda per comunicare l’esito. La risposta può essere:

        • Autorizzazione accolta – Ricevi una PEC o notifica nell’area riservata con l’autorizzazione e i bollettini F24 precompilati
        • Richiesta integrazioni – L’INPS chiede documenti o chiarimenti aggiuntivi (hai 30 giorni per rispondere)
        • Rigetto – La domanda viene respinta per mancanza dei requisiti (puoi presentare ricorso entro 90 giorni)

        IMPORTANTE: Se l’INPS non risponde entro 60 giorni, si applica il silenzio-assenso: la domanda si considera automaticamente accolta. Tuttavia, è consigliabile sollecitare l’INPS per ottenere l’autorizzazione formale.

        Rinnovo Annuale

        L’autorizzazione ai contributi volontari ha validità annuale e deve essere rinnovata ogni anno se si intende continuare a versare. Il rinnovo va richiesto:

        • Entro il 31 marzo dell’anno successivo all’autorizzazione
        • Con la stessa procedura online (modulo semplificato)
        • L’INPS aggiorna automaticamente i massimali contributivi e invia i nuovi bollettini F24

        Decadenza dell’autorizzazione: Se non rinnovi entro i termini o non versi contributi per 2 anni consecutivi, l’autorizzazione decade e devi ripresentare domanda ex novo (con verifica nuova dei requisiti).

        Cosa Fare in Caso di Rigetto

        Se l’INPS respinge la domanda:

        1. Verifica i motivi del rigetto (solitamente: requisito contributivo insufficiente, documentazione mancante, incompatibilità)
        2. Presenta ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla notifica
        3. In alternativa, ricorso giudiziario al Tribunale del Lavoro entro 3 anni
        4. Valuta soluzioni alternative: riscatto periodi non coperti, ricongiunzione contributi, totalizzazione

        Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica dei requisiti, nella compilazione della domanda e nell’eventuale ricorso amministrativo.

        Quanto Costano i Contributi Volontari 2026

        Il costo dei contributi volontari dipende da tre fattori: la retribuzione di riferimento, l’aliquota contributiva della gestione di appartenenza e il periodo di copertura (settimanale, mensile, trimestrale o annuale).

        Calcolo della Base Imponibile

        La retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributi è:

        • Per dipendenti: Media delle ultime 52 settimane di retribuzione percepita prima della cessazione (comprensiva di 13a, 14a, straordinari)
        • Per artigiani/commercianti: Reddito d’impresa dichiarato nell’ultima dichiarazione dei redditi prima della cessazione
        • Per Gestione Separata: Reddito da collaborazione coordinata continuativa o da attività autonoma occasionale dell’ultimo anno

        Massimali e Minimali 2026

        Secondo la Circolare INPS n. 18/2026, i massimali contributivi per il 2026 sono:

        GestioneMinimale AnnuoMassimale AnnuoAliquota
        Dipendenti18.415 euro119.650 euro33%
        Artigiani17.504 euroNessun massimale24%
        Commercianti17.504 euroNessun massimale24%
        Gestione Separata18.415 euro119.650 euro33%
        Coltivatori Diretti17.504 euroNessun massimale24%

        NOTA: Se la tua retribuzione media era inferiore al minimale, devi comunque versare i contributi sul minimale. Se era superiore al massimale, puoi versare solo fino al massimale.

        Aliquote Contributive 2026

        Le aliquote variano per gestione:

        • 33% per dipendenti, Gestione Separata, ex ENPALS
        • 24% per artigiani, commercianti, coltivatori diretti

        IMPORTANTE: L’aliquota del 33% per i dipendenti è la stessa dei contributi obbligatori (che in quel caso venivano ripartiti tra datore di lavoro 23,81% e lavoratore 9,19%). Con i contributi volontari, il 100% è a carico dell’interessato.

        Esempi di Calcolo

        Esempio 1 – Ex dipendente

        • Retribuzione media ultime 52 settimane: 30.000 euro annui
        • Aliquota: 33%
        • Contributo annuo: 30.000 × 33% = 9.900 euro
        • Contributo trimestrale: 9.900 / 4 = 2.475 euro
        • Contributo mensile: 9.900 / 12 = 825 euro

        Esempio 2 – Ex artigiano

        • Reddito d’impresa dichiarato: 25.000 euro annui
        • Aliquota: 24%
        • Contributo annuo: 25.000 × 24% = 6.000 euro
        • Contributo trimestrale: 6.000 / 4 = 1.500 euro

        Esempio 3 – Gestione Separata (minimale)

        • Reddito ultimo anno: 12.000 euro (inferiore al minimale)
        • Base imponibile: 18.415 euro (minimale obbligatorio)
        • Aliquota: 33%
        • Contributo annuo: 18.415 × 33% = 6.077 euro
        • Contributo trimestrale: 6.077 / 4 = 1.519 euro

        Modalità di Versamento

        Puoi scegliere di versare i contributi volontari:

        • Trimestralmente (opzione più comune) – 4 rate annuali
        • Mensilmente – 12 rate annuali (maggiore flessibilità)
        • Annualmente – Unica soluzione (sconto non previsto)

        L’INPS invierà i bollettini F24 precompilati con gli importi e le scadenze. È possibile modificare la periodicità di versamento comunicandolo all’INPS.

        Contributi Volontari Gestione Separata INPS

        La Gestione Separata INPS (istituita con Legge 335/1995) raccoglie i contributi di lavoratori parasubordinati e professionisti senza cassa privata. Anche per questa gestione è possibile versare contributi volontari.

        Chi Rientra nella Gestione Separata

        Sono iscritti alla Gestione Separata:

        • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co)
        • Collaboratori a progetto (co.co.pro, ora abrogati ma ancora con posizioni attive)
        • Professionisti senza cassa (es. consulenti marketing, web designer, traduttori, formatori)
        • Amministratori, sindaci e revisori di società
        • Venditori porta a porta e altre figure autonome occasionali

        Aliquota e Calcolo

        Per la Gestione Separata:

        • Aliquota contributiva: 33% (come i dipendenti)
        • Base imponibile: Reddito da collaborazione o attività autonoma dell’ultimo anno
        • Minimale 2026: 18.415 euro
        • Massimale 2026: 119.650 euro

        Esempio Pratico

        Caso: Ex collaboratore a progetto cessato

        • Compensi percepiti nell’ultimo anno: 22.000 euro
        • Aliquota: 33%
        • Contributo volontario annuo: 22.000 × 33% = 7.260 euro
        • Versamento trimestrale: 7.260 / 4 = 1.815 euro a trimestre

        Differenze con Altre Gestioni

        Rispetto ai lavoratori dipendenti, la Gestione Separata presenta alcune peculiarità:

        AspettoDipendenti AGOGestione Separata
        Aliquota33%33%
        Minimale18.415 euro18.415 euro
        Massimale119.650 euro119.650 euro
        Settimane utiliMinimo 1 settimanaAccredito annuale (non a settimane)
        Copertura malattiaNo (volontari)No (volontari)

        IMPORTANTE: Nella Gestione Separata, i contributi non vengono accreditati a settimane come per i dipendenti, ma in mesi/anni di contribuzione. Questo influisce sul calcolo finale della pensione (sistema contributivo puro).

        Quando Conviene per Gestione Separata

        Versare contributi volontari nella Gestione Separata conviene se:

        • Sei vicino al requisito contributivo minimo (es. ti mancano 2-3 anni per i 20 anni necessari)
        • Prevedi di riprendere un’attività autonoma a breve (i contributi volontari coprono il periodo di sospensione)
        • Hai redditi bassi e vuoi evitare di perdere anni di contribuzione (costo contenuto sul minimale)

        Non conviene se hai prospettive di lavoro dipendente futuro: meglio attendere e versare contributi obbligatori (che hanno copertura assicurativa completa).

        Quando Conviene Versare Contributi Volontari

        La decisione di versare contributi volontari deve essere valutata attentamente considerando costi, benefici pensionistici e alternative disponibili.

        Analisi Costi-Benefici

        I contributi volontari convengono quando:

        1. Sei vicino alla pensione – Ti mancano pochi anni (1-5) per raggiungere i requisiti minimi di contribuzione
        2. Hai un’anzianità elevata – Hai già 15-18 anni di contributi e vuoi arrivare ai 20 necessari per la pensione di vecchiaia
        3. Il costo è sostenibile – L’importo annuale (calcolato sul minimale o sulla tua retribuzione media) è compatibile con le tue disponibilità economiche
        4. L’incremento pensionistico giustifica la spesa – Ogni anno di contributi aumenta la pensione futura (sistema contributivo: circa 2-3% del montante per ogni anno)
        5. Vuoi dedurre fiscalmente – I contributi volontari sono interamente deducibili dal reddito (risparmio IRPEF del 23-43%)

        I contributi volontari NON convengono quando:

        • Sei molto lontano dalla pensione – Ti mancano 10-15 anni o più (meglio valutare riscatto o totalizzazione)
        • Hai contributi in più gestioni – Potresti utilizzare la totalizzazione gratuita invece di versare volontari
        • Hai un reddito molto basso – Il costo annuale (anche sul minimale) è eccessivo rispetto alle tue disponibilità
        • Prevedi di riprendere presto l’attività lavorativa – Meglio attendere e versare contributi obbligatori

        Simulazione Pensionistica

        Esempio comparativo:

        Scenario A – Senza contributi volontari

        • Anzianità contributiva: 18 anni
        • Età: 65 anni
        • Pensione mensile stimata: NON SPETTANTE (mancano 2 anni al requisito minimo di 20)
        • Devi attendere fino a maturare altri 2 anni tramite riscatto o totalizzazione

        Scenario B – Con 2 anni di contributi volontari

        • Anzianità contributiva: 20 anni (18 + 2 volontari)
        • Età: 67 anni (età pensionabile 2026)
        • Costo contributi volontari: 6.000 euro/anno × 2 = 12.000 euro
        • Deduzione fiscale (aliquota IRPEF 38%): 12.000 × 38% = 4.560 euro risparmiati
        • Costo netto effettivo: 7.440 euro
        • Pensione mensile stimata: 850 euro (esempio con montante contributivo medio)
        • Recupero investimento: 7.440 / 850 = 9 mesi di pensione

        Conclusione: In questo caso, versare 2 anni di contributi volontari conviene ampiamente perché consente di ottenere la pensione e recuperare l’investimento in meno di 1 anno.

        Alternative ai Contributi Volontari

        Prima di scegliere i contributi volontari, valuta queste alternative:

        StrumentoCostoVantaggiSvantaggi
        Riscatto laureaCirca 25.000-50.000 euro (4-6 anni)Copre periodi universitari non lavoratiCosto elevato, non sempre conveniente
        TotalizzazioneGratuitaSomma contributi versati in gestioni diversePenalizzazione del 25% sull’importo pensione
        RicongiunzioneA pagamento (onerosa)Unifica tutti i contributi in un’unica gestioneCosto molto elevato (decine di migliaia di euro)
        Cumulo gratuitoGratuito (Legge 228/2012)Somma contributi senza penalizzazioniDisponibile solo per alcune gestioni

        Consiglio pratico: Prima di versare contributi volontari, richiedi all’INPS (o tramite CAF) una simulazione pensionistica completa confrontando tutte le opzioni disponibili. Così potrai scegliere la soluzione più conveniente.

        Scadenze 2026: Domanda e Versamenti

        Rispettare le scadenze dei versamenti è fondamentale: contributi versati in ritardo potrebbero non essere accreditati o richiedere una nuova autorizzazione.

        Scadenza Domanda di Autorizzazione

        La domanda di autorizzazione ai contributi volontari può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma è consigliabile farlo:

        • Entro 90 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (per non perdere la continuità contributiva)
        • Entro il 31 marzo se si vuole versare per l’anno in corso a partire da gennaio

        IMPORTANTE: I contributi volontari possono essere versati retroattivamente per massimo 24 mesi dalla data di autorizzazione, ma solo se si era già cessata l’attività lavorativa in quel periodo.

        Scadenze Versamenti Trimestrali 2026

        Se scegli la modalità di versamento trimestrale, le scadenze 2026 sono:

        TrimestrePeriodo CopertoScadenza Versamento
        I trimestreGennaio – Marzo 202631 maggio 2026
        II trimestreAprile – Giugno 202631 agosto 2026
        III trimestreLuglio – Settembre 202630 novembre 2026
        IV trimestreOttobre – Dicembre 202628 febbraio 2027

        ATTENZIONE: Le scadenze sono fisse e perentorie. Versamenti effettuati oltre i termini potrebbero non essere accreditati. In caso di ritardo, contatta immediatamente l’INPS per regolarizzare.

        Scadenze Versamenti Mensili 2026

        Se opti per il versamento mensile, i contributi vanno versati entro il giorno 16 del secondo mese successivo al mese di riferimento. Esempi:

        • Contributi gennaio 2026 → scadenza 16 marzo 2026
        • Contributi febbraio 2026 → scadenza 16 aprile 2026
        • Contributi marzo 2026 → scadenza 16 maggio 2026

        Modalità di Pagamento F24

        I contributi volontari si versano tramite modello F24 con i seguenti codici tributo:

        GestioneCodice TributoDescrizione
        Dipendenti (AGO)CVSMContributi volontari
        ArtigianiCVARContributi volontari artigiani
        CommerciantiCVCOContributi volontari commercianti
        Gestione SeparataCVGSContributi volontari parasubordinati

        Il versamento può essere effettuato:

        • Online tramite home banking (F24 web)
        • Allo sportello bancario o postale (F24 cartaceo)
        • Tramite intermediario (commercialista, CAF)

        L’INPS invia i bollettini F24 precompilati con tutti i dati già inseriti. È sufficiente pagare entro la scadenza indicata.

        Cosa Succede in Caso di Ritardo

        Se non versi i contributi entro le scadenze:

        • Versamenti fino a 90 giorni di ritardo: puoi regolarizzare tramite ravvedimento operoso con sanzione ridotta (1,5-3,75%)
        • Oltre 90 giorni: l’INPS potrebbe non accreditare quei contributi o richiedere una nuova autorizzazione
        • Mancato versamento per 2 anni consecutivi: l’autorizzazione decade e devi ripresentare domanda ex novo

        Deducibilità Fiscale dei Contributi Volontari

        Uno dei principali vantaggi dei contributi volontari INPS è la loro piena deducibilità fiscale dal reddito complessivo, che si traduce in un significativo risparmio IRPEF.

        Normativa Fiscale

        L’articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR (DPR 917/1986) prevede che i contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge sono integralmente deducibili dal reddito complessivo.

        I contributi volontari rientrano in questa categoria e possono essere dedotti:

        • Senza limiti di importo (a differenza della previdenza complementare che ha limite di 5.164,57 euro)
        • Nell’anno di effettivo versamento (principio di cassa)
        • Anche se versati in unica soluzione per più anni arretrati

        Calcolo del Risparmio Fiscale

        Il risparmio IRPEF dipende dalla tua aliquota marginale (scaglione di reddito più alto).

        Scaglioni IRPEF 2026:

        Reddito ImponibileAliquota IRPEF
        Fino a 28.000 euro23%
        Da 28.001 a 50.000 euro35%
        Oltre 50.000 euro43%

        Esempio 1 – Reddito 35.000 euro (aliquota marginale 35%)

        • Contributi volontari versati: 6.000 euro
        • Deduzione fiscale: 6.000 euro
        • Risparmio IRPEF: 6.000 × 35% = 2.100 euro
        • Costo netto effettivo: 6.000 – 2.100 = 3.900 euro

        Esempio 2 – Reddito 60.000 euro (aliquota marginale 43%)

        • Contributi volontari versati: 9.900 euro
        • Deduzione fiscale: 9.900 euro
        • Risparmio IRPEF: 9.900 × 43% = 4.257 euro
        • Costo netto effettivo: 9.900 – 4.257 = 5.643 euro

        Compilazione 730 e Modello Redditi

        Per beneficiare della deduzione, devi indicare i contributi volontari nella tua dichiarazione dei redditi:

        Nel Modello 730:

        • Sezione I del Quadro E (Oneri e spese)
        • Rigo E27 – Contributi previdenziali e assistenziali
        • Codice 1 – Contributi obbligatori e volontari
        • Importo: somma di tutti i contributi volontari versati nell’anno

        Nel Modello Redditi PF (ex Unico):

        • Quadro RP (Oneri e spese)
        • Sezione I – Rigo RP21 (Contributi previdenziali)
        • Colonna 1: importo contributi volontari versati

        Documentazione necessaria:

        • Ricevute F24 dei versamenti effettuati
        • Bollettini INPS precompilati (conservare per eventuali controlli)
        • Autorizzazione INPS alla prosecuzione volontaria

        Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della dichiarazione dei redditi e nel calcolo del risparmio fiscale effettivo derivante dai contributi volontari.

        Differenza tra Prosecuzione Volontaria e Riscatto

        Spesso si confondono contributi volontari e riscatto di periodi non coperti. Si tratta di due istituti previdenziali diversi, con costi e finalità differenti.

        Contribuzione Volontaria

        Cos’è: Proseguire volontariamente il versamento di contributi dopo la cessazione dell’attività lavorativa.

        Quando si usa:

        • Hai smesso di lavorare ma vuoi continuare a maturare contributi
        • Vuoi coprire periodi futuri di inattività (es. disoccupazione prolungata, aspettativa non retribuita)

        Costo: Calcolato su retribuzione/reddito di riferimento con aliquota 33% (dipendenti) o 24% (autonomi). Circa 6.000-10.000 euro/anno per redditi medi.

        Vantaggi:

        • Costo relativamente contenuto
        • Deducibilità fiscale integrale
        • Versamento rateizzabile (trimestrale/mensile)

        Svantaggi:

        • Richiede autorizzazione preventiva INPS
        • Copre solo periodi successivi all’autorizzazione (max 24 mesi retroattivi)
        • Non copre prestazioni temporanee (malattia, maternità)

        Riscatto Periodi Non Coperti

        Cos’è: Acquistare retroattivamente la copertura contributiva di periodi passati non lavorati (es. laurea, aspettative, interruzioni).

        Quando si usa:

        • Vuoi coprire anni di università (riscatto laurea)
        • Hai avuto interruzioni lavorative nel passato non coperte da contributi
        • Vuoi anticipare la pensione recuperando anni mancanti

        Costo: Molto più elevato dei contributi volontari. Il riscatto laurea può costare:

        • Sistema retributivo: fino a 60.000-80.000 euro per 5 anni (calcolato sulla retribuzione attuale)
        • Sistema contributivo: circa 25.000-35.000 euro per 5 anni (calcolato sul minimale)
        • Riscatto agevolato under 45: circa 5.000 euro/anno (massimo 5 anni)

        Vantaggi:

        • Copre periodi passati anche lontani nel tempo
        • Non richiede requisiti contributivi minimi
        • Può essere rateizzato fino a 120 rate mensili

        Svantaggi:

        • Costo molto elevato
        • Convenienza economica dubbia (si recupera l’investimento dopo molti anni di pensione)
        • Deducibilità fiscale solo in caso di rateizzazione

        Confronto Diretto

        AspettoContributi VolontariRiscatto Laurea
        Periodi copertiFuturo (da autorizzazione in poi)Passato (anni universitari)
        Costo 1 anno6.000-10.000 euro5.000-15.000 euro
        Requisiti3 anni ultimi 5 o 5 in carrieraNessuno
        AutorizzazioneNecessariaNon necessaria
        DeducibilitàIntegraleSolo se rateizzato
        PagamentoTrimestrale/mensileUnica soluzione o 120 rate
        ConvenienzaAlta (se vicino a pensione)Media-bassa (lungo recupero)

        Quale Scegliere

        Scegli i contributi volontari se:

        • Hai cessato l’attività lavorativa e vuoi coprire i prossimi anni
        • Hai già una buona anzianità contributiva (15+ anni)
        • Il costo annuale è sostenibile per te

        Scegli il riscatto se:

        • Hai una laurea e vuoi coprire quegli anni
        • Ti mancano pochi anni al requisito pensionistico e preferisci un’unica operazione
        • Hai disponibilità economica elevata (o accesso a prestito agevolato)

        Combina entrambi se: Hai una laurea da riscattare E periodi futuri da coprire. In questo caso puoi riscattare la laurea (passato) e versare contributi volontari (futuro).

        Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

        Vediamo alcuni esempi concreti di situazioni reali e come calcolare il costo dei contributi volontari.

        Caso 1 – Ex Dipendente 50enne Vicino alla Pensione

        Profilo:

        • Età: 50 anni
        • Anzianità contributiva: 27 anni
        • Retribuzione media ultime 52 settimane: 35.000 euro/anno
        • Situazione: Licenziato per ristrutturazione aziendale, in cerca di nuova occupazione
        • Obiettivo: Raggiungere 42 anni e 10 mesi per pensione anticipata a 62 anni

        Calcolo contributi volontari:

        • Anni mancanti: 15 anni e 10 mesi (da 27 a 42,10)
        • Costo annuo: 35.000 × 33% = 11.550 euro
        • Costo totale 15 anni: 11.550 × 15 = 173.250 euro
        • Deduzione fiscale (aliquota 35%): 173.250 × 35% = 60.638 euro risparmiati
        • Costo netto effettivo: 112.612 euro

        Convenienza: Dipende dalla prospettiva di trovare nuovo lavoro. Se non riesce a ricollocarsi, versare contributi volontari per 5-7 anni può avere senso per avvicinarsi ai requisiti. Oltre, meglio valutare totalizzazione o attendere la pensione di vecchiaia a 67 anni.

        Caso 2 – Ex Artigiano con Attività Sospesa

        Profilo:

        • Età: 58 anni
        • Anzianità contributiva: 19 anni
        • Reddito medio d’impresa: 22.000 euro/anno
        • Situazione: Ha chiuso l’attività artigianale, vive con pensione coniuge
        • Obiettivo: Raggiungere 20 anni per pensione di vecchiaia a 67 anni

        Calcolo contributi volontari:

        • Anni mancanti: 1 anno (da 19 a 20)
        • Aliquota artigiani: 24%
        • Costo annuo: 22.000 × 24% = 5.280 euro
        • Deduzione fiscale (aliquota 23%): 5.280 × 23% = 1.214 euro risparmiati
        • Costo netto effettivo: 4.066 euro

        Convenienza: Altissima. Con soli 4.066 euro netti riesce a maturare il diritto alla pensione di vecchiaia a 67 anni. Senza contributi volontari, perderebbe completamente i 19 anni già versati.

        Caso 3 – Ex Collaboratrice Gestione Separata

        Profilo:

        • Età: 45 anni
        • Anzianità contributiva Gestione Separata: 6 anni
        • Ultimo compenso co.co.co: 15.000 euro/anno (sotto minimale)
        • Situazione: Contratto a progetto cessato, attualmente disoccupata
        • Obiettivo: Mantenere la continuità contributiva in attesa di nuovo lavoro

        Calcolo contributi volontari:

        • Base imponibile: 18.415 euro (minimale 2026, perché 15.000 è sotto soglia)
        • Aliquota Gestione Separata: 33%
        • Costo annuo: 18.415 × 33% = 6.077 euro
        • Deduzione fiscale (aliquota 23%): 6.077 × 23% = 1.398 euro risparmiati
        • Costo netto effettivo: 4.679 euro

        Convenienza: Bassa. A 45 anni, con solo 6 anni di contributi e prospettive lavorative incerte, è meglio attendere una nuova occupazione. Versare contributi volontari per 14 anni (fino ai 20 necessari) costerebbe circa 65.000 euro netti. Meglio valutare totalizzazione futura o ricerca attiva lavoro.

        Tabella Riassuntiva Costi Annui per Reddito

        Ecco quanto costano i contributi volontari a seconda del reddito di riferimento:

        Reddito AnnuoDipendenti (33%)Artigiani/Commercianti (24%)
        Minimale (18.415 euro)6.077 euro4.420 euro
        20.000 euro6.600 euro4.800 euro
        25.000 euro8.250 euro6.000 euro
        30.000 euro9.900 euro7.200 euro
        40.000 euro13.200 euro9.600 euro
        50.000 euro16.500 euro12.000 euro
        Massimale (119.650 euro)39.485 euroNessun massimale

        IMPORTANTE: Questi sono i costi lordi. Sottraendo il risparmio fiscale (23-43% a seconda dell’aliquota IRPEF), il costo netto effettivo si riduce significativamente.

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        Domande Frequenti sui Contributi Volontari INPS

        Chi può versare i contributi volontari INPS?

        Possono versare contributi volontari i lavoratori dipendenti cessati, artigiani e commercianti che hanno sospeso l’attivita, collaboratori della Gestione Separata, coltivatori diretti. E necessario avere almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni oppure 5 anni di contributi in tutta la carriera lavorativa. Serve una domanda di autorizzazione preventiva all’INPS.

        Quanto costano i contributi volontari nel 2026?

        Il costo dipende dalla retribuzione media e dalla gestione. Per i dipendenti l’aliquota e del 33 percento, per artigiani e commercianti del 24 percento. Su una retribuzione di 30.000 euro annui, un ex dipendente paga circa 9.900 euro all’anno. Il minimale 2026 e di 18.415 euro per dipendenti e Gestione Separata.

        I contributi volontari sono deducibili dalle tasse?

        Si, i contributi volontari sono interamente deducibili dal reddito complessivo senza limiti di importo. Il risparmio fiscale dipende dall’aliquota IRPEF marginale: 23 percento, 35 percento o 43 percento. Ad esempio, con 6.000 euro di contributi e aliquota 35 percento si risparmiano 2.100 euro di IRPEF.

        Qual e la differenza tra contributi volontari e riscatto laurea?

        I contributi volontari coprono periodi futuri dall’autorizzazione in poi, mentre il riscatto laurea copre gli anni universitari passati. I contributi volontari costano meno, circa 6.000-10.000 euro all’anno, e sono sempre deducibili. Il riscatto laurea costa molto di piu, fino a 60.000 euro per 5 anni nel sistema retributivo, ed e deducibile solo se rateizzato.

        Posso versare contributi volontari se sto lavorando?

        No, i contributi volontari possono essere versati solo se si e cessata l’attivita lavorativa. Se sei ancora dipendente o autonomo attivo non puoi accedere alla prosecuzione volontaria. I contributi volontari servono a coprire periodi di inattivita lavorativa, non a integrare contributi obbligatori gia versati.


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        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la compilazione della domanda INPS, il calcolo dei costi contributivi e la gestione della deducibilità fiscale nella dichiarazione dei redditi.

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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-13 09:55:082026-05-31 14:02:47Contributi Volontari INPS 2026: Guida Completa, Costi e Requisiti
          PARTITA IVA

          Saldo IVA 2025: Scadenza 16 Marzo, Come Pagare con F24

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Il saldo IVA 2025 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più importanti per le partite IVA e i professionisti italiani. Entro il 16 marzo 2026, tutti i contribuenti tenuti al versamento dell’IVA devono effettuare il pagamento del saldo annuale relativo all’anno d’imposta 2025, utilizzando il modello F24. Questa scadenza riguarda chi presenta la dichiarazione IVA annuale e ha un debito residuo da versare dopo aver considerato gli acconti già pagati durante l’anno.

          Ma chi deve pagare il saldo IVA? Come si calcola l’importo? Quali sono i codici tributo da utilizzare nel modello F24? E cosa succede se non si paga entro la scadenza? In questa guida completa rispondiamo a tutte queste domande, fornendo esempi pratici, tabelle riassuntive e le informazioni aggiornate per il 2025.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione IVA, nel calcolo del saldo e nella gestione degli adempimenti fiscali per la tua partita IVA. Scopri come evitare errori e sanzioni con il supporto dei nostri esperti.

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          Indice dei contenuti

          1. Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo
          2. Scadenza 16 Marzo 2026: Quando Pagare
          3. Come Calcolare il Saldo IVA 2025
          4. Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVA
          5. Codici Tributo F24 per il Saldo IVA
          6. Regimi Speciali: Forfettario, Agricolo, Esoneri
          7. Sanzioni per Ritardo o Omesso Versamento
          8. Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare
          9. Esempi Pratici di Calcolo
          10. Domande Frequenti

          Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo

          Il saldo IVA è la differenza tra l’IVA a debito (incassata sulle vendite) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) che emerge dalla dichiarazione IVA annuale. Se questa differenza è positiva, il contribuente deve versare la somma all’Agenzia delle Entrate tramite modello F24.

          Devono pagare il saldo IVA 2025 tutti i titolari di partita IVA che:

          • Presentano la dichiarazione IVA annuale (modello IVA/2026 per l’anno 2025)
          • Hanno un debito IVA risultante dalla dichiarazione
          • Non rientrano in regimi speciali esonerati dall’IVA (come il regime forfettario)
          • Effettuano liquidazioni periodiche dell’IVA (mensili o trimestrali)

          Chi è escluso dal pagamento del saldo IVA?

          • Regime forfettario: I contribuenti in regime forfettario non applicano l’IVA e quindi non devono versare né acconti né saldo IVA
          • Regime di vantaggio (ex minimi): Anche in questo caso non c’è obbligo di versamento IVA
          • Contribuenti con IVA a credito: Chi ha IVA a credito può richiedere il rimborso o riportare il credito negli anni successivi
          • Operazioni esenti IVA: Alcuni settori (sanità, istruzione, attività finanziarie) possono avere operazioni esenti

          La normativa di riferimento è contenuta nel D.P.R. 633/1972 (legge IVA) e nelle successive modifiche, con particolare riferimento all’art. 1 del D.P.R. 435/2001 che disciplina i termini di versamento.

          Scadenza 16 Marzo 2026: Quando Pagare

          La scadenza per il saldo IVA 2025 è fissata al 16 marzo 2026. Questa data coincide con il termine per la presentazione della dichiarazione IVA annuale in modalità telematica.

          Calendario delle scadenze IVA 2025-2026:

          ScadenzaAdempimentoChi riguarda
          16 marzo 2026Versamento saldo IVA 2025 + presentazione dichiarazione IVA/2026Tutti i contribuenti IVA ordinari
          16 aprile 2026Scadenza prorogata per chi paga con maggiorazione 0,40%Contribuenti che scelgono la proroga
          16 febbraio 2026Versamento secondo acconto IVA (riferito al 2026)Contribuenti con liquidazioni IVA trimestrali
          27 dicembre 2025Versamento secondo acconto IVA (contribuenti mensili)Contribuenti con liquidazioni IVA mensili

          Perché il 16 marzo? Questa scadenza è stabilita dall’art. 5-bis del D.P.R. 322/1998, che prevede che il saldo IVA debba essere versato contestualmente alla presentazione della dichiarazione annuale IVA. Il termine ordinario sarebbe il 28 febbraio, ma per chi trasmette telematicamente la dichiarazione (obbligo dal 2017), la scadenza è prorogata al 16 marzo.

          Proroga con maggiorazione: È possibile differire il pagamento del saldo IVA di 30 giorni, portando la scadenza al 16 aprile 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione si calcola sull’importo del saldo da versare.

          Differenze tra Contribuenti Mensili e Trimestrali

          I contribuenti IVA possono scegliere tra liquidazione mensile o trimestrale:

          • Mensile: Le liquidazioni IVA vanno effettuate entro il 16 del mese successivo. Il saldo annuale si calcola considerando tutti i 12 mesi del 2025.
          • Trimestrale: Le liquidazioni IVA si fanno entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (es. IVA gennaio-marzo 2025 va versata entro 16 maggio 2025). Il saldo annuale considera i 4 trimestri.

          Indipendentemente dalla periodicità, la scadenza del saldo IVA al 16 marzo è uguale per tutti.

          Come Calcolare il Saldo IVA 2025

          Il calcolo del saldo IVA si basa sulla differenza tra IVA a debito e IVA a credito, considerando anche eventuali acconti già versati durante l’anno.

          Formula del calcolo:

          Saldo IVA = (IVA a debito 2025) - (IVA a credito 2025) - (Acconti IVA versati nel 2025)

          Vediamo nel dettaglio ogni componente:

          1. IVA a Debito

          L’IVA a debito è l’imposta applicata sulle vendite e prestazioni di servizi effettuate durante l’anno 2025. Si calcola sommando l’IVA fatturata ai clienti in tutte le fatture emesse.

          Esempio: Un professionista ha emesso fatture per 50.000 euro + IVA 22% = 11.000 euro di IVA a debito.

          2. IVA a Credito

          L’IVA a credito è l’imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi necessari per l’attività. Include l’IVA sulle fatture ricevute dai fornitori, purché inerenti all’attività professionale.

          Esempio: Lo stesso professionista ha acquistato beni/servizi per 20.000 euro + IVA 22% = 4.400 euro di IVA a credito.

          3. Acconti IVA Versati

          Durante l’anno 2025, i contribuenti IVA hanno già versato due acconti IVA:

          • Primo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2024, pari all’88% del debito IVA del periodo ottobre-novembre 2024 (per mensili) o del terzo trimestre 2024 (per trimestrali)
          • Secondo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2025 (mensili) o 16 febbraio 2026 (trimestrali)

          Esempio: Il professionista ha versato 3.000 euro di acconti IVA nel 2025.

          Calcolo Finale

          Riprendiamo l’esempio completo:

          • IVA a debito: 11.000 euro
          • IVA a credito: 4.400 euro
          • Acconti versati: 3.000 euro
          Saldo IVA = 11.000 - 4.400 - 3.000 = 3.600 euro

          Il professionista dovrà versare 3.600 euro entro il 16 marzo 2026.

          Attenzione: Se il risultato è negativo, significa che il contribuente ha un credito IVA da riportare negli anni successivi o da chiedere a rimborso (secondo le condizioni previste dall’art. 30 D.P.R. 633/1972).

          Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVA

          Il pagamento del saldo IVA avviene esclusivamente tramite modello F24, che può essere compilato e trasmesso:

          • Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel)
          • Tramite home banking del proprio istituto di credito
          • Presso banche, Poste Italiane o intermediari abilitati (commercialisti, CAF)

          Guida Passo-Passo alla Compilazione del F24

          Sezione da compilare: “Erario” del modello F24

          Campi obbligatori:

          1. Codice tributo: 6099 (saldo IVA) – vedi sezione successiva per tutti i codici
          2. Anno di riferimento: 2025 (anno d’imposta cui si riferisce il saldo)
          3. Importi a debito versati: L’importo del saldo IVA da pagare (es. 3.600,00)
          4. Codice ufficio: Lasciare vuoto (non necessario per IVA)
          5. Codice atto: Lasciare vuoto

          Esempio di Compilazione F24

          CampoValore
          Codice tributo6099
          Rateazione/regione/prov/mese rif.0101 (non rateizzato)
          Anno di riferimento2025
          Importi a debito versati3.600,00
          Importi a credito compensati0,00 (se non si compensa con altri crediti)
          TOTALE A3.600,00

          Modalità di pagamento:

          • Versamento diretto: Si paga l’intero importo entro il 16 marzo 2026
          • Compensazione: È possibile compensare il debito IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, IRES, contributi INPS) utilizzando il modello F24
          • Rateizzazione: NON è possibile rateizzare il saldo IVA (a differenza di imposte sui redditi o contributi)

          Attenzione alla compensazione: La compensazione di crediti tributari superiori a 5.000 euro annui richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione (art. 35 D.Lgs. 241/1997) o la sottoscrizione da parte di un professionista abilitato.

          Codici Tributo F24 per il Saldo IVA

          L’Agenzia delle Entrate prevede codici tributo specifici per il versamento del saldo IVA, a seconda della tipologia di contribuente e della situazione fiscale.

          Tabella completa dei codici tributo IVA:

          CodiceDescrizioneQuando si usa
          6099Saldo IVA annualeVersamento ordinario del saldo IVA risultante dalla dichiarazione annuale
          6001IVA mensile (mese di gennaio)Liquidazione IVA periodica del primo mese
          6002IVA mensile (febbraio)Liquidazione IVA mensile di febbraio
          6003-6012IVA mensile (altri mesi)Un codice per ogni mese da marzo a dicembre
          6031IVA primo trimestreLiquidazione IVA trimestrale gennaio-marzo
          6032IVA secondo trimestreLiquidazione IVA trimestrale aprile-giugno
          6033IVA terzo trimestreLiquidazione IVA trimestrale luglio-settembre
          6034IVA quarto trimestreLiquidazione IVA trimestrale ottobre-dicembre
          6035Acconto IVA (metodo storico)Versamento secondo acconto IVA
          6036Acconto IVA (metodo previsionale)Versamento acconto con metodo previsionale
          6037Acconto IVA (metodo da operazioni effettuate)Versamento acconto calcolato sulle operazioni reali
          6098Interessi da saldo IVA dilazionatoInteressi per rateizzazione (NON applicabile al saldo IVA)

          Codice 6099: il più utilizzato

          Il codice tributo 6099 è quello standard per il versamento del saldo IVA annuale. Va utilizzato quando:

          • Si presenta la dichiarazione IVA annuale
          • Il risultato è un debito IVA da versare
          • Non si tratta di liquidazioni periodiche o acconti

          Attenzione: Se stai versando un acconto IVA (secondo acconto per l’anno 2026), devi utilizzare i codici 6035, 6036 o 6037, NON il 6099.

          Interessi per Versamento Posticipato (0,40%)

          Se decidi di pagare il saldo IVA entro il 16 aprile 2026 invece del 16 marzo, devi applicare una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione:

          • Si calcola sull’importo del saldo da versare
          • Va indicata nello stesso F24 con il codice tributo 6099
          • Si somma all’importo del saldo

          Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro con proroga al 16 aprile:

          Interessi 0,40% = 3.600 × 0,0040 = 14,40 euro
          Totale da versare = 3.600 + 14,40 = 3.614,40 euro

          Regimi Speciali: Forfettario, Agricolo, Esoneri

          Non tutti i titolari di partita IVA sono tenuti al versamento del saldo IVA. Alcuni regimi fiscali speciali prevedono l’esonero dagli obblighi IVA.

          Regime Forfettario

          I contribuenti che aderiscono al regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89) sono esonerati da IVA. Questo significa che:

          • Non addebitano IVA nelle fatture emesse ai clienti
          • Non detraggono IVA sugli acquisti
          • Non presentano la dichiarazione IVA
          • Non versano acconti né saldo IVA

          Limiti del regime forfettario 2025:

          • Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro
          • Applicazione di coefficienti di redditività diversi per settore
          • Imposta sostitutiva del 15% o 5% (primi 5 anni di attività)

          Attenzione: Se nel corso del 2025 superi il limite di 85.000 euro di ricavi, esci dal regime forfettario e dall’anno successivo (2026) dovrai applicare l’IVA ordinaria e versare acconti/saldo.

          Regime di Vantaggio (ex Minimi)

          Il regime di vantaggio per i contribuenti minimi (Legge 244/2007) è stato abolito dal 2016, ma chi vi rientrava può continuare fino alla scadenza naturale del quinquennio. Anche questo regime prevede l’esonero da IVA.

          Regime Speciale Agricolo

          Gli agricoltori in regime speciale IVA (art. 34 D.P.R. 633/1972) applicano percentuali di compensazione IVA forfettarie e possono avere semplificazioni negli adempimenti, ma restano tenuti al versamento del saldo IVA se risultante dalla dichiarazione.

          Operazioni Esenti IVA

          Alcuni settori effettuano operazioni esenti da IVA (art. 10 D.P.R. 633/1972):

          • Sanità e servizi socio-sanitari
          • Istruzione (scuole, università)
          • Attività finanziarie e assicurative
          • Locazioni immobiliari ad uso abitativo

          Chi effettua solo operazioni esenti non versa IVA, ma non può nemmeno detrarla sugli acquisti. Chi ha operazioni miste (esenti e imponibili) deve calcolare la pro-rata di detrazione.

          Esonero per Volume d’Affari Ridotto

          Non esiste un esonero automatico dal saldo IVA per chi ha un volume d’affari ridotto. Anche con pochi euro di debito IVA, il versamento è obbligatorio. L’unica eccezione è per importi inferiori a 10,33 euro, che non vanno versati (importo minimo di versamento).

          Sanzioni per Ritardo o Omesso Versamento

          Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative e interessi moratori, come previsto dal D.Lgs. 471/1997.

          Sanzioni per Omesso Versamento

          Se non versi il saldo IVA entro il 16 marzo 2026, incorri nella sanzione del 30% dell’importo non versato (art. 13 D.Lgs. 471/1997).

          Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro non versato:

          Sanzione = 3.600 × 30% = 1.080 euro

          Questa sanzione si somma agli interessi moratori, calcolati al tasso legale (attualmente 2,5% annuo per il 2025) per ogni giorno di ritardo.

          Riduzione delle Sanzioni con Ravvedimento Operoso

          È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), regolarizzando il pagamento spontaneamente prima di eventuali accertamenti. Vedi la sezione successiva per i dettagli.

          Interessi Moratori

          Gli interessi moratori si calcolano dal giorno successivo alla scadenza (17 marzo 2026) fino al giorno del pagamento effettivo, applicando il tasso legale annuo.

          Formula interessi:

          Interessi = (Importo dovuto × Tasso legale × Giorni di ritardo) / 36500

          Esempio: Pagamento in ritardo di 30 giorni (saldo 3.600 euro, tasso legale 2,5%):

          Interessi = (3.600 × 2,5 × 30) / 36500 = 7,40 euro

          Conseguenze in Caso di Inadempienza Prolungata

          Se il mancato pagamento del saldo IVA si protrae oltre i termini del ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate può procedere con:

          • Cartella di pagamento: Notifica dell’importo dovuto (saldo + sanzioni + interessi)
          • Iscrizione a ruolo: Riscossione coattiva tramite Agenzia delle Entrate-Riscossione
          • Fermo amministrativo di veicoli intestati
          • Ipoteca su beni immobili
          • Pignoramento di beni mobili, conti correnti, stipendi

          Importante: Le sanzioni per omesso versamento IVA sono penalmente rilevanti se l’importo evaso supera i 250.000 euro per anno d’imposta (art. 10-ter D.Lgs. 74/2000), con pene detentive da 6 mesi a 2 anni.

          Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare

          Il ravvedimento operoso è lo strumento che consente di regolarizzare spontaneamente il mancato o tardivo versamento del saldo IVA, beneficiando di sanzioni ridotte.

          L’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 prevede diverse tipologie di ravvedimento a seconda dei giorni di ritardo:

          Tipologie di Ravvedimento e Sanzioni Ridotte

          Tipo ravvedimentoEntro quandoSanzione ridotta
          SprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)
          BreveDal 15° al 30° giorno1,5% dell’importo dovuto
          IntermedioDal 31° al 90° giorno1,67% dell’importo dovuto
          LungoEntro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno successivo3,75% dell’importo dovuto
          LunghissimoOltre il termine dichiarazione, ma entro 2 anni4,29% dell’importo dovuto
          Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza5% dell’importo dovuto

          Come Calcolare il Ravvedimento

          Per regolarizzare il saldo IVA 2025 in ritardo, devi versare con F24:

          1. Importo del saldo IVA originario (codice tributo 6099)
          2. Sanzione ridotta (codice tributo 8904 – sanzioni pecuniarie IVA)
          3. Interessi legali (codice tributo 1991 – interessi sul ravvedimento)

          Esempio pratico: Saldo IVA di 3.600 euro pagato con 20 giorni di ritardo (5 aprile 2026).

          Si applica il ravvedimento breve (1,5%):

          Sanzione ridotta = 3.600 × 1,5% = 54 euro
          Interessi (20 gg, tasso 2,5%) = (3.600 × 2,5 × 20) / 36500 = 4,93 euro
          Totale da versare = 3.600 + 54 + 4,93 = 3.658,93 euro

          Codici Tributo per il Ravvedimento

          Nel modello F24 per il ravvedimento operoso del saldo IVA, utilizza:

          • 6099: Importo del saldo IVA
          • 8904: Sanzioni pecuniarie per irregolarità IVA
          • 1991: Interessi sul ravvedimento per liquidazioni periodiche e dichiarazioni IVA

          Quando NON è Possibile Ravvedersi

          Il ravvedimento operoso non è ammesso se:

          • Hai già ricevuto una comunicazione di irregolarità (PVC, avviso bonario)
          • È stata notificata una cartella di pagamento
          • Sono iniziati accessi, ispezioni o verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate
          • Sono decorsi più di 5 anni dalla violazione (termine prescrizionale)

          Consiglio: Se hai dimenticato di pagare il saldo IVA, procedi immediatamente con il ravvedimento operoso per limitare le sanzioni. Più tempo passa, più la sanzione aumenta (fino al 30% se non ti ravvedi).

          Esempi Pratici di Calcolo

          Vediamo alcuni casi concreti di calcolo e pagamento del saldo IVA 2025, con situazioni tipiche di diversi professionisti e imprese.

          Esempio 1: Professionista con Liquidazione Mensile

          Situazione: Commercialista con partita IVA in regime ordinario, liquidazione mensile.

          • IVA a debito 2025: 22.000 euro (fatture emesse ai clienti)
          • IVA a credito 2025: 6.500 euro (spese professionali, attrezzature, software)
          • Acconti IVA versati nel 2025: 8.000 euro

          Calcolo saldo IVA:

          Saldo IVA = 22.000 - 6.500 - 8.000 = 7.500 euro

          Scadenza: 16 marzo 2026
          Codice tributo F24: 6099
          Importo da versare: 7.500 euro

          Esempio 2: Piccola Impresa con Liquidazione Trimestrale

          Situazione: Negozio di abbigliamento, liquidazione IVA trimestrale.

          • IVA a debito 2025: 55.000 euro (vendite al dettaglio)
          • IVA a credito 2025: 38.000 euro (acquisto merce, utenze, affitto)
          • Acconti IVA versati: 10.000 euro

          Calcolo saldo IVA:

          Saldo IVA = 55.000 - 38.000 - 10.000 = 7.000 euro

          Opzione proroga: L’imprenditore decide di pagare il 16 aprile 2026 con maggiorazione 0,40%:

          Interessi proroga = 7.000 × 0,40% = 28 euro
          Totale da versare = 7.000 + 28 = 7.028 euro

          Esempio 3: Contribuente in Regime Forfettario

          Situazione: Grafico freelance in regime forfettario.

          • Ricavi 2025: 45.000 euro
          • Regime: Forfettario (coefficiente redditività 78%, imposta sostitutiva 15%)

          Saldo IVA:

          NON DOVUTO - Il regime forfettario è esente da IVA.
          Non si presenta dichiarazione IVA e non si versa alcun saldo.

          Il grafico verserà solo l’imposta sostitutiva sui redditi, ma nessun adempimento IVA.

          Esempio 4: Professionista con Credito IVA

          Situazione: Ingegnere che ha sostenuto investimenti importanti nel 2025.

          • IVA a debito 2025: 18.000 euro
          • IVA a credito 2025: 25.000 euro (acquisto attrezzature, auto aziendale)
          • Acconti IVA versati: 3.500 euro

          Calcolo:

          Saldo IVA = 18.000 - 25.000 - 3.500 = -10.500 euro (CREDITO)

          Risultato: L’ingegnere ha un credito IVA di 10.500 euro. Può:

          • Riportarlo in compensazione negli anni successivi
          • Chiedere il rimborso se i requisiti sono soddisfatti (attività da almeno 2 anni, credito superiore a 2.582,28 euro)
          • Compensare con altri tributi (IRPEF, INPS) tramite F24

          In questo caso NON si versa alcun saldo IVA.

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          Domande Frequenti sul Saldo IVA 2025

          Entro quando devo pagare il saldo IVA 2025?

          Il saldo IVA 2025 deve essere versato entro il 16 marzo 2026. È possibile posticipare il pagamento al 16 aprile 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi.

          Quale codice tributo devo usare per il saldo IVA?

          Il codice tributo da utilizzare nel modello F24 per il versamento del saldo IVA annuale è il 6099. Nel campo anno di riferimento va indicato 2025.

          Chi è esonerato dal pagamento del saldo IVA?

          Sono esonerati dal saldo IVA i contribuenti in regime forfettario e in regime di vantaggio, poiché non applicano l’IVA. Anche chi ha un credito IVA risultante dalla dichiarazione non deve versare alcun saldo.

          Cosa succede se pago il saldo IVA in ritardo?

          Il mancato o ritardato pagamento comporta sanzioni del 30% dell’importo dovuto più interessi moratori. È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso, che prevede sanzioni ridotte dall’1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo.

          Posso rateizzare il saldo IVA?

          No, il saldo IVA non è rateizzabile. Deve essere versato in un’unica soluzione entro il 16 marzo (o 16 aprile con maggiorazione). La rateizzazione è prevista solo per le imposte sui redditi, non per l’IVA.

          Come si calcola il saldo IVA?

          Il saldo IVA si calcola con la formula: IVA a debito – IVA a credito – Acconti già versati. Se il risultato è positivo, si deve versare quella somma. Se negativo, si ha un credito IVA da compensare o richiedere a rimborso.

          Posso compensare il saldo IVA con altri crediti fiscali?

          Sì, è possibile compensare il debito da saldo IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, INPS, altre imposte) utilizzando il modello F24. Per compensazioni superiori a 5.000 euro annui è necessario il visto di conformità.


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          • Calcolo saldo e acconti IVA
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          • Consulenza su compensazioni e crediti IVA
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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

            Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita

            società sportiva SSD

            Aggiornato a marzo 2026 – Sei un istruttore sportivo con un contratto Co.Co.Co. e stai pensando di aprire partita IVA forfettaria? Oppure hai già una P.IVA e vuoi capire se puoi accettare anche compensi sportivi? La buona notizia è che le due forme sono perfettamente compatibili, ma ci sono regole precise da conoscere per non perdere i benefici fiscali. In questa guida completa analizziamo tutto: soglie, contributi INPS, tassazione e esempi pratici con calcoli reali.

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo
            2. Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026
            3. Requisiti Regime Forfettario 2026
            4. Compatibilità Co.Co.Co. e Forfettario
            5. Contributi INPS: Come Funzionano
            6. Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati
            7. Obblighi Fiscali e Dichiarativi
            8. Quando Conviene Aprire P.IVA
            9. Domande Frequenti

            Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo

            Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva (Co.Co.Co. sportivo) è una forma contrattuale introdotta dal D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport), entrata pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Si tratta di una tipologia contrattuale specifica per il settore sportivo dilettantistico che permette alle associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) di instaurare rapporti di lavoro con istruttori, allenatori, preparatori e altri collaboratori sportivi.

            Le caratteristiche distintive del Co.Co.Co. sportivo sono:

            • Coordinamento con l’ente sportivo: il lavoratore organizza la propria attività seguendo le direttive dell’ASD/SSD
            • Continuità della prestazione: non si tratta di prestazioni occasionali, ma di un rapporto stabile nel tempo
            • Prevalenza personale: il lavoro viene svolto personalmente dal collaboratore
            • Assenza di vincolo di subordinazione: diversamente dal lavoro dipendente, il collaboratore mantiene autonomia organizzativa

            Chi può avere un Co.Co.Co. sportivo? Questo contratto è riservato a figure professionali del mondo sportivo dilettantistico: istruttori di nuoto, fitness, tennis, calcio, pallavolo, preparatori atletici, allenatori di squadre giovanili, direttori tecnici e altre figure previste dai regolamenti delle federazioni sportive.

            Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026

            Uno dei principali vantaggi del Co.Co.Co. sportivo è il regime fiscale agevolato. Per il 2026, le soglie di esenzione sono confermate come segue:

            Fascia di CompensoTassazione IRPEFContributi INPS
            0 – 5.000 euroEsenteEsenti
            5.001 – 15.000 euroEsenteDovuti (con riduzione 50%)
            Oltre 15.000 euroTassati (solo parte eccedente)Dovuti

            Soglia 5.000 euro: esenzione totale

            I compensi sportivi fino a 5.000 euro annui lordi sono completamente esenti sia da IRPEF che da contributi INPS. Questa soglia è cumulativa: se lavori per più ASD/SSD, devi sommare tutti i compensi ricevuti. Ad esempio, se ricevi 3.000 euro da un’ASD e 4.000 euro da un’altra, il totale di 7.000 euro supera la soglia dei 5.000 euro.

            Soglia 15.000 euro: esenzione solo IRPEF

            I compensi tra 5.001 e 15.000 euro restano esenti da IRPEF, ma sono soggetti a contributi INPS. La contribuzione si calcola sulla parte eccedente i 5.000 euro, con una riduzione del 50% dell’imponibile contributivo valida fino al 31 dicembre 2027.

            Oltre 15.000 euro: tassazione ordinaria

            Superata la soglia di 15.000 euro, i compensi eccedenti vengono tassati secondo le aliquote IRPEF ordinarie. La tassazione si applica solo sulla parte che supera i 15.000 euro, non sull’intero importo.

            Requisiti Regime Forfettario 2026

            Per comprendere la compatibilità tra Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria, è fondamentale conoscere i requisiti del regime forfettario 2026:

            Limite di ricavi: 85.000 euro

            Il limite principale è quello dei ricavi/compensi: per restare nel regime forfettario, non devi superare 85.000 euro annui di fatturato dalla tua attività con partita IVA. Se superi questa soglia ma resti sotto i 100.000 euro, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata.

            Limite redditi da lavoro dipendente: 35.000 euro

            Attenzione a questo requisito: se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro (limite elevato per il 2025-2026, in precedenza era 30.000 euro), non puoi accedere al forfettario. Tuttavia, i compensi sportivi Co.Co.Co. NON rientrano in questo limite, come vedremo nel prossimo paragrafo.

            Altre cause di esclusione

            • Spese per dipendenti: non devi aver sostenuto spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 euro lordi
            • Partecipazioni societarie: non puoi possedere quote in società di persone o controllare SRL con attività riconducibile alla tua
            • Ex datore di lavoro: se oltre il 50% dei tuoi compensi deriva dal tuo ex datore di lavoro dei 2 anni precedenti, sei escluso
            • Regimi speciali IVA: non puoi utilizzare contemporaneamente regimi speciali IVA

            Aliquote del regime forfettario

            TipologiaAliquotaRequisiti
            Start-up5%Primi 5 anni, nuova attività
            Ordinaria15%Dal 6° anno o senza requisiti start-up

            Il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Per le attività sportive (codice ATECO 85.51 e simili), il coefficiente è del 78%.

            Compatibilità Co.Co.Co. Sportivo e P.IVA Forfettaria

            Arriviamo alla domanda centrale: si può avere contemporaneamente un Co.Co.Co. sportivo e una partita IVA forfettaria? La risposta è sì, sono perfettamente compatibili.

            Perché sono compatibili

            I compensi sportivi percepiti con Co.Co.Co. sono classificati fiscalmente come redditi diversi (art. 67, comma 1, lettera m del TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente o assimilati. Questo significa che:

            • Non contano ai fini del limite 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente/assimilato
            • Non contano ai fini del limite 85.000 euro di ricavi forfettari (sono redditi separati)
            • Non creano incompatibilità con il regime forfettario

            Questa interpretazione è confermata dalla Circolare Agenzia delle Entrate 10/E del 4 aprile 2016 e dalla Risoluzione 64/E del 2019, che chiariscono la natura dei compensi sportivi e la loro compatibilità con altri regimi fiscali.

            Come si cumulano i redditi

            I due redditi vengono dichiarati separatamente e tassati con regole diverse:

            • Reddito forfettario: tassato con imposta sostitutiva 5% o 15%
            • Compensi sportivi fino a 15.000 euro: esenti IRPEF
            • Compensi sportivi oltre 15.000 euro: tassati con IRPEF ordinaria (solo la parte eccedente)

            Contributi INPS: Come Funzionano

            La gestione contributiva è uno degli aspetti più complessi quando si combinano Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria. Vediamo nel dettaglio come funzionano i contributi INPS 2026.

            Contributi sul Co.Co.Co. sportivo

            I collaboratori sportivi sono iscritti alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026, secondo la Circolare INPS n. 8/2026, sono:

            SituazioneAliquota IVSAliquota totale
            Senza altra copertura previdenziale25%27,03% (+ contributi minori)
            Con altra copertura (es. P.IVA)24%24%

            Riduzione 50% fino al 2027: per i lavoratori sportivi, l’imponibile contributivo è ridotto del 50% sulla parte eccedente i 5.000 euro. Questo significa che su 10.000 euro di compensi sportivi, i contributi si calcolano solo su 2.500 euro (metà di 5.000 euro eccedenti).

            Ripartizione dell’onere: 2/3 a carico dell’ASD/SSD, 1/3 a carico del collaboratore.

            Contributi sulla P.IVA forfettaria

            Se sei iscritto alla Gestione Separata anche per la P.IVA (professionista senza cassa), l’aliquota 2026 è:

            • 26,07% se non hai altra copertura previdenziale
            • 24% se hai già altra copertura (es. dal Co.Co.Co. sportivo)

            In caso di doppia iscrizione, puoi beneficiare dell’aliquota ridotta del 24% sulla P.IVA, poiché risulti già coperto dalla previdenza del Co.Co.Co.

            Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati

            Vediamo ora tre esempi pratici con calcoli reali per capire concretamente quanto si paga e quanto resta netto.

            Esempio 1: Istruttore di nuoto con P.IVA personal trainer

            Situazione:

            • Co.Co.Co. sportivo presso piscina comunale: 12.000 euro/anno
            • P.IVA forfettaria come personal trainer: 28.000 euro/anno

            Calcolo imposte e contributi:

            Compensi sportivi (12.000 euro):

            • IRPEF: 0 euro (sotto soglia 15.000 euro, esente)
            • Contributi INPS: base imponibile = (12.000 – 5.000) x 50% = 3.500 euro
            • Contributi dovuti: 3.500 x 24% = 840 euro (di cui 280 euro a carico del lavoratore)

            Reddito forfettario (28.000 euro):

            • Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euro
            • Imposta sostitutiva (15%): 21.840 x 15% = 3.276 euro
            • Contributi INPS (24%): 21.840 x 24% = 5.242 euro

            Totale imposte e contributi annui:

            • IRPEF/Imposta sostitutiva: 3.276 euro
            • Contributi totali a carico: 280 + 5.242 = 5.522 euro
            • Totale: 8.798 euro

            Reddito netto annuo: 40.000 – 8.798 = 31.202 euro (circa 2.600 euro/mese)

            Esempio 2: Personal trainer con doppia attività intensa

            Situazione:

            • Co.Co.Co. sportivo presso 2 palestre: 8.000 euro/anno
            • P.IVA forfettaria (corsi privati + online): 45.000 euro/anno

            Calcolo imposte e contributi:

            Compensi sportivi (8.000 euro):

            • IRPEF: 0 euro (esente)
            • Contributi INPS: base = (8.000 – 5.000) x 50% = 1.500 euro
            • Contributi dovuti: 1.500 x 24% = 360 euro (120 euro a carico lavoratore)

            Reddito forfettario (45.000 euro):

            • Reddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euro
            • Imposta sostitutiva (15%): 35.100 x 15% = 5.265 euro
            • Contributi INPS (24%): 35.100 x 24% = 8.424 euro

            Totale imposte e contributi: 5.265 + 120 + 8.424 = 13.809 euro

            Reddito netto annuo: 53.000 – 13.809 = 39.191 euro (circa 3.266 euro/mese)

            Esempio 3: Fisioterapista sportivo (caso limite)

            Situazione:

            • Co.Co.Co. sportivo presso società calcio: 20.000 euro/anno
            • P.IVA forfettaria come fisioterapista: 60.000 euro/anno

            Verifica compatibilità: OK – il Co.Co.Co. sportivo non conta per il limite 85.000 euro forfettario né per il limite 35.000 euro redditi dipendenti.

            Calcolo imposte e contributi:

            Compensi sportivi (20.000 euro):

            • IRPEF su parte eccedente 15.000: (20.000 – 15.000) x 23% = 1.150 euro
            • Contributi INPS: base = (20.000 – 5.000) x 50% = 7.500 euro
            • Contributi dovuti: 7.500 x 24% = 1.800 euro (600 euro a carico lavoratore)

            Reddito forfettario (60.000 euro):

            • Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
            • Imposta sostitutiva (15%): 46.800 x 15% = 7.020 euro
            • Contributi INPS (24%): 46.800 x 24% = 11.232 euro

            Totale imposte e contributi: 1.150 + 600 + 7.020 + 11.232 = 20.002 euro

            Reddito netto annuo: 80.000 – 20.002 = 59.998 euro (circa 5.000 euro/mese)

            Obblighi Fiscali e Dichiarativi

            Chi ha sia Co.Co.Co. sportivo che P.IVA forfettaria deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Ecco i quadri da compilare:

            Quadri del Modello Redditi PF

            • Quadro LM: per il reddito forfettario (sezione II per forfettari)
            • Quadro RL: per i compensi sportivi (rigo RL21/RL22 per redditi diversi)
            • Quadro RR: per i contributi INPS Gestione Separata

            Certificazione Unica (CU)

            L’ASD/SSD che ti corrisponde i compensi sportivi deve rilasciarti la Certificazione Unica entro il 16 marzo di ogni anno. Questo documento riporta i compensi erogati e le eventuali ritenute/contributi.

            Scadenze 2026

            AdempimentoScadenza
            Ricezione CU dall’ASD16 marzo 2026
            Dichiarazione Redditi PF30 settembre 2026
            Saldo imposte + 1° acconto30 giugno 2026
            2° acconto imposte30 novembre 2026

            Quando Conviene Aprire Partita IVA

            Non sempre conviene aprire partita IVA se hai già un Co.Co.Co. sportivo. Ecco una checklist decisionale:

            Conviene aprire P.IVA se:

            • Hai clienti privati che vogliono fattura
            • Vuoi offrire servizi a palestre/centri sportivi come fornitore esterno
            • I tuoi compensi sportivi sono stabili e vuoi diversificare
            • Vuoi dedurre costi (nel forfettario solo in modo forfettario)
            • Hai prospettive di crescita oltre i limiti del Co.Co.Co.

            Non conviene aprire P.IVA se:

            • I compensi sportivi sono già sufficienti
            • Non hai clienti esterni all’ASD
            • Vuoi mantenere la semplicità gestionale
            • Rischi di superare i limiti del forfettario

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            Domande Frequenti

            Posso avere Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria insieme?

            Sì, le due forme sono perfettamente compatibili. I compensi sportivi sono classificati come redditi diversi e non interferiscono con i requisiti del regime forfettario.

            I compensi sportivi contano per il limite 85.000 euro del forfettario?

            No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non rientrano nel calcolo dei ricavi/compensi forfettari. Sono redditi di natura diversa e vengono dichiarati separatamente.

            Cosa succede se supero 35.000 euro di compensi sportivi?

            I compensi sportivi non sono redditi da lavoro dipendente, quindi non contano ai fini del limite 35.000 euro per l’accesso al forfettario. Puoi percepire qualsiasi importo di compensi sportivi senza perdere il diritto al regime forfettario.

            Devo emettere fattura per i compensi sportivi?

            No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non richiedono fattura. L’ASD/SSD ti rilascia una ricevuta o un cedolino e ti fornisce la Certificazione Unica a fine anno.

            Posso avere più Co.Co.Co. con diverse ASD?

            Sì, puoi collaborare con più associazioni sportive. Ricorda però che le soglie di esenzione (5.000 e 15.000 euro) sono cumulative: devi sommare tutti i compensi ricevuti da tutte le ASD/SSD.

            Quali contributi pago in totale?

            Se hai entrambe le attività, paghi: contributi sul Co.Co.Co. (24% sulla base ridotta al 50%, di cui 1/3 a tuo carico) + contributi sulla P.IVA (24% sul reddito forfettario, avendo già altra copertura). L’aliquota ridotta del 24% anziché 26,07% si applica perché risulti già coperto previdenzialmente.

            Come dichiaro i redditi delle due attività?

            Devi presentare il Modello Redditi PF, compilando il Quadro LM per il reddito forfettario e il Quadro RL per i compensi sportivi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta.

            Conviene aprire P.IVA se ho compensi sportivi stabili?

            Dipende dalla tua situazione. Se hai già compensi sportivi significativi (oltre 10-15.000 euro) e la possibilità di acquisire clienti privati, la P.IVA forfettaria può essere un ottimo complemento. Se invece i compensi sportivi ti bastano e non hai prospettive di clientela esterna, potrebbe non convenire aggiungere gli adempimenti della partita IVA.

            Hai bisogno di assistenza?

            La gestione fiscale di Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria richiede attenzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione, nell’apertura della partita IVA e nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

            Contattaci:

            • Telefono: 0432 1638640
            • WhatsApp: 366 6018121
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