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GESTIONE PARTITA IVA

Corrispettivi Elettronici Telematici 2026: Guida Completa con Novità POS

regime forfettario partita iva

Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono i Corrispettivi Elettronici
  2. Novità 2026: Obbligo Collegamento POS
  3. Il Registratore Telematico
  4. Software per Corrispettivi Elettronici
  5. Sanzioni per Mancata Trasmissione
  6. Scadenze e Adempimenti
  7. Domande Frequenti

Novità Importante 2026

Dal 1 gennaio 2026 è obbligatorio il collegamento tra POS e registratore telematico. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le modalità operative (Provv. n. 424470/2025). Leggi la sezione Novità 2026 per tutti i dettagli.

I corrispettivi elettronici sono gli incassi derivanti da vendite al dettaglio e prestazioni di servizi, che devono essere memorizzati e trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Questo sistema ha sostituito i vecchi scontrini fiscali cartacei.

In questa guida completa vedremo come funzionano i corrispettivi telematici, quali sono le novità 2026 (obbligo collegamento POS), i software disponibili e le sanzioni per chi non si adegua.

Cosa Sono i Corrispettivi Elettronici

I corrispettivi sono gli importi incassati da commercianti, artigiani, ristoratori e altri esercenti per vendite al dettaglio o prestazioni dirette al consumatore finale.

Chi è obbligato alla trasmissione telematica

Devono trasmettere i corrispettivi elettronici:

  • Negozianti al dettaglio
  • Ristoratori (bar, ristoranti, pizzerie)
  • Grande distribuzione (supermercati)
  • Artigiani che vendono direttamente al pubblico
  • Liberi professionisti con vendita al banco
  • E-commerce B2C (vendite a privati)

Chi è esonerato

Sono esonerati dall’obbligo di registratore telematico:

  • Tabaccai (per i prodotti soggetti a monopolio)
  • Edicolanti (per giornali e riviste)
  • Gestori di sale giochi
  • Distributori automatici (hanno obbligo specifico)
  • Alcune categorie con fatturato minimo

Differenza tra corrispettivi e fattura

CaratteristicaCorrispettiviFattura
Documento emessoDocumento commerciale (scontrino)Fattura elettronica
Destinatario tipicoConsumatore finaleAltra P.IVA o su richiesta
TrasmissioneGiornaliera (aggregata)Singola (immediata)
StrumentoRegistratore telematicoSoftware fatturazione

Novità 2026: Obbligo Collegamento POS – Registratore Telematico

La Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024, art. 1, commi 74-77) ha introdotto un’importante novità: dal 1 gennaio 2026 è obbligatorio il collegamento tra strumenti di pagamento elettronico e registratori telematici.

Cosa cambia in pratica

A partire dal 2026, chi gestisce corrispettivi dovrà disporre di:

  1. Registratore Telematico (o software equivalente approvato)
  2. POS o altro strumento per pagamenti elettronici
  3. Collegamento logico tra i due strumenti

Il collegamento è logico, non fisico: non serve collegare cavi o modificare dispositivi. L’associazione avviene online tramite i numeri di matricola nel portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.

Perché questo obbligo

L’obiettivo è incrociare i dati tra corrispettivi trasmessi e pagamenti elettronici ricevuti. In questo modo l’Agenzia delle Entrate può:

  • Verificare la coerenza tra incassi e scontrini emessi
  • Individuare evasione (pagamenti senza scontrino)
  • Automatizzare i controlli fiscali

Scadenze per il collegamento

SituazioneScadenza
POS già attivi al 1/1/202645 giorni dall’avvio del servizio online (marzo 2026)
Nuovi POS attivati dopo gennaio 2026Entro l’ultimo giorno lavorativo del 2° mese successivo

Esempio: Se attivi un nuovo POS a maggio 2026, hai tempo fino a fine luglio 2026 per effettuare il collegamento.

Il Registratore Telematico: Come Funziona

Il Registratore Telematico (RT) è il dispositivo che memorizza le operazioni di vendita ed emette il documento commerciale (scontrino elettronico).

Funzionamento base

  1. Vendita: inserisci l’importo nel registratore
  2. Documento commerciale: il RT stampa lo scontrino per il cliente
  3. Memorizzazione: i dati vengono salvati nel dispositivo
  4. Chiusura cassa: il RT prepara il file giornaliero
  5. Trasmissione: il file viene inviato automaticamente all’Agenzia delle Entrate

Caratteristiche tecniche

  • Sigillo elettronico: i dati sono protetti da manomissioni
  • Connessione internet: necessaria per la trasmissione (anche solo WiFi)
  • Memoria fiscale: conserva i dati per eventuali controlli
  • QR Code: sullo scontrino per verifica online

Costi indicativi

  • Registratore telematico base: 300-500 euro
  • Registratore con stampante termica: 400-800 euro
  • Attivazione e configurazione: 50-100 euro
  • Manutenzione annuale: variabile

Software per Corrispettivi Elettronici

Da marzo 2025, l’Agenzia delle Entrate ha approvato la possibilità di gestire i corrispettivi solo con software, senza registratore telematico fisico.

Come funziona

Il nuovo sistema si basa su:

  • PEM (Punto di Emissione): tablet, smartphone o PC dove inserisci i dati
  • PEL (Punto di Elaborazione): server che gestisce la trasmissione all’AdE

In pratica puoi usare un tablet o smartphone con un’app approvata per emettere documenti commerciali e trasmettere i corrispettivi, senza acquistare hardware dedicato.

Software approvati

Tra i software e soluzioni disponibili:

  • Cassa in Cloud (TeamSystem) – da 29 euro/mese
  • SumUp Cassa – integrato con POS SumUp
  • Easycassa – soluzione per piccole attività
  • Tilby (ex Scloby) – per ristorazione
  • Lightspeed – per retail e ristorazione

Vantaggi del software vs RT fisico

Vantaggi del Software

  • Costo iniziale inferiore: no acquisto hardware
  • Flessibilità: usi il tuo tablet o smartphone
  • Aggiornamenti automatici: sempre a norma
  • Report e statistiche: dashboard integrate
  • Integrazione POS: alcuni includono il lettore carte

Sanzioni per Mancata Trasmissione Corrispettivi

Le sanzioni per violazioni in materia di corrispettivi elettronici sono state aggiornate con la Legge di Bilancio 2025.

ViolazioneSanzione
Omessa installazione del registratore telematico1.000 – 4.000 euro
Mancato collegamento POS-registratore (dal 2026)1.000 euro (minimo)
Mancata trasmissione giornaliera corrispettivi100 euro per ogni giorno
Mancato invio dati pagamenti elettronici (dal 2026)100 euro per ogni giorno
Mancata emissione scontrino (documento commerciale)100% dell’IVA evasa (min. 500 euro)

Attenzione: In caso di recidiva (4 violazioni in 5 anni), può scattare la sospensione dell’attività.

Scadenze e Adempimenti 2026

Calendario obblighi

  • 1 gennaio 2026: entra in vigore obbligo collegamento POS-RT
  • Marzo 2026: disponibili le funzionalità online nel portale AdE
  • 45 giorni dal lancio: scadenza per collegare POS già attivi
  • Giornalmente: trasmissione corrispettivi (entro 12 giorni in caso di guasto)

Cosa fare adesso

  1. Verifica di avere un registratore telematico conforme
  2. Controlla che il tuo POS sia compatibile con il collegamento
  3. Prepara i dati (numero matricola RT e POS)
  4. Attendi l’apertura del servizio online (marzo 2026)
  5. Effettua il collegamento entro i termini

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande Frequenti sui Corrispettivi Elettronici

Cosa succede se il registratore telematico non funziona?

In caso di malfunzionamento del registratore telematico, hai 12 giorni per trasmettere i corrispettivi manualmente tramite il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate. Devi comunicare lo stato “fuori servizio” del dispositivo e poi caricare i dati manualmente.

Devo collegare fisicamente il POS al registratore telematico?

No, il collegamento è logico, non fisico. Non servono cavi o modifiche hardware. L’associazione avviene online nel portale dell’Agenzia delle Entrate, inserendo i numeri di matricola del registratore telematico e del POS.

Posso usare un tablet al posto del registratore telematico?

Sì, da marzo 2025 è possibile gestire i corrispettivi solo con software approvato, usando tablet, smartphone o PC. Servono un’app di cassa certificata e una stampante per il documento commerciale. Questa soluzione è alternativa al registratore telematico fisico.

Quanto costa un registratore telematico?

Un registratore telematico base costa tra 300 e 500 euro. I modelli con stampante termica di qualità arrivano a 400-800 euro. A questo si aggiungono i costi di attivazione (50-100 euro) e la manutenzione periodica. Le soluzioni software possono costare meno nel lungo periodo.

Cosa rischio se non collego POS e registratore entro il 2026?

Il mancato collegamento comporta una sanzione minima di 1.000 euro. Inoltre, per ogni giornata in cui non vengono trasmessi i dati dei pagamenti elettronici, si applica una sanzione di 100 euro al giorno. In caso di violazioni ripetute, può scattare la sospensione dell’attività.

I forfettari devono trasmettere i corrispettivi?

Dipende dall’attività. I forfettari che effettuano vendite al dettaglio o prestazioni dirette al pubblico sono obbligati alla trasmissione dei corrispettivi. I professionisti che lavorano solo con fattura (B2B) non hanno questo obbligo, ma devono comunque emettere fattura elettronica.

Conclusioni

Il sistema dei corrispettivi elettronici si arricchisce nel 2026 con l’obbligo di collegamento tra POS e registratore telematico. È un passaggio importante verso la digitalizzazione completa delle transazioni commerciali.

Se hai un’attività di vendita al dettaglio o ristorazione:

  • Verifica di essere in regola con il registratore telematico
  • Prepara il collegamento con il POS per marzo 2026
  • Valuta soluzioni software se vuoi più flessibilità

Per approfondire la fatturazione, leggi anche: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

Hai bisogno di assistenza?

Se hai dubbi sui corrispettivi elettronici o sulla gestione fiscale della tua attività, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

Contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Ultimo aggiornamento: aprile 2026. Riferimenti: Legge 207/2024, Provv. AdE 424470/2025.

Aprile 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-01 08:00:002026-09-27 09:18:11Corrispettivi Elettronici Telematici 2026: Guida Completa con Novità POS
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Diritti d’Autore nel Regime Forfettario 2026: Guida Completa

Regime Forfettario 2026 limiti e controlli

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Aliquota della Gestione Separata INPS 2026 rettificata: 26,07% per i liberi professionisti senza altra tutela pensionistica obbligatoria e 24% per pensionati o già assicurati altrove (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026). Una versione precedente riportava erroneamente il 26,23%; gli esempi di calcolo sono stati ricalcolati.

I diritti d’autore rappresentano una componente sempre più rilevante per molti professionisti che operano nel regime forfettario. Nel 2026, la normativa fiscale italiana prevede regole specifiche per chi percepisce compensi derivanti da opere dell’ingegno, con soglie di reddito particolari, ritenute d’acconto e obblighi dichiarativi da rispettare. Che tu sia uno scrittore, un fotografo, un designer o un musicista, comprendere come gestire fiscalmente i tuoi diritti d’autore è fondamentale per evitare errori e ottimizzare il carico fiscale. In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto ciò che devi sapere sui diritti d’autore nel regime forfettario 2026: dalle soglie di reddito agevolate agli adempimenti INPS, passando per i quadri da compilare in dichiarazione e gli esempi pratici di calcolo.

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Cosa Sono i Diritti d’Autore nel Regime Forfettario

I diritti d’autore sono compensi che spettano a chi crea opere dell’ingegno di carattere creativo, come libri, articoli, fotografie, musica, software, design grafici o architettonici. Nel regime forfettario, questi redditi godono di un trattamento fiscale agevolato rispetto ai normali compensi professionali, grazie a un abbattimento forfettario che riduce la base imponibile su cui calcolare le imposte.

La normativa prevede che i diritti d’autore siano soggetti a una ritenuta d’acconto del 20% da parte del sostituto d’imposta (editore, committente, piattaforma) al momento del pagamento. Questa ritenuta è a titolo d’acconto e sarà poi scomputata in sede di dichiarazione dei redditi. Per i forfettari, il reddito imponibile derivante da diritti d’autore si calcola applicando un coefficiente di abbattimento che varia in base all’età del contribuente.

Nel 2026, chi ha meno di 35 anni può beneficiare di un abbattimento del 25%, il che significa che solo il 75% del compenso lordo concorre a formare il reddito imponibile. Per chi ha 35 anni o più, l’abbattimento sale al 40%, riducendo la base imponibile al 60% del lordo. Questo meccanismo è particolarmente vantaggioso per professionisti creativi che operano in regime forfettario, poiché consente di ridurre significativamente il carico fiscale rispetto ad altre tipologie di compensi.

È importante distinguere i diritti d’autore dai normali compensi professionali. I primi derivano esclusivamente dalla cessione di diritti patrimoniali su opere creative, mentre i secondi riguardano prestazioni di servizi professionali. Ad esempio, se sei un fotografo e vendi le tue foto su stock fotografici, percepisci diritti d’autore; se invece realizzi un servizio fotografico per un matrimonio, si tratta di compenso professionale. La distinzione è fondamentale per applicare correttamente ritenute, abbattimenti e quadri dichiarativi.

Soglie di Reddito per Diritti d’Autore 2026

Nel regime forfettario 2026, i diritti d’autore concorrono al calcolo del reddito complessivo ai fini della verifica del limite di 85.000 euro annui per poter rimanere nel regime agevolato. Tuttavia, come anticipato, non tutto il compenso lordo viene considerato: il reddito imponibile si calcola applicando l’abbattimento forfettario previsto per legge.

Per i contribuenti under 35, l’abbattimento è del 25%, quindi:

  • Compenso lordo percepito: 10.000 euro
  • Abbattimento 25%: 2.500 euro
  • Reddito imponibile: 7.500 euro (75% del lordo)

Per i contribuenti over 35, l’abbattimento sale al 40%:

  • Compenso lordo percepito: 10.000 euro
  • Abbattimento 40%: 4.000 euro
  • Reddito imponibile: 6.000 euro (60% del lordo)

Questo significa che, per verificare se si rispetta il limite di 85.000 euro del regime forfettario, devi sommare il reddito imponibile da diritti d’autore (calcolato con l’abbattimento) al reddito da attività professionale (calcolato con il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO). Se la somma supera 85.000 euro, dal 2027 dovrai uscire dal regime forfettario e passare al regime ordinario.

Un altro aspetto importante riguarda la Certificazione Unica (CU) rilasciata dal sostituto d’imposta. Nella CU devono essere indicati separatamente i compensi lordi per diritti d’autore (punto 2 del quadro RL) e le ritenute d’acconto applicate. Questi dati saranno fondamentali per compilare correttamente il Quadro LM della dichiarazione dei redditi, dove dovrai indicare sia i compensi lordi che l’abbattimento spettante in base alla tua età.

Ritenute d’Acconto sui Diritti d’Autore

Quando percepisci diritti d’autore, il committente (editore, piattaforma, società) è obbligato ad applicare una ritenuta d’acconto del 20% sul compenso lordo. Questa ritenuta viene trattenuta alla fonte e versata all’Erario tramite il modello F24, con codice tributo 1040. Il versamento deve avvenire entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso.

Per esempio, se percepisci diritti d’autore per 1.000 euro a gennaio 2026, il committente:

  • Trattiene 200 euro (20% di 1.000 euro) come ritenuta d’acconto
  • Ti accredita 800 euro netti sul conto corrente
  • Versa i 200 euro all’Erario entro il 16 febbraio 2026

La ritenuta del 20% è a titolo d’acconto, il che significa che verrà scomputata dall’imposta sostitutiva dovuta in sede di dichiarazione dei redditi. Se sei in regime forfettario, l’imposta sostitutiva è pari al 5% (per i primi 5 anni di attività) o al 15% (ordinaria) del reddito imponibile. Nella maggior parte dei casi, la ritenuta del 20% risulta superiore all’imposta dovuta, generando un credito d’imposta che puoi chiedere a rimborso o compensare con altri tributi.

È importante verificare che il committente rilasci correttamente la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo dell’anno successivo, indicando:

  • Compenso lordo percepito (punto 2 del quadro RL)
  • Ritenute d’acconto applicate (punto 4 del quadro RL)
  • Tipologia di reddito: diritti d’autore (codice 2)

Se il committente non applica la ritenuta (ad esempio perché non è un sostituto d’imposta o opera all’estero), sarai tu a dover versare l’imposta sostitutiva in sede di dichiarazione, senza poter beneficiare dello sconto della ritenuta già versata. In questi casi, è fondamentale accantonare una parte dei compensi per far fronte al pagamento delle imposte a giugno dell’anno successivo.

Quadri da Compilare in Dichiarazione

Se hai percepito diritti d’autore nel 2026, dovrai compilare specifici quadri nella dichiarazione dei redditi 2027. I quadri coinvolti sono principalmente due: il Quadro LM (redditi da regime forfettario) e il Quadro RL (redditi di lavoro autonomo soggetti a ritenuta).

Quadro LM – Regime Forfettario

Nel Quadro LM, rigo LM2, dovrai indicare:

  • Colonna 1: codice ATECO dell’attività principale
  • Colonna 2: ricavi/compensi totali (inclusi diritti d’autore lordi)
  • Colonna 3: coefficiente di redditività applicabile
  • Colonna 4: reddito imponibile da attività ordinaria
  • Colonna 11: compensi da diritti d’autore (importo lordo)
  • Colonna 12: percentuale di abbattimento (25% o 40%)
  • Colonna 13: reddito imponibile da diritti d’autore

Il reddito complessivo forfettario sarà dato dalla somma del reddito da attività (colonna 4) e del reddito da diritti d’autore (colonna 13). Su questo importo si applicherà l’imposta sostitutiva al 5% o 15%, a seconda che tu rientri o meno nel regime agevolato startup.

Quadro RL – Redditi di Lavoro Autonomo

Nel Quadro RL, dovrai riportare i dati della Certificazione Unica rilasciata dal committente:

  • Rigo RL2: compenso lordo percepito (punto 2 della CU)
  • Rigo RL4: ritenute d’acconto subite (punto 4 della CU)
  • Codice 2: tipologia di reddito (diritti d’autore)

Le ritenute d’acconto indicate nel Quadro RL saranno scomputate dall’imposta sostitutiva dovuta, generando un eventuale credito d’imposta rimborsabile. È fondamentale verificare la corrispondenza tra i dati della CU e quelli riportati in dichiarazione, per evitare controlli automatizzati da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Gestione INPS e Contributi Previdenziali

Un aspetto spesso trascurato riguarda i contributi previdenziali INPS dovuti sui diritti d’autore. Se sei iscritto alla Gestione Separata INPS come professionista forfettario, i compensi derivanti da diritti d’autore concorrono al calcolo del reddito imponibile previdenziale, ma con l’applicazione dello stesso abbattimento forfettario previsto ai fini fiscali (25% o 40%).

L’aliquota contributiva per il 2026 è pari al 26,07% per i non pensionati (24% per i pensionati o titolari di altra forma previdenziale obbligatoria), come da circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026. I contributi si calcolano sul reddito imponibile dopo l’abbattimento, quindi su una base inferiore rispetto ai compensi lordi percepiti.

Esempio pratico per un over 35:

  • Compenso lordo diritti d’autore: 15.000 euro
  • Abbattimento 40%: 6.000 euro
  • Reddito imponibile previdenziale: 9.000 euro (60% del lordo)
  • Contributi INPS dovuti (26,07%): 9.000 × 26,07% = 2.346,30 euro

I contributi INPS devono essere versati tramite F24 con i seguenti codici tributo:

  • Acconto: codice PXX (30% entro il 30 giugno, 40% entro il 30 novembre)
  • Saldo: codice CPSE (entro il 30 giugno dell’anno successivo)

È importante sottolineare che i contributi previdenziali versati alla Gestione Separata INPS non sono deducibili dal reddito nel regime forfettario, a differenza di quanto avviene nel regime ordinario. Questo significa che non riducono la base imponibile su cui si calcola l’imposta sostitutiva, ma concorrono comunque alla formazione della posizione contributiva ai fini pensionistici.

Esempi Pratici di Calcolo Completo

Per comprendere meglio il funzionamento pratico della tassazione dei diritti d’autore nel regime forfettario, vediamo alcuni esempi concreti con calcoli dettagliati.

Esempio 1: Grafico under 35 con solo diritti d’autore

Marco, 32 anni, è un graphic designer in regime forfettario agevolato (imposta 5%). Nel 2026 percepisce 20.000 euro di diritti d’autore da una piattaforma di stock grafici.

  • Compenso lordo: 20.000 euro
  • Ritenuta d’acconto 20%: 4.000 euro (trattenuta dal committente)
  • Netto percepito: 16.000 euro
  • Abbattimento 25% (under 35): 5.000 euro
  • Reddito imponibile fiscale: 15.000 euro (75% del lordo)
  • Imposta sostitutiva 5%: 750 euro
  • Credito d’imposta: 4.000 – 750 = 3.250 euro a credito
  • Contributi INPS (26,07% su 15.000): 3.910,50 euro

Marco dovrà versare 3.910,50 euro di contributi INPS, ma avrà un credito fiscale di 3.250 euro che potrà compensare o chiedere a rimborso.

Esempio 2: Scrittrice over 35 con attività mista

Laura, 42 anni, è una copywriter in regime forfettario ordinario (imposta 15%, codice ATECO 73.11.02 con coefficiente 78%). Nel 2026 percepisce:

  • Compensi professionali: 40.000 euro
  • Diritti d’autore: 12.000 euro

Calcolo reddito imponibile:

  • Reddito da attività: 40.000 × 78% = 31.200 euro
  • Reddito da diritti d’autore (abbattimento 40%): 12.000 × 60% = 7.200 euro
  • Reddito complessivo imponibile: 31.200 + 7.200 = 38.400 euro

Calcolo imposte:

  • Imposta sostitutiva 15%: 38.400 × 15% = 5.760 euro
  • Ritenute su diritti d’autore (20% di 12.000): 2.400 euro
  • Imposta netta da versare: 5.760 – 2.400 = 3.360 euro
  • Contributi INPS (26,07% su 38.400): 10.010,88 euro

Laura dovrà versare complessivamente 13.370,88 euro tra imposte e contributi, con un carico fiscale effettivo del 25,8% sul reddito imponibile.

Tabella riepilogativa aliquote e abbattimenti:

EtàAbbattimentoReddito imponibileImposta 5%Imposta 15%
Under 3525%75% del lordo3,75%11,25%
Over 3540%60% del lordo3%9%

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FAQ – Domande Frequenti sui Diritti d’Autore nel Forfettario

I diritti d’autore contano per il limite di 85.000 euro del forfettario?

Si, i diritti d’autore concorrono al calcolo del limite di 85.000 euro, ma si considera il reddito imponibile dopo l’abbattimento forfettario (75% per under 35, 60% per over 35), non il compenso lordo percepito.

Posso dedurre i contributi INPS sui diritti d’autore?

No, nel regime forfettario i contributi INPS versati alla Gestione Separata non sono deducibili dal reddito imponibile, a differenza di quanto avviene nel regime ordinario. Concorrono comunque alla posizione contributiva pensionistica.

Se il committente non applica la ritenuta, cosa devo fare?

Se il committente non e un sostituto d’imposta o opera all’estero senza obbligo di ritenuta, dovrai versare l’intera imposta sostitutiva in sede di dichiarazione dei redditi, senza poter scontare ritenute gia versate. Importante accantonare il dovuto.

I diritti d’autore si sommano ai compensi per il codice ATECO?

I diritti d’autore sono una categoria separata di reddito. Nel Quadro LM vanno indicati in colonne dedicate (11-13), distinti dai compensi professionali ordinari che seguono il coefficiente di redditivita del codice ATECO.

Quanto tempo ho per versare i contributi INPS sui diritti d’autore?

I contributi INPS si versano con le stesse scadenze delle imposte: acconto 30% entro 30 giugno, secondo acconto 40% entro 30 novembre, saldo entro 30 giugno dell’anno successivo. Utilizzare codici tributo PXX per acconti e CPSE per saldo.

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    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-31 20:22:512026-09-27 00:06:43Diritti d’Autore nel Regime Forfettario 2026: Guida Completa
    BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA'

    Bonus Asilo Nido 2026: Domanda Unica fino ai 3 Anni, Importi e Novita INPS

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il bonus asilo nido è un contributo economico erogato dall’INPS per sostenere le famiglie nel pagamento delle rette degli asili nido pubblici e privati autorizzati, oppure per l’assistenza domiciliare ai bambini con gravi patologie croniche. Con l’introduzione della domanda unica fino ai 3 anni, la procedura si è notevolmente semplificata: non è più necessario presentare una nuova richiesta ogni anno.

    Gli importi del bonus asilo nido 2026 variano in base all’ISEE familiare e possono arrivare fino a 3.000 euro all’anno per le famiglie con redditi più bassi. In questa guida completa vedremo nel dettaglio come funziona il nuovo sistema di domanda unica, quali sono i requisiti, gli importi aggiornati per ciascuna fascia ISEE e la procedura passo-passo per ottenere il contributo.

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    Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-31 19:22:512026-05-31 18:06:55Bonus Asilo Nido 2026: Domanda Unica fino ai 3 Anni, Importi e Novita INPS
    CAF

    Errore Agenzia Entrate Modello Redditi 2026: Attenzione al Quadro RT e Minusvalenze

    Modello 730 Dichiarazione dei redditi CAF Udine

    Se stai compilando il Modello Redditi PF 2026 e hai riscontrato un errore nell’inserimento delle minusvalenze nel Quadro RT, non sei l’unico. L’Agenzia delle Entrate ha confermato un bug critico nel software dichiarativo che impedisce la corretta compilazione della sezione relativa ai redditi diversi di natura finanziaria.

    Il problema riguarda specificamente il Quadro RT – Sezione II, dove contribuenti e professionisti si trovano impossibilitati a inserire le minusvalenze realizzate su operazioni finanziarie (cessione di partecipazioni qualificate e non qualificate, redditi da valute estere, plusvalenze immobiliari). Questo errore sta bloccando la trasmissione di migliaia di dichiarazioni dei redditi, con il rischio concreto di non rispettare le scadenze fiscali.

    In questo articolo analizziamo nel dettaglio l’errore, le sue conseguenze pratiche, le soluzioni temporanee consigliate dal CAF Centro Fiscale di Udine e le alternative per completare comunque la dichiarazione nei termini previsti dalla legge. Il nostro team di commercialisti ed esperti fiscali è aggiornato quotidianamente sugli sviluppi della situazione e può assisterti nella compilazione corretta del Modello Redditi 2026, anche in presenza di questo bug del software.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa è Successo: Il Bug nel Software AdE
    2. Quadro RT: A Cosa Serve e Chi Deve Compilarlo
    3. Minusvalenze Bloccate: Dettagli Tecnici dell’Errore
    4. Conseguenze Pratiche per Contribuenti e Professionisti
    5. Comunicato Ufficiale Agenzia delle Entrate
    6. Soluzioni Temporanee Consigliate dal CAF
    7. Dichiarazione Integrativa: Quando e Come Farla
    8. Alternative per la Compilazione del Quadro RT
    9. Scadenze Modello Redditi 2026 da Rispettare
    10. Assistenza CAF Centro Fiscale per il Modello Redditi

    Cosa è Successo: Il Bug nel Software AdE

    A partire dal 15 marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato la versione definitiva del software per la compilazione del Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (anno d’imposta 2025). Il software, disponibile sul portale dell’Agenzia, è lo strumento ufficiale utilizzato da contribuenti, CAF e commercialisti per trasmettere telematicamente le dichiarazioni dei redditi.

    Tuttavia, immediatamente dopo il rilascio, centinaia di professionisti hanno segnalato un errore critico nella compilazione del Quadro RT – Sezione II, relativo ai redditi diversi di natura finanziaria. Il problema impedisce l’inserimento delle minusvalenze (perdite) derivanti da operazioni finanziarie come:

    • Cessione di partecipazioni qualificate (oltre il 20% dei diritti di voto o il 25% del capitale in società non quotate)
    • Cessione di partecipazioni non qualificate (azioni, quote di fondi comuni, ETF)
    • Plusvalenze e minusvalenze da valute estere (es. Bitcoin, Ethereum, altre criptovalute)
    • Plusvalenze immobiliari realizzate entro 5 anni dall’acquisto

    L’errore si manifesta con un blocco del campo di inserimento dedicato alle minusvalenze: quando l’utente tenta di digitare l’importo della perdita realizzata, il software non accetta il valore, oppure lo azzera automaticamente al momento del salvataggio. In alcuni casi, compare un messaggio di errore generico come “Valore non valido” o “Impossibile procedere con il salvataggio”.

    Questo bug tecnico ha conseguenze serie per tutti i contribuenti che hanno realizzato perdite finanziarie nel 2025 e che devono obbligatoriamente dichiararle per poterle compensare con eventuali plusvalenze future, come previsto dall’articolo 68 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

    Quadro RT: A Cosa Serve e Chi Deve Compilarlo

    Il Quadro RT del Modello Redditi PF è la sezione dedicata alla dichiarazione dei redditi diversi di cui all’articolo 67 del TUIR. Si tratta di redditi che non rientrano nelle altre categorie (lavoro dipendente, autonomo, d’impresa, di capitale, fondiari) e che derivano principalmente da:

    • Plusvalenze e minusvalenze finanziarie: cessione di azioni, obbligazioni, quote di fondi, partecipazioni in società
    • Redditi da valute estere: plusvalenze da criptovalute (Bitcoin, Ethereum, ecc.) se detenute per prevalente finalità speculativa
    • Plusvalenze immobiliari: vendita di immobili entro 5 anni dall’acquisto (o 10 anni se acquistati con agevolazione prima casa)
    • Premi e vincite: lotterie, concorsi a premio, giochi, scommesse (oltre le franchigie previste)
    • Indennità di esproprio e altri redditi occasionali non classificabili altrove

    Chi Deve Compilare il Quadro RT

    Devono obbligatoriamente compilare il Quadro RT tutti i contribuenti che nel 2025 hanno:

    • Venduto azioni, obbligazioni o quote di fondi comuni fuori da un regime amministrato (cioè senza applicazione della ritenuta del 26% direttamente da parte della banca o intermediario)
    • Ceduto partecipazioni qualificate in società (>20% o >25% del capitale)
    • Realizzato plusvalenze o minusvalenze su criptovalute oltre la soglia di giacenza di 2.000 euro per almeno 7 giorni consecutivi (secondo il DL 167/1990 e successive modifiche)
    • Venduto un immobile entro 5 anni dall’acquisto (con esclusione della prima casa, salvo vendita entro 10 anni se acquistata con agevolazione)
    • Percepito vincite superiori a 500 euro (da concorsi, lotterie, giochi, scommesse sportive)

    La Sezione II del Quadro RT (quella interessata dal bug) è dedicata specificamente alle plusvalenze e minusvalenze finanziarie, ed è suddivisa in diverse colonne per distinguere:

    • Partecipazioni qualificate (colonne 1-4)
    • Partecipazioni non qualificate (colonne 5-8)
    • Titoli e strumenti finanziari (colonne 9-12)

    Ogni riga deve riportare sia le plusvalenze (guadagni) che le minusvalenze (perdite), con il saldo netto che determina l’imposta dovuta (26% sulle plusvalenze nette, oppure zero se prevale la minusvalenza). Il bug impedisce proprio l’inserimento delle minusvalenze, falsando il calcolo.

    Minusvalenze Bloccate: Dettagli Tecnici dell’Errore

    L’errore si manifesta in modo diverso a seconda della configurazione del sistema e della modalità di compilazione utilizzata (web o desktop). Ecco i comportamenti più comuni segnalati dai professionisti:

    Sintomi dell’Errore

    • Campo minusvalenze non editabile: il cursore non si posiziona nel campo dedicato alle minusvalenze, oppure il campo appare disattivato (grigio)
    • Valore azzerato al salvataggio: l’utente riesce a digitare l’importo della minusvalenza, ma quando salva la dichiarazione il valore viene automaticamente impostato a zero
    • Messaggio di errore generico: compare un popup con testo “Errore di validazione” o “Valore non ammesso” senza ulteriori specificazioni
    • Blocco della trasmissione: in alcuni casi, il software impedisce l’invio telematico della dichiarazione se è presente una minusvalenza, segnalando “Dati incongruenti nel Quadro RT”

    Secondo le analisi tecniche effettuate da alcuni sviluppatori indipendenti, l’errore sembra derivare da un bug nel codice di validazione del software. In particolare, il controllo formale che dovrebbe verificare la correttezza dei dati inseriti nel Quadro RT interpreta erroneamente le minusvalenze (valori negativi o con segno meno) come dati non validi, impedendone il salvataggio.

    Versioni del Software Interessate

    Il problema è stato riscontrato nelle seguenti versioni del software dichiarativo AdE:

    • Modello Redditi Web (versione online sul portale Fisconline): tutte le release rilasciate dopo il 15 marzo 2026
    • Modello Redditi Desktop (software scaricabile per Windows/Mac): versione 1.0.0 e successive fino alla 1.0.3 (al 31 marzo 2026)
    • Software gestionali terze parti: solo alcuni software compatibili con il tracciato AdE presentano il problema (dipende dall’implementazione della validazione)

    Al momento della stesura di questo articolo (31 marzo 2026), l’Agenzia delle Entrate non ha ancora rilasciato una patch correttiva. L’unica comunicazione ufficiale è un avviso sul portale che conferma il disservizio e annuncia la pubblicazione di un aggiornamento “nel più breve tempo possibile”, senza indicare una data precisa.

    Conseguenze Pratiche per Contribuenti e Professionisti

    Questo errore tecnico ha ripercussioni concrete e immediate per diverse categorie di contribuenti. Vediamo i casi più rilevanti:

    1. Contribuenti con Perdite Finanziarie da Compensare

    Chi ha realizzato minusvalenze nel 2025 (ad esempio, vendendo azioni in perdita o chiudendo posizioni su criptovalute con saldo negativo) ha l’obbligo di dichiararle nel Quadro RT. Queste perdite possono essere:

    • Compensate con plusvalenze dello stesso anno: se nel 2025 hai realizzato sia guadagni che perdite, il saldo netto determina l’imposta (26% solo sulla differenza positiva)
    • Riportate ai 4 anni successivi: le minusvalenze non compensate nel 2025 possono essere utilizzate per ridurre le plusvalenze dei 4 anni successivi (art. 68 comma 5 TUIR)

    L’impossibilità di dichiarare le minusvalenze comporta:

    • Pagamento di imposte non dovute: se hai sia plusvalenze che minusvalenze, il software calcola l’imposta solo sulle plusvalenze, ignorando le perdite che le compenserebbero
    • Perdita del diritto al riporto: senza dichiarazione, le minusvalenze del 2025 non possono essere utilizzate negli anni futuri (rischio di decadenza del diritto)

    2. Commercialisti e CAF Bloccati nelle Trasmissioni

    I professionisti che gestiscono le dichiarazioni dei redditi per conto dei clienti si trovano in seria difficoltà. Al 31 marzo 2026, molti CAF e studi commercialisti hanno centinaia di dichiarazioni bloccate, con i seguenti problemi operativi:

    • Impossibilità di rispettare le scadenze pattuite con i clienti (molti contribuenti richiedono la trasmissione entro marzo per ricevere il rimborso IRPEF più rapidamente)
    • Rischio di errori dichiarativi: alcuni professionisti sono stati costretti a trasmettere dichiarazioni senza le minusvalenze, per non bloccare tutto il lavoro, con l’intenzione di presentare integrativa successivamente
    • Aumento del carico di lavoro: gestione delle integratie future, risposte ai clienti preoccupati, monitoraggio continuo del rilascio della patch

    3. Trader e Investitori in Criptovalute

    Un caso particolarmente critico riguarda i contribuenti che operano su criptovalute e valute estere. Dal 2023, la normativa italiana prevede l’obbligo di dichiarare le plusvalenze crypto nel Quadro RT (non più nel Quadro RW) se la giacenza supera i 2.000 euro per almeno 7 giorni nell’anno.

    Molti trader crypto hanno realizzato perdite significative nel 2025 (ad esempio durante i cali di mercato di febbraio-marzo 2025). Senza la possibilità di dichiarare queste minusvalenze:

    • Non possono compensarle con eventuali plusvalenze dello stesso anno
    • Rischiano di perdere il diritto al riporto delle perdite negli anni futuri (2026-2029)
    • Potrebbero essere soggetti a controlli fiscali per incongruenze tra movimenti di wallet e dichiarazione (l’Agenzia riceve i dati dagli exchange)

    Per questi contribuenti, la soluzione più prudente è attendere la patch o, in alternativa, procedere con una dichiarazione integrativa non appena il software verrà corretto.

    Comunicato Ufficiale Agenzia delle Entrate

    Il 22 marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito istituzionale un avviso tecnico in cui conferma ufficialmente il problema e fornisce alcune indicazioni operative. Riportiamo i punti salienti del comunicato:

    “L’Agenzia delle Entrate comunica che è stato riscontrato un disservizio tecnico nella funzionalità di compilazione del Quadro RT – Sezione II del Modello Redditi Persone Fisiche 2026, relativo all’inserimento delle minusvalenze da redditi diversi di natura finanziaria. Il problema è in fase di risoluzione. Un aggiornamento del software sarà reso disponibile sul portale nei prossimi giorni. Si invitano i contribuenti e i professionisti abilitati a verificare la corretta compilazione del quadro prima della trasmissione telematica.”

    Il comunicato prosegue con alcune raccomandazioni operative:

    • Attendere l’aggiornamento prima di trasmettere dichiarazioni con minusvalenze nel Quadro RT
    • Non forzare l’invio di dichiarazioni incomplete o errate (il software potrebbe accettarle ma sarebbero non conformi)
    • Monitorare il portale per verificare il rilascio della patch correttiva (annunciata tramite avviso nella homepage di Fisconline)
    • In caso di necessità urgente, valutare l’invio della dichiarazione senza minusvalenze e presentare successivamente una dichiarazione integrativa (entro i termini previsti)

    Al 31 marzo 2026, tuttavia, l’aggiornamento promesso non è ancora stato rilasciato. Molti professionisti hanno contattato l’assistenza tecnica dell’Agenzia, ricevendo conferma che il problema è noto ma senza indicazioni precise sulla data di risoluzione. L’unica informazione ricorrente è: “Stiamo lavorando per risolvere il prima possibile”.

    Canali Ufficiali per Aggiornamenti

    Per rimanere aggiornati sull’evoluzione della situazione, ti consigliamo di consultare:

    • Portale Fisconline: www.agenziaentrate.gov.it (sezione “Dichiarazioni” → “Modello Redditi PF 2026” → “Novità e aggiornamenti”)
    • Area riservata: accedi con SPID/CIE/CNS e controlla gli avvisi nella sezione “Cassetto fiscale”
    • Assistenza telefonica AdE: 800.90.96.96 (numero verde gratuito, da lunedì a venerdì 9-17)
    • CAF Centro Fiscale Udine: tel. 0432 1638640 – siamo costantemente aggiornati e possiamo consigliarti la soluzione migliore per il tuo caso

    Soluzioni Temporanee Consigliate dal CAF

    In attesa che l’Agenzia delle Entrate rilasci la correzione del software, il CAF Centro Fiscale di Udine suggerisce le seguenti soluzioni pratiche in base alla tua situazione specifica:

    Soluzione 1: Attendere la Patch (Consigliata se hai tempo)

    Se la tua situazione fiscale lo consente, la soluzione più sicura è attendere il rilascio dell’aggiornamento del software prima di trasmettere la dichiarazione. Questa opzione è praticabile se:

    • Non hai scadenze imminenti per pagamenti di imposte collegate alla dichiarazione
    • Non hai urgenza di ricevere il rimborso IRPEF (che arriva più rapidamente se trasmetti a marzo-aprile)
    • Hai solo minusvalenze da dichiarare (quindi nessuna imposta da versare)

    Ricorda che la scadenza ordinaria per il Modello Redditi PF 2026 è il 30 novembre 2026 (per la trasmissione telematica). Hai quindi ampio margine temporale, a meno che non ci siano esigenze particolari.

    Soluzione 2: Dichiarazione Parziale + Integrativa (Per urgenze)

    Se hai urgenza di trasmettere (ad esempio, per ottenere il visto di conformità necessario per altri adempimenti, o per rispettare accordi con banche/finanziatori), puoi procedere in questo modo:

    • Trasmetti la dichiarazione senza le minusvalenze: compila tutti gli altri quadri normalmente, lasciando vuota solo la parte del Quadro RT relativa alle minusvalenze
    • Conserva tutta la documentazione: tieni le ricevute di acquisto/vendita, gli estratti conto, i report delle piattaforme di trading (serviranno per l’integrativa)
    • Presenta dichiarazione integrativa non appena il software verrà corretto (vedi sezione dedicata più avanti)

    Questa soluzione comporta:

    • Pro: Rispetti le scadenze urgenti, non blocchi altri adempimenti collegati alla dichiarazione
    • Contro: Rischi di pagare più imposte del dovuto (se hai plusvalenze non compensate dalle minusvalenze), dovrai gestire la procedura di integrativa successivamente, doppio costo se ti rivolgi a un professionista

    Soluzione 3: Regime Amministrato/Gestito (Alternativa per il futuro)

    Se operi regolarmente su mercati finanziari (azioni, obbligazioni, fondi, ETF) e vuoi evitare completamente il problema della compilazione manuale del Quadro RT, valuta di aderire al regime amministrato offerto dalla tua banca o broker.

    Con il regime amministrato:

    • La banca/intermediario applica automaticamente l’imposta del 26% sulle plusvalenze realizzate
    • Le minusvalenze vengono automaticamente compensate con le plusvalenze dello stesso anno o dei 4 successivi
    • Non devi compilare il Quadro RT: tutto è gestito dall’intermediario che versa le imposte per tuo conto
    • Ricevi una certificazione annuale che attesta le operazioni effettuate e le imposte versate

    Questa soluzione è particolarmente indicata per chi:

    • Opera frequentemente sui mercati finanziari
    • Non vuole occuparsi degli adempimenti dichiarativi
    • Vuole certezza fiscale immediata (imposta già versata, niente sorprese a fine anno)

    Nota: il regime amministrato NON è disponibile per le criptovalute, che devono sempre essere dichiarate nel Quadro RT (regime dichiarativo obbligatorio).

    Dichiarazione Integrativa: Quando e Come Farla

    Se hai già trasmesso la dichiarazione senza le minusvalenze a causa del bug, oppure se l’hai trasmessa con dati errati, puoi correggere la situazione presentando una dichiarazione integrativa. Vediamo come funziona.

    Cos’è la Dichiarazione Integrativa

    La dichiarazione integrativa è una correzione/integrazione di una dichiarazione già trasmessa. Serve per:

    • Aggiungere redditi, oneri, crediti o debiti dimenticati nella dichiarazione originaria
    • Correggere errori materiali o di calcolo
    • Inserire dati che non era possibile dichiarare al momento della prima trasmissione (come nel caso del bug del Quadro RT)

    Esistono due tipi di integrativa:

    • Integrativa a favore: quando l’integrazione comporta un minor debito o un maggior credito per il contribuente (es. aggiungi minusvalenze che riducono l’imposta dovuta)
    • Integrativa a sfavore: quando l’integrazione comporta un maggior debito o un minor credito (es. aggiungi plusvalenze dimenticate)

    Quando Presentare l’Integrativa (Termini)

    I termini per presentare la dichiarazione integrativa dipendono dal tipo di correzione:

    Integrativa a favore (minori imposte):

    • Può essere presentata entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello di scadenza della dichiarazione originaria
    • Per il Modello Redditi 2026 (anno d’imposta 2025), il termine è il 31 dicembre 2031
    • Esempio: se trasmetti la dichiarazione il 30 aprile 2026 senza minusvalenze, hai tempo fino al 31/12/2031 per integrarla con le minusvalenze dimenticate

    Integrativa a sfavore (maggiori imposte):

    • Deve essere presentata entro il 31 dicembre del 5° anno successivo (stesso termine)
    • Ma se comporta maggiori imposte, è soggetta a sanzioni ridotte se presentata entro termini specifici (ravvedimento operoso)

    Come Presentare l’Integrativa per le Minusvalenze

    Una volta che l’Agenzia delle Entrate avrà rilasciato la patch correttiva del software, per presentare l’integrativa dovrai:

    • Scaricare la dichiarazione originaria: accedi all’area riservata di Fisconline e scarica il file della dichiarazione già trasmessa
    • Compilare il Modello Redditi Integrativo: nel software, seleziona l’opzione “Dichiarazione integrativa” e indica il protocollo della dichiarazione originaria
    • Compilare il Quadro RT con le minusvalenze: inserisci finalmente i dati corretti relativi alle minusvalenze del 2025
    • Verificare il ricalcolo automatico: il software ricalcolerà l’imposta dovuta (che sarà inferiore grazie alla compensazione con le minusvalenze)
    • Trasmettere telematicamente: invia la dichiarazione integrativa tramite Fisconline o tramite intermediario abilitato

    Se l’integrativa comporta un credito IRPEF a tuo favore (perché hai pagato più del dovuto nella dichiarazione originaria), potrai:

    • Richiedere il rimborso della maggiore imposta versata
    • Utilizzare il credito in compensazione orizzontale con altri tributi (F24)

    Attenzione: l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, nel caso specifico del bug del Quadro RT, la presentazione dell’integrativa non comporta sanzioni (poiché l’errore/omissione è dovuto a un malfunzionamento del software, non a colpa del contribuente). Tuttavia, è sempre consigliabile conservare la documentazione che prova il tentativo di inserimento delle minusvalenze nella dichiarazione originaria.

    Alternative per la Compilazione del Quadro RT

    Oltre alle soluzioni indicate, esistono alcune alternative tecniche per aggirare il problema del software AdE. Attenzione: alcune di queste soluzioni richiedono competenze tecniche avanzate e vanno valutate caso per caso con il tuo commercialista o CAF.

    1. Software Gestionali di Terze Parti

    Molti commercialisti e CAF utilizzano software gestionali professionali (come TeamSystem, Zucchetti, Buffetti, Passepartout) che implementano il tracciato telematico dell’Agenzia delle Entrate in modo indipendente dal software ufficiale.

    Alcuni di questi software non presentano il bug, perché la loro implementazione della validazione del Quadro RT è differente. Se il tuo commercialista o CAF utilizza uno di questi software, potrebbe essere in grado di compilare e trasmettere la dichiarazione con le minusvalenze senza problemi.

    Verifica con il tuo professionista se il software che utilizza è interessato dal problema. Al CAF Centro Fiscale di Udine utilizziamo software professionali costantemente aggiornati e possiamo verificare immediatamente se il tuo caso può essere gestito senza attendere la patch AdE.

    2. Compilazione Manuale del File Telematico

    I professionisti con competenze tecniche avanzate possono compilare manualmente il file telematico della dichiarazione (in formato XML) e trasmetterlo direttamente tramite i servizi Entratel/Fisconline.

    Questa soluzione richiede:

    • Conoscenza del tracciato telematico del Modello Redditi (specifiche tecniche pubblicate dall’AdE)
    • Software per la generazione e validazione del file XML
    • Abilitazione come intermediario per la trasmissione telematica (Entratel)
    • Verifica accurata della conformità del file (rischio di scarti telematici se il formato non è corretto)

    Questa opzione è praticabile solo per professionisti esperti e non è consigliata per contribuenti che compilano autonomamente la dichiarazione.

    3. Modifica del File XML Post-Export (Sconsigliata)

    Alcuni utenti esperti hanno segnalato la possibilità di esportare il file XML generato dal software AdE, modificarlo manualmente con un editor di testo per aggiungere le minusvalenze, e poi ricaricarlo per la trasmissione.

    ⚠️ Questa soluzione è fortemente sconsigliata per diversi motivi:

    • Rischio di errori di formattazione che rendono il file non valido (scarto telematico)
    • Possibile compromissione della firma digitale del file (se già firmato)
    • In caso di controllo fiscale, difficoltà a dimostrare la correttezza formale della dichiarazione
    • Potenziali problemi di responsabilità per il professionista (se la modifica manuale causa problemi)

    Se ritieni di avere le competenze tecniche per questa soluzione, consultati sempre con il tuo commercialista prima di procedere.

    Scadenze Modello Redditi 2026 da Rispettare

    Nonostante il problema tecnico del software, le scadenze fiscali rimangono invariate. È importante conoscerle per pianificare al meglio la strategia di dichiarazione (attendere la patch o procedere con integrativa).

    Scadenza Trasmissione Telematica

    La scadenza ordinaria per la trasmissione telematica del Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) è:

    • 30 novembre 2026 per la trasmissione tramite Fisconline/Entratel (modalità telematica obbligatoria)

    Non esiste più la possibilità di presentare la dichiarazione cartacea (abolita dal 2015). Tutti i contribuenti devono trasmettere telematicamente, direttamente tramite Fisconline (se hanno le credenziali) oppure tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF).

    Scadenza Pagamento delle Imposte

    Se dalla dichiarazione dei redditi risulta un saldo a debito (imposte da versare), le scadenze di pagamento sono:

    • 30 giugno 2026: primo versamento (saldo IRPEF/cedolare/addizionali/contributi) senza maggiorazione
    • 30 luglio 2026: primo versamento con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse
    • 30 novembre 2026: eventuale seconda rata (se importo superiore a 257,52 euro)

    Se hai minusvalenze da compensare, il saldo a debito sarà inferiore (o nullo). Tuttavia, se trasmetti la dichiarazione senza minusvalenze a causa del bug, potresti trovarti a pagare un importo superiore al dovuto. In questo caso:

    • Puoi pagare comunque l’importo indicato e poi richiedere il rimborso con la dichiarazione integrativa
    • Oppure puoi attendere la patch, trasmettere la dichiarazione corretta e pagare l’importo esatto entro le scadenze sopra indicate

    Scadenza per l’Integrativa a Favore

    Come già accennato, se hai trasmesso la dichiarazione senza minusvalenze, hai tempo fino al 31 dicembre 2031 per presentare l’integrativa a favore (che riduce l’imposta dovuta). Tuttavia, se vuoi ottenere il rimborso rapidamente, è consigliabile presentare l’integrativa appena possibile (non appena il software verrà corretto).

    Consiglio del CAF: Pianifica in Base alla Tua Situazione

    In sintesi:

    • Se hai solo minusvalenze (nessuna imposta da pagare): aspetta tranquillamente la patch, hai tempo fino a novembre
    • Se hai sia plusvalenze che minusvalenze e devi pagare entro giugno: valuta se trasmettere ora (con integrativa futura) o aspettare qualche settimana
    • Se hai urgenze particolari (visti di conformità, richieste di finanziamento): trasmetti ora e presenta integrativa appena possibile
    • Se hai dubbi o casi complessi: contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata (tel. 0432 1638640)

    Assistenza CAF Centro Fiscale per il Modello Redditi

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella compilazione e trasmissione del Modello Redditi 2026, anche in presenza di problemi tecnici come quello del Quadro RT.

    Cosa Possiamo Fare per Te

    Il nostro team di commercialisti ed esperti fiscali può aiutarti con:

    • Compilazione completa del Modello Redditi: gestiamo tutti i quadri (C, D, E, F, G, RW, RT, RM, ecc.) con massima accuratezza
    • Gestione delle minusvalenze finanziarie: verifichiamo la corretta compensazione con le plusvalenze e il riporto delle perdite non utilizzate
    • Dichiarazioni integratie: se hai già trasmesso senza minusvalenze, ti seguiamo nell’integrativa non appena il software verrà corretto
    • Criptovalute e valute estere: assistenza specializzata per la dichiarazione di plusvalenze crypto, quadro RW, IVAFE
    • Regime amministrato vs dichiarativo: ti aiutiamo a scegliere il regime fiscale più conveniente per le tue operazioni finanziarie
    • Pianificazione fiscale: strategie per ridurre legalmente il carico fiscale sugli investimenti finanziari

    Perché Scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine

    • Software professionali sempre aggiornati: utilizziamo gestionali di ultima generazione che spesso risolvono i bug presenti nel software AdE
    • Competenza specifica: il nostro team segue costantemente l’evoluzione normativa su investimenti finanziari, crypto, redditi esteri
    • Assistenza completa: dalla consulenza iniziale alla trasmissione, fino all’eventuale gestione di integratie e controlli
    • Visto di conformità: rilasciamo il visto di conformità richiesto per alcune agevolazioni fiscali (es. superbonus, crediti d’imposta)
    • Esperienza locale: conosciamo le specificità del territorio friulano (sistema tavolare per successioni, agevolazioni regionali, ecc.)

    Come Prenotare un Appuntamento

    Per richiedere assistenza per il Modello Redditi 2026, puoi contattarci in questi modi:

    • Telefono: 0432 1638640 (da lunedì a venerdì, 9-13 e 14-18)
    • WhatsApp: 366 6018121 (rispondiamo entro 1 ora negli orari di ufficio)
    • Email: info@centrofiscale.com
    • Di persona: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine (su appuntamento)

    Quando ci contatti, indica:

    • La tua situazione fiscale (dipendente, autonomo, pensionato, ecc.)
    • Se hai operazioni finanziarie da dichiarare (azioni, crypto, plusvalenze immobiliari)
    • Se hai già trasmesso una dichiarazione incompleta o se stai aspettando la patch AdE
    • Eventuali scadenze urgenti che devi rispettare

    Il nostro team valuterà la tua situazione e ti proporrà la soluzione migliore, con un preventivo trasparente e senza sorprese.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sull’Errore Modello Redditi 2026 Quadro RT

    Quando verrà rilasciata la correzione del software AdE per il Quadro RT?

    L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che la patch correttiva sarà rilasciata nel più breve tempo possibile, ma al 31 marzo 2026 non è ancora disponibile. Ti consigliamo di monitorare il portale Fisconline o di contattare il CAF Centro Fiscale di Udine (tel. 0432 1638640) per aggiornamenti in tempo reale.

    Se trasmetto la dichiarazione senza minusvalenze, rischio sanzioni?

    No, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nel caso di impossibilità dovuta a bug del software, la successiva dichiarazione integrativa non comporta sanzioni. È però importante conservare la documentazione che provi il tentativo di inserimento dei dati corretti. Presenta l’integrativa entro il 31 dicembre 2031.

    Posso compensare le minusvalenze del 2025 con plusvalenze future?

    Sì, le minusvalenze possono essere riportate e compensate con plusvalenze dei 4 anni successivi (fino al 2029). È però fondamentale dichiararle nel Modello Redditi 2026, altrimenti perdi questo diritto. Se il software non lo consente, attendi la patch o trasmetti con integrativa successiva.

    Il bug riguarda anche le criptovalute?

    Sì, il bug impedisce di inserire minusvalenze su qualsiasi tipo di reddito diverso finanziario, incluse le criptovalute. Se hai realizzato perdite su crypto nel 2025, non potrai compensarle con eventuali plusvalenze fino alla correzione del software. Valuta con il CAF se attendere o procedere con dichiarazione più integrativa.

    Il regime amministrato risolve il problema del Quadro RT?

    Sì, se operi su azioni, obbligazioni, fondi ed ETF tramite una banca italiana con regime amministrato, non devi compilare il Quadro RT. La banca applica automaticamente l’imposta e compensa le minusvalenze. Attenzione: il regime amministrato NON è disponibile per criptovalute, che devono sempre essere dichiarate manualmente.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del Modello Redditi 2026, anche in presenza di errori del software. Gestiamo minusvalenze, plusvalenze, criptovalute e dichiarazioni integratie.

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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/10/Modello-730-1-e1697092544252.png 625 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-31 18:22:512026-05-31 18:07:06Errore Agenzia Entrate Modello Redditi 2026: Attenzione al Quadro RT e Minusvalenze
      BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA'

      Bonus Asilo Nido 2026: Nuove Regole, Importi ISEE e Come Fare Domanda

      bonus asilo nido | CAF Udine

      Il Bonus Asilo Nido 2026 è uno dei sostegni economici più importanti per le famiglie con bambini piccoli. Con l’avvio del nuovo anno, l’INPS ha confermato gli importi aggiornati che variano in base all’ISEE del nucleo familiare, arrivando fino a un massimo di 3.600 euro annui per le famiglie con ISEE più basso. Questa misura consente di ottenere un rimborso delle rette pagate per la frequenza dell’asilo nido pubblico o privato, oppure un contributo per l’assistenza domiciliare in caso di bambini con gravi patologie.

      Le novità 2026 riguardano principalmente i requisiti di accesso, che ora tengono conto della presenza nel nucleo familiare di figli successivi al primo, con maggiorazioni significative. Inoltre, la procedura di domanda è stata semplificata: tutto avviene online attraverso il portale INPS, con la possibilità di richiedere il bonus anche tramite CAF patronato per chi preferisce un’assistenza guidata.

      In questa guida completa analizziamo nel dettaglio tutte le informazioni sul Bonus Asilo Nido 2026: dagli importi per ogni scaglione ISEE, ai requisiti necessari, dalla documentazione richiesta alle scadenze da rispettare, fino alla procedura passo passo per presentare la domanda e ottenere il rimborso. Se hai bisogno di assistenza, il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente con la domanda di Bonus Asilo Nido e il calcolo dell’ISEE.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Bonus Asilo Nido 2026
      2. Importi Bonus Asilo Nido 2026: Novità e Scaglioni ISEE
      3. Requisiti per Richiedere il Bonus Asilo Nido 2026
      4. Come Fare Domanda: Guida Passo Passo
      5. Documentazione Necessaria
      6. Scadenze e Tempistiche 2026
      7. Esempi Pratici di Calcolo Importo
      8. Bonus Asilo Nido e Altre Agevolazioni: Compatibilità

      Cos’è il Bonus Asilo Nido 2026

      Il Bonus Asilo Nido è un contributo economico erogato dall’INPS per sostenere le famiglie con bambini piccoli nel pagamento delle rette degli asili nido, sia pubblici che privati autorizzati. Introdotto nel 2017 e confermato anno dopo anno, il bonus rappresenta un aiuto concreto per ridurre le spese di assistenza e cura dei bambini da 0 a 3 anni.

      A partire dal 2026, il Bonus Asilo Nido continua a essere uno dei sostegni principali per le famiglie italiane, con importi che variano in base all’ISEE e possono arrivare fino a 3.600 euro all’anno (300 euro mensili per 11 mensilità) per le famiglie con redditi più bassi e con figli successivi al primo.

      A cosa serve il Bonus Asilo Nido

      Il contributo può essere utilizzato per due finalità distinte:

      • Rimborso delle rette dell’asilo nido – Il bonus copre in tutto o in parte le spese sostenute per la frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati dai Comuni. Viene erogato mensilmente a fronte della presentazione delle ricevute di pagamento delle rette
      • Contributo per assistenza domiciliare – In presenza di bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie croniche che impediscono la frequenza dell’asilo nido, il bonus viene erogato in un’unica soluzione come contributo per l’assistenza domiciliare, previa attestazione del pediatra

      Differenze tra Bonus Asilo Nido e Assegno Unico Universale

      È importante chiarire che il Bonus Asilo Nido e l’Assegno Unico Universale sono misure diverse e cumulabili. L’Assegno Unico è un sostegno economico mensile per tutti i figli a carico fino a 21 anni, mentre il Bonus Asilo Nido è specificamente destinato a coprire le spese di frequenza del nido per bambini 0-3 anni.

      Puoi ricevere entrambi i benefici contemporaneamente: l’Assegno Unico viene pagato mensilmente dall’INPS a prescindere dalla frequenza del nido, mentre il Bonus Asilo Nido rimborsa le spese effettivamente sostenute per la retta.

      Importi Bonus Asilo Nido 2026: Novità e Scaglioni ISEE

      Gli importi del Bonus Asilo Nido 2026 sono stati confermati e mantenuti invariati rispetto al 2025. L’importo mensile massimo erogabile varia in base al valore dell’ISEE minorenni del nucleo familiare e alla presenza di figli successivi al primo.

      Tabella Importi Bonus Asilo Nido 2026 per Scaglioni ISEE

      Ecco la tabella completa degli importi aggiornati per il 2026, distinti in base alla presenza o meno di altri figli nel nucleo familiare:

      Con almeno un fratello/sorella di età inferiore a 10 anni

      ISEE MinorenniImporto MensileImporto Annuo (11 mensilità)
      Fino a 25.000 euro300 euro3.600 euro
      Da 25.001 a 40.000 euro227,27 euro2.727,27 euro
      Oltre 40.000 euro o senza ISEE136,37 euro1.500 euro

      Senza altri figli minori di 10 anni (primogenito o figlio unico)

      ISEE MinorenniImporto MensileImporto Annuo (11 mensilità)
      Fino a 25.000 euro227,27 euro2.727,27 euro
      Da 25.001 a 40.000 euro181,81 euro2.181,81 euro
      Oltre 40.000 euro o senza ISEE136,37 euro1.500 euro

      Nota importante: L’importo mensile viene erogato fino a un massimo di 11 mensilità all’anno (da gennaio a dicembre, escluso agosto nella maggior parte dei casi, poiché gli asili nido sono chiusi). Il bonus viene accreditato mensilmente, a seguito della presentazione delle ricevute di pagamento delle rette.

      Come viene calcolato l’importo spettante

      L’importo effettivo che ricevi ogni mese dipende da tre fattori:

      1. Valore ISEE minorenni – Determina lo scaglione di appartenenza
      2. Presenza di fratelli/sorelle sotto i 10 anni – Se nel nucleo familiare c’è almeno un altro figlio con meno di 10 anni, hai diritto all’importo maggiorato
      3. Spesa effettivamente sostenuta – L’INPS rimborsa fino al massimale previsto per il tuo scaglione, ma non può superare l’importo della retta effettivamente pagata

      Esempio pratico: Se hai un ISEE di 20.000 euro e hai due figli (uno di 2 anni che frequenta il nido e uno di 8 anni), hai diritto a 300 euro mensili. Se la retta del nido è di 250 euro, riceverai 250 euro (l’importo della retta); se la retta è di 350 euro, riceverai comunque il massimo di 300 euro.

      Cosa succede se non presento l’ISEE

      Se non presenti l’ISEE o lo presenti dopo la scadenza per la domanda di Bonus Asilo Nido, l’INPS ti riconosce comunque il bonus, ma nell’importo minimo previsto, pari a 136,37 euro mensili (1.500 euro annui per 11 mensilità).

      Per questo motivo, è fondamentale avere un ISEE valido prima di presentare la domanda. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente e in tempi rapidi, permettendoti di accedere all’importo massimo del bonus.

      Requisiti per Richiedere il Bonus Asilo Nido 2026

      Per accedere al Bonus Asilo Nido 2026, è necessario possedere alcuni requisiti fondamentali relativi sia al genitore richiedente che al bambino beneficiario. Vediamoli nel dettaglio.

      Requisiti del Genitore Richiedente

      • Cittadinanza – Il genitore che presenta la domanda deve essere:
        • Cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione Europea
        • Cittadino extra-UE con permesso di soggiorno di lungo periodo o con permesso di soggiorno per lavoro o per motivi familiari
      • Residenza – Essere residente in Italia al momento della presentazione della domanda
      • Convivenza con il minore – Il genitore deve convivere con il bambino per cui si richiede il bonus (stessa residenza anagrafica)
      • Genitore affidatario – In caso di separazione, divorzio o affidamento, il bonus spetta al genitore presso cui il bambino ha la residenza prevalente

      Requisiti del Bambino

      • Età – Il bambino deve avere un’età compresa tra 0 e 36 mesi (3 anni non compiuti) nel corso dell’anno per cui si richiede il bonus
      • Frequenza asilo nido autorizzato – Il bambino deve frequentare un asilo nido pubblico o privato autorizzato dai Comuni. Non sono ammessi asili nido aziendali non autorizzati o strutture non riconosciute
      • Iscrizione regolare – Il bambino deve risultare regolarmente iscritto e frequentante l’asilo nido per il periodo richiesto

      Caso Particolare: Assistenza Domiciliare per Gravi Patologie

      Se il bambino di età inferiore a 3 anni è affetto da gravi patologie croniche che impediscono la frequenza dell’asilo nido, è possibile richiedere il contributo per l’assistenza domiciliare. In questo caso, oltre ai requisiti generali, è necessario:

      • Attestazione del pediatra – Certificato medico rilasciato dal pediatra di libera scelta che attesti l’impossibilità del bambino di frequentare l’asilo nido a causa della patologia
      • Nessuna frequenza dell’asilo – Ovviamente, in questo caso non si presentano ricevute di pagamento delle rette, ma il contributo viene erogato in un’unica soluzione all’inizio dell’anno

      ISEE Minorenni: Perché è Importante

      Come abbiamo visto, per ottenere l’importo massimo del Bonus Asilo Nido è indispensabile presentare l’ISEE minorenni valido. L’ISEE minorenni è una particolare tipologia di ISEE che tiene conto della situazione economica del nucleo familiare del genitore convivente con il bambino, anche in caso di genitori non coniugati o non conviventi.

      Se i genitori sono separati, divorziati o non hanno mai convissuto, l’ISEE minorenni considera:

      • Il nucleo del genitore con cui il bambino convive
      • Una componente aggiuntiva relativa al genitore non convivente (se non è già presente nel nucleo o se non versa assegni di mantenimento)

      Importante: L’ISEE ordinario (quello usato per altre prestazioni) non è sufficiente. Devi richiedere specificamente l’ISEE minorenni al CAF o tramite il sito INPS.

      Come Fare Domanda: Guida Passo Passo

      La domanda di Bonus Asilo Nido 2026 si presenta esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale dell’INPS. Puoi scegliere di presentarla autonomamente (se hai SPID, CIE o CNS) oppure farti assistere da un CAF patronato che la compilerà gratuitamente per tuo conto.

      Procedura per Presentare la Domanda Online su INPS

      1. Accedi al portale INPS – Vai su www.inps.it e accedi con le tue credenziali digitali:
        • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
        • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
        • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      2. Cerca il servizio “Bonus Asilo Nido” – Nella barra di ricerca del portale, digita “Bonus Asilo Nido” oppure vai nella sezione “Prestazioni e Servizi” → “Sostegno alla famiglia” → “Bonus Asilo Nido”
      3. Compila la domanda online – Il sistema ti guiderà nella compilazione dei seguenti dati:
        • Dati anagrafici del genitore richiedente
        • Dati anagrafici del bambino beneficiario
        • Codice fiscale dell’asilo nido frequentato
        • IBAN per l’accredito del bonus
        • ISEE minorenni (se già presente negli archivi INPS, viene acquisito automaticamente)
      4. Allega i documenti richiesti – Durante la compilazione dovrai caricare:
        • Ricevuta di iscrizione all’asilo nido
        • Eventuale attestazione del pediatra (solo per assistenza domiciliare)
      5. Invia la domanda – Una volta completata, clicca su “Invia”. Riceverai una ricevuta di protocollo con il numero identificativo della domanda
      6. Carica le ricevute mensili – Ogni mese dovrai accedere nuovamente alla domanda e caricare la ricevuta di pagamento della retta relativa al mese precedente. Solo dopo il caricamento della ricevuta, l’INPS procederà con l’erogazione del rimborso

      Presentare la Domanda Tramite CAF Patronato

      Se preferisci un’assistenza guidata o non hai dimestichezza con le procedure online, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori:

      • Verificano che tu abbia tutti i requisiti per accedere al bonus
      • Elaborano l’ISEE minorenni gratuitamente (se non lo hai ancora)
      • Compilano la domanda online per tuo conto
      • Ti assistono mensilmente nel caricamento delle ricevute delle rette
      • Monitorano l’andamento della pratica e ti tengono informato sui pagamenti

      Vantaggi di rivolgersi al CAF: Nessun rischio di errori nella compilazione, assistenza completa durante tutto l’anno, supporto in caso di problemi con l’INPS. Il servizio è completamente gratuito.

      Quando Presentare la Domanda

      La domanda di Bonus Asilo Nido può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma per ottenere il rimborso delle mensilità già trascorse è consigliabile presentarla il prima possibile.

      • Domanda presentata a gennaio-febbraio – Ricevi il rimborso per tutte le mensilità dell’anno solare (da gennaio a dicembre, fino a 11 mensilità)
      • Domanda presentata in corso d’anno – Il rimborso parte dal mese di presentazione della domanda. Non è possibile ottenere arretrati per mesi precedenti alla domanda

      Consiglio: Se tuo figlio inizia a frequentare l’asilo nido a settembre (inizio anno scolastico), presenta la domanda entro settembre stesso per non perdere le mensilità successive.

      Documentazione Necessaria

      Per presentare la domanda di Bonus Asilo Nido 2026 e ricevere i rimborsi mensili, è necessario preparare e presentare una serie di documenti. Ecco l’elenco completo della documentazione richiesta.

      Documenti da Presentare con la Domanda Iniziale

      1. Documento d’identità valido del genitore richiedente (carta d’identità, passaporto, patente)
      2. Codice fiscale del genitore e del bambino
      3. ISEE minorenni aggiornato – Attestazione ISEE in corso di validità (anno 2026). Se non lo hai, il CAF Centro Fiscale ti assiste gratuitamente
      4. Ricevuta di iscrizione all’asilo nido – Documento rilasciato dall’asilo nido (pubblico o privato autorizzato) che attesta l’iscrizione del bambino per l’anno 2026. Deve contenere:
        • Nome e cognome del bambino
        • Codice fiscale del bambino
        • Denominazione e codice fiscale dell’asilo nido
        • Periodo di frequenza previsto
      5. Coordinate bancarie (IBAN) – Conto corrente intestato o cointestato al genitore richiedente, su cui l’INPS accrediterà mensilmente il bonus

      Documenti da Presentare Mensilmente

      Dopo aver presentato la domanda iniziale, ogni mese dovrai caricare sul portale INPS la ricevuta di pagamento della retta relativa al mese precedente. Solo a seguito del caricamento della ricevuta, l’INPS procederà con l’erogazione del rimborso.

      Requisiti della ricevuta mensile:

      • Deve essere rilasciata dall’asilo nido (fattura, ricevuta fiscale o quietanza di pagamento)
      • Deve riportare:
        • Nome e cognome del bambino
        • Mese di riferimento (es. “Gennaio 2026”)
        • Importo pagato
        • Timbro e firma dell’asilo nido
      • Deve essere in formato PDF o immagine leggibile (JPG, PNG)
      • Non sono accettate ricevute scritte a mano senza timbro o firma

      Scadenza caricamento ricevute: Le ricevute devono essere caricate entro il mese successivo a quello di pagamento. Esempio: la ricevuta di gennaio 2026 va caricata entro febbraio 2026.

      Documentazione per Assistenza Domiciliare (Gravi Patologie)

      Se richiedi il bonus per assistenza domiciliare a causa di gravi patologie del bambino, oltre ai documenti sopra elencati, devi presentare:

      • Attestazione del pediatra di libera scelta – Certificato medico che attesti l’impossibilità per il bambino di frequentare l’asilo nido a causa della patologia. Deve contenere:
        • Diagnosi (anche generica, per privacy)
        • Indicazione dell’impossibilità di frequenza dell’asilo
        • Timbro e firma del pediatra
      • Nessuna ricevuta mensile – In questo caso il bonus viene erogato in un’unica soluzione all’inizio dell’anno, senza necessità di presentare ricevute mensili

      Dove Trovare il Codice Fiscale dell’Asilo Nido

      Uno dei dati richiesti durante la compilazione della domanda è il codice fiscale dell’asilo nido. Puoi trovarlo:

      • Sulla ricevuta di iscrizione o sulle fatture emesse dall’asilo
      • Chiedendo direttamente alla segreteria dell’asilo nido
      • Sul sito del Comune (per asili nido pubblici)

      Attenzione: Assicurati che l’asilo nido sia autorizzato dai Comuni. Gli asili nido non autorizzati non danno diritto al bonus. In caso di dubbio, chiedi conferma all’asilo o al CAF.

      Scadenze e Tempistiche 2026

      Rispettare le scadenze del Bonus Asilo Nido 2026 è fondamentale per non perdere il diritto al rimborso di alcune mensilità. Ecco tutte le date importanti da segnare in calendario.

      Scadenza Presentazione Domanda

      La domanda di Bonus Asilo Nido può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma:

      • Per ottenere il bonus dall’inizio dell’anno (gennaio 2026), è consigliabile presentare la domanda entro gennaio-febbraio 2026
      • Domanda presentata in corso d’anno – Il rimborso decorre dal mese di presentazione. Non sono riconosciuti arretrati per i mesi precedenti alla domanda
      • Termine ultimo – La domanda può essere presentata fino al 31 dicembre 2026 per l’anno in corso. Oltre questa data, non è più possibile richiedere il bonus per il 2026

      Scadenze Caricamento Ricevute Mensili

      Per ricevere il rimborso di ogni mensilità, è obbligatorio caricare la ricevuta di pagamento della retta entro precisi termini:

      • Ricevuta gennaio 2026 → da caricare entro 28 febbraio 2026
      • Ricevuta febbraio 2026 → da caricare entro 31 marzo 2026
      • Ricevuta marzo 2026 → da caricare entro 30 aprile 2026
      • E così via per tutti i mesi successivi

      Regola generale: La ricevuta del mese X deve essere caricata entro la fine del mese X+1. Se non rispetti questa scadenza, perdi il diritto al rimborso di quel mese.

      Tempistiche di Erogazione del Bonus

      Dopo aver caricato la ricevuta mensile, l’INPS impiega mediamente 30-45 giorni per erogare il rimborso. Il pagamento avviene tramite bonifico bancario sul conto corrente indicato nella domanda.

      • Prima mensilità – Potrebbe richiedere più tempo (anche 60 giorni) perché l’INPS deve verificare tutti i requisiti e attivare la pratica
      • Mensilità successive – Una volta avviata la pratica, i tempi si riducono a circa 30-40 giorni dal caricamento della ricevuta

      Esempio di tempistiche:

      • Paghi la retta di gennaio il 10 gennaio 2026
      • Carichi la ricevuta sul portale INPS il 15 febbraio 2026
      • L’INPS accredita il rimborso indicativamente tra metà marzo e metà aprile 2026

      Scadenza ISEE Minorenni

      L’ISEE minorenni ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Per il Bonus Asilo Nido 2026, devi presentare un ISEE valido per l’anno 2026.

      • ISEE 2025 scaduto – Dal 1° gennaio 2026, l’ISEE del 2025 non è più valido. Devi rinnovarlo
      • Come rinnovare l’ISEE – Puoi farlo tramite il CAF Centro Fiscale di Udine (gratuito) o autonomamente sul sito INPS
      • Senza ISEE valido – L’INPS eroga il bonus nell’importo minimo (136,37 euro mensili)

      Consiglio: Rinnova l’ISEE a gennaio 2026 per evitare ritardi nell’erogazione del bonus all’importo massimo spettante.

      Esempi Pratici di Calcolo Importo

      Per rendere più chiaro il funzionamento del Bonus Asilo Nido 2026, vediamo alcuni esempi concreti di calcolo dell’importo spettante in diverse situazioni familiari.

      Esempio 1: Famiglia con ISEE Basso e Due Figli

      Situazione:

      • ISEE minorenni: 18.000 euro
      • Nucleo familiare: 4 persone (madre, padre, figlia di 2 anni, figlio di 8 anni)
      • Bambina di 2 anni frequenta asilo nido privato con retta mensile di 280 euro
      • Frequenza: da gennaio a luglio 2026 (7 mesi)

      Calcolo:

      • ISEE fino a 25.000 euro + presenza di fratello/sorella sotto i 10 anni → Importo massimo: 300 euro/mese
      • Retta pagata: 280 euro/mese (inferiore al massimo di 300 euro)
      • Importo rimborsato mensilmente: 280 euro (l’INPS rimborsa l’importo effettivamente speso, fino al massimale)
      • Totale bonus ricevuto: 280 euro × 7 mesi = 1.960 euro

      Esempio 2: Famiglia con ISEE Medio e Figlio Unico

      Situazione:

      • ISEE minorenni: 32.000 euro
      • Nucleo familiare: 3 persone (madre, padre, figlio di 1 anno)
      • Bambino frequenta asilo nido comunale con retta mensile di 200 euro
      • Frequenza: da settembre 2026 a dicembre 2026 (4 mesi)

      Calcolo:

      • ISEE tra 25.001 e 40.000 euro + nessun altro figlio sotto i 10 anni → Importo massimo: 181,81 euro/mese
      • Retta pagata: 200 euro/mese (superiore al massimo di 181,81 euro)
      • Importo rimborsato mensilmente: 181,81 euro (l’INPS rimborsa fino al massimale, non oltre)
      • Totale bonus ricevuto: 181,81 euro × 4 mesi = 727,24 euro

      Esempio 3: Famiglia Senza ISEE

      Situazione:

      • Nessun ISEE presentato
      • Nucleo familiare: 3 persone (madre single, figlia di 3 anni)
      • Bambina frequenta asilo nido privato con retta mensile di 350 euro
      • Frequenza: tutto l’anno scolastico 2026 (11 mesi)

      Calcolo:

      • Senza ISEE → Importo minimo: 136,37 euro/mese (indipendentemente da altri figli o retta pagata)
      • Retta pagata: 350 euro/mese
      • Importo rimborsato mensilmente: 136,37 euro
      • Totale bonus ricevuto: 136,37 euro × 11 mesi = 1.500 euro
      • Perdita economica rispetto al presentare ISEE (se ISEE fosse basso): potenzialmente 1.500-2.000 euro l’anno

      Consiglio: Questo esempio dimostra quanto sia importante presentare l’ISEE. Anche con un ISEE medio-alto, si riceve comunque più dell’importo minimo.

      Esempio 4: Assistenza Domiciliare per Gravi Patologie

      Situazione:

      • ISEE minorenni: 22.000 euro
      • Nucleo familiare: 4 persone (madre, padre, figlio di 2 anni con grave patologia cronica, figlia di 6 anni)
      • Il bambino non può frequentare l’asilo nido a causa della patologia
      • Attestazione medica presentata

      Calcolo:

      • ISEE fino a 25.000 euro + presenza di fratello/sorella sotto i 10 anni → Importo massimo: 300 euro/mese
      • Contributo per assistenza domiciliare: 3.600 euro annui (11 mensilità × 300 euro)
      • Erogazione: in un’unica soluzione all’inizio dell’anno, dopo l’approvazione della domanda
      • Nessuna necessità di presentare ricevute mensili

      Nota: In questo caso, il bonus non rimborsa rette (che non vengono pagate), ma rappresenta un contributo forfettario per le spese di assistenza domiciliare del bambino.

      Bonus Asilo Nido e Altre Agevolazioni: Compatibilità

      Il Bonus Asilo Nido è cumulabile con altre agevolazioni per le famiglie con figli? La risposta è sì, nella maggior parte dei casi. Vediamo nel dettaglio la compatibilità con i principali bonus e sostegni economici disponibili nel 2026.

      Bonus Asilo Nido e Assegno Unico Universale

      Compatibilità: SÌ, sono cumulabili.

      Il Bonus Asilo Nido e l’Assegno Unico Universale sono due misure completamente diverse e cumulabili. Puoi ricevere entrambi contemporaneamente:

      • Assegno Unico – È un sostegno mensile per tutti i figli a carico da 0 a 21 anni, erogato a prescindere dalla frequenza dell’asilo nido. L’importo varia da 57 a 199,40 euro per figlio in base all’ISEE
      • Bonus Asilo Nido – È un rimborso specifico per le rette degli asili nido, erogato solo se il bambino frequenta effettivamente il nido

      Esempio concreto: Una famiglia con ISEE di 20.000 euro e un figlio di 2 anni che frequenta il nido riceve:

      • Assegno Unico: circa 175 euro/mese
      • Bonus Asilo Nido: fino a 227,27 euro/mese (rimborso retta)
      • Totale sostegno mensile: circa 400 euro/mese

      Bonus Asilo Nido e Detrazioni Fiscali per Spese Scolastiche

      Compatibilità: PARZIALE.

      Nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF) è possibile portare in detrazione il 19% delle spese per l’asilo nido, fino a un massimo di 632 euro di spesa per figlio all’anno (detrazione massima: 120 euro).

      Regola importante: Puoi detrarre solo la parte di spesa non coperta dal Bonus Asilo Nido.

      Esempio:

      • Retta annua asilo nido: 3.000 euro
      • Bonus Asilo Nido ricevuto: 2.500 euro
      • Spesa residua a carico della famiglia: 3.000 – 2.500 = 500 euro
      • Detrazione fiscale 19%: 500 euro × 19% = 95 euro di risparmio fiscale

      Bonus Asilo Nido e Bonus Mamma/Bonus Bebè

      Compatibilità: SÌ, sono cumulabili.

      Il Bonus Asilo Nido non ha alcuna interferenza con altre misure di sostegno alla maternità e alla famiglia, come:

      • Bonus Mamma Domani (premio alla nascita da 800 euro, se ancora attivo)
      • Congedi parentali e indennità di maternità/paternità
      • Bonus Bebè (se riattivato in futuro come misura aggiuntiva all’Assegno Unico)

      Bonus Asilo Nido e Reddito di Cittadinanza/Reddito di Inclusione

      Compatibilità: SÌ, sono cumulabili.

      Il Bonus Asilo Nido è compatibile con misure di sostegno al reddito come il Reddito di Cittadinanza (se ancora attivo) o il futuro Reddito di Inclusione. Il bonus non viene considerato reddito ai fini del calcolo di queste prestazioni.

      Bonus Asilo Nido e Abbattimento Rette Regionali (Friuli Venezia Giulia)

      Compatibilità: DA VERIFICARE CON LA REGIONE.

      Alcune Regioni, tra cui il Friuli Venezia Giulia, prevedono propri contributi regionali per l’abbattimento delle rette degli asili nido. In genere, questi contributi regionali sono cumulabili con il Bonus Asilo Nido INPS, ma le modalità variano da Regione a Regione.

      Per il Friuli Venezia Giulia, è consigliabile verificare con il proprio Comune o con il CAF Centro Fiscale di Udine la possibilità di cumulare entrambi i contributi.

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      Domande Frequenti sul Bonus Asilo Nido 2026

      Posso richiedere il Bonus Asilo Nido per un asilo privato?

      Si, il Bonus Asilo Nido 2026 e valido sia per asili nido pubblici che per asili nido privati, purche questi ultimi siano autorizzati dai Comuni. Verifica con l’asilo che sia regolarmente autorizzato prima di iscrivere il bambino.

      Quanto tempo impiega l’INPS a pagare il Bonus Asilo Nido?

      Dopo aver caricato la ricevuta mensile della retta, l’INPS impiega mediamente 30-45 giorni per erogare il rimborso sul conto corrente indicato. La prima mensilita puo richiedere fino a 60 giorni per le verifiche iniziali.

      Cosa succede se dimentico di caricare una ricevuta mensile?

      Se non carichi la ricevuta entro la fine del mese successivo al pagamento, perdi il diritto al rimborso di quella mensilita. E importante rispettare le scadenze mensili per non perdere parte del bonus.

      Il Bonus Asilo Nido e compatibile con l’Assegno Unico?

      Si, il Bonus Asilo Nido e l’Assegno Unico Universale sono completamente cumulabili. Puoi ricevere entrambi contemporaneamente senza alcuna riduzione degli importi.

      Posso richiedere il Bonus Asilo Nido senza ISEE?

      Si, puoi presentare domanda anche senza ISEE, ma riceverai solo l’importo minimo di 136,37 euro mensili (1.500 euro annui). Con un ISEE valido, l’importo puo arrivare fino a 300 euro mensili (3.600 euro annui).

      Il Bonus Asilo Nido vale anche per il secondo o terzo figlio?

      Si, il Bonus Asilo Nido puo essere richiesto per ogni figlio che frequenta l’asilo nido. Se hai due figli che frequentano il nido, puoi richiedere due bonus distinti, uno per ciascun bambino.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di Bonus Asilo Nido 2026 e il calcolo dell’ISEE. Servizi gratuiti per famiglie e lavoratori.

      I nostri servizi includono:

      • Elaborazione ISEE Minorenni (gratuito)
      • Compilazione domanda Bonus Asilo Nido sul portale INPS
      • Assistenza mensile per il caricamento delle ricevute
      • Monitoraggio pagamenti e risoluzione problemi
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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/bonus-asilo-nido.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-31 17:22:512026-05-31 14:06:01Bonus Asilo Nido 2026: Nuove Regole, Importi ISEE e Come Fare Domanda
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        TFS e TFR Dipendenti Pubblici 2026: Calcolo, Tempi e Novità Pagamenti

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Cosa sono TFS e TFR per Dipendenti Pubblici
        2. Differenze tra TFS e TFR: Tabella Comparativa
        3. Novità 2026 sui Tempi di Pagamento TFS e TFR
        4. Come si Calcola il TFS: Formula ed Esempi Pratici
        5. Come si Calcola il TFR per Dipendenti Pubblici
        6. Anticipo TFS e TFR: Come Richiederlo
        7. Tassazione TFS e TFR: Regime Fiscale Separato

        Con l’arrivo del pensionamento, i dipendenti pubblici si trovano ad affrontare una questione fondamentale: il TFS (Trattamento di Fine Servizio) e il TFR (Trattamento di Fine Rapporto). Nel 2026 sono entrate in vigore importanti novità sui tempi di pagamento, sulle modalità di anticipo e sul calcolo delle somme spettanti.

        Comprendere la differenza tra TFS e TFR è essenziale per pianificare il proprio futuro economico. Il TFS riguarda principalmente i dipendenti pubblici assunti prima del 2001, mentre il TFR pubblico si applica a chi è stato assunto dopo quella data. Entrambe le prestazioni rappresentano una liquidazione maturata durante gli anni di servizio, ma con modalità di calcolo e tempi di erogazione differenti.

        Le novità 2026 hanno modificato soprattutto i tempi di attesa per ricevere questi pagamenti. La normativa prevede oggi la rateizzazione in 12 o 24 mesi a seconda dell’importo maturato, con tempi diversi tra chi va in pensione per anzianità e chi si dimette volontariamente. Inoltre, è stata confermata la possibilità di richiedere un anticipo bancario attraverso la convenzione ABI-MEF, che permette di ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento.

        Questo articolo fornisce una guida completa su TFS e TFR dipendenti pubblici 2026, spiegando nel dettaglio come si calcolano, quali sono i tempi di pagamento, come richiedere l’anticipo e quale tassazione si applica. Vedremo anche esempi pratici di calcolo per comprendere meglio quanto spetta a ciascun lavoratore.

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        Cosa sono TFS e TFR per Dipendenti Pubblici

        Il TFS (Trattamento di Fine Servizio) e il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) rappresentano le indennità di liquidazione che i dipendenti pubblici ricevono al termine della loro carriera lavorativa. Si tratta di somme accantonate durante gli anni di servizio, che vengono erogate al momento del pensionamento o della cessazione del rapporto di lavoro.

        Il TFS è destinato ai dipendenti pubblici assunti prima del 1° gennaio 2001, mentre il TFR pubblico si applica a coloro che sono stati assunti successivamente a quella data. Questa distinzione è fondamentale perché le due prestazioni hanno modalità di calcolo diverse e tempi di erogazione differenti.

        A chi spetta il TFS

        Il TFS spetta alle seguenti categorie di dipendenti pubblici:

        • Dipendenti statali assunti prima del 2001 (ministeri, agenzie fiscali, scuole)
        • Personale degli enti locali (comuni, province, regioni) assunto ante 2001
        • Personale sanitario del Servizio Sanitario Nazionale con contratto precedente al 2001
        • Forze dell’ordine e militari in servizio prima del 2001
        • Magistrati e personale della giustizia assunti ante 2001

        A chi spetta il TFR pubblico

        Il TFR pubblico riguarda invece:

        • Dipendenti pubblici assunti dopo il 1° gennaio 2001
        • Lavoratori del pubblico impiego che hanno optato per il TFR invece del TFS
        • Personale delle aziende pubbliche privatizzate dopo il 2001

        Entrambe le prestazioni rappresentano un diritto del lavoratore e vengono calcolate in base agli anni di servizio prestati e alla retribuzione percepita. La principale differenza sta nel fatto che il TFS viene erogato in base all’ultimo stipendio e agli anni di anzianità, mentre il TFR si accumula anno per anno come una quota accantonata pari al 6,91% della retribuzione annua.

        Differenze tra TFS e TFR: Tabella Comparativa

        Le differenze tra TFS e TFR non riguardano solo le modalità di calcolo, ma anche i tempi di erogazione, la rivalutazione annua e le categorie di lavoratori interessate. Di seguito una tabella comparativa che evidenzia le principali distinzioni:

        CaratteristicaTFSTFR Pubblico
        Data di assunzionePrima del 1° gennaio 2001Dopo il 1° gennaio 2001
        Formula di calcolo(80% ultimo stipendio × anni servizio) / 12Retribuzione annua × 6,91%
        RivalutazioneNon prevista (calcolato al momento del pensionamento)Annuale (75% inflazione ISTAT + 1,5% fisso)
        Tempi di erogazioneDa 12 a 24 mesi dalla cessazioneDa 12 a 24 mesi dalla cessazione
        Anticipo possibileSì, tramite convenzione ABI-MEFSì, tramite convenzione ABI-MEF
        TassazioneTassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)

        Categorie interessate al TFS

        Il TFS riguarda principalmente:

        • Dipendenti statali: ministeri, agenzie fiscali, enti previdenziali
        • Personale scolastico: docenti e ATA assunti ante 2001
        • Forze armate e di polizia: militari, carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza
        • Magistrati e personale giudiziario

        Categorie interessate al TFR pubblico

        Il TFR pubblico si applica a:

        • Dipendenti pubblici post-2001: assunti con contratto a tempo indeterminato dopo il 1° gennaio 2001
        • Lavoratori delle partecipate pubbliche: società a controllo pubblico privatizzate
        • Personale sanitario assunto dopo il 2001 nel SSN

        Un aspetto importante da sottolineare è che la differenza principale tra le due prestazioni risiede nel sistema di accantonamento: mentre il TFS viene calcolato in un’unica soluzione al momento del pensionamento, il TFR si accumula gradualmente ogni anno, venendo rivalutato annualmente in base all’inflazione.

        Novità 2026 sui Tempi di Pagamento TFS e TFR

        Le novità 2026 riguardano principalmente i tempi di attesa per l’erogazione del TFS e del TFR pubblico. La normativa attuale prevede una rateizzazione obbligatoria che dipende dall’importo maturato e dalla modalità di cessazione del servizio.

        Tempi di pagamento in base all’importo

        Nel 2026, i tempi di erogazione del TFS e TFR sono regolati come segue:

        • Importi fino a 50.000 euro: pagamento in un’unica soluzione dopo 12 mesi dalla cessazione del servizio
        • Importi tra 50.000 e 100.000 euro: pagamento rateizzato in due rate annuali (prima rata dopo 12 mesi, seconda dopo 24 mesi)
        • Importi superiori a 100.000 euro: pagamento rateizzato in tre rate annuali (una ogni 12 mesi)

        Differenza tra pensione per anzianità e dimissioni volontarie

        Un elemento cruciale introdotto dalle novità 2026 è la distinzione tra:

        • Pensione per anzianità o vecchiaia: i tempi di attesa partono dalla data di cessazione del servizio. Il primo pagamento avviene dopo 12 mesi dalla data di pensionamento.
        • Dimissioni volontarie: i tempi di attesa sono più lunghi. Il primo pagamento può avvenire fino a 24 mesi dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

        Questa distinzione penalizza chi lascia il pubblico impiego prima del raggiungimento dei requisiti pensionistici, incentivando quindi la permanenza in servizio fino alla maturazione della pensione.

        Normativa di riferimento

        Le novità 2026 sui tempi di pagamento derivano da una serie di interventi normativi, tra cui:

        • Decreto Legge n. 4/2019: ha introdotto la rateizzazione obbligatoria per gli importi superiori a 50.000 euro
        • Legge di Bilancio 2023: ha confermato i tempi di attesa di 12-24 mesi
        • Convenzione ABI-MEF 2024-2026: ha rinnovato la possibilità di richiedere l’anticipo bancario del TFS/TFR

        Nonostante le proteste dei sindacati, che chiedono da anni l’abolizione dei tempi di attesa, il governo ha mantenuto la rateizzazione per motivi di sostenibilità finanziaria. Di conseguenza, l’anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF rimane la soluzione più utilizzata dai dipendenti pubblici per ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento.

        Come si Calcola il TFS: Formula ed Esempi Pratici

        Il calcolo del TFS si basa su una formula specifica che tiene conto dell’ultimo stipendio percepito e degli anni di servizio prestati. A differenza del TFR, il TFS non si accumula annualmente, ma viene calcolato in un’unica soluzione al momento della cessazione del servizio.

        Formula di calcolo del TFS

        La formula generale per calcolare il TFS è la seguente:

        TFS = (Ultimo stipendio mensile × 80% × Anni di servizio) / 12

        Dove:

        • Ultimo stipendio mensile: l’ultima retribuzione mensile lorda percepita (comprensiva di indennità e competenze accessorie)
        • 80%: la percentuale applicabile per legge
        • Anni di servizio: gli anni effettivi di servizio presso il pubblico impiego (arrotondati per eccesso dopo 6 mesi)
        • 12: i mesi dell’anno

        Esempio pratico di calcolo TFS

        Supponiamo che un dipendente pubblico vada in pensione con le seguenti caratteristiche:

        • Ultimo stipendio mensile lordo: 2.800 euro
        • Anni di servizio: 35 anni

        Applicando la formula:

        TFS = (2.800 euro × 80% × 35 anni) / 12

        TFS = (2.800 × 0,80 × 35) / 12

        TFS = 78.400 / 12

        TFS = 6.533,33 euro

        Questo importo rappresenta la mensilità di TFS. Moltiplicando per i 35 anni di servizio, si ottiene il TFS totale di circa 78.400 euro.

        Elementi che influenzano il calcolo

        Nel calcolo del TFS vanno considerati alcuni elementi aggiuntivi:

        • Indennità accessorie: vanno incluse nell’ultimo stipendio tutte le competenze fisse (es. indennità di posizione, indennità di vacanza contrattuale)
        • Massimale TFS: il TFS è soggetto a un limite massimo pari a € 2.500.000 (applicabile solo in casi eccezionali di carriere molto lunghe con stipendi elevati)
        • Servizio pre-ruolo: gli anni di servizio precario (supplenze, contratti a termine) possono essere riscattati e quindi inclusi nel calcolo

        Un ulteriore aspetto da considerare è che il TFS non viene rivalutato annualmente, a differenza del TFR. Questo significa che il calcolo viene effettuato esclusivamente al momento del pensionamento, senza tenere conto dell’inflazione accumulata durante gli anni di servizio.

        Come si Calcola il TFR per Dipendenti Pubblici

        Il calcolo del TFR pubblico segue un meccanismo diverso rispetto al TFS. Mentre il TFS viene calcolato in un’unica soluzione al momento del pensionamento, il TFR si accumula anno per anno e viene rivalutato annualmente in base all’inflazione ISTAT.

        Formula di calcolo del TFR pubblico

        La formula per calcolare il TFR pubblico è la seguente:

        TFR annuo = Retribuzione annua lorda × 6,91%

        Ogni anno, la quota di TFR maturata viene accantonata e rivalutata secondo la seguente formula:

        Rivalutazione annua = TFR maturato × (75% inflazione ISTAT + 1,5% fisso)

        Questo significa che il TFR pubblico si rivaluta ogni anno in base al tasso di inflazione, garantendo al lavoratore un potere d’acquisto che tiene conto dell’aumento dei prezzi.

        Esempio pratico di calcolo TFR pubblico

        Supponiamo che un dipendente pubblico assunto nel 2010 abbia una retribuzione annua lorda di 35.000 euro. Vediamo come si calcola il TFR per un anno:

        TFR maturato nell’anno = 35.000 euro × 6,91%

        TFR maturato nell’anno = 2.418,50 euro

        Questo importo viene aggiunto al TFR totale accumulato negli anni precedenti e poi rivalutato annualmente.

        Se il dipendente ha lavorato per 15 anni con uno stipendio costante di 35.000 euro annui, il TFR lordo (senza considerare la rivalutazione) sarebbe:

        TFR totale (senza rivalutazione) = 2.418,50 euro × 15 anni

        TFR totale = 36.277,50 euro

        Aggiungendo la rivalutazione annuale in base all’inflazione, il TFR effettivo sarà superiore, arrivando a circa 40.000-42.000 euro (a seconda del tasso di inflazione medio degli ultimi 15 anni).

        Rivalutazione ISTAT e inflazione

        La rivalutazione del TFR pubblico avviene ogni anno secondo il seguente meccanismo:

        • 75% dell’inflazione ISTAT: se l’inflazione annua è del 2%, la rivalutazione sarà del 1,5%
        • 1,5% fisso: questo è un tasso aggiuntivo garantito per legge

        Ad esempio, se l’inflazione ISTAT nell’anno è stata del 3%:

        Rivalutazione annua = (3% × 75%) + 1,5%

        Rivalutazione annua = 2,25% + 1,5%

        Rivalutazione annua = 3,75%

        Questa rivalutazione si applica sul montante TFR maturato fino al 31 dicembre dell’anno precedente, proteggendo così il lavoratore dalla perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione.

        Anticipo TFS e TFR: Come Richiederlo

        Una delle novità più apprezzate dai dipendenti pubblici è la possibilità di richiedere l’anticipo bancario del TFS e TFR tramite la convenzione ABI-MEF. Questo strumento permette di ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento, evitando i lunghi tempi di attesa previsti dalla normativa (12-24 mesi).

        Convenzione ABI-MEF: come funziona

        La convenzione ABI-MEF (Associazione Bancaria Italiana – Ministero dell’Economia e delle Finanze) è un accordo tra banche e Stato che consente ai dipendenti pubblici neo-pensionati di ottenere un prestito bancario pari all’importo del TFS/TFR maturato, con rimborso garantito direttamente dall’INPS.

        In pratica:

        1. Il pensionato richiede l’anticipo alla banca
        2. La banca eroga l’importo del TFS/TFR (al netto degli interessi)
        3. Quando l’INPS paga il TFS/TFR (dopo 12-24 mesi), il pagamento va direttamente alla banca come rimborso del prestito

        Requisiti per richiedere l’anticipo

        Per accedere all’anticipo TFS/TFR è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

        • Essere andato in pensione (pensione di vecchiaia, anzianità, anticipata)
        • Aver maturato il diritto al TFS o TFR
        • Avere almeno 62 anni di età (per alcune categorie il requisito è ridotto a 60 anni)
        • Non avere protesti o segnalazioni negative nella Centrale Rischi della Banca d’Italia

        Procedura di richiesta

        La procedura per richiedere l’anticipo è la seguente:

        1. Calcolare l’importo del TFS/TFR tramite il simulatore INPS o rivolgendosi al CAF
        2. Contattare una banca convenzionata (la lista è disponibile sul sito del MEF e dell’INPS)
        3. Presentare la domanda con i seguenti documenti:
          • Documento di identità e codice fiscale
          • Certificato di pensione INPS
          • Autocertificazione dell’importo del TFS/TFR
        4. Attendere l’approvazione (solitamente 30-60 giorni)
        5. Ricevere l’accredito sul conto corrente

        Tassi di interesse massimi

        La convenzione ABI-MEF prevede dei tassi di interesse massimi applicabili dalle banche, stabiliti annualmente dal MEF. Per il 2026, i tassi massimi sono:

        • TAN (Tasso Annuo Nominale): max 4,25%
        • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): max 4,50%

        Questi tassi sono molto vantaggiosi rispetto ai normali prestiti personali, poiché il rischio per la banca è azzerato (il rimborso è garantito dall’INPS). Tuttavia, l’importo degli interessi dipende dalla durata del periodo di attesa previsto per il pagamento del TFS/TFR da parte dell’INPS.

        Ad esempio, se il TFS previsto è di 80.000 euro e il tempo di attesa è di 24 mesi, gli interessi bancari saranno calcolati su questo periodo, risultando in un costo complessivo di circa 6.000-7.000 euro.

        Tassazione TFS e TFR: Regime Fiscale Separato

        Il TFS e il TFR pubblico sono soggetti a un regime di tassazione separata, che è generalmente più vantaggioso rispetto alla tassazione ordinaria. Questo significa che l’importo della liquidazione non viene sommato agli altri redditi del pensionato, evitando così un aumento eccessivo dello scaglione IRPEF.

        Come funziona la tassazione separata

        La tassazione separata si applica calcolando l’aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito. In pratica:

        1. Si prendono i redditi complessivi degli ultimi 5 anni
        2. Si calcola l’aliquota media IRPEF pagata in quegli anni
        3. Questa aliquota viene applicata all’importo del TFS/TFR

        Esempio pratico:

        Reddito medio ultimi 5 anni: 30.000 euro annui

        Aliquota media IRPEF: 26%

        TFS maturato: 80.000 euro

        Imposta dovuta = 80.000 euro × 26% = 20.800 euro

        TFS netto: 80.000 – 20.800 = 59.200 euro

        Detrazioni per anzianità di servizio

        Un vantaggio importante della tassazione separata del TFS/TFR è la possibilità di beneficiare di detrazioni specifiche legate all’anzianità di servizio. In particolare:

        • Per anzianità fino a 15 anni: nessuna detrazione aggiuntiva
        • Per anzianità superiore a 15 anni: si applica una detrazione progressiva che riduce l’imponibile fiscale
        • Per anzianità superiore a 35 anni: la detrazione può arrivare fino al 30% dell’imponibile

        Questo meccanismo è pensato per premiare chi ha dedicato una lunga carriera al pubblico impiego, riducendo il carico fiscale sulla liquidazione.

        Addizionali regionali e comunali

        Oltre all’IRPEF, sul TFS/TFR si applicano anche le addizionali regionali e comunali, che variano in base al luogo di residenza del pensionato. Queste addizionali rappresentano solitamente un ulteriore 1-3% dell’imponibile.

        Ad esempio, per un TFS di 80.000 euro:

        • IRPEF (26%): 20.800 euro
        • Addizionale regionale (1,5%): 1.200 euro
        • Addizionale comunale (0,8%): 640 euro
        • Totale imposte: 22.640 euro
        • TFS netto: 57.360 euro

        È importante sottolineare che la tassazione separata è comunque più conveniente rispetto alla tassazione ordinaria, poiché evita di sommare il TFS/TFR agli altri redditi del pensionato (come la pensione stessa), che porterebbe a un scaglione IRPEF superiore.

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        Domande Frequenti su TFS e TFR Dipendenti Pubblici

        Quanto tempo devo aspettare per ricevere il TFS dopo il pensionamento?

        Nel 2026, i tempi di attesa per il pagamento del TFS sono di 12 mesi per importi fino a 50.000 euro, 24 mesi per importi superiori. Chi va in pensione per anzianita riceve il primo pagamento dopo 12 mesi, mentre chi si dimette volontariamente deve attendere fino a 24 mesi. E possibile richiedere un anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF per ottenere la liquidazione subito.

        Qual e la differenza principale tra TFS e TFR pubblico?

        Il TFS si applica ai dipendenti pubblici assunti prima del 1 gennaio 2001 e si calcola con la formula (80 percento ultimo stipendio per anni servizio) diviso 12. Il TFR pubblico riguarda gli assunti dopo il 2001 e si accumula annualmente con il 6,91 percento della retribuzione, rivalutato ogni anno in base all inflazione ISTAT. Il TFS non viene rivalutato, mentre il TFR si rivaluta annualmente.

        Come posso richiedere l’anticipo del TFS o TFR?

        Per richiedere l anticipo TFS o TFR devi avere almeno 62 anni di eta, essere andato in pensione e non avere protesti bancari. La procedura prevede di contattare una banca convenzionata con la convenzione ABI-MEF, presentare domanda con certificato di pensione INPS e documenti di identita. I tassi di interesse massimi per il 2026 sono TAN 4,25 percento e TAEG 4,50 percento.

        Che tassazione si applica al TFS e TFR?

        TFS e TFR sono soggetti a tassazione separata. Si calcola l aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni di reddito e la si applica all importo della liquidazione. Questa tassazione e piu conveniente rispetto alla ordinaria perche non somma il TFS TFR agli altri redditi. Si applicano anche detrazioni per anzianita di servizio superiore ai 15 anni, che possono ridurre fino al 30 percento l imponibile.

        Posso ricevere sia TFS che TFR?

        No, un dipendente pubblico riceve o il TFS o il TFR in base alla data di assunzione. Chi e stato assunto prima del 1 gennaio 2001 riceve il TFS, chi e stato assunto dopo riceve il TFR pubblico. Non e possibile cumulare entrambe le prestazioni. Tuttavia, chi ha avuto carriere miste (privato piu pubblico) puo ricevere il TFR del settore privato e il TFS o TFR pubblico separatamente.

        Il TFS viene pagato in un’unica soluzione?

        Dipende dall importo maturato. Per importi fino a 50.000 euro il pagamento avviene in unica soluzione dopo 12 mesi. Per importi tra 50.000 e 100.000 euro viene rateizzato in due rate annuali. Per importi superiori a 100.000 euro viene rateizzato in tre rate annuali. Per evitare la rateizzazione, molti dipendenti richiedono l anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF.


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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-31 16:22:512026-05-31 16:59:42TFS e TFR Dipendenti Pubblici 2026: Calcolo, Tempi e Novità Pagamenti
          ASSEGNO UNICO

          Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS e Importi Aggiornati

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Quando arriva l’Assegno Unico di aprile 2026? In questa guida trovi le date di pagamento INPS aggiornate, gli importi per ogni fascia ISEE, le scadenze per il rinnovo e come verificare lo stato della tua domanda. L’Assegno Unico e Universale (AUU) è il principale sostegno economico per le famiglie con figli a carico e viene erogato mensilmente dall’INPS.

          Indice dei Contenuti

          1. Date di Pagamento Aprile 2026
          2. Importi per Fascia ISEE 2026
          3. Maggiorazioni: Chi Ha Diritto
          4. Rinnovo ISEE: Scadenza e Conseguenze
          5. Come Verificare lo Stato della Domanda
          6. Arretrati e Conguagli
          7. Domande Frequenti

          Date di Pagamento Assegno Unico Aprile 2026

          L’INPS segue un calendario consolidato per l’erogazione dell’Assegno Unico. Per aprile 2026, le date previste sono:

          • 15-17 aprile 2026: pagamento per i beneficiari che già percepiscono l’Assegno Unico (domande in essere con ISEE rinnovato). Questa è la finestra principale per la maggior parte delle famiglie
          • Fine aprile 2026 (28-30 aprile): pagamento per le nuove domande presentate nei mesi precedenti e per i casi che hanno richiesto verifiche aggiuntive da parte dell’INPS
          • Pagamenti straordinari: eventuali conguagli e arretrati possono essere erogati in qualsiasi momento del mese

          Nota: le date possono variare di 1-2 giorni lavorativi in base all’istituto bancario o postale del beneficiario. Poste Italiane generalmente accredita con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche.

          Importi Assegno Unico 2026 per Fascia ISEE

          Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati dell’0,8% rispetto al 2025, in linea con l’adeguamento ISTAT. Ecco la tabella aggiornata degli importi mensili per ciascun figlio:

          Fascia ISEEImporto mensile per figlio
          Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
          Da 17.090,62 a 20.000 euroDa 199,40 a 175 euro (decrescente)
          Da 20.001 a 25.000 euroDa 175 a 145 euro
          Da 25.001 a 30.000 euroDa 145 a 120 euro
          Da 30.001 a 35.000 euroDa 120 a 100 euro
          Da 35.001 a 40.000 euroDa 100 a 80 euro
          Da 40.001 a 45.810,71 euroDa 80 a 57 euro
          Oltre 45.810,71 euro o senza ISEE57 euro

          Importante: chi non presenta l’ISEE o lo presenta in ritardo riceve l’importo minimo di 57 euro per figlio. Una volta presentato l’ISEE, l’INPS ricalcola l’importo e eroga gli arretrati dalla data di decorrenza.

          Maggiorazioni: Chi Ha Diritto a Importi Più Alti

          Oltre all’importo base, sono previste diverse maggiorazioni che possono aumentare significativamente l’Assegno Unico:

          • Figli con disabilità: maggiorazione da 91,20 a 113,50 euro per figlio minorenne disabile (in base al grado); importo fisso di 96,90 euro per figli maggiorenni 18-20 anni disabili
          • Madri under 21: maggiorazione di 22,80 euro per figlio per le madri con meno di 21 anni
          • Nuclei numerosi (3+ figli): maggiorazione da 17,10 a 96,90 euro per figlio (in base all’ISEE) per famiglie con 3 o più figli
          • Nuclei con 4+ figli: forfait aggiuntivo di 159,60 euro mensili (indipendente dall’ISEE)
          • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione fino a 34,10 euro per figlio minorenne se entrambi i genitori hanno reddito da lavoro (ISEE fino a 17.090,61 euro)

          Rinnovo ISEE: Scadenza e Conseguenze

          Per ricevere l’Assegno Unico nell’importo corretto, è fondamentale avere un ISEE 2026 in corso di validità. Ecco le regole:

          • Scadenza ISEE 2025: l’ISEE dell’anno precedente scade il 31 dicembre 2025. Da gennaio 2026 è necessario rinnovarlo
          • Rinnovo entro il 28 febbraio: chi rinnova l’ISEE entro fine febbraio 2026 riceve gli arretrati di gennaio e febbraio con l’importo aggiornato
          • Rinnovo dopo il 28 febbraio: gli arretrati vengono calcolati solo dalla data di presentazione della nuova DSU. I mesi precedenti restano con l’importo minimo (57 euro)
          • Senza ISEE: l’Assegno Unico viene comunque erogato, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio

          Consiglio: se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, fallo il prima possibile per non perdere gli arretrati. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente.

          Come Verificare lo Stato della Domanda

          Per controllare lo stato della tua domanda di Assegno Unico e i pagamenti in arrivo:

          1. Accedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
          2. Cerca “Assegno Unico”: nella barra di ricerca, digita “Assegno Unico e Universale”
          3. Sezione “Consulta e gestisci”: qui trovi il riepilogo della tua domanda con stato, importo calcolato e storico pagamenti
          4. Dettaglio per figlio: per ogni figlio a carico puoi vedere l’importo base e le eventuali maggiorazioni riconosciute
          5. Storico pagamenti: elenco completo dei pagamenti effettuati con data, importo lordo e netto

          Stato della domanda: verifica che risulti “Accolta” e “In pagamento”. Se risulta “In istruttoria” o “Sospesa”, potrebbe essere necessario integrare la documentazione.

          Arretrati e Conguagli di Aprile 2026

          Con il pagamento di aprile 2026, molte famiglie potrebbero ricevere importi diversi dal solito per via di conguagli e arretrati:

          • Arretrati ISEE: chi ha rinnovato l’ISEE a marzo 2026 potrebbe ricevere ad aprile gli arretrati dei mesi precedenti calcolati con il nuovo importo
          • Conguagli per variazioni nucleo familiare: nascita di un figlio, variazione della composizione del nucleo, cambio di residenza
          • Rivalutazione ISTAT: il primo conguaglio dell’anno con la rivalutazione dello 0,8% potrebbe generare piccoli arretrati

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sull’Assegno Unico Aprile 2026

          L’Assegno Unico di aprile arriva prima di Pasqua?

          Dipende dal calendario. Le festività pasquali nel 2026 cadono il 5 aprile (Pasqua) e 6 aprile (Pasquetta). I pagamenti dell’Assegno Unico avvengono generalmente tra il 15 e il 17 aprile, quindi dopo le festività pasquali.

          Perché l’importo di aprile è diverso da marzo?

          Le variazioni di importo possono dipendere da: rinnovo ISEE con fascia diversa, variazioni del nucleo familiare, conguagli o arretrati. Verifica il dettaglio del calcolo nella sezione “Consulta e gestisci” su MyINPS.

          Se non ho ancora rinnovato l’ISEE, perdo l’Assegno?

          No, l’Assegno Unico viene comunque erogato anche senza ISEE valido, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio. Una volta presentato il nuovo ISEE, l’INPS ricalcolerà l’importo. Se il rinnovo avviene dopo il 28 febbraio, gli arretrati decorrono dalla data di presentazione della DSU.

          Come modifico l’IBAN per l’accredito?

          Puoi modificare l’IBAN accedendo alla tua domanda di Assegno Unico su MyINPS, sezione “Modifica domanda” > “Modalità di pagamento”. La modifica ha effetto dalla mensilità successiva all’elaborazione.

          L’Assegno Unico spetta anche per i figli maggiorenni?

          Sì, l’Assegno Unico spetta anche per i figli maggiorenni fino a 21 anni, a condizione che: frequentino un percorso di formazione, svolgano un tirocinio o servizio civile, siano disoccupati e in cerca di lavoro, o abbiano un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro. L’importo è ridotto rispetto ai figli minorenni.

          Hai bisogno di assistenza con l’Assegno Unico o il rinnovo ISEE? Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente e ti assiste nella domanda di Assegno Unico. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

          Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-31 09:00:002026-05-31 13:08:08Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS e Importi Aggiornati
          CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

          Cedolino Pensione Aprile 2026: Data Pagamento e Novità

          Pensione 2026 INPS

          Indice dei contenuti

          1. Data di pagamento pensioni aprile 2026
          2. Come consultare il cedolino su MyINPS
          3. Novità importi aprile 2026
          4. Differenze rispetto a marzo 2026
          5. Calendario pagamenti primo semestre 2026
          6. Domande frequenti

          Il cedolino pensione aprile 2026 porta con sé alcune novità importanti per i pensionati italiani. Dopo le variazioni di marzo legate al conguaglio fiscale, aprile 2026 segna la ripresa di un importo mensile più stabile, con i consueti aggiustamenti di inizio anno ormai assorbiti. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: data di pagamento pensione aprile 2026, come leggere il cedolino su MyINPS e quali voci potrebbero cambiare rispetto al mese precedente.

          Data di Pagamento Pensioni Aprile 2026

          L’INPS ha comunicato le date ufficiali di accredito per il mese di aprile 2026. Come di consueto, esistono due modalità principali di pagamento con date differenti:

          • Accredito su conto corrente bancario o postale (o libretto di risparmio): mercoledì 1 aprile 2026. L’importo sarà disponibile fin dalla mattina del giorno stesso, in base agli orari di valuta del proprio istituto di credito.
          • Ritiro in contanti presso gli sportelli Poste Italiane: giovedì 2 aprile 2026, con distribuzione scaglionata in ordine alfabetico per evitare assembramenti.

          Calendario ritiro allo sportello Poste Italiane (aprile 2026)

          Per chi ritira la pensione in contanti alle Poste, il calendario di aprile 2026 prevede la distribuzione alfabetica nelle seguenti date:

          Cognomi (iniziale)Data ritiro
          A – BGiovedì 2 aprile 2026
          C – DVenerdì 3 aprile 2026
          E – KMartedì 7 aprile 2026
          L – PMercoledì 8 aprile 2026
          Q – ZGiovedì 9 aprile 2026

          Nota: I titolari di conto BancoPosta ricevono l’accredito il 1 aprile, come per qualsiasi altro conto corrente bancario, senza dover attendere il proprio turno alfabetico.

          Come Consultare il Cedolino su MyINPS

          Il cedolino pensione aprile 2026 è disponibile online sulla piattaforma MyINPS già nei giorni precedenti l’accredito. Consultarlo ti permette di verificare l’importo netto che riceverai, le trattenute fiscali applicate e le eventuali variazioni rispetto al mese precedente.

          Procedura passo dopo passo per accedere al cedolino

          1. Vai sul sito ufficiale myinps.inps.it
          2. Clicca su “Accedi” in alto a destra
          3. Scegli il metodo di autenticazione: SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
          4. Una volta dentro, vai nella sezione “Pensione” → “Cedolino della pensione”
          5. Seleziona il mese di interesse (aprile 2026) e scarica o visualizza il cedolino in formato PDF

          In alternativa, puoi richiedere il cedolino cartaceo tramite il Patronato o direttamente agli sportelli INPS della tua provincia, presentando documento d’identità e tessera sanitaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’accesso ai servizi MyINPS.

          Novità Importi Aprile 2026: Rivalutazione e Trattenute IRPEF

          Il cedolino pensione aprile 2026 importo riflette le variazioni entrate in vigore con la Legge di Bilancio 2026 e i conguagli applicati dall’INPS nei mesi precedenti. Ecco le principali voci che incidono sull’importo:

          Rivalutazione automatica 2026

          Le pensioni sono state rivalutate dal 1° gennaio 2026 sulla base del tasso di inflazione consuntivo 2025. La rivalutazione viene applicata in modo differenziato per fasce di importo:

          • Pensioni fino a 4 volte il minimo INPS: rivalutazione piena al 100%
          • Pensioni tra 4 e 5 volte il minimo: rivalutazione all’85%
          • Pensioni oltre 5 volte il minimo: rivalutazione progressivamente ridotta

          Trattenute IRPEF e addizionali

          L’INPS agisce come sostituto d’imposta per i pensionati e applica mensilmente le trattenute IRPEF sull’importo lordo della pensione. Ad aprile 2026, le ritenute tengono conto delle nuove aliquote IRPEF introdotte dalla riforma fiscale:

          • 23% per redditi fino a 28.000 euro annui
          • 35% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro annui
          • 43% per redditi oltre 50.000 euro annui

          Le addizionali regionali e comunali IRPEF vengono invece trattenute in rate mensili nel corso dell’anno, in base alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (o alla dichiarazione precompilata 730). Se nel 2025 hai presentato il 730 tramite il CAF, le addizionali dovute vengono già ripartite automaticamente.

          Differenze rispetto a Marzo 2026: Conguaglio e Addizionali

          Rispetto al cedolino pensione marzo 2026, il mese di aprile presenta alcune differenze che è utile conoscere per non sorprendersi dell’importo accreditato.

          Conguaglio fiscale di fine anno precedente

          A marzo 2026, molti pensionati hanno visto applicare il conguaglio fiscale relativo all’anno d’imposta 2025. Questo conguaglio può aver generato:

          • Trattenuta aggiuntiva (se le ritenute 2025 sono risultate insufficienti rispetto all’imposta dovuta)
          • Rimborso a credito (se le ritenute versate erano eccessive)

          Ad aprile, questo conguaglio è generalmente già stato applicato, quindi l’importo tende a stabilizzarsi. Per verificare i dettagli relativi alle pensioni e taglio IRPEF con arretrati applicati nei mesi precedenti, puoi consultare il nostro articolo dedicato.

          Addizionali regionali e comunali 2025 a rate

          Le addizionali regionali e comunali 2025 dovute in base al 730 o al Modello Redditi PF presentato l’anno scorso vengono trattenute mensilmente, di norma da marzo a novembre. Ad aprile vedrai quindi la seconda rata di queste addizionali nel tuo cedolino. L’importo varia in base alla regione e al comune di residenza.

          Arretrati pensione: eventuali conguagli INPS

          Se l’INPS ha effettuato revisioni di posizione o ha riconosciuto benefici pensionistici con decorrenza retroattiva, potrebbero comparire nel cedolino di aprile arretrati pensione. Questi importi vengono tassati separatamente con il regime della tassazione separata, che in genere risulta più conveniente della tassazione ordinaria. Per capire meglio i pagamenti INPS di aprile 2026 e tutte le prestazioni in pagamento questo mese, consulta il calendario completo INPS.

          Calendario Completo Pagamenti Pensioni Primo Semestre 2026

          Per pianificare al meglio le tue finanze, ecco il calendario completo dei pagamenti pensioni INPS per il primo semestre 2026, con le date di accredito su conto corrente e quelle per il ritiro allo sportello Poste Italiane:

          MeseAccredito su contoRitiro allo sportello Poste (primo giorno)
          Gennaio 20262 gennaio 20262 gennaio 2026 (A-B)
          Febbraio 20262 febbraio 20262 febbraio 2026 (A-B)
          Marzo 20261 marzo 2026 (domenica: 2 marzo)2 marzo 2026 (A-B)
          Aprile 20261 aprile 20262 aprile 2026 (A-B)
          Maggio 20264 maggio 2026 (1 maggio festivo)4 maggio 2026 (A-B)
          Giugno 20261 giugno 20262 giugno 2026 (A-B)

          Nota bene: quando il primo del mese cade di domenica o in un giorno festivo, il pagamento viene anticipato al giorno lavorativo precedente oppure posticipato al primo giorno lavorativo utile successivo, in base alle disposizioni INPS.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sul Cedolino Pensione Aprile 2026

          Quando viene accreditata la pensione di aprile 2026?

          La pensione di aprile 2026 viene accreditata il 1 aprile 2026 su conto corrente bancario o postale. Chi ritira in contanti alle Poste puo farlo a partire dal 2 aprile 2026, seguendo il calendario alfabetico per cognome.

          Dove posso scaricare il cedolino pensione aprile 2026?

          Il cedolino pensione aprile 2026 e disponibile sul portale MyINPS (myinps.inps.it), accessibile con SPID, CIE o CNS. Nella sezione Pensione trovi il cedolino mensile scaricabile in PDF. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF o al Patronato per assistenza.

          Perche l’importo della pensione di aprile e diverso da marzo?

          Le differenze tra marzo e aprile possono dipendere da: completamento del conguaglio fiscale 2025 applicato a marzo, variazione delle rate delle addizionali regionali e comunali, eventuali arretrati o conguagli INPS relativi alla posizione individuale.

          Come vengono calcolate le trattenute IRPEF sulla pensione?

          L’INPS applica mensilmente le ritenute IRPEF sull’importo lordo della pensione, agendo come sostituto d’imposta. Le aliquote sono: 23% fino a 28.000 euro, 35% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro annui. Le addizionali regionali e comunali si aggiungono in rate mensili.

          Cosa fare se il cedolino pensione di aprile non e corretto?

          Se riscontri un errore nel cedolino pensione aprile 2026, puoi presentare un reclamo all’INPS tramite il portale MyINPS oppure recarti a uno sportello INPS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti gratuitamente nella verifica e nella presentazione del reclamo.


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          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza qualificata per leggere il cedolino pensione, verificare le trattenute IRPEF, presentare il 730 come pensionato e gestire le pratiche di pensionamento. Il nostro Patronato ti supporta gratuitamente nei rapporti con l’INPS.

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            Settembre 18, 2026
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            Settembre 15, 2026
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            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 06:00:002026-09-30 08:01:54DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori Coordinati

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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-31 09:00:002026-05-31 16:54:38Cedolino Pensione Aprile 2026: Data Pagamento e Novità
            ETF e Investimento Passivo

            PAC in ETF: Vantaggi, Costi e Come Iniziare nel 2026

            Risparmio e Investimenti

            Combinare PAC ed ETF significa unire il meglio di due mondi: la disciplina dei versamenti periodici con i costi minimi degli ETF. Questa combinazione ha rivoluzionato il modo di investire per milioni di risparmiatori, rendendo accessibile una strategia che fino a pochi anni fa era riservata solo agli investitori istituzionali. In questa guida completa analizziamo i vantaggi del PAC in ETF, i costi reali delle diverse modalita di investimento, e come iniziare nel modo piu efficiente possibile.

            Se stai cercando un modo per investire con regolarita senza doverti preoccupare del market timing e vuoi minimizzare i costi, il PAC in ETF potrebbe essere la soluzione ideale. Ma attenzione: esistono due modalita molto diverse per costruire un PAC in ETF – il conto titoli e la polizza unit linked – e le differenze in termini di costi e fiscalita possono tradursi in migliaia di euro sul capitale finale. Vediamo nel dettaglio come orientarsi.

            Indice dei contenuti

            1. Cos’e un PAC in ETF
            2. Perche il PAC in ETF e Cosi Efficiente
            3. I Costi di un PAC in ETF: Analisi Dettagliata
            4. Vantaggi del PAC in ETF via Polizza
            5. Gli ETF Migliori per un PAC
            6. Come Iniziare un PAC in ETF
            7. Errori da Evitare con il PAC in ETF
            8. Domande Frequenti sul PAC in ETF

            Cos’e un PAC in ETF

            Un PAC in ETF e un Piano di Accumulo del Capitale che utilizza come sottostante gli Exchange Traded Funds, cioe fondi quotati in borsa che replicano passivamente un indice di mercato. A differenza dei fondi comuni tradizionali gestiti attivamente, gli ETF non cercano di battere il mercato ma si limitano a replicarne l’andamento, con costi di gestione drasticamente inferiori.

            Il meccanismo e semplice: ogni mese (o con altra periodicita) versi una somma fissa che viene utilizzata per acquistare quote di uno o piu ETF. Nel tempo accumuli un numero crescente di quote, e il valore del tuo investimento cresce grazie a due fattori: i versamenti periodici e l’eventuale rivalutazione del mercato.

            Le Due Modalita di PAC in ETF

            Esistono due modalita principali per costruire un PAC in ETF, e la scelta tra le due ha implicazioni importanti su costi, fiscalita e operativita:

            1. Conto titoli presso broker: apri un conto presso un intermediario finanziario (banca o broker online), imposti ordini ricorrenti di acquisto e gestisci tutto con il supporto del CAF. Hai il controllo totale ma anche tutte le responsabilita fiscali.

            2. Polizza unit linked (es. Avangarde): sottoscrivi una polizza assicurativa che investe in ETF. La compagnia gestisce acquisti e fiscalita, tu ti limiti a versare. Meno controllo diretto ma molti vantaggi in termini di semplicita e benefici fiscali.

            Entrambe le modalita sfruttano il meccanismo del Dollar Cost Averaging: acquistando a intervalli regolari, si ottiene un prezzo medio di carico che riduce l’impatto della volatilita. Per approfondire cos’e un ETF e come funziona, consulta la nostra guida completa sugli ETF: cosa sono e come funzionano.

            Perche il PAC in ETF e Cosi Efficiente

            Il PAC in ETF e considerato una delle strategie di investimento piu efficienti disponibili per il risparmiatore privato. I motivi sono molteplici e meritano un’analisi approfondita.

            Costi di Gestione Bassissimi

            Il principale vantaggio degli ETF rispetto ai fondi comuni tradizionali e il TER (Total Expense Ratio) drasticamente inferiore. Mentre un fondo attivo puo costare l’1,5-2,5% annuo, un ETF azionario globale costa tipicamente lo 0,10-0,30% annuo. Questa differenza, apparentemente piccola, ha un impatto enorme sul lungo periodo.

            Facciamo un calcolo: su un capitale medio di 50.000 euro per 20 anni, la differenza tra un TER dell’1,5% e uno dello 0,20% si traduce in circa 26.000 euro di costi risparmiati. Denaro che resta investito e continua a generare rendimenti.

            Diversificazione Globale Automatica

            Con un singolo ETF puoi investire in migliaia di aziende distribuite in tutto il mondo. Un ETF come l’MSCI World contiene oltre 1.500 titoli di 23 paesi sviluppati. Questa diversificazione riduce drasticamente il rischio specifico: anche se una singola azienda o un intero settore dovesse crollare, l’impatto sul tuo portafoglio sarebbe limitato.

            Dollar Cost Averaging Naturale

            Il PAC applica automaticamente la strategia del Dollar Cost Averaging: acquisti regolarmente indipendentemente dal prezzo di mercato. Quando i mercati scendono, compri piu quote con lo stesso importo; quando salgono, ne compri meno. Nel tempo, questo meccanismo abbassa il prezzo medio di carico e riduce il rischio di entrare nel momento sbagliato.

            Nessuna Decisione di Market Timing

            Il market timing – cioe il tentativo di prevedere i movimenti di mercato per comprare ai minimi e vendere ai massimi – e statisticamente impossibile da realizzare con costanza. Anche i gestori professionali faticano a battere sistematicamente gli indici. Con il PAC in ETF elimini completamente questo problema: investi con regolarita senza chiederti se e il momento giusto.

            Per approfondire perche l’investimento passivo funziona meglio nel lungo periodo, leggi la nostra guida su investimento passivo vs attivo.

            I Costi di un PAC in ETF: Analisi Dettagliata

            Per scegliere consapevolmente tra le diverse modalita di PAC in ETF, e fondamentale comprendere tutti i costi coinvolti. Analizziamo in dettaglio le due opzioni principali.

            Via Conto Titoli/Broker

            Quando costruisci un PAC in ETF con il supporto di un consulente attraverso un broker online o una banca, i costi da considerare sono:

            • TER dell’ETF: 0,10-0,30% annuo sul capitale investito. E il costo di gestione del fondo, prelevato automaticamente dal patrimonio dell’ETF.
            • Commissioni di acquisto: 1-5 euro per ogni ordine eseguito. Alcuni broker offrono piani di accumulo gratuiti su ETF selezionati, ma spesso con limitazioni.
            • Imposta di bollo: 0,2% annuo sul controvalore totale del deposito titoli, addebitata trimestralmente o annualmente.
            • Tassazione capital gain: 26% sulle plusvalenze realizzate. Nel regime amministrato, la banca preleva l’imposta ogni volta che vendi in guadagno.

            Via Polizza Unit Linked (Avangarde)

            Il PAC in ETF tramite polizza assicurativa ha una struttura di costi diversa:

            • TER dell’ETF: incluso nel prodotto, tipicamente 0,10-0,25% (Vanguard usa ETF propri a costi minimi).
            • Costi di gestione polizza: circa 1% annuo sul capitale. Include la gestione, le coperture assicurative e tutti i servizi.
            • Commissioni di acquisto: nessuna. I versamenti vengono investiti interamente senza commissioni per singolo ordine.
            • Imposta di bollo: nessuna. Le polizze vita sono esenti dall’imposta di bollo.
            • Tassazione: differita al riscatto (26% solo sulle plusvalenze, pagata solo quando ritiri).

            Tabella Confronto Costi: 100 euro/mese per 20 anni

            Per rendere il confronto concreto, simuliamo un PAC di 100 euro al mese per 20 anni con rendimento lordo del 6% annuo:

            Voce di costoConto TitoliPolizza Avangarde
            Versamenti totali24.000 euro24.000 euro
            TER ETF cumulato~1.200 euro~1.000 euro
            Commissioni acquisto~600 euro (2,50 euro x 240 ordini)0 euro
            Imposta bollo cumulata~1.400 euro0 euro
            Costi gestione polizza0 euro~4.000 euro
            Capitale lordo finale~46.200 euro~44.000 euro
            Tassazione capital gain~5.800 euro (pagata anno per anno)~5.200 euro (pagata solo a riscatto)
            CAPITALE NETTO FINALE~40.400 euro~38.800 euro

            Nota importante: questi calcoli sono semplificati. La differenza fondamentale e che nel conto titoli la tassazione annuale riduce il capitale che lavora per te, mentre nella polizza il capitale cresce al lordo fino al riscatto. Su orizzonti molto lunghi (25-30 anni), l’effetto della fiscalita differita puo invertire il risultato a favore della polizza. Per approfondire la tassazione PAC e i vantaggi fiscali, consulta la nostra guida dedicata.

            Vantaggi del PAC in ETF via Polizza (Avangarde)

            Oltre alla struttura di costi, il PAC in ETF tramite polizza offre una serie di vantaggi che vanno ben oltre il mero aspetto economico.

            Fiscalita Differita: Il Capitale Lavora al Lordo

            Il vantaggio fiscale piu significativo e la tassazione differita. Nel conto titoli, ogni volta che il fondo distribuisce dividendi o tu realizzi plusvalenze, paghi subito il 26%. Nella polizza, invece, non paghi nulla fino al momento del riscatto.

            Questo significa che il 100% dei tuoi rendimenti resta investito e continua a generare altri rendimenti – il famoso interesse composto. Su 20-30 anni, la differenza puo essere di migliaia di euro.

            Nessuna Dichiarazione dei Redditi per Capital Gain

            Con il conto titoli in regime dichiarativo (quello che usano molti broker esteri), devi compilare il Quadro RW e calcolare le imposte da pagare. Con la polizza, la compagnia agisce da sostituto d’imposta: preleva automaticamente quanto dovuto al riscatto e tu non devi fare nulla.

            Impignorabilita e Insequestrabilita

            Le polizze vita godono, per legge (art. 1923 Codice Civile), di protezione dai creditori. Il capitale investito non puo essere aggredito in caso di problemi finanziari personali, fallimento di attivita, o procedimenti esecutivi. Questa tutela e particolarmente importante per imprenditori e liberi professionisti.

            Protezione Successoria

            In caso di decesso, il capitale della polizza viene liquidato direttamente ai beneficiari designati, fuori dall’asse ereditario. Questo significa niente imposta di successione, niente tempi di attesa per la divisione dell’eredita, niente quote di legittima da rispettare sulla componente assicurativa.

            Esempio Numerico: Quanto Risparmi in 20 Anni

            Consideriamo un PAC di 250 euro al mese per 20 anni (versamenti totali: 60.000 euro) con rendimento lordo del 7% annuo:

            • Conto titoli (tassazione annuale): capitale finale netto ~115.000 euro
            • Polizza Avangarde (fiscalita differita): capitale finale netto ~122.000 euro
            • Differenza a favore della polizza: circa 7.000 euro

            Il vantaggio aumenta con l’orizzonte temporale e con rendimenti piu alti, perche l’effetto composto della fiscalita differita diventa sempre piu significativo.

            Gli ETF Migliori per un PAC

            Non tutti gli ETF sono adatti per un Piano di Accumulo. Per un PAC efficiente, servono strumenti con elevata diversificazione, bassi costi e alta liquidita. Ecco le scelte piu indicate.

            MSCI World: Diversificazione Globale

            L’indice MSCI World e il riferimento per eccellenza dell’investimento azionario globale. Comprende oltre 1.500 aziende large e mid cap di 23 paesi sviluppati (USA, Europa, Giappone, Australia, etc.). Con un singolo ETF MSCI World ottieni esposizione a tutto il mondo sviluppato.

            ETF consigliati:

            • iShares Core MSCI World (SWDA) – TER 0,20%
            • Vanguard FTSE Developed World (VGVF) – TER 0,12%
            • Xtrackers MSCI World (XDWD) – TER 0,19%

            Vanguard LifeStrategy: Portafogli Bilanciati

            I Vanguard LifeStrategy sono ETF all-in-one che combinano azioni e obbligazioni in proporzioni fisse. Esistono in quattro versioni: 20%, 40%, 60% e 80% azionario. Sono perfetti per chi vuole una soluzione semplice senza dover gestire il bilanciamento del portafoglio.

            Caratteristiche:

            • Ribilanciamento automatico incluso
            • TER 0,25% per tutte le versioni
            • Diversificazione globale azioni + obbligazioni
            • Ideali per PAC set and forget

            MSCI ACWI: World + Emergenti

            L’MSCI ACWI (All Country World Index) e la versione completa del World: include sia i paesi sviluppati che quelli emergenti (Cina, India, Brasile, etc.). Con circa 3.000 titoli, offre la massima diversificazione geografica possibile in un singolo strumento.

            ETF consigliati:

            • iShares MSCI ACWI (SSAC) – TER 0,20%
            • Vanguard FTSE All-World (VWCE) – TER 0,22%

            Global Aggregate Bond: Componente Obbligazionaria

            Per chi desidera un portafoglio bilanciato, la componente obbligazionaria e essenziale. Il Global Aggregate Bond e l’indice di riferimento per le obbligazioni investment grade mondiali.

            ETF consigliati:

            • iShares Core Global Aggregate Bond (AGGH) – TER 0,10%
            • Vanguard Global Aggregate Bond (VAGF) – TER 0,10%

            Come Iniziare un PAC in ETF

            Vediamo concretamente come attivare un PAC in ETF nelle due modalita disponibili, con pro e contro di ciascuna.

            Opzione 1: Conto Titoli

            Procedura:

            1. Aprire un conto presso un broker (Directa, Fineco, Degiro, Interactive Brokers, etc.)
            2. Completare la profilatura MiFID per verificare la tua esperienza e propensione al rischio
            3. Scegliere gli ETF su cui investire
            4. Impostare ordini ricorrenti (non tutti i broker lo permettono)
            5. Gestire la fiscalita con il supporto del CAF (regime dichiarativo) o tramite la banca (regime amministrato)

            Pro:

            • Controllo totale su scelta degli ETF e tempistiche
            • Possibilita di compensare minusvalenze con plusvalenze
            • Costi potenzialmente piu bassi (dipende dal broker)

            Contro:

            • Devi gestire tutto tu (fiscalita, ribilanciamenti, reinvestimento dividendi)
            • Tassazione annuale sui dividendi e capital gain realizzati
            • Imposta di bollo 0,2% annuo
            • Nessuna protezione patrimoniale

            Opzione 2: Polizza Avangarde (Consigliata)

            Procedura:

            1. Richiedi una consulenza al CAF Centro Fiscale (gratuita, anche online)
            2. Analisi del profilo: orizzonte temporale, obiettivi, tolleranza al rischio
            3. Scelta dell’allocazione: 50%, 70% o 90% equity
            4. Sottoscrizione online con firma digitale remota
            5. Attivazione addebito automatico: da 100 euro/mese in su

            Pro:

            • Zero pensieri fiscali (la compagnia gestisce tutto)
            • Fiscalita differita (paghi le tasse solo a riscatto)
            • Nessuna imposta di bollo
            • Protezione patrimoniale (impignorabilita)
            • Vantaggi successori
            • Assistenza consulente dedicato

            Contro:

            • Costi di gestione polizza (~1% annuo)
            • Meno flessibilita nella scelta degli ETF specifici
            • Versamento minimo 100 euro/mese

            Errori da Evitare con il PAC in ETF

            Anche lo strumento piu efficiente puo essere vanificato da comportamenti sbagliati. Ecco gli errori piu comuni da evitare.

            Scegliere ETF Troppo di Nicchia

            ETF tematici su settori specifici (idrogeno, cannabis, metaverso, etc.) possono sembrare allettanti, ma sono estremamente volatili e inadatti per un PAC. Il PAC funziona con strumenti diversificati che permettono di mediare i prezzi nel tempo. Con un ETF di nicchia, rischi di accumulare quote di un settore che potrebbe non riprendersi mai.

            Regola: per il PAC, scegli sempre ETF ampiamente diversificati (MSCI World, All World, LifeStrategy).

            Cambiare ETF Troppo Spesso

            La tentazione di inseguire la performance porta molti investitori a cambiare continuamente strumento, vendendo quello che ha reso poco per comprare quello che ha reso tanto. Questo comportamento e controproducente: quando un ETF ha gia corso, spesso e troppo tardi per beneficiarne.

            Regola: scegli un ETF solido e mantienilo per tutta la durata del PAC. I cambiamenti dovrebbero essere eccezioni, non la norma.

            Guardare i Rendimenti Ogni Giorno

            Controllare quotidianamente l’andamento del proprio investimento genera ansia inutile e induce a prendere decisioni emotive. I mercati oscillano continuamente: vedere -3% un giorno e +2% il giorno dopo non significa nulla sul lungo periodo.

            Regola: controlla il tuo PAC al massimo una volta al mese, meglio ancora una volta ogni trimestre.

            Sospendere Quando il Mercato Scende

            Questo e l’errore piu grave e piu comune. Quando i mercati crollano, l’istinto dice di fermarsi per non perdere altri soldi. In realta, i ribassi sono il momento migliore per accumulare: compri piu quote con lo stesso importo, abbassando il prezzo medio di carico.

            Regola: durante i ribassi, non solo continua a versare, ma se puoi aumenta l’importo. E esattamente in quei momenti che il PAC lavora meglio.

            Per una guida completa sugli errori da evitare, consulta il nostro articolo sugli errori comuni nel PAC.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sul PAC in ETF

            Quanto rende un PAC in ETF?

            Il rendimento dipende dagli ETF scelti e dall’andamento dei mercati. Storicamente, un ETF azionario globale (MSCI World) ha reso in media il 7-8% annuo lordo nel lungo periodo. Tuttavia, i rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. Il PAC in ETF non promette rendimenti certi, ma offre un metodo efficiente per partecipare alla crescita dei mercati globali minimizzando i costi.

            Posso perdere tutto con gli ETF?

            E tecnicamente possibile ma estremamente improbabile con ETF diversificati. Per perdere tutto con un MSCI World, dovrebbero fallire contemporaneamente le 1.500 piu grandi aziende di 23 paesi – uno scenario apocalittico. Il rischio reale e la volatilita: il valore puo scendere temporaneamente anche del 30-40% durante le crisi, ma storicamente ha sempre recuperato. Il PAC, grazie al Dollar Cost Averaging, riduce l’impatto di questi ribassi.

            Meglio ETF azionario o bilanciato?

            Dipende dall’orizzonte temporale e dalla tolleranza al rischio. Per orizzonti superiori a 15 anni e buona tolleranza alla volatilita, l’ETF 100% azionario offre il maggior potenziale di crescita. Per chi ha orizzonti piu brevi o preferisce oscillazioni minori, un ETF bilanciato (es. LifeStrategy 60 o 80) offre un compromesso tra crescita e stabilita.

            Quando posso ritirare?

            Puoi ritirare in qualsiasi momento, sia parzialmente che totalmente. Con il conto titoli, vendi le quote e il denaro e disponibile in pochi giorni. Con la polizza Avangarde, richiedi il riscatto e ricevi il capitale entro 30 giorni. Non ci sono vincoli temporali obbligatori, ma e consigliato un orizzonte minimo di 10 anni per beneficiare appieno del meccanismo del PAC.

            E meglio il broker o la polizza?

            La risposta dipende dal tuo profilo. Il broker e preferibile se: vuoi controllo totale, hai competenze finanziarie e fiscali, hai minusvalenze da compensare, preferisci gestire tutto con il supporto del CAF. La polizza e preferibile se: vuoi semplicita e zero pensieri, apprezzi la fiscalita differita, desideri protezione patrimoniale, preferisci essere seguito da un consulente. Per orizzonti molto lunghi (20+ anni), la polizza tende a diventare piu conveniente grazie alla fiscalita differita.

            Quali documenti servono per iniziare?

            Per entrambe le modalita servono: documento di identita valido, codice fiscale, IBAN per l’addebito automatico. Per la polizza, potrebbe essere richiesto anche un breve questionario sulla salute (non comporta visita medica). La sottoscrizione avviene interamente online con firma digitale remota.

            Inizia il Tuo PAC in ETF con la Semplicita di una Polizza

            Il PAC in ETF rappresenta una delle strategie di investimento piu efficienti disponibili oggi: unisce i bassissimi costi degli ETF con la disciplina del versamento periodico e, nella versione polizza, aggiunge i vantaggi della fiscalita differita e della protezione patrimoniale.

            Che tu scelga il percorso autonomo con conto titoli o la comodita della polizza Avangarde, l’importante e iniziare. Il tempo e il miglior alleato di un piano di accumulo: prima cominci, piu il tuo capitale avra modo di crescere grazie all’interesse composto.

            Non serve essere esperti di finanza, non serve indovinare il momento giusto per investire, non servono grandi capitali. Serve solo la costanza di versare regolarmente e la pazienza di lasciare lavorare il tempo.

            Vuoi iniziare il tuo PAC in ETF?

            Tutto online, firma digitale, da 100 euro al mese.
            Il CAF Centro Fiscale ti guida nella scelta della soluzione piu adatta.

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              Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Risparmio-e-Investimenti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-31 09:00:002026-05-31 18:07:19PAC in ETF: Vantaggi, Costi e Come Iniziare nel 2026
              Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

              Partita IVA Medico 2026: Guida Completa Regime Forfettario e ENPAM

              regime forfettario partita iva


              Indice dei contenuti

              1. La Libera Professione Medica in Italia
              2. Requisiti per Aprire Partita IVA da Medico
              3. Come Aprire la Partita IVA: Procedura e Codici ATECO
              4. Regime Forfettario 2026 per Medici
              5. Contributi ENPAM: Quota A, B e C
              6. Calcolo Guadagno Netto: 3 Esempi Pratici
              7. Come Fatturare da Medico: Esenzione IVA
              8. ALPI: Libera Professione Intramuraria
              9. Adempimenti Fiscali e Scadenze
              10. Domande Frequenti

              Aprire partita IVA da medico nel 2026 significa accedere alla libera professione sanitaria con opportunità di guadagno e autonomia, ma anche con obblighi fiscali e previdenziali specifici. Che tu sia un medico di medicina generale, uno specialista ambulatoriale o un professionista che affianca l’attività ospedaliera con l’ALPI (Attività Libero Professionale Intramuraria), questa guida completa ti spiega tutto ciò che devi sapere.

              In questa guida approfondiamo:

              • I requisiti necessari per aprire partita IVA medico
              • La procedura di apertura e i codici ATECO corretti
              • Il regime forfettario 2026: limiti, aliquote e convenienza
              • I contributi ENPAM obbligatori (Quota A, B e C)
              • 3 esempi pratici di calcolo del guadagno netto
              • Come gestire la fatturazione con esenzione IVA
              • La compatibilità con l’ALPI

              La libera professione medica in Italia offre diverse modalità di esercizio: dal medico di base convenzionato al medico specialista che opera in strutture private, fino al professionista che esercita in regime di intramoenia all’interno di ospedali pubblici. Ogni tipologia ha caratteristiche fiscali e previdenziali specifiche.

              La Libera Professione Medica in Italia

              La partita IVA medico consente di esercitare la professione in modo autonomo, senza vincoli di subordinazione. Le principali forme di esercizio della libera professione medica sono:

              Tipologie di Libera Professione Medica

              TipologiaDescrizioneCodice ATECO
              Medico di Medicina Generale (MMG)Medico di base convenzionato con SSN, può esercitare anche attività libero-professionale86.21.00
              Medico SpecialistaSpecialista ambulatoriale (cardiologo, dermatologo, ortopedico, ecc.)86.22.09
              ALPI (Intramoenia)Attività libero-professionale intramuraria in strutture pubbliche86.22.09
              Medico ChirurgoAttività chirurgica in cliniche private o intramoenia86.22.09

              La scelta di aprire la partita IVA medico offre diversi vantaggi:

              • Autonomia professionale: scelta dei pazienti, orari flessibili, tariffe personalizzate
              • Opportunità di guadagno: possibilità di superare i limiti di reddito del lavoro dipendente
              • Regime fiscale agevolato: accesso al regime forfettario con aliquota 5% o 15%
              • Compatibilità con lavoro dipendente: possibile affiancare ALPI o attività ospedaliera

              Tuttavia, la libera professione comporta anche responsabilità: obbligo di iscrizione all’ENPAM, gestione della fatturazione elettronica, adempimenti fiscali e previdenziali, stipula di polizza RC professionale.

              Requisiti per Aprire Partita IVA da Medico

              Per aprire la partita IVA medico nel 2026 è necessario soddisfare requisiti formativi, professionali e assicurativi specifici. Vediamoli nel dettaglio.

              Requisiti Obbligatori

              RequisitoDescrizioneEnte/Riferimento
              Laurea in Medicina e ChirurgiaCorso di laurea magistrale (6 anni) o vecchio ordinamentoUniversità
              Abilitazione professionaleSuperamento Esame di Stato per l’abilitazione alla professione medicaUniversità/MIUR
              Iscrizione Albo MediciIscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) provincialeOMCeO
              Assicurazione RC ProfessionalePolizza responsabilità civile professionale obbligatoria (Legge Gelli)Compagnia assicurativa
              Specializzazione (per specialisti)Diploma di specializzazione post-laurea (4-5 anni) se si opera come specialistaScuola Specializzazione

              Assicurazione RC Professionale: Cosa Sapere

              La Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017) ha reso obbligatoria la polizza RC professionale per tutti i medici che esercitano la libera professione. Questa assicurazione copre i danni derivanti da errori medici o negligenza professionale.

              Caratteristiche della polizza:

              • Massimale minimo: varia da 1 milione a 5 milioni di euro a seconda della specializzazione
              • Costo annuale: da 500 euro (medicina generale) a 5.000-10.000 euro (chirurgia, ostetricia)
              • Retroattività: importante verificare la copertura di eventi pregressi
              • Estensione territoriale: Italia o estero, a seconda dell’attività

              La polizza deve essere attiva prima di iniziare l’attività libero-professionale e va rinnovata annualmente.

              Come Aprire la Partita IVA: Procedura e Codici ATECO

              L’apertura della partita IVA medico avviene tramite la presentazione del Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. La procedura può essere svolta online o tramite un CAF.

              Procedura di Apertura: Step by Step

              1. Compilazione Modello AA9/12: modulo di inizio attività per liberi professionisti
              2. Scelta codice ATECO: 86.21.00 (MMG) o 86.22.09 (specialisti)
              3. Scelta regime fiscale: forfettario o ordinario
              4. Invio telematico: tramite portale Agenzia Entrate o tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista)
              5. Iscrizione ENPAM: entro 90 giorni dall’apertura partita IVA
              6. Attivazione fatturazione elettronica: obbligatoria dal 1° gennaio 2024

              Codici ATECO per Medici 2026

              Il codice ATECO identifica l’attività svolta e determina il trattamento fiscale e previdenziale. Per i medici, i codici principali sono:

              Codice ATECODescrizioneCoefficiente Forfettario
              86.21.00Servizi degli studi medici di medicina generale (MMG)78%
              86.22.09Attività dei medici specialisti (cardiologi, ortopedici, dermatologi, ecc.)78%
              86.90.29Altre attività paramediche indipendenti (se attività integrative)78%

              Il coefficiente di redditività del 78% significa che, ai fini fiscali, il reddito imponibile è pari al 78% dei ricavi incassati. Ad esempio, con ricavi di 50.000 euro, il reddito imponibile è 39.000 euro (50.000 x 78%).

              Documenti Necessari per l’Apertura

              • Copia documento d’identità e codice fiscale
              • Attestato di laurea in Medicina e Chirurgia
              • Certificato di abilitazione professionale
              • Certificato iscrizione Albo Medici (OMCeO)
              • Polizza RC professionale attiva
              • Eventuale certificato di specializzazione (per specialisti)

              Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutta la pratica di apertura, dalla compilazione del modello alla comunicazione ENPAM, garantendo correttezza e velocità.

              Regime Forfettario 2026 per Medici

              Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più conveniente per i medici in libera professione, con aliquota 5% per le nuove partite IVA o 15% a regime.

              Requisiti Regime Forfettario 2026

              Per accedere al regime forfettario medico, è necessario rispettare questi limiti:

              RequisitoLimite 2026
              Ricavi annuiMassimo 85.000 euro
              Spese per dipendenti/collaboratoriMassimo 20.000 euro lordi annui
              Beni strumentaliValore complessivo massimo 20.000 euro
              Partecipazioni in SRLVietate se socio di maggioranza o amministratore

              Aliquote Fiscali: 5% vs 15%

              Il regime forfettario prevede due aliquote:

              • Aliquota 5% (regime startup): per i primi 5 anni di attività, se:
                • Non hai esercitato attività d’impresa/professionale nei 3 anni precedenti
                • L’attività non costituisce mera prosecuzione di attività precedente
                • Non rilevi attività già avviata (studio medico, ambulatorio)
              • Aliquota 15%: aliquota ordinaria del regime forfettario, applicata dal 6° anno o se non si rispettano i requisiti per il 5%

              Il regime forfettario consente un risparmio fiscale di oltre 6.000 euro all’anno rispetto al regime ordinario.

              Contributi ENPAM: Quota A, B e C

              Tutti i medici in libera professione con partita IVA devono iscriversi all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici) e versare i contributi obbligatori.

              Struttura Contributiva ENPAM 2026

              Il sistema contributivo ENPAM si articola in tre quote:

              QuotaDescrizioneImporto/Aliquota 2026
              Quota AContributo soggettivo fisso, obbligatorio per tutti3.838 euro annui (fisso)
              Quota BContributo proporzionale al reddito professionale netto19,5% del reddito netto
              Quota CContributo integrativo per medici specialisti ambulatoriali2% del fatturato lordo

              La Quota A ENPAM è un contributo fisso di 3.838 euro annui, dovuto da tutti i medici iscritti. La Quota B ENPAM è pari al 19,5% del reddito netto professionale. Per i medici in regime forfettario, si calcola: Quota B = (Ricavi x 78%) x 19,5%.

              La Quota C del 2% è dovuta solo dai medici specialisti ambulatoriali in convenzione SSN e va addebitata in fattura al committente.

              Esempio Pratico Contributi ENPAM

              Medico specialista con ricavi annui di 70.000 euro:

              ContributoCalcoloImporto
              Quota A (fisso)Fisso3.838 euro
              Quota B (19,5%)(70.000 x 78%) x 19,5%10.647 euro
              Quota C (2%)*70.000 x 2%1.400 euro
              Totale ENPAM15.885 euro

              *Solo se specialista ambulatoriale in convenzione SSN

              Calcolo Guadagno Netto: 3 Esempi Pratici

              Vediamo ora 3 esempi realistici di calcolo del guadagno netto per un medico in regime forfettario, considerando imposte e contributi ENPAM.

              Esempio 1: Medico Neo-Laureato (Aliquota 5%)

              Profilo: Medico di medicina generale, primo anno di attività, regime forfettario startup al 5%.

              Ricavi annui: 40.000 euro

              VoceCalcoloImporto
              Ricavi lordi40.000 euro
              Reddito imponibile (78%)40.000 x 78%31.200 euro
              IRPEF sostitutiva 5%31.200 x 5%-1.560 euro
              Quota A ENPAMFisso-3.838 euro
              Quota B ENPAM31.200 x 19,5%-6.084 euro
              Totale oneri-11.482 euro
              GUADAGNO NETTO40.000 – 11.48228.518 euro
              Netto mensile28.518 / 122.376 euro/mese

              Incidenza fiscale/previdenziale: 28,7% del fatturato lordo

              Esempio 2: Medico Specialista (Aliquota 15%)

              Profilo: Medico specialista ambulatoriale (cardiologo), 7° anno di attività, regime forfettario al 15%.

              Ricavi annui: 70.000 euro

              VoceCalcoloImporto
              Ricavi lordi70.000 euro
              Reddito imponibile (78%)70.000 x 78%54.600 euro
              IRPEF sostitutiva 15%54.600 x 15%-8.190 euro
              Quota A ENPAMFisso-3.838 euro
              Quota B ENPAM54.600 x 19,5%-10.647 euro
              Quota C ENPAM70.000 x 2%-1.400 euro
              Totale oneri-24.075 euro
              GUADAGNO NETTO70.000 – 24.07545.925 euro
              Netto mensile45.925 / 123.827 euro/mese

              Incidenza fiscale/previdenziale: 34,4% del fatturato lordo

              Esempio 3: Medico al Limite Forfettario

              Profilo: Medico specialista (dermatologo), opera in studio privato e ALPI, regime forfettario al 15%.

              Ricavi annui: 85.000 euro (limite massimo forfettario)

              VoceCalcoloImporto
              Ricavi lordi85.000 euro
              Reddito imponibile (78%)85.000 x 78%66.300 euro
              IRPEF sostitutiva 15%66.300 x 15%-9.945 euro
              Quota A ENPAMFisso-3.838 euro
              Quota B ENPAM66.300 x 19,5%-12.929 euro
              Totale oneri-26.712 euro
              GUADAGNO NETTO85.000 – 26.71258.288 euro
              Netto mensile58.288 / 124.857 euro/mese

              Incidenza fiscale/previdenziale: 31,4% del fatturato lordo

              Nota: i calcoli non includono le spese vive sostenute (affitto studio, segretaria, strumentazione, assicurazione RC, ECM).

              Come Fatturare da Medico: Esenzione IVA

              La fatturazione medica gode di un’importante agevolazione: l’esenzione IVA prevista dall’art. 10 del DPR 633/72. Le prestazioni sanitarie rese da medici sono esenti IVA.

              Cosa significa in pratica:

              • Non addebiti IVA al paziente
              • Non devi versare IVA all’Agenzia Entrate
              • In fattura: “Operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72”

              Contributo ENPAM in Fattura

              Nelle fatture verso strutture sanitarie, è obbligatorio indicare il contributo integrativo ENPAM del 2% (Quota C). Dal 1° gennaio 2024, anche i medici in regime forfettario devono emettere fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio.

              ALPI: Libera Professione Intramuraria

              L’ALPI consente ai medici dipendenti del SSN di esercitare la libera professione all’interno delle strutture pubbliche, percependo compensi aggiuntivi.

              Per esercitare l’ALPI allargata, è necessario aprire la partita IVA medico. I compensi ALPI sono compatibili con il regime forfettario e concorrono al limite di 85.000 euro annui. L’ALPI consente di aumentare significativamente il reddito mantenendo la stabilità del lavoro dipendente pubblico.

              Adempimenti Fiscali e Scadenze

              I medici con partita IVA devono rispettare scadenze precise:

              • 31 gennaio: Quota A ENPAM (1ª rata)
              • 31 maggio: Quota A ENPAM (2ª rata)
              • 30 giugno: Acconto IRPEF
              • 31 luglio: Quota B ENPAM (acconto)
              • 30 settembre: Quota A ENPAM (3ª rata)
              • 30 novembre: Saldo Quota A+B ENPAM
              • 15 ottobre: Dichiarazione Redditi

              I medici devono assolvere l’obbligo di ECM: 150 crediti triennali (50 all’anno). Il CAF Centro Fiscale si occupa della compilazione e invio della dichiarazione.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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              Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta.

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              Domande Frequenti sulla Partita IVA Medico

              1. Quanto costa aprire partita IVA da medico?

              L’apertura è gratuita se fatta autonomamente. Tramite CAF il costo varia da 100 a 300 euro.

              2. Posso aprire partita IVA se sono dipendente ospedaliero?

              Sì, è compatibile con il lavoro dipendente per esercitare l’ALPI allargata.

              3. Conviene il regime forfettario?

              Sì, il risparmio può arrivare a 6.000-10.000 euro all’anno rispetto al regime ordinario.

              4. Come si calcolano i contributi ENPAM?

              Quota A: 3.838 euro fissi. Quota B: 19,5% del reddito netto. Quota C: 2% fatturato (solo specialisti).

              5. Le prestazioni mediche sono esenti IVA?

              Sì, ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72.

              6. Devo emettere fattura elettronica?

              Sì, dal 1° gennaio 2024 è obbligatoria.

              7. Cosa succede se supero 85.000 euro?

              Esci dal regime forfettario e passi al regime ordinario dall’anno successivo.

              8. Quanto guadagna un medico con partita IVA?

              • 40.000 euro ricavi: netto ~28.500 euro/anno (2.375 euro/mese)
              • 70.000 euro ricavi: netto ~45.900 euro/anno (3.825 euro/mese)
              • 85.000 euro ricavi: netto ~58.300 euro/anno (4.860 euro/mese)

              Conclusione: Apri la Tua Partita IVA Medico con il CAF

              Aprire la partita IVA medico è il primo passo verso l’autonomia professionale. Che tu sia un medico di medicina generale, uno specialista ambulatoriale o un professionista che esercita l’ALPI, il regime forfettario offre vantaggi fiscali significativi.

              Hai bisogno di assistenza per aprire la partita IVA medico o per la gestione fiscale e previdenziale? Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza ai professionisti sanitari, sia in ufficio che online in tutta Italia.

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              • Telefono: 0432 504432
              • WhatsApp: 366 6018121
              • Servizio disponibile: in ufficio a Udine e online in tutta Italia

              Affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale per gestire con serenità la tua attività libero-professionale medica.

              Hai bisogno di assistenza?

              Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

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              Stima del tuo netto annuo in forfettario (medici)

              Cosa potresti portare a casa al netto di tasse e contributi ENPAM, con coefficiente di redditività al 78% e aliquota IRPEF al 15% (scendere al 5% nei primi 5 anni se sei in startup):

              Ricavi annuiImponibile (78%)Contributi ENPAMIRPEF 15%Netto stimato
              25.000 euro19.500 euro3.802 euro2.355 euro18.843 euro
              50.000 euro39.000 euro7.605 euro4.709 euro37.686 euro
              80.000 euro62.400 euro12.168 euro7.535 euro60.297 euro
              Stime semplificate basate su contributi ENPAM. Valori puramente indicativi: il tuo netto reale dipende da deduzioni, anzianità contributiva, redditi extra e altri fattori. Per una simulazione esatta richiedi un preventivo personalizzato.

              Errori comuni nel forfettario per medici

              Dopo aver assistito centinaia di medici in regime forfettario al CAF Centro Fiscale, ecco gli sbagli che vediamo ripetersi più spesso. Conoscerli ti aiuta a evitarli:

              • Confondere Quota A ENPAM (fissa, obbligatoria) con Quota B (variabile sul reddito libero professionale)
              • Dimenticare la trasmissione Sistema TS entro fine mese successivo (sanzione 100 euro/prestazione)
              • Errore su intramoenia ALPI: redditi NON forfettizzabili (vanno in ordinario nel quadro RT)
              • Trascurare la causa ostativa 35.000 euro redditi dipendenti (rilevante per medici dipendenti SSN che fanno anche libera professione)
              • Confondere fattura medica esente IVA art. 10 n.18 (prestazione terapeutica) con prestazione estetica (NON esente)
              • Non opporsi correttamente al Sistema TS solo quando paziente lo richiede formalmente
              • Calcolare contributi previdenziali su reddito ‘forfettizzato’ invece che sul reddito imponibile reale (errore frequente)

              Simulazione personalizzata gratuita per medici

              Vuoi sapere esattamente quanto pagheresti di tasse e contributi ENPAM nel tuo caso specifico? Il CAF Centro Fiscale prepara una simulazione personalizzata gratuita sulla base dei tuoi ricavi, della tua situazione previdenziale e dell’anno fiscale corrente — pensata su misura per i medici in regime forfettario.

              Cosa ricevi nella simulazione:

              • Stima del netto annuo nel forfettario applicabile al tuo caso
              • Confronto con il regime ordinario (semplificato + IRAP se applicabile)
              • Calcolo contributi ENPAM sulla tua fascia di reddito reale
              • Verifica cause ostative L. 207/2024 (soglia 35k redditi dipendenti)
              • Indicazioni operative su fatturazione, marche da bollo e Sistema TS (se applicabile)

              Richiedi la tua simulazione personalizzata →

              Servizio gratuito, senza impegno. Risposta del nostro team entro 1 giorno lavorativo.

              Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-31 09:00:002026-09-27 00:06:47Partita IVA Medico 2026: Guida Completa Regime Forfettario e ENPAM
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