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Tag Archivio per: rimborso 730

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

Pensione 2026 INPS

Il pagamento delle pensioni di settembre 2026 arriva puntuale il 1° settembre, che nel 2026 cade di martedì: un giorno bancabile a tutti gli effetti. Questo significa che chi riceve la pensione su conto corrente bancario o postale vedrà l’accredito direttamente il martedì 1° settembre 2026, senza anticipi né ritardi. Anche chi ritira allo sportello di Poste Italiane potrà iniziare dal 1° settembre, seguendo il consueto calendario alfabetico per cognome. In questa guida completa trovi tutte le date di accredito, gli importi aggiornati con la rivalutazione pensioni 2026, le eventuali trattenute IRPEF dal modello 730, il rimborso 730 e le istruzioni per consultare il cedolino pensione su MyINPS.

Indice dei contenuti

  1. Data Accredito Pensione Settembre 2026
  2. Calendario Ritiro Poste Italiane Settembre 2026
  3. Importi Pensioni Settembre 2026 con Rivalutazione
  4. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Settembre 2026
  5. Trattenute IRPEF e Conguagli su Pensione Settembre 2026
  6. Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve a Settembre
  7. Come Consultare il Cedolino Pensione Settembre 2026
  8. Domande Frequenti

Data Accredito Pensione Settembre 2026: Quando Arriva

La data ufficiale di pagamento delle pensioni di settembre 2026 è il 1° settembre 2026, come previsto dal calendario INPS che fissa l’accredito al primo giorno bancabile del mese. Poiché il 1° settembre 2026 cade di martedì, giorno lavorativo a tutti gli effetti, non ci sono anticipi: il pagamento avviene regolarmente nella data prevista.

Ecco nel dettaglio le date di accredito in base al canale di riscossione:

  • Conto corrente bancario: accredito il martedì 1° settembre 2026
  • Conto corrente postale (BancoPosta): accredito il martedì 1° settembre 2026
  • Libretto postale: accredito il martedì 1° settembre 2026
  • Carta Postepay Evolution: accredito il martedì 1° settembre 2026
  • Ritiro in contanti allo sportello Poste: dal martedì 1° settembre 2026 secondo calendario alfabetico

Chi ha la pensione accreditata direttamente su conto corrente, sia bancario che postale, potrà disporre della somma già dalla mattina del 1° settembre. È importante verificare sempre il proprio estratto conto, poiché in rari casi l’accredito potrebbe avvenire con qualche ora di ritardo a causa dei tempi tecnici interbancari.

Calendario Ritiro Poste Italiane Settembre 2026

I pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello di Poste Italiane devono seguire il calendario alfabetico stabilito per evitare assembramenti. Il ritiro del pagamento pensioni settembre 2026 inizia direttamente martedì 1° settembre, poiché il primo del mese cade in un giorno feriale.

Ecco il calendario alfabetico di settembre 2026 per il ritiro allo sportello:

GiornoDataCognomi dalla lettera
Martedì1 settembre 2026A – B
Mercoledì2 settembre 2026C – D
Giovedì3 settembre 2026E – K
Venerdì4 settembre 2026L – O
Sabato5 settembre 2026P – R
Lunedì7 settembre 2026S – Z

Ricorda che il calendario è indicativo e puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato alla tua iniziale del cognome. Il calendario serve solo a evitare code eccessive e garantire un servizio più ordinato agli sportelli. Se non riesci a presentarti nel giorno previsto, puoi recarti in ufficio postale in qualsiasi giorno lavorativo successivo, entro la fine del mese.

Importi Pensioni Settembre 2026 con Rivalutazione

Gli importi delle pensioni di settembre 2026 includono la rivalutazione ISTAT applicata a partire da gennaio 2026. La perequazione automatica, ovvero l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, segue il meccanismo stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 con aliquote differenziate in base all’importo della pensione.

Ecco le fasce di rivalutazione applicate nel 2026 in base al trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a 603,40 euro mensili):

Fascia di pensioneImporto mensileRivalutazione 2026
Fino a 4 volte il minimoFino a 2.413,60 euro100% dell’indice ISTAT
Da 4 a 5 volte il minimoDa 2.413,61 a 3.017,00 euro90% dell’indice ISTAT
Da 5 a 6 volte il minimoDa 3.017,01 a 3.620,40 euro75% dell’indice ISTAT
Da 6 a 8 volte il minimoDa 3.620,41 a 4.827,20 euro50% dell’indice ISTAT
Da 8 a 10 volte il minimoDa 4.827,21 a 6.034,00 euro40% dell’indice ISTAT
Oltre 10 volte il minimoOltre 6.034,00 euro32% dell’indice ISTAT

In pratica, chi percepisce una pensione fino a circa 2.400 euro mensili lordi riceve la rivalutazione piena, mentre per le pensioni più alte l’adeguamento è parziale. Il cedolino di settembre 2026 riflette già questi importi aggiornati, confermati dall’INPS nella circolare di inizio anno. Per un approfondimento completo sulle opzioni di uscita dal lavoro, consulta la nostra guida sulle pensioni 2026.

Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Settembre 2026

La pensione minima, chiamata tecnicamente “trattamento minimo”, rappresenta l’importo base garantito dall’INPS a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Per il 2026, la pensione minima INPS è pari a 603,40 euro al mese (lordi), per 13 mensilità.

Oltre al trattamento minimo, i pensionati con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un’integrazione economica che aumenta l’importo della pensione. I requisiti per ottenerla sono:

  • Età compresa tra 60 e 64 anni: maggiorazione fino a 25,83 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 6.898 euro annui
  • Età tra 65 e 69 anni: maggiorazione fino a 82,64 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 8.642 euro annui
  • Età dai 70 anni in su: maggiorazione fino a 136,44 euro al mese (cosiddetto “incremento al milione”), con limite di reddito personale di circa 9.560 euro annui

La maggiorazione sociale viene erogata automaticamente dall’INPS se i requisiti reddituali sono soddisfatti, ma è sempre consigliabile verificare il proprio cedolino per accertarsi che venga correttamente applicata. Se noti anomalie nell’importo della tua pensione di settembre 2026, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito.

Trattenute IRPEF e Conguagli su Pensione Settembre 2026

Il cedolino della pensione di settembre 2026 è uno dei mesi più “caldi” per le trattenute fiscali. Settembre rappresenta infatti il mese chiave per i conguagli IRPEF derivanti dal modello 730/2026: l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica le trattenute o i rimborsi risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

Le principali trattenute che potresti trovare nel cedolino di settembre sono:

  • Conguaglio IRPEF a debito dal 730: se dalla dichiarazione risulta un’imposta aggiuntiva da versare, l’INPS trattiene l’importo direttamente dalla pensione. Settembre è il mese principale per questo conguaglio, soprattutto per chi ha presentato il 730 precompilato 2026 tra giugno e luglio
  • Addizionale regionale IRPEF: la quota annuale viene ripartita in rate mensili (generalmente da marzo a novembre) e trattenuta dal cedolino
  • Addizionale comunale IRPEF: analogamente, viene trattenuta mensilmente in base al Comune di residenza, sia come saldo dell’anno precedente sia come acconto per il 2026
  • Seconda o terza rata del conguaglio: se il debito IRPEF dal 730 è stato rateizzato, a settembre arriva una delle rate successive alla prima (applicata ad agosto)
  • Trattenute per cessione del quinto: se hai attivato un prestito con cessione del quinto sulla pensione, la rata viene detratta mensilmente

Se il conguaglio IRPEF a debito è particolarmente elevato, l’INPS lo rateizza automaticamente nei mesi da agosto a novembre, per evitare che la pensione netta si riduca in modo eccessivo in un solo mese. Controlla attentamente il cedolino e, in caso di dubbi sulle trattenute, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita.

Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve a Settembre 2026

La buona notizia per molti pensionati è che il cedolino di settembre 2026 potrebbe contenere il rimborso IRPEF derivante dal modello 730. Se dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito a tuo favore, l’INPS lo eroga direttamente come maggiorazione sulla pensione.

Settembre è il mese in cui arrivano i rimborsi per la maggior parte dei pensionati che hanno presentato il 730 tra giugno e luglio. Ecco il calendario indicativo:

  • 730 presentato entro maggio 2026: rimborso già erogato nel cedolino di agosto 2026
  • 730 presentato a giugno 2026: rimborso nel cedolino di agosto o settembre 2026
  • 730 presentato a luglio 2026: rimborso nel cedolino di settembre 2026
  • 730 presentato ad agosto-settembre 2026: rimborso nei mesi successivi (ottobre-novembre)

Il rimborso compare nel cedolino come voce distinta, generalmente indicata come “conguaglio 730” con segno positivo. L’importo dipende dalle detrazioni fiscali spettanti: spese mediche, interessi sul mutuo, spese per ristrutturazione, bonus edilizi, spese scolastiche e universitarie, e così via.

Se non hai ancora presentato il 730, ricorda che la scadenza è il 30 settembre 2026. C’è ancora tempo, ma presentarlo prima significa ricevere il rimborso prima. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e invio, assicurandosi che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite per massimizzare il tuo rimborso.

Come Consultare il Cedolino Pensione Settembre 2026

Il cedolino della pensione di settembre 2026 è consultabile online sul portale MyINPS generalmente a partire da una decina di giorni prima della data di accredito, quindi indicativamente da metà agosto in poi. Ecco la procedura passo dopo passo per visualizzare il tuo cedolino:

  1. Accedi al sito www.inps.it
  2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
  3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  4. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” nella barra di ricerca
  5. Seleziona il mese di settembre 2026 dal menu a tendina
  6. Visualizza e scarica il cedolino in formato PDF

Sul cedolino troverai tutte le voci che compongono il tuo pagamento: l’importo lordo della pensione, le trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali e comunali), eventuali conguagli dal 730, trattenute per cessione del quinto e l’importo netto che riceverai.

A settembre, è particolarmente importante controllare il cedolino perché è il mese in cui confluiscono la maggior parte dei conguagli fiscali: potresti trovare sia trattenute aggiuntive sia rimborsi derivanti dal 730. Se non hai le credenziali SPID o incontri difficoltà, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine può accedere al tuo cedolino e spiegarti ogni singola voce. Il servizio è completamente gratuito.

Domande Frequenti sul Pagamento Pensioni Settembre 2026

Quando viene pagata la pensione di settembre 2026?

La pensione di settembre 2026 viene accreditata il martedì 1° settembre 2026 per chi riceve su conto corrente bancario o postale. Per il ritiro allo sportello di Poste Italiane, il calendario alfabetico inizia dallo stesso giorno, 1° settembre, con le lettere A-B.

Perché la pensione di settembre è più bassa del solito?

Se la tua pensione di settembre risulta inferiore rispetto ai mesi precedenti, molto probabilmente è a causa del conguaglio IRPEF dal modello 730. L’INPS trattiene direttamente dalla pensione le imposte aggiuntive risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Controlla il cedolino per verificare la voce “conguaglio 730”. Se hai dubbi, rivolgiti al CAF per una verifica.

Il rimborso del 730 arriva con la pensione di settembre?

Sì, se hai presentato il modello 730/2026 tra giugno e luglio, il rimborso IRPEF viene erogato dall’INPS nel cedolino di settembre come voce aggiuntiva con segno positivo. Se il 730 è stato presentato ancora prima, il rimborso potrebbe essere già arrivato ad agosto.

Entro quando devo presentare il 730 per avere il rimborso?

La scadenza per la presentazione del modello 730/2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, prima lo presenti, prima riceverai l’eventuale rimborso sulla pensione. Chi presenta entro luglio riceve il rimborso già a settembre; chi presenta a settembre lo riceverà nei mesi successivi.

Come posso controllare il cedolino della pensione di settembre?

Puoi consultare il cedolino online accedendo al servizio “Cedolino pensione” sul portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la consultazione e la spiegazione di ogni voce.

La pensione minima di settembre 2026 a quanto ammonta?

La pensione minima INPS per il 2026 è di 603,40 euro mensili lordi. A questa cifra possono aggiungersi le maggiorazioni sociali per chi ha un reddito basso e un’età superiore ai 60 anni, con incrementi che possono arrivare fino a 136,44 euro al mese per gli over 70.


Hai Dubbi sulla Tua Pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine Ti Aiuta

Se hai domande sul pagamento della pensione di settembre 2026, sulle trattenute nel cedolino, sul rimborso del 730 o sulle addizionali IRPEF, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori qualificati possono:

  • Verificare il tuo cedolino e spiegarti ogni voce, inclusi i conguagli 730
  • Controllare che la rivalutazione sia stata applicata correttamente
  • Assistere nella compilazione del modello 730 entro la scadenza del 30 settembre
  • Verificare il diritto alla maggiorazione sociale e alle integrazioni
  • Gestire pratiche di pensione, Quota 41 e APE Sociale
Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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    Agosto 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-20 14:00:002026-08-17 11:02:15Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Rimborsi dal Modello 730: il Monte Ritenute si Amplia alle Imposte Sostitutive

    Dichiarazione dei redditi 730

    Se hai presentato il modello 730 nel 2026 e ti aspetti un rimborso, c’è una novità importante che potrebbe aumentare l’importo che riceverai. Il rimborso 730 imposte sostitutive è al centro di un cambiamento significativo: il monte ritenute, cioè il totale delle somme trattenute nel corso dell’anno che il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente previdenziale) usa per calcolare il tuo rimborso, si amplia ora per includere anche le imposte sostitutive. Questo significa che, accanto alle classiche ritenute IRPEF operate dal sostituto, entrano nel computo anche somme come la cedolare secca sugli affitti, le ritenute su capital gain e, in alcuni casi, le imposte sulle criptovalute. In pratica, il bacino da cui attingere per restituirti le imposte pagate in eccesso diventa più grande. In questo articolo spieghiamo nel dettaglio cosa cambia, chi ne beneficia, come funziona il meccanismo e cosa fare per non perdere il rimborso a cui hai diritto.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Monte Ritenute nel Modello 730
    2. La Novità: le Imposte Sostitutive Entrano nel Monte Ritenute
    3. Chi Beneficia dell’Ampliamento del Monte Ritenute
    4. Come Funziona in Pratica il Rimborso 730 con le Imposte Sostitutive
    5. Rimborsi 730: Tempistiche e Procedure nel 2026
    6. Differenza tra Ritenute alla Fonte e Imposte Sostitutive: Guida Chiara
    7. Cedolare Secca e Rimborso 730: Come Cambia il Quadro
    8. Rimborso 730 sulle Criptovalute: Cosa Sapere
    9. Perché l’Ampliamento del Monte Ritenute Migliora il Sistema dei Rimborsi
    10. Casi Pratici e Domande Frequenti sul Rimborso 730 e Imposte Sostitutive
    11. Come Massimizzare il Rimborso 730: Consigli del CAF Centro Fiscale
    12. Domande Frequenti (FAQ) sul Rimborso 730 e Monte Ritenute

    Cos’è il Monte Ritenute nel Modello 730

    Per capire l’ampliamento previsto dalla nuova normativa, partiamo dal concetto di base: il monte ritenute è il totale delle somme che il tuo sostituto d’imposta — cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico — ha trattenuto dalla tua busta paga o dal cedolino della pensione nel corso dell’anno fiscale a titolo di ritenute IRPEF.

    Quando presenti il modello 730, il tuo sostituto d’imposta funge anche da “agente di rimborso”: dopo aver ricevuto i dati dalla tua dichiarazione, calcola se hai pagato troppe imposte e, in caso affermativo, ti restituisce la differenza direttamente in busta paga (solitamente entro luglio, agosto o settembre a seconda del sostituto).

    Il meccanismo funziona così: l’Agenzia delle Entrate invia al sostituto d’imposta il risultato del conguaglio. Se emerge un credito a tuo favore, il sostituto lo eroga attingendo dalle ritenute versate nel mese corrente. Se il monte ritenute disponibile non è sufficiente a coprire l’intero importo, il rimborso avviene in più rate nei mesi successivi. Se nemmeno in questo modo il sostituto riesce a rimborsarti tutto, spetta direttamente all’Agenzia delle Entrate restituirti il credito residuo.

    Un esempio pratico: supponiamo che tu abbia un credito di 800 euro. Il tuo datore di lavoro versa mediamente 600 euro di ritenute mensili IRPEF per i propri dipendenti. In questo caso, i primi 600 euro vengono rimborsati attingendo dalle ritenute correnti, mentre i restanti 200 euro saranno rimborsati nel mese successivo o direttamente dall’Erario.

    Finora, in questo meccanismo rientravano soltanto le ritenute IRPEF ordinarie. La novità che analizziamo in questo articolo riguarda proprio l’ampliamento di questa base.

    La Novità: le Imposte Sostitutive Entrano nel Monte Ritenute

    La modifica introdotta nell’ambito della riforma fiscale — avviata con la legge delega n. 111/2023 e attuata attraverso vari decreti legislativi — prevede che il monte ritenute disponibile per i rimborsi 730 non sia più limitato alle sole ritenute IRPEF operate dal sostituto d’imposta, ma si ampli includendo le imposte sostitutive versate dallo stesso soggetto nel medesimo periodo.

    Ma cosa sono esattamente le imposte sostitutive? Si tratta di un’imposta che, invece di affiancarsi all’IRPEF ordinaria, la sostituisce completamente per certi tipi di reddito. L’aliquota è solitamente fissa (proporzionale) anziché progressiva. Esempi tipici:

    • Cedolare secca sugli affitti: chi percepisce canoni di locazione e ha optato per il regime della cedolare secca paga un’imposta sostitutiva del 21% (o del 10% per contratti concordati in determinati comuni), invece delle aliquote IRPEF ordinarie
    • Imposta sostitutiva su capital gain: la ritenuta del 26% applicata su plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, dividendi, proventi di obbligazioni e fondi comuni
    • Imposta sulle criptovalute: l’aliquota applicata ai proventi da attività in valute virtuali (inclusa nel Quadro W della dichiarazione)
    • Imposta sostitutiva sul regime forfettario: la flat tax al 15% (o 5% per le nuove attività) che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali per le partite IVA forfettarie

    L’ampliamento del monte ritenute significa che il sostituto d’imposta, quando deve erogare un rimborso al contribuente tramite 730, può attingere non solo alle ritenute IRPEF versate, ma anche alle somme versate a titolo di imposte sostitutive. In questo modo, il “serbatoio” disponibile per i rimborsi è più capiente.

    Qual è la base normativa del cambiamento

    Il tema dell’ampliamento del monte ritenute è oggetto di evoluzione normativa nell’ambito della complessiva riforma del sistema fiscale avviata con la legge delega n. 111 del 9 agosto 2023 (Legge delega per la riforma fiscale). La delega prevedeva, tra i principi e criteri direttivi, la razionalizzazione del sistema delle ritenute alla fonte e delle imposte sostitutive, con l’obiettivo di avvicinarle progressivamente al meccanismo dell’IRPEF ordinaria e di semplificare i meccanismi di rimborso.

    I decreti legislativi attuativi, tra cui il DLgs 108/2024 (recante disposizioni di razionalizzazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) e il DLgs 13/2024 (sulle semplificazioni fiscali), hanno dato corpo a queste previsioni. In particolare, le modifiche riguardano l’articolo 17 del DPR 917/1986 (TUIR) e l’articolo 38 del DPR 600/1973, che regolano rispettivamente il calcolo dell’imposta e le procedure di rimborso delle imposte dirette.

    Il principio alla base è quello di neutralità fiscale: se un contribuente ha versato imposte sostitutive tramite un sostituto d’imposta, e nello stesso periodo ha maturato un credito IRPEF, è logico che il sostituto possa recuperare le proprie disponibilità anche dalle rimesse di imposte sostitutive per restituire prima e più facilmente il credito spettante. Ciò accelera i tempi di rimborso ed evita che il contribuente debba aspettare il rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Chi Beneficia dell’Ampliamento del Monte Ritenute

    Non tutti i contribuenti sono coinvolti allo stesso modo da questa novità. Vediamo chi ne trae maggior vantaggio.

    I dipendenti con redditi da locazione rappresentano la categoria più numerosa: il lavoratore che affitta un appartamento e ha optato per la cedolare secca vede ora confluire nel monte ritenute anche le somme trattenute a titolo di cedolare, ampliando la base disponibile per i rimborsi.

    I pensionati con rendite finanziarie: chi percepisce la pensione (sostituto d’imposta: INPS) e nel contempo detiene un portafoglio di investimenti su cui maturano dividendi e proventi soggetti a ritenuta del 26%, beneficia dell’allargamento del bacino di rimborso.

    I lavoratori dipendenti con investimenti: un esempio molto comune è quello di chi ha un conto deposito o un fondo comune di investimento tramite la propria banca, che opera come sostituto d’imposta per le ritenute sui proventi finanziari. Se il sostituto d’imposta per il 730 è lo stesso soggetto (ad esempio quando il datore di lavoro e il gestore degli investimenti coincidono, oppure quando l’unico sostituto d’imposta è INPS), l’ampliamento del monte ritenute si applica.

    Va però sottolineato un aspetto fondamentale: l’ampliamento del monte ritenute funziona solo con il medesimo sostituto d’imposta. Se le imposte sostitutive sono state versate da un intermediario diverso (ad esempio la banca) rispetto al sostituto che gestisce il 730 (ad esempio il datore di lavoro), le rispettive disponibilità restano separate. Il meccanismo di compensazione opera all’interno del perimetro del singolo sostituto.

    Un ulteriore profilo di interesse riguarda i contribuenti con crediti IRPEF elevati — ad esempio chi ha molte spese detraibili (ristrutturazioni, spese mediche, interessi passivi sul mutuo) — che in passato aspettavano mesi per ricevere i rimborsi dall’Erario perché il sostituto non aveva disponibilità sufficienti. Con il nuovo meccanismo, questi rimborsi potrebbero arrivare più velocemente.

    Tabella riepilogativa: imposte sostitutive che entrano nel monte ritenute

    Di seguito una sintesi delle principali imposte sostitutive che, in base all’evoluzione normativa, possono confluire nel monte ritenute disponibile per i rimborsi 730:

    Tipo di redditoImposta sostitutivaAliquotaChi opera la ritenuta
    Canoni di locazione (cedolare secca)Cedolare secca21% / 10% contratti concordatiIntermediario (quando applicabile) / contribuente
    Dividendi e proventi finanziariRitenuta a titolo d’imposta26%Banca / intermediario finanziario
    Plusvalenze da cessione (capital gain)Imposta sostitutiva26%Banca / intermediario
    Proventi da criptovaluteImposta sostitutiva33% (dal 2026, L. 207/2024)Intermediario / contribuente
    Redditi da capitale esteroRitenuta / imposta sostitutivaVariabileIntermediario

    Nota: per la cedolare secca, il versamento avviene direttamente dal contribuente (non tramite sostituto), quindi l’effetto pratico sull’ampliamento del monte ritenute nel 730 riguarda principalmente le situazioni in cui esiste un sostituto d’imposta comune che opera entrambe le trattenute.

    Come Funziona in Pratica il Rimborso 730 con le Imposte Sostitutive

    Proviamo a illustrare il funzionamento con un esempio concreto per capire meglio l’impatto della novità.

    Caso pratico — Dipendente con investimenti finanziari:

    Luca è un lavoratore dipendente. Il suo datore di lavoro è sia il suo sostituto d’imposta per l’IRPEF sia il soggetto che gestisce un piano di investimento aziendale su cui matura dividendi. Nel 2025 (anno d’imposta della dichiarazione 2026) Luca ha: – Ritenute IRPEF operate dal datore: 4.800 euro – Ritenute su dividendi (imposta sostitutiva 26%): 520 euro – IRPEF dovuta per il 2025: 4.200 euro (grazie a molte detrazioni)

    Credito IRPEF maturato: 600 euro (4.800 – 4.200)

    Nello scenario precedente all’ampliamento, il datore poteva rimborsare 600 euro attingendo solo dalle ritenute IRPEF mensili correnti. In un mese con poche ritenute (ad esempio agosto), poteva non avere sufficiente disponibilità e rinviare il rimborso o chiedere l’intervento dell’Erario.

    Nello scenario post-ampliamento, il datore può attingere anche ai 520 euro di ritenute sostitutive. Il suo monte ritenute diventa 5.320 euro (4.800 + 520), aumentando la probabilità che il rimborso avvenga rapidamente e integralmente tramite il sostituto, senza bisogno dell’intervento diretto dell’Agenzia delle Entrate.

    È importante chiarire un punto tecnico: l’ampliamento non aumenta l’importo del rimborso a cui hai diritto. Il credito IRPEF rimane quello calcolato dalla tua dichiarazione. Quello che cambia è la velocità e la certezza con cui il sostituto riesce a erogarti il rimborso: avendo un monte ritenute più capiente, è meno probabile che si verifichino ritardi o che il credito venga dirottato al rimborso diretto da parte dell’Erario (che richiede tempi più lunghi).

    Rimborsi 730: Tempistiche e Procedure nel 2026

    Anche con la novità sull’ampliamento del monte ritenute, le tempistiche dei rimborsi 730 seguono i calendari già noti, ora potenzialmente migliorati grazie alla maggiore disponibilità del sostituto.

    Per i lavoratori dipendenti il rimborso viene erogato nella busta paga: – Luglio 2026: per chi ha presentato il 730 entro il 31 maggio 2026 (precompilata accettata senza modifiche entro giugno) – Agosto 2026: per chi ha inviato la dichiarazione tra giugno e luglio – Settembre/ottobre 2026: per chi ha presentato la dichiarazione in ritardo o con integrative

    Per i pensionati (sostituto d’imposta INPS o ente previdenziale): – Il rimborso viene erogato nel cedolino della pensione, tipicamente tra agosto e novembre, a seconda del mese di presentazione del 730 e della capienza del monte ritenute INPS.

    Rimborso dall’Erario (Agenzia delle Entrate): si verifica quando: 1. Il sostituto d’imposta non ha un monte ritenute sufficiente neppure con l’allargamento alle imposte sostitutive 2. Il contribuente non ha un sostituto d’imposta (es. pensionati con pensione estera, lavoratori a tempo determinato il cui contratto è già scaduto) 3. Il rimborso supera una certa soglia e l’Erario interviene direttamente

    In questi casi, l’Agenzia delle Entrate eroga il rimborso tramite bonifico sul conto corrente indicato in dichiarazione, generalmente entro 6-12 mesi dalla presentazione. I tempi si sono ridotti negli ultimi anni grazie alla precompilata e al processo di digitalizzazione.

    Consiglio del CAF: se il tuo 730 prevede un rimborso importante, è fondamentale verificare che i dati del conto corrente (IBAN) indicati in dichiarazione siano corretti e intestati a te. Errori in questo campo possono bloccare il rimborso e richiedere una lunga procedura di correzione presso l’Agenzia delle Entrate.

    Cosa succede se il sostituto non ha capienza

    Anche con l’ampliamento del monte ritenute, possono verificarsi situazioni in cui il sostituto d’imposta non riesce a erogare l’intero rimborso:

    • Sostituto piccolo: un’azienda con pochi dipendenti può avere un monte ritenute mensile molto contenuto. In questo caso, il rimborso viene suddiviso su più mesi o trasferito all’Erario.
    • Rimborso elevato: se il tuo credito IRPEF è molto alto (ad esempio per maxi-detrazioni su ristrutturazioni edilizie o spese mediche eccezionali), potrebbe comunque eccedere la disponibilità del sostituto.
    • Problemi di liquidità del sostituto: situazioni eccezionali in cui il sostituto non è in grado di anticipare le somme.

    In tutti questi casi, il sostituto d’imposta comunica il credito residuo all’Agenzia delle Entrate, che provvede al rimborso diretto al contribuente. Questa procedura può richiedere diversi mesi, ma il diritto al rimborso non va perso: resta un credito nei confronti dell’Erario.

    Differenza tra Ritenute alla Fonte e Imposte Sostitutive: Guida Chiara

    Uno degli aspetti più tecnici — ma anche più importanti da comprendere — riguarda la differenza tra ritenute alla fonte e imposte sostitutive. I due concetti sono spesso confusi, ma nel contesto del 730 hanno ruoli distinti.

    Ritenute alla fonte IRPEF (art. 23-30 DPR 600/1973): Sono somme che il sostituto d’imposta (datore di lavoro, ente previdenziale) trattiene direttamente dalla busta paga o dal cedolino della pensione prima di pagarti. Rappresentano un anticipo dell’IRPEF che dovresti pagare. Quando presenti il 730, si verifica se hai pagato troppo o troppo poco: la differenza viene rimborsata o addebitata dal sostituto.

    Imposte sostitutive (art. 17 TUIR e leggi speciali): Sono imposte che sostituiscono l’IRPEF su specifiche tipologie di reddito, applicando un’aliquota proporzionale fissa invece delle aliquote progressive IRPEF. Non entrano nel reddito imponibile IRPEF, ma vengono comunque versate all’Erario (spesso tramite un intermediario/sostituto). Esempi: cedolare secca (21% o 10%), ritenuta su dividendi (26%), imposta sostitutiva su capital gain (26%).

    La novità normativa consiste nel fatto che, ai fini del calcolo del monte ritenute disponibile per i rimborsi 730, le imposte sostitutive versate dallo stesso sostituto vengono ora conteggiate insieme alle ritenute IRPEF ordinarie. In passato, i due “contenitori” erano separati e il sostituto poteva attingere solo al primo per i rimborsi.

    Questo cambiamento ha un impatto pratico rilevante soprattutto per i sostituti d’imposta di grandi dimensioni (banche, istituti finanziari, grandi aziende) che operano sia ritenute IRPEF sui dipendenti sia ritenute sostitutive su investimenti finanziari o locazioni. La loro disponibilità complessiva aumenta sensibilmente, accelerando i rimborsi.

    Cedolare Secca e Rimborso 730: Come Cambia il Quadro

    La cedolare secca è uno dei casi più emblematici in cui l’ampliamento del monte ritenute produce effetti concreti per molti contribuenti italiani. Vediamo come si inserisce nel meccanismo del rimborso 730.

    La cedolare secca è un regime facoltativo che si applica ai redditi da locazione di immobili residenziali. In caso di opzione per questo regime: – L’aliquota è del 21% (contratti a canone libero) o del 10% (contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa) – Sostituisce l’IRPEF (e le relative addizionali regionali e comunali) sui redditi da locazione – Sostituisce anche l’imposta di registro e di bollo dovuta per la registrazione del contratto

    Il versamento della cedolare secca avviene normalmente tramite acconto e saldo con modello F24, oppure — se il locatore ha un sostituto d’imposta — può essere operata in ritenuta dall’intermediario.

    L’effetto dell’ampliamento: supponiamo che Maria, pensionata INPS con pensione da 1.400 euro mensili, percepisca anche 700 euro mensili di affitto su cui paga la cedolare secca al 21% (147 euro/mese). Nel 2025 la cedolare versata è pari a 1.764 euro. Contemporaneamente, Maria ha importanti spese mediche che le danno diritto a un credito IRPEF di 900 euro sul 730 del 2026.

    Prima dell’ampliamento: INPS poteva rimborsarle i 900 euro attingendo solo alle ritenute IRPEF sulla pensione (poniamo che siano 200 euro al mese). Con un monte ritenute mensile limitato, il rimborso richiedeva più mesi.

    Dopo l’ampliamento: INPS, nella misura in cui gestisce anche le ritenute di cedolare secca per conto di Maria (cosa che avviene in specifici casi), può contare su un monte ritenute mensile più alto, accelerando l’erogazione del rimborso.

    Attenzione però: nella maggior parte dei casi pratici, la cedolare secca è versata direttamente dal locatore tramite F24, non da un sostituto. L’effetto di ampliamento del monte ritenute si produce concretamente soprattutto dove vi è un sostituto d’imposta comune che gestisce sia le ritenute IRPEF sia le imposte sostitutive.

    Rimborso 730 sulle Criptovalute: Cosa Sapere

    Uno degli ambiti più innovativi riguarda l’interazione tra il rimborso 730, le imposte sostitutive sulle criptovalute e il monte ritenute ampliato.

    A partire dall’anno d’imposta 2023, le criptovalute e gli asset digitali sono stati ricondotti in un quadro normativo preciso grazie alla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022). Le plusvalenze da cessione o permuta di valute virtuali sono soggette a un’imposta sostitutiva del 26% (dal 2026, con l’aumento previsto dalla Legge di Bilancio 2025, l’aliquota sale progressivamente — verificare sempre la normativa vigente al momento della dichiarazione).

    Per i contribuenti che detengono criptovalute tramite exchange italiani o intermediari che operano come sostituti d’imposta, queste trattenute confluiscono nel quadro W del modello 730/Redditi PF. Con l’ampliamento del monte ritenute, le ritenute operate dall’intermediario sulle cripto si sommano alle ritenute IRPEF per determinare la disponibilità complessiva del sostituto.

    In termini pratici: se il tuo exchange italiano ha trattenuto 400 euro di imposta sostitutiva sulle tue plusvalenze crypto nel 2025, e lo stesso exchange (o un sostituto collegato) funge anche da sostituto per le tue ritenute IRPEF, queste due somme si sommano nel monte ritenute disponibile per il tuo eventuale rimborso 730.

    Novità da monitorare: aliquota sulle criptovalute per l’anno d’imposta 2026 — la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) prevedeva un aumento progressivo. Il valore aggiornato va verificato con le istruzioni al modello 730/2027 che saranno pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. Affidati al CAF Centro Fiscale per avere sempre i dati più aggiornati prima di presentare la dichiarazione.

    Come dichiarare le imposte sostitutive nel modello 730

    La corretta compilazione del modello 730 richiede attenzione per chi ha redditi soggetti a imposte sostitutive:

    • Cedolare secca: si dichiara nel Quadro RB (redditi fondiari) del 730, con indicazione dell’opzione per la cedolare e dell’aliquota applicata. Versamento separato tramite F24.
    • Redditi da capitale (dividendi, proventi da fondi): se la ritenuta è stata operata da un intermediario residente (banca italiana), di regola non si espongono nel 730 perché la ritenuta è a titolo definitivo. Se invece i redditi provengono dall’estero o da intermediari non residenti, vanno dichiarati nel Quadro L.
    • Capital gain: se operato da un intermediario italiano in regime del risparmio amministrato, non confluisce nel 730 ma in una dichiarazione separata. Se in regime dichiarativo, entra nel Quadro RT del Modello Redditi PF.
    • Criptovalute: si dichiarano nel Quadro W (dal 2023) sia per il monitoraggio del patrimonio (IVAFE) sia per le plusvalenze da cessione.

    La complessità di queste dichiarazioni rende essenziale l’assistenza del CAF per evitare errori che potrebbero portare a rimborsi errati o a sanzioni.

    Perché l’Ampliamento del Monte Ritenute Migliora il Sistema dei Rimborsi

    Per comprendere la portata della novità, è utile considerare alcune criticità del sistema precedente che questa riforma mira a risolvere.

    Problema 1 — Frammentazione dei versamenti: nel sistema previgente, le ritenute IRPEF e le imposte sostitutive erano “compartimenti stagni”. Un contribuente poteva avere un sostituto che versava poche ritenute IRPEF ma molte imposte sostitutive, eppure il rimborso 730 attingeva solo al primo compartimento. Risultato: rimborsi lenti o rimandati all’Erario, pur in presenza di disponibilità fiscali concrete.

    Problema 2 — Squilibri stagionali: i mesi estivi (luglio-agosto) sono quelli in cui il 730 genera il maggior flusso di rimborsi, ma sono anche mesi in cui il monte ritenute mensile può essere ridotto (ferie, liquidazioni, ecc.). L’ampliamento alle imposte sostitutive offre al sostituto un “cuscinetto” aggiuntivo proprio nei mesi più critici.

    Problema 3 — Penalizzazione di categorie composite: i contribuenti con redditi “misti” (lavoro dipendente + redditi da capitale + locazioni) erano paradossalmente in svantaggio, nonostante versassero più imposte in totale. La riforma corregge questa asimmetria, consentendo al sostituto di compensare i diversi versamenti fiscali.

    Vantaggi per il contribuente: – Rimborso erogato più velocemente, senza attendere l’intervento diretto dell’Erario – Minore probabilità di frammentazione del rimborso in più rate – Riduzione della “liquidità congelata” nelle casse dell’Erario a scapito del contribuente

    Vantaggi per il sistema: – Semplificazione amministrativa per i sostituti d’imposta – Riduzione delle pratiche di rimborso diretto gestite dall’Agenzia delle Entrate – Maggiore efficienza complessiva del sistema tributario

    È opportuno però segnalare che l’articolazione tecnica di questa riforma è ancora in fase di definizione attuativa. Le circolari dell’Agenzia delle Entrate e i provvedimenti attuativi dei decreti delegati preciseranno nei dettagli le modalità operative per i sostituti d’imposta. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue costantemente l’evoluzione normativa per fornire ai propri assistiti le informazioni più aggiornate.

    Casi Pratici e Domande Frequenti sul Rimborso 730 e Imposte Sostitutive

    Di seguito affrontiamo i casi pratici più comuni che i nostri consulenti al CAF Centro Fiscale di Udine si trovano a gestire sul tema del rimborso 730 imposte sostitutive.

    Caso 1 — Dipendente con conto deposito bancario Il datore di lavoro di Marco non è la stessa banca che ha acceso il suo conto deposito. In questo caso i due sostituti sono diversi: la banca applica la ritenuta del 26% sui proventi del conto deposito, ma questo monte non è disponibile per i rimborsi 730 gestiti dal datore di lavoro. Marco riceverà il rimborso IRPEF solo attingendo alle ritenute operate dal suo datore, con possibile intervento dell’Erario se il credito supera la disponibilità mensile.

    Caso 2 — Pensionato con rendita vitalizia assicurativa Se la compagnia di assicurazione è lo stesso soggetto che gestisce alcune ritenute per INPS (cosa rara ma possibile in strutture finanziarie integrate), l’ampliamento si applica. In genere, però, la rendita vitalizia ha un sostituto separato (la compagnia assicuratrice) rispetto a INPS. La pensione INPS beneficia del rimborso solo sulle proprie ritenute.

    Caso 3 — Piccolo imprenditore in forfettario Chi è in regime forfettario non ha un sostituto d’imposta per la propria flat tax (la paga direttamente tramite F24). Non può quindi beneficiare di rimborsi 730 tramite sostituto per le imposte sostitutive. Il rimborso eventuale avviene sempre tramite l’Erario.

    Questi esempi mostrano come la norma abbia un impatto differenziato a seconda della specifica situazione del contribuente. Un’analisi personalizzata è sempre consigliabile prima di fare affidamento su un rimborso via sostituto d’imposta.

    Come Massimizzare il Rimborso 730: Consigli del CAF Centro Fiscale

    Alla luce delle novità sul rimborso 730 imposte sostitutive, ecco i consigli pratici del nostro team al CAF Centro Fiscale di Udine per non perdere nemmeno un euro di rimborso a cui hai diritto.

    1. Porta al CAF tutti i tuoi documenti fiscali, anche quelli “separati” Spesso i contribuenti si presentano con la Certificazione Unica del datore di lavoro ma dimenticano le certificazioni delle ritenute operate su dividendi, affitti o criptovalute. Con la nuova norma, questi documenti diventano ancora più rilevanti per determinare il monte ritenute complessivo.

    2. Verifica il tuo sostituto d’imposta Non sempre è ovvio chi sia il tuo sostituto d’imposta principale. Per i dipendenti è il datore di lavoro; per i pensionati è INPS (o l’ente previdenziale di categoria). Per chi ha più fonti di reddito, occorre identificare correttamente il sostituto che gestirà il rimborso 730.

    3. Sfrutta tutte le detrazioni disponibili Le detrazioni fiscali (spese mediche, ristrutturazioni, interessi sul mutuo, spese per figli a carico) generano crediti IRPEF che il sostituto rimborserà attingendo al monte ritenute ampliato. Porta tutti gli scontrini e le ricevute al CAF: ogni euro di spesa detraibile vale, potenzialmente, il 19% (o più, a seconda dell’aliquota IRPEF marginale) di rimborso.

    4. Presenta la dichiarazione nei tempi corretti La presentazione tempestiva del 730 (entro settembre) garantisce l’elaborazione entro l’anno fiscale e accelera i rimborsi. La dichiarazione tardiva sposta il rimborso all’anno successivo.

    5. Controlla il tuo 730 precompilato L’Agenzia delle Entrate inserisce nella precompilata i dati trasmessi dai sostituti, incluse le certificazioni di ritenute sostitutive. Verifica che i dati siano completi e corretti prima di accettare o modificare la dichiarazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua un controllo accurato della precompilata per i propri assistiti.

    Servizio 730 del CAF Centro Fiscale di Udine: come funziona

    Il CAF Centro Fiscale di Udine (Viale Tullio 13) offre il servizio di compilazione e invio del modello 730 sia in ufficio che online per tutta Italia.

    Il nostro team: – Analizza la tua situazione fiscale complessiva, incluse imposte sostitutive e redditi diversi – Verifica la precompilata e corregge eventuali errori o dati mancanti – Calcola il rimborso a cui hai diritto, identificando il sostituto d’imposta corretto – Presenta la dichiarazione nei termini e monitora i rimborsi – Ti assiste in caso di comunicazioni o richieste dell’Agenzia delle Entrate

    Il nostro servizio è disponibile sia per la dichiarazione dei redditi 730 che per il Modello Redditi PF, consigliato per chi ha situazioni più complesse (capital gain, criptovalute, redditi esteri).

    Domande Frequenti (FAQ) sul Rimborso 730 e Monte Ritenute

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


    Il tema del rimborso 730 imposte sostitutive e dell’ampliamento del monte ritenute rappresenta uno dei progressi più significativi nella semplificazione del sistema fiscale italiano degli ultimi anni. La logica è quella della progressiva integrazione tra le diverse forme di imposizione fiscale — IRPEF ordinaria e imposte sostitutive — a beneficio del contribuente, che vedrà i propri rimborsi arrivare più rapidamente e con meno burocrazia.La riforma è ancora in fase di attuazione e le circolari dell’Agenzia delle Entrate stanno progressivamente chiarendo i dettagli operativi. Per questo, affidarsi a professionisti aggiornati è più importante che mai.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2026 e vuoi verificare a quali rimborsi hai diritto? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online per tutta Italia.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team di esperti analizzerà la tua situazione fiscale completa — incluse le imposte sostitutive — e garantirà che tu riceva ogni euro di rimborso a cui hai diritto.

    Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca nella compilazione del modello 730, verifica le tue imposte sostitutive e calcola i rimborsi a cui hai diritto. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online per tutta Italia.

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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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      robert poletto
      17/07/2026
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      Fantastici
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      Geanina Gaita
      16/07/2026
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      Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato
      Agosto 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-05 11:20:502026-08-05 10:46:16Rimborsi dal Modello 730: il Monte Ritenute si Amplia alle Imposte Sostitutive
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

      Pensione 2026 INPS

      Il pagamento delle pensioni di settembre 2026 arriva puntuale il 1° settembre, che nel 2026 cade di martedì: un giorno bancabile a tutti gli effetti. Questo significa che chi riceve la pensione su conto corrente bancario o postale vedrà l’accredito direttamente il martedì 1° settembre 2026, senza anticipi né ritardi. Anche chi ritira allo sportello di Poste Italiane potrà iniziare dal 1° settembre, seguendo il consueto calendario alfabetico per cognome. In questa guida completa trovi tutte le date di accredito, gli importi aggiornati con la rivalutazione pensioni 2026, le eventuali trattenute IRPEF dal modello 730, il rimborso 730 e le istruzioni per consultare il cedolino pensione su MyINPS.

      Indice dei contenuti

      1. Data Accredito Pensione Settembre 2026
      2. Calendario Ritiro Poste Italiane Settembre 2026
      3. Importi Pensioni Settembre 2026 con Rivalutazione
      4. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Settembre 2026
      5. Trattenute IRPEF e Conguagli su Pensione Settembre 2026
      6. Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve a Settembre
      7. Come Consultare il Cedolino Pensione Settembre 2026
      8. Domande Frequenti

      Data Accredito Pensione Settembre 2026: Quando Arriva

      La data ufficiale di pagamento delle pensioni di settembre 2026 è il 1° settembre 2026, come previsto dal calendario INPS che fissa l’accredito al primo giorno bancabile del mese. Poiché il 1° settembre 2026 cade di martedì, giorno lavorativo a tutti gli effetti, non ci sono anticipi: il pagamento avviene regolarmente nella data prevista.

      Ecco nel dettaglio le date di accredito in base al canale di riscossione:

      • Conto corrente bancario: accredito il martedì 1° settembre 2026
      • Conto corrente postale (BancoPosta): accredito il martedì 1° settembre 2026
      • Libretto postale: accredito il martedì 1° settembre 2026
      • Carta Postepay Evolution: accredito il martedì 1° settembre 2026
      • Ritiro in contanti allo sportello Poste: dal martedì 1° settembre 2026 secondo calendario alfabetico

      Chi ha la pensione accreditata direttamente su conto corrente, sia bancario che postale, potrà disporre della somma già dalla mattina del 1° settembre. È importante verificare sempre il proprio estratto conto, poiché in rari casi l’accredito potrebbe avvenire con qualche ora di ritardo a causa dei tempi tecnici interbancari.

      Calendario Ritiro Poste Italiane Settembre 2026

      I pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello di Poste Italiane devono seguire il calendario alfabetico stabilito per evitare assembramenti. Il ritiro del pagamento pensioni settembre 2026 inizia direttamente martedì 1° settembre, poiché il primo del mese cade in un giorno feriale.

      Ecco il calendario alfabetico di settembre 2026 per il ritiro allo sportello:

      GiornoDataCognomi dalla lettera
      Martedì1 settembre 2026A – B
      Mercoledì2 settembre 2026C – D
      Giovedì3 settembre 2026E – K
      Venerdì4 settembre 2026L – O
      Sabato5 settembre 2026P – R
      Lunedì7 settembre 2026S – Z

      Ricorda che il calendario è indicativo e puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato alla tua iniziale del cognome. Il calendario serve solo a evitare code eccessive e garantire un servizio più ordinato agli sportelli. Se non riesci a presentarti nel giorno previsto, puoi recarti in ufficio postale in qualsiasi giorno lavorativo successivo, entro la fine del mese.

      Importi Pensioni Settembre 2026 con Rivalutazione

      Gli importi delle pensioni di settembre 2026 includono la rivalutazione ISTAT applicata a partire da gennaio 2026. La perequazione automatica, ovvero l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, segue il meccanismo stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 con aliquote differenziate in base all’importo della pensione.

      Ecco le fasce di rivalutazione applicate nel 2026 in base al trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a 603,40 euro mensili):

      Fascia di pensioneImporto mensileRivalutazione 2026
      Fino a 4 volte il minimoFino a 2.413,60 euro100% dell’indice ISTAT
      Da 4 a 5 volte il minimoDa 2.413,61 a 3.017,00 euro90% dell’indice ISTAT
      Da 5 a 6 volte il minimoDa 3.017,01 a 3.620,40 euro75% dell’indice ISTAT
      Da 6 a 8 volte il minimoDa 3.620,41 a 4.827,20 euro50% dell’indice ISTAT
      Da 8 a 10 volte il minimoDa 4.827,21 a 6.034,00 euro40% dell’indice ISTAT
      Oltre 10 volte il minimoOltre 6.034,00 euro32% dell’indice ISTAT

      In pratica, chi percepisce una pensione fino a circa 2.400 euro mensili lordi riceve la rivalutazione piena, mentre per le pensioni più alte l’adeguamento è parziale. Il cedolino di settembre 2026 riflette già questi importi aggiornati, confermati dall’INPS nella circolare di inizio anno. Per un approfondimento completo sulle opzioni di uscita dal lavoro, consulta la nostra guida sulle pensioni 2026.

      Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Settembre 2026

      La pensione minima, chiamata tecnicamente “trattamento minimo”, rappresenta l’importo base garantito dall’INPS a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Per il 2026, la pensione minima INPS è pari a 603,40 euro al mese (lordi), per 13 mensilità.

      Oltre al trattamento minimo, i pensionati con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un’integrazione economica che aumenta l’importo della pensione. I requisiti per ottenerla sono:

      • Età compresa tra 60 e 64 anni: maggiorazione fino a 25,83 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 6.898 euro annui
      • Età tra 65 e 69 anni: maggiorazione fino a 82,64 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 8.642 euro annui
      • Età dai 70 anni in su: maggiorazione fino a 136,44 euro al mese (cosiddetto “incremento al milione”), con limite di reddito personale di circa 9.560 euro annui

      La maggiorazione sociale viene erogata automaticamente dall’INPS se i requisiti reddituali sono soddisfatti, ma è sempre consigliabile verificare il proprio cedolino per accertarsi che venga correttamente applicata. Se noti anomalie nell’importo della tua pensione di settembre 2026, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito.

      Trattenute IRPEF e Conguagli su Pensione Settembre 2026

      Il cedolino della pensione di settembre 2026 è uno dei mesi più “caldi” per le trattenute fiscali. Settembre rappresenta infatti il mese chiave per i conguagli IRPEF derivanti dal modello 730/2026: l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica le trattenute o i rimborsi risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

      Le principali trattenute che potresti trovare nel cedolino di settembre sono:

      • Conguaglio IRPEF a debito dal 730: se dalla dichiarazione risulta un’imposta aggiuntiva da versare, l’INPS trattiene l’importo direttamente dalla pensione. Settembre è il mese principale per questo conguaglio, soprattutto per chi ha presentato il 730 precompilato 2026 tra giugno e luglio
      • Addizionale regionale IRPEF: la quota annuale viene ripartita in rate mensili (generalmente da marzo a novembre) e trattenuta dal cedolino
      • Addizionale comunale IRPEF: analogamente, viene trattenuta mensilmente in base al Comune di residenza, sia come saldo dell’anno precedente sia come acconto per il 2026
      • Seconda o terza rata del conguaglio: se il debito IRPEF dal 730 è stato rateizzato, a settembre arriva una delle rate successive alla prima (applicata ad agosto)
      • Trattenute per cessione del quinto: se hai attivato un prestito con cessione del quinto sulla pensione, la rata viene detratta mensilmente

      Se il conguaglio IRPEF a debito è particolarmente elevato, l’INPS lo rateizza automaticamente nei mesi da agosto a novembre, per evitare che la pensione netta si riduca in modo eccessivo in un solo mese. Controlla attentamente il cedolino e, in caso di dubbi sulle trattenute, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita.

      Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve a Settembre 2026

      La buona notizia per molti pensionati è che il cedolino di settembre 2026 potrebbe contenere il rimborso IRPEF derivante dal modello 730. Se dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito a tuo favore, l’INPS lo eroga direttamente come maggiorazione sulla pensione.

      Settembre è il mese in cui arrivano i rimborsi per la maggior parte dei pensionati che hanno presentato il 730 tra giugno e luglio. Ecco il calendario indicativo:

      • 730 presentato entro maggio 2026: rimborso già erogato nel cedolino di agosto 2026
      • 730 presentato a giugno 2026: rimborso nel cedolino di agosto o settembre 2026
      • 730 presentato a luglio 2026: rimborso nel cedolino di settembre 2026
      • 730 presentato ad agosto-settembre 2026: rimborso nei mesi successivi (ottobre-novembre)

      Il rimborso compare nel cedolino come voce distinta, generalmente indicata come “conguaglio 730” con segno positivo. L’importo dipende dalle detrazioni fiscali spettanti: spese mediche, interessi sul mutuo, spese per ristrutturazione, bonus edilizi, spese scolastiche e universitarie, e così via.

      Se non hai ancora presentato il 730, ricorda che la scadenza è il 30 settembre 2026. C’è ancora tempo, ma presentarlo prima significa ricevere il rimborso prima. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e invio, assicurandosi che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite per massimizzare il tuo rimborso.

      Come Consultare il Cedolino Pensione Settembre 2026

      Il cedolino della pensione di settembre 2026 è consultabile online sul portale MyINPS generalmente a partire da una decina di giorni prima della data di accredito, quindi indicativamente da metà agosto in poi. Ecco la procedura passo dopo passo per visualizzare il tuo cedolino:

      1. Accedi al sito www.inps.it
      2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
      3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      4. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” nella barra di ricerca
      5. Seleziona il mese di settembre 2026 dal menu a tendina
      6. Visualizza e scarica il cedolino in formato PDF

      Sul cedolino troverai tutte le voci che compongono il tuo pagamento: l’importo lordo della pensione, le trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali e comunali), eventuali conguagli dal 730, trattenute per cessione del quinto e l’importo netto che riceverai.

      A settembre, è particolarmente importante controllare il cedolino perché è il mese in cui confluiscono la maggior parte dei conguagli fiscali: potresti trovare sia trattenute aggiuntive sia rimborsi derivanti dal 730. Se non hai le credenziali SPID o incontri difficoltà, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine può accedere al tuo cedolino e spiegarti ogni singola voce. Il servizio è completamente gratuito.

      Domande Frequenti sul Pagamento Pensioni Settembre 2026

      Quando viene pagata la pensione di settembre 2026?

      La pensione di settembre 2026 viene accreditata il martedì 1° settembre 2026 per chi riceve su conto corrente bancario o postale. Per il ritiro allo sportello di Poste Italiane, il calendario alfabetico inizia dallo stesso giorno, 1° settembre, con le lettere A-B.

      Perché la pensione di settembre è più bassa del solito?

      Se la tua pensione di settembre risulta inferiore rispetto ai mesi precedenti, molto probabilmente è a causa del conguaglio IRPEF dal modello 730. L’INPS trattiene direttamente dalla pensione le imposte aggiuntive risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Controlla il cedolino per verificare la voce “conguaglio 730”. Se hai dubbi, rivolgiti al CAF per una verifica.

      Il rimborso del 730 arriva con la pensione di settembre?

      Sì, se hai presentato il modello 730/2026 tra giugno e luglio, il rimborso IRPEF viene erogato dall’INPS nel cedolino di settembre come voce aggiuntiva con segno positivo. Se il 730 è stato presentato ancora prima, il rimborso potrebbe essere già arrivato ad agosto.

      Entro quando devo presentare il 730 per avere il rimborso?

      La scadenza per la presentazione del modello 730/2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, prima lo presenti, prima riceverai l’eventuale rimborso sulla pensione. Chi presenta entro luglio riceve il rimborso già a settembre; chi presenta a settembre lo riceverà nei mesi successivi.

      Come posso controllare il cedolino della pensione di settembre?

      Puoi consultare il cedolino online accedendo al servizio “Cedolino pensione” sul portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la consultazione e la spiegazione di ogni voce.

      La pensione minima di settembre 2026 a quanto ammonta?

      La pensione minima INPS per il 2026 è di 603,40 euro mensili lordi. A questa cifra possono aggiungersi le maggiorazioni sociali per chi ha un reddito basso e un’età superiore ai 60 anni, con incrementi che possono arrivare fino a 136,44 euro al mese per gli over 70.


      Hai Dubbi sulla Tua Pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine Ti Aiuta

      Se hai domande sul pagamento della pensione di settembre 2026, sulle trattenute nel cedolino, sul rimborso del 730 o sulle addizionali IRPEF, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori qualificati possono:

      • Verificare il tuo cedolino e spiegarti ogni voce, inclusi i conguagli 730
      • Controllare che la rivalutazione sia stata applicata correttamente
      • Assistere nella compilazione del modello 730 entro la scadenza del 30 settembre
      • Verificare il diritto alla maggiorazione sociale e alle integrazioni
      • Gestire pratiche di pensione, Quota 41 e APE Sociale
      Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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        Agosto 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-20 14:00:002026-08-17 11:02:15Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
        CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

        Rimborsi dal Modello 730: il Monte Ritenute si Amplia alle Imposte Sostitutive

        Dichiarazione dei redditi 730

        Se hai presentato il modello 730 nel 2026 e ti aspetti un rimborso, c’è una novità importante che potrebbe aumentare l’importo che riceverai. Il rimborso 730 imposte sostitutive è al centro di un cambiamento significativo: il monte ritenute, cioè il totale delle somme trattenute nel corso dell’anno che il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente previdenziale) usa per calcolare il tuo rimborso, si amplia ora per includere anche le imposte sostitutive. Questo significa che, accanto alle classiche ritenute IRPEF operate dal sostituto, entrano nel computo anche somme come la cedolare secca sugli affitti, le ritenute su capital gain e, in alcuni casi, le imposte sulle criptovalute. In pratica, il bacino da cui attingere per restituirti le imposte pagate in eccesso diventa più grande. In questo articolo spieghiamo nel dettaglio cosa cambia, chi ne beneficia, come funziona il meccanismo e cosa fare per non perdere il rimborso a cui hai diritto.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il Monte Ritenute nel Modello 730
        2. La Novità: le Imposte Sostitutive Entrano nel Monte Ritenute
        3. Chi Beneficia dell’Ampliamento del Monte Ritenute
        4. Come Funziona in Pratica il Rimborso 730 con le Imposte Sostitutive
        5. Rimborsi 730: Tempistiche e Procedure nel 2026
        6. Differenza tra Ritenute alla Fonte e Imposte Sostitutive: Guida Chiara
        7. Cedolare Secca e Rimborso 730: Come Cambia il Quadro
        8. Rimborso 730 sulle Criptovalute: Cosa Sapere
        9. Perché l’Ampliamento del Monte Ritenute Migliora il Sistema dei Rimborsi
        10. Casi Pratici e Domande Frequenti sul Rimborso 730 e Imposte Sostitutive
        11. Come Massimizzare il Rimborso 730: Consigli del CAF Centro Fiscale
        12. Domande Frequenti (FAQ) sul Rimborso 730 e Monte Ritenute

        Cos’è il Monte Ritenute nel Modello 730

        Per capire l’ampliamento previsto dalla nuova normativa, partiamo dal concetto di base: il monte ritenute è il totale delle somme che il tuo sostituto d’imposta — cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico — ha trattenuto dalla tua busta paga o dal cedolino della pensione nel corso dell’anno fiscale a titolo di ritenute IRPEF.

        Quando presenti il modello 730, il tuo sostituto d’imposta funge anche da “agente di rimborso”: dopo aver ricevuto i dati dalla tua dichiarazione, calcola se hai pagato troppe imposte e, in caso affermativo, ti restituisce la differenza direttamente in busta paga (solitamente entro luglio, agosto o settembre a seconda del sostituto).

        Il meccanismo funziona così: l’Agenzia delle Entrate invia al sostituto d’imposta il risultato del conguaglio. Se emerge un credito a tuo favore, il sostituto lo eroga attingendo dalle ritenute versate nel mese corrente. Se il monte ritenute disponibile non è sufficiente a coprire l’intero importo, il rimborso avviene in più rate nei mesi successivi. Se nemmeno in questo modo il sostituto riesce a rimborsarti tutto, spetta direttamente all’Agenzia delle Entrate restituirti il credito residuo.

        Un esempio pratico: supponiamo che tu abbia un credito di 800 euro. Il tuo datore di lavoro versa mediamente 600 euro di ritenute mensili IRPEF per i propri dipendenti. In questo caso, i primi 600 euro vengono rimborsati attingendo dalle ritenute correnti, mentre i restanti 200 euro saranno rimborsati nel mese successivo o direttamente dall’Erario.

        Finora, in questo meccanismo rientravano soltanto le ritenute IRPEF ordinarie. La novità che analizziamo in questo articolo riguarda proprio l’ampliamento di questa base.

        La Novità: le Imposte Sostitutive Entrano nel Monte Ritenute

        La modifica introdotta nell’ambito della riforma fiscale — avviata con la legge delega n. 111/2023 e attuata attraverso vari decreti legislativi — prevede che il monte ritenute disponibile per i rimborsi 730 non sia più limitato alle sole ritenute IRPEF operate dal sostituto d’imposta, ma si ampli includendo le imposte sostitutive versate dallo stesso soggetto nel medesimo periodo.

        Ma cosa sono esattamente le imposte sostitutive? Si tratta di un’imposta che, invece di affiancarsi all’IRPEF ordinaria, la sostituisce completamente per certi tipi di reddito. L’aliquota è solitamente fissa (proporzionale) anziché progressiva. Esempi tipici:

        • Cedolare secca sugli affitti: chi percepisce canoni di locazione e ha optato per il regime della cedolare secca paga un’imposta sostitutiva del 21% (o del 10% per contratti concordati in determinati comuni), invece delle aliquote IRPEF ordinarie
        • Imposta sostitutiva su capital gain: la ritenuta del 26% applicata su plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, dividendi, proventi di obbligazioni e fondi comuni
        • Imposta sulle criptovalute: l’aliquota applicata ai proventi da attività in valute virtuali (inclusa nel Quadro W della dichiarazione)
        • Imposta sostitutiva sul regime forfettario: la flat tax al 15% (o 5% per le nuove attività) che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali per le partite IVA forfettarie

        L’ampliamento del monte ritenute significa che il sostituto d’imposta, quando deve erogare un rimborso al contribuente tramite 730, può attingere non solo alle ritenute IRPEF versate, ma anche alle somme versate a titolo di imposte sostitutive. In questo modo, il “serbatoio” disponibile per i rimborsi è più capiente.

        Qual è la base normativa del cambiamento

        Il tema dell’ampliamento del monte ritenute è oggetto di evoluzione normativa nell’ambito della complessiva riforma del sistema fiscale avviata con la legge delega n. 111 del 9 agosto 2023 (Legge delega per la riforma fiscale). La delega prevedeva, tra i principi e criteri direttivi, la razionalizzazione del sistema delle ritenute alla fonte e delle imposte sostitutive, con l’obiettivo di avvicinarle progressivamente al meccanismo dell’IRPEF ordinaria e di semplificare i meccanismi di rimborso.

        I decreti legislativi attuativi, tra cui il DLgs 108/2024 (recante disposizioni di razionalizzazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) e il DLgs 13/2024 (sulle semplificazioni fiscali), hanno dato corpo a queste previsioni. In particolare, le modifiche riguardano l’articolo 17 del DPR 917/1986 (TUIR) e l’articolo 38 del DPR 600/1973, che regolano rispettivamente il calcolo dell’imposta e le procedure di rimborso delle imposte dirette.

        Il principio alla base è quello di neutralità fiscale: se un contribuente ha versato imposte sostitutive tramite un sostituto d’imposta, e nello stesso periodo ha maturato un credito IRPEF, è logico che il sostituto possa recuperare le proprie disponibilità anche dalle rimesse di imposte sostitutive per restituire prima e più facilmente il credito spettante. Ciò accelera i tempi di rimborso ed evita che il contribuente debba aspettare il rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

        Chi Beneficia dell’Ampliamento del Monte Ritenute

        Non tutti i contribuenti sono coinvolti allo stesso modo da questa novità. Vediamo chi ne trae maggior vantaggio.

        I dipendenti con redditi da locazione rappresentano la categoria più numerosa: il lavoratore che affitta un appartamento e ha optato per la cedolare secca vede ora confluire nel monte ritenute anche le somme trattenute a titolo di cedolare, ampliando la base disponibile per i rimborsi.

        I pensionati con rendite finanziarie: chi percepisce la pensione (sostituto d’imposta: INPS) e nel contempo detiene un portafoglio di investimenti su cui maturano dividendi e proventi soggetti a ritenuta del 26%, beneficia dell’allargamento del bacino di rimborso.

        I lavoratori dipendenti con investimenti: un esempio molto comune è quello di chi ha un conto deposito o un fondo comune di investimento tramite la propria banca, che opera come sostituto d’imposta per le ritenute sui proventi finanziari. Se il sostituto d’imposta per il 730 è lo stesso soggetto (ad esempio quando il datore di lavoro e il gestore degli investimenti coincidono, oppure quando l’unico sostituto d’imposta è INPS), l’ampliamento del monte ritenute si applica.

        Va però sottolineato un aspetto fondamentale: l’ampliamento del monte ritenute funziona solo con il medesimo sostituto d’imposta. Se le imposte sostitutive sono state versate da un intermediario diverso (ad esempio la banca) rispetto al sostituto che gestisce il 730 (ad esempio il datore di lavoro), le rispettive disponibilità restano separate. Il meccanismo di compensazione opera all’interno del perimetro del singolo sostituto.

        Un ulteriore profilo di interesse riguarda i contribuenti con crediti IRPEF elevati — ad esempio chi ha molte spese detraibili (ristrutturazioni, spese mediche, interessi passivi sul mutuo) — che in passato aspettavano mesi per ricevere i rimborsi dall’Erario perché il sostituto non aveva disponibilità sufficienti. Con il nuovo meccanismo, questi rimborsi potrebbero arrivare più velocemente.

        Tabella riepilogativa: imposte sostitutive che entrano nel monte ritenute

        Di seguito una sintesi delle principali imposte sostitutive che, in base all’evoluzione normativa, possono confluire nel monte ritenute disponibile per i rimborsi 730:

        Tipo di redditoImposta sostitutivaAliquotaChi opera la ritenuta
        Canoni di locazione (cedolare secca)Cedolare secca21% / 10% contratti concordatiIntermediario (quando applicabile) / contribuente
        Dividendi e proventi finanziariRitenuta a titolo d’imposta26%Banca / intermediario finanziario
        Plusvalenze da cessione (capital gain)Imposta sostitutiva26%Banca / intermediario
        Proventi da criptovaluteImposta sostitutiva33% (dal 2026, L. 207/2024)Intermediario / contribuente
        Redditi da capitale esteroRitenuta / imposta sostitutivaVariabileIntermediario

        Nota: per la cedolare secca, il versamento avviene direttamente dal contribuente (non tramite sostituto), quindi l’effetto pratico sull’ampliamento del monte ritenute nel 730 riguarda principalmente le situazioni in cui esiste un sostituto d’imposta comune che opera entrambe le trattenute.

        Come Funziona in Pratica il Rimborso 730 con le Imposte Sostitutive

        Proviamo a illustrare il funzionamento con un esempio concreto per capire meglio l’impatto della novità.

        Caso pratico — Dipendente con investimenti finanziari:

        Luca è un lavoratore dipendente. Il suo datore di lavoro è sia il suo sostituto d’imposta per l’IRPEF sia il soggetto che gestisce un piano di investimento aziendale su cui matura dividendi. Nel 2025 (anno d’imposta della dichiarazione 2026) Luca ha: – Ritenute IRPEF operate dal datore: 4.800 euro – Ritenute su dividendi (imposta sostitutiva 26%): 520 euro – IRPEF dovuta per il 2025: 4.200 euro (grazie a molte detrazioni)

        Credito IRPEF maturato: 600 euro (4.800 – 4.200)

        Nello scenario precedente all’ampliamento, il datore poteva rimborsare 600 euro attingendo solo dalle ritenute IRPEF mensili correnti. In un mese con poche ritenute (ad esempio agosto), poteva non avere sufficiente disponibilità e rinviare il rimborso o chiedere l’intervento dell’Erario.

        Nello scenario post-ampliamento, il datore può attingere anche ai 520 euro di ritenute sostitutive. Il suo monte ritenute diventa 5.320 euro (4.800 + 520), aumentando la probabilità che il rimborso avvenga rapidamente e integralmente tramite il sostituto, senza bisogno dell’intervento diretto dell’Agenzia delle Entrate.

        È importante chiarire un punto tecnico: l’ampliamento non aumenta l’importo del rimborso a cui hai diritto. Il credito IRPEF rimane quello calcolato dalla tua dichiarazione. Quello che cambia è la velocità e la certezza con cui il sostituto riesce a erogarti il rimborso: avendo un monte ritenute più capiente, è meno probabile che si verifichino ritardi o che il credito venga dirottato al rimborso diretto da parte dell’Erario (che richiede tempi più lunghi).

        Rimborsi 730: Tempistiche e Procedure nel 2026

        Anche con la novità sull’ampliamento del monte ritenute, le tempistiche dei rimborsi 730 seguono i calendari già noti, ora potenzialmente migliorati grazie alla maggiore disponibilità del sostituto.

        Per i lavoratori dipendenti il rimborso viene erogato nella busta paga: – Luglio 2026: per chi ha presentato il 730 entro il 31 maggio 2026 (precompilata accettata senza modifiche entro giugno) – Agosto 2026: per chi ha inviato la dichiarazione tra giugno e luglio – Settembre/ottobre 2026: per chi ha presentato la dichiarazione in ritardo o con integrative

        Per i pensionati (sostituto d’imposta INPS o ente previdenziale): – Il rimborso viene erogato nel cedolino della pensione, tipicamente tra agosto e novembre, a seconda del mese di presentazione del 730 e della capienza del monte ritenute INPS.

        Rimborso dall’Erario (Agenzia delle Entrate): si verifica quando: 1. Il sostituto d’imposta non ha un monte ritenute sufficiente neppure con l’allargamento alle imposte sostitutive 2. Il contribuente non ha un sostituto d’imposta (es. pensionati con pensione estera, lavoratori a tempo determinato il cui contratto è già scaduto) 3. Il rimborso supera una certa soglia e l’Erario interviene direttamente

        In questi casi, l’Agenzia delle Entrate eroga il rimborso tramite bonifico sul conto corrente indicato in dichiarazione, generalmente entro 6-12 mesi dalla presentazione. I tempi si sono ridotti negli ultimi anni grazie alla precompilata e al processo di digitalizzazione.

        Consiglio del CAF: se il tuo 730 prevede un rimborso importante, è fondamentale verificare che i dati del conto corrente (IBAN) indicati in dichiarazione siano corretti e intestati a te. Errori in questo campo possono bloccare il rimborso e richiedere una lunga procedura di correzione presso l’Agenzia delle Entrate.

        Cosa succede se il sostituto non ha capienza

        Anche con l’ampliamento del monte ritenute, possono verificarsi situazioni in cui il sostituto d’imposta non riesce a erogare l’intero rimborso:

        • Sostituto piccolo: un’azienda con pochi dipendenti può avere un monte ritenute mensile molto contenuto. In questo caso, il rimborso viene suddiviso su più mesi o trasferito all’Erario.
        • Rimborso elevato: se il tuo credito IRPEF è molto alto (ad esempio per maxi-detrazioni su ristrutturazioni edilizie o spese mediche eccezionali), potrebbe comunque eccedere la disponibilità del sostituto.
        • Problemi di liquidità del sostituto: situazioni eccezionali in cui il sostituto non è in grado di anticipare le somme.

        In tutti questi casi, il sostituto d’imposta comunica il credito residuo all’Agenzia delle Entrate, che provvede al rimborso diretto al contribuente. Questa procedura può richiedere diversi mesi, ma il diritto al rimborso non va perso: resta un credito nei confronti dell’Erario.

        Differenza tra Ritenute alla Fonte e Imposte Sostitutive: Guida Chiara

        Uno degli aspetti più tecnici — ma anche più importanti da comprendere — riguarda la differenza tra ritenute alla fonte e imposte sostitutive. I due concetti sono spesso confusi, ma nel contesto del 730 hanno ruoli distinti.

        Ritenute alla fonte IRPEF (art. 23-30 DPR 600/1973): Sono somme che il sostituto d’imposta (datore di lavoro, ente previdenziale) trattiene direttamente dalla busta paga o dal cedolino della pensione prima di pagarti. Rappresentano un anticipo dell’IRPEF che dovresti pagare. Quando presenti il 730, si verifica se hai pagato troppo o troppo poco: la differenza viene rimborsata o addebitata dal sostituto.

        Imposte sostitutive (art. 17 TUIR e leggi speciali): Sono imposte che sostituiscono l’IRPEF su specifiche tipologie di reddito, applicando un’aliquota proporzionale fissa invece delle aliquote progressive IRPEF. Non entrano nel reddito imponibile IRPEF, ma vengono comunque versate all’Erario (spesso tramite un intermediario/sostituto). Esempi: cedolare secca (21% o 10%), ritenuta su dividendi (26%), imposta sostitutiva su capital gain (26%).

        La novità normativa consiste nel fatto che, ai fini del calcolo del monte ritenute disponibile per i rimborsi 730, le imposte sostitutive versate dallo stesso sostituto vengono ora conteggiate insieme alle ritenute IRPEF ordinarie. In passato, i due “contenitori” erano separati e il sostituto poteva attingere solo al primo per i rimborsi.

        Questo cambiamento ha un impatto pratico rilevante soprattutto per i sostituti d’imposta di grandi dimensioni (banche, istituti finanziari, grandi aziende) che operano sia ritenute IRPEF sui dipendenti sia ritenute sostitutive su investimenti finanziari o locazioni. La loro disponibilità complessiva aumenta sensibilmente, accelerando i rimborsi.

        Cedolare Secca e Rimborso 730: Come Cambia il Quadro

        La cedolare secca è uno dei casi più emblematici in cui l’ampliamento del monte ritenute produce effetti concreti per molti contribuenti italiani. Vediamo come si inserisce nel meccanismo del rimborso 730.

        La cedolare secca è un regime facoltativo che si applica ai redditi da locazione di immobili residenziali. In caso di opzione per questo regime: – L’aliquota è del 21% (contratti a canone libero) o del 10% (contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa) – Sostituisce l’IRPEF (e le relative addizionali regionali e comunali) sui redditi da locazione – Sostituisce anche l’imposta di registro e di bollo dovuta per la registrazione del contratto

        Il versamento della cedolare secca avviene normalmente tramite acconto e saldo con modello F24, oppure — se il locatore ha un sostituto d’imposta — può essere operata in ritenuta dall’intermediario.

        L’effetto dell’ampliamento: supponiamo che Maria, pensionata INPS con pensione da 1.400 euro mensili, percepisca anche 700 euro mensili di affitto su cui paga la cedolare secca al 21% (147 euro/mese). Nel 2025 la cedolare versata è pari a 1.764 euro. Contemporaneamente, Maria ha importanti spese mediche che le danno diritto a un credito IRPEF di 900 euro sul 730 del 2026.

        Prima dell’ampliamento: INPS poteva rimborsarle i 900 euro attingendo solo alle ritenute IRPEF sulla pensione (poniamo che siano 200 euro al mese). Con un monte ritenute mensile limitato, il rimborso richiedeva più mesi.

        Dopo l’ampliamento: INPS, nella misura in cui gestisce anche le ritenute di cedolare secca per conto di Maria (cosa che avviene in specifici casi), può contare su un monte ritenute mensile più alto, accelerando l’erogazione del rimborso.

        Attenzione però: nella maggior parte dei casi pratici, la cedolare secca è versata direttamente dal locatore tramite F24, non da un sostituto. L’effetto di ampliamento del monte ritenute si produce concretamente soprattutto dove vi è un sostituto d’imposta comune che gestisce sia le ritenute IRPEF sia le imposte sostitutive.

        Rimborso 730 sulle Criptovalute: Cosa Sapere

        Uno degli ambiti più innovativi riguarda l’interazione tra il rimborso 730, le imposte sostitutive sulle criptovalute e il monte ritenute ampliato.

        A partire dall’anno d’imposta 2023, le criptovalute e gli asset digitali sono stati ricondotti in un quadro normativo preciso grazie alla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022). Le plusvalenze da cessione o permuta di valute virtuali sono soggette a un’imposta sostitutiva del 26% (dal 2026, con l’aumento previsto dalla Legge di Bilancio 2025, l’aliquota sale progressivamente — verificare sempre la normativa vigente al momento della dichiarazione).

        Per i contribuenti che detengono criptovalute tramite exchange italiani o intermediari che operano come sostituti d’imposta, queste trattenute confluiscono nel quadro W del modello 730/Redditi PF. Con l’ampliamento del monte ritenute, le ritenute operate dall’intermediario sulle cripto si sommano alle ritenute IRPEF per determinare la disponibilità complessiva del sostituto.

        In termini pratici: se il tuo exchange italiano ha trattenuto 400 euro di imposta sostitutiva sulle tue plusvalenze crypto nel 2025, e lo stesso exchange (o un sostituto collegato) funge anche da sostituto per le tue ritenute IRPEF, queste due somme si sommano nel monte ritenute disponibile per il tuo eventuale rimborso 730.

        Novità da monitorare: aliquota sulle criptovalute per l’anno d’imposta 2026 — la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) prevedeva un aumento progressivo. Il valore aggiornato va verificato con le istruzioni al modello 730/2027 che saranno pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. Affidati al CAF Centro Fiscale per avere sempre i dati più aggiornati prima di presentare la dichiarazione.

        Come dichiarare le imposte sostitutive nel modello 730

        La corretta compilazione del modello 730 richiede attenzione per chi ha redditi soggetti a imposte sostitutive:

        • Cedolare secca: si dichiara nel Quadro RB (redditi fondiari) del 730, con indicazione dell’opzione per la cedolare e dell’aliquota applicata. Versamento separato tramite F24.
        • Redditi da capitale (dividendi, proventi da fondi): se la ritenuta è stata operata da un intermediario residente (banca italiana), di regola non si espongono nel 730 perché la ritenuta è a titolo definitivo. Se invece i redditi provengono dall’estero o da intermediari non residenti, vanno dichiarati nel Quadro L.
        • Capital gain: se operato da un intermediario italiano in regime del risparmio amministrato, non confluisce nel 730 ma in una dichiarazione separata. Se in regime dichiarativo, entra nel Quadro RT del Modello Redditi PF.
        • Criptovalute: si dichiarano nel Quadro W (dal 2023) sia per il monitoraggio del patrimonio (IVAFE) sia per le plusvalenze da cessione.

        La complessità di queste dichiarazioni rende essenziale l’assistenza del CAF per evitare errori che potrebbero portare a rimborsi errati o a sanzioni.

        Perché l’Ampliamento del Monte Ritenute Migliora il Sistema dei Rimborsi

        Per comprendere la portata della novità, è utile considerare alcune criticità del sistema precedente che questa riforma mira a risolvere.

        Problema 1 — Frammentazione dei versamenti: nel sistema previgente, le ritenute IRPEF e le imposte sostitutive erano “compartimenti stagni”. Un contribuente poteva avere un sostituto che versava poche ritenute IRPEF ma molte imposte sostitutive, eppure il rimborso 730 attingeva solo al primo compartimento. Risultato: rimborsi lenti o rimandati all’Erario, pur in presenza di disponibilità fiscali concrete.

        Problema 2 — Squilibri stagionali: i mesi estivi (luglio-agosto) sono quelli in cui il 730 genera il maggior flusso di rimborsi, ma sono anche mesi in cui il monte ritenute mensile può essere ridotto (ferie, liquidazioni, ecc.). L’ampliamento alle imposte sostitutive offre al sostituto un “cuscinetto” aggiuntivo proprio nei mesi più critici.

        Problema 3 — Penalizzazione di categorie composite: i contribuenti con redditi “misti” (lavoro dipendente + redditi da capitale + locazioni) erano paradossalmente in svantaggio, nonostante versassero più imposte in totale. La riforma corregge questa asimmetria, consentendo al sostituto di compensare i diversi versamenti fiscali.

        Vantaggi per il contribuente: – Rimborso erogato più velocemente, senza attendere l’intervento diretto dell’Erario – Minore probabilità di frammentazione del rimborso in più rate – Riduzione della “liquidità congelata” nelle casse dell’Erario a scapito del contribuente

        Vantaggi per il sistema: – Semplificazione amministrativa per i sostituti d’imposta – Riduzione delle pratiche di rimborso diretto gestite dall’Agenzia delle Entrate – Maggiore efficienza complessiva del sistema tributario

        È opportuno però segnalare che l’articolazione tecnica di questa riforma è ancora in fase di definizione attuativa. Le circolari dell’Agenzia delle Entrate e i provvedimenti attuativi dei decreti delegati preciseranno nei dettagli le modalità operative per i sostituti d’imposta. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue costantemente l’evoluzione normativa per fornire ai propri assistiti le informazioni più aggiornate.

        Casi Pratici e Domande Frequenti sul Rimborso 730 e Imposte Sostitutive

        Di seguito affrontiamo i casi pratici più comuni che i nostri consulenti al CAF Centro Fiscale di Udine si trovano a gestire sul tema del rimborso 730 imposte sostitutive.

        Caso 1 — Dipendente con conto deposito bancario Il datore di lavoro di Marco non è la stessa banca che ha acceso il suo conto deposito. In questo caso i due sostituti sono diversi: la banca applica la ritenuta del 26% sui proventi del conto deposito, ma questo monte non è disponibile per i rimborsi 730 gestiti dal datore di lavoro. Marco riceverà il rimborso IRPEF solo attingendo alle ritenute operate dal suo datore, con possibile intervento dell’Erario se il credito supera la disponibilità mensile.

        Caso 2 — Pensionato con rendita vitalizia assicurativa Se la compagnia di assicurazione è lo stesso soggetto che gestisce alcune ritenute per INPS (cosa rara ma possibile in strutture finanziarie integrate), l’ampliamento si applica. In genere, però, la rendita vitalizia ha un sostituto separato (la compagnia assicuratrice) rispetto a INPS. La pensione INPS beneficia del rimborso solo sulle proprie ritenute.

        Caso 3 — Piccolo imprenditore in forfettario Chi è in regime forfettario non ha un sostituto d’imposta per la propria flat tax (la paga direttamente tramite F24). Non può quindi beneficiare di rimborsi 730 tramite sostituto per le imposte sostitutive. Il rimborso eventuale avviene sempre tramite l’Erario.

        Questi esempi mostrano come la norma abbia un impatto differenziato a seconda della specifica situazione del contribuente. Un’analisi personalizzata è sempre consigliabile prima di fare affidamento su un rimborso via sostituto d’imposta.

        Come Massimizzare il Rimborso 730: Consigli del CAF Centro Fiscale

        Alla luce delle novità sul rimborso 730 imposte sostitutive, ecco i consigli pratici del nostro team al CAF Centro Fiscale di Udine per non perdere nemmeno un euro di rimborso a cui hai diritto.

        1. Porta al CAF tutti i tuoi documenti fiscali, anche quelli “separati” Spesso i contribuenti si presentano con la Certificazione Unica del datore di lavoro ma dimenticano le certificazioni delle ritenute operate su dividendi, affitti o criptovalute. Con la nuova norma, questi documenti diventano ancora più rilevanti per determinare il monte ritenute complessivo.

        2. Verifica il tuo sostituto d’imposta Non sempre è ovvio chi sia il tuo sostituto d’imposta principale. Per i dipendenti è il datore di lavoro; per i pensionati è INPS (o l’ente previdenziale di categoria). Per chi ha più fonti di reddito, occorre identificare correttamente il sostituto che gestirà il rimborso 730.

        3. Sfrutta tutte le detrazioni disponibili Le detrazioni fiscali (spese mediche, ristrutturazioni, interessi sul mutuo, spese per figli a carico) generano crediti IRPEF che il sostituto rimborserà attingendo al monte ritenute ampliato. Porta tutti gli scontrini e le ricevute al CAF: ogni euro di spesa detraibile vale, potenzialmente, il 19% (o più, a seconda dell’aliquota IRPEF marginale) di rimborso.

        4. Presenta la dichiarazione nei tempi corretti La presentazione tempestiva del 730 (entro settembre) garantisce l’elaborazione entro l’anno fiscale e accelera i rimborsi. La dichiarazione tardiva sposta il rimborso all’anno successivo.

        5. Controlla il tuo 730 precompilato L’Agenzia delle Entrate inserisce nella precompilata i dati trasmessi dai sostituti, incluse le certificazioni di ritenute sostitutive. Verifica che i dati siano completi e corretti prima di accettare o modificare la dichiarazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua un controllo accurato della precompilata per i propri assistiti.

        Servizio 730 del CAF Centro Fiscale di Udine: come funziona

        Il CAF Centro Fiscale di Udine (Viale Tullio 13) offre il servizio di compilazione e invio del modello 730 sia in ufficio che online per tutta Italia.

        Il nostro team: – Analizza la tua situazione fiscale complessiva, incluse imposte sostitutive e redditi diversi – Verifica la precompilata e corregge eventuali errori o dati mancanti – Calcola il rimborso a cui hai diritto, identificando il sostituto d’imposta corretto – Presenta la dichiarazione nei termini e monitora i rimborsi – Ti assiste in caso di comunicazioni o richieste dell’Agenzia delle Entrate

        Il nostro servizio è disponibile sia per la dichiarazione dei redditi 730 che per il Modello Redditi PF, consigliato per chi ha situazioni più complesse (capital gain, criptovalute, redditi esteri).

        Domande Frequenti (FAQ) sul Rimborso 730 e Monte Ritenute

        Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


        Il tema del rimborso 730 imposte sostitutive e dell’ampliamento del monte ritenute rappresenta uno dei progressi più significativi nella semplificazione del sistema fiscale italiano degli ultimi anni. La logica è quella della progressiva integrazione tra le diverse forme di imposizione fiscale — IRPEF ordinaria e imposte sostitutive — a beneficio del contribuente, che vedrà i propri rimborsi arrivare più rapidamente e con meno burocrazia.La riforma è ancora in fase di attuazione e le circolari dell’Agenzia delle Entrate stanno progressivamente chiarendo i dettagli operativi. Per questo, affidarsi a professionisti aggiornati è più importante che mai.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2026 e vuoi verificare a quali rimborsi hai diritto? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online per tutta Italia.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team di esperti analizzerà la tua situazione fiscale completa — incluse le imposte sostitutive — e garantirà che tu riceva ogni euro di rimborso a cui hai diritto.

        Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca nella compilazione del modello 730, verifica le tue imposte sostitutive e calcola i rimborsi a cui hai diritto. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online per tutta Italia.

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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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          robert poletto
          17/07/2026
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          Fantastici
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          Geanina Gaita
          16/07/2026
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          Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato
          Agosto 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-05 11:20:502026-08-05 10:46:16Rimborsi dal Modello 730: il Monte Ritenute si Amplia alle Imposte Sostitutive
          CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

          Come verificare il rimborso o debito IRPEF del modello 730/2026

          aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

          Come verificare il rimborso o debito IRPEF del modello 730/2026

          Hai presentato il modello 730 per l’anno d’imposta 2025 e ora ti stai chiedendo se riceverai un rimborso IRPEF o se dovrai pagare un debito? Sei nel posto giusto. In questa guida spieghiamo come verificare l’esito del tuo 730/2026, dove leggere il risultato fiscale, quando arriva il rimborso (in busta paga o sulla pensione) e cosa fare se risulta un saldo a debito.

          Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata utilizzata da lavoratori dipendenti e pensionati. Il grande vantaggio è che il conguaglio fiscale — rimborso o debito — avviene direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione, senza che il contribuente debba effettuare pagamenti separati tramite F24.

          Cos’è il risultato fiscale del 730 e come si legge

          Quando presenti il modello 730, il sistema calcola la differenza tra le imposte che avresti dovuto pagare sull’anno d’imposta 2025 e quelle già versate durante l’anno attraverso le ritenute operate dal datore di lavoro o dall’INPS. Questo calcolo genera quello che i tecnici chiamano risultato fiscale o conguaglio.

          Il risultato può essere di tre tipi:

          • A credito (rimborso): hai pagato più imposte del dovuto durante il 2025. L’eccedenza ti viene restituita.
          • A debito (saldo da pagare): hai pagato meno imposte del dovuto. La differenza viene trattenuta dalla busta paga o pensione.
          • Pari (nessun conguaglio): le imposte pagate coincidono con quelle dovute. Nessuna differenza da regolare.

          Il risultato fiscale si trova nel prospetto di liquidazione del 730, che ti viene consegnato dal CAF o dal sostituto d’imposta che ha elaborato la dichiarazione. Il documento chiave è il modello 730-3, il prospetto di liquidazione, che riepiloga tutti i calcoli effettuati.

          Come verificare il rimborso o il debito IRPEF sul 730 precompilato

          Se hai utilizzato il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, puoi verificare il risultato fiscale direttamente online. Ecco come fare passo per passo.

          Accesso al portale dell’Agenzia delle Entrate

          1. Vai sul sito agenziaentrate.gov.it
          2. Clicca su “Accedi ai servizi” nell’area riservata
          3. Autenticati con SPID, CIE o CNS
          4. Seleziona la sezione “730 precompilato”
          5. Clicca su “Visualizza 730” per l’anno d’imposta 2025

          Una volta dentro, trovi il prospetto di liquidazione 730-3. La sezione che ti interessa è quella in fondo, dove sono riportati:

          • Importo a rimborso: indica quanto ti spetta di rimborso IRPEF
          • Importo a debito: indica quanto devi pagare
          • Addizionale regionale IRPEF: conguaglio dell’imposta regionale aggiuntiva
          • Addizionale comunale IRPEF: conguaglio dell’imposta comunale aggiuntiva

          Se hai presentato il 730 tramite CAF o commercialista

          Se hai presentato il 730 tramite un CAF (come il CAF Centro Fiscale) o un intermediario abilitato, ricevi una copia del modello 730-3 elaborato. Questo prospetto riporta il risultato fiscale nella parte finale. Il CAF ti consegna anche la ricevuta di trasmissione all’Agenzia delle Entrate, con il numero di protocollo della pratica.

          Puoi sempre verificare lo stato della dichiarazione anche dal portale online, accedendo con SPID come descritto sopra, anche se la pratica è stata gestita da un intermediario.

          Quando arriva il rimborso IRPEF del 730: il calendario 2026

          Una delle domande più frequenti è: quando arriva concretamente il rimborso? La risposta dipende da chi è il tuo sostituto d’imposta: il datore di lavoro (se sei dipendente) o l’INPS (se sei pensionato).

          Rimborso in busta paga per i lavoratori dipendenti

          Per i lavoratori dipendenti il rimborso IRPEF arriva direttamente in busta paga. Il datore di lavoro riceve dall’Agenzia delle Entrate i dati delle dichiarazioni elaborate e procede con i conguagli nelle retribuzioni. Il calendario indicativo per le dichiarazioni presentate entro il 30 settembre 2026 è il seguente:

          Data presentazione 730Mese conguaglio in busta paga
          Entro aprile 2026Luglio 2026
          Maggio 2026Agosto o settembre 2026
          Giugno 2026Settembre 2026
          Luglio 2026Ottobre 2026
          Agosto 2026Novembre 2026
          Settembre 2026Dicembre 2026

          Il rimborso appare come voce separata nella busta paga, solitamente denominata “conguaglio IRPEF a credito” o simile, ed è già al netto delle imposte (non genera ulteriore tassazione).

          Rimborso sul cedolino della pensione per i pensionati

          I pensionati ricevono il conguaglio direttamente sul cedolino della pensione, poiché l’INPS agisce come sostituto d’imposta. Per il 730/2026 (anno d’imposta 2025), l’INPS elabora i conguagli tipicamente a partire da agosto 2026, con liquidazione nel cedolino di agosto (per le dichiarazioni presentate entro fine luglio).

          Per i pensionati è importante sapere che:

          • Il rimborso viene accreditato direttamente sul conto corrente dove ricevono la pensione
          • Il cedolino INPS riporta la voce specifica del conguaglio 730
          • Se il rimborso è molto elevato rispetto all’importo mensile della pensione, l’INPS può rateizzare l’erogazione su più mesi
          • Puoi controllare il cedolino online tramite MyINPS (inps.it) con SPID o CIE

          Leggi anche: Pagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

          Il debito IRPEF nel 730: quando e come si paga

          Se dalla dichiarazione risulta un saldo a debito, non devi preoccuparti: anche in questo caso il meccanismo del 730 è automatico. Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS) effettua le trattenute in busta paga o pensione, senza che tu debba versare nulla tramite F24.

          Modalità di pagamento del debito IRPEF

          Il debito IRPEF emergente dal 730 viene trattenuto in automatico secondo questo schema:

          • In un’unica soluzione: se l’importo è contenuto, viene trattenuto interamente nella retribuzione o pensione del mese di luglio (per le dichiarazioni presentate in anticipo) o del mese successivo alla presentazione
          • A rate: se l’importo è più elevato, il debito viene rateizzato su più mesi (di norma da luglio a novembre per i lavoratori dipendenti)
          • Con maggiorazione: il debito IRPEF può essere rateizzato con l’applicazione di una maggiorazione percentuale stabilita per decreto, calcolata sul numero di rate scelte a partire dalla seconda

          Cosa fare se il datore di lavoro non riesce a trattenere il debito

          Può accadere che il datore di lavoro non riesca a trattenere l’intero importo del debito IRPEF dalla busta paga, ad esempio perché la retribuzione è insufficiente. In questo caso, il sostituto d’imposta comunica all’Agenzia delle Entrate l’importo non trattenuto e il contribuente dovrà versarlo tramite modello F24 entro la scadenza indicata.

          Analogamente, se il contribuente cessa il rapporto di lavoro prima che il sostituto abbia completato le trattenute, il saldo residuo deve essere versato autonomamente.

          Come calcolare il rimborso o il debito IRPEF: esempi pratici

          Per capire come si arriva al risultato fiscale del 730, vediamo due esempi pratici con i numeri reali del 2026 (anno d’imposta 2025).

          Esempio 1: Lavoratore dipendente con rimborso IRPEF

          Immagina Marco, 45 anni, impiegato con un reddito da lavoro dipendente di 30.000 euro lordi nel 2025. Durante l’anno il datore di lavoro ha operato ritenute per 5.800 euro. Ma Marco ha sostenuto spese mediche detraibili per 1.500 euro e ha un mutuo prima casa con interessi passivi per 2.000 euro.

          Le aliquote IRPEF 2025 (anno d’imposta 2025, applicabili al 730/2026) prevedono tre scaglioni:

          • 23% per redditi fino a 28.000 euro
          • 35% per redditi da 28.001 a 50.000 euro
          • 43% per redditi oltre 50.000 euro

          Con un reddito imponibile di 30.000 euro (al netto di deduzioni e detrazioni), l’IRPEF lorda sarebbe circa 7.120 euro. Applicando le detrazioni per lavoro dipendente (circa 1.955 euro, come previsto dalla normativa vigente) e le detrazioni per spese mediche (19% di 1.500 euro = 285 euro) e per interessi passivi mutuo (19% di 2.000 euro = 380 euro), l’imposta netta scenderebbe a circa 4.500 euro.

          Risultato: Marco ha versato 5.800 euro ma ne doveva 4.500, quindi riceve un rimborso di 1.300 euro in busta paga.

          Esempio 2: Pensionata con debito IRPEF

          Maria, 68 anni, pensionata con pensione di 18.000 euro l’anno e reddito da locazione di un appartamento (cedolare secca, che non confluisce nel 730 IRPEF ordinario). Nel 2025 ha anche ricevuto 800 euro di dividendi da una piccola partecipazione, assoggettati a ritenuta alla fonte. Questi redditi aggiuntivi non erano stati considerati dal suo sostituto d’imposta INPS quando ha calcolato le ritenute mensili.

          Dall’elaborazione del 730 emerge che le imposte dovute su questi redditi aggiuntivi sommano a 300 euro di debito IRPEF, che l’INPS tratterrà dal cedolino della pensione di agosto 2026 in un’unica soluzione.

          Perché il rimborso IRPEF 730 è bloccato o in ritardo

          A volte il rimborso atteso non arriva nei tempi previsti. Le ragioni più comuni sono le seguenti.

          Controllo preventivo dell’Agenzia delle Entrate

          L’Agenzia delle Entrate può sospendere il rimborso per effettuare un controllo preventivo sulla dichiarazione. Questo accade tipicamente quando:

          • Il rimborso supera determinati importi soglia
          • Ci sono anomalie o incongruenze nei dati dichiarati
          • La dichiarazione è stata presentata come “non conforme” al precompilato (con modifiche sostanziali)
          • Il contribuente è già soggetto a verifiche fiscali

          In questi casi l’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione di sospensione entro 4 mesi dalla presentazione del 730. Se non arriva nessuna comunicazione, il rimborso viene erogato normalmente.

          Dichiarazione non conforme al precompilato

          Se hai modificato in modo sostanziale il 730 precompilato (aggiungendo oneri detraibili non presenti, modificando redditi, ecc.), la dichiarazione rientra nella categoria “non conforme”. In questo caso l’Agenzia delle Entrate può avviare controlli preventivi prima di erogare il rimborso. I tempi si allungano rispetto al caso standard.

          Problemi con il sostituto d’imposta

          In alcuni casi il ritardo dipende dal sostituto d’imposta (datore di lavoro), che potrebbe aver ricevuto i dati in ritardo o avere difficoltà operative nell’elaborare i conguagli. Se sei a luglio inoltrato e non hai ancora visto il rimborso in busta paga, puoi chiedere chiarimenti direttamente all’ufficio paghe della tua azienda.

          Leggi anche: Detrazione assicurazioni nel 730/2026, ecco in quali casi

          Come controllare lo stato del rimborso 730 online

          Per monitorare lo stato del rimborso IRPEF e della tua dichiarazione 730/2026, hai a disposizione diversi strumenti digitali ufficiali.

          Il cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate

          Il cassetto fiscale è l’area personale disponibile sul sito agenziaentrate.gov.it. Accedendo con SPID, CIE o CNS puoi visualizzare:

          • Le dichiarazioni presentate (730, Redditi PF, ecc.)
          • Lo stato dei rimborsi in lavorazione
          • Le eventuali comunicazioni o avvisi dell’Agenzia
          • I versamenti effettuati

          Per verificare lo stato del rimborso: accedi al cassetto fiscale → sezione “Rimborsi” → seleziona l’anno d’imposta 2025. Il sistema mostra lo stato: “in lavorazione”, “in pagamento” o “erogato”.

          L’app “AE” dell’Agenzia delle Entrate

          L’app mobile AE (disponibile per iOS e Android) permette di accedere al cassetto fiscale anche da smartphone. È possibile verificare lo stato del rimborso, visualizzare la dichiarazione presentata e ricevere notifiche push su comunicazioni dell’Agenzia.

          MyINPS per i pensionati

          I pensionati possono controllare il cedolino della pensione e le trattenute operate dall’INPS (inclusi i conguagli 730) tramite il portale MyINPS sul sito inps.it. La sezione “Cedolino della pensione” mostra tutte le voci, inclusi eventuali rimborsi o trattenute per il conguaglio fiscale.

          Addizionali regionale e comunale IRPEF nel 730: come funzionano

          Oltre all’IRPEF principale, il conguaglio del 730 riguarda anche le addizionali regionali e comunali, imposte aggiuntive calcolate sul reddito imponibile e versate alla Regione e al Comune di residenza.

          Addizionale regionale IRPEF

          L’addizionale regionale IRPEF è un’imposta che ogni Regione stabilisce autonomamente entro i limiti fissati dalla legge nazionale. Le aliquote variano da regione a regione e possono essere differenziate per scaglioni di reddito. Nel modello 730/2026 (anno d’imposta 2025) il saldo dell’addizionale regionale viene trattenuto in busta paga con le stesse modalità dell’IRPEF principale.

          Addizionale comunale IRPEF

          L’addizionale comunale IRPEF è determinata dal Comune di residenza (al 1° gennaio dell’anno d’imposta). Anche in questo caso le aliquote variano da Comune a Comune. Il 730 calcola sia il saldo dell’addizionale dell’anno precedente che l’acconto per l’anno in corso (pari al 30% dell’addizionale dell’anno precedente), entrambi trattenuti in busta paga.

          Leggi anche: Vendita di energia fotovoltaica al GSE: come tassare i proventi e dichiararli nel 730 e nel modello Redditi 2026

          Acconti IRPEF nel 730: cosa sono e come incidono

          Il modello 730 calcola anche gli acconti IRPEF per l’anno successivo, ovvero anticipi sulle imposte che potrebbero essere dovute nell’anno in corso (2026) in base al reddito dichiarato per il 2025.

          Gli acconti si suddividono in:

          • Primo acconto (40% dell’imposta dovuta): normalmente da pagare entro giugno/luglio
          • Secondo acconto (60% dell’imposta dovuta): da pagare entro novembre

          Nel 730, questi acconti vengono trattenuti automaticamente in busta paga o pensione, senza necessità di versamento tramite F24. Tuttavia, se il contribuente prevede di avere un reddito inferiore nell’anno successivo, può optare per la riduzione o la non applicazione degli acconti, comunicandolo al sostituto d’imposta prima delle scadenze.

          730 senza sostituto d’imposta: rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate

          Esiste una casistica particolare: quella del 730 senza sostituto d’imposta. Si verifica quando il contribuente, pur potendo utilizzare il modello 730 (perché nel 2025 era dipendente o pensionato), al momento della presentazione della dichiarazione non ha più un sostituto d’imposta (ad esempio perché ha cambiato lavoro e il nuovo rapporto non è ancora partito, è in aspettativa, in cassa integrazione straordinaria, ecc.).

          In questo caso:

          • Se risulta un rimborso, questo viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico bancario (l’IBAN va indicato in dichiarazione) o assegno
          • Se risulta un debito, il contribuente deve versare autonomamente l’importo tramite F24 entro le scadenze previste (generalmente luglio per il saldo, senza la comodità della trattenuta automatica)

          I tempi per il rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate sono generalmente più lunghi rispetto al conguaglio in busta paga: possono occorrere diversi mesi, fino a un anno, soprattutto se la dichiarazione è soggetta a controlli.

          Cosa fare se il rimborso 730 non arriva: procedure e tutele

          Se i tempi previsti sono trascorsi e il rimborso IRPEF non è ancora arrivato, ci sono alcune azioni concrete che puoi intraprendere.

          Verifica sul cassetto fiscale

          Il primo passo è sempre verificare lo stato nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Se il rimborso è in stato “erogato” ma non l’hai ricevuto, potrebbe esserci un problema con le coordinate bancarie (IBAN errato o assenza di IBAN aggiornato). Contatta l’Agenzia delle Entrate o il tuo CAF per aggiornare le coordinate.

          Istanza di rimborso

          Se il rimborso risulta ancora “in lavorazione” dopo molti mesi, puoi presentare una istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate (tramite il servizio online o al front office). Questo sollecita l’ufficio a verificare la pratica e, se tutto è regolare, ad accelerare l’erogazione.

          Ricorso in caso di silenzio-rifiuto

          Se trascorrono 90 giorni dalla presentazione dell’istanza senza risposta, si configura il cosiddetto silenzio-rifiuto. In questo caso hai la facoltà di ricorrere alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado competente per territorio. È però una procedura che raramente si rende necessaria per i rimborsi 730: nella maggioranza dei casi le istanze vengono evase nei tempi ragionevoli.

          Domande frequenti (FAQ) sul rimborso e debito IRPEF 730/2026

          Posso scegliere di non ricevere il rimborso del 730 in busta paga?

          No, il meccanismo del conguaglio in busta paga è automatico per chi ha un sostituto d’imposta. Non è prevista la possibilità di scegliere di ricevere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate se hai un datore di lavoro o sei pensionato INPS, a meno che non ti trovi nella casistica del “730 senza sostituto”.

          Il rimborso 730 è tassato?

          No. Il rimborso IRPEF che ricevi in busta paga o sul cedolino della pensione non è ulteriormente tassato. Si tratta di una restituzione di imposte già pagate, non di un nuovo reddito. Non compare nella busta paga come voce imponibile.

          Quanto tempo ho per presentare il 730/2026?

          Il termine ordinario per la presentazione del modello 730/2026 (anno d’imposta 2025) è il 30 settembre 2026. Prima presenti la dichiarazione, prima riceverai l’eventuale rimborso in busta paga.

          Posso fare il 730 se ho cambiato lavoro durante il 2025?

          Sì. Se nel 2025 hai avuto più datori di lavoro (inclusi periodi di disoccupazione), puoi comunque presentare il modello 730. Dovrai indicare tutti i redditi percepiti tramite le relative Certificazioni Uniche (CU) e, se al momento della presentazione non hai un sostituto d’imposta attivo, potrai indicare il sostituto come assente e ricevere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

          Cosa succede se mi accorgo di un errore nel 730 già presentato?

          Se ti accorgi di un errore dopo aver presentato il 730, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Se l’errore si scopre dopo questa data, occorrerà presentare il modello Redditi PF integrativo. In entrambi i casi, conviene rivolgersi al CAF che ha seguito la pratica originale per gestire la correzione in modo corretto.

          Il rimborso 730 può essere pignorato dai creditori?

          I rimborsi fiscali, in linea generale, possono essere oggetto di pignoramento da parte dei creditori, nei limiti previsti dalla legge. Tuttavia, se il rimborso transita come voce della busta paga, si applicano i limiti di pignorabilità delle retribuzioni (in genere il quinto dello stipendio netto). Se erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente, si applicano le norme ordinarie sui pignoramenti bancari. Per situazioni specifiche, è sempre consigliabile consultare un esperto.

          Conclusione: affidati al CAF per gestire il tuo 730/2026

          Verificare il rimborso o il debito IRPEF derivante dal modello 730 non è complicato, ma richiede di conoscere i giusti canali e le tempistiche. Il prospetto 730-3 è il documento chiave, i portali online dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS permettono di monitorare lo stato in tempo reale, e il meccanismo automatico di conguaglio in busta paga rende il processo molto comodo rispetto ad altri modelli dichiarativi.

          Se hai dubbi su come leggere il tuo prospetto di liquidazione, se il rimborso atteso è in ritardo, o se vuoi assicurarti che la tua dichiarazione 730/2026 sia stata elaborata correttamente con tutte le detrazioni spettanti, il CAF Centro Fiscale è a tua disposizione. I nostri esperti possono verificare la tua situazione fiscale, controllare il prospetto di liquidazione e aiutarti a risolvere eventuali problemi con il rimborso o la gestione del debito IRPEF.

          Prenota ora il tuo appuntamento con il CAF Centro Fiscale e metti al sicuro la tua dichiarazione dei redditi.

          Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 11:20:112026-07-21 09:05:37Come verificare il rimborso o debito IRPEF del modello 730/2026
          CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

          Rimborso 730 2026: Quando Viene Accreditato sul Conto e Come Controllare Online

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Hai presentato il modello 730/2026 e ti aspetti un rimborso IRPEF? La domanda che tutti i contribuenti si pongono è la stessa: quando viene accreditato il rimborso del 730 sul conto corrente? La risposta dipende da chi sei: lavoratore dipendente con sostituto d’imposta, pensionato o contribuente senza sostituto. In questa guida trovi le date precise, le modalità di accredito e come controllare lo stato del rimborso online, direttamente dall’Agenzia delle Entrate o dall’INPS.

          Indice dei contenuti

          1. Come funziona il rimborso 730: le basi
          2. Date accredito rimborso 730/2026: il calendario completo
          3. Contribuenti senza sostituto d’imposta: rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate
          4. Come controllare lo stato del rimborso 730 online
          5. Il rimborso 730 non è ancora arrivato: cosa fare
          6. Domande frequenti sul rimborso 730/2026
          7. Articoli correlati sul rimborso 730 e la dichiarazione dei redditi
          8. Hai dubbi sul rimborso 730? Il CAF Centro Fiscale ti assiste

          Come funziona il rimborso 730: le basi

          Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi “assistita”: significa che non sei tu a versare o ricevere importi direttamente dall’Erario, ma lo fa per te il tuo sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro (se sei dipendente) o l’INPS (se sei pensionato). In alternativa, se non hai un sostituto d’imposta, l’Agenzia delle Entrate eroga il rimborso direttamente.

          Se dalla dichiarazione emerge un credito a tuo favore — cioè hai pagato più IRPEF di quanto dovevi — il sistema provvede automaticamente ad accreditartelo. Non devi fare nessuna richiesta aggiuntiva: il rimborso avviene in modo automatico, rispettando il calendario stabilito dalla normativa (DPR n. 322/1998 e istruzioni Agenzia delle Entrate).

          Date accredito rimborso 730/2026: il calendario completo

          Le tempistiche del rimborso cambiano in base alla categoria di contribuente. Ecco il calendario aggiornato per l’anno di imposta 2025 (730 presentato nel 2026):

          Lavoratori dipendenti (sostituto d’imposta privato)

          Per i lavoratori dipendenti con azienda o ente privato come sostituto d’imposta, il rimborso viene erogato direttamente in busta paga. Le tempistiche dipendono da quando il CAF o il datore di lavoro ha inviato il 730 all’Agenzia delle Entrate:

          • 730 inviato entro il 31 maggio 2026: rimborso in busta paga di luglio 2026
          • 730 inviato entro il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga di luglio 2026 (per la maggior parte dei sostituti)
          • 730 inviato entro il 15 luglio 2026: rimborso in busta paga di agosto 2026
          • 730 inviato entro il 29 settembre 2026: rimborso in busta paga di settembre/ottobre 2026

          In pratica: la maggior parte dei lavoratori dipendenti che ha presentato il 730 tramite CAF entro giugno riceverà il rimborso già nella busta paga di luglio 2026. L’importo apparirà come voce separata nella busta paga, solitamente etichettata come “conguaglio IRPEF a credito” o “rimborso IRPEF 730”.

          Pensionati (sostituto d’imposta INPS)

          Per i pensionati, il sostituto d’imposta è l’INPS, che eroga il rimborso direttamente sulla pensione. Le date sono leggermente diverse rispetto ai lavoratori dipendenti:

          • 730 inviato entro il 31 maggio 2026: rimborso sulla pensione di agosto 2026
          • 730 inviato entro il 15 luglio 2026: rimborso sulla pensione di settembre 2026
          • 730 inviato entro il 29 settembre 2026: rimborso sulla pensione di ottobre/novembre 2026

          Questo significa che per i pensionati c’è circa un mese di ritardo rispetto ai dipendenti. È una differenza strutturale legata ai tempi di elaborazione dell’INPS in quanto sostituto d’imposta. Il rimborso comparirà nel cedolino della pensione come voce aggiuntiva.

          Per approfondire il tema dei rimborsi sui pensionati, puoi consultare la nostra guida dedicata: Rimborso 730 Pensionati 2026: quando arriva sulla pensione.

          Contribuenti senza sostituto d’imposta: rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate

          Se sei un lavoratore autonomo, un professionista o un contribuente senza un datore di lavoro (sostituto d’imposta), il rimborso non avviene tramite busta paga ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso:

          • Il rimborso viene accreditato sul conto corrente bancario o postale che hai indicato nella dichiarazione
          • I tempi sono generalmente più lunghi rispetto ai lavoratori dipendenti: di solito da settembre a dicembre 2026, ma possono protrarsi fino all’anno successivo in caso di controlli
          • L’Agenzia delle Entrate può richiedere documentazione aggiuntiva prima di procedere con l’accredito

          Se hai diritto a un rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate ma non hai indicato un IBAN al momento della dichiarazione, l’Agenzia ti invierà un vaglia postale o una comunicazione per aggiornare i dati bancari. È fondamentale tenere aggiornate queste informazioni sul cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

          Come controllare lo stato del rimborso 730 online

          Puoi verificare in qualsiasi momento a che punto è il tuo rimborso IRPEF attraverso due strumenti ufficiali: il portale dell’Agenzia delle Entrate e, per i pensionati, MyINPS.

          Verifica rimborso su Agenzia delle Entrate (per tutti)

          L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio di verifica dello stato del rimborso accessibile con SPID, CIE o credenziali Fisconline:

          1. Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi all’area riservata con SPID o CIE
          2. Clicca su “Il mio cassetto fiscale”
          3. Vai alla sezione “Rimborsi”
          4. Troverai l’elenco dei rimborsi con lo stato: in lavorazione, liquidato o erogato

          In alternativa, puoi usare il servizio “Controlla il tuo rimborso” direttamente sulla home dell’Agenzia delle Entrate, disponibile senza autenticazione inserendo codice fiscale e anno d’imposta.

          Verifica rimborso su MyINPS (solo per pensionati)

          I pensionati che hanno presentato il 730 attraverso l’INPS come sostituto d’imposta possono verificare lo stato del conguaglio sul cedolino della pensione:

          1. Accedi a myinps.inps.it con SPID o CIE
          2. Vai su “Pensione e Previdenza” → “Cedolino della pensione”
          3. Seleziona il mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto o settembre 2026)
          4. Nel cedolino troverai la voce “conguaglio fiscale a credito” o “rimborso IRPEF 730”

          Per ulteriori dettagli sui conguagli fiscali INPS sulla pensione, leggi: Modello 730 2026 Pensionati: Come Verificare i Conguagli Fiscali INPS.

          Il rimborso 730 non è ancora arrivato: cosa fare

          Se la data prevista è passata e il rimborso non è ancora arrivato, prima di allarmarsi è utile verificare alcune situazioni comuni:

          Il sostituto d’imposta ha liquidità insufficiente

          Il datore di lavoro (sostituto d’imposta) anticipa il rimborso al dipendente utilizzando le ritenute fiscali che ha già trattenuto agli altri dipendenti. Se la somma delle ritenute è inferiore al rimborso da erogare, il datore di lavoro può non essere in grado di anticiparlo integralmente. In questo caso deve comunicarlo all’Agenzia delle Entrate, che provvederà direttamente all’accredito. I tempi in questo caso si allungano (anche di diversi mesi).

          Rimborso bloccato per controllo preventivo

          L’Agenzia delle Entrate può sospendere l’erogazione di rimborsi superiori a determinate soglie per effettuare controlli preventivi sulla dichiarazione. In questi casi riceverai una comunicazione tramite il tuo cassetto fiscale o per posta. Non significa necessariamente che ci sono irregolarità: è una verifica di routine che può richiedere qualche settimana aggiuntiva.

          IBAN non aggiornato o errato

          Se il rimborso deve essere erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate ma l’IBAN comunicato è errato o il conto è stato chiuso, l’accredito non andrà a buon fine. Verifica e aggiorna il tuo IBAN nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate prima possibile.

          Domande frequenti sul rimborso 730/2026

          Quando arriva esattamente il rimborso 730 sulla busta paga di luglio 2026?

          Il giorno preciso dipende da quando il tuo datore di lavoro elabora le buste paga. La maggior parte delle aziende liquida lo stipendio di luglio nella seconda o ultima settimana del mese. Il rimborso comparirà nella stessa busta paga come voce separata. Se il tuo datore paga lo stipendio il 27 luglio, troverai il rimborso quel giorno.

          Il rimborso 730 è tassato?

          No. Il rimborso del 730 non è un reddito: è la restituzione di imposte che hai pagato in eccesso nel corso dell’anno. Non viene quindi tassato e non devi dichiararti nel 730 dell’anno successivo.

          Posso chiedere il rimborso in un’unica soluzione anche se ho un debito fiscale?

          Se dalla dichiarazione emerge sia un credito IRPEF sia un debito (ad esempio addizionali regionali o comunali), il sistema li compensa automaticamente. Riceverai solo la differenza netta. Se il debito è superiore al credito, verrà effettuata una trattenuta mensile sulla tua busta paga o pensione a partire da luglio, spalmata in più rate fino a dicembre 2026.

          Ho presentato il 730 correttivo: cambia qualcosa per il rimborso?

          Se hai presentato un 730 correttivo o integrativo, i tempi di lavorazione si allungano rispetto alla dichiarazione originale. Il rimborso verrà ricalcolato sulla base dell’ultima dichiarazione presentata, ma i tempi possono slittare di qualche settimana o mese a seconda della data di presentazione del correttivo.

          Quanto dura il diritto a ricevere il rimborso IRPEF?

          Il diritto al rimborso IRPEF si prescrive in 10 anni dalla data in cui si è generato il credito. Non rischi quindi di perdere il rimborso nel breve periodo, ma è comunque consigliabile tenere monitorate le pratiche per non incorrere in disguidi.

          Posso ricevere il rimborso 730 sul conto di un familiare?

          Per i dipendenti, il rimborso viene erogato in busta paga e quindi non è possibile reindirizzarlo su un altro conto. Per i rimborsi diretti dall’Agenzia delle Entrate, l’IBAN deve essere intestato al contribuente richiedente: non è possibile indicare l’IBAN di un familiare o di un terzo.

          Articoli correlati sul rimborso 730 e la dichiarazione dei redditi

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          • Trattamento integrativo 2026: chi spetta e calcolo 730
          • Spese mediche detraibili nel 730/2026: pagamento e documenti

          Hai dubbi sul rimborso 730? Il CAF Centro Fiscale ti assiste

          Se non hai ancora ricevuto il rimborso nei tempi previsti, se vuoi verificare lo stato della pratica o se hai bisogno di aiuto per interpretare le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori ti aiutano a:

          • Verificare lo stato del rimborso 730 sul cassetto fiscale
          • Controllare se la dichiarazione è stata trasmessa correttamente
          • Presentare istanza di rimborso in caso di crediti non erogati
          • Gestire pratiche di 730 correttivo o integrativo
          • Aggiornare le coordinate bancarie presso l’Agenzia delle Entrate

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          Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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          CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

          Rimborso 730 Luglio 2026: Chi Lo Riceve, Importo e Come Verificare in Busta Paga

          Dichiarazione dei redditi 730

          Il rimborso 730 luglio 2026 rappresenta il momento in cui milioni di lavoratori dipendenti vedono accreditato direttamente in busta paga il credito IRPEF risultante dalla dichiarazione dei redditi 730. Se hai inviato il modello 730 entro la fine di maggio, luglio 2026 è il mese in cui il tuo datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, effettua il conguaglio 730 e ti restituisce le imposte pagate in eccesso. In questa guida ti spieghiamo chi ha diritto al rimborso, come viene calcolato l’importo, dove trovarlo nella busta paga di luglio e cosa fare se non compare.

          Indice dei contenuti

          1. Chi riceve il rimborso 730 a luglio 2026
          2. Come si calcola l’importo del rimborso
          3. Come trovare il conguaglio 730 in busta paga
          4. Pensionati: rimborso ad agosto o settembre
          5. Cosa fare se il rimborso non compare in busta paga
          6. Rimborso incapiente: quando viene dilazionato
          7. Controlli preventivi per rimborsi sopra 4.000 euro
          8. Prossime finestre di rimborso: agosto e settembre 2026
          9. Domande frequenti sul rimborso 730 luglio 2026

          Chi riceve il rimborso 730 a luglio 2026

          Il rimborso 730 a luglio 2026 spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati che hanno presentato il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) entro il 31 maggio 2026. In questo caso, il datore di lavoro ha il tempo tecnico per elaborare il conguaglio e inserire il credito nella busta paga di luglio.

          Nello specifico, ricevono il rimborso IRPEF in busta paga luglio i contribuenti che soddisfano tutte queste condizioni:

          • Hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro) che effettua il conguaglio
          • Hanno inviato il 730 entro fine maggio 2026 (tramite CAF, commercialista o precompilata online)
          • Dal 730 risulta un credito IRPEF, cioè le detrazioni e deduzioni superano le imposte dovute
          • Non sono soggetti a controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate (vedi sezione dedicata)

          Chi ha presentato il 730 a giugno riceverà il rimborso nella busta paga di agosto, mentre chi lo invia a luglio dovrà attendere settembre o ottobre. Il principio è semplice: prima invii la dichiarazione, prima ricevi il rimborso. Per questo il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia sempre di presentare il 730 il prima possibile.

          Come si calcola l’importo del rimborso 730 luglio 2026

          L’importo del rimborso 730 non è uguale per tutti: dipende interamente dalle detrazioni fiscali e deduzioni che hai dichiarato nel modello 730. In pratica, il rimborso corrisponde alla differenza tra le imposte già trattenute dal datore di lavoro durante l’anno e quelle effettivamente dovute dopo aver applicato tutte le agevolazioni.

          Ecco le principali voci che generano un credito IRPEF e quindi un rimborso in busta paga:

          • Spese sanitarie (medici, farmaci, visite specialistiche): detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro
          • Interessi passivi sul mutuo prima casa: detrazione del 19% fino a 4.000 euro di interessi
          • Spese per figli a carico: istruzione, sport, asili nido (vedi anche l’assegno unico universale)
          • Bonus ristrutturazione e risparmio energetico: rate annuali delle detrazioni al 50% o 65%
          • Spese veterinarie, funebri, di istruzione universitaria
          • Contributi previdenziali versati (colf, badanti, previdenza complementare)

          Ad esempio, se durante il 2025 il tuo datore di lavoro ha trattenuto 5.000 euro di IRPEF, ma dalle detrazioni risulta che ne dovevi pagare solo 4.200 euro, il rimborso 730 luglio 2026 sarà di 800 euro netti direttamente in busta paga. Se invece hai sostenuto molte spese detraibili (ristrutturazione, mutuo, spese mediche importanti), il rimborso può superare anche i 2.000-3.000 euro.

          Come trovare il conguaglio 730 nella busta paga di luglio

          Una delle domande più frequenti è: “Dove trovo il rimborso nella busta paga?”. Il conguaglio 730 compare nella busta paga di luglio 2026 come una voce specifica, generalmente nella sezione delle competenze aggiuntive o dei rimborsi fiscali.

          Ecco come individuarlo passo per passo:

          1. Cerca la voce “Conguaglio 730” o “Rimborso IRPEF mod. 730” nella parte centrale del cedolino
          2. Potresti trovare anche “Credito IRPEF da 730” o “Rimb. Mod. 730”: la dicitura varia a seconda del software paghe utilizzato dall’azienda
          3. Verifica che l’importo corrisponda a quanto indicato nel prospetto di liquidazione (rigo 163 o 164 del 730-3) che ti ha consegnato il CAF
          4. Il rimborso potrebbe essere suddiviso in più voci se hai anche addizionali regionali e comunali a credito

          Se non riesci a interpretare la busta paga, il consiglio è di confrontare il netto di luglio con quello dei mesi precedenti. Se è sensibilmente più alto, il rimborso 730 è stato erogato. In caso di dubbi, puoi rivolgerti all’ufficio paghe della tua azienda oppure contattare il CAF Centro Fiscale per un supporto nella lettura del cedolino.

          Pensionati: il rimborso 730 arriva ad agosto o settembre

          Se sei un pensionato, il rimborso 730 non arriva a luglio ma con tempistiche diverse. L’INPS, che agisce come sostituto d’imposta per i pensionati, ha tempi di elaborazione più lunghi rispetto ai datori di lavoro privati.

          In base alla data di presentazione del 730, ecco quando i pensionati possono aspettarsi il rimborso:

          • 730 inviato entro maggio: rimborso nel cedolino pensione di agosto o settembre 2026
          • 730 inviato a giugno: rimborso a settembre o ottobre 2026
          • 730 inviato a luglio-settembre: rimborso a ottobre o novembre 2026

          Per i pensionati, il rimborso compare nel cedolino pensione INPS come voce “Conguaglio 730” o “Rimborso fiscale mod. 730”. Puoi verificarlo accedendo al tuo fascicolo previdenziale sul sito INPS con SPID o CIE. Se sei vicino alla pensione anticipata e vuoi capire come funziona il conguaglio nel passaggio da dipendente a pensionato, il nostro CAF può assisterti.

          Cosa fare se il rimborso 730 non compare in busta paga a luglio

          Hai controllato la busta paga di luglio e il rimborso 730 non c’è? Non farti prendere dal panico: esistono diverse spiegazioni possibili e nella maggior parte dei casi il problema si risolve facilmente.

          Ecco le cause più comuni per cui il rimborso 730 potrebbe non comparire nella busta paga di luglio 2026:

          • Hai inviato il 730 dopo maggio: se la dichiarazione è stata trasmessa a giugno, il rimborso slitterà ad agosto. L’Agenzia delle Entrate comunica i risultati al sostituto d’imposta con tempistiche diverse a seconda della data di invio
          • Il datore di lavoro non ha ancora ricevuto il prospetto di liquidazione: a volte i tempi tecnici si allungano, specialmente per le aziende più piccole
          • Sei soggetto a controlli preventivi: per rimborsi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate può bloccare l’erogazione per verifiche (vedi sezione successiva)
          • Hai cambiato datore di lavoro: se hai cambiato impiego dopo aver inviato il 730, il nuovo datore potrebbe non aver ricevuto le informazioni dal precedente
          • Il 730 presenta un debito, non un credito: in questo caso non c’è rimborso ma una trattenuta aggiuntiva

          Cosa fare concretamente: verifica lo stato della tua dichiarazione accedendo al cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID. Lì puoi controllare se il 730 risulta elaborato e se il prospetto di liquidazione è stato trasmesso al tuo sostituto d’imposta. In alternativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale che ha presentato la tua dichiarazione: possiamo verificare direttamente lo stato del tuo rimborso 730.

          Rimborso incapiente: quando viene dilazionato nei mesi successivi

          Esiste un caso particolare che molti contribuenti non conoscono: il rimborso 730 incapiente. Questo accade quando l’importo del rimborso è superiore alle ritenute IRPEF che il datore di lavoro avrebbe dovuto trattenerti nel mese di luglio.

          Facciamo un esempio pratico: supponiamo che il tuo rimborso 730 sia di 1.500 euro, ma le ritenute IRPEF mensili della tua busta paga sono solo 600 euro. Il datore di lavoro non può rimborsarti più di quanto trattiene. In questo caso, a luglio ricevi 600 euro, e i restanti 900 euro vengono ripartiti nelle buste paga successive (agosto, settembre, eccetera) fino al completo rimborso.

          Il rimborso incapiente si verifica più frequentemente in queste situazioni:

          • Lavoratori part-time con stipendio basso e ritenute IRPEF ridotte
          • Contribuenti con molte detrazioni (ristrutturazione + mutuo + spese mediche)
          • Lavoratori stagionali che non hanno buste paga per tutti i mesi dell’anno
          • Dipendenti con reddito basso e quindi poche ritenute mensili

          Se il rimborso non viene completato entro dicembre, il datore di lavoro deve indicare l’importo residuo nella Certificazione Unica (CU) dell’anno successivo, e il contribuente potrà recuperarlo nella dichiarazione dei redditi seguente.

          Controlli preventivi per rimborsi 730 sopra 4.000 euro

          Se dal tuo 730 risulta un rimborso superiore a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe sottoporre la tua dichiarazione a controlli preventivi prima di autorizzare l’erogazione. Questa procedura è stata introdotta per contrastare le frodi fiscali e può ritardare significativamente il rimborso.

          I controlli preventivi si attivano in particolare quando:

          • Il rimborso supera i 4.000 euro
          • La dichiarazione presenta elementi di incoerenza rispetto ai dati in possesso dell’Agenzia
          • Il 730 è stato presentato con modifiche significative rispetto al precompilato (ad esempio, aggiunta di molte spese detraibili non presenti nel precompilato)
          • Il contribuente presenta la dichiarazione per la prima volta con un sostituto d’imposta diverso dall’anno precedente

          In caso di controllo preventivo, il rimborso non viene erogato dal datore di lavoro ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate, generalmente entro 6-7 mesi dalla dichiarazione. Il rimborso arriva tramite accredito sul conto corrente se hai comunicato il tuo IBAN all’Agenzia, oppure tramite assegno vidimato inviato a casa.

          Per velocizzare l’operazione, il consiglio è di comunicare tempestivamente il tuo IBAN all’Agenzia delle Entrate attraverso il sito ufficiale o tramite il tuo CAF di fiducia. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare se la tua dichiarazione è stata sottoposta a controllo e aiutarti a gestire la situazione.

          Prossime finestre di rimborso 730: agosto e settembre 2026

          Se non hai ancora inviato il 730 o lo hai presentato dopo maggio, ecco il calendario dei rimborsi 730 per i mesi successivi a luglio:

          • Busta paga agosto 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro il 20 giugno 2026
          • Busta paga settembre 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro il 15 luglio 2026
          • Busta paga ottobre 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro metà agosto 2026
          • Cedolino pensione agosto/settembre 2026: per i pensionati che hanno inviato il 730 entro maggio-giugno

          La scadenza finale per l’invio del modello 730/2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, inviare la dichiarazione a ridosso della scadenza significa ricevere il rimborso solo verso novembre-dicembre. Per questo motivo, ti consigliamo di non aspettare: prenota il tuo appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine e invia il 730 il prima possibile per ottenere il rimborso in tempi rapidi.

          Ricorda anche che il 730 precompilato 2026 è disponibile dal 30 aprile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Se preferisci un supporto professionale per verificare e integrare i dati, il nostro CAF è a tua disposizione.

          Domande frequenti sul rimborso 730 luglio 2026

          Quando arriva il rimborso 730 in busta paga luglio 2026?

          Il rimborso 730 in busta paga luglio 2026 arriva per i lavoratori dipendenti che hanno inviato la dichiarazione entro fine maggio 2026. Il conguaglio viene effettuato dal datore di lavoro e compare nel cedolino di luglio, generalmente accreditato con lo stipendio di fine mese.

          Come si calcola il rimborso del 730?

          Il rimborso si calcola come differenza tra le imposte già trattenute dal datore di lavoro durante il 2025 e l’IRPEF effettivamente dovuta dopo aver applicato detrazioni (spese mediche, mutuo, ristrutturazioni) e deduzioni. Se le trattenute superano il dovuto, la differenza viene rimborsata.

          I pensionati ricevono il rimborso 730 a luglio?

          No, i pensionati non ricevono il rimborso a luglio. L’INPS eroga il conguaglio 730 nel cedolino pensione di agosto o settembre 2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro maggio. I tempi dell’INPS sono più lunghi rispetto ai datori di lavoro privati.

          Cosa succede se il rimborso 730 supera i 4.000 euro?

          Per rimborsi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate può disporre controlli preventivi. In questo caso, il rimborso non viene erogato dal datore di lavoro ma direttamente dall’Agenzia, generalmente entro 6-7 mesi, tramite accredito su conto corrente o assegno vidimato.

          Perché il rimborso 730 non compare nella busta paga di luglio?

          Le cause più comuni sono: invio del 730 dopo maggio (il rimborso slitterà al mese successivo), controlli preventivi in corso, cambio del datore di lavoro, oppure la dichiarazione ha generato un debito anziché un credito. Verifica lo stato sul cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

          Cos’è il rimborso 730 incapiente?

          Il rimborso incapiente si verifica quando l’importo del credito è superiore alle ritenute IRPEF mensili. In questo caso, il datore di lavoro rimborsa quanto può a luglio e dilaziona il resto nelle buste paga dei mesi successivi fino al completo rimborso. È frequente per lavoratori part-time o con molte detrazioni.

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          • Rimborso 730 2026: Quando Arriva, Tempi e Come Verificare lo Stato
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          • 730 Dichiarazione dei Redditi: Guida Completa
          • Detrazioni Fiscali: Tutte le Agevolazioni Disponibili
          • 730 Precompilato 2026: Come Accedere e Inviare

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            Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 08:00:002026-04-18 15:05:47Rimborso 730 Luglio 2026: Chi Lo Riceve, Importo e Come Verificare in Busta Paga
            CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

            Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Come Verificare

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Il rimborso 730 per i pensionati 2026 funziona in modo diverso rispetto a quello dei lavoratori dipendenti. Se hai presentato il 730 precompilato 2026 e risulta un credito IRPEF, il rimborso non arriva in busta paga ma direttamente sulla pensione INPS. In questa guida ti spieghiamo quando arriva il rimborso 730 sulla pensione, come verificarlo sul cedolino pensione, cosa succede in caso di importi elevati e come controllare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale.

            Indice dei contenuti

            1. Come funziona il rimborso 730 per i pensionati
            2. INPS come sostituto d’imposta: cosa significa
            3. Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione 2026
            4. Tempistiche pensionati vs dipendenti: le differenze
            5. Come si vede il rimborso sul cedolino pensione
            6. Rimborso incapiente: cosa succede se supera la pensione
            7. Trattenute IRPEF da 730 sulla pensione: quando c’è debito
            8. Rimborso superiore a 4.000 euro: tempi più lunghi
            9. Come verificare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale
            10. Rimborso diretto da Agenzia delle Entrate: quando si applica
            11. Domande frequenti

            Come funziona il rimborso 730 per i pensionati

            Quando un pensionato presenta il Modello 730 e dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito IRPEF (cioè ha pagato più tasse di quelle dovute), ha diritto a un rimborso. A differenza dei lavoratori dipendenti che ricevono il rimborso dal datore di lavoro tramite la busta paga, per i pensionati il rimborso viene erogato direttamente dall’INPS sulla pensione mensile.

            In pratica, il meccanismo è semplice: l’Agenzia delle Entrate comunica all’INPS l’esito del 730 del pensionato. Se risulta un credito, l’INPS lo accredita sulla rata di pensione successiva. Se invece risulta un debito (cioè il pensionato deve pagare un’imposta aggiuntiva), l’INPS trattiene l’importo dovuto dalla pensione.

            Il credito può derivare da diverse situazioni:

            • Detrazioni per spese mediche sostenute durante l’anno
            • Detrazioni per ristrutturazioni edilizie o bonus casa
            • Detrazioni per familiari a carico non correttamente applicate
            • Deduzioni per contributi previdenziali versati volontariamente
            • Ritenute IRPEF in eccesso applicate sulla pensione durante l’anno

            INPS come sostituto d’imposta: cosa significa

            Il termine sostituto d’imposta indica il soggetto che, per conto del contribuente, trattiene e versa le imposte allo Stato. Per i lavoratori dipendenti il sostituto è il datore di lavoro; per i pensionati il sostituto d’imposta è l’INPS (o l’ente previdenziale che eroga la pensione).

            Quando compili il 730, nella sezione del sostituto d’imposta devi indicare l’INPS. Se utilizzi il 730 precompilato, questo dato è già inserito automaticamente dall’Agenzia delle Entrate. L’INPS riceve quindi dall’Agenzia delle Entrate il risultato della dichiarazione e provvede a:

            • Accreditare il rimborso se risulta un credito IRPEF
            • Trattenere l’importo se risulta un debito IRPEF
            • Applicare le addizionali regionali e comunali dovute

            Questo vale per tutte le pensioni erogate dall’INPS, comprese le pensioni di vecchiaia, le pensioni anticipate, le pensioni di reversibilità e le pensioni di invalidità civile. Se la tua pensione è erogata da una cassa professionale (INARCASSA, Cassa Forense, ecc.), il sostituto sarà la cassa stessa e non l’INPS.

            Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione 2026

            Le tempistiche del rimborso 730 sulla pensione dipendono dalla data in cui hai inviato la dichiarazione. Per il 2026 il calendario di massima è il seguente:

            Invio 730Rimborso sulla pensione
            Entro il 31 maggio 2026Agosto-Settembre 2026
            Entro il 30 giugno 2026Settembre-Ottobre 2026
            Entro il 31 luglio 2026Ottobre-Novembre 2026
            Entro il 30 settembre 2026Novembre-Dicembre 2026

            Attenzione: queste sono date indicative. L’INPS elabora i conguagli seguendo un proprio calendario interno che può variare. In genere, chi presenta il 730 nei primi giorni di disponibilità del precompilato (fine aprile-maggio) riceve il rimborso già con la rata di pensione di agosto o settembre 2026.

            Tempistiche pensionati vs dipendenti: le differenze

            Una delle domande più frequenti riguarda il motivo per cui i pensionati ricevono il rimborso 730 più tardi rispetto ai lavoratori dipendenti. La differenza è di circa 1-2 mesi e dipende da fattori organizzativi:

            • Lavoratori dipendenti: il rimborso arriva nella busta paga di luglio (per chi invia entro maggio-giugno). Il datore di lavoro può elaborarlo rapidamente perché gestisce direttamente le buste paga
            • Pensionati: il rimborso arriva sulla pensione di agosto-settembre (per lo stesso periodo di invio). L’INPS deve ricevere i dati dall’Agenzia delle Entrate, elaborarli centralmente per milioni di pensionati e poi accreditarli

            Questo ritardo non dipende da te e non c’è modo di accelerarlo. L’unica cosa che puoi fare è inviare il 730 il prima possibile per essere tra i primi a ricevere il rimborso. Se vuoi approfondire come funziona per i dipendenti, leggi la nostra guida sul rimborso 730 in busta paga 2026.

            Come si vede il rimborso sul cedolino pensione

            Quando l’INPS elabora il rimborso 730, la voce compare nel cedolino pensione del mese in cui avviene l’accredito. Per verificarlo, accedi al servizio cedolino pensione INPS tramite MyINPS. Ecco cosa cercare:

            Nel cedolino troverai una o più voci specifiche relative al conguaglio fiscale:

            • “Conguaglio 730 – Credito IRPEF”: è l’importo del rimborso che ti viene accreditato. Comparirà come voce positiva che si somma all’importo netto della pensione
            • “Conguaglio 730 – Addizionale regionale”: eventuale rimborso delle addizionali regionali e comunali pagate in eccesso
            • “Conguaglio 730 – Addizionale comunale”: come sopra, per la componente comunale

            Se il rimborso è di importo contenuto, lo vedrai in un’unica soluzione nella rata di pensione. Se invece l’importo è elevato rispetto alla tua pensione mensile, potrebbe essere suddiviso in più rate (vedi la sezione sul rimborso incapiente più avanti).

            Consiglio pratico: controlla il cedolino pensione del mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto-settembre per chi ha inviato il 730 entro maggio). Se non vedi la voce di conguaglio, attendi il mese successivo prima di contattare l’INPS.

            Rimborso incapiente: cosa succede se supera la pensione

            Il rimborso incapiente è una situazione che si verifica quando l’importo del rimborso 730 è superiore alla pensione netta mensile del pensionato. In questo caso, l’INPS non può erogare tutto il credito in un’unica soluzione.

            Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Mario percepisce una pensione netta di 1.200 euro al mese e che dal 730 risulta un credito IRPEF di 2.500 euro. L’INPS non può accreditare 2.500 euro in una volta perché supererebbe la pensione. Ecco cosa succede:

            • Prima rata (es. agosto): l’INPS accredita una parte del rimborso, tipicamente fino alla capienza della pensione netta
            • Rate successive (settembre, ottobre, ecc.): l’INPS continua ad accreditare il residuo nelle rate successive, fino all’esaurimento del credito
            • Entro dicembre: tutto il rimborso deve essere erogato entro la fine dell’anno fiscale

            Se entro dicembre l’INPS non riesce a completare il rimborso (situazione rara, che può capitare con pensioni molto basse e rimborsi molto alti), l’importo residuo viene erogato nei primi mesi dell’anno successivo.

            Trattenute IRPEF da 730 sulla pensione: quando c’è debito

            Non sempre dal 730 emerge un credito. In alcuni casi, il risultato della dichiarazione è un debito IRPEF, cioè il pensionato ha pagato meno tasse di quelle effettivamente dovute. Questo può accadere quando:

            • Cumulo di più redditi: chi percepisce due pensioni, oppure pensione più redditi da affitto, potrebbe avere un conguaglio a debito per effetto delle aliquote IRPEF progressive
            • Redditi da locazione non soggetti a cedolare secca
            • Collaborazioni occasionali o altri redditi non correttamente tassati alla fonte
            • Ritenute insufficienti applicate durante l’anno dall’INPS

            In caso di debito, l’INPS trattiene l’importo dovuto dalla pensione. Se il debito è elevato, anche le trattenute possono essere dilazionate su più rate. Il pensionato può anche scegliere di rateizzare il debito direttamente nel 730, indicando il numero di rate desiderato (massimo 5 rate, da luglio a novembre).

            Importante: se hai dubbi sul risultato del tuo 730 e temi un conguaglio a debito elevato, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine prima di inviare la dichiarazione. I nostri operatori possono simulare il risultato e consigliarti la strategia migliore.

            Rimborso superiore a 4.000 euro: tempi più lunghi

            Se dal tuo 730 risulta un rimborso IRPEF superiore a 4.000 euro, i tempi di erogazione si allungano notevolmente. L’Agenzia delle Entrate, infatti, effettua dei controlli preventivi sulla dichiarazione prima di autorizzare il rimborso.

            Questi controlli sono previsti dall’art. 5, comma 3-bis del D.Lgs. 175/2014 e riguardano specificamente le dichiarazioni che presentano elementi di incoerenza o rimborsi di importo rilevante. I controlli possono durare fino a 4 mesi dalla presentazione del 730.

            Ecco cosa succede in pratica:

            1. Invio del 730: presenti la dichiarazione normalmente
            2. Segnalazione automatica: il sistema rileva il rimborso superiore a 4.000 euro
            3. Controllo dell’Agenzia delle Entrate: verifica la documentazione (spese mediche, detrazioni, ecc.). L’AdE può richiedere documenti aggiuntivi
            4. Esito del controllo: se tutto è regolare, l’Agenzia autorizza il rimborso
            5. Erogazione INPS: l’INPS accredita il rimborso sulla pensione, di solito entro il sesto mese dalla presentazione

            Consiglio: se prevedi un rimborso superiore a 4.000 euro, conserva tutta la documentazione relativa alle spese dichiarate (checklist documenti 730). Potresti ricevere la richiesta di presentare i giustificativi all’Agenzia delle Entrate. Presentare il 730 tramite un CAF abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine può facilitare questo processo, perché il CAF appone il visto di conformità che riduce la probabilità di controlli.

            Come verificare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale

            Se hai inviato il 730 e vuoi sapere a che punto è il tuo rimborso, hai due strumenti principali a disposizione:

            Verifica su MyINPS

            Il portale MyINPS (myinps.inps.it) ti permette di controllare il cedolino pensione e verificare se il conguaglio 730 è stato applicato. Ecco come procedere:

            1. Accedi a myinps.inps.it con SPID, CIE o CNS
            2. Vai alla sezione “Cedolino pensione e servizi collegati”
            3. Seleziona il mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto o settembre)
            4. Cerca la voce “Conguaglio 730” o “Conguaglio fiscale”
            5. Se la voce non compare, controlla il mese successivo

            Verifica sul Cassetto Fiscale

            Il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate ti mostra lo stato della tua dichiarazione e dei rimborsi. Per accedere:

            1. Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi con SPID, CIE o CNS
            2. Seleziona “Cassetto Fiscale” dal menu
            3. Nella sezione “Dichiarazioni fiscali” trovi il tuo 730
            4. Controlla lo stato del rimborso: può essere “in lavorazione”, “in erogazione” o “erogato”
            5. Se il rimborso è superiore a 4.000 euro, potresti vedere lo stato “in verifica”

            Alternativa telefonica: se non riesci ad accedere ai portali online, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803.164 (da fisso, gratuito) o 06.164.164 (da mobile, a pagamento) per chiedere informazioni sullo stato del conguaglio 730 sulla tua pensione.

            Rimborso diretto da Agenzia delle Entrate: quando si applica

            Esiste un caso in cui il rimborso 730 non passa dall’INPS ma viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questo accade quando il pensionato presenta il 730 senza sostituto d’imposta (cosiddetto “730 senza sostituto”).

            Il 730 senza sostituto si utilizza quando:

            • Il pensionato non vuole che il rimborso o la trattenuta passi dalla pensione
            • Ci sono situazioni particolari che impediscono di indicare un sostituto d’imposta
            • Il contribuente preferisce ricevere il rimborso direttamente sul conto corrente dall’AdE

            In questo caso, i tempi sono generalmente più lunghi. Il rimborso dell’Agenzia delle Entrate può arrivare da dicembre dell’anno di presentazione fino a marzo dell’anno successivo, quindi con un ritardo di diversi mesi rispetto al rimborso tramite INPS.

            Per ricevere il rimborso diretto, devi aver comunicato il tuo IBAN all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online dal sito dell’AdE, oppure recandoti presso un qualsiasi ufficio territoriale.

            Il nostro consiglio: salvo situazioni particolari, è sempre preferibile indicare l’INPS come sostituto d’imposta nel 730. Il rimborso arriva prima e la procedura è più semplice.

            Domande frequenti sul rimborso 730 pensionati

            Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione?

            Per chi invia il 730 entro maggio-giugno, il rimborso arriva generalmente con la rata di pensione di agosto o settembre 2026. Per invii successivi, i tempi si allungano proporzionalmente. Il rimborso viene accreditato come voce “Conguaglio 730” nel cedolino pensione.

            Come faccio a sapere se ho diritto al rimborso 730?

            Il diritto al rimborso dipende dal risultato della tua dichiarazione dei redditi. Se le imposte trattenute durante l’anno superano quelle effettivamente dovute, hai diritto al rimborso. Per saperlo con certezza prima di inviare il 730, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per una simulazione gratuita.

            Il rimborso 730 viene tassato?

            No, il rimborso 730 non è soggetto a tassazione. Si tratta di un credito IRPEF, cioè di imposte che hai già pagato in eccesso e che ti vengono restituite. L’importo che vedi nel cedolino pensione come “Conguaglio 730” viene accreditato al netto, senza ulteriori trattenute.

            Cosa succede se non presento il 730?

            Se non presenti il 730 e hai diritto a un rimborso, perdi il credito IRPEF. L’INPS applica le ritenute standard sulla pensione, ma non può rimborsarti le eventuali detrazioni o deduzioni a cui avresti diritto (spese mediche, ristrutturazioni, ecc.). Per questo è importante presentare il 730 anche se sei pensionato.

            Posso presentare il 730 se percepisco solo la pensione?

            Sì, puoi presentare il 730 anche se il tuo unico reddito è la pensione. Anzi, è spesso conveniente farlo, soprattutto se hai sostenuto spese detraibili (mediche, farmaci, interessi del mutuo, ristrutturazioni). Il 730 ti permette di recuperare le imposte pagate in eccesso attraverso le detrazioni.

            Il rimborso arriva anche su pensioni minime?

            Sì, il rimborso 730 viene erogato indipendentemente dall’importo della pensione. Se percepisci una pensione minima e dal 730 emerge un credito, l’INPS lo accredita sulla pensione. In caso di importo elevato rispetto alla rata mensile, il rimborso sarà dilazionato su più mesi.

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            Hai bisogno di aiuto con il rimborso 730?

            Se sei un pensionato e vuoi essere sicuro di ottenere il massimo rimborso possibile dal 730, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori verificano tutte le detrazioni e deduzioni a cui hai diritto, compilano il 730 per te e ti assistono in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate.

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              Giugno 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-15 14:00:002026-04-18 14:26:41Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Come Verificare
              CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

              Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare

              Dichiarazione dei redditi 730

              Il rimborso 730 in busta paga 2026 rappresenta il momento più atteso dell’anno per milioni di lavoratori dipendenti italiani. Dopo aver compilato e inviato la dichiarazione dei redditi 730, chi risulta a credito riceve il rimborso direttamente nella busta paga, senza dover fare nulla di particolare: è il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, a occuparsi di tutto. Ma quando arriva esattamente? Come si legge in busta paga? E cosa succede se cambi lavoro o sei in cassa integrazione?

              In questa guida completa sul rimborso 730 in busta paga 2026 troverai tutte le risposte: dalle tempistiche precise mese per mese, fino ai casi particolari come il rimborso incapiente, il cambio datore di lavoro e la differenza tra rimborso tramite sostituto e rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate. Se vuoi sapere anche come funziona il rimborso 730 per i pensionati e le altre categorie, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida dedicata al rimborso 730 quando arriva.

              Indice dei contenuti

              1. Come Funziona il Rimborso 730 in Busta Paga
              2. Quando Arriva il Rimborso 730 in Busta Paga nel 2026
              3. Tempistiche Precise: Mese di Invio 730 e Mese di Rimborso
              4. Come Leggere il Rimborso 730 in Busta Paga
              5. Rimborso Incapiente: Cosa Succede se il Credito Supera le Ritenute
              6. Cambio Lavoro e Rimborso 730: Cosa Fare
              7. Rimborso 730 e Cassa Integrazione
              8. Trattenute Invece di Rimborso: Quando il 730 Genera un Debito
              9. Rimborso con Sostituto vs Rimborso Diretto dall’Agenzia delle Entrate
              10. Domande Frequenti sul Rimborso 730 in Busta Paga

              Come Funziona il Rimborso 730 in Busta Paga

              Il meccanismo del rimborso 730 in busta paga è relativamente semplice, anche se spesso genera dubbi tra i lavoratori dipendenti. Quando presenti il modello 730 e dalla dichiarazione emerge un credito IRPEF a tuo favore (perché durante l’anno hai pagato più imposte del dovuto), il rimborso non arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate: è il tuo datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, a erogartelo.

              In pratica funziona così: l’Agenzia delle Entrate elabora la tua dichiarazione e trasmette il risultato contabile (il cosiddetto prospetto di liquidazione, modello 730-4) al tuo datore di lavoro. A quel punto, il datore è obbligato per legge a effettuare il conguaglio nella prima busta paga utile. Il rimborso viene compensato con le ritenute IRPEF che il datore trattiene normalmente ogni mese dalla tua retribuzione.

              Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Mario abbia diritto a un rimborso 730 di 800 euro e che ogni mese il suo datore trattenga circa 350 euro di IRPEF dalla busta paga. Nella busta paga di luglio, invece di trattenere i 350 euro, il datore non solo non li trattiene ma aggiunge altri 450 euro allo stipendio netto. Il risultato è che Mario riceve 800 euro in più rispetto al solito. Se il rimborso fosse stato di 1.500 euro, il datore avrebbe azzerato le ritenute di luglio (350 euro) e aggiunto i restanti 1.150 euro, oppure avrebbe distribuito il rimborso su più mesi.

              Quando Arriva il Rimborso 730 in Busta Paga nel 2026

              La domanda che tutti si pongono è: quando arriva il rimborso 730 in busta paga nel 2026? La risposta dipende da quando hai inviato la dichiarazione dei redditi. La regola generale è che il rimborso 730 arriva nella busta paga del mese successivo a quello in cui il datore di lavoro riceve il prospetto di liquidazione (modello 730-4) dall’Agenzia delle Entrate.

              Per chi invia il 730 entro fine maggio 2026, il rimborso arriva nella busta paga di luglio 2026. Questo è il primo mese utile e rappresenta il momento in cui la maggior parte dei lavoratori dipendenti riceve il credito. Chi invece invia il 730 più tardi, ad esempio a giugno o luglio, riceverà il rimborso ad agosto o settembre. Vediamo nel dettaglio le scadenze del calendario 730 2026.

              È importante ricordare che la scadenza ultima per l’invio del 730/2026 è il 30 settembre 2026. Chi invia la dichiarazione a ridosso della scadenza riceverà il rimborso tra ottobre e novembre, quindi con un ritardo significativo rispetto a chi presenta il 730 per primo. Per questo motivo, conviene sempre presentare la dichiarazione il prima possibile, soprattutto se si è a credito.

              Tempistiche Precise: Mese di Invio 730 e Mese di Rimborso

              Per capire esattamente quando arriva il rimborso 730 in busta paga, ecco la tabella con le tempistiche precise che collegano il mese di invio della dichiarazione al mese in cui riceverai il rimborso. Queste tempistiche valgono per i lavoratori dipendenti che hanno indicato il datore di lavoro come sostituto d’imposta nel modello 730/2026.

              Periodo di invio 730Ricezione 730-4 dal datoreRimborso in busta paga
              Entro 31 maggio 2026Giugno 2026Luglio 2026
              1-30 giugno 2026Luglio 2026Agosto 2026
              1-23 luglio 2026Agosto 2026Agosto/Settembre 2026
              24 luglio – 31 agosto 2026Settembre 2026Settembre/Ottobre 2026
              1-30 settembre 2026Ottobre 2026Ottobre/Novembre 2026

              Come puoi notare, chi invia il 730 per primo (entro maggio) riceve il rimborso 730 già a luglio 2026, spesso insieme alla quattordicesima mensilità per chi ne ha diritto. Questo rende luglio un mese particolarmente ricco per i dipendenti. Chi invece aspetta fino a settembre potrebbe dover attendere fino a novembre per vedere il rimborso in busta paga. Ricorda che puoi preparare in anticipo tutti i documenti necessari per il 730 per velocizzare la presentazione.

              Come Leggere il Rimborso 730 in Busta Paga

              Uno degli aspetti che genera più confusione è come leggere il rimborso 730 nella busta paga. Non sempre è immediato individuare la voce giusta, perché ogni azienda utilizza un software paghe diverso e le diciture possono variare. Tuttavia, ci sono alcune voci standard che compaiono nella maggior parte dei cedolini.

              Le voci più comuni che indicano il rimborso 730 in busta paga sono:

              • Conguaglio 730 – è la dicitura più diffusa e indica il risultato complessivo della dichiarazione
              • Credito IRPEF da 730 – specifica che si tratta di un credito a favore del dipendente
              • Rimb. IRPEF mod. 730 – abbreviazione di “rimborso IRPEF modello 730”
              • Conguaglio fiscale 730 – altra variante comune nei software paghe
              • Credito addizionale regionale/comunale – voci separate per i rimborsi delle addizionali IRPEF

              In alcuni casi il rimborso 730 viene suddiviso in più voci distinte: una per il credito IRPEF vero e proprio, una per il credito addizionale regionale e una per il credito addizionale comunale. Questo accade perché il modello 730 calcola separatamente queste tre imposte. La somma di tutte le voci corrisponde al rimborso totale indicato nel prospetto di liquidazione. Se hai dubbi su come leggere il cedolino, verifica anche le detrazioni lavoro dipendente 2026 per confrontare le voci.

              Un consiglio pratico: confronta sempre l’importo indicato in busta paga con il risultato contabile del tuo 730 (rigo 161 o 163 del prospetto di liquidazione). Se i due importi coincidono, il conguaglio è stato effettuato correttamente in un’unica soluzione. Se l’importo in busta è inferiore, probabilmente il rimborso è stato spalmato su più mesi (situazione di incapienza, che vedremo tra poco).

              Rimborso Incapiente: Cosa Succede se il Credito Supera le Ritenute

              Si parla di rimborso 730 incapiente quando l’importo del credito IRPEF spettante al lavoratore è superiore alle ritenute che il datore di lavoro effettua normalmente in busta paga. In parole semplici: il datore non ha abbastanza “capienza” nelle trattenute mensili per rimborsarti tutto in una volta.

              Supponiamo che Laura abbia diritto a un rimborso 730 di 2.000 euro, ma che il suo datore ogni mese trattenga solo 250 euro di IRPEF. A luglio, il datore azzera completamente le ritenute (250 euro) e le restituisce come rimborso. Ma restano ancora 1.750 euro da rimborsare. A questo punto il datore prosegue nei mesi successivi: ad agosto azzera di nuovo le ritenute (altri 250 euro), e così via fino a esaurimento del credito. In questo caso, Laura riceverebbe il rimborso completo distribuito su circa 8 mesi.

              Cosa succede se entro dicembre 2026 il datore non riesce a completare il rimborso? La parte residua non va persa. Il datore la indica nella Certificazione Unica (CU) dell’anno successivo come credito non rimborsato, e il lavoratore potrà recuperarla nella dichiarazione 730/2027. In alternativa, il credito residuo può essere compensato direttamente dall’Agenzia delle Entrate se il lavoratore presenta il modello Redditi PF.

              Cambio Lavoro e Rimborso 730: Cosa Fare

              Se hai cambiato lavoro durante l’anno 2025 o nei primi mesi del 2026, la gestione del rimborso 730 in busta paga richiede un’attenzione in più. Il punto fondamentale è: chi è il tuo sostituto d’imposta al momento della presentazione del 730? È il datore di lavoro attuale, non quello precedente.

              Quando compili il 730/2026, nel riquadro dedicato al sostituto d’imposta devi indicare i dati del tuo attuale datore di lavoro (quello che ti paga lo stipendio al momento dell’invio). Sarà lui a ricevere il modello 730-4 dall’Agenzia delle Entrate e a effettuare il conguaglio in busta paga. Non importa che il credito sia maturato con il precedente datore: il rimborso arriva comunque attraverso quello nuovo.

              Attenzione ai casi particolari:

              • Cambio lavoro dopo l’invio del 730: se cambi datore dopo aver già inviato il 730, il modello 730-4 potrebbe arrivare al vecchio datore che non può più effettuare il conguaglio. In questo caso, dovrai presentare un 730 integrativo indicando il nuovo sostituto d’imposta
              • Periodo di disoccupazione tra i due lavori: se tra un impiego e l’altro sei stato disoccupato, puoi comunque indicare il nuovo datore. Se invece al momento dell’invio non hai un datore di lavoro, dovrai scegliere il 730 senza sostituto e il rimborso arriverà direttamente dall’Agenzia delle Entrate
              • Due lavori contemporanei: se hai due rapporti di lavoro, indica come sostituto quello principale (con il reddito più alto)

              Rimborso 730 e Cassa Integrazione

              Un caso che genera molte domande è quello dei lavoratori in cassa integrazione (CIG). Se sei in cassa integrazione, hai comunque diritto al rimborso 730 in busta paga? La risposta è: dipende dalla tipologia di CIG e da chi eroga il trattamento.

              Se sei in cassa integrazione ordinaria (CIGO) con pagamento diretto dall’azienda, il tuo datore resta il sostituto d’imposta e il rimborso arriva normalmente nella busta paga. L’importo del conguaglio viene calcolato sulle ritenute IRPEF effettuate sulla retribuzione residua e sull’integrazione salariale.

              Se invece sei in cassa integrazione con pagamento diretto dall’INPS (come accade per la CIGS in alcuni casi), la situazione è più complessa. L’INPS trattiene l’IRPEF sulle somme che eroga, ma il conguaglio 730 resta a carico del datore di lavoro per la parte di sua competenza. In questo scenario, il rimborso potrebbe essere più basso del previsto perché la capienza delle ritenute in busta paga è ridotta (dato che parte dello stipendio è pagato dall’INPS). Il meccanismo del rimborso incapiente si applica con maggiore frequenza in queste situazioni.

              Se sei stato collocato in cassa integrazione a zero ore (cioè non lavori affatto e ricevi tutto dall’INPS), il datore di lavoro potrebbe non avere capienza sufficiente per effettuare alcun conguaglio. In tal caso, è consigliabile presentare il 730 senza sostituto d’imposta e ricevere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, come vedremo nella sezione dedicata.

              Trattenute Invece di Rimborso: Quando il 730 Genera un Debito

              Non sempre il modello 730 genera un rimborso. In alcuni casi, il risultato della dichiarazione è un debito IRPEF: significa che durante l’anno hai pagato meno imposte di quelle dovute. In questo scenario, il datore di lavoro effettua una trattenuta aggiuntiva in busta paga, riducendo il tuo stipendio netto.

              Le situazioni più comuni in cui il 730 genera un debito sono:

              • Due o più CU nello stesso anno: se hai avuto due datori di lavoro nel 2025, ciascuno ha calcolato le ritenute separatamente, senza considerare il reddito complessivo. Il 730 ricalcola l’IRPEF sul reddito totale, e spesso emerge un debito
              • Redditi aggiuntivi: affitti, redditi occasionali o altri redditi non soggetti a ritenuta d’acconto che aumentano l’imponibile
              • Detrazioni ridotte: se durante l’anno hai beneficiato di detrazioni non spettanti (ad esempio detrazioni per lavoro dipendente calcolate su un reddito più basso)
              • Acconti IRPEF: oltre al saldo, il 730 può calcolare anche gli acconti per l’anno successivo, che vengono trattenuti in busta paga (a giugno e novembre)

              Quando il 730 genera un debito, la trattenuta avviene con le stesse tempistiche del rimborso: nella busta paga di luglio per chi invia entro maggio, e via via nei mesi successivi. Se l’importo è elevato, il datore può rateizzarlo in più mesi. In caso di debito, è particolarmente importante verificare di aver indicato correttamente tutte le detrazioni per spese mediche e le altre spese detraibili per ridurre al minimo l’importo dovuto.

              Rimborso con Sostituto vs Rimborso Diretto dall’Agenzia delle Entrate

              Quando presenti il modello 730/2026 hai due opzioni per ricevere il rimborso 730: tramite il sostituto d’imposta (il datore di lavoro) oppure direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questa seconda opzione si chiama 730 senza sostituto ed è disponibile dal 2014.

              Ecco le principali differenze tra le due modalità:

              CaratteristicaRimborso tramite sostitutoRimborso diretto AdE
              TempisticaDa luglio (primo mese utile)Da dicembre in poi (entro 6 mesi)
              ModalitàIn busta pagaAccredito su IBAN
              VelocitàPiù veloce (1-2 mesi dall’invio)Più lento (4-6 mesi dall’invio)
              Chi lo effettuaDatore di lavoroAgenzia delle Entrate
              Rischio incapienzaSì (se credito > ritenute)No (importo pieno)
              Controlli preventiviNoPossibili controlli su rimborsi > 4.000 euro
              Quando sceglierloHai un lavoro stabileSei disoccupato, in CIG a zero ore, o il datore ha poca capienza

              Il rimborso tramite sostituto d’imposta è la scelta migliore per la maggior parte dei lavoratori dipendenti, perché è decisamente più veloce. Il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate è invece consigliato quando non hai un datore di lavoro, quando il tuo rapporto di lavoro è precario, oppure quando il rimborso è molto elevato e il datore non ha capienza sufficiente.

              Un aspetto importante: se scegli il rimborso diretto dall’AdE e il credito supera i 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare controlli preventivi prima di erogare il rimborso, allungando ulteriormente i tempi. Questo accade soprattutto in presenza di detrazioni per carichi di famiglia o eccedenze di imposta riportate da anni precedenti.

              Domande Frequenti sul Rimborso 730 in Busta Paga

              Quando arriva il rimborso 730 in busta paga nel 2026?

              Per chi invia il 730 entro maggio 2026, il rimborso 730 in busta paga arriva con la retribuzione di luglio 2026. Per invii successivi, il rimborso si sposta nei mesi seguenti: agosto per invii a giugno, settembre per invii a luglio, e così via fino a novembre per chi invia a settembre.

              Come si vede il rimborso 730 nella busta paga?

              Il rimborso 730 compare nella busta paga con diciture come “Conguaglio 730”, “Credito IRPEF da 730” o “Rimb. IRPEF mod. 730”. Può essere suddiviso in più voci (IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale). La somma di tutte le voci corrisponde al rimborso totale.

              Cosa succede se il rimborso 730 è superiore alle ritenute mensili?

              Si verifica la cosiddetta incapienza: il datore di lavoro azzera le ritenute IRPEF del mese e rimborsa quanto possibile. La parte restante viene distribuita nelle buste paga dei mesi successivi, fino a esaurimento del credito o fino a dicembre. L’eventuale residuo non rimborsato viene riportato nella CU dell’anno successivo.

              Posso ricevere il rimborso 730 senza datore di lavoro?

              Sì, puoi presentare il 730 senza sostituto d’imposta. In questo caso il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sull’IBAN che hai comunicato. I tempi sono più lunghi: generalmente da dicembre in poi, entro 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione.

              Ho cambiato lavoro: chi mi rimborsa il 730?

              Il rimborso 730 in busta paga viene effettuato dal datore di lavoro che hai indicato come sostituto d’imposta nel modello 730. Se hai cambiato lavoro, devi indicare il datore attuale. Se al momento della presentazione sei disoccupato, scegli il 730 senza sostituto.

              Il rimborso 730 è tassato?

              No, il rimborso 730 non è tassato. Si tratta della restituzione di imposte già pagate in eccesso, quindi non costituisce reddito imponibile. L’importo che vedi indicato come “conguaglio 730” in busta paga è netto e non subisce ulteriori trattenute.


              Hai Bisogno di Aiuto con il 730? Contatta il CAF Centro Fiscale

              Il rimborso 730 in busta paga 2026 è un diritto di ogni lavoratore dipendente che risulta a credito dopo la dichiarazione dei redditi. Per massimizzare il tuo rimborso è fondamentale indicare correttamente tutte le spese detraibili, verificare le detrazioni spettanti e scegliere il momento giusto per inviare la dichiarazione.

              Se hai dubbi sul tuo rimborso 730, se non sai come leggere il conguaglio in busta paga o se hai cambiato lavoro durante l’anno, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti in ogni fase della dichiarazione dei redditi.

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              I nostri esperti ti aiuteranno a compilare il 730 correttamente, massimizzare le detrazioni e ottenere il rimborso 730 in busta paga nel minor tempo possibile.

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                Giugno 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-05 08:00:002026-04-18 13:40:34Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare
                DICHIARAZIONE DEI REDDITI

                Esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026: chi non deve presentare il modello 730

                Dichiarazione dei redditi 730

                Ogni anno la stessa domanda: devo presentare il 730 anche quest’anno? Per milioni di italiani la risposta è “no”. L’esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026 riguarda chi, per la propria situazione reddituale e contributiva, non è tenuto a inviare alcun modello dichiarativo all’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un istituto previsto dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986, TUIR) e ribadito ogni anno dalle istruzioni ministeriali al modello 730 e al Modello Redditi PF.

                In questa guida aggiornata al 730/2026 (relativo ai redditi 2025) il CAF Centro Fiscale di Udine spiega in modo chiaro chi è esonerato, quali sono le soglie di reddito da non superare, quando conviene comunque presentare la dichiarazione anche se non obbligati e come evitare errori che possono costare sanzioni. Affronteremo casi pratici per pensionati, lavoratori dipendenti, partite IVA forfettarie, contribuenti minimi e percettori di indennità INPS.

                Attenzione: l’esonero non significa che non si è “soggetti fiscali”. Significa solo che non occorre presentare la dichiarazione perché le imposte risultano già trattenute alla fonte o perché il reddito è sotto le soglie di esenzione. Vediamo nel dettaglio tutte le casistiche previste per il 2026.

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                Cosa significa esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026

                L’esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi è una facoltà riconosciuta dall’ordinamento tributario a determinate categorie di contribuenti che, pur producendo redditi nel corso dell’anno d’imposta, non sono tenuti a presentare il modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche. Il principio cardine è semplice: se l’imposta dovuta è già stata interamente trattenuta dal sostituto d’imposta (datore di lavoro, ente pensionistico, INPS) e non vi sono altri redditi da dichiarare, lo Stato non chiede al cittadino di “ricapitolare” la propria posizione.

                L’istituto trova fondamento normativo principalmente nell’art. 1 del DPR 600/1973 (“Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”) e nelle istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate al modello 730. Le tabelle ufficiali di esonero sono pubblicate ogni primavera con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che approva i modelli dichiarativi: per il 2026 il riferimento è il provvedimento di approvazione del modello 730/2026.

                Esonero vs. semplice non obbligo

                È importante distinguere due concetti spesso confusi:

                • Esonero totale: il contribuente non è obbligato a presentare alcun modello dichiarativo e non subisce conseguenze.
                • Esonero con facoltà: il contribuente non è obbligato, ma può scegliere di presentare comunque la dichiarazione, ad esempio per ottenere il rimborso di detrazioni non riconosciute dal sostituto.
                • Esclusione soggettiva: alcune categorie (es. soggetti minimi cessati, eredi del de cuius) seguono regole specifiche che derogano allo schema ordinario.

                Soglie di reddito per l’esonero dichiarazione redditi 2026

                La normativa fiscale italiana prevede soglie di reddito al di sotto delle quali il contribuente non è tenuto a presentare la dichiarazione. Tali soglie variano in funzione della tipologia di reddito posseduto e della categoria del contribuente. Ecco le principali soglie aggiornate per il modello 730/2026:

                Tipologia di redditoSoglia di esoneroNote
                Reddito complessivo generalefino a 2.840,51 eurolimite generale art. 11 TUIR
                Pensione + abitazione principalefino a 8.500 euro (con almeno 75 anni) o 7.500 eurono-tax area pensionati
                Lavoro dipendente + abitazione principalefino a 8.500 euronuova no-tax area dipendenti dal 2025 (DLgs 216/2023)
                Compensi sportivi dilettantisticifino a 15.000 eurofranchigia art. 36 D.Lgs 36/2021
                Assegno periodico ex coniugefino a 7.500 eurose unico reddito, con abitazione principale
                Redditi assoggettati a ritenuta a titolo d’impostaEsenti dall’obbligocedolare secca, interessi titoli, dividendi qualif.

                Queste soglie tengono conto delle detrazioni d’imposta previste dagli artt. 12, 13, 15 e 16 del TUIR. In sostanza, sotto questi importi l’imposta dovuta risulta pari a zero per effetto delle detrazioni stesse, rendendo superflua la dichiarazione.

                La soglia generale di 2.840,51 euro

                Storica soglia di esonero (corrispondente a 5,5 milioni di lire del 1996, mai aggiornata), riguarda chi ha solamente redditi residuali (es. piccolo lavoro autonomo occasionale, redditi diversi) per importi complessivi sotto questo limite. Restano comunque obbligati alla dichiarazione coloro che, pur sotto soglia, hanno crediti d’imposta da utilizzare o redditi soggetti a tassazione separata.

                Esonero per lavoratori dipendenti e assimilati

                Il lavoratore dipendente è la figura più tutelata dal sistema di esoneri, perché il datore di lavoro opera già come sostituto d’imposta, trattenendo mensilmente l’IRPEF e applicando il conguaglio a fine anno tramite la Certificazione Unica (CU). Se il rapporto di lavoro copre l’intero anno e non vi sono altri redditi, la posizione fiscale è già “chiusa” e non occorre dichiarare nulla.

                Sono esonerati dalla presentazione del 730/2026 i lavoratori dipendenti che si trovano in tutte queste condizioni:

                • hanno percepito redditi da lavoro dipendente o assimilato (es. co.co.co., borse di studio, gettoni di presenza) da un solo datore di lavoro;
                • il sostituto ha effettuato correttamente le ritenute d’acconto IRPEF e applicato le addizionali regionali e comunali;
                • non possiedono altri redditi da dichiarare (esclusi quelli soggetti a ritenuta secca o cedolare);
                • il reddito da abitazione principale (rendita catastale) non è soggetto a IRPEF;
                • non hanno spese detraibili o deducibili che vogliono recuperare.

                Caso pratico: Marco, impiegato a tempo indeterminato

                Marco lavora come impiegato dal 2020 nella stessa azienda. Nel 2025 ha guadagnato 28.000 euro lordi, il datore ha effettuato le ritenute mensili e a dicembre ha consegnato la CU. Marco vive nella propria abitazione principale e non ha altri redditi. Conclusione: Marco è esonerato dal 730/2026. Tuttavia, se ha sostenuto spese mediche per 1.200 euro o ha pagato un mutuo prima casa, gli conviene presentare comunque il 730 per recuperare le detrazioni del 19%.

                Lavoratori con due o più CU: cosa cambia

                Se un lavoratore ha avuto più datori di lavoro nel 2025 e non ha chiesto il conguaglio all’ultimo sostituto, è generalmente obbligato a presentare la dichiarazione, salvo che l’imposta complessiva non superi l’importo di 10,33 euro. Il motivo: ciascun datore applica le aliquote partendo dal primo scaglione, senza considerare gli altri redditi, e questo provoca un’IRPEF a debito da regolarizzare.

                Esonero per pensionati 2026

                I pensionati rappresentano la categoria più numerosa di soggetti esonerati. L’INPS opera come sostituto d’imposta, trattenendo l’IRPEF dalla pensione e gestendo automaticamente le addizionali. Per la maggior parte dei pensionati italiani, soprattutto chi percepisce trattamenti minimi o pensioni medio-basse, la dichiarazione dei redditi non è necessaria.

                I requisiti per l’esonero dei pensionati dal 730/2026 sono:

                • pensione erogata da un unico ente (INPS, ex INPDAP, casse previdenziali) per l’intero anno;
                • importo complessivo non superiore a 7.500 euro per i pensionati sotto i 75 anni, elevato a 8.500 euro per i pensionati con almeno 75 anni di età;
                • eventuale reddito aggiuntivo dall’abitazione principale e relative pertinenze (escluso da IRPEF);
                • nessun altro reddito imponibile, salvo quelli soggetti a ritenuta a titolo definitivo;
                • periodo di pensione di almeno 365 giorni (anno intero).

                Pensione minima e integrazione al trattamento

                I percettori della pensione minima INPS (per il 2026 attestata, salvo conferme con perequazione, intorno ai 615-620 euro mensili per 13 mensilità) ricadono pienamente nella fascia di esonero, salvo abbiano altre fonti di reddito. Anche l’integrazione al trattamento minimo e la maggiorazione sociale non incidono sul calcolo del reddito ai fini dell’esonero, purché restino sotto soglia.

                Pensionati con più trattamenti

                Chi percepisce due o più pensioni (ad esempio una pensione INPS lavoro dipendente più una pensione di reversibilità) deve sommare gli importi e verificare la posizione complessiva. Se la somma è superiore alla soglia di esonero e nessuno dei due enti ha effettuato il conguaglio cumulativo, è opportuno presentare il 730 per evitare richieste future da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine esegue gratuitamente la verifica per i pensionati friulani.

                Esonero per partite IVA: forfettari e minimi

                Per le partite IVA il discorso è più articolato. La regola generale è che chi possiede partita IVA deve presentare il Modello Redditi PF (non il 730), perché il 730 non ammette redditi d’impresa o di lavoro autonomo abituale. Tuttavia, anche per i contribuenti in regime forfettario e regime di vantaggio (ex minimi) esistono casi di esonero o adempimenti semplificati.

                Regime forfettario: nessun esonero dichiarativo

                I contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 c. 54-89) non sono mai esonerati dalla presentazione del Modello Redditi PF, neanche se nell’anno non hanno emesso fatture. Devono compilare il quadro LM indicando ricavi/compensi e applicare il coefficiente di redditività (variabile dal 40% al 86% in base al codice ATECO). L’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per le startup nei primi 5 anni) si applica al reddito imponibile così calcolato.

                Il “coefficiente di redditività” è una percentuale stabilita per legge che indica quanta parte dei ricavi viene considerata reddito (il resto è considerato costi forfettari). Ad esempio, per i professionisti il coefficiente è del 78%: significa che il 78% dei compensi è reddito tassabile, il restante 22% è “costo forfettario” già scontato.

                Soggetti con sola partita IVA chiusa nell’anno

                Chi ha chiuso la partita IVA nel 2025 deve comunque presentare la dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui ha operato, anche se per pochi mesi. L’unica eccezione riguarda chi ha avuto ricavi pari a zero e nessun costo deducibile: in questo caso, comunque, si raccomanda la dichiarazione “a zero” per fini di tracciabilità.

                Lavoratori autonomi occasionali sotto 2.840,51 euro

                Il lavoro autonomo occasionale (art. 67 c. 1 lett. l TUIR) non richiede l’apertura della partita IVA fino a 5.000 euro annui per committente. Se il contribuente ha percepito esclusivamente compensi occasionali per un totale non superiore a 2.840,51 euro nel 2025, può rientrare nell’esonero generale. Sopra tale soglia, occorre dichiarare nel quadro RL del Modello Redditi PF.

                Redditi esenti e soggetti a ritenuta a titolo d’imposta

                Una vasta gamma di redditi è esclusa dall’obbligo dichiarativo perché soggetti a tassazione “alla fonte” oppure perché del tutto esenti. Conoscere queste categorie aiuta a verificare se si rientra nell’esonero. Ecco le principali:

                • Interessi su titoli di Stato (BOT, BTP, CCT) e su conti correnti, soggetti a ritenuta del 12,50% o 26%;
                • Dividendi su partecipazioni non qualificate assoggettati a ritenuta del 26%;
                • Redditi da locazione in cedolare secca (21% o 10% canone concordato): vanno comunque dichiarati nel quadro B del 730 se altri redditi richiedono dichiarazione;
                • Pensioni di guerra e indennità correlate (totalmente esenti);
                • Borse di studio universitarie erogate da università, INPS, regioni (esenti);
                • Sussidi di natura assistenziale erogati da enti pubblici (es. assegno sociale);
                • Indennità di maternità e congedo parentale (concorrono come redditi assimilati ma INPS è sostituto);
                • Rendite INAIL per invalidità permanente e altre rendite assistenziali specifiche.

                Cedolare secca: attenzione alla regola

                Chi percepisce redditi da locazione in regime di cedolare secca (21% per contratto a canone libero o 10% per contratto a canone concordato in comuni ad alta tensione abitativa) non è automaticamente esonerato. La cedolare secca sostituisce IRPEF e addizionali, ma il reddito deve essere comunque dichiarato nel quadro B del 730 o nel quadro RB del Modello Redditi PF. L’esonero opera solo se questo è l’unico reddito e l’imposta sostitutiva è stata regolarmente versata in F24 entro le scadenze previste.

                NASPI, CIG, indennità INPS: come incidono sull’esonero

                Molti contribuenti chiedono se le indennità di disoccupazione (NASPI), la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) e altre prestazioni INPS comportino l’obbligo di dichiarazione. La risposta è articolata, ma utile per valutare la propria posizione.

                NASPI

                La NASPI è un reddito assimilato al lavoro dipendente e l’INPS opera come sostituto d’imposta, applicando direttamente le ritenute IRPEF. Se il percettore ha avuto solo NASPI nel 2025 e l’INPS ha eseguito il conguaglio finale, il lavoratore è esonerato. Diversamente, se nello stesso anno ha avuto anche redditi da lavoro dipendente da altri datori, scatta l’obbligo dichiarativo per il conguaglio cumulativo.

                Cassa Integrazione Guadagni

                La CIG ordinaria, straordinaria, in deroga e la NASPI agricola sono trattate come redditi da lavoro dipendente. Se erogate dal datore di lavoro (per anticipo) o direttamente dall’INPS, le ritenute vengono operate dal soggetto erogatore. Per il 2026, il principio resta invariato: se il rapporto di lavoro è continuativo e il conguaglio è stato eseguito, non occorre dichiarare.

                Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro

                L’Assegno di Inclusione (ADI) (subentrato al Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024) e il Supporto Formazione Lavoro (SFL) non concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF, in quanto sussidi di natura assistenziale. Chi percepisce esclusivamente queste indennità non ha obbligo di presentare il 730/2026, salvo voglia recuperare detrazioni per altre spese (ad es. spese mediche, in casi specifici).

                Quando conviene presentare il 730 anche se esonerati

                Anche se rientri in una delle categorie di esonero, presentare comunque il 730/2026 può convenire in molte situazioni. La regola d’oro: presenta la dichiarazione ogniqualvolta hai pagato (tramite ritenute alla fonte) più imposte di quanto effettivamente dovuto, oppure hai diritto a detrazioni o crediti d’imposta che il sostituto non ha riconosciuto.

                • Spese mediche superiori alla franchigia di 129,11 euro (detrazione 19%);
                • Spese di istruzione universitaria e scolastica (limiti per ordine di scuola);
                • Mutuo prima casa: interessi passivi detraibili al 19% fino a 4.000 euro (760 euro annui di risparmio);
                • Bonus edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus ristrutturazione 50%): tornano nella dichiarazione in 10 rate annuali;
                • Erogazioni liberali a ONLUS, ASD, partiti politici, scuole;
                • Spese funebri per defunto familiare (fino a 1.550 euro per evento);
                • Premi assicurativi vita, invalidità e infortuni (detrazione 19% nei limiti previsti);
                • Detrazione canoni di locazione per studenti universitari fuori sede o lavoratori dipendenti che hanno trasferito la residenza per motivi di lavoro;
                • Bonus mobili e elettrodomestici: detraibile al 50% se collegato a ristrutturazione.

                Esempio numerico: Giulia, pensionata 73enne

                Giulia ha una pensione INPS di 7.200 euro annui. Tecnicamente sarebbe esonerata. Tuttavia, nel 2025 ha sostenuto 1.800 euro di spese mediche specialistiche e ha pagato 600 euro per la badante (per assistenza a sé stessa, in quanto non autosufficiente). Presentando il 730/2026 può recuperare:

                • Spese mediche: (1.800 – 129,11) × 19% = 317 euro
                • Spese addetti assistenza: 600 × 19% (entro 2.100 euro) = 114 euro
                • Rimborso atteso: 431 euro

                Per Giulia, dunque, presentare il 730 conviene fortemente. Il CAF Centro Fiscale offre l’assistenza gratuita per la dichiarazione 730 a pensionati con ISEE basso.

                730 precompilato 2026 ed esonero

                Una novità importante per il 2026: la dichiarazione precompilata è disponibile dal 30 aprile 2026 (e non più dal 15 aprile come negli anni precedenti). Il cambio di data è stato disposto dall’Agenzia delle Entrate per garantire una maggiore affidabilità dei dati pre-inseriti, in particolare per Certificazioni Uniche, oneri detraibili e dati immobiliari.

                Anche i contribuenti esonerati possono accedere al 730 precompilato tramite SPID, CIE o CNS sul portale dell’Agenzia delle Entrate. È un’ottima occasione per verificare se il proprio profilo fiscale è correttamente registrato e per scoprire eventuali detrazioni dimenticate. La precompilata aggrega automaticamente:

                • CU lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo;
                • spese sanitarie comunicate dal Sistema Tessera Sanitaria;
                • spese universitarie comunicate dalle università;
                • interessi mutui dalle banche;
                • oneri assicurativi comunicati dalle assicurazioni;
                • contributi previdenziali e assistenziali obbligatori.

                Scadenze 730/2026 da ricordare

                ScadenzaAdempimento
                30 aprile 2026Disponibilità del 730 precompilato
                16 giugno 2026Saldo IRPEF e primo acconto (per chi presenta Redditi PF)
                30 settembre 2026Termine ultimo per invio definitivo 730/2026
                25 ottobre 2026Termine per il 730 integrativo
                30 novembre 2026Termine per Modello Redditi PF
                1 dicembre 2026Secondo acconto IRPEF

                Rimborso e crediti d’imposta: come ottenerli

                Per gli esonerati che decidono di presentare comunque il 730 al fine di ottenere un rimborso, è importante sapere come funziona il meccanismo. Il rimborso può essere ottenuto in due modalità:

                • Tramite sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico): il rimborso compare nella busta paga o nel cedolino di pensione del mese di luglio (per dichiarazioni presentate entro giugno) o dei mesi successivi;
                • Direttamente dall’Agenzia delle Entrate per chi non ha sostituto (è il caso tipico dei pensionati con sola pensione INPS, ma il rimborso può essere richiesto in busta paga indicando l’INPS come sostituto): il rimborso viene accreditato sul conto corrente tramite il codice IBAN indicato in dichiarazione, di norma entro 6 mesi.

                Crediti d’imposta che richiedono comunque la dichiarazione

                Alcuni crediti d’imposta richiedono obbligatoriamente la dichiarazione per essere utilizzati, anche se sotto soglia. Ad esempio:

                • Trattamento integrativo (ex bonus Renzi/80 euro) – oggi ridenominato e modulato in base al reddito;
                • Bonus prima casa under 36 (per acquisti effettuati nei termini di vigenza);
                • Crediti d’imposta canoni di locazione per immobili a uso non abitativo;
                • Bonus colonnine elettriche per installazione di infrastrutture di ricarica;
                • Sport bonus e altre agevolazioni territoriali.

                Errori da evitare sull’esonero dichiarativo

                L’esonero è una facoltà, ma presumere di esserne titolari quando non lo si è può costare caro. Le sanzioni per omessa dichiarazione previste dal D.Lgs. 471/1997 sono pesanti: dal 120% al 240% delle imposte dovute con un minimo di 250 euro (importo che scende a 200 euro se non risultano imposte dovute). Ecco gli errori più frequenti:

                • Pensionati che ricevono due cedolini pensione da enti diversi (es. INPS + ex INPDAP, oppure INPS + Cassa Forense) e ritengono di essere esonerati senza verificare il cumulo;
                • Lavoratori che hanno avuto un secondo lavoro a chiamata o stagionale nello stesso anno;
                • Eredi che incassano arretrati di pensione del de cuius e non li dichiarano;
                • Contribuenti con redditi da locazione (anche brevi tipo Airbnb) che ritengono di essere esonerati solo perché in cedolare secca;
                • Percettori di compensi sportivi dilettantistici sopra la soglia di 15.000 euro che non dichiarano nulla;
                • Soggetti con conti correnti all’estero o investimenti finanziari all’estero (anche cripto): obbligo di quadro W indipendentemente dalle altre condizioni.

                Sanzioni e ravvedimento operoso

                Chi si accorge di aver erroneamente ritenuto di rientrare nell’esonero può sanare la propria posizione tramite ravvedimento operoso. Se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione fissa per la tardiva presentazione è di soli 25 euro (1/10 di 250 euro). Oltre i 90 giorni, la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni sono molto più gravose.

                Cripto e redditi esteri: l’esonero non vale

                Una delle aree dove l’esonero non opera mai riguarda i redditi esteri e gli investimenti finanziari all’estero, inclusi i conti su fintech estere (Revolut, N26, Wise, PayPal con conto operativo all’estero) e le criptovalute. La normativa sul monitoraggio fiscale (D.L. 167/1990 e successive modifiche) impone l’obbligo di compilazione del quadro W nel Modello Redditi PF per chiunque detenga attività finanziarie estere superiori ai limiti previsti.

                • IVIE 1,06% per immobili all’estero (aliquota in vigore dal 2024 ex L. 213/2023);
                • IVAFE 2 per mille (0,20%) su attività finanziarie estere, elevata al 4 per mille (0,40%) per stati black-list;
                • Imposta fissa di 34,20 euro per conto corrente o libretto estero (persona fisica);
                • Tassazione plusvalenze cripto al 26% (in caso di realizzo) per importi superiori a 2.000 euro;
                • Anche con imposta dovuta inferiore a 200 euro, il quadro W va comunque compilato.

                Se possiedi attività estere (anche solo un conto corrente da pochi euro presso una fintech estera) sei obbligato a presentare il Modello Redditi PF, indipendentemente dalle altre condizioni di esonero. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha competenza specifica nel monitoraggio fiscale e nella tassazione delle criptovalute.

                Successioni ed eredi: la dichiarazione del de cuius

                In caso di decesso, gli eredi devono presentare la dichiarazione dei redditi del defunto (de cuius) relativa all’anno del decesso e, se non presentata, anche all’anno precedente. La scadenza ordinaria del 730/2026 (30 settembre 2026) per il de cuius è prorogata al 30 novembre 2026 tramite presentazione del Modello Redditi PF, esclusivamente in via telematica. Gli eredi non possono avvalersi del 730 per il defunto.

                In Friuli Venezia Giulia, il sistema tavolare rappresenta una specificità importante anche dal punto di vista fiscale per le successioni: l’efficacia costitutiva dell’iscrizione nel Libro Fondiario richiede l’intavolazione separata dopo la dichiarazione di successione. Il CAF Centro Fiscale ha competenza ultradecennale nella gestione delle pratiche di successione nel sistema tavolare di Udine, Gorizia, Trieste e parte di Pordenone.

                📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                Conclusioni: come capire se sei davvero esonerato

                L’esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026 è un’opportunità per molti contribuenti italiani, ma non va presunto: occorre verificare con attenzione la propria situazione personale, sommare tutti i redditi percepiti nel 2025, controllare le ritenute applicate dai sostituti d’imposta e valutare l’esistenza di spese detraibili che potrebbero generare un rimborso.

                Le tre regole d’oro da ricordare:

                1. Verifica sempre la tua CU o il cedolino INPS: sono il punto di partenza per capire quanto reddito hai prodotto e quanto IRPEF ti è stato trattenuto.
                2. Non confondere “non obbligato” con “non conviene”: spesso presentare il 730 anche da esonerati significa recuperare centinaia di euro di rimborsi.
                3. Attenzione ai redditi esteri e cripto: l’esonero non vale mai. Quadro W obbligatorio.

                Per una verifica gratuita della tua posizione fiscale 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Il nostro team ti assiste nell’analisi della CU, nella ricostruzione delle spese detraibili e, se conviene, nella compilazione e invio del modello 730/2026 senza costi per pensionati con ISEE basso e lavoratori dipendenti con redditi medi. Prenota un appuntamento chiamando il numero 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

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                FAQ – Domande frequenti sull’esonero 730/2026

                1. Se sono esonerato e non presento il 730, posso comunque accedere ai bonus?

                Sì, l’esonero dalla dichiarazione non esclude dai bonus statali (Assegno Unico, Bonus bollette, Carta Acquisti, ecc.). Tali misure si basano sull’ISEE, calcolato sui dati reddituali comunicati direttamente da INPS e Agenzia delle Entrate. Per ottenere o aggiornare l’ISEE, contatta il CAF Centro Fiscale.

                2. Se ho ricevuto un’eredità nel 2025 devo presentare la dichiarazione?

                L’eredità in sé (il patrimonio ricevuto) non è soggetta a IRPEF ma all’imposta di successione (con franchigie diverse a seconda del grado di parentela). Tuttavia, se l’eredità include immobili che producono reddito o investimenti che generano interessi, dovrai dichiarare tali redditi dal momento dell’apertura della successione. Il defunto, da parte sua, ha sempre l’obbligo della dichiarazione finale tramite gli eredi.

                3. Ho cambiato lavoro a metà 2025: sono esonerato?

                Se hai chiesto al nuovo datore di operare il conguaglio cumulativo (presentando la CU del precedente lavoro), e il conguaglio è stato effettuato correttamente, sei esonerato. In caso contrario sei obbligato alla dichiarazione, perché ciascun datore avrà applicato le aliquote dal primo scaglione, generando quasi certamente un debito IRPEF.

                4. La pensione di reversibilità conta per l’esonero?

                Sì, la pensione di reversibilità è reddito a tutti gli effetti. Se sommata alla pensione diretta supera la soglia di esonero (7.500 euro o 8.500 euro per gli ultra 75enni), occorre presentare la dichiarazione. L’INPS, se eroga entrambe le pensioni, opera il conguaglio cumulativo automaticamente.

                5. Ho un conto Revolut con 500 euro: devo dichiarare?

                Sì. Anche con saldi minimi, il possesso di un conto corrente all’estero (anche fintech) attiva l’obbligo di compilazione del quadro W per il monitoraggio fiscale. L’imposta IVAFE non è dovuta se il valore medio del conto è inferiore a 5.000 euro, ma la comunicazione resta obbligatoria. L’esonero ordinario dalla dichiarazione viene meno.

                6. Posso recuperare le spese mediche del 2024 nel 730/2026?

                No, il 730/2026 si riferisce ai redditi e alle spese sostenute nel 2025. Per le spese mediche del 2024 dovevi presentare il 730/2025 (entro il 30 settembre 2025). È possibile, tuttavia, presentare una dichiarazione integrativa entro i termini ordinari di accertamento (5 anni), rivolgendosi al CAF.

                7. Sono pensionato all’estero in convenzione: devo dichiarare in Italia?

                Dipende dalla residenza fiscale e dalla convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni in vigore con il Paese di pagamento della pensione. In genere, i pensionati AIRE residenti all’estero non sono tassati in Italia, salvo specifiche eccezioni. La verifica è caso per caso: contatta il CAF Centro Fiscale per un’analisi personalizzata.

                Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 23:55:042026-05-31 17:46:04Esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026: chi non deve presentare il modello 730
                CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

                Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Importi

                Dichiarazione dei redditi 730

                Il rimborso 730 pensionati 2026 arriva direttamente sulla pensione INPS, tipicamente nei mesi di luglio o agosto 2026: l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, esegue automaticamente il conguaglio derivante dal modello 730/2026 trasmesso entro maggio. Se il 730 chiude a credito, vedi una somma in più sul cedolino; se chiude a debito, l’INPS trattiene rateizzando l’importo da luglio a novembre. In questa guida ti spieghiamo tempistiche precise, esempi di calcolo, gestione degli importi superiori a 100 € e come evitare errori che ritardano il rimborso.

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                Il CAF Centro Fiscale di Udine compila il tuo 730 a partire da 30 € per i pensionati. Più presto presenti, prima arriva il rimborso. Chiamaci allo 0432 1638640 o WhatsApp 366 6018121.

                Indice dei contenuti

                1. Conguaglio 730 sulla pensione: come funziona
                2. Tempistiche 2026: dal mese di luglio o agosto
                3. Rimborso a credito: importo in più sulla pensione
                4. Trattenuta a debito: rateazione da luglio a novembre
                5. Rateazione automatica per importi oltre 100 €
                6. Esempi pratici: rimborso, debito, ricalcolo
                7. Errori comuni e correzioni
                8. Assistenza 730 al CAF Centro Fiscale
                9. Domande frequenti

                Conguaglio 730 sulla pensione: come funziona

                Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata utilizzata da pensionati e dipendenti. La sua principale comodità è che il conguaglio (rimborso o debito) viene gestito direttamente dal sostituto d’imposta: per i pensionati questo sostituto è l’INPS.

                In pratica, dopo che hai trasmesso il 730/2026 (tu, il commercialista o il CAF), l’Agenzia delle Entrate calcola se ti spetta un rimborso o se devi versare imposte aggiuntive. Trasmette quindi il risultato all’INPS, che applica il conguaglio sulla pensione mensile a partire dal mese stabilito dalla normativa.

                Vantaggi del 730 per il pensionato:

                • Nessun versamento autonomo da effettuare (no F24)
                • Il rimborso arriva automaticamente sulla pensione
                • Il debito è rateizzato automaticamente, senza bisogno di richiesta
                • Possibilità di scaricare detrazioni (sanitarie, ristrutturazioni, mutui) e dedurre oneri

                Per il quadro generale del calendario di giugno e per pianificare i pagamenti del trimestre estivo consulta la guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026.

                Tempistiche 2026: quando arriva il rimborso 730 sulla pensione

                Le tempistiche del conguaglio 730/2026 sulla pensione dipendono dal mese in cui viene trasmesso il modello all’Agenzia delle Entrate. La regola generale: il rimborso (o l’avvio della trattenuta) compare sulla pensione del secondo mese successivo alla trasmissione.

                Trasmissione 730/2026Mese di rimborso/trattenutaNote
                Entro il 31 maggio 2026Luglio o agosto 2026Caso tipico per chi presenta in tempo
                Entro il 30 giugno 2026Agosto 2026Slittamento di un mese
                Entro il 31 luglio 2026Settembre 2026In tempo per primo conguaglio
                Entro il 31 agosto 2026Ottobre 2026Possibili interessi sul debito
                Entro il 30 settembre 2026Novembre 2026Termine ultimo trasmissione 730

                Importante: il termine finale per la trasmissione del 730/2026 è il 30 settembre 2026. Oltre questa data si deve passare al modello Redditi PF, con tempistiche e modalità diverse.

                Rimborso a credito: importo in più sulla pensione

                Se il 730 chiude a credito (cioè hai diritto a un rimborso), l’INPS accredita l’importo direttamente sulla pensione del mese di erogazione. Il rimborso compare con la voce “Conguaglio 730 a credito” sul cedolino.

                Esempi tipici di credito per i pensionati:

                • Spese sanitarie (visite specialistiche, farmaci, ticket): detrazione 19% oltre franchigia di 129,11 €
                • Ristrutturazioni edilizie: rate annue del Bonus Casa 50%
                • Bonus mobili ed elettrodomestici: detrazione 50% su spese fino a 5.000 €
                • Spese funebri: detrazione 19% fino a 1.550 € per ciascun decesso
                • Premi assicurativi (vita, infortuni): detrazione 19% fino a 530 €
                • Erogazioni liberali a ONLUS, partiti politici, associazioni

                L’importo del rimborso non ha limite massimo: se hai sostenuto spese significative (per esempio una ristrutturazione importante della casa) il rimborso può superare anche i 1.000 €.

                Trattenuta a debito: rateazione da luglio a novembre

                Se invece il 730 chiude a debito, l’INPS trattiene l’importo dalla pensione. La trattenuta compare con la voce “Conguaglio 730 a debito” sul cedolino e segue queste regole:

                • Se l’importo è fino a 100 €: trattenuta in un’unica soluzione (mese di luglio o agosto)
                • Se l’importo è oltre 100 €: rateazione automatica fino a novembre 2026 (massimo 5 rate)
                • Sulle rate a debito si applicano interessi dello 0,33% mensile a partire dalla seconda rata

                Casi tipici di debito per i pensionati:

                • Redditi aggiuntivi non comunicati al sostituto d’imposta (es. locazioni, lavoro autonomo)
                • Doppia pensione (INPS + Casse private) con conguaglio IRPEF a sfavore
                • Recupero di detrazioni non spettanti per superamento del limite reddituale
                • Cedolare secca su locazioni che genera saldo positivo

                Rateazione automatica per importi oltre 100 €

                La rateazione automatica del 730 a debito è un meccanismo di tutela del pensionato: l’INPS divide l’importo in più rate per evitare che la pensione di un singolo mese venga ridotta drasticamente.

                Esempio di calcolo rateazione (debito di 750 € su 730/2026 trasmesso in maggio):

                RataMeseImporto (€)Interessi (€)
                1Luglio 2026150,000,00
                2Agosto 2026150,000,50
                3Settembre 2026150,000,99
                4Ottobre 2026150,001,49
                5Novembre 2026150,001,98
                Totale750,004,96

                Gli interessi sono modesti rispetto al beneficio della rateizzazione. Se l’importo del debito è significativo (oltre 1.500 €), il CAF può valutare strategie di pianificazione fiscale per gli anni successivi (modulazione delle ritenute, scelta di un sostituto d’imposta diverso).

                Esempi pratici: rimborso, debito, ricalcolo

                Esempio 1: pensionato con rimborso 320 €

                Carlo, 71 anni, pensione da 1.300 €/mese. Nel 2025 ha sostenuto spese mediche per 1.500 € (oltre franchigia 129,11 € → 1.370 € detraibili al 19% = 260 €) e premi RCA detraibili per 60 €.

                • Trasmette 730/2026 al CAF entro il 15 maggio 2026
                • Risultato: rimborso di 320 € a credito
                • Vede il rimborso sulla pensione di luglio 2026: importo netto +320 €

                Esempio 2: pensionato con doppia pensione e debito 480 €

                Anna, 68 anni, percepisce pensione INPS (1.100 €) + pensione integrativa fondo privato (600 €). Le due ritenute alla fonte non hanno tenuto conto del cumulo, generando un debito di 480 €.

                • Trasmette 730/2026 entro il 30 maggio 2026
                • Debito 480 € rateizzato in 4 rate da 120 €
                • Rate da luglio a ottobre 2026 + piccoli interessi

                Esempio 3: ricalcolo per omissione

                Mario presenta il 730/2026 ad agosto (in ritardo) e dimentica di indicare un canone di locazione percepito. Riceve un avviso bonario dell’Agenzia Entrate. Il CAF può presentare un 730 integrativo (entro il 25 ottobre) per correggere l’errore: la nuova trattenuta si applica entro fine anno.

                Errori comuni e correzioni

                Gli errori che ritardano il rimborso 730 o creano problemi col conguaglio sono:

                • Codice fiscale del sostituto d’imposta errato: l’INPS non riconosce la pratica. Verifica sempre che il codice INPS sia corretto (80078750587)
                • Indicazione del sostituto sbagliato: chi ha più sostituti (es. doppia pensione) deve scegliere l’INPS principale per ricevere il rimborso
                • Documenti spesa mancanti: assenza di scontrino parlante o ricevuta deduce automaticamente la spesa
                • 730 precompilato non confermato: anche se aderisci al precompilato, devi confermarlo o modificarlo entro le scadenze
                • Importi superiori a 4.000 €: scattano controlli preventivi che possono ritardare il rimborso fino a 6 mesi

                Correzioni post-trasmissione: il 730 integrativo si presenta entro il 25 ottobre 2026 per modifiche a favore del contribuente. Per modifiche a sfavore (omissione di redditi) bisogna usare il modello Redditi PF.

                Assistenza 730 al CAF Centro Fiscale

                Il CAF Centro Fiscale di Udine compila il modello 730/2026 per pensionati e dipendenti con queste tariffe convenzionate:

                • 730 base pensionato single: a partire da 30 €
                • 730 con coniuge: a partire da 50 €
                • 730 con detrazioni complesse (ristrutturazioni, sismabonus, ecobonus): da 60 €
                • 730 con redditi esteri o cedolare secca: preventivo personalizzato

                Il servizio include: raccolta documenti, controllo precompilato, compilazione, trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate, archiviazione dei documenti per 5 anni e supporto in caso di controlli successivi.

                Prenota il tuo 730/2026

                Compilazione professionale del 730 con il CAF Centro Fiscale di Udine. A partire da 30 € per pensionati. Massimizziamo il tuo rimborso.

                📞 Telefono: 0432 1638640
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                Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                Domande frequenti

                Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione nel 2026?

                Il rimborso 730/2026 arriva sulla pensione INPS tipicamente nei mesi di luglio o agosto 2026, se il modello viene trasmesso entro maggio. Per chi presenta più tardi, il rimborso slitta proporzionalmente.

                Cosa succede se il 730 chiude a debito?

                L’INPS trattiene l’importo dalla pensione. Se il debito supera 100 €, viene rateizzato automaticamente fino a novembre 2026 con piccoli interessi dello 0,33% mensile.

                Posso scegliere a quale sostituto d’imposta inviare il 730?

                Sì. Se hai più sostituti d’imposta (per esempio pensione INPS + Casse private), puoi indicare quello su cui ricevere il conguaglio. Conviene scegliere quello con importo mensile più alto per evitare problemi di capienza.

                Quanto costa fare il 730 al CAF?

                Al CAF Centro Fiscale il 730 base per pensionati parte da 30 €. Il prezzo aumenta in funzione di numero di familiari, complessità delle detrazioni e presenza di redditi particolari (locazioni, redditi esteri).

                Cosa succede se non ho un sostituto d’imposta?

                Se sei pensionato senza sostituto (caso raro: si verifica per esempio se l’INPS non eroga più la pensione), devi usare il modello “730 senza sostituto“. Il rimborso arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente entro il 31 dicembre.

                Le spese mediche del 2025 vanno nel 730/2026?

                Sì. Nel 730/2026 si dichiarano i redditi e le spese sostenute nel 2025. Conserva scontrini parlanti, fatture e ricevute: il CAF le verifica e le inserisce nei quadri E (oneri detraibili e deducibili).

                Posso modificare il 730 dopo averlo presentato?

                Sì. Per modifiche a tuo favore (per esempio se ti accorgi di aver dimenticato una detrazione), puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Per modifiche a sfavore (omissione di redditi) bisogna usare Redditi PF.

                Maggio 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-18 08:00:002026-05-31 17:51:25Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Importi
                CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

                Modello 730/2026 Senza Sostituto d’Imposta: Come Ottenere il Rimborso IRPEF

                Dichiarazione dei redditi 730

                Hai presentato il Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta e ti stai chiedendo quando arriva il rimborso IRPEF? La situazione è diversa da quella dei lavoratori dipendenti o pensionati con sostituto: l’Agenzia delle Entrate interviene direttamente, senza passare dalla busta paga o dal cedolino pensione. Questo articolo ti spiega come funziona il processo, quando puoi aspettarti il rimborso, quali sono le modalità di accredito e quali categorie di contribuenti si trovano tipicamente in questa situazione.

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                Indice dei contenuti

                1. Chi è “senza sostituto d’imposta”: le categorie principali
                2. Come funziona il rimborso senza sostituto d’imposta
                3. Quando arriva il rimborso: tempistiche ufficiali 2026
                4. Modalità di accredito del rimborso
                5. Come comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate
                6. 730/2026 per disoccupati: casi pratici e rimborso
                7. Pensionati senza sostituto: quando si applica
                8. 730/2026 con redditi solo da locazioni
                9. Contribuenti minimi e forfettari: attenzione alle eccezioni
                10. Differenze tra 730 con e senza sostituto d’imposta
                11. Cosa fare se il rimborso è in ritardo o non arriva
                12. Tabella riepilogativa: tempistiche e modalità
                13. Domande Frequenti

                Chi è “senza sostituto d’imposta”: le categorie principali

                Il termine sostituto d’imposta indica il soggetto (datore di lavoro, ente pensionistico, committente) che trattiene e versa all’Erario le imposte per conto del contribuente, effettuando i relativi conguagli sulla busta paga o sul cedolino pensione. Chi è “senza sostituto d’imposta” non ha questo intermediario e deve gestire direttamente i propri rapporti fiscali con l’Agenzia delle Entrate.

                Le principali categorie che si trovano in questa situazione sono:

                • Disoccupati e percettori di NASPI – chi ha perso il lavoro e non ha un nuovo datore di lavoro nel periodo d’imposta; l’INPS non funge da sostituto d’imposta per la NASPI (almeno per la parte imponibile), salvo in casi specifici.
                • Pensionati con pensione estera o pensione senza sostituto – chi riceve una pensione estera (es. da Paesi con cui non c’è accordo di sostituzione) o chi ha cessato il rapporto con il precedente ente pensionistico nell’anno.
                • Lavoratori autonomi occasionali – chi percepisce compensi occasionali sotto soglia senza essere titolare di partita IVA, se nel corso dell’anno non ha un sostituto che effettui le ritenute.
                • Contribuenti con redditi esclusivamente da locazioni (cedolare secca o ordinaria) – chi non svolge lavoro dipendente e trae il reddito principale dagli affitti.
                • Soggetti che hanno cambiato datore di lavoro – in certi casi il nuovo datore non effettua il conguaglio per l’intero anno e il contribuente può trovarsi in posizione di “nessun sostituto” per il conguaglio finale.
                • Contribuenti che nel 2026 hanno avuto un solo datore di lavoro ma hanno cessato il rapporto entro il 31 dicembre 2025 e non ne hanno un altro al momento della presentazione del 730.

                Nota importante: la scelta di presentare il 730 “senza sostituto” non comporta rinuncia al rimborso, ma solo una modalità diversa di erogazione dello stesso. Il riferimento normativo è l’art. 51-bis del D.Lgs. 241/1997 e le disposizioni del D.Lgs. 175/2014 (decreto semplificazioni fiscali), che hanno progressivamente ampliato la platea dei soggetti ammessi al 730.

                Come funziona il rimborso senza sostituto d’imposta

                Quando si presenta il Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta, il meccanismo di rimborso è completamente diverso rispetto al caso con sostituto. Ecco il flusso operativo passo per passo:

                1. Presentazione del 730 al CAF o direttamente tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate (730 precompilato)

                Il contribuente presenta il Modello 730/2026 indicando, nella casella “Situazione” del frontespizio, il codice relativo all’assenza di sostituto d’imposta. Il campo specifico da compilare è il box “Sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”: in questo caso si lascia vuoto o si indica l’assenza.

                2. L’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione

                Una volta trasmessa la dichiarazione (tramite CAF, professionista abilitato o direttamente), l’Agenzia delle Entrate elabora i dati e calcola il saldo IRPEF. Se emerge un credito (rimborso) a favore del contribuente, l’Agenzia procede direttamente all’erogazione senza passare da un sostituto.

                3. Il rimborso è erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate

                L’Agenzia delle Entrate eroga il rimborso tramite bonifico bancario/postale sul conto corrente del contribuente, oppure tramite assegno o vaglia postale in caso di indisponibilità di IBAN. Non esiste alcuna detrazione dalla busta paga perché non c’è un sostituto che effettua i conguagli.

                Riferimento normativo: La procedura è disciplinata dall’art. 38 del D.P.R. 600/1973 (rimborsi di ritenute e imposte) e dall’art. 51-bis del D.Lgs. 241/1997 che disciplina le modalità di effettuazione dei rimborsi per i soggetti privi di sostituto d’imposta. Le circolari dell’Agenzia delle Entrate (in particolare la Circolare n. 7/E del 2024 sulle novità della dichiarazione dei redditi) confermano questa procedura anche per il 730/2026.

                Quando arriva il rimborso: tempistiche ufficiali 2026

                Le tempistiche per il rimborso del 730 senza sostituto d’imposta sono significativamente diverse – e più lunghe – rispetto al caso con sostituto. Chi presenta il 730 con datore di lavoro riceve il rimborso già nella busta paga di luglio (per il 730 presentato entro maggio) o in quelle successive. Chi non ha sostituto deve invece attendere l’erogazione diretta da parte dell’Agenzia delle Entrate.

                Calendario indicativo 2026 per chi presenta 730 senza sostituto:

                • Scadenza presentazione 730/2026: entro il 30 settembre 2026 (per il tramite di CAF o professionista abilitato). Per il 730 precompilato accettato senza modifiche tramite il portale AdE, la scadenza è la stessa.
                • Elaborazione da parte dell’Agenzia delle Entrate: L’Agenzia elabora le dichiarazioni in ordine cronologico di presentazione. Di norma il processo inizia dopo luglio e prosegue fino a fine anno.
                • Rimborso stimato: tra ottobre e dicembre 2026 per le dichiarazioni presentate entro luglio 2026. Per le dichiarazioni presentate in agosto-settembre, i tempi possono slittare fino ai primi mesi del 2027.
                • Rimborsi sotto soglia (fino a 4.000 euro): Vengono erogati con priorità e, se i dati IBAN sono correttamente comunicati, arrivano spesso entro novembre-dicembre 2026.
                • Rimborsi sopra 4.000 euro: Soggetti a controllo preventivo da parte dell’Agenzia delle Entrate (ai sensi dell’art. 38-bis D.P.R. 633/1972 per analogia e delle circolari attuative). I tempi si allungano e possono superare i 6-12 mesi.

                Attenzione alla data di presentazione: prima presenti il 730, prima arriva il rimborso. Se presenti il 730 a luglio anziché a settembre, il rimborso arriva tipicamente 1-2 mesi prima. Per i rimborsi più elevati, l’Agenzia delle Entrate può richiedere documentazione aggiuntiva prima di procedere all’erogazione.

                Modalità di accredito del rimborso

                Per ricevere il rimborso IRPEF derivante dal 730/2026 senza sostituto d’imposta, è fondamentale che il contribuente comunichi correttamente le proprie coordinate bancarie (IBAN) all’Agenzia delle Entrate. Questa comunicazione non avviene automaticamente e richiede un’azione proattiva da parte del contribuente.

                Le modalità di accredito disponibili sono le seguenti:

                1. Bonifico su conto corrente bancario (IBAN italiano)

                È la modalità più rapida e sicura. L’IBAN deve essere italiano (inizia con IT) e intestato o co-intestato al contribuente richiedente il rimborso. Non è possibile indicare un IBAN straniero per i rimborsi fiscali italiani, salvo eccezioni documentate per residenti all’estero iscritti all’AIRE.

                2. Bonifico su conto corrente postale (BancoPosta)

                Equivalente al conto bancario, è accettato senza problemi. Il codice IBAN postale inizia con IT e ha lo stesso formato di quello bancario.

                3. Vaglia postale o assegno (modalità residuale)

                In caso di mancata comunicazione dell’IBAN o di difficoltà tecniche, l’Agenzia delle Entrate può emettere un vaglia postale o un assegno circolare. Questa modalità è sempre meno utilizzata e più lenta; i tempi possono arrivare a diversi mesi.

                4. Accredito su libretto postale

                Se il contribuente ha un libretto postale nominativo con IBAN, può utilizzare questa modalità come alternativa al conto corrente.

                Cosa succede se non hai comunicato l’IBAN: Se l’Agenzia delle Entrate non ha le tue coordinate bancarie, il rimborso viene emesso tramite vaglia postale o assegno intestato al contribuente e spedito all’indirizzo di residenza anagrafica. Per evitare questo scenario (molto più lento), è fondamentale comunicare l’IBAN prima della presentazione del 730 o, al più tardi, contestualmente ad essa.

                Come comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate

                Comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate per ricevere i rimborsi fiscali è un’operazione che si può effettuare in diversi modi. Ecco le procedure disponibili nel 2026:

                Tramite il portale web dell’Agenzia delle Entrate

                Accedendo all’area riservata di AgenziAnteprima (il cassetto fiscale) con le credenziali SPID, CIE o CNS, è possibile comunicare l’IBAN direttamente online nella sezione dedicata ai rimborsi. Questa è la modalità più rapida e aggiornata in tempo reale.

                Tramite il CAF o il professionista che presenta il 730

                Il CAF Centro Fiscale inserisce le coordinate bancarie direttamente nel frontespizio del Modello 730/2026, nel quadro dedicato al rimborso. In questo modo l’Agenzia delle Entrate riceve le informazioni contestualmente alla presentazione della dichiarazione. Porta con te l’IBAN al momento dell’appuntamento al CAF.

                Tramite il servizio “Rimborsi” del portale online AdE

                Dal sito dell’Agenzia delle Entrate (sezione “Servizi” → “Rimborsi”) è possibile verificare lo stato del rimborso e, in alcune sezioni specifiche, aggiornare le coordinate bancarie per i rimborsi non ancora erogati.

                Tramite sportello fisico dell’Agenzia delle Entrate

                Recandosi fisicamente presso uno sportello dell’Agenzia delle Entrate con documento d’identità e IBAN, è possibile comunicare le coordinate bancarie. Questa modalità è consigliata in caso di difficoltà con i canali digitali.

                Verifica dello stato del rimborso: Una volta che la dichiarazione è stata elaborata, è possibile monitorare lo stato del rimborso tramite il servizio online “Controllo rimborsi” disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con le credenziali SPID/CIE/CNS oppure con codice fiscale e numero di pratica. Il servizio indica se il rimborso è in lavorazione, se è stato disposto il pagamento o se sono in corso controlli supplementari.

                730/2026 per disoccupati: casi pratici e rimborso

                I lavoratori disoccupati che hanno percepito la NASPI nel 2025 e non hanno un nuovo datore di lavoro rappresentano uno dei casi più frequenti di “730 senza sostituto”. Ecco come funziona nella pratica:

                Caso 1: disoccupato tutto l’anno 2025

                Un lavoratore che ha perso il lavoro a fine 2024 e ha percepito solo NASPI per tutto il 2025 non ha sostituto d’imposta. Presenta il 730/2026 come “senza sostituto”. L’INPS eroga la NASPI al lordo dell’IRPEF (trattenendo la ritenuta d’acconto), quindi il conguaglio finale va fatto con la dichiarazione. Se la ritenuta trattenuta dall’INPS supera l’IRPEF dovuta, emerge un credito fiscale rimborsato dall’Agenzia delle Entrate.

                Caso 2: disoccupato con part-time nel 2025

                Un lavoratore che ha avuto un contratto part-time fino a luglio 2025 e poi è rimasto disoccupato ha un sostituto (il datore di lavoro) solo per la prima parte dell’anno. Al momento di presentare il 730/2026, se non ha un nuovo datore di lavoro, deve presentarlo “senza sostituto”. Il rimborso eventuale arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

                Caso 3: disoccupato con nuovo lavoro avviato nel 2026

                Se il lavoratore ha trovato un nuovo impiego prima di presentare il 730/2026 (ad esempio ha iniziato a lavorare a febbraio 2026), ha un sostituto d’imposta disponibile. Può quindi scegliere di presentare il 730 “con sostituto” (il nuovo datore) che effettuerà il conguaglio in busta paga. Questa scelta è vantaggiosa se si aspetta un rimborso, perché l’accredito avviene in tempi più rapidi (luglio-agosto 2026).

                Esempio pratico con calcolo: Maria ha percepito nel 2025 una NASPI di 1.200 euro al mese per 8 mesi (totale: 9.600 euro). L’INPS ha trattenuto ritenute d’acconto IRPEF del 23% (aliquota minima) su parte dell’importo. Maria ha anche percepito 2.000 euro di redditi da locazione con cedolare secca al 21%. Il suo reddito imponibile IRPEF è solo quello da NASPI (la cedolare secca è sostitutiva). L’IRPEF dovuta può risultare inferiore alle ritenute trattenute dall’INPS, generando un credito. Presentando il 730 senza sostituto (non ha nuovo datore di lavoro nel 2026), riceverà il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate entro dicembre 2026.

                Pensionati senza sostituto: quando si applica

                La maggior parte dei pensionati italiani ha l’INPS (o un altro ente pensionistico) come sostituto d’imposta e riceve il conguaglio sul cedolino pensione. Tuttavia, esistono casi specifici in cui il pensionato si trova senza sostituto:

                • Pensione estera – Chi percepisce una pensione da uno Stato estero senza accordo di doppia imposizione con l’Italia (o con modalità di pagamento che escludono il ruolo di sostituto dell’ente estero) deve gestire autonomamente le imposte italiane. Il 730 senza sostituto è la via appropriata.
                • Pensione in convenzione internazionale pagata direttamente all’estero – Es. pensioni da Germania, Svizzera, Belgio su cui l’ente estero non opera come sostituto italiano. Per questa casistica è opportuno consultare un CAF o un commercialista esperto in redditi esteri.
                • Pensionati con pensione INPS cessata nell’anno – Se il pensionato è deceduto nel corso del 2025 (e si presenta la dichiarazione degli eredi per i redditi dell’anno del decesso), la situazione varia in base al momento del decesso e alla presenza di eredi designati.
                • Nuovi pensionati con primo anno di pensione parziale – In alcuni casi il primo anno di pensione copre solo parte dell’anno e può esistere un disallineamento tra ritenute effettuate e IRPEF effettivamente dovuta per cui il conguaglio finale spetta all’Agenzia delle Entrate.

                Attenzione: i pensionati INPS normali (pensione italiana INPS erogata mensilmente) hanno sempre l’INPS come sostituto d’imposta e il conguaglio avviene sul cedolino pensione di luglio o dicembre. Non rientrano nella categoria “senza sostituto” a meno che non abbiano anche redditi di altra natura che non vengono compensati dall’INPS.

                730/2026 con redditi solo da locazioni

                I contribuenti che nel 2025 hanno percepito esclusivamente redditi da locazione (con cedolare secca o tassazione ordinaria) e non hanno avuto lavoro dipendente né pensione, si trovano senza sostituto d’imposta per definizione. Presentano il 730/2026 senza sostituto oppure, se preferiscono, il Modello Redditi Persone Fisiche (REDDITI PF).

                Ecco le caratteristiche di questa casistica:

                • Cedolare secca (21% o 26%): Se tutti i redditi da locazione sono assoggettati a cedolare secca, l’imposta è già trattenuta alla fonte e non esiste tipicamente un rimborso IRPEF ordinario. La dichiarazione è obbligatoria comunque per comunicare i dati (e verificare eventuali eccedenze di acconto).
                • Tassazione ordinaria degli affitti: Se il locatore ha optato per la tassazione ordinaria (IRPEF progressiva), il reddito da locazione confluisce nel reddito complessivo. Se nell’anno precedente ha versato acconti IRPEF superiori al dovuto, emerge un credito rimborsato dall’Agenzia delle Entrate.
                • Proprietario di immobili a uso personale o sfitti: Anche in questi casi può emergere un credito se sono stati versati acconti IRPEF l’anno precedente (calcolati su basi imponibili poi ridotte).

                Per gli redditi da affitto nel 730, le istruzioni specifiche variano a seconda della tipologia contrattuale. Il CAF Centro Fiscale può assistere nella scelta tra cedolare secca e tassazione ordinaria, effettuando un calcolo di convenienza.

                Contribuenti minimi e forfettari: attenzione alle eccezioni

                I titolari di partita IVA in regime forfettario o coloro che erano nel vecchio regime dei minimi non presentano generalmente il Modello 730 per i redditi d’impresa o di lavoro autonomo. Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le start-up nei primi 5 anni) che non genera crediti IRPEF ordinari da recuperare tramite 730.

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