CAF, CRIPTOVALUTENFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi e Quanto Si PagaGli NFT e tasse 2026 rappresentano un tema sempre più rilevante per chi opera nel mercato dei Non-Fungible Token. Dal 2023, la Legge di Bilancio ha ufficialmente classificato gli NFT come cripto-attività, sottoponendoli agli stessi obblighi dichiarativi e fiscali previsti per Bitcoin, Ethereum e le altre criptovalute. Se possiedi NFT, li hai venduti con profitto o li hai ricevuti gratuitamente tramite airdrop, devi sapere esattamente come dichiararli nel Modello Redditi PF e quanto pagare di imposte. In questa guida completa ti spieghiamo tutto: dalla tassazione delle plusvalenze NFT con la nuova aliquota al 33%, alla compilazione del Quadro W, fino all’IVCA e al trattamento fiscale dei creator di NFT. Il Modello Redditi Criptovalute 2026 è lo strumento principale per adempiere a questi obblighi. Indice dei contenutiGli NFT sono cripto-attività: cosa dice la leggeTassazione NFT 2026: aliquota al 33% sulle plusvalenzeQuando si genera una plusvalenza sugli NFTSoglia 2.000 euro: quando le plusvalenze NON sono tassateCome dichiarare gli NFT nel Quadro W del Modello Redditi PFIVCA sugli NFT: l’imposta dello 0,2% sul valoreNFT come arte digitale vs NFT come investimentoNFT gratuiti: airdrop e mint a costo zeroCreator di NFT: come si tassano i proventi dalla creazioneRoyalties su marketplace: come dichiararleDomande frequenti su NFT e tasse 2026Gli NFT sono cripto-attività: cosa dice la leggeLa Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022, articolo 1, commi 126-147) ha introdotto un quadro normativo organico per la tassazione delle cripto-attività in Italia. La definizione di cripto-attività adottata dal legislatore è estremamente ampia e comprende “una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga”.Questa definizione include senza alcun dubbio gli NFT (Non-Fungible Token), che sono a tutti gli effetti token registrati su blockchain. Non importa se il tuo NFT rappresenta un’opera d’arte digitale, un oggetto collezionabile, un terreno virtuale nel metaverso o un biglietto per un evento: dal punto di vista fiscale italiano, è una cripto-attività e segue le stesse regole di Bitcoin e delle altre criptovalute.Prima della riforma del 2023, la situazione era molto più incerta. L’Agenzia delle Entrate non aveva mai fornito indicazioni specifiche sugli NFT, e molti contribuenti non sapevano come comportarsi. Oggi, grazie alla disciplina uniforme delle cripto-attività, le regole sono chiare: gli NFT vanno dichiarati e, in caso di plusvalenze, tassati. Se vuoi approfondire come funzionava il regime precedente, puoi leggere il nostro articolo sulla tassazione delle plusvalenze criptovalute prima della riforma. Tassazione NFT 2026: aliquota al 33% sulle plusvalenzeDal 1° gennaio 2026, la tassazione sulle plusvalenze da cripto-attività — e quindi anche sugli NFT — sale al 33%. Questa aliquota sostituisce la precedente del 26% che era in vigore dal 2023 al 2025. L’aumento è stato previsto dalla Legge di Bilancio 2025 (inizialmente si parlava del 42%, poi ridotto al 33% in sede di approvazione finale).Ma cosa significa in pratica? Quando vendi un NFT a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto, la differenza costituisce una plusvalenza. Su questa plusvalenza dovrai versare un’imposta sostitutiva del 33%. Si chiama “imposta sostitutiva” perché sostituisce l’IRPEF e le addizionali: invece di pagare le aliquote progressive ordinarie (che possono arrivare fino al 43%), paghi un’unica imposta fissa del 33%.Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Marco abbia acquistato un NFT della collezione Bored Ape per 5.000 euro nel 2023 e lo venda nel 2026 per 15.000 euro. La plusvalenza è di 10.000 euro (15.000 – 5.000). L’imposta da pagare sarà: 10.000 x 33% = 3.300 euro. Per una guida completa sulla dichiarazione crypto, consulta il nostro articolo Modello Redditi Criptovalute 2026. Quando si genera una plusvalenza sugli NFTNon tutte le operazioni con gli NFT generano un obbligo di tassazione. La plusvalenza si realizza solo in determinati momenti. Capire quando scatta l’obbligo fiscale è fondamentale per non commettere errori nella dichiarazione dei redditi.Le operazioni che generano plusvalenza tassabile sono:Vendita di un NFT a un prezzo superiore rispetto al costo di acquisto (comprese le gas fee sostenute per l’acquisto)Scambio tra NFT di diversa tipologia o collezione (considerato come vendita + riacquisto)Conversione di un NFT in criptovaluta (ad esempio, vendita su OpenSea e ricezione di ETH)Utilizzo di un NFT come mezzo di pagamento per beni o serviziAl contrario, non generano plusvalenza:Il semplice possesso di un NFT senza operazioni di vendita o scambioIl trasferimento tra wallet di proprietà dello stesso soggettoLa donazione di un NFT (che però ha regole proprie)Un aspetto importante riguarda le gas fee (le commissioni pagate sulla blockchain per completare le transazioni). Le gas fee sostenute per l’acquisto dell’NFT si sommano al costo di acquisto, riducendo la plusvalenza futura. Le gas fee sostenute per la vendita si sottraggono dal prezzo di cessione. Questo meccanismo è analogo a quello previsto per le criptovalute tradizionali. Soglia 2.000 euro: quando le plusvalenze NON sono tassateUna delle novità più importanti introdotte dalla riforma del 2023 è la soglia di esenzione di 2.000 euro. Questa regola prevede che le plusvalenze complessive da cripto-attività (inclusi gli NFT) realizzate nell’anno d’imposta non siano tassate se inferiori a 2.000 euro.Attenzione: la soglia si calcola considerando il saldo netto di tutte le operazioni in cripto-attività effettuate nell’anno. Questo significa che devi sommare tutte le plusvalenze e sottrarre tutte le minusvalenze derivanti da NFT, criptovalute, token e qualsiasi altra cripto-attività. Se il risultato è inferiore a 2.000 euro, non devi pagare l’imposta del 33%.Facciamo un esempio. Supponiamo che nell’anno 2026 Laura abbia effettuato queste operazioni:Vendita NFT CryptoPunk: plusvalenza di 3.000 euroVendita Bitcoin: minusvalenza di -1.500 euroVendita altro NFT: plusvalenza di 400 euroIl saldo netto è: 3.000 – 1.500 + 400 = 1.900 euro. Poiché il totale è inferiore a 2.000 euro, Laura non dovrà pagare alcuna imposta sulle plusvalenze. Se invece il saldo fosse stato di 2.100 euro, l’imposta si sarebbe applicata sull’intero importo (2.100 x 33% = 693 euro), non solo sulla parte eccedente i 2.000 euro. È quindi una franchigia, non una deduzione.Importante: anche se le plusvalenze sono sotto la soglia dei 2.000 euro, resta comunque l’obbligo di dichiarare il possesso degli NFT nel Quadro W ai fini del monitoraggio fiscale e dell’IVCA. Come dichiarare gli NFT nel Quadro W del Modello Redditi PFLa dichiarazione degli NFT avviene attraverso il Quadro W del Modello Redditi PF. Questo quadro, introdotto con la riforma, ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto-attività e serve sia per il monitoraggio fiscale sia per il calcolo dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività). Se utilizzi il modello 730, sappi che dal 2024 esiste il Quadro W anche nel 730.Ecco i passaggi per compilare correttamente il Quadro W per i tuoi NFT:1. Raccogli le informazioni necessarie. Per ogni NFT posseduto al 31 dicembre dell’anno d’imposta (o venduto durante l’anno), ti serviranno: il nome o identificativo dell’NFT, la blockchain su cui è registrato (Ethereum, Solana, Polygon, ecc.), il wallet che lo detiene, il valore di acquisto in euro, il valore al 31 dicembre in euro e le eventuali date di acquisto e vendita.2. Compila il rigo W del Quadro W. Per ogni cripto-attività (o gruppo omogeneo) devi indicare:Colonna 1 (Codice individuazione): il codice “14” per le cripto-attivitàColonna 3 (Valore iniziale): il valore in euro al 1° gennaio (o alla data di acquisto se successiva)Colonna 4 (Valore finale): il valore in euro al 31 dicembre (o alla data di vendita se precedente)Colonna 7 (IVCA dovuta): il risultato del calcolo IVCA (0,2% del valore finale)3. Determina il valore dell’NFT in euro. Questo è spesso l’aspetto più complesso. Se l’NFT è stato acquistato con criptovaluta (es. ETH), il valore in euro si calcola al cambio del giorno dell’operazione. Per il valore al 31 dicembre, puoi utilizzare il floor price della collezione sul marketplace di riferimento (OpenSea, Magic Eden, ecc.) convertito in euro al cambio del giorno. Se l’NFT non ha un mercato liquido, puoi utilizzare il prezzo dell’ultimo scambio disponibile.4. Calcola le plusvalenze nel Quadro RT. Se hai venduto NFT durante l’anno con profitto, le plusvalenze vanno indicate anche nella Sezione II del Quadro RT, dove si calcola l’imposta sostitutiva del 33%. Per chi ha operato su exchange come Binance o Coinbase, può essere utile consultare le nostre guide specifiche sulla dichiarazione redditi Binance 2026 e sulla dichiarazione redditi Coinbase 2026. IVCA sugli NFT: l’imposta dello 0,2% sul valoreOltre alla tassazione sulle plusvalenze, chi possiede NFT deve pagare anche l’IVCA — Imposta sul Valore delle Cripto-Attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale, simile all’IVAFE che si applica ai conti esteri, pari allo 0,2% annuo del valore delle cripto-attività detenute al 31 dicembre dell’anno d’imposta.Il calcolo è proporzionale al periodo di detenzione nell’anno. Se hai posseduto un NFT per tutto l’anno (365 giorni), paghi lo 0,2% pieno. Se lo hai posseduto per 6 mesi, paghi la metà. La formula è: Valore al 31/12 x 0,2% x (giorni di possesso / 365).Facciamo un esempio pratico. Giovanni possiede un NFT dal 1° luglio 2026 al 31 dicembre 2026 (184 giorni). Il valore dell’NFT al 31 dicembre è di 10.000 euro. L’IVCA dovuta sarà: 10.000 x 0,2% x (184/365) = 10,08 euro. Come vedi, per importi contenuti l’IVCA è molto bassa, ma può diventare significativa per collezioni di alto valore.L’IVCA va indicata nel Quadro W del Modello Redditi PF e si versa tramite il modello F24 con il codice tributo 1727. I termini di versamento seguono quelli dell’imposta sui redditi (30 giugno, con possibilità di rateizzazione). Per approfondire il funzionamento dell’IVCA in relazione ad altre cripto-attività, consulta la guida sulla dichiarazione crypto nel 730.NFT come arte digitale vs NFT come investimentoNel mondo degli NFT convivono realtà molto diverse: c’è chi acquista un’opera d’arte digitale per collezionismo, chi compra token legati a giochi play-to-earn, chi investe in terreni virtuali nel metaverso e chi specula sulle fluttuazioni di prezzo delle collezioni più popolari. Dal punto di vista fiscale, tuttavia, la distinzione più rilevante è quella tra NFT detenuti come investimento e NFT utilizzati per finalità personali.La normativa italiana attuale non opera una distinzione esplicita tra queste due tipologie. Tutti gli NFT, indipendentemente dalla loro natura, rientrano nella definizione di cripto-attività e sono soggetti agli stessi obblighi dichiarativi e fiscali. Questa è una differenza importante rispetto ad altri paesi (come il Regno Unito), dove gli NFT acquistati per uso personale possono godere di esenzioni.In Italia, dunque, sia che tu possieda un CryptoPunk da 100.000 euro come investimento, sia che tu abbia acquistato un NFT da 50 euro come avatar per i social media, gli obblighi sono gli stessi: dichiarazione nel Quadro W, pagamento dell’IVCA e, in caso di vendita con profitto, tassazione della plusvalenza al 33%. Questo approccio è stato criticato da diversi esperti, ma al momento la legge non prevede eccezioni. NFT gratuiti: airdrop e mint a costo zeroMolti utenti ricevono NFT gratuitamente, attraverso airdrop (distribuzione gratuita di token), mint gratuiti (coniazione senza costo di acquisto, pagando solo le gas fee) o programmi di fidelizzazione. Questi casi presentano regole fiscali specifiche che è importante conoscere.Quando ricevi un NFT gratis tramite airdrop, il suo valore di acquisizione è pari a zero euro. Questo ha una conseguenza importante: se in futuro lo venderai, l’intera somma ricavata dalla vendita costituirà plusvalenza. Ad esempio, se ricevi un NFT in airdrop e lo vendi dopo un anno per 5.000 euro, la plusvalenza sarà di 5.000 euro (5.000 – 0 = 5.000), su cui pagherai il 33% di imposta, ossia 1.650 euro.Per i mint gratuiti, il discorso è simile, ma con una sfumatura: le gas fee pagate per completare il mint possono essere considerate come costo di acquisizione. Se hai pagato 30 euro di gas fee per mintare un NFT gratuito, il tuo costo di acquisto sarà 30 euro, e la plusvalenza futura si calcolerà sottraendo questa cifra dal prezzo di vendita.In entrambi i casi, l’obbligo di dichiarazione nel Quadro W sussiste dal momento in cui l’NFT entra nel tuo wallet, anche se il suo valore è minimo. L’IVCA si calcola sul valore al 31 dicembre, che potrebbe essere molto diverso da zero se nel frattempo la collezione ha acquisito valore di mercato.Creator di NFT: come si tassano i proventi dalla creazioneLa situazione fiscale cambia radicalmente se non sei un semplice acquirente o venditore di NFT, ma un creator — cioè la persona che crea e vende NFT originali. In questo caso, i proventi dalla vendita degli NFT che hai creato non sono plusvalenze da cripto-attività, ma costituiscono reddito d’impresa o reddito di lavoro autonomo, a seconda di come è strutturata la tua attività.Se crei e vendi NFT in modo abituale e organizzato — ad esempio sei un artista digitale che produce regolarmente collezioni NFT — i proventi saranno generalmente qualificati come reddito d’impresa e dovrai:Aprire una partita IVA con codice ATECO appropriato (generalmente 90.03.09 per attività artistiche o 62.01.00 per attività informatiche)Emettere fattura per ogni vendita (o documento commerciale equivalente)Dichiarare i proventi nel Quadro RF (reddito d’impresa) del Modello RedditiVersare IVA, IRPEF e contributi previdenzialiSe invece la creazione di NFT è un’attività occasionale (un singolo progetto, poche vendite nell’anno), i proventi possono essere qualificati come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67 del TUIR, senza necessità di partita IVA (entro il limite di 5.000 euro annui per l’obbligo contributivo). In ogni caso, è fondamentale distinguere tra il reddito derivante dalla creazione dell’NFT (che è reddito d’impresa/lavoro autonomo) e le eventuali plusvalenze derivanti dalla successiva rivendita di NFT acquistati da terzi (che seguono le regole delle cripto-attività al 33%). Chi ha già una partita IVA in regime forfettario, può includere i proventi dalla vendita di NFT nella propria attività. Royalties su marketplace: come dichiararleUna delle caratteristiche uniche degli NFT è la possibilità per il creator di percepire royalties sulle vendite successive. Quando un artista crea un NFT e lo vende per la prima volta, può impostare una percentuale di royalty (tipicamente dal 2,5% al 10%) che riceverà automaticamente ogni volta che l’NFT viene rivenduto su un marketplace che supporta questa funzionalità.Le royalties da NFT hanno un trattamento fiscale specifico. Non si tratta di plusvalenze da cripto-attività, ma di proventi derivanti dallo sfruttamento economico di un’opera. La qualificazione fiscale dipende dalla situazione del creator:Creator con partita IVA: le royalties confluiscono nel reddito d’impresa o di lavoro autonomo e vanno fatturate e dichiarate come gli altri proventi dell’attivitàCreator occasionale: le royalties possono essere qualificate come redditi diversi (art. 67 TUIR) se l’attività non è abitualeRoyalties su opere dell’ingegno: se l’NFT è qualificabile come opera dell’ingegno (opera d’arte, software, musica), le royalties possono rientrare nella disciplina del diritto d’autore (art. 53, comma 2, lettera b, TUIR), con una deduzione forfettaria del 25% (o 40% se il creator ha meno di 35 anni)Va notato che molti marketplace (come OpenSea) hanno reso le royalties opzionali per gli acquirenti, riducendo significativamente i ricavi per i creator. Tuttavia, quando le royalties vengono effettivamente percepite, l’obbligo dichiarativo resta. Le royalties ricevute in criptovaluta (es. ETH) devono essere convertite in euro al cambio del giorno di ricezione per determinare il reddito imponibile.Domande frequenti su NFT e tasse 2026 Devo dichiarare gli NFT che non ho venduto?Sì, il semplice possesso di NFT va dichiarato nel Quadro W del Modello Redditi PF, anche se non li hai venduti e non hai realizzato alcuna plusvalenza. Questo obbligo serve ai fini del monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). La mancata dichiarazione può comportare sanzioni.Come si calcola il valore di un NFT al 31 dicembre?Il valore di un NFT al 31 dicembre si determina utilizzando il prezzo di mercato alla data. Puoi utilizzare il floor price della collezione su un marketplace riconosciuto (OpenSea, Magic Eden, Blur), convertito in euro al cambio del giorno. Se l’NFT non ha un mercato attivo, puoi utilizzare l’ultimo prezzo di scambio disponibile o, in assenza, il costo di acquisto originale.Posso compensare le minusvalenze da NFT con le plusvalenze crypto?Sì, poiché gli NFT sono classificati come cripto-attività, le minusvalenze derivanti dalla vendita di NFT possono essere compensate con le plusvalenze da criptovalute e viceversa. Se in un anno hai una minusvalenza netta, puoi riportarla nei 4 anni successivi per compensare eventuali plusvalenze future. Questo vale anche per la rivalutazione delle criptovalute.Un NFT regalato va dichiarato?Sì, un NFT ricevuto in regalo (donazione) va dichiarato nel Quadro W dal momento in cui entra nel tuo wallet. Il valore di acquisizione per il calcolo di eventuali future plusvalenze sarà il valore di mercato al momento della donazione. Inoltre, le donazioni di cripto-attività possono essere soggette all’imposta sulle donazioni, con le stesse franchigie previste per le donazioni tradizionali (1 milione di euro tra genitori e figli).Cosa rischio se non dichiaro i miei NFT?La mancata dichiarazione degli NFT nel Quadro W comporta sanzioni che variano dal 3% al 15% del valore non dichiarato (raddoppiate se i fondi sono detenuti in paesi a fiscalità privilegiata). In caso di plusvalenze non dichiarate, si aggiungono le sanzioni per infedele dichiarazione (dal 90% al 180% dell’imposta non versata) più gli interessi di mora. È quindi fondamentale mettersi in regola.Posso usare il 730 per dichiarare gli NFT?Dal 2024, è possibile utilizzare il 730 con il Quadro W per dichiarare le cripto-attività, inclusi gli NFT, ai fini del monitoraggio e dell’IVCA. Tuttavia, se hai realizzato plusvalenze da vendita di NFT, dovrai necessariamente utilizzare il Modello Redditi PF (che include il Quadro RT per il calcolo dell’imposta sostitutiva). Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a scegliere il modello più adatto alla tua situazione.Hai NFT da dichiarare? Il CAF Centro Fiscale ti aiutaLa dichiarazione degli NFT e delle cripto-attività richiede competenze specifiche che non tutti i professionisti possiedono. Al CAF Centro Fiscale di Udine abbiamo un team dedicato alla fiscalità crypto e NFT, in grado di assisterti nella compilazione del Quadro W, nel calcolo delle plusvalenze e dell’IVCA, e nella corretta qualificazione dei tuoi redditi da NFT.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine — Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Articoli correlatiModello Redditi Criptovalute 2026: Guida Completa Quadro RT e RW730 e Criptovalute 2026: Come Dichiarare Bitcoin e Crypto nel Quadro RWQuadro W del 730/2026: Guida CompletaCome funziona la rivalutazione delle criptovalute al 18%Tassazione Plusvalenze Criptovalute Prima della RiformaDichiarazione Redditi Binance 2026ISEE 2026 e Criptovalute: Guida CompletaGiugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 14:00:002026-04-18 15:28:04NFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi e Quanto Si Paga
CAF, CRIPTOVALUTEQuadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi PraticiIl Quadro W criptovalute 2026 è il modulo obbligatorio del Modello Redditi PF attraverso il quale ogni residente fiscale italiano deve dichiarare il possesso di Bitcoin, Ethereum e qualsiasi altra cripto-attività. Se possiedi criptovalute su exchange come Binance, Coinbase o Kraken, oppure in un wallet personale, sei tenuto a compilare questa sezione per il monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) pari allo 0,2%.A partire dal periodo d’imposta 2023, il legislatore ha introdotto il Quadro W in sostituzione del vecchio Quadro RW specificamente per le cripto-attività, semplificando la struttura ma rendendo più stringenti gli obblighi dichiarativi. Con l’aliquota sulle plusvalenze salita al 33% dal 2026, compilare correttamente il quadro W criptovalute 2026 è fondamentale per evitare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa.In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come compilare il Quadro W nel Modello Redditi PF 2026, con esempi pratici con numeri reali, il calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e tutti gli errori da evitare. Se hai dubbi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella compilazione. Indice dei contenutiCos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le CriptovaluteChi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RWQuali Dati Inserire nel Quadro W per le CryptoCome Recuperare i Dati dagli Exchange e WalletEsempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026Calcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W CryptoCrypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come RegolarizzareScadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026Domande Frequenti sul Quadro W CriptovaluteCos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le CriptovaluteIl Quadro W è la sezione del Modello Redditi PF dedicata al monitoraggio fiscale delle cripto-attività detenute da persone fisiche residenti in Italia. Questo quadro assolve una duplice funzione: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di monitorare le attività in criptovalute possedute dai contribuenti italiani, dall’altro serve come base per il calcolo dell’IVCA, l’imposta patrimoniale dello 0,2% sul valore delle crypto.L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 nasce dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), che ha introdotto per la prima volta un quadro fiscale specifico per le cripto-attività, separandole dagli altri investimenti esteri che continuano a essere dichiarati nel Quadro RW. Questa scelta del legislatore riflette la crescente importanza del fenomeno crypto e la necessità di un monitoraggio dedicato.In termini pratici, il Quadro W funziona come una sorta di “fotografia” del tuo portafoglio crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Devi indicare il valore iniziale (quanto valevano le tue crypto all’inizio dell’anno) e il valore finale (quanto valevano alla fine dell’anno). Su quest’ultimo importo si calcola poi l’imposta IVCA.È importante capire che l’obbligo sussiste indipendentemente dal fatto che tu abbia realizzato guadagni o perdite. Anche se non hai venduto nulla e il valore delle tue crypto è diminuito, devi comunque compilare il Quadro W. L’unica esenzione riguarda chi non ha mai detenuto cripto-attività durante l’anno d’imposta. Chi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 riguarda tutti i residenti fiscali italiani che, nel corso del 2025 (anno d’imposta di riferimento), hanno detenuto cripto-attività in qualsiasi forma. Non esiste una soglia minima al di sotto della quale l’obbligo viene meno: anche chi possiede pochi euro in Bitcoin deve dichiararlo.Soggetti obbligati alla compilazioneI soggetti tenuti alla compilazione includono chi detiene criptovalute su exchange centralizzati come Binance, Coinbase, Kraken, Crypto.com, Bitpanda e simili, chi possiede crypto in wallet non custodial (MetaMask, Ledger, Trezor, Trust Wallet), chi ha token DeFi depositati in protocolli di finanza decentralizzata come staking, lending o liquidity pool, chi possiede NFT (Non-Fungible Token) con valore economico e chi ha ricevuto criptovalute in regalo, airdrop o mining.Un aspetto fondamentale da sottolineare: l’obbligo riguarda la residenza fiscale, non la cittadinanza. Anche uno straniero residente in Italia deve compilare il quadro W criptovalute 2026. Allo stesso modo, un italiano residente all’estero (iscritto AIRE) non è tenuto a questo adempimento in Italia, ma dovrà verificare le regole fiscali del proprio Paese di residenza.La differenza rispetto al 730 è importante: il Quadro W esiste solo nel Modello Redditi PF, quindi chi normalmente presenta il 730 dovrà predisporre anche il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W, oppure optare direttamente per il Modello Redditi PF completo. Dal 2024, il Quadro W è stato introdotto anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per la dichiarazione completa delle cripto-attività con calcolo plusvalenze, resta consigliato il Modello Redditi PF. Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RWPrima del 2023, le criptovalute venivano dichiarate nel Quadro RW, lo stesso utilizzato per conti correnti esteri, immobili all’estero e investimenti finanziari detenuti fuori dall’Italia. Il Quadro W rappresenta l’evoluzione specifica per le cripto-attività e presenta diverse differenze sostanziali rispetto al precedente sistema.La prima grande differenza riguarda la collocazione: il Quadro RW continua a esistere per gli altri investimenti esteri (conti correnti esteri, immobili, partecipazioni), mentre il Quadro W è riservato esclusivamente alle cripto-attività. Questa separazione permette un monitoraggio più preciso e specifico.La seconda differenza riguarda l’imposta applicata. Nel Quadro RW si calcola l’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere) con aliquota del 0,2%. Nel Quadro W si calcola l’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività), anch’essa allo 0,2%, ma con regole di calcolo specifiche per le crypto.La terza differenza è il codice identificativo: nel Quadro RW le criptovalute usavano il codice generico 14, ora nel Quadro W il codice investimento 14 è dedicato specificamente alle cripto-attività con una classificazione più dettagliata.Infine, il Quadro W prevede una sezione specifica per le plusvalenze (la sezione II), che nel vecchio sistema richiedeva la compilazione separata del Quadro RT. Oggi, con il Quadro W del Modello Redditi PF, hai tutto in un unico modulo: monitoraggio, IVCA e tassazione delle plusvalenze. Quali Dati Inserire nel Quadro W per le CryptoLa compilazione del quadro W criptovalute 2026 richiede l’inserimento di dati precisi per ogni posizione in cripto-attività che detieni. Vediamo campo per campo cosa devi indicare nel modulo.Sezione I: Monitoraggio fiscale e IVCANella Sezione I del Quadro W devi indicare i seguenti dati per ciascuna cripto-attività detenuta:Codice investimento: inserisci il codice 14, che identifica le cripto-attivitàTipo di operazione: codice 1 se la posizione è stata mantenuta per tutto l’anno, 2 se è stata aperta durante l’anno, 3 se è stata chiusa, 4 se è stata sia aperta che chiusa nello stesso annoValore iniziale (colonna 7): il controvalore in euro delle cripto-attività al 1° gennaio 2025 (o alla data di acquisto se successiva)Valore finale (colonna 8): il controvalore in euro al 31 dicembre 2025 (o alla data di cessione se precedente)Giorni di possesso (colonna 6): il numero di giorni in cui hai detenuto le cripto-attività durante l’anno (massimo 365)Stato estero: indicare il codice dello Stato in cui ha sede l’exchange o, per i wallet decentralizzati, non compilare questo campoIl valore in euro si determina utilizzando il cambio rilevato sul sito dell’exchange dove sono detenute le crypto, oppure su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko alla data di riferimento.Sezione II: Plusvalenze e minusvalenzeLa Sezione II del Quadro W serve per dichiarare le plusvalenze (guadagni) e le minusvalenze (perdite) realizzate durante l’anno dalla vendita o conversione di cripto-attività. Qui devi indicare:Corrispettivo di cessione: quanto hai incassato (in euro) dalla vendita delle cryptoCosto di acquisto: quanto avevi pagato (in euro) per acquistare le crypto vendutePlusvalenza o minusvalenza: la differenza tra corrispettivo e costoImposta sostitutiva: il 33% calcolato sulla plusvalenza nettaRicorda che le plusvalenze sono tassabili solo se realizzate, cioè solo se hai effettivamente venduto, scambiato o convertito le cripto-attività. Il semplice aumento di valore senza vendita (plusvalenza latente) non genera obbligo fiscale nella Sezione II, ma il valore finale va comunque indicato nella Sezione I per il calcolo dell’IVCA. Come Recuperare i Dati dagli Exchange e WalletUno degli aspetti più impegnativi nella compilazione del quadro W criptovalute 2026 è la raccolta dei dati necessari. Ogni exchange e wallet ha le proprie modalità per esportare le informazioni fiscali. Ecco come procedere per le piattaforme più utilizzate in Italia.Dati da BinanceSu Binance, accedi alla sezione “Tax Report” o “Report Fiscale” disponibile nel menu utente. La piattaforma permette di scaricare il report delle transazioni annuali in formato CSV. Per il Quadro W ti servono in particolare il saldo totale del portafoglio al 1° gennaio 2025 e al 31 dicembre 2025, convertito in euro al cambio del giorno. Binance offre anche un report specifico con i guadagni e le perdite realizzati durante l’anno. In alternativa, puoi scaricare lo storico completo delle transazioni dalla sezione “Ordini” > “Storico transazioni” e calcolare i valori manualmente o tramite software dedicati.Dati da CoinbaseCoinbase mette a disposizione un report fiscale nella sezione “Imposte” (Taxes) del profilo. Puoi generare un report con tutte le transazioni dell’anno, i guadagni realizzati e i saldi a inizio e fine periodo. Coinbase fornisce anche un documento riepilogativo in formato PDF che può essere utilizzato come base per la compilazione del Quadro W. I valori sono già convertiti nella valuta del tuo account.Dati da KrakenSu Kraken, vai nella sezione “History” > “Export” per scaricare lo storico completo delle operazioni. Kraken offre anche un report fiscale specifico nella sezione “Tax Documents”. Per il Quadro W, scarica il report dei saldi (Balances) alle date del 1° gennaio e 31 dicembre, e il report delle operazioni (Trades) per calcolare le plusvalenze.Wallet non custodial e DeFiPer i wallet non custodial come MetaMask, Ledger o Trezor, la raccolta dati è più complessa perché non esiste un report automatico. Devi ricostruire manualmente i saldi e le transazioni. Puoi utilizzare gli explorer blockchain come Etherscan (per Ethereum) o Blockchain.com (per Bitcoin) inserendo il tuo indirizzo pubblico per verificare i saldi alle date rilevanti.Per le posizioni in DeFi (staking, lending, liquidity pool), devi considerare anche i rendimenti maturati come reddito e il valore complessivo delle posizioni aperte. Software come Koinly, CoinTracking o CryptoTaxCalculator possono aiutare ad aggregare i dati da più fonti.Data la complessità di questa operazione, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza specifica per la raccolta e la riconciliazione dei dati da più exchange e wallet. Esempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026Vediamo un esempio pratico di compilazione del quadro W criptovalute 2026 con numeri reali, per capire concretamente come procedere. Prendiamo il caso di Marco, un lavoratore dipendente di Udine che possiede criptovalute su Binance.Il portafoglio crypto di MarcoMarco ha acquistato nel 2024 le seguenti criptovalute su Binance:0,15 Bitcoin (BTC) acquistati a ottobre 2024 per 5.400 euro2 Ethereum (ETH) acquistati a novembre 2024 per 4.800 euro1.000 USDT (stablecoin) acquistati a dicembre 2024 per 920 euroInvestimento totale: 11.120 euroAl 1° gennaio 2025, il portafoglio di Marco valeva:0,15 BTC x 40.200 euro/BTC = 6.030 euro2 ETH x 2.350 euro/ETH = 4.700 euro1.000 USDT = 920 euroTotale al 1° gennaio 2025: 11.650 euroDurante il 2025, Marco ha venduto 0,05 BTC a giugno 2025 per 3.850 euro (prezzo BTC a quel momento: 77.000 euro). Non ha fatto altre operazioni.Al 31 dicembre 2025, il portafoglio residuo valeva:0,10 BTC x 93.500 euro/BTC = 9.350 euro2 ETH x 3.400 euro/ETH = 6.800 euro1.000 USDT = 920 euroTotale al 31 dicembre 2025: 17.070 euroCompilazione Sezione I del Quadro WMarco compila la Sezione I del Quadro W così:Rigo W1 (posizione complessiva crypto):Codice investimento: 14 (cripto-attività)Tipo operazione: 1 (posizione mantenuta tutto l’anno)Giorni di possesso: 365Valore iniziale: 11.650 euroValore finale: 17.070 euroCalcolo IVCA:Base imponibile = valore finale = 17.070 euroIVCA = 17.070 x 0,2% = 34,14 euroIVCA dovuta (arrotondata): 34 euroMarco dovrà versare 34 euro di IVCA tramite il codice tributo 1727 nel modello F24, entro la scadenza del 30 novembre 2026.Compilazione Sezione II: Plusvalenza sulla venditaMarco ha venduto 0,05 BTC durante il 2025. Deve calcolare la plusvalenza:Corrispettivo di cessione: 3.850 euro (quanto ha incassato dalla vendita)Costo di acquisto proporzionale: Marco aveva acquistato 0,15 BTC a 5.400 euro, quindi il costo di 0,05 BTC è 5.400 / 3 = 1.800 euroPlusvalenza realizzata: 3.850 – 1.800 = 2.050 euroImposta sostitutiva al 33%: 2.050 x 33% = 676,50 euro, arrotondati a 677 euroMarco compila la Sezione II indicando:Corrispettivo: 3.850 euroCosto: 1.800 euroPlusvalenza: 2.050 euroImposta sostitutiva: 677 euroTotale imposte crypto di Marco per il 2025:IVCA: 34 euroImposta sostitutiva plusvalenze: 677 euroTotale: 711 euroCalcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%L’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) è l’equivalente dell’IVAFE ma applicata specificamente alle cripto-attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale che si calcola sul valore delle crypto detenute al 31 dicembre di ogni anno, con aliquota dello 0,2%.Il calcolo dell’IVCA nel quadro W criptovalute 2026 segue regole precise. La base imponibile è il valore di mercato in euro delle cripto-attività al 31 dicembre 2025. Se hai detenuto le crypto per un periodo inferiore all’anno intero, l’imposta viene rapportata ai giorni effettivi di possesso (ad esempio, se hai acquistato crypto il 1° luglio, paghi l’IVCA solo per 184 giorni su 365).La formula di calcolo è la seguente: IVCA = Valore al 31/12 x 0,2% x (giorni di possesso / 365). Per chi ha detenuto le crypto per tutto l’anno, il calcolo si semplifica a Valore al 31/12 x 0,2%.Esistono alcune casistiche particolari da considerare. Se durante l’anno hai acquistato ulteriori crypto, devi ricalcolare il valore iniziale considerando i nuovi acquisti. Se hai venduto parte delle crypto, il valore finale sarà inferiore e l’IVCA si calcolerà solo sul valore residuo al 31 dicembre.L’IVCA si versa tramite il modello F24 utilizzando il codice tributo 1727 per il saldo e il codice tributo 1728 per l’acconto. Il versamento segue le stesse scadenze del Modello Redditi PF: saldo entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%) e acconti a giugno e novembre.Per importi inferiori a 12 euro, l’IVCA non è dovuta. Questa franchigia riguarda chi possiede piccole quantità di criptovalute con un controvalore modesto.Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%Dal 2026, le plusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività sono soggette a un’imposta sostitutiva del 33%, aumentata rispetto al precedente 26%. Questa modifica, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, ha un impatto significativo sulla tassazione dei guadagni in criptovalute.La plusvalenza si realizza quando vendi, scambi o converti cripto-attività ricavando più di quanto hai speso per acquistarle. Il calcolo è semplice: Plusvalenza = Corrispettivo di cessione – Costo di acquisto. Se il risultato è negativo, si tratta di una minusvalenza, che può essere compensata con plusvalenze future entro i successivi 4 anni.Attenzione: l’imposta sostitutiva al 33% si applica alle plusvalenze dell’anno d’imposta 2025 (dichiarate nel Modello Redditi PF 2026). Per l’anno d’imposta 2024, l’aliquota era ancora al 26%.Le operazioni che generano plusvalenze tassabili nel quadro W criptovalute 2026 includono la vendita di crypto contro euro o altra valuta fiat, lo scambio tra criptovalute diverse (ad esempio BTC contro ETH), l’utilizzo di crypto per acquistare beni o servizi e la conversione di crypto in stablecoin.Non generano invece plusvalenze tassabili il trasferimento tra wallet propri (da exchange a Ledger, per esempio), la ricezione di crypto da airdrop o fork (tassata al momento della successiva vendita) e lo staking, che genera redditi diversi e non plusvalenze da cessione.Per determinare il costo di acquisto, si utilizza il metodo LIFO (Last In, First Out): le ultime crypto acquistate sono le prime a essere considerate vendute. Questo metodo può risultare vantaggioso o svantaggioso a seconda dell’andamento dei prezzi.Il versamento dell’imposta sostitutiva avviene tramite modello F24 con il codice tributo 1100 entro le scadenze previste per il Modello Redditi PF. Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W CryptoLa compilazione del quadro W criptovalute 2026 presenta diverse insidie che portano molti contribuenti a commettere errori, con il rischio di sanzioni. Ecco i più frequenti e come evitarli.Il primo errore comune è non dichiarare le criptovalute perché si ritiene che importi piccoli siano esenti. Non esiste alcuna soglia minima: anche 10 euro in Bitcoin devono essere indicati nel Quadro W. L’unica franchigia riguarda il versamento dell’IVCA (sotto i 12 euro non si paga), ma l’obbligo dichiarativo resta.Il secondo errore è confondere il Quadro W con il Quadro RW. Molti contribuenti, abituati al vecchio sistema, continuano a inserire le crypto nel Quadro RW. Le cripto-attività devono essere dichiarate esclusivamente nel Quadro W. Il Quadro RW resta per conti correnti esteri, immobili e altri investimenti finanziari all’estero.Il terzo errore è calcolare male il valore iniziale e finale. Il valore deve essere espresso in euro al cambio del giorno di riferimento (1° gennaio e 31 dicembre). Molti usano il valore in dollari senza convertirlo o utilizzano il cambio sbagliato. È fondamentale fare riferimento al cambio EUR/crypto della piattaforma dove sono detenute le crypto, o in subordine a CoinMarketCap.Il quarto errore riguarda le operazioni crypto-to-crypto. Uno scambio tra Bitcoin ed Ethereum genera una cessione (di BTC) e un acquisto (di ETH), e la plusvalenza sulla cessione è tassabile. Molti contribuenti non considerano questi scambi come eventi fiscali.Il quinto errore è non considerare le commissioni (fee) di exchange e rete. Le commissioni pagate per acquistare o vendere crypto sono parte del costo di acquisto (si sommano) o riducono il corrispettivo di cessione, diminuendo la plusvalenza tassabile.Per evitare questi errori, affidarsi al CAF Centro Fiscale è la scelta migliore: i nostri operatori specializzati verificano la correttezza di ogni dato e ti guidano nella compilazione.Crypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come RegolarizzareSe hai posseduto criptovalute negli anni precedenti senza dichiararle nel Quadro RW (fino al 2022) o nel Quadro W (dal 2023), ti trovi in una situazione di omessa dichiarazione che può comportare sanzioni rilevanti. Tuttavia, esistono strumenti per regolarizzare la propria posizione.La prima opzione è il ravvedimento operoso, che ti permette di presentare le dichiarazioni integrative per gli anni non dichiarati pagando sanzioni ridotte. Per il monitoraggio fiscale (Quadro W/RW), la sanzione piena va dal 3% al 15% del valore non dichiarato, ma con il ravvedimento si riduce sensibilmente in base al ritardo. Per le imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze), la sanzione base è del 30%, riducibile con il ravvedimento.La sanatoria crypto prevista dalla Legge di Bilancio 2023 ha permesso di regolarizzare le posizioni fino al 2021 pagando un’imposta sostitutiva agevolata. Sebbene i termini per questa sanatoria siano scaduti, è comunque possibile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso ordinario.È fondamentale agire il prima possibile: più tempo passa, più aumentano le sanzioni e gli interessi. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate sta intensificando i controlli sulle cripto-attività grazie allo scambio automatico di informazioni con gli exchange esteri attraverso il protocollo DAC8 e il CRS (Common Reporting Standard).Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione pregressa, nel calcolo delle sanzioni ridotte e nella predisposizione delle dichiarazioni integrative necessarie per metterti in regola. Scadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026La scadenza per la presentazione del Modello Redditi PF 2026 (con il Quadro W criptovalute 2026 per l’anno d’imposta 2025) è fissata al 30 novembre 2026. Questa è la data entro cui il modello deve essere trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate.Per quanto riguarda i versamenti, le scadenze sono differenti:30 giugno 2026: saldo imposte 2025 e primo acconto 2026 (IVCA e imposta sostitutiva plusvalenze)30 luglio 2026: saldo con maggiorazione dello 0,40% per chi non riesce a pagare entro giugno30 novembre 2026: secondo acconto 2026Le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione del Quadro W sono severe. Per l’omesso monitoraggio fiscale, la sanzione va dal 3% al 15% del valore delle cripto-attività non dichiarate, che sale dal 6% al 30% se le attività sono detenute in Paesi a fiscalità privilegiata (black list). Per l’omesso o insufficiente versamento dell’IVCA, la sanzione è del 30% dell’imposta non versata. Per le plusvalenze non dichiarate, oltre alla sanzione del 30%, si applicano interessi legali e la possibile segnalazione per evasione fiscale nei casi più gravi.Data la complessità delle scadenze e l’importanza di rispettarle, il consiglio è di iniziare a raccogliere i dati con largo anticipo e rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una compilazione accurata e nei tempi previsti.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Quadro W CriptovaluteDevo compilare il Quadro W anche se non ho venduto criptovalute?Sì, l’obbligo di compilazione del Quadro W sussiste per il solo fatto di detenere cripto-attività, indipendentemente dalla vendita. Il Quadro W serve sia per il monitoraggio fiscale che per il calcolo dell’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). Anche se non hai realizzato plusvalenze, devi dichiarare il possesso nel Modello Redditi PF 2026.Qual è il codice investimento da usare nel Quadro W per le crypto?Il codice investimento da indicare nel Quadro W per le cripto-attività è il 14. Questo codice è specifico per Bitcoin, Ethereum, stablecoin e tutte le altre criptovalute e cripto-attività, inclusi i token e gli NFT con valore economico.Posso dichiarare le criptovalute nel 730 invece che nel Modello Redditi PF?Dal 2024, il Quadro W è disponibile anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per una dichiarazione completa che includa il calcolo delle plusvalenze e dell’imposta sostitutiva al 33%, è consigliabile utilizzare il Modello Redditi PF. In alternativa, puoi presentare il 730 per i redditi ordinari e il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W.Come calcolo il valore delle crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre?Il valore si determina in base al controvalore in euro delle cripto-attività alla data di riferimento. Puoi utilizzare il prezzo indicato dall’exchange dove detieni le crypto (Binance, Coinbase, Kraken) oppure il prezzo di mercato su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko. È importante conservare la documentazione del prezzo utilizzato.L’IVCA dello 0,2% si paga anche sulle stablecoin come USDT e USDC?Sì, l’IVCA si applica anche alle stablecoin come USDT, USDC e DAI, perché rientrano nella definizione di cripto-attività. Il valore al 31 dicembre sarà sostanzialmente pari al controvalore in euro dei token detenuti. Anche le stablecoin devono essere indicate nel Quadro W con codice investimento 14.Cosa rischio se non dichiaro le criptovalute nel Quadro W?L’omessa dichiarazione comporta sanzioni dal 3% al 15% del valore non dichiarato per il mancato monitoraggio fiscale, oltre al 30% delle imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze). Con lo scambio automatico di informazioni tra Paesi (DAC8), l’Agenzia delle Entrate può incrociare i dati degli exchange esteri. È consigliabile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso con l’assistenza del CAF Centro Fiscale.La compilazione del quadro W criptovalute 2026 nel Modello Redditi PF può sembrare complessa, soprattutto se hai operato su più exchange o utilizzi wallet decentralizzati. Tra codice investimento 14, calcolo dell’IVCA allo 0,2%, determinazione delle plusvalenze con aliquota al 33% e la raccolta dei dati da piattaforme diverse, il margine di errore è significativo.Non rischiare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa: affidati a professionisti esperti nella fiscalità delle criptovalute. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione completa del Quadro W, dalla raccolta dei dati dagli exchange fino alla trasmissione del Modello Redditi PF, sia in ufficio che online.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione delle criptovalute? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Hai Bisogno di Aiuto con il Quadro W Criptovalute?Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella dichiarazione delle cripto-attività. I nostri operatori ti guidano nella compilazione del Quadro W, nel calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e nella trasmissione del Modello Redditi PF.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Articoli CorrelatiNOTIZIE Pensioni ottobre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenuteLe pensioni di ottobre 2026 sono in pagamento da giovedì 1° ottobre, sia in banca sia in posta. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-12 14:00:002026-05-31 17:11:18Quadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi Pratici
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NOTIZIE APE Sociale ed E-commerce: la Soglia dei 5.000 Euro SpiegataChi percepisce l'APE Sociale può vendere online restando entro la soglia dei 5.000 euro lordi annui, ma solo se l'attività è davvero occasionale. Ecco come funziona la regola, chi invece resta al vecchio limite di 4.800 euro e quando scattano gli obblighi contributivi INPS.Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-02 09:00:002026-09-29 07:30:59APE Sociale ed E-commerce: la Soglia dei 5.000 Euro Spiegata
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CAF, CRIPTOVALUTENFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi e Quanto Si PagaGli NFT e tasse 2026 rappresentano un tema sempre più rilevante per chi opera nel mercato dei Non-Fungible Token. Dal 2023, la Legge di Bilancio ha ufficialmente classificato gli NFT come cripto-attività, sottoponendoli agli stessi obblighi dichiarativi e fiscali previsti per Bitcoin, Ethereum e le altre criptovalute. Se possiedi NFT, li hai venduti con profitto o li hai ricevuti gratuitamente tramite airdrop, devi sapere esattamente come dichiararli nel Modello Redditi PF e quanto pagare di imposte. In questa guida completa ti spieghiamo tutto: dalla tassazione delle plusvalenze NFT con la nuova aliquota al 33%, alla compilazione del Quadro W, fino all’IVCA e al trattamento fiscale dei creator di NFT. Il Modello Redditi Criptovalute 2026 è lo strumento principale per adempiere a questi obblighi. Indice dei contenutiGli NFT sono cripto-attività: cosa dice la leggeTassazione NFT 2026: aliquota al 33% sulle plusvalenzeQuando si genera una plusvalenza sugli NFTSoglia 2.000 euro: quando le plusvalenze NON sono tassateCome dichiarare gli NFT nel Quadro W del Modello Redditi PFIVCA sugli NFT: l’imposta dello 0,2% sul valoreNFT come arte digitale vs NFT come investimentoNFT gratuiti: airdrop e mint a costo zeroCreator di NFT: come si tassano i proventi dalla creazioneRoyalties su marketplace: come dichiararleDomande frequenti su NFT e tasse 2026Gli NFT sono cripto-attività: cosa dice la leggeLa Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022, articolo 1, commi 126-147) ha introdotto un quadro normativo organico per la tassazione delle cripto-attività in Italia. La definizione di cripto-attività adottata dal legislatore è estremamente ampia e comprende “una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga”.Questa definizione include senza alcun dubbio gli NFT (Non-Fungible Token), che sono a tutti gli effetti token registrati su blockchain. Non importa se il tuo NFT rappresenta un’opera d’arte digitale, un oggetto collezionabile, un terreno virtuale nel metaverso o un biglietto per un evento: dal punto di vista fiscale italiano, è una cripto-attività e segue le stesse regole di Bitcoin e delle altre criptovalute.Prima della riforma del 2023, la situazione era molto più incerta. L’Agenzia delle Entrate non aveva mai fornito indicazioni specifiche sugli NFT, e molti contribuenti non sapevano come comportarsi. Oggi, grazie alla disciplina uniforme delle cripto-attività, le regole sono chiare: gli NFT vanno dichiarati e, in caso di plusvalenze, tassati. Se vuoi approfondire come funzionava il regime precedente, puoi leggere il nostro articolo sulla tassazione delle plusvalenze criptovalute prima della riforma. Tassazione NFT 2026: aliquota al 33% sulle plusvalenzeDal 1° gennaio 2026, la tassazione sulle plusvalenze da cripto-attività — e quindi anche sugli NFT — sale al 33%. Questa aliquota sostituisce la precedente del 26% che era in vigore dal 2023 al 2025. L’aumento è stato previsto dalla Legge di Bilancio 2025 (inizialmente si parlava del 42%, poi ridotto al 33% in sede di approvazione finale).Ma cosa significa in pratica? Quando vendi un NFT a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto, la differenza costituisce una plusvalenza. Su questa plusvalenza dovrai versare un’imposta sostitutiva del 33%. Si chiama “imposta sostitutiva” perché sostituisce l’IRPEF e le addizionali: invece di pagare le aliquote progressive ordinarie (che possono arrivare fino al 43%), paghi un’unica imposta fissa del 33%.Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Marco abbia acquistato un NFT della collezione Bored Ape per 5.000 euro nel 2023 e lo venda nel 2026 per 15.000 euro. La plusvalenza è di 10.000 euro (15.000 – 5.000). L’imposta da pagare sarà: 10.000 x 33% = 3.300 euro. Per una guida completa sulla dichiarazione crypto, consulta il nostro articolo Modello Redditi Criptovalute 2026. Quando si genera una plusvalenza sugli NFTNon tutte le operazioni con gli NFT generano un obbligo di tassazione. La plusvalenza si realizza solo in determinati momenti. Capire quando scatta l’obbligo fiscale è fondamentale per non commettere errori nella dichiarazione dei redditi.Le operazioni che generano plusvalenza tassabile sono:Vendita di un NFT a un prezzo superiore rispetto al costo di acquisto (comprese le gas fee sostenute per l’acquisto)Scambio tra NFT di diversa tipologia o collezione (considerato come vendita + riacquisto)Conversione di un NFT in criptovaluta (ad esempio, vendita su OpenSea e ricezione di ETH)Utilizzo di un NFT come mezzo di pagamento per beni o serviziAl contrario, non generano plusvalenza:Il semplice possesso di un NFT senza operazioni di vendita o scambioIl trasferimento tra wallet di proprietà dello stesso soggettoLa donazione di un NFT (che però ha regole proprie)Un aspetto importante riguarda le gas fee (le commissioni pagate sulla blockchain per completare le transazioni). Le gas fee sostenute per l’acquisto dell’NFT si sommano al costo di acquisto, riducendo la plusvalenza futura. Le gas fee sostenute per la vendita si sottraggono dal prezzo di cessione. Questo meccanismo è analogo a quello previsto per le criptovalute tradizionali. Soglia 2.000 euro: quando le plusvalenze NON sono tassateUna delle novità più importanti introdotte dalla riforma del 2023 è la soglia di esenzione di 2.000 euro. Questa regola prevede che le plusvalenze complessive da cripto-attività (inclusi gli NFT) realizzate nell’anno d’imposta non siano tassate se inferiori a 2.000 euro.Attenzione: la soglia si calcola considerando il saldo netto di tutte le operazioni in cripto-attività effettuate nell’anno. Questo significa che devi sommare tutte le plusvalenze e sottrarre tutte le minusvalenze derivanti da NFT, criptovalute, token e qualsiasi altra cripto-attività. Se il risultato è inferiore a 2.000 euro, non devi pagare l’imposta del 33%.Facciamo un esempio. Supponiamo che nell’anno 2026 Laura abbia effettuato queste operazioni:Vendita NFT CryptoPunk: plusvalenza di 3.000 euroVendita Bitcoin: minusvalenza di -1.500 euroVendita altro NFT: plusvalenza di 400 euroIl saldo netto è: 3.000 – 1.500 + 400 = 1.900 euro. Poiché il totale è inferiore a 2.000 euro, Laura non dovrà pagare alcuna imposta sulle plusvalenze. Se invece il saldo fosse stato di 2.100 euro, l’imposta si sarebbe applicata sull’intero importo (2.100 x 33% = 693 euro), non solo sulla parte eccedente i 2.000 euro. È quindi una franchigia, non una deduzione.Importante: anche se le plusvalenze sono sotto la soglia dei 2.000 euro, resta comunque l’obbligo di dichiarare il possesso degli NFT nel Quadro W ai fini del monitoraggio fiscale e dell’IVCA. Come dichiarare gli NFT nel Quadro W del Modello Redditi PFLa dichiarazione degli NFT avviene attraverso il Quadro W del Modello Redditi PF. Questo quadro, introdotto con la riforma, ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto-attività e serve sia per il monitoraggio fiscale sia per il calcolo dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività). Se utilizzi il modello 730, sappi che dal 2024 esiste il Quadro W anche nel 730.Ecco i passaggi per compilare correttamente il Quadro W per i tuoi NFT:1. Raccogli le informazioni necessarie. Per ogni NFT posseduto al 31 dicembre dell’anno d’imposta (o venduto durante l’anno), ti serviranno: il nome o identificativo dell’NFT, la blockchain su cui è registrato (Ethereum, Solana, Polygon, ecc.), il wallet che lo detiene, il valore di acquisto in euro, il valore al 31 dicembre in euro e le eventuali date di acquisto e vendita.2. Compila il rigo W del Quadro W. Per ogni cripto-attività (o gruppo omogeneo) devi indicare:Colonna 1 (Codice individuazione): il codice “14” per le cripto-attivitàColonna 3 (Valore iniziale): il valore in euro al 1° gennaio (o alla data di acquisto se successiva)Colonna 4 (Valore finale): il valore in euro al 31 dicembre (o alla data di vendita se precedente)Colonna 7 (IVCA dovuta): il risultato del calcolo IVCA (0,2% del valore finale)3. Determina il valore dell’NFT in euro. Questo è spesso l’aspetto più complesso. Se l’NFT è stato acquistato con criptovaluta (es. ETH), il valore in euro si calcola al cambio del giorno dell’operazione. Per il valore al 31 dicembre, puoi utilizzare il floor price della collezione sul marketplace di riferimento (OpenSea, Magic Eden, ecc.) convertito in euro al cambio del giorno. Se l’NFT non ha un mercato liquido, puoi utilizzare il prezzo dell’ultimo scambio disponibile.4. Calcola le plusvalenze nel Quadro RT. Se hai venduto NFT durante l’anno con profitto, le plusvalenze vanno indicate anche nella Sezione II del Quadro RT, dove si calcola l’imposta sostitutiva del 33%. Per chi ha operato su exchange come Binance o Coinbase, può essere utile consultare le nostre guide specifiche sulla dichiarazione redditi Binance 2026 e sulla dichiarazione redditi Coinbase 2026. IVCA sugli NFT: l’imposta dello 0,2% sul valoreOltre alla tassazione sulle plusvalenze, chi possiede NFT deve pagare anche l’IVCA — Imposta sul Valore delle Cripto-Attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale, simile all’IVAFE che si applica ai conti esteri, pari allo 0,2% annuo del valore delle cripto-attività detenute al 31 dicembre dell’anno d’imposta.Il calcolo è proporzionale al periodo di detenzione nell’anno. Se hai posseduto un NFT per tutto l’anno (365 giorni), paghi lo 0,2% pieno. Se lo hai posseduto per 6 mesi, paghi la metà. La formula è: Valore al 31/12 x 0,2% x (giorni di possesso / 365).Facciamo un esempio pratico. Giovanni possiede un NFT dal 1° luglio 2026 al 31 dicembre 2026 (184 giorni). Il valore dell’NFT al 31 dicembre è di 10.000 euro. L’IVCA dovuta sarà: 10.000 x 0,2% x (184/365) = 10,08 euro. Come vedi, per importi contenuti l’IVCA è molto bassa, ma può diventare significativa per collezioni di alto valore.L’IVCA va indicata nel Quadro W del Modello Redditi PF e si versa tramite il modello F24 con il codice tributo 1727. I termini di versamento seguono quelli dell’imposta sui redditi (30 giugno, con possibilità di rateizzazione). Per approfondire il funzionamento dell’IVCA in relazione ad altre cripto-attività, consulta la guida sulla dichiarazione crypto nel 730.NFT come arte digitale vs NFT come investimentoNel mondo degli NFT convivono realtà molto diverse: c’è chi acquista un’opera d’arte digitale per collezionismo, chi compra token legati a giochi play-to-earn, chi investe in terreni virtuali nel metaverso e chi specula sulle fluttuazioni di prezzo delle collezioni più popolari. Dal punto di vista fiscale, tuttavia, la distinzione più rilevante è quella tra NFT detenuti come investimento e NFT utilizzati per finalità personali.La normativa italiana attuale non opera una distinzione esplicita tra queste due tipologie. Tutti gli NFT, indipendentemente dalla loro natura, rientrano nella definizione di cripto-attività e sono soggetti agli stessi obblighi dichiarativi e fiscali. Questa è una differenza importante rispetto ad altri paesi (come il Regno Unito), dove gli NFT acquistati per uso personale possono godere di esenzioni.In Italia, dunque, sia che tu possieda un CryptoPunk da 100.000 euro come investimento, sia che tu abbia acquistato un NFT da 50 euro come avatar per i social media, gli obblighi sono gli stessi: dichiarazione nel Quadro W, pagamento dell’IVCA e, in caso di vendita con profitto, tassazione della plusvalenza al 33%. Questo approccio è stato criticato da diversi esperti, ma al momento la legge non prevede eccezioni. NFT gratuiti: airdrop e mint a costo zeroMolti utenti ricevono NFT gratuitamente, attraverso airdrop (distribuzione gratuita di token), mint gratuiti (coniazione senza costo di acquisto, pagando solo le gas fee) o programmi di fidelizzazione. Questi casi presentano regole fiscali specifiche che è importante conoscere.Quando ricevi un NFT gratis tramite airdrop, il suo valore di acquisizione è pari a zero euro. Questo ha una conseguenza importante: se in futuro lo venderai, l’intera somma ricavata dalla vendita costituirà plusvalenza. Ad esempio, se ricevi un NFT in airdrop e lo vendi dopo un anno per 5.000 euro, la plusvalenza sarà di 5.000 euro (5.000 – 0 = 5.000), su cui pagherai il 33% di imposta, ossia 1.650 euro.Per i mint gratuiti, il discorso è simile, ma con una sfumatura: le gas fee pagate per completare il mint possono essere considerate come costo di acquisizione. Se hai pagato 30 euro di gas fee per mintare un NFT gratuito, il tuo costo di acquisto sarà 30 euro, e la plusvalenza futura si calcolerà sottraendo questa cifra dal prezzo di vendita.In entrambi i casi, l’obbligo di dichiarazione nel Quadro W sussiste dal momento in cui l’NFT entra nel tuo wallet, anche se il suo valore è minimo. L’IVCA si calcola sul valore al 31 dicembre, che potrebbe essere molto diverso da zero se nel frattempo la collezione ha acquisito valore di mercato.Creator di NFT: come si tassano i proventi dalla creazioneLa situazione fiscale cambia radicalmente se non sei un semplice acquirente o venditore di NFT, ma un creator — cioè la persona che crea e vende NFT originali. In questo caso, i proventi dalla vendita degli NFT che hai creato non sono plusvalenze da cripto-attività, ma costituiscono reddito d’impresa o reddito di lavoro autonomo, a seconda di come è strutturata la tua attività.Se crei e vendi NFT in modo abituale e organizzato — ad esempio sei un artista digitale che produce regolarmente collezioni NFT — i proventi saranno generalmente qualificati come reddito d’impresa e dovrai:Aprire una partita IVA con codice ATECO appropriato (generalmente 90.03.09 per attività artistiche o 62.01.00 per attività informatiche)Emettere fattura per ogni vendita (o documento commerciale equivalente)Dichiarare i proventi nel Quadro RF (reddito d’impresa) del Modello RedditiVersare IVA, IRPEF e contributi previdenzialiSe invece la creazione di NFT è un’attività occasionale (un singolo progetto, poche vendite nell’anno), i proventi possono essere qualificati come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67 del TUIR, senza necessità di partita IVA (entro il limite di 5.000 euro annui per l’obbligo contributivo). In ogni caso, è fondamentale distinguere tra il reddito derivante dalla creazione dell’NFT (che è reddito d’impresa/lavoro autonomo) e le eventuali plusvalenze derivanti dalla successiva rivendita di NFT acquistati da terzi (che seguono le regole delle cripto-attività al 33%). Chi ha già una partita IVA in regime forfettario, può includere i proventi dalla vendita di NFT nella propria attività. Royalties su marketplace: come dichiararleUna delle caratteristiche uniche degli NFT è la possibilità per il creator di percepire royalties sulle vendite successive. Quando un artista crea un NFT e lo vende per la prima volta, può impostare una percentuale di royalty (tipicamente dal 2,5% al 10%) che riceverà automaticamente ogni volta che l’NFT viene rivenduto su un marketplace che supporta questa funzionalità.Le royalties da NFT hanno un trattamento fiscale specifico. Non si tratta di plusvalenze da cripto-attività, ma di proventi derivanti dallo sfruttamento economico di un’opera. La qualificazione fiscale dipende dalla situazione del creator:Creator con partita IVA: le royalties confluiscono nel reddito d’impresa o di lavoro autonomo e vanno fatturate e dichiarate come gli altri proventi dell’attivitàCreator occasionale: le royalties possono essere qualificate come redditi diversi (art. 67 TUIR) se l’attività non è abitualeRoyalties su opere dell’ingegno: se l’NFT è qualificabile come opera dell’ingegno (opera d’arte, software, musica), le royalties possono rientrare nella disciplina del diritto d’autore (art. 53, comma 2, lettera b, TUIR), con una deduzione forfettaria del 25% (o 40% se il creator ha meno di 35 anni)Va notato che molti marketplace (come OpenSea) hanno reso le royalties opzionali per gli acquirenti, riducendo significativamente i ricavi per i creator. Tuttavia, quando le royalties vengono effettivamente percepite, l’obbligo dichiarativo resta. Le royalties ricevute in criptovaluta (es. ETH) devono essere convertite in euro al cambio del giorno di ricezione per determinare il reddito imponibile.Domande frequenti su NFT e tasse 2026 Devo dichiarare gli NFT che non ho venduto?Sì, il semplice possesso di NFT va dichiarato nel Quadro W del Modello Redditi PF, anche se non li hai venduti e non hai realizzato alcuna plusvalenza. Questo obbligo serve ai fini del monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). La mancata dichiarazione può comportare sanzioni.Come si calcola il valore di un NFT al 31 dicembre?Il valore di un NFT al 31 dicembre si determina utilizzando il prezzo di mercato alla data. Puoi utilizzare il floor price della collezione su un marketplace riconosciuto (OpenSea, Magic Eden, Blur), convertito in euro al cambio del giorno. Se l’NFT non ha un mercato attivo, puoi utilizzare l’ultimo prezzo di scambio disponibile o, in assenza, il costo di acquisto originale.Posso compensare le minusvalenze da NFT con le plusvalenze crypto?Sì, poiché gli NFT sono classificati come cripto-attività, le minusvalenze derivanti dalla vendita di NFT possono essere compensate con le plusvalenze da criptovalute e viceversa. Se in un anno hai una minusvalenza netta, puoi riportarla nei 4 anni successivi per compensare eventuali plusvalenze future. Questo vale anche per la rivalutazione delle criptovalute.Un NFT regalato va dichiarato?Sì, un NFT ricevuto in regalo (donazione) va dichiarato nel Quadro W dal momento in cui entra nel tuo wallet. Il valore di acquisizione per il calcolo di eventuali future plusvalenze sarà il valore di mercato al momento della donazione. Inoltre, le donazioni di cripto-attività possono essere soggette all’imposta sulle donazioni, con le stesse franchigie previste per le donazioni tradizionali (1 milione di euro tra genitori e figli).Cosa rischio se non dichiaro i miei NFT?La mancata dichiarazione degli NFT nel Quadro W comporta sanzioni che variano dal 3% al 15% del valore non dichiarato (raddoppiate se i fondi sono detenuti in paesi a fiscalità privilegiata). In caso di plusvalenze non dichiarate, si aggiungono le sanzioni per infedele dichiarazione (dal 90% al 180% dell’imposta non versata) più gli interessi di mora. È quindi fondamentale mettersi in regola.Posso usare il 730 per dichiarare gli NFT?Dal 2024, è possibile utilizzare il 730 con il Quadro W per dichiarare le cripto-attività, inclusi gli NFT, ai fini del monitoraggio e dell’IVCA. Tuttavia, se hai realizzato plusvalenze da vendita di NFT, dovrai necessariamente utilizzare il Modello Redditi PF (che include il Quadro RT per il calcolo dell’imposta sostitutiva). Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a scegliere il modello più adatto alla tua situazione.Hai NFT da dichiarare? Il CAF Centro Fiscale ti aiutaLa dichiarazione degli NFT e delle cripto-attività richiede competenze specifiche che non tutti i professionisti possiedono. Al CAF Centro Fiscale di Udine abbiamo un team dedicato alla fiscalità crypto e NFT, in grado di assisterti nella compilazione del Quadro W, nel calcolo delle plusvalenze e dell’IVCA, e nella corretta qualificazione dei tuoi redditi da NFT.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine — Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Articoli correlatiModello Redditi Criptovalute 2026: Guida Completa Quadro RT e RW730 e Criptovalute 2026: Come Dichiarare Bitcoin e Crypto nel Quadro RWQuadro W del 730/2026: Guida CompletaCome funziona la rivalutazione delle criptovalute al 18%Tassazione Plusvalenze Criptovalute Prima della RiformaDichiarazione Redditi Binance 2026ISEE 2026 e Criptovalute: Guida CompletaGiugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 14:00:002026-04-18 15:28:04NFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi e Quanto Si Paga
CAF, CRIPTOVALUTEQuadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi PraticiIl Quadro W criptovalute 2026 è il modulo obbligatorio del Modello Redditi PF attraverso il quale ogni residente fiscale italiano deve dichiarare il possesso di Bitcoin, Ethereum e qualsiasi altra cripto-attività. Se possiedi criptovalute su exchange come Binance, Coinbase o Kraken, oppure in un wallet personale, sei tenuto a compilare questa sezione per il monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) pari allo 0,2%.A partire dal periodo d’imposta 2023, il legislatore ha introdotto il Quadro W in sostituzione del vecchio Quadro RW specificamente per le cripto-attività, semplificando la struttura ma rendendo più stringenti gli obblighi dichiarativi. Con l’aliquota sulle plusvalenze salita al 33% dal 2026, compilare correttamente il quadro W criptovalute 2026 è fondamentale per evitare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa.In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come compilare il Quadro W nel Modello Redditi PF 2026, con esempi pratici con numeri reali, il calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e tutti gli errori da evitare. Se hai dubbi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella compilazione. Indice dei contenutiCos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le CriptovaluteChi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RWQuali Dati Inserire nel Quadro W per le CryptoCome Recuperare i Dati dagli Exchange e WalletEsempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026Calcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W CryptoCrypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come RegolarizzareScadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026Domande Frequenti sul Quadro W CriptovaluteCos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le CriptovaluteIl Quadro W è la sezione del Modello Redditi PF dedicata al monitoraggio fiscale delle cripto-attività detenute da persone fisiche residenti in Italia. Questo quadro assolve una duplice funzione: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di monitorare le attività in criptovalute possedute dai contribuenti italiani, dall’altro serve come base per il calcolo dell’IVCA, l’imposta patrimoniale dello 0,2% sul valore delle crypto.L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 nasce dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), che ha introdotto per la prima volta un quadro fiscale specifico per le cripto-attività, separandole dagli altri investimenti esteri che continuano a essere dichiarati nel Quadro RW. Questa scelta del legislatore riflette la crescente importanza del fenomeno crypto e la necessità di un monitoraggio dedicato.In termini pratici, il Quadro W funziona come una sorta di “fotografia” del tuo portafoglio crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Devi indicare il valore iniziale (quanto valevano le tue crypto all’inizio dell’anno) e il valore finale (quanto valevano alla fine dell’anno). Su quest’ultimo importo si calcola poi l’imposta IVCA.È importante capire che l’obbligo sussiste indipendentemente dal fatto che tu abbia realizzato guadagni o perdite. Anche se non hai venduto nulla e il valore delle tue crypto è diminuito, devi comunque compilare il Quadro W. L’unica esenzione riguarda chi non ha mai detenuto cripto-attività durante l’anno d’imposta. Chi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 riguarda tutti i residenti fiscali italiani che, nel corso del 2025 (anno d’imposta di riferimento), hanno detenuto cripto-attività in qualsiasi forma. Non esiste una soglia minima al di sotto della quale l’obbligo viene meno: anche chi possiede pochi euro in Bitcoin deve dichiararlo.Soggetti obbligati alla compilazioneI soggetti tenuti alla compilazione includono chi detiene criptovalute su exchange centralizzati come Binance, Coinbase, Kraken, Crypto.com, Bitpanda e simili, chi possiede crypto in wallet non custodial (MetaMask, Ledger, Trezor, Trust Wallet), chi ha token DeFi depositati in protocolli di finanza decentralizzata come staking, lending o liquidity pool, chi possiede NFT (Non-Fungible Token) con valore economico e chi ha ricevuto criptovalute in regalo, airdrop o mining.Un aspetto fondamentale da sottolineare: l’obbligo riguarda la residenza fiscale, non la cittadinanza. Anche uno straniero residente in Italia deve compilare il quadro W criptovalute 2026. Allo stesso modo, un italiano residente all’estero (iscritto AIRE) non è tenuto a questo adempimento in Italia, ma dovrà verificare le regole fiscali del proprio Paese di residenza.La differenza rispetto al 730 è importante: il Quadro W esiste solo nel Modello Redditi PF, quindi chi normalmente presenta il 730 dovrà predisporre anche il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W, oppure optare direttamente per il Modello Redditi PF completo. Dal 2024, il Quadro W è stato introdotto anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per la dichiarazione completa delle cripto-attività con calcolo plusvalenze, resta consigliato il Modello Redditi PF. Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RWPrima del 2023, le criptovalute venivano dichiarate nel Quadro RW, lo stesso utilizzato per conti correnti esteri, immobili all’estero e investimenti finanziari detenuti fuori dall’Italia. Il Quadro W rappresenta l’evoluzione specifica per le cripto-attività e presenta diverse differenze sostanziali rispetto al precedente sistema.La prima grande differenza riguarda la collocazione: il Quadro RW continua a esistere per gli altri investimenti esteri (conti correnti esteri, immobili, partecipazioni), mentre il Quadro W è riservato esclusivamente alle cripto-attività. Questa separazione permette un monitoraggio più preciso e specifico.La seconda differenza riguarda l’imposta applicata. Nel Quadro RW si calcola l’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere) con aliquota del 0,2%. Nel Quadro W si calcola l’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività), anch’essa allo 0,2%, ma con regole di calcolo specifiche per le crypto.La terza differenza è il codice identificativo: nel Quadro RW le criptovalute usavano il codice generico 14, ora nel Quadro W il codice investimento 14 è dedicato specificamente alle cripto-attività con una classificazione più dettagliata.Infine, il Quadro W prevede una sezione specifica per le plusvalenze (la sezione II), che nel vecchio sistema richiedeva la compilazione separata del Quadro RT. Oggi, con il Quadro W del Modello Redditi PF, hai tutto in un unico modulo: monitoraggio, IVCA e tassazione delle plusvalenze. Quali Dati Inserire nel Quadro W per le CryptoLa compilazione del quadro W criptovalute 2026 richiede l’inserimento di dati precisi per ogni posizione in cripto-attività che detieni. Vediamo campo per campo cosa devi indicare nel modulo.Sezione I: Monitoraggio fiscale e IVCANella Sezione I del Quadro W devi indicare i seguenti dati per ciascuna cripto-attività detenuta:Codice investimento: inserisci il codice 14, che identifica le cripto-attivitàTipo di operazione: codice 1 se la posizione è stata mantenuta per tutto l’anno, 2 se è stata aperta durante l’anno, 3 se è stata chiusa, 4 se è stata sia aperta che chiusa nello stesso annoValore iniziale (colonna 7): il controvalore in euro delle cripto-attività al 1° gennaio 2025 (o alla data di acquisto se successiva)Valore finale (colonna 8): il controvalore in euro al 31 dicembre 2025 (o alla data di cessione se precedente)Giorni di possesso (colonna 6): il numero di giorni in cui hai detenuto le cripto-attività durante l’anno (massimo 365)Stato estero: indicare il codice dello Stato in cui ha sede l’exchange o, per i wallet decentralizzati, non compilare questo campoIl valore in euro si determina utilizzando il cambio rilevato sul sito dell’exchange dove sono detenute le crypto, oppure su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko alla data di riferimento.Sezione II: Plusvalenze e minusvalenzeLa Sezione II del Quadro W serve per dichiarare le plusvalenze (guadagni) e le minusvalenze (perdite) realizzate durante l’anno dalla vendita o conversione di cripto-attività. Qui devi indicare:Corrispettivo di cessione: quanto hai incassato (in euro) dalla vendita delle cryptoCosto di acquisto: quanto avevi pagato (in euro) per acquistare le crypto vendutePlusvalenza o minusvalenza: la differenza tra corrispettivo e costoImposta sostitutiva: il 33% calcolato sulla plusvalenza nettaRicorda che le plusvalenze sono tassabili solo se realizzate, cioè solo se hai effettivamente venduto, scambiato o convertito le cripto-attività. Il semplice aumento di valore senza vendita (plusvalenza latente) non genera obbligo fiscale nella Sezione II, ma il valore finale va comunque indicato nella Sezione I per il calcolo dell’IVCA. Come Recuperare i Dati dagli Exchange e WalletUno degli aspetti più impegnativi nella compilazione del quadro W criptovalute 2026 è la raccolta dei dati necessari. Ogni exchange e wallet ha le proprie modalità per esportare le informazioni fiscali. Ecco come procedere per le piattaforme più utilizzate in Italia.Dati da BinanceSu Binance, accedi alla sezione “Tax Report” o “Report Fiscale” disponibile nel menu utente. La piattaforma permette di scaricare il report delle transazioni annuali in formato CSV. Per il Quadro W ti servono in particolare il saldo totale del portafoglio al 1° gennaio 2025 e al 31 dicembre 2025, convertito in euro al cambio del giorno. Binance offre anche un report specifico con i guadagni e le perdite realizzati durante l’anno. In alternativa, puoi scaricare lo storico completo delle transazioni dalla sezione “Ordini” > “Storico transazioni” e calcolare i valori manualmente o tramite software dedicati.Dati da CoinbaseCoinbase mette a disposizione un report fiscale nella sezione “Imposte” (Taxes) del profilo. Puoi generare un report con tutte le transazioni dell’anno, i guadagni realizzati e i saldi a inizio e fine periodo. Coinbase fornisce anche un documento riepilogativo in formato PDF che può essere utilizzato come base per la compilazione del Quadro W. I valori sono già convertiti nella valuta del tuo account.Dati da KrakenSu Kraken, vai nella sezione “History” > “Export” per scaricare lo storico completo delle operazioni. Kraken offre anche un report fiscale specifico nella sezione “Tax Documents”. Per il Quadro W, scarica il report dei saldi (Balances) alle date del 1° gennaio e 31 dicembre, e il report delle operazioni (Trades) per calcolare le plusvalenze.Wallet non custodial e DeFiPer i wallet non custodial come MetaMask, Ledger o Trezor, la raccolta dati è più complessa perché non esiste un report automatico. Devi ricostruire manualmente i saldi e le transazioni. Puoi utilizzare gli explorer blockchain come Etherscan (per Ethereum) o Blockchain.com (per Bitcoin) inserendo il tuo indirizzo pubblico per verificare i saldi alle date rilevanti.Per le posizioni in DeFi (staking, lending, liquidity pool), devi considerare anche i rendimenti maturati come reddito e il valore complessivo delle posizioni aperte. Software come Koinly, CoinTracking o CryptoTaxCalculator possono aiutare ad aggregare i dati da più fonti.Data la complessità di questa operazione, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza specifica per la raccolta e la riconciliazione dei dati da più exchange e wallet. Esempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026Vediamo un esempio pratico di compilazione del quadro W criptovalute 2026 con numeri reali, per capire concretamente come procedere. Prendiamo il caso di Marco, un lavoratore dipendente di Udine che possiede criptovalute su Binance.Il portafoglio crypto di MarcoMarco ha acquistato nel 2024 le seguenti criptovalute su Binance:0,15 Bitcoin (BTC) acquistati a ottobre 2024 per 5.400 euro2 Ethereum (ETH) acquistati a novembre 2024 per 4.800 euro1.000 USDT (stablecoin) acquistati a dicembre 2024 per 920 euroInvestimento totale: 11.120 euroAl 1° gennaio 2025, il portafoglio di Marco valeva:0,15 BTC x 40.200 euro/BTC = 6.030 euro2 ETH x 2.350 euro/ETH = 4.700 euro1.000 USDT = 920 euroTotale al 1° gennaio 2025: 11.650 euroDurante il 2025, Marco ha venduto 0,05 BTC a giugno 2025 per 3.850 euro (prezzo BTC a quel momento: 77.000 euro). Non ha fatto altre operazioni.Al 31 dicembre 2025, il portafoglio residuo valeva:0,10 BTC x 93.500 euro/BTC = 9.350 euro2 ETH x 3.400 euro/ETH = 6.800 euro1.000 USDT = 920 euroTotale al 31 dicembre 2025: 17.070 euroCompilazione Sezione I del Quadro WMarco compila la Sezione I del Quadro W così:Rigo W1 (posizione complessiva crypto):Codice investimento: 14 (cripto-attività)Tipo operazione: 1 (posizione mantenuta tutto l’anno)Giorni di possesso: 365Valore iniziale: 11.650 euroValore finale: 17.070 euroCalcolo IVCA:Base imponibile = valore finale = 17.070 euroIVCA = 17.070 x 0,2% = 34,14 euroIVCA dovuta (arrotondata): 34 euroMarco dovrà versare 34 euro di IVCA tramite il codice tributo 1727 nel modello F24, entro la scadenza del 30 novembre 2026.Compilazione Sezione II: Plusvalenza sulla venditaMarco ha venduto 0,05 BTC durante il 2025. Deve calcolare la plusvalenza:Corrispettivo di cessione: 3.850 euro (quanto ha incassato dalla vendita)Costo di acquisto proporzionale: Marco aveva acquistato 0,15 BTC a 5.400 euro, quindi il costo di 0,05 BTC è 5.400 / 3 = 1.800 euroPlusvalenza realizzata: 3.850 – 1.800 = 2.050 euroImposta sostitutiva al 33%: 2.050 x 33% = 676,50 euro, arrotondati a 677 euroMarco compila la Sezione II indicando:Corrispettivo: 3.850 euroCosto: 1.800 euroPlusvalenza: 2.050 euroImposta sostitutiva: 677 euroTotale imposte crypto di Marco per il 2025:IVCA: 34 euroImposta sostitutiva plusvalenze: 677 euroTotale: 711 euroCalcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%L’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) è l’equivalente dell’IVAFE ma applicata specificamente alle cripto-attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale che si calcola sul valore delle crypto detenute al 31 dicembre di ogni anno, con aliquota dello 0,2%.Il calcolo dell’IVCA nel quadro W criptovalute 2026 segue regole precise. La base imponibile è il valore di mercato in euro delle cripto-attività al 31 dicembre 2025. Se hai detenuto le crypto per un periodo inferiore all’anno intero, l’imposta viene rapportata ai giorni effettivi di possesso (ad esempio, se hai acquistato crypto il 1° luglio, paghi l’IVCA solo per 184 giorni su 365).La formula di calcolo è la seguente: IVCA = Valore al 31/12 x 0,2% x (giorni di possesso / 365). Per chi ha detenuto le crypto per tutto l’anno, il calcolo si semplifica a Valore al 31/12 x 0,2%.Esistono alcune casistiche particolari da considerare. Se durante l’anno hai acquistato ulteriori crypto, devi ricalcolare il valore iniziale considerando i nuovi acquisti. Se hai venduto parte delle crypto, il valore finale sarà inferiore e l’IVCA si calcolerà solo sul valore residuo al 31 dicembre.L’IVCA si versa tramite il modello F24 utilizzando il codice tributo 1727 per il saldo e il codice tributo 1728 per l’acconto. Il versamento segue le stesse scadenze del Modello Redditi PF: saldo entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%) e acconti a giugno e novembre.Per importi inferiori a 12 euro, l’IVCA non è dovuta. Questa franchigia riguarda chi possiede piccole quantità di criptovalute con un controvalore modesto.Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%Dal 2026, le plusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività sono soggette a un’imposta sostitutiva del 33%, aumentata rispetto al precedente 26%. Questa modifica, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, ha un impatto significativo sulla tassazione dei guadagni in criptovalute.La plusvalenza si realizza quando vendi, scambi o converti cripto-attività ricavando più di quanto hai speso per acquistarle. Il calcolo è semplice: Plusvalenza = Corrispettivo di cessione – Costo di acquisto. Se il risultato è negativo, si tratta di una minusvalenza, che può essere compensata con plusvalenze future entro i successivi 4 anni.Attenzione: l’imposta sostitutiva al 33% si applica alle plusvalenze dell’anno d’imposta 2025 (dichiarate nel Modello Redditi PF 2026). Per l’anno d’imposta 2024, l’aliquota era ancora al 26%.Le operazioni che generano plusvalenze tassabili nel quadro W criptovalute 2026 includono la vendita di crypto contro euro o altra valuta fiat, lo scambio tra criptovalute diverse (ad esempio BTC contro ETH), l’utilizzo di crypto per acquistare beni o servizi e la conversione di crypto in stablecoin.Non generano invece plusvalenze tassabili il trasferimento tra wallet propri (da exchange a Ledger, per esempio), la ricezione di crypto da airdrop o fork (tassata al momento della successiva vendita) e lo staking, che genera redditi diversi e non plusvalenze da cessione.Per determinare il costo di acquisto, si utilizza il metodo LIFO (Last In, First Out): le ultime crypto acquistate sono le prime a essere considerate vendute. Questo metodo può risultare vantaggioso o svantaggioso a seconda dell’andamento dei prezzi.Il versamento dell’imposta sostitutiva avviene tramite modello F24 con il codice tributo 1100 entro le scadenze previste per il Modello Redditi PF. Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W CryptoLa compilazione del quadro W criptovalute 2026 presenta diverse insidie che portano molti contribuenti a commettere errori, con il rischio di sanzioni. Ecco i più frequenti e come evitarli.Il primo errore comune è non dichiarare le criptovalute perché si ritiene che importi piccoli siano esenti. Non esiste alcuna soglia minima: anche 10 euro in Bitcoin devono essere indicati nel Quadro W. L’unica franchigia riguarda il versamento dell’IVCA (sotto i 12 euro non si paga), ma l’obbligo dichiarativo resta.Il secondo errore è confondere il Quadro W con il Quadro RW. Molti contribuenti, abituati al vecchio sistema, continuano a inserire le crypto nel Quadro RW. Le cripto-attività devono essere dichiarate esclusivamente nel Quadro W. Il Quadro RW resta per conti correnti esteri, immobili e altri investimenti finanziari all’estero.Il terzo errore è calcolare male il valore iniziale e finale. Il valore deve essere espresso in euro al cambio del giorno di riferimento (1° gennaio e 31 dicembre). Molti usano il valore in dollari senza convertirlo o utilizzano il cambio sbagliato. È fondamentale fare riferimento al cambio EUR/crypto della piattaforma dove sono detenute le crypto, o in subordine a CoinMarketCap.Il quarto errore riguarda le operazioni crypto-to-crypto. Uno scambio tra Bitcoin ed Ethereum genera una cessione (di BTC) e un acquisto (di ETH), e la plusvalenza sulla cessione è tassabile. Molti contribuenti non considerano questi scambi come eventi fiscali.Il quinto errore è non considerare le commissioni (fee) di exchange e rete. Le commissioni pagate per acquistare o vendere crypto sono parte del costo di acquisto (si sommano) o riducono il corrispettivo di cessione, diminuendo la plusvalenza tassabile.Per evitare questi errori, affidarsi al CAF Centro Fiscale è la scelta migliore: i nostri operatori specializzati verificano la correttezza di ogni dato e ti guidano nella compilazione.Crypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come RegolarizzareSe hai posseduto criptovalute negli anni precedenti senza dichiararle nel Quadro RW (fino al 2022) o nel Quadro W (dal 2023), ti trovi in una situazione di omessa dichiarazione che può comportare sanzioni rilevanti. Tuttavia, esistono strumenti per regolarizzare la propria posizione.La prima opzione è il ravvedimento operoso, che ti permette di presentare le dichiarazioni integrative per gli anni non dichiarati pagando sanzioni ridotte. Per il monitoraggio fiscale (Quadro W/RW), la sanzione piena va dal 3% al 15% del valore non dichiarato, ma con il ravvedimento si riduce sensibilmente in base al ritardo. Per le imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze), la sanzione base è del 30%, riducibile con il ravvedimento.La sanatoria crypto prevista dalla Legge di Bilancio 2023 ha permesso di regolarizzare le posizioni fino al 2021 pagando un’imposta sostitutiva agevolata. Sebbene i termini per questa sanatoria siano scaduti, è comunque possibile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso ordinario.È fondamentale agire il prima possibile: più tempo passa, più aumentano le sanzioni e gli interessi. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate sta intensificando i controlli sulle cripto-attività grazie allo scambio automatico di informazioni con gli exchange esteri attraverso il protocollo DAC8 e il CRS (Common Reporting Standard).Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione pregressa, nel calcolo delle sanzioni ridotte e nella predisposizione delle dichiarazioni integrative necessarie per metterti in regola. Scadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026La scadenza per la presentazione del Modello Redditi PF 2026 (con il Quadro W criptovalute 2026 per l’anno d’imposta 2025) è fissata al 30 novembre 2026. Questa è la data entro cui il modello deve essere trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate.Per quanto riguarda i versamenti, le scadenze sono differenti:30 giugno 2026: saldo imposte 2025 e primo acconto 2026 (IVCA e imposta sostitutiva plusvalenze)30 luglio 2026: saldo con maggiorazione dello 0,40% per chi non riesce a pagare entro giugno30 novembre 2026: secondo acconto 2026Le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione del Quadro W sono severe. Per l’omesso monitoraggio fiscale, la sanzione va dal 3% al 15% del valore delle cripto-attività non dichiarate, che sale dal 6% al 30% se le attività sono detenute in Paesi a fiscalità privilegiata (black list). Per l’omesso o insufficiente versamento dell’IVCA, la sanzione è del 30% dell’imposta non versata. Per le plusvalenze non dichiarate, oltre alla sanzione del 30%, si applicano interessi legali e la possibile segnalazione per evasione fiscale nei casi più gravi.Data la complessità delle scadenze e l’importanza di rispettarle, il consiglio è di iniziare a raccogliere i dati con largo anticipo e rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una compilazione accurata e nei tempi previsti.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Quadro W CriptovaluteDevo compilare il Quadro W anche se non ho venduto criptovalute?Sì, l’obbligo di compilazione del Quadro W sussiste per il solo fatto di detenere cripto-attività, indipendentemente dalla vendita. Il Quadro W serve sia per il monitoraggio fiscale che per il calcolo dell’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). Anche se non hai realizzato plusvalenze, devi dichiarare il possesso nel Modello Redditi PF 2026.Qual è il codice investimento da usare nel Quadro W per le crypto?Il codice investimento da indicare nel Quadro W per le cripto-attività è il 14. Questo codice è specifico per Bitcoin, Ethereum, stablecoin e tutte le altre criptovalute e cripto-attività, inclusi i token e gli NFT con valore economico.Posso dichiarare le criptovalute nel 730 invece che nel Modello Redditi PF?Dal 2024, il Quadro W è disponibile anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per una dichiarazione completa che includa il calcolo delle plusvalenze e dell’imposta sostitutiva al 33%, è consigliabile utilizzare il Modello Redditi PF. In alternativa, puoi presentare il 730 per i redditi ordinari e il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W.Come calcolo il valore delle crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre?Il valore si determina in base al controvalore in euro delle cripto-attività alla data di riferimento. Puoi utilizzare il prezzo indicato dall’exchange dove detieni le crypto (Binance, Coinbase, Kraken) oppure il prezzo di mercato su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko. È importante conservare la documentazione del prezzo utilizzato.L’IVCA dello 0,2% si paga anche sulle stablecoin come USDT e USDC?Sì, l’IVCA si applica anche alle stablecoin come USDT, USDC e DAI, perché rientrano nella definizione di cripto-attività. Il valore al 31 dicembre sarà sostanzialmente pari al controvalore in euro dei token detenuti. Anche le stablecoin devono essere indicate nel Quadro W con codice investimento 14.Cosa rischio se non dichiaro le criptovalute nel Quadro W?L’omessa dichiarazione comporta sanzioni dal 3% al 15% del valore non dichiarato per il mancato monitoraggio fiscale, oltre al 30% delle imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze). Con lo scambio automatico di informazioni tra Paesi (DAC8), l’Agenzia delle Entrate può incrociare i dati degli exchange esteri. È consigliabile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso con l’assistenza del CAF Centro Fiscale.La compilazione del quadro W criptovalute 2026 nel Modello Redditi PF può sembrare complessa, soprattutto se hai operato su più exchange o utilizzi wallet decentralizzati. Tra codice investimento 14, calcolo dell’IVCA allo 0,2%, determinazione delle plusvalenze con aliquota al 33% e la raccolta dei dati da piattaforme diverse, il margine di errore è significativo.Non rischiare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa: affidati a professionisti esperti nella fiscalità delle criptovalute. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione completa del Quadro W, dalla raccolta dei dati dagli exchange fino alla trasmissione del Modello Redditi PF, sia in ufficio che online.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione delle criptovalute? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Hai Bisogno di Aiuto con il Quadro W Criptovalute?Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella dichiarazione delle cripto-attività. I nostri operatori ti guidano nella compilazione del Quadro W, nel calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e nella trasmissione del Modello Redditi PF.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Articoli CorrelatiNOTIZIE Pensioni ottobre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenuteLe pensioni di ottobre 2026 sono in pagamento da giovedì 1° ottobre, sia in banca sia in posta. 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I Comuni, però, possono comunque verificare.Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/registrazione-contratto-di-locazione-caf-centro-fiscale-udine.jpg 500 800 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 09:00:002026-09-29 10:03:59IMU, Locazione Parziale e Abitazione Principale: Cosa Dice la CassazioneRateizzazioni agenzia entrateNOTIZIE Agenzia delle Entrate, uffici aperti più a lungo: due pomeriggi in più per l’assistenzaL'Agenzia delle Entrate ha esteso gli orari di apertura di circa 160 uffici, con due pomeriggi in più dedicati all'assistenza fiscale in presenza e a distanza.Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Rateizzazioni-agenzia-entrate.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 07:00:002026-09-29 07:23:25Agenzia delle Entrate, uffici aperti più a lungo: due pomeriggi in più per l’assistenzaNOTIZIE Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaL'assegno ordinario di invalidità INPS è reddito imponibile IRPEF: chi lo percepisce insieme allo stipendio ha due sostituti d'imposta distinti, e in dichiarazione dei redditi scatta spesso un conguaglio a debito. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Maggio 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-12 14:00:002026-05-31 17:11:18Quadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi Pratici
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