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Tag Archivio per: INPS

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026

Pensione 2026 INPS

Indice dei contenuti

  1. Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS
  2. Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)
  3. Variazione tramite app INPS Mobile
  4. Richiesta tramite patronato o CAF
  5. Contact Center INPS: numero 803 164
  6. Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo
  7. Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN
  8. Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato
  9. Limiti di importo e conto cointestato
  10. Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze
  11. Documenti necessari per la variazione
  12. Errori comuni e come evitarli
  13. Domande frequenti

Cambiare il conto corrente di accredito della pensione INPS è un’operazione che interessa migliaia di pensionati ogni anno: si cambia banca, si chiudè un conto diventato oneroso, si passa da Poste Italiane a una banca tradizionale, o semplicemente si vuole accreditare la pensione INPS su un conto più conveniente. La buona notizia e che la variazione delle coordinate bancarie INPS e oggi un’operazione relativamente semplice, eseguibile online in pochi minuti oppure tramite patronato, app mobile o telefono. In questa guida aggiornata al 2026 trovi tutto quello che serve sapere: le procedure passo passo, il modello AP04, le tempistiche, i documenti necessari e gli errori più comuni da evitare.

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Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS

Esistono molteplici situazioni in cui un pensionato si trova nella necessita di cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione. Le più frequenti sono:

  • Chiusura del conto corrente bancario o del libretto postale attualmente accreditato
  • Cambio di banca per spese di gestione più basse o servizi migliori
  • Passaggio a un conto online (es. conto corrente a zero spese)
  • Apertura di un nuovo conto intestato a se stessi, in sostituzione di un conto cointestato
  • Trasferimento all’estero con necessita di accredito su conto SEPA europeo
  • Decesso del cointestatario e necessita di conto intestato solo al pensionato
  • Perdita o furto del libretto postale nominativo

In tutti questi casi, l’INPS consente di aggiornare le coordinate bancarie in modo gratuito, senza costi e senza necessita di recarsi fisicamente agli sportelli dell’istituto. E importante agire tempestivamente: se il pagamento viene inviato su un IBAN non più attivo, si generano complicazioni che possono ritardare l’accredito di uno o più mesi.

Attenzione alle scadenze mensili: la variazione delle coordinate bancarie deve essere comunicata all’INPS entro i termini previsti per il mese in corso. In genere, se la richiesta viene effettuata dopo il 15-20 del mese, sara operativa a partire dal mese successivo. I tempi esatti dipendono dalla procedura utilizzata e sono dettagliati nel paragrafo dedicato alle tempistiche.

Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)

La modalità più rapida e autonoma per cambiare IBAN pensione INPS e quella online, attraverso il portale ufficiale dell’INPS all’indirizzo www.inps.it. Per accedere al servizio sono necessarie le credenziali digitali: SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale), CIE (Carta di Identita Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Il servizio da utilizzare si chiama ufficialmente “Variazione coordinate bancarie” ed e accessibile dall’area riservata del portale INPS. Di seguito la procedura passo per passo:

  1. Accedi a myINPS su www.inps.it utilizzando SPID, CIE o CNS. Nella pagina iniziale clicca su “Accedi a myINPS” in alto a destra.
  2. Vai alla sezione Pensione: una volta autenticato, nel menu principale seleziona “Prestazioni e servizi” e poi cerca il servizio “Variazione coordinate bancarie per il pagamento delle prestazioni”.
  3. Seleziona la prestazione per cui vuoi modificare l’IBAN (la pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti, ecc.).
  4. Inserisci il nuovo IBAN: il codice IBAN italiano e composto da 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + 23 caratteri alfanumerici). Verificalo con cura prima di confermare.
  5. Conferma i dati e invia la richiesta. Il sistema genera una ricevuta con numero di protocollo che e bene conservare.

Verifica del conto intestato: il portale INPS, durante la procedura online, verifica in automatico che il conto corrente comunicato sia intestato o cointestato al pensionato. Non è possibile inserirè un IBAN intestato a un soggetto terzo diverso dal pensionato (fanno eccezione casi particolari come tutela legale o amministrazione di sostegno, che richiedono documentazione aggiuntiva).

Requisito SPID: chi non dispone ancora di SPID puo richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Aruba, Poste Italiane, TIM, Namirial, ecc.) oppure farsi assistere dal CAF o patronato. In alternativa, la CIE di nuova generazione (con chip) e le credenziali CNS rilasciate dalla propria Regione consentono ugualmente l’accesso.

Variazione tramite app INPS Mobile

L’INPS mette a disposizione l’applicazione ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente sia per Android (Google Play Store) sia per iOS (Apple App Store). L’app permette di gestire numerosi servizi previdenziali direttamente dallo smartphone, inclusa la variazione delle coordinate bancarie per il pagamento della pensione.

La procedura tramite app e sostanzialmente identica a quella web:

  • Scarica e aggiorna l’app INPS Mobile all’ultima versionè disponibile
  • Accedi con SPID o CIE (le credenziali PIN INPS non sono più supportate dal 1 ottobre 2021)
  • Nella sezione “I miei servizi” o tramite la barra di ricerca, cerca “Variazione coordinate bancarie”
  • Segui la procedura guidata: seleziona la prestazione e inserisci il nuovo IBAN
  • Conferma l’operazione è conserva la ricevuta digitale con il numero di protocollo

L’app INPS Mobile e particolarmente comoda per chi ha già lo SPID configurato sul proprio smartphone, perché consente di completare l’operazione in pochi minuti senza necessita di accedere a un computer. La app permette anche di monitorare lo stato della richiesta e ricevere notifiche sull’avanzamento dell’aggiornamento.

Richiesta tramite patronato o CAF

Per chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali, o semplicemente preferisce essere assistito da un professionista, il patronato e il CAF rappresentano il canale più sicuro e raccomandato per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS. Il servizio e completamentè gratuito per il cittadino: patronati e CAF sono finanziati dall’INPS tramitè un sistema di contribuzione pubblica.

Presso il CAF Centro Fiscale di Udine, gli operatori del patronato sono abilitati a:

  • Verificare la correttezza dell’IBAN da comunicare (intestazione, formato, attività del conto)
  • Accedere al portale INPS in qualita di intermediari abilitati e inviare la richiesta di variazione
  • Monitorare l’esito della richiesta è segnalare eventuali anomalie
  • Assistere nella compilazione del modello AP04 qualora richiesto
  • Comunicare con la sede INPS territorialmente competente in caso di blocchi o anomalie

Documenti da portare in sede:

  • Documento di identita valido (carta di identita o passaporto)
  • Codice fiscale (tesserino o certificato)
  • Codice IBAN del nuovo conto corrente (visibile sull’estratto conto, sull’app della banca o sul documento di apertura conto)
  • Numero del cedolino pensione INPS (sè disponibile, per velocizzare la ricerca della posizione)

Il patronato e particolarmente utile anche nei casi più complessi: pensionati con tutela legale, erede che deve comunicare il decesso e bloccare i pagamenti, pensionati residenti all’estero, o situazioni in cui la procedura automatica online presenti errori o blocchi.

Contact Center INPS: numero 803 164

Un’ulteriore modalità per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS e il Contact Center INPS, raggiungibile al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (a pagamento da cellulare, tariffa operatore).

Come funziona la procedura telefonica:

  1. Chiama il 803 164 da rete fissa o il 06 164 164 da cellulare
  2. Scegli l’opzione relativa alle prestazioni pensionistiche dal menu vocale
  3. L’operatore verifichera la tua identita chiedendo i tuoi dati anagrafici, codice fiscale e numero di pensione
  4. Comunica il nuovo codice IBAN: scandiscilo lentamente e chiaramente, carattere per carattere
  5. Richiedi il numero di protocollo della richiesta come conferma

Limitazioni del Contact Center: la procedura telefonica e soggetta a volumi di chiamate elevati, con possibili attese. Inoltre, l’operatore potrebbe non essere in grado di completare immediatamente tutte le variazioni più complesse e potrebbe indirizzare a una sede INPS fisica o al patronato. Il Contact Center è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00.

Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo

Il modello AP04 (o modulo AP04) e il modulo cartaceo ufficiale dell’INPS per la comunicazione o la variazione delle coordinate bancarie relative al pagamento delle prestazioni pensionistiche. Si tratta del tradizionale modulo su carta, oggi progressivamente sostituito dai canali digitali, ma ancora valido e utilizzato in determinate situazioni.

Quando si usa il modello AP04:

  • Quando il pensionato non dispone di credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) e preferisce la procedura cartacea
  • Quando il patronato o il CAF lo utilizza come supporto documentale della richiesta telematica
  • In caso di delega a un familiare o a un intermediario abilitato per la presentazione in sede INPS
  • Per pensionati residenti all’estero che presentano la richiesta tramite consolato italiano o patronato estero
  • In presenza di tutela legale o amministrazione di sostegno, dove serve documentazione aggiuntiva

Come si compila il modello AP04:

  • Sezione “Dati anagrafici”: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza
  • Sezione “Dati pensione”: tipo di pensione, numero di trattamento pensionistico
  • Sezione “Coordinate bancarie”: indicare il codice IBAN completo (27 caratteri), denominazione banca/posta, intestatario del conto
  • Firma del pensionato o del rappresentante legale con relativa documentazione
  • In caso di delega: dati del delegato e copia del documento di identita del delegante

Il modulo AP04 puo essere scaricato dal sito INPS (sezione Moduli) o richiesto direttamente presso le sedi territoriali INPS, i patronati e i CAF. Una volta compilato, va presentato allo sportello INPS o consegnato al patronato abilitato.

Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN

Una delle domande più frequenti dei pensionati che richiedono la variazione delle coordinate bancarie e: da quando verra accreditata la pensione sul nuovo IBAN? La risposta dipende da diversi fattori, ma in linea generale bisogna tenere conto di queste indicazioni:

Tempistiche orientative per il cambio IBAN pensione INPS:

Canale di richiestaTempi di attivazioneNote
Portale INPS online (SPID/CIE)1-2 mesi lavorativiOperativo di norma nel secondo mese successivo alla richiesta
App INPS Mobile1-2 mesi lavorativiStesse tempistiche della procedura web
Patronato/CAF1-2 mesi lavorativiLa richiesta è trasmessa telematicamente; le tempistiche sono simili al canale online
Contact Center 803 1642-3 mesiTempi leggermente più lunghi per la gestione manuale
Modulo AP04 cartaceo (sportello)2-4 mesiDipende dal carico di lavoro della sede INPS territoriale

Cosa succede nel mese di transizione? Nel periodo compreso tra la richiesta è l’attivazione del nuovo IBAN, l’INPS continua ad accreditare la pensione sul conto precedente. E quindi fondamentale non chiudere il vecchio conto prima di aver verificato che il nuovo IBAN sia effettivamentè attivo. In caso contrario, il pagamento potrebbe essere respinto dalla banca e restituito all’INPS, generando ulteriori ritardi.

Come verificare l’aggiornamento dell’IBAN: è possibile controllare online attraverso il servizio “Cedolino pensione” disponibile su myINPS, oppure consultando il proprio cedolino pensione, dove compare la modalità di pagamento aggiornata.

Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato

Se dopo aver comunicato il nuovo IBAN la pensione non risulta accreditata, oppure se si accorge di aver inserito un codice errato, è importante agire rapidamente seguendo questi passi:

Pagamento su IBAN sbagliato o inesistente

Se l’IBAN comunicato era errato e il pagamento è stato rifiutato dalla banca (perché il conto non esiste o e chiuso), il bonifico viene di norma restituito all’INPS entro i tempi bancari (solitamente qualche giorno lavorativo). In questo caso:

  1. Verifica tramite myINPS o il Contact Center se il pagamento risulta “sospeso” o “restituito”
  2. Contatta il patronato o la sede INPS per comunicare l’IBAN corretto con urgenza
  3. L’INPS provvedera al rinnovo del pagamento con il nuovo IBAN, di solito nel mese successivo alla correzione
  4. Conserva tutta la documentazione della richiesta di variazione come prova delle comunicazioni effettuate

Pagamento su IBAN di altro soggetto

In rari casi, per errori di digitazione, il pagamento potrebbe finire su un conto di terzi. In questo caso occorre:

  • Presentare immediatamentè una denuncia di indebito accredito alla propria banca e all’INPS
  • Contattare la sede INPS territorialmente competente per avviare il recupero delle somme
  • In caso di mancata restituzione spontanea da parte del ricevente, l’INPS puo attivare le procedure di recupero coattivo

Pagamento non arriva: altri motivi possibili

Se la pensione non risulta accreditata senza evidenti errori di IBAN, le cause più comuni sono:

  • Conto soggetto a fermo amministrativo (pignoramento o blocco): la banca trattiene le somme per debiti del titolare. La pensione è tuttavia impignorabile fino a un certo limite (pari alla quota minima più 50% per le somme eccedenti)
  • Conto non ancora attivo: se si e aperto un conto molto recentemente, potrebbe esserè necessario qualche giorno prima che l’IBAN sia operativo per i bonifici in entrata
  • Variazione non ancora elaborata dall’INPS: attendere i tempi tecnici descritti nel paragrafo precedente
  • Sospensione d’ufficio della pensione per mancato invio del certificato di esistenza in vita (per pensionati residenti all’estero) o per altre verifiche INPS

Limiti di importo e conto cointestato

Una questione spesso trascurata riguarda le regole per l’accredito della pensione su conto cointestato. La normativa antiriciclaggio e le disposizioni INPS prevedono vincoli precisi che è importante conoscere prima di comunicarè un IBAN condiviso.

Soglia dei 1.000 euro e conto intestato

In base alle disposizioni vigenti (art. 49 del D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio), per importi di pensione superiori a 1.000 euro mensili l’accredito deve obbligatoriamente avvenire su un conto corrente intestato esclusivamente al pensionato (o di cui il pensionato sia l’unico titolare). Non è quindi possibile accreditare pensioni elevate su conti cointestati con il coniuge o altri familiari.

In pratica:

  • Pensione fino a 1.000 euro/mese: puo essere accreditata su conto cointestato
  • Pensione oltre 1.000 euro/mese: deve essere accreditata su conto a solo nome del pensionato
  • Per pensioni pagate in rate (es. arretrati), il calcolo si applica all’importo mensile ordinario

Attenzione alle variazioni importo: se la pensione inizialmente inferiore a 1.000 euro viene rivalutata o integrata fino a superare tale soglia, sara necessario aggiornare il conto di accredito con uno intestato solo al pensionato. Il mancato adeguamento puo portare alla sospensione temporanea dei pagamenti da parte dell’INPS.

Carte prepagate con IBAN cointestato

Alcune carte prepagate ricaricabili (es. Postepay Evolution, Hype, Revolut) hanno un IBAN personale e possono essere utilizzate per ricevere l’accredito della pensione INPS, purche rispettino le condizioni di importo descritte sopra. E importante verificare che la carta sia intestata solo al pensionato e che non ci siano limitazioni dell’emittente per i bonifici periodici.

Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze

L’INPS accredita le prestazioni pensionistiche su diversi strumenti di pagamento. Conoscere le differenze aiuta a scegliere la soluzione più conveniente e appropriata.

StrumentoVantaggiSvantaggiLimite cointestazione
Conto corrente bancarioAmpia gamma servizi, accesso ATM, bonifici, app mobileCosti annui se non esenteLimite 1.000 euro/mese
Libretto postale nominativoDiffuso, spesso già usato da anzianiNon ha IBAN; usa coordinate postali specificheSolo intestato al pensionato
Conto corrente postale (BancoPosta)Rete capillare Poste Italiane, spesso agevolato per pensionatiCosti variabili; funzionalita limitate rispetto a banche tradizionaliLimite 1.000 euro/mese
Carta prepagata con IBANZero o bassi costi, apertura rapida, ideale per importi bassiLimiti su prelievi/depositi, meno serviziSolo intestata al pensionato

Nota sul libretto postale: il libretto di risparmio postale nominativo non dispone di un IBAN nel formato standard bancario. Per l’accredito della pensione su libretto postale, le coordinate vengono inserite tramitè un sistema specifico di Poste Italiane (codice conto corrente postale). Il cambio da conto bancario a libretto postale (o viceversa) richiede comunque la procedura di variazione coordinate bancarie INPS.

Documenti necessari per la variazione

Indipendentemente dal canale scelto per la variazione delle coordinate bancarie INPS, è fondamentale avere a portata di mano la documentazione corretta. Una documentazione incompleta o errata è una delle cause più frequenti di ritardi e rigetti della richiesta.

  • Documento di identita in corso di validita: carta di identita (anche quella scaduta e accettata in alcuni casi, ma meglio avere quella valida) o passaporto
  • Codice fiscale: tesserino plastificato o certificato attribuzione del codice fiscale
  • Codice IBAN del nuovo conto: il codice e composto da 27 caratteri per i conti italiani (IT + 2 cifre + 5 cifre ABI + 5 cifre CAB + 12 cifre numero conto). Si trova sull’estratto conto, nell’app della banca, sul documento di apertura conto o richiedendolo allo sportello
  • Prova di intestazione del conto: in alcuni casi potrebbe essere richiesto un documento che attesti che il conto e intestato al pensionato (es. lettera di benvenuto della banca, foglio di apertura conto, estratto conto intestato)
  • Numero di pensione o cedolino INPS (facoltativo ma utile): accelera la ricerca della posizione previdenziale

Per la presentazione tramite patronato e sufficiente portare i documenti sopra elencati: sara l’operatore a gestire tutta la procedura telematica. Per la procedura online autonoma basta avere SPID o CIE funzionanti e il codice IBAN a portata di mano.

Errori comuni e come evitarli

Ecco gli errori più frequenti commessi dai pensionati quando cambiano l’IBAN per l’accredito della pensione INPS, con i relativi consigli per evitarli:

  1. Chiudere il vecchio conto prima che il nuovo IBAN sia attivo: questo e l’errore più grave. Il pagamento finisce su un conto inesistente e viene restituito all’INPS, causando ritardi di 1-2 mesi. Aspetta sempre la conferma dell’attivazione del nuovo IBAN prima di chiudere il precedente conto.
  2. Digitare l’IBAN in modo errato: trascrivere manualmentè un IBAN di 27 caratteri è rischioso. Usa il copia-incolla dall’app della banca, oppure fai verificare il codice all’operatore prima di confermare.
  3. Comunicarè un IBAN di conto cointestato per pensioni superiori a 1.000 euro: la richiesta verra rigettata dall’INPS. Verifica prima se la tua pensione rientra nel limite o apri un conto personale.
  4. Non conservare la ricevuta della richiesta: il numero di protocollo è fondamentale in caso di contestazioni o per verificare lo stato della pratica. Stampa o salva sempre la ricevuta.
  5. Aspettarsi il cambio immediato nel mese in corso: la variazione non ha effetto immediato. Se la tua banca sta chiudendo il conto a fine mese, informa immediatamente il patronato o l’INPS e chiedi di accelerare la procedura.
  6. Usarè un IBAN estero non SEPA: l’INPS paga in area SEPA (Unione Europea + alcuni paesi associati). Per pensionati residenti fuori dall’area SEPA, le modalità di pagamento sono differenti e vanno verificate con la sede INPS competente per l’estero.
  7. Ignorare la comunicazione INPS di sospensione del pagamento: se l’INPS invia una comunicazione di anomalia sul pagamento, è fondamentale rispondere tempestivamente. Le comunicazioni arrivano via raccomandata o tramite il fascicolo previdenziale su myINPS.

Come fare in modo che vada tutto liscio

Cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione INPS non è un’operazione complicata, ma richiede attenzione nei dettagli e tempistiche adeguate. Il consiglio più importante e di non aspettare l’ultimo momento: avvia la procedura di variazione con almeno 2-3 mesi di anticipo rispetto alla chiusura del vecchio conto. In questo modo avrai tutto il tempo per verificare che il nuovo IBAN sia stato correttamente registrato e attivato dall’INPS prima che il vecchio conto venga chiuso.

Se hai dubbi sulla procedura corretta, sulla compatibilita del tuo conto o sull’intestazione, rivolgiti al patronato o al CAF: il servizio è gratuito, veloce e gestito da professionisti esperti nelle pratiche INPS. Il pagamento puntuale della pensione ogni mese dipende dalla correttezza delle coordinate bancarie registrate dall’INPS: non lasciare niente al caso.

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Domande Frequenti su Come Cambiare IBAN Pensione INPS

Quanto tempo ci vuole per cambiare l’IBAN della pensione INPS?

Di norma la variazione del conto di accredito pensione INPS richiede da 1 a 2 mesi lavorativi dalla data della richiesta. La procedura online tramite SPID e generalmente la più rapida. Il modulo cartaceo AP04 presentato allo sportello puo richiedere fino a 3-4 mesi.

Posso accreditare la pensione INPS su un conto cointestato?

Si, ma solo se l’importo mensile della pensione e uguale o inferiore a 1.000 euro. Per importi superiori, la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) impone che il conto sia intestato esclusivamente al pensionato.

Come faccio a sapere se il mio nuovo IBAN è stato registrato dall’INPS?

Puoi verificare l’aggiornamento dell’IBAN accedendo alla tua area personale su myINPS con SPID o CIE, nella sezione ‘Cedolino pensione’ o ‘Variazione coordinate bancarie’. In alternativa, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 o rivolgerti al patronato.

Posso accreditare la pensione su una carta prepagata con IBAN?

Si, è possibile accreditare la pensione INPS su una carta prepagata con IBAN (come Postepay Evolution, Hype, N26) a condizione che sia intestata solo al pensionato e che l’importo mensile non superi i limiti della carta stessa. Verifica le condizioni specifiche della carta con l’emittente.

Cosa devo fare se ho inserito un IBAN sbagliato?

Se ti accorgi di aver inserito un IBAN errato, contatta immediatamente il patronato o la sede INPS per correggere la richiesta. Se il pagamento e già stato effettuato su un IBAN errato o inesistente, segnalalo all’INPS e alla tua banca: i fondi vengono di norma restituiti all’INPS e riaccreditati nel mese successivo dopo la correzione.

Posso cambiare IBAN pensione INPS senza SPID?

Si. Puoi utilizzare la CIE (Carta di Identita Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per accedere ai servizi INPS online. In alternativa, puoi rivolgerti al patronato o al CAF (gratuitamente), oppure presentare il modello AP04 direttamente allo sportello INPS.

Quanto costa cambiare l’IBAN per la pensione INPS?

La variazione delle coordinate bancarie per l’accredito della pensione INPS e completamente gratuita, sia che si utilizzi il portale online, sia tramite patronato, CAF, app mobile o Contact Center. I patronati sono finanziati dall’INPS e non possono richiedere compensi per questo servizio.


Hai bisogno di assistenza per cambiare IBAN pensione INPS?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza di patronato gratuita per la variazione delle coordinate bancarie INPS, la gestione di pratiche pensionistiche e molto altro. I nostri operatori ti seguono in ogni fase della procedura.

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    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 14:00:442026-05-31 16:22:55Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026

    Pensione 2026 INPS

    Indice dei contenuti

    1. Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS
    2. Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)
    3. Variazione tramite app INPS Mobile
    4. Richiesta tramite patronato o CAF
    5. Contact Center INPS: numero 803 164
    6. Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo
    7. Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN
    8. Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato
    9. Limiti di importo e conto cointestato
    10. Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze
    11. Documenti necessari per la variazione
    12. Errori comuni e come evitarli
    13. Domande frequenti

    Cambiare il conto corrente di accredito della pensione INPS è un’operazione che interessa migliaia di pensionati ogni anno: si cambia banca, si chiudè un conto diventato oneroso, si passa da Poste Italiane a una banca tradizionale, o semplicemente si vuole accreditare la pensione INPS su un conto più conveniente. La buona notizia e che la variazione delle coordinate bancarie INPS e oggi un’operazione relativamente semplice, eseguibile online in pochi minuti oppure tramite patronato, app mobile o telefono. In questa guida aggiornata al 2026 trovi tutto quello che serve sapere: le procedure passo passo, il modello AP04, le tempistiche, i documenti necessari e gli errori più comuni da evitare.

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    Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS

    Esistono molteplici situazioni in cui un pensionato si trova nella necessita di cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione. Le più frequenti sono:

    • Chiusura del conto corrente bancario o del libretto postale attualmente accreditato
    • Cambio di banca per spese di gestione più basse o servizi migliori
    • Passaggio a un conto online (es. conto corrente a zero spese)
    • Apertura di un nuovo conto intestato a se stessi, in sostituzione di un conto cointestato
    • Trasferimento all’estero con necessita di accredito su conto SEPA europeo
    • Decesso del cointestatario e necessita di conto intestato solo al pensionato
    • Perdita o furto del libretto postale nominativo

    In tutti questi casi, l’INPS consente di aggiornare le coordinate bancarie in modo gratuito, senza costi e senza necessita di recarsi fisicamente agli sportelli dell’istituto. E importante agire tempestivamente: se il pagamento viene inviato su un IBAN non più attivo, si generano complicazioni che possono ritardare l’accredito di uno o più mesi.

    Attenzione alle scadenze mensili: la variazione delle coordinate bancarie deve essere comunicata all’INPS entro i termini previsti per il mese in corso. In genere, se la richiesta viene effettuata dopo il 15-20 del mese, sara operativa a partire dal mese successivo. I tempi esatti dipendono dalla procedura utilizzata e sono dettagliati nel paragrafo dedicato alle tempistiche.

    Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)

    La modalità più rapida e autonoma per cambiare IBAN pensione INPS e quella online, attraverso il portale ufficiale dell’INPS all’indirizzo www.inps.it. Per accedere al servizio sono necessarie le credenziali digitali: SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale), CIE (Carta di Identita Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

    Il servizio da utilizzare si chiama ufficialmente “Variazione coordinate bancarie” ed e accessibile dall’area riservata del portale INPS. Di seguito la procedura passo per passo:

    1. Accedi a myINPS su www.inps.it utilizzando SPID, CIE o CNS. Nella pagina iniziale clicca su “Accedi a myINPS” in alto a destra.
    2. Vai alla sezione Pensione: una volta autenticato, nel menu principale seleziona “Prestazioni e servizi” e poi cerca il servizio “Variazione coordinate bancarie per il pagamento delle prestazioni”.
    3. Seleziona la prestazione per cui vuoi modificare l’IBAN (la pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti, ecc.).
    4. Inserisci il nuovo IBAN: il codice IBAN italiano e composto da 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + 23 caratteri alfanumerici). Verificalo con cura prima di confermare.
    5. Conferma i dati e invia la richiesta. Il sistema genera una ricevuta con numero di protocollo che e bene conservare.

    Verifica del conto intestato: il portale INPS, durante la procedura online, verifica in automatico che il conto corrente comunicato sia intestato o cointestato al pensionato. Non è possibile inserirè un IBAN intestato a un soggetto terzo diverso dal pensionato (fanno eccezione casi particolari come tutela legale o amministrazione di sostegno, che richiedono documentazione aggiuntiva).

    Requisito SPID: chi non dispone ancora di SPID puo richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Aruba, Poste Italiane, TIM, Namirial, ecc.) oppure farsi assistere dal CAF o patronato. In alternativa, la CIE di nuova generazione (con chip) e le credenziali CNS rilasciate dalla propria Regione consentono ugualmente l’accesso.

    Variazione tramite app INPS Mobile

    L’INPS mette a disposizione l’applicazione ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente sia per Android (Google Play Store) sia per iOS (Apple App Store). L’app permette di gestire numerosi servizi previdenziali direttamente dallo smartphone, inclusa la variazione delle coordinate bancarie per il pagamento della pensione.

    La procedura tramite app e sostanzialmente identica a quella web:

    • Scarica e aggiorna l’app INPS Mobile all’ultima versionè disponibile
    • Accedi con SPID o CIE (le credenziali PIN INPS non sono più supportate dal 1 ottobre 2021)
    • Nella sezione “I miei servizi” o tramite la barra di ricerca, cerca “Variazione coordinate bancarie”
    • Segui la procedura guidata: seleziona la prestazione e inserisci il nuovo IBAN
    • Conferma l’operazione è conserva la ricevuta digitale con il numero di protocollo

    L’app INPS Mobile e particolarmente comoda per chi ha già lo SPID configurato sul proprio smartphone, perché consente di completare l’operazione in pochi minuti senza necessita di accedere a un computer. La app permette anche di monitorare lo stato della richiesta e ricevere notifiche sull’avanzamento dell’aggiornamento.

    Richiesta tramite patronato o CAF

    Per chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali, o semplicemente preferisce essere assistito da un professionista, il patronato e il CAF rappresentano il canale più sicuro e raccomandato per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS. Il servizio e completamentè gratuito per il cittadino: patronati e CAF sono finanziati dall’INPS tramitè un sistema di contribuzione pubblica.

    Presso il CAF Centro Fiscale di Udine, gli operatori del patronato sono abilitati a:

    • Verificare la correttezza dell’IBAN da comunicare (intestazione, formato, attività del conto)
    • Accedere al portale INPS in qualita di intermediari abilitati e inviare la richiesta di variazione
    • Monitorare l’esito della richiesta è segnalare eventuali anomalie
    • Assistere nella compilazione del modello AP04 qualora richiesto
    • Comunicare con la sede INPS territorialmente competente in caso di blocchi o anomalie

    Documenti da portare in sede:

    • Documento di identita valido (carta di identita o passaporto)
    • Codice fiscale (tesserino o certificato)
    • Codice IBAN del nuovo conto corrente (visibile sull’estratto conto, sull’app della banca o sul documento di apertura conto)
    • Numero del cedolino pensione INPS (sè disponibile, per velocizzare la ricerca della posizione)

    Il patronato e particolarmente utile anche nei casi più complessi: pensionati con tutela legale, erede che deve comunicare il decesso e bloccare i pagamenti, pensionati residenti all’estero, o situazioni in cui la procedura automatica online presenti errori o blocchi.

    Contact Center INPS: numero 803 164

    Un’ulteriore modalità per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS e il Contact Center INPS, raggiungibile al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (a pagamento da cellulare, tariffa operatore).

    Come funziona la procedura telefonica:

    1. Chiama il 803 164 da rete fissa o il 06 164 164 da cellulare
    2. Scegli l’opzione relativa alle prestazioni pensionistiche dal menu vocale
    3. L’operatore verifichera la tua identita chiedendo i tuoi dati anagrafici, codice fiscale e numero di pensione
    4. Comunica il nuovo codice IBAN: scandiscilo lentamente e chiaramente, carattere per carattere
    5. Richiedi il numero di protocollo della richiesta come conferma

    Limitazioni del Contact Center: la procedura telefonica e soggetta a volumi di chiamate elevati, con possibili attese. Inoltre, l’operatore potrebbe non essere in grado di completare immediatamente tutte le variazioni più complesse e potrebbe indirizzare a una sede INPS fisica o al patronato. Il Contact Center è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00.

    Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo

    Il modello AP04 (o modulo AP04) e il modulo cartaceo ufficiale dell’INPS per la comunicazione o la variazione delle coordinate bancarie relative al pagamento delle prestazioni pensionistiche. Si tratta del tradizionale modulo su carta, oggi progressivamente sostituito dai canali digitali, ma ancora valido e utilizzato in determinate situazioni.

    Quando si usa il modello AP04:

    • Quando il pensionato non dispone di credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) e preferisce la procedura cartacea
    • Quando il patronato o il CAF lo utilizza come supporto documentale della richiesta telematica
    • In caso di delega a un familiare o a un intermediario abilitato per la presentazione in sede INPS
    • Per pensionati residenti all’estero che presentano la richiesta tramite consolato italiano o patronato estero
    • In presenza di tutela legale o amministrazione di sostegno, dove serve documentazione aggiuntiva

    Come si compila il modello AP04:

    • Sezione “Dati anagrafici”: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza
    • Sezione “Dati pensione”: tipo di pensione, numero di trattamento pensionistico
    • Sezione “Coordinate bancarie”: indicare il codice IBAN completo (27 caratteri), denominazione banca/posta, intestatario del conto
    • Firma del pensionato o del rappresentante legale con relativa documentazione
    • In caso di delega: dati del delegato e copia del documento di identita del delegante

    Il modulo AP04 puo essere scaricato dal sito INPS (sezione Moduli) o richiesto direttamente presso le sedi territoriali INPS, i patronati e i CAF. Una volta compilato, va presentato allo sportello INPS o consegnato al patronato abilitato.

    Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN

    Una delle domande più frequenti dei pensionati che richiedono la variazione delle coordinate bancarie e: da quando verra accreditata la pensione sul nuovo IBAN? La risposta dipende da diversi fattori, ma in linea generale bisogna tenere conto di queste indicazioni:

    Tempistiche orientative per il cambio IBAN pensione INPS:

    Canale di richiestaTempi di attivazioneNote
    Portale INPS online (SPID/CIE)1-2 mesi lavorativiOperativo di norma nel secondo mese successivo alla richiesta
    App INPS Mobile1-2 mesi lavorativiStesse tempistiche della procedura web
    Patronato/CAF1-2 mesi lavorativiLa richiesta è trasmessa telematicamente; le tempistiche sono simili al canale online
    Contact Center 803 1642-3 mesiTempi leggermente più lunghi per la gestione manuale
    Modulo AP04 cartaceo (sportello)2-4 mesiDipende dal carico di lavoro della sede INPS territoriale

    Cosa succede nel mese di transizione? Nel periodo compreso tra la richiesta è l’attivazione del nuovo IBAN, l’INPS continua ad accreditare la pensione sul conto precedente. E quindi fondamentale non chiudere il vecchio conto prima di aver verificato che il nuovo IBAN sia effettivamentè attivo. In caso contrario, il pagamento potrebbe essere respinto dalla banca e restituito all’INPS, generando ulteriori ritardi.

    Come verificare l’aggiornamento dell’IBAN: è possibile controllare online attraverso il servizio “Cedolino pensione” disponibile su myINPS, oppure consultando il proprio cedolino pensione, dove compare la modalità di pagamento aggiornata.

    Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato

    Se dopo aver comunicato il nuovo IBAN la pensione non risulta accreditata, oppure se si accorge di aver inserito un codice errato, è importante agire rapidamente seguendo questi passi:

    Pagamento su IBAN sbagliato o inesistente

    Se l’IBAN comunicato era errato e il pagamento è stato rifiutato dalla banca (perché il conto non esiste o e chiuso), il bonifico viene di norma restituito all’INPS entro i tempi bancari (solitamente qualche giorno lavorativo). In questo caso:

    1. Verifica tramite myINPS o il Contact Center se il pagamento risulta “sospeso” o “restituito”
    2. Contatta il patronato o la sede INPS per comunicare l’IBAN corretto con urgenza
    3. L’INPS provvedera al rinnovo del pagamento con il nuovo IBAN, di solito nel mese successivo alla correzione
    4. Conserva tutta la documentazione della richiesta di variazione come prova delle comunicazioni effettuate

    Pagamento su IBAN di altro soggetto

    In rari casi, per errori di digitazione, il pagamento potrebbe finire su un conto di terzi. In questo caso occorre:

    • Presentare immediatamentè una denuncia di indebito accredito alla propria banca e all’INPS
    • Contattare la sede INPS territorialmente competente per avviare il recupero delle somme
    • In caso di mancata restituzione spontanea da parte del ricevente, l’INPS puo attivare le procedure di recupero coattivo

    Pagamento non arriva: altri motivi possibili

    Se la pensione non risulta accreditata senza evidenti errori di IBAN, le cause più comuni sono:

    • Conto soggetto a fermo amministrativo (pignoramento o blocco): la banca trattiene le somme per debiti del titolare. La pensione è tuttavia impignorabile fino a un certo limite (pari alla quota minima più 50% per le somme eccedenti)
    • Conto non ancora attivo: se si e aperto un conto molto recentemente, potrebbe esserè necessario qualche giorno prima che l’IBAN sia operativo per i bonifici in entrata
    • Variazione non ancora elaborata dall’INPS: attendere i tempi tecnici descritti nel paragrafo precedente
    • Sospensione d’ufficio della pensione per mancato invio del certificato di esistenza in vita (per pensionati residenti all’estero) o per altre verifiche INPS

    Limiti di importo e conto cointestato

    Una questione spesso trascurata riguarda le regole per l’accredito della pensione su conto cointestato. La normativa antiriciclaggio e le disposizioni INPS prevedono vincoli precisi che è importante conoscere prima di comunicarè un IBAN condiviso.

    Soglia dei 1.000 euro e conto intestato

    In base alle disposizioni vigenti (art. 49 del D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio), per importi di pensione superiori a 1.000 euro mensili l’accredito deve obbligatoriamente avvenire su un conto corrente intestato esclusivamente al pensionato (o di cui il pensionato sia l’unico titolare). Non è quindi possibile accreditare pensioni elevate su conti cointestati con il coniuge o altri familiari.

    In pratica:

    • Pensione fino a 1.000 euro/mese: puo essere accreditata su conto cointestato
    • Pensione oltre 1.000 euro/mese: deve essere accreditata su conto a solo nome del pensionato
    • Per pensioni pagate in rate (es. arretrati), il calcolo si applica all’importo mensile ordinario

    Attenzione alle variazioni importo: se la pensione inizialmente inferiore a 1.000 euro viene rivalutata o integrata fino a superare tale soglia, sara necessario aggiornare il conto di accredito con uno intestato solo al pensionato. Il mancato adeguamento puo portare alla sospensione temporanea dei pagamenti da parte dell’INPS.

    Carte prepagate con IBAN cointestato

    Alcune carte prepagate ricaricabili (es. Postepay Evolution, Hype, Revolut) hanno un IBAN personale e possono essere utilizzate per ricevere l’accredito della pensione INPS, purche rispettino le condizioni di importo descritte sopra. E importante verificare che la carta sia intestata solo al pensionato e che non ci siano limitazioni dell’emittente per i bonifici periodici.

    Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze

    L’INPS accredita le prestazioni pensionistiche su diversi strumenti di pagamento. Conoscere le differenze aiuta a scegliere la soluzione più conveniente e appropriata.

    StrumentoVantaggiSvantaggiLimite cointestazione
    Conto corrente bancarioAmpia gamma servizi, accesso ATM, bonifici, app mobileCosti annui se non esenteLimite 1.000 euro/mese
    Libretto postale nominativoDiffuso, spesso già usato da anzianiNon ha IBAN; usa coordinate postali specificheSolo intestato al pensionato
    Conto corrente postale (BancoPosta)Rete capillare Poste Italiane, spesso agevolato per pensionatiCosti variabili; funzionalita limitate rispetto a banche tradizionaliLimite 1.000 euro/mese
    Carta prepagata con IBANZero o bassi costi, apertura rapida, ideale per importi bassiLimiti su prelievi/depositi, meno serviziSolo intestata al pensionato

    Nota sul libretto postale: il libretto di risparmio postale nominativo non dispone di un IBAN nel formato standard bancario. Per l’accredito della pensione su libretto postale, le coordinate vengono inserite tramitè un sistema specifico di Poste Italiane (codice conto corrente postale). Il cambio da conto bancario a libretto postale (o viceversa) richiede comunque la procedura di variazione coordinate bancarie INPS.

    Documenti necessari per la variazione

    Indipendentemente dal canale scelto per la variazione delle coordinate bancarie INPS, è fondamentale avere a portata di mano la documentazione corretta. Una documentazione incompleta o errata è una delle cause più frequenti di ritardi e rigetti della richiesta.

    • Documento di identita in corso di validita: carta di identita (anche quella scaduta e accettata in alcuni casi, ma meglio avere quella valida) o passaporto
    • Codice fiscale: tesserino plastificato o certificato attribuzione del codice fiscale
    • Codice IBAN del nuovo conto: il codice e composto da 27 caratteri per i conti italiani (IT + 2 cifre + 5 cifre ABI + 5 cifre CAB + 12 cifre numero conto). Si trova sull’estratto conto, nell’app della banca, sul documento di apertura conto o richiedendolo allo sportello
    • Prova di intestazione del conto: in alcuni casi potrebbe essere richiesto un documento che attesti che il conto e intestato al pensionato (es. lettera di benvenuto della banca, foglio di apertura conto, estratto conto intestato)
    • Numero di pensione o cedolino INPS (facoltativo ma utile): accelera la ricerca della posizione previdenziale

    Per la presentazione tramite patronato e sufficiente portare i documenti sopra elencati: sara l’operatore a gestire tutta la procedura telematica. Per la procedura online autonoma basta avere SPID o CIE funzionanti e il codice IBAN a portata di mano.

    Errori comuni e come evitarli

    Ecco gli errori più frequenti commessi dai pensionati quando cambiano l’IBAN per l’accredito della pensione INPS, con i relativi consigli per evitarli:

    1. Chiudere il vecchio conto prima che il nuovo IBAN sia attivo: questo e l’errore più grave. Il pagamento finisce su un conto inesistente e viene restituito all’INPS, causando ritardi di 1-2 mesi. Aspetta sempre la conferma dell’attivazione del nuovo IBAN prima di chiudere il precedente conto.
    2. Digitare l’IBAN in modo errato: trascrivere manualmentè un IBAN di 27 caratteri è rischioso. Usa il copia-incolla dall’app della banca, oppure fai verificare il codice all’operatore prima di confermare.
    3. Comunicarè un IBAN di conto cointestato per pensioni superiori a 1.000 euro: la richiesta verra rigettata dall’INPS. Verifica prima se la tua pensione rientra nel limite o apri un conto personale.
    4. Non conservare la ricevuta della richiesta: il numero di protocollo è fondamentale in caso di contestazioni o per verificare lo stato della pratica. Stampa o salva sempre la ricevuta.
    5. Aspettarsi il cambio immediato nel mese in corso: la variazione non ha effetto immediato. Se la tua banca sta chiudendo il conto a fine mese, informa immediatamente il patronato o l’INPS e chiedi di accelerare la procedura.
    6. Usarè un IBAN estero non SEPA: l’INPS paga in area SEPA (Unione Europea + alcuni paesi associati). Per pensionati residenti fuori dall’area SEPA, le modalità di pagamento sono differenti e vanno verificate con la sede INPS competente per l’estero.
    7. Ignorare la comunicazione INPS di sospensione del pagamento: se l’INPS invia una comunicazione di anomalia sul pagamento, è fondamentale rispondere tempestivamente. Le comunicazioni arrivano via raccomandata o tramite il fascicolo previdenziale su myINPS.

    Come fare in modo che vada tutto liscio

    Cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione INPS non è un’operazione complicata, ma richiede attenzione nei dettagli e tempistiche adeguate. Il consiglio più importante e di non aspettare l’ultimo momento: avvia la procedura di variazione con almeno 2-3 mesi di anticipo rispetto alla chiusura del vecchio conto. In questo modo avrai tutto il tempo per verificare che il nuovo IBAN sia stato correttamente registrato e attivato dall’INPS prima che il vecchio conto venga chiuso.

    Se hai dubbi sulla procedura corretta, sulla compatibilita del tuo conto o sull’intestazione, rivolgiti al patronato o al CAF: il servizio è gratuito, veloce e gestito da professionisti esperti nelle pratiche INPS. Il pagamento puntuale della pensione ogni mese dipende dalla correttezza delle coordinate bancarie registrate dall’INPS: non lasciare niente al caso.

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti su Come Cambiare IBAN Pensione INPS

    Quanto tempo ci vuole per cambiare l’IBAN della pensione INPS?

    Di norma la variazione del conto di accredito pensione INPS richiede da 1 a 2 mesi lavorativi dalla data della richiesta. La procedura online tramite SPID e generalmente la più rapida. Il modulo cartaceo AP04 presentato allo sportello puo richiedere fino a 3-4 mesi.

    Posso accreditare la pensione INPS su un conto cointestato?

    Si, ma solo se l’importo mensile della pensione e uguale o inferiore a 1.000 euro. Per importi superiori, la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) impone che il conto sia intestato esclusivamente al pensionato.

    Come faccio a sapere se il mio nuovo IBAN è stato registrato dall’INPS?

    Puoi verificare l’aggiornamento dell’IBAN accedendo alla tua area personale su myINPS con SPID o CIE, nella sezione ‘Cedolino pensione’ o ‘Variazione coordinate bancarie’. In alternativa, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 o rivolgerti al patronato.

    Posso accreditare la pensione su una carta prepagata con IBAN?

    Si, è possibile accreditare la pensione INPS su una carta prepagata con IBAN (come Postepay Evolution, Hype, N26) a condizione che sia intestata solo al pensionato e che l’importo mensile non superi i limiti della carta stessa. Verifica le condizioni specifiche della carta con l’emittente.

    Cosa devo fare se ho inserito un IBAN sbagliato?

    Se ti accorgi di aver inserito un IBAN errato, contatta immediatamente il patronato o la sede INPS per correggere la richiesta. Se il pagamento e già stato effettuato su un IBAN errato o inesistente, segnalalo all’INPS e alla tua banca: i fondi vengono di norma restituiti all’INPS e riaccreditati nel mese successivo dopo la correzione.

    Posso cambiare IBAN pensione INPS senza SPID?

    Si. Puoi utilizzare la CIE (Carta di Identita Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per accedere ai servizi INPS online. In alternativa, puoi rivolgerti al patronato o al CAF (gratuitamente), oppure presentare il modello AP04 direttamente allo sportello INPS.

    Quanto costa cambiare l’IBAN per la pensione INPS?

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza di patronato gratuita per la variazione delle coordinate bancarie INPS, la gestione di pratiche pensionistiche e molto altro. I nostri operatori ti seguono in ogni fase della procedura.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      Pensione Più Bassa a Maggio 2026? Ecco Perché e Come Verificare le Trattenute

      Pensione 2026 INPS

      Hai aperto il cedolino e ti accorgi che la pensione di maggio 2026 è più bassa rispetto ai mesi precedenti? Niente panico: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una riduzione temporanea e prevista dalla legge, dovuta a tre cause precise: addizionali IRPEF regionali e comunali, conguagli fiscali e recuperi di indebiti INPS. In questa guida ti spieghiamo come capire in 5 minuti perché ti hanno trattenuto qualche euro in più e come verificare che il calcolo sia corretto.

      ⚠️ La trattenuta ti sembra sbagliata?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente il tuo cedolino e, se necessario, presenta riesame all’INPS. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Indice dei contenuti

      1. Le 3 cause principali in 30 secondi
      2. Causa 1: addizionale regionale IRPEF
      3. Causa 2: addizionale comunale IRPEF
      4. Causa 3: recupero indebiti o conguaglio rivalutazione
      5. Calcolo del netto atteso: esempio Udine
      6. Cosa fare se la trattenuta è sbagliata
      7. Quando finiranno le trattenute aggiuntive
      8. Domande frequenti

      Le 3 cause principali in 30 secondi

      Se la pensione di maggio 2026 è più bassa, nove volte su dieci la causa è una di queste:

      1. Addizionale regionale IRPEF: prima rata partita a marzo 2026, prosegue fino a gennaio 2027 (11 rate).
      2. Addizionale comunale IRPEF: rate del saldo 2025 da marzo a novembre, più acconto 2026 da marzo a novembre.
      3. Recupero indebiti INPS o conguaglio rivalutazione: rateazione di somme non dovute pagate negli anni precedenti.

      Tutte e tre sono trattenute previste dalla legge, comuni a milioni di pensionati. Per il quadro generale di importi e calendario di maggio puoi consultare la guida al pagamento delle pensioni di maggio 2026, che riepiloga tutte le novità del mese.

      Causa 1: addizionale regionale IRPEF (marzo 2026 – gennaio 2027)

      L’addizionale regionale IRPEF è un’imposta che ogni Regione applica sui redditi dei propri residenti. Si calcola sui redditi dell’anno precedente (quindi 2025) e si trattiene a rate dalla pensione, in 11 mesi che vanno tipicamente da marzo 2026 a gennaio 2027.

      Le aliquote variano da Regione a Regione: il Friuli Venezia Giulia applica un’aliquota base dell’1,23% per i redditi fino a 15.000 € e dell’1,73% per gli scaglioni superiori. Vediamo le aliquote dei principali comuni di riferimento del CAF Centro Fiscale.

      RegioneAliquota baseAliquota maxNote
      Friuli Venezia Giulia1,23%1,73%Esenzione fino a 15.000 € reddito complessivo
      Veneto1,23%1,73%Aliquote per scaglioni IRPEF
      Lombardia1,23%1,74%Detrazioni per familiari a carico
      Lazio1,73%3,33%Tra le più alte d’Italia

      Esempio pratico: un pensionato residente in FVG con reddito 2025 di 18.000 € paga il 1,23% di addizionale regionale (221,40 € annui) suddiviso in 11 rate da circa 20,13 € al mese. Questa cifra apparirà sul cedolino da marzo 2026 a gennaio 2027.

      Causa 2: addizionale comunale IRPEF (saldo 2025 + acconto 2026)

      L’addizionale comunale è un’imposta a favore del Comune di residenza. A differenza di quella regionale, può sommare due componenti che si pagano nello stesso periodo:

      • Saldo 2025: 9 rate mensili da marzo a novembre 2026, basate sul reddito 2024
      • Acconto 2026: 9 rate mensili da marzo a novembre 2026, pari al 30% dell’addizionale del 2025

      Da maggio in poi entrambe le componenti sono attive contemporaneamente, motivo per cui la trattenuta totale aumenta rispetto a marzo-aprile. Le aliquote variano da Comune a Comune. Ecco quelle dei principali comuni del Friuli Venezia Giulia.

      ComuneAliquotaSoglia esenzione
      Udine0,80%12.000 €
      Pordenone0,40%15.000 €
      Trieste0,80%15.000 €
      Gorizia0,80%10.000 €
      Codroipo (UD)0,50%10.000 €

      Importante: le aliquote sono indicative e possono essere modificate dai singoli Comuni con delibera annuale. Verifica sempre l’aliquota aggiornata sul sito del tuo Comune o richiedi una stampa al CAF.

      Causa 3: recupero indebiti INPS o conguaglio rivalutazione

      La terza causa frequente è il recupero di somme indebitamente percepite negli anni precedenti. L’INPS può scoprire, a controllo successivo, che il pensionato ha incassato denaro non dovuto. Le situazioni tipiche sono:

      • Integrazione al minimo percepita pur avendo superato i limiti reddituali
      • Maggiorazione sociale non più spettante per aumento del reddito
      • Pensione di reversibilità ridotta per nuovi redditi del beneficiario
      • Differenze su rivalutazione 2024 o 2025 calcolata in via provvisoria e poi corretta

      La rateizzazione del recupero, per legge, non può superare 1/5 della pensione netta. L’INPS è obbligata a inviare una comunicazione preventiva al pensionato, contenente l’importo, le motivazioni e il piano di rateazione. Se non hai ricevuto questa comunicazione e ti ritrovi una trattenuta inattesa, è uno degli elementi che il patronato può contestare.

      Calcolo del netto atteso: esempio Udine + Friuli VG

      Vediamo un esempio concreto per un pensionato residente a Udine con pensione lorda annua di 17.400 € (1.450 € lordi mensili, 12 mensilità). I valori sono indicativi.

      Voce mensileAprile 2026 (€)Maggio 2026 (€)Differenza
      Pensione lorda+1.450,00+1.450,000
      IRPEF-195,00-195,000
      Addizionale regionale FVG (rata)-19,45-19,450
      Add. comunale Udine – saldo 2025-12,40-12,400
      Add. comunale Udine – acconto 20260-3,72-3,72
      Conguaglio rivalutazione0-8,00-8,00
      Netto del mese1.223,151.211,43-11,72

      In questo caso la differenza è di circa 12 € in meno, dovuta all’avvio dell’acconto comunale e a un piccolo conguaglio rivalutazione. Per pensioni più elevate la differenza può essere significativa, fino a 50-80 € in meno al mese.

      Per leggere voce per voce ogni riga del cedolino, consulta la nostra guida al cedolino pensione di maggio 2026: trovi spiegazioni dettagliate di ogni codice e sigla.

      Cosa fare se la trattenuta è sbagliata

      Se dopo aver fatto i conti pensi che la trattenuta non sia corretta, hai diversi strumenti a disposizione:

      1. Controlla la CU 2026: la Certificazione Unica riporta l’importo annuo dell’addizionale dovuta. Dividi per 11 e ottieni la rata mensile attesa.
      2. Verifica la residenza: se hai cambiato Comune nel 2025, l’addizionale potrebbe essere stata calcolata sul Comune sbagliato.
      3. Controlla i dati reddituali: l’INPS si basa sui redditi dichiarati al fisco. Se hai presentato 730 o Redditi PF, i dati devono coincidere.
      4. Richiedi un appuntamento al patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente il calcolo e, se necessario, presenta richiesta di riesame all’INPS.

      Quando finiranno le trattenute aggiuntive

      Tieni presente queste scadenze chiave per il 2026, che indicano quando ogni componente cessa di gravare sulla pensione:

      • Addizionale comunale (saldo 2025 + acconto 2026): termina con la rata di novembre 2026
      • Addizionale regionale 2025: termina con la rata di gennaio 2027
      • Recupero indebiti: dipende dall’importo e dal piano di rateizzazione, può durare anche più di 12 mesi
      • Conguaglio rivalutazione: tipicamente esaurito entro 2-3 mensilità

      A partire da dicembre 2026 l’addizionale comunale non sarà più trattenuta (ma riprenderà a marzo 2027 con il nuovo saldo), quindi quel mese tipicamente la pensione sarà più alta. A febbraio 2027 termina anche l’addizionale regionale 2025 e il netto torna sui livelli iniziali.

      Verifica il tuo cedolino con il CAF Centro Fiscale

      Pochi minuti per capire perché la pensione di maggio è più bassa e individuare eventuali errori. Servizio gratuito di patronato.

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      Domande frequenti

      Perché la pensione di maggio 2026 è più bassa di aprile?

      Nella maggior parte dei casi la riduzione è dovuta all’avvio dell’acconto dell’addizionale comunale IRPEF, che si somma al saldo dell’anno precedente. Possono incidere anche conguagli fiscali e recuperi di indebiti.

      Le trattenute sono permanenti?

      No, le addizionali sono rateizzate per legge: l’addizionale comunale termina a novembre 2026, quella regionale a gennaio 2027. A dicembre 2026 vedrai un netto più alto.

      Posso chiedere di sospendere la trattenuta?

      Le addizionali IRPEF non possono essere sospese: sono dovute per legge. Per i recuperi di indebiti, invece, è possibile chiedere all’INPS una rateizzazione più lunga se la rata mensile incide significativamente sul tenore di vita.

      Esistono soglie di esenzione dalle addizionali?

      Sì. Molte Regioni e Comuni prevedono una soglia di esenzione (tipicamente tra 12.000 e 15.000 € di reddito complessivo). In FVG l’addizionale regionale non è dovuta sotto 15.000 €. Verifica la soglia del tuo Comune.

      Come faccio a sapere quanto pagherò di addizionali nel 2026?

      Trovi l’importo annuo dovuto sulla CU 2026 (rilasciata entro marzo). Diviso per 11 ottieni la rata mensile attesa. Il CAF può ricostruire il calcolo e verificare la correttezza.

      Devo presentare ricorso se la trattenuta sembra errata?

      Prima di pensare al ricorso conviene chiedere un riesame all’INPS tramite il patronato. Spesso l’errore si risolve in tempi rapidi senza dover attivare procedure formali. Solo in caso di rifiuto si valuta il ricorso amministrativo.

      Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      Pensioni in Computo con Gestione Separata: Niente Arretrati, Vale la Data della Domanda

      Pensione 2026 INPS

      Indice dei contenuti

      1. Che cos’è il computo nella Gestione Separata
      2. Computo, ricongiunzione e totalizzazione: le differenze
      3. Il quadro normativo: D.Lgs. 184/1997 e Legge 335/1995
      4. La data della domanda vale tutto: niente arretrati
      5. La giurisprudenza della Corte di Cassazione
      6. Chi può richiedere il computo
      7. Come fare domanda di pensione in computo
      8. Esempi pratici: lavoratore con contributi misti
      9. Tabella comparativa: computo, ricongiunzione, totalizzazione
      10. Domande frequenti sul computo nella Gestione Separata

      Il computo nella Gestione Separata INPS è uno strumento previdenziale fondamentale per milioni di lavoratori italiani che nel corso della carriera hanno versato contributi in più gestioni diverse. Consulenti, collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), professionisti senza cassa previdenziale autonoma: tutti coloro che hanno iscrizioni alla Gestione Separata INPS insieme ad un’altra gestione previdenziale possono ricorrere al computo per conseguire il diritto alla pensione.

      Il nodo cruciale che genera ancora oggi numerosi contenziosi riguarda un principio spesso sottovalutato: la pensione in computo non produce arretrati. La prestazione decorre dalla data di presentazione della domanda, non da un momento precedente. Questo principio, ribadito dalla Corte di Cassazione e dalle circolari INPS, ha implicazioni pratiche enormi che ogni lavoratore con contributi misti deve conoscere prima di presentare la domanda.

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      Che cos’è il computo nella Gestione Separata

      Il computo nella Gestione Separata è il procedimento con cui i periodi contributivi iscritti alla Gestione Separata vengono conteggiati insieme a quelli accreditati in un’altra gestione pensionistica obbligatoria, ai fini del raggiungimento dei requisiti minimi per la pensione. A differenza della ricongiunzione, il computo è gratuito: non comporta alcun onere economico per il lavoratore.

      L’istituto è stato introdotto dall’articolo 3 del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 184. La ratio della norma è quella di evitare che i lavoratori con carriere frammentate tra lavoro dipendente e lavoro autonomo/parasubordinato rimangano privi di tutela pensionistica per mancato raggiungimento dei requisiti minimi in ciascuna singola gestione.

      In concreto, il computo permette di sommare, ad esempio, i 20 anni di contributi da lavoratore dipendente con i 5 anni di contributi da collaboratore coordinato iscritto alla Gestione Separata. La pensione viene poi liquidata secondo le regole di ciascuna gestione per la quota di competenza (criterio pro rata).

      Computo, ricongiunzione e totalizzazione: le differenze

      Molti lavoratori confondono tre istituti distinti. La ricongiunzione contributiva (L. 29/1979) trasferisce fisicamente i contributi da una gestione all’altra ed è onerosa: il costo può raggiungere decine di migliaia di euro. La totalizzazione nazionale (D.Lgs. 42/2006) somma i contributi gratuitamente ma richiede almeno 6 anni di contribuzione in ciascuna gestione. Il computo nella Gestione Separata è gratuito come la totalizzazione, ma non richiede il minimo di 6 anni per gestione ed è accessibile anche con pochissimi anni di contribuzione in una delle gestioni.

      Per tutti e tre gli istituti vale il medesimo principio: nessun arretrato è dovuto e la pensione decorre dalla data di presentazione della domanda. La scelta tra computo, totalizzazione e ricongiunzione deve essere valutata caso per caso con il supporto di un esperto previdenziale o patronato.

      Il quadro normativo: D.Lgs. 184/1997 e Legge 335/1995

      Il riferimento normativo principale è il D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 184, emanato in attuazione della Legge 335/1995 (Riforma Dini) che ha istituito la Gestione Separata INPS. L’articolo 3 del D.Lgs. 184/1997 stabilisce le condizioni per il computo:

      • Iscrizione alla Gestione Separata ex art. 2, comma 26, L. 335/1995
      • Presenza di contribuzione in almeno un’altra forma obbligatoria (FPLD, gestioni autonomi, forme esclusive)
      • Mancato raggiungimento del diritto alla pensione in nessuna singola gestione autonomamente
      • Presentazione della domanda all’INPS indicando la Gestione Separata come gestione liquidante

      L’articolo 4 del D.Lgs. 184/1997 disciplina la decorrenza della pensione in caso di computo: la prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Questa norma è la base del principio fondamentale: niente arretrati, indipendentemente da quando il diritto sia materialmente maturato.

      Alla Gestione Separata sono iscritti: collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori autonomi occasionali oltre i 5.000 euro annui, professionisti privi di cassa previdenziale, associati in partecipazione con apporto di lavoro, dottorandi di ricerca con borsa, medici in formazione specialistica. Per questi soggetti il computo rappresenta spesso l’unica via percorribile per la pensione quando la contribuzione in Gestione Separata è insufficiente da sola.

      La data della domanda vale tutto: niente arretrati

      Questo è il punto più delicato. Molti lavoratori si domandano: “Se avevo già maturato i requisiti 3 anni fa, posso richiedere gli arretrati?” La risposta è chiara: no, gli arretrati non sono dovuti.

      Il principio della decorrenza dalla domanda è strutturale nel sistema pensionistico italiano. La pensione non si “accumula” retroattivamente: nasce giuridicamente nel momento in cui viene richiesta formalmente. L’articolo 4 del D.Lgs. 184/1997 dispone esplicitamente che la pensione liquidata in computo “decorre dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda”.

      Le implicazioni pratiche sono decisive:

      • Chi aveva maturato i requisiti nel gennaio 2023 ma presenta domanda nel maggio 2026 riceverà la pensione dal 1° giugno 2026
      • Non avrà diritto alle rate relative al periodo gennaio 2023 – maggio 2026
      • I contributi versati fino alla domanda vengono comunque computati nel calcolo della prestazione
      • Ritardare la domanda non compensa mai la perdita di rate non percepite

      Questo principio vale anche quando il ritardo non è imputabile al lavoratore (ad esempio per informazioni errate ricevute). La Corte di Cassazione ha esaminato ripetutamente questa fattispecie, giungendo a conclusioni pressoché unanimi: solo condotte dolose o gravemente colpose dell’INPS (come un rifiuto illegittimo di ricevere la domanda) possono aprire a possibilità di risarcimento, non il semplice ritardo.

      Implicazione pratica fondamentale: se si sospetta di aver maturato i requisiti, è opportuno presentare subito la domanda – anche esplorativa – senza aspettare certezza assoluta. In caso di rigetto si potrà fare ricorso, ma il ritardo nella domanda non è mai recuperabile.

      La giurisprudenza della Corte di Cassazione

      La Corte di Cassazione ha consolidato un orientamento uniforme sul computo nella Gestione Separata, risolvendo molte delle controversie interpretative sorte negli anni successivi all’introduzione del D.Lgs. 184/1997.

      La Suprema Corte ha chiarito che il computo è un diritto soggettivo perfetto del lavoratore, che sorge quando sussistono le condizioni di legge. Tuttavia, l’esercizio di questo diritto è strettamente condizionato alla presentazione della domanda amministrativa all’INPS. La mera maturazione dei requisiti non produce alcun effetto economico in assenza di domanda.

      In tema di arretrati, la Cassazione ha ribadito che la mancata presentazione tempestiva della domanda non è imputabile all’INPS salvo condotta dolosa o gravemente colposa dell’istituto. In assenza di tali condotte, il principio della decorrenza dalla domanda è inderogabile.

      La Cassazione ha inoltre precisato che il ricalcolo della pensione in computo a seguito di contributi emersi successivamente opera sempre pro futuro, dalla data del provvedimento di variazione, non retroattivamente. La giurisprudenza ha anche stabilito che il lavoratore può liberamente scegliere tra computo, totalizzazione e ricongiunzione, ma che una volta emesso il provvedimento definitivo la scelta non è liberamente revocabile.

      Chi può richiedere il computo nella Gestione Separata

      Il computo può essere richiesto da chi soddisfa cumulativamente questi requisiti:

      • Iscrizione alla Gestione Separata INPS con contributi accreditati (anche per un solo anno)
      • Contribuzione anche in un’altra gestione obbligatoria: FPLD, gestioni speciali autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) o forme esclusive/sostitutive
      • Insufficienza contributiva in ciascuna gestione per conseguire autonomamente il diritto alla pensione
      • Requisito anagrafico soddisfatto: 67 anni per la vecchiaia o requisiti per la pensione anticipata

      Le categorie che tipicamente ricorrono al computo sono: ex dipendenti diventati consulenti o freelance, storici collaboratori co.co.co., professionisti informatici o della comunicazione senza cassa autonoma, dottorandi con borsa poi diventati ricercatori dipendenti, lavoratori del settore digitale con P.IVA.

      Come fare domanda di pensione in computo

      La domanda di pensione in computo si presenta all’INPS attraverso:

      1. Portale MyINPS – Pensione online: tramite SPID, CIE o CNS, selezionando la modalità “computo” tra le opzioni
      2. Patronato o CAF: un operatore abilitato presenta la domanda in nome del lavoratore previo delega. Modalità consigliata per la complessità della scelta tra i diversi istituti
      3. Contact Center INPS: numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da mobile)

      La documentazione necessaria comprende: estratto contributivo aggiornato per ciascuna gestione (scaricabile da MyINPS), eventuale documentazione di periodi non ancora accreditati (buste paga, contratti di collaborazione, quietanze di versamento), codice fiscale e documenti d’identità.

      I tempi medi di istruttoria per le domande di computo sono di 90-120 giorni dalla data di presentazione. Durante l’istruttoria l’INPS può richiedere integrazioni documentali. La pensione, una volta liquidata, viene erogata con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla domanda: gli eventuali arretrati maturati durante l’istruttoria (tra decorrenza e primo pagamento) vengono corrisposti in un’unica soluzione.

      Regola d’oro: presentare la domanda il prima possibile. Poiché non sono previsti arretrati, ogni mese di ritardo è un mese di pensione perso definitivamente. Se si hanno dubbi sulla convenienza del computo, è possibile presentare domanda esplorativa o richiedere preventivamente una simulazione al proprio patronato.

      Esempi pratici: lavoratore con contributi misti

      Caso 1: ex dipendente diventato consulente

      Marco, 67 anni nel 2026, ha lavorato come impiegato per 18 anni (contribuzione FPLD) e poi come consulente informatico con P.IVA e iscrizione alla Gestione Separata per 12 anni. In nessuna gestione raggiunge i 20 anni richiesti per la pensione di vecchiaia autonomamente. Con il computo somma 18 + 12 = 30 anni totali: diritto acquisito. La pensione viene calcolata pro rata: il FPLD calcola la quota per i 18 anni dipendenti, la Gestione Separata calcola la quota per i 12 anni di contribuzione autonoma.

      Se Marco aveva maturato i requisiti a gennaio 2026 (compimento 67 anni) ma presenta domanda il 15 maggio 2026, la pensione decorre dal 1° giugno 2026. Le rate di gennaio-maggio 2026 sono perse.

      Caso 2: collaboratrice con contributi insufficienti in entrambe le gestioni

      Lucia, che compie 67 anni nel 2026, ha 8 anni FPLD (lavoro dipendente part-time) e 15 anni Gestione Separata (collaboratrice coordinata). Il computo permette di sommare 8 + 15 = 23 anni, ben oltre la soglia dei 20 richiesti. Lucia può presentare domanda nel giorno del suo 67° compleanno per evitare di perdere anche un solo mese di pensione.

      Caso 3: quando conviene attendere

      Paolo, 67 anni, ha 19 anni FPLD e 4 anni Gestione Separata. Con il computo avrebbe diritto alla pensione. Tuttavia, lavorando ancora un anno come dipendente raggiungerebbe i 20 anni nel FPLD autonomamente, ottenendo potenzialmente una pensione più alta (senza la frammentazione del calcolo pro rata). In questo caso la scelta dipende da un’analisi comparativa degli importi stimati. La consulenza di un patronato è indispensabile.

      Tabella comparativa: computo, ricongiunzione, totalizzazione

      CaratteristicaComputoTotalizzazioneRicongiunzione
      CostoGratuitoGratuitoOnerosa
      Minimo per gestioneNessuno6 anni ciascunaNessuno
      Spostamento contributiNoNoSi
      Calcolo pensionePro rataPro rataUnica gestione
      ArretratiNessunoNessunoNessuno
      NormativaD.Lgs. 184/1997, art. 3D.Lgs. 42/2006L. 29/1979

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      Domande frequenti sul computo nella Gestione Separata

      Se avevo gia maturato il diritto alla pensione in computo 2 anni fa, ho diritto agli arretrati?

      No. Il principio fondamentale del sistema pensionistico italiano e che la pensione decorre dalla data di presentazione della domanda, non dalla maturazione del diritto. Questo vale anche per il computo nella Gestione Separata (art. 4 D.Lgs. 184/1997). Non sono dovuti arretrati per il periodo precedente alla domanda.

      Qual e la differenza tra computo e totalizzazione?

      Entrambi sono gratuiti e permettono di sommare contributi di gestioni diverse, ma la totalizzazione richiede almeno 6 anni di contribuzione in ciascuna gestione, mentre il computo non richiede minimi per singola gestione. Il calcolo e analogo per entrambi (pro rata, ogni gestione calcola la propria quota).

      Quanto tempo impiega l’INPS a liquidare la pensione in computo?

      I tempi medi di istruttoria sono di 90-120 giorni dalla data di presentazione della domanda. La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda, quindi gli arretrati maturati durante l’istruttoria vengono corrisposti in un’unica soluzione al momento dell’erogazione.

      Posso presentare domanda esplorativa di computo se non sono ancora sicuro?

      Si. E possibile presentare domanda per bloccare la decorrenza, anche mentre si valuta se il computo sia preferibile alla totalizzazione. In caso di rinuncia, la domanda puo essere ritirata prima del provvedimento definitivo. Il patronato puo effettuare una simulazione preventiva per comparare gli importi stimati con le diverse opzioni.

      Il computo e possibile anche con contributi nella gestione artigiani o commercianti?

      Si. Il computo nella Gestione Separata e possibile anche quando l’altra gestione e una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi: artigiani, commercianti o coltivatori diretti, coloni e mezzadri. La norma di riferimento (D.Lgs. 184/1997) non limita il computo al solo FPLD.


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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 10:42:582026-05-30 00:54:39Pensioni in Computo con Gestione Separata: Niente Arretrati, Vale la Data della Domanda
        CAF

        Maternità Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e Importi

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        La maternità obbligatoria e la maternità facoltativa sono due tutele fondamentali per le lavoratrici che aspettano un figlio, ma funzionano in modo molto diverso. La prima garantisce 5 mesi di astensione retribuita all’80%, la seconda (chiamata tecnicamente congedo parentale) offre ulteriori mesi al 30% (con eccezioni nel 2026). In questa guida ti spieghiamo le differenze, gli importi aggiornati, come funziona la maternità anticipata e come fare domanda all’INPS.

        Indice dei contenuti

        1. Maternità obbligatoria: come funziona
        2. Flessibilità del congedo: formula 1+4 o 0+5
        3. Maternità facoltativa (congedo parentale)
        4. Maternità anticipata: gravidanza a rischio
        5. Tabella confronto obbligatoria vs facoltativa
        6. Importi e indennità 2026
        7. Come fare domanda INPS
        8. Maternità per autonome e libere professioniste
        9. Bonus e agevolazioni collegati alla maternità
        10. FAQ maternità obbligatoria e facoltativa

        Maternità obbligatoria: come funziona

        La maternità obbligatoria (o congedo di maternità) è il periodo di astensione dal lavoro che la legge impone a tutte le lavoratrici dipendenti durante la gravidanza e dopo il parto. È disciplinata dal D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità) e ha una durata complessiva di 5 mesi.

        La formula standard prevede:

        • 2 mesi prima della data presunta del parto
        • 3 mesi dopo il parto

        Durante questo periodo, la lavoratrice ha diritto a un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera, pagata dall’INPS (molti contratti collettivi prevedono l’integrazione al 100% a carico del datore di lavoro). Il congedo è obbligatorio: il datore di lavoro non può far lavorare la dipendente durante questo periodo, e la lavoratrice non può rinunciarvi.

        Flessibilità del congedo: formula 1+4 o 0+5

        La legge offre alla lavoratrice la possibilità di spostare parte del congedo prima del parto al periodo successivo. Esistono due opzioni di flessibilità:

        Formula 1+4

        Con questa opzione, la lavoratrice si astiene 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo. Serve un certificato medico del ginecologo e del medico competente aziendale che attestino l’assenza di rischi per la salute della madre e del bambino.

        Formula 0+5

        Introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, questa formula permette di lavorare fino al giorno del parto e fruire di tutti i 5 mesi di congedo dopo la nascita. Anche in questo caso servono le certificazioni mediche che confermino l’idoneità al lavoro fino al termine della gravidanza.

        La scelta della formula va comunicata al datore di lavoro e all’INPS con la domanda di maternità. È una decisione personale che dipende dalle condizioni di salute e dalle esigenze lavorative.

        Maternità facoltativa (congedo parentale)

        Quella che comunemente viene chiamata “maternità facoltativa” è in realtà il congedo parentale, un’astensione facoltativa dal lavoro che spetta a entrambi i genitori (madre e padre) per prendersi cura del figlio nei primi anni di vita.

        Ecco le caratteristiche principali:

        • Durata: fino a 6 mesi per ciascun genitore (massimo 10 mesi complessivi per la coppia, elevabili a 11 se il padre ne fruisce almeno 3)
        • Età del figlio: fruibile fino ai 12 anni del bambino
        • Retribuzione base: 30% della retribuzione media giornaliera per un massimo di 6 mesi complessivi tra i due genitori (fino ai 6 anni del figlio)
        • Novità 2026: le prime 3 mensilità di congedo parentale sono indennizzate all’80% della retribuzione (2 mensilità all’80% già dal 2024, la terza aggiunta nel 2025 e confermata nel 2026)

        A differenza della maternità obbligatoria, il congedo parentale è facoltativo: la lavoratrice o il lavoratore può scegliere se e quando fruirne.

        Maternità anticipata: gravidanza a rischio

        La maternità anticipata è un’ulteriore forma di tutela che consente alla lavoratrice di astenersi dal lavoro prima dei canonici 2 mesi precedenti il parto. Può essere concessa in due casi:

        Gravidanza a rischio

        Se la gravidanza presenta complicazioni o patologie che mettono a rischio la salute della madre o del bambino, il medico della ASL (o la Direzione Territoriale del Lavoro) può disporre l’astensione anticipata. La domanda si presenta alla ASL con il certificato del ginecologo. L’indennità è sempre all’80%.

        Condizioni di lavoro a rischio

        Se le mansioni svolte sono pericolose o faticose (lavori che espongono a sostanze chimiche, lavoro notturno, trasporto pesi, lavoro in piedi per lungo tempo) e il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice a mansioni compatibili, la Direzione Territoriale del Lavoro può disporre l’interdizione anticipata. Anche in questo caso l’indennità è all’80% della retribuzione.

        Tabella confronto obbligatoria vs facoltativa

        Per capire immediatamente le differenze tra maternità obbligatoria e facoltativa, ecco una tabella riepilogativa:

        CaratteristicaMaternità obbligatoriaMaternità facoltativa (congedo parentale)
        ObbligatorietàObbligatoria per leggeFacoltativa
        Durata5 mesiFino a 6 mesi per genitore (max 10-11 per coppia)
        Indennità80% della retribuzione30% (80% per le prime 3 mensilità nel 2026)
        QuandoPrima e dopo il partoFino ai 12 anni del figlio
        Chi ne ha dirittoSolo la madreEntrambi i genitori
        ContributiFigurativi pieniFigurativi ridotti
        DomandaObbligatoria INPSFacoltativa INPS

        Importi e indennità 2026

        Gli importi delle indennità di maternità nel 2026 sono calcolati sulla retribuzione media giornaliera dell’ultimo periodo di paga precedente l’inizio del congedo:

        • Maternità obbligatoria: 80% della retribuzione media giornaliera. Per le lavoratrici dipendenti, molti CCNL prevedono l’integrazione al 100% a carico del datore di lavoro
        • Congedo parentale – prime 3 mensilità: 80% della retribuzione (novità 2025-2026, prima era solo al 30%)
        • Congedo parentale – mensilità successive: 30% della retribuzione fino al sesto mese complessivo tra i genitori, poi senza indennità (salvo reddito basso)
        • Maternità anticipata: 80% della retribuzione, come la maternità obbligatoria

        Un esempio pratico: se la retribuzione lorda mensile è di 1.800 euro, durante la maternità obbligatoria percepirai circa 1.440 euro lordi al mese (80%). Durante il congedo parentale ordinario, l’indennità scende a circa 540 euro al mese (30%), ma per le prime 3 mensilità nel 2026 resta a 1.440 euro (80%).

        Come fare domanda INPS

        La domanda di maternità va presentata all’INPS prima dell’inizio del congedo. Ecco i passaggi:

        1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
        2. Cerca il servizio: “Domanda di maternità/paternità – congedo obbligatorio e parentale”
        3. Inserisci i dati della gravidanza: data presunta del parto, certificato medico, scelta della formula (2+3, 1+4 o 0+5)
        4. Indica il periodo richiesto: date di inizio e fine congedo
        5. Allega la documentazione: certificato del ginecologo
        6. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo

        La domanda va presentata almeno 2 mesi prima della data presunta del parto. In alternativa al portale, puoi rivolgerti al Contact Center INPS (803 164) o a un patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della domanda.

        Dopo il parto, hai 30 giorni per comunicare all’INPS la data effettiva di nascita del bambino e gli estremi anagrafici.

        Maternità per autonome e libere professioniste

        Le tutele della maternità non riguardano solo le lavoratrici dipendenti. Anche le lavoratrici autonome e le libere professioniste hanno diritto a un’indennità di maternità, con alcune differenze:

        Lavoratrici autonome (artigiane, commercianti, coltivatrici)

        • Indennità per 5 mesi (2 prima + 3 dopo il parto)
        • Importo: 80% del salario minimo giornaliero (non della retribuzione effettiva)
        • Non è obbligatorio astenersi dal lavoro
        • Domanda all’INPS

        Libere professioniste con cassa di previdenza

        • Indennità erogata dalla propria cassa professionale (es. ENPAM per medici, INARCASSA per architetti, Cassa Forense per avvocati)
        • Importo: generalmente l’80% di 5/12 del reddito professionale dichiarato
        • Durata: 5 mesi
        • Domanda alla propria cassa, non all’INPS

        Per le partite IVA in regime forfettario, l’indennità è calcolata sul reddito convenzionale (minimale INPS) e la domanda va presentata alla Gestione Separata INPS.

        Bonus e agevolazioni collegati alla maternità

        Oltre all’indennità di maternità, nel 2026 puoi accedere a diverse agevolazioni per i neo-genitori:

        • Bonus mamme: esonero contributivo per le lavoratrici madri con 2+ figli
        • Assegno unico universale: contributo mensile per ogni figlio a carico fino a 21 anni, importo variabile in base all’ISEE
        • Bonus nido: contributo fino a 3.600 euro annui per le rette degli asili nido
        • Detrazioni fiscali: detrazione per figli a carico nel modello 730

        Per una panoramica completa su tutti i congedi disponibili per i genitori, consulta la nostra guida al congedo parentale 2026.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        FAQ maternità obbligatoria e facoltativa

        La maternità obbligatoria spetta anche con contratto a tempo determinato?

        Sì, le lavoratrici con contratto a tempo determinato hanno gli stessi diritti. Se il contratto scade durante il congedo, l’indennità INPS continua fino al termine del periodo di maternità.

        Posso lavorare durante la maternità obbligatoria?

        No, è vietato. Il congedo di maternità è obbligatorio sia per la lavoratrice che per il datore di lavoro. L’unica eccezione è la formula 0+5, che permette di lavorare fino al giorno del parto con certificazione medica.

        Il padre ha diritto alla maternità obbligatoria?

        Il padre ha diritto al congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni (retribuiti al 100%), da fruire nei primi 5 mesi dalla nascita. In casi particolari (morte o grave malattia della madre, abbandono), il padre può fruire del congedo di maternità al posto della madre.

        La maternità facoltativa si può prendere a ore?

        Sì, dal 2013 il congedo parentale può essere fruito anche su base oraria (50% dell’orario giornaliero), oltre che a giornate intere o in modo continuativo. La modalità oraria va concordata con il datore di lavoro.

        Come si calcola l’indennità di maternità per chi ha più lavori?

        Se hai più rapporti di lavoro, l’indennità viene calcolata sulla retribuzione di ciascun rapporto. Devi presentare domanda separata per ogni datore di lavoro.

        Posso chiedere la NASPI dopo la maternità?

        Sì, se ti dimetti entro il primo anno di vita del figlio, le dimissioni sono considerate “per giusta causa” e hai diritto alla NASPI. Attenzione: le dimissioni in maternità devono essere convalidate dall’Ispettorato del Lavoro.

        Hai bisogno di aiuto con la domanda di maternità?

        Tra maternità obbligatoria, facoltativa, anticipata e le novità del 2026, orientarsi non è semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della domanda INPS, nella scelta della formula più conveniente e nella richiesta di tutti i bonus collegati alla maternità.

        Scrivici su WhatsApp

        Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

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          Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

          CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640

          Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-04 09:00:002026-05-31 16:57:50Maternità Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e Importi
          CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

          Cedolino Pensione Maggio 2026: Come Leggerlo Riga per Riga e Decifrare Trattenute

          Pensione 2026 INPS

          Il cedolino pensione di maggio 2026 è disponibile dal 22 aprile 2026 nell’area MyINPS e contiene tutte le voci che determinano l’importo netto accreditato il 2 maggio 2026. In questa guida ti spieghiamo, riga per riga, come leggere il cedolino INPS: dalla pensione lorda alle trattenute fiscali, fino alle ritenute volontarie come la cessione del quinto. Verificare ogni voce è il modo migliore per scoprire eventuali errori e capire perché l’importo del mese può essere diverso da quello atteso.

          ⚠️ Hai dubbi sul tuo cedolino di maggio?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a leggere ogni voce e a verificare se le trattenute sono corrette. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è il cedolino e quando esce a maggio 2026
          2. Dove trovare il cedolino: MyINPS, app e invio email
          3. Struttura del cedolino: le 4 macro-sezioni
          4. Voce per voce: lordo, IRPEF, addizionali, netto
          5. Trattenute particolari di maggio 2026
          6. Cessione del quinto e trattenute volontarie
          7. Come segnalare un errore sul cedolino
          8. Domande frequenti

          Cos’è il cedolino pensione e quando esce a maggio 2026

          Il cedolino della pensione è il documento mensile con cui l’INPS comunica al pensionato l’importo lordo, le trattenute applicate e l’importo netto effettivamente accreditato. È l’equivalente della busta paga per chi lavora: serve a dimostrare cosa si è incassato e perché.

          Per il mese di maggio 2026 il cedolino è consultabile online dal 22 aprile 2026 nell’area riservata MyINPS. L’accredito sui conti correnti bancari e postali avviene il 2 maggio 2026: il 1° maggio cade di venerdì ma è festivo nazionale (Festa dei Lavoratori), quindi il pagamento slitta al primo giorno bancabile successivo.

          Per il calendario completo dei pagamenti, gli importi medi e le novità del mese ti rimandiamo alla nostra guida al pagamento delle pensioni di maggio 2026, che approfondisce le date di accredito, gli scaglioni Poste e gli importi previsti per categoria.

          Il cedolino di maggio è particolarmente importante da controllare perché contiene le nuove rate delle addizionali IRPEF regionali e comunali, i ricalcoli del conguaglio fiscale e, per alcuni pensionati, l’inizio del recupero di indebiti pregressi. È quindi tipicamente uno dei mesi in cui l’importo netto può variare rispetto ad aprile.

          Dove trovare il cedolino: MyINPS, app e invio email

          Esistono quattro modi per consultare il cedolino della pensione, tutti gratuiti. Vediamoli in ordine di praticità.

          1. Area riservata MyINPS

          Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e cerca il servizio “Cedolino della pensione”. Puoi visualizzare il cedolino del mese, scaricarlo in PDF e consultare lo storico degli ultimi 24 mesi. È il metodo più completo perché contiene anche eventuali messaggi personalizzati dell’Istituto.

          2. App INPS Mobile

          Disponibile per Android e iOS, l’app permette di consultare il cedolino direttamente dallo smartphone. È utile per chi non ha familiarità con il computer ma usa lo smartphone per WhatsApp e telefonate. L’accesso avviene sempre con SPID o CIE.

          3. Invio cedolino via email

          Dal 2024 l’INPS ha attivato il servizio di invio del cedolino via email, scelto già da oltre 3 milioni di pensionati. Il cedolino arriva ogni mese in PDF protetto da password sull’indirizzo email registrato. Per attivarlo basta accedere a MyINPS, sezione “Servizi al cittadino” → “Cedolino pensione” → “Invio cedolino tramite email”.

          4. Contact center INPS o CAF

          Chiamando il numero verde 803 164 da rete fissa (gratuito) o 06 164 164 da cellulare (a pagamento) puoi richiedere copia del cedolino. In alternativa, il CAF Centro Fiscale di Udine stampa per te il cedolino in pochi minuti e ti aiuta a interpretarlo: una soluzione comoda per chi preferisce il contatto umano.

          Struttura del cedolino: le 4 macro-sezioni

          Il cedolino INPS è organizzato in quattro macro-sezioni che si leggono dall’alto verso il basso. Conoscerne la logica aiuta a non perdersi tra sigle e numeri.

          SezioneContenutoA cosa serve
          1. Dati anagrafici e di pagamentoNome, codice fiscale, categoria pensione, IBAN o ufficio Poste, mese di riferimentoVerificare che dati e modalità di accredito siano corretti
          2. Importi lordiPensione mensile lorda, eventuali maggiorazioni, integrazione al minimo, perequazioneConoscere l’importo prima delle tasse
          3. Trattenute fiscali e contributiveIRPEF mensile, addizionale regionale, addizionale comunale, conguagliCapire quanto si paga di tasse
          4. Trattenute extrafiscali e nettoCessione del quinto, prestiti, sindacati, recuperi indebiti, importo netto finaleVedere l’importo effettivamente accreditato

          Nota importante: in fondo al cedolino trovi sempre la dicitura “Importo netto del mese” preceduta dal segno “=”. È quella la cifra che vedrai sul conto.

          Voce per voce: lordo, IRPEF, addizionali e netto

          Vediamo in dettaglio le voci più importanti che troverai nel cedolino di maggio 2026, con un esempio pratico per facilitare la comprensione.

          Pensione lorda mensile

          È l’importo “ufficiale” della tua pensione, frutto del calcolo basato su contributi versati e coefficienti di trasformazione. Su questo importo si calcolano IRPEF e addizionali. Per il 2026 è stata applicata la perequazione automatica all’inflazione con percentuali variabili in base alla fascia di importo (100% fino a 4 volte il minimo, percentuali ridotte sopra).

          IRPEF mensile

          L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è la tassa principale sulla pensione. Si calcola applicando le aliquote per scaglioni vigenti nel 2026:

          • 23% fino a 28.000 euro annui
          • 35% da 28.001 a 50.000 euro annui
          • 43% oltre 50.000 euro annui

          L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, trattiene ogni mese 1/12 dell’imposta annua stimata, applicando le detrazioni spettanti (per pensione, per familiari a carico, per oneri).

          Addizionali regionali e comunali

          Sono imposte aggiuntive a favore di Regione e Comune di residenza. La caratteristica fondamentale: si calcolano sui redditi dell’anno precedente e si pagano in 11 rate mensili da gennaio a novembre dell’anno successivo. Sui pensionati le rate iniziano tipicamente da marzo 2026 per l’addizionale regionale e da marzo 2026 per quella comunale (saldo 2025), proseguendo fino a gennaio 2027.

          Esempio anatomia cedolino – Pensionato di Udine, importo lordo 1.450 € mensili:

          VoceImporto (€)Note
          Pensione lorda mensile+ 1.450,00Già rivalutata 2026
          IRPEF mensile (lordo – detrazioni)– 195,00Aliquota 23% meno detrazione pensione
          Addizionale regionale FVG (rata)– 22,001,23% sul reddito 2025, 11 rate
          Addizionale comunale Udine (rata)– 8,500,8% sul reddito 2025
          Importo netto del mese= 1.224,50Accreditato il 2 maggio 2026

          I valori sono indicativi: il calcolo esatto dipende da redditi complessivi, detrazioni personali e familiari a carico. Per una verifica precisa il CAF Centro Fiscale può ricostruire il tuo cedolino e confrontarlo con le aspettative.

          Trattenute particolari di maggio 2026

          Maggio è il mese in cui molti pensionati notano un importo netto inferiore rispetto ai mesi precedenti. Ecco le voci di trattenuta che possono comparire o aumentare proprio a maggio.

          Conguaglio fiscale (codice 003)

          Se nel 2025 hai percepito altri redditi oltre alla pensione (lavoro autonomo, locazioni, secondi rapporti) l’INPS ricalcola l’IRPEF effettivamente dovuta e recupera l’eventuale differenza nei mesi successivi alla certificazione unica. La trattenuta a conguaglio compare spesso tra marzo e maggio 2026.

          Recupero indebiti INPS

          Se l’INPS ha pagato in passato somme non dovute (per esempio un’integrazione al minimo decaduta per superamento dei limiti reddituali) le trattiene rateizzandole. La rata mensile non può superare 1/5 della pensione netta, per legge.

          Conguaglio rivalutazione anni precedenti

          L’INPS può applicare a maggio conguagli legati alla perequazione 2025 calcolata in via provvisoria e poi rideterminata sui dati ISTAT definitivi. Può tradursi in una piccola somma in più o in meno. Per capire nel dettaglio le cause dell’importo più basso ti rimandiamo al nostro approfondimento dedicato.

          Cessione del quinto e trattenute volontarie

          Le trattenute extrafiscali sono quelle che il pensionato ha autorizzato volontariamente o che derivano da altri rapporti. Le più frequenti sono:

          • Cessione del quinto: rata di un prestito personale che non può superare 1/5 della pensione netta
          • Delegazione di pagamento: rata di un secondo prestito (in alcuni casi consentito sopra una certa soglia di pensione)
          • Quote sindacali: trattenuta a favore del sindacato di iscrizione (CGIL, CISL, UIL e altri)
          • Pignoramenti: somme trattenute per ordine del giudice fino al limite del quinto
          • Polizze assicurative: rata di polizze sanitarie o vita scelte dal pensionato

          Attenzione: verifica sempre che la rata della cessione del quinto sia in linea con il piano di ammortamento sottoscritto. Se noti importi diversi, contatta subito la finanziaria che ha erogato il prestito o un patronato per un controllo.

          Come segnalare un errore sul cedolino

          Se dopo aver letto il cedolino noti voci che non riconosci o importi che non quadrano, hai diversi modi per chiedere chiarimenti e correzioni.

          1. Riesame online tramite MyINPS: nella sezione “Cedolino” trovi il pulsante “Richiedi chiarimenti”, utile per dubbi specifici sull’importo
          2. Contact center INPS: numero verde 803 164 da fisso o 06 164 164 da cellulare
          3. Patronato: gli operatori del CAF Centro Fiscale – patronato verificano gratuitamente l’esattezza del cedolino e, se necessario, presentano riesame all’INPS
          4. Sportello INPS territoriale: solo su appuntamento, prenotabile online o telefonicamente

          Tempistiche: i tempi medi di risposta INPS sono di 30-60 giorni. Per pratiche complesse (per esempio errori di anzianità contributiva) può servire molto di più. Se l’errore comporta una riduzione significativa dell’importo conviene attivare la procedura di ricostituzione della pensione, che obbliga l’Istituto a un ricalcolo formale.

          Vuoi una verifica completa del tuo cedolino?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a leggere il cedolino, individuare errori e attivare la ricostituzione della pensione se necessario.

          📞 Telefono: 0432 1638640
          💬 WhatsApp: 366 6018121
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          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande frequenti

          Quando esce il cedolino della pensione di maggio 2026?

          Il cedolino pensione di maggio 2026 è disponibile su MyINPS dal 22 aprile 2026. L’accredito sul conto avviene il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile dopo la festività del 1° maggio.

          Perché il cedolino di maggio 2026 ha un importo diverso da aprile?

          Le cause più comuni sono l’avvio o l’aumento delle rate delle addizionali regionali e comunali IRPEF, eventuali conguagli fiscali per redditi del 2025 e recuperi di indebiti pregressi. Si tratta quasi sempre di trattenute previste dalla legge e di natura temporanea.

          Posso ricevere il cedolino direttamente per email?

          Sì. Dal 2024 l’INPS offre l’invio gratuito del cedolino tramite email, in formato PDF protetto da password. L’attivazione avviene da MyINPS nella sezione dedicata al cedolino della pensione.

          Cosa significa “Conguaglio 003” sul cedolino?

          Il codice 003 indica una trattenuta a conguaglio IRPEF: l’INPS sta recuperando imposte non trattenute nel 2025 perché il pensionato ha percepito redditi aggiuntivi da altri sostituti d’imposta. La trattenuta si esaurisce nei mesi successivi.

          La cessione del quinto può superare la rata già attiva?

          No. Per legge la rata della cessione del quinto non può superare 1/5 della pensione netta. Se hai più trattenute volontarie attive (per esempio anche una delegazione di pagamento) è importante verificare che la somma non superi la quota legale di pignorabilità.

          Dove trovo lo storico dei cedolini degli anni precedenti?

          Su MyINPS puoi consultare lo storico degli ultimi 24 mesi. Per cedolini più vecchi serve presentare richiesta scritta all’INPS o passare dal CAF, che può estrarre i dati di posizione del pensionato.

          Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 08:00:002026-05-31 17:57:49Cedolino Pensione Maggio 2026: Come Leggerlo Riga per Riga e Decifrare Trattenute
          CAF

          Congedo Straordinario Legge 104: 2 Anni Retribuiti nel 2026

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Il congedo straordinario Legge 104 è uno dei diritti più importanti per chi assiste un familiare con disabilità grave. Si tratta di un periodo di assenza retribuita dal lavoro, fino a un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa, previsto dall’articolo 42, comma 5, del Decreto Legislativo 151/2001. Nel 2026 le regole sono confermate con alcuni aggiornamenti sugli importi massimi. In questa guida ti spieghiamo tutto: chi ne ha diritto, quanto si percepisce, come fare domanda all’INPS e quali sono le novità.

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è il congedo straordinario Legge 104
          2. Durata massima: 2 anni nella vita lavorativa
          3. Retribuzione e tetto massimo INPS 2026
          4. Ordine di priorità degli aventi diritto
          5. Requisiti: convivenza e disabilità grave
          6. Contributi figurativi durante il congedo
          7. Come fare domanda INPS
          8. Congedo straordinario e congedo parentale: differenze
          9. FAQ congedo straordinario 104

          Cos’è il congedo straordinario Legge 104

          Il congedo straordinario retribuito è un’agevolazione prevista dalla Legge 104/1992 e disciplinata dall’articolo 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità). Permette ai lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per assistere un familiare con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104.

          In parole semplici: se hai un familiare (coniuge, genitore, figlio, fratello o sorella) con handicap grave certificato, puoi chiedere fino a 2 anni di congedo retribuito al 100% dello stipendio, con un tetto massimo stabilito ogni anno dall’INPS. Il posto di lavoro è garantito: il datore di lavoro non può licenziarti durante il congedo.

          Durata massima: 2 anni nella vita lavorativa

          Il congedo straordinario 104 ha una durata massima complessiva di 2 anni (730 giorni) nell’arco dell’intera vita lavorativa. Questo limite si riferisce al singolo lavoratore, non al familiare assistito. Significa che:

          • Puoi fruire dei 2 anni in modo continuativo (tutto insieme) oppure frazionato (periodi separati, anche singole giornate)
          • Il conteggio include sia i giorni lavorativi che i festivi compresi nel periodo di congedo continuativo
          • Se hai già usufruito di parte del congedo, puoi chiedere il residuo in un momento successivo
          • Il limite di 2 anni è complessivo per tutti i familiari assistiti: se assisti prima un genitore e poi un coniuge, il totale resta 2 anni

          Un aspetto importante: più familiari possono assistere la stessa persona disabile, ma non contemporaneamente. Solo un lavoratore alla volta può fruire del congedo per lo stesso familiare.

          Retribuzione e tetto massimo INPS 2026

          Durante il congedo straordinario hai diritto a un’indennità pari al 100% della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro precedente il congedo. Tuttavia, esiste un tetto massimo annuo stabilito dall’INPS e rivalutato ogni anno in base all’indice ISTAT.

          Per il 2026, il tetto massimo dell’indennità è di circa 56.586 euro lordi annui (comprensivi dei contributi figurativi). Se il tuo stipendio è inferiore al tetto, percepisci il 100%. Se è superiore, l’indennità viene limitata al massimale.

          L’indennità comprende:

          • Retribuzione lorda fino al tetto massimo
          • Contributi figurativi calcolati sulla stessa base
          • Ratei di tredicesima mensilità

          L’indennità è anticipata dal datore di lavoro e poi rimborsata dall’INPS. Per i lavoratori con stipendi molto alti, la parte eccedente il tetto non viene coperta.

          Ordine di priorità degli aventi diritto

          La legge stabilisce un ordine di priorità preciso per chi può richiedere il congedo straordinario. Non è possibile “saltare” un livello se la persona con priorità superiore è presente e in grado di assistere il familiare disabile:

          1. Coniuge convivente (o parte dell’unione civile) della persona con disabilità grave
          2. Genitori, anche adottivi o affidatari, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti del coniuge
          3. Figlio convivente, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti dei genitori
          4. Fratello o sorella convivente, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti del figlio
          5. Parente o affine entro il terzo grado convivente, come ultima possibilità

          Dal 2022, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 232/2018 e alle successive modifiche normative, anche il convivente di fatto (more uxorio) può accedere al congedo straordinario, equiparato al coniuge convivente.

          Requisiti: convivenza e disabilità grave

          Per ottenere il congedo straordinario Legge 104 servono due requisiti fondamentali:

          Disabilità grave (art. 3, comma 3, Legge 104)

          Il familiare assistito deve avere il riconoscimento di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992. Non basta un’invalidità civile generica: serve la specifica certificazione di gravità rilasciata dalla commissione medica ASL/INPS.

          Convivenza con il familiare disabile

          Per coniuge e convivente di fatto, la convivenza è richiesta ed è verificata tramite lo stato di famiglia o la residenza anagrafica. Per i genitori naturali non è necessaria la convivenza. Per figli, fratelli e parenti entro il terzo grado, la convivenza è obbligatoria e deve essere già instaurata al momento della domanda.

          Se non sei ancora convivente, puoi trasferire la residenza prima di presentare la domanda. L’INPS verifica la convivenza al momento della richiesta.

          Contributi figurativi durante il congedo

          Durante il congedo straordinario, l’INPS accredita i contributi figurativi, cioè contributi previdenziali “virtuali” che valgono per il calcolo della pensione. Questo significa che i 2 anni di congedo non creano “buchi” nella tua carriera contributiva.

          I contributi figurativi sono calcolati sulla base della retribuzione percepita (o del tetto massimo, se lo stipendio è superiore). Contano sia per il diritto alla pensione sia per il calcolo dell’importo dell’assegno pensionistico.

          Attenzione: i contributi figurativi del congedo straordinario non sono utili per raggiungere i requisiti della NASPI (indennità di disoccupazione), che richiede contribuzione effettiva.

          Come fare domanda INPS

          La domanda di congedo straordinario si presenta esclusivamente all’INPS. Ecco la procedura passo per passo:

          1. Verifica i requisiti: assicurati che il familiare abbia il verbale di handicap grave (art. 3, comma 3, L. 104) e che la convivenza sia attestata
          2. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
          3. Cerca il servizio: “Congedo straordinario per assistere familiari disabili in situazione di gravità”
          4. Compila la domanda online: inserisci i dati del familiare, il tipo di parentela, il periodo richiesto e allega la documentazione
          5. Invia la domanda e conserva la ricevuta con il numero di protocollo
          6. Comunica al datore di lavoro: invia copia della domanda INPS con almeno 15 giorni di preavviso (salvo urgenze)

          In alternativa al portale online, puoi presentare domanda tramite il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) oppure attraverso un patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio della domanda.

          Congedo straordinario e congedo parentale: differenze

          Molti confondono il congedo straordinario con il congedo parentale, ma sono due istituti completamente diversi:

          CaratteristicaCongedo straordinario 104Congedo parentale
          ScopoAssistere familiare con disabilità graveCura dei figli (anche sani)
          DurataMax 2 anni nella vita lavorativaMax 10-11 mesi per coppia
          Retribuzione100% (con tetto INPS)30% (80% per alcune mensilità nel 2026)
          RequisitoHandicap grave art. 3 c. 3 L. 104Figlio fino a 12 anni
          ConvivenzaRichiesta (salvo genitori)Non richiesta

          I due congedi sono cumulabili: puoi fruire sia del congedo parentale per i tuoi figli sia del congedo straordinario per un genitore disabile, purché i periodi non si sovrappongano.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          FAQ congedo straordinario 104

          Il congedo straordinario è compatibile con il lavoro part-time?

          Sì, anche i lavoratori part-time possono richiedere il congedo straordinario. L’indennità sarà proporzionata all’orario di lavoro effettivo.

          Posso frazionare il congedo in singole giornate?

          Sì, il congedo può essere fruito in modo frazionato, anche a singole giornate. In caso di fruizione frazionata, i giorni festivi e non lavorativi compresi tra due periodi di congedo non vengono conteggiati.

          Cosa succede se perdo il lavoro durante il congedo?

          Il datore di lavoro non può licenziarti durante il congedo straordinario. Il posto di lavoro è garantito dalla legge. Se l’azienda chiude o ci sono licenziamenti collettivi, hai diritto alla NASPI come qualsiasi altro lavoratore.

          Il congedo straordinario si può chiedere per un genitore non convivente?

          Sì, per i genitori (naturali, adottivi o affidatari) del disabile non è richiesta la convivenza. Questo requisito si applica invece a figli, fratelli e parenti entro il terzo grado.

          Quanto tempo ci vuole per l’approvazione della domanda INPS?

          I tempi medi di risposta dell’INPS sono di 30-60 giorni dalla presentazione della domanda. È consigliabile presentare la domanda con largo anticipo rispetto alla data di inizio del congedo desiderata.

          Hai bisogno di assistenza per il congedo straordinario?

          La procedura per il congedo straordinario Legge 104 può sembrare complessa, tra requisiti di convivenza, ordine di priorità e documentazione da presentare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase: dalla verifica dei requisiti alla compilazione della domanda INPS.

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            Maggio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-03 09:00:002026-05-31 17:58:07Congedo Straordinario Legge 104: 2 Anni Retribuiti nel 2026
            CAF

            Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità

            congedo parentale 2025

            Quando un figlio si ammala, i genitori lavoratori hanno il diritto di assentarsi dal lavoro per assisterlo. Il congedo per malattia del figlio è un istituto previsto dal Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001) che consente a entrambi i genitori, alternativamente, di restare a casa senza rischiare il licenziamento. In questa guida vediamo la durata del congedo in base all’età del bambino, le novità 2026, la retribuzione e le differenze con i permessi Legge 104.

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il congedo per malattia del figlio
            2. Durata del congedo in base all’età del figlio
            3. Retribuzione e contributi figurativi
            4. Come richiedere il congedo: certificato pediatra
            5. Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio
            6. Differenze con i permessi Legge 104
            7. Congedo malattia figlio e congedo parentale
            8. Domande frequenti

            Cos’è il congedo per malattia del figlio

            Il congedo per malattia del figlio è il diritto di entrambi i genitori (madre e padre), lavoratori dipendenti, di astenersi dal lavoro per tutta la durata della malattia del bambino. Si tratta di un diritto individuale: ciascun genitore può usufruirne, ma non contemporaneamente per lo stesso figlio nello stesso periodo.

            A differenza del congedo parentale, che può essere usato per qualsiasi esigenza di cura, il congedo per malattia del figlio richiede una certificazione medica che attesti lo stato di malattia del bambino. Non è necessario il ricovero ospedaliero: basta anche una semplice influenza o malattia esantematica.

            Durata del congedo in base all’età del figlio

            La durata del congedo per malattia del figlio varia in base all’età del bambino. Ecco le regole per il 2026:

            Figlio fino a 3 anni di età:

            • Ciascun genitore può assentarsi senza limiti di giorni
            • Il congedo copre l’intera durata della malattia, anche se prolungata
            • I due genitori possono alternarsi (non contemporaneamente)

            Figlio tra 3 e 8 anni di età:

            • Ciascun genitore ha diritto a 5 giorni lavorativi all’anno
            • Il limite è individuale: 5 giorni per la madre + 5 giorni per il padre = 10 giorni totali per il nucleo
            • I giorni non utilizzati non sono cumulabili con l’anno successivo

            Figlio oltre 8 anni: il diritto al congedo per malattia del figlio non è più previsto dalla legge. Per figli con disabilità grave, però, restano disponibili i permessi previsti dalla Legge 104/1992.

            Retribuzione e contributi figurativi

            Il congedo per malattia del figlio è non retribuito per legge. Questo significa che durante i giorni di assenza il genitore non percepisce lo stipendio. Tuttavia, alcuni contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono trattamenti migliorativi: verifica sempre il tuo contratto di lavoro.

            Per quanto riguarda i contributi previdenziali, la normativa prevede:

            • Figlio fino a 3 anni: i periodi di congedo sono coperti da contribuzione figurativa piena, cioè contano interamente ai fini della pensione
            • Figlio tra 3 e 8 anni: la copertura contributiva è ridotta, con un valore convenzionale pari al 200% dell’assegno sociale

            I contributi figurativi sono fondamentali per non avere “buchi” nella carriera contributiva. Se hai dubbi sulla tua situazione previdenziale, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare l’estratto conto contributivo INPS.

            Come richiedere il congedo: certificato pediatra

            Per usufruire del congedo per malattia del figlio, il genitore deve seguire questa procedura:

            1. Certificato del pediatra: il medico curante del bambino (o il pediatra di libera scelta) deve rilasciare un certificato di malattia, preferibilmente in formato telematico, inviandolo direttamente all’INPS
            2. Comunicazione al datore di lavoro: il genitore deve informare tempestivamente il datore di lavoro dell’assenza, indicando il nome e la data di nascita del figlio malato
            3. Dichiarazione sostitutiva: è necessaria un’autocertificazione in cui il genitore dichiara che l’altro genitore non sta usufruendo contemporaneamente del congedo per lo stesso figlio

            Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo se la documentazione è corretta. Non è necessaria la domanda INPS online, poiché il congedo per malattia del figlio è gestito direttamente tra lavoratore e datore di lavoro (l’INPS non eroga indennità, trattandosi di congedo non retribuito).

            Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio

            Il 2026 porta alcune novità importanti per i genitori lavoratori:

            • Certificato medico telematico obbligatorio: dal 2026 il certificato di malattia del figlio deve essere trasmesso in formato elettronico dal pediatra, come già avviene per la malattia del lavoratore. Questo semplifica la procedura ed elimina la necessità di consegnare il certificato cartaceo
            • Estensione CCNL: diversi contratti collettivi rinnovati nel 2025-2026 hanno introdotto la retribuzione parziale (dal 30% al 50%) per i primi giorni di congedo malattia figlio. Verifica il tuo CCNL di riferimento
            • Compatibilità con lo smart working: alcune interpretazioni INPS hanno chiarito che il genitore può richiedere il congedo anche se lavora in smart working, poiché l’assistenza al figlio malato richiede attenzione dedicata

            In ambito parlamentare si discute anche una proposta di legge per estendere il congedo retribuito fino a 3 giorni l’anno per i figli fino a 14 anni, ma al momento non è ancora stata approvata.

            Differenze con i permessi Legge 104

            È importante non confondere il congedo per malattia del figlio con i permessi previsti dalla Legge 104/1992. Ecco le principali differenze:

            • Congedo malattia figlio: si applica a qualsiasi malattia del bambino (influenza, varicella, bronchite), non serve la certificazione di handicap grave, valido fino a 8 anni del figlio
            • Permessi Legge 104: si applicano solo in caso di handicap grave certificato (art. 3 comma 3), prevedono 3 giorni al mese retribuiti, senza limiti di età del figlio
            • Congedo straordinario Legge 104: fino a 2 anni retribuiti nella vita lavorativa, ma solo per assistenza a familiari con handicap grave

            I due istituti non si escludono a vicenda: un genitore di figlio con disabilità grave può usufruire sia dei permessi Legge 104 sia del congedo per malattia del figlio, a seconda della situazione specifica.

            Congedo malattia figlio e congedo parentale

            Il congedo per malattia del figlio è completamente indipendente dal congedo parentale. Ciò significa che un genitore può usufruire di entrambi nello stesso anno, senza che i giorni dell’uno si sottraggano all’altro.

            Ad esempio, una madre che ha già utilizzato 3 mesi di congedo parentale può comunque prendere il congedo per malattia del figlio quando il bambino si ammala. Allo stesso modo, il padre che ha usato i 10 giorni di congedo di paternità e parte del congedo parentale mantiene intatto il diritto al congedo malattia figlio.

            Le detrazioni per figli a carico non vengono influenzate dall’utilizzo del congedo. Chi percepisce il bonus mamme mantiene il diritto anche durante i periodi di assenza per malattia del figlio.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande frequenti sul congedo malattia figlio

            Il congedo per malattia del figlio spetta anche ai genitori adottivi?

            Sì, il congedo spetta a tutti i genitori lavoratori dipendenti, compresi quelli adottivi e affidatari. L’età di riferimento è sempre quella anagrafica del bambino, non quella dell’ingresso in famiglia.

            Posso prendere il congedo se mio figlio ha il raffreddore?

            Sì, la legge non distingue tra malattie gravi e lievi. Qualsiasi patologia certificata dal pediatra dà diritto al congedo. Anche un semplice raffreddore, se certificato, consente l’assenza dal lavoro.

            Il datore di lavoro può chiedermi di recuperare i giorni?

            No. Il congedo per malattia del figlio è un diritto irrinunciabile. Il datore di lavoro non può chiederti di recuperare i giorni, né di lavorare da casa durante il congedo, né di usare ferie o permessi al posto del congedo.

            Cosa succede se entrambi i genitori lavorano per lo stesso datore?

            Anche in questo caso, entrambi hanno diritto al congedo, ma non possono usufruirne contemporaneamente per lo stesso figlio. Il datore di lavoro deve rispettare il diritto di ciascun genitore singolarmente.

            Hai bisogno di aiuto con il congedo per malattia del figlio?

            Il congedo per malattia del figlio è un diritto fondamentale per ogni genitore lavoratore. Se hai dubbi sulla durata, sulla retribuzione prevista dal tuo CCNL o sulla procedura da seguire, il CAF Centro Fiscale di Udine può fornirti assistenza personalizzata. Possiamo anche aiutarti a verificare i tuoi contributi figurativi e la tua situazione previdenziale complessiva.

            Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

            I nostri operatori possono aiutarti con i congedi, il congedo parentale, i contributi figurativi e tutte le pratiche legate alla genitorialità.

            Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

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            Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-02 09:00:002026-05-31 17:58:24Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità
            NOTIZIE, PATRONATO

            Pagamenti INPS di Maggio 2026: Quando Arrivano Pensione, NASPI, ADI e Assegno Unico

            Pensione 2026 INPS

            Maggio 2026 è il mese in cui milioni di italiani attendono l’accredito delle principali prestazioni INPS: dalla pensione alla NASPI, dall’Assegno di Inclusione (ADI) all’Assegno Unico Universale. Sapere esattamente quando arrivano i pagamenti INPS di maggio 2026 è fondamentale per gestire le spese mensili, programmare pagamenti e non trovarsi in difficoltà in attesa dell’accredito. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi il calendario dettagliato di tutte le prestazioni, gli importi aggiornati, le modalità di accredito e come verificare il proprio cedolino su MyINPS.

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            Indice dei contenuti

            1. Pensioni INPS maggio 2026: data di accredito e modalità
            2. NASPI maggio 2026: quando arriva e a chi spetta
            3. Assegno di Inclusione (ADI) maggio 2026: importi e date
            4. Assegno Unico Universale maggio 2026: importi e fasce ISEE
            5. Altri pagamenti INPS di maggio 2026
            6. Come verificare i pagamenti su MyINPS
            7. Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti di maggio 2026
            8. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio

            Pensioni INPS maggio 2026: data di accredito e modalità

            Il pagamento delle pensioni INPS di maggio 2026 segue il calendario mensile ufficiale stabilito dall’Istituto. Per il mese di maggio 2026, il primo giorno utile per il ritiro presso gli uffici postali è mercoledì 2 maggio 2026. Chi riceve la pensione tramite accredito bancario o postale trova l’importo disponibile sul conto già da venerdì 2 maggio 2026 (il calendario inizia il secondo giorno lavorativo del mese).

            Il ritiro agli sportelli postali segue un calendario scaglionato per cognome, per evitare assembramenti:

            • Venerdì 2 maggio 2026: cognomi dalla A alla B
            • Sabato 3 maggio 2026: cognomi dalla C alla D
            • Lunedì 5 maggio 2026: cognomi dalla E alla K
            • Martedì 6 maggio 2026: cognomi dalla L alla O
            • Mercoledì 7 maggio 2026: cognomi dalla P alla R
            • Giovedì 8 maggio 2026: cognomi dalla S alla Z

            Chi riceve la pensione tramite conto corrente bancario (accredito diretto) non deve rispettare alcun calendario: l’importo viene accreditato automaticamente il 2 maggio 2026. Lo stesso vale per chi ha un libretto di risparmio Poste Italiane o una Carta Postamat: l’accredito avviene il primo giorno del calendario senza dover andare allo sportello.

            Importi delle pensioni maggio 2026

            Gli importi delle pensioni INPS per il 2026 sono stati rivalutati applicando il meccanismo di perequazione automatica previsto dalla Legge di Bilancio 2025. La rivalutazione per il 2026 è applicata su base ISTAT al tasso definitivo. Ecco una panoramica degli importi minimi e delle soglie rilevanti:

            • Pensione minima INPS 2026: circa 603 euro al mese (rivalutata rispetto al 2025)
            • Integrazione al minimo: per pensionati con redditi bassi, l’INPS integra la pensione fino alla soglia minima
            • Pensione di vecchiaia contributiva: importo variabile in base ai contributi versati
            • Pensione anticipata: calcolata sul montante contributivo con le regole in vigore
            • Assegno sociale 2026: circa 543 euro mensili (per chi ha compiuto 67 anni senza pensione)

            Per conoscere l’importo esatto della propria pensione a maggio 2026, è possibile consultare il cedolino della pensione direttamente su MyINPS (sezione “Cedolino della pensione”) oppure tramite l’app INPS Mobile. Il cedolino di maggio è disponibile online già dalla fine di aprile.

            NASPI maggio 2026: quando arriva e a chi spetta

            La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Per maggio 2026, il pagamento della NASPI viene effettuato di norma entro la fine del mese, in base alla data di presentazione della domanda e al calendario di elaborazione INPS.

            In dettaglio, il pagamento della NASPI di maggio 2026 segue queste tempistiche:

            • Domande approvate con accredito bancario: pagamento entro il 15-20 maggio 2026 per chi ha già la NASPI in corso; per le nuove domande i tempi possono essere più lunghi
            • Prima erogazione NASPI: dopo l’approvazione della domanda (mediamente 30-60 giorni dalla presentazione), il primo pagamento include eventuali arretrati dal primo giorno di disoccupazione
            • Erogazioni successive: mensili, solitamente nella seconda o terza settimana del mese

            Requisiti NASPI 2026

            Per ricevere la NASPI nel 2026, il lavoratore deve possedere questi requisiti:

            • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, fine contratto a termine, dimissioni per giusta causa
            • Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la disoccupazione
            • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione
            • Presentazione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) presso il Centro per l’Impiego

            Importo e durata della NASPI 2026

            L’importo della NASPI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni, fino a una soglia di circa 1.352,19 euro (soglia aggiornata per il 2026). Per retribuzioni superiori alla soglia, si aggiunge il 25% della differenza. L’importo massimo NASPI 2026 è fissato a circa 1.550 euro lordi mensili.

            La durata della NASPI corrisponde alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Dopo il terzo mese, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Se hai bisogno di assistenza per la domanda NASPI o vuoi verificare i tuoi diritti, il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo per le pratiche patronato.

            Assegno di Inclusione (ADI) maggio 2026: importi e date

            L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di sostegno al reddito che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. Per maggio 2026, il pagamento dell’ADI segue le seguenti regole:

            • Prima erogazione del mese: accredito sulla Carta di Inclusione entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari già in carico
            • Nuovi beneficiari: il primo accredito avviene il mese successivo all’approvazione della domanda da parte dell’INPS
            • Rinnovo ISEE: chi non ha rinnovato l’ISEE 2026 entro il 31 gennaio rischia la sospensione del pagamento

            Nuove regole ADI 2026

            Il 2026 ha introdotto alcune modifiche importanti all’Assegno di Inclusione:

            • ISEE obbligatorio e aggiornato: l’ISEE deve essere presentato entro il 31 gennaio di ogni anno per non perdere il beneficio. Il valore soglia rimane ISEE inferiore a 9.360 euro
            • Scala di equivalenza aggiornata: modifiche ai coefficienti di calcolo che influenzano l’importo spettante in base alla composizione del nucleo familiare
            • Patto di attivazione digitale: obbligo di sottoscrizione per tutti i componenti del nucleo in età lavorativa (18-59 anni), pena la sospensione
            • Percorsi di inclusione lavorativa: rafforzamento dell’obbligo di partecipazione ai progetti dei Servizi Sociali e dei Centri per l’Impiego
            • Compatibilità con il lavoro: chi trova lavoro può continuare a percepire l’ADI in misura ridotta, fino a un reddito da lavoro di 3.000 euro annui

            Importi ADI maggio 2026

            L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e alla situazione reddituale. In generale:

            • Componente base (affitto): fino a 500 euro mensili per il nucleo familiare
            • Integrazione per affitto: fino a 280 euro mensili aggiuntivi per chi è in affitto
            • Massimo complessivo: fino a 780 euro mensili per i nuclei con un solo componente
            • Nuclei numerosi: l’importo aumenta con la scala di equivalenza, con bonus per minori e persone con disabilità

            Per verificare l’importo esatto del proprio ADI e la data di accredito, è possibile accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una consulenza gratuita sull’ISEE e sui requisiti ADI.

            Assegno Unico Universale maggio 2026: importi e fasce ISEE

            L’Assegno Unico Universale (AUU) è il contributo mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per i figli con disabilità). Per maggio 2026, il pagamento viene effettuato nella seconda o terza settimana del mese, solitamente tra il 16 e il 21 maggio 2026.

            Chi ha presentato la domanda e ha l’ISEE 2026 aggiornato riceverà l’importo pieno rivalutato. Chi non ha rinnovato l’ISEE percepirà l’importo minimo (importo senza ISEE).

            Importi Assegno Unico maggio 2026 per fascia ISEE

            Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati aggiornati rispetto all’anno precedente. Ecco le fasce principali:

            • ISEE fino a 17.090 euro: importo massimo di circa 200 euro mensili per figlio (fascia più alta)
            • ISEE tra 17.090 e 45.574 euro: importo decrescente in base all’ISEE (scala lineare)
            • ISEE superiore a 45.574 euro o senza ISEE: importo minimo di circa 57 euro mensili per figlio
            • Figli disabili: maggiorazione fino a 105 euro mensili per figli con disabilità grave; 95 euro per disabilità media
            • Figli tra 18 e 21 anni: importo ridotto (circa 28,50 euro al minimo), con condizioni (studio, tirocinio, servizio civile)
            • Madri con 4+ figli: maggiorazione di 150 euro mensili per il nucleo

            Come verificare il pagamento dell’Assegno Unico

            Per conoscere la data e l’importo del pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026, puoi consultare l’articolo dettagliato Pagamento Assegno Unico Maggio 2026 oppure accedere direttamente a MyINPS. Se l’ISEE non è aggiornato, il pagamento potrebbe essere inferiore al previsto: rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per rinnovare l’ISEE 2026 in tempi rapidi.

            Altri pagamenti INPS di maggio 2026

            Oltre alle prestazioni principali, a maggio 2026 l’INPS eroga anche una serie di pagamenti aggiuntivi e prestazioni specifiche. Ecco una panoramica:

            Indennità di maternità e paternità

            Le indennità di maternità e paternità vengono erogate mensilmente dall’INPS per i lavoratori dipendenti e autonomi in congedo. I pagamenti di maggio 2026 seguono il calendario standard INPS (seconda o terza settimana del mese). Per i lavoratori dipendenti, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro e poi rimborsata dall’INPS; per i lavoratori autonomi e le parasubordinate il pagamento è diretto dall’INPS.

            Assegni di invalidità e pensioni di invalidità civile

            Le pensioni e gli assegni di invalidità civile seguono lo stesso calendario delle pensioni: accredito dal 2 maggio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente, oppure ritiro scaglionato agli uffici postali per cognome. Gli importi 2026 sono stati rivalutati:

            • Pensione di inabilità: circa 330 euro mensili (rivalutata)
            • Assegno mensile di assistenza: circa 330 euro mensili
            • Indennità di accompagnamento: circa 531 euro mensili (non è soggetta a limiti di reddito)

            Cassa integrazione guadagni (CIG)

            I lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni (CIG) ricevono il pagamento INPS di maggio 2026 solitamente nella seconda o terza settimana del mese, ma i tempi variano in base al tipo di integrazione (ordinaria, straordinaria, in deroga) e all’azienda di provenienza. L’importo è pari all’80% della retribuzione lorda per le ore non lavorate, fino a un massimo giornaliero prestabilito.

            Bonus INPS maggio 2026

            A maggio 2026 l’INPS eroga anche alcuni bonus e integrazioni periodiche:

            • Assegni Nucleo Familiare (ANF): per lavoratori dipendenti con familiari a carico e reddito entro soglie INPS; l’importo mensile varia da pochi euro a oltre 100 euro per figlio in base al reddito familiare e al numero di componenti
            • Quattordicesima mensilità: per i pensionati con redditi bassi, la quattordicesima viene erogata a luglio (non a maggio), ma è utile sapere che si tratta di un’integrazione di importo variabile tra 336 e 655 euro
            • Bonus Mamma 2025-2026 (decontribuzione mamme): per le lavoratrici madri dipendenti con 2 o più figli, si tratta di una riduzione dei contributi previdenziali (non un pagamento diretto INPS), già integrata nella busta paga mensile

            Come verificare i pagamenti su MyINPS

            Il portale MyINPS (myinps.inps.it) è lo strumento principale per consultare in autonomia tutte le informazioni sui pagamenti INPS. Ecco come utilizzarlo per le diverse prestazioni:

            Come accedere a MyINPS

            L’accesso a MyINPS richiede una delle seguenti credenziali:

            • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — livello 2
            • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con lettore o app
            • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
            • eIDAS per i cittadini UE

            Una volta effettuato l’accesso, puoi navigare nella sezione “Le mie pratiche e i miei pagamenti” per vedere lo stato di ogni prestazione.

            Cedolino della pensione su MyINPS

            Per verificare la pensione di maggio 2026 su MyINPS:

            • Accedi a MyINPS
            • Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
            • Clicca su “Cedolino della pensione”
            • Seleziona il mese di maggio 2026
            • Visualizza importo lordo, trattenute fiscali, trattenute INPS e importo netto

            Il cedolino di maggio è solitamente disponibile dalla fine di aprile e mostra anche le trattenute IRPEF, le addizionali regionali e comunali, e le eventuali quote di cessione del quinto.

            Verifica NASPI, ADI e Assegno Unico su MyINPS

            Per le prestazioni a sostegno del reddito, la procedura su MyINPS è simile:

            • NASPI: accedi a MyINPS → “Indennità di disoccupazione NASpI” → verifica stato domanda, importi e date di pagamento
            • ADI: accedi a MyINPS → “Assegno di Inclusione” → visualizza il saldo della Carta di Inclusione e il calendario degli accrediti
            • Assegno Unico: accedi a MyINPS → “Assegno Unico e Universale” → verifica importo mensile, ISEE collegato e storico pagamenti

            Se hai difficoltà ad accedere a MyINPS o a interpretare le informazioni sui pagamenti, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutte le pratiche INPS. Contattaci per un appuntamento.

            Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti INPS di maggio 2026

            Riepiloghiamo in una tabella riepilogativa tutte le date e gli importi dei principali pagamenti INPS di maggio 2026:

            Prestazione INPSData accredito (bancario)Ritiro PosteImporto indicativo
            Pensione (vecchiaia, anzianità, anticipata)2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)Variabile (min. ~603 euro)
            Assegno sociale2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)~543 euro
            NASPI (in corso)15-20 maggio 2026N/A (solo bonifico)Max ~1.550 euro lordi
            Assegno Unico Universale16-21 maggio 2026N/A (solo bonifico)57-200 euro per figlio
            ADI (Assegno di Inclusione)Entro 27 maggio 2026N/A (Carta di Inclusione)Max 780 euro (1 componente)
            Invalidità civile / Accompagnamento2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)~330 / ~531 euro
            Indennità maternità/paternità (autonomi)15-20 maggio 2026N/A80% retribuzione convenzionale

            Nota: Le date indicate sono indicative. L’INPS può anticipare o posticipare i pagamenti in caso di festività o situazioni eccezionali. Verifica sempre il cedolino personale su MyINPS per la data esatta.

            Tredicesima e quattordicesima per pensionati: cosa cambia a maggio

            Molti pensionati si chiedono se a maggio 2026 sia prevista una mensilità aggiuntiva. La risposta è no: la tredicesima per i pensionati viene erogata a dicembre, insieme all’ultima rata del rateo mensile. La quattordicesima mensilità pensione, invece, è un beneficio riservato ai pensionati con redditi bassi e viene erogata a luglio.

            Quattordicesima pensione 2026: a chi spetta

            La quattordicesima mensilità della pensione spetta ai pensionati che:

            • Hanno compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026
            • Hanno un reddito complessivo non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (circa 904 euro mensili per il 2026)
            • Sono titolari di pensione da gestione INPS (dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori diretti)

            L’importo della quattordicesima varia tra 336 e 655 euro in base al reddito e agli anni di contribuzione versati. Il pagamento avviene a luglio 2026, non a maggio.

            Cosa fare se il pagamento INPS non arriva

            In alcuni casi, il pagamento INPS potrebbe non arrivare nei tempi previsti o potrebbe essere sospeso. Ecco le cause più comuni e come agire:

            Cause di mancato pagamento INPS

            • ISEE scaduto o non aggiornato: per ADI e Assegno Unico, la mancanza di ISEE 2026 valido comporta la riduzione o sospensione del beneficio
            • Variazioni del nucleo familiare non comunicate: nascite, decessi, separazioni o nuove convivenze possono influenzare gli importi e devono essere comunicati all’INPS tramite CAF
            • Coordinate bancarie errate: se le IBAN comunicate all’INPS non sono aggiornate, il pagamento viene rifiutato dalla banca
            • Inadempienza agli obblighi: per ADI, il mancato rispetto degli obblighi (firma del Patto di Attivazione, partecipazione ai percorsi) comporta la sospensione
            • Controlli INPS periodici: l’INPS effettua controlli periodici sui redditi e la situazione familiare; in caso di anomalie, il pagamento può essere temporaneamente sospeso

            Come segnalare il mancato pagamento

            Se il pagamento INPS non arriva entro i termini previsti, puoi:

            • Verificare lo stato della pratica su MyINPS con SPID o CIE
            • Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (a pagamento da cellulare)
            • Aprire un ticket online su MyINPS nella sezione “Contatti”
            • Rivolgersi al proprio CAF o Patronato per verificare la situazione e avviare eventuali procedure di riesame

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza patronato completa per tutte le pratiche INPS: verifica pagamenti, rinnovo ISEE, domande di prestazioni e ricorsi. Contattaci per un appuntamento gratuito.

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            Domande Frequenti sui Pagamenti INPS di Maggio 2026

            Quando arriva la pensione a maggio 2026?

            La pensione di maggio 2026 viene accreditata sul conto corrente bancario o postale dal 2 maggio 2026 (primo giorno lavorativo del mese). Chi ritira la pensione agli uffici postali segue il calendario scaglionato per cognome: A-B il 2 maggio, C-D il 3 maggio, E-K il 5 maggio, L-O il 6 maggio, P-R il 7 maggio, S-Z l’8 maggio 2026.

            Quando arriva la NASPI a maggio 2026?

            Il pagamento della NASPI di maggio 2026 avviene solitamente tra il 15 e il 20 maggio per chi ha gia la prestazione in corso. Per le nuove domande, i tempi di erogazione del primo pagamento variano da 30 a 60 giorni dall’approvazione. L’importo include eventuali arretrati dal giorno di decorrenza della disoccupazione.

            Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a maggio 2026?

            L’ADI di maggio 2026 viene accreditato sulla Carta di Inclusione entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari gia in carico. Per i nuovi beneficiari, il primo accredito avviene il mese successivo all’approvazione della domanda. Chi non ha rinnovato l’ISEE 2026 rischia la sospensione o riduzione del beneficio.

            Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

            L’Assegno Unico Universale di maggio 2026 viene solitamente pagato tra il 16 e il 21 maggio 2026. L’importo dipende dall’ISEE 2026: da un minimo di circa 57 euro per figlio (senza ISEE o ISEE alto) a un massimo di circa 200 euro per figlio (ISEE inferiore a 17.090 euro). Chi non ha presentato l’ISEE 2026 riceve l’importo minimo.

            Come verificare quando arriva il mio pagamento INPS?

            Puoi verificare la data e l’importo del tuo pagamento INPS accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS. Nella sezione ‘Fascicolo Previdenziale’ trovi il cedolino della pensione; nelle sezioni dedicate trovi lo stato di NASpI, ADI e Assegno Unico. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza gratuita.

            Cosa fare se il pagamento INPS non arriva a maggio 2026?

            Se il pagamento INPS non arriva entro i tempi previsti, verifica prima su MyINPS lo stato della pratica. Poi contatta il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa). Le cause piu comuni sono ISEE scaduto, coordinate bancarie errate o inadempienza agli obblighi per le prestazioni assistenziali. Il CAF puo aiutarti a risolvere il problema e, se necessario, presentare un ricorso.


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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-02 08:53:002026-05-31 16:28:59Pagamenti INPS di Maggio 2026: Quando Arrivano Pensione, NASPI, ADI e Assegno Unico
              CAF

              Congedo di Paternità 2026: Giorni Obbligatori e Domanda INPS

              congedo parentale 2025

              Il congedo di paternità 2026 rappresenta un diritto fondamentale per i neo-papà che vogliono essere presenti nei primi momenti di vita del proprio figlio. La normativa italiana, aggiornata con le disposizioni del D.Lgs. 105/2022, prevede 10 giorni obbligatori retribuiti al 100% più un giorno facoltativo alternativo alla madre. In questa guida scoprirai tutto quello che devi sapere: quanti giorni spettano, quando usufruirne, come fare domanda all’INPS e quali sono le tutele previste dalla legge.

              Indice dei contenuti

              1. Cos’è il congedo di paternità obbligatorio
              2. Quanti giorni spettano nel 2026
              3. Quando usufruirne: tempistiche e scadenze
              4. Come fare domanda INPS online
              5. Retribuzione e contributi durante il congedo
              6. Congedo di paternità e adozione
              7. Cumulabilità con il congedo parentale
              8. Sanzioni per il datore di lavoro
              9. Domande frequenti

              Cos’è il congedo di paternità obbligatorio

              Il congedo di paternità obbligatorio è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti che diventano padri. A differenza del congedo parentale, che è facoltativo e condiviso tra i genitori, il congedo di paternità è un obbligo di legge: il padre deve usufruirne, e il datore di lavoro non può impedirlo.

              Introdotto in via sperimentale nel 2013 con un solo giorno, il congedo è stato progressivamente ampliato fino a raggiungere i 10 giorni obbligatori attuali, resi strutturali dal D.Lgs. 105/2022 che ha recepito la Direttiva europea 2019/1158 sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata.

              Quanti giorni spettano nel 2026

              Nel 2026 i padri lavoratori dipendenti hanno diritto a:

              • 10 giorni obbligatori di congedo (anche non continuativi), retribuiti al 100% della retribuzione giornaliera
              • 1 giorno facoltativo aggiuntivo, utilizzabile in alternativa a un giorno di congedo di maternità della madre (previo accordo con la madre e rinuncia da parte sua)
              • In caso di parto gemellare, i giorni obbligatori raddoppiano a 20 giorni

              I 10 giorni sono lavorativi, quindi esclusi sabato, domenica e festivi. Possono essere fruiti anche in modo frazionato, cioè non necessariamente tutti di seguito. Ad esempio, un padre potrebbe prendere 5 giorni alla nascita e 5 giorni nelle settimane successive, purché rientri nei limiti temporali previsti.

              Quando usufruirne: tempistiche e scadenze

              Il congedo di paternità obbligatorio può essere utilizzato in un arco temporale ben preciso:

              • Da 2 mesi prima della data presunta del parto
              • Fino a 5 mesi dopo la nascita del figlio

              Questo significa che il padre può iniziare a usufruire del congedo già nelle ultime settimane di gravidanza della partner, ad esempio per accompagnarla alle visite mediche o prepararsi all’arrivo del bambino. La flessibilità consente di organizzarsi al meglio con il proprio datore di lavoro.

              Attenzione: il padre deve comunicare al datore di lavoro le date in cui intende usufruire del congedo con un preavviso di almeno 5 giorni, salvo casi di urgenza legati al parto anticipato. La comunicazione deve avvenire in forma scritta, anche tramite email.

              Come fare domanda INPS online

              La procedura per richiedere il congedo di paternità 2026 dipende dalla tipologia di rapporto lavorativo:

              Per i dipendenti del settore privato:

              1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
              2. Vai su “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Congedo di paternità”
              3. Compila la domanda online indicando le date di fruizione
              4. Allega il certificato di nascita o la data presunta del parto
              5. Invia la domanda e conserva la ricevuta

              Per i dipendenti pubblici: la domanda va presentata direttamente al proprio ente datore di lavoro, che provvede al pagamento dell’indennità in busta paga. Non serve la domanda INPS.

              In alternativa alla procedura online, puoi presentare la domanda tramite il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) oppure rivolgendoti a un patronato o CAF di fiducia come il CAF Centro Fiscale di Udine, che può assisterti gratuitamente nell’invio della pratica.

              Retribuzione e contributi durante il congedo

              Uno degli aspetti più importanti del congedo di paternità riguarda la retribuzione. Ecco come funziona:

              • I 10 giorni obbligatori sono retribuiti al 100% della retribuzione giornaliera. L’indennità è a carico dell’INPS (anticipata dal datore di lavoro in busta paga)
              • Il giorno facoltativo è anch’esso retribuito al 100%, ma solo se la madre rinuncia a un giorno del suo congedo di maternità
              • I giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa, quindi contano ai fini pensionistici
              • Il congedo è compatibile con il bonus mamme e con il bonus nido

              In pratica, il padre non subisce alcuna decurtazione dello stipendio durante i giorni di congedo. Inoltre, il periodo è utile ai fini dell’anzianità di servizio, delle ferie e della tredicesima mensilità.

              Congedo di paternità e adozione

              Il diritto al congedo di paternità obbligatorio non si limita ai padri biologici. I 10 giorni obbligatori spettano anche in caso di:

              • Adozione nazionale: i giorni decorrono dall’ingresso del minore in famiglia
              • Adozione internazionale: i giorni decorrono dall’ingresso del minore in Italia
              • Affidamento preadottivo: stesse regole dell’adozione

              La finestra temporale resta di 5 mesi dall’evento (ingresso in famiglia o in Italia). La domanda INPS segue la stessa procedura, con l’aggiunta della documentazione relativa al provvedimento di adozione o affidamento emesso dal Tribunale per i Minorenni.

              Cumulabilità con il congedo parentale

              Una domanda molto frequente riguarda la possibilità di cumulare il congedo di paternità con il congedo parentale. La risposta è sì: i due istituti sono completamente indipendenti e cumulabili.

              Ecco le differenze principali:

              • Congedo di paternità: 10 giorni obbligatori, retribuiti al 100%, nei primi 5 mesi dalla nascita
              • Congedo parentale: fino a 6 mesi per il padre (massimo 10 mesi totali tra i due genitori, elevabili a 11 se il padre ne usa almeno 3), con indennità all’80% per i primi 2 mesi e al 30% per i successivi

              Un padre può quindi usufruire prima dei 10 giorni di congedo obbligatorio e poi, successivamente, richiedere il congedo parentale per un periodo più lungo. Le detrazioni per figli a carico restano valide durante entrambi i periodi di assenza.

              Sanzioni per il datore di lavoro

              Il congedo di paternità è un diritto irrinunciabile. Il datore di lavoro che impedisce, ostacola o rifiuta la fruizione del congedo commette un illecito sanzionabile. Le conseguenze sono:

              • Sanzione amministrativa da 516 a 2.582 euro per ogni violazione
              • Impossibilità di ottenere la certificazione di parità di genere, sempre più richiesta per accedere a sgravi contributivi e punteggi aggiuntivi nei bandi pubblici
              • Nullità del licenziamento: il padre è protetto dal licenziamento durante il congedo e fino a un anno dalla nascita del figlio

              Se il tuo datore di lavoro ti nega il congedo o ti penalizza per averlo richiesto, puoi rivolgerti all’Ispettorato Nazionale del Lavoro o a un patronato per far valere i tuoi diritti. Il CAF Centro Fiscale di Udine può indirizzarti verso il supporto legale appropriato.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande frequenti sul congedo di paternità 2026

              Il congedo di paternità è obbligatorio anche per i liberi professionisti?

              No, il congedo obbligatorio riguarda solo i lavoratori dipendenti (pubblici e privati). I liberi professionisti e le partite IVA possono però richiedere l’indennità di paternità alla propria cassa previdenziale, con regole specifiche per ogni ordine professionale.

              Posso usare i 10 giorni anche se lavoro part-time?

              Sì. Il congedo di paternità spetta a tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal tipo di contratto (tempo pieno, part-time, determinato o indeterminato). L’indennità sarà calcolata in proporzione alla retribuzione giornaliera effettiva.

              Cosa succede se il figlio nasce prematuro?

              In caso di parto prematuro, i 10 giorni decorrono dalla data effettiva di nascita. Il padre ha comunque 5 mesi di tempo dalla nascita per usufruirne. Non è necessario ricalcolare le date rispetto a quelle presunte.

              Il congedo di paternità si può frazionare in ore?

              No, il congedo di paternità obbligatorio può essere fruito solo a giornate intere. Non è possibile il frazionamento orario. Tuttavia, i giorni possono essere non consecutivi.

              Il congedo spetta anche in caso di aborto spontaneo?

              Il congedo di paternità spetta se l’interruzione avviene dopo il 180° giorno di gestazione, poiché dal punto di vista normativo si considera come parto a tutti gli effetti.

              Hai bisogno di assistenza per il congedo di paternità?

              Il congedo di paternità 2026 è un diritto importante che ogni neo-papà dovrebbe conoscere e utilizzare. Che tu debba fare domanda all’INPS, chiarire i tuoi diritti con il datore di lavoro o capire come combinarlo con il congedo parentale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni passaggio.

              Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

              I nostri operatori possono aiutarti con la domanda INPS per il congedo di paternità, il congedo parentale e tutte le pratiche legate alla genitorialità.

              Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

              Oppure chiamaci al 0432 1638640
              Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

              Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-01 09:00:002026-05-31 17:59:07Congedo di Paternità 2026: Giorni Obbligatori e Domanda INPS
              CAF

              Congedo Parentale 2026: Guida Completa Durata e Retribuzione

              congedo parentale 2025

              Il congedo parentale 2026 rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione dei genitori lavoratori dipendenti in Italia. Si tratta di un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, riconosciuto sia alla madre che al padre, per prendersi cura del figlio nei primi anni di vita. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, la normativa è stata ulteriormente potenziata: la retribuzione all’80% è stata confermata per 3 mesi e il limite di età del figlio è stato esteso fino a 14 anni. In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere su durata, retribuzione, come fare domanda all’INPS e le differenze con il congedo obbligatorio di maternità e paternità.

              Indice dei contenuti

              1. Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto
              2. Durata del congedo parentale 2026
              3. Retribuzione del congedo parentale: quanto si prende
              4. Novità congedo parentale 2026
              5. Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%
              6. Congedo obbligatorio di paternità: 10 giorni al 100%
              7. Come fare domanda di congedo parentale INPS online
              8. Congedo parentale a ore: come funziona
              9. Impatto sui contributi pensionistici
              10. Tabella riepilogativa durata e retribuzione
              11. Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale
              12. FAQ sul congedo parentale 2026

              Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto

              Il congedo parentale (noto anche come “astensione facoltativa”) è il diritto di entrambi i genitori lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per prendersi cura del figlio. A differenza del congedo obbligatorio di maternità, che è un obbligo di legge, il congedo parentale è una scelta volontaria del genitore.

              La normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità), modificato più volte negli ultimi anni per ampliare le tutele.

              Chi ha diritto al congedo parentale nel 2026

              Hanno diritto al congedo parentale:

              • Lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico che privato)
              • Madri e padri, anche contemporaneamente
              • Genitori adottivi e affidatari
              • Lavoratori agricoli a tempo determinato (con requisiti specifici)

              Non hanno diritto al congedo parentale i lavoratori autonomi e i liberi professionisti con partita IVA, per i quali esistono tutele diverse e più limitate previste dalla propria cassa previdenziale.

              Il congedo può essere fruito per ogni figlio fino al compimento dei 12 anni di età (o fino a 14 anni per la parte non retribuita, come vedremo più avanti con le novità 2026).

              Durata del congedo parentale 2026: quanti mesi spettano

              La durata del congedo parentale 2026 segue regole precise che è importante conoscere per pianificare al meglio l’assenza dal lavoro. Il periodo complessivo tra entrambi i genitori è di 10 mesi, che possono diventare 11 mesi in una condizione particolare.

              Ripartizione tra madre e padre

              Ecco come si suddivide il congedo parentale tra i due genitori:

              • Madre: massimo 6 mesi (continuativi o frazionati)
              • Padre: massimo 6 mesi (elevabili a 7 se ne fruisce almeno 3)
              • Totale tra i due genitori: massimo 10 mesi (elevabili a 11)
              • Genitore solo: massimo 10 mesi

              Quando si arriva a 11 mesi? Se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi, il limite massimo complessivo dei genitori è elevato a 11 mesi. Questa norma è pensata per incentivare la partecipazione attiva dei padri alla cura dei figli.

              Ad esempio, immagina che Marco e Laura abbiano un figlio di 2 anni. Laura ha già usato 5 mesi di congedo parentale. Marco decide di prendere 4 mesi. In questo caso, avendo Marco superato i 3 mesi, il tetto complessivo sale da 10 a 11 mesi, e la coppia può usufruire di tutti i 9 mesi (5+4) senza problemi.

              Retribuzione del congedo parentale 2026: quanto si prende

              La retribuzione durante il congedo parentale è una delle domande più frequenti tra i genitori. Nel 2026 il sistema prevede tre fasce di indennità, pagate dall’INPS:

              Le tre fasce di indennità

              1. 3 mesi all’80% della retribuzione – Si tratta di un mese spettante alla madre (non trasferibile) + un mese spettante al padre (non trasferibile) + un ulteriore mese spettante a uno dei due genitori (trasferibile). Questi 3 mesi all’80% sono la grande novità confermata per il 2026.
              2. 6 mesi al 30% della retribuzione – I restanti mesi di congedo (fino al nono mese indennizzabile complessivo tra i genitori) sono retribuiti al 30%, ma solo fino ai 12 anni del bambino.
              3. Mesi restanti senza retribuzione – Eventuali mesi residui (fino al tetto di 10/11 mesi totali) non sono retribuiti, a meno che il reddito individuale del genitore non sia inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione.

              In pratica, se il tuo stipendio netto mensile è di 1.500 euro, durante i primi 3 mesi di congedo parentale riceverai circa 1.200 euro al mese (80%), mentre nei successivi mesi al 30% riceverai circa 450 euro al mese.

              Come si calcola la retribuzione

              L’indennità di congedo parentale si calcola sulla retribuzione media giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente l’inizio del congedo. Il calcolo include:

              • Retribuzione base
              • Contingenza e scatti di anzianità
              • Ratei di tredicesima e quattordicesima
              • Esclusi: straordinari, premi variabili, indennità occasionali

              Novità congedo parentale 2026: cosa cambia

              La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità per il congedo parentale, potenziando le tutele economiche per i genitori lavoratori. Ecco le principali modifiche rispetto al 2025:

              Conferma dei 3 mesi all’80%

              La misura introdotta sperimentalmente nel 2024 è stata resa strutturale. I 3 mesi retribuiti all’80% (invece del 30%) sono ora una garanzia permanente, non più soggetta a rinnovo annuale. Questo significa un aumento significativo dell’indennità per le famiglie: su uno stipendio medio di 1.800 euro lordi, la differenza tra 80% e 30% è di circa 900 euro al mese.

              Estensione fino a 14 anni del figlio

              Una delle novità più rilevanti del 2026 riguarda l’ampliamento della finestra temporale. Il congedo parentale non retribuito è fruibile fino al compimento dei 14 anni del figlio (in precedenza il limite era 12 anni). Questo permette ai genitori di poter contare su periodi di astensione anche quando i figli sono più grandi, ad esempio durante l’adolescenza.

              Attenzione però: la parte retribuita (all’80% e al 30%) resta fruibile solo entro i 12 anni del bambino. L’estensione a 14 anni riguarda esclusivamente il periodo non indennizzato.

              Riepilogo novità 2026

              • 3 mesi all’80% resi strutturali (non più sperimentali)
              • Estensione a 14 anni per la parte non retribuita
              • Congedo di paternità obbligatorio confermato a 10 giorni al 100%
              • Semplificazione della domanda online INPS
              • Maggiore flessibilità nella fruizione a ore

              Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%

              Prima di approfondire il congedo parentale (facoltativo), è fondamentale distinguerlo dal congedo obbligatorio di maternità, che è un diritto irrinunciabile della lavoratrice.

              Durata e modalità del congedo di maternità

              Il congedo obbligatorio di maternità dura complessivamente 5 mesi e può essere fruito in due modalità:

              • Formula tradizionale (2+3): 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo il parto
              • Flessibilità (1+4): 1 mese prima del parto + 4 mesi dopo il parto (serve certificato medico che attesti l’assenza di rischi)
              • Opzione post-parto (0+5): tutti i 5 mesi dopo il parto (introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, serve certificato medico)

              Retribuzione del congedo di maternità

              Durante il congedo obbligatorio di maternità, la lavoratrice riceve un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Molti contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono un’integrazione a carico del datore di lavoro fino al 100%, quindi è importante verificare cosa prevede il proprio contratto.

              Chi ha diritto anche al bonus mamme lavoratrici può beneficiare di un ulteriore supporto economico durante questo periodo.

              Congedo obbligatorio di paternità 2026: 10 giorni al 100%

              Il congedo di paternità obbligatorio è un diritto relativamente recente, reso strutturale dal 2022. Nel 2026 le regole sono confermate e rafforzate.

              Come funziona il congedo di paternità

              • Durata: 10 giorni lavorativi (20 in caso di parto gemellare)
              • Retribuzione: 100% della retribuzione
              • Quando: può essere fruito dai 2 mesi prima del parto fino ai 5 mesi successivi
              • Modalità: anche in modo non continuativo
              • Compatibilità: può essere fruito anche durante il congedo di maternità della madre

              Il congedo di paternità è obbligatorio: il datore di lavoro non può negarlo e il padre è tenuto a fruirne. In caso di mancata concessione, il datore rischia sanzioni amministrative da 516 a 2.582 euro.

              Questo congedo è indipendente dal congedo parentale facoltativo: i 10 giorni obbligatori non si scalano dai mesi di congedo parentale. Pertanto, un padre può usufruire di 10 giorni obbligatori + fino a 6 mesi (o 7) di congedo parentale facoltativo.

              Come fare domanda di congedo parentale INPS online

              La domanda di congedo parentale deve essere presentata all’INPS prima dell’inizio del periodo di astensione. Se presenti la domanda in ritardo, i giorni precedenti alla richiesta non saranno indennizzati.

              Procedura online sul portale INPS

              1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
              2. Cerca il servizio “Domanda di congedo parentale”
              3. Seleziona “Congedo parentale” nella tipologia di domanda
              4. Inserisci i dati del figlio (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale)
              5. Indica il periodo richiesto (data inizio e data fine)
              6. Specifica se vuoi il congedo a giornate intere o a ore
              7. Allega eventuale documentazione richiesta
              8. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo

              Canali alternativi per la domanda

              Se non riesci a presentare la domanda online, puoi rivolgerti a:

              • Contact Center INPS: 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile)
              • Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può presentare la domanda per tuo conto gratuitamente, assistendoti nella compilazione e nel controllo di tutta la documentazione necessaria

              Documenti necessari

              • SPID, CIE o CNS per l’accesso
              • Codice fiscale del figlio
              • Certificato di nascita o riconoscimento del figlio
              • Dichiarazione del datore di lavoro (per alcune tipologie contrattuali)
              • In caso di adozione: provvedimento di adozione o affidamento

              Congedo parentale a ore: come funziona

              Dal 2015, i genitori possono fruire del congedo parentale anche su base oraria, non solo a giornate intere. Questa modalità offre una flessibilità preziosa per chi vuole conciliare lavoro e cura dei figli senza rinunciare del tutto alla retribuzione.

              Regole del congedo a ore

              • Misura minima: il congedo a ore spetta nella misura del 50% dell’orario giornaliero, salvo diverse previsioni del CCNL
              • Non frazionabile ulteriormente: non puoi chiedere, ad esempio, solo 1 ora se il tuo orario è di 8 ore (il minimo è 4 ore in quel caso)
              • Non cumulabile: nello stesso giorno non puoi cumulare congedo parentale a ore con permessi per allattamento o altri riposi
              • Retribuzione: segue le stesse regole del congedo a giornate (80% o 30% a seconda del mese utilizzato)

              Il congedo a ore è particolarmente utile per chi lavora part-time o per chi vuole mantenere un collegamento con l’ambiente lavorativo pur dedicando più tempo al figlio.

              Per la domanda online, nella procedura INPS selezionerai la voce “Fruizione a ore” e indicherai le ore giornaliere di congedo richieste.

              Impatto del congedo parentale sui contributi pensionistici

              Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente i genitori è l’effetto del congedo parentale sulla futura pensione. Ecco cosa succede ai contributi previdenziali durante i periodi di astensione:

              Copertura contributiva durante il congedo

              • Congedo obbligatorio di maternità (5 mesi): copertura contributiva piena al 100% con contributi figurativi. Non c’è nessun impatto negativo sulla pensione.
              • Congedo parentale retribuito (fino a 9 mesi): i periodi retribuiti (all’80% o al 30%) sono coperti da contribuzione figurativa, calcolata sulla retribuzione convenzionale (pari al 200% dell’assegno sociale). Questo significa che i contributi versati saranno inferiori a quelli normali, ma comunque validi per il diritto e il calcolo della pensione.
              • Congedo parentale non retribuito: i periodi non retribuiti sono coperti da contributi figurativi solo fino al sesto anno di vita del bambino. Dopo questa età, il periodo non è coperto automaticamente.

              Come recuperare i contributi mancanti

              Se hai periodi scoperti, puoi ricorrere al riscatto o alla contribuzione volontaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare la tua situazione contributiva e valutare se conviene procedere con il riscatto dei periodi non coperti. Puoi approfondire il tema nella nostra guida alle pensioni 2026.

              Tabella riepilogativa durata e retribuzione congedo parentale 2026

              Per avere un quadro chiaro e immediato di tutte le tipologie di congedo a disposizione dei genitori nel 2026, ecco la tabella riepilogativa completa:

              Tipologia di congedoDurataRetribuzioneEtà massima figlioChi ne ha diritto
              Congedo obbligatorio maternità5 mesi80% (spesso integrato al 100% dal CCNL)Dalla nascitaMadre lavoratrice dipendente
              Congedo obbligatorio paternità10 giorni (20 per gemelli)100%Entro 5 mesi dalla nascitaPadre lavoratore dipendente
              Congedo parentale – 3 mesi all’80%3 mesi (1 madre + 1 padre + 1 alternativo)80%Entro 12 anniEntrambi i genitori
              Congedo parentale – al 30%Fino a 6 mesi aggiuntivi (tot. 9 mesi indennizzabili)30%Entro 12 anniEntrambi i genitori
              Congedo parentale – non retribuitoMesi residui fino a 10/11 totali0% (salvo basso reddito)Entro 14 anni (novità 2026)Entrambi i genitori

              Nota importante: i mesi indicati si intendono come tetto complessivo tra entrambi i genitori. Ad esempio, se la madre usa 6 mesi di congedo parentale, il padre potrà usarne al massimo 4 (per arrivare al tetto di 10), oppure 5 se ha già usato almeno 3 mesi propri (tetto elevato a 11).

              Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale

              Molti genitori confondono il congedo di maternità con il congedo parentale. Si tratta di due istituti diversi, con regole distinte:

              CaratteristicaCongedo di maternitàCongedo parentale
              NaturaObbligatorioFacoltativo
              Chi ne fruisceSolo la madreMadre e/o padre
              Durata5 mesiFino a 10/11 mesi (totale genitori)
              Retribuzione80% (spesso 100% con CCNL)80% (3 mesi), 30% (6 mesi), 0%
              QuandoPrima e dopo il partoDopo il congedo obbligatorio, entro 12/14 anni
              DomandaObbligatoriaFacoltativa, su richiesta del genitore

              In sostanza, il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatorio intorno al parto, mentre il congedo parentale è un diritto facoltativo aggiuntivo che si può usare nei mesi e anni successivi. I due periodi si sommano: una madre può fruire di 5 mesi obbligatori + fino a 6 mesi di congedo parentale facoltativo.

              Se stai pianificando il ritorno al lavoro dopo la maternità, può essere utile anche valutare il bonus asilo nido 2026, che ti aiuta a coprire le spese per la cura del bambino quando riprendi l’attività lavorativa.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              FAQ sul congedo parentale 2026

              Il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi?

              Sì, il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi e affidatari. Il periodo decorre dalla data di ingresso del minore in famiglia (o in Italia, per le adozioni internazionali). Le regole sulla durata e sulla retribuzione sono le stesse dei genitori biologici.

              Posso prendere il congedo parentale se lavoro part-time?

              Sì, il diritto al congedo parentale spetta a tutti i lavoratori dipendenti, inclusi quelli part-time. La retribuzione sarà calcolata proporzionalmente all’orario effettivo di lavoro. Se lavori 4 ore al giorno, il congedo a ore sarà di 2 ore (50% dell’orario).

              Il datore di lavoro può rifiutare il congedo parentale?

              No. Il congedo parentale è un diritto soggettivo del lavoratore. Il datore di lavoro non può rifiutarlo né subordinarlo a esigenze aziendali. Deve però essere comunicato con un preavviso di almeno 5 giorni (o 2 giorni per il congedo a ore).

              Madre e padre possono prendere il congedo contemporaneamente?

              Sì, la legge consente ai genitori di fruire del congedo parentale nello stesso periodo. Entrambi possono assentarsi contemporaneamente dal lavoro, purché non venga superato il tetto complessivo di 10 mesi (o 11). Questa possibilità è particolarmente utile nei primi mesi di vita del bambino.

              Come si calcolano i 3 mesi all’80%?

              I 3 mesi all’80% sono così ripartiti: 1 mese è riservato alla madre (non trasferibile al padre), 1 mese è riservato al padre (non trasferibile alla madre), e il terzo mese può essere usato da uno dei due genitori in alternativa. Se il padre non usa il suo mese riservato, quel mese non passa alla madre e viceversa.

              Quanto tempo prima devo fare domanda all’INPS?

              La domanda va presentata prima dell’inizio del periodo di congedo. Non c’è un termine minimo di legge, ma è consigliabile presentarla con almeno 15-30 giorni di anticipo per evitare ritardi nella lavorazione. Ricorda che i giorni di congedo fruiti prima della presentazione della domanda non vengono indennizzati.


              Hai bisogno di assistenza per il congedo parentale?

              Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente con la domanda di congedo parentale all’INPS, il calcolo della retribuzione spettante e la verifica dei tuoi diritti. I nostri operatori di patronato sono specializzati in tutele per la maternità e paternità e possono seguirti in ogni passaggio.

              Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

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                CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | info@centrofiscale.com

                Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 09:00:002026-05-31 16:16:09Congedo Parentale 2026: Guida Completa Durata e Retribuzione
                Pagina 10 di 13«‹89101112›»

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