PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOStipendio netto forfettario 2026: tabella per professione, calcoli e confrontoIndice dei contenutiQuanto resta davvero in tasca con il forfettario nel 2026Le 3 variabili che determinano il tuo netto realeStipendio netto avvocato forfettario 2026 (Cassa Forense)Stipendio netto psicologo forfettario 2026 (ENPAP)Stipendio netto geometra forfettario 2026 (CIPAG)Stipendio netto fisioterapista forfettario 2026 (Gestione Separata)Stipendio netto medico forfettario 2026 (ENPAM)Stipendio netto architetto/ingegnere forfettario 2026 (Inarcassa)Stipendio netto consulente aziendale / freelance digitale 2026 (Gestione Separata)Come usare questi numeri per decidere se restare in forfettarioAprire una partita IVA in regime forfettario significa rinunciare alla detrazione dei costi ma guadagnare in semplicita’ e in aliquote ridotte. Ma quanti euro restano davvero in tasca a fine anno? La risposta dipende dalla tua professione, dalla tua cassa previdenziale e dai ricavi effettivi. Questa guida risponde con numeri concreti: trovi una tabella dettagliata per ciascuna delle otto professioni più diffuse, con ricavi da 25.000 a 80.000 euro, contributi previdenziali esatti e IRPEF sostitutiva al 15%. Per capire come funziona il meccanismo del coefficiente di redditività che sta alla base di tutti questi calcoli, consulta il nostro articolo dedicato ai coefficienti forfettario 2026.🧮 Calcola subito il tuo netto in forfettarioInvece di leggere tutte le tabelle qui sotto, prova il nostro calcolatore gratuito: inserisci i tuoi ricavi previsti e il tuo settore, e in 5 secondi ottieni il confronto tra regime forfettario e regime ordinario con verdetto su quale ti conviene.→ Apri il calcolatore Forfettario vs Ordinario 2026Tutti i calcoli avvengono sul tuo browser. Nessun dato esce dal tuo dispositivo.Quanto resta davvero in tasca con il forfettario nel 2026Nel regime forfettario il reddito tassabile non coincide con i ricavi incassati. Lo Stato applica un coefficiente di redditività che varia per categoria ATECO: per la grande maggioranza dei professionisti (avvocati, psicologi, medici, architetti, geometri, fisioterapisti, consulenti) il coefficiente è del 78%. Questo significa che su 50.000 euro di ricavi, l’imponibile fiscale è 39.000 euro, non 50.000. Da quella base si detraggono i contributi previdenziali versati, e sull’importo residuo si paga l’IRPEF sostitutiva al 15% (o al 5% per i primi 5 anni di attività).La tabella seguente mostra il netto stimato con 50.000 euro di ricavi annui per le professioni più cercate. I dati tengono conto del coefficiente 78%, dell’aliquota IRPEF al 15% e dei contributi specifici per cassa previdenziale.ProfessioneCassa previdenzialeContributi stimatiIRPEF (15%)Netto stimato% sul lordoAvvocatoCassa Forense (16%)8.000 euro4.650 euro37.350 euro74,7%PsicologoENPAP (10%+2%)4.900 euro5.115 euro39.985 euro80,0%GeometraCIPAG (20%+5%)10.300 euro4.305 euro35.395 euro70,8%FisioterapistaGS INPS (26,07%)10.167 euro4.325 euro35.508 euro71,0%MedicoENPAM (Q.A.+19,5%)9.660 euro4.411 euro35.929 euro71,9%Architetto/IngegnereInarcassa (14,5%+4%)7.655 euro4.701 euro37.644 euro75,3%Consulente/FreelanceGS INPS (26,07%)10.167 euro4.325 euro35.508 euro71,0%Netto stimato con 50.000 euro di ricavi, coeff. 78%, IRPEF 15%, contributi minimi/proporzionali 2026. Valori arrotondati. Fonte: elaborazione Centro Fiscale su normativa vigente.Come si nota, il psicologo porta a casa la quota maggiore (80% del lordo) grazie all’aliquota ENPAP più contenuta, mentre le professioni con Gestione Separata INPS o CIPAG trattengono tra il 70% e il 72%. Si tratta comunque di percentuali molto superiori a quelle del regime ordinario, dove l’IRPEF ordinaria (23-43%) e la detraibilità parziale dei costi rendono il confronto molto più sfavorevole a ricavi bassi o medi.Le 3 variabili che determinano il tuo netto realePrima di entrare nei calcoli per singola professione, è fondamentale capire le tre leve che cambiano concretamente il tuo netto annuo.1. Il coefficiente di redditività (il più impattante)Il coefficiente determina quale percentuale dei tuoi ricavi viene considerata “reddito” ai fini fiscali. Per le professioni tecniche, scientifiche, sanitarie e legali il coefficiente è uniformemente al 78%. Tradotto in pratica: su 60.000 euro incassati, 13.200 euro sono già “esclusi” dalla tassazione in modo forfettario (come se fossero costi). Il problema è che questo funziona bene quando i costi reali sono bassi: se spendi molto in attrezzature, affitti o collaboratori, il forfettario potrebbe essere penalizzante. Per la mappa completa dei coefficienti per codice ATECO consulta il nostro articolo di analisi per settore.2. La cassa previdenziale (la variabile più diversificata)I contributi previdenziali variano enormemente tra professioni. Si va dal 12% dell’ENPAP psicologi (soggettivo sul reddito) al 26,07% della Gestione Separata INPS applicata a fisioterapisti, consulenti e freelance digitali. L’importo dei contributi si deduce dall’imponibile prima del calcolo IRPEF, quindi riduce anche la base tassabile. Le casse con contributi più alti abbattono di più l’IRPEF ma riducono complessivamente il netto disponibile.3. L’aliquota IRPEF sostitutiva: 15% o 5%L’aliquota standard è il 15%. Chi avvia una nuova attività senza aver esercitato attività simile nei 3 anni precedenti beneficia dell’aliquota ridotta del 5% per i primi 5 anni (non 3, come erroneamente si legge). Con il 5%, il netto per un psicologo con 50.000 euro di ricavi sale a circa 43.000 euro (86% del lordo): uno degli elementi più favorevoli dell’intero sistema fiscale italiano per autonomi.La formula generale del netto forfettario:IMPONIBILE FISCALE = Ricavi x Coefficiente (78%) CONTRIBUTI = Imponibile x aliquota cassa (o forfait minimo) BASE IRPEF = Imponibile - Contributi IRPEF SOSTITUTIVA = Base IRPEF x 15% (o 5% startup) NETTO = Ricavi - Contributi - IRPEFStipendio netto avvocato forfettario 2026 (Cassa Forense)L’avvocato in regime forfettario iscrive la propria posizione previdenziale a Cassa Forense, che prevede un contributo soggettivo del 16% sul reddito professionale (aliquota aggiornata al 2024, in precedenza era 15%). A questo si aggiunge un contributo integrativo del 4% sul volume d’affari, che però nel forfettario è addebitato al cliente e non incide sul netto. Il minimo soggettivo 2026 è di circa 2.875 euro: va comunque versato anche se il 16% calcolato sul reddito risultasse inferiore. Per tutti i dettagli sull’apertura e gestione della partita IVA come avvocato, consulta la nostra guida dedicata.Ricavi annuiImponibile (78%)Cassa Forense (16%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro4.000 euro15.500 euro2.325 euro18.675 euro40.000 euro31.200 euro6.400 euro24.800 euro3.720 euro29.880 euro60.000 euro46.800 euro9.600 euro37.200 euro5.580 euro44.820 euro80.000 euro62.400 euro12.800 euro49.600 euro7.440 euro59.760 euroValori stimati. Coefficiente 78%, IRPEF 15%. Il contributo integrativo 4% è escluso perché addebitato al cliente. Minimo soggettivo 2875 euro applicato ai ricavi bassi.Nota importante: il contributo minimo soggettivo Cassa Forense (∼2.875 euro) va versato a prescindere dal reddito effettivo. Chi ha ricavi molto bassi (sotto i 18.000 euro circa) si trova a pagare comunque il minimo, con un impatto proporzionalmente più pesante sul netto.Sei avvocato e vuoi una simulazione personalizzata? Il nostro CAF elabora il calcolo esatto in base alla tua situazione specifica. Richiedi una consulenza gratuita.Stipendio netto psicologo forfettario 2026 (ENPAP)Lo psicologo in forfettario beneficia di un vantaggio previdenziale rispetto ad altre professioni: ENPAP applica un contributo soggettivo del 10% sul reddito (= imponibile forfettario) e un contributo integrativo del 2% sul volume d’affari (ricavi). I minimi 2026 sono 856 euro per il soggettivo e 66 euro per l’integrativo. Questo rende la cassa psicologi tra le più vantaggiose per chi ha ricavi medi, risultando nel netto percentuale più alto tra le professioni analizzate.Un aspetto importante per i professionisti iscritti all’Albo degli Psicologi: le prestazioni psicoterapeutiche sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 del DPR 633/1972. In regime forfettario l’IVA non si applica comunque, ma questa esenzione può rilevare in caso di futura uscita dal regime o per consulenze a enti/aziende.Ricavi annuiImponibile (78%)ENPAP (10%+2%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro2.450 euro17.050 euro2.558 euro19.992 euro40.000 euro31.200 euro3.920 euro27.280 euro4.092 euro31.988 euro60.000 euro46.800 euro5.880 euro40.920 euro6.138 euro47.982 euro80.000 euro62.400 euro7.840 euro54.560 euro8.184 euro63.976 euroValori stimati. ENPAP: 10% su imponibile (reddito) + 2% su ricavi (vol. d’affari). Coefficiente 78%, IRPEF 15%.Per approfondire l’apertura della partita IVA come psicologo e tutti gli aspetti previdenziali ENPAP, leggi la nostra guida completa partita IVA psicologo. Puoi anche confrontarti con le altre professioni sanitarie nell’hub professioni sanitarie.Sei psicologo e vuoi ottimizzare il regime fiscale? Consulta il nostro CAF per una simulazione personalizzata ENPAP e forfettario.Stipendio netto geometra forfettario 2026 (CIPAG)Il geometra in regime forfettario versa i contributi a CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri). L’aliquota soggettiva è del 20% sul reddito (imponibile forfettario, fino a 183.550 euro; 3,5% oltre), a cui si aggiunge un contributo integrativo del 5% sul volume d’affari (ricavi totali). Il minimo annuo 2026 del soggettivo è di circa 4.205 euro. L’integrativo del 5% incide in modo rilevante, rendendola una delle strutture contributive meno favorevoli per il forfettario a ricavi bassi.Ricavi annuiImponibile (78%)CIPAG (20%+5%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro5.455 euro14.045 euro2.107 euro17.438 euro40.000 euro31.200 euro8.240 euro22.960 euro3.444 euro28.316 euro60.000 euro46.800 euro12.360 euro34.440 euro5.166 euro42.474 euro80.000 euro62.400 euro16.480 euro45.920 euro6.888 euro56.632 euroValori stimati. CIPAG: 20% su imponibile (fino a 183.550 euro) + 5% su ricavi. Coefficiente 78%, IRPEF 15%. Minimo soggettivo 2026 circa 4.205 euro (applicato dove il 20% e inferiore).Per una panoramica completa su apertura della partita IVA, codice ATECO e obblighi del geometra in forfettario, consulta la nostra guida partita IVA geometra.Sei geometra e vuoi verificare se il forfettario è la scelta giusta? Richiedi una consulenza al nostro CAF.Stipendio netto fisioterapista forfettario 2026 (Gestione Separata)Il fisioterapista libero professionista in regime forfettario iscrive la propria posizione previdenziale alla Gestione Separata INPS, che prevede per il 2026 un’aliquota del 26,07% sul reddito imponibile (per chi non ha altra copertura previdenziale). Si tratta dell’aliquota più alta tra le casse analizzate, il che riduce significativamente il netto disponibile rispetto a professioni con cassa privata.Un aspetto tecnico importante: i fisioterapisti sono soggetti all’obbligo del Sistema Tessera Sanitaria (TS) per la trasmissione delle spese sanitarie. Questo non incide sul calcolo del netto ma va considerato nella gestione amministrativa.Ricavi annuiImponibile (78%)GS INPS (26,07%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro5.084 euro14.416 euro2.162 euro17.754 euro40.000 euro31.200 euro8.134 euro23.066 euro3.460 euro28.406 euro60.000 euro46.800 euro12.201 euro34.599 euro5.190 euro42.609 euro80.000 euro62.400 euro16.268 euro46.132 euro6.920 euro56.812 euroValori stimati. Gestione Separata INPS 26,07% su imponibile. Coefficiente 78%, IRPEF 15%.Per l’apertura della partita IVA come fisioterapista con tutti i dettagli su codice ATECO, fatturazione e Gestione Separata, consulta la nostra guida partita IVA fisioterapista. Trovi anche la panoramica generale nell’hub professioni sanitarie 2026.Sei fisioterapista e vuoi ottimizzare contributi e regime? Richiedi consulenza CAF.Stipendio netto medico forfettario 2026 (ENPAM)Il medico libero professionista in regime forfettario versa i contributi a ENPAM, la Cassa dei Medici e degli Odontoiatri. Il sistema ENPAM prevede due quote distinte:Quota A: contributo fisso annuale per fascia d’età. Per i medici oltre i 40 anni il valore 2026 è di 2.049,83 euro (importo che cambia ogni anno per indicizzazione).Quota B: contributo proporzionale al reddito libero professionale, pari al 19,5% fino a 150.000 euro di reddito (1% sulla parte eccedente).Attenzione importante: il reddito da intramoenia (attività libero professionale intra-ospedaliera) segue regole previdenziali diverse e non rientra nel regime forfettario. I calcoli di questa tabella si riferiscono esclusivamente all’attività libero professionale pura, fuori struttura.Ricavi annuiImponibile (78%)ENPAM (Q.A. + 19,5%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro5.852 euro (2.050+3.803)13.648 euro2.047 euro17.101 euro40.000 euro31.200 euro8.134 euro (2.050+6.084)23.066 euro3.460 euro28.406 euro60.000 euro46.800 euro11.176 euro (2.050+9.126)35.624 euro5.344 euro43.480 euro80.000 euro62.400 euro14.218 euro (2.050+12.168)48.182 euro7.227 euro58.555 euroValori stimati. Quota A ENPAM 2026: 2.049,83 euro (oltre 40 anni). Quota B: 19,5% su imponibile. Coefficiente 78%, IRPEF 15%.Per una guida completa su partita IVA medico, codici ATECO per specialità e contributi ENPAM 2026, consulta il nostro pillar partita IVA medico 2026 e l’hub professioni sanitarie.Sei medico e vuoi valutare il forfettario per la libera professione? Richiedi consulenza al nostro CAF.Stipendio netto architetto/ingegnere forfettario 2026 (Inarcassa)Architetti e ingegneri liberi professionisti iscritti all’Albo versano i contributi a Inarcassa. La struttura contributiva prevede un soggettivo del 14,5% sul reddito netto professionale (imponibile forfettario) e un integrativo del 4% sul volume d’affari. Il contributo minimo annuo 2026 è di circa 2.500 euro. Inarcassa ha una struttura simile a Cassa Forense, con il netto che si attesta mediamente al 75% dei ricavi.Ricavi annuiImponibile (78%)Inarcassa (14,5%+4%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro3.828 euro (2.828+1.000)15.673 euro2.351 euro18.822 euro40.000 euro31.200 euro6.124 euro (4.524+1.600)25.076 euro3.761 euro30.115 euro60.000 euro46.800 euro9.186 euro (6.786+2.400)37.614 euro5.642 euro45.172 euro80.000 euro62.400 euro12.248 euro (9.048+3.200)50.152 euro7.523 euro60.229 euroValori stimati. Inarcassa: 14,5% su imponibile + 4% su ricavi. Contributo minimo soggettivo 2.500 euro. Coefficiente 78%, IRPEF 15%.Per tutti i dettagli su apertura studio di architettura o ingegneria, codici ATECO e contributi Inarcassa 2026, consulta la nostra guida aprire studio di architettura e ingegneria.Sei architetto o ingegnere e vuoi simulare il tuo netto reale? Richiedi consulenza CAF.Stipendio netto consulente aziendale / freelance digitale 2026 (Gestione Separata)I consulenti aziendali, i social media manager, i copywriter SEO, i designer UX/UI e i content creator che operano in regime forfettario senza altra copertura previdenziale obbligatoria versano i contributi alla Gestione Separata INPS con aliquota del 26,07% sul reddito imponibile. Stessa situazione del fisioterapista, quindi gli stessi calcoli si applicano a questa categoria.Ricavi annuiImponibile (78%)GS INPS (26,07%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro5.084 euro14.416 euro2.162 euro17.754 euro40.000 euro31.200 euro8.134 euro23.066 euro3.460 euro28.406 euro60.000 euro46.800 euro12.201 euro34.599 euro5.190 euro42.609 euro80.000 euro62.400 euro16.268 euro46.132 euro6.920 euro56.812 euroValori stimati. GS INPS 26,07% su imponibile. Coefficiente 78%, IRPEF 15%. Valida per consulenti, social media manager, copywriter, UX/UI, content creator senza altra copertura previdenziale.Per le guide specifiche sulle singole professioni digitali in regime forfettario: partita IVA social media manager, partita IVA copywriter SEO, partita IVA UX/UI designer. Per i consulenti aziendali strutturati, la guida dedicata verrà pubblicata nei prossimi giorni.Sei un freelance digitale e vuoi capire quanto guadagnerai davvero? Richiedi consulenza CAF.Come usare questi numeri per decidere se restare in forfettarioLe tabelle precedenti mostrano il netto in regime forfettario, ma la vera domanda è: conviene rispetto al regime ordinario? La risposta dipende da un solo fattore critico: i tuoi costi reali effettivi.Il forfettario ti è conveniente finché i tuoi costi reali sono inferiori alla quota già forfettizzata dal coefficiente. Con un coefficiente del 78%, lo Stato considera già detratti il 22% dei ricavi come costi. Quindi la soglia di pareggio è:SOGLIA PAREGGIO = (1 - Coefficiente) x Ricavi Esempio con 50.000 euro ricavi: (1 - 0,78) x 50.000 = 11.000 euro di costiSe i tuoi costi reali superano questi 11.000 euro, il regime ordinario (che permette la deduzione effettiva dei costi) inizia a diventare più conveniente sul piano strettamente fiscale. Ma non è tutto: nel regime ordinario si paga IRPEF ordinaria (23-43%), si gestisce l’IVA, si presentano dichiarazioni più complesse. Il vantaggio fiscale del forfettario non è solo nell’aliquota bassa: è anche nella semplicità e nel risparmio sui costi di commercialista.Un esempio pratico per chi ha il coefficiente 78% e 50.000 euro di ricavi:ScenarioCosti realiForfettario conveniente?PerchéFreelance remoto (no ufficio)2.000-4.000 euroSI, nettamenteCosti << 11.000 euro forfettizzatiStudio con affitto piccolo6.000-9.000 euroSI, probabilmenteCosti ancora sotto sogliaStudio con affitto + collaboratore14.000-20.000 euroDA VALUTARECosti superano soglia, calcolo su misuraStudio strutturato, dipendentiOltre 20.000 euroNO, probabilmenteRegime ordinario deducibilità reale più vantaggiosaPer l’analisi completa del meccanismo del coefficiente e come si calcola il reddito imponibile per ogni codice ATECO, leggi il nostro articolo completo sui coefficienti di redditività forfettario 2026: trovi la tabella per settore e una spiegazione dettagliata di come lo Stato “stima” i tuoi costi in modo forfettario.Il confronto forfettario vs ordinario non è mai una risposta unica valida per tutti: dipende dalla tua cassa, dai tuoi ricavi, dai tuoi costi reali e dalla tua età. Un CAF specializzato può calcolare entrambi gli scenari con i tuoi numeri reali e aiutarti a scegliere. Richiedi un confronto forfettario vs ordinario gratuito: il nostro team è specializzato in fiscalità per professionisti e autonomi.Disclaimer: i calcoli presentati in questo articolo sono stime basate su aliquote ufficiali 2026 e coefficiente di redditività del 78%. Non tengono conto di situazioni particolari (pensionati con altra copertura previdenziale, contributi ridotti per neoiscritti, deduzioni specifiche della singola cassa). Per una simulazione personalizzata rivolgiti sempre a un professionista o a un CAF abilitato.Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 21:43:222026-09-27 19:01:53Stipendio netto forfettario 2026: tabella per professione, calcoli e confronto
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionaleSei un avvocato e stai valutando di aprire la partita IVA o di verificare la convenienza del regime forfettario nel 2026? Sei nel posto giusto. Con oltre 154.828 avvocati in regime forfettario (dati Corte dei Conti 2024), questa categoria professionale è in assoluto il primo settore per numero di contribuenti forfettari in Italia: il 7,44% di tutti i professionisti che applicano questo regime. Una scelta fiscale che, se ben strutturata, può fare una differenza concreta sul reddito netto annuo.In questa guida trovi tutto quello che ti serve: codice ATECO, contributi Cassa Forense, RC professionale obbligatoria, soglie di accesso, fatturazione e un caso pratico con i numeri reali.Indice dei contenutiAvvocati in forfettario: 154.000 professionisti – il settore #1Codice ATECO 69.10.10 e coefficiente di redditività 78%Cassa Forense vs Gestione Separata INPS: quale previdenza per l’avvocatoContributi Cassa Forense 2026: soggettivo, integrativo e maternitàRC professionale obbligatoria per avvocati: L. 247/2012 art. 12Aprire studio legale: requisiti, forme giuridiche e adempimentiSoglia 85.000 euro e causa ostativa 35.000 euro da lavoro dipendenteFatturazione dell’avvocato in forfettario: bollo, ritenuta e rimborsiCaso pratico: calcolo netto avvocato 50.000 euro forfettario vs ordinarioIl CAF può aiutarti: preventivo personalizzato gratuitoAvvocati in forfettario: 154.000 professionisti – il settore #1Secondo l’analisi della Corte dei Conti sui dati fiscali 2024, gli avvocati che applicano il regime forfettario sono 154.828, pari al 7,44% dell’intera platea dei contribuenti forfettari italiani. Non è un caso: la professione forense, con i suoi costi strutturali contenuti (soprattutto nelle fasi iniziali) e ricavi che raramente superano la soglia degli 85.000 euro nei primi anni, si sposa perfettamente con questo regime agevolato.Il forfettario è un regime fiscale semplificato pensato per i professionisti con ricavi annui entro 85.000 euro. In parole semplici: paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi 5 anni di nuova attività) invece di IRPEF ordinaria, IRAP e addizionali. Non hai l’obbligo di contabilità ordinaria, non addebiti l’IVA ai tuoi clienti e la gestione fiscale diventa molto più snella.Vuoi confrontare i coefficienti di tutti i settori professionali e capire dove si colloca l’avvocato? Leggi la nostra analisi: Coefficienti di redditività forfettario 2026: analisi per settore.Codice ATECO 69.10.10 e coefficiente di redditività 78%Il codice ATECO dell’avvocato è 69.10.10 – Attività degli studi legali. Questo codice identifica tutte le attività di consulenza e assistenza legale svolta da avvocati iscritti all’Albo: cause civili, penali, amministrative, consulenza stragiudiziale, redazione di atti.Nel regime forfettario, ogni categoria ATECO ha un coefficiente di redditività: una percentuale che viene applicata ai ricavi lordi per calcolare il reddito imponibile. Immagina che il coefficiente rappresenti la quota dei tuoi incassi che si considera “guadagno netto” ai fini fiscali — il resto viene considerato automaticamente come costo (senza bisogno di giustificare le spese reali).Per gli avvocati (e per tutte le attività professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie) il coefficiente è del 78%. Significa che se incassi 50.000 euro in un anno, il tuo reddito imponibile sarà di 39.000 euro (50.000 x 78%). Su questo imponibile pagherai l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% nei primi 5 anni).Ricavi annuiImponibile (78%)Imposta 15%Imposta 5% (startup)30.000 €23.400 €3.510 €1.170 €50.000 €39.000 €5.850 €1.950 €80.000 €62.400 €9.360 €3.120 €Cassa Forense vs Gestione Separata INPS: quale previdenza per l’avvocatoUno dei punti di maggiore confusione per chi apre la partita IVA come avvocato riguarda la previdenza obbligatoria: devo iscrivermi alla Cassa Forense o alla Gestione Separata INPS?La risposta è precisa e dipende dall’iscrizione all’Albo:Avvocato iscritto all’Albo degli Avvocati → iscrizione a Cassa Forense obbligatoria (L. 21/1952 e Regolamento Unico Cassa Forense). Non puoi scegliere la Gestione Separata.Professionista che svolge attività giuridica senza iscrizione all’Albo (es. praticante non abilitato, mediatore) → Gestione Separata INPS.In sintesi: se hai superato l’esame di Stato e sei iscritto all’Albo, la Cassa Forense è il tuo unico interlocutore previdenziale. La Gestione Separata INPS con aliquota 26,07% (o 24% con altra copertura) non si applica agli avvocati iscritti all’Albo.Per approfondire il ruolo del consulente del lavoro e il confronto con altre categorie, vedi: Partita IVA Consulente del Lavoro 2026.Contributi Cassa Forense 2026: soggettivo, integrativo e maternitàLa Cassa Forense è l’ente previdenziale degli avvocati italiani. Versare i contributi è obbligatorio per tutti gli iscritti all’Albo, anche quando si è in regime forfettario. Il sistema contributivo si articola in tre voci principali:1. Contributo soggettivoÈ il contributo pensionistico principale, calcolato sul reddito professionale netto. Prevede un minimo annuo che gli avvocati devono comunque versare, anche se il reddito è inferiore a tale soglia. Per il 2026 l’aliquota base si aggira intorno al 14-15% del reddito professionale, con un minimo annuo indicativamente tra i 2.700 e i 3.000 euro (ti consigliamo di verificare l’importo esatto per il 2026 direttamente sul sito della Cassa Forense, poiché viene aggiornato ogni anno).2. Contributo integrativoIl contributo integrativo è pari al 4% del fatturato e viene addebitato direttamente ai clienti come voce separata in fattura. In pratica, non è a tuo carico economico diretto: lo anticipa il cliente e tu lo riversi alla Cassa. Anche i forfettari devono addebitare questo 4%.3. Contributo di maternitàUn contributo fisso annuo, uguale per tutti gli iscritti indipendentemente dal reddito. L’importo è indicativamente di poche decine di euro l’anno (verifica l’importo aggiornato sul sito Cassa Forense).I contributi alla Cassa Forense si dichiarano tramite il Modello 5, la dichiarazione annuale dei redditi da presentare alla Cassa entro il 30 settembre di ogni anno.RC professionale obbligatoria per avvocati: L. 247/2012 art. 12Dal 2013, la polizza di responsabilità civile professionale è obbligatoria per tutti gli avvocati ai sensi dell’art. 12 della Legge 247/2012 (Riforma dell’Ordinamento Forense). Non si tratta di una semplice raccomandazione: l’avvocato che esercita senza polizza RC viola i doveri deontologici e può essere soggetto a provvedimenti disciplinari.La polizza deve coprire i danni causati ai clienti nell’esercizio dell’attività professionale. I massimali minimi variano in base alla complessità dell’attività e all’eventuale apporto di collaboratori. I costi medi per un avvocato in regime forfettario (studio individuale, attività media) oscillano indicativamente tra i 200 e i 600 euro annui, in base all’assicuratore e ai massimali scelti.Per un confronto completo sulle polizze RC professionali obbligatorie, consulta la nostra guida: Polizze RC professionali obbligatorie: guida per liberi professionisti 2026. Trovi anche la scheda specifica sulla RC avvocati: RC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026.Aprire studio legale: requisiti, forme giuridiche e adempimentiPer esercitare la professione forense in modo autonomo e aprire uno studio legale occorre soddisfare i seguenti requisiti:Laurea magistrale in GiurisprudenzaTirocinio professionale di 18 mesi presso uno studio legale abilitatoEsame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forenseIscrizione all’Albo degli Avvocati presso il Consiglio dell’Ordine localePEC (Posta Elettronica Certificata) obbligatoria per la comunicazione ufficialeForme giuridiche per lo studio legaleStudio individuale: la forma più semplice, ideale per chi avvia l’attività in regime forfettario. Piena responsabilità personale.Studio associato: associazione tra più professionisti. Struttura flessibile ma non è compatibile con il forfettario (causa ostativa: partecipazione associativa).STA – Società Tra Avvocati (L. 247/2012 art. 4-bis): forma societaria dedicata esclusivamente agli avvocati, introdotta dalla Riforma forense. Prevede regole specifiche di governance e incompatibile con il regime forfettario.Per chi è all’inizio della carriera o ha ricavi contenuti, lo studio individuale in regime forfettario è la scelta più efficiente: meno adempimenti, meno costi di gestione, imposta fissa e vantaggiosa.Soglia 85.000 euro e causa ostativa 35.000 euro da lavoro dipendentePer accedere al regime forfettario nel 2026 devi rispettare due condizioni economiche fondamentali:Soglia ricavi: 85.000 euroI ricavi o compensi dell’anno precedente non devono superare 85.000 euro. Se nel 2025 hai incassato meno di 85.000 euro come avvocato, nel 2026 puoi restare o entrare in forfettario. Se hai superato 85.000 euro nel corso del 2026, esci dal regime dall’anno successivo (2027). Se superi i 100.000 euro nello stesso anno, l’uscita è immediata con ricalcolo IVA.Causa ostativa: 35.000 euro da reddito dipendenteQuesta regola è particolarmente rilevante per chi svolge sia l’attività forense sia un’attività di lavoro dipendente (es. docente universitario, dipendente di ente pubblico). Se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 35.000 euro (soglia elevata da 30.000 a 35.000 dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024), non puoi applicare il forfettario.Attenzione: la soglia da verificare è quella dell’anno precedente. Se nel 2025 hai percepito 36.000 euro come dipendente, nel 2026 non puoi essere forfettario, anche se i ricavi come avvocato sono sotto gli 85.000 euro.Fatturazione dell’avvocato in forfettario: bollo, ritenuta e rimborsiLe fatture emesse dall’avvocato in forfettario hanno alcune caratteristiche specifiche da rispettare:Marca da bollo 2 euroI forfettari non addebitano l’IVA. Proprio perché non c’è IVA, scatta l’obbligo di marca da bollo (2 euro) su ogni fattura il cui imponibile supera 77,47 euro. Il bollo virtuale si versa tramite F24 con appositi codici tributo.Ritenuta d’acconto: NON applicabileNel regime forfettario, il cliente non deve applicare la ritenuta d’acconto sull’onorario dell’avvocato. Devi inserire in fattura la dicitura obbligatoria:“Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”Rimborsi spese e anticipazioniI rimborsi spese documentati (marche da bollo pagate per il cliente, spese di cancelleria, contributo unificato anticipato) non entrano nel calcolo del reddito forfettario se trattati correttamente come rimborso di anticipazioni in nome e per conto del cliente. Le spese anticipate “in nome e per conto” del cliente non sono ricavo per il forfettario: vanno distinte in fattura e documentate.Caso pratico: calcolo netto avvocato 50.000 euro forfettario vs ordinarioVediamo un esempio concreto per capire quanto rimane effettivamente in tasca a un avvocato con 50.000 euro di ricavi annui, confrontando forfettario e regime ordinario.Ipotesi: avvocato iscritto all’Albo, nessun reddito da dipendente, contributi Cassa Forense calcolati indicativamente (soggettivo + maternità, escluso l’integrativo che è a carico del cliente).VoceForfettarioRegime ordinarioRicavi lordi50.000 €50.000 €Imponibile fiscale39.000 € (78% x 50k)Reddito netto reale (ricavi – costi deducibili)Imposta sostitutiva/IRPEF5.850 € (15%)~10.500 € (IRPEF scaglioni + addizionali)Contributi Cassa Forense (stima)~5.500-7.000 €~5.500-7.000 €Reddito netto stimato~37.000-38.650 €~30.000-33.000 €Nota: i valori sono stime orientative. Il reddito netto in regime ordinario dipende dai costi reali deducibili (affitto studio, software, aggiornamento professionale, ecc.). Per un calcolo preciso sulla tua situazione specifica, ti consigliamo un preventivo personalizzato con un esperto CAF.Vuoi simulare il calcolo con il tuo dato reale? Usa il nostro tool: Excel Calcolo Tasse Forfettario 2026: Tool Gratuito.Il CAF può aiutarti: preventivo personalizzato gratuitoAprire la partita IVA come avvocato, valutare la convenienza del forfettario rispetto al regime ordinario, gestire il Modello 5 per la Cassa Forense, capire come fatturare correttamente: sono tutte attività che richiedono attenzione e aggiornamento costante.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per professionisti e partite IVA. Puoi prenotare un appuntamento, richiedere un preventivo gratuito o contattarci per qualsiasi chiarimento fiscale.Approfondisci anche la guida alla partita IVA per psicologi, un’altra categoria con coefficiente 78%: Partita IVA Psicologo 2026: Guida Completa.Contattaci:CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, UdineTel. 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 14:00:002026-07-03 07:54:49Partita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale
Medici e Odontoiatri, NOTIZIEFatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TSLa fatturazione odontoiatra 2026 presenta caratteristiche specifiche che la distinguono nettamente da quella di altre professioni sanitarie. Tra iscrizione all’Albo CAO, contributi ENPAM, invio al Sistema Tessera Sanitaria e divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni a privati, l’odontoiatra deve gestire un quadro adempimenti complesso. In questa guida analizziamo tutto quello che serve sapere sulla fatturazione odontoiatra 2026, dalle differenze rispetto al dentista tradizionale fino agli esempi pratici di fattura corretta.Indice dei contenutiDentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenzialiIscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei MediciRegime fiscale dell’odontoiatraENPAM 2026: Quota A e Quota BSistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026Divieto fatturazione elettronica SdI per privatiStruttura della fattura odontoiatra con esempioSoftware di fatturazione consigliatiCasi particolari: odontoiatra con doppia laureaDomande frequentiDentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenzialiUna delle prime confusioni che incontriamo riguarda la differenza tra dentista e odontoiatra. Nel linguaggio comune i due termini sono usati come sinonimi, ma sul piano professionale e fiscale esistono differenze sostanziali. L’odontoiatra è il professionista laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria (corso quinquennale), iscritto all’Albo degli Odontoiatri (CAO) presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Il termine “dentista” è invece l’uso colloquiale che indica chi esercita la professione, ma solo gli iscritti all’Albo CAO possono legalmente esercitare.Sul piano fiscale e previdenziale, le differenze emergono soprattutto nei seguenti aspetti: l’odontoiatra è sempre un professionista sanitario, soggetto agli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria, all’iscrizione obbligatoria all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Medici e Odontoiatri), e al rispetto della normativa sulla privacy GDPR per i dati sanitari dei pazienti. La fatturazione odontoiatra 2026 segue quindi regole specifiche del comparto sanitario, diverse da quelle applicabili ad altri professionisti.Titolo abilitante: Laurea in Odontoiatria e Protesi DentariaAlbo professionale: CAO (Commissione Albo Odontoiatri)Cassa previdenziale: ENPAM (Fondo Generale Quota A + Quota B)Obblighi sanitari: Sistema TS, GDPR, autorizzazioni ASLCodice ATECO: 86.23.00 (Attività degli studi odontoiatrici)Iscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei MediciL’iscrizione all’Albo degli Odontoiatri (CAO) è il prerequisito assoluto per poter esercitare la professione e quindi per emettere fatture. La CAO è una commissione interna all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia in cui il professionista intende esercitare. Senza iscrizione, qualsiasi prestazione odontoiatrica configurerebbe il reato di esercizio abusivo della professione ai sensi dell’art. 348 c.p.I documenti necessari per l’iscrizione all’Albo CAO includono: certificato di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, attestato di abilitazione all’esercizio professionale, documento d’identità in corso di validità, codice fiscale, due fotografie formato tessera e versamento della tassa di iscrizione annuale (variabile per Ordine provinciale, generalmente tra 150 e 250 euro). Una volta iscritto, il professionista riceve il numero di iscrizione all’Albo che dovrà obbligatoriamente comparire in ogni fattura emessa.Contestualmente all’iscrizione all’Albo, scatta l’obbligo di iscrizione all’ENPAM, che avviene in modo automatico tramite comunicazione dell’Ordine. Il neo-odontoiatra deve poi aprire la partita IVA con codice ATECO 86.23.00 presso l’Agenzia delle Entrate e iscriversi alla Camera di Commercio se esercita in forma di studio associato o societaria.Regime fiscale dell’odontoiatra: forfettario, ordinario o semplificatoL’odontoiatra che apre partita IVA deve scegliere il regime fiscale più adatto alla propria situazione. Le opzioni principali sono tre: regime forfettario, regime semplificato e regime ordinario. La scelta incide direttamente sul carico fiscale, sugli adempimenti contabili e sulla modalità di fatturazione.Il regime forfettario è spesso conveniente per i giovani odontoiatri che iniziano l’attività. Prevede un’imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attività) calcolata su un reddito determinato applicando il coefficiente di redditività del 78% ai compensi incassati. Il limite di ricavi è di 85.000 euro annui. In pratica, l’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP: invece di pagare tasse separate, se ne paga una sola.Il regime semplificato e quello ordinario diventano invece obbligatori sopra gli 85.000 euro di ricavi o quando l’odontoiatra preferisce dedurre analiticamente tutte le spese (affitto studio, attrezzature, materiali, collaboratori). In questo caso si applicano le aliquote IRPEF ordinarie e occorre tenere una contabilità più strutturata. La scelta del regime è un passaggio delicato: il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la convenienza concreta in base ai tuoi numeri.ENPAM 2026: Quota A e Quota B per gli odontoiatriL’ENPAM è la cassa previdenziale obbligatoria per medici e odontoiatri. La contribuzione si articola in due voci: Quota A (contributo fisso a fasce di età) e Quota B (contributo proporzionale al reddito libero professionale). Conoscere gli importi ENPAM 2026 è essenziale per pianificare correttamente la fatturazione odontoiatra 2026 e gestire la liquidità.La Quota A è un contributo fisso annuale, suddiviso in fasce di età. Per il 2026 gli importi sono:Fino a 30 anni: 152,37 euroDa 30 a 34 anni: 304,73 euroDa 35 a 39 anni: 591,47 euroDa 40 a 44 anni: 1.109,92 euroDa 45 anni in poi: 2.049,83 euroContributo maternità: 84,26 euro (aggiuntivo per tutti gli iscritti)La Quota B si calcola sul reddito libero professionale netto dichiarato. Per il 2026 l’aliquota è del 19,50% fino al massimale di 140.000 euro, con un’aliquota di solidarietà dell’1% sull’eccedenza. Ad esempio, un odontoiatra con reddito libero professionale di 100.000 euro paga Quota B pari a 19.500 euro; se il reddito sale a 160.000 euro, paga 27.500 euro (19,50% di 140.000 + 1% di 20.000).È importante ricordare che la Quota A è dovuta indipendentemente dal reddito (anche con reddito zero) ed è rateizzabile in più rate annuali. La Quota B si paga in autoliquidazione tramite Modello D (dichiarazione redditi ENPAM) entro fine luglio dell’anno successivo a quello di riferimento.Sistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026Il Sistema Tessera Sanitaria (TS) è il portale gestito dal MEF tramite Sogei che raccoglie le spese sanitarie sostenute dai cittadini per la dichiarazione precompilata 730. Tutti gli odontoiatri sono obbligati a trasmettere i dati delle prestazioni erogate, indicando importo, tipologia e codice fiscale del paziente.La grande novità per il 2026 riguarda la cadenza dell’invio. Dopo anni di alternanza tra invio semestrale e mensile, dal 2026 il Sistema TS prevede un invio annuale unico. Tutte le fatture emesse nel corso del 2026 dovranno essere trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa semplificazione riduce gli adempimenti periodici ma richiede maggiore attenzione nel monitorare scadenze e correttezza dei dati prima dell’invio finale.Il paziente conserva il diritto di opposizione all’invio dei propri dati al Sistema TS. In caso di opposizione (che deve essere annotata in fattura), la prestazione non viene trasmessa e non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando manualmente la documentazione. La gestione corretta delle opposizioni è uno degli aspetti più delicati della fatturazione odontoiatra 2026.Divieto fatturazione elettronica via SdI per privati: novita permanenteUno degli aspetti più importanti della fatturazione odontoiatra 2026 è il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni rese a privati cittadini. Questa misura, originariamente introdotta come temporanea per tutelare la privacy sanitaria, è stata resa permanente dal DLgs 81/2025.In concreto, questo significa che l’odontoiatra NON deve mai inviare allo SdI le fatture emesse verso pazienti privati, anche se ha optato per la fatturazione elettronica per altre tipologie di clienti. Le fatture verso privati vanno emesse esclusivamente in formato cartaceo o PDF, e trasmesse al Sistema TS secondo le scadenze viste sopra.Restano invece soggette alla normale fatturazione elettronica via SdI le prestazioni rese verso: aziende (B2B), pubblica amministrazione (B2G), cliniche e strutture sanitarie che non sono soggetti privati. In questi casi la fattura deve essere emessa in formato XML e trasmessa tramite SdI come per qualsiasi altro professionista.Struttura della fattura odontoiatra con esempio praticoLa fattura odontoiatra deve contenere alcuni elementi obbligatori, alcuni comuni a tutte le fatture professionali e altri specifici del settore sanitario. Vediamo la struttura completa con un esempio pratico.Intestazione professionista: nome, cognome, indirizzo studio, partita IVA, codice fiscaleNumero iscrizione Albo CAO e Ordine di appartenenzaDati paziente: nome, cognome, indirizzo, codice fiscaleNumero progressivo fattura e data emissioneDescrizione prestazione: visita, otturazione, devitalizzazione, protesi, ecc.Importo e modalità di pagamentoEsenzione IVA art. 10 DPR 633/72 (prestazioni sanitarie)Marca da bollo da 2 euro per importi superiori a 77,47 euroEventuale annotazione opposizione TS da parte del pazienteEcco un esempio pratico: l’odontoiatra Marco Rossi (P.IVA 01234567890, iscritto Albo CAO Udine n. 1234) emette fattura n. 45/2026 del 15 giugno 2026 alla paziente Anna Bianchi (CF BNCNNA80A41L483K) per una devitalizzazione di 350 euro. La fattura sarà esente IVA ex art. 10 DPR 633/72, con marca da bollo da 2 euro (importo > 77,47 euro), e dovrà essere trasmessa al Sistema TS entro il 1° febbraio 2027. Se la paziente si oppone all’invio, l’odontoiatra annota in fattura: “Il paziente ha manifestato opposizione all’invio dei dati al Sistema TS”.Software di fatturazione consigliati per odontoiatriLa scelta del software di fatturazione giusto fa la differenza tra una gestione fluida e mille grattacapi. Per gli odontoiatri il software deve gestire correttamente: emissione fatture cartacee/PDF per privati, fatture elettroniche XML per aziende, integrazione con il Sistema TS, gestione opposizioni, archiviazione decennale, e idealmente anche scadenziario pagamenti e remind ai pazienti.Tra le soluzioni più apprezzate dai professionisti sanitari segnaliamo Fatturazione Italia, una piattaforma cloud italiana che gestisce nativamente la fatturazione sanitaria con invio automatico al Sistema TS, gestione opposizioni paziente, esenzione IVA art. 10 DPR 633/72 e marca da bollo automatica sopra i 77,47 euro. Il vantaggio principale è la semplicità d’uso anche per chi non ha competenze contabili e l’assistenza in italiano.Qualunque sia la tua scelta, verifica che il software sia conforme al GDPR per la gestione dei dati sanitari, che offra backup automatici e che mantenga le fatture in conservazione sostitutiva a norma per i 10 anni richiesti dalla normativa.Casi particolari: odontoiatra con doppia laurea medico-chirurgoUn caso particolare riguarda i professionisti con doppia laurea: medico chirurgo e odontoiatra. Questi professionisti, abilitati ad entrambe le professioni, possono essere iscritti contemporaneamente all’Albo dei Medici Chirurghi e all’Albo degli Odontoiatri (CAO), ma con regole specifiche sulla contribuzione ENPAM e sulla fatturazione.Sul fronte previdenziale ENPAM, il professionista con doppia iscrizione versa una sola Quota A (quella più favorevole o quella corrispondente all’attività prevalente), mentre la Quota B si calcola sul reddito complessivo derivante da entrambe le attività. È quindi importante mantenere una contabilità separata tra le prestazioni mediche e quelle odontoiatriche per documentare correttamente i redditi.Sul fronte fiscale, il professionista può emettere fatture indicando l’iscrizione all’Albo competente per la specifica prestazione: una visita medica generale richiama l’iscrizione all’Ordine dei Medici, una devitalizzazione richiama l’iscrizione CAO. Per evitare errori e ottimizzare la fatturazione odontoiatra 2026 in casi così particolari, è fondamentale affidarsi a un commercialista o a un CAF con esperienza specifica nel settore sanitario.Domande frequenti sulla fatturazione odontoiatra 2026L’odontoiatra deve emettere fattura elettronica via SdI?No, per le prestazioni rese a pazienti privati è vietato l’invio della fattura allo SdI. Il divieto, introdotto a tutela della privacy sanitaria, è stato reso permanente dal DLgs 81/2025. Le fatture verso privati vanno emesse in cartaceo o PDF e trasmesse al Sistema TS. Solo le fatture verso aziende, PA e altre strutture sanitarie vanno inviate via SdI.Quando va inviato il Sistema TS nel 2026?Dal 2026 il Sistema TS prevede invio annuale unico. Tutte le prestazioni del 2026 vanno trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa cadenza annuale sostituisce le precedenti scadenze semestrali o mensili, semplificando gli adempimenti ma richiedendo maggiore attenzione nella verifica finale dei dati.Quanto si paga di ENPAM Quota A nel 2026?La Quota A 2026 varia per fascia d’età: 152,37 euro fino a 30 anni, 304,73 euro da 30 a 34 anni, 591,47 euro da 35 a 39 anni, 1.109,92 euro da 40 a 44 anni, 2.049,83 euro dai 45 anni. A questi importi si aggiunge il contributo maternità di 84,26 euro per tutti gli iscritti.L’odontoiatra in regime forfettario applica IVA?No, né in regime forfettario né in regime ordinario. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ex art. 10 DPR 633/72, indipendentemente dal regime fiscale. L’odontoiatra deve sempre indicare in fattura tale esenzione e applicare la marca da bollo da 2 euro per fatture superiori a 77,47 euro.Cosa succede se il paziente si oppone all’invio al Sistema TS?Se il paziente esercita il diritto di opposizione, l’odontoiatra deve annotare l’opposizione in fattura e non trasmettere i dati al Sistema TS. La prestazione non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando la documentazione cartacea alla dichiarazione redditi. È buona prassi conservare evidenza scritta dell’opposizione manifestata. Conclusione: affidati al CAF Centro FiscaleLa fatturazione odontoiatra 2026 richiede attenzione a un quadro normativo complesso: Sistema TS con scadenza annuale al 1° febbraio 2027, divieto SdI permanente per privati, contributi ENPAM Quota A e Quota B, esenzione IVA, marca da bollo e gestione delle opposizioni. Un errore in qualsiasi di questi adempimenti può costare sanzioni significative.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione odontoiatra 2026, la scelta del regime fiscale o la gestione ENPAM? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza dedicata.Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 09:00:002026-05-24 09:38:39Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TS