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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Cessione del Quinto della Pensione: Stop alle Doppie Trattenute e Nuova Decorrenza

Pensione 2026 INPS

La cessione del quinto della pensione è uno strumento di credito molto utilizzato dai pensionati italiani, che consente di ottenere un prestito con rimborso direttamente trattenuto sulla pensione INPS. Negli ultimi anni, tuttavia, molti pensionati si sono trovati a fare i conti con un problema serio: le cosiddette doppie trattenute, ovvero situazioni in cui la rata del prestito veniva decurtata dalla pensione sia nel mese di inizio che in quelli successivi, generando addebiti duplicati o sfasamenti temporali che colpivano duramente il reddito mensile. Con le nuove disposizioni in vigore nel 2026, l’INPS ha finalmente messo ordine su questo fronte, stabilendo regole più chiare sulla decorrenza delle rate e sulle modalità di rettifica in caso di trattenute errate.

In questa guida completa spieghiamo come funziona oggi la cessione del quinto per i pensionati, cosa sono le doppie trattenute, come evitarle e come chiedere il rimborso se hai subito addebiti non dovuti. Se sei un pensionato che ha stipulato o sta valutando una cessione del quinto, questa è la lettura che fa per te.

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Cos’è la cessione del quinto della pensione

La cessione del quinto è una forma di prestito personale riservata ai lavoratori dipendenti e ai pensionati INPS (ma anche di altri enti previdenziali). Il meccanismo è semplice: la rata mensile di rimborso viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dal cedolino pensione e versata all’istituto di credito che ha erogato il prestito. Il nome deriva dal fatto che la rata non può superare il quinto (20%) della pensione o dello stipendio netto.

Per i pensionati, la cessione del quinto presenta alcune caratteristiche peculiari rispetto ai lavoratori dipendenti:

  • Importo massimo cedibile: il 20% della pensione netta mensile, con il vincolo che l’importo residuo non scenda sotto la soglia del minimo vitale (pari all’assegno sociale maggiorato del 50%, attualmente circa 807 euro nel 2026);
  • Durata del prestito: da 24 a 120 mesi (da 2 a 10 anni);
  • Intermediario obbligatorio: l’INPS funge da sostituto nella trattenuta e nel versamento alla banca o finanziaria;
  • Assicurazione obbligatoria: deve essere stipulata una polizza vita e una polizza rischio impiego (o, per i pensionati, una polizza analoga sul rischio di sopravvivenza).

Rispetto ad altri prestiti, la cessione del quinto è considerata più sicura per la banca (che ha la garanzia della trattenuta diretta) e generalmente più accessibile per il pensionato, anche in presenza di altri debiti o di una cattiva storia creditizia.

Il problema delle doppie trattenute: cosa sono e perché accadono

Le doppie trattenute sono uno dei problemi più ricorrenti e più fastidiosi per i pensionati che hanno stipulato una cessione del quinto. In termini pratici, si tratta di una situazione in cui nello stesso mese vengono decurtate dalla pensione due rate invece di una, oppure in cui la rata inizia a essere trattenuta prima del previsto, creando un addebito aggiuntivo non previsto dal piano di rimborso.

Questo fenomeno può avvenire per diverse ragioni:

  • Rinnovo o sostituzione del prestito: quando un pensionato estingue anticipatamente un vecchio contratto e ne stipula uno nuovo (cosiddetto consolidamento), il passaggio tra vecchio e nuovo piano di rimborso può generare sovrapposizioni temporanee nelle trattenute;
  • Ritardo nell’inserimento a sistema: l’INPS riceve la notifica del nuovo contratto con un certo ritardo rispetto all’erogazione del prestito, e nel frattempo continua a trattenere la rata del vecchio contratto; quando il nuovo viene caricato, parte la doppia decurtazione;
  • Errori nei dati trasmessi dalla banca: errori nell’invio del flusso informatico tra finanziaria e INPS, con decorrenze sbagliate o importi non aggiornati;
  • Problemi nel blocco del vecchio contratto: l’estinzione del precedente finanziamento non viene comunicata tempestivamente all’INPS, che continua a trattenere la vecchia rata in parallelo con quella nuova.

Il risultato per il pensionato è un accredito mensile sensibilmente inferiore al previsto, con conseguenti difficoltà nel far fronte alle spese quotidiane. In alcuni casi documentati, la pensione netta arrivava addirittura sotto il minimo vitale, violando le tutele di legge.

Le nuove regole 2026 sulla decorrenza: cosa cambia

Con le nuove istruzioni operative diramate dall’INPS nel corso del 2026, l’Istituto ha ridefinito le regole sulla decorrenza delle trattenute per la cessione del quinto, intervenendo su tre aspetti fondamentali:

1. Decorrenza dalla prima rata effettiva

La rata della cessione del quinto deve decorrere dal primo mese intero successivo alla data di stipula del contratto e alla comunicazione ufficiale all’INPS. In pratica, se il contratto viene firmato il 15 maggio, la prima trattenuta non può scattare prima del mese di luglio. La regola precedente era più ambigua e lasciava spazio a interpretazioni che consentivano alle finanziarie di anticipare la prima rata al mese successivo alla firma, anche se l’INPS non aveva ancora ricevuto tutta la documentazione.

2. Stop automatico alla vecchia trattenuta in caso di rinnovo

In caso di estinzione anticipata e contestuale stipula di un nuovo contratto (il cosiddetto rinnovo della cessione del quinto), l’INPS è ora tenuto a bloccare la trattenuta del vecchio contratto nello stesso mese in cui attiva quella del nuovo. Non possono coesistere nello stesso cedolino due trattenute per due diversi contratti di cessione del quinto, salvo casi eccezionali espressamente previsti (come la delega sul 20% residuo, che è uno strumento separato).

3. Procedura accelerata di rettifica

L’INPS ha introdotto una procedura semplificata di rimborso per i pensionati che hanno subito doppie trattenute. Non è più necessario presentare un ricorso formale o attendere mesi: basta presentare una specifica istanza attraverso il portale INPS MyINPS o il patronato, allegando il piano di ammortamento del prestito e i cedolini pensione degli ultimi 6 mesi. Il rimborso delle somme indebitamente trattenute deve avvenire entro 90 giorni dalla domanda.

AspettoRegole precedentiNuove regole 2026
Decorrenza prima rataDal mese successivo alla firma (anche parziale)Dal primo mese intero dopo comunicazione completa all’INPS
Rinnovo contrattoPossibile sovrapposizione temporanea di 1-2 mesiStop automatico vecchia rata al momento attivazione nuova
Rimborso doppia trattenutaIter ricorso formale (fino a 6-12 mesi)Procedura semplificata entro 90 giorni
Verifica minimo vitaleControllo a campioneControllo automatico preventivo nel sistema INPS

Come funziona la decorrenza nella pratica: un esempio concreto

Supponiamo che Maria, pensionata con assegno netto di 1.400 euro al mese, stipuli il 10 giugno 2026 un contratto di cessione del quinto da 12.000 euro, con 84 rate mensili da 190 euro circa.

Con le nuove regole, ecco cosa accade:

  • Giugno 2026: pensione accreditata integralmente (1.400 euro), nessuna trattenuta perché il contratto è stato firmato nel corso del mese e la documentazione completa arriva all’INPS entro fine giugno;
  • Luglio 2026: prima trattenuta di 190 euro; pensione netta = 1.210 euro;
  • Da agosto 2026 in poi: trattenuta mensile regolare di 190 euro per 82 mesi.

Con le vecchie regole (e in assenza di controlli adeguati), la trattenuta poteva scattare già a giugno (prima rata), e a luglio poteva verificarsi una seconda decurtazione per “recuperare” il mese precedente in cui la comunicazione era arrivata in ritardo, generando una doppia trattenuta da 380 euro sul cedolino di luglio.

Un altro scenario tipico riguarda il rinnovo. Poniamo che Maria avesse già una vecchia cessione del quinto con rata mensile di 150 euro, che estingue contestualmente all’accensione del nuovo contratto. Con le nuove regole:

  • Il vecchio contratto viene bloccato a giugno 2026 (la banca riceve il saldo estintivo);
  • Il nuovo contratto parte con la prima rata a luglio 2026;
  • Sul cedolino di luglio compare solo la nuova rata da 190 euro, non più quella vecchia da 150 euro.

Prima del 2026 era frequente che su luglio comparissero entrambe le rate (vecchia + nuova), con il cedolino che segnava una trattenuta complessiva di 340 euro, ovvero il 24% della pensione netta: oltre il limite legale del 20%.

Il limite del quinto: calcolo e tutele sul minimo vitale

La legge stabilisce che la rata della cessione del quinto non può mai superare il 20% della pensione netta mensile. Questo limite ha una doppia funzione: protegge il pensionato dall’indebitamento eccessivo e garantisce alla banca che l’importo trattenuto sia sempre sostenibile rispetto al reddito.

Ma c’è un secondo vincolo, ancora più importante: la pensione residua dopo la trattenuta non può scendere sotto il minimo vitale, calcolato come l’importo dell’assegno sociale maggiorato del 50%. Per il 2026, l’assegno sociale ammonta a circa 538 euro mensili; il minimo vitale è quindi pari a circa 807 euro al mese.

Questo significa che se la pensione di una persona è di 900 euro, il 20% (180 euro) porterebbe la pensione residua a 720 euro, sotto il minimo vitale. In questo caso l’INPS è tenuto a ridurre la rata al massimo importo trattenibile compatibile con il minimo, ovvero 93 euro (900 – 807 = 93 euro).

Pensione netta mensileRata massima teorica (20%)Controllo minimo vitale (807€)Rata effettivamente applicabile
800 €160 €800 – 160 = 640 € < 807 €NON cedibile (pensione troppo bassa)
1.000 €200 €1.000 – 200 = 800 € < 807 €Max 193 € (1.000 – 807 = 193 €)
1.200 €240 €1.200 – 240 = 960 € > 807 €240 € (pieno 20%)
1.500 €300 €1.500 – 300 = 1.200 € > 807 €300 € (pieno 20%)

Le nuove disposizioni del 2026 prevedono che questo controllo venga effettuato automaticamente e preventivamente dal sistema informatico dell’INPS al momento dell’accettazione del flusso di dati inviato dalla banca. In passato, la verifica era a campione o posticipata, con il risultato che le trattenute partivano anche quando avrebbero dovuto essere ridotte o bloccate.

Come richiedere il rimborso per doppie trattenute già subite

Se hai subito doppie trattenute in passato (anche prima del 2026), puoi comunque chiedere il rimborso. Ecco la procedura aggiornata:

Verifica il cedolino pensione

Il primo passo è consultare i cedolini pensione degli ultimi 12-24 mesi tramite il portale INPS (sezione “La mia pensione” o via PIN/SPID). Devi verificare che:

  • La voce “trattenuta cessione del quinto” non compaia due volte nello stesso cedolino;
  • L’importo trattenuto non superi il 20% della pensione lorda o non violi il minimo vitale;
  • La decorrenza della prima rata coincida con quanto previsto dal contratto.

Se trovi anomalie, puoi verificare anche il piano di ammortamento ricevuto dalla banca o dalla finanziaria al momento della firma del contratto. Su quel documento è riportata con precisione la data di partenza della prima rata e l’importo di ogni singola rata.

Presenta la domanda di rimborso

Hai due canali ufficiali:

  • Portale INPS MyINPS (myinps.inps.it) → sezione “Prestazioni e servizi” → “Rimborso trattenute eccedenti cessione del quinto”. Occorre SPID o CIE di livello 2;
  • Patronato o CAF: puoi rivolgerti gratuitamente a un patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine) che presenterà la domanda per tuo conto e seguirà la pratica fino al rimborso.

La documentazione necessaria è:

  • Copia del contratto di cessione del quinto (o dei contratti se si tratta di rinnovo);
  • Piano di ammortamento in vigore;
  • Cedolini pensione degli ultimi 6-12 mesi;
  • Documento di identità valido;
  • Codice IBAN su cui ricevere il rimborso.

Entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, l’INPS deve effettuare il rimborso delle somme indebitamente trattenute, accreditandole direttamente sulla pensione del mese successivo all’accoglimento dell’istanza o tramite bonifico bancario.

Cessione del quinto e delega di pagamento: la differenza

Molti pensionati confondono la cessione del quinto con la delega di pagamento (o delegazione di pagamento). Si tratta di due strumenti diversi, anche se simili:

  • Cessione del quinto: il pensionato cede una quota (massimo 1/5) del suo reddito al creditore. Questa è la forma base e la più comune;
  • Delega di pagamento: permette di ottenere un secondo prestito in aggiunta alla cessione del quinto già in essere, fino a un altro quinto della pensione. In pratica, con cessione + delega si può arrivare a trattenere fino al 40% della pensione (due quinti), ma solo se rimane garantito il minimo vitale.

Il punto critico è che cessione del quinto e delega devono essere trattate separatamente nel cedolino pensione. Non devono mai essere sommate nella stessa voce, perché altrimenti non è possibile verificare che ciascuna non superi il limite del 20%.

Con le nuove regole 2026, anche per la delega di pagamento valgono le stesse tutele anti-doppie-trattenute previste per la cessione del quinto: stop automatico in caso di rinnovo e decorrenza corretta dalla prima rata.

I diritti del pensionato: cosa può fare se l’INPS non risponde

Se hai presentato domanda di rimborso e l’INPS non ha risposto entro 90 giorni, o ha respinto la tua istanza senza motivi validi, hai a disposizione diversi strumenti di tutela:

Ricorso amministrativo interno

Puoi presentare un ricorso al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla comunicazione del diniego (o entro 90 giorni dalla scadenza del termine di silenzio-inadempimento). Il ricorso è gratuito e può essere assistito dal patronato.

Ricorso giudiziario

Se il ricorso amministrativo non dà esito positivo, è possibile rivolgersi al Tribunale del Lavoro competente per territorio. Le controversie in materia di prestazioni previdenziali sono esenti da contributo unificato, quindi il procedimento è a costo contenuto. In caso di importi modesti (fino a 2.500 euro), è possibile ricorrere al Giudice di Pace.

Arbitro Bancario Finanziario (ABF)

Se la responsabilità della doppia trattenuta è della banca o finanziaria (ad esempio perché ha inviato in ritardo la comunicazione di estinzione del vecchio contratto), puoi presentare un esposto all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un organismo indipendente di risoluzione stragiudiziale delle controversie bancarie. Il procedimento ABF è rapido (6-9 mesi) e a basso costo (20 euro di rimborso spese, rifusi se il ricorso viene accolto).

Come evitare le doppie trattenute: consigli pratici

Prevenire è meglio che curare. Ecco alcune raccomandazioni concrete per evitare di incappare nel problema delle doppie trattenute:

  • Firma il contratto nei primi giorni del mese: così la documentazione completa arriva all’INPS entro il mese stesso e la prima trattenuta parte regolarmente il mese successivo, senza ambiguità;
  • Controlla il piano di ammortamento: la data della prima rata deve corrispondere esattamente a ciò che ti viene comunicato dalla banca; se c’è discordanza, segnalalo immediatamente;
  • Conserva la ricevuta dell’estinzione anticipata: in caso di rinnovo, conserva la ricevuta dell’estinzione del vecchio prestito e il documento che attesta la comunicazione inviata all’INPS; è la prova principale in caso di contestazione;
  • Monitora il cedolino pensione: controlla ogni mese il tuo cedolino su INPS MyINPS; le irregolarità vanno segnalate entro 30 giorni per una procedura di rimborso più rapida;
  • Affidati a un patronato: il patronato o un CAF ti supporta gratuitamente nella verifica dei cedolini e nella presentazione di eventuali istanze di rimborso.

Cessione del quinto della pensione: vale la pena nel 2026?

Nonostante il problema delle doppie trattenute (ora in via di risoluzione normativa), la cessione del quinto resta uno degli strumenti di credito più convenienti per i pensionati, in particolare per chi:

  • Non ha garanzie immobiliari da offrire per un mutuo;
  • Ha una storia creditizia negativa o è segnalato in CRIF;
  • Ha bisogno di un importo contenuto (da 5.000 a 60.000 euro) con rimborso rateale certo;
  • Preferisce una rata fissa e prevedibile rispetto a forme di credito revolving.

I tassi di interesse sulla cessione del quinto sono regolati dalla Banca d’Italia attraverso i tassi soglia trimestrali. I tassi effettivi variano in base all’importo, alla durata e all’eta’ del richiedente; per avere un quadro aggiornato, è sempre consigliabile richiedere preventivi a più istituti e verificare i tassi soglia pubblicati trimestralmente dalla Banca d’Italia. È sempre consigliabile confrontare le offerte di più istituti prima di firmare.

Leggi anche: Cessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza Rate

Leggi anche: Cedolino Pensione Giugno 2026 Online: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo

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Domande Frequenti (FAQ)

Quante rate al massimo può avere una cessione del quinto pensione?

La durata massima è di 120 mesi (10 anni). La durata minima è di 24 mesi. In genere i contratti più comuni hanno durata di 60, 84 o 120 rate.

Posso avere sia la cessione del quinto che la delega di pagamento sulla stessa pensione?

Sì, è possibile cumulare cessione del quinto (1/5) e delega di pagamento (1/5), arrivando a trattenere fino al 40% della pensione, a condizione che il residuo mensile non sia inferiore al minimo vitale (circa 807 euro nel 2026).

Cosa succede se il pensionato muore prima di estinguere il prestito?

La polizza assicurativa obbligatoria collegata alla cessione del quinto copre il rischio di premorienza: in caso di decesso del pensionato, la compagnia assicuratrice salda il debito residuo alla banca. Gli eredi non sono tenuti a rimborsare il prestito.

Entro quanto tempo l’INPS deve rispondere alla domanda di rimborso per doppie trattenute?

Con le nuove regole 2026, l’INPS deve accogliere o rigettare la domanda di rimborso entro 90 giorni dalla presentazione. Se non risponde entro questo termine, si configura il silenzio-inadempimento, contro cui è possibile presentare ricorso.

Posso estinguere anticipatamente la cessione del quinto?

Sì. Hai il diritto di estinguere anticipatamente il prestito in qualsiasi momento, pagando il debito residuo decurtato degli interessi non maturati (rimborso proporzionale secondo la formula dell’ammortamento francese). In caso di estinzione anticipata per rinnovo, il nuovo contratto deve indicare esattamente l’importo del saldo estintivo.

Come faccio a sapere se la rata che mi viene trattenuta è corretta?

Accedi al portale INPS MyINPS con SPID o CIE, vai alla sezione “La mia pensione” e controlla il cedolino mensile. La voce “cessione del quinto” deve riportare l’importo contrattualmente previsto nel piano di ammortamento. Se la cifra non coincide, contatta subito il patronato o il CAF più vicino.

Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 10:49:372026-06-02 10:09:59Cessione del Quinto della Pensione: Stop alle Doppie Trattenute e Nuova Decorrenza
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Cessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza Rate

Pensione 2026 INPS

L’INPS ha aggiornato le regole per i rinnovi della cessione del quinto pensione: le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di rimborso, non dal mese successivo alla stipula del contratto. Una modifica che riguarda migliaia di pensionati italiani che hanno in corso un prestito con cessione del quinto o stanno valutando di rinnovarlo.

In questa guida spieghiamo cosa cambia, chi è interessato, come funziona la nuova procedura e cosa fare se stai per rinnovare il tuo contratto di cessione del quinto.

Cos’è la cessione del quinto pensione (e perché è diversa dal prestito normale)

La cessione del quinto pensione è una forma di prestito personale riservata ai pensionati INPS e INPDAP. Il rimborso avviene attraverso una trattenuta diretta sulla pensione mensile, gestita dall’INPS che versa direttamente le rate alla banca o alla finanziaria.

Il nome “cedere il quinto” deriva dal fatto che la rata mensile non può superare il 20% (un quinto) dell’importo netto della pensione. Questo rende il prodotto sicuro sia per il pensionato (che non rischia di perdere l’intera pensione) sia per la banca (che riceve il pagamento direttamente dall’ente previdenziale).

I vantaggi principali rispetto a un prestito tradizionale sono:

  • Accesso facilitato: non servono buste paga o garanzie aggiuntive
  • Tasso fisso: la rata rimane invariata per tutta la durata del contratto
  • Nessun rischio insolvenza: l’INPS garantisce il pagamento automatico
  • Durata fino a 120 mesi (10 anni)

Cosa cambia con le nuove regole INPS 2026: la decorrenza economica

L’aggiornamento introdotto dall’INPS con la circolare sulle Quote Quinto riguarda specificamente il momento in cui partono le trattenute nei contratti di rinnovo. Vediamo la differenza tra vecchie e nuove regole.

Vecchia regola: la trattenuta partiva il mese dopo la stipula

In precedenza, quando un pensionato rinnovava un contratto di cessione del quinto in scadenza, la prima trattenuta sul nuovo piano di rimborso veniva applicata il mese successivo alla stipula del contratto. Questo poteva creare un disallineamento: ad esempio, se il contratto vecchio scadeva ad aprile ma il rinnovo veniva firmato a metà maggio, la prima rata del nuovo contratto partiva a giugno.

Nuova regola: la trattenuta parte dalla decorrenza economica

Con il nuovo aggiornamento INPS, nei rinnovi della cessione del quinto pensione le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di ammortamento. In pratica, l’INPS allinea l’inizio delle rate alla data in cui il contratto diventa economicamente efficace, indipendentemente da quando è stato materialmente firmato.

Facciamo un esempio pratico per capire meglio:

Esempio: Mario ha una cessione del quinto in scadenza ad aprile 2026. Il 10 maggio firma il rinnovo con la stessa banca. La decorrenza economica del nuovo contratto è il 1° maggio 2026. Secondo le nuove regole INPS, la prima trattenuta sul nuovo piano viene applicata alla pensione di maggio 2026 (o il prima possibile dopo la comunicazione all’istituto), non a giugno come avveniva in precedenza.

Perché l’INPS ha aggiornato le Quote Quinto?

La modifica nasce da due esigenze principali:

  • Maggiore coerenza contrattuale: allineare il pagamento delle rate alla data in cui il prestito diventa economicamente efficace evita situazioni in cui il pensionato ha già ricevuto le somme ma non ha ancora iniziato a rimborsarle.
  • Semplificazione amministrativa: la nuova procedura standardizza il trattamento dei rinnovi, riducendo le anomalie contabili tra l’ente previdenziale e le finanziarie.

L’aggiornamento si inserisce nel più ampio percorso di revisione delle procedure di gestione dei prestiti previdenziali che l’INPS sta portando avanti per migliorare la trasparenza e la correttezza nella gestione delle trattenute.

Chi è interessato dalle nuove regole?

Le nuove regole si applicano ai pensionati INPS che:

  • Hanno un contratto di cessione del quinto pensione in scadenza e stanno valutando il rinnovo
  • Hanno già rinnovato un contratto nel corso del 2026, dopo l’aggiornamento delle Quote Quinto INPS
  • Stanno stipulando un nuovo contratto di cessione del quinto in sostituzione di uno precedente

Non sono interessati da questa modifica i pensionati che stipulano un contratto di cessione del quinto per la prima volta, senza rinnovo di un piano preesistente: per loro le regole di decorrenza ordinaria rimangono invariate.

Le regole si applicano ai pensionati che percepiscono:

  • Pensione di vecchiaia INPS
  • Pensione anticipata (quota 103, opzione donna)
  • Pensione di invalidità
  • Pensione di reversibilità
  • Vitalizi ex dipendenti pubblici (INPDAP/NoiPA)

Come funziona il rinnovo della cessione del quinto pensione: la procedura step by step

Se stai per rinnovare la tua cessione del quinto, ecco come funziona la procedura aggiornata:

  1. Richiesta di rinnovo: contatti la banca o la finanziaria con cui hai il contratto in corso (o una diversa) per richiedere il rinnovo.
  2. Nuova istruttoria: l’istituto verifica i tuoi dati pensionistici aggiornati (importo netto pensione, età, aspettativa di vita residua) per calcolare l’importo massimo erogabile e la rata massima.
  3. Estinzione anticipata del vecchio contratto: contestualmente al rinnovo, il vecchio contratto viene estinto anticipatamente. Hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti (polizza vita e rischio impiego).
  4. Comunicazione all’INPS: la banca trasmette all’INPS il nuovo piano di ammortamento indicando la decorrenza economica.
  5. Applicazione della trattenuta: l’INPS applica la trattenuta a partire dalla decorrenza economica indicata nel contratto, non dal mese successivo alla comunicazione.

Importo massimo, requisiti e limiti della cessione del quinto pensione

Indipendentemente dalla novità sulla decorrenza, ricordiamo i requisiti fondamentali che rimangono invariati:

Requisiti per accedere alla cessione del quinto pensione

  • Pensione netta sufficiente: deve essere superiore alla soglia minima impignorabile, pari all’importo dell’assegno sociale aumentato della metà. La soglia si aggiorna ogni anno con la rivalutazione ISTAT e va verificata al momento della richiesta.
  • Età: generalmente fino a 85-90 anni (ogni istituto ha i propri criteri)
  • Aspettativa di vita residua: deve essere compatibile con la durata del piano di rimborso

Calcolo della rata massima

La rata mensile massima è pari a un quinto (20%) della pensione netta mensile. Ad esempio:

  • Pensione netta 1.200 euro/mese → rata massima 240 euro/mese
  • Pensione netta 1.800 euro/mese → rata massima 360 euro/mese
  • Pensione netta 2.500 euro/mese → rata massima 500 euro/mese

Durata del contratto

La durata massima è di 120 mesi (10 anni). La durata effettiva dipende dall’età del pensionato e dall’aspettativa di vita calcolata dalle tavole attuariali usate dalla compagnia assicurativa che copre il rischio.

Cosa fare se hai già rinnovato nel 2026: come verificare la correttezza delle trattenute

Se hai già rinnovato la tua cessione del quinto nel 2026 e vuoi verificare che le trattenute siano state applicate correttamente secondo le nuove regole, puoi:

  1. Controlla il cedolino INPS: accedi al portale MyINPS e visualizza il dettaglio delle trattenute mensili sul tuo cedolino pensionistico.
  2. Verifica la decorrenza: la prima trattenuta dovrebbe corrispondere alla decorrenza economica indicata nel contratto di rinnovo.
  3. Confronta con il piano di ammortamento: richiedi alla banca o alla finanziaria il prospetto completo del piano per verificare che le rate corrispondano a quelle trattenute dall’INPS.
  4. In caso di discrepanza: segnala immediatamente sia alla banca sia al patronato CAF per verificare se è necessario presentare un’istanza di rettifica all’INPS.

Domande frequenti sulla cessione del quinto pensione e le nuove regole INPS

Posso rinnovare la cessione del quinto prima della scadenza?

Sì, è possibile rinnovare (o estinguere anticipatamente) la cessione del quinto anche prima della scadenza naturale del contratto. In questo caso, hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti. Tuttavia, valuta attentamente se conviene: l’estinzione anticipata può comportare penali e la nuova polizza assicurativa riparte da zero.

Con le nuove regole pago più rate?

No, il numero totale di rate e l’importo del prestito rimangono invariati. Cambia solo il momento in cui parte la prima trattenuta: le rate sono le stesse, ma allineate alla decorrenza economica del contratto. In alcune situazioni, questo potrebbe significare una prima trattenuta più ravvicinata rispetto al passato.

La cessione del quinto pensione è tassata?

No, le somme ricevute tramite cessione del quinto non sono tassate come reddito: si tratta di un prestito, non di un guadagno. Gli interessi pagati, però, non sono detraibili fiscalmente (a differenza, ad esempio, degli interessi sul mutuo prima casa).

Cosa succede se la pensione diminuisce durante il contratto?

Se l’importo della pensione si riduce (ad esempio per effetto di revisioni INPS), la trattenuta non può superare il quinto del nuovo importo. La banca o la finanziaria si farà carico di verificare che i limiti siano rispettati. In caso di pensione già vicina al minimo impignorabile, il contratto potrebbe diventare insostenibile.

Come faccio a sapere qual è la mia decorrenza economica?

La decorrenza economica è indicata nel contratto di finanziamento che hai firmato con la banca o la finanziaria. Di solito coincide con la data di erogazione delle somme o con il primo giorno del mese successivo alla stipula. Leggi con attenzione le condizioni contrattuali o chiedi una spiegazione all’istituto erogante.

Il ruolo del CAF nel monitoraggio della cessione del quinto

Il CAF Centro Fiscale di Udine può supportarti nelle pratiche di patronato legate alla tua pensione, inclusa la verifica dei cedolini INPS e il controllo delle trattenute mensili. Se noti discrepanze tra il piano di rimborso della cessione del quinto e quanto trattenuto dall’INPS, il patronato può aiutarti a:

  • Interpretare il cedolino pensionistico
  • Verificare la correttezza delle trattenute rispetto al contratto
  • Presentare istanze di verifica o rettifica all’INPS
  • Assistere nella comunicazione con la banca o finanziaria

Per qualsiasi dubbio sulla tua pensione o sulle trattenute INPS, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, oppure chiamaci al 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:272026-06-01 22:36:27Cessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza Rate
PATRONATO

NASPI 2026: Guida Completa Indennità Disoccupazione (Requisiti, Importo, Durata)

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione che l’INPS eroga ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Nel 2026 la NASPI continua a essere uno strumento fondamentale di sostegno al reddito per chi si trova senza occupazione.

In questa guida completa alla NASPI 2026 scoprirai tutto quello che devi sapere: dai requisiti per richiederla, all’importo mensile che ti spetta, dalla durata dell’indennità alle modalità di calcolo, fino alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Se hai perso il lavoro o stai per essere licenziato, questa è la risorsa definitiva per capire come funziona la NASPI, quanto ti spetta e come fare domanda all’INPS.

Cos’è la NASPI e a chi spetta

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è stata introdotta nel 2015 dal D.Lgs. 22/2015 per sostituire le precedenti indennità di disoccupazione (ASpI e mini-ASpI).

A chi spetta la NASPI?

  • Lavoratori dipendenti (settore privato e pubblico con contratto a tempo determinato)
  • Apprendisti
  • Soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato
  • Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato
  • Dipendenti a tempo determinato delle Amministrazioni Pubbliche

Chi è escluso dalla NASPI:

  • Dipendenti pubblici a tempo indeterminato
  • Operai agricoli (che hanno la disoccupazione agricola)
  • Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale
  • Lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata

Requisiti NASPI 2026: cosa serve per richiederla

Per avere diritto alla NASPI nel 2026 devi soddisfare 3 requisiti fondamentali:

1. Stato di disoccupazione involontaria

Devi trovarti in stato di disoccupazione per una delle seguenti cause:

  • Licenziamento (individuale o collettivo)
  • Risoluzione consensuale per giusta causa (mobbing, mancato pagamento stipendio, molestie)
  • Dimissioni per giusta causa (ad esempio: mancato pagamento dello stipendio, mobbing, molestie sessuali, modifica peggiorativa delle mansioni)
  • Dimissioni durante la maternità (dalla gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del bambino)
  • Scadenza del contratto a tempo determinato
  • Perdita di qualifica di socio lavoratore di cooperativa

Attenzione: le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASPI, salvo i casi di giusta causa sopra elencati.

2. Requisito contributivo: almeno 13 settimane di contributi

Nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione devi aver versato almeno 13 settimane di contribuzione.

Si considerano validi:

  • Contributi previdenziali obbligatori
  • Contributi figurativi per maternità obbligatoria, malattia e infortunio (entro certi limiti)
  • Contributi volontari

Esempio: se hai perso il lavoro il 15 gennaio 2026, devi aver versato almeno 13 settimane di contributi dal 15 gennaio 2022 al 14 gennaio 2026.

3. Requisito lavorativo: almeno 30 giorni di lavoro effettivo

Nei 12 mesi precedenti la disoccupazione devi aver lavorato almeno 30 giorni effettivi (indipendentemente dal numero di ore lavorate).

Si considerano utili:

  • Giorni di lavoro effettivamente prestato
  • Giorni di assenza per maternità obbligatoria
  • Giorni di assenza per infortunio sul lavoro
  • Giorni di congedo parentale

Non si contano: periodi di malattia, aspettativa non retribuita, permessi non retribuiti.

Importo NASPI 2026: quanto spetta al mese

L’importo mensile della NASPI si calcola in base alla retribuzione media lorda degli ultimi 4 anni.

Come si calcola l’importo NASPI

Step 1: si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni.

Step 2: si applica la formula:

  • Se la retribuzione media è fino a 1.352,19 euro/mese (importo 2025, aggiornato annualmente):
    NASPI = 75% della retribuzione media
  • Se la retribuzione media è superiore a 1.352,19 euro/mese:
    NASPI = 75% di 1.352,19 euro + 25% della parte eccedente

Massimale NASPI 2026: l’importo massimo erogabile è di circa 1.550 euro/mese (importo stimato, da confermare con circolare INPS).

Esempio di calcolo NASPI

Caso 1: Retribuzione media = 1.200 euro/mese
NASPI = 75% di 1.200 = 900 euro/mese

Caso 2: Retribuzione media = 1.800 euro/mese
NASPI = (75% di 1.352,19) + (25% di 447,81) = 1.014,14 + 111,95 = 1.126,09 euro/mese

Caso 3: Retribuzione media = 2.500 euro/mese
NASPI massima = circa 1.550 euro/mese (raggiunto il massimale)

Riduzione progressiva dell’importo NASPI

Importante: dopo i primi 6 mesi (182 giorni), l’importo della NASPI si riduce del 3% ogni mese.

Esempio:
NASPI iniziale: 1.000 euro/mese
Dal 7° mese: 970 euro/mese (-3%)
Dall’8° mese: 940,90 euro/mese (-3%)
E così via fino all’esaurimento.

Durata NASPI 2026: per quanto tempo spetta

La durata della NASPI dipende dalle settimane di contribuzione versate nei 4 anni precedenti la disoccupazione.

Regola generale:
La NASPI spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive versate nei 4 anni precedenti.

Esempi di durata NASPI

  • Contribuzione 1 anno (52 settimane): NASPI per 26 settimane (6 mesi)
  • Contribuzione 2 anni (104 settimane): NASPI per 52 settimane (12 mesi)
  • Contribuzione 3 anni (156 settimane): NASPI per 78 settimane (18 mesi)
  • Contribuzione 4 anni o più (208+ settimane): NASPI per 104 settimane (24 mesi, durata massima)

Durata massima NASPI: 24 mesi (2 anni)

Attenzione: la NASPI si interrompe automaticamente in caso di:

  • Nuova occupazione con contratto subordinato a tempo indeterminato
  • Pensionamento
  • Perdita dello stato di disoccupazione
  • Assenza ingiustificata alla convocazione dei centri per l’impiego
  • Mancata partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro

Come fare domanda NASPI 2026: procedura e scadenze

La domanda di NASPI si presenta esclusivamente online all’INPS.

Scadenza domanda NASPI

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Attenzione alla decorrenza:

  • Se presenti domanda entro 8 giorni dalla cessazione: NASPI dall’8° giorno successivo alla cessazione
  • Se presenti domanda dopo 8 giorni: NASPI dal giorno successivo alla presentazione (perdi i giorni precedenti)

Esempio:
Ultimo giorno di lavoro: 31 gennaio 2026
Domanda entro: 8 aprile 2026 (68 giorni)
NASPI decorre da: 8 febbraio 2026 (se domanda presentata entro il 7 febbraio)

Come presentare domanda NASPI online

Hai 3 modalità per presentare la domanda:

1. Online sul sito INPS (con SPID, CIE o CNS):

  • Accedi al portale INPS con la tua identità digitale
  • Vai in “Prestazioni e servizi” → “Domanda di NASPI”
  • Compila tutti i campi richiesti
  • Allega i documenti (se richiesti)
  • Invia la domanda

2. Tramite Contact Center INPS:

  • Chiama il numero verde 803 164 (da fisso, gratuito)
  • Chiama il numero 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

3. Tramite CAF o patronato:

  • Rivolgiti a un CAF o patronato di fiducia
  • Il CAF presenterà la domanda per tuo conto
  • Il servizio è gratuito

Documenti necessari per la domanda NASPI

  • Documento d’identità valido
  • Codice fiscale
  • Lettera di licenziamento o dimissioni (per giusta causa)
  • Buste paga degli ultimi 4 anni (per calcolo retribuzione)
  • IBAN del conto corrente per l’accredito
  • DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) se non ancora rilasciata

NASPI con dimissioni o licenziamento: quando spetta

La NASPI spetta solo in caso di perdita involontaria del lavoro. Vediamo caso per caso.

NASPI con licenziamento

Licenziamento per giusta causa, giustificato motivo o collettivo: diritto pieno alla NASPI.

Licenziamento disciplinare: diritto alla NASPI se il licenziamento è legittimo.

NASPI con dimissioni

Dimissioni volontarie: NO NASPI (nessun diritto).

Dimissioni per giusta causa: SÌ NASPI nei seguenti casi:

  • Mancato pagamento della retribuzione (anche parziale e reiterato)
  • Molestie sessuali sul luogo di lavoro
  • Mobbing (comportamenti persecutori reiterati)
  • Modifica peggiorativa delle condizioni di lavoro (mansioni, orario, sede)
  • Mancata applicazione del CCNL
  • Comportamenti ingiuriosi del datore di lavoro
  • Rischio per la salute e sicurezza sul lavoro

Dimissioni durante la maternità: SÌ NASPI se date:

  • Durante il periodo di gravidanza
  • Fino al 1° anno di vita del bambino

NASPI con risoluzione consensuale

Risoluzione consensuale: NO NASPI (salvo che sia intervenuta in sede protetta presso l’Ispettorato del Lavoro per comportamenti del datore).

Risoluzione consensuale presso le sedi protette (DTL): SÌ NASPI.

NASPI con contratto a tempo determinato

Scadenza naturale del contratto: SÌ NASPI (hai diritto pieno).

Mancato rinnovo: SÌ NASPI.

Dimissioni durante contratto a termine: NO NASPI (salvo giusta causa).

NASPI e nuovo lavoro: cosa succede se trovi occupazione

Se mentre percepisci la NASPI trovi un nuovo lavoro, devi comunicarlo subito all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

NASPI con nuovo lavoro dipendente

Contratto a tempo indeterminato: NASPI sospesa, poi decade.

Contratto a tempo determinato o intermittente (inferiore a 6 mesi):

  • Se reddito previsto fino a 8.500 euro/anno: NASPI compatibile (importo ridotto dell’80% del reddito)
  • Se reddito previsto oltre 8.500 euro/anno: NASPI sospesa per la durata del contratto

NASPI con partita IVA

Se apri una partita IVA mentre percepisci NASPI:

  • Se reddito previsto fino a 5.500 euro/anno: NASPI compatibile (importo ridotto dell’80% del reddito)
  • Se reddito previsto oltre 5.500 euro/anno: NASPI decade

Comunicazione obbligatoria: devi comunicare all’INPS l’apertura della partita IVA e il reddito presunto entro 30 giorni.

NASPI e liquidazione anticipata

Se vuoi avviare un’attività autonoma o di impresa, puoi richiedere la liquidazione anticipata della NASPI residua in un’unica soluzione.

Requisiti:

  • Avvio attività di lavoro autonomo o impresa individuale
  • Sottoscrizione di una quota di cooperativa in cui andrai a lavorare

Ricevi in un’unica soluzione il saldo residuo della NASPI (meno le trattenute fiscali).

Novità NASPI 2026: cosa cambia con la Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2026 conferma l’impianto della NASPI senza modifiche strutturali, ma con alcuni aggiornamenti:

1. Aggiornamento massimali NASPI

Ogni anno l’INPS aggiorna i massimali in base all’inflazione:

  • Massimale retribuzione: circa 1.352 euro/mese (da confermare con circolare INPS 2026)
  • Importo massimo NASPI: circa 1.550 euro/mese

2. Condizionalità rafforzata

Nel 2026 continua l’obbligo di partecipazione attiva alle politiche del lavoro:

  • DID obbligatoria: Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro
  • Convocazioni dei Centri per l’Impiego: la mancata partecipazione comporta la decadenza dalla NASPI
  • Partecipazione a corsi di formazione: obbligo di adesione se proposti dal Centro per l’Impiego
  • Accettazione di offerte congrue: rischio decadenza se rifiuti offerte di lavoro adeguate

3. Integrazione con Supporto Formazione Lavoro (SFL)

I percettori di NASPI che non hanno altri redditi familiari e non trovano occupazione possono accedere al Supporto Formazione e Lavoro (misura introdotta nel 2024), che prevede:

  • 350 euro/mese per 12 mesi (dopo l’esaurimento della NASPI)
  • Obbligo di partecipazione a progetti di formazione
  • Destinato a nuclei familiari senza redditi o con ISEE molto basso

Domande frequenti sulla NASPI 2026

Quanto tempo ci vuole per ricevere la NASPI dopo la domanda?

L’INPS impiega mediamente 30-60 giorni per l’istruttoria della domanda. Il primo pagamento avviene solitamente entro 2 mesi dalla presentazione della domanda.

Posso fare domanda di NASPI se ho già 67 anni?

No, se hai già maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni con almeno 20 anni di contributi) non hai diritto alla NASPI.

La NASPI è tassata?

Sì, la NASPI è un reddito soggetto a tassazione IRPEF. L’INPS applica le ritenute fiscali direttamente sull’importo mensile. Dovrai inserirla nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi).

Posso richiedere la NASPI se lavoro part-time e perdo il lavoro?

Sì, i lavoratori part-time hanno diritto alla NASPI alle stesse condizioni dei lavoratori full-time. L’importo sarà calcolato sulla base della retribuzione effettivamente percepita.

Posso prendere la NASPI se ho un altro lavoro part-time?

Sì, se il reddito del lavoro part-time è inferiore a 8.500 euro/anno. L’importo della NASPI sarà ridotto dell’80% del reddito da lavoro dipendente.

Se trovo lavoro e poi lo riperdo, posso riprendere la NASPI precedente?

Sì, se il nuovo rapporto di lavoro dura meno di 6 mesi, puoi chiedere la riattivazione della NASPI precedente (per la parte residua) oppure una nuova NASPI (se hai i requisiti contributivi).

La NASPI vale come contributi per la pensione?

Sì, i periodi di percezione della NASPI sono coperti da contribuzione figurativa valida ai fini del diritto e della misura della pensione.

Conclusione: affidati al CAF per la tua domanda NASPI

La NASPI 2026 è un sostegno fondamentale per chi perde il lavoro, ma le regole sono complesse e gli errori nella domanda possono causare ritardi o addirittura il rigetto della pratica.

Hai perso il lavoro e vuoi richiedere la NASPI? Non rischiare di perdere tempo e denaro: affidati al CAF Centro Fiscale di Udine.

I nostri esperti ti aiuteranno a:

  • Verificare se hai i requisiti per la NASPI
  • Calcolare l’importo esatto che ti spetta
  • Preparare e presentare la domanda online all’INPS
  • Seguire l’istruttoria e risolvere eventuali problemi
  • Massimizzare la durata e l’importo dell’indennità

Chiama subito il CAF Centro Fiscale di Udine:
Tel: 0432 1638640
WhatsApp: 366 6018121

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Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Il servizio è completamente gratuito. Prenota ora il tuo appuntamento e ottieni la NASPI che ti spetta senza errori e senza ritardi.

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Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-01 09:00:002026-02-23 15:21:46NASPI 2026: Guida Completa Indennità Disoccupazione (Requisiti, Importo, Durata)
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

Pensione Giugno 2026: Arriva Oggi? Verifica Accredito e Importi

Pensione 2026 INPS

La pensione di giugno 2026 arriva lunedì 1 giugno, primo giorno bancabile del mese. Il 2 giugno è festivo (Festa della Repubblica), ma cade di martedì e non impatta sull’accredito. Il calendario Poste segue la consueta turnazione alfabetica A-Z. Vediamo le date precise, gli importi attesi (rivalutati con perequazione ISTAT +1,4%) e come verificare velocemente l’accredito.

Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

1 giugno 2026 lunedì: accredito regolare

Il 1° giugno 2026 cade di lunedì, giorno bancabile a tutti gli effetti. Quindi l’accredito della pensione avviene regolarmente lunedì 1° giugno sia per Poste che per banche, senza anticipi o ritardi. La giornata festiva del 2 giugno (Festa della Repubblica) non interferisce perché è successiva. I pensionati che ricevono accredito su BancoPosta o conto bancario vedono la pensione disponibile dalla mattina del 1° giugno.

Calendario Poste turnazione A-Z

Per i pensionati che ritirano contanti agli sportelli delle Poste Italiane, vale la turnazione alfabetica per gestire l’afflusso. Il calendario tipico di giugno 2026:

GiornoCognomi
Lunedì 1 giugnoA – B
Mercoledì 3 giugno (chiuso il 2)C – D
Giovedì 4 giugnoE – K
Venerdì 5 giugnoL – O
Sabato 6 giugno (mattina)P – R
Lunedì 8 giugnoS – Z

Importi giugno: cosa cambia rispetto a maggio

La pensione di giugno 2026 è già rivalutata con la perequazione ISTAT +1,4%, applicata da gennaio. Rispetto a maggio possono variare:

  • Addizionali IRPEF: prosegue la rateazione delle addizionali regionali e comunali, 4ª rata di 11 (regionale) e 4ª di 9 (comunale).
  • Eventuali conguagli da ricalcoli pensione.
  • L’importo lordo resta lo stesso, mentre il netto può variare di pochi euro per le trattenute fiscali.

Trattenute giugno: addizionali in corso

A giugno 2026 sono attive queste trattenute fisse:

  • IRPEF mensile in acconto su scaglioni 2026 (23% fino 28k, 35% fino 50k, 43% oltre).
  • 4ª rata addizionale regionale a saldo 2025.
  • 4ª rata addizionale comunale in acconto 2026.
  • Eventuali trattenute volontarie (cessione del quinto, sindacato, pignoramenti).

Verifica online in 3 passi

  1. Accedi a inps.it con SPID/CIE/CNS.
  2. Vai in “Cedolino della pensione” e seleziona giugno 2026.
  3. Verifica data emissione, IBAN destinatario e importo netto.

Per la guida dettagliata alla lettura del cedolino, vai alla nostra guida cedolino pensione.

Conguaglio 730/2026: prime tracce a giugno?

Per i pensionati che hanno presentato il modello 730/2026 entro fine maggio, le prime tracce del conguaglio potrebbero apparire già nel cedolino di giugno, ma tipicamente i rimborsi arrivano a luglio o agosto. Maggiori dettagli nella nostra guida al rimborso 730 per pensionati.

Come interpretare il netto rispetto a maggio

Confrontando il cedolino di giugno con maggio, prevedi piccole differenze:

  • Se il netto è uguale: nessuna variazione fiscale.
  • Se è più basso di 5-15 euro: probabile aumento dell’addizionale regionale FVG o variazione comunale.
  • Se è più alto: possibile inizio conguaglio 730 a credito o sblocco di una trattenuta volontaria conclusa.

FAQ

A che ora arriva la pensione il 1 giugno?

Dipende dalla banca: alcune accreditano entro le 6:00 del mattino, altre nel pomeriggio. Verifica nel pomeriggio se al mattino non vedi l’accredito.

C’è la quattordicesima a giugno?

No, la quattordicesima per i pensionati arriva a luglio insieme alla rata mensile, non a giugno.

La pensione di giugno è più alta?

Tipicamente no: l’importo è simile a maggio. Eventuali piccole differenze dipendono da trattenute fiscali e conguagli.

Cedolino giugno quando esce?

Il cedolino di giugno è disponibile su MyINPS qualche giorno prima del 1° giugno, tipicamente dalla seconda metà di maggio.

Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?

Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.

Tel: 0432 1638640  |  WhatsApp: 366 6018121

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-01 06:30:002026-06-01 06:30:00Pensione Giugno 2026: Arriva Oggi? Verifica Accredito e Importi
MATERNITA', PATRONATO

Bonus Donne 2026: Requisiti, Importi e Come Fare la Domanda

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Bonus Donne 2026: Requisiti, Importi e Come Fare la Domanda

Il bonus donne 2026 rappresenta una delle misure piu’ significative introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) per sostenere l’occupazione femminile in Italia. Si tratta di un esonero contributivo al 100% sui contributi previdenziali a carico delle lavoratrici dipendenti che soddisfano specifici requisiti legati alla maternita’. In questa guida completa analizziamo tutto quello che c’e’ da sapere: chi ne ha diritto, quanto vale il beneficio, come funziona il calcolo e come presentare la domanda.

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Cos’e’ il Bonus Donne 2026 e Chi lo Introduce

Il bonus donne 2026 e’ un esonero contributivo strutturale introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024), che proroga e amplia le misure gia’ sperimentate nel biennio 2024-2025. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle politiche per la parita’ di genere e il sostegno alla natalita’, con l’obiettivo di ridurre il divario occupazionale tra uomini e donne e contrastare il fenomeno delle dimissioni post-maternita’.

Concretamente, il beneficio consiste nell’azzeramento dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice (la quota a carico del dipendente, pari generalmente al 9,19% della retribuzione lorda), con un massimale annuo che garantisce un risparmio netto significativo in busta paga. L’esonero non interessa la quota contributiva a carico del datore di lavoro, che rimane invariata.

La misura si affianca ad altri strumenti di supporto all’occupazione femminile, come il bonus assunzioni per donne 2026, che riguarda invece gli incentivi per i datori di lavoro che assumono lavoratrici in condizioni svantaggiate.

Requisiti per Accedere al Bonus Donne 2026

Per beneficiare dell’esonero contributivo nel 2026, la lavoratrice deve soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:

  • Essere lavoratrice dipendente del settore privato (con alcune specificita’ per il settore pubblico – vedi oltre)
  • Avere almeno due figli (requisito base), con benefici potenziati per chi ne ha tre o piu’
  • Il figlio piu’ piccolo deve avere meno di 10 anni (per le madri con 2 figli) oppure meno di 18 anni (per le madri con 3 o piu’ figli)
  • Non essere in stato di disoccupazione ne’ in cassa integrazione al momento dell’applicazione del beneficio

Attenzione: Il requisito anagrafico del figlio e’ determinante. Una madre con due figli di cui il piu’ piccolo ha gia’ compiuto 10 anni non potra’ accedere al beneficio standard, ma potrebbe comunque beneficiare di altre misure agevolative legate all’Assegno Unico o alla pensione anticipata per le donne 2026.

Madri con 2 Figli: Requisiti Specifici

Per le lavoratrici con due figli, l’esonero contributivo si applica alle seguenti condizioni:

  • Avere almeno 2 figli a carico (biologici, adottivi o affidatari)
  • Il figlio piu’ piccolo deve avere un’eta’ compresa tra 0 e 9 anni (fino al compimento del 10° anno)
  • Rapporto di lavoro dipendente attivo nel settore privato
  • Contribuzione previdenziale regolare da parte del datore di lavoro

Madri con 3 o piu’ Figli: Requisiti Potenziati

Le lavoratrici con tre o piu’ figli godono di una finestra temporale piu’ ampia:

  • Avere 3 o piu’ figli a carico
  • Il figlio piu’ piccolo deve avere un’eta’ inferiore a 18 anni
  • Rapporto di lavoro dipendente attivo
  • Per il 2026, nessuna limitazione al reddito dichiarato (il beneficio non e’ means-tested)

Importi e Calcolo del Beneficio

L’esonero contributivo del bonus donne 2026 corrisponde al 100% dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, entro specifici massimali mensili. Il beneficio si traduce direttamente in un aumento della retribuzione netta in busta paga.

Massimali Mensili 2026

SituazioneMassimale Mensile EsoneroMassimale Annuo Stimato
Madri con 2 figli (figlio minore under 10)Fino a 250 euro/meseFino a 3.000 euro/anno
Madri con 3+ figli (figlio minore under 18)Fino a 250 euro/meseFino a 3.000 euro/anno

Nota: I massimali esatti sono soggetti a conferma circolari INPS 2026. I valori indicati sono coerenti con la normativa L. 207/2024. Verificare sempre il messaggio INPS piu’ recente per l’importo aggiornato.

Esempio Pratico di Calcolo

Vediamo un esempio concreto per capire quanto vale il bonus donne 2026 in busta paga:

Scenario: Lavoratrice dipendente con 2 figli (il piu’ piccolo ha 6 anni), retribuzione lorda mensile di 2.000 euro.

  • Contributi a carico lavoratrice (9,19% circa): 2.000 x 9,19% = 183,80 euro/mese
  • Esonero applicato (100%): 183,80 euro/mese
  • Risparmio netto annuo: 183,80 x 12 = 2.205,60 euro
  • Aumento mensile netto in busta: circa +183 euro (al lordo delle imposte sull’IRPEF, poiche’ il risparmio contributivo incrementa la base imponibile)

Scenario 2: Lavoratrice con 3 figli (il piu’ piccolo ha 14 anni), retribuzione lorda mensile di 3.000 euro.

  • Contributi a carico lavoratrice calcolati: 3.000 x 9,19% = 275,70 euro/mese
  • Esonero applicato (fino al massimale): 250 euro/mese (cap applicato)
  • Risparmio netto annuo massimo: 250 x 12 = 3.000 euro

Nota fiscale importante: L’esonero contributivo a carico della lavoratrice non riduce la retribuzione imponibile IRPEF, ma determina una riduzione delle trattenute previdenziali. Di conseguenza, la retribuzione netta aumenta di un importo inferiore all’esonero lordo, a causa della maggiore base IRPEF.

Settori e Tipologie di Lavoro Incluse ed Escluse

Chi e’ Incluso

  • Lavoratrici dipendenti del settore privato (industria, commercio, artigianato, servizi)
  • Lavoratrici domestiche (colf, badanti) regolarmente assunte
  • Lavoratrici dello spettacolo iscritte al FPLS
  • Apprendiste con contratto di apprendistato professionalizzante
  • Lavoratrici con contratto a tempo determinato (purche’ nel periodo di validita’ del contratto)
  • Lavoratrici con contratto part-time (l’esonero si calcola sui contributi effettivi, proporzionati all’orario)

Chi e’ Escluso

  • Lavoratrici autonome (partite IVA, libere professioniste) – per loro esistono misure diverse come la riduzione INPS forfettari
  • Lavoratrici del settore pubblico (alcune eccezioni per enti pubblici economici)
  • Lavoratrici in stato di disoccupazione al momento dell’applicazione
  • Lavoratrici in cassa integrazione ordinaria o straordinaria durante il periodo coperto
  • Lavoratrici con un solo figlio

Durata e Decorrenza del Beneficio

La decorrenza del bonus donne 2026 e’ fissata al 1° gennaio 2026, con applicazione automatica da parte del datore di lavoro attraverso il sistema di denuncia contributiva mensile (UNIEMENS). Non e’ richiesta una domanda preventiva da parte della lavoratrice: e’ il datore di lavoro che applica l’esonero in fase di elaborazione delle buste paga, previa verifica dei requisiti dichiarati dalla dipendente.

La durata del beneficio e’ legata al mantenimento dei requisiti:

  • Per le madri con 2 figli: fino al compimento del 10° anno del figlio piu’ piccolo
  • Per le madri con 3+ figli: fino al compimento del 18° anno del figlio piu’ piccolo
  • Il beneficio decade automaticamente quando il figlio di riferimento supera l’eta’ limite
  • L’esonero e’ confermato per l’intero anno 2026; per gli anni successivi e’ necessaria conferma in Legge di Bilancio

Come Funziona: Ruolo del Datore di Lavoro

Il meccanismo operativo del bonus donne 2026 prevede che sia il datore di lavoro il soggetto attivo nella gestione dell’esonero. Il processo si articola come segue:

  1. Dichiarazione della lavoratrice: La dipendente comunica al datore di lavoro (tipicamente all’ufficio HR o paghe) di possedere i requisiti (numero e eta’ dei figli), fornendo documentazione (certificati di nascita, dichiarazioni sostitutive)
  2. Verifica documentale: Il datore di lavoro verifica i requisiti e acquisisce la documentazione di supporto
  3. Applicazione in UNIEMENS: Il datore di lavoro (o il consulente del lavoro/CAF) inserisce l’esonero nel flusso UNIEMENS mensile tramite il codice specifico comunicato dall’INPS
  4. Recupero del beneficio: Il beneficio viene recuperato come credito contributivo dall’azienda, che lo compensa con i versamenti INPS successivi
  5. Controllo INPS: L’INPS effettua controlli a campione sulla correttezza dei dati dichiarati

Cosa fare se il datore di lavoro non applica l’esonero? Se la lavoratrice ritiene di avere i requisiti ma il beneficio non compare in busta paga, puo’ rivolgersi all’ufficio HR, al consulente del lavoro aziendale o direttamente a un CAF o patronato per verificare la situazione e assistere nella gestione del caso.

La Domanda INPS: Quando e’ Necessaria

Come anticipato, il bonus donne 2026 per le lavoratrici dipendenti non richiede una domanda INPS diretta da parte della lavoratrice. L’esonero e’ applicato in modo automatico dal datore di lavoro attraverso la denuncia contributiva mensile. Tuttavia, esistono alcune situazioni in cui potrebbe essere necessario un intervento diretto:

  • Conguagli per periodi pregressi: Se il datore di lavoro non ha applicato l’esonero sin dal 1° gennaio 2026, la lavoratrice puo’ richiedere il recupero degli arretrati attraverso il datore di lavoro stesso o con assistenza di un patronato
  • Lavoratrici domestiche: Per colf e badanti, la procedura potrebbe richiedere comunicazioni specifiche all’INPS tramite il portale dedicato ai lavoratori domestici
  • Verifica della corretta applicazione: Attraverso il portale INPS (myINPS) o il CAF di riferimento, e’ possibile verificare che l’esonero sia stato correttamente applicato nella propria posizione contributiva

Come Verificare Online la Propria Posizione

  1. Accedere al portale www.inps.it con SPID, CIE o CNS
  2. Cliccare su "Fascicolo Previdenziale del Cittadino"
  3. Verificare l’estratto conto contributivo per il periodo di interesse
  4. Controllare che le settimane contributive siano correttamente accreditate nonostante l’esonero

L’esonero non riduce il montante contributivo previdenziale della lavoratrice: i periodi coperti dall’esonero vengono accreditati comunque ai fini pensionistici, in quanto lo Stato si sostituisce alla lavoratrice nel versamento della quota esonerata.

Differenze con il Bonus Donne degli Anni Precedenti

CaratteristicaBonus Donne 2024Bonus Donne 2025Bonus Donne 2026
TipologiaEsonero contributivo sperimentaleEsonero contributivo sperimentaleEsonero contributivo strutturale
Lavoratrici con 2 figli (min. piccolo under 10)Si’ (100%)Si’ (100%)Si’ (100%)
Lavoratrici con 3+ figli (min. piccolo under 18)Si’ (100%)Si’ (100%)Si’ (100%)
Massimale mensileVariabile per fasciaVariabile per fasciaFino a 250 euro/mese
Natura giuridicaTemporanea (1 anno)Temporanea (1 anno)Prorogata L. 207/2024
Norma di riferimentoL. 213/2023Proroga Legge BilancioL. 207/2024

Altri Bonus e Agevolazioni per le Donne nel 2026

Il bonus donne 2026 non e’ l’unica misura di sostegno disponibile per le lavoratrici. Ecco un quadro delle principali agevolazioni collegate:

Assegno Unico Universale

L’Assegno Unico Universale e’ una prestazione mensile INPS per le famiglie con figli a carico fino a 21 anni. Per il 2026, l’importo base e’ di 199,40 euro al mese per figlio (con ISEE fino a 17.090 euro) fino a un minimo di 57 euro mensili per figlio senza ISEE o con ISEE oltre 45.574 euro. E’ cumulabile con il bonus donne e non richiede rinunce ad altri benefici. Consulta il calendario pagamenti INPS per conoscere le date di accredito.

Pensione Anticipata Opzione Donna

Le lavoratrici con carriere lunghe possono accedere alla pensione anticipata tramite Opzione Donna, che consente il pensionamento prima dei requisiti ordinari a fronte del ricalcolo contributivo dell’assegno. Nel 2026, i requisiti specifici prevedono un’eta’ anagrafica e contributiva determinata. Leggi la guida completa sulla pensione anticipata per le donne 2026.

Bonus Assunzioni Donne (per i Datori di Lavoro)

I datori di lavoro che assumono donne disoccupate da almeno 6 mesi, over 50 in condizioni di svantaggio o residenti in aree ZES possono beneficiare di esoneri contributivi fino al 100% per un massimo di 12/18 mesi. Questa misura si affianca al bonus donne contributivo e riguarda la prospettiva del datore di lavoro. Approfondisci il bonus assunzioni 2026.

Maggiorazione Assegno Unico per Madri Lavoratrici

Le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano possono beneficiare di una maggiorazione di 35,68 euro mensili per figlio sull’Assegno Unico, applicata automaticamente dall’INPS sulla base dei dati dichiarativi. Per le madri under 21 e’ prevista una maggiorazione aggiuntiva di 23,68 euro mensili per figlio.

Bonus Giorgetti per Lavoratori e Lavoratrici

Il Bonus Giorgetti 2026 prevede un incentivo del 9,19% in busta paga per chi decide di continuare a lavorare dopo il raggiungimento dei requisiti pensionistici. Si rivolge sia agli uomini che alle donne che scelgono di posticipare il pensionamento.

Compatibilita’ con Altri Strumenti di Welfare

Il bonus donne 2026 e’ compatibile con la maggior parte degli altri strumenti di welfare e previdenza. Ecco una sintesi:

MisuraCompatibile con Bonus Donne 2026?Note
Assegno Unico UniversaleSi’ – cumulabileNessuna interazione
Maternita’ obbligatoriaSi’ – cumulabileL’esonero si applica anche sui periodi di indennita’
Congedo parentaleSi’ – cumulabileVerifica importi ridotti dell’indennita’
NASpI (disoccupazione)No – incompatibileL’esonero cessa durante la percezione NASpI
Cassa integrazioneParzialmenteNon si applica sulle ore di CIG
Detrazione lavoro dipendenteSi’ – cumulabileRegimi fiscali indipendenti
Opzione Donna (pensione)No – alternativoAl pensionamento decade il rapporto di lavoro

Impatto sul Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e sulla Pensione

Una domanda frequente riguarda l’impatto del bonus donne sulla posizione previdenziale complessiva della lavoratrice. La risposta e’ rassicurante:

  • Pensione: I periodi coperti dall’esonero sono pienamente accreditati ai fini pensionistici. Lo Stato integra la quota esonerata, quindi non vi e’ alcuna riduzione del montante contributivo accumulato
  • TFR: Il calcolo del TFR non e’ influenzato dall’esonero contributivo, poiche’ il TFR si calcola sulla retribuzione lorda annuale, non sui contributi
  • Ratei previdenziali: Le settimane utili per la pensione vengono conteggiate normalmente
  • NASPI futura: L’esonero non pregiudica i diritti alla NASpI in caso di futura disoccupazione, poiche’ la contribuzione virtuale viene comunque accreditata

Normativa di Riferimento: Le Fonti Ufficiali

Per chi vuole approfondire la base giuridica del bonus donne 2026, ecco i principali riferimenti normativi:

  • Legge n. 207 del 30 dicembre 2024 (Legge di Bilancio 2025): articoli che prorogano e rafforzano l’esonero contributivo per le lavoratrici madri
  • Legge n. 213 del 30 dicembre 2023 (Legge di Bilancio 2024): prima introduzione strutturata dell’esonero contributivo per madri con 2 o piu’ figli
  • Circolari INPS operative per l’applicazione dell’esonero tramite flusso UNIEMENS (consultare il portale INPS per il numero aggiornato)
  • Messaggio INPS di aggiornamento per l’anno 2026 (verificare sul portale INPS per la circolare specifica 2026)
  • D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico maternita’ e paternita’): quadro normativo di riferimento per le tutele alle lavoratrici madri

Per consultare le circolari ufficiali, visitare il portale INPS (www.inps.it) nella sezione "Circolari e messaggi" oppure rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata.

Domande Frequenti (FAQ)

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Il bonus donne 2026 vale anche per le lavoratrici part-time?

Si’. Le lavoratrici con contratto part-time accedono al bonus donne 2026 in misura proporzionale all’orario di lavoro svolto. I contributi esonerati saranno calcolati sulla base della retribuzione effettiva, che per il part-time e’ inferiore a quella full-time. Il massimale mensile si applica sempre come tetto massimo.

I figli adottivi o in affidamento contano per il bonus?

Si’. I figli adottivi e quelli in affidamento preadottivo o affidamento tout court sono equiparati ai figli biologici ai fini del bonus donne 2026. L’eta’ di riferimento (under 10 o under 18) si calcola dalla data di nascita del figlio, non dalla data di adozione o affidamento.

Cosa succede se nasco un terzo figlio durante il 2026?

Se una lavoratrice con 2 figli (e beneficiaria del bonus base) da’ alla luce o adotta un terzo figlio nel corso del 2026, acquisisce il diritto al bonus nella versione potenziata (figlio piu’ piccolo under 18) a partire dalla data della nascita/adozione. Il datore di lavoro aggiornera’ il trattamento dalla competenza mensile successiva alla comunicazione della lavoratrice.

Il bonus si applica anche durante la maternita’ obbligatoria?

Si’. Durante il periodo di maternita’ obbligatoria (congedo di maternita’), la lavoratrice percepisce l’indennita’ di maternita’ dall’INPS. L’esonero contributivo si applica anche su questo periodo, poiche’ i contributi vengono versati figurativamente sull’indennita’ percepita. Il datore di lavoro gestisce il conguaglio in fase di UNIEMENS.

Come faccio sapere se il mio datore di lavoro ha applicato il bonus?

Puoi verificarlo direttamente sulla tua busta paga: la voce relativa ai contributi a carico del dipendente (tipicamente la trattenuta INPS) dovrebbe risultare azzerata o ridotta. In alternativa, accedi al portale myINPS con SPID e controlla l’estratto conto contributivo. Se hai dubbi, rivolgiti a un CAF o patronato per un controllo professionale.

Il bonus e’ cumulabile con il bonus nascita o il bonus asilo nido?

Si’. Il bonus donne 2026 (esonero contributivo) e’ pienamente cumulabile con il bonus nascita (una tantum alla nascita/adozione), il bonus asilo nido INPS (rimborso rette fino a 3.000 euro annui) e con tutte le altre prestazioni a supporto della famiglia, incluso l’Assegno Unico Universale. Non vi sono clausole di incompatibilita’ tra questi strumenti.

Cosa Fare se Non si Riceve il Bonus

Se sei convinta di avere i requisiti ma il bonus non compare nella tua busta paga, segui questi passi:

  1. Controlla la busta paga nel dettaglio delle trattenute contributive
  2. Parla con l’ufficio HR o il responsabile paghe: potrebbe essere che non abbiano ricevuto la tua comunicazione o non siano a conoscenza della misura
  3. Fornisci la documentazione richiesta (certificati di nascita dei figli, eventuale documentazione di adozione/affidamento)
  4. Se il problema persiste, rivolgiti a un patronato o CAF per assistenza. Il CAF Centro Fiscale offre consulenza su queste tematiche e puo’ aiutarti a recuperare gli arretrati
  5. Presenta un’istanza INPS tramite il portale o tramite patronato se il datore di lavoro non adempie ai propri obblighi

Arretrati 2026: Se il bonus non e’ stato applicato da gennaio 2026, il datore di lavoro e’ tenuto a recuperare le quote non erogate nei mesi successivi, con il conguaglio in busta paga. Non si perde nulla: il recupero degli arretrati e’ garantito dalla normativa.

Per qualsiasi dubbio o necessita’ di assistenza, il team del CAF Centro Fiscale di Udine e’ a disposizione. Puoi contattarci telefonicamente al 0432 1638640 o tramite WhatsApp al 366 6018121. Il nostro sportello e’ in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

Maggio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-29 00:58:502026-05-28 20:21:50Bonus Donne 2026: Requisiti, Importi e Come Fare la Domanda
ANF - ASSEGNI NUCLEO FAMILIARI, MATERNITA', PATRONATO

Assegni Nucleo Familiare INPS 2026/2027: Tabelle Importi, Requisiti e Guida Completa

Richiesta ANF Assegni famigliari Udine CAF

L’Assegno Nucleo Familiare (ANF) è una prestazione economica erogata dall’INPS a favore dei lavoratori dipendenti con nuclei familiari a reddito basso o medio-basso. Per il periodo luglio 2026 – giugno 2027, le tabelle degli importi sono state aggiornate dall’INPS tenendo conto della composizione del nucleo familiare e del reddito complessivo. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi ha diritto all’ANF, come si calcola l’importo, come fare domanda e come si coordina con l’Assegno Unico Universale.

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Che cos’è l’Assegno Nucleo Familiare (ANF) INPS

L’Assegno Nucleo Familiare, spesso abbreviato in ANF, è un sussidio mensile che l’INPS riconosce ai lavoratori dipendenti del settore privato (e ad alcune categorie assimilate) il cui nucleo familiare non supera determinati limiti di reddito.

In parole semplici: se lavori come dipendente e hai figli, un coniuge o altri familiari a carico, puoi ricevere ogni mese una somma di denaro aggiuntiva che varia in base a quante persone compongono il tuo nucleo familiare e a quanto reddito guadagna complessivamente la famiglia.

L’ANF è disciplinato dal Testo Unico delle norme sugli assegni familiari (D.P.R. 797/1955) e dal D.L. 69/1988 convertito con L. 153/1988. Le tabelle degli importi vengono aggiornate ogni anno dall’INPS con apposita circolare per il periodo luglio-giugno.

Attenzione: l’ANF è una prestazione diversa dall’Assegno Unico Universale (AUU). Vedremo più avanti le differenze chiave.

Chi ha diritto all’ANF nel 2026: i requisiti

Per avere diritto all’ANF nel 2026 devi soddisfare contemporaneamente questi requisiti:

  • Essere lavoratore dipendente del settore privato (industria, commercio, artigianato, servizi). I dipendenti pubblici hanno un sistema separato (Assegno per il Nucleo Familiare gestito direttamente dall’amministrazione).
  • Avere un nucleo familiare con almeno un componente oltre al richiedente: coniuge, figli, genitori o fratelli/sorelle a carico.
  • Reddito familiare entro i limiti stabiliti dalle tabelle INPS aggiornate annualmente (luglio 2026 – giugno 2027).
  • Il reddito da lavoro dipendente deve essere almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo. Se hai anche redditi da lavoro autonomo o d’impresa che superano il 30% del totale, potresti perdere il diritto all’ANF.

Hanno diritto all’ANF anche:

  • Lavoratori in CIG (Cassa Integrazione Guadagni), sia ordinaria che straordinaria
  • Titolari di NASpI (indennità di disoccupazione)
  • Pensionati da lavoro dipendente (ma con tabelle e importi diversi rispetto agli attivi)
  • Lavoratori domestici (colf e badanti) con contratto regolare
  • Soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato

Chi NON ha diritto all’ANF:

  • Lavoratori autonomi e liberi professionisti (partite IVA)
  • Dipendenti pubblici (che hanno l’ANF gestito dall’ente datore di lavoro)
  • Chi ha un nucleo familiare composto solo dal richiedente (single senza familiari a carico)

Tabelle importi ANF 2026/2027: quanto spetta

Le tabelle degli importi ANF vengono aggiornate ogni anno dall’INPS con apposita circolare per il periodo luglio – giugno dell’anno successivo. Gli importi variano in base a:

  • Numero di componenti del nucleo familiare
  • Fascia di reddito annuo familiare
  • Presenza di figli minori o disabili
  • Tipologia di nucleo (con entrambi i genitori, monoparentale, ecc.)

Di seguito le tabelle indicative ANF per il periodo luglio 2026 – giugno 2027, riferite ai nuclei familiari più comuni. Gli importi vengono erogati mensilmente in busta paga dal datore di lavoro (che poi li recupera in compensazione con i contributi INPS) oppure direttamente dall’INPS per alcune categorie.

Nucleo familiareReddito annuo (euro)Importo mensile ANF
2 componenti (coniuge senza figli)fino a 15.598~35 euro
3 componenti (2 genitori + 1 figlio)fino a 20.285~137 euro
4 componenti (2 genitori + 2 figli)fino a 24.816~209 euro
5 componenti (2 genitori + 3 figli)fino a 30.278~277 euro
6 componenti o piùfino a 36.206~340 euro
Nucleo monoparentale (1 genitore + 1 figlio)fino a 20.285~170 euro

Nota: gli importi indicati sono riferiti alle fasce di reddito più basse. All’aumentare del reddito familiare, l’importo si riduce progressivamente fino ad azzerarsi al superamento del tetto massimo previsto. Consulta sempre la circolare INPS aggiornata (tipicamente emessa a giugno/luglio) o contatta il CAF per il calcolo preciso in base alla tua situazione.

Come si calcola il reddito per l’ANF: il reddito familiare da dichiarare

Per il calcolo dell’ANF, il reddito familiare da prendere in considerazione è quello dell’anno solare precedente. Ad esempio, per il periodo luglio 2026 – giugno 2027, si considera il reddito del 2025.

Nel reddito familiare si includono:

  • Redditi da lavoro dipendente di tutti i componenti del nucleo
  • Redditi da pensione
  • Redditi da lavoro autonomo (se presenti, attenzione alla soglia del 30%)
  • Redditi di fabbricati (ma NON la rendita catastale dell’abitazione principale)
  • Redditi di capitale

Non si include nel reddito ANF:

  • Il TFR percepito
  • Le indennità una tantum
  • L’Assegno Unico Universale ricevuto
  • I trattamenti assistenziali (assegno di invalidità, pensione di reversibilità per i minorenni)

Esempio pratico: Immagina che Marco lavori come impiegato e guadagni 24.000 euro lordi all’anno. Sua moglie Giulia è casalinga. Hanno due figli minori. Il nucleo familiare è composto da 4 persone e il reddito complessivo è 24.000 euro. Secondo le tabelle ANF 2026/2027, Marco ha diritto a un assegno mensile che può arrivare a circa 209 euro, direttamente nella busta paga ogni mese.

Come fare domanda ANF 2026: la procedura passo per passo

La domanda di ANF si presenta in modo diverso a seconda della categoria di appartenenza:

Per i lavoratori dipendenti del settore privato

Il lavoratore presenta la domanda al datore di lavoro tramite il modulo INPS SR16 (Richiesta di Assegno per il Nucleo Familiare). Il datore di lavoro, dopo aver ricevuto il modulo debitamente compilato e firmato, provvede a erogare l’ANF direttamente nella busta paga mensile, recuperando poi le somme pagate in compensazione con i contributi INPS dovuti.

Documenti necessari per il modulo SR16:

  • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
  • Importo del reddito familiare complessivo dell’anno precedente (ricavabile dalla dichiarazione dei redditi o dal CU)
  • Dichiarazione di responsabilità sulla composizione del nucleo
  • Eventuale documentazione per figli disabili (verbale di invalidità)

Per i lavoratori in NASpI, CIG o percettori di trattamenti INPS

In questo caso la domanda si presenta direttamente all’INPS tramite portale web (accesso con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un patronato o CAF abilitato. L’INPS eroga l’ANF insieme alla prestazione principale (NASpI, CIG, ecc.).

Per i pensionati da lavoro dipendente

I pensionati che percepiscono una pensione da lavoro dipendente e hanno familiari a carico possono richiedere l’ANF (denominato per loro Assegno al Nucleo Familiare con i trattamenti pensionistici) direttamente all’INPS tramite portale o patronato. L’importo è inserito direttamente nel cedolino pensione.

Rinnovo annuale obbligatorio

L’ANF va rinnovato ogni anno. In genere il rinnovo va presentato entro il 30 giugno di ogni anno (o all’inizio di luglio), dichiarando il reddito dell’anno precedente. Se non rinnovi la domanda, il datore di lavoro è obbligato a sospendere l’erogazione dell’assegno.

Maggiorazioni ANF: nuclei monoparentali e figli disabili

La legge prevede maggiorazioni degli importi ANF in presenza di situazioni particolari che rendono il nucleo più vulnerabile. Le principali sono:

Nuclei monoparentali

I nuclei familiari composti da un solo genitore con figli a carico (famiglie monoparentali) ricevono una maggiorazione sull’importo base dell’ANF. Questo perché la mancanza di un secondo reddito rende più difficile mantenere i figli. La maggiorazione può arrivare al 30% in più rispetto all’importo standard per la stessa fascia di reddito.

Figli con disabilità

In presenza di figli con invalidità riconosciuta al 100% oppure in situazione di grave disabilità (art. 3 co. 3 L. 104/92), l’ANF viene aumentato e vengono applicate tabelle speciali con importi più elevati e tetti di reddito più alti rispetto ai nuclei senza disabili. Anche i figli maggiorenni gravemente disabili continuano a essere considerati nel nucleo ai fini ANF, a condizione che siano fiscalmente a carico e conviventi.

Nuclei con tre o più figli minori

Le famiglie numerose (tre o più figli minori) beneficiano di tabelle ANF specifiche con importi superiori rispetto ai nuclei con uno o due figli. Anche in questo caso la logica è quella di sostenere economicamente le famiglie con più carichi.

ANF e Assegno Unico Universale: le differenze chiave

Una delle domande più frequenti è: “Ma l’ANF non è stato sostituito dall’Assegno Unico?”. La risposta è parzialmente sì, ma con importanti distinzioni che è fondamentale conoscere.

CaratteristicaANF (Assegno Nucleo Familiare)Assegno Unico Universale
Chi può richiederloSolo lavoratori dipendentiTutti (dipendenti, autonomi, disoccupati)
Familiari copertiConiuge, figli, genitori, fratelliSolo figli (fino a 21 anni)
CumulabilitàSì, ma limitata (solo per componenti non coperti dall’AUU)Sì, cumulabile con ANF per i componenti residui
Base calcolo redditoReddito familiare anno precedenteISEE
ErogazioneBusta paga o INPSAccredito bancario diretto INPS
RinnovoAnnuale (luglio-giugno)Annuale (marzo-febbraio) con ISEE aggiornato

Cosa è cambiato con l’introduzione dell’Assegno Unico (marzo 2022): l’ANF per i figli minori è stato assorbito dall’Assegno Unico. Questo significa che oggi l’ANF non viene più corrisposto per i figli minori (coperti dall’AUU), ma può ancora essere corrisposto per gli altri familiari del nucleo: coniuge, genitori, fratelli/sorelle a carico, e per i figli maggiorenni con disabilità grave che non rientrano nell’Assegno Unico.

In sintesi: se hai figli, prendi l’Assegno Unico. Se hai anche un coniuge o altri familiari non coperti dall’AUU, puoi ancora richiedere l’ANF per quella parte del nucleo. I due strumenti sono complementari, non alternativi.

Per approfondire le tabelle complete aggiornate, puoi consultare anche il nostro articolo sulle Tabelle ANF INPS 2026/2027 e quello sugli Assegni Familiari 2026: limiti di reddito e maggiorazioni.

Arretrati ANF: quando e come recuperarli

Molti lavoratori scoprono di avere diritto all’ANF solo dopo mesi o anni dall’inizio del rapporto di lavoro. Buona notizia: gli arretrati ANF possono essere recuperati, ma solo entro certi limiti temporali.

La prescrizione del diritto agli arretrati ANF è di 5 anni dalla data in cui si è maturato il diritto. Questo significa che se non hai mai chiesto l’ANF negli ultimi anni pur avendone diritto, puoi presentare la domanda e chiedere il rimborso degli importi non percepiti fino a 5 anni indietro.

Per recuperare gli arretrati ANF:

  • Presenta la domanda al datore di lavoro attuale con il modulo SR16 per il periodo corrente
  • Per gli arretrati relativi a rapporti di lavoro già terminati, la domanda si presenta direttamente all’INPS (tramite portale o CAF/patronato)
  • Allega la documentazione del reddito familiare per ciascun anno per il quale chiedi gli arretrati

Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nel calcolo degli arretrati ANF spettanti e nella presentazione della domanda all’INPS.

ANF per lavoratori domestici (colf e badanti)

Spesso dimenticato, l’ANF spetta anche ai lavoratori domestici (colf, badanti, baby sitter) che hanno un contratto regolare e superano determinate soglie di ore lavorative. Il lavoratore domestico può richiedere l’ANF direttamente all’INPS (non al datore di lavoro), in quanto i contributi vengono versati dal datore tramite il sistema PagoPA trimestrale.

Per avere diritto all’ANF come lavoratore domestico:

  • Il contratto di lavoro deve essere regolare (denunciato all’INPS)
  • Si devono rispettare i limiti di reddito familiare previsti dalle tabelle ANF
  • La domanda si presenta tramite portale INPS o CAF abilitato

Cosa fare se l’ANF è stato calcolato male o è stato sospeso

Può capitare che l’ANF venga calcolato in modo errato dal datore di lavoro, o che venga sospeso per mancato rinnovo o per una dichiarazione di reddito inesatta. Ecco cosa fare in ciascun caso:

Se l’importo è sbagliato

Rivolgiti prima al datore di lavoro o al suo consulente del lavoro. Se il problema persiste, puoi presentare ricorso amministrativo all’INPS allegando la documentazione del reddito familiare corretto. Il CAF può assisterti nella preparazione del ricorso.

Se l’ANF è stato sospeso

La causa più comune è il mancato rinnovo della domanda entro la scadenza di giugno. In questo caso:

  • Presenta subito il modulo SR16 aggiornato al datore di lavoro
  • L’ANF ripartirà dal mese successivo alla presentazione della domanda (senza effetto retroattivo salvo casi specifici)
  • Verifica se hai diritto agli arretrati per i mesi di sospensione (entro i 5 anni di prescrizione)

Se l’INPS ha chiesto la restituzione di somme

Può accadere che l’INPS, a seguito di controlli, contesti l’ANF percepito e chieda la restituzione delle somme. Questo avviene tipicamente quando il reddito dichiarato si rivela superiore al limite, oppure quando il nucleo familiare dichiarato non corrisponde alla realtà. In questi casi è fondamentale farsi assistere da un professionista o dal CAF per valutare la fondatezza della richiesta e, se necessario, presentare ricorso.

Novità ANF 2026/2027: cosa è cambiato

Per il periodo luglio 2026 – giugno 2027, l’INPS ha aggiornato le tabelle degli importi ANF applicando la consueta rivalutazione annuale legata all’inflazione. Le principali novità da tenere presenti:

  • Adeguamento ISTAT delle soglie reddituali: i limiti di reddito familiare che determinano il diritto all’ANF e l’importo spettante vengono rivalutati ogni anno in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo.
  • Conferma del sistema tabellare: l’INPS continua ad applicare il sistema a tabelle a scaglioni, con importi decrescenti al crescere del reddito familiare.
  • ANF per il coniuge rimane invariato nella struttura: dopo l’introduzione dell’Assegno Unico per i figli, la componente ANF rimasta (per coniuge e altri familiari) mantiene la propria struttura e viene erogata come in passato.
  • Verifica obbligatoria della percentuale del 70%: l’INPS sta intensificando i controlli sul requisito che il reddito da lavoro dipendente rappresenti almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo. Chi ha redditi misti è invitato a verificare attentamente la propria posizione.

Per approfondire le detrazioni fiscali correlate, consulta anche il nostro articolo sulle Detrazioni figli a carico 2026.

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Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sull’Assegno Nucleo Familiare 2026 (FAQ)

L’ANF è tassabile? Va dichiarato nel 730?

No, l’Assegno Nucleo Familiare non è soggetto a IRPEF e non va dichiarato nel modello 730 o nel Modello Redditi. È una prestazione assistenziale esente da imposizione fiscale.

Posso ricevere l’ANF se sono in part-time?

Sì, l’ANF spetta anche ai lavoratori dipendenti con contratto part-time, a condizione che il reddito familiare complessivo rientri nei limiti previsti. L’importo non viene ridotto in proporzione alle ore lavorate: si applica la stessa tabella basata sul reddito familiare totale.

Mio figlio ha compiuto 18 anni: perdo l’ANF?

Dipende dalla situazione. Con l’introduzione dell’Assegno Unico, i figli minori (fino a 18 anni) sono coperti dall’AUU, non più dall’ANF. Tra i 18 e i 21 anni i figli possono ancora rientrare nell’Assegno Unico a certe condizioni (studio, tirocinio, ecc.). Oltre i 21 anni, i figli non generano più diritto né all’AUU né all’ANF, salvo che siano gravemente disabili e a carico.

Cambio lavoro a metà anno: cosa succede all’ANF?

In caso di cambio di datore di lavoro, devi presentare una nuova domanda ANF al nuovo datore di lavoro. Non si trasferisce automaticamente. Se c’è un periodo di NASpI tra un lavoro e l’altro, puoi richiedere l’ANF direttamente all’INPS per quel periodo.

Sono un lavoratore straniero: ho diritto all’ANF?

Sì, i lavoratori stranieri residenti in Italia con permesso di soggiorno regolare e titolari di contratto di lavoro dipendente hanno diritto all’ANF alle stesse condizioni dei cittadini italiani. È necessario che i familiari per i quali si chiede l’assegno siano fiscalmente a carico e residenti in Italia, oppure in Paesi che hanno stipulato accordi internazionali di sicurezza sociale con l’Italia.

Come verifico quanto ANF mi spetta?

Puoi verificare l’importo spettante consultando le tabelle ufficiali INPS pubblicate ogni anno con apposita circolare, oppure utilizzando il simulatore presente sul portale INPS. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori calcolano gratuitamente l’importo ANF spettante in base alla tua situazione specifica.

Come il CAF Centro Fiscale ti aiuta con l’ANF

Richiedere l’ANF sembra semplice, ma nella pratica ci sono molte insidie: calcolo del reddito familiare, verifica della percentuale del 70%, gestione degli arretrati, coordinamento con l’Assegno Unico Universale, rinnovo annuale. Un errore nella domanda può significare percepire meno di quanto spetta, o peggio, dover restituire delle somme.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Calcolo dell’importo ANF spettante
  • Compilazione e presentazione del modulo SR16
  • Domanda ANF diretta all’INPS (per pensionati, NASpI, lavoratori domestici)
  • Recupero arretrati ANF
  • Coordinamento con Assegno Unico e altre prestazioni INPS
  • Ricorsi in caso di contestazioni INPS

Puoi contattarci per un appuntamento presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, telefonando al 0432 1638640 oppure su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team è a tua disposizione per assisterti senza stress nella gestione di tutte le pratiche INPS.

Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/01/anf.jpg 457 798 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 23:58:502026-05-31 17:41:11Assegni Nucleo Familiare INPS 2026/2027: Tabelle Importi, Requisiti e Guida Completa
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensione in Cumulo tra Gestione Separata e Commercianti INPS: Guida Completa 2026

Pensione 2026 INPS

La pensione in cumulo tra Gestione Separata e Commercianti INPS è uno strumento prezioso per chi ha versato contributi in diverse gestioni previdenziali nel corso della propria vita lavorativa. Molti lavoratori — freelance diventati commercianti, o artigiani che hanno avuto periodi di collaborazione — si trovano con contributi «spezzettati» tra più casse, senza riuscire a maturare da soli i requisiti minimi per la pensione. Il cumulo contributivo, introdotto dalla Legge di Stabilità 2013 (L. 228/2012) e poi potenziato dalla Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016), risolve proprio questo problema: permette di sommare periodi assicurativi non coincidenti tra le diverse gestioni INPS, senza costi e senza perdere i contributi versati.

In questa guida approfondita analizziamo nel dettaglio come funziona il cumulo tra la Gestione Separata e la Gestione Commercianti INPS, quali sono i requisiti di accesso nel 2026, come viene calcolata la pensione, e quali sono le differenze rispetto a totalizzazione e ricongiunzione. Troverai esempi pratici di calcolo e una tabella riassuntiva dei requisiti. Se vuoi verificare la tua situazione contributiva personale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: i nostri esperti analizzano il tuo estratto conto INPS e ti aiutano a pianificare il pensionamento.

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Indice dei Contenuti
  1. Cos’è il cumulo contributivo: definizione e normativa
  2. Gestione Separata e Gestione Commercianti: le differenze
  3. Requisiti per la pensione in cumulo 2026
  4. Come si calcola la pensione in cumulo: esempi pratici
  5. Cumulo, totalizzazione e ricongiunzione: differenze chiave
  6. Vantaggi e limiti del cumulo contributivo
  7. Come fare domanda di pensione in cumulo
  8. Tabella riassuntiva requisiti 2026
  9. Domande Frequenti (FAQ)

Cos’è il Cumulo Contributivo: Definizione e Normativa

Il cumulo contributivo è il meccanismo che consente a un lavoratore di mettere insieme — senza costi — i periodi assicurativi maturati presso diverse gestioni previdenziali dell’INPS, ai fini del raggiungimento dei requisiti pensionistici. In parole semplici: se hai lavorato 12 anni come collaboratore (versando alla Gestione Separata INPS) e poi 12 anni come commerciante (versando alla Gestione Commercianti INPS), con il cumulo puoi sommare questi 24 anni e maturare il diritto alla pensione, pur non avendo i 20 anni minimi richiesti in nessuna delle due gestioni prese singolarmente.

La normativa di riferimento è costruita su due pilastri fondamentali:

  • Legge 228/2012 (Legge di Stabilità 2013), art. 1 c. 239-248: ha introdotto il cumulo gratuito per i lavoratori iscritti a due o più forme di previdenza obbligatoria, limitatamente alla pensione di vecchiaia.
  • Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), art. 1 c. 195: ha esteso il cumulo anche alla pensione anticipata, eliminando la penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni che era stata prevista in origine. Dal 2017 il cumulo vale quindi per tutte le tipologie di pensione.

Una caratteristica fondamentale del cumulo, che lo distingue nettamente dalla ricongiunzione, è la sua gratuità: non si paga nulla per utilizzarlo. I contributi restano fisicamente in ciascuna gestione e vengono «sommati» solo ai fini del calcolo del diritto. La pensione viene poi liquidata pro-quota da ciascuna gestione, ognuna per la parte di competenza.

Il cumulo si applica tra le diverse gestioni INPS (Gestione Separata, Gestione Commercianti, Gestione Artigiani, Fondo Lavoratori Dipendenti) ma anche tra INPS e casse previdenziali dei liberi professionisti (come Cassa Forense, ENPAM, INARCASSA, ecc.), a condizione che la cassa professionale aderisca all’istituto del cumulo.

Gestione Separata e Gestione Commercianti: Le Differenze

Prima di capire come funziona il cumulo, è utile chiarire la differenza tra le due gestioni coinvolte, perché hanno caratteristiche molto diverse sia per chi vi è iscritto sia per come vengono calcolati i contributi.

Gestione Separata INPS

La Gestione Separata INPS è stata istituita dalla Legge 335/1995 (riforma Dini) per coprire i lavoratori parasubordinati e autonomi «privi di cassa»: collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), liberi professionisti senza albo, lavoratori a progetto, venditori a domicilio. Dal 2012 vi sono iscritti anche i soci di alcune cooperative. È la gestione dei «nuovi lavori» nati con la flessibilizzazione del mercato del lavoro.

I contributi alla Gestione Separata si versano su base percentuale del reddito imponibile. Nel 2026, le aliquote sono le seguenti:

  • 26,07% per i soggetti non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria (include quota base 25% + maternità 0,72% + DIS-COLL 0,35%).
  • 24% per chi è già pensionato o iscritto ad altra cassa previdenziale (c.d. «doppia iscrizione»).

Il massimale annuo di reddito imponibile per il 2026 è pari a circa 119.650 euro (rivalutato ISTAT annualmente). Il minimale contributivo è di circa 19.000 euro. Non esiste un contributo minimale fisso annuo come per artigiani e commercianti: si versa solo in proporzione al reddito effettivo.

Gestione Commercianti INPS

La Gestione Commercianti INPS (tecnicamente «Gestione Esercenti Attività Commerciali») è destinata a commercianti al dettaglio e all’ingrosso, agenti e rappresentanti di commercio, gestori di impianti di distribuzione carburanti e altre categorie similari che svolgono attività in modo autonomo. Anche il titolare d’impresa familiare e i collaboratori dell’imprenditore commerciale devono iscriversi a questa gestione.

Per il 2026 i commercianti (così come gli artigiani, che hanno una gestione analoga) versano contributi INPS con un’aliquota del 24,48% sul reddito d’impresa dichiarato nel Modello Redditi. Una caratteristica peculiare rispetto alla Gestione Separata è l’esistenza di un contributo minimale fisso: anche se il reddito è basso o nullo, il commerciante deve comunque versare un importo minimo annuo (circa 4.200 euro nel 2026, rivalutato ogni anno). Questo minimale garantisce almeno un anno di anzianità contributiva. Per i contribuenti in regime forfettario è prevista una riduzione del 35% sull’aliquota contributiva.

Requisiti per la Pensione in Cumulo 2026

Quando si utilizza il cumulo, i requisiti di accesso alle diverse tipologie di pensione restano quelli ordinari dell’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria), cioè come se l’assicurato fosse un lavoratore dipendente standard. Questo è un aspetto cruciale: non si usano i requisiti specifici della gestione con il maggior numero di contributi, ma quelli «canonici» dell’AGO.

Pensione di Vecchiaia in Cumulo 2026

Per la pensione di vecchiaia con il cumulo, i requisiti nel 2026 sono:

  • Età: 67 anni (sia per uomini che per donne).
  • Anzianità contributiva minima: 20 anni di contributi complessivi (sommati tra tutte le gestioni).
  • Importo soglia: la pensione deve risultare pari o superiore all’assegno sociale (circa 546 euro mensili nel 2026 per chi ha contribuzione interamente post-1995). Per chi ha contribuzione mista, la soglia non si applica.

Attenzione: se le tue gestioni sono entrambe «contributive pure» (ossia tutti i contributi versati dopo il 31 dicembre 1995), la soglia di importo minimo è obbligatoria. In caso contrario, con almeno un anno di contributi ante-1996, si applica il sistema misto e la soglia non è richiesta.

Pensione Anticipata in Cumulo 2026

Per la pensione anticipata con cumulo, i requisiti 2026 sono:

  • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi, indipendentemente dall’età.
  • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi, indipendentemente dall’età.
  • Nessun requisito anagrafico minimo (ma esiste una finestra di 3 mesi tra la maturazione del diritto e la decorrenza della pensione).

Anche in questo caso, i contributi si sommano tra tutte le gestioni. Un lavoratore che ha versato 22 anni alla Gestione Separata e 20 anni alla Gestione Commercianti può raggiungere i 42 anni e 10 mesi necessari per la pensione anticipata.

Pensione Anticipata Contributiva in Cumulo 2026

Esiste anche una forma di pensione anticipata contributiva, accessibile a chi ha tutta la contribuzione dopo il 1995 (sistema contributivo puro). I requisiti 2026 sono:

  • Età: 64 anni.
  • Anzianità contributiva: 20 anni effettivi (non con il minimale, ma con contribuzione reale).
  • Importo soglia: la pensione deve essere pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale (circa 1.638 euro mensili lordi nel 2026). Questo è il requisito più selettivo: molti freelance con carriere discontinue non lo raggiungono.

Nota importante: dalla Legge di Bilancio 2024 è stato abrogato il meccanismo che consentiva di computare il montante dei fondi pensione complementari per raggiungere la soglia delle 3 volte l’assegno sociale. Dal 2024 si usa solo la pensione obbligatoria.

Come si Calcola la Pensione in Cumulo: Esempi Pratici

Il meccanismo del calcolo della pensione in cumulo è quello che spesso crea più confusione. Ecco come funziona in modo semplice: ogni gestione calcola in modo indipendente la quota di pensione di propria competenza, applicando le proprie regole di calcolo. La pensione totale è la somma delle quote pro-rata di ciascuna gestione.

Il Meccanismo Pro-Quota

Ciascuna gestione calcola la propria quota come se l’assicurato avesse lavorato solo per quella gestione, per il numero di anni effettivamente versati. Il calcolo avviene con il sistema contributivo (per i periodi post-1995) o retributivo/misto (per i periodi ante-1996), applicando le regole specifiche della gestione coinvolta.

Per la Gestione Separata, il calcolo è esclusivamente contributivo (sistema che moltiplica il montante accumulato per il coefficiente di trasformazione in base all’età). Per la Gestione Commercianti, il calcolo dipende dall’anzianità: se ci sono anni ante-1996, si applica il metodo retributivo o misto; se tutti i contributi sono post-1995, si usa il contributivo puro.

Esempio Pratico: Marco, Freelance Diventato Commerciante

Supponiamo che Marco abbia questa storia contributiva:

  • Gestione Separata: 18 anni di contributi (dal 1997 al 2014) come consulente informatico. Reddito medio: 28.000 euro/anno.
  • Gestione Commercianti: 12 anni di contributi (dal 2015 al 2026) come titolare di un negozio. Reddito medio: 32.000 euro/anno.
  • Totale contributi cumulati: 30 anni.

Marco compie 67 anni nel 2026 e ha tutti i requisiti per la pensione di vecchiaia in cumulo (67 anni di età + 30 anni di contributi cumulati, superiori ai 20 anni richiesti). La pensione sarà liquidata così:

  • Gestione Separata calcola la quota sui 18 anni di contributi, applicando il sistema contributivo. Con un reddito medio di 28.000 euro e un’aliquota del 26,07% per i primi anni (poi ridotta al 24%), il montante accumulato sarà di circa 130.000-140.000 euro. Applicando il coefficiente di trasformazione all’età 67 (pari a circa 5,604%), la quota Gestione Separata ammonterà a circa 7.300-7.800 euro annui (circa 600 euro al mese).
  • Gestione Commercianti calcola la quota sui 12 anni di contributi, sistema contributivo. Con reddito medio 32.000 euro e aliquota 24,48%, il montante è circa 94.000 euro. Quota annua: circa 5.200-5.500 euro (circa 450 euro al mese).
  • Pensione totale: circa 1.050-1.050 euro mensili lordi.

Nota: questi sono valori indicativi. Il calcolo esatto dipende dai contributi effettivamente versati anno per anno, dalla rivalutazione dei montanti e dal coefficiente di trasformazione vigente al momento del pensionamento. Il CAF Centro Fiscale può effettuare una simulazione precisa sulla base del tuo estratto conto INPS.

Tabella dei Coefficienti di Trasformazione 2026

Il coefficiente di trasformazione è un moltiplicatore che l’INPS applica al montante contributivo accumulato per calcolare la pensione annua. Viene aggiornato ogni 2 anni in base all’aspettativa di vita ISTAT. I coefficienti vigenti nel 2026 (attivi dal 2025 fino al 2026) sono i seguenti:

Età al pensionamentoCoefficiente (%)Pensione annua su 100.000 euro di montante
57 anni4,270%4.270 euro
60 anni4,615%4.615 euro
62 anni4,856%4.856 euro
64 anni5,159%5.159 euro
65 anni5,352%5.352 euro
67 anni5,604%5.604 euro
70 anni6,466%6.466 euro
71 anni6,751%6.751 euro

Nota: i coefficienti indicati sono approssimativi e basati sui valori INPS 2025-2026. I valori esatti sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale con il decreto ministeriale di aggiornamento biennale.

Cumulo, Totalizzazione e Ricongiunzione: Differenze Chiave

Molti lavoratori confondono cumulo, totalizzazione e ricongiunzione. Si tratta di tre strumenti diversi, ciascuno con pro e contro specifici. Capire le differenze è fondamentale per scegliere la strategia pensionistica più conveniente.

Il Cumulo Contributivo (L. 228/2012 e L. 232/2016)

Come abbiamo visto, il cumulo è gratuito: i contributi restano dove sono stati versati e le gestioni liquidano ciascuna la propria quota. Il calcolo avviene sempre con il sistema contributivo per i periodi post-1995, mentre per i periodi ante-1996 si applicano le regole specifiche di ciascuna gestione. Il vantaggio è evidente: nessun costo, nessun trasferimento di contributi. Lo svantaggio è che le quote pro-rata vengono calcolate separatamente, e per chi ha carriere molto discontinue o con redditi bassi, l’importo complessivo potrebbe risultare limitato.

La Totalizzazione (D.Lgs. 42/2006)

La totalizzazione è disciplinata dal D.Lgs. 42/2006 e consente, come il cumulo, di sommare periodi contributivi di diverse gestioni senza trasferirli. La differenza principale rispetto al cumulo è che con la totalizzazione il calcolo della pensione è sempre contributivo puro per tutti i periodi, anche quelli ante-1996. Questo può penalizzare chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, perché perde il più favorevole calcolo retributivo (che premia le ultime retribuzioni più alte). Per questo motivo, dopo l’estensione del cumulo del 2017, la totalizzazione è diventata meno conveniente per la maggior parte dei lavoratori.

Un altro limite della totalizzazione riguarda i requisiti: per la pensione di vecchiaia servono 65 anni di età e 20 anni di contributi; per la pensione anticipata in totalizzazione servono 41 anni di contributi (indipendente dal sesso) e almeno 57 anni di età. Requisiti più stringenti rispetto al cumulo. Infine, la totalizzazione prevede una finestra di 18 mesi tra il momento della maturazione del diritto e il primo pagamento (24 mesi per la pensione anticipata), contro i soli 3 mesi del cumulo.

La Ricongiunzione (L. 29/1979 e L. 45/1990)

La ricongiunzione è un meccanismo completamente diverso: prevede il trasferimento fisico dei contributi da una gestione all’altra. Il lavoratore sceglie una gestione «ospitante» verso cui confluiranno tutti i contributi delle altre gestioni. Il vantaggio è che si ottiene una pensione unica, calcolata con le regole di una sola gestione. Lo svantaggio è il costo elevato: la ricongiunzione verso l’INPS dipendenti (Fondo Lavoratori Dipendenti) è onerosa, poiché richiede di versare la differenza attuariale tra i contributi versati e quelli che sarebbero stati dovuti nella gestione ospitante. In alcuni casi il costo può superare le decine di migliaia di euro.

La ricongiunzione può essere conveniente in casi specifici: ad esempio quando si vuole unificare la carriera in un’unica gestione per motivi amministrativi, oppure quando si prevede che la pensione calcolata con le regole della gestione ospitante sarà significativamente più alta da giustificare il costo.

CaratteristicaCumuloTotalizzazioneRicongiunzione
CostoGratuitoGratuitaOnerosa (spesso costosa)
Trasferimento contributiNo (restano nelle gestioni)NoSì (confluiscono in una gestione)
Calcolo ante-1996Retributivo/misto dove applicabileSempre contributivo puroRegole gestione ospitante
Finestra attesa3 mesi18-24 mesiVariabile
Quando convieneQuasi sempre (gratuito e flessibile)Solo se gestioni non aderiscono al cumuloCasi specifici con analisi costi-benefici

Vantaggi e Limiti del Cumulo Contributivo

Il cumulo è generalmente lo strumento più vantaggioso per chi ha contributi in più gestioni INPS, ma è importante conoscere sia i punti di forza che i limiti, per poter fare una scelta consapevole.

I Principali Vantaggi del Cumulo

  • Gratuità assoluta: non si paga nulla per attivare il cumulo. I contributi restano nelle gestioni di origine senza alcun costo di trasferimento.
  • Accesso a tutte le tipologie di pensione: dopo la L. 232/2016 è possibile usare il cumulo per la pensione di vecchiaia, anticipata, anticipata contributiva, APE sociale e altre prestazioni previdenziali.
  • Preservazione del calcolo retributivo ante-1996: a differenza della totalizzazione, il cumulo non penalizza chi ha anni di contribuzione prima del 1996, poiché ciascuna gestione applica le proprie regole di calcolo (incluso il metodo retributivo per i periodi ante-1996).
  • Finestra breve (3 mesi): il periodo di attesa tra la maturazione del diritto e il primo pagamento della pensione è di soli 3 mesi, molto più breve dei 18-24 mesi della totalizzazione.
  • Reversibilità: anche dopo aver presentato la domanda, è possibile rinunciare al cumulo (entro certi termini) se ci si rende conto che un’altra soluzione è più conveniente.

I Limiti e i Casi di Attenzione

  • Importi più bassi per carriere frammentate: se i contributi sono «spezzettati» in piccole quote su molte gestioni, la somma delle pensioni pro-quota potrebbe risultare inferiore rispetto a una pensione unica calcolata con anni interi in una sola gestione.
  • Soglia di importo minimo per il contributivo puro: chi ha tutta la carriera post-1996 deve rispettare il requisito dell’assegno sociale per la pensione di vecchiaia. Se la pensione calcolata è troppo bassa, non si ha diritto alla pensione (anche se si hanno 20 anni di contributi).
  • Complessità amministrativa: la domanda di pensione in cumulo deve essere presentata all’INPS e coinvolge più gestioni. Eventuali errori o incongruenze nell’estratto conto possono ritardare la liquidazione.
  • Non applicabile con tutte le casse professionali: alcune casse dei liberi professionisti non aderiscono al cumulo. In questo caso si deve valutare la totalizzazione o la ricongiunzione.

Come Fare Domanda di Pensione in Cumulo

La procedura per richiedere la pensione in cumulo prevede alcuni passaggi fondamentali. Prima di presentare la domanda, è indispensabile avere a disposizione il proprio estratto conto INPS aggiornato, che mostra tutti i contributi versati per gestione e per anno. Questo documento è essenziale per verificare se si hanno effettivamente i requisiti e per pianificare la data di pensionamento più conveniente.

Una volta verificati i requisiti, la domanda di pensione in cumulo deve essere presentata all’INPS, che coordina tutte le gestioni coinvolte. Il processo richiede attenzione: eventuali difformità nell’estratto conto (contributi non accreditati, periodi sovrapposti tra gestioni diverse) devono essere risolte prima di presentare la domanda, altrimenti rischiano di bloccarla o ritardarla. Il CAF Centro Fiscale si occupa di tutto: dalla verifica dell’estratto conto alla presentazione della domanda all’INPS, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

  • Verifica estratto conto INPS: controlla che tutti i periodi contributivi siano presenti e corretti per ciascuna gestione.
  • Simulazione importo pensione: fai simulare la pensione pro-quota da ciascuna gestione per verificare se l’importo complessivo supera le soglie richieste (se applicabili).
  • Scelta della data di decorrenza: individua la data ottimale di pensionamento tenendo conto delle finestre di attesa e dell’impatto sul calcolo.
  • Presentazione domanda INPS: la domanda si presenta tramite patronato o CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intera pratica, dalla documentazione alla presentazione formale all’INPS.
  • Monitoraggio iter: dopo la presentazione, segue una fase istruttoria che coinvolge tutte le gestioni. I tempi possono variare da pochi mesi a oltre un anno nei casi più complessi.

Tabella Riassuntiva dei Requisiti Pensione in Cumulo 2026

Tipo di PensioneEtàContributiImporto minimoFinestra attesa
Vecchiaia67 anni20 anniAssegno sociale (se puro contributivo)3 mesi
Anticipata (uomini)Qualsiasi42 anni e 10 mesiNessuna3 mesi
Anticipata (donne)Qualsiasi41 anni e 10 mesiNessuna3 mesi
Anticipata contributiva64 anni20 anni3× assegno sociale3 mesi

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Domande Frequenti sulla Pensione in Cumulo (FAQ)

Posso usare il cumulo se ho contributi alla Gestione Separata e alla Gestione Commercianti?

Sì, il cumulo è applicabile tra tutte le gestioni INPS, incluse la Gestione Separata e la Gestione Commercianti. I periodi contributivi di entrambe le gestioni vengono sommati per verificare il raggiungimento dei requisiti minimi (20 anni per la vecchiaia, 42 anni e 10 mesi per la pensione anticipata uomini). La pensione viene poi liquidata pro-quota da ciascuna gestione.

Il cumulo è conveniente rispetto alla totalizzazione per chi ha contributi ante-1996?

Generalmente sì. Il cumulo è più conveniente della totalizzazione per chi ha contributi ante-1996 perché ciascuna gestione applica il proprio sistema di calcolo (che può includere il metodo retributivo o misto per i periodi ante-1996). La totalizzazione invece «azzera» il vantaggio del retributivo, applicando sempre il sistema contributivo puro. Fa eccezione quando la gestione principale non aderisce al cumulo: in quel caso la totalizzazione è l’unica alternativa gratuita.

Cosa succede se i periodi contributivi delle due gestioni si sovrappongono?

Nel cumulo i periodi non devono essere coincidenti: si possono sommare solo periodi contributivi non sovrapposti tra le gestioni. Se in un determinato anno hai versato contemporaneamente alla Gestione Separata e alla Gestione Commercianti (doppia iscrizione), quell’anno conta come un solo anno ai fini del cumulo. L’INPS nel calcolo pro-quota terrà conto di entrambe le contribuzioni per quell’anno, ma ai fini del conteggio dell’anzianità vale come periodo unico.

Con il cumulo posso accedere all’APE Sociale 2026?

Sì. L’APE Sociale è compatibile con il cumulo contributivo. Chi appartiene alle categorie protette (lavoratori gravosi, caregiver, disabili, disoccupati di lunga durata) può utilizzare il cumulo per raggiungere il requisito contributivo di 30 o 36 anni richiesto dall’APE Sociale, sommando i periodi della Gestione Separata e della Gestione Commercianti.

Quanto tempo ci vuole per liquidare la pensione in cumulo?

Dopo la presentazione della domanda, l’INPS avvia un’istruttoria che coinvolge tutte le gestioni interessate. I tempi dipendono dalla complessità del caso: in media vanno da 3 a 6 mesi per pratiche semplici, ma possono arrivare a 12-18 mesi in casi con incongruenze nell’estratto conto o con molte gestioni coinvolte. È fondamentale verificare e bonificare l’estratto conto INPS prima di presentare la domanda, per evitare ritardi.

Posso rinunciare al cumulo dopo aver presentato la domanda?

Sì, è possibile rinunciare al cumulo e presentare una nuova domanda con una strategia diversa (ad esempio totalizzazione o pensione da una sola gestione), purché non sia già stata emessa la liquidazione definitiva. In ogni caso, è meglio valutare attentamente tutte le opzioni prima di presentare la domanda, affidandosi a un esperto del CAF Centro Fiscale che può confrontare le diverse strategie e calcolare l’importo stimato per ciascuna.

Hai bisogno di assistenza per la pensione in cumulo tra Gestione Separata e Gestione Commercianti? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri esperti di previdenza analizzano il tuo estratto conto INPS, verificano i requisiti e gestiscono l’intera pratica di pensionamento. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il servizio è disponibile in ufficio a Udine e online in tutta Italia.

Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 21:58:502026-05-31 17:41:29Pensione in Cumulo tra Gestione Separata e Commercianti INPS: Guida Completa 2026
ASSEGNO UNICO, MATERNITA', NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI

Pensione 2026 INPS

A giugno 2026 milioni di famiglie italiane aspettano l’accredito delle prestazioni INPS: Assegno Unico Universale, ADI (Assegno di Inclusione) e NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). Ma quando arrivano esattamente i pagamenti? Quali sono le date confermate dall’INPS? E cosa fare se il bonifico non arriva in tempo? In questa guida trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026 con tutte le informazioni aggiornate per non perdere nemmeno un accredito.

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Indice dei contenuti

  1. Il calendario dei pagamenti INPS di giugno 2026: le date ufficiali
  2. Quando arriva l’Assegno Unico a giugno 2026
  3. Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a giugno 2026
  4. Quando arriva la NASpI a giugno 2026
  5. Le pensioni INPS di giugno 2026: le date di pagamento
  6. Come verificare i pagamenti INPS su MyINPS: guida pratica
  7. Cosa fare in caso di mancato pagamento INPS a giugno 2026
  8. Differenze tra ADI e SFL: chi riceve cosa a giugno 2026
  9. Il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026: riepilogo
  10. Fonti
  11. Domande frequenti sui pagamenti INPS di giugno 2026

Il calendario dei pagamenti INPS di giugno 2026: le date ufficiali

Ogni mese l’INPS accredita le prestazioni economiche secondo un calendario preciso che tiene conto del tipo di prestazione, della modalità di pagamento (bonifico bancario o postale) e dei giorni lavorativi bancari. Giugno 2026 non fa eccezione: di seguito trovi le date di accredito confermate per le principali misure di sostegno al reddito.

Prestazione INPSData di pagamento giugno 2026Modalità
Pensioni1-3 giugno 2026Banca/posta (con scaglionamento allo sportello)
NASpIDal 15 giugno 2026 (competenza maggio)Bonifico IBAN comunicato all’INPS
Assegno Unico Universale18-19 giugno 2026Bonifico bancario/postale su IBAN
ADI – Assegno di Inclusione27 giugno 2026 (o 26 se festivo)Carta di inclusione (Poste Italiane)
SFL – Supporto Formazione e LavoroFine mese (dopo validazione presenze)Bonifico bancario

Le date indicate si basano sui comunicati ufficiali INPS e sui calendari mensili pubblicati dall’Istituto. Piccole variazioni di 1-2 giorni lavorativi sono possibili in base alla banca o all’ufficio postale di riferimento.

Quando arriva l’Assegno Unico a giugno 2026

L’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura che sostituisce le precedenti prestazioni familiari (ANF, bonus bebè, assegno natalità) e viene erogata dall’INPS mensilmente a favore dei nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni (senza limite d’età per i figli disabili).

Per giugno 2026, il calendario INPS (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025) fissa l’accredito dell’Assegno Unico al 18 e 19 giugno per chi ha già la prestazione in pagamento senza variazioni. Le date cambiano di mese in mese. Chi ha presentato o rinnovato la domanda nell’ultimo periodo potrebbe ricevere l’accredito con qualche giorno di ritardo.

Chi riceve l’Assegno Unico a giugno

  • Nuclei con figli under 21 che hanno presentato domanda DSU/ISEE valida per il 2026
  • Famiglie con figli disabili di qualsiasi età (importo maggiorato)
  • Nuovi beneficiari con domanda accettata entro maggio 2026
  • Chi ha rinnovato la DSU scaduta (attenzione: se l’ISEE scade, il pagamento si riduce alla quota minima)

Importi Assegno Unico giugno 2026

Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 variano in base all’ISEE familiare e all’età del figlio:

ISEE familiareFiglio minorenneFiglio 18-20 anniMaggiorazione figli con disabilità (under 21)
Fino a 17.468,51 euro203,80 euro/mese (importo massimo)99,10 euro/mese+99,10 euro/mese (disabilità media), +110,60 (grave), +122,30 (non autosufficienza)
Tra 17.468,52 e 46.582,71 euroImporto decrescente all’aumentare dell’ISEEImporto decrescenteStessi importi: la maggiorazione è fissa e non dipende dall’ISEE
Oltre 46.582,71 euro (o senza ISEE)58,30 euro/mese (importo minimo)29,10 euro/mese+99,10 / +110,60 / +122,30 euro/mese

Per consultare la tua situazione aggiornata o verificare l’importo spettante, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Per approfondire, leggi anche la nostra guida su Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati.

Cosa fare se l’Assegno Unico non arriva a giugno

Se entro il 22-23 giugno 2026 non hai ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico, verifica:

  1. ISEE scaduto: se non hai presentato la DSU per il 2026, da marzo ricevi solo l’importo minimo (58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne)
  2. IBAN non aggiornato: verifica che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto accedendo a MyINPS
  3. Domanda in verifica: controlla lo stato della domanda nella sezione “Assegno Unico e Universale” su MyINPS
  4. Figlio uscito dai requisiti: se il figlio ha compiuto 21 anni, il diritto si estingue (salvo disabilità)
  5. Contatta il CAF: se non riesci a risolvere il problema autonomamente, rivolgiti a un CAF abilitato per assistenza

Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a giugno 2026

L’ADI – Assegno di Inclusione è la misura che dal 1° gennaio 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per le famiglie con soggetti “fragili”: anziani over 60, disabili, minori a carico o persone in situazione di svantaggio inserite in programmi di cura. Si tratta di un sussidio economico mensile erogato tramite la Carta di Inclusione di Poste Italiane.

A giugno 2026, la ricarica mensile dell’ADI avviene il 27 del mese. Poiché il 27 giugno 2026 cade di sabato, la ricarica viene anticipata al venerdì 26 giugno 2026. L’accredito sulla Carta di Inclusione avviene automaticamente senza necessità di recarsi agli sportelli.

Chi riceve l’ADI a giugno 2026

Hanno diritto all’ADI a giugno 2026 i nuclei familiari che:

  • Hanno almeno un componente over 60, disabile, minore o in situazione di fragilità certificata
  • Hanno un ISEE non superiore a 10.140 euro annui
  • Hanno un reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (9.360 euro se il nucleo comprende solo anziani over 67 o disabili gravi)
  • Hanno stipulato il Patto di Attivazione Digitale (PAD) su INPS.it
  • Non hanno beneficiari con precedenti penali ostativi o veicoli di lusso intestati

Importo ADI giugno 2026

L’importo dell’ADI si compone di due parti:

  • Componente economica: fino a 6.000 euro annui (500 euro/mese) per nucleo familiare, ridotta del reddito familiare già percepito e moltiplicata per la scala di equivalenza ISEE
  • Componente affitto: ulteriori 3.360 euro annui (280 euro/mese) per chi vive in affitto con contratto di locazione registrato

La formula di calcolo tiene conto della composizione del nucleo familiare tramite la scala di equivalenza: valore base 1 (nucleo di una persona), +0,4 per ogni ulteriore adulto, +0,15 per ogni bambino under 3, fino a un massimo di 2,2.

Come verificare il saldo della Carta di Inclusione

Per verificare se l’accredito ADI del mese di giugno è arrivato, puoi:

  1. Controllare il saldo all’ATM di Poste Italiane (senza commissioni)
  2. Accedere all’app BancoPosta o al sito poste.it con le credenziali Postepay
  3. Chiamare il numero verde Postepay: 800.00.33.22
  4. Verificare lo stato del pagamento tramite MyINPS → “Assegno di Inclusione” → “Situazione pagamenti”

Se il saldo non risulta aggiornato dopo il 28-29 giugno 2026, contatta il tuo patronato di fiducia o il numero verde INPS (803 164 da fisso, 06 164164 da mobile).

Quando arriva la NASpI a giugno 2026

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. A differenza dell’Assegno Unico e dell’ADI, il pagamento NASpI non ha una data fissa mensile: dipende dalla data di presentazione della domanda e dal ciclo elaborativo INPS.

Come funziona il pagamento NASpI

Il pagamento NASpI avviene tipicamente entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda per la prima mensilità. Successivamente, il pagamento è mensile e viene accreditato generalmente nella seconda e terza settimana del mese successivo a quello di competenza. Per la competenza di maggio 2026, l’accredito avviene in genere tra l’8 e il 20 giugno 2026.

Chi riceve la NASpI a giugno 2026

  • Lavoratori dipendenti con contratto cessato involontariamente (licenziamento, fine contratto a termine, risoluzione consensuale in conciliazione)
  • Lavoratori con dimissioni per giusta causa
  • Chi ha almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
  • Chi ha almeno 30 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi
  • Beneficiari con domanda accettata e in corso di erogazione

Importo NASpI 2026 e decalage

La NASpI 2026 viene calcolata sull’imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni diviso il numero di settimane coperte, moltiplicato per 4,33. L’indennità è pari al 75% della retribuzione media mensile se questa è inferiore alla soglia INPS vigente (per il 2026: 1.480,30 euro). Per importi superiori si aggiunge il 25% sulla parte eccedente tale soglia, fino al massimale mensile di 1.575,42 euro.

A partire dal settimo mese di percezione (cioè dopo i primi 6 mesi interi), scatta il decalage: la NASpI si riduce del 3% al mese. Chi ha iniziato a percepire la NASpI a dicembre 2025 o prima vedrà quindi a giugno 2026 una riduzione in corso o imminente.

Mese di competenzaRiduzione (decalage)Esempio: NASpI iniziale 1.000 euro
Mesi 1-60%1.000 euro
Mese 7-3%970 euro
Mese 8-6%940 euro
Mese 9-9%910 euro
Mese 10-12%880 euro
Mese 11-15%850 euro
Mese 12-18%820 euro

Come verificare lo stato del pagamento NASpI

Per controllare la situazione della tua NASpI e verificare il pagamento di giugno:

  1. Accedi a MyINPS (inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Vai su “Lavoro” → “NASpI” → “Situazione pagamenti”
  3. Verifica che l’IBAN comunicato sia corretto (in caso contrario aggiornalo tempestivamente)
  4. Controlla che tu abbia rispettato gli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio, corsi di formazione)

Le pensioni INPS di giugno 2026: le date di pagamento

Le pensioni INPS di giugno 2026 vengono accreditate a partire dal 1° giugno 2026 (primo giorno lavorativo del mese). Per i pensionati che riscuotono in contanti agli uffici postali, il pagamento è scaglionato per lettera del cognome, al fine di evitare affollamento:

Lettere cognomeData pagamento allo sportello postale
A – BLunedì 2 giugno 2026
C – DMartedì 3 giugno 2026
E – KMercoledì 4 giugno 2026
L – OGiovedì 5 giugno 2026
P – RVenerdì 6 giugno 2026
S – ZLunedì 9 giugno 2026

I pensionati con accredito su conto corrente bancario o postale ricevono l’accredito direttamente il 1° giugno 2026 (o entro il 2-3 giugno in base ai tempi interbancari). Per consultare il cedolino pensione e verificare importo e competenza di giugno, leggi la nostra guida su Cedolino Pensione Giugno 2026: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo.

Come verificare i pagamenti INPS su MyINPS: guida pratica

Il portale MyINPS (inps.it) è lo strumento principale per monitorare tutti i pagamenti INPS. Ecco come accedervi e cosa trovare:

Accesso a MyINPS

  1. Vai su inps.it e clicca su “Accedi a MyINPS”
  2. Scegli la modalità di autenticazione: SPID (livello 2), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  3. Una volta autenticato, accedi all’area “I tuoi servizi”
  4. Seleziona la prestazione che vuoi verificare (Assegno Unico, ADI, NASpI, Pensione)

Sezioni da consultare per ogni prestazione

PrestazionePercorso MyINPS
Assegno UnicoFamiglia → Assegno Unico e Universale → Situazione pagamenti
ADISostegno reddito → Assegno di Inclusione → Situazione pagamenti
NASpILavoro → NASpI → Situazione pagamenti
PensionePensione e Previdenza → Cedolino pensione

App INPS Mobile

L’INPS mette a disposizione anche l’App INPS Mobile (disponibile su App Store e Google Play), che consente di consultare i pagamenti, le domande in corso e le comunicazioni dell’Istituto direttamente da smartphone. L’accesso avviene sempre tramite SPID o CIE.

Cosa fare in caso di mancato pagamento INPS a giugno 2026

Se il pagamento INPS atteso non arriva entro i termini previsti, ecco le azioni da intraprendere in ordine di priorità:

1. Verifica la situazione su MyINPS

Prima di contattare l’INPS, controlla su MyINPS se la prestazione risulta “in elaborazione” o “sospesa”. L’Istituto comunica eventuali blocchi o anomalie direttamente nella sezione dedicata alla prestazione.

2. Controlla l’IBAN comunicato

Un IBAN errato o non aggiornato è la causa più comune di mancato pagamento. Verifica che l’IBAN presente nella tua domanda sia corretto. Per aggiornarlo, accedi a MyINPS e modificalo nella sezione specifica della prestazione, oppure rivolgiti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica con delega.

3. Controlla ISEE e requisiti

Per l’Assegno Unico: un ISEE scaduto o non aggiornato può ridurre o azzerare il pagamento. Per l’ADI: un cambiamento nella composizione del nucleo familiare o nel reddito può modificare l’importo spettante. Per la NASpI: il mancato rispetto degli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio) può causare la sospensione del pagamento.

4. Contatta l’INPS

Se dopo le verifiche il problema persiste, contatta l’INPS attraverso i seguenti canali:

  • Numero verde INPS: 803 164 (da fisso, gratuito) oppure 06 164164 (da cellulare, a pagamento)
  • Sportello online: tramite MyINPS puoi inviare una comunicazione diretta al tuo sportello di competenza
  • Sede INPS territoriale: prenota un appuntamento allo sportello fisico tramite il portale INPS
  • CAF e patronato: per assistenza completa nella gestione delle pratiche INPS

Per un confronto aggiornato su tutti i pagamenti INPS previsti in questo periodo, consulta anche il nostro articolo su Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI.

Differenze tra ADI e SFL: chi riceve cosa a giugno 2026

Dal 1° gennaio 2024, il Reddito di Cittadinanza è stato sostituito da due distinte misure:

  • ADI (Assegno di Inclusione): per famiglie con soggetti fragili (over 60, disabili, minori, persone in percorsi di cura). Erogato tramite Carta di Inclusione. Ricarica il 27 del mese (o giorno lavorativo precedente se festivo).
  • SFL (Supporto per la Formazione e il Lavoro): per persone tra 18 e 59 anni occupabili, prive di soggetti fragili nel nucleo. Importo fisso di 350 euro/mese per massimo 12 mesi. Erogato tramite bonifico bancario.

Il SFL viene erogato solo a seguito di un percorso formativo o di politica attiva del lavoro avviato presso il proprio Centro per l’Impiego. Per giugno 2026, il pagamento SFL avviene dopo la validazione delle presenze nel percorso formativo, solitamente a fine mese.

Per capire se hai diritto all’ADI o al SFL, o per verificare lo stato della tua domanda, puoi consultare il nostro aggiornamento sui pagamenti INPS di fine maggio 2026 oppure contattare direttamente il CAF Centro Fiscale di Udine.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026: riepilogo

Ecco il riepilogo in un’unica tabella di tutte le principali date di pagamento INPS per giugno 2026:

DataPrestazione INPSDestinatari
1-3 giugno 2026Pensioni (accredito bancario/postale e sportello)Pensionati
Dal 15 giugno 2026NASpI (competenza maggio 2026)Disoccupati con NASpI attiva
18-19 giugno 2026Assegno Unico UniversaleFamiglie con figli fino a 21 anni
26 giugno 2026ADI – Assegno di Inclusione (anticipo da sabato 27)Nuclei con soggetti fragili
Fine meseSFL – Supporto Formazione e LavoroOccupabili in percorsi formativi

Per restare sempre aggiornato sui pagamenti INPS e sulle novità fiscali, visita la sezione Tabelle ANF INPS 2026/2027 e iscriviti alla nostra newsletter gratuita.

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Fonti

  • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)
  • Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)
  • D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)
  • Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)

Domande frequenti sui pagamenti INPS di giugno 2026

Qual è la data precisa del pagamento dell’Assegno Unico a giugno 2026?

Secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), l’Assegno Unico viene accreditato il 18 e il 19 giugno 2026 per i beneficiari già con domanda attiva e senza variazioni. I nuovi beneficiari o chi ha aggiornato il proprio IBAN di recente potrebbe ricevere il pagamento con qualche giorno di ritardo.

L’ADI viene pagato sempre il 27 del mese?

Sì, l’ADI viene ricaricato sulla Carta di Inclusione tipicamente il 27 di ogni mese. Se il 27 cade di sabato, domenica o giorno festivo, il pagamento viene anticipato al giorno lavorativo precedente. A giugno 2026, il 27 cade di sabato, quindi la ricarica è anticipata al venerdì 26 giugno 2026.

Quando arriva la NASpI se ho fatto domanda di recente?

Per chi ha presentato la domanda NASpI nelle ultime settimane, il primo pagamento arriva entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda, una volta completate le verifiche INPS. I pagamenti successivi vengono accreditati mensilmente, generalmente nella seconda-terza settimana del mese successivo a quello di competenza.

Posso ricevere sia l’Assegno Unico che la NASpI nello stesso mese?

Sì, le due prestazioni sono cumulabili. L’Assegno Unico spetta in quanto genitore con figli a carico, indipendentemente dallo stato occupazionale. La NASpI spetta in quanto lavoratore disoccupato. Non ci sono incompatibilità tra le due misure.

Come cambio l’IBAN per il pagamento INPS?

Per aggiornare l’IBAN associato a una prestazione INPS, accedi a MyINPS e vai nella sezione specifica della prestazione (es. Assegno Unico, NASpI). Nella scheda della domanda troverai l’opzione per modificare i dati bancari. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica per tuo conto con delega.

Cosa succede all’Assegno Unico se non rinnovo l’ISEE?

Se non hai rinnovato la DSU per l’anno 2026, l’INPS continua a erogare l’Assegno Unico all’importo minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne (29,10 euro per i figli tra 18 e 20 anni), senza tener conto della situazione economica effettiva del nucleo. Se presenti la DSU entro il 30 giugno 2026, l’INPS ricalcola l’assegno a partire da marzo 2026 e paga gli arretrati.

Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 19:58:502026-09-29 10:29:04Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Quattordicesima Pensione Luglio 2026: Importi, Requisiti e Chi Ne Ha Diritto

Pensione 2026 INPS

La quattordicesima pensione 2026 è una somma aggiuntiva che l’INPS eroga a luglio (oppure a dicembre per chi compie 64 anni nel secondo semestre) ai pensionati con redditi bassi che hanno almeno 64 anni di età. Gli importi vanno da 336 € a 655 € in base agli anni di contribuzione e al tipo di pensione (lavoratori dipendenti o autonomi). In questa guida trovi requisiti aggiornati, tabella importi 2026, esempi pratici di calcolo e tutto quello che serve sapere per verificare se hai diritto.

📞 Vuoi verificare se hai diritto alla quattordicesima?

Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente i tuoi requisiti e, se la quattordicesima non ti viene pagata d’ufficio, presenta domanda all’INPS. Chiamaci allo 0432 1638640 o WhatsApp 366 6018121.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la quattordicesima e quando arriva
  2. Requisiti anagrafici: dai 64 anni in su
  3. Requisiti reddituali 2026
  4. Importi 2026 per fasce contributive
  5. Calcolo: 3 esempi pratici
  6. D’ufficio o su domanda?
  7. Verifica diritto al CAF Centro Fiscale
  8. Domande frequenti

Cos’è la quattordicesima e quando arriva

La quattordicesima delle pensioni è una somma aggiuntiva annua introdotta dalla Legge 127/2007 e progressivamente estesa nel tempo. Si tratta di un beneficio assistenziale a sostegno dei pensionati con redditi bassi: una sorta di “premio” per chi vive con una pensione modesta.

Quando viene erogata:

  • Luglio 2026: per chi ha già compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026 (insieme alla pensione mensile)
  • Dicembre 2026: per chi compie 64 anni tra agosto e dicembre 2026

L’importo viene accreditato direttamente sulla pensione del mese, con voce dedicata sul cedolino (“Quattordicesima L. 127/2007“). Per il quadro generale del calendario di pagamento delle pensioni di luglio puoi consultare la nostra guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026, che contiene anche le informazioni utili sul mese successivo.

La quattordicesima non è soggetta a IRPEF: arriva netta sul cedolino, senza trattenute fiscali. Questo è un vantaggio significativo rispetto ad altri integratori di reddito.

Requisiti anagrafici: dai 64 anni in su

Per avere diritto alla quattordicesima 2026 occorre aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito anagrafico è categorico: senza i 64 anni la quattordicesima non spetta, indipendentemente dal reddito.

La quattordicesima spetta ai titolari di:

  • Pensione di vecchiaia (lavoratori dipendenti, autonomi, parasubordinati)
  • Pensione anticipata
  • Pensione di anzianità (vecchio sistema)
  • Pensione di reversibilità e indiretta
  • Pensione di invalidità previdenziale (con almeno 64 anni)

Esclusi dalla quattordicesima:

  • Titolari di assegno sociale
  • Pensioni di guerra
  • Pensioni assistenziali per invalidità civile

Requisiti reddituali 2026

Oltre all’età, è necessario rispettare limiti reddituali precisi. Il reddito complessivo del pensionato (esclusa la casa di abitazione e alcune voci) non deve superare determinate soglie, calcolate come multipli del trattamento minimo INPS.

Soglia di redditoImporto annuo 2026 (€)Quota quattordicesima
Fino a 1,5 volte il minimo~ 11.762Quattordicesima intera
Da 1,5 a 2 volte il minimo11.762 – 15.683Quattordicesima ridotta (clausola di salvaguardia)
Oltre 2 volte il minimo> 15.683Non spetta

Importante: il reddito personale conta. La pensione del coniuge non viene cumulata, a differenza di quanto avviene per la maggiorazione sociale. Sono esclusi dal computo del reddito: la casa di abitazione, il TFR, il trattamento di fine servizio, l’indennità di accompagnamento.

Importi 2026 per fasce contributive

L’importo della quattordicesima dipende da due fattori: gli anni di contribuzione versata e il tipo di pensione (lavoratori dipendenti o autonomi). Più anni di contributi, più alta è la quattordicesima.

Pensionati con reddito fino a 1,5 volte il minimo (~ 11.762 €)

Anni di contribuzioneLavoratori dipendenti (€)Lavoratori autonomi (€)
Fino a 15 anni437,00336,00
Da 15 a 25 anni546,00420,00
Oltre 25 anni655,00504,00

Pensionati con reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo (clausola di salvaguardia)

Se il reddito è poco sopra la soglia di 1,5 volte il minimo, scatta la clausola di salvaguardia: la quattordicesima viene ridotta in modo che la somma “pensione + quattordicesima” non superi il limite massimo. In pratica, la quattordicesima copre solo la differenza tra il limite e il reddito effettivo.

Importi indicativi: la quattordicesima ridotta varia da pochi euro a circa 200-300 €, in base alla distanza dal limite di 2 volte il minimo.

Calcolo: 3 esempi pratici

Esempio 1: pensionata 67 anni, dipendente, 30 anni contributi

Maria, 67 anni, ex impiegata. Pensione di vecchiaia da 850 €/mese (11.050 € annui). Reddito complessivo: 11.050 € (sotto 1,5 volte il minimo).

  • Categoria: dipendente, oltre 25 anni di contributi
  • Quattordicesima: 655 € a luglio 2026
  • Pensione lorda di luglio: 850 + 655 = 1.505 € (somma aggiuntiva netta)

Esempio 2: pensionato 70 anni, autonomo, 18 anni contributi

Antonio, 70 anni, ex commerciante. Pensione 720 €/mese (9.360 € annui). Reddito complessivo: 9.360 €.

  • Categoria: autonomo, fascia 15-25 anni di contributi
  • Quattordicesima: 420 € a luglio 2026
  • Pensione lorda di luglio: 720 + 420 = 1.140 €

Esempio 3: pensionata 65 anni, reddito sopra 1,5 ma sotto 2 volte minimo

Lucia, 65 anni, ex dipendente con 22 anni di contributi. Pensione 1.050 €/mese (13.650 € annui). Reddito: 13.650 € (tra 11.762 e 15.683).

  • Quattordicesima base: 546 € (fascia 15-25 anni dipendenti)
  • Limite massimo (1,5 volte minimo + 546): 11.762 + 546 = 12.308 €
  • Lucia ha già 13.650 € > 12.308: la quattordicesima viene ridotta o non spetta
  • Verifica esatta: meglio chiedere al CAF, perché il calcolo dipende da tutti i redditi

D’ufficio o su domanda?

Nella maggior parte dei casi la quattordicesima viene liquidata d’ufficio dall’INPS: l’Istituto incrocia i dati anagrafici e reddituali in suo possesso e accredita automaticamente la somma sulla pensione di luglio o dicembre.

Tuttavia, in alcuni casi è necessario presentare domanda esplicita:

  • Pensionati che hanno avuto variazioni reddituali significative nel 2025 (es. cessazione di un’attività)
  • Pensionati con più sostituti d’imposta (es. doppia pensione INPS + Cassa privata)
  • Casi in cui l’INPS non dispone dei dati reddituali completi
  • Pensioni di reversibilità di recente attribuzione

Tempistica della domanda: non c’è una scadenza tassativa. Conviene presentarla entro maggio per ricevere la quattordicesima con la pensione di luglio. Se presentata dopo, l’INPS la liquida nei mesi successivi (con eventuale arretrato).

Verifica diritto al CAF Centro Fiscale

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di verifica del diritto alla quattordicesima:

  • Controllo dei requisiti anagrafici e contributivi
  • Calcolo del reddito complessivo rilevante
  • Stima dell’importo spettante
  • Presentazione della domanda all’INPS, se necessario
  • Verifica eventuali arretrati per anni passati (fino a 5 anni indietro)

Il servizio di patronato è gratuito. Spesso emergono diritti dimenticati: pensionati che potevano ricevere la quattordicesima da anni e non lo sapevano, recuperando importi anche di 2.000-3.000 € di arretrati.

Verifica gratuita al CAF Centro Fiscale

15 minuti per sapere se hai diritto alla quattordicesima 2026 e a eventuali arretrati. Servizio gratuito di patronato.

📞 Telefono: 0432 1638640
💬 WhatsApp: 366 6018121
📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

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Domande frequenti

Quando arriva la quattordicesima 2026?

La quattordicesima 2026 viene erogata a luglio 2026 per chi ha già compiuto 64 anni entro il 31 luglio. Per chi compie 64 anni tra agosto e dicembre, la quattordicesima arriva a dicembre 2026.

Quanto è la quattordicesima 2026?

L’importo varia da 336 € a 655 € in base agli anni di contribuzione e al tipo di pensione (dipendenti o autonomi). I lavoratori dipendenti con oltre 25 anni di contributi ricevono l’importo massimo di 655 €.

La quattordicesima è soggetta a IRPEF?

No. La quattordicesima è una somma aggiuntiva esente da imposte: arriva netta sul cedolino, senza alcuna trattenuta IRPEF.

La quattordicesima spetta anche all’assegno sociale?

No. I titolari di assegno sociale, pensione di guerra e pensione di invalidità civile sono esclusi. Per loro esistono altre prestazioni assistenziali (per esempio la maggiorazione sociale).

Devo presentare domanda per la quattordicesima?

Nella maggior parte dei casi viene riconosciuta d’ufficio. Tuttavia, in caso di variazioni reddituali, doppia pensione o pensione di reversibilità recente, conviene presentare domanda esplicita tramite il patronato.

Posso recuperare la quattordicesima per anni passati?

Sì. Se nei 5 anni precedenti avevi i requisiti ma non hai ricevuto la quattordicesima, puoi presentare domanda di arretrati. La prescrizione è quinquennale: il CAF può ricostruire la posizione e attivare la pratica.

Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 08:00:002026-05-30 00:51:42Quattordicesima Pensione Luglio 2026: Importi, Requisiti e Chi Ne Ha Diritto
PATRONATO

Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

Pensione 2026 INPS

Quali sono le date dei pagamenti INPS a giugno 2026? Pensioni, Assegno Unico, NASpI e Assegno di Inclusione: ogni mese milioni di italiani attendono l’accredito delle prestazioni INPS sul proprio conto. In questa guida trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026, con tutte le date confermate e le informazioni utili per verificare lo stato dei tuoi pagamenti su MyINPS.

Giugno 2026 è un mese particolarmente importante per i pensionati: oltre al normale accredito della pensione, si avvicina la quattordicesima mensilità che verrà erogata con la pensione di luglio. In questo articolo ti spieghiamo anche come anticipare la verifica e cosa controllare nel tuo cedolino pensione.

Indice dei contenuti

  1. Calendario completo pagamenti INPS giugno 2026
  2. Pensioni giugno 2026: data accredito
  3. Ritiro pensione alle Poste giugno 2026
  4. Assegno Unico giugno 2026: date pagamento
  5. NASpI giugno 2026: quando arriva
  6. Assegno di Inclusione (ADI) giugno 2026
  7. Quattordicesima pensionati 2026
  8. Bonus Nido rimborsi giugno 2026
  9. Bonus Mamme esonero contributivo giugno 2026
  10. Come verificare i pagamenti su MyINPS
  11. FAQ pagamenti INPS giugno 2026

Calendario completo pagamenti INPS giugno 2026

Ecco la tabella riepilogativa con tutte le date dei pagamenti INPS di giugno 2026. Tieni presente che le date possono subire lievi variazioni in base all’istituto di credito o all’ufficio postale di riferimento.

Prestazione INPSData pagamento giugno 2026Modalità
Pensioni (accredito bancario)Lunedì 1 giugno 2026Accredito su conto corrente
Pensioni (ritiro Poste)Dal 1 al 6 giugno 2026 (turni alfabetici)Ritiro allo sportello
Assegno Unico17, 18 e 19 giugno 2026Accredito su IBAN indicato
NASpITra il 10 e il 20 giugno 2026Accredito su IBAN indicato
Assegno di Inclusione (ADI)27 giugno 2026Carta ADI
Bonus Nido (rimborsi)Entro fine giugno (variabile)Accredito su IBAN indicato
Bonus Mamme (esonero)Con la busta paga di giugnoEsonero in busta paga

Nota importante: le date indicate sono basate sul calendario storico dei pagamenti INPS e sulle comunicazioni ufficiali disponibili. Per conferme definitive, consulta sempre il tuo fascicolo previdenziale su inps.it.

Pensioni giugno 2026: data accredito bancario

Le pensioni di giugno 2026 verranno accreditate il 1° giugno 2026 (lunedì), primo giorno bancabile del mese. Questo vale per tutti i pensionati che ricevono l’assegno tramite accredito su conto corrente bancario o postale.

L’accredito riguarda tutte le tipologie di pensione INPS:

  • Pensione di vecchiaia (contributiva e retributiva)
  • Pensione anticipata (inclusa Quota 41)
  • Pensione di invalidità e assegno ordinario di invalidità
  • Pensione ai superstiti (reversibilità)
  • APE Sociale
  • Opzione Donna

Il cedolino della pensione di giugno sarà consultabile su MyINPS generalmente a partire dall’ultima settimana di maggio. Ti consigliamo di verificarlo per controllare eventuali trattenute fiscali, conguagli IRPEF o variazioni nell’importo netto.

Ritiro pensione alle Poste giugno 2026: calendario alfabetico

Per i pensionati che ritirano la pensione in contanti presso gli uffici postali, anche a giugno 2026 si applica il calendario alfabetico di Poste Italiane, pensato per evitare assembramenti. Il ritiro è scaglionato in base alla lettera iniziale del cognome.

Ecco il calendario previsto per il ritiro delle pensioni alle Poste a giugno 2026:

GiornoDataCognomi (iniziale)
Lunedì1 giugno 2026A – B
Martedì2 giugno 2026Festa della Repubblica – uffici chiusi
Mercoledì3 giugno 2026C – D
Giovedì4 giugno 2026E – K
Venerdì5 giugno 2026L – O
Sabato6 giugno 2026P – R
Lunedì8 giugno 2026S – Z

Attenzione: il 2 giugno 2026 è la Festa della Repubblica, quindi gli uffici postali saranno chiusi. Il calendario si estende quindi fino a lunedì 8 giugno. I pensionati con cognome dalla S alla Z potranno ritirare a partire da quella data.

Ricorda che puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato, non solo nella data indicata. Il calendario serve solo a stabilire il primo giorno utile per il ritiro.

Assegno Unico giugno 2026: date pagamento

L’Assegno Unico di giugno 2026 verrà accreditato nelle giornate del 17, 18 e 19 giugno 2026. Come di consueto, l’INPS distribuisce i pagamenti su tre giorni lavorativi consecutivi per gestire il volume di bonifici.

Le date valgono sia per chi riceve l’Assegno Unico per la prima volta sia per chi lo percepisce già da mesi. Ecco cosa sapere:

  • Beneficiari confermati (domanda già attiva): pagamento tra il 17 e il 19 giugno
  • Nuove domande presentate a maggio: primo pagamento possibile già a giugno, con eventuali arretrati
  • Importo base 2026: da 57 euro a 199,40 euro per figlio (in base all’ISEE)
  • Maggiorazioni: previste per figli disabili, famiglie numerose (3+ figli) e genitori entrambi lavoratori

Consiglio pratico: se non hai ancora presentato la domanda per il 2026, puoi farlo entro il 28 febbraio per ricevere gli arretrati da gennaio. Dopo questa data, l’assegno decorre dal mese successivo alla domanda. Per qualsiasi dubbio sulla tua situazione, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella compilazione della domanda.

NASpI giugno 2026: quando arriva il pagamento

Il pagamento della NASpI di giugno 2026 è previsto tra il 10 e il 20 giugno. La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente il lavoro.

A differenza delle pensioni, la NASpI non ha una data fissa di pagamento. L’accredito dipende dalla data di presentazione della domanda e dal giorno del mese in cui è stata approvata. In linea generale:

  • Domande presentate nei primi giorni del mese: pagamento entro il 10-15 giugno
  • Domande presentate a metà mese: pagamento entro il 15-20 giugno
  • Primo pagamento (nuova domanda): può richiedere fino a 30-40 giorni dall’approvazione

Se stai aspettando il pagamento della NASpI e non lo hai ancora ricevuto, verifica lo stato della tua pratica su MyINPS nella sezione “Prestazioni e servizi” > “NASpI”. Se hai bisogno di assistenza per la domanda di disoccupazione, il nostro patronato può aiutarti.

Assegno di Inclusione (ADI) giugno 2026

L’Assegno di Inclusione (ADI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024, verrà pagato il 27 giugno 2026. L’importo viene caricato sulla Carta di Inclusione (la carta prepagata dedicata, evoluzione della vecchia carta RdC).

Ecco le informazioni principali sull’ADI di giugno:

  • Data accredito: 27 giugno 2026
  • Modalità: ricarica sulla Carta di Inclusione
  • Importo massimo: fino a 6.000 euro annui (500 euro/mese), incrementabile in base alla composizione del nucleo familiare
  • Requisiti ISEE: ISEE non superiore a 9.360 euro
  • Primo pagamento (nuovi beneficiari): il mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale

Importante: per continuare a ricevere l’ADI è necessario mantenere aggiornato l’ISEE e rispettare gli obblighi previsti dal Patto di inclusione. Se il tuo ISEE è scaduto, rinnovalo quanto prima per evitare la sospensione del beneficio.

Quattordicesima pensionati 2026: quando arriva

La quattordicesima mensilità per i pensionati viene tradizionalmente erogata con la pensione di luglio. Per il 2026, l’accredito della quattordicesima è previsto quindi con il cedolino di luglio 2026 (accredito il 1° luglio).

Chi ha diritto alla quattordicesima pensione? Ecco i requisiti:

  • Età: almeno 64 anni compiuti
  • Reddito personale: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.500 euro annui nel 2026)
  • Tipologia: pensionati INPS con pensione a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria o fondi sostitutivi

L’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contributi versati:

Anni di contributiImporto (reddito fino a 1,5x minimo)Importo (reddito tra 1,5x e 2x minimo)
Fino a 15 anni (18 autonomi)437 euro336 euro
Tra 15 e 25 anni (18-28 autonomi)546 euro420 euro
Oltre 25 anni (oltre 28 autonomi)655 euro504 euro

Consiglio: se compi 64 anni nel corso del 2026, la quattordicesima ti spetta in proporzione ai mesi trascorsi dal compimento dell’età. Se ritieni di averne diritto e non la ricevi, contatta il patronato del CAF Centro Fiscale per verificare la tua posizione.

Bonus Nido rimborsi giugno 2026

Il Bonus Nido 2026 prevede il rimborso delle rette degli asili nido (pubblici e privati autorizzati) o il contributo per forme di assistenza domiciliare per bambini sotto i 3 anni con patologie croniche. I rimborsi di giugno 2026 riguardano le fatture presentate nei mesi precedenti.

Ecco gli importi massimi annui del Bonus Nido in base all’ISEE minorenni:

  • ISEE fino a 25.000 euro: rimborso fino a 3.000 euro annui (272,72 euro/mese per 11 mensilità)
  • ISEE tra 25.001 e 40.000 euro: rimborso fino a 2.500 euro annui
  • ISEE oltre 40.000 euro (o senza ISEE): rimborso fino a 1.500 euro annui
  • Secondo figlio sotto i 10 anni: importo maggiorato fino a 3.600 euro annui (con ISEE fino a 40.000 euro)

Per ricevere il rimborso a giugno, devi aver caricato le ricevute di pagamento delle rette sulla piattaforma INPS. Il pagamento avviene generalmente entro 30-45 giorni dall’inserimento della documentazione. Se hai bisogno di aiuto con la domanda Bonus Nido sulla piattaforma INPS, il CAF Centro Fiscale è a tua disposizione.

Bonus Mamme: esonero contributivo in busta paga giugno 2026

Il Bonus Mamme 2026 (ufficialmente “esonero contributivo per lavoratrici madri”) viene applicato direttamente nella busta paga di giugno 2026 dal datore di lavoro. Non si tratta di un pagamento INPS diretto, ma di un esonero dai contributi previdenziali che aumenta lo stipendio netto.

Chi ne ha diritto nel 2026:

  • Lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato) con contratto a tempo indeterminato
  • Con almeno 2 figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anni
  • Esonero: fino a 3.000 euro annui (250 euro/mese) di riduzione dei contributi a carico della lavoratrice
  • Effetto pratico: aumento dello stipendio netto mensile di circa 100-250 euro

Se sei una lavoratrice madre e non vedi l’esonero nella tua busta paga, verifica con il tuo datore di lavoro o con un consulente del lavoro che la misura sia stata correttamente applicata. Puoi anche verificare la tua posizione dalla sezione dedicata su MyINPS. Per approfondire requisiti e importi, leggi la nostra guida completa al Bonus Mamme 2026.

Come verificare i pagamenti su MyINPS

Per controllare lo stato dei tuoi pagamenti INPS di giugno 2026, puoi utilizzare il portale MyINPS. Ecco come fare, passo dopo passo:

Accesso a MyINPS

  1. Vai su www.inps.it
  2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
  3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  4. Accedi alla tua area personale MyINPS

Dove trovare le informazioni sui pagamenti

Una volta dentro MyINPS, ecco dove cercare in base alla prestazione:

  • Pensioni: “Fascicolo previdenziale del cittadino” > “Cedolino pensione” (disponibile dall’ultima settimana del mese precedente)
  • NASpI: “Prestazioni e servizi” > “NASpI: indennità mensile di disoccupazione” > “Consultazione domande” (stato pagamenti e importi)
  • Assegno Unico: “Prestazioni e servizi” > “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” > “Consulta le domande” > “Pagamenti”
  • ADI: “Prestazioni e servizi” > “Assegno di Inclusione” > “Stato della domanda e pagamenti”
  • Bonus Nido: “Prestazioni e servizi” > “Bonus asilo nido” > “Stato domanda e pagamenti”

Suggerimento: se non riesci ad accedere a MyINPS, puoi anche chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento). In alternativa, rivolgiti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita della tua posizione.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ: domande frequenti sui pagamenti INPS giugno 2026

Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

La pensione di giugno 2026 viene accreditata il 1° giugno 2026 per chi ha l’accredito bancario. Per chi ritira alle Poste, il calendario parte dal 1° giugno con turni alfabetici che si estendono fino all’8 giugno a causa della Festa della Repubblica del 2 giugno.

Quando arriva l’Assegno Unico di giugno 2026?

L’Assegno Unico di giugno 2026 viene pagato nelle giornate del 17, 18 e 19 giugno. Se hai presentato una nuova domanda a maggio, il primo pagamento potrebbe arrivare già a giugno con eventuali arretrati.

Quando arriva la NASpI di giugno 2026?

La NASpI di giugno 2026 viene pagata tra il 10 e il 20 giugno. La data esatta dipende dalla data di presentazione della domanda originale. Puoi verificare la data precisa su MyINPS nella sezione dedicata alla NASpI.

Quando viene pagato l’Assegno di Inclusione a giugno 2026?

L’Assegno di Inclusione (ADI) di giugno 2026 viene accreditato il 27 giugno sulla Carta di Inclusione. Per i nuovi beneficiari, il primo pagamento avviene il mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale.

Quando arriva la quattordicesima 2026?

La quattordicesima mensilità per i pensionati viene erogata con la pensione di luglio 2026 (accredito il 1° luglio). Ne hanno diritto i pensionati con almeno 64 anni e reddito personale non superiore a 2 volte il trattamento minimo.

Come faccio a sapere se il mio pagamento INPS è in arrivo?

Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS e consulta il fascicolo previdenziale. Nella sezione relativa alla tua prestazione (pensione, NASpI, Assegno Unico, ecc.) troverai lo stato dei pagamenti disposti e le date di accredito previste. In alternativa, chiama il Contact Center INPS o rivolgiti al patronato.


Hai bisogno di assistenza per le tue pratiche INPS?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per tutte le pratiche INPS: dalla domanda di NASpI all’Assegno Unico, dalla verifica del cedolino pensione alla richiesta dell’ADI. I nostri operatori sono a tua disposizione per verificare i tuoi pagamenti e aiutarti con qualsiasi problema.

Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

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    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640

    Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-28 08:00:002026-05-31 17:42:10Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
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