Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pagamento Pensioni Giugno 2026 in Banca: Calendario Accrediti, Valuta e Weekend

Il pagamento pensioni giugno 2026 in banca è uno dei temi più cercati dai pensionati italiani in queste settimane: capire quando arriva l’accredito sul conto corrente, perché a volte la somma compare già la sera del primo giorno utile e altre volte solo il giorno dopo, e cosa accade se la data cade nel weekend, fa la differenza fra una pianificazione serena delle spese mensili e qualche giorno di apprensione. In questa guida, pensata dal CAF Centro Fiscale di Udine, ti spieghiamo nel dettaglio come funziona il pagamento pensioni giugno 2026 in banca, con il calendario delle principali banche italiane, la regola della data valuta, la gestione del weekend e le differenze con il ritiro alle Poste.

Questa guida è complementare al nostro articolo principale dedicato all’hub pensione giugno 2026 con date INPS, importi e cedolino: lì trovi il calcolo dell’importo, la perequazione e l’aggiornamento degli scaglioni IRPEF, mentre qui ci concentriamo esclusivamente sull’esperienza dell’accredito bancario. Se il tuo dubbio riguarda l’importo netto del cedolino, parti da quel pezzo; se invece vuoi sapere a che ora la pensione sarà davvero spendibile sul tuo conto, resta qui.

Indice dei contenuti

  1. Data ufficiale del pagamento pensioni giugno 2026 in banca
  2. Quando accreditano la pensione in banca a giugno 2026
  3. Data valuta pensione giugno 2026: la regola del D+1
  4. Calendario accrediti per le principali banche italiane
  5. Pensione giugno 2026 e weekend: sabato o domenica
  6. Pensione banca vs Poste: la differenza
  7. Come verificare l'accredito della pensione sul conto
  8. Cosa fare se la pensione non arriva entro 3-4 giorni
  9. Domande frequenti sul pagamento pensioni giugno 2026

Data ufficiale del pagamento pensioni giugno 2026 in banca

Per il mese di giugno 2026, la data ufficiale di pagamento delle pensioni INPS è il 1° giugno 2026. Si tratta di un lunedì, ovvero un normale giorno lavorativo per il sistema bancario, quindi rappresenta a tutti gli effetti il primo giorno bancabile utile per ricevere l’accredito. Per giorno bancabile si intende, in parole semplici, un giorno in cui le banche operano normalmente: non festivo e non di sabato o domenica. Quando il giorno bancabile coincide con il primo del mese, come accade a giugno 2026, l’accredito segue il calendario standard e non subisce slittamenti.

C’è però un dettaglio che spesso confonde i pensionati: il 2 giugno è la Festa della Repubblica, giorno festivo nazionale, e nel 2026 cade di martedì. Questo significa che il giorno successivo all’accredito sarà chiuso per banche, uffici postali e Pubblica Amministrazione. La buona notizia è che la festività non incide sul pagamento, perché l’INPS ha già emesso il flusso il giorno prima. Chi riceve la pensione sul conto corrente bancario non subirà quindi alcun ritardo: l’accredito pensione banca giugno 2026 sarà già visibile sull’estratto conto il 1° giugno, anche se la disponibilità effettiva delle somme dipenderà dalla regola della data valuta (di cui parleremo subito dopo).

Quando accreditano la pensione in banca a giugno 2026

La domanda “quando accreditano la pensione in banca” è forse la più frequente fra i pensionati che ricevono il rateo tramite conto corrente. La risposta, contrariamente a quanto si pensa, non è univoca: dipende dal momento in cui la singola banca riceve il flusso dall’INPS e da come lo elabora internamente. Il flusso ufficiale viene rilasciato dall’Istituto la notte fra l’ultimo giorno feriale del mese precedente e il primo giorno bancabile del mese corrente. Le banche più grandi processano questi flussi durante la notte e li rendono visibili nell’home banking già dalle prime ore del mattino del 1° giugno.

In pratica, la stragrande maggioranza dei pensionati che ha scelto l’accredito su conto corrente bancario vedrà la voce “pensione INPS” comparire nel proprio estratto conto entro le 9:00 del 1° giugno 2026. Alcune banche, in particolare quelle digitali e quelle con sistemi di anticipo, possono rendere disponibile l’importo già la sera del 31 maggio, in via di cortesia. Tuttavia bisogna fare attenzione a una distinzione fondamentale fra data contabile (quando l’operazione compare in estratto conto) e data valuta (quando le somme sono effettivamente disponibili a tutti gli effetti, ad esempio per generare interessi o per essere prelevate senza causare scoperto).

Data valuta pensione giugno 2026: la regola del “D+1” spiegata semplice

La data valuta pensione giugno 2026 è uno dei concetti che genera più confusione. Proviamo a spiegarla con un esempio concreto. Immagina che Maria, pensionata di 72 anni, controlli l’app della sua banca la mattina del 1° giugno: vede la voce “Pensione INPS giugno” con un importo di 1.420 euro. Il saldo sembra aggiornato. In realtà, accanto all’operazione, ci sono due date: una data contabile (1° giugno) e una data valuta (che potrebbe essere il 1° o il 2 giugno, a seconda della banca). La data valuta è il giorno da cui le somme cominciano a maturare interessi e da cui sono considerate “effettivamente entrate” nel conto a tutti gli effetti.

Nella prassi bancaria italiana si parla spesso di regola “D+1”, dove “D” è il giorno in cui la banca riceve il flusso dall’INPS e “D+1” è il giorno lavorativo successivo. Questo significa che, anche se la pensione è visibile in estratto conto il 1° giugno, in alcuni casi la valuta può essere fissata al 2 giugno. Per un pensionato comune questa differenza è quasi irrilevante: le somme sono già spendibili con carta, bancomat, bonifici e pagamenti SDD (le ex domiciliazioni bancarie) fin dal momento in cui compaiono nell’app. La data valuta diventa importante solo se hai un conto che produce interessi attivi sostanziosi (raro) o se sei in regime di scoperto e devi calcolare con precisione gli interessi passivi.

Riassumendo, per il pagamento pensioni giugno 2026 in banca valgono queste tre regole pratiche:

  • Visibilità in estratto conto: mattina del 1° giugno 2026 (alcune banche già la sera del 31 maggio).
  • Disponibilità per pagamenti: dal momento in cui l’operazione compare nell’app o nell’home banking.
  • Data valuta: 1° o 2 giugno 2026, in base alla policy della singola banca.

Calendario accrediti per le principali banche italiane

Anche se la data tecnica di accredito è la stessa per tutte le banche (1° giugno 2026), nella pratica i tempi di visibilità effettiva nell’home banking e di applicazione della data valuta possono variare. Di seguito una panoramica indicativa delle policy delle principali banche italiane per l’accredito pensione UniCredit Intesa BPER e altri grandi gruppi. Le informazioni sono basate sulla prassi consolidata e sui fogli informativi pubblici: per casi specifici verifica sempre con la tua filiale.

UniCredit

UniCredit accredita le pensioni INPS sul conto corrente la mattina del 1° giugno 2026, con visibilità nell’app generalmente entro le 8:00. La data valuta coincide con la data contabile per la maggior parte dei conti dedicati ai pensionati. Per i conti standard può applicarsi la regola D+1, con valuta al 2 giugno. Gli importi sono comunque spendibili immediatamente da app e bancomat.

Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo è una delle banche più tempestive per l’accredito dei trattamenti INPS. La pensione compare in app e home banking già nelle prime ore del mattino del 1° giugno 2026, talvolta anche dalla mezzanotte. La banca propone inoltre la “Carta Pensione” prepagata, sulla quale l’accredito può avvenire con la stessa tempistica del conto corrente. Data valuta solitamente coincidente con la data contabile.

BPER Banca

BPER accredita la pensione il 1° giugno 2026, con visibilità nell’home banking generalmente entro la mattinata. Per i conti pensione dedicati la data valuta è lo stesso giorno dell’accredito; sui conti standard può essere applicata la regola D+1. Gli importi sono comunque utilizzabili da subito.

Crédit Agricole Italia

Crédit Agricole gestisce i pagamenti pensione INPS con accredito al 1° giugno 2026. Le tempistiche di visibilità sono in linea con la media del sistema (mattina del primo giorno bancabile). Particolarmente attenta ai conti riservati ai pensionati, propone soluzioni con canone agevolato e accredito senza commissioni.

BNL e altre banche del gruppo BNP Paribas

BNL elabora gli accrediti pensione il 1° giugno 2026 con processi notturni che rendono l’importo visibile entro le prime ore della giornata. Il sistema delle data valuta segue gli standard di gruppo: per conti pensione la valuta è sostanzialmente immediata.

Monte dei Paschi di Siena (MPS) e Banco BPM

Sia MPS che Banco BPM accreditano la pensione il 1° giugno 2026 in linea con il calendario INPS. Visibilità in app a partire dalla mattina, con la maggior parte dei pensionati che vede l’importo entro le 9:00. Anche qui la data valuta può variare leggermente fra prodotti dedicati ai pensionati e conti standard, ma le somme sono utilizzabili da subito.

Una nota importante: queste tempistiche valgono per la pensione di giugno 2026 perché il 1° giugno è un giorno bancabile. In altri mesi, quando il primo del mese cade di sabato, domenica o festivo, l’accredito slitta al primo giorno bancabile utile e tutte le banche si allineano. Il messaggio centrale è che, per il pagamento pensioni giugno 2026 in banca, non ci saranno né anticipi né ritardi rispetto al calendario INPS.

Pensione giugno 2026 e weekend: cosa succede se il giorno è sabato o domenica

Una delle domande più frequenti fra i pensionati riguarda i mesi in cui il primo giorno cade nel weekend. Per giugno 2026 non si pone il problema (il 1° è lunedì), ma vale la pena spiegare la regola generale, valida per i mesi successivi e per chi vuole capire come funziona il pensione giugno 2026 weekend sabato domenica in termini sistemici. Quando il primo del mese cade di sabato o domenica, l’INPS emette comunque il flusso di pagamento, ma le banche lo possono registrare con data contabile reale solo dal lunedì successivo, che diventa il primo giorno bancabile utile.

In pratica: se il primo del mese è domenica, la pensione viene accreditata sul conto il lunedì, con data valuta lavorativa successiva (lunedì stesso o martedì, a seconda della banca). Alcune banche, in particolare quelle digitali e quelle con servizi premium, possono effettuare un accredito di cortesia già il sabato o la domenica, rendendo visibile l’importo nell’app del cliente come “in attesa di valuta”. Per giugno 2026, ribadiamo, questa situazione non si verifica: il 1° giugno è lunedì, primo giorno bancabile pieno, e tutti gli accrediti seguiranno il calendario standard.

Pensione banca vs Poste: la differenza nei tempi e nelle modalità

Capire la pensione banca vs poste differenza è fondamentale per scegliere il canale di accredito più adatto. Le due modalità seguono logiche molto diverse, anche se la data di pagamento INPS è la stessa. Vediamole nel dettaglio.

Accredito in banca

L’accredito su conto corrente bancario è la modalità più diffusa. La pensione arriva automaticamente sul conto il 1° giugno 2026, senza bisogno di andare in filiale, senza file e senza limiti di importo. Le somme sono disponibili immediatamente per pagamenti POS, bonifici, prelievi al bancomat e domiciliazioni utenze. È il canale più comodo per chi gestisce le spese quotidiane con carta o app e per chi non vuole maneggiare contanti.

Ritiro alle Poste Italiane

Per chi riceve la pensione tramite Poste con accredito su libretto di risparmio postale, conto BancoPosta o Postepay Evolution, le tempistiche sono allineate alla banca: accredito il 1° giugno 2026. Diversa è invece la situazione per chi ritira in contanti allo sportello: in questo caso vige il tradizionale calendario alfabetico di Poste Italiane, con turnazione per lettera iniziale del cognome. Inoltre, ricorda che il pagamento in contanti è ammesso soltanto per importi inferiori a 1.000 euro netti: oltre questa soglia è obbligatorio l’accredito su strumento di pagamento elettronico.

In sintesi, la pensione banca vs poste differenza principale sta in questo: la banca è automatica, digitale, immediata e senza file; le Poste con ritiro in contanti seguono il calendario alfabetico e impongono il limite di 1.000 euro. Chi riceve la pensione su BancoPosta o Postepay vede l’importo il 1° giugno come in banca.

Come verificare l’accredito della pensione sul conto

Verificare l’accredito pensione banca giugno 2026 è oggi un’operazione molto semplice, alla portata anche di chi non è particolarmente esperto di tecnologia. Esistono diversi strumenti, che puoi usare anche in combinazione per essere sicuro che tutto sia regolare.

  • App della banca: la modalità più rapida. Accedi con riconoscimento biometrico o PIN e controlla la lista movimenti. La voce sarà “PENSIONE INPS”, “INPS PENSIONI” o simile.
  • Home banking da computer: stessa funzione dell’app, con lista movimenti aggiornata in tempo reale.
  • Notifiche SMS o push: molte banche inviano una notifica automatica all’accredito. Verifica nelle impostazioni che il servizio sia attivo.
  • Bancomat (ATM): consultando il saldo o stampando l’estratto conto rapido vedrai l’accredito.
  • Sportello filiale: se non hai dimestichezza digitale, puoi rivolgerti allo sportello chiedendo l’estratto conto.

Un consiglio: non controllare ossessivamente l’app la sera del 31 maggio. Anche se alcune banche anticipano la visualizzazione, l’accredito ufficiale avviene fra la notte del 31 maggio e la mattina del 1° giugno. Se la sera prima non vedi nulla è del tutto normale: aspetta la mattina del lunedì. In caso di dubbi, ricorda che puoi sempre rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo del cedolino e per verificare che il pagamento pensioni giugno 2026 in banca sia coerente con quanto comunicato dall’INPS.

Cosa fare se la pensione non arriva entro 3-4 giorni lavorativi

Se al 4-5 giugno 2026 non hai ancora visto comparire la pensione sul tuo conto, è il momento di muoversi. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di disguidi tecnici risolvibili in poche ore, ma è bene non lasciare passare troppo tempo. Ecco i passi consigliati, in ordine di priorità.

  1. Verifica con la tua banca: contatta il numero verde del tuo istituto o recati in filiale per chiedere se il flusso INPS è stato ricevuto. Spesso il problema è una semplice discrepanza dell’IBAN.
  2. Controlla il cassetto previdenziale INPS: puoi farlo personalmente o farti aiutare dal CAF. Lì vedrai se il pagamento risulta emesso e con quale modalità.
  3. Chiama il Contact Center INPS al 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06.164.164 da cellulare: chiedi conferma dell’emissione del rateo di giugno 2026.
  4. Verifica il cedolino: in caso di trattenute IRPEF, addizionali, conguagli o pignoramenti la pensione netta potrebbe essere stata ridotta. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a leggere il cedolino e capire eventuali anomalie.
  5. Rivolgiti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per aprire una pratica formale di mancato pagamento, se le verifiche precedenti non risolvono.

Nel 90% dei casi i problemi di accredito riguardano IBAN obsoleti (perché il pensionato ha cambiato banca senza aggiornare l’INPS), pignoramenti in corso, o conguagli IRPEF di fine anno. Si tratta di situazioni che il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce ogni giorno con esperienza pluriennale.

Domande Frequenti sul pagamento pensioni giugno 2026 in banca

A che ora viene accreditata la pensione in banca il 1 giugno 2026?

Nella maggior parte delle banche italiane l accredito e visibile fra la mezzanotte e le 9:00 del 1 giugno 2026. Le banche piu grandi (Intesa Sanpaolo, UniCredit, BPER, BNL) processano i flussi INPS durante la notte. Alcune banche digitali possono mostrare l accredito gia la sera del 31 maggio come in attesa di valuta.

La pensione di giugno 2026 puo essere prelevata subito al bancomat?

Si. Dal momento in cui l accredito e visibile nell home banking o nell app, le somme sono immediatamente spendibili per prelievi al bancomat, pagamenti POS, bonifici e domiciliazioni. La distinzione fra data contabile e data valuta non incide sulla disponibilita effettiva del denaro per il pensionato comune.

Il 2 giugno e festa: la pensione arriva lo stesso?

Si, e non subisce ritardi. L INPS ha programmato il pagamento per il 1 giugno 2026, che e un lunedi, quindi giorno bancabile pieno. La Festa della Repubblica del 2 giugno cade il giorno dopo l accredito e non ha alcun impatto sui pensionati che ricevono il rateo in banca.

Qual e la differenza fra accredito banca e Poste per la pensione di giugno 2026?

Chi riceve la pensione su conto corrente bancario, su BancoPosta o su Postepay Evolution riceve l accredito il 1 giugno 2026 senza necessita di muoversi. Chi invece ritira in contanti presso un ufficio postale segue il calendario alfabetico Poste e non puo ricevere piu di 1.000 euro netti in contanti.

Cosa devo fare se la pensione di giugno non e ancora arrivata il 4 giugno?

Contatta prima la tua banca per verificare la ricezione del flusso, poi chiama il Contact Center INPS al 803.164. Se non riesci a risolvere, rivolgiti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori possono accedere al cassetto previdenziale e aprire una pratica formale di mancato pagamento.


Richiedi Assistenza per la tua Pensione

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica del cedolino INPS, il controllo degli accrediti e le pratiche previdenziali complete.

Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    PATRONATO

    Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato)

    Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi — Quando Conviene Andare al PatronatoSe devi sbrigare una pratica INPS a Udine — dalla pensione alla NASPI, dall'assegno unico all'invalidità — hai due strade: recarti direttamente…
    Settembre 18, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-18 09:00:002026-08-17 11:03:35Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato)
    calcolo pensione CAF Udine
    PATRONATO

    Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro

    (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
    Settembre 18, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 06:00:002026-08-17 11:03:31Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro
    Naspi Anticipata CAF Udine
    NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

    DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori Coordinati

    (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
    Settembre 15, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 06:00:002026-08-17 11:03:19DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori Coordinati

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    ECCELLENTE
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    In base a 920 recensioni
    Google
    Pubblicato su Google Google
    Alexandra Bala profile picture
    Alexandra Bala
    04/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
    Pubblicato su Google Google
    paolino servidio profile picture
    paolino servidio
    03/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
    Pubblicato su Google Google
    Lady profile picture
    Lady
    01/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
    Pubblicato su Google Google
    Giulia Guida profile picture
    Giulia Guida
    25/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
    Pubblicato su Google Google
    Paola Zilli profile picture
    Paola Zilli
    07/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
    Pubblicato su Google Google
    Jacqueline B. profile picture
    Jacqueline B.
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
    Pubblicato su Google Google
    Maura Masutto profile picture
    Maura Masutto
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
    Pubblicato su Google Google
    Issam Elhefnawi profile picture
    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Molto gentile
    Pubblicato su Google Google
    Sibongile Moyana profile picture
    Sibongile Moyana
    30/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
    Pubblicato su Google Google
    Sabrina Cirina profile picture
    Sabrina Cirina
    23/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Giugno 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/BOX-PENSIONI.png 788 940 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-07 08:40:362026-06-07 08:40:46Pagamento Pensioni Giugno 2026 in Banca: Calendario Accrediti, Valuta e Weekend
    NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

    Disoccupazione Agricola 2026 Quando Arriva: Pagamento INPS, Requisiti e Domanda

    disoccupazione agricola CAF Udine

    Indice dei contenuti

    1. Cos’e’ la Disoccupazione Agricola 2026 e a Chi Spetta
    2. Disoccupazione Agricola 2026 Quando Arriva il Pagamento INPS
    3. Requisiti Disoccupazione Agricola Operai: 102 Giornate e Iscrizione
    4. Importo Disoccupazione Agricola 2026: Calcolo e Massimale
    5. Domanda Disoccupazione Agricola INPS: Come Presentarla Entro il 31 Marzo
    6. Differenza tra Disoccupazione Agricola e NASPI Ordinaria
    7. Cumulabilita’ Disoccupazione Agricola con Altri Redditi
    8. Errori Comuni nella Domanda di Disoccupazione Agricola
    9. Disoccupazione Agricola in Friuli Venezia Giulia: Specificita’ Locali
    10. Domande Frequenti sulla Disoccupazione Agricola 2026

    La disoccupazione agricola 2026 quando arriva e’ la domanda che si pongono ogni anno migliaia di operai agricoli a tempo determinato e indeterminato in attesa dell’indennita’ INPS. Si tratta di un sostegno economico fondamentale per chi lavora nei campi, nelle vigne, negli uliveti e nelle aziende agricole italiane, spesso con contratti stagionali che lasciano periodi dell’anno senza reddito. A differenza della NASPI ordinaria, che si percepisce mese per mese, l’indennita’ di disoccupazione agricola viene erogata in unica soluzione l’anno successivo a quello in cui si sono svolte le giornate lavorative.

    In questa guida completa scoprirai esattamente quando arriva la disoccupazione agricola 2026, quali sono i requisiti per gli operai agricoli, come calcolare l’importo della disoccupazione agricola 2026 e soprattutto come presentare la domanda all’INPS entro la scadenza fondamentale del 31 marzo 2026. Ti spieghiamo anche il calendario pagamento disoccupazione agricola degli ultimi anni, cosi’ da farti capire con precisione in che mese aspettarti l’accredito sul conto corrente.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di lavoratori agricoli del Friuli Venezia Giulia nella compilazione e nell’invio della domanda disoccupazione agricola INPS, garantendo che ogni passaggio sia corretto per evitare ritardi nell’erogazione. Vediamo insieme tutto cio’ che devi sapere.

    Cos’e’ la Disoccupazione Agricola 2026 e a Chi Spetta

    L’indennita’ di disoccupazione agricola e’ una prestazione economica erogata dall’INPS agli operai agricoli che, nel corso dell’anno precedente, hanno svolto attivita’ lavorativa subordinata nel settore agricolo. La normativa di riferimento e’ la storica Legge 264/1949, integrata da numerose circolari INPS che aggiornano annualmente importi e modalita’ operative.

    A differenza della NASPI ordinaria destinata ai dipendenti dei settori industriali e dei servizi, la NASPI agricola 2026 (termine usato impropriamente, ma molto cercato online) e’ una misura specifica riservata ai lavoratori del comparto agricolo. La differenza non e’ solo formale: cambiano i requisiti, l’importo, le modalita’ di calcolo e soprattutto i tempi di erogazione.

    Chi puo’ richiederla

    Possono presentare domanda di disoccupazione agricola INPS le seguenti categorie di lavoratori:

    • Operai agricoli a tempo determinato (OTD): stagionali, braccianti, lavoratori a giornata
    • Operai agricoli a tempo indeterminato (OTI) per i periodi non coperti da retribuzione
    • Piccoli coloni e compartecipanti familiari iscritti negli elenchi nominativi
    • Apprendisti agricoli regolarmente iscritti
    • Lavoratori in malattia o maternita’ nei periodi di lavoro agricolo del biennio

    Un aspetto importante e’ che il lavoratore deve risultare iscritto negli elenchi nominativi annuali dei lavoratori agricoli (OTD), pubblicati dall’INPS ogni anno. Se non sei iscritto negli elenchi, non puoi ricevere l’indennita’: in caso di mancata iscrizione devi presentare ricorso entro 30 giorni dalla pubblicazione.

    Disoccupazione Agricola 2026 Quando Arriva il Pagamento INPS

    Veniamo alla domanda piu’ importante: la disoccupazione agricola 2026 quando arriva sul conto corrente? Il pagamento disoccupazione agricola 2026 riguarda le giornate lavorate nel corso del 2025. La regola generale e’ che l’INPS eroga l’indennita’ in unica soluzione, di solito tra giugno e luglio 2026, dopo aver completato l’istruttoria delle domande presentate entro il 31 marzo.

    Non si tratta dunque di un pagamento mensile come la NASPI ordinaria, ma di un accredito unico annuale. Questo aspetto e’ cruciale per la pianificazione finanziaria: chi conta su questa indennita’ deve sapere che il denaro non arrivera’ a breve dalla presentazione della domanda, ma alcuni mesi dopo, in genere a meta’ anno.

    Calendario pagamento disoccupazione agricola: lo storico

    Per capire quando arriva la disoccupazione agricola 2026, e’ utile guardare al calendario pagamento disoccupazione agricola degli anni precedenti. L’INPS tende a rispettare una tempistica abbastanza regolare, con piccole variazioni dovute alla mole di domande presentate e all’organizzazione delle sedi territoriali.

    • Domande presentate a gennaio-febbraio: pagamento generalmente tra giugno e luglio
    • Domande presentate a marzo (vicino alla scadenza): pagamento spesso slittato a luglio-agosto
    • Domande con istruttoria complessa (es. integrazione documenti): pagamenti anche a settembre-ottobre
    • Domande con ricorso o contenzioso: tempi piu’ lunghi, fino a un anno

    Il consiglio del CAF Centro Fiscale di Udine e’ di presentare la domanda disoccupazione agricola INPS il prima possibile, gia’ nei mesi di gennaio o febbraio, per essere tra i primi a ricevere il pagamento. Aspettare fino a fine marzo significa quasi certamente vedere posticipato l’accredito.

    Come verificare lo stato del pagamento INPS

    Una volta presentata la domanda, puoi monitorare lo stato della pratica direttamente nella tua area personale MyINPS, alla sezione “Stato di un pagamento”. Se hai dubbi sulla lettura dei dati o sui passaggi della pratica, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori del patronato verificano per te lo stato della pratica e segnalano eventuali criticita’ all’INPS.

    Requisiti Disoccupazione Agricola Operai: 102 Giornate e Iscrizione

    Per avere diritto all’indennita’ di disoccupazione agricola 2026, occorre rispettare tre requisiti disoccupazione agricola operai fondamentali. Vediamoli uno per uno con esempi concreti per non lasciare dubbi.

    Requisito 1: iscrizione negli elenchi nominativi

    Il primo requisito e’ essere iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli per l’anno in cui si sono svolte le giornate lavorative (in questo caso il 2025). Gli elenchi vengono compilati dall’INPS sulla base delle dichiarazioni di manodopera (DMAG) inviate dai datori di lavoro agricoli. Se non risulti iscritto, devi attivarti subito: e’ il datore di lavoro che deve denunciare la tua attivita’, ma se non lo ha fatto puoi presentare istanza di iscrizione.

    Requisito 2: 102 giornate di lavoro nel biennio

    Il requisito piu’ importante e quello su cui ci sono piu’ equivoci. Per avere l’indennita’ di disoccupazione agricola 2026, devi aver totalizzato almeno 102 giornate lavorative nel biennio 2024-2025, di cui almeno una giornata nell’anno 2025. Non e’ richiesto che le 102 giornate siano tutte nello stesso anno: si sommano quelle lavorate nei due anni precedenti.

    Ad esempio, immagina che Luca abbia lavorato 60 giornate nel 2024 e 50 giornate nel 2025 come bracciante in un’azienda vitivinicola del Friuli Venezia Giulia. Totale: 110 giornate nel biennio. Luca ha diritto all’indennita’ agricola da richiedere entro il 31 marzo 2026. Se invece Marco ha lavorato 90 giornate solo nel 2024 e zero nel 2025, non ha diritto perche’ manca il requisito della giornata di lavoro nel 2025.

    Un dettaglio importante: ai fini delle 102 giornate sono utilizzabili anche i contributi figurativi per maternita’ obbligatoria e congedo parentale ricadenti nel biennio. Cosi’ anche le lavoratrici agricole in maternita’ non perdono il diritto all’indennita’.

    Requisito 3: anzianita’ assicurativa di 2 anni

    Il terzo requisito e’ avere una anzianita’ assicurativa nell’assicurazione contro la disoccupazione agricola di almeno 2 anni. In pratica devi essere iscritto come lavoratore agricolo da almeno due anni prima della presentazione della domanda. Per chi lavora da tempo nel settore questo requisito e’ automatico; per i nuovi assunti puo’ essere un ostacolo nei primi anni.

    Importo Disoccupazione Agricola 2026: Calcolo e Massimale

    L’importo disoccupazione agricola 2026 si calcola in base alla retribuzione media giornaliera percepita nell’anno di riferimento e al numero di giornate indennizzabili. La formula di base e’ la seguente: per gli operai a tempo determinato si applica il 40% della retribuzione di riferimento; per gli operai a tempo indeterminato la percentuale e’ del 30%.

    Come si calcola l’importo

    Il calcolo prevede tre passaggi semplici. Primo passaggio: si determina la retribuzione media giornaliera dividendo la retribuzione complessiva dell’anno per le giornate lavorate. Secondo passaggio: si applica il 40% (OTD) o 30% (OTI) per ottenere l’indennita’ giornaliera. Terzo passaggio: si moltiplica l’indennita’ giornaliera per le giornate indennizzabili, calcolate come 365 meno le giornate effettivamente lavorate nel 2025 (e meno eventuali altre giornate gia’ indennizzate da altre prestazioni nello stesso anno).

    Esempio pratico: supponiamo che Maria, operaia agricola a tempo determinato, abbia percepito 9.000 euro nel 2025 lavorando 150 giornate. La retribuzione media giornaliera e’ 60 euro (9.000 / 150). L’indennita’ giornaliera lorda e’ 24 euro (40% di 60). Le giornate indennizzabili sono 215 (365 – 150), quindi l’importo lordo teorico annuo e’ 5.160 euro (24 x 215), salvo il tetto del massimale mensile INPS e l’applicazione del contributo di solidarieta’ del 9%.

    Importo massimale 2026 e contributo di solidarieta’

    L’INPS fissa annualmente un importo massimo dell’indennita’ di disoccupazione agricola che non puo’ essere superato. Per il 2026 il massimale e’ di circa 1.404,03 euro mensili lordi, cifra che ha trovato conferma nelle circolari INPS sugli importi prestazioni 2026.

    Attenzione: sull’indennita’ viene applicato un contributo di solidarieta’ pari al 9% dell’indennita’ giornaliera, trattenuto direttamente dall’INPS in busta. Questo contributo si applica per un massimo di 150 giorni indennizzati e finanzia le prestazioni di malattia, maternita’ e infortunio dei lavoratori agricoli. Il netto in tasca al lavoratore e’ quindi piu’ basso del lordo calcolato.

    L’indennita’ di disoccupazione agricola e’ inoltre soggetta a ritenuta IRPEF come tutti i redditi da lavoro, quindi il netto effettivo dipende anche dalla tua aliquota IRPEF marginale. Nel 730 dell’anno successivo dovrai dichiarare l’importo ricevuto come reddito.

    Domanda Disoccupazione Agricola INPS: Come Presentarla Entro il 31 Marzo

    La domanda disoccupazione agricola INPS deve essere presentata entro una scadenza tassativa e improrogabile: il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sono svolte le giornate lavorative. Per le giornate del 2025, la scadenza per la domanda e’ quindi martedi’ 31 marzo 2026. Chi presenta la domanda anche solo un giorno dopo questa scadenza perde definitivamente il diritto all’indennita’.

    Questo aspetto e’ particolarmente delicato e ogni anno migliaia di lavoratori agricoli perdono l’indennita’ per aver dimenticato la scadenza o aver pensato di averla rispettata, salvo poi accorgersi di errori procedurali. La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare la pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta documenti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

    Documenti necessari per la domanda

    Per presentare la domanda di disoccupazione agricola 2026 occorre raccogliere alcuni documenti fondamentali. La documentazione varia leggermente in base alla situazione personale ma in generale serve sempre:

    • Documento d’identita’ in corso di validita’ (carta d’identita’ o passaporto)
    • Codice fiscale e tessera sanitaria
    • IBAN del conto corrente intestato al richiedente (no carte prepagate senza IBAN)
    • Elenco delle giornate lavorate nel 2025 (estratto contributivo INPS)
    • Buste paga dell’anno 2025 (utile per verifica retribuzione)
    • Modello ANF-Agricoli compilato se si chiede anche l’assegno familiare

    Presentazione della domanda con il CAF

    La domanda disoccupazione agricola INPS si presenta tramite il servizio online “Richiesta per Prestazioni a Sostegno del Reddito”. Tuttavia, la compilazione richiede competenze tecniche specifiche: occorre indicare correttamente il codice fiscale del datore di lavoro, il periodo di attivita’, le giornate effettivamente svolte e altri dati che, se errati, possono comportare lo scarto della pratica o ritardi di mesi.

    Per questo motivo il CAF Centro Fiscale di Udine, attraverso il patronato collegato, ti assiste in tutta la procedura: dalla verifica dei requisiti al controllo delle giornate lavorative, dalla compilazione al monitoraggio della pratica fino all’erogazione dell’indennita’. Il nostro team conosce alla perfezione le insidie del sistema INPS agricolo ed evita gli errori piu’ comuni che bloccano migliaia di domande ogni anno.

    Differenza tra Disoccupazione Agricola e NASPI Ordinaria

    Una delle confusioni piu’ comuni riguarda la differenza tra NASPI agricola 2026 (termine improprio ma molto cercato) e la NASPI ordinaria. In realta’, come abbiamo gia’ anticipato, l’indennita’ di disoccupazione agricola e’ una prestazione autonoma, regolata da norme proprie e ben distinta dalla NASPI introdotta con il D.Lgs. 22/2015.

    Le differenze sono cosi’ nette che e’ utile schematizzarle per chiarire ogni dubbio:

    • Soggetti: NASPI per dipendenti industria/servizi; disoccupazione agricola per operai agricoli iscritti negli elenchi
    • Erogazione: NASPI pagata mensilmente; disoccupazione agricola in unica soluzione annuale
    • Requisiti: NASPI richiede 13 settimane in 4 anni; disoccupazione agricola richiede 102 giornate nel biennio
    • Importo: NASPI calcolata sul 75% della retribuzione; disoccupazione agricola al 40% per OTD e 30% per OTI
    • Scadenza domanda: NASPI 68 giorni dal licenziamento; disoccupazione agricola entro 31 marzo dell’anno successivo
    • Durata: NASPI fino a 24 mesi; disoccupazione agricola pagamento una tantum

    Per gli aspetti specifici della NASPI ordinaria, puoi consultare la nostra guida NASPI 2026. Se hai svolto sia attivita’ agricola sia non agricola nell’anno, e’ fondamentale capire quale delle due indennita’ ti spetta o se eventualmente entrambe in periodi distinti.

    Cumulabilita’ Disoccupazione Agricola con Altri Redditi

    Una domanda frequente riguarda la cumulabilita’ della disoccupazione agricola 2026 con altri redditi e prestazioni. La buona notizia e’ che, rispetto alla NASPI ordinaria che ha vincoli stringenti, l’indennita’ agricola e’ piu’ flessibile, proprio perche’ viene erogata per giornate gia’ lavorate e non per il periodo successivo di disoccupazione.

    Cumulo con altri lavori e pensione

    L’indennita’ agricola e’ generalmente cumulabile con altre attivita’ lavorative svolte nello stesso periodo, perche’ si riferisce alle giornate di lavoro agricolo gia’ effettuate. Resta tuttavia incompatibile con la pensione di vecchiaia o di anzianita’ nell’anno in cui si percepiscono entrambe. Se hai dubbi sul tuo caso specifico, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per una valutazione personalizzata della tua situazione previdenziale.

    Cumulo con assegno unico e bonus famiglia

    L’indennita’ di disoccupazione agricola 2026 e’ pienamente cumulabile con l’Assegno Unico Universale per i figli e con altri bonus familiari, perche’ costituisce reddito da lavoro e non prestazione assistenziale. Influisce pero’ sul calcolo dell’ISEE dell’anno successivo, perche’ viene dichiarata nel modello 730 o Redditi PF. Per questo e’ importante pianificare con attenzione l’ISEE familiare quando si percepisce questa indennita’: ti consigliamo di fissare un appuntamento con il CAF Centro Fiscale di Udine per il calcolo dell’ISEE 2026.

    Errori Comuni nella Domanda di Disoccupazione Agricola

    L’esperienza del CAF Centro Fiscale di Udine nell’assistenza ai lavoratori agricoli del Friuli Venezia Giulia ci ha permesso di individuare gli errori piu’ frequenti che bloccano o ritardano la domanda disoccupazione agricola INPS. Conoscerli ti aiuta a evitarli, ma il nostro consiglio resta sempre lo stesso: affidarsi a professionisti per non rischiare di perdere settimane o mesi di erogazione.

    • Mancata iscrizione negli elenchi: presenta ricorso entro 30 giorni dalla pubblicazione degli elenchi
    • IBAN errato o intestato a terzi: l’INPS rifiuta accrediti su conti non intestati al richiedente
    • Codice fiscale datore di lavoro errato: la pratica viene sospesa fino a chiarimento
    • Conteggio giornate errato: includere giornate non risultanti negli elenchi blocca la domanda
    • Domanda presentata oltre il 31 marzo: nessuna possibilita’ di recupero, diritto perso
    • Dimenticanza dell’ANF-Agricoli: si perdono assegni familiari che spettavano

    Affidarsi al CAF significa avere un controllo professionale su ogni passaggio. Non rischiare di perdere mesi di indennita’ per un errore evitabile: il nostro team conosce ogni dettaglio della normativa agricola e segue la tua pratica fino all’accredito sul conto corrente.

    Disoccupazione Agricola in Friuli Venezia Giulia: Specificita’ Locali

    Il Friuli Venezia Giulia ha un comparto agricolo molto sviluppato, con punte di eccellenza nel settore vitivinicolo (Collio, Friuli Colli Orientali, Carso), nella frutticoltura, nell’orticoltura e nell’allevamento. Migliaia di operai agricoli stagionali lavorano ogni anno nelle aziende del territorio, soprattutto nei periodi della vendemmia (settembre-ottobre) e della raccolta della frutta (estate).

    Il CAF Centro Fiscale di Udine, situato in Viale Tullio 13, e’ il punto di riferimento per centinaia di lavoratori agricoli del territorio. Gestisce ogni anno un numero significativo di domande di disoccupazione agricola per operai provenienti dalle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste, con particolare specializzazione per i lavoratori dei settori vitivinicolo e frutticolo.

    Le pratiche per la disoccupazione agricola 2026 in FVG seguono le normative nazionali ma il CAF di Udine offre il vantaggio della conoscenza del tessuto produttivo locale: sa con quali aziende interfacciarsi per verificare giornate lavorate, conosce i ritmi delle campagne agricole e puo’ contattare direttamente le sedi INPS di Udine e Pordenone in caso di problemi sulla pratica.

    Domande Frequenti sulla Disoccupazione Agricola 2026

    La disoccupazione agricola 2026 quando arriva esattamente?

    Il pagamento della disoccupazione agricola 2026 avviene in unica soluzione, generalmente tra giugno e luglio 2026 per chi ha presentato la domanda nei primi mesi dell’anno. Le domande presentate vicino alla scadenza del 31 marzo possono essere liquidate piu’ tardi, anche a settembre-ottobre.

    Posso presentare la domanda disoccupazione agricola da solo?

    La normativa lo prevede, ma la procedura richiede competenze tecniche specifiche e ogni anno migliaia di domande vengono scartate per errori formali. Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine garantisce una pratica corretta e priva di errori che potrebbero ritardare l’accredito o farti perdere l’indennita’.

    Qual e’ l’importo massimo della disoccupazione agricola 2026?

    Per il 2026 il massimale mensile dell’indennita’ di disoccupazione agricola e’ fissato in circa 1.404,03 euro. L’importo effettivo dipende dalla retribuzione media giornaliera percepita nel 2025 e dalle giornate indennizzabili. Sull’importo si applicano il contributo di solidarieta’ del 9% e la ritenuta IRPEF.

    Le 102 giornate devono essere nello stesso anno?

    No, le 102 giornate richieste si sommano nel biennio precedente. Per la disoccupazione agricola 2026 il biennio di riferimento e’ 2024-2025. E’ pero’ indispensabile aver lavorato almeno una giornata nel 2025 per accedere all’indennita’.

    Cosa succede se perdo la scadenza del 31 marzo?

    La scadenza del 31 marzo e’ tassativa e perentoria: chi presenta la domanda anche solo un giorno dopo perde definitivamente il diritto all’indennita’ per quell’anno. Non esistono proroghe o rimessioni in termini. Per questo motivo e’ fondamentale rivolgersi al CAF gia’ a gennaio o febbraio.


    Richiedi Assistenza per la Disoccupazione Agricola

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di disoccupazione agricola INPS: verifica requisiti, raccolta documenti, presentazione pratica e monitoraggio pagamento.

    Contattaci su WhatsApp

    Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


      ARTICOLI CORRELATI

      Naspi Anticipata CAF Udine
      NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

      DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori Coordinati

      (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
      Settembre 15, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 06:00:002026-08-17 11:03:19DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori Coordinati
      Naspi Anticipata CAF Udine
      NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

      NASPI e Partita IVA 2026: Compatibilità e Limiti di Reddito

      Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
      Settembre 11, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-11 06:00:002026-08-17 11:03:11NASPI e Partita IVA 2026: Compatibilità e Limiti di Reddito
      Naspi Anticipata CAF Udine
      NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

      NASPI Part-Time 2026: Come Funziona e Quanto Spetta

      Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
      Settembre 8, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-08 06:00:002026-08-17 11:03:00NASPI Part-Time 2026: Come Funziona e Quanto Spetta

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      ECCELLENTE
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      In base a 920 recensioni
      Google
      Pubblicato su Google Google
      Alexandra Bala profile picture
      Alexandra Bala
      04/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
      Pubblicato su Google Google
      paolino servidio profile picture
      paolino servidio
      03/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
      Pubblicato su Google Google
      Lady profile picture
      Lady
      01/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
      Pubblicato su Google Google
      Giulia Guida profile picture
      Giulia Guida
      25/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
      Pubblicato su Google Google
      Paola Zilli profile picture
      Paola Zilli
      07/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
      Pubblicato su Google Google
      Jacqueline B. profile picture
      Jacqueline B.
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
      Pubblicato su Google Google
      Maura Masutto profile picture
      Maura Masutto
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
      Pubblicato su Google Google
      Issam Elhefnawi profile picture
      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Molto gentile
      Pubblicato su Google Google
      Sibongile Moyana profile picture
      Sibongile Moyana
      30/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
      Pubblicato su Google Google
      Sabrina Cirina profile picture
      Sabrina Cirina
      23/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

      Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

      Giugno 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 11:01:482026-06-06 11:02:06Disoccupazione Agricola 2026 Quando Arriva: Pagamento INPS, Requisiti e Domanda
      PATRONATO

      Durata NASPI 2026: Quanti Mesi Spettano e Come Calcolarla

      SERVIZI CAF Centro Fiscale

      La durata della NASPI 2026 è uno degli aspetti più importanti da conoscere quando si perde il lavoro. Capire quanti mesi di indennità spettano e come viene calcolata la durata massima può fare la differenza nella pianificazione finanziaria durante il periodo di disoccupazione.

      Come Funziona la Durata della NASPI

      La durata della NASPI è strettamente legata alle settimane di contributi versati nei quattro anni precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. Non si tratta di un periodo fisso, ma varia da lavoratore a lavoratore in base alla storia contributiva.

      Il principio di base è semplice: per ogni 4 settimane di contributi versati, spetta una settimana di NASPI. Questo significa che se hai lavorato per 2 anni consecutivi (circa 104 settimane), avrai diritto a circa 26 settimane di indennità.

      Calcolo delle Settimane di Contributi

      Per determinare la durata della NASPI 2026, l’INPS considera le settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, escludendo i periodi di contribuzione già utilizzati per prestazioni di disoccupazione precedenti.

      Sono utili al calcolo:

      • Settimane di lavoro dipendente con contributi versati
      • Periodi di malattia e infortunio indennizzati
      • Maternità obbligatoria
      • Congedi parentali indennizzati
      • Donazione sangue
      • Cassa integrazione straordinaria e ordinaria (con limiti)

      Non sono invece utili:

      • Periodi di lavoro all’estero (salvo convenzioni internazionali)
      • Settimane già utilizzate per altre prestazioni di disoccupazione
      • Periodi di aspettativa non retribuita

      Durata Massima: 24 Mesi nel 2026

      La durata massima della NASPI nel 2026 è di 24 mesi. Anche se un lavoratore ha accumulato contributi per più di 96 settimane (che darebbero diritto teoricamente a 24 mesi), non può comunque superare questo tetto.

      Per ottenere la durata massima di 24 mesi, è necessario aver lavorato almeno 4 anni continuativi (208 settimane di contributi) nei 4 anni precedenti la disoccupazione, senza aver utilizzato questi contributi per altre prestazioni.

      Esempi Pratici di Calcolo Durata

      Esempio 1: Mario ha lavorato ininterrottamente per 2 anni (104 settimane). Durata NASPI = 104 ÷ 4 = 26 settimane (circa 6 mesi).

      Esempio 2: Laura ha lavorato per 3 anni (156 settimane). Durata NASPI = 156 ÷ 4 = 39 settimane (circa 9 mesi).

      Esempio 3: Giovanni ha lavorato per 5 anni (260 settimane). Durata NASPI = 260 ÷ 4 = 65 settimane, ma viene applicato il tetto massimo di 24 mesi.

      Riduzione del 3% Mensile dal Quarto Mese

      Un aspetto importante da considerare è che l’importo della NASPI non rimane costante per tutta la durata. Dal 91° giorno (quarto mese), l’indennità subisce una riduzione del 3% ogni mese.

      Questa riduzione progressiva è stata introdotta per incentivare la ricerca attiva di lavoro e non penalizza i primi tre mesi, durante i quali si riceve l’importo pieno calcolato in base alla retribuzione precedente.

      Esempio di Riduzione Progressiva

      Supponiamo che l’importo iniziale della NASPI sia di 1.000 euro al mese:

      • Mesi 1-3: 1.000 euro
      • Mese 4: 1.000 – 3% = 970 euro
      • Mese 5: 970 – 3% = 941 euro
      • Mese 6: 941 – 3% = 913 euro
      • Mese 7: 913 – 3% = 886 euro
      • Mese 12: circa 737 euro
      • Mese 24: circa 497 euro

      Come si vede, dopo 24 mesi l’importo si è quasi dimezzato rispetto all’importo iniziale.

      Quando Termina la NASPI

      La NASPI termina al verificarsi di una delle seguenti condizioni:

      • Scadenza della durata massima calcolata in base ai contributi
      • Nuova occupazione con contratto subordinato a tempo indeterminato
      • Inizio attività di lavoro autonomo (con obbligo di comunicazione)
      • Raggiungimento dei requisiti pensionistici
      • Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità
      • Perdita dello stato di disoccupazione per mancata disponibilità
      • Mancata presentazione alle convocazioni del Centro per l’Impiego
      • Rifiuto di un’offerta di lavoro congrua

      Compatibilità con Lavoro Occasionale

      La NASPI è compatibile con lavoro occasionale (prestazioni occasionali o contratti a termine brevi), ma bisogna comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. L’importo della NASPI viene ridotto dell’80% del reddito presunto derivante dall’attività lavorativa.

      È Possibile Prorogare la Durata della NASPI?

      La durata della NASPI non è prorogabile oltre il periodo calcolato in base ai contributi versati e al tetto massimo di 24 mesi. Non esistono deroghe o possibilità di estensione automatica.

      Tuttavia, al termine della NASPI, chi si trova ancora in stato di disoccupazione e ha un ISEE basso può richiedere altre misure di sostegno:

      • Assegno di Inclusione (ADI) per nuclei familiari con ISEE fino a 9.360 euro
      • Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) per disoccupati 18-59 anni
      • Reddito di Libertà per donne vittime di violenza

      Requisiti Contributivi Minimi per la NASPI 2026

      Per accedere alla NASPI nel 2026, oltre ai requisiti di durata, è necessario rispettare i requisiti contributivi minimi:

      • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro
      • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione

      Questi sono i requisiti minimi per aver diritto alla NASPI. Anche con solo 13 settimane di contributi, si ha diritto a circa 3 settimane di indennità, ma ovviamente la durata sarà molto limitata.

      Come Verificare la Durata della Tua NASPI

      Per conoscere con esattezza la durata della NASPI a cui hai diritto, puoi:

      1. Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS
      2. Consultare il fascicolo previdenziale del cittadino per verificare i contributi versati
      3. Utilizzare il simulatore INPS per il calcolo preventivo
      4. Rivolgerti a un CAF o patronato per una consulenza personalizzata

      Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare gratuitamente la tua posizione contributiva e calcolare con esattezza quanti mesi di NASPI ti spettano, assistendoti anche nella presentazione della domanda.

      Domande Frequenti sulla Durata NASPI

      Quanti mesi di NASPI spettano con 1 anno di lavoro?

      Con 1 anno di lavoro (circa 52 settimane di contributi), la durata della NASPI è di 13 settimane, circa 3 mesi (52 ÷ 4 = 13).

      Come si calcolano le settimane di contributi?

      Le settimane di contributi vengono calcolate considerando tutti i periodi lavorativi con contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione, escludendo settimane già utilizzate per altre prestazioni.

      La NASPI si riduce ogni mese?

      No, nei primi 3 mesi l’importo rimane invariato. Dal quarto mese in poi, l’indennità si riduce del 3% ogni mese.

      Posso avere la NASPI per più di 24 mesi?

      No, 24 mesi è la durata massima prevista dalla normativa, anche se hai versato contributi per periodi più lunghi.

      Quando inizia a decorrere la NASPI?

      La NASPI decorre:

      • Dall’8° giorno successivo alla cessazione del rapporto (se la domanda è presentata entro 8 giorni)
      • Dal giorno successivo alla domanda (se presentata dopo l’8° giorno dalla cessazione)
      • Mai prima della data di presentazione della domanda

      I periodi di malattia contano per la durata?

      Sì, i periodi di malattia indennizzati durante il rapporto di lavoro sono utili al calcolo delle settimane contributive per determinare la durata della NASPI.

      Conclusione

      Conoscere la durata della NASPI 2026 è fondamentale per pianificare il periodo di disoccupazione e gestire al meglio le proprie finanze. Ricorda che:

      • La durata dipende dalle settimane di contributi versate nei 4 anni precedenti
      • Il calcolo è: 1 settimana di NASPI ogni 4 settimane di contributi
      • La durata massima è 24 mesi
      • L’importo si riduce del 3% al mese dal quarto mese
      • Non è possibile prorogare oltre il periodo spettante

      Per verificare con esattezza quanti mesi di NASPI ti spettano e ricevere assistenza nella presentazione della domanda, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team di esperti ti aiuterà a calcolare la durata precisa e a massimizzare i tuoi diritti previdenziali.


      Hai Bisogno di Assistenza per la NASPI?

      Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine

      • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Email: info@centrofiscale.com

      Ti aiutiamo a calcolare la durata della NASPI, verificare i requisiti e presentare la domanda all’INPS in modo rapido e sicuro.

      Leggi anche

      • Domanda NASPI 2026 Come Fare Online: Guida Completa INPS e C…
      • Contributi Figurativi NASPI 2026: Come Funzionano
      • NASPI e Lavoro Part-Time 2026: Compatibilità e Riduzione Imp…
      • NASPI Anticipata 2026: Come Funziona, Requisiti e Domanda
      Giugno 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-05 09:00:002026-02-23 15:21:40Durata NASPI 2026: Quanti Mesi Spettano e Come Calcolarla
      ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATO

      Estratto contributivo INPS: come richiederlo e leggerlo

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Estratto Contributivo INPS: Come Richiederlo e Come Leggerlo nel 2026

      L’estratto contributivo INPS e il documento che riporta tutta la storia previdenziale di un lavoratore: settimane e mesi di contributi versati, gestioni previdenziali di appartenenza, periodi di contribuzione figurativa e molto altro. E lo strumento fondamentale per verificare la propria posizione pensionistica e pianificare il pensionamento.

      Questa guida spiega come richiederlo, come interpretarne le sezioni principali e cosa fare se si trovano errori o lacune. Il patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la verifica della posizione contributiva. Contattaci.

      Cos’e l’estratto contributivo INPS

      L’estratto contributivo (o estratto conto contributivo) e un documento rilasciato dall’INPS che mostra in modo cronologico tutti i contributi previdenziali versati a nome di un lavoratore, relativi a tutte le gestioni INPS a cui il soggetto ha aderito nel corso della propria vita lavorativa. Include:

      • Contributi versati come lavoratore dipendente (FPLD – Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti)
      • Contributi versati come lavoratore autonomo (artigiani, commercianti)
      • Contributi versati alla Gestione Separata (collaboratori, co.co.co., professionisti senza cassa)
      • Periodi di contribuzione figurativa (maternita, malattia, cassa integrazione, disoccupazione)
      • Periodi di riscatto (es. anni di laurea riscattati ai fini pensionistici)
      • Contributi volontari eventualmente versati

      Come richiedere l’estratto contributivo INPS: procedura 2026

      1. Accesso a myINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID (livello 2), CIE (Carta d’Identita Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
      2. Sezione estratto conto: dal menu principale, seleziona “Pensione e previdenza” e poi “Estratto conto contributivo”.
      3. Visualizzazione immediata: l’estratto e disponibile online in tempo reale. Puoi consultarlo direttamente a schermo o scaricarlo in formato PDF.
      4. Richiesta via patronato: se non hai SPID o hai difficolta con il portale, puoi delegare il patronato CAF a richiedere l’estratto per tuo conto. Il servizio e gratuito.

      In alternativa, puoi richiedere l’estratto contributivo tramite:

      • Contact center INPS: chiamando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da mobile, a pagamento)
      • Sede INPS territoriale: previo appuntamento, recandoti fisicamente allo sportello

      Come leggere l’estratto contributivo INPS: le sezioni principali

      L’estratto contributivo INPS e organizzato per gestioni previdenziali. Le sezioni principali che trovi sono:

      FPLD – Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti

      E la sezione relativa ai periodi di lavoro dipendente. Per ogni anno lavorato trovi: datore di lavoro, periodo di occupazione, settimane di contribuzione, retribuzione imponibile e contributi versati. Questa e la gestione principale per la maggior parte dei lavoratori italiani.

      Gestione Separata

      Per chi ha svolto attivita di collaborazione coordinata e continuativa, lavoro autonomo occasionale, o attivita professionale senza cassa previdenziale dedicata. L’aliquota contributiva nel 2026 e del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, o del 24% per chi ha altra copertura (es. iscritti a casse professionali).

      Gestione Artigiani e Commercianti

      Per lavoratori autonomi iscritti alle gestioni artigiani o commercianti INPS. Include il minimale contributivo annuo (circa 4.200 euro nel 2026) e i contributi eccedentari sul reddito.

      Contribuzione Figurativa

      Periodi in cui non si lavora ma si accumulano comunque contributi: maternita obbligatoria, malattia, cassa integrazione, disoccupazione (NASpI), congedo parentale, servizio militare. Questi periodi valgono ai fini del diritto alla pensione (anzianita) ma possono avere regole particolari per il calcolo dell’importo.

      Errori comuni nell’estratto contributivo: come correggerli

      E frequente trovare nell’estratto contributivo periodi mancanti o errori. Le cause piu comuni:

      • Periodi di lavoro non versati: datore di lavoro che non ha versato i contributi pur trattenendoli in busta paga
      • Periodi di lavoro in nero non dichiarati: periodi lavorativi non coperti da contribuzione
      • Ditte cessate senza versamento contributi: aziende fallite o cessate che non hanno regolarizzato la posizione
      • Contributi versati con codice fiscale errato: contributi non attribuiti correttamente
      • Periodi di Cassa Integrazione non registrati: lacune nella registrazione CIG

      Come procedere per la correzione:

      1. Raccogli la documentazione che prova il periodo lavorativo mancante (buste paga, CUD, contratti, lettere di assunzione)
      2. Presenta istanza di rettifica all’INPS, tramite il portale myINPS o tramite il patronato CAF
      3. In caso di contributi non versati dal datore, l’INPS puo procedere al recupero coattivo
      4. Se il datore e fallito, l’INPS garantisce la copertura contributiva solo per periodi limitati (Fondo Garanzia INPS)

      La busta arancione INPS: estratto conto e previsione pensione

      Oltre all’estratto contributivo tradizionale, l’INPS offre la “busta arancione” (Informativa previdenziale individuale): un documento che non solo riepiloga la posizione contributiva attuale, ma fornisce anche una stima della pensione futura in base a diversi scenari di pensionamento (anticipata, di vecchiaia, con diverse aliquote di crescita del PIL).

      La busta arancione e accessibile dalla stessa sezione myINPS dell’estratto contributivo. E particolarmente utile per pianificare il pensionamento con anni di anticipo e valutare l’opportunita di riscatti, versamenti volontari o fondi pensione integrativi.

      Domande frequenti – Estratto contributivo INPS

      Quanto tempo impiega l’INPS a rilasciare l’estratto contributivo?

      L’estratto e disponibile immediatamente online su myINPS senza attese. La richiesta tramite patronato viene evasa in genere in pochi giorni lavorativi.

      L’estratto contributivo e lo stesso per tutti i tipi di lavoratori?

      No, il contenuto varia a seconda delle gestioni a cui il lavoratore e iscritto. Un dipendente avra solo la sezione FPLD, un freelance avra la Gestione Separata, un artigiano la gestione artigiani. Chi ha avuto piu tipi di lavoro vedra tutte le gestioni attive.

      Posso verificare i contributi versati dai miei datori di lavoro precedenti?

      Si, l’estratto contributivo mostra tutti i contributi versati da tutti i datori di lavoro nel corso della carriera, anche quelli di decenni fa. Se mancano periodi, e possibile presentare istanza di rettifica.

      Quanti contributi devo avere per andare in pensione nel 2026?

      Per la pensione di vecchiaia nel 2026 servono 67 anni di eta e almeno 20 anni di contributi. Per la pensione anticipata servono 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne), indipendentemente dall’eta. Per le opzioni alternative (Quota 103, APE Sociale) le regole cambiano: contatta il nostro patronato per una verifica della tua posizione specifica.

      Come il patronato CAF puo aiutarti a verificare la tua posizione

      Il patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre gratuitamente:

      • Richiesta e analisi dell’estratto contributivo INPS per tuo conto
      • Verifica della completezza della posizione contributiva
      • Identificazione di eventuali lacune o errori
      • Stima dei requisiti e della data di accesso alla pensione
      • Assistenza per la rettifica di posizioni contributive errate
      • Consulenza su riscatti, versamenti volontari e fondi pensione

      Contatta il patronato CAF Centro Fiscale per una verifica gratuita della tua posizione contributiva INPS.

      Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-04 12:30:002026-06-02 08:12:33Estratto contributivo INPS: come richiederlo e leggerlo
      NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

      Pagamento NASPI giugno 2026: date di accredito, importo e cedolino INPS

      NASPI 2025

      Il pagamento NASPI giugno 2026 è uno dei temi più cercati da chi percepisce l’indennità di disoccupazione, perché conoscere con precisione la data di accredito aiuta a organizzare le spese del mese. L’INPS eroga la NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) seguendo un calendario preciso, ma capire quando arriva esattamente sul conto corrente non è sempre semplice, soprattutto per chi ha appena presentato domanda. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto: le date previste, come leggere il cedolino NASPI su MyINPS, il calcolo dell’importo con il décalage del 3% e cosa succede in caso di lavoro occasionale.

      Capire il pagamento NASPI giugno 2026 significa orientarsi tra mensilità ordinarie, prime erogazioni e variazioni dovute alla sede INPS territoriale. La data pagamento NASPI non è infatti la stessa per tutti: chi riceve l’indennità da mesi vede l’accredito nella prima metà del mese, mentre chi ha presentato la domanda da poco potrebbe attendere fino alla fine di giugno. Vediamo nel dettaglio cosa aspettarti, come verificare il cedolino NASPI giugno e quando rivolgersi al CAF Centro Fiscale a Udine per assistenza personalizzata.

      Pagamento NASPI giugno 2026: quando arriva sul conto

      La regola generale stabilita dall’INPS prevede che il pagamento NASPI giugno 2026 avvenga entro il 15 del mese successivo a quello di competenza. In pratica, l’indennità erogata a giugno si riferisce alle giornate di disoccupazione di maggio 2026. Questo significa che chi è già percettore da mesi vedrà l’accredito NASPI giugno 2026 tra il 10 e il 15 giugno, salvo lievi variazioni dovute ai tempi di elaborazione della sede INPS territoriale che gestisce la pratica.

      La domanda più frequente è proprio: NASPI giugno 2026 quando arriva? La risposta cambia a seconda della situazione personale. Per i beneficiari ordinari, ovvero chi riceve l’indennità da più di un mese, l’INPS dispone i bonifici tra il 9 e il 15 giugno. Le differenze di qualche giorno dipendono dalla banca o dall’ufficio postale che riceve l’ordine di pagamento e dai tempi tecnici di accredito interbancario. Per questo motivo non esiste una data fissa unica, ma una finestra di accredito generalmente affidabile.

      Prime erogazioni: chi ha presentato domanda di recente

      Se hai presentato la domanda di NASPI nelle ultime settimane e l’INPS l’ha accolta a maggio, la situazione è differente. La prima rata non segue il calendario delle mensilità ordinarie ma viene erogata nella seconda metà del mese: indicativamente tra il 15 e il 25 giugno 2026. Questo perché l’INPS deve completare la lavorazione della pratica, calcolare gli arretrati dal giorno successivo alla cessazione del lavoro e verificare l’IBAN comunicato in fase di domanda.

      Per chi attende la prima erogazione, è normale che il pagamento NASPI giugno 2026 includa anche le mensilità arretrate. Ad esempio, immaginiamo che Marco abbia perso il lavoro il 10 marzo 2026 e abbia presentato la domanda il 30 marzo. Se l’INPS accoglie la pratica a maggio, il primo accredito di giugno conterrà gli importi dovuti da marzo, aprile e maggio. È importante quindi non allarmarsi se la cifra è più alta del previsto: si tratta di un cumulo di mensilità.

      Perché la data pagamento NASPI può variare

      La data pagamento NASPI non è scolpita nella pietra. L’INPS effettua le elaborazioni in modo decentrato: ogni sede territoriale ha tempi tecnici leggermente diversi, e questo può causare anticipi o ritardi di 1-3 giorni rispetto alla media nazionale. Inoltre, se il 15 del mese cade di sabato, domenica o festivo, il bonifico potrebbe slittare al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso di giugno 2026, il 15 cade di lunedì, quindi non sono previsti slittamenti significativi.

      • Beneficiari ordinari: accredito tra il 10 e il 15 giugno 2026
      • Prime erogazioni: tra il 15 e il 25 giugno 2026
      • Pagamenti con arretrati: possono slittare verso fine mese
      • Sospensioni temporanee: riprese di pagamento entro 30 giorni dalla regolarizzazione

      Cedolino NASPI giugno 2026: come consultarlo su MyINPS

      Il cedolino NASPI giugno è il documento ufficiale che riepiloga l’importo erogato, le trattenute fiscali e il periodo di competenza. Si tratta di uno strumento fondamentale per capire esattamente quanto stai ricevendo e perché. Per consultarlo serve accedere al portale INPS nell’area riservata MyINPS, ma navigare tra le voci del sito può essere complicato per chi non è abituato. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scaricare e interpretare il cedolino, evitandoti di perdere tempo tra menu e password dimenticate.

      Sul cedolino NASPI trovi alcune informazioni chiave: l’importo lordo dell’indennità, le ritenute IRPEF trattenute alla fonte, l’importo netto accreditato, il periodo di riferimento e l’IBAN su cui è stato disposto il bonifico. Capire ogni voce è importante per evitare brutte sorprese a fine anno con la dichiarazione dei redditi, perché la NASPI è soggetta a tassazione IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente.

      Le voci principali del cedolino NASPI

      Quando apri il cedolino NASPI giugno sul portale INPS, ti trovi davanti a una struttura tabellare con diverse colonne. La prima cosa da verificare è la corrispondenza tra il periodo indicato (maggio 2026) e i giorni effettivi di disoccupazione. Se hai svolto attività di lavoro occasionale durante il mese, alcuni giorni potrebbero essere stati esclusi dal calcolo. Le ritenute IRPEF applicate dipendono dallo scaglione di reddito in cui rientri annualmente: ad esempio, fino a 28.000 euro l’aliquota base è del 23%.

      Un aspetto spesso trascurato è il conguaglio fiscale che compare a fine anno o all’esaurimento della NASPI. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ricalcola le ritenute basandosi sul reddito complessivo e potrebbe trattenere o restituire una differenza. Il nostro team del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a inserire correttamente la NASPI nel modello 730, evitando errori che potrebbero generare avvisi bonari dall’Agenzia delle Entrate.

      Importo del pagamento NASPI giugno 2026: come si calcola

      L’importo del pagamento NASPI giugno 2026 dipende dalla retribuzione media percepita negli ultimi quattro anni di lavoro. Il calcolo segue una formula precisa: l’INPS prende come riferimento la retribuzione imponibile degli ultimi 48 mesi e la divide per il numero di settimane contributive, ottenendo una retribuzione media settimanale che viene poi moltiplicata per 4,33 per ottenere la retribuzione mensile di riferimento.

      L’importo della NASPI è pari al 75% della retribuzione mensile se quest’ultima è inferiore o uguale a 1.480,30 euro (soglia 2026). Se invece la retribuzione media è superiore a questa soglia, alla base del 75% si aggiunge il 25% della parte eccedente. In ogni caso, l’importo massimo erogabile non può superare il massimale 2026 di circa 1.575,42 euro mensili lordi. Vediamo un esempio pratico per capire meglio.

      Esempio pratico di calcolo NASPI

      Supponiamo che Laura abbia avuto una retribuzione media mensile di 1.800 euro lordi negli ultimi quattro anni. Il calcolo NASPI sarà così strutturato: 75% di 1.480,30 euro fa 1.110,22 euro, a cui si aggiunge il 25% della differenza tra 1.800 e 1.480,30 (cioè il 25% di 319,70 euro = 79,92 euro). Il totale lordo della NASPI di Laura sarebbe quindi 1.190,14 euro mensili, importo entro il massimale previsto. Da questo lordo vanno poi sottratte le ritenute IRPEF per ottenere il netto effettivamente accreditato.

      Se invece prendiamo il caso di Stefano, che aveva una retribuzione media di 1.200 euro, il calcolo è più semplice: 75% di 1.200 = 900 euro lordi mensili di NASPI. Da notare che, dal 2026, la retribuzione di riferimento è rivalutata annualmente in base all’indice ISTAT. Il Patronato CAF Centro Fiscale ti aiuta a verificare il calcolo con i tuoi dati reali, evitando contestazioni con l’INPS in caso di importi anomali.

      Décalage del 3%: la riduzione dopo il sesto mese

      Una caratteristica fondamentale del pagamento NASPI giugno 2026 è il cosiddetto décalage del 3%. Si tratta di una riduzione progressiva dell’importo che scatta a partire dal settimo mese di percezione dell’indennità. In parole semplici, dopo i primi sei mesi pieni, ogni mese successivo la NASPI diminuisce del 3% rispetto all’importo del mese precedente. Questo meccanismo è stato pensato per incentivare il rapido reinserimento nel mondo del lavoro.

      Facciamo un esempio concreto. Se a giugno 2026 stai ricevendo la NASPI da gennaio 2026, sei al sesto mese e l’importo è ancora quello pieno calcolato all’inizio. Da luglio (settimo mese) scatta la prima riduzione del 3%. Se l’importo era 1.000 euro, da luglio diventa 970 euro. Da agosto (ottavo mese) si applica un altro 3% sui 970 euro, quindi circa 941 euro. E così via, mese dopo mese, fino al termine della prestazione o al ritorno al lavoro.

      Eccezioni al décalage

      Esistono alcune eccezioni al décalage del 3%: i lavoratori con almeno 55 anni di età al momento della cessazione del rapporto di lavoro vedono applicarsi la riduzione solo dopo l’ottavo mese di percezione, non dal settimo. Questa agevolazione è stata introdotta per tutelare i lavoratori over 55, generalmente più difficili da ricollocare. Inoltre, alcune sospensioni temporanee della NASPI (come quelle per lavoro occasionale) non interrompono il conteggio dei mesi ai fini del décalage.

      Il calcolo mensile della riduzione viene applicato automaticamente dall’INPS sul cedolino NASPI, ma vale la pena verificare ogni mese che la decurtazione sia stata applicata correttamente. Errori non sono rari, soprattutto in caso di sospensioni e riprese del trattamento. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con te il cedolino e, se rileva anomalie, ti assiste nella presentazione di una richiesta di riesame all’INPS.

      Riduzione 60% e 45%: come funziona nel pagamento NASPI giugno 2026

      Oltre al décalage del 3%, esistono altre riduzioni che possono influire sul pagamento NASPI giugno 2026: parliamo delle riduzioni al 60% e al 45%. Queste si applicano in caso di cumulo della NASPI con redditi da lavoro. Capire come funzionano è essenziale per non perdere il diritto all’indennità o, peggio, per evitare di dover restituire somme percepite indebitamente. Vediamo i casi più comuni nel dettaglio.

      Se durante la percezione della NASPI inizi un’attività di lavoro autonomo o di impresa individuale che produce un reddito annuo previsto fino a 5.500 euro, mantieni il diritto alla NASPI ma con una riduzione dell’80% del reddito stimato. In sostanza, l’INPS riduce la tua indennità di una somma pari all’80% di quanto ti aspetti di guadagnare. Devi però comunicare entro 30 giorni l’inizio dell’attività al portale INPS, altrimenti perdi tutto il beneficio.

      NASPI e lavoro subordinato a tempo determinato

      Se invece accetti un lavoro subordinato a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la NASPI viene sospesa per la durata del contratto. Una volta terminato il nuovo rapporto, la prestazione riprende per il periodo residuo. Se la durata supera i 6 mesi, invece, la NASPI decade definitivamente. Questo regime è particolarmente complesso e ogni situazione va valutata individualmente: ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine prima di accettare qualsiasi nuovo contratto.

      Particolare attenzione meritano i contratti misti, dove un percettore NASPI svolge sia lavoro autonomo sia occasionale. Le regole di cumulo possono ridurre l’importo NASPI a percentuali del 60% o anche del 45% dell’originario, a seconda del reddito previsto. La gestione corretta di queste comunicazioni all’INPS è cruciale: una dichiarazione errata può comportare la richiesta di restituzione di tutte le somme percepite. Per questo affidarsi a professionisti esperti fa la differenza.

      IBAN per il pagamento NASPI giugno 2026: come modificarlo

      L’IBAN comunicato all’INPS è l’elemento chiave per ricevere il pagamento NASPI giugno 2026 sul conto corrente. Se hai cambiato banca, chiuso un conto o aperto un nuovo libretto postale, è fondamentale aggiornare i dati prima del prossimo accredito. Un IBAN errato o non più attivo causa il rifiuto del bonifico da parte dell’istituto di credito, con conseguente sospensione dei pagamenti fino alla regolarizzazione della pratica.

      Modificare l’IBAN per la NASPI richiede attenzione e va fatto tramite il modello apposito SR163, l’unico documento riconosciuto dall’INPS. Il modulo deve essere firmato e contrassegnato dalla banca o dalle Poste, perché serve come garanzia che l’IBAN appartiene effettivamente al beneficiario. Errori nella compilazione possono rallentare il pagamento NASPI anche di settimane. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il modello SR163 e a presentarlo nei tempi giusti per non perdere mensilità.

      Tempistiche del cambio IBAN

      Una volta presentato il modello SR163, l’INPS richiede generalmente 30-45 giorni per recepire la modifica e applicarla ai successivi pagamenti. Se la richiesta arriva in prossimità della data di erogazione mensile, potrebbe non essere lavorata in tempo e il bonifico verrebbe ancora disposto sul vecchio IBAN. Per questo conviene presentare le modifiche con almeno un mese di anticipo rispetto al prossimo accredito atteso. Per il pagamento NASPI giugno 2026, ad esempio, le richieste pervenute dopo metà maggio difficilmente saranno applicate in tempo.

      Sospensione NASPI per lavoro occasionale: cosa cambia

      Un caso particolarmente delicato che può influire sul pagamento NASPI giugno 2026 è la sospensione per lavoro occasionale. Se durante la percezione della NASPI accetti un incarico saltuario, anche di pochi giorni, devi comunicarlo all’INPS preventivamente. Le prestazioni occasionali sono ammesse fino a un certo limite di reddito, oltre il quale scattano automaticamente la riduzione o la decadenza dell’indennità di disoccupazione.

      Per le prestazioni di lavoro occasionale retribuite tramite il sistema dei voucher (PrestO o Libretto Famiglia), il limite annuo previsto è di 5.000 euro da tutti i committenti. Sotto questa soglia non sussiste obbligo di comunicazione preventiva, ma è comunque consigliabile informare l’INPS per evitare contestazioni successive. Oltre i 5.000 euro, invece, la NASPI viene ridotta proporzionalmente o sospesa fino al termine dell’attività.

      Come comunicare il lavoro occasionale all’INPS

      La comunicazione di inizio attività occasionale deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’incarico, tramite l’apposito modulo INPS. Vanno indicati: tipologia di attività, durata prevista, compenso atteso e generalità del committente. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutta la procedura, perché un errore in questa fase può causare la sospensione dei pagamenti successivi o, peggio, la richiesta di restituzione delle somme già percepite. Affidarsi a chi conosce le procedure ti tutela da brutte sorprese.

      Particolare attenzione va prestata anche ai compensi cumulati nel corso dell’anno solare. Se a giugno 2026 hai già superato la soglia annuale e percepisci ancora la NASPI, l’INPS effettuerà i conguagli e potresti vederti recapitare un avviso di restituzione. Verificare mensilmente la situazione contributiva tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è il modo migliore per evitare sorprese a fine anno.

      Durata della NASPI: per quanti mesi spetta

      La durata massima della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione versate negli ultimi 4 anni precedenti la cessazione del lavoro, fino a un tetto di 24 mesi. Se hai versato 4 anni pieni di contributi (208 settimane), avrai diritto a 104 settimane di indennità, cioè i 24 mesi massimi. Chi invece ha versato meno contributi vedrà ridotta proporzionalmente la durata: ad esempio, 50 settimane di lavoro nei 4 anni precedenti danno diritto a 25 settimane di NASPI, circa 6 mesi.

      Per verificare con precisione la durata della tua NASPI, occorre consultare l’estratto contributivo INPS e contare le settimane di contribuzione utili nel periodo di riferimento. Il calcolo non è banale, perché alcune tipologie di rapporto (come l’apprendistato o i contratti di solidarietà) sono valutate diversamente. Inoltre, periodi di malattia, maternità o servizio militare possono essere considerati come contribuzione figurativa utile ai fini NASPI. Il Patronato CAF Centro Fiscale ti calcola con precisione la durata spettante.

      Requisiti per accedere alla NASPI

      Per percepire la NASPI nel 2026 servono tre requisiti fondamentali: lo stato di disoccupazione involontario, almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del lavoro e almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. Lo stato di disoccupazione si attesta tramite la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presentata al Centro per l’Impiego.

      Non tutti i tipi di cessazione del lavoro danno diritto alla NASPI: le dimissioni volontarie ne escludono il diritto, tranne in alcuni casi tutelati (dimissioni per giusta causa, dimissioni della madre lavoratrice nel primo anno di vita del figlio). La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto: oltre questo termine si perde il diritto al beneficio per i giorni di ritardo. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per evitare errori nei termini.

      Tassazione NASPI e dichiarazione dei redditi

      Il pagamento NASPI giugno 2026 e di tutti gli altri mesi è soggetto a tassazione IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica direttamente le ritenute mensili sul cedolino. Tuttavia, all’inizio dell’anno successivo, l’INPS emette la Certificazione Unica (CU) che riepiloga tutti gli importi percepiti e le ritenute trattenute. Questo documento è essenziale per la dichiarazione dei redditi annuale.

      La NASPI deve essere indicata nel modello 730 nella sezione dei redditi di lavoro dipendente e assimilati. Spesso i percettori NASPI ricevono un piccolo rimborso IRPEF in dichiarazione, perché le ritenute mensili dell’INPS non tengono conto di detrazioni per familiari a carico o altre detrazioni spettanti. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora la dichiarazione recuperando ogni euro di credito d’imposta che ti spetta, in ufficio o anche comodamente online da casa.

      Problemi col pagamento NASPI giugno 2026: cosa fare

      Se a giugno 2026 non ricevi l’accredito NASPI entro le date previste, non bisogna allarmarsi immediatamente. Spesso si tratta di semplici ritardi tecnici della sede INPS territoriale o di errori di trasmissione del bonifico. Tuttavia, dopo qualche giorno di attesa è opportuno verificare alcuni elementi chiave: lo stato della pratica sul portale INPS, l’eventuale presenza di comunicazioni nell’area MyINPS e la corretta visualizzazione del cedolino del mese.

      Le cause più frequenti di un mancato pagamento sono: IBAN errato o non aggiornato, sospensione automatica per attività lavorativa non comunicata, mancato rinnovo della DID al Centro per l’Impiego, controlli straordinari INPS in corso. In tutti questi casi è importante intervenire rapidamente per non perdere mensilità arretrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a contattare l’INPS tramite i canali ufficiali del patronato, accelerando la risoluzione della pratica.

      Verifica del Fascicolo Previdenziale

      L’unico modo per sapere con certezza quando arriverà il prossimo pagamento NASPI è consultare il Fascicolo Previdenziale del Cittadino, accessibile dal portale INPS con SPID, CIE o CNS. All’interno del fascicolo trovi tutti i dettagli: data di disposizione del pagamento, IBAN su cui è stato disposto, importo lordo e netto, eventuali trattenute. Se vedi il pagamento già “Disposto” significa che l’INPS ha trasmesso l’ordine alla banca e l’accredito arriverà entro pochi giorni lavorativi.

      Se invece lo stato è ancora “In elaborazione” o “Sospeso”, potrebbe esserci un’anomalia da risolvere. In questi casi conviene rivolgersi tempestivamente al patronato per capire la causa del blocco e procedere alla regolarizzazione. Spesso bastano poche ore di lavoro di un operatore esperto per sbloccare situazioni che, lasciate al fai-da-te, potrebbero protrarsi per settimane con conseguenze economiche pesanti per le famiglie.

      Domande frequenti sul pagamento NASPI giugno 2026

      Quando arriva il pagamento NASPI a giugno 2026?

      Il pagamento NASPI giugno 2026 per i beneficiari ordinari è previsto tra il 10 e il 15 giugno 2026. Per chi ha presentato domanda recentemente e ha ottenuto l’accoglimento a maggio, la prima erogazione arriva tra il 15 e il 25 giugno. Le date possono variare leggermente in base alla sede INPS territoriale che gestisce la pratica.

      Dove trovo il cedolino NASPI giugno?

      Il cedolino NASPI giugno è consultabile sul portale INPS nell’area MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Va cercato nel Fascicolo Previdenziale del Cittadino, sezione “Pagamenti effettuati”. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scaricarlo e interpretarlo correttamente.

      Quando inizia il décalage del 3% sulla NASPI?

      Il décalage del 3% scatta dal settimo mese di percezione della NASPI (dall’ottavo mese per i lavoratori over 55). Ogni mese successivo l’importo viene ridotto del 3% rispetto a quello precedente, in modo cumulativo.

      Qual è l’importo massimo della NASPI nel 2026?

      Nel 2026 l’importo massimo NASPI erogabile è di circa 1.575,42 euro lordi mensili. Questo massimale è soggetto a riduzione del 3% mensile a partire dal settimo mese di percezione.

      Cosa fare se la NASPI di giugno non arriva?

      Se entro il 20 giugno non hai ancora ricevuto la NASPI, verifica il Fascicolo Previdenziale sul portale INPS. Le cause più comuni sono: IBAN errato, mancato rinnovo DID, sospensione per lavoro non comunicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a sbloccare la pratica con il patronato.

      Hai bisogno di assistenza per la NASPI a giugno 2026?

      Gestire la NASPI e tutti gli adempimenti collegati (domanda, IBAN, cedolino, comunicazioni di lavoro occasionale, tassazione) può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine è il tuo punto di riferimento in Friuli Venezia Giulia: il nostro Patronato ti segue dalla presentazione della domanda fino all’ultimo cedolino, verificando importi, scadenze e comunicazioni con l’INPS. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) sia online in tutta Italia.

      Per ricevere un preventivo personalizzato e fissare un appuntamento, puoi Contattaci direttamente. I nostri operatori esperti ti seguono passo passo, garantendoti tranquillità e precisione in ogni fase della pratica. Hai bisogno di assistenza per la NASPI? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 22:26:042026-06-03 21:26:31Pagamento NASPI giugno 2026: date di accredito, importo e cedolino INPS
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      Pensione giugno 2026: quando viene pagata, calendario accrediti e cedolino

      Pensione 2026 INPS

      Indice dei contenuti

      1. Pensione giugno 2026 quando viene pagata: la data ufficiale
      2. Calendario pensioni giugno 2026: accredito su conto bancario
      3. Accredito pensione giugno 2026 alle Poste: il calendario alfabetico
      4. Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo sul portale INPS
      5. Importi pensione giugno 2026: la rivalutazione ISTAT 1,4%
      6. Quattordicesima 2026: in arrivo a luglio, ma il cedolino arriva prima
      7. Ritenute IRPEF sulla pensione di giugno 2026: come si calcolano
      8. Pensione di giugno 2026 quando viene pagata se non arriva: cosa fare
      9. Domande frequenti su pensione giugno 2026
      10. Hai bisogno di assistenza sulla tua pensione? Affidati al CAF Centro Fiscale

      La pensione di giugno 2026 quando viene pagata? Una domanda che ogni mese si pongono milioni di pensionati italiani, soprattutto in un mese particolare come giugno 2026, segnato dalla Festa della Repubblica del 2 giugno e dall’attesa della quattordicesima per chi ne ha diritto. In questa guida completa ti spieghiamo, in modo semplice e con esempi concreti, quando arriva l’accredito della pensione di giugno 2026, qual è il calendario differenziato tra banche e Poste Italiane, come leggere il cedolino INPS e quali importi aspettarti dopo la rivalutazione ISTAT dell’1,4%.

      Sapere con precisione quando viene pagata la pensione di giugno 2026 è fondamentale per pianificare le spese mensili, soprattutto in un periodo in cui scadono diverse rate (IMU, bollette, eventuali rate per l’IRPEF). Vediamo insieme tutte le date, gli importi e cosa fare se il pagamento della pensione di giugno 2026 non dovesse arrivare puntuale.

      Pensione giugno 2026 quando viene pagata: la data ufficiale

      La pensione di giugno 2026 viene pagata lunedì 1° giugno 2026. Si tratta del primo giorno del mese, che nel 2026 cade di lunedì ed è un giorno bancabile a tutti gli effetti, ovvero un giorno lavorativo in cui banche e Poste eseguono le operazioni di accredito.

      Questo significa che, sia per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario, sia per chi la ritira allo sportello di Poste Italiane, il riferimento per il pagamento pensione giugno 2026 è proprio lunedì 1° giugno. La Festa della Repubblica del 2 giugno, pur cadendo di martedì, non incide in alcun modo sul pagamento, che risulta gia accreditato il giorno precedente.

      Per i pensionati il 1° giugno 2026 è quindi una data importante da segnare in calendario, perché coincide con la disponibilità dell’intera mensilità sul proprio conto o presso lo sportello postale. Vediamo nel dettaglio come funziona in base al canale di pagamento scelto.

      Calendario pensioni giugno 2026: accredito su conto bancario

      Per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario, l’importo viene messo a disposizione lunedì 1° giugno 2026. Le banche italiane eseguono i bonifici INPS nelle prime ore del mattino: l’orario esatto può variare da istituto a istituto, ma generalmente l’accredito della pensione di giugno 2026 compare sul conto tra le 6:00 e le 12:00 della giornata.

      Alcune banche, come Intesa Sanpaolo, UniCredit, BPER o BPM, anticipano la visualizzazione dell’importo gia dalla sera del 31 maggio (il cosiddetto “valore data” coincide comunque con il 1° giugno). Altri istituti più piccoli potrebbero rendere il bonifico disponibile solo nel pomeriggio del lunedì. Ecco una sintesi del calendario pensioni giugno 2026 per i principali canali bancari:

      • Conti correnti bancari tradizionali: accredito disponibile dalle prime ore di lunedì 1° giugno 2026, con valuta stessa data.
      • Banche online (es. Fineco, Hype, Revolut, N26 collegate a IBAN italiano): accredito spesso visibile gia dalla notte tra il 31 maggio e il 1° giugno.
      • BancoPosta (conto corrente Poste Italiane): accredito alle 00:00 del 1° giugno 2026.
      • Postepay Evolution: stesso giorno del conto bancario, con disponibilità immediata della somma.

      Se hai dubbi sul fatto che il pagamento della pensione di giugno 2026 sia arrivato correttamente sul tuo conto, ti basta verificare l’estratto conto online oppure contattare il tuo istituto bancario. In caso di mancato accredito entro la giornata del 1° giugno, è consigliabile attendere fino al 2-3 giugno e poi rivolgersi al patronato per una verifica tramite il cedolino INPS.

      Accredito pensione giugno 2026 alle Poste: il calendario alfabetico

      Per i pensionati che ritirano la pensione di giugno 2026 in contanti allo sportello postale, Poste Italiane applica il consueto calendario alfabetico, suddiviso in base alla prima lettera del cognome. Questa modalità serve a evitare assembramenti negli uffici postali, distribuendo gli accessi su più giorni della prima settimana del mese.

      Il calendario pensioni giugno 2026 di Poste Italiane per il ritiro in contanti è il seguente:

      • Lunedì 1° giugno 2026: cognomi dalla A alla B
      • Martedì 2 giugno 2026: uffici postali CHIUSI (Festa della Repubblica)
      • Mercoledì 3 giugno 2026: cognomi C e D
      • Giovedì 4 giugno 2026: cognomi dalla E alla K
      • Venerdì 5 giugno 2026: cognomi dalla L alla O
      • Sabato 6 giugno 2026 (solo mattina): cognomi dalla P alla R
      • Lunedì 8 giugno 2026: cognomi dalla S alla Z

      Un aspetto importante da ricordare: chi ha la carta Postamat o Postepay collegata alla pensione puo prelevare la somma in qualsiasi momento a partire dalle ore 00:00 del 1° giugno 2026, senza dover rispettare la turnazione alfabetica. Questa modalità è particolarmente utile per chi vuole evitare le code negli uffici postali nei primi giorni del mese.

      Ad esempio, immagina che Mario Bianchi viva a Udine e debba ritirare la pensione di giugno 2026 allo sportello: dovrà recarsi all’ufficio postale lunedì 1° giugno, primo giorno del calendario alfabetico per la lettera B. Se invece Mario ha la Postamat collegata al conto BancoPosta, potrà prelevare anche di notte o nei giorni successivi, senza vincoli di turnazione.

      Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo sul portale INPS

      Il cedolino pensione giugno 2026 è il documento ufficiale rilasciato dall’INPS che riepiloga in modo dettagliato tutti gli importi della tua mensilità: pensione lorda, trattenute fiscali (IRPEF e addizionali), eventuali conguagli e l’importo netto effettivamente accreditato. È fondamentale consultarlo ogni mese per verificare la correttezza del pagamento della pensione di giugno 2026.

      Il cedolino è solitamente visibile sul portale INPS qualche giorno prima del pagamento, in genere a partire dal 20-25 del mese precedente. Per il cedolino di giugno 2026, ad esempio, è possibile consultarlo fin dagli ultimi giorni di maggio. Tuttavia, se non vuoi gestire da solo la procedura online (che richiede SPID, CIE o CNS e una certa dimestichezza con il portale INPS), puoi affidarti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa di scaricare, stampare e spiegare il tuo cedolino mese per mese.

      Le voci principali del cedolino pensione giugno 2026 sono:

      • Importo lordo mensile: la pensione spettante prima delle trattenute
      • Ritenute IRPEF: calcolate con i tre scaglioni 23%, 35% e 43% in vigore dal 2024
      • Addizionali regionali e comunali: prelevate in rate mensili
      • Importo netto: quanto viene effettivamente accreditato
      • Conguagli: eventuali differenze positive o negative su mesi precedenti
      • Trattenute sindacali: se aderisci a un sindacato dei pensionati
      • Trattenute per prestiti o cessioni del quinto: se applicabili

      Verificare ogni mese il cedolino INPS ti permette di accorgerti subito di eventuali errori, conguagli imprevisti o variazioni nelle ritenute fiscali. Il patronato del CAF Centro Fiscale puo aiutarti a leggere il documento e a chiedere chiarimenti all’INPS in caso di anomalie.

      Importi pensione giugno 2026: la rivalutazione ISTAT 1,4%

      Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la rivalutazione ISTAT pari all’1,4%, che ha aggiornato gli importi di tutte le pensioni in base all’inflazione registrata nell’anno precedente. Anche nel cedolino di giugno 2026 trovi quindi gli importi gia rivalutati, con effetto retroattivo da gennaio.

      Il trattamento minimo INPS per il 2026 è fissato a 611,85 euro mensili, in aumento rispetto ai 603,40 euro provvisori inizialmente comunicati. Questo è il riferimento per molte prestazioni assistenziali e per calcolare alcune maggiorazioni sociali. La perequazione 1,4% si applica:

      • Al 100% per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo (circa 2.447 euro lordi mensili)
      • Al 90% per gli importi tra 4 e 5 volte il minimo
      • Al 75% per le pensioni superiori a 5 volte il minimo

      In termini concreti, una pensione che a dicembre 2025 era di 1.000 euro netti mensili è diventata, dopo la rivalutazione, di circa 1.014 euro netti dal 2026. Per chi percepisce assegni più alti, l’incremento è proporzionalmente ridotto a tutela dei conti pubblici. Tutti questi importi sono riportati nel cedolino pensione giugno 2026 sotto la voce “perequazione” o “rivalutazione ISTAT”.

      Quattordicesima 2026: in arrivo a luglio, ma il cedolino arriva prima

      Un’attenzione particolare meritano i pensionati che hanno diritto alla quattordicesima, somma aggiuntiva erogata una volta all’anno. Pur essendo pagata insieme alla pensione di luglio 2026 (e non a giugno), già nel cedolino di giugno puoi trovare anticipazioni o voci che la riguardano, ad esempio per controllare il diritto alla maturazione.

      La quattordicesima 2026 spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età e reddito personale entro determinate soglie. L’importo varia in base agli anni di contribuzione versati:

      • Lavoratori dipendenti: 437 euro (fino a 15 anni di contributi), 546 euro (tra 15 e 25 anni), 655 euro (oltre 25 anni)
      • Lavoratori autonomi: 336 euro (fino a 18 anni), 420 euro (tra 18 e 28 anni), 504 euro (oltre 28 anni)

      I requisiti di reddito sono particolarmente importanti: per la quattordicesima piena occorre un reddito personale annuo entro 1,5 volte il trattamento minimo, mentre per la quattordicesima ridotta la soglia sale a 2 volte. Se hai dubbi sul tuo diritto alla quattordicesima 2026, ti consigliamo di rivolgerti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita della tua posizione INPS.

      Ritenute IRPEF sulla pensione di giugno 2026: come si calcolano

      Una delle voci che incide maggiormente sull’importo netto del pagamento pensione giugno 2026 sono le ritenute IRPEF. L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche e viene trattenuta direttamente dall’INPS, che agisce come sostituto d’imposta. In pratica, quando ricevi la pensione, hai gia pagato le tasse senza dover fare nulla.

      Dal 2024 sono in vigore i nuovi tre scaglioni IRPEF, semplificati rispetto ai quattro precedenti:

      • 23% sui redditi fino a 28.000 euro annui
      • 35% sulla parte di reddito tra 28.000 e 50.000 euro
      • 43% sulla parte di reddito oltre i 50.000 euro

      Sul cedolino pensione giugno 2026 trovi quindi la trattenuta IRPEF calcolata in base allo scaglione applicabile alla tua pensione annua complessiva. A questo si aggiungono le addizionali regionali (variabili in base alla regione di residenza, ad esempio in Friuli Venezia Giulia l’addizionale è dell’1,23% sui redditi più bassi) e l’addizionale comunale (a Udine attualmente fissata allo 0,8%).

      Le addizionali vengono trattenute in rate mensili, da gennaio a novembre, dopo il conguaglio annuale. Questo significa che nel cedolino di giugno 2026 trovi una quota delle addizionali 2025 (calcolate sul reddito dell’anno precedente). Se durante l’anno hai variazioni di reddito, potresti vedere conguagli positivi o negativi.

      Pensione di giugno 2026 quando viene pagata se non arriva: cosa fare

      Può capitare, anche se raramente, che il pagamento della pensione di giugno 2026 non risulti accreditato il 1° giugno. Le cause possono essere diverse: ritardi tecnici della banca, problemi nel passaggio dei flussi tra INPS e istituto, blocchi temporanei per verifiche, oppure modifiche anagrafiche non ancora aggiornate. Vediamo come comportarsi in questi casi.

      Prima di tutto, è importante controllare il cedolino INPS: se il cedolino mostra l’importo corretto e la dicitura “pagato”, il problema è sicuramente bancario o postale. In questo caso, rivolgiti al tuo istituto per verificare la posizione. Se invece il cedolino non risulta disponibile o riporta anomalie (es. importo zero, voci di sospensione), il problema è all’origine, presso l’INPS.

      Le situazioni che richiedono un intervento urgente del patronato sono:

      • Sospensione cautelare per accertamento ISEE o redditi non comunicati
      • Modifiche anagrafiche non aggiornate (cambio residenza, IBAN, stato civile)
      • Mancata trasmissione della dichiarazione di esistenza in vita per pensionati residenti all’estero
      • Errori sul codice fiscale o nei dati identificativi
      • Pignoramenti o cessioni non comunicati correttamente

      In tutti questi casi, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per risolvere la situazione: dalla verifica del cedolino, alla presentazione di domande di riesame, fino alla regolarizzazione di pratiche complesse con l’INPS. Non aspettare il mese successivo: prima si interviene, prima si sblocca il pagamento.

      Domande frequenti su pensione giugno 2026

      Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

      La pensione di giugno 2026 viene pagata lunedì 1° giugno 2026, sia per chi riceve il pagamento tramite accredito su conto bancario, sia per chi ritira la somma in contanti allo sportello postale (con calendario alfabetico). Il 2 giugno, Festa della Repubblica, non incide sul pagamento perché la pensione è gia stata accreditata il giorno precedente.

      Dove posso vedere il cedolino della pensione di giugno 2026?

      Il cedolino pensione giugno 2026 è disponibile sul portale INPS qualche giorno prima del pagamento, generalmente dal 20-25 maggio. Per accedere serve SPID, CIE o CNS. Se preferisci, il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine può scaricarti e stamparti il cedolino, spiegandoti tutte le voci.

      Qual è il calendario di pagamento delle pensioni alle Poste a giugno 2026?

      Il calendario pensioni giugno 2026 di Poste Italiane prevede il pagamento dal 1° giugno (cognomi A-B) all’8 giugno (cognomi S-Z), con uffici chiusi il 2 giugno per la Festa della Repubblica. Chi ha la Postamat o la Postepay collegata alla pensione puo prelevare in qualsiasi momento senza turnazione.

      La quattordicesima viene pagata a giugno 2026?

      No, la quattordicesima 2026 viene pagata insieme alla pensione di luglio 2026, non a giugno. Spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età e reddito entro determinate soglie. L’importo varia da 336 a 655 euro in base alla categoria (lavoratori dipendenti o autonomi) e agli anni di contribuzione.

      Cosa fare se la pensione di giugno 2026 non arriva?

      Se il pagamento della pensione di giugno 2026 non risulta accreditato entro la giornata del 1° giugno, verifica prima il cedolino INPS. Se è regolare, contatta la banca; se invece il cedolino presenta anomalie, rivolgiti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica e l’eventuale presentazione di domande di riesame all’INPS.

      Hai bisogno di assistenza sulla tua pensione? Affidati al CAF Centro Fiscale

      Sapere quando viene pagata la pensione di giugno 2026 è solo il primo passo. Per molti pensionati, la gestione del cedolino, delle ritenute, della quattordicesima, delle addizionali regionali e comunali e di eventuali anomalie richiede un’assistenza qualificata. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di patronato per pensionati, in ufficio o online, su tutto il territorio nazionale.

      I nostri operatori ti aiutano a:

      • Consultare e leggere il cedolino pensione ogni mese
      • Verificare la corretta applicazione della rivalutazione ISTAT 1,4%
      • Controllare il diritto alla quattordicesima 2026
      • Risolvere blocchi e sospensioni del pagamento
      • Presentare domande di pensione anticipata, ricostituzione o supplemento
      • Calcolare la pensione futura e valutare opzioni di anticipo
      • Compilare il modello RED, ICRIC, ICLAV e ACC.AS/PS

      Hai bisogno di assistenza per la pensione di giugno 2026 o per qualsiasi altra pratica INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio in Viale Tullio 13 sia online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un preventivo personalizzato e gratuito. I nostri esperti ti guidano in ogni passaggio, evitandoti complicazioni e perdite di tempo.


      Richiedi Assistenza per la tua Pensione

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il cedolino, la rivalutazione, la quattordicesima e qualsiasi pratica INPS legata alla tua pensione.

      Contattaci su WhatsApp

      Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

        Il tuo nome (*)

        La tua email (*)

        Il tuo telefono (*)

        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


        ARTICOLI CORRELATI

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        PATRONATO

        Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato)

        Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi — Quando Conviene Andare al PatronatoSe devi sbrigare una pratica INPS a Udine — dalla pensione alla NASPI, dall'assegno unico all'invalidità — hai due strade: recarti direttamente…
        Settembre 18, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-18 09:00:002026-08-17 11:03:35Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato)
        calcolo pensione CAF Udine
        PATRONATO

        Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro

        (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
        Settembre 18, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 06:00:002026-08-17 11:03:31Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro
        Naspi Anticipata CAF Udine
        NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

        DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori Coordinati

        (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
        Settembre 15, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 06:00:002026-08-17 11:03:19DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori Coordinati

        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

        ECCELLENTE
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        In base a 920 recensioni
        Google
        Pubblicato su Google Google
        Alexandra Bala profile picture
        Alexandra Bala
        04/09/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
        Pubblicato su Google Google
        paolino servidio profile picture
        paolino servidio
        03/09/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
        Pubblicato su Google Google
        Lady profile picture
        Lady
        01/09/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
        Pubblicato su Google Google
        Giulia Guida profile picture
        Giulia Guida
        25/08/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
        Pubblicato su Google Google
        Paola Zilli profile picture
        Paola Zilli
        07/08/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
        Pubblicato su Google Google
        Jacqueline B. profile picture
        Jacqueline B.
        06/08/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
        Pubblicato su Google Google
        Maura Masutto profile picture
        Maura Masutto
        06/08/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
        Pubblicato su Google Google
        Issam Elhefnawi profile picture
        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Molto gentile
        Pubblicato su Google Google
        Sibongile Moyana profile picture
        Sibongile Moyana
        30/07/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
        Pubblicato su Google Google
        Sabrina Cirina profile picture
        Sabrina Cirina
        23/07/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

        Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

        Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 21:26:152026-06-03 21:26:15Pensione giugno 2026: quando viene pagata, calendario accrediti e cedolino
        PATRONATO

        Calcolo NASPI 2026: Importo, Formula e Simulazione

        SERVIZI CAF Centro Fiscale

        Il calcolo della NASPI 2026 si basa su una formula precisa che tiene conto della retribuzione media degli ultimi 4 anni e del massimale INPS aggiornato a 1.550,42 euro mensili. Conoscere come si calcola l’importo della NASPI è fondamentale per pianificare il periodo di disoccupazione e comprendere quanto effettivamente percepirai ogni mese. In questa guida completa vediamo la formula di calcolo, la retribuzione media imponibile, il massimale 2026, la differenza tra importo netto e lordo, come utilizzare il simulatore INPS e diversi esempi pratici di calcolo.

        Indice dei contenuti

        1. Come si calcola la NASPI 2026
        2. Retribuzione media imponibile
        3. Massimale NASPI 1.550 euro
        4. Importo netto e lordo NASPI
        5. Simulatore calcolo NASPI INPS
        6. Esempi pratici di calcolo
        7. Domande frequenti

        Come si calcola la NASPI 2026

        Il calcolo dell’importo mensile della NASPI segue una formula precisa stabilita dall’INPS che varia in base alla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

        Formula di calcolo NASPI

        La NASPI si calcola in modo differente a seconda che la retribuzione media mensile sia superiore o inferiore al massimale INPS (1.550,42 euro nel 2026):

        • Se la retribuzione media è pari o inferiore a 1.550,42 euro: la NASPI è pari al 75% della retribuzione media mensile
        • Se la retribuzione media supera 1.550,42 euro: la NASPI è pari al 75% di 1.550,42 euro + il 25% della differenza tra la retribuzione media e l’importo di 1.550,42 euro

        Esempio formula completa:

        NASPI = (75% × 1.550,42) + (25% × (Retribuzione Media - 1.550,42))

        In ogni caso, l’importo della NASPI non può mai superare il massimale INPS che per il 2026 è fissato a 1.550,42 euro mensili.

        Riduzione progressiva del 3%

        Un aspetto importante del calcolo NASPI è la riduzione progressiva del 3% mensile che si applica a partire dal sesto mese (181° giorno) di fruizione dell’indennità. Questo significa che:

        • Dal 1° al 180° giorno: importo NASPI invariato
        • Dal 181° giorno in poi: riduzione del 3% ogni mese
        • Dal settimo mese: -3%
        • Dall’ottavo mese: -6% rispetto all’importo iniziale
        • E così via fino all’esaurimento della prestazione

        Retribuzione media imponibile

        La retribuzione media imponibile è l’elemento centrale per il calcolo della NASPI. Si tratta della media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali percepite negli ultimi 4 anni (48 mesi) precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

        Come si calcola la retribuzione media

        Per calcolare la retribuzione media imponibile devi:

        1. Sommare tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni (comprese tredicesima, quattordicesima, premi produzione)
        2. Dividere per il numero di settimane di contribuzione presenti nel periodo
        3. Moltiplicare per 4,33 (coefficiente per ottenere l’importo mensile)

        Formula:

        Retribuzione Media Mensile = (Somma Retribuzioni Imponibili / Numero Settimane) × 4,33

        Cosa include la retribuzione imponibile

        Nel calcolo della retribuzione media vengono considerate:

        • Stipendio base mensile
        • Tredicesima e quattordicesima mensilità
        • Premi di produzione
        • Straordinari
        • Indennità varie previste dal CCNL
        • Tutte le voci soggette a contribuzione INPS

        Non vengono considerate: TFR, rimborsi spese, fringe benefit non imponibili, buoni pasto oltre il limite esente.

        Massimale NASPI 1.550 euro

        Il massimale NASPI per il 2026 è stato fissato dall’INPS a 1.550,42 euro mensili. Questo valore rappresenta l’importo massimo che può essere erogato come indennità di disoccupazione, indipendentemente dalla retribuzione precedente del lavoratore.

        Soglie di calcolo 2026

        Ecco le soglie principali per il calcolo NASPI 2026:

        Retribuzione Media MensileImporto NASPI MensileFormula Applicata
        Fino a 1.550,42 €75% della retribuzioneRetribuzione × 0,75
        Da 1.550,43 a 2.500 €1.162,82 + 25% eccedenza(1.550,42 × 0,75) + ((RM – 1.550,42) × 0,25)
        Oltre 2.500 €Massimo 1.550,42 €Importo massimo bloccato

        Il massimale viene aggiornato annualmente dall’INPS sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

        Esempio con retribuzione alta

        Se un lavoratore ha una retribuzione media di 2.200 euro:

        • 75% di 1.550,42 = 1.162,82 euro
        • 25% di (2.200 – 1.550,42) = 25% di 649,58 = 162,40 euro
        • NASPI totale = 1.162,82 + 162,40 = 1.325,22 euro

        Importo netto e lordo NASPI

        Un aspetto che genera spesso confusione riguarda la differenza tra importo lordo e netto della NASPI. L’importo calcolato con la formula INPS è sempre lordo, quindi soggetto a tassazione IRPEF.

        Tassazione NASPI

        La NASPI è soggetta a:

        • IRPEF con aliquote progressive (23%, 25%, 35%, 43%)
        • Addizionali regionali e comunali IRPEF
        • NO contributi previdenziali (la NASPI è esente da contribuzione)

        L’INPS applica una ritenuta fiscale del 23% a titolo di acconto IRPEF. Questo significa che mensilmente ricevi l’importo NASPI già decurtato delle imposte.

        Calcolo netto da lordo

        Per calcolare indicativamente l’importo netto mensile:

        NASPI Netta (approssimativa) = NASPI Lorda × 0,77
        (applicando ritenuta IRPEF 23%)

        Esempio pratico:

        • NASPI lorda: 1.200 euro
        • IRPEF 23%: 276 euro
        • NASPI netta: circa 924 euro

        Attenzione: l’importo netto effettivo dipende dalla tua situazione fiscale complessiva (altri redditi, detrazioni, addizionali locali). In sede di dichiarazione dei redditi potrebbe risultare un conguaglio a credito o debito.

        Simulatore calcolo NASPI INPS

        L’INPS mette a disposizione un simulatore online gratuito per calcolare l’importo della NASPI in base alla tua situazione contributiva. Il servizio è accessibile dal portale INPS con SPID, CIE o CNS.

        Come usare il simulatore NASPI

        Per utilizzare il simulatore:

        1. Accedi al sito inps.it con le tue credenziali
        2. Vai su “Prestazioni e servizi” → “NASpI”
        3. Seleziona “Calcolo simulato dell’importo”
        4. Inserisci la data di cessazione del rapporto di lavoro
        5. Il sistema recupera automaticamente la tua storia contributiva degli ultimi 4 anni
        6. Visualizzi l’importo mensile teorico della NASPI
        7. Puoi vedere anche la durata prevista della prestazione

        Dati necessari per la simulazione

        Il simulatore INPS utilizza:

        • Estratto conto contributivo del lavoratore
        • Retribuzioni imponibili comunicate dai datori di lavoro tramite UNIEMENS
        • Numero di settimane contributive negli ultimi 4 anni
        • Data di cessazione del rapporto di lavoro

        Il calcolo fornito è indicativo e potrebbe variare leggermente rispetto all’importo effettivamente liquidato dall’INPS dopo la presentazione della domanda.

        Esempi pratici di calcolo

        Vediamo ora tre esempi concreti di calcolo NASPI con diverse situazioni retributive.

        Esempio 1: Retribuzione bassa (1.200 euro)

        Situazione:

        • Retribuzione media mensile: 1.200 euro
        • Inferiore al massimale 1.550,42 euro

        Calcolo NASPI:

        • NASPI = 1.200 × 75% = 900 euro lordi
        • NASPI netta (circa): 900 × 0,77 = 693 euro netti

        Durata: Se hai 100 settimane contributive → 50 settimane di NASPI (circa 11,5 mesi)

        Esempio 2: Retribuzione media (1.800 euro)

        Situazione:

        • Retribuzione media mensile: 1.800 euro
        • Superiore al massimale 1.550,42 euro

        Calcolo NASPI:

        • Base: 1.550,42 × 75% = 1.162,82 euro
        • Eccedenza: (1.800 – 1.550,42) × 25% = 249,58 × 0,25 = 62,40 euro
        • NASPI totale = 1.162,82 + 62,40 = 1.225,22 euro lordi
        • NASPI netta (circa): 1.225,22 × 0,77 = 943 euro netti

        Esempio 3: Retribuzione alta (2.500 euro)

        Situazione:

        • Retribuzione media mensile: 2.500 euro
        • Molto superiore al massimale

        Calcolo NASPI:

        • Base: 1.550,42 × 75% = 1.162,82 euro
        • Eccedenza: (2.500 – 1.550,42) × 25% = 949,58 × 0,25 = 237,40 euro
        • NASPI totale = 1.162,82 + 237,40 = 1.400,22 euro lordi
        • NASPI netta (circa): 1.400,22 × 0,77 = 1.078 euro netti

        Nota: Anche con retribuzione di 2.500 euro, la NASPI non raggiunge il massimale di 1.550,42 euro a causa della formula che applica solo il 25% sull’eccedenza.

        Domande frequenti sul calcolo NASPI

        Quanto è il massimale NASPI nel 2026?

        Il massimale NASPI per il 2026 è di 1.550,42 euro mensili. Si tratta dell’importo massimo lordo che può essere erogato come indennità di disoccupazione.

        Come si calcola la retribuzione media per la NASPI?

        La retribuzione media si calcola sommando tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni, dividendo per il numero di settimane contributive e moltiplicando per 4,33 per ottenere l’importo mensile.

        La NASPI è lorda o netta?

        L’importo calcolato dall’INPS è sempre lordo. Sulla NASPI viene applicata una ritenuta fiscale IRPEF del 23% a titolo di acconto. L’importo netto è circa il 77% del lordo.

        Quando si riduce l’importo della NASPI?

        La NASPI si riduce del 3% ogni mese a partire dal 181° giorno (sesto mese) di fruizione dell’indennità. La riduzione continua fino all’esaurimento della prestazione.

        Dove trovo il simulatore NASPI dell’INPS?

        Il simulatore è disponibile sul sito inps.it nella sezione “Prestazioni e servizi → NASpI → Calcolo simulato”. Serve SPID, CIE o CNS per accedere.

        Il calcolo della NASPI include la tredicesima?

        Sì, nel calcolo della retribuzione media vengono considerate anche tredicesima, quattordicesima, premi produzione e tutte le voci soggette a contribuzione INPS.


        Conclusione

        Il calcolo della NASPI 2026 richiede la conoscenza di diversi parametri: retribuzione media degli ultimi 4 anni, massimale INPS di 1.550,42 euro, formula di calcolo differenziata e riduzione progressiva del 3%. Comprendere questi elementi ti permette di stimare con precisione l’importo mensile che percepirai durante il periodo di disoccupazione.

        Ricorda che l’importo calcolato è lordo e soggetto a tassazione IRPEF del 23%, quindi l’importo netto sarà inferiore di circa il 23%. Utilizza il simulatore INPS per avere una stima personalizzata basata sulla tua effettiva storia contributiva.

        Hai bisogno di assistenza per il calcolo NASPI?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

        • ✓ Calcolo personalizzato dell’importo NASPI
        • ✓ Compilazione domanda NASPI online
        • ✓ Verifica requisiti contributivi
        • ✓ Assistenza documentale completa
        • ✓ Supporto per ricorsi in caso di rigetto
        📞 Prenota appuntamento

        Contatti CAF Centro Fiscale:
        📍 Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
        ☎️ Tel: 0432 1638640
        📱 WhatsApp: 366 6018121
        ✉️ Email: info@centrofiscale.com

        Non lasciare al caso il calcolo della tua NASPI. Affidati all’esperienza del CAF Centro Fiscale per ottenere l’importo corretto e massimizzare i tuoi diritti.

        Leggi anche

        • Domanda NASPI 2026 Come Fare Online: Guida Completa INPS e C…
        • Contributi Figurativi NASPI 2026: Come Funzionano
        • NASPI e Lavoro Part-Time 2026: Compatibilità e Riduzione Imp…
        • NASPI Anticipata 2026: Come Funziona, Requisiti e Domanda
        Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-02-23 15:21:43Calcolo NASPI 2026: Importo, Formula e Simulazione
        CONGEDO PARENTALE, MATERNITA', PATRONATO

        Congedo parentale 2026: durata, indennita e domanda INPS

        congedo parentale 2025

        Congedo Parentale 2026: Durata, Indennita e Come Fare Domanda INPS

        Il congedo parentale e il periodo di astensione facoltativa dal lavoro che genitori lavoratori dipendenti possono richiedere dopo la maternita obbligatoria o il congedo di paternita, per accudire il figlio nei suoi primi anni di vita. Nel 2026 le regole sono state ulteriormente aggiornate: scopri durata, percentuali di indennita e come presentare domanda all’INPS.

        Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste gratuitamente i lavoratori per le pratiche INPS, incluse le domande di congedo parentale. Richiedi assistenza gratuita.

        Durata del congedo parentale nel 2026

        La durata complessiva del congedo parentale nel 2026 e di 10 mesi totali per i genitori (11 mesi se il padre prende almeno 3 mesi di congedo). Il congedo puo essere fruito fino al compimento del 12 anno di eta del figlio.

        GenitoreDurata massima congedoEntro l’eta del figlio
        Madre6 mesi12 anni
        Padre6 mesi12 anni
        Totale coppia10 mesi (11 se padre prende min. 3 mesi)12 anni
        Genitore solo (mono-genitore)11 mesi12 anni

        Il congedo puo essere fruito in modo continuativo o frazionato (a giornate o a ore, se previsto dal CCNL applicabile).

        Indennita del congedo parentale 2026: le percentuali

        Nel 2026, grazie alle novita introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 e 2025, le percentuali di retribuzione durante il congedo parentale sono:

        PeriodoPercentuale retribuzioneCondizioni
        Primi 3 mesi (per ciascun genitore)80%Entro i 6 anni del figlio
        Mesi successivi fino al 12 mese totale30%Entro i 12 anni del figlio
        Mesi da 13 a 10 (o 11)30%Entro i 12 anni del figlio

        Novita 2026: terzo mese all’80%. La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha esteso da 1 a 2 mesi i periodi retribuiti all’80% per ciascun genitore. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha ulteriormente portato a 3 mesi il periodo retribuito all’80% per ciascun genitore entro i 6 anni del figlio. Questa misura e confermata per il 2026.

        Esempio pratico: una madre lavoratrice dipendente con RAL di 30.000 euro (retribuzione mensile lorda circa 2.307 euro) durante i primi 3 mesi di congedo parentale percepisce circa 1.846 euro lordi al mese (80%). Nei mesi successivi percepirebbe circa 692 euro lordi al mese (30%).

        Chi ha diritto al congedo parentale nel 2026

        Il congedo parentale spetta a:

        • Lavoratori dipendenti (sia privati che pubblici), sia madri che padri
        • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, parasubordinati) con regole specifiche
        • Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) con regole e importi diversi
        • Genitori adottivi o affidatari entro 12 anni dall’ingresso in famiglia

        I lavoratori autonomi con partita IVA in regime forfettario hanno accesso a un’indennita di maternita/paternita INPS calcolata su base forfettaria, diversa dal congedo parentale dei dipendenti.

        Come presentare domanda di congedo parentale all’INPS

        1. Comunicazione preventiva al datore di lavoro: il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro la volonta di fruire del congedo parentale con un preavviso di norma di almeno 5 giorni (15 giorni per congedo di durata mensile). Il preavviso puo essere ridotto per cause di forza maggiore.
        2. Accesso al portale INPS: tramite SPID, CIE o CNS, accedi a www.inps.it nella sezione “Prestazioni e servizi”.
        3. Compilazione della domanda online: vai su “Maternita e congedo parentale per lavoratori dipendenti” e compila il modello. Indica: data inizio e fine congedo, tipo di frazionamento (giornaliero o orario se previsto dal CCNL).
        4. Allegati necessari: certificato di nascita del figlio (o di adozione/affido), eventuale documentazione di figlio disabile.
        5. Conferma: l’INPS invia la conferma di ricezione della domanda. L’azienda viene notificata automaticamente.

        Congedo parentale e contributi INPS: cosa si accumula

        Durante il congedo parentale la posizione contributiva non si azzera:

        • I periodi di congedo parentale sono coperti da contribuzione figurativa ai fini pensionistici
        • I contributi figurativi valgono per la maturazione del diritto alla pensione (anzianita contributiva)
        • Limitazioni: i periodi retribuiti al 30% hanno contribuzione figurativa calcolata sul 30% della retribuzione

        Congedo parentale per genitori disabili o con figli disabili

        Per i genitori di figli con handicap grave (L. 104/1992 art. 3 comma 3), sono previste modalita agevolate:

        • Il limite di eta del figlio si estende fino a 12 anni per il congedo al 30%, senza limiti di eta per le agevolazioni legate alla L. 104
        • I permessi L. 104 (3 giorni mensili retribuiti al 100%) si affiancano al congedo parentale e non si sottraggono da esso
        • Possibilita di congedo straordinario biennale (art. 42 D.Lgs. 151/2001) per assistenza a familiare disabile grave

        Domande frequenti – Congedo parentale 2026

        Il congedo parentale si puo prendere a ore?

        Si, se il contratto collettivo nazionale applicato lo prevede. Non tutti i CCNL ammettono la frazionabilita oraria del congedo parentale. Verifica il tuo contratto o rivolgiti al patronato.

        Entrambi i genitori possono prendere il congedo contemporaneamente?

        No, salvo alcune eccezioni specifiche. Di norma i periodi di congedo parentale di madre e padre non possono sovrapporsi. Fanno eccezione i casi di figlio gravemente disabile.

        Il congedo parentale si puo cumulare con il part-time?

        Il congedo parentale e il part-time sono strumenti alternativi per la conciliazione lavoro-famiglia. Non possono essere utilizzati contemporaneamente sulle stesse ore. Un genitore puo rinunciare al congedo parentale e chiedere invece la trasformazione in part-time (se il CCNL lo prevede).

        Cosa succede se non faccio domanda all’INPS ma solo avviso il datore?

        La domanda all’INPS e obbligatoria per ricevere l’indennita. L’avviso al datore di lavoro e necessario per poter assentarsi, ma senza la domanda INPS l’indennita non viene erogata. Attenzione ai termini: la domanda deve essere presentata prima o durante il congedo.

        Conclusione: approfitta delle novita 2026 sul congedo parentale

        Il 2026 offre condizioni migliorative rispetto al passato per il congedo parentale, con 3 mesi retribuiti all’80% per ciascun genitore entro i 6 anni del figlio. Se stai pianificando una gravidanza o hai da poco avuto un figlio, verifica subito a quanto hai diritto e come presentare la domanda nel modo corretto.

        Il patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la domanda di congedo parentale, il calcolo dell’indennita e la tutela dei diritti contributivi. Contattaci per una consulenza gratuita.

        Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 08:30:002026-06-02 08:12:33Congedo parentale 2026: durata, indennita e domanda INPS
        INAIL AGGRAVAMENTI, RICONOSCIMENTO MALATTIE PROFESSIONALI, PATRONATO

        INAIL aggravamento malattia professionale: come fare domanda

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        INAIL Aggravamento Malattia Professionale: Come Fare Domanda nel 2026

        Se hai gia ricevuto un indennizzo INAIL per una malattia professionale o un infortunio sul lavoro, ma le tue condizioni di salute sono peggiorate, hai diritto a richiedere la revisione della rendita per aggravamento. Questa guida spiega in dettaglio la procedura, i documenti necessari, i tempi e i diritti che ti spettano.

        Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste gratuitamente i lavoratori e i pensionati nelle pratiche INAIL, incluse le domande di aggravamento e revisione della rendita. Richiedi assistenza gratuita.

        Cos’e l’aggravamento di malattia professionale INAIL

        Per aggravamento di malattia professionale (o di infortunio sul lavoro) si intende il peggioramento clinico documentato delle condizioni di salute del lavoratore rispetto alla situazione accertata al momento della liquidazione iniziale della rendita INAIL. L’aggravamento consente la revisione al rialzo della rendita corrisposta dall’INAIL, fino a una nuova percentuale di inabilita permanente.

        L’INAIL distingue tra:

        • Aggravamento dell’inabilita permanente: aumento della percentuale di inabilita riconosciuta
        • Aggravamento con superamento della soglia del 16%: accesso alla rendita anche per chi prima era sotto soglia
        • Aggravamento della rendita in misura assoluta: per chi ha gia rendita superiore al 16%, con conseguente ricalcolo dell’importo

        Chi puo fare domanda di aggravamento INAIL

        Possono richiedere la revisione per aggravamento:

        • Lavoratori con rendita INAIL per inabilita permanente da malattia professionale o infortunio sul lavoro
        • Lavoratori che avevano subito un inabilita temporanea assoluta (ITA) e ora presentano esiti permanenti peggiorati
        • Lavoratori che erano stati valutati con inabilita inferiore al 6% (non indennizzabile) o al 16% (non con rendita) e ora superano tali soglie

        I requisiti fondamentali sono:

        • Malattia professionale o infortunio riconosciuto dall’INAIL
        • Documentazione medica aggiornata che attesti il peggioramento clinico
        • Nesso di causalita tra il peggioramento e la patologia professionale originaria

        Come fare domanda di aggravamento INAIL: procedura passo per passo

        La procedura per richiedere la revisione della rendita per aggravamento si articola in questi passaggi:

        1. Raccolta della documentazione medica: certificati del medico curante, referti specialistici, esami diagnostici (RX, TAC, RM, spirometria, audiometria) che attestino il peggioramento rispetto alla situazione precedente.
        2. Accesso al portale INAIL: tramite SPID, CIE o CNS, accedi al portale myINAIL (www.inail.it) nella sezione dedicata ai servizi per i lavoratori.
        3. Compilazione della domanda online: nella sezione “Prestazioni” trovi la voce “Revisione della rendita per aggravamento”. Compila il modello digitale allegando la documentazione.
        4. Visita medica INAIL: dopo l’invio della domanda, l’INAIL convoca il lavoratore per una visita medico-legale con il medico dell’Istituto.
        5. Valutazione e determinazione: il medico INAIL valuta la nuova percentuale di inabilita. Se riconosce l’aggravamento, viene emesso un nuovo provvedimento con la rendita aggiornata.
        6. Ricorso (se necessario): se la valutazione e negativa o insufficiente, e possibile presentare ricorso amministrativo o ricorso giudiziario.

        Documenti necessari per la domanda di aggravamento

        • Documento d’identita in corso di validita
        • Codice fiscale
        • Numero di posizione INAIL (presente sul provvedimento originario)
        • Certificato medico del medico curante con indicazione del peggioramento
        • Referti di specialisti (ortopedico, pneumologo, audiologo, cardiologo ecc.) aggiornati
        • Esami strumentali recenti (entro 6-12 mesi) che documentino l’aggravamento
        • Eventuale cartella clinica di ricoveri ospedalieri correlati

        Tabella scaglioni e indennizzi INAIL per inabilita permanente

        L’INAIL riconosce forme diverse di indennizzo in base alla percentuale di inabilita permanente accertata:

        Percentuale inabilita permanenteTipo di prestazioneForma di liquidazione
        Dal 6% al 15%Indennizzo in capitale (una tantum)Pagamento unico
        Dal 16% al 100%Rendita mensile vitaliziaMensile per tutta la vita
        Superiore al 80%Rendita + assegno per assistenza personaleMensile + assegno
        100% con perdita dell’uso degli artiRendita + maggiorazione specialeMensile aumentata

        La rendita INAIL si calcola sulla retribuzione del lavoratore al momento dell’infortunio/malattia, rivalutata annualmente. Il calcolo esatto dipende da diversi fattori individuali: il patronato del CAF Centro Fiscale puo verificare gratuitamente la correttezza del calcolo e l’eventuale diritto a maggiorazioni.

        Tempistiche della revisione per aggravamento

        Le tempistiche dipendono dall’Ufficio INAIL competente e dalla complessita del caso. In linea generale:

        • Convocazione a visita medica: entro 60-90 giorni dalla presentazione della domanda
        • Notifica del provvedimento: entro 60 giorni dalla visita medica
        • Decorrenza della nuova rendita: dalla data di presentazione della domanda di aggravamento
        • Termini per il ricorso amministrativo: entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento
        • Ricorso giudiziario: entro 3 anni dalla notifica (termine di prescrizione dell’azione giudiziaria)

        La nuova rendita, se riconosciuta, viene corrisposta a partire dalla data di presentazione della domanda, con eventuale conguaglio degli arretrati.

        Il ruolo del patronato CAF nella domanda di aggravamento

        Il patronato CAF offre un servizio di assistenza gratuita per la compilazione e l’invio della domanda di aggravamento INAIL. I servizi includono:

        • Verifica della documentazione medica e completezza del fascicolo
        • Compilazione e invio della domanda di revisione tramite i canali INAIL
        • Monitoraggio della pratica e comunicazione dell’esito
        • Assistenza in caso di ricorso amministrativo
        • Verifica della correttezza del calcolo della rendita e delle eventuali maggiorazioni

        Il servizio di patronato e completamente gratuito per il lavoratore: e finanziato dall’INPS con una quota dei contributi previdenziali. Contatta il nostro patronato per una verifica gratuita.

        Domande frequenti – Aggravamento INAIL

        Posso fare domanda di aggravamento senza il patronato?

        Si, la domanda si puo presentare autonomamente tramite il portale myINAIL con SPID. Tuttavia il patronato garantisce una verifica della documentazione e una maggiore tutela in caso di esito negativo.

        Quante volte posso fare domanda di aggravamento?

        Non c’e un limite al numero di domande di aggravamento che si possono presentare, purche ogni domanda sia supportata da documentazione medica che attesti un peggioramento rispetto alla valutazione precedente.

        Se l’INAIL nega l’aggravamento, cosa posso fare?

        E possibile presentare ricorso amministrativo entro 30 giorni dalla notifica del diniego, oppure ricorso giudiziario entro 3 anni. Il patronato CAF assiste gratuitamente nella fase del ricorso amministrativo.

        L’aggravamento INAIL e compatibile con la pensione di invalidita INPS?

        Si, la rendita INAIL per inabilita permanente e la pensione di invalidita INPS sono prestazioni distinte e cumulabili, anche se il calcolo di entrambe puo influenzarsi reciprocamente in alcuni casi specifici.

        Conclusione: agisci subito se le tue condizioni sono peggiorate

        Se hai una rendita INAIL per malattia professionale o infortunio e le tue condizioni di salute sono peggiorate, hai il diritto di richiedere la revisione della rendita. Non aspettare: la decorrenza del nuovo trattamento parte dalla data di presentazione della domanda, quindi ogni mese di ritardo equivale a mancati arretrati.

        Il patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per tutta la procedura. Contattaci per una verifica gratuita della tua situazione INAIL.

        Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 17:00:002026-06-02 08:12:32INAIL aggravamento malattia professionale: come fare domanda
        INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATO

        Retribuzione Permessi 104: Quali Voci Contrattuali Rientrano?

        Ferie badanti, Malattia e Permessi

        Retribuzione Permessi 104: Quali Voci Contrattuali Rientrano?

        I permessi della Legge 104/1992 sono uno degli strumenti più importanti a disposizione dei lavoratori dipendenti con familiari disabili o con disabilità propria. Ogni anno milioni di dipendenti usufruiscono di questi giorni di assenza retribuita, ma una domanda sorge spesso spontanea: quali voci della busta paga vengono conteggiate nel calcolo della retribuzione?

        La risposta non è scontata. La legge parla di retribuzione globale di fatto, un concetto tecnico che comprende alcune voci e ne esclude altre. Sbagliare il calcolo — o non sapere quali elementi spettano — può significare ricevere meno di quanto dovuto. In questa guida ti spieghiamo tutto in modo chiaro, con esempi pratici e i riferimenti normativi aggiornati al 2026.

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        Cosa Prevede l’Art. 33 della Legge 104/1992

        La norma di riferimento è l’articolo 33 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (la cosiddetta “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”). Questo articolo disciplina i permessi lavorativi per i lavoratori dipendenti che assistono un familiare con disabilità grave o che hanno loro stessi una disabilità riconosciuta.

        In base all’art. 33, comma 3, il lavoratore ha diritto a tre giorni di permesso mensile retribuito (o, in alternativa, a due ore di permesso giornaliero, se lavora almeno sei ore al giorno). Questi giorni di assenza sono coperti da un’indennità a carico dell’INPS, anticipata dal datore di lavoro in busta paga e poi rimborsata all’azienda.

        La legge specifica che i permessi sono retribuiti, ma non dettaglia quali voci retributive debbano essere incluse nel calcolo. Questa lacuna ha generato anni di contenzioso giudiziario, risolto poi dalla Corte di Cassazione attraverso una giurisprudenza consolidata che analizzeremo nel dettaglio.

        Il Concetto di Retribuzione Globale di Fatto

        La retribuzione globale di fatto è il parametro di riferimento per il calcolo di numerose prestazioni previdenziali e lavoristiche in Italia: ferie, malattia, maternità, cassa integrazione e — appunto — i permessi della Legge 104.

        Con questa espressione si intende la retribuzione effettiva e normale percepita dal lavoratore, comprensiva di tutti gli elementi fissi e continuativi che compongono la busta paga. Non si tratta solo della paga base, ma di un insieme più ampio di voci che devono essere sommate per ottenere il corrispettivo giornaliero da moltiplicare per i giorni di permesso fruiti.

        Il principio di fondo è semplice: il lavoratore che usa i permessi 104 non deve subire una riduzione della propria busta paga rispetto a un giorno lavorativo normale. Deve percepire, in sostanza, lo stesso importo che avrebbe guadagnato lavorando.

        Voci Contrattuali Incluse nella Retribuzione dei Permessi 104

        Sulla base della giurisprudenza consolidata della Cassazione e delle istruzioni operative dell’INPS (in particolare la Circolare INPS n. 53/2008 e le successive circolari di aggiornamento), le voci contrattuali che devono essere incluse nel calcolo della retribuzione giornaliera per i permessi 104 sono le seguenti:

        1. Paga Base (o Minimo Contrattuale)

        La paga base è la voce principale della retribuzione, stabilita dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) applicabile al rapporto di lavoro. Essa varia in base alla categoria professionale e al livello di inquadramento del lavoratore. È sempre inclusa nel calcolo della retribuzione globale di fatto e costituisce il nucleo fondamentale della busta paga.

        Esempio: un impiegato di IV livello del settore commercio percepisce un minimo contrattuale mensile di circa 1.750 euro. Questa voce concorre integralmente al calcolo della retribuzione giornaliera per i permessi 104.

        2. Indennità di Contingenza

        L’indennità di contingenza è una voce storica della retribuzione italiana, introdotta per adeguare i salari al costo della vita. Sebbene la scala mobile sia stata abolita con il Protocollo del 23 luglio 1993, gli importi di contingenza maturati fino a quella data sono rimasti “cristallizzati” nelle buste paga dei lavoratori in forza a quella data.

        Questa voce, dove presente, è inclusa nella retribuzione globale di fatto. I nuovi assunti dopo il 1993, nei contratti che l’hanno incorporata nella paga base, non la vedranno come voce separata, ma il suo valore è comunque conteggiato.

        3. Scatti di Anzianità

        Gli scatti di anzianità sono incrementi retributivi automatici che scattano ogni tot anni di servizio nell’azienda (la cadenza varia da CCNL a CCNL: tipicamente ogni 2 o 3 anni). Rappresentano un compenso fisso e continuativo legato all’anzianità aziendale del lavoratore.

        Poiché si tratta di elementi fissi e ricorrenti della retribuzione, gli scatti di anzianità sono inclusi nel calcolo della retribuzione globale di fatto. Su questo punto la giurisprudenza è unanime.

        4. Superminimi Individuali e Collettivi

        Il superminimo è una maggiorazione della retribuzione rispetto al minimo contrattuale, concordata individualmente tra datore di lavoro e lavoratore (superminimo individuale) oppure prevista dalla contrattazione collettiva aziendale (superminimo collettivo).

        I superminimi di natura fissa e continuativa — ossia quelli che vengono erogati ogni mese in misura costante, indipendentemente dalle prestazioni — rientrano nella retribuzione globale di fatto. Al contrario, i superminimi di natura variabile o collegati a obiettivi produttivi seguono le regole dei premi di risultato (esclusi, come vedremo).

        5. EDR (Elemento Distinto della Retribuzione)

        L’EDR è un elemento retributivo previsto da molti CCNL come voce aggiuntiva alla paga base. Storicamente legato agli accordi interconfederali degli anni ’90, è spesso un importo fisso mensile di modesta entità (es. 10,33 euro). Dove previsto dal contratto collettivo, è incluso nella retribuzione globale di fatto in quanto elemento fisso e continuativo.

        6. Indennità Fisse e Continuative

        Rientrano nella retribuzione globale di fatto tutte le indennità di natura fissa e continuativa, ovvero quelle che vengono erogate ogni mese con carattere di stabilità e non sono collegate a specifiche prestazioni o condizioni lavorative variabili. Esempi tipici:

        • Indennità di funzione o di posizione (es. per i quadri o i responsabili)
        • Indennità di sede (quando prevista come voce fissa)
        • Assegni ad personam di natura fissa
        • Terzo elemento (voce prevista da alcuni CCNL dell’artigianato e delle PMI)

        Il criterio discriminante è sempre la fissità e la continuità: se la voce viene erogata stabilmente ogni mese, indipendentemente dalla prestazione effettiva, è inclusa nel calcolo.

        Tabella Riepilogativa: Voci Incluse ed Escluse

        Per chiarire immediatamente il quadro, ecco una tabella che distingue le voci incluse da quelle escluse:

        Voce RetributivaInclusa?Note
        Paga base / minimo contrattuale✅ SÌSempre inclusa
        Indennità di contingenza✅ SÌSe presente come voce distinta
        Scatti di anzianità✅ SÌVoce fissa e continuativa
        Superminimo fisso (individuale o collettivo)✅ SÌSolo se fisso e continuativo
        EDR (Elemento Distinto della Retribuzione)✅ SÌSe previsto dal CCNL
        Indennità fisse e continuative✅ SÌCriterio: fissità + continuità
        Straordinario❌ NOVoce variabile per eccellenza
        Premio di produzione / risultato variabile❌ NOCorrispettivo condizionato a risultati
        Indennità di turno (se variabile)⚠️ DIPENDEInclusa se sempre percepita, esclusa se variabile
        Indennità di trasferta❌ NORimborso spese, non retribuzione
        Rimborsi spese❌ NONon sono retribuzione
        Mance e compensi occasionali❌ NONon hanno carattere fisso
        Tredicesima / quattordicesima⚠️ DIPENDEIncluse pro-quota secondo alcuni CCNL

        Voci Escluse: Cosa Non Rientra nel Calcolo

        Altrettanto importante sapere cosa non rientra nella retribuzione globale di fatto. Queste voci, seppur presenti in busta paga, non vengono conteggiate ai fini del calcolo dell’indennità per i permessi 104:

        Lavoro Straordinario

        Le ore di straordinario — con la relativa maggiorazione — sono escluse per definizione. Lo straordinario è una prestazione aggiuntiva rispetto all’orario contrattuale, ha natura variabile e non è garantita. Non può quindi essere inclusa in un calcolo che deve riflettere la retribuzione “normale” del lavoratore.

        Questo principio è stato ribadito più volte dalla Corte di Cassazione, che ha escluso lo straordinario dalla base di calcolo anche quando il lavoratore lo svolge abitualmente. La rilevanza dell’abitualità è limitata: se lo straordinario è così sistematico da diventare parte integrante del normale orario di lavoro (caso raro e da dimostrare), alcuni giudici di merito hanno ammesso l’inclusione, ma la Cassazione nella sua giurisprudenza più recente resta orientata all’esclusione.

        Premi di Produzione e Risultato Variabili

        I premi di risultato — compresi i premi di produttività aziendali, i bonus legati al raggiungimento di obiettivi e le componenti variabili della retribuzione — sono esclusi dal calcolo. La ragione è strutturale: si tratta di compensi condizionati, che vengono erogati solo al verificarsi di determinate condizioni (fatturato raggiunto, obiettivi produttivi, KPI aziendali). Non hanno carattere di certezza e continuità.

        Attenzione però ai premi che nel tempo sono diventati de facto fissi: se un’azienda eroga ogni anno un “premio di produzione” identico a tutti i lavoratori, indipendentemente da qualsiasi obiettivo, la giurisprudenza tende a riqualificarlo come elemento retributivo fisso, includendolo nella retribuzione globale di fatto.

        Indennità di Trasferta e Rimborsi Spese

        Le indennità di trasferta e i rimborsi spese (trasporto, vitto, alloggio, uso del mezzo proprio) non sono retribuzione: sono compensi per spese sostenute dal lavoratore nell’interesse dell’azienda. Non avendo natura retributiva, non rientrano nella retribuzione globale di fatto.

        Indennità di Turno: Caso Particolare

        L’indennità di turno merita un discorso a parte. Nei contratti che prevedono lavoro su turni, l’indennità aggiuntiva può essere:

        • Fissa: erogata ogni mese a prescindere dai turni effettivamente svolti → inclusa
        • Variabile: erogata solo nei mesi in cui il lavoratore ha effettuato turni → esclusa

        La distinzione pratica: se nella busta paga del lavoratore l’indennità di turno compare sempre per lo stesso importo, indipendentemente dall’organizzazione dei turni del mese, viene considerata fissa. Se invece l’importo cambia a seconda dei turni effettuati, è variabile e viene esclusa.

        Come Si Calcola la Retribuzione Giornaliera per i Permessi 104

        Una volta identificate le voci da includere, il calcolo della retribuzione giornaliera segue la formula standard prevista dall’INPS e dai principali CCNL:

        Retribuzione giornaliera = Retribuzione mensile globale di fatto ÷ 26

        Il divisore 26 è il valore fisso stabilito per la maggior parte dei CCNL (escluse alcune eccezioni)

        Il divisore 26 è il parametro standard adottato dall’INPS e dalla maggior parte dei contratti collettivi per trasformare la retribuzione mensile in giornaliera. Alcuni CCNL specifici possono prevedere divisori diversi (es. 30 per alcuni contratti del terziario): in quel caso si applica il divisore contrattuale.

        Esempio Pratico di Calcolo

        Supponiamo che Marco, impiegato nel settore commercio con 10 anni di anzianità, abbia i seguenti elementi in busta paga:

        • Paga base (minimo CCNL IV livello): 1.750,00 euro
        • Indennità di contingenza: 498,58 euro
        • Scatti di anzianità (5 scatti × 12,91 euro): 64,55 euro
        • EDR: 10,33 euro
        • Superminimo individuale fisso: 100,00 euro

        Retribuzione mensile globale di fatto = 1.750,00 + 498,58 + 64,55 + 10,33 + 100,00 = 2.423,46 euro

        Retribuzione giornaliera = 2.423,46 ÷ 26 = 93,21 euro

        Se Marco ha usufruito di 3 giorni di permesso 104 nel mese, l’importo dell’indennità INPS anticipata in busta paga sarà: 93,21 × 3 = 279,63 euro.

        Questo importo comparirà in busta paga come voce positiva a reintegro della retribuzione, a compensazione dell’assenza. Il risultato netto per Marco è che quella settimana di permesso non gli costa alcuna riduzione dello stipendio, a parte le voci variabili (straordinario, eventuali premi) che effettivamente non ha maturato durante i giorni di assenza.

        Trattamento Contributivo e Previdenziale

        Un aspetto spesso trascurato ma di grande importanza: i giorni di permesso 104 sono coperti da contribuzione figurativa. Questo significa che:

        • I giorni di permesso non abbassano il montante contributivo ai fini pensionistici
        • L’INPS accredita i contributi come se il lavoratore avesse effettivamente lavorato
        • I periodi di permesso 104 non riducono l’anzianità contributiva
        • Le prestazioni pensionistiche future (pensione di vecchiaia, anticipata) non sono penalizzate

        Sul piano pratico, i contributi previdenziali e assistenziali vengono calcolati sull’intera retribuzione globale di fatto (incluse le voci che abbiamo elencato), non solo sulla paga base. Questo garantisce una protezione previdenziale piena al lavoratore che fruisce dei permessi.

        Il datore di lavoro anticipa l’indennità in busta paga e la recupera poi dall’INPS attraverso il meccanismo del conguaglio contributivo o tramite la presentazione della domanda di rimborso.

        Differenze tra Settore Pubblico e Privato

        Il meccanismo di base è identico in entrambi i settori, ma esistono alcune differenze operative importanti:

        Settore Privato

        Nel settore privato, la disciplina è quella descritta sopra. L’indennità viene anticipata dal datore di lavoro ed è posta a carico dell’INPS. Il lavoratore deve presentare la domanda di permesso 104 all’INPS (telematicamente, tramite il sito INPS o il CAF di riferimento) prima di fruire dei permessi.

        Le voci incluse variano in base al CCNL applicato, ma il principio della retribuzione globale di fatto vale per tutti i contratti del settore privato.

        Settore Pubblico

        Per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, la disciplina dei permessi 104 è integrata dal D.Lgs. 165/2001 (Testo Unico del Pubblico Impiego) e dai contratti collettivi nazionali di comparto (CCNL PA, es. Comparto Funzioni Centrali, Comparto Istruzione, ecc.).

        Le differenze principali rispetto al privato:

        • Il costo dei permessi è direttamente a carico dell’amministrazione (non c’è rimborso INPS per la PA)
        • Alcune indennità specifiche del pubblico impiego (es. indennità di comparto, indennità di amministrazione) hanno regole proprie di inclusione/esclusione definite dai CCNL di comparto
        • Per i docenti e il personale scolastico, le istruzioni specifiche del MIUR/MEF possono derogare parzialmente alla disciplina generale
        • Il criterio della fissità e continuità resta comunque il parametro di riferimento anche nel pubblico

        Recenti Orientamenti della Cassazione

        La Corte di Cassazione ha affinato nel tempo la propria giurisprudenza sulla retribuzione globale di fatto per i permessi 104. Gli orientamenti più rilevanti degli ultimi anni riguardano:

        Habitual Overtime Doctrine (Straordinario Abituale)

        Alcune sezioni della Cassazione hanno esaminato la questione dello straordinario “strutturale” — quel lavoro straordinario che un dipendente effettua sistematicamente ogni mese, di fatto diventando parte della sua prestazione normale. La tendenza prevalente della Cassazione, ribadita in diverse sentenze degli anni 2020-2024, è di escludere lo straordinario anche se abituale, in quanto intrinsecamente variabile e condizionato alla prestazione effettiva. Tuttavia, qualche sentenza di merito (Tribunali del lavoro) ha aperto alla possibilità di inclusione in casi di straordinario obbligatorio contrattualizzato.

        Premi “Di Fatto” Fissi

        La Cassazione ha consolidato il principio per cui un premio formalmente variabile ma de facto erogato in misura costante a tutti i lavoratori, senza correlazione a obiettivi reali, deve essere requalificato come elemento retributivo fisso e quindi incluso nella retribuzione globale di fatto. Questo è particolarmente rilevante per le aziende che erogano premi annuali “automatici” senza vera valutazione delle performance.

        Indennità Notturna e Festiva

        Numerose sentenze hanno confermato che l’indennità per lavoro notturno e festivo, quando il lavoratore è strutturalmente assegnato a turni notturni o festivi (es. infermieri, operatori della grande distribuzione con orari fissi notturni/festivi), deve essere inclusa nella retribuzione globale di fatto. Il principio è che, se il lavoratore avesse lavorato in quel giorno, avrebbe maturato quell’indennità — e quindi la retribuzione del permesso deve rifletterla.

        Cosa Fare se la Busta Paga è Sbagliata

        Se ritieni che il tuo datore di lavoro stia calcolando in modo errato la retribuzione dei tuoi permessi 104 — escludendo voci che dovrebbero essere incluse — hai diversi strumenti a disposizione:

        1. Richiedi un Prospetto Dettagliato

        Il primo passo è chiedere al responsabile HR o all’ufficio paghe un prospetto che dettaglia quali voci sono state incluse nel calcolo della retribuzione per i giorni di permesso 104. Hai diritto a questa informazione e spesso l’errore è involontario (impostazione del gestionale paghe non aggiornata, interpretazione errata del CCNL).

        2. Consulta il Tuo Rappresentante Sindacale

        Il rappresentante sindacale aziendale (RSA/RSU) o il sindacato di categoria di riferimento possono analizzare la tua busta paga e confrontarla con le previsioni del CCNL applicato. Spesso riescono a risolvere la questione in modo informale, senza ricorrere a vie legali.

        3. Presenta un Reclamo all’Ispettorato del Lavoro

        Se il datore di lavoro non risponde o conferma un calcolo che ritieni sbagliato, puoi presentare un esposto all’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) competente per territorio. L’ITL ha poteri di ispezione e può accertare la correttezza del calcolo retributivo.

        4. Rivolgersi al CAF o a un Patronato

        Per una prima analisi della busta paga e una verifica della correttezza del calcolo, puoi rivolgerti gratuitamente a un CAF o a un patronato. I consulenti del CAF Centro Fiscale possono esaminare la tua situazione specifica, confrontare le voci retributive con le previsioni del CCNL e aiutarti a capire se hai diritto a un conguaglio.

        Puoi anche consultare la nostra guida completa sulla Legge 104: permessi, agevolazioni e domanda 2026 per un quadro d’insieme di tutti i benefici a disposizione.

        5. Azione Legale (Causa di Lavoro)

        In ultima istanza, se il danno economico è significativo e le vie stragiudiziali non hanno prodotto risultati, è possibile agire in giudizio presso il Tribunale del Lavoro competente. I crediti derivanti da errata retribuzione dei permessi 104 si prescrivono in 5 anni (per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato tutelati dall’art. 18 Stat. Lav.) o in 5 anni dalla cessazione del rapporto (per gli altri casi). Considera che il recupero di eventuali differenze retributive include anche gli interessi legali.

        Il Ruolo del CCNL: Ogni Contratto fa Storia a Sé

        Un elemento fondamentale da tenere sempre presente: la retribuzione globale di fatto dipende anche dal CCNL applicato al rapporto di lavoro. I contratti collettivi nazionali, pur dovendo rispettare i principi generali della legge e della giurisprudenza, possono avere previsioni specifiche su:

        • Il divisore mensile/giornaliero da usare nel calcolo
        • La qualificazione di specifiche voci retributive (fisse o variabili)
        • L’inclusione o l’esclusione di determinati elementi (es. tredicesima pro-quota)
        • Le modalità di fruizione dei permessi (ore o giorni)

        I principali CCNL per numero di lavoratori coperti sono: Commercio e Terziario (Confcommercio), Metalmeccanico (CCNL Federmeccanica-FIOM), Edilizia, Sanità privata, Turismo, Agricoltura, Telecomunicazioni. Ciascuno ha le proprie specificità che possono influenzare il calcolo finale.

        Per conoscere le regole specifiche del tuo contratto, fai sempre riferimento al testo del CCNL applicato (disponibile sul sito del CNEL o del sindacato di categoria) oppure rivolgiti a un esperto.

        Link Utili e Approfondimenti

        Per approfondire gli argomenti correlati ai permessi della Legge 104 e ai diritti dei lavoratori, ti segnaliamo queste risorse utili presenti su centrofiscale.com:

        • Legge 104: Permessi, Agevolazioni e Domanda 2026 — guida completa su come richiedere i permessi all’INPS
        • Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità — altra tutela per i genitori lavoratori
        • Malattia Professionale e Pensione Anticipata 2026 — agevolazioni pensionistiche per chi ha lavorato in condizioni disagiate
        • NASPI 2026: Guida Completa — indennità di disoccupazione per chi perde il lavoro

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        Domande Frequenti (FAQ)

        I permessi 104 vengono pagati al 100% dello stipendio?

        Sì, i permessi della Legge 104 sono interamente retribuiti. Il lavoratore percepisce la propria retribuzione globale di fatto per ogni giorno di permesso fruito, comprensiva di tutte le voci fisse e continuative della busta paga. L’indennità è a carico dell’INPS, anticipata dal datore di lavoro.

        I permessi 104 influenzano la tredicesima?

        No. Poiché i permessi 104 sono coperti da retribuzione piena e da contribuzione figurativa, non influenzano il calcolo della tredicesima (né della quattordicesima, dove prevista). I giorni di permesso sono equiparati ai giorni lavorativi ai fini delle mensilità aggiuntive.

        I permessi 104 influenzano il calcolo del TFR?

        No. Il TFR si calcola sulla retribuzione utile ai fini del trattamento di fine rapporto, e i periodi di permesso 104 non la riducono. I giorni di permesso, essendo equiparati a giornate lavorative retribuite, concorrono normalmente all’accantonamento del TFR.

        Ho diritto ai permessi 104 se sono a part-time?

        Sì, il lavoratore part-time ha diritto ai permessi 104, ma il calcolo delle ore giornaliere di permesso viene riproporzionato. In base alla circolare INPS n. 53/2008 e alle successive istruzioni, il numero di ore di permesso mensile è pari a 3 giorni × ore medie giornaliere del contratto part-time. Anche in questo caso, la retribuzione è commisurata alla retribuzione globale di fatto del lavoratore part-time.

        Cosa succede se uso più di 3 giorni di permesso al mese?

        I 3 giorni mensili di permesso retribuito sono il massimo previsto dall’art. 33 L. 104/1992. I giorni eccedenti, se concordati con il datore di lavoro, possono essere coperti da ferie o permessi residui (in quel caso retribuiti normalmente) oppure dalla contrattazione collettiva che in alcuni settori prevede permessi aggiuntivi. Non esiste una “quarta giornata” a carico INPS nell’ambito della Legge 104.

        Il datore di lavoro può negare i permessi 104?

        Il datore di lavoro non può rifiutare la fruizione dei permessi 104 una volta che il lavoratore ha ottenuto il riconoscimento INPS. Può però organizzare la turnazione in modo da garantire la continuità del servizio, compatibilmente con le esigenze dell’impresa. In alcuni settori (ospedali, forze dell’ordine, ecc.) sono previste modalità specifiche di coordinamento, ma il diritto al permesso è comunque garantito.

        Conclusioni

        La retribuzione dei permessi Legge 104 deve includere tutte le voci fisse e continuative della busta paga: paga base, indennità di contingenza, scatti di anzianità, superminimi fissi, EDR e indennità fisse di natura continuativa. Sono invece escluse le voci variabili come straordinari, premi di risultato e rimborsi spese.

        Il calcolo corretto è fondamentale non solo per la busta paga mensile, ma anche per la giusta contribuzione previdenziale e per le mensilità aggiuntive. Se hai dubbi sulla correttezza del calcolo effettuato dal tuo datore di lavoro, ti consigliamo di rivolgerti a un esperto del lavoro o a un CAF patronato.

        Il CAF Centro Fiscale offre assistenza per la verifica della corretta applicazione dei permessi 104 e per la presentazione della domanda all’INPS. Contattaci per un appuntamento: il nostro team è a disposizione per analizzare la tua situazione specifica e garantirti che i tuoi diritti vengano rispettati appieno.

        Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/ferie-e-malattia-badanti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 12:49:372026-06-02 10:27:35Retribuzione Permessi 104: Quali Voci Contrattuali Rientrano?
        Pagina 16 di 38«‹1415161718›»

        Ultime notizie

        • regime forfettario partita iva
          Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pmin: PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO
        • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
          ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e AgevolazioniSettembre 29, 2026 - 2:00 pmin: CAF, ISEE
        • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
          Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaSettembre 29, 2026 - 12:00 pmin: NOTIZIE
        Search Search

        Seguici su Facebook

        Categorie Articoli

        Ultimi Articoli

        • regime forfettario partita iva
          Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pm
        • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
          ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e AgevolazioniSettembre 29, 2026 - 2:00 pm
        • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
          Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaSettembre 29, 2026 - 12:00 pm
        • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
          Opposizione decreto ingiuntivo: cosa cambia davvero con la riforma del processo civileSettembre 29, 2026 - 10:00 am
        • Pensione 2026 INPS
          Pensione nuovo lavoro: l’INPS può recuperare i rateiSettembre 29, 2026 - 8:00 am
        • ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026
          Rottamazione quinquies, Comuni e Regioni aderenti: dove si cancellano sanzioni e interessiSettembre 28, 2026 - 7:22 pm
        • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
          Partita IVA Igienista Dentale 2026: Guida Completa in 7 PuntiSettembre 28, 2026 - 7:00 pm
        • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
          Istanza di Rateizzazione: il Contribuente Può Ancora Contestare il DebitoSettembre 28, 2026 - 6:54 pm
        CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

        Contatti

        Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
        Email: info@centrofiscale.com
        Telefono: 0432 1638640
        WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
        WhatsApp Patronato: 324 7411699

        Ultimi Articoli

        • regime forfettario partita iva
          Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettariaSettembre 29, 2026 - 4:00 pm
        • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
          ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e AgevolazioniSettembre 29, 2026 - 2:00 pm
        • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
          Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaSettembre 29, 2026 - 12:00 pm
        © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
        mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
        • Collegamento a Facebook
        • Collegamento a Instagram
        • Collegamento a Rss questo sito
        Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto