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NOTIZIE

Taglio accise, arriva altra proroga: sconto sul gasolio fino al 26 agosto

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Ancora una proroga per lo sconto sulle accise dei carburanti. Il governo ha deciso di prorogare il taglio delle accise sul gasolio fino al 26 agosto 2026, evitando — almeno per qualche giorno — il ritorno dei prezzi alla pompa ai livelli pre-intervento. Una misura ormai ciclica, che si rinnova di settimana in settimana e che tiene sotto controllo l’impatto del caro carburante su famiglie e imprese.

Indice dei contenuti

  • Cosa e la proroga accise?
  • Fino a quando dura lo sconto?
  • Quanto si risparmia alla pompa?
  • Perche il governo proroga le accise?
  • Cosa succede dopo il 26 agosto?
  • FAQ – Domande frequenti

Cosa e la proroga accise?

Le accise sono imposte indirette che lo Stato applica sulla produzione e sulla vendita di determinati prodotti, tra cui benzina, gasolio e GPL. Rappresentano una parte consistente del prezzo finale che il cittadino paga al distributore: su ogni litro di gasolio, circa il 45-50% del prezzo e composto da accise e IVA.

Il taglio delle accise e una misura introdotta dal governo per calmierare il prezzo dei carburanti nei momenti di tensione sui mercati internazionali del petrolio. In pratica, lo Stato rinuncia temporaneamente a una quota del gettito fiscale per abbassare il prezzo alla pompa e ridurre l’impatto sull’inflazione e sui costi di trasporto.

La misura e stata prorogata piu volte nel corso del 2025 e del 2026, ormai con cadenza quasi settimanale o bisettimanale, diventando uno strumento strutturale di politica economica.

Fino a quando dura lo sconto?

Con il nuovo decreto, la proroga e valida fino al 26 agosto 2026. La misura precedente era in scadenza il 25 agosto, e il governo ha prolungato lo sconto di un ulteriore giorno, in attesa di valutare le condizioni del mercato petrolifero internazionale e decidere se prolungare ancora o lasciar scadere il beneficio.

Si tratta di una proroga tecnica di breve durata, tipica della fase estiva in cui i mercati sono meno liquidi e le decisioni politiche vengono prese con margini temporali molto ridotti. Nei giorni successivi al 26 agosto, il governo dovra decidere se rinnovare ulteriormente o lasciar tornare le accise ai livelli ordinari.

Quanto si risparmia alla pompa?

Lo sconto in vigore corrisponde a una riduzione di circa 25 centesimi per litro sul prezzo del gasolio (e della benzina), al lordo dell’IVA. Tradotto in termini pratici:

  • Per un pieno da 50 litri di gasolio, il risparmio e di circa 12,50 euro
  • Per chi percorre in media 15.000 km all’anno con un’auto diesel da 6 litri/100 km, il risparmio annuo stimato supera i 200 euro
  • Per le imprese di trasporto, il risparmio e proporzionalmente molto piu significativo

Senza lo sconto, il prezzo del gasolio tornerebbe a superare stabilmente i 2 euro al litro nelle principali aree urbane, con effetti a cascata sui costi di trasporto merci e quindi sui prezzi al consumo.

Sul nostro sito puoi approfondire quanto incidono le accise sul prezzo finale: Accise Carburanti 2026: Quanto Incidono sul Prezzo alla Pompa.

Perche il governo proroga le accise?

Le ragioni che spingono il governo a prorogare ripetutamente questa misura sono principalmente tre:

  • Contenimento dell’inflazione: il prezzo dei carburanti ha effetti a cascata sull’intera filiera produttiva e distributiva. Mantenere i prezzi bassi aiuta a frenare la corsa dei prezzi al consumo.
  • Sostenibilita per le famiglie: il costo del carburante incide in modo significativo sul bilancio domestico, soprattutto nelle aree senza un efficiente trasporto pubblico alternativo.
  • Pressione sulle imprese di trasporto: autotrasportatori, corrieri e aziende di logistica sarebbero i piu penalizzati da un ritorno immediato alle accise piene, con il rischio di rincari generalizzati sulle consegne.

Il costo della misura per le casse dello Stato e stimato in circa 1 miliardo di euro al mese, una cifra non trascurabile che pesa sul bilancio pubblico e che il governo deve bilanciare con altre esigenze di spesa.

Per un quadro completo della storia di questa misura, leggi anche il nostro articolo: Taglio Accise Carburanti 2026: -25 Centesimi su Benzina e Diesel.

Cosa succede dopo il 26 agosto?

Al momento non e stata ancora annunciata un’ulteriore proroga oltre il 26 agosto. Le possibili strade sono due:

  • Nuova proroga: se le quotazioni del petrolio dovessero rimanere elevate o in rialzo, il governo potrebbe decidere di prorogare ancora il taglio delle accise, come gia avvenuto decine di volte negli ultimi due anni.
  • Scadenza della misura: se i prezzi internazionali dovessero scendere in modo significativo, lo Stato potrebbe lasciar cadere la misura, permettendo un graduale ritorno delle accise ai livelli ordinari.

In ogni caso, l’eventuale rientro delle accise non sarebbe immediato: il mercato e regolato, e i gestori dei distributori ricevono generalmente qualche giorno di preavviso per adeguare i prezzi esposti.

Tieni d’occhio anche il nostro articolo aggiornato: Benzina e diesel sopra 2 euro: cosa succede dopo il 25 agosto 2026.

FAQ – Domande frequenti

Fino a quando dura il taglio delle accise sul gasolio?

La proroga attuale e valida fino al 26 agosto 2026. Oltre quella data, il governo dovra decidere se rinnovarla o lasciarla scadere in base alle condizioni del mercato petrolifero.

Quanto risparmio con il taglio delle accise?

Lo sconto e di circa 25 centesimi per litro (IVA inclusa). Per un pieno da 50 litri il risparmio e di circa 12,50 euro.

Il taglio delle accise vale solo sul gasolio?

No, la misura si applica anche alla benzina e ad altri carburanti come il GPL auto. Il titolo della notizia enfatizza il gasolio perche e il carburante piu utilizzato dalle imprese e dagli autotrasportatori.

Cosa sono esattamente le accise?

Le accise sono imposte indirette che lo Stato applica su benzina, gasolio, GPL e altri prodotti energetici. Su ogni litro di gasolio, le accise ordinarie ammontano a circa 61 centesimi, a cui si aggiunge l’IVA al 22%. Insieme, tasse e IVA rappresentano oltre il 50% del prezzo finale alla pompa.


Questo articolo e stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e responsabile dei contenuti.

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-24 08:04:002026-08-24 06:24:35Taglio accise, arriva altra proroga: sconto sul gasolio fino al 26 agosto
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Assegno Unico agosto 2026: pagamento anticipato per chi ha presentato nuova domanda o subito variazioni

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

L’INPS ha confermato le date del pagamento dell’Assegno Unico Universale per il mese di agosto 2026. Come ogni mese, la maggior parte dei beneficiari riceve l’accredito tra il 17 e il 19 del mese. Tuttavia, chi ha presentato una nuova domanda o ha comunicato variazioni al proprio nucleo familiare o all’ISEE riceverà il pagamento in un momento diverso: l’ultimo giorno lavorativo del mese in cui la domanda è stata accolta. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Indice dei contenuti

  • Quando arriva il pagamento di agosto 2026
  • Chi riceve il pagamento in data diversa
  • Nuove domande: quando arriva il primo pagamento
  • Variazioni ISEE e variazioni del nucleo familiare
  • Come controllare il pagamento su INPS
  • FAQ

Quando arriva il pagamento di agosto 2026

Per i beneficiari già in carico all’INPS con domanda attiva e ISEE in corso di validità, il pagamento di agosto 2026 avviene, come di consueto, tra il 17 e il 19 agosto. L’accredito avviene sul conto corrente, libretto postale o carta prepagata indicati in fase di domanda.

L’importo varia in base all’ISEE del nucleo familiare. Con un ISEE fino a 17.468,51 euro, l’importo base per ciascun figlio è di 203,80 euro mensili (rivalutato del +1,4% dal 2026). Per chi non ha presentato l’ISEE o supera la soglia massima prevista, l’importo scende a 57 euro mensili per figlio.

Chi riceve il pagamento in data diversa

Non tutti i beneficiari ricevono il pagamento nella stessa finestra del 17-19 del mese. Esistono due categorie di beneficiari per cui l’INPS prevede una data di accredito diversa:

  • Chi ha presentato una nuova domanda di Assegno Unico nel mese corrente (o in quelli precedenti, se ancora in fase di lavorazione).
  • Chi ha comunicato variazioni rilevanti: un nuovo ISEE aggiornato, la nascita di un figlio, un cambiamento nel nucleo familiare (separazione, divorzio, nuovo componente), o la variazione dello strumento di pagamento.

Per questi beneficiari, il pagamento non segue il calendario standard ma viene erogato nell’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento della domanda o della variazione. Per agosto 2026, l’ultimo giorno lavorativo del mese è il 31 agosto 2026 (lunedì, primo giorno feriale dopo il weekend del 29-30 agosto).

Nuove domande: quando arriva il primo pagamento

Se hai presentato la domanda di Assegno Unico per la prima volta nel mese di agosto 2026 e la domanda è stata accolta dall’INPS entro fine mese, il tuo primo pagamento arriverà il 31 agosto 2026 (ultimo giorno lavorativo del mese di accoglimento).

Dal mese successivo, il pagamento seguirà il calendario ordinario (tra il 17 e il 19 settembre 2026). È importante che la domanda sia completa e che siano stati indicati correttamente:

  • Il codice IBAN del conto su cui ricevere il bonifico (o le coordinate della carta/libretto postale).
  • L’ISEE in corso di validità (presentato tramite DSU all’INPS o al CAF).
  • I dati aggiornati di tutti i figli a carico.

Se la domanda viene presentata e accolta dopo il 31 agosto, il primo pagamento slitterà all’ultimo giorno lavorabile di settembre 2026.

Variazioni ISEE e variazioni del nucleo familiare

Anche i beneficiari già in carico che hanno comunicato all’INPS una variazione entro agosto 2026 potrebbero ricevere il pagamento del mese in data diversa dal solito. Le variazioni che impattano la data di pagamento includono:

  • Nuovo ISEE presentato: se hai aggiornato la DSU e hai un nuovo ISEE 2026, l’INPS ricalcola l’importo spettante. Il primo pagamento con il nuovo importo arriverà nell’ultimo giorno lavorativo del mese in cui la variazione è stata processata.
  • Nascita di un figlio: la comunicazione della nascita comporta l’inserimento del nuovo figlio nel conteggio. L’importo aggiuntivo viene riconosciuto dal mese di presentazione della variazione.
  • Variazione del nucleo familiare: separazione, divorzio, o cambio della figura richiedente l’assegno richiedono una variazione formale tramite il portale INPS o il patronato.
  • Cambio IBAN o strumento di pagamento: se hai modificato le coordinate bancarie, il pagamento di agosto potrebbe slittare di qualche giorno per l’aggiornamento dell’anagrafica INPS.

In tutti questi casi, il pagamento per il mese di agosto arriverà entro il 31 agosto 2026, sempre che la variazione risulti già lavorata dall’INPS entro quella data.

Come controllare il pagamento su INPS

Per verificare lo stato del pagamento e la data di accredito prevista, puoi consultare il portale INPS seguendo questi passaggi:

  1. Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS.
  2. Vai su “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”.
  3. Seleziona “Consulta le tue domande” per verificare lo stato della domanda.
  4. Accedi alla sezione “Pagamenti” per controllare l’importo accreditato e la data di erogazione.

In alternativa, puoi consultare il fascicolo previdenziale del cittadino nella sezione “Estratto conto prestazioni” per vedere lo storico dei pagamenti ricevuti.

Se il pagamento non risulta accreditato entro i termini previsti, è possibile contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da cellulare, a pagamento) oppure aprire una richiesta tramite il portale online INPS.

FAQ sull’Assegno Unico di agosto 2026

Quando viene pagato l’Assegno Unico ad agosto 2026 per i beneficiari ordinari?

Per chi ha già la domanda attiva e nessuna variazione in corso, il pagamento arriva tra il 17 e il 19 agosto 2026, come ogni mese.

Ho fatto domanda ad agosto: quando ricevo il primo pagamento?

Se la domanda è accolta entro il 31 agosto 2026, il primo pagamento arriverà il 31 agosto 2026 (ultimo giorno lavorativo del mese). Dal mese successivo passi al calendario ordinario (17-19 del mese).

Ho aggiornato l’ISEE ad agosto: cambia la data di pagamento?

Sì. Se hai comunicato un nuovo ISEE o un’altra variazione entro agosto, il pagamento con il nuovo importo ricalcolato arriva il 31 agosto 2026 (o in settembre se la variazione viene lavorata dopo il 31 agosto).

Quanto ricevo con l’Assegno Unico se non ho l’ISEE?

Senza ISEE ricevi l’importo minimo di 57 euro mensili per ogni figlio a carico. Per ricevere importi più alti è necessario presentare la DSU e ottenere un ISEE valido entro il 31 dicembre dell’anno in corso.

Come faccio a sapere se il mio pagamento è stato elaborato?

Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e vai alla sezione “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” → “Pagamenti”. Lì trovi lo storico degli accrediti e l’importo per ciascun mese.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-24 07:55:382026-08-24 07:56:55Assegno Unico agosto 2026: pagamento anticipato per chi ha presentato nuova domanda o subito variazioni
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Manovra, incentivi lavoro e decontribuzioni: quali bonus vuole confermare il Governo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Con l’avvicinarsi della stagione della manovra di bilancio, il Governo torna a ragionare sugli incentivi al lavoro, sulle decontribuzioni e sui bonus assunzioni che potrebbero trovare spazio nella Legge di Bilancio 2027. Secondo le indiscrezioni riportate da QuiFinanza e da altri organi di stampa, l’esecutivo punta a confermare e in alcuni casi rafforzare le misure già in vigore nel 2026, con un occhio di riguardo per le categorie più fragili: donne, giovani e lavoratori del Mezzogiorno.

In questo articolo facciamo il punto su quali agevolazioni sono attualmente attive, quali potrebbero essere prorogate e cosa cambia per datori di lavoro e lavoratori.

Indice dei contenuti

  • Lo scenario attuale: cosa cambia con la manovra
  • Decontribuzioni: le misure che il Governo vuole prorogare
  • Bonus assunzioni: donne, giovani e categorie svantaggiate
  • Fringe benefit e welfare aziendale
  • Incentivi per il settore privato nel 2026
  • Cosa aspettarsi dalla Legge di Bilancio 2027
  • Domande frequenti

Lo scenario attuale: cosa cambia con la manovra

L’autunno è tradizionalmente il periodo in cui il Governo presenta la Legge di Bilancio, il provvedimento che definisce le risorse e le politiche economiche per l’anno successivo. Per il 2027, il dibattito è già aperto e il capitolo lavoro è tra i più discussi.

Negli ultimi anni, l’esecutivo ha puntato molto sulle decontribuzioni — riduzioni dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro o del lavoratore — come strumento per incentivare le assunzioni e sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti. Queste misure, però, hanno spesso carattere temporaneo: devono essere rinnovate di anno in anno nella manovra.

Il tema centrale, dunque, è capire quali bonus e incentivi sopravviveranno alla Legge di Bilancio 2027 e se ci saranno novità per alcune categorie di lavoratori e datori di lavoro.

Decontribuzioni: le misure che il Governo vuole prorogare

Tra le misure che l’esecutivo punta a confermare nella manovra 2027, spiccano le decontribuzioni per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. Si tratta di sgravi sui contributi previdenziali che, in sostanza, aumentano il netto in busta paga senza che il datore di lavoro debba spendere di più.

Tra le misure più attese:

  • Taglio del cuneo fiscale contributivo per i lavoratori dipendenti con redditi fino a circa 40.000 euro annui, che ha già caratterizzato le ultime leggi di bilancio e che il Governo vuole stabilizzare.
  • Decontribuzione Sud: incentivi per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno, sottoposta a verifica di compatibilità con le norme europee sugli aiuti di Stato.
  • Sgravi per assunzioni a tempo indeterminato: la proroga degli incentivi contributivi per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato, in particolare per i lavoratori che percepiscono un salario inferiore a determinate soglie.

Va detto che alcune di queste misure dipendono dalla disponibilità di risorse nel bilancio pubblico e dalla compatibilità con i vincoli europei di finanza pubblica: non è detto che tutte trovino conferma nella forma attuale.

Bonus assunzioni: donne, giovani e categorie svantaggiate

Un capitolo importante riguarda i bonus assunzioni mirati a specifiche categorie di lavoratori. Il Governo ha storicamente riservato sgravi contributivi più generosi alle aziende che assumono soggetti considerati più lontani dal mercato del lavoro.

Tra le misure che potrebbero essere confermate o potenziate:

  • Bonus assunzioni donne: sgravi contributivi per i datori di lavoro che assumono donne in settori o aree geografiche dove il tasso di occupazione femminile è più basso. La misura ha l’obiettivo di ridurre il divario di genere nel mercato del lavoro.
  • Incentivi per i giovani under 35: agevolazioni per le aziende che assumono giovani senza un impiego stabile, soprattutto con contratti a tempo indeterminato.
  • Incentivi per percettori di reddito di cittadinanza o assegno di inclusione: sgravi per chi assume lavoratori che beneficiano di misure di sostegno al reddito, con l’obiettivo di favorire la reintegrazione nel mercato del lavoro.

Per usufruire di questi incentivi, i datori di lavoro devono generalmente rispettare alcune condizioni: mantenere i livelli occupazionali, non aver effettuato licenziamenti nei mesi precedenti, e gestire correttamente le pratiche INPS. Il supporto di un consulente del lavoro o di un CAF può essere prezioso per verificare i requisiti e presentare correttamente le richieste.

Fringe benefit e welfare aziendale

Un altro strumento che il Governo potrebbe confermare o adattare riguarda i fringe benefit, cioè i benefici extra-salariali che le aziende possono riconoscere ai dipendenti in modo parzialmente o totalmente esente da tassazione.

Nelle ultime leggi di bilancio, la soglia di esenzione fiscale dei fringe benefit è stata innalzata rispetto al limite ordinario di 258,23 euro previsto dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). In particolare, sono stati previsti limiti più alti per i lavoratori con figli a carico.

Tra i beni e servizi che rientrano nel perimetro dei fringe benefit figurano:

  • Buoni spesa e buoni carburante
  • Rimborso delle utenze domestiche (luce, gas, acqua)
  • Rimborso di canoni di locazione o rate del mutuo per la prima casa
  • Polizze assicurative e previdenza complementare

La proroga o meno di queste soglie elevate dipenderà dalle risorse disponibili in manovra e dall’orientamento politico dell’esecutivo sul welfare aziendale.

Incentivi per il settore privato nel 2026

Accanto alle misure di carattere contributivo, il Governo ha introdotto negli anni anche incentivi fiscali per le imprese che investono nella formazione e nella crescita professionale dei lavoratori. Tra queste:

  • Crediti d’imposta per la formazione 4.0: agevolazioni per le aziende che investono nella formazione del personale su tecnologie digitali e industria 4.0.
  • Piano Transizione 5.0: incentivi per gli investimenti in beni strumentali legati alla transizione energetica e digitale, con ricadute occupazionali.
  • Incentivi per l’apprendistato: sgravi contributivi per le aziende che assumono con contratto di apprendistato, particolarmente favorevoli per i giovani under 30.

Queste misure, però, richiedono spesso documentazione specifica e il rispetto di condizioni tecniche che è bene verificare prima di procedere con le assunzioni o gli investimenti.

Cosa aspettarsi dalla Legge di Bilancio 2027

Mentre il testo definitivo della manovra sarà presentato entro il 15 ottobre 2026 (termine per il disegno di legge di bilancio), le voci raccolte indicano alcune priorità del Governo:

  • Conferma e stabilizzazione del taglio del cuneo fiscale: da temporaneo a strutturale, per dare certezza ai lavoratori e alle aziende.
  • Sostegno alle assunzioni nel settore privato, con attenzione alle aree del Sud e alle categorie svantaggiate.
  • Possibile revisione del sistema dei fringe benefit, con una razionalizzazione delle soglie di esenzione.
  • Nessun taglio alle misure per i giovani: il Governo ha più volte dichiarato l’intenzione di mantenere incentivi specifici per l’occupazione giovanile.

È importante ricordare che fino all’approvazione definitiva della legge (solitamente entro il 31 dicembre), le misure rimangono in attesa di conferma e possono subire modifiche significative durante l’iter parlamentare.

Per approfondire, leggi anche: Misure per i Giovani nella Manovra 2026: Tutte le Novità

Domande frequenti

Cosa si intende per decontribuzione?

La decontribuzione è una riduzione dei contributi previdenziali che normalmente vengono versati all’INPS dal datore di lavoro o dal lavoratore. In pratica, chi ne beneficia paga meno contributi, con effetti positivi sulla busta paga o sul costo del lavoro per le aziende.

Il taglio del cuneo fiscale sarà confermato nel 2027?

Il Governo ha dichiarato l’intenzione di confermare e stabilizzare il taglio del cuneo fiscale contributivo, ma la conferma definitiva arriverà solo con l’approvazione della Legge di Bilancio 2027, attesa entro fine 2026.

Quali lavoratori possono beneficiare del bonus assunzioni?

Gli incentivi all’assunzione sono generalmente rivolti a categorie specifiche: donne in aree o settori con bassa occupazione femminile, giovani under 35, percettori di misure di sostegno al reddito come l’Assegno di Inclusione, e lavoratori nelle regioni del Mezzogiorno.

Cosa sono i fringe benefit?

I fringe benefit sono benefici aggiuntivi rispetto allo stipendio che le aziende possono riconoscere ai dipendenti: buoni spesa, rimborso utenze domestiche, polizze assicurative. Entro certi limiti di valore, non sono tassati né per il lavoratore né per l’azienda.

Quando verrà approvata la Legge di Bilancio 2027?

Il disegno di legge di bilancio deve essere presentato dal Governo entro il 15 ottobre dell’anno precedente. L’approvazione definitiva da parte del Parlamento avviene solitamente entro il 31 dicembre 2026, per entrare in vigore dal 1° gennaio 2027.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-24 07:04:002026-08-24 06:18:38Manovra, incentivi lavoro e decontribuzioni: quali bonus vuole confermare il Governo
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Fondo pensione alla nascita: il Governo studia un versamento per ogni nuovo nato

Pensione 2026 INPS

Indice dei contenuti

  • Cosa prevede la proposta
  • Due obiettivi in uno: natalita e previdenza
  • Il confronto con le esperienze estere
  • Tempi e iter: la proposta e ancora lontana dall’approvazione
  • Come funziona oggi la previdenza complementare in Italia
  • Domande frequenti

Il Governo italiano sta valutando una misura inedita nel panorama previdenziale: l’istituzione di un fondo pensione alla nascita, con un versamento automatico a favore di ogni neonato. L’ipotesi, ancora in fase di studio, punta a coniugare due obiettivi strategici — incentivare la natalità e costruire fin dai primi giorni di vita una base di previdenza complementare per i cittadini del futuro.

Cosa prevede la proposta

L’idea al vaglio dell’esecutivo prevede che, al momento della nascita di un bambino, lo Stato effettui un versamento una tantum in un fondo pensione complementare intestato al neonato. Il capitale così costituito crescerebbe nel tempo grazie all’investimento sui mercati finanziari, per poi essere disponibile al momento del pensionamento del beneficiario, a distanza di decenni.

Secondo quanto riportato da QuiFinanza, la proposta è ancora in una fase embrionale: non sono state ancora definite né l’entità del versamento iniziale, né il tipo di fondo pensione da utilizzare, né le modalità di gestione nel lungo periodo. Si tratta, per il momento, di un’ipotesi di lavoro che il Governo sta esplorando nell’ambito di una più ampia riflessione sulle politiche per la famiglia e per il sistema previdenziale.

Due obiettivi in uno: natalità e previdenza

La misura, se approvata, avrebbe una doppia valenza. Da un lato risponderebbe all’emergenza demografica: l’Italia è uno dei Paesi europei con il tasso di natalità più basso, e ogni strumento aggiuntivo a sostegno delle famiglie che scelgono di avere figli viene valutato con interesse. Dall’altro, punta a rinforzare il sistema di previdenza complementare, che nel nostro Paese resta sottodimensionato rispetto alla media europea.

La logica è quella del cosiddetto “baby bond”, già sperimentato in altri Paesi come il Regno Unito (con il Child Trust Fund, poi sospeso) e alcuni stati degli Stati Uniti. In questi modelli, la dotazione iniziale offerta dallo Stato funge da “seme” e può essere integrata nel tempo dai genitori o dai familiari, aumentando il montante finale disponibile all’età adulta.

Il confronto con le esperienze estere

L’esperienza internazionale offre diversi modelli di riferimento. Nel Canada esiste il Registered Education Savings Plan (RESP), che consente ai genitori di risparmiare per l’istruzione dei figli con contributi statali. In Singapore ogni neonato riceve un versamento governativo nel fondo CPF (Central Provident Fund), il sistema previdenziale nazionale. In Germania esistono agevolazioni fiscali significative per chi destina somme a fondi pensione a favore dei figli.

La particolarità della proposta italiana, rispetto a questi modelli, sarebbe la destinazione esclusivamente previdenziale (non educativa o generica) e l’automatismo del versamento alla nascita, senza necessità di richiesta da parte dei genitori.

Tempi e iter: la proposta è ancora lontana dall’approvazione

È importante sottolineare che, al momento, non esiste alcun disegno di legge formalmente presentato in Parlamento su questa misura. La proposta è in una fase di riflessione preliminare all’interno dell’esecutivo. Prima di diventare legge, dovrebbe percorrere l’intero iter parlamentare, con tempi che non possono essere stimati.

I principali nodi aperti che il Governo dovrà affrontare in sede di approfondimento riguardano:

  • L’importo del versamento iniziale: nessuna cifra è stata ancora indicata ufficialmente.
  • La tipologia di fondo: fondo pensione aperto, chiuso o FIP (Fondo Individuale Pensionistico)?
  • La gestione in caso di decesso prematuro del beneficiario: reversibilità o destinazione diversa.
  • Le risorse di copertura finanziaria: la misura avrebbe un costo rilevante per le casse pubbliche.
  • L’integrazione con il TFR e i fondi pensione aziendali esistenti.

Come funziona oggi la previdenza complementare in Italia

In attesa di sviluppi sulla proposta, vale la pena ricordare che anche oggi esistono strumenti per avvicinare i più giovani (e anche i neonati) al risparmio previdenziale. I fondi pensione aperti e i PIP (Piani Individuali Pensionistici) possono essere sottoscritti a favore di un minore, con i genitori che effettuano versamenti periodici. I contributi versati sono deducibili dal reddito imponibile del soggetto che li versa (genitore o tutore), fino a un massimo di 5.164,57 euro annui.

I vantaggi della previdenza complementare iniziata in giovane età sono significativi: il capitale ha più tempo per crescere grazie all’effetto composto degli interessi, e l’investimento in fondi pensione beneficia di una tassazione agevolata al momento dell’erogazione (aliquota ridotta al 15%, ulteriormente abbassabile fino al 9% con 35 anni di iscrizione al fondo).

Domande frequenti

Il fondo pensione alla nascita è già legge?

No. Si tratta di una proposta ancora allo studio del Governo, senza un disegno di legge formalmente presentato. Non esistono ancora tempistiche certe né dettagli operativi definiti.

Quanti soldi verserebbe lo Stato per ogni neonato?

Non è ancora stata indicata alcuna cifra ufficiale. L’ammontare del versamento iniziale è uno degli elementi ancora da definire nella fase di studio.

Posso già aprire un fondo pensione per mio figlio neonato?

Sì. Anche senza attendere la proposta governativa, è già possibile aprire un fondo pensione aperto o un PIP a nome di un minore. I versamenti effettuati dal genitore sono deducibili fino a 5.164,57 euro l’anno. Per informazioni e assistenza, un CAF o un patronato può orientarti sulle opzioni disponibili.

Quali vantaggi fiscali offre la previdenza complementare?

I contributi versati in fondi pensione sono deducibili dal reddito IRPEF fino a 5.164,57 euro annui. Al momento dell’erogazione della pensione integrativa, la tassazione è agevolata: parte dal 15% e scende fino al 9% per chi è iscritto al fondo da almeno 35 anni.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Benzina e diesel sopra 2 euro: cosa succede dopo il 25 agosto 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  • I prezzi di benzina e diesel ad agosto 2026
  • Lo sconto sulle accise scade il 25 agosto
  • Cosa succede dopo il 25 agosto
  • Quanto costerà un pieno dopo la scadenza
  • L’impatto su famiglie e imprese
  • Cosa puoi fare per ridurre l’impatto

Il prezzo della benzina ha nuovamente superato la soglia psicologica dei 2 euro al litro. Secondo i dati rilevati il 22 agosto 2026 e riportati da QuiFinanza, il carburante alla pompa è tornato su livelli che non si vedevano da mesi, mettendo in allarme automobilisti, famiglie e imprese. E il momento non potrebbe essere più critico: il 25 agosto scade lo sconto sulle accise che il Governo aveva prorogato per contenere i rincari estivi.

I prezzi di benzina e diesel ad agosto 2026

Nella settimana del 22 agosto 2026, i prezzi rilevati alle pompe italiane mostrano la benzina in modalità self service stabilmente oltre i 2 euro al litro, con punte ancora più alte in autostrada e nei distributori serviti. Il diesel si trova in una situazione analoga, con valori che oscillano intorno alla stessa soglia o appena al di sotto, a seconda della zona geografica e del distributore.

Si tratta di un segnale che preoccupa, perché arriva proprio a ridosso della scadenza del taglio delle accise: senza quel contributo governativo, il prezzo potrebbe salire ulteriormente nelle prossime settimane.

Lo sconto sulle accise scade il 25 agosto

Le accise sono imposte che lo Stato applica direttamente sulla produzione o la vendita di determinati prodotti. Nel caso dei carburanti, le accise rappresentano una componente fissa del prezzo finale che paga ogni automobilista: per la benzina ammontano a circa 72 centesimi al litro, a cui si aggiunge poi l’IVA del 22%.

Il Governo aveva introdotto un taglio temporaneo di 25 centesimi al litro (al netto IVA) sulle accise di benzina, diesel, GPL e metano per autotrazione, rinnovandolo di volta in volta per limitare i rincari. L’ultima proroga, come abbiamo già spiegato in questo articolo, aveva fissato la scadenza al 25 agosto 2026.

Dal 26 agosto in poi, salvo nuovi provvedimenti del Governo, lo sconto cessa di avere effetto. Ciò significa che il prezzo alla pompa potrebbe aumentare sensibilmente dall’oggi al domani.

Cosa succede dopo il 25 agosto

Dal 26 agosto 2026, in assenza di un ulteriore decreto di proroga, si aprono tre scenari:

  • Scenario 1 – Nessun rinnovo: le accise tornano al livello pieno. Il prezzo alla pompa aumenta di circa 30 centesimi al litro (25 cent + IVA), con benzina che potrebbe raggiungere 2,30 euro o oltre in alcune aree.
  • Scenario 2 – Proroga parziale: il Governo decide di mantenere lo sconto solo su alcune tipologie di carburante (ad esempio solo il diesel, più usato da artigiani e autotrasportatori) o di ridurlo a 10-15 centesimi.
  • Scenario 3 – Nuova proroga completa: il Governo rinnova il taglio di 25 centesimi per un altro periodo, come già avvenuto in passato. È lo scenario auspicato da Confindustria e dalle associazioni dei consumatori.

Al momento della pubblicazione di questo articolo (23 agosto 2026), il Governo non ha ancora annunciato ufficialmente la propria decisione. La situazione è in evoluzione e aggiorneremo questo articolo non appena arriveranno comunicazioni ufficiali.

Quanto costerà un pieno dopo la scadenza

Facciamo qualche esempio pratico per capire l’impatto concreto sul portafoglio. Supponiamo che il prezzo della benzina passi dagli attuali 2,05 euro al litro a 2,35 euro al litro (stima in caso di rimozione completa dello sconto):

Capacità serbatoioCosto con sconto (2,05 €/L)Costo senza sconto (stima 2,35 €/L)Differenza
30 litri (city car)61,50 €70,50 €+9,00 €
50 litri (berlina media)102,50 €117,50 €+15,00 €
70 litri (SUV/furgone)143,50 €164,50 €+21,00 €

In un anno, un automobilista che fa il pieno ogni due settimane con un serbatoio da 50 litri potrebbe spendere circa 390 euro in più rispetto alla situazione attuale. Non una cifra trascurabile, soprattutto per le famiglie che usano l’auto per andare al lavoro ogni giorno.

L’impatto su famiglie e imprese

L’aumento del costo dei carburanti non si limita a colpire il singolo automobilista. Ha un effetto a cascata su tutta l’economia:

  • Trasporto merci: i corrieri e gli autotrasportatori risentono immediatamente dei rincari, e spesso scaricano i costi aggiuntivi sui prezzi dei prodotti che consegnano.
  • Artigiani e liberi professionisti: chi usa il furgone o l’auto per lavoro vede aumentare i costi operativi. Per i titolari di partita IVA, questi costi sono comunque in parte deducibili fiscalmente (vedi le nostre guide sul regime forfettario).
  • Famiglie con reddito fisso: l’aumento della benzina riduce il potere d’acquisto disponibile, aggravandosi in un periodo già segnato dall’inflazione su alimentari e utenze.
  • Turismo e vacanze: il rincaro estivo arriva nel momento peggiore, in piena stagione di ferie, quando milioni di italiani si spostano in auto.

Per approfondire la struttura delle accise e come incidono sul prezzo finale, puoi leggere il nostro articolo dedicato: Accise Carburanti 2026: Quanto Incidono sul Prezzo alla Pompa.

Cosa puoi fare per ridurre l’impatto

In attesa di capire cosa deciderà il Governo, ecco alcune strategie concrete per limitare i danni:

  • Usa le app di comparazione prezzi: applicazioni come Prezzi Benzina o Fuelchamp mostrano in tempo reale i distributori più economici nella tua zona. La differenza tra il distributore più caro e quello più economico può essere di 10-15 centesimi al litro.
  • Fai il pieno prima del 25 agosto: se il tuo serbatoio è a metà, considera di rifornire prima della scadenza dello sconto, specialmente se hai un lungo viaggio in programma.
  • Valuta l’uso dei mezzi pubblici: per gli spostamenti abituali in città, un abbonamento mensile ai mezzi pubblici può risultare molto più conveniente.
  • Deduci i costi se hai la partita IVA: se usi l’auto per lavoro, ricorda che i costi del carburante sono deducibili. Con il regime fiscale corretto, puoi ridurre il tuo carico fiscale complessivo.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Assegno Ordinario di Invalidità e Redditi da Lavoro: Trattenute e Adempimenti 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Chi percepisce l’assegno ordinario di invalidità (AOI) può svolgere attività lavorativa, anche occasionale, ma deve conoscere le regole sul cumulo dei redditi e le trattenute che l’INPS applica. Ignorare questi obblighi espone al rischio di recupero delle somme indebitamente percepite.

In questa guida spieghiamo quando scatta la trattenuta sull’assegno ordinario di invalidità in caso di redditi da lavoro, come si calcola la riduzione e quali adempimenti bisogna rispettare verso l’INPS.

Indice dei contenuti

  • Cos’è l’assegno ordinario di invalidità
  • Cumulo con i redditi da lavoro
  • Lavoro occasionale e AOI: come funziona
  • Come si calcola la trattenuta
  • Adempimenti obbligatori verso l’INPS
  • Domande frequenti

Cos’è l’assegno ordinario di invalidità

L’assegno ordinario di invalidità è una prestazione previdenziale erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti e autonomi che presentano una riduzione permanente della capacità lavorativa a meno di un terzo a causa di infermità fisica o mentale, ai sensi dell’art. 1 della Legge n. 222/1984.

Si tratta di una prestazione temporanea, erogata per tre anni e rinnovabile, che si differenzia dalla pensione di inabilità (che presuppone l’incapacità assoluta e permanente al lavoro). Il beneficiario dell’AOI può quindi, in linea di principio, continuare a lavorare.

Per ottenere l’assegno sono richiesti almeno 5 anni di contributi versati, di cui almeno 3 nei 5 anni precedenti la domanda.

Cumulo con i redditi da lavoro

La Legge 222/1984 prevede regole specifiche sul cumulo dell’assegno ordinario di invalidità con i redditi da lavoro. La logica di fondo è che chi percepisce l’AOI può lavorare, ma se il reddito da lavoro supera determinate soglie, l’assegno viene ridotto proporzionalmente.

La disciplina del cumulo si applica in modo diverso a seconda del tipo di attività svolta:

  • Lavoro dipendente: l’assegno può essere cumulato con il reddito da lavoro dipendente, ma se il reddito supera il triplo del trattamento minimo INPS annuo, l’assegno viene ridotto del 25%. Se supera il quadruplo, la riduzione sale al 50%.
  • Lavoro autonomo: valgono le stesse fasce di riduzione del 25% e 50% calcolate sui redditi da lavoro autonomo dichiarati.
  • Lavoro occasionale: la disciplina applicabile dipende dall’entità e dalla frequenza dei compensi, con alcune specificità.

Per il 2026, il trattamento minimo INPS è pari a 611,85 euro mensili (rivalutato con perequazione 1,4% — DM MEF 19/11/2025). Calcolato su base annua (13 mensilità), il triplo corrisponde a circa 23.862 euro e il quadruplo a circa 31.816 euro. Per i valori aggiornati alla data di presentazione della domanda è consigliabile sempre verificare sul portale INPS.

Lavoro occasionale e AOI: come funziona

Il caso del lavoro occasionale merita un approfondimento specifico, poiché molti beneficiari dell’AOI si trovano a svolgere piccole attività remunerate senza avere la certezza di come queste incidano sulla prestazione INPS.

Il lavoro occasionale, ai sensi dell’art. 2222 del Codice Civile, genera redditi assimilati a quelli da lavoro autonomo. Pertanto, rientrano nel cumulo con l’assegno ordinario di invalidità e possono determinare una riduzione dello stesso se superano le soglie previste.

In concreto:

  • I compensi occasionali vanno sommati agli altri eventuali redditi da lavoro nell’anno.
  • Se il totale rimane sotto il triplo del trattamento minimo INPS annuo, l’assegno non subisce riduzioni.
  • Se supera il triplo ma non il quadruplo, scatta la riduzione del 25%.
  • Se supera il quadruplo, la riduzione è del 50%.

L’INPS può anche procedere al recupero delle somme erogate in eccesso qualora, a consuntivo (ad esempio dopo la dichiarazione dei redditi), emerga che le soglie erano state superate e l’assegno non era stato correttamente ridotto.

Come si calcola la trattenuta

La trattenuta sull’assegno ordinario di invalidità si applica in via preventiva (quando l’INPS viene a conoscenza del reddito nel corso dell’anno) oppure in sede di conguaglio successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il meccanismo operativo è il seguente:

  • Riduzione del 25%: applicata sull’importo annuo dell’assegno ordinario di invalidità quando il reddito da lavoro supera il triplo del trattamento minimo annuo INPS.
  • Riduzione del 50%: applicata sull’importo annuo dell’assegno quando il reddito supera il quadruplo del trattamento minimo annuo INPS.

Le percentuali di riduzione si applicano all’importo dell’assegno, non al reddito da lavoro. Ad esempio, se l’assegno è di 800 euro mensili e scatta la riduzione del 25%, l’importo mensile viene abbassato a 600 euro per l’anno di riferimento.

Nel caso in cui la trattenuta non sia stata applicata nel corso dell’anno, l’INPS provvederà al recupero delle somme in eccesso trattenendo direttamente sulle rate future dell’assegno, oppure chiedendo la restituzione tramite apposita comunicazione.

Adempimenti obbligatori verso l’INPS

Chi percepisce l’assegno ordinario di invalidità e svolge un’attività lavorativa (anche occasionale) ha precisi obblighi di comunicazione verso l’INPS. Non rispettarli può portare a sanzioni e al recupero delle somme percepite indebitamente.

Gli adempimenti principali sono:

  • Comunicazione preventiva: prima di iniziare qualsiasi attività lavorativa, il titolare dell’AOI deve comunicarlo all’INPS tramite il servizio online disponibile sul portale istituzionale o tramite patronato.
  • Dichiarazione annuale dei redditi: i redditi da lavoro percepiti nell’anno devono essere dichiarati all’INPS. L’Istituto utilizza questi dati per verificare il rispetto delle soglie di cumulo e per applicare eventuali riduzioni o recuperi.
  • Aggiornamento in caso di variazioni: se l’attività lavorativa cessa o cambia natura, è necessario aggiornare la comunicazione all’INPS.
  • Richiesta di rinnovo triennale: l’assegno ordinario di invalidità dura 3 anni ed è soggetto a rinnovo; in occasione del rinnovo si verifica anche la situazione reddituale.

Il patronato può assistere il beneficiario in tutte queste fasi: dalla comunicazione preventiva all’INPS, alla predisposizione della dichiarazione dei redditi, fino alla gestione di eventuali conguagli o richieste di restituzione.

Per chi si trova in una situazione complessa — ad esempio con più fonti di reddito occasionale o con dubbi sull’applicazione delle soglie — è consigliabile rivolgersi a un CAF o patronato di fiducia per una valutazione personalizzata, anche alla luce delle detrazioni fiscali applicabili che possono ridurre il carico complessivo.

Domande frequenti

Posso lavorare mentre percepisco l’assegno ordinario di invalidità?

Sì. L’assegno ordinario di invalidità è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa. Tuttavia, se i redditi da lavoro superano determinate soglie legate al trattamento minimo INPS, l’assegno viene ridotto del 25% o del 50%.

Il lavoro occasionale incide sull’assegno ordinario di invalidità?

Sì. I compensi da lavoro occasionale rientrano nel cumulo con l’assegno ordinario di invalidità perché sono assimilati a redditi da lavoro autonomo. Devono essere comunicati all’INPS e dichiarati ai fini del calcolo delle soglie.

Cosa succede se non comunico all’INPS che lavoro?

L’INPS può venire a conoscenza dei redditi tramite l’Agenzia delle Entrate (flussi dichiarativi) e procedere al recupero delle somme percepite in eccesso, trattenendole sulle rate future o chiedendone la restituzione. In alcuni casi possono applicarsi anche sanzioni.

La riduzione dell’assegno si applica su tutti i redditi o solo su quelli da lavoro?

Le soglie di cumulo (e le conseguenti riduzioni del 25% o 50%) riguardano esclusivamente i redditi da lavoro (dipendente, autonomo, occasionale). I redditi da pensione, da rendite immobiliari o da capitale non entrano nel calcolo del cumulo con l’AOI.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Carburanti: proroga dello sconto accise fino al 25 agosto 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il Governo ha prorogato il taglio delle accise sui carburanti fino al 25 agosto 2026, confermando lo sconto sulle accise su benzina, gasolio, GPL e metano per autotrazione. Si tratta di un intervento che alleggerisce il costo del carburante per automobilisti, autotrasportatori e imprese, in un momento in cui i prezzi alla pompa restano ancora elevati rispetto alla media storica europea. In questo articolo analizziamo nel dettaglio cosa prevede la proroga, quali sono gli importi esatti dello sconto per tipo di carburante, quanto si risparmia in termini pratici a ogni rifornimento e cosa ci si deve aspettare dopo la scadenza del 25 agosto.

Indice dei contenuti
  1. Cos’e il taglio accise sui carburanti
  2. Normativa di riferimento: dal DL 21/2022 alle proroghe 2026
  3. Importi dello sconto: benzina, diesel, GPL e metano
  4. Proroga fino al 25 agosto 2026: cosa cambia
  5. Quanto risparmi al pieno: esempi pratici
  6. Prezzi al distributore e monitoraggio MIMIT
  7. Scadenza del 25 agosto: cosa succede dopo
  8. Domande frequenti (FAQ)

Cos’e il taglio accise sui carburanti

Le accise sui carburanti sono imposte indirette che gravano su ogni litro di benzina, gasolio, GPL e metano venduto in Italia. Rappresentano una delle voci di costo piu significative sul prezzo finale al distributore: in condizioni ordinarie, le accise incidono per circa il 35-40% del prezzo della benzina verde e in misura simile per il gasolio.

Il meccanismo del “taglio accise” introdotto nel 2022 consiste in una riduzione temporanea delle aliquote di accisa, deliberata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o con decreto-legge, che riduce l’importo delle imposte per ogni litro erogato. Non si tratta di un sussidio diretto al consumatore, ma di una riduzione dell’imposta in capo ai produttori e distributori, che viene traslata sul prezzo finale al consumo.

L’effetto pratico e immediato: il prezzo alla pompa scende dell’importo equivalente allo sconto sulle accise, maggiorato dell’IVA che si applica anche sulle accise stesse. Questo significa che uno sconto di 25 centesimi sulle accise si traduce, IVA inclusa, in un risparmio di circa 30,5 centesimi per litro per il consumatore finale.

E fondamentale comprendere la struttura del prezzo del carburante in Italia per apprezzare l’impatto del taglio accise. Il prezzo al distributore si compone di tre voci principali: la quota industriale (legata al prezzo internazionale del greggio e ai costi di raffinazione e distribuzione), le accise (imposte statali fisse per litro, indipendenti dal prezzo del greggio) e l’IVA (aliquota 22%, calcolata su quota industriale + accise). Il taglio accise agisce direttamente sulla seconda voce, riducendo le imposte fisse e quindi il totale su cui si calcola l’IVA.

Normativa di riferimento: dal DL 21/2022 alle proroghe 2026

Il taglio accise carburanti affonda le sue radici nel Decreto-Legge 21 marzo 2022, n. 21 (cosiddetto “decreto energia”), convertito con modificazioni dalla Legge 20 maggio 2022, n. 51. In quel contesto emergenziale, caratterizzato dall’impennata dei prezzi energetici conseguente al conflitto russo-ucraino, il Governo Draghi introdusse per la prima volta una riduzione straordinaria delle aliquote di accisa, fissata inizialmente in 25 centesimi al litro per benzina e gasolio.

Da quella prima misura sono seguite numerose proroghe successive, adottate da governi diversi sempre con provvedimenti d’urgenza. Il meccanismo si e cristallizzato come strumento di politica energetica: a ogni scadenza, il Consiglio dei Ministri valuta l’andamento dei prezzi internazionali del petrolio e decide se rinnovare lo sconto, modificarne l’entita o lasciarlo decadere.

Le principali tappe normative sono le seguenti:

  • DL 21/2022 (marzo 2022): primo taglio accise di 25 cent/litro su benzina e diesel, 8,5 cent/litro su GPL. Misura emergenziale per il caro carburanti post-pandemia e conflitto in Ucraina. Base normativa: modifica dell’Allegato I al D.Lgs. 504/1995 (Testo Unico Accise).
  • Proroghe 2022-2023: il taglio viene reiterato con successivi decreti, con importi che variano tra 18,3 e 25 cent/litro a seconda del periodo. Nel secondo semestre 2023 il taglio viene gradualmente ridimensionato in ragione del calo del prezzo del greggio.
  • Periodo 2024-2025: con il progressivo rientro dei prezzi petrolio verso valori piu contenuti, il taglio accise viene ridotto o sospeso per alcuni periodi. Tuttavia nuove tensioni geopolitiche e dinamiche inflazionistiche spingono a nuove attivazioni, spesso di breve durata.
  • Proroghe 2026: nel corso del 2026 il Governo ha ripristinato il taglio accise in piu occasioni, facendo leva sulla propria autonomia nell’adottare DPCM di riduzione delle accise nei limiti delle coperture disponibili. L’ultimo provvedimento proroga il taglio fino al 25 agosto 2026.

Il decreto di proroga viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e si integra nel sistema del Testo Unico delle Accise (TUA), D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, che disciplina in via ordinaria le aliquote applicabili. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e l’autorita competente per il controllo del versamento delle accise da parte dei depositi fiscali e per l’attuazione operativa dei decreti di riduzione.

La base legale del meccanismo di riduzione temporanea delle accise si trova nell’articolo 1-bis del DL 21/2022, che ha introdotto una procedura semplificata per l’adozione di DPCM di riduzione delle aliquote, prevedendo che le risorse necessarie siano reperite dal Fondo per le emergenze energetiche o da altri stanziamenti disponibili nel bilancio dello Stato.

Importi dello sconto: benzina, diesel, GPL e metano

La proroga dello sconto accise fino al 25 agosto 2026 prevede riduzioni differenziate per tipo di carburante. Di seguito la tabella riepilogativa degli importi di riduzione delle accise rispetto alle aliquote ordinarie del Testo Unico Accise (D.Lgs. 504/1995, Allegato I).

Tipo carburanteRiduzione accisaRisparmio con IVA 22%Aliquota ordinaria TUA
Benzina verde-0,2500 euro/litro-0,305 euro/litro0,7284 euro/litro
Gasolio (diesel)-0,2500 euro/litro-0,305 euro/litro0,6174 euro/litro
GPL (gas liquido)-0,0825 euro/litro-0,1007 euro/litro0,2671 euro/litro
Metano autotrazione-0,0043 euro/m3-0,0052 euro/m30,0454 euro/m3

Nota: i valori indicati corrispondono alla riduzione applicata con il decreto di proroga. Le aliquote ordinarie del TUA restano invariate e tornano in vigore automaticamente alla scadenza del 25 agosto 2026, salvo ulteriore proroga governativa.

E importante sottolineare che lo sconto di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio non e il risparmio netto per il consumatore: poiche sull’accisa si applica l’IVA al 22%, il risparmio effettivo e di circa 30,5 centesimi per litro (0,25 euro x 1,22 = 0,305 euro/litro). Si tratta di un risparmio significativo, considerato che il prezzo medio della benzina al self service si colloca mediamente attorno a 1,80-1,90 euro/litro nel periodo estivo 2026.

Per il GPL, la riduzione e proporzionalmente piu contenuta in valore assoluto (8,25 cent/litro ante IVA, circa 10 cent/litro con IVA), ma su un prezzo medio di circa 70-75 cent/litro rappresenta comunque un’incidenza rilevante, pari a circa il 13-14% del prezzo finale.

Per il metano, la riduzione e espressa in euro per metro cubo (m3) anziche per litro. Il risparmio e modesto in valore assoluto, ma il metano e gia il carburante con il costo chilometrico piu basso tra i tradizionali, quindi il suo utilizzo resta conveniente indipendentemente dal taglio accise.

Proroga fino al 25 agosto 2026: cosa cambia

La proroga dello sconto accise fino al 25 agosto 2026 e stata deliberata dal Consiglio dei Ministri e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Si tratta di una misura di continuita rispetto ai precedenti interventi, con l’obiettivo di contenere l’impatto sui costi di mobilita per famiglie e imprese durante il periodo estivo, tradizionalmente caratterizzato da una maggiore domanda di carburante per effetto degli spostamenti turistici e della ripresa dell’attivita economica post-luglio.

Le principali caratteristiche della proroga sono:

  • Decorrenza: dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, in continuita con la precedente scadenza, senza soluzione di continuita nella riduzione.
  • Scadenza: 25 agosto 2026, ore 24:00. A partire dal 26 agosto, salvo ulteriore proroga, tornano automaticamente in vigore le aliquote ordinarie del TUA.
  • Ambito soggettivo: tutti i distributori di carburante sul territorio nazionale sono tenuti ad applicare i prezzi ridotti. La riduzione opera “alla fonte” (in capo ai depositi fiscali) e non richiede azioni da parte degli automobilisti.
  • Carburanti inclusi: benzina (incluse le benzine miscelate con biocarburanti), gasolio per autotrazione (inclusi i gasoili miscelati), GPL per autotrazione, metano per autotrazione. Non riguarda il gasolio agricolo o da riscaldamento.
  • Carburanti esclusi: kerosene (carburante aereo), gasolio marino, olio combustibile, gasolio agricolo (che ha gia un proprio regime agevolato permanente).

Dal punto di vista operativo, il decreto opera con una tecnica di accredito in conto accise: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) rilascia apposita comunicazione ai depositi fiscali per operare la riduzione delle accise versate, secondo le indicazioni delle circolari operative dell’Agenzia stessa. I distributori al dettaglio sono tenuti ad esporre i prezzi aggiornati entro le ore 8:00 del giorno successivo all’entrata in vigore del provvedimento, come previsto dall’articolo 51 della Legge 23 luglio 2009, n. 99.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) pubblica quotidianamente i prezzi medi nazionali dei carburanti sul portale Osservaprezzi Carburanti, dove e possibile verificare in tempo reale l’andamento dei prezzi alla pompa e confrontare i distributori della propria zona. La consultazione del portale e gratuita e non richiede registrazione.

Per un approfondimento sul quadro normativo completo del meccanismo taglio accise, leggi il nostro articolo dedicato: Taglio Accise Carburanti 2026: -25 Centesimi su Benzina e Diesel, che illustra in dettaglio la genesi del provvedimento e il funzionamento del sistema.

Quanto risparmi al pieno: esempi pratici

Per comprendere l’impatto concreto della proroga dello sconto accise nella vita quotidiana, e utile calcolare il risparmio effettivo a seconda del tipo di veicolo e del carburante utilizzato. Ecco quattro scenari tipici calcolati sulla base della riduzione di 25 centesimi al litro (ante IVA) su benzina e gasolio.

Scenario 1: Utilitaria a benzina (serbatoio 40 litri)

Una piccola auto a benzina con serbatoio da 40 litri beneficia di uno sconto di:

  • Riduzione accisa benzina: 0,25 euro/litro x 40 litri = 10,00 euro
  • IVA sulla riduzione (22%): 2,20 euro
  • Risparmio totale a pieno: 12,20 euro
  • Risparmio mensile (2 pieni/mese): circa 24,40 euro

Scenario 2: SUV o berlina diesel (serbatoio 60 litri)

  • Riduzione accisa diesel: 0,25 euro/litro x 60 litri = 15,00 euro
  • IVA sulla riduzione: 3,30 euro
  • Risparmio totale a pieno: 18,30 euro
  • Per un professionista che percorre 30.000 km/anno (consumi 6 l/100 km = 1.800 litri/anno): risparmio annuo circa 549 euro

Scenario 3: Furgone commerciale a gasolio (serbatoio 80 litri)

Per artigiani, corrieri e piccoli imprenditori che utilizzano veicoli commerciali:

  • Riduzione a pieno: 0,305 euro/litro x 80 litri = 24,40 euro
  • Risparmio mensile (3 pieni): circa 73,20 euro
  • Risparmio annuo (proiettato): circa 878 euro

Scenario 4: Auto a GPL (serbatoio 40 litri equivalente)

  • Riduzione accisa GPL: 0,0825 euro/litro x 40 litri = 3,30 euro
  • IVA sulla riduzione: 0,73 euro
  • Risparmio totale a pieno: circa 4,03 euro
Tipo veicoloCarburanteSerbatoioRisparmio/pienoRisparmio mensile
UtilitariaBenzina40 L12,20 euro24,40 euro (2 pieni)
Berlina/SUVDiesel60 L18,30 euro36,60 euro (2 pieni)
Furgone commercialeDiesel80 L24,40 euro73,20 euro (3 pieni)
Auto a GPLGPL40 L4,03 euro8,06 euro (2 pieni)

I valori sono calcolati sulla base della riduzione di accisa (0,25 euro/litro benzina e diesel, 0,0825 euro/litro GPL) maggiorata dell’IVA al 22%. Si tratta di stime indicative; il risparmio reale dipende dal prezzo di mercato del petrolio greggio e dalle strategie commerciali delle reti distributive nel periodo di riferimento.

Prezzi al distributore e monitoraggio MIMIT

Per effetto della proroga dello sconto accise, i prezzi medi nazionali della benzina e del gasolio risultano contenuti rispetto ai livelli che si registrerebbero con le aliquote ordinarie. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy pubblica, tramite il portale Osservaprezzi, i prezzi comunicati quotidianamente da tutti i distributori italiani, offrendo uno strumento fondamentale di trasparenza e confronto.

Il meccanismo di comunicazione obbligatoria dei prezzi e disciplinato dall’articolo 51 della Legge 23 luglio 2009, n. 99 e dal Decreto Ministeriale 15 ottobre 2010. Ogni gestore di impianto di distribuzione carburanti e tenuto a comunicare i propri prezzi entro le ore 8:00 di ogni giorno lavorativo. La mancata comunicazione o la comunicazione di prezzi falsi configura illecito amministrativo con sanzioni fino a 6.000 euro per singola violazione. L’Autorita Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e la Guardia di Finanza vigilano sul rispetto delle regole di trasparenza.

I prezzi medi nazionali indicativi nel periodo luglio-agosto 2026, con sconto accise applicato, si collocano orientativamente nei seguenti range (soggetti a variazioni significative in base al prezzo internazionale del greggio Brent e alle politiche commerciali delle singole reti distributive):

CarburantePrezzo indicativo (self service)Prezzo indicativo (servito)
Benzina verde1,800 – 1,900 euro/litro1,900 – 2,000 euro/litro
Gasolio1,680 – 1,780 euro/litro1,780 – 1,870 euro/litro
GPL0,680 – 0,740 euro/litro0,720 – 0,780 euro/litro
Metano1,300 – 1,500 euro/kg1,350 – 1,550 euro/kg

Prezzi indicativi soggetti a variazioni. Per i prezzi aggiornati in tempo reale consultare il portale Osservaprezzi MIMIT.

Per trovare il distributore piu conveniente nella propria area, gli automobilisti possono utilizzare:

  • Il portale ufficiale Osservaprezzi Carburanti MIMIT con ricerca per localita e tipo di carburante.
  • Le principali app per smartphone dedicate al confronto prezzi carburanti (disponibili su Android e iOS).
  • I sistemi di navigazione GPS che integrano i dati sui prezzi dei distributori nelle vicinanze.

Un’avvertenza importante: i prezzi al distributore variano non solo per le accise, ma anche per altri fattori quali la localizzazione (aree urbane vs autostrade vs periferia), la tipologia di impianto (branded vs pompe bianche), il metodo di pagamento accettato e i costi logistici locali. Il taglio accise riduce uniformemente la componente fiscale per tutti i distributori, ma non elimina le differenze di prezzo tra impianti.

Scadenza del 25 agosto: cosa succede dopo

La scadenza del 25 agosto 2026 rappresenta un momento cruciale per la politica energetica del Governo. Alla mezzanotte del 25 agosto, senza ulteriori provvedimenti, le aliquote di accisa torneranno automaticamente ai valori ordinari previsti dal Testo Unico Accise (D.Lgs. 504/1995, Allegato I), con un aumento dei prezzi alla pompa di circa 30 centesimi al litro (IVA inclusa) per benzina e gasolio.

Gli scenari possibili dopo il 25 agosto sono essenzialmente tre:

  • Scenario A – Ulteriore proroga: se i prezzi internazionali del petrolio o le dinamiche inflazionistiche lo rendessero opportuno, il Governo potrebbe deliberare un’ulteriore proroga con nuovo DPCM o decreto-legge. Questa e stata la dinamica prevalente negli ultimi anni: ogni scadenza viene valutata caso per caso in base al contesto macroeconomico.
  • Scenario B – Scadenza definitiva: se il contesto di mercato lo consente (prezzi petrolio stabili o in calo, inflazione sotto controllo), il Governo potrebbe decidere di non rinnovare lo sconto e di ripristinare le aliquote ordinarie. In questo caso i prezzi al distributore salirebbero repentinamente a partire dal 26 agosto.
  • Scenario C – Riduzione graduata: potrebbe essere deliberata una riduzione progressiva dello sconto (ad esempio da 25 a 15 cent/litro) come misura di phase-out graduale della misura emergenziale, per attutire l’impatto sui consumatori.

Per i consumatori e le imprese, e consigliabile monitorare nelle settimane che precedono il 25 agosto le comunicazioni ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e del MIMIT, nonche i comunicati del Consiglio dei Ministri. La decisione di proroga o meno viene di norma presa nella settimana precedente la scadenza in corso.

Per le imprese con flotte aziendali, la scadenza del taglio accise ha riflessi anche in termini di pianificazione dei costi: conviene valutare un rifornimento maggiorato nei giorni precedenti il 25 agosto, compatibilmente con le capacita dei serbatoi, per approvvigionarsi ai prezzi ridotti. Il rimborso accise gasolio professionale (art. 24-ter TUA), pari a circa 214,18 euro per 1.000 litri per autoveicoli pesanti superiori a 7,5 tonnellate, opera indipendentemente dal taglio accise temporaneo e non e interessato dalla scadenza del 25 agosto.

Centro Fiscale monitorera l’evoluzione della normativa e aggiornerà tempestivamente questo articolo in caso di nuovi provvedimenti. Per aggiornamenti sulle principali novita fiscali che impattano le famiglie e le imprese, torna a visitarci regolarmente o seguici sui nostri canali social.

Domande frequenti (FAQ)

Lo sconto accise si applica automaticamente o devo fare domanda?

Lo sconto si applica automaticamente a ogni rifornimento: il distributore e gia obbligato ad applicare il prezzo ridotto. Non e necessaria alcuna domanda o azione da parte del consumatore. Il taglio opera direttamente sui depositi fiscali che riforniscono i distributori.

Il taglio accise vale anche per i rifornimenti in autostrada?

Si, il taglio accise si applica su tutto il territorio nazionale, inclusi i distributori in autostrada. La significativa differenza di prezzo tra distributori autostradali e quelli extraurbani dipende da altri fattori (canone concessione autostradale, costi di servizio), non dall’accisa che e identica per tutti.

Cosa succede ai prezzi il 26 agosto 2026 se non ci sono nuove proroghe?

In assenza di proroga, a partire dal 26 agosto tornano in vigore le aliquote ordinarie del Testo Unico Accise. I prezzi alla pompa aumenterebbero di circa 30-31 centesimi al litro (IVA inclusa) per benzina e gasolio, rendendo il rifornimento significativamente piu costoso.

La proroga riguarda anche il gasolio agricolo?

No. Il gasolio agricolo beneficia di un regime agevolato permanente (aliquota ridotta del TUA, specifica per usi agricoli) che e separato dal taglio accise temporaneo per autotrazione. La proroga del 25 agosto 2026 riguarda esclusivamente i carburanti per autotrazione: benzina, gasolio auto, GPL e metano per auto.

Come posso verificare se il distributore applica correttamente i prezzi ridotti?

Puoi verificare i prezzi medi nazionali e locali sul portale Osservaprezzi del MIMIT. Se sospetti che un distributore non applichi correttamente i prezzi comunicati o non esponga i prezzi previsti per legge, puoi segnalarlo alla Guardia di Finanza o all’AGCM.

Le auto aziendali detraggono l’IVA sul carburante anche con il taglio accise?

Le regole di detrazione IVA sul carburante (40% per veicoli non esclusivamente aziendali, 100% per uso esclusivamente aziendale documentabile) non cambiano con la proroga del taglio accise. Il taglio riduce la base imponibile, quindi anche l’IVA detraibile e piu bassa in valore assoluto, ma le percentuali di detrazione restano invariate. La documentazione tramite fattura elettronica obbligatoria per le spese carburante resta in vigore.


Questo articolo e stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e responsabile dei contenuti.

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Agosto 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-05 12:20:502026-08-05 10:57:46Carburanti: proroga dello sconto accise fino al 25 agosto 2026
NOTIZIE

Pagamenti INPS agosto 2026: calendario pensioni, Assegno Unico, ADI, SFL e NASpI

Pensione 2026 INPS

Agosto 2026 porta con se’ importanti novita’ per milioni di italiani che attendono i pagamenti mensili dell’INPS. Tra pensioni anticipate per le ferie di Poste Italiane, le mensilita’ di Assegno Unico Universale, le erogazioni di ADI (Assegno di Inclusione), SFL (Supporto Formazione e Lavoro) e NASpI, questo mese presenta un calendario articolato che conviene conoscere per tempo. In questa guida trovi tutte le date ufficiali, gli importi aggiornati al 2026 e le istruzioni per verificare l’accredito sul tuo conto o ritirare il contante alle Poste.

Indice dei contenuti

  1. Pensioni agosto 2026: quando arrivano i pagamenti
  2. Assegno Unico agosto 2026: date e importi
  3. ADI agosto 2026: quando arriva l’Assegno di Inclusione
  4. SFL agosto 2026: il Supporto Formazione e Lavoro
  5. NASpI agosto 2026: date di pagamento e calcolo
  6. Calendario riepilogativo pagamenti INPS agosto 2026
  7. Come verificare l’accredito INPS su MyINPS
  8. Cosa fare se il pagamento non arriva
  9. Differenze tra accredito bancario e ritiro agli sportelli Poste
  10. Domande frequenti sui pagamenti INPS di agosto 2026
  11. Come il CAF Centro Fiscale puo’ aiutarti

Pensioni agosto 2026: quando arrivano i pagamenti

Ad agosto il calendario dei pagamenti pensionistici INPS subisce uno slittamento rispetto alla data ordinaria del 1° del mese. Questo avviene perche’ il 1° agosto 2026 cade di sabato e molti uffici postali osservano chiusure o aperture ridotte per le ferie estive. L’INPS ha comunicato che il pagamento delle pensioni per agosto 2026 viene anticipato a venerdi’ 31 luglio 2026, con accrediti disponibili in banca gia’ da quella data per chi ha domiciliazione bancaria, e con apertura anticipata degli uffici postali per il ritiro in contanti.

Di seguito il riepilogo delle modalita’ di pagamento:

Modalita’ di accreditoData disponibilita’ agosto 2026Note
Accredito su conto corrente bancario1 agosto 2026Bonifico INPS elaborato entro fine luglio
Accredito su conto BancoPosta / Postepay Evolution1 agosto 2026Disponibile su app BancoPosta
Ritiro contanti agli sportelli PosteDal 1 agosto 2026Con turnazione alfabetica (vedi tabella sotto)
Ricarica carta Postamat1 agosto 2026Prelievo ATM disponibile H24

Turnazione alfabetica Poste Italiane agosto 2026

Per evitare assembramenti agli sportelli durante il periodo estivo, Poste Italiane applica la consueta turnazione alfabetica per il ritiro dei contanti. In base al cognome del pensionato, l’accesso agli uffici postali avviene nei giorni indicati:

Iniziale cognomeGiorno di accesso preferenziale
A – CVenerdi’ 1 agosto 2026
D – KSabato 2 agosto 2026 (se sportello aperto)
L – PLunedi’ 4 agosto 2026
Q – ZMartedi’ 5 agosto 2026

Nota bene: la turnazione e’ una raccomandazione organizzativa, non un obbligo. I pensionati possono recarsi in qualsiasi giorno lavorativo successivo al 1° agosto. Si consiglia comunque di rispettare il calendario per evitare code, soprattutto nelle prime giornate di agosto.

Importo pensione minima e rivalutazione 2026

Per il 2026, l’INPS ha applicato la rivalutazione automatica (perequazione) delle pensioni sulla base dell’indice ISTAT di inflazione. L’aumento e’ pari a +1,4% rispetto al 2025, in applicazione del DM MEF del 19 novembre 2025. Questo significa che:

  • Pensione minima (trattamento minimo) 2026: 611,85 euro al mese
  • Pensioni fino a 4 volte il minimo: rivalutazione piena del +1,4%
  • Pensioni tra 4 e 5 volte il minimo: rivalutazione all’85% (+1,19%)
  • Pensioni oltre 5 volte il minimo: rivalutazione al 53% (+0,74%)

Se ancora vedi sul tuo cedolino INPS l’importo vecchio (598,61 euro o 603,40 euro), controlla attraverso il portale MyINPS se e’ stata applicata la perequazione. In caso di discrepanza, rivolgiti al tuo CAF o al Patronato.

Assegno Unico agosto 2026: date e importi

L’Assegno Unico Universale (AUU) è il sostegno mensile erogato dall’INPS per i figli a carico fino a 21 anni (o senza limiti d’età per figli con disabilità). Per agosto 2026, i beneficiari in corso di pagamento senza variazioni ricevono l’accredito il 18 e 19 agosto, come previsto dal calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025): le date cambiano di mese in mese.

Tipo beneficiarioData accredito agosto 2026Note
Beneficiari in corso (domanda gia’ attiva)18-19 agosto 2026Accredito su IBAN comunicato a INPS
Nuove domande presentate a luglio 2026Di norma nell’ultima settimana di agostoPrima mensilità
Rinnovo ISEE 2026Entro il 30 giugno per gli arretrati da marzo (già decorso)Chi non ha presentato la DSU riceve l’importo minimo

Importi Assegno Unico 2026: quanto spetta

Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 sono stati rivalutati dal 1° gennaio (+1,4%, Circolare INPS n. 7/2026) e variano in base all’ISEE del nucleo familiare. Ecco i valori aggiornati per figlio minorenne:

Fascia ISEE 2026Importo per figlio (mensile)Note
ISEE fino a 17.468,51 euro203,80 euroImporto massimo (99,10 euro per i figli di 18-20 anni)
ISEE da 17.468,52 a 46.582,71 euroDa 203,80 a 58,30 euroScala progressiva decrescente
ISEE oltre 46.582,71 euro o senza ISEE58,30 euroImporto minimo garantito (29,10 euro per i figli di 18-20 anni)

Maggiorazioni Assegno Unico agosto 2026

Alle somme base si aggiungono le seguenti maggiorazioni mensili:

  • Figli con disabilità (under 21): +99,10 euro/mese per disabilità media, +110,60 per disabilità grave, +122,30 per non autosufficienza (importo fisso, non dipende dall’ISEE)
  • Famiglie con almeno 4 figli: +150 euro al mese forfettari per nucleo (non per figlio)
  • Entrambi i genitori lavoratori (solo figli minorenni): fino a +34,90 euro per figlio con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi l’importo scende e si azzera oltre 46.582,71 euro
  • Madre con meno di 21 anni: +23,30 euro per figlio

Se non hai ancora presentato o rinnovato la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per il 2026, riceverai solo l’importo minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne. Ti consigliamo di recarti al CAF per presentare l’ISEE: l’importo verrà adeguato, ma dopo il 30 giugno 2026 non spettano gli arretrati da marzo.

Approfondisci: Assegno Unico Cosa Cambia 2026: Nuovi Requisiti e Beneficiari | Pagamento Assegno Unico Agosto 2026: Date INPS, Importi e Calendario

ADI agosto 2026: quando arriva l’Assegno di Inclusione

L’Assegno di Inclusione (ADI) e’ la misura di sostegno al reddito introdotta dal D.Lgs. 48/2023 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza, destinata ai nuclei familiari con componenti in condizione di disabilita’, minori, over 60 o in situazione di fragilita’. Il pagamento di agosto 2026 avviene sulla carta ADI (Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane).

Evento ADIData agosto 2026Descrizione
Accredito beneficiari in corso27 agosto 2026Ricarica mensile su Carta di Inclusione
Prima mensilita’ nuove domande luglioFine agosto / inizio settembreDipende dalla data di sottoscrizione Patto
Rinnovo annuale (12° mese)Sospensione 1 mese poi richiesta rinnovoObbligo aggiornamento DSU e Patto

Requisiti per mantenere l’ADI ad agosto 2026

Per continuare a ricevere l’ADI ad agosto 2026, il nucleo familiare deve rispettare le seguenti condizioni:

  • ISEE valido: la DSU deve essere ancora in corso di validita’ (non scaduta)
  • Patto di Inclusione Digitale attivo: firmato presso il Comune o il Servizio Sociale competente
  • Comunicazione variazioni reddituali: qualsiasi variazione di reddito o componenti del nucleo va comunicata entro 15 giorni all’INPS
  • Presenza corsi di formazione/attivazione: per i componenti non esonerati (eta’ 18-59 anni non fragili)
  • ISEE 2026 non superiore a 9.360 euro per il nucleo familiare

Attenzione al rinnovo: dopo 18 mesi di erogazione continuativa, l’ADI si sospende per 1 mese e poi e’ rinnovabile per ulteriori 12 mesi, previa nuova presentazione della domanda con ISEE aggiornato. Se il tuo nucleo e’ vicino alla scadenza del periodo, contatta il tuo Patronato o CAF per predisporre per tempo il rinnovo.

Leggi anche: Rinnovo Assegno di Inclusione 2026: domande dal 1° agosto e prima mensilita’ al 50%

SFL agosto 2026: il Supporto Formazione e Lavoro

Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e’ una misura distinta dall’ADI, rivolta ai soggetti tra 18 e 59 anni non appartenenti a nuclei con componenti fragili, che possono lavorare e sono tenuti a partecipare a percorsi di formazione, riqualificazione o politiche attive del lavoro. Introdotto dal D.Lgs. 48/2023, e’ erogato per un massimo di 12 mesi.

Caratteristica SFLValore / Dettaglio
Importo mensile500 euro al mese
Durata massima12 mesi
ISEE massimo6.000 euro (nucleo familiare)
Data accredito agosto 202627 agosto 2026
Modalita’ accreditoCarta di Inclusione (Poste Italiane)
ObbligoPartecipazione attiva a corsi/tirocini

Condizioni per ricevere l’SFL ad agosto 2026

Per continuare a ricevere i 500 euro mensili di SFL, i beneficiari devono:

  • Partecipare regolarmente ai corsi di formazione o tirocini indicati dal Centro per l’Impiego (CPI) o dai servizi accreditati dalla Regione
  • Non rifiutare offerte di lavoro congrue (pena decadenza immediata)
  • Mantenere l’ISEE del nucleo entro la soglia di 6.000 euro
  • Non aver superato i 12 mesi complessivi di fruizione (anche non consecutivi)
  • Comunicare entro 30 giorni l’avvio di un’attivita’ lavorativa o autonoma

Importante: in caso di assenza ingiustificata dalle attivita’ formative, l’INPS puo’ sospendere il pagamento fino alla regolarizzazione. Se hai ricevuto una comunicazione di sospensione, contatta il Centro per l’Impiego o un Patronato per chiarire la tua posizione prima della scadenza di agosto.

NASpI agosto 2026: date di pagamento e calcolo

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e’ l’indennita’ di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Ad agosto 2026, i pagamenti NASpI seguono il calendario mensile ordinario, con accrediti previsti nella terza settimana del mese, tipicamente tra il 15 e il 25 agosto, in base alla data di elaborazione della singola pratica.

Fase NASpITempistica agosto 2026Note
Accredito mensilita’ in corso15-25 agosto 2026Variabile per pratica individuale
Riduzione del 3% dopo il 6° meseDal 7° mese in poiApplicata automaticamente da INPS
Scadenza domanda nuovi disoccupatiEntro 68 giorni dalla cessazionePerdita diritto se superi il termine

Quanto si percepisce di NASpI nel 2026

Il calcolo della NASpI per il 2026 si basa sulla retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni. Le regole sono le seguenti (D.Lgs. 22/2015):

  • Retribuzione media mensile fino a 1.480,30 euro: NASpI = 75% della retribuzione
  • Retribuzione media mensile oltre 1.480,30 euro: NASpI = 75% su 1.480,30 + 25% sulla parte eccedente
  • Massimale NASpI 2026: 1.575,42 euro al mese (lordi)
  • Riduzione del 3% a partire dal 7° mese (6° mese compiuto di percezione)
  • Durata massima: 24 mesi (meta’ delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni)

Requisiti per presentare domanda NASpI:

  • Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la disoccupazione
  • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
  • Cessazione involontaria del rapporto di lavoro (licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa)

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, pena la perdita del diritto alle mensilita’ pregresse. Puoi fare domanda tramite il portale INPS, un Patronato o un CAF abilitato.

Calendario riepilogativo pagamenti INPS agosto 2026

Ecco il riepilogo completo di tutte le date di pagamento INPS previste per agosto 2026:

Prestazione INPSData pagamento agosto 2026Modalita’A chi spetta
Pensioni (vecchiaia, anzianita’, invalidita’)1 agosto 2026Banca / BancoPosta / Sportello PostePensionati INPS
Assegno Unico Universale18-19 agosto 2026IBAN comunicato a INPSFamiglie con figli fino 21 anni
ADI (Assegno di Inclusione)27 agosto 2026Carta di Inclusione (Poste)Nuclei fragili con ISEE ≤ 9.360 euro
SFL (Supporto Formazione e Lavoro)27 agosto 2026Carta di Inclusione (Poste)18-59 anni in percorso formativo
NASpI15-25 agosto 2026IBAN comunicato a INPSLavoratori dipendenti disoccupati
DIS-COLL (disoccupazione co.co.co.)15-25 agosto 2026IBAN comunicato a INPSCollaboratori coordinati cessati
Assegno Ordinario di Invalidita’1 agosto 2026Banca / BancoPostaInvalidi civili con invalidita’ ≥ 74%

Come verificare l’accredito INPS su MyINPS

Per verificare se il pagamento e’ stato accreditato o per controllare il dettaglio del cedolino, puoi accedere al portale MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Le mie prestazioni” trovi tutti i dettagli dei pagamenti erogati, inclusi gli importi lordi e netti, le trattenute e le date di accredito.

  • App INPS Mobile: disponibile su iOS e Android, permette di controllare in tempo reale lo stato della prestazione
  • Cedolino pensione: scaricabile in formato PDF dal portale MyINPS (voce “Cedolino della pensione”)
  • Contact center INPS: numero verde 803.164 (da rete fissa, gratuito) oppure 06.164.164 (da cellulare, a pagamento)
  • CAF e Patronato: se hai difficolta’ ad accedere ai servizi online, rivolgiti al nostro CAF per assistenza

Cosa fare se il pagamento non arriva

Se il pagamento INPS non risulta accreditato entro qualche giorno dalla data prevista, ecco i passi da seguire:

  • Controlla il cedolino su MyINPS: verifica che la prestazione non sia stata sospesa per motivi amministrativi (es. ISEE scaduto, variazione reddito non comunicata, mancato rinnovo domanda)
  • Verifica l’IBAN comunicato: un IBAN errato o un conto chiuso puo’ causare il rimbalzo del bonifico. Aggiorna le tue coordinate bancarie sul portale INPS o tramite CAF
  • Controlla la carta ADI/SFL: la Carta di Inclusione potrebbe essere bloccata o scaduta. Rivolgiti all’ufficio postale per sbloccarla o richiederne una nuova
  • Contatta il Patronato: se il problema persiste, il Patronato puo’ aprire un’istanza presso la sede INPS competente per territorio
  • Presenta un’istanza di sollecito: attraverso il portale INPS nella sezione “Contatti” o tramite Pec alla sede INPS provinciale

Leggi anche: Bonus 500 Euro, INPS Dispone i Pagamenti: Le Date Uscite

Differenze tra accredito bancario e ritiro agli sportelli Poste

Molti pensionati si chiedono quale sia la differenza pratica tra ricevere la pensione su conto corrente bancario o su conto BancoPosta, rispetto al ritiro allo sportello postale. Ecco le principali distinzioni:

AspettoAccredito bancario/postaleRitiro allo sportello Poste
Disponibilita’Disponibile H24 dal 1° agosto (ATM, app)Solo negli orari di apertura dell’ufficio postale
File / CodeNessuna fila necessariaPossibile fila, specie nelle prime giornate
SicurezzaAlta (transazione digitale tracciata)Rischio furto per chi porta contanti a casa
TurnazioneNon si applicaTurnazione alfabetica raccomandata da Poste
CostiNessun costo per pensionati con conto baseGratuito allo sportello (nessun costo ritiro)
Accessibilita’Richiede carta Bancomat o appRichiede solo documento d’identita’

Per i pensionati che non hanno familiarita’ con le tecnologie digitali, il ritiro allo sportello rimane un’opzione valida. Ti consigliamo pero’ di considerare l’apertura di un conto base gratuito (obbligatorio per legge per le banche che offrono servizi minimi) o di attivare il libretto postale con carta Postamat, per evitare code e gestire il denaro in modo piu’ sicuro.

Fonti

  • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)
  • Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)
  • D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)
  • Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)

Domande frequenti sui pagamenti INPS di agosto 2026

Quando viene pagata la pensione di agosto 2026?

La pensione di agosto 2026 viene accreditata il 1° agosto 2026 (venerdi’), sia su conto corrente bancario che su conto BancoPosta. Per chi ritira agli sportelli di Poste Italiane, e’ consigliato seguire la turnazione alfabetica per evitare code.

Quando arriva l’Assegno Unico di agosto 2026?

Per i beneficiari con domanda attiva, l’Assegno Unico di agosto 2026 viene accreditato il 18 e 19 agosto 2026, secondo il calendario INPS 2026. Per le nuove domande presentate a luglio, la prima mensilità arriva di norma nell’ultima settimana di agosto.

Quanto spetta di ADI ad agosto 2026?

L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e all’ISEE. Si calcola come differenza tra la soglia di 6.000 euro annui (500 euro/mese) moltiplicata per la scala di equivalenza, e il reddito familiare. A questo si aggiunge una quota per l’affitto se il nucleo e’ in locazione (max 3.360 euro annui). Il pagamento avviene il 27 agosto 2026 sulla Carta di Inclusione.

Posso ricevere sia l’ADI che l’Assegno Unico?

Si’, le due prestazioni sono cumulabili. L’ADI e’ rivolto al nucleo familiare per garantire un reddito minimo, mentre l’Assegno Unico e’ specificamente per i figli a carico. Un nucleo familiare che percepisce l’ADI puo’ ricevere anche l’Assegno Unico per i figli, purche’ vengano rispettati tutti i requisiti di entrambe le misure.

La NASpI viene pagata in anticipo ad agosto?

No, la NASpI di agosto 2026 non viene anticipata. I pagamenti NASpI seguono il calendario ordinario mensile, con accrediti tra il 15 e il 25 agosto a seconda della singola pratica. Non vi sono slittamenti dovuti alle ferie, a differenza delle pensioni pagate il 1° del mese.

Cosa succede se perdo una sessione formativa SFL ad agosto?

L’assenza ingiustificata a una sessione di formazione o tirocinio prevista dal percorso SFL puo’ portare alla sospensione del pagamento per il mese corrispondente. Se l’assenza e’ giustificata (malattia, motivi familiari urgenti), devi comunicarla tempestivamente al CPI e all’INPS con la documentazione necessaria. Dopo piu’ assenze ingiustificate, e’ prevista la decadenza definitiva dal beneficio.

Come il CAF Centro Fiscale puo’ aiutarti

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutte le pratiche legate ai pagamenti INPS: presentazione o rinnovo della domanda di Assegno Unico, ISEE per ADI e SFL, domanda di NASpI, verifica del cedolino pensione, e supporto in caso di mancati pagamenti. Il nostro Patronato e’ a tua disposizione per qualsiasi esigenza previdenziale.

Per un appuntamento o per informazioni sui nostri servizi, contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
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Leggi anche: Pensione Agosto 2026: Calendario Pagamenti, Ferie Poste e Verifica Accredito | Pagamenti INPS Agosto 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

Luglio 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-30 08:17:412026-09-29 10:25:33Pagamenti INPS agosto 2026: calendario pensioni, Assegno Unico, ADI, SFL e NASpI
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Rinnovo Assegno di Inclusione 2026: domande dal 1° agosto e prima mensilità al 50%

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Chi percepisce l’Assegno di Inclusione (ADI) e ha già completato il primo ciclo di 12 o 18 mensilità deve presentare una nuova domanda di rinnovo per continuare a ricevere il sostegno. L’INPS ha da poco chiarito tempi e modalità con il messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026: per i nuclei che hanno incassato l’ultima mensilità a luglio 2026, la finestra per il rinnovo si apre dal 1° agosto 2026. Ecco cosa cambia, quali sono i requisiti da rispettare e come funziona la prima mensilità dimezzata al 50%.

Indice dei contenuti

  1. Quando presentare la domanda di rinnovo ADI
  2. Cosa cambia nel 2026: addio al mese di sospensione
  3. Prima mensilità al 50%: come funziona
  4. Requisiti ISEE e reddituali per il rinnovo
  5. Importi dell’Assegno di Inclusione
  6. SIISL, PAD nucleo e presentazione ai Servizi sociali
  7. Come ti può aiutare il CAF

Quando presentare la domanda di rinnovo ADI

La regola indicata dall’INPS è chiara: la domanda di rinnovo può essere trasmessa solo a partire dal mese successivo a quello dell’ultimo pagamento della domanda in scadenza (la diciottesima mensilità per chi fa il primo rinnovo, la dodicesima per chi ha già rinnovato una volta). Le domande inviate nell’ultimo mese di fruizione non vengono accolte: l’istruttoria non va a buon fine.

Facciamo un esempio pratico: se un nucleo familiare ha ricevuto la dodicesima mensilità a luglio 2026, la finestra per inviare la domanda di rinnovo si apre il 1° agosto 2026. Le stesse indicazioni valgono per tutti i nuclei che raggiungeranno la scadenza del proprio ciclo nei mesi successivi: la regola resta «mese successivo all’ultimo pagamento, mai l’ultimo mese di fruizione».

A presentare la domanda può essere sia lo stesso richiedente della domanda conclusa, sia un altro componente maggiorenne del nucleo familiare. Attenzione: questa scelta non è indifferente, perché incide sull’intestazione della Carta di Inclusione e sull’eventuale emissione di una nuova tessera.

Cosa cambia nel 2026: addio al mese di sospensione

Nella disciplina originaria dell’ADI, al termine delle prime 18 mensilità il rinnovo comportava un mese di sospensione durante il quale il beneficio non veniva erogato: una vera e propria interruzione nei pagamenti che metteva in difficoltà molte famiglie già in condizioni economiche precarie.

La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1 comma 158) elimina questo «mese scoperto»: dal 2026 il rinnovo dell’Assegno di Inclusione avviene senza sospensione. L’ADI viene corrisposto la prima volta per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e può essere rinnovato, previa nuova domanda, per periodi ulteriori di 12 mesi ciascuno, senza più l’interruzione tra un ciclo e l’altro.

Proprio perché non c’è più il mese di stop, il calendario della domanda diventa determinante: se la domanda di rinnovo viene presentata nel mese immediatamente successivo all’ultimo pagamento (con la firma del PAD nucleo nello stesso mese, quando richiesta), i pagamenti proseguono dalla competenza del mese successivo a quello dell’ultimo accredito della domanda terminata, senza interruzioni.

Prima mensilità al 50%: come funziona

Anche se il mese di sospensione non c’è più, resta in vigore una regola specifica chiarita dall’INPS con il messaggio n. 640 del 23 febbraio 2026: la prima mensilità di ogni rinnovo viene riconosciuta nella misura del 50% dell’importo mensile spettante. La riduzione riguarda solo l’avvio del nuovo periodo e si applica sia ai nuclei familiari rimasti invariati sia a quelli che hanno subito variazioni nella composizione.

Dalla seconda mensilità in poi, il beneficio torna a essere corrisposto per intero. Questa regola non si applica solo al primo rinnovo dopo i 18 mesi iniziali, ma a ogni rinnovo successivo di 12 mesi.

Un esempio per capire meglio: un nucleo familiare invariato che ha ricevuto la dodicesima mensilità a fine luglio 2026 e invia la domanda di rinnovo ad agosto vedrà il beneficio decorrere da agosto. La prima mensilità, dimezzata al 50%, arriverà nella finestra dei primi pagamenti (di norma intorno al giorno 15 del mese), mentre la mensilità piena successiva sarà accreditata nella finestra di fine mese (intorno al giorno 27), secondo il calendario fissato dal messaggio INPS n. 214 del 22 gennaio 2026.

Requisiti ISEE e reddituali per il rinnovo

Attenzione: il rinnovo non è automatico. L’INPS effettua una nuova istruttoria completa, verificando di nuovo tutti i requisiti economici e di composizione del nucleo familiare. Per accedere all’ADI serve un ISEE non superiore a 10.140 euro in corso di validità, oltre a un reddito familiare entro questi limiti:

  • 6.500 euro annui per la generalità dei nuclei familiari
  • 8.190 euro annui per i nuclei composti esclusivamente da persone over 67 o con disabilità grave
  • 10.140 euro annui per i nuclei residenti in abitazione in affitto

Sono previsti anche limiti patrimoniali: il patrimonio immobiliare non può superare 30.000 euro (esclusa l’abitazione principale ai fini IMU), mentre il patrimonio mobiliare deve rientrare tra 6.000 e 10.000 euro, a seconda della composizione del nucleo. Restano inoltre fermi i requisiti di composizione del nucleo (presenza di minorenni, persone con disabilità, over 60 o soggetti in carico ai servizi sociali) e di residenza (almeno 5 anni in Italia, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo).

Prima di inviare la domanda di rinnovo, ti consigliamo di verificare la tua posizione calcolando un nuovo ISEE 2026 aggiornato: un controllo preventivo evita il rischio di un rigetto a istruttoria già avviata. Se la tua situazione economica è cambiata di recente, valuta anche se conviene un ISEE corrente per fotografare la situazione più aggiornata.

Importi dell’Assegno di Inclusione

L’importo massimo dell’ADI corrisponde ai limiti di reddito previsti (6.500 euro annui, oppure 8.190 euro per i nuclei composti esclusivamente da over 67 o persone con disabilità grave), parametrato in base alla scala di equivalenza legata ai componenti del nucleo familiare. Per chi vive in affitto è prevista un’integrazione fino a 3.640 euro annui, ridotta a 1.950 euro per i nuclei di over 67 o con disabilità. In ogni caso, l’importo annuo dell’Assegno di Inclusione non può essere inferiore a 480 euro.

Va infine chiarito un dubbio ricorrente: il contributo straordinario di 500 euro previsto dal decreto-legge 26 giugno 2025, n. 92, era una misura aggiuntiva pensata per coprire il vecchio «mese scoperto» della sospensione, riservata ai nuclei per cui la diciottesima mensilità cadeva a novembre 2025. Con l’eliminazione della sospensione dal 2026, quella compensazione non ha più ragione di esistere: chi cerca oggi il bonus da 500 euro collegato al rinnovo non lo troverà, perché sostituito dalla nuova disciplina senza interruzioni.

SIISL, PAD nucleo e presentazione ai Servizi sociali

Se la composizione del nucleo familiare è rimasta invariata (le nascite e i decessi non contano come variazione), il richiedente non deve iscriversi di nuovo al SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) né sottoscrivere un nuovo PAD nucleo: valgono l’iscrizione e la firma della domanda precedente. Se invece il nucleo è cambiato, occorre iscriversi nuovamente al SIISL e firmare un nuovo PAD nucleo: in questo caso la decorrenza del beneficio rinnovato si aggancia al mese di sottoscrizione del PAD, quindi ogni ritardo nella firma sposta in avanti l’intera catena degli accrediti.

Resta inoltre fermo, per tutti i nuclei che chiedono il rinnovo, l’obbligo di presentarsi presso i Servizi sociali entro 120 giorni dalla domanda o dalla sottoscrizione del PAD nucleo, a pena di sospensione dei pagamenti successivi. Il termine si applica anche ai nuclei monocomponenti e a quelli composti da persone esonerate dai percorsi di inclusione sociale e lavorativa.

Chi aveva certificazioni di svantaggio o programmi di cura e assistenza in corso deve infine riportare di nuovo gli estremi della certificazione nella domanda di rinnovo, purché ancora valida: una domanda che riporta una certificazione scaduta non prosegue l’iter.

Come ti può aiutare il CAF

Tra ISEE da aggiornare, verifica dei requisiti reddituali e patrimoniali, gestione del SIISL e del PAD nucleo, presentare correttamente la domanda di rinnovo dell’Assegno di Inclusione richiede attenzione: un errore o un ritardo può far slittare l’intera catena dei pagamenti. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nel calcolo dell’ISEE, nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda di rinnovo, così da evitare interruzioni nell’accredito.

Se hai già presentato domanda e vuoi verificare le prossime scadenze di pagamento, consulta anche il nostro calendario completo dei pagamenti INPS di agosto 2026, con tutte le date di pensioni, Assegno Unico, NASpI e Assegno di Inclusione, oppure il riepilogo dei pagamenti INPS della settimana 20-26 luglio. Per chi deve invece gestire l’ISEE in vista dell’Assegno Unico, è disponibile anche la guida su Assegno Unico e nuove tabelle ISTAT.

Hai bisogno di assistenza per il rinnovo dell’Assegno di Inclusione? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a calcolare l’ISEE, verificare i requisiti e presentare la domanda di rinnovo senza errori né ritardi.

Luglio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 10:00:002026-08-05 07:44:45Rinnovo Assegno di Inclusione 2026: domande dal 1° agosto e prima mensilità al 50%
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Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

Per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle, il calendario 2026 segna un appuntamento da non perdere: il 31 luglio scade una nuova rata della definizione agevolata. Chi ha in piano una rata a questa data deve fare attenzione, perché il mancato pagamento comporta conseguenze pesanti e, soprattutto, irreversibili.

La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda in particolare chi ha aderito alla cosiddetta rottamazione quater e, per alcune posizioni, alla rottamazione quinquies. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la normativa, quali sono i margini di tolleranza concessi e cosa fare se ci si accorge di essere già in ritardo.

Indice dei contenuti

  1. Cosa scade il 31 luglio 2026
  2. Chi è coinvolto dalla scadenza
  3. Cosa succede se non paghi entro la scadenza
  4. Come mettersi in regola prima della scadenza
  5. Cosa fare se sei già decaduto dalla rottamazione

Cosa scade il 31 luglio 2026

Secondo quanto comunicato da Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda una delle rate previste dal piano di pagamento consegnato ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater, la definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e successivamente riaperta con la riammissione prevista dalla normativa più recente. Chi ha presentato domanda di riammissione o ha ancora rate residue del piano originario può trovare in questa data una scadenza importante.

È bene ricordare che, come per tutte le rate della definizione agevolata, la legge prevede una tolleranza di 5 giorni: significa che i pagamenti effettuati entro il 5 agosto 2026 vengono considerati comunque tempestivi, senza alcuna conseguenza sul beneficio. Superato questo termine, però, non ci sono ulteriori proroghe automatiche.

Per chi ha aderito anche alla più recente rottamazione quinquies, è importante verificare con attenzione il proprio piano di pagamento personale, perché le scadenze possono non coincidere con quelle della rottamazione quater. Il consiglio è sempre quello di controllare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove sono indicate le date esatte e gli importi di ogni singola rata.

Chi è coinvolto dalla scadenza

La scadenza del 31 luglio riguarda sia privati cittadini sia partite IVA che hanno cartelle esattoriali affidate alla riscossione e hanno scelto di aderire alla rottamazione per pagare il debito a rate, beneficiando dello stralcio di sanzioni e interessi di mora. Non tutti i contribuenti che hanno aderito, però, hanno necessariamente una rata in scadenza a fine luglio: dipende dal piano scelto al momento dell’adesione, che può prevedere un numero variabile di rate distribuite nell’arco di alcuni anni.

Immagina il caso di Marco, libero professionista con una cartella esattoriale legata a un accertamento fiscale: ha aderito alla rottamazione quater qualche anno fa e da allora paga puntualmente le rate semestrali. Se il suo piano prevede una rata al 31 luglio, per lui questa data rappresenta un appuntamento fisso da rispettare, esattamente come le precedenti. La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio non è quindi una scadenza generalizzata per tutti gli aderenti, ma specifica per chi ha una rata in calendario in questo periodo.

Chi non è sicuro delle proprie scadenze dovrebbe verificare quanto prima la propria posizione, magari con l’assistenza di un professionista, per evitare di scoprire troppo tardi di avere una rata in scadenza proprio in questi giorni.

Cosa succede se non paghi entro la scadenza

Il punto più delicato riguarda proprio le conseguenze del mancato pagamento. La normativa sulla definizione agevolata prevede regole molto rigide: chi non paga la rata entro il termine, oppure paga in modo insufficiente o oltre i 5 giorni di tolleranza, decade automaticamente dal beneficio della rottamazione.

La decadenza dalla rottamazione significa che il contribuente perde definitivamente lo sconto su sanzioni e interessi di mora che aveva ottenuto aderendo alla misura agevolata. In pratica, l’intero debito residuo torna esigibile nella sua versione integrale, comprensiva di interessi e sanzioni che erano stati stralciati. Gli importi eventualmente già versati con le rate precedenti non vengono persi, ma vengono considerati come acconto sul debito complessivo, che però torna a essere calcolato secondo le regole ordinarie.

C’è un altro aspetto da tenere bene a mente: una volta decaduti dalla rottamazione cartelle, non è più possibile rateizzare lo stesso debito attraverso una nuova rottamazione. La legge, infatti, esclude la possibilità di accedere nuovamente alla definizione agevolata per le stesse cartelle già oggetto di decadenza. Dopo la decadenza, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può quindi riprendere le ordinarie attività di riscossione, comprese eventuali azioni cautelari o esecutive, per recuperare l’intero importo dovuto.

Esiste inoltre una distinzione utile da conoscere tra le due misure. Per la rottamazione quater (e per la riammissione), la decadenza scatta con il mancato o insufficiente pagamento della rata entro i termini, tenendo conto dei 5 giorni di tolleranza. Per la rottamazione quinquies, invece, Agenzia delle Entrate-Riscossione chiarisce che la definizione diventa inefficace in caso di omesso o insufficiente versamento della prima e unica rata prescelta, oppure di due rate anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano rateale. In caso di dubbi sulla propria situazione specifica, è sempre consigliabile verificare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione o rivolgersi a un professionista.

Come mettersi in regola prima della scadenza

Per evitare la decadenza, il pagamento della rata in scadenza il 31 luglio (o entro il 5 agosto grazie alla tolleranza) può essere effettuato con diverse modalità, indicate nella Comunicazione delle somme dovute ricevuta al momento dell’adesione o della riammissione alla rottamazione. Tra le modalità previste rientrano generalmente:

  • i moduli di pagamento (bollettini RAV) allegati alla comunicazione, utilizzabili presso banche, uffici postali, tabaccherie abilitate o sportelli bancomat;
  • il modello F24, quando previsto dal piano di pagamento;
  • i canali digitali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per chi dispone delle credenziali di accesso;
  • gli sportelli fisici, per chi preferisce un supporto diretto nella verifica dell’importo e delle scadenze residue.

Prima di procedere al pagamento, è fondamentale verificare con attenzione le rate scadute e l’importo esatto dovuto, perché un versamento insufficiente equivale, ai fini della decadenza, a un mancato pagamento. Chi ha smarrito i moduli di pagamento o non ricorda con precisione l’importo dovuto dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un professionista per recuperare la documentazione corretta, evitando di affidarsi a calcoli approssimativi.

Chi si accorge di essere già in ritardo rispetto a rate precedenti dovrebbe muoversi subito: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di verificare l’effettiva situazione debitoria e valutare le soluzioni disponibili, prima che scattino ulteriori conseguenze.

Cosa fare se sei già decaduto dalla rottamazione

Per chi è già decaduto dal beneficio della rottamazione cartelle a causa di rate precedenti non pagate, la strada della nuova rottamazione sullo stesso debito non è percorribile. Restano però altre soluzioni previste dall’ordinamento per gestire il debito residuo senza subire immediatamente azioni esecutive.

La principale alternativa è la rateizzazione ordinaria delle cartelle esattoriali, prevista dall’articolo 19 del DPR 602/1973. A differenza della rottamazione, questa rateizzazione non prevede sconti su sanzioni e interessi, ma consente comunque di dilazionare il pagamento del debito in un numero di rate stabilito in base all’importo dovuto e alla situazione del contribuente, evitando così azioni di recupero più drastiche come pignoramenti o fermi amministrativi.

Valutare tempestivamente questa opzione, insieme a un professionista che possa verificare l’intera posizione debitoria, è il modo migliore per riprendere il controllo della situazione dopo una decadenza, evitando che il debito continui a crescere per effetto di ulteriori interessi e more.

Per chi vuole approfondire il funzionamento della misura, sono disponibili guide dedicate su come funziona la rottamazione cartelle 2026, con domanda online e scadenze, sulle modalità di pagamento della rottamazione quinquies senza SPID, sulla gestione degli esiti online e la tolleranza dei pagamenti fino al 5 agosto e sul precedente appuntamento della rottamazione quater con la rata del 31 maggio.

Hai una rata della rottamazione cartelle in scadenza il 31 luglio e vuoi essere sicuro di non perdere il beneficio? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la tua posizione debitoria e a organizzare il pagamento entro i termini, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un preventivo personalizzato e un supporto rapido prima della scadenza.

Luglio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 09:00:002026-08-05 07:44:48Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi
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