NOTIZIEImposta di soggiorno: nuove sanzioni dal 2027 per dichiarazione omessa o infedeleIndice dei contenutiCos’e l’imposta di soggiornoLe nuove sanzioni dal 2027Dichiarazione omessa e infedele: le differenzeChi e responsabile: il gestore della strutturaDomande frequentiDal 1° gennaio 2027 le strutture ricettive che non rispettano gli obblighi dichiarativi sull’imposta di soggiorno rischiano sanzioni più severe. Il Decreto Omnibus ha introdotto un nuovo regime sanzionatorio specifico per l’omessa o infedele dichiarazione, colmando un vuoto normativo che fino ad oggi lasciava margini di incertezza sia per i Comuni sia per i gestori delle strutture ricettive.Cos’è l’imposta di soggiornoL’imposta di soggiorno è un tributo locale istituito con il D.Lgs. 23/2011 (art. 4) che i Comuni — in particolare quelli capoluogo di provincia, le città d’arte e le località turistiche — possono applicare ai turisti che pernottano nelle strutture ricettive del proprio territorio. L’importo varia da Comune a Comune e per categoria di struttura; viene riscosso dal gestore della struttura (alberghi, B&B, affittacamere, case vacanza, campeggi) in qualità di responsabile d’imposta, con obbligo di riversarla periodicamente all’ente locale.Fino ad oggi la disciplina sanzionatoria era frammentata e rimessa in larga misura ai regolamenti comunali, con difformità significative tra un Comune e l’altro. Il Decreto Omnibus interviene per uniformare il quadro a livello nazionale, introducendo sanzioni amministrative graduate e più chiare. Le nuove sanzioni dal 2027Il nuovo regime sanzionatorio, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, prevede due fattispecie principali:Omessa dichiarazione: sanzione pari al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. Si applica quando il gestore non presenta affatto la dichiarazione nei termini stabiliti dal Comune.Dichiarazione infedele: sanzione pari al 40% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. Scatta quando la dichiarazione viene presentata ma contiene dati inesatti o incompleti che determinano un’imposta inferiore al dovuto.In entrambi i casi è prevista la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso, con riduzione delle sanzioni secondo le regole ordinarie per i tributi locali. Le sanzioni si aggiungono all’imposta evasa e agli interessi legali. Dichiarazione omessa e infedele: le differenzeLa distinzione tra omessa e infedele dichiarazione non è soltanto terminologica: ha rilevanti conseguenze pratiche sul piano sanzionatorio.FattispecieSanzione sul tributo non versatoMinimoOmessa dichiarazione100%50 euroDichiarazione infedele40%50 euroLa omessa dichiarazione è la violazione più grave: il gestore non ha nemmeno tentato di adempiere. La dichiarazione infedele presuppone invece che la dichiarazione sia stata presentata, ma in modo non corretto. Può derivare da errori materiali, da una sottostima dei pernottamenti imponibili o dall’applicazione di un’aliquota errata.Il Decreto Omnibus chiarisce anche che la violazione degli obblighi di versamento — cioè il mancato riversamento al Comune di quanto riscosso dai turisti — rimane soggetta alle sanzioni ordinarie già previste per i tributi locali. Chi è responsabile: il gestore della strutturaIl soggetto passivo è il turista, ma è il gestore della struttura ricettiva a rispondere in solido per gli adempimenti dichiarativi e di versamento. Questo vale per:Alberghi, hotel e residenze turistico-alberghiereBed & breakfast e case vacanzaAffittacamere e locazioni brevi (anche tramite piattaforme come Airbnb o Booking)Campeggi, villaggi turistici, ostelliAgriturismiPer le locazioni brevi gestite tramite intermediari (es. Airbnb), l’intermediario che incassa il corrispettivo è già obbligato a effettuare ritenute e comunicazioni. Tuttavia, l’obbligo dichiarativo sull’imposta di soggiorno può ricadere ancora sul proprietario/gestore a seconda del regolamento comunale: è fondamentale verificare le specifiche disposizioni del Comune in cui si trova l’immobile.La riforma rafforza anche i poteri di accertamento dei Comuni: potranno incrociare i dati delle strutture ricettive con quelli delle piattaforme online e con le comunicazioni alle Questure (che i gestori sono già tenuti a effettuare per ogni ospite). Domande frequenti Le nuove sanzioni si applicano anche agli anni precedenti al 2027?No. Le nuove sanzioni entrano in vigore dal 1° gennaio 2027 e si applicano alle violazioni commesse da quella data. Per le violazioni pregresse continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti al momento della commissione, come previsto dal principio generale di irretroattività delle sanzioni più sfavorevoli.È possibile ridurre la sanzione con il ravvedimento operoso?Sì. Il ravvedimento operoso consente di ridurre la sanzione secondo le regole ordinarie per i tributi locali. La riduzione dipende dalla tempestività della regolarizzazione: prima si interviene, maggiore è lo sconto applicabile. È comunque sempre conveniente regolarizzare la posizione prima che il Comune avvii un accertamento formale.Chi gestisce un B&B per pochi mesi l’anno deve comunque presentare la dichiarazione?Sì. L’obbligo dichiarativo riguarda tutti i gestori di strutture ricettive, indipendentemente dalla durata e dal volume dell’attività. Anche un singolo pernottamento imponibile fa scattare l’obbligo di dichiarazione e versamento nei confronti del Comune.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-26 11:22:002026-08-26 08:52:27Imposta di soggiorno: nuove sanzioni dal 2027 per dichiarazione omessa o infedele
NOTIZIEAsta BOT 27 Agosto 2026: il Tesoro Offre 4,5 Miliardi in RiaperturaIl Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha annunciato per il 27 agosto 2026 un’asta BOT in riapertura con un’offerta complessiva di 4,5 miliardi di euro. Si tratta di un appuntamento di rilievo per i risparmiatori italiani che guardano ai Buoni Ordinari del Tesoro come strumento di investimento sicuro e liquido. Vediamo nel dettaglio cosa succede in questa asta, come funziona il meccanismo, e cosa significano concretamente rendimenti e commissioni per chi decide di partecipare.Indice dei contenutiCosa sono i BOT e come funziona un’asta in riaperturaL’asta BOT del 27 agosto 2026: i dettagliRendimenti e commissioni: cosa rimane in tascaCome partecipare all’asta BOTDomande frequenti Cosa sono i BOT e come funziona un’asta in riaperturaI BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli di Stato a breve termine emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La loro durata è tipicamente di 3, 6 o 12 mesi. Sono considerati tra gli strumenti di risparmio più sicuri disponibili sul mercato italiano, perché garantiti dallo Stato. Funzionano in modo semplice: si acquistano a un prezzo inferiore al valore nominale (sotto la pari) e alla scadenza si riceve l’intero valore nominale. La differenza tra il prezzo pagato e quello rimborsato rappresenta il rendimento dell’investimento.Quando si parla di asta in riapertura, significa che il Tesoro non emette una nuova tranche di BOT da zero, ma riapre un’emissione già in circolazione, aumentando il quantitativo disponibile. In questo modo viene mantenuta la stessa scadenza dei titoli già sul mercato, evitando la frammentazione della liquidità. Per il risparmiatore la sostanza non cambia: può acquistare BOT con le stesse caratteristiche di quelli già emessi precedentemente. L’asta BOT del 27 agosto 2026: i dettagliL’appuntamento fissato per il 27 agosto 2026 riguarda un’asta in riapertura di BOT per un ammontare complessivo offerto di 4,5 miliardi di euro. La scelta di una riapertura segnala la volontà del Tesoro di soddisfare la domanda del mercato su scadenze già in circolazione, consolidando la liquidità sui titoli esistenti.Le aste BOT si svolgono attraverso il sistema telematico della Banca d’Italia e sono riservate agli operatori specialisti in titoli di Stato e alle banche abilitate. Il singolo risparmiatore non partecipa direttamente: può acquistare i titoli in asta indiretta tramite la propria banca o intermediario finanziario, oppure acquistarli sul mercato secondario MOT (Mercato Obbligazionario Telematico) di Borsa Italiana dopo l’emissione.Il prezzo di aggiudicazione viene determinato con il metodo dell’asta competitiva: ogni partecipante presenta le proprie offerte in quantità e prezzo, e il Tesoro soddisfa le domande a partire dalla più alta fino all’esaurimento dell’importo offerto. Il prezzo medio ponderato emerso dall’asta determina poi il rendimento netto per il risparmiatore. Rendimenti e commissioni: cosa rimane in tascaUn aspetto fondamentale da comprendere prima di investire nei BOT agosto 2026 riguarda il rendimento netto effettivo, cioè quanto rimane realmente in tasca al risparmiatore dopo tasse e commissioni.I BOT sono soggetti a una tassazione agevolata del 12,5% (rispetto al 26% che si applica alla maggior parte degli altri strumenti finanziari). Questo è un vantaggio significativo che rende i titoli di Stato italiani particolarmente interessanti per chi vuole ottimizzare il rendimento al netto delle imposte. La tassazione si applica al rendimento maturato, che è calcolato come differenza tra prezzo di rimborso (100) e prezzo di acquisto.A questo bisogna aggiungere le commissioni bancarie, che variano da intermediario a intermediario. Le banche possono applicare commissioni di acquisto sull’asta (di norma molto contenute, talvolta nulle per i clienti che operano via home banking) oppure spread sul mercato secondario. Prima di acquistare, è sempre utile verificare il foglio informativo del proprio istituto di credito per conoscere i costi effettivi dell’operazione. Come partecipare all’asta BOTPer il risparmiatore privato, l’accesso all’asta BOT agosto 2026 avviene tramite la propria banca o SIM (Società di Intermediazione Mobiliare). È necessario disporre di un dossier titoli (deposito titoli) aperto presso l’intermediario e impartire un ordine di acquisto entro i termini previsti, che in genere coincidono con la mattina del giorno dell’asta.L’alternativa è acquistare i BOT sul mercato secondario MOT di Borsa Italiana nei giorni successivi all’asta, una volta che i titoli sono stati assegnati ed emessi. In questo caso il prezzo dipenderà dalle condizioni di mercato del momento, che possono essere leggermente diverse dal prezzo di aggiudicazione dell’asta. Il taglio minimo di acquisto dei BOT è di 1.000 euro di valore nominale.I Buoni Ordinari del Tesoro si collocano bene all’interno di una strategia di risparmio prudente, in affiancamento ad altri strumenti come i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) per chi vuole esporsi su scadenze più lunghe, o i conti deposito vincolati. Per chi cerca liquidità nel breve periodo con rischio praticamente nullo, restano uno degli strumenti di riferimento del panorama italiano.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Risparmio-e-Investimenti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-26 10:22:002026-08-26 08:45:39Asta BOT 27 Agosto 2026: il Tesoro Offre 4,5 Miliardi in Riapertura
NOTIZIEFerie con i colleghi: 5 regole per non rovinare il rapportoIndice dei contenutiPerché le ferie con i colleghi sono una sfidaRegola 1: definire i confini tra lavoro e riposoRegola 2: rispettare le abitudini personaliRegola 3: gestire le decisioni collettive senza conflittiRegola 4: mantenere la riservatezza fuori dall’ufficioRegola 5: tornare al lavoro come se niente fosseDomande frequentiLe ferie estive rappresentano uno dei momenti più attesi dell’anno. Ma cosa succede quando si decide di trascorrerle proprio con i colleghi di lavoro? Quello che sembra un’idea divertente può trasformarsi in un banco di prova per le relazioni professionali. Condividere qualche giorno di vacanza con chi si vede ogni mattina in ufficio significa inevitabilmente scoprire aspetti privati di quella persona che, di solito, restano fuori dal contesto lavorativo. Con qualche accorgimento, però, è possibile vivere un’esperienza positiva senza rischiare di compromettere un rapporto professionale importante.Perché le ferie con i colleghi sono una sfidaIn ufficio esistono ruoli chiari e dinamiche consolidate: c’è chi coordina, chi esegue, chi gestisce le relazioni con i clienti. Durante le vacanze questi ruoli si azzerano, almeno formalmente. Ci si ritrova improvvisamente su un piano di parità assoluta, senza la struttura gerarchica che di solito regola le interazioni quotidiane. Questo passaggio può essere liberatorio, ma può anche generare tensioni inaspettate.Secondo gli esperti di psicologia del lavoro, le vacanze con i colleghi mettono alla prova la qualità reale delle relazioni: si scopre se quella simpatia che si prova in ufficio regge anche fuori dal contesto professionale. Le incompatibilità che normalmente vengono mascherate dalla routine lavorativa emergono con chiarezza durante una settimana trascorsa insieme h24. Ecco perché prepararsi con le giuste regole fa la differenza tra una vacanza memorabile e un rientro complicato. Regola 1: definire i confini tra lavoro e riposoLa prima e più importante regola è stabilire fin da subito un patto non scritto: durante le ferie non si parla di lavoro. Sembra ovvio, ma non lo è affatto. Quando si è in vacanza con chi condivide lo stesso ambiente professionale, la tentazione di aggiornarsi su progetti, colleghi assenti o dinamiche aziendali è fortissima.Parlare di lavoro in vacanza è controproducente per almeno due motivi. Il primo: non permette di staccare davvero la spina, vanificando il beneficio del riposo. Il secondo: rischia di ricreare le stesse gerarchie e tensioni dell’ufficio in un contesto che dovrebbe essere neutro. Se qualcuno porta sul tavolo della cena un problema lavorativo, è utile stabilire un segnale condiviso — anche scherzoso — per ricordare a tutti che si è lì per rilassarsi, non per fare una riunione all’aperto.Questo confine vale anche per i telefoni e i messaggi di lavoro. Mettere il fuori ufficio non basta: se si risponde alle email mentre si è in spiaggia con i colleghi, si trasmette un’aspettativa implicita che anche loro debbano fare altrettanto. Rispettare il diritto al riposo reciproco — proprio come previsto dalla normativa italiana — è anche una forma di rispetto professionale. Regola 2: rispettare le abitudini personaliIn ufficio non si sa quasi nulla delle abitudini private dei colleghi: chi fa sport all’alba, chi è abitudinario nei pasti, chi ha bisogno di silenzio la mattina per svegliarsi. Condividere gli spazi per alcuni giorni significa fare i conti con queste differenze, che possono essere sorprendenti.La seconda regola è quella della tolleranza e del rispetto reciproco. Se un collega ha bisogno di due ore di autonomia al mattino per fare una passeggiata da solo, non va interpretato come snobberia o maleducazione: semplicemente, ha bisogno di un momento per sé. Allo stesso modo, chi preferisce andare a letto presto non dovrebbe sentirsi obbligato a restare sveglio fino a tardi per non essere escluso dalla comitiva.Un buon modo per gestire queste differenze è concordare prima della partenza almeno le attività principali — pasti, escursioni, serate — lasciando margine di libertà individuale. Non tutto deve essere fatto insieme: permettere a ciascuno di avere i propri spazi rende la convivenza più sostenibile e il gruppo più coeso nei momenti condivisi. Regola 3: gestire le decisioni collettive senza conflittiDove si mangia stasera? Si va in spiaggia o si visita il museo? Si prende la casa con tre o quattro camere? Le decisioni collettive durante una vacanza di gruppo possono diventare fonte di attrito se non si stabilisce un metodo per gestirle. La terza regola riguarda proprio questo: trovare un sistema decisionale che metta tutti a proprio agio.Il metodo migliore dipende dalla personalità del gruppo. Alcune comitive funzionano bene con un sistema a rotazione: ogni giorno è una persona diversa a scegliere l’attività o il ristorante, e tutti si adeguano. Altre preferiscono il voto a maggioranza. L’importante è che il metodo venga concordato prima, non imposto a caldo nel momento della discussione.Un errore frequente è lasciare che emerga un leader informale — spesso la persona più decisa o con più esperienza professionale — che finisce per prendere le decisioni per tutti. Questo può funzionare sul breve termine, ma crea risentimento nel tempo. Durante le vacanze, al contrario, è salutare sperimentare una dinamica più orizzontale e democratica rispetto a quella dell’ufficio. Regola 4: mantenere la riservatezza fuori dall’ufficioLe vacanze abbassano le difese. È naturale che, in un clima rilassato e conviviale, si finisca per condividere pensieri e confidenze che normalmente non si esprimerebbero in ufficio. Questo può rafforzare il legame personale, ma porta con sé un rischio concreto: che quelle confidenze vengano poi usate — anche involontariamente — in contesti professionali.La quarta regola è quella della discrezione reciproca. Tutto ciò che viene detto durante le ferie deve restare fuori dall’ufficio. Se un collega racconta qualcosa di personale — un problema familiare, un’insoddisfazione lavorativa, un momento di debolezza — quella conversazione non deve diventare oggetto di pettegolezzi o di valutazioni professionali al rientro.Questo vale anche per i social network. Prima di pubblicare foto o video che includono i colleghi, è buona norma chiedere il consenso esplicito. Alcune persone preferiscono tenere separata la sfera privata da quella pubblica e professionale: rispettare questa scelta è un segno di maturità relazionale che si rifletterà positivamente anche nel rapporto di lavoro. Regola 5: tornare al lavoro come se niente fosseLa quinta regola è forse la più sottovalutata, ma anche la più importante per la salute delle relazioni professionali a lungo termine: il rientro. Dopo qualche giorno trascorsi insieme h24, condividendo ogni aspetto della quotidianità, il ritorno alla normale routine lavorativa può sembrare straniante.Il rischio principale è uno di due opposti. Da un lato, la confidenza eccessiva: pensare che, avendo condiviso le vacanze, ora si possa superare ogni confine professionale. Dall’altro, il disagio: se durante la vacanza sono emersi attriti o momenti di tensione, questi possono proiettarsi negativamente sul rapporto di lavoro.Il segreto è mantenere una certa flessibilità. Tornare in ufficio non significa dimenticare l’esperienza condivisa, ma saper ricalibrare i toni e i ruoli in base al contesto. Si può essere stati compagni di avventura in vacanza e tornare a essere colleghi professionali senza che questo crei contraddizioni. Anzi, chi riesce a fare questa transizione con naturalezza dimostra una maturità relazionale che è apprezzata anche in ambito lavorativo.Domande frequentiÈ una buona idea andare in vacanza con i colleghi?Dipende dalla qualità del rapporto. Se il legame professionale è solido e basato su rispetto reciproco, la vacanza può rafforzarlo ulteriormente. Se invece esistono tensioni latenti, è probabile che emergano. In ogni caso, seguire le regole di rispetto e riservatezza aiuta a gestire qualsiasi situazione. Come evitare di litigare durante le ferie con i colleghi?Il modo migliore è stabilire in anticipo un sistema per prendere le decisioni collettive (a rotazione, a votazione, ecc.) e rispettare gli spazi individuali. Evitare di parlare di lavoro riduce ulteriormente le possibilità di conflitto. Cosa fare se durante la vacanza emerge un conflitto con un collega?È utile affrontarlo subito, con calma e in privato, senza coinvolgere gli altri. Rimandare il confronto al rientro in ufficio può peggiorare la situazione. L’obiettivo è trovare un accordo che permetta di concludere la vacanza serenamente e ripartire su basi chiare. Come gestire le spese in vacanza con i colleghi?Stabilire in anticipo come suddividere i costi (a parti uguali, in base all’utilizzo, ecc.) evita incomprensioni. Usare app di condivisione spese come Splitwise può semplificare la gestione e rendere tutto trasparente. Le vacanze con i colleghi influenzano la carriera?Indirettamente, sì. Un rapporto personale più solido può favorire una collaborazione più efficace. Allo stesso tempo, eventuali comportamenti fuori luogo durante le ferie possono influenzare negativamente la percezione professionale. La discrezione è sempre la scelta migliore. Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-26 10:15:002026-08-26 14:27:07Ferie con i colleghi: 5 regole per non rovinare il rapporto
NOTIZIEPensioni 2027: uscita a 64 anni con il ricalcolo contributivo. Come funzionaLa riforma pensioni torna al centro del dibattito politico in vista della Legge di Bilancio 2027. L’ipotesi che si fa strada con maggiore forza, secondo quanto riportato da PMI.it, punta sull’uscita anticipata a 64 anni di eta accompagnata da un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno previdenziale. Una strada gia percorsa parzialmente con Quota 103, ma ora proposta in forma strutturale e potenzialmente piu inclusiva. Ecco cosa cambia, chi ne beneficia e quali sono i numeri in gioco.Fonte: PMI.it – Riforma pensioni, si riparte dal contributivoIndice dei contenutiCosa prevede la proposta di riforma pensioni 2027Chi puo accedere alla pensione a 64 anniRicalcolo contributivo: cosa significa e quanto si perdeDifferenza rispetto a Quota 103Iter legislativo: quando entra in vigoreDomande frequenti Cosa prevede la proposta di riforma pensioni 2027L’orientamento che emerge dalle ultime indiscrezioni e dai documenti tecnici del Ministero del Lavoro punta su una misura strutturale di pensionamento anticipato basata su due pilastri:Eta minima di 64 anni al momento del pensionamento;Ricalcolo interamente contributivo dell’assegno, applicato anche ai periodi lavorativi maturati con il sistema retributivo (ante 1996).La proposta segna un cambio di paradigma rispetto alle misure temporanee degli ultimi anni (Quota 100, Quota 102, Quota 103): invece di sommare eta e contributi con una soglia “quota”, si torna al metodo contributivo puro come leva per rendere sostenibile l’anticipo previdenziale. Il sistema sarebbe strutturale, cioe non soggetto a scadenza annuale come le quote degli ultimi anni. Chi puo accedere alla pensione a 64 anniIn base alla proposta circolante, i requisiti di accesso sarebbero:64 anni di eta anagrafica;20 anni di contribuzione minima (lo stesso requisito minimo previsto dalla Riforma Fornero per la pensione di vecchiaia a 67 anni);Assegno minimo: il ricalcolo contributivo deve produrre un importo non inferiore a una soglia che sara definita in sede di approvazione della legge. I dettagli numerici non sono ancora stati fissati ufficialmente.I lavoratori interamente contributivi (che hanno iniziato a lavorare dopo il 1 gennaio 1996) hanno gia oggi la possibilita di uscire a 64 anni con l’assegno non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale, in base alla normativa vigente (art. 24 c. 10 D.L. 201/2011, Riforma Fornero). La novita del 2027 riguarderebbe invece i lavoratori misti, cioe coloro che hanno contributi sia retributivi (ante 1996) sia contributivi (post 1996): a questi si consentirebbe di accettare volontariamente il ricalcolo contributivo dell’intera carriera per ottenere l’accesso anticipato a 64 anni. Ricalcolo contributivo: cosa significa e quanto si perdeIl metodo contributivo calcola la pensione sulla base dei contributi effettivamente versati nel corso della vita lavorativa, moltiplicati per un coefficiente di trasformazione che dipende dall’eta al pensionamento. Piu si esce in anticipo, piu il coefficiente e basso e quindi piu basso sara l’assegno mensile.Il metodo retributivo (applicato ai periodi ante 1996 per i lavoratori misti) calcola invece la pensione come percentuale dell’ultima retribuzione o della media degli ultimi anni, ed e generalmente piu generoso per chi ha avuto carriere lunghe con stipendi crescenti.Accettare il ricalcolo contributivo dell’intera carriera comporta quindi una riduzione dell’assegno. Le stime di esperti previdenziali e sindacati indicano tagli che vanno da un minimo del 15-20% fino al 30-35% per le carriere con la quota retributiva piu elevata (lavoratori con oltre 18-20 anni di contributi ante 1996 e retribuzioni medio-alte). Il taglio varia molto in base a:Anni di contribuzione totali;Livello retributivo nella fase pre-1996;Eta di pensionamento (piu si aspetta, piu alto e il coefficiente di trasformazione);Andamento della rivalutazione del montante contributivo negli anni. Differenza rispetto a Quota 103Quota 103, in vigore nel 2023 e prorogata con modifiche nel 2024 e 2025, richiedeva 62 anni di eta piu 41 anni di contributi (somma = 103), con ricalcolo contributivo e tetto di 5 volte il minimo INPS nei primi anni di pensionamento. Si trattava pero di una misura temporanea, rinnovata anno per anno in Legge di Bilancio.La proposta per il 2027 si distingue per tre elementi:Carattere strutturale: non e una misura transitoria soggetta a proroga annuale;Requisiti contributivi piu bassi: bastano 20 anni (non 41), ma l’eta e fissata a 64 anni (non 62);Nessun tetto all’assegno nei primi anni (a differenza di Quota 103 che limitava a 5 volte il minimo INPS): il ricalcolo contributivo e l’unica penalizzazione. Iter legislativo: quando entra in vigoreLa proposta e ancora in fase di discussione tecnica e politica. Il calendario parlamentare prevede che il disegno di legge di bilancio 2027 venga presentato dal Governo alle Camere entro il 15 ottobre 2026. L’approvazione definitiva e attesa entro il 31 dicembre 2026, con entrata in vigore delle nuove disposizioni dal 1 gennaio 2027.Va sottolineato che, allo stato attuale, si tratta di una proposta in discussione e non di una norma approvata. Le indicazioni sui requisiti (64 anni, 20 anni di contributi, soglia assegno minimo) potrebbero variare nel corso dell’iter parlamentare. Il MIMIT e il MEF sono al lavoro sulle coperture finanziarie, che rappresentano il nodo principale: una misura strutturale impone un impegno di spesa pluriennale che deve essere compatibile con i vincoli del PNRR e del Patto di Stabilita europeo.Domande frequenti Con la riforma pensioni 2027 posso andare in pensione a 64 anni?Se la proposta verra approvata nella Legge di Bilancio 2027, si: chi ha almeno 64 anni di eta e 20 anni di contributi potrebbe accedere alla pensione anticipata accettando il ricalcolo contributivo dell’intero assegno. La norma pero non e ancora legge.Il ricalcolo contributivo conviene sempre?Non sempre. Per i lavoratori con molti anni di contributi ante 1996 e retribuzioni medio-alte, il taglio dell’assegno puo essere significativo (20-35%). Prima di decidere e fondamentale simulare l’importo con il servizio “La mia pensione” di INPS o con il supporto di un consulente previdenziale.Che differenza c’e tra questa proposta e la pensione anticipata ordinaria?La pensione anticipata ordinaria richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (41 anni e 10 mesi per le donne) indipendentemente dall’eta. La proposta in esame per il 2027 abbassa il requisito contributivo a 20 anni ma fissa l’eta minima a 64 anni e applica il ricalcolo contributivo.Chi sono i lavoratori misti?Sono i lavoratori che hanno contributi versati sia prima del 1 gennaio 1996 (periodo retributivo) sia dopo (periodo contributivo). Per loro la pensione viene oggi calcolata in modo misto: metodo retributivo per i periodi ante 1996, metodo contributivo per quelli post 1996. La proposta consentirebbe loro di optare per il contributivo puro su tutta la carriera in cambio dell’anticipo a 64 anni.Questo articolo e stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e responsabile dei contenuti.Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-26 09:22:002026-08-26 08:37:18Pensioni 2027: uscita a 64 anni con il ricalcolo contributivo. Come funziona
NOTIZIEPensioni settembre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenuteSettembre 2026 porta con sé importanti aggiornamenti per tutti i pensionati italiani: oltre alle consuete date di accredito bancario e al calendario degli sportelli Poste Italiane, questo mese il cedolino della pensione potrebbe riportare alcune novità legate ai conguagli IRPEF e ad eventuali trattenute derivanti dalla dichiarazione dei redditi. Di seguito trovate tutte le informazioni aggiornate per sapere quando arriva la pensione, cosa aspettarsi sul cedolino e come consultarlo comodamente da casa.Indice dei contenutiQuando vengono pagate le pensioni a settembre 2026Calendario Poste Italiane: ritiro in filialeCedolino pensione settembre 2026: cosa cambiaTrattenute e conguagli IRPEF di settembreCome consultare il cedolino online su MyINPSDomande frequenti Quando vengono pagate le pensioni a settembre 2026Le pensioni erogate dall’INPS vengono accreditate il primo giorno bancario del mese. Poiche’ il 1° settembre 2026 cade di martedi’ (giorno feriale bancario), l’accredito diretto sul conto corrente avverra’ il 1° settembre 2026.Per i pensionati che ricevono la pensione tramite bonifico bancario o postale, la cifra sara’ disponibile fin dalle prime ore del mattino del 1° settembre. Questo vale per tutti i trattamenti gestiti dall’INPS: pensione di vecchiaia, pensione anticipata, invalidita’ civile, assegno di invalidita’, pensione ai superstiti (reversibilita’).Per approfondire il calendario completo di tutti i pagamenti INPS del mese (NASpI, ADI, Assegno Unico), puoi consultare il nostro articolo: Pagamenti INPS Settembre 2026: Calendario Completo. Calendario Poste Italiane: ritiro in filialePer i pensionati che ritirano la pensione agli sportelli Poste Italiane, il pagamento viene distribuito su piu’ giorni in base all’iniziale del cognome, per evitare code e assembramenti. Il calendario alfabetico di settembre 2026 e’ il seguente:Cognome (iniziale)Giorno di pagamentoA – CMartedi’ 1 settembre 2026D – KMercoledi’ 2 settembre 2026L – PGiovedi’ 3 settembre 2026Q – ZVenerdi’ 4 settembre 2026Nota importante: i pensionati con cognome che inizia per A, B o C possono ritirare la pensione gia’ dal 1° settembre. Chi non puo’ recarsi allo sportello nel giorno assegnato, puo’ comunque ritirare la pensione nei giorni successivi senza perdere il diritto all’importo. In alternativa, e’ sempre possibile attivare l’accredito su libretto postale o conto BancoPosta per ricevere automaticamente l’importo il 1° settembre. Cedolino pensione settembre 2026: cosa cambiaIl cedolino della pensione e’ il documento che riporta in dettaglio l’importo lordo, le trattenute fiscali e previdenziali applicate e il netto che viene effettivamente erogato. Controllare il cedolino di settembre e’ particolarmente importante perche’ questo e’ uno dei mesi in cui l’INPS applica tipicamente conguagli e trattenute straordinarie.Sul cedolino di settembre 2026 potreste trovare le seguenti voci:Importo lordo della pensione: la prestazione mensile base rivalutata per il 2026Addizionale regionale IRPEF: trattenuta calcolata sulle aliquote della regione di residenzaAddizionale comunale IRPEF: trattenuta in base al comune di residenza (saldo e/o acconto)Conguaglio IRPEF: eventuale saldo derivante dalla dichiarazione precompilata o da comunicazioni dell’Agenzia delle EntrateTrattenute per prestiti/cessione del quinto: se il pensionato ha un prestito con cessione del quinto dello stipendio/pensioneQuote associative o sindacali: se il pensionato ha autorizzato trattenute a favore di organizzazioni sindacali Trattenute e conguagli IRPEF di settembreIl mese di settembre e’ tradizionalmente uno dei piu’ delicati per i pensionati dal punto di vista fiscale. L’INPS, in qualita’ di sostituto d’imposta, e’ obbligato a trattenere direttamente sulla pensione le addizionali regionali e comunali IRPEF maturate sull’anno precedente (o sull’anno in corso come acconto).In particolare, nel 2026 settembre puo’ portare:Saldo addizionale regionale 2025: trattenuto a rate da gennaio a novembre 2026. Settembre e’ la nona rata su undici.Saldo addizionale comunale 2025: puo’ essere trattenuto in un’unica soluzione o rateizzatoAcconto addizionale comunale 2026: per alcuni comuni, il 30% dell’addizionale stimata per l’anno corrente viene trattenuto a partire da settembreConguagli da 730 precompilato: se l’Agenzia delle Entrate ha comunicato all’INPS un saldo a debito a seguito della dichiarazione dei redditi 2025 (modello 730 presentato a luglio 2026), il rimborso o la trattenuta viene applicata a partire dal cedolino di agosto-settembreSe l’importo netto di settembre e’ inferiore al solito, molto probabilmente la causa e’ una di queste trattenute. Verificate sempre il dettaglio sul cedolino online per capire esattamente da dove deriva la differenza. Per approfondire come funzionano le addizionali IRPEF, leggi la nostra guida: Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa. Come consultare il cedolino online su MyINPSL’INPS mette a disposizione un servizio online gratuito per consultare il cedolino della pensione in qualsiasi momento. Ecco come fare:Accedi al portale MyINPS: vai su myinps.inps.it e fai clic su “Accedi ai servizi”Scegli il metodo di autenticazione: puoi accedere con SPID (Sistema Pubblico di Identita’ Digitale), CIE (Carta di Identita’ Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Cerca il servizio cedolino: una volta autenticato, cerca “Cedolino della pensione” nella barra di ricerca del portale o vai in “I miei servizi”Seleziona il mese: puoi consultare il cedolino del mese corrente e degli ultimi 12 mesiScarica o stampa il cedolino: il documento e’ disponibile in formato PDF per il downloadSe non sei ancora in possesso dello SPID o della CIE, puoi rivolgerti a un CAF o a uno sportello dedicato per ottenerli. In alternativa, puoi contattare il Contact Center INPS al numero gratuito 803 164 (da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento) per ricevere informazioni sul cedolino.Per sapere piu’ nel dettaglio le date di accredito di tutte le prestazioni INPS di settembre, consulta anche: Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito e Calendario INPS.Domande frequenti La pensione di settembre 2026 e’ aumentata rispetto ad agosto?L’importo base della pensione per il 2026 e’ stato rivalutato a gennaio in base all’indice di inflazione ISTAT. A settembre l’importo lordo rimane uguale a quello degli altri mesi del 2026, salvo eventuali conguagli o provvedimenti specifici comunicati dall’INPS. Le variazioni sul netto dipendono principalmente dalle trattenute fiscali (addizionali, conguagli IRPEF).Perche’ la mia pensione di settembre e’ piu’ bassa?Se l’importo netto di settembre e’ inferiore al solito, le cause piu’ comuni sono: la trattenuta dell’addizionale regionale o comunale IRPEF (che si applica in rate da gennaio a novembre), un conguaglio IRPEF derivante dal 730 o dalla dichiarazione dei redditi, oppure una trattenuta per prestito con cessione del quinto. Consulta il cedolino online su MyINPS per vedere il dettaglio completo delle voci.Quando viene accreditata la pensione per chi ha il conto in banca?Per i pensionati con accredito su conto corrente bancario, la pensione di settembre 2026 viene accreditata il 1° settembre 2026 (martedi’), primo giorno bancario del mese. L’importo e’ solitamente disponibile gia’ dalle prime ore del mattino.Posso delegare qualcuno a ritirare la pensione alle Poste per me?Si’, e’ possibile delegare un familiare o un fiduciario al ritiro della pensione allo sportello Poste Italiane. E’ necessario presentare una delega scritta firmata dal pensionato, un documento di identita’ del delegato e una fotocopia del documento di identita’ del delegante. In alternativa, attivare l’accredito automatico su libretto postale o conto BancoPosta elimina la necessita’ di recarsi allo sportello.Questo articolo e’ stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e’ responsabile dei contenuti.Agosto 26, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/BOX-PENSIONI.png 788 940 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-26 06:28:152026-08-26 08:30:07Pensioni settembre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenute
NOTIZIECedolare Secca Affitti Commerciali 2026: Ultima Chiamata per Locali C/1Indice dei contenutiCos’e’ la cedolare secca sugli affitti commercialiCome funziona e chi puo’ applicarlaPerche’ si parla di ultima chiamataVantaggi per locatori e conduttoriScadenze e adempimenti 2026Domande frequentiLa cedolare secca sugli affitti commerciali torna al centro del dibattito fiscale. Il Sole 24 Ore segnala un’"ultima chiamata" per questa misura: l’estensione strutturale alle locazioni non abitative e’ ancora in bilico e il tempo per intervenire si stringe. Chi affitta un locale commerciale di piccole dimensioni deve sapere se puo’ ancora beneficiare di questo regime agevolato e quali sono i passi da compiere entro la fine dell’anno. Cos’e’ la cedolare secca sugli affitti commercialiLa cedolare secca e’ un’imposta sostitutiva dell’IRPEF ordinaria che i proprietari di immobili possono applicare sui canoni di locazione. Originariamente prevista solo per gli immobili a uso abitativo, la Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018, art. 1, c. 59) ha introdotto in via sperimentale la possibilita’ di applicarla anche alle locazioni di immobili ad uso commerciale appartenenti alla categoria catastale C/1 (negozi e botteghe).L’aliquota prevista per le locazioni commerciali e’ del 21%. Si tratta di un’imposta sostitutiva che sostituisce:IRPEF e relative addizionali regionali e comunaliimposta di registro sul contratto di locazioneimposta di bollo sul contratto di locazionePer chi rientra nei requisiti, il vantaggio fiscale e’ immediato e significativo rispetto alla tassazione IRPEF ordinaria, soprattutto per i redditi piu’ elevati. Come funziona e chi puo’ applicarlaI requisiti per accedere alla cedolare secca sugli affitti commerciali sono specifici e vincolanti:Tipo di immobile: solo immobili di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe)Superficie massima: fino a 600 metri quadri, escluse le pertinenzeLocatore: persona fisica proprietaria o titolare di diritto reale sull’immobileRegime: l’opzione si esercita in sede di registrazione del contratto o di prorogaLa misura non si applica agli immobili di categoria A/10 (uffici), C/3 (laboratori), C/6 (rimesse) o D (immobili industriali e commerciali di grandi dimensioni). E’ riservata esclusivamente ai negozi e botteghe C/1, che rappresentano la tipologia di locale commerciale piu’ diffusa nei centri urbani.L’opzione per la cedolare secca va comunicata all’Agenzia delle Entrate tramite modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili), contestualmente alla registrazione del contratto o in sede di proroga. Perche’ si parla di ultima chiamataSecondo Il Sole 24 Ore, il termine "ultima chiamata" fa riferimento alla finestra temporale che si sta chiudendo per l’estensione strutturale di questa misura alle locazioni non abitative in senso piu’ ampio. La cedolare secca commerciale e’ stata prorogata di anno in anno senza mai diventare misura permanente a pieno regime, e il dibattito sulla sua estensione e stabilizzazione definitiva e’ ancora aperto.Il quotidiano economico sottolinea che l’estensione della misura alle locazioni non abitative non sarebbe solo un intervento fiscale, ma uno strumento di politica economica: contribuirebbe a far emergere il nero nei contratti di locazione commerciale, a ridurre il costo degli spazi per le piccole imprese e a incentivare la stipula di contratti regolari, con effetti positivi sulla rigenerazione urbana dei centri storici.Chi ha un contratto di locazione C/1 in corso o sta per stipularne uno nuovo deve quindi valutare subito se optare per questo regime, prima che eventuali modifiche normative o scadenze ne restringano ulteriormente la portata. Vantaggi per locatori e conduttoriI vantaggi della cedolare secca commerciale si dispiegano su piu’ fronti: Per il locatore (proprietario)Risparmio IRPEF: l’aliquota del 21% e’ conveniente per chi e’ in scaglioni IRPEF superiori (35%, 43%)Nessuna imposta di registro: non si paga il 2% annuo sull’imposta di registroNessuna imposta di bollo: il bollo sul contratto e’ incluso nel regime sostitutivoDichiarazione semplificata: il reddito da cedolare secca non si cumula con gli altri redditi ai fini delle addizionaliPer il conduttore (affittuario commerciale)Blocco aggiornamento ISTAT: il locatore che opta per cedolare secca non puo’ aggiornare il canone agli indici ISTAT per tutta la durata dell’opzioneCanone stabile: prevedibilita’ dei costi per la piccola impresa o il commercianteIncentivo alla regolarita’: il vantaggio fiscale del locatore riduce la pressione verso canoni "in nero"Scadenze e adempimenti 2026Chi vuole optare per la cedolare secca su un locale C/1 deve rispettare alcune scadenze fondamentali:Nuovo contratto: l’opzione va esercitata contestualmente alla registrazione del contratto tramite modello RLIContratto in corso: e’ possibile optare in sede di proroga annuale, entro il termine di versamento dell’imposta di registro sulla prorogaRevoca dell’opzione: possibile ogni anno in sede di prorogaAcconto cedolare secca 2026: dovuto se l’imposta cedolare dell’anno precedente supera 51,65 euro; si versa in due rate se l’importo supera 257,52 euro (40% entro giugno, 60% entro 30 novembre), oppure in unica soluzione entro il 30 novembreLa dichiarazione dei redditi da locazione con cedolare secca va presentata nel Modello Redditi PF, quadro RB, indicando la scelta del regime sostitutivo. Non e’ possibile optare per la cedolare secca in sede di dichiarazione: l’opzione deve essere esercitata preventivamente con il modello RLI presso l’Agenzia delle Entrate.Domande frequenti La cedolare secca si applica anche agli uffici o ai capannoni? No. La cedolare secca commerciale si applica esclusivamente agli immobili di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe) con superficie fino a 600 mq. Gli uffici (A/10), i laboratori (C/3) e i capannoni (categoria D) sono esclusi dalla misura. Posso optare per la cedolare secca su un contratto gia’ in corso? Si’, ma solo in sede di proroga annuale. E’ necessario presentare il modello RLI all’Agenzia delle Entrate entro il termine di versamento dell’imposta di registro sulla proroga. Non e’ possibile esercitare l’opzione a contratto in corso senza una scadenza di proroga. Qual e’ l’aliquota della cedolare secca per i locali commerciali? L’aliquota e’ del 21%. E’ inferiore rispetto agli scaglioni IRPEF piu’ alti (35% e 43%), quindi il risparmio e’ tanto maggiore quanto piu’ elevato e’ il reddito complessivo del proprietario. Per i redditi medio-bassi il vantaggio puo’ essere ridotto o nullo. Il conduttore puo’ dedurre il canone commerciale in cedolare secca come costo? Si’. Il regime di cedolare secca riguarda la tassazione del locatore, non incide sulla deducibilita’ del canone per il conduttore. L’affittuario del locale commerciale puo’ continuare a dedurre il canone come costo inerente all’attivita’, secondo le regole ordinarie. La cedolare secca commerciale e’ una misura definitiva o temporanea? E’ nata come misura sperimentale con la Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018) e da allora e’ stata prorogata senza diventare strutturale. Il dibattito sulla sua stabilizzazione definitiva e su una possibile estensione a categorie catastali diverse da C/1 e’ ancora in corso.Questo articolo e’ stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e’ responsabile dei contenuti. Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-26 01:42:002026-08-26 08:13:51Cedolare Secca Affitti Commerciali 2026: Ultima Chiamata per Locali C/1
NOTIZIEEssilorLuxottica, Leonardo Maria Del Vecchio lascia i vertici: le ragioni dell’uscitaLeonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, ha annunciato le proprie dimissioni dai vertici di EssilorLuxottica, il colosso franco-italiano dell’ottica quotato alla Borsa di Parigi. La notizia ha immediatamente attirato l’attenzione degli osservatori finanziari e del mondo degli affari, segnando una svolta significativa nella governance del gruppo che produce marchi iconici come Ray-Ban, Oakley e Persol.Indice dei contenutiChi e Leonardo Maria Del VecchioLe ragioni dell’uscita da EssilorLuxotticaIl peso della famiglia Del Vecchio nel gruppoCosa cambia nella governance di EssilorLuxotticaLa reazione dei mercatiDomande frequenti Chi e Leonardo Maria Del VecchioLeonardo Maria Del Vecchio e uno dei sei figli del fondatore di Luxottica, il compianto Leonardo Del Vecchio, scomparso nel giugno 2022. Laureato in economia e con esperienze nel settore del private equity e della finanza internazionale, Leonardo Maria era entrato nel consiglio di amministrazione di EssilorLuxottica come rappresentante della famiglia fondatrice, detentrice tramite la holding Delfin di una quota di controllo superiore al 30% nel gruppo.Delfin, la cassaforte di famiglia con sede in Lussemburgo, e il principale azionista di EssilorLuxottica. La presenza dei figli Del Vecchio negli organi societari e sempre stata centrale nella governance del colosso dell’ottica, anche dopo la scomparsa del fondatore e le successive battaglie ereditarie tra i diversi rami familiari. Le ragioni dell’uscita da EssilorLuxotticaLe motivazioni ufficiali dell’uscita di Leonardo Maria Del Vecchio dai vertici di EssilorLuxottica fanno riferimento a divergenze strategiche con l’attuale management del gruppo, guidato dall’amministratore delegato Francesco Milleri. Secondo quanto riportato da diverse fonti finanziarie, le tensioni riguarderebbero la direzione industriale del gruppo e la gestione delle priorita di investimento in un contesto di mercato sempre piu competitivo.Non e la prima volta che emergono frizioni all’interno del gruppo. Dopo la morte del fondatore nel 2022, il processo di successione e la gestione del potere all’interno di EssilorLuxottica hanno attraversato diverse fasi di tensione, con i vari figli Del Vecchio che hanno assunto posizioni non sempre allineate sulle strategie aziendali. Leonardo Maria si era distinto per posizioni critiche rispetto ad alcune scelte del management professionale che ha assunto la guida operativa del gruppo.Tra i nodi principali del confronto vi sarebbero le modalita di allocazione del capitale, le politiche di acquisizione e la gestione dei brand del portafoglio. EssilorLuxottica e oggi uno dei gruppi di eyewear piu grandi al mondo, con ricavi annui superiori ai 20 miliardi di euro, e le decisioni strategiche hanno impatti enormi sia sul valore azionario sia sull’assetto della governance familiare. Il peso della famiglia Del Vecchio nel gruppoNonostante le uscite individuali, la famiglia Del Vecchio mantiene il controllo di EssilorLuxottica attraverso Delfin. La holding e gestita da un board familiare che comprende diversi eredi del fondatore, e la sua posizione come azionista di controllo rimane solida indipendentemente dalle scelte personali dei singoli componenti della famiglia rispetto ai ruoli consiliari.Leonardo Del Vecchio aveva costruito Luxottica dal nulla, partendo da un piccolo laboratorio di Agordo (Belluno) negli anni Sessanta per trasformarla nel piu grande produttore mondiale di occhiali. La fusione con il gruppo francese Essilor nel 2018 aveva dato vita a EssilorLuxottica, creando un campione europeo dell’ottica con oltre 190.000 dipendenti nel mondo. La tutela di questa eredita industriale rimane la priorita condivisa da tutti i rami familiari, anche quando emergono divergenze di vedute sulla gestione corrente. Cosa cambia nella governance di EssilorLuxotticaL’uscita di Leonardo Maria Del Vecchio dal consiglio di amministrazione non modifica la struttura proprietaria del gruppo, ma ha un impatto simbolico e pratico sulla rappresentanza familiare negli organi di governo. Il board di EssilorLuxottica e composto da esponenti della famiglia Del Vecchio, da rappresentanti della parte francese (Essilor) e da consiglieri indipendenti.Con le dimissioni di Leonardo Maria, il peso della componente familiare nella sala del consiglio si riduce, rafforzando de facto la posizione del management professionale guidato da Milleri. Questo potrebbe accelerare alcune decisioni strategiche che in precedenza incontravano resistenze interne, ma potrebbe anche ridurre il contrappeso familiare rispetto alle scelte dell’AD.Dal punto di vista regolamentare, le dimissioni di un consigliere non richiedono assemblee straordinarie: il board puo cooptare un sostituto fino alla prossima assemblea degli azionisti, oppure procedere senza riempire il seggio vacante se il numero minimo di consiglieri previsto dallo statuto e comunque rispettato. La reazione dei mercatiLe notizie di turbolenze nella governance di grandi aziende familiari tendono a generare volatilita sui mercati finanziari, almeno nel breve periodo. Nel caso di EssilorLuxottica, gli investitori seguono con attenzione qualsiasi segnale relativo all’assetto della famiglia Del Vecchio, dato il peso determinante di Delfin nel capitale sociale.Tuttavia, le dimissioni di un singolo consigliere — pur di rango familiare — non alterano la struttura di controllo. Il titolo EL (il simbolo borsistico di EssilorLuxottica su Euronext Paris) viene monitorato dagli analisti principalmente sulla base dei fondamentali industriali: crescita organica dei ricavi, andamento del mercato eyewear globale, integrazione dei brand acquisiti e marginalita operativa. Su questi fronti il gruppo ha continuato a mostrare solida performance anche dopo la scomparsa del fondatore.Domande frequentiChi e Leonardo Maria Del Vecchio?E uno dei figli del fondatore di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, scomparso nel 2022. Ha fatto parte del consiglio di amministrazione di EssilorLuxottica come rappresentante della famiglia fondatrice.Perche Leonardo Maria Del Vecchio si e dimesso da EssilorLuxottica?Le ragioni ufficiali fanno riferimento a divergenze strategiche con il management operativo del gruppo. Le tensioni interne non sono una novita: dopo la morte del fondatore, la gestione del potere all’interno di EssilorLuxottica ha attraversato diverse fasi di confronto tra i vari eredi e il top management.La famiglia Del Vecchio perde il controllo di EssilorLuxottica?No. La holding Delfin detiene oltre il 30% del capitale e rimane l’azionista di controllo. Le dimissioni personali di Leonardo Maria non modificano la struttura proprietaria del gruppo.Cosa succedera ora nella governance di EssilorLuxottica?Il board potra cooptare un sostituto oppure continuare con la composizione attuale, a seconda delle previsioni statutarie. Il management professionale, guidato dall’AD Francesco Milleri, mantiene la guida operativa del gruppo.EssilorLuxottica e quotata in Italia?EssilorLuxottica e quotata principalmente su Euronext Paris (simbolo EL). Ha una forte presenza industriale in Italia, con sedi storiche ad Agordo (Belluno) e stabilimenti produttivi nel nordest del Paese.Questo articolo e stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e responsabile dei contenuti. Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-26 00:42:002026-08-26 08:06:34EssilorLuxottica, Leonardo Maria Del Vecchio lascia i vertici: le ragioni dell’uscita
NOTIZIEEnergia elettrica in lieve calo: PUN oggi a 0,191 €/kWh – 25 Agosto 2026Il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell’energia elettrica registra oggi, 25 agosto 2026, un valore di 0,191 €/kWh, in lieve calo rispetto ai giorni precedenti. Un segnale positivo per le famiglie italiane che ancora oggi monitorano con attenzione i prezzi dell’elettricità, dopo i rincari che hanno caratterizzato gli ultimi anni.Indice dei contenutiCos’è il PUN e perché contaPUN oggi 25 agosto 2026: il datoCosa significa per le bollette delle famiglieConfronto con i mesi precedentiMercato libero e mercato tutelato: le differenzeDomande frequenti (FAQ) Cos’è il PUN e perché contaIl PUN – Prezzo Unico Nazionale è il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia. In parole semplici, è il costo che i fornitori di elettricità pagano per acquistare l’energia sul mercato all’ingrosso gestito dal Gestore dei Mercati Energetici (GME). Questo valore influenza direttamente le tariffe che poi noi consumatori troviamo in bolletta.Non è la stessa cosa del prezzo che paghi ogni mese: nella bolletta incidono anche le spese di rete (trasporto e distribuzione), le imposte e gli oneri di sistema. Tuttavia, il PUN è la componente più volatile e quella che determina le oscillazioni dei costi nel tempo. PUN oggi 25 agosto 2026: il datoSecondo i dati disponibili aggiornati al 25 agosto 2026, il Prezzo Unico Nazionale si attesta a 0,191 €/kWh. Si tratta di un valore in lieve calo rispetto ai giorni immediatamente precedenti, un movimento che gli operatori del settore interpretano come una piccola boccata d’aria per i consumatori finali.Il dato è stato rilevato attraverso il monitoraggio del mercato all’ingrosso italiano (MGP – Mercato del Giorno Prima), la principale borsa elettrica del nostro Paese dove si forma quotidianamente il prezzo di riferimento. A titolo di confronto, nel mese di agosto i valori del PUN tendono a essere influenzati dalla stagionalità: il caldo estivo aumenta la domanda di energia per il condizionamento, ma le ore di luce prolungate favoriscono la produzione solare, creando un effetto calmierante sui prezzi nelle ore centrali della giornata. Cosa significa per le bollette delle famiglieIl calo del PUN è una buona notizia, ma è importante capire in che misura si riflette sulla bolletta mensile. Le famiglie nel mercato di tutela graduata (ex Maggior Tutela, la tariffa gestita da ARERA per chi non ha scelto un fornitore del mercato libero) vedono aggiornare le tariffe su base trimestrale. Quindi un calo giornaliero del PUN non si traduce immediatamente in una bolletta più leggera di questo mese.Per chi è già nel mercato libero con un contratto a prezzo variabile indicizzato al PUN, la situazione è diversa: la componente energia della bolletta segue direttamente le variazioni del mercato all’ingrosso, quindi un calo del PUN può riflettersi nel costo della prossima lettura.Se stai valutando se passare al mercato libero, ricorda che esistono strumenti a tua tutela: i contratti con prezzo fisso ti proteggono dalle oscillazioni del mercato, mentre quelli a prezzo variabile ti permettono di beneficiare dei ribassi (ma ti espongono anche ai rialzi). Una scelta consapevole richiede di analizzare il tuo profilo di consumo e confrontare le offerte disponibili. Confronto con i mesi precedentiPer capire il significato del dato odierno, è utile collocarlo in un contesto più ampio. Nel corso del 2026, il PUN ha mostrato un andamento altalenante, influenzato da diversi fattori:Produzione rinnovabile: l’espansione delle installazioni fotovoltaiche in Italia ha contribuito a calmierare i prezzi nelle ore diurne, soprattutto nei mesi estivi.Importazioni di gas: le quotazioni del gas naturale (usato nelle centrali termoelettriche) restano un fattore chiave per il prezzo dell’elettricità nelle ore serali e notturne.Temperatura e clima: le ondate di calore estivo aumentano i consumi per il condizionamento, ma la maggiore irradiazione solare compensa parzialmente l’effetto.Mercato europeo: l’interconnessione con i mercati elettrici di Francia, Austria, Slovenia e Svizzera incide sull’equilibrio domanda-offerta italiano.Il valore di 0,191 €/kWh di oggi si colloca in una fascia che, se mantenuta, potrebbe contribuire a un aggiornamento positivo delle tariffe nel prossimo trimestre di aggiornamento ARERA. Mercato libero e mercato tutelato: le differenzeDal 1° luglio 2024 il mercato di maggior tutela è stato chiuso per le utenze domestiche (con eccezioni per le utenze vulnerabili: anziani over 75, soggetti in condizioni di disagio economico o fisico, residenti in zone con servizio di tutela specifica). Chi non rientra nelle categorie vulnerabili è stato automaticamente trasferito al Servizio a Tutele Graduali (STG), gestito da fornitori selezionati tramite gara ARERA su base regionale.Se hai bisogno di verificare se hai diritto alla tutela per utenze vulnerabili o se sei già nel mercato libero senza saperlo, puoi controllare direttamente nella tua bolletta alla voce “fornitore” e “condizioni contrattuali”.Per chi vuole approfondire le opportunità di risparmio sulle bollette, è utile consultare anche i bonus bolletta luce disponibili ad agosto 2026, che possono abbattere sensibilmente il costo per le famiglie con ISEE basso. Leggi anche la nostra guida sull’Ecobonus 2026 per il risparmio energetico, utile per chi sta pensando a interventi di efficienza nella propria abitazione.Domande frequenti sul PUN e i prezzi dell’energia elettrica Cos’è esattamente il PUN?Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, calcolato ogni giorno dalla Borsa Elettrica Italiana (GME). È il punto di riferimento per le tariffe del mercato libero a prezzo variabile e influenza indirettamente le tariffe regolate da ARERA.Il calo del PUN oggi significa che pago meno in bolletta?Non necessariamente in modo immediato. Se sei nel Servizio a Tutele Graduali (ex maggior tutela), le tariffe vengono aggiornate trimestralmente da ARERA. Se sei nel mercato libero con contratto indicizzato al PUN, il calo si rifletterà sulla componente energia della tua prossima bolletta.Dove posso trovare il PUN aggiornato ogni giorno?Il dato giornaliero ufficiale è pubblicato dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) sul sito mercatoelettrico.org, nella sezione “Esiti MGP” (Mercato del Giorno Prima). Alcune piattaforme di comparazione tariffaria offrono anche grafici sull’andamento storico del PUN.Cosa sono le utenze vulnerabili e come si verifica di esserlo?Le utenze vulnerabili hanno diritto a restare in un regime di tutela prezzo anche dopo la fine del mercato di maggior tutela. Rientrano in questa categoria: persone con almeno 75 anni di età, titolari di bonus sociali per disagio economico, persone in gravi condizioni di salute che usano apparecchi salvavita, e residenti in isole minori non interconnesse alla rete nazionale. Per verificare la propria situazione, è sufficiente contattare il proprio fornitore o consultare il sito di ARERA.Quale fornitore conviene scegliere nel mercato libero?Non esiste un fornitore “migliore” in assoluto: dipende dal tuo profilo di consumo, dalla fascia oraria in cui consumi di più e dalla tua preferenza per un prezzo fisso o variabile. Il consiglio è di utilizzare il portale ufficiale Trova Offerte di ARERA (www.arera.it) per confrontare le offerte disponibili nella tua zona.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Bonus-Energia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-25 23:42:002026-08-26 07:53:41Energia elettrica in lieve calo: PUN oggi a 0,191 €/kWh – 25 Agosto 2026
NOTIZIEEredità dai genitori, chi la aspetta spende di più e lavora menoChi si aspetta di ricevere un’eredità dai genitori tende a spendere di più, risparmiare meno e lavorare con minore intensità. È questo il dato più sorprendente che emerge da un’analisi recente sui comportamenti economici delle famiglie italiane pubblicata da PMI.it, che riprende dati elaborati su campioni rappresentativi di cittadini in attesa di una successione ereditaria. Un fenomeno che riguarda milioni di italiani e che ha implicazioni concrete sia sul piano finanziario personale, sia sul versante degli obblighi fiscali legati all’eredità.Indice dei contenutiL’eredità attesa cambia i comportamenti di spesa e risparmioIl peso dell’eredità sull’offerta di lavoroEredità e risparmio: i dati sulle famiglie italianeCosa fare quando l’eredità arriva: gli obblighi fiscaliLa pianificazione patrimoniale come antidoto all’attesa passivaL’eredità attesa cambia i comportamenti di spesa e risparmioL’analisi evidenzia un paradosso tipicamente umano: la sola aspettativa di ricevere un’eredità dai genitori modifica il comportamento economico ancora prima che i beni vengano effettivamente trasferiti. Chi sa — o ritiene molto probabile — di essere destinatario di un lascito patrimoniale tende ad aumentare i consumi correnti, allentare l’attitudine al risparmio e ridurre l’impegno lavorativo.In termini economici, si parla di un classico effetto ricchezza anticipato: il patrimonio atteso viene già “scontato” nelle decisioni di oggi, come se i soldi fossero già disponibili. Questo meccanismo psicologico è ben noto agli economisti comportamentali, ma la sua intensità nelle famiglie italiane risulta particolarmente marcata rispetto ad altri Paesi europei, probabilmente per l’elevata concentrazione di ricchezza immobiliare nelle generazioni più anziane e per la forte presenza del modello familiare allargato.Le implicazioni sono significative: chi «vive di aspettative ereditarie» può trovarsi in una situazione finanziaria fragile se l’eredità non arriva nei tempi previsti, o se risulta inferiore alle aspettative (ad esempio per debiti del defunto, altri eredi, o imposta di successione più alta del previsto). Il peso dell’eredità sull’offerta di lavoroUno degli aspetti più rilevanti dello studio riguarda l’impatto sull’offerta di lavoro. Chi si aspetta un’eredità consistente — in particolare patrimoni immobiliari di valore significativo — tende a lavorare meno ore, accettare posizioni meno esigenti o ritardare il rientro nel mercato del lavoro dopo periodi di inattività.Questo effetto è amplificato in quei contesti in cui la ricchezza dei genitori è ben visibile (ad esempio, case di proprietà in zone di pregio, attività commerciali tramandate). In questi casi, la certezza psicologica del lascito agisce come un «reddito ombra» che abbassa la pressione a cercare o mantenere un impiego stabile.Per chi si trova in questa situazione, è fondamentale ricordare che i beni ereditati non sono esenti da adempimenti. La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso, e l’imposta di successione si applica sulle quote che superano la franchigia prevista dalla legge (1.000.000 di euro per coniuge e figli in linea diretta). Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta gli eredi in ogni fase della pratica. Eredità e risparmio: i dati sulle famiglie italianeL’Italia è uno dei Paesi con la più alta concentrazione di ricchezza privata in Europa, e gran parte di essa è destinata a trasmettersi tramite successione ereditaria nei prossimi decenni. Secondo stime di Banca d’Italia, ogni anno vengono trasferiti per via ereditaria patrimoni per diverse centinaia di miliardi di euro, tra immobili, depositi bancari e attività finanziarie.In questo contesto, l’analisi di PMI.it mostra che le famiglie italiane che si trovano nella fascia tra 40 e 60 anni — ovvero quelle più prossime a ricevere un’eredità dai genitori anziani — presentano tassi di risparmio mediamente inferiori rispetto a famiglie di pari reddito senza aspettative ereditarie. L’effetto è più accentuato nei centri urbani del Nord Italia, dove il valore degli immobili è più elevato.Il dato invita a una riflessione: costruire il proprio benessere finanziario unicamente sull’attesa di un lascito è una strategia rischiosa. Il patrimonio trasferito potrebbe essere ridimensionato da spese sanitarie e di assistenza degli anziani (crescenti con il progressivo invecchiamento della popolazione), da eventuali debiti del de cuius, o da una suddivisione tra più eredi che abbassa la quota individuale. Cosa fare quando l’eredità arriva: gli obblighi fiscaliQuando l’eredità dai genitori diventa realtà, scattano precisi obblighi fiscali e civili che gli eredi devono affrontare in tempi definiti. Conoscerli in anticipo evita sanzioni e complicazioni.I principali adempimenti sono:Dichiarazione di successione: va presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Sono obbligati gli eredi, i legatari e i chiamati all’eredità.Imposta di successione: si applica sulla quota che supera la franchigia. Per figli e coniuge la franchigia è di 1.000.000 euro per ciascun beneficiario; per fratelli e sorelle è di 100.000 euro. L’aliquota base è del 4% per il coniuge e i figli in linea retta, del 6% per fratelli e sorelle, dell’8% per altri soggetti.Voltura catastale: necessaria per il trasferimento della proprietà immobiliare. In Friuli Venezia Giulia, dove vige il sistema tavolare, la procedura è diversa dal resto d’Italia e richiede competenze specifiche.Conto corrente del defunto: le somme depositate confluiscono nell’asse ereditario e devono essere dichiarate.Per gli eredi residenti in Friuli Venezia Giulia, è importante ricordare che il sistema tavolare (registro catastale FVG, disciplinato dal R.D. 499/1929) richiede una procedura di intavolazione specifica, diversa dalla semplice voltura catastale nazionale. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale in questo ambito. La pianificazione patrimoniale come antidoto all’attesa passivaIl quadro descritto dallo studio di PMI.it suggerisce che la soluzione non sta nel rinunciare all’idea di ricevere un’eredità, ma nel non basare le proprie scelte finanziarie esclusivamente su di essa.Una pianificazione patrimoniale consapevole prevede di:Mantenere un tasso di risparmio adeguato al proprio reddito, indipendentemente dalle aspettative ereditarie.Conoscere la composizione del patrimonio familiare (immobili, conti, attività finanziarie) per poter gestire con consapevolezza le questioni successorie quando si presenteranno.Valutare con anticipo gli strumenti di pianificazione successoria disponibili: testamento, donazione, patto di famiglia.Prepararsi agli aspetti fiscali della successione, in modo da non trovarsi impreparati di fronte all’imposta di successione o agli adempimenti catastali.Una dichiarazione di successione ben preparata, con tutti i documenti in ordine, riduce i tempi di sblocco dei beni ereditati e minimizza il rischio di errori che possono costare sanzioni. Per questo motivo, rivolgersi a professionisti esperti è sempre la scelta più prudente.L’analisi sui comportamenti economici delle famiglie italiane in attesa di un’eredità dai genitori offre uno spunto di riflessione importante: la ricchezza attesa non dovrebbe sostituire la pianificazione finanziaria personale. Quando l’eredità si concretizza, gli adempimenti fiscali vanno affrontati con tempestività e competenza per evitare sanzioni e complicazioni. Domande Frequenti sull’Eredità dai GenitoriQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.ARTICOLI CORRELATINOTIZIE Codice Tributo 5518 F24 Accise: la Sanzione per i Concorsi a Premio VietatiIndice dei contenutiCos'è il Codice Tributo 5518 e a Cosa Serve Cosa Sono i Concorsi e le Operazioni a Premio Vietati L'Importo della Sanzione del Codice Tributo 5518 Chi Rischia la Sanzione del Codice Tributo 5518 Come Compilare il… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 11:00:002026-09-29 07:24:21Codice Tributo 5518 F24 Accise: la Sanzione per i Concorsi a Premio VietatiNOTIZIE IMU, Locazione Parziale e Abitazione Principale: Cosa Dice la CassazioneLa Cassazione, con l'ordinanza n. 8236/2026, chiarisce che affittare una o più stanze della propria casa non fa perdere l'esenzione IMU sull'abitazione principale, a patto che restino residenza anagrafica e dimora abituale effettiva. 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NOTIZIENuovo codice stradale 2026: novità, consultazione e quando entra in vigoreIl nuovo codice stradale 2026 è al centro del dibattito normativo degli ultimi mesi. Il Governo italiano ha avviato un processo di revisione organica del Decreto Legislativo 285/1992 — il testo che regola la circolazione stradale in Italia da oltre trent’anni — con l’obiettivo di adeguarlo alle sfide della mobilità moderna: veicoli elettrici, micromobilità, guida assistita e sicurezza stradale.In questo articolo facciamo il punto su cosa cambia, a che punto è la consultazione pubblica e quali sono i tempi previsti per l’entrata in vigore.Indice dei contenutiPerché si parla di riforma del codice stradaleLa consultazione pubblica: cos’è e come funzionaLe principali novità del nuovo codice della stradaSanzioni aggiornate e più severeQuando entra in vigore il nuovo codice stradaleDomande frequenti (FAQ) Perché si parla di riforma del codice stradaleIl codice della strada vigente risale al 1992. In oltre trent’anni il mondo della mobilità è cambiato profondamente: sono arrivati i monopattini elettrici, i veicoli a guida autonoma, le biciclette a pedalata assistita, le app di ride sharing. Tutto questo non era contemplato nel testo originale.Allo stesso tempo, i dati sull’incidentalità stradale restano preoccupanti. Secondo le rilevazioni ISTAT più recenti, in Italia si registrano ogni anno migliaia di morti e decine di migliaia di feriti gravi sulle strade. La riforma del codice stradale risponde anche a questa emergenza, inasprendo le sanzioni per i comportamenti più pericolosi.Il progetto di riforma è stato avviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e prevede una revisione strutturale — non una semplice modifica puntuale — del Decreto Legislativo 285/1992. La consultazione pubblica: cos’è e come funzionaPrima di approvare un testo definitivo, il Governo ha attivato una consultazione pubblica. Si tratta di un procedimento con cui cittadini, associazioni di categoria, enti locali e operatori del settore possono inviare osservazioni e proposte sul testo in bozza.La consultazione è accessibile attraverso il portale ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I contributi ricevuti vengono analizzati prima della stesura definitiva del provvedimento e del suo iter parlamentare o governativo.Questo strumento — previsto dalla legge sulla partecipazione dei cittadini ai processi normativi — serve a raccogliere segnalazioni dal basso: ad esempio, gli automobilisti possono segnalare situazioni di pericolosità non previste dal testo, mentre le associazioni dei ciclisti possono proporre regole più chiare per la mobilità dolce.Il testo attualmente in consultazione raccoglie le principali novità già anticipate dai media: dall’inasprimento delle sanzioni per chi guida sotto l’influenza di alcol o droghe, alle nuove regole per la micromobilità elettrica (monopattini e biciclette elettriche), fino alle disposizioni sui veicoli a guida autonoma e semiautonoma. Le principali novità del nuovo codice della stradaEcco le aree di intervento principali previste dalla bozza di riforma: Alcol, droghe e distrazioni al volanteLe sanzioni per la guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti vengono inasprite. Per chi viene sorpreso con un tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 g/l sono previste multa e sospensione della patente. Sopra 0,8 g/l scattano conseguenze penali più severe.Sul fronte delle distrazioni, il testo rafforza il divieto di uso del cellulare alla guida. La norma si estende anche a smartwatch e altri dispositivi indossabili che possano distogliere l’attenzione dal traffico. In caso di violazione è prevista la sospensione immediata della patente già alla prima infrazione, se l’automobilista ha meno di 2 anni di patente.Micromobilità: monopattini e biciclette elettricheLa riforma introduce per la prima volta regole organiche per i monopattini elettrici: obbligo di casco per i minori, divieto di trasporto passeggeri, circolazione consentita solo su piste ciclabili o strade con limite a 30 km/h. Viene anche introdotto un sistema di targhe identificative per rendere tracciabili i veicoli in caso di incidente.Le biciclette a pedalata assistita (e-bike) vedono chiarite le regole sulla velocità massima assistita (25 km/h) e sulla potenza massima del motore, allineando la normativa italiana agli standard europei.Veicoli a guida autonomaIl nuovo codice introduce per la prima volta una disciplina specifica per i veicoli a guida autonoma e semiautonoma (i cosiddetti livelli SAE da 3 a 5). Viene stabilita la responsabilità del produttore nelle fasi di guida totalmente automatizzata, e sono previste procedure per l’omologazione e la circolazione sperimentale su strade pubbliche.Zone residenziali e aree urbaneVengono ridefinite le regole per le zone 30 (quartieri con limite a 30 km/h) e le zone residenziali. I Comuni avranno maggiore autonomia nel definire aree a traffico limitato e isole pedonali, ma con obblighi di segnaletica standardizzata.Sanzioni aggiornate e più severeUna delle linee guida della riforma è l’aggiornamento degli importi delle sanzioni, molti dei quali erano rimasti invariati per anni nonostante l’inflazione. Il testo prevede un meccanismo di adeguamento automatico agli indici ISTAT per evitare che le multe perdano efficacia deterrente nel tempo.Tra le sanzioni più discusse:Uso del cellulare alla guida: multa da 250 a 1.000 euro (prima infrazione) con sospensione patente da 7 giorni a 2 mesi; recidiva entro 2 anni → sospensione fino a 3 mesi e revoca nei casi più gravi.Eccesso di velocità oltre 40 km/h: ritiro immediato della patente e sospensione da 6 a 12 mesi.Guida in stato di ebbrezza (oltre 1,5 g/l): arresto da 6 mesi a 1 anno, ammenda da 1.500 a 6.000 euro, revoca della patente.Monopattini senza assicurazione: multa da 100 a 400 euro.Le sanzioni per violazioni commesse in prossimità di scuole, ospedali e cantieri prevedono maggiorazioni automatiche del 30%. Quando entra in vigore il nuovo codice stradaleAl momento della pubblicazione di questo articolo (agosto 2026), il testo del nuovo codice stradale è ancora in fase di consultazione e revisione. Non è stato ancora approvato in via definitiva né pubblicato in Gazzetta Ufficiale.L’iter previsto è il seguente:Fase 1 — Consultazione pubblica: raccolta di osservazioni da cittadini e associazioni (in corso).Fase 2 — Redazione testo definitivo: il MIT elabora il testo finale tenendo conto dei contributi ricevuti.Fase 3 — Approvazione: a seconda dello strumento normativo scelto (decreto legislativo delegato o disegno di legge), il testo passa al Consiglio dei Ministri e/o al Parlamento.Fase 4 — Pubblicazione in G.U. e vacatio legis: dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il testo entra in vigore dopo un periodo transitorio (di norma 15-60 giorni, ma per riforme strutturali può essere più lungo).Non ci sono ancora date ufficiali certe per il completamento dell’iter. Alcune indiscrezioni di stampa indicano un possibile approvazione entro la fine del 2026, con entrata in vigore nel 2027, ma si tratta di ipotesi non confermate dal Governo.Per alcune norme — come quelle sui monopattini e sulla guida autonoma — è probabile che vengano previsti periodi transitori più lunghi, per dare tempo agli operatori di adeguarsi.Nel frattempo, vale la pena ricordare che alcune modifiche al codice della strada sono già entrate in vigore negli ultimi anni tramite provvedimenti separati. Ad esempio, già l’ipotesi di multa ai pedoni che usano il telefono mentre attraversano e le norme sul costo dei carburanti hanno già prodotto dibattito normativo nel corso del 2026.Domande frequenti (FAQ) Il nuovo codice stradale è già in vigore?No. Il testo è ancora in fase di consultazione pubblica e non è stato approvato definitivamente. Non ci sono ancora date certe per l’entrata in vigore.Posso partecipare alla consultazione pubblica?Sì. La consultazione pubblica è aperta a cittadini, associazioni e operatori del settore attraverso il portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. È possibile inviare osservazioni sul testo in bozza entro i termini indicati dal Ministero.Le sanzioni attuali cambieranno?La bozza prevede un aggiornamento generalizzato degli importi delle sanzioni, con aumenti significativi per le violazioni più gravi (cellulare alla guida, eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza). Tuttavia, fino all’approvazione definitiva, si applicano ancora le norme vigenti.Il nuovo codice prevede regole per i monopattini?Sì. La riforma introduce per la prima volta regole organiche per i monopattini elettrici: targhe identificative, obbligo di casco per i minori, circolazione consentita solo su piste ciclabili o zone 30. Al momento queste regole non sono ancora in vigore.Quando verrà approvato il nuovo codice?Non ci sono date ufficiali. Alcune fonti di stampa ipotizzano un’approvazione entro fine 2026, con entrata in vigore nel 2027. Il Governo non ha ancora confermato una tempistica precisa.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-25 21:42:002026-08-26 07:41:14Nuovo codice stradale 2026: novità, consultazione e quando entra in vigore