Imposta di soggiorno: nuove sanzioni dal 2027 per dichiarazione omessa o infedele

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Dal 1° gennaio 2027 le strutture ricettive che non rispettano gli obblighi dichiarativi sull’imposta di soggiorno rischiano sanzioni più severe. Il Decreto Omnibus ha introdotto un nuovo regime sanzionatorio specifico per l’omessa o infedele dichiarazione, colmando un vuoto normativo che fino ad oggi lasciava margini di incertezza sia per i Comuni sia per i gestori delle strutture ricettive.

Cos’è l’imposta di soggiorno

L’imposta di soggiorno è un tributo locale istituito con il D.Lgs. 23/2011 (art. 4) che i Comuni — in particolare quelli capoluogo di provincia, le città d’arte e le località turistiche — possono applicare ai turisti che pernottano nelle strutture ricettive del proprio territorio. L’importo varia da Comune a Comune e per categoria di struttura; viene riscosso dal gestore della struttura (alberghi, B&B, affittacamere, case vacanza, campeggi) in qualità di responsabile d’imposta, con obbligo di riversarla periodicamente all’ente locale.

Fino ad oggi la disciplina sanzionatoria era frammentata e rimessa in larga misura ai regolamenti comunali, con difformità significative tra un Comune e l’altro. Il Decreto Omnibus interviene per uniformare il quadro a livello nazionale, introducendo sanzioni amministrative graduate e più chiare.

Le nuove sanzioni dal 2027

Il nuovo regime sanzionatorio, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, prevede due fattispecie principali:

  • Omessa dichiarazione: sanzione pari al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. Si applica quando il gestore non presenta affatto la dichiarazione nei termini stabiliti dal Comune.
  • Dichiarazione infedele: sanzione pari al 40% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. Scatta quando la dichiarazione viene presentata ma contiene dati inesatti o incompleti che determinano un’imposta inferiore al dovuto.

In entrambi i casi è prevista la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso, con riduzione delle sanzioni secondo le regole ordinarie per i tributi locali. Le sanzioni si aggiungono all’imposta evasa e agli interessi legali.

Dichiarazione omessa e infedele: le differenze

La distinzione tra omessa e infedele dichiarazione non è soltanto terminologica: ha rilevanti conseguenze pratiche sul piano sanzionatorio.

FattispecieSanzione sul tributo non versatoMinimo
Omessa dichiarazione100%50 euro
Dichiarazione infedele40%50 euro

La omessa dichiarazione è la violazione più grave: il gestore non ha nemmeno tentato di adempiere. La dichiarazione infedele presuppone invece che la dichiarazione sia stata presentata, ma in modo non corretto. Può derivare da errori materiali, da una sottostima dei pernottamenti imponibili o dall’applicazione di un’aliquota errata.

Il Decreto Omnibus chiarisce anche che la violazione degli obblighi di versamento — cioè il mancato riversamento al Comune di quanto riscosso dai turisti — rimane soggetta alle sanzioni ordinarie già previste per i tributi locali.

Chi è responsabile: il gestore della struttura

Il soggetto passivo è il turista, ma è il gestore della struttura ricettiva a rispondere in solido per gli adempimenti dichiarativi e di versamento. Questo vale per:

  • Alberghi, hotel e residenze turistico-alberghiere
  • Bed & breakfast e case vacanza
  • Affittacamere e locazioni brevi (anche tramite piattaforme come Airbnb o Booking)
  • Campeggi, villaggi turistici, ostelli
  • Agriturismi

Per le locazioni brevi gestite tramite intermediari (es. Airbnb), l’intermediario che incassa il corrispettivo è già obbligato a effettuare ritenute e comunicazioni. Tuttavia, l’obbligo dichiarativo sull’imposta di soggiorno può ricadere ancora sul proprietario/gestore a seconda del regolamento comunale: è fondamentale verificare le specifiche disposizioni del Comune in cui si trova l’immobile.

La riforma rafforza anche i poteri di accertamento dei Comuni: potranno incrociare i dati delle strutture ricettive con quelli delle piattaforme online e con le comunicazioni alle Questure (che i gestori sono già tenuti a effettuare per ogni ospite).

Domande frequenti

Le nuove sanzioni si applicano anche agli anni precedenti al 2027?

No. Le nuove sanzioni entrano in vigore dal 1° gennaio 2027 e si applicano alle violazioni commesse da quella data. Per le violazioni pregresse continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti al momento della commissione, come previsto dal principio generale di irretroattività delle sanzioni più sfavorevoli.

È possibile ridurre la sanzione con il ravvedimento operoso?

Sì. Il ravvedimento operoso consente di ridurre la sanzione secondo le regole ordinarie per i tributi locali. La riduzione dipende dalla tempestività della regolarizzazione: prima si interviene, maggiore è lo sconto applicabile. È comunque sempre conveniente regolarizzare la posizione prima che il Comune avvii un accertamento formale.

Chi gestisce un B&B per pochi mesi l’anno deve comunque presentare la dichiarazione?

Sì. L’obbligo dichiarativo riguarda tutti i gestori di strutture ricettive, indipendentemente dalla durata e dal volume dell’attività. Anche un singolo pernottamento imponibile fa scattare l’obbligo di dichiarazione e versamento nei confronti del Comune.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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