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Aprire Partita IVA Infermiere Libero Professionista 2026: ATECO, ENPAPI e Forfettario

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Sempre più infermieri scelgono di esercitare la propria professione in modo autonomo, come liberi professionisti con Partita IVA. Una scelta che offre flessibilità, autonomia nella gestione del lavoro e — con il regime forfettario — una tassazione agevolata. Ma come si apre la Partita IVA da infermiere nel 2026? Quali sono il codice ATECO corretto, i contributi da versare all’ENPAPI e le regole del regime forfettario? In questa guida trovi tutto quello che devi sapere, passo dopo passo.

Stai aprendo la Partita IVA come infermiere? Consulta anche la nostra guida completa per tutti i professionisti sanitari con Partita IVA 2026 — medici, psicologi, fisioterapisti e altri — con confronto tra casse previdenziali e regimi fiscali.

Perché aprire la Partita IVA da infermiere

La figura dell’infermiere libero professionista è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Molti infermieri scelgono di affiancare all’attività dipendente (ospedale, casa di cura) anche prestazioni autonome: visite domiciliari, medicazioni, assistenza post-operatoria, prelievi, cure palliative a domicilio, collaborazioni con studi medici e RSA.

La Partita IVA diventa necessaria quando queste attività sono svolte abitualmente e in modo continuativo, non solo occasionalmente. Se i compensi annui superano i 5.000 euro — soglia dell’attività occasionale — è obbligatorio aprire la Partita IVA.

Aprire la Partita IVA da infermiere offre diversi vantaggi concreti:

  • Possibilità di emettere fattura per tutte le prestazioni professionali
  • Accesso al regime forfettario con flat tax al 15% (o 5% nei primi 5 anni)
  • Gestione autonoma degli orari e dei clienti
  • Copertura previdenziale tramite ENPAPI, la cassa dedicata agli infermieri liberi professionisti

Codice ATECO per l’infermiere: il 86.90.30

Il codice ATECO è un codice numerico che identifica l’attività economica svolta. Per l’apertura della Partita IVA, devi indicare il codice corretto all’Agenzia delle Entrate. Scegliere il codice sbagliato può creare problemi fiscali e previdenziali.

Per l’infermiere libero professionista, il codice ATECO corretto nella classificazione ATECO 2025 (aggiornamento in vigore dal 1° gennaio 2025) è:

Codice ATECO infermiere: 86.90.30
“Altre attività paramediche indipendenti” — include infermieri, ostetriche, terapisti della riabilitazione e altre figure sanitarie non mediche che esercitano in forma autonoma.

Questo codice appartiene alla sezione Q della classificazione ATECO (Sanità e assistenza sociale) e rientra nella divisione 86 (Assistenza sanitaria). È il codice specifico per le professioni sanitarie non mediche che esercitano in modo autonomo, senza essere inquadrate come dipendenti.

Nota sulla classificazione 2025: Con l’aggiornamento ATECO 2025, entrato in vigore il 1° gennaio 2025, alcuni codici del settore sanitario sono stati riorganizzati. Il codice 86.90.30 è confermato come quello di riferimento per gli infermieri liberi professionisti. Se hai una Partita IVA aperta prima del 2025 con il vecchio codice 86.90.09 (altre attività sanitarie), verifica con il tuo CAF o commercialista se è necessario l’aggiornamento.

Iscrizione OPI: il requisito obbligatorio

Prima di aprire la Partita IVA, ogni infermiere che vuole esercitare in modo autonomo deve essere iscritto all’OPI, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche. Si tratta di un requisito obbligatorio per legge: senza iscrizione all’Ordine non è possibile esercitare legalmente la professione infermieristica.

L’OPI è l’ente pubblico non economico che tutela la professione infermieristica e garantisce la qualità delle prestazioni ai cittadini. In Italia esistono OPI provinciali (uno per ogni provincia) coordinati dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI).

Come iscriversi all’OPI:

  1. Presentare domanda all’OPI della provincia di residenza o di esercizio
  2. Allegare: laurea in infermieristica (o diploma pre-riforma), documento d’identità, codice fiscale, marca da bollo
  3. Pagare la quota associativa annuale (varia per OPI, indicativamente 40-80 euro/anno)
  4. Superare l’esame di abilitazione (o presentare il titolo equipollente)

L’iscrizione OPI deve essere mantenuta attiva e rinnovata annualmente. La radiazione o sospensione dall’Ordine comporta l’impossibilità di esercitare la professione.

ENPAPI: la cassa previdenziale degli infermieri

L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è la cassa previdenziale dedicata agli infermieri che esercitano la libera professione. Ogni infermiere con Partita IVA che non ha un’altra copertura previdenziale obbligatoria è tenuto a iscriversi all’ENPAPI e a versare i contributi.

Chi deve iscriversi all’ENPAPI?

  • Infermieri che esercitano esclusivamente la libera professione (nessun rapporto di lavoro dipendente)
  • Infermieri dipendenti che svolgono anche attività libero-professionale (doppia iscrizione: INPS + ENPAPI)

Contributi ENPAPI 2026

La struttura contributiva ENPAPI prevede due tipologie di contributi:

Tipo contributoAliquota 2026Base di calcolo
Contributo soggettivo16%Reddito professionale netto
Contributo integrativo4%Compensi lordi fatturati
Contributo minimo annuo~2.500 euroAnche se il reddito è zero

Come funziona in pratica: ogni anno dichiari all’ENPAPI il tuo reddito professionale (tramite il modello R). L’ente calcola i contributi dovuti. Se il 16% del reddito è inferiore al contributo minimo (~2.500 euro), paghi comunque il minimo. Il contributo integrativo del 4% va addebitato in fattura al cliente (come una sorta di “contributo previdenziale a carico del cliente”) ed è poi versato all’ENPAPI.

Infermieri dipendenti con attività libero-professionale: se sei già iscritto all’INPS come dipendente, paghi all’ENPAPI solo il contributo minimo ridotto (verifica le istruzioni aggiornate sul sito ENPAPI, le aliquote per i soggetti con altra copertura sono inferiori).

Regime forfettario per l’infermiere: come funziona

Il regime forfettario è il regime fiscale più vantaggioso per chi apre la Partita IVA con ricavi contenuti. Per l’infermiere libero professionista è spesso la scelta ideale, specialmente nei primi anni di attività. Vediamo come funziona concretamente.

La soglia dei ricavi: 85.000 euro

Puoi accedere (e rimanere) nel regime forfettario finché i tuoi compensi annui non superano 85.000 euro. Se superi questa soglia, passi al regime ordinario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro nello stesso anno, esci immediatamente dal forfettario con obbligo di ricalcolo IVA.

Il coefficiente di redditività: 78%

Nel regime forfettario non si deducono le spese reali. Si applica invece un coefficiente di redditività: una percentuale forfettaria che rappresenta il reddito imponibile. Per le attività professionali sanitarie (codice ATECO 86.90.30), il coefficiente è del 78%.

Esempio pratico: se in un anno fatturi 30.000 euro come infermiere libero professionista, il reddito imponibile è 30.000 × 78% = 23.400 euro. Su questo importo si calcola l’imposta sostitutiva.

L’imposta sostitutiva: 15% o 5%

L’imposta sostitutiva è la tassa unica del forfettario che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali regionali e comunali. In pratica, invece di pagare tante imposte diverse, ne paghi una sola.

  • 15% → aliquota standard per chi è già in attività o ha svolto attività simile nei 3 anni precedenti
  • 5% → aliquota ridotta per i nuovi professionisti che aprono per la prima volta la Partita IVA e non hanno svolto attività simile nei 3 anni precedenti. Valida per i primi 5 anni di attività.

Continuando l’esempio con 30.000 euro di ricavi:

  • Reddito imponibile: 30.000 × 78% = 23.400 euro
  • Imposta sostitutiva al 5% (startup): 23.400 × 5% = 1.170 euro
  • Imposta sostitutiva al 15% (ordinaria): 23.400 × 15% = 3.510 euro

A questi si aggiungono i contributi ENPAPI (contributo soggettivo 16% sul reddito netto, già incluso nel calcolo se iscritto ENPAPI), deducibili al 100% dal reddito forfettario.

Forfettario o regime ordinario? Il confronto

La scelta tra regime forfettario e regime ordinario dipende dal volume di ricavi e dalle spese effettive che sostieni. Ecco un confronto pratico.

CaratteristicaForfettarioOrdinario
Soglia ricaviFino a 85.000 euroNessun limite
Aliquota fiscale5% o 15% (flat)IRPEF progressiva (23%-43%)
IVANon applicata in fattura22% (o 4% sanitario esente)
Deduzione speseForfettaria (78% ricavi)Spese reali documentate
IRAPNon dovutaSì (3,9% per professionisti)
AdempimentiSemplificatiContabilità ordinaria
ConvenienzaSpese contenute, ricavi sotto sogliaSpese elevate o ricavi alti

Quando conviene il forfettario: se le tue spese professionali reali sono inferiori al 22% dei ricavi (ovvero, il forfettario già “toglie” il 22% — 100% meno il coefficiente 78%). Per un infermiere con poche spese fisse (materiale sanitario, trasferte), il forfettario è quasi sempre vantaggioso fino alla soglia degli 85.000 euro.

Attenzione alle cause ostative del forfettario: non puoi accedere al regime forfettario se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 euro.

Fatturazione elettronica obbligatoria dal 2024

Dal 1° gennaio 2024, la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari, inclusi gli infermieri liberi professionisti. Non è più possibile emettere fatture cartacee ai clienti privati o alle strutture sanitarie: tutto deve passare per il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

Come funziona la fattura elettronica per l’infermiere forfettario:

  • Format XML obbligatorio (non PDF o Word)
  • Trasmissione tramite software o app di fatturazione elettronica
  • Codice natura: N2.2 (non soggetta IVA — regime forfettario)
  • Dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario — operazione senza applicazione di IVA”
  • Dicitura per ritenuta d’acconto: “Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014” (quando il committente è sostituto d’imposta)
  • Marca da bollo di 2 euro se il totale fattura supera 77,47 euro

Per gestire la fatturazione elettronica senza difficoltà, molti infermieri liberi professionisti si affidano a software dedicati. Se stai cercando una soluzione semplice e conveniente, fatturazioneitalia.it offre un piano con prezzo bloccato per 5 anni, ideale per chi vuole stabilità di costo nel lungo periodo.

Assicurazione RC professionale: obbligatoria

Per ogni infermiere che esercita la libera professione, l’assicurazione per la Responsabilità Civile Professionale (RC professionale) è obbligatoria per legge (D.P.R. 137/2012 e DM 22 settembre 2016 per le professioni sanitarie). Non è una scelta, ma un obbligo normativo.

La RC professionale ti tutela nel caso in cui un paziente subisca un danno a causa di un errore o negligenza durante una tua prestazione professionale. Senza questa copertura non puoi esercitare legalmente.

Cosa valutare nella polizza RC:

  • Massimale per sinistro (consigliato almeno 1-2 milioni di euro)
  • Copertura per le attività specifiche che svolgi (domiciliari, strutture, ecc.)
  • Retroattività della polizza
  • Estensione alla copertura dell’attività in strutture di terzi

Il costo annuo di una RC professionale per infermieri varia generalmente tra 100 e 400 euro, in base al volume di attività e ai massimali scelti. Alcune polizze sono proposte direttamente dall’OPI con convenzioni dedicate agli iscritti.

Come aprire la Partita IVA infermiere: l’iter pratico

Aprire la Partita IVA da infermiere libero professionista richiede una serie di adempimenti da completare in ordine. Ecco l’iter completo con le tempistiche indicative.

Passo 1 — Verifica iscrizione OPI

Assicurati di essere regolarmente iscritto all’OPI provinciale. Se non sei ancora iscritto, avvia la procedura prima di tutto il resto: senza iscrizione non puoi esercitare.

Passo 2 — Apertura Partita IVA all’Agenzia delle Entrate

Presenta il Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (in filiale o online tramite il sito AE). Indica:

  • Codice ATECO: 86.90.30
  • Regime fiscale: forfettario (se hai i requisiti) o ordinario
  • Data inizio attività

L’apertura è gratuita e immediata. La Partita IVA viene assegnata contestualmente (o entro pochi giorni se presentata online). Puoi aprire la Partita IVA anche tramite un CAF o un professionista abilitato.

Passo 3 — Iscrizione ENPAPI

Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, devi iscriverti all’ENPAPI tramite il portale online dell’ente (enpapi.it). Serve: codice fiscale, numero di Partita IVA, certificato OPI. L’iscrizione è obbligatoria per tutti gli infermieri che esercitano la libera professione.

Passo 4 — Comunicazione INPS (se doppia copertura)

Se sei anche dipendente o hai altra copertura INPS, verifica con il tuo patronato o CAF se devi effettuare comunicazioni particolari all’INPS per la posizione libero-professionale. In genere, l’ENPAPI comunica direttamente con gli enti.

Passo 5 — Attivare la fatturazione elettronica

Scegli un software di fatturazione elettronica e attiva il servizio. Registra l’indirizzo telematico (codice destinatario o PEC) sul sito dell’Agenzia delle Entrate per ricevere correttamente le fatture passive.

Passo 6 — Stipulare la RC professionale

Prima di iniziare a erogare qualsiasi prestazione, stipula una polizza RC professionale. Confronta le offerte dell’OPI provinciale e del mercato assicurativo. Puoi detrarre il costo come spesa professionale nel regime ordinario (nel forfettario non è deducibile, ma il vantaggio fiscale complessivo resta elevato).

Camera di Commercio: per l’infermiere libero professionista non è in genere necessaria l’iscrizione al Registro delle Imprese, in quanto si tratta di attività professionale (non imprenditoriale). Fai verificare la tua situazione specifica se vuoi aprire uno studio associato o una forma societaria.

Domande frequenti (FAQ)

Un infermiere dipendente può anche avere la Partita IVA?

Sì, è possibile. L’infermiere dipendente può svolgere attività libero-professionale con Partita IVA, purché non vi siano clausole di esclusività nel contratto di lavoro dipendente. Dovrà iscriversi all’ENPAPI (oltre all’INPS già attivo come dipendente) e verificare se ha diritto al regime forfettario in base ai redditi da dipendente: la soglia è 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente.

Quanto costa in totale aprire la Partita IVA da infermiere?

L’apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. I costi principali sono: quota OPI (40-80 euro/anno), RC professionale (100-400 euro/anno), contributo minimo ENPAPI (circa 2.500 euro/anno), software fatturazione elettronica (da 0 a 200 euro/anno). Se utilizzi un CAF o commercialista per l’apertura e la gestione, aggiungi il loro compenso. Puoi richiedere un preventivo personalizzato al CAF Centro Fiscale per la tua situazione specifica.

Le prestazioni dell’infermiere libero professionista sono esenti IVA?

Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da infermieri abilitati sono generalmente esenti IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72 (regime ordinario). Nel regime forfettario, invece, non si applica IVA per il regime agevolato stesso (non per l’esenzione sanitaria). La distinzione ha rilevanza se esci dal forfettario: verificare sempre con un professionista le specifiche attività svolte.

Posso aprire la Partita IVA da infermiere senza commercialista?

Sì, tecnicamente puoi aprire la Partita IVA da solo presentando il modello AA9/12. Tuttavia, affidarsi a un CAF o commercialista per la scelta del regime fiscale e la gestione delle scadenze è fortemente consigliato, soprattutto per evitare errori costosi (es. scelta sbagliata del codice ATECO o del regime fiscale). Il CAF Centro Fiscale offre assistenza personalizzata per l’apertura e la gestione.

Il contributo ENPAPI è deducibile dalle imposte?

Sì. Nel regime forfettario, i contributi previdenziali obbligatori versati all’ENPAPI sono deducibili dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva. Questo riduce la base imponibile e, di conseguenza, le imposte da pagare. Nel regime ordinario, i contributi sono invece deducibili dal reddito imponibile IRPEF.

Il codice ATECO 86.90.30 è cambiato con la nuova classificazione 2025?

Il codice 86.90.30 (altre attività paramediche indipendenti) è confermato anche nella classificazione ATECO 2025, entrata in vigore il 1° gennaio 2025. Se hai già una Partita IVA con il vecchio codice 86.90.09, verifica con il tuo CAF o commercialista se il tuo codice rientra tra quelli aggiornati automaticamente o se è necessaria una comunicazione all’Agenzia delle Entrate.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Hai bisogno di assistenza per aprire la Partita IVA da infermiere?

Il team del CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in ogni passaggio: dalla scelta del regime fiscale alla gestione di ENPAPI, dalla fatturazione elettronica alle dichiarazioni annuali. Richiedici un preventivo personalizzato senza impegno.

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