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NOTIZIE

Maternità e Paternità nel Settore Agricolo 2026: Chi ne ha Diritto e Come Fare Domanda

Maternità INPS CAF Udine

Indice dei contenuti

  1. A chi spetta la maternità e paternità nel settore agricolo
  2. Requisiti contributivi per l’indennità di maternità agricola
  3. Durata del congedo di maternità e paternità in agricoltura
  4. Come si calcola l’importo dell’indennità di maternità agricola
  5. Come e quando fare domanda all’INPS
  6. Domande frequenti sulla maternità e paternità in agricoltura
  7. Conclusione

La maternità e paternità nel settore agricolo 2026 seguono regole particolari rispetto al lavoro dipendente ordinario. Chi lavora nei campi, in una cooperativa agricola o come coltivatore diretto ha infatti diritto a specifiche tutele economiche durante la gravidanza, il parto e i primi mesi di vita del bambino, ma il calcolo dell’indennità e le procedure di domanda seguono criteri diversi da quelli applicati agli altri lavoratori dipendenti.

L’INPS ha aggiornato per il 2026 i parametri di riferimento per il calcolo dell’indennità di maternità e paternità in agricoltura, un tema che riguarda migliaia di famiglie impegnate nel settore primario in tutta Italia, incluso il Friuli Venezia Giulia. In questo articolo vediamo chi ha diritto a queste tutele, quali sono i requisiti richiesti, come funziona il calcolo dell’importo e quali passaggi seguire per presentare la domanda senza commettere errori.

A chi spetta la maternità e paternità nel settore agricolo

Il diritto alla maternità e paternità nel settore agricolo 2026 non riguarda solo i dipendenti in senso stretto, ma si estende a diverse categorie di lavoratori che operano nel comparto agricolo con inquadramenti previdenziali differenti. È importante capire in quale categoria si rientra, perché da questo dipendono sia i requisiti da rispettare sia le modalità di calcolo dell’indennità.

Le categorie che possono beneficiare delle tutele sono principalmente quattro:

  • Operai agricoli a tempo determinato (OTD): lavoratori assunti stagionalmente per periodi limitati, tipici delle attività di raccolta e coltivazione
  • Operai agricoli a tempo indeterminato (OTI): dipendenti con un contratto stabile presso un’azienda agricola
  • Coltivatrici dirette: donne titolari o partecipanti attive di un’impresa agricola familiare, iscritte alla relativa gestione previdenziale
  • Colone e mezzadre: figure storiche del mondo agricolo ancora presenti in alcune realtà territoriali, iscritte agli elenchi previsti dalla normativa di settore

Ognuna di queste categorie ha caratteristiche previdenziali proprie, e la distinzione tra OTD e OTI influisce concretamente sulle modalità con cui viene verificato il diritto alla prestazione. Chi lavora come operaio agricolo a tempo determinato ha un percorso contributivo tipicamente più frammentato nel corso dell’anno, mentre chi ha un contratto a tempo indeterminato può contare su una posizione previdenziale più continuativa.

Per chi ha già figli e vuole approfondire le tutele legate alla genitorialità anche al di fuori del settore agricolo, può essere utile consultare la guida al congedo parentale padre 2026, che spiega regole, giorni spettanti e indennità previste per i papà lavoratori.

Requisiti contributivi per l’indennità di maternità agricola

Per ottenere l’indennità di maternità nel settore agricolo, la lavoratrice deve dimostrare di avere una posizione previdenziale regolare nel comparto, con l’iscrizione negli appositi elenchi anagrafici tenuti dall’INPS per i lavoratori agricoli. Questo passaggio è fondamentale: chi non risulta correttamente iscritto come OTD o OTI nell’anno di riferimento rischia di vedersi respingere la domanda, anche se ha effettivamente lavorato nei campi.

La normativa prevede il rispetto di un certo numero di giornate di lavoro agricolo effettivo nel periodo precedente l’evento (gravidanza o nascita), verificate sulla base delle giornate denunciate dal datore di lavoro agricolo o dall’azienda. Proprio perché i requisiti possono variare in base alla categoria di appartenenza e alla situazione contributiva individuale, è sempre consigliabile far verificare la propria posizione da un professionista prima di presentare la domanda, così da evitare rigetti o ritardi nell’erogazione della prestazione.

Un aspetto che spesso genera confusione riguarda il cosiddetto principio di automaticità delle prestazioni: in alcuni casi la tutela previdenziale scatta anche se il datore di lavoro non ha versato regolarmente i contributi, purché la lavoratrice risulti comunque iscritta negli elenchi agricoli per il periodo di riferimento. Anche in questa circostanza, però, è necessaria un’attenta verifica documentale che solo un patronato esperto può gestire correttamente.

Durata del congedo di maternità e paternità in agricoltura

Per quanto riguarda la durata del congedo di maternità, le lavoratrici agricole hanno diritto alle stesse tempistiche previste per la generalità delle lavoratrici dipendenti: cinque mesi complessivi di astensione obbligatoria dal lavoro, retribuiti dall’INPS.

Il periodo può essere organizzato in due modalità principali:

  • Modalità standard: due mesi prima della data presunta del parto e tre mesi dopo la nascita del bambino
  • Modalità flessibile (1+4): un mese prima del parto e quattro mesi dopo, a condizione che il medico competente e il ginecologo attestino l’assenza di rischi per la salute della lavoratrice e del nascituro

Per quanto riguarda i papà, il congedo di paternità obbligatorio prevede dieci giorni di astensione dal lavoro, retribuiti e fruibili anche in via non continuativa entro i primi mesi di vita del figlio. A questo si può aggiungere, nei casi previsti dalla normativa, un congedo di paternità alternativo qualora la madre non possa usufruire del proprio periodo di maternità (ad esempio in caso di morte, grave infermità o abbandono del bambino).

È bene ricordare che le tutele per i papà lavoratori non si esauriscono con i dieci giorni obbligatori: esistono infatti ulteriori strumenti legati alla genitorialità condivisa. Per un quadro completo su giorni spettanti, modalità di richiesta e importi, la nostra guida al congedo parentale padre 2026 approfondisce nel dettaglio questi aspetti, validi anche per i lavoratori del comparto agricolo.

Come si calcola l’importo dell’indennità di maternità agricola

Uno degli aspetti che distingue maggiormente la maternità nel settore agricolo da quella del lavoro dipendente ordinario riguarda proprio il metodo di calcolo dell’indennità. Nel lavoro dipendente standard, l’importo della prestazione si basa sulla retribuzione effettiva percepita dalla lavoratrice. Per le lavoratrici agricole (OTD e OTI), invece, il calcolo non fa riferimento allo stipendio realmente incassato, ma a un parametro convenzionale stabilito annualmente dall’INPS.

Nello specifico, l’importo viene calcolato sul salario medio convenzionale giornaliero stabilito ogni anno da INPS per il settore agricolo, un valore di riferimento che tiene conto delle caratteristiche del lavoro agricolo e che viene aggiornato periodicamente. Questo significa che due lavoratrici con retribuzioni effettive diverse, ma inquadrate nella stessa categoria e provincia, potrebbero ricevere un’indennità di importo analogo, proprio perché il calcolo non guarda al salario reale percepito ma al parametro convenzionale di settore.

Questo meccanismo di calcolo, seppur pensato per semplificare e uniformare il trattamento nel comparto agricolo, può risultare poco intuitivo per chi non è abituato a confrontarsi con le regole previdenziali di questo settore. Per questo motivo, prima di fare qualsiasi stima sull’importo che si andrà a percepire, è sempre preferibile rivolgersi a un patronato in grado di verificare con precisione la categoria di appartenenza, la provincia di riferimento e il periodo di calcolo applicabile al proprio caso specifico.

Come e quando fare domanda all’INPS

La domanda di maternità e paternità per il settore agricolo va presentata all’INPS in modalità telematica, allegando la documentazione che attesta lo stato di gravidanza, la data presunta o effettiva del parto e la posizione previdenziale della lavoratrice o del lavoratore nel comparto agricolo. Per le lavoratrici, la domanda va inoltrata generalmente durante il periodo di gravidanza, in modo da consentire all’INPS di verificare i requisiti e liquidare l’indennità con la massima tempestività una volta iniziato il congedo.

Proprio per la complessità delle verifiche legate ai requisiti contributivi degli OTD e degli OTI, la presentazione della domanda in questo settore richiede un’attenzione particolare: un errore nella categoria dichiarata, un’incongruenza nelle giornate lavorate o una documentazione incompleta possono causare ritardi significativi nell’erogazione della prestazione, con conseguenze economiche non trascurabili per la famiglia.

Affidarsi a un patronato consente di evitare questi rischi. Il nostro team si occupa dell’intera pratica: dalla verifica della posizione previdenziale alla raccolta della documentazione necessaria, fino alla presentazione della domanda e al monitoraggio dell’iter fino alla liquidazione. Un supporto particolarmente prezioso per chi lavora in agricoltura, dove le regole previdenziali richiedono competenze specifiche che un CAF generico spesso non possiede.

Chi si avvicina alla fine della propria carriera lavorativa in agricoltura, magari dopo anni di contributi come OTD o OTI, può inoltre trovare utile la nostra guida sulla pensione anticipata 2026, per capire come e quando è possibile lasciare il lavoro prima dei 67 anni.

Domande frequenti sulla maternità e paternità in agricoltura

La coltivatrice diretta ha diritto alla maternità come le operaie agricole?
Sì, anche le coltivatrici dirette regolarmente iscritte alla gestione previdenziale agricola hanno diritto all’indennità di maternità, sebbene con modalità di calcolo e requisiti specifici legati al proprio status previdenziale, diverso da quello degli operai dipendenti (OTD e OTI).

Cosa succede se non ho maturato abbastanza giornate di lavoro agricolo nell’anno?
In questi casi è necessario verificare con attenzione la propria posizione contributiva, perché potrebbero comunque applicarsi tutele particolari come il principio di automaticità delle prestazioni. Solo un’analisi puntuale della singola situazione può stabilire l’esistenza del diritto.

Il congedo di paternità agricola è uguale a quello degli altri lavoratori dipendenti?
Sì, il congedo di paternità obbligatorio di dieci giorni si applica anche ai lavoratori agricoli dipendenti, con le medesime modalità di fruizione previste per gli altri settori.

Posso presentare la domanda di maternità agricola senza rivolgermi a un patronato?
La domanda può essere presentata solo in modalità telematica e richiede la verifica di requisiti previdenziali specifici del settore agricolo. Per questo motivo è fortemente consigliabile farsi assistere da un patronato, che può occuparsi dell’intera pratica riducendo il rischio di errori o ritardi.

Il servizio del patronato per la domanda di maternità agricola è gratuito?
Sì, l’assistenza del patronato per le pratiche previdenziali come la maternità e la paternità è gratuita per legge. Il nostro team è a disposizione per una consulenza personalizzata senza alcun costo per la verifica dei requisiti.

Conclusione

La maternità e paternità nel settore agricolo 2026 rappresentano tutele fondamentali per chi lavora nei campi, ma le regole di accesso e di calcolo richiedono competenze specifiche legate al mondo agricolo. Tra requisiti contributivi da verificare, distinzioni tra OTD e OTI e un metodo di calcolo basato sul salario medio convenzionale, districarsi da soli tra le pratiche INPS può risultare complicato.

Hai bisogno di assistenza per la domanda di maternità o paternità nel settore agricolo? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per verificare i tuoi requisiti e seguire l’intera pratica con l’INPS.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-26 11:00:002026-07-26 07:52:50Maternità e Paternità nel Settore Agricolo 2026: Chi ne ha Diritto e Come Fare Domanda
NOTIZIE, PATRONATO

Bonus 500 Euro, INPS Dispone i Pagamenti: Le Date Uscite

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

L’INPS ha disposto i pagamenti di diversi bonus da 500 euro destinati a lavoratori, famiglie e percettori di sostegni al reddito. Se stai aspettando un accredito sul tuo conto corrente o sulla tua Postepay Evolution, questa guida ti spiega quando arrivano i pagamenti, quali sono le date di uscita ufficiali e come verificare di avere diritto al bonus.

Negli ultimi mesi del 2026 l’INPS ha comunicato il via libera a una serie di erogazioni: dal bonus legato al Supporto Formazione Lavoro (SFL) al rimborso ISEE per le famiglie, passando per le integrazioni previste dall’Assegno di Inclusione (ADI). Vediamo tutto nel dettaglio.

Indice dei contenuti

  1. Quali Sono i Bonus INPS da 500 Euro Attivi nel 2026
  2. Bonus SFL da 500 Euro: Cos’è e Chi Può Richiederlo
  3. Le Date di Pagamento del Bonus SFL: Quando Arrivano i Soldi
  4. Come Ricevere il Bonus: Postepay, IBAN o Poste Italiane?
  5. Bonus 500 Euro e Assegno di Inclusione (ADI): Differenze e Date di Pagamento
  6. Cosa Fare se il Pagamento Non è Arrivato
  7. Come Fare Domanda per il Bonus SFL da 500 Euro
  8. INPS e il Calendario Pagamenti 2026: Tutte le Scadenze
  9. Il Bonus SFL Si Cumula con Altre Prestazioni?
  10. Come Verificare il Pagamento del Bonus SFL su MyINPS
  11. Rinnovo e Proroga del Bonus SFL: È Possibile?
  12. Domande Frequenti sul Bonus 500 Euro INPS
  13. Contatta il CAF per Supporto su Bonus e Prestazioni INPS

Quali Sono i Bonus INPS da 500 Euro Attivi nel 2026

Il termine “bonus 500 euro INPS” raggruppa in realtà diverse misure che prevedono erogazioni di circa 500 euro. Ecco le principali attive nel 2026:

  • Bonus SFL (Supporto Formazione Lavoro): indennità mensile da 500 euro per i beneficiari del programma di inclusione attiva che frequentano corsi di formazione o tirocini.
  • Integrazione ADI (Assegno di Inclusione): per alcune categorie di nuclei familiari, la quota integrativa mensile può raggiungere o superare i 500 euro.
  • Bonus INPS per lavoratori domestici: contributi e indennità per colf e badanti in specifiche situazioni.
  • Bonus una tantum per percettori NASpI: in alcuni casi l’INPS eroga integrazioni una tantum legate alla perdita del lavoro.

Ogni misura ha requisiti diversi, modalità di richiesta diverse e, soprattutto, date di pagamento diverse. Analizziamo ciascuna nel dettaglio.

Bonus SFL da 500 Euro: Cos’è e Chi Può Richiederlo

Il Supporto Formazione Lavoro (SFL) è una misura introdotta dal Decreto Lavoro (D.L. 48/2023, convertito con L. 85/2023) come alternativa al Reddito di Cittadinanza per le persone che non rientrano nei requisiti dell’ADI. In parole semplici: se sei in età lavorativa, senza gravi problemi di salute e senza figli minori o disabili nel nucleo familiare, potresti accedere all’SFL invece che all’Assegno di Inclusione.

L’indennità mensile è fissa: 500 euro al mese, erogata per tutta la durata del percorso formativo o del tirocinio, con un massimo di 12 mesi non rinnovabili.

Requisiti per Accedere all’SFL

Per avere diritto al bonus SFL da 500 euro devi rispettare tutti questi criteri:

RequisitoDettaglio
Età18-59 anni (o 60+ se non rientra in ADI)
ISEEInferiore a 6.000 euro annui
ResidenzaItalia da almeno 5 anni (ultimi 2 continuativi)
Stato occupazionaleNon occupato o occupato con reddito da lavoro inferiore a 3.000 euro annui
Nucleo familiareSenza componenti minorenni, ultra 60enni o persone con disabilità (altrimenti spetta ADI)
Adesione obbligatoriaPartecipazione attiva a percorso formativo o tirocinio

Attenzione: il bonus si sospende automaticamente se smetti di partecipare al percorso formativo senza giustificazione. Il pagamento viene erogato a mese posticipato, cioè ricevi i 500 euro per il mese di luglio a fine luglio o inizio agosto.

Le Date di Pagamento del Bonus SFL: Quando Arrivano i Soldi

L’INPS elabora i pagamenti del Supporto Formazione Lavoro con cadenza mensile. Le date di accredito dipendono dal metodo di pagamento scelto e dalla banca o ufficio postale di riferimento. Ecco il calendario aggiornato per il secondo semestre 2026:

Mese di competenzaData elaborazione INPSData accredito stimataNote
Giugno 2026Fine giugno 20261-5 luglio 2026Già erogato
Luglio 202625-31 luglio 20261-5 agosto 2026In elaborazione
Agosto 2026Fine agosto 20261-5 settembre 2026Previsto
Settembre 2026Fine settembre 20261-5 ottobre 2026Previsto

In genere il pagamento viene accreditato entro i primi 5 giorni lavorativi del mese successivo a quello di competenza. Tuttavia, ritardi possono verificarsi in caso di:

  • Verifica in corso da parte dell’INPS sulla regolarità della frequenza al percorso formativo
  • IBAN non correttamente comunicato o modificato di recente
  • Sospensione temporanea per assenza ingiustificata dal programma
  • Controllo ISEE o aggiornamento DSU in corso

Come Ricevere il Bonus: Postepay, IBAN o Poste Italiane?

L’INPS eroga il bonus SFL esclusivamente tramite bonifico bancario o postale. Non è possibile ricevere il pagamento in contanti agli sportelli INPS. Le modalità accettate sono:

  • IBAN bancario: l’accredito avviene direttamente sul conto corrente indicato in fase di domanda (o modificato successivamente tramite MyINPS)
  • Postepay Evolution: carta prepagata Poste Italiane con IBAN associato, accettata dall’INPS
  • Libretto Postale: libretto di risparmio delle Poste con IBAN

Se hai sbagliato a inserire l’IBAN durante la domanda, puoi modificarlo accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID o CIE, nella sezione “Gestione pagamenti”. La modifica viene applicata dal mese successivo.

Bonus 500 Euro e Assegno di Inclusione (ADI): Differenze e Date di Pagamento

Molti confondono il bonus SFL con l’Assegno di Inclusione (ADI). Si tratta di due misure diverse, anche se entrambe ereditate dalla riforma del Reddito di Cittadinanza. Ecco le principali differenze:

CaratteristicaSFL (bonus 500 euro)ADI (Assegno di Inclusione)
A chi spettaPersone 18-59 anni senza carichi familiari protettiNuclei con minori, over 60 o disabili
Importo base500 euro/mese fissiVariabile (da 480 a 630 euro + quota affitto)
DurataMax 12 mesi, non rinnovabile18 mesi, rinnovabile per blocchi di 12
CondizionePartecipazione a percorso formativoPatto di attivazione digitale + coinvolgimento servizi sociali
Data pagamentoEntro 5 gg lavorativi del mese successivo27 del mese di competenza (via carta ADI)

L’ADI viene erogato il 27 di ogni mese sulla Carta ADI rilasciata da Poste Italiane. Il bonus SFL, invece, viene accreditato su IBAN bancario o postale entro i primi giorni del mese successivo.

Date Pagamento ADI 2026: Calendario Aggiornato

MeseData pagamento ADINote
Luglio 202627 luglio 2026Erogato
Agosto 202627 agosto 2026In programma
Settembre 202627 settembre 2026Previsto
Ottobre 202627 ottobre 2026Previsto

Cosa Fare se il Pagamento Non è Arrivato

Se la data di pagamento prevista è passata e non hai ricevuto il bonus sul tuo IBAN o sulla Carta ADI, ecco i passaggi da seguire:

Verifica lo Stato del Pagamento su MyINPS

  1. Accedi a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Vai nella sezione “Le mie prestazioni” e seleziona la misura (SFL o ADI)
  3. Verifica lo stato: “In elaborazione”, “Pagato”, “Sospeso” o “Decaduto”
  4. Se lo stato è “Sospeso”, controlla se c’è una comunicazione INPS nella tua area personale

Contatta il CAF o il Patronato

Se non riesci a trovare informazioni chiare sul tuo profilo MyINPS, il patronato (come il CAF Centro Fiscale di Udine) può contattare l’INPS per tuo conto e verificare la causa del mancato pagamento. I patronati hanno canali preferenziali con gli istituti previdenziali e possono ottenere informazioni in tempi rapidi.

Cause Comuni di Mancato Pagamento

  • ISEE scaduto: la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) è valida fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentata. Se non hai rinnovato l’ISEE, il pagamento può essere sospeso
  • Assenza dal percorso formativo: anche una sola assenza ingiustificata può causare la sospensione del bonus SFL per quel mese
  • Variazione del nucleo familiare: nuovi componenti del nucleo non comunicati all’INPS possono bloccare temporaneamente i pagamenti
  • IBAN errato o conto chiuso: se il bonifico viene rifiutato dalla banca, l’INPS lo reimposta ma occorre aggiornare i dati bancari
  • Superamento del limite reddituale: se nel corso dell’anno hai avuto redditi da lavoro superiori ai 3.000 euro, potresti non avere più diritto al bonus

Come Fare Domanda per il Bonus SFL da 500 Euro

Se non hai ancora presentato domanda ma pensi di avere i requisiti, ecco come procedere:

Passo 1: Verifica i Requisiti

Prima di tutto, assicurati di soddisfare i requisiti anagrafici, reddituali e patrimoniali. Come indicato nella tabella di sopra, il requisito fondamentale è l’ISEE inferiore a 6.000 euro. Se non hai ancora calcolato il tuo ISEE 2026, puoi farlo tramite il CAF presentando la DSU.

Passo 2: Registrati su SIISL

A differenza dell’ADI (che si richiede online o tramite CAF/patronato), per l’SFL il percorso passa obbligatoriamente attraverso il SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), la piattaforma del Ministero del Lavoro. Devi:

  1. Registrarti su SIISL con SPID o CIE
  2. Compilare il “Patto di Attivazione Digitale” (PAD)
  3. Essere convocato dai Centri per l’Impiego (CPI) o dagli enti di formazione accreditati
  4. Iniziare il percorso formativo o di tirocinio concordato

Solo dopo l’avvio effettivo del percorso formativo l’INPS inizia a erogare i 500 euro mensili. I tempi di attesa dalla registrazione all’avvio del pagamento possono variare da 2 a 6 settimane.

Passo 3: Comunica l’IBAN a INPS

Una volta che l’INPS ha ricevuto la comunicazione sull’avvio del tuo percorso, dovrai indicare l’IBAN su cui ricevere i pagamenti. Puoi farlo tramite MyINPS oppure tramite il patronato.

INPS e il Calendario Pagamenti 2026: Tutte le Scadenze

L’INPS gestisce decine di prestazioni con calendari di pagamento differenti. Ecco una panoramica delle principali misure e delle loro date di erogazione nel corso del 2026:

Prestazione INPSData pagamento mensileModalità
Pensioni (tutte le categorie)1° giorno bancabile del meseBonifico bancario / Poste
Assegno Unico UniversaleTra il 17 e il 19 del meseBonifico IBAN
ADI (Assegno di Inclusione)27 del meseCarta ADI Poste
SFL (bonus 500 euro)Entro 5 gg lavorativi del mese successivoBonifico IBAN
NASpI (indennità disoccupazione)Tra il 15 e il 25 del meseBonifico IBAN
Cassa Integrazione Guadagni (CIG)Tra il 15 e il 20 del meseBonifico IBAN

Per controllare in tempo reale i pagamenti INPS relativi ad agosto 2026, puoi leggere il nostro articolo dedicato: Pagamenti INPS Agosto 2026: Calendario Completo.

Il Bonus SFL Si Cumula con Altre Prestazioni?

Una domanda frequente riguarda la cumulabilità del bonus SFL con altre prestazioni INPS o agevolazioni. Ecco cosa prevede la normativa:

Prestazioni Cumulabili con SFL

  • Assegno Unico Universale: se hai figli a carico, puoi continuare a percepire l’Assegno Unico anche durante il periodo SFL
  • Redditi da lavoro occasionale: puoi lavorare fino a 3.000 euro annui senza perdere l’SFL (ma devi comunicare i redditi all’INPS)
  • Borse di studio regionali e comunali: in genere non interferiscono con l’SFL

Prestazioni NON Cumulabili con SFL

  • ADI (Assegno di Inclusione): non è possibile percepire contemporaneamente SFL e ADI. Si accede all’una o all’altra misura in base alla composizione del nucleo familiare
  • NASpI o DIS-COLL: se percepisci l’indennità di disoccupazione NASpI, non puoi contemporaneamente percepire l’SFL
  • Reddito da lavoro dipendente superiore a 3.000 euro/anno: se superi questa soglia, perdi il diritto all’SFL

Come Verificare il Pagamento del Bonus SFL su MyINPS

Verificare lo stato del pagamento sul portale INPS è semplice e puoi farlo in qualsiasi momento. Segui questi passaggi:

  1. Vai su myinps.inps.it e accedi con SPID di livello 2 (o CIE/CNS)
  2. Nel menu principale, seleziona “Le mie prestazioni”
  3. Clicca su “Supporto Formazione Lavoro” o cerca nella lista delle prestazioni attive
  4. Visualizzerai la cronologia dei pagamenti con date e importi
  5. In caso di anomalie (importo diverso da 500 euro o pagamento mancante), troverai una nota esplicativa

Se il portale mostra la dicitura “Pagamento in elaborazione”, non preoccuparti: significa che l’INPS sta processando il bonifico e l’accredito avverrà entro 48-72 ore lavorative.

Rinnovo e Proroga del Bonus SFL: È Possibile?

Il Supporto Formazione Lavoro ha una durata massima di 12 mesi non rinnovabili. Questo significa che, al termine del periodo, non puoi presentare una nuova domanda per lo stesso beneficio.

Tuttavia, se la tua situazione familiare è cambiata (ad esempio hai avuto un figlio o un familiare con disabilità si è aggiunto al nucleo), potresti avere accesso all’ADI. Oppure, se hai trovato lavoro durante il percorso SFL, potresti avere diritto ad altre agevolazioni INPS per lavoratori di nuova occupazione.

Per valutare la tua situazione specifica e capire a quali bonus hai ancora diritto dopo la scadenza dell’SFL, ti consigliamo di consultare un patronato o un CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza gratuita per la verifica dei requisiti alle principali prestazioni INPS.

Domande Frequenti sul Bonus 500 Euro INPS

Quando arriva il bonus SFL di luglio 2026?

Il bonus SFL di luglio 2026 (competenza luglio) viene erogato tra il 25 luglio e il 5 agosto 2026. L’INPS elabora i pagamenti a fine mese e l’accredito sul conto avviene generalmente entro i primi 5 giorni lavorativi del mese successivo. Per verificare la data esatta, accedi a MyINPS con SPID.

Il bonus SFL è tassato?

No, il bonus SFL da 500 euro mensili non è soggetto a tassazione IRPEF. Non devi dichiararlo nel modello 730 o nel Modello Redditi come reddito imponibile. È equiparato alle prestazioni assistenziali esenti, come il Reddito di Cittadinanza che lo ha preceduto.

Posso ricevere il bonus su Postepay?

Sì, ma solo sulla Postepay Evolution (quella con IBAN associato), non sulla Postepay standard. La Postepay standard non ha un IBAN e non può ricevere bonifici bancari. Se hai solo una Postepay standard, dovrai aprire un conto corrente postale o bancario oppure richiedere la conversione in Postepay Evolution (gratuita presso gli uffici postali).

Cosa succede se salto una lezione del percorso formativo?

L’assenza non giustificata dal percorso formativo può causare la sospensione del bonus SFL per il mese interessato. Se l’assenza è giustificata (malattia documentata, gravi motivi familiari), va comunicata tempestivamente all’ente di formazione e/o al Centro per l’Impiego. Dopo tre assenze ingiustificate consecutive, il beneficio può essere decaduto definitivamente.

Posso cambiare l’IBAN per ricevere il bonus?

Sì. Puoi modificare l’IBAN in qualsiasi momento accedendo a MyINPS > Gestione pagamenti > Modifica coordinate bancarie. La modifica viene applicata dal mese successivo a quello in cui la effettui. Per sicurezza, effettua la modifica entro il 20 del mese per essere sicuro che venga recepita per il pagamento del mese corrente.

Il bonus SFL conta per l’ISEE?

Il bonus SFL non rientra nel reddito ISEE, ma viene incluso nel reddito complessivo ai fini IRPEF solo se supera determinate soglie (cosa che non avviene per 500 euro mensili esenti). Tuttavia, nella DSU per l’ISEE del 2027 (che farà riferimento al 2026) potrebbe essere necessario indicare le somme percepite come prestazioni assistenziali: ti consigliamo di verificare con il CAF al momento della presentazione della DSU.

Contatta il CAF per Supporto su Bonus e Prestazioni INPS

Gestire le pratiche con l’INPS può sembrare complicato, ma con il supporto giusto diventa molto più semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Calcolo e presentazione dell’ISEE (DSU) per accedere ai bonus
  • Verifica dei requisiti per SFL, ADI, NASpI e altre prestazioni INPS
  • Assistenza nelle comunicazioni con l’INPS in caso di mancato pagamento
  • Aggiornamento dati bancari e pratiche patronato

Per maggiori informazioni sulle prestazioni INPS e i pagamenti di agosto 2026, consulta anche:
– Bonus 500 Euro INPS: Date Pagamenti e Come Riceverlo nel 2026
– Bonus 500 Euro SFL: Date di Uscita di Luglio 2026

Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale in Viale Giuseppe Tullio 13, Udine, oppure contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team di esperti in patronato e fiscalità ti aiuterà a verificare la tua situazione e a ottenere i bonus a cui hai diritto.

Luglio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-25 12:59:142026-08-05 07:45:07Bonus 500 Euro, INPS Dispone i Pagamenti: Le Date Uscite
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Pagamenti INPS Agosto 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Quando arrivano i pagamenti INPS ad agosto 2026? È la domanda che milioni di italiani si pongono ogni mese, soprattutto in vista del periodo estivo. In questa guida trovi il calendario completo con tutte le date di accredito per pensioni, Assegno Unico, NASpI, Assegno di Inclusione (ADI), Bonus Nido e rimborsi 730. Scopri anche come verificare lo stato dei tuoi pagamenti direttamente dal portale MyINPS.

Indice dei contenuti

  1. Indice dei Contenuti
  2. Calendario Completo Pagamenti INPS Agosto 2026
  3. Pensioni Agosto 2026: Date e Anticipo
  4. Assegno Unico Agosto 2026: Date di Pagamento
  5. NASpI Agosto 2026: Quando Arriva la Disoccupazione
  6. Assegno di Inclusione (ADI) Agosto 2026
  7. Bonus Nido: Rimborsi Agosto 2026
  8. Bonus Mamme: Esonero Contributivo Agosto 2026
  9. Rimborso 730 Agosto 2026
  10. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
  11. Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Agosto 2026

Indice dei Contenuti

  1. Calendario Completo Pagamenti Agosto 2026
  2. Pensioni Agosto 2026: Date e Anticipo
  3. Assegno Unico Agosto 2026
  4. NASpI Agosto 2026
  5. Assegno di Inclusione (ADI) Agosto 2026
  6. Bonus Nido: Rimborsi Agosto 2026
  7. Bonus Mamme: Esonero Contributivo
  8. Rimborso 730 Agosto 2026
  9. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
  10. Domande Frequenti

Calendario Completo Pagamenti INPS Agosto 2026

Ecco il riepilogo di tutti i pagamenti INPS previsti per agosto 2026. La tabella ti permette di avere una visione d’insieme delle date di accredito per ogni prestazione.

Prestazione INPSDate Pagamento Agosto 2026Note
Pensioni (conto corrente)31 luglio 2026 (anticipo)Accredito anticipato al giorno bancabile precedente
Pensioni (Poste Italiane)1 agosto 2026Ritiro allo sportello in ordine alfabetico
Assegno Unico (AUU)17-18-19 agosto 2026Pagamenti ordinari nella terza settimana
NASpI10-20 agosto 2026Variabile in base alla data di domanda
Assegno di Inclusione (ADI)27 agosto 2026Ricarica su Carta di Inclusione
Bonus NidoEntro fine agostoRimborso delle ricevute di pagamento caricate
Bonus Mamme (esonero)In busta paga di agostoEsonero contributivo applicato dal datore di lavoro
Rimborso 730Agosto-settembre 2026In busta paga (dipendenti) o cedolino pensione

Pensioni Agosto 2026: Date e Anticipo

Le pensioni di agosto 2026 seguono il consueto meccanismo di anticipo. Il 1° agosto 2026 cade di sabato, quindi i pagamenti vengono anticipati all’ultimo giorno bancabile di luglio.

Pensioni su conto corrente bancario

Chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario o postale vedrà l’importo accreditato il 31 luglio 2026 (venerdì), ovvero l’ultimo giorno bancabile del mese precedente. Questo anticipo è previsto dalla normativa vigente: quando il primo giorno del mese cade in un giorno festivo o non lavorativo, il pagamento viene anticipato.

Pensioni presso Poste Italiane (ritiro allo sportello)

Per i pensionati che ritirano la pensione allo sportello di Poste Italiane, il pagamento parte dal 1° agosto 2026. Poste Italiane organizza il ritiro in ordine alfabetico per cognome, distribuendo l’afflusso su più giorni:

  • Sabato 1 agosto: cognomi dalla A alla C
  • Lunedì 3 agosto: cognomi dalla D alla G
  • Martedì 4 agosto: cognomi dalla H alla M
  • Mercoledì 5 agosto: cognomi dalla N alla R
  • Giovedì 6 agosto: cognomi dalla S alla Z

Consiglio: se non vuoi fare la fila, considera di attivare l’accredito su conto corrente o su Carta Postamat. In questo modo riceverai la pensione in anticipo, già dal 31 luglio, senza doverti recare allo sportello.

Assegno Unico Agosto 2026: Date di Pagamento

L’Assegno Unico Universale (AUU) di agosto 2026 verrà accreditato dall’INPS nelle giornate del 17, 18 e 19 agosto 2026. Come ogni mese, l’INPS distribuisce i pagamenti su più giornate per gestire il volume delle erogazioni.

Chi riceve il pagamento il 17-18-19 agosto

  • Beneficiari con domanda già attiva: chi percepisce l’AUU da mesi precedenti riceve il pagamento nelle date indicate, senza dover fare nulla
  • Nuove domande: chi ha presentato domanda tra giugno e luglio 2026 potrebbe ricevere il primo pagamento con gli arretrati già ad agosto, oppure nella finestra successiva di settembre
  • Conguagli ISEE: chi ha presentato un nuovo ISEE aggiornato potrebbe ricevere un conguaglio (differenza rispetto all’importo minimo percepito nei mesi precedenti)

Ricorda che l’Assegno Unico spetta per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili). L’importo varia in base all’ISEE familiare: si va da un minimo di circa 57 euro a un massimo di circa 200 euro per figlio, con maggiorazioni per famiglie numerose, figli disabili e genitori entrambi lavoratori. Per approfondire gli importi, leggi la nostra guida sulle detrazioni figli a carico 2026.

NASpI Agosto 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

Il pagamento della NASpI di agosto 2026 è previsto nella finestra che va dal 10 al 20 agosto, come di consueto. L’INPS non fissa una data unica per tutti i beneficiari: il giorno esatto di accredito dipende dalla data in cui hai presentato la domanda e dalla elaborazione della pratica.

Tempistiche in base al tipo di pagamento

  • Pagamenti ordinari (mensilità successive alla prima): l’accredito avviene generalmente tra il 10 e il 15 agosto, con la maggior parte dei bonifici concentrati nella prima metà del mese
  • Primi pagamenti (nuove domande): chi ha presentato domanda a giugno-luglio 2026 potrebbe attendere fino a fine agosto o inizio settembre per il primo accredito. I tempi della NASpI per il primo pagamento possono raggiungere i 45-60 giorni
  • Pagamenti in ritardo: alcuni accrediti possono slittare al 18-20 agosto per verifiche documentali

Importante: la NASpI viene pagata per mensilità arretrate. Il pagamento di agosto 2026 si riferisce alla competenza del mese di luglio 2026. Ricorda inoltre che l’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per gli over 55).

Assegno di Inclusione (ADI) Agosto 2026

L’Assegno di Inclusione (ADI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, viene erogato il 27 agosto 2026 tramite ricarica sulla Carta di Inclusione. L’ADI è riservato ai nuclei familiari con almeno un componente in condizione di svantaggio (disabile, minorenne, over 60 o in condizioni di svantaggio certificate).

Primo pagamento o rinnovo ADI

  • Rinnovi e mensilità successive: accredito il 27 agosto per chi già percepisce la prestazione
  • Prime erogazioni: chi ha ricevuto l’esito positivo della domanda tra giugno e luglio potrebbe ricevere il primo pagamento il 15 agosto (data dedicata ai nuovi beneficiari) oppure il 27 agosto
  • Requisiti ISEE: per l’ADI è necessario un ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro

L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito. La soglia massima è di 6.000 euro annui (500 euro al mese), che può salire a 7.560 euro per nuclei composti interamente da persone over 67 o con disabili gravi.

Bonus Nido: Rimborsi Agosto 2026

Il Bonus Nido ad agosto 2026 prosegue con i rimborsi delle ricevute di pagamento caricate sulla piattaforma INPS. A differenza di altre prestazioni, il Bonus Nido non ha una data fissa di erogazione: l’INPS rimborsa le mensilità man mano che il genitore carica le ricevute di pagamento della retta dell’asilo nido.

Come funziona il rimborso ad agosto

  • Caricamento ricevute: devi caricare la ricevuta di pagamento della retta di luglio sulla piattaforma INPS dedicata
  • Tempi di rimborso: l’INPS elabora il rimborso generalmente entro 30-45 giorni dal caricamento
  • Importo: il Bonus Nido può arrivare fino a 3.600 euro all’anno (per ISEE fino a 25.000 euro) per i nuclei con almeno due figli di cui uno sotto i 10 anni. Per gli altri nuclei, l’importo varia da 1.500 a 2.500 euro annui in base all’ISEE. Per tutti i dettagli, consulta la guida sul Bonus Asilo Nido 2026

Attenzione: ad agosto molti asili nido chiudono per le vacanze estive. Se il tuo asilo resta aperto e paghi la retta, carica comunque la ricevuta per ottenere il rimborso. Se l’asilo è chiuso, non c’è nessuna ricevuta da caricare e il bonus non viene erogato per quel mese.

Bonus Mamme: Esonero Contributivo Agosto 2026

Il Bonus Mamme continua ad agosto 2026 con l’esonero contributivo applicato direttamente in busta paga. Si tratta di una riduzione dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, che si traduce in un aumento netto dello stipendio fino a 250 euro al mese.

Chi ha diritto al Bonus Mamme

  • Lavoratrici dipendenti (anche part-time) con almeno 2 figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anni
  • Lavoratrici a tempo indeterminato: l’esonero è strutturale fino al 2026
  • Lavoratrici a tempo determinato: possono accedervi se il contratto è in corso
  • Escluse: lavoratrici domestiche (colf e badanti) e lavoratrici autonome

L’esonero viene applicato automaticamente dal datore di lavoro nella busta paga di agosto. Non serve presentare domanda all’INPS: è sufficiente comunicare al proprio datore di lavoro i codici fiscali dei figli.

Rimborso 730 Agosto 2026

Ad agosto 2026 proseguono i rimborsi del modello 730 per i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi e risultano a credito. Le tempistiche variano in base alla categoria del contribuente.

Tempistiche rimborso per categoria

  • Lavoratori dipendenti: il rimborso arriva direttamente in busta paga. Chi ha presentato il 730 entro giugno riceve il rimborso già nella busta paga di luglio o agosto. Chi ha presentato a luglio lo riceverà tra agosto e settembre
  • Pensionati: l’INPS eroga il rimborso 730 nel cedolino della pensione. Generalmente il rimborso arriva tra agosto e ottobre, in base alla data di presentazione. Il rimborso sarà visibile nella sezione “Cedolino pensione” su MyINPS
  • Senza sostituto d’imposta: chi non ha un datore di lavoro o l’INPS come sostituto riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempi più lunghi (generalmente entro dicembre 2026)

Nota: per importi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi che possono allungare i tempi fino a 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione.

Come Verificare i Pagamenti su MyINPS

Puoi controllare lo stato di tutti i tuoi pagamenti INPS direttamente online, senza dover chiamare il contact center o recarti in sede. Ecco come fare, passo dopo passo.

Procedura di verifica

  1. Accedi al sito INPS: vai su www.inps.it e clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
  2. Autenticazione: accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  3. Fascicolo previdenziale: nella barra di ricerca digita “Fascicolo previdenziale del cittadino” e seleziona il servizio
  4. Sezione Pagamenti: nel menu a sinistra, clicca su “Prestazioni” > “Pagamenti”
  5. Filtra per prestazione: seleziona la prestazione che ti interessa (Pensione, NASpI, AUU, ADI) e il periodo di riferimento

Altre modalità di verifica

  • App INPS Mobile: scarica l’app ufficiale INPS (disponibile su iOS e Android) per controllare i pagamenti direttamente dallo smartphone
  • Contact Center INPS: chiama il numero 803 164 (da fisso, gratuito) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)
  • Cedolino pensione: per i pensionati, il servizio dedicato “Cedolino pensione” su MyINPS mostra l’importo netto, le trattenute e la data di accredito
  • Patronato: puoi rivolgerti a un patronato per la verifica gratuita dello stato dei tuoi pagamenti

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Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Agosto 2026

Quando viene pagata la pensione di agosto 2026?

La pensione di agosto 2026 viene accreditata il 31 luglio 2026 per chi ha il conto corrente bancario o postale (anticipo all’ultimo giorno bancabile di luglio). Per chi ritira allo sportello di Poste Italiane, il pagamento parte dal 1° agosto con turnazione alfabetica.

Quando arriva l’Assegno Unico di agosto 2026?

L’Assegno Unico di agosto 2026 viene accreditato nelle giornate del 17, 18 e 19 agosto. Per le nuove domande o i conguagli ISEE, il pagamento potrebbe arrivare in date diverse.

La NASpI di agosto viene pagata il 15 agosto?

Il 15 agosto (Ferragosto) è festivo, quindi i pagamenti NASpI non vengono disposti in quella data. La finestra di pagamento della NASpI va generalmente dal 10 al 20 agosto, ma l’accredito può avvenire sia prima che dopo Ferragosto, in base alla lavorazione della pratica.

Come faccio a sapere se il pagamento ADI è stato disposto?

Puoi verificare lo stato del pagamento dell’Assegno di Inclusione accedendo a MyINPS con SPID o CIE. Nella sezione dedicata all’ADI troverai la voce “Pagamenti” con data e importo di ogni mensilità disposta. Il pagamento di agosto è previsto per il 27 agosto 2026.

Il rimborso 730 arriva ad agosto per tutti?

No, dipende dalla data di presentazione e dalla tipologia di contribuente. I lavoratori dipendenti che hanno presentato il 730 entro giugno ricevono il rimborso già in busta paga tra luglio e agosto. I pensionati lo ricevono nel cedolino pensione tra agosto e ottobre. Chi è senza sostituto deve attendere il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate.

Cosa fare se il pagamento INPS non arriva?

Se il pagamento non arriva entro le date previste, segui questi passaggi: 1) Controlla su MyINPS se il pagamento è stato disposto; 2) Verifica che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto e aggiornato; 3) Contatta il Contact Center INPS al 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da cellulare); 4) Rivolgiti a un patronato per assistenza gratuita nella verifica della pratica.

Ultimo aggiornamento: luglio 2026. Le date indicate sono basate sul calendario storico INPS e potrebbero subire variazioni. Verifica sempre su www.inps.it per conferme ufficiali.

Luglio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-25 08:00:002026-08-05 07:45:15Pagamenti INPS Agosto 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
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Bonus 500 Euro SFL, INPS Dispone i Pagamenti: le Date di Uscita di Luglio 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Sul Fascicolo previdenziale INPS sono comparse in questi giorni le prime lavorazioni relative al bonus 500 euro SFL di luglio 2026. Si tratta di un segnale atteso da migliaia di beneficiari del Supporto Formazione e Lavoro, perché l’avvio delle elaborazioni anticipa solitamente di alcuni giorni l’accredito effettivo del contributo. C’è però anche un aspetto a cui prestare attenzione in vista di agosto: in alcuni casi il pagamento potrebbe non arrivare. Vediamo quali sono le date di uscita previste e chi rischia di restare senza contributo nei prossimi mesi.

Partite le lavorazioni del Supporto Formazione e Lavoro

Le lavorazioni del Supporto Formazione e Lavoro (SFL) relative al mese di luglio sono comparse sul Fascicolo previdenziale a partire dal 22 luglio 2026. Si tratta della fase in cui l’INPS elabora le disposizioni di pagamento prima dell’accredito vero e proprio: un passaggio tecnico, ma molto importante per chi aspetta il contributo.

Generalmente, quando le lavorazioni compaiono nel Fascicolo previdenziale, il pagamento arriva circa sette giorni dopo. Sulla base di questo schema ricorrente, è plausibile che gli accrediti del bonus 500 euro SFL vengano disposti intorno al 28-29 luglio 2026, salvo differenze legate alla posizione del singolo beneficiario o a eventuali rallentamenti nelle procedure INPS.

Chi può ricevere il bonus 500 euro SFL

Il Supporto Formazione e Lavoro è una misura di sostegno destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni che si trovano in una condizione di difficoltà economica e fanno parte di nuclei familiari con un ISEE entro i 10.140 euro.

Per accedere al beneficio è necessario sottoscrivere il Patto di attivazione digitale e partecipare a percorsi di politica attiva del lavoro, come corsi di formazione, percorsi di orientamento, progetti utili alla collettività o altre iniziative previste dai servizi competenti sul territorio. Per tutto il periodo in cui il beneficiario partecipa effettivamente alle attività previste, l’INPS eroga 500 euro al mese.

Il sostegno economico, quindi, non è automatico: è strettamente collegato alla partecipazione attiva ai percorsi di formazione o alle altre misure di attivazione al lavoro stabilite dal Patto.

Come controllare lo stato del pagamento SFL

Per verificare se la propria pratica è stata lavorata, è possibile consultare il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito dell’INPS. Quando la lavorazione compare, nella maggior parte dei casi significa che il pagamento del bonus SFL è ormai in fase di predisposizione e l’accredito può arrivare nei giorni successivi.

Restano possibili differenze tra i vari beneficiari in base alla data di sottoscrizione del Patto e alla situazione individuale, ma l’avvio delle lavorazioni rappresenta comunque il primo segnale concreto dell’imminente pagamento di fine luglio.

Per un quadro più ampio sugli altri accrediti INPS previsti nello stesso periodo, tra cui Assegno Unico, pensioni e altri accrediti INPS di fine luglio, è possibile consultare il calendario completo dei pagamenti.

Attenzione ad agosto: il pagamento potrebbe saltare

Chi beneficia del Supporto Formazione e Lavoro deve prestare particolare attenzione ai mesi estivi. Se il corso di formazione o il percorso di attivazione viene sospeso durante il mese di agosto, anche il relativo pagamento potrebbe essere interrotto per quel periodo.

Il motivo è semplice: come detto, il contributo da 500 euro è direttamente collegato alla partecipazione effettiva alle attività formative. Se queste non vengono svolte, viene meno il presupposto che consente l’erogazione del beneficio.

Per questo è consigliabile verificare per tempo con l’ente che organizza il corso se le attività proseguiranno regolarmente durante il mese di agosto oppure se è prevista una pausa estiva, così da non trovarsi impreparati davanti a un’eventuale sospensione del pagamento.

Le lavorazioni avviate il 22 luglio 2026 fanno prevedere l’accredito del bonus SFL intorno al 28-29 luglio, ma la situazione può variare da beneficiario a beneficiario. Resta fondamentale monitorare il Fascicolo previdenziale INPS e informarsi per tempo sulla prosecuzione delle attività formative nel mese di agosto, per evitare sorprese sulla continuità del contributo.

Luglio 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-23 09:00:002026-07-23 09:00:00Bonus 500 Euro SFL, INPS Dispone i Pagamenti: le Date di Uscita di Luglio 2026
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Rimborso 730, ecco chi lo riceve ad agosto 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il mese di agosto 2026 è un momento chiave per chi ha presentato il modello 730 e attende il rimborso IRPEF. Il rimborso 730 agosto 2026 non arriva però a tutti nello stesso giorno: la data di accredito dipende dalla categoria a cui appartieni. Pensionati, percettori di NASpI e lavoratori dipendenti seguono infatti percorsi diversi, gestiti da soggetti diversi (INPS da un lato, il datore di lavoro dall’altro).

In questo articolo vediamo chi riceve il rimborso 730 ad agosto, quando arriva concretamente e perché le tempistiche possono variare anche di diverse settimane da persona a persona, pur partendo tutti dalla stessa dichiarazione dei redditi.

Cosa significa avere diritto al rimborso 730

Quando presenti il modello 730, il sistema calcola le imposte che avresti dovuto versare in base ai tuoi redditi e le confronta con quanto hai già pagato durante l’anno tramite le trattenute in busta paga o pensione. Se hai versato più del dovuto, ad esempio grazie a detrazioni fiscali per spese mediche, ristrutturazioni o familiari a carico, ti spetta un credito IRPEF: è questo il cosiddetto rimborso 730.

Il meccanismo si chiama conguaglio: in pratica, chi ti versa lo stipendio o la pensione (il cosiddetto sostituto d’imposta) riceve dall’Agenzia delle Entrate i dati della tua dichiarazione e provvede a restituirti la somma direttamente nella busta paga o nel cedolino, senza che tu debba fare nulla di ulteriore. Il rimborso 730 agosto 2026 riguarda proprio questa fase operativa: il momento in cui il credito diventa concretamente denaro sul tuo conto.

Per capire nel dettaglio come controllare se stai per ricevere un rimborso o se, al contrario, risulti a debito, ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento su come verificare il rimborso o debito IRPEF del modello 730/2026.

Pensionati: il rimborso 730 arriva con il cedolino di agosto

Per i pensionati, l’INPS agisce come sostituto d’imposta e inserisce il conguaglio 730 direttamente nel cedolino pensione di agosto. Chi ha diritto a un rimborso vedrà quindi un importo aggiuntivo rispetto alla pensione ordinaria, mentre chi risulta a debito subirà una trattenuta, solitamente rateizzata per non incidere troppo su un’unica mensilità.

Non tutti i pensionati ricevono però l’accredito lo stesso giorno: l’INPS suddivide i pagamenti in base alle lettere iniziali del cognome e al canale di riscossione (banca, Poste o altro), un meccanismo organizzativo pensato per gestire milioni di pagamenti senza sovraccaricare il sistema. Chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali segue inoltre un calendario differente rispetto a chi ha l’accredito su conto corrente.

Se vuoi conoscere nel dettaglio le date di accredito delle pensioni e capire in quale fascia rientri, trovi tutte le informazioni nel nostro articolo dedicato al pagamento delle pensioni di agosto 2026, con il calendario INPS completo. Per un’analisi più ampia del cedolino di agosto, comprensiva di eventuali avvisi INPS su redditi e altre variazioni, puoi consultare anche l’articolo su cedolino pensione agosto 2026, rimborsi 730 e conguagli.

Percettori di NASpI: il credito IRPEF sull’indennità di disoccupazione

Una situazione meno conosciuta, ma altrettanto diffusa, riguarda chi percepisce la NASpI, l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Anche in questo caso, se durante il periodo di disoccupazione hai continuato a percepire l’indennità e questa è stata soggetta a trattenute IRPEF, l’INPS agisce come sostituto d’imposta esattamente come farebbe un datore di lavoro.

Il rimborso 730 per i percettori di NASpI viene quindi accreditato insieme alla mensilità dell’indennità, secondo le stesse tempistiche di elaborazione previste per i pensionati. C’è però una differenza importante da tenere presente: se nel frattempo la NASpI è terminata, oppure se l’importo dell’indennità non è sufficiente a coprire l’intero conguaglio (un concetto tecnico chiamato capienza, cioè la disponibilità economica sufficiente ad assorbire il rimborso o il debito), l’INPS non può erogare la somma tramite il cedolino.

In questi casi il rimborso non va perso, ma viene gestito diversamente: l’Agenzia delle Entrate può liquidarlo con modalità alternative, che richiedono però tempi più lunghi rispetto a chi riceve tutto direttamente in busta paga o pensione. Per questo motivo, chi è stato percettore di NASpI durante l’anno dovrebbe sempre far verificare la propria posizione, per capire con esattezza come e quando arriverà l’eventuale credito.

Lavoratori dipendenti: il rimborso arriva in busta paga

Per i lavoratori dipendenti, il rimborso del modello 730 viene gestito dal proprio datore di lavoro, che riceve dall’Agenzia delle Entrate i risultati della dichiarazione e li applica direttamente sulla busta paga. Qui le tempistiche possono variare più che per pensionati e percettori di NASpI, perché entrano in gioco fattori legati all’organizzazione interna di ogni singola azienda.

Alcune aziende elaborano gli stipendi nella prima decade del mese, altre a fine mese, e questo influisce direttamente su quando il conguaglio compare in busta paga. Inoltre, se il 730 è stato presentato o corretto in ritardo rispetto alle scadenze ordinarie, il datore di lavoro potrebbe ricevere i dati aggiornati con qualche settimana di ritardo, spostando di conseguenza anche l’erogazione del rimborso al mese successivo.

Anche per i dipendenti vale il discorso della capienza: se lo stipendio non è sufficiente a coprire un conguaglio a debito elevato, la trattenuta viene suddivisa su più mensilità. Nel caso di un rimborso a credito, invece, l’importo viene solitamente erogato in un’unica soluzione, salvo importi particolarmente elevati che alcune aziende preferiscono dilazionare.

Perché le tempistiche del rimborso 730 non sono uguali per tutti

La domanda più frequente riguarda proprio questo: perché il rimborso 730 agosto 2026 non arriva a tutti nello stesso momento, pur avendo tutti presentato la dichiarazione più o meno nello stesso periodo? Le ragioni sono diverse e si intrecciano tra loro.

  • Data di elaborazione della dichiarazione: chi ha presentato il 730 nei primi giorni utili riceve solitamente i risultati prima rispetto a chi lo ha inviato a ridosso delle scadenze.
  • Tipo di sostituto d’imposta: INPS gestisce pensioni e NASpI con calendari centralizzati e uniformi, mentre ogni azienda privata organizza i cicli paga in autonomia.
  • Capienza della prestazione: se pensione, NASpI o stipendio non bastano a coprire un conguaglio, l’importo viene rateizzato o gestito con modalità diverse dall’accredito diretto.
  • Correzioni o integrazioni al 730: eventuali modifiche presentate dopo l’invio originario possono allungare i tempi di elaborazione.
  • Canale di pagamento: per i pensionati, la scelta tra accredito bancario e ritiro allo sportello postale incide sul giorno esatto di disponibilità della somma.

Capire in quale di queste situazioni ti trovi non è sempre semplice, soprattutto se hai cambiato lavoro, sei transitato dalla NASpI a un nuovo impiego, o se il tuo 730 conteneva più redditi da fonti diverse. In questi casi il rischio di errori o ritardi aumenta, ed è proprio qui che un supporto professionale fa la differenza.

Cosa fare se il rimborso 730 non arriva

Se ad agosto controlli il cedolino pensione, l’indennità NASpI o la busta paga e non trovi traccia del rimborso 730 che ti aspettavi, non allarmarti subito: come abbiamo visto, le tempistiche possono legittimamente slittare al mese successivo per una serie di motivi organizzativi. È però importante verificare che non si tratti di un errore nella dichiarazione o di un problema di trasmissione dei dati tra Agenzia delle Entrate e sostituto d’imposta.

Il CAF Centro Fiscale di Udine segue i propri clienti anche dopo la presentazione del 730, aiutandoli a monitorare lo stato del rimborso e a chiarire eventuali anomalie con l’Agenzia delle Entrate o con il sostituto d’imposta. Un controllo tempestivo permette di intervenire subito, evitando che un semplice ritardo tecnico si trasformi in un problema più complesso da risolvere.

Hai bisogno di assistenza per verificare il tuo rimborso 730 o per capire perché non lo hai ancora ricevuto? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Domande frequenti sul rimborso 730 di agosto 2026

Ecco le risposte alle domande più comuni sul rimborso 730 agosto 2026, utili per pensionati, percettori di NASpI e lavoratori dipendenti.

Domande Frequenti

Chi riceve il rimborso 730 ad agosto 2026?

Possono ricevere il rimborso 730 ad agosto 2026 i pensionati (accreditato nel cedolino pensione), i percettori di NASpI (accreditato con l’indennità di disoccupazione) e i lavoratori dipendenti (accreditato in busta paga). Non tutti lo ricevono nello stesso momento: le tempistiche dipendono dal sostituto d’imposta e dai tempi di elaborazione della dichiarazione.

Perché il rimborso 730 dei pensionati arriva prima rispetto ai dipendenti?

L’INPS gestisce pensioni e NASpI con un calendario centralizzato e uniforme per tutti i beneficiari, mentre ogni azienda privata organizza i propri cicli paga in autonomia. Questo può generare differenze di alcuni giorni o settimane tra le diverse categorie.

Cosa succede se la NASpI termina prima dell’accredito del rimborso 730?

Se la NASpI è terminata o non è sufficiente a coprire l’intero conguaglio (mancanza di capienza), l’Agenzia delle Entrate può liquidare il rimborso con modalità alternative, che richiedono tempi più lunghi rispetto all’accredito diretto sull’indennità.

Il rimborso 730 in busta paga arriva sempre ad agosto?

Non sempre. Se il 730 è stato presentato o corretto in ritardo, oppure se l’azienda elabora gli stipendi con tempistiche diverse, il rimborso potrebbe slittare al mese successivo rispetto ad agosto.

Come posso sapere se il mio rimborso 730 è stato calcolato correttamente?

Il modo più sicuro è far verificare la propria posizione da un professionista, che può controllare i dati trasmessi tra Agenzia delle Entrate e sostituto d’imposta. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata su questo tipo di controlli, sia in ufficio che online.

Luglio 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-23 08:00:002026-07-23 08:00:00Rimborso 730, ecco chi lo riceve ad agosto 2026
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Come verificare il rimborso o debito Irpef del modello 730/2026

Dichiarazione dei redditi 730

Chi ha presentato il modello 730/2026 e ha come sostituto d’imposta l’INPS, anziché un datore di lavoro, può ora verificare online l’esito della propria dichiarazione. Si tratta soprattutto di pensionati e di chi percepisce prestazioni come la NASpI o altre indennità di disoccupazione. Vediamo come controllare se spetta un rimborso 730 2026 oppure se si risulta a debito con l’IRPEF.

Cos’è il conguaglio 730 per pensionati e percettori NASpI

Quando si presenta il modello 730, il risultato della dichiarazione (un rimborso da incassare oppure un debito da versare) non viene gestito direttamente dal contribuente tramite F24, come accade invece con il modello Redditi Persone Fisiche. Il conteggio finale, chiamato conguaglio, viene infatti effettuato da un soggetto terzo che l’Agenzia delle Entrate definisce sostituto d’imposta.

Per un lavoratore dipendente il sostituto d’imposta è normalmente il datore di lavoro, che applica il conguaglio direttamente in busta paga. Per chi invece percepisce una pensione, oppure una prestazione come la NASpI o un altro trattamento di disoccupazione erogato dall’ente previdenziale, il ruolo di sostituto d’imposta è svolto dall’INPS. In pratica, è l’INPS a occuparsi di applicare il conguaglio IRPEF risultante dal 730, accreditando l’eventuale rimborso oppure trattenendo l’eventuale debito.

Questo meccanismo riguarda quindi una platea molto ampia di cittadini: milioni di pensionati, ma anche chi si trova temporaneamente senza lavoro e riceve un sostegno al reddito dall’INPS. Sapere come funziona il conguaglio 730 è importante per non trovarsi impreparati davanti a una trattenuta sulla pensione o sulla prestazione, oppure per non lasciarsi sfuggire un rimborso a cui si ha diritto.

Chi invece non ha un sostituto d’imposta disponibile al momento della dichiarazione si trova in una situazione diversa, che richiede un percorso specifico per ottenere il rimborso IRPEF: ne parliamo nell’approfondimento dedicato al modello 730/2026 senza sostituto d’imposta.

Come verificare online rimborso o debito 730/2026

L’INPS mette a disposizione dei propri assistiti una sezione dedicata al conguaglio fiscale, consultabile tramite il portale MyINPS con le credenziali digitali (SPID, CIE o CNS). All’interno di questa area è possibile individuare l’esito del proprio 730/2026, verificando se si tratta di un rimborso IRPEF in proprio favore oppure di un debito da trattenere.

Le informazioni disponibili online riguardano in genere:

  • l’importo del rimborso IRPEF spettante, se presente;
  • l’eventuale debito risultante dal conguaglio, comprensivo di eventuali addizionali regionali e comunali;
  • il dettaglio delle voci che hanno determinato il risultato finale della dichiarazione;
  • le indicazioni sulle modalità con cui il conguaglio verrà applicato sulla pensione o sulla prestazione.

Va detto che la lettura di queste informazioni non è sempre immediata per chi non ha dimestichezza con il linguaggio fiscale. Comprendere la differenza tra le varie voci del modello 730, capire perché si è generato un debito oppure perché il rimborso è inferiore al previsto, richiede competenze specifiche. Per questo motivo, invece di muoversi da soli tra i portali online, è sempre consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che segue l’intera pratica della dichiarazione dei redditi e può verificare insieme al contribuente l’esito del conguaglio, spiegandone ogni singola voce.

Un altro strumento utile per orientarsi tra i documenti della dichiarazione precompilata è il portale informativo dedicato, che raccoglie in un unico punto le informazioni su 730 e modello Redditi: lo trovi nel nostro approfondimento sulla Precompilata 2026.

Tempistiche di rimborso o trattenuta del debito IRPEF

Una domanda molto comune riguarda i tempi con cui il rimborso 730 2026 viene effettivamente accreditato, oppure con cui il debito viene trattenuto dalla pensione o dalla prestazione. In linea generale, l’INPS applica il conguaglio fiscale nei mesi successivi all’elaborazione del 730, secondo un calendario che può variare in base a quando la dichiarazione è stata trasmessa e a quando l’ente riceve i dati dall’Agenzia delle Entrate.

Se il risultato della dichiarazione è un rimborso, l’importo viene generalmente accreditato insieme alla pensione o alla prestazione, in una o più mensilità, senza che il beneficiario debba fare alcuna richiesta ulteriore. Se invece il risultato è un debito IRPEF, la trattenuta viene applicata direttamente sull’importo mensile della pensione o della prestazione, secondo le regole ordinarie stabilite dalla normativa fiscale sui conguagli da sostituto d’imposta, che possono prevedere anche una rateizzazione per non gravare eccessivamente su un’unica mensilità.

Chi vuole approfondire più nel dettaglio le modalità di pagamento di un debito da 730, comprese le opzioni di rateizzazione previste dalla normativa, può leggere la nostra guida su come pagare a rate il 730 a debito. Per i pensionati, un riferimento utile è anche l’articolo dedicato alle voci che compaiono in busta paga pensione nel periodo dei conguagli fiscali: cedolino pensione e conguagli, che spiega come leggere le trattenute applicate.

È importante ricordare che i tempi di erogazione o di trattenuta non sono sempre uniformi per tutti i contribuenti: dipendono dalla data di invio del 730, da eventuali correzioni successive e dai tempi tecnici di trasmissione dei dati tra Agenzia delle Entrate e INPS. Per questo motivo, in caso di dubbi sulla propria situazione specifica, la soluzione più sicura resta quella di chiedere supporto diretto a un professionista.

Cosa fare se il conguaglio 730 non si trova o c’è un errore

Non è raro che un pensionato o un percettore di NASpI non riesca a individuare online il conguaglio relativo al proprio 730/2026, oppure noti una discrepanza tra quanto atteso e quanto effettivamente indicato. Le cause possono essere diverse: un ritardo nell’elaborazione dei dati, un errore nella dichiarazione originaria, oppure una variazione della propria posizione previdenziale nel corso dell’anno.

In questi casi, invece di procedere da soli con verifiche e correzioni sui portali online, è fondamentale rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team può:

  • verificare la correttezza dei dati trasmessi nella dichiarazione 730;
  • controllare se il sostituto d’imposta indicato corrisponde effettivamente all’INPS;
  • individuare eventuali errori nel calcolo del rimborso o del debito IRPEF;
  • predisporre, se necessario, una dichiarazione integrativa o correttiva.

Affidarsi a professionisti evita il rischio di lasciare irrisolta una situazione che, se non corretta nei tempi giusti, potrebbe generare ulteriori ritardi nell’erogazione del rimborso 730 2026 o complicazioni nella gestione del debito.

Assistenza del CAF Centro Fiscale per il 730

Verificare in autonomia l’esito del proprio 730 e interpretare correttamente le voci del conguaglio non è sempre semplice, soprattutto per chi non ha familiarità con i portali dell’INPS o con il linguaggio fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intero percorso della dichiarazione dei redditi: dalla compilazione del 730 alla verifica dell’esito finale, fino alla gestione di eventuali correzioni o chiarimenti con gli enti competenti.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi o per capire se ti spetta un rimborso IRPEF? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, con un preventivo personalizzato in base alla tua situazione.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 10:00:002026-07-21 10:00:00Come verificare il rimborso o debito Irpef del modello 730/2026
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Pagamenti INPS 20-26 luglio 2026: Assegno Unico, pensioni e tutti gli accrediti in arrivo

Pensione 2026 INPS

La settimana del 20-26 luglio 2026 porta con sé una serie di importanti pagamenti da parte dell’INPS. Da nord a sud, milioni di famiglie e singoli beneficiari attendono i bonifici mensili legati a pensioni, Assegno Unico Universale, Assegno di Inclusione, NASpI e molte altre prestazioni. Ecco il calendario completo degli accrediti previsti in questa settimana.

Perché luglio è un mese chiave per i pagamenti INPS

Luglio è tradizionalmente uno dei mesi con il maggior numero di flussi di pagamento da parte dell’INPS. Questo accade per diverse ragioni: oltre alle prestazioni mensili ordinarie (pensioni, NASpI, Assegno di Inclusione), luglio coincide con il conguaglio fiscale sulle pensioni e con il ricalcolo dell’Assegno Unico Universale per le famiglie con ISEE aggiornato.

Per molti beneficiari, luglio rappresenta anche il mese in cui arrivano i cosiddetti pagamenti arretrati: l’INPS, dopo aver elaborato le domande presentate nei mesi precedenti, eroga gli importi spettanti dal mese di decorrenza della prestazione. Questo vale soprattutto per l’Assegno Unico, l’Assegno di Inclusione e alcune pensioni.

Assegno Unico Universale: accrediti luglio 2026

L’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura di sostegno alle famiglie con figli a carico fino a 21 anni. Per il mese di luglio 2026, l’INPS ha previsto i pagamenti nella settimana del 20-26 luglio per i beneficiari che hanno presentato o rinnovato la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) aggiornata.

In questa settimana ricevono il bonifico in particolare:

  • Le famiglie che hanno aggiornato l’ISEE con DSU presentata nei mesi di maggio-giugno 2026, per le quali l’INPS ha completato l’elaborazione
  • I beneficiari con pagamento mensile ordinario la cui data di accredito cade in questa finestra
  • I nuclei familiari che ricevono gli arretrati per mesi precedenti non ancora liquidati

Quanto si riceve? L’importo varia in base all’ISEE familiare e al numero di figli. Con ISEE sotto i 17.090 euro si riceve l’importo massimo (fino a 199,40 euro per figlio), mentre con ISEE superiore a 45.574 euro si percepisce la quota minima (57 euro per figlio). Per i figli disabili sono previste maggiorazioni specifiche.

Se non hai ancora aggiornato la tua DSU per il 2026, ti consigliamo di farlo il prima possibile: un ISEE aggiornato può significare importi più alti fin dal mese successivo alla presentazione. Puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale per presentare la DSU in modo rapido e senza errori.

Pensioni e ratei: date di accredito

Le pensioni INPS vengono normalmente accreditate il primo giorno bancabile del mese. Per luglio 2026, il pagamento ordinario è già avvenuto nei primi giorni del mese. Tuttavia, nella settimana del 20-26 luglio possono arrivare:

  • Pensioni nuove o rivalutate: per chi ha ottenuto il riconoscimento della pensione di recente, l’INPS liquida i ratei arretrati dalla decorrenza
  • Supplementi e incrementi: eventuali conguagli legati a contributi tardivi o rivalutazioni automatiche
  • Pensioni estere e cumulate: i flussi con istituti previdenziali esteri seguono tempistiche diverse
  • Pensioni di invalidità civile: alcune categorie hanno scadenze di pagamento differenziate

I pensionati che ritengono di non aver ricevuto l’accredito corretto possono verificare la propria situazione accedendo al portale MyINPS oppure rivolgendosi a un CAF o patronato per l’assistenza gratuita.

Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro

L’Assegno di Inclusione (ADI) — la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza — prevede pagamenti mensili tramite la Carta di Inclusione. Per luglio 2026, i beneficiari dell’ADI riceveranno il proprio accredito nella settimana del 20-26 luglio, salvo variazioni legate a controlli INPS o comunicazioni dei Comuni.

Allo stesso modo, i percettori del Supporto Formazione Lavoro (SFL) — la misura destinata ai componenti del nucleo familiare che possono essere attivati al lavoro e che partecipano a percorsi di orientamento e formazione — ricevono il bonifico mensile con cadenza regolare.

Se stai aspettando il pagamento dell’Assegno di Inclusione e non lo hai ancora ricevuto, verifica:

  • Che la tua Carta di Inclusione sia attiva e il conto agganciato sia operativo
  • Che non siano pendenti richieste di documentazione da parte dell’INPS o del Comune
  • Che non siano scattate sospensioni legate alla mancata partecipazione ai percorsi di attivazione lavorativa

NASpI e indennità di disoccupazione

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) viene erogata ogni mese direttamente sul conto corrente indicato dal beneficiario all’atto della domanda. Per i nuovi percettori che hanno presentato domanda a giugno-luglio 2026, i primi pagamenti arriveranno proprio in questa settimana, dopo che l’INPS ha completato le verifiche sulle settimane contributive e sulla data di cessazione del rapporto di lavoro.

L’importo della NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione. Se noti che il tuo accredito è inferiore al mese precedente e hai già superato i cinque mesi di percezione, potrebbe essere per questo motivo.

Ricorda che la NASpI decade automaticamente in caso di nuovo impiego, avvio di attività autonoma non comunicata, o raggiungimento della pensione. Hai dubbi sulla tua posizione? Il CAF Centro Fiscale offre consulenza gratuita anche per le pratiche INPS legate alla disoccupazione.

Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti INPS 20-26 luglio 2026

Ecco un riepilogo delle principali prestazioni che possono essere accreditate nella settimana del 20-26 luglio 2026:

PrestazioneBeneficiariNote
Assegno Unico UniversaleFamiglie con figli fino a 21 anniCon DSU aggiornata o con arretrati da liquidare
Pensioni arretrate / supplementiNuovi pensionati e casi specialiRatei dalla data di decorrenza
Assegno di Inclusione (ADI)Nuclei in difficoltà economicaTramite Carta di Inclusione Postale o INPS
Supporto Formazione Lavoro (SFL)Componenti attivabili al lavoroMensile, per chi partecipa a percorsi di formazione
NASpI (nuovi pagamenti)Lavoratori disoccupatiPrime erogazioni domande giugno-luglio
Pensione di invalidità civileInvalidi civili, ciechi, sordiAlcune categorie con scadenze differenziate
ANF (Assegni Familiari)Dipendenti con figli a caricoErogati tramite datore o direttamente INPS

Come verificare il proprio pagamento INPS

Se hai diritto a uno dei pagamenti sopra elencati ma non lo hai ancora ricevuto, ecco come controllare la tua situazione:

  1. MyINPS: accedi con SPID, CIE o CNS al portale INPS personale. Trovi la sezione “I miei pagamenti” con lo storico di tutti gli accrediti
  2. App INPS Mobile: disponibile per iOS e Android, permette di verificare pagamenti e scadenze in tempo reale
  3. Numero verde INPS: chiama il 803.164 (gratuito da rete fissa) oppure lo 06 164.164 (a pagamento da mobile)
  4. CAF e Patronato: rivolgiti al tuo CAF di fiducia per un’assistenza completa e gratuita sulla tua posizione previdenziale

Se il pagamento non appare dopo 2-3 giorni lavorativi, è consigliabile aprire una segnalazione tramite il portale INPS o rivolgersi a un patronato per verificare eventuali sospensioni o problemi tecnici legati all’accredito.

Pagamenti INPS luglio 2026: cosa succede se non arriva il bonifico?

I ritardi nei pagamenti INPS possono avere diverse cause. Le più frequenti sono:

  • IBAN errato o non aggiornato: se hai cambiato banca, devi comunicare il nuovo conto all’INPS prima del pagamento
  • Documentazione mancante: l’INPS può sospendere un pagamento se attende documenti o autocertificazioni
  • Redditi non dichiarati o DSU scaduta: per l’Assegno Unico, la DSU scaduta comporta la riduzione alla quota minima o la sospensione
  • Verifiche antifrode o incrocio dati: l’INPS effettua controlli incrociati con il Fisco che possono bloccare temporaneamente alcuni bonifici
  • Problemi tecnici delle banche: in rari casi, il problema non è all’INPS ma nell’elaborazione del bonifico da parte dell’istituto di credito

Se sei in attesa di un pagamento INPS e hai bisogno di assistenza, contatta il CAF Centro Fiscale: i nostri operatori possono aiutarti a verificare la situazione e, se necessario, presentare istanze o ricorsi per ottenere quanto ti spetta.

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  • Pagamento Assegno Unico Agosto 2026: date INPS, importi e calendario
  • ISEE sotto i 30.000 euro: tutti i bonus dell’estate 2026 da non perdere
  • Bonus TARI 2026: sconto del 25% con i pagamenti di luglio
  • Bonus Nido 2026, pagamenti più veloci: cosa cambia per le famiglie
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Hai bisogno di supporto con una pratica INPS? Il CAF Centro Fiscale è a tua disposizione per assistenza su Assegno Unico, ISEE, pensioni, NASpI e tutte le prestazioni previdenziali. Contattaci per un appuntamento.

Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 09:20:112026-07-21 08:46:14Pagamenti INPS 20-26 luglio 2026: Assegno Unico, pensioni e tutti gli accrediti in arrivo
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Pagamenti INPS 20-26 luglio, Assegno Unico e non solo in arrivo: tutti gli accrediti

Pensione 2026 INPS

Anche la settimana dal 20 al 26 luglio porta con sé diversi pagamenti INPS luglio attesi da milioni di famiglie e lavoratori italiani. Tra gli accrediti coinvolti ci sono l’Assegno Unico per i figli a carico, l’ADI (Assegno di Inclusione), la Carta Acquisti e la Carta Dedicata a Te, oltre al Supporto Formazione e Lavoro. Vediamo insieme chi riceve cosa, con quali tempistiche indicative e come verificare lo stato del proprio pagamento.

Va detto subito che il calendario dei pagamenti INPS segue regole ordinarie che possono comunque subire piccole variazioni da un mese all’altro, in base ai giorni lavorativi e alle festività. Per questo motivo è sempre consigliabile verificare la propria posizione tramite i canali ufficiali, oppure rivolgersi a un intermediario come il CAF Centro Fiscale di Udine per avere un riscontro puntuale sulla propria pratica.

Assegno Unico: quando arriva il pagamento

L’Assegno Unico e Universale è la misura più diffusa tra quelle in pagamento in questi giorni, perché coinvolge la quasi totalità delle famiglie con figli a carico. Secondo le regole ordinarie INPS, per i beneficiari che già percepiscono la prestazione l’accredito avviene generalmente tra il 17 e il 19 del mese, mentre per le domande accolte nel corso del mese il pagamento arriva entro l’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento. Chi ha presentato la domanda di recente, o ha avuto una variazione del nucleo familiare, potrebbe quindi vedere l’accredito proprio in questa settimana.

L’importo dell’Assegno Unico varia in base all’ISEE del nucleo familiare: con un ISEE fino a 17.090 euro spetta l’importo massimo per figlio, mentre con un ISEE oltre 45.574 euro (o in assenza di ISEE) si applica l’importo minimo. Tra queste due soglie l’assegno viene calcolato in modo progressivo. Sono previste inoltre maggiorazioni per i figli con disabilità, per le famiglie numerose con quattro o più figli, per i nuclei in cui entrambi i genitori lavorano e per le madri under 21.

Un aspetto che molte famiglie sottovalutano riguarda proprio la validità dell’ISEE: l’indicatore ha valore dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio, quindi chi non lo ha ancora rinnovato rischia di ricevere l’importo minimo anche se avrebbe diritto a una cifra più alta. Per il calendario completo di tutti gli accrediti INPS del mese, incluse pensioni, NASpI e quattordicesima, si può consultare l’approfondimento dedicato al calendario di luglio 2026, mentre per chi vuole guardare già al mese successivo è disponibile la guida sul pagamento dell’Assegno Unico di agosto 2026.

ADI – Assegno di Inclusione: gli accrediti della settimana

L’ADI, ovvero l’Assegno di Inclusione, è la misura di sostegno al reddito rivolta ai nuclei familiari in condizione di fragilità economica e sociale, in particolare quelli con componenti minorenni, disabili, over 60 o in condizioni di svantaggio. Il beneficio viene erogato tramite Carta di Inclusione, una carta prepagata utilizzabile per la spesa quotidiana e per il pagamento di alcune utenze.

Per chi ha già una posizione attiva, l’accredito mensile dell’ADI segue generalmente un calendario regolare, con i primi pagamenti concentrati nei primi giorni del mese per i beneficiari già in carico, mentre le nuove domande accolte successivamente vengono liquidate nelle settimane seguenti, non appena l’INPS completa l’istruttoria. Chi ha presentato la domanda di recente, o ha subito un rinnovo della prestazione dopo la scadenza dei 18 mesi previsti dalla normativa, potrebbe quindi ricevere l’accredito proprio in questa finestra di fine luglio, una volta completata l’istruttoria da parte dell’INPS.

È importante ricordare che l’ADI richiede il rispetto di specifici requisiti, tra cui la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale e, per i componenti del nucleo attivabili al lavoro, l’adesione ai percorsi previsti dai Centri per l’Impiego. La mancata partecipazione agli obblighi previsti può comportare la sospensione o la decadenza dal beneficio, per cui è sempre utile monitorare con attenzione le comunicazioni INPS.

Carta Acquisti e Carta Dedicata a Te: chi ne ha diritto

Tra i pagamenti attesi in questi giorni rientrano anche quelli legati alla Carta Acquisti, la carta prepagata destinata agli over 65 e alle famiglie con bambini sotto i 3 anni in condizioni economiche disagiate. Per accedere alla misura è necessario un ISEE non superiore a 8.052,75 euro, oltre ad altri requisiti reddituali e patrimoniali specifici. L’importo viene accreditato con cadenza bimestrale direttamente sulla carta.

Diversa è invece la Carta Dedicata a Te, un contributo una tantum pensato per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, riservato ai nuclei familiari con ISEE fino a 15.000 euro. A differenza dell’Assegno Unico o dell’ADI, questa misura viene gestita direttamente dai Comuni sulla base delle liste trasmesse dall’INPS, e non richiede una domanda specifica da parte del cittadino: chi rientra nei parametri viene individuato automaticamente in base ai dati ISEE già disponibili.

Anche in questo caso, avere un ISEE aggiornato e corretto è determinante per non perdere il diritto a queste prestazioni. Per un quadro più ampio di tutte le agevolazioni collegate alle soglie ISEE, comprese quelle attive in questo periodo estivo, si può consultare la guida sui bonus ISEE sotto i 30.000 euro per l’estate 2026. Chi deve invece gestire le scadenze legate alla tassa rifiuti può trovare informazioni utili nell’articolo sul bonus TARI 2026, anch’esso legato ai pagamenti di questo periodo.

Supporto Formazione e Lavoro: accrediti in arrivo

Completa il quadro dei pagamenti INPS di questa settimana anche il Supporto Formazione e Lavoro (SFL), la misura destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni, occupabili, che non rientrano nei requisiti dell’ADI ma si trovano comunque in condizione di fragilità economica. Il beneficio è condizionato alla partecipazione a percorsi di formazione, riqualificazione professionale o progetti utili alla collettività proposti dai servizi competenti.

Anche per il Supporto Formazione e Lavoro l’erogazione avviene mensilmente, subordinata alla verifica della partecipazione effettiva alle attività previste dal patto di servizio personalizzato. I ritardi nei pagamenti, quando si verificano, sono spesso legati proprio a controlli incrociati sulla regolarità della partecipazione ai percorsi attivati, motivo per cui è importante non perdere le comunicazioni INPS relative agli appuntamenti fissati dai Centri per l’Impiego.

Come verificare lo stato del pagamento INPS

Per chi attende uno di questi accrediti, la domanda più frequente è come controllare a che punto è la propria pratica. L’INPS mette a disposizione diversi canali ufficiali per monitorare lo stato dei pagamenti, utili per capire se la domanda è stata accolta, se l’accredito è già stato disposto o se sono necessari ulteriori controlli.

  • App IO: consente di visualizzare le comunicazioni INPS relative alle prestazioni attive e lo stato dei pagamenti in corso
  • MyINPS: l’area riservata del sito INPS mostra il dettaglio delle prestazioni percepite, gli importi e le date di erogazione
  • App INPS Mobile: replica molte funzioni del portale web, comprese le notifiche push sui pagamenti
  • Contact center INPS: numero verde utile per informazioni generali, soprattutto in caso di ritardi anomali
  • CAF e patronati: possono verificare lo stato della pratica per conto del cittadino, individuando eventuali criticità

Va precisato che l’accesso a questi strumenti richiede credenziali digitali (SPID, CIE o CNS), che non tutti i beneficiari, in particolare le persone anziane o meno pratiche di strumenti informatici, hanno a disposizione o sanno utilizzare in autonomia. In questi casi il supporto di un CAF diventa fondamentale non solo per la verifica dello stato del pagamento, ma anche per la gestione di eventuali anomalie, ricorsi o integrazioni documentali richieste dall’INPS.

Assistenza del CAF per le pratiche INPS

Gestire correttamente le pratiche legate ai pagamenti INPS non è sempre semplice, soprattutto quando si sovrappongono più prestazioni come Assegno Unico, ADI, Carta Acquisti e Supporto Formazione e Lavoro, ciascuna con requisiti e tempistiche diverse. Un errore nella compilazione dell’ISEE, una domanda incompleta o una comunicazione INPS non gestita in tempo possono tradursi in ritardi nei pagamenti o, nei casi peggiori, nella perdita del beneficio.

Il CAF Centro Fiscale di Udine segue i propri assistiti in ogni fase: dalla compilazione della DSU per l’ISEE, alla presentazione delle domande di Assegno Unico, ADI e Carta Acquisti, fino al monitoraggio dello stato dei pagamenti e alla gestione di eventuali anomalie segnalate dall’INPS. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, con un preventivo personalizzato in base alla situazione di ciascun nucleo familiare.

Hai bisogno di assistenza per verificare o gestire i tuoi pagamenti INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 09:00:002026-07-21 09:00:00Pagamenti INPS 20-26 luglio, Assegno Unico e non solo in arrivo: tutti gli accrediti
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Acconti Partite IVA al 20 luglio, calcolo per IRPEF e Forfettari

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il 20 luglio 2026 è una data da segnare in rosso per chi ha la partita IVA. Entro questo termine va versato il saldo delle imposte relative al 2025 e il primo acconto delle imposte 2026, sia per chi opera in regime ordinario sia per chi è in regime forfettario. Il calcolo non è identico per tutti: cambia il rigo di riferimento della dichiarazione, cambia la base di calcolo, e si aggiungono anche i contributi previdenziali INPS. Vediamo come orientarsi con qualche esempio pratico.

Chi preferisce evitare errori di calcolo o dimenticanze può sempre rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che segue l’intera pratica dalla verifica dei righi in dichiarazione fino alla predisposizione del modello F24, sia in ufficio che online.

Perché la scadenza del 20 luglio per gli acconti partite IVA

Normalmente il saldo delle imposte dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno in corso si versano entro fine giugno. Per il 2026, però, i termini sono slittati: i titolari di partita IVA soggetti agli ISA (gli indicatori sintetici di affidabilità fiscale), chi ha cause di esclusione dagli ISA e i contribuenti forfettari possono versare senza maggiorazioni entro il 20 luglio 2026.

Chi ha bisogno di qualche settimana in più può ancora pagare fino al 20 agosto 2026, ma con una maggiorazione a titolo di interesse corrispettivo sull’importo dovuto. In entrambi i casi si tratta di una scadenza che riguarda il saldo 2025 e il primo acconto 2026 di IRPEF, imposta sostitutiva del forfettario, IRAP (dove dovuta) e i contributi INPS eccedenti il minimale. Per il quadro completo di tutti gli adempimenti del mese, consulta la nostra pagina sulle scadenze fiscali di luglio 2026.

Come si calcola l’acconto delle imposte

Il meccanismo dell’acconto è lo stesso ogni anno, cambia solo la base di calcolo. In pratica, il Fisco chiede di anticipare parte dell’imposta che si prevede di dover pagare per l’anno in corso, calcolandola sulla base di quanto dichiarato l’anno precedente. Questo perché l’Erario non vuole aspettare la dichiarazione dell’anno successivo per incassare quanto dovuto.

L’acconto delle imposte si calcola generalmente al 100% dell’imposta dell’anno precedente e può essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre, oppure suddiviso in due rate se l’importo dovuto supera una certa soglia. La ripartizione tra le due rate dipende dalla tipologia di contribuente: per i soggetti ISA (chi applica gli indici sintetici di affidabilità) e per i contribuenti forfettari – cioè proprio i destinatari della proroga al 20 luglio – le due rate sono di pari importo, 50% e 50%. In questo caso la prima rata (il 50% del totale) si versa insieme al saldo, quindi entro il 20 luglio (o 20 agosto con maggiorazione), mentre la seconda rata (il restante 50%) si versa entro il 30 novembre 2026. Solo per i contribuenti che non applicano gli ISA la ripartizione resta 40% e 60%.

Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco, libero professionista in regime ordinario soggetto agli ISA, abbia un’imposta di riferimento di 3.000 euro per il 2025. L’acconto 2026 sarà quindi pari a 3.000 euro complessivi: essendo un soggetto ISA, le rate sono di pari importo, cioè 1.500 euro (50%) da versare entro il 20 luglio insieme al saldo 2025, e i restanti 1.500 euro (50%) entro il 30 novembre.

Regime ordinario: il rigo RN34 del modello Redditi PF

Per chi presenta il modello Redditi Persone Fisiche in regime ordinario, il riferimento per calcolare gli acconti partite IVA al 20 luglio è il rigo RN34, cioè la differenza IRPEF dovuta risultante dalla dichiarazione. È questo importo, opportunamente elaborato secondo le regole di calcolo dell’acconto, a determinare quanto va versato come anticipo per il 2026.

Il calcolo tiene conto anche di eventuali detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta maturati nell’anno precedente, che possono ridurre l’imposta netta dovuta e, di conseguenza, anche l’acconto da versare. Chi ha avuto un’annata particolarmente diversa rispetto alla precedente – ad esempio un calo di fatturato importante – può valutare, con l’assistenza di un professionista, il cosiddetto metodo previsionale: invece di calcolare l’acconto sull’imposta dell’anno prima, lo si calcola stimando l’imposta effettiva che si prevede di dover pagare per l’anno in corso. Attenzione però: se la previsione si rivela sbagliata e si versa meno del dovuto, scattano sanzioni per insufficiente versamento.

Chi ha dubbi sui codici tributo da utilizzare nel modello F24 per versare saldo e acconto IRPEF può consultare la nostra guida ai codici tributo F24 2026, oppure affidarsi direttamente al CAF Centro Fiscale per la compilazione.

Forfettari: il rigo LM42 del modello Redditi PF

Chi lavora in regime forfettario non paga l’IRPEF ordinaria, ma un’imposta sostitutiva che riassume in un’unica aliquota IRPEF, addizionali regionali e comunali. In parole semplici, invece di pagare più tasse separate, il forfettario ne versa una sola, calcolata sul reddito imponibile determinato applicando il coefficiente di redditività della propria attività.

Per calcolare gli acconti partite IVA al 20 luglio nel caso dei forfettari, il riferimento è il rigo LM42 del modello Redditi PF, che indica l’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente. Anche in questo caso l’acconto può essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre, oppure in due rate di pari importo (50% entro il 20 luglio, 50% entro il 30 novembre) se l’importo lo consente: per i forfettari, infatti, la ripartizione dell’acconto è sempre al 50% e 50%.

Facciamo un esempio. Supponiamo che Giulia, grafica freelance in regime forfettario con aliquota sostitutiva ordinaria, abbia versato 2.000 euro di imposta sostitutiva per il 2025 (rigo LM42). L’acconto 2026 sarà calcolato sulla stessa cifra e, trattandosi di un forfettario, ripartito in due rate uguali: 1.000 euro entro il 20 luglio e i restanti 1.000 euro entro il 30 novembre, salvo conguaglio nella dichiarazione dell’anno successivo.

Chi è forfettario da poco, o vuole capire come cambia il calcolo con le ultime modifiche normative, può approfondire con la nostra guida alle novità del regime forfettario 2026. Utile anche l’articolo su come funziona la dichiarazione precompilata 2026 per i forfettari, per capire cosa cambia nella predisposizione della dichiarazione da cui deriva anche il calcolo degli acconti.

I contributi INPS del Quadro RR versati con lo stesso F24

Oltre alle imposte, entro il 20 luglio molte partite IVA devono versare anche il saldo e il primo acconto dei contributi previdenziali INPS, calcolati nel Quadro RR del modello Redditi PF. Questo riguarda in particolare chi è iscritto alla Gestione Separata INPS (tipicamente i liberi professionisti senza cassa) e chi versa i contributi come artigiano o commerciante.

Anche per i contributi vale la stessa logica delle imposte: si versa il saldo di quanto dovuto per il 2025 (calcolato sul reddito effettivo, al netto di quanto già versato con gli acconti dell’anno scorso) e il primo acconto per il 2026, applicando l’aliquota prevista per la propria gestione di appartenenza. Le aliquote e i minimali possono cambiare da un anno all’altro con la Legge di Bilancio, quindi è sempre consigliabile far verificare l’importo esatto a chi segue la pratica, per evitare di versare somme sbagliate o insufficienti.

Un aspetto da non sottovalutare: i contributi eccedenti il minimale annuo di artigiani e commercianti, così come i contributi dovuti dagli iscritti alla Gestione Separata, seguono le stesse scadenze e maggiorazioni previste per le imposte. Chi salta il 20 luglio può ancora versare entro il 20 agosto con la maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse.

Cosa fare entro il 20 luglio per gli acconti partite IVA

Con scadenze così ravvicinate e un calcolo che richiede di incrociare più righi della dichiarazione (RN34 per l’IRPEF, LM42 per l’imposta sostitutiva forfettaria, il Quadro RR per i contributi INPS), è facile commettere errori, specialmente per chi gestisce la propria partita IVA senza un supporto professionale continuativo.

Il CAF Centro Fiscale di Udine segue i titolari di partita IVA, sia forfettari che in regime ordinario, nella verifica dei calcoli, nella predisposizione del modello F24 e nella scelta più conveniente tra pagamento in unica soluzione o rateizzazione. Ogni situazione è diversa: per questo motivo mettiamo a disposizione un preventivo personalizzato per l’assistenza fiscale, valutando caso per caso il carico di lavoro necessario.

Domande frequenti sugli acconti partite IVA al 20 luglio

Cosa succede se non pago l’acconto entro il 20 luglio 2026?
È comunque possibile versare entro il 20 agosto 2026, applicando la maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo. Oltre questa data si applicano sanzioni più elevate per omesso o insufficiente versamento.

Gli acconti delle partite IVA al 20 luglio riguardano solo l’IRPEF?
No. Riguardano anche l’imposta sostitutiva dei forfettari (rigo LM42), l’IRAP dove dovuta e i contributi previdenziali INPS del Quadro RR eccedenti il minimale.

Posso pagare l’acconto in un’unica soluzione invece che in due rate?
Sì, è possibile versare l’intero acconto in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2026, senza suddividerlo in due rate. Quando invece si sceglie la rateazione, per i soggetti ISA e i forfettari le due rate sono di pari importo (50% e 50%).

Come faccio a sapere l’importo esatto del mio acconto?
L’importo dipende dai righi RN34 o LM42 della dichiarazione dei redditi precedente, oltre che dal Quadro RR per i contributi INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica questi dati per calcolare l’importo corretto da versare con il modello F24.

La scadenza del 20 luglio vale anche per i forfettari?
Sì, riguarda sia i contribuenti in regime ordinario sia quelli in regime forfettario, oltre ai soggetti ISA e ai soci di società in trasparenza fiscale.

Hai bisogno di assistenza per calcolare e versare correttamente gli acconti della tua partita IVA? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-18 13:00:002026-07-18 12:23:50Acconti Partite IVA al 20 luglio, calcolo per IRPEF e Forfettari
NOTIZIE

Bonus bollette 60 euro, la guida su ISEE e come ottenerlo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Da agosto 2026 potrebbe arrivare un nuovo bonus bollette 60 euro per le famiglie con ISEE superiore alle soglie del bonus sociale ordinario ma comunque contenuto. Si tratta di una misura pensata per una fascia di reddito intermedia, quella che finora restava esclusa dagli sconti energetici riservati ai nuclei più fragili. Vediamo insieme come funziona, chi può richiederlo e soprattutto cosa serve fare per ottenerlo.

Cos’è il bonus bollette 60 euro ISEE

Il bonus bollette 60 euro è un contributo economico pensato per alleggerire il peso delle spese energetiche di quelle famiglie che hanno un ISEE troppo alto per accedere al bonus sociale ordinario, ma che comunque non rientrano tra i redditi più elevati. Il bonus sociale tradizionale, infatti, è riservato a chi ha un ISEE fino a 9.796 euro (soglia in vigore dal 1 gennaio 2026, che sale a 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico). Questo nuovo contributo, invece, allarga la platea dei beneficiari fino a una soglia più alta.

Secondo quanto emerso, la misura sarebbe rivolta alle famiglie con ISEE compreso tra circa 9.796 euro e 25.000 euro, una fascia che comprende molti nuclei familiari con redditi medio-bassi che finora restavano esclusi da qualsiasi agevolazione in bolletta. Per avere un quadro completo dei requisiti e delle soglie ISEE aggiornate al 2026, può essere utile consultare la nostra guida completa all’ISEE 2026.

Un contributo volontario, non obbligatorio per tutti i fornitori

Un aspetto importante da chiarire subito riguarda la natura di questo bonus bollette: non si tratta di un obbligo di legge esteso a tutti i fornitori di energia, ma di un contributo volontario. In pratica, sono le singole aziende fornitrici di luce e gas a decidere se aderire o meno all’iniziativa, riconoscendo lo sconto ai propri clienti che rispettano i parametri ISEE previsti.

Questo significa che non tutti i clienti con ISEE nella fascia indicata riceveranno automaticamente lo sconto: dipenderà dal fatto che il proprio fornitore abbia scelto di partecipare al programma. Le compagnie che intendono aderire dovrebbero comunicare la propria decisione all’autorità di regolazione del settore energetico entro una finestra temporale definita, presumibilmente tra metà luglio e fine agosto. È quindi consigliabile verificare, tramite il proprio fornitore, se rientra tra gli operatori aderenti.

Quando arriva il bonus bollette in bolletta

Per quanto riguarda la decorrenza, il nuovo bonus bollette 60 euro dovrebbe essere applicato a partire dalle fatture relative ai consumi di agosto 2026. Lo sconto verrebbe inserito direttamente nella prima bolletta utile, in automatico, senza che il cliente debba fare alcuna richiesta separata.

Questo è un elemento centrale della misura: non è previsto un modulo da compilare o una domanda da presentare all’INPS o al proprio Comune. Il meccanismo dovrebbe funzionare in modo simile al bonus sociale, cioè tramite lo scambio automatico di dati tra INPS, l’autorità di regolazione energetica e i fornitori aderenti, che verificano la presenza di un ISEE valido collegato all’utenza domestica del richiedente.

Requisiti per il bonus bollette 60 euro ISEE

Per rientrare nella platea dei potenziali beneficiari del bonus bollette servono due condizioni principali. Vediamole nel dettaglio.

  • Avere un ISEE in corso di validità, quindi una DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) aggiornata e non scaduta, con un valore compreso nella fascia individuata dalla misura
  • Essere titolari di una utenza domestica di energia elettrica o gas, intestata direttamente al richiedente o a un componente del nucleo familiare presente nella DSU
  • Avere come fornitore una compagnia che ha scelto di aderire volontariamente all’iniziativa

Chi ha un ISEE scaduto o non aggiornato rischia di restare escluso dal beneficio, anche se rientrerebbe nei parametri economici richiesti. Per questo motivo, verificare la validità della propria attestazione ISEE è un passaggio da non sottovalutare. In alcuni casi può convenire anche valutare un ISEE corrente, utile quando la situazione reddituale è cambiata rispetto all’anno di riferimento della DSU ordinaria.

Come funziona in pratica il bonus bollette

Nella pratica, il funzionamento del bonus bollette 60 euro dovrebbe essere completamente automatico per il cliente finale. Non c’è nessuna domanda da presentare: è il sistema di scambio dati tra enti previdenziali e fornitori a individuare le utenze compatibili con i requisiti ISEE e a comunicarlo alle compagnie energetiche aderenti.

Il cliente che rientra nei parametri vedrà quindi comparire lo sconto direttamente in bolletta, senza dover effettuare alcuna operazione. L’unica accortezza, come detto, riguarda la validità dell’ISEE: senza una DSU aggiornata, il sistema non potrà verificare il diritto al beneficio. Chi ha ancora dubbi o difficoltà nella compilazione della DSU può sempre rivolgersi al CAF per un supporto nella verifica e nell’aggiornamento della pratica.

Va inoltre ricordato che questo nuovo contributo si affianca ad altre misure di sostegno già attive per le famiglie con redditi contenuti, come la Carta Dedicata a te 2026. Per chi invece vuole valutare un risparmio strutturale sui costi energetici, può essere utile anche dare un’occhiata al nostro approfondimento sul confronto tariffe luce e gas 2026.

L’aiuto del CAF per l’ISEE e la DSU

Considerato che l’accesso al bonus bollette 60 euro dipende interamente dalla presenza di un ISEE valido nella fascia corretta, il primo passo per non perdere l’agevolazione è assicurarsi che la propria DSU sia aggiornata. Il CAF Centro Fiscale di Udine può supportarti nella compilazione o nel rinnovo dell’ISEE, verificando che tutti i dati reddituali e patrimoniali siano corretti e completi, così da evitare ritardi o esclusioni indebite dal beneficio.

Restano ancora da definire alcuni dettagli attuativi della misura, come l’elenco preciso dei fornitori aderenti e le modalità operative dello scambio dati tra enti. Continueremo ad aggiornare questo articolo non appena arriveranno conferme ufficiali.

Luglio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-18 12:00:002026-07-18 09:54:41Bonus bollette 60 euro, la guida su ISEE e come ottenerlo
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