Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Guide, recensioni e confronti su banche, conti correnti, prestiti, investimenti, software di fatturazione elettronica, energia e assicurazioni.

Conti Business (Partita IVA), Conti Correnti e Banche Online, Finanza & Servizi, Qonto

Qonto per E-commerce 2026: Multi-IBAN, Integrazione Shopify/WooCommerce e Fatturazione Automatica per Negozi Online

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  • Qonto per e-commerce: perché è diverso da un conto ordinario
  • Multi-IBAN Qonto: gestire più marketplace con un solo conto
  • Integrazione Shopify e WooCommerce con Qonto
  • Fatturazione automatica per negozi online
  • Gestione IVA OSS e vendite UE con Qonto
  • Carte virtuali e gestione spese per e-commerce
  • Piani e costi Qonto per e-commerce
  • Domande frequenti su Qonto per e-commerce

Gestire un negozio online in Italia nel 2026 significa dover tenere sotto controllo flussi di pagamento provenienti da piattaforme diverse, emettere fatture elettroniche in modo puntuale e rispettare gli obblighi IVA europei sul regime OSS. Qonto si è affermato come uno dei conti business più utilizzati dagli e-commerce italiani proprio perché offre funzionalità pensate per questa realtà: Multi-IBAN nativo, integrazioni dirette con Shopify e WooCommerce, e strumenti di fatturazione automatica integrati nel conto. In questa guida vediamo nel dettaglio come sfruttare Qonto se gestisci un negozio online, sia che tu operi come ditta individuale sia come società.

Se cerchi una panoramica generale su Qonto come conto business, puoi leggere anche il nostro articolo Qonto per E-commerce: Conto Business per Vendite Online che tratta gli aspetti di base dell’apertura e gestione del conto.

Qonto per e-commerce: perché è diverso da un conto ordinario

Un conto corrente tradizionale è pensato per ricevere accrediti da un unico IBAN e gestire pagamenti generici. Un e-commerce, invece, lavora con PayPal, Stripe, Amazon Pay, bonifici diretti dai clienti e spesso con marketplace come Amazon o Etsy, ognuno con le proprie tempistiche e logiche di rendicontazione. Questo crea subito un problema: come conciliare tutti questi flussi in modo ordinato, senza perdere ore ogni settimana a incrociare movimenti?

Qonto risponde a questa esigenza con alcune caratteristiche specifiche che i conti ordinari non hanno:

  • Multi-IBAN nativo: puoi generare più IBAN virtuali collegati allo stesso conto principale, uno per ogni canale di vendita o marketplace
  • API aperte: Qonto si integra con gli strumenti di e-commerce più diffusi tramite connettori ufficiali o API
  • Fatturazione integrata: emetti fatture elettroniche B2B e B2C direttamente dall’app, senza strumenti esterni
  • Schede contabili per spesa: ogni acquisto pubblicitario, ogni abbonamento SaaS, ogni spesa di magazzino viene categorizzato automaticamente
  • Accesso multi-utente: il commercialista, il responsabile logistica e il team marketing possono avere accessi separati con permessi diversi

Immagina di gestire un negozio di abbigliamento che vende su WooCommerce e contemporaneamente su Amazon Marketplace. Con un conto tradizionale avresti un unico estratto conto in cui confluisce tutto, rendendo difficile capire quante vendite arrivano da dove. Con Qonto puoi invece assegnare un IBAN dedicato a ogni canale e vedere in tempo reale quanto genera ciascuno.

Multi-IBAN Qonto: gestire più marketplace con un solo conto

La funzione Multi-IBAN è forse la più utile per chi vende su più canali. In pratica, con Qonto puoi creare fino a un secondo IBAN aggiuntivo (nei piani superiori) associato allo stesso conto principale. Ogni IBAN ha il suo estratto conto separato, ma tutto confluisce nella stessa liquidità.

Come funziona in pratica? Supponiamo che tu venda su tre canali:

  • Sito WooCommerce diretto → IBAN principale Qonto
  • Amazon Marketplace → secondo IBAN Qonto
  • Pagamenti PayPal → PayPal rimane separato, ma puoi programmare trasferimenti automatici verso il conto Qonto

In questo modo, quando arriva il momento di fare il bilancio mensile o di preparare la dichiarazione IVA trimestrale, sai immediatamente quanto ha generato ogni singolo canale. Il vantaggio non è solo organizzativo: è anche fiscale. Il tuo commercialista (o il CAF se gestisce la contabilità) può leggere i movimenti per canale e calcolare con precisione le imposte da versare.

Importante: il Multi-IBAN di Qonto genera IBAN con prefisso FR (Francia), poiché Qonto è un istituto di pagamento autorizzato dalla Banca di Francia. Questo è perfettamente legale e accettato in tutta la zona SEPA, ma alcuni clienti o marketplace potrebbero chiedere un IBAN italiano. In quel caso, valuta se questa limitazione è rilevante per il tuo modello di business.

Integrazione Shopify e WooCommerce con Qonto

Qonto non si integra direttamente con Shopify o WooCommerce come gateway di pagamento (per quelli si usano Stripe, PayPal o altri provider), ma si collega a questi ecosistemi attraverso integrazioni contabili e di riconciliazione. La differenza è importante da capire:

  • Gateway di pagamento: lo strumento che accetta il pagamento del cliente al momento dell’acquisto (Stripe, PayPal, Klarna…)
  • Integrazione contabile: il collegamento tra il conto business e la piattaforma e-commerce per riconciliare automaticamente gli incassi

Qonto si colloca nel secondo ambito. Vediamo come funziona per ogni piattaforma.

Qonto e Shopify

Shopify non ha un’integrazione nativa con Qonto, ma ci sono due percorsi principali:

  • Tramite Zapier o Make (ex Integromat): puoi creare automazioni che, quando Shopify registra un pagamento completato, aggiornano un foglio di calcolo o inviano i dati a Qonto per la riconciliazione
  • Tramite il commercialista: esporti i report di vendita da Shopify (CSV o PDF) e li incroci manualmente con i movimenti Qonto; meno automatico ma più controllato

La strada più efficiente per chi gestisce volumi elevati (oltre 100 ordini al mese) è affidarsi a un software di fatturazione elettronica come Fatturazione Italia di BeSmart per emettere le fatture verso i clienti B2B e gestire le autofatture TD17/TD18/TD19 sugli acquisti da fornitori esteri (Google, Meta, Amazon, plugin e servizi SaaS), tipici di chi vende online. Le autofatture estero sono comprese nel piano Pro, a 89 € + IVA l’anno (108,58 € IVA inclusa), e non contano come ricavi: restano fuori dal fatturato e dalla soglia del forfettario. Se gestisci un e-commerce con fatturato rilevante, ti consigliamo di valutare questa soluzione: scopri di più su fatturazioneitalia.it.

Qonto e WooCommerce

WooCommerce, essendo open source e basato su WordPress, offre più possibilità di personalizzazione. Esistono plugin specifici che collegano WooCommerce a Qonto per:

  • Generare automaticamente una fattura Qonto per ogni ordine completato
  • Abbinare i pagamenti ricevuti su IBAN Qonto agli ordini WooCommerce corrispondenti
  • Esportare i dati di vendita nel formato richiesto dal tuo commercialista

Tra i plugin più utilizzati troviamo integrazioni via API Qonto sviluppate da agenzie italiane specializzate in WooCommerce. Se non hai un tecnico interno, il consiglio è di rivolgerti a uno sviluppatore che conosca le API di Qonto (documentate pubblicamente sul portale developer di Qonto) per una configurazione su misura.

Fatturazione automatica per negozi online

La fatturazione è uno degli aspetti più onerosi per un e-commerce italiano. Ecco perché:

  • Le vendite B2B (ad altre aziende o professionisti con P.IVA) richiedono fattura elettronica obbligatoria via SDI (Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate)
  • Le vendite B2C (ai privati) richiedono scontrino o ricevuta fiscale, a meno che il cliente non richieda esplicitamente fattura
  • Le vendite verso UE a privati sopra la soglia OSS richiedono gestione IVA paese per paese (o iscrizione al regime OSS)

Qonto offre un modulo di fatturazione integrato nell’app che consente di:

  • Creare e inviare preventivi e fatture direttamente dall’app mobile o desktop
  • Generare fatture periodiche per abbonamenti o clienti fissi
  • Monitorare i pagamenti in scadenza e inviare reminder automatici
  • Esportare le fatture in formato PDF o CSV per il commercialista

Tuttavia, è importante sapere che il modulo fatturazione di Qonto non è un software di fatturazione elettronica certificato SDI: le fatture Qonto sono documenti commerciali, non fatture elettroniche nel senso normativo italiano. Per la fatturazione elettronica obbligatoria verso soggetti con P.IVA italiani, dovrai comunque usare un software certificato collegato al Sistema di Interscambio.

La soluzione ottimale per un e-commerce è quindi un sistema a due livelli:

  • Qonto per la gestione del conto, dei flussi di cassa e delle fatture commerciali ai clienti privati
  • Software di fatturazione elettronica (come Fatturazione Italia) per le fatture elettroniche SDI verso clienti B2B, da affiancare al tuo conto Qonto

Gestione IVA OSS e vendite UE con Qonto

Se vendi a consumatori finali in altri paesi dell’Unione Europea, dal 1° luglio 2021 sei soggetto al regime OSS (One Stop Shop). In sintesi: quando le tue vendite verso un paese UE superano 10.000 euro annui complessivi, devi applicare l’IVA del paese del consumatore, non quella italiana.

Questo crea una complessità contabile non banale: devi tenere traccia di quanta IVA hai incassato per ogni paese UE e versarla trimestralmente attraverso il portale OSS dell’Agenzia delle Entrate.

Qonto supporta la gestione OSS in modo indiretto:

  • Separazione per valuta: se ricevi pagamenti in valute diverse (es. transazioni in GBP dal Regno Unito), Qonto li gestisce con conversione automatica
  • Tag per categoria: puoi etichettare i movimenti in entrata per paese di provenienza, facilitando l’estrazione dei dati per il calcolo OSS
  • Export CSV dettagliato: il tuo commercialista può scaricare l’estratto conto Qonto e incrociarlo con i dati delle vendite per paese per compilare la dichiarazione OSS trimestrale

Se il tuo e-commerce vende in più paesi UE e il volume è rilevante, è fondamentale affidarsi a un professionista per la gestione OSS. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella verifica della soglia OSS e nell’impostazione della contabilità adeguata. Per un preventivo personalizzato, contattaci attraverso il modulo qui sotto.

Carte virtuali e gestione spese per e-commerce

Un aspetto spesso trascurato nella gestione di un e-commerce è il controllo delle spese operative: pubblicità su Meta e Google Ads, abbonamenti SaaS (Shopify, plugin, tool di email marketing), corrieri, packaging, marketplace fees. Queste spese sono deducibili ai fini fiscali, ma solo se documentate correttamente.

Qonto offre un sistema di carte virtuali illimitate (nei piani superiori) molto utile per l’e-commerce:

  • Carta virtuale dedicata a Meta Ads: limite mensile preimpostato, tutte le spese pubblicitarie Facebook/Instagram su questa carta
  • Carta virtuale per Google Ads: separata dalla precedente, così vedi immediatamente il costo per canale
  • Carta virtuale per abbonamenti SaaS: Shopify, Klaviyo, plugin WooCommerce, tool di analytics – tutti su una carta sola
  • Carta virtuale usa e getta: per acquisti spot da fornitori non ricorrenti, con limite di importo e scadenza automatica

Ogni carta ha il suo estratto conto e la ricevuta viene allegata automaticamente al movimento (basta fotografarla con l’app). A fine trimestre, il commercialista ha tutto il necessario per dedurre correttamente le spese.

Piani e costi Qonto per e-commerce

Qonto offre diversi piani in abbonamento mensile o annuale. I piani più adatti a un e-commerce dipendono dal volume di transazioni e dalle funzionalità necessarie:

Piano Essential (1 utente): adatto per e-commerce monocanale agli inizi, con volumi contenuti. Include IBAN, carta fisica, accesso app e alcune integrazioni di base.

Piano Business (fino a 5 utenti): il punto d’ingresso per chi ha un team. Aggiunge più carte virtuali, trasferimenti internazionali inclusi e funzionalità avanzate di riconciliazione.

Piano Enterprise (utenti illimitati): per e-commerce strutturati con più canali, team commerciale e necessità di Multi-IBAN, approvazioni a cascata e integrazioni ERP.

Per conoscere i prezzi aggiornati e capire quale piano è più adatto al tuo e-commerce, ti consigliamo di verificare direttamente sul sito ufficiale Qonto, che aggiorna periodicamente le tariffe. Non riportiamo prezzi specifici per evitare di dare informazioni obsolete.

Qonto offre spesso periodi di prova gratuiti e promozioni per le nuove aperture. Puoi aprire il tuo conto Qonto tramite il link affiliato di Centro Fiscale per accedere alle condizioni promozionali disponibili al momento: apri il tuo conto Qonto business.

Domande frequenti su Qonto per e-commerce

Posso usare Qonto come unico conto per il mio e-commerce?

Sì, Qonto può essere il conto principale del tuo e-commerce. Tieni presente che per la fatturazione elettronica obbligatoria verso clienti B2B italiani avrai bisogno di un software SDI separato (Qonto non copre questa funzione). Per tutto il resto – incassi, pagamenti fornitori, carte, spese operative – Qonto è una soluzione completa.

Qonto accetta pagamenti da PayPal e Stripe?

Qonto non è un gateway di pagamento, quindi non “accetta” pagamenti direttamente dai tuoi clienti. PayPal e Stripe raccolgono i pagamenti sul tuo conto PayPal/Stripe, da cui puoi poi trasferire i fondi sul tuo IBAN Qonto. I tempi di trasferimento dipendono dalle policy di PayPal e Stripe (solitamente 1-3 giorni lavorativi).

Qonto è adatto per dropshipping?

Sì. Il dropshipping richiede frequenti pagamenti ai fornitori (spesso internazionali) e la gestione di rimborsi. Qonto supporta i bonifici SEPA istantanei e i pagamenti internazionali in valuta estera, con commissioni trasparenti. Le carte virtuali sono molto utili per pagare i fornitori dropshipping in modo tracciato e sicuro.

Posso aprire un conto Qonto come ditta individuale e-commerce?

Sì. Qonto accetta sia persone fisiche con partita IVA (ditte individuali, liberi professionisti) sia società (SRL, SNC, SAS). Per i forfettari, Qonto è una scelta molto diffusa grazie alla semplicità dell’apertura online e alla gratuità o basso costo dei trasferimenti SEPA.

Come funziona il Multi-IBAN di Qonto?

Il Multi-IBAN di Qonto permette di generare un secondo IBAN collegato allo stesso conto principale. Entrambi gli IBAN condividono lo stesso saldo, ma i movimenti vengono visualizzati separatamente. Questa funzione è disponibile nei piani superiori di Qonto e richiede attivazione dall’app. Gli IBAN generati sono IBAN francesi (prefisso FR), validi in tutta la zona SEPA.

Qonto è sicuro per il mio business?

Qonto è un istituto di pagamento autorizzato e vigilato dalla Banca di Francia (ACPR). I fondi depositati sono protetti fino a 100.000 euro per titolare attraverso il meccanismo di garanzia dei depositi europeo (FGDR francese), equivalente al FITD italiano. Dal punto di vista della sicurezza informatica, Qonto implementa autenticazione a due fattori e notifiche in tempo reale per ogni movimento.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Hai bisogno di supporto per la contabilità del tuo e-commerce?

Gestire la fiscalità di un e-commerce – dall’IVA OSS alla fatturazione elettronica, dalla scelta del regime fiscale alla gestione delle spese deducibili – richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per e-commerce e attività online. Richiedi un preventivo personalizzato compilando il modulo di contatto qui sotto.

Errore: Modulo di contatto non trovato.

Agosto 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-31 13:00:002026-10-11 22:24:43Qonto per E-commerce 2026: Multi-IBAN, Integrazione Shopify/WooCommerce e Fatturazione Automatica per Negozi Online
Guide Fatturazione Elettronica

Note di Credito e Debito Elettroniche 2026: Guida Completa con Esempi

fatturazione elettronica CAF Udine

Le note di credito e debito elettroniche sono documenti fiscali fondamentali per correggere, integrare o stornare una fattura già emessa. Dal 2019, in Italia, devono essere emesse obbligatoriamente in formato elettronico tramite il Sistema di Interscambio (SdI), esattamente come le fatture. In questa guida 2026 spieghiamo passo passo cosa sono, quando emetterle, come compilarle (con esempi XML reali) e quali sono i limiti temporali previsti dall’art. 26 del DPR 633/72.

Se gestisci una partita IVA, sei un professionista o un imprenditore, prima o poi ti troverai a dover emettere una nota di credito (per uno sconto, un reso o un errore) o una nota di debito (per integrare un importo). Capire come si compilano correttamente è essenziale per evitare sanzioni, scarti dello SdI e problemi con la detrazione IVA.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la nota di credito elettronica
  2. Cos’è la nota di debito elettronica
  3. Codici TipoDocumento: TD04 e TD05
  4. Quando emettere una nota di credito
  5. Quando emettere una nota di debito
  6. Tempi e limiti: art. 26 DPR 633/72
  7. Compilazione della nota di credito XML
  8. Esempio pratico XML
  9. Tre esempi pratici reali
  10. IVA su crediti non riscossi
  11. Contabilizzazione delle note
  12. Note di credito e regime forfettario
  13. Invio tramite SdI e conservazione
  14. Errori comuni da evitare
  15. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la nota di credito elettronica

La nota di credito è un documento fiscale che serve a stornare, ridurre o annullare una fattura precedentemente emessa. In pratica, è una sorta di “fattura al contrario”: riduce il debito del cliente verso il fornitore e, di conseguenza, il ricavo del fornitore.

Immagina che Marco, idraulico in regime ordinario, abbia emesso una fattura da 1.500 euro a un cliente. Il cliente, dopo qualche giorno, restituisce parte del materiale per un valore di 300 euro. Marco non può modificare la fattura originale (è già transitata nello SdI), quindi emette una nota di credito da 300 euro per stornare la parte resa.

Dal 1° gennaio 2019, la nota di credito deve essere emessa obbligatoriamente in formato elettronico e trasmessa tramite il Sistema di Interscambio (SdI), proprio come la fattura. Non sono più ammesse note di credito cartacee, salvo le rarissime eccezioni previste dalla legge (es. operazioni con soggetti non residenti senza stabile organizzazione).

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Qonto: il conto business per Partita IVA

Tra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.

  • ✓ Apertura 100% online in 10 minuti
  • ✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile
  • ✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)
  • ✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software
Visita Qonto e prova gratis →

Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Cos’è la nota di debito elettronica

La nota di debito è il documento speculare alla nota di credito: serve ad aumentare o integrare l’importo di una fattura già emessa. Si utilizza quando, dopo l’emissione della fattura, emerge la necessità di addebitare al cliente ulteriori somme.

Esempi tipici di nota di debito:

  • Aumento del prezzo concordato successivamente alla fattura
  • Spese accessorie non incluse nella fattura originale (trasporto, imballaggio, oneri amministrativi)
  • Errori in difetto: la fattura è stata emessa per un importo inferiore a quello dovuto
  • Interessi di mora per ritardato pagamento
  • Penali contrattuali a carico del cliente

Anche la nota di debito è obbligatoriamente elettronica e segue lo stesso iter di trasmissione tramite SdI. La differenza con la nota di credito è il codice TipoDocumento da indicare nel file XML: TD05 invece di TD04.

Codici TipoDocumento: TD04 e TD05

Nel file XML della fatturazione elettronica, il campo TipoDocumento identifica la natura del documento. Per le note esistono due codici specifici:

CodiceDescrizioneUso
TD04Nota di creditoStorno totale o parziale di una fattura
TD05Nota di debitoIntegrazione/aumento di una fattura

Esistono altri codici “TD” per casi particolari (autofatture, integrazioni reverse charge, ecc.), ma per le note “ordinarie” tra cedente e cessionario residenti in Italia i codici da usare sono esclusivamente TD04 e TD05.

Quando emettere una nota di credito

L’art. 26 del DPR 633/72 elenca le situazioni in cui è possibile (e talvolta obbligatorio) emettere una nota di credito. Vediamole una per una con esempi concreti.

1. Errore nella fattura originale

Se hai sbagliato un importo, una descrizione, l’aliquota IVA o i dati del cliente, la fattura è già “viva” nel sistema SdI. Per correggerla devi emettere una nota di credito a storno totale e poi una nuova fattura corretta.

2. Storno di vendita (reso merce)

Il cliente restituisce la merce (in tutto o in parte). La nota di credito storna il valore della merce resa. Tipico nel commercio al dettaglio, e-commerce e B2B.

3. Sconti e abbuoni successivi

Concedi al cliente uno sconto dopo l’emissione della fattura (es. sconto fedeltà, abbuono per pagamento anticipato). La nota di credito documenta la riduzione del prezzo.

4. Procedure concorsuali del cliente

Se il cliente fallisce, è in liquidazione giudiziale o in altra procedura concorsuale, puoi emettere una nota di credito per recuperare almeno l’IVA versata su un credito che non incasserai. La procedura è specifica e richiede documentazione (vedi sezione dedicata).

5. Risoluzione del contratto

Se il contratto viene risolto per inadempimento, recesso, nullità o altra causa, le fatture già emesse vanno stornate con nota di credito. È una causa “sopravvenuta” che non ha limiti temporali.

6. Variazioni in diminuzione del corrispettivo

Qualunque riduzione concordata o imposta dell’importo originario (es. a seguito di contestazioni, perizie, accordi transattivi) richiede l’emissione di una nota di credito.

Quando emettere una nota di debito

La nota di debito si emette quando l’importo originario della fattura deve aumentare. I casi più frequenti sono:

  • Aumento prezzo successivo: il cliente accetta una variazione in aumento (es. costi materie prime aumentati, lavoro extra concordato).
  • Recupero spese non fatturate: trasporto, imballaggio, montaggio o altre spese accessorie non addebitate inizialmente.
  • Errori in difetto: hai fatturato 1.000 euro invece di 1.200. Puoi emettere nota di debito per la differenza di 200 euro (oppure stornare con nota di credito ed emettere fattura corretta).
  • Interessi di mora: per ritardato pagamento, secondo quanto previsto dalle condizioni contrattuali o dal D.Lgs. 231/2002.
  • Penali contrattuali: addebito al cliente di penali previste dal contratto.

Una precisazione importante: non tutte le note di debito sono soggette a IVA. Per esempio, gli interessi di mora e le penali contrattuali sono fuori campo IVA (codice natura N2.2). Il software gestionale dovrebbe gestire correttamente questi casi.

Tempi e limiti: art. 26 DPR 633/72

L’art. 26 del DPR 633/72 distingue due categorie di cause che danno origine a una variazione, ciascuna con tempi diversi per l’emissione della nota di credito:

Cause “originarie” o errori formali: 1 anno

Se la variazione dipende da cause originarie (errore di calcolo, sopravvenuto accordo tra le parti, sconti contrattualmente previsti dopo l’emissione), la nota di credito deve essere emessa entro un anno dall’effettuazione dell’operazione. Oltre questo termine, non è più possibile recuperare l’IVA.

Cause “sopravvenute”: nessun limite temporale

Per le cause sopravvenute (risoluzione contrattuale, dichiarazione di nullità, annullamento, rescissione, fallimento o procedura concorsuale del cliente, ecc.) non è previsto alcun limite temporale. La nota di credito può essere emessa anche dopo molti anni dall’operazione originaria, purché entro la scadenza della dichiarazione IVA dell’anno in cui si è verificato il presupposto per il recupero.

Procedure concorsuali: regola specifica

Per il caso di mancato pagamento del corrispettivo a causa di procedure concorsuali, il D.L. 73/2021 (cd. “Decreto Sostegni-bis”) ha modificato l’art. 26 prevedendo che la nota di credito possa essere emessa già dalla data di apertura della procedura (sentenza dichiarativa di fallimento, decreto di omologazione del concordato, ecc.), senza attendere la chiusura.

Ravvedimento operoso

Se hai dimenticato di emettere una nota di credito nei termini, in alcuni casi è possibile ricorrere al ravvedimento operoso per regolarizzare la posizione, pagando una sanzione ridotta. La valutazione caso per caso è fondamentale: rivolgiti al CAF Centro Fiscale o al tuo commercialista.

Compilazione della nota di credito XML

Il file XML di una nota di credito è strutturalmente simile a quello di una fattura, ma con alcuni campi specifici. Vediamo i punti chiave da compilare correttamente:

  • TipoDocumento: TD04 per nota di credito, TD05 per nota di debito.
  • Data: la data di emissione della nota (non quella della fattura originale).
  • Numero: progressivo univoco. Può essere continuo con quello delle fatture (es. F2026/123, F2026/124 NC) oppure separato con una serie dedicata (es. NC2026/1, NC2026/2). Entrambe le scelte sono ammesse, basta che sia coerente nel tempo.
  • DatiFattureCollegate: blocco fondamentale che identifica la fattura originale a cui la nota si riferisce. Contiene IdDocumento (numero fattura originale) e Data (data fattura originale).
  • Importi: a seconda del software, gli importi possono essere indicati come negativi (es. -200,00) o come positivi con il segno di “diminuzione” intrinseco al TipoDocumento TD04. Verifica come il tuo gestionale gestisce questa casistica.
  • Aliquota IVA: deve essere la stessa applicata nella fattura originale.
  • Causale: campo opzionale ma molto utile (es. “Storno parziale per reso merce”, “Errore di fatturazione”).

Esempio pratico XML di nota di credito

Ecco una porzione semplificata di un file XML di nota di credito (TD04). Mostriamo solo i campi più rilevanti per chiarezza, omettendo intestazioni e dati anagrafici completi:

<FatturaElettronicaBody>
  <DatiGenerali>
    <DatiGeneraliDocumento>
      <TipoDocumento>TD04</TipoDocumento>
      <Divisa>EUR</Divisa>
      <Data>2026-08-31</Data>
      <Numero>NC2026/15</Numero>
      <Causale>Storno parziale per reso merce</Causale>
    </DatiGeneraliDocumento>
    <DatiFattureCollegate>
      <RiferimentoNumeroLinea>1</RiferimentoNumeroLinea>
      <IdDocumento>F2026/107</IdDocumento>
      <Data>2026-07-15</Data>
    </DatiFattureCollegate>
  </DatiGenerali>
  <DatiBeniServizi>
    <DettaglioLinee>
      <NumeroLinea>1</NumeroLinea>
      <Descrizione>Reso parziale merce - storno</Descrizione>
      <Quantita>1.00</Quantita>
      <PrezzoUnitario>200.00</PrezzoUnitario>
      <PrezzoTotale>200.00</PrezzoTotale>
      <AliquotaIVA>22.00</AliquotaIVA>
    </DettaglioLinee>
    <DatiRiepilogo>
      <AliquotaIVA>22.00</AliquotaIVA>
      <ImponibileImporto>200.00</ImponibileImporto>
      <Imposta>44.00</Imposta>
    </DatiRiepilogo>
  </DatiBeniServizi>
</FatturaElettronicaBody>

Il blocco DatiFattureCollegate è obbligatorio: senza di esso lo SdI accetta comunque il documento, ma il cliente non riesce a collegare la nota alla fattura originaria, con problemi di registrazione contabile e detrazione IVA.

Tre esempi pratici reali

Vediamo tre casi tipici che capitano nella pratica quotidiana di una partita IVA, con la soluzione corretta da adottare.

Esempio 1: Errore di importo nella fattura

Maria, consulente in regime ordinario, emette la fattura F2026/45 al cliente Alpha Srl per 1.000 euro + IVA. Si accorge il giorno dopo che il compenso pattuito era 1.200 euro + IVA. Ha sbagliato in difetto.

Soluzioni possibili:

  • Soluzione A (più pulita): Maria emette nota di credito TD04 da 1.000 euro per stornare totalmente la fattura sbagliata, e poi emette una nuova fattura da 1.200 euro. Il cliente registra entrambe e tutto torna.
  • Soluzione B: Maria emette una nota di debito TD05 da 200 euro per integrare la differenza. Più rapida, ma meno chiara dal punto di vista contabile.

Entrambe le soluzioni sono legittime. Il consiglio: se la differenza è piccola, usa la nota di debito; se è significativa o coinvolge altri elementi (descrizione, aliquota), preferisci lo storno totale + nuova fattura.

Esempio 2: Reso parziale di merce

Luca, e-commerce di articoli sportivi, vende a un cliente B2B 5 paia di scarpe per un totale di 500 euro + IVA con fattura F2026/210. Il cliente, dopo una settimana, restituisce 2 paia (200 euro di merce).

Soluzione: Luca emette una nota di credito TD04 da 200 euro + IVA, indicando nel campo DatiFattureCollegate il riferimento alla fattura F2026/210. La nota di credito storna parzialmente la fattura: il cliente paga effettivamente solo 300 euro + IVA per le 3 paia trattenute.

Esempio 3: Cliente in fallimento

Roberto, fornitore di servizi IT, ha emesso nel 2025 una fattura da 5.000 euro + 1.100 euro di IVA = 6.100 euro al cliente Beta Spa. Il cliente non paga e nel 2026 viene dichiarato fallito (oggi: liquidazione giudiziale).

Soluzione: Roberto, dalla data della sentenza di apertura della procedura, può emettere una nota di credito TD04 da 5.000 euro + 1.100 euro IVA. Recupera così l’IVA di 1.100 euro che aveva già versato all’erario. Il credito chirografario di 5.000 euro resta nella massa fallimentare e verrà eventualmente recuperato pro-quota.

Documentazione necessaria:

  • Sentenza dichiarativa di fallimento o decreto di apertura della procedura
  • Eventuale insinuazione al passivo
  • Conservazione della corrispondenza con il curatore

IVA su crediti non riscossi: la procedura specifica

Recuperare l’IVA su crediti non riscossi è uno dei casi più complessi della disciplina delle note di credito. La regola generale prevede che il fornitore possa recuperare l’IVA versata su una fattura non incassata, ma solo in casi specifici e con documentazione precisa.

Casi ammessi al recupero IVA

  • Procedure concorsuali (fallimento, liquidazione giudiziale, concordato preventivo, amministrazione straordinaria)
  • Procedure esecutive individuali rimaste infruttuose (pignoramento negativo)
  • Accordi di ristrutturazione del debito omologati ex art. 182-bis L.F.
  • Piani attestati di risanamento ex art. 67 L.F.

Documentazione giuridica necessaria

Per ogni caso serve documentazione specifica:

  • Sentenza/decreto dell’autorità giudiziaria
  • Atti del curatore o commissario
  • Provvedimenti di omologazione
  • Verbale di pignoramento negativo (per esecuzioni individuali)

Attenzione: il semplice mancato pagamento, senza alcuna procedura giudiziale, non dà diritto al recupero IVA. Anche un cliente “scomparso” o “che non risponde” non basta: serve sempre un atto formale.

Contabilizzazione delle note di credito e debito

Vediamo come si registrano le note in contabilità, dal punto di vista del fornitore (chi le emette) e del cliente (chi le riceve).

Lato fornitore (chi emette la nota di credito)

  • Storna il ricavo precedentemente registrato (in tutto o in parte)
  • Storna l’IVA a debito nella liquidazione del periodo
  • Riduce il credito verso il cliente

Lato cliente (chi riceve la nota di credito)

  • Storna il costo precedentemente registrato
  • Storna l’IVA detratta (se l’aveva detratta)
  • Riduce il debito verso il fornitore

Effetti sulla liquidazione IVA

La rettifica IVA si effettua nella liquidazione del periodo in cui la nota di credito è registrata. Per il fornitore l’IVA precedentemente versata torna a credito; per il cliente l’IVA precedentemente detratta torna a debito. Il sistema si auto-bilancia, garantendo neutralità fiscale.

Note di credito e regime forfettario

Per chi è in regime forfettario le regole sono semplificate, ma esistono comunque alcune particolarità da conoscere.

  • Stesso obbligo di emissione elettronica: dal 2024 anche i forfettari (a prescindere dal volume d’affari) sono tenuti alla fatturazione elettronica, e quindi anche all’emissione elettronica delle note di credito e debito.
  • Nessuna IVA da stornare: il forfettario non addebita IVA in fattura (regime sostitutivo), quindi la nota di credito storna solo l’imponibile.
  • Codice natura N2.2: come nelle fatture, va indicato che l’operazione non è imponibile IVA per regime forfettario.
  • Bollo da 2 euro: se la fattura originale prevedeva l’imposta di bollo (per importi superiori a 77,47 euro), anche la nota di credito potrebbe richiederlo, da gestire secondo le indicazioni del software.
  • Effetto sul fatturato: la nota di credito riduce il fatturato del forfettario nell’anno di emissione. È rilevante per il calcolo del reddito imponibile e per la verifica del limite di 85.000 euro.

Vuoi approfondire le regole del regime forfettario e capire se ti conviene? Leggi la nostra guida completa al regime forfettario 2026.

Invio tramite SdI e conservazione

Le note di credito e debito seguono esattamente lo stesso iter delle fatture elettroniche. Vediamo i passaggi:

  1. Compilazione del file XML tramite il software gestionale (Fatture in Cloud, Aruba, Danea Easyfatt, TeamSystem o altro)
  2. Firma digitale (facoltativa per fatture B2B/B2C, obbligatoria solo per la PA)
  3. Trasmissione allo SdI tramite il proprio canale (web, PEC, FTP, SDIcoop)
  4. Recapito al cliente tramite codice destinatario o PEC indicati nella nota
  5. Ricevuta di consegna o di mancato recapito (con messa a disposizione nell’area riservata del cliente)
  6. Conservazione digitale per 10 anni ai sensi dell’art. 2220 c.c. e dei DM 17/06/2014 e succ. modifiche

Il codice destinatario da indicare nella nota è lo stesso del cliente nella fattura originale. Se il cliente non ha codice SDI, si usa il codice convenzionale “0000000” e si inserisce la sua PEC.

Per la conservazione decennale, l’Agenzia delle Entrate offre il servizio gratuito “Conservazione” tramite il portale Fatture e Corrispettivi: una soluzione comoda e sicura che molti software integrano automaticamente.

Errori comuni da evitare

Anche i professionisti più esperti incappano in errori quando si tratta di note di credito e debito. Ecco i più frequenti, con il modo per evitarli.

1. Dimenticare il blocco DatiFattureCollegate

È l’errore più comune. Se non specifichi il riferimento alla fattura originale, il cliente non riesce a collegare la nota in contabilità e potrebbe rifiutarla. Verifica sempre che il software inserisca correttamente IdDocumento e Data della fattura.

2. Numerazione progressiva sbagliata

Se decidi di tenere una numerazione separata per le note (es. NC2026/1, NC2026/2), assicurati di mantenerla coerente. Saltare numeri o duplicarli causa scarti SDI e problemi nel registro IVA.

3. Emissione fuori termine

Per le cause originarie (errori, sconti) hai 1 anno. Oltre questo termine, l’IVA non è più recuperabile. Tieni un calendario delle fatture aperte e dei resi pendenti per non rischiare di perdere il diritto.

4. Aliquota IVA diversa dalla fattura originale

La nota di credito deve usare la stessa aliquota IVA applicata nella fattura originale. Se la fattura era al 22% e la nota la fai al 10%, lo storno è errato: il cliente registra una rettifica sbagliata.

5. Confondere TD04 e TD05

TD04 = nota di credito (riduce). TD05 = nota di debito (aumenta). Sembra banale, ma molti gestionali permettono la modifica manuale e qualcuno sbaglia. Verifica sempre prima di trasmettere.

6. Non conservare la documentazione di supporto

Per le note di credito su procedure concorsuali o cause sopravvenute, conserva sempre i documenti giuridici (sentenze, decreti, accordi). In caso di verifica fiscale sono indispensabili.

Domande frequenti (FAQ)

Posso emettere una nota di credito cartacea?

No, dal 2019 (e dal 2024 anche per i forfettari) tutte le note di credito tra soggetti residenti in Italia devono essere emesse obbligatoriamente in formato elettronico tramite SdI. Le uniche eccezioni riguardano operazioni con soggetti non residenti senza stabile organizzazione, casi marginali e rari.

La numerazione delle note deve essere separata da quella delle fatture?

Non è obbligatorio. Puoi scegliere se usare una numerazione continua con le fatture (es. F2026/100 e poi NC F2026/101) oppure una numerazione separata con sigla dedicata (NC2026/1, NC2026/2). L’importante è la coerenza nel tempo e l’univocità per anno solare.

Cosa succede se dimentico DatiFattureCollegate?

Lo SdI accetta comunque la nota e la trasmette al cliente. Tuttavia, dal punto di vista contabile, la nota risulta “scollegata” dalla fattura originale: il cliente potrebbe avere difficoltà a registrarla correttamente e a detrarre/stornare l’IVA. Inoltre, in caso di verifica, manca la tracciabilità del rapporto causale. Riemetti subito una nota corretta o concorda con il cliente come gestire la situazione.

Posso emettere una nota di credito a distanza di 5 anni dalla fattura?

Sì, ma solo per cause sopravvenute (risoluzione contrattuale, fallimento, nullità contrattuale, ecc.) e comunque entro la scadenza della dichiarazione IVA dell’anno in cui si verifica il presupposto. Per errori formali o cause originarie, il termine è di 1 anno.

Il forfettario può emettere note di credito senza IVA?

Sì, il forfettario non addebita IVA in fattura (regime sostitutivo) e quindi anche la nota di credito è senza IVA. Si storna solo l’imponibile, indicando il codice natura N2.2 (“operazioni non soggette ad altri casi”). L’effetto è sul fatturato dell’anno e sul calcolo del reddito imponibile.

Cosa fare se il cliente rifiuta la nota di credito?

Lo SdI non prevede il rifiuto di una nota di credito da parte del cliente B2B (a differenza delle fatture verso la PA). Una volta emessa correttamente e trasmessa, la nota è valida ai fini fiscali. Eventuali contestazioni si gestiscono in via stragiudiziale o giudiziale.

Quanti anni devo conservare le note di credito?

Come tutte le scritture contabili, le note vanno conservate per 10 anni in formato digitale (art. 2220 c.c.). Puoi usare il servizio gratuito di conservazione dell’Agenzia delle Entrate o un servizio privato che rispetti i requisiti di legge (DM 17/06/2014).

Posso emettere una nota di debito per interessi di mora?

Sì, gli interessi di mora previsti contrattualmente o per legge (D.Lgs. 231/2002) si addebitano con nota di debito TD05. Sono fuori campo IVA (codice natura N2.2): non hanno natura corrispettiva ma risarcitoria.

Hai bisogno di aiuto con le note di credito e debito?

La gestione delle note di credito e debito è uno degli aspetti più delicati della fatturazione elettronica. Sbagliare un codice TipoDocumento, dimenticare il riferimento alla fattura collegata o emettere fuori termine può costarti caro: scarti SDI, problemi con la detrazione IVA e, in caso di verifica, sanzioni.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza alla fatturazione elettronica per partite IVA, professionisti e piccole imprese: dall’emissione delle note alla gestione di casi complessi (procedure concorsuali, recupero IVA, ravvedimento operoso). Lavoriamo con i principali software di fatturazione e ti seguiamo passo passo.

Prenota una consulenza presso il CAF Centro Fiscale di Udine:

  • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Approfondimenti correlati: Fatture in Cloud vs Aruba vs Danea 2026 | Regime forfettario 2026

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Apri un conto business con Qonto

Una soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.

🇮🇹

IBAN italiano

⚡

Apertura in 10 min

📄

Fattura elettronica

💳

Carta Mastercard

🚀 Visita Qonto e apri il conto →

Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-31 08:00:002026-08-17 11:02:35Note di Credito e Debito Elettroniche 2026: Guida Completa con Esempi
Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione Elettronica

Migliore Software Fatturazione Elettronica 2027: Confronto Tra Soluzioni per Forfettari e PMI

fatturazione elettronica CAF Udine

Scegliere il miglior software di fatturazione elettronica nel 2027 non è mai stato così importante: con l’obbligo di fatturazione elettronica esteso praticamente a tutte le partite IVA italiane, avere il programma giusto fa la differenza tra una gestione serena e una fonte continua di stress. Ma come orientarsi tra le decine di soluzioni disponibili sul mercato?

In questa guida completa analizziamo i migliori software di fatturazione elettronica 2027, confrontando le caratteristiche principali, i costi e le funzionalità specifiche per chi è in regime forfettario e per le PMI che hanno esigenze più strutturate. Scoprirai cosa cercare, quali errori evitare e come fare una scelta consapevole.

Attenzione: le esigenze di un libero professionista forfettario che emette poche fatture al mese sono molto diverse da quelle di un’azienda con decine di clienti e magazzino da gestire. Proprio per questo abbiamo suddiviso l’analisi in sezioni dedicate.

Indice dei contenuti

  • Cos’è la Fatturazione Elettronica e Chi è Obbligato nel 2027
  • Come Scegliere il Software di Fatturazione Elettronica: Criteri Chiave
  • Confronto tra i Migliori Software di Fatturazione Elettronica 2027
  • Software Fatturazione Elettronica per Forfettari: Caratteristiche Imprescindibili
  • Software Fatturazione Elettronica per PMI: Funzionalità Avanzate
  • Costi e Piani: Quanto Costa un Software di Fatturazione Elettronica
  • Integrazione con il SdI e Conservazione Digitale: Cosa Sapere
  • Domande Frequenti sul Software di Fatturazione Elettronica

Cos’è la Fatturazione Elettronica e Chi è Obbligato nel 2027

La fatturazione elettronica è il sistema digitale obbligatorio in Italia per la trasmissione delle fatture tra soggetti economici. A differenza della classica fattura cartacea, la fattura elettronica è un file in formato XML (chiamato FatturaPA) che viene inviato attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), la piattaforma gestita dall’Agenzia delle Entrate.

Nel 2027, l’obbligo riguarda praticamente tutte le categorie di contribuenti italiani. Vediamo chi è tenuto ad usarla:

  • Soggetti IVA in regime ordinario: imprese, professionisti e lavoratori autonomi — obbligo attivo dal 1° gennaio 2019
  • Forfettari e minimi: obbligo esteso progressivamente (dal 1° luglio 2022 per ricavi > 25.000 euro, dal 1° gennaio 2024 per tutti senza soglia, ai sensi del D.Lgs. 127/2015)
  • Enti del Terzo Settore: coinvolti progressivamente dal 2022 al 2024
  • Operazioni verso la Pubblica Amministrazione: obbligo attivo dal 2014 tramite FatturaPA

In pratica, se hai una partita IVA italiana e fatturi a clienti italiani (privati o aziende), nel 2027 devi usare la fattura elettronica. Le uniche esenzioni residue riguardano casi specifici come alcune operazioni con soggetti esteri (per le quali si usa l’esterometro).

Perché questo obbliga a scegliere un buon software? Perché il formato XML della fattura elettronica richiede strumenti dedicati: non puoi semplicemente creare un documento Word e mandarlo via email. Hai bisogno di un sistema che generi il file nel formato corretto e lo invii al SdI nel modo giusto. Ecco dove entra in gioco il software di fatturazione elettronica.

Come Scegliere il Software di Fatturazione Elettronica: Criteri Chiave

Prima di addentrarci nel confronto tra le singole soluzioni, è utile capire quali criteri usare per valutarle. Non tutti i software sono uguali, e scegliere quello sbagliato può costarti tempo e denaro.

  • Facilità d’uso: il criterio più importante, soprattutto se non sei un esperto di contabilità. Il software deve permetterti di emettere una fattura in pochi minuti.
  • Integrazione con il SdI: verifica che il software gestisca autonomamente l’invio e la ricezione. Alcuni servizi economici ti obbligano a scaricare il file XML e caricarlo manualmente — una seccatura evitabile.
  • Conservazione digitale a norma: la legge prevede conservazione per 10 anni. Molti software la includono nel prezzo, altri la propongono come aggiunta.
  • Scalabilità: scegli un software che ti permetta di passare facilmente da un piano base a uno più avanzato, senza perdere dati.
  • Assistenza e supporto: valuta qualità del supporto clienti (chat, telefono, email) e tempi di risposta.
  • Costo complessivo: considera il totale annuale, i costi per conservazione, assistenza e utenti aggiuntivi.
  • Funzionalità aggiuntive: prima nota, scadenzario, preventivi, magazzino, integrazione contabile. Definisci le tue esigenze reali.

Confronto tra i Migliori Software di Fatturazione Elettronica 2027

Fatturazione Italia (BeSmart)Fatturazione Italia è la soluzione sviluppata da BeSmart, pensata specificamente per il mercato italiano con un’attenzione particolare al rapporto qualità-prezzo nel lungo periodo. Ha piani solo annuali: Start a 49 € + IVA (59,78 € IVA inclusa, 150 fatture SDI, con preventivi, pro forma, fatture alla PA e import da altri programmi) e Pro a 89 € + IVA (108,58 € IVA inclusa, 500 fatture, Sistema TS incluso nel piano Pro); per le associazioni sportive dilettantistiche con partita IVA c’è il piano ASD a 69 € + IVA (84,18 € IVA inclusa, 300 fatture). Si può provare per 14 giorni gratis, senza carta. Il suo punto di forza distintivo è il prezzo bloccato per 3 anni per contratto: una garanzia che protegge il tuo budget dall’inflazione e dagli aumenti di listino che nel settore software sono molto comuni. È particolarmente indicato per forfettari, liberi professionisti e piccole imprese che vogliono stabilità di costo e semplicità d’uso.

  • Prezzo bloccato per 3 anni per contratto
  • Interfaccia semplice, adatta anche a chi non ha esperienza contabile
  • Invio diretto al SdI senza passaggi manuali
  • Conservazione digitale a norma per 10 anni, anche dopo la disdetta
  • Import da Aruba, Fatture in Cloud o Excel senza ricopiare nulla: nessuna fattura importata viene rimandata allo SDI
  • Installabile sul telefono dal browser, senza passare dagli store
  • Assistenza in italiano: dal portale segnali un problema o proponi un’idea e ti risponde il team di sviluppo

Fatture in Cloud (TeamSystem) è uno dei software più diffusi in Italia, con milioni di utenti. Offre un’interfaccia moderna e molte funzionalità, dalla gestione dei preventivi alla prima nota. Il piano gratuito è limitato a un numero ridotto di documenti mensili, quindi per un uso professionale continuativo occorre passare ai piani a pagamento. Limiti: il prezzo tende ad aumentare nel tempo, e per le funzionalità avanzate i costi crescono rapidamente.

Aruba Fatturazione Elettronica è da anni un punto di riferimento per i servizi digitali alle imprese italiane. Affidabilità infrastrutturale e ottima conservazione sostitutiva (Aruba è conservatore accreditato AgID) sono i suoi punti di forza. L’interfaccia può risultare meno intuitiva rispetto ad altri e il supporto è talvolta lento. Register.it è indicato per chi è già cliente Register e vuole centralizzare i servizi digitali. Gestionale 1 (Zucchetti) è il più completo per PMI strutturate: include contabilità, magazzino, ordini, CRM e fatturazione elettronica, ma il costo è elevato.

Tabella comparativa rapida:

SoftwareIdeale perPrezzo stabileConservazione inclusaMulti-utente
Fatturazione ItaliaForfettari, professionisti, piccole impreseSì (3 anni)SìPiani avanzati
Fatture in CloudProfessionisti, PMINoSìSì
Aruba FatturazionePMI, volumi elevatiNoSì (eccellente)Sì
Register.itClienti Register esistentiNoSìLimitato
Gestionale 1 ZucchettiPMI strutturate, ERPNoSìSì

Software Fatturazione Elettronica per Forfettari: Caratteristiche Imprescindibili

Se sei in regime forfettario, le tue esigenze sono diverse da quelle di un’azienda strutturata. Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato che consente di applicare un’imposta sostitutiva al posto delle normali imposte IRPEF e addizionali. Per saperne di più sui requisiti e le aliquote consulta la nostra guida al regime forfettario 2026.

  • Gestione dell’esenzione IVA: le fatture dei forfettari non applicano l’IVA, ma devono riportare la dicitura di legge corretta (art. 1 c. 58 L. 190/2014). Il software la genera automaticamente.
  • Marca da bollo digitale da 2 euro: per fatture di importo superiore a 77,47 euro. Il software gestisce l’applicazione automatica e il pagamento trimestrale.
  • Semplicità assoluta: nessuna esigenza di magazzino o multi-utente. Meglio un software snello, economico e facile.
  • Invio automatico al SdI: il file XML deve arrivare al Sistema di Interscambio senza operazioni manuali.
  • Notifiche di consegna e ricevuta: sai sempre se la fattura è stata consegnata o scartata.
  • Prezzo accessibile: la soglia ricavi dei forfettari è 85.000 euro. Un software da 150–200 euro/anno è ragionevole.

Per i forfettari, Fatturazione Italia di BeSmart è un’opzione da valutare nel lungo periodo proprio grazie alla garanzia del prezzo bloccato per 3 anni. Aiuta anche con le scadenze: la pagina Tasse indica quanto pagare entro il 30 giugno e il 30 novembre e quanto mettere da parte ogni mese, i bolli trimestrali escono con l’F24 già compilato in PDF (il pagamento lo fai tu) e i promemoria via email ricordano bollo, INPS, imposta sostitutiva e soglia degli 85.000 €. Se gestisci la partita IVA con l’aiuto di un CAF, il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce consulenza su regime forfettario e gestione fiscale sia in ufficio che online.

Software Fatturazione Elettronica per PMI: Funzionalità Avanzate

Le piccole e medie imprese hanno esigenze molto più articolate rispetto ai forfettari. Una PMI tipica ha più dipendenti, più fornitori, più clienti, spesso un magazzino da gestire e sicuramente una contabilità più complessa. Il software di fatturazione deve quindi essere parte di un ecosistema più ampio.

  • Multi-utente e gestione dei permessi: più persone contemporaneamente (responsabile amministrativo, commerciale, magazziniere), ognuno con ruoli e permessi diversi.
  • Ciclo attivo e passivo integrato: gestisce sia le fatture emesse (ai clienti) sia quelle ricevute (dai fornitori), con visione completa dei flussi finanziari.
  • Gestione magazzino: aggiorna le giacenze a ogni fattura emessa o merce ricevuta, evitando errori e semplificando l’inventario.
  • Scadenzario e solleciti: mostra in tempo reale lo stato dei crediti e permette di sollecitare i clienti in ritardo.
  • Reportistica e dashboard: fatturato mensile, confronto anno su anno, distribuzione clienti per decisioni di business consapevoli.
  • Integrazione contabile: export in formati standard (XML, CSV) compatibili con i principali gestionali italiani.
  • API e integrazioni: collegamento con e-commerce, CRM o software gestionali proprietari per eliminare la doppia immissione dati.

Per le PMI, la scelta dipende dalla complessità operativa. Gestionale 1 di Zucchetti o le versioni enterprise di Fatture in Cloud coprono la maggior parte delle esigenze. Per aziende con esigenze ancora più specifiche (manifattura, commercio al dettaglio, professioni sanitarie) esistono verticali dedicati.

Costi e Piani: Quanto Costa un Software di Fatturazione Elettronica

Il mercato del software di fatturazione elettronica in Italia è molto variegato, con prezzi che vanno dalla gratuità (con limitazioni) a centinaia di euro all’anno per le soluzioni enterprise. Capire la struttura dei costi è fondamentale per non avere sorprese.

Abbonamento mensile/annuale a forfait: paghi una quota fissa indipendentemente dal numero di fatture emesse. È il modello preferibile per chi ha volumi regolari e prevedibili. Pay-per-document: paghi in base al numero di fatture. Conveniente per poche fatture, costoso con volumi elevati. Freemium: piano gratuito con limitazioni e piani a pagamento per sbloccare il pieno potenziale. Attenzione: il piano gratuito è spesso molto limitato.

Quando confronti i prezzi, considera sempre il costo totale reale, che include:

  • Quota di abbonamento base
  • Costo aggiuntivo per la conservazione digitale (obbligatoria per legge: 10 anni)
  • Eventuale costo per l’assistenza telefonica
  • Costo per utenti aggiuntivi
  • Costo per moduli aggiuntivi (magazzino, CRM, ecc.)

Un elemento spesso sottovalutato è la stabilità del prezzo nel tempo. Non è raro che un software passi da 99 euro/anno a 149 euro/anno nel giro di 12–18 mesi. Per questo la garanzia del prezzo bloccato per 3 anni offerta da Fatturazione Italia (BeSmart) ha un valore concreto: puoi pianificare il budget con certezza. Il confronto tra software di fatturazione economici pubblicato su centrofiscale.com analizza nel dettaglio le differenze di prezzo tra le principali soluzioni disponibili.

Integrazione con il SdI e Conservazione Digitale: Cosa Sapere

Il Sistema di Interscambio (SdI) è la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate attraverso cui transitano tutte le fatture elettroniche italiane. Quando emetti una fattura, il tuo software genera il file XML in formato FatturaPA e lo invia al SdI. Il SdI effettua i controlli formali: se vanno a buon fine, recapita la fattura al destinatario e ti invia una ricevuta di consegna; se trova errori, ti invia una notifica di scarto con il codice dell’errore. Un software ben integrato gestisce tutto in modo trasparente, senza che tu debba scaricare file o fare upload manuali sul portale dell’Agenzia.

La normativa italiana prevede la conservazione delle fatture elettroniche per 10 anni in modo conforme alla conservazione sostitutiva. Non basta salvare il file XML sul computer: servono firma digitale e marca temporale che attestano autenticità e integrità. Prima di scegliere un software, verifica se la conservazione è inclusa nel prezzo, se il fornitore è un conservatore accreditato AgID, e se puoi estrarre i tuoi documenti in caso di cambio software. L’Agenzia delle Entrate offre anche un servizio gratuito (con adesione, conservazione fino a 15 anni), ma con funzionalità più limitate rispetto ai servizi integrati nei software commerciali. Se hai dubbi, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza dedicata a professionisti e imprese, sia in presenza che online.

Domande Frequenti sul Software di Fatturazione Elettronica


Scegliere il migliore software di fatturazione elettronica nel 2027 significa investire in uno strumento che userai ogni giorno per anni. La scelta giusta dipende dalle tue esigenze: se sei un forfettario o un libero professionista, ti basta una soluzione semplice e conveniente; se gestisci una PMI strutturata, hai bisogno di funzionalità avanzate come multi-utente, magazzino e integrazione contabile. Tra tutte le soluzioni analizzate, Fatturazione Italia (BeSmart) si distingue per il prezzo bloccato per 3 anni per contratto. Se hai bisogno di supporto per la gestione della partita IVA o degli adempimenti fiscali, contatta il CAF Centro Fiscale: il nostro team è a tua disposizione sia in ufficio a Udine che online, in tutta Italia.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Scegli il Software di Fatturazione con il Prezzo Bloccato per Contratto

Se sei pronto a scegliere il tuo software di fatturazione elettronica, valuta Fatturazione Italia (BeSmart): prezzo bloccato per contratto (3 anni), conservazione digitale inclusa, invio automatico al SdI e 14 giorni di prova gratuita senza carta. Nessuna sorpresa in bolletta, nessun rincaro improvviso.

Scopri Fatturazione Italia – Prezzo Bloccato 3 Anni
Agosto 30, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-30 17:00:002026-10-11 22:24:36Migliore Software Fatturazione Elettronica 2027: Confronto Tra Soluzioni per Forfettari e PMI
Finanza & Servizi, Software Fatturazione Elettronica

Fatturazioneitalia vs FatturaPA vs Altri Low-Cost 2026: Confronto Software Fatturazione Economici

fatturazione elettronica CAF Udine

Indice dei contenuti

  1. Perché scegliere un software di fatturazione economico nel 2026
  2. Cosa deve saper fare un buon software di fatturazione
  3. Fatturazioneitalia: il partner BeSmart con prezzo bloccato 3 anni
  4. FatturaPA / portale SDI: la soluzione gratuita dell’Agenzia delle Entrate
  5. Gli altri low-cost del 2026: Aruba, Fiscozen, Fatture in Cloud Light
  6. Tabella confronto: prezzi, funzioni e limiti
  7. Regime forfettario: quale software conviene davvero?
  8. Guida completa ai software di fatturazione per professionisti
  9. Domande frequenti (FAQ)

Stai cercando il software di fatturazione più economico del 2026? Sei nel posto giusto. Con l’obbligo di fattura elettronica esteso a praticamente tutte le partite IVA, la scelta del gestionale giusto è diventata una delle prime decisioni che ogni libero professionista o piccolo imprenditore deve prendere. E la domanda più frequente è sempre la stessa: vale la pena spendere, oppure ci sono soluzioni economiche — o addirittura gratuite — che funzionano altrettanto bene?

In questa guida confrontiamo nel dettaglio Fatturazioneitalia (il software partner di Centro Fiscale, con il prezzo bloccato 3 anni per contratto), il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate (FatturaPA/SDI) e gli altri low-cost sul mercato nel 2026. L’obiettivo è darti tutti gli elementi per scegliere in modo consapevole, senza sorprese in bolletta.

Perché scegliere un software di fatturazione economico nel 2026

Il mercato dei software di fatturazione è esploso negli ultimi anni: si trovano soluzioni da pochi euro al mese fino a centinaia di euro all’anno. Per molti professionisti e titolari di partita IVA in regime forfettario, la tentazione di scegliere la soluzione più economica — o addirittura gratuita — è comprensibile.

Ma “economico” non significa necessariamente “conveniente”. Un software che risparmia 50 euro l’anno, ma ti fa perdere 2 ore al mese in operazioni manuali o ti espone a errori nell’invio allo SDI (il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate), alla lunga costa di più. Per questo è importante confrontare non solo il prezzo, ma anche funzioni, semplicità d’uso, assistenza e stabilità nel tempo.

Nel 2026 il panorama low-cost si è consolidato attorno a pochi player seri. Vediamo chi sono.

Cosa deve saper fare un buon software di fatturazione

Prima di entrare nel confronto, stabilisci quali funzioni ti servono davvero. Ecco le caratteristiche minime indispensabili per qualsiasi partita IVA:

  • Invio fatture in formato XML al Sistema di Interscambio (SDI) — obbligatorio per legge per quasi tutti i soggetti IVA dal 2024
  • Conservazione digitale a norma per almeno 10 anni (obbligo di legge)
  • Emissione fatture verso privati (B2C) e verso altre aziende/PA (B2B)
  • Registro IVA automatico — generazione dei registri acquisti/vendite per la dichiarazione
  • Accesso da dispositivi mobili — fondamentale per chi lavora in mobilità

Funzioni utili ma non sempre necessarie per i forfettari: prima nota, prima nota bancaria, preventivi, DDT, gestione magazzino, integrazione con commercialista. Se sei in regime forfettario con pochi clienti, potresti non aver bisogno di tutte queste opzioni — e quindi non vale la pena pagarle.

Fatturazioneitalia: il partner BeSmart con prezzo bloccato 3 anni

Fatturazioneitalia è il software di fatturazione elettronica sviluppato da BeSmart, azienda partner di Centro Fiscale. È pensato specificamente per liberi professionisti, forfettari, ditte individuali e piccole imprese che vogliono uno strumento completo senza spendere una fortuna.

I piani sono Start a 49 € + IVA l’anno (59,78 € IVA inclusa), con 150 fatture SDI, e Pro a 89 € + IVA l’anno (108,58 € IVA inclusa), con 500 fatture e il Sistema TS incluso. C’è anche il piano ASD a 69 € + IVA l’anno (84,18 € IVA inclusa, 300 fatture) per le associazioni sportive dilettantistiche con partita IVA. Si paga solo l’abbonamento annuale e si può provare il piano Pro con 14 giorni di prova gratuita senza carta. Il punto che lo distingue da molti concorrenti nel 2026 è il prezzo bloccato 3 anni per contratto: il canone che sottoscrivi rimane invariato per il periodo concordato, senza rincari legati all’inflazione o a “nuove versioni” del software. In un mercato in cui molti competitor aumentano le tariffe ogni anno (talvolta senza preavviso), questa garanzia vale molto per chi pianifica i propri costi.

Funzioni principali di Fatturazioneitalia

  • Emissione e invio fatture elettroniche XML allo SDI in pochi clic, con note di credito, preventivi, pro forma e fatture PA
  • Ricezione fatture passive dai fornitori con un codice destinatario unico (JKKZDGR)
  • Conservazione digitale a norma inclusa (10 anni, anche dopo la disdetta)
  • Gestione anagrafica clienti e fornitori
  • Simulazione di imposte e contributi, bolli trimestrali con l’F24 compilato (il pagamento lo fai tu) e promemoria delle scadenze via email
  • Accesso da browser (desktop e mobile) senza installazione, installabile sul telefono dal browser
  • Import da altri programmi: da Aruba (ZIP con fatture inviate e ricevute), da Fatture in Cloud o da Excel, senza rimandare allo SDI le fatture importate
  • Nel piano Pro: Sistema TS, autofatture estero (TD17, TD18, TD19), casse previdenziali e ritenute, 7 layout PDF personalizzabili

Per chi è ideale

Fatturazioneitalia è la scelta consigliata per chi vuole un gestionale completo, semplice da usare e con costo certo nel tempo. È particolarmente adatto a:

  • Partite IVA in regime forfettario (consulenti, professionisti, artigiani)
  • Ditte individuali con volume medio di fatture mensili
  • Chi non vuole sorprese sui prezzi nei prossimi anni
  • Chi cerca assistenza in italiano da un team dedicato

Se vuoi saperne di più o attivare il tuo account, visita fatturazioneitalia.it.

FatturaPA / portale SDI: la soluzione gratuita dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente il portale “Fatture e Corrispettivi”, accessibile tramite SPID o CIE, attraverso il quale è possibile emettere e ricevere fatture elettroniche senza pagare nulla. È la soluzione “zero euro” per eccellenza.

Cosa include il portale gratuito AdE

  • Emissione fatture elettroniche verso privati e aziende (formato XML/FatturaPA)
  • Ricezione fatture passive
  • Conservazione digitale a norma (garantita dallo Stato)
  • Consultazione del cassetto fiscale e delle fatture pregresse

Limiti del portale AdE

Gratuito non significa sempre pratico. Il portale dell’Agenzia delle Entrate ha limitazioni importanti che emergono nell’uso quotidiano:

  • Interfaccia non intuitiva: pensata per adempiere, non per semplificare. Molti utenti la trovano macchinosa, specialmente per l’inserimento manuale di ogni fattura
  • Nessuna gestione clienti strutturata: non c’è un’anagrafica clienti evoluta; ogni fattura richiede di reinserire i dati manualmente o cercarli negli archivi
  • Nessun automatismo contabile: non genera registri IVA leggibili, non produce report, non si integra con altri strumenti
  • Nessuna app mobile dedicata: il portale è ottimizzato per desktop, non per smartphone
  • Assistenza limitata: non c’è un supporto clienti dedicato; in caso di problemi bisogna affidarsi alle FAQ o ai CAF
  • Non adatto a volumi elevati: diventa difficile da gestire già con 10-15 fatture al mese

Quando conviene il portale gratuito AdE: se hai pochissime fatture da emettere ogni anno (es. 2-5 fatture), nessuna necessità di report contabili e preferisci spendere zero anche a fronte di qualche scomodo operativo. Per tutti gli altri casi, un software dedicato vale i pochi euro mensili che costa.

Gli altri low-cost del 2026: Aruba, Fiscozen, Fatture in Cloud Light

Oltre a Fatturazioneitalia e al portale AdE, il mercato offre altri software a basso costo che meritano attenzione. Ecco i principali:

Aruba Fattura Elettronica

Aruba è uno dei provider più conosciuti in Italia nel settore digitale. La sua soluzione di fatturazione elettronica parte da prezzi molto competitivi per i forfettari, con piani base che includono l’invio allo SDI e la conservazione a norma. Il punto debole storico è la curva di apprendimento più ripida rispetto ad altri concorrenti e un’interfaccia meno moderna. Abbiamo già analizzato in dettaglio i costi e i piani di Aruba nella nostra guida: Aruba Fattura Elettronica 2026: è davvero gratis? Costi, versioni e cosa include.

Fiscozen

Fiscozen non è propriamente un software di fatturazione low-cost: è una piattaforma che include sia il gestionale sia un servizio di consulenza fiscale (con un commercialista dedicato). Il prezzo riflette questa proposta di valore più ampia. Per chi vuole solo il software di fatturazione è sovradimensionato, ma per chi cerca un pacchetto completo è un’alternativa valida da valutare.

Fatture in Cloud (piano Light)

Fatture in Cloud di TeamSystem è uno dei software più diffusi in Italia. Il piano Light, pensato per i liberi professionisti con poche fatture, è competitivo come prezzo. La piattaforma è apprezzata per l’interfaccia moderna e le integrazioni (banche, commercialista, app mobile). Tuttavia, alcune funzioni avanzate richiedono piani superiori, e i prezzi tendono ad aumentare nel tempo.

Tabella confronto: prezzi, funzioni e limiti

Ecco il confronto sintetico tra le principali soluzioni low-cost del 2026:

SoftwarePrezzo indicativoPrezzo bloccato?Invio SDIConservazioneApp mobileAssistenza
Fatturazioneitalia49-89 € + IVA/anno (Start/Pro; 59,78-108,58 € IVA inclusa)Sì, 3 anniSìSì, inclusa (10 anni)Sì (installabile dal browser)Email + richieste dal portale
Portale AdE (gratuito)GratuitoN/ASìSìNo (solo desktop)Solo FAQ
Aruba FEBasso, variabileNoSìSì, inclusaSìTicket/chat
Fatture in Cloud LightMedio-basso, variabileNoSìSì, inclusaSì (ottima)Chat + email
FiscozenPiù alto (include consulenza)NoSìSìSìCommercialista dedicato

I prezzi indicati sono orientativi. Verifica sempre le tariffe aggiornate sui siti ufficiali dei provider.

Regime forfettario: quale software conviene davvero?

Se sei in regime forfettario, le tue esigenze di fatturazione sono tipicamente semplici: emetti fatture verso clienti (privati o aziende), non hai IVA da gestire, e non hai bisogno di una contabilità elaborata. Questo significa che non hai bisogno del software più completo sul mercato — ma hai bisogno di uno affidabile e facile da usare.

Ecco come orientarsi in base al profilo:

  • Poche fatture all’anno (meno di 5-6): il portale gratuito AdE può bastare, ma preparati a qualche scomodo operativo
  • Volume regolare (da 1 a 3 fatture al mese): Fatturazioneitalia o Aruba sono le scelte più bilanciate tra prezzo e funzionalità
  • Hai già un commercialista: verifica se il tuo studio ha già una piattaforma preferita con cui vuole lavorare; spesso i commercialisti hanno accordi con specifici software
  • Vuoi prevedibilità di spesa sul lungo periodo: Fatturazioneitalia ha il prezzo bloccato per contratto per 3 anni, una garanzia che pochi concorrenti offrono oggi

Per approfondire le specificità dei software in base alla categoria professionale, consulta anche la nostra guida: Software Fatturazione per Architetti 2026: Requisiti Studio Tecnico e Integrazione con Gestionale BIM.

Guida completa ai software di fatturazione per professionisti

Questo articolo fa parte del cluster dedicato alla fatturazione elettronica su centrofiscale.com. Se stai valutando un software di fatturazione per la tua categoria professionale o vuoi approfondire i singoli strumenti, ti consigliamo di leggere anche:

  • Aruba Fattura Elettronica 2026: è davvero gratis? Costi, versioni e cosa include
  • Software Fatturazione per Architetti 2026

Domande frequenti (FAQ)

FatturaPA e fattura elettronica sono la stessa cosa?

No, anche se i termini vengono spesso confusi. La FatturaPA è il formato specifico delle fatture indirizzate alla Pubblica Amministrazione (comuni, ospedali, ministeri). La fattura elettronica è invece il termine generico per tutte le fatture in formato XML inviate tramite SDI — incluse quelle verso privati e aziende private (B2B e B2C). Tutti i software di fatturazione gestiscono entrambi i casi.

Posso usare il portale AdE gratuito se sono forfettario?

Sì, tecnicamente puoi. Il portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate è disponibile per tutte le partite IVA, inclusi i forfettari. Tuttavia, se emetti più di 4-5 fatture al mese, la gestione manuale diventa scomoda e dispendiosa in termini di tempo. Molti forfettari preferiscono un software dedicato che automatizza gli invii e la conservazione.

Cosa significa “prezzo bloccato” di Fatturazioneitalia?

Significa che il canone che sottoscrivi rimane invariato per 3 anni per contratto, indipendentemente da eventuali aumenti di listino futuri. È una garanzia contrattuale che protegge il cliente da rincari, molto utile per pianificare i costi aziendali.

Qual è il software di fatturazione più economico del 2026?

Il software gratuito in assoluto è il portale dell’Agenzia delle Entrate (“Fatture e Corrispettivi”), accessibile con SPID o CIE. Tra i software commerciali, Aruba e Fatturazioneitalia offrono i piani più economici per forfettari e ditte individuali. Tieni però conto del costo totale nel tempo: un prezzo bloccato come quello di Fatturazioneitalia può risultare più conveniente sul lungo periodo rispetto a soluzioni che aumentano le tariffe ogni anno.

Il software di fatturazione sostituisce il commercialista?

No. Il software di fatturazione gestisce l’emissione, l’invio e la conservazione delle fatture elettroniche. Il commercialista gestisce la contabilità, la dichiarazione dei redditi, i contributi INPS, il regime fiscale ottimale e molto altro. I due strumenti si affiancano, non si sostituiscono. Anzi, molti commercialisti preferiscono lavorare con specifici software: chiedi al tuo studio quale piattaforma utilizza.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Passa a un software di fatturazione con prezzo bloccato per contratto

Se stai cercando un software di fatturazione elettronica affidabile, completo e con una garanzia sul prezzo, Fatturazioneitalia è la soluzione raccomandata da Centro Fiscale. Con il prezzo bloccato 3 anni per contratto puoi pianificare i tuoi costi senza sorprese, e con i 14 giorni di prova gratuita senza carta lo provi prima di decidere. Se arrivi da un altro programma, porti con te clienti e fatture passate: nessuna fattura importata viene rimandata allo SDI.

Scopri di più su fatturazioneitalia.it e attiva oggi il tuo account.

Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-28 08:32:002026-10-11 22:24:28Fatturazioneitalia vs FatturaPA vs Altri Low-Cost 2026: Confronto Software Fatturazione Economici
Fatture in Cloud

Fatture in Cloud vs Aruba vs Danea 2026: Confronto Definitivo Software Fatturazione

fatturazione elettronica CAF Udine

Scegliere il software di fatturazione elettronica giusto nel 2026 non è una decisione banale: con l’obbligo di fattura elettronica esteso a tutti (anche ai forfettari) e la moltiplicazione delle offerte sul mercato, ogni partita IVA si trova davanti a una giungla di soluzioni. Tra Fatture in Cloud, Aruba Fatturazione Elettronica e Danea Easyfatt come orientarsi? In questa guida definitiva analizziamo i tre software più popolari in Italia, mettendoli a confronto su prezzo, funzioni, facilità d’uso, supporto e adattabilità ai diversi profili professionali. Alla fine saprai esattamente quale conviene a te, e scoprirai anche un’alternativa integrata con la consulenza di un CAF di fiducia.

Hai già un software ma non sei sicuro che sia il migliore per la tua attività? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scegliere e configurare la soluzione giusta. Prenota una consulenza gratuita per partire con il piede giusto.

Indice dei contenuti

  1. Come scegliere il software di fatturazione giusto nel 2026
  2. I 9 parametri di confronto fondamentali
  3. Tabella comparativa: Fatture in Cloud vs Aruba vs Danea
  4. Fatture in Cloud: analisi dettagliata
  5. Aruba Fattura Elettronica: analisi dettagliata
  6. Danea Easyfatt: analisi dettagliata
  7. Casi d’uso tipici: quale software per chi
  8. Altri software da considerare nel 2026
  9. L’alternativa: portale fatturazione integrato CAF Centro Fiscale
  10. Come provare un software prima di acquistare
  11. Cosa evitare nella scelta del software
  12. Posso cambiare software a metà anno?
  13. FAQ – Domande frequenti

Come scegliere il software di fatturazione giusto nel 2026

Prima di tuffarti nel confronto tecnico, fermati un attimo e poniti tre domande chiave: che tipo di partita IVA hai? Quante fatture emetti al mese? Quanto sei a tuo agio con la tecnologia? La risposta a queste domande pesa più di qualsiasi recensione, perché il software “migliore in assoluto” non esiste: esiste quello giusto per il tuo profilo.

Nel 2026 il mercato della fatturazione elettronica è maturo e l’obbligo è esteso anche ai forfettari sotto i 25.000 euro di ricavi. Questo significa che ogni partita IVA, senza eccezioni, deve emettere fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio (SdI). La buona notizia? La concorrenza ha abbassato i prezzi e migliorato l’usabilità. La cattiva notizia? Districarsi tra decine di soluzioni può far perdere ore preziose.

I tre software che analizziamo in questa guida — Fatture in Cloud, Aruba Fattura Elettronica e Danea Easyfatt — coprono il 70% del mercato italiano delle PMI e dei professionisti. Sono soluzioni diverse per filosofia, target e modello di prezzo: capire le differenze ti farà risparmiare soldi, tempo e mal di testa.

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Qonto: il conto business per Partita IVA

Tra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.

  • ✓ Apertura 100% online in 10 minuti
  • ✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile
  • ✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)
  • ✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software
Visita Qonto e prova gratis →

Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

I 9 parametri di confronto fondamentali

Prima di mettere a confronto i tre software, è importante capire quali sono i criteri di valutazione che fanno davvero la differenza. Non tutti i parametri pesano allo stesso modo: per un forfettario freelance il prezzo è cruciale, per un’azienda con magazzino contano di più le funzioni gestionali integrate. Ecco i 9 elementi su cui valutare ogni software di fatturazione nel 2026.

1. Prezzo: il primo filtro

I modelli di prezzo dei software di fatturazione si dividono in tre famiglie: abbonamento mensile, abbonamento annuale e licenza una tantum. Attenzione ai prezzi pubblicizzati: spesso si riferiscono al solo modulo base, escludendo conservazione sostitutiva, multi-utente o app mobile, che diventano costi aggiuntivi. Calcola sempre il costo totale annuo a 12 mesi, includendo tutti i moduli che ti servono davvero.

2. Funzioni: cosa serve veramente

Un buon software deve gestire fatture elettroniche attive e passive (ricevute), proforma, note di credito, ricevute fiscali, scadenzario clienti e fornitori. Le funzioni “premium” — come preventivi, gestione magazzino, contabilità integrata, prima nota — possono essere indispensabili o inutili a seconda della tua attività. Non pagare per ciò che non userai mai.

3. Facilità d’uso (UX)

Se passi due ore a capire come emettere la prima fattura, qualcosa non va. La curva di apprendimento conta soprattutto se non sei “smanettone”: un’interfaccia moderna, in italiano, con tutorial integrati ti farà risparmiare tempo ogni mese. Le versioni desktop tendono a essere più ricche ma meno intuitive; le soluzioni cloud puntano sulla semplicità.

4. Supporto in italiano

Quando una fattura viene scartata dal Sistema di Interscambio devi risolvere subito, non aspettare 48 ore. Verifica sempre se il supporto è in italiano, gratuito o a pagamento, via chat/telefono/email, e in quali orari è disponibile. Per i professionisti l’assistenza tempestiva può valere più di 100 euro l’anno di differenza nel canone.

5. Conservazione sostitutiva inclusa

Per legge, le fatture elettroniche devono essere conservate digitalmente per 10 anni in modalità “a norma” (conservazione sostitutiva). Alcuni software la includono nel canone base, altri la fanno pagare a parte. Senza conservazione sostitutiva non sei in regola con il fisco: è un parametro non negoziabile.

6. Multi-utente: lavorare in team

Se hai un collaboratore, una segretaria o un commercialista che deve accedere ai documenti, serve la gestione multi-utente con permessi differenziati. Quasi tutti i software base sono single-user: per aggiungere altri accessi bisogna salire di piano, con costi che possono raddoppiare il canone.

7. Mobile app: fatturare in mobilità

Per artigiani, idraulici, elettricisti, agenti di commercio e professionisti che lavorano fuori sede, l’app mobile è essenziale. Verifica se permette di emettere fatture complete (non solo bozze), scansionare ricevute spese e gestire l’incasso. Le app più evolute integrano anche pagamenti istantanei tramite link.

8. Integrazioni: banca, e-commerce, CRM

Le integrazioni native fanno la differenza tra un software che aiuta e uno che fa il lavoro al posto tuo. Cerca:

  • Banca: collegamento PSD2 ai conti correnti per riconciliazione automatica
  • E-commerce: connessione a Shopify, WooCommerce, Amazon, eBay per emettere fatture in automatico
  • CRM: sincronizzazione con HubSpot, Pipedrive, Mailchimp
  • Commercialista: condivisione diretta con il commercialista (canale ufficiale)
  • Pagamenti: Stripe, PayPal, Satispay per incassi rapidi

9. Adattabilità al regime fiscale

Forfettari, regime ordinario, semplificato, IVA per cassa, reverse charge, split payment: ogni regime ha esigenze diverse. Un buon software deve adattarsi al tuo regime fiscale senza trucchi o configurazioni complesse. Per i forfettari, ad esempio, la generazione corretta della fattura senza IVA con bollo da 2 euro deve essere automatica.

Tabella comparativa: Fatture in Cloud vs Aruba vs Danea Easyfatt

Ecco il confronto sintetico tra i tre software, con i parametri principali messi a fuoco. I prezzi sono indicativi e aggiornati a maggio 2026; possono variare in base a promozioni, sconti annuali o pacchetti aziendali.

ParametroFatture in CloudAruba Fattura ElettronicaDanea Easyfatt
Prezzo base18-50 euro/mese25-60 euro/anno100 euro/anno una tantum
ModelloSaaS cloudSaaS cloudDesktop (cloud opzionale)
FunzioniCompleteBuone (essenziali)Avanzate (gestionale)
Cloud nativoSìSìNo (solo desktop, cloud a pagamento)
App mobileSì (iOS/Android, completa)Sì (base)Limitato
Conservazione sostitutivaInclusa nei piani ProInclusaModulo extra a pagamento
Multi-utenteSolo nei piani ProSolo nei piani ProSì (Multipostazione)
ForfettariEccellenteBuonoBuono
E-commerceEccellente (Shopify, WooCommerce, Amazon)Buono (Aruba HiSpeed E-commerce)Avanzato (gestione magazzino)
Integrazione banchePSD2 nativaPSD2 baseLimitata
MagazzinoBase (piani Pro)LimitatoAvanzato
SupportoChat, email, telefono (orari estesi)Email, telefono (24/7 a pagamento)Telefono, email (italiano)
Costo annuo medio totale216-600 euro25-60 euro100-300 euro (con moduli)

Lettura veloce della tabella: se il prezzo è la priorità assoluta vince Aruba; se cerchi la soluzione cloud più completa e moderna vince Fatture in Cloud; se hai bisogno di gestionale e magazzino la scelta naturale è Danea Easyfatt. Ma la storia non finisce qui: nelle prossime sezioni vediamo i pro e contro di ciascuno in dettaglio.

Fatture in Cloud: il software cloud più completo

Fatture in Cloud (di proprietà del gruppo TeamSystem dal 2018) è oggi il software di fatturazione cloud più diffuso in Italia. Si rivolge a freelance, partite IVA digitali, piccole imprese e studi professionali con un’interfaccia moderna e una mole impressionante di integrazioni.

I pro di Fatture in Cloud

  • Cloud nativo: lavori da qualunque dispositivo, niente installazioni
  • Interfaccia intuitiva: la più curata del mercato, perfetta per chi non è tecnico
  • App mobile completa: emetti fatture, scansiona ricevute, riconcili pagamenti dallo smartphone
  • Integrazioni eccezionali: Shopify, WooCommerce, Amazon, eBay, Stripe, PayPal, Satispay, Mailchimp, Pipedrive, HubSpot
  • Riconciliazione bancaria PSD2: collega i conti correnti e abbina automaticamente fatture e incassi
  • Condivisione con commercialista: dashboard dedicata per il professionista che ti segue
  • Aggiornamenti continui: ogni mese nuove funzioni e miglioramenti

I contro di Fatture in Cloud

  • Costo nei piani avanzati: il piano Premium può arrivare a 50 euro/mese, oltre 600 euro/anno
  • Dipendenza da Internet: senza connessione non lavori
  • Funzioni “magazzino” limitate rispetto a un gestionale dedicato
  • Le integrazioni più potenti sono spesso vincolate ai piani Pro o Premium

A chi è adatto Fatture in Cloud

È la scelta ideale per freelance digitali, consulenti, agenzie di comunicazione, e-commerce manager, professionisti tecnologici. Se la tua attività è 100% digitale e usi già strumenti come Shopify, Stripe o HubSpot, Fatture in Cloud diventa un hub centrale che ti fa risparmiare ore di lavoro manuale ogni settimana. Anche per forfettari “evoluti” che fatturano oltre 30.000 euro/anno e gestiscono molti clienti, vale l’investimento.

Aruba Fattura Elettronica: l’opzione economica vincente

Aruba Fattura Elettronica è l’offerta del gruppo Aruba (lo stesso di Aruba Hosting e Aruba PEC) ed è probabilmente il software di fatturazione con il miglior rapporto qualità/prezzo sul mercato italiano. Con circa 25 euro all’anno per la versione base hai tutto l’essenziale per essere in regola con la fattura elettronica.

I pro di Aruba

  • Prezzo imbattibile: dai 25 euro/anno per il piano Web, 60 euro/anno per il PRO
  • Conservazione sostitutiva inclusa già nel piano base, per 10 anni
  • Integrazione con altri servizi Aruba: PEC, firma digitale, hosting, dominio
  • Cloud nativo: niente installazioni, accedi via browser
  • Affidabilità del marchio: Aruba è il principale provider italiano di servizi digitali
  • Supporto in italiano via telefono ed email

I contro di Aruba

  • Funzioni meno ricche: niente CRM evoluto, magazzino base, automazioni limitate
  • Interfaccia datata: meno moderna rispetto a Fatture in Cloud
  • Integrazioni e-commerce di base: ok per WooCommerce, ma scarse per Shopify o marketplace
  • App mobile semplice: utile per consultare, meno per lavorare in mobilità

A chi è adatto Aruba

È la scelta perfetta per forfettari, piccoli professionisti, artigiani con poche fatture al mese e per chi vuole l’essenziale a basso costo. Se emetti meno di 100 fatture l’anno e non hai esigenze di automazione spinta, Aruba ti basta e avanza. È particolarmente comoda se usi già la PEC Aruba: la sinergia tra i prodotti del gruppo semplifica la vita.

Per un’analisi completa dei costi reali e nascosti di Aruba (PEC, firma digitale, conservazione), leggi il nostro approfondimento dedicato: Aruba Fattura Elettronica Costi 2026: Quanto Costa Davvero e Alternative.

Danea Easyfatt: il gestionale desktop completo

Danea Easyfatt è un caso particolare: non è solo un software di fatturazione, è un vero e proprio gestionale con magazzino, ordini, scadenzario e contabilità integrata. Funziona come applicazione desktop installata sul PC, con possibilità di sincronizzazione cloud opzionale. È un prodotto storico del mercato italiano, apprezzato da migliaia di piccole imprese commerciali.

I pro di Danea Easyfatt

  • Software completo: fatturazione, magazzino, ordini, preventivi, scadenzario, statistiche
  • Licenza una tantum: paghi una volta e usi il software senza canoni mensili
  • Funziona offline: non dipendi dalla connessione Internet
  • Multi-postazione nativo: licenza per più PC senza costi proibitivi
  • Personalizzabile: stampe, listini, tracciati personalizzati
  • Esperienza pluriennale: software stabile e affidabile, in commercio dal 1998

I contro di Danea Easyfatt

  • Interfaccia “vecchio stile”: funzionale ma non moderna
  • Niente cloud nativo: per accedere da più dispositivi serve modulo “Easyfatt Cloud” a pagamento
  • App mobile limitata: pensata per consultazione, non per fatturare in mobilità
  • Conservazione sostitutiva non inclusa: serve modulo extra o servizio terzo
  • Curva di apprendimento più ripida: ricco di funzioni, ma serve tempo per padroneggiarle

A chi è adatto Danea Easyfatt

È la scelta naturale per piccole imprese commerciali, negozi, artigiani con magazzino, distributori, e-commerce con prodotti fisici. Se vendi merce e devi gestire scorte, ordini fornitori, listini prezzi e statistiche di vendita, Danea offre più funzioni di Fatture in Cloud e Aruba messi insieme. È anche la scelta giusta per chi preferisce il modello “compri una volta e usi a vita” rispetto agli abbonamenti mensili.

Casi d’uso tipici: quale software per chi

Per aiutarti a trovare la soluzione giusta in pochi secondi, ecco una mappa pratica dei casi d’uso più comuni con la raccomandazione corrispondente.

Sei un forfettario freelance digital?

Scegli Fatture in Cloud (piano Standard) o Aruba (piano PRO). Se fai consulenza, copywriting, sviluppo software, marketing digitale, hai pochi clienti e fatture mensili, Aruba ti basta. Se vuoi automatizzare e integrare strumenti come Stripe, Shopify, HubSpot, allora Fatture in Cloud è un investimento che si ripaga.

Sei un piccolo studio professionale?

Aruba (per il prezzo) o Fatture in Cloud (per la condivisione col commercialista). Avvocati, geometri, architetti, consulenti del lavoro, psicologi: la scelta dipende da quanto vuoi spendere e da quanto è importante per te la condivisione diretta col commercialista. Fatture in Cloud ha una dashboard dedicata al professionista che lo rende particolarmente comodo per chi vuole “passare la palla” al commercialista in modo fluido.

Hai un e-commerce con magazzino?

Danea Easyfatt o Fatture in Cloud Premium con integrazioni. Se vendi prodotti fisici e gestisci scorte, hai bisogno di un vero gestionale: Danea è la scelta storica, ma anche Fatture in Cloud Premium con i moduli e-commerce funziona bene per shop con poche centinaia di SKU. Per oltre 1.000 referenze in magazzino, Danea (o un gestionale enterprise) è quasi obbligato.

Sei un’azienda con più sedi o oltre 10 dipendenti?

Sali di categoria: TeamSystem, Zucchetti o SAP Business One. Quando l’azienda cresce, Fatture in Cloud, Aruba e Danea iniziano a stare stretti. Servono software ERP enterprise con multi-sede, multi-magazzino, contabilità integrata, controllo di gestione. Per un confronto specifico tra TeamSystem e Danea, leggi TeamSystem 2026: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt.

Sei un artigiano “old school” (idraulico, elettricista, falegname)?

Aruba o Danea Easyfatt. Se non sei a tuo agio con il digitale, Danea sul PC dello studio o di casa è la scelta più stabile e collaudata. Aruba è una buona alternativa se vuoi qualcosa di più “leggero” e cloud, senza installazioni.

Altri software da considerare nel 2026

Fatture in Cloud, Aruba e Danea coprono il grosso del mercato, ma non sono le uniche opzioni. Ecco altri software che vale la pena conoscere prima di decidere.

  • TeamSystem: gestionale enterprise per aziende strutturate, integrazione con software contabili professionali. Costi da 50 euro/mese in su
  • FattureWeb: soluzione cloud economica, simile ad Aruba ma meno integrata
  • Facile Fattura: software desktop italiano, alternativa a Danea per piccole imprese
  • DocEasy: pensato per chi gestisce molti documenti e ha esigenze di archiviazione
  • Fatture.it: software cloud minimal, prezzi bassi, ottimo per forfettari
  • Servizio “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate: gratuito, ma molto basico, senza app, senza integrazioni e con interfaccia spartana. Va bene solo per chi emette pochissime fatture l’anno
  • Zucchetti: gestionali enterprise per aziende medio-grandi
  • Libero Sì Fatture: soluzione cloud emergente con buoni prezzi

Il consiglio è di concentrarti sui tre software principali analizzati in questa guida: nel 95% dei casi la scelta giusta sta tra Fatture in Cloud, Aruba e Danea Easyfatt. Le alternative più piccole hanno funzioni interessanti ma comunità di utenti e supporto meno ampi.

L’alternativa: portale fatturazione integrato CAF Centro Fiscale

C’è una quarta opzione che spesso non viene considerata, ma che per molti utenti è la più sensata: utilizzare un portale di fatturazione integrato con la consulenza del proprio CAF. È la soluzione che stiamo lanciando al CAF Centro Fiscale di Udine: un portale proprietario semplice, in italiano, perfettamente integrato con le pratiche fiscali che già seguiamo per i nostri clienti.

I vantaggi del portale CAF Centro Fiscale

  • Tutto incluso: fatture elettroniche, conservazione sostitutiva 10 anni, supporto in italiano
  • Consulenza umana inclusa: non solo software, ma un consulente fiscale a portata di mano
  • Sinergia con dichiarazioni: i dati delle fatture confluiscono direttamente nelle dichiarazioni dei redditi
  • Prezzo trasparente: nessun costo nascosto, niente upselling
  • Assistenza presso lo studio: per chi è a Udine e provincia, supporto in presenza
  • Adatto a forfettari, ordinari, piccole aziende: configurato per ogni regime fiscale

Vuoi un software di fatturazione con consulenza fiscale inclusa?

Il portale di fatturazione del CAF Centro Fiscale di Udine ti dà tutto quello che ti serve, con un consulente umano a fianco quando ne hai bisogno. Trasparente, semplice, in italiano.

Scopri il portale CAF Centro Fiscale

Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp 366 6018121

Come provare un software prima di acquistare

Tutti i software seri offrono periodi di prova gratuiti. Sfruttali sempre prima di pagare. Ecco le tempistiche tipiche:

  • Fatture in Cloud: 30 giorni di prova gratuita su tutti i piani, nessuna carta di credito richiesta
  • Aruba Fattura Elettronica: 12 mesi promo a prezzo ridotto, poi rinnovo a tariffa piena
  • Danea Easyfatt: versione “Standard” gratuita illimitata fino a un certo numero di fatture/anno; le versioni Pro hanno trial 30 giorni

Cosa testare durante la prova

Per sfruttare al meglio il periodo di prova, segui questa checklist pratica:

  • Emetti almeno 5 fatture reali (anche di test) e verifica la procedura completa fino al SdI
  • Importa l’anagrafica clienti da un file Excel o CSV
  • Prova ad emettere una nota di credito
  • Configura il tuo regime fiscale (forfettario/ordinario)
  • Testa l’app mobile, se disponibile
  • Invia una richiesta al supporto e cronometra il tempo di risposta
  • Verifica la conservazione sostitutiva (è realmente attiva?)
  • Esporta i dati: in caso di cambio software, è facile portare via tutto?

Cosa evitare nella scelta del software

Alcuni errori sono purtroppo comuni e possono costarti caro, sia in termini di soldi che di problemi col fisco. Ecco cosa non fare mai.

Software senza supporto in italiano

Esistono software esteri (spesso americani) che fanno fatturazione “internazionale”. Per il mercato italiano non sono adatti: la fattura elettronica italiana ha specifiche tecniche uniche (formato XML del SdI), e quando hai un problema il supporto in inglese può essere frustrante e poco efficace. Scegli sempre software italiani o con supporto italiano dedicato.

Servizi senza conservazione sostitutiva

La conservazione sostitutiva è obbligatoria per legge: le fatture vanno conservate 10 anni in modalità a norma. Alcuni software base non la includono e devi pagare un servizio aggiuntivo (PEC, conservatori terzi). Verifica sempre prima di firmare il contratto.

Soluzioni “fai da te” non a norma

Word, Excel, generatori XML online gratuiti: NON usare strumenti improvvisati per emettere fatture elettroniche. La fattura va trasmessa al SdI con firma digitale (per chi è obbligato), va conservata correttamente, va archiviata in formato XML. Soluzioni “fai da te” rischiano scarti, sanzioni e perdita di documenti.

Abbonamenti pluriennali troppo aggressivi

Diffida dalle offerte “5 anni a 50 euro!” se l’azienda è piccola o poco conosciuta. Se chiude o cambia condizioni, hai perso i tuoi dati e i tuoi soldi. Preferisci sempre abbonamenti annuali rinnovabili con marchi affidabili.

Trascurare il backup e l’export dei dati

Prima di scegliere un software, verifica come si fa il backup e come si esportano i dati. Se domani vuoi cambiare software, devi poter portare via clienti, fatture, articoli, listini in formato standard (CSV, XML, Excel). Software che “intrappolano” i dati sono trappole.

Posso cambiare software a metà anno?

Sì, puoi cambiare software di fatturazione in qualunque momento dell’anno. Non c’è alcun obbligo fiscale di mantenere lo stesso software per l’intero esercizio. Ma ci sono alcune cautele tecniche da rispettare per non perdere dati e restare in regola.

I 4 passi per cambiare software senza problemi

  1. Esporta tutte le fatture passate in formato XML dal vecchio software (sia attive che passive). I file XML sono il formato ufficiale e vanno conservati per 10 anni
  2. Verifica la conservazione sostitutiva: il vecchio fornitore deve continuare a custodire le fatture conservate finché non scadono i 10 anni, oppure devi spostare l’archivio. Chiedi una copia integrale dell’archivio conservato
  3. Importa anagrafica clienti e fornitori nel nuovo software (di solito tramite CSV o Excel)
  4. Aggiorna il tuo commercialista: deve essere informato del cambio, soprattutto se aveva accesso al precedente software

Il momento migliore per cambiare software è l’inizio dell’anno solare (gennaio): parti con un’anagrafica pulita e fai conservare le fatture vecchie nel sistema precedente. Cambiare a metà anno è possibile ma comporta gestire due archivi per le fatture future.

Attenzione alla conservazione sostitutiva precedente. È l’aspetto più delicato: assicurati che il vecchio fornitore mantenga la conservazione, o che l’archivio venga trasferito a un nuovo conservatore. Senza questo passaggio, in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate non potrai produrre i documenti richiesti.

FAQ – Domande frequenti

Qual è il software di fatturazione migliore per i forfettari nel 2026?

Per i forfettari “essenziali” (poche fatture al mese, pochi clienti) la scelta migliore è Aruba Fattura Elettronica: costa circa 25 euro l’anno, include la conservazione sostitutiva ed è semplice. Per forfettari evoluti con e-commerce, integrazioni o molti clienti, Fatture in Cloud giustifica il costo maggiore grazie ad automazioni e integrazioni native.

Posso usare un software di fatturazione gratuito?

Sì, puoi usare il servizio gratuito “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate. È legalmente valido al 100%, ma estremamente basico: niente app mobile, niente integrazioni, interfaccia spartana, niente conservazione automatica (devi attivarla a parte, sempre gratis). Va bene per chi emette pochissime fatture l’anno e vuole “zero spese”.

Quanto costa in media un software di fatturazione nel 2026?

I costi variano molto: dai 25 euro/anno di Aruba ai 50 euro/mese di Fatture in Cloud Premium (600 euro/anno), passando per i 100-300 euro/anno di Danea Easyfatt (con moduli inclusi). In media, un piccolo professionista o forfettario spende tra 30 e 200 euro l’anno per un software di fatturazione adeguato.

Cosa succede se cambio software a metà anno?

Puoi farlo in qualunque momento. Ricordati di esportare le fatture in XML dal vecchio software, verificare la continuità della conservazione sostitutiva (10 anni obbligatori) e aggiornare il commercialista. Inizio anno è il momento ideale, ma anche metà anno è gestibile con un minimo di organizzazione.

Aruba e Fatture in Cloud sono compatibili tra loro?

Non sono direttamente “compatibili”, ma entrambi esportano fatture in XML standard (formato Sistema di Interscambio). Quindi puoi tranquillamente migrare da uno all’altro: esporti i file XML dal vecchio software e li importi nel nuovo. L’anagrafica clienti si trasferisce via CSV/Excel.

Mi serve davvero un software a pagamento o basta quello dell’Agenzia delle Entrate?

Dipende dal volume e dalle esigenze. Se emetti meno di 10 fatture l’anno e non hai bisogno di app mobile, integrazioni o automazioni, il software gratuito dell’Agenzia delle Entrate basta. Se emetti più fatture, lavori in mobilità o vuoi automazioni, conviene investire in un software a pagamento: il tempo risparmiato vale molto più del costo del canone.

Il CAF può aiutarmi a scegliere e configurare il software giusto?

Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata per la scelta e la configurazione del software di fatturazione più adatto al tuo profilo professionale. Possiamo aiutarti a valutare i pro e contro in base al tuo regime fiscale, al volume di fatture e alle integrazioni necessarie. Prenota una consulenza per ricevere un parere su misura.

Conclusione: la scelta dipende da te

Riassumendo questo confronto definitivo: Fatture in Cloud è la scelta moderna e cloud-first per chi cerca integrazioni, mobile e automazioni; Aruba vince sul prezzo ed è perfetta per forfettari e piccoli professionisti; Danea Easyfatt resta il riferimento per chi ha bisogno di un vero gestionale con magazzino. Non c’è un vincitore assoluto: c’è il software giusto per il tuo profilo.

Il consiglio finale è: fai un test con il periodo di prova, valuta concretamente la tua quotidianità (quante fatture? quante app vuoi integrare? quanto tempo vuoi dedicare?), e solo dopo decidi. E se vuoi un parere indipendente, con una persona vera che conosce la tua situazione fiscale, il CAF Centro Fiscale di Udine è qui per aiutarti.

Hai ancora dubbi? Parla con un consulente CAF

Scegliere il software di fatturazione giusto è un investimento che dura anni. Una consulenza di 30 minuti con il CAF Centro Fiscale di Udine può farti risparmiare centinaia di euro e ore di lavoro inutile.

Prenota una consulenza gratuita

Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
Telefono: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Apri un conto business con Qonto

Una soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.

🇮🇹

IBAN italiano

⚡

Apertura in 10 min

📄

Fattura elettronica

💳

Carta Mastercard

🚀 Visita Qonto e apri il conto →

Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 26, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-26 08:00:002026-08-17 11:02:22Fatture in Cloud vs Aruba vs Danea 2026: Confronto Definitivo Software Fatturazione
Fatturazione Italia, Finanza & Servizi, Software Fatturazione Elettronica

Q8 Easy Fattura Elettronica 2026: Cos’è e la Vera Alternativa per la Tua P.IVA

fatturazione elettronica CAF Udine

Se hai cercato “Q8 easy fattura elettronica” probabilmente hai fatto rifornimento in uno dei distributori self-service Q8 e ora ti stai chiedendo come ottenere la fattura elettronica per quello scontrino. È una domanda legittima, ma prima di procedere è importante chiarire un punto: Q8 easy non è un software di fatturazione elettronica, ma il marchio con cui Q8 identifica le proprie stazioni di servizio self-service, aperte 24 ore su 24 e senza personale alla pompa. In questo articolo vediamo cosa significa davvero q8 easy fattura elettronica, come si ottiene il documento fiscale per i rifornimenti fatti a queste pompe, e perché chi ha una Partita IVA – specialmente in regime forfettario – ha comunque bisogno di un vero gestionale come Fatturazione Italia per gestire tutte le proprie fatture, non solo quelle del carburante.

Capire la differenza tra ricevere una fattura per un rifornimento ed emettere e gestire le proprie fatture elettroniche come professionista o piccola impresa è il punto di partenza per non perdere tempo prezioso e non rischiare errori nella tua contabilità.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è Q8 Easy: il marchio dei distributori self-service Q8
  2. Come funziona la fattura elettronica nei distributori Q8 easy
  3. I limiti di Q8 easy per chi ha una Partita IVA
  4. Fatturazione Italia: il gestionale completo per la tua P.IVA
  5. Q8 Easy vs Fatturazione Italia: tabella di confronto
  6. A chi conviene Fatturazione Italia
  7. Domande frequenti su Q8 easy e fatturazione elettronica

Cos’è Q8 Easy: il marchio dei distributori self-service Q8

Q8 easy è il nome con cui il gruppo Q8 (Kuwait Petroleum Italia) identifica la propria rete di stazioni di servizio self-service. Secondo quanto risulta dal sito ufficiale di Q8, questi impianti sono aperti 24 ore su 24 e non prevedono l’assistenza di un addetto durante il rifornimento, a differenza dei distributori Q8 tradizionali con personale in loco. Non si tratta quindi di un software gestionale né di un servizio di fatturazione elettronica in senso proprio, ma semplicemente della modalità con cui fai rifornimento in autonomia, pagando alla colonnina e ricevendo uno scontrino.

Chi cerca q8 easy fattura elettronica in genere ha già in mano lo scontrino del rifornimento e vuole capire come trasformarlo in una fattura elettronica valida per la propria Partita IVA, magari per portarla in deduzione o per completare la contabilità aziendale. È un’esigenza comune a chi usa l’auto per lavoro, ma riguarda solo la singola spesa carburante, non l’intera gestione fiscale della tua attività.

Per chi utilizza invece le carte carburante aziendali come CartissimaQ8 o RecardQ8, la situazione è diversa: la fatturazione dei rifornimenti avviene in modo automatico, senza dover conservare e caricare manualmente gli scontrini.

Come funziona la fattura elettronica nei distributori Q8 easy

Secondo le indicazioni pubblicate nella sezione assistenza del sito Q8, per ottenere la fattura elettronica di un rifornimento fatto in uno dei distributori Q8 easy devi seguire questa procedura:

  • Conserva lo scontrino rilasciato dalla colonnina dopo il rifornimento
  • Accedi all’Area Riservata del sito Q8 nella sezione servizi di fatturazione
  • Inserisci manualmente i dati riportati sullo scontrino nell’apposita area “Richiedi Fattura”
  • Scarica la fattura elettronica generata, disponibile anche in formato PDF

Questo significa che con Q8 easy la fattura elettronica non è automatica: devi ricordarti di richiederla ogni volta, conservare fisicamente lo scontrino e inserire i dati a mano sul portale. È un processo diverso rispetto a quanto accade con le carte carburante aziendali (CartissimaQ8, RecardQ8), dove la fatturazione dei rifornimenti avviene invece in automatico, senza intervento manuale.

I limiti di Q8 easy per chi ha una Partita IVA

Se hai una Partita IVA, in particolare in regime forfettario, la procedura di Q8 easy risolve un problema molto specifico – ottenere la fattura di un rifornimento – ma lascia scoperte tutte le altre esigenze della tua fatturazione elettronica. Ecco i limiti principali che emergono dal confronto con un vero gestionale:

  • Nessuna emissione di fatture attive: Q8 easy ti permette solo di richiedere la fattura passiva del carburante, non di fatturare i tuoi clienti
  • Procedura manuale: devi inserire tu stesso i dati dello scontrino, con il rischio di dimenticartene o di sbagliare un dato
  • Nessuna conservazione a norma centralizzata: la fattura del carburante resta un documento isolato, non integrato con la tua contabilità
  • Nessun calcolo fiscale: non c’è alcun supporto per il calcolo di imposta sostitutiva, contributi INPS o monitoraggio della soglia degli 85.000 euro del regime forfettario

In altre parole, Q8 easy resta un servizio utile ma circoscritto al singolo rifornimento. Chi cerca davvero uno strumento per gestire tutta la fatturazione elettronica della propria attività – fatture emesse, fatture ricevute, scadenze fiscali, conservazione a norma – ha bisogno di un software di fatturazione elettronica vero e proprio, pensato per questo scopo.

Fatturazione Italia: il gestionale completo per la tua P.IVA

Fatturazione Italia è un software di fatturazione elettronica pensato in particolare per chi ha una Partita IVA in regime forfettario e per i professionisti sanitari (medici, psicologi, fisioterapisti, dentisti e altre professioni sanitarie). A differenza di Q8 easy, che copre solo la fattura di un rifornimento, Fatturazione Italia gestisce l’intero ciclo della tua fatturazione elettronica:

  • Emissione e trasmissione delle fatture elettroniche allo SDI (Sistema di Interscambio) con un clic
  • Ricezione delle fatture passive con un codice destinatario unico (JKKZDGR) da comunicare ai fornitori, inclusa quella del carburante se la richiedi tramite il portale Q8
  • Conservazione a norma per 10 anni, come previsto dalla normativa fiscale, anche dopo la disdetta
  • Simulazione di imposte e contributi per il regime forfettario (imposta sostitutiva al 5% o 15%), con quanto pagare entro il 30 giugno e il 30 novembre e quanto mettere da parte ogni mese
  • Monitoraggio del limite di 85.000 euro annui previsto per il regime forfettario, con un avviso all’80% della soglia
  • Marca da bollo virtuale quando l’imponibile supera i 77,47 euro, con il modello F24 dei bolli trimestrali già compilato in PDF (il versamento lo fai tu) e i promemoria via email delle scadenze
  • Autofatture estero (TD17, TD18, TD19) per gli acquisti da fornitori esteri come Google, Meta o Amazon, escluse dal fatturato e dalla soglia
  • Sistema Tessera Sanitaria (STS) incluso nel piano Pro per i professionisti sanitari, con invio delle spese con un clic o, a scelta, in automatico ogni notte
  • Installabile sul telefono dal browser (dalla schermata Home), per fatturare anche da smartphone o tablet senza passare da un negozio di app

Si tratta quindi di due strumenti con uno scopo diverso: Q8 easy ti serve per ottenere la fattura di un singolo rifornimento, mentre Fatturazione Italia ti serve per emettere, ricevere e conservare tutte le fatture della tua attività, calcolare le tasse e restare in regola con gli obblighi fiscali durante tutto l’anno.

Q8 Easy vs Fatturazione Italia: tabella di confronto

Per capire meglio le differenze, ecco una tabella comparativa onesta tra i due servizi. Ricordiamo che non sono strumenti in reale concorrenza: Q8 easy risolve un’esigenza puntuale legata al carburante, Fatturazione Italia è un gestionale completo di fatturazione elettronica.

CaratteristicaQ8 easyFatturazione Italia
Cos’èMarchio distributori self-service Q8Software di fatturazione elettronica
Fattura carburanteSì, su richiesta manualeGestibile come fattura passiva ricevuta
Emissione fatture ai clientiNon previstoSì, fino a 500/anno (piano Pro)
AutomatismoManuale (inserimento dati scontrino)Automatico (calcoli fiscali, bollo, SDI)
Conservazione a normaNon specificato per il singolo documento10 anni, inclusa nel servizio
Calcolo tasse forfettarioNon previstoSì, imposta sostitutiva 5%/15%
Sistema Tessera SanitariaNon previstoSì (piano Pro)
TargetAutomobilisti e aziende con veicoliPartite IVA forfettarie e professionisti sanitari
App mobileApp ClubQ8 per fidelity e rifornimentiInstallabile sul telefono dal browser

Come si vede dal confronto, i due strumenti possono anche convivere: puoi continuare a fare rifornimento nei distributori Q8 easy e richiedere la relativa fattura passiva, mentre usi Fatturazione Italia per gestire tutte le fatture attive della tua attività, il calcolo delle tasse e la conservazione documentale.

Come funzionano i costi di Fatturazione Italia

Il modello di prezzo di Fatturazione Italia è trasparente: il listino è pubblico e il prezzo scelto al momento della sottoscrizione resta bloccato per 3 anni per contratto, senza rincari a sorpresa nel periodo garantito. Sono disponibili due piani annuali: Start a 49 € + IVA (59,78 € IVA inclusa, 150 fatture SDI) per chi ha appena aperto la Partita IVA e ha un numero limitato di fatture da emettere, e Pro a 89 € + IVA (108,58 € IVA inclusa, 500 fatture) per chi ha volumi più alti o ha bisogno del Sistema Tessera Sanitaria, incluso nel piano Pro per i professionisti sanitari. Per le associazioni sportive dilettantistiche con partita IVA c’è il piano ASD (69 € + IVA, 84,18 € IVA inclusa, 300 fatture). Se superi il limite del piano puoi aggiungere un pacchetto extra di 100 fatture a 12 € IVA inclusa.

Puoi provare il gestionale con 14 giorni di prova gratuita senza carta, sul piano Pro (30 giorni se ti registri con il link di invito di un collega), così lo valuti prima di scegliere il piano più adatto alla tua attività. L’abbonamento è solo annuale e puoi cambiare piano in qualsiasi momento: i giorni residui vengono riproporzionati. Il dettaglio aggiornato dei piani è sulla pagina prezzi di Fatturazione Italia.

A chi conviene Fatturazione Italia

Fatturazione Italia è pensato principalmente per due categorie di utenti, per i quali offre percorsi dedicati e configurazioni già pronte:

  • Partite IVA in regime forfettario: con IVA 0% Natura N2.2 impostata automaticamente, riferimento alla L. 190/2014, bollo virtuale suggerito in automatico e calcolo dell’imposta sostitutiva
  • Professionisti sanitari (medici, odontoiatri, psicologi, fisioterapisti, logopedisti, dietisti, ottici, farmacisti, veterinari, infermieri, ostetriche, podologi e altre professioni sanitarie): con invio delle spese al Sistema Tessera Sanitaria (incluso nel piano Pro) con un clic o in automatico ogni notte, conforme alle specifiche MEF/Sogei

Se rientri in una di queste categorie e stai ancora gestendo le tue fatture in modo manuale, o ti limiti a richiedere solo la fattura del carburante tramite Q8 easy senza avere una gestione organica dell’intera contabilità, può valere la pena valutare un gestionale dedicato come Fatturazione Italia, che ti mette al riparo da errori nel calcolo delle imposte e ti aiuta a rispettare le scadenze fiscali. Se usi già un altro programma (Aruba, Fatture in Cloud o un file Excel), puoi portare clienti e fatture passate senza ricopiarli, con la numerazione che continua: nessuna fattura importata viene rimandata allo SDI o al Sistema TS.

Se invece hai dubbi su quale regime fiscale sia più adatto alla tua attività, o hai bisogno di supporto per l’apertura della Partita IVA e per la gestione delle tue detrazioni fiscali, il CAF Centro Fiscale di Udine può affiancarti nella scelta e nell’impostazione corretta della tua contabilità.

Prova Fatturazione Italia per la tua P.IVA

Software di fatturazione elettronica

Fatturazione Italia: gestisci tutte le tue fatture, non solo quella del carburante

Se hai una Partita IVA forfettaria o sei un professionista sanitario, Fatturazione Italia ti permette di emettere, ricevere e conservare a norma tutte le tue fatture elettroniche, con la simulazione di imposte e contributi.

  • ✓ 14 giorni di prova gratuita, senza carta di credito
  • ✓ Prezzo bloccato 3 anni per contratto
  • ✓ Conservazione a norma per 10 anni inclusa
  • ✓ Sistema Tessera Sanitaria incluso nel piano Pro
Scopri Fatturazione Italia e richiedi info →

Fatturazione Italia è un servizio di Be Smart S.r.l.s., la stessa realtà che gestisce CAF Centro Fiscale.

Domande frequenti su Q8 easy e fatturazione elettronica

Cosa significa Q8 easy fattura elettronica?

Q8 easy e il marchio delle stazioni di servizio self-service di Q8, aperte 24 ore su 24 senza personale alla pompa. Non e un software di fatturazione, ma il nome dei distributori presso cui puoi fare rifornimento e successivamente richiedere la fattura elettronica del tuo scontrino tramite l’Area Riservata del sito Q8.

Come richiedo la fattura elettronica di un rifornimento fatto da Q8 easy?

Devi conservare lo scontrino rilasciato dalla colonnina, accedere all’Area Riservata sul sito Q8 nella sezione servizi di fatturazione, e inserire manualmente i dati riportati sullo scontrino nell’apposita area Richiedi Fattura. La fattura elettronica generata e scaricabile anche in formato PDF.

Q8 easy e utile per chi ha la Partita IVA in regime forfettario?

Q8 easy ti permette di ottenere la fattura passiva del singolo rifornimento, ma non emette fatture ai tuoi clienti, non calcola le tasse e non monitora il limite di 85.000 euro del regime forfettario. Per questi aspetti serve un gestionale dedicato come Fatturazione Italia.

Cosa fa in piu Fatturazione Italia rispetto a Q8 easy?

Fatturazione Italia gestisce l’intero ciclo della fatturazione elettronica: emissione e invio allo SDI, ricezione delle fatture passive, conservazione a norma per 10 anni, simulazione dell’imposta sostitutiva e dei contributi per i forfettari e, per i professionisti sanitari, invio delle spese al Sistema Tessera Sanitaria (incluso nel piano Pro). Q8 easy riguarda invece solo la fattura del singolo rifornimento carburante.

Quanto costa Fatturazione Italia?

Fatturazione Italia ha due piani annuali per le partite IVA: Start a 49 € + IVA (59,78 € IVA inclusa, 150 fatture SDI) e Pro a 89 € + IVA (108,58 € IVA inclusa, 500 fatture, Sistema Tessera Sanitaria incluso). Il prezzo scelto al momento della sottoscrizione resta bloccato per 3 anni per contratto. La prova gratuita dura 14 giorni senza carta di credito (30 giorni con il link di invito di un collega). Il dettaglio aggiornato dei piani è sulla pagina prezzi del sito ufficiale.

Posso usare sia Q8 easy che Fatturazione Italia?

Si. I due strumenti non sono in concorrenza diretta: puoi continuare a fare rifornimento nei distributori Q8 easy e richiedere la relativa fattura passiva, mentre usi Fatturazione Italia per gestire tutte le fatture attive della tua attivita, il calcolo delle tasse e la conservazione documentale a norma.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Hai bisogno di assistenza per la tua Partita IVA?

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti a scegliere il regime fiscale più adatto alla tua attività e per gestire ogni aspetto della tua contabilità, sia in ufficio che online.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-24 09:00:002026-10-11 22:24:07Q8 Easy Fattura Elettronica 2026: Cos’è e la Vera Alternativa per la Tua P.IVA
Aruba Fatturazione, Fatturazione Italia, Finanza & Servizi, Software Fatturazione Elettronica

Migrare da Aruba Fatturazione Elettronica a Fatturazioneitalia 2026: Guida Passo Passo

fatturazione elettronica CAF Udine

Se stai usando Aruba Fatturazione Elettronica e stai valutando di cambiare software, sei nel posto giusto. Migrare da Aruba Fatturazione Elettronica a Fatturazioneitalia 2026 è un’operazione concretamente fattibile in pochi giorni, a patto di seguire i passaggi nel giusto ordine. In questa guida trovi tutto ciò che ti serve: dall’esportazione dei dati da Aruba, all’importazione su Fatturazioneitalia.it, fino alla verifica che il tuo codice SDI sia correttamente configurato. Il tutto senza perdere neppure una fattura storica e con la serenità di sapere che la conservazione sostitutiva decennale è garantita anche dopo il passaggio.

Indice dei contenuti

  • Perché Migrare da Aruba Fatturazione Elettronica nel 2026
  • Cosa Fare Prima di Iniziare la Migrazione
  • Step 1 – Esportare le Fatture da Aruba Fatturazione Elettronica
  • Step 2 – Scaricare la Conservazione Sostitutiva da Aruba
  • Step 3 – Aprire l’Account su Fatturazioneitalia.it
  • Step 4 – Importare i Dati in Fatturazioneitalia
  • Step 5 – Verificare la Configurazione e Testare l’Invio SDI
  • Cosa NON Perdere durante la Migrazione
  • Fatturazioneitalia vs Aruba: Confronto Funzionalità 2026
  • Domande Frequenti sulla Migrazione da Aruba a Fatturazioneitalia

Perché Migrare da Aruba Fatturazione Elettronica nel 2026

Aruba Fatturazione Elettronica è un servizio diffuso tra liberi professionisti e piccole imprese, ma nel corso del 2025-2026 molti utenti hanno iniziato a segnalare alcune criticità: rinnovi automatici con aumenti di prezzo non comunicati chiaramente, interfaccia meno intuitiva rispetto ai concorrenti e piani di conservazione con costi aggiuntivi. Se ti sei trovato in una di queste situazioni, il momento per valutare un cambio di software di fatturazione elettronica è adesso — e farlo prima di dicembre ti dà il vantaggio di impostare il nuovo anno fiscale 2027 su una piattaforma già rodata.

Il motivo più citato da chi decide di migrare da Aruba a Fatturazioneitalia nel 2026 è la certezza del prezzo nel tempo. Fatturazioneitalia.it ha due piani annuali per professionisti e ditte (Start 49 € + IVA, 59,78 € IVA inclusa, 150 fatture SDI; Pro 89 € + IVA, 108,58 € IVA inclusa, 500 fatture SDI, con il Sistema TS incluso nel piano Pro) e offre il cosiddetto “prezzo bloccato 3 anni per contratto”: una formula che congela il canone per il periodo concordato, indipendentemente da aggiornamenti di listino. Per chi gestisce una partita IVA in regime forfettario o una piccola srl con volumi di fatturazione stabili, questa prevedibilità di spesa è un vantaggio competitivo concreto rispetto ai software che adeguano i prezzi ogni anno. Puoi approfondire il confronto dei costi reali su Prezzi Software Fatturazione 2026: il Costo Reale su 3 Anni (TCO).

Un secondo motivo riguarda la conservazione sostitutiva: Aruba offre la conservazione tramite un modulo separato, che può comportare costi aggiuntivi. Fatturazioneitalia include la conservazione a norma in tutti i piani, e le fatture restano conservate anche dopo un’eventuale disdetta, rispettando l’obbligo di legge dei 10 anni di conservazione fiscale (elevabile a 15 con adesione al servizio dell’Agenzia delle Entrate). Questo significa che le tue fatture rimangono accessibili e legalmente valide senza sorprese in bolletta.

Cosa Fare Prima di Iniziare la Migrazione

Prima di toccare qualsiasi impostazione, dedica 30 minuti alla fase preparatoria. Una migrazione fatta con ordine dura meno e non genera ansie a posteriori. Ecco la checklist da completare prima di avviare il switch da Aruba a Fatturazioneitalia:

  • Verifica la data di rinnovo Aruba: se mancano meno di 30 giorni al rinnovo automatico, agisci subito per disdire prima del prelievo. Aruba richiede la disdetta entro un certo termine (solitamente 30 giorni prima del rinnovo) per non addebitare il canone successivo.
  • Scarica tutte le fatture emesse e ricevute dell’anno in corso e degli anni precedenti in formato XML. Questi file sono i tuoi originali fiscali e ti servono indipendentemente dalla migrazione.
  • Scarica da Aruba lo ZIP delle fatture: è il file che carichi su Fatturazioneitalia con l’import «Vengo da Aruba» (Step 4). Fallo prima che il servizio Aruba scada (al massimo entro 90 giorni).
  • Esporta l’anagrafica clienti e fornitori in formato CSV o Excel: la rubrica clienti arriva già con lo ZIP di Aruba, ma una copia ti serve come backup e per i fornitori.
  • Annotati il tuo codice SDI attuale (se hai usato un codice destinatario personale o quello di Aruba): dovrai sostituirlo con il codice destinatario di Fatturazioneitalia su Fatture e Corrispettivi e presso i fornitori che ti emettono fattura.
  • Controlla la numerazione fatture: il primo numero da assegnare nel nuovo software deve essere in continuità con l’ultimo emesso su Aruba per non creare salti nella progressione obbligatoria per legge. Con l’import da Aruba la numerazione continua da sola, ma conviene verificarla.
  • Togli il rinnovo automatico dal servizio Aruba, così alla scadenza non ti viene addebitato un altro anno.

Se non sei sicuro su come gestire la continuità della numerazione fatture o la disdetta del contratto Aruba, il CAF Centro Fiscale può assisterti nell’intera operazione: i nostri operatori si occupano di tutto, dalla raccolta documenti alla configurazione del nuovo software.

Step 1 – Esportare le Fatture da Aruba Fatturazione Elettronica

La prima operazione tecnica è l’esportazione delle fatture da Aruba Fatturazione Elettronica. Dal pannello di controllo Aruba, accedi alla sezione dedicata alle fatture emesse e ricevute. Troverai solitamente un’opzione di esportazione massiva che ti permette di scaricare i file in formato XML FatturaPA v1.2.2, che è il formato ufficiale previsto dall’Agenzia delle Entrate per la fattura elettronica in vigore dal 2023.

Quando esporti, seleziona l’intero storico disponibile, non solo l’anno corrente. Anche se Aruba conserva i file per 10 anni, avere una copia locale ti protegge in caso di problemi futuri con l’account o con il servizio. Organizza i file in cartelle per anno fiscale (es. fatture-emesse-2024, fatture-ricevute-2024) per ritrovarli facilmente in fase di controllo.

Oltre alle fatture in formato XML, esporta anche il registro IVA in formato PDF o Excel: sarà utile al tuo commercialista per le riconciliazioni e per la dichiarazione dei redditi, specialmente se sei in regime forfettario. Per la gestione completa della tua posizione fiscale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza sia in ufficio che online su tutto il territorio nazionale.

Step 2 – Scaricare la Conservazione Sostitutiva da Aruba

Questo passaggio è quello che più spesso viene sottovalutato, ma è forse il più importante dal punto di vista legale. La conservazione sostitutiva è il processo certificato che attribuisce valore legale alle fatture elettroniche nel tempo — in altre parole, è la garanzia che una fattura emessa anni fa sia ancora valida come documento fiscale agli occhi del Fisco.

Aruba gestisce la conservazione tramite il proprio sistema (o tramite Aruba PEC S.p.A. come conservatore accreditato AgID). Prima di chiudere l’account, devi scaricare i pacchetti di distribuzione (PdD) della conservazione: si tratta di file compressi con estensione .zip o .p7m che contengono le fatture con firma digitale del conservatore. Questi file sono la prova legale opponibile a terzi e al Fisco che le fatture esistono e non sono state alterate.

Ricorda: l’obbligo di conservazione fiscale dura 10 anni dalla data di registrazione contabile. Questo significa che una fattura del 2016 deve essere conservata fino al 2026. Se chiudi l’account Aruba senza scaricare i pacchetti di conservazione per quegli anni, potresti non riuscire più ad accedervi — con conseguenze serie in caso di verifica fiscale. Conserva questi file su un hard disk esterno e su un servizio cloud (es. Google Drive, OneDrive) come doppia copia di sicurezza.

Step 3 – Aprire l’Account su Fatturazioneitalia.it

Una volta che hai i tuoi dati al sicuro, puoi aprire l’account su Fatturazioneitalia.it. La registrazione richiede i dati della tua partita IVA, il codice fiscale e i dati dell’impresa o del professionista. Il codice destinatario SDI per ricevere le fatture passive è JKKZDGR, lo stesso per tutti gli utenti, e lo trovi subito in dashboard con le istruzioni: è il codice che i tuoi fornitori dovranno inserire nelle fatture che ti emettono per farle arrivare nel tuo account Fatturazioneitalia, e che conviene registrare su Fatture e Corrispettivi al posto di quello di Aruba.

Un punto a favore di Fatturazioneitalia è il prezzo bloccato 3 anni per contratto: sottoscrivendo il piano, il canone annuale rimane invariato per il periodo concordato. Questa certezza economica è utile a chi gestisce una partita IVA con costi fissi da pianificare. Si paga solo con abbonamento annuale, con carta, e il piano si può cambiare in qualsiasi momento con i giorni residui riproporzionati. Per chi vuole valutare il prodotto prima di impegnarsi, Fatturazioneitalia.it offre 14 giorni di prova gratuita senza carta sul piano Pro (30 giorni con il link di invito di un collega). Puoi leggere la nostra Fatturazioneitalia recensione 2026 per un’analisi approfondita delle funzionalità.

Durante la registrazione, compila con attenzione i dati della sede legale e il regime IVA (es. regime forfettario, regime ordinario, esente IVA): questi parametri condizionano la compilazione automatica dei campi nelle fatture e la corretta valorizzazione dei codici natura IVA nei file XML. Un errore qui si traduce in fatture compilate male e possibili contestazioni da parte del Sistema di Interscambio (SDI).

Step 4 – Importare i Dati in Fatturazioneitalia

L’importazione dei dati in Fatturazioneitalia per chi arriva da Aruba ha un percorso dedicato: nell’area «Cambi programma» scegli «Vengo da Aruba» e carichi lo ZIP che hai scaricato da Aruba. I passi sono tre: esporti da Aruba, carichi lo ZIP, controlli l’anteprima e importi. Con lo ZIP arrivano:

  • le fatture inviate e ricevute, con gli XML e i PDF originali;
  • la rubrica dei clienti;
  • la numerazione, che continua da dove eri arrivato su Aruba;
  • lo stato degli incassi: le fatture già pagate risultano incassate.

Nessuna fattura importata viene rimandata allo SDI o al Sistema TS: le fatture già trasmesse con Aruba entrano solo nel tuo archivio. Se vuoi caricare anche fornitori e prodotti, puoi importarli da un file Excel o CSV, con l’anteprima prima di salvare. Se ci sono discrepanze di formato nel file, il CAF Centro Fiscale può aiutarti a sistemarlo prima dell’importazione, evitando errori che renderebbero le fatture non consegnabili.

Dopo l’import, il portale ti ricorda le due cose da fare fuori dal software: registrare il nuovo codice destinatario su Fatture e Corrispettivi, se lì c’era quello di Aruba, e scaricare da Aruba i file conservati prima che il servizio scada. Per la conservazione sostitutiva dello storico pre-migrazione, invece, i pacchetti di distribuzione scaricati da Aruba (Step 2) rimangono validi indipendentemente dal nuovo software: non è necessario “riconservare” le fatture già conservate. Per un confronto con altri software che gestiscono la migrazione in modo simile, consulta la nostra guida Cambiare Software Fatturazione nel 2026: Guida Step-by-Step allo Switch Senza Perdere Dati.

Step 5 – Verificare la Configurazione e Testare l’Invio SDI

Prima di emettere la prima fattura reale dal nuovo software, fai sempre una verifica prima dell’invio al Sistema di Interscambio (SDI). Su Fatturazioneitalia puoi salvare la prima fattura in bozza, controllarne i dati e il PDF e inviarla allo SDI solo quando tutto torna; se lo SDI la scarta, la correggi e la reinvii.

I controlli da verificare prima dell’invio reale sono:

  • Codice destinatario o PEC del cliente correttamente inserito nell’anagrafica
  • Regime IVA del cedente/prestatore (forfettario = natura N2.2; ordinario = aliquota 22% o altra aliquota applicabile)
  • Numerazione fattura: il primo numero deve essere quello successivo all’ultimo usato su Aruba
  • Data fattura: rispettare il termine di 12 giorni dall’operazione per la fattura immediata (come da normativa vigente)
  • Codice SDI ricevente: comunicare ai fornitori il codice destinatario di Fatturazioneitalia (JKKZDGR) per le fatture che ti emettono, e registrarlo su Fatture e Corrispettivi

Se durante il test riscontri un errore di scarto da parte dello SDI, non preoccuparti: è la procedura normale per identificare e correggere problemi di configurazione prima che impattino su fatture reali. Il team di supporto di Fatturazioneitalia e il CAF Centro Fiscale possono aiutarti a interpretare i codici di errore SDI e a correggere la configurazione.

Cosa NON Perdere durante la Migrazione

La migrazione da un software di fatturazione all’altro è un momento di discontinuità che, se gestito male, può creare problemi fiscali anche anni dopo. Questi sono gli elementi che non puoi permetterti di perdere durante il passaggio da Aruba a Fatturazioneitalia:

  • File XML delle fatture emesse e ricevute: sono i documenti originali fiscali. Conservali per almeno 10 anni dalla data di registrazione contabile, indipendentemente dal software usato per la conservazione.
  • Pacchetti di distribuzione della conservazione sostitutiva: come spiegato nello Step 2, sono la prova legale con firma del conservatore accreditato. Non hanno equivalenti.
  • Registro dei corrispettivi (se applicabile): per chi usa i corrispettivi elettronici, verifica che anche questi siano esportati e archiviati.
  • Credenziali Agenzia Entrate per il cassetto fiscale: il tuo cassetto fiscale AdE è indipendente dal software e conserva le fatture ricevute dagli ultimi 5 anni. Accertati di avere SPID o CIE attivi per accedervi.
  • Contratto e ricevute di pagamento Aruba: tienile come prova della corretta adesione al servizio di conservazione per l’intero periodo.

Ricorda che in caso di verifica fiscale, il tuo consulente fiscale dovrà esibire le fatture originali: la completezza dell’archivio è una tua responsabilità diretta come contribuente. Per qualsiasi dubbio sulla corretta archiviazione fiscale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza sia in ufficio che online su tutto il territorio nazionale.

Fatturazioneitalia vs Aruba: Confronto Funzionalità 2026

Per aiutarti a capire concretamente cosa cambia passando a Fatturazioneitalia, ecco un confronto delle caratteristiche principali rispetto ad Aruba Fatturazione Elettronica nel 2026. Il confronto è aggiornato in base alle funzionalità attuali delle due piattaforme e ai prezzi di listino pubblici.

FunzionalitàFatturazioneitalia.itAruba Fatturazione Elettronica
Prezzo nel tempoBloccato 3 anni per contratto (Start 49 € + IVA, Pro 89 € + IVA l’anno)Soggetto a variazioni annuali
Conservazione sostitutivaInclusa in tutti i piani, 10 anni anche dopo la disdettaModulo separato (costo aggiuntivo)
Fatture SDI incluse150 (Start) / 500 (Pro), pacchetto extra di 100 fatture a 12 € IVA inclusaDipende dal piano scelto
Import da ArubaZIP di Aruba: fatture inviate e ricevute con XML e PDF, rubrica clienti, numerazione che continuaNon applicabile
Accesso da mobileWeb app installabile sul telefono dal browserPresente
Integrazione commercialistaDelega al commercialista o al CAF (solo vedere o gestire), esportazione ZIP degli XMLPresente
SupportoEmail + segnalazioni dal portale + CAF Centro FiscaleTicket + telefono
Regime forfettarioSupportato nativamente, con stima di imposta e contributi e F24 dei bolli compilatoSupportato
Periodo di prova14 giorni gratis senza carta, sul piano ProNon sempre disponibile

Il confronto dettagliato dei costi su base triennale e quinquennale è disponibile nella nostra analisi Aruba Fattura Elettronica Costi 2026: Quanto Costa Davvero e Alternative, dove trovi anche la simulazione del risparmio ottenibile con il prezzo bloccato di Fatturazioneitalia rispetto al rinnovo annuale di Aruba.

Un aspetto da considerare è la semplicità dell’interfaccia di Fatturazioneitalia per chi viene da Aruba: la curva di apprendimento è bassa, specialmente per la creazione di fatture standard e la gestione dell’anagrafica. Chi invece ha esigenze avanzate (es. gestione magazzino, ordini, DDT) troverà utile confrontare anche altri software specializzati — la nostra guida sui prezzi software fatturazione 2026 copre i principali attori del mercato.

Se vuoi approfondire il confronto tra i software TeamSystem (che include Fatture in Cloud), consulta anche il nostro TeamSystem 2026: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt – Confronto Completo.

Posso migrare da Aruba a Fatturazioneitalia a metà anno senza problemi fiscali?

Sì, è possibile cambiare software di fatturazione in qualsiasi momento dell’anno fiscale. L’importante è mantenere la continuità della numerazione fatture: il primo numero sul nuovo software deve essere quello successivo all’ultimo usato su Aruba. Conserva tutti i file XML delle fatture già emesse su Aruba e scarica i pacchetti di conservazione sostitutiva prima di chiudere l’account.

Cosa succede alle mie fatture già conservate su Aruba se smetto di pagare il servizio?

Se smetti di pagare il servizio di conservazione Aruba senza aver scaricato i pacchetti di distribuzione, potresti perdere l’accesso ai file certificati. Prima di disdire, scarica sempre i PdD (pacchetti di distribuzione) che contengono le fatture con firma digitale del conservatore accreditato. Questi file rimangono validi anche senza il software originale.

Devo comunicare ai miei clienti che cambio software?

Non sei obbligato a comunicarlo per le fatture che emetti tu ai clienti, perché il tuo nuovo codice SDI (o PEC) cambia solo se i clienti ti inviano fatture. In quel caso sì, devi comunicare il codice destinatario di Fatturazioneitalia (JKKZDGR, lo stesso per tutti gli utenti) ai fornitori e clienti che ti emettono fatture passive e registrarlo su Fatture e Corrispettivi, altrimenti le fatture arriveranno sull’account Aruba che non userai più.

Fatturazioneitalia è adatto anche al regime forfettario?

Sì, Fatturazioneitalia supporta nativamente il regime forfettario. In fase di configurazione potrai impostare il tuo regime IVA e il software compilerà automaticamente i campi corretti nella fattura XML, incluso il codice natura N2.2 (non soggette IVA – regime forfettario) e la dicitura obbligatoria ‘Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 commi 54-89 L. 190/2014 e successive modificazioni – Regime Forfettario’.

Quanto tempo richiede mediamente la migrazione da Aruba a Fatturazioneitalia?

Un’operazione ordinata richiede solitamente 2-4 giorni lavorativi: 1 giorno per esportare tutti i dati da Aruba e scaricare i pacchetti di conservazione, 1 giorno per la configurazione del nuovo account e l’import dello ZIP di Aruba (fatture, rubrica clienti e numerazione arrivano insieme), e 1-2 giorni per i test di invio SDI e la verifica della configurazione. Se hai anni di storico con molti clienti, considera qualche giorno aggiuntivo per la verifica dell’anagrafica importata.

Le fatture importate da Aruba vengono inviate di nuovo allo SDI?

No. Con l’import «Vengo da Aruba» le fatture inviate e ricevute arrivano con gli XML e i PDF originali, ma nessuna fattura importata viene rimandata allo SDI o al Sistema TS: entrano solo nell’archivio. Le fatture già pagate risultano incassate e la numerazione continua da dove eri arrivato.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Sei pronto a passare da Aruba Fatturazione Elettronica a Fatturazioneitalia ma vuoi farlo con la certezza di non commettere errori? Il CAF Centro Fiscale ti guida in ogni fase della migrazione: dalla verifica dello storico alla configurazione del nuovo software, fino al test di invio SDI. Il nostro team è a tua disposizione sia in ufficio a Udine che online, in tutta Italia. Scopri di più su fatturazioneitalia.it — il software con prezzo bloccato 3 anni che semplifica la tua fatturazione elettronica. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per ricevere assistenza personalizzata.

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-24 07:03:002026-10-11 22:28:31Migrare da Aruba Fatturazione Elettronica a Fatturazioneitalia 2026: Guida Passo Passo
Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione Elettronica

Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7 con Esempi Pratici

Quando si emette una fattura elettronica senza IVA, o con IVA gestita in modo non ordinario, il campo «Natura» nel file XML è obbligatorio. Scegliere il codice sbagliato può causare il rigetto della fattura da parte dell’SDI, sanzioni o problemi in sede di controllo fiscale. Questa guida illustra tutti i codici natura IVA previsti dal Provvedimento AdE del 30 aprile 2018, aggiornato per il 2026, con tabella riepilogativa ed esempi pratici per ciascun codice.

Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono i Codici Natura e Quando Usarli
  2. Tabella Riepilogativa Codici Natura IVA 2026
  3. N1 — Escluse ex Art. 15 DPR 633/1972
  4. N2 — Non Soggette: N2.1 e N2.2
  5. N3 — Non Imponibili: Da N3.1 a N3.6
  6. N4 — Esenti (Art. 10 DPR 633/1972)
  7. N5 — Regime del Margine / IVA Non Esposta
  8. N6 — Inversione Contabile (Reverse Charge): Da N6.1 a N6.9
  9. N7 — IVA Assolta in Altro Stato UE (OSS/IOSS)
  10. Errori Comuni e Come Evitarli
  11. Codici Natura nel Software di Fatturazione
  12. FAQ — Domande Frequenti sui Codici Natura IVA
  13. Conclusione

Cosa Sono i Codici Natura e Quando Usarli

Nel tracciato FatturaPA (formato XML v1.2.2 obbligatorio dal 2023), per ogni riga di dettaglio il campo Natura va compilato quando l’aliquota IVA è pari a zero (AliquotaIVA = 0.00). Se l’aliquota è superiore a zero (es. 22%, 10%, 4%) il campo Natura non si utilizza: l’aliquota stessa indica il trattamento IVA ordinario.

I codici natura comunicano all’Agenzia delle Entrate perché non è stata applicata l’IVA. La scelta del codice corretto ha rilevanza fiscale: è diverso emettere una fattura con N4 (esente) rispetto a N2.2 (fuori campo per forfettari), perché le due categorie hanno implicazioni diverse sul pro-rata IVA, sulla detrazione dell’imposta a credito e sulla comunicazione dei dati all’SDI.

Tabella Riepilogativa Codici Natura IVA 2026

CodiceDescrizione sinteticaNorma di riferimentoUso tipico
N1Escluse ex art. 15DPR 633/1972 art. 15Rimborsi spese anticipate, bolli, diritti CCIAA
N2.1Non soggette — fuori campo territoriale (art. 7-7septies)DPR 633/1972 art. 7-7septiesServizi a privati extra-UE (es. consulenza a soggetto USA)
N2.2Non soggette — altri casi (regime forfettario)L. 190/2014 art. 1 c. 54-89Tutte le fatture dei contribuenti forfettari
N3.1Non imponibili — esportazioniDPR 633/1972 art. 8Cessioni di beni fuori UE
N3.2Non imponibili — cessioni intracomunitarieDL 331/1993 art. 41Cessioni beni a soggetti IVA in altri Stati UE
N3.3Non imponibili — cessioni verso San MarinoDM 24/12/1993Cessioni beni verso San Marino
N3.4Non imponibili — operazioni assimilate alle esportazioniDPR 633/1972 art. 8-bis, 9, 72Forniture a diplomatici, forze armate NATO
N3.5Non imponibili — dichiarazione di intentoDL 746/1983 art. 1 lett. c)Operazioni con esportatori abituali in plafond
N3.6Non imponibili — altre operazioniDPR 633/1972 varieNon imponibili residuali non rientranti in N3.1-N3.5
N4EsentiDPR 633/1972 art. 10Prestazioni sanitarie, finanziarie, didattiche, immobili abitativi
N5Regime del margine / IVA non esposta in fatturaDL 41/1995 art. 36-40Beni usati, oggetti d’arte, antiquariato (regime speciale)
N6.1Inversione contabile — rottamiDPR 633/1972 art. 74 c. 7-8Cessione di rottami, cascami, carta da macero
N6.2Inversione contabile — oro e argentoL. 7/2000 art. 17Cessione oro industriale, argento semilavorato
N6.3Inversione contabile — subappalto edilizioDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. a)Servizi di manodopera in subappalto nel settore edile
N6.4Inversione contabile — fabbricatiDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. a-bis)Cessione fabbricati imponibili per opzione
N6.5Inversione contabile — cellulariDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. b)Cessione telefoni cellulari B2B
N6.6Inversione contabile — prodotti elettroniciDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. c)Cessione PC, tablet, console, componenti B2B
N6.7Inversione contabile — prestazioni edili settore serviziDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. a-ter)Servizi edili resi a imprese del settore costruzioni
N6.8Inversione contabile — settore energeticoDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. d-bis), d-ter), d-quater)Cessione gas, energia elettrica, certificati verdi
N6.9Inversione contabile — altri casiVarieReverse charge residuale non codificato in N6.1-N6.8
N7IVA assolta in altro Stato UE (OSS/IOSS)Dir. 2006/112/CE, L. 15/2021E-commerce B2C transfrontaliero con IVA assolta nel paese consumatore

N1 — Escluse ex Art. 15 DPR 633/1972

Il codice N1 si usa per le somme che non concorrono alla base imponibile IVA perché escluse ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/1972. Sono tipicamente somme che rappresentano rimborsi di spese anticipate in nome e per conto del cliente, o importi che non sono corrispettivi ma oneri accessori:

  • Rimborsi di spese anticipate in nome e per conto del cliente (es. spese notarili, bolli, imposte di registro anticipate dal professionista)
  • Imposta di bollo addebitata in fattura
  • Diritti CCIAA e altri oneri fiscali anticipati
  • Interessi di mora e penali contrattuali

Esempio pratico: un commercialista anticipa 500 euro di imposta di registro per conto del cliente, poi li addebita in fattura come voce separata con N1. La sua prestazione professionale va invece con aliquota IVA ordinaria 22%.

N2 — Non Soggette: N2.1 e N2.2

N2.1 — Operazioni Fuori Campo Territoriale (Art. 7-7septies)

Il codice N2.1 identifica le operazioni che non sono soggette a IVA italiana perché, in base alle regole di territorialità degli artt. 7-7septies del DPR 633/1972, si considerano effettuate fuori dal territorio italiano. In pratica riguarda i servizi resi a privati consumatori (B2C) con sede fuori dall’Unione Europea.

Esempio pratico: un consulente informatico italiano fattura un servizio a una persona fisica residente negli USA. La prestazione è N2.1 perché il luogo di tassazione IVA segue il domicilio del committente privato extra-UE (art. 7-septies c. 1 lett. a)).

N2.2 — Non Soggette: Regime Forfettario (L. 190/2014)

Il codice N2.2 è il codice di riferimento per tutti i contribuenti in regime forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014). I forfettari non addebitano IVA ai clienti e non la detraggono sugli acquisti: le loro fatture hanno sempre aliquota 0% e codice N2.2.

La dicitura obbligatoria in fattura per i forfettari è:

«Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, c. 58 della L. 190/2014, regime forfettario — operazione senza applicazione di IVA»

Per approfondire la fatturazione forfettaria con N2.2 e tutti gli adempimenti SDI, consulta il nostro articolo dedicato: Fatturazione elettronica forfettario 2026: codice natura N2.2 e adempimenti.

N3 — Non Imponibili: Da N3.1 a N3.6

I codici N3.x identificano le operazioni non imponibili, cioè quelle che rientrano nel campo IVA ma alle quali si applica aliquota zero in quanto connesse con operazioni internazionali o regimi speciali di non imponibilità.

N3.1 — Esportazioni (Art. 8 DPR 633/1972)

Si usa per le cessioni di beni esportati fuori dall’Unione Europea. È la non imponibilità classica delle esportazioni: il bene esce fisicamente dal territorio UE e il cedente italiano non applica IVA. Occorre documentare l’avvenuta esportazione con la prova doganale (MRN/DAE).

Esempio: azienda italiana vende macchinari a un’impresa brasiliana e li spedisce in Brasile → N3.1.

N3.2 — Cessioni Intracomunitarie (DL 331/1993 art. 41)

Si usa per le cessioni di beni verso soggetti IVA registrati in altri Stati UE. Il cessionario riceve i beni e integra la fattura nel proprio paese con il meccanismo dell’autofattura intracomunitaria. Il cedente italiano non applica IVA ma deve verificare la partita IVA comunitaria del cliente via VIES.

N3.3 — Cessioni verso San Marino

San Marino, pur non essendo UE, ha un accordo doganale specifico con l’Italia. Le cessioni verso San Marino con trasferimento fisico del bene seguono un regime assimilato alle esportazioni con invio telematico delle fatture all’Ufficio Tributario sanmarinese.

N3.4 — Operazioni Assimilate alle Esportazioni (Art. 8-bis, 9, 72)

Operazioni non imponibili che la legge assimila alle esportazioni senza che ci sia effettiva uscita dal territorio UE: forniture a diplomatici, organismi internazionali, forze armate NATO, cessioni di navi e aerei adibiti alla navigazione internazionale.

N3.5 — Dichiarazione di Intento (DL 746/1983)

Gli esportatori abituali (chi ha esportato oltre il 10% del fatturato nell’anno precedente) possono acquistare beni e servizi senza IVA fino a concorrenza del proprio «plafond». Lo fanno inviando una dichiarazione di intento all’Agenzia delle Entrate, che il fornitore deve ricevere prima di emettere la fattura senza IVA con N3.5.

N3.6 — Altre Non Imponibili

Codice residuale per operazioni non imponibili non classificabili nei precedenti N3.1-N3.5. Usato raramente: solo quando la non imponibilità deriva da norme speciali non contemplate altrove.

N4 — Esenti (Art. 10 DPR 633/1972)

Il codice N4 identifica le operazioni esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972. L’esenzione si differenzia dalla non imponibilità: le operazioni esenti rientrano nel campo IVA ma vengono esonerate dall’applicazione dell’imposta per ragioni di politica fiscale. La principale conseguenza è che chi esegue prevalentemente operazioni esenti ha un pro-rata IVA ridotto e può detrarre solo in parte l’IVA sugli acquisti.

Le categorie principali di operazioni esenti N4:

  • Prestazioni sanitarie (art. 10 n. 18): medici, dentisti, fisioterapisti, psicologi, laboratori di analisi — tutte le prestazioni finalizzate alla tutela della salute fisica e psichica
  • Prestazioni didattiche (art. 10 n. 20): scuole, università, corsi di formazione riconosciuti
  • Operazioni finanziarie e assicurative (art. 10 nn. 1-9): concessione di crediti, operazioni su valute, raccolta fondi
  • Locazioni e cessioni di fabbricati abitativi (art. 10 n. 8): locazione di immobili ad uso abitativo in regime di esenzione (salvo opzione per l’imponibilità)
  • Servizi postali universali (Poste Italiane)

Esempio pratico: uno psicologo emette fattura per una seduta psicoterapeutica → N4. Un medico di base riceve compenso per visita privatistica → N4. Un fisioterapista fattura seduta di riabilitazione → N4.

N5 — Regime del Margine / IVA Non Esposta

Il codice N5 si usa nel regime del margine per i beni usati (DL 41/1995 artt. 36-40): beni d’occasione, oggetti d’arte, da collezione, d’antiquariato. In questo regime, l’IVA si calcola solo sul «margine» (differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto) e non viene esposta in fattura. Il compratore non può detrarre l’IVA che però è inclusa nel prezzo.

Esempio: un commerciante di auto usate vende un’auto acquistata da un privato. Emette fattura con N5 — il compratore business non vede IVA esposta ma il venditore versa l’imposta sul margine.

N6 — Inversione Contabile (Reverse Charge): Da N6.1 a N6.9

I codici N6.x identificano le operazioni soggette a inversione contabile (reverse charge): il cedente/prestatore emette fattura senza IVA, e l’acquirente/committente (soggetto passivo IVA) integra la fattura con l’aliquota IVA dovuta e la registra sia in acquisto sia in vendita. L’IVA non viene «girata» ma autoassolta dall’acquirente.

I Sottocodici N6 più Utilizzati

N6.3 — Subappalto Edilizio: prestazioni di sola manodopera (subappalti) nel settore edile rese a imprese di costruzione o ristrutturazione. Il committente integra e autofattura.

N6.5 e N6.6 — Elettronico (cellulari, PC): cessioni B2B (tra soggetti IVA) di smartphone, tablet, PC, console, circuiti integrati. L’acquirente applica il reverse charge. Attenzione: non si applica nel B2C (al consumatore finale).

N6.7 — Prestazioni Edili (Settore Servizi): servizi di pulizia, demolizione, completamento e installazione resi nel settore edile. Diverso dal N6.3 (subappalto manodopera pura).

N6.8 — Energia: cessioni di gas, energia elettrica, certificati verdi, unità di emissione tra operatori del settore energetico.

Regola generale N6: il cedente emette fattura con importo ma aliquota 0% e codice N6.x. La fattura deve riportare la dicitura «inversione contabile» o «reverse charge» e la norma di riferimento. L’acquirente integra con IVA e registra sia come acquisto che come vendita fittizia.

N7 — IVA Assolta in Altro Stato UE (OSS/IOSS)

Il codice N7 è entrato in uso con la riforma dell’IVA sull’e-commerce (luglio 2021, recepita con L. 15/2021). Si usa per le vendite a distanza B2C verso consumatori UE, quando l’IVA viene assolta nel paese del consumatore tramite il regime OSS (One Stop Shop) o IOSS (Import One Stop Shop per beni extra-UE).

Esempio: un’azienda italiana vende articoli online a un consumatore francese per 200 euro. Superate le soglie OSS, addebita IVA francese (20%) tramite il regime OSS, registrata nel portale MOSS italiano. La fattura italiana mostra N7 + importo IVA assolta in Francia.

Errori Comuni e Come Evitarli

N4 vs N2.2: l’Errore dei Professionisti Sanitari in Forfettario

Un medico o fisioterapista in regime forfettario deve usare N2.2, non N4. L’esenzione sanitaria N4 è per i soggetti IVA ordinari: il codice N4 implica pro-rata IVA che non si applica a chi è fuori campo IVA per regime agevolato. Il forfettario usa N2.2 indipendentemente dal tipo di prestazione.

N3.2 vs N7 per l’E-commerce B2C UE

Le cessioni intracomunitarie N3.2 sono per operazioni B2B (tra soggetti IVA). Per le vendite a distanza B2C (consumatori finali UE) si usa N7 se si aderisce all’OSS. Confondere i due codici espone al rischio di versare l’IVA nel paese sbagliato.

N6 solo tra Soggetti IVA

Il reverse charge (N6.x) si applica solo nelle operazioni B2B. Se il cessionario è un privato consumatore (B2C), si applica l’aliquota IVA ordinaria, non il reverse charge. L’errore di emettere N6.5 (cellulari) verso un privato espone a sanzioni pesanti.

Codici Natura nel Software di Fatturazione

I software di fatturazione elettronica gestiscono l’inserimento dei codici natura in modo automatico o semiautomatico. Il gestore del software dovrebbe configurare i codici natura come predefiniti per ciascun tipo di cliente o servizio. Per confrontare le funzionalità dei migliori software sul mercato, leggi: Migliori software fatturazione elettronica 2026.

La guida hub completa sulla fatturazione elettronica 2026 — obblighi, adempimenti e scadenze — è disponibile qui: Fatturazione elettronica 2026: guida completa.

FAQ — Domande Frequenti sui Codici Natura IVA

Cosa succede se uso il codice natura sbagliato?

L’SDI potrebbe rifiutare la fattura (se la combinazione codice+aliquota è incoerente) oppure accettarla ma la dichiarazione IVA risulterà errata. In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate può contestare l’omessa o errata applicazione dell’IVA con sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta. La rettifica si può fare con nota di credito e nuova fattura.

I forfettari devono sempre usare N2.2?

Sì, sempre, indipendentemente dal tipo di prestazione. Anche il forfettario che presta servizi sanitari usa N2.2 (non N4), perché è il regime forfettario — non l’esenzione sanitaria — la ragione per cui non addebita IVA.

Il codice N1 si usa anche per la marca da bollo in fattura?

Sì. L’imposta di bollo di 2 euro addebitata in fattura (quando la fattura è esente o non soggetta IVA e imponibile oltre 77,47 euro) va indicata con N1 sulla riga di bollo virtuale. Non si tratta di un corrispettivo ma di un’imposta addebitata al cliente.

Come si indica il codice natura nel file XML FatturaPA?

Nel tracciato XML v1.2.2 il campo si chiama Natura ed è contenuto nel blocco DettaglioLinee. Va compilato solo quando AliquotaIVA è «0.00». Esempio: <Natura>N2.2</Natura>. Se il software non lo compila automaticamente, verificare la configurazione del profilo cliente o della tipologia di servizio.

Conclusione

La scelta del codice natura IVA corretto nella fattura elettronica non è un dettaglio burocratico: ha rilevanza fiscale, impatta il pro-rata IVA, e in caso di controllo è uno dei primi elementi verificati dall’Agenzia delle Entrate. I codici più usati nel quotidiano sono N2.2 (forfettari), N4 (esenti sanitari/finanziari/didattici), N3.2 (cessioni intraUE B2B) e N6.x (reverse charge). Per qualsiasi dubbio sulla classificazione delle proprie operazioni, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza fiscale specializzata con accesso diretto agli esperti in materia IVA e fatturazione elettronica.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-20 10:00:002026-09-27 09:52:34Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7
Aruba Fatturazione

Aruba Fattura Elettronica Costi 2026: Quanto Costa Davvero e Alternative

fatturazione elettronica CAF Udine

Quanto costa davvero Aruba Fatturazione Elettronica nel 2026? La risposta breve: 29,90 € + IVA l’anno (36,48 € IVA inclusa), dopo i primi 3 mesi a 1 € + IVA, con rinnovo automatico. Il canone comprende invio e ricezione tramite SDI, conservazione a norma per 10 anni e 1 GB di spazio, senza limite al numero di fatture. A parte si pagano i moduli aggiuntivi e i servizi accessori (PEC, firma digitale), e il Sistema Tessera Sanitaria non c’è. In questa guida vediamo il listino reale voce per voce, i costi extra che si aggiungono nel tempo e il confronto con le principali alternative (Fatture in Cloud, Fatture.it, servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate), per capire quando Aruba conviene e quando esistono soluzioni più adatte alla tua realtà.

In sintesi: quanto costa Aruba nel 2026

  • Servizio di fatturazione elettronica: 3 mesi a 1 € + IVA, poi 29,90 € + IVA l’anno, rinnovo automatico
  • Compreso nel canone: invio e ricezione SDI, conservazione a norma 10 anni, 1 GB di spazio
  • Moduli a pagamento: Documenti (preventivi, ordini, DDT, pro forma) 9,90 € il primo anno e 19,90 € dal rinnovo; Incassi e Pagamenti 19,90 €; Ordini elettronici 12,50 € e poi 25 €; WooCommerce 29 € e poi 39,90 € (IVA esclusa)
  • Non disponibile: invio delle spese al Sistema Tessera Sanitaria
  • Attenzione: i piani “Free”, “Web” e “PRO” citati in rete non esistono nel listino ufficiale

Indice dei contenuti

  1. Aruba Fatturazione Elettronica: panoramica veloce
  2. Listino Aruba 2026: servizio, moduli e conservazione
  3. Costi extra nascosti
  4. Costo totale realistico
  5. Vantaggi del prezzo Aruba
  6. Alternative più economiche
  7. Alternative più complete
  8. Confronto pricing tabellare
  9. Aruba vs Fatture in Cloud vs Fatture.it
  10. Quando Aruba conviene
  11. Quando NON conviene Aruba
  12. Recensioni utenti
  13. Cosa include la tariffa
  14. Altri costi da considerare
  15. Prova a 1 € per 3 mesi
  16. Come disdire
  17. Se lasci Aruba: come portare le fatture in un altro programma
  18. FAQ
  19. Conclusione

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Qonto: il conto business per Partita IVA

Tra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.

  • ✓ Apertura 100% online in 10 minuti
  • ✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile
  • ✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)
  • ✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software
Visita Qonto e prova gratis →

Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Aruba Fatturazione Elettronica: panoramica veloce

Aruba S.p.A. è uno dei principali provider italiani di servizi digitali (hosting, PEC, firma digitale, domini) e da diversi anni offre anche un servizio di fatturazione elettronica rivolto a professionisti, partite IVA forfettarie, ditte individuali e piccole-medie imprese. Il servizio si chiama Aruba E-Fattura e copre tutto il ciclo di vita della fattura: emissione, invio allo SdI (Sistema di Interscambio), ricezione, conservazione decennale a norma di legge.

I punti di forza dichiarati sono tre: integrazione con altri servizi Aruba (PEC, firma digitale, dominio, hosting), brand affidabile con oltre 25 anni di presenza sul mercato, e pacchetti combinati che permettono di risparmiare se si acquistano più servizi insieme. Il listino in sé è semplice (un solo servizio più moduli), ma il costo annuale reale cresce con i moduli che attivi, con i rinnovi a prezzo pieno dopo le promozioni e con i servizi accessori come PEC e firma digitale.

Listino Aruba 2026: servizio, moduli e conservazione

Molte guide in rete descrivono piani Aruba “Free”, “Web” e “PRO”: nel listino ufficiale non ci sono. Aruba vende un solo servizio di fatturazione elettronica, che dopo i 3 mesi di prova si rinnova a partire da 29,90 € + IVA l’anno, e una serie di moduli aggiuntivi da attivare solo se servono. Ecco cosa costa ogni voce (prezzi IVA esclusa).

VocePrimo periodoRinnovo annuoCosa comprende
Fatturazione Elettronica (servizio base)1 € per 3 mesi29,90 €Emissione, invio e ricezione via SDI, notifiche, fatture PA, 1 GB di spazio, nessun limite al numero di fatture
Conservazione a normaCompresaCompresa10 anni per le fatture elettroniche
Modulo Documenti9,90 € il primo anno19,90 €Preventivi, ordini, DDT, fatture pro forma
Modulo Incassi e Pagamenti9,90 € sul primo acquisto (se hai già il servizio)19,90 €Scadenze di incassi e pagamenti
Modulo Ordini elettronici12,50 € il primo anno25,00 €Ordini elettronici dal Servizio Sanitario Nazionale (NSO)
Modulo WooCommerce29,00 € il primo anno39,90 €Fatture generate dagli ordini del negozio online
Spazio e utenti aggiuntivi–29,90 € per GB; 4,90 € per utentePer chi supera 1 GB o lavora in più persone
Sistema Tessera Sanitaria––Non disponibile

Canone del servizio verificato su aruba.it il 26/09/2026; prezzi dei moduli rilevati sulle pagine Aruba il 12/10/2026; spazio e utenti aggiuntivi dal listino di inizio 2026. Le promozioni cambiano spesso: controlla il carrello prima di acquistare.

Per aziende con volumi alti o integrazioni con il gestionale, Aruba propone soluzioni business con preventivo su richiesta: non hanno un prezzo di listino pubblico.

Costi extra nascosti (o poco evidenti)

Il prezzo annuale del piano è solo la punta dell’iceberg. Quando confronti Aruba con altri servizi, devi considerare voci che spesso non compaiono nelle pubblicità ma che incidono pesantemente sul costo totale annuo:

  • Moduli aggiuntivi: preventivi, DDT e pro forma non sono nel servizio base ma nel Modulo Documenti (19,90 € + IVA l’anno a regime); lo stesso vale per incassi e pagamenti, ordini elettronici e WooCommerce.
  • Spazio: il canone comprende 1 GB; chi lo supera compra spazio aggiuntivo.
  • Sistema Tessera Sanitaria: Aruba non lo offre. Medici, psicologi, fisioterapisti e altri sanitari devono inviare le spese con un altro strumento.
  • PEC obbligatoria: se non ne hai già una, va acquistata separatamente. Aruba PEC standard costa circa 5-8 €/anno + IVA (Standard) e sale per le versioni Pro o Premium.
  • Firma digitale: non sempre necessaria per la fatturazione B2B, ma indispensabile per molti adempimenti professionali. Una firma digitale Aruba (kit con smart card o remota) costa circa 25 €/anno + IVA (la chiavetta USB/lettore è acquisto una tantum).
  • Conservazione di documenti diversi dalle fatture: se vuoi conservare a norma anche contratti, libri sociali, bilanci, paghe, occorre attivare il servizio dedicato di conservazione documentale, con prezzi extra (variabili in base ai GB).
  • Marche temporali: per firme con timestamp, le marche si acquistano a pacchetti (es. 50-100 marche).
  • Costi di rinnovo: dopo i 3 mesi a 1 € il servizio passa a 29,90 € + IVA, e diversi moduli raddoppiano dal secondo anno (Documenti da 9,90 € a 19,90 €, Ordini elettronici da 12,50 € a 25 €). Il rinnovo è automatico: verifica sempre il prezzo a regime.

Costo totale realistico per profilo utente

Mettendo insieme abbonamento al piano e servizi accessori “minimi indispensabili”, il costo totale annuo di Aruba si colloca in queste fasce indicative:

  • Forfettario base (poche fatture l’anno, ha già la PEC): circa 30 € + IVA l’anno – solo il servizio base, conservazione compresa.
  • Professionista che fa anche preventivi (avvocato, geometra, consulente): circa 80 € + IVA l’anno – servizio base + Modulo Documenti + PEC + firma digitale.
  • Piccola azienda (più utenti, incassi e pagamenti, negozio online, conservazione di altri documenti): 150-300 €/anno – servizio base + più moduli + utenti aggiuntivi + PEC + firma + conservazione documentale.

Suggerimento pratico: prima di sottoscrivere, elenca cosa ti serve davvero. Se emetti poche fatture l’anno e non fai preventivi, il servizio base basta; se ogni mese prepari preventivi o DDT, metti in conto anche il Modulo Documenti. Se sei un professionista sanitario, considera fin da subito che il Sistema TS va gestito altrove.

Vantaggi del prezzo Aruba

Detti i limiti, è giusto evidenziare anche i punti di forza reali del pricing Aruba:

  • Pacchetti integrati convenienti: se acquisti insieme PEC + firma digitale + fatturazione + dominio, le scontistiche combinate possono ridurre il costo totale del 15-30%.
  • Brand affidabile e maturo: Aruba ha infrastruttura italiana, datacenter certificati, assistenza in italiano, esperienza pluridecennale. Per chi cerca continuità di servizio e basso rischio di chiusura del provider, il sovrapprezzo rispetto a concorrenti minori è spesso giustificato.
  • Conservazione decennale inclusa nel canone: una voce che alcuni concorrenti fanno pagare a parte.
  • Nessun limite al numero di fatture: il vincolo è solo lo spazio (1 GB), che per un professionista basta per anni.
  • Aggiornamenti normativi automatici: qualsiasi modifica al tracciato XML o agli adempimenti SdI viene recepita senza che tu debba intervenire.

Alternative più economiche di Aruba

Se il tuo obiettivo è spendere il meno possibile e accetti qualche limite funzionale, esistono alternative valide:

  • Servizio gratuito Agenzia delle Entrate: il portale Fatture e Corrispettivi mette a disposizione un sistema completamente gratuito per emettere e ricevere fatture elettroniche. È spartano, non sempre intuitivo, ma funziona e include la conservazione gratuita (su esplicita adesione al servizio dell’AdE).
  • Facile Fattura Free: versione gratuita di un noto software italiano, con limiti sul numero di fatture e sulle funzioni avanzate.
  • Fatture in Cloud, piano Forfettari: non è più economico di Aruba (48 € + IVA il primo anno, 96 € dal rinnovo, 100 documenti l’anno), ma ha un periodo di prova gratuito utile per confrontare le interfacce prima di pagare.
  • Software open source self-hosted: per chi è tecnico, esistono soluzioni open source che gestiscono il flusso SdI senza costi di licenza (richiedono però conoscenze tecniche per setup e manutenzione).

Alternative più complete di Aruba

Sul fronte opposto, se hai bisogno di più funzioni e sei disposto a spendere quanto Aruba (o poco di più) per avere un software gestionale completo:

  • Fatture in Cloud (TeamSystem): piattaforma cloud con interfaccia moderna, gestione clienti/fornitori, prima nota, magazzino base, app mobile, integrazioni con e-commerce e banche. Costa di più (piano Forfettari 48 € + IVA il primo anno e 96 € dal rinnovo; Sistema TS solo dal piano Premium a 252 € + IVA), ma l’interfaccia è più curata.
  • TeamSystem Studio / Lynfa: per professionisti strutturati e studi associati, soluzione enterprise con CRM, gestione attività, integrazione contabilità.
  • Danea Easyfatt: software desktop/cloud molto diffuso, ottimo per chi gestisce magazzino e vendite oltre alla fatturazione.
  • Fattura24: alternativa italiana con buon equilibrio prezzo/funzioni e API per integrazioni.

Confronto pricing tabellare

ServizioPrezzo annuo (€ + IVA)FattureConservazione 10 anniSistema TSAdatto a
Aruba Fatturazione Elettronica29,90 (primi 3 mesi a 1 €)Nessun limite (1 GB)SÌNOForfettari, microimprese
Aruba + Modulo Documenti49,80 a regimeNessun limite (1 GB)SÌNOChi fa preventivi e DDT
Fatture in Cloud Forfettari48 il primo anno, 96 dal rinnovo100 documentiSÌNOForfettari
Fatture in Cloud Premium252IllimitatiSÌSÌPMI, sanitari
Fatture.it Premium~30-50IllimitateSÌ–Forfettari/Piccoli
Agenzia Entrate (gratis)0IllimitateSÌ (su adesione)NOTutti, ma UX spartana

Prezzi IVA esclusa. Aruba e Fatture in Cloud verificati sui siti ufficiali il 26/09/2026 (moduli Aruba il 12/10/2026); Fatture.it indicativo, da listino di inizio 2026. Verifica sempre il listino ufficiale al momento della sottoscrizione, in particolare per i prezzi a regime dopo le promozioni del primo anno.

Aruba vs Fatture in Cloud vs Fatture.it: confronto prezzo/qualità

Mettiamo a confronto i tre nomi più cercati dai professionisti italiani:

  • Aruba: prezzo competitivo, ecosistema integrato (PEC + firma + fatturazione + dominio), interfaccia funzionale ma datata in alcune sezioni. Ideale se cerchi tutto sotto un unico provider.
  • Fatture in Cloud (TeamSystem): prezzo superiore (per i forfettari 48 € + IVA il primo anno e 96 € dal rinnovo, con 100 documenti; Sistema TS solo dal Premium a 252 €), ma UX moderna, app mobile completa, integrazioni con banche/e-commerce, ottimo supporto. Vincente se vuoi un software gestionale e non solo emissione fatture.
  • Fatture.it: prezzo molto aggressivo, semplicità estrema, focus sui forfettari e ditte individuali. Meno funzioni avanzate ma rapidità d’uso eccellente. Buona scelta per chi vuole “fatturare e basta”.

In sintesi: Aruba vince sul fronte ecosistema integrato, Fatture in Cloud sul fronte funzioni gestionali, Fatture.it sul fronte prezzo + semplicità.

Quando Aruba conviene davvero

  • Hai già altri servizi Aruba (PEC, dominio, hosting, firma): aggiungere la fatturazione ti permette di sfruttare scontistiche combinate e gestire tutto da un unico pannello.
  • Vuoi un pacchetto integrato chiavi-in-mano senza dover scegliere provider diversi per ogni esigenza.
  • Cerchi affidabilità di brand e bassa probabilità di chiusura del servizio: Aruba è uno dei pochi player italiani con dimensione e infrastruttura solide.
  • Hai esigenze standard di fatturazione (emettere/ricevere/conservare) senza necessità di integrazioni gestionali complesse.

Quando NON conviene Aruba

  • Hai bisogno di funzioni avanzate di gestione clienti (CRM, scadenziario evoluto, segmentazioni, automazioni di follow-up): qui Fatture in Cloud o software gestionali dedicati sono più completi.
  • Devi integrare la fatturazione con un e-commerce (Shopify, WooCommerce, Prestashop) per generare automaticamente fatture dagli ordini: alternative come Fatture in Cloud o Fattura24 hanno integrazioni native più mature.
  • Sei un’azienda strutturata con ERP gestionale già in uso (TeamSystem, Zucchetti, Mago): conviene appoggiarsi al modulo di fatturazione del gestionale stesso, anziché a un servizio terzo.
  • Cerchi solo il prezzo più basso e hai volumi minimi: il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate copre tutto a costo zero.

Recensioni utenti: cosa dicono i professionisti

Analizzando le recensioni più recenti su Trustpilot, Google e forum di settore, emergono pattern ricorrenti:

  • Punti di forza riconosciuti: stabilità del servizio (downtime rari), conservazione decennale affidabile, integrazione PEC fluida, supporto in italiano.
  • Critiche frequenti: interfaccia poco moderna rispetto a concorrenti cloud-native, processo di rinnovo automatico non sempre chiaro, difficoltà di disdetta con tempistiche e procedure complesse.
  • Tempo medio di risposta del supporto: 24-48 ore via ticket, più rapido in chat per le emergenze SdI.
  • Voto medio: 3.5-4 stelle su 5 nelle principali piattaforme di recensioni, con polarizzazione (recensioni molto positive da chi usa l’ecosistema integrato, più critiche da utenti che lo usano isolato).

Cosa include la tariffa Aruba

  • Nessun limite al numero di fatture emesse e ricevute: paghi un canone fisso annuo e il solo vincolo è lo spazio (1 GB compreso).
  • Conservazione 10 anni a norma: archiviazione dei file XML conformi alla normativa italiana, con accesso garantito per la durata legale.
  • Aggiornamenti normativi automatici: tracciato XML, controlli SdI, nuove regole IVA. Tutto recepito automaticamente.
  • Notifiche SdI: ricevuta di consegna, scarto, mancata consegna – gestite e notificate via email.
  • Anteprima visuale fattura: PDF leggibile generato dal file XML, utile per inviare copia di cortesia al cliente.
  • Backup automatico dei dati nel cloud Aruba.
  • Cosa non include: preventivi, DDT e pro forma (servono il Modulo Documenti), incassi e pagamenti, WooCommerce e il Sistema Tessera Sanitaria, che Aruba non offre.

Altri costi da considerare (oltre al canone)

  • Tempo di setup iniziale: creazione account, configurazione anagrafica, importazione dati clienti/fornitori. Calcola 1-3 ore di lavoro la prima volta.
  • Migrazione da altri software: se cambi provider, l’export/import dei dati storici richiede tempo o supporto a pagamento. Verifica formati supportati (CSV, XML).
  • Formazione interna se hai collaboratori: prevedi 1-2 ore per familiarizzare con l’interfaccia.
  • Eventuale consulenza fiscale per la corretta compilazione (codici IVA, ritenute, regime forfettario): non è un costo Aruba ma fa parte del costo totale del processo di fatturazione.

Prova a 1 € per 3 mesi: come funziona

Aruba non ha una prova gratuita: propone il servizio completo per 3 mesi a 1 € + IVA, poi si rinnova a 29,90 € + IVA l’anno (verifica le condizioni promozionali correnti sul sito ufficiale). Durante questo periodo puoi:

  • Emettere fatture reali (non simulazioni): le fatture inviate allo SdI in questa fase sono valide a tutti gli effetti.
  • Testare l’interfaccia e capire se è abbastanza intuitiva per il tuo livello di esperienza.
  • Valutare il supporto: contatta l’assistenza con domande reali, vedi quanto tempo ci mettono a risponderti.
  • Togliere il rinnovo automatico prima della fine dei 3 mesi se non sei soddisfatto, spendendo solo 1 € + IVA.

Attenzione: alla scadenza il rinnovo è generalmente automatico. Se decidi di non proseguire, segna in calendario la data di disdetta con qualche giorno di anticipo.

Come disdire Aruba Fatturazione Elettronica

La disdetta di Aruba E-Fattura segue una procedura abbastanza precisa. I passi standard sono:

  1. Accedere alla propria area cliente Aruba con le credenziali di account.
  2. Andare nella sezione “I tuoi servizi” e individuare il servizio E-Fattura attivo.
  3. Disattivare il rinnovo automatico: questa è la mossa più importante. Se non disattivi il rinnovo prima della scadenza, il servizio si rinnoverà per un altro anno.
  4. Inviare comunicazione formale di disdetta via PEC se richiesto dalle condizioni contrattuali (verifica i termini di preavviso, generalmente 30 giorni prima della scadenza).
  5. Esportare i dati storici prima della disattivazione completa: scarica fatture emesse, ricevute, archivio XML, copia di cortesia PDF. L’accesso al sistema dopo la disattivazione potrebbe non essere più possibile.
  6. Scaricare i file conservati prima che il servizio scada, al massimo entro 90 giorni: dopo non è detto che restino accessibili. Leggi le condizioni post-recesso.

Consiglio: non aspettare l’ultimo momento. Fai la disdetta almeno 30-45 giorni prima della scadenza per evitare addebiti automatici e contestazioni successive.

Se lasci Aruba: come portare le fatture in un altro programma

Il motivo più comune per lasciare Aruba non è il prezzo, che resta tra i più bassi, ma una funzione che manca: tipicamente il Sistema Tessera Sanitaria per i sanitari, oppure un aiuto sulle tasse e sulle scadenze del forfettario. In questi casi il timore è perdere lo storico. Non succede, se fai le cose in ordine:

  1. Scarica lo ZIP da Aruba con fatture inviate e ricevute (XML e PDF) e la rubrica dei clienti.
  2. Scarica i file conservati prima che il servizio scada, al massimo entro 90 giorni.
  3. Togli il rinnovo automatico, così non paghi un altro anno.
  4. Aggiorna il codice destinatario su Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, se avevi registrato quello di Aruba.

Un’alternativa che importa direttamente lo ZIP di Aruba è Fatturazione Italia, il software progettato con il CAF Centro Fiscale: carichi il file nell’area “Cambi programma” e arrivano le fatture inviate e ricevute con gli XML e i PDF originali, la rubrica dei clienti, la numerazione che continua e le fatture pagate segnate come incassate. Nessuna fattura importata viene rimandata allo SDI o al Sistema TS. L’import è compreso in tutti i piani.

Costa più di Aruba, ed è giusto dirlo: il piano Start è a 49 € + IVA l’anno (59,78 € IVA inclusa) con 150 fatture SDI, il piano Pro a 89 € + IVA l’anno (108,58 € IVA inclusa) con 500 fatture e il Sistema TS incluso. Il prezzo è bloccato 3 anni per contratto e la prova dura 14 giorni, senza carta. In più rispetto ad Aruba ci sono preventivi e pro forma già nello Start, la stima di imposta e contributi, i bolli trimestrali con l’F24 compilato e i promemoria delle scadenze; in meno, per esempio, l’integrazione con WooCommerce. Se ti basta emettere e ricevere fatture, Aruba resta una scelta economica e sensata.

Tutti i passaggi, con le schermate, sono nella guida Migrare da Aruba Fatturazione Elettronica a Fatturazione Italia. Per un giudizio complessivo sul servizio leggi anche la nostra recensione di Aruba Fatturazione Elettronica.

Domande frequenti (FAQ)

Aruba Fatturazione Elettronica conviene davvero nel 2026?

Conviene se cerchi un provider affidabile e già usi altri servizi Aruba (PEC, firma, dominio): in pacchetto risparmi e gestisci tutto da un’unica area. Se invece vuoi solo fatturare e cerchi il minimo indispensabile, il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate è sufficiente. Per UX moderna e funzioni gestionali, Fatture in Cloud è preferibile.

Quanto costa Aruba E-Fattura il primo anno vs gli anni successivi?

Il servizio base parte con 3 mesi a 1 € + IVA e poi costa 29,90 € + IVA l’anno, con rinnovo automatico. Sono i moduli a cambiare prezzo dal secondo anno: per esempio il Modulo Documenti passa da 9,90 € a 19,90 € + IVA, gli Ordini elettronici da 12,50 € a 25 €, WooCommerce da 29 € a 39,90 €. Verifica sempre il prezzo a regime nelle condizioni contrattuali.

La PEC è inclusa nel piano fatturazione?

No, la PEC è un servizio separato. Tuttavia in alcuni pacchetti combinati (E-Fattura + PEC) è possibile risparmiare rispetto all’acquisto separato. La PEC standard parte da circa 5-8 €/anno + IVA.

Posso usare Aruba se sono in regime forfettario?

Sì. Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati alla fattura elettronica. Il servizio base di Aruba a 29,90 € + IVA l’anno è adatto al forfettario tipo: prezzo contenuto, nessun limite al numero di fatture e conservazione compresa. Se però sei un professionista sanitario, ricorda che Aruba non invia le spese al Sistema Tessera Sanitaria.

Cosa succede ai miei dati se disdico?

Prima della scadenza scarica tutto: fatture inviate e ricevute (XML e PDF), anagrafiche e file conservati. Dopo la scadenza i file conservati vanno scaricati al massimo entro 90 giorni, poi non è detto che restino accessibili. Le fatture elettroniche restano comunque consultabili sul portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.

Aruba o servizio gratuito Agenzia Entrate: quale scegliere?

Se hai poche fatture l’anno e tolleri un’interfaccia spartana, il servizio gratuito AdE è perfetto. Se invece emetti regolarmente fatture, hai bisogno di anteprime PDF curate, anagrafica clienti gestita, esportazioni e supporto, allora un servizio a pagamento (Aruba o concorrenti) ti farà risparmiare tempo prezioso.

Posso cambiare provider in qualsiasi momento?

Sì, puoi cambiare provider in qualsiasi momento. La fatturazione elettronica si basa sullo SdI (Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate), quindi i dati fiscali sono sempre disponibili dal portale Fatture e Corrispettivi indipendentemente dal software che usi per emetterli. Per lo storico basta lo ZIP esportato da Aruba: alcuni programmi lo importano direttamente, senza reinviare le fatture allo SDI (vedi la sezione se lasci Aruba).

Aruba Fatturazione Elettronica ha il Sistema Tessera Sanitaria?

No. Aruba non offre l’invio delle spese sanitarie al Sistema TS, né nel servizio base né con i moduli aggiuntivi. Medici, psicologi, fisioterapisti e altri sanitari devono usare un programma che lo includa o inviare i dati con gli strumenti del Sistema TS.

Conclusione: Aruba conviene se fa parte di una strategia integrata

Il costo reale di Aruba Fatturazione Elettronica nel 2026 dipende molto dal profilo dell’utente: per un forfettario base con poche esigenze, il servizio a 29,90 € + IVA l’anno (conservazione compresa) è una spesa contenuta e giustificata. Per chi fa anche preventivi e DDT il conto sale a circa 50 € + IVA con il Modulo Documenti, e resta competitivo se sfrutti PEC e firma digitale dello stesso fornitore. Per i sanitari il limite è il Sistema TS, che manca. Per le aziende strutturate, il confronto si sposta sulle versioni enterprise e sul TCO complessivo che include integrazioni con il gestionale.

La regola d’oro: prima di scegliere, fai una stima realistica dei volumi di fatturazione, valuta se hai già altri servizi Aruba e confronta con almeno due alternative (Fatture in Cloud, Fatture.it). Spesso la scelta migliore non è quella più economica in assoluto, ma quella che si integra meglio con il tuo modo di lavorare e ti fa risparmiare tempo.

Hai dubbi sul regime fiscale, sulla corretta gestione delle fatture o vuoi una consulenza personalizzata sulla scelta del software più adatto al tuo caso? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione fiscale completa: prenota un appuntamento al numero 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121. Possiamo aiutarti a scegliere la soluzione di fatturazione elettronica più adatta alla tua attività e gestire insieme adempimenti, dichiarazioni e obblighi normativi.

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Apri un conto business con Qonto

Una soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.

🇮🇹

IBAN italiano

⚡

Apertura in 10 min

📄

Fattura elettronica

💳

Carta Mastercard

🚀 Visita Qonto e apri il conto →

Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 19, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-19 14:00:002026-10-12 08:07:31Aruba Fattura Elettronica Costi 2026: Quanto Costa Davvero e Alternative
Aruba Fatturazione, Finanza & Servizi, Software Fatturazione Elettronica

Aruba Fattura Elettronica 2026: è davvero gratis? Costi, versioni e cosa include

fatturazione elettronica CAF Udine

Negli ultimi giorni la ricerca “fattura elettronica gratis Aruba” è schizzata su Google, complice la curiosità di migliaia di partite IVA e forfettari che vogliono capire se davvero si può fatturare elettronicamente senza spendere nulla. La risposta breve è: sì, ma con dei limiti. Aruba, uno dei principali provider italiani accreditati con lo SDI (Sistema di Interscambio), offre effettivamente una versione gratuita del suo servizio di fatturazione elettronica, pensata soprattutto per chi ha volumi molto contenuti.

In questa guida vediamo, in modo onesto e senza giri di parole, cosa include davvero la versione gratuita di Aruba fattura elettronica, quali sono i suoi limiti reali, cosa cambia nelle versioni a pagamento e, soprattutto, a chi conviene l’una o l’altra. Non troverai tariffe esatte in euro: i listini dei software commerciali cambiano nel tempo, quindi per il dettaglio aggiornato dei prezzi ti rimandiamo sempre al sito ufficiale di Aruba o a un preventivo personalizzato. Quello che invece troverai qui è un’analisi chiara di cosa serve davvero a una partita IVA per essere in regola con gli obblighi fiscali collegati alla fattura elettronica.

Indice dei contenuti

  1. Cosa offre la versione gratuita di Aruba fattura elettronica
  2. Cosa include tipicamente Aruba fatturazione elettronica a pagamento
  3. Versione gratuita vs versione a pagamento: confronto per fasce
  4. A chi conviene davvero la versione gratuita
  5. “Gratis” nel software di fatturazione: cosa significa davvero
  6. Come attivare il servizio Aruba fattura elettronica
  7. Adempimenti collegati alla fatturazione elettronica
  8. Approfondimenti correlati sulla fattura elettronica
  9. Domande frequenti su Aruba fattura elettronica

Cosa offre la versione gratuita di Aruba fattura elettronica

La versione gratuita di Aruba fattura elettronica nasce per rispondere a un’esigenza precisa: permettere a chi ha pochissime fatture da emettere di adempiere all’obbligo di legge senza dover sottoscrivere un piano a pagamento. In pratica, con la versione base puoi generare una fattura elettronica in formato XML, firmarla digitalmente (se necessario) e inviarla al Sistema di Interscambio, che è l’infrastruttura statale che smista le fatture elettroniche tra emittente e destinatario.

Le funzioni tipicamente incluse nella versione gratuita riguardano l’essenziale: creazione della fattura tramite un’interfaccia guidata, invio allo SDI, ricezione delle notifiche di esito (accettata, scartata, ecc.) e archiviazione temporanea dei documenti. È una soluzione pensata per chi emette poche fatture all’anno, tipicamente professionisti in regime forfettario agli esordi o con un’attività molto ridotta.

I limiti reali della versione gratuita

Qui arriva la parte più importante, quella che il marketing spesso lascia sullo sfondo: la versione gratuita ha dei limiti strutturali che è bene conoscere prima di affidarti solo a quella. In generale, le versioni gratuite dei software di fatturazione elettronica (non solo Aruba) tendono a limitare uno o più di questi aspetti:

  • Numero di fatture emettibili: spesso c’è un tetto massimo annuo o mensile oltre il quale serve passare a un piano superiore
  • Conservazione a norma: la funzione di conservazione sostitutiva (obbligatoria per legge) può non essere inclusa, o essere limitata nel tempo
  • Multiutenza: un solo utente può accedere, niente accessi separati per commercialista, collaboratori o dipendenti
  • Funzioni avanzate: integrazione con gestionali, magazzino, preventivi, scadenzario pagamenti spesso mancano
  • Assistenza dedicata: il supporto clienti nella versione gratuita è generalmente più limitato rispetto ai piani a pagamento

Il punto più delicato riguarda proprio la conservazione a norma. Per legge, le fatture elettroniche vanno conservate con un processo di conservazione sostitutiva per un periodo di 10 anni. Alcune versioni gratuite dei software di fatturazione non includono questo servizio, oppure lo includono solo per un periodo limitato: in questo caso il rischio è ritrovarsi, magari dopo qualche anno, senza un accesso comodo alle fatture emesse in passato. Prima di scegliere una versione gratuita, verifica sempre con attenzione se la conservazione a norma è compresa e per quanto tempo, consultando le condizioni aggiornate sul sito ufficiale di Aruba.

Cosa include tipicamente Aruba fatturazione elettronica a pagamento

Quando i volumi di fatturazione crescono, o quando servono funzioni più strutturate, entrano in gioco le versioni a pagamento di Aruba fatturazione elettronica. Anche qui, senza addentrarci in cifre che possono cambiare nel tempo, possiamo ragionare per fasce di servizio, così da capire cosa aspettarsi salendo di livello.

Versione con conservazione a norma inclusa

Il primo salto di qualità rispetto al piano gratuito riguarda solitamente proprio la conservazione a norma estesa per l’intero periodo previsto dalla legge. Questo significa poter contare su un archivio digitale sicuro e consultabile per tutto il tempo richiesto dagli adempimenti fiscali, senza doversi preoccupare di backup manuali o rischi di perdita dei documenti.

Versione multiutenza

Per chi lavora con un commercialista o con collaboratori, le versioni superiori permettono generalmente di attivare più utenze collegate allo stesso account. In questo modo il commercialista può avere un accesso diretto per la gestione contabile, senza dover ricevere manualmente le fatture ogni volta.

Funzioni avanzate e integrazioni

Salendo ulteriormente di fascia, i piani più completi possono includere funzioni come scadenzario dei pagamenti, preventivi e documenti di trasporto, gestione magazzino e integrazioni con gestionali esterni o piattaforme di e-commerce. Sono funzioni pensate per attività con volumi più consistenti o con esigenze organizzative più complesse rispetto al semplice freelance.

Per il dettaglio aggiornato di cosa è incluso in ciascuna fascia, e per i relativi costi, il consiglio è di consultare sempre il sito ufficiale di Aruba o richiedere un preventivo personalizzato: i listini dei software commerciali vengono aggiornati periodicamente e un dato pubblicato oggi potrebbe non essere più valido tra qualche mese.

Versione gratuita vs versione a pagamento: confronto per fasce

Per orientarti meglio, ecco una tabella riassuntiva che mette a confronto le caratteristiche tipiche delle due fasce di servizio. Ricorda che si tratta di un quadro generale: per i dettagli precisi e aggiornati verifica sempre le condizioni attuali sul sito ufficiale Aruba.

CaratteristicaVersione gratuitaVersioni a pagamento
Emissione fatture verso SDIInclusa (con limiti di volume)Inclusa, generalmente senza limiti stringenti
Conservazione a norma (10 anni)Spesso assente o limitataGeneralmente inclusa nelle fasce intermedie/superiori
Multiutenza (commercialista, collaboratori)Non disponibileDisponibile nelle fasce superiori
Preventivi, DDT, scadenzarioNon disponibileDisponibile nelle fasce più complete
Integrazioni con gestionali/e-commerceNon disponibileDisponibile nelle fasce avanzate
Assistenza clientiLimitataPiù estesa
Adatto aChi emette pochissime fatture l’annoChi ha volumi maggiori o esigenze di conservazione/organizzazione

A chi conviene davvero la versione gratuita

La versione gratuita di Aruba fattura elettronica può essere una soluzione sensata per un profilo ben preciso: la partita IVA che emette un numero molto ridotto di fatture all’anno, magari un forfettario agli inizi dell’attività o chi svolge un lavoro autonomo saltuario. Se il tuo volume di fatturazione è basso e non hai esigenze di conservazione a lungo termine strutturata, di multiutenza o di integrazioni, la versione gratuita può bastare per restare in regola con l’obbligo di emissione.

Diverso è il discorso per chi ha volumi di fatturazione più consistenti, lavora con un commercialista che deve accedere ai documenti, oppure vuole avere la certezza di una conservazione a norma completa senza doversene preoccupare manualmente. In questi casi, valutare una versione a pagamento non è uno spreco, ma un investimento che evita rischi concreti: perdita di accesso alle fatture passate, errori nella gestione documentale, tempo perso in operazioni manuali che un piano superiore automatizzerebbe.

Un altro aspetto da considerare riguarda la crescita dell’attività: se prevedi che il numero di fatture aumenterà nei prossimi mesi, può avere senso valutare da subito un piano che preveda margine di crescita, invece di ritrovarsi a dover cambiare software o piano a metà anno fiscale.

“Gratis” nel software di fatturazione: cosa significa davvero

Il boom di ricerche su “fattura elettronica gratis Aruba” racconta bene un bisogno reale: molte partite IVA, soprattutto forfettarie, cercano di contenere i costi di gestione della propria attività. È un obiettivo legittimo, ma è importante affrontarlo con consapevolezza. Nel mondo dei software di fatturazione, il termine “gratis” indica quasi sempre una versione ridotta di un servizio più ampio, pensata per attirare nuovi utenti e permettere di provare il prodotto senza impegno economico.

Questo non significa che sia una scelta sbagliata: per chi ha esigenze semplici può essere perfettamente adeguata. Il punto è capire prima quali funzioni mancano, così da non trovarsi impreparati quando servono. Prima di attivare qualsiasi piano, gratuito o a pagamento, ti consigliamo di leggere con attenzione le condizioni di servizio aggiornate direttamente sul sito ufficiale del provider scelto, in questo caso Aruba.

Come attivare il servizio Aruba fattura elettronica

L’attivazione del servizio segue generalmente un percorso comune ai principali provider italiani accreditati SDI. In linea di massima, per attivare Aruba fattura elettronica serve disporre di un’identità digitale (come Aruba ID, oppure credenziali SPID o PEC, a seconda della modalità di riconoscimento richiesta), registrarsi sul portale del servizio, scegliere il piano più adatto (gratuito o a pagamento) e configurare i propri dati fiscali, incluso il codice destinatario SDI che identifica la tua attività per la ricezione delle fatture.

Va detto con chiarezza: la procedura tecnica di attivazione, per quanto guidata, richiede attenzione nella configurazione dei dati fiscali e nella scelta del piano più adatto alla propria attività. Un errore in questa fase (ad esempio un codice destinatario sbagliato, o un piano che non copre la conservazione a norma) può creare problemi più avanti, quando ormai le fatture sono già state emesse. Per questo motivo, prima di scegliere autonomamente il software e il piano, può essere utile un confronto con chi gestisce quotidianamente gli adempimenti fiscali delle partite IVA: il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i propri clienti a orientarsi tra le diverse soluzioni di fatturazione elettronica disponibili sul mercato, individuando quella più adatta al proprio volume di attività e alle proprie esigenze di conservazione documentale.

Adempimenti collegati alla fatturazione elettronica

Scegliere il software giusto, gratuito o a pagamento, è solo una parte del percorso. La fatturazione elettronica comporta infatti una serie di adempimenti che vanno gestiti con attenzione, indipendentemente dal provider utilizzato.

  • Invio tramite SDI: ogni fattura deve transitare correttamente attraverso il Sistema di Interscambio, che verifica la validità formale del documento prima di recapitarlo al destinatario
  • Gestione degli scarti: se una fattura viene scartata dallo SDI per errori formali, va corretta e reinviata entro i termini di legge
  • Conservazione a norma: obbligo decennale di conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche emesse e ricevute
  • Note di credito: eventuali storni o rettifiche vanno gestiti anch’essi in formato elettronico, con le stesse regole della fattura
  • Termini di emissione: rispettare i tempi previsti dalla normativa per l’emissione della fattura rispetto al momento dell’operazione

Per chi lavora in regime forfettario, dal 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica è diventato universale, senza più le soglie di esonero previste in passato: tutte le partite IVA forfettarie, indipendentemente dal fatturato, devono emettere fatture in formato elettronico. È un aspetto importante da tenere presente proprio quando si valuta se la versione gratuita di un software basta o se serve qualcosa di più strutturato.

Gestire correttamente questi adempimenti, insieme alla scelta del software più adatto, è uno degli aspetti in cui il CAF Centro Fiscale può fare la differenza: non ci limitiamo a consigliare il software, ma affianchiamo i nostri clienti nella gestione degli obblighi fiscali collegati, dalla dichiarazione dei redditi alla verifica periodica della propria posizione contributiva.

Approfondimenti correlati sulla fattura elettronica

Se vuoi approfondire altri aspetti della fatturazione elettronica, oltre al confronto specifico su Aruba, ti consigliamo questi contenuti correlati sul nostro sito: la guida alla fattura elettronica semplificata, quando usarla e quali sono i suoi limiti; la panoramica sugli obblighi di fattura elettronica per l’e-commerce e le vendite online; e la guida su come accedere al cassetto fiscale per consultare e scaricare le fatture elettroniche già emesse.

Utili anche i nostri confronti su altri software: la recensione di DocEasy fattura elettronica e quella di Facile Fattura Elettronica, per farti un’idea delle alternative sul mercato. Se invece hai bisogno di capire come leggere e interpretare un file XML di fattura elettronica, o vuoi sapere come funziona la fattura elettronica per il diritto camerale, trovi le guide dedicate sul nostro sito.

Domande frequenti su Aruba fattura elettronica

Aruba fattura elettronica è gratis per sempre?
La versione gratuita è pensata per restare tale nel tempo per chi rientra nei limiti previsti (ad esempio numero di fatture emesse), ma le condizioni possono essere aggiornate dal provider. Per la situazione più aggiornata verifica sempre le condizioni ufficiali sul sito Aruba.

Quante fatture posso emettere gratis con Aruba?
Il numero varia in base alle condizioni commerciali del momento e viene generalmente indicato in modo chiaro nella pagina del piano gratuito sul sito ufficiale Aruba. Superato il limite, serve passare a un piano superiore per continuare a fatturare.

La conservazione a norma è inclusa nella versione gratuita?
Non sempre, o non per l’intero periodo previsto dalla legge (10 anni). È uno degli aspetti da verificare con più attenzione prima di affidarsi solo al piano gratuito, soprattutto se prevedi di dover consultare le fatture passate a distanza di anni.

Aruba fattura elettronica va bene per i forfettari?
Sì, è una delle soluzioni utilizzate da molte partite IVA in regime forfettario. Dal 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica riguarda anche i forfettari senza soglie di esonero, quindi è importante scegliere un piano adeguato al proprio volume di fatturazione.

Come attivo Aruba fattura elettronica?
Serve registrarsi sul portale Aruba con un’identità digitale (Aruba ID, SPID o PEC a seconda dei casi), scegliere il piano più adatto e configurare i propri dati fiscali, incluso il codice destinatario SDI. Per evitare errori nella configurazione, può essere utile farsi affiancare da un professionista o dal CAF.

Cosa succede se supero il limite della versione gratuita?
In genere il sistema segnala il raggiungimento del limite e propone il passaggio a un piano a pagamento per continuare a emettere fatture senza interruzioni. È consigliabile monitorare periodicamente il proprio volume di fatturazione per non trovarsi impreparati.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

In conclusione: scegli con consapevolezza

La versione gratuita di Aruba fattura elettronica può essere una soluzione valida per chi emette poche fatture e non ha esigenze particolari di conservazione o multiutenza. Ma “gratis” non significa “completo”: prima di scegliere, è importante capire quali funzioni sono incluse e quali no, soprattutto per quanto riguarda la conservazione a norma, obbligatoria per legge per 10 anni.

Hai bisogno di assistenza per scegliere il software di fatturazione elettronica più adatto alla tua attività e per gestire correttamente gli adempimenti fiscali collegati? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Agosto 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-18 09:00:002026-08-18 09:00:00Aruba Fattura Elettronica 2026: è davvero gratis? Costi, versioni e cosa include
Pagina 3 di 22‹12345›»

Ultime notizie

  • fatturazione elettronica CAF Udine
    Rivalsa INPS 4% fattura e contributo cassa: guida 2026 con esempiOttobre 22, 2026 - 3:00 pmin: PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Esportare Anagrafiche da Fatture in Cloud: Procedura Sicura 2026Ottobre 22, 2026 - 1:00 pmin: Fatture in Cloud, GESTIONE PARTITA IVA, PARTITA IVA
  • Regime Forfettario 2026 limiti e controlli
    Forfettario a 100mila euro e IVA dagli 85mila: cosa valuta il Governo per la Manovra 2027Ottobre 22, 2026 - 11:00 amin: NOTIZIE
Search Search

Seguici su Facebook

Categorie Articoli

Ultimi Articoli

  • fatturazione elettronica CAF Udine
    Rivalsa INPS 4% fattura e contributo cassa: guida 2026 con esempiOttobre 22, 2026 - 3:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Esportare Anagrafiche da Fatture in Cloud: Procedura Sicura 2026Ottobre 22, 2026 - 1:00 pm
  • Regime Forfettario 2026 limiti e controlli
    Forfettario a 100mila euro e IVA dagli 85mila: cosa valuta il Governo per la Manovra 2027Ottobre 22, 2026 - 11:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Pensioni dal 2027: nuovi coefficienti di trasformazione, quanto cambia l’assegno contributivoOttobre 22, 2026 - 9:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Modello Redditi PF 2026, ultimi giorni: invio entro il 2 novembreOttobre 22, 2026 - 7:00 am
  • Bonus mamma
    Bonus mamme 2026, domande aperte: 60 euro al mese fino a 720 euro, come fare entro il 31 dicembreOttobre 21, 2026 - 5:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Commercialista per forfettario 2026: costo, cosa è compreso e come scegliereOttobre 21, 2026 - 3:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Commercialista infermieri o CAF? Partita IVA online: guida 2026Ottobre 21, 2026 - 1:00 pm
CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

Contatti

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
Email: info@centrofiscale.com
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
WhatsApp Patronato: 324 7411699

Ultimi Articoli

  • fatturazione elettronica CAF Udine
    Rivalsa INPS 4% fattura e contributo cassa: guida 2026 con esempiOttobre 22, 2026 - 3:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Esportare Anagrafiche da Fatture in Cloud: Procedura Sicura 2026Ottobre 22, 2026 - 1:00 pm
  • Regime Forfettario 2026 limiti e controlli
    Forfettario a 100mila euro e IVA dagli 85mila: cosa valuta il Governo per la Manovra 2027Ottobre 22, 2026 - 11:00 am
© Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Rss questo sito
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto