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Guide, recensioni e confronti su banche, conti correnti, prestiti, investimenti, software di fatturazione elettronica, energia e assicurazioni.

Finanza & Servizi, Software Fatturazione Elettronica

Software fatturazione elettronica 2026: guida completa per P.IVA

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Software fatturazione elettronica 2026: guida completa per P.IVA

Dal 2024 la fatturazione elettronica e obbligatoria per tutti i contribuenti, inclusi i forfettari. Scegliere il software di fatturazione elettronica giusto nel 2026 significa risparmiare tempo, evitare sanzioni e integrarsi correttamente con il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate. In questa guida confrontiamo i 6 software piu diffusi sul mercato italiano, con focus sulle esigenze dei professionisti in regime forfettario e delle piccole P.IVA.

Perche serve un software di fatturazione elettronica nel 2026

L’obbligo di fatturazione elettronica in formato XML FatturaPA e in vigore per tutti i soggetti IVA dal 1° gennaio 2024, con la definitiva estensione anche alle partite IVA in regime forfettario (prima escluse fino a 25.000 euro di ricavi). Nel 2026 non esistono piu eccezioni: chiunque emetta fattura deve farlo tramite SDI.

Un buon software di fatturazione elettronica consente di:

  • Creare e inviare fatture XML al SDI con un click
  • Ricevere e conservare le fatture passive
  • Gestire la conservazione sostitutiva obbligatoria 10 anni
  • Emettere note di credito, autofatture e fatture differite
  • Integrare il registro IVA e la prima nota

I 6 migliori software di fatturazione elettronica 2026

Ecco il confronto aggiornato dei principali software disponibili per P.IVA italiane, con valutazione specifica per forfettari e professionisti.

SoftwarePrezzo (indicativo)ForfettariConservazioneApp mobilePunto di forza
Fatturazione ItaliaPrezzo bloccato 3 anniSIInclusaSICosto fisso garantito nel tempo
Fatture in CloudDa ~8 euro/meseSIInclusaSIInterfaccia intuitiva, brand noto
Aruba FatturazioneDa ~25 euro/annoSIInclusaParzialePEC inclusa, ideal per chi e gia cliente Aruba
TeamSystemSu preventivoParzialeInclusaSISuite gestionale completa, ideale per studi
Danea EasyfattDa ~119 euro/annoSIEsterna/opz.NOPotente per attivita commerciali e magazzino
Subito FatturaGratuito (base)SITramite AdESISoluzione free per volumi bassi

I prezzi sono indicativi e soggetti a variazioni. Verifica sempre sul sito ufficiale del software prima di acquistare.

Software fatturazione per forfettari: cosa cercare

I professionisti in regime forfettario hanno esigenze specifiche rispetto a chi applica l’IVA ordinaria. Il software ideale per un forfettario deve:

  • Gestire il codice natura N2.2 (operazioni non soggette IVA) in automatico
  • Inserire la dicitura obbligatoria sul regime forfettario (art. 1 c. 58 L. 190/2014)
  • Calcolare correttamente il bollo virtuale da 2 euro per fatture superiori a 77,47 euro imponibili
  • Gestire la dicitura anti-ritenuta d’acconto
  • Offrire conservazione sostitutiva integrata (obbligo 10 anni, gratuita AdE per 15 anni)

Molti forfettari scelgono soluzioni semplificate proprio perche non devono gestire liquidazioni IVA periodiche, dichiarazioni annuali IVA separate o registri complessi. Un software troppo articolato puo risultare eccessivo e costoso.

Fatturazione Italia: il software con prezzo bloccato 3 anni

Fatturazione Italia e la soluzione sviluppata da BeSmart pensata specificamente per P.IVA e forfettari che vogliono un costo certo nel tempo. Il punto di forza distintivo e il prezzo bloccato per 3 anni: una volta sottoscritto il piano, il canone non aumenta per tutta la durata del contratto quinquennale, indipendentemente da aumenti di listino o variazioni di mercato.

Funzionalita principali:

  • Emissione e ricezione fatture elettroniche XML via SDI
  • Gestione automatica bollo virtuale forfettari
  • Conservazione sostitutiva inclusa (10 anni)
  • Dashboard semplificata, ideale per chi non ha competenze contabili
  • Supporto tecnico dedicato

Scopri tutti i dettagli nella recensione completa di Fatturazione Italia 2026.

Fatture in Cloud (TeamSystem): pro e contro 2026

Fatture in Cloud e uno dei software piu diffusi in Italia, acquisito dal gruppo TeamSystem. E particolarmente apprezzato per la sua interfaccia grafica pulita e per l’ecosistema di integrazioni (e-commerce, CRM, commercialista). Il piano base parte da circa 8 euro al mese e include le funzioni essenziali di fatturazione.

Pro: design moderno, app mobile completa, integrazioni avanzate, ampia base utenti con community attiva.
Contro: il prezzo cresce sensibilmente con i piani superiori; alcune funzioni avanzate (magazzino, preventivi complessi) richiedono upgrade.

Aruba Fatturazione: ideale per chi e gia cliente Aruba

Aruba Fatturazione e la soluzione del colosso italiano dell’hosting e della PEC. Chi usa gia i servizi Aruba (PEC, hosting, firma digitale) trova in questa piattaforma un’integrazione naturale. Il costo e tra i piu bassi del mercato (da circa 25 euro annui), con conservazione sostitutiva inclusa.

Meno indicata per chi ha esigenze avanzate di reportistica o integrazione con gestionali esterni. Ideale per professionisti semplici con volumi di fatturazione contenuti.

TeamSystem e Danea: per strutture piu complesse

TeamSystem e una suite gestionale completa, pensata principalmente per studi professionali (commercialisti, consulenti del lavoro) e aziende strutturate. Offre moduli integrati per contabilita, paghe, gestione clienti e fatturazione. Il costo e su preventivo e tende a essere significativo per il singolo professionista.

Danea Easyfatt e invece la scelta classica per attivita commerciali con magazzino: permette di gestire ordini, DDT, inventario e fatturazione in un unico ambiente. E installato su PC (non solo cloud) e include moduli per la gestione del punto vendita.

Approfondisci nella nostra guida ai software di fatturazione alternativi: TeamSystem, Danea e verticali.

Conservazione sostitutiva: obbligo e soluzioni

Tutti i software di fatturazione elettronica devono garantire la conservazione sostitutiva obbligatoria per almeno 10 anni (art. 39 DPR 633/72 e D.Lgs. 127/2015). L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il proprio servizio gratuito di conservazione per 15 anni tramite accesso al portale Fatture e Corrispettivi, ma molti software offrono il servizio integrato per maggiore comodita.

Verifica sempre che il software scelto:

  • Conservi sia le fatture attive (emesse) che le fatture passive (ricevute)
  • Produca il pacchetto di archiviazione conforme alla normativa AgID
  • Garantisca l’integrita e immodificabilita dei documenti conservati

Come scegliere il software giusto: 5 criteri

Prima di scegliere il software di fatturazione elettronica, valuta questi 5 aspetti:

  1. Volume di fatture: se emetti meno di 50 fatture l’anno, una soluzione base o gratuita e sufficiente; sopra le 200 serve un sistema piu robusto.
  2. Regime fiscale: forfettario, ordinario o semplificato richiedono configurazioni diverse. Verifica che il software gestisca correttamente il tuo regime.
  3. Integrazione con il commercialista: alcuni software permettono di condividere i dati direttamente con lo studio. Utile per chi ha un professionista di riferimento.
  4. Costo nel tempo: considera il costo pluriennale, non solo il primo anno. Un prezzo bloccato (come Fatturazione Italia) puo essere vantaggioso rispetto a canoni soggetti a rinnovi.
  5. Supporto e aggiornamenti normativi: il software deve aggiornarsi automaticamente quando cambiano le specifiche tecniche SDI o le normative fiscali.

Domande frequenti (FAQ)

I forfettari devono usare un software a pagamento?

No. I forfettari possono usare il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate (Fatture e Corrispettivi) per emettere e ricevere fatture. Tuttavia, i software a pagamento offrono maggiore comodita, automazione e conservazione integrata, specialmente per chi emette piu di 20-30 fatture l’anno.

Cosa succede se non uso il software e mando fatture in ritardo?

La fattura elettronica deve essere inviata al SDI entro 12 giorni dalla data dell’operazione (fattura immediata) o entro il 15 del mese successivo (fattura differita). Il ritardo comporta sanzioni: minimo 250 euro per fattura, riducibili con ravvedimento operoso a 25 euro se sanato entro 30 giorni.

Posso cambiare software a meta anno?

Si, ma devi assicurarti di esportare lo storico delle fatture (file XML) dal vecchio software e importarlo nel nuovo, oppure garantire la conservazione sostitutiva tramite il servizio AdE. Verifica la procedura di migrazione prima di cambiare.

Il software deve essere certificato SDI?

Non esiste una certificazione ufficiale SDI per i software privati. Tuttavia, ogni software deve produrre file XML conformi alle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate (formato FatturaPA v1.2.2). I software citati in questa guida rispettano tutti lo standard vigente nel 2026.

Quali software si integrano meglio con il commercialista?

Fatture in Cloud e TeamSystem offrono le migliori integrazioni per la condivisione dati con gli studi professionali. Molti commercialisti hanno accordi con questi provider e possono accedere direttamente alla piattaforma del cliente con un profilo dedicato.

Conclusione

La scelta del software di fatturazione elettronica dipende dal tuo volume di attivita, dal regime fiscale e dalle esigenze di integrazione. Per i forfettari con volumi contenuti, Fatturazione Italia (prezzo bloccato 3 anni) e Aruba rappresentano soluzioni economiche e affidabili. Per strutture piu articolate, Fatture in Cloud o TeamSystem offrono ecosistemi piu completi.

Hai dubbi sulla gestione fiscale della tua P.IVA? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata per professionisti e piccole imprese. Prenota un appuntamento per una valutazione gratuita della tua situazione fiscale.

Giugno 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-14 17:00:002026-08-17 10:17:44Software fatturazione elettronica 2026: guida completa per P.IVA
Finanza & Servizi, Software Fatturazione Elettronica

Fatturazione elettronica 2026: guida completa all’obbligo, software e adempimenti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i contribuenti italiani dal 2024, senza più eccezioni. Forfettari, professionisti, artigiani, commercianti: chiunque emetta una fattura deve farlo in formato XML attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate. In questa guida completa spieghiamo come funziona l’obbligo nel 2026, cosa rischi se non lo rispetti, come scegliere il software giusto e tutti gli adempimenti pratici da conoscere.

Cos’è la fattura elettronica e perché esiste lo SDI

La fattura elettronica è un documento fiscale in formato XML (standard FatturaPA v1.2.2, in vigore dal 2023) che viene trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio (SDI), la piattaforma pubblica dell’Agenzia delle Entrate che instrada ogni fattura tra mittente e destinatario.

Il percorso di una fattura elettronica è il seguente:

  1. Il cedente/prestatore crea la fattura in formato XML tramite il proprio software
  2. Il software firma digitalmente il file e lo invia all’SDI
  3. L’SDI verifica la correttezza formale e lo instrada al destinatario (tramite codice destinatario, PEC o portale AdE)
  4. Il destinatario riceve la fattura e la conserva per 10 anni
  5. L’SDI trasmette la ricevuta di consegna al cedente

Lo SDI non è mai “off”: funziona 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, comprese festività e week-end.

Obbligo universale dal 2024: chi deve emettere fattura elettronica

L’obbligo di fatturazione elettronica è disciplinato dal D.Lgs. 127/2015 e dall’art. 21 del DPR 633/1972. Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo si applica a tutti i soggetti IVA, inclusi i contribuenti in regime forfettario (in precedenza esclusi fino alla soglia di 25.000 euro di ricavi dalla L. 178/2020, poi inclusi definitivamente).

Devono emettere fattura elettronica:

  • Imprenditori individuali e società di qualsiasi tipo
  • Professionisti (avvocati, medici, commercialisti, consulenti, ingegneri)
  • Artigiani e commercianti
  • Contribuenti in regime forfettario (obbligo dal 1° gennaio 2024, senza soglia)
  • Associazioni con partita IVA
  • Enti pubblici e privati con attività commerciale

Eccezioni residue nel 2026

Nel 2026 restano fuori dall’obbligo SDI i professionisti sanitari per le prestazioni rese a persone fisiche (pazienti privati): questi soggetti sono esonerati dalla fattura elettronica SDI e trasmettono invece i dati al Sistema Tessera Sanitaria (TS), gestito dal Ministero dell’Economia. Vedi la nostra guida alla fatturazione con Sistema Tessera Sanitaria per sanitari.

Tipi di fattura elettronica e termini di emissione

Esistono due tipi principali di fattura elettronica:

TipoCodice documentoTermine emissioneQuando si usa
Fattura immediata (TD01)TD01Entro 12 giorni dalla data dell’operazioneVendita di beni o prestazione di servizi con emissione contestuale
Fattura differita (TD24)TD24Entro il 15° giorno del mese successivo all’effettuazione dell’operazioneCessioni di beni documentate da DDT o più prestazioni nello stesso mese allo stesso cliente
Nota di credito (TD04)TD04Senza termine fissoStorno parziale o totale di fattura già emessa
Nota di debito (TD05)TD05Senza termine fissoIntegrazione di fattura già emessa
Autofattura (TD20)TD20Entro 12 giorni dall’operazioneAcquisti da soggetti non obbligati a fattura (es. agricoltori in regime speciale)

Codici destinatario: come instradare la fattura al destinatario corretto

Il codice destinatario indica dove l’SDI deve recapitare la fattura. Le regole sono le seguenti:

Tipo destinatarioCodiceNote
Privato consumatore (B2C) senza PEC0000000 (7 zeri)La fattura va comunque consegnata al cliente in formato leggibile
Soggetto esteroXXXXXXX (7 X)La fattura resta visibile sul portale AdE del cedente
Pubblica AmministrazioneCodice IPA a 6 caratteriDa verificare sul portale IndicePA
Imprese e professionisti (B2B)7 caratteri alfanumerici del software riceventeOppure PEC del destinatario

Codici natura IVA N1-N7: tabella di riferimento

I codici natura IVA si usano quando la fattura non espone l’IVA (perché l’operazione è fuori campo, esente, non imponibile, o soggetta a regime speciale). Ecco la tabella ufficiale 2026:

CodiceDescrizioneEsempio tipico
N1Escluse ex art. 15 DPR 633/72Anticipi in nome e per conto del cliente, rimborso spese documentate
N2.1Non soggette – art. 7-bis (servizi a privati extra-UE)Consulenza a cliente privato non residente in UE
N2.2Non soggette – altri casi (regime forfettario)Tutte le fatture dei contribuenti in regime forfettario
N3.1Non imponibili – esportazioniCessione beni a cliente extra-UE con uscita doganale
N3.2Non imponibili – cessioni intracomunitarieVendita beni a impresa in altro Stato UE
N3.3Non imponibili – cessioni verso San MarinoForniture a operatori sammarinesi
N4EsentiPrestazioni sanitarie (medici, psicologi), didattica, operazioni finanziarie e assicurative
N5Regime del margine / IVA non espostaRivendita beni usati, opere d’arte, oggetti da collezione
N6.1 – N6.9Reverse chargeN6.3 subappalto edilizia, N6.4 fabbricati, N6.8 settore energetico
N7IVA assolta in altro Stato UEVendite in regime OSS (One Stop Shop) per e-commerce B2C UE

Attenzione per i forfettari: il codice obbligatorio è N2.2 (non N2.1, non N4). Il regime fiscale da indicare nel file XML è RF19.

Conservazione delle fatture elettroniche: obbligo 10 anni

La conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche è obbligatoria per 10 anni (art. 39 DPR 633/72 e D.Lgs. 127/2015). I documenti devono essere conservati in modo da garantire:

  • Integrità: il documento non può essere modificato dopo la conservazione
  • Immodificabilità: ogni variazione successiva lascia traccia
  • Leggibilità: il documento deve essere consultabile per tutta la durata dell’obbligo
  • Autenticità dell’origine: il documento deve essere riconducibile al soggetto emittente

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio gratuito di conservazione per 15 anni tramite il portale Fatture e Corrispettivi, attivabile con adesione. I software di fatturazione elettronica offrono anche servizi di conservazione privata, spesso più comodi da usare rispetto al portale AdE.

Attenzione: se cambi software, devi assicurarti di esportare lo storico delle fatture (file XML originali) o di mantenere attivo il servizio di conservazione anche dopo la migrazione.

Sanzioni per omessa o tardiva fatturazione 2026

Il mancato rispetto dell’obbligo di fatturazione elettronica comporta sanzioni significative. Le principali sono:

ViolazioneSanzioneRavvedimento entro 30 gg
Omessa fatturaDal 90% al 180% dell’IVA (minimo 500 euro)1/10 sanzione = min. 50 euro
Fattura con IVA inferiore al dovutoDal 90% al 180% dell’IVA non documentata1/10
Omessa fattura verso privati (forfettari)Da 250 euro a 2.000 euro per fattura25 euro entro 30 gg
Tardiva trasmissione SDISanzione ridotta (25 euro min.) se entro 12 ggRavvedimento 1/10

Ravvedimento operoso: è possibile regolarizzare spontaneamente la violazione con una riduzione della sanzione:

  • Entro 30 giorni: 1/10 della sanzione minima (es. 25 euro per omessa fattura forfettario)
  • Entro 90 giorni: 1/9 della sanzione minima
  • Entro 1 anno: 1/8 della sanzione minima
  • Oltre 2 anni: 1/6 della sanzione minima

Come scegliere il software di fatturazione elettronica: 7 criteri

Sul mercato esistono decine di software di fatturazione elettronica. Prima di scegliere, valuta questi 7 criteri:

  1. Integrazione SDI nativa: il software deve inviare e ricevere fatture direttamente tramite SDI, senza passaggi manuali intermedi.
  2. Gestione del tuo regime fiscale: forfettari (N2.2, RF19, bollo virtuale), regime ordinario (liquidazioni IVA), reverse charge B2B. Verifica che il software supporti correttamente il tuo caso.
  3. Conservazione sostitutiva inclusa: la conservazione deve essere parte del piano, non un extra. Verifica che copra sia fatture attive sia passive.
  4. Sistema Tessera Sanitaria (per sanitari): se sei un professionista sanitario che eroga prestazioni a privati, il software deve integrarsi con il sistema TS.
  5. Stabilità del prezzo nel tempo: molti software aumentano il prezzo al rinnovo. Valuta il costo pluriennale reale, non solo il prezzo del primo anno.
  6. Supporto in italiano: la normativa fiscale italiana è complessa e aggiornata frequentemente. Un supporto tecnico in italiano che conosca il contesto normativo è un vantaggio reale.
  7. Scalabilità e portabilità dei dati: verifica che sia possibile esportare i file XML in qualsiasi momento, senza lock-in tecnologico.

Cerchi un software di fatturazione elettronica con prezzo stabile nel tempo? fatturazioneitalia.it è la soluzione partner di CAF Centro Fiscale con prezzo bloccato 3 anni, zero-config per forfettari e integrazione Sistema TS in 1 clic. Disclosure: fatturazioneitalia.it è sviluppato da BeSmart Srl, partner commerciale di Centro Fiscale Udine.

Fatturazione elettronica per forfettari: adempimenti specifici

I contribuenti in regime forfettario hanno adempimenti specifici nella compilazione della fattura elettronica:

  • Codice natura IVA: N2.2 (non soggette – altri casi)
  • Regime fiscale XML: RF19 (regime forfettario)
  • Dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 – Regime forfettario. L’operazione non è soggetta ad IVA.”
  • Bollo virtuale da 2 euro: obbligatorio per fatture con imponibile superiore a 77,47 euro. Si versa tramite F24 con codici tributo 2521-2524, in base al trimestre.
  • Rivalsa contributi INPS/cassa professionale: va indicata separatamente nella fattura (4% Gestione Separata INPS, oppure aliquota della cassa di categoria).
  • Esonero esterometro: i forfettari sono esonerati dall’obbligo di esterometro per le operazioni con l’estero (confermato dal 2024).

Per un approfondimento completo, vedi la nostra guida alla fatturazione elettronica per forfettari: codice N2.2 e adempimenti (in preparazione).

Esterometro: cosa cambia nel 2026

L’esterometro — la comunicazione trimestrale dei dati delle operazioni con soggetti non stabiliti in Italia — è stato abrogato dal 1° luglio 2022. Da quella data, le operazioni con l’estero devono essere gestite tramite SDI con codice destinatario XXXXXXX, usando i tipi documento specifici:

  • TD17: acquisto servizi da soggetti UE/extra-UE
  • TD18: acquisto beni intracomunitari
  • TD19: acquisto beni con applicazione art. 17 c. 2 DPR 633/72

I forfettari sono esonerati anche da questi adempimenti SDI per le operazioni estero.

Articoli di approfondimento del cluster fatturazione elettronica

Approfondisci gli aspetti specifici della fatturazione elettronica con i nostri articoli del cluster:

  • Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026: obbligo e scadenze per sanitari
  • Fatturazione elettronica per medici liberi professionisti
  • Codici natura IVA N1-N7: tabella completa 2026 (in preparazione)
  • Conservazione fattura elettronica 10 anni: guida pratica (in preparazione)
  • Fatturazione elettronica B2B 2026: contratti ed esigibilità IVA (in preparazione)

Domande frequenti sulla fatturazione elettronica 2026

Dal 2024 devono emettere fattura elettronica anche i forfettari?

Sì. Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo si applica a tutti i soggetti IVA inclusi i contribuenti in regime forfettario, senza distinzione di soglia di ricavi. Non esistono più esenzioni basate sul fatturato.

Posso usare il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate?

Sì. Il portale “Fatture e Corrispettivi” dell’AdE permette di emettere fatture elettroniche gratuitamente. È adatto a chi emette poche fatture (meno di 20-30 l’anno) e non ha esigenze di automazione. Per volumi superiori, un software dedicato offre maggiore efficienza e automazione degli adempimenti specifici (bollo virtuale, N2.2, rivalsa INPS).

Cosa succede se la fattura viene scartata dall’SDI?

Se l’SDI scarta la fattura (con codice errore), il cedente ha 5 giorni per correggere e reinviare il documento con la stessa data. Se la correzione avviene entro i 5 giorni, la fattura si considera emessa nella data originaria. Se si superano i 5 giorni, la fattura ricevuta dopo la scadenza viene considerata tardiva con le relative sanzioni (ridotte se regolarizzata con ravvedimento).

Entro quando devo emettere la fattura immediata?

La fattura immediata deve essere emessa e trasmessa all’SDI entro 12 giorni dalla data dell’operazione (data di effettuazione della cessione/prestazione). La fattura differita deve essere emessa entro il 15° giorno del mese successivo all’effettuazione dell’operazione.

Per quanto tempo devo conservare le fatture elettroniche?

Per 10 anni dalla data di emissione/ricezione (art. 39 DPR 633/72 e D.Lgs. 127/2015). L’Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito di conservazione fino a 15 anni con adesione al servizio tramite il portale Fatture e Corrispettivi.

Qual è il codice destinatario da usare per i privati?

0000000 (sette zeri) per i privati consumatori che non hanno comunicato una PEC o un codice destinatario. La fattura viene resa disponibile nell’area riservata del portale AdE del destinatario, ma il cedente deve comunque consegnargli una copia leggibile (PDF, stampa, email).

Il codice N2.2 è usato solo dai forfettari?

Il codice N2.2 (“non soggette – altri casi”) è usato principalmente dai contribuenti in regime forfettario, ma può essere usato anche in altri casi residuali non coperti dai codici N specifici. Per i forfettari è il codice corretto al 100%.

Assistenza CAF Centro Fiscale per la tua fatturazione

Il CAF Centro Fiscale Udine offre consulenza personalizzata per tutti gli aspetti della fatturazione elettronica: dalla configurazione del software corretto al supporto per casi complessi (reverse charge, operazioni estero, Sistema TS per sanitari, regime forfettario).

Contattaci per un preventivo personalizzato:

  • Telefono/WhatsApp: 366 6018121
  • Online: tramite il modulo di contatto sul sito
  • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
Giugno 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-14 02:17:562026-08-17 10:17:56Fatturazione elettronica 2026: guida completa all’obbligo, software e adempimenti
Bonus Bollette, Energia e Utenze, Finanza & Servizi

Bonus sociale luce e gas 2026: requisiti ISEE e domanda

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il Bonus Sociale Bollette e un sostegno economico riconosciuto alle famiglie con reddito basso che riduce direttamente l’importo delle bollette di luce e gas. Nel 2026 le soglie ISEE sono aggiornate e il meccanismo rimane automatico per chi ha presentato la DSU. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: requisiti, importi, come funziona e cosa fare se non lo ricevi.

Vedi anche: Come risparmiare sulle bollette 2026, Mercato libero energia: come funziona, Tariffe luce e gas 2026: confronto offerte.

Cos’e il Bonus Sociale Bollette

Il Bonus Sociale Bollette (o bonus sociale per disagio economico) e uno sconto applicato direttamente sulle bollette di energia elettrica e gas naturale per le famiglie con ISEE basso. E gestito dall’Autorita per l’Energia (ARERA) in collaborazione con INPS e i distributori di energia. E composto da due parti separate e cumulabili:

  • Bonus luce: sconto sulla fornitura di energia elettrica
  • Bonus gas: sconto sulla fornitura di gas naturale (anche per chi usa teleriscaldamento)

Requisiti ISEE per il Bonus Sociale 2026

CategoriaSoglia ISEE 2026
Famiglia ordinaria (fino a 3 figli)Fino a 9.530 euro
Famiglia numerosa (4 o piu figli a carico)Fino a 20.000 euro
Utenze in condizioni di disagio fisico (specifiche patologie)Senza limite ISEE (bonus fisico)

Le soglie ISEE 2026 per il bonus bollette sono confermate in base alla normativa ARERA vigente e ai valori pubblicati nella Knowledge Base normativa 2026 del nostro CAF.

Il bonus e automatico: come funziona

A differenza di altri bonus, il Bonus Sociale Bollette non richiede una domanda separata. Il meccanismo e completamente automatico:

  1. Presenti la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per ottenere l’ISEE
  2. L’INPS elabora la DSU e verifica il rispetto della soglia ISEE
  3. L’INPS comunica al SIRC (Sistema Informativo Integrato) l’elenco dei beneficiari
  4. I distributori di energia applicano lo sconto direttamente nelle bollette successive

Il bonus viene applicato automaticamente su tutte le forniture intestate a componenti del nucleo familiare, indipendentemente dal fornitore commerciale (mercato tutelato o mercato libero).

Importo del Bonus Sociale 2026

L’importo del bonus varia in base alla composizione del nucleo familiare, alla zona climatica (per il gas) e al tipo di fornitura. A titolo indicativo:

Tipo bonusNucleo 1-2 personeNucleo 3-4 personeNucleo 4+ persone
Bonus luce (annuo indicativo)circa 125-150 eurocirca 170-200 eurocirca 250-300 euro
Bonus gas (annuo indicativo, zona centro)circa 120-180 eurocirca 200-280 eurocirca 300-400 euro

Gli importi esatti vengono aggiornati annualmente da ARERA e dipendono dalla zona climatica (per il gas) e dal tipo di utilizzo (solo cottura, acqua calda, riscaldamento). Verifica gli importi aggiornati su arera.it.

Bonus per disagio fisico

Esiste anche un Bonus Luce per disagio fisico, riservato alle famiglie che hanno al loro interno un soggetto con gravi patologie che richiedono l’utilizzo di apparecchiature salvavita elettriche (respiratori, dialisi domiciliare, ecc.). In questo caso non si applica la soglia ISEE: il bonus e riconosciuto indipendentemente dal reddito, previa attestazione medica dell’AUSL competente.

Cosa fare se non ricevi il bonus

Se ritieni di avere i requisiti ma non vedi il bonus in bolletta, segui questi passaggi:

  1. Verifica che la tua DSU sia valida e non scaduta (l’ISEE ha validita dall’1 gennaio al 31 dicembre)
  2. Controlla che il Codice Fiscale del richiedente corrisponda a quello dell’intestatario della fornitura
  3. Contatta il tuo fornitore commerciale per verificare l’applicazione
  4. Se il problema persiste, presenta un reclamo scritto al fornitore e, in mancanza di risposta, contatta lo Sportello del Consumatore ARERA (www.sportelloperilconsumatore.it)

Rinnovo annuale: quando rinnovare l’ISEE

L’ISEE scade il 31 dicembre di ogni anno. Per continuare a ricevere il bonus nell’anno successivo, devi rinnovare la DSU entro il 31 gennaio. Se rinnovi entro questa data, il bonus viene applicato senza interruzioni. Se rinnovi dopo, potrebbe esserci un breve periodo senza bonus prima che il sistema venga aggiornato, ma gli importi vengono recuperati retroattivamente.

Il ruolo del CAF per il Bonus Sociale Bollette

Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) e uno dei soggetti abilitati per la presentazione della DSU necessaria per ottenere l’ISEE. Presentare la DSU tramite CAF ha diversi vantaggi:

  • Assistenza nella compilazione corretta della dichiarazione
  • Verifica dei documenti necessari (redditi, patrimonio, conti correnti)
  • Supporto in caso di errori o difformita con i dati precompilati INPS
  • Consulenza su altri bonus collegati all’ISEE (Assegno Unico, bonus asilo nido, ecc.)

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE. Prenota un appuntamento per verificare se hai diritto al Bonus Sociale Bollette e agli altri benefici collegati all’ISEE.

Domande frequenti sul Bonus Sociale

Il bonus si applica anche in caso di morosita? In linea di principio si, ma alcune situazioni di morosita grave possono influire sull’applicazione. Contatta il tuo distributore per verificare.

Se cambio fornitore perdo il bonus? No. Il bonus e collegato alla fornitura fisica (distributore) e non al fornitore commerciale. Cambiare fornitore nel mercato libero non interrompe il bonus.

Posso ricevere il bonus sia per la luce che per il gas? Si, i due bonus sono separati e cumulabili. Si applicano indipendentemente su ciascuna fornitura.

Il bonus e compatibile con il Bonus Elettrodomestici? Si, sono misure distinte che non si escludono a vicenda.

Conclusione

Il Bonus Sociale Bollette 2026 e una misura automatica e vantaggiosa per le famiglie con ISEE fino a 9.530 euro (o 20.000 euro per 4+ figli). Il requisito fondamentale e avere una DSU valida presentata all’INPS. Se non hai ancora presentato la DSU o devi rinnovarla, il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti in modo rapido e preciso. Contattaci per un appuntamento.

Giugno 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-13 10:00:002026-06-02 08:14:31Bonus sociale luce e gas 2026: requisiti ISEE e domanda
Guide Fatturazione Elettronica

Fattura Elettronica Scartata: Cosa Fare Passo-Passo per Re-inviarla

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La fattura elettronica scartata è uno dei problemi più comuni e ansiogeni per chi emette fatture in regime di fatturazione elettronica. Quando il Sistema di Interscambio (SDI) rifiuta una fattura, la legge ti concede solo 5 giorni per correggerla e re-inviarla mantenendo la stessa numerazione: superato questo termine, la fattura è considerata non emessa e scattano le sanzioni per tardiva fatturazione.

In questa guida pratica trovi il workflow operativo passo-passo per gestire una fattura scartata, le differenze fondamentali con la “fattura non consegnata”, gli esempi più frequenti di errore e cosa fare se ormai i 5 giorni sono trascorsi. L’obiettivo è fornirti uno strumento concreto da usare nel momento esatto in cui ricevi la notifica di scarto, evitando errori comuni come emettere note di credito inutili o eliminare la fattura dal gestionale.

Indice dei contenuti

  1. Cosa significa fattura elettronica scartata
  2. Differenza tra fattura scartata e non consegnata
  3. Come arriva la notifica di scarto
  4. I 5 giorni per re-inviare: timing critico
  5. Workflow passo-passo per re-inviare la fattura scartata
  6. Cos’è il file correttivo e cosa NON fare
  7. Cosa succede se passano i 5 giorni
  8. Sanzioni per tardiva fatturazione e ravvedimento
  9. Tre esempi frequenti di scarto e come risolverli
  10. Come prevenire gli scarti SDI
  11. Verifica post-correzione: cosa controllare
  12. Domande frequenti

Cosa significa fattura elettronica scartata

Una fattura elettronica scartata è una fattura che il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate ha rifiutato a seguito dei controlli formali. In pratica, quando il tuo software di fatturazione invia il file XML al SDI, questo esegue una serie di verifiche automatiche su:

  • Validità formale del file XML (struttura, schema, firma digitale se prevista)
  • Coerenza dei dati anagrafici (partita IVA, codice fiscale, codice destinatario)
  • Calcoli matematici (somme imponibili + IVA = totale)
  • Univocità del documento (numerazione non già trasmessa)
  • Conformità alle regole tecniche pubblicate dall’Agenzia delle Entrate

Se anche un solo controllo fallisce, l’SDI non inoltra la fattura al destinatario e restituisce una notifica di scarto con un codice errore alfanumerico (tipicamente nel formato 0XXXX, ad esempio 00300, 00411, 00415). Da quel momento la fattura è considerata giuridicamente non emessa: per la normativa fiscale è come se non fosse mai stata trasmessa.

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Differenza tra fattura scartata e non consegnata

Una delle confusioni più frequenti riguarda la differenza tra fattura scartata e fattura non consegnata. Sono situazioni completamente diverse, con conseguenze fiscali opposte.

StatoFattura scartataFattura non consegnata
Esito SDIRifiutata dall’SDIAccettata dall’SDI
Stato giuridicoNon emessaEmessa e valida
CausaErrore formale o di datiCliente con PEC/codice non valido o casella piena
Cosa fareCorreggere e re-inviare entro 5 giorniRecuperare la fattura dal cassetto fiscale e consegnarla manualmente al cliente
SanzioniSì, se non si rispettano i 5 giorniNo, è solo un problema di consegna materiale

Tradotto in pratica: se l’SDI ti notifica una “mancata consegna”, non c’è nulla da fare a livello fiscale – la fattura esiste, è valida e l’IVA è dovuta. Devi solo scaricare il PDF dal cassetto fiscale e inviarlo al cliente con altri canali (email, posta). Se invece ricevi una “notifica di scarto”, la fattura non esiste e va corretta urgentemente.

Come arriva la notifica di scarto

L’SDI invia la notifica di scarto entro 5 giorni dalla trasmissione, ma nella stragrande maggioranza dei casi arriva entro pochi minuti o poche ore. Esistono tre canali principali attraverso cui puoi essere informato:

1. Email del software di fatturazione

Tutti i principali software di fatturazione elettronica (Fatture in Cloud, Aruba, TeamSystem, Zucchetti, Buffetti, ecc.) inviano automaticamente una email di notifica all’indirizzo di registrazione quando una fattura viene scartata. È il canale più rapido e contiene già il codice errore e una descrizione di base.

2. Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate

La notifica ufficiale è sempre disponibile nel cassetto fiscale, sezione “Fatture e Corrispettivi”. Per accedervi:

  1. Accedi al portale Fatture e Corrispettivi con SPID, CIE o CNS
  2. Sezione Consultazione → Fatture emesse
  3. Filtra per data o per stato “Scartata”
  4. Clicca sulla fattura per vedere il file XML, la ricevuta di scarto e il codice errore

3. PEC personale

Se hai indicato la tua PEC come canale di ricezione delle ricevute SDI (in alternativa al codice destinatario), la notifica di scarto arriva anche sulla tua casella PEC. Questo è meno frequente per i cedenti ma è importante se sei tu il destinatario di una fattura attiva di altri.

Attenzione: controlla quotidianamente la tua email e il cassetto fiscale soprattutto a fine mese e in prossimità delle scadenze IVA. Una notifica di scarto ignorata per troppo tempo può trasformarsi in una sanzione.

I 5 giorni per re-inviare: timing critico

Il termine dei 5 giorni è il punto più importante di questa guida. Secondo la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E/2019 e successive integrazioni, in caso di scarto SDI il contribuente ha 5 giorni di calendario (non lavorativi) dalla notifica per:

  • Correggere il file XML
  • Re-inviarlo mantenendo la stessa data e la stessa numerazione della fattura originale
  • Ottenere una ricevuta di consegna (o di mancata consegna) dall’SDI

Se rispetti questa procedura entro i 5 giorni, la fattura è considerata tempestivamente emessa e non subisce alcuna sanzione, anche se la data di trasmissione effettiva è successiva alla data riportata in fattura. Questo è un meccanismo di tutela per il contribuente: l’errore tecnico non si traduce automaticamente in una violazione fiscale, purché venga corretto rapidamente.

Attenzione – i 5 giorni decorrono dalla data di notifica dello scarto, NON dalla data della fattura. Se emetti il 30 giugno e l’SDI scarta il 30 giugno alle 23:50, hai tempo fino al 5 luglio incluso.

Workflow passo-passo per re-inviare la fattura scartata

Ecco il workflow operativo da seguire nell’ordine esatto non appena ricevi una notifica di scarto. Stampalo o salvalo: ti farà risparmiare tempo nei momenti di stress.

Passo 1 – Aprire la notifica e individuare il codice errore

Apri la notifica via email o accedi al cassetto fiscale. Cerca il codice errore, sempre nel formato 0XXXX (cinque cifre). È l’informazione più importante: senza il codice non puoi sapere cosa correggere. Il codice è accompagnato da una descrizione testuale, ma non sempre è chiara.

Passo 2 – Consultare la guida ai codici errore

Una volta individuato il codice, consulta la nostra guida completa ai codici errore SDI per capire la causa esatta e la soluzione operativa. La guida raggruppa gli errori per tipologia (anagrafica, calcoli, formato, duplicati) e include il workflow di correzione per ognuno dei codici più frequenti.

Passo 3 – Identificare la causa specifica

Confronta il codice con la fattura: l’errore è quasi sempre in un singolo campo. Le cause più frequenti sono:

  • Partita IVA del cliente errata o cessata
  • Codice destinatario o PEC inesistenti
  • Discrepanza tra imponibile, IVA e totale
  • Numerazione già utilizzata
  • Data fattura non valida o nel futuro

Passo 4 – Correggere il dato errato

Apri il software di fatturazione e modifica solo il campo che ha generato l’errore. Non cambiare la numerazione né la data: devono restare identiche all’originale. Se l’errore è nell’anagrafica del cliente, aggiornala anche nel database clienti per evitare ricadute.

Passo 5 – Re-inviare la fattura

Genera il nuovo file XML (alcuni software lo chiamano “file correttivo” o “rettifica scarto”) e invialo allo SDI con la funzione di trasmissione standard. Il sistema accetterà la fattura con stessa numerazione perché la precedente è considerata non emessa.

Passo 6 – Verificare la ricevuta di consegna

Entro 24-48 ore controlla che sia arrivata la ricevuta di consegna (codice esito RC) o di mancata consegna (MC). In entrambi i casi la fattura è valida; solo se ricevi un nuovo scarto devi ripetere la procedura – e il termine dei 5 giorni decorre dalla nuova notifica.

Cos’è il file correttivo e cosa NON fare

Il file correttivo non è un documento giuridicamente diverso: è semplicemente un nuovo file XML con la stessa numerazione e data della fattura scartata, ma con i dati corretti. Tecnicamente non esiste un “tipo documento” specifico per il correttivo – è una normale TD01 (o TD02, TD24, ecc., a seconda dei casi) che sostituisce la precedente.

Cosa NON fare assolutamente

  • Non emettere una nota di credito (TD04): è inutile e controproducente. La fattura scartata non esiste giuridicamente, quindi non c’è nulla da stornare. Una nota di credito su una fattura inesistente crea solo confusione contabile.
  • Non cambiare la numerazione: deve restare identica. Cambiarla significa creare una nuova fattura con data successiva, esponendoti a sanzioni per tardiva fatturazione.
  • Non cancellare la fattura dal gestionale: resta nel database con stato “scartata”. Cancellarla crea un buco nella numerazione che è una violazione formale.
  • Non aspettare: i 5 giorni passano in fretta, soprattutto nei weekend e durante le festività.

Cosa succede se passano i 5 giorni

Se i 5 giorni trascorrono senza che tu sia riuscito a re-inviare la fattura corretta, la situazione cambia radicalmente. La fattura originale è definitivamente considerata non emessa e la sua numerazione resta “bruciata” (cioè non più utilizzabile). Per regolarizzare la posizione devi:

  1. Generare una nuova fattura con nuova numerazione progressiva e con la data del giorno effettivo di emissione
  2. Eventualmente registrare una nota di credito interna se nel frattempo avevi già contabilizzato la fattura scartata in prima nota
  3. Calcolare e versare le sanzioni per tardiva fatturazione, possibilmente avvalendosi del ravvedimento operoso (vedi paragrafo successivo)

In questo scenario è particolarmente importante documentare la tempistica dello scarto e dell’invio successivo, conservando email, ricevute SDI e screenshot del cassetto fiscale. Se in futuro l’Agenzia dovesse contestare la tardiva fatturazione, queste prove sono fondamentali.

Sanzioni per tardiva fatturazione e ravvedimento

Le sanzioni per tardiva o omessa fatturazione sono disciplinate dall’art. 6 del D.Lgs. 471/1997. La sanzione base è pari al 90% dell’IVA non versata, con un minimo di 250 euro per ciascuna fattura. È una sanzione pesante, ma il sistema prevede una significativa riduzione tramite ravvedimento operoso.

Tempistica regolarizzazioneRiduzioneSanzione effettiva
Entro 30 giorni1/109% dell’IVA (min. 25 euro)
Entro 90 giorni1/910% dell’IVA (min. 27,77 euro)
Entro 1 anno1/811,25% dell’IVA (min. 31,25 euro)
Entro 2 anni1/712,86% dell’IVA
Oltre 2 anni1/615% dell’IVA

Il ravvedimento operoso si applica solo se la regolarizzazione è spontanea, cioè avviene prima che l’Agenzia delle Entrate notifichi un controllo o un avviso. Per usufruirne devi: emettere la fattura corretta con nuova numerazione, versare l’IVA dovuta, calcolare e versare la sanzione ridotta tramite F24 con codice tributo 8911 (sanzioni IVA), e versare gli interessi legali.

Tre esempi frequenti di scarto e come risolverli

Vediamo in concreto come si applica il workflow su tre dei codici errore più comuni.

Esempio 1 – Errore 00300: Partita IVA cliente non valida

Scenario: emetti una fattura a un cliente B2B e ricevi notifica di scarto con codice 00300 (“La partita IVA del cessionario/committente non risulta valida”). Causa più probabile: hai digitato male la partita IVA, oppure il cliente ha cessato l’attività e il numero non è più valido.

  • Verifica la partita IVA sul portale dell’Agenzia delle Entrate (servizio gratuito di verifica)
  • Conferma con il cliente il numero corretto e l’esistenza di eventuali cessazioni
  • Correggi il campo nel software e aggiorna l’anagrafica
  • Re-invia con la stessa numerazione

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