CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBadante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e DetrazioniBadante e Colf nel 730 2026: Detrazioni e DeduzioniChi ha assunto una badante o una colf puo beneficiare di agevolazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi. Esistono sia deduzioni (sui contributi INPS versati) sia detrazioni (sulle spese per l’assistenza a persone non autosufficienti).E importante conoscere la differenza tra le due agevolazioni e sapere quali documenti conservare per il 730/2026. Vediamo nel dettaglio come funzionano.Indice dei contenutiDifferenza tra deduzione e detrazioneDeduzione contributi INPSDetrazione assistenza non autosufficientiDocumenti necessariCome compilare il 730Domande frequenti Differenza tra Deduzione e DetrazionePrima di entrare nel dettaglio, e importante capire la differenza tra le due agevolazioni.DeduzioneLa deduzione riduce il reddito imponibile. Se hai un reddito di 30.000 euro e deduci 1.500 euro, paghi le tasse su 28.500 euro. Il risparmio effettivo dipende dalla tua aliquota IRPEF.DetrazioneLa detrazione riduce direttamente l’imposta da pagare. Se la tua IRPEF e di 5.000 euro e hai una detrazione di 399 euro, paghi 4.601 euro.Quali si applicano a badante e colfContributi INPS: DEDUZIONE (per tutti i datori di lavoro domestico)Spese assistenza: DETRAZIONE (solo per assistenza a non autosufficienti) Deduzione Contributi INPS per Colf e BadantiI contributi INPS versati per colf, badanti e altri collaboratori domestici sono deducibili dal reddito.Importo deducibileLimite massimo: 1.549,37 euro all’annoSi deduce solo la quota a carico del datore di lavoro (non quella trattenuta al lavoratore)Chi puo dedurreLa deduzione spetta al datore di lavoro che ha versato i contributi, indipendentemente da:Il tipo di mansione (colf, badante, baby-sitter)Le ore di lavoro (part-time o full-time)Lo stato di salute della persona assistitaEsempio praticoSe hai versato contributi INPS per 2.000 euro (quota datore):Puoi dedurre solo 1.549,37 euro (il limite massimo)Con aliquota IRPEF del 35%, risparmi: 1.549,37 x 35% = 542,28 euro Detrazione per Assistenza a Persone Non AutosufficientiSe la badante assiste una persona non autosufficiente, oltre alla deduzione dei contributi hai diritto a una detrazione sulle spese di assistenza.Requisiti della persona assistitaLa detrazione spetta se la persona assistita:Non e in grado di compiere autonomamente le attivita quotidiane (alimentarsi, vestirsi, lavarsi)Necessita di sorveglianza continuaLa condizione deve risultare da certificazione medica o verbale di invaliditaImporto della detrazioneAliquota: 19%Limite massimo di spesa: 2.100 euroDetrazione massima: 2.100 x 19% = 399 euroLimite di redditoLa detrazione spetta solo se il reddito complessivo non supera 40.000 euro.Cosa si puo detrarreSpese per assistenza personale (compenso alla badante)Non sono detraibili: vitto, alloggio, contributi INPS (gia deducibili) Documenti NecessariPer usufruire delle agevolazioni, devi conservare la documentazione relativa al rapporto di lavoro e ai pagamenti.Per la deduzione contributi INPSMAV o ricevute INPS dei contributi versatiProspetto contributi INPS (disponibile sul cassetto previdenziale INPS)Per la detrazione assistenzaCertificazione medica attestante la non autosufficienzaContratto di lavoro con la badanteBuste paga o ricevute del compensoBonifici o assegni (pagamenti tracciabili)Obbligo tracciabilitaPer la detrazione assistenza, il pagamento deve essere tracciabile:Bonifico bancario o postaleAssegno bancario o circolareCarte di credito/debitoLa deduzione contributi INPS non richiede pagamento tracciabile (i contributi si versano gia tramite MAV). Come Compilare il 730Le due agevolazioni vanno indicate in sezioni diverse del 730.Deduzione contributi INPSI contributi INPS deducibili vanno indicati nel quadro E, Sezione II (oneri deducibili), rigo E23.Detrazione assistenzaLe spese per assistenza a non autosufficienti vanno indicate nel quadro E, Sezione I (oneri detraibili), righi E8-E10, con codice 15.730 precompilatoI contributi INPS sono generalmente gia presenti nel 730 precompilato (comunicati dall’INPS). Le spese per assistenza invece non sono precompilate e vanno inserite manualmente.Domande Frequenti su Badante e Colf nel 730Posso avere sia la deduzione che la detrazione?Si, se la badante assiste una persona non autosufficiente puoi:Dedurre i contributi INPS (fino a 1.549,37 euro)Detrarre le spese di assistenza (19% su max 2.100 euro)Se la badante assiste mia madre che vive da sola?Puoi usufruire delle agevolazioni se sei tu a sostenere le spese, anche se la persona assistita non convive con te. L’importante e che risulti dal contratto e dai pagamenti.Ho due badanti per mio padre: posso raddoppiare?No, il limite di 2.100 euro per la detrazione e riferito alla persona assistita, non al numero di badanti. Anche con piu assistenti, la detrazione massima resta 399 euro.La colf che pulisce casa da diritto alla detrazione?No, la detrazione per assistenza (19%) spetta solo per l’assistenza a persone non autosufficienti. Per la colf puoi solo dedurre i contributi INPS. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a gestire correttamente le agevolazioni per badanti e colf nel 730.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e DetrazioniCAFPagamento Disoccupazione Agricola 2026: Quando ArrivaIl pagamento disoccupazione agricola è l’aspetto che più interessa a chi ha presentato la domanda: quando arrivano i soldi? In che modo vengono erogati? Quanto si deve aspettare? In questa guida ti spieghiamo le tempistiche di pagamento dell’INPS, le modalità di accredito e cosa fare se il pagamento tarda ad arrivare. Per la guida completa sulla prestazione, consulta il nostro articolo sulla disoccupazione agricola 2026. Indice dei contenutiQuando viene pagata la disoccupazione agricolaModalità di pagamento dell’INPSImporto netto: cosa viene accreditatoRitardo nel pagamento: cosa fareCalendario pagamenti 2026Domande frequenti sui pagamentiQuando viene pagata la disoccupazione agricolaIl pagamento della disoccupazione agricola non avviene immediatamente dopo la presentazione della domanda. L’INPS necessita di tempo per verificare i requisiti, controllare le giornate lavorate e calcolare l’importo spettante. In genere, i pagamenti iniziano tra giugno e luglio dell’anno in cui è stata presentata la domanda.Considerando che la domanda di disoccupazione agricola va presentata entro il 31 marzo, il tempo di attesa medio è di circa 3-6 mesi dalla presentazione. Questo periodo può variare a seconda del volume di domande ricevute dalla sede INPS provinciale e dalla complessità della verifica. Le domande presentate all’inizio dell’anno (gennaio-febbraio) tendono a essere elaborate prima rispetto a quelle dell’ultimo momento (marzo). Modalità di pagamento dell’INPSIl pagamento della disoccupazione agricola viene effettuato dall’INPS tramite accredito diretto sul conto corrente indicato nella domanda. È fondamentale che l’IBAN inserito sia corretto e intestato al richiedente. Un errore nell’IBAN è una delle cause più frequenti di ritardo nel pagamento della disoccupazione agricola.A differenza della NASpI, che viene erogata mensilmente, la disoccupazione agricola viene pagata in un’unica soluzione o, in alcuni casi, in due rate. L’intero importo calcolato per l’anno di riferimento viene accreditato in un’unica operazione, rendendo il bonifico spesso consistente. Per sapere quanto aspettarti, consulta la nostra guida sul calcolo della disoccupazione agricola. Importo netto: cosa viene accreditatoL’importo accreditato sul conto corrente è l’importo netto della disoccupazione agricola, ovvero il lordo meno le trattenute obbligatorie. Le principali voci che riducono l’importo lordo sono:Contributi figurativi: il 9% viene trattenuto a titolo di contribuzione previdenziale (utile per la futura pensione)Ritenute IRPEF: l’imposta sul reddito viene calcolata in base all’aliquota marginale del lavoratoreEventuali addizionali regionali e comunaliIn media, l’importo netto si aggira intorno al 75-85% dell’importo lordo calcolato. Per una stima precisa del tuo importo netto, il CAF Centro Fiscale può effettuare un calcolo personalizzato tenendo conto della tua situazione fiscale complessiva. Ritardo nel pagamento: cosa fareSe il pagamento della disoccupazione agricola non arriva nei tempi previsti, non farti prendere dal panico. Ci sono diverse ragioni che possono causare ritardi e altrettante azioni che puoi intraprendere. Le cause più comuni di ritardo includono:IBAN errato o conto chiuso: il bonifico viene restituito e l’INPS deve rielaborarloVerifiche aggiuntive: l’INPS sta controllando dati discordanti con le dichiarazioni del datore di lavoroAlto volume di domande: nelle annate con molti richiedenti, i tempi si allunganoErrori nella domanda: campi compilati in modo errato richiedono integrazioniSe sono trascorsi più di 6 mesi dalla presentazione della domanda senza ricevere il pagamento della disoccupazione agricola, è il momento di agire. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare lo stato della tua pratica direttamente con l’INPS, individuare eventuali problemi e sollecitare la lavorazione. Non restare in attesa passiva: contattaci per un controllo gratuito della tua posizione.Calendario pagamenti 2026Sulla base degli anni precedenti e delle informazioni disponibili, ecco le tempistiche indicative per il pagamento della disoccupazione agricola 2026 (relativa all’anno 2025):Gennaio – Marzo 2026: periodo di presentazione delle domandeAprile – Maggio 2026: l’INPS elabora e verifica le domande ricevuteGiugno – Luglio 2026: primi pagamenti per le domande presentate a gennaio-febbraioAgosto – Settembre 2026: pagamenti per le domande di febbraio-marzoOttobre – Dicembre 2026: pagamenti residui e recupero ritardiQueste date sono indicative e possono variare in base alla sede INPS di competenza. Il modo più affidabile per conoscere lo stato del tuo pagamento disoccupazione agricola è rivolgersi al CAF Centro Fiscale, che può accedere al fascicolo della tua pratica e fornirti informazioni precise. Domande frequenti sui pagamentiLa disoccupazione agricola si paga in una volta sola?Sì, nella maggior parte dei casi il pagamento della disoccupazione agricola avviene in un’unica soluzione. Solo in rari casi l’INPS suddivide l’importo in due rate.Come verifico se il pagamento è stato disposto?Il CAF Centro Fiscale può verificare lo stato della tua pratica e controllare se l’INPS ha già disposto il bonifico. Contattaci al 0432 1638640 per un controllo rapido.Cosa faccio se l’IBAN nella domanda è sbagliato?Se ti accorgi dell’errore prima del pagamento, contatta immediatamente il CAF Centro Fiscale che provvederà a comunicare l’IBAN corretto all’INPS. Se il bonifico è già partito verso un IBAN errato, i tempi si allungano ma l’importo non va perduto.Verifica il tuo pagamento con il CAF Centro FiscaleAttendi il pagamento della disoccupazione agricola e vuoi sapere a che punto è la tua pratica? Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica lo stato della domanda e ti aggiorna sulle tempistiche. Servizio disponibile sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-04 09:00:002026-06-04 09:00:00Pagamento Disoccupazione Agricola 2026: Quando ArrivaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIAffitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniAffitto nel 730 2026: Detrazioni per InquiliniSe paghi un affitto per la tua abitazione principale, puoi avere diritto a una detrazione fiscale nel 730/2026. La normativa prevede diverse agevolazioni per gli inquilini, con importi che variano in base al reddito e alla tipologia di contratto.Le detrazioni per l’affitto sono pensate per alleggerire il peso del canone di locazione sui redditi piu bassi. Vediamo nel dettaglio quali agevolazioni sono disponibili e come richiederle.Indice dei contenutiTipi di detrazione affittoDetrazione generale inquiliniDetrazione canone concordatoDetrazione giovani inquiliniLavoratori trasferitiDocumenti necessariDomande frequenti Tipi di Detrazione per l’AffittoEsistono diverse tipologie di detrazione per chi paga l’affitto. Le principali sono:Detrazione generale per inquilini – per tutti gli inquilini con reddito bassoDetrazione canone concordato – per chi ha un contratto a canone concordato (3+2)Detrazione giovani inquilini – per i giovani che lasciano la casa dei genitoriDetrazione lavoratori trasferiti – per chi si trasferisce per lavoroQueste detrazioni sono alternative tra loro: non e possibile cumularle, ma puoi scegliere quella piu vantaggiosa. Detrazione Generale per InquiliniLa detrazione generale spetta a tutti gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, a prescindere dal tipo di contratto.Importi 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro300 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro150 euroOltre 30.987,41 euroNessuna detrazioneRequisitiContratto di locazione regolarmente registratoL’immobile deve essere l’abitazione principaleReddito complessivo entro i limiti indicati Detrazione per Contratti a Canone ConcordatoSe hai un contratto a canone concordato (tipicamente 3+2), puoi usufruire di una detrazione piu alta.Importi 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro495,80 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro247,90 euroCos’e il canone concordatoIl contratto a canone concordato prevede un canone calmierato, stabilito sulla base di accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini. Il contratto ha durata minima di 3 anni + 2 di rinnovo. Detrazione per Giovani InquiliniI giovani tra 20 e 31 anni che stipulano un contratto di locazione per l’abitazione principale possono beneficiare di una detrazione specifica.RequisitiEta compresa tra 20 e 31 anni (non compiuti)Reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euroL’immobile deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitoriContratto regolarmente registratoImporto detrazioneLa detrazione e pari al 20% del canone annuo, con un minimo di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro.DurataLa detrazione spetta per i primi 4 anni di contratto (non necessariamente consecutivi). Detrazione per Lavoratori TrasferitiI lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro possono beneficiare di una detrazione specifica.RequisitiTrasferimento della residenza nel comune di lavoro (o in comune limitrofo)Il nuovo comune deve distare almeno 100 km dal precedenteIl nuovo comune deve essere in una regione diversaContratto di lavoro dipendenteImporti 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro991,60 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro495,80 euroDurataLa detrazione spetta per i primi 3 anni dal trasferimento della residenza.Documenti NecessariPer richiedere la detrazione affitto devi presentare al CAF la documentazione relativa al contratto e ai pagamenti.Documenti richiestiContratto di locazione registratoRicevute dei canoni pagati o bonificiAttestazione del proprietario dei canoni ricevuti (facoltativa)Residenza anagrafica nell’immobilePer giovani inquiliniDocumento che attesti l’etaStato di famiglia che dimostri la residenza diversa dai genitoriPer lavoratori trasferitiContratto di lavoro dipendenteCertificato di residenza che attesti il trasferimentoPrecedente indirizzo di residenza Domande Frequenti sull’Affitto nel 730Posso detrarre l’affitto se vivo con il mio compagno/a?Si, se il contratto e intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%. Se e intestato solo a uno dei due, detrae solo l’intestatario del contratto.Ho un contratto di sublocazione, posso detrarre?No, la detrazione spetta solo per i contratti di locazione stipulati direttamente con il proprietario, non per le sublocazioni.Detraggo l’intero canone annuo?No, la detrazione e un importo fisso (300, 150, 495,80 euro ecc.) che non dipende dal canone pagato, ma solo dal reddito e dal tipo di contratto.Quale detrazione scegliere se ho diritto a piu di una?Puoi scegliere la detrazione piu conveniente. Il CAF ti aiutera a individuare quella che ti fa risparmiare di piu. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alle detrazioni per l’affitto e a scegliere quella piu vantaggiosa.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili. Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-09-28 20:54:27Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniCAFDomanda Disoccupazione Agricola Online: Guida Passo PassoLa domanda disoccupazione agricola è il passaggio fondamentale per ottenere l’indennità prevista dall’INPS a favore dei lavoratori agricoli. Presentarla correttamente e nei tempi previsti è essenziale per non perdere il diritto alla prestazione. La scadenza tassativa è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione. In questa guida passo passo ti spieghiamo come funziona la procedura, quali documenti servono e perché affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine è la scelta più sicura. Per la guida completa, consulta il nostro articolo sulla disoccupazione agricola 2026. Indice dei contenutiLa scadenza: entro il 31 marzoDocumenti necessari per la domandaLa procedura di presentazioneErrori comuni da evitareDopo la presentazione: cosa succedeDomande frequenti sulla domandaLa scadenza: entro il 31 marzoLa domanda di disoccupazione agricola segue tempistiche diverse rispetto alla NASpI. Mentre la NASpI va richiesta entro 68 giorni dalla perdita del lavoro, la domanda di disoccupazione agricola si presenta sempre entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Ad esempio, per la disoccupazione relativa al 2025, la scadenza è il 31 marzo 2026.Questa scadenza è tassativa e inderogabile: presentare la domanda disoccupazione agricola anche un solo giorno dopo il 31 marzo comporta la perdita completa del diritto all’indennità per quell’anno. Non esistono proroghe né eccezioni. Per questo motivo, è fondamentale muoversi con anticipo e non ridursi all’ultimo momento. Il CAF Centro Fiscale consiglia di iniziare la raccolta documenti già a gennaio-febbraio per avere tutto pronto con largo anticipo. Documenti necessari per la domandaPer presentare la domanda di disoccupazione agricola servono diversi documenti che il CAF Centro Fiscale ti aiuta a raccogliere. Ecco l’elenco completo di tutto ciò che devi preparare:Documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente o passaporto)Codice fiscale o tessera sanitariaPermesso di soggiorno valido (per cittadini extracomunitari)IBAN del conto corrente su cui ricevere il pagamentoBuste paga dell’anno di riferimento (utili per verificare la retribuzione)Dichiarazione del datore di lavoro attestante le giornate lavorateEventuali certificati di malattia, maternità o infortunio del periodoNon tutti questi documenti sono obbligatori in ogni caso: il CAF Centro Fiscale valuta la tua situazione specifica e ti indica esattamente cosa portare. In molti casi, i dati relativi alle giornate lavorate e ai contributi possono essere recuperati direttamente dall’estratto contributivo INPS, senza bisogno di richiedere nulla al datore di lavoro. La procedura di presentazioneLa domanda di disoccupazione agricola viene trasmessa per via telematica all’INPS. La procedura prevede la compilazione del modello SR85, che contiene tutti i dati del lavoratore, le informazioni sul rapporto di lavoro e le coordinate bancarie per il pagamento.Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine per la presentazione della domanda disoccupazione agricola significa avere la garanzia che ogni campo sia compilato correttamente. I nostri operatori verificano preventivamente i requisiti, controllano la coerenza dei dati con l’estratto contributivo INPS e trasmettono la domanda assicurandosi che venga accettata dal sistema. Tutto il processo si svolge senza che tu debba preoccuparti di aspetti tecnici o burocratici.Il servizio è disponibile sia presso il nostro ufficio di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, sia online per chi risiede fuori dal Friuli. Per la pratica da remoto è sufficiente inviare i documenti in formato digitale e il CAF si occupa di tutto il resto. Errori comuni da evitareLa domanda di disoccupazione agricola può essere respinta o ritardata a causa di errori nella compilazione. Ecco i problemi più frequenti che il CAF Centro Fiscale aiuta a prevenire:IBAN errato: coordinate bancarie sbagliate o non aggiornate causano il blocco del pagamentoDati anagrafici non corrispondenti: discrepanze tra i dati nella domanda e quelli registrati all’INPSMancata verifica dei requisiti: presentare domanda senza aver controllato il possesso delle 102 giornate nel biennioRitardo nella presentazione: superare la scadenza del 31 marzo comporta la perdita del dirittoDocumentazione incompleta: mancanza del permesso di soggiorno per extracomunitari o di altri documenti richiestiOgni errore può tradursi in settimane o mesi di ritardo nell’erogazione dell’indennità. Per questo motivo, affidarsi a professionisti esperti come quelli del CAF Centro Fiscale è la scelta più prudente e sicura per proteggere i tuoi diritti.Dopo la presentazione: cosa succedeDopo la trasmissione della domanda disoccupazione agricola, l’INPS avvia il processo di verifica. L’istituto controlla i requisiti, le giornate lavorate, i contributi versati e la correttezza dei dati inseriti. Questa fase può richiedere diverse settimane.Il pagamento della disoccupazione agricola avviene generalmente tra giugno e settembre dell’anno in cui si è presentata la domanda. L’importo viene accreditato in un’unica soluzione sul conto corrente indicato. Se la domanda viene respinta, l’INPS comunica le motivazioni e, in molti casi, è possibile presentare ricorso. Anche in questa fase, il CAF Centro Fiscale ti assiste nella gestione di eventuali problematiche. Domande frequenti sulla domandaPosso presentare domanda da solo online?La procedura telematica richiede competenze specifiche e attenzione ai dettagli. Il rischio di errori che ritardano o bloccano il pagamento è concreto. Il CAF Centro Fiscale si occupa di tutto, garantendo la correttezza della domanda di disoccupazione agricola.Cosa succede se presento domanda dopo il 31 marzo?Purtroppo, il diritto alla disoccupazione agricola per quell’anno decade completamente. Non sono previste proroghe. Per questo è fondamentale iniziare la pratica con anticipo, contattando il CAF già a gennaio.Quanto costa il servizio CAF per la domanda?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre tariffe competitive per l’assistenza alla domanda disoccupazione agricola. Contattaci per conoscere i costi del servizio, che include verifica requisiti, raccolta documenti e trasmissione telematica.Presenta la domanda con il CAF Centro FiscaleNon rischiare di perdere la tua disoccupazione agricola per un errore nella domanda. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna dall’inizio alla fine: raccolta documenti, verifica requisiti e trasmissione telematica all’INPS. Servizio disponibile sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 09:00:002026-06-03 09:00:00Domanda Disoccupazione Agricola Online: Guida Passo PassoCAF, CRIPTOVALUTENFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi e Quanto Si PagaGli NFT e tasse 2026 rappresentano un tema sempre più rilevante per chi opera nel mercato dei Non-Fungible Token. Dal 2023, la Legge di Bilancio ha ufficialmente classificato gli NFT come cripto-attività, sottoponendoli agli stessi obblighi dichiarativi e fiscali previsti per Bitcoin, Ethereum e le altre criptovalute. Se possiedi NFT, li hai venduti con profitto o li hai ricevuti gratuitamente tramite airdrop, devi sapere esattamente come dichiararli nel Modello Redditi PF e quanto pagare di imposte. In questa guida completa ti spieghiamo tutto: dalla tassazione delle plusvalenze NFT con la nuova aliquota al 33%, alla compilazione del Quadro W, fino all’IVCA e al trattamento fiscale dei creator di NFT. Il Modello Redditi Criptovalute 2026 è lo strumento principale per adempiere a questi obblighi. Indice dei contenutiGli NFT sono cripto-attività: cosa dice la leggeTassazione NFT 2026: aliquota al 33% sulle plusvalenzeQuando si genera una plusvalenza sugli NFTSoglia 2.000 euro: quando le plusvalenze NON sono tassateCome dichiarare gli NFT nel Quadro W del Modello Redditi PFIVCA sugli NFT: l’imposta dello 0,2% sul valoreNFT come arte digitale vs NFT come investimentoNFT gratuiti: airdrop e mint a costo zeroCreator di NFT: come si tassano i proventi dalla creazioneRoyalties su marketplace: come dichiararleDomande frequenti su NFT e tasse 2026Gli NFT sono cripto-attività: cosa dice la leggeLa Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022, articolo 1, commi 126-147) ha introdotto un quadro normativo organico per la tassazione delle cripto-attività in Italia. La definizione di cripto-attività adottata dal legislatore è estremamente ampia e comprende “una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga”.Questa definizione include senza alcun dubbio gli NFT (Non-Fungible Token), che sono a tutti gli effetti token registrati su blockchain. Non importa se il tuo NFT rappresenta un’opera d’arte digitale, un oggetto collezionabile, un terreno virtuale nel metaverso o un biglietto per un evento: dal punto di vista fiscale italiano, è una cripto-attività e segue le stesse regole di Bitcoin e delle altre criptovalute.Prima della riforma del 2023, la situazione era molto più incerta. L’Agenzia delle Entrate non aveva mai fornito indicazioni specifiche sugli NFT, e molti contribuenti non sapevano come comportarsi. Oggi, grazie alla disciplina uniforme delle cripto-attività, le regole sono chiare: gli NFT vanno dichiarati e, in caso di plusvalenze, tassati. Se vuoi approfondire come funzionava il regime precedente, puoi leggere il nostro articolo sulla tassazione delle plusvalenze criptovalute prima della riforma. Tassazione NFT 2026: aliquota al 33% sulle plusvalenzeDal 1° gennaio 2026, la tassazione sulle plusvalenze da cripto-attività — e quindi anche sugli NFT — sale al 33%. Questa aliquota sostituisce la precedente del 26% che era in vigore dal 2023 al 2025. L’aumento è stato previsto dalla Legge di Bilancio 2025 (inizialmente si parlava del 42%, poi ridotto al 33% in sede di approvazione finale).Ma cosa significa in pratica? Quando vendi un NFT a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto, la differenza costituisce una plusvalenza. Su questa plusvalenza dovrai versare un’imposta sostitutiva del 33%. Si chiama “imposta sostitutiva” perché sostituisce l’IRPEF e le addizionali: invece di pagare le aliquote progressive ordinarie (che possono arrivare fino al 43%), paghi un’unica imposta fissa del 33%.Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Marco abbia acquistato un NFT della collezione Bored Ape per 5.000 euro nel 2023 e lo venda nel 2026 per 15.000 euro. La plusvalenza è di 10.000 euro (15.000 – 5.000). L’imposta da pagare sarà: 10.000 x 33% = 3.300 euro. Per una guida completa sulla dichiarazione crypto, consulta il nostro articolo Modello Redditi Criptovalute 2026. Quando si genera una plusvalenza sugli NFTNon tutte le operazioni con gli NFT generano un obbligo di tassazione. La plusvalenza si realizza solo in determinati momenti. Capire quando scatta l’obbligo fiscale è fondamentale per non commettere errori nella dichiarazione dei redditi.Le operazioni che generano plusvalenza tassabile sono:Vendita di un NFT a un prezzo superiore rispetto al costo di acquisto (comprese le gas fee sostenute per l’acquisto)Scambio tra NFT di diversa tipologia o collezione (considerato come vendita + riacquisto)Conversione di un NFT in criptovaluta (ad esempio, vendita su OpenSea e ricezione di ETH)Utilizzo di un NFT come mezzo di pagamento per beni o serviziAl contrario, non generano plusvalenza:Il semplice possesso di un NFT senza operazioni di vendita o scambioIl trasferimento tra wallet di proprietà dello stesso soggettoLa donazione di un NFT (che però ha regole proprie)Un aspetto importante riguarda le gas fee (le commissioni pagate sulla blockchain per completare le transazioni). Le gas fee sostenute per l’acquisto dell’NFT si sommano al costo di acquisto, riducendo la plusvalenza futura. Le gas fee sostenute per la vendita si sottraggono dal prezzo di cessione. Questo meccanismo è analogo a quello previsto per le criptovalute tradizionali. Soglia 2.000 euro: quando le plusvalenze NON sono tassateUna delle novità più importanti introdotte dalla riforma del 2023 è la soglia di esenzione di 2.000 euro. Questa regola prevede che le plusvalenze complessive da cripto-attività (inclusi gli NFT) realizzate nell’anno d’imposta non siano tassate se inferiori a 2.000 euro.Attenzione: la soglia si calcola considerando il saldo netto di tutte le operazioni in cripto-attività effettuate nell’anno. Questo significa che devi sommare tutte le plusvalenze e sottrarre tutte le minusvalenze derivanti da NFT, criptovalute, token e qualsiasi altra cripto-attività. Se il risultato è inferiore a 2.000 euro, non devi pagare l’imposta del 33%.Facciamo un esempio. Supponiamo che nell’anno 2026 Laura abbia effettuato queste operazioni:Vendita NFT CryptoPunk: plusvalenza di 3.000 euroVendita Bitcoin: minusvalenza di -1.500 euroVendita altro NFT: plusvalenza di 400 euroIl saldo netto è: 3.000 – 1.500 + 400 = 1.900 euro. Poiché il totale è inferiore a 2.000 euro, Laura non dovrà pagare alcuna imposta sulle plusvalenze. Se invece il saldo fosse stato di 2.100 euro, l’imposta si sarebbe applicata sull’intero importo (2.100 x 33% = 693 euro), non solo sulla parte eccedente i 2.000 euro. È quindi una franchigia, non una deduzione.Importante: anche se le plusvalenze sono sotto la soglia dei 2.000 euro, resta comunque l’obbligo di dichiarare il possesso degli NFT nel Quadro W ai fini del monitoraggio fiscale e dell’IVCA. Come dichiarare gli NFT nel Quadro W del Modello Redditi PFLa dichiarazione degli NFT avviene attraverso il Quadro W del Modello Redditi PF. Questo quadro, introdotto con la riforma, ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto-attività e serve sia per il monitoraggio fiscale sia per il calcolo dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività). Se utilizzi il modello 730, sappi che dal 2024 esiste il Quadro W anche nel 730.Ecco i passaggi per compilare correttamente il Quadro W per i tuoi NFT:1. Raccogli le informazioni necessarie. Per ogni NFT posseduto al 31 dicembre dell’anno d’imposta (o venduto durante l’anno), ti serviranno: il nome o identificativo dell’NFT, la blockchain su cui è registrato (Ethereum, Solana, Polygon, ecc.), il wallet che lo detiene, il valore di acquisto in euro, il valore al 31 dicembre in euro e le eventuali date di acquisto e vendita.2. Compila il rigo W del Quadro W. Per ogni cripto-attività (o gruppo omogeneo) devi indicare:Colonna 1 (Codice individuazione): il codice “14” per le cripto-attivitàColonna 3 (Valore iniziale): il valore in euro al 1° gennaio (o alla data di acquisto se successiva)Colonna 4 (Valore finale): il valore in euro al 31 dicembre (o alla data di vendita se precedente)Colonna 7 (IVCA dovuta): il risultato del calcolo IVCA (0,2% del valore finale)3. Determina il valore dell’NFT in euro. Questo è spesso l’aspetto più complesso. Se l’NFT è stato acquistato con criptovaluta (es. ETH), il valore in euro si calcola al cambio del giorno dell’operazione. Per il valore al 31 dicembre, puoi utilizzare il floor price della collezione sul marketplace di riferimento (OpenSea, Magic Eden, ecc.) convertito in euro al cambio del giorno. Se l’NFT non ha un mercato liquido, puoi utilizzare il prezzo dell’ultimo scambio disponibile.4. Calcola le plusvalenze nel Quadro RT. Se hai venduto NFT durante l’anno con profitto, le plusvalenze vanno indicate anche nella Sezione II del Quadro RT, dove si calcola l’imposta sostitutiva del 33%. Per chi ha operato su exchange come Binance o Coinbase, può essere utile consultare le nostre guide specifiche sulla dichiarazione redditi Binance 2026 e sulla dichiarazione redditi Coinbase 2026. IVCA sugli NFT: l’imposta dello 0,2% sul valoreOltre alla tassazione sulle plusvalenze, chi possiede NFT deve pagare anche l’IVCA — Imposta sul Valore delle Cripto-Attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale, simile all’IVAFE che si applica ai conti esteri, pari allo 0,2% annuo del valore delle cripto-attività detenute al 31 dicembre dell’anno d’imposta.Il calcolo è proporzionale al periodo di detenzione nell’anno. Se hai posseduto un NFT per tutto l’anno (365 giorni), paghi lo 0,2% pieno. Se lo hai posseduto per 6 mesi, paghi la metà. La formula è: Valore al 31/12 x 0,2% x (giorni di possesso / 365).Facciamo un esempio pratico. Giovanni possiede un NFT dal 1° luglio 2026 al 31 dicembre 2026 (184 giorni). Il valore dell’NFT al 31 dicembre è di 10.000 euro. L’IVCA dovuta sarà: 10.000 x 0,2% x (184/365) = 10,08 euro. Come vedi, per importi contenuti l’IVCA è molto bassa, ma può diventare significativa per collezioni di alto valore.L’IVCA va indicata nel Quadro W del Modello Redditi PF e si versa tramite il modello F24 con il codice tributo 1727. I termini di versamento seguono quelli dell’imposta sui redditi (30 giugno, con possibilità di rateizzazione). Per approfondire il funzionamento dell’IVCA in relazione ad altre cripto-attività, consulta la guida sulla dichiarazione crypto nel 730.NFT come arte digitale vs NFT come investimentoNel mondo degli NFT convivono realtà molto diverse: c’è chi acquista un’opera d’arte digitale per collezionismo, chi compra token legati a giochi play-to-earn, chi investe in terreni virtuali nel metaverso e chi specula sulle fluttuazioni di prezzo delle collezioni più popolari. Dal punto di vista fiscale, tuttavia, la distinzione più rilevante è quella tra NFT detenuti come investimento e NFT utilizzati per finalità personali.La normativa italiana attuale non opera una distinzione esplicita tra queste due tipologie. Tutti gli NFT, indipendentemente dalla loro natura, rientrano nella definizione di cripto-attività e sono soggetti agli stessi obblighi dichiarativi e fiscali. Questa è una differenza importante rispetto ad altri paesi (come il Regno Unito), dove gli NFT acquistati per uso personale possono godere di esenzioni.In Italia, dunque, sia che tu possieda un CryptoPunk da 100.000 euro come investimento, sia che tu abbia acquistato un NFT da 50 euro come avatar per i social media, gli obblighi sono gli stessi: dichiarazione nel Quadro W, pagamento dell’IVCA e, in caso di vendita con profitto, tassazione della plusvalenza al 33%. Questo approccio è stato criticato da diversi esperti, ma al momento la legge non prevede eccezioni. NFT gratuiti: airdrop e mint a costo zeroMolti utenti ricevono NFT gratuitamente, attraverso airdrop (distribuzione gratuita di token), mint gratuiti (coniazione senza costo di acquisto, pagando solo le gas fee) o programmi di fidelizzazione. Questi casi presentano regole fiscali specifiche che è importante conoscere.Quando ricevi un NFT gratis tramite airdrop, il suo valore di acquisizione è pari a zero euro. Questo ha una conseguenza importante: se in futuro lo venderai, l’intera somma ricavata dalla vendita costituirà plusvalenza. Ad esempio, se ricevi un NFT in airdrop e lo vendi dopo un anno per 5.000 euro, la plusvalenza sarà di 5.000 euro (5.000 – 0 = 5.000), su cui pagherai il 33% di imposta, ossia 1.650 euro.Per i mint gratuiti, il discorso è simile, ma con una sfumatura: le gas fee pagate per completare il mint possono essere considerate come costo di acquisizione. Se hai pagato 30 euro di gas fee per mintare un NFT gratuito, il tuo costo di acquisto sarà 30 euro, e la plusvalenza futura si calcolerà sottraendo questa cifra dal prezzo di vendita.In entrambi i casi, l’obbligo di dichiarazione nel Quadro W sussiste dal momento in cui l’NFT entra nel tuo wallet, anche se il suo valore è minimo. L’IVCA si calcola sul valore al 31 dicembre, che potrebbe essere molto diverso da zero se nel frattempo la collezione ha acquisito valore di mercato.Creator di NFT: come si tassano i proventi dalla creazioneLa situazione fiscale cambia radicalmente se non sei un semplice acquirente o venditore di NFT, ma un creator — cioè la persona che crea e vende NFT originali. In questo caso, i proventi dalla vendita degli NFT che hai creato non sono plusvalenze da cripto-attività, ma costituiscono reddito d’impresa o reddito di lavoro autonomo, a seconda di come è strutturata la tua attività.Se crei e vendi NFT in modo abituale e organizzato — ad esempio sei un artista digitale che produce regolarmente collezioni NFT — i proventi saranno generalmente qualificati come reddito d’impresa e dovrai:Aprire una partita IVA con codice ATECO appropriato (generalmente 90.03.09 per attività artistiche o 62.01.00 per attività informatiche)Emettere fattura per ogni vendita (o documento commerciale equivalente)Dichiarare i proventi nel Quadro RF (reddito d’impresa) del Modello RedditiVersare IVA, IRPEF e contributi previdenzialiSe invece la creazione di NFT è un’attività occasionale (un singolo progetto, poche vendite nell’anno), i proventi possono essere qualificati come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67 del TUIR, senza necessità di partita IVA (entro il limite di 5.000 euro annui per l’obbligo contributivo). In ogni caso, è fondamentale distinguere tra il reddito derivante dalla creazione dell’NFT (che è reddito d’impresa/lavoro autonomo) e le eventuali plusvalenze derivanti dalla successiva rivendita di NFT acquistati da terzi (che seguono le regole delle cripto-attività al 33%). Chi ha già una partita IVA in regime forfettario, può includere i proventi dalla vendita di NFT nella propria attività. Royalties su marketplace: come dichiararleUna delle caratteristiche uniche degli NFT è la possibilità per il creator di percepire royalties sulle vendite successive. Quando un artista crea un NFT e lo vende per la prima volta, può impostare una percentuale di royalty (tipicamente dal 2,5% al 10%) che riceverà automaticamente ogni volta che l’NFT viene rivenduto su un marketplace che supporta questa funzionalità.Le royalties da NFT hanno un trattamento fiscale specifico. Non si tratta di plusvalenze da cripto-attività, ma di proventi derivanti dallo sfruttamento economico di un’opera. La qualificazione fiscale dipende dalla situazione del creator:Creator con partita IVA: le royalties confluiscono nel reddito d’impresa o di lavoro autonomo e vanno fatturate e dichiarate come gli altri proventi dell’attivitàCreator occasionale: le royalties possono essere qualificate come redditi diversi (art. 67 TUIR) se l’attività non è abitualeRoyalties su opere dell’ingegno: se l’NFT è qualificabile come opera dell’ingegno (opera d’arte, software, musica), le royalties possono rientrare nella disciplina del diritto d’autore (art. 53, comma 2, lettera b, TUIR), con una deduzione forfettaria del 25% (o 40% se il creator ha meno di 35 anni)Va notato che molti marketplace (come OpenSea) hanno reso le royalties opzionali per gli acquirenti, riducendo significativamente i ricavi per i creator. Tuttavia, quando le royalties vengono effettivamente percepite, l’obbligo dichiarativo resta. Le royalties ricevute in criptovaluta (es. ETH) devono essere convertite in euro al cambio del giorno di ricezione per determinare il reddito imponibile.Domande frequenti su NFT e tasse 2026 Devo dichiarare gli NFT che non ho venduto?Sì, il semplice possesso di NFT va dichiarato nel Quadro W del Modello Redditi PF, anche se non li hai venduti e non hai realizzato alcuna plusvalenza. Questo obbligo serve ai fini del monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). La mancata dichiarazione può comportare sanzioni.Come si calcola il valore di un NFT al 31 dicembre?Il valore di un NFT al 31 dicembre si determina utilizzando il prezzo di mercato alla data. Puoi utilizzare il floor price della collezione su un marketplace riconosciuto (OpenSea, Magic Eden, Blur), convertito in euro al cambio del giorno. Se l’NFT non ha un mercato attivo, puoi utilizzare l’ultimo prezzo di scambio disponibile o, in assenza, il costo di acquisto originale.Posso compensare le minusvalenze da NFT con le plusvalenze crypto?Sì, poiché gli NFT sono classificati come cripto-attività, le minusvalenze derivanti dalla vendita di NFT possono essere compensate con le plusvalenze da criptovalute e viceversa. Se in un anno hai una minusvalenza netta, puoi riportarla nei 4 anni successivi per compensare eventuali plusvalenze future. Questo vale anche per la rivalutazione delle criptovalute.Un NFT regalato va dichiarato?Sì, un NFT ricevuto in regalo (donazione) va dichiarato nel Quadro W dal momento in cui entra nel tuo wallet. Il valore di acquisizione per il calcolo di eventuali future plusvalenze sarà il valore di mercato al momento della donazione. Inoltre, le donazioni di cripto-attività possono essere soggette all’imposta sulle donazioni, con le stesse franchigie previste per le donazioni tradizionali (1 milione di euro tra genitori e figli).Cosa rischio se non dichiaro i miei NFT?La mancata dichiarazione degli NFT nel Quadro W comporta sanzioni che variano dal 3% al 15% del valore non dichiarato (raddoppiate se i fondi sono detenuti in paesi a fiscalità privilegiata). In caso di plusvalenze non dichiarate, si aggiungono le sanzioni per infedele dichiarazione (dal 90% al 180% dell’imposta non versata) più gli interessi di mora. È quindi fondamentale mettersi in regola.Posso usare il 730 per dichiarare gli NFT?Dal 2024, è possibile utilizzare il 730 con il Quadro W per dichiarare le cripto-attività, inclusi gli NFT, ai fini del monitoraggio e dell’IVCA. Tuttavia, se hai realizzato plusvalenze da vendita di NFT, dovrai necessariamente utilizzare il Modello Redditi PF (che include il Quadro RT per il calcolo dell’imposta sostitutiva). Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a scegliere il modello più adatto alla tua situazione.Hai NFT da dichiarare? Il CAF Centro Fiscale ti aiutaLa dichiarazione degli NFT e delle cripto-attività richiede competenze specifiche che non tutti i professionisti possiedono. Al CAF Centro Fiscale di Udine abbiamo un team dedicato alla fiscalità crypto e NFT, in grado di assisterti nella compilazione del Quadro W, nel calcolo delle plusvalenze e dell’IVCA, e nella corretta qualificazione dei tuoi redditi da NFT.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine — Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Articoli correlatiModello Redditi Criptovalute 2026: Guida Completa Quadro RT e RW730 e Criptovalute 2026: Come Dichiarare Bitcoin e Crypto nel Quadro RWQuadro W del 730/2026: Guida CompletaCome funziona la rivalutazione delle criptovalute al 18%Tassazione Plusvalenze Criptovalute Prima della RiformaDichiarazione Redditi Binance 2026ISEE 2026 e Criptovalute: Guida CompletaGiugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 14:00:002026-04-18 15:28:04NFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi e Quanto Si PagaCAF, CALCOLO E CONTROLLO BUSTE PAGHEDetrazioni Lavoro Dipendente 2026: Importi, Novità e Come Cambiano in Busta PagaSe sei un lavoratore dipendente e vuoi capire quante tasse paghi davvero e quanto ti rimane in busta paga, devi conoscere le detrazioni per lavoro dipendente. Nel 2026 ci sono importanti novità che influenzano direttamente il tuo stipendio netto: dalla riforma degli scaglioni IRPEF entrata a pieno regime, agli importi aggiornati delle detrazioni di base. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere, con esempi pratici e tabelle chiare.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa sono le detrazioni per lavoro dipendenteLe detrazioni per lavoro dipendente sono riduzioni dell’imposta IRPEF che spettano automaticamente a tutti i lavoratori dipendenti, ai pensionati e ad alcune categorie assimilate. In parole semplici: lo Stato riconosce che chi lavora ha spese fisse legate al lavoro (trasporti, abbigliamento professionale, ecc.) e quindi riduce la tassa da pagare.A differenza delle deduzioni (che abbassano il reddito imponibile, cioè la base su cui si calcola la tassa), le detrazioni abbassano direttamente l’imposta finale. Questo le rende particolarmente vantaggiose: ogni euro di detrazione vale un euro in meno di IRPEF da pagare.Esistono due grandi categorie di detrazioni:Detrazioni per tipo di reddito: spettano in base alla fonte del reddito (lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo)Detrazioni per oneri e spese: spettano per spese specifiche sostenute (spese mediche, interessi mutuo, bonus ristrutturazioni, ecc.)In questo articolo ci concentriamo sulle detrazioni per tipo di reddito da lavoro dipendente, quelle che il tuo datore di lavoro applica automaticamente ogni mese nel calcolo del cedolino paga. La riforma IRPEF 2024-2026: i tre scaglioni vigentiPrima di parlare delle detrazioni, è utile capire su cosa vengono applicate. Il sistema IRPEF italiano tassa il reddito in modo progressivo: più guadagni, più paghi, ma solo sulle fasce superiori.Con la riforma introdotta dal D.Lgs. 216/2023 (Riforma fiscale 2024), siamo passati da quattro a tre scaglioni IRPEF, vigenti anche nel 2026:Scaglione di redditoAliquota IRPEFEsempio imposta (solo su quella fascia)Fino a 28.000 euro23%Su 28.000 euro: 6.440 euroDa 28.001 a 50.000 euro35%Su 22.000 euro: 7.700 euroOltre 50.000 euro43%Su ogni euro oltre 50.000Prima del 2024 esisteva anche lo scaglione al 25% (da 15.001 a 28.000 euro). La sua eliminazione, unita all’innalzamento delle detrazioni per lavoro dipendente, ha portato un beneficio netto per la maggior parte dei lavoratori con redditi medio-bassi.Importante: le aliquote si applicano in modo progressivo, non sul reddito totale. Un lavoratore con 40.000 euro di reddito paga il 23% sui primi 28.000 e il 35% sui restanti 12.000, non il 35% su tutto. Detrazioni lavoro dipendente 2026: gli importi aggiornatiLa detrazione per lavoro dipendente non è un importo fisso per tutti. Dipende dal tuo reddito complessivo annuo e si riduce all’aumentare del reddito, fino ad azzerarsi oltre una certa soglia. Ecco come funziona nel 2026: Detrazione base per redditi fino a 15.000 euroPer i lavoratori con reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro, la detrazione è pari a 1.955 euro, purché l’imposta lorda calcolata non sia inferiore alla detrazione stessa.Questa è la fascia della no tax area: i lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 8.500 euro non pagano IRPEF, perché la detrazione copre interamente l’imposta dovuta. In pratica, fino a 8.500 euro di reddito annuo lordo, il lavoratore è esente da IRPEF.Detrazione per redditi da 15.001 a 28.000 euroPer redditi compresi tra 15.001 e 28.000 euro, la detrazione non è fissa ma viene calcolata con una formula che la riduce progressivamente. L’importo parte da 1.955 euro e si abbassa all’aumentare del reddito.La formula di calcolo è:Detrazione = 1.910 × [(28.000 – reddito complessivo) / (28.000 – 15.000)] + 1.190 × importo aggiuntivoPer semplificare, ecco una tabella orientativa degli importi approssimativi per questa fascia di reddito:Reddito annuo lordoDetrazione approssimativaNo tax area?Fino a 8.500 euroPari all’imposta dovuta (esente)Sì10.000 eurocirca 1.840 euroNo15.000 euro1.955 euro (massimo)No20.000 eurocirca 1.500 euroNo25.000 eurocirca 900 euroNo28.000 eurocirca 600 euroNoDetrazione per redditi da 28.001 a 50.000 euroNella fascia da 28.001 a 50.000 euro, la detrazione si riduce ulteriormente in modo progressivo. A 50.000 euro di reddito, la detrazione è teoricamente pari a zero.Tuttavia, per i redditi compresi tra 25.001 e 35.000 euro, a partire dal 2024 è stata introdotta una ulteriore detrazione aggiuntiva di 65 euro (prevista dalla riforma fiscale come misura di compensazione per la fascia di reddito che aveva beneficiato meno della riduzione degli scaglioni IRPEF).Oltre i 50.000 euro: detrazione azzerataPer redditi superiori a 50.000 euro, la detrazione da lavoro dipendente è pari a zero. Il lavoratore con redditi alti non beneficia di questa agevolazione. Può tuttavia detrarre altre spese specifiche (interessi mutuo, spese mediche, ecc.).La novità del 2024 rimasta in vigore nel 2026: addio allo scaglione al 25%La modifica più rilevante degli ultimi anni per i lavoratori dipendenti è l’eliminazione dello scaglione IRPEF al 25%. Prima del 2024, la fascia di reddito da 15.001 a 28.000 euro era tassata al 25%. Dal 2024 questa fascia è stata accorpata alla prima (23%), con un risparmio concreto per chi guadagna tra 15.000 e 28.000 euro.Esempio concreto: un lavoratore con reddito di 25.000 euro pagava, prima del 2024, il 23% sui primi 15.000 euro (3.450 euro) e il 25% sui successivi 10.000 euro (2.500 euro), per un totale di 5.950 euro. Dal 2024 paga il 23% su tutti i 25.000 euro: 5.750 euro. Risparmio: 200 euro l’anno.Questo vantaggio è confermato per il 2026: la struttura a tre scaglioni rimane invariata. Come si calcola la detrazione in busta paga ogni meseIl datore di lavoro (o il consulente del lavoro che gestisce le paghe) calcola e applica automaticamente le detrazioni ogni mese. Ecco il meccanismo semplificato:Calcolo del reddito lordo mensile: stipendio base + eventuali indennità + straordinariProiezione annua: il reddito mensile viene moltiplicato per 12 (o per i mesi di lavoro previsti) per stimare il reddito annuoCalcolo della detrazione annua spettante: in base alla fascia di reddito annuo stimatoDivisione mensile: la detrazione annua viene divisa per 12 e applicata ogni meseConguaglio a fine anno: a dicembre (o alla cessazione del rapporto) si effettua il ricalcolo definitivo, restituendo eventuali detrazioni non godute o recuperando quelle eccedentiIl risultato in busta paga è che l’IRPEF trattenuta dal datore di lavoro è già “scontata” delle detrazioni spettanti. Non devi fare nulla: è automatico.Attenzione al part-time e ai lavori stagionali: se lavori part-time o hai un contratto di pochi mesi, le detrazioni vengono ragguagliate ai giorni di lavoro effettivi. Questo può creare situazioni in cui il conguaglio di fine anno porta a versare IRPEF aggiuntiva (se si è goduto di detrazioni eccessive) o a ricevere rimborsi. Esempio pratico: quanto cambia in busta paga nel 2026Vediamo tre esempi concreti per capire l’impatto delle detrazioni sulla busta paga mensile netta nel 2026.Caso 1: lavoratore con stipendio annuo lordo di 20.000 euroImmaginiamo Marco, impiegato part-time con stipendio lordo annuo di 20.000 euro (circa 1.538 euro lordi al mese su 13 mensilità).Reddito lordo annuo: 20.000 euroIRPEF lorda (23% su 20.000): 4.600 euroDetrazione lavoro dipendente spettante: circa 1.500 euro (fascia 15.001-28.000 euro)IRPEF netta annua: 4.600 – 1.500 = 3.100 euroAddizionali regionali e comunali (stima media): circa 300 euroTrattenute IRPEF complessive mensili: circa 283 euro al meseCaso 2: lavoratore con stipendio annuo lordo di 30.000 euroSara lavora a tempo pieno con un reddito annuo lordo di 30.000 euro.Reddito lordo annuo: 30.000 euroIRPEF lorda: (28.000 × 23%) + (2.000 × 35%) = 6.440 + 700 = 7.140 euroDetrazione lavoro dipendente spettante: circa 400 euro (fascia 28.001-50.000 euro)Ulteriore detrazione aggiuntiva (fascia 25.001-35.000): 65 euroIRPEF netta annua: 7.140 – 400 – 65 = 6.675 euroAddizionali: circa 450 euroTrattenute mensili: circa 594 euro al meseCaso 3: lavoratore con stipendio annuo lordo di 45.000 euroLuca è quadro aziendale con un reddito di 45.000 euro l’anno.Reddito lordo annuo: 45.000 euroIRPEF lorda: (28.000 × 23%) + (17.000 × 35%) = 6.440 + 5.950 = 12.390 euroDetrazione lavoro dipendente spettante: circa 50 euro (quasi azzerata)IRPEF netta annua: 12.390 – 50 = 12.340 euroAddizionali: circa 700 euroTrattenute mensili: circa 1.086 euro al meseCome si vede chiaramente, la detrazione è tanto più vantaggiosa quanto più basso è il reddito. Per i redditi medio-alti il suo peso si riduce significativamente.Detrazioni per familiari a carico: cosa cambia nel 2026Oltre alla detrazione base per tipo di reddito, i lavoratori dipendenti possono beneficiare di detrazioni aggiuntive per familiari fiscalmente a carico. Nel 2026 valgono le seguenti regole: Coniuge a caricoSe il coniuge (o la parte di un’unione civile) ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro, è considerato fiscalmente a carico. In questo caso spetta una detrazione di 950 euro (modulata in base al reddito del richiedente).La detrazione per il coniuge a carico si riduce all’aumentare del reddito del lavoratore e si azzera oltre i 40.000 euro circa. Per i redditi superiori a 80.000 euro, la detrazione è completamente azzerata.Figli a carico: attenzione alla riforma Assegno UnicoQuesto è uno dei punti che genera più confusione. Dal 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni per figli a carico fino a 21 anni sono state abolite e sostituite dall’assegno mensile INPS.In busta paga, quindi, non trovi più la detrazione per figli minori di 21 anni. L’Assegno Unico viene erogato direttamente dall’INPS ogni mese sul conto corrente del genitore richiedente.Rimangono invece le detrazioni fiscali per i figli di età superiore a 21 anni, con un importo di 950 euro per figlio (anche questa modulata in base al reddito).Altri familiari a caricoPer altri familiari a carico (genitori, fratelli, suoceri conviventi con reddito sotto 2.840,51 euro), spetta una detrazione complessiva di 750 euro, da ripartire tra tutti i familiari che ne hanno diritto.Come richiedere le detrazioni: il modulo al datore di lavoroPer beneficiare delle detrazioni in busta paga, devi presentare al tuo datore di lavoro una dichiarazione di spettanza. Questa dichiarazione va consegnata:All’inizio del rapporto di lavoroOgni anno (solitamente a gennaio)In caso di variazioni nel corso dell’anno (cambio di reddito, nascita di un figlio, matrimonio, separazione, ecc.)Il modulo viene fornito dal datore di lavoro o dal consulente del lavoro. Nel modulo indichi:Reddito stimato per l’anno in corso (inclusi altri eventuali redditi)Eventuale coniuge/convivente a caricoEventuali figli over 21 anni a caricoEventuale richiesta di ulteriori detrazioni (redditi da locazione, mutuo, ecc.)Attenzione: se non presenti la dichiarazione, il datore di lavoro applica comunque le detrazioni minime spettanti per legge. Ma se hai diritto a detrazioni aggiuntive (familiari a carico), devi richiederle esplicitamente.Cosa succede se indichi un reddito sbagliato? Se sovrastimi il reddito, pagherai più IRPEF del dovuto in corso d’anno e riceverai un rimborso con il conguaglio di fine anno o con la dichiarazione dei redditi. Se sottostimi il reddito, pagherai meno IRPEF ma dovrai versare la differenza al conguaglio di dicembre (o nel 730 dell’anno successivo).Il conguaglio fiscale di fine anno: cosa aspettarsi in busta pagaOgni anno, generalmente nel mese di dicembre (o a cessazione del rapporto di lavoro), il datore di lavoro effettua il conguaglio fiscale. Si tratta del ricalcolo definitivo dell’IRPEF, confrontando:L’IRPEF trattenuta mese per mese durante l’annoL’IRPEF effettivamente dovuta in base al reddito effettivo e alle detrazioni reali spettantiIl risultato può essere:Conguaglio a credito: hai pagato più del dovuto → ricevi una somma in più in busta paga a dicembreConguaglio a debito: hai pagato meno del dovuto → ti viene trattenuta una somma aggiuntivaLe situazioni che più frequentemente causano un conguaglio a debito sono:Cambio di lavoro in corso d’anno (due datori di lavoro, due set di detrazioni applicate)Redditi aggiuntivi (affitti, partita IVA marginale, ecc.) non comunicati al datoreScatto di livello o aumento di stipendio a metà annoTredicesima: incide sul reddito annuo e può spostare il contribuente in una fascia di detrazione inferiorePer evitare brutte sorprese a dicembre, è utile fare una simulazione del reddito annuo a metà anno, eventualmente con l’aiuto del CAF. Detrazioni e part-time: come funziona il ragguaglioI lavoratori part-time o con contratti a tempo determinato hanno diritto alle stesse detrazioni dei lavoratori full-time, ma ragguagliate ai giorni di lavoro effettivi nell’anno solare.La formula è: Detrazione annua × (giorni lavorati / 365)Esempio: una lavoratrice con contratto di 6 mesi (180 giorni) e reddito annuo di 10.000 euro ha diritto a una detrazione pari a circa:1.840 euro × (180/365) = circa 907 euro di detrazioneQuesto meccanismo garantisce che nessuno sia penalizzato per avere lavorato solo una parte dell’anno.Lavoratori con più datori di lavoro: cosa fareSe durante l’anno hai avuto due o più datori di lavoro (cambio lavoro, lavori contemporanei), ogni datore applica le detrazioni in modo indipendente, come se il suo stipendio fosse l’unico reddito.Questo porta quasi sempre a un conguaglio a debito a fine anno: hai goduto di più detrazioni del dovuto (ciascun datore ne ha applicate il massimo), mentre il fisco calcola le detrazioni spettanti sull’intero reddito annuo cumulato.Soluzione: se cambi lavoro, comunica al nuovo datore il reddito percepito dal precedente datore (tramite il CU – Certificazione Unica). Questo permette al nuovo datore di calcolare le detrazioni correttamente sull’intero reddito annuo stimato, evitando il conguaglio a debito.In ogni caso, con il Modello 730 presentato l’anno successivo, il CAF effettua la liquidazione definitiva e rimborsa (o addebita) eventuali differenze. Riepilogo: tabella detrazioni lavoro dipendente 2026Reddito complessivo annuoDetrazione base lavoro dipendenteNoteFino a 8.500 euroPari all’imposta (esente da IRPEF)No tax area dipendentiDa 8.501 a 15.000 euro1.955 euro (massimo)Importo fisso massimoDa 15.001 a 28.000 euroDa 1.955 a circa 600 euroRiduzione progressivaDa 25.001 a 35.000 euro+ 65 euro aggiuntiviDetrazione extra riforma 2024Da 28.001 a 50.000 euroDa circa 600 euro a 0Azzeramento progressivoOltre 50.000 euro0 euroNessuna detrazioneQuando conviene fare il 730: il ruolo del CAFLe detrazioni in busta paga vengono applicate automaticamente, ma nella dichiarazione dei redditi (Modello 730) puoi beneficiare di molte altre detrazioni aggiuntive che il datore di lavoro non può applicare:Spese mediche e sanitarie (detrazione 19%)Interessi passivi sul mutuo per l’abitazione principale (detrazione 19%, max 4.000 euro di interessi)Spese per istruzione (asili nido, università)Bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonusSpese funebri, veterinarie, abbonamenti ai trasporti pubbliciErogazioni liberali a ONLUS e enti del Terzo SettoreIl CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del Modello 730, verificando che tu ottenga tutte le detrazioni spettanti e che i dati inseriti siano corretti. Un errore nel 730 può costare caro: sanzioni, interessi e stress. Affidarsi a un professionista è sempre la scelta più conveniente.Puoi trovare ulteriori informazioni sull’ottimizzazione fiscale anche in questi articoli correlati:Forfettario e Lavoro Dipendente 2026: Compatibilità, Limiti e ConvenienzaAssegni Nucleo Familiare INPS 2026/2027: Tabelle Importi, Requisiti e Guida CompletaBonus Donne 2026: Requisiti, Importi e Come Fare la Domanda📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Domande frequenti (FAQ)Le detrazioni lavoro dipendente si applicano anche ai contratti a tempo determinato?Sì, le detrazioni si applicano a tutti i lavoratori dipendenti indipendentemente dalla tipologia contrattuale (tempo determinato, indeterminato, apprendistato, somministrazione). L’importo viene ragguagliato ai giorni di lavoro effettivi nell’anno.Posso rinunciare alle detrazioni in busta paga per ottenerle tutte con il 730?No. Le detrazioni per tipo di reddito vengono sempre applicate mensilmente dal datore di lavoro. Non è possibile rinunciarvi per accumularle nel 730. Le detrazioni per oneri e spese (mediche, mutuo, ecc.) sono invece sempre dichiarate nel 730.Ho un secondo lavoro: posso chiedere le detrazioni a entrambi i datori?Tecnicamente ogni datore di lavoro le applica automaticamente, ma puoi richiedere che uno dei due non le applichi per evitare il conguaglio a debito di fine anno. Con il modulo di dichiarazione di spettanza puoi indicare di voler beneficiare delle detrazioni solo presso uno dei datori.La no tax area vale anche per le addizionali regionali e comunali?No. La no tax area (soglia di esenzione IRPEF) vale solo per l’IRPEF erariale. Le addizionali regionali e comunali possono avere soglie di esenzione diverse, stabilite da ciascuna Regione e Comune. Alcuni enti applicano detrazioni locali che ampliano l’esenzione, ma non è uniforme su tutto il territorio nazionale.Cosa succede se cambio lavoro a metà anno e il nuovo datore non sa del reddito precedente?Se non comunichi al nuovo datore il reddito percepito in precedenza, lui applicherà le detrazioni come se lavorassi da gennaio. A fine anno, con il conguaglio o il 730, emergerà un debito IRPEF che dovrai pagare. Per evitarlo, consegna sempre la CU del precedente datore al nuovo.Le detrazioni cambiano se mi sposo o mi separo?Sì. Matrimonio, separazione, nascita di un figlio, o qualsiasi cambiamento nella composizione del nucleo familiare influenzano le detrazioni per familiari a carico. Devi comunicare questi eventi al tuo datore di lavoro tempestivamente, compilando un nuovo modulo di dichiarazione di spettanza.Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 11:49:372026-06-02 10:17:18Detrazioni Lavoro Dipendente 2026: Importi, Novità e Come Cambiano in Busta PagaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroSpese Funebri 730 2026: Detrazione e LimitiLe spese funebri sostenute per la morte di un familiare sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se nel 2025 hai affrontato il costo di un funerale, puoi recuperare parte della spesa nel 730/2026.La detrazione fiscale e del 19% su un importo massimo di 1.550 euro per decesso. Vediamo nel dettaglio come funziona, chi puo beneficiarne e quali spese sono ammesse.Indice dei contenutiCome funziona la detrazioneSpese funebri ammesseChi puo detrarreCalcolo della detrazioneDocumenti necessariDomande frequenti Come Funziona la Detrazione per Spese FunebriLa detrazione per spese funebri ha regole specifiche stabilite dalla normativa fiscale.Aliquota e limitiAliquota detrazione: 19%Tetto massimo: 1.550 euro per ogni decessoDetrazione massima: 1.550 x 19% = 294,50 euroNessuna franchigiaA differenza di altre detrazioni (come le spese veterinarie), per le spese funebri non e prevista franchigia. La detrazione del 19% si applica da subito, dal primo euro speso.Limite per decesso, non per contribuenteIl tetto di 1.550 euro si riferisce a ogni singolo decesso, non al contribuente. Se nello stesso anno hai sostenuto spese funebri per piu persone (es. due genitori), puoi detrarre fino a 1.550 euro per ciascun decesso. Quali Spese Funebri Sono DetraibiliSono detraibili le spese strettamente connesse al funerale.Spese detraibiliServizi dell’impresa funebre (vestizione, composizione, trasporto salma)Cassa funebre (bara)Addobbi floreali forniti dall’agenziaAnnunci funebri sui giornaliTrasporto del feretroSepoltura o cremazioneConcessione loculo cimiteriale (se pagata contestualmente)Spese NON detraibiliRistorante per il pranzo del funeraleLapide e incisioni successiveManutenzione della tombaFiori acquistati direttamente (non tramite agenzia)Messe e offerte religiose Chi Puo Detrarre le Spese FunebriLa detrazione non e riservata solo ai familiari stretti, ma ha alcune specificita.Requisiti per chi detraePuo detrarre chi:Ha effettivamente sostenuto la spesaHa la fattura intestata a proprio nomeHa pagato con metodo tracciabilePer chi e decedutoLa spesa e detraibile per il decesso di qualsiasi persona, non necessariamente un familiare. Tuttavia, nella pratica le agenzie funebri intestano la fattura a chi paga, che di solito e un parente.Spesa divisa tra piu personeSe la spesa e stata divisa tra piu familiari:Ciascuno detrae la quota effettivamente pagataLa somma delle detrazioni non puo superare il tetto di 1.550 euro per decessoLa fattura deve riportare chi ha pagato cosa, oppure serve dichiarazione sostitutiva Come Calcolare la DetrazioneVediamo con esempi pratici come funziona il calcolo.Esempio 1: Spesa sotto il tettoSe hai speso 1.200 euro per il funerale:Detrazione: 1.200 x 19% = 228 euroEsempio 2: Spesa sopra il tettoSe hai speso 3.000 euro per il funerale:Si considera solo il tetto: 1.550 euroDetrazione: 1.550 x 19% = 294,50 euroEsempio 3: Due decessi nello stesso annoSe hai sostenuto spese per i funerali di entrambi i genitori:Spesa genitore 1: 2.000 euro (si detrae su 1.550 euro)Spesa genitore 2: 1.800 euro (si detrae su 1.550 euro)Detrazione totale: 294,50 + 294,50 = 589 euro Documenti NecessariPer ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese.Documenti richiestiFattura dell’impresa funebre intestata a chi detraeRicevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta)Certificato di morte (o autocertificazione del decesso)Se la fattura e intestata a piu personeSe la fattura e intestata a piu eredi:Ciascuno detrae la propria quotaServe annotazione sulla fattura di chi ha pagato cosaIn alternativa, dichiarazione sostitutiva di atto notorioObbligo di pagamento tracciabileDal 2020 e obbligatorio pagare con metodi tracciabili:Bonifico bancario o postaleCarta di credito o debitoAssegnoI pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.Domande Frequenti sulle Spese FunebriPosso detrarre le spese se non ero parente del defunto?Si, la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non aveva legami di parentela con il defunto. L’importante e che la fattura sia intestata a chi detrae.Le spese funebri sono nel 730 precompilato?Generalmente si. Le imprese funebri comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate. Verifica comunque che i dati siano presenti e corretti.Posso detrarre le spese anche se le ho pagate con soldi ereditati?Si, quello che conta e chi ha materialmente pagato e a chi e intestata la fattura. La provenienza del denaro e irrilevante.E se la persona deceduta aveva il 730?Le spese funebri non rientrano mai nella dichiarazione del defunto, ma sempre in quella di chi le ha pagate. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730, recuperando tutte le detrazioni a cui hai diritto.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAFCalcolo Disoccupazione Agricola: Importo e SimulazioneIl calcolo disoccupazione agricola è uno degli aspetti che genera più domande tra i lavoratori agricoli. Quanto spetta esattamente? Come viene determinato l’importo? Quali fattori influenzano la cifra finale? In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio la formula di calcolo utilizzata dall’INPS, con esempi pratici e simulazioni che ti aiuteranno a stimare quanto potresti ricevere. Per la guida completa sulla prestazione, consulta il nostro articolo pillar sulla disoccupazione agricola 2026. Indice dei contenutiLa formula di calcolo della disoccupazione agricolaRetribuzione media giornaliera: come si determinaGiornate indennizzabili: quante sonoTrattenute e contributi figurativi del 9%Simulazione: 3 esempi pratici di calcoloDomande frequenti sul calcoloLa formula di calcolo della disoccupazione agricolaIl calcolo della disoccupazione agricola si basa su una formula relativamente semplice, anche se i fattori che la compongono richiedono attenzione. L’importo lordo si ottiene moltiplicando la retribuzione media giornaliera per il 40% e poi per il numero di giornate indennizzabili. In formula:Importo lordo = Retribuzione media giornaliera x 40% x Giornate indennizzabiliDall’importo lordo vengono poi sottratti i contributi figurativi pari al 9%, ottenendo così l’importo netto che verrà effettivamente accreditato sul conto del lavoratore. La percentuale del 40% è fissa e stabilita dalla legge, sia per gli operai a tempo determinato (OTD) che per quelli a tempo indeterminato (OTI). Il CAF Centro Fiscale può effettuare un calcolo personalizzato basato sui tuoi dati reali. Retribuzione media giornaliera: come si determinaLa retribuzione media giornaliera è il primo elemento del calcolo della disoccupazione agricola. Si ottiene dividendo la retribuzione complessiva percepita nell’anno di riferimento per il numero di giornate effettivamente lavorate. Non si tratta della paga giornaliera contrattuale, ma della media effettiva calcolata sui dati comunicati dal datore di lavoro all’INPS.Ad esempio, se un lavoratore ha percepito complessivamente 9.000 euro per 150 giornate di lavoro, la retribuzione media giornaliera sarà pari a 60 euro (9.000 / 150). Questo valore viene poi utilizzato come base per il calcolo della disoccupazione agricola. È importante notare che eventuali compensi accessori (straordinari, premi di produzione) rientrano nel calcolo della retribuzione complessiva, aumentando la media giornaliera e quindi l’importo dell’indennità. Giornate indennizzabili: quante sonoLe giornate indennizzabili rappresentano il fattore che più incide sull’importo finale del calcolo della disoccupazione agricola. Per gli operai a tempo determinato (OTD), le giornate indennizzabili corrispondono alla differenza tra un parametro di riferimento e le giornate effettivamente lavorate nell’anno.Il parametro di riferimento tiene conto delle giornate lavorabili nella provincia e nel settore specifico. In generale, il numero massimo di giornate indennizzabili non può superare la differenza tra 365 (o il parametro provinciale) e le giornate lavorate. Se hai lavorato 150 giornate e il parametro provinciale è 270, le giornate indennizzabili saranno al massimo 120.Per gli OTI, invece, le giornate indennizzabili sono quelle di sospensione effettiva dal lavoro, documentate dal datore di lavoro. Il numero non può comunque superare determinati limiti stabiliti dalla normativa vigente. Trattenute e contributi figurativi del 9%Dall’importo lordo del calcolo della disoccupazione agricola viene trattenuto il 9% a titolo di contributi figurativi. Questi contributi vengono accreditati dall’INPS sulla posizione previdenziale del lavoratore e valgono ai fini del calcolo della futura pensione. Si tratta quindi di una trattenuta che, pur riducendo l’importo netto, rappresenta un vantaggio previdenziale.Oltre alla trattenuta del 9%, sull’importo possono gravare le ritenute fiscali IRPEF, calcolate in base all’aliquota marginale del lavoratore. L’importo netto finale sarà quindi il risultato dell’importo lordo meno il 9% di contributi figurativi e meno le eventuali ritenute IRPEF. Per una stima precisa al netto di tutte le trattenute, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Simulazione: 3 esempi pratici di calcoloVediamo ora tre simulazioni di calcolo della disoccupazione agricola per capire concretamente quanto si può ricevere in diverse situazioni.Esempio 1: Bracciante stagionaleMarco, bracciante agricolo OTD, ha lavorato 120 giornate nel 2025 con una retribuzione media giornaliera di 55 euro. Giornate indennizzabili: 150 (parametro 270 – 120 lavorate). Calcolo: 55 x 40% = 22 euro/giorno x 150 giornate = 3.300 euro lordi. Al netto del 9%: 3.003 euro.Esempio 2: Operaio specializzatoLucia, operaia agricola specializzata OTD, ha lavorato 180 giornate con retribuzione media di 70 euro. Giornate indennizzabili: 90. Calcolo: 70 x 40% = 28 euro/giorno x 90 giornate = 2.520 euro lordi. Al netto del 9%: 2.293 euro.Esempio 3: OTI con riduzione orarioGiuseppe, operaio agricolo OTI, ha subito una riduzione di 100 giornate rispetto alle 270 previste dal contratto. Retribuzione media giornaliera: 65 euro. Calcolo: 65 x 40% = 26 euro/giorno x 100 giornate = 2.600 euro lordi. Al netto del 9%: 2.366 euro. Domande frequenti sul calcoloQual è la percentuale della disoccupazione agricola?La disoccupazione agricola viene calcolata al 40% della retribuzione media giornaliera. Questa percentuale è fissa e non varia in base all’anzianità o al tipo di contratto.Il calcolo cambia tra OTD e OTI?La percentuale (40%) è la stessa, ma cambiano le giornate indennizzabili. Per gli OTD dipendono dal parametro provinciale, per gli OTI dalle giornate di effettiva sospensione dal lavoro.Posso fare una simulazione prima di presentare domanda?Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di simulazione gratuita del calcolo della disoccupazione agricola basato sui tuoi dati contributivi reali. Contattaci per un preventivo personalizzato.Calcola il tuo importo con il CAF Centro FiscaleVuoi sapere esattamente quanto ti spetta di disoccupazione agricola? Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua il calcolo personalizzato basato sulla tua retribuzione e sulle giornate lavorate. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 09:00:002026-06-02 09:00:00Calcolo Disoccupazione Agricola: Importo e SimulazioneCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 AppuntamentiGiugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi INPS e l’IVA mensile. Questo calendario aggiornato ti guida attraverso tutti gli adempimenti del mese, con le date esatte e le istruzioni per non perdere nessuna scadenza.Le 4 date chiave di giugno 2026 Le scadenze di giugno 2026 si addensano in quattro momenti precisi del mese. Conoscerle in anticipo permette di organizzarsi per tempo ed evitare sanzioni e interessi da ravvedimento operoso.DataAdempimento principaleChi riguarda2 giugno 2026Festa della Repubblica (nessun adempimento)Tutti16 giugno 2026Acconto IMU, ritenute, IVA mensile, contributi INPS/INAILTitolari immobili, datori di lavoro, P.IVA mensili25 giugno 2026INTRASTAT mensile e trimestraleOperatori intracomunitari30 giugno 2026Versamenti IRPEF, cedolare secca, contributi colf/badantiPrivati, professionisti, datori di lavoro domesticoNota: Il 2 giugno e festa nazionale (Festa della Repubblica): tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo, che nel 2026 e il 3 giugno (mercoledi).16 giugno 2026: la scadenza piu importante del mese Il 16 giugno e il giorno piu affollato del calendario fiscale estivo. Coincidono almeno 15 adempimenti diversi, tra cui:Acconto IMU giugno 2026L’acconto IMU 2026 si versa entro il 16 giugno. Il calcolo si basa sulle aliquote 2025 applicate al 50% del dovuto annuo (cosiddetto metodo storico). In alternativa, si puo versare il 50% dell’imposta calcolata con le aliquote 2026 se gia deliberate dal Comune (metodo previsionale).Per sapere chi e esente e come calcolare l’IMU se sei pensionato, leggi la nostra guida: IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari.Ritenute alla fonte su redditi di lavoroI datori di lavoro (inclusi i condomini come sostituti d’imposta) devono versare via modello F24 le ritenute IRPEF operate a maggio 2026 su:Redditi di lavoro dipendente e assimilati (codice tributo 1001)Redditi di lavoro autonomo e professionisti (codice tributo 1040)Redditi diversi (codice tributo 1040 o 1045 secondo il caso)Provvigioni agenti (codice tributo 1038)IVA mensile maggio 2026I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di maggio 2026 entro il 16 giugno. Il pagamento avviene con F24, codice tributo 6005 (IVA mensile maggio). Chi ha saldo a credito non deve effettuare versamenti.Contributi INPS artigiani e commerciantiGli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS versano entro il 16 giugno la seconda rata 2026 dei contributi fissi sul minimale. L’importo varia in base al settore e alla gestione. Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti e del 24,48% sul reddito imponibile.Contributi INPS gestione separataI collaboratori e i professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS versano il saldo 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno (non il 16). L’aliquota e del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, 24% per chi ha un’altra copertura.Contributi INAIL premio annualeEntro il 16 giugno i datori di lavoro devono versare il premio INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali. Il pagamento avviene con F24 o bollettino INAIL, sulla base della comunicazione inviata dall’Istituto a febbraio 2026. Bollo auto: le scadenze di giugno 2026Il bollo auto non ha una data unica nazionale: la scadenza dipende dal mese di immatricolazione del veicolo e dalla regione di residenza. In linea generale:I veicoli immatricolati in aprile hanno il bollo in scadenza a giugno 2026 (entro la fine del mese successivo all’immatricolazione)Il pagamento avviene tramite portale ACI, sportello ACI, banche, tabaccai abilitati, oppure online su Pago PAIn caso di mancato pagamento e applicabile il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte rispetto a quella ordinariaEsenzioni bollo auto 2026: sono esenti i veicoli elettrici (per i primi 5 anni in molte regioni), i veicoli intestati a persone con grave disabilita (legge 104), i veicoli storici con oltre 30 anni di eta.Affitti brevi: versamento ritenute di giugno 2026 I gestori di portali di locazione turistica (Airbnb, Booking, Vrbo, ecc.) che hanno operato ritenute del 21% sui canoni di maggio 2026 relativi a contratti di affitto breve devono versare le ritenute entro il 16 giugno tramite F24 con codice tributo 1919.Per i proprietari privati con cedolare secca sugli affitti brevi: il saldo della cedolare secca 2025 e l’acconto 2026 confluiscono nelle scadenze del 30 giugno (senza maggiorazione) oppure del 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%. Per approfondire le regole sulla cedolare secca nelle dichiarazioni precompilate: Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026.Per dettagli sulle ritenute versate a maggio 2026 dagli intermediari: Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari.30 giugno 2026: versamenti IRPEF e cedolare secca Il 30 giugno e l’altra data cruciale del mese: entro questa data, chi ha presentato il Modello 730 o il Modello Redditi PF 2026 deve versare (senza maggiorazione) le imposte emergenti dalla dichiarazione:Saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 (per chi versa autonomamente, non tramite sostituto d’imposta)Saldo cedolare secca 2025 e acconto cedolare secca 2026Addizionali regionali e comunali IRPEF 2025Imposta sostitutiva sul regime forfettario 2025 (saldo 15% o 5% nuove attivita)Contributi INPS da Modello Redditi (gestione separata, artigiani/commercianti, saldo 2025)Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo farlo entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% (interesse da dilazione). Per approfondire il calcolo dei versamenti: Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti.Calendario completo delle 32 scadenze fiscali di giugno 2026 Di seguito il riepilogo schematico di tutti i 32 adempimenti di giugno 2026, suddivisi per data e tipologia.Scadenze del 16 giugno 2026 (15 adempimenti)N.AdempimentoChi pagaCodice tributo F241Acconto IMU 2026 prima rataProprietari immobili3912–3956 (per tipologia)2IVA mensile maggio 2026P.IVA liquidazione mensile60053Ritenute lavoro dipendente maggio 2026Datori di lavoro10014Ritenute lavoro autonomo maggio 2026Committenti/condomini10405Ritenute su provvigioni maggio 2026Preponenti/agenti10386Ritenute su dividendi maggio 2026Societa distributrici10357Contributi INPS artigiani – 2a rata sul minimaleArtigiani0703, 07048Contributi INPS commercianti – 2a rata sul minimaleCommercianti0703, 07059Premio INAIL 2026 (regolazione e anticipo)Datori di lavoro con dipendentiBollettino/F2410Ritenute affitti brevi intermediari – maggio 2026Portali di locazione turistica191911Contributi INPS lavoratori parasubordinati – quota datoreCommittentiF24/DM1012IVA trimestrale primo trimestre con opzione mensileOperatori IVA trimestrali con opzione603113Addizionale regionale IRPEF su cessazione rapportoDatori di lavoro (su TFR)380214Tobin Tax su operazioni finanziarie maggio 2026Intermediari finanziari4058–405915Imposta di bollo su fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2026Titolari P.IVA soggetti a bollo2521–2524Scadenze del 25 giugno 2026 (2 adempimenti)N.AdempimentoChi presenta16Modello INTRASTAT mensile maggio 2026 (acquisti e cessioni UE)Operatori intracomunitari con obbligo mensile17Modello INTRASTAT trimestrale primo trimestre 2026Operatori intracomunitari con obbligo trimestraleScadenze del 30 giugno 2026 (15 adempimenti)N.AdempimentoChi paga18Saldo IRPEF 2025 da Modello 730/Redditi (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto19Primo acconto IRPEF 2026 (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto20Saldo cedolare secca 2025 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca21Acconto cedolare secca 2026 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca22Addizionale regionale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche23Addizionale comunale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche24Imposta sostitutiva forfettario – saldo 2025 e acconto 2026Titolari P.IVA forfettaria25Contributi INPS gestione separata – saldo 2025 e acconto 2026Professionisti senza cassa, collaboratori26IVIE 2025 saldo (immobili esteri)Persone fisiche con immobili all’estero27IVAFE 2025 saldo (attivita finanziarie estere)Persone fisiche con conti/attivita all’estero28IVCA 2025 saldo (cripto-attivita)Detentori di criptovalute29Imposta sostitutiva rivalutazione TFR 2025Datori di lavoro che detengono TFR30Diritto annuale CCIAA 2026Imprese iscritte al Registro Imprese31Bollo auto giugno 2026 (veicoli con scadenza a giugno)Proprietari/possessori veicoli32Ravvedimento operoso per versamenti omessi/insufficienti fino a maggio 2026Contribuenti in ritardoContributi colf e badanti: scadenza luglio 2026I datori di lavoro domestico (chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter) devono versare i contributi INPS relativi al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno) entro il 10 luglio 2026, come da calendario INPS per i versamenti trimestrali del lavoro domestico.Il pagamento avviene tramite PagoPA sul sito INPS, non con F24. I contributi si calcolano in base alle ore lavorate e alla retribuzione oraria (fascia A, B o C del CCNL lavoro domestico 2024-2028).Diritto annuale CCIAA: scadenza 30 giugno 2026 Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (CCIAA) devono versare il diritto annuale 2026 entro il 30 giugno, tramite F24 con il codice tributo 3850.L’importo varia a seconda della forma giuridica e della fascia di fatturato:Imprese individuali: importo fisso determinato da ciascuna CCIAA (generalmente tra 40 e 200 euro)Societa di persone (SNC, SAS): importo fisso base, intorno ai 200 euroSocieta di capitali (SRL, SPA): importo variabile in base al fatturato, da circa 200 a oltre 40.000 euroIl mancato versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi legali. Con ravvedimento operoso e possibile regolarizzare pagando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.Come si usa il ravvedimento operoso in caso di ritardoIl ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, aggiornato dal D.Lgs. 87/2024) consente di regolarizzare spontaneamente un versamento omesso o insufficiente, pagando una sanzione ridotta. Dal 1 settembre 2024 la riforma delle sanzioni tributarie ha abbassato la sanzione base per omessi versamenti al 25% (in luogo del precedente 30%). Le aliquote ridotte del ravvedimento dipendono dal tempo trascorso dalla scadenza:Tipo di ravvedimentoTermineCoefficiente riduzioneSanzione ridotta (su base 25%)Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/300 per giorno0,083% al giorno (max 1,16%)Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1/10 della sanzione ridotta al 12,5%1,25%Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1/91,39%Ravvedimento lungoDal 91 giorno a 1 anno1/83,125%Ravvedimento biennaleEntro 2 anni1/73,57%Oltre 2 anniOltre 2 anni1/64,17%Alla sanzione ridotta si aggiungono sempre gli interessi legali al tasso vigente (calcolati sui giorni di ritardo). Il ravvedimento si perfeziona con il versamento dell’imposta, degli interessi e della sanzione ridotta in un unico F24.Proroga versamenti 2026: cosa cambia per ISA e forfettariAnche nel 2026 e stato previsto un regime di proroga per i contribuenti soggetti a ISA (Indici Sintetici di Affidabilita) e per i forfettari. In base al Decreto del Ministero dell’Economia, la scadenza del 30 giugno per questi contribuenti e prorogata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.Possono versare entro il 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%:Titolari di P.IVA soggetti a ISA che presentano il modello ISA allegato al Modello RedditiContribuenti in regime forfettarioContribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)Soggetti che dichiarano redditi da partecipazione in societa soggette a ISAPer tutti i dettagli sulla proroga 2026: Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026Il 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) e lavorativo per le scadenze fiscali?No. Il 2 giugno e giorno festivo e tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo (3 giugno 2026).Se non verso l’acconto IMU entro il 16 giugno, cosa succede?Si applica la sanzione prevista dalla normativa vigente. Con ravvedimento operoso entro 14 giorni si beneficia della sanzione piu ridotta (0,083% al giorno).I titolari di P.IVA forfettaria devono versare entro il 30 giugno o il 20 luglio?I forfettari possono versare saldo 2025 e acconti 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, grazie alla proroga ISA/forfettari. Se versano tra il 21 luglio e il 20 agosto, si applica la maggiorazione dello 0,40%.Come si calcola l’acconto IMU di giugno?Il metodo piu comune e quello storico: si calcola il 50% dell’IMU pagata per l’anno 2025. In alternativa, metodo previsionale: si calcola il 50% dell’IMU dovuta per il 2026 (utile se le aliquote comunali sono cambiate o se l’immobile e stato venduto/acquistato).Chi deve pagare il diritto annuale CCIAA?Tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese. Sono esclusi i professionisti iscritti solo all’Ordine professionale (senza iscrizione alla CCIAA) e le associazioni non profit senza attivita commerciale.L’IVA trimestrale si paga il 16 giugno?Solo se si e optato per la liquidazione mensile. L’IVA trimestrale primo trimestre 2026 aveva scadenza il 16 maggio (con maggiorazione 1% per il differimento). L’IVA del secondo trimestre scade il 16 agosto (con proroga automatica a settembre per il periodo feriale).Hai dubbi su una scadenza? Il CAF e a tua disposizioneLe scadenze di giugno 2026 richiedono attenzione, soprattutto per chi deve coordinare piu adempimenti contemporaneamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per:Verificare la tua situazione IMU e calcolare l’acconto correttoCompilare e inviare il modello F24 per i versamenti IRPEFGestire il ravvedimento operoso per ritardi nei versamentiAssistere nella presentazione della dichiarazione dei redditi 730/2026Calcolare i contributi INPS dovuti per artigiani, commercianti e gestione separataPrenota un appuntamento presso lo sportello di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13 o contattaci per una consulenza rapida. Verifica anche le scadenze per la Dichiarazione IMU 2026 se hai modificato la tua situazione immobiliare nell’ultimo anno.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 AppuntamentiCAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOCessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza RateL’INPS ha aggiornato le regole per i rinnovi della cessione del quinto pensione: le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di rimborso, non dal mese successivo alla stipula del contratto. Una modifica che riguarda migliaia di pensionati italiani che hanno in corso un prestito con cessione del quinto o stanno valutando di rinnovarlo.In questa guida spieghiamo cosa cambia, chi è interessato, come funziona la nuova procedura e cosa fare se stai per rinnovare il tuo contratto di cessione del quinto.Cos’è la cessione del quinto pensione (e perché è diversa dal prestito normale) La cessione del quinto pensione è una forma di prestito personale riservata ai pensionati INPS e INPDAP. Il rimborso avviene attraverso una trattenuta diretta sulla pensione mensile, gestita dall’INPS che versa direttamente le rate alla banca o alla finanziaria.Il nome “cedere il quinto” deriva dal fatto che la rata mensile non può superare il 20% (un quinto) dell’importo netto della pensione. Questo rende il prodotto sicuro sia per il pensionato (che non rischia di perdere l’intera pensione) sia per la banca (che riceve il pagamento direttamente dall’ente previdenziale).I vantaggi principali rispetto a un prestito tradizionale sono:Accesso facilitato: non servono buste paga o garanzie aggiuntiveTasso fisso: la rata rimane invariata per tutta la durata del contrattoNessun rischio insolvenza: l’INPS garantisce il pagamento automaticoDurata fino a 120 mesi (10 anni)Cosa cambia con le nuove regole INPS 2026: la decorrenza economica L’aggiornamento introdotto dall’INPS con la circolare sulle Quote Quinto riguarda specificamente il momento in cui partono le trattenute nei contratti di rinnovo. Vediamo la differenza tra vecchie e nuove regole.Vecchia regola: la trattenuta partiva il mese dopo la stipulaIn precedenza, quando un pensionato rinnovava un contratto di cessione del quinto in scadenza, la prima trattenuta sul nuovo piano di rimborso veniva applicata il mese successivo alla stipula del contratto. Questo poteva creare un disallineamento: ad esempio, se il contratto vecchio scadeva ad aprile ma il rinnovo veniva firmato a metà maggio, la prima rata del nuovo contratto partiva a giugno.Nuova regola: la trattenuta parte dalla decorrenza economicaCon il nuovo aggiornamento INPS, nei rinnovi della cessione del quinto pensione le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di ammortamento. In pratica, l’INPS allinea l’inizio delle rate alla data in cui il contratto diventa economicamente efficace, indipendentemente da quando è stato materialmente firmato.Facciamo un esempio pratico per capire meglio:Esempio: Mario ha una cessione del quinto in scadenza ad aprile 2026. Il 10 maggio firma il rinnovo con la stessa banca. La decorrenza economica del nuovo contratto è il 1° maggio 2026. Secondo le nuove regole INPS, la prima trattenuta sul nuovo piano viene applicata alla pensione di maggio 2026 (o il prima possibile dopo la comunicazione all’istituto), non a giugno come avveniva in precedenza.Perché l’INPS ha aggiornato le Quote Quinto? La modifica nasce da due esigenze principali:Maggiore coerenza contrattuale: allineare il pagamento delle rate alla data in cui il prestito diventa economicamente efficace evita situazioni in cui il pensionato ha già ricevuto le somme ma non ha ancora iniziato a rimborsarle.Semplificazione amministrativa: la nuova procedura standardizza il trattamento dei rinnovi, riducendo le anomalie contabili tra l’ente previdenziale e le finanziarie.L’aggiornamento si inserisce nel più ampio percorso di revisione delle procedure di gestione dei prestiti previdenziali che l’INPS sta portando avanti per migliorare la trasparenza e la correttezza nella gestione delle trattenute.Chi è interessato dalle nuove regole? Le nuove regole si applicano ai pensionati INPS che:Hanno un contratto di cessione del quinto pensione in scadenza e stanno valutando il rinnovoHanno già rinnovato un contratto nel corso del 2026, dopo l’aggiornamento delle Quote Quinto INPSStanno stipulando un nuovo contratto di cessione del quinto in sostituzione di uno precedenteNon sono interessati da questa modifica i pensionati che stipulano un contratto di cessione del quinto per la prima volta, senza rinnovo di un piano preesistente: per loro le regole di decorrenza ordinaria rimangono invariate.Le regole si applicano ai pensionati che percepiscono:Pensione di vecchiaia INPSPensione anticipata (quota 103, opzione donna)Pensione di invaliditàPensione di reversibilitàVitalizi ex dipendenti pubblici (INPDAP/NoiPA)Come funziona il rinnovo della cessione del quinto pensione: la procedura step by stepSe stai per rinnovare la tua cessione del quinto, ecco come funziona la procedura aggiornata:Richiesta di rinnovo: contatti la banca o la finanziaria con cui hai il contratto in corso (o una diversa) per richiedere il rinnovo.Nuova istruttoria: l’istituto verifica i tuoi dati pensionistici aggiornati (importo netto pensione, età, aspettativa di vita residua) per calcolare l’importo massimo erogabile e la rata massima.Estinzione anticipata del vecchio contratto: contestualmente al rinnovo, il vecchio contratto viene estinto anticipatamente. Hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti (polizza vita e rischio impiego).Comunicazione all’INPS: la banca trasmette all’INPS il nuovo piano di ammortamento indicando la decorrenza economica.Applicazione della trattenuta: l’INPS applica la trattenuta a partire dalla decorrenza economica indicata nel contratto, non dal mese successivo alla comunicazione.Importo massimo, requisiti e limiti della cessione del quinto pensioneIndipendentemente dalla novità sulla decorrenza, ricordiamo i requisiti fondamentali che rimangono invariati:Requisiti per accedere alla cessione del quinto pensionePensione netta sufficiente: deve essere superiore alla soglia minima impignorabile, pari all’importo dell’assegno sociale aumentato della metà. La soglia si aggiorna ogni anno con la rivalutazione ISTAT e va verificata al momento della richiesta.Età: generalmente fino a 85-90 anni (ogni istituto ha i propri criteri)Aspettativa di vita residua: deve essere compatibile con la durata del piano di rimborsoCalcolo della rata massimaLa rata mensile massima è pari a un quinto (20%) della pensione netta mensile. Ad esempio:Pensione netta 1.200 euro/mese → rata massima 240 euro/mesePensione netta 1.800 euro/mese → rata massima 360 euro/mesePensione netta 2.500 euro/mese → rata massima 500 euro/meseDurata del contrattoLa durata massima è di 120 mesi (10 anni). La durata effettiva dipende dall’età del pensionato e dall’aspettativa di vita calcolata dalle tavole attuariali usate dalla compagnia assicurativa che copre il rischio.Cosa fare se hai già rinnovato nel 2026: come verificare la correttezza delle trattenuteSe hai già rinnovato la tua cessione del quinto nel 2026 e vuoi verificare che le trattenute siano state applicate correttamente secondo le nuove regole, puoi:Controlla il cedolino INPS: accedi al portale MyINPS e visualizza il dettaglio delle trattenute mensili sul tuo cedolino pensionistico.Verifica la decorrenza: la prima trattenuta dovrebbe corrispondere alla decorrenza economica indicata nel contratto di rinnovo.Confronta con il piano di ammortamento: richiedi alla banca o alla finanziaria il prospetto completo del piano per verificare che le rate corrispondano a quelle trattenute dall’INPS.In caso di discrepanza: segnala immediatamente sia alla banca sia al patronato CAF per verificare se è necessario presentare un’istanza di rettifica all’INPS.Domande frequenti sulla cessione del quinto pensione e le nuove regole INPSPosso rinnovare la cessione del quinto prima della scadenza?Sì, è possibile rinnovare (o estinguere anticipatamente) la cessione del quinto anche prima della scadenza naturale del contratto. In questo caso, hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti. Tuttavia, valuta attentamente se conviene: l’estinzione anticipata può comportare penali e la nuova polizza assicurativa riparte da zero.Con le nuove regole pago più rate?No, il numero totale di rate e l’importo del prestito rimangono invariati. Cambia solo il momento in cui parte la prima trattenuta: le rate sono le stesse, ma allineate alla decorrenza economica del contratto. In alcune situazioni, questo potrebbe significare una prima trattenuta più ravvicinata rispetto al passato.La cessione del quinto pensione è tassata?No, le somme ricevute tramite cessione del quinto non sono tassate come reddito: si tratta di un prestito, non di un guadagno. Gli interessi pagati, però, non sono detraibili fiscalmente (a differenza, ad esempio, degli interessi sul mutuo prima casa).Cosa succede se la pensione diminuisce durante il contratto?Se l’importo della pensione si riduce (ad esempio per effetto di revisioni INPS), la trattenuta non può superare il quinto del nuovo importo. La banca o la finanziaria si farà carico di verificare che i limiti siano rispettati. In caso di pensione già vicina al minimo impignorabile, il contratto potrebbe diventare insostenibile.Come faccio a sapere qual è la mia decorrenza economica?La decorrenza economica è indicata nel contratto di finanziamento che hai firmato con la banca o la finanziaria. Di solito coincide con la data di erogazione delle somme o con il primo giorno del mese successivo alla stipula. Leggi con attenzione le condizioni contrattuali o chiedi una spiegazione all’istituto erogante.Il ruolo del CAF nel monitoraggio della cessione del quintoIl CAF Centro Fiscale di Udine può supportarti nelle pratiche di patronato legate alla tua pensione, inclusa la verifica dei cedolini INPS e il controllo delle trattenute mensili. Se noti discrepanze tra il piano di rimborso della cessione del quinto e quanto trattenuto dall’INPS, il patronato può aiutarti a:Interpretare il cedolino pensionisticoVerificare la correttezza delle trattenute rispetto al contrattoPresentare istanze di verifica o rettifica all’INPSAssistere nella comunicazione con la banca o finanziariaPer qualsiasi dubbio sulla tua pensione o sulle trattenute INPS, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, oppure chiamaci al 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:272026-06-01 22:36:27Cessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza RatePagina 23 di 74«‹2122232425›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAFPagamento Disoccupazione Agricola 2026: Quando ArrivaIl pagamento disoccupazione agricola è l’aspetto che più interessa a chi ha presentato la domanda: quando arrivano i soldi? In che modo vengono erogati? Quanto si deve aspettare? In questa guida ti spieghiamo le tempistiche di pagamento dell’INPS, le modalità di accredito e cosa fare se il pagamento tarda ad arrivare. Per la guida completa sulla prestazione, consulta il nostro articolo sulla disoccupazione agricola 2026. Indice dei contenutiQuando viene pagata la disoccupazione agricolaModalità di pagamento dell’INPSImporto netto: cosa viene accreditatoRitardo nel pagamento: cosa fareCalendario pagamenti 2026Domande frequenti sui pagamentiQuando viene pagata la disoccupazione agricolaIl pagamento della disoccupazione agricola non avviene immediatamente dopo la presentazione della domanda. L’INPS necessita di tempo per verificare i requisiti, controllare le giornate lavorate e calcolare l’importo spettante. In genere, i pagamenti iniziano tra giugno e luglio dell’anno in cui è stata presentata la domanda.Considerando che la domanda di disoccupazione agricola va presentata entro il 31 marzo, il tempo di attesa medio è di circa 3-6 mesi dalla presentazione. Questo periodo può variare a seconda del volume di domande ricevute dalla sede INPS provinciale e dalla complessità della verifica. Le domande presentate all’inizio dell’anno (gennaio-febbraio) tendono a essere elaborate prima rispetto a quelle dell’ultimo momento (marzo). Modalità di pagamento dell’INPSIl pagamento della disoccupazione agricola viene effettuato dall’INPS tramite accredito diretto sul conto corrente indicato nella domanda. È fondamentale che l’IBAN inserito sia corretto e intestato al richiedente. Un errore nell’IBAN è una delle cause più frequenti di ritardo nel pagamento della disoccupazione agricola.A differenza della NASpI, che viene erogata mensilmente, la disoccupazione agricola viene pagata in un’unica soluzione o, in alcuni casi, in due rate. L’intero importo calcolato per l’anno di riferimento viene accreditato in un’unica operazione, rendendo il bonifico spesso consistente. Per sapere quanto aspettarti, consulta la nostra guida sul calcolo della disoccupazione agricola. Importo netto: cosa viene accreditatoL’importo accreditato sul conto corrente è l’importo netto della disoccupazione agricola, ovvero il lordo meno le trattenute obbligatorie. Le principali voci che riducono l’importo lordo sono:Contributi figurativi: il 9% viene trattenuto a titolo di contribuzione previdenziale (utile per la futura pensione)Ritenute IRPEF: l’imposta sul reddito viene calcolata in base all’aliquota marginale del lavoratoreEventuali addizionali regionali e comunaliIn media, l’importo netto si aggira intorno al 75-85% dell’importo lordo calcolato. Per una stima precisa del tuo importo netto, il CAF Centro Fiscale può effettuare un calcolo personalizzato tenendo conto della tua situazione fiscale complessiva. Ritardo nel pagamento: cosa fareSe il pagamento della disoccupazione agricola non arriva nei tempi previsti, non farti prendere dal panico. Ci sono diverse ragioni che possono causare ritardi e altrettante azioni che puoi intraprendere. Le cause più comuni di ritardo includono:IBAN errato o conto chiuso: il bonifico viene restituito e l’INPS deve rielaborarloVerifiche aggiuntive: l’INPS sta controllando dati discordanti con le dichiarazioni del datore di lavoroAlto volume di domande: nelle annate con molti richiedenti, i tempi si allunganoErrori nella domanda: campi compilati in modo errato richiedono integrazioniSe sono trascorsi più di 6 mesi dalla presentazione della domanda senza ricevere il pagamento della disoccupazione agricola, è il momento di agire. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare lo stato della tua pratica direttamente con l’INPS, individuare eventuali problemi e sollecitare la lavorazione. Non restare in attesa passiva: contattaci per un controllo gratuito della tua posizione.Calendario pagamenti 2026Sulla base degli anni precedenti e delle informazioni disponibili, ecco le tempistiche indicative per il pagamento della disoccupazione agricola 2026 (relativa all’anno 2025):Gennaio – Marzo 2026: periodo di presentazione delle domandeAprile – Maggio 2026: l’INPS elabora e verifica le domande ricevuteGiugno – Luglio 2026: primi pagamenti per le domande presentate a gennaio-febbraioAgosto – Settembre 2026: pagamenti per le domande di febbraio-marzoOttobre – Dicembre 2026: pagamenti residui e recupero ritardiQueste date sono indicative e possono variare in base alla sede INPS di competenza. Il modo più affidabile per conoscere lo stato del tuo pagamento disoccupazione agricola è rivolgersi al CAF Centro Fiscale, che può accedere al fascicolo della tua pratica e fornirti informazioni precise. Domande frequenti sui pagamentiLa disoccupazione agricola si paga in una volta sola?Sì, nella maggior parte dei casi il pagamento della disoccupazione agricola avviene in un’unica soluzione. Solo in rari casi l’INPS suddivide l’importo in due rate.Come verifico se il pagamento è stato disposto?Il CAF Centro Fiscale può verificare lo stato della tua pratica e controllare se l’INPS ha già disposto il bonifico. Contattaci al 0432 1638640 per un controllo rapido.Cosa faccio se l’IBAN nella domanda è sbagliato?Se ti accorgi dell’errore prima del pagamento, contatta immediatamente il CAF Centro Fiscale che provvederà a comunicare l’IBAN corretto all’INPS. Se il bonifico è già partito verso un IBAN errato, i tempi si allungano ma l’importo non va perduto.Verifica il tuo pagamento con il CAF Centro FiscaleAttendi il pagamento della disoccupazione agricola e vuoi sapere a che punto è la tua pratica? Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica lo stato della domanda e ti aggiorna sulle tempistiche. Servizio disponibile sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-04 09:00:002026-06-04 09:00:00Pagamento Disoccupazione Agricola 2026: Quando Arriva
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIAffitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniAffitto nel 730 2026: Detrazioni per InquiliniSe paghi un affitto per la tua abitazione principale, puoi avere diritto a una detrazione fiscale nel 730/2026. La normativa prevede diverse agevolazioni per gli inquilini, con importi che variano in base al reddito e alla tipologia di contratto.Le detrazioni per l’affitto sono pensate per alleggerire il peso del canone di locazione sui redditi piu bassi. Vediamo nel dettaglio quali agevolazioni sono disponibili e come richiederle.Indice dei contenutiTipi di detrazione affittoDetrazione generale inquiliniDetrazione canone concordatoDetrazione giovani inquiliniLavoratori trasferitiDocumenti necessariDomande frequenti Tipi di Detrazione per l’AffittoEsistono diverse tipologie di detrazione per chi paga l’affitto. Le principali sono:Detrazione generale per inquilini – per tutti gli inquilini con reddito bassoDetrazione canone concordato – per chi ha un contratto a canone concordato (3+2)Detrazione giovani inquilini – per i giovani che lasciano la casa dei genitoriDetrazione lavoratori trasferiti – per chi si trasferisce per lavoroQueste detrazioni sono alternative tra loro: non e possibile cumularle, ma puoi scegliere quella piu vantaggiosa. Detrazione Generale per InquiliniLa detrazione generale spetta a tutti gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, a prescindere dal tipo di contratto.Importi 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro300 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro150 euroOltre 30.987,41 euroNessuna detrazioneRequisitiContratto di locazione regolarmente registratoL’immobile deve essere l’abitazione principaleReddito complessivo entro i limiti indicati Detrazione per Contratti a Canone ConcordatoSe hai un contratto a canone concordato (tipicamente 3+2), puoi usufruire di una detrazione piu alta.Importi 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro495,80 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro247,90 euroCos’e il canone concordatoIl contratto a canone concordato prevede un canone calmierato, stabilito sulla base di accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini. Il contratto ha durata minima di 3 anni + 2 di rinnovo. Detrazione per Giovani InquiliniI giovani tra 20 e 31 anni che stipulano un contratto di locazione per l’abitazione principale possono beneficiare di una detrazione specifica.RequisitiEta compresa tra 20 e 31 anni (non compiuti)Reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euroL’immobile deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitoriContratto regolarmente registratoImporto detrazioneLa detrazione e pari al 20% del canone annuo, con un minimo di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro.DurataLa detrazione spetta per i primi 4 anni di contratto (non necessariamente consecutivi). Detrazione per Lavoratori TrasferitiI lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro possono beneficiare di una detrazione specifica.RequisitiTrasferimento della residenza nel comune di lavoro (o in comune limitrofo)Il nuovo comune deve distare almeno 100 km dal precedenteIl nuovo comune deve essere in una regione diversaContratto di lavoro dipendenteImporti 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro991,60 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro495,80 euroDurataLa detrazione spetta per i primi 3 anni dal trasferimento della residenza.Documenti NecessariPer richiedere la detrazione affitto devi presentare al CAF la documentazione relativa al contratto e ai pagamenti.Documenti richiestiContratto di locazione registratoRicevute dei canoni pagati o bonificiAttestazione del proprietario dei canoni ricevuti (facoltativa)Residenza anagrafica nell’immobilePer giovani inquiliniDocumento che attesti l’etaStato di famiglia che dimostri la residenza diversa dai genitoriPer lavoratori trasferitiContratto di lavoro dipendenteCertificato di residenza che attesti il trasferimentoPrecedente indirizzo di residenza Domande Frequenti sull’Affitto nel 730Posso detrarre l’affitto se vivo con il mio compagno/a?Si, se il contratto e intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%. Se e intestato solo a uno dei due, detrae solo l’intestatario del contratto.Ho un contratto di sublocazione, posso detrarre?No, la detrazione spetta solo per i contratti di locazione stipulati direttamente con il proprietario, non per le sublocazioni.Detraggo l’intero canone annuo?No, la detrazione e un importo fisso (300, 150, 495,80 euro ecc.) che non dipende dal canone pagato, ma solo dal reddito e dal tipo di contratto.Quale detrazione scegliere se ho diritto a piu di una?Puoi scegliere la detrazione piu conveniente. Il CAF ti aiutera a individuare quella che ti fa risparmiare di piu. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alle detrazioni per l’affitto e a scegliere quella piu vantaggiosa.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili. Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-09-28 20:54:27Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniCAFDomanda Disoccupazione Agricola Online: Guida Passo PassoLa domanda disoccupazione agricola è il passaggio fondamentale per ottenere l’indennità prevista dall’INPS a favore dei lavoratori agricoli. Presentarla correttamente e nei tempi previsti è essenziale per non perdere il diritto alla prestazione. La scadenza tassativa è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione. In questa guida passo passo ti spieghiamo come funziona la procedura, quali documenti servono e perché affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine è la scelta più sicura. Per la guida completa, consulta il nostro articolo sulla disoccupazione agricola 2026. Indice dei contenutiLa scadenza: entro il 31 marzoDocumenti necessari per la domandaLa procedura di presentazioneErrori comuni da evitareDopo la presentazione: cosa succedeDomande frequenti sulla domandaLa scadenza: entro il 31 marzoLa domanda di disoccupazione agricola segue tempistiche diverse rispetto alla NASpI. Mentre la NASpI va richiesta entro 68 giorni dalla perdita del lavoro, la domanda di disoccupazione agricola si presenta sempre entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Ad esempio, per la disoccupazione relativa al 2025, la scadenza è il 31 marzo 2026.Questa scadenza è tassativa e inderogabile: presentare la domanda disoccupazione agricola anche un solo giorno dopo il 31 marzo comporta la perdita completa del diritto all’indennità per quell’anno. Non esistono proroghe né eccezioni. Per questo motivo, è fondamentale muoversi con anticipo e non ridursi all’ultimo momento. Il CAF Centro Fiscale consiglia di iniziare la raccolta documenti già a gennaio-febbraio per avere tutto pronto con largo anticipo. Documenti necessari per la domandaPer presentare la domanda di disoccupazione agricola servono diversi documenti che il CAF Centro Fiscale ti aiuta a raccogliere. Ecco l’elenco completo di tutto ciò che devi preparare:Documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente o passaporto)Codice fiscale o tessera sanitariaPermesso di soggiorno valido (per cittadini extracomunitari)IBAN del conto corrente su cui ricevere il pagamentoBuste paga dell’anno di riferimento (utili per verificare la retribuzione)Dichiarazione del datore di lavoro attestante le giornate lavorateEventuali certificati di malattia, maternità o infortunio del periodoNon tutti questi documenti sono obbligatori in ogni caso: il CAF Centro Fiscale valuta la tua situazione specifica e ti indica esattamente cosa portare. In molti casi, i dati relativi alle giornate lavorate e ai contributi possono essere recuperati direttamente dall’estratto contributivo INPS, senza bisogno di richiedere nulla al datore di lavoro. La procedura di presentazioneLa domanda di disoccupazione agricola viene trasmessa per via telematica all’INPS. La procedura prevede la compilazione del modello SR85, che contiene tutti i dati del lavoratore, le informazioni sul rapporto di lavoro e le coordinate bancarie per il pagamento.Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine per la presentazione della domanda disoccupazione agricola significa avere la garanzia che ogni campo sia compilato correttamente. I nostri operatori verificano preventivamente i requisiti, controllano la coerenza dei dati con l’estratto contributivo INPS e trasmettono la domanda assicurandosi che venga accettata dal sistema. Tutto il processo si svolge senza che tu debba preoccuparti di aspetti tecnici o burocratici.Il servizio è disponibile sia presso il nostro ufficio di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, sia online per chi risiede fuori dal Friuli. Per la pratica da remoto è sufficiente inviare i documenti in formato digitale e il CAF si occupa di tutto il resto. Errori comuni da evitareLa domanda di disoccupazione agricola può essere respinta o ritardata a causa di errori nella compilazione. Ecco i problemi più frequenti che il CAF Centro Fiscale aiuta a prevenire:IBAN errato: coordinate bancarie sbagliate o non aggiornate causano il blocco del pagamentoDati anagrafici non corrispondenti: discrepanze tra i dati nella domanda e quelli registrati all’INPSMancata verifica dei requisiti: presentare domanda senza aver controllato il possesso delle 102 giornate nel biennioRitardo nella presentazione: superare la scadenza del 31 marzo comporta la perdita del dirittoDocumentazione incompleta: mancanza del permesso di soggiorno per extracomunitari o di altri documenti richiestiOgni errore può tradursi in settimane o mesi di ritardo nell’erogazione dell’indennità. Per questo motivo, affidarsi a professionisti esperti come quelli del CAF Centro Fiscale è la scelta più prudente e sicura per proteggere i tuoi diritti.Dopo la presentazione: cosa succedeDopo la trasmissione della domanda disoccupazione agricola, l’INPS avvia il processo di verifica. L’istituto controlla i requisiti, le giornate lavorate, i contributi versati e la correttezza dei dati inseriti. Questa fase può richiedere diverse settimane.Il pagamento della disoccupazione agricola avviene generalmente tra giugno e settembre dell’anno in cui si è presentata la domanda. L’importo viene accreditato in un’unica soluzione sul conto corrente indicato. Se la domanda viene respinta, l’INPS comunica le motivazioni e, in molti casi, è possibile presentare ricorso. Anche in questa fase, il CAF Centro Fiscale ti assiste nella gestione di eventuali problematiche. Domande frequenti sulla domandaPosso presentare domanda da solo online?La procedura telematica richiede competenze specifiche e attenzione ai dettagli. Il rischio di errori che ritardano o bloccano il pagamento è concreto. Il CAF Centro Fiscale si occupa di tutto, garantendo la correttezza della domanda di disoccupazione agricola.Cosa succede se presento domanda dopo il 31 marzo?Purtroppo, il diritto alla disoccupazione agricola per quell’anno decade completamente. Non sono previste proroghe. Per questo è fondamentale iniziare la pratica con anticipo, contattando il CAF già a gennaio.Quanto costa il servizio CAF per la domanda?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre tariffe competitive per l’assistenza alla domanda disoccupazione agricola. Contattaci per conoscere i costi del servizio, che include verifica requisiti, raccolta documenti e trasmissione telematica.Presenta la domanda con il CAF Centro FiscaleNon rischiare di perdere la tua disoccupazione agricola per un errore nella domanda. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna dall’inizio alla fine: raccolta documenti, verifica requisiti e trasmissione telematica all’INPS. Servizio disponibile sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 09:00:002026-06-03 09:00:00Domanda Disoccupazione Agricola Online: Guida Passo PassoCAF, CRIPTOVALUTENFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi e Quanto Si PagaGli NFT e tasse 2026 rappresentano un tema sempre più rilevante per chi opera nel mercato dei Non-Fungible Token. Dal 2023, la Legge di Bilancio ha ufficialmente classificato gli NFT come cripto-attività, sottoponendoli agli stessi obblighi dichiarativi e fiscali previsti per Bitcoin, Ethereum e le altre criptovalute. Se possiedi NFT, li hai venduti con profitto o li hai ricevuti gratuitamente tramite airdrop, devi sapere esattamente come dichiararli nel Modello Redditi PF e quanto pagare di imposte. In questa guida completa ti spieghiamo tutto: dalla tassazione delle plusvalenze NFT con la nuova aliquota al 33%, alla compilazione del Quadro W, fino all’IVCA e al trattamento fiscale dei creator di NFT. Il Modello Redditi Criptovalute 2026 è lo strumento principale per adempiere a questi obblighi. Indice dei contenutiGli NFT sono cripto-attività: cosa dice la leggeTassazione NFT 2026: aliquota al 33% sulle plusvalenzeQuando si genera una plusvalenza sugli NFTSoglia 2.000 euro: quando le plusvalenze NON sono tassateCome dichiarare gli NFT nel Quadro W del Modello Redditi PFIVCA sugli NFT: l’imposta dello 0,2% sul valoreNFT come arte digitale vs NFT come investimentoNFT gratuiti: airdrop e mint a costo zeroCreator di NFT: come si tassano i proventi dalla creazioneRoyalties su marketplace: come dichiararleDomande frequenti su NFT e tasse 2026Gli NFT sono cripto-attività: cosa dice la leggeLa Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022, articolo 1, commi 126-147) ha introdotto un quadro normativo organico per la tassazione delle cripto-attività in Italia. La definizione di cripto-attività adottata dal legislatore è estremamente ampia e comprende “una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga”.Questa definizione include senza alcun dubbio gli NFT (Non-Fungible Token), che sono a tutti gli effetti token registrati su blockchain. Non importa se il tuo NFT rappresenta un’opera d’arte digitale, un oggetto collezionabile, un terreno virtuale nel metaverso o un biglietto per un evento: dal punto di vista fiscale italiano, è una cripto-attività e segue le stesse regole di Bitcoin e delle altre criptovalute.Prima della riforma del 2023, la situazione era molto più incerta. L’Agenzia delle Entrate non aveva mai fornito indicazioni specifiche sugli NFT, e molti contribuenti non sapevano come comportarsi. Oggi, grazie alla disciplina uniforme delle cripto-attività, le regole sono chiare: gli NFT vanno dichiarati e, in caso di plusvalenze, tassati. Se vuoi approfondire come funzionava il regime precedente, puoi leggere il nostro articolo sulla tassazione delle plusvalenze criptovalute prima della riforma. Tassazione NFT 2026: aliquota al 33% sulle plusvalenzeDal 1° gennaio 2026, la tassazione sulle plusvalenze da cripto-attività — e quindi anche sugli NFT — sale al 33%. Questa aliquota sostituisce la precedente del 26% che era in vigore dal 2023 al 2025. L’aumento è stato previsto dalla Legge di Bilancio 2025 (inizialmente si parlava del 42%, poi ridotto al 33% in sede di approvazione finale).Ma cosa significa in pratica? Quando vendi un NFT a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto, la differenza costituisce una plusvalenza. Su questa plusvalenza dovrai versare un’imposta sostitutiva del 33%. Si chiama “imposta sostitutiva” perché sostituisce l’IRPEF e le addizionali: invece di pagare le aliquote progressive ordinarie (che possono arrivare fino al 43%), paghi un’unica imposta fissa del 33%.Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Marco abbia acquistato un NFT della collezione Bored Ape per 5.000 euro nel 2023 e lo venda nel 2026 per 15.000 euro. La plusvalenza è di 10.000 euro (15.000 – 5.000). L’imposta da pagare sarà: 10.000 x 33% = 3.300 euro. Per una guida completa sulla dichiarazione crypto, consulta il nostro articolo Modello Redditi Criptovalute 2026. Quando si genera una plusvalenza sugli NFTNon tutte le operazioni con gli NFT generano un obbligo di tassazione. La plusvalenza si realizza solo in determinati momenti. Capire quando scatta l’obbligo fiscale è fondamentale per non commettere errori nella dichiarazione dei redditi.Le operazioni che generano plusvalenza tassabile sono:Vendita di un NFT a un prezzo superiore rispetto al costo di acquisto (comprese le gas fee sostenute per l’acquisto)Scambio tra NFT di diversa tipologia o collezione (considerato come vendita + riacquisto)Conversione di un NFT in criptovaluta (ad esempio, vendita su OpenSea e ricezione di ETH)Utilizzo di un NFT come mezzo di pagamento per beni o serviziAl contrario, non generano plusvalenza:Il semplice possesso di un NFT senza operazioni di vendita o scambioIl trasferimento tra wallet di proprietà dello stesso soggettoLa donazione di un NFT (che però ha regole proprie)Un aspetto importante riguarda le gas fee (le commissioni pagate sulla blockchain per completare le transazioni). Le gas fee sostenute per l’acquisto dell’NFT si sommano al costo di acquisto, riducendo la plusvalenza futura. Le gas fee sostenute per la vendita si sottraggono dal prezzo di cessione. Questo meccanismo è analogo a quello previsto per le criptovalute tradizionali. Soglia 2.000 euro: quando le plusvalenze NON sono tassateUna delle novità più importanti introdotte dalla riforma del 2023 è la soglia di esenzione di 2.000 euro. Questa regola prevede che le plusvalenze complessive da cripto-attività (inclusi gli NFT) realizzate nell’anno d’imposta non siano tassate se inferiori a 2.000 euro.Attenzione: la soglia si calcola considerando il saldo netto di tutte le operazioni in cripto-attività effettuate nell’anno. Questo significa che devi sommare tutte le plusvalenze e sottrarre tutte le minusvalenze derivanti da NFT, criptovalute, token e qualsiasi altra cripto-attività. Se il risultato è inferiore a 2.000 euro, non devi pagare l’imposta del 33%.Facciamo un esempio. Supponiamo che nell’anno 2026 Laura abbia effettuato queste operazioni:Vendita NFT CryptoPunk: plusvalenza di 3.000 euroVendita Bitcoin: minusvalenza di -1.500 euroVendita altro NFT: plusvalenza di 400 euroIl saldo netto è: 3.000 – 1.500 + 400 = 1.900 euro. Poiché il totale è inferiore a 2.000 euro, Laura non dovrà pagare alcuna imposta sulle plusvalenze. Se invece il saldo fosse stato di 2.100 euro, l’imposta si sarebbe applicata sull’intero importo (2.100 x 33% = 693 euro), non solo sulla parte eccedente i 2.000 euro. È quindi una franchigia, non una deduzione.Importante: anche se le plusvalenze sono sotto la soglia dei 2.000 euro, resta comunque l’obbligo di dichiarare il possesso degli NFT nel Quadro W ai fini del monitoraggio fiscale e dell’IVCA. Come dichiarare gli NFT nel Quadro W del Modello Redditi PFLa dichiarazione degli NFT avviene attraverso il Quadro W del Modello Redditi PF. Questo quadro, introdotto con la riforma, ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto-attività e serve sia per il monitoraggio fiscale sia per il calcolo dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività). Se utilizzi il modello 730, sappi che dal 2024 esiste il Quadro W anche nel 730.Ecco i passaggi per compilare correttamente il Quadro W per i tuoi NFT:1. Raccogli le informazioni necessarie. Per ogni NFT posseduto al 31 dicembre dell’anno d’imposta (o venduto durante l’anno), ti serviranno: il nome o identificativo dell’NFT, la blockchain su cui è registrato (Ethereum, Solana, Polygon, ecc.), il wallet che lo detiene, il valore di acquisto in euro, il valore al 31 dicembre in euro e le eventuali date di acquisto e vendita.2. Compila il rigo W del Quadro W. Per ogni cripto-attività (o gruppo omogeneo) devi indicare:Colonna 1 (Codice individuazione): il codice “14” per le cripto-attivitàColonna 3 (Valore iniziale): il valore in euro al 1° gennaio (o alla data di acquisto se successiva)Colonna 4 (Valore finale): il valore in euro al 31 dicembre (o alla data di vendita se precedente)Colonna 7 (IVCA dovuta): il risultato del calcolo IVCA (0,2% del valore finale)3. Determina il valore dell’NFT in euro. Questo è spesso l’aspetto più complesso. Se l’NFT è stato acquistato con criptovaluta (es. ETH), il valore in euro si calcola al cambio del giorno dell’operazione. Per il valore al 31 dicembre, puoi utilizzare il floor price della collezione sul marketplace di riferimento (OpenSea, Magic Eden, ecc.) convertito in euro al cambio del giorno. Se l’NFT non ha un mercato liquido, puoi utilizzare il prezzo dell’ultimo scambio disponibile.4. Calcola le plusvalenze nel Quadro RT. Se hai venduto NFT durante l’anno con profitto, le plusvalenze vanno indicate anche nella Sezione II del Quadro RT, dove si calcola l’imposta sostitutiva del 33%. Per chi ha operato su exchange come Binance o Coinbase, può essere utile consultare le nostre guide specifiche sulla dichiarazione redditi Binance 2026 e sulla dichiarazione redditi Coinbase 2026. IVCA sugli NFT: l’imposta dello 0,2% sul valoreOltre alla tassazione sulle plusvalenze, chi possiede NFT deve pagare anche l’IVCA — Imposta sul Valore delle Cripto-Attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale, simile all’IVAFE che si applica ai conti esteri, pari allo 0,2% annuo del valore delle cripto-attività detenute al 31 dicembre dell’anno d’imposta.Il calcolo è proporzionale al periodo di detenzione nell’anno. Se hai posseduto un NFT per tutto l’anno (365 giorni), paghi lo 0,2% pieno. Se lo hai posseduto per 6 mesi, paghi la metà. La formula è: Valore al 31/12 x 0,2% x (giorni di possesso / 365).Facciamo un esempio pratico. Giovanni possiede un NFT dal 1° luglio 2026 al 31 dicembre 2026 (184 giorni). Il valore dell’NFT al 31 dicembre è di 10.000 euro. L’IVCA dovuta sarà: 10.000 x 0,2% x (184/365) = 10,08 euro. Come vedi, per importi contenuti l’IVCA è molto bassa, ma può diventare significativa per collezioni di alto valore.L’IVCA va indicata nel Quadro W del Modello Redditi PF e si versa tramite il modello F24 con il codice tributo 1727. I termini di versamento seguono quelli dell’imposta sui redditi (30 giugno, con possibilità di rateizzazione). Per approfondire il funzionamento dell’IVCA in relazione ad altre cripto-attività, consulta la guida sulla dichiarazione crypto nel 730.NFT come arte digitale vs NFT come investimentoNel mondo degli NFT convivono realtà molto diverse: c’è chi acquista un’opera d’arte digitale per collezionismo, chi compra token legati a giochi play-to-earn, chi investe in terreni virtuali nel metaverso e chi specula sulle fluttuazioni di prezzo delle collezioni più popolari. Dal punto di vista fiscale, tuttavia, la distinzione più rilevante è quella tra NFT detenuti come investimento e NFT utilizzati per finalità personali.La normativa italiana attuale non opera una distinzione esplicita tra queste due tipologie. Tutti gli NFT, indipendentemente dalla loro natura, rientrano nella definizione di cripto-attività e sono soggetti agli stessi obblighi dichiarativi e fiscali. Questa è una differenza importante rispetto ad altri paesi (come il Regno Unito), dove gli NFT acquistati per uso personale possono godere di esenzioni.In Italia, dunque, sia che tu possieda un CryptoPunk da 100.000 euro come investimento, sia che tu abbia acquistato un NFT da 50 euro come avatar per i social media, gli obblighi sono gli stessi: dichiarazione nel Quadro W, pagamento dell’IVCA e, in caso di vendita con profitto, tassazione della plusvalenza al 33%. Questo approccio è stato criticato da diversi esperti, ma al momento la legge non prevede eccezioni. NFT gratuiti: airdrop e mint a costo zeroMolti utenti ricevono NFT gratuitamente, attraverso airdrop (distribuzione gratuita di token), mint gratuiti (coniazione senza costo di acquisto, pagando solo le gas fee) o programmi di fidelizzazione. Questi casi presentano regole fiscali specifiche che è importante conoscere.Quando ricevi un NFT gratis tramite airdrop, il suo valore di acquisizione è pari a zero euro. Questo ha una conseguenza importante: se in futuro lo venderai, l’intera somma ricavata dalla vendita costituirà plusvalenza. Ad esempio, se ricevi un NFT in airdrop e lo vendi dopo un anno per 5.000 euro, la plusvalenza sarà di 5.000 euro (5.000 – 0 = 5.000), su cui pagherai il 33% di imposta, ossia 1.650 euro.Per i mint gratuiti, il discorso è simile, ma con una sfumatura: le gas fee pagate per completare il mint possono essere considerate come costo di acquisizione. Se hai pagato 30 euro di gas fee per mintare un NFT gratuito, il tuo costo di acquisto sarà 30 euro, e la plusvalenza futura si calcolerà sottraendo questa cifra dal prezzo di vendita.In entrambi i casi, l’obbligo di dichiarazione nel Quadro W sussiste dal momento in cui l’NFT entra nel tuo wallet, anche se il suo valore è minimo. L’IVCA si calcola sul valore al 31 dicembre, che potrebbe essere molto diverso da zero se nel frattempo la collezione ha acquisito valore di mercato.Creator di NFT: come si tassano i proventi dalla creazioneLa situazione fiscale cambia radicalmente se non sei un semplice acquirente o venditore di NFT, ma un creator — cioè la persona che crea e vende NFT originali. In questo caso, i proventi dalla vendita degli NFT che hai creato non sono plusvalenze da cripto-attività, ma costituiscono reddito d’impresa o reddito di lavoro autonomo, a seconda di come è strutturata la tua attività.Se crei e vendi NFT in modo abituale e organizzato — ad esempio sei un artista digitale che produce regolarmente collezioni NFT — i proventi saranno generalmente qualificati come reddito d’impresa e dovrai:Aprire una partita IVA con codice ATECO appropriato (generalmente 90.03.09 per attività artistiche o 62.01.00 per attività informatiche)Emettere fattura per ogni vendita (o documento commerciale equivalente)Dichiarare i proventi nel Quadro RF (reddito d’impresa) del Modello RedditiVersare IVA, IRPEF e contributi previdenzialiSe invece la creazione di NFT è un’attività occasionale (un singolo progetto, poche vendite nell’anno), i proventi possono essere qualificati come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67 del TUIR, senza necessità di partita IVA (entro il limite di 5.000 euro annui per l’obbligo contributivo). In ogni caso, è fondamentale distinguere tra il reddito derivante dalla creazione dell’NFT (che è reddito d’impresa/lavoro autonomo) e le eventuali plusvalenze derivanti dalla successiva rivendita di NFT acquistati da terzi (che seguono le regole delle cripto-attività al 33%). Chi ha già una partita IVA in regime forfettario, può includere i proventi dalla vendita di NFT nella propria attività. Royalties su marketplace: come dichiararleUna delle caratteristiche uniche degli NFT è la possibilità per il creator di percepire royalties sulle vendite successive. Quando un artista crea un NFT e lo vende per la prima volta, può impostare una percentuale di royalty (tipicamente dal 2,5% al 10%) che riceverà automaticamente ogni volta che l’NFT viene rivenduto su un marketplace che supporta questa funzionalità.Le royalties da NFT hanno un trattamento fiscale specifico. Non si tratta di plusvalenze da cripto-attività, ma di proventi derivanti dallo sfruttamento economico di un’opera. La qualificazione fiscale dipende dalla situazione del creator:Creator con partita IVA: le royalties confluiscono nel reddito d’impresa o di lavoro autonomo e vanno fatturate e dichiarate come gli altri proventi dell’attivitàCreator occasionale: le royalties possono essere qualificate come redditi diversi (art. 67 TUIR) se l’attività non è abitualeRoyalties su opere dell’ingegno: se l’NFT è qualificabile come opera dell’ingegno (opera d’arte, software, musica), le royalties possono rientrare nella disciplina del diritto d’autore (art. 53, comma 2, lettera b, TUIR), con una deduzione forfettaria del 25% (o 40% se il creator ha meno di 35 anni)Va notato che molti marketplace (come OpenSea) hanno reso le royalties opzionali per gli acquirenti, riducendo significativamente i ricavi per i creator. Tuttavia, quando le royalties vengono effettivamente percepite, l’obbligo dichiarativo resta. Le royalties ricevute in criptovaluta (es. ETH) devono essere convertite in euro al cambio del giorno di ricezione per determinare il reddito imponibile.Domande frequenti su NFT e tasse 2026 Devo dichiarare gli NFT che non ho venduto?Sì, il semplice possesso di NFT va dichiarato nel Quadro W del Modello Redditi PF, anche se non li hai venduti e non hai realizzato alcuna plusvalenza. Questo obbligo serve ai fini del monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). La mancata dichiarazione può comportare sanzioni.Come si calcola il valore di un NFT al 31 dicembre?Il valore di un NFT al 31 dicembre si determina utilizzando il prezzo di mercato alla data. Puoi utilizzare il floor price della collezione su un marketplace riconosciuto (OpenSea, Magic Eden, Blur), convertito in euro al cambio del giorno. Se l’NFT non ha un mercato attivo, puoi utilizzare l’ultimo prezzo di scambio disponibile o, in assenza, il costo di acquisto originale.Posso compensare le minusvalenze da NFT con le plusvalenze crypto?Sì, poiché gli NFT sono classificati come cripto-attività, le minusvalenze derivanti dalla vendita di NFT possono essere compensate con le plusvalenze da criptovalute e viceversa. Se in un anno hai una minusvalenza netta, puoi riportarla nei 4 anni successivi per compensare eventuali plusvalenze future. Questo vale anche per la rivalutazione delle criptovalute.Un NFT regalato va dichiarato?Sì, un NFT ricevuto in regalo (donazione) va dichiarato nel Quadro W dal momento in cui entra nel tuo wallet. Il valore di acquisizione per il calcolo di eventuali future plusvalenze sarà il valore di mercato al momento della donazione. Inoltre, le donazioni di cripto-attività possono essere soggette all’imposta sulle donazioni, con le stesse franchigie previste per le donazioni tradizionali (1 milione di euro tra genitori e figli).Cosa rischio se non dichiaro i miei NFT?La mancata dichiarazione degli NFT nel Quadro W comporta sanzioni che variano dal 3% al 15% del valore non dichiarato (raddoppiate se i fondi sono detenuti in paesi a fiscalità privilegiata). In caso di plusvalenze non dichiarate, si aggiungono le sanzioni per infedele dichiarazione (dal 90% al 180% dell’imposta non versata) più gli interessi di mora. È quindi fondamentale mettersi in regola.Posso usare il 730 per dichiarare gli NFT?Dal 2024, è possibile utilizzare il 730 con il Quadro W per dichiarare le cripto-attività, inclusi gli NFT, ai fini del monitoraggio e dell’IVCA. Tuttavia, se hai realizzato plusvalenze da vendita di NFT, dovrai necessariamente utilizzare il Modello Redditi PF (che include il Quadro RT per il calcolo dell’imposta sostitutiva). Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a scegliere il modello più adatto alla tua situazione.Hai NFT da dichiarare? Il CAF Centro Fiscale ti aiutaLa dichiarazione degli NFT e delle cripto-attività richiede competenze specifiche che non tutti i professionisti possiedono. Al CAF Centro Fiscale di Udine abbiamo un team dedicato alla fiscalità crypto e NFT, in grado di assisterti nella compilazione del Quadro W, nel calcolo delle plusvalenze e dell’IVCA, e nella corretta qualificazione dei tuoi redditi da NFT.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine — Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Articoli correlatiModello Redditi Criptovalute 2026: Guida Completa Quadro RT e RW730 e Criptovalute 2026: Come Dichiarare Bitcoin e Crypto nel Quadro RWQuadro W del 730/2026: Guida CompletaCome funziona la rivalutazione delle criptovalute al 18%Tassazione Plusvalenze Criptovalute Prima della RiformaDichiarazione Redditi Binance 2026ISEE 2026 e Criptovalute: Guida CompletaGiugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 14:00:002026-04-18 15:28:04NFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi e Quanto Si PagaCAF, CALCOLO E CONTROLLO BUSTE PAGHEDetrazioni Lavoro Dipendente 2026: Importi, Novità e Come Cambiano in Busta PagaSe sei un lavoratore dipendente e vuoi capire quante tasse paghi davvero e quanto ti rimane in busta paga, devi conoscere le detrazioni per lavoro dipendente. Nel 2026 ci sono importanti novità che influenzano direttamente il tuo stipendio netto: dalla riforma degli scaglioni IRPEF entrata a pieno regime, agli importi aggiornati delle detrazioni di base. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere, con esempi pratici e tabelle chiare.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa sono le detrazioni per lavoro dipendenteLe detrazioni per lavoro dipendente sono riduzioni dell’imposta IRPEF che spettano automaticamente a tutti i lavoratori dipendenti, ai pensionati e ad alcune categorie assimilate. In parole semplici: lo Stato riconosce che chi lavora ha spese fisse legate al lavoro (trasporti, abbigliamento professionale, ecc.) e quindi riduce la tassa da pagare.A differenza delle deduzioni (che abbassano il reddito imponibile, cioè la base su cui si calcola la tassa), le detrazioni abbassano direttamente l’imposta finale. Questo le rende particolarmente vantaggiose: ogni euro di detrazione vale un euro in meno di IRPEF da pagare.Esistono due grandi categorie di detrazioni:Detrazioni per tipo di reddito: spettano in base alla fonte del reddito (lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo)Detrazioni per oneri e spese: spettano per spese specifiche sostenute (spese mediche, interessi mutuo, bonus ristrutturazioni, ecc.)In questo articolo ci concentriamo sulle detrazioni per tipo di reddito da lavoro dipendente, quelle che il tuo datore di lavoro applica automaticamente ogni mese nel calcolo del cedolino paga. La riforma IRPEF 2024-2026: i tre scaglioni vigentiPrima di parlare delle detrazioni, è utile capire su cosa vengono applicate. Il sistema IRPEF italiano tassa il reddito in modo progressivo: più guadagni, più paghi, ma solo sulle fasce superiori.Con la riforma introdotta dal D.Lgs. 216/2023 (Riforma fiscale 2024), siamo passati da quattro a tre scaglioni IRPEF, vigenti anche nel 2026:Scaglione di redditoAliquota IRPEFEsempio imposta (solo su quella fascia)Fino a 28.000 euro23%Su 28.000 euro: 6.440 euroDa 28.001 a 50.000 euro35%Su 22.000 euro: 7.700 euroOltre 50.000 euro43%Su ogni euro oltre 50.000Prima del 2024 esisteva anche lo scaglione al 25% (da 15.001 a 28.000 euro). La sua eliminazione, unita all’innalzamento delle detrazioni per lavoro dipendente, ha portato un beneficio netto per la maggior parte dei lavoratori con redditi medio-bassi.Importante: le aliquote si applicano in modo progressivo, non sul reddito totale. Un lavoratore con 40.000 euro di reddito paga il 23% sui primi 28.000 e il 35% sui restanti 12.000, non il 35% su tutto. Detrazioni lavoro dipendente 2026: gli importi aggiornatiLa detrazione per lavoro dipendente non è un importo fisso per tutti. Dipende dal tuo reddito complessivo annuo e si riduce all’aumentare del reddito, fino ad azzerarsi oltre una certa soglia. Ecco come funziona nel 2026: Detrazione base per redditi fino a 15.000 euroPer i lavoratori con reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro, la detrazione è pari a 1.955 euro, purché l’imposta lorda calcolata non sia inferiore alla detrazione stessa.Questa è la fascia della no tax area: i lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 8.500 euro non pagano IRPEF, perché la detrazione copre interamente l’imposta dovuta. In pratica, fino a 8.500 euro di reddito annuo lordo, il lavoratore è esente da IRPEF.Detrazione per redditi da 15.001 a 28.000 euroPer redditi compresi tra 15.001 e 28.000 euro, la detrazione non è fissa ma viene calcolata con una formula che la riduce progressivamente. L’importo parte da 1.955 euro e si abbassa all’aumentare del reddito.La formula di calcolo è:Detrazione = 1.910 × [(28.000 – reddito complessivo) / (28.000 – 15.000)] + 1.190 × importo aggiuntivoPer semplificare, ecco una tabella orientativa degli importi approssimativi per questa fascia di reddito:Reddito annuo lordoDetrazione approssimativaNo tax area?Fino a 8.500 euroPari all’imposta dovuta (esente)Sì10.000 eurocirca 1.840 euroNo15.000 euro1.955 euro (massimo)No20.000 eurocirca 1.500 euroNo25.000 eurocirca 900 euroNo28.000 eurocirca 600 euroNoDetrazione per redditi da 28.001 a 50.000 euroNella fascia da 28.001 a 50.000 euro, la detrazione si riduce ulteriormente in modo progressivo. A 50.000 euro di reddito, la detrazione è teoricamente pari a zero.Tuttavia, per i redditi compresi tra 25.001 e 35.000 euro, a partire dal 2024 è stata introdotta una ulteriore detrazione aggiuntiva di 65 euro (prevista dalla riforma fiscale come misura di compensazione per la fascia di reddito che aveva beneficiato meno della riduzione degli scaglioni IRPEF).Oltre i 50.000 euro: detrazione azzerataPer redditi superiori a 50.000 euro, la detrazione da lavoro dipendente è pari a zero. Il lavoratore con redditi alti non beneficia di questa agevolazione. Può tuttavia detrarre altre spese specifiche (interessi mutuo, spese mediche, ecc.).La novità del 2024 rimasta in vigore nel 2026: addio allo scaglione al 25%La modifica più rilevante degli ultimi anni per i lavoratori dipendenti è l’eliminazione dello scaglione IRPEF al 25%. Prima del 2024, la fascia di reddito da 15.001 a 28.000 euro era tassata al 25%. Dal 2024 questa fascia è stata accorpata alla prima (23%), con un risparmio concreto per chi guadagna tra 15.000 e 28.000 euro.Esempio concreto: un lavoratore con reddito di 25.000 euro pagava, prima del 2024, il 23% sui primi 15.000 euro (3.450 euro) e il 25% sui successivi 10.000 euro (2.500 euro), per un totale di 5.950 euro. Dal 2024 paga il 23% su tutti i 25.000 euro: 5.750 euro. Risparmio: 200 euro l’anno.Questo vantaggio è confermato per il 2026: la struttura a tre scaglioni rimane invariata. Come si calcola la detrazione in busta paga ogni meseIl datore di lavoro (o il consulente del lavoro che gestisce le paghe) calcola e applica automaticamente le detrazioni ogni mese. Ecco il meccanismo semplificato:Calcolo del reddito lordo mensile: stipendio base + eventuali indennità + straordinariProiezione annua: il reddito mensile viene moltiplicato per 12 (o per i mesi di lavoro previsti) per stimare il reddito annuoCalcolo della detrazione annua spettante: in base alla fascia di reddito annuo stimatoDivisione mensile: la detrazione annua viene divisa per 12 e applicata ogni meseConguaglio a fine anno: a dicembre (o alla cessazione del rapporto) si effettua il ricalcolo definitivo, restituendo eventuali detrazioni non godute o recuperando quelle eccedentiIl risultato in busta paga è che l’IRPEF trattenuta dal datore di lavoro è già “scontata” delle detrazioni spettanti. Non devi fare nulla: è automatico.Attenzione al part-time e ai lavori stagionali: se lavori part-time o hai un contratto di pochi mesi, le detrazioni vengono ragguagliate ai giorni di lavoro effettivi. Questo può creare situazioni in cui il conguaglio di fine anno porta a versare IRPEF aggiuntiva (se si è goduto di detrazioni eccessive) o a ricevere rimborsi. Esempio pratico: quanto cambia in busta paga nel 2026Vediamo tre esempi concreti per capire l’impatto delle detrazioni sulla busta paga mensile netta nel 2026.Caso 1: lavoratore con stipendio annuo lordo di 20.000 euroImmaginiamo Marco, impiegato part-time con stipendio lordo annuo di 20.000 euro (circa 1.538 euro lordi al mese su 13 mensilità).Reddito lordo annuo: 20.000 euroIRPEF lorda (23% su 20.000): 4.600 euroDetrazione lavoro dipendente spettante: circa 1.500 euro (fascia 15.001-28.000 euro)IRPEF netta annua: 4.600 – 1.500 = 3.100 euroAddizionali regionali e comunali (stima media): circa 300 euroTrattenute IRPEF complessive mensili: circa 283 euro al meseCaso 2: lavoratore con stipendio annuo lordo di 30.000 euroSara lavora a tempo pieno con un reddito annuo lordo di 30.000 euro.Reddito lordo annuo: 30.000 euroIRPEF lorda: (28.000 × 23%) + (2.000 × 35%) = 6.440 + 700 = 7.140 euroDetrazione lavoro dipendente spettante: circa 400 euro (fascia 28.001-50.000 euro)Ulteriore detrazione aggiuntiva (fascia 25.001-35.000): 65 euroIRPEF netta annua: 7.140 – 400 – 65 = 6.675 euroAddizionali: circa 450 euroTrattenute mensili: circa 594 euro al meseCaso 3: lavoratore con stipendio annuo lordo di 45.000 euroLuca è quadro aziendale con un reddito di 45.000 euro l’anno.Reddito lordo annuo: 45.000 euroIRPEF lorda: (28.000 × 23%) + (17.000 × 35%) = 6.440 + 5.950 = 12.390 euroDetrazione lavoro dipendente spettante: circa 50 euro (quasi azzerata)IRPEF netta annua: 12.390 – 50 = 12.340 euroAddizionali: circa 700 euroTrattenute mensili: circa 1.086 euro al meseCome si vede chiaramente, la detrazione è tanto più vantaggiosa quanto più basso è il reddito. Per i redditi medio-alti il suo peso si riduce significativamente.Detrazioni per familiari a carico: cosa cambia nel 2026Oltre alla detrazione base per tipo di reddito, i lavoratori dipendenti possono beneficiare di detrazioni aggiuntive per familiari fiscalmente a carico. Nel 2026 valgono le seguenti regole: Coniuge a caricoSe il coniuge (o la parte di un’unione civile) ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro, è considerato fiscalmente a carico. In questo caso spetta una detrazione di 950 euro (modulata in base al reddito del richiedente).La detrazione per il coniuge a carico si riduce all’aumentare del reddito del lavoratore e si azzera oltre i 40.000 euro circa. Per i redditi superiori a 80.000 euro, la detrazione è completamente azzerata.Figli a carico: attenzione alla riforma Assegno UnicoQuesto è uno dei punti che genera più confusione. Dal 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni per figli a carico fino a 21 anni sono state abolite e sostituite dall’assegno mensile INPS.In busta paga, quindi, non trovi più la detrazione per figli minori di 21 anni. L’Assegno Unico viene erogato direttamente dall’INPS ogni mese sul conto corrente del genitore richiedente.Rimangono invece le detrazioni fiscali per i figli di età superiore a 21 anni, con un importo di 950 euro per figlio (anche questa modulata in base al reddito).Altri familiari a caricoPer altri familiari a carico (genitori, fratelli, suoceri conviventi con reddito sotto 2.840,51 euro), spetta una detrazione complessiva di 750 euro, da ripartire tra tutti i familiari che ne hanno diritto.Come richiedere le detrazioni: il modulo al datore di lavoroPer beneficiare delle detrazioni in busta paga, devi presentare al tuo datore di lavoro una dichiarazione di spettanza. Questa dichiarazione va consegnata:All’inizio del rapporto di lavoroOgni anno (solitamente a gennaio)In caso di variazioni nel corso dell’anno (cambio di reddito, nascita di un figlio, matrimonio, separazione, ecc.)Il modulo viene fornito dal datore di lavoro o dal consulente del lavoro. Nel modulo indichi:Reddito stimato per l’anno in corso (inclusi altri eventuali redditi)Eventuale coniuge/convivente a caricoEventuali figli over 21 anni a caricoEventuale richiesta di ulteriori detrazioni (redditi da locazione, mutuo, ecc.)Attenzione: se non presenti la dichiarazione, il datore di lavoro applica comunque le detrazioni minime spettanti per legge. Ma se hai diritto a detrazioni aggiuntive (familiari a carico), devi richiederle esplicitamente.Cosa succede se indichi un reddito sbagliato? Se sovrastimi il reddito, pagherai più IRPEF del dovuto in corso d’anno e riceverai un rimborso con il conguaglio di fine anno o con la dichiarazione dei redditi. Se sottostimi il reddito, pagherai meno IRPEF ma dovrai versare la differenza al conguaglio di dicembre (o nel 730 dell’anno successivo).Il conguaglio fiscale di fine anno: cosa aspettarsi in busta pagaOgni anno, generalmente nel mese di dicembre (o a cessazione del rapporto di lavoro), il datore di lavoro effettua il conguaglio fiscale. Si tratta del ricalcolo definitivo dell’IRPEF, confrontando:L’IRPEF trattenuta mese per mese durante l’annoL’IRPEF effettivamente dovuta in base al reddito effettivo e alle detrazioni reali spettantiIl risultato può essere:Conguaglio a credito: hai pagato più del dovuto → ricevi una somma in più in busta paga a dicembreConguaglio a debito: hai pagato meno del dovuto → ti viene trattenuta una somma aggiuntivaLe situazioni che più frequentemente causano un conguaglio a debito sono:Cambio di lavoro in corso d’anno (due datori di lavoro, due set di detrazioni applicate)Redditi aggiuntivi (affitti, partita IVA marginale, ecc.) non comunicati al datoreScatto di livello o aumento di stipendio a metà annoTredicesima: incide sul reddito annuo e può spostare il contribuente in una fascia di detrazione inferiorePer evitare brutte sorprese a dicembre, è utile fare una simulazione del reddito annuo a metà anno, eventualmente con l’aiuto del CAF. Detrazioni e part-time: come funziona il ragguaglioI lavoratori part-time o con contratti a tempo determinato hanno diritto alle stesse detrazioni dei lavoratori full-time, ma ragguagliate ai giorni di lavoro effettivi nell’anno solare.La formula è: Detrazione annua × (giorni lavorati / 365)Esempio: una lavoratrice con contratto di 6 mesi (180 giorni) e reddito annuo di 10.000 euro ha diritto a una detrazione pari a circa:1.840 euro × (180/365) = circa 907 euro di detrazioneQuesto meccanismo garantisce che nessuno sia penalizzato per avere lavorato solo una parte dell’anno.Lavoratori con più datori di lavoro: cosa fareSe durante l’anno hai avuto due o più datori di lavoro (cambio lavoro, lavori contemporanei), ogni datore applica le detrazioni in modo indipendente, come se il suo stipendio fosse l’unico reddito.Questo porta quasi sempre a un conguaglio a debito a fine anno: hai goduto di più detrazioni del dovuto (ciascun datore ne ha applicate il massimo), mentre il fisco calcola le detrazioni spettanti sull’intero reddito annuo cumulato.Soluzione: se cambi lavoro, comunica al nuovo datore il reddito percepito dal precedente datore (tramite il CU – Certificazione Unica). Questo permette al nuovo datore di calcolare le detrazioni correttamente sull’intero reddito annuo stimato, evitando il conguaglio a debito.In ogni caso, con il Modello 730 presentato l’anno successivo, il CAF effettua la liquidazione definitiva e rimborsa (o addebita) eventuali differenze. Riepilogo: tabella detrazioni lavoro dipendente 2026Reddito complessivo annuoDetrazione base lavoro dipendenteNoteFino a 8.500 euroPari all’imposta (esente da IRPEF)No tax area dipendentiDa 8.501 a 15.000 euro1.955 euro (massimo)Importo fisso massimoDa 15.001 a 28.000 euroDa 1.955 a circa 600 euroRiduzione progressivaDa 25.001 a 35.000 euro+ 65 euro aggiuntiviDetrazione extra riforma 2024Da 28.001 a 50.000 euroDa circa 600 euro a 0Azzeramento progressivoOltre 50.000 euro0 euroNessuna detrazioneQuando conviene fare il 730: il ruolo del CAFLe detrazioni in busta paga vengono applicate automaticamente, ma nella dichiarazione dei redditi (Modello 730) puoi beneficiare di molte altre detrazioni aggiuntive che il datore di lavoro non può applicare:Spese mediche e sanitarie (detrazione 19%)Interessi passivi sul mutuo per l’abitazione principale (detrazione 19%, max 4.000 euro di interessi)Spese per istruzione (asili nido, università)Bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonusSpese funebri, veterinarie, abbonamenti ai trasporti pubbliciErogazioni liberali a ONLUS e enti del Terzo SettoreIl CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del Modello 730, verificando che tu ottenga tutte le detrazioni spettanti e che i dati inseriti siano corretti. Un errore nel 730 può costare caro: sanzioni, interessi e stress. Affidarsi a un professionista è sempre la scelta più conveniente.Puoi trovare ulteriori informazioni sull’ottimizzazione fiscale anche in questi articoli correlati:Forfettario e Lavoro Dipendente 2026: Compatibilità, Limiti e ConvenienzaAssegni Nucleo Familiare INPS 2026/2027: Tabelle Importi, Requisiti e Guida CompletaBonus Donne 2026: Requisiti, Importi e Come Fare la Domanda📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Domande frequenti (FAQ)Le detrazioni lavoro dipendente si applicano anche ai contratti a tempo determinato?Sì, le detrazioni si applicano a tutti i lavoratori dipendenti indipendentemente dalla tipologia contrattuale (tempo determinato, indeterminato, apprendistato, somministrazione). L’importo viene ragguagliato ai giorni di lavoro effettivi nell’anno.Posso rinunciare alle detrazioni in busta paga per ottenerle tutte con il 730?No. Le detrazioni per tipo di reddito vengono sempre applicate mensilmente dal datore di lavoro. Non è possibile rinunciarvi per accumularle nel 730. Le detrazioni per oneri e spese (mediche, mutuo, ecc.) sono invece sempre dichiarate nel 730.Ho un secondo lavoro: posso chiedere le detrazioni a entrambi i datori?Tecnicamente ogni datore di lavoro le applica automaticamente, ma puoi richiedere che uno dei due non le applichi per evitare il conguaglio a debito di fine anno. Con il modulo di dichiarazione di spettanza puoi indicare di voler beneficiare delle detrazioni solo presso uno dei datori.La no tax area vale anche per le addizionali regionali e comunali?No. La no tax area (soglia di esenzione IRPEF) vale solo per l’IRPEF erariale. Le addizionali regionali e comunali possono avere soglie di esenzione diverse, stabilite da ciascuna Regione e Comune. Alcuni enti applicano detrazioni locali che ampliano l’esenzione, ma non è uniforme su tutto il territorio nazionale.Cosa succede se cambio lavoro a metà anno e il nuovo datore non sa del reddito precedente?Se non comunichi al nuovo datore il reddito percepito in precedenza, lui applicherà le detrazioni come se lavorassi da gennaio. A fine anno, con il conguaglio o il 730, emergerà un debito IRPEF che dovrai pagare. Per evitarlo, consegna sempre la CU del precedente datore al nuovo.Le detrazioni cambiano se mi sposo o mi separo?Sì. Matrimonio, separazione, nascita di un figlio, o qualsiasi cambiamento nella composizione del nucleo familiare influenzano le detrazioni per familiari a carico. Devi comunicare questi eventi al tuo datore di lavoro tempestivamente, compilando un nuovo modulo di dichiarazione di spettanza.Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 11:49:372026-06-02 10:17:18Detrazioni Lavoro Dipendente 2026: Importi, Novità e Come Cambiano in Busta PagaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroSpese Funebri 730 2026: Detrazione e LimitiLe spese funebri sostenute per la morte di un familiare sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se nel 2025 hai affrontato il costo di un funerale, puoi recuperare parte della spesa nel 730/2026.La detrazione fiscale e del 19% su un importo massimo di 1.550 euro per decesso. Vediamo nel dettaglio come funziona, chi puo beneficiarne e quali spese sono ammesse.Indice dei contenutiCome funziona la detrazioneSpese funebri ammesseChi puo detrarreCalcolo della detrazioneDocumenti necessariDomande frequenti Come Funziona la Detrazione per Spese FunebriLa detrazione per spese funebri ha regole specifiche stabilite dalla normativa fiscale.Aliquota e limitiAliquota detrazione: 19%Tetto massimo: 1.550 euro per ogni decessoDetrazione massima: 1.550 x 19% = 294,50 euroNessuna franchigiaA differenza di altre detrazioni (come le spese veterinarie), per le spese funebri non e prevista franchigia. La detrazione del 19% si applica da subito, dal primo euro speso.Limite per decesso, non per contribuenteIl tetto di 1.550 euro si riferisce a ogni singolo decesso, non al contribuente. Se nello stesso anno hai sostenuto spese funebri per piu persone (es. due genitori), puoi detrarre fino a 1.550 euro per ciascun decesso. Quali Spese Funebri Sono DetraibiliSono detraibili le spese strettamente connesse al funerale.Spese detraibiliServizi dell’impresa funebre (vestizione, composizione, trasporto salma)Cassa funebre (bara)Addobbi floreali forniti dall’agenziaAnnunci funebri sui giornaliTrasporto del feretroSepoltura o cremazioneConcessione loculo cimiteriale (se pagata contestualmente)Spese NON detraibiliRistorante per il pranzo del funeraleLapide e incisioni successiveManutenzione della tombaFiori acquistati direttamente (non tramite agenzia)Messe e offerte religiose Chi Puo Detrarre le Spese FunebriLa detrazione non e riservata solo ai familiari stretti, ma ha alcune specificita.Requisiti per chi detraePuo detrarre chi:Ha effettivamente sostenuto la spesaHa la fattura intestata a proprio nomeHa pagato con metodo tracciabilePer chi e decedutoLa spesa e detraibile per il decesso di qualsiasi persona, non necessariamente un familiare. Tuttavia, nella pratica le agenzie funebri intestano la fattura a chi paga, che di solito e un parente.Spesa divisa tra piu personeSe la spesa e stata divisa tra piu familiari:Ciascuno detrae la quota effettivamente pagataLa somma delle detrazioni non puo superare il tetto di 1.550 euro per decessoLa fattura deve riportare chi ha pagato cosa, oppure serve dichiarazione sostitutiva Come Calcolare la DetrazioneVediamo con esempi pratici come funziona il calcolo.Esempio 1: Spesa sotto il tettoSe hai speso 1.200 euro per il funerale:Detrazione: 1.200 x 19% = 228 euroEsempio 2: Spesa sopra il tettoSe hai speso 3.000 euro per il funerale:Si considera solo il tetto: 1.550 euroDetrazione: 1.550 x 19% = 294,50 euroEsempio 3: Due decessi nello stesso annoSe hai sostenuto spese per i funerali di entrambi i genitori:Spesa genitore 1: 2.000 euro (si detrae su 1.550 euro)Spesa genitore 2: 1.800 euro (si detrae su 1.550 euro)Detrazione totale: 294,50 + 294,50 = 589 euro Documenti NecessariPer ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese.Documenti richiestiFattura dell’impresa funebre intestata a chi detraeRicevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta)Certificato di morte (o autocertificazione del decesso)Se la fattura e intestata a piu personeSe la fattura e intestata a piu eredi:Ciascuno detrae la propria quotaServe annotazione sulla fattura di chi ha pagato cosaIn alternativa, dichiarazione sostitutiva di atto notorioObbligo di pagamento tracciabileDal 2020 e obbligatorio pagare con metodi tracciabili:Bonifico bancario o postaleCarta di credito o debitoAssegnoI pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.Domande Frequenti sulle Spese FunebriPosso detrarre le spese se non ero parente del defunto?Si, la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non aveva legami di parentela con il defunto. L’importante e che la fattura sia intestata a chi detrae.Le spese funebri sono nel 730 precompilato?Generalmente si. Le imprese funebri comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate. Verifica comunque che i dati siano presenti e corretti.Posso detrarre le spese anche se le ho pagate con soldi ereditati?Si, quello che conta e chi ha materialmente pagato e a chi e intestata la fattura. La provenienza del denaro e irrilevante.E se la persona deceduta aveva il 730?Le spese funebri non rientrano mai nella dichiarazione del defunto, ma sempre in quella di chi le ha pagate. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730, recuperando tutte le detrazioni a cui hai diritto.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAFCalcolo Disoccupazione Agricola: Importo e SimulazioneIl calcolo disoccupazione agricola è uno degli aspetti che genera più domande tra i lavoratori agricoli. Quanto spetta esattamente? Come viene determinato l’importo? Quali fattori influenzano la cifra finale? In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio la formula di calcolo utilizzata dall’INPS, con esempi pratici e simulazioni che ti aiuteranno a stimare quanto potresti ricevere. Per la guida completa sulla prestazione, consulta il nostro articolo pillar sulla disoccupazione agricola 2026. Indice dei contenutiLa formula di calcolo della disoccupazione agricolaRetribuzione media giornaliera: come si determinaGiornate indennizzabili: quante sonoTrattenute e contributi figurativi del 9%Simulazione: 3 esempi pratici di calcoloDomande frequenti sul calcoloLa formula di calcolo della disoccupazione agricolaIl calcolo della disoccupazione agricola si basa su una formula relativamente semplice, anche se i fattori che la compongono richiedono attenzione. L’importo lordo si ottiene moltiplicando la retribuzione media giornaliera per il 40% e poi per il numero di giornate indennizzabili. In formula:Importo lordo = Retribuzione media giornaliera x 40% x Giornate indennizzabiliDall’importo lordo vengono poi sottratti i contributi figurativi pari al 9%, ottenendo così l’importo netto che verrà effettivamente accreditato sul conto del lavoratore. La percentuale del 40% è fissa e stabilita dalla legge, sia per gli operai a tempo determinato (OTD) che per quelli a tempo indeterminato (OTI). Il CAF Centro Fiscale può effettuare un calcolo personalizzato basato sui tuoi dati reali. Retribuzione media giornaliera: come si determinaLa retribuzione media giornaliera è il primo elemento del calcolo della disoccupazione agricola. Si ottiene dividendo la retribuzione complessiva percepita nell’anno di riferimento per il numero di giornate effettivamente lavorate. Non si tratta della paga giornaliera contrattuale, ma della media effettiva calcolata sui dati comunicati dal datore di lavoro all’INPS.Ad esempio, se un lavoratore ha percepito complessivamente 9.000 euro per 150 giornate di lavoro, la retribuzione media giornaliera sarà pari a 60 euro (9.000 / 150). Questo valore viene poi utilizzato come base per il calcolo della disoccupazione agricola. È importante notare che eventuali compensi accessori (straordinari, premi di produzione) rientrano nel calcolo della retribuzione complessiva, aumentando la media giornaliera e quindi l’importo dell’indennità. Giornate indennizzabili: quante sonoLe giornate indennizzabili rappresentano il fattore che più incide sull’importo finale del calcolo della disoccupazione agricola. Per gli operai a tempo determinato (OTD), le giornate indennizzabili corrispondono alla differenza tra un parametro di riferimento e le giornate effettivamente lavorate nell’anno.Il parametro di riferimento tiene conto delle giornate lavorabili nella provincia e nel settore specifico. In generale, il numero massimo di giornate indennizzabili non può superare la differenza tra 365 (o il parametro provinciale) e le giornate lavorate. Se hai lavorato 150 giornate e il parametro provinciale è 270, le giornate indennizzabili saranno al massimo 120.Per gli OTI, invece, le giornate indennizzabili sono quelle di sospensione effettiva dal lavoro, documentate dal datore di lavoro. Il numero non può comunque superare determinati limiti stabiliti dalla normativa vigente. Trattenute e contributi figurativi del 9%Dall’importo lordo del calcolo della disoccupazione agricola viene trattenuto il 9% a titolo di contributi figurativi. Questi contributi vengono accreditati dall’INPS sulla posizione previdenziale del lavoratore e valgono ai fini del calcolo della futura pensione. Si tratta quindi di una trattenuta che, pur riducendo l’importo netto, rappresenta un vantaggio previdenziale.Oltre alla trattenuta del 9%, sull’importo possono gravare le ritenute fiscali IRPEF, calcolate in base all’aliquota marginale del lavoratore. L’importo netto finale sarà quindi il risultato dell’importo lordo meno il 9% di contributi figurativi e meno le eventuali ritenute IRPEF. Per una stima precisa al netto di tutte le trattenute, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Simulazione: 3 esempi pratici di calcoloVediamo ora tre simulazioni di calcolo della disoccupazione agricola per capire concretamente quanto si può ricevere in diverse situazioni.Esempio 1: Bracciante stagionaleMarco, bracciante agricolo OTD, ha lavorato 120 giornate nel 2025 con una retribuzione media giornaliera di 55 euro. Giornate indennizzabili: 150 (parametro 270 – 120 lavorate). Calcolo: 55 x 40% = 22 euro/giorno x 150 giornate = 3.300 euro lordi. Al netto del 9%: 3.003 euro.Esempio 2: Operaio specializzatoLucia, operaia agricola specializzata OTD, ha lavorato 180 giornate con retribuzione media di 70 euro. Giornate indennizzabili: 90. Calcolo: 70 x 40% = 28 euro/giorno x 90 giornate = 2.520 euro lordi. Al netto del 9%: 2.293 euro.Esempio 3: OTI con riduzione orarioGiuseppe, operaio agricolo OTI, ha subito una riduzione di 100 giornate rispetto alle 270 previste dal contratto. Retribuzione media giornaliera: 65 euro. Calcolo: 65 x 40% = 26 euro/giorno x 100 giornate = 2.600 euro lordi. Al netto del 9%: 2.366 euro. Domande frequenti sul calcoloQual è la percentuale della disoccupazione agricola?La disoccupazione agricola viene calcolata al 40% della retribuzione media giornaliera. Questa percentuale è fissa e non varia in base all’anzianità o al tipo di contratto.Il calcolo cambia tra OTD e OTI?La percentuale (40%) è la stessa, ma cambiano le giornate indennizzabili. Per gli OTD dipendono dal parametro provinciale, per gli OTI dalle giornate di effettiva sospensione dal lavoro.Posso fare una simulazione prima di presentare domanda?Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di simulazione gratuita del calcolo della disoccupazione agricola basato sui tuoi dati contributivi reali. Contattaci per un preventivo personalizzato.Calcola il tuo importo con il CAF Centro FiscaleVuoi sapere esattamente quanto ti spetta di disoccupazione agricola? Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua il calcolo personalizzato basato sulla tua retribuzione e sulle giornate lavorate. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 09:00:002026-06-02 09:00:00Calcolo Disoccupazione Agricola: Importo e SimulazioneCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 AppuntamentiGiugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi INPS e l’IVA mensile. Questo calendario aggiornato ti guida attraverso tutti gli adempimenti del mese, con le date esatte e le istruzioni per non perdere nessuna scadenza.Le 4 date chiave di giugno 2026 Le scadenze di giugno 2026 si addensano in quattro momenti precisi del mese. Conoscerle in anticipo permette di organizzarsi per tempo ed evitare sanzioni e interessi da ravvedimento operoso.DataAdempimento principaleChi riguarda2 giugno 2026Festa della Repubblica (nessun adempimento)Tutti16 giugno 2026Acconto IMU, ritenute, IVA mensile, contributi INPS/INAILTitolari immobili, datori di lavoro, P.IVA mensili25 giugno 2026INTRASTAT mensile e trimestraleOperatori intracomunitari30 giugno 2026Versamenti IRPEF, cedolare secca, contributi colf/badantiPrivati, professionisti, datori di lavoro domesticoNota: Il 2 giugno e festa nazionale (Festa della Repubblica): tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo, che nel 2026 e il 3 giugno (mercoledi).16 giugno 2026: la scadenza piu importante del mese Il 16 giugno e il giorno piu affollato del calendario fiscale estivo. Coincidono almeno 15 adempimenti diversi, tra cui:Acconto IMU giugno 2026L’acconto IMU 2026 si versa entro il 16 giugno. Il calcolo si basa sulle aliquote 2025 applicate al 50% del dovuto annuo (cosiddetto metodo storico). In alternativa, si puo versare il 50% dell’imposta calcolata con le aliquote 2026 se gia deliberate dal Comune (metodo previsionale).Per sapere chi e esente e come calcolare l’IMU se sei pensionato, leggi la nostra guida: IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari.Ritenute alla fonte su redditi di lavoroI datori di lavoro (inclusi i condomini come sostituti d’imposta) devono versare via modello F24 le ritenute IRPEF operate a maggio 2026 su:Redditi di lavoro dipendente e assimilati (codice tributo 1001)Redditi di lavoro autonomo e professionisti (codice tributo 1040)Redditi diversi (codice tributo 1040 o 1045 secondo il caso)Provvigioni agenti (codice tributo 1038)IVA mensile maggio 2026I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di maggio 2026 entro il 16 giugno. Il pagamento avviene con F24, codice tributo 6005 (IVA mensile maggio). Chi ha saldo a credito non deve effettuare versamenti.Contributi INPS artigiani e commerciantiGli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS versano entro il 16 giugno la seconda rata 2026 dei contributi fissi sul minimale. L’importo varia in base al settore e alla gestione. Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti e del 24,48% sul reddito imponibile.Contributi INPS gestione separataI collaboratori e i professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS versano il saldo 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno (non il 16). L’aliquota e del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, 24% per chi ha un’altra copertura.Contributi INAIL premio annualeEntro il 16 giugno i datori di lavoro devono versare il premio INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali. Il pagamento avviene con F24 o bollettino INAIL, sulla base della comunicazione inviata dall’Istituto a febbraio 2026. Bollo auto: le scadenze di giugno 2026Il bollo auto non ha una data unica nazionale: la scadenza dipende dal mese di immatricolazione del veicolo e dalla regione di residenza. In linea generale:I veicoli immatricolati in aprile hanno il bollo in scadenza a giugno 2026 (entro la fine del mese successivo all’immatricolazione)Il pagamento avviene tramite portale ACI, sportello ACI, banche, tabaccai abilitati, oppure online su Pago PAIn caso di mancato pagamento e applicabile il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte rispetto a quella ordinariaEsenzioni bollo auto 2026: sono esenti i veicoli elettrici (per i primi 5 anni in molte regioni), i veicoli intestati a persone con grave disabilita (legge 104), i veicoli storici con oltre 30 anni di eta.Affitti brevi: versamento ritenute di giugno 2026 I gestori di portali di locazione turistica (Airbnb, Booking, Vrbo, ecc.) che hanno operato ritenute del 21% sui canoni di maggio 2026 relativi a contratti di affitto breve devono versare le ritenute entro il 16 giugno tramite F24 con codice tributo 1919.Per i proprietari privati con cedolare secca sugli affitti brevi: il saldo della cedolare secca 2025 e l’acconto 2026 confluiscono nelle scadenze del 30 giugno (senza maggiorazione) oppure del 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%. Per approfondire le regole sulla cedolare secca nelle dichiarazioni precompilate: Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026.Per dettagli sulle ritenute versate a maggio 2026 dagli intermediari: Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari.30 giugno 2026: versamenti IRPEF e cedolare secca Il 30 giugno e l’altra data cruciale del mese: entro questa data, chi ha presentato il Modello 730 o il Modello Redditi PF 2026 deve versare (senza maggiorazione) le imposte emergenti dalla dichiarazione:Saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 (per chi versa autonomamente, non tramite sostituto d’imposta)Saldo cedolare secca 2025 e acconto cedolare secca 2026Addizionali regionali e comunali IRPEF 2025Imposta sostitutiva sul regime forfettario 2025 (saldo 15% o 5% nuove attivita)Contributi INPS da Modello Redditi (gestione separata, artigiani/commercianti, saldo 2025)Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo farlo entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% (interesse da dilazione). Per approfondire il calcolo dei versamenti: Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti.Calendario completo delle 32 scadenze fiscali di giugno 2026 Di seguito il riepilogo schematico di tutti i 32 adempimenti di giugno 2026, suddivisi per data e tipologia.Scadenze del 16 giugno 2026 (15 adempimenti)N.AdempimentoChi pagaCodice tributo F241Acconto IMU 2026 prima rataProprietari immobili3912–3956 (per tipologia)2IVA mensile maggio 2026P.IVA liquidazione mensile60053Ritenute lavoro dipendente maggio 2026Datori di lavoro10014Ritenute lavoro autonomo maggio 2026Committenti/condomini10405Ritenute su provvigioni maggio 2026Preponenti/agenti10386Ritenute su dividendi maggio 2026Societa distributrici10357Contributi INPS artigiani – 2a rata sul minimaleArtigiani0703, 07048Contributi INPS commercianti – 2a rata sul minimaleCommercianti0703, 07059Premio INAIL 2026 (regolazione e anticipo)Datori di lavoro con dipendentiBollettino/F2410Ritenute affitti brevi intermediari – maggio 2026Portali di locazione turistica191911Contributi INPS lavoratori parasubordinati – quota datoreCommittentiF24/DM1012IVA trimestrale primo trimestre con opzione mensileOperatori IVA trimestrali con opzione603113Addizionale regionale IRPEF su cessazione rapportoDatori di lavoro (su TFR)380214Tobin Tax su operazioni finanziarie maggio 2026Intermediari finanziari4058–405915Imposta di bollo su fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2026Titolari P.IVA soggetti a bollo2521–2524Scadenze del 25 giugno 2026 (2 adempimenti)N.AdempimentoChi presenta16Modello INTRASTAT mensile maggio 2026 (acquisti e cessioni UE)Operatori intracomunitari con obbligo mensile17Modello INTRASTAT trimestrale primo trimestre 2026Operatori intracomunitari con obbligo trimestraleScadenze del 30 giugno 2026 (15 adempimenti)N.AdempimentoChi paga18Saldo IRPEF 2025 da Modello 730/Redditi (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto19Primo acconto IRPEF 2026 (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto20Saldo cedolare secca 2025 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca21Acconto cedolare secca 2026 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca22Addizionale regionale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche23Addizionale comunale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche24Imposta sostitutiva forfettario – saldo 2025 e acconto 2026Titolari P.IVA forfettaria25Contributi INPS gestione separata – saldo 2025 e acconto 2026Professionisti senza cassa, collaboratori26IVIE 2025 saldo (immobili esteri)Persone fisiche con immobili all’estero27IVAFE 2025 saldo (attivita finanziarie estere)Persone fisiche con conti/attivita all’estero28IVCA 2025 saldo (cripto-attivita)Detentori di criptovalute29Imposta sostitutiva rivalutazione TFR 2025Datori di lavoro che detengono TFR30Diritto annuale CCIAA 2026Imprese iscritte al Registro Imprese31Bollo auto giugno 2026 (veicoli con scadenza a giugno)Proprietari/possessori veicoli32Ravvedimento operoso per versamenti omessi/insufficienti fino a maggio 2026Contribuenti in ritardoContributi colf e badanti: scadenza luglio 2026I datori di lavoro domestico (chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter) devono versare i contributi INPS relativi al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno) entro il 10 luglio 2026, come da calendario INPS per i versamenti trimestrali del lavoro domestico.Il pagamento avviene tramite PagoPA sul sito INPS, non con F24. I contributi si calcolano in base alle ore lavorate e alla retribuzione oraria (fascia A, B o C del CCNL lavoro domestico 2024-2028).Diritto annuale CCIAA: scadenza 30 giugno 2026 Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (CCIAA) devono versare il diritto annuale 2026 entro il 30 giugno, tramite F24 con il codice tributo 3850.L’importo varia a seconda della forma giuridica e della fascia di fatturato:Imprese individuali: importo fisso determinato da ciascuna CCIAA (generalmente tra 40 e 200 euro)Societa di persone (SNC, SAS): importo fisso base, intorno ai 200 euroSocieta di capitali (SRL, SPA): importo variabile in base al fatturato, da circa 200 a oltre 40.000 euroIl mancato versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi legali. Con ravvedimento operoso e possibile regolarizzare pagando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.Come si usa il ravvedimento operoso in caso di ritardoIl ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, aggiornato dal D.Lgs. 87/2024) consente di regolarizzare spontaneamente un versamento omesso o insufficiente, pagando una sanzione ridotta. Dal 1 settembre 2024 la riforma delle sanzioni tributarie ha abbassato la sanzione base per omessi versamenti al 25% (in luogo del precedente 30%). Le aliquote ridotte del ravvedimento dipendono dal tempo trascorso dalla scadenza:Tipo di ravvedimentoTermineCoefficiente riduzioneSanzione ridotta (su base 25%)Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/300 per giorno0,083% al giorno (max 1,16%)Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1/10 della sanzione ridotta al 12,5%1,25%Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1/91,39%Ravvedimento lungoDal 91 giorno a 1 anno1/83,125%Ravvedimento biennaleEntro 2 anni1/73,57%Oltre 2 anniOltre 2 anni1/64,17%Alla sanzione ridotta si aggiungono sempre gli interessi legali al tasso vigente (calcolati sui giorni di ritardo). Il ravvedimento si perfeziona con il versamento dell’imposta, degli interessi e della sanzione ridotta in un unico F24.Proroga versamenti 2026: cosa cambia per ISA e forfettariAnche nel 2026 e stato previsto un regime di proroga per i contribuenti soggetti a ISA (Indici Sintetici di Affidabilita) e per i forfettari. In base al Decreto del Ministero dell’Economia, la scadenza del 30 giugno per questi contribuenti e prorogata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.Possono versare entro il 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%:Titolari di P.IVA soggetti a ISA che presentano il modello ISA allegato al Modello RedditiContribuenti in regime forfettarioContribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)Soggetti che dichiarano redditi da partecipazione in societa soggette a ISAPer tutti i dettagli sulla proroga 2026: Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026Il 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) e lavorativo per le scadenze fiscali?No. Il 2 giugno e giorno festivo e tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo (3 giugno 2026).Se non verso l’acconto IMU entro il 16 giugno, cosa succede?Si applica la sanzione prevista dalla normativa vigente. Con ravvedimento operoso entro 14 giorni si beneficia della sanzione piu ridotta (0,083% al giorno).I titolari di P.IVA forfettaria devono versare entro il 30 giugno o il 20 luglio?I forfettari possono versare saldo 2025 e acconti 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, grazie alla proroga ISA/forfettari. Se versano tra il 21 luglio e il 20 agosto, si applica la maggiorazione dello 0,40%.Come si calcola l’acconto IMU di giugno?Il metodo piu comune e quello storico: si calcola il 50% dell’IMU pagata per l’anno 2025. In alternativa, metodo previsionale: si calcola il 50% dell’IMU dovuta per il 2026 (utile se le aliquote comunali sono cambiate o se l’immobile e stato venduto/acquistato).Chi deve pagare il diritto annuale CCIAA?Tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese. Sono esclusi i professionisti iscritti solo all’Ordine professionale (senza iscrizione alla CCIAA) e le associazioni non profit senza attivita commerciale.L’IVA trimestrale si paga il 16 giugno?Solo se si e optato per la liquidazione mensile. L’IVA trimestrale primo trimestre 2026 aveva scadenza il 16 maggio (con maggiorazione 1% per il differimento). L’IVA del secondo trimestre scade il 16 agosto (con proroga automatica a settembre per il periodo feriale).Hai dubbi su una scadenza? Il CAF e a tua disposizioneLe scadenze di giugno 2026 richiedono attenzione, soprattutto per chi deve coordinare piu adempimenti contemporaneamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per:Verificare la tua situazione IMU e calcolare l’acconto correttoCompilare e inviare il modello F24 per i versamenti IRPEFGestire il ravvedimento operoso per ritardi nei versamentiAssistere nella presentazione della dichiarazione dei redditi 730/2026Calcolare i contributi INPS dovuti per artigiani, commercianti e gestione separataPrenota un appuntamento presso lo sportello di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13 o contattaci per una consulenza rapida. Verifica anche le scadenze per la Dichiarazione IMU 2026 se hai modificato la tua situazione immobiliare nell’ultimo anno.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 AppuntamentiCAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOCessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza RateL’INPS ha aggiornato le regole per i rinnovi della cessione del quinto pensione: le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di rimborso, non dal mese successivo alla stipula del contratto. Una modifica che riguarda migliaia di pensionati italiani che hanno in corso un prestito con cessione del quinto o stanno valutando di rinnovarlo.In questa guida spieghiamo cosa cambia, chi è interessato, come funziona la nuova procedura e cosa fare se stai per rinnovare il tuo contratto di cessione del quinto.Cos’è la cessione del quinto pensione (e perché è diversa dal prestito normale) La cessione del quinto pensione è una forma di prestito personale riservata ai pensionati INPS e INPDAP. Il rimborso avviene attraverso una trattenuta diretta sulla pensione mensile, gestita dall’INPS che versa direttamente le rate alla banca o alla finanziaria.Il nome “cedere il quinto” deriva dal fatto che la rata mensile non può superare il 20% (un quinto) dell’importo netto della pensione. Questo rende il prodotto sicuro sia per il pensionato (che non rischia di perdere l’intera pensione) sia per la banca (che riceve il pagamento direttamente dall’ente previdenziale).I vantaggi principali rispetto a un prestito tradizionale sono:Accesso facilitato: non servono buste paga o garanzie aggiuntiveTasso fisso: la rata rimane invariata per tutta la durata del contrattoNessun rischio insolvenza: l’INPS garantisce il pagamento automaticoDurata fino a 120 mesi (10 anni)Cosa cambia con le nuove regole INPS 2026: la decorrenza economica L’aggiornamento introdotto dall’INPS con la circolare sulle Quote Quinto riguarda specificamente il momento in cui partono le trattenute nei contratti di rinnovo. Vediamo la differenza tra vecchie e nuove regole.Vecchia regola: la trattenuta partiva il mese dopo la stipulaIn precedenza, quando un pensionato rinnovava un contratto di cessione del quinto in scadenza, la prima trattenuta sul nuovo piano di rimborso veniva applicata il mese successivo alla stipula del contratto. Questo poteva creare un disallineamento: ad esempio, se il contratto vecchio scadeva ad aprile ma il rinnovo veniva firmato a metà maggio, la prima rata del nuovo contratto partiva a giugno.Nuova regola: la trattenuta parte dalla decorrenza economicaCon il nuovo aggiornamento INPS, nei rinnovi della cessione del quinto pensione le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di ammortamento. In pratica, l’INPS allinea l’inizio delle rate alla data in cui il contratto diventa economicamente efficace, indipendentemente da quando è stato materialmente firmato.Facciamo un esempio pratico per capire meglio:Esempio: Mario ha una cessione del quinto in scadenza ad aprile 2026. Il 10 maggio firma il rinnovo con la stessa banca. La decorrenza economica del nuovo contratto è il 1° maggio 2026. Secondo le nuove regole INPS, la prima trattenuta sul nuovo piano viene applicata alla pensione di maggio 2026 (o il prima possibile dopo la comunicazione all’istituto), non a giugno come avveniva in precedenza.Perché l’INPS ha aggiornato le Quote Quinto? La modifica nasce da due esigenze principali:Maggiore coerenza contrattuale: allineare il pagamento delle rate alla data in cui il prestito diventa economicamente efficace evita situazioni in cui il pensionato ha già ricevuto le somme ma non ha ancora iniziato a rimborsarle.Semplificazione amministrativa: la nuova procedura standardizza il trattamento dei rinnovi, riducendo le anomalie contabili tra l’ente previdenziale e le finanziarie.L’aggiornamento si inserisce nel più ampio percorso di revisione delle procedure di gestione dei prestiti previdenziali che l’INPS sta portando avanti per migliorare la trasparenza e la correttezza nella gestione delle trattenute.Chi è interessato dalle nuove regole? Le nuove regole si applicano ai pensionati INPS che:Hanno un contratto di cessione del quinto pensione in scadenza e stanno valutando il rinnovoHanno già rinnovato un contratto nel corso del 2026, dopo l’aggiornamento delle Quote Quinto INPSStanno stipulando un nuovo contratto di cessione del quinto in sostituzione di uno precedenteNon sono interessati da questa modifica i pensionati che stipulano un contratto di cessione del quinto per la prima volta, senza rinnovo di un piano preesistente: per loro le regole di decorrenza ordinaria rimangono invariate.Le regole si applicano ai pensionati che percepiscono:Pensione di vecchiaia INPSPensione anticipata (quota 103, opzione donna)Pensione di invaliditàPensione di reversibilitàVitalizi ex dipendenti pubblici (INPDAP/NoiPA)Come funziona il rinnovo della cessione del quinto pensione: la procedura step by stepSe stai per rinnovare la tua cessione del quinto, ecco come funziona la procedura aggiornata:Richiesta di rinnovo: contatti la banca o la finanziaria con cui hai il contratto in corso (o una diversa) per richiedere il rinnovo.Nuova istruttoria: l’istituto verifica i tuoi dati pensionistici aggiornati (importo netto pensione, età, aspettativa di vita residua) per calcolare l’importo massimo erogabile e la rata massima.Estinzione anticipata del vecchio contratto: contestualmente al rinnovo, il vecchio contratto viene estinto anticipatamente. Hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti (polizza vita e rischio impiego).Comunicazione all’INPS: la banca trasmette all’INPS il nuovo piano di ammortamento indicando la decorrenza economica.Applicazione della trattenuta: l’INPS applica la trattenuta a partire dalla decorrenza economica indicata nel contratto, non dal mese successivo alla comunicazione.Importo massimo, requisiti e limiti della cessione del quinto pensioneIndipendentemente dalla novità sulla decorrenza, ricordiamo i requisiti fondamentali che rimangono invariati:Requisiti per accedere alla cessione del quinto pensionePensione netta sufficiente: deve essere superiore alla soglia minima impignorabile, pari all’importo dell’assegno sociale aumentato della metà. La soglia si aggiorna ogni anno con la rivalutazione ISTAT e va verificata al momento della richiesta.Età: generalmente fino a 85-90 anni (ogni istituto ha i propri criteri)Aspettativa di vita residua: deve essere compatibile con la durata del piano di rimborsoCalcolo della rata massimaLa rata mensile massima è pari a un quinto (20%) della pensione netta mensile. Ad esempio:Pensione netta 1.200 euro/mese → rata massima 240 euro/mesePensione netta 1.800 euro/mese → rata massima 360 euro/mesePensione netta 2.500 euro/mese → rata massima 500 euro/meseDurata del contrattoLa durata massima è di 120 mesi (10 anni). La durata effettiva dipende dall’età del pensionato e dall’aspettativa di vita calcolata dalle tavole attuariali usate dalla compagnia assicurativa che copre il rischio.Cosa fare se hai già rinnovato nel 2026: come verificare la correttezza delle trattenuteSe hai già rinnovato la tua cessione del quinto nel 2026 e vuoi verificare che le trattenute siano state applicate correttamente secondo le nuove regole, puoi:Controlla il cedolino INPS: accedi al portale MyINPS e visualizza il dettaglio delle trattenute mensili sul tuo cedolino pensionistico.Verifica la decorrenza: la prima trattenuta dovrebbe corrispondere alla decorrenza economica indicata nel contratto di rinnovo.Confronta con il piano di ammortamento: richiedi alla banca o alla finanziaria il prospetto completo del piano per verificare che le rate corrispondano a quelle trattenute dall’INPS.In caso di discrepanza: segnala immediatamente sia alla banca sia al patronato CAF per verificare se è necessario presentare un’istanza di rettifica all’INPS.Domande frequenti sulla cessione del quinto pensione e le nuove regole INPSPosso rinnovare la cessione del quinto prima della scadenza?Sì, è possibile rinnovare (o estinguere anticipatamente) la cessione del quinto anche prima della scadenza naturale del contratto. In questo caso, hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti. Tuttavia, valuta attentamente se conviene: l’estinzione anticipata può comportare penali e la nuova polizza assicurativa riparte da zero.Con le nuove regole pago più rate?No, il numero totale di rate e l’importo del prestito rimangono invariati. Cambia solo il momento in cui parte la prima trattenuta: le rate sono le stesse, ma allineate alla decorrenza economica del contratto. In alcune situazioni, questo potrebbe significare una prima trattenuta più ravvicinata rispetto al passato.La cessione del quinto pensione è tassata?No, le somme ricevute tramite cessione del quinto non sono tassate come reddito: si tratta di un prestito, non di un guadagno. Gli interessi pagati, però, non sono detraibili fiscalmente (a differenza, ad esempio, degli interessi sul mutuo prima casa).Cosa succede se la pensione diminuisce durante il contratto?Se l’importo della pensione si riduce (ad esempio per effetto di revisioni INPS), la trattenuta non può superare il quinto del nuovo importo. La banca o la finanziaria si farà carico di verificare che i limiti siano rispettati. In caso di pensione già vicina al minimo impignorabile, il contratto potrebbe diventare insostenibile.Come faccio a sapere qual è la mia decorrenza economica?La decorrenza economica è indicata nel contratto di finanziamento che hai firmato con la banca o la finanziaria. Di solito coincide con la data di erogazione delle somme o con il primo giorno del mese successivo alla stipula. Leggi con attenzione le condizioni contrattuali o chiedi una spiegazione all’istituto erogante.Il ruolo del CAF nel monitoraggio della cessione del quintoIl CAF Centro Fiscale di Udine può supportarti nelle pratiche di patronato legate alla tua pensione, inclusa la verifica dei cedolini INPS e il controllo delle trattenute mensili. Se noti discrepanze tra il piano di rimborso della cessione del quinto e quanto trattenuto dall’INPS, il patronato può aiutarti a:Interpretare il cedolino pensionisticoVerificare la correttezza delle trattenute rispetto al contrattoPresentare istanze di verifica o rettifica all’INPSAssistere nella comunicazione con la banca o finanziariaPer qualsiasi dubbio sulla tua pensione o sulle trattenute INPS, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, oppure chiamaci al 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:272026-06-01 22:36:27Cessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza RatePagina 23 di 74«‹2122232425›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAFDomanda Disoccupazione Agricola Online: Guida Passo PassoLa domanda disoccupazione agricola è il passaggio fondamentale per ottenere l’indennità prevista dall’INPS a favore dei lavoratori agricoli. Presentarla correttamente e nei tempi previsti è essenziale per non perdere il diritto alla prestazione. La scadenza tassativa è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione. In questa guida passo passo ti spieghiamo come funziona la procedura, quali documenti servono e perché affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine è la scelta più sicura. Per la guida completa, consulta il nostro articolo sulla disoccupazione agricola 2026. Indice dei contenutiLa scadenza: entro il 31 marzoDocumenti necessari per la domandaLa procedura di presentazioneErrori comuni da evitareDopo la presentazione: cosa succedeDomande frequenti sulla domandaLa scadenza: entro il 31 marzoLa domanda di disoccupazione agricola segue tempistiche diverse rispetto alla NASpI. Mentre la NASpI va richiesta entro 68 giorni dalla perdita del lavoro, la domanda di disoccupazione agricola si presenta sempre entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Ad esempio, per la disoccupazione relativa al 2025, la scadenza è il 31 marzo 2026.Questa scadenza è tassativa e inderogabile: presentare la domanda disoccupazione agricola anche un solo giorno dopo il 31 marzo comporta la perdita completa del diritto all’indennità per quell’anno. Non esistono proroghe né eccezioni. Per questo motivo, è fondamentale muoversi con anticipo e non ridursi all’ultimo momento. Il CAF Centro Fiscale consiglia di iniziare la raccolta documenti già a gennaio-febbraio per avere tutto pronto con largo anticipo. Documenti necessari per la domandaPer presentare la domanda di disoccupazione agricola servono diversi documenti che il CAF Centro Fiscale ti aiuta a raccogliere. Ecco l’elenco completo di tutto ciò che devi preparare:Documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente o passaporto)Codice fiscale o tessera sanitariaPermesso di soggiorno valido (per cittadini extracomunitari)IBAN del conto corrente su cui ricevere il pagamentoBuste paga dell’anno di riferimento (utili per verificare la retribuzione)Dichiarazione del datore di lavoro attestante le giornate lavorateEventuali certificati di malattia, maternità o infortunio del periodoNon tutti questi documenti sono obbligatori in ogni caso: il CAF Centro Fiscale valuta la tua situazione specifica e ti indica esattamente cosa portare. In molti casi, i dati relativi alle giornate lavorate e ai contributi possono essere recuperati direttamente dall’estratto contributivo INPS, senza bisogno di richiedere nulla al datore di lavoro. La procedura di presentazioneLa domanda di disoccupazione agricola viene trasmessa per via telematica all’INPS. La procedura prevede la compilazione del modello SR85, che contiene tutti i dati del lavoratore, le informazioni sul rapporto di lavoro e le coordinate bancarie per il pagamento.Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine per la presentazione della domanda disoccupazione agricola significa avere la garanzia che ogni campo sia compilato correttamente. I nostri operatori verificano preventivamente i requisiti, controllano la coerenza dei dati con l’estratto contributivo INPS e trasmettono la domanda assicurandosi che venga accettata dal sistema. Tutto il processo si svolge senza che tu debba preoccuparti di aspetti tecnici o burocratici.Il servizio è disponibile sia presso il nostro ufficio di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, sia online per chi risiede fuori dal Friuli. Per la pratica da remoto è sufficiente inviare i documenti in formato digitale e il CAF si occupa di tutto il resto. Errori comuni da evitareLa domanda di disoccupazione agricola può essere respinta o ritardata a causa di errori nella compilazione. Ecco i problemi più frequenti che il CAF Centro Fiscale aiuta a prevenire:IBAN errato: coordinate bancarie sbagliate o non aggiornate causano il blocco del pagamentoDati anagrafici non corrispondenti: discrepanze tra i dati nella domanda e quelli registrati all’INPSMancata verifica dei requisiti: presentare domanda senza aver controllato il possesso delle 102 giornate nel biennioRitardo nella presentazione: superare la scadenza del 31 marzo comporta la perdita del dirittoDocumentazione incompleta: mancanza del permesso di soggiorno per extracomunitari o di altri documenti richiestiOgni errore può tradursi in settimane o mesi di ritardo nell’erogazione dell’indennità. Per questo motivo, affidarsi a professionisti esperti come quelli del CAF Centro Fiscale è la scelta più prudente e sicura per proteggere i tuoi diritti.Dopo la presentazione: cosa succedeDopo la trasmissione della domanda disoccupazione agricola, l’INPS avvia il processo di verifica. L’istituto controlla i requisiti, le giornate lavorate, i contributi versati e la correttezza dei dati inseriti. Questa fase può richiedere diverse settimane.Il pagamento della disoccupazione agricola avviene generalmente tra giugno e settembre dell’anno in cui si è presentata la domanda. L’importo viene accreditato in un’unica soluzione sul conto corrente indicato. Se la domanda viene respinta, l’INPS comunica le motivazioni e, in molti casi, è possibile presentare ricorso. Anche in questa fase, il CAF Centro Fiscale ti assiste nella gestione di eventuali problematiche. Domande frequenti sulla domandaPosso presentare domanda da solo online?La procedura telematica richiede competenze specifiche e attenzione ai dettagli. Il rischio di errori che ritardano o bloccano il pagamento è concreto. Il CAF Centro Fiscale si occupa di tutto, garantendo la correttezza della domanda di disoccupazione agricola.Cosa succede se presento domanda dopo il 31 marzo?Purtroppo, il diritto alla disoccupazione agricola per quell’anno decade completamente. Non sono previste proroghe. Per questo è fondamentale iniziare la pratica con anticipo, contattando il CAF già a gennaio.Quanto costa il servizio CAF per la domanda?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre tariffe competitive per l’assistenza alla domanda disoccupazione agricola. Contattaci per conoscere i costi del servizio, che include verifica requisiti, raccolta documenti e trasmissione telematica.Presenta la domanda con il CAF Centro FiscaleNon rischiare di perdere la tua disoccupazione agricola per un errore nella domanda. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna dall’inizio alla fine: raccolta documenti, verifica requisiti e trasmissione telematica all’INPS. Servizio disponibile sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 09:00:002026-06-03 09:00:00Domanda Disoccupazione Agricola Online: Guida Passo Passo
CAF, CRIPTOVALUTENFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi e Quanto Si PagaGli NFT e tasse 2026 rappresentano un tema sempre più rilevante per chi opera nel mercato dei Non-Fungible Token. Dal 2023, la Legge di Bilancio ha ufficialmente classificato gli NFT come cripto-attività, sottoponendoli agli stessi obblighi dichiarativi e fiscali previsti per Bitcoin, Ethereum e le altre criptovalute. Se possiedi NFT, li hai venduti con profitto o li hai ricevuti gratuitamente tramite airdrop, devi sapere esattamente come dichiararli nel Modello Redditi PF e quanto pagare di imposte. In questa guida completa ti spieghiamo tutto: dalla tassazione delle plusvalenze NFT con la nuova aliquota al 33%, alla compilazione del Quadro W, fino all’IVCA e al trattamento fiscale dei creator di NFT. Il Modello Redditi Criptovalute 2026 è lo strumento principale per adempiere a questi obblighi. Indice dei contenutiGli NFT sono cripto-attività: cosa dice la leggeTassazione NFT 2026: aliquota al 33% sulle plusvalenzeQuando si genera una plusvalenza sugli NFTSoglia 2.000 euro: quando le plusvalenze NON sono tassateCome dichiarare gli NFT nel Quadro W del Modello Redditi PFIVCA sugli NFT: l’imposta dello 0,2% sul valoreNFT come arte digitale vs NFT come investimentoNFT gratuiti: airdrop e mint a costo zeroCreator di NFT: come si tassano i proventi dalla creazioneRoyalties su marketplace: come dichiararleDomande frequenti su NFT e tasse 2026Gli NFT sono cripto-attività: cosa dice la leggeLa Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022, articolo 1, commi 126-147) ha introdotto un quadro normativo organico per la tassazione delle cripto-attività in Italia. La definizione di cripto-attività adottata dal legislatore è estremamente ampia e comprende “una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga”.Questa definizione include senza alcun dubbio gli NFT (Non-Fungible Token), che sono a tutti gli effetti token registrati su blockchain. Non importa se il tuo NFT rappresenta un’opera d’arte digitale, un oggetto collezionabile, un terreno virtuale nel metaverso o un biglietto per un evento: dal punto di vista fiscale italiano, è una cripto-attività e segue le stesse regole di Bitcoin e delle altre criptovalute.Prima della riforma del 2023, la situazione era molto più incerta. L’Agenzia delle Entrate non aveva mai fornito indicazioni specifiche sugli NFT, e molti contribuenti non sapevano come comportarsi. Oggi, grazie alla disciplina uniforme delle cripto-attività, le regole sono chiare: gli NFT vanno dichiarati e, in caso di plusvalenze, tassati. Se vuoi approfondire come funzionava il regime precedente, puoi leggere il nostro articolo sulla tassazione delle plusvalenze criptovalute prima della riforma. Tassazione NFT 2026: aliquota al 33% sulle plusvalenzeDal 1° gennaio 2026, la tassazione sulle plusvalenze da cripto-attività — e quindi anche sugli NFT — sale al 33%. Questa aliquota sostituisce la precedente del 26% che era in vigore dal 2023 al 2025. L’aumento è stato previsto dalla Legge di Bilancio 2025 (inizialmente si parlava del 42%, poi ridotto al 33% in sede di approvazione finale).Ma cosa significa in pratica? Quando vendi un NFT a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto, la differenza costituisce una plusvalenza. Su questa plusvalenza dovrai versare un’imposta sostitutiva del 33%. Si chiama “imposta sostitutiva” perché sostituisce l’IRPEF e le addizionali: invece di pagare le aliquote progressive ordinarie (che possono arrivare fino al 43%), paghi un’unica imposta fissa del 33%.Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Marco abbia acquistato un NFT della collezione Bored Ape per 5.000 euro nel 2023 e lo venda nel 2026 per 15.000 euro. La plusvalenza è di 10.000 euro (15.000 – 5.000). L’imposta da pagare sarà: 10.000 x 33% = 3.300 euro. Per una guida completa sulla dichiarazione crypto, consulta il nostro articolo Modello Redditi Criptovalute 2026. Quando si genera una plusvalenza sugli NFTNon tutte le operazioni con gli NFT generano un obbligo di tassazione. La plusvalenza si realizza solo in determinati momenti. Capire quando scatta l’obbligo fiscale è fondamentale per non commettere errori nella dichiarazione dei redditi.Le operazioni che generano plusvalenza tassabile sono:Vendita di un NFT a un prezzo superiore rispetto al costo di acquisto (comprese le gas fee sostenute per l’acquisto)Scambio tra NFT di diversa tipologia o collezione (considerato come vendita + riacquisto)Conversione di un NFT in criptovaluta (ad esempio, vendita su OpenSea e ricezione di ETH)Utilizzo di un NFT come mezzo di pagamento per beni o serviziAl contrario, non generano plusvalenza:Il semplice possesso di un NFT senza operazioni di vendita o scambioIl trasferimento tra wallet di proprietà dello stesso soggettoLa donazione di un NFT (che però ha regole proprie)Un aspetto importante riguarda le gas fee (le commissioni pagate sulla blockchain per completare le transazioni). Le gas fee sostenute per l’acquisto dell’NFT si sommano al costo di acquisto, riducendo la plusvalenza futura. Le gas fee sostenute per la vendita si sottraggono dal prezzo di cessione. Questo meccanismo è analogo a quello previsto per le criptovalute tradizionali. Soglia 2.000 euro: quando le plusvalenze NON sono tassateUna delle novità più importanti introdotte dalla riforma del 2023 è la soglia di esenzione di 2.000 euro. Questa regola prevede che le plusvalenze complessive da cripto-attività (inclusi gli NFT) realizzate nell’anno d’imposta non siano tassate se inferiori a 2.000 euro.Attenzione: la soglia si calcola considerando il saldo netto di tutte le operazioni in cripto-attività effettuate nell’anno. Questo significa che devi sommare tutte le plusvalenze e sottrarre tutte le minusvalenze derivanti da NFT, criptovalute, token e qualsiasi altra cripto-attività. Se il risultato è inferiore a 2.000 euro, non devi pagare l’imposta del 33%.Facciamo un esempio. Supponiamo che nell’anno 2026 Laura abbia effettuato queste operazioni:Vendita NFT CryptoPunk: plusvalenza di 3.000 euroVendita Bitcoin: minusvalenza di -1.500 euroVendita altro NFT: plusvalenza di 400 euroIl saldo netto è: 3.000 – 1.500 + 400 = 1.900 euro. Poiché il totale è inferiore a 2.000 euro, Laura non dovrà pagare alcuna imposta sulle plusvalenze. Se invece il saldo fosse stato di 2.100 euro, l’imposta si sarebbe applicata sull’intero importo (2.100 x 33% = 693 euro), non solo sulla parte eccedente i 2.000 euro. È quindi una franchigia, non una deduzione.Importante: anche se le plusvalenze sono sotto la soglia dei 2.000 euro, resta comunque l’obbligo di dichiarare il possesso degli NFT nel Quadro W ai fini del monitoraggio fiscale e dell’IVCA. Come dichiarare gli NFT nel Quadro W del Modello Redditi PFLa dichiarazione degli NFT avviene attraverso il Quadro W del Modello Redditi PF. Questo quadro, introdotto con la riforma, ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto-attività e serve sia per il monitoraggio fiscale sia per il calcolo dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività). Se utilizzi il modello 730, sappi che dal 2024 esiste il Quadro W anche nel 730.Ecco i passaggi per compilare correttamente il Quadro W per i tuoi NFT:1. Raccogli le informazioni necessarie. Per ogni NFT posseduto al 31 dicembre dell’anno d’imposta (o venduto durante l’anno), ti serviranno: il nome o identificativo dell’NFT, la blockchain su cui è registrato (Ethereum, Solana, Polygon, ecc.), il wallet che lo detiene, il valore di acquisto in euro, il valore al 31 dicembre in euro e le eventuali date di acquisto e vendita.2. Compila il rigo W del Quadro W. Per ogni cripto-attività (o gruppo omogeneo) devi indicare:Colonna 1 (Codice individuazione): il codice “14” per le cripto-attivitàColonna 3 (Valore iniziale): il valore in euro al 1° gennaio (o alla data di acquisto se successiva)Colonna 4 (Valore finale): il valore in euro al 31 dicembre (o alla data di vendita se precedente)Colonna 7 (IVCA dovuta): il risultato del calcolo IVCA (0,2% del valore finale)3. Determina il valore dell’NFT in euro. Questo è spesso l’aspetto più complesso. Se l’NFT è stato acquistato con criptovaluta (es. ETH), il valore in euro si calcola al cambio del giorno dell’operazione. Per il valore al 31 dicembre, puoi utilizzare il floor price della collezione sul marketplace di riferimento (OpenSea, Magic Eden, ecc.) convertito in euro al cambio del giorno. Se l’NFT non ha un mercato liquido, puoi utilizzare il prezzo dell’ultimo scambio disponibile.4. Calcola le plusvalenze nel Quadro RT. Se hai venduto NFT durante l’anno con profitto, le plusvalenze vanno indicate anche nella Sezione II del Quadro RT, dove si calcola l’imposta sostitutiva del 33%. Per chi ha operato su exchange come Binance o Coinbase, può essere utile consultare le nostre guide specifiche sulla dichiarazione redditi Binance 2026 e sulla dichiarazione redditi Coinbase 2026. IVCA sugli NFT: l’imposta dello 0,2% sul valoreOltre alla tassazione sulle plusvalenze, chi possiede NFT deve pagare anche l’IVCA — Imposta sul Valore delle Cripto-Attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale, simile all’IVAFE che si applica ai conti esteri, pari allo 0,2% annuo del valore delle cripto-attività detenute al 31 dicembre dell’anno d’imposta.Il calcolo è proporzionale al periodo di detenzione nell’anno. Se hai posseduto un NFT per tutto l’anno (365 giorni), paghi lo 0,2% pieno. Se lo hai posseduto per 6 mesi, paghi la metà. La formula è: Valore al 31/12 x 0,2% x (giorni di possesso / 365).Facciamo un esempio pratico. Giovanni possiede un NFT dal 1° luglio 2026 al 31 dicembre 2026 (184 giorni). Il valore dell’NFT al 31 dicembre è di 10.000 euro. L’IVCA dovuta sarà: 10.000 x 0,2% x (184/365) = 10,08 euro. Come vedi, per importi contenuti l’IVCA è molto bassa, ma può diventare significativa per collezioni di alto valore.L’IVCA va indicata nel Quadro W del Modello Redditi PF e si versa tramite il modello F24 con il codice tributo 1727. I termini di versamento seguono quelli dell’imposta sui redditi (30 giugno, con possibilità di rateizzazione). Per approfondire il funzionamento dell’IVCA in relazione ad altre cripto-attività, consulta la guida sulla dichiarazione crypto nel 730.NFT come arte digitale vs NFT come investimentoNel mondo degli NFT convivono realtà molto diverse: c’è chi acquista un’opera d’arte digitale per collezionismo, chi compra token legati a giochi play-to-earn, chi investe in terreni virtuali nel metaverso e chi specula sulle fluttuazioni di prezzo delle collezioni più popolari. Dal punto di vista fiscale, tuttavia, la distinzione più rilevante è quella tra NFT detenuti come investimento e NFT utilizzati per finalità personali.La normativa italiana attuale non opera una distinzione esplicita tra queste due tipologie. Tutti gli NFT, indipendentemente dalla loro natura, rientrano nella definizione di cripto-attività e sono soggetti agli stessi obblighi dichiarativi e fiscali. Questa è una differenza importante rispetto ad altri paesi (come il Regno Unito), dove gli NFT acquistati per uso personale possono godere di esenzioni.In Italia, dunque, sia che tu possieda un CryptoPunk da 100.000 euro come investimento, sia che tu abbia acquistato un NFT da 50 euro come avatar per i social media, gli obblighi sono gli stessi: dichiarazione nel Quadro W, pagamento dell’IVCA e, in caso di vendita con profitto, tassazione della plusvalenza al 33%. Questo approccio è stato criticato da diversi esperti, ma al momento la legge non prevede eccezioni. NFT gratuiti: airdrop e mint a costo zeroMolti utenti ricevono NFT gratuitamente, attraverso airdrop (distribuzione gratuita di token), mint gratuiti (coniazione senza costo di acquisto, pagando solo le gas fee) o programmi di fidelizzazione. Questi casi presentano regole fiscali specifiche che è importante conoscere.Quando ricevi un NFT gratis tramite airdrop, il suo valore di acquisizione è pari a zero euro. Questo ha una conseguenza importante: se in futuro lo venderai, l’intera somma ricavata dalla vendita costituirà plusvalenza. Ad esempio, se ricevi un NFT in airdrop e lo vendi dopo un anno per 5.000 euro, la plusvalenza sarà di 5.000 euro (5.000 – 0 = 5.000), su cui pagherai il 33% di imposta, ossia 1.650 euro.Per i mint gratuiti, il discorso è simile, ma con una sfumatura: le gas fee pagate per completare il mint possono essere considerate come costo di acquisizione. Se hai pagato 30 euro di gas fee per mintare un NFT gratuito, il tuo costo di acquisto sarà 30 euro, e la plusvalenza futura si calcolerà sottraendo questa cifra dal prezzo di vendita.In entrambi i casi, l’obbligo di dichiarazione nel Quadro W sussiste dal momento in cui l’NFT entra nel tuo wallet, anche se il suo valore è minimo. L’IVCA si calcola sul valore al 31 dicembre, che potrebbe essere molto diverso da zero se nel frattempo la collezione ha acquisito valore di mercato.Creator di NFT: come si tassano i proventi dalla creazioneLa situazione fiscale cambia radicalmente se non sei un semplice acquirente o venditore di NFT, ma un creator — cioè la persona che crea e vende NFT originali. In questo caso, i proventi dalla vendita degli NFT che hai creato non sono plusvalenze da cripto-attività, ma costituiscono reddito d’impresa o reddito di lavoro autonomo, a seconda di come è strutturata la tua attività.Se crei e vendi NFT in modo abituale e organizzato — ad esempio sei un artista digitale che produce regolarmente collezioni NFT — i proventi saranno generalmente qualificati come reddito d’impresa e dovrai:Aprire una partita IVA con codice ATECO appropriato (generalmente 90.03.09 per attività artistiche o 62.01.00 per attività informatiche)Emettere fattura per ogni vendita (o documento commerciale equivalente)Dichiarare i proventi nel Quadro RF (reddito d’impresa) del Modello RedditiVersare IVA, IRPEF e contributi previdenzialiSe invece la creazione di NFT è un’attività occasionale (un singolo progetto, poche vendite nell’anno), i proventi possono essere qualificati come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67 del TUIR, senza necessità di partita IVA (entro il limite di 5.000 euro annui per l’obbligo contributivo). In ogni caso, è fondamentale distinguere tra il reddito derivante dalla creazione dell’NFT (che è reddito d’impresa/lavoro autonomo) e le eventuali plusvalenze derivanti dalla successiva rivendita di NFT acquistati da terzi (che seguono le regole delle cripto-attività al 33%). Chi ha già una partita IVA in regime forfettario, può includere i proventi dalla vendita di NFT nella propria attività. Royalties su marketplace: come dichiararleUna delle caratteristiche uniche degli NFT è la possibilità per il creator di percepire royalties sulle vendite successive. Quando un artista crea un NFT e lo vende per la prima volta, può impostare una percentuale di royalty (tipicamente dal 2,5% al 10%) che riceverà automaticamente ogni volta che l’NFT viene rivenduto su un marketplace che supporta questa funzionalità.Le royalties da NFT hanno un trattamento fiscale specifico. Non si tratta di plusvalenze da cripto-attività, ma di proventi derivanti dallo sfruttamento economico di un’opera. La qualificazione fiscale dipende dalla situazione del creator:Creator con partita IVA: le royalties confluiscono nel reddito d’impresa o di lavoro autonomo e vanno fatturate e dichiarate come gli altri proventi dell’attivitàCreator occasionale: le royalties possono essere qualificate come redditi diversi (art. 67 TUIR) se l’attività non è abitualeRoyalties su opere dell’ingegno: se l’NFT è qualificabile come opera dell’ingegno (opera d’arte, software, musica), le royalties possono rientrare nella disciplina del diritto d’autore (art. 53, comma 2, lettera b, TUIR), con una deduzione forfettaria del 25% (o 40% se il creator ha meno di 35 anni)Va notato che molti marketplace (come OpenSea) hanno reso le royalties opzionali per gli acquirenti, riducendo significativamente i ricavi per i creator. Tuttavia, quando le royalties vengono effettivamente percepite, l’obbligo dichiarativo resta. Le royalties ricevute in criptovaluta (es. ETH) devono essere convertite in euro al cambio del giorno di ricezione per determinare il reddito imponibile.Domande frequenti su NFT e tasse 2026 Devo dichiarare gli NFT che non ho venduto?Sì, il semplice possesso di NFT va dichiarato nel Quadro W del Modello Redditi PF, anche se non li hai venduti e non hai realizzato alcuna plusvalenza. Questo obbligo serve ai fini del monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). La mancata dichiarazione può comportare sanzioni.Come si calcola il valore di un NFT al 31 dicembre?Il valore di un NFT al 31 dicembre si determina utilizzando il prezzo di mercato alla data. Puoi utilizzare il floor price della collezione su un marketplace riconosciuto (OpenSea, Magic Eden, Blur), convertito in euro al cambio del giorno. Se l’NFT non ha un mercato attivo, puoi utilizzare l’ultimo prezzo di scambio disponibile o, in assenza, il costo di acquisto originale.Posso compensare le minusvalenze da NFT con le plusvalenze crypto?Sì, poiché gli NFT sono classificati come cripto-attività, le minusvalenze derivanti dalla vendita di NFT possono essere compensate con le plusvalenze da criptovalute e viceversa. Se in un anno hai una minusvalenza netta, puoi riportarla nei 4 anni successivi per compensare eventuali plusvalenze future. Questo vale anche per la rivalutazione delle criptovalute.Un NFT regalato va dichiarato?Sì, un NFT ricevuto in regalo (donazione) va dichiarato nel Quadro W dal momento in cui entra nel tuo wallet. Il valore di acquisizione per il calcolo di eventuali future plusvalenze sarà il valore di mercato al momento della donazione. Inoltre, le donazioni di cripto-attività possono essere soggette all’imposta sulle donazioni, con le stesse franchigie previste per le donazioni tradizionali (1 milione di euro tra genitori e figli).Cosa rischio se non dichiaro i miei NFT?La mancata dichiarazione degli NFT nel Quadro W comporta sanzioni che variano dal 3% al 15% del valore non dichiarato (raddoppiate se i fondi sono detenuti in paesi a fiscalità privilegiata). In caso di plusvalenze non dichiarate, si aggiungono le sanzioni per infedele dichiarazione (dal 90% al 180% dell’imposta non versata) più gli interessi di mora. È quindi fondamentale mettersi in regola.Posso usare il 730 per dichiarare gli NFT?Dal 2024, è possibile utilizzare il 730 con il Quadro W per dichiarare le cripto-attività, inclusi gli NFT, ai fini del monitoraggio e dell’IVCA. Tuttavia, se hai realizzato plusvalenze da vendita di NFT, dovrai necessariamente utilizzare il Modello Redditi PF (che include il Quadro RT per il calcolo dell’imposta sostitutiva). Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a scegliere il modello più adatto alla tua situazione.Hai NFT da dichiarare? Il CAF Centro Fiscale ti aiutaLa dichiarazione degli NFT e delle cripto-attività richiede competenze specifiche che non tutti i professionisti possiedono. Al CAF Centro Fiscale di Udine abbiamo un team dedicato alla fiscalità crypto e NFT, in grado di assisterti nella compilazione del Quadro W, nel calcolo delle plusvalenze e dell’IVCA, e nella corretta qualificazione dei tuoi redditi da NFT.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine — Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Articoli correlatiModello Redditi Criptovalute 2026: Guida Completa Quadro RT e RW730 e Criptovalute 2026: Come Dichiarare Bitcoin e Crypto nel Quadro RWQuadro W del 730/2026: Guida CompletaCome funziona la rivalutazione delle criptovalute al 18%Tassazione Plusvalenze Criptovalute Prima della RiformaDichiarazione Redditi Binance 2026ISEE 2026 e Criptovalute: Guida CompletaGiugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 14:00:002026-04-18 15:28:04NFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi e Quanto Si Paga
CAF, CALCOLO E CONTROLLO BUSTE PAGHEDetrazioni Lavoro Dipendente 2026: Importi, Novità e Come Cambiano in Busta PagaSe sei un lavoratore dipendente e vuoi capire quante tasse paghi davvero e quanto ti rimane in busta paga, devi conoscere le detrazioni per lavoro dipendente. Nel 2026 ci sono importanti novità che influenzano direttamente il tuo stipendio netto: dalla riforma degli scaglioni IRPEF entrata a pieno regime, agli importi aggiornati delle detrazioni di base. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere, con esempi pratici e tabelle chiare.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa sono le detrazioni per lavoro dipendenteLe detrazioni per lavoro dipendente sono riduzioni dell’imposta IRPEF che spettano automaticamente a tutti i lavoratori dipendenti, ai pensionati e ad alcune categorie assimilate. In parole semplici: lo Stato riconosce che chi lavora ha spese fisse legate al lavoro (trasporti, abbigliamento professionale, ecc.) e quindi riduce la tassa da pagare.A differenza delle deduzioni (che abbassano il reddito imponibile, cioè la base su cui si calcola la tassa), le detrazioni abbassano direttamente l’imposta finale. Questo le rende particolarmente vantaggiose: ogni euro di detrazione vale un euro in meno di IRPEF da pagare.Esistono due grandi categorie di detrazioni:Detrazioni per tipo di reddito: spettano in base alla fonte del reddito (lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo)Detrazioni per oneri e spese: spettano per spese specifiche sostenute (spese mediche, interessi mutuo, bonus ristrutturazioni, ecc.)In questo articolo ci concentriamo sulle detrazioni per tipo di reddito da lavoro dipendente, quelle che il tuo datore di lavoro applica automaticamente ogni mese nel calcolo del cedolino paga. La riforma IRPEF 2024-2026: i tre scaglioni vigentiPrima di parlare delle detrazioni, è utile capire su cosa vengono applicate. Il sistema IRPEF italiano tassa il reddito in modo progressivo: più guadagni, più paghi, ma solo sulle fasce superiori.Con la riforma introdotta dal D.Lgs. 216/2023 (Riforma fiscale 2024), siamo passati da quattro a tre scaglioni IRPEF, vigenti anche nel 2026:Scaglione di redditoAliquota IRPEFEsempio imposta (solo su quella fascia)Fino a 28.000 euro23%Su 28.000 euro: 6.440 euroDa 28.001 a 50.000 euro35%Su 22.000 euro: 7.700 euroOltre 50.000 euro43%Su ogni euro oltre 50.000Prima del 2024 esisteva anche lo scaglione al 25% (da 15.001 a 28.000 euro). La sua eliminazione, unita all’innalzamento delle detrazioni per lavoro dipendente, ha portato un beneficio netto per la maggior parte dei lavoratori con redditi medio-bassi.Importante: le aliquote si applicano in modo progressivo, non sul reddito totale. Un lavoratore con 40.000 euro di reddito paga il 23% sui primi 28.000 e il 35% sui restanti 12.000, non il 35% su tutto. Detrazioni lavoro dipendente 2026: gli importi aggiornatiLa detrazione per lavoro dipendente non è un importo fisso per tutti. Dipende dal tuo reddito complessivo annuo e si riduce all’aumentare del reddito, fino ad azzerarsi oltre una certa soglia. Ecco come funziona nel 2026: Detrazione base per redditi fino a 15.000 euroPer i lavoratori con reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro, la detrazione è pari a 1.955 euro, purché l’imposta lorda calcolata non sia inferiore alla detrazione stessa.Questa è la fascia della no tax area: i lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 8.500 euro non pagano IRPEF, perché la detrazione copre interamente l’imposta dovuta. In pratica, fino a 8.500 euro di reddito annuo lordo, il lavoratore è esente da IRPEF.Detrazione per redditi da 15.001 a 28.000 euroPer redditi compresi tra 15.001 e 28.000 euro, la detrazione non è fissa ma viene calcolata con una formula che la riduce progressivamente. L’importo parte da 1.955 euro e si abbassa all’aumentare del reddito.La formula di calcolo è:Detrazione = 1.910 × [(28.000 – reddito complessivo) / (28.000 – 15.000)] + 1.190 × importo aggiuntivoPer semplificare, ecco una tabella orientativa degli importi approssimativi per questa fascia di reddito:Reddito annuo lordoDetrazione approssimativaNo tax area?Fino a 8.500 euroPari all’imposta dovuta (esente)Sì10.000 eurocirca 1.840 euroNo15.000 euro1.955 euro (massimo)No20.000 eurocirca 1.500 euroNo25.000 eurocirca 900 euroNo28.000 eurocirca 600 euroNoDetrazione per redditi da 28.001 a 50.000 euroNella fascia da 28.001 a 50.000 euro, la detrazione si riduce ulteriormente in modo progressivo. A 50.000 euro di reddito, la detrazione è teoricamente pari a zero.Tuttavia, per i redditi compresi tra 25.001 e 35.000 euro, a partire dal 2024 è stata introdotta una ulteriore detrazione aggiuntiva di 65 euro (prevista dalla riforma fiscale come misura di compensazione per la fascia di reddito che aveva beneficiato meno della riduzione degli scaglioni IRPEF).Oltre i 50.000 euro: detrazione azzerataPer redditi superiori a 50.000 euro, la detrazione da lavoro dipendente è pari a zero. Il lavoratore con redditi alti non beneficia di questa agevolazione. Può tuttavia detrarre altre spese specifiche (interessi mutuo, spese mediche, ecc.).La novità del 2024 rimasta in vigore nel 2026: addio allo scaglione al 25%La modifica più rilevante degli ultimi anni per i lavoratori dipendenti è l’eliminazione dello scaglione IRPEF al 25%. Prima del 2024, la fascia di reddito da 15.001 a 28.000 euro era tassata al 25%. Dal 2024 questa fascia è stata accorpata alla prima (23%), con un risparmio concreto per chi guadagna tra 15.000 e 28.000 euro.Esempio concreto: un lavoratore con reddito di 25.000 euro pagava, prima del 2024, il 23% sui primi 15.000 euro (3.450 euro) e il 25% sui successivi 10.000 euro (2.500 euro), per un totale di 5.950 euro. Dal 2024 paga il 23% su tutti i 25.000 euro: 5.750 euro. Risparmio: 200 euro l’anno.Questo vantaggio è confermato per il 2026: la struttura a tre scaglioni rimane invariata. Come si calcola la detrazione in busta paga ogni meseIl datore di lavoro (o il consulente del lavoro che gestisce le paghe) calcola e applica automaticamente le detrazioni ogni mese. Ecco il meccanismo semplificato:Calcolo del reddito lordo mensile: stipendio base + eventuali indennità + straordinariProiezione annua: il reddito mensile viene moltiplicato per 12 (o per i mesi di lavoro previsti) per stimare il reddito annuoCalcolo della detrazione annua spettante: in base alla fascia di reddito annuo stimatoDivisione mensile: la detrazione annua viene divisa per 12 e applicata ogni meseConguaglio a fine anno: a dicembre (o alla cessazione del rapporto) si effettua il ricalcolo definitivo, restituendo eventuali detrazioni non godute o recuperando quelle eccedentiIl risultato in busta paga è che l’IRPEF trattenuta dal datore di lavoro è già “scontata” delle detrazioni spettanti. Non devi fare nulla: è automatico.Attenzione al part-time e ai lavori stagionali: se lavori part-time o hai un contratto di pochi mesi, le detrazioni vengono ragguagliate ai giorni di lavoro effettivi. Questo può creare situazioni in cui il conguaglio di fine anno porta a versare IRPEF aggiuntiva (se si è goduto di detrazioni eccessive) o a ricevere rimborsi. Esempio pratico: quanto cambia in busta paga nel 2026Vediamo tre esempi concreti per capire l’impatto delle detrazioni sulla busta paga mensile netta nel 2026.Caso 1: lavoratore con stipendio annuo lordo di 20.000 euroImmaginiamo Marco, impiegato part-time con stipendio lordo annuo di 20.000 euro (circa 1.538 euro lordi al mese su 13 mensilità).Reddito lordo annuo: 20.000 euroIRPEF lorda (23% su 20.000): 4.600 euroDetrazione lavoro dipendente spettante: circa 1.500 euro (fascia 15.001-28.000 euro)IRPEF netta annua: 4.600 – 1.500 = 3.100 euroAddizionali regionali e comunali (stima media): circa 300 euroTrattenute IRPEF complessive mensili: circa 283 euro al meseCaso 2: lavoratore con stipendio annuo lordo di 30.000 euroSara lavora a tempo pieno con un reddito annuo lordo di 30.000 euro.Reddito lordo annuo: 30.000 euroIRPEF lorda: (28.000 × 23%) + (2.000 × 35%) = 6.440 + 700 = 7.140 euroDetrazione lavoro dipendente spettante: circa 400 euro (fascia 28.001-50.000 euro)Ulteriore detrazione aggiuntiva (fascia 25.001-35.000): 65 euroIRPEF netta annua: 7.140 – 400 – 65 = 6.675 euroAddizionali: circa 450 euroTrattenute mensili: circa 594 euro al meseCaso 3: lavoratore con stipendio annuo lordo di 45.000 euroLuca è quadro aziendale con un reddito di 45.000 euro l’anno.Reddito lordo annuo: 45.000 euroIRPEF lorda: (28.000 × 23%) + (17.000 × 35%) = 6.440 + 5.950 = 12.390 euroDetrazione lavoro dipendente spettante: circa 50 euro (quasi azzerata)IRPEF netta annua: 12.390 – 50 = 12.340 euroAddizionali: circa 700 euroTrattenute mensili: circa 1.086 euro al meseCome si vede chiaramente, la detrazione è tanto più vantaggiosa quanto più basso è il reddito. Per i redditi medio-alti il suo peso si riduce significativamente.Detrazioni per familiari a carico: cosa cambia nel 2026Oltre alla detrazione base per tipo di reddito, i lavoratori dipendenti possono beneficiare di detrazioni aggiuntive per familiari fiscalmente a carico. Nel 2026 valgono le seguenti regole: Coniuge a caricoSe il coniuge (o la parte di un’unione civile) ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro, è considerato fiscalmente a carico. In questo caso spetta una detrazione di 950 euro (modulata in base al reddito del richiedente).La detrazione per il coniuge a carico si riduce all’aumentare del reddito del lavoratore e si azzera oltre i 40.000 euro circa. Per i redditi superiori a 80.000 euro, la detrazione è completamente azzerata.Figli a carico: attenzione alla riforma Assegno UnicoQuesto è uno dei punti che genera più confusione. Dal 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni per figli a carico fino a 21 anni sono state abolite e sostituite dall’assegno mensile INPS.In busta paga, quindi, non trovi più la detrazione per figli minori di 21 anni. L’Assegno Unico viene erogato direttamente dall’INPS ogni mese sul conto corrente del genitore richiedente.Rimangono invece le detrazioni fiscali per i figli di età superiore a 21 anni, con un importo di 950 euro per figlio (anche questa modulata in base al reddito).Altri familiari a caricoPer altri familiari a carico (genitori, fratelli, suoceri conviventi con reddito sotto 2.840,51 euro), spetta una detrazione complessiva di 750 euro, da ripartire tra tutti i familiari che ne hanno diritto.Come richiedere le detrazioni: il modulo al datore di lavoroPer beneficiare delle detrazioni in busta paga, devi presentare al tuo datore di lavoro una dichiarazione di spettanza. Questa dichiarazione va consegnata:All’inizio del rapporto di lavoroOgni anno (solitamente a gennaio)In caso di variazioni nel corso dell’anno (cambio di reddito, nascita di un figlio, matrimonio, separazione, ecc.)Il modulo viene fornito dal datore di lavoro o dal consulente del lavoro. Nel modulo indichi:Reddito stimato per l’anno in corso (inclusi altri eventuali redditi)Eventuale coniuge/convivente a caricoEventuali figli over 21 anni a caricoEventuale richiesta di ulteriori detrazioni (redditi da locazione, mutuo, ecc.)Attenzione: se non presenti la dichiarazione, il datore di lavoro applica comunque le detrazioni minime spettanti per legge. Ma se hai diritto a detrazioni aggiuntive (familiari a carico), devi richiederle esplicitamente.Cosa succede se indichi un reddito sbagliato? Se sovrastimi il reddito, pagherai più IRPEF del dovuto in corso d’anno e riceverai un rimborso con il conguaglio di fine anno o con la dichiarazione dei redditi. Se sottostimi il reddito, pagherai meno IRPEF ma dovrai versare la differenza al conguaglio di dicembre (o nel 730 dell’anno successivo).Il conguaglio fiscale di fine anno: cosa aspettarsi in busta pagaOgni anno, generalmente nel mese di dicembre (o a cessazione del rapporto di lavoro), il datore di lavoro effettua il conguaglio fiscale. Si tratta del ricalcolo definitivo dell’IRPEF, confrontando:L’IRPEF trattenuta mese per mese durante l’annoL’IRPEF effettivamente dovuta in base al reddito effettivo e alle detrazioni reali spettantiIl risultato può essere:Conguaglio a credito: hai pagato più del dovuto → ricevi una somma in più in busta paga a dicembreConguaglio a debito: hai pagato meno del dovuto → ti viene trattenuta una somma aggiuntivaLe situazioni che più frequentemente causano un conguaglio a debito sono:Cambio di lavoro in corso d’anno (due datori di lavoro, due set di detrazioni applicate)Redditi aggiuntivi (affitti, partita IVA marginale, ecc.) non comunicati al datoreScatto di livello o aumento di stipendio a metà annoTredicesima: incide sul reddito annuo e può spostare il contribuente in una fascia di detrazione inferiorePer evitare brutte sorprese a dicembre, è utile fare una simulazione del reddito annuo a metà anno, eventualmente con l’aiuto del CAF. Detrazioni e part-time: come funziona il ragguaglioI lavoratori part-time o con contratti a tempo determinato hanno diritto alle stesse detrazioni dei lavoratori full-time, ma ragguagliate ai giorni di lavoro effettivi nell’anno solare.La formula è: Detrazione annua × (giorni lavorati / 365)Esempio: una lavoratrice con contratto di 6 mesi (180 giorni) e reddito annuo di 10.000 euro ha diritto a una detrazione pari a circa:1.840 euro × (180/365) = circa 907 euro di detrazioneQuesto meccanismo garantisce che nessuno sia penalizzato per avere lavorato solo una parte dell’anno.Lavoratori con più datori di lavoro: cosa fareSe durante l’anno hai avuto due o più datori di lavoro (cambio lavoro, lavori contemporanei), ogni datore applica le detrazioni in modo indipendente, come se il suo stipendio fosse l’unico reddito.Questo porta quasi sempre a un conguaglio a debito a fine anno: hai goduto di più detrazioni del dovuto (ciascun datore ne ha applicate il massimo), mentre il fisco calcola le detrazioni spettanti sull’intero reddito annuo cumulato.Soluzione: se cambi lavoro, comunica al nuovo datore il reddito percepito dal precedente datore (tramite il CU – Certificazione Unica). Questo permette al nuovo datore di calcolare le detrazioni correttamente sull’intero reddito annuo stimato, evitando il conguaglio a debito.In ogni caso, con il Modello 730 presentato l’anno successivo, il CAF effettua la liquidazione definitiva e rimborsa (o addebita) eventuali differenze. Riepilogo: tabella detrazioni lavoro dipendente 2026Reddito complessivo annuoDetrazione base lavoro dipendenteNoteFino a 8.500 euroPari all’imposta (esente da IRPEF)No tax area dipendentiDa 8.501 a 15.000 euro1.955 euro (massimo)Importo fisso massimoDa 15.001 a 28.000 euroDa 1.955 a circa 600 euroRiduzione progressivaDa 25.001 a 35.000 euro+ 65 euro aggiuntiviDetrazione extra riforma 2024Da 28.001 a 50.000 euroDa circa 600 euro a 0Azzeramento progressivoOltre 50.000 euro0 euroNessuna detrazioneQuando conviene fare il 730: il ruolo del CAFLe detrazioni in busta paga vengono applicate automaticamente, ma nella dichiarazione dei redditi (Modello 730) puoi beneficiare di molte altre detrazioni aggiuntive che il datore di lavoro non può applicare:Spese mediche e sanitarie (detrazione 19%)Interessi passivi sul mutuo per l’abitazione principale (detrazione 19%, max 4.000 euro di interessi)Spese per istruzione (asili nido, università)Bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonusSpese funebri, veterinarie, abbonamenti ai trasporti pubbliciErogazioni liberali a ONLUS e enti del Terzo SettoreIl CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del Modello 730, verificando che tu ottenga tutte le detrazioni spettanti e che i dati inseriti siano corretti. Un errore nel 730 può costare caro: sanzioni, interessi e stress. Affidarsi a un professionista è sempre la scelta più conveniente.Puoi trovare ulteriori informazioni sull’ottimizzazione fiscale anche in questi articoli correlati:Forfettario e Lavoro Dipendente 2026: Compatibilità, Limiti e ConvenienzaAssegni Nucleo Familiare INPS 2026/2027: Tabelle Importi, Requisiti e Guida CompletaBonus Donne 2026: Requisiti, Importi e Come Fare la Domanda📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Domande frequenti (FAQ)Le detrazioni lavoro dipendente si applicano anche ai contratti a tempo determinato?Sì, le detrazioni si applicano a tutti i lavoratori dipendenti indipendentemente dalla tipologia contrattuale (tempo determinato, indeterminato, apprendistato, somministrazione). L’importo viene ragguagliato ai giorni di lavoro effettivi nell’anno.Posso rinunciare alle detrazioni in busta paga per ottenerle tutte con il 730?No. Le detrazioni per tipo di reddito vengono sempre applicate mensilmente dal datore di lavoro. Non è possibile rinunciarvi per accumularle nel 730. Le detrazioni per oneri e spese (mediche, mutuo, ecc.) sono invece sempre dichiarate nel 730.Ho un secondo lavoro: posso chiedere le detrazioni a entrambi i datori?Tecnicamente ogni datore di lavoro le applica automaticamente, ma puoi richiedere che uno dei due non le applichi per evitare il conguaglio a debito di fine anno. Con il modulo di dichiarazione di spettanza puoi indicare di voler beneficiare delle detrazioni solo presso uno dei datori.La no tax area vale anche per le addizionali regionali e comunali?No. La no tax area (soglia di esenzione IRPEF) vale solo per l’IRPEF erariale. Le addizionali regionali e comunali possono avere soglie di esenzione diverse, stabilite da ciascuna Regione e Comune. Alcuni enti applicano detrazioni locali che ampliano l’esenzione, ma non è uniforme su tutto il territorio nazionale.Cosa succede se cambio lavoro a metà anno e il nuovo datore non sa del reddito precedente?Se non comunichi al nuovo datore il reddito percepito in precedenza, lui applicherà le detrazioni come se lavorassi da gennaio. A fine anno, con il conguaglio o il 730, emergerà un debito IRPEF che dovrai pagare. Per evitarlo, consegna sempre la CU del precedente datore al nuovo.Le detrazioni cambiano se mi sposo o mi separo?Sì. Matrimonio, separazione, nascita di un figlio, o qualsiasi cambiamento nella composizione del nucleo familiare influenzano le detrazioni per familiari a carico. Devi comunicare questi eventi al tuo datore di lavoro tempestivamente, compilando un nuovo modulo di dichiarazione di spettanza.Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 11:49:372026-06-02 10:17:18Detrazioni Lavoro Dipendente 2026: Importi, Novità e Come Cambiano in Busta Paga
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroSpese Funebri 730 2026: Detrazione e LimitiLe spese funebri sostenute per la morte di un familiare sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se nel 2025 hai affrontato il costo di un funerale, puoi recuperare parte della spesa nel 730/2026.La detrazione fiscale e del 19% su un importo massimo di 1.550 euro per decesso. Vediamo nel dettaglio come funziona, chi puo beneficiarne e quali spese sono ammesse.Indice dei contenutiCome funziona la detrazioneSpese funebri ammesseChi puo detrarreCalcolo della detrazioneDocumenti necessariDomande frequenti Come Funziona la Detrazione per Spese FunebriLa detrazione per spese funebri ha regole specifiche stabilite dalla normativa fiscale.Aliquota e limitiAliquota detrazione: 19%Tetto massimo: 1.550 euro per ogni decessoDetrazione massima: 1.550 x 19% = 294,50 euroNessuna franchigiaA differenza di altre detrazioni (come le spese veterinarie), per le spese funebri non e prevista franchigia. La detrazione del 19% si applica da subito, dal primo euro speso.Limite per decesso, non per contribuenteIl tetto di 1.550 euro si riferisce a ogni singolo decesso, non al contribuente. Se nello stesso anno hai sostenuto spese funebri per piu persone (es. due genitori), puoi detrarre fino a 1.550 euro per ciascun decesso. Quali Spese Funebri Sono DetraibiliSono detraibili le spese strettamente connesse al funerale.Spese detraibiliServizi dell’impresa funebre (vestizione, composizione, trasporto salma)Cassa funebre (bara)Addobbi floreali forniti dall’agenziaAnnunci funebri sui giornaliTrasporto del feretroSepoltura o cremazioneConcessione loculo cimiteriale (se pagata contestualmente)Spese NON detraibiliRistorante per il pranzo del funeraleLapide e incisioni successiveManutenzione della tombaFiori acquistati direttamente (non tramite agenzia)Messe e offerte religiose Chi Puo Detrarre le Spese FunebriLa detrazione non e riservata solo ai familiari stretti, ma ha alcune specificita.Requisiti per chi detraePuo detrarre chi:Ha effettivamente sostenuto la spesaHa la fattura intestata a proprio nomeHa pagato con metodo tracciabilePer chi e decedutoLa spesa e detraibile per il decesso di qualsiasi persona, non necessariamente un familiare. Tuttavia, nella pratica le agenzie funebri intestano la fattura a chi paga, che di solito e un parente.Spesa divisa tra piu personeSe la spesa e stata divisa tra piu familiari:Ciascuno detrae la quota effettivamente pagataLa somma delle detrazioni non puo superare il tetto di 1.550 euro per decessoLa fattura deve riportare chi ha pagato cosa, oppure serve dichiarazione sostitutiva Come Calcolare la DetrazioneVediamo con esempi pratici come funziona il calcolo.Esempio 1: Spesa sotto il tettoSe hai speso 1.200 euro per il funerale:Detrazione: 1.200 x 19% = 228 euroEsempio 2: Spesa sopra il tettoSe hai speso 3.000 euro per il funerale:Si considera solo il tetto: 1.550 euroDetrazione: 1.550 x 19% = 294,50 euroEsempio 3: Due decessi nello stesso annoSe hai sostenuto spese per i funerali di entrambi i genitori:Spesa genitore 1: 2.000 euro (si detrae su 1.550 euro)Spesa genitore 2: 1.800 euro (si detrae su 1.550 euro)Detrazione totale: 294,50 + 294,50 = 589 euro Documenti NecessariPer ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese.Documenti richiestiFattura dell’impresa funebre intestata a chi detraeRicevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta)Certificato di morte (o autocertificazione del decesso)Se la fattura e intestata a piu personeSe la fattura e intestata a piu eredi:Ciascuno detrae la propria quotaServe annotazione sulla fattura di chi ha pagato cosaIn alternativa, dichiarazione sostitutiva di atto notorioObbligo di pagamento tracciabileDal 2020 e obbligatorio pagare con metodi tracciabili:Bonifico bancario o postaleCarta di credito o debitoAssegnoI pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.Domande Frequenti sulle Spese FunebriPosso detrarre le spese se non ero parente del defunto?Si, la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non aveva legami di parentela con il defunto. L’importante e che la fattura sia intestata a chi detrae.Le spese funebri sono nel 730 precompilato?Generalmente si. Le imprese funebri comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate. Verifica comunque che i dati siano presenti e corretti.Posso detrarre le spese anche se le ho pagate con soldi ereditati?Si, quello che conta e chi ha materialmente pagato e a chi e intestata la fattura. La provenienza del denaro e irrilevante.E se la persona deceduta aveva il 730?Le spese funebri non rientrano mai nella dichiarazione del defunto, ma sempre in quella di chi le ha pagate. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730, recuperando tutte le detrazioni a cui hai diritto.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAFCalcolo Disoccupazione Agricola: Importo e SimulazioneIl calcolo disoccupazione agricola è uno degli aspetti che genera più domande tra i lavoratori agricoli. Quanto spetta esattamente? Come viene determinato l’importo? Quali fattori influenzano la cifra finale? In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio la formula di calcolo utilizzata dall’INPS, con esempi pratici e simulazioni che ti aiuteranno a stimare quanto potresti ricevere. Per la guida completa sulla prestazione, consulta il nostro articolo pillar sulla disoccupazione agricola 2026. Indice dei contenutiLa formula di calcolo della disoccupazione agricolaRetribuzione media giornaliera: come si determinaGiornate indennizzabili: quante sonoTrattenute e contributi figurativi del 9%Simulazione: 3 esempi pratici di calcoloDomande frequenti sul calcoloLa formula di calcolo della disoccupazione agricolaIl calcolo della disoccupazione agricola si basa su una formula relativamente semplice, anche se i fattori che la compongono richiedono attenzione. L’importo lordo si ottiene moltiplicando la retribuzione media giornaliera per il 40% e poi per il numero di giornate indennizzabili. In formula:Importo lordo = Retribuzione media giornaliera x 40% x Giornate indennizzabiliDall’importo lordo vengono poi sottratti i contributi figurativi pari al 9%, ottenendo così l’importo netto che verrà effettivamente accreditato sul conto del lavoratore. La percentuale del 40% è fissa e stabilita dalla legge, sia per gli operai a tempo determinato (OTD) che per quelli a tempo indeterminato (OTI). Il CAF Centro Fiscale può effettuare un calcolo personalizzato basato sui tuoi dati reali. Retribuzione media giornaliera: come si determinaLa retribuzione media giornaliera è il primo elemento del calcolo della disoccupazione agricola. Si ottiene dividendo la retribuzione complessiva percepita nell’anno di riferimento per il numero di giornate effettivamente lavorate. Non si tratta della paga giornaliera contrattuale, ma della media effettiva calcolata sui dati comunicati dal datore di lavoro all’INPS.Ad esempio, se un lavoratore ha percepito complessivamente 9.000 euro per 150 giornate di lavoro, la retribuzione media giornaliera sarà pari a 60 euro (9.000 / 150). Questo valore viene poi utilizzato come base per il calcolo della disoccupazione agricola. È importante notare che eventuali compensi accessori (straordinari, premi di produzione) rientrano nel calcolo della retribuzione complessiva, aumentando la media giornaliera e quindi l’importo dell’indennità. Giornate indennizzabili: quante sonoLe giornate indennizzabili rappresentano il fattore che più incide sull’importo finale del calcolo della disoccupazione agricola. Per gli operai a tempo determinato (OTD), le giornate indennizzabili corrispondono alla differenza tra un parametro di riferimento e le giornate effettivamente lavorate nell’anno.Il parametro di riferimento tiene conto delle giornate lavorabili nella provincia e nel settore specifico. In generale, il numero massimo di giornate indennizzabili non può superare la differenza tra 365 (o il parametro provinciale) e le giornate lavorate. Se hai lavorato 150 giornate e il parametro provinciale è 270, le giornate indennizzabili saranno al massimo 120.Per gli OTI, invece, le giornate indennizzabili sono quelle di sospensione effettiva dal lavoro, documentate dal datore di lavoro. Il numero non può comunque superare determinati limiti stabiliti dalla normativa vigente. Trattenute e contributi figurativi del 9%Dall’importo lordo del calcolo della disoccupazione agricola viene trattenuto il 9% a titolo di contributi figurativi. Questi contributi vengono accreditati dall’INPS sulla posizione previdenziale del lavoratore e valgono ai fini del calcolo della futura pensione. Si tratta quindi di una trattenuta che, pur riducendo l’importo netto, rappresenta un vantaggio previdenziale.Oltre alla trattenuta del 9%, sull’importo possono gravare le ritenute fiscali IRPEF, calcolate in base all’aliquota marginale del lavoratore. L’importo netto finale sarà quindi il risultato dell’importo lordo meno il 9% di contributi figurativi e meno le eventuali ritenute IRPEF. Per una stima precisa al netto di tutte le trattenute, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Simulazione: 3 esempi pratici di calcoloVediamo ora tre simulazioni di calcolo della disoccupazione agricola per capire concretamente quanto si può ricevere in diverse situazioni.Esempio 1: Bracciante stagionaleMarco, bracciante agricolo OTD, ha lavorato 120 giornate nel 2025 con una retribuzione media giornaliera di 55 euro. Giornate indennizzabili: 150 (parametro 270 – 120 lavorate). Calcolo: 55 x 40% = 22 euro/giorno x 150 giornate = 3.300 euro lordi. Al netto del 9%: 3.003 euro.Esempio 2: Operaio specializzatoLucia, operaia agricola specializzata OTD, ha lavorato 180 giornate con retribuzione media di 70 euro. Giornate indennizzabili: 90. Calcolo: 70 x 40% = 28 euro/giorno x 90 giornate = 2.520 euro lordi. Al netto del 9%: 2.293 euro.Esempio 3: OTI con riduzione orarioGiuseppe, operaio agricolo OTI, ha subito una riduzione di 100 giornate rispetto alle 270 previste dal contratto. Retribuzione media giornaliera: 65 euro. Calcolo: 65 x 40% = 26 euro/giorno x 100 giornate = 2.600 euro lordi. Al netto del 9%: 2.366 euro. Domande frequenti sul calcoloQual è la percentuale della disoccupazione agricola?La disoccupazione agricola viene calcolata al 40% della retribuzione media giornaliera. Questa percentuale è fissa e non varia in base all’anzianità o al tipo di contratto.Il calcolo cambia tra OTD e OTI?La percentuale (40%) è la stessa, ma cambiano le giornate indennizzabili. Per gli OTD dipendono dal parametro provinciale, per gli OTI dalle giornate di effettiva sospensione dal lavoro.Posso fare una simulazione prima di presentare domanda?Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di simulazione gratuita del calcolo della disoccupazione agricola basato sui tuoi dati contributivi reali. Contattaci per un preventivo personalizzato.Calcola il tuo importo con il CAF Centro FiscaleVuoi sapere esattamente quanto ti spetta di disoccupazione agricola? Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua il calcolo personalizzato basato sulla tua retribuzione e sulle giornate lavorate. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 09:00:002026-06-02 09:00:00Calcolo Disoccupazione Agricola: Importo e SimulazioneCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 AppuntamentiGiugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi INPS e l’IVA mensile. Questo calendario aggiornato ti guida attraverso tutti gli adempimenti del mese, con le date esatte e le istruzioni per non perdere nessuna scadenza.Le 4 date chiave di giugno 2026 Le scadenze di giugno 2026 si addensano in quattro momenti precisi del mese. Conoscerle in anticipo permette di organizzarsi per tempo ed evitare sanzioni e interessi da ravvedimento operoso.DataAdempimento principaleChi riguarda2 giugno 2026Festa della Repubblica (nessun adempimento)Tutti16 giugno 2026Acconto IMU, ritenute, IVA mensile, contributi INPS/INAILTitolari immobili, datori di lavoro, P.IVA mensili25 giugno 2026INTRASTAT mensile e trimestraleOperatori intracomunitari30 giugno 2026Versamenti IRPEF, cedolare secca, contributi colf/badantiPrivati, professionisti, datori di lavoro domesticoNota: Il 2 giugno e festa nazionale (Festa della Repubblica): tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo, che nel 2026 e il 3 giugno (mercoledi).16 giugno 2026: la scadenza piu importante del mese Il 16 giugno e il giorno piu affollato del calendario fiscale estivo. Coincidono almeno 15 adempimenti diversi, tra cui:Acconto IMU giugno 2026L’acconto IMU 2026 si versa entro il 16 giugno. Il calcolo si basa sulle aliquote 2025 applicate al 50% del dovuto annuo (cosiddetto metodo storico). In alternativa, si puo versare il 50% dell’imposta calcolata con le aliquote 2026 se gia deliberate dal Comune (metodo previsionale).Per sapere chi e esente e come calcolare l’IMU se sei pensionato, leggi la nostra guida: IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari.Ritenute alla fonte su redditi di lavoroI datori di lavoro (inclusi i condomini come sostituti d’imposta) devono versare via modello F24 le ritenute IRPEF operate a maggio 2026 su:Redditi di lavoro dipendente e assimilati (codice tributo 1001)Redditi di lavoro autonomo e professionisti (codice tributo 1040)Redditi diversi (codice tributo 1040 o 1045 secondo il caso)Provvigioni agenti (codice tributo 1038)IVA mensile maggio 2026I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di maggio 2026 entro il 16 giugno. Il pagamento avviene con F24, codice tributo 6005 (IVA mensile maggio). Chi ha saldo a credito non deve effettuare versamenti.Contributi INPS artigiani e commerciantiGli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS versano entro il 16 giugno la seconda rata 2026 dei contributi fissi sul minimale. L’importo varia in base al settore e alla gestione. Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti e del 24,48% sul reddito imponibile.Contributi INPS gestione separataI collaboratori e i professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS versano il saldo 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno (non il 16). L’aliquota e del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, 24% per chi ha un’altra copertura.Contributi INAIL premio annualeEntro il 16 giugno i datori di lavoro devono versare il premio INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali. Il pagamento avviene con F24 o bollettino INAIL, sulla base della comunicazione inviata dall’Istituto a febbraio 2026. Bollo auto: le scadenze di giugno 2026Il bollo auto non ha una data unica nazionale: la scadenza dipende dal mese di immatricolazione del veicolo e dalla regione di residenza. In linea generale:I veicoli immatricolati in aprile hanno il bollo in scadenza a giugno 2026 (entro la fine del mese successivo all’immatricolazione)Il pagamento avviene tramite portale ACI, sportello ACI, banche, tabaccai abilitati, oppure online su Pago PAIn caso di mancato pagamento e applicabile il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte rispetto a quella ordinariaEsenzioni bollo auto 2026: sono esenti i veicoli elettrici (per i primi 5 anni in molte regioni), i veicoli intestati a persone con grave disabilita (legge 104), i veicoli storici con oltre 30 anni di eta.Affitti brevi: versamento ritenute di giugno 2026 I gestori di portali di locazione turistica (Airbnb, Booking, Vrbo, ecc.) che hanno operato ritenute del 21% sui canoni di maggio 2026 relativi a contratti di affitto breve devono versare le ritenute entro il 16 giugno tramite F24 con codice tributo 1919.Per i proprietari privati con cedolare secca sugli affitti brevi: il saldo della cedolare secca 2025 e l’acconto 2026 confluiscono nelle scadenze del 30 giugno (senza maggiorazione) oppure del 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%. Per approfondire le regole sulla cedolare secca nelle dichiarazioni precompilate: Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026.Per dettagli sulle ritenute versate a maggio 2026 dagli intermediari: Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari.30 giugno 2026: versamenti IRPEF e cedolare secca Il 30 giugno e l’altra data cruciale del mese: entro questa data, chi ha presentato il Modello 730 o il Modello Redditi PF 2026 deve versare (senza maggiorazione) le imposte emergenti dalla dichiarazione:Saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 (per chi versa autonomamente, non tramite sostituto d’imposta)Saldo cedolare secca 2025 e acconto cedolare secca 2026Addizionali regionali e comunali IRPEF 2025Imposta sostitutiva sul regime forfettario 2025 (saldo 15% o 5% nuove attivita)Contributi INPS da Modello Redditi (gestione separata, artigiani/commercianti, saldo 2025)Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo farlo entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% (interesse da dilazione). Per approfondire il calcolo dei versamenti: Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti.Calendario completo delle 32 scadenze fiscali di giugno 2026 Di seguito il riepilogo schematico di tutti i 32 adempimenti di giugno 2026, suddivisi per data e tipologia.Scadenze del 16 giugno 2026 (15 adempimenti)N.AdempimentoChi pagaCodice tributo F241Acconto IMU 2026 prima rataProprietari immobili3912–3956 (per tipologia)2IVA mensile maggio 2026P.IVA liquidazione mensile60053Ritenute lavoro dipendente maggio 2026Datori di lavoro10014Ritenute lavoro autonomo maggio 2026Committenti/condomini10405Ritenute su provvigioni maggio 2026Preponenti/agenti10386Ritenute su dividendi maggio 2026Societa distributrici10357Contributi INPS artigiani – 2a rata sul minimaleArtigiani0703, 07048Contributi INPS commercianti – 2a rata sul minimaleCommercianti0703, 07059Premio INAIL 2026 (regolazione e anticipo)Datori di lavoro con dipendentiBollettino/F2410Ritenute affitti brevi intermediari – maggio 2026Portali di locazione turistica191911Contributi INPS lavoratori parasubordinati – quota datoreCommittentiF24/DM1012IVA trimestrale primo trimestre con opzione mensileOperatori IVA trimestrali con opzione603113Addizionale regionale IRPEF su cessazione rapportoDatori di lavoro (su TFR)380214Tobin Tax su operazioni finanziarie maggio 2026Intermediari finanziari4058–405915Imposta di bollo su fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2026Titolari P.IVA soggetti a bollo2521–2524Scadenze del 25 giugno 2026 (2 adempimenti)N.AdempimentoChi presenta16Modello INTRASTAT mensile maggio 2026 (acquisti e cessioni UE)Operatori intracomunitari con obbligo mensile17Modello INTRASTAT trimestrale primo trimestre 2026Operatori intracomunitari con obbligo trimestraleScadenze del 30 giugno 2026 (15 adempimenti)N.AdempimentoChi paga18Saldo IRPEF 2025 da Modello 730/Redditi (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto19Primo acconto IRPEF 2026 (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto20Saldo cedolare secca 2025 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca21Acconto cedolare secca 2026 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca22Addizionale regionale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche23Addizionale comunale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche24Imposta sostitutiva forfettario – saldo 2025 e acconto 2026Titolari P.IVA forfettaria25Contributi INPS gestione separata – saldo 2025 e acconto 2026Professionisti senza cassa, collaboratori26IVIE 2025 saldo (immobili esteri)Persone fisiche con immobili all’estero27IVAFE 2025 saldo (attivita finanziarie estere)Persone fisiche con conti/attivita all’estero28IVCA 2025 saldo (cripto-attivita)Detentori di criptovalute29Imposta sostitutiva rivalutazione TFR 2025Datori di lavoro che detengono TFR30Diritto annuale CCIAA 2026Imprese iscritte al Registro Imprese31Bollo auto giugno 2026 (veicoli con scadenza a giugno)Proprietari/possessori veicoli32Ravvedimento operoso per versamenti omessi/insufficienti fino a maggio 2026Contribuenti in ritardoContributi colf e badanti: scadenza luglio 2026I datori di lavoro domestico (chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter) devono versare i contributi INPS relativi al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno) entro il 10 luglio 2026, come da calendario INPS per i versamenti trimestrali del lavoro domestico.Il pagamento avviene tramite PagoPA sul sito INPS, non con F24. I contributi si calcolano in base alle ore lavorate e alla retribuzione oraria (fascia A, B o C del CCNL lavoro domestico 2024-2028).Diritto annuale CCIAA: scadenza 30 giugno 2026 Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (CCIAA) devono versare il diritto annuale 2026 entro il 30 giugno, tramite F24 con il codice tributo 3850.L’importo varia a seconda della forma giuridica e della fascia di fatturato:Imprese individuali: importo fisso determinato da ciascuna CCIAA (generalmente tra 40 e 200 euro)Societa di persone (SNC, SAS): importo fisso base, intorno ai 200 euroSocieta di capitali (SRL, SPA): importo variabile in base al fatturato, da circa 200 a oltre 40.000 euroIl mancato versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi legali. Con ravvedimento operoso e possibile regolarizzare pagando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.Come si usa il ravvedimento operoso in caso di ritardoIl ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, aggiornato dal D.Lgs. 87/2024) consente di regolarizzare spontaneamente un versamento omesso o insufficiente, pagando una sanzione ridotta. Dal 1 settembre 2024 la riforma delle sanzioni tributarie ha abbassato la sanzione base per omessi versamenti al 25% (in luogo del precedente 30%). Le aliquote ridotte del ravvedimento dipendono dal tempo trascorso dalla scadenza:Tipo di ravvedimentoTermineCoefficiente riduzioneSanzione ridotta (su base 25%)Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/300 per giorno0,083% al giorno (max 1,16%)Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1/10 della sanzione ridotta al 12,5%1,25%Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1/91,39%Ravvedimento lungoDal 91 giorno a 1 anno1/83,125%Ravvedimento biennaleEntro 2 anni1/73,57%Oltre 2 anniOltre 2 anni1/64,17%Alla sanzione ridotta si aggiungono sempre gli interessi legali al tasso vigente (calcolati sui giorni di ritardo). Il ravvedimento si perfeziona con il versamento dell’imposta, degli interessi e della sanzione ridotta in un unico F24.Proroga versamenti 2026: cosa cambia per ISA e forfettariAnche nel 2026 e stato previsto un regime di proroga per i contribuenti soggetti a ISA (Indici Sintetici di Affidabilita) e per i forfettari. In base al Decreto del Ministero dell’Economia, la scadenza del 30 giugno per questi contribuenti e prorogata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.Possono versare entro il 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%:Titolari di P.IVA soggetti a ISA che presentano il modello ISA allegato al Modello RedditiContribuenti in regime forfettarioContribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)Soggetti che dichiarano redditi da partecipazione in societa soggette a ISAPer tutti i dettagli sulla proroga 2026: Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026Il 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) e lavorativo per le scadenze fiscali?No. Il 2 giugno e giorno festivo e tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo (3 giugno 2026).Se non verso l’acconto IMU entro il 16 giugno, cosa succede?Si applica la sanzione prevista dalla normativa vigente. Con ravvedimento operoso entro 14 giorni si beneficia della sanzione piu ridotta (0,083% al giorno).I titolari di P.IVA forfettaria devono versare entro il 30 giugno o il 20 luglio?I forfettari possono versare saldo 2025 e acconti 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, grazie alla proroga ISA/forfettari. Se versano tra il 21 luglio e il 20 agosto, si applica la maggiorazione dello 0,40%.Come si calcola l’acconto IMU di giugno?Il metodo piu comune e quello storico: si calcola il 50% dell’IMU pagata per l’anno 2025. In alternativa, metodo previsionale: si calcola il 50% dell’IMU dovuta per il 2026 (utile se le aliquote comunali sono cambiate o se l’immobile e stato venduto/acquistato).Chi deve pagare il diritto annuale CCIAA?Tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese. Sono esclusi i professionisti iscritti solo all’Ordine professionale (senza iscrizione alla CCIAA) e le associazioni non profit senza attivita commerciale.L’IVA trimestrale si paga il 16 giugno?Solo se si e optato per la liquidazione mensile. L’IVA trimestrale primo trimestre 2026 aveva scadenza il 16 maggio (con maggiorazione 1% per il differimento). L’IVA del secondo trimestre scade il 16 agosto (con proroga automatica a settembre per il periodo feriale).Hai dubbi su una scadenza? Il CAF e a tua disposizioneLe scadenze di giugno 2026 richiedono attenzione, soprattutto per chi deve coordinare piu adempimenti contemporaneamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per:Verificare la tua situazione IMU e calcolare l’acconto correttoCompilare e inviare il modello F24 per i versamenti IRPEFGestire il ravvedimento operoso per ritardi nei versamentiAssistere nella presentazione della dichiarazione dei redditi 730/2026Calcolare i contributi INPS dovuti per artigiani, commercianti e gestione separataPrenota un appuntamento presso lo sportello di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13 o contattaci per una consulenza rapida. Verifica anche le scadenze per la Dichiarazione IMU 2026 se hai modificato la tua situazione immobiliare nell’ultimo anno.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 AppuntamentiCAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOCessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza RateL’INPS ha aggiornato le regole per i rinnovi della cessione del quinto pensione: le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di rimborso, non dal mese successivo alla stipula del contratto. Una modifica che riguarda migliaia di pensionati italiani che hanno in corso un prestito con cessione del quinto o stanno valutando di rinnovarlo.In questa guida spieghiamo cosa cambia, chi è interessato, come funziona la nuova procedura e cosa fare se stai per rinnovare il tuo contratto di cessione del quinto.Cos’è la cessione del quinto pensione (e perché è diversa dal prestito normale) La cessione del quinto pensione è una forma di prestito personale riservata ai pensionati INPS e INPDAP. Il rimborso avviene attraverso una trattenuta diretta sulla pensione mensile, gestita dall’INPS che versa direttamente le rate alla banca o alla finanziaria.Il nome “cedere il quinto” deriva dal fatto che la rata mensile non può superare il 20% (un quinto) dell’importo netto della pensione. Questo rende il prodotto sicuro sia per il pensionato (che non rischia di perdere l’intera pensione) sia per la banca (che riceve il pagamento direttamente dall’ente previdenziale).I vantaggi principali rispetto a un prestito tradizionale sono:Accesso facilitato: non servono buste paga o garanzie aggiuntiveTasso fisso: la rata rimane invariata per tutta la durata del contrattoNessun rischio insolvenza: l’INPS garantisce il pagamento automaticoDurata fino a 120 mesi (10 anni)Cosa cambia con le nuove regole INPS 2026: la decorrenza economica L’aggiornamento introdotto dall’INPS con la circolare sulle Quote Quinto riguarda specificamente il momento in cui partono le trattenute nei contratti di rinnovo. Vediamo la differenza tra vecchie e nuove regole.Vecchia regola: la trattenuta partiva il mese dopo la stipulaIn precedenza, quando un pensionato rinnovava un contratto di cessione del quinto in scadenza, la prima trattenuta sul nuovo piano di rimborso veniva applicata il mese successivo alla stipula del contratto. Questo poteva creare un disallineamento: ad esempio, se il contratto vecchio scadeva ad aprile ma il rinnovo veniva firmato a metà maggio, la prima rata del nuovo contratto partiva a giugno.Nuova regola: la trattenuta parte dalla decorrenza economicaCon il nuovo aggiornamento INPS, nei rinnovi della cessione del quinto pensione le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di ammortamento. In pratica, l’INPS allinea l’inizio delle rate alla data in cui il contratto diventa economicamente efficace, indipendentemente da quando è stato materialmente firmato.Facciamo un esempio pratico per capire meglio:Esempio: Mario ha una cessione del quinto in scadenza ad aprile 2026. Il 10 maggio firma il rinnovo con la stessa banca. La decorrenza economica del nuovo contratto è il 1° maggio 2026. Secondo le nuove regole INPS, la prima trattenuta sul nuovo piano viene applicata alla pensione di maggio 2026 (o il prima possibile dopo la comunicazione all’istituto), non a giugno come avveniva in precedenza.Perché l’INPS ha aggiornato le Quote Quinto? La modifica nasce da due esigenze principali:Maggiore coerenza contrattuale: allineare il pagamento delle rate alla data in cui il prestito diventa economicamente efficace evita situazioni in cui il pensionato ha già ricevuto le somme ma non ha ancora iniziato a rimborsarle.Semplificazione amministrativa: la nuova procedura standardizza il trattamento dei rinnovi, riducendo le anomalie contabili tra l’ente previdenziale e le finanziarie.L’aggiornamento si inserisce nel più ampio percorso di revisione delle procedure di gestione dei prestiti previdenziali che l’INPS sta portando avanti per migliorare la trasparenza e la correttezza nella gestione delle trattenute.Chi è interessato dalle nuove regole? Le nuove regole si applicano ai pensionati INPS che:Hanno un contratto di cessione del quinto pensione in scadenza e stanno valutando il rinnovoHanno già rinnovato un contratto nel corso del 2026, dopo l’aggiornamento delle Quote Quinto INPSStanno stipulando un nuovo contratto di cessione del quinto in sostituzione di uno precedenteNon sono interessati da questa modifica i pensionati che stipulano un contratto di cessione del quinto per la prima volta, senza rinnovo di un piano preesistente: per loro le regole di decorrenza ordinaria rimangono invariate.Le regole si applicano ai pensionati che percepiscono:Pensione di vecchiaia INPSPensione anticipata (quota 103, opzione donna)Pensione di invaliditàPensione di reversibilitàVitalizi ex dipendenti pubblici (INPDAP/NoiPA)Come funziona il rinnovo della cessione del quinto pensione: la procedura step by stepSe stai per rinnovare la tua cessione del quinto, ecco come funziona la procedura aggiornata:Richiesta di rinnovo: contatti la banca o la finanziaria con cui hai il contratto in corso (o una diversa) per richiedere il rinnovo.Nuova istruttoria: l’istituto verifica i tuoi dati pensionistici aggiornati (importo netto pensione, età, aspettativa di vita residua) per calcolare l’importo massimo erogabile e la rata massima.Estinzione anticipata del vecchio contratto: contestualmente al rinnovo, il vecchio contratto viene estinto anticipatamente. Hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti (polizza vita e rischio impiego).Comunicazione all’INPS: la banca trasmette all’INPS il nuovo piano di ammortamento indicando la decorrenza economica.Applicazione della trattenuta: l’INPS applica la trattenuta a partire dalla decorrenza economica indicata nel contratto, non dal mese successivo alla comunicazione.Importo massimo, requisiti e limiti della cessione del quinto pensioneIndipendentemente dalla novità sulla decorrenza, ricordiamo i requisiti fondamentali che rimangono invariati:Requisiti per accedere alla cessione del quinto pensionePensione netta sufficiente: deve essere superiore alla soglia minima impignorabile, pari all’importo dell’assegno sociale aumentato della metà. La soglia si aggiorna ogni anno con la rivalutazione ISTAT e va verificata al momento della richiesta.Età: generalmente fino a 85-90 anni (ogni istituto ha i propri criteri)Aspettativa di vita residua: deve essere compatibile con la durata del piano di rimborsoCalcolo della rata massimaLa rata mensile massima è pari a un quinto (20%) della pensione netta mensile. Ad esempio:Pensione netta 1.200 euro/mese → rata massima 240 euro/mesePensione netta 1.800 euro/mese → rata massima 360 euro/mesePensione netta 2.500 euro/mese → rata massima 500 euro/meseDurata del contrattoLa durata massima è di 120 mesi (10 anni). La durata effettiva dipende dall’età del pensionato e dall’aspettativa di vita calcolata dalle tavole attuariali usate dalla compagnia assicurativa che copre il rischio.Cosa fare se hai già rinnovato nel 2026: come verificare la correttezza delle trattenuteSe hai già rinnovato la tua cessione del quinto nel 2026 e vuoi verificare che le trattenute siano state applicate correttamente secondo le nuove regole, puoi:Controlla il cedolino INPS: accedi al portale MyINPS e visualizza il dettaglio delle trattenute mensili sul tuo cedolino pensionistico.Verifica la decorrenza: la prima trattenuta dovrebbe corrispondere alla decorrenza economica indicata nel contratto di rinnovo.Confronta con il piano di ammortamento: richiedi alla banca o alla finanziaria il prospetto completo del piano per verificare che le rate corrispondano a quelle trattenute dall’INPS.In caso di discrepanza: segnala immediatamente sia alla banca sia al patronato CAF per verificare se è necessario presentare un’istanza di rettifica all’INPS.Domande frequenti sulla cessione del quinto pensione e le nuove regole INPSPosso rinnovare la cessione del quinto prima della scadenza?Sì, è possibile rinnovare (o estinguere anticipatamente) la cessione del quinto anche prima della scadenza naturale del contratto. In questo caso, hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti. Tuttavia, valuta attentamente se conviene: l’estinzione anticipata può comportare penali e la nuova polizza assicurativa riparte da zero.Con le nuove regole pago più rate?No, il numero totale di rate e l’importo del prestito rimangono invariati. Cambia solo il momento in cui parte la prima trattenuta: le rate sono le stesse, ma allineate alla decorrenza economica del contratto. In alcune situazioni, questo potrebbe significare una prima trattenuta più ravvicinata rispetto al passato.La cessione del quinto pensione è tassata?No, le somme ricevute tramite cessione del quinto non sono tassate come reddito: si tratta di un prestito, non di un guadagno. Gli interessi pagati, però, non sono detraibili fiscalmente (a differenza, ad esempio, degli interessi sul mutuo prima casa).Cosa succede se la pensione diminuisce durante il contratto?Se l’importo della pensione si riduce (ad esempio per effetto di revisioni INPS), la trattenuta non può superare il quinto del nuovo importo. La banca o la finanziaria si farà carico di verificare che i limiti siano rispettati. In caso di pensione già vicina al minimo impignorabile, il contratto potrebbe diventare insostenibile.Come faccio a sapere qual è la mia decorrenza economica?La decorrenza economica è indicata nel contratto di finanziamento che hai firmato con la banca o la finanziaria. Di solito coincide con la data di erogazione delle somme o con il primo giorno del mese successivo alla stipula. Leggi con attenzione le condizioni contrattuali o chiedi una spiegazione all’istituto erogante.Il ruolo del CAF nel monitoraggio della cessione del quintoIl CAF Centro Fiscale di Udine può supportarti nelle pratiche di patronato legate alla tua pensione, inclusa la verifica dei cedolini INPS e il controllo delle trattenute mensili. Se noti discrepanze tra il piano di rimborso della cessione del quinto e quanto trattenuto dall’INPS, il patronato può aiutarti a:Interpretare il cedolino pensionisticoVerificare la correttezza delle trattenute rispetto al contrattoPresentare istanze di verifica o rettifica all’INPSAssistere nella comunicazione con la banca o finanziariaPer qualsiasi dubbio sulla tua pensione o sulle trattenute INPS, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, oppure chiamaci al 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:272026-06-01 22:36:27Cessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza RatePagina 23 di 74«‹2122232425›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAFCalcolo Disoccupazione Agricola: Importo e SimulazioneIl calcolo disoccupazione agricola è uno degli aspetti che genera più domande tra i lavoratori agricoli. Quanto spetta esattamente? Come viene determinato l’importo? Quali fattori influenzano la cifra finale? In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio la formula di calcolo utilizzata dall’INPS, con esempi pratici e simulazioni che ti aiuteranno a stimare quanto potresti ricevere. Per la guida completa sulla prestazione, consulta il nostro articolo pillar sulla disoccupazione agricola 2026. Indice dei contenutiLa formula di calcolo della disoccupazione agricolaRetribuzione media giornaliera: come si determinaGiornate indennizzabili: quante sonoTrattenute e contributi figurativi del 9%Simulazione: 3 esempi pratici di calcoloDomande frequenti sul calcoloLa formula di calcolo della disoccupazione agricolaIl calcolo della disoccupazione agricola si basa su una formula relativamente semplice, anche se i fattori che la compongono richiedono attenzione. L’importo lordo si ottiene moltiplicando la retribuzione media giornaliera per il 40% e poi per il numero di giornate indennizzabili. In formula:Importo lordo = Retribuzione media giornaliera x 40% x Giornate indennizzabiliDall’importo lordo vengono poi sottratti i contributi figurativi pari al 9%, ottenendo così l’importo netto che verrà effettivamente accreditato sul conto del lavoratore. La percentuale del 40% è fissa e stabilita dalla legge, sia per gli operai a tempo determinato (OTD) che per quelli a tempo indeterminato (OTI). Il CAF Centro Fiscale può effettuare un calcolo personalizzato basato sui tuoi dati reali. Retribuzione media giornaliera: come si determinaLa retribuzione media giornaliera è il primo elemento del calcolo della disoccupazione agricola. Si ottiene dividendo la retribuzione complessiva percepita nell’anno di riferimento per il numero di giornate effettivamente lavorate. Non si tratta della paga giornaliera contrattuale, ma della media effettiva calcolata sui dati comunicati dal datore di lavoro all’INPS.Ad esempio, se un lavoratore ha percepito complessivamente 9.000 euro per 150 giornate di lavoro, la retribuzione media giornaliera sarà pari a 60 euro (9.000 / 150). Questo valore viene poi utilizzato come base per il calcolo della disoccupazione agricola. È importante notare che eventuali compensi accessori (straordinari, premi di produzione) rientrano nel calcolo della retribuzione complessiva, aumentando la media giornaliera e quindi l’importo dell’indennità. Giornate indennizzabili: quante sonoLe giornate indennizzabili rappresentano il fattore che più incide sull’importo finale del calcolo della disoccupazione agricola. Per gli operai a tempo determinato (OTD), le giornate indennizzabili corrispondono alla differenza tra un parametro di riferimento e le giornate effettivamente lavorate nell’anno.Il parametro di riferimento tiene conto delle giornate lavorabili nella provincia e nel settore specifico. In generale, il numero massimo di giornate indennizzabili non può superare la differenza tra 365 (o il parametro provinciale) e le giornate lavorate. Se hai lavorato 150 giornate e il parametro provinciale è 270, le giornate indennizzabili saranno al massimo 120.Per gli OTI, invece, le giornate indennizzabili sono quelle di sospensione effettiva dal lavoro, documentate dal datore di lavoro. Il numero non può comunque superare determinati limiti stabiliti dalla normativa vigente. Trattenute e contributi figurativi del 9%Dall’importo lordo del calcolo della disoccupazione agricola viene trattenuto il 9% a titolo di contributi figurativi. Questi contributi vengono accreditati dall’INPS sulla posizione previdenziale del lavoratore e valgono ai fini del calcolo della futura pensione. Si tratta quindi di una trattenuta che, pur riducendo l’importo netto, rappresenta un vantaggio previdenziale.Oltre alla trattenuta del 9%, sull’importo possono gravare le ritenute fiscali IRPEF, calcolate in base all’aliquota marginale del lavoratore. L’importo netto finale sarà quindi il risultato dell’importo lordo meno il 9% di contributi figurativi e meno le eventuali ritenute IRPEF. Per una stima precisa al netto di tutte le trattenute, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Simulazione: 3 esempi pratici di calcoloVediamo ora tre simulazioni di calcolo della disoccupazione agricola per capire concretamente quanto si può ricevere in diverse situazioni.Esempio 1: Bracciante stagionaleMarco, bracciante agricolo OTD, ha lavorato 120 giornate nel 2025 con una retribuzione media giornaliera di 55 euro. Giornate indennizzabili: 150 (parametro 270 – 120 lavorate). Calcolo: 55 x 40% = 22 euro/giorno x 150 giornate = 3.300 euro lordi. Al netto del 9%: 3.003 euro.Esempio 2: Operaio specializzatoLucia, operaia agricola specializzata OTD, ha lavorato 180 giornate con retribuzione media di 70 euro. Giornate indennizzabili: 90. Calcolo: 70 x 40% = 28 euro/giorno x 90 giornate = 2.520 euro lordi. Al netto del 9%: 2.293 euro.Esempio 3: OTI con riduzione orarioGiuseppe, operaio agricolo OTI, ha subito una riduzione di 100 giornate rispetto alle 270 previste dal contratto. Retribuzione media giornaliera: 65 euro. Calcolo: 65 x 40% = 26 euro/giorno x 100 giornate = 2.600 euro lordi. Al netto del 9%: 2.366 euro. Domande frequenti sul calcoloQual è la percentuale della disoccupazione agricola?La disoccupazione agricola viene calcolata al 40% della retribuzione media giornaliera. Questa percentuale è fissa e non varia in base all’anzianità o al tipo di contratto.Il calcolo cambia tra OTD e OTI?La percentuale (40%) è la stessa, ma cambiano le giornate indennizzabili. Per gli OTD dipendono dal parametro provinciale, per gli OTI dalle giornate di effettiva sospensione dal lavoro.Posso fare una simulazione prima di presentare domanda?Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di simulazione gratuita del calcolo della disoccupazione agricola basato sui tuoi dati contributivi reali. Contattaci per un preventivo personalizzato.Calcola il tuo importo con il CAF Centro FiscaleVuoi sapere esattamente quanto ti spetta di disoccupazione agricola? Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua il calcolo personalizzato basato sulla tua retribuzione e sulle giornate lavorate. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 09:00:002026-06-02 09:00:00Calcolo Disoccupazione Agricola: Importo e Simulazione
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 AppuntamentiGiugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi INPS e l’IVA mensile. Questo calendario aggiornato ti guida attraverso tutti gli adempimenti del mese, con le date esatte e le istruzioni per non perdere nessuna scadenza.Le 4 date chiave di giugno 2026 Le scadenze di giugno 2026 si addensano in quattro momenti precisi del mese. Conoscerle in anticipo permette di organizzarsi per tempo ed evitare sanzioni e interessi da ravvedimento operoso.DataAdempimento principaleChi riguarda2 giugno 2026Festa della Repubblica (nessun adempimento)Tutti16 giugno 2026Acconto IMU, ritenute, IVA mensile, contributi INPS/INAILTitolari immobili, datori di lavoro, P.IVA mensili25 giugno 2026INTRASTAT mensile e trimestraleOperatori intracomunitari30 giugno 2026Versamenti IRPEF, cedolare secca, contributi colf/badantiPrivati, professionisti, datori di lavoro domesticoNota: Il 2 giugno e festa nazionale (Festa della Repubblica): tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo, che nel 2026 e il 3 giugno (mercoledi).16 giugno 2026: la scadenza piu importante del mese Il 16 giugno e il giorno piu affollato del calendario fiscale estivo. Coincidono almeno 15 adempimenti diversi, tra cui:Acconto IMU giugno 2026L’acconto IMU 2026 si versa entro il 16 giugno. Il calcolo si basa sulle aliquote 2025 applicate al 50% del dovuto annuo (cosiddetto metodo storico). In alternativa, si puo versare il 50% dell’imposta calcolata con le aliquote 2026 se gia deliberate dal Comune (metodo previsionale).Per sapere chi e esente e come calcolare l’IMU se sei pensionato, leggi la nostra guida: IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari.Ritenute alla fonte su redditi di lavoroI datori di lavoro (inclusi i condomini come sostituti d’imposta) devono versare via modello F24 le ritenute IRPEF operate a maggio 2026 su:Redditi di lavoro dipendente e assimilati (codice tributo 1001)Redditi di lavoro autonomo e professionisti (codice tributo 1040)Redditi diversi (codice tributo 1040 o 1045 secondo il caso)Provvigioni agenti (codice tributo 1038)IVA mensile maggio 2026I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di maggio 2026 entro il 16 giugno. Il pagamento avviene con F24, codice tributo 6005 (IVA mensile maggio). Chi ha saldo a credito non deve effettuare versamenti.Contributi INPS artigiani e commerciantiGli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS versano entro il 16 giugno la seconda rata 2026 dei contributi fissi sul minimale. L’importo varia in base al settore e alla gestione. Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti e del 24,48% sul reddito imponibile.Contributi INPS gestione separataI collaboratori e i professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS versano il saldo 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno (non il 16). L’aliquota e del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, 24% per chi ha un’altra copertura.Contributi INAIL premio annualeEntro il 16 giugno i datori di lavoro devono versare il premio INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali. Il pagamento avviene con F24 o bollettino INAIL, sulla base della comunicazione inviata dall’Istituto a febbraio 2026. Bollo auto: le scadenze di giugno 2026Il bollo auto non ha una data unica nazionale: la scadenza dipende dal mese di immatricolazione del veicolo e dalla regione di residenza. In linea generale:I veicoli immatricolati in aprile hanno il bollo in scadenza a giugno 2026 (entro la fine del mese successivo all’immatricolazione)Il pagamento avviene tramite portale ACI, sportello ACI, banche, tabaccai abilitati, oppure online su Pago PAIn caso di mancato pagamento e applicabile il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte rispetto a quella ordinariaEsenzioni bollo auto 2026: sono esenti i veicoli elettrici (per i primi 5 anni in molte regioni), i veicoli intestati a persone con grave disabilita (legge 104), i veicoli storici con oltre 30 anni di eta.Affitti brevi: versamento ritenute di giugno 2026 I gestori di portali di locazione turistica (Airbnb, Booking, Vrbo, ecc.) che hanno operato ritenute del 21% sui canoni di maggio 2026 relativi a contratti di affitto breve devono versare le ritenute entro il 16 giugno tramite F24 con codice tributo 1919.Per i proprietari privati con cedolare secca sugli affitti brevi: il saldo della cedolare secca 2025 e l’acconto 2026 confluiscono nelle scadenze del 30 giugno (senza maggiorazione) oppure del 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%. Per approfondire le regole sulla cedolare secca nelle dichiarazioni precompilate: Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026.Per dettagli sulle ritenute versate a maggio 2026 dagli intermediari: Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari.30 giugno 2026: versamenti IRPEF e cedolare secca Il 30 giugno e l’altra data cruciale del mese: entro questa data, chi ha presentato il Modello 730 o il Modello Redditi PF 2026 deve versare (senza maggiorazione) le imposte emergenti dalla dichiarazione:Saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 (per chi versa autonomamente, non tramite sostituto d’imposta)Saldo cedolare secca 2025 e acconto cedolare secca 2026Addizionali regionali e comunali IRPEF 2025Imposta sostitutiva sul regime forfettario 2025 (saldo 15% o 5% nuove attivita)Contributi INPS da Modello Redditi (gestione separata, artigiani/commercianti, saldo 2025)Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo farlo entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% (interesse da dilazione). Per approfondire il calcolo dei versamenti: Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti.Calendario completo delle 32 scadenze fiscali di giugno 2026 Di seguito il riepilogo schematico di tutti i 32 adempimenti di giugno 2026, suddivisi per data e tipologia.Scadenze del 16 giugno 2026 (15 adempimenti)N.AdempimentoChi pagaCodice tributo F241Acconto IMU 2026 prima rataProprietari immobili3912–3956 (per tipologia)2IVA mensile maggio 2026P.IVA liquidazione mensile60053Ritenute lavoro dipendente maggio 2026Datori di lavoro10014Ritenute lavoro autonomo maggio 2026Committenti/condomini10405Ritenute su provvigioni maggio 2026Preponenti/agenti10386Ritenute su dividendi maggio 2026Societa distributrici10357Contributi INPS artigiani – 2a rata sul minimaleArtigiani0703, 07048Contributi INPS commercianti – 2a rata sul minimaleCommercianti0703, 07059Premio INAIL 2026 (regolazione e anticipo)Datori di lavoro con dipendentiBollettino/F2410Ritenute affitti brevi intermediari – maggio 2026Portali di locazione turistica191911Contributi INPS lavoratori parasubordinati – quota datoreCommittentiF24/DM1012IVA trimestrale primo trimestre con opzione mensileOperatori IVA trimestrali con opzione603113Addizionale regionale IRPEF su cessazione rapportoDatori di lavoro (su TFR)380214Tobin Tax su operazioni finanziarie maggio 2026Intermediari finanziari4058–405915Imposta di bollo su fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2026Titolari P.IVA soggetti a bollo2521–2524Scadenze del 25 giugno 2026 (2 adempimenti)N.AdempimentoChi presenta16Modello INTRASTAT mensile maggio 2026 (acquisti e cessioni UE)Operatori intracomunitari con obbligo mensile17Modello INTRASTAT trimestrale primo trimestre 2026Operatori intracomunitari con obbligo trimestraleScadenze del 30 giugno 2026 (15 adempimenti)N.AdempimentoChi paga18Saldo IRPEF 2025 da Modello 730/Redditi (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto19Primo acconto IRPEF 2026 (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto20Saldo cedolare secca 2025 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca21Acconto cedolare secca 2026 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca22Addizionale regionale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche23Addizionale comunale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche24Imposta sostitutiva forfettario – saldo 2025 e acconto 2026Titolari P.IVA forfettaria25Contributi INPS gestione separata – saldo 2025 e acconto 2026Professionisti senza cassa, collaboratori26IVIE 2025 saldo (immobili esteri)Persone fisiche con immobili all’estero27IVAFE 2025 saldo (attivita finanziarie estere)Persone fisiche con conti/attivita all’estero28IVCA 2025 saldo (cripto-attivita)Detentori di criptovalute29Imposta sostitutiva rivalutazione TFR 2025Datori di lavoro che detengono TFR30Diritto annuale CCIAA 2026Imprese iscritte al Registro Imprese31Bollo auto giugno 2026 (veicoli con scadenza a giugno)Proprietari/possessori veicoli32Ravvedimento operoso per versamenti omessi/insufficienti fino a maggio 2026Contribuenti in ritardoContributi colf e badanti: scadenza luglio 2026I datori di lavoro domestico (chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter) devono versare i contributi INPS relativi al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno) entro il 10 luglio 2026, come da calendario INPS per i versamenti trimestrali del lavoro domestico.Il pagamento avviene tramite PagoPA sul sito INPS, non con F24. I contributi si calcolano in base alle ore lavorate e alla retribuzione oraria (fascia A, B o C del CCNL lavoro domestico 2024-2028).Diritto annuale CCIAA: scadenza 30 giugno 2026 Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (CCIAA) devono versare il diritto annuale 2026 entro il 30 giugno, tramite F24 con il codice tributo 3850.L’importo varia a seconda della forma giuridica e della fascia di fatturato:Imprese individuali: importo fisso determinato da ciascuna CCIAA (generalmente tra 40 e 200 euro)Societa di persone (SNC, SAS): importo fisso base, intorno ai 200 euroSocieta di capitali (SRL, SPA): importo variabile in base al fatturato, da circa 200 a oltre 40.000 euroIl mancato versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi legali. Con ravvedimento operoso e possibile regolarizzare pagando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.Come si usa il ravvedimento operoso in caso di ritardoIl ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, aggiornato dal D.Lgs. 87/2024) consente di regolarizzare spontaneamente un versamento omesso o insufficiente, pagando una sanzione ridotta. Dal 1 settembre 2024 la riforma delle sanzioni tributarie ha abbassato la sanzione base per omessi versamenti al 25% (in luogo del precedente 30%). Le aliquote ridotte del ravvedimento dipendono dal tempo trascorso dalla scadenza:Tipo di ravvedimentoTermineCoefficiente riduzioneSanzione ridotta (su base 25%)Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/300 per giorno0,083% al giorno (max 1,16%)Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1/10 della sanzione ridotta al 12,5%1,25%Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1/91,39%Ravvedimento lungoDal 91 giorno a 1 anno1/83,125%Ravvedimento biennaleEntro 2 anni1/73,57%Oltre 2 anniOltre 2 anni1/64,17%Alla sanzione ridotta si aggiungono sempre gli interessi legali al tasso vigente (calcolati sui giorni di ritardo). Il ravvedimento si perfeziona con il versamento dell’imposta, degli interessi e della sanzione ridotta in un unico F24.Proroga versamenti 2026: cosa cambia per ISA e forfettariAnche nel 2026 e stato previsto un regime di proroga per i contribuenti soggetti a ISA (Indici Sintetici di Affidabilita) e per i forfettari. In base al Decreto del Ministero dell’Economia, la scadenza del 30 giugno per questi contribuenti e prorogata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.Possono versare entro il 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%:Titolari di P.IVA soggetti a ISA che presentano il modello ISA allegato al Modello RedditiContribuenti in regime forfettarioContribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)Soggetti che dichiarano redditi da partecipazione in societa soggette a ISAPer tutti i dettagli sulla proroga 2026: Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026Il 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) e lavorativo per le scadenze fiscali?No. Il 2 giugno e giorno festivo e tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo (3 giugno 2026).Se non verso l’acconto IMU entro il 16 giugno, cosa succede?Si applica la sanzione prevista dalla normativa vigente. Con ravvedimento operoso entro 14 giorni si beneficia della sanzione piu ridotta (0,083% al giorno).I titolari di P.IVA forfettaria devono versare entro il 30 giugno o il 20 luglio?I forfettari possono versare saldo 2025 e acconti 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, grazie alla proroga ISA/forfettari. Se versano tra il 21 luglio e il 20 agosto, si applica la maggiorazione dello 0,40%.Come si calcola l’acconto IMU di giugno?Il metodo piu comune e quello storico: si calcola il 50% dell’IMU pagata per l’anno 2025. In alternativa, metodo previsionale: si calcola il 50% dell’IMU dovuta per il 2026 (utile se le aliquote comunali sono cambiate o se l’immobile e stato venduto/acquistato).Chi deve pagare il diritto annuale CCIAA?Tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese. Sono esclusi i professionisti iscritti solo all’Ordine professionale (senza iscrizione alla CCIAA) e le associazioni non profit senza attivita commerciale.L’IVA trimestrale si paga il 16 giugno?Solo se si e optato per la liquidazione mensile. L’IVA trimestrale primo trimestre 2026 aveva scadenza il 16 maggio (con maggiorazione 1% per il differimento). L’IVA del secondo trimestre scade il 16 agosto (con proroga automatica a settembre per il periodo feriale).Hai dubbi su una scadenza? Il CAF e a tua disposizioneLe scadenze di giugno 2026 richiedono attenzione, soprattutto per chi deve coordinare piu adempimenti contemporaneamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per:Verificare la tua situazione IMU e calcolare l’acconto correttoCompilare e inviare il modello F24 per i versamenti IRPEFGestire il ravvedimento operoso per ritardi nei versamentiAssistere nella presentazione della dichiarazione dei redditi 730/2026Calcolare i contributi INPS dovuti per artigiani, commercianti e gestione separataPrenota un appuntamento presso lo sportello di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13 o contattaci per una consulenza rapida. Verifica anche le scadenze per la Dichiarazione IMU 2026 se hai modificato la tua situazione immobiliare nell’ultimo anno.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti
CAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOCessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza RateL’INPS ha aggiornato le regole per i rinnovi della cessione del quinto pensione: le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di rimborso, non dal mese successivo alla stipula del contratto. Una modifica che riguarda migliaia di pensionati italiani che hanno in corso un prestito con cessione del quinto o stanno valutando di rinnovarlo.In questa guida spieghiamo cosa cambia, chi è interessato, come funziona la nuova procedura e cosa fare se stai per rinnovare il tuo contratto di cessione del quinto.Cos’è la cessione del quinto pensione (e perché è diversa dal prestito normale) La cessione del quinto pensione è una forma di prestito personale riservata ai pensionati INPS e INPDAP. Il rimborso avviene attraverso una trattenuta diretta sulla pensione mensile, gestita dall’INPS che versa direttamente le rate alla banca o alla finanziaria.Il nome “cedere il quinto” deriva dal fatto che la rata mensile non può superare il 20% (un quinto) dell’importo netto della pensione. Questo rende il prodotto sicuro sia per il pensionato (che non rischia di perdere l’intera pensione) sia per la banca (che riceve il pagamento direttamente dall’ente previdenziale).I vantaggi principali rispetto a un prestito tradizionale sono:Accesso facilitato: non servono buste paga o garanzie aggiuntiveTasso fisso: la rata rimane invariata per tutta la durata del contrattoNessun rischio insolvenza: l’INPS garantisce il pagamento automaticoDurata fino a 120 mesi (10 anni)Cosa cambia con le nuove regole INPS 2026: la decorrenza economica L’aggiornamento introdotto dall’INPS con la circolare sulle Quote Quinto riguarda specificamente il momento in cui partono le trattenute nei contratti di rinnovo. Vediamo la differenza tra vecchie e nuove regole.Vecchia regola: la trattenuta partiva il mese dopo la stipulaIn precedenza, quando un pensionato rinnovava un contratto di cessione del quinto in scadenza, la prima trattenuta sul nuovo piano di rimborso veniva applicata il mese successivo alla stipula del contratto. Questo poteva creare un disallineamento: ad esempio, se il contratto vecchio scadeva ad aprile ma il rinnovo veniva firmato a metà maggio, la prima rata del nuovo contratto partiva a giugno.Nuova regola: la trattenuta parte dalla decorrenza economicaCon il nuovo aggiornamento INPS, nei rinnovi della cessione del quinto pensione le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di ammortamento. In pratica, l’INPS allinea l’inizio delle rate alla data in cui il contratto diventa economicamente efficace, indipendentemente da quando è stato materialmente firmato.Facciamo un esempio pratico per capire meglio:Esempio: Mario ha una cessione del quinto in scadenza ad aprile 2026. Il 10 maggio firma il rinnovo con la stessa banca. La decorrenza economica del nuovo contratto è il 1° maggio 2026. Secondo le nuove regole INPS, la prima trattenuta sul nuovo piano viene applicata alla pensione di maggio 2026 (o il prima possibile dopo la comunicazione all’istituto), non a giugno come avveniva in precedenza.Perché l’INPS ha aggiornato le Quote Quinto? La modifica nasce da due esigenze principali:Maggiore coerenza contrattuale: allineare il pagamento delle rate alla data in cui il prestito diventa economicamente efficace evita situazioni in cui il pensionato ha già ricevuto le somme ma non ha ancora iniziato a rimborsarle.Semplificazione amministrativa: la nuova procedura standardizza il trattamento dei rinnovi, riducendo le anomalie contabili tra l’ente previdenziale e le finanziarie.L’aggiornamento si inserisce nel più ampio percorso di revisione delle procedure di gestione dei prestiti previdenziali che l’INPS sta portando avanti per migliorare la trasparenza e la correttezza nella gestione delle trattenute.Chi è interessato dalle nuove regole? Le nuove regole si applicano ai pensionati INPS che:Hanno un contratto di cessione del quinto pensione in scadenza e stanno valutando il rinnovoHanno già rinnovato un contratto nel corso del 2026, dopo l’aggiornamento delle Quote Quinto INPSStanno stipulando un nuovo contratto di cessione del quinto in sostituzione di uno precedenteNon sono interessati da questa modifica i pensionati che stipulano un contratto di cessione del quinto per la prima volta, senza rinnovo di un piano preesistente: per loro le regole di decorrenza ordinaria rimangono invariate.Le regole si applicano ai pensionati che percepiscono:Pensione di vecchiaia INPSPensione anticipata (quota 103, opzione donna)Pensione di invaliditàPensione di reversibilitàVitalizi ex dipendenti pubblici (INPDAP/NoiPA)Come funziona il rinnovo della cessione del quinto pensione: la procedura step by stepSe stai per rinnovare la tua cessione del quinto, ecco come funziona la procedura aggiornata:Richiesta di rinnovo: contatti la banca o la finanziaria con cui hai il contratto in corso (o una diversa) per richiedere il rinnovo.Nuova istruttoria: l’istituto verifica i tuoi dati pensionistici aggiornati (importo netto pensione, età, aspettativa di vita residua) per calcolare l’importo massimo erogabile e la rata massima.Estinzione anticipata del vecchio contratto: contestualmente al rinnovo, il vecchio contratto viene estinto anticipatamente. Hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti (polizza vita e rischio impiego).Comunicazione all’INPS: la banca trasmette all’INPS il nuovo piano di ammortamento indicando la decorrenza economica.Applicazione della trattenuta: l’INPS applica la trattenuta a partire dalla decorrenza economica indicata nel contratto, non dal mese successivo alla comunicazione.Importo massimo, requisiti e limiti della cessione del quinto pensioneIndipendentemente dalla novità sulla decorrenza, ricordiamo i requisiti fondamentali che rimangono invariati:Requisiti per accedere alla cessione del quinto pensionePensione netta sufficiente: deve essere superiore alla soglia minima impignorabile, pari all’importo dell’assegno sociale aumentato della metà. La soglia si aggiorna ogni anno con la rivalutazione ISTAT e va verificata al momento della richiesta.Età: generalmente fino a 85-90 anni (ogni istituto ha i propri criteri)Aspettativa di vita residua: deve essere compatibile con la durata del piano di rimborsoCalcolo della rata massimaLa rata mensile massima è pari a un quinto (20%) della pensione netta mensile. Ad esempio:Pensione netta 1.200 euro/mese → rata massima 240 euro/mesePensione netta 1.800 euro/mese → rata massima 360 euro/mesePensione netta 2.500 euro/mese → rata massima 500 euro/meseDurata del contrattoLa durata massima è di 120 mesi (10 anni). La durata effettiva dipende dall’età del pensionato e dall’aspettativa di vita calcolata dalle tavole attuariali usate dalla compagnia assicurativa che copre il rischio.Cosa fare se hai già rinnovato nel 2026: come verificare la correttezza delle trattenuteSe hai già rinnovato la tua cessione del quinto nel 2026 e vuoi verificare che le trattenute siano state applicate correttamente secondo le nuove regole, puoi:Controlla il cedolino INPS: accedi al portale MyINPS e visualizza il dettaglio delle trattenute mensili sul tuo cedolino pensionistico.Verifica la decorrenza: la prima trattenuta dovrebbe corrispondere alla decorrenza economica indicata nel contratto di rinnovo.Confronta con il piano di ammortamento: richiedi alla banca o alla finanziaria il prospetto completo del piano per verificare che le rate corrispondano a quelle trattenute dall’INPS.In caso di discrepanza: segnala immediatamente sia alla banca sia al patronato CAF per verificare se è necessario presentare un’istanza di rettifica all’INPS.Domande frequenti sulla cessione del quinto pensione e le nuove regole INPSPosso rinnovare la cessione del quinto prima della scadenza?Sì, è possibile rinnovare (o estinguere anticipatamente) la cessione del quinto anche prima della scadenza naturale del contratto. In questo caso, hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti. Tuttavia, valuta attentamente se conviene: l’estinzione anticipata può comportare penali e la nuova polizza assicurativa riparte da zero.Con le nuove regole pago più rate?No, il numero totale di rate e l’importo del prestito rimangono invariati. Cambia solo il momento in cui parte la prima trattenuta: le rate sono le stesse, ma allineate alla decorrenza economica del contratto. In alcune situazioni, questo potrebbe significare una prima trattenuta più ravvicinata rispetto al passato.La cessione del quinto pensione è tassata?No, le somme ricevute tramite cessione del quinto non sono tassate come reddito: si tratta di un prestito, non di un guadagno. Gli interessi pagati, però, non sono detraibili fiscalmente (a differenza, ad esempio, degli interessi sul mutuo prima casa).Cosa succede se la pensione diminuisce durante il contratto?Se l’importo della pensione si riduce (ad esempio per effetto di revisioni INPS), la trattenuta non può superare il quinto del nuovo importo. La banca o la finanziaria si farà carico di verificare che i limiti siano rispettati. In caso di pensione già vicina al minimo impignorabile, il contratto potrebbe diventare insostenibile.Come faccio a sapere qual è la mia decorrenza economica?La decorrenza economica è indicata nel contratto di finanziamento che hai firmato con la banca o la finanziaria. Di solito coincide con la data di erogazione delle somme o con il primo giorno del mese successivo alla stipula. Leggi con attenzione le condizioni contrattuali o chiedi una spiegazione all’istituto erogante.Il ruolo del CAF nel monitoraggio della cessione del quintoIl CAF Centro Fiscale di Udine può supportarti nelle pratiche di patronato legate alla tua pensione, inclusa la verifica dei cedolini INPS e il controllo delle trattenute mensili. Se noti discrepanze tra il piano di rimborso della cessione del quinto e quanto trattenuto dall’INPS, il patronato può aiutarti a:Interpretare il cedolino pensionisticoVerificare la correttezza delle trattenute rispetto al contrattoPresentare istanze di verifica o rettifica all’INPSAssistere nella comunicazione con la banca o finanziariaPer qualsiasi dubbio sulla tua pensione o sulle trattenute INPS, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, oppure chiamaci al 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:272026-06-01 22:36:27Cessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza Rate