Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

IMU e ILIA 2026: Coniugi con Residenze Separate in Friuli Venezia Giulia – Guida Completa

calcolo imu CAF Udine

Se sei sposato ma tu e il tuo coniuge vivete in comuni diversi del Friuli Venezia Giulia, la questione dell’IMU (o meglio, dell’ILIA – Imposta Locale Immobiliare Autonoma, specifica della regione FVG) può sembrare complicata. Quale abitazione è considerata principale? Chi deve pagare l’imposta? Puoi beneficiare dell’esenzione anche se non vivi nello stesso immobile del tuo coniuge?

La situazione si è evoluta significativamente negli ultimi anni grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, che ha chiarito il diritto dei coniugi con residenze separate a usufruire dell’esenzione per l’abitazione principale. Tuttavia, in Friuli Venezia Giulia la normativa presenta alcune peculiarità importanti: al posto dell’IMU nazionale, vige l’ILIA, un’imposta locale regionale con regole parzialmente diverse.

In questa guida approfondita analizziamo tutti gli aspetti dell’IMU e ILIA 2026 per coniugi con residenze separate in Friuli Venezia Giulia: normativa di riferimento, casistiche specifiche, esempi di calcolo, differenze tra IMU e ILIA, scadenze e modalità di pagamento.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’ILIA e differenze con l’IMU nazionale
  2. Normativa di riferimento: Corte Costituzionale e Legge Regionale FVG
  3. Quando si applica l’esenzione per abitazione principale
  4. Coniugi con residenze separate: cosa dice la legge
  5. Casistiche specifiche e esempi pratici
  6. Come si calcola l’IMU e l’ILIA: esempi concreti
  7. Tabella comparativa IMU vs ILIA per coniugi residenze separate
  8. Scadenze IMU e ILIA 2026
  9. Domande Frequenti su IMU e ILIA coniugi residenze separate

Cos’è l’ILIA e differenze con l’IMU nazionale

L’ILIA (Imposta Locale Immobiliare Autonoma) è un’imposta regionale che sostituisce l’IMU nei comuni del Friuli Venezia Giulia. Istituita con la Legge Regionale n. 8/2007 e successive modifiche, l’ILIA si applica agli immobili situati sul territorio regionale con regole parzialmente diverse dall’IMU nazionale.

Caratteristiche dell’ILIA

  1. Ambito territoriale: si applica solo ai comuni della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (province di Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia)
  2. Soggetti passivi: proprietari, titolari di diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie)
  3. Base imponibile: rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per coefficienti specifici
  4. Aliquote: determinate dai singoli comuni, con vincoli regionali

Differenze principali tra IMU e ILIA

AspettoIMU (resto d’Italia)ILIA (Friuli Venezia Giulia)
NormativaDecreto Legislativo 23/2011, Legge 147/2013Legge Regionale FVG 8/2007 e s.m.i.
Esenzione abitazione principaleCategoria A/1, A/8, A/9 escluseCategoria A/1, A/8, A/9 escluse
Aliquote baseStabilite dallo Stato, modificabili dai comuniStabilite dalla Regione FVG, modificabili dai comuni
Detrazione abitazione principaleEuro 200 baseEuro 200 base (identica)
Pertinenze esentiMassimo 1 per categoria C/2, C/6, C/7Massimo 1 per categoria C/2, C/6, C/7
Scadenze16 giugno / 16 dicembre16 giugno / 16 dicembre

Il Friuli Venezia Giulia gode di autonomia speciale in materia tributaria, garantita dallo Statuto Speciale (L. Cost. 1/1963). Questo permette alla Regione di istituire tributi propri in sostituzione di quelli statali, mantenendo il gettito sul territorio regionale. L’ILIA è quindi una forma di federalismo fiscale che consente alla Regione di gestire direttamente l’imposta immobiliare.

Per i contribuenti, le differenze operative tra IMU e ILIA sono minime: le regole di base, le esenzioni e le scadenze sono sostanzialmente identiche. Tuttavia, per questioni specifiche come i coniugi con residenze separate, è importante verificare eventuali delibere comunali specifiche che possono variare rispetto al resto d’Italia.

Normativa di riferimento: Corte Costituzionale e Legge Regionale FVG

La disciplina dell’IMU e ILIA per coniugi con residenze separate si basa su una normativa articolata che ha subito evoluzioni significative.

Sentenza Corte Costituzionale n. 209/2022

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 209 del 15 novembre 2022, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 13, comma 2, del D.L. 201/2011 (convertito in L. 214/2011) nella parte in cui prevedeva che l’esenzione IMU per l’abitazione principale si applicasse esclusivamente all’immobile in cui il nucleo familiare aveva la residenza anagrafica comune.

Principi sanciti dalla Corte

  1. Famiglia come comunione spirituale e materiale: il concetto di famiglia non può essere limitato alla sola convivenza sotto lo stesso tetto
  2. Legittimità delle residenze separate: motivi di lavoro, studio, salute o altre esigenze possono giustificare residenze in comuni diversi senza intaccare il vincolo familiare
  3. Diritto all’esenzione: entrambi i coniugi possono beneficiare dell’esenzione per le rispettive abitazioni principali, se soddisfano i requisiti di residenza anagrafica e dimora abituale
  4. Parità di trattamento: discriminatorio negare l’esenzione a coppie che per motivi legittimi vivono in comuni diversi

Applicazione della sentenza in FVG

La sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, pur riferendosi formalmente all’IMU nazionale, si applica automaticamente anche all’ILIA del Friuli Venezia Giulia per il principio di gerarchia delle fonti: una sentenza costituzionale prevale su qualsiasi normativa regionale o locale.

Di conseguenza:

  • I coniugi con residenze separate in comuni del FVG possono entrambi beneficiare dell’esenzione ILIA per le rispettive abitazioni principali
  • Non è necessaria una delibera regionale specifica: la sentenza è immediatamente applicabile
  • I comuni del FVG devono riconoscere automaticamente l’esenzione se i requisiti sono soddisfatti

Quando si applica l’esenzione per abitazione principale

L’esenzione IMU/ILIA per abitazione principale è uno dei benefici fiscali più importanti per i proprietari di casa. Comprendere quando si applica è fondamentale per evitare pagamenti indebiti o sanzioni.

Requisiti per l’esenzione

Per godere dell’esenzione abitazione principale, devono ricorrere contemporaneamente tre requisiti:

  1. Residenza anagrafica: il proprietario deve essere iscritto nei registri dell’anagrafe della popolazione residente del comune dove si trova l’immobile
  2. Dimora abituale: il proprietario deve abitare effettivamente e stabilmente nell’immobile (non basta la residenza formale)
  3. Categoria catastale: l’immobile NON deve appartenere alle categorie di lusso A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) o A/9 (castelli e palazzi di pregio storico-artistico)

Pertinenze dell’abitazione principale

L’esenzione si estende anche alle pertinenze dell’abitazione principale, nella misura di:

  • 1 pertinenza per categoria C/2 (magazzini e locali di deposito)
  • 1 pertinenza per categoria C/6 (garage, box, posti auto)
  • 1 pertinenza per categoria C/7 (tettoie)

Totale massimo: 3 pertinenze (una per categoria).

Esempio pratico

Mario possiede un appartamento (A/3) a Udine dove risiede, più:

  • 2 box auto (C/6)
  • 1 cantina (C/2)
  • 1 tettoia (C/7)

Esenzione ILIA:

  • Appartamento A/3: ESENTE
  • 1 box auto C/6: ESENTE (prima unità)
  • 1 cantina C/2: ESENTE
  • 1 tettoia C/7: ESENTE
  • Secondo box auto C/6: IMPONIBILE (eccede il limite di 1 per categoria)

Coniugi con residenze separate: cosa dice la legge

La situazione dei coniugi con residenze in comuni diversi è oggi disciplinata in modo chiaro grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022.

Prima della sentenza 209/2022

Prima della sentenza costituzionale, l’interpretazione prevalente prevedeva che:

  • L’esenzione IMU spettasse solo all’immobile dove risiedeva l’intero nucleo familiare
  • Se i coniugi avevano residenze separate, solo uno poteva beneficiare dell’esenzione
  • L’altro immobile era considerato “seconda casa” e soggetto a IMU piena

Dopo la sentenza 209/2022

La Corte Costituzionale ha ribaltato questo orientamento, stabilendo che:

  1. Entrambi i coniugi hanno diritto all’esenzione per le rispettive abitazioni principali, anche se residenti in comuni diversi
  2. Il vincolo matrimoniale non impone la convivenza sotto lo stesso tetto
  3. Motivi di lavoro, studio, salute, assistenza ai genitori o altre esigenze legittime giustificano pienamente le residenze separate
  4. Negare l’esenzione significherebbe penalizzare ingiustamente le coppie che per necessità non convivono

Requisiti per l’esenzione con residenze separate

Per beneficiare dell’esenzione IMU/ILIA con residenze separate, ciascun coniuge deve:

Coniuge A (es. Udine):

  • Avere la residenza anagrafica nell’immobile di sua proprietà a Udine
  • Dimorare abitualmente nell’immobile (vivere stabilmente, non solo occasionalmente)
  • L’immobile non deve essere A/1, A/8 o A/9

Coniuge B (es. Trieste):

  • Avere la residenza anagrafica nell’immobile di sua proprietà a Trieste
  • Dimorare abitualmente nell’immobile
  • L’immobile non deve essere A/1, A/8 o A/9

Non è necessario:

  • Separazione legale o divorzio
  • Motivazione particolare (la legge non richiede di giustificare il perché si vive separati)
  • Autorizzazione comunale preventiva

Cosa cambia in FVG con l’ILIA

Per il Friuli Venezia Giulia, i principi della sentenza 209/2022 si applicano identicamente all’ILIA:

  • Se i coniugi hanno residenze separate in due comuni del FVG (es. Udine e Trieste), entrambi ottengono l’esenzione ILIA
  • Se un coniuge risiede in FVG e l’altro fuori regione (es. Udine e Bologna), quello in FVG ottiene l’esenzione ILIA, quello fuori FVG segue le regole IMU del proprio comune
  • Le delibere comunali del FVG devono recepire automaticamente la sentenza costituzionale

Casistiche specifiche e esempi pratici

Vediamo ora alcuni esempi concreti di coniugi con residenze separate in Friuli Venezia Giulia e come si applica l’ILIA.

Caso 1: Entrambi i coniugi residenti in FVG

Situazione:

  • Luca possiede e risiede in un appartamento (cat. A/3) a Udine, rendita catastale 800 euro
  • Marta (moglie di Luca) possiede e risiede in un appartamento (cat. A/2) a Trieste, rendita catastale 900 euro
  • Sono sposati ma vivono in città diverse per motivi di lavoro
  • Nessun figlio

Applicazione ILIA 2026:

Luca (Udine):

  • Ha residenza e dimora abituale nell’immobile
  • Categoria A/3 (non di lusso)
  • Esenzione ILIA: SÌ, imposta dovuta = 0 euro

Marta (Trieste):

  • Ha residenza e dimora abituale nell’immobile
  • Categoria A/2 (non di lusso)
  • Esenzione ILIA: SÌ, imposta dovuta = 0 euro

Totale ILIA da pagare: 0 euro per entrambi


Caso 2: Un coniuge in FVG, uno fuori regione

Situazione:

  • Giulia possiede e risiede in una casa (cat. A/3) a Pordenone (FVG), rendita catastale 1.000 euro
  • Marco (marito di Giulia) possiede e risiede in un appartamento (cat. A/2) a Bologna (Emilia-Romagna), rendita catastale 1.200 euro
  • Sposati, Marco lavora a Bologna, Giulia a Pordenone

Giulia (Pordenone – FVG):

  • Ha residenza e dimora abituale
  • Esenzione ILIA: SÌ
  • Imposta dovuta = 0 euro

Marco (Bologna – fuori FVG):

  • Ha residenza e dimora abituale
  • Esenzione IMU: SÌ (per sentenza 209/2022)
  • Imposta dovuta = 0 euro

Totale imposta: 0 euro per entrambi (Giulia beneficia ILIA FVG, Marco IMU nazionale)


Caso 3: Immobile in comproprietà con residenza di un solo coniuge

Situazione:

  • Elena e Roberto (coniugi) sono comproprietari al 50% di un appartamento a Trieste, rendita 1.000 euro
  • Elena risiede e vive nell’appartamento a Trieste
  • Roberto risiede e vive in un altro appartamento (di sua esclusiva proprietà) a Udine, rendita 900 euro

Applicazione ILIA 2026:

Immobile Trieste (comproprietà):

  • Elena (50%): ha residenza e dimora → esenzione sulla sua quota = 0 euro
  • Roberto (50%): NON ha residenza né dimora → seconda casa
    • Base imponibile Roberto: (1.000 × 1,05 × 160) × 50% = 84.000 euro
    • Aliquota Trieste seconda casa (esempio): 10,6 per mille
    • ILIA dovuta Roberto: 84.000 × 10,6/1000 = 890,40 euro

Immobile Udine (Roberto 100%):

  • Roberto ha residenza e dimora
  • Esenzione ILIA: SÌ
  • Imposta dovuta = 0 euro

Totale ILIA 2026:

  • Elena: 0 euro
  • Roberto: 890,40 euro (quota seconda casa a Trieste)

Come si calcola l’IMU e l’ILIA: esempi concreti

Vediamo ora come si calcola l’ILIA in Friuli Venezia Giulia, con esempi numerici dettagliati.

Formula di calcolo ILIA

L’ILIA si calcola con questa formula:

ILIA = (Rendita catastale × 1,05 × Coefficiente) × Aliquota comunale – Detrazioni

Dove:

  • Rendita catastale: valore attribuito dall’Agenzia delle Entrate all’immobile
  • 1,05: rivalutazione del 5% (obbligatoria)
  • Coefficiente: varia in base alla categoria catastale
  • Aliquota comunale: stabilita dal comune (diversa per abitazione principale, seconda casa, ecc.)
  • Detrazioni: 200 euro per abitazione principale A/1, A/8, A/9

Coefficienti per categoria catastale

CategoriaCoefficienteTipo immobile
A (escluso A/10)160Abitazioni
A/1080Uffici e studi privati
C/2, C/6, C/7160Pertinenze abitazioni
C/155Negozi e botteghe
D (escluso D/5)65Immobili produttivi

Esempio di calcolo completo – Abitazione principale NON esente

Dati:

  • Immobile categoria A/1 (abitazione signorile) a Udine
  • Rendita catastale: 2.500 euro
  • Proprietario: Giovanni, risiede nell’immobile
  • Aliquota comunale Udine abitazione principale A/1: 5 per mille (0,5%)

Calcolo ILIA 2026:

  1. Rendita rivalutata: 2.500 × 1,05 = 2.625 euro
  2. Base imponibile: 2.625 × 160 = 420.000 euro
  3. Imposta lorda: 420.000 × 5/1000 = 2.100 euro
  4. Detrazione abitazione principale: – 200 euro
  5. ILIA netta dovuta: 1.900 euro

Pagamento:

  • Acconto (50%): 950 euro entro 16 giugno 2026
  • Saldo (50%): 950 euro entro 16 dicembre 2026

Esempio di calcolo – Seconda casa in FVG

Dati:

  • Immobile categoria A/3 a Trieste (seconda casa)
  • Rendita catastale: 900 euro
  • Proprietario: Laura (non vi risiede, abita a Milano)
  • Aliquota comunale Trieste seconda casa: 10,6 per mille (1,06%)

Calcolo ILIA 2026:

  1. Rendita rivalutata: 900 × 1,05 = 945 euro
  2. Base imponibile: 945 × 160 = 151.200 euro
  3. Imposta dovuta: 151.200 × 10,6/1000 = 1.602,72 euro

Pagamento:

  • Acconto: 801,36 euro entro 16/06/2026
  • Saldo: 801,36 euro entro 16/12/2026

Tabella comparativa IMU vs ILIA per coniugi residenze separate

Ecco una tabella di sintesi che mette a confronto IMU nazionale e ILIA del Friuli Venezia Giulia per i coniugi con residenze separate.

Situazione coniugiTrattamento IMU nazionaleTrattamento ILIA FVG
Entrambi in regione, comuni diversiDoppia esenzioneDoppia esenzione
Uno in regione, uno fuoriEsenzione per il residenteEsenzione ILIA per FVG, IMU per l’altro
Con figli residenti con 1 soloEntrambi esentiEntrambi esenti
Comproprietà, 1 residenteEsente quota residente, imponibile quota non residenteEsente quota residente, imponibile quota non residente
Abitazione lusso (A/1, A/8, A/9)Detrazione 200 euro, non esenzioneDetrazione 200 euro, non esenzione

Scadenze IMU e ILIA 2026

Le scadenze per il pagamento dell’IMU e dell’ILIA 2026 sono identiche in tutta Italia, compreso il Friuli Venezia Giulia.

ScadenzaDataImportoNote
Acconto ILIA16 giugno 202650% imposta annuaCalcolato su aliquote 2025 se non ancora pubblicate quelle 2026
Saldo ILIA16 dicembre 202650% imposta annua + conguaglioConguaglio se aliquote 2026 diverse da 2025

Attenzione: se il 16 cade di sabato o domenica, la scadenza slitta al primo giorno feriale successivo.

Come si paga l’ILIA in FVG

L’ILIA si paga con modello F24, utilizzando i codici tributo specifici:

CodiceDescrizione
3912IMU/ILIA abitazione principale e pertinenze (solo A/1, A/8, A/9)
3913IMU/ILIA altri fabbricati
3914IMU/ILIA terreni
3916IMU/ILIA aree edificabili

Modalità di pagamento:

  1. F24 online (home banking, Fisconline, Entratel)
  2. F24 cartaceo presso banche, Poste, agenzie pratiche
  3. Sportello comunale (solo alcuni comuni, verifica)

Ravvedimento operoso

Se non paghi entro la scadenza, puoi utilizzare il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni:

RavvedimentoEntro quandoSanzione ridotta
Sprint14 giorni0,1% per ogni giorno (max 1,4%)
Breve30 giorni1,5%
MedioEntro anno successivo1,67%
LungoOltre anno, entro 2 anni3,75%

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti su IMU e ILIA coniugi residenze separate

Posso avere l’esenzione ILIA se mio marito e io viviamo in comuni diversi del Friuli Venezia Giulia?

Si, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022. Se entrambi avete residenza anagrafica e dimora abituale nei rispettivi immobili di proprieta in comuni diversi del FVG, entrambi potete beneficiare dell’esenzione ILIA per le vostre abitazioni principali (escluse categorie A/1, A/8, A/9).

Cosa succede se uno di noi vive in FVG e l’altro fuori regione?

Entrambi avete diritto all’esenzione: chi vive in Friuli Venezia Giulia ottiene l’esenzione ILIA regionale, chi vive fuori regione ottiene l’esenzione IMU nazionale nel proprio comune. La sentenza 209/2022 si applica in tutta Italia.

I nostri figli vivono con mia moglie a Trieste, io lavoro a Udine. Posso comunque avere l’esenzione ILIA a Udine?

Si, il fatto che i figli risiedano con il coniuge non impedisce all’altro coniuge di ottenere l’esenzione. Quello che conta e che ciascun coniuge abbia residenza e dimora abituale nel proprio immobile, indipendentemente da dove vivono i figli.

Devo comunicare al comune che io e mio marito abbiamo residenze separate?

No, non e necessaria alcuna comunicazione preventiva. L’esenzione ILIA opera automaticamente se hai i requisiti (residenza, dimora abituale, categoria non di lusso). Il comune puo verificare a campione, quindi conserva documentazione che provi la dimora effettiva (bollette, contratti, ecc.).

Qual e la differenza tra IMU e ILIA per i coniugi con residenze separate?

Dal punto di vista sostanziale, nessuna differenza: entrambi i sistemi riconoscono la doppia esenzione per coniugi con residenze separate grazie alla sentenza 209/2022. L’ILIA e semplicemente l’imposta regionale che sostituisce l’IMU nel Friuli Venezia Giulia, con regole quasi identiche.

Se l’immobile e in comproprietà con mio marito ma solo io ci risiedo, devo pagare l’ILIA?

Sulla tua quota (es. 50%) hai diritto all’esenzione perche risiedi e dimori. Sulla quota di tuo marito (se non vi risiede) l’ILIA e dovuta come seconda casa, con aliquota maggiorata. Solo chi effettivamente risiede nell’immobile ottiene l’esenzione sulla propria quota.

Le scadenze ILIA 2026 sono diverse dall’IMU?

No, le scadenze sono identiche: acconto entro il 16 giugno 2026, saldo entro il 16 dicembre 2026. Puoi anche versare tutto in unica soluzione a giugno.


Hai Bisogno di Assistenza per IMU e ILIA 2026?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo e il pagamento dell’ILIA per coniugi con residenze separate in Friuli Venezia Giulia.

Offriamo:

  • Calcolo ILIA personalizzato per la tua situazione
  • Verifica esenzioni e agevolazioni
  • Compilazione modello F24
  • Assistenza ravvedimento operoso
  • Gestione comunicazioni con il comune
Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    calcolo imu CAF Udine
    CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

    IMU e ILIA 2026: Coniugi con Residenze Separate in Friuli Venezia Giulia – Guida Completa

    Se sei sposato ma tu e il tuo coniuge vivete in comuni diversi del Friuli Venezia Giulia, la questione dell’IMU (o meglio, dell’ILIA – Imposta Locale Immobiliare Autonoma, specifica della regione FVG) può sembrare complicata. Quale abitazione…
    Febbraio 1, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-01 09:00:002026-01-31 21:21:14IMU e ILIA 2026: Coniugi con Residenze Separate in Friuli Venezia Giulia – Guida Completa
    pensionati esteri imu
    CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

    IMU agevolazione per Pensionati esteri

    Domande Frequenti sui Bonus Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere? I bonus disponibili dipendono dalla tua situazione economica (ISEE), composizione familiare e tipo di spesa. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione…
    Novembre 18, 2021
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2021/11/imu.jpg 351 377 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2021-11-18 16:45:332026-01-13 10:21:19IMU agevolazione per Pensionati esteri
    CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

    Modello 730 2021: Ecco le novità

    Domande Frequenti sul 730Quando conviene fare il 730 al CAF invece che da solo? Il CAF conviene sempre: verifichiamo le detrazioni mancanti nel precompilato, controlliamo errori e applichiamo il visto di conformita…
    Marzo 5, 2021
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2021/03/Modello-730-scaled.jpg 1920 2560 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2021-03-05 17:55:102026-01-13 09:42:00Modello 730 2021: Ecco le novità

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    La normativa sull’IMU e ILIA per coniugi con residenze separate in Friuli Venezia Giulia è oggi molto più chiara e favorevole grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022. Non è più necessario scegliere quale abitazione esentare: entrambi i coniugi hanno diritto all’esenzione per le rispettive abitazioni principali, anche se vivono in comuni diversi della regione.

    Questa sentenza rappresenta un importante riconoscimento del fatto che la famiglia non si esaurisce nella convivenza fisica, ma è una comunione affettiva ed economica che può sussistere anche a distanza per motivi di lavoro, studio, salute o altre esigenze legittime.

    Se hai dubbi sulla tua situazione specifica o vuoi verificare se hai diritto all’esenzione ILIA, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata.

    Febbraio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-01 09:00:002026-05-31 18:23:43IMU e ILIA 2026: Coniugi con Residenze Separate in Friuli Venezia Giulia – Guida Completa
    Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Fatturazione Architetto e Ingegnere 2026: Guida con Esempi Pratici

    regime forfettario partita iva

    Fatturazione Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa con Esempi Pratici

    Sei un architetto o ingegnere e vuoi sapere come emettere correttamente le fatture? Ti chiedi come funziona il contributo integrativo Inarcassa 4%, quando applicare la marca da bollo e quali diciture inserire in regime forfettario?

    La fatturazione corretta e fondamentale per evitare errori fiscali e sanzioni. In questa guida completa vedremo come emettere fatture per architetti e ingegneri, con esempi pratici per regime forfettario e ordinario, il contributo integrativo del 4%, la marca da bollo e tutte le diciture obbligatorie.

    Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nella corretta gestione della fatturazione e degli adempimenti fiscali.

    Indice dei contenuti

    1. Fattura Elettronica Obbligatoria
    2. Il Contributo Integrativo 4%
    3. Fattura in Regime Forfettario
    4. Fattura in Regime Ordinario
    5. Marca da Bollo: Quando e Obbligatoria
    6. Diciture Obbligatorie
    7. Esempi di Fatture Complete
    8. Domande Frequenti

    Fattura Elettronica Obbligatoria

    Dal 2024, la fattura elettronica e obbligatoria per tutti i professionisti, compresi quelli in regime forfettario.

    Chi Deve Emettere Fattura Elettronica

    Regime ordinarioObbligo fattura elettronica dal 2019
    Regime forfettarioObbligo fattura elettronica dal 1/1/2024
    EccezionePrestazioni verso privati esteri (fattura cartacea)

    Come Funziona la Fattura Elettronica

    • Formato: XML trasmesso tramite Sistema di Interscambio (SDI)
    • Conservazione: Minimo 10 anni in formato digitale
    • Invio: Entro 12 giorni dalla data dell’operazione
    • Software: Fatture in Cloud, Aruba, Assosoftware, o portale Agenzia Entrate

    Dati Obbligatori in Fattura

    Dati emittenteNome, indirizzo, P.IVA, CF
    Dati clienteNome/Ragione sociale, indirizzo, P.IVA o CF
    Codice SDI/PECPer invio al cliente
    Numero e dataProgressivo univoco per anno
    DescrizioneNatura e quantita della prestazione
    ImportiCompenso, contributo 4%, totale

    Il Contributo Integrativo Inarcassa 4%

    Il contributo integrativo del 4% e un elemento caratteristico delle fatture di architetti e ingegneri iscritti a Inarcassa.

    Come Funziona il Contributo Integrativo

    CONTRIBUTO INTEGRATIVO 4%
    Aliquota4% del compenso professionale
    Chi lo pagaIl cliente (addebitato in fattura)
    Chi lo versa a InarcassaIl professionista
    E un costo per te?NO – Lo incassi e lo versi
    Va in fattura?SI – Sempre obbligatorio

    Calcolo del Contributo Integrativo

    Contributo Integrativo = Compenso x 4%

    Esempio: Compenso 5.000 euro → Contributo integrativo = 200 euro

    Il Contributo Integrativo e l’IVA

    • Regime forfettario: Il contributo integrativo NON e soggetto a IVA
    • Regime ordinario: Il contributo integrativo E soggetto a IVA (22%)

    Esempio in Regime Ordinario

    Compenso professionale5.000,00 euro
    Contributo integrativo 4%200,00 euro
    Imponibile IVA5.200,00 euro
    IVA 22%1.144,00 euro
    TOTALE FATTURA6.344,00 euro

    Il Contributo Integrativo e Deducibile?

    Il contributo integrativo non e deducibile per te (perche non e un tuo costo). Tuttavia, se il tuo cliente e un professionista o un’impresa, lui puo dedurlo come costo.

    Fattura in Regime Forfettario

    In regime forfettario, la fattura ha caratteristiche specifiche: niente IVA e niente ritenuta d’acconto.

    Caratteristiche Fattura Forfettario

    IVANon si applica (operazione esente)
    Ritenuta d’accontoNon si applica
    Contributo integrativo 4%SI – sempre obbligatorio
    Marca da bolloSI – se importo supera 77,47 euro
    Diciture obbligatorieRiferimento normativo forfettario

    Schema Fattura Regime Forfettario

    FATTURA N. 001/2026


    Prestazione: Progettazione architettonica edificio residenziale

    Compenso professionale5.000,00 euro
    Contributo integrativo Inarcassa 4%200,00 euro
    Marca da bollo2,00 euro
    TOTALE FATTURA5.202,00 euro

    Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 (Regime Forfettario).
    Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014.
    Imposta di bollo assolta sull’originale – ID bollo: XXXXXXXXXXXXXXX

    Diciture Obbligatorie Forfettario

    1. Per l’esenzione IVA: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014”
    2. Per la ritenuta: “Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”
    3. Per la marca da bollo: “Imposta di bollo assolta sull’originale” (se cartacea) o ID bollo virtuale

    Fattura in Regime Ordinario

    In regime ordinario, la fattura include IVA e ritenuta d’acconto.

    Caratteristiche Fattura Regime Ordinario

    IVA22% sull’imponibile (compenso + contributo 4%)
    Ritenuta d’acconto20% sul compenso (se cliente e sostituto d’imposta)
    Contributo integrativo 4%SI – soggetto a IVA
    Marca da bolloNO – non necessaria con IVA

    Schema Fattura Regime Ordinario (con Ritenuta)

    FATTURA N. 002/2026


    Prestazione: Progettazione strutturale

    Compenso professionale5.000,00 euro
    Contributo integrativo Inarcassa 4%200,00 euro
    Imponibile IVA5.200,00 euro
    IVA 22%1.144,00 euro
    Totale lordo6.344,00 euro
    Ritenuta d’acconto 20% (su 5.000)– 1.000,00 euro
    NETTO A PAGARE5.344,00 euro

    Ritenuta d’Acconto: Quando si Applica

    ClienteRitenuta d’Acconto
    Azienda/ImpresaSI – 20% sul compenso
    Professionista con P.IVASI – 20% sul compenso
    Ente pubblicoSI – 20% sul compenso
    Privato persona fisicaNO – Non e sostituto d’imposta

    Nota sulla Ritenuta

    La ritenuta d’acconto si calcola solo sul compenso, non sul contributo integrativo 4%.

    Marca da Bollo: Quando e Obbligatoria

    La marca da bollo e obbligatoria sulle fatture esenti da IVA che superano un certo importo.

    Quando Applicare la Marca da Bollo

    SituazioneMarca da Bollo
    Fattura forfettario > 77,47 euroSI – 2,00 euro
    Fattura forfettario fino a 77,47 euroNO
    Fattura con IVA (regime ordinario)NO

    Come Applicare la Marca da Bollo

    Fattura Cartacea

    • Apporre marca da bollo da 2 euro sull’originale
    • Indicare in fattura: “Imposta di bollo assolta sull’originale”
    • Annullare la marca con timbro o firma

    Fattura Elettronica

    • Selezionare l’opzione “Bollo virtuale” nel software
    • L’importo viene addebitato trimestralmente dall’Agenzia Entrate
    • Indicare in fattura il campo XML dedicato

    Chi Paga la Marca da Bollo

    La marca da bollo e a carico del cliente, quindi viene addebitata in fattura oltre al compenso. Tuttavia, il professionista e responsabile del suo versamento.

    Versamento Bollo Virtuale

    1° trimestreVersamento entro 31 maggio
    2° trimestreVersamento entro 30 settembre
    3° trimestreVersamento entro 30 novembre
    4° trimestreVersamento entro 28 febbraio anno successivo

    Diciture Obbligatorie in Fattura

    Ecco tutte le diciture obbligatorie da inserire nelle fatture di architetti e ingegneri.

    Diciture Regime Forfettario

    Esenzione IVA“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 e successive modificazioni”
    No ritenuta“Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”
    Marca da bollo“Imposta di bollo da 2,00 euro assolta in modo virtuale” (o “sull’originale”)

    Diciture Regime Ordinario

    Ritenuta d’acconto“Ritenuta d’acconto 20% ai sensi dell’art. 25 DPR 600/73”
    Contributo integrativo“Contributo integrativo Inarcassa 4% ai sensi dell’art. 10 L. 6/81”

    Diciture Comuni a Tutti

    Iscrizione AlboNumero iscrizione Ordine Architetti/Ingegneri
    Partita IVANumero P.IVA
    Codice fiscaleCF del professionista
    Codice destinatarioSDI del cliente (per fattura elettronica)

    Esempi di Fatture Complete

    Esempio 1: Fattura Forfettario ad Azienda

    ARCHITETTO MARIO ROSSI
    Via Roma 123 – 33100 Udine (UD)
    P.IVA 01234567890 – C.F. RSSMRA80A01L483X
    Iscritto all’Ordine degli Architetti di Udine n. 1234


    FATTURA N. 015/2026
    Data: 15 gennaio 2026

    CLIENTE: Edilizia Friulana S.r.l.
    Via Industria 45 – 33100 Udine
    P.IVA 09876543210 – Cod. SDI: KRRH6B9


    Oggetto: Progettazione architettonica edificio commerciale

    Compenso professionale8.000,00 euro
    Contributo integrativo Inarcassa 4%320,00 euro
    Imposta di bollo2,00 euro
    TOTALE DA PAGARE8.322,00 euro

    Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014.
    Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014.
    Imposta di bollo da 2,00 euro assolta in modo virtuale.

    Pagamento: Bonifico bancario – IBAN IT00X0000000000000000000000

    Esempio 2: Fattura Ordinario ad Ente Pubblico

    ING. LUCA BIANCHI
    Via Mazzini 55 – 33100 Udine (UD)
    P.IVA 11223344556 – C.F. BNCLCU85B15L483Y
    Iscritto all’Ordine degli Ingegneri di Udine n. 5678


    FATTURA N. 008/2026
    Data: 20 gennaio 2026

    CLIENTE: Comune di Udine
    Piazza Liberta 1 – 33100 Udine
    P.IVA 00168650307 – CIG: Z3F1234567 – CUP: J11B12345678901


    Oggetto: Verifica strutturale edificio scolastico

    Compenso professionale10.000,00 euro
    Contributo integrativo Inarcassa 4%400,00 euro
    Imponibile IVA10.400,00 euro
    IVA 22%2.288,00 euro
    TOTALE FATTURA12.688,00 euro
    Ritenuta d’acconto 20% (su 10.000)– 2.000,00 euro
    NETTO A PAGARE10.688,00 euro

    Ritenuta d’acconto 20% ai sensi dell’art. 25 DPR 600/73.
    Contributo integrativo Inarcassa 4% ai sensi dell’art. 10 L. 6/81.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Devo sempre indicare il contributo integrativo 4% in fattura?

    Si, il contributo integrativo Inarcassa 4% deve essere sempre indicato in fattura e addebitato al cliente. E obbligatorio per tutti gli iscritti a Inarcassa.

    Il contributo integrativo e soggetto a IVA?

    In regime ordinario si, il contributo integrativo fa parte dell’imponibile IVA. In regime forfettario no, perche non c’e IVA.

    Quando devo applicare la marca da bollo?

    La marca da bollo da 2 euro e obbligatoria sulle fatture esenti da IVA (regime forfettario) di importo superiore a 77,47 euro.

    La ritenuta d’acconto si calcola sul contributo integrativo?

    No, la ritenuta d’acconto 20% si calcola solo sul compenso professionale, non sul contributo integrativo 4%.

    Devo emettere fattura elettronica in regime forfettario?

    Si, dal 1 gennaio 2024 la fattura elettronica e obbligatoria anche per i professionisti in regime forfettario.

    Che dicitura devo mettere per il regime forfettario?

    Devi indicare: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014” e “Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”.

    Conclusioni

    La fatturazione corretta e fondamentale per architetti e ingegneri.

    Punti chiave:

    • Contributo integrativo 4%: Sempre obbligatorio, lo paga il cliente
    • Regime forfettario: Niente IVA, niente ritenuta, si marca da bollo
    • Regime ordinario: IVA 22%, ritenuta 20% sul compenso
    • Marca da bollo: 2 euro se fattura esente IVA superiore a 77,47 euro
    • Fattura elettronica: Obbligatoria per tutti dal 2024
    • Diciture: Inserire sempre i riferimenti normativi corretti

    Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: fatturazione, dichiarazione dei redditi, gestione contributi Inarcassa e ottimizzazione fiscale.

    Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata.

    Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026.

    Articoli correlati:

    • Partita IVA Architetto e Ingegnere: Guida Completa 2026
    • Contributi Inarcassa 2026: Aliquote e Scadenze
    • Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere

    Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

    Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

    +2000
    Partite IVA aperte
    100%
    Assistenza garantita

    Compila il modulo per una consulenza gratuita:

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

      Febbraio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-01 09:00:002026-05-30 00:07:42Fatturazione Architetto e Ingegnere 2026: Guida con Esempi Pratici
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Dichiarazione 730 2026: Guida Completa, Scadenze e Novità

      Dichiarazione 730 2026: Guida Completa, Scadenze e Novità

      Scorrere alla sezione successiva Scorrere alla sezione successiva

      Indice dei contenuti

      1. Scadenze 730 2026 – Calendario completo
      2. 730 Precompilato – Guida | Errori
      3. Novità 2026 – Detrazioni familiari
      4. Chi Può Presentare – Senza sostituto | Pensionati
      5. Dove e Come Presentare
      6. Detrazioni – Tutte le spese | Bonus casa
      7. Errori Comuni – Guida
      8. 730 Integrativo – Guida
      9. Casi Particolari – Redditi esteri | Criptovalute
      10. FAQ
      730 2026 dichiarazione redditi

      La dichiarazione 730 2026 rappresenta il modo più semplice e veloce per i lavoratori dipendenti e i pensionati di adempiere agli obblighi fiscali e ottenere il rimborso IRPEF direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione. Con l’introduzione del 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un modello già compilato con i dati in suo possesso, semplificando enormemente il processo.

      Il 2026 porta con sé alcune novità importanti: dalle modifiche alle detrazioni familiari (con il limite di 30 anni per i figli a carico) al ricalcolo dei bonus casa, passando per nuove agevolazioni su affitto e spese di istruzione. Per questo motivo, affidarsi all’assistenza di un CAF diventa ancora più strategico per massimizzare i vantaggi fiscali ed evitare errori.

      In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine analizza tutte le scadenze, le novità normative, le detrazioni ammesse e le modalità di presentazione del 730 2026. Che tu lavori come dipendente, sia pensionato o ti trovi in situazioni particolari (come redditi esteri o criptovalute), troverai tutte le informazioni necessarie per una dichiarazione corretta e vantaggiosa.

      Il CAF Centro Fiscale ti assiste gratuitamente nella compilazione del 730 2026 se hai un reddito inferiore a 30.000 euro. Prenota online o vieni nei nostri uffici di Udine per un servizio completo e senza sorprese.


      Scadenze 730 2026

      Le scadenze del 730 2026 sono fondamentali per evitare sanzioni e garantire i tempi corretti per il rimborso. L’Agenzia delle Entrate ha confermato il calendario fiscale con alcune date chiave che tutti i contribuenti devono rispettare.

      Date Chiave del 730 2026

      DataEventoNote
      30 aprile 2026Messa a disposizione CU 2026I datori di lavoro devono consegnare la Certificazione Unica
      2 maggio 2026Apertura 730 precompilatoAccesso tramite SPID/CIE al portale Agenzia Entrate
      30 giugno 2026Scadenza invio 730 via CAFData consigliata per evitare ritardi nel rimborso
      30 settembre 2026Scadenza finale 730Ultimo giorno utile per presentare il 730 ordinario o precompilato
      Luglio-Settembre 2026Rimborsi in busta pagaI rimborsi IRPEF vengono erogati dal datore di lavoro
      Dicembre 2026Rimborsi senza sostitutoL’Agenzia delle Entrate eroga i rimborsi a chi non ha datore/INPS

      Attenzione: Se presenti il 730 dopo il 30 giugno, il rimborso potrebbe slittare a settembre-ottobre. Per questo motivo, il CAF Centro Fiscale consiglia di prenotare l’appuntamento entro maggio per evitare l’affollamento estivo e garantire tempi rapidi.

      Cosa Succede se Non Presento il 730?

      Se hai solo redditi da lavoro dipendente o pensione e il tuo datore di lavoro ha già applicato correttamente le ritenute IRPEF, non sei obbligato a presentare il 730. Tuttavia, rinunciando alla dichiarazione, perdi la possibilità di recuperare le detrazioni per spese sanitarie, ristrutturazioni, mutui, istruzione e altre agevolazioni.

      Se invece hai altri redditi (affitti, lavoro autonomo occasionale, plusvalenze), la dichiarazione diventa obbligatoria e la mancata presentazione comporta sanzioni da 250 a 1.000 euro.

      Prenota ora il tuo appuntamento al CAF Centro Fiscale e assicurati di rispettare tutte le scadenze senza stress. Consulta il calendario completo delle scadenze 730 2026.


      730 Precompilato 2026: Come Funziona

      Il 730 precompilato è il modello dichiarativo già compilato dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati in suo possesso. Dal 2 maggio 2026, tutti i contribuenti con redditi da lavoro dipendente o pensione potranno accedere al proprio 730 precompilato tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate.

      Come Accedere al 730 Precompilato

      Per accedere al 730 precompilato 2026, devi disporre di una delle seguenti credenziali digitali:

      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – il metodo più diffuso e consigliato
      • CIE (Carta d’Identità Elettronica) – con PIN e lettore NFC
      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) – meno comune, ma ancora valida

      Una volta autenticato sul portale agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Dichiarazione precompilata”, troverai il tuo modello con i seguenti dati già inseriti:

      Dati Precaricati nel 730 Precompilato

      • Redditi da lavoro dipendente e pensione (dalla Certificazione Unica inviata dal datore di lavoro o dall’INPS)
      • Spese sanitarie comunicate da farmacie, medici, ospedali tramite il Sistema Tessera Sanitaria
      • Interessi passivi su mutuo per acquisto prima casa (dalle banche)
      • Premi assicurativi vita e infortuni (dalle compagnie assicurative)
      • Contributi previdenziali e fondi pensione (dagli enti previdenziali)
      • Bonifici per ristrutturazioni edilizie (tracciati dalle banche)
      • Spese universitarie (dalle università)
      • Erogazioni liberali a ONLUS (dalle associazioni)

      Importante: Non tutte le spese sono precaricate. Ad esempio, le spese veterinarie, i mezzi pubblici, le attività sportive dei figli o le spese per badanti e colf vanno inserite manualmente o tramite il CAF.

      Accettare o Modificare il 730 Precompilato

      Hai tre opzioni quando accedi al 730 precompilato 2026:

      1. Accettare senza modifiche
      Se tutti i dati sono corretti e completi, puoi accettare il 730 precompilato direttamente online. In questo caso, l’Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli documentali, salvo verifiche a campione.

      2. Modificare il 730 precompilato
      Se mancano spese detraibili o ci sono errori, puoi integrare o correggere i dati. Attenzione: se apporti modifiche che aumentano il rimborso o riducono il debito, l’Agenzia delle Entrate può richiederti la documentazione giustificativa.

      3. Affidarti al CAF
      Il CAF Centro Fiscale verifica il tuo 730 precompilato, integra le spese mancanti, controlla i massimali e invia la dichiarazione con visto di conformità, riducendo il rischio di controlli futuri. Leggi la guida completa al 730 precompilato 2026.

      Errori Frequenti nel 730 Precompilato

      Anche se l’Agenzia delle Entrate precarica molti dati, non tutto è automatico. Gli errori più comuni includono:

      • Spese sanitarie incomplete: non tutti gli scontrini farmacia vengono trasmessi correttamente
      • Familiari a carico mancanti: se hai figli nati nel 2025 o un coniuge senza reddito
      • Detrazioni ristrutturazione: i bonifici parlanti non sempre vengono acquisiti
      • Affitti studenti fuori sede: va inserito manualmente
      • Spese asilo nido: serve integrazione manuale con ricevute

      Il CAF Centro Fiscale effettua un controllo accurato del precompilato e ti avvisa di eventuali anomalie o spese mancanti. Scopri tutti gli errori comuni del 730 precompilato.


      Novità 730 2026

      Il 730 2026 presenta alcune novità importanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che modificano le detrazioni fiscali e introducono nuove agevolazioni.

      1. Detrazioni per Figli a Carico: Limite a 30 Anni

      La principale novità riguarda le detrazioni per figli a carico. Dal 2026, i figli possono essere considerati fiscalmente a carico solo fino al compimento dei 30 anni (prima non c’era limite di età). Questa modifica si applica ai figli che:

      • Hanno un reddito annuo inferiore a 4.000 euro (2.840,51 euro se hanno più di 24 anni)
      • Non beneficiano dell’Assegno Unico Universale (che copre i figli fino a 21 anni)

      Detrazione base per figli a carico:

      • 950 euro per ogni figlio
      • 1.220 euro per figli di età inferiore a 3 anni
      • 400 euro aggiuntivi per ogni figlio con disabilità

      Per approfondire tutte le casistiche, consulta la guida completa alle detrazioni familiari 730 2026.

      2. Detrazione Affitto per Neoassunti Fuori Regione

      Introdotta una nuova detrazione per giovani lavoratori che si trasferiscono per lavoro in una regione diversa da quella di residenza. La detrazione è di:

      • 991,60 euro per contratti di locazione
      • Riservata a lavoratori dipendenti under 31 che si trasferiscono oltre 100 km dalla residenza
      • Valida per i primi 3 anni di contratto

      3. Spese di Istruzione: Aumento a 1.000 Euro

      Il tetto massimo per le spese di istruzione (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria) sale da 800 a 1.000 euro per studente. La detrazione è del 19%, quindi il risparmio massimo passa da 152 a 190 euro.

      Sono detraibili:

      • Tasse di iscrizione e frequenza
      • Contributi per gite scolastiche
      • Assicurazione scolastica
      • Servizi integrativi (mensa, pre/post scuola)

      4. Modifiche ai Bonus Casa

      Per il 730 2026, le detrazioni per ristrutturazioni edilizie e bonus casa subiscono alcune variazioni:

      • Bonus ristrutturazione: 50% per la prima casa, 36% per altri immobili (massimo 96.000 euro)
      • Ecobonus: confermato al 50-65% in base al tipo di intervento
      • Sismabonus: dal 50% all’85% per interventi antisismici
      • Bonus mobili: ridotto a 5.000 euro (detrazione massima 2.500 euro in 10 anni)
      • Superbonus: scende al 65% solo per lavori con delibera condominiale entro 31/12/2023

      Per sapere quali bonus casa puoi inserire nel 730 2026, leggi la guida completa ai bonus casa nel 730.

      5. Altre Novità Rilevanti

      • Bonus asilo nido: confermato a 3.000 euro per il secondo figlio e successivi
      • Detrazioni sanitarie: nessuna modifica, resta la franchigia di 129,11 euro
      • Spese veterinarie: massimale invariato a 550 euro (detrazione su 387,34 euro)
      • Abbonamenti trasporto pubblico: confermata detrazione su massimo 250 euro

      Chi Può Presentare il 730

      Il modello 730 è riservato a specifiche categorie di contribuenti. Non tutti possono utilizzarlo: vediamo chi può e chi invece deve utilizzare il modello Redditi PF.

      Categorie che Possono Presentare il 730

      1. Lavoratori dipendenti
      Tutti i lavoratori subordinati con contratto a tempo determinato o indeterminato possono presentare il 730 2026. Il datore di lavoro effettuerà il conguaglio direttamente in busta paga.

      2. Pensionati
      I pensionati che percepiscono trattamenti pensionistici dall’INPS o altri enti previdenziali presentano il 730 e ricevono eventuali rimborsi sul cedolino della pensione. Guida completa al 730 per pensionati 2026.

      3. Collaboratori coordinati e continuativi
      I titolari di contratti co.co.co. o co.co.pro. possono presentare il 730 se hanno un committente che funge da sostituto d’imposta.

      4. Lavoratori a tempo determinato
      Anche se il contratto è scaduto prima della presentazione del 730, è possibile utilizzare il modello indicando il codice “730 senza sostituto“. In questo caso, eventuali rimborsi saranno erogati direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

      5. Disoccupati e percettori NASpI
      Chi ha perso il lavoro nel 2025 ma ha ricevuto redditi da lavoro dipendente o indennità di disoccupazione può presentare il 730. Se non ha più un sostituto d’imposta attivo, dovrà scegliere la modalità 730 senza sostituto.

      Chi NON Può Presentare il 730

      Il 730 non è utilizzabile per:

      • Titolari di partita IVA (devono usare il modello Redditi PF)
      • Imprenditori e professionisti autonomi
      • Chi ha solo redditi da locazione (affitti senza altri redditi)
      • Contribuenti con redditi d’impresa o professioni
      • Chi ha plusvalenze da cessione immobili non soggetti a imposta sostitutiva

      730 Senza Sostituto d’Imposta

      Il 730 senza sostituto è la soluzione per chi:

      • Ha perso il lavoro dopo aver ricevuto redditi nel 2025
      • Ha un contratto scaduto prima della scadenza del 730
      • È pensionato senza cedolino attivo al momento del conguaglio

      In questi casi, il rimborso IRPEF viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate con bonifico sul conto corrente indicato, solitamente entro dicembre 2026. Per tutti i dettagli, leggi la guida al 730 senza sostituto d’imposta.


      Dove e Come Presentare il 730

      Esistono tre modalità per presentare la dichiarazione 730 2026: fai da te tramite il portale online, tramite un CAF o tramite un commercialista. Ogni opzione ha vantaggi e svantaggi.

      1. Online in Autonomia (Portale Agenzia Entrate)

      Se hai dimestichezza con il web e la tua situazione fiscale è semplice, puoi compilare e inviare il 730 precompilato direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate.

      Vantaggi:

      • Gratuito al 100%
      • Disponibile 24/7 dal 2 maggio al 30 settembre
      • Immediato (invio in pochi clic se accetti il precompilato)

      Svantaggi:

      • Nessun supporto in caso di dubbi
      • Rischio di perdere detrazioni se non conosci tutte le spese ammesse
      • Nessuna verifica preventiva (rischio errori e sanzioni)

      2. Tramite CAF (Centro di Assistenza Fiscale)

      Il CAF offre un servizio completo di assistenza fiscale gratuita per i contribuenti con reddito complessivo inferiore a 30.000 euro. Per redditi superiori, si applica un contributo simbolico.

      Vantaggi del CAF:

      • Assistenza professionale: un esperto verifica la tua situazione e massimizza le detrazioni
      • Controllo massimali: il CAF calcola automaticamente i limiti di spesa per ogni detrazione
      • Visto di conformità: il CAF appone il visto, riducendo il rischio di controlli futuri
      • Gratuità per redditi bassi: nessun costo per chi ha redditi sotto 30.000 euro
      • Zero stress: porti i documenti, il CAF fa tutto
      • Servizio online e in presenza: puoi prenotare via web o venire in ufficio

      Svantaggi:

      • Richiede appuntamento (meglio prenotare a maggio per evitare code)
      • Devi portare tutta la documentazione richiesta

      3. Tramite Commercialista

      Un commercialista offre un servizio personalizzato, ideale per situazioni complesse (più immobili, partita IVA, redditi esteri).

      Vantaggi:

      • Consulenza fiscale completa
      • Ideale per professionisti e situazioni articolate

      Svantaggi:

      • Costo elevato: da 100 a 300 euro o più
      • Non sempre accessibile per budget ridotti

      Perché Scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine

      Il CAF Centro Fiscale combina la gratuità (per redditi sotto 30.000 euro) con la professionalità di esperti fiscali. Offriamo:

      • Assistenza online e in ufficio (Viale Giuseppe Tullio 13, Udine)
      • Controllo accurato di tutte le spese detraibili
      • Calcolo automatico dei massimali per evitare errori
      • Visto di conformità su ogni dichiarazione
      • Supporto anche per casi complessi: redditi esteri, criptovalute, locazioni

      Compila il 730 2026 senza stress!
      Prenota il tuo appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine online o vieni in ufficio.
      Servizio gratuito per redditi sotto 30.000 euro.
      📱 Prenota ora su WhatsApp | ☎️ Tel: 0432 1638640


      Detrazioni e Deduzioni nel 730 2026

      Una delle principali ragioni per presentare il 730 è la possibilità di recuperare le detrazioni IRPEF per le spese sostenute nel 2025. Ecco l’elenco completo delle principali voci detraibili.

      1. Spese Sanitarie (Detrazione 19%)

      Le spese mediche sono detraibili al 19% sulla parte eccedente 129,11 euro (franchigia).

      Spese detraibili:

      • Ticket per visite mediche specialistiche
      • Farmaci da banco e con ricetta (con scontrino parlante)
      • Prestazioni chirurgiche e ricoveri ospedalieri
      • Esami diagnostici (analisi, radiografie, TAC, risonanze)
      • Cure dentistiche e protesi
      • Occhiali da vista e lenti a contatto
      • Fisioterapia e riabilitazione
      • Spese per portatori di handicap (senza franchigia)

      Esempio: Hai speso 1.500 euro in spese sanitarie. La detrazione si calcola su 1.370,89 euro (1.500 – 129,11). Risparmio: 260,47 euro (19% di 1.370,89).

      2. Spese di Istruzione (Detrazione 19%)

      Le spese per l’istruzione sono detraibili al 19% con i seguenti massimali:

      • Scuola infanzia, primaria e secondaria: max 1.000 euro per studente (detrazione max 190 euro)
      • Università pubbliche: intero importo delle tasse
      • Università private: massimale variabile in base all’area geografica e al corso (da 2.000 a 3.900 euro)
      • Master e corsi post-laurea: solo se rilasciano titolo riconosciuto

      Spese ammesse per scuola infanzia/primaria/secondaria:

      • Tasse di iscrizione e frequenza
      • Contributi volontari alle scuole
      • Mensa scolastica
      • Gite e viaggi di istruzione
      • Assicurazione scolastica

      3. Ristrutturazioni Edilizie e Bonus Casa

      Le spese per ristrutturazione e riqualificazione energetica danno diritto a detrazioni elevate, da recuperare in 10 quote annuali.

      Bonus ristrutturazione:

      • 50% per interventi sulla prima casa (max 96.000 euro → detrazione max 48.000 euro)
      • 36% per altri immobili (max 96.000 euro → detrazione max 34.560 euro)

      Ecobonus:

      • 50-65% per interventi di efficienza energetica (infissi, caldaie, cappotto termico)
      • Massimali variabili da 30.000 a 60.000 euro

      Bonus mobili ed elettrodomestici:

      • 50% su mobili e grandi elettrodomestici (classe energetica minima A)
      • Massimale 5.000 euro (detrazione max 2.500 euro)

      Per sapere come inserire correttamente i bonus casa nel 730, leggi la guida completa ai bonus casa 2026.

      4. Interessi Passivi su Mutuo Prima Casa (Detrazione 19%)

      Gli interessi passivi pagati nel 2025 su mutui per l’acquisto della prima casa sono detraibili al 19% su un massimo di 4.000 euro (detrazione max 760 euro).

      Requisiti:

      • Mutuo stipulato per acquisto, costruzione o ristrutturazione prima casa
      • L’immobile deve essere abitazione principale
      • La banca invia automaticamente i dati all’Agenzia delle Entrate (precaricati nel 730)

      5. Assicurazioni Vita e Infortuni (Detrazione 19%)

      I premi assicurativi per polizze vita e infortuni sono detraibili al 19% su un massimo di 1.291,14 euro (detrazione max 245,32 euro).

      6. Previdenza Complementare (Deduzione fino a 5.164,57 euro)

      I contributi versati a fondi pensione integrativi sono deducibili (non detraibili) dal reddito complessivo fino a un massimo di 5.164,57 euro. Questo significa che riduci la base imponibile IRPEF, con un risparmio che dipende dal tuo scaglione di reddito.

      Esempio: Se sei nel secondo scaglione IRPEF (28%), deducendo 5.000 euro risparmi circa 1.400 euro di IRPEF.

      7. Spese Veterinarie (Detrazione 19%)

      Le spese per animali domestici sono detraibili al 19% sulla parte eccedente 129,11 euro (franchigia) fino a un massimo di 550 euro. Detrazione massima: 79,95 euro (19% di 387,34 euro).

      8. Altre Detrazioni Importanti

      • Spese funebri: max 1.550 euro (detrazione 294,50 euro)
      • Erogazioni liberali a ONLUS: 19-35% in base al tipo di donazione
      • Abbonamenti trasporto pubblico: 19% su max 250 euro (detrazione 47,50 euro)
      • Bonus asilo nido: fino a 3.000 euro per il secondo figlio (richiesta tramite INPS, non va nel 730)
      • Assegno al coniuge separato: deduzione integrale
      • Canone di locazione: varie detrazioni in base al tipo di contratto e reddito

      Per un elenco completo e aggiornato di tutte le spese detraibili, consulta la guida alle detrazioni 730 2026.


      Errori Comuni nel 730

      Compilare il 730 può sembrare semplice, ma anche piccoli errori possono costarti caro: sanzioni, perdita di detrazioni o controlli fiscali. Ecco gli errori più frequenti e come evitarli.

      1. Dimenticare Spese Detraibili

      Molti contribuenti perdono centinaia di euro perché non inseriscono tutte le spese ammesse. Le più dimenticate:

      • Spese veterinarie
      • Abbonamenti mezzi pubblici
      • Asilo nido (va richiesto separatamente all’INPS, ma influisce sul 730)
      • Attività sportive dei figli (max 210 euro per figlio)
      • Badanti e colf (contributi INPS deducibili)

      Soluzione: Affidati al CAF, che verifica tutte le spese ammissibili e ti chiede la documentazione completa.

      2. Non Verificare la Certificazione Unica (CU)

      La CU rilasciata dal datore di lavoro o dall’INPS può contenere errori. Se accetti il 730 precompilato senza controllarla, rischi di pagare più tasse del dovuto.

      Cosa controllare nella CU:

      • Reddito lordo corretto
      • Ritenute IRPEF versate
      • Detrazioni per lavoro dipendente applicate
      • Familiari a carico indicati

      3. Confondere Detrazioni e Deduzioni

      Le detrazioni riducono direttamente l’IRPEF da pagare (es. 19% delle spese sanitarie). Le deduzioni riducono il reddito imponibile (es. contributi previdenziali).

      Esempio pratico:

      • Detrazione: spendi 1.000 euro in farmaci → risparmi 190 euro di IRPEF (19%)
      • Deduzione: versi 5.000 euro a fondo pensione → riduci il reddito imponibile di 5.000 euro → risparmi circa 1.400 euro di IRPEF (se nel 28% scaglione)

      4. Non Conservare la Documentazione

      L’Agenzia delle Entrate può richiedere la documentazione giustificativa delle spese dichiarate fino a 5 anni dopo la presentazione del 730. Devi conservare:

      • Scontrini farmacia e ricevute mediche
      • Fatture per ristrutturazioni e bonifici parlanti
      • Certificazioni mutuo
      • Ricevute università e scuole
      • Contratti di locazione registrati

      5. Sbagliare Codice Fiscale dei Familiari a Carico

      Un errore nel codice fiscale del coniuge o dei figli a carico può far perdere la detrazione. Controlla sempre i dati anagrafici prima dell’invio.

      6. Indicare Spese Non Tracciabili

      Dal 2020, molte spese sono detraibili solo se pagate con metodi tracciabili (carte, bonifici). Il pagamento in contanti esclude la detrazione per:

      • Spese mediche (esclusi farmaci e ticket)
      • Ristrutturazioni edilizie (obbligatorio bonifico parlante)
      • Spese veterinarie
      • Affitti

      7. Superare i Massimali Senza Saperlo

      Ogni detrazione ha un limite massimo. Se superi il tetto, la parte eccedente non è detraibile. Il CAF calcola automaticamente i massimali e ti avvisa se stai per sforare.

      Per evitare tutti questi errori, consulta la guida completa agli errori comuni nel 730 precompilato.


      730 Integrativo

      Se dopo aver presentato il 730 2026 ti accorgi di un errore o di aver dimenticato una spesa detraibile, puoi presentare il 730 integrativo.

      Cos’è il 730 Integrativo

      Il 730 integrativo è una dichiarazione correttiva che permette di:

      • Aggiungere spese dimenticate
      • Correggere errori materiali
      • Integrare redditi non dichiarati

      Quando Si Presenta

      Il 730 integrativo può essere presentato:

      • Entro il 30 settembre 2026: se ti accorgi dell’errore prima della scadenza, presenti un nuovo 730 sostitutivo
      • Entro il 30 novembre 2026: se l’errore emerge dopo il 30 settembre, presenti il Modello Redditi PF integrativo
      • Entro 5 anni: per correzioni a sfavore (pagare tasse dovute ma non versate)

      730 Integrativo a Favore o a Sfavore

      A favore: Se la correzione ti porta un maggior rimborso o un minor debito (es. hai dimenticato spese sanitarie). In questo caso, l’Agenzia delle Entrate potrebbe richiedere la documentazione giustificativa.

      A sfavore: Se la correzione comporta un maggior debito o un minor rimborso (es. hai indicato detrazioni non spettanti). In questo caso, devi versare le maggiori imposte con sanzioni ridotte (ravvedimento operoso).

      Per sapere come e quando presentare il 730 integrativo, leggi la guida completa al 730 integrativo 2026.


      Casi Particolari nel 730

      Alcune situazioni fiscali richiedono attenzioni particolari nella compilazione del 730 2026.

      1. Redditi Esteri: Quadro RC

      Se hai lavorato all’estero nel 2025 o percepisci redditi esteri (pensioni, affitti, dividendi), devi compilare il quadro RC del 730. Questo quadro serve a:

      • Dichiarare i redditi prodotti all’estero
      • Evitare la doppia imposizione (grazie alle convenzioni fiscali internazionali)
      • Calcolare il credito d’imposta per le tasse già pagate all’estero

      Per approfondire, consulta la guida completa al 730 per redditi esteri.

      2. Criptovalute: Quadro RW

      Se possiedi criptovalute (Bitcoin, Ethereum, ecc.) o le hai vendute nel 2025, devi compilare il quadro RW per il monitoraggio fiscale e, se applicabile, dichiarare le plusvalenze.

      Obblighi:

      • Quadro RW: se il valore delle crypto supera 15.000 euro per almeno 7 giorni consecutivi
      • Quadro RT: per le plusvalenze (vendite con guadagno superiore a 2.000 euro)
      • Imposta sostitutiva 26% sulle plusvalenze

      Scopri tutti i dettagli nella guida completa al 730 per criptovalute.

      3. Lavoro Dipendente all’Estero

      Se hai lavorato come dipendente in un Paese estero con convenzione contro le doppie imposizioni, i redditi potrebbero essere esenti in Italia (metodo dell’esenzione) o tassabili con credito d’imposta (metodo del credito).

      4. Eredità e Successioni

      Se hai ereditato beni nel 2025, non devi dichiararli nel 730 (l’eredità non è reddito), ma potresti dover dichiarare:

      • Redditi da affitto di immobili ereditati
      • Dividendi da azioni ereditate
      • Interessi su conti correnti ereditati

      5. Plusvalenze da Vendita Immobili

      Se hai venduto un immobile entro 5 anni dall’acquisto, la plusvalenza è tassabile. Puoi scegliere tra:

      • Imposta sostitutiva 26% (in atto notarile)
      • Tassazione ordinaria IRPEF (dichiarazione nel 730, quadro RM)

      Il CAF Centro Fiscale ti assiste in tutti questi casi complessi. Prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.


      FAQ 730 2026: Domande Frequenti

      1. Entro quando devo presentare il 730?

      La scadenza è il 30 settembre 2026. Tuttavia, per ricevere il rimborso in tempi rapidi, conviene presentarlo entro giugno 2026.

      2. Cosa serve per fare il 730?

      Devi avere: Certificazione Unica (CU), tessera sanitaria, documentazione delle spese detraibili (scontrini farmacia, bonifici ristrutturazioni, ricevute scuole, ecc.), dati del conto corrente per il rimborso. Per l’elenco completo, consulta la guida ai documenti necessari per il 730.

      3. Quanto costa al CAF?

      Il servizio è gratuito per redditi fino a 30.000 euro. Per redditi superiori, si applica un contributo simbolico variabile.

      4. Posso fare il 730 se ho partita IVA?

      No, i titolari di partita IVA devono utilizzare il Modello Redditi PF (ex Unico).

      5. Cosa succede se sbaglio il 730?

      Puoi correggere con il 730 integrativo entro il 30 settembre o con il Modello Redditi integrativo entro il 30 novembre. Se l’errore è a tuo sfavore, pagherai sanzioni ridotte con il ravvedimento operoso.

      6. Quando arriva il rimborso?

      Se hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS), il rimborso arriva in busta paga/pensione da luglio a settembre 2026. Se presenti il 730 senza sostituto, l’Agenzia delle Entrate eroga il rimborso entro dicembre 2026.

      7. Come funziona il conguaglio in busta paga?

      Il datore di lavoro calcola la differenza tra l’IRPEF dovuta e quella già trattenuta. Se hai diritto a un rimborso, lo ricevi direttamente in busta paga. Se devi versare ulteriori imposte, vengono trattenute gradualmente.

      8. Posso detrarre le spese dei familiari?

      Sì, puoi detrarre le spese dei familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli, genitori) se hanno un reddito inferiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per figli fino a 24 anni).

      9. Devo allegare le ricevute al 730?

      No, non devi allegarle, ma devi conservarle per 5 anni. L’Agenzia delle Entrate può richiederle in caso di controlli.

      10. Il 730 è obbligatorio?

      No, se hai solo redditi da lavoro dipendente o pensione e il datore di lavoro ha applicato correttamente le ritenute. Tuttavia, senza dichiarazione perdi le detrazioni per spese sanitarie, ristrutturazioni, ecc.

      11. Posso fare il 730 se non ho sostituto?

      Sì, utilizzando il 730 senza sostituto d’imposta. Il rimborso sarà erogato dall’Agenzia delle Entrate.

      12. Cosa cambia tra 730 ordinario e precompilato?

      Il 730 precompilato contiene dati già inseriti dall’Agenzia delle Entrate. Il 730 ordinario va compilato da zero (oggi praticamente non più utilizzato).

      13. Posso modificare il 730 dopo l’invio?

      Sì, puoi presentare un 730 integrativo entro il 30 settembre o un Modello Redditi integrativo entro il 30 novembre.

      14. Dove trovo i documenti per il 730?

      La CU la ricevi dal datore di lavoro o dall’INPS. Le spese sanitarie sono nel Sistema Tessera Sanitaria (accessibile online). Per le altre spese, conserva scontrini e ricevute. Consulta la lista completa dei documenti necessari.

      15. Il CAF controlla tutto?

      Sì, il CAF verifica la completezza dei dati, calcola i massimali e appone il visto di conformità, assumendosi la responsabilità della dichiarazione (nei limiti dei documenti forniti dal contribuente).


      Conclusione

      La dichiarazione 730 2026 è uno strumento fondamentale per recuperare le imposte versate in eccesso e massimizzare le detrazioni fiscali. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, affidarsi a un professionista esperto diventa ancora più strategico per evitare errori, sanzioni e perdite economiche.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo, gratuito per redditi sotto 30.000 euro, con assistenza online e in ufficio. I nostri esperti verificano ogni detrazione, calcolano i massimali e ti garantiscono il massimo rimborso possibile.

      Prenota Ora il Tuo Appuntamento per il 730 2026

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aspetta per una consulenza personalizzata.
      Servizio gratuito per redditi sotto 30.000 euro.

      📱 Prenota su WhatsApp: 366 6018121
      ☎️ Tel: 0432 1638640
      📧 Email: info@centrofiscale.com
      📍 Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine

      Richiedi Assistenza per il 730 2026

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del 730 2026 con:

      • Controllo completo della dichiarazione
      • Massimizzazione delle detrazioni
      • Calcolo automatico dei massimali
      • Visto di conformità
      • Servizio online e in ufficio

      Gratuito per redditi fino a 30.000 euro!

      Prenota su WhatsApp

      Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

        Il tuo nome (*)

        La tua email (*)

        Il tuo telefono (*)

        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com

        ARTICOLI CORRELATI


        Dichiarazione dei redditi 730
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 10:00:002026-02-21 10:00:00730 Senza Sostituto d’Imposta 2026: Come Funziona e Dove Presentarlo
        Dichiarazione dei redditi 730
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-12 10:00:002026-01-03 09:19:58Detrazioni Familiari 730 2026: Figli a Carico, Novità e Limiti di Età
        Dichiarazione dei redditi 730
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-12 08:00:002026-02-12 08:00:00Bonus Casa e Ristrutturazioni nel 730 2026: Cosa Detrarre

        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI



        Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

        Febbraio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-01 09:00:002026-02-25 02:39:29Dichiarazione 730 2026: Guida Completa, Scadenze e Novità
        ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

        ISEE 2026 e Assegno Unico: Scaglioni, Importi e Scadenze

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è l’Assegno Unico Universale 2026
        2. Perché l’ISEE è Fondamentale per l’Assegno Unico
        3. Scaglioni ISEE e Importi Assegno Unico 2026: La Tabella Completa
        4. Maggiorazioni dell’Assegno Unico 2026
        5. Come Ottenere l’Importo Massimo dell’Assegno Unico
        6. Esempi Pratici: Quanto Prende la Tua Famiglia
        7. Scadenze Assegno Unico 2026
        8. Come Fare l’ISEE per l’Assegno Unico al CAF
        9. Domande Frequenti

        L’Assegno Unico Universale è la principale misura di sostegno economico per le famiglie con figli a carico in Italia. Ma sapevi che l’importo mensile che ricevi dipende direttamente dal tuo ISEE 2026? La differenza tra presentare o meno l’ISEE può significare centinaia di euro in meno all’anno.

        Nel 2026, gli scaglioni ISEE per l’Assegno Unico determinano importi che vanno da un minimo di 57 euro a un massimo di 199,40 euro per figlio, senza contare le maggiorazioni. Chi non presenta l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente riceve solo l’importo minimo.

        In questa guida completa scoprirai tutti gli scaglioni ISEE 2026 per l’Assegno Unico, gli importi esatti, le maggiorazioni previste, le scadenze e come ottenere il massimo beneficio. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione dell’ISEE e la domanda di Assegno Unico.

        Cos’è l’Assegno Unico Universale 2026

        L’Assegno Unico Universale (AUU) è un contributo economico mensile erogato dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni. È stato introdotto dal 1° marzo 2022 e ha unificato diversi bonus famiglia preesistenti.

        Cosa Sostituisce l’Assegno Unico

        L’Assegno Unico ha accorpato e sostituito le seguenti misure:

        • Assegni familiari (ANF) per i lavoratori dipendenti
        • Detrazioni fiscali per figli a carico (fino a 21 anni)
        • Bonus bebè (premio alla nascita)
        • Premio nascita (bonus mamma domani)
        • Fondo nuovi nati

        ⚠️ Attenzione: L’Assegno Unico NON sostituisce il Bonus Asilo Nido (che resta autonomo) né le detrazioni per figli sopra i 21 anni.

        Chi Ha Diritto all’Assegno Unico 2026

        Hanno diritto all’Assegno Unico tutti i genitori (lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati, pensionati) con:

        • Figli minori a carico (fino a 18 anni)
        • Figli maggiorenni a carico (18-21 anni) che:
          • Frequentano scuola/università
          • Svolgono tirocinio/apprendistato
          • Sono disoccupati e iscritti al Centro per l’Impiego
          • Svolgono servizio civile
        • Figli disabili a carico (senza limiti di età)

        Requisiti di residenza:

        • Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno UE permanente
        • Residenza in Italia
        • Domicilio in Italia da almeno 2 anni (anche non continuativi)
        • Lavoro o pensione in Italia

        Perché l’ISEE è Fondamentale per l’Assegno Unico

        L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il documento che certifica la situazione economica del nucleo familiare. Per l’Assegno Unico, l’ISEE è fondamentale perché determina l’importo mensile spettante.

        Correlazione ISEE-Importo Assegno Unico

        La somma mensile che ricevi di Assegno Unico è inversamente proporzionale al valore ISEE:

        • ISEE basso (sotto 17.091,74 euro) → Importo MASSIMO
        • ISEE medio (tra 17.091,74 e 45.574,96 euro) → Importo DECRESCENTE
        • ISEE alto (sopra 45.574,96 euro) → Importo MINIMO
        • Senza ISEE → Importo MINIMO (come ISEE oltre soglia)

        Cosa Succede Se Non Presenti l’ISEE

        Se non presenti l’ISEE o se il tuo ISEE è scaduto, l’INPS eroga l’Assegno Unico con importo minimo:

        • 57 euro al mese per ogni figlio minore
        • 28,50 euro al mese per ogni figlio maggiorenne (18-21 anni)

        💡 Esempio pratico: Una famiglia con 2 figli minori e ISEE sotto 17.091 euro riceve 398,80 euro al mese (199,40 x 2). La stessa famiglia senza ISEE riceve solo 114 euro al mese (57 x 2). Differenza: 284,80 euro al mese, ovvero 3.417,60 euro all’anno!

        ISEE Valido per l’Assegno Unico: Quale Serve

        Per l’Assegno Unico serve l’ISEE ordinario (o “ISEE standard”), lo stesso che si usa per la maggior parte delle prestazioni sociali. NON serve un ISEE specifico (come l’ISEE Università o l’ISEE Sociosanitario).

        L’ISEE tiene conto del nucleo familiare completo: redditi, patrimoni mobiliari e immobiliari di tutti i componenti.

        Scaglioni ISEE e Importi Assegno Unico 2026: La Tabella Completa

        Gli importi dell’Assegno Unico 2026 variano in base agli scaglioni ISEE. Ecco la tabella completa aggiornata con le rivalutazioni ISTAT.

        Tabella Importi Assegno Unico per Figli Minori (0-18 anni)

        ISEEImporto Mensile per FiglioImporto Annuo per Figlio
        Fino a 17.091,74 €199,40 €2.392,80 €
        17.091,75 – 20.000 €189,20 €2.270,40 €
        20.000 – 25.000 €171,50 €2.058,00 €
        25.000 – 30.000 €153,70 €1.844,40 €
        30.000 – 35.000 €136,00 €1.632,00 €
        35.000 – 40.000 €118,20 €1.418,40 €
        40.000 – 45.574,96 €100,50 €1.206,00 €
        Oltre 45.574,96 € o senza ISEE57,00 €684,00 €

        📊 Come leggere la tabella: Se il tuo ISEE è, ad esempio, 22.000 euro, rientri nello scaglione “20.000 – 25.000 €” e ricevi 171,50 euro al mese per ogni figlio minore.

        Tabella Importi Assegno Unico per Figli Maggiorenni (18-21 anni)

        Per i figli maggiorenni tra 18 e 21 anni a carico che rispettano i requisiti (studio, tirocinio, disoccupazione, servizio civile), l’importo è ridotto:

        ISEEImporto Mensile per Figlio 18-21 anni
        Fino a 17.091,74 €96,90 €
        17.091,75 – 45.574,96 €Decrescente (da 96,90 a 28,50 €)
        Oltre 45.574,96 € o senza ISEE28,50 €

        ISEE Sotto 17.091 Euro: L’Importo Massimo

        La soglia ISEE di 17.091,74 euro è quella che garantisce l’importo massimo dell’Assegno Unico. Sotto questa soglia, l’importo resta fisso e pieno:

        • 199,40 euro al mese per ogni figlio minore
        • 96,90 euro al mese per ogni figlio maggiorenne (18-21 anni)

        📌 Nota: Non importa se il tuo ISEE è 5.000, 10.000 o 17.000 euro: fino a 17.091,74 euro l’importo è sempre il massimo.

        Maggiorazioni dell’Assegno Unico 2026

        Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede maggiorazioni per situazioni particolari. Queste maggiorazioni si sommano all’importo base e aumentano ulteriormente il beneficio mensile.

        Maggiorazione per Numero di Figli

        Se hai 3 o più figli a carico, ricevi una maggiorazione del 50% sull’importo di ciascun figlio (minore o maggiorenne):

        • ISEE fino a 45.574,96 euro: +99,70 euro al mese per ogni figlio
        • ISEE oltre 45.574,96 euro o senza ISEE: +28,50 euro al mese per ogni figlio

        💡 Esempio: Famiglia con ISEE 15.000 euro e 3 figli minori:

        • Importo base per figlio: 199,40 euro x 3 = 598,20 euro
        • Maggiorazione 3+ figli: 99,70 euro x 3 = 299,10 euro
        • Totale mensile: 897,30 euro

        Maggiorazione per Figli Disabili

        Per ogni figlio con disabilità, l’Assegno Unico prevede maggiorazioni specifiche che variano in base al grado di disabilità:

        Tipo DisabilitàMaggiorazione Mensile (ISEE fino a 45.574,96 €)
        Disabilità non autosufficiente119,60 €
        Disabilità grave108,20 €
        Disabilità media96,90 €

        ⚠️ Attenzione: Per figli disabili maggiorenni (oltre 21 anni), l’Assegno Unico continua ad essere erogato senza limiti di età, con l’importo base (57 euro) più la maggiorazione per disabilità.

        Maggiorazione per Madri Giovani (Under 21)

        Se la madre ha meno di 21 anni al momento della nascita del figlio, spetta una maggiorazione di 22,80 euro al mese per ogni figlio minore, a condizione che l’ISEE sia fino a 45.574,96 euro.

        Maggiorazione per Entrambi i Genitori che Lavorano

        Se entrambi i genitori sono lavoratori (dipendenti, autonomi, titolari di pensione da lavoro), spetta una maggiorazione di 34,20 euro al mese per nucleo familiare (non per figlio) con ISEE fino a 45.574,96 euro.

        📌 Nota: Questa maggiorazione è forfettaria (unica per famiglia) e non si moltiplica per il numero di figli.

        Come Ottenere l’Importo Massimo dell’Assegno Unico

        Per massimizzare l’Assegno Unico, devi assicurarti di avere un ISEE il più basso possibile (entro il limite di 17.091,74 euro per l’importo pieno) e sfruttare tutte le maggiorazioni disponibili.

        Strategia 1: Presenta l’ISEE Ogni Anno

        Il primo e più importante step è presentare l’ISEE aggiornato ogni anno. Molte famiglie dimenticano di rinnovare l’ISEE e si ritrovano con l’importo minimo.

        Scadenza ISEE: L’ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione. Quindi, un ISEE fatto a gennaio 2026 scade il 31 dicembre 2026.

        💡 Consiglio: Fai l’ISEE a gennaio di ogni anno per avere subito l’importo corretto dell’Assegno Unico da febbraio.

        Strategia 2: Valuta l’ISEE Corrente Se i Redditi Sono Calati

        Se la tua situazione economica è peggiorata rispetto a due anni fa (ad esempio, hai perso il lavoro, hai avuto una riduzione di reddito, hai chiuso la partita IVA), puoi richiedere l’ISEE Corrente.

        L’ISEE Corrente tiene conto dei redditi degli ultimi 12 mesi (o anche degli ultimi 2 mesi in caso di variazioni lavorative), anziché quelli di 2 anni fa. Questo ti permette di avere un ISEE più basso e quindi un Assegno Unico più alto.

        📌 Quando richiedere l’ISEE Corrente:

        • Perdita del lavoro (licenziamento, dimissioni)
        • Riduzione dell’orario di lavoro superiore al 25%
        • Chiusura della partita IVA
        • Riduzione del reddito complessivo superiore al 25%

        Strategia 3: Ottimizza la Composizione del Nucleo Familiare

        La composizione del nucleo familiare ISEE influisce sul valore finale dell’indicatore. In alcuni casi particolari (figli maggiorenni non a carico, genitori separati), è possibile ottimizzare il nucleo per abbassare l’ISEE.

        ⚠️ Attenzione: Qualsiasi ottimizzazione deve essere lecita e conforme alle norme. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la corretta composizione del nucleo senza violare le regole.

        Strategia 4: Non Dimenticare le Maggiorazioni

        Assicurati di dichiarare tutte le situazioni che danno diritto a maggiorazioni:

        • Se hai 3 o più figli, dichiaralo nella domanda
        • Se hai figli disabili, allega i certificati di disabilità
        • Se entrambi i genitori lavorano, dichiaralo (serve la CU o dichiarazione redditi di entrambi)
        • Se la madre ha meno di 21 anni, indicalo

        Esempi Pratici: Quanto Prende la Tua Famiglia

        Vediamo alcuni esempi concreti per capire quanto può ricevere una famiglia in base all’ISEE e alla composizione del nucleo.

        Esempio 1: Famiglia con ISEE 15.000 € e 2 Figli Minori

        Situazione:

        • ISEE: 15.000 euro (sotto soglia 17.091,74)
        • Figli: 2 minori (5 e 8 anni)
        • Genitori: entrambi lavoratori

        Calcolo Assegno Unico:

        • Importo base per figlio: 199,40 euro x 2 = 398,80 euro
        • Maggiorazione entrambi genitori lavorano: +34,20 euro
        • Totale mensile: 433 euro
        • Totale annuo: 5.196 euro

        Esempio 2: Famiglia con ISEE 28.000 € e 3 Figli

        Situazione:

        • ISEE: 28.000 euro
        • Figli: 3 minori (2, 6 e 10 anni)
        • Genitori: solo uno lavora

        Calcolo Assegno Unico:

        • Importo base per figlio (scaglione 25.000-30.000): 153,70 euro x 3 = 461,10 euro
        • Maggiorazione 3+ figli (ISEE sotto 45.574,96): 99,70 euro x 3 = 299,10 euro
        • Totale mensile: 760,20 euro
        • Totale annuo: 9.122,40 euro

        Esempio 3: Famiglia con ISEE 50.000 € e 1 Figlio

        Situazione:

        • ISEE: 50.000 euro (oltre soglia 45.574,96)
        • Figli: 1 minore (4 anni)

        Calcolo Assegno Unico:

        • Importo base (importo minimo): 57 euro
        • Totale mensile: 57 euro
        • Totale annuo: 684 euro

        Esempio 4: Famiglia Senza ISEE e 2 Figli

        Situazione:

        • ISEE: Non presentato
        • Figli: 2 minori (3 e 7 anni)

        Calcolo Assegno Unico:

        • Importo base (importo minimo): 57 euro x 2 = 114 euro
        • Totale mensile: 114 euro
        • Totale annuo: 1.368 euro

        💡 Confronto: Se questa famiglia avesse presentato un ISEE di 15.000 euro (ipotesi realistica), avrebbe ricevuto 398,80 euro al mese, ovvero 284,80 euro in più al mese (3.417,60 euro all’anno)!

        Scadenze Assegno Unico 2026

        Per ricevere l’Assegno Unico con l’importo corretto, è fondamentale rispettare le scadenze di presentazione dell’ISEE e della domanda.

        Scadenza Rinnovo ISEE 2026

        L’ISEE 2025 (quello fatto a gennaio 2025) scade il 31 dicembre 2025. Da gennaio 2026, è necessario presentare il nuovo ISEE 2026 aggiornato con i redditi e patrimoni del 2024.

        Cosa succede se non rinnovi l’ISEE:

        • Da gennaio 2026, l’INPS continua a pagare l’Assegno Unico con l’importo minimo (57 euro per figlio minore)
        • Se presenti l’ISEE 2026 entro febbraio 2026, l’INPS riconosce gli arretrati da gennaio
        • Se presenti l’ISEE dopo febbraio 2026, l’importo corretto parte dal mese successivo alla presentazione (niente arretrati)

        📅 Consiglio pratico: Prenota l’appuntamento al CAF per l’ISEE 2026 già a dicembre 2025 o gennaio 2026, così ricevi subito l’importo corretto da gennaio senza perdere arretrati.

        Scadenza Domanda Assegno Unico (Nuove Domande)

        Se è la prima volta che chiedi l’Assegno Unico (ad esempio, è nato un figlio o non hai mai fatto domanda), puoi presentarla in qualsiasi momento dell’anno.

        Tempistiche di pagamento:

        • Domanda presentata entro il 30 giugno dell’anno in corso → arretrati da marzo
        • Domanda presentata dopo il 30 giugno → niente arretrati, pagamento dal mese successivo alla domanda

        💡 Esempio: Se tuo figlio nasce a gennaio 2026 e fai domanda a maggio 2026, ricevi gli arretrati da marzo, aprile e maggio (3 mesi). Se fai domanda a settembre 2026, ricevi l’Assegno solo da ottobre in poi (niente arretrati).

        Calendario Pagamenti Mensili INPS 2026

        L’Assegno Unico viene pagato mensilmente dall’INPS. Le date di accredito variano leggermente ogni mese, ma solitamente avvengono tra il 15 e il 21 di ogni mese.

        Date indicative pagamenti 2026:

        • Gennaio 2026: 17-20 gennaio
        • Febbraio 2026: 15-18 febbraio
        • Marzo 2026: 17-20 marzo
        • Aprile 2026: 16-19 aprile
        • Maggio 2026: 18-21 maggio
        • Giugno 2026: 17-20 giugno

        📌 Nota: Le date esatte vengono comunicate dall’INPS ogni mese tramite il sito ufficiale e l’app “INPS Mobile”.

        Come Fare l’ISEE per l’Assegno Unico al CAF

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione dell’ISEE 2026 per l’Assegno Unico, gestendo tutta la pratica dall’inizio alla fine.

        Documenti Necessari per l’ISEE

        Per compilare l’ISEE per l’Assegno Unico, porta al CAF i seguenti documenti di tutti i componenti del nucleo familiare:

        Documenti anagrafici:

        • Carta d’identità e codice fiscale (di tutti i maggiorenni)
        • Stato di famiglia aggiornato
        • Eventuale sentenza di separazione/divorzio (se genitori separati)

        Documenti reddituali (anno 2024):

        • Certificazione Unica (CU) 2025 (redditi 2024) di tutti i lavoratori dipendenti/pensionati
        • Dichiarazione dei redditi 2025 (730 o Modello Redditi PF) se presentata
        • Contratti di locazione (se percepisci affitti)
        • Assegni di mantenimento percepiti/versati

        Documenti patrimoniali (saldi al 31/12/2024):

        • Estratti conto bancari/postali con saldo al 31/12/2024 e giacenza media annua 2024
        • Conti correnti, libretti di risparmio, conti deposito
        • Titoli di Stato, azioni, fondi comuni (valore al 31/12/2024)
        • Polizze assicurative/vita con valore di riscatto
        • Visure catastali di tutti gli immobili posseduti (case, terreni)
        • Saldo mutui residui al 31/12/2024

        Tempi di Elaborazione dell’ISEE

        Una volta presentata la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) al CAF, l’INPS elabora l’ISEE in 10-15 giorni lavorativi. Riceverai una notifica via email/SMS quando l’ISEE sarà disponibile.

        📌 Nota: Nei periodi di alta affluenza (gennaio-marzo), i tempi possono allungarsi fino a 20-25 giorni. Prenota per tempo!

        Costo Servizio ISEE al CAF

        Il servizio di compilazione ISEE al CAF Centro Fiscale di Udine è gratuito per i lavoratori dipendenti e pensionati iscritti a sindacati convenzionati (CISL, CGIL, UIL, ecc.).

        Per chi non è iscritto al sindacato, il costo è di circa 20-30 euro (tariffe variabili, verifica al momento della prenotazione).

        Perché Affidarsi al CAF per l’ISEE

        Compilare l’ISEE da soli online può portare a errori che invalidano la dichiarazione o causano un ISEE più alto del dovuto. Il CAF ti garantisce:

        • ✅ Corretta composizione del nucleo familiare (eviti errori su genitori separati, figli maggiorenni, conviventi)
        • ✅ Calcolo corretto di redditi e patrimoni
        • ✅ Verifica documentazione prima dell’invio
        • ✅ Assistenza in caso di ISEE errato o rettifica
        • ✅ Supporto per ISEE Corrente se la situazione economica è cambiata

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti su ISEE e Assegno Unico 2026

        Quanto prendo di Assegno Unico con ISEE 20.000 euro?

        Con un ISEE di 20.000 euro rientri nello scaglione 17.091,75 – 25.000 euro. Ricevi circa 171,50 euro al mese per ogni figlio minore (importo decrescente in base al valore ISEE esatto). Per figli maggiorenni (18-21 anni) l’importo è ridotto. Aggiungi eventuali maggiorazioni se hai 3+ figli, figli disabili o entrambi i genitori lavorano.

        Cosa succede se non presento l’ISEE per l’Assegno Unico?

        Se non presenti l’ISEE o se il tuo ISEE è scaduto, l’INPS eroga l’Assegno Unico con importo minimo: 57 euro al mese per ogni figlio minore e 28,50 euro per ogni figlio maggiorenne (18-21 anni). Perdi anche tutte le maggiorazioni legate all’ISEE (3+ figli, entrambi genitori lavorano). Presentare l’ISEE può farti guadagnare centinaia di euro in più al mese.

        Entro quando devo rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2026?

        L’ISEE 2025 scade il 31 dicembre 2025. Per continuare a ricevere l’importo corretto dell’Assegno Unico nel 2026, devi presentare il nuovo ISEE 2026 (con dati 2024) entro febbraio 2026. Se lo presenti entro febbraio, l’INPS riconosce gli arretrati da gennaio. Se lo presenti dopo febbraio, l’importo corretto parte dal mese successivo senza arretrati.

        Posso presentare ISEE corrente per aumentare l’Assegno Unico?

        Sì, se la tua situazione economica è peggiorata rispetto a 2 anni fa (perdita lavoro, riduzione reddito oltre 25 percento, chiusura partita IVA) puoi richiedere l’ISEE Corrente. L’ISEE Corrente considera i redditi degli ultimi 12 mesi o ultimi 2 mesi in caso di variazioni lavorative, permettendoti di ottenere un ISEE più basso e quindi un Assegno Unico più alto. Il CAF ti aiuta a verificare se hai diritto all’ISEE Corrente.

        L’Assegno Unico aumenta con il terzo figlio?

        Sì, con 3 o più figli a carico ricevi una maggiorazione del 50 percento sull’importo di ciascun figlio. Con ISEE fino a 45.574,96 euro la maggiorazione è di 99,70 euro al mese per ogni figlio (minore o maggiorenne). Con ISEE oltre 45.574,96 euro o senza ISEE la maggiorazione scende a 28,50 euro al mese per figlio. Questa maggiorazione si somma all’importo base dell’Assegno Unico.


        Richiedi Assistenza per ISEE e Assegno Unico

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione dell’ISEE 2026 e la domanda di Assegno Unico. Verifica della corretta composizione del nucleo familiare, calcolo ottimizzato, assistenza completa.

        Contattaci su WhatsApp

        Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

          Il tuo nome (*)

          La tua email (*)

          Il tuo telefono (*)

          Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge EU 679/2016

          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


          ARTICOLI CORRELATI

          ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
          ASSEGNO UNICO, MATERNITA’

          Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 Febbraio

          Il tempo sta per scadere: entro il 28 febbraio 2026 tutte le famiglie che percepiscono l’Assegno Unico Universale devono presentare l’ISEE aggiornato se vogliono continuare a ricevere l’importo pieno della prestazione. Chi non presenta l’ISEE…
          Febbraio 23, 2026
          /
          0 Commenti
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:26:062026-02-23 07:30:44Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 Febbraio
          ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
          ASSEGNO UNICO

          Errori Domanda Assegno Unico: Come Correggerli su INPS

          Hai presentato la domanda Assegno Unico 2026 e ti sei accorto di aver commesso un errore? Non preoccuparti: nella maggior parte dei casi puoi correggere i dati direttamente dal portale INPS, senza dover annullare e ripresentare tutto da capo.…
          Febbraio 14, 2026
          /
          0 Commenti
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-14 08:00:002026-02-23 15:24:11Errori Domanda Assegno Unico: Come Correggerli su INPS
          ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
          ASSEGNO UNICO, MATERNITA’

          Pagamento Assegno Unico Febbraio 2026: Date e Importi

          Indice dei contenutiDate Pagamento Assegno Unico Febbraio 2026 Importi Assegno Unico Febbraio 2026 Maggiorazioni e Bonus Aggiuntivi Come Verificare il Pagamento Cosa Fare se il Pagamento non Arriva ISEE 2026: Aggiornamento per Importi…
          Febbraio 13, 2026
          /
          0 Commenti
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-13 09:23:272026-02-13 09:23:42Pagamento Assegno Unico Febbraio 2026: Date e Importi

          CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

          Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

          Gennaio 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-31 21:05:482026-05-31 09:41:35ISEE 2026 e Assegno Unico: Scaglioni, Importi e Scadenze
          CAF, ISEE

          Nucleo Familiare ISEE: Chi Ne Fa Parte? Guida Completa 2026

          ISEE ERRATO 2026

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è il Nucleo Familiare ai Fini ISEE
          2. Chi Fa Parte del Nucleo Familiare ISEE
          3. Differenza tra Stato di Famiglia e Nucleo ISEE
          4. Casi Particolari: Genitori Separati, Figli Maggiorenni
          5. Figli Maggiorenni: Quando Sono nel Nucleo dei Genitori
          6. Studenti Universitari Fuori Sede
          7. Coniugi con Residenze Diverse
          8. Come Verificare la Composizione del Nucleo
          9. Documenti Necessari per Ogni Componente
          10. Errori Comuni da Evitare
          11. Domande Frequenti

          Quando si compila la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per l’ISEE, una delle domande più frequenti riguarda la composizione del nucleo familiare: chi deve essere incluso? Chi può essere escluso? Le regole per determinare il nucleo familiare ai fini ISEE sono precise e non sempre coincidono con lo stato di famiglia anagrafico.

          Comprendere com’è costituito il nucleo familiare ISEE è fondamentale perché da questa composizione dipende il valore dell’indicatore e, di conseguenza, l’accesso a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali come l’Assegno Unico, il bonus asilo nido, le borse di studio universitarie e molto altro.

          In questa guida completa scoprirai tutte le regole 2026 per la composizione del nucleo familiare ISEE, i casi particolari più frequenti (genitori separati, figli maggiorenni, studenti fuori sede) e gli errori da evitare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione corretta della DSU.

          Cos’è il Nucleo Familiare ai Fini ISEE

          Il nucleo familiare ai fini ISEE è l’insieme dei componenti della famiglia che vengono considerati per il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Si tratta di un nucleo convenzionale definito dalla normativa (DPCM 159/2013) che serve a valutare la situazione economica complessiva del nucleo per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate.

          Regola base (art. 3 DPCM 159/2013): Fanno parte del nucleo familiare ISEE i componenti della famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU, ovvero le persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o affettivi che coabitano e hanno dimora abituale nello stesso Comune.

          Nota importante: Il nucleo ISEE non sempre coincide con lo stato di famiglia anagrafico. Esistono regole specifiche che possono includere nel nucleo anche persone non conviventi (es. coniuge non residente, genitore non convivente) oppure escludere persone conviventi in alcuni casi particolari.

          Differenza tra Nucleo Familiare e Famiglia Anagrafica

          È fondamentale distinguere tra:

          • Famiglia anagrafica (Stato di famiglia): insieme di persone che coabitano e hanno dimora abituale nello stesso Comune, come risulta dall’anagrafe comunale.
          • Nucleo familiare ISEE: insieme di persone determinate secondo le regole del DPCM 159/2013, che può includere anche persone non conviventi o escludere persone conviventi in casi specifici.

          Esempio pratico: Un figlio maggiorenne che vive con i genitori fa parte della loro famiglia anagrafica. Tuttavia, se ha più di 26 anni, non è a carico fiscale e non è coniugato, può costituire un nucleo ISEE autonomo anche se continua a vivere con i genitori.

          Chi Fa Parte del Nucleo Familiare ISEE

          La composizione del nucleo familiare ISEE segue regole precise. Vediamo tutti i componenti che devono essere inclusi obbligatoriamente.

          Componenti Obbligatori del Nucleo ISEE

          ComponenteRegola InclusioneNote
          ConiugeSempre incluso, anche se non residenteVale per matrimonio civile e concordatario. NON vale per separati/divorziati.
          Figli minoriSempre inclusi nel nucleo del genitore con cui convivonoIn caso di affidamento congiunto, nel nucleo del genitore con cui risiedono prevalentemente.
          Figli maggiorenni non sposatiInclusi se a carico fiscale (under 26) oppure se conviventiSe non a carico e non conviventi, costituiscono nucleo autonomo.
          Convivente more uxorioSempre incluso se risulta dalla famiglia anagraficaAnche senza matrimonio, se c’è coabitazione e vincolo affettivo.
          Figlio del conviventeIncluso se minore o a carico fiscale del conviventeVale come per i figli del dichiarante.

          Coniuge: Sempre nel Nucleo (Anche se Non Residente)

          Il coniuge fa sempre parte del nucleo familiare ISEE del dichiarante, anche se ha residenza diversa. Questo vale per:

          • Coniugi con residenze in comuni diversi per motivi di lavoro
          • Coniugi temporaneamente non conviventi
          • Coniugi con stati di famiglia separati

          Eccezioni: Il coniuge NON fa parte del nucleo ISEE nei seguenti casi:

          • Separazione legale (omologata dal giudice)
          • Divorzio (sentenza passata in giudicato)
          • Scioglimento del matrimonio
          • Cessazione degli effetti civili del matrimonio (matrimonio concordatario)
          • Abbandono del tetto coniugale (solo se documentato da denuncia/querela o provvedimento giudice)

          ⚠️ Attenzione: La separazione di fatto (senza separazione legale) NON basta per escludere il coniuge dal nucleo ISEE. Serve la separazione legale omologata.

          Figli Minori: Nel Nucleo del Genitore Convivente

          I figli minori (sotto i 18 anni) fanno sempre parte del nucleo familiare del genitore con cui convivono abitualmente.

          Regole per genitori separati/divorziati:

          • Affidamento esclusivo: Il figlio è nel nucleo del genitore affidatario
          • Affidamento congiunto: Il figlio è nel nucleo del genitore con cui ha residenza prevalente
          • Affidamento condiviso paritetico: Il figlio è nel nucleo del genitore indicato come collocatario prevalente (anche se 50/50)

          📌 Importante: Il genitore non convivente con il figlio minore deve comunque essere attratto nel nucleo ISEE se è tenuto a versare assegni periodici per il mantenimento (vedi sezione Casi Particolari).

          Differenza tra Stato di Famiglia e Nucleo ISEE

          Molti cittadini confondono lo stato di famiglia con il nucleo familiare ISEE, pensando che siano la stessa cosa. In realtà, ci sono differenze importanti.

          Stato di Famiglia (Anagrafe)

          Lo stato di famiglia è il certificato anagrafico che elenca tutte le persone che:

          • Coabitano nello stesso immobile
          • Hanno dimora abituale nello stesso Comune
          • Sono legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità o affettivi

          Base: Residenza anagrafica (autocertificazione del cittadino)

          Nucleo Familiare ISEE

          Il nucleo familiare ISEE è determinato da regole specifiche del DPCM 159/2013 che:

          • Includono persone non conviventi (coniuge non residente, genitore non convivente obbligato agli alimenti)
          • Escludono persone conviventi in alcuni casi (figlio maggiorenne non a carico)
          • Tengono conto della situazione fiscale (carichi di famiglia, dichiarazione redditi)

          Base: Norme previdenziali e fiscali (DPCM 159/2013)

          Quando Stato di Famiglia e Nucleo ISEE Coincidono

          Nella maggior parte dei casi, per le famiglie ordinarie, stato di famiglia e nucleo ISEE coincidono:

          • Coppia sposata con figli minori conviventi
          • Genitore single con figli minori conviventi
          • Coppia convivente more uxorio con figli
          • Persona sola senza altri componenti

          Quando Stato di Famiglia e Nucleo ISEE Differiscono

          Le differenze emergono in situazioni particolari:

          SituazioneStato di FamigliaNucleo ISEE
          Coniuge con residenza diversaNon compareDeve essere incluso
          Figlio maggiorenne non a carico, conviventeComparePuò costituire nucleo autonomo
          Genitore non convivente (separati)Non comparePuò essere attratto se obbligato agli alimenti
          Studente universitario fuori sedeNon compare (residenza altrove)Resta nel nucleo dei genitori se a carico

          💡 Consiglio pratico: Non affidarti solo allo stato di famiglia per compilare la DSU. Verifica sempre con il CAF la composizione corretta del nucleo ISEE.

          Casi Particolari: Genitori Separati, Figli Maggiorenni, Conviventi

          Vediamo ora i casi particolari più frequenti che generano dubbi nella compilazione della DSU.

          Genitori Separati o Divorziati

          Quando i genitori sono separati legalmente o divorziati, il nucleo ISEE si compone in modo diverso a seconda della situazione:

          Caso 1: Genitore convivente con il figlio minore

          Il genitore convivente dichiara nel proprio nucleo ISEE:

          • Se stesso
          • Figli minori conviventi
          • Eventuale nuovo coniuge/convivente
          • Genitore non convivente (componente aggiuntiva) SOLO SE:
            • Non è risposato/convivente con altra persona
            • È tenuto per legge a versare assegni periodici

          ⚠️ Attenzione “attrazione del genitore esterno”: Il genitore non convivente viene attratto come componente aggiuntiva nel nucleo del figlio minore se sussistono ENTRAMBE le condizioni sopra. I suoi redditi/patrimoni entrano nel calcolo ISEE, ma con un coefficiente ridotto (scala di equivalenza maggiorata).

          Caso 2: Genitore separato NON convivente con il figlio

          Il genitore non convivente (quello che versa gli alimenti) dichiara nel proprio nucleo ISEE:

          • Se stesso
          • Eventuale nuovo coniuge/convivente
          • Eventuali figli della nuova famiglia
          • NON i figli non conviventi (che sono nel nucleo dell’altro genitore)

          Tuttavia, se richiesto, potrà essere attratto nel nucleo dell’altro genitore come componente aggiuntiva.

          Genitori Non Sposati (Conviventi e Non)

          Genitori non sposati conviventi (more uxorio):

          Formano un unico nucleo familiare ISEE composto da:

          • Madre
          • Padre convivente
          • Figli (anche se solo di uno dei due partner)

          Questo vale se risultano nella stessa famiglia anagrafica (stesso indirizzo di residenza).

          Genitori non sposati NON conviventi:

          Ogni genitore ha un nucleo ISEE autonomo:

          • Il figlio minore è nel nucleo del genitore con cui convive
          • Il genitore non convivente non entra nel nucleo del figlio (a meno che non sia obbligato per legge a versare assegni periodici, in quel caso viene attratto)

          Figli Maggiorenni: Quando Sono nel Nucleo dei Genitori

          La composizione del nucleo ISEE per i figli maggiorenni (over 18) dipende da tre fattori:

          1. Età del figlio
          2. Convivenza con i genitori
          3. Carico fiscale (dichiarato a carico nella dichiarazione dei redditi)

          Regola Generale per Figli Maggiorenni

          Un figlio maggiorenne non coniugato fa parte del nucleo dei genitori se:

          • Ha meno di 26 anni E
          • È a carico fiscale di almeno un genitore (nella dichiarazione redditi)

          Oppure:

          • Convive con i genitori (indipendentemente dall’età e dal carico fiscale)

          Quando il Figlio Maggiorenne Costituisce Nucleo Autonomo

          Il figlio maggiorenne può costituire un nucleo ISEE autonomo (separato dai genitori) se:

          • Ha più di 26 anni E
          • NON è a carico fiscale dei genitori E
          • NON convive con i genitori (ha residenza diversa)

          Oppure:

          • È coniugato (indipendentemente da età, convivenza e carico fiscale)

          Esempi Pratici

          Esempio 1: Mario, 24 anni, studente universitario, vive ancora con i genitori ed è a loro carico fiscale.

          ➡️ Mario fa parte del nucleo ISEE dei genitori (under 26, a carico, convivente).

          Esempio 2: Giulia, 28 anni, lavoratrice dipendente con reddito autonomo, vive ancora con i genitori ma NON è a loro carico fiscale.

          ➡️ Giulia fa parte del nucleo ISEE dei genitori (convivente, anche se over 26 e non a carico).

          Esempio 3: Luca, 29 anni, lavoratore con reddito proprio, NON è a carico dei genitori e vive da solo in un’altra città.

          ➡️ Luca costituisce un nucleo ISEE autonomo (over 26, non a carico, non convivente).

          Esempio 4: Sara, 22 anni, sposata, vive con il marito.

          ➡️ Sara costituisce un nucleo ISEE autonomo con il coniuge (coniugata, indipendentemente dall’età).

          Studenti Universitari Fuori Sede

          Gli studenti universitari fuori sede (che studiano in una città diversa da quella dei genitori) generano spesso dubbi sulla composizione del nucleo ISEE.

          Regola Generale

          Uno studente universitario fuori sede fa parte del nucleo ISEE dei genitori se:

          • Ha meno di 26 anni E
          • È a carico fiscale di almeno un genitore

          Questo vale anche se ha residenza in un’altra città per motivi di studio.

          ⚠️ Attenzione: Non importa se lo studente ha una residenza diversa (es. in un’altra regione per frequentare l’università). Se è a carico fiscale e under 26, resta nel nucleo dei genitori.

          ISEE Università: Nucleo dello Studente

          Per richiedere borse di studio universitarie, tasse agevolate e altri benefici per il diritto allo studio, serve un ISEE specifico: l’ISEE Università.

          La composizione del nucleo ISEE Università dipende da dove risiede lo studente:

          Studente con residenza presso i genitori:

          • Nucleo ISEE Università = nucleo dei genitori

          Studente con residenza diversa dai genitori:

          • Se non autonomo (a carico, under 26): nucleo ISEE Università = nucleo dei genitori
          • Se autonomo (over 26, non a carico, indipendente economicamente da almeno 2 anni): nucleo ISEE Università = nucleo autonomo dello studente

          📌 Nota importante: Per essere considerato autonomo ai fini ISEE Università, lo studente deve dimostrare di avere redditi da lavoro propri sufficienti da almeno 2 anni (soglia minima: circa 6.500 euro/anno).

          Coniugi con Residenze Diverse

          Come già accennato, i coniugi fanno sempre parte dello stesso nucleo ISEE, anche se hanno residenze anagrafiche in comuni diversi.

          Quando i Coniugi Hanno Residenze Diverse

          Situazioni tipiche:

          • Lavoro in altra città: Un coniuge lavora e risiede in una città diversa (es. trasferimento temporaneo)
          • Assistenza familiari: Un coniuge risiede altrove per assistere un genitore anziano
          • Motivi di studio: Un coniuge frequenta un corso universitario/master in altra regione

          Regola ISEE: I due coniugi devono presentare un’unica DSU con un unico nucleo familiare che include entrambi, anche se hanno due stati di famiglia separati.

          Come Compilare la DSU

          Nella compilazione della DSU:

          1. Si indica come dichiarante uno dei due coniugi
          2. Si inserisce l’altro coniuge come componente del nucleo
          3. Si dichiarano i redditi e i patrimoni di entrambi
          4. Si indica la residenza del dichiarante (o quella comune se ce n’è una principale)

          💡 Consiglio: In caso di residenze diverse, conviene indicare come dichiarante il coniuge con la residenza nel comune dove si intende richiedere la prestazione agevolata.

          Come Verificare la Composizione del Nucleo Familiare

          Prima di presentare la DSU, è importante verificare la corretta composizione del nucleo familiare ISEE per evitare errori che potrebbero invalidare la dichiarazione o causare la perdita di benefici.

          Strumenti di Verifica

          1. Stato di famiglia storico (visura anagrafica)

          Richiedi al Comune lo stato di famiglia storico aggiornato alla data di presentazione della DSU. Questo documento elenca tutti i componenti della famiglia anagrafica.

          2. Dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi)

          Verifica chi risulta a carico fiscale nella tua dichiarazione redditi. I familiari a carico (coniuge, figli under 26) devono essere inclusi nel nucleo ISEE.

          3. Consulenza CAF

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre una verifica preliminare gratuita della composizione del nucleo familiare prima di compilare la DSU. Il consulente ti aiuta a identificare:

          • Chi deve essere incluso nel nucleo
          • Chi può essere escluso (casi particolari)
          • Componenti aggiuntive (genitore separato attratto)
          • Situazioni di nucleo autonomo

          Checklist di Autocontrollo

          Prima di compilare la DSU, rispondi a queste domande:

          • ✅ Sei sposato/a? → Il coniuge è nel nucleo (anche se non convivente, salvo separazione legale)
          • ✅ Hai figli minori? → Sono nel nucleo se conviventi con te
          • ✅ Hai figli maggiorenni conviventi? → Sono nel nucleo indipendentemente dall’età/carico fiscale
          • ✅ Hai figli maggiorenni non conviventi? → Sono nel nucleo solo se under 26 E a carico fiscale
          • ✅ Sei separato/divorziato con figli minori? → Il genitore non convivente va attratto se non risposato e obbligato agli alimenti
          • ✅ Convivi con un partner senza matrimonio? → Il convivente è nel nucleo se risulta nella stessa famiglia anagrafica

          Documenti Necessari per Ogni Componente del Nucleo

          Per compilare correttamente la DSU, devi fornire i documenti di tutti i componenti del nucleo familiare. Ecco l’elenco completo.

          Documenti Anagrafici

          Per ogni componente maggiorenne:

          • Documento d’identità (carta identità, patente, passaporto)
          • Codice fiscale
          • Stato di famiglia aggiornato

          Per ogni componente minorenne:

          • Codice fiscale
          • Eventuale carta identità (se disponibile)

          Documenti Reddituali

          Per ogni componente (anche i minorenni se hanno redditi/patrimoni propri):

          Redditi da lavoro dipendente/pensione:

          • Certificazione Unica (CU) anno precedente
          • Buste paga (se CU non disponibile)

          Redditi da lavoro autonomo/impresa:

          • Dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi PF) anno precedente
          • Ricevuta di presentazione telematica

          Altri redditi:

          • Contratti di locazione (affitti percepiti)
          • Assegni di mantenimento ricevuti
          • Redditi esenti (es. pensione di invalidità, indennità accompagnamento)

          Documenti Patrimoniali

          Per ogni componente:

          Patrimonio immobiliare:

          • Visure catastali di tutti gli immobili posseduti (abitazione principale, seconde case, terreni)
          • Atti di compravendita (se acquisti recenti)
          • Mutui in corso (saldo residuo al 31/12 anno precedente)

          Patrimonio mobiliare:

          • Estratti conto bancari/postali con saldo al 31/12 e giacenza media annua
          • Conti correnti, libretti di risparmio, conti deposito
          • Titoli di Stato, obbligazioni, azioni, fondi comuni
          • Polizze assicurative/vita con valore di riscatto
          • Carte prepagate con IBAN (es. Postepay Evolution)

          📌 Nota importante: Serve il saldo al 31 dicembre E la giacenza media annua per ogni conto/deposito.

          Documenti Specifici per Casi Particolari

          Genitori separati/divorziati:

          • Sentenza di separazione/divorzio
          • Verbale di accordo omologato
          • Provvedimenti del giudice (affidamento, assegno mantenimento)

          Figli maggiorenni a carico:

          • Dichiarazione dei redditi del genitore (per verificare il carico fiscale)
          • Certificato di iscrizione università (se studente universitario)

          Persone con disabilità:

          • Certificato di invalidità civile
          • Verbale 104 (se titolare di legge 104)

          Errori Comuni da Evitare nella Composizione del Nucleo

          Ecco gli errori più frequenti che possono invalidare la DSU o causare un ISEE errato.

          Errore 1: Dimenticare il Coniuge Non Residente

          ❌ Errore: Il coniuge ha residenza in un altro comune per lavoro → non lo inserisco nella DSU.

          ✅ Corretto: Il coniuge va sempre incluso nel nucleo, anche con residenza diversa (salvo separazione legale).

          Errore 2: Includere il Coniuge Separato di Fatto

          ❌ Errore: Io e mio marito non viviamo più insieme da 2 anni, quindi faccio due DSU separate.

          ✅ Corretto: Senza separazione legale omologata, i coniugi fanno parte dello stesso nucleo ISEE, anche se non convivono più.

          Errore 3: Escludere il Figlio Maggiorenne Convivente

          ❌ Errore: Mio figlio ha 28 anni e lavora, quindi non è nel mio nucleo ISEE.

          ✅ Corretto: Se il figlio convive, fa parte del nucleo indipendentemente da età e reddito.

          Errore 4: Non Attrarre il Genitore Separato Obbligato agli Alimenti

          ❌ Errore: Sono separata, mio figlio vive con me. L’ex marito versa gli alimenti ma non lo inserisco nella DSU perché non convive.

          ✅ Corretto: Il genitore non convivente va attratto come componente aggiuntiva se non risposato e obbligato agli alimenti.

          Errore 5: Includere lo Studente Universitario Fuori Sede nel Nucleo Autonomo

          ❌ Errore: Mio figlio studia a Milano e ha residenza lì, quindi fa nucleo ISEE autonomo.

          ✅ Corretto: Se lo studente è a carico fiscale e under 26, resta nel nucleo dei genitori anche con residenza altrove.

          Errore 6: Confondere Stato di Famiglia con Nucleo ISEE

          ❌ Errore: Prendo lo stato di famiglia e inserisco quei componenti nella DSU.

          ✅ Corretto: Il nucleo ISEE non coincide sempre con lo stato di famiglia. Verificare le regole specifiche.

          Conseguenze degli Errori

          Un nucleo familiare dichiarato erroneamente può causare:

          • 📉 ISEE troppo alto → perdita di bonus e agevolazioni
          • 📈 ISEE troppo basso → prestazioni indebite, recupero somme, sanzioni
          • ❌ DSU invalidata → necessità di rifare tutto
          • ⚠️ Controlli INPS/Guardia di Finanza → verifiche incrociate con anagrafe e Agenzia Entrate

          💡 Consiglio: Fatti assistere dal CAF per evitare errori. La consulenza per l’ISEE è gratuita.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sul Nucleo Familiare ISEE

          Chi fa parte del nucleo familiare ISEE?

          Il nucleo familiare ISEE include: il dichiarante, il coniuge (anche non convivente), i figli minori conviventi, i figli maggiorenni conviventi o a carico fiscale (under 26), i conviventi more uxorio e i loro figli. In alcuni casi si aggiunge il genitore separato non convivente se obbligato agli alimenti.

          Il coniuge con residenza diversa fa parte del nucleo ISEE?

          Si, il coniuge fa SEMPRE parte del nucleo ISEE anche se ha residenza in un altro comune, salvo separazione legale, divorzio o abbandono del tetto coniugale documentato. La semplice residenza diversa non esclude il coniuge dal nucleo.

          Un figlio maggiorenne che lavora fa parte del nucleo dei genitori?

          Dipende. Se il figlio maggiorenne convive con i genitori, fa parte del loro nucleo ISEE indipendentemente da eta e reddito. Se non convive, fa parte del nucleo dei genitori solo se ha meno di 26 anni E risulta a carico fiscale di almeno un genitore.

          Studente universitario fuori sede: fa parte del nucleo dei genitori?

          Si, se lo studente ha meno di 26 anni ed e a carico fiscale dei genitori, resta nel loro nucleo ISEE anche se ha residenza in un’altra citta per motivi di studio. L’ISEE Universita si calcola sul nucleo dei genitori a meno che lo studente non sia autonomo da almeno 2 anni.

          Genitori separati: chi va nel nucleo del figlio?

          Il figlio minore fa parte del nucleo del genitore con cui convive. Il genitore non convivente (quello che versa gli alimenti) viene attratto come componente aggiuntiva nel nucleo del figlio SOLO SE non e risposato o convivente con altra persona E se e obbligato per legge a versare assegni periodici.

          Il convivente more uxorio fa parte del nucleo ISEE?

          Si, il convivente more uxorio fa parte del nucleo ISEE se risulta nella stessa famiglia anagrafica (stessa residenza) ed esiste un vincolo affettivo stabile. Anche i figli del convivente (se minori o a carico) entrano nel nucleo.

          Posso fare due ISEE diversi per due figli diversi?

          No, il nucleo familiare ISEE e unico per tutti i componenti. Non si possono fare DSU separate per lo stesso nucleo. Tutti i figli conviventi o a carico sono nello stesso nucleo ISEE dei genitori.


          Hai Bisogno di Aiuto per l’ISEE?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione corretta della DSU e la verifica del nucleo familiare ISEE.

          Servizi offerti:

          • Verifica composizione nucleo familiare
          • Compilazione DSU e invio telematico
          • Calcolo ISEE ordinario e specifici (università, sociosanitario, minorenni)
          • Assistenza per bonus e agevolazioni

          Non aspettare, contattaci oggi!

          Contattaci su WhatsApp

          Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

            Il tuo nome (*)

            La tua email (*)

            Il tuo telefono (*)

            Richiesta (eventuale)

            Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


            ARTICOLI CORRELATI

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            CAF, ISEE

            Rinnovo ISEE 2026: Documenti per la DSU e Scadenze di Rilascio

            Il rinnovo ISEE 2026 è un adempimento fondamentale per tutte le famiglie che intendono accedere a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali. Ogni anno, infatti, l’attestazione ISEE scade il 31 dicembre e deve essere rinnovata presentando…
            Febbraio 7, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-07 12:30:252026-02-23 15:25:02Rinnovo ISEE 2026: Documenti per la DSU e Scadenze di Rilascio
            Bonus Energia
            CAF, ISEE

            Bonus Luce e Gas 2026: Requisiti ISEE, Importi Aggiornati e Come Ottenerlo

            Il Bonus Sociale Luce e Gas 2026 è un’importante agevolazione economica che riduce il costo delle bollette per le famiglie in difficoltà economica o in condizioni di disagio fisico. Si tratta di uno sconto applicato automaticamente…
            Febbraio 2, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Bonus-Energia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-02 12:36:222026-02-23 19:06:15Bonus Luce e Gas 2026: Requisiti ISEE, Importi Aggiornati e Come Ottenerlo
            ISEE ERRATO 2026
            CAF, ISEE

            Nucleo Familiare ISEE: Chi Ne Fa Parte? Guida Completa 2026

            Indice dei contenutiCos’è il Nucleo Familiare ai Fini ISEE Chi Fa Parte del Nucleo Familiare ISEE Differenza tra Stato di Famiglia e Nucleo ISEE Casi Particolari: Genitori Separati, Figli Maggiorenni Figli Maggiorenni: Quando Sono…
            Gennaio 31, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ISEE-ERRATO-2026.png 924 1640 mirsada boci https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png mirsada boci2026-01-31 10:40:082026-01-31 10:40:08Nucleo Familiare ISEE: Chi Ne Fa Parte? Guida Completa 2026

            CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

            Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

            Gennaio 31, 2026/0 Commenti/da mirsada boci
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ISEE-ERRATO-2026.png 924 1640 mirsada boci https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png mirsada boci2026-01-31 10:40:082026-05-31 10:11:16Nucleo Familiare ISEE: Chi Ne Fa Parte? Guida Completa 2026
            CAF

            Scadenze di Febbraio 2026: Calendario Completo per Famiglie, Imprese e Partite IVA

            Indice dei contenuti

            1. Calendario Febbraio 2026: Tutte le Scadenze Giorno per Giorno
            2. Scadenze di Febbraio 2026 per le Famiglie
            3. Scadenze di Febbraio 2026 per le Partite IVA
            4. Scadenze di Febbraio 2026 per le Imprese
            5. Come Non Perdere le Scadenze Fiscali
            6. Domande Frequenti

            Febbraio 2026 si presenta come un mese ricco di scadenze fiscali e contributive che riguardano famiglie, partite IVA e imprese. Rispettare le scadenze febbraio 2026 è fondamentale per evitare sanzioni, more e la perdita di agevolazioni importanti.

            In questa guida completa troverai il calendario fiscale febbraio 2026 con tutte le date da segnare in rosso: dai versamenti IVA alle scadenze per l’ISEE 2026, dai contributi INPS per le partite IVA agli adempimenti per le imprese. Che tu sia una famiglia che deve richiedere bonus e agevolazioni, un professionista con partita IVA o un’impresa, questa guida ti aiuterà a non perdere nessuna scadenza importante.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna mese per mese con promemoria aggiornati e assistenza personalizzata per tutti i tuoi adempimenti fiscali.

            Calendario Febbraio 2026: Tutte le Scadenze Fiscali Giorno per Giorno

            Ecco il calendario completo delle scadenze fiscali di febbraio 2026, organizzato giorno per giorno. Le date evidenziate sono quelle con scadenze multiple o particolarmente importanti.

            DataScadenzaChi riguarda
            17 febbraioVersamento IVA gennaio 2026 (contribuenti mensili)Partite IVA mensili
            17 febbraioRitenute d’acconto gennaio 2026Sostituti d’imposta
            17 febbraioContributi INPS gestione separataProfessionisti senza cassa
            17 febbraioINTRASTAT mensileOperatori intracomunitari
            28 febbraioAssegno Unico: presentazione domanda per nuovi richiedentiFamiglie con figli
            28 febbraioCertificazione Unica 2026 (invio telematico Agenzia Entrate)Datori di lavoro, condomini
            28 febbraioEsterometro 4 trimestre 2025Operatori con operazioni estere
            28 febbraioBonus asilo nido: presentazione domanda INPSFamiglie con figli 0-3 anni

            Note importanti: Il 17 febbraio 2026 cade di martedì, quindi la scadenza rimane invariata. Il 28 febbraio è sabato, quindi alcune scadenze telematiche potrebbero essere prorogate al primo giorno lavorativo successivo (2 marzo 2026, lunedì).

            Scadenze di Febbraio 2026 per le Famiglie

            Febbraio 2026 è un mese cruciale per le famiglie che devono richiedere o rinnovare bonus e agevolazioni. Ecco tutte le scadenze da non perdere.

            ISEE 2026: Scadenza per i Bonus

            Anche se la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per l’ISEE 2026 può essere presentata tutto l’anno, febbraio rappresenta una scadenza importante per chi vuole accedere ai bonus con le nuove soglie.

            • Assegno Unico Universale: per ricevere l’importo aggiornato con l’ISEE 2026, è consigliabile presentare la DSU entro febbraio 2026. Chi presenta l’ISEE dopo febbraio riceverà gli arretrati solo dai mesi successivi.
            • Bonus asilo nido: per l’anno educativo 2025/2026, serve l’ISEE aggiornato entro febbraio per l’importo corretto.
            • Carta acquisti (social card): verifica annuale del requisito ISEE entro fine febbraio.

            📌 Dove presentare l’ISEE: presso il CAF Centro Fiscale di Udine oppure online sul sito INPS con SPID. La compilazione richiede documenti di reddito, patrimonio e composizione del nucleo familiare.

            Assegno Unico: Domanda per Nuovi Richiedenti

            Chi non ha mai richiesto l’Assegno Unico Universale o ha avuto variazioni nel nucleo familiare (nuovo figlio, separazione, ecc.) deve presentare domanda INPS entro il 28 febbraio 2026 per ricevere il pagamento a partire da marzo.

            Importi 2026 con ISEE:

            • ISEE fino a 17.090,61 euro: 199,40 euro al mese per figlio
            • ISEE tra 17.090,61 e 45.574,96 euro: importo decrescente
            • ISEE oltre 45.574,96 euro o senza ISEE: 57 euro al mese per figlio

            🎯 Maggiorazioni: Nuclei con 3 o più figli, figli under 1 anno, entrambi i genitori lavoratori, figli con disabilità.

            Bonus Asilo Nido 2026

            Il bonus asilo nido 2026 può essere richiesto durante tutto l’anno, ma per l’anno educativo 2025/2026 è consigliabile presentare domanda INPS entro febbraio 2026.

            Importi 2026:

            • ISEE fino a 25.000 euro: 3.000 euro annui
            • ISEE tra 25.001 e 40.000 euro: 2.500 euro annui
            • ISEE oltre 40.001 euro o senza ISEE: 1.500 euro annui

            Il bonus copre le rette per asili nido pubblici e privati autorizzati, oppure può essere richiesto per forme di supporto domiciliare per bambini con gravi patologie.

            Scadenze di Febbraio 2026 per le Partite IVA

            Le partite IVA affrontano in febbraio una serie di adempimenti fiscali e contributivi fondamentali. Vediamo tutte le scadenze del mese.

            Versamento IVA: 17 Febbraio 2026

            I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di gennaio 2026 entro il 17 febbraio 2026 (lunedì successivo al 16, che cade di domenica).

            Chi deve versare:

            • Contribuenti mensili (fatturato annuo > 700.000 euro per servizi, > 2 milioni per cessioni beni)
            • Nuove partite IVA nel primo anno (obbligo mensile)
            • Chi ha optato per liquidazione mensile volontaria

            Codice tributo: 6001 (IVA mensile)

            💡 Regime forfettario: I forfettari NON hanno obbligo di liquidazione IVA mensile, essendo esonerati dall’IVA.

            Contributi INPS Gestione Separata

            I professionisti iscritti alla gestione separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa previdenziale) devono versare i contributi previdenziali entro il 17 febbraio 2026.

            Aliquote 2026:

            • Professionisti senza altra cassa: 26,23%
            • Collaboratori con altra cassa: 24%
            • Pensionati: 24%

            I contributi si calcolano sui compensi fatturati e incassati nel mese precedente. Il versamento avviene tramite F24 con codici tributo specifici.

            📌 Minimale 2026: 18.415 euro (contributo minimo annuo: 4.829,01 euro per chi ha solo gestione separata).

            Ritenute d’Acconto: Sostituti d’Imposta

            I sostituti d’imposta (aziende, professionisti che pagano collaboratori) devono versare le ritenute d’acconto operate a gennaio 2026 entro il 17 febbraio 2026.

            Ritenute principali:

            • Lavoro dipendente e assimilati: ritenuta IRPEF (codice tributo 1001)
            • Lavoro autonomo professionale: 20% (codice tributo 1040)
            • Provvigioni agenti: 23% (codice tributo 1040)
            • Redditi diversi (affitti brevi, occasionali): variabile

            Le ritenute vanno versate con modello F24 telematico, utilizzando i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate.

            INTRASTAT Mensile

            Gli operatori che effettuano operazioni intracomunitarie (acquisti/vendite con altri Paesi UE) devono presentare l’elenco INTRASTAT relativo a gennaio 2026 entro il 17 febbraio 2026.

            Obbligo INTRASTAT:

            • Cessioni intraUE: obbligo sempre (qualsiasi importo)
            • Acquisti intraUE: obbligo se superata soglia annua di 200.000 euro

            La presentazione avviene tramite Agenzia delle Dogane con invio telematico del file XML.

            Regime Forfettario: Particolarità

            I contribuenti in regime forfettario hanno semplificazioni importanti a febbraio:

            • ✅ Esenzione IVA: nessun versamento IVA mensile
            • ✅ Niente ritenute d’acconto: non subiscono ritenuta del 20% (devono emettere fattura con dicitura “operazione senza applicazione ritenuta”)
            • ❌ Contributi INPS: restano dovuti se iscritti a gestione separata o altre casse

            I forfettari devono comunque rispettare le scadenze per i contributi previdenziali e, se hanno dipendenti, per le ritenute d’acconto sui loro stipendi.

            Scadenze di Febbraio 2026 per le Imprese

            Le imprese hanno in febbraio 2026 scadenze specifiche legate a comunicazioni obbligatorie, versamenti contributivi e adempimenti settoriali.

            Certificazione Unica 2026: Scadenza 28 Febbraio

            Uno degli adempimenti più importanti di febbraio per imprese, professionisti e condomini è la Certificazione Unica (CU) 2026.

            Scadenze CU 2026:

            • Consegna ai percettori: entro il 17 marzo 2026 (cartacea o telematica)
            • Invio telematico ad Agenzia Entrate: entro il 28 febbraio 2026 per redditi senza sostituto (pensioni, collaborazioni occasionali, ecc.)
            • Invio per redditi da lavoro dipendente: entro il 16 marzo 2026

            La CU 2026 certifica i redditi corrisposti nel 2025 e le relative ritenute IRPEF operate. È fondamentale per la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi).

            📌 Condomini: anche gli amministratori di condominio devono inviare la CU per le ritenute operate su fornitori (manutentori, imprese edili, professionisti).

            Esterometro 4 Trimestre 2025

            Le imprese che hanno effettuato operazioni con soggetti esteri (non UE) devono trasmettere l’esterometro relativo al 4 trimestre 2025 entro il 28 febbraio 2026.

            L’esterometro comunica all’Agenzia delle Entrate:

            • Cessioni di beni verso Paesi extra-UE
            • Prestazioni di servizi verso soggetti esteri (UE ed extra-UE)
            • Acquisti da fornitori esteri per cui non è stata emessa bolletta doganale

            La trasmissione avviene tramite Sistema di Interscambio (SdI) con file XML nel formato fattura elettronica.

            Versamenti INPS Dipendenti

            I datori di lavoro devono versare i contributi previdenziali e assistenziali relativi alle retribuzioni di gennaio 2026 entro il 17 febbraio 2026.

            Contributi dovuti:

            • Contributi INPS (circa 30% del lordo dipendente)
            • Contributi INAIL (percentuale variabile per settore)
            • TFR (per aziende con meno di 50 dipendenti)

            Il versamento avviene tramite modello F24, con distinzione tra:

            • Contributi a carico dipendente (trattenuti in busta paga)
            • Contributi a carico datore di lavoro

            ⚠️ Sanzioni: Il ritardo nel versamento comporta sanzioni dal 3,75% al 6% dell’importo dovuto, più interessi di mora.

            Come Non Perdere le Scadenze Fiscali

            Rispettare le scadenze fiscali è fondamentale per evitare sanzioni e mantenere la regolarità contributiva. Ecco gli strumenti e le strategie per non perdere nessun adempimento.

            Strumenti e Promemoria

            1. Calendario fiscale personalizzato

            Crea un calendario digitale (Google Calendar, Outlook) con le scadenze specifiche per la tua situazione:

            • Partita IVA mensile → segna il 16 di ogni mese (o giorno successivo se festivo)
            • Famiglia con bonus → segna le scadenze ISEE e domande INPS
            • Impresa con dipendenti → segna F24 contributi e CU

            2. App e servizi online

            • App Agenzia Entrate: notifiche scadenze fiscali personalizzate
            • Cassetto fiscale: verifica online situazione tributi e scadenze
            • INPS MyINPS: calendario contributi e prestazioni

            3. Assistenza CAF

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di promemoria personalizzato per tutti i clienti, con:

            • Email/SMS prima di ogni scadenza
            • Calcolo importi da versare
            • Compilazione F24 e invio telematico

            Conseguenze del Ritardo

            Non rispettare le scadenze fiscali comporta conseguenze economiche e amministrative:

            Sanzioni per versamenti tardivi:

            • IVA: sanzione dal 30% (ridotta a 3% con ravvedimento sprint)
            • Ritenute d’acconto: sanzione dal 30% più interessi
            • Contributi INPS: sanzione civile 5,5% + interessi di mora (4,875% annuo)
            • CU/770: da 258 a 2.065 euro per omessa/tardiva trasmissione

            Perdita di benefici:

            • ISEE tardivo → arretrati bonus solo da mese successivo (non da gennaio)
            • Domanda Assegno Unico tardiva → perdita mensilità pregresse
            • Certificazione Unica tardiva → impossibilità 730 precompilato nei tempi

            ⚠️ DURC irregolare: Il ritardo nei contributi INPS rende il DURC (Documento Unico Regolarità Contributiva) irregolare, con impossibilità di partecipare a gare pubbliche o ottenere agevolazioni.

            Ravvedimento Operoso

            Se hai dimenticato una scadenza, puoi rimediare con il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni in base alla tempestività della regolarizzazione.

            Tipologie di ravvedimento 2026:

            • Sprint (entro 14 giorni): sanzione ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo
            • Breve (dal 15 al 30 giorno): sanzione 1,5%
            • Intermedio (dal 31 al 90 giorno): sanzione 1,67%
            • Lungo (dal 91 giorno a 1 anno): sanzione 3,75%
            • Oltre 1 anno (entro 2 anni): sanzione 4,29%

            Il ravvedimento si effettua versando con F24:

            1. Importo principale dovuto
            2. Sanzione ridotta
            3. Interessi legali (5% annuo dal 2024)

            📞 Il CAF ti aiuta: calcolo sanzioni, compilazione F24 e invio telematico del ravvedimento.

            Domande Frequenti sulle Scadenze di Febbraio 2026

            Quali sono le scadenze piu importanti di febbraio 2026?

            Le scadenze principali di febbraio 2026 sono: 17 febbraio per IVA mensile, ritenute d acconto, contributi INPS gestione separata e INTRASTAT; 28 febbraio per Certificazione Unica 2026, esterometro 4 trimestre 2025, domande Assegno Unico e bonus asilo nido. Per le famiglie e consigliabile presentare l ISEE 2026 entro febbraio per i bonus.

            Entro quando devo presentare l ISEE 2026 per l Assegno Unico?

            L ISEE 2026 puo essere presentato tutto l anno, ma per ricevere l Assegno Unico con l importo corretto sin da gennaio e consigliabile presentarlo entro febbraio 2026. Chi lo presenta dopo febbraio ricevera gli arretrati solo dai mesi successivi alla presentazione, non da gennaio.

            Il regime forfettario deve versare IVA a febbraio?

            No, i contribuenti in regime forfettario sono esenti da IVA e quindi non devono effettuare versamenti IVA mensili o trimestrali. Restano invece dovuti i contributi previdenziali INPS se iscritti a gestione separata o altre casse professionali.

            Cosa succede se pago l IVA in ritardo?

            Il ritardo nel versamento IVA comporta una sanzione dal 30 per cento dell importo dovuto, piu interessi legali. Tuttavia, con il ravvedimento operoso puoi ridurre drasticamente le sanzioni: ravvedimento sprint entro 14 giorni riduce la sanzione allo 0,1 per cento per ogni giorno di ritardo, ravvedimento breve entro 30 giorni all 1,5 per cento.

            La Certificazione Unica 2026 va inviata entro febbraio?

            Dipende dal tipo di reddito. La CU 2026 per redditi senza sostituto (pensioni, collaborazioni occasionali) va inviata telematicamente ad Agenzia Entrate entro il 28 febbraio 2026. Per i redditi da lavoro dipendente la scadenza telematica e il 16 marzo 2026, mentre la consegna al dipendente deve avvenire entro il 17 marzo 2026.

            Come faccio a non dimenticare le scadenze fiscali?

            Puoi creare un calendario fiscale personalizzato con app come Google Calendar, utilizzare le notifiche dell app Agenzia Entrate, oppure affidarti al servizio di promemoria del CAF Centro Fiscale che invia email e SMS prima di ogni scadenza, calcola gli importi e compila i modelli F24.

            Posso chiedere un bonus se presento l ISEE a marzo?

            Si, puoi richiedere i bonus anche con ISEE presentato a marzo o dopo, ma perderai le mensilita precedenti. Per esempio, se presenti l ISEE a marzo per l Assegno Unico, riceverai l importo corretto da aprile in poi, perdendo gennaio, febbraio e marzo con l importo maggiorato. Per questo e consigliabile presentare l ISEE entro febbraio.


            Non Perdere Nessuna Scadenza Fiscale

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con promemoria personalizzati, calcolo F24 e assistenza per tutti gli adempimenti fiscali e contributivi.

            Contattaci su WhatsApp

            Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

              Il tuo nome (*)

              La tua email (*)

              Il tuo telefono (*)

              Richiesta (eventuale)

              Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


              ARTICOLI CORRELATI

              regime forfettario partita iva
              CAF

              Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026

              Se sei una guida turistica abilitata o stai pensando di intraprendere questa professione, una delle domande più frequenti riguarda il regime IVA applicabile. La normativa fiscale italiana prevede infatti regole specifiche per i servizi delle…
              Febbraio 23, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:52:522026-02-23 07:52:52Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026
              regime forfettario partita iva
              CAF

              Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione

              Il regime IVA delle guide turistiche è uno degli aspetti più delicati nella gestione fiscale di questa professione. Molti operatori del settore si chiedono quando applicare l’esenzione IVA e quando invece fatturare con IVA ordinaria.La…
              Febbraio 23, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:51:212026-02-23 07:53:41Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione
              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              CAF

              Codice del Terzo Settore: Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Iscrizione al RUNTS

              Indice dei contenutiCos’è il RUNTS e perché è obbligatorio Regole per l’iscrizione al RUNTS Requisiti fiscali per gli ETS Conseguenze della mancata iscrizione Come adeguarsi: i passi da seguireL’Agenzia delle Entrate ha…
              Febbraio 22, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-22 08:22:122026-02-22 08:22:26Codice del Terzo Settore: Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Iscrizione al RUNTS

              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

              Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

              Febbraio 2026 è un mese denso di scadenze fiscali che riguardano tutti: famiglie, partite IVA e imprese. Rispettare le date è fondamentale per evitare sanzioni, interessi di mora e la perdita di agevolazioni importanti come bonus e contributi.

              Che tu debba presentare l’ISEE 2026 per i bonus, versare l’IVA e i contributi INPS o inviare la Certificazione Unica, il segreto è organizzarsi per tempo e non lasciare nulla al caso.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco tutto l’anno con:

              • 📅 Promemoria personalizzati per tutte le tue scadenze
              • 💰 Calcolo e compilazione F24 per versamenti fiscali e contributivi
              • 📄 Assistenza ISEE, 730, Certificazione Unica e tutti gli adempimenti
              • ⚡ Ravvedimento operoso se hai dimenticato una scadenza

              Non lasciare che le scadenze ti sfuggano di mano. Contattaci oggi stesso per una consulenza personalizzata!

              Gennaio 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-31 10:30:432026-02-25 02:43:33Scadenze di Febbraio 2026: Calendario Completo per Famiglie, Imprese e Partite IVA
              NOTIZIE

              ISEE: i Fabbricati Agricoli si Calcolano? Guida 2026

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF Centro Fiscale di Udine riguarda il trattamento dei fabbricati agricoli nella dichiarazione ISEE. Chi possiede terreni agricoli con annessi fabbricati rurali (stalle, fienili, depositi attrezzi) si chiede: questi immobili vanno dichiarati nell’ISEE? La risposta non è univoca e dipende dalla categoria catastale e dalla destinazione d’uso del fabbricato.

              In questa guida aggiornata a gennaio 2026 spieghiamo in modo chiaro quando i fabbricati agricoli sono esclusi dal calcolo ISEE e quando invece devono essere inseriti, con esempi pratici e riferimenti normativi.

              Indice dei contenuti

              1. Cosa Sono i Fabbricati Agricoli ai Fini ISEE
              2. Categorie Catastali dei Fabbricati Agricoli
              3. Quando i Fabbricati Agricoli Sono Esclusi dall’ISEE
              4. Quando i Fabbricati Agricoli Vanno Dichiarati nell’ISEE
              5. Come Vengono Valutati i Fabbricati Agricoli nell’ISEE
              6. Riferimenti Normativi 2026
              7. Domande Frequenti

              📬

              Resta aggiornato sulle novità fiscali

              Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

              🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

              Cosa Sono i Fabbricati Agricoli ai Fini ISEE

              I fabbricati agricoli sono immobili situati su terreni agricoli e destinati all’esercizio dell’attività agricola. Possono essere:

              • Stalle e ricoveri animali
              • Fienili e depositi foraggio
              • Magazzini attrezzi e macchinari
              • Serre fisse
              • Cantine per vinificazione
              • Abitazioni rurali (casa colonica)

              Ai fini della dichiarazione ISEE, questi fabbricati vengono valutati in base alla loro categoria catastale e al fatto che siano o meno strumentali all’attività agricola.

              Categorie Catastali dei Fabbricati Agricoli

              Le principali categorie catastali che interessano i fabbricati agricoli sono:

              Categoria A/6 – Abitazioni Rurali

              Sono le case coloniche destinate ad abitazione dell’agricoltore o dei lavoratori agricoli. Ai fini ISEE:

              • Vanno dichiarate come abitazioni (patrimonio immobiliare)
              • Si valutano con la rendita catastale rivalutata del 5%
              • Non sono escluse dal calcolo ISEE

              Categoria D/10 – Fabbricati per Funzioni Produttive

              Sono i fabbricati strumentali all’agricoltura non censibili in altre categorie (stalle, fienili, depositi). Ai fini ISEE:

              • Sono ESCLUSI se utilizzati dal possessore per l’attività agricola
              • NON vanno dichiarati nel patrimonio immobiliare ISEE
              • Condizione: devono essere effettivamente destinati all’attività agricola del dichiarante

              Altre Categorie (C/2, C/6, C/7)

              Alcuni fabbricati agricoli possono essere accatastati come:

              • C/2 (magazzini, depositi)
              • C/6 (stalle, scuderie)
              • C/7 (tettoie)

              Se strumentali all’attività agricola, possono essere esclusi dal calcolo ISEE.

              Quando i Fabbricati Agricoli Sono Esclusi dall’ISEE

              I fabbricati rurali strumentali sono esclusi dal patrimonio immobiliare ISEE se rispettano tutte queste condizioni:

              1. Categoria catastale D/10 (o altre categorie strumentali come C/2, C/6)
              2. Destinazione effettiva all’attività agricola del possessore
              3. Utilizzo diretto da parte del dichiarante (non affittati a terzi)
              4. Iscrizione nel Catasto Terreni con annotazione “rurale”

              Esempio pratico:

              Mario Rossi è agricoltore con partita IVA agricola. Possiede un fabbricato D/10 (deposito attrezzi) sul suo terreno agricolo, utilizzato esclusivamente per l’attività.

              ✅ Questo fabbricato NON va dichiarato nell’ISEE (escluso ai sensi dell’art. 2 comma 5 DPCM 159/2013).

              Se invece Mario affitta il deposito a un altro agricoltore, il fabbricato va dichiarato nell’ISEE come patrimonio immobiliare.

              Quando i Fabbricati Agricoli Vanno Dichiarati nell’ISEE

              I fabbricati agricoli devono essere inseriti nell’ISEE in questi casi:

              1. Abitazioni Rurali (A/6)

              Le case coloniche vanno sempre dichiarate, anche se il proprietario è agricoltore. La normativa ISEE esclude solo i fabbricati strumentali, non le abitazioni.

              2. Fabbricati Non Strumentali

              Se il fabbricato agricolo non è utilizzato per l’attività agricola del possessore:

              • Deposito inutilizzato → va dichiarato
              • Stalla affittata a terzi → va dichiarata
              • Fienile dismesso → va dichiarato

              3. Proprietario Non Agricoltore

              Se il possessore del fabbricato non è agricoltore (es. eredità di terreni agricoli ma nessuna attività agricola), tutti i fabbricati vanno dichiarati nell’ISEE, anche se classificati D/10.

              Esempio pratico:

              Giulia ha ereditato un terreno agricolo con un fienile (D/10) ma non svolge attività agricola.

              ❌ Il fienile va dichiarato nell’ISEE perché non è strumentale all’attività del possessore (che non è agricoltore).

              Come Vengono Valutati i Fabbricati Agricoli nell’ISEE

              Se il fabbricato agricolo deve essere dichiarato nell’ISEE, la valutazione avviene così:

              Per Categoria A/6 (Abitazioni Rurali)

              Valore ISEE = Rendita catastale × 1,05 × 160

              Esempio:

              • Rendita catastale: 400 euro
              • Rivalutazione 5%: 400 × 1,05 = 420 euro
              • Moltiplicatore 160: 420 × 160 = 67.200 euro

              Questo importo va inserito nel quadro FC2 (fabbricati) della DSU.

              Per Altre Categorie (D/10, C/2, C/6)

              Se non esclusi, si valutano come immobili:

              • Rendita catastale rivalutata del 5%
              • Moltiplicatore 160 (se non adibiti ad abitazione principale)

              Detrazione Prima Casa

              Se l’abitazione rurale A/6 è residenza del dichiarante, si applica la franchigia di 52.500 euro (o 42.500 euro se più favorevole).

              Riferimenti Normativi 2026

              La disciplina dei fabbricati agricoli nell’ISEE è regolata da:

              • DPCM 159/2013 (Regolamento ISEE), art. 2 comma 5: “Sono esclusi dal patrimonio immobiliare i fabbricati classificati D/10 destinati all’esercizio dell’attività agricola”
              • Circolare INPS n. 171/2014: chiarimenti sull’esclusione dei fabbricati strumentali
              • Legge di Bilancio 2026: nessuna modifica alla valutazione dei fabbricati agricoli

              La DSU precompilata INPS (disponibile dal 1° gennaio 2026) NON include automaticamente i fabbricati D/10 strumentali, quindi l’agricoltore non deve rimuoverli manualmente.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti

              📬

              Resta aggiornato sulle novità fiscali

              Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

              🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

              Ho un fienile categoria D/10 ma non lo uso. Va nell’ISEE?

              Si. Se il fabbricato non e utilizzato per l’attivita agricola, va dichiarato nel quadro FC2 con la rendita catastale rivalutata.

              Sono in pensione ma ho la partita IVA agricola. I miei fabbricati D/10 sono esclusi?

              Dipende. Se continui a svolgere attivita agricola effettiva (anche part-time) e i fabbricati sono utilizzati per questa attivita, sono esclusi. Se la partita IVA e inattiva, vanno dichiarati.

              La casa colonica (A/6) dove vivo e esclusa dall’ISEE?

              No. Le abitazioni rurali A/6 vanno sempre dichiarate nell’ISEE. Tuttavia, se e la tua residenza, benefici della franchigia prima casa (52.500 euro).

              Ho affittato il deposito attrezzi a un altro agricoltore. Va nell’ISEE?

              Si. Se il fabbricato e affittato o concesso a terzi, perde il requisito di strumentalita e va dichiarato nel patrimonio immobiliare ISEE. Inoltre, il canone di locazione va dichiarato nei redditi.

              Il mio fabbricato agricolo e categoria C/2 (magazzino). E escluso?

              Dipende. Se e effettivamente strumentale all’attivita agricola del possessore, puo essere escluso ai sensi dell’art. 2 comma 5 DPCM 159/2013, anche se non e D/10. Consigliamo di verificare con il CAF la corretta interpretazione.

              Hai Dubbi sui Fabbricati Agricoli nel Tuo ISEE?

              La corretta dichiarazione dei fabbricati agricoli nell’ISEE richiede una valutazione caso per caso, considerando:

              • Categoria catastale effettiva
              • Utilizzo reale del fabbricato
              • Attività agricola del possessore
              • Eventuali affitti o concessioni

              Un errore nella DSU può comportare:

              • Perdita di bonus e agevolazioni (se ometti fabbricati da dichiarare)
              • ISEE più alto del dovuto (se dichiari fabbricati che potevano essere esclusi)
              • Sanzioni per omissioni (fino a 5.164 euro + decadenza dai benefici)

              Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato in ISEE per agricoltori e conosce le specificità del sistema tavolare e del territorio friulano.

              📞 Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata. Verifichiamo insieme quali fabbricati vanno dichiarati e calcoliamo il tuo ISEE corretto.


              ARTICOLI CORRELATI

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              CAF, ISEE

              Rinnovo ISEE 2026: Documenti per la DSU e Scadenze di Rilascio

              Il rinnovo ISEE 2026 è un adempimento fondamentale per tutte le famiglie che intendono accedere a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali. Ogni anno, infatti, l’attestazione ISEE scade il 31 dicembre e deve essere rinnovata presentando…
              Febbraio 7, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-07 12:30:252026-02-23 15:25:02Rinnovo ISEE 2026: Documenti per la DSU e Scadenze di Rilascio
              Bonus Energia
              CAF, ISEE

              Bonus Luce e Gas 2026: Requisiti ISEE, Importi Aggiornati e Come Ottenerlo

              Il Bonus Sociale Luce e Gas 2026 è un’importante agevolazione economica che riduce il costo delle bollette per le famiglie in difficoltà economica o in condizioni di disagio fisico. Si tratta di uno sconto applicato automaticamente…
              Febbraio 2, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Bonus-Energia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-02 12:36:222026-02-23 19:06:15Bonus Luce e Gas 2026: Requisiti ISEE, Importi Aggiornati e Come Ottenerlo
              ISEE ERRATO 2026
              CAF, ISEE

              Nucleo Familiare ISEE: Chi Ne Fa Parte? Guida Completa 2026

              Indice dei contenutiCos’è il Nucleo Familiare ai Fini ISEE Chi Fa Parte del Nucleo Familiare ISEE Differenza tra Stato di Famiglia e Nucleo ISEE Casi Particolari: Genitori Separati, Figli Maggiorenni Figli Maggiorenni: Quando…
              Gennaio 31, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ISEE-ERRATO-2026.png 924 1640 mirsada boci https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png mirsada boci2026-01-31 10:40:082026-02-23 21:43:34Nucleo Familiare ISEE: Chi Ne Fa Parte? Guida Completa 2026
              Gennaio 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-31 10:15:132026-05-31 13:07:11ISEE: i Fabbricati Agricoli si Calcolano? Guida 2026
              CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

              Pagamenti INPS Febbraio 2026: Calendario Completo con Tutte le Date

              calcolo pensione CAF Udine

              Indice dei contenuti

              1. Pensioni Febbraio 2026: Date di Accredito e Modalità
              2. NASPI Febbraio 2026: Quando Arriva l’Indennità
              3. Assegno Unico Febbraio 2026: Calendario Famiglie
              4. ADI Febbraio 2026: Date Assegno di Inclusione
              5. Novità INPS Febbraio 2026: Circolari e Scadenze
              6. Come Verificare i Pagamenti INPS Online

              Febbraio 2026 porta con sé importanti scadenze per i pagamenti INPS: pensioni, NASPI, Assegno Unico e Assegno di Inclusione (ADI) hanno date di accredito precise che è fondamentale conoscere per organizzare le proprie finanze familiari.

              In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti fornisce il calendario completo dei pagamenti INPS di febbraio 2026 con tutte le date da segnare, le modalità di accredito (banca, Poste Italiane, contanti) e le eventuali novità normative del mese.

              Che tu sia pensionato, percettore di NASPI, genitore con figli a carico o beneficiario ADI, troverai qui tutte le informazioni necessarie per sapere quando arriverà il tuo pagamento e come verificarne l’accredito online.

              Pensioni Febbraio 2026: Date di Accredito e Modalità

              Il pagamento delle pensioni di febbraio 2026 segue il calendario mensile standard dell’INPS, con alcune particolarità legate ai giorni festivi e al tipo di riscossione scelto dal pensionato.

              Date di accredito pensioni febbraio 2026

              Il primo giorno bancabile di febbraio 2026 è lunedì 2 febbraio (il 1° febbraio cade domenica). Pertanto:

              • Accredito su conto corrente bancario/postale: dal 2 febbraio 2026 (di solito l’accredito avviene automaticamente nella mattinata)
              • Ritiro in contanti agli sportelli postali: dal 2 al 7 febbraio 2026 secondo scaglioni alfabetici
              • Bonifico domiciliato in banca: dal 2 febbraio 2026 (verificare orari sportello della propria banca)

              Calendario scaglionato ritiro contanti Poste Italiane

              Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, l’INPS e Poste Italiane organizzano lo scaglionamento alfabetico per evitare assembramenti:

              Cognome inizialeData ritiro
              A – BLunedì 2 febbraio 2026
              C – DMartedì 3 febbraio 2026
              E – KMercoledì 4 febbraio 2026
              L – OGiovedì 5 febbraio 2026
              P – RVenerdì 6 febbraio 2026
              S – ZSabato 7 febbraio 2026 (solo mattina)

              IMPORTANTE: È consigliabile recarsi presso l’ufficio postale nella data indicata per il proprio cognome, portando con sé documento di identità valido e codice fiscale.

              Importi pensioni febbraio 2026

              Gli importi delle pensioni di febbraio 2026 restano invariati rispetto a gennaio, salvo eventuali conguagli legati a:

              • Perequazione automatica (rivalutazione annuale già applicata a gennaio 2026)
              • Trattenute fiscali IRPEF calcolate sui redditi 2025
              • Rimborsi o recuperi da parte dell’INPS
              • Addizionali comunali/regionali (se dovute)

              Per verificare l’importo esatto della tua pensione, accedi all’area MyINPS con SPID, CIE o CNS e consulta il cedolino pensione di febbraio 2026.

              NASPI Febbraio 2026: Quando Arriva l’Indennità di Disoccupazione

              La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS a chi ha perso involontariamente il lavoro. Il pagamento della NASPI segue un calendario mensile diverso da quello delle pensioni.

              Data pagamento NASPI febbraio 2026

              Il pagamento della NASPI di febbraio 2026 è previsto intorno al 15-16 febbraio, con possibili variazioni di 1-2 giorni lavorativi in base ai tempi tecnici bancari.

              Modalità di accredito NASPI:

              • Accredito su conto corrente bancario/postale indicato nella domanda NASPI
              • Bonifico domiciliato presso sportelli bancari/postali (da ritirare entro 60 giorni)
              • Libretto postale o Postepay Evolution intestati al beneficiario

              ATTENZIONE: Se hai presentato la domanda NASPI a gennaio 2026, il primo pagamento potrebbe arrivare solo a fine febbraio o inizio marzo, poiché l’INPS impiega circa 30-45 giorni per l’istruttoria della pratica.

              Come verificare il pagamento NASPI

              1. Accedi a www.inps.it con SPID/CIE/CNS
              2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Fascicolo previdenziale del cittadino”
              3. Seleziona “Pagamenti” per vedere l’elenco dei pagamenti NASPI ricevuti
              4. Controlla la voce “NASPI mese di competenza febbraio 2026” con data di accredito

              Il cedolino NASPI di febbraio 2026 è consultabile nell’area riservata circa 5-7 giorni prima del pagamento effettivo.

              Novità NASPI 2026

              A partire dal 1° gennaio 2026, sono entrate in vigore alcune modifiche normative sulla NASPI:

              • Massimale NASPI 2026: 1.550,42 euro mensili (per redditi superiori a 1.425,21 euro, si applica una riduzione del 25% sulla parte eccedente)
              • Decalage più rapido: la riduzione del 3% mensile parte dal sesto mese invece che dall’ottavo (novità Legge Bilancio 2026)
              • Controlli più stringenti sull’obbligo di accettare offerte di lavoro congrue

              Per maggiori dettagli sui nuovi importi NASPI 2026, consulta la nostra guida dedicata agli importi NASPI, CIG e AIS INPS 2026.

              Assegno Unico Febbraio 2026: Calendario Pagamenti per le Famiglie

              L’Assegno Unico Universale è il sostegno economico mensile erogato dall’INPS alle famiglie con figli a carico fino a 21 anni (o senza limiti di età per figli disabili).

              Date pagamento Assegno Unico febbraio 2026

              Il pagamento dell’Assegno Unico di febbraio 2026 è previsto nel periodo dal 17 al 21 febbraio 2026, con possibili variazioni in base a:

              • Data di presentazione della domanda (chi ha fatto domanda prima riceve il pagamento prima)
              • Modalità di pagamento scelta (IBAN bancario, postale, accredito su libretto)
              • Eventuali verifiche INPS su ISEE o dati anagrafici

              Calendario orientativo Assegno Unico febbraio 2026:

              • 17-18 febbraio: prime erogazioni per domande presentate entro dicembre 2025
              • 19-20 febbraio: seconda ondata pagamenti (domande gennaio 2026)
              • 21-22 febbraio: pagamenti residuali e conguagli

              Importo Assegno Unico febbraio 2026

              L’importo dell’Assegno Unico varia in base all’ISEE familiare e alle caratteristiche del nucleo (numero figli, presenza figli disabili, età dei figli, condizione lavorativa genitori).

              Importi base mensili per figlio (anno 2026):

              ISEE familiareImporto mensile per figlio minorenneImporto figlio 18-21 anni
              Fino a 17.090,61 euro199,40 euro96,90 euro
              Da 17.090,62 a 45.574,96 euroDa 57,00 a 199,40 euro (scala decrescente)Da 27,80 a 96,90 euro
              Oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57,00 euro27,80 euro

              Maggiorazioni previste:

              • +105 euro per figli disabili (maggiorazione fissa indipendente da ISEE)
              • +94,40 euro per nuclei con 4 o più figli
              • +35 euro per figli sotto i 3 anni (solo con ISEE fino a 45.574,96 euro)
              • +35 euro per entrambi genitori lavoratori con figli sotto 3 anni (solo con ISEE fino a 45.574,96 euro)
              • +17,50 euro per madri under 21

              Come verificare il pagamento Assegno Unico

              1. Accedi a www.inps.it con SPID/CIE/CNS
              2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Assegno Unico”
              3. Seleziona “Consultazione domande”
              4. Controlla lo stato della domanda e i pagamenti ricevuti

              Il dettaglio dell’importo pagato per febbraio 2026 sarà disponibile nell’area riservata circa 3-5 giorni dopo l’accredito.

              ISEE 2026 e Assegno Unico

              IMPORTANTE: Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026, l’INPS continuerà a pagarti l’Assegno Unico con l’importo minimo (57 euro per figlio minorenne, 27,80 euro per figlio 18-21 anni).

              Per ottenere l’importo pieno in base al tuo reddito familiare, devi presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presso un CAF o direttamente online sul sito INPS. Una volta elaborato l’ISEE 2026, l’INPS ricalcolerà automaticamente l’Assegno Unico e ti pagherà gli arretrati da gennaio.

              ADI Febbraio 2026: Date Pagamento Assegno di Inclusione

              L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di sostegno al reddito introdotta nel 2024 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza, destinata a nuclei familiari con componenti fragili (disabili, minori, over 60, persone in condizione di svantaggio).

              Date pagamento ADI febbraio 2026

              Il pagamento dell’ADI di febbraio 2026 segue il calendario mensile standard dell’INPS, con erogazione prevista tra il 15 e il 27 febbraio 2026.

              Calendario orientativo ADI febbraio 2026:

              • 15-17 febbraio: prime erogazioni per beneficiari con domanda accolta da almeno 2 mesi
              • 18-22 febbraio: seconda ondata pagamenti (maggioranza beneficiari)
              • 23-27 febbraio: pagamenti residuali e nuove domande accolte a gennaio 2026

              ATTENZIONE: Se hai presentato la prima domanda ADI a gennaio 2026, il primo pagamento potrebbe arrivare solo a fine febbraio o inizio marzo, dopo l’istruttoria completa da parte dell’INPS e la convocazione presso il centro per l’impiego.

              Modalità di pagamento ADI

              L’ADI viene erogato tramite:

              • Carta Assegno di Inclusione (carta prepagata Poste Italiane ricaricabile mensilmente)
              • Bonifico bancario/postale per la quota destinata al pagamento dell’affitto (se prevista)

              La Carta ADI può essere utilizzata per:

              • Prelievo contante fino a 100 euro al mese per nucleo
              • Pagamenti con POS presso negozi, supermercati, farmacie
              • Utenze domestiche (bollette luce, gas, acqua)

              NON è possibile utilizzare la Carta ADI per acquistare:

              • Bevande alcoliche e prodotti da gioco
              • Beni di lusso
              • Servizi finanziari (pagamento rate prestiti, investimenti)

              Importi ADI febbraio 2026

              L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e alla situazione reddituale:

              • Integrazione al reddito familiare fino a 6.000 euro annui (500 euro mensili) moltiplicati per la scala di equivalenza
              • Contributo affitto fino a 3.360 euro annui (280 euro mensili) se il nucleo vive in affitto
              • Scala di equivalenza: da 1 (single) a max 2,3 (nuclei numerosi con minori/disabili)

              Esempio calcolo ADI:

              Nucleo di 3 persone (madre, 2 figli minori) con scala di equivalenza 1,8 e reddito familiare zero:

              • ADI mensile: 500 euro × 1,8 = 900 euro
              • Contributo affitto (se in affitto): 280 euro
              • Totale mensile: 1.180 euro

              Come verificare il pagamento ADI

              1. Accedi a www.inps.it con SPID/CIE/CNS
              2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Assegno di Inclusione”
              3. Seleziona “Consultazione domande”
              4. Controlla lo stato della domanda e visualizza i pagamenti ricevuti

              Per il saldo della Carta ADI, puoi:

              • Consultare l’app PostePay (se hai associato la carta)
              • Chiamare il numero verde Poste 800.00.33.22
              • Recarti presso un ufficio postale con la carta e un documento

              Novità ADI 2026

              La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’ADI senza modifiche sostanziali rispetto al 2025. Restano in vigore:

              • Obbligo di partecipazione ai percorsi di formazione/inserimento lavorativo presso i centri per l’impiego
              • Controlli rafforzati sulle condizioni di accesso (ISEE, patrimoni, residenza)
              • Decadenza immediata in caso di rifiuto di offerte di lavoro congrue

              Per approfondire requisiti e modalità di accesso, consulta la nostra guida ADI e SFL: riesame ISEE 2026.

              Novità INPS Febbraio 2026: Circolari e Scadenze Importanti

              Febbraio 2026 porta con sé alcune novità normative e scadenze amministrative importanti per i beneficiari di prestazioni INPS.

              Scadenza ISEE 2026

              Il 28 febbraio 2026 (ultimo giorno del mese) è una scadenza importante per chi vuole:

              • Ricevere arretrati Assegno Unico da gennaio: presentando l’ISEE entro febbraio, l’INPS ricalcola l’importo e paga gli arretrati di gennaio e febbraio
              • Confermare l’ADI per marzo 2026: senza ISEE aggiornato, l’ADI potrebbe essere sospeso
              • Accedere a bonus e agevolazioni (bonus bollette, bonus asilo nido, ecc.)

              CONSIGLIO: Prenota subito un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine per compilare la DSU e ottenere l’ISEE 2026 aggiornato.

              Recupero crediti INPS su pensioni

              A febbraio 2026, l’INPS ha avviato il recupero di crediti non dovuti erogati nel 2025 su alcune tipologie di pensioni (pensioni di reversibilità, pensioni con integrazioni al minimo). Se il tuo cedolino di febbraio mostra importi inferiori al solito, verifica l’eventuale presenza di:

              • Trattenute per conguagli fiscali (IRPEF, addizionali)
              • Recupero somme non dovute (verifica nella sezione “Detrazioni e trattenute” del cedolino)
              • Sospensione provvisoria in attesa di verifiche reddituali

              In caso di dubbi, contatta il numero verde INPS 803.164 (da fisso) o 06.164164 (da mobile, a pagamento) per chiarimenti.

              Scadenze contributi INPS febbraio 2026

              Per lavoratori autonomi, artigiani e commercianti, febbraio porta con sé scadenze contributive:

              • 16 febbraio 2026: scadenza F24 per contributi fissi trimestrali INPS (prima rata trimestrale 2026)
              • 28 febbraio 2026: scadenza invio flussi Uniemens per datori di lavoro (contributi dipendenti gennaio 2026)

              Calendario scadenze INPS febbraio 2026

              DataScadenza
              2 febbraioAccredito pensioni su conto corrente
              2-7 febbraioRitiro pensioni in contanti (scaglioni alfabetici)
              15-16 febbraioPagamento NASPI
              16 febbraioScadenza F24 contributi INPS autonomi
              17-21 febbraioPagamento Assegno Unico
              15-27 febbraioPagamento ADI
              28 febbraioScadenza ISEE 2026 per arretrati (consigliato)
              28 febbraioScadenza Uniemens datori lavoro

              Come Verificare i Pagamenti INPS Online: Guida Passo Passo

              L’INPS mette a disposizione diversi strumenti online per verificare in autonomia lo stato dei pagamenti e consultare i cedolini. Ecco come fare.

              Accesso all’area riservata INPS

              Per accedere ai servizi online INPS devi avere:

              • SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale) – il metodo più comune e veloce
              • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN attivato
              • CNS (Carta Nazionale Servizi) con lettore smartcard

              Procedura di accesso:

              1. Vai su www.inps.it
              2. Clicca su “Entra in MyINPS” (pulsante in alto a destra)
              3. Seleziona la modalità di accesso (SPID, CIE o CNS)
              4. Inserisci le tue credenziali e autorizza l’accesso

              Verifica cedolino pensione

              1. Accedi a MyINPS
              2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Cedolino pensione”
              3. Seleziona il mese di competenza (febbraio 2026)
              4. Visualizza il cedolino in PDF con tutti i dettagli del pagamento

              Nel cedolino trovi:

              • Importo lordo pensione
              • Trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali/comunali)
              • Trattenute sindacali (se iscritto a un sindacato)
              • Importo netto accreditato
              • Data prevista accredito

              Verifica pagamento NASPI

              1. Accedi a MyINPS
              2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Fascicolo previdenziale del cittadino”
              3. Seleziona “Pagamenti”
              4. Cerca la voce “NASPI” con mese di competenza febbraio 2026

              Puoi anche consultare direttamente la sezione “NASPI” → “Consultazione domande” per vedere:

              • Stato della domanda (accolta, in lavorazione, respinta)
              • Importo mensile spettante
              • Durata residua NASPI (mesi rimanenti)
              • Storico pagamenti ricevuti

              Verifica pagamento Assegno Unico

              1. Accedi a MyINPS
              2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Assegno Unico e Universale”
              3. Seleziona “Consultazione domande”
              4. Visualizza lo stato della domanda e i pagamenti ricevuti

              L’area riservata mostra:

              • Importo totale mensile per il nucleo familiare
              • Dettaglio importi per figlio
              • Maggiorazioni applicate (figli disabili, nuclei numerosi, ecc.)
              • ISEE utilizzato per il calcolo
              • Date accrediti mensili

              Verifica pagamento ADI

              1. Accedi a MyINPS
              2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Assegno di Inclusione”
              3. Seleziona “Consultazione domande”
              4. Controlla lo stato della domanda e i dettagli pagamenti

              App INPS Mobile

              L’app INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) permette di verificare velocemente i pagamenti da smartphone:

              1. Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
              2. Accedi con SPID (metodo più semplice)
              3. Consulta la sezione “Pagamenti” per vedere tutti gli accrediti ricevuti

              Servizio SMS e notifiche push

              Puoi attivare il servizio di notifiche INPS per ricevere un SMS o una notifica push quando viene erogato un pagamento:

              1. Accedi a MyINPS
              2. Vai su “Impostazioni” → “Notifiche”
              3. Attiva le notifiche pagamenti via SMS o push
              4. Inserisci il tuo numero di cellulare (se non già presente)

              Il servizio è gratuito e molto utile per monitorare in tempo reale gli accrediti.

              Assistenza INPS

              Se hai problemi tecnici o dubbi sui pagamenti, puoi contattare:

              • Contact Center INPS: 803.164 (da fisso, gratuito) o 06.164164 (da mobile, a pagamento)
              • Servizio di prenotazione appuntamento: prenota online un appuntamento presso la sede INPS più vicina
              • CAF Centro Fiscale di Udine: assistenza completa su tutte le prestazioni INPS (pensioni, NASPI, Assegno Unico, ADI, ISEE)

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Febbraio 2026

              Quando arriva la pensione di febbraio 2026?

              La pensione di febbraio 2026 viene accreditata su conto corrente bancario o postale a partire dal 2 febbraio 2026 (primo giorno bancabile del mese). Per il ritiro in contanti presso Poste Italiane, il calendario scaglionato va dal 2 al 7 febbraio secondo l’iniziale del cognome.

              In quale data viene pagata la NASPI di febbraio 2026?

              Il pagamento della NASPI di febbraio 2026 è previsto intorno al 15-16 febbraio, con accredito su conto corrente, bonifico domiciliato o libretto postale indicato nella domanda NASPI.

              Come verificare quando arriva l’Assegno Unico di febbraio 2026?

              Puoi verificare la data di pagamento dell’Assegno Unico accedendo all’area riservata MyINPS con SPID, CIE o CNS, sezione Assegno Unico → Consultazione domande. Il pagamento è previsto tra il 17 e il 21 febbraio 2026.

              Se non ho ancora l’ISEE 2026, ricevo comunque l’Assegno Unico a febbraio?

              Sì, l’INPS continua a pagare l’Assegno Unico anche senza ISEE 2026, ma con l’importo minimo (57 euro per figlio minorenne). Presentando l’ISEE entro febbraio, riceverai gli arretrati di gennaio e febbraio ricalcolati in base al tuo reddito.

              L’ADI di febbraio 2026 quando viene accreditato sulla carta?

              Il pagamento dell’Assegno di Inclusione (ADI) di febbraio 2026 viene erogato tra il 15 e il 27 febbraio sulla Carta ADI (carta prepagata Poste Italiane). La data esatta dipende dai tempi di lavorazione INPS della tua pratica.

              Come faccio a sapere se la mia pensione è stata accreditata?

              Puoi verificare l’accredito della pensione consultando il cedolino online nell’area MyINPS (sezione Cedolino pensione), controllando l’estratto conto bancario/postale, oppure attivando le notifiche SMS INPS che ti avvisano dell’avvenuto pagamento.

              Conoscere il calendario dei pagamenti INPS di febbraio 2026 ti permette di organizzare al meglio le finanze familiari, evitando sorprese e pianificando spese e scadenze con serenità.

              Che si tratti di pensione, NASPI, Assegno Unico o ADI, l’importante è verificare periodicamente lo stato dei pagamenti nell’area riservata MyINPS e assicurarsi di aver presentato tutta la documentazione necessaria (in particolare l’ISEE 2026 per ottenere gli importi pieni).

              Il nostro consiglio: Se non hai ancora fatto l’ISEE 2026, prenota subito un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine. Presentando la DSU entro febbraio, potrai ricevere gli arretrati di gennaio e febbraio dell’Assegno Unico e continuare a percepire l’ADI senza interruzioni.

              Inoltre, se hai dubbi su importi ridotti, trattenute fiscali o conguagli INPS visibili sul cedolino, il nostro team di esperti è a tua disposizione per analizzare la tua posizione e aiutarti a risolvere eventuali anomalie.

              Non aspettare: contattaci oggi stesso per ricevere assistenza completa su tutte le prestazioni INPS.


              Hai Bisogno di Assistenza per ISEE, Pensioni o Prestazioni INPS?

              Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutte le prestazioni INPS: compilazione ISEE 2026, domanda NASPI, Assegno Unico, ADI, verifica cedolini pensione e molto altro.

              Contattaci su WhatsApp

              Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

                Il tuo nome (*)

                La tua email (*)

                Il tuo telefono (*)

                Richiesta (eventuale)

                Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

                CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


                ARTICOLI CORRELATI

                Scopri tutti i dettagli sulle prestazioni INPS nelle nostre guide dedicate:

                • Massimali NASPI 2026 – Nuovi importi e calcolo indennità disoccupazione
                • Importi NASPI, CIG e AIS INPS 2026 – Tabella completa aggiornata
                • Documenti ISEE 2026 – Lista completa per ogni tipologia di nucleo
                • ADI e SFL: Riesame ISEE 2026 – Come richiedere il riesame dell’Assegno di Inclusione
                • ISEE Inclusione 2026 – Calcolo INPS e simulatore online

                CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

                Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

                Gennaio 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-31 10:06:422026-05-31 16:16:50Pagamenti INPS Febbraio 2026: Calendario Completo con Tutte le Date
                Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

                Contributi Inarcassa 2026: Guida Completa ad Aliquote, Scadenze e Agevolazioni Under 35

                regime forfettario partita iva

                Contributi Inarcassa 2026: Guida Completa ad Aliquote, Scadenze e Agevolazioni

                Sei un architetto o ingegnere iscritto a Inarcassa e vuoi sapere quanto dovrai versare di contributi nel 2026? Ti chiedi quali sono le aliquote, i minimali, le scadenze e le agevolazioni disponibili?

                Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per Ingegneri e Architetti) e l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i professionisti iscritti agli Albi che esercitano la libera professione. In questa guida completa analizzeremo tutti i contributi Inarcassa 2026: aliquote, importi minimi, scadenze, modalita di pagamento e agevolazioni per giovani under 35.

                Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nella gestione dei contributi Inarcassa, nella dichiarazione dei redditi e nell’ottimizzazione fiscale.

                Indice dei contenuti

                1. Chi Deve Iscriversi a Inarcassa
                2. Tipologie di Contributi
                3. Aliquote e Importi 2026
                4. Contributi Minimi Obbligatori
                5. Scadenze e Modalita di Versamento
                6. Come Calcolare i Contributi
                7. Agevolazioni Under 35
                8. Deducibilita Fiscale
                9. Domande Frequenti

                Chi Deve Iscriversi a Inarcassa

                L’iscrizione a Inarcassa e obbligatoria quando si verificano contemporaneamente tre condizioni.

                Requisiti per l’Iscrizione Obbligatoria

                CondizioneDescrizione
                1. Iscrizione all’AlboOrdine degli Architetti o Ordine degli Ingegneri
                2. Partita IVAPer l’esercizio della libera professione
                3. Libera professioneEsercizio continuativo della professione

                Chi NON Deve Iscriversi

                • Dipendenti esclusivi che non esercitano la libera professione
                • Pensionati Inarcassa che non esercitano piu
                • Professionisti con altra cassa prevalente (es. Cassa Geometri)
                • Iscritti all’Albo senza partita IVA per attivita professionale

                Quando Iscriversi

                L’iscrizione deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita libero-professionale. La mancata iscrizione comporta sanzioni e interessi di mora.

                Gestione Separata INPS: Alternativa?

                Se sei iscritto all’Albo ma non eserciti la libera professione in modo esclusivo, potresti versare alla Gestione Separata INPS. Tuttavia, per la maggior parte dei liberi professionisti architetti e ingegneri, Inarcassa e obbligatoria.

                Tipologie di Contributi Inarcassa

                I contributi Inarcassa si suddividono in tre componenti principali.

                Riepilogo Contributi

                ContributoAliquotaBase di CalcoloChi lo Paga
                Soggettivo14,5%Reddito professionale nettoIl professionista
                Integrativo4%Volume d’affari IVAIl cliente (in fattura)
                Maternita/PaternitaFisso–Il professionista

                1. Contributo Soggettivo

                Il contributo soggettivo e il principale contributo previdenziale ed e interamente a carico del professionista.

                • Aliquota: 14,5% del reddito professionale netto
                • Base di calcolo: Reddito imponibile ai fini IRPEF
                • Minimo: Circa 2.800 euro annui (anche con reddito basso)
                • Massimale: Circa 143.000 euro di reddito
                • Deducibilita: 100% deducibile dal reddito

                2. Contributo Integrativo

                Il contributo integrativo viene addebitato in fattura al cliente.

                • Aliquota: 4% del volume d’affari
                • Base di calcolo: Compensi professionali fatturati
                • Minimo: Circa 850 euro annui
                • Chi lo paga: Il cliente (tu lo incassi e lo versi a Inarcassa)
                • Non e un costo: Per te e un flusso finanziario, non una spesa

                3. Contributo Maternita/Paternita

                Contributo fisso obbligatorio per tutti gli iscritti.

                • Importo 2026: 72 euro annui (65 euro maternita + 7 euro paternita)
                • Obbligatorio: Per tutti gli iscritti, indipendentemente dal reddito
                • Finalita: Finanzia le indennita di maternita e paternita

                Aliquote e Importi Inarcassa 2026

                Ecco le aliquote contributive e gli importi per l’anno 2026.

                Tabella Completa Aliquote 2026

                ContributoAliquota OrdinariaAliquota Under 35Minimo 2026
                Soggettivo14,5%7,25% (50%)~2.800 euro
                Integrativo4%4%~850 euro
                Maternita/Paternita72 euro72 euro72 euro
                TOTALE MINIMO–~3.722 euro

                Massimali e Minimali di Reddito

                Reddito minimo (per contributi minimi)~19.300 euro
                Reddito massimale~143.000 euro
                Volume d’affari minimo (integrativo)~21.000 euro

                Nota sui Contributi Minimi

                I contributi minimi sono dovuti anche se il reddito professionale e basso o nullo. Questo significa che un architetto o ingegnere appena iscritto dovra comunque versare circa 3.700 euro all’anno come minimo.

                Contributi Minimi Obbligatori 2026

                Anche con reddito basso o nullo, ogni iscritto deve versare i contributi minimi.

                Dettaglio Contributi Minimi Annui

                Contributo soggettivo minimo~2.800 euro
                Contributo integrativo minimo~850 euro
                Contributo maternita/paternita72 euro
                TOTALE MINIMO ANNUO~3.722 euro

                Contributi Minimi per Under 35

                I giovani professionisti under 35 beneficiano di una riduzione del 50% sul contributo soggettivo.

                Contributo soggettivo ridotto~1.400 euro
                Contributo integrativo minimo~850 euro
                Contributo maternita/paternita72 euro
                TOTALE MINIMO UNDER 35~2.322 euro

                Quando si Applicano i Minimi

                I contributi minimi si applicano quando:

                • Il reddito professionale e inferiore a circa 19.300 euro
                • Il volume d’affari e inferiore a circa 21.000 euro
                • Il professionista e al primo anno di attivita

                Scadenze e Modalita di Versamento 2026

                I contributi Inarcassa possono essere versati in un’unica soluzione o rateizzati.

                Scadenze Versamenti 2026

                ScadenzaAdempimento
                2 febbraio 2026Richiesta rateizzazione bimestrale
                30 giugno 20261a rata contributi minimi (o unica soluzione)
                31 agosto 2026Versamento contributo integrativo
                30 settembre 20262a rata contributi minimi
                31 ottobre 2026Dichiarazione reddituale Inarcassa
                31 dicembre 2026Conguaglio annuale

                Opzione Rateizzazione Bimestrale

                E possibile richiedere la rateizzazione in 6 rate bimestrali:

                • Quando: Entro il 2 febbraio dell’anno
                • Come: Tramite IOL (Inarcassa On Line)
                • Rate: 6 rate con scadenza bimestrale
                • Vantaggi: Migliore gestione del flusso di cassa

                Scadenze Rate Bimestrali 2026

                RataScadenza
                1a rata28 febbraio 2026
                2a rata30 aprile 2026
                3a rata30 giugno 2026
                4a rata31 agosto 2026
                5a rata31 ottobre 2026
                6a rata31 dicembre 2026

                Modalita di Pagamento

                • IOL (Inarcassa On Line): Pagamento diretto con carta o addebito conto
                • MAV bancario: Bollettino pagabile in banca
                • Domiciliazione bancaria: Addebito automatico su conto corrente
                • PagoPA: Tramite i canali abilitati

                Come Calcolare i Contributi Inarcassa

                Ecco come calcolare i contributi Inarcassa in base al reddito e al volume d’affari.

                Formula Calcolo Contributo Soggettivo

                Contributo Soggettivo = Reddito Professionale x 14,5%

                Se il risultato e inferiore al minimo (~2.800 euro), si versa il minimo.

                Formula Calcolo Contributo Integrativo

                Contributo Integrativo = Volume d’Affari x 4%

                Se il risultato e inferiore al minimo (~850 euro), si versa il minimo.

                Esempio Calcolo: Reddito 40.000 euro

                DATI
                Reddito professionale netto40.000 euro
                Volume d’affari (fatturato)50.000 euro
                CALCOLO CONTRIBUTI
                Contributo soggettivo (40.000 x 14,5%)5.800 euro
                Contributo integrativo (50.000 x 4%)2.000 euro
                Contributo maternita/paternita72 euro
                TOTALE CONTRIBUTI7.872 euro

                Nota: Il contributo integrativo (2.000 euro) lo incassi dal cliente, quindi il tuo esborso effettivo e 5.872 euro.

                Tabella Contributi per Fasce di Reddito

                RedditoSoggettivo (14,5%)Integrativo (4%)*MaternitaTotale
                20.000 euro2.900 euro1.000 euro72 euro3.972 euro
                35.000 euro5.075 euro1.750 euro72 euro6.897 euro
                50.000 euro7.250 euro2.500 euro72 euro9.822 euro
                70.000 euro10.150 euro3.500 euro72 euro13.722 euro
                85.000 euro12.325 euro4.250 euro72 euro16.647 euro

                *Il contributo integrativo viene incassato dal cliente, non e un costo per il professionista.

                Agevolazioni Under 35 e Altre Riduzioni

                Inarcassa prevede importanti agevolazioni contributive per i giovani professionisti.

                Agevolazioni Under 35

                I professionisti che si iscrivono a Inarcassa prima dei 35 anni beneficiano di riduzioni significative.

                BeneficioOrdinarioUnder 35Risparmio
                Aliquota soggettivo14,5%7,25%50%
                Minimo soggettivo~2.800 euro~1.400 euro50%
                Durata agevolazione–5 anni–

                Requisiti per le Agevolazioni Under 35

                • Iscriversi a Inarcassa prima del compimento dei 35 anni
                • Reddito professionale inferiore a circa 40.000 euro
                • Richiedere l’agevolazione tramite IOL entro il 31 maggio

                Esempio Risparmio Under 35

                Ingegnere under 35 con reddito 30.000 euro
                Contributo ordinario (30.000 x 14,5%)4.350 euro
                Contributo ridotto (30.000 x 7,25%)2.175 euro
                Risparmio annuo2.175 euro
                Risparmio in 5 anni~10.875 euro

                Altre Agevolazioni

                Maternita/Paternita

                • Esonero contributivo: Durante il periodo di maternita obbligatoria
                • Indennita: Circa 80% del reddito degli ultimi 12 mesi
                • Durata: 5 mesi (2 mesi prima + 3 mesi dopo il parto)

                Contribuzione Figurativa

                Chi beneficia delle agevolazioni under 35 e poi versa contributi per almeno 25 anni riceve un riconoscimento di contribuzione figurativa che incrementa il montante pensionistico.

                Come Richiedere le Agevolazioni

                1. Accedi a Inarcassa On Line (IOL)
                2. Vai alla sezione “Richieste agevolazioni”
                3. Compila il modulo entro il 31 maggio dell’anno
                4. Per nuovi iscritti: entro 90 giorni dall’iscrizione

                Deducibilita Fiscale dei Contributi

                I contributi Inarcassa sono deducibili dal reddito ai fini fiscali.

                Quali Contributi sono Deducibili

                ContributoDeducibilitaNote
                Soggettivo100% deducibileRiduce il reddito imponibile
                Maternita/Paternita100% deducibile72 euro annui
                IntegrativoNon deducibileNon e un tuo costo (lo paga il cliente)

                Deducibilita in Regime Forfettario

                In regime forfettario, i contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito forfettario:

                ESEMPIO: Architetto in Forfettario
                Fatturato annuo50.000 euro
                Reddito lordo (50.000 x 78%)39.000 euro
                Contributi deducibili versati– 5.727 euro
                Reddito netto imponibile33.273 euro
                Imposta sostitutiva 15%4.991 euro

                Vantaggio Fiscale della Deduzione

                La deduzione dei contributi genera un risparmio fiscale:

                • Regime forfettario 15%: Risparmio = Contributi x 15%
                • Regime forfettario 5%: Risparmio = Contributi x 5%
                • Regime ordinario: Risparmio = Contributi x aliquota marginale IRPEF (23-43%)

                Esempio: Con 5.000 euro di contributi in regime forfettario 15%, il risparmio fiscale e 750 euro.

                Domande Frequenti (FAQ)

                Quanto devo versare a Inarcassa come minimo?

                Il contributo minimo annuo e circa 3.722 euro (soggettivo ~2.800 + integrativo ~850 + maternita 72). Per gli under 35, il minimo e ridotto a circa 2.322 euro.

                Devo pagare i contributi anche se fatturo poco?

                Si, i contributi minimi sono dovuti anche con reddito basso o nullo. E importante pianificare questa spesa fissa quando si apre la partita IVA.

                Il contributo integrativo 4% e un costo?

                No, il contributo integrativo viene addebitato in fattura al cliente. Tu lo incassi insieme al compenso e poi lo versi a Inarcassa. Non e una tua spesa.

                Come faccio a richiedere le agevolazioni under 35?

                Devi accedere a Inarcassa On Line (IOL) e compilare la richiesta nella sezione dedicata entro il 31 maggio dell’anno.

                I contributi Inarcassa sono deducibili?

                Si, il contributo soggettivo e maternita/paternita sono 100% deducibili dal reddito, anche in regime forfettario. Il contributo integrativo no (perche non e un tuo costo).

                Quando si paga Inarcassa?

                I contributi minimi si pagano in due rate (30 giugno e 30 settembre) oppure in 6 rate bimestrali. Il conguaglio si versa entro il 31 dicembre.

                Cosa succede se non pago i contributi?

                In caso di mancato pagamento si applicano interessi di mora e sanzioni. Inoltre, rischi la cancellazione da Inarcassa e la perdita dei diritti previdenziali.

                Conclusioni

                I contributi Inarcassa rappresentano un costo fisso importante per architetti e ingegneri liberi professionisti.

                Punti chiave:

                • Contributo soggettivo: 14,5% del reddito (minimo ~2.800 euro)
                • Contributo integrativo: 4% del volume d’affari (lo paga il cliente)
                • Contributo maternita: 72 euro fissi
                • Minimo totale: ~3.722 euro annui
                • Under 35: Riduzione 50% sul soggettivo per 5 anni
                • Deducibilita: Soggettivo e maternita sono 100% deducibili
                • Scadenze: 30 giugno e 30 settembre (o rate bimestrali)

                Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: gestione contributi Inarcassa, dichiarazione dei redditi, ottimizzazione fiscale e richiesta agevolazioni under 35.

                Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata sui contributi Inarcassa.

                Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per importi e scadenze ufficiali, verificare sul sito Inarcassa (www.inarcassa.it).

                Articoli correlati:

                • Partita IVA Architetto e Ingegnere: Guida Completa 2026
                • Codice ATECO Architetto e Ingegnere
                • Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere

                Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

                Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

                +2000
                Partite IVA aperte
                100%
                Assistenza garantita

                Compila il modulo per una consulenza gratuita:

                  Il tuo nome (*)

                  La tua email (*)

                  Il tuo telefono (*)

                  Richiesta (eventuale)

                  Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

                  Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

                  Gennaio 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-31 09:00:002026-05-30 00:07:36Contributi Inarcassa 2026: Guida Completa ad Aliquote, Scadenze e Agevolazioni Under 35
                  FINANZIAMENTI, Prestiti Pensionati

                  Prestito Fino a 80 Anni: È Possibile? Ecco Come Ottenerlo

                  finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale

                  Indice dei contenuti

                  1. È Possibile Ottenere un Prestito Fino a 80 Anni?
                  2. Cessione del Quinto della Pensione (Fino a 85-90 Anni)
                  3. Prestito Personale con Garante
                  4. Prestito Vitalizio Ipotecario per Proprietari Casa
                  5. Requisiti Specifici per Età Avanzata
                  6. Come Aumentare le Probabilità di Approvazione
                  7. Costi Assicurativi per Over 75
                  8. Domande Frequenti

                  La domanda “è possibile ottenere un prestito fino a 80 anni?” è sempre più frequente tra pensionati e senior che necessitano di liquidità per spese impreviste, ristrutturazioni, cure mediche o aiuto ai familiari. La buona notizia è che sì, è possibile, ma le opzioni disponibili e i requisiti variano significativamente rispetto ai prestiti per fasce d’età più giovani.

                  Nel 2026, gli istituti finanziari offrono diverse soluzioni per pensionati over 75, tra cui la cessione del quinto della pensione (la più comune e accessibile), il prestito personale con garante e il prestito vitalizio ipotecario per proprietari di immobili. Ogni opzione ha vantaggi e limiti specifici che è importante conoscere prima di fare richiesta.

                  In questa guida analizziamo in dettaglio tutte le soluzioni disponibili per ottenere un prestito fino a 80 anni, i requisiti richiesti, i costi assicurativi (che aumentano con l’età), le strategie per aumentare le probabilità di approvazione e gli errori da evitare. Scoprirai anche come il CAF Centro Fiscale può assisterti nella documentazione e nella scelta della soluzione più adatta.

                  È Possibile Ottenere un Prestito Fino a 80 Anni?

                  Sì, è assolutamente possibile ottenere un prestito fino a 80 anni, ma con alcune condizioni e limitazioni rispetto ai prestiti per fasce d’età più giovani. La legge italiana non pone limiti di età massimi per l’accesso al credito, ma gli istituti finanziari applicano criteri di valutazione specifici basati sull’età al momento della richiesta e soprattutto sull’età al termine del prestito.

                  La principale differenza per gli over 75 riguarda:

                  • Durata massima del prestito: più breve rispetto ai giovani (solitamente 5-7 anni invece di 10)
                  • Importi finanziabili: generalmente più bassi per questioni attuariali
                  • Costi delle polizze assicurative: significativamente più alti (il premio vita aumenta con l’età)
                  • Tipologie di prestito disponibili: limitate a cessione del quinto pensione, prestito con garante o prestito vitalizio ipotecario
                  • Tassi di interesse: leggermente più alti rispetto a pensionati under 70

                  IMPORTANTE: L’età che conta per gli istituti non è quella al momento della richiesta, ma l’età al termine del prestito. Ad esempio, se hai 76 anni e richiedi un prestito di 7 anni, al termine avrai 83 anni. Gli istituti accettano generalmente fino a 85-90 anni come età massima al termine.

                  Opzioni reali disponibili per over 75

                  Per i pensionati tra 75 e 80 anni, le opzioni concrete sono tre:

                  1. Cessione del quinto della pensione: la soluzione più comune e accessibile (copre oltre il 70% dei finanziamenti over 75)
                  2. Prestito personale con garante: richiede un garante under 65 con reddito stabile
                  3. Prestito vitalizio ipotecario: per proprietari di immobili, senza rimborso mensile

                  Vediamo ciascuna opzione nel dettaglio.

                  Cessione del Quinto della Pensione (Fino a 85-90 Anni)

                  La cessione del quinto della pensione è la soluzione più comune e accessibile per ottenere un prestito fino a 80 anni. Si tratta di un finanziamento con trattenuta automatica sul cedolino pensione mensile, che può arrivare fino a un massimo del 20% della pensione netta.

                  Come funziona per gli over 75

                  Il meccanismo è identico a quello per pensionati più giovani, ma con alcune specificità legate all’età:

                  • Età massima al termine del prestito: generalmente 85-90 anni (varia per istituto)
                  • Durata massima: 5-7 anni invece di 10 anni (per contenere il rischio attuariale)
                  • Importo massimo: dipende dalla pensione netta, ma difficilmente supera i 25.000-30.000 euro per over 75
                  • Polizza vita obbligatoria: costa significativamente di più (il premio aumenta con l’età)
                  • TAEG più alto: indicativamente 9,5%-11,5% per over 75 vs 8,5%-10% per under 70

                  Requisiti specifici

                  • Pensione INPS, INPDAP o altri enti (non assegno sociale)
                  • Pensione netta mensile minima: almeno 700-800 euro
                  • Assenza di pignoramenti sulla pensione
                  • Età al momento della richiesta: fino a 83-85 anni (per prestiti brevi)

                  Vantaggi per pensionati anziani

                  • Nessuna garanzia reale richiesta: non serve ipoteca o pegno
                  • Trattenuta automatica: nessun rischio di dimenticare i pagamenti
                  • Polizza vita inclusa: estingue il debito in caso di decesso (non grava sugli eredi)
                  • Approvazione rapida: anche per over 75 con pensione regolare
                  • Protezione famiglia: gli eredi non rispondono del debito residuo

                  Limiti da conoscere

                  • Importi limitati: difficile ottenere oltre 25.000-30.000 euro dopo i 75 anni
                  • Durata breve: massimo 5-7 anni (rate mensili più alte)
                  • Costo polizza elevato: il premio assicurativo può rappresentare il 40-50% del TAEG
                  • 20% pensione vincolato: riduce significativamente la liquidità mensile

                  Esempio pratico: Pensionato di 76 anni con pensione netta di 1.500 euro/mese. Può richiedere una cessione del quinto con rata massima di 300 euro/mese (20% di 1.500). Con durata di 6 anni (72 rate) e TAEG del 10,5%, ottiene circa 18.500 euro netti (importo erogato dopo interessi e polizze).

                  Prestito Personale con Garante

                  Il prestito personale con garante è la seconda opzione per ottenere liquidità fino a 80 anni. Richiede un garante (solitamente un familiare) che si impegna a rimborsare il prestito in caso di insolvenza del richiedente.

                  Come funziona

                  Il pensionato over 75 richiede un prestito personale tradizionale, ma per ottenere l’approvazione deve presentare un garante con requisiti solidi:

                  • Età del garante: preferibilmente under 65 (alcuni istituti accettano fino a 70)
                  • Reddito stabile: contratto a tempo indeterminato o pensione INPS
                  • Nessun protesto o cattiva segnalazione in centrali rischi
                  • Capacità di reddito sufficiente: il garante deve dimostrare di poter sostenere la rata se necessario

                  Vantaggi

                  • Importi più alti: possibile ottenere fino a 30.000-40.000 euro (dipende dal garante)
                  • Durate più lunghe: fino a 8-10 anni se il garante è giovane
                  • Tassi competitivi: TAEG solitamente 8%-10% (più basso della cessione del quinto)
                  • Nessun vincolo pensione: rimborso tramite RID bancario (maggiore flessibilità mensile)

                  Svantaggi

                  • Necessità di un garante: non sempre si trova un familiare disponibile con requisiti adeguati
                  • Rischio per il garante: in caso di insolvenza, il debito passa al garante
                  • Istruttoria più lunga: verifica dei requisiti sia del richiedente che del garante
                  • Approvazione meno certa: molti istituti sono restii a concedere prestiti a over 75 anche con garante

                  Chi può essere garante: Figli, nipoti, coniuge (se più giovane), fratelli o amici con reddito stabile. Il garante firma un contratto di fideiussione e risponde solidalmente del debito.

                  Prestito Vitalizio Ipotecario per Proprietari Casa

                  Il prestito vitalizio ipotecario è una soluzione innovativa riservata a proprietari di immobili over 60 (la legge italiana consente dai 60 anni in su). Funziona in modo completamente diverso dai prestiti tradizionali: non prevede rimborso mensile della rata.

                  Come funziona

                  L’istituto finanziario eroga un capitale (o una rendita mensile) al proprietario anziano, che iscrive ipoteca sull’immobile. Il rimborso del prestito (capitale + interessi maturati) avviene solo al decesso del beneficiario, tramite la vendita dell’immobile o il riscatto da parte degli eredi.

                  • Nessuna rata mensile: il pensionato vive nell’immobile senza pagare rate
                  • Capitale erogato: fino al 40-50% del valore dell’immobile (valutazione peritale)
                  • Interessi capitalizzati: gli interessi si accumulano nel tempo (non si pagano mensilmente)
                  • Diritto di abitazione: il proprietario continua a vivere nella casa fino al decesso
                  • Rimborso posticipato: al decesso, gli eredi possono riscattare l’immobile pagando il debito o lasciarlo vendere

                  Requisiti

                  • Età minima: 60 anni (nessuna età massima)
                  • Proprietà immobiliare: casa di abitazione principale, libera da ipoteche
                  • Valore minimo immobile: generalmente 150.000-200.000 euro
                  • Immobile in buone condizioni: viene effettuata una perizia

                  Vantaggi per over 75

                  • Nessun limite di età: accettato anche per over 85-90
                  • Nessuna rata mensile: zero impatto sul budget mensile
                  • Liquidità immediata: fino a 100.000-150.000 euro (dipende dal valore casa)
                  • Continui a vivere nella tua casa: diritto di abitazione a vita
                  • Nessun rischio per gli eredi: il debito non può superare il valore dell’immobile

                  Svantaggi

                  • Interessi elevati: TAEG solitamente 6%-8%, ma capitalizzati nel tempo (debito cresce esponenzialmente)
                  • Ipoteca sull’immobile: vincolo sulla casa
                  • Valore eredità ridotto: gli eredi ricevono meno (o nulla) se il debito maturato è alto
                  • Disponibilità limitata: pochi istituti offrono questo prodotto in Italia
                  • Costi notarili elevati: perizia, iscrizione ipoteca, atto notarile (2.000-4.000 euro)

                  Esempio: Proprietario di 78 anni con casa del valore di 200.000 euro. Ottiene un prestito vitalizio di 80.000 euro (40% del valore). Con TAEG del 6,5%, dopo 10 anni il debito maturato sarà circa 150.000 euro (capitale + interessi capitalizzati). Al decesso, gli eredi possono pagare 150.000 euro e tenere la casa, o lasciarla vendere per estinguere il debito.

                  Requisiti Specifici per Età Avanzata

                  Indipendentemente dalla tipologia di prestito scelta, gli over 75 devono soddisfare requisiti più stringenti rispetto a pensionati più giovani. Ecco i criteri valutati dagli istituti finanziari.

                  1. Età al termine del prestito

                  Questo è il fattore decisivo. La maggior parte degli istituti accetta fino a:

                  • 85 anni: limite standard per cessione del quinto pensione
                  • 90 anni: limite esteso da alcuni istituti specializzati
                  • Nessun limite: per prestito vitalizio ipotecario

                  2. Reddito pensionistico stabile

                  Per la cessione del quinto:

                  • Pensione netta minima: 700-800 euro/mese
                  • Tipologia pensione: INPS, INPDAP, ex ENPALS (NON assegno sociale)
                  • Stabilità: pensione definitiva (no pensione invalidità provvisoria)

                  3. Stato di salute

                  Molti istituti richiedono un questionario sanitario per over 75. Alcune condizioni possono comportare:

                  • Premio polizza più alto: per patologie croniche gestite
                  • Rifiuto della polizza: per patologie gravi (tumori in fase attiva, scompenso cardiaco severo)
                  • Visita medica obbligatoria: per importi superiori a 30.000 euro

                  4. Assenza di segnalazioni negative

                  • Nessun protesto negli ultimi 5 anni
                  • Nessuna segnalazione CRIF come cattivo pagatore
                  • Assenza di pignoramenti in corso sulla pensione
                  • Nessuna procedura concorsuale (fallimento, sovraindebitamento)

                  5. Documentazione completa

                  Per over 75, la documentazione richiesta è più estesa:

                  • Cedolini pensione: ultimi 3 mesi
                  • CU (Certificazione Unica): anno precedente
                  • Documento identità e codice fiscale
                  • Estratto conto pensione INPS: attestazione importo pensione
                  • Questionario sanitario: per over 75 o importi elevati
                  • Autocertificazione stato famiglia

                  Come Aumentare le Probabilità di Approvazione

                  Per gli over 75, ottenere l’approvazione di un prestito richiede strategia e preparazione. Ecco le migliori pratiche per aumentare le probabilità di successo.

                  1. Scegli la durata più breve possibile

                  Gli istituti preferiscono durate brevi per over 75 perché riducono il rischio attuariale. Se puoi sostenere una rata più alta, opta per:

                  • 4-5 anni invece di 7 anni → approvazione più facile
                  • Importo più basso → istruttoria più veloce

                  2. Presenta un garante (se possibile)

                  Un garante under 65 con reddito stabile aumenta drasticamente le probabilità di approvazione. Anche per cessione del quinto, alcuni istituti accettano un garante per concedere:

                  • Importi più alti
                  • Durate più lunghe
                  • Tassi più bassi

                  3. Richiedi importi realistici

                  Non chiedere il massimo finanziabile. Se la tua pensione è 1.200 euro/mese, invece di chiedere 25.000 euro (massimo), richiedi 15.000-18.000 euro. Importi più bassi hanno:

                  • Approvazione più rapida
                  • Meno vincoli sul questionario sanitario
                  • Tassi leggermente più bassi

                  4. Confronta più istituti specializzati

                  Non tutti gli istituti hanno le stesse politiche per over 75. Alcuni sono più flessibili:

                  • Compass, Agos Ducato, Fiditalia: specializzati in cessione del quinto pensione
                  • Banca Intesa, Unicredit: prestiti con garante
                  • Bnl Mutuo Valore Casa, Intesa Sanpaolo Prestito Vitalizio: prestiti vitalizi ipotecari

                  5. Prepara tutta la documentazione in anticipo

                  Raccogli TUTTA la documentazione prima di fare domanda:

                  • Cedolini pensione ultimi 3 mesi (scaricabili da INPS.it con SPID)
                  • CU anno precedente
                  • Estratto conto pensione (richiesta su INPS.it)
                  • Documento identità in corso di validità
                  • Autocertificazione stato famiglia

                  Una documentazione completa accelera l’istruttoria e riduce il rischio di rifiuto per “mancanza documenti”.

                  6. Evita richieste multiple contemporanee

                  Fare domanda a troppi istituti contemporaneamente peggiora il tuo profilo CRIF (troppe interrogazioni = disperazione). Strategia migliore:

                  1. Richiedi preventivi senza impegno a 2-3 istituti
                  2. Scegli l’offerta migliore
                  3. Presenta domanda formale SOLO a quell’istituto
                  4. Se rifiutato, attendi 30 giorni prima di riprovare altrove

                  Costi Assicurativi per Over 75

                  Uno dei principali ostacoli per ottenere un prestito fino a 80 anni è il costo delle polizze assicurative obbligatorie. Il premio assicurativo vita aumenta esponenzialmente con l’età del richiedente, perché il rischio attuariale è più alto.

                  Quanto costa la polizza vita per over 75?

                  Per la cessione del quinto della pensione, il costo della polizza vita rappresenta circa:

                  • Under 65: 15-25% del costo totale del prestito
                  • 65-70 anni: 25-35% del costo totale
                  • 70-75 anni: 35-45% del costo totale
                  • Over 75: 45-60% del costo totale

                  Esempio concreto: Prestito di 20.000 euro con cessione del quinto a 76 anni, durata 6 anni.

                  • Capitale richiesto: 20.000 euro
                  • Interessi (TAN 7,8%): 5.200 euro
                  • Polizza vita: 6.500 euro (52% del costo totale!)
                  • Spese istruttoria: 300 euro
                  • Costo totale: 12.000 euro
                  • Capitale netto erogato: 20.000 – (parte polizza + spese) = circa 17.500 euro
                  • TAEG effettivo: 11,2%

                  Perché la polizza costa così tanto?

                  La polizza vita copre il rischio di decesso del pensionato durante il periodo di rimborso. L’assicurazione estingue il debito residuo in caso di morte, proteggendo gli eredi. Per over 75:

                  • Aspettativa di vita ridotta: statisticamente, il rischio di decesso nei prossimi 5-7 anni è più alto
                  • Costi sanitari crescenti: eventuali patologie croniche aumentano il premio
                  • Questionario sanitario obbligatorio: patologie rilevate comportano premi maggiorati

                  È possibile ridurre il costo della polizza?

                  Purtroppo NO. Per la cessione del quinto, la polizza è obbligatoria e il premio è fisso (calcolato dall’assicurazione in base a età, importo e durata). Tuttavia, puoi:

                  • Ridurre la durata: prestiti più brevi = premio più basso
                  • Ridurre l’importo: meno capitale = meno costo polizza
                  • Comparare istituti: alcuni hanno convenzioni assicurative più vantaggiose

                  Alternative senza polizza obbligatoria

                  Se il costo della polizza è proibitivo, considera:

                  • Prestito vitalizio ipotecario: nessuna polizza obbligatoria (ma ipoteca sulla casa)
                  • Prestito con garante: polizza facoltativa (ma serve un garante)

                  📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                  Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                  Domande Frequenti su Prestiti Fino a 80 Anni

                  A 80 anni posso ancora ottenere un prestito?

                  Si, e assolutamente possibile ottenere un prestito a 80 anni. Le opzioni principali sono la cessione del quinto della pensione (fino a 85-90 anni al termine del prestito), il prestito personale con garante (richiede un familiare garante under 65) e il prestito vitalizio ipotecario (per proprietari di casa, senza limiti di eta). La cessione del quinto e la soluzione piu comune e accessibile.

                  Qual e l’eta massima per richiedere una cessione del quinto della pensione?

                  Non esiste un eta massima assoluta per richiedere la cessione del quinto, ma conta l’eta al termine del prestito. La maggior parte degli istituti accetta fino a 85 anni al termine, alcuni specializzati fino a 90 anni. Ad esempio, se hai 78 anni e richiedi un prestito di 7 anni, al termine avrai 85 anni (generalmente accettato).

                  Quanto costa la polizza assicurativa per over 75?

                  Per over 75, la polizza vita obbligatoria nella cessione del quinto costa molto: rappresenta il 45-60% del costo totale del prestito (contro il 15-25% per under 65). Su un prestito di 20.000 euro a 76 anni, la polizza puo costare 6.000-7.000 euro. Questo aumenta il TAEG effettivo al 10,5-11,5%. Il costo e obbligatorio e non riducibile.

                  Posso ottenere un prestito a 80 anni senza garante?

                  Si, con la cessione del quinto della pensione non serve garante. Basta avere una pensione INPS/INPDAP di almeno 700-800 euro netti al mese, assenza di pignoramenti e eta al termine del prestito entro 85-90 anni. La trattenuta automatica sulla pensione (max 20%) garantisce il rimborso senza necessita di garanti o ipoteche.


                  Hai Bisogno di Assistenza per un Prestito?

                  Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica della documentazione pensionistica, il calcolo della sostenibilità della rata, il confronto delle offerte e l’assistenza per pratiche INPS.

                    Il tuo nome (*)

                    La tua email (*)

                    Il tuo telefono (*)

                    Richiesta (eventuale)

                    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

                    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


                    ARTICOLI CORRELATI

                    finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
                    FINANZIAMENTI, Prestiti Pensionati

                    Aiutare i Figli a Comprare Casa: Guida per Genitori e Nonni 2026

                    Sempre più genitori italiani decidono di aiutare i figli a comprare casa, di fronte a un mercato immobiliare che rende difficile l’accesso alla proprietà per le nuove generazioni. Tra mutui con tassi elevati, difficoltà di accesso…
                    Febbraio 5, 2026
                    /
                    0 Commenti
                    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-05 09:00:002026-01-07 11:46:48Aiutare i Figli a Comprare Casa: Guida per Genitori e Nonni 2026
                    finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
                    FINANZIAMENTI, Prestiti Pensionati

                    Spese Mediche da Pensionato: Come Finanziarle Senza Stress

                    Indice dei contenutiSpese Mediche Comuni per PensionatiOpzioni di Finanziamento SpecificheCome Combinare Prestito e Detrazioni FiscaliProcedura Rapida per Emergenze MedicheDomande FrequentiAffrontare spese…
                    Febbraio 3, 2026
                    /
                    0 Commenti
                    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-03 09:00:002026-01-07 11:03:00Spese Mediche da Pensionato: Come Finanziarle Senza Stress
                    finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
                    FINANZIAMENTI, Prestiti Pensionati

                    Prestito Fino a 80 Anni: È Possibile? Ecco Come Ottenerlo

                    Indice dei contenutiÈ Possibile Ottenere un Prestito Fino a 80 Anni? Cessione del Quinto della Pensione (Fino a 85-90 Anni) Prestito Personale con Garante Prestito Vitalizio Ipotecario per Proprietari Casa Requisiti Specifici per Età…
                    Gennaio 31, 2026
                    /
                    0 Commenti
                    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-31 09:00:002026-01-07 11:02:56Prestito Fino a 80 Anni: È Possibile? Ecco Come Ottenerlo

                    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

                    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

                    Gennaio 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-31 09:00:002026-05-31 14:11:49Prestito Fino a 80 Anni: È Possibile? Ecco Come Ottenerlo
                    Pagina 165 di 194«‹163164165166167›»

                    Ultime notizie

                    • Pensione 2026 INPS
                      Bonus pensioni dicembre 2026: chi riceve 154,94 euroOttobre 15, 2026 - 5:00 pmin: NOTIZIE
                    • Pensione 2026 INPS
                      Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i FigurativiOttobre 15, 2026 - 3:00 pmin: CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO
                    • fatturazione elettronica CAF Udine
                      Come fare fattura elettronica forfettario: guida in 8 passi alla prima fatturaOttobre 15, 2026 - 1:00 pmin: Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione Elettronica
                    Search Search

                    Seguici su Facebook

                    Categorie Articoli

                    Ultimi Articoli

                    • Pensione 2026 INPS
                      Bonus pensioni dicembre 2026: chi riceve 154,94 euroOttobre 15, 2026 - 5:00 pm
                    • Pensione 2026 INPS
                      Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i FigurativiOttobre 15, 2026 - 3:00 pm
                    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                      Manovra 2027: le tappe fino al 20 ottobre e le misure sul tavoloOttobre 15, 2026 - 7:00 am
                    • fatturazione elettronica CAF Udine
                      Spese Anticipate per il Cliente in Fattura 2026 (Geometri e Architetti): Bolli, Diritti, Oneri Comunali e Codice N1Ottobre 14, 2026 - 3:00 pm
                    • detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
                      Bonus casa 2027: scende al 36%, in Manovra si attende la proroga del 50%Ottobre 14, 2026 - 1:00 pm
                    • Pensione 2026 INPS
                      DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Ottobre 14, 2026 - 11:00 am
                    • ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
                      Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEEOttobre 14, 2026 - 7:00 am
                    • detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
                      Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaOttobre 13, 2026 - 4:00 pm
                    CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

                    Contatti

                    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
                    Email: info@centrofiscale.com
                    Telefono: 0432 1638640
                    WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
                    WhatsApp Patronato: 324 7411699

                    Ultimi Articoli

                    • Pensione 2026 INPS
                      Bonus pensioni dicembre 2026: chi riceve 154,94 euroOttobre 15, 2026 - 5:00 pm
                    • Pensione 2026 INPS
                      Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i FigurativiOttobre 15, 2026 - 3:00 pm
                    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                      Manovra 2027: le tappe fino al 20 ottobre e le misure sul tavoloOttobre 15, 2026 - 7:00 am
                    © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
                    mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
                    • Collegamento a Facebook
                    • Collegamento a Instagram
                    • Collegamento a Rss questo sito
                    Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto