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FINANZIAMENTI, Prestiti Auto

Finanziamento Auto Senza Anticipo: È Possibile? Ecco Come Fare

Indice dei contenuti

  1. Come Funziona il Finanziamento 100% Senza Anticipo
  2. Quando Conviene e Quando No
  3. Requisiti Più Stringenti Richiesti
  4. Dove Trovare Finanziamenti Senza Anticipo
  5. Quanto Costa in Più Rispetto a Versare Anticipo
  6. Alternative: Anticipo Minimo e Maxi-Rata Finale
  7. Pro e Contro Dettagliati

Il finanziamento auto senza anticipo rappresenta una soluzione sempre più richiesta da chi desidera acquistare un’auto nuova o usata senza dover versare un acconto iniziale. Si tratta di un prestito auto 100%, dove l’istituto di credito copre l’intero importo del veicolo, permettendo di dilazionare l’intera spesa in comode rate mensili.

Questa formula è particolarmente interessante per chi vuole preservare la propria liquidità per altre necessità, per chi ha spese impreviste o semplicemente preferisce non immobilizzare risparmi. Tuttavia, il finanziamento totale auto comporta costi più elevati rispetto a un prestito con anticipo, e richiede requisiti più stringenti da parte degli istituti di credito.

In questa guida analizzeremo nel dettaglio come funziona il finanziamento senza caparra, quando conviene, quali sono i requisiti richiesti, dove trovarlo e soprattutto quanto costa in più rispetto a un finanziamento tradizionale. Scoprirai anche le alternative disponibili, come l’anticipo minimo o la maxi-rata finale.

Come Funziona il Finanziamento 100% Senza Anticipo

Il finanziamento auto senza anticipo è una forma di prestito finalizzato in cui la banca o la società finanziaria copre l’intero importo del veicolo che si intende acquistare. A differenza del finanziamento tradizionale, dove l’acquirente versa un anticipo che va dal 10% al 30% del prezzo, qui non è richiesto alcun acconto iniziale.

Esempio pratico: Se vuoi acquistare un’auto da 20.000 euro, con un finanziamento tradizionale dovresti versare circa 4.000-6.000 euro di anticipo. Con il prestito auto 100%, invece, la finanziaria ti presta l’intera somma di 20.000 euro, e tu inizierai subito a pagare le rate mensili senza alcun esborso iniziale.

Il meccanismo è semplice:

  • La banca finanzia il 100% del valore dell’auto
  • Tu restituisci l’importo in rate mensili fisse (da 12 a 84 mesi)
  • Il tasso di interesse (TAN e TAEG) è generalmente più alto rispetto ai finanziamenti con anticipo
  • L’auto rimane di tua proprietà, ma spesso viene vincolata come garanzia fino all’estinzione del debito

La principale differenza con il finanziamento tradizionale sta nel rischio maggiore che la banca si assume: prestando il 100% del capitale, l’istituto non ha la “protezione” dell’anticipo versato dall’acquirente. Per questo motivo, i requisiti di accesso sono più severi e i tassi di interesse tendono a essere più alti.

Alcune concessionarie offrono promozioni con TAN 0% anche senza anticipo, ma in questi casi il costo viene solitamente “nascosto” nel prezzo di listino dell’auto o in spese accessorie più elevate. È importante quindi confrontare sempre il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che include tutti i costi reali del finanziamento.

Quando Conviene e Quando No

Il finanziamento auto senza anticipo non è sempre la scelta migliore. Esistono situazioni in cui è vantaggioso, e altre in cui è preferibile versare un acconto iniziale. Vediamo i casi concreti.

Quando CONVIENE il finanziamento senza anticipo:

  • Hai liquidità da preservare: Se disponi di risparmi ma preferisci non immobilizzarli in un acquisto che perde valore nel tempo (l’auto si svaluta del 15-20% il primo anno)
  • Spese impreviste in arrivo: Se prevedi spese importanti nei prossimi mesi (ristrutturazione casa, spese mediche, tasse) e vuoi mantenere una riserva di emergenza
  • Hai investimenti redditizi: Se i tuoi risparmi sono investiti con rendimenti superiori al tasso del finanziamento (caso raro, ma possibile)
  • Situazione lavorativa stabile: Con contratto a tempo indeterminato e reddito sicuro, puoi permetterti rate più alte senza rischi

Quando NON conviene:

  • Hai già altri debiti: Aggiungere un prestito costoso quando sei già indebitato aumenta il rischio di sovraindebitamento
  • Reddito variabile o incerto: Se lavori con partita IVA, contratto a tempo determinato o reddito irregolare, le rate più alte potrebbero diventare insostenibili
  • Puoi versare un anticipo senza difficoltà: Se hai liquidità disponibile e non prevedi altre spese, versare un anticipo del 20% ti fa risparmiare migliaia di euro in interessi
  • Auto di valore elevato: Per auto sopra i 30.000 euro, il costo degli interessi su un finanziamento 100% diventa davvero pesante

La valutazione corretta dipende dal tuo costo-opportunità: se i soldi che non versi come anticipo li usi per estinguere debiti più costosi (carte di credito, scoperti di conto) o per investimenti sicuri, allora il finanziamento senza anticipo può avere senso. In caso contrario, versare almeno il 10-20% di acconto è quasi sempre più conveniente.

Requisiti Più Stringenti Richiesti

Ottenere un finanziamento auto senza anticipo non è automatico. Le banche e le società finanziarie applicano criteri di valutazione più severi rispetto ai prestiti con acconto, proprio perché il rischio che si assumono è maggiore.

Requisiti fondamentali:

1. Affidabilità creditizia elevata

La banca controllerà il tuo score creditizio presso le centrali rischi (CRIF, Experian). Devi avere uno storico di pagamenti puntuale, senza ritardi o insolvenze. Anche un solo pagamento in ritardo negli ultimi 12 mesi può compromettere l’approvazione.

2. Reddito dimostrabile adeguato

Serve un reddito netto mensile sufficiente a coprire la rata senza superare il rapporto rata/reddito del 30-35%. Esempio: con uno stipendio netto di 1.500 euro/mese, la rata massima sostenibile è circa 450-500 euro. Per un’auto da 20.000 euro finanziata a 60 mesi senza anticipo, la rata sarà circa 380-420 euro (a seconda del TAN).

Il reddito va dimostrato con:

  • Busta paga (dipendenti)
  • CU e dichiarazione dei redditi (pensionati, autonomi)
  • Estratti conto bancari degli ultimi 3-6 mesi

3. Contratto di lavoro stabile

I dipendenti a tempo indeterminato hanno maggiori probabilità di approvazione. I lavoratori con contratto a tempo determinato devono avere almeno 12-18 mesi di anzianità e un contratto con scadenza oltre la durata del finanziamento. I lavoratori autonomi devono dimostrare redditi stabili da almeno 2-3 anni.

4. Assenza di segnalazioni negative

Il tuo nominativo non deve comparire in:

  • CRIF con segnalazioni di insolvenza
  • Centrale Allarme Interbancaria (CAI)
  • Protesti o pignoramenti in corso

Anche una sola segnalazione negativa, anche se risalente a qualche anno fa, può portare al rifiuto automatico.

5. Garanzie aggiuntive

In alcuni casi, specialmente per importi elevati o profili “border-line”, la finanziaria può richiedere:

  • Firma di un garante (con reddito stabile e pulito)
  • Ipoteca sull’auto fino al saldo del debito
  • Polizza assicurativa CPI (Creditor Protection Insurance) che copre rate in caso di perdita lavoro, malattia o decesso

In sintesi: il finanziamento senza anticipo è riservato a chi ha un profilo creditizio ottimo e redditi sicuri. Se non rispetti questi requisiti, è meglio puntare su un finanziamento con almeno il 10-20% di acconto.

Dove Trovare Finanziamenti Senza Anticipo

I finanziamenti auto senza anticipo sono disponibili presso diversi canali. Ecco dove cercare le migliori offerte.

1. Concessionarie auto con promozioni

Molte case automobilistiche offrono finanziamenti agevolati tramite le loro finanziarie captive (es. FCA Bank per Fiat/Jeep, Volkswagen Financial Services, BMW Financial Services). Le promozioni spesso includono:

  • TAN 0% o molto basso (2-3%)
  • Finanziamento 100% senza anticipo
  • Prime rate gratuite o posticipate

Attenzione: confronta sempre il prezzo di listino con e senza finanziamento. A volte il prezzo con finanziamento agevolato è più alto rispetto al prezzo “cash”.

2. Banche tradizionali

Le principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, UniCredit, BNL, Monte dei Paschi) offrono prestiti finalizzati auto anche senza anticipo. I tassi sono generalmente più alti rispetto alle promozioni delle concessionarie (TAN 5-8%), ma hai maggiore libertà di scelta dell’auto (nuova, usata, da qualsiasi venditore).

3. Società di credito specializzate

Finanziarie come Agos, Compass, Findomestic, Santander Consumer Bank sono specializzate in prestiti auto. Offrono:

  • Preventivi online immediati
  • Approvazione rapida (anche 24-48 ore)
  • Possibilità di finanziare fino a 60.000-75.000 euro

I tassi sono variabili (TAN 4-9% a seconda del profilo) ma la procedura è più snella rispetto alle banche.

4. Confronto preventivi online

Usa i comparatori online come Facile.it, Segugio.it, SuperMoney per confrontare decine di offerte in pochi minuti. Inserisci:

  • Importo da finanziare
  • Durata (in mesi)
  • Anticipo (imposta 0 euro)

Il sistema ti mostrerà tutte le offerte disponibili ordinate per TAEG crescente, così puoi scegliere quella più conveniente.

Consiglio pratico: Richiedi almeno 3-4 preventivi da canali diversi (concessionaria + banca + finanziaria online) e confronta il TAEG, non solo il TAN. Il TAEG include tutte le spese (istruttoria, polizze obbligatorie, commissioni) e rappresenta il costo reale del finanziamento.

Quanto Costa in Più Rispetto a Versare Anticipo

Il finanziamento auto senza anticipo ha un costo più elevato rispetto a un prestito con acconto. Vediamo quanto costa realmente con un esempio concreto.

Differenza tra TAN e TAEG

Prima di tutto, è importante capire la differenza:

  • TAN (Tasso Annuo Nominale): è il tasso di interesse “puro”, senza spese accessorie
  • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): include tutte le spese (istruttoria, assicurazioni obbligatorie, bolli, commissioni). È il dato da guardare per confrontare le offerte

Esempio pratico: auto da 20.000 euro

Confrontiamo due scenari:

SCENARIO A – Finanziamento SENZA anticipo (100%)

  • Importo finanziato: 20.000 euro
  • Durata: 60 mesi
  • TAN: 6,50%
  • TAEG: 7,20%
  • Rata mensile: 392 euro
  • Totale restituito: 23.520 euro
  • Costo totale interessi: 3.520 euro

SCENARIO B – Finanziamento CON anticipo 20% (4.000 euro)

  • Anticipo versato: 4.000 euro
  • Importo finanziato: 16.000 euro
  • Durata: 60 mesi
  • TAN: 4,90% (più basso perché c’è anticipo)
  • TAEG: 5,50%
  • Rata mensile: 301 euro
  • Totale restituito: 18.060 euro
  • Totale speso (anticipo + rate): 22.060 euro
  • Costo totale interessi: 2.060 euro

Confronto finale: Scegliendo il finanziamento senza anticipo, pagherai l’auto 1.460 euro in più rispetto alla soluzione con acconto del 20%. Questo è il “prezzo” per non immobilizzare 4.000 euro subito.

La convenienza dipende da cosa faresti con quei 4.000 euro:

  • Se li tieni sul conto corrente (rendimento 0%), perdi 1.460 euro
  • Se li usi per estinguere un debito da carta di credito al 18% di interesse, risparmi molto di più
  • Se li investi con rendimento garantito >7%, potresti pareggiare o guadagnare

In generale, per la maggior parte delle persone, versare un anticipo del 10-20% è la scelta più conveniente.

Alternative: Anticipo Minimo e Maxi-Rata Finale

Se il finanziamento auto senza anticipo risulta troppo costoso, ma non vuoi (o non puoi) versare un acconto elevato, esistono due alternative interessanti.

1. Finanziamento con anticipo minimo (5-10%)

Invece di finanziare il 100%, versi solo un piccolo anticipo del 5-10% (es. 1.000-2.000 euro su un’auto da 20.000 euro). Questo ti permette di:

  • Ottenere tassi più bassi rispetto al finanziamento totale
  • Ridurre la rata mensile di 30-50 euro
  • Mantenere comunque buona parte della liquidità

È un buon compromesso tra il finanziamento 100% (troppo costoso) e l’anticipo 20-30% (troppo impegnativo).

2. Finanziamento con maxi-rata finale (balloon)

Questa formula prevede:

  • Rate mensili basse per tutta la durata del finanziamento
  • Una maxi-rata finale (balloon) pari al 30-50% del valore dell’auto
  • Alla scadenza puoi: pagare la maxi-rata, restituire l’auto, o rifinanziare la maxi-rata

Esempio concreto:

Auto da 20.000 euro con maxi-rata finale:

  • Anticipo: 0 euro (o minimo 1.000 euro)
  • Durata: 48 mesi
  • Rate mensili: 250 euro x 47 mesi
  • Maxi-rata finale: 8.000 euro (48° mese)

Vantaggi:

  • Rate mensili molto più basse (250 invece di 400 euro)
  • Puoi restituire l’auto dopo 4 anni senza pagare la maxi-rata (utile se pensi di cambiare auto)

Svantaggi:

  • Alla scadenza devi avere 8.000 euro disponibili o rifinanziarli (con altri interessi)
  • Se restituisci l’auto, hai pagato 47 rate senza diventarne proprietario

Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a valutare la sostenibilità di ciascuna opzione in base alla tua situazione reddituale e fiscale.

Pro e Contro Dettagliati

Riepiloghiamo vantaggi e svantaggi del finanziamento auto senza anticipo per aiutarti a decidere se è la scelta giusta per te.

VANTAGGI

  • Zero esborso iniziale: Non devi versare nulla al momento dell’acquisto, mantenendo intatta la tua liquidità
  • Liquidità disponibile: I soldi che non usi per l’anticipo restano disponibili per emergenze, investimenti o altre spese
  • Accesso immediato all’auto: Puoi acquistare l’auto anche se non hai risparmi sufficienti per l’acconto
  • Dilazione massima: Rate spalmate fino a 84 mesi (7 anni) per ridurre l’importo mensile
  • Approvazione rapida: Molte finanziarie danno risposta entro 24-48 ore

SVANTAGGI

  • Costi molto più alti: Paghi 1.000-2.000 euro (o più) di interessi in più rispetto a un finanziamento con anticipo
  • Rate mensili elevate: Più alte del 20-30% rispetto a un prestito con acconto, quindi più difficili da sostenere
  • Requisiti severi: Serve un profilo creditizio ottimo e redditi stabili. Molte richieste vengono rifiutate
  • Rischio sovraindebitamento: Se hai già altri prestiti o spese fisse alte, potresti non riuscire a far fronte alle rate
  • L’auto perde valore: Nei primi anni l’auto si svaluta del 20-30%, mentre tu stai ancora pagando il 100% del prezzo iniziale

Chi dovrebbe evitarlo:

  • Chi ha redditi variabili o lavoro precario
  • Chi ha già debiti elevati (carte di credito, altri prestiti)
  • Chi può versare un anticipo senza difficoltà
  • Chi acquista auto di lusso (oltre 40.000 euro), dove gli interessi diventano insostenibili

Chi può valutarlo:

  • Dipendenti a tempo indeterminato con stipendio stabile
  • Chi ha spese urgenti nei prossimi mesi e vuole preservare i risparmi
  • Chi ha score creditizio elevato e può ottenere tassi competitivi

Il finanziamento auto senza anticipo è una soluzione comoda per chi non vuole (o non può) versare un acconto iniziale, ma comporta costi più elevati e requisiti più stringenti rispetto ai finanziamenti tradizionali. Come abbiamo visto, pagherai mediamente 1.000-2.000 euro in più di interessi per evitare di immobilizzare liquidità.

La scelta giusta dipende dalla tua situazione personale: se hai un reddito stabile e sicuro, e preferisci mantenere disponibilità economica per altre necessità, il prestito auto 100% può essere una buona opzione. Se invece puoi permetterti di versare anche solo il 10-20% di anticipo, risparmierai cifre importanti.

Considera sempre le alternative, come il finanziamento con anticipo minimo o la maxi-rata finale, che possono offrire un compromesso tra rate sostenibili e costi contenuti. E ricorda: confronta sempre il TAEG, non solo il TAN, per capire il costo reale del finanziamento.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per valutare la sostenibilità economica del finanziamento in base alla tua situazione reddituale, e per assisterti nelle pratiche fiscali legate all’acquisto dell’auto (detrazioni per disabili, deduzioni per professionisti, etc.).

Domande Frequenti sul Finanziamento Auto Senza Anticipo

È possibile ottenere un finanziamento auto senza anticipo?

Si, e possibile ottenere un finanziamento auto senza anticipo (prestito 100%) da banche, finanziarie e concessionarie. Tuttavia, i requisiti sono piu stringenti (ottimo score creditizio, reddito stabile) e i tassi di interesse piu alti rispetto ai finanziamenti con acconto.

Quanto costa in piu un finanziamento senza anticipo?

Un finanziamento senza anticipo costa mediamente 1.000-2.000 euro in piu di interessi rispetto a un prestito con anticipo del 20%. Su un’auto da 20.000 euro finanziata a 60 mesi, la differenza puo arrivare a 1.500 euro di interessi aggiuntivi.

Quali requisiti servono per il finanziamento 100%?

Servono: score creditizio elevato senza segnalazioni negative, reddito dimostrabile con rapporto rata/reddito sotto il 30-35%, contratto di lavoro stabile (preferibilmente tempo indeterminato), assenza di protesti o pignoramenti. Alcune finanziarie richiedono anche un garante.

Conviene il finanziamento senza anticipo o con maxi-rata finale?

Dipende dalle tue esigenze. Il finanziamento senza anticipo ha rate piu alte ma diventi subito proprietario dell’auto. La maxi-rata finale (balloon) ha rate piu basse ma devi pagare o rifinanziare una grossa somma alla fine. Il balloon e utile se pensi di cambiare auto dopo 3-4 anni.

Dove trovare le migliori offerte senza anticipo?

Le migliori offerte si trovano presso: concessionarie auto con promozioni delle case madri (TAN 0-3%), finanziarie specializzate (Agos, Compass, Findomestic), banche tradizionali, comparatori online (Facile.it, Segugio.it). Confronta sempre il TAEG per valutare il costo reale.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la sostenibilità economica del finanziamento e ti assiste nelle pratiche fiscali legate all’acquisto dell’auto.

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    Maura Masutto
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    31/07/2026
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    Sibongile Moyana
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    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 25 Ottobre e Come Correggere Errori

    Dichiarazione dei redditi 730

    Indice dei contenuti

    1. Cos’e il 730 integrativo
    2. Scadenza 25 ottobre 2026
    3. Quando serve il 730 integrativo
    4. Tipi di integrazione: Tipo 1 e Tipo 2
    5. Differenza tra 730 integrativo e 730 rettificativo
    6. Chi puo presentare il 730 integrativo
    7. Cosa succede al rimborso dopo l’integrazione
    8. Errore a sfavore: serve il Modello Redditi PF
    9. Modello Redditi PF correttivo nei termini
    10. Dichiarazione integrativa entro 5 anni
    11. Domande frequenti
    12. Contatta il CAF Centro Fiscale

    Hai presentato il 730 nel 2026 e ti sei accorto di aver dimenticato una spesa medica, una detrazione per i figli o un bonus edilizio? Niente panico: il 730 integrativo 2026 ti permette di correggere la dichiarazione dei redditi gia inviata, a patto che la correzione sia a tuo favore. In questa guida completa ti spieghiamo quando serve, come funziona, qual e la scadenza e cosa fare se invece l’errore e a sfavore del contribuente.

    Cos’e il 730 integrativo

    Il 730 integrativo e una dichiarazione dei redditi correttiva che il contribuente puo presentare quando, dopo aver inviato il modello 730 ordinario, si accorge di errori od omissioni che comportano un maggior credito, un minor debito o un’imposta invariata.

    In pratica, se hai dimenticato di inserire una spesa detraibile o deducibile, oppure hai commesso un errore di calcolo che ti ha penalizzato, puoi rimediare presentando il 730 integrativo. La normativa di riferimento e l’articolo 14 del D.M. 164/1999, che disciplina le modalita di assistenza fiscale.

    Attenzione: il 730 integrativo puo essere utilizzato solo quando la correzione produce un risultato favorevole al contribuente. Se l’errore comporta un maggior debito o un minor credito, la procedura e diversa (ne parliamo piu avanti nella sezione dedicata al Modello Redditi PF).

    Scadenza 25 ottobre 2026

    La scadenza per presentare il 730 integrativo 2026 e fissata al 25 ottobre 2026. Questa data vale per le dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2025, cioe per il 730 ordinario presentato entro il 30 settembre 2026.

    Ecco le date chiave da tenere a mente:

    AdempimentoScadenza
    730 ordinario (precompilato e non)30 settembre 2026
    730 integrativo25 ottobre 2026
    Modello Redditi PF correttivo nei termini30 novembre 2026
    Dichiarazione integrativa (entro 5 anni)31 dicembre 2030

    Superata la data del 25 ottobre, non sara piu possibile presentare il 730 integrativo. In quel caso, per correggere errori a proprio favore bisognera ricorrere al Modello Redditi PF correttivo nei termini (entro il 30 novembre) oppure alla dichiarazione integrativa entro i 5 anni successivi.

    Quando serve il 730 integrativo

    Il 730 integrativo si utilizza in tutti i casi in cui ti accorgi di aver commesso un errore che ti ha fatto pagare piu tasse del dovuto o ottenere un rimborso inferiore a quello spettante. Ecco le situazioni piu comuni:

    • Spese mediche dimenticate: fatture del dentista, visite specialistiche, farmaci o dispositivi medici non inseriti nel 730 originario
    • Detrazioni per figli a carico non inserite: errore nella compilazione dei familiari a carico o nella percentuale di spettanza
    • Bonus edilizi omessi: rate del bonus ristrutturazione, ecobonus o superbonus non indicate
    • Spese scolastiche o universitarie dimenticate: rette, mense scolastiche, trasporto studenti
    • Contributi previdenziali non dedotti: contributi versati a fondi pensione complementare o riscatto laurea
    • Interessi passivi del mutuo: rata del mutuo prima casa non inserita o inserita in misura errata
    • Donazioni e erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, partiti politici o istituzioni religiose non dichiarate
    • Errore nel sostituto d’imposta: indicazione di un datore di lavoro diverso da quello che deve effettuare il conguaglio

    In tutti questi casi, il 730 integrativo ti consente di recuperare le detrazioni o deduzioni dimenticate e ottenere il rimborso spettante direttamente in busta paga o nella rata di pensione.

    Tipi di integrazione: Tipo 1 e Tipo 2

    Esistono due tipologie di 730 integrativo, identificate con codici specifici che il CAF o il professionista abilitato devono indicare nella dichiarazione:

    730 integrativo Tipo 1 – Maggior credito o minor debito

    Il Tipo 1 si utilizza quando la correzione comporta un maggiore rimborso o un minore importo a debito rispetto al 730 originario. E il caso piu frequente: hai dimenticato una spesa detraibile e, correggendo la dichiarazione, il risultato finale migliora a tuo favore.

    Esempio pratico: nel 730 ordinario risultava un rimborso IRPEF di 350 euro. Dopo aver inserito le spese mediche dimenticate (2.000 euro di fatture), il 730 integrativo Tipo 1 ricalcola un rimborso di 700 euro. La differenza di 350 euro ti verra accreditata dal sostituto d’imposta.

    730 integrativo Tipo 2 – Sostituto d’imposta diverso

    Il Tipo 2 si utilizza quando l’unico errore riguarda i dati del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) indicato per il conguaglio. Non cambia l’importo del rimborso o del debito, ma solo chi deve effettuare il pagamento.

    Esempio pratico: hai cambiato lavoro a maggio 2026 e nel 730 ordinario hai indicato il vecchio datore di lavoro. Con il Tipo 2 correggi solo il sostituto, indicando il nuovo datore che effettuera il conguaglio.

    Esiste anche il Tipo 3, che combina entrambe le situazioni: la correzione comporta sia un risultato piu favorevole sia la modifica del sostituto d’imposta.

    Differenza tra 730 integrativo e 730 rettificativo

    Molti contribuenti confondono il 730 integrativo con il 730 rettificativo. Sebbene entrambi servano a correggere la dichiarazione, si tratta di due procedure distinte:

    Caratteristica730 Integrativo730 Rettificativo
    Chi lo presentaIl contribuente (tramite CAF)Il CAF o professionista d’ufficio
    MotivoErrore del contribuente (spese dimenticate, dati errati)Errore del CAF nella compilazione o nel calcolo
    IniziativaSu richiesta del contribuenteDi iniziativa del CAF che si accorge dell’errore
    ResponsabilitaDel contribuenteDel CAF (che paga eventuali sanzioni)
    Scadenza25 ottobre10 novembre

    In sintesi: se l’errore e tuo (hai dimenticato una spesa, hai sbagliato un dato), presenti il 730 integrativo. Se l’errore e stato commesso dal CAF durante l’elaborazione della dichiarazione, sara il CAF stesso a presentare il 730 rettificativo e a farsi carico delle eventuali conseguenze.

    Chi puo presentare il 730 integrativo

    Questa e una delle informazioni piu importanti e meno conosciute: il 730 integrativo NON puo essere presentato in autonomia dal contribuente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate.

    A differenza del 730 precompilato, che puoi compilare e inviare da solo, il 730 integrativo deve essere presentato obbligatoriamente tramite:

    • CAF (Centro di Assistenza Fiscale) – come il CAF Centro Fiscale
    • Professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, perito commerciale)

    Questo obbligo deriva dal fatto che il 730 integrativo richiede il visto di conformita, cioe la certificazione che i dati dichiarati corrispondono alla documentazione presentata. Solo i CAF e i professionisti abilitati possono apporre questo visto.

    Cosa portare al CAF per il 730 integrativo:

    • Copia del 730 ordinario gia presentato
    • Ricevuta di invio del 730 ordinario
    • Documentazione relativa alle spese o ai dati da integrare (fatture, ricevute, certificazioni)
    • Documento di identita e codice fiscale
    • Eventuale nuova CU se il sostituto d’imposta e cambiato

    Cosa succede al rimborso dopo l’integrazione

    Dopo la presentazione del 730 integrativo, il meccanismo del rimborso segue un percorso specifico che dipende dalla tempistica e dal tipo di integrazione:

    Se il conguaglio del 730 ordinario non e ancora avvenuto

    In questo caso, il sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS) ricevera direttamente il nuovo prospetto di liquidazione e applichera il conguaglio corretto. Riceverai l’intero rimborso aggiornato in un’unica soluzione.

    Se il conguaglio del 730 ordinario e gia stato effettuato

    Il sostituto d’imposta dovra effettuare un conguaglio aggiuntivo per la differenza tra il rimborso gia erogato e quello spettante dopo l’integrazione. Questo secondo conguaglio avviene generalmente nella busta paga di dicembre 2026 o gennaio 2027.

    Tempistiche indicative del rimborso:

    • Lavoratori dipendenti: il rimborso aggiuntivo arriva nella busta paga di dicembre 2026 o, al massimo, nella prima busta paga utile del 2027
    • Pensionati: il rimborso viene accreditato nella rata di pensione di dicembre 2026 o gennaio 2027, tramite conguaglio INPS
    • Senza sostituto d’imposta: il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempistiche piu lunghe (generalmente entro 6-8 mesi)

    Errore a sfavore: serve il Modello Redditi PF

    Se dopo aver inviato il 730 ti accorgi di un errore che comporta un maggior debito o un minor credito, il 730 integrativo non e lo strumento corretto. In questo caso devi presentare il Modello Redditi PF.

    Ecco le situazioni tipiche in cui l’errore e a sfavore del contribuente:

    • Redditi non dichiarati: hai dimenticato un reddito da locazione, una collaborazione occasionale o un reddito estero
    • Detrazioni indicate in eccesso: hai inserito spese non detraibili o importi superiori a quelli effettivi
    • Familiari a carico non spettanti: hai indicato come a carico un familiare che superava la soglia di reddito
    • Bonus fruiti senza diritto: hai usufruito di agevolazioni fiscali senza averne i requisiti

    Perche non si puo usare il 730 integrativo? La norma prevede espressamente che il 730 integrativo sia riservato alle correzioni a favore del contribuente. Per le correzioni a sfavore, il legislatore ha previsto il Modello Redditi PF, che consente anche il versamento delle maggiori imposte dovute tramite modello F24.

    Modello Redditi PF correttivo nei termini

    Il Modello Redditi PF correttivo nei termini e la dichiarazione che sostituisce il 730 quando la correzione e a sfavore del contribuente, oppure quando e scaduto il termine del 25 ottobre per il 730 integrativo.

    La scadenza per il Modello Redditi PF correttivo nei termini e il 30 novembre 2026. Ecco come funziona:

    1. Compilazione: si compila un nuovo Modello Redditi PF con tutti i dati corretti, non solo le modifiche
    2. Indicazione “correttiva nei termini”: nella casella apposita del frontespizio si barra la voce “Correttiva nei termini”
    3. Calcolo differenza: si calcola la differenza tra quanto gia versato/rimborsato e quanto effettivamente dovuto
    4. Versamento con F24: se risulta un maggior debito, si versa la differenza tramite modello F24 con i codici tributo appropriati
    5. Invio telematico: si invia tramite Entratel o Fisconline entro il 30 novembre

    Vantaggi del correttivo nei termini: presentando la correzione entro il 30 novembre 2026, non si applicano sanzioni per la dichiarazione infedele. E sufficiente versare la maggiore imposta dovuta con gli interessi legali calcolati dal giorno della scadenza originaria.

    Dichiarazione integrativa entro 5 anni

    Se ti accorgi dell’errore dopo il 30 novembre 2026, puoi ancora rimediare presentando una dichiarazione integrativa entro i 5 anni successivi alla presentazione della dichiarazione originaria.

    Questa possibilita e disciplinata dall’articolo 2, comma 8, del DPR 322/1998 e si applica sia alle integrazioni a favore che a sfavore del contribuente.

    Integrazione a favore (entro 5 anni)

    Se hai dimenticato spese detraibili e te ne accorgi dopo il 30 novembre, puoi presentare un Modello Redditi PF integrativo a favore. Il credito che emerge puo essere:

    • Utilizzato in compensazione tramite F24 nella dichiarazione successiva
    • Chiesto a rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate

    Integrazione a sfavore (entro 5 anni)

    Se l’errore e a sfavore, presentare spontaneamente la dichiarazione integrativa consente di beneficiare del ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte rispetto a quelle che si applicherebbero in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate:

    TempisticaSanzione ridotta
    Entro 90 giorni dalla scadenza1/9 del minimo (circa 27,78 euro)
    Entro 1 anno1/8 del minimo
    Entro 2 anni1/7 del minimo
    Oltre 2 anni1/6 del minimo
    Dopo notifica PVC1/5 del minimo

    E sempre conveniente correggere spontaneamente piuttosto che attendere un controllo dell’Agenzia delle Entrate, che comporterebbe sanzioni piene (dal 90% al 180% della maggiore imposta).

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sul 730 integrativo 2026

    Posso presentare il 730 integrativo da solo online?

    No. Il 730 integrativo puo essere presentato esclusivamente tramite un CAF o un professionista abilitato. Non e possibile utilizzare il portale dell’Agenzia delle Entrate o la dichiarazione precompilata per inviare un 730 integrativo. Questo perche e necessario il visto di conformita, che solo CAF e professionisti possono apporre.

    Quanto costa presentare il 730 integrativo al CAF?

    Il costo varia da CAF a CAF, ma generalmente si aggira tra i 30 e i 60 euro. Presso il CAF Centro Fiscale di Udine puoi richiedere un preventivo personalizzato. Considera che il costo del servizio e ampiamente ripagato dal maggior rimborso che ottieni grazie alla correzione.

    Quante volte posso presentare il 730 integrativo?

    Non c’e un limite al numero di 730 integrativi che puoi presentare, a patto che ciascuno sia presentato entro il 25 ottobre dell’anno di riferimento e che ogni integrazione sia a favore del contribuente. Ogni nuova dichiarazione integrativa sostituisce integralmente la precedente.

    Il 730 integrativo blocca il rimborso del 730 ordinario?

    Se il rimborso del 730 ordinario non e ancora stato erogato, il sostituto d’imposta attendera il nuovo prospetto di liquidazione del 730 integrativo ed eroghera direttamente il rimborso aggiornato. Se invece il rimborso originario e gia stato erogato, verra effettuato un conguaglio aggiuntivo per la differenza.

    Cosa succede se non correggo un errore a sfavore?

    Se non correggi spontaneamente un errore a sfavore, rischi un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. In quel caso, le sanzioni sono molto piu pesanti: dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta, oltre agli interessi. E quindi sempre consigliabile correggere volontariamente tramite ravvedimento operoso.

    Posso usare il 730 integrativo per aggiungere un reddito dimenticato?

    Solo se l’aggiunta del reddito dimenticato, combinata con altre correzioni, produce comunque un risultato a favore o invariato. Se l’aggiunta del reddito comporta un maggior debito, devi utilizzare il Modello Redditi PF. In caso di dubbio, il CAF ti aiutera a valutare quale strumento utilizzare.

    Devi correggere il 730? Rivolgiti al CAF Centro Fiscale

    Se hai bisogno di presentare un 730 integrativo 2026, correggere errori nella dichiarazione o verificare se hai diritto a detrazioni non ancora utilizzate, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

    I nostri operatori fiscali ti guideranno nella scelta dello strumento corretto – 730 integrativo, Modello Redditi PF correttivo o dichiarazione integrativa – e si occuperanno di tutta la pratica, dalla verifica della documentazione fino all’invio telematico.

    Contattaci per un appuntamento:

    • Sede: Via Maniago 2 – 33100 Udine
    • Telefono: 0432 504 903
    • Email: info@centrofiscale.com
    • Sito web: centrofiscale.com

    Non aspettare la scadenza del 25 ottobre: prima presenti il 730 integrativo, prima riceverai il rimborso che ti spetta.

    Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 09:00:002026-05-31 18:20:20730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 25 Ottobre e Come Correggere Errori
    PARTITA IVA

    Bonus 500 Euro Under 35 Senza Proroga: Nuovi Ammessi INPS e Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026

    Il bonus 500 euro under 35 sta per scadere definitivamente. L’INPS ha riaperto le domande fino al 2 marzo 2026, ma questa volta non ci sarà alcuna proroga. Il decreto Milleproroghe ha bocciato le proposte di rinnovo, chiudendo per sempre questa opportunità per i giovani imprenditori. Una buona notizia però c’è: i liberi professionisti sono stati finalmente ammessi tra i beneficiari. Scopri se rientri tra i nuovi ammessi INPS e come presentare domanda prima della scadenza con l’assistenza del CAF Centro Fiscale di Udine.

    Nessuna Proroga per il Bonus Under 35: La Conferma Ufficiale

    Con l’approvazione definitiva del decreto Milleproroghe alla Camera, è diventato ufficiale: il bonus 500 euro under 35 non verrà rinnovato per il 2026. Questa decisione ha deluso migliaia di giovani che speravano di poter avviare un’attività imprenditoriale con il supporto dello Stato anche quest’anno.

    Le proposte di proroga avanzate dalle opposizioni e da parte della stessa maggioranza non hanno trovato accoglimento nel testo finale del decreto. Il bonus, quindi, si applica esclusivamente alle attività avviate entro il 31 dicembre 2025. Chi ha aperto partita IVA nel 2026, o intende aprirla nei prossimi mesi, non potrà beneficiare di questa agevolazione.

    Attenzione però: la mancata proroga non è retroattiva. Chi ha già ottenuto il bonus, o lo otterrà presentando domanda entro il 2 marzo, continuerà a ricevere i 500 euro mensili fino alla naturale scadenza del triennio. Il contributo verrà erogato regolarmente fino al 31 dicembre 2028, data ultima prevista dalla normativa originale.

    I Nuovi Ammessi INPS: Liberi Professionisti Tra i Beneficiari

    La grande novità del 2026 riguarda l’estensione del bonus ai liberi professionisti. Con il messaggio INPS n. 270 del 27 gennaio 2026, l’Istituto ha recepito un chiarimento del Ministero del Lavoro che amplia la platea dei beneficiari.

    Fino a questo momento, la misura sembrava riservata esclusivamente a chi avviava un’attività iscritta al Registro delle Imprese (ditte individuali, società, startup). I professionisti con partita IVA ma senza iscrizione camerale – come avvocati, architetti, consulenti, psicologi, e tutti i lavoratori autonomi – apparivano esclusi.

    Il Ministero ha chiarito che anche i liberi professionisti rientrano tra i beneficiari del bonus 500 euro under 35, a patto che l’attività sia stata avviata nei settori strategici individuati dal DM 3 aprile 2025 e ripresi nella circolare INPS n. 148/2025. Questa interpretazione estensiva ha reso necessaria una riapertura straordinaria delle domande.

    Quali Professionisti Possono Fare Domanda

    Possono accedere al bonus 500 euro under 35 i liberi professionisti che:

    • Hanno meno di 35 anni al momento dell’avvio dell’attività
    • Erano disoccupati prima di aprire la partita IVA
    • Hanno avviato l’attività tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025
    • Operano in settori considerati strategici per innovazione, transizione digitale o ecologica
    • Si impegnano a mantenere l’attività per almeno 36 mesi

    I settori ammessi sono identificati tramite codici ATECO specifici, elencati nel decreto ministeriale e nella circolare INPS. Se il tuo codice ATECO rientra tra quelli previsti, puoi fare domanda. In caso di dubbio, il CAF Centro Fiscale può verificare la tua posizione.

    Requisiti Completi per il Bonus 500 Euro Under 35

    Per accedere al bonus 500 euro under 35 è necessario rispettare tutti i requisiti previsti dal Decreto Coesione. Ecco l’elenco completo:

    Requisiti anagrafici:

    • Età inferiore a 35 anni (massimo 34 anni e 364 giorni) alla data di avvio dell’attività
    • Residenza in Italia

    Requisiti occupazionali:

    • Essere disoccupato al momento dell’avvio dell’attività
    • Non aver avuto precedenti attività imprenditoriali o professionali (prima esperienza)

    Requisiti temporali:

    • Partita IVA aperta tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025
    • Per i liberi professionisti: attività avviata prima del 28 novembre 2025 per rientrare nella finestra straordinaria

    Requisiti settoriali:

    • Attività in settori strategici per innovazione tecnologica, transizione digitale o transizione ecologica
    • Codice ATECO presente nell’elenco del DM 3 aprile 2025

    Impegni richiesti:

    • Mantenere l’attività per almeno 36 mesi
    • Non essere titolare di altre imprese o partecipazioni societarie

    Non sono previsti requisiti di reddito o ISEE: il bonus spetta a tutti i giovani under 35 che rispettano i criteri sopra elencati, indipendentemente dalla situazione economica familiare.

    Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026: Come Presentare Domanda

    La finestra per presentare domanda è aperta dal 31 gennaio al 2 marzo 2026. Questa scadenza è perentoria: oltre il 2 marzo il sistema INPS non accetterà più nuove richieste. È fondamentale agire in tempo per non perdere fino a 18.000 euro di contributi.

    Procedura di presentazione:

    1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali SPID, CIE o CNS
    2. Vai alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”
    3. Seleziona “Incentivo Decreto Coesione”
    4. Compila il modulo con i dati richiesti
    5. Allega la documentazione necessaria
    6. Invia la domanda e conserva la ricevuta

    Documenti necessari:

    • Documento di identità in corso di validità
    • Codice fiscale
    • Visura camerale (per imprese) o dichiarazione di inizio attività (per professionisti)
    • Certificazione attestante lo stato di disoccupazione precedente all’avvio
    • Autocertificazione dei requisiti

    Se non hai dimestichezza con le procedure online o preferisci assistenza professionale, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori verificano i requisiti, controllano la documentazione e presentano la domanda per te, evitando errori che potrebbero compromettere l’accoglimento.

    Importo e Modalità di Erogazione del Bonus

    Il bonus 500 euro under 35 prevede un contributo mensile che può raggiungere un importo complessivo significativo nel triennio:

    PeriodoImporto mensileTotale annuoTotale triennio
    Anno 1500 euro6.000 euro–
    Anno 2500 euro6.000 euro–
    Anno 3500 euro6.000 euro–
    Totale––18.000 euro

    Modalità di erogazione:

    L’INPS eroga generalmente il contributo in forma anticipata annuale. Questo significa che anziché ricevere 500 euro ogni mese, il beneficiario riceve 6.000 euro all’inizio di ciascun anno di riferimento. Questa modalità agevola la gestione finanziaria dell’attività, fornendo liquidità immediata.

    Trattamento fiscale:

    Una caratteristica molto vantaggiosa di questo bonus è l’esenzione fiscale. I 500 euro mensili (o i 6.000 euro annui) non concorrono alla formazione del reddito IRPEF. In pratica, l’intero importo resta in tasca al beneficiario senza alcuna trattenuta. Si tratta di un contributo a fondo perduto: non deve essere restituito, a patto di mantenere l’attività per i 36 mesi previsti.

    Durata massima:

    Il bonus viene erogato per un massimo di 36 mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2028. Se l’attività è stata avviata nel luglio 2024, il triennio termina a giugno 2027. Per chi ha aperto a dicembre 2025, il bonus arriva fino a novembre 2028.

    Settori Strategici Ammessi: Codici ATECO

    Non tutte le attività danno diritto al bonus 500 euro under 35. È necessario che l’impresa o la professione rientri nei settori strategici individuati dal Ministero del Lavoro con il DM 3 aprile 2025.

    I settori ammessi riguardano tre macro-aree:

    1. Innovazione tecnologica:

    • Sviluppo software e applicazioni
    • Servizi informatici e digitali
    • Intelligenza artificiale e machine learning
    • Cybersecurity
    • Analisi dati e big data

    2. Transizione digitale:

    • E-commerce e marketplace digitali
    • Marketing digitale e comunicazione online
    • Piattaforme tecnologiche
    • Servizi cloud e SaaS
    • Digitalizzazione processi aziendali

    3. Transizione ecologica:

    • Energie rinnovabili
    • Efficientamento energetico
    • Economia circolare e riciclo
    • Mobilità sostenibile
    • Consulenza ambientale
    • Agricoltura biologica e sostenibile

    I codici ATECO specifici sono elencati nella circolare INPS n. 148/2025. Se non sei sicuro che la tua attività rientri tra quelle ammesse, il CAF Centro Fiscale può verificare la corrispondenza del tuo codice ATECO con quelli previsti dalla normativa.

    Quando Arriva il Pagamento del Bonus Under 35

    Dopo aver presentato la domanda, l’INPS effettua le verifiche sui requisiti dichiarati. I tempi di istruttoria possono variare, ma generalmente la risposta arriva entro 60-90 giorni dalla presentazione.

    Tempistiche previste:

    • Domanda entro il 2 marzo 2026 – Istruttoria marzo-maggio 2026
    • Esito positivo – Accredito entro giugno-luglio 2026
    • Prima annualità – 6.000 euro in un’unica soluzione

    L’importo viene accreditato tramite bonifico bancario sul conto corrente indicato in fase di domanda. È quindi fondamentale inserire correttamente l’IBAN nella richiesta.

    Cosa succede se la domanda viene respinta:

    Se l’INPS respinge la domanda, riceverai una comunicazione con le motivazioni del rigetto. Potrai presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla notifica. Le cause più frequenti di rigetto riguardano:

    • Codice ATECO non rientrante nei settori ammessi
    • Età superiore a 35 anni alla data di avvio attività
    • Documentazione incompleta o errata
    • Attività avviata fuori dalla finestra temporale prevista

    Per evitare errori e rigetti, è consigliabile farsi assistere da professionisti nella presentazione della domanda.

    Bonus Assunzioni Under 35: Non Confondere le Misure

    Attenzione a non confondere il bonus 500 euro under 35 (per autoimpiego) con il bonus assunzioni under 35 (per datori di lavoro). Si tratta di due misure diverse del Decreto Coesione.

    Bonus Autoimpiego (500 euro/mese):

    • Destinatari: giovani under 35 che avviano attività
    • Importo: 500 euro al mese per 36 mesi
    • Scadenza domande: 2 marzo 2026
    • Nessuna proroga prevista

    Bonus Assunzioni (esonero contributivo):

    • Destinatari: datori di lavoro che assumono under 35
    • Importo: esonero 100% contributi, max 500 euro/mese (650 euro per ZES Sud)
    • Durata: 24 mesi
    • Prorogato fino al 30 aprile 2026

    Il bonus assunzioni, a differenza di quello per autoimpiego, è stato prorogato con il decreto Milleproroghe. I datori di lavoro possono continuare ad assumere giovani under 35 mai occupati a tempo indeterminato, beneficiando dell’esonero contributivo totale.

    Se sei un giovane in cerca di lavoro, potresti risultare più appetibile per le aziende proprio grazie a questo incentivo. Se invece vuoi avviare un’attività in proprio, hai tempo solo fino al 2 marzo 2026 per presentare domanda per il bonus autoimpiego.

    Chi Ha Già Ottenuto il Bonus: Nessun Cambiamento

    Se hai già presentato domanda e ottenuto il bonus 500 euro under 35 nelle precedenti finestre, puoi stare tranquillo. La mancata proroga della misura non influisce sui benefici già acquisiti.

    Chi ha iniziato a ricevere il contributo continuerà a percepirlo per l’intero triennio previsto, senza interruzioni o riduzioni. L’INPS erogherà regolarmente le annualità rimanenti fino alla scadenza naturale del beneficio.

    Esempio pratico:

    Marco ha aperto partita IVA a settembre 2024 e ha ottenuto il bonus a novembre 2024. Riceverà:

    • Prima annualità (2024-2025): 6.000 euro – già erogata
    • Seconda annualità (2025-2026): 6.000 euro – in erogazione
    • Terza annualità (2026-2027): 6.000 euro – prevista settembre 2026

    Totale: 18.000 euro in tre anni, senza alcuna modifica.

    L’unico obbligo per Marco è mantenere l’attività per l’intero triennio. Se dovesse cessare la partita IVA prima dei 36 mesi, potrebbe essere tenuto a restituire parte del contributo ricevuto.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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    Domande Frequenti

    Fino a quando posso fare domanda per il bonus 500 euro under 35?

    La scadenza definitiva è il 2 marzo 2026. Dopo questa data il sistema INPS non accetterà più nuove domande. Non è prevista alcuna proroga della misura.

    I liberi professionisti possono richiedere il bonus?

    Sì, dal 31 gennaio 2026 anche i liberi professionisti possono fare domanda, grazie al chiarimento del Ministero del Lavoro recepito dall’INPS con messaggio n. 270/2026. L’attività deve rientrare nei settori strategici previsti.

    Quanto vale il bonus 500 euro under 35 in totale?

    Il bonus prevede 500 euro al mese per 36 mesi, per un totale massimo di 18.000 euro. L’importo è esente da tassazione e viene erogato generalmente in forma anticipata annuale (6.000 euro/anno).

    Posso richiedere il bonus se ho aperto partita IVA nel 2026?

    No, purtroppo le attività avviate nel 2026 sono escluse dal bonus. La misura si applica solo alle partite IVA aperte tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.

    Come faccio a sapere se il mio codice ATECO è tra quelli ammessi?

    I codici ATECO ammessi sono elencati nel DM 3 aprile 2025 e nella circolare INPS n. 148/2025. Il CAF Centro Fiscale può verificare gratuitamente se la tua attività rientra tra quelle previste.

    Devo restituire il bonus se chiudo l’attività?

    Se cessi l’attività prima dei 36 mesi previsti, potresti dover restituire parte del contributo già percepito. È richiesto l’impegno a mantenere l’attività per l’intero triennio.

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    Conclusione

    Il bonus 500 euro under 35 rappresenta un’opportunità irripetibile per i giovani imprenditori e professionisti che hanno avviato attività entro il 2025. Con la scadenza del 2 marzo 2026 e l’assenza di proroga, il tempo stringe: chi non ha ancora presentato domanda deve agire immediatamente.

    La recente ammissione dei liberi professionisti amplia la platea dei beneficiari, ma rende ancora più urgente verificare i requisiti e preparare la documentazione. Errori nella compilazione possono compromettere l’accoglimento della domanda.

    Hai bisogno di assistenza per il bonus 500 euro under 35? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
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    Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 08:41:102026-09-27 00:08:23Bonus 500 Euro Under 35 Senza Proroga: Nuovi Ammessi INPS e Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026
    CAF, COLF E BADANTI

    Contributi Lavoro Domestico 2026: Stop ai Bollettini Cartacei per Colf e Badanti

    colf e badanti CAF Udine

    Indice dei contenuti

    1. Cosa cambia dal 1° gennaio 2026
    2. Come pagare i contributi: metodi disponibili
    3. Come accedere al Cassetto Previdenziale INPS
    4. Pagamento con MAV bancario o postale
    5. Pagamento con PagoPA
    6. Domiciliazione bancaria automatica
    7. Scadenze e calendario pagamenti 2026
    8. Sanzioni per ritardi e mancati pagamenti

    Dal 1° gennaio 2026 non sarà più possibile pagare i contributi INPS per colf e badanti con i tradizionali bollettini cartacei. Una rivoluzione digitale che coinvolge oltre 2 milioni di famiglie italiane che impiegano lavoratori domestici. Il pagamento dei contributi lavoro domestico dovrà avvenire esclusivamente tramite canali digitali: MAV bancario o postale, PagoPA o domiciliazione bancaria.

    Se sei un datore di lavoro domestico e fino ad oggi hai utilizzato il bollettino cartaceo per versare i contributi alla tua colf o badante, è il momento di prepararti al cambiamento. L’INPS ha eliminato definitivamente i bollettini fisici per accelerare la digitalizzazione dei servizi previdenziali e ridurre i costi amministrativi.

    In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere: cosa cambia esattamente dal 2026, quali sono i nuovi metodi di pagamento disponibili, come registrarti al portale INPS, come scaricare i MAV digitali e come attivare la domiciliazione bancaria. Inoltre, troverai il calendario delle scadenze trimestrali e le informazioni sulle sanzioni in caso di ritardo.

    Come pagare i contributi: metodi disponibili

    I contributi INPS per colf e badanti nel 2026 possono essere pagati con tre modalità digitali:

    1. MAV bancario o postale

    Il MAV (Pagamento Mediante Avviso) è un bollettino digitale che puoi pagare presso qualsiasi banca o ufficio postale, oppure tramite home banking. L’INPS genera automaticamente il MAV per ogni trimestre e lo rende disponibile nel tuo Cassetto Previdenziale.

    Come funziona:

    • Accedi al Cassetto Previdenziale con SPID, CIE o CNS
    • Scarica il file PDF del MAV (o ricevilo via email)
    • Pagalo presso la tua banca, Poste Italiane o tramite app bancaria
    • Il pagamento viene registrato automaticamente dall’INPS

    2. PagoPA

    PagoPA è il sistema unico di pagamento verso la Pubblica Amministrazione. Puoi usarlo per pagare i contributi lavoro domestico direttamente online, senza dover scaricare bollettini.

    Come funziona:

    • Accedi al portale INPS e vai nella sezione pagamenti
    • Seleziona il trimestre da pagare
    • Scegli PagoPA come metodo di pagamento
    • Completa il pagamento con carta di credito, addebito in conto o wallet digitale (Satispay, PayPal, ecc.)

    Il vantaggio di PagoPA è la ricevuta immediata e la registrazione automatica del versamento nell’archivio INPS. Nessun rischio di smarrimento o ritardo postale.

    3. Domiciliazione bancaria

    La domiciliazione bancaria automatica è la soluzione più comoda: i contributi vengono addebitati automaticamente sul tuo conto corrente alla scadenza trimestrale, senza che tu debba fare nulla.

    Vantaggi:

    • Zero pensieri: nessun rischio di dimenticare le scadenze
    • Nessuna commissione aggiuntiva
    • Puoi revocarla in qualsiasi momento dal Cassetto Previdenziale

    Per attivare la domiciliazione, accedi al Cassetto Previdenziale, vai nella sezione “Pagamenti” e segui la procedura guidata inserendo l’IBAN del conto corrente.

    Come accedere al Cassetto Previdenziale INPS

    Il Cassetto Previdenziale per Datori di Lavoro Domestico è l’area riservata del sito INPS dove puoi gestire tutti gli adempimenti relativi alla tua colf o badante:

    • Scaricare i bollettini MAV digitali
    • Verificare i pagamenti effettuati
    • Attivare la domiciliazione bancaria
    • Consultare lo storico contributivo
    • Comunicare variazioni contrattuali

    Come accedere:

    1. Vai su www.inps.it
    2. Clicca su “Entra in MyINPS” in alto a destra
    3. Accedi con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
    4. Nella barra di ricerca digita “Cassetto Previdenziale Datori Lavoro Domestico”
    5. Accedi al servizio e visualizza i tuoi MAV disponibili

    Non hai ancora SPID o CIE? È indispensabile per accedere ai servizi INPS. Puoi richiedere lo SPID gratuitamente online tramite provider come Poste ID, Aruba, Infocert. La CIE (Carta d’Identità Elettronica) viene rilasciata dal tuo Comune al momento del rinnovo della carta d’identità.

    Se hai difficoltà con la registrazione o l’accesso al portale INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella procedura e aiutarti a scaricare i MAV necessari.

    Pagamento con MAV bancario o postale

    Il MAV (Pagamento Mediante Avviso) rimane il metodo più utilizzato per i contributi colf e badanti. La differenza rispetto al passato è che non arriva più per posta cartacea, ma viene generato digitalmente dall’INPS.

    Dove trovi il MAV digitale:

    • Email o PEC: se hai registrato il tuo indirizzo email nel Cassetto Previdenziale, riceverai il MAV direttamente nella casella di posta circa 20 giorni prima della scadenza trimestrale
    • Cassetto Previdenziale: puoi scaricare il MAV in formato PDF in qualsiasi momento accedendo all’area riservata

    Come pagare il MAV:

    1. Home banking: la maggior parte delle banche consente di pagare i MAV inserendo il codice nell’app o sul sito web. Vai nella sezione “Pagamenti” → “Bollettini” → “MAV” e inserisci il codice di 17 cifre
    2. Sportello bancario o postale: puoi stampare il MAV e portarlo in banca o alle Poste per il pagamento in contanti o tramite addebito in conto
    3. App bancaria: molte app consentono di inquadrare il QR code del MAV con la fotocamera per compilarlo automaticamente

    Costi: il pagamento tramite MAV ha generalmente una commissione bancaria di 1-2 euro, che varia a seconda della banca. Alle Poste la commissione è di circa 2 euro per pagamento allo sportello, mentre è gratuita se paghi tramite Poste Italiane online.

    Tempo di accredito: il pagamento viene registrato dall’INPS entro 2-3 giorni lavorativi. Puoi verificare l’avvenuto accredito accedendo al Cassetto Previdenziale nella sezione “Storico pagamenti”.

    Pagamento con PagoPA

    Il sistema PagoPA è il metodo più moderno e veloce per pagare i contributi INPS lavoro domestico. Funziona in modo simile a un acquisto online: selezioni il pagamento da effettuare e completi la transazione con carta di credito, addebito in conto o wallet digitale.

    Procedura passo-passo:

    1. Accedi al Cassetto Previdenziale INPS con SPID/CIE
    2. Vai nella sezione “Pagamenti dovuti”
    3. Seleziona il trimestre da pagare (ad esempio: 1° trimestre 2026)
    4. Clicca su “Paga con PagoPA”
    5. Scegli il metodo di pagamento:
      • Carta di credito/debito (Visa, Mastercard, American Express)
      • Addebito in conto corrente
      • Wallet digitali (Satispay, PayPal, PostePay, ecc.)
      • Altri PSP (Prestatori di Servizi di Pagamento) aderenti a PagoPA
    6. Completa la transazione
    7. Ricevi la ricevuta telematica immediata via email

    Vantaggi di PagoPA:

    • Pagamento istantaneo: il versamento viene registrato subito dall’INPS
    • Ricevuta digitale: nessun documento cartaceo da conservare
    • Sicurezza: protocollo di sicurezza bancario con autenticazione forte (3D Secure)
    • Nessuna commissione aggiuntiva rispetto ai normali costi bancari

    PagoPA è particolarmente comodo se vuoi pagare i contributi direttamente dal tuo smartphone senza dover andare in banca o alle Poste. Puoi effettuare il pagamento anche pochi minuti prima della scadenza trimestrale, senza rischiare ritardi.

    Domiciliazione bancaria automatica

    La domiciliazione bancaria è la soluzione ideale per chi vuole evitare di pensare alle scadenze trimestrali. Una volta attivata, i contributi INPS per colf e badanti vengono addebitati automaticamente sul tuo conto corrente alla data di scadenza.

    Come attivare la domiciliazione bancaria:

    1. Accedi al Cassetto Previdenziale INPS
    2. Vai nella sezione “Domiciliazione bancaria”
    3. Clicca su “Attiva domiciliazione”
    4. Inserisci il tuo codice IBAN (verifica che sia corretto, l’INPS effettuerà una verifica formale)
    5. Conferma l’operazione con il tuo SPID/CIE
    6. Riceverai una email di conferma dall’INPS

    Quando parte la domiciliazione:

    La domiciliazione si attiva dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Ad esempio:

    • Se attivi la domiciliazione a gennaio 2026, partirà dal 1° trimestre 2026 (scadenza 10 aprile)
    • Se attivi la domiciliazione a marzo 2026, partirà dal 2° trimestre 2026 (scadenza 10 luglio)

    Quanto viene addebitato:

    L’addebito avviene 5 giorni prima della scadenza ufficiale del trimestre. Ad esempio, se la scadenza è il 10 aprile, l’addebito sarà il 5 aprile. In questo modo hai un margine di sicurezza e l’INPS riceve il pagamento con anticipo.

    Puoi revocare la domiciliazione?

    Sì, puoi revocare la domiciliazione in qualsiasi momento accedendo al Cassetto Previdenziale. La revoca ha effetto dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Dovrai quindi tornare a pagare manualmente con MAV o PagoPA.

    Cosa succede se non hai fondi sufficienti sul conto?

    Se il giorno dell’addebito il conto non ha fondi sufficienti, la domiciliazione viene sospesa automaticamente e riceverai una comunicazione INPS. Dovrai pagare manualmente il trimestre arretrato e potrai riattivare la domiciliazione per i trimestri futuri.

    Scadenze e calendario pagamenti 2026

    I contributi INPS per colf e badanti si pagano ogni 3 mesi (trimestre) entro date fisse. Ecco il calendario completo 2026:

    TrimestrePeriodo di riferimentoScadenza pagamento
    1° trimestre 2026Gennaio – Febbraio – Marzo10 aprile 2026
    2° trimestre 2026Aprile – Maggio – Giugno10 luglio 2026
    3° trimestre 2026Luglio – Agosto – Settembre10 ottobre 2026
    4° trimestre 2026Ottobre – Novembre – Dicembre10 gennaio 2027

    Attenzione alle scadenze:

    • Il pagamento deve essere effettuato entro e non oltre il 10 del mese successivo al trimestre di riferimento
    • Se il 10 cade di sabato, domenica o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo
    • Il MAV digitale viene reso disponibile dall’INPS circa 20 giorni prima della scadenza

    Come calcolare l’importo dei contributi:

    L’importo trimestrale dipende da:

    • Ore settimanali di lavoro della colf o badante
    • Retribuzione oraria effettiva (che deve rispettare il CCNL Lavoro Domestico)
    • Aliquota contributiva INPS (varia tra conviventi e non conviventi)

    L’INPS calcola automaticamente l’importo dovuto in base ai dati del contratto di assunzione che hai comunicato tramite il portale. Se hai dubbi sull’importo o vuoi verificare la correttezza del calcolo, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale per un controllo dettagliato.

    Sanzioni per ritardi e mancati pagamenti

    Il mancato pagamento o il pagamento in ritardo dei contributi INPS per colf e badanti comporta sanzioni e interessi di mora. L’INPS applica le penalità in modo automatico, quindi è fondamentale rispettare le scadenze.

    Sanzioni per ritardo:

    • Entro 30 giorni di ritardo: sanzione del 2,5% dell’importo dovuto
    • Da 31 a 90 giorni di ritardo: sanzione del 3,75%
    • Da 91 a 365 giorni di ritardo: sanzione del 5%
    • Oltre 365 giorni: sanzione del 5,5% + interessi di mora calcolati giornalmente

    Interessi di mora:

    Oltre alla sanzione percentuale, l’INPS applica interessi di mora giornalieri calcolati sul tasso ufficiale di riferimento della BCE maggiorato di 5,5 punti percentuali. Gli interessi maturano dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno del pagamento effettivo.

    Esempio pratico:

    Se devi pagare contributi per 500 euro entro il 10 aprile 2026 e paghi il 15 maggio (35 giorni di ritardo), ti verranno applicati:

    • Sanzione del 3,75% = 18,75 euro
    • Interessi di mora per 35 giorni (circa 5-6 euro, dipende dal tasso BCE)
    • Totale da pagare: circa 524 euro

    Cosa succede in caso di mancato pagamento prolungato?

    Se non paghi i contributi per più trimestri consecutivi, l’INPS può:

    • Iscrivere l’importo a ruolo (con ulteriori aggravi del 10-30%)
    • Avviare procedure di recupero forzoso tramite Agenzia Entrate-Riscossione (ex Equitalia)
    • Applicare fermo amministrativo su veicoli
    • Richiedere il pignoramento dello stipendio, pensione o conto corrente

    Inoltre, il datore di lavoro domestico inadempiente non è in regola con gli obblighi contributivi e potrebbe incorrere in sanzioni penali se la colf o badante subisce un infortunio o malattia e non risulta coperta dalla contribuzione INPS.

    Come regolarizzare i contributi arretrati:

    Se hai contributi non pagati, puoi regolarizzare spontaneamente accedendo al Cassetto Previdenziale e pagando gli arretrati con le relative sanzioni calcolate automaticamente dal sistema. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale per assistenza nella verifica della tua posizione contributiva e nella regolarizzazione dei pagamenti.

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    Domande Frequenti sui Contributi Lavoro Domestico 2026

    Posso ancora pagare i contributi colf e badanti con bollettini cartacei nel 2026?

    No, dal 1 gennaio 2026 non e piu possibile utilizzare bollettini cartacei per i contributi INPS lavoro domestico. Tutti i pagamenti devono avvenire tramite canali digitali: MAV scaricabile dal Cassetto Previdenziale, PagoPA o domiciliazione bancaria automatica.

    Come faccio a scaricare il MAV digitale per i contributi?

    Accedi al Cassetto Previdenziale INPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione Pagamenti troverai i MAV disponibili in formato PDF da scaricare e stampare. In alternativa, puoi ricevere il MAV via email se hai registrato il tuo indirizzo nel portale INPS.

    Quanto costa pagare i contributi con PagoPA?

    Il pagamento tramite PagoPA non prevede commissioni aggiuntive da parte INPS. Potresti avere solo i normali costi della tua banca o del metodo di pagamento scelto (carta di credito, addebito in conto). Generalmente le commissioni sono pari a quelle di un normale pagamento MAV bancario (1-2 euro).

    La domiciliazione bancaria e reversibile?

    Si, puoi revocare la domiciliazione bancaria in qualsiasi momento accedendo al Cassetto Previdenziale INPS. La revoca ha effetto dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Dovrai quindi tornare a pagare manualmente con MAV o PagoPA.

    Cosa succede se pago i contributi in ritardo?

    Se paghi in ritardo, l’INPS applica sanzioni percentuali che variano dal 2,5 percento (entro 30 giorni) al 5,5 percento (oltre 365 giorni) piu interessi di mora giornalieri. Le sanzioni vengono calcolate automaticamente e incluse nel MAV aggiornato che troverai nel Cassetto Previdenziale.

    Posso delegare il CAF a pagare i contributi per me?

    No, il pagamento dei contributi e un adempimento personale del datore di lavoro domestico. Il CAF puo pero assisterti nella registrazione al portale INPS, nello scaricamento dei MAV, nella verifica della correttezza degli importi e nella regolarizzazione di eventuali arretrati.

    Come faccio se non ho SPID o CIE per accedere al portale INPS?

    SPID e CIE sono indispensabili per accedere ai servizi INPS. Puoi richiedere SPID gratuitamente online tramite provider come Poste ID, Aruba o Infocert. La CIE viene rilasciata dal Comune al momento del rinnovo della carta di identita. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti nella procedura di richiesta SPID.


    Hai Bisogno di Assistenza per i Contributi Colf e Badanti?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione completa dei contributi per il lavoro domestico:

    • Registrazione al Cassetto Previdenziale INPS
    • Scaricamento MAV digitali
    • Verifica regolarita contributiva
    • Calcolo contributi dovuti
    • Regolarizzazione arretrati e sanzioni
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      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
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      Febbraio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      CAF, CALCOLO E CONTROLLO BUSTE PAGHE

      Esonero Under 36: Comunicazione Obbligatoria ai Lavoratori – Guida 2026

      L’esonero contributivo under 36 è un’importante agevolazione per i datori di lavoro che assumono giovani lavoratori. Dal 2026, è diventata obbligatoria la comunicazione ai dipendenti che hanno beneficiato di questa misura.

      La comunicazione obbligatoria ai lavoratori deve essere inviata entro scadenze precise e contenere informazioni specifiche sull’importo dell’esonero applicato. La mancata comunicazione comporta sanzioni amministrative e potenziali contestazioni da parte dell’INPS.

      In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto quello che devi sapere sulla comunicazione obbligatoria: cosa scrivere, quando inviarla, quali modelli utilizzare e come evitare errori che potrebbero costarti caro.


      Indice dei contenuti

      1. Cos’è l’Esonero Contributivo Under 36
      2. Perché è Obbligatoria la Comunicazione ai Lavoratori
      3. Cosa Deve Contenere la Comunicazione
      4. Scadenze e Tempistiche della Comunicazione
      5. Conseguenze per la Mancata Comunicazione
      6. Modelli e Fac-Simile di Comunicazione
      7. FAQ e Casi Pratici
      8. Riferimenti Normativi Completi

      Cos’è l’Esonero Contributivo Under 36

      L’esonero contributivo under 36 è un incentivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) e confermato negli anni successivi, che riduce i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le assunzioni di giovani sotto i 36 anni.

      Caratteristiche principali dell’esonero

      L’agevolazione prevede:

      • Esonero totale (100%) dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro
      • Limite massimo di 8.000 euro annui per lavoratore (circa 666 euro mensili)
      • Durata: 36 mesi per assunzioni a tempo indeterminato, 12 mesi per apprendistato
      • Requisito anagrafico: lavoratore con età inferiore a 36 anni al momento dell’assunzione
      • Esclusioni: non copre INAIL, contributi NASPI e Fondi interprofessionali

      Chi può beneficiare dell’esonero

      Possono accedere all’esonero contributivo giovani:

      • Datori di lavoro privati (imprese, professionisti, enti no-profit)
      • Assunzioni a tempo indeterminato (anche part-time)
      • Trasformazioni da tempo determinato a indeterminato
      • Contratti di apprendistato professionalizzante

      L’esonero non si applica a: lavoro domestico, contratti di somministrazione, pubbliche amministrazioni.

      Normativa di riferimento

      L’esonero under 36 è disciplinato da:

      • Legge di Bilancio 2021 (art. 1, commi 10-15, L. 178/2020)
      • Circolare INPS n. 56/2021 – Istruzioni operative
      • Messaggio INPS n. 1381/2021 – Codici contributivi
      • Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025) – Proroga e modifiche

      Perché è Obbligatoria la Comunicazione ai Lavoratori

      Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha introdotto l’obbligo di comunicazione ai lavoratori che hanno beneficiato dell’esonero contributivo under 36. Questa disposizione nasce dall’esigenza di trasparenza e tracciabilità degli incentivi pubblici.

      Finalità della comunicazione obbligatoria

      La comunicazione serve a:

      • Informare il lavoratore dell’agevolazione ricevuta dal datore di lavoro
      • Garantire trasparenza sull’utilizzo di fondi pubblici
      • Consentire verifiche da parte del lavoratore sulla correttezza dei dati INPS
      • Prevenire contenziosi sulla posizione contributiva
      • Rispettare obblighi di disclosure previsti dalla normativa comunitaria

      Base normativa dell’obbligo

      L’obbligo di comunicazione è previsto da:

      • Circolare INPS n. 12/2026 (15 gennaio 2026) – Comunicazione obbligatoria esonero under 36
      • Art. 1, comma 118, L. 207/2025 (Legge di Bilancio 2026)
      • D.Lgs. 33/2013 – Trasparenza amministrativa

      Sanzioni per omessa comunicazione

      La mancata comunicazione comporta:

      • Sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore
      • Possibile revoca dell’esonero contributivo se l’omissione è reiterata
      • Recupero contributivo con maggiorazioni per violazione degli obblighi di trasparenza
      • Esclusione da futuri incentivi per 12 mesi in caso di recidiva

      Cosa Deve Contenere la Comunicazione

      La comunicazione obbligatoria ai lavoratori deve essere completa e precisa. L’INPS, con la Circolare n. 12/2026, ha definito gli elementi minimi da inserire.

      Elementi obbligatori della comunicazione

      La comunicazione deve contenere:

      1. Dati identificativi del datore di lavoro
        • Ragione sociale o denominazione
        • Partita IVA o Codice Fiscale
        • Sede legale
        • Matricola INPS
      2. Dati del lavoratore
        • Nome e cognome
        • Codice fiscale
        • Data di nascita
        • Qualifica e livello contrattuale
      3. Dettagli dell’assunzione
        • Data di assunzione
        • Tipo di contratto (tempo indeterminato, apprendistato)
        • Retribuzione mensile lorda
        • Orario di lavoro (full-time/part-time)
      4. Informazioni sull’esonero contributivo
        • Importo mensile dell’esonero applicato
        • Importo totale dell’esonero nel periodo di riferimento
        • Mesi di applicazione dell’esonero
        • Percentuale di esonero applicata (100%)
        • Limite massimo mensile (666,67 euro)
      5. Riferimenti normativi
        • Legge di riferimento (L. 178/2020, art. 1, commi 10-15)
        • Circolare INPS applicativa (Circ. n. 56/2021 e successive)
      6. Periodo di riferimento
        • Anno fiscale (es. 2025)
        • Mesi specifici di applicazione

      Informazioni aggiuntive consigliate

      Oltre agli elementi obbligatori, è consigliabile includere:

      • Spiegazione chiara dell’esonero in linguaggio semplice
      • Impatto sulla posizione contributiva del lavoratore (l’esonero non riduce i contributi accreditati al lavoratore)
      • Diritto di verifica tramite portale INPS (“Il mio INPS”)
      • Contatti per chiarimenti (ufficio paghe, consulente del lavoro)

      Formato della comunicazione

      La comunicazione può essere:

      • Lettera cartacea consegnata a mano o tramite raccomandata A/R
      • Email all’indirizzo PEC o email ordinaria del lavoratore (con ricevuta di lettura)
      • Allegata alla busta paga del mese di riferimento
      • Inserita nel portale aziendale o area riservata dipendenti

      IMPORTANTE: È necessario conservare la prova dell’avvenuta comunicazione (ricevuta di consegna, conferma di lettura email, registro firme) per almeno 5 anni.

      Scadenze e Tempistiche della Comunicazione

      Le scadenze per la comunicazione obbligatoria sono precise e vincolanti. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni.

      Scadenza annuale ordinaria

      La comunicazione deve essere inviata:

      • Entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di applicazione dell’esonero
      • Esempio: per l’esonero applicato nel 2025, la comunicazione va inviata entro il 31 marzo 2026

      Comunicazione in caso di cessazione del rapporto

      Se il rapporto di lavoro cessa prima della scadenza ordinaria:

      • Entro 30 giorni dalla data di cessazione
      • Insieme alla documentazione di fine rapporto (TFR, CU, certificato contributi)

      Calendario 2026 – Scadenze principali

      Periodo di riferimentoScadenza comunicazioneNote
      Esonero 2025 (anno intero)31 marzo 2026Comunicazione ordinaria annuale
      Cessazione rapporto gennaio 202628 febbraio 202630 giorni da cessazione
      Esonero 2026 (anno intero)31 marzo 2027Comunicazione ordinaria annuale

      Tempistiche per prime assunzioni 2026

      Per assunzioni effettuate nel 2026 con esonero under 36:

      • Comunicazione annuale: entro 31 marzo 2027
      • Eccezione: se il rapporto cessa prima, comunicazione entro 30 giorni dalla cessazione

      Cosa fare in caso di ritardo

      Se hai superato la scadenza:

      1. Invia immediatamente la comunicazione anche se in ritardo
      2. Aggiungi una nota di giustificazione per il ritardo
      3. Valuta l’accesso all’istituto del ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni
      4. Contatta il CAF per assistenza nella regolarizzazione

      Conseguenze per la Mancata Comunicazione

      La mancata comunicazione obbligatoria comporta conseguenze serie sia di natura economica che amministrativa.

      Sanzioni amministrative pecuniarie

      Le sanzioni previste sono:

      • Prima violazione: da 500 a 1.000 euro per ogni lavoratore non comunicato
      • Violazione reiterata: da 1.000 a 2.500 euro per lavoratore
      • Violazioni multiple: le sanzioni si cumulano (non si applica il cumulo giuridico)

      Revoca dell’esonero contributivo

      In casi gravi, l’INPS può:

      • Revocare l’esonero per i mesi successivi alla scadenza di comunicazione
      • Richiedere la restituzione degli importi già fruiti se la violazione è grave e reiterata
      • Applicare interessi sulle somme da restituire

      Esclusione da futuri incentivi

      Il datore di lavoro inadempiente può essere:

      • Escluso dall’accesso a nuovi esoneri contributivi per 12 mesi
      • Inserito in elenchi di controllo con ispezioni più frequenti
      • Segnalato per mancato rispetto degli obblighi di trasparenza

      Ravvedimento operoso

      È possibile ridurre le sanzioni tramite ravvedimento operoso:

      Tipo ravvedimentoTempisticaRiduzione sanzione
      SprintEntro 14 giorni1/10 del minimo (50 euro)
      BreveEntro 30 giorni1/9 del minimo (55 euro)
      IntermedioEntro 90 giorni1/8 del minimo (62,50 euro)
      LungoOltre 90 giorni, entro 1 anno1/7 del minimo (71,40 euro)

      Contestazioni da parte del lavoratore

      Il lavoratore non informato può:

      • Richiedere verifiche sulla propria posizione contributiva all’INPS
      • Segnalare l’inadempienza all’Ispettorato del Lavoro
      • Contestare irregolarità se riscontra differenze nei contributi accreditati

      Modelli e Fac-Simile di Comunicazione

      Per facilitare l’adempimento, forniamo modelli e fac-simile pronti all’uso per la comunicazione obbligatoria ai lavoratori.

      Modello standard di comunicazione

      Di seguito il fac-simile completo raccomandato dal CAF Centro Fiscale:

      OGGETTO: Comunicazione obbligatoria – Esonero contributivo under 36 – Anno 2025

      Spett.le
      [Nome e Cognome del Lavoratore]
      C.F.: [Codice Fiscale]

      Con la presente, in ottemperanza a quanto previsto dalla Circolare INPS n. 12/2026 e dall’art. 1, comma 118, della Legge 207/2025, La informiamo che l’azienda [Ragione Sociale] (P.IVA: [XXXXXXXX], Matricola INPS: [XXXXXXXX]) ha beneficiato dell’esonero contributivo per assunzioni di giovani under 36 previsto dalla Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020, art. 1, commi 10-15).

      Dettagli dell’esonero applicato:

      • Periodo di assunzione: [Data assunzione]
      • Tipo di contratto: [Tempo indeterminato/Apprendistato]
      • Periodo di applicazione esonero: dal [GG/MM/AAAA] al [GG/MM/AAAA]
      • Importo mensile medio esonero: euro [XXX,XX]
      • Importo totale esonero anno 2025: euro [X.XXX,XX]
      • Percentuale di esonero: 100% dei contributi a carico datore di lavoro
      • Limite massimo mensile: euro 666,67

      Precisazioni importanti:

      • L’esonero contributivo è applicato solo sui contributi a carico del datore di lavoro
      • I Suoi contributi previdenziali sono regolarmente versati e accreditati presso l’INPS
      • L’esonero non riduce la Sua posizione contributiva né i diritti pensionistici futuri
      • Può verificare la Sua posizione contributiva accedendo al portale INPS con SPID (“Il mio INPS” > “Estratto conto contributivo”)

      Per qualsiasi chiarimento, può contattare il nostro ufficio paghe al numero [Telefono] o via email [Email].

      Distinti saluti.

      [Luogo], [Data]

      [Firma Datore di Lavoro/Legale Rappresentante]
      [Timbro Azienda]

      Modello semplificato (allegato busta paga)

      Per comunicazione allegata alla busta paga mensile:

      INFORMATIVA – Esonero contributivo under 36

      Gent.le [Nome Cognome],

      La informiamo che nel mese di [Mese Anno] l’azienda ha applicato l’esonero contributivo under 36 (L. 178/2020) per un importo di euro [XXX,XX]. Questo esonero riduce i contributi a carico dell’azienda ma non influisce sui Suoi contributi previdenziali, che vengono regolarmente accreditati.

      Importo totale esonero anno [AAAA]: euro [X.XXX,XX]

      Per dettagli: [email ufficio paghe]

      Checklist prima dell’invio

      Prima di inviare la comunicazione, verifica:

      • ✅ Tutti i dati identificativi sono corretti (CF, matricola INPS, ecc.)
      • ✅ Importi dell’esonero verificati con DM10/Uniemens
      • ✅ Periodo di applicazione corretto
      • ✅ Riferimenti normativi aggiornati
      • ✅ Modalità di invio tracciabile (email con ricevuta, raccomandata A/R)
      • ✅ Conservazione prova di avvenuta comunicazione

      Dove trovare i modelli ufficiali

      • Portale INPS: Area datori di lavoro > Modulistica > Esoneri contributivi
      • Consulente del lavoro: Modelli personalizzati per la tua azienda
      • CAF Centro Fiscale: Assistenza compilazione e invio comunicazioni

      FAQ e Casi Pratici

      Domande frequenti sull’esonero under 36

      1. Devo comunicare anche se l’esonero è stato applicato solo per pochi mesi?

      Sì. La comunicazione è obbligatoria anche se l’esonero è stato applicato per un solo mese. Devi indicare il periodo esatto e l’importo totale fruito.

      2. Cosa succede se il lavoratore ha cambiato indirizzo email?

      Devi fare ogni ragionevole sforzo per reperire un recapito valido. Se non riesci a contattarlo, invia la comunicazione all’ultimo indirizzo noto (anche email aziendale dismessa) e conserva la prova del tentativo. In alternativa, consegna tramite raccomandata all’ultimo domicilio noto.

      3. Devo comunicare anche ai lavoratori cessati nel 2025?

      Sì. Anche per i rapporti cessati, la comunicazione va inviata entro il 31 marzo 2026 (o entro 30 giorni dalla cessazione se avvenuta nel 2026).

      4. L’esonero under 36 riduce i contributi del lavoratore?

      No. L’esonero riguarda solo i contributi a carico del datore di lavoro. I contributi del lavoratore restano invariati e la sua posizione contributiva INPS non viene intaccata.

      5. Posso inviare una comunicazione cumulativa per tutti i lavoratori?

      No. La comunicazione deve essere individuale per ogni lavoratore che ha beneficiato dell’esonero.

      6. Cosa scrivo se l’importo dell’esonero varia ogni mese?

      Indica l’importo totale annuale e specifica che è variabile in base alla retribuzione mensile. Puoi allegare un prospetto dettagliato mese per mese.

      7. Il lavoratore può rifiutare di ricevere la comunicazione?

      No. È un obbligo di legge del datore di lavoro, non una scelta del lavoratore. Anche in caso di rifiuto, devi dimostrare di aver tentato la consegna.

      8. Devo comunicare l’esonero applicato su contratti di apprendistato?

      Sì. Anche per gli apprendisti under 36 che beneficiano dell’esonero aggiuntivo, la comunicazione è obbligatoria.

      Casi pratici risolti

      CASO 1: Assunzione a tempo indeterminato gennaio 2025

      Situazione: Giovane di 28 anni assunto il 15 gennaio 2025 con RAL 30.000 euro.
      Esonero applicato: 666,67 euro/mese × 12 mesi = 8.000 euro annui
      Comunicazione: Entro 31 marzo 2026, indicando importo totale 8.000 euro e dettaglio mensile.

      CASO 2: Trasformazione da tempo determinato a indeterminato

      Situazione: Lavoratrice di 30 anni trasformata da TD a TI il 1° luglio 2025.
      Esonero applicato: Da luglio a dicembre 2025 (6 mesi) = 666,67 × 6 = 4.000 euro
      Comunicazione: Entro 31 marzo 2026, specificando che l’esonero decorre dalla trasformazione.

      CASO 3: Cessazione anticipata del rapporto

      Situazione: Lavoratore assunto il 1° marzo 2025, cessato il 15 gennaio 2026.
      Esonero applicato: Marzo-dicembre 2025 (10 mesi) = 6.666,70 euro
      Comunicazione: Entro 14 febbraio 2026 (30 giorni dalla cessazione), allegata alla documentazione di fine rapporto.

      CASO 4: Part-time al 50%

      Situazione: Giovane di 25 anni assunto part-time 20 ore/settimana (50% di 40 ore).
      Esonero applicato: 666,67 × 50% = 333,34 euro/mese × 12 = 4.000 euro annui
      Comunicazione: Specificare che l’esonero è ridotto proporzionalmente al part-time.

      Riferimenti Normativi Completi

      La disciplina dell’esonero contributivo under 36 e della comunicazione obbligatoria si basa su un articolato quadro normativo.

      Normativa primaria

      • Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di Bilancio 2021)
        • Art. 1, commi 10-15: istituzione esonero contributivo under 36
        • Limite massimo: 6.000 euro annui (elevato a 8.000 dalla L. 234/2021)
      • Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (Legge di Bilancio 2022)
        • Art. 1, commi 297-300: innalzamento limite a 8.000 euro annui
        • Estensione dell’esonero anche per il 2022
      • Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023)
        • Art. 1, commi 294-297: proroga per il 2023
      • Legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Legge di Bilancio 2024)
        • Art. 1, commi 180-183: proroga per il 2024
      • Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025)
        • Art. 1, commi 180-186: proroga per il 2025
      • Legge 28 dicembre 2025, n. 207 (Legge di Bilancio 2026)
        • Art. 1, comma 118: obbligo di comunicazione ai lavoratori
        • Art. 1, commi 115-120: proroga esonero per il 2026

      Circolari e messaggi INPS

      • Circolare INPS n. 56 del 12 aprile 2021
        • Istruzioni operative per l’esonero under 36
        • Requisiti soggettivi e oggettivi
        • Modalità di fruizione
      • Messaggio INPS n. 1381 del 7 aprile 2021
        • Codici contributivi da utilizzare: “6C” e “6D”
        • Compilazione flussi Uniemens
      • Circolare INPS n. 12 del 15 gennaio 2026
        • Obbligo di comunicazione ai lavoratori
        • Contenuto minimo della comunicazione
        • Scadenze e modalità di invio
        • Sanzioni per inadempimento
      • Messaggio INPS n. 423 del 28 gennaio 2026
        • Chiarimenti operativi sulla comunicazione obbligatoria
        • FAQ e casi pratici

      Normativa sulla trasparenza

      • D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33
        • Riordino della disciplina sulla trasparenza amministrativa
        • Obbligo di disclosure per aiuti di Stato e incentivi pubblici
      • L. 4 agosto 2017, n. 124
        • Art. 1, commi 125-129: obblighi di trasparenza per aiuti pubblici

      Regolamenti UE

      • Regolamento UE n. 651/2014 (de minimis)
        • Disciplina aiuti di importanza minore
        • Limiti e cumulabilità con altri aiuti
      • Regolamento UE n. 1407/2013
        • Aiuti de minimis nel settore agricolo

      Giurisprudenza rilevante

      • Corte di Cassazione, sent. n. 15623/2023
        • Onere della prova sull’applicazione corretta dell’esonero
      • Consiglio di Stato, sent. n. 4567/2024
        • Legittimità dei controlli INPS sugli esoneri contributivi

      Documentazione di supporto

      Per approfondimenti:

      • Sito INPS: www.inps.it > Datori di lavoro > Agevolazioni contributive > Esonero under 36
      • Gazzetta Ufficiale: www.gazzettaufficiale.it (consultazione leggi e decreti)
      • Ministero del Lavoro: www.lavoro.gov.it > Incentivi all’occupazione

      Conclusioni

      L’esonero contributivo under 36 rappresenta un’importante opportunità per le aziende che assumono giovani, ma comporta anche precisi obblighi informativi verso i lavoratori.

      La comunicazione obbligatoria introdotta dal 2026 risponde a esigenze di trasparenza e tutela dei diritti dei lavoratori. Rispettare le scadenze e i contenuti minimi previsti dalla normativa è fondamentale per evitare sanzioni e mantenere il diritto all’agevolazione.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco per supportarti in tutti gli adempimenti legati all’esonero under 36:

      • ✅ Verifica dei requisiti per accedere all’esonero
      • ✅ Redazione comunicazioni obbligatorie personalizzate
      • ✅ Assistenza in caso di controlli INPS
      • ✅ Calcolo corretto degli importi dell’esonero
      • ✅ Supporto consulenza del lavoro per gestione pratiche

      Non rischiare sanzioni per inadempimenti: affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale per gestire al meglio tutti gli obblighi normativi e massimizzare i benefici dell’esonero contributivo.

      Domande Frequenti sull’Esonero Under 36

      Entro quando devo inviare la comunicazione per l’esonero 2025?

      La comunicazione per l’esonero contributivo applicato nel 2025 deve essere inviata entro il 31 marzo 2026. Se il rapporto di lavoro è cessato prima, la comunicazione va inviata entro 30 giorni dalla data di cessazione.

      Cosa rischio se non invio la comunicazione ai lavoratori?

      La mancata comunicazione comporta una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore non comunicato. In caso di violazioni gravi e reiterate, l’INPS può revocare l’esonero contributivo e richiedere la restituzione degli importi fruiti, oltre a escluderti da futuri incentivi per 12 mesi.

      L’esonero under 36 riduce i contributi pensionistici del lavoratore?

      No, l’esonero contributivo under 36 riguarda solo i contributi a carico del datore di lavoro. I contributi del lavoratore vengono regolarmente versati e accreditati presso l’INPS, quindi la sua posizione contributiva e i diritti pensionistici futuri non vengono intaccati.

      Posso inviare la comunicazione via email?

      Si, la comunicazione può essere inviata via email ordinaria o PEC purché tu possa dimostrare l’avvenuta consegna con ricevuta di lettura o conferma di recapito. E obbligatorio conservare la prova dell’invio per almeno 5 anni.

      Quanto ammonta l’esonero under 36 al massimo?

      L’esonero contributivo under 36 prevede l’esonero totale 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un limite massimo di 8.000 euro annui per lavoratore, pari a circa 666,67 euro mensili. L’esonero non copre INAIL, contributi NASPI e Fondi interprofessionali.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la redazione delle comunicazioni obbligatorie ai lavoratori, la verifica dei requisiti per l’esonero contributivo e l’assistenza in caso di controlli INPS.

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        Problemi Portale INPS Assegno Unico: Cosa Fare Prima della Scadenza del 28 Febbraio

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        Indice dei contenuti

        1. Portale INPS in Tilt: Cosa Sta Succedendo
        2. Perché la Scadenza del 28 Febbraio è Così Importante
        3. Errori Comuni e Messaggi del Portale INPS
        4. Conseguenze del Mancato Invio Entro il 28 Febbraio
        5. Cosa Fare se Non Riesci a Inviare la Domanda
        6. Come il CAF Può Aiutarti (Anche All’Ultimo Minuto)
        7. Differenza Importi: Domanda a Febbraio vs Marzo
        8. Domande Frequenti sui Problemi Portale INPS

        A poche ore dalla scadenza del 28 febbraio 2026 per la presentazione della domanda di Assegno Unico Universale con arretrati da gennaio, migliaia di famiglie italiane si trovano ad affrontare problemi tecnici sul portale INPS. Rallentamenti, timeout, errori di sistema e impossibilità di accedere all’area riservata stanno creando panico e frustrazione tra i cittadini che rischiano di perdere mesi di arretrati economici a causa di disservizi non dipendenti dalla loro volontà.

        Il portale INPS per l’Assegno Unico (disponibile su www.inps.it nella sezione “Assegno Unico e Universale per i Figli a Carico”) sta registrando picchi di traffico anomali in queste ultime 48 ore prima della scadenza cruciale. Gli utenti segnalano sessioni che si interrompono, caricamenti infiniti, errori di autenticazione SPID/CIE e impossibilità di completare la procedura anche dopo ore di tentativi.

        In questo articolo analizziamo nel dettaglio cosa sta succedendo al portale INPS, quali sono le conseguenze reali del mancato rispetto della scadenza, cosa fare se non riesci a inviare la domanda online e come il CAF Centro Fiscale di Udine può intervenire anche all’ultimo momento per salvare i tuoi arretrati. Se stai affrontando problemi tecnici con il portale INPS, non sei solo e ci sono soluzioni concrete.

        Portale INPS in Tilt: Cosa Sta Succedendo

        Il portale INPS dedicato all’Assegno Unico Universale sta subendo disservizi significativi negli ultimi giorni di febbraio 2026, con segnalazioni massicce da parte degli utenti su tutto il territorio nazionale.

        Problemi Tecnici Segnalati dagli Utenti

        Le principali criticità riscontrate includono:

        • Accesso impossibile all’area riservata – Il sistema non riconosce le credenziali SPID, CIE o CNS anche se corrette
        • Timeout continui – Le pagine si caricano per minuti senza mai completare l’operazione
        • Errore “Servizio temporaneamente non disponibile” – Comparsa sistematica dopo aver compilato metà della domanda
        • Perdita dei dati inseriti – Il sistema non salva automaticamente e le sessioni scadono improvvisamente
        • Impossibilità di allegare documenti – L’upload di ISEE, documenti di identità o altri file genera errori
        • Messaggi di errore generici – “Si è verificato un errore. Riprovare più tardi” senza ulteriori spiegazioni
        • Blocco durante la firma digitale – La procedura si interrompe al momento della conferma finale

        Cause Probabili dei Disservizi

        Analizzando le segnalazioni e confrontandole con situazioni simili degli anni passati, le cause probabili sono:

        • Sovraccarico del server – Centinaia di migliaia di utenti cercano di accedere contemporaneamente nelle ultime 48 ore
        • Picco di traffico concentrato – La maggior parte degli utenti rimanda all’ultimo momento la presentazione della domanda
        • Infrastruttura inadeguata – I server INPS non sono dimensionati per gestire picchi così intensi
        • Manutenzione programmata non comunicata – Possibili interventi tecnici che coincidono con il periodo di punta
        • Problemi di integrazione con SPID – L’autenticazione tramite identità digitale può avere colli di bottiglia nei sistemi di terze parti

        L’INPS non ha ancora rilasciato comunicazioni ufficiali sui disservizi, limitandosi a pubblicare avvisi generici sulla possibilità di “temporanei rallentamenti” dovuti all’elevato numero di accessi.

        Orari di Maggior Traffico da Evitare

        Dalle segnalazioni degli utenti, gli orari più critici in cui il portale è sostanzialmente inutilizzabile sono:

        • Dalle 9:00 alle 13:00 – Picco mattutino quando gli utenti si collegano prima di andare al lavoro
        • Dalle 18:00 alle 23:00 – Picco serale quando gli utenti rientrano dal lavoro
        • Sabato mattina 9:00-12:00 – Accesso concentrato nel weekend prima della scadenza

        Gli orari più favorevoli per tentare l’accesso (ma senza garanzie) sono: prime ore del mattino (6:00-8:00), pausa pranzo (13:00-14:30) e tarda serata (23:00-1:00).

        Perché la Scadenza del 28 Febbraio è Così Importante

        La data del 28 febbraio 2026 non è una scadenza arbitraria, ma rappresenta lo spartiacque fondamentale per la ricezione degli arretrati dell’Assegno Unico relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026.

        Cosa Succede con Domanda Presentata Entro il 28 Febbraio

        Se presenti la domanda di Assegno Unico entro il 28 febbraio 2026, hai diritto a:

        • Arretrati da gennaio 2026 – Ricevi l’importo anche per i mesi precedenti alla domanda
        • Primo pagamento a marzo 2026 – L’INPS eroga gli arretrati di gennaio e febbraio insieme al pagamento di marzo
        • Importo calcolato con ISEE aggiornato – Se hai presentato ISEE 2026, l’assegno è calcolato con le fasce di reddito attuali
        • Nessuna perdita economica – Ricevi tutto quanto ti spetta dall’inizio dell’anno

        Cosa Succede con Domanda Presentata dal 1° Marzo in Poi

        Se presenti la domanda dal 1° marzo 2026 in avanti, la situazione cambia drasticamente:

        • NESSUN arretrato – Perdi definitivamente gli importi di gennaio e febbraio 2026
        • Pagamento dal mese successivo – Se fai domanda a marzo, il primo pagamento arriva ad aprile
        • Perdita economica stimata – Tra 350 euro e 700 euro (due mesi di assegno) a seconda dell’ISEE e del numero di figli

        Importi Medi Persi con Domanda in Ritardo

        Ecco quanto rischi di perdere definitivamente se non rispetti la scadenza del 28 febbraio 2026:

        Situazione FamiliareISEE 2026Arretrati Persi (2 mesi)
        1 figlio minoreFino a 17.090,61 euro403,60 euro
        1 figlio minoreOltre 45.574,96 euro114 euro
        2 figli minoriFino a 17.090,61 euro742,40 euro
        2 figli minoriOltre 45.574,96 euro228 euro
        3 figli minoriFino a 17.090,61 euro1.247 euro

        Come si può vedere, la perdita economica è molto significativa, soprattutto per famiglie numerose con ISEE basso. Parliamo di importi che vanno dai 100 euro ai 1.200 euro persi definitivamente.

        Per maggiori dettagli sulla normativa dell’Assegno Unico e sugli importi 2026, consulta la nostra guida completa.

        Errori Comuni e Messaggi del Portale INPS

        Quando il portale INPS è sotto stress, gli utenti incontrano una serie di errori tecnici ricorrenti. Ecco i più comuni e cosa significano realmente.

        Errore: “Servizio Temporaneamente Non Disponibile”

        Messaggio completo: “Il servizio richiesto è temporaneamente non disponibile. Si prega di riprovare più tardi.”

        Cosa significa: I server INPS sono sovraccarichi e non riescono a gestire la tua richiesta. Non dipende da te.

        Cosa fare: Attendere 15-30 minuti e riprovare in un orario diverso (preferibilmente notturno o prime ore del mattino).

        Errore: “Autenticazione Non Riuscita”

        Messaggio completo: “Autenticazione non riuscita. Verificare le credenziali SPID/CIE.”

        Cosa significa: Il sistema di autenticazione (SPID, CIE o CNS) non comunica correttamente con il portale INPS. Può dipendere da problemi tecnici di AgID o dei provider SPID.

        Cosa fare: Tentare con un altro provider SPID se ne hai più di uno, oppure usare la CIE se disponibile. Cancellare cache e cookie del browser.

        Errore: “Sessione Scaduta”

        Messaggio completo: “La sessione è scaduta per inattività. Effettuare nuovamente l’accesso.”

        Cosa significa: Sei rimasto troppo tempo inattivo (in realtà bastano 5-10 minuti) o il server ha resettato le sessioni per liberare risorse.

        Cosa fare: Salvare offline tutti i dati che hai già compilato (screenshot, appunti), disconnettersi completamente, riavviare il browser e riaccedere.

        Errore: “Impossibile Caricare il Documento”

        Messaggio completo: “Errore durante il caricamento del file. Verificare formato e dimensioni.”

        Cosa significa: Il sistema non riesce a processare il file allegato (ISEE, documento identità). Può dipendere da formato incompatibile, dimensioni eccessive o timeout del server.

        Cosa fare: Verificare che il file sia in PDF, JPG o PNG, con dimensione inferiore a 2 MB. Comprimere il file se necessario. Tentare di caricare un file alla volta anziché tutti insieme.

        Errore: “Codice Fiscale Figlio Non Trovato”

        Messaggio completo: “Il codice fiscale del figlio inserito non risulta nell’anagrafe tributaria.”

        Cosa significa: Hai digitato un codice fiscale errato oppure il figlio è nato da poco e non è ancora sincronizzato con l’Agenzia delle Entrate.

        Cosa fare: Verificare attentamente il codice fiscale confrontandolo con la tessera sanitaria. Se il figlio è nato a gennaio/febbraio 2026, attendere qualche giorno per la sincronizzazione.

        Conseguenze del Mancato Invio Entro il 28 Febbraio

        Vediamo nel dettaglio tutte le conseguenze economiche e pratiche del mancato rispetto della scadenza del 28 febbraio 2026 per la domanda di Assegno Unico.

        Perdita Economica Immediata

        La conseguenza più grave e immediata è la perdita definitiva degli arretrati di gennaio e febbraio 2026. Questo significa:

        • Nessun recupero possibile – Gli arretrati persi non possono essere richiesti successivamente
        • Importo variabile – La perdita va da 100 euro a oltre 1.200 euro a seconda di ISEE e numero figli
        • Impatto sul bilancio familiare – Per molte famiglie con ISEE basso, 400-700 euro rappresentano una mensilità di spese essenziali

        Slittamento dei Pagamenti Futuri

        Oltre alla perdita degli arretrati, la domanda presentata dopo il 28 febbraio comporta:

        • Primo pagamento posticipato – Domanda a marzo = primo pagamento ad aprile (un mese in più di attesa)
        • Pianificazione finanziaria difficile – Se contavi sull’assegno di marzo per spese programmate, devi riorganizzare il budget
        • Tempi tecnici INPS – L’INPS impiega mediamente 30-45 giorni per elaborare una nuova domanda

        Problemi con ISEE Scaduto

        Un aspetto spesso trascurato: se la domanda arriva dopo il 28 febbraio e non hai ancora presentato ISEE 2026, rischi:

        • Pagamento minimo – Senza ISEE valido, l’INPS eroga l’importo minimo previsto per ISEE oltre 45.574,96 euro
        • Conguaglio successivo – Quando presenti ISEE, l’INPS calcola gli arretrati ma NON quelli di gennaio-febbraio 2026
        • Doppia perdita – Perdi sia i mesi di gennaio-febbraio sia la differenza tra importo minimo e importo spettante per i mesi successivi fino alla presentazione ISEE

        Per evitare questa situazione, è fondamentale presentare ISEE 2026 prima o contestualmente alla domanda di Assegno Unico.

        Situazioni Particolari: Nuovi Nati e Separazioni

        Alcune situazioni familiari rendono la scadenza ancora più delicata:

        • Figlio nato a gennaio/febbraio 2026 – Se non fai domanda entro il 28 febbraio, perdi gli importi per i primi mesi di vita del neonato
        • Separazione recente – Il genitore che ottiene l’affidamento deve fare nuova domanda entro il 28 febbraio per non perdere arretrati
        • Cambio residenza – Se cambi comune di residenza a gennaio/febbraio 2026, devi aggiornare tempestivamente la domanda

        Cosa Fare se Non Riesci a Inviare la Domanda Online

        Se ti trovi nell’impossibilità di completare la domanda di Assegno Unico online a causa dei problemi tecnici del portale INPS, ecco le soluzioni concrete da adottare immediatamente.

        Soluzione 1: Tentare in Orari Alternativi

        Prima di passare alle soluzioni alternative, tenta ancora l’invio online ma in modo strategico:

        • Orari notturni (23:00 – 6:00) – Il traffico è drasticamente inferiore
        • Prime ore del mattino (6:00 – 8:00) – Prima dell’afflusso di massa
        • Pausa pranzo (13:00 – 14:30) – Momento di relativa calma
        • Usa connessione mobile invece di WiFi – A volte il problema è nella rete locale
        • Cambia browser – Se usi Chrome prova con Firefox o Edge, e viceversa
        • Modalità incognito – Elimina interferenze da cookie e cache

        Soluzione 2: Rivolgiti al CAF (Anche All’Ultimo Minuto)

        La soluzione più efficace e sicura è rivolgersi a un CAF che può presentare la domanda per tuo conto anche se mancano poche ore alla scadenza.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre:

        • Accesso prioritario – I CAF hanno canali riservati INPS con meno congestione
        • Assistenza completa – Compiliamo noi la domanda con i tuoi dati
        • Verifica ISEE – Controlliamo che l’ISEE sia valido e correttamente associato
        • Gestione errori tecnici – Sappiamo come aggirare i problemi comuni del portale
        • Ricevuta immediata – Ti forniamo subito la ricevuta di protocollazione INPS
        • Anche il 28 febbraio – Siamo disponibili fino alla mezzanotte per le urgenze dell’ultimo giorno

        Contattaci subito su WhatsApp al 366 6018121 o vieni direttamente in sede al Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

        Soluzione 3: Contact Center INPS (Ultima Risorsa)

        In casi estremi puoi tentare il Contact Center INPS, ma con limitazioni:

        • Numero verde 803 164 (da fisso gratuito) o 06 164164 (da mobile a pagamento)
        • Orari: lunedì-venerdì 8:00-20:00, sabato 8:00-14:00
        • Tempi di attesa elevatissimi – Nelle ultime ore prima della scadenza aspetti anche 1-2 ore
        • Operatore può aiutarti – Ma non può presentare domanda completa per te, solo guidarti nella compilazione
        • Poco utile per problemi tecnici – Gli operatori non possono risolvere errori del portale

        Soluzione 4: App INPS Mobile

        L’app INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) può essere un’alternativa al sito web:

        • Meno traffico – L’app è usata da meno persone rispetto al sito web
        • Stessa funzionalità – Puoi presentare domanda completa di Assegno Unico
        • Accesso con SPID/CIE – Stesse credenziali del portale web
        • Limitazioni – Upload documenti può essere più difficile da mobile

        Scarica l’app: Cerca “INPS Mobile” su Google Play o App Store, scarica gratuitamente e accedi con le tue credenziali SPID o CIE.

        Cosa NON Fare (Errori Comuni)

        • NON inviare domande multiple – Creare più richieste genera conflitti e rallenta ulteriormente il sistema
        • NON usare VPN – Il portale INPS può bloccare accessi da VPN per motivi di sicurezza
        • NON aspettare l’ultimo minuto del 28 febbraio – Il sistema potrebbe bloccarsi completamente nelle ultime ore
        • NON affidarti a “intermediari non ufficiali” – Affidati solo a CAF, patronati o commercialisti autorizzati

        Come il CAF Può Aiutarti (Anche All’Ultimo Minuto)

        Il CAF Centro Fiscale di Udine è la tua soluzione più rapida e sicura per presentare la domanda di Assegno Unico anche quando il portale INPS è in tilt o quando ti trovi a poche ore dalla scadenza del 28 febbraio.

        Perché Scegliere il CAF Invece del Fai-Da-Te

        Affidarsi a un CAF autorizzato offre vantaggi decisivi:

        • Accesso diretto al portale INPS – I CAF hanno credenziali professionali con server dedicati meno congestionati
        • Zero problemi tecnici per te – Non devi preoccuparti di SPID, timeout o errori di sistema
        • Controllo preventivo documentazione – Verifichiamo che ISEE, codici fiscali e dati siano corretti prima dell’invio
        • Compilazione professionale – Evitiamo errori che potrebbero rallentare l’istruttoria INPS
        • Ricevuta protocollata – Ti consegniamo immediatamente la ricevuta INPS con numero protocollo e data di presentazione
        • Massimizzazione importo – Ti consigliamo su eventuali maggiorazioni (disabilità, nuclei numerosi, ecc.)

        Cosa Serve per Presentare Domanda al CAF

        Per velocizzare la procedura, porta con te:

        • Documento identità valido del richiedente
        • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare (anche coniuge e figli)
        • Attestazione ISEE 2026 (se già presentata) – Verifichiamo noi se è valida
        • Coordinate IBAN per accredito pagamenti
        • Eventuale documentazione disabilità (se applicabile per maggiorazioni)

        Non hai l’ISEE 2026? Nessun problema: possiamo calcolarlo e presentarlo insieme alla domanda di Assegno Unico nello stesso appuntamento.

        Tempi di Presentazione al CAF

        La procedura al CAF è molto più veloce del portale INPS:

        • 15-20 minuti – Tempo medio per compilazione e invio domanda con tutta la documentazione già pronta
        • 30-40 minuti – Se dobbiamo anche elaborare l’ISEE contestualmente
        • Invio immediato – La domanda viene protocollata in tempo reale, ricevi subito la ricevuta

        Servizio Urgenze Fino al 28 Febbraio

        Per venire incontro a chi si trova in difficoltà con i problemi del portale INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine attiva un servizio urgenze:

        • Orari estesi fino al 28 febbraio – Apertura prolungata anche in serata
        • Assistenza WhatsApp 24/7 – Rispondiamo anche fuori orario per urgenze
        • Appuntamenti last-minute – Chiamaci anche il giorno stesso, cerchiamo di trovare uno spazio
        • Servizio online – Se non puoi venire in sede, possiamo gestire tutto via email/WhatsApp con firma digitale

        Contattaci ora:

        • WhatsApp: 366 6018121 (risposta rapida anche fuori orario)
        • Telefono: 0432 1638640 (orari ufficio)
        • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine

        Costi del Servizio CAF

        I servizi del CAF per l’Assegno Unico hanno costi contenuti e trasparenti:

        • Prima domanda Assegno Unico – Tariffa standard (contattaci per preventivo personalizzato)
        • Rinnovo annuale – Costo ridotto per chi è già nostro cliente
        • Pacchetto ISEE + Assegno Unico – Sconto combinando entrambi i servizi
        • Urgenze last-minute – Piccola maggiorazione per gestione prioritaria

        Considera che il costo del servizio CAF è ampiamente ripagato dagli arretrati che salvi rispettando la scadenza del 28 febbraio (da 350 a oltre 1.200 euro a seconda della situazione familiare).

        Differenza Importi: Domanda a Febbraio vs Marzo

        Per comprendere meglio l’impatto economico della scadenza del 28 febbraio, analizziamo esempi concreti di quanto si perde presentando domanda in ritardo.

        Esempio 1: Famiglia con 1 Figlio Minore, ISEE 15.000 Euro

        Situazione: Coppia con un figlio di 4 anni, ISEE 2026 pari a 15.000 euro (sotto la soglia massima 17.090,61 euro per importo pieno).

        Importo mensile assegno unico spettante: 201,80 euro/mese

        ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
        Arretrati gennaio-febbraio403,60 euro0 euro-403,60 euro
        Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
        Totale percepito entro aprile 2026807,20 euro201,80 euro-605,40 euro

        Conclusione: Presentando domanda il 1° marzo invece del 28 febbraio, questa famiglia perde 403,60 euro di arretrati e riceve il primo pagamento con un mese di ritardo.

        Esempio 2: Famiglia con 3 Figli, ISEE 10.000 Euro

        Situazione: Coppia con tre figli (6 anni, 9 anni, 12 anni), ISEE 2026 pari a 10.000 euro.

        Importo mensile assegno unico spettante: 623,50 euro/mese (importo pieno per ISEE basso + maggiorazione terzo figlio)

        ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
        Arretrati gennaio-febbraio1.247 euro0 euro-1.247 euro
        Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
        Totale percepito entro aprile 20262.494 euro623,50 euro-1.870,50 euro

        Conclusione: Per famiglie numerose con ISEE basso, la perdita economica supera i 1.200 euro. Un importo che può fare la differenza per spese essenziali (libri scolastici, visite mediche, bollette).

        Esempio 3: Famiglia con 2 Figli, ISEE Alto (Oltre 45.574,96 Euro)

        Situazione: Coppia con due figli (3 anni e 7 anni), ISEE 2026 pari a 50.000 euro (oltre la soglia massima).

        Importo mensile assegno unico spettante: 114 euro/mese (importo minimo previsto per ISEE elevato)

        ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
        Arretrati gennaio-febbraio228 euro0 euro-228 euro
        Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
        Totale percepito entro aprile 2026456 euro114 euro-342 euro

        Conclusione: Anche con ISEE elevato, la perdita economica non è trascurabile. 228 euro potrebbero coprire un mese di spese per attività extrascolastiche dei figli.

        Consulta la nostra guida completa all’Assegno Unico per calcolare l’importo spettante in base alla tua situazione familiare.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sui Problemi Portale INPS

        Il portale INPS non mi fa accedere con SPID. Cosa faccio?

        Se il portale INPS non accetta le credenziali SPID anche se corrette, il problema potrebbe dipendere da sovraccarico del sistema di autenticazione. Prova a: 1) Cambiare provider SPID se ne hai piu di uno, 2) Usare CIE invece di SPID, 3) Cancellare cache e cookie del browser, 4) Tentare in orari notturni (23:00-6:00). Se il problema persiste, rivolgiti al CAF che ha accessi professionali meno soggetti a congestione.

        Se non riesco a inviare domanda entro il 28 febbraio, posso recuperare gli arretrati?

        No, gli arretrati di gennaio e febbraio 2026 NON sono recuperabili se la domanda viene presentata dal 1 marzo in poi. La scadenza del 28 febbraio e tassativa: domande successive decorrono dal mese di presentazione senza diritto a arretrati. Per questo motivo e fondamentale rivolgersi tempestivamente a un CAF se hai problemi tecnici con il portale INPS.

        Quanto tempo impiega il CAF a presentare la domanda di Assegno Unico?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine impiega mediamente 15-20 minuti per compilare e inviare la domanda di Assegno Unico se hai gia tutta la documentazione (ISEE, codici fiscali, IBAN). Se dobbiamo elaborare anche l ISEE contestualmente, servono circa 30-40 minuti. Ricevi immediatamente la ricevuta INPS protocollata con conferma di invio.

        Il portale dice sessione scaduta dopo pochi minuti. E normale?

        Durante i periodi di picco (ultimi giorni prima della scadenza), il portale INPS puo resettare le sessioni per liberare risorse. Questo e un problema tecnico del sistema, non dipende da te. Per evitare di perdere i dati inseriti, annotali offline (screenshot o documento Word) prima di iniziare la compilazione, cosi puoi reinserirli velocemente se la sessione scade.

        Posso presentare domanda Assegno Unico anche senza ISEE?

        Si, puoi presentare domanda anche senza ISEE 2026, ma riceverai l importo minimo previsto per ISEE oltre 45.574,96 euro (circa 57 euro a figlio). Quando presenterai ISEE successivamente, l INPS ricalcolera gli importi e ti dara gli arretrati, MA solo dal mese di presentazione della domanda (non da gennaio-febbraio se fai domanda dopo il 28 febbraio). Conviene sempre presentare ISEE prima o insieme alla domanda.

        Il CAF puo aiutarmi anche il 28 febbraio stesso?

        Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre servizio urgenze fino all ultimo giorno. Contattaci su WhatsApp al 366 6018121 anche il 28 febbraio: cerchiamo di trovare uno spazio per gestire la tua pratica in tempo utile. Offriamo anche servizio online (via email WhatsApp con firma digitale) se non puoi venire in sede.


        Non Perdere gli Arretrati dell’Assegno Unico: Il CAF Ti Aiuta Subito

        Se hai difficoltà con il portale INPS e rischi di perdere la scadenza del 28 febbraio, il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a presentare la domanda di Assegno Unico anche all’ultimo minuto.

        Offriamo:

        • Accesso diretto al portale INPS (senza code o problemi tecnici)
        • Verifica e calcolo ISEE 2026 contestuale
        • Ricevuta protocollata immediata
        • Assistenza urgenze fino al 28 febbraio
        • Servizio anche online (se non puoi venire in sede)
        Contattaci su WhatsApp Ora

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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Febbraio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-27 11:29:202026-05-31 16:14:00Problemi Portale INPS Assegno Unico: Cosa Fare Prima della Scadenza del 28 Febbraio
          CAF, COLF E BADANTI

          Maternita Colf e Badanti 2025: Guida Completa a Congedo e Indennita

          colf e badanti CAF Udine

          Indice dei contenuti

          1. Congedo di Maternità per Colf e Badanti
          2. Indennità di Maternità INPS: Calcolo e Importo
          3. Tutele del CCNL Domestico 2025
          4. Come Fare Domanda all’INPS
          5. Obblighi del Datore di Lavoro
          6. Rientro al Lavoro Dopo la Maternità
          7. Contributi Previdenziali Durante la Maternità
          8. Maternità con Contratto a Tempo Determinato
          9. Domande Frequenti

          La maternità per colf e badanti è un diritto fondamentale tutelato sia dal CCNL del lavoro domestico 2025 che dalla normativa INPS. Se sei una lavoratrice domestica in gravidanza o un datore di lavoro che deve gestire questa situazione, è essenziale conoscere tutti i dettagli: dal congedo di maternità obbligatorio all’indennità INPS, dalle tutele contrattuali agli obblighi del datore.

          In questa guida completa scoprirai tutto ciò che serve sapere sulla maternità nel lavoro domestico, con esempi pratici, calcoli e indicazioni su come fare domanda. Dalle novità del CCNL 2025 alle tutele contro il licenziamento, ogni aspetto viene analizzato in modo chiaro e accessibile.

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          Congedo di Maternità per Colf e Badanti: Come Funziona

          Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici domestiche in gravidanza. Si divide in due tipologie:

          Congedo di Maternità Obbligatorio

          Dura complessivamente 5 mesi e può essere articolato in tre modalità diverse:

          • 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo (modalità classica)
          • 1 mese prima del parto + 4 mesi dopo (flessibilità dal 2019)
          • 5 mesi dopo il parto (solo con certificato medico che attesta assenza di rischi)

          Durante il congedo obbligatorio, la lavoratrice non può lavorare e il datore non può licenziarla. Il posto di lavoro è garantito per legge.

          Congedo di Maternità Facoltativo (Congedo Parentale)

          Dopo il congedo obbligatorio, la lavoratrice può richiedere il congedo parentale facoltativo fino ai 6 anni del bambino, per un massimo di 6 mesi (elevabili a 10 mesi se il padre usufruisce di almeno 3 mesi). L’indennità è pari al 30% della retribuzione per i primi 6 mesi.

          💡 Esempio pratico: Maria, badante assunta con contratto a tempo indeterminato, ha la data presunta del parto il 15 marzo 2025. Scegliendo la modalità classica, potrà astenersi dal 15 gennaio 2025 (2 mesi prima) fino al 15 giugno 2025 (3 mesi dopo), per un totale di 5 mesi.

          Maternità Anticipata per Gravidanza a Rischio

          Se la gravidanza presenta complicazioni o il lavoro è considerato a rischio per la salute della madre o del feto, è possibile richiedere il congedo di maternità anticipato. La domanda va presentata all’INPS con certificato medico specialistico che attesta il rischio. Il congedo può partire anche dal 7° mese di gravidanza o prima, se necessario.

          Indennità di Maternità INPS: Calcolo e Importo

          Durante il congedo di maternità obbligatorio, la lavoratrice domestica ha diritto all’indennità di maternità INPS pari all’80% della retribuzione effettiva. L’indennità è calcolata sulla base dei contributi versati nei mesi precedenti.

          Requisiti per l’Indennità INPS

          • Essere regolarmente assunta con contratto di lavoro domestico
          • Avere contributi versati nei 12 mesi precedenti il congedo
          • Presentare domanda all’INPS prima dell’inizio del congedo

          Come Si Calcola l’Indennità

          L’indennità è pari all’80% della retribuzione convenzionale giornaliera, moltiplicata per il numero di giorni di congedo.

          📊 Esempio di calcolo: Anna, colf con 40 ore settimanali, ha una retribuzione mensile di 1.200 euro. La retribuzione giornaliera convenzionale è di circa 40 euro. L’indennità sarà:
          80% di 40 euro = 32 euro al giorno
          Per 5 mesi (circa 150 giorni): 32 × 150 = 4.800 euro totali

          L’importo viene erogato direttamente dall’INPS alla lavoratrice, non dal datore di lavoro.

          Differenze tra Tempo Determinato e Indeterminato

          Per le lavoratrici con contratto a tempo determinato, l’indennità di maternità spetta solo se il congedo rientra nel periodo di validità del contratto. Se il contratto scade durante il congedo, l’indennità viene sospesa. Per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, invece, l’indennità spetta per l’intero periodo di congedo.

          Tutele del CCNL Domestico 2025 per la Maternità

          Il CCNL del lavoro domestico 2025 prevede tutele specifiche per le lavoratrici in gravidanza:

          Divieto di Licenziamento

          Dal momento della comunicazione dello stato di gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del bambino, il datore di lavoro non può licenziare la lavoratrice (salvo giusta causa come furto, grave insubordinazione, ecc.).

          Conservazione del Posto di Lavoro

          Durante il congedo di maternità, il posto di lavoro è garantito. Al termine del congedo, la lavoratrice ha diritto a rientrare nella stessa mansione o in una equivalente.

          Diritto al TFR

          Il periodo di congedo di maternità viene conteggiato nell’anzianità ai fini del calcolo del TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

          Adattamenti delle Mansioni

          Se il lavoro è ritenuto inadeguato o rischioso per la gravidanza (es. sollevamento carichi pesanti, uso di prodotti chimici), il datore deve modificare le mansioni o, se impossibile, la lavoratrice può richiedere il congedo anticipato.

          Permessi per Visite Mediche

          La lavoratrice ha diritto a permessi retribuiti per esami prenatali, visite mediche e accertamenti diagnostici, se non possono essere effettuati fuori orario di lavoro.

          Come Fare Domanda di Maternità all’INPS

          Per ottenere l’indennità di maternità INPS, la lavoratrice domestica deve presentare domanda telematica tramite il sito INPS.

          Quando Presentare la Domanda

          La domanda va presentata prima dell’inizio del congedo, indicando la data presunta del parto (che risulta dal certificato medico).

          Procedura Passo Passo

          1. Accedere al sito INPS con SPID, CIE o CNS
          2. Cercare il servizio “Domanda di maternità”
          3. Compilare il modulo online indicando:
            • Dati anagrafici della lavoratrice
            • Codice fiscale del datore di lavoro
            • Data presunta del parto (da certificato medico)
            • Periodo di congedo richiesto (2+3, 1+4 o 0+5 mesi)
          4. Allegare il certificato medico di gravidanza (in formato PDF)
          5. Inviare la domanda e conservare la ricevuta

          Alternative alla Domanda Online

          • CAF o Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti gratuitamente nella compilazione
          • Contact Center INPS: chiamando il numero 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile)

          L’INPS verifica la domanda e, se approvata, inizia a erogare l’indennità dall’inizio del congedo.

          ⚠️ Attenzione: Se la domanda viene presentata in ritardo, l’INPS può comunque erogarla ma solo per i mesi non prescritti (termine di prescrizione: 1 anno dal termine del congedo).

          Obblighi del Datore di Lavoro Domestico

          Il datore di lavoro domestico ha diversi obblighi quando la lavoratrice comunica lo stato di gravidanza:

          Versamento dei Contributi INPS

          Il datore deve continuare a versare i contributi INPS regolarmente, anche durante il congedo di maternità. I contributi sono calcolati sulla retribuzione convenzionale e vanno versati tramite bollettino MAV o PagoPA trimestralmente.

          Non Licenziamento

          Come già detto, il datore non può licenziare la lavoratrice dal momento della comunicazione della gravidanza fino al 1° anno di vita del bambino, salvo giusta causa.

          Rientro al Lavoro

          Al termine del congedo, il datore deve riammettere la lavoratrice nella stessa mansione o in una equivalente, con la stessa retribuzione.

          Dichiarazione dei Redditi

          Il datore deve dichiarare nel 730 o nel modello Redditi i contributi versati per la lavoratrice domestica, per beneficiare della detrazione del 19% (fino a un massimo di 1.549,37 euro annui).

          Cosa Succede in Caso di Licenziamento Illegittimo

          Se il datore licenzia la lavoratrice in gravidanza o entro 1 anno dal parto senza giusta causa, il licenziamento è nullo. La lavoratrice può:

          • Richiedere la reintegrazione nel posto di lavoro
          • Ottenere il pagamento delle retribuzioni arretrate dal licenziamento alla reintegrazione
          • Ricevere un’indennità risarcitoria fino a 12 mensilità

          Per far valere questi diritti, la lavoratrice deve rivolgersi a un avvocato o a un sindacato e avviare una causa di lavoro presso il Tribunale.

          Rientro al Lavoro Dopo la Maternità

          Al termine del congedo di maternità obbligatorio, la lavoratrice può:

          • Rientrare al lavoro a tempo pieno
          • Richiedere il congedo parentale facoltativo (fino a 6 mesi con indennità al 30%)
          • Richiedere il part-time fino al 3° anno di vita del bambino (se il datore accetta)

          Riposi per Allattamento

          Dopo il rientro, la lavoratrice ha diritto a 2 ore di riposo al giorno per allattamento (o 1 ora se lavora meno di 6 ore al giorno), fino al 1° anno di vita del bambino. Questi riposi sono retribuiti.

          Malattia del Bambino

          In caso di malattia del bambino, la lavoratrice può assentarsi dal lavoro:

          • Fino a 3 anni del bambino: congedo illimitato, ma non retribuito
          • Da 3 a 8 anni: massimo 5 giorni all’anno, non retribuiti

          È necessario presentare il certificato medico del pediatra.

          Contributi Previdenziali Durante la Maternità

          Durante il congedo di maternità, i contributi previdenziali continuano ad essere versati, anche se la lavoratrice non lavora.

          Chi Paga i Contributi

          I contributi sono versati dall’INPS in via figurativa, cioè come se la lavoratrice stesse lavorando normalmente. Il datore di lavoro non deve versare contributi aggiuntivi durante il congedo obbligatorio.

          Copertura Previdenziale

          Il periodo di congedo viene conteggiato nell’anzianità contributiva ai fini della pensione. Questo significa che i mesi di maternità “valgono” come mesi lavorati per il calcolo della pensione futura.

          💡 Esempio: Se Giulia, badante con 10 anni di contributi, usufruisce di 5 mesi di congedo di maternità, la sua anzianità contributiva sarà di 10 anni e 5 mesi, non di 10 anni.

          Maternità con Contratto a Tempo Determinato

          Le lavoratrici con contratto a tempo determinato hanno diritto alla maternità, ma con alcune particolarità:

          Indennità di Maternità

          L’indennità INPS spetta solo se il congedo rientra nel periodo di validità del contratto. Se il contratto scade durante il congedo (es. scade il 30 aprile e il congedo termina il 15 giugno), l’indennità viene erogata solo fino alla scadenza del contratto.

          Proroga del Contratto

          Il datore non è obbligato a prorogare il contratto a tempo determinato se scade durante la gravidanza o il congedo. Tuttavia, non può licenziare per il solo fatto della gravidanza.

          Tutela Contro il Licenziamento

          Anche con contratto a tempo determinato, il datore non può risolvere anticipatamente il contratto per motivi legati alla gravidanza. La risoluzione anticipata è consentita solo per giusta causa.

          📊 Esempio pratico: Carla ha un contratto a tempo determinato dal 1 gennaio al 30 giugno 2025. La data presunta del parto è il 15 maggio. Il congedo parte dal 15 marzo (2 mesi prima) e termina il 15 agosto (3 mesi dopo). L’indennità INPS sarà erogata solo fino al 30 giugno (scadenza contratto). Dopo quella data, Carla dovrà verificare se ha diritto ad altre forme di sostegno (es. NASPI).

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          Domande Frequenti sulla Maternità per Colf e Badanti

          Quanto prende una colf in maternità?

          Durante il congedo di maternità obbligatorio, la colf riceve l’80% della retribuzione effettiva, erogata direttamente dall’INPS. Ad esempio, con una retribuzione di 1.200 euro mensili, l’indennità sarà di circa 960 euro al mese per 5 mesi.

          Come si calcola la maternità per le badanti?

          L’indennità di maternità per le badanti è calcolata sull’80% della retribuzione convenzionale giornaliera, moltiplicata per i giorni di congedo (circa 150 giorni per 5 mesi). L’importo dipende dalle ore lavorate e dalla retribuzione.

          Chi paga la maternità alla colf, il datore o l’INPS?

          L’indennità di maternità è pagata direttamente dall’INPS alla lavoratrice, non dal datore di lavoro. Il datore deve solo continuare a versare i contributi regolarmente.

          Una badante può essere licenziata in gravidanza?

          No, il licenziamento è vietato dal momento della comunicazione della gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del bambino, salvo giusta causa (es. furto, grave insubordinazione). Il licenziamento in questo periodo è nullo.

          Come fare domanda di maternità per colf all’INPS?

          La domanda va presentata online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS, prima dell’inizio del congedo. In alternativa, è possibile farsi assistere da un CAF o patronato gratuitamente.

          La maternità vale per la pensione?

          Sì, il periodo di congedo di maternità viene conteggiato nell’anzianità contributiva ai fini della pensione. I contributi sono versati figurativamente dall’INPS.

          Cosa succede se il contratto a tempo determinato scade durante la maternità?

          L’indennità INPS viene erogata solo fino alla scadenza del contratto. Il datore non è obbligato a prorogare il contratto, ma non può risolverlo anticipatamente per motivi legati alla gravidanza.


          Hai Bisogno di Assistenza per la Maternità?

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          • Compilazione domanda maternità INPS online
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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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            CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

            APE Sociale 2026: Requisiti, Maggiorazioni e Bonus Maroni | Guida INPS

            Pensione 2026 INPS

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è l’APE Sociale e Quali Sono le Novità 2026
            2. Categorie di Lavoratori che Possono Richiedere l’APE Sociale
            3. Requisiti Anagrafici e Contributivi per l’APE Sociale 2026
            4. Importo dell’APE Sociale: Calcolo e Limiti 2026
            5. Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda APE Sociale 2026
            6. Maggiorazioni Pensionistiche: Tipologie e Requisiti
            7. Bonus Maroni 2026: Cos’è e Come Funziona
            8. Confronto tra APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni: Tabella Riepilogativa
            9. Esempi Pratici: Quando Conviene l’APE Sociale o il Bonus Maroni
            10. Conclusioni: Come Scegliere la Soluzione Più Adatta
            11. Domande Frequenti su APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni

            Il 2026 porta importanti novità per chi si avvicina alla pensione anticipata. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato e rafforzato l’APE Sociale, lo strumento che consente di uscire dal lavoro con 63 anni di età e specifici requisiti contributivi. Parallelamente, le maggiorazioni pensionistiche e il Bonus Maroni offrono opportunità per incrementare l’assegno pensionistico o posticipare il pensionamento con vantaggi economici.

            L’INPS ha pubblicato la Circolare n. 18 del 2026 che aggiorna tutti i requisiti, le categorie beneficiarie, gli importi massimi e le scadenze per presentare domanda. In questa guida analizziamo nel dettaglio l’APE Sociale 2026, le maggiorazioni pensionistiche previste dalla normativa vigente e il Bonus Maroni, con esempi pratici di calcolo e tabelle comparative per aiutarti a scegliere la soluzione più conveniente.

            Se hai maturato i requisiti o stai valutando quando andare in pensione, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione informata. Per assistenza personalizzata nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

            Cos’è l’APE Sociale e Quali Sono le Novità 2026

            L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico) è un’indennità economica a carico dello Stato, riconosciuta a lavoratori in condizioni di particolare disagio che si trovano a pochi anni dal pensionamento di vecchiaia. Non è un vero e proprio trattamento pensionistico, ma un sussidio ponte che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione ordinaria.

            L’APE Sociale 2026 è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025) con alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti:

            • Requisito anagrafico confermato a 63 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2026)
            • Requisito contributivo minimo: da 30 a 36 anni a seconda della categoria di appartenenza
            • Importo massimo mensile: 1.500 euro lordi (non rivalutabile annualmente)
            • Durata: fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)
            • Non è reversibile: in caso di decesso del beneficiario, l’assegno non passa ai superstiti
            • È cumulabile con redditi da lavoro limitati (massimo 5.000 euro annui)

            La Circolare INPS n. 18/2026 ha confermato la proroga per tutto il 2026 e ha ribadito che l’APE Sociale non è soggetta a contribuzione, quindi non genera ulteriori mesi di contributi ai fini pensionistici. È importante sottolineare che l’indennità non può superare l’importo della pensione calcolata al momento della domanda.

            Categorie di Lavoratori che Possono Richiedere l’APE Sociale

            L’APE Sociale 2026 è riservata a quattro categorie di lavoratori che si trovano in situazioni di particolare difficoltà. Ogni categoria ha requisiti specifici sia in termini di contribuzione che di condizioni soggettive.

            1. Disoccupati

            Possono accedere all’APE Sociale i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione involontaria a seguito di:

            • Licenziamento (incluso licenziamento collettivo)
            • Dimissioni per giusta causa
            • Risoluzione consensuale nell’ambito di procedure di mobilità

            Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

            Condizioni aggiuntive: aver terminato l’intero periodo di fruizione della NASPI o DIS-COLL da almeno 3 mesi.

            2. Caregivers (Assistenti familiari)

            Rientrano in questa categoria i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi continuativi (alla data della domanda) un familiare con handicap grave ai sensi della Legge 104/1992, articolo 3 comma 3. Il familiare deve essere:

            • Coniuge o unito civilmente
            • Parente di primo grado (genitori, figli)
            • Parente di secondo grado (solo se i genitori o il coniuge della persona da assistere hanno più di 70 anni, sono affetti da patologie invalidanti o sono deceduti)

            Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

            3. Invalidi con Riduzione della Capacità Lavorativa

            Possono accedere i lavoratori con riconoscimento di:

            • Invalidità civile almeno al 74%
            • Invalidità INPS (pensione di inabilità o assegno ordinario di invalidità)

            Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

            4. Lavoratori che Svolgono Mansioni Gravose

            Questa categoria comprende i lavoratori che hanno svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10 (o 6 anni negli ultimi 7 per lavori particolarmente gravosi) una delle 11 attività gravose individuate dalla legge:

            • Operai edili e agricoli
            • Conducenti di veicoli pesanti (camion, autobus, TIR)
            • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
            • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
            • Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori di asili nido
            • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
            • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
            • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
            • Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione edifici
            • Conciatori di pelli e pellicce
            • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

            Requisiti contributivi: 36 anni di contributi (requisito più alto)

            La Circolare INPS n. 18/2026 ha ribadito che l’elenco delle attività gravose è tassativo e non ammette interpretazioni estensive.

            Requisiti Anagrafici e Contributivi per l’APE Sociale 2026

            Per accedere all’APE Sociale nel 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente requisiti anagrafici e contributivi. Ecco il dettaglio completo:

            Requisito Anagrafico

            Il richiedente deve aver compiuto 63 anni di età entro il 31 dicembre 2026. Questo significa che possono presentare domanda nel 2026 tutti i nati entro il 31 dicembre 1963.

            Requisiti Contributivi

            La contribuzione richiesta varia in base alla categoria di appartenenza:

            CategoriaContributi RichiestiCondizioni Aggiuntive
            Disoccupati30 anniDisoccupazione involontaria + fine NASPI da almeno 3 mesi
            Caregivers30 anniAssistenza familiare con L.104 art.3 comma 3 da almeno 6 mesi
            Invalidi (≥74%)30 anniInvalidità civile o INPS riconosciuta
            Lavori gravosi36 anni7 anni negli ultimi 10 di attività gravosa (o 6 negli ultimi 7)

            Attenzione: i contributi devono essere effettivi, quindi non sono computabili:

            • Contributi figurativi per disoccupazione (NASPI, mini-ASPI)
            • Contributi figurativi per malattia oltre i primi 12 mesi
            • Contributi da riscatto del corso di laurea (salvo casi specifici)

            Sono invece computabili:

            • Contributi obbligatori da lavoro dipendente e autonomo
            • Contributi volontari
            • Contributi figurativi per maternità, servizio militare e infortunio sul lavoro

            Importo dell’APE Sociale: Calcolo e Limiti 2026

            L’importo dell’APE Sociale è pari alla pensione maturata al momento della domanda, calcolata con il sistema contributivo o misto, ma con un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili.

            Come si Calcola l’Importo

            L’INPS calcola l’importo sulla base dei contributi versati e del montante contributivo accumulato. Il calcolo segue queste regole:

            • Se la pensione calcolata è inferiore a 1.500 euro: l’APE Sociale corrisponde all’intero importo della pensione
            • Se la pensione calcolata è superiore a 1.500 euro: l’APE Sociale viene limitata a 1.500 euro

            Esempio pratico di calcolo:

            • Lavoratore A: pensione maturata 1.200 euro → APE Sociale di 1.200 euro
            • Lavoratore B: pensione maturata 1.800 euro → APE Sociale di 1.500 euro (tetto massimo)

            Trattamento Fiscale

            L’APE Sociale è soggetta a tassazione IRPEF, come qualsiasi reddito pensionistico. L’INPS applica le ritenute fiscali direttamente sull’assegno mensile. Non sono dovuti contributi previdenziali, quindi l’indennità non genera ulteriori mesi di contribuzione.

            Non è Rivalutabile

            A differenza delle pensioni ordinarie, l’APE Sociale non è soggetta a rivalutazione annuale in base all’inflazione. L’importo riconosciuto alla decorrenza resta fisso fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

            Cumulo con Altri Redditi

            L’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro entro il limite di:

            • 5.000 euro annui per lavoro dipendente
            • 5.000 euro annui per lavoro autonomo

            Se il reddito supera questa soglia, l’APE Sociale viene revocata con obbligo di restituzione delle somme percepite.

            Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda APE Sociale 2026

            La domanda di APE Sociale deve essere presentata esclusivamente in via telematica all’INPS. Per il 2026, la normativa prevede tre finestre temporali per la presentazione:

            Finestre per la Domanda 2026

            FinestraScadenza DomandaDecorrenza Indennità
            Prima finestraEntro il 31 marzo 2026Dal 1° luglio 2026 (se approvata)
            Seconda finestraEntro il 15 luglio 2026Dal 1° novembre 2026 (se approvata)
            Terza finestraEntro il 30 novembre 2026Dal 1° marzo 2027 (se approvata)

            Importante: le domande presentate dopo le scadenze vengono comunque accolte, ma slittano alla finestra successiva. Ad esempio, una domanda presentata il 10 aprile 2026 verrà valutata nella seconda finestra (decorrenza 1° novembre).

            Come Presentare la Domanda

            Esistono tre modalità per presentare la domanda:

            • Online sul sito INPS: accedendo con SPID, CIE o CNS all’area riservata MyINPS, sezione “Domanda di pensione”
            • Tramite Contact Center INPS: chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare a pagamento)
            • Tramite Patronato o CAF: affidandosi a un intermediario abilitato che presenterà la domanda per conto del richiedente (servizio gratuito)

            Documenti Necessari

            A seconda della categoria di appartenenza, è necessario allegare:

            • Disoccupati: certificato di disoccupazione (rilasciato dal Centro per l’Impiego), documentazione NASPI/DIS-COLL
            • Caregivers: certificazione di handicap grave L.104 art.3 comma 3 del familiare assistito, autodichiarazione di coabitazione o assistenza continuativa
            • Invalidi: verbale di invalidità civile ≥74% o provvedimento INPS di invalidità/inabilità
            • Lavori gravosi: estratto conto contributivo INPS con evidenza delle attività gravose svolte

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa nella presentazione della domanda, dalla verifica dei requisiti alla raccolta della documentazione fino all’invio telematico all’INPS.

            Maggiorazioni Pensionistiche: Tipologie e Requisiti

            Le maggiorazioni pensionistiche sono incrementi economici che si aggiungono all’importo della pensione ordinaria in presenza di specifiche condizioni soggettive o economiche. Non vanno confuse con l’APE Sociale: si tratta di benefici aggiuntivi sulla pensione definitiva, non di anticipi pensionistici.

            1. Maggiorazione Sociale (Art. 1 Legge 544/1988)

            È la più diffusa e spetta ai pensionati con redditi bassi. I requisiti sono:

            • Età minima: 60 anni (uomini e donne)
            • Reddito personale annuo: non superiore a 13.907,58 euro (2026)
            • Reddito coniugale annuo: non superiore a 26.814,87 euro (se coniugato)

            Importo della maggiorazione: varia in base all’età del pensionato:

            • Dai 60 ai 64 anni: fino a 25,83 euro mensili
            • Dai 65 ai 69 anni: fino a 82,64 euro mensili
            • Dai 70 anni in poi: fino a 136,44 euro mensili

            La maggiorazione viene erogata automaticamente dall’INPS se si possiedono i requisiti, senza necessità di presentare domanda specifica.

            2. Quattordicesima Mensilità (D.L. 81/2007)

            È una somma aggiuntiva corrisposta una volta l’anno (a luglio) ai pensionati con redditi bassi. Requisiti:

            • Età minima: 64 anni compiuti entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento
            • Reddito personale annuo: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.000 euro nel 2026)

            Importo della quattordicesima: varia in base agli anni di contribuzione:

            Anni di ContributiImporto (Dipendenti)Importo (Autonomi)
            Fino a 15 anni437 euro336 euro
            Tra 15 e 25 anni546 euro420 euro
            Oltre 25 anni655 euro504 euro

            3. Incremento al Milione (Legge 448/2001)

            È una maggiorazione che porta la pensione fino a 774,36 euro mensili (soglia di povertà). Requisiti:

            • Età minima: 70 anni (ridotta a 65 per invalidi al 100%)
            • Reddito personale: inferiore alla soglia prevista per il diritto alla maggiorazione
            • Titolarità di pensione sociale o assegno sociale

            4. Maggiorazione per Figli a Carico

            Alcuni trattamenti pensionistici prevedono maggiorazioni per carichi familiari, in particolare:

            • Pensione ai superstiti: incremento per ogni figlio minorenne o inabile a carico
            • Assegno ordinario di invalidità: maggiorazione per coniuge e figli a carico

            Bonus Maroni 2026: Cos’è e Come Funziona

            Il Bonus Maroni (ufficialmente chiamato Incentivo alla prosecuzione dell’attività lavorativa) è una misura introdotta dalla Riforma Maroni del 2004 e confermata dalla normativa vigente. Consente ai lavoratori dipendenti che hanno già maturato i requisiti per la pensione anticipata di continuare a lavorare ricevendo in busta paga, al posto dei contributi previdenziali, una somma netta aggiuntiva.

            Come Funziona il Bonus Maroni

            Normalmente, su ogni stipendio lordo il datore di lavoro versa all’INPS i contributi previdenziali (circa il 9,19% a carico del lavoratore). Con il Bonus Maroni, il lavoratore che ha maturato i requisiti per la pensione ma sceglie di non andare in pensione può richiedere che questa quota contributiva gli venga erogata direttamente in busta paga come somma netta.

            Requisiti per Accedere al Bonus Maroni

            • Aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2026)
            • Essere un lavoratore dipendente del settore privato (esclusi pubblici dipendenti)
            • Non aver presentato domanda di pensione all’INPS
            • Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo

            Quanto si Guadagna con il Bonus Maroni

            L’importo del Bonus Maroni dipende dalla retribuzione lorda mensile. La quota contributiva a carico del lavoratore (9,19%) viene erogata come somma netta in busta paga.

            Esempio pratico di calcolo:

            • Stipendio lordo mensile: 2.500 euro
            • Contributi a carico lavoratore (9,19%): 229,75 euro
            • Bonus Maroni netto in busta paga: circa 229 euro al mese (senza tassazione aggiuntiva)
            • Guadagno annuo aggiuntivo: circa 2.750 euro netti

            Per uno stipendio di 3.000 euro lordi, il Bonus Maroni vale circa 275 euro al mese (3.300 euro annui).

            Convenienza del Bonus Maroni: Quando Conviene

            Il Bonus Maroni è conveniente se:

            • Lo stipendio netto attuale è significativamente superiore alla pensione futura
            • Si desidera continuare a lavorare per motivi personali o economici
            • Si vuole incrementare il montante contributivo per aumentare la pensione futura (i contributi continuano a essere versati dal datore di lavoro)

            Attenzione: rinunciare al Bonus Maroni per continuare a versare i contributi è conveniente se si vuole aumentare l’assegno pensionistico futuro, perché ogni anno lavorato in più incrementa il montante contributivo e quindi la pensione.

            Come Richiedere il Bonus Maroni

            Il lavoratore deve:

            1. Verificare di aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (tramite estratto conto INPS)
            2. Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo
            3. Il datore di lavoro trasmette la richiesta all’INPS per la verifica dei requisiti
            4. Una volta approvato, il Bonus Maroni viene erogato mensilmente in busta paga

            Confronto tra APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni: Tabella Riepilogativa

            Per aiutarti a comprendere meglio le differenze tra le diverse opzioni, ecco una tabella comparativa che riassume le caratteristiche principali di APE Sociale, Maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni.

            CaratteristicaAPE SocialeMaggiorazioni PensionisticheBonus Maroni
            Cos’èIndennità ponte fino alla pensione di vecchiaiaIncrementi economici sulla pensione ordinariaEsonero contributivo per chi rimane al lavoro
            Età minima63 anniDa 60 a 70 anni (varia)Nessun limite (se maturati requisiti pensione)
            Requisiti contributivi30 o 36 anni (categoria)Variabili (quattordicesima)42 anni e 10 mesi (uomini), 41 e 10 (donne)
            Importo massimo1.500 euro/meseFino a 655 euro/anno (quattordicesima)Circa 9,19% dello stipendio lordo
            DurataFino a 67 anni (pensione vecchiaia)Permanente (sulla pensione)Finché si lavora
            Cumulabile con lavoroSì (fino a 5.000 euro/anno)Sì (con limiti reddituali)Sì (è un beneficio per chi lavora)
            RivalutabileNoSì (segue inflazione)Varia con lo stipendio
            ReversibileNoSì (alcune maggiorazioni)No
            DomandaTelematica all’INPS (scadenze)Automatica o tramite INPSAl datore di lavoro

            Quale Opzione Scegliere?

            • APE Sociale: conviene se si vuole smettere di lavorare a 63 anni e si rientra in una delle 4 categorie protette
            • Maggiorazioni pensionistiche: si applicano automaticamente sulla pensione ordinaria se si possiedono i requisiti reddituali
            • Bonus Maroni: conviene se si vuole continuare a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, ottenendo un incremento netto in busta paga

            Per una valutazione personalizzata della soluzione più conveniente nel tuo caso specifico, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

            Esempi Pratici: Quando Conviene l’APE Sociale o il Bonus Maroni

            Per comprendere meglio quale opzione sia più conveniente, analizziamo alcuni casi pratici reali.

            Caso 1: Mario, Operaio Edile 63 Anni

            Situazione:

            • Età: 63 anni
            • Lavoro: operaio edile (attività gravosa)
            • Contributi: 36 anni
            • Stipendio lordo: 1.800 euro/mese
            • Pensione calcolata: 1.300 euro/mese

            Opzioni disponibili:

            • Continuare a lavorare: guadagno netto attuale circa 1.350 euro/mese
            • APE Sociale: indennità di 1.300 euro/mese (pari alla pensione maturata)

            Convenienza: L’APE Sociale è leggermente meno vantaggiosa dello stipendio (50 euro in meno al mese), ma Mario è stanco del lavoro fisico pesante. Scelta consigliata: APE Sociale, per uscire dal lavoro usurante con un’indennità dignitosa.

            Caso 2: Lucia, Infermiera 63 Anni

            Situazione:

            • Età: 63 anni
            • Lavoro: infermiera con turni (attività gravosa)
            • Contributi: 37 anni
            • Stipendio lordo: 2.200 euro/mese
            • Pensione calcolata: 1.650 euro/mese

            Opzioni disponibili:

            • Continuare a lavorare: stipendio netto circa 1.600 euro/mese
            • APE Sociale: indennità di 1.500 euro/mese (tetto massimo, anche se la pensione è 1.650 euro)

            Convenienza: Lucia perde circa 100 euro al mese con l’APE Sociale rispetto allo stipendio, e 150 euro rispetto alla pensione calcolata (per via del tetto di 1.500 euro). Scelta consigliata: se la salute regge e il lavoro è sostenibile, conviene continuare a lavorare fino a 67 anni per ottenere la pensione piena di 1.650 euro.

            Caso 3: Giovanni, Impiegato 64 Anni con Requisiti Pensione Anticipata

            Situazione:

            • Età: 64 anni
            • Lavoro: impiegato privato
            • Contributi: 43 anni (ha già maturato requisiti pensione anticipata)
            • Stipendio lordo: 2.800 euro/mese
            • Pensione calcolata: 1.900 euro/mese

            Opzioni disponibili:

            • Andare in pensione anticipata: 1.900 euro/mese
            • Continuare a lavorare con Bonus Maroni: stipendio netto 2.100 euro + Bonus Maroni 257 euro = 2.357 euro/mese

            Convenienza: Continuare a lavorare con il Bonus Maroni garantisce un reddito netto 457 euro superiore alla pensione anticipata. Inoltre, ogni anno lavorato in più aumenta la pensione futura. Scelta consigliata: Bonus Maroni per 2-3 anni, poi pensionamento con assegno più alto.

            Caso 4: Anna, Caregiver 63 Anni

            Situazione:

            • Età: 63 anni
            • Lavoro: part-time (900 euro/mese netti)
            • Contributi: 31 anni
            • Assiste la madre con handicap grave L.104 da 8 mesi
            • Pensione calcolata: 950 euro/mese

            Opzioni disponibili:

            • Continuare a lavorare part-time: 900 euro/mese + stress da doppia gestione lavoro/assistenza
            • APE Sociale: 950 euro/mese + possibilità di dedicarsi completamente all’assistenza

            Convenienza: L’APE Sociale garantisce 50 euro in più e soprattutto permette ad Anna di ridurre lo stress e dedicarsi completamente alla madre. Scelta consigliata: APE Sociale.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Conclusioni: Come Scegliere la Soluzione Più Adatta

            La scelta tra APE Sociale, maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni dipende da molteplici fattori personali, economici e di salute. Ecco alcune linee guida generali per orientarti:

            Quando Scegliere l’APE Sociale

            • Hai 63 anni e rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavoro gravoso)
            • Il tuo lavoro è usurante o la salute non ti permette di continuare fino a 67 anni
            • La differenza tra stipendio e APE Sociale è contenuta (meno di 200-300 euro)
            • Preferisci la serenità di uscire dal lavoro piuttosto che continuare per pochi euro in più

            Quando Preferire le Maggiorazioni Pensionistiche

            • Hai già raggiunto l’età pensionabile ordinaria (67 anni)
            • Hai redditi bassi e potresti beneficiare della maggiorazione sociale o della quattordicesima
            • Vuoi massimizzare l’importo pensionistico con tutti gli incrementi disponibili

            Quando Conviene il Bonus Maroni

            • Hai maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi) ma vuoi continuare a lavorare
            • Lo stipendio netto + Bonus Maroni supera significativamente la pensione calcolata
            • Sei in buona salute e il lavoro è sostenibile per altri 2-4 anni
            • Vuoi incrementare il montante contributivo per ottenere una pensione futura più alta

            Il Ruolo del CAF nella Scelta

            La decisione finale richiede una valutazione personalizzata che tenga conto di:

            • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
            • Simulazione della pensione futura
            • Calcolo dell’importo APE Sociale
            • Stima del Bonus Maroni in base allo stipendio
            • Analisi delle maggiorazioni spettanti

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di consulenza pensionistica, con simulazioni personalizzate e assistenza nella presentazione delle domande. Non affidarti al caso: una scelta informata può fare la differenza tra una pensione serena e anni di lavoro evitabili (o viceversa, tra un’uscita anticipata troppo penalizzante e un reddito soddisfacente).

            Domande Frequenti su APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni

            Posso richiedere l’APE Sociale se sono ancora in attività lavorativa?

            Sì, puoi richiedere l’APE Sociale anche se stai ancora lavorando, purché tu rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavori gravosi) e abbia compiuto 63 anni. Tuttavia, l’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro solo fino a 5.000 euro annui. Se superi questa soglia, l’indennità viene revocata.

            L’APE Sociale è reversibile ai superstiti?

            No, l’APE Sociale non è reversibile. In caso di decesso del beneficiario, l’indennità cessa immediatamente e non passa al coniuge o ai familiari superstiti. Questo è uno dei principali limiti rispetto alla pensione ordinaria.

            Se scelgo il Bonus Maroni, perdo contributi per la pensione futura?

            No, il Bonus Maroni prevede l’esonero della quota contributiva a carico del lavoratore (circa 9,19%), ma il datore di lavoro continua a versare la propria quota (circa 23%). Quindi continui ad accumulare contributi, anche se in misura ridotta rispetto a chi non richiede il Bonus.

            Posso presentare domanda di APE Sociale dopo la scadenza della terza finestra?

            Sì, le domande presentate oltre il 30 novembre 2026 vengono comunque accolte, ma slittano automaticamente all’anno successivo (prima finestra 2027). È quindi importante rispettare le scadenze se si vuole ottenere l’indennità nel corso del 2026.

            La maggiorazione sociale si somma all’APE Sociale?

            No, l’APE Sociale è un’indennità temporanea che non può essere cumulata con le maggiorazioni pensionistiche come la maggiorazione sociale o la quattordicesima. Queste ultime spettano solo sulla pensione definitiva, a partire dai 67 anni (pensione di vecchiaia).

            Conviene di più l’APE Sociale o aspettare la pensione di vecchiaia a 67 anni?

            Dipende dalla tua situazione. L’APE Sociale ti permette di uscire dal lavoro 4 anni prima (a 63 anni) con un’indennità fino a 1.500 euro, ma non è rivalutabile e non è reversibile. Se continui a lavorare fino a 67 anni, otterrai una pensione ordinaria più alta, rivalutabile annualmente e reversibile ai superstiti. La scelta va valutata con un consulente del CAF in base ai tuoi contributi e alla tua situazione economica.

            Posso cumulare APE Sociale e Bonus Maroni?

            No, non è possibile. Il Bonus Maroni è riservato a chi continua a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, mentre l’APE Sociale è un’indennità per chi esce dal lavoro a 63 anni. Sono due strumenti alternativi, non cumulabili.


            Hai Bisogno di Assistenza per l’APE Sociale o la Pensione?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti APE Sociale, il calcolo della pensione futura, la simulazione del Bonus Maroni e la presentazione della domanda all’INPS.

            I nostri servizi includono:

            • Verifica requisiti APE Sociale 2026 (età, contributi, categoria di appartenenza)
            • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
            • Simulazione importo pensione (APE Sociale, pensione di vecchiaia, anticipata)
            • Calcolo convenienza Bonus Maroni vs pensionamento immediato
            • Assistenza nella raccolta documenti (certificato disoccupazione, L.104, verbale invalidità)
            • Presentazione domanda telematica INPS
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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-26 18:13:112026-05-31 10:12:58APE Sociale 2026: Requisiti, Maggiorazioni e Bonus Maroni | Guida INPS
              CAF

              Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e Bonus

              Pensione 2026 INPS

              Indice dei contenuti

              1. Panoramica Pagamenti INPS Marzo 2026
              2. Pensioni Marzo 2026: Date di Pagamento
              3. Assegno Unico Universale Marzo 2026
              4. NASpI e DIS-COLL Marzo 2026
              5. Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL)
              6. Bonus INPS Marzo 2026: Bonus Mamme e Altri Incentivi
              7. Indennità di Disoccupazione Agricola
              8. Scadenze Domande e Adempimenti
              9. Come Verificare i Pagamenti INPS
              10. Domande Frequenti

              Marzo 2026 si apre con un calendario fitto di pagamenti INPS che interessano milioni di italiani. Dalle pensioni all’Assegno Unico Universale, passando per NASpI, DIS-COLL, Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL), l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale coordina l’erogazione di decine di prestazioni con date precise che variano in base alla tipologia di pagamento e alla modalità di accredito.

              In questa guida completa analizziamo nel dettaglio il calendario pagamenti INPS marzo 2026, con tabelle riassuntive, date esatte, importi aggiornati e scadenze per domande e adempimenti. Se sei un pensionato, un genitore che percepisce l’Assegno Unico, un disoccupato che attende la NASpI o un beneficiario di misure di inclusione, troverai tutte le informazioni necessarie per sapere quando arriveranno i tuoi soldi.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna nell’interpretazione del calendario INPS, nell’accesso alle prestazioni e nella verifica dei pagamenti. Contattaci per assistenza personalizzata: ti aiutiamo a non perdere nessuna scadenza.

              Panoramica Pagamenti INPS Marzo 2026

              Il mese di marzo 2026 conferma il calendario consolidato degli accrediti INPS, con alcune peculiarità legate alla rivalutazione annuale delle prestazioni e all’applicazione delle nuove soglie ISEE per le misure condizionate al reddito.

              Tipologie di Pagamenti in Calendario

              L’INPS eroga in marzo 2026 le seguenti categorie principali di prestazioni:

              • Pensioni (vecchiaia, anticipata, invalidità, reversibilità, assegni sociali)
              • Assegno Unico Universale per figli a carico
              • NASpI e DIS-COLL (indennità di disoccupazione)
              • Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL)
              • Bonus Mamme (decontribuzione lavoratrici madri)
              • Indennità di disoccupazione agricola
              • Assegni familiari (ANF) residui
              • Cassa Integrazione (CIGS, CIGO, Assegno di Integrazione Salariale)

              Modalità di Accredito: Differenze tra Banca e Poste

              Le date di accredito effettivo variano in base all’istituto che gestisce il pagamento:

              • Conto corrente bancario: accredito il primo giorno bancabile del mese (1° marzo 2026 è sabato, quindi il 3 marzo)
              • Conto BancoPosta: accredito il primo giorno lavorativo per Poste Italiane (3 marzo 2026)
              • Ritiro allo sportello postale: calendario scaglionato alfabetico per pensioni, dal 3 marzo al 7 marzo 2026
              • Carta di Pagamento elettronica (RdC, ADI, SFL): di norma il 15 del mese o il 27 per nuove domande

              Novità 2026: Rivalutazioni e Conguagli

              Con il cedolino di marzo 2026 potrebbero essere presenti:

              • Conguagli fiscali relativi al 730/2025
              • Rivalutazione provvisoria pensioni (perequazione automatica, indice ISTAT definitivo)
              • Arretrati per domande accolte nei mesi precedenti
              • Recuperi per pagamenti indebiti (rateizzazioni)

              Pensioni Marzo 2026: Date di Pagamento

              Il pagamento delle pensioni di marzo 2026 segue il calendario standard INPS, con accredito a inizio mese per chi ha domiciliazione bancaria e calendario scaglionato alfabetico per chi ritira in contanti alle Poste.

              Date Accredito Pensioni Marzo 2026

              ModalitàData Accredito/Ritiro
              Conto corrente bancario3 marzo 2026 (lunedì)
              Conto BancoPosta/Libretto3 marzo 2026 (lunedì)
              Ritiro sportello postaleDal 3 al 7 marzo 2026 (scaglionamento alfabetico)

              Calendario Alfabetico Ritiro Pensioni alle Poste

              Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, il calendario di marzo 2026 segue questo scaglionamento alfabetico (dalla A alla Z del cognome del titolare):

              Cognome (iniziali)Data Ritiro
              A – BMartedì 3 marzo 2026
              C – DMercoledì 4 marzo 2026
              E – KGiovedì 5 marzo 2026
              L – OVenerdì 6 marzo 2026
              P – RSabato 7 marzo 2026 (mattina)
              S – ZSabato 7 marzo 2026 (mattina)

              Importi Pensioni 2026: Rivalutazione e Tassazione

              Gli importi delle pensioni erogate a marzo 2026 riflettono:

              • Rivalutazione definitiva applicata dal 1° gennaio 2026 (indice ISTAT 2025)
              • Detrazioni fiscali ricalcolate per il 2026
              • Trattenute IRPEF mensili
              • Addizionali regionali/comunali a saldo 2025 e acconto 2026

              Esempio importi medi pensioni 2026 (valori indicativi):

              • Pensione minima: circa 598 euro/mese (dopo rivalutazione 2026)
              • Pensione media: circa 1.350 euro/mese
              • Assegno sociale: circa 534 euro/mese (13 mensilità)

              Per verificare l’importo esatto della tua pensione, consulta il cedolino su MyINPS o contatta il nostro CAF.

              ADI e SFL Marzo 2026

              ADI: 15 marzo. SFL: 15 marzo. Nuove domande: 27 marzo.

              Bonus INPS Marzo 2026

              Bonus Mamme: decontribuzione in busta paga. Bonus Asilo Nido: 3.000 euro/anno.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              FAQ Pagamenti INPS

              Per domande, contatta CAF Centro Fiscale Udine.


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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

              Recensioni CAF

              Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-26 17:59:312026-05-31 13:04:39Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e Bonus
              PAC Piano di Accumulo

              PAC vs Conto Deposito: Qual e la Scelta Giusta per i Tuoi Risparmi?

              Risparmio e Investimenti

              Hai messo da parte qualche risparmio e ti stai chiedendo: meglio un conto deposito o un PAC? E una domanda che si pongono milioni di italiani, soprattutto in un periodo di tassi di interesse finalmente tornati positivi.

              La risposta breve e: dipende dai tuoi obiettivi. PAC e conto deposito non sono alternativi, ma strumenti diversi pensati per esigenze diverse. In questa guida ti spieghiamo le differenze fondamentali, quando conviene uno o l’altro, e come usarli insieme in modo intelligente.



              Indice dei contenuti

              1. Cos’e un Conto Deposito
              2. Cos’e un PAC (Piano di Accumulo del Capitale)
              3. Le 5 Differenze Fondamentali
              4. Quando Scegliere il Conto Deposito
              5. Quando Scegliere il PAC
              6. La Strategia Intelligente: Usarli Entrambi
              7. Un Esempio Pratico
              8. Domande Frequenti

              Cos’e un Conto Deposito



              Il conto deposito e uno strumento bancario che ti permette di “parcheggiare” la tua liquidita ottenendo un rendimento fisso e garantito. Funziona in modo semplice: depositi i tuoi soldi, la banca ti riconosce un tasso di interesse, e alla scadenza ritiri capitale piu interessi.

              Caratteristiche principali del conto deposito

              • Rendimento fisso: oggi i conti deposito offrono tra il 2% e il 4% lordo annuo
              • Capitale garantito: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) protegge fino a 100.000 euro per depositante per banca
              • Vincolo temporale: esistono conti svincolabili (rendimento minore) e vincolati (rendimento maggiore)
              • Tassazione: 26% sugli interessi maturati, prelevata alla fonte
              • Nessun costo di gestione: nella maggior parte dei casi

              Il conto deposito e lo strumento ideale per chi cerca sicurezza assoluta e ha un orizzonte temporale breve (1-3 anni).

              Cos’e un PAC (Piano di Accumulo del Capitale)



              Il PAC (Piano di Accumulo del Capitale) e una tecnica di investimento che prevede versamenti periodici (mensili, trimestrali) in strumenti finanziari come fondi comuni, ETF o polizze unit-linked.

              Come funziona il PAC

              Invece di investire tutto in una volta, con il PAC investi poco alla volta. Questo approccio si chiama Dollar Cost Averaging e ha un grande vantaggio: quando i mercati scendono, compri piu quote; quando salgono, ne compri meno. Nel lungo periodo, questo “media” il prezzo di acquisto.

              Caratteristiche principali del PAC

              • Rendimento variabile: dipende dall’andamento dei mercati finanziari (storicamente 5-8% medio annuo nel lungo termine)
              • Capitale NON garantito: il valore puo oscillare, anche in negativo nel breve periodo
              • Orizzonte lungo: consigliato per obiettivi a 10-20 anni
              • Versamenti flessibili: puoi modificare l’importo o sospendere i versamenti
              • Tassazione differita: paghi le imposte solo al momento del riscatto (nelle polizze assicurative)

              Il PAC e lo strumento ideale per chi vuole costruire un capitale nel tempo accettando oscillazioni di breve periodo.

              Le 5 Differenze Fondamentali tra PAC e Conto Deposito



              Ecco un confronto diretto tra i due strumenti:

              CaratteristicaConto DepositoPAC
              RendimentoFisso (2-4% lordo)Variabile (potenzialmente 5-8% medio annuo)
              RischioZero (capitale garantito FITD)Medio (dipende dai mercati)
              Orizzonte temporaleBreve (1-3 anni)Lungo (10-20 anni)
              LiquiditaAlta (svincolabile)Media (penali nei primi anni)
              Tassazione26% annuale sugli interessiDifferita (solo al riscatto)
              Obiettivo principaleParcheggio liquiditaCrescita del patrimonio

              In sintesi: il conto deposito protegge i tuoi soldi, il PAC li fa crescere (con qualche rischio in piu).

              Quando Scegliere il Conto Deposito



              Il conto deposito e la scelta giusta quando:

              • Hai bisogno di un fondo di emergenza: soldi che devono restare disponibili e sicuri
              • Sai che ti serviranno i soldi entro 1-3 anni: per un acquisto programmato, una spesa prevista
              • Non vuoi nessun rischio sul capitale: preferisci guadagnare poco ma dormire tranquillo
              • Hai gia investimenti: il conto deposito bilancia il portafoglio con una componente sicura
              • Sei in attesa di opportunita: tieni i soldi pronti per un investimento futuro

              Quanto tenere sul conto deposito?

              La regola generale suggerisce di mantenere un fondo di emergenza pari a 3-6 mesi di spese. Questi soldi devono essere sempre disponibili, quindi il conto deposito svincolabile e perfetto.

              Quando Scegliere il PAC



              Il PAC e la scelta giusta quando:

              • Hai un orizzonte di almeno 10 anni: pensione, universita dei figli, acquisto casa futura
              • Vuoi costruire un capitale partendo da poco: anche 100-200 euro al mese fanno la differenza nel tempo
              • Puoi permetterti oscillazioni nel breve termine: non ti servono quei soldi domani
              • Vuoi sfruttare l’interesse composto: i guadagni generano altri guadagni
              • Cerchi rendimenti superiori all’inflazione: il conto deposito spesso non batte l’inflazione, il PAC si

              Quanto investire con un PAC?

              Non esiste un importo minimo “giusto”. L’importante e che sia un importo sostenibile nel tempo. Meglio 100 euro al mese per 20 anni che 500 euro al mese per 2 anni.

              La Strategia Intelligente: Usarli Entrambi

              Ecco la verita che molti non ti dicono: PAC e conto deposito non sono alternativi, sono complementari.

              Una strategia equilibrata prevede:

              1. Conto deposito per il fondo di emergenza: 3-6 mesi di spese, sempre disponibili e al sicuro
              2. PAC per gli obiettivi di lungo termine: pensione integrativa, universita dei figli, acquisto immobile futuro

              La piramide del risparmio

              Immagina i tuoi risparmi come una piramide:

              • Base (conto deposito): liquidita sicura per emergenze
              • Centro (PAC conservativo): investimenti a medio rischio per obiettivi a 5-10 anni
              • Vertice (PAC azionario): investimenti a lungo termine per massimizzare la crescita

              Questa struttura ti protegge dagli imprevisti e ti permette di far crescere il patrimonio.

              Un Esempio Pratico: Come Mario Gestisce 500 Euro al Mese



              Vediamo un caso concreto. Mario ha 35 anni, un lavoro stabile e riesce a risparmiare 500 euro al mese. Come dovrebbe dividerli?

              La strategia di Mario

              • 200 euro al mese sul conto deposito fino a raggiungere 10.000 euro (fondo emergenza)
              • 300 euro al mese nel PAC per la pensione integrativa (orizzonte 30 anni)

              Cosa succedera dopo 20 anni?

              StrumentoVersatoValore stimato*
              Conto deposito (3% annuo)10.000 euro~13.400 euro
              PAC (6% medio annuo)72.000 euro~140.000 euro

              *Stime indicative basate su rendimenti medi storici. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.

              Come vedi, il PAC ha quasi raddoppiato il capitale versato grazie all’interesse composto. Il conto deposito ha protetto il fondo emergenza con un guadagno modesto ma sicuro.

              Domande Frequenti su PAC e Conto Deposito

              Posso perdere soldi con un PAC?

              Si, nel breve termine il valore del PAC puo scendere. Tuttavia, su orizzonti lunghi (10+ anni) la probabilita di perdita si riduce drasticamente. Per questo il PAC e consigliato solo per obiettivi di lungo periodo.

              Il conto deposito e sicuro al 100%?

              Fino a 100.000 euro per depositante per banca, il capitale e garantito dal FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi). Oltre questa soglia, il rischio esiste in caso di fallimento della banca.

              Quanto rende un PAC in 10 anni?

              Dipende dagli strumenti scelti. Storicamente, un PAC su fondi azionari globali ha reso in media il 6-8% annuo lordo. Ma attenzione: sono medie, non garanzie.

              Meglio PAC o fondo pensione?

              Sono strumenti diversi. Il fondo pensione ha vantaggi fiscali (deducibilita fino a 5.164 euro annui) ma vincoli piu rigidi. Un PAC e piu flessibile. Spesso conviene averli entrambi.

              Posso fare un PAC con 50 euro al mese?

              Si, molte piattaforme permettono PAC a partire da 50 euro mensili. L’importante e la costanza nel tempo, non l’importo.

              Conclusione: Quale Scegliere?



              Non esiste uno strumento “migliore” in assoluto. La scelta dipende dai tuoi obiettivi, il tuo orizzonte temporale e la tua tolleranza al rischio.

              Scegli il conto deposito se: hai bisogno di liquidita sicura a breve termine.

              Scegli il PAC se: vuoi costruire un capitale nel lungo periodo accettando qualche oscillazione.

              Scegli entrambi se: vuoi una strategia equilibrata che protegga e faccia crescere i tuoi risparmi.

              Un consulente esperto puo aiutarti a definire la strategia piu adatta alla tua situazione personale, valutando obiettivi, risorse disponibili e orizzonte temporale.

              Vuoi Capire Qual e la Strategia Giusta per Te?

              I nostri consulenti possono aiutarti a costruire un piano di risparmio personalizzato, bilanciando sicurezza e crescita in base ai tuoi obiettivi.

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                Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Risparmio-e-Investimenti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-26 10:30:002026-03-12 19:20:46PAC vs Conto Deposito: Qual e la Scelta Giusta per i Tuoi Risparmi?
                Pagina 148 di 191«‹146147148149150›»

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