Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
CAF, CALCOLO E CONTROLLO BUSTE PAGHE

Bonus Giovani 2026: sgravio totale assunzioni under 35 – Guida CAF

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il Bonus Giovani 2026 è una delle agevolazioni più importanti per chi vuole assumere lavoratori under 35. Si tratta di un esonero contributivo che permette al datore di lavoro di non versare i contributi previdenziali a proprio carico fino a un massimo di 500 euro al mese (che salgono a 650 euro al mese nelle regioni del Mezzogiorno e nella ZES unica). La misura, introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024 art. 22), ha l’obiettivo di favorire l’occupazione stabile dei giovani che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

Nel 2026 la misura è stata prorogata dal Decreto Milleproroghe (DL 200/2025, convertito in L. 26/2026) fino al 30 aprile 2026, con alcune modifiche. La Legge di Bilancio 2026 ha inoltre introdotto un nuovo esonero contributivo strutturale per le assunzioni stabili effettuate nel corso del 2026. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo in modo semplice come funziona il bonus giovani 2026, quali sono i requisiti per accedervi, quanto vale lo sgravio e come fare domanda all’INPS senza commettere errori.

📬

Resta aggiornato sulle novita fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Bonus Giovani 2026
  2. A chi spetta: i requisiti del lavoratore
  3. Quali datori di lavoro possono usarlo
  4. Importo dello sgravio e durata
  5. Maggiorazione ZES Mezzogiorno
  6. Esempio pratico di calcolo
  7. Come fare domanda all’INPS
  8. Quando non spetta: esclusioni e revoche
  9. Cumulo con altre agevolazioni
  10. Cosa cambia nel 2026 e prospettive di proroga
  11. FAQ Bonus Giovani 2026

Cos’è il Bonus Giovani 2026

Il Bonus Giovani 2026 è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 con un contratto a tempo indeterminato. L’esonero contributivo è una riduzione (in questo caso totale) dei contributi previdenziali che il datore di lavoro deve normalmente versare all’INPS per il proprio dipendente. In pratica, lo Stato dice al datore: se assumi stabilmente un giovane, per due anni non paghi i contributi a tuo carico.

La misura nasce con il DL 60/2024 (Decreto Coesione), all’articolo 22, convertito poi nella Legge 95/2024. L’obiettivo è duplice: da un lato favorire l’occupazione stabile dei giovani, contrastando il fenomeno dei contratti precari e a termine; dall’altro sostenere le imprese che investono sul capitale umano, riducendo il costo del lavoro nei primi due anni di rapporto. Le istruzioni operative sono state pubblicate dall’INPS con la circolare 90/2025, mentre il messaggio INPS 3640/2024 ha fornito i primi chiarimenti applicativi.

Si tratta di un aiuto di Stato autorizzato dalla Commissione Europea con il regime SA.110289, quindi è soggetto alle regole comunitarie sugli aiuti alle imprese. Questo significa che, nella domanda all’INPS, il datore di lavoro deve dichiarare di non aver superato i massimali europei previsti per gli aiuti di Stato. Tornando al bonus giovani 2026, è importante sapere che non è automatico: serve presentare un’apposita istanza telematica all’INPS e attendere l’autorizzazione preventiva, prima ancora di formalizzare l’assunzione (o subito dopo, nei termini previsti dalla circolare).

A chi spetta: i requisiti del lavoratore

Per accedere al bonus giovani 2026, il lavoratore assunto deve possedere requisiti molto precisi al momento dell’assunzione o della trasformazione del contratto. La regola di base è semplice ma rigorosa: il giovane deve essere realmente al suo primo contratto stabile della carriera. Vediamo nel dettaglio le condizioni che devono essere rispettate.

  • Età inferiore ai 35 anni: il lavoratore deve avere meno di 35 anni compiuti (cioè massimo 34 anni e 364 giorni) alla data dell’assunzione o della trasformazione del contratto.
  • Mai assunto a tempo indeterminato: il giovane non deve aver mai avuto, nell’intera vita lavorativa, un contratto a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro. Anche un solo giorno di tempo indeterminato in passato fa decadere il diritto al bonus.
  • Contratto di apprendistato: i precedenti rapporti di apprendistato non trasformati in tempo indeterminato non pregiudicano l’accesso al bonus.
  • Tempo determinato precedente: aver avuto contratti a termine, lavoro somministrato, intermittente, stagionale o collaborazioni non impedisce l’accesso al bonus.

L’aspetto più delicato è la verifica della storia contributiva del lavoratore. Per essere certi che il giovane non abbia mai avuto un tempo indeterminato, occorre controllare il suo estratto conto INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questa verifica preliminare, evitando di richiedere il bonus giovani 2026 per un lavoratore che poi risulterà non avere i requisiti, con il rischio di vedersi revocare l’agevolazione e dover restituire i contributi non versati.

Quali datori di lavoro possono usarlo

Il bonus giovani 2026 è riservato ai datori di lavoro privati, indipendentemente dalla forma giuridica (ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative, associazioni, fondazioni private, studi professionali). Restano esclusi tutti i datori di lavoro pubblici, perché la misura è finanziata con risorse del PNRR destinate al settore privato. Anche il lavoro domestico (colf, badanti) è escluso, in quanto soggetto a regole contributive autonome.

Per beneficiare dell’esonero contributivo giovani, il datore di lavoro deve rispettare alcuni requisiti rigorosi sui licenziamenti pregressi e futuri nella stessa unità produttiva. Queste regole servono a evitare che le aziende licenzino lavoratori già in forza per sostituirli con giovani agevolati. Vediamo le condizioni specifiche:

  • Nessun licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: il datore non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva, riguardanti lavoratori con stessa qualifica, nei 6 mesi prima dell’assunzione.
  • Nessun licenziamento GMO nei 9 mesi successivi: nei 9 mesi successivi all’assunzione agevolata, il datore non può licenziare per giustificato motivo oggettivo il giovane assunto o un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
  • Regolarità contributiva (DURC): il datore deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi (DURC regolare).
  • Rispetto dei CCNL: applicazione integrale dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
  • Rispetto norme su sicurezza: nessuna violazione delle norme fondamentali sulla tutela delle condizioni di lavoro.

Sono ammessi al bonus giovani 2026 sia le nuove assunzioni a tempo indeterminato sia le trasformazioni da contratto a tempo determinato a tempo indeterminato. Sono incluse anche le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, mentre restano escluse le assunzioni con contratto di apprendistato e quelle di lavoro domestico.

Importo dello sgravio e durata

Il cuore del bonus giovani 2026 è la convenienza economica. L’agevolazione consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL (l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni resta dovuta). Vediamo i numeri di dettaglio nella tabella sotto.

VoceValore
Aliquota esonero100% contributi datoriali (escluso INAIL)
Tetto mensile standard500 euro per lavoratore
Tetto mensile ZES unica Mezzogiorno650 euro per lavoratore
Durata massima24 mesi
Risparmio annuo massimo (fuori ZES)6.000 euro
Risparmio annuo massimo (ZES)7.800 euro
Risparmio totale 24 mesi (fuori ZES)12.000 euro
Risparmio totale 24 mesi (ZES)15.600 euro

Il limite mensile è da intendersi come tetto massimo: se i contributi datoriali del lavoratore sono inferiori a 500 euro al mese (es. part-time o stipendi bassi), l’esonero si applica al 100% sull’effettivo dovuto. Se invece i contributi superano i 500 euro, la quota eccedente resta a carico del datore. Importante: il bonus si calcola in dodicesimi mensili e non può essere recuperato su altre mensilità se non sfruttato in un mese.

Attenzione a un aspetto cruciale del bonus giovani 2026: la tredicesima e la quattordicesima mensilità contribuiscono all’imponibile contributivo del mese di erogazione e quindi possono assorbire più rapidamente il tetto di 500/650 euro. Per questo motivo, il calcolo del beneficio reale richiede una pianificazione attenta, che il CAF Centro Fiscale e il consulente del lavoro possono effettuare insieme.

Maggiorazione ZES Mezzogiorno

Una delle novità più interessanti del bonus giovani 2026 è la maggiorazione per la ZES unica del Mezzogiorno. La ZES (Zona Economica Speciale) unica è un territorio che gode di incentivi fiscali e contributivi rafforzati per attrarre investimenti e occupazione nelle aree del Sud Italia storicamente meno sviluppate. Per le assunzioni effettuate in unità produttive collocate in queste regioni, il tetto mensile passa da 500 a 650 euro.

Le regioni rientranti nella ZES unica al 2026 sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dal 20 novembre 2025, in seguito a un ampliamento normativo, sono state incluse anche Marche e Umbria. Questo significa che le imprese che operano in queste regioni possono ottenere uno sgravio annuo fino a 7.800 euro per ogni giovane assunto, per un totale di 15.600 euro sui 24 mesi di durata massima dell’agevolazione.

L’aspetto da tenere a mente è che la maggiorazione si applica in base alla sede dell’unità produttiva dove il lavoratore presta servizio, non in base alla sede legale dell’azienda. Quindi un’azienda con sede a Milano che ha una filiale in Sicilia, e assume un giovane destinato a lavorare nella filiale siciliana, può beneficiare del tetto maggiorato di 650 euro.

Esempio pratico di calcolo

Per capire concretamente quanto vale il bonus giovani 2026, facciamo un esempio reale. Immagina che Marco, 26 anni, mai assunto a tempo indeterminato, venga assunto da un’azienda di Udine (fuori ZES) con un contratto a tempo indeterminato full-time. La RAL (Retribuzione Annua Lorda) concordata è di 25.000 euro.

Calcoliamo i contributi a carico del datore di lavoro, che mediamente per un’azienda industriale o commerciale si aggirano intorno al 30% della RAL. Su 25.000 euro di RAL, i contributi datoriali annui sono circa 7.500 euro, cioè 625 euro al mese. Vediamo come funziona lo sgravio:

  • Contributi datoriali mensili: 625 euro
  • Tetto mensile bonus: 500 euro (fuori ZES)
  • Esonero applicato: 500 euro al mese (il tetto)
  • Quota residua a carico del datore: 125 euro al mese
  • Risparmio annuo: 500 x 12 = 6.000 euro
  • Risparmio sui 24 mesi: 12.000 euro

Se la stessa assunzione avvenisse in una filiale in Puglia (ZES unica), il tetto salirebbe a 650 euro e i contributi datoriali di 625 euro sarebbero completamente azzerati per i primi 12 mesi (perché 625 è inferiore a 650). Il risparmio annuo arriverebbe quindi a 7.500 euro e 15.000 euro sui 24 mesi. Naturalmente l’INAIL resta sempre dovuto: assicurati di considerarlo nei tuoi conti.

Come fare domanda all’INPS

La domanda per accedere al bonus giovani 2026 si presenta telematicamente all’INPS. La procedura richiede competenze specifiche e la corretta compilazione del modulo dedicato. Per evitare errori che possono compromettere l’agevolazione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in tutte le fasi: dalla verifica preliminare dei requisiti del lavoratore alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio dell’autorizzazione INPS.

La procedura si articola in alcuni passaggi essenziali. Il datore di lavoro (o un consulente del lavoro o il CAF autorizzato) accede al Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) sul sito INPS, dove è presente il modulo telematico denominato BG24. La compilazione richiede dati anagrafici del datore e del lavoratore, dati contrattuali, dichiarazioni sostitutive sui requisiti soggettivi.

  • Accesso al portale INPS: il consulente o il CAF accede con credenziali abilitate alla sezione Portale Agevolazioni – Incentivo Articolo 22 – Giovani.
  • Compilazione modulo BG24: inserimento dati anagrafici, dati assunzione, importo agevolazione richiesto.
  • Autorizzazione preventiva INPS: l’INPS verifica i requisiti e la disponibilità delle risorse stanziate.
  • Fruizione in busta paga: una volta autorizzato, l’esonero viene applicato direttamente nelle denunce contributive mensili (UniEmens).
  • Codice agevolazione: l’INPS comunica il codice da utilizzare nella denuncia per l’abbattimento dei contributi.

Tra gli errori più frequenti che facciamo evitare ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale ci sono: dichiarazioni errate sulla storia lavorativa del giovane, mancata verifica del DURC, calcolo sbagliato del tetto contributivo, mancato rispetto del periodo di astensione dai licenziamenti GMO. Affidati ai nostri esperti per gestire correttamente il bonus giovani 2026 e non rischiare la revoca dell’agevolazione.

Quando non spetta: esclusioni e revoche

Il bonus giovani 2026 non spetta in diverse situazioni che è importante conoscere per non incorrere in spiacevoli revoche. La revoca dell’agevolazione comporta la restituzione di tutti i contributi non versati, maggiorati di sanzioni e interessi, con un onere economico spesso pesantissimo per l’azienda. Vediamo le principali cause di esclusione e revoca.

  • Lavoratore con precedente tempo indeterminato: anche un solo giorno di contratto a tempo indeterminato in passato esclude il lavoratore dall’agevolazione.
  • Età pari o superiore a 35 anni: l’agevolazione non si applica se il giovane ha già compiuto 35 anni al momento dell’assunzione.
  • Contratto diverso dal tempo indeterminato: niente bonus per tempo determinato, apprendistato, lavoro domestico, prestazione occasionale.
  • Licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: nella stessa unità produttiva, con stessa qualifica.
  • Licenziamento nei 9 mesi successivi: del lavoratore assunto o di un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
  • DURC irregolare: mancanza di regolarità contributiva al momento dell’assunzione.
  • Violazione delle norme di sicurezza sul lavoro: presenza di violazioni rilevanti.
  • Superamento massimali aiuti di Stato: regime SA.110289 o de minimis.

Tra le cause di esclusione più subdole c’è il caso del lavoratore che ha avuto un brevissimo contratto a tempo indeterminato anni prima, magari subito dimesso. Anche se nel concreto non ha mai realmente avuto stabilità, formalmente quel contratto compromette il diritto al bonus giovani 2026. Per questo motivo, prima di formalizzare l’assunzione, il CAF Centro Fiscale verifica sempre l’estratto conto contributivo INPS del candidato.

Cumulo con altre agevolazioni

Una domanda frequente sul bonus giovani 2026 riguarda la possibilità di cumularlo con altre agevolazioni per l’assunzione. La regola generale è che il bonus giovani 2026 non è cumulabile con altri esoneri contributivi previsti per legge in caso di nuove assunzioni. Tuttavia esistono alcune eccezioni e combinazioni possibili che vale la pena conoscere.

L’incentivo è cumulabile, ad esempio, con i benefici fiscali quali la maggiorazione del costo del lavoro deducibile ai fini IRES/IRPEF introdotta dalla Riforma IRPEF (art. 4 DLgs 216/2023). Significa che la stessa assunzione che gode dell’esonero contributivo può anche generare un maggior costo deducibile dalle imposte sui redditi, raddoppiando di fatto il vantaggio per l’impresa. La cumulabilità con altri esoneri specifici, come il bonus donne o il bonus ZES, va invece valutata caso per caso, perché in generale i diversi esoneri contributivi sui medesimi lavoratori si elidono a vicenda.

Per le imprese che operano nel Mezzogiorno esiste una scelta strategica: bonus giovani 2026 (con tetto 650 euro) oppure Decontribuzione Sud (quando attiva). Vista la complessità della normativa, sconsigliamo il fai da te: chiedi al CAF Centro Fiscale di Udine di calcolare quale combinazione è più conveniente per la tua specifica situazione, prima di scegliere quale agevolazione attivare in domanda INPS.

Cosa cambia nel 2026 e prospettive di proroga

Il bonus giovani 2026 ha vissuto un’evoluzione importante nei primi mesi dell’anno. La versione originaria del Decreto Coesione (DL 60/2024) prevedeva una finestra applicativa dal 1 settembre 2024 al 31 dicembre 2025. Il Decreto Milleproroghe (DL 200/2025, convertito nella L. 26/2026, in vigore dal 1 marzo 2026) ha esteso la possibilità di attivare l’agevolazione fino al 30 aprile 2026, con una modifica significativa: per le nuove assunzioni del 2026, l’esonero è stato ridotto al 70%, elevabile al 100% solo se l’assunzione determina un incremento occupazionale netto dell’azienda.

Per incremento occupazionale netto si intende un effettivo aumento del numero di dipendenti dell’azienda rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Questa modifica vuole evitare che il bonus giovani 2026 venga utilizzato per sostituire lavoratori già in forza con nuovi assunti agevolati, ma sia realmente un volano per creare nuova occupazione stabile sul mercato del lavoro italiano.

Sul fronte delle prospettive future, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo esonero contributivo strutturale a sostegno dell’occupazione stabile, con un perimetro più ampio rispetto al solo bonus giovani. Questo nuovo strumento riguarda le assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni di contratti a termine effettuate tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2026, con una durata massima di 24 mesi. I dettagli operativi e le aliquote definitive sono in attesa delle circolari INPS attuative. Il CAF Centro Fiscale di Udine monitora costantemente le novità normative per offrirti sempre la consulenza più aggiornata.

📬

Resta aggiornato sulle novita fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

FAQ Bonus Giovani 2026

Il bonus giovani 2026 vale anche per il part-time?

Si, il bonus giovani 2026 si applica anche ai contratti a tempo indeterminato part-time. L’esonero contributivo si calcola sui contributi effettivi del datore di lavoro, con il tetto mensile di 500 (o 650) euro che resta invariato. Naturalmente, se i contributi datoriali del part-time sono inferiori al tetto, l’esonero si limita all’importo effettivamente dovuto.

Posso usare il bonus giovani 2026 per un apprendista?

No, le assunzioni con contratto di apprendistato sono escluse dal bonus giovani 2026. L’apprendistato gode gia di una contribuzione agevolata specifica e non e cumulabile con questo esonero. Tuttavia, se trasformi un apprendistato in tempo indeterminato ordinario prima dei 35 anni del lavoratore, puoi accedere al bonus per la trasformazione.

Cosa succede se licenzio il giovane prima dei 24 mesi?

Il bonus giovani 2026 richiede il rispetto di un periodo di astensione dai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (GMO) di 9 mesi successivi all’assunzione. Se licenzi per GMO il lavoratore entro questo periodo, l’agevolazione viene revocata e dovrai restituire i contributi non versati con sanzioni e interessi. I licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo non comportano la revoca.

Il bonus giovani 2026 e cumulabile con il bonus donne?

No, il bonus giovani 2026 non e cumulabile con il bonus donne ne con altri esoneri contributivi per le assunzioni. Se la lavoratrice assunta ha sia i requisiti del bonus giovani (under 35, mai tempo indeterminato) sia del bonus donne, devi scegliere quale dei due attivare. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti a confrontare la convenienza dei due esoneri.

Come verifico che il giovane non sia mai stato a tempo indeterminato?

L’unico modo certo e verificare l’estratto conto contributivo INPS del candidato. Si tratta di un documento che riporta tutta la storia lavorativa contributiva. Il giovane puo richiederlo al CAF Centro Fiscale di Udine. Prima di attivare il bonus giovani 2026 consigliamo sempre questa verifica preliminare.

Il bonus vale per assunzioni di stranieri?

Si, il bonus giovani 2026 si applica anche all’assunzione di cittadini stranieri (UE ed extra-UE), purche in possesso di regolare permesso di soggiorno e che rispettino tutti i requisiti soggettivi (under 35, mai assunti a tempo indeterminato in Italia).

Quanto tempo serve per ottenere l’autorizzazione INPS?

L’INPS risponde generalmente entro pochi giorni lavorativi dalla presentazione della domanda telematica. Le risorse sono limitate, quindi e importante presentare la domanda tempestivamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a velocizzare l’iter evitando errori che possono causare ritardi o rigetti.


Richiedi Assistenza per il Bonus Giovani 2026

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la presentazione della domanda INPS e la gestione completa dell’esonero contributivo under 35.

Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    CAF

    CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG

    CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: Come Funziona il Servizio da Remoto per 730, ISEE e RED in Tutto il FVGVivi a Trieste, Pordenone, Gorizia, in Carnia o in un comune del Friuli lontano da Udine? Hai una disabilità e spostarti…
    Ottobre 1, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-01 15:00:002026-09-29 07:39:18CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    CAF, ISEE

    ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da Preparare

    Guida completa all'ISEE 2027: quando si rinnova, come pesa la prima casa dopo l'innalzamento della franchigia, quali redditi e patrimoni entrano nel calcolo, la checklist dei documenti da preparare e gli errori più frequenti da evitare.
    Settembre 30, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 13:00:002026-09-29 07:36:06ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da Preparare
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    CAF, ISEE

    ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni

    ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Accedere ai Bonus Regionali e alle AgevolazioniL'ISEE che hai elaborato a inizio anno potrebbe non riflettere più la tua situazione economica reale: se hai perso il lavoro, hai terminato…
    Settembre 29, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-29 14:00:002026-09-29 07:37:43ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    ECCELLENTE
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    In base a 920 recensioni
    Google
    Pubblicato su Google Google
    Alexandra Bala profile picture
    Alexandra Bala
    04/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
    Pubblicato su Google Google
    paolino servidio profile picture
    paolino servidio
    03/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
    Pubblicato su Google Google
    Lady profile picture
    Lady
    01/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
    Pubblicato su Google Google
    Giulia Guida profile picture
    Giulia Guida
    25/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
    Pubblicato su Google Google
    Paola Zilli profile picture
    Paola Zilli
    07/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
    Pubblicato su Google Google
    Jacqueline B. profile picture
    Jacqueline B.
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
    Pubblicato su Google Google
    Maura Masutto profile picture
    Maura Masutto
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
    Pubblicato su Google Google
    Issam Elhefnawi profile picture
    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Molto gentile
    Pubblicato su Google Google
    Sibongile Moyana profile picture
    Sibongile Moyana
    30/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
    Pubblicato su Google Google
    Sabrina Cirina profile picture
    Sabrina Cirina
    23/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 19:10:562026-05-21 16:33:16Bonus Giovani 2026: sgravio totale assunzioni under 35 – Guida CAF
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24

    Saldo e Acconto Irpef 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il saldo e acconto IRPEF 2026 rappresentano due dei momenti fiscali più importanti dell’anno per milioni di contribuenti italiani: dipendenti senza sostituto, lavoratori autonomi, partite IVA in regime ordinario e forfettario, pensionati con redditi ulteriori e tutti coloro che dichiarano con il Modello Redditi PF. Nel 2026 (anno d’imposta 2025) le scadenze restano scolpite in tre date chiave: 30 giugno 2026 per il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto 2026, 30 luglio 2026 come finestra di proroga con maggiorazione dello 0,40%, e 30 novembre 2026 per il versamento del secondo acconto. In questa guida, aggiornata alle disposizioni vigenti del DPR 917/1986 (TUIR), del DLgs 216/2023 (riforma scaglioni a tre aliquote) e del calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate, troverai il calendario completo, le aliquote IRPEF 2026, gli esempi di calcolo passo per passo per saldo, primo e secondo acconto, le regole di rateizzazione, i codici tributo F24 e i casi di esonero dal versamento.

    Comprendere correttamente quando, quanto e come pagare l’IRPEF è fondamentale per evitare sanzioni che, in caso di omesso o tardivo versamento, possono arrivare fino al 25% dell’imposta dovuta (DLgs 471/1997 e modifiche del DLgs 87/2024). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo nella compilazione del Modello 730/Redditi PF, nel calcolo degli acconti e nella predisposizione dei modelli F24, ma in questa guida ti diamo tutti gli strumenti per orientarti autonomamente.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono saldo e acconto IRPEF: definizioni e logica del meccanismo
    2. Chi deve versare saldo e acconto IRPEF 2026
    3. Calendario scadenze IRPEF 2026: tutte le date da segnare
    4. Aliquote IRPEF 2026: i tre scaglioni vigenti
    5. Come si calcola il saldo IRPEF 2025
    6. Come si calcolano gli acconti IRPEF 2026
    7. Esempi pratici di calcolo: dipendente, autonomo, forfettario
    8. Metodo storico e metodo previsionale per gli acconti
    9. Rateizzazione: come dilazionare i versamenti
    10. Codici tributo F24 IRPEF: la lista completa
    11. Sanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamento
    12. Errori frequenti da evitare
    13. Domande frequenti (FAQ)

    Cosa sono saldo e acconto IRPEF: definizioni e logica del meccanismo

    L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), disciplinata dal DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR), funziona con un sistema di versamento “anticipato”: il contribuente paga l’imposta dovuta per l’anno in corso non a consuntivo, ma in parte già durante l’anno stesso. Questo si traduce in tre tipologie di versamento:

    • Saldo IRPEF: è il conguaglio tra l’imposta effettivamente dovuta per l’anno precedente (es. 2025) e gli acconti versati nello stesso anno. Se gli acconti versati nel 2025 sono inferiori al dovuto, il saldo è “a debito”; se sono superiori, il saldo è “a credito” (rimborsabile o compensabile).
    • Primo acconto: è una percentuale dell’imposta dovuta per l’anno precedente, anticipata a giugno dell’anno successivo. Per l’IRPEF 2026 l’acconto è pari al 40% del 100% dell’imposta storica.
    • Secondo acconto: è la quota restante (60%) dell’acconto sull’imposta presunta dell’anno in corso, da versare entro novembre.

    La logica è che l’Erario incassi parte dell’imposta gradualmente, riducendo l’esposizione fiscale del contribuente al momento del saldo finale. Il meccanismo è regolato dalla L. 23 marzo 1977 n. 97 per il principio generale dell’acconto e dal DPR 600/1973 art. 17 per le modalità di versamento tramite F24.

    Acconto al 100% o al 40%/60%?

    L’acconto complessivo IRPEF è pari al 100% dell’imposta storica dell’anno precedente (riga “differenza” del modello), suddiviso in due rate:

    • 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo);
    • 60% entro il 30 novembre.

    Tuttavia, se l’imposta storica non supera 51,65 euro, l’acconto non è dovuto. Se è compresa tra 51,65 e 257,52 euro, si versa in unica soluzione il 30 novembre (100% in un’unica rata). Sopra i 257,52 euro, si versano le due rate del 40% e del 60% (riferimento: art. 17 L. 97/1977).

    Chi deve versare saldo e acconto IRPEF 2026

    L’obbligo di versare saldo e acconto IRPEF riguarda tutti i soggetti tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 con sostituto, 730 senza sostituto o Modello Redditi PF) con imposta a debito. In particolare:

    • Lavoratori autonomi e professionisti con o senza partita IVA (regime ordinario, semplificato, forfettario).
    • Titolari di partita IVA in regime forfettario, soggetti a imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività), che segue le stesse scadenze IRPEF (codici tributo 1790 per saldo, 1791 e 1792 per acconti).
    • Imprese individuali e soci di società di persone.
    • Lavoratori dipendenti senza sostituto d’imposta (es. colf, badanti, lavoratori in cassa integrazione che non hanno potuto chiudere il 730 con il datore di lavoro).
    • Pensionati con redditi ulteriori (locazioni, attività occasionali, redditi esteri) non assoggettati a ritenuta integrale.
    • Soggetti con redditi diversi: locazioni cedolare secca esclusa, plusvalenze finanziarie da gestione amministrata esclusa, redditi da lavoro autonomo occasionale oltre 5.000 euro.

    I lavoratori dipendenti e pensionati con sostituto d’imposta che presentano il 730 ordinario NON versano direttamente: il conguaglio (saldo + acconti) viene operato dal sostituto in busta paga/cedolino tra luglio e novembre 2026.

    Casi di esonero dal versamento

    Sono esonerati dal versamento del saldo o degli acconti i contribuenti nei seguenti casi:

    • Imposta a debito non superiore a 12 euro (saldo): non si versa (art. 1 c. 137 L. 266/2005).
    • Acconto IRPEF inferiore a 51,65 euro: non dovuto.
    • Contribuenti che hanno cessato l’attività nel 2025 senza redditi prodotti nel 2026 (acconto previsionale a zero).
    • Soggetti che, per il 2026, prevedono un’imposta inferiore a quella del 2025 (possono ridurre o azzerare l’acconto con il metodo previsionale, vedi sezione dedicata).

    Calendario scadenze IRPEF 2026: tutte le date da segnare

    Il calendario fiscale 2026 (anno d’imposta 2025) per saldo e acconti IRPEF è il seguente. Tutte le date si riferiscono al versamento tramite Modello F24 telematico:

    ScadenzaAdempimentoNote
    30 aprile 2026Disponibilità Modello 730 precompilatoNovità 2026: posticipo da 15 aprile a 30 aprile
    30 giugno 2026Saldo IRPEF 2025 + primo acconto 2026 (40%)Versamento ordinario senza maggiorazione
    30 luglio 2026Saldo IRPEF 2025 + primo acconto 2026 con maggiorazione 0,40%Finestra di proroga per chi non ha versato entro il 30 giugno
    30 settembre 2026Termine invio 730 ordinarioRilevante per chi compila il 730 senza sostituto
    25 ottobre 2026Termine invio 730 integrativoPer correggere errori a favore del contribuente
    30 novembre 2026Secondo acconto IRPEF 2026 (60%)Da versare a saldo della quota acconti
    30 novembre 2026Invio Modello Redditi PF 2026Per chi non presenta il 730

    Maggiorazione 0,40% per slittamento al 30 luglio

    I contribuenti che non riescono a versare entro il 30 giugno 2026 possono usufruire di una finestra di trenta giorni (fino al 30 luglio 2026) versando l’importo dovuto maggiorato dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo (non sanzione). La maggiorazione si applica sull’intero importo (saldo + primo acconto) e si versa sommando la quota dello 0,40% al totale, sempre tramite F24. Riferimento normativo: art. 17 c. 2 DPR 435/2001.

    Soglia 51,65 euro e versamento unico a novembre

    Come anticipato, se l’imposta IRPEF dovuta dell’anno precedente è compresa tra 51,65 e 257,52 euro, l’acconto si versa in unica soluzione il 30 novembre. Se supera 257,52 euro, scatta la suddivisione 40% (30 giugno) + 60% (30 novembre).

    Aliquote IRPEF 2026: i tre scaglioni vigenti

    Dal 1° gennaio 2024, per effetto del DLgs 30 dicembre 2023 n. 216, l’IRPEF è strutturata su tre scaglioni (in luogo dei precedenti quattro). La struttura è confermata anche per il 2026 (anno d’imposta 2025) ed è la seguente:

    Scaglione di redditoAliquota IRPEFImposta cumulata massima
    Fino a 28.000 euro23%6.440 euro
    Da 28.000,01 a 50.000 euro35%14.140 euro (6.440 + 7.700)
    Oltre 50.000 euro43%14.140 + 43% sull’eccedenza

    Il calcolo è progressivo: ciascuno scaglione si applica solo alla quota di reddito che ricade in quella fascia. Esempio rapido: su un reddito di 40.000 euro, l’IRPEF lorda è pari a 6.440 + 35% × (40.000 − 28.000) = 6.440 + 4.200 = 10.640 euro (prima delle detrazioni).

    Confronto con i vecchi 4 scaglioni (deprecati)

    Fino al 31 dicembre 2023, la struttura IRPEF era a 4 scaglioni: 23% (fino 15.000), 25% (15.000-28.000), 35% (28.000-50.000), 43% (oltre 50.000). L’aliquota intermedia del 25% è stata eliminata dal DLgs 216/2023 ed estesa al 23%, portando un beneficio annuo massimo di 260 euro per i redditi sopra i 15.000 euro.

    Detrazioni IRPEF 2026

    Le aliquote sono ridotte dalle detrazioni d’imposta spettanti per tipologia di reddito (lavoro dipendente, pensione, autonomo) e per oneri (art. 13 e art. 15 TUIR). Tra le principali confermate per il 2026:

    • Detrazione lavoro dipendente fino a 15.000 euro: 1.955 euro;
    • No-tax area dipendenti (reddito complessivo): 8.500 euro;
    • Detrazione coniuge a carico: fino a 950 euro (modulato per reddito);
    • Detrazione figli a carico oltre 21 anni: 950 euro per figlio;
    • Figli fino a 21 anni: detrazione azzerata, sostituita dall’Assegno Unico.

    Come si calcola il saldo IRPEF 2025

    Il saldo IRPEF 2025 è il differenziale tra l’imposta netta effettivamente dovuta per il 2025 e gli acconti già versati nel corso del 2025 (primo acconto a giugno 2025 + secondo acconto a novembre 2025), nonché le ritenute d’acconto subite.

    Formula sintetica:

    Saldo IRPEF 2025 = IRPEF netta 2025 − Acconti versati 2025 − Ritenute d'acconto subite − Crediti d'imposta

    Se il risultato è positivo (a debito), si versa il 30 giugno 2026; se negativo (a credito), si può scegliere tra:

    • Rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate (tempi 12-24 mesi);
    • Compensazione in F24 di altri tributi (anche acconto IRPEF 2026 stesso) ex DLgs 241/1997 art. 17.

    Passaggi del calcolo

    1. Reddito complessivo 2025: somma dei redditi di lavoro dipendente, pensione, autonomo, fabbricati (esclusa cedolare), capitale tassati in dichiarazione, redditi diversi.
    2. Sottrazione oneri deducibili (contributi previdenziali, assegno al coniuge separato, ecc.) → Reddito imponibile.
    3. Applicazione aliquote IRPEF (23%/35%/43%) per scaglioni → IRPEF lorda.
    4. Sottrazione detrazioni (lavoro, familiari, oneri detraibili al 19%, ristrutturazioni, ecc.) → IRPEF netta.
    5. Sottrazione ritenute e acconti → Saldo IRPEF 2025.

    Come si calcolano gli acconti IRPEF 2026

    Gli acconti IRPEF 2026 si calcolano sulla base dell’imposta storica 2025 (riga “differenza” del Modello 730/Redditi PF), salvo opzione per il metodo previsionale.

    Formula:

    Acconto IRPEF 2026 = 100% × IRPEF storica 2025 (riga "Differenza")

    Suddivisione delle rate:

    • 1ª rata: 40% dell’acconto totale, da versare entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con +0,40%).
    • 2ª rata: 60% dell’acconto totale, da versare entro il 30 novembre 2026.

    Casi particolari

    Forfettari: l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% startup) segue lo stesso meccanismo dell’IRPEF (codici 1790 saldo, 1791 1° acconto, 1792 2° acconto). L’acconto è pari al 100% dell’imposta storica.

    Cedolare secca: anch’essa soggetta a acconto al 100%, in due rate o unica (codici 1840 e 1841).

    Imposta sostitutiva IRPEF lavoratori autonomi (regime forfettario): identica metodologia, scadenze sovrapposte.

    Esempi pratici di calcolo: dipendente, autonomo, forfettario

    Esempio 1: Lavoratore dipendente senza sostituto (730 senza datore)

    Dati: Reddito 2025 = 32.000 euro, ritenute subite = 5.500 euro, acconti versati 2025 = 200 euro, nessun coniuge a carico, detrazione lavoro dipendente standard.

    • IRPEF lorda: 23% × 28.000 + 35% × 4.000 = 6.440 + 1.400 = 7.840 euro
    • Detrazione lavoro dipendente (approssimata): 1.500 euro
    • IRPEF netta 2025: 7.840 − 1.500 = 6.340 euro
    • Saldo IRPEF 2025: 6.340 − 5.500 − 200 = 640 euro a debito (da versare 30/06/2026, codice 4001)
    • Acconto IRPEF 2026 (100% dell’imposta storica = 6.340): 40% = 2.536 euro al 30/06/2026, 60% = 3.804 euro al 30/11/2026
    • Totale F24 30/06/2026: 640 (saldo) + 2.536 (1° acconto) = 3.176 euro

    Esempio 2: Partita IVA forfettario startup (5%)

    Dati: Compensi 2025 = 40.000 euro, coefficiente redditività 78% (servizi professionali), 2° anno attività (5%), contributi INPS gestione separata pagati = 2.500 euro.

    • Reddito imponibile: 40.000 × 78% = 31.200 euro
    • Reddito imponibile dopo deduzione contributi: 31.200 − 2.500 = 28.700 euro
    • Imposta sostitutiva 5%: 28.700 × 5% = 1.435 euro
    • Saldo (nessun acconto versato per startup primo anno fiscale rilevante): 1.435 euro al 30/06/2026 (codice 1790)
    • Acconto 2026: 100% di 1.435 = 1.435 euro → 1ª rata 40% = 574 euro (30/06, cod. 1791), 2ª rata 60% = 861 euro (30/11, cod. 1792)
    • Totale F24 30/06/2026: 1.435 + 574 = 2.009 euro

    Esempio 3: Pensionato con redditi da locazione

    Dati: Pensione 2025 = 22.000 euro (con ritenuta INPS), affitto immobile (no cedolare) = 6.000 euro, già pagati 250 euro di acconto 2025.

    • Reddito complessivo: 22.000 + 6.000 (al netto deduzione 5% canone = 5.700) = 27.700 euro
    • IRPEF lorda 23%: 6.371 euro
    • Detrazione pensione (stima): 1.880 euro
    • IRPEF netta: 6.371 − 1.880 = 4.491 euro
    • Saldo IRPEF: 4.491 − ritenute INPS già operate (es. 4.200) − 250 acconto = 41 euro a debito
    • Acconto 2026: 100% di 4.491 = 4.491 euro → 1ª rata 1.796 euro, 2ª rata 2.695 euro

    Metodo storico e metodo previsionale per gli acconti

    Il contribuente può scegliere tra due metodi per il calcolo dell’acconto:

    Metodo storico

    È il metodo “automatico” e più sicuro: si versa il 100% dell’imposta dell’anno precedente. Non comporta rischi di sanzioni anche se l’imposta effettiva del 2026 sarà superiore (eventuale conguaglio a saldo nel 2027).

    Metodo previsionale

    Consente di versare un acconto inferiore (o nullo) se si prevede un’imposta 2026 minore rispetto al 2025 (es. calo di fatturato, perdita lavoro, riduzione redditi). Attenzione: se la previsione si rivela errata e l’imposta effettiva supera quella versata in acconto, si applica una sanzione del 25% sull’importo non versato (art. 13 c. 1 DLgs 471/1997, come modificato dal DLgs 87/2024 con effetto dal 01/09/2024 – prima era 30%), oltre agli interessi legali.

    Quando conviene il previsionale?

    • Cessazione attività nel 2026: acconto = 0;
    • Drastico calo dei ricavi (es. -40% rispetto al 2025);
    • Passaggio a regime fiscale meno oneroso (es. uscita dal forfettario);
    • Perdita lavoro dipendente o riduzione orario.

    In tutti gli altri casi, si consiglia il metodo storico.

    Rateizzazione: come dilazionare i versamenti

    Il saldo IRPEF e il primo acconto possono essere rateizzati in più rate mensili, di pari importo, con interesse pari al 4% annuo (interesse legale ai fini fiscali ex DM 21/05/2009). Le regole, disciplinate dall’art. 20 DLgs 241/1997, prevedono:

    • Massimo 6 rate: da giugno (1ª) a novembre 2026 (6ª);
    • Ogni rata in scadenza il giorno 16 del mese (16 luglio, 16 agosto, ecc.) per titolari di partita IVA; fine mese per i non titolari;
    • Interessi calcolati sulla singola rata in base al numero di mesi di differimento;
    • La rateizzazione NON si applica al 2° acconto IRPEF (30 novembre): va versato in unica soluzione.

    Per calcolare gli interessi: interesse = rata × 4% × (mesi di differimento / 12). Esempio: rata di 1.000 euro versata 3 mesi dopo la 1ª → interesse = 1.000 × 4% × 3/12 = 10 euro.

    Rateizzazione con maggiorazione 0,40%

    Chi sceglie di versare entro il 30 luglio 2026 (+0,40%) può ulteriormente rateizzare da luglio a novembre (5 rate). L’interesse del 4% si applica alle rate successive alla prima.

    Codici tributo F24 IRPEF: la lista completa

    Il versamento avviene esclusivamente tramite Modello F24 telematico (servizi Agenzia Entrate, home banking convenzionato, intermediari abilitati). Per i titolari di partita IVA, l’invio telematico è obbligatorio (art. 37 c. 49 DL 223/2006).

    Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento
    4001IRPEF saldo2025
    4033IRPEF acconto prima rata2026
    4034IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione2026
    1790Imposta sostitutiva forfettario – saldo2025
    1791Imposta sostitutiva forfettario – 1° acconto2026
    1792Imposta sostitutiva forfettario – 2° acconto2026
    1842Cedolare secca affitti – saldo2025
    1840Cedolare secca – 1° acconto2026
    1841Cedolare secca – 2° acconto2026
    3801Addizionale regionale IRPEF – saldo2025
    3844Addizionale comunale IRPEF – saldo2025
    3843Addizionale comunale IRPEF – acconto2026

    Sanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamento

    L’omesso o tardivo versamento del saldo o degli acconti IRPEF comporta sanzioni amministrative previste dall’art. 13 DLgs 471/1997, modificato dal DLgs 87/2024 in vigore dal 1° settembre 2024:

    • Sanzione ordinaria: 25% dell’importo non versato (prima era 30%);
    • Sanzione ridotta per versamenti tardivi entro 90 giorni: 12,5% (metà della sanzione ordinaria);
    • Sanzione ridotta per ritardi fino a 15 giorni: 1/15 della sanzione ridotta per ogni giorno (es. 1 giorno di ritardo = 0,083% × importo).

    Ravvedimento operoso (art. 13 DLgs 472/1997)

    Il contribuente che si “autodenuncia” prima di accertamenti può beneficiare di forti riduzioni:

    Termine ravvedimentoSanzione applicata
    Entro 14 giorni dalla scadenza0,083% per ogni giorno (sprint)
    Da 15 a 30 giorni1/10 di 12,5% = 1,25%
    Da 31 a 90 giorni1/9 di 12,5% = 1,389%
    Entro 1 anno (dichiarazione)1/8 di 25% = 3,125%
    Entro 2 anni1/7 di 25% = 3,571%
    Oltre 2 anni1/6 di 25% = 4,167%

    Va inoltre versato interesse legale (al 2,5% annuo per il 2026, salvo aggiornamento DM MEF). Il tutto tramite F24 con codice 8901 (sanzione) e 1989 (interessi).

    Errori frequenti da evitare

    • Confondere imposta lorda e netta: l’acconto si calcola sull’imposta NETTA dopo detrazioni (riga “differenza” del modello, non IRPEF lorda).
    • Dimenticare l’addizionale regionale e comunale: vanno versate con codici dedicati (3801, 3844), spesso in unica rata a saldo.
    • Sbagliare l’anno di riferimento sul F24: per il saldo IRPEF 2025 va indicato “2025” anche se il versamento è nel 2026.
    • Versare l’acconto con il vecchio metodo 40/60 anche sotto soglia: se l’imposta storica è tra 51,65 e 257,52 euro, si versa in unica soluzione a novembre.
    • Non considerare la compensazione orizzontale: crediti IVA, INPS, IRPEF e bonus possono essere compensati in F24 nello stesso modello (art. 17 DLgs 241/1997).
    • Saltare il ravvedimento operoso: dopo la scadenza, il ravvedimento riduce drasticamente la sanzione.

    Domande frequenti (FAQ)

    Cosa succede se l’imposta a saldo è inferiore a 12 euro?

    Non si versa nulla (art. 1 c. 137 L. 266/2005). L’importo resta indicato in dichiarazione ma non genera obbligo.

    Posso versare il saldo IRPEF in ritardo senza sanzioni?

    No, ma con il ravvedimento operoso entro 14 giorni la sanzione è dello 0,083% giornaliero. Conviene sempre regolarizzare prima di un accertamento.

    Il primo acconto IRPEF si può rateizzare?

    Sì, fino a 6 rate mensili (titolari P.IVA: 16 luglio, 16 agosto, ecc.) con interesse del 4% annuo sulla rata differita.

    Forfettari pagano saldo e acconto IRPEF?

    No, pagano l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% startup primi 5 anni), ma seguono le stesse scadenze del 30 giugno e 30 novembre. Codici tributo: 1790 (saldo), 1791 (1° acconto), 1792 (2° acconto).

    Come posso pagare l’F24 IRPEF?

    Solo telematicamente: servizio “F24 web” Agenzia Entrate (Fisconline/Entratel), home banking convenzionato, oppure tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF). Per i titolari di partita IVA l’invio telematico è obbligatorio.

    Cosa scelgo: metodo storico o previsionale?

    Se prevedi redditi simili o superiori al 2025, usa il metodo storico (più sicuro). Se hai cessato l’attività o subito un calo importante, il previsionale ti consente di ridurre o azzerare l’acconto, ma attenzione alla sanzione del 25% se la previsione è errata in difetto.

    Quando arriva l’F24 precompilato?

    Per chi compila il 730 ordinario, le rate di acconto sono già caricate dal sostituto d’imposta. Per chi presenta il Modello Redditi PF o il 730 senza sostituto, il F24 va compilato in autonomia: l’Agenzia Entrate mette a disposizione il modello F24 elaborato all’interno della precompilata 2026 dal 30 aprile 2026.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Conclusioni e supporto del CAF Centro Fiscale

    Le scadenze IRPEF 2026 – 30 giugno per saldo e primo acconto, 30 luglio per la finestra con maggiorazione 0,40%, 30 novembre per il secondo acconto – rappresentano momenti chiave del calendario fiscale italiano. La complessità del calcolo (aliquote progressive, detrazioni, rateizzazione, compensazioni) può portare a errori costosi: un acconto sbagliato o un omesso versamento generano sanzioni fino al 25% dell’imposta, ravvedimenti onerosi e, nei casi peggiori, accertamenti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per il calcolo del saldo, la predisposizione degli F24, la valutazione della convenienza tra metodo storico e previsionale, la rateizzazione e la compensazione di eventuali crediti. Operiamo su Udine e provincia, con servizi telematici per tutto il Friuli Venezia Giulia. Affidati a professionisti per evitare errori e ottimizzare il tuo carico fiscale.

    Fonti normative principali: DPR 917/1986 (TUIR), DLgs 216/2023 (riforma scaglioni IRPEF), DPR 600/1973 art. 17 (versamenti), DPR 435/2001 art. 17 c. 2 (maggiorazione 0,40%), L. 97/1977 (acconto), DLgs 241/1997 art. 17 (compensazioni F24), DLgs 471/1997 art. 13 (sanzioni), DLgs 87/2024 (riduzione sanzione a 25%), DLgs 472/1997 art. 13 (ravvedimento operoso), L. 266/2005 art. 1 c. 137 (soglia 12 euro). Fonti ufficiali: Agenzia delle Entrate (calendario contribuente), MEF (decreti perequazione e interessi legali).

    Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 18:10:562026-05-30 00:20:32Saldo e Acconto Irpef 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Modello 770 e Certificazione Unica

    CU INPS errate per 270mila pensionati: scadenze per correggere il 730

    Pensione 2026 INPS

    A maggio 2026 l’INPS ha riconosciuto un errore di grande portata: circa 270.000 Certificazioni Uniche (CU) inviate ai pensionati risultano errate. Il problema riguarda principalmente l’esposizione delle ritenute IRPEF e dei conguagli, e impatta direttamente la dichiarazione dei redditi 2026 (Modello 730 o Redditi PF) relativa all’anno d’imposta 2025. Per chi ha già scaricato la precompilata o trasmesso il 730, è cruciale conoscere le scadenze per intervenire in tempo, evitando errori di liquidazione, rimborsi mancati o avvisi di pagamento successivi.

    In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice e operativo, cosa è successo, come capire se la tua CU è tra quelle errate, quali sono le scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026 e come il CAF Centro Fiscale di Udine può seguirti passo passo, anche in modalità integrativa o sostitutiva.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. CU INPS errate per 270mila pensionati: che cosa è successo
    2. Come capire se la tua CU INPS è tra quelle errate
    3. Impatto sulla dichiarazione precompilata 2026
    4. Scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026
    5. 730 integrativo, sostitutivo o Modello Redditi PF
    6. Come richiedere all’INPS la CU corretta
    7. Esempi pratici di correzione
    8. Rischi di non correggere la dichiarazione
    9. Il ruolo del CAF nella correzione del 730
    10. Cosa fare subito: la checklist operativa
    11. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine
    12. Domande frequenti
    13. Conclusioni: muoviti per tempo

    CU INPS errate per 270mila pensionati: che cosa è successo

    La Certificazione Unica è il documento che il sostituto d’imposta – in questo caso l’INPS, in qualità di sostituto per le pensioni – rilascia ogni anno per certificare i redditi corrisposti e le ritenute fiscali operate. Per i pensionati italiani, è il documento centrale per la dichiarazione dei redditi, perché alimenta automaticamente la dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

    Nel 2026 l’INPS ha trasmesso oltre 16 milioni di CU per pensionati. Di queste, secondo la comunicazione ufficiale dell’Istituto pubblicata nelle ultime settimane, circa 270.000 risultano errate: il problema riguarda in particolare il calcolo delle ritenute IRPEF, l’esposizione delle addizionali regionali e comunali e, in alcuni casi, la corretta indicazione del cosiddetto bonus IRPEF o del trattamento integrativo.

    Le cause tecniche dell’errore

    Le cause individuate dall’INPS sono essenzialmente tre:

    • Migrazione di sistema: nel corso del 2025 l’Istituto ha completato il passaggio a un nuovo applicativo per la gestione fiscale dei pensionati, con possibili disallineamenti sulle posizioni di chi ha più trattamenti pensionistici (ad esempio una pensione diretta e una di reversibilità).
    • Conguagli di fine anno non recepiti: per alcuni pensionati gli arretrati e i conguagli operati a dicembre 2025 non sarebbero confluiti correttamente nella CU 2026.
    • Aliquote IRPEF 2025: gli scaglioni IRPEF in vigore dall’1 gennaio 2024 (tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre) hanno modificato i calcoli; gli aggiornamenti dei parametri sui software del sostituto d’imposta possono aver generato errori in alcune posizioni complesse.

    Come capire se la tua CU INPS è tra quelle errate

    Il primo passo è controllare la CU 2026 ricevuta dall’INPS o scaricabile dal sito istituzionale tramite SPID, CIE o CNS. La CU per i pensionati è disponibile dal cassetto previdenziale online (sezione “Certificazione Unica”) oppure tramite il servizio “Certificazione Unica 2026” del portale INPS.

    I 4 controlli essenziali

    Quando hai in mano la CU, verifica con attenzione questi quattro elementi:

    1. Reddito di pensione (punto 1 – somme corrisposte): deve corrispondere al totale lordo percepito nel 2025. Confrontalo con i cedolini di pensione mensili (scaricabili dal cassetto previdenziale).
    2. Ritenute IRPEF (punto 21): l’importo deve essere coerente con gli scaglioni IRPEF 2025 (23% / 35% / 43%). Calcolo di massima: per una pensione lorda di 18.000 euro annui, l’IRPEF lorda è 18.000 × 23% = 4.140 euro, da cui si sottraggono detrazioni per redditi da pensione e altre detrazioni spettanti.
    3. Addizionali regionali e comunali (punti 22-27): devono essere calcolate sull’aliquota della regione e del comune di residenza al 1° gennaio 2025 e indicate sia come saldo 2024 sia come acconto 2025 dove dovuto.
    4. Detrazioni applicate: in particolare la detrazione per redditi da pensione e quelle per familiari a carico. La detrazione per coniuge a carico è pari a un massimo di 950 euro (modulata in base al reddito complessivo).

    Tabella di confronto rapido

    Voce CUPunto/SezioneCosa controllare
    Reddito pensionePunto 1 – Parte BTotale dei cedolini mensili 2025
    Ritenute IRPEFPunto 21Coerenza con scaglioni 23%/35%/43%
    Addizionale regionalePunto 22Saldo 2024 + acconto 2025
    Addizionale comunalePunto 25-27Saldo + acconto comune di residenza
    Detrazioni pensionePunti 361-365Detrazione redditi pensione + familiari
    Bonus IRPEF/Trattamento integrativoPunti 391-395Spettanza ed effettiva erogazione

    Se ti accorgi che uno o più valori non corrispondono a quanto effettivamente percepito, la tua CU potrebbe essere tra quelle errate.

    L’impatto sulla dichiarazione precompilata 2026

    La CU non è solo un documento da conservare: rappresenta la fonte principale dei dati inseriti nella dichiarazione precompilata 2026, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Nel 2026, infatti, la precompilata 730/Redditi PF è disponibile dal 30 aprile 2026 (data anticipata di 15 giorni: fino al 2025 la disponibilità era il 15 aprile).

    Questo significa che chi ha già scaricato e accettato (o trasmesso) la precompilata tra fine aprile e maggio 2026 potrebbe trovarsi con una dichiarazione basata su una CU errata. Le conseguenze possono essere di due tipi:

    • Liquidazione errata in eccesso: il pensionato risulta a debito o riceve un rimborso inferiore a quello spettante (situazione frequente).
    • Liquidazione errata in difetto: la dichiarazione mostra un credito o un rimborso superiore al dovuto, con il rischio di un futuro avviso bonario o accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Cosa succede se la CU viene corretta dopo l’invio del 730

    L’INPS, dopo aver individuato l’errore, è tenuto a trasmettere all’Agenzia delle Entrate una CU sostitutiva (o annullata) entro i termini di legge. Quando questo avviene, la dichiarazione precompilata viene aggiornata, ma se il contribuente ha già accettato e inviato il 730, è necessario presentare una dichiarazione integrativa o, in alcuni casi, una dichiarazione sostitutiva.

    Le scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026

    Il calendario fiscale 2026 prevede diverse finestre temporali per intervenire sul 730. È fondamentale conoscerle per scegliere lo strumento giusto.

    Tabella scadenze 2026 – Dichiarazione dei redditi

    ScadenzaAdempimentoCosa fare
    30 aprile 2026Disponibilità precompilata 2026Inizia consultazione e verifica dati CU
    20 maggio 2026Possibilità invio 730Invio precompilata accettata o modificata
    30 settembre 2026Termine ordinario invio 730/2026Termine ultimo per dichiarazione ordinaria
    25 ottobre 2026Termine 730 integrativoCorrezioni a favore tramite 730 integrativo tipo 1
    30 novembre 2026Termine invio Modello Redditi PFAlternativa al 730 integrativo per correzioni complete
    31 dicembre 2030Termine dichiarazione integrativa tardivaIntegrativa entro 5° anno successivo

    Le date chiave da segnare in agenda

    • 30 aprile 2026: data in cui la precompilata viene messa a disposizione. È la prima data utile per scaricarla e iniziare il controllo.
    • 30 settembre 2026: scadenza ordinaria per la trasmissione del 730/2026.
    • 25 ottobre 2026: ultimo giorno per inviare un 730 integrativo (modello correttivo a favore del contribuente).
    • 30 novembre 2026: termine per presentare il Modello Redditi PF, anche come strumento correttivo del 730 già inviato.

    730 integrativo, sostitutivo o Modello Redditi PF: quale scegliere

    La normativa offre più strumenti per correggere una dichiarazione già presentata. La scelta dipende dal momento in cui ti accorgi dell’errore e dal tipo di errore.

    730 integrativo (tipo 1, tipo 2, tipo 3)

    Il 730 integrativo è lo strumento più rapido e si presenta entro il 25 ottobre 2026. Si distingue in tre tipologie:

    • Tipo 1: rettifica errori che hanno determinato un minor credito, un maggior debito o un maggior rimborso non spettante. È quello tipico per correggere CU INPS errate quando il pensionato risulta a debito eccessivo.
    • Tipo 2: modifica solo i dati del sostituto d’imposta (es. cambio del datore di lavoro o pensione).
    • Tipo 3: rettifica contemporaneamente dati patrimoniali del sostituto e i dati della liquidazione.

    Modello Redditi PF correttivo (entro 30 novembre 2026)

    Se l’errore viene scoperto dopo il 25 ottobre 2026 ma entro il 30 novembre 2026, è possibile presentare il Modello Redditi PF in alternativa o a integrazione del 730 già inviato. Questa scelta è obbligatoria quando le correzioni riguardano quadri non presenti nel 730 (es. quadro RW per attività estere).

    Dichiarazione integrativa “ultratardiva” (entro 5 anni)

    Oltre il 30 novembre 2026, è possibile presentare una dichiarazione integrativa tardiva entro il termine ordinario di accertamento (in genere il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione originaria). Per il 730/2026 il termine ultimo è il 31 dicembre 2030.

    Tabella riassuntiva degli strumenti

    StrumentoTermine ultimo 2026Quando usarloSanzioni
    730 integrativo Tipo 125 ottobre 2026Errori a favore del contribuenteNessuna
    730 integrativo Tipo 225 ottobre 2026Modifica sostituto d’impostaNessuna
    Modello Redditi PF correttivo30 novembre 2026Correzioni complete o quadri non in 730Nessuna se entro termine ordinario
    Integrativa tardiva (a favore)31 dicembre 2030Errori a favore scoperti tardiSolo se a debito: ravvedimento operoso
    Integrativa tardiva (a sfavore)31 dicembre 2030Errori a sfavore dell’erarioSanzioni + ravvedimento operoso

    Come richiedere all’INPS la CU corretta

    Per ottenere una CU rettificata da parte dell’INPS, hai diverse strade:

    Canali ufficiali per la richiesta di rettifica

    • Portale INPS online: nel cassetto previdenziale, sezione “Certificazione Unica”, è disponibile un servizio di “Segnalazione errori CU” con form dedicato. Accesso con SPID, CIE o CNS.
    • Contact Center INPS: numero verde 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da mobile). Operatore disponibile dal lunedì al venerdì, 8:00-20:00.
    • Patronato: ogni patronato (incluso quello convenzionato con il CAF Centro Fiscale di Udine) può inoltrare la richiesta di rettifica direttamente per via telematica tramite gli applicativi dedicati.
    • Sede INPS territoriale: presentando la richiesta in modalità sportellistica, su prenotazione.

    Tempistiche di emissione della CU rettificata

    L’INPS, una volta accertato l’errore, è tenuto a emettere la CU rettificata o sostitutiva in tempi normalmente compresi tra 15 e 45 giorni. La CU corretta è poi trasmessa automaticamente all’Agenzia delle Entrate, che la integra nella precompilata (se ancora non inviata) o la rende disponibile per la dichiarazione integrativa.

    Esempi pratici di correzione

    Per rendere più concreto il discorso, ecco due esempi reali (con dati di fantasia ma realistici).

    Esempio 1: pensionato con CU errata a debito

    Mario, 68 anni, pensione lorda annua 22.000 euro. La CU INPS 2026 espone ritenute IRPEF per 3.500 euro, ma in realtà sui cedolini mensili Mario ha effettivamente versato 4.300 euro. Differenza: 800 euro non riconosciuti.

    Se Mario presenta il 730 con i dati della CU errata, risulterà a debito per circa 800 euro (perché l’IRPEF dovuta calcolata in dichiarazione sarà maggiore delle ritenute esposte). Soluzione:

    1. Mario si rivolge al CAF Centro Fiscale.
    2. Il CAF verifica la discrepanza confrontando CU e cedolini.
    3. Si attende la CU sostitutiva (o si invia comunque il 730 corretto inserendo i valori reali).
    4. Se il 730 ordinario è già stato trasmesso, si presenta un 730 integrativo Tipo 1 entro il 25 ottobre 2026.

    Esempio 2: pensionato con due pensioni e CU non consolidata

    Anna, 72 anni, percepisce una pensione diretta di 14.000 euro lordi annui e una di reversibilità di 8.000 euro. La CU 2026 espone solo la pensione diretta. La precompilata, di conseguenza, calcola le imposte solo su 14.000 euro, mostrando un rimborso che in realtà non spetta.

    Soluzione: Anna deve attendere la CU integrativa per la reversibilità oppure, se i tempi non lo consentono, integrare il reddito mancante direttamente nel 730 (quadro C – redditi da lavoro dipendente e assimilati). Il CAF gestisce questa integrazione manuale verificando la coerenza fiscale complessiva.

    I rischi di non correggere la dichiarazione

    Non intervenire su una CU errata può comportare diversi rischi fiscali, anche a distanza di anni.

    Avvisi bonari e cartelle di pagamento

    Se la dichiarazione risulta a credito non spettante (perché la CU sottostimava il reddito), l’Agenzia delle Entrate può inviare un avviso bonario ai sensi dell’art. 36-bis DPR 600/1973, chiedendo il pagamento dell’imposta non versata con sanzioni ridotte (10%) e interessi.

    Se l’avviso bonario non viene saldato entro 30 giorni, parte la cartella di pagamento con sanzioni piene (fino al 30%) e ulteriori interessi.

    Mancato rimborso

    Al contrario, se la CU sovrastimava le ritenute (quindi avresti diritto a un rimborso maggiore), non correggere significa perdere quel rimborso. Il termine per recuperarlo è 5 anni: oltre, il diritto si prescrive.

    Sanzioni per dichiarazione infedele

    In casi gravi, una dichiarazione palesemente infedele può comportare sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta non dichiarata, ridotte tramite ravvedimento operoso (a seconda dei tempi di regolarizzazione).

    Il ruolo del CAF nella correzione del 730

    I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono il canale più diffuso per la presentazione del 730 in Italia. Quando si parla di CU errate, il loro ruolo diventa ancora più strategico, perché:

    • Verificano la coerenza tra CU, cedolini e altri redditi del contribuente.
    • Possono presentare il 730 con i dati corretti, scostandosi dalla precompilata e assumendo il visto di conformità.
    • Gestiscono l’integrativa Tipo 1, 2 o 3 entro il 25 ottobre.
    • Inoltrano segnalazioni all’INPS tramite patronato collegato.
    • Si fanno carico degli eventuali errori dichiarativi: con il visto di conformità, il CAF risponde fiscalmente per gli errori formali commessi nella liquidazione.

    Il visto di conformità: una garanzia per il contribuente

    Il visto di conformità apposto dal CAF (o da un professionista abilitato) attesta la corrispondenza dei dati esposti in dichiarazione con la documentazione e con le risultanze contabili. È una garanzia non solo per l’Agenzia delle Entrate ma anche per il contribuente, perché trasferisce sul CAF la responsabilità per errori di natura formale.

    Cosa fare subito: la checklist operativa

    Ecco la sequenza di azioni da seguire oggi stesso se sei un pensionato o se accompagni un familiare in pensione nella dichiarazione 2026:

    1. Scarica la CU 2026 dal portale INPS (cassetto previdenziale) o dall’app INPS.
    2. Recupera i cedolini di pensione 2025 (sempre dal portale INPS o dalle copie cartacee).
    3. Confronta i totali: somma dei lordi mensili vs. punto 1 CU; somma delle ritenute mensili vs. punto 21 CU.
    4. Se trovi discrepanze: segna gli importi corretti e contatta il CAF prima di accettare/inviare la precompilata.
    5. Se hai già inviato il 730: contatta subito il CAF per valutare l’integrativa Tipo 1 (termine: 25 ottobre 2026).
    6. Se sei un familiare/caregiver: porta in CAF la documentazione del pensionato con delega scritta o procura.
    7. Conserva tutta la documentazione (CU, cedolini, eventuali rettifiche INPS) per almeno 5 anni.

    Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

    Il CAF Centro Fiscale di Udine, con sede in Viale Giuseppe Tullio 13 (scala B), assiste ogni anno migliaia di pensionati friulani nella dichiarazione dei redditi e nella gestione delle pratiche INPS. Il nostro patronato convenzionato ti permette di gestire in un solo appuntamento sia la correzione della CU sia la presentazione del 730, integrativa compresa.

    Per i pensionati che hanno ricevuto una CU sospetta o errata, offriamo un controllo gratuito di pre-diagnosi: in meno di 30 minuti verifichiamo la coerenza tra CU, cedolini e precompilata. Se trovi errori, ti aiutiamo a inoltrare la rettifica all’INPS e a chiudere correttamente la dichiarazione 2026.

    Prenota un appuntamento:

    • 📞 Telefono: 0432 1638640
    • 📱 WhatsApp: 366 6018121
    • ✉️ Email: info@centrofiscale.com
    • 📍 Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti

    Come faccio a sapere se la mia CU INPS è tra le 270mila errate?

    Non c’è un elenco pubblico. Il modo più sicuro è controllare manualmente i dati: confronta il totale lordo dei cedolini di pensione 2025 con il punto 1 della CU e la somma delle ritenute mensili con il punto 21. Se ci sono discrepanze, è probabile che la tua CU sia tra quelle errate.

    Se la CU viene corretta dopo l’invio del 730, devo rifare tutto?

    Non devi rifare tutto, ma devi presentare una dichiarazione integrativa. Se l’errore è a favore del contribuente e l’integrativa è entro il 25 ottobre 2026, è sufficiente un 730 integrativo Tipo 1. Se i tempi sono superati, si usa il Modello Redditi PF correttivo entro il 30 novembre 2026.

    Posso modificare la precompilata prima di inviarla?

    Sì. La precompilata accettata “in blocco” si limita a confermare i dati pre-inseriti dall’Agenzia. Se la modifichi (anche solo un dato), perdi l’esonero dai controlli formali ma puoi inserire i valori corretti. La modifica è la strada consigliata se hai dubbi sulla CU.

    Quanto tempo ho per chiedere il rimborso di un’imposta pagata in più?

    Il termine ordinario per la dichiarazione integrativa “a favore” è il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione originaria. Per la dichiarazione 2026 (relativa al 2025), il termine ultimo è quindi il 31 dicembre 2030.

    Quali sono i rischi se non correggo una CU errata?

    I rischi dipendono dal tipo di errore. Se la CU sottostimava il reddito, rischi un avviso bonario o una cartella di pagamento dall’Agenzia delle Entrate (anche dopo anni). Se la CU sovrastimava le ritenute, perdi il diritto al rimborso (prescrizione 5 anni). In casi gravi, possono scattare sanzioni per dichiarazione infedele (90-180% dell’imposta non dichiarata).

    Posso ricevere assistenza gratuita dal CAF?

    Sì. La presentazione del 730 al CAF è gratuita per la maggioranza dei contribuenti (servizio convenzionato con l’Agenzia delle Entrate). Anche il controllo della CU e la gestione delle correzioni rientrano nei servizi base. Per pratiche più complesse (es. Modello Redditi PF, integrative tardive) può essere prevista una tariffa contenuta. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti illustra in modo trasparente i costi prima di ogni attività.

    Il CAF può gestire anche la rettifica della CU presso l’INPS?

    Sì, tramite il patronato convenzionato. La richiesta di rettifica viene inoltrata telematicamente, con monitoraggio dell’iter fino all’emissione della CU corretta. Questo permette di gestire in un unico contesto sia l’aspetto previdenziale (INPS) sia quello fiscale (dichiarazione e integrativa).

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Conclusioni: muoviti per tempo

    L’errore INPS sulle 270mila CU non è solo una notizia: è un problema che può tradursi in imposte non dovute, rimborsi mancati o avvisi a distanza di anni. La buona notizia è che la normativa italiana offre strumenti chiari per intervenire: il 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026, il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026, l’integrativa tardiva fino al 2030.

    La differenza la fa il tempo e il controllo a monte. Verifica oggi la tua CU, confrontala con i cedolini, e se hai anche un solo dubbio rivolgiti al CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una diagnosi gratuita della tua CU 2026 e per accompagnarti in tutto il percorso, dalla rettifica INPS alla chiusura del 730 corretto.

    Non rimandare: ogni mese che passa avvicina le scadenze. Prenota subito una consulenza al numero 0432 1638640 o su WhatsApp 366 6018121.

    Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 17:10:562026-05-31 17:47:35CU INPS errate per 270mila pensionati: scadenze per correggere il 730
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Dichiarazione dei Redditi PF 2026 online: scadenze, novità e modalità

    Dichiarazione dei redditi 730

    La dichiarazione dei redditi delle Persone Fisiche 2026 (anno d’imposta 2025) entra nel vivo: la stagione fiscale 2026 introduce importanti novita, a partire dall’apertura del precompilato spostata al 30 aprile (anziche 15 aprile come negli anni precedenti) e con un calendario delle scadenze che si estende fino al 30 novembre 2026 per chi presenta il Modello Redditi PF. La gestione completamente online, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, e ormai lo standard: precompilata gia disponibile, invio telematico obbligatorio, controlli automatici e rimborsi piu rapidi.

    In questa guida completa ti spieghiamo chi deve presentare il Modello Redditi PF 2026, quali sono le novita introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e dal decreto adempimenti, le scadenze da rispettare, le modalita di invio online (precompilata, fai da te, CAF e intermediari), la struttura dei quadri, gli scaglioni IRPEF aggiornati e gli errori da evitare. Trovi inoltre tabelle riassuntive, esempi pratici e indicazioni operative del CAF Centro Fiscale di Udine.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’e il Modello Redditi PF 2026 e chi deve presentarlo
    2. Le novita del Modello Redditi PF 2026
    3. Scadenze chiave Redditi PF 2026
    4. Modalita di invio online: precompilata, fai da te, CAF
    5. Dichiarazione precompilata 2026: cosa cambia
    6. Modello 730 vs Modello Redditi PF: quale scegliere
    7. IRPEF 2026: scaglioni, aliquote e detrazioni
    8. Struttura del Modello Redditi PF 2026: i quadri
    9. Versamenti e acconti IRPEF 2026
    10. Errori da evitare nella dichiarazione online
    11. FAQ: domande frequenti

    Cos’e il Modello Redditi PF 2026 e chi deve presentarlo

    Il Modello Redditi Persone Fisiche (in breve Redditi PF) e la dichiarazione dei redditi standard che ogni contribuente persona fisica utilizza per dichiarare al fisco i redditi prodotti nell’anno d’imposta precedente. Per la stagione 2026 si dichiarano i redditi 2025.

    A differenza del Modello 730, che e una versione semplificata riservata a lavoratori dipendenti, pensionati e soggetti assimilati, il Modello Redditi PF e piu ampio e copre tutte le tipologie di reddito, comprese quelle non gestibili con il 730.

    Chi e obbligato a presentare il Modello Redditi PF 2026

    Devono presentare il Modello Redditi PF 2026:

    • Titolari di Partita IVA (regime ordinario, semplificato, forfettario)
    • Lavoratori autonomi e professionisti senza cassa o iscritti a casse private
    • Soci di societa di persone (SNC, SAS) e di SRL in trasparenza
    • Contribuenti con redditi esteri: pensioni estere, lavoro all’estero, dividendi e plusvalenze su titoli esteri
    • Possessori di criptovalute per la compilazione del quadro RW e RT
    • Chi ha realizzato plusvalenze finanziarie non assoggettate al regime del risparmio amministrato
    • Eredi che presentano la dichiarazione per conto del defunto
    • Chi non puo utilizzare il 730 per altri motivi (es. mancanza di sostituto d’imposta in Italia che possa effettuare conguaglio)

    Chi puo scegliere tra 730 e Redditi PF

    I lavoratori dipendenti e pensionati con redditi rientranti nelle categorie ammesse al 730 hanno facolta di scelta. In generale, conviene il 730 se si vuole un rimborso piu rapido (gia con la busta paga di luglio o la pensione di agosto-settembre); conviene invece il Modello Redditi PF se ci sono redditi che il 730 non gestisce, come redditi esteri, plusvalenze, redditi da partecipazioni in societa di persone o crypto.

    Le novita del Modello Redditi PF 2026

    La stagione dichiarativa 2026 e segnata da alcune novita rilevanti, che impattano sia sui contenuti del modello sia sulle scadenze e sulle modalita di gestione online.

    1. Precompilata disponibile dal 30 aprile

    Una delle novita piu importanti riguarda la data di disponibilita della dichiarazione precompilata: dal 2026 e fissata al 30 aprile (in luogo del 15 aprile previsto fino al 2025). Lo spostamento, introdotto a regime dal decreto adempimenti (DLgs 1/2024) e confermato dal calendario fiscale 2026, consente all’Agenzia delle Entrate di consolidare meglio i dati trasmessi da datori di lavoro, banche, enti previdenziali, INPS e medici.

    2. Tre scaglioni IRPEF a regime

    Il sistema dei 3 scaglioni IRPEF introdotto dal DLgs 216/2023 e ormai stabilizzato a regime: aliquote del 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la struttura, eliminando definitivamente lo scaglione intermedio al 25% (vecchia struttura a 4 aliquote, valida fino al 2023).

    3. No tax area per dipendenti elevata a 8.500 euro

    Resta confermata l’area di esenzione (no tax area) per i lavoratori dipendenti a 8.500 euro di reddito complessivo, equiparata a quella dei pensionati. La detrazione per lavoro dipendente fino a 15.000 euro e di 1.955 euro.

    4. Detrazioni figli a carico e Assegno Unico

    Le detrazioni per figli a carico fino a 21 anni non sono piu previste nel modello, perche sostituite dall’Assegno Unico. Restano invece le detrazioni per i figli over 21 a carico, pari a 950 euro per ciascun figlio, modulate in base al reddito complessivo.

    5. Quadro W per criptovalute

    Confermato il quadro W (sostituisce in parte le caselle del quadro RW e RT) per la dichiarazione delle cripto-attivita, con obbligo di indicare saldo al 31/12, giacenza media e plusvalenze realizzate. L’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attivita e 33% dal 1 gennaio 2026 (art. 1 c. 25 L. 207/2024, Legge di Bilancio 2025), in aumento rispetto al 26% applicato fino al 31 dicembre 2025; e stata inoltre abolita la franchigia di 2.000 euro che era operativa per il 2025.

    6. Rivalutazione detrazioni e novita Legge di Bilancio

    La Legge di Bilancio 2026 ha aggiornato alcune detrazioni d’imposta (es. detrazione coniuge a carico a 950 euro) e prorogato/ridefinito i bonus edilizi: ristrutturazione al 50% prima casa (36% seconda casa), Ecobonus, Sismabonus e Bonus barriere architettoniche. Tutti i benefici si traducono nella compilazione dei quadri E (oneri detraibili) o RP del Modello Redditi PF.

    Scadenze chiave Redditi PF 2026

    Per non sbagliare e non incorrere in sanzioni, e fondamentale conoscere il calendario fiscale 2026. Ecco le date chiave per la stagione dichiarativa di quest’anno.

    Tabella riepilogativa delle scadenze 2026

    DataAdempimento
    30 aprile 2026Apertura della dichiarazione precompilata 730/Redditi PF
    20 maggio 2026Avvio modifiche e invio precompilata 730
    16 giugno 2026Versamento saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026 (senza maggiorazione)
    30 giugno 2026Versamento saldo IRPEF (data canonica) o termine ordinario con +0,40%
    30 luglio 2026Versamento differito saldo IRPEF con maggiorazione 0,40%
    30 settembre 2026Scadenza ultima Modello 730/2026 invio telematico
    25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo tramite CAF/intermediari
    30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi PF 2026 invio telematico
    1 dicembre 2026Versamento secondo acconto IRPEF 2026

    Attenzione: la scadenza del 30 novembre 2026 e perentoria per il Modello Redditi PF. Oltre tale data si entra in regime di dichiarazione tardiva (entro 90 giorni, con sanzione di 250 euro ravvedibile a 25 euro) o omessa (dopo 90 giorni, con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).

    Modalita di invio online: precompilata, fai da te, CAF

    L’invio del Modello Redditi PF 2026 avviene esclusivamente per via telematica. Le modalita disponibili sono sostanzialmente tre, ciascuna con vantaggi e limiti.

    1. Dichiarazione precompilata online (Agenzia delle Entrate)

    Il contribuente accede direttamente al portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) con SPID, CIE o CNS e visualizza la dichiarazione gia precaricata con i dati trasmessi da datori di lavoro, INPS, banche, assicurazioni, medici, farmacie ed enti pubblici. Puo accettare i dati cosi come sono (accettazione integrale) oppure modificarli aggiungendo redditi non presenti o oneri detraibili dimenticati.

    Vantaggi:

    • Velocita e semplicita
    • Nessun costo
    • Se si accetta senza modifiche, vengono limitati i controlli formali sui dati gia presenti

    2. Fai da te tramite software

    Il contribuente compila il modello da zero o partendo dalla precompilata e lo invia tramite il software “Redditi Online” dell’Agenzia delle Entrate o tramite software commerciali abilitati (es. SOGEI, Profis, GBSoftware). Questa modalita e adatta a contribuenti con buona dimestichezza fiscale.

    3. Tramite CAF o intermediario abilitato

    Affidarsi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista e la scelta piu sicura per chi ha situazioni complesse: partite IVA, redditi esteri, criptovalute, locazioni multiple, plusvalenze, eredita. Il CAF garantisce:

    • Verifica preliminare dei documenti
    • Calcolo corretto di imposte, detrazioni e crediti
    • Apposizione del visto di conformita (per il 730)
    • Assistenza in caso di controlli o avvisi bonari
    • Invio telematico nei termini

    Dichiarazione precompilata 2026: cosa cambia

    La dichiarazione precompilata 2026 e disponibile online dal 30 aprile 2026. Le novita strutturali rispetto agli anni passati sono significative.

    Cosa contiene gia precaricato

    • Redditi da lavoro dipendente e pensione (CU)
    • Spese sanitarie trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria
    • Interessi passivi sui mutui (trasmessi dalle banche)
    • Premi assicurativi vita e infortuni
    • Contributi previdenziali (gestione separata, riscatti, ricongiunzioni)
    • Spese universitarie, asili nido, veterinarie
    • Bonifici per ristrutturazioni (50%, ex 110%, ecobonus, ecc.)
    • Contributi versati a colf e badanti (precaricati da INPS)

    Cosa devi verificare manualmente

    L’Agenzia non puo conoscere tutte le tue situazioni. Tipicamente devi aggiungere o correggere:

    • Redditi da locazione non registrati a cedolare secca
    • Plusvalenze e minusvalenze finanziarie non amministrate
    • Cripto-attivita (saldi e plusvalenze, da inserire nei quadri RW e W)
    • Redditi esteri (pensioni, lavoro, dividendi)
    • Quote di partecipazione in societa
    • Onorari medici pagati in contanti senza ricevuta tracciata

    Accettazione integrale: cosa significa

    Se si accetta la precompilata senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non puo effettuare il controllo formale degli oneri detraibili presenti nella dichiarazione (con eccezione di alcuni casi). Se invece la modifichi (anche per aggiungere un solo onere), il controllo formale e pieno. Importante: l’accettazione integrale non protegge da controlli sostanziali di redditi non dichiarati.

    Modello 730 vs Modello Redditi PF: quale scegliere

    Molti contribuenti si chiedono se sia meglio presentare il 730 o il Modello Redditi PF. La risposta dipende dalla tipologia di redditi e dalla situazione personale.

    Tabella di confronto 730 vs Redditi PF 2026

    CaratteristicaModello 730Modello Redditi PF
    Chi puo usarloDipendenti, pensionati, alcuni autonomiTutti i contribuenti
    Scadenza invio30 settembre 202630 novembre 2026
    RimborsoDiretto in busta paga o pensione (luglio-agosto)Versato dall’Agenzia, tempi piu lunghi
    Pagamento debitoTrattenuto in busta paga (rateizzabile)Versamento autonomo con F24
    Redditi da P.IVANon gestibiliSi (quadri RE, RF, LM, RG)
    Cripto-attivitaLimitatamente (quadro W parzialmente integrato)Gestione completa (W, RT)
    Redditi esteriSolo alcuni casi sempliciGestione completa (RW, RT)

    IRPEF 2026: scaglioni, aliquote e detrazioni

    Il calcolo dell’IRPEF 2026 si basa sui 3 scaglioni a regime introdotti dal DLgs 216/2023 e confermati dalla Legge di Bilancio 2026.

    Scaglioni IRPEF 2026

    Reddito imponibileAliquotaImposta dovuta
    Fino a 28.000 euro23%23% del reddito
    Da 28.001 a 50.000 euro35%6.440 + 35% sull’eccedenza oltre 28.000
    Oltre 50.000 euro43%14.140 + 43% sull’eccedenza oltre 50.000

    Esempio di calcolo IRPEF lordo 2026

    Reddito imponibile 40.000 euro:

    • 23% su 28.000 = 6.440 euro
    • 35% su (40.000 – 28.000 = 12.000) = 4.200 euro
    • IRPEF lorda totale = 10.640 euro

    Da questo importo si sottraggono le detrazioni per lavoro/pensione, le detrazioni per familiari a carico e quelle per oneri (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, ecc.), ottenendo l’IRPEF netta.

    Principali detrazioni e deduzioni 2026

    • Detrazione lavoro dipendente fino a 15.000 euro: 1.955 euro
    • Detrazione pensionati fino a 8.500 euro: azzera l’imposta (no tax area)
    • Detrazione coniuge a carico: 950 euro (modulata per reddito)
    • Detrazione figli over 21 a carico: 950 euro per figlio
    • Spese sanitarie: 19% sull’eccedenza di 129,11 euro
    • Interessi passivi mutuo prima casa: 19% fino a 4.000 euro
    • Ristrutturazioni edilizie prima casa: 50% (36% seconda casa)
    • Contributi previdenziali obbligatori: deduzione integrale dal reddito

    Struttura del Modello Redditi PF 2026: i quadri

    Il Modello Redditi PF 2026 e composto da numerosi quadri da compilare a seconda della tipologia di redditi posseduti. Vediamo la mappa essenziale.

    Quadri del fascicolo 1

    • Frontespizio: dati anagrafici, codice fiscale, residenza, sostituto d’imposta
    • Quadro RA: redditi dei terreni
    • Quadro RB: redditi dei fabbricati (locazione, cedolare secca)
    • Quadro RC: redditi di lavoro dipendente e assimilati
    • Quadro RP: oneri e spese deducibili/detraibili (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, scuola, ecc.)
    • Quadro RN: calcolo dell’IRPEF
    • Quadro RV: addizionali regionali e comunali
    • Quadro CR: crediti d’imposta (es. per redditi prodotti all’estero)
    • Quadro DI: dichiarazione integrativa
    • Quadro RX: compensazioni e rimborsi

    Quadri del fascicolo 2 e 3

    • Quadro RH: redditi da partecipazione in societa di persone
    • Quadro RL: altri redditi (capitali, lavoro autonomo occasionale, redditi diversi)
    • Quadro RM: redditi a tassazione separata e imposte sostitutive
    • Quadro RT: plusvalenze finanziarie e cripto
    • Quadro RR: contributi previdenziali (artigiani, commercianti, gestione separata)
    • Quadro RW: investimenti all’estero, cripto-attivita (monitoraggio fiscale, IVIE, IVAFE)
    • Quadro W: dichiarazione cripto-attivita 2026
    • Quadro RE: reddito da lavoro autonomo (professionisti)
    • Quadro RF: reddito d’impresa in contabilita ordinaria
    • Quadro RG: reddito d’impresa in contabilita semplificata
    • Quadro LM: regime forfettario e di vantaggio

    Versamenti e acconti IRPEF 2026

    I versamenti delle imposte calcolate con il Modello Redditi PF 2026 si effettuano tramite Modello F24 con i codici tributo specifici.

    Codici tributo principali

    • 4001 – Saldo IRPEF
    • 4033 – Primo acconto IRPEF
    • 4034 – Secondo acconto IRPEF
    • 3801 – Addizionale regionale
    • 3844 – Addizionale comunale (saldo)
    • 3843 – Addizionale comunale (acconto)
    • 1842 – Imposta sostitutiva regime forfettario
    • 1100 – Imposta sostitutiva plusvalenze finanziarie/cripto

    Acconti IRPEF 2026: regole

    Gli acconti IRPEF sono dovuti se l’imposta a debito risulta superiore a 51,65 euro (regola storica del TUIR). L’acconto totale e pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente, suddiviso in:

    • Primo acconto (40%): entro il 30 giugno 2026 (insieme al saldo)
    • Secondo acconto (60%): entro il 1 dicembre 2026

    Per importi complessivi fino a 257,52 euro, l’acconto si versa in unica soluzione entro il 1 dicembre.

    Rateizzazione del saldo

    Il saldo IRPEF e il primo acconto possono essere rateizzati in massimo 6 rate mensili (per chi versa entro il 30 giugno), con interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Chi versa entro il 30 luglio (con maggiorazione 0,40%) puo rateizzare in 5 rate.

    Errori da evitare nella dichiarazione online

    Compilare la dichiarazione online non significa evitare ogni rischio. Ecco gli errori piu comuni rilevati dai CAF.

    1. Accettare la precompilata senza verificare

    L’accettazione integrale puo essere comoda, ma fidarsi ciecamente e rischioso. Verifica sempre redditi da locazione, cripto, partecipazioni e oneri non precaricati.

    2. Dimenticare il quadro RW

    Chi possiede conti esteri, cripto, immobili all’estero e tenuto al monitoraggio fiscale. Omettere il quadro RW comporta sanzioni dal 3% al 15% del valore (raddoppiate per paesi black list).

    3. Errori sulle spese sanitarie

    Spesso si inseriscono spese non detraibili (es. integratori, cosmetici) o si dimenticano scontrini parlanti. Verifica sempre la documentazione conservata.

    4. Sbagliare il codice tributo nel F24

    Usare il codice errato (es. 4001 invece di 4033) puo generare un avviso bonario di “mancato versamento”. Si rimedia con istanza di correzione, ma e meglio prevenire.

    5. Non rateizzare quando conviene

    Se il debito e elevato, valutare la rateizzazione con interesse 0,33% mensile: spesso piu conveniente di chiedere un prestito o ricorrere a fidi.

    6. Trascurare il secondo acconto di dicembre

    Molti contribuenti versano puntuali il saldo a giugno e si dimenticano del secondo acconto entro il 1 dicembre: il mancato versamento genera sanzioni del 25% dell’imposta non versata (ravvedibili).

    FAQ: domande frequenti

    Devo presentare il Modello Redditi PF 2026 se ho solo la pensione?

    Se la pensione e l’unico reddito e il sostituto d’imposta (INPS) ha gia operato le ritenute, normalmente non serve presentare la dichiarazione. Conviene invece presentarla per recuperare detrazioni (spese sanitarie, mutuo, ristrutturazioni). In questo caso si preferisce il 730 (rimborso piu rapido).

    Posso fare la precompilata anche se ho la Partita IVA?

    I titolari di Partita IVA non possono usare il 730 ma trovano comunque la precompilata Redditi PF con i dati di redditi da lavoro dipendente, oneri e cripto. Devono pero integrarla manualmente con i dati di P.IVA (quadri RE, LM, RG).

    Cosa succede se invio in ritardo il Modello Redditi PF 2026?

    Se invii entro 90 giorni dalla scadenza del 30 novembre 2026 (quindi entro fine febbraio 2027), la dichiarazione e tardiva: sanzione fissa di 250 euro, ravvedibile a 25 euro con il ravvedimento operoso. Oltre i 90 giorni, la dichiarazione e omessa: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

    Quanto costa farsi assistere da un CAF?

    Il CAF e gratuito per il Modello 730 standard (i costi sono coperti dalla convenzione con l’Agenzia delle Entrate per la trasmissione dichiarazioni). Per il Modello Redditi PF e per quadri aggiuntivi (RW, W, partecipazioni, redditi esteri) puo essere previsto un compenso variabile in base alla complessita. Al CAF Centro Fiscale di Udine, il preventivo e sempre trasparente e personalizzato.

    Posso modificare la dichiarazione dopo averla inviata?

    Si. Se ti accorgi di un errore puoi presentare una dichiarazione integrativa:

    • 730 integrativo: entro il 25 ottobre 2026, tramite CAF/intermediari
    • Modello Redditi PF integrativo: entro la scadenza del successivo modello (30 novembre 2027)
    • Per errori a sfavore del contribuente: integrativa entro i termini per l’accertamento (5 anni)

    Devo dichiarare le criptovalute anche se non ho realizzato plusvalenze?

    Si. Anche in assenza di realizzo, occorre compilare il quadro W (saldo al 31/12 e giacenza media) per il monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’imposta sul valore delle cripto-attivita (2 per mille). Le plusvalenze realizzate vanno nel quadro RT/W sezione plusvalenze.

    Cosa succede se la precompilata contiene errori?

    I dati precaricati sono trasmessi da terzi (datori di lavoro, banche, ASL, ecc.). Se ci sono errori, hai due strade: modificare il dato in dichiarazione e tenere la documentazione probatoria; oppure contattare l’ente che ha trasmesso il dato per la correzione alla fonte. In ogni caso, l’onere della prova resta sempre del contribuente.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Conclusioni: affidati al CAF Centro Fiscale per la tua dichiarazione 2026

    La dichiarazione dei redditi delle Persone Fisiche 2026 e un appuntamento che richiede attenzione, conoscenza normativa e pianificazione. Le novita di quest’anno (precompilata dal 30 aprile, tre scaglioni IRPEF a regime, quadro W per cripto, dettagli su detrazioni e bonus) impongono un aggiornamento continuo per non perdere benefici o incorrere in errori.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in tutto il percorso: dalla verifica dei documenti alla compilazione del modello, dall’invio telematico al calcolo dei versamenti F24, fino al supporto in caso di controlli o avvisi bonari. Per i nostri clienti, ogni dichiarazione e gestita con il visto di conformita (per il 730) e con il controllo qualita dei nostri operatori specializzati.

    Hai dubbi sulla tua dichiarazione 2026? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata: ti aiutiamo a capire quale modello presentare (730 o Redditi PF), a recuperare tutte le detrazioni spettanti e a rispettare le scadenze in totale sicurezza.

    Maggio 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 16:10:562026-05-21 15:31:12Dichiarazione dei Redditi PF 2026 online: scadenze, novità e modalità
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Modello 730 a debito 2026: come pagare a rate (dipendenti e pensionati)

    Modello 730 Dichiarazione dei redditi CAF Udine

    Il Modello 730 a debito è una situazione che spaventa molti contribuenti: hai compilato la dichiarazione dei redditi e dal calcolo finale risulta che devi versare una somma all’Agenzia delle Entrate. La buona notizia? Puoi pagare a rate, senza dover sborsare tutto in una volta sola. La rateizzazione del 730 a debito è una possibilità prevista dalla legge che consente di diluire l’importo dovuto in più mensilità, con un piccolo interesse applicato sulle rate successive alla prima.

    In questa guida completa ti spieghiamo quando il 730 risulta a debito, come funziona la rateizzazione nel 2026, quali sono le scadenze, il numero massimo di rate per dipendenti e pensionati, gli interessi applicati e le differenze tra 730 con sostituto d’imposta e 730 senza sostituto. Troverai inoltre tabelle riassuntive, esempi pratici e indicazioni operative per non commettere errori.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. Quando il Modello 730 risulta a debito
    2. Rateizzazione 730: come funziona nel 2026
    3. Numero massimo di rate: dipendenti e pensionati
    4. Interessi sulla rateizzazione del 730
    5. 730 con sostituto vs 730 senza sostituto
    6. Scadenze pagamento 730 a debito 2026
    7. Esempio pratico di calcolo rate
    8. Errori da evitare nella rateizzazione
    9. FAQ: domande frequenti

    Quando il Modello 730 risulta a debito

    Il Modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata utilizzata da lavoratori dipendenti, pensionati e altre categorie di contribuenti. Alla fine della compilazione, il modello produce un risultato che può essere a credito (l’Agenzia ti restituisce soldi) oppure a debito (devi versare un’imposta).

    Le situazioni più comuni in cui il 730 risulta a debito sono:

    • Più redditi nello stesso anno: hai avuto più datori di lavoro o hai sommato pensione e altri redditi (locazioni, lavoro autonomo occasionale)
    • Cambio di lavoro durante l’anno con due CU (Certificazione Unica) distinte
    • Redditi da locazione non assoggettati a cedolare secca
    • Detrazioni non spettanti applicate in busta paga dal sostituto d’imposta
    • Conguaglio per rivalutazione di terreni, plusvalenze, redditi diversi
    • Acconti IRPEF dovuti per l’anno successivo (prima e seconda rata di novembre)

    L’IRPEF segue il sistema dei 3 scaglioni di reddito introdotti dal DLgs 216/2023:

    • 23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile
    • 35% da 28.001 a 50.000 euro
    • 43% oltre 50.000 euro

    Quando il calcolo finale evidenzia un’imposta superiore a quanto già trattenuto in busta paga (o in pensione), nasce il debito IRPEF che deve essere versato all’Erario.

    Cosa succede se ignori il debito?

    Ignorare il debito risultante dal 730 non è un’opzione. Le somme dovute vengono comunque richieste dall’Agenzia delle Entrate, e al mancato versamento si aggiungono sanzioni e interessi di mora. Il ravvedimento operoso permette di sanare la posizione con sanzioni ridotte, ma è sempre meglio pianificare il pagamento sin da subito, eventualmente scegliendo la rateizzazione.

    Rateizzazione 730: come funziona nel 2026

    La rateizzazione del 730 a debito permette al contribuente di pagare l’importo dovuto in più rate mensili, anziché in un’unica soluzione. Si tratta di una facoltà, non di un obbligo: il contribuente sceglie se versare tutto a luglio o se diluire il pagamento.

    Il meccanismo è semplice: in fase di compilazione del 730 (o tramite il proprio CAF o intermediario), si comunica la volontà di rateizzare e si indica il numero di rate desiderate. Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) provvederà ad applicare le trattenute nelle buste paga successive a quella di luglio.

    Cosa si può rateizzare

    Possono essere rateizzati quasi tutti gli importi a debito risultanti dal 730, e in particolare:

    • Saldo IRPEF e relative addizionali regionale e comunale
    • Prima rata di acconto IRPEF per l’anno successivo
    • Cedolare secca su locazioni
    • IVIE e IVAFE (imposta su immobili e attività finanziarie estere)
    • Acconto del 20% per redditi soggetti a tassazione separata
    • Imposta sostitutiva sui premi di produttività

    NON sono rateizzabili invece:

    • La seconda o unica rata di acconto IRPEF di novembre (deve essere versata in un’unica soluzione)
    • L’acconto per cedolare secca di novembre

    Chi può richiedere la rateizzazione

    La rateizzazione è disponibile per tutti i contribuenti che presentano il Modello 730, indipendentemente dall’importo del debito. Non esistono soglie minime: anche un debito di 50 euro può essere rateizzato.

    Numero massimo di rate: dipendenti e pensionati

    Il numero massimo di rate in cui è possibile suddividere il debito 730 dipende dalla categoria del contribuente e dalla data in cui inizia il pagamento. Per il 2026 valgono le seguenti regole.

    Lavoratori dipendenti: fino a 5 rate

    I lavoratori dipendenti possono rateizzare il debito 730 in un massimo di 5 rate, con prima rata a luglio e ultima rata a novembre. Le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga.

    Esempio per dipendenti che iniziano a pagare a luglio 2026:

    • 1ª rata: luglio 2026 (senza interessi)
    • 2ª rata: agosto 2026
    • 3ª rata: settembre 2026
    • 4ª rata: ottobre 2026
    • 5ª rata: novembre 2026

    Pensionati: fino a 6 rate

    I pensionati hanno una rata in più rispetto ai dipendenti: possono suddividere il debito in un massimo di 6 rate, con prima rata ad agosto e ultima rata a novembre. Le trattenute avvengono sulla rata di pensione INPS.

    Esempio per pensionati:

    • 1ª rata: agosto 2026 (senza interessi)
    • 2ª rata: settembre 2026
    • 3ª rata: ottobre 2026
    • 4ª rata: novembre 2026
    • 5ª rata: dicembre 2026
    • 6ª rata: dicembre/gennaio (a seconda della tempistica INPS)

    Tabella riassuntiva: rate disponibili 2026

    CategoriaMax rateInizioFineModalità trattenuta
    Lavoratore dipendente5LuglioNovembreBusta paga
    Pensionato6AgostoDicembre/GennaioCedolino pensione
    Senza sostituto (F24)5LuglioNovembreF24 mensile
    Con tardiva applicazioneRidottoMese successivoNovembreVedi sostituto

    Cosa succede se inizi a rateizzare in ritardo

    Se per qualche motivo le trattenute non iniziano a luglio (per i dipendenti) o ad agosto (per i pensionati), il numero massimo di rate si riduce automaticamente. L’ultima rata deve comunque essere quella di novembre. Per esempio, se un dipendente inizia a settembre, potrà avere al massimo 3 rate (settembre, ottobre, novembre).

    Interessi sulla rateizzazione del 730

    La rateizzazione del 730 non è gratuita: dalla seconda rata in poi, viene applicato un interesse mensile dello 0,33% (corrispondente a circa il 4% annuo). Si tratta di un tasso fisso, stabilito per legge, che si calcola sul capitale residuo.

    Come si calcolano gli interessi

    L’interesse dello 0,33% mensile non si applica sulla prima rata, che viene versata o trattenuta senza maggiorazioni. A partire dalla seconda rata, ogni mese si aggiunge la maggiorazione, in modo progressivo:

    • 1ª rata: nessun interesse
    • 2ª rata: +0,33% sul capitale residuo
    • 3ª rata: +0,66% sul capitale residuo
    • 4ª rata: +0,99% sul capitale residuo
    • 5ª rata: +1,32% sul capitale residuo
    • 6ª rata: +1,65% sul capitale residuo (solo pensionati)

    L’incidenza degli interessi è quindi modesta: su un debito di 1.000 euro suddiviso in 5 rate da 200 euro, il costo complessivo degli interessi è di pochi euro. Si tratta di un costo accettabile per la maggior parte dei contribuenti che vogliono diluire il carico fiscale.

    Conviene davvero rateizzare?

    La risposta dipende dalla situazione finanziaria individuale. Se hai liquidità disponibile e non vuoi pagare interessi (per quanto modesti), conviene saldare tutto a luglio. Se invece preferisci mantenere liquidità di sicurezza per altre spese, la rateizzazione è una soluzione molto vantaggiosa: il tasso del 4% annuo è inferiore a quello dei prestiti personali tradizionali.

    730 con sostituto vs 730 senza sostituto

    Una distinzione fondamentale per la rateizzazione riguarda la presenza o meno del sostituto d’imposta. Nel 2026 esistono due modalità di presentazione del 730: con sostituto (il classico) e senza sostituto (introdotto per chi non ha un datore di lavoro o ente pensionistico).

    730 con sostituto d’imposta (modalità classica)

    È la modalità tradizionale, utilizzata da chi ha un datore di lavoro o un ente pensionistico che funge da sostituto d’imposta. In questo caso:

    • Il debito viene trattenuto direttamente in busta paga (o sulla pensione) a partire da luglio
    • Se hai chiesto la rateizzazione, le trattenute si distribuiscono nei mesi successivi
    • Non devi presentare alcun F24: tutto è gestito dal sostituto
    • In caso di credito, il sostituto rimborsa direttamente sulla busta paga

    730 senza sostituto d’imposta

    Si utilizza quando il contribuente non ha un sostituto al momento della dichiarazione: per esempio, perché disoccupato, perché ha cessato il rapporto di lavoro, o perché percepisce solo redditi non assoggettati a ritenuta (come locazioni). In questo caso:

    • Il debito deve essere versato direttamente dal contribuente tramite Modello F24
    • La rateizzazione è comunque possibile, ma il contribuente deve versare ogni rata autonomamente entro le scadenze indicate
    • Le scadenze coincidono con quelle del Modello Redditi PF (luglio-novembre)
    • Eventuali crediti vengono utilizzati in compensazione su F24 (codice tributo specifico) o richiesti a rimborso

    Tabella confronto: con sostituto vs senza sostituto

    AspettoCon sostitutoSenza sostituto
    Modalità pagamentoTrattenuta automaticaF24 autonomo
    Inizio rateLuglio (dipendenti) / Agosto (pensionati)Luglio (entro il 30)
    Adempimento contribuenteNessunoCompilare e pagare F24
    Rischio dimenticanzaBassoPiù alto (devi ricordarti)
    Rimborso creditoIn busta pagaCompensazione F24 o rimborso

    Scadenze pagamento 730 a debito 2026

    Per il 2026 (dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2025), le scadenze fondamentali per il pagamento del 730 a debito sono le seguenti.

    Scadenze 730 con sostituto

    • 30 aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato
    • 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio definitivo del 730
    • Luglio 2026: prima rata trattenuta in busta paga (dipendenti)
    • Agosto 2026: prima rata trattenuta sul cedolino pensione (pensionati)
    • Novembre 2026: ultima rata per dipendenti
    • Dicembre/Gennaio: ultima rata per pensionati
    • 30 novembre 2026: versamento seconda o unica rata acconto IRPEF (non rateizzabile)
    • 25 ottobre 2026: termine per il 730 integrativo

    Scadenze 730 senza sostituto (versamento F24)

    • 30 giugno 2026: scadenza ordinaria saldo + prima rata acconto (con possibilità di posticipare al 30 luglio con maggiorazione 0,40%)
    • Ogni 16 del mese: rate successive (se rateizzato)
    • Novembre 2026: ultima rata
    • 30 novembre 2026: seconda o unica rata acconto IRPEF

    Cosa succede in caso di ritardo

    Se non versi entro la scadenza, si applicano sanzioni amministrative più interessi di mora. Tuttavia, il ravvedimento operoso permette di sanare la posizione con sanzioni ridotte:

    • Entro 14 giorni: sanzione ridotta a 1/15 di 1/10 per ogni giorno di ritardo
    • Entro 30 giorni: sanzione ridotta a 1/10
    • Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9
    • Entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8

    Esempio pratico di calcolo rate

    Per chiarire come funziona concretamente la rateizzazione del 730, vediamo un esempio pratico. Immagina che Marco, lavoratore dipendente, abbia un debito IRPEF di 1.500 euro risultante dal 730 2026.

    Caso 1: pagamento unica soluzione

    Marco sceglie di pagare tutto a luglio. Il datore di lavoro trattiene 1.500 euro dalla busta paga di luglio 2026. Nessun interesse applicato.

    Caso 2: rateizzazione in 5 rate

    Marco chiede la rateizzazione massima (5 rate). Le trattenute saranno:

    RataMeseQuota capitaleInteresseTotale rata
    1ªLuglio300,00 euro0,00 euro300,00 euro
    2ªAgosto300,00 euro0,99 euro (0,33% su 300)300,99 euro
    3ªSettembre300,00 euro1,98 euro (0,66% su 300)301,98 euro
    4ªOttobre300,00 euro2,97 euro (0,99% su 300)302,97 euro
    5ªNovembre300,00 euro3,96 euro (1,32% su 300)303,96 euro
    Totale versato9,90 euro1.509,90 euro

    Marco paga in totale 9,90 euro di interessi per diluire il debito su 5 mesi: un costo modesto, pari allo 0,66% dell’importo originario. Considerando che alcuni mesi possono essere “delicati” sotto il profilo finanziario (vacanze estive, rientro a scuola, spese impreviste), la rateizzazione rappresenta una soluzione molto sensata.

    Caso 3: pensionato con rateizzazione in 6 rate

    Se Marco fosse un pensionato con lo stesso debito di 1.500 euro:

    • Rata mensile capitale: 250 euro (1.500 / 6)
    • Interessi totali: circa 12,50 euro
    • Totale versato: 1.512,50 euro circa

    Errori da evitare nella rateizzazione

    La rateizzazione del 730 è generalmente automatica, ma ci sono alcuni errori frequenti da evitare per non incorrere in problemi.

    1. Dimenticare di indicare la rateizzazione

    Se non indichi la rateizzazione in fase di compilazione del 730, il debito verrà trattenuto in un’unica soluzione nella busta paga di luglio (o agosto per i pensionati). Questo può creare difficoltà di liquidità. Verifica sempre con il tuo CAF che sia stato selezionato il numero di rate desiderato.

    2. Tentare di rateizzare la seconda rata di acconto

    Come abbiamo visto, la seconda o unica rata di acconto IRPEF di novembre non è rateizzabile. Devi pianificare il versamento in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2026.

    3. Non versare le rate F24 nel 730 senza sostituto

    Se hai presentato un 730 senza sostituto, devi versare attivamente le rate tramite F24. Ogni rata ha una scadenza precisa (di solito il 16 del mese). Mettere un promemoria sul calendario è fondamentale: dimenticare anche una sola rata fa decadere la rateizzazione e attiva sanzioni.

    4. Confondere debito IRPEF con addizionali

    Il 730 produce diversi importi a debito: IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale, cedolare secca, IVIE, IVAFE, ecc. La rateizzazione si applica al totale, ma è importante sapere quali tributi sono inclusi per controllare correttamente la propria posizione fiscale.

    5. Cambiare lavoro durante la rateizzazione

    Se cambi datore di lavoro durante il periodo di rateizzazione (per esempio passi da un’azienda all’altra a settembre), il vecchio datore trattiene le rate fino al cessazione, mentre il nuovo potrebbe non subentrare automaticamente. In questo caso, contatta tempestivamente il CAF per verificare l’eventuale necessità di versare le rate residue tramite F24.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ: domande frequenti sul 730 a debito e rateizzazione

    Posso modificare il numero di rate dopo aver inviato il 730?

    No, una volta che il 730 è stato inviato in via definitiva, il numero di rate non può essere modificato. Puoi però presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 se devi correggere errori che hanno comportato un debito errato.

    Cosa succede se il sostituto non riesce a trattenere tutte le rate?

    Se in un mese la busta paga è insufficiente per coprire la rata (per esempio in caso di malattia prolungata o cassa integrazione), il sostituto trattiene quello che può e rinvia la differenza al mese successivo, con interessi. Se a fine anno la trattenuta non è stata completata, l’importo residuo viene comunicato all’Agenzia delle Entrate per il recupero diretto.

    Posso rateizzare anche con il 730 precompilato?

    Sì, certamente. Il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026 permette di selezionare la rateizzazione in fase di accettazione o modifica della dichiarazione.

    La rateizzazione vale anche per le addizionali comunali e regionali?

    Sì, la rateizzazione si applica all’intero debito risultante dal 730, comprese le addizionali regionali e comunali IRPEF, la cedolare secca e altre imposte sostitutive.

    Se ho più CU (più datori di lavoro) chi trattiene le rate?

    Trattiene le rate il sostituto indicato in dichiarazione come tale (di solito il principale o l’ultimo). Se nel frattempo è cessato il rapporto, dovrai versare tramite F24.

    Quanto costa farsi fare il 730 dal CAF?

    Le tariffe variano a seconda della complessità della dichiarazione, ma in media il CAF Centro Fiscale di Udine offre tariffe competitive e trasparenti. Per maggiori dettagli puoi consultare la nostra guida ai costi del 730 al CAF.

    Conclusione: rateizza con tranquillità il tuo 730 a debito

    Il Modello 730 a debito non deve essere fonte di preoccupazione: la legge prevede la possibilità di rateizzare l’importo dovuto in modo semplice e con interessi contenuti. Che tu sia un lavoratore dipendente (fino a 5 rate) o un pensionato (fino a 6 rate), puoi diluire il pagamento da luglio a novembre/dicembre 2026, con un costo aggiuntivo dello 0,33% mensile solo dalla seconda rata in poi.

    Se hai dubbi sulla compilazione del 730, sulla scelta del numero di rate, o vuoi una consulenza personalizzata per ottimizzare la tua dichiarazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti ti seguiranno passo passo per evitare errori e farti pagare il giusto, sfruttando tutte le detrazioni e deduzioni a cui hai diritto.

    Prenota un appuntamento: chiama il CAF Centro Fiscale oppure visita il nostro sito per fissare il tuo incontro. Ti aspettiamo per gestire insieme la tua dichiarazione dei redditi 2026 in modo semplice e senza stress.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/10/Modello-730-1-e1697092544252.png 625 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 15:10:562026-05-31 17:47:44Modello 730 a debito 2026: come pagare a rate (dipendenti e pensionati)
    CAF

    Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    I codici tributo F24 sono codici numerici a 4 cifre che identificano in modo univoco ogni imposta, contributo o sanzione da versare con il Modello F24. Usare il codice sbagliato equivale a non aver pagato quel tributo, con il rischio di ricevere cartelle esattoriali e sanzioni. In questa guida trovi l’elenco completo e aggiornato al 2026 dei codici tributo più utilizzati, suddivisi per categoria.

    Per una panoramica generale su come compilare il Modello F24, consulta la nostra guida completa alla compilazione F24 2026.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono i Codici Tributo
    2. Codici Tributo IRPEF
    3. Codici Tributo IMU 2026
    4. Codici Tributo IVA
    5. Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali
    6. Codici Tributo Regime Forfettario
    7. Codici Tributo per Ravvedimento Operoso
    8. Codici Tributo INPS e Contributi
    9. Come Trovare il Codice Tributo Giusto
    10. Domande Frequenti (FAQ)

    Cosa Sono i Codici Tributo

    Il codice tributo è un numero composto da 4 cifre che l’Agenzia delle Entrate assegna a ogni tipo di versamento fiscale. Quando compili il Modello F24, devi inserire il codice tributo corretto nella sezione appropriata (Erario, Regioni, IMU, INPS) per identificare esattamente quale imposta stai pagando.

    I codici tributo vengono istituiti con risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e possono cambiare nel tempo. Per questo è fondamentale consultare sempre l’elenco aggiornato prima di effettuare un versamento. Un errore nel codice tributo non annulla il pagamento, ma lo attribuisce all’imposta sbagliata, costringendoti a presentare un’istanza di correzione.

    Codici Tributo IRPEF

    L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è l’imposta principale che ogni contribuente versa in base al proprio reddito. Ecco i codici tributo più usati per i versamenti IRPEF nel 2026:

    Saldo e acconti IRPEF:

    • 4001 – IRPEF saldo (versamento a saldo dell’anno precedente)
    • 4033 – IRPEF acconto prima rata (40% dell’acconto, scadenza 30 giugno)
    • 4034 – IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione (60% dell’acconto, scadenza 30 novembre)

    Ritenute d’acconto:

    • 1040 – Ritenute su redditi di lavoro autonomo, compensi per l’esercizio di arti e professioni
    • 1001 – Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive
    • 1002 – Ritenute su emolumenti arretrati
    • 1012 – Ritenute su indennità per cessazione rapporto di lavoro

    Cedolare secca:

    • 1840 – Cedolare secca locazioni – acconto prima rata
    • 1841 – Cedolare secca locazioni – acconto seconda rata o unica soluzione
    • 1842 – Cedolare secca locazioni – saldo

    Rateizzazione e interessi:

    • 1668 – Interessi pagamento dilazionato importi rateizzabili sezione Erario
    • 4033 con rateazione – Se paghi l’acconto IRPEF a rate, indica la rata nel campo “Rateazione”

    Codici Tributo IMU 2026

    L’IMU (Imposta Municipale Unica) si versa nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24. I codici variano in base alla tipologia di immobile. Per il calcolo dell’imposta, consulta la nostra guida sul calcolo IMU 2026.

    • 3912 – IMU abitazione principale e pertinenze (solo categorie A/1, A/8, A/9)
    • 3914 – IMU terreni
    • 3916 – IMU aree fabbricabili
    • 3918 – IMU altri fabbricati (il più comune: seconde case, uffici, negozi)
    • 3925 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Stato
    • 3930 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Comune

    Ricorda: per l’IMU devi indicare anche il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile (ad esempio L483 per Udine) e barrare la casella “Acconto” o “Saldo” a seconda del versamento.

    Codici Tributo IVA

    I versamenti IVA si effettuano nella sezione Erario del Modello F24. La periodicità dipende dal volume d’affari: mensile (per chi supera una certa soglia) o trimestrale.

    Versamenti periodici IVA:

    • 6001 – 6012 – IVA mensile (da gennaio a dicembre: 6001 per gennaio, 6002 per febbraio, ecc.)
    • 6031 – IVA 1 trimestre
    • 6032 – IVA 2 trimestre
    • 6033 – IVA 3 trimestre
    • 6034 – IVA 4 trimestre (solo per particolari categorie)
    • 6035 – IVA acconto (scadenza 27 dicembre)

    Versamento annuale e altri:

    • 6099 – Versamento IVA sulla base della dichiarazione annuale
    • 6494 – IVA da adeguamento agli studi di settore
    • 6497 – IVA da adeguamento agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)

    Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali

    Le addizionali IRPEF sono imposte aggiuntive che si versano alla Regione e al Comune di residenza. Si compilano rispettivamente nella sezione “Regioni” e nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24.

    Addizionale regionale:

    • 3801 – Addizionale regionale all’IRPEF (la più comune)
    • 3805 – Interessi pagamento dilazionato addizionale regionale

    Addizionale comunale:

    • 3843 – Addizionale comunale IRPEF – acconto
    • 3844 – Addizionale comunale IRPEF – saldo
    • 3848 – Addizionale comunale IRPEF – interessi pagamento dilazionato

    Codici Tributo Regime Forfettario

    Chi aderisce al regime forfettario versa un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, IRAP e addizionali. L’aliquota è del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività).

    • 1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata
    • 1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata o unica soluzione
    • 1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo

    Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del Modello F24, indicando l’anno di riferimento dell’imposta.

    Codici Tributo per Ravvedimento Operoso

    Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare versamenti omessi o tardivi pagando sanzioni ridotte e interessi legali. Oltre al codice del tributo originario, servono codici specifici per le sanzioni e gli interessi:

    • 8901 – Sanzione pecuniaria IRPEF
    • 8902 – Sanzione pecuniaria addizionale regionale IRPEF
    • 8903 – Sanzione pecuniaria addizionale comunale IRPEF
    • 8904 – Sanzione pecuniaria IVA
    • 8906 – Sanzione pecuniaria sostituti d’imposta
    • 8907 – Sanzione pecuniaria IRAP
    • 1989 – Interessi sul ravvedimento – IRPEF
    • 1990 – Interessi sul ravvedimento – addizionale regionale
    • 1991 – Interessi sul ravvedimento – addizionale comunale
    • 1993 – Interessi sul ravvedimento – IVA

    Quando effettui un ravvedimento, compili 3 righe nella stessa sezione: una per il tributo originario, una per la sanzione (codice 89xx) e una per gli interessi (codice 19xx). L’anno di riferimento è sempre quello dell’imposta originaria, non quello in cui fai il pagamento.

    Codici Tributo INPS e Contributi

    I contributi previdenziali INPS si versano nella sezione apposita del Modello F24. Non hanno un codice tributo a 4 cifre come le imposte, ma utilizzano una causale contributo (sigla alfanumerica):

    • DM10 – Contributi lavoratori dipendenti
    • RC01 – Contributi gestione separata – committenti
    • PXX – Contributi gestione separata – professionisti
    • AF – Contributi artigiani – quota fissa
    • CF – Contributi commercianti – quota fissa
    • AP – Contributi artigiani – acconto su eccedenza minimale
    • CP – Contributi commercianti – acconto su eccedenza minimale

    Per i contributi INPS fissi (artigiani e commercianti) le scadenze trimestrali 2026 sono: 16 maggio, 20 agosto, 17 novembre e 16 febbraio 2027. Per la Gestione Separata i versamenti seguono le stesse scadenze delle imposte sui redditi (saldo + acconti).

    Come Trovare il Codice Tributo Giusto

    Se non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, ecco come verificarlo:

    1. Sito dell’Agenzia delle Entrate: nella sezione “Codici tributo” trovi il motore di ricerca ufficiale dove puoi cercare per tipo di imposta, descrizione o codice
    2. Comunicazione dell’ente: l’avviso di pagamento (dell’Agenzia delle Entrate, del Comune o dell’INPS) riporta sempre il codice tributo da utilizzare
    3. Software di compilazione: i software per F24 online (sia bancari che dell’Agenzia) spesso suggeriscono il codice in base alla descrizione del tributo
    4. Consulta il CAF: al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a identificare il codice corretto e a compilare il Modello F24 senza errori

    Consiglio pratico: prima di confermare il pagamento F24 online, ricontrolla sempre il codice tributo con l’avviso di pagamento o con la tabella di riferimento. Correggere un errore richiede tempo e burocrazia che puoi evitare con una semplice verifica.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Dove trovo l’elenco ufficiale dei codici tributo?

    L’elenco ufficiale è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Servizi – Codici tributo”. Viene aggiornato periodicamente con risoluzioni che istituiscono nuovi codici o modificano quelli esistenti.

    Cosa succede se uso un codice tributo sbagliato?

    Il pagamento viene attribuito al tributo corrispondente al codice inserito, non a quello che intendevi pagare. Per correggere l’errore devi presentare un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate (circ. 29/E/2011). Il tributo “non pagato” potrebbe generare solleciti, ma l’istanza risolve la situazione senza sanzioni aggiuntive se il versamento originale era nei termini.

    I codici tributo cambiano ogni anno?

    La maggior parte dei codici tributo resta stabile nel tempo. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate può istituire nuovi codici per nuove imposte o agevolazioni, o sopprimere codici obsoleti. È buona norma verificare sempre prima di effettuare il versamento, specialmente per tributi meno comuni.

    Assistenza per la Compilazione F24

    Non sei sicuro di quale codice tributo usare? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a compilare correttamente il Modello F24 con tutti i codici tributo aggiornati al 2026. Evita errori e sanzioni: contattaci per un appuntamento.

    Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

    Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640

      Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-21 09:00:002026-05-31 17:47:53Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date, Importi e Calendario INPS

      Pensione 2026 INPS

      Il pagamento delle pensioni di giugno 2026 avviene lunedì 1 giugno 2026, primo giorno lavorativo bancabile del mese. La data è confermata sia per chi riscuote tramite accredito bancario, sia per chi ritira allo sportello postale, che inizia il calendario suddiviso per cognome dallo stesso giorno. Il 2 giugno (Festa della Repubblica) è festivo nazionale ma cade di martedì e non impatta sull’accredito già avvenuto. Il cedolino è disponibile su MyINPS dal 22 maggio 2026 e contiene novità importanti, tra cui le prime informazioni utili per il conguaglio 730/2026 che entrerà sulla pensione tra luglio e agosto. In questa guida trovi date, importi, calendario Poste suddiviso per lettera, trattenute attive a giugno e tutto quello che serve sapere per pianificare il mese.

      ⚠️ Hai dubbi sulla pensione di giugno o sul conguaglio 730?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a capire ogni voce del cedolino, calcolare il rimborso 730 atteso e prenotare assistenza fiscale. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Indice dei contenuti

      1. Data accredito pensione giugno 2026: lunedì 1 giugno
      2. Calendario ritiro pensione Poste Italiane giugno 2026
      3. Accredito su conto corrente bancario
      4. Importi pensioni giugno 2026 e perequazione
      5. Trattenute giugno 2026: addizionali e conguagli
      6. Conguaglio 730/2026 sui pensionati: tempistiche
      7. Come consultare il cedolino di giugno su MyINPS
      8. Novità cedolino giugno 2026
      9. Assistenza CAF per pensionati
      10. Domande frequenti

      Data accredito pensione giugno 2026: lunedì 1 giugno

      L’INPS ha confermato che il pagamento della pensione di giugno 2026 avviene lunedì 1 giugno 2026. Si tratta del primo giorno del mese, che cade di lunedì ed è giorno bancabile a tutti gli effetti. Per questo motivo non sono previsti anticipi a fine maggio: l’accredito segue il calendario ordinario.

      Il 2 giugno 2026, Festa della Repubblica, cade di martedì ed è giorno festivo nazionale: tuttavia non incide sul pagamento, che è già stato regolarmente accreditato il giorno precedente. Banche e Poste sono chiuse al pubblico solo il 2 giugno; la normale operatività riprende mercoledì 3 giugno.

      Riepilogo date utili per giugno 2026:

      • 22 maggio 2026: cedolino di giugno disponibile su MyINPS
      • 1 giugno 2026 (lunedì): accredito sul conto corrente bancario o postale
      • 1 giugno 2026 (lunedì): avvio del calendario di ritiro contante presso gli uffici postali
      • 2 giugno 2026 (martedì): festività nazionale, banche e Poste chiuse
      • 3 giugno 2026 (mercoledì): ripresa operatività ordinaria

      Calendario ritiro pensione Poste Italiane giugno 2026

      Per i pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello postale Poste Italiane applica il consueto calendario suddiviso per ordine alfabetico del cognome. La novità di giugno 2026: poiché il martedì 2 giugno è festivo, il calendario salta quel giorno e si svolge su 6 giorni lavorativi tra lunedì 1 e martedì 9 giugno.

      Giorno di ritiroCognomi
      Lunedì 1 giugnoA – B
      Martedì 2 giugnoCHIUSO (Festa della Repubblica)
      Mercoledì 3 giugnoC – D
      Giovedì 4 giugnoE – K
      Venerdì 5 giugnoL – O
      Sabato 6 giugno (mattina)P – R
      Lunedì 8 giugnoS – Z

      Nota importante: il calendario è indicativo e può variare leggermente a seconda dell’ufficio postale. Verifica sempre l’orario del tuo sportello sul sito di Poste Italiane oppure chiamando il numero verde 803 160. Per chi ritira tramite Postamat il pagamento è disponibile dalle ore 00:00 del 1 giugno 2026, senza turnazione.

      Accredito su conto corrente bancario

      Per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario, l’importo viene reso disponibile lunedì 1 giugno 2026. Le banche eseguono i bonifici INPS nelle prime ore del mattino: in base alla banca, l’importo può comparire dalle 6:00 alle 12:00 della giornata.

      Le principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, UniCredit, BPER, Banco BPM, MPS, Crédit Agricole) accreditano simultaneamente. Le banche cooperative del territorio FVG (CrediFriuli, Banca di Cividale) e gli istituti online seguono lo stesso schema. Se al pomeriggio del 1 giugno l’accredito non risulta visibile, contatta la tua filiale.

      Importi pensioni giugno 2026 e perequazione

      Gli importi delle pensioni di giugno 2026 sono allineati alle mensilità precedenti: la rivalutazione automatica è già stata applicata da gennaio 2026 in base ai dati ISTAT 2025. Il meccanismo di perequazione 2026 prevede:

      Fascia importo% rivalutazione
      Fino a 4 volte il trattamento minimo (~2.447 €)100%
      Da 4 a 5 volte il minimo90%
      Da 5 a 6 volte il minimo75%
      Oltre 10 volte il minimo22%

      La pensione minima giugno 2026 è confermata a 611,85 € mensili (importo lordo), con possibili integrazioni per gli over 70 grazie all’incremento al milione che porta l’importo fino a circa 767,84 € mensili (incremento di 20 € rispetto al 2025). Per approfondire requisiti e procedura della maggiorazione consulta la nostra guida alla maggiorazione sociale 2026.

      Importi medi per categoria pensione giugno 2026

      Per orientarsi sull’importo netto effettivo della pensione di giugno 2026, ecco una panoramica per le principali tipologie di pensione INPS. I valori sono medi e indicativi; il netto effettivo dipende sempre dalla situazione personale (detrazioni, addizionali, conguagli).

      Categoria pensioneLordo medio (€)Netto medio stimato (€)
      Pensione di vecchiaia~ 1.450~ 1.215
      Pensione anticipata~ 1.880~ 1.530
      Pensione di reversibilità~ 760~ 700
      Pensione di invalidità~ 530~ 510
      Assegno sociale~ 540~ 540
      Pensione minima INPS~ 612~ 600

      Le pensioni assistenziali (assegno sociale, pensione di invalidità) sono esenti da IRPEF entro determinate soglie e quindi il netto è quasi pari al lordo. Le pensioni dirette di vecchiaia e anticipate, invece, subiscono il prelievo IRPEF mensile e le addizionali, con un netto significativamente inferiore al lordo.

      Pensioni in pagamento all’estero

      I pensionati italiani residenti all’estero ricevono la pensione tramite Citibank N.A., agente pagatore convenzionato con INPS. Le date di pagamento per giugno 2026 dipendono dal Paese di residenza:

      • Paesi UE e SEE: accredito intorno al 1 giugno 2026 con bonifico SEPA
      • Paesi extra-UE: accredito tra il 2 e il 5 giugno 2026, in base alla valuta locale e al fuso orario
      • Pagamenti in contanti tramite Western Union (per Paesi senza sistema bancario sviluppato): disponibilità dal 5 giugno 2026

      Attenzione fiscale per i pensionati AIRE: chi vive stabilmente all’estero (iscritto AIRE) è soggetto a regimi fiscali differenziati. La doppia tassazione tra Italia e Paese di residenza è regolata da convenzioni internazionali. Il CAF Centro Fiscale assiste i pensionati AIRE per la corretta gestione della certificazione di residenza fiscale.

      Trattenute giugno 2026: addizionali e conguagli

      Sul cedolino di giugno 2026 proseguono le trattenute fiscali iniziate nei mesi precedenti. Ecco le voci attive:

      • IRPEF mensile: 1/12 dell’imposta annua, già al netto delle detrazioni
      • Addizionale regionale IRPEF – 4ª rata su 11 (rate da marzo 2026 a gennaio 2027)
      • Addizionale comunale saldo 2025 – 4ª rata su 9 (rate da marzo a novembre 2026)
      • Addizionale comunale acconto 2026 – 4ª rata su 9 (rate da marzo a novembre 2026)
      • Eventuali recuperi indebiti e rate cessione del quinto attive

      A giugno NON è prevista alcuna nuova rata di acconto regionale: l’addizionale regionale è interamente in saldo (i Comuni invece sommano saldo + acconto). Per capire perché la pensione può variare in negativo o in positivo da un mese all’altro, leggi l’approfondimento dedicato alle cause di pensione più bassa nei mesi primaverili.

      Conguaglio 730/2026 sui pensionati: tempistiche

      Giugno è il mese in cui i pensionati si chiedono quando arriverà il rimborso 730 sulla pensione (oppure quando partirà la trattenuta in caso di debito). L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica i conguagli derivanti dal modello 730/2026 secondo un calendario preciso.

      Tempistiche conguaglio 730 sulla pensione

      Mese di trasmissione 730Mese di rimborso/trattenuta
      Entro maggio 2026Luglio o agosto 2026
      Entro giugno 2026Agosto 2026
      Entro luglio 2026Settembre 2026
      Entro settembre 2026Ottobre/novembre 2026

      Importante per giugno: sul cedolino di giugno non compaiono ancora le voci del 730 (a meno che non sia un caso di trasmissione anticipatissima). Il rimborso vero e proprio arriva da luglio o agosto. Per gli aspetti tecnici, esempi di calcolo e gestione della rateizzazione del debito, leggi la guida completa al rimborso 730 pensionati 2026.

      Quando arriva la quattordicesima? A luglio 2026, non a giugno. Per importi e requisiti consulta la guida alla quattordicesima pensione 2026.

      Come consultare il cedolino di giugno su MyINPS

      Il cedolino della pensione di giugno 2026 è disponibile dal 22 maggio 2026 sul portale INPS. Tre i modi principali per consultarlo:

      1. MyINPS sul sito INPS: accesso con SPID, CIE o CNS, sezione “Cedolino della pensione”
      2. App INPS Mobile: stesso accesso, comoda per chi usa lo smartphone
      3. Cedolino via email: se attivato, arriva ogni mese in PDF protetto da password

      Per la guida dettagliata su come leggere ogni voce del cedolino, dalla pensione lorda al netto effettivo, consulta il nostro approfondimento sul cedolino pensione: come leggerlo riga per riga: la struttura del cedolino è identica anche per giugno.

      Novità cedolino giugno 2026

      A giugno 2026 si segnalano alcune novità organizzative e fiscali importanti per i pensionati:

      • Avvio invio cedolino via email per nuovi iscritti: chi ha attivato il servizio entro maggio 2026 riceve il primo cedolino digitale a giugno
      • Verifica reddituale annuale: l’INPS sta concludendo le verifiche sui titolari di prestazioni assistenziali (assegno sociale, integrazione al minimo, maggiorazione sociale)
      • Comunicazioni IMU: in vista della scadenza del 16 giugno 2026, alcuni Comuni inviano avvisi bonari ai pensionati sull’acconto IMU
      • Conguaglio 730/2026: se hai presentato il 730 entro maggio, in cedolino di luglio o agosto vedrai le voci di rimborso o trattenuta

      Attenzione: i pensionati che non hanno ancora presentato il 730/2026 hanno tempo fino al 30 settembre 2026 per la trasmissione. Tuttavia, anticipare la presentazione conviene perché accelera il rimborso o riduce gli interessi sul debito.

      Assistenza CAF per pensionati

      Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i pensionati di Udine e provincia con servizi gratuiti e a tariffe convenzionate:

      • Lettura e verifica gratuita del cedolino della pensione
      • Compilazione modello 730/2026 (a partire da 30 € per pensionati)
      • Calcolo IMU 2026 e predisposizione modello F24
      • Verifica diritto a quattordicesima e maggiorazione sociale
      • Pratiche di ricostituzione e supplemento di pensione
      • ISEE e servizi di patronato (gratuiti)

      Prenota assistenza al CAF Centro Fiscale

      Cedolino, 730 dei pensionati, IMU di giugno: ti aiutiamo a gestire ogni adempimento di giugno 2026.

      📞 Telefono: 0432 1638640
      💬 WhatsApp: 366 6018121
      📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

      Servizio Pensioni

      📬 Resta aggiornato sulle novità fiscali

      Ricevi via email il calendario mensile delle pensioni, le scadenze fiscali e le guide pratiche del CAF Centro Fiscale. 🔒 I tuoi dati sono al sicuro: nessuno spam.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti

      Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

      La pensione di giugno 2026 è accreditata lunedì 1 giugno 2026, primo giorno bancabile del mese. Non sono previsti anticipi a fine maggio: il calendario è regolare per banche e Poste.

      Il 2 giugno (Festa della Repubblica) impatta sul pagamento?

      No. Il 2 giugno è festivo ma cade di martedì, quindi il pagamento è già stato effettuato il giorno prima. Banche e Poste sono chiuse solo il 2 giugno; la normale operatività riprende il 3 giugno.

      Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione?

      Il rimborso 730/2026 arriva sul cedolino della pensione tipicamente nei mesi di luglio o agosto 2026, in funzione del mese di trasmissione del modello. Per chi presenta tardi (settembre), il rimborso slitta a ottobre o novembre.

      A giugno c’è la quattordicesima?

      No. La quattordicesima delle pensioni viene erogata a luglio 2026, per i pensionati che hanno compiuto 64 anni e rispettano i limiti reddituali. A giugno l’importo è quello ordinario.

      Pensione e IMU: quando si paga?

      L’acconto IMU 2026 scade il 16 giugno 2026. I pensionati proprietari di seconda casa, fabbricati commerciali o terreni devono pagare il 50% dell’imposta annua. La prima casa di abitazione è esente, salvo i casi di abitazioni di lusso (categorie A/1, A/8, A/9). Per regole complete (esenzione prima casa, comodato, AIRE, codici tributo) consulta la nostra guida IMU 2026 per pensionati.

      Come consultare il cedolino di giugno 2026?

      Il cedolino è disponibile dal 22 maggio 2026 su MyINPS previo accesso con SPID, CIE o CNS. In alternativa puoi consultarlo dall’app INPS Mobile o riceverlo via email se hai attivato il servizio gratuito.

      Quanto è la pensione minima a giugno 2026?

      La pensione minima INPS è di 611,85 € mensili per il 2026 (619,80 € con la rivalutazione straordinaria 1,3% sugli assegni minimi). Con la maggiorazione sociale e l’incremento al milione, i pensionati over 70 con redditi sotto i limiti previsti possono raggiungere circa 767,84 € mensili.

      Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 08:00:002026-05-31 09:44:17Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date, Importi e Calendario INPS
      Osteopati, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

      Partita IVA Osteopata 2026: Apertura, Regime Forfettario, Ruolo Sanitario e Fatturazione

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Aprire la partita IVA come osteopata nel 2026 significa entrare a pieno titolo in una professione sanitaria riconosciuta dallo Stato italiano. Dal 2017, con la Legge 3/2018 (Legge Lorenzin) e successivamente con il DPCM 7 luglio 2021, l’osteopatia è stata istituita come professione sanitaria autonoma, con percorso universitario dedicato (Laurea L/SNT in Osteopatia) e iscrizione obbligatoria all’elenco speciale TSRM-PSTRP.

      Questa guida affronta in modo completo tutti gli aspetti fiscali, previdenziali e operativi che riguardano l’osteopata libero professionista: codice ATECO 86.90.29, regime forfettario al 5% o 15%, Gestione Separata INPS, Sistema Tessera Sanitaria, esenzione IVA art. 10 DPR 633/1972, fatturazione elettronica e calcoli pratici delle tasse.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste osteopati su tutto il territorio nazionale nell’apertura della partita IVA, nella scelta del regime fiscale più conveniente e nella gestione completa di fatturazione e dichiarazione redditi.

      Osteopata: professione sanitaria riconosciuta dal 2017

      L’osteopatia è una professione sanitaria autonoma riconosciuta in Italia con l’articolo 7 della Legge n. 3 dell’11 gennaio 2018 (cosiddetta “Legge Lorenzin”), che ha modificato il D.lgs. 502/1992 istituendo nuove professioni sanitarie. Successivamente, il DPCM 7 luglio 2021 ha definito ufficialmente il profilo dell’osteopata, le competenze professionali e l’ordinamento didattico universitario.

      L’osteopata è il professionista sanitario che, con autonomia di giudizio e responsabilità diretta, applica la manipolazione osteopatica finalizzata al trattamento delle disfunzioni di carattere muscolo-scheletrico, viscerale e cranio-sacrale. L’osteopata non somministra farmaci, non esegue diagnosi mediche e non sostituisce la figura del medico, ma opera come professionista sanitario complementare nel campo del benessere muscolo-scheletrico.

      Tappe principali del riconoscimento

      • 2017: la Legge 3/2018 istituisce l’osteopatia tra le professioni sanitarie
      • 2020: avvio del percorso transitorio con il Decreto interministeriale 7 luglio 2020
      • 2021: DPCM 7 luglio 2021 individua il profilo professionale dell’osteopata
      • 2023: avviati i corsi di laurea triennale e magistrale in Osteopatia
      • 2024: prime lauree, ingresso nel Sistema Tessera Sanitaria e detraibilità delle prestazioni come spese sanitarie

      ★ Scelta in evidenza · Sponsor

      Qonto: il conto business per Partita IVA

      Tra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.

      • ✓ Apertura 100% online in 10 minuti
      • ✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile
      • ✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)
      • ✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software
      Visita Qonto e prova gratis →

      Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

      Differenze tra osteopata, fisioterapista, chiropratico e massofisioterapista

      Una delle confusioni più frequenti riguarda le differenze tra l’osteopata e altre figure professionali che operano sul corpo. Ecco un confronto chiaro:

      FiguraRiconoscimentoPercorso formativoAmbito
      OsteopataProfessione sanitaria (Legge 3/2018)Laurea L/SNT Osteopatia o percorso transitorio ESO+EPManipolazione osteopatica muscolo-scheletrica, viscerale e cranio-sacrale
      FisioterapistaProfessione sanitaria (D.M. 741/1994)Laurea L/SNT2 FisioterapiaRiabilitazione motoria su prescrizione medica
      ChiropraticoRiconosciuto dalla Legge 244/2007 ma senza ordinamento didatticoLaurea estera (es. UK, USA)Manipolazioni vertebrali
      MassofisioterapistaOperatore sanitario (anteriore al 1999)Diploma triennale regionaleMassaggio terapeutico

      L’osteopata, a differenza del fisioterapista, non opera necessariamente su prescrizione medica ed è abilitato alla valutazione osteopatica autonoma. Rispetto al chiropratico, gode di un percorso universitario italiano strutturato. Rispetto al massofisioterapista, ha un riconoscimento sanitario pieno con elenco speciale presso l’ordine TSRM-PSTRP.

      Requisiti formativi: laurea o percorso transitorio

      Per esercitare la professione di osteopata in Italia con partita IVA è necessario possedere uno dei seguenti titoli:

      Percorso ordinario: laurea L/SNT Osteopatia

      Dal 2024 è attivo il Corso di Laurea triennale in Osteopatia (Classe L/SNT – Professioni sanitarie) presso varie università italiane, con accesso a numero programmato. Il percorso prevede:

      • 3 anni di laurea triennale (180 CFU) con esame finale abilitante
      • Possibilità di proseguire con laurea magistrale L/SNT2/MAG (2 anni, 120 CFU)
      • Tirocinio clinico obbligatorio in strutture convenzionate
      • Esame di Stato abilitante alla professione

      Percorso transitorio (ad esaurimento)

      Per chi ha conseguito il diploma osteopatico prima dell’entrata in vigore del DPCM 2021, è previsto un percorso transitorio con doppio canale:

      • Canale A: laureati in professioni sanitarie (es. fisioterapisti) con diploma osteopatico ESO o equivalente di scuola privata accreditata
      • Canale B: diplomati osteopati con percorso di studio T1 (a tempo pieno, 5 anni) o T2 (part-time, 6 anni) presso scuole riconosciute (ESO, EP, AIMO, ecc.)

      I professionisti del percorso transitorio devono superare una prova di valutazione nazionale per essere inseriti nell’elenco speciale ad esaurimento dell’albo TSRM-PSTRP.

      Iscrizione all’elenco speciale TSRM-PSTRP

      Tutti gli osteopati abilitati devono iscriversi all’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM-PSTRP) presso l’ordine territoriale della provincia di residenza o di esercizio.

      Documenti necessari per l’iscrizione

      • Domanda di iscrizione (modulo dell’ordine territoriale)
      • Titolo di studio in originale o copia autenticata
      • Documento di identità e codice fiscale
      • Certificato di residenza o domicilio professionale
      • Quietanza di pagamento tassa di concessione governativa (€ 168) e quota di iscrizione
      • Due fototessere

      La quota annuale è variabile per ordine territoriale ma generalmente si attesta tra 120 e 180 euro all’anno. È integralmente deducibile come spesa professionale (anche per i forfettari, in modo indiretto tramite coefficiente di redditività).

      Obbligo ECM

      Come professione sanitaria, l’osteopata è soggetto all’obbligo formativo ECM (Educazione Continua in Medicina): 150 crediti ogni triennio (50 crediti l’anno). I corsi ECM sono interamente deducibili come spese di aggiornamento professionale.

      Codice ATECO osteopata 2026: 86.90.29

      Il codice ATECO da utilizzare in fase di apertura partita IVA per l’osteopata è:

      86.90.29 — Altri servizi di assistenza sanitaria n.c.a. (non classificati altrove)

      Questo codice include le prestazioni sanitarie erogate da professionisti abilitati al di fuori delle categorie specifiche (medici, infermieri, fisioterapisti, ecc.). È lo stesso codice ATECO utilizzato per altri professionisti sanitari come dietisti, podologi e logopedisti.

      Coefficiente di redditività e regime forfettario

      Nel regime forfettario, il codice ATECO 86.90.29 ha un coefficiente di redditività del 78% (settore “Servizi professionali e sanitari”). Questo significa che, sul fatturato lordo, il 78% è considerato reddito imponibile e il restante 22% è la quota forfettaria di costi deducibili.

      Esempio: se l’osteopata fattura 30.000 € in un anno, il reddito imponibile sarà 30.000 × 78% = 23.400 €, su cui si calcolano sia le tasse che i contributi INPS Gestione Separata.

      Regime forfettario per osteopata: aliquote e limiti

      Il regime forfettario è la scelta più conveniente per la maggior parte degli osteopati che avviano l’attività. Le condizioni per il 2026 sono:

      • Limite di ricavi: 85.000 € annui
      • Aliquota imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni di attività (start-up), poi 15%
      • Coefficiente di redditività: 78% (ATECO 86.90.29)
      • No IRPEF, no addizionali, no IRAP: tutto sostituito dall’imposta sostitutiva
      • No IVA: nessun obbligo di applicazione, nessuna detrazione
      • No studi di settore / ISA

      Requisiti per l’aliquota agevolata al 5%

      Per accedere all’aliquota ridotta al 5% (start-up), l’osteopata deve:

      • Non aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti
      • Non proseguire un’attività precedentemente svolta come dipendente o collaboratore (con limitate eccezioni per il tirocinio)
      • Se prosegue un’attività esistente, i ricavi del periodo precedente non devono superare il limite forfettario

      Cause di esclusione

      • Reddito da lavoro dipendente o pensione superiore a 30.000 € nell’anno precedente
      • Spese per personale dipendente superiori a 20.000 €
      • Partecipazione in società di persone, SRL trasparenti o associazioni professionali
      • Fatturazione prevalente verso ex datore di lavoro (o aziende collegate) negli ultimi 2 anni

      Contributi INPS: Gestione Separata 2026

      L’osteopata non ha una cassa previdenziale dedicata (a differenza di medici-ENPAM, infermieri-ENPAPI, psicologi-ENPAP, biologi-ENPAB). Deve quindi iscriversi alla Gestione Separata INPS, ai sensi della Legge 335/1995.

      Aliquote Gestione Separata 2026

      • 26,07%: aliquota piena per professionisti senza altra copertura previdenziale (25% IVS + 1,07% maternità/malattia/ANF)
      • 24%: aliquota ridotta per professionisti già iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria (es. lavoratori dipendenti) o titolari di pensione

      Massimale e minimale

      • Massimale 2026: circa 119.650 € (oltre questa soglia non si versano contributi)
      • Minimale: la Gestione Separata NON ha contributi minimi obbligatori; si paga in proporzione al reddito effettivo

      Iscrizione alla Gestione Separata

      L’iscrizione si effettua online sul portale INPS (con SPID/CIE) entro il primo pagamento dei contributi. È contestuale all’apertura della partita IVA e non prevede oneri di iscrizione iniziali.

      Versamento contributi

      I contributi si versano con F24, calcolati sul reddito dichiarato (per i forfettari sul 78% del fatturato). Le scadenze coincidono con quelle delle imposte:

      • 30 giugno: saldo anno precedente + primo acconto (50% del dovuto)
      • 30 novembre: secondo acconto (50% del dovuto)

      Sistema Tessera Sanitaria: obbligo dal 2024

      Dal 1° gennaio 2024, in seguito al riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria, l’osteopata è obbligato all’invio dei dati delle proprie fatture al Sistema Tessera Sanitaria (STS), ai sensi dell’articolo 3, comma 3 del DPR 600/1973 e successivi provvedimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

      Cosa prevede l’obbligo STS

      • Trasmissione di tutte le fatture emesse a persone fisiche residenti in Italia
      • Frequenza: mensile o semestrale a scelta del professionista
      • Informazioni richieste: codice fiscale del paziente, importo, data, tipologia di spesa
      • Sanzioni in caso di omissione: da 100 a 50.000 € in base alla gravità

      Detraibilità per il paziente

      Le prestazioni dell’osteopata, inviate al Sistema TS, sono detraibili al 19% come spese sanitarie ex articolo 15 del TUIR per il paziente, sempre che siano superiori alla franchigia di 129,11 € annui complessivi e siano pagate con strumenti tracciabili (bancomat, carta di credito, bonifico, app di pagamento).

      Questa novità rappresenta un vantaggio competitivo enorme per gli osteopati: le prestazioni costano “meno” al paziente grazie alla detrazione, fidelizzando la clientela.

      Diritto di opposizione del paziente

      Il paziente può opporsi all’invio dei dati al Sistema TS. In questo caso, l’osteopata indica nella fattura “Paziente che si oppone all’invio dei dati al Sistema TS” e la fattura non viene trasmessa, ma il paziente perde il diritto alla detrazione automatica nella precompilata (può comunque dichiararla manualmente).

      Esenzione IVA art. 10 DPR 633/1972 e fatturazione

      Le prestazioni dell’osteopata, in quanto erogate da professionista sanitario, beneficiano dell’esenzione IVA prevista dall’articolo 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972, che esenta da IVA le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona” da parte di professionisti sanitari abilitati.

      Conseguenze dell’esenzione IVA

      • NO addebito IVA al paziente (la fattura non riporta IVA)
      • L’osteopata non può detrarre l’IVA sugli acquisti professionali
      • Imposta di bollo di 2 € per fatture di importo superiore a 77,47 € (carico legale del cliente, ma in genere a carico dell’osteopata per prassi commerciale)
      • In fattura va indicata la dicitura: “Operazione esente da IVA art. 10, comma 1, n. 18 DPR 633/1972”

      Fatturazione elettronica B2C

      Per le prestazioni sanitarie a privati cittadini, è previsto un regime particolare:

      • I forfettari sotto la soglia di 25.000 € di fatturato sono esenti dall’obbligo di fatturazione elettronica fino al 31 dicembre 2024 (dal 2025 obbligo per tutti)
      • Per le prestazioni inviate al Sistema TS, vige il divieto di fatturazione elettronica via SDI per motivi di privacy: la fattura va emessa solo in formato cartaceo o PDF al paziente, e i dati trasmessi al portale STS
      • Codice destinatario: “0000000” (sette zeri) per cliente privato senza PEC

      Esempio fattura osteopata (forfettario)

      Trattamento osteopatico: 70,00 €
      Operazione esente IVA art. 10, c. 1, n. 18 DPR 633/1972
      Operazione effettuata da soggetto in regime forfettario art. 1 c. 54-89 L. 190/2014
      Imposta di bollo: 2,00 € (assolta in modo virtuale)
      Totale fattura: 72,00 €

      Prestazioni tipiche e tariffe medie

      Le tariffe dell’osteopata sono libere (non esiste un tariffario nazionale), ma in Italia si attestano su valori abbastanza standard:

      PrestazioneDurataTariffa media
      Prima visita osteopatica + valutazione posturale60-75 min70 – 100 €
      Trattamento osteopatico standard (follow-up)45-60 min60 – 80 €
      Trattamento pediatrico (neonati / bambini)30-45 min60 – 90 €
      Trattamento sportivo specifico45-60 min70 – 100 €
      Visita osteopatica donna in gravidanza45-60 min70 – 90 €
      Pacchetto 5 sedute—250 – 400 €

      Le tariffe variano considerevolmente per area geografica: nelle grandi città del Nord (Milano, Torino, Bologna) si arriva facilmente a 90-110 € a seduta, mentre nelle zone del Sud Italia si parte spesso da 50-60 €.

      Studio professionale: SCIA, assicurazione e attrezzature

      SCIA sanitaria

      L’osteopata che apre uno studio professionale autonomo deve presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) sanitaria al Comune di riferimento. La SCIA attesta:

      • Idoneità dei locali (superficie minima, areazione, illuminazione, servizi igienici)
      • Rispetto delle norme igienico-sanitarie (DPR 14 gennaio 1997)
      • Possesso del titolo abilitante
      • Direttore sanitario (può essere lo stesso osteopata)

      I requisiti dei locali sono dettati dalla normativa regionale: in genere si richiedono almeno 12-15 mq per la sala trattamenti, sala d’attesa e bagno separato.

      Assicurazione RC professionale obbligatoria

      In quanto professionista sanitario, l’osteopata deve sottoscrivere un’assicurazione di responsabilità civile professionale ai sensi della Legge 24/2017 (Legge Gelli-Bianco). Costi indicativi:

      • Polizza base: 180-300 € all’anno per coperture fino a 1.000.000 €
      • Polizza professionale completa: 300-500 € all’anno con tutela legale

      Attrezzature: lettino osteopatico e altri strumenti

      L’investimento iniziale tipico di uno studio osteopatico include:

      • Lettino osteopatico elettrico professionale: 1.200 – 3.500 €
      • Lettino osteopatico portatile (per visite domiciliari): 400 – 800 €
      • Negativoscopio per lettura RX: 100 – 250 €
      • Pedana propriocettiva e materiale per valutazione posturale: 200 – 600 €
      • Software gestionale per appuntamenti e fatturazione: 200 – 500 € l’anno

      Attenzione: nel regime forfettario non si deducono analiticamente le spese, perché il coefficiente del 78% include forfettariamente i costi. Il 22% del fatturato è già la quota di costi presunti. Pertanto, le spese del lettino e degli arredi non sono ulteriormente deducibili in regime forfettario.

      Solo passando al regime ordinario (semplificato o ordinario con contabilità) è possibile dedurre analiticamente le spese e ammortizzare i beni strumentali (lettino al 12,5% all’anno).

      Esempi di calcolo tasse osteopata in regime forfettario

      Vediamo tre scenari pratici di osteopata in regime forfettario, con coefficiente di redditività del 78% e aliquota Gestione Separata 26,07% (professionista senza altra copertura).

      Scenario 1: fatturato 25.000 € (start-up)

      • Reddito imponibile: 25.000 × 78% = 19.500 €
      • Imposta sostitutiva 5% (start-up): 19.500 × 5% = 975 €
      • Contributi INPS Gestione Separata: 19.500 × 26,07% = 5.083,65 €
      • Totale tasse + contributi: 6.058,65 € (24,2% del fatturato)
      • Netto in tasca: 25.000 – 6.058,65 = 18.941,35 €

      Scenario 2: fatturato 40.000 € (consolidato)

      • Reddito imponibile: 40.000 × 78% = 31.200 €
      • Imposta sostitutiva 15% (oltre 5° anno): 31.200 × 15% = 4.680 €
      • Contributi INPS Gestione Separata: 31.200 × 26,07% = 8.133,84 €
      • Totale tasse + contributi: 12.813,84 € (32,0% del fatturato)
      • Netto in tasca: 40.000 – 12.813,84 = 27.186,16 €

      Scenario 3: fatturato 60.000 € (professionista esperto)

      • Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 €
      • Imposta sostitutiva 15%: 46.800 × 15% = 7.020 €
      • Contributi INPS Gestione Separata: 46.800 × 26,07% = 12.200,76 €
      • Totale tasse + contributi: 19.220,76 € (32,0% del fatturato)
      • Netto in tasca: 60.000 – 19.220,76 = 40.779,24 €

      Nota: i contributi INPS versati nell’anno sono integralmente deducibili dal reddito imponibile dell’anno successivo (per chi è in forfettario, riducono la base imponibile dell’imposta sostitutiva).

      Osteopata dipendente con partita IVA: si può?

      Sì, è perfettamente compatibile essere lavoratore dipendente e avere partita IVA come osteopata, sia in regime forfettario che ordinario, purché:

      • Il contratto di lavoro dipendente non vieti espressamente la libera professione (verificare clausole di esclusiva)
      • Per il pubblico impiego vige il regime di esclusiva (occorre passare a part-time o richiedere autorizzazione)
      • Se il reddito da lavoro dipendente è superiore a 30.000 €, scatta l’esclusione dal regime forfettario
      • Per la Gestione Separata si applica l’aliquota ridotta 24% (anziché 26,07%) perché già coperti previdenzialmente

      Tipica situazione: osteopata assunto in una clinica come fisioterapista o operatore sanitario e contemporaneamente libero professionista nel proprio studio. È una soluzione molto diffusa nei primi anni di attività.

      Collaborazioni con medici, fisioterapisti e centri

      L’osteopata può collaborare con altri professionisti sanitari attraverso diverse forme contrattuali:

      • Affitto di camera all’interno di studi medici o poliambulatori (con regolare contratto di locazione e suddivisione spese)
      • Contratto di prestazione professionale con clinica/poliambulatorio (l’osteopata fattura direttamente alla struttura)
      • Collaborazione con fisioterapisti per casi che richiedono sia trattamento osteopatico sia riabilitativo
      • Convenzioni con assicurazioni sanitarie integrative (UniSalute, RBM, FASI, ecc.)

      Le strutture sanitarie convenzionate possono fatturare direttamente al paziente e poi liquidare l’osteopata con compenso netto, oppure l’osteopata fattura direttamente al paziente e versa una quota fissa di affitto alla clinica. La seconda opzione è generalmente più conveniente fiscalmente.

      Pubblicità sanitaria: limiti della Legge Boldi (Boldi-Lorenzin)

      La Legge 145/2018 (Legge di Bilancio 2019), articolo 1, commi 525-526, ha introdotto severe limitazioni alla pubblicità sanitaria, applicabili anche all’osteopata in quanto professionista sanitario.

      Cosa è permesso

      • Comunicazioni informative funzionali alla scelta consapevole del paziente
      • Indicazione di prestazioni, qualifiche, titoli di studio
      • Recapiti, orari e tariffe
      • Sito web e pagina social a contenuto informativo

      Cosa è vietato

      • Promesse di guarigione o risultati garantiti
      • Sconti e promozioni di tipo commerciale (es. “2×1”, “porta un amico”, “scontistica del 50%”)
      • Testimonianze cliniche di pazienti con immagini “before/after”
      • Pubblicità ingannevole o suggestiva

      L’ordine TSRM-PSTRP vigila sul rispetto delle norme deontologiche pubblicitarie e può applicare sanzioni disciplinari in caso di violazione, fino alla sospensione dall’albo.

      Apertura partita IVA osteopata: passo per passo

      Ecco la sequenza ottimale per aprire la partita IVA come osteopata:

      1. Iscrizione all’albo TSRM-PSTRP: prerequisito indispensabile
      2. Apertura partita IVA: invio modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online tramite intermediario abilitato come il CAF, o tramite il proprio cassetto fiscale). ATECO 86.90.29, regime forfettario
      3. Iscrizione Gestione Separata INPS: tramite il portale INPS con SPID/CIE
      4. Iscrizione al Sistema Tessera Sanitaria: via SPID, profilo “operatore sanitario” sul portale STS
      5. SCIA sanitaria: per chi apre uno studio (al SUAP del Comune)
      6. Sottoscrizione assicurazione RC professionale obbligatoria
      7. Acquisto software gestionale per fatturazione e gestione appuntamenti
      8. Comunicazione del codice destinatario e indirizzo PEC all’Agenzia delle Entrate

      Il tempo medio per completare l’intero iter è di 15-30 giorni. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste in tutti i passaggi, dalla compilazione del modello AA9/12 fino alla registrazione al Sistema TS.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

      Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta.

      📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Prova gratis 30 giorni

      FAQ: domande frequenti su partita IVA osteopata

      Posso lavorare come osteopata senza partita IVA?

      No, l’attività di osteopata è qualificata come libera professione abituale e richiede l’apertura della partita IVA. Solo prestazioni del tutto occasionali (limite 5.000 € lordi anno) possono essere svolte con prestazione occasionale, ma di fatto l’osteopata non può rientrare in questo regime perché si tratta di attività professionale continuativa.

      Quanto guadagna in media un osteopata?

      Le statistiche del Registro Italiano Osteopati (ROI) e del comitato professione osteopatica indicano un fatturato medio di 35.000 – 50.000 € lordi per osteopata libero professionista, con un netto medio in tasca tra 24.000 e 34.000 €. I professionisti più affermati nelle grandi città superano i 70.000 € di fatturato.

      L’osteopata può fare diagnosi mediche?

      No, l’osteopata non è un medico e non può fare diagnosi mediche né prescrivere farmaci. L’osteopata effettua una valutazione osteopatica finalizzata al trattamento manipolativo e, se necessario, indirizza il paziente al medico per accertamenti diagnostici.

      Le prestazioni dell’osteopata sono detraibili al 19%?

      Sì, dal 2024 le prestazioni dell’osteopata iscritto all’albo TSRM-PSTRP sono detraibili al 19% come spese sanitarie ai fini IRPEF, purché pagate con strumenti tracciabili e superiori complessivamente alla franchigia di 129,11 € annui.

      Quali sono i costi annuali fissi per un osteopata libero professionista?

      • Quota albo TSRM-PSTRP: 120 – 180 €
      • Assicurazione RC professionale: 200 – 400 €
      • Software gestionale: 200 – 500 €
      • Affitto studio o quota struttura: 3.000 – 12.000 €
      • Aggiornamento ECM: 200 – 800 €
      • Totale costi fissi: 4.000 – 14.000 € l’anno

      L’osteopata può lavorare anche a domicilio?

      Sì, l’osteopata può effettuare visite a domicilio del paziente. Per le visite domiciliari non è necessaria SCIA del Comune (perché lo studio è il domicilio professionale dell’osteopata), ma vige sempre l’obbligo di assicurazione RC e l’invio fattura al Sistema TS.

      Posso lavorare con minori e neonati?

      Sì, l’osteopata può trattare anche neonati, bambini e adolescenti, previa autorizzazione e firma del consenso informato da parte di entrambi i genitori (o tutore legale). I trattamenti pediatrici richiedono però una formazione specifica post-laurea, oggi prevista nei master di II livello.

      Cosa succede se supero gli 85.000 € di fatturato?

      Se nel corso dell’anno l’osteopata supera 85.000 € di fatturato ma resta entro 100.000 €, conclude l’anno in regime forfettario e dal 1° gennaio successivo passa al regime ordinario. Se invece supera i 100.000 € in corso d’anno, esce immediatamente dal forfettario e deve applicare l’IVA dal momento del superamento (con conseguente obbligo di rifatturazione delle operazioni successive con IVA).

      Il CAF Centro Fiscale assiste gli osteopati di tutta Italia

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza fiscale ai professionisti sanitari e assiste osteopati in tutta Italia, sia in presenza presso le sedi di Udine, sia online. I servizi includono:

      • Apertura partita IVA con scelta del regime fiscale ottimale
      • Gestione fatturazione elettronica e invio dati al Sistema TS
      • Versamento contributi INPS Gestione Separata e calcolo F24
      • Dichiarazione redditi annuale (Modello Redditi PF)
      • Consulenza per il passaggio dal forfettario al regime ordinario
      • Tenuta contabilità per chi sceglie il regime ordinario
      • Consulenza su SCIA sanitaria e adempimenti studio

      Per una consulenza personalizzata gratuita sull’apertura della tua partita IVA da osteopata, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: 0432 1845053 oppure via email a info@centrofiscale.com.

      Nota legale: questo articolo ha finalità divulgative. Le aliquote, i limiti e le scadenze possono variare in base alle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS e della normativa vigente al momento. Per situazioni personali specifiche, è sempre consigliato rivolgersi al CAF di fiducia o a un commercialista abilitato.

      ★ Scelta in evidenza · Sponsor

      Apri un conto business con Qonto

      Una soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.

      🇮🇹

      IBAN italiano

      ⚡

      Apertura in 10 min

      📄

      Fattura elettronica

      💳

      Carta Mastercard

      🚀 Visita Qonto e apri il conto →

      Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

      Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-21 08:00:002026-09-27 00:04:58Partita IVA Osteopata 2026: Apertura, Regime Forfettario, Ruolo Sanitario e Fatturazione
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

      Pensione Maggio 2026 in Ritardo? Cause Reali e Cosa Fare Subito

      Pensione 2026 INPS

      La pensione di maggio 2026 potrebbe arrivare con qualche giorno di ritardo rispetto al previsto: è una situazione che genera preoccupazione, ma nella maggior parte dei casi ha cause ordinarie e prevedibili. L’accredito tipico è sabato 2 maggio per Poste/BancoPosta e lunedì 4 maggio per le banche, ma il calendario può variare per festività, weekend, problemi tecnici o casi particolari come la pensione AIRE. Vediamo le cause più comuni e cosa fare subito per verificare e risolvere.

      Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

      Pensione maggio 2026: date attese Poste e banche

      L’accredito della pensione di maggio 2026 segue questo calendario standard:

      • Sabato 2 maggio 2026: accredito presso Poste/BancoPosta. Le Poste aprono il sabato mattina per consentire il prelievo agli intestatari di libretto postale e prepagata Postepay.
      • Lunedì 4 maggio 2026: accredito presso le banche convenzionate con INPS. Il 1° maggio è festa nazionale (Festa dei Lavoratori), il 2 e 3 sono sabato e domenica: il primo giorno bancabile utile è lunedì 4.
      • Pensioni AIRE (estero): per i pensionati residenti all’estero, l’accredito segue regole specifiche e può richiedere più tempo a causa dei sistemi bancari internazionali.

      Per il dettaglio completo del calendario INPS puoi consultare la guida al pagamento delle pensioni di maggio 2026.

      5 cause più comuni di ritardo

      Se la pensione non è arrivata nei giorni previsti, le cause più frequenti sono:

      1. Festività o weekend infrasettimanale: come a maggio 2026, il calendario può slittare di 1-3 giorni se il primo giorno bancabile cade dopo una festa.
      2. Tempi tecnici della banca: alcune banche elaborano gli accrediti INPS la mattina molto presto, altre nel pomeriggio. Verifica sempre alla sera del giorno previsto, non al mattino.
      3. Variazioni dell’importo: se INPS sta elaborando ricalcoli o conguagli, l’accredito può essere posticipato di alcuni giorni.
      4. IBAN errato o conto chiuso: se hai cambiato banca senza aggiornare il modello AP04 in INPS, l’accredito può essere bloccato.
      5. Problemi anagrafici o di residenza: cambi di residenza o anagrafici non comunicati all’INPS possono sospendere temporaneamente i pagamenti.

      Verifica accredito su MyINPS in 3 passi

      Prima di pensare al peggio, controlla lo stato del pagamento sul portale MyINPS:

      1. Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS.
      2. Vai nella sezione “Cedolino della pensione” e seleziona il mese di maggio 2026.
      3. Verifica la data di emissione del pagamento e l’IBAN su cui è stato disposto. Se la data è anteriore a oggi e l’IBAN è corretto, il problema è bancario; se l’IBAN è sbagliato, devi aggiornarlo subito.

      Quando contattare la banca e cosa chiedere

      Se MyINPS conferma che il pagamento è stato emesso ma non vedi l’accredito sul conto, è il momento di contattare la banca. Chiedi al servizio clienti:

      • Se hanno ricevuto la disposizione di pagamento dall’INPS sul tuo IBAN.
      • Se l’accredito è “in lavorazione” (può capitare nei giorni di festività o ponti).
      • Se ci sono problemi di compatibilità tra l’IBAN registrato in INPS e il conto attuale.
      • Se il conto risulta attivo e capiente a ricevere accrediti.

      Conserva sempre il numero di pratica o il CRO comunicato dalla banca: ti servirà se devi aprire un reclamo a INPS.

      Contattare INPS: numero verde + 4 canali

      Se la banca conferma di non aver ricevuto la disposizione, devi contattare INPS attraverso uno di questi canali:

      • Numero verde 803.164: gratuito da rete fissa, attivo lunedì-venerdì 8:00-20:00 e sabato 8:00-14:00.
      • 06 164.164: numero unico da mobile (a pagamento secondo tariffe operatore).
      • Sportello MyINPS: attiva una richiesta di chiarimento tramite il servizio “Comunica con INPS”.
      • Patronato o CAF: il CAF Centro Fiscale di Udine apre la pratica gratuitamente, dialoga con INPS e ti tiene aggiornato sui tempi.

      Caso speciale: pensione AIRE e estero

      Per i pensionati residenti all’estero (iscritti AIRE), l’accredito segue regole diverse:

      • L’accredito può richiedere fino a 5-10 giorni lavorativi per arrivare sul conto estero.
      • Si applicano spese di conversione valuta o commissioni internazionali.
      • Ogni anno è richiesta la certificazione di esistenza in vita, gestita da Citibank per conto INPS. Se non viene presentata nei tempi, il pagamento può essere sospeso.
      • Per pagamenti in paesi con sanzioni o restrizioni bancarie, possono esserci ulteriori verifiche.

      Quando il ritardo è normale (festività, weekend)

      Non tutti i ritardi sono anomalie. Considera “normali” e fisiologici questi casi:

      • Festività nazionali (Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, Ferragosto, Natale): l’accredito slitta al primo giorno bancabile.
      • Sabato e domenica: le banche non elaborano nuovi accrediti, ma le Poste sì il sabato mattina.
      • Cambio di banca o IBAN: dopo l’aggiornamento INPS impiega 1-2 mesi a stabilizzare il nuovo flusso.
      • Inizio nuovo regime fiscale (gennaio): le prime mensilità dell’anno possono avere tempi un po’ più lunghi per ricalcoli.

      FAQ

      Cosa fare se la pensione non arriva il 2 maggio?

      Aspetta fine giornata: l’accredito può arrivare nel pomeriggio. Se a fine giornata non lo vedi, controlla su MyINPS la data di emissione: se è anteriore o coincidente, contatta la banca; se l’emissione è successiva, attendi il primo giorno bancabile utile.

      Pensione in ritardo: a chi rivolgersi?

      Prima alla tua banca, poi al numero verde INPS 803.164. Se il problema non si risolve in 48 ore, rivolgiti al patronato del CAF Centro Fiscale per aprire una pratica formale.

      Qual è il numero verde INPS pensioni?

      Il numero verde gratuito è 803.164 da rete fissa (lun-ven 8:00-20:00, sab 8:00-14:00). Da mobile è disponibile il numero unico 06 164.164, a pagamento secondo le tariffe del proprio operatore.

      La pensione può arrivare in giornate diverse?

      Sì. Tipicamente arriva il primo giorno bancabile, ma se ci sono festività o weekend slitta di 1-3 giorni. Inoltre, le Poste accreditano il sabato mattina, mentre le banche partono dal lunedì successivo.

      Che differenza c’è tra accredito Poste e banca?

      Le Poste lavorano anche il sabato mattina, quindi accreditano la pensione nel primo giorno utile anche se è sabato. Le banche elaborano gli accrediti solo nei giorni feriali, perciò se il primo giorno del mese cade di sabato o domenica, devi attendere il lunedì.

      Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?

      Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.

      Tel: 0432 1638640  |  WhatsApp: 366 6018121

      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

      Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 07:00:002026-05-30 00:53:04Pensione Maggio 2026 in Ritardo? Cause Reali e Cosa Fare Subito
      CRIPTOVALUTE

      DAC8 e Criptovalute 2026: Scambio Dati, Controlli Fiscali e Come Mettersi in Regola

      Dichiarazione redditi Criptovalute

      Dal 1° gennaio 2026 è ufficialmente entrata in vigore in Italia la DAC8 (Directive on Administrative Cooperation n. 8), la direttiva europea che impone agli exchange di criptovalute, ai prestatori di servizi cripto e alle piattaforme di trading di comunicare automaticamente alle autorità fiscali i dati dei contribuenti italiani. Si tratta della più importante rivoluzione in materia di trasparenza fiscale sulle cripto-attività da quando il legislatore ha introdotto, con la Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022), un quadro normativo organico per il settore.

      La DAC8, recepita nell’ordinamento italiano con il D.Lgs. 1° marzo 2024 n. 16, in attuazione della Direttiva UE 2023/2226 del Consiglio del 17 ottobre 2023 (pubblicata in GUUE L del 24 ottobre 2023), estende il modello dello scambio automatico di informazioni già operativo per i conti finanziari (CRS/DAC2) al mondo delle cripto-attività. La prima rendicontazione da parte degli exchange avverrà entro il 31 gennaio 2027 e riguarderà tutte le operazioni effettuate dagli utenti italiani nell’anno fiscale 2026.

      In questa guida completa analizziamo come funziona lo scambio automatico di dati DAC8, quali informazioni saranno trasmesse all’Agenzia delle Entrate, quali sono i controlli fiscali attesi nei prossimi mesi e – soprattutto – come mettersi in regola con la dichiarazione delle plusvalenze cripto (aliquota del 33% dal 2026), del monitoraggio fiscale nel Quadro W e dell’imposta patrimoniale IVCA sulle cripto-attività detenute. Includiamo tabelle riassuntive, esempi pratici di calcolo e i riferimenti normativi ufficiali.

      📬

      Resta aggiornato sulle novità fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

      🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      Cos’è la DAC8 e perché cambia tutto per chi possiede criptovalute

      La DAC8 è l’ottava modifica della Direttiva 2011/16/UE sulla cooperazione amministrativa in ambito fiscale tra gli Stati membri dell’Unione Europea. Approvata dal Consiglio UE il 17 ottobre 2023 (Direttiva UE 2023/2226), estende per la prima volta il principio dello scambio automatico di informazioni al mondo delle cripto-attività, allineandosi al Crypto-Asset Reporting Framework (CARF) elaborato dall’OCSE nel 2022.

      In termini pratici, la DAC8 obbliga tutti i prestatori di servizi di cripto-attività (i cosiddetti CASP, Crypto-Asset Service Providers) – exchange centralizzati, piattaforme di trading, custodian, gestori di NFT marketplace, e in alcuni casi anche piattaforme DeFi soggette al regolamento MiCA – a raccogliere informazioni dettagliate sui propri utenti residenti in UE e a trasmetterle automaticamente, una volta all’anno, all’amministrazione finanziaria del Paese di residenza del cliente.

      Le quattro novità chiave introdotte dalla DAC8

      • Scambio automatico globale: i dati transazionali viaggiano da exchange → autorità del paese del CASP → Agenzia delle Entrate italiana, senza necessità di alcuna richiesta specifica.
      • Inclusione di tutte le cripto-attività: Bitcoin, altcoin, stablecoin, token DeFi, e-money token (EMT) e asset-referenced token (ART) ai sensi del regolamento MiCA, NFT con funzione di investimento.
      • Estensione al ruling fiscale: obbligo di scambio automatico anche dei tax ruling preventivi su persone fisiche con patrimoni significativi (HNWI).
      • Sanzioni armonizzate: minimo 500 euro per ogni segnalazione omessa o errata, con sanzioni penali in caso di omissione sistematica.

      Il quadro normativo: dalla Legge di Bilancio 2023 alla DAC8

      Per comprendere la portata della DAC8 è necessario inquadrarla nell’evoluzione normativa italiana sulle cripto-attività degli ultimi anni. Fino al 2022 la disciplina era frammentaria e basata su risoluzioni e interpelli dell’Agenzia delle Entrate (in particolare la Risoluzione n. 72/E del 2 settembre 2016 e gli interpelli successivi che assimilavano le criptovalute alle valute estere). Con la Legge di Bilancio 2023 (L. 29 dicembre 2022 n. 197), commi 126-147, il legislatore ha introdotto per la prima volta una disciplina organica.

      Cronologia delle norme rilevanti

      NormaAnnoContenuto principale
      L. 197/2022 (commi 126-147)2023Definizione “cripto-attività”, aliquota plusvalenze 26%, Quadro W, IVCA 0,2%, sanatoria
      Provvedimento AdE 7 agosto 20232023Istruzioni operative per la regolarizzazione e per il Quadro W
      Direttiva UE 2023/2226 (DAC8)2023Scambio automatico dati cripto tra Stati UE
      L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025)2024Aliquota plusvalenze cripto al 33% dal 2026, conferma soglia 2.000 €
      D.Lgs. 16/20242024Recepimento DAC8 in Italia, in vigore dal 1° gennaio 2026
      Provvedimento AdE attuativo DAC82025-2026Specifiche tecniche tracciato XML per CASP

      Il D.Lgs. 16/2024 ha integrato il D.Lgs. 29/2014 (che già recepiva DAC1-DAC7) con un nuovo capo dedicato esclusivamente ai CASP, prevedendo regole di due diligence per identificare i clienti residenti, obblighi di raccolta del codice fiscale (TIN), tenuta della documentazione per cinque anni e procedure di verifica di residenza basate sui criteri OCSE/CARF.

      Quali dati saranno trasmessi all’Agenzia delle Entrate

      La domanda che ogni titolare di un portafoglio cripto si pone è: quali informazioni vedranno esattamente le autorità fiscali italiane? La risposta è contenuta nell’allegato VI alla Direttiva UE 2023/2226, che definisce il tracciato di reporting obbligatorio per ogni CASP. Si tratta di un dataset estremamente granulare.

      Categorie di dati comunicati

      • Dati identificativi dell’utente: nome, cognome, indirizzo, data e luogo di nascita, codice fiscale italiano (TIN), Stato di residenza fiscale.
      • Saldi a fine periodo: valore di ogni cripto-attività detenuta al 31 dicembre dell’anno di riferimento, espresso in euro al cambio ufficiale.
      • Operazioni di acquisto e vendita: per ogni transazione data, controparte (se nota), tipologia di asset, quantità, prezzo, commissioni.
      • Operazioni di scambio cripto-cripto: swap tra asset diversi (es. BTC → ETH), che secondo l’AdE non realizzano plusvalenze fiscalmente rilevanti se cripto della stessa categoria, ma vengono comunque comunicate.
      • Trasferimenti verso wallet esterni: ogni prelievo verso wallet non custoditi viene segnalato con indirizzo blockchain di destinazione.
      • Servizi di staking, lending, mining-pool: rendimenti maturati, quantità accreditate, durata del vincolo.
      • Operazioni con NFT se trattati come asset di investimento (dal 2023).

      L’aspetto più rilevante è la tracciabilità delle operazioni “off-chain”: le movimentazioni interne all’exchange (che non lasciano traccia sulla blockchain pubblica) saranno comunque visibili all’Agenzia delle Entrate. In passato erano l’unica zona grigia su cui contava chi non dichiarava; con la DAC8 questa opacità sparisce del tutto.

      Tempistica della trasmissione

      1. Anno fiscale 2026 (1° gennaio – 31 dicembre): i CASP raccolgono dati su tutti gli utenti italiani.
      2. Entro il 31 gennaio 2027: i CASP trasmettono il file XML all’autorità del Paese in cui sono stabiliti.
      3. Entro 9 mesi dalla fine dell’anno fiscale (settembre 2027): l’autorità del CASP inoltra i dati all’Agenzia delle Entrate italiana.
      4. Anni successivi: stesso schema, con flussi ricorrenti annuali.

      L’aliquota del 33% sulle plusvalenze cripto dal 2026

      Il vero spartiacque fiscale del 2026 non è soltanto la DAC8 ma anche il nuovo regime di tassazione delle plusvalenze da cripto-attività. La Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024 n. 207), art. 1 comma 25, ha modificato l’art. 67 comma 1 c-sexies del TUIR portando l’aliquota dal 26% (in vigore fino al 31/12/2025) al 33% a decorrere dal 1° gennaio 2026.

      Come si calcola la plusvalenza

      La plusvalenza è la differenza tra il corrispettivo percepito (in caso di vendita o conversione in valuta fiat o in stablecoin di categoria diversa) e il costo o valore di acquisto, considerato in euro. Il legislatore ha imposto il metodo LIFO (Last In, First Out): si considerano cedute per prime le criptovalute acquistate più di recente. Resta confermata la soglia di esenzione di 2.000 euro annui: plusvalenze complessive inferiori a tale importo non sono tassate.

      Esempio pratico di calcolo

      Mario nel 2026 compra 0,5 BTC a 50.000 €/BTC (totale 25.000 €) e poi 0,3 BTC a 60.000 €/BTC (totale 18.000 €). A novembre 2026 vende 0,4 BTC al prezzo di 70.000 €/BTC (corrispettivo 28.000 €).

      • LIFO: vende prima 0,3 BTC del secondo acquisto (costo 18.000 €) + 0,1 BTC del primo acquisto (costo 5.000 €) = costo totale 23.000 €.
      • Plusvalenza lorda: 28.000 € − 23.000 € = 5.000 €.
      • Soglia esenzione 2.000 € → imponibile 3.000 € (NB: la soglia opera per tutte le plusvalenze cumulate dell’anno, non per singola operazione; alcuni interpreti la considerano franchigia, l’AdE la qualifica come soglia di rilevanza).
      • Imposta sostitutiva: 5.000 € × 33% = 1.650 € (oppure 3.000 € × 33% = 990 € secondo l’interpretazione di franchigia).

      L’imposta sostitutiva si liquida nel Quadro RT del Modello Redditi PF con codice tributo dedicato e va versata entro il termine del saldo IRPEF (in via ordinaria 30 giugno dell’anno successivo, con possibilità di pagamento a luglio con maggiorazione 0,40%).

      Quadro W e monitoraggio fiscale delle cripto-attività

      Oltre alla tassazione delle plusvalenze, ogni residente in Italia che possiede cripto-attività ha l’obbligo di compilare il Quadro W del Modello Redditi PF (che ha sostituito il precedente Quadro RW dal 2023). Si tratta dell’adempimento di monitoraggio fiscale che ha una doppia funzione: dichiarazione delle attività detenute all’estero ai sensi del D.L. 167/1990 e liquidazione dell’IVCA, l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività.

      Chi deve compilare il Quadro W

      • Chiunque detenga cripto-attività su exchange esteri (Binance, Kraken, Bybit, ecc.), per qualsiasi importo.
      • Chiunque detenga cripto-attività su wallet self-custody (Ledger, Trezor, MetaMask, ecc.), per qualsiasi importo.
      • Anche chi detiene cripto su exchange italiani regolamentati (es. The Rock Trading, Conio), per finalità IVCA.

      L’IVCA: Imposta sul Valore delle Cripto-Attività

      L’IVCA è un’imposta patrimoniale dello 0,2% (2 per mille) calcolata sul valore al 31 dicembre di tutte le cripto-attività detenute. È analoga all’IVAFE per i conti esteri. Si liquida nel Quadro W e si versa con i codici tributo dedicati istituiti con risoluzione AdE.

      Esempio: Lucia al 31/12/2026 possiede cripto-attività per un controvalore di 50.000 €. IVCA dovuta = 50.000 × 0,2% = 100 €.

      Sanzioni per omessa dichiarazione e accertamenti DAC8

      Con la DAC8 a regime, l’Agenzia delle Entrate disporrà di un incrocio automatico tra dati comunicati dagli exchange e dichiarazioni fiscali presentate. Chi non avrà dichiarato correttamente plusvalenze, IVCA o monitoraggio riceverà lettere di compliance o veri e propri avvisi di accertamento.

      ViolazioneSanzioneRiferimento
      Omessa compilazione Quadro W (monitoraggio)Dal 3% al 15% degli importi non dichiarati (raddoppiata in paesi black list)D.L. 167/1990 art. 5
      Omesso versamento IVCA30% dell’imposta non versata + interessi legaliD.Lgs. 471/1997 art. 13
      Omessa dichiarazione plusvalenzeDal 120% al 240% dell’imposta dovuta (min. 250 €)D.Lgs. 471/1997 art. 1
      Infedele dichiarazione plusvalenzeDal 90% al 180% dell’imposta dovutaD.Lgs. 471/1997 art. 1 c. 2
      Omissione CASP (mancata segnalazione DAC8)Minimo 500 € per segnalazione, fino a sanzioni penali per omissioni sistematicheD.Lgs. 16/2024

      È importante ricordare che il contribuente può sempre ricorrere al ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni, purché prima dell’avvio formale di un accertamento. La riduzione varia da 1/10 al 1/5 del minimo a seconda della tempestività.

      Come mettersi in regola: la roadmap pratica

      Se hai sottoscritto in passato operazioni su exchange (anche solo per piccoli importi) e non sei sicuro di aver dichiarato correttamente, il 2026 è l’anno spartiacque per regolarizzare la tua posizione prima che arrivino i dati DAC8. Ecco i passaggi consigliati.

      Step 1: Ricostruisci la cronologia operativa

      1. Scarica gli export CSV di tutte le operazioni da ogni exchange utilizzato (anche quelli ormai chiusi: contatta il customer care, sono obbligati a conservare 5 anni di dati).
      2. Recupera la cronologia dei wallet self-custody tramite block explorer (Etherscan, Blockchain.com).
      3. Annota in un file Excel ogni acquisto, vendita, scambio, prelievo, deposito con data, asset, quantità, prezzo in euro.

      Step 2: Calcola plusvalenze, minusvalenze e patrimonio

      • Applica il metodo LIFO anno per anno.
      • Compensa plusvalenze e minusvalenze nello stesso periodo d’imposta (le minusvalenze cripto sono riportabili nei 4 anni successivi).
      • Calcola il valore al 31/12 di ogni anno per la base IVCA.
      • Tieni conto della soglia di 2.000 € (in vigore già dal 2023).

      Step 3: Sana le annualità pregresse con il ravvedimento operoso

      Per il 2023, 2024 e 2025 – cioè per le dichiarazioni Redditi PF 2024, 2025 e 2026 – è possibile presentare una dichiarazione integrativa con ravvedimento. Le riduzioni delle sanzioni dipendono dal momento in cui si interviene:

      • Entro 90 giorni dal termine: sanzione ridotta a 1/9.
      • Entro il termine della dichiarazione dell’anno successivo: sanzione ridotta a 1/8.
      • Oltre tale termine ma prima dell’accertamento: sanzione ridotta a 1/7 o 1/6.

      Step 4: Affidati a un CAF o a un professionista

      La materia è tecnica e gli errori sono frequenti, specialmente nella ricostruzione LIFO multi-anno e nella corretta valorizzazione dei token in euro al momento dell’operazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i contribuenti nella compilazione del Quadro W, nel calcolo dell’IVCA e nelle dichiarazioni integrative.

      Implicazioni pratiche per il contribuente medio

      Molti pensano che la DAC8 riguardi solo i “grandi pesci”. Niente di più sbagliato: il sistema è progettato per essere massivo e automatico. Anche chi nel 2026 ha solo qualche centinaio di euro in Bitcoin su un exchange estero sarà segnalato. Tre scenari ricorrenti.

      Caso A: Trader occasionale con piccole somme

      Andrea ha 1.500 € su Binance. Non realizza plusvalenze superiori alla soglia ma deve comunque compilare il Quadro W (monitoraggio) e versare l’IVCA (3 € l’anno su 1.500 €). Senza compilazione: sanzione minima 3% × 1.500 = 45 €, ben più dell’IVCA dovuta.

      Caso B: Investitore con plusvalenze rilevanti

      Giulia nel 2026 realizza 15.000 € di plusvalenze. Imposta sostitutiva: (15.000 − 2.000) × 33% = 4.290 €. Deve compilare Quadro RT e Quadro W, versare il saldo entro il 30/6/2027.

      Caso C: Holder long-term con wallet self-custody

      Roberto detiene 1 BTC su Ledger dal 2020. Non ha mai venduto, quindi non realizza plusvalenze, ma DEVE comunque compilare il Quadro W per il monitoraggio e versare l’IVCA annuale calcolata sul valore al 31/12.

      Staking, mining, NFT: regole 2026

      La normativa italiana 2026 chiarisce anche il trattamento di redditi accessori del mondo cripto.

      • Staking: i rendimenti sono qualificati come “redditi diversi” tassati con l’aliquota sostitutiva del 33% dal 2026, al momento in cui le coin sono accreditate sul wallet del contribuente. Le coin ricevute entrano nel costo medio del patrimonio (LIFO).
      • Mining hobbystico: redditi diversi (TUIR art. 67) tassati a 33%. Il costo di acquisto è zero (mining puro) o pari al costo dell’energia se documentato.
      • Mining professionale: reddito d’impresa, P. IVA obbligatoria, IVA, contributi.
      • NFT con funzione di investimento: trattati come cripto-attività (Risoluzione AdE 2023), tassazione plusvalenze 33%, da inserire nel Quadro W.
      • Airdrop: valorizzati al momento dell’accredito al cambio del giorno, concorrono come “redditi diversi” (interpretazione AdE).

      Le scadenze fiscali per cripto-attività 2026-2027

      ScadenzaAdempimento
      30 giugno 2026Versamento saldo IRPEF + imposta sostitutiva plusvalenze 2025 (aliquota 26%) + IVCA 2025
      30 settembre 2026Termine ordinario invio telematico Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025)
      31 gennaio 2027Primo invio DAC8 da parte dei CASP (dati 2026)
      30 giugno 2027Versamento saldo plusvalenze 2026 (aliquota 33%) e IVCA 2026
      30 settembre 2027Invio Redditi PF 2027 (primo modello con dati incrociati DAC8)

      Errori comuni da evitare

      • Pensare che gli exchange esteri non comunichino: con DAC8 ogni CASP UE è obbligato. Per quelli extra-UE è in arrivo il CARF OCSE che già 60+ Paesi (USA, UK, Svizzera, Singapore inclusi) hanno aderito.
      • Non dichiarare i wallet self-custody: non vengono comunicati da exchange ma sono comunque oggetto di monitoraggio fiscale. La mancata dichiarazione è autonoma violazione.
      • Confondere franchigia e soglia: i 2.000 € sono una soglia di rilevanza – se superata, è tassata tutta la plusvalenza (interpretazione AdE prevalente).
      • Ignorare swap cripto-cripto: alcuni scambi tra asset diversi realizzano plusvalenze rilevanti (es. da BTC a stablecoin).
      • Usare il FIFO invece del LIFO: il legislatore impone il LIFO; il FIFO è ammesso solo se documentato e tracciato puntualmente per ogni lotto.

      Cosa fare subito: checklist operativa 2026

      1. Verifica di aver registrato il codice fiscale italiano su tutti gli exchange usati (i CASP non potranno segnalare senza TIN).
      2. Recupera la cronologia completa di tutte le operazioni dal 2020 in avanti (5 anni di accertamento).
      3. Ricostruisci con software dedicati (CoinTracking, Koinly, CoinLedger) o con un commercialista esperto.
      4. Predisponi un foglio Excel con valore al 31/12 di ogni anno per IVCA.
      5. Programma un controllo della tua dichiarazione Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) prima del 30 settembre 2026.
      6. Se rilevi omissioni 2023-2024, presenta integrativa con ravvedimento prima di ricevere lettere AdE.
      7. Per il 2026 in corso, tieni traccia in tempo reale di ogni operazione con prezzo in euro.

      Hai dubbi sulla tua posizione cripto? Contatta il CAF Centro Fiscale

      La materia delle cripto-attività è in continua evoluzione e richiede competenze trasversali tra fiscalità internazionale, blockchain analytics e dichiarativi italiani. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specializzata per:

      • Ricostruzione storica delle operazioni e calcolo plusvalenze con metodo LIFO.
      • Compilazione Quadro W e versamento IVCA.
      • Dichiarazioni integrative con ravvedimento operoso per anni pregressi.
      • Assistenza in caso di lettere di compliance o accertamenti DAC8.
      • Pianificazione fiscale per investitori cripto sopra soglia.

      Per fissare un appuntamento o ricevere un preventivo, contatta il nostro studio: la prima consulenza informativa è disponibile in sede a Udine o in videocollegamento.

      📬

      Resta aggiornato sulle novità fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

      🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      Domande frequenti su DAC8 e criptovalute 2026

      Da quando si applica concretamente la DAC8 in Italia?

      Gli obblighi di raccolta dati sono operativi dal 1° gennaio 2026. La prima trasmissione effettiva dei dati dai CASP alle autorità è prevista entro il 31 gennaio 2027 e riguarderà l’anno fiscale 2026.

      Qual è l’aliquota sulle plusvalenze cripto nel 2026?

      Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attività è del 33% (in precedenza era 26%), come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024 art. 1 c. 25). Resta confermata la soglia di esenzione di 2.000 € annui.

      Devo dichiarare le cripto detenute su wallet self-custody?

      Sì. L’obbligo di monitoraggio fiscale nel Quadro W e di versamento dell’IVCA (0,2% sul valore al 31/12) si applica a tutte le cripto-attività detenute, indipendentemente dal fatto che siano su un exchange o su un wallet personale.

      Cosa succede se ho omesso dichiarazioni in anni precedenti?

      Puoi rimediare con il ravvedimento operoso: presenta una dichiarazione integrativa, versa l’imposta dovuta, le sanzioni ridotte (da 1/10 a 1/5 del minimo) e gli interessi legali. Lo strumento è disponibile fintanto che l’Agenzia non ti ha notificato un avviso di accertamento.

      Gli exchange extra-UE comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate?

      La DAC8 si applica solo agli operatori dell’UE. Per gli exchange extra-UE è operativo il CARF dell’OCSE, già recepito da oltre 60 Paesi tra cui USA, UK, Svizzera, Singapore e UAE. Lo scambio di informazioni con questi Paesi è attivo o si attiverà progressivamente entro il 2027-2028.

      Cosa rischio se non dichiaro le cripto?

      Le sanzioni per omessa compilazione del Quadro W vanno dal 3% al 15% degli importi non dichiarati. L’omessa dichiarazione di plusvalenze comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. In caso di omessi versamenti IVCA si applica il 30% dell’imposta non pagata più gli interessi.

      Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-20 10:48:442026-05-30 01:04:03DAC8 e Criptovalute 2026: Scambio Dati, Controlli Fiscali e Come Mettersi in Regola
      Pagina 102 di 191«‹100101102103104›»

      Ultime notizie

      • fatturazione elettronica CAF Udine
        Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed esteroOttobre 2, 2026 - 3:00 pmin: PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO
      • regime forfettario partita iva
        Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAGOttobre 2, 2026 - 1:00 pmin: Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO
      • Pensioni ottobre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenuteOttobre 2, 2026 - 11:00 amin: NOTIZIE
      Search Search

      Seguici su Facebook

      Categorie Articoli

      Ultimi Articoli

      • fatturazione elettronica CAF Udine
        Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed esteroOttobre 2, 2026 - 3:00 pm
      • regime forfettario partita iva
        Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAGOttobre 2, 2026 - 1:00 pm
      • Pensioni ottobre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenuteOttobre 2, 2026 - 11:00 am
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        APE Sociale ed E-commerce: la Soglia dei 5.000 Euro SpiegataOttobre 2, 2026 - 9:00 am
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Debiti previdenziali: nell’opposizione al merito basta citare l’ente creditore, non l’Agenzia delle Entrate-RiscossioneOttobre 2, 2026 - 7:00 am
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVGOttobre 1, 2026 - 3:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Dichiarazione Annuale Inarcassa 2026: Scadenza 31 Ottobre (slitta al 2 Novembre), Come Compilarla e SanzioniOttobre 1, 2026 - 1:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Spese alberghiere professionisti: cosa verificare in dichiarazioneOttobre 1, 2026 - 7:00 am
      CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

      Contatti

      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
      Email: info@centrofiscale.com
      Telefono: 0432 1638640
      WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
      WhatsApp Patronato: 324 7411699

      Ultimi Articoli

      • fatturazione elettronica CAF Udine
        Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed esteroOttobre 2, 2026 - 3:00 pm
      • regime forfettario partita iva
        Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAGOttobre 2, 2026 - 1:00 pm
      • Pensioni ottobre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenuteOttobre 2, 2026 - 11:00 am
      © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
      mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
      • Collegamento a Facebook
      • Collegamento a Instagram
      • Collegamento a Rss questo sito
      Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto