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Bonus Giovani 2026: sgravio totale assunzioni under 35 – Guida CAF

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il Bonus Giovani 2026 è una delle agevolazioni più importanti per chi vuole assumere lavoratori under 35. Si tratta di un esonero contributivo che permette al datore di lavoro di non versare i contributi previdenziali a proprio carico fino a un massimo di 500 euro al mese (che salgono a 650 euro al mese nelle regioni del Mezzogiorno e nella ZES unica). La misura, introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024 art. 22), ha l’obiettivo di favorire l’occupazione stabile dei giovani che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

Nel 2026 la misura è stata prorogata dal Decreto Milleproroghe (DL 200/2025, convertito in L. 26/2026) fino al 30 aprile 2026, con alcune modifiche. La Legge di Bilancio 2026 ha inoltre introdotto un nuovo esonero contributivo strutturale per le assunzioni stabili effettuate nel corso del 2026. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo in modo semplice come funziona il bonus giovani 2026, quali sono i requisiti per accedervi, quanto vale lo sgravio e come fare domanda all’INPS senza commettere errori.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Bonus Giovani 2026
  2. A chi spetta: i requisiti del lavoratore
  3. Quali datori di lavoro possono usarlo
  4. Importo dello sgravio e durata
  5. Maggiorazione ZES Mezzogiorno
  6. Esempio pratico di calcolo
  7. Come fare domanda all’INPS
  8. Quando non spetta: esclusioni e revoche
  9. Cumulo con altre agevolazioni
  10. Cosa cambia nel 2026 e prospettive di proroga
  11. FAQ Bonus Giovani 2026

Cos’è il Bonus Giovani 2026

Il Bonus Giovani 2026 è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 con un contratto a tempo indeterminato. L’esonero contributivo è una riduzione (in questo caso totale) dei contributi previdenziali che il datore di lavoro deve normalmente versare all’INPS per il proprio dipendente. In pratica, lo Stato dice al datore: se assumi stabilmente un giovane, per due anni non paghi i contributi a tuo carico.

La misura nasce con il DL 60/2024 (Decreto Coesione), all’articolo 22, convertito poi nella Legge 95/2024. L’obiettivo è duplice: da un lato favorire l’occupazione stabile dei giovani, contrastando il fenomeno dei contratti precari e a termine; dall’altro sostenere le imprese che investono sul capitale umano, riducendo il costo del lavoro nei primi due anni di rapporto. Le istruzioni operative sono state pubblicate dall’INPS con la circolare 90/2025, mentre il messaggio INPS 3640/2024 ha fornito i primi chiarimenti applicativi.

Si tratta di un aiuto di Stato autorizzato dalla Commissione Europea con il regime SA.110289, quindi è soggetto alle regole comunitarie sugli aiuti alle imprese. Questo significa che, nella domanda all’INPS, il datore di lavoro deve dichiarare di non aver superato i massimali europei previsti per gli aiuti di Stato. Tornando al bonus giovani 2026, è importante sapere che non è automatico: serve presentare un’apposita istanza telematica all’INPS e attendere l’autorizzazione preventiva, prima ancora di formalizzare l’assunzione (o subito dopo, nei termini previsti dalla circolare).

A chi spetta: i requisiti del lavoratore

Per accedere al bonus giovani 2026, il lavoratore assunto deve possedere requisiti molto precisi al momento dell’assunzione o della trasformazione del contratto. La regola di base è semplice ma rigorosa: il giovane deve essere realmente al suo primo contratto stabile della carriera. Vediamo nel dettaglio le condizioni che devono essere rispettate.

  • Età inferiore ai 35 anni: il lavoratore deve avere meno di 35 anni compiuti (cioè massimo 34 anni e 364 giorni) alla data dell’assunzione o della trasformazione del contratto.
  • Mai assunto a tempo indeterminato: il giovane non deve aver mai avuto, nell’intera vita lavorativa, un contratto a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro. Anche un solo giorno di tempo indeterminato in passato fa decadere il diritto al bonus.
  • Contratto di apprendistato: i precedenti rapporti di apprendistato non trasformati in tempo indeterminato non pregiudicano l’accesso al bonus.
  • Tempo determinato precedente: aver avuto contratti a termine, lavoro somministrato, intermittente, stagionale o collaborazioni non impedisce l’accesso al bonus.

L’aspetto più delicato è la verifica della storia contributiva del lavoratore. Per essere certi che il giovane non abbia mai avuto un tempo indeterminato, occorre controllare il suo estratto conto INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questa verifica preliminare, evitando di richiedere il bonus giovani 2026 per un lavoratore che poi risulterà non avere i requisiti, con il rischio di vedersi revocare l’agevolazione e dover restituire i contributi non versati.

Quali datori di lavoro possono usarlo

Il bonus giovani 2026 è riservato ai datori di lavoro privati, indipendentemente dalla forma giuridica (ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative, associazioni, fondazioni private, studi professionali). Restano esclusi tutti i datori di lavoro pubblici, perché la misura è finanziata con risorse del PNRR destinate al settore privato. Anche il lavoro domestico (colf, badanti) è escluso, in quanto soggetto a regole contributive autonome.

Per beneficiare dell’esonero contributivo giovani, il datore di lavoro deve rispettare alcuni requisiti rigorosi sui licenziamenti pregressi e futuri nella stessa unità produttiva. Queste regole servono a evitare che le aziende licenzino lavoratori già in forza per sostituirli con giovani agevolati. Vediamo le condizioni specifiche:

  • Nessun licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: il datore non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva, riguardanti lavoratori con stessa qualifica, nei 6 mesi prima dell’assunzione.
  • Nessun licenziamento GMO nei 9 mesi successivi: nei 9 mesi successivi all’assunzione agevolata, il datore non può licenziare per giustificato motivo oggettivo il giovane assunto o un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
  • Regolarità contributiva (DURC): il datore deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi (DURC regolare).
  • Rispetto dei CCNL: applicazione integrale dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
  • Rispetto norme su sicurezza: nessuna violazione delle norme fondamentali sulla tutela delle condizioni di lavoro.

Sono ammessi al bonus giovani 2026 sia le nuove assunzioni a tempo indeterminato sia le trasformazioni da contratto a tempo determinato a tempo indeterminato. Sono incluse anche le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, mentre restano escluse le assunzioni con contratto di apprendistato e quelle di lavoro domestico.

Importo dello sgravio e durata

Il cuore del bonus giovani 2026 è la convenienza economica. L’agevolazione consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL (l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni resta dovuta). Vediamo i numeri di dettaglio nella tabella sotto.

VoceValore
Aliquota esonero100% contributi datoriali (escluso INAIL)
Tetto mensile standard500 euro per lavoratore
Tetto mensile ZES unica Mezzogiorno650 euro per lavoratore
Durata massima24 mesi
Risparmio annuo massimo (fuori ZES)6.000 euro
Risparmio annuo massimo (ZES)7.800 euro
Risparmio totale 24 mesi (fuori ZES)12.000 euro
Risparmio totale 24 mesi (ZES)15.600 euro

Il limite mensile è da intendersi come tetto massimo: se i contributi datoriali del lavoratore sono inferiori a 500 euro al mese (es. part-time o stipendi bassi), l’esonero si applica al 100% sull’effettivo dovuto. Se invece i contributi superano i 500 euro, la quota eccedente resta a carico del datore. Importante: il bonus si calcola in dodicesimi mensili e non può essere recuperato su altre mensilità se non sfruttato in un mese.

Attenzione a un aspetto cruciale del bonus giovani 2026: la tredicesima e la quattordicesima mensilità contribuiscono all’imponibile contributivo del mese di erogazione e quindi possono assorbire più rapidamente il tetto di 500/650 euro. Per questo motivo, il calcolo del beneficio reale richiede una pianificazione attenta, che il CAF Centro Fiscale e il consulente del lavoro possono effettuare insieme.

Maggiorazione ZES Mezzogiorno

Una delle novità più interessanti del bonus giovani 2026 è la maggiorazione per la ZES unica del Mezzogiorno. La ZES (Zona Economica Speciale) unica è un territorio che gode di incentivi fiscali e contributivi rafforzati per attrarre investimenti e occupazione nelle aree del Sud Italia storicamente meno sviluppate. Per le assunzioni effettuate in unità produttive collocate in queste regioni, il tetto mensile passa da 500 a 650 euro.

Le regioni rientranti nella ZES unica al 2026 sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dal 20 novembre 2025, in seguito a un ampliamento normativo, sono state incluse anche Marche e Umbria. Questo significa che le imprese che operano in queste regioni possono ottenere uno sgravio annuo fino a 7.800 euro per ogni giovane assunto, per un totale di 15.600 euro sui 24 mesi di durata massima dell’agevolazione.

L’aspetto da tenere a mente è che la maggiorazione si applica in base alla sede dell’unità produttiva dove il lavoratore presta servizio, non in base alla sede legale dell’azienda. Quindi un’azienda con sede a Milano che ha una filiale in Sicilia, e assume un giovane destinato a lavorare nella filiale siciliana, può beneficiare del tetto maggiorato di 650 euro.

Esempio pratico di calcolo

Per capire concretamente quanto vale il bonus giovani 2026, facciamo un esempio reale. Immagina che Marco, 26 anni, mai assunto a tempo indeterminato, venga assunto da un’azienda di Udine (fuori ZES) con un contratto a tempo indeterminato full-time. La RAL (Retribuzione Annua Lorda) concordata è di 25.000 euro.

Calcoliamo i contributi a carico del datore di lavoro, che mediamente per un’azienda industriale o commerciale si aggirano intorno al 30% della RAL. Su 25.000 euro di RAL, i contributi datoriali annui sono circa 7.500 euro, cioè 625 euro al mese. Vediamo come funziona lo sgravio:

  • Contributi datoriali mensili: 625 euro
  • Tetto mensile bonus: 500 euro (fuori ZES)
  • Esonero applicato: 500 euro al mese (il tetto)
  • Quota residua a carico del datore: 125 euro al mese
  • Risparmio annuo: 500 x 12 = 6.000 euro
  • Risparmio sui 24 mesi: 12.000 euro

Se la stessa assunzione avvenisse in una filiale in Puglia (ZES unica), il tetto salirebbe a 650 euro e i contributi datoriali di 625 euro sarebbero completamente azzerati per i primi 12 mesi (perché 625 è inferiore a 650). Il risparmio annuo arriverebbe quindi a 7.500 euro e 15.000 euro sui 24 mesi. Naturalmente l’INAIL resta sempre dovuto: assicurati di considerarlo nei tuoi conti.

Come fare domanda all’INPS

La domanda per accedere al bonus giovani 2026 si presenta telematicamente all’INPS. La procedura richiede competenze specifiche e la corretta compilazione del modulo dedicato. Per evitare errori che possono compromettere l’agevolazione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in tutte le fasi: dalla verifica preliminare dei requisiti del lavoratore alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio dell’autorizzazione INPS.

La procedura si articola in alcuni passaggi essenziali. Il datore di lavoro (o un consulente del lavoro o il CAF autorizzato) accede al Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) sul sito INPS, dove è presente il modulo telematico denominato BG24. La compilazione richiede dati anagrafici del datore e del lavoratore, dati contrattuali, dichiarazioni sostitutive sui requisiti soggettivi.

  • Accesso al portale INPS: il consulente o il CAF accede con credenziali abilitate alla sezione Portale Agevolazioni – Incentivo Articolo 22 – Giovani.
  • Compilazione modulo BG24: inserimento dati anagrafici, dati assunzione, importo agevolazione richiesto.
  • Autorizzazione preventiva INPS: l’INPS verifica i requisiti e la disponibilità delle risorse stanziate.
  • Fruizione in busta paga: una volta autorizzato, l’esonero viene applicato direttamente nelle denunce contributive mensili (UniEmens).
  • Codice agevolazione: l’INPS comunica il codice da utilizzare nella denuncia per l’abbattimento dei contributi.

Tra gli errori più frequenti che facciamo evitare ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale ci sono: dichiarazioni errate sulla storia lavorativa del giovane, mancata verifica del DURC, calcolo sbagliato del tetto contributivo, mancato rispetto del periodo di astensione dai licenziamenti GMO. Affidati ai nostri esperti per gestire correttamente il bonus giovani 2026 e non rischiare la revoca dell’agevolazione.

Quando non spetta: esclusioni e revoche

Il bonus giovani 2026 non spetta in diverse situazioni che è importante conoscere per non incorrere in spiacevoli revoche. La revoca dell’agevolazione comporta la restituzione di tutti i contributi non versati, maggiorati di sanzioni e interessi, con un onere economico spesso pesantissimo per l’azienda. Vediamo le principali cause di esclusione e revoca.

  • Lavoratore con precedente tempo indeterminato: anche un solo giorno di contratto a tempo indeterminato in passato esclude il lavoratore dall’agevolazione.
  • Età pari o superiore a 35 anni: l’agevolazione non si applica se il giovane ha già compiuto 35 anni al momento dell’assunzione.
  • Contratto diverso dal tempo indeterminato: niente bonus per tempo determinato, apprendistato, lavoro domestico, prestazione occasionale.
  • Licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: nella stessa unità produttiva, con stessa qualifica.
  • Licenziamento nei 9 mesi successivi: del lavoratore assunto o di un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
  • DURC irregolare: mancanza di regolarità contributiva al momento dell’assunzione.
  • Violazione delle norme di sicurezza sul lavoro: presenza di violazioni rilevanti.
  • Superamento massimali aiuti di Stato: regime SA.110289 o de minimis.

Tra le cause di esclusione più subdole c’è il caso del lavoratore che ha avuto un brevissimo contratto a tempo indeterminato anni prima, magari subito dimesso. Anche se nel concreto non ha mai realmente avuto stabilità, formalmente quel contratto compromette il diritto al bonus giovani 2026. Per questo motivo, prima di formalizzare l’assunzione, il CAF Centro Fiscale verifica sempre l’estratto conto contributivo INPS del candidato.

Cumulo con altre agevolazioni

Una domanda frequente sul bonus giovani 2026 riguarda la possibilità di cumularlo con altre agevolazioni per l’assunzione. La regola generale è che il bonus giovani 2026 non è cumulabile con altri esoneri contributivi previsti per legge in caso di nuove assunzioni. Tuttavia esistono alcune eccezioni e combinazioni possibili che vale la pena conoscere.

L’incentivo è cumulabile, ad esempio, con i benefici fiscali quali la maggiorazione del costo del lavoro deducibile ai fini IRES/IRPEF introdotta dalla Riforma IRPEF (art. 4 DLgs 216/2023). Significa che la stessa assunzione che gode dell’esonero contributivo può anche generare un maggior costo deducibile dalle imposte sui redditi, raddoppiando di fatto il vantaggio per l’impresa. La cumulabilità con altri esoneri specifici, come il bonus donne o il bonus ZES, va invece valutata caso per caso, perché in generale i diversi esoneri contributivi sui medesimi lavoratori si elidono a vicenda.

Per le imprese che operano nel Mezzogiorno esiste una scelta strategica: bonus giovani 2026 (con tetto 650 euro) oppure Decontribuzione Sud (quando attiva). Vista la complessità della normativa, sconsigliamo il fai da te: chiedi al CAF Centro Fiscale di Udine di calcolare quale combinazione è più conveniente per la tua specifica situazione, prima di scegliere quale agevolazione attivare in domanda INPS.

Cosa cambia nel 2026 e prospettive di proroga

Il bonus giovani 2026 ha vissuto un’evoluzione importante nei primi mesi dell’anno. La versione originaria del Decreto Coesione (DL 60/2024) prevedeva una finestra applicativa dal 1 settembre 2024 al 31 dicembre 2025. Il Decreto Milleproroghe (DL 200/2025, convertito nella L. 26/2026, in vigore dal 1 marzo 2026) ha esteso la possibilità di attivare l’agevolazione fino al 30 aprile 2026, con una modifica significativa: per le nuove assunzioni del 2026, l’esonero è stato ridotto al 70%, elevabile al 100% solo se l’assunzione determina un incremento occupazionale netto dell’azienda.

Per incremento occupazionale netto si intende un effettivo aumento del numero di dipendenti dell’azienda rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Questa modifica vuole evitare che il bonus giovani 2026 venga utilizzato per sostituire lavoratori già in forza con nuovi assunti agevolati, ma sia realmente un volano per creare nuova occupazione stabile sul mercato del lavoro italiano.

Sul fronte delle prospettive future, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo esonero contributivo strutturale a sostegno dell’occupazione stabile, con un perimetro più ampio rispetto al solo bonus giovani. Questo nuovo strumento riguarda le assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni di contratti a termine effettuate tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2026, con una durata massima di 24 mesi. I dettagli operativi e le aliquote definitive sono in attesa delle circolari INPS attuative. Il CAF Centro Fiscale di Udine monitora costantemente le novità normative per offrirti sempre la consulenza più aggiornata.

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FAQ Bonus Giovani 2026

Il bonus giovani 2026 vale anche per il part-time?

Si, il bonus giovani 2026 si applica anche ai contratti a tempo indeterminato part-time. L’esonero contributivo si calcola sui contributi effettivi del datore di lavoro, con il tetto mensile di 500 (o 650) euro che resta invariato. Naturalmente, se i contributi datoriali del part-time sono inferiori al tetto, l’esonero si limita all’importo effettivamente dovuto.

Posso usare il bonus giovani 2026 per un apprendista?

No, le assunzioni con contratto di apprendistato sono escluse dal bonus giovani 2026. L’apprendistato gode gia di una contribuzione agevolata specifica e non e cumulabile con questo esonero. Tuttavia, se trasformi un apprendistato in tempo indeterminato ordinario prima dei 35 anni del lavoratore, puoi accedere al bonus per la trasformazione.

Cosa succede se licenzio il giovane prima dei 24 mesi?

Il bonus giovani 2026 richiede il rispetto di un periodo di astensione dai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (GMO) di 9 mesi successivi all’assunzione. Se licenzi per GMO il lavoratore entro questo periodo, l’agevolazione viene revocata e dovrai restituire i contributi non versati con sanzioni e interessi. I licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo non comportano la revoca.

Il bonus giovani 2026 e cumulabile con il bonus donne?

No, il bonus giovani 2026 non e cumulabile con il bonus donne ne con altri esoneri contributivi per le assunzioni. Se la lavoratrice assunta ha sia i requisiti del bonus giovani (under 35, mai tempo indeterminato) sia del bonus donne, devi scegliere quale dei due attivare. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti a confrontare la convenienza dei due esoneri.

Come verifico che il giovane non sia mai stato a tempo indeterminato?

L’unico modo certo e verificare l’estratto conto contributivo INPS del candidato. Si tratta di un documento che riporta tutta la storia lavorativa contributiva. Il giovane puo richiederlo al CAF Centro Fiscale di Udine. Prima di attivare il bonus giovani 2026 consigliamo sempre questa verifica preliminare.

Il bonus vale per assunzioni di stranieri?

Si, il bonus giovani 2026 si applica anche all’assunzione di cittadini stranieri (UE ed extra-UE), purche in possesso di regolare permesso di soggiorno e che rispettino tutti i requisiti soggettivi (under 35, mai assunti a tempo indeterminato in Italia).

Quanto tempo serve per ottenere l’autorizzazione INPS?

L’INPS risponde generalmente entro pochi giorni lavorativi dalla presentazione della domanda telematica. Le risorse sono limitate, quindi e importante presentare la domanda tempestivamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a velocizzare l’iter evitando errori che possono causare ritardi o rigetti.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la presentazione della domanda INPS e la gestione completa dell’esonero contributivo under 35.

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