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Tag Archivio per: assunzioni agevolate 2026

CAF, CALCOLO E CONTROLLO BUSTE PAGHE

Bonus Giovani 2026: sgravio totale assunzioni under 35 – Guida CAF

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il Bonus Giovani 2026 è una delle agevolazioni più importanti per chi vuole assumere lavoratori under 35. Si tratta di un esonero contributivo che permette al datore di lavoro di non versare i contributi previdenziali a proprio carico fino a un massimo di 500 euro al mese (che salgono a 650 euro al mese nelle regioni del Mezzogiorno e nella ZES unica). La misura, introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024 art. 22), ha l’obiettivo di favorire l’occupazione stabile dei giovani che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

Nel 2026 la misura è stata prorogata dal Decreto Milleproroghe (DL 200/2025, convertito in L. 26/2026) fino al 30 aprile 2026, con alcune modifiche. La Legge di Bilancio 2026 ha inoltre introdotto un nuovo esonero contributivo strutturale per le assunzioni stabili effettuate nel corso del 2026. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo in modo semplice come funziona il bonus giovani 2026, quali sono i requisiti per accedervi, quanto vale lo sgravio e come fare domanda all’INPS senza commettere errori.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Bonus Giovani 2026
  2. A chi spetta: i requisiti del lavoratore
  3. Quali datori di lavoro possono usarlo
  4. Importo dello sgravio e durata
  5. Maggiorazione ZES Mezzogiorno
  6. Esempio pratico di calcolo
  7. Come fare domanda all’INPS
  8. Quando non spetta: esclusioni e revoche
  9. Cumulo con altre agevolazioni
  10. Cosa cambia nel 2026 e prospettive di proroga
  11. FAQ Bonus Giovani 2026

Cos’è il Bonus Giovani 2026

Il Bonus Giovani 2026 è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 con un contratto a tempo indeterminato. L’esonero contributivo è una riduzione (in questo caso totale) dei contributi previdenziali che il datore di lavoro deve normalmente versare all’INPS per il proprio dipendente. In pratica, lo Stato dice al datore: se assumi stabilmente un giovane, per due anni non paghi i contributi a tuo carico.

La misura nasce con il DL 60/2024 (Decreto Coesione), all’articolo 22, convertito poi nella Legge 95/2024. L’obiettivo è duplice: da un lato favorire l’occupazione stabile dei giovani, contrastando il fenomeno dei contratti precari e a termine; dall’altro sostenere le imprese che investono sul capitale umano, riducendo il costo del lavoro nei primi due anni di rapporto. Le istruzioni operative sono state pubblicate dall’INPS con la circolare 90/2025, mentre il messaggio INPS 3640/2024 ha fornito i primi chiarimenti applicativi.

Si tratta di un aiuto di Stato autorizzato dalla Commissione Europea con il regime SA.110289, quindi è soggetto alle regole comunitarie sugli aiuti alle imprese. Questo significa che, nella domanda all’INPS, il datore di lavoro deve dichiarare di non aver superato i massimali europei previsti per gli aiuti di Stato. Tornando al bonus giovani 2026, è importante sapere che non è automatico: serve presentare un’apposita istanza telematica all’INPS e attendere l’autorizzazione preventiva, prima ancora di formalizzare l’assunzione (o subito dopo, nei termini previsti dalla circolare).

A chi spetta: i requisiti del lavoratore

Per accedere al bonus giovani 2026, il lavoratore assunto deve possedere requisiti molto precisi al momento dell’assunzione o della trasformazione del contratto. La regola di base è semplice ma rigorosa: il giovane deve essere realmente al suo primo contratto stabile della carriera. Vediamo nel dettaglio le condizioni che devono essere rispettate.

  • Età inferiore ai 35 anni: il lavoratore deve avere meno di 35 anni compiuti (cioè massimo 34 anni e 364 giorni) alla data dell’assunzione o della trasformazione del contratto.
  • Mai assunto a tempo indeterminato: il giovane non deve aver mai avuto, nell’intera vita lavorativa, un contratto a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro. Anche un solo giorno di tempo indeterminato in passato fa decadere il diritto al bonus.
  • Contratto di apprendistato: i precedenti rapporti di apprendistato non trasformati in tempo indeterminato non pregiudicano l’accesso al bonus.
  • Tempo determinato precedente: aver avuto contratti a termine, lavoro somministrato, intermittente, stagionale o collaborazioni non impedisce l’accesso al bonus.

L’aspetto più delicato è la verifica della storia contributiva del lavoratore. Per essere certi che il giovane non abbia mai avuto un tempo indeterminato, occorre controllare il suo estratto conto INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questa verifica preliminare, evitando di richiedere il bonus giovani 2026 per un lavoratore che poi risulterà non avere i requisiti, con il rischio di vedersi revocare l’agevolazione e dover restituire i contributi non versati.

Quali datori di lavoro possono usarlo

Il bonus giovani 2026 è riservato ai datori di lavoro privati, indipendentemente dalla forma giuridica (ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative, associazioni, fondazioni private, studi professionali). Restano esclusi tutti i datori di lavoro pubblici, perché la misura è finanziata con risorse del PNRR destinate al settore privato. Anche il lavoro domestico (colf, badanti) è escluso, in quanto soggetto a regole contributive autonome.

Per beneficiare dell’esonero contributivo giovani, il datore di lavoro deve rispettare alcuni requisiti rigorosi sui licenziamenti pregressi e futuri nella stessa unità produttiva. Queste regole servono a evitare che le aziende licenzino lavoratori già in forza per sostituirli con giovani agevolati. Vediamo le condizioni specifiche:

  • Nessun licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: il datore non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva, riguardanti lavoratori con stessa qualifica, nei 6 mesi prima dell’assunzione.
  • Nessun licenziamento GMO nei 9 mesi successivi: nei 9 mesi successivi all’assunzione agevolata, il datore non può licenziare per giustificato motivo oggettivo il giovane assunto o un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
  • Regolarità contributiva (DURC): il datore deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi (DURC regolare).
  • Rispetto dei CCNL: applicazione integrale dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
  • Rispetto norme su sicurezza: nessuna violazione delle norme fondamentali sulla tutela delle condizioni di lavoro.

Sono ammessi al bonus giovani 2026 sia le nuove assunzioni a tempo indeterminato sia le trasformazioni da contratto a tempo determinato a tempo indeterminato. Sono incluse anche le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, mentre restano escluse le assunzioni con contratto di apprendistato e quelle di lavoro domestico.

Importo dello sgravio e durata

Il cuore del bonus giovani 2026 è la convenienza economica. L’agevolazione consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL (l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni resta dovuta). Vediamo i numeri di dettaglio nella tabella sotto.

VoceValore
Aliquota esonero100% contributi datoriali (escluso INAIL)
Tetto mensile standard500 euro per lavoratore
Tetto mensile ZES unica Mezzogiorno650 euro per lavoratore
Durata massima24 mesi
Risparmio annuo massimo (fuori ZES)6.000 euro
Risparmio annuo massimo (ZES)7.800 euro
Risparmio totale 24 mesi (fuori ZES)12.000 euro
Risparmio totale 24 mesi (ZES)15.600 euro

Il limite mensile è da intendersi come tetto massimo: se i contributi datoriali del lavoratore sono inferiori a 500 euro al mese (es. part-time o stipendi bassi), l’esonero si applica al 100% sull’effettivo dovuto. Se invece i contributi superano i 500 euro, la quota eccedente resta a carico del datore. Importante: il bonus si calcola in dodicesimi mensili e non può essere recuperato su altre mensilità se non sfruttato in un mese.

Attenzione a un aspetto cruciale del bonus giovani 2026: la tredicesima e la quattordicesima mensilità contribuiscono all’imponibile contributivo del mese di erogazione e quindi possono assorbire più rapidamente il tetto di 500/650 euro. Per questo motivo, il calcolo del beneficio reale richiede una pianificazione attenta, che il CAF Centro Fiscale e il consulente del lavoro possono effettuare insieme.

Maggiorazione ZES Mezzogiorno

Una delle novità più interessanti del bonus giovani 2026 è la maggiorazione per la ZES unica del Mezzogiorno. La ZES (Zona Economica Speciale) unica è un territorio che gode di incentivi fiscali e contributivi rafforzati per attrarre investimenti e occupazione nelle aree del Sud Italia storicamente meno sviluppate. Per le assunzioni effettuate in unità produttive collocate in queste regioni, il tetto mensile passa da 500 a 650 euro.

Le regioni rientranti nella ZES unica al 2026 sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dal 20 novembre 2025, in seguito a un ampliamento normativo, sono state incluse anche Marche e Umbria. Questo significa che le imprese che operano in queste regioni possono ottenere uno sgravio annuo fino a 7.800 euro per ogni giovane assunto, per un totale di 15.600 euro sui 24 mesi di durata massima dell’agevolazione.

L’aspetto da tenere a mente è che la maggiorazione si applica in base alla sede dell’unità produttiva dove il lavoratore presta servizio, non in base alla sede legale dell’azienda. Quindi un’azienda con sede a Milano che ha una filiale in Sicilia, e assume un giovane destinato a lavorare nella filiale siciliana, può beneficiare del tetto maggiorato di 650 euro.

Esempio pratico di calcolo

Per capire concretamente quanto vale il bonus giovani 2026, facciamo un esempio reale. Immagina che Marco, 26 anni, mai assunto a tempo indeterminato, venga assunto da un’azienda di Udine (fuori ZES) con un contratto a tempo indeterminato full-time. La RAL (Retribuzione Annua Lorda) concordata è di 25.000 euro.

Calcoliamo i contributi a carico del datore di lavoro, che mediamente per un’azienda industriale o commerciale si aggirano intorno al 30% della RAL. Su 25.000 euro di RAL, i contributi datoriali annui sono circa 7.500 euro, cioè 625 euro al mese. Vediamo come funziona lo sgravio:

  • Contributi datoriali mensili: 625 euro
  • Tetto mensile bonus: 500 euro (fuori ZES)
  • Esonero applicato: 500 euro al mese (il tetto)
  • Quota residua a carico del datore: 125 euro al mese
  • Risparmio annuo: 500 x 12 = 6.000 euro
  • Risparmio sui 24 mesi: 12.000 euro

Se la stessa assunzione avvenisse in una filiale in Puglia (ZES unica), il tetto salirebbe a 650 euro e i contributi datoriali di 625 euro sarebbero completamente azzerati per i primi 12 mesi (perché 625 è inferiore a 650). Il risparmio annuo arriverebbe quindi a 7.500 euro e 15.000 euro sui 24 mesi. Naturalmente l’INAIL resta sempre dovuto: assicurati di considerarlo nei tuoi conti.

Come fare domanda all’INPS

La domanda per accedere al bonus giovani 2026 si presenta telematicamente all’INPS. La procedura richiede competenze specifiche e la corretta compilazione del modulo dedicato. Per evitare errori che possono compromettere l’agevolazione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in tutte le fasi: dalla verifica preliminare dei requisiti del lavoratore alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio dell’autorizzazione INPS.

La procedura si articola in alcuni passaggi essenziali. Il datore di lavoro (o un consulente del lavoro o il CAF autorizzato) accede al Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) sul sito INPS, dove è presente il modulo telematico denominato BG24. La compilazione richiede dati anagrafici del datore e del lavoratore, dati contrattuali, dichiarazioni sostitutive sui requisiti soggettivi.

  • Accesso al portale INPS: il consulente o il CAF accede con credenziali abilitate alla sezione Portale Agevolazioni – Incentivo Articolo 22 – Giovani.
  • Compilazione modulo BG24: inserimento dati anagrafici, dati assunzione, importo agevolazione richiesto.
  • Autorizzazione preventiva INPS: l’INPS verifica i requisiti e la disponibilità delle risorse stanziate.
  • Fruizione in busta paga: una volta autorizzato, l’esonero viene applicato direttamente nelle denunce contributive mensili (UniEmens).
  • Codice agevolazione: l’INPS comunica il codice da utilizzare nella denuncia per l’abbattimento dei contributi.

Tra gli errori più frequenti che facciamo evitare ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale ci sono: dichiarazioni errate sulla storia lavorativa del giovane, mancata verifica del DURC, calcolo sbagliato del tetto contributivo, mancato rispetto del periodo di astensione dai licenziamenti GMO. Affidati ai nostri esperti per gestire correttamente il bonus giovani 2026 e non rischiare la revoca dell’agevolazione.

Quando non spetta: esclusioni e revoche

Il bonus giovani 2026 non spetta in diverse situazioni che è importante conoscere per non incorrere in spiacevoli revoche. La revoca dell’agevolazione comporta la restituzione di tutti i contributi non versati, maggiorati di sanzioni e interessi, con un onere economico spesso pesantissimo per l’azienda. Vediamo le principali cause di esclusione e revoca.

  • Lavoratore con precedente tempo indeterminato: anche un solo giorno di contratto a tempo indeterminato in passato esclude il lavoratore dall’agevolazione.
  • Età pari o superiore a 35 anni: l’agevolazione non si applica se il giovane ha già compiuto 35 anni al momento dell’assunzione.
  • Contratto diverso dal tempo indeterminato: niente bonus per tempo determinato, apprendistato, lavoro domestico, prestazione occasionale.
  • Licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: nella stessa unità produttiva, con stessa qualifica.
  • Licenziamento nei 9 mesi successivi: del lavoratore assunto o di un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
  • DURC irregolare: mancanza di regolarità contributiva al momento dell’assunzione.
  • Violazione delle norme di sicurezza sul lavoro: presenza di violazioni rilevanti.
  • Superamento massimali aiuti di Stato: regime SA.110289 o de minimis.

Tra le cause di esclusione più subdole c’è il caso del lavoratore che ha avuto un brevissimo contratto a tempo indeterminato anni prima, magari subito dimesso. Anche se nel concreto non ha mai realmente avuto stabilità, formalmente quel contratto compromette il diritto al bonus giovani 2026. Per questo motivo, prima di formalizzare l’assunzione, il CAF Centro Fiscale verifica sempre l’estratto conto contributivo INPS del candidato.

Cumulo con altre agevolazioni

Una domanda frequente sul bonus giovani 2026 riguarda la possibilità di cumularlo con altre agevolazioni per l’assunzione. La regola generale è che il bonus giovani 2026 non è cumulabile con altri esoneri contributivi previsti per legge in caso di nuove assunzioni. Tuttavia esistono alcune eccezioni e combinazioni possibili che vale la pena conoscere.

L’incentivo è cumulabile, ad esempio, con i benefici fiscali quali la maggiorazione del costo del lavoro deducibile ai fini IRES/IRPEF introdotta dalla Riforma IRPEF (art. 4 DLgs 216/2023). Significa che la stessa assunzione che gode dell’esonero contributivo può anche generare un maggior costo deducibile dalle imposte sui redditi, raddoppiando di fatto il vantaggio per l’impresa. La cumulabilità con altri esoneri specifici, come il bonus donne o il bonus ZES, va invece valutata caso per caso, perché in generale i diversi esoneri contributivi sui medesimi lavoratori si elidono a vicenda.

Per le imprese che operano nel Mezzogiorno esiste una scelta strategica: bonus giovani 2026 (con tetto 650 euro) oppure Decontribuzione Sud (quando attiva). Vista la complessità della normativa, sconsigliamo il fai da te: chiedi al CAF Centro Fiscale di Udine di calcolare quale combinazione è più conveniente per la tua specifica situazione, prima di scegliere quale agevolazione attivare in domanda INPS.

Cosa cambia nel 2026 e prospettive di proroga

Il bonus giovani 2026 ha vissuto un’evoluzione importante nei primi mesi dell’anno. La versione originaria del Decreto Coesione (DL 60/2024) prevedeva una finestra applicativa dal 1 settembre 2024 al 31 dicembre 2025. Il Decreto Milleproroghe (DL 200/2025, convertito nella L. 26/2026, in vigore dal 1 marzo 2026) ha esteso la possibilità di attivare l’agevolazione fino al 30 aprile 2026, con una modifica significativa: per le nuove assunzioni del 2026, l’esonero è stato ridotto al 70%, elevabile al 100% solo se l’assunzione determina un incremento occupazionale netto dell’azienda.

Per incremento occupazionale netto si intende un effettivo aumento del numero di dipendenti dell’azienda rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Questa modifica vuole evitare che il bonus giovani 2026 venga utilizzato per sostituire lavoratori già in forza con nuovi assunti agevolati, ma sia realmente un volano per creare nuova occupazione stabile sul mercato del lavoro italiano.

Sul fronte delle prospettive future, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo esonero contributivo strutturale a sostegno dell’occupazione stabile, con un perimetro più ampio rispetto al solo bonus giovani. Questo nuovo strumento riguarda le assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni di contratti a termine effettuate tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2026, con una durata massima di 24 mesi. I dettagli operativi e le aliquote definitive sono in attesa delle circolari INPS attuative. Il CAF Centro Fiscale di Udine monitora costantemente le novità normative per offrirti sempre la consulenza più aggiornata.

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FAQ Bonus Giovani 2026

Il bonus giovani 2026 vale anche per il part-time?

Si, il bonus giovani 2026 si applica anche ai contratti a tempo indeterminato part-time. L’esonero contributivo si calcola sui contributi effettivi del datore di lavoro, con il tetto mensile di 500 (o 650) euro che resta invariato. Naturalmente, se i contributi datoriali del part-time sono inferiori al tetto, l’esonero si limita all’importo effettivamente dovuto.

Posso usare il bonus giovani 2026 per un apprendista?

No, le assunzioni con contratto di apprendistato sono escluse dal bonus giovani 2026. L’apprendistato gode gia di una contribuzione agevolata specifica e non e cumulabile con questo esonero. Tuttavia, se trasformi un apprendistato in tempo indeterminato ordinario prima dei 35 anni del lavoratore, puoi accedere al bonus per la trasformazione.

Cosa succede se licenzio il giovane prima dei 24 mesi?

Il bonus giovani 2026 richiede il rispetto di un periodo di astensione dai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (GMO) di 9 mesi successivi all’assunzione. Se licenzi per GMO il lavoratore entro questo periodo, l’agevolazione viene revocata e dovrai restituire i contributi non versati con sanzioni e interessi. I licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo non comportano la revoca.

Il bonus giovani 2026 e cumulabile con il bonus donne?

No, il bonus giovani 2026 non e cumulabile con il bonus donne ne con altri esoneri contributivi per le assunzioni. Se la lavoratrice assunta ha sia i requisiti del bonus giovani (under 35, mai tempo indeterminato) sia del bonus donne, devi scegliere quale dei due attivare. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti a confrontare la convenienza dei due esoneri.

Come verifico che il giovane non sia mai stato a tempo indeterminato?

L’unico modo certo e verificare l’estratto conto contributivo INPS del candidato. Si tratta di un documento che riporta tutta la storia lavorativa contributiva. Il giovane puo richiederlo al CAF Centro Fiscale di Udine. Prima di attivare il bonus giovani 2026 consigliamo sempre questa verifica preliminare.

Il bonus vale per assunzioni di stranieri?

Si, il bonus giovani 2026 si applica anche all’assunzione di cittadini stranieri (UE ed extra-UE), purche in possesso di regolare permesso di soggiorno e che rispettino tutti i requisiti soggettivi (under 35, mai assunti a tempo indeterminato in Italia).

Quanto tempo serve per ottenere l’autorizzazione INPS?

L’INPS risponde generalmente entro pochi giorni lavorativi dalla presentazione della domanda telematica. Le risorse sono limitate, quindi e importante presentare la domanda tempestivamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a velocizzare l’iter evitando errori che possono causare ritardi o rigetti.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la presentazione della domanda INPS e la gestione completa dell’esonero contributivo under 35.

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    Cos’è il Bonus Giovani 2026

    Il Bonus Giovani 2026 è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 con un contratto a tempo indeterminato. L’esonero contributivo è una riduzione (in questo caso totale) dei contributi previdenziali che il datore di lavoro deve normalmente versare all’INPS per il proprio dipendente. In pratica, lo Stato dice al datore: se assumi stabilmente un giovane, per due anni non paghi i contributi a tuo carico.

    La misura nasce con il DL 60/2024 (Decreto Coesione), all’articolo 22, convertito poi nella Legge 95/2024. L’obiettivo è duplice: da un lato favorire l’occupazione stabile dei giovani, contrastando il fenomeno dei contratti precari e a termine; dall’altro sostenere le imprese che investono sul capitale umano, riducendo il costo del lavoro nei primi due anni di rapporto. Le istruzioni operative sono state pubblicate dall’INPS con la circolare 90/2025, mentre il messaggio INPS 3640/2024 ha fornito i primi chiarimenti applicativi.

    Si tratta di un aiuto di Stato autorizzato dalla Commissione Europea con il regime SA.110289, quindi è soggetto alle regole comunitarie sugli aiuti alle imprese. Questo significa che, nella domanda all’INPS, il datore di lavoro deve dichiarare di non aver superato i massimali europei previsti per gli aiuti di Stato. Tornando al bonus giovani 2026, è importante sapere che non è automatico: serve presentare un’apposita istanza telematica all’INPS e attendere l’autorizzazione preventiva, prima ancora di formalizzare l’assunzione (o subito dopo, nei termini previsti dalla circolare).

    A chi spetta: i requisiti del lavoratore

    Per accedere al bonus giovani 2026, il lavoratore assunto deve possedere requisiti molto precisi al momento dell’assunzione o della trasformazione del contratto. La regola di base è semplice ma rigorosa: il giovane deve essere realmente al suo primo contratto stabile della carriera. Vediamo nel dettaglio le condizioni che devono essere rispettate.

    • Età inferiore ai 35 anni: il lavoratore deve avere meno di 35 anni compiuti (cioè massimo 34 anni e 364 giorni) alla data dell’assunzione o della trasformazione del contratto.
    • Mai assunto a tempo indeterminato: il giovane non deve aver mai avuto, nell’intera vita lavorativa, un contratto a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro. Anche un solo giorno di tempo indeterminato in passato fa decadere il diritto al bonus.
    • Contratto di apprendistato: i precedenti rapporti di apprendistato non trasformati in tempo indeterminato non pregiudicano l’accesso al bonus.
    • Tempo determinato precedente: aver avuto contratti a termine, lavoro somministrato, intermittente, stagionale o collaborazioni non impedisce l’accesso al bonus.

    L’aspetto più delicato è la verifica della storia contributiva del lavoratore. Per essere certi che il giovane non abbia mai avuto un tempo indeterminato, occorre controllare il suo estratto conto INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questa verifica preliminare, evitando di richiedere il bonus giovani 2026 per un lavoratore che poi risulterà non avere i requisiti, con il rischio di vedersi revocare l’agevolazione e dover restituire i contributi non versati.

    Quali datori di lavoro possono usarlo

    Il bonus giovani 2026 è riservato ai datori di lavoro privati, indipendentemente dalla forma giuridica (ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative, associazioni, fondazioni private, studi professionali). Restano esclusi tutti i datori di lavoro pubblici, perché la misura è finanziata con risorse del PNRR destinate al settore privato. Anche il lavoro domestico (colf, badanti) è escluso, in quanto soggetto a regole contributive autonome.

    Per beneficiare dell’esonero contributivo giovani, il datore di lavoro deve rispettare alcuni requisiti rigorosi sui licenziamenti pregressi e futuri nella stessa unità produttiva. Queste regole servono a evitare che le aziende licenzino lavoratori già in forza per sostituirli con giovani agevolati. Vediamo le condizioni specifiche:

    • Nessun licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: il datore non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva, riguardanti lavoratori con stessa qualifica, nei 6 mesi prima dell’assunzione.
    • Nessun licenziamento GMO nei 9 mesi successivi: nei 9 mesi successivi all’assunzione agevolata, il datore non può licenziare per giustificato motivo oggettivo il giovane assunto o un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
    • Regolarità contributiva (DURC): il datore deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi (DURC regolare).
    • Rispetto dei CCNL: applicazione integrale dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
    • Rispetto norme su sicurezza: nessuna violazione delle norme fondamentali sulla tutela delle condizioni di lavoro.

    Sono ammessi al bonus giovani 2026 sia le nuove assunzioni a tempo indeterminato sia le trasformazioni da contratto a tempo determinato a tempo indeterminato. Sono incluse anche le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, mentre restano escluse le assunzioni con contratto di apprendistato e quelle di lavoro domestico.

    Importo dello sgravio e durata

    Il cuore del bonus giovani 2026 è la convenienza economica. L’agevolazione consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL (l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni resta dovuta). Vediamo i numeri di dettaglio nella tabella sotto.

    VoceValore
    Aliquota esonero100% contributi datoriali (escluso INAIL)
    Tetto mensile standard500 euro per lavoratore
    Tetto mensile ZES unica Mezzogiorno650 euro per lavoratore
    Durata massima24 mesi
    Risparmio annuo massimo (fuori ZES)6.000 euro
    Risparmio annuo massimo (ZES)7.800 euro
    Risparmio totale 24 mesi (fuori ZES)12.000 euro
    Risparmio totale 24 mesi (ZES)15.600 euro

    Il limite mensile è da intendersi come tetto massimo: se i contributi datoriali del lavoratore sono inferiori a 500 euro al mese (es. part-time o stipendi bassi), l’esonero si applica al 100% sull’effettivo dovuto. Se invece i contributi superano i 500 euro, la quota eccedente resta a carico del datore. Importante: il bonus si calcola in dodicesimi mensili e non può essere recuperato su altre mensilità se non sfruttato in un mese.

    Attenzione a un aspetto cruciale del bonus giovani 2026: la tredicesima e la quattordicesima mensilità contribuiscono all’imponibile contributivo del mese di erogazione e quindi possono assorbire più rapidamente il tetto di 500/650 euro. Per questo motivo, il calcolo del beneficio reale richiede una pianificazione attenta, che il CAF Centro Fiscale e il consulente del lavoro possono effettuare insieme.

    Maggiorazione ZES Mezzogiorno

    Una delle novità più interessanti del bonus giovani 2026 è la maggiorazione per la ZES unica del Mezzogiorno. La ZES (Zona Economica Speciale) unica è un territorio che gode di incentivi fiscali e contributivi rafforzati per attrarre investimenti e occupazione nelle aree del Sud Italia storicamente meno sviluppate. Per le assunzioni effettuate in unità produttive collocate in queste regioni, il tetto mensile passa da 500 a 650 euro.

    Le regioni rientranti nella ZES unica al 2026 sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dal 20 novembre 2025, in seguito a un ampliamento normativo, sono state incluse anche Marche e Umbria. Questo significa che le imprese che operano in queste regioni possono ottenere uno sgravio annuo fino a 7.800 euro per ogni giovane assunto, per un totale di 15.600 euro sui 24 mesi di durata massima dell’agevolazione.

    L’aspetto da tenere a mente è che la maggiorazione si applica in base alla sede dell’unità produttiva dove il lavoratore presta servizio, non in base alla sede legale dell’azienda. Quindi un’azienda con sede a Milano che ha una filiale in Sicilia, e assume un giovane destinato a lavorare nella filiale siciliana, può beneficiare del tetto maggiorato di 650 euro.

    Esempio pratico di calcolo

    Per capire concretamente quanto vale il bonus giovani 2026, facciamo un esempio reale. Immagina che Marco, 26 anni, mai assunto a tempo indeterminato, venga assunto da un’azienda di Udine (fuori ZES) con un contratto a tempo indeterminato full-time. La RAL (Retribuzione Annua Lorda) concordata è di 25.000 euro.

    Calcoliamo i contributi a carico del datore di lavoro, che mediamente per un’azienda industriale o commerciale si aggirano intorno al 30% della RAL. Su 25.000 euro di RAL, i contributi datoriali annui sono circa 7.500 euro, cioè 625 euro al mese. Vediamo come funziona lo sgravio:

    • Contributi datoriali mensili: 625 euro
    • Tetto mensile bonus: 500 euro (fuori ZES)
    • Esonero applicato: 500 euro al mese (il tetto)
    • Quota residua a carico del datore: 125 euro al mese
    • Risparmio annuo: 500 x 12 = 6.000 euro
    • Risparmio sui 24 mesi: 12.000 euro

    Se la stessa assunzione avvenisse in una filiale in Puglia (ZES unica), il tetto salirebbe a 650 euro e i contributi datoriali di 625 euro sarebbero completamente azzerati per i primi 12 mesi (perché 625 è inferiore a 650). Il risparmio annuo arriverebbe quindi a 7.500 euro e 15.000 euro sui 24 mesi. Naturalmente l’INAIL resta sempre dovuto: assicurati di considerarlo nei tuoi conti.

    Come fare domanda all’INPS

    La domanda per accedere al bonus giovani 2026 si presenta telematicamente all’INPS. La procedura richiede competenze specifiche e la corretta compilazione del modulo dedicato. Per evitare errori che possono compromettere l’agevolazione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in tutte le fasi: dalla verifica preliminare dei requisiti del lavoratore alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio dell’autorizzazione INPS.

    La procedura si articola in alcuni passaggi essenziali. Il datore di lavoro (o un consulente del lavoro o il CAF autorizzato) accede al Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) sul sito INPS, dove è presente il modulo telematico denominato BG24. La compilazione richiede dati anagrafici del datore e del lavoratore, dati contrattuali, dichiarazioni sostitutive sui requisiti soggettivi.

    • Accesso al portale INPS: il consulente o il CAF accede con credenziali abilitate alla sezione Portale Agevolazioni – Incentivo Articolo 22 – Giovani.
    • Compilazione modulo BG24: inserimento dati anagrafici, dati assunzione, importo agevolazione richiesto.
    • Autorizzazione preventiva INPS: l’INPS verifica i requisiti e la disponibilità delle risorse stanziate.
    • Fruizione in busta paga: una volta autorizzato, l’esonero viene applicato direttamente nelle denunce contributive mensili (UniEmens).
    • Codice agevolazione: l’INPS comunica il codice da utilizzare nella denuncia per l’abbattimento dei contributi.

    Tra gli errori più frequenti che facciamo evitare ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale ci sono: dichiarazioni errate sulla storia lavorativa del giovane, mancata verifica del DURC, calcolo sbagliato del tetto contributivo, mancato rispetto del periodo di astensione dai licenziamenti GMO. Affidati ai nostri esperti per gestire correttamente il bonus giovani 2026 e non rischiare la revoca dell’agevolazione.

    Quando non spetta: esclusioni e revoche

    Il bonus giovani 2026 non spetta in diverse situazioni che è importante conoscere per non incorrere in spiacevoli revoche. La revoca dell’agevolazione comporta la restituzione di tutti i contributi non versati, maggiorati di sanzioni e interessi, con un onere economico spesso pesantissimo per l’azienda. Vediamo le principali cause di esclusione e revoca.

    • Lavoratore con precedente tempo indeterminato: anche un solo giorno di contratto a tempo indeterminato in passato esclude il lavoratore dall’agevolazione.
    • Età pari o superiore a 35 anni: l’agevolazione non si applica se il giovane ha già compiuto 35 anni al momento dell’assunzione.
    • Contratto diverso dal tempo indeterminato: niente bonus per tempo determinato, apprendistato, lavoro domestico, prestazione occasionale.
    • Licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: nella stessa unità produttiva, con stessa qualifica.
    • Licenziamento nei 9 mesi successivi: del lavoratore assunto o di un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
    • DURC irregolare: mancanza di regolarità contributiva al momento dell’assunzione.
    • Violazione delle norme di sicurezza sul lavoro: presenza di violazioni rilevanti.
    • Superamento massimali aiuti di Stato: regime SA.110289 o de minimis.

    Tra le cause di esclusione più subdole c’è il caso del lavoratore che ha avuto un brevissimo contratto a tempo indeterminato anni prima, magari subito dimesso. Anche se nel concreto non ha mai realmente avuto stabilità, formalmente quel contratto compromette il diritto al bonus giovani 2026. Per questo motivo, prima di formalizzare l’assunzione, il CAF Centro Fiscale verifica sempre l’estratto conto contributivo INPS del candidato.

    Cumulo con altre agevolazioni

    Una domanda frequente sul bonus giovani 2026 riguarda la possibilità di cumularlo con altre agevolazioni per l’assunzione. La regola generale è che il bonus giovani 2026 non è cumulabile con altri esoneri contributivi previsti per legge in caso di nuove assunzioni. Tuttavia esistono alcune eccezioni e combinazioni possibili che vale la pena conoscere.

    L’incentivo è cumulabile, ad esempio, con i benefici fiscali quali la maggiorazione del costo del lavoro deducibile ai fini IRES/IRPEF introdotta dalla Riforma IRPEF (art. 4 DLgs 216/2023). Significa che la stessa assunzione che gode dell’esonero contributivo può anche generare un maggior costo deducibile dalle imposte sui redditi, raddoppiando di fatto il vantaggio per l’impresa. La cumulabilità con altri esoneri specifici, come il bonus donne o il bonus ZES, va invece valutata caso per caso, perché in generale i diversi esoneri contributivi sui medesimi lavoratori si elidono a vicenda.

    Per le imprese che operano nel Mezzogiorno esiste una scelta strategica: bonus giovani 2026 (con tetto 650 euro) oppure Decontribuzione Sud (quando attiva). Vista la complessità della normativa, sconsigliamo il fai da te: chiedi al CAF Centro Fiscale di Udine di calcolare quale combinazione è più conveniente per la tua specifica situazione, prima di scegliere quale agevolazione attivare in domanda INPS.

    Cosa cambia nel 2026 e prospettive di proroga

    Il bonus giovani 2026 ha vissuto un’evoluzione importante nei primi mesi dell’anno. La versione originaria del Decreto Coesione (DL 60/2024) prevedeva una finestra applicativa dal 1 settembre 2024 al 31 dicembre 2025. Il Decreto Milleproroghe (DL 200/2025, convertito nella L. 26/2026, in vigore dal 1 marzo 2026) ha esteso la possibilità di attivare l’agevolazione fino al 30 aprile 2026, con una modifica significativa: per le nuove assunzioni del 2026, l’esonero è stato ridotto al 70%, elevabile al 100% solo se l’assunzione determina un incremento occupazionale netto dell’azienda.

    Per incremento occupazionale netto si intende un effettivo aumento del numero di dipendenti dell’azienda rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Questa modifica vuole evitare che il bonus giovani 2026 venga utilizzato per sostituire lavoratori già in forza con nuovi assunti agevolati, ma sia realmente un volano per creare nuova occupazione stabile sul mercato del lavoro italiano.

    Sul fronte delle prospettive future, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo esonero contributivo strutturale a sostegno dell’occupazione stabile, con un perimetro più ampio rispetto al solo bonus giovani. Questo nuovo strumento riguarda le assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni di contratti a termine effettuate tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2026, con una durata massima di 24 mesi. I dettagli operativi e le aliquote definitive sono in attesa delle circolari INPS attuative. Il CAF Centro Fiscale di Udine monitora costantemente le novità normative per offrirti sempre la consulenza più aggiornata.

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    FAQ Bonus Giovani 2026

    Il bonus giovani 2026 vale anche per il part-time?

    Si, il bonus giovani 2026 si applica anche ai contratti a tempo indeterminato part-time. L’esonero contributivo si calcola sui contributi effettivi del datore di lavoro, con il tetto mensile di 500 (o 650) euro che resta invariato. Naturalmente, se i contributi datoriali del part-time sono inferiori al tetto, l’esonero si limita all’importo effettivamente dovuto.

    Posso usare il bonus giovani 2026 per un apprendista?

    No, le assunzioni con contratto di apprendistato sono escluse dal bonus giovani 2026. L’apprendistato gode gia di una contribuzione agevolata specifica e non e cumulabile con questo esonero. Tuttavia, se trasformi un apprendistato in tempo indeterminato ordinario prima dei 35 anni del lavoratore, puoi accedere al bonus per la trasformazione.

    Cosa succede se licenzio il giovane prima dei 24 mesi?

    Il bonus giovani 2026 richiede il rispetto di un periodo di astensione dai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (GMO) di 9 mesi successivi all’assunzione. Se licenzi per GMO il lavoratore entro questo periodo, l’agevolazione viene revocata e dovrai restituire i contributi non versati con sanzioni e interessi. I licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo non comportano la revoca.

    Il bonus giovani 2026 e cumulabile con il bonus donne?

    No, il bonus giovani 2026 non e cumulabile con il bonus donne ne con altri esoneri contributivi per le assunzioni. Se la lavoratrice assunta ha sia i requisiti del bonus giovani (under 35, mai tempo indeterminato) sia del bonus donne, devi scegliere quale dei due attivare. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti a confrontare la convenienza dei due esoneri.

    Come verifico che il giovane non sia mai stato a tempo indeterminato?

    L’unico modo certo e verificare l’estratto conto contributivo INPS del candidato. Si tratta di un documento che riporta tutta la storia lavorativa contributiva. Il giovane puo richiederlo al CAF Centro Fiscale di Udine. Prima di attivare il bonus giovani 2026 consigliamo sempre questa verifica preliminare.

    Il bonus vale per assunzioni di stranieri?

    Si, il bonus giovani 2026 si applica anche all’assunzione di cittadini stranieri (UE ed extra-UE), purche in possesso di regolare permesso di soggiorno e che rispettino tutti i requisiti soggettivi (under 35, mai assunti a tempo indeterminato in Italia).

    Quanto tempo serve per ottenere l’autorizzazione INPS?

    L’INPS risponde generalmente entro pochi giorni lavorativi dalla presentazione della domanda telematica. Le risorse sono limitate, quindi e importante presentare la domanda tempestivamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a velocizzare l’iter evitando errori che possono causare ritardi o rigetti.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la presentazione della domanda INPS e la gestione completa dell’esonero contributivo under 35.

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      Sostituzione Maternità 2026: Sgravi Contributivi Anche nel Periodo di Affiancamento

      Maternità INPS CAF Udine

      Quando una lavoratrice dipendente va in congedo di maternità, il datore di lavoro ha spesso necessità di assumere un sostituto per garantire la continuità operativa. La legge italiana non solo consente questa possibilità, ma la incentiva con un significativo sgravio contributivo del 50% disciplinato dall’articolo 4 del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico a tutela della maternità e della paternità). La novità rilevante del 2026 riguarda l’estensione di questo beneficio al periodo di affiancamento, ovvero quella fase in cui il sostituto viene formato e lavora contemporaneamente alla lavoratrice assente o in procinto di assentarsi. Questa guida analizza nel dettaglio il funzionamento dello sgravio, i requisiti da rispettare, la procedura INPS per richiederlo e i vantaggi concreti per le aziende.

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      Indice dei contenuti

      1. Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001
      2. Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento
      3. Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio
      4. Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe
      5. Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle
      6. Procedura INPS per richiedere lo sgravio
      7. Cumulabilità con altri incentivi assuntivi
      8. Differenze rispetto alla normativa precedente
      9. Consigli pratici per datori di lavoro

      Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001

      Il D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 — noto come Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità — costituisce la fonte normativa principale dello sgravio contributivo per assunzione di sostituti di maternità. L’articolo 4 di tale decreto prevede espressamente che i datori di lavoro con meno di 20 dipendenti possano beneficiare di una riduzione del 50% dei contributi previdenziali a proprio carico quando assumono lavoratori a tempo determinato in sostituzione di dipendenti in congedo di maternità, congedo parentale, congedo per malattia del figlio o in altri casi di astensione obbligatoria e facoltativa previsti dalla legge.

      La norma si inserisce in un quadro legislativo più ampio orientato a tutelare sia le lavoratrici madri sia la continuità operativa delle piccole imprese, che spesso non dispongono delle risorse per coprire un’assenza prolungata senza supporto economico. Lo sgravio del 50% riguarda esclusivamente la quota contributiva a carico del datore di lavoro, mentre la quota a carico del lavoratore rimane invariata. Si tratta quindi di un beneficio rilevante soprattutto nelle aziende di piccole dimensioni dove il costo del lavoro incide in modo significativo sui bilanci.

      Il decreto è stato oggetto di numerosi interventi interpretativi da parte dell’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), che ha emanato circolari e messaggi per chiarire l’ambito applicativo della norma. In particolare, la circolare INPS n. 109/2000 e successivi messaggi amministrativi hanno precisato modalità di calcolo e procedure operative per la fruizione del beneficio.

      Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento

      La principale novità del 2026 riguarda l’estensione dello sgravio contributivo al periodo di affiancamento, ovvero quella fase temporanea in cui il sostituto lavora contemporaneamente alla lavoratrice che si appresta ad assentarsi o che sta per rientrare. Questa possibilità, che in passato aveva generato incertezze interpretative, è ora espressamente riconosciuta e disciplinata.

      L’affiancamento è una prassi aziendale fondamentale: consente al nuovo assunto di apprendere le mansioni specifiche dall’esperienza diretta della lavoratrice uscente, riducendo i tempi di inserimento e garantendo una maggiore qualità del servizio. Dal punto di vista operativo, questo periodo si caratterizza per la compresenza in azienda sia della lavoratrice originaria sia del sostituto. La questione controversa era se, in questa fase, il datore di lavoro potesse già applicare lo sgravio contributivo sul contratto del sostituto.

      L’orientamento prevalente confermato per il 2026 è che lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene mentre la lavoratrice da sostituire è ancora in servizio per garantire il passaggio di consegne. Il presupposto fondamentale è che il contratto del sostituto sia esplicitamente stipulato “in sostituzione” della dipendente in procinto di assentarsi per congedo di maternità o congedo parentale, con indicazione del nome della lavoratrice sostituita e del periodo di astensione previsto.

      Questo chiarimento riveste una particolare importanza per le piccole imprese che, per garantire la produttività, devono formare il sostituto con congruo anticipo rispetto all’inizio effettivo dell’assenza. Prima di questa interpretazione estensiva, alcuni datori di lavoro rinunciavano all’affiancamento pur di non incorrere in contestazioni sulla legittimità dello sgravio.

      Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio

      Per accedere allo sgravio contributivo per sostituzione maternità, il datore di lavoro deve soddisfare una serie di requisiti previsti dalla normativa. È fondamentale verificarli prima di procedere con l’assunzione del sostituto per evitare il rischio di dover restituire le agevolazioni fruite indebitamente.

      Dimensione aziendale: il limite dei 20 dipendenti

      Il requisito principale è la dimensione aziendale: meno di 20 dipendenti. Questo limite va calcolato al momento dell’assunzione del sostituto e si riferisce al numero medio di dipendenti occupati nell’unità produttiva o nell’azienda nel semestre precedente all’assunzione. È importante notare che:

      • Si contano tutti i lavoratori subordinati, indipendentemente dall’orario (full time e part time, con ponderazione proporzionale)
      • Sono esclusi dal computo apprendisti, lavoratori in congedo parentale, lavoratori assunti con contratti di inserimento e disabili
      • La lavoratrice sostituita è comunque conteggiata ai fini del calcolo della soglia dei 20 dipendenti
      • Superare la soglia dopo l’assunzione del sostituto non fa perdere il diritto allo sgravio già acquisito per il periodo corrente

      Tipo di contratto del sostituto

      Il sostituto deve essere assunto con contratto a tempo determinato stipulato “in sostituzione” della lavoratrice assente. Il contratto deve contenere obbligatoriamente:

      • La causale esplicita di sostituzione (“sostituisce la sig.ra X in congedo di maternità”)
      • Il nome della lavoratrice sostituita
      • Il periodo di riferimento dell’astensione prevista
      • La data di inizio del rapporto di lavoro e la durata prevista

      In alternativa al contratto a tempo determinato, è possibile stipulare un contratto a tempo indeterminato con il sostituto: in questo caso lo sgravio si applica comunque per il periodo effettivo di sostituzione, ma la sua gestione amministrativa è più complessa e richiede particolare attenzione nella comunicazione con l’INPS.

      Posizione contributiva e DURC regolare

      Il datore di lavoro deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. In particolare:

      • DURC regolare (Documento Unico di Regolarità Contributiva) al momento dell’assunzione e durante tutto il periodo di fruizione dello sgravio
      • Assenza di sanzioni amministrative definitive per violazioni in materia di lavoro e previdenza
      • Rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)

      Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe

      Lo sgravio contributivo del 50% ha una durata massima ben definita dalla normativa. Comprendere i limiti temporali è essenziale per pianificare correttamente la gestione del personale sostitutivo.

      Durata ordinaria: fino a 12 mesi

      Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione con un limite massimo di 12 mesi. Il computo della durata tiene conto del periodo effettivo in cui il sostituto è in servizio in sostituzione della lavoratrice assente. Se la lavoratrice rientra anticipatamente, lo sgravio cessa con il suo rientro. Se invece l’assenza si prolunga (ad esempio perché la lavoratrice usufruisce prima del congedo obbligatorio e poi del congedo parentale facoltativo), lo sgravio può continuare fino al termine dei 12 mesi complessivi.

      Inclusione del periodo di affiancamento nel computo dei 12 mesi

      Con la chiarificazione per il 2026, il periodo di affiancamento è incluso nel computo dei 12 mesi massimi di sgravio. Questo significa che se il sostituto inizia a lavorare in affiancamento 30 giorni prima dell’inizio effettivo del congedo di maternità, quei 30 giorni vengono conteggiati nel periodo massimo di 12 mesi durante i quali si applica lo sgravio.

      Pertanto, il datore di lavoro deve calibrare attentamente il periodo di affiancamento in relazione alla durata prevista dell’assenza: un affiancamento troppo lungo potrebbe “ridurre” il periodo residuo durante il quale beneficiare dello sgravio durante l’assenza effettiva.

      Proroga in caso di congedo parentale consecutivo

      Una specificazione importante riguarda il caso in cui, al termine del congedo obbligatorio di maternità (5 mesi), la lavoratrice usufruisca anche del congedo parentale (fino a 6 mesi per la madre entro i primi 6 anni di vita del figlio). In questo scenario:

      • Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione complessivo, fino al limite di 12 mesi
      • Non è necessaria una nuova assunzione o una nuova richiesta all’INPS per il periodo di congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio
      • È sufficiente comunicare all’INPS la proroga dell’assenza tramite gli strumenti telematici disponibili

      Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle

      Per comprendere il vantaggio economico concreto dello sgravio contributivo del 50%, è utile analizzare alcuni esempi pratici con calcoli dettagliati. Il risparmio effettivo dipende dalla retribuzione del sostituto e dal livello contrattuale applicato.

      Base di calcolo: i contributi previdenziali a carico del datore

      I principali contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nel settore privato, applicabili alla generalità dei lavoratori dipendenti (CCNL commercio, terziario, servizi), includono indicativamente:

      Voce contributivaAliquota datoreNote
      IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti)~23,81%Principale voce previdenziale
      Disoccupazione NASpI1,61%Include contributo addizionale T.D.
      INAIL (infortuni)VariabileNon soggetto a sgravio
      Fondo Garanzia TFR0,20%Piccole imprese
      Maternità e sostegno al reddito~0,46%Incluse varie voci minori
      TOTALE contributi datore (approssimativo)~28-30%Senza INAIL

      Esempio 1: Impiegata amministrativa (livello C1 commercio)

      Supponiamo di assumere un sostituto per una impiegata amministrativa con questi parametri:

      VoceImporto mensile
      Retribuzione lorda mensile sostituto1.700 euro
      Contributi datore ordinari (~29%)493 euro
      Contributi datore con sgravio 50%246,50 euro
      Risparmio mensile246,50 euro
      Risparmio su 12 mesi2.958 euro

      Esempio 2: Addetta alle vendite (livello D commercio)

      VoceImporto mensile
      Retribuzione lorda mensile sostituto1.450 euro
      Contributi datore ordinari (~29%)420,50 euro
      Contributi datore con sgravio 50%210,25 euro
      Risparmio mensile210,25 euro
      Risparmio su 12 mesi2.523 euro

      Nota importante: I valori sopra indicati sono approssimativi e a titolo esemplificativo. Le aliquote contributive effettive variano in base al contratto collettivo applicato, alla qualifica del lavoratore, al settore produttivo e ad eventuali altre agevolazioni applicabili. Per un calcolo preciso, rivolgiti al CAF Centro Fiscale o a un consulente del lavoro.

      Procedura INPS per richiedere lo sgravio

      La fruizione dello sgravio contributivo per sostituzione maternità non richiede una domanda preventiva all’INPS: il datore di lavoro può applicare direttamente la riduzione contributiva del 50% a partire dal primo periodo di paga successivo all’assunzione del sostituto. Tuttavia, esistono adempimenti precisi che devono essere rispettati scrupolosamente.

      Step 1: comunicazione preventiva al Centro per l’Impiego (COB)

      Prima di procedere con l’assunzione, il datore di lavoro deve trasmettere la comunicazione obbligatoria di assunzione (COB) tramite il portale regionale del lavoro o il sistema UNILAV, specificando la causale “sostituzione”. La comunicazione deve essere inviata entro il giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro (o lo stesso giorno per urgenze documentate).

      Step 2: indicazione nel flusso UniEmens

      Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens (ex DM10). Il datore di lavoro, o il consulente del lavoro che lo assiste, deve indicare nel flusso telematico il corretto codice di agevolazione per la sostituzione di maternità. I codici da utilizzare nel flusso UniEmens sono gestiti dall’INPS e possono variare: è indispensabile verificare il codice corretto con il patronato CAF o con un consulente del lavoro aggiornato sulle disposizioni vigenti al momento dell’assunzione.

      Step 3: documentazione da conservare

      Il datore di lavoro deve conservare tutta la documentazione a supporto dello sgravio per eventuali verifiche ispettive:

      • Contratto di assunzione del sostituto con causale esplicita di sostituzione
      • Certificato medico attestante la gravidanza o il periodo di congedo della lavoratrice sostituita
      • Domanda di congedo presentata dalla lavoratrice all’INPS
      • Provvedimento INPS di riconoscimento del congedo (se disponibile)
      • Comunicazioni COB di assunzione e cessazione del sostituto
      • Buste paga del sostituto con evidenza dello sgravio applicato
      • Flussi UniEmens relativi al periodo di fruizione dello sgravio

      Step 4: gestione della cessazione dello sgravio

      Al termine del periodo di sostituzione (rientro della lavoratrice, scadenza del contratto del sostituto o decorso dei 12 mesi), il datore di lavoro deve cessare di applicare il codice di sgravio nel flusso UniEmens. In caso di rientro anticipato della lavoratrice, è necessario:

      • Comunicare la variazione all’INPS tramite i canali telematici disponibili
      • Regolarizzare eventuali periodi già denunciati con lo sgravio in eccesso
      • Gestire il contratto del sostituto (proroga, trasformazione o risoluzione) secondo le disposizioni contrattuali

      Cumulabilità con altri incentivi assuntivi

      Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di cumulare lo sgravio per sostituzione maternità con altri incentivi previsti dalla normativa vigente. La risposta varia a seconda dell’incentivo specifico e richiede una valutazione caso per caso.

      Principio generale di non cumulabilità

      In linea generale, la normativa prevede il divieto di cumulo di incentivi che abbiano la medesima natura (riduzione contributiva) sullo stesso lavoratore per lo stesso periodo. Pertanto, lo sgravio per sostituzione maternità non può essere cumulato con altri sgravi contributivi che operino sulla stessa base imponibile.

      Eccezioni e casi particolari

      IncentivoCumulabile con sgravio maternità?Note
      Esonero contributivo giovani under 35NOStesso tipo di agevolazione
      Incentivo assunzione disoccupati di lunga durataNOSgravio contributivo sovrapposto
      Incentivo assunzione lavoratori in mobilitàNODa verificare con INPS
      Deduzioni IRAP per lavoratrici madri/lavoratori giovaniSÌDiversa natura (deduzione fiscale)
      Bonus Mamme (decontribuzione lavoratrice)SÌRiguarda la lavoratrice, non il sostituto
      Crediti d’imposta formazione 4.0SÌDiversa natura

      Nota: il Bonus Mamme lavoratrici 2026 (decontribuzione per madri con 2 o più figli) riguarda la quota contributiva a carico della lavoratrice madre, non del sostituto. I due benefici operano su soggetti diversi e sono quindi pienamente cumulabili nel senso che possono coesistere nella stessa azienda.

      Differenze rispetto alla normativa precedente

      La chiarificazione 2026 in merito allo sgravio durante il periodo di affiancamento rappresenta un’evoluzione interpretativa rispetto alla prassi amministrativa precedente. È utile riepilogare le principali differenze per comprendere come questa novità cambi concretamente la gestione dei sostituti di maternità.

      AspettoPrima del 2026Dal 2026
      Sgravio durante affiancamentoIncerto / negato in alcuni casiRiconosciuto
      Decorrenza sgravioDalla data di inizio congedoDalla data di assunzione sostituto
      Compresenza lavoratrice e sostitutoProblematicaConsentita
      Durata massima sgravio12 mesi (solo congedo)12 mesi (affiancamento + congedo)
      Rischio contestazioni INPSAltoRidotto

      Questa evoluzione normativa è particolarmente apprezzata dalle piccole imprese artigiane, commerciali e di servizi che, in precedenza, si trovavano di fronte a un dilemma: o rinunciare all’affiancamento (con rischio di perdita di know-how) o rischiare contestazioni sullo sgravio. Il chiarimento del 2026 elimina questa incertezza e consente una pianificazione più serena della sostituzione.

      Consigli pratici per datori di lavoro

      Ecco una serie di raccomandazioni operative per i datori di lavoro che devono gestire una sostituzione di maternità nel 2026, sfruttando al massimo lo sgravio contributivo disponibile.

      1. Pianifica con anticipo il periodo di affiancamento

      Non aspettare gli ultimi giorni prima dell’inizio del congedo per cercare il sostituto. Una buona prassi è iniziare la ricerca del sostituto almeno 2 mesi prima del congedo previsto. Questo consente di:

      • Selezionare il profilo più adatto con più calma
      • Garantire un affiancamento efficace di 4-6 settimane
      • Trasferire tutte le competenze e i contatti necessari
      • Iniziare a beneficiare dello sgravio durante l’affiancamento stesso

      2. Redigi il contratto con la causale corretta

      Il contratto di assunzione del sostituto deve essere redatto con cura: la causale di sostituzione deve essere chiara e indicare espressamente il nome della lavoratrice sostituita e il periodo previsto di assenza. Un contratto mal redatto può portare alla revoca dello sgravio in caso di ispezione. Affidati a un consulente del lavoro o al patronato per la stesura del contratto.

      3. Verifica la tua posizione rispetto alla soglia dei 20 dipendenti

      Prima di procedere, conta attentamente i dipendenti e verifica di essere sotto la soglia dei 20 lavoratori. Ricorda che il calcolo va effettuato sul semestre precedente all’assunzione del sostituto, considerando la media mensile dei dipendenti occupati.

      4. Tieni aggiornato il DURC

      Un DURC irregolare comporta la perdita del diritto allo sgravio per tutto il periodo di irregolarità. Verifica regolarmente la tua posizione contributiva e intervieni tempestivamente in caso di scoperture o irregolarità.

      5. Coordina con il consulente del lavoro il flusso UniEmens

      L’applicazione dello sgravio nel flusso UniEmens richiede la conoscenza dei codici specifici e delle modalità di calcolo previste dall’INPS. È fondamentale che il consulente del lavoro che gestisce le paghe sia aggiornato sulle disposizioni in vigore per il 2026 ed inserisca correttamente i dati nel sistema.

      Se hai dubbi su questi adempimenti o hai bisogno di assistenza nella gestione della sostituzione maternità, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza. Per le pratiche INPS legate alla maternità, come la domanda di NASPI (se pertinente), l’ISEE per accedere ad altri benefici, o la gestione del 730, il nostro patronato offre assistenza completa.

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      Domande Frequenti sulla Sostituzione di Maternità

      Quanti dipendenti deve avere l’azienda per accedere allo sgravio sostituzione maternità?

      L’azienda deve avere meno di 20 dipendenti. Il calcolo viene effettuato sulla media mensile dei dipendenti occupati nel semestre precedente all’assunzione del sostituto. Sono esclusi dal computo apprendisti, disabili e lavoratori in congedo.

      Lo sgravio del 50% si applica anche durante il periodo di affiancamento?

      Si, dal 2026 lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene durante un periodo di affiancamento in cui la lavoratrice e ancora in servizio. E fondamentale che il contratto riporti esplicitamente la causale di sostituzione con il nome della lavoratrice da sostituire.

      Qual e la durata massima dello sgravio per sostituzione maternita?

      La durata massima e di 12 mesi. Questo periodo include sia il tempo di affiancamento che il periodo effettivo di assenza della lavoratrice. Se l’assenza si prolunga con il congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio, lo sgravio continua fino al raggiungimento dei 12 mesi complessivi.

      Come si richiede lo sgravio all’INPS?

      Non e richiesta una domanda preventiva all’INPS. Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens inserendo il codice di agevolazione corretto. E fondamentale conservare tutta la documentazione (contratto del sostituto, certificato medico, domanda di congedo) per eventuali verifiche ispettive.

      Lo sgravio per sostituzione maternita e cumulabile con il Bonus Mamme 2026?

      Si, i due benefici sono compatibili perche operano su soggetti diversi. Lo sgravio maternita riguarda i contributi a carico del datore di lavoro sul sostituto; il Bonus Mamme riguarda i contributi a carico della lavoratrice madre. Possono quindi coesistere nella stessa azienda senza vincoli di cumulabilita.


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