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Tag Archivio per: bonus giovani 2026

CAF, PATRONATO

Bonus Giovani, Donne e ZES: domanda INPS entro il 30 settembre 2026

Bonus Partita IVA Under 35

Bonus Giovani, Donne e ZES: domanda INPS entro il 30 settembre 2026

Manca poco al 30 settembre 2026: è questa la scadenza entro cui i datori di lavoro devono inviare la domanda all’INPS per accedere a tre importanti incentivi all’assunzione introdotti dal Decreto Coesione (D.L. 60/2024, convertito con modificazioni dalla L. 95/2024). Si tratta del Bonus Giovani (sgravio per assunzioni di under 35 mai assunti a tempo indeterminato), del Bonus Donne (per donne svantaggiate) e del Bonus ZES Mezzogiorno (per assunzioni nelle aree della Zona Economica Speciale Unica del Sud Italia).

Questi tre incentivi, introdotti dal Decreto Coesione e potenziati dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), sono stati operativi per le assunzioni effettuate nel biennio 2024-2025. Chi ha effettuato assunzioni in quel periodo e non ha ancora presentato domanda di riconoscimento ha tempo fino al 30 settembre 2026 per farlo tramite il portale INPS.

In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: a chi spettano, quanto valgono, come si calcolano, quali documenti servono e come inviare la domanda INPS in tempo utile.

Indice dei contenuti

  1. Cosa sono il Bonus Giovani, Bonus Donne e Bonus ZES
  2. Il Bonus Giovani Under 35: sgravio del 100% fino a 500 euro al mese (650 euro in ZES)
  3. Il Bonus Donne: sgravio fino a 650 euro al mese per assumere donne svantaggiate
  4. Il Bonus ZES Mezzogiorno: fino a 650 euro al mese per assumere lavoratori over 35 al Sud
  5. Confronto tra i tre incentivi: tabella riassuntiva
  6. La scadenza del 30 settembre 2026: perché è così importante
  7. Come presentare la domanda INPS: procedura passo per passo
  8. Recupero dei contributi già versati: come funziona il credito contributivo
  9. Cosa fare se si è persa la scadenza o si hanno dubbi
  10. Domande frequenti (FAQ)
  11. Conclusione: non aspettare il 30 settembre

Cosa sono il Bonus Giovani, Bonus Donne e Bonus ZES

I tre incentivi fanno parte di un pacchetto di misure pensato per sostenere l’occupazione stabile in categorie di lavoratori svantaggiate o in aree geografiche con maggiori difficoltà economiche. Sono spesso chiamati collettivamente “incentivi strutturali alle assunzioni” perché, a differenza di molte misure precedenti, hanno una logica di sistema più organica e si rivolgono a platee distinte che si completano a vicenda.

Tutti e tre si basano su un principio comune: il datore di lavoro che assume a tempo indeterminato (o che stabilizza un rapporto precario) riceve uno sgravio totale dei contributi previdenziali a suo carico per un periodo determinato. In parole semplici: per un certo numero di mesi, non deve pagare i contributi INPS per quel dipendente, con un risparmio che può arrivare fino a 15.600 euro per singola assunzione.

La base normativa comune è il D.L. 60/2024 (“Decreto Coesione”), convertito con modifiche dalla Legge 95/2024, che ha istituito questi tre incentivi agli articoli 22, 23 e 24. La Circolare INPS applicativa di riferimento è la n. 97/2024 del 3 settembre 2024, integrata dalla Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026 per il Bonus Giovani.

Il Bonus Giovani Under 35: sgravio del 100% fino a 500 euro al mese (650 euro in ZES)

Il Bonus Giovani (art. 22 D.L. 60/2024, come prorogato e modificato dalla L. 207/2024) è l’incentivo più importante del pacchetto in termini di impatto potenziale. Si rivolge ai datori di lavoro privati che assumono giovani lavoratori nel rispetto di condizioni precise.

Chi può beneficiarne: i requisiti del lavoratore

Per accedere al Bonus Giovani, il lavoratore assunto deve rispettare contemporaneamente questi requisiti:

  • Età: meno di 35 anni compiuti al momento dell’assunzione (la Legge di Bilancio 2025 ha elevato la soglia da 30 a 35 anni)
  • Mai assunto a tempo indeterminato: il lavoratore non deve aver mai avuto un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro, in tutta la sua vita lavorativa
  • Assunzione nel periodo agevolato: il rapporto di lavoro deve essere stato instaurato tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025

Il requisito della “mai assunto a tempo indeterminato” è il più delicato e merita attenzione. Significa che il lavoratore può aver lavorato in precedenza con contratti a termine, co.co.co., stage o partita IVA, ma non deve aver mai avuto un contratto stabile. Questo requisito si verifica tramite le banche dati delle Comunicazioni Obbligatorie (COB) del Ministero del Lavoro.

Chi può richiederlo: i requisiti del datore di lavoro

L’incentivo è rivolto ai datori di lavoro privati. Sono esclusi i datori di lavoro pubblici e il lavoro domestico. Il datore deve inoltre:

  • Essere in regola con il DURC (documento unico di regolarità contributiva)
  • Non aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nei 6 mesi precedenti, relativamente alle stesse mansioni e nella stessa unità produttiva
  • Rispettare la contrattazione collettiva applicabile (rispetto dei CCNL)
  • Garantire che l’assunzione incrementi il numero di lavoratori a tempo indeterminato (principio di addizionalità)

Quanto vale il Bonus Giovani

Lo sgravio è del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL). Il massimale dipende dalla sede di lavoro:

  • 500 euro mensili per assunzioni con sede di lavoro in qualsiasi area d’Italia
  • 650 euro mensili per assunzioni con sede di lavoro nelle 8 regioni della ZES Unica Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia)

La durata è di 24 mesi dall’assunzione. Lo sgravio riguarda solo i contributi a carico del datore di lavoro: la quota a carico del lavoratore rimane invariata, preservando la sua posizione previdenziale futura.

ParametroBonus Giovani (area ord.)Bonus Giovani (ZES)
NormaArt. 22 D.L. 60/2024 + L. 207/2024
Lavoratore targetUnder 35, mai a tempo indeterminato
Periodo assunzione1° settembre 2024 – 31 dicembre 2025
Sgravio100% contributi datore (escluso INAIL)
Massimale mensile500 euro650 euro
Durata24 mesi
Valore massimo totale12.000 euro15.600 euro

Esempio pratico: Marco, 28 anni, viene assunto a tempo indeterminato da una PMI di Napoli il 15 ottobre 2024 con contratto CCNL Commercio. I contributi INPS a carico del datore per Marco ammontano a 530 euro al mese. Siccome la sede di lavoro è in Campania (ZES), il massimale applicabile è 650 euro: l’azienda non paga nulla per 24 mesi, risparmiando 530 € × 24 = 12.720 euro totali. Un’analoga assunzione a Udine avrebbe un risparmio di 500 € × 24 = 12.000 euro (limitato al massimale).

Il Bonus Donne: sgravio fino a 650 euro al mese per assumere donne svantaggiate

Il Bonus Donne (art. 23 D.L. 60/2024) è l’incentivo dedicato all’assunzione di donne in condizione di svantaggio occupazionale. Con un massimale di 650 euro mensili è più alto rispetto al Bonus Giovani in aree ordinarie, e si applica senza limiti anagrafici sulla lavoratrice.

Chi sono le donne svantaggiate ai fini del bonus

Non tutte le donne possono far scattare il Bonus Donne: la legge individua categorie specifiche di svantaggio, riprendendo le definizioni del Regolamento UE n. 651/2014 (GBER). Le principali categorie sono:

  • Donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (ovunque residenti in Italia)
  • Donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti dei Fondi Strutturali UE (regioni del Mezzogiorno e alcune aree del Centro-Nord individuate da decreto interministeriale)
  • Donne di qualsiasi età prive di impiego da almeno 6 mesi e occupate in settori o professioni caratterizzati da forte disparità di genere (individuati annualmente dal Ministero del Lavoro)

In pratica, per la grande maggioranza dei casi operativi, il dato rilevante è la durata della disoccupazione: 24 mesi ovunque oppure 6 mesi in aree svantaggiate o in settori a bassa occupazione femminile. La verifica dello status avviene tramite dichiarazione sostitutiva della lavoratrice e controllo incrociato nelle banche dati INPS e dei Centri per l’Impiego.

Quanto vale il Bonus Donne

ParametroBonus Donne
NormaArt. 23 D.L. 60/2024
Lavoratrice targetDonna svantaggiata (disoccupata 24 mesi o 6 mesi in aree ob. UE)
Periodo assunzione1° settembre 2024 – 31 dicembre 2025
Sgravio100% contributi datore (escluso INAIL)
Massimale mensile650 euro
Durata24 mesi (nuova assunzione a t.i.) — 12 mesi (trasformazione da t.d.)
Valore massimo totale15.600 euro (nuova ass.) / 7.800 euro (trasformazione)

Esempio pratico: Laura, 45 anni, non lavora da 26 mesi e viene assunta a tempo indeterminato da un’agenzia di servizi di Udine il 1° marzo 2025. I contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per Laura ammontano a 480 euro al mese. Con il Bonus Donne, l’azienda ottiene lo sgravio totale: 480 euro × 24 mesi = 11.520 euro risparmiati.

Attenzione alla durata per le trasformazioni: se il contratto non è una nuova assunzione a tempo indeterminato ma la trasformazione di un contratto a termine preesistente, la durata dello sgravio si riduce a 12 mesi (invece di 24), con un risparmio massimo di 7.800 euro.

Il Bonus ZES Mezzogiorno: fino a 650 euro al mese per assumere lavoratori over 35 al Sud

Il Bonus ZES (art. 24 D.L. 60/2024) è l’agevolazione pensata per potenziare l’occupazione nelle regioni meridionali, nelle aree che fanno parte della ZES Unica Mezzogiorno, la Zona Economica Speciale unificata istituita dal D.L. 124/2023. È complementare al Bonus Giovani: mentre quest’ultimo si rivolge agli under 35, il Bonus ZES copre proprio i lavoratori di 35 anni o più disoccupati che trovano lavoro al Sud.

Quali sono le aree ZES Mezzogiorno

La ZES Unica Mezzogiorno comprende l’intero territorio delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. A differenza delle vecchie ZES circoscritte a singole zone portuali o industriali, la ZES Unica abbraccia l’intero territorio regionale delle otto regioni del Mezzogiorno.

Per accedere al Bonus ZES, la sede di effettivo svolgimento del lavoro del dipendente deve essere ubicata in una di queste otto regioni. Non è sufficiente la sede legale dell’azienda: è il luogo di lavoro concreto che determina l’accesso.

I requisiti specifici del lavoratore per il Bonus ZES

Il Bonus ZES non si applica a qualsiasi assunzione al Sud: il lavoratore deve rispettare requisiti precisi che lo distinguono dagli altri incentivi:

  • Età: 35 anni compiuti o più al momento dell’assunzione (over 35, complementare al Bonus Giovani che copre gli under 35)
  • Disoccupazione: privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi
  • Sede di lavoro: in una delle 8 regioni della ZES Unica Mezzogiorno
  • Tipo di contratto: assunzione a tempo indeterminato (incluso part-time) o trasformazione da tempo determinato

Il datore di lavoro, inoltre, deve avere fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione (è destinato a microimprese e piccole imprese), rispettare il DURC, non aver effettuato licenziamenti analoghi nei 6 mesi precedenti e garantire l’incremento occupazionale netto.

Quanto vale il Bonus ZES

ParametroBonus ZES Mezzogiorno
NormaArt. 24 D.L. 60/2024
Lavoratore targetOver 35, disoccupato da almeno 6 mesi, sede lavoro in ZES
Dimensione aziendaFino a 10 dipendenti
Area geograficaZES Unica Mezzogiorno (8 regioni)
Periodo assunzione1° settembre 2024 – 31 dicembre 2025
Sgravio100% contributi datore (escluso INAIL)
Massimale mensile650 euro
Durata24 mesi
Valore massimo totale15.600 euro per assunzione

Esempio pratico: Un’azienda con sede a Palermo (massimo 10 dipendenti) assume Giovanni, operaio di 42 anni, disoccupato da 8 mesi, a tempo indeterminato il 1° novembre 2024. I contributi INPS datore di lavoro per Giovanni ammontano a 520 euro mensili. Con il Bonus ZES, l’azienda non paga contributi per 24 mesi: risparmio totale 520 euro × 24 = 12.480 euro.

Confronto tra i tre incentivi: tabella riassuntiva

Per avere una visione d’insieme chiara, ecco un confronto diretto tra i tre bonus:

CaratteristicaBonus GiovaniBonus DonneBonus ZES
NormaArt. 22 D.L. 60/2024Art. 23 D.L. 60/2024Art. 24 D.L. 60/2024
Target lavoratoreUnder 35, mai T.I.Donna svantaggiata (disoc. 24m o 6m)Over 35, disoccupato 6+ mesi
Vincolo geograficoNessuno (650€ se ZES)Nessuno (regioni ob. UE per 6 mesi)ZES Unica Mezzogiorno (obbligatorio)
Dim. aziendaQualsiasi privataQualsiasi privataMax 10 dipendenti
Massimale mensile500€ (650€ in ZES)650 euro650 euro
Sgravio100%100%100%
Durata24 mesi24 mesi (12 se trasform.)24 mesi
Valore massimo12.000 – 15.600 euro15.600 euro (7.800 trasf.)15.600 euro

Cumulabilità Bonus Donne + ZES: se una donna svantaggiata (che rispetti i requisiti Bonus Donne) viene assunta in una sede ubicata nella ZES Mezzogiorno, i due incentivi possono essere cumulati per la stessa assunzione, fino al limite della contribuzione effettivamente dovuta. Il massimale applicato rimane 650 euro mensili, ma la base normativa è doppia, il che rafforza la legittimità dell’esonero. Bonus Giovani e Bonus ZES non sono cumulabili tra loro per lo stesso lavoratore, trattandosi di platee distinte (under 35 vs. over 35).

La scadenza del 30 settembre 2026: perché è così importante

Il 30 settembre 2026 è la data entro cui i datori di lavoro che hanno effettuato assunzioni agevolate nel biennio 2024-2025 devono presentare la domanda di ammissione all’INPS per il riconoscimento degli incentivi. La scadenza si applica a tutte e tre le tipologie di incentivo.

Questo aspetto procedurale è fondamentale e spesso sottovalutato: il fatto di aver effettuato l’assunzione nel periodo corretto non è sufficiente. Occorre anche presentare formalmente la domanda, che l’INPS utilizza per:

  • Verificare la disponibilità delle risorse finanziarie (i fondi sono contingentati e vengono erogati in ordine cronologico di presentazione della domanda)
  • Controllare il rispetto dei requisiti soggettivi e oggettivi (DURC, no licenziamenti, addizionalità)
  • Allocare il beneficio al datore di lavoro con un numero di protocollo tracciabile
  • Monitorare il rispetto delle regole sugli aiuti di Stato (notifica alla Commissione UE ai sensi del Quadro GBER)

Cosa succede se si supera il 30 settembre? Il datore di lavoro decade definitivamente dal diritto all’incentivo: non potrà richiedere il rimborso dei contributi già versati in eccesso e non potrà più applicare l’esonero per i mesi futuri del contratto in corso. La scadenza è perentoria.

Vale anche la pena notare che presentare la domanda con anticipo è preferibile: le richieste pervenute più tardi rischiano di trovare i fondi esauriti, dal momento che gli incentivi sono soggetti a disponibilità di budget. Non aspettare settembre: presenta la domanda il prima possibile.

Come presentare la domanda INPS: procedura passo per passo

La domanda di ammissione agli incentivi si presenta esclusivamente per via telematica, attraverso il portale INPS. Ecco come fare.

Passo 1: Accedere al portale INPS

Il datore di lavoro (o il consulente del lavoro delegato) deve accedere al sito inps.it con le proprie credenziali digitali. L’accesso avviene tramite:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — il metodo più diffuso
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

Passo 2: Trovare il servizio corretto

Una volta effettuato l’accesso, occorre navigare nella sezione “Imprese e Liberi Professionisti” → “Incentivi all’assunzione” → “Incentivi D.L. 60/2024”. Se si opera come consulente del lavoro o intermediario abilitato, è possibile accedere tramite il portale intermediari INPS (Servizi on-line per i consulenti) e presentare la domanda per conto del datore di lavoro.

Passo 3: Compilare la domanda

La domanda richiede di indicare:

  • Tipo di incentivo richiesto: Bonus Giovani, Bonus Donne o Bonus ZES (possibile richiedere più tipologie per assunzioni diverse)
  • Dati del lavoratore: codice fiscale, data di nascita, data di assunzione
  • Tipo di contratto: nuova assunzione a tempo indeterminato o trasformazione da contratto a termine
  • Sede di lavoro (indispensabile per Bonus ZES e per il massimale Bonus Giovani in ZES)
  • Dichiarazioni di rispetto dei requisiti: DURC regolare, assenza di licenziamenti nei 6 mesi precedenti, rispetto del principio di addizionalità
  • Per Bonus Donne: dichiarazione sulla condizione di svantaggio della lavoratrice (tipologia e durata della disoccupazione documentata)
  • Per Bonus ZES: conferma della dimensione aziendale (max 10 dipendenti) e della durata di disoccupazione del lavoratore (almeno 6 mesi)

Passo 4: Conservare la documentazione

La domanda è autocertificativa e l’INPS effettua i controlli prevalentemente in via informatica. Tuttavia, il datore di lavoro deve conservare la documentazione a supporto per eventuali verifiche successive:

  • Contratto di lavoro sottoscritto
  • Comunicazione obbligatoria al Centro per l’Impiego (UniLAV), da presentare entro le ore 24 del giorno antecedente l’assunzione
  • Per Bonus Donne: dichiarazione sostitutiva della lavoratrice sulla propria condizione di svantaggio
  • Per Bonus ZES: documentazione attestante lo status di disoccupazione da almeno 6 mesi
  • DURC aggiornato alla data di assunzione

Passo 5: Inviare e conservare la ricevuta

Dopo l’invio, il sistema INPS genera una ricevuta con numero di protocollo e data/ora che certifica il rispetto della scadenza del 30 settembre 2026. L’esito viene comunicato tramite il Cassetto Previdenziale del Contribuente. In caso di approvazione, il beneficio viene applicato direttamente sull’UniEmens (il flusso mensile di denuncia contributiva), azzerando i contributi datore per quella posizione.

Recupero dei contributi già versati: come funziona il credito contributivo

Una volta approvata la domanda, lo sgravio contributivo opera automaticamente sul flusso UniEmens mensile. Se però nei mesi precedenti all’approvazione il datore ha già versato i contributi senza beneficiare dello sgravio (per esempio perché la domanda è stata presentata solo adesso), può recuperare le somme già versate in eccesso attraverso il meccanismo del credito contributivo.

In pratica, il credito maturato (calcolato come somma degli esoneri spettanti per i mesi già trascorsi dal momento dell’assunzione) viene esposto nel flusso UniEmens e compensato con i versamenti contributivi futuri. Non occorre presentare domande separate di rimborso: il meccanismo è interno al sistema delle denunce mensili.

Dal punto di vista fiscale, lo sgravio contributivo è neutro: non costituisce reddito per il datore di lavoro e la riduzione del costo del lavoro è già un risparmio diretto, che si riflette positivamente nel conto economico aziendale.

Cosa fare se si è persa la scadenza o si hanno dubbi

Se il 30 settembre 2026 è già trascorso quando leggi questo articolo, è fondamentale verificare due aspetti:

  • Eventuali provvedimenti di proroga: il legislatore italiano ha già prorogato scadenze analoghe in passato. Verifica sempre sul sito ufficiale INPS o tramite un CAF aggiornato
  • Nuovi incentivi attivi per il 2026 e oltre: il panorama degli incentivi all’assunzione è in costante evoluzione. Potrebbero essere operative misure simili o sostitutive per gli anni successivi

Se invece ti trovi ancora in tempo ma hai dubbi sulla correttezza dei requisiti per le assunzioni già effettuate — o non sei sicuro di quale bonus si applica al tuo caso — il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza anche per le pratiche INPS legate agli incentivi all’assunzione. Operiamo sia in sede che da remoto, per aziende di tutta Italia.

Domande frequenti (FAQ)

Un’azienda con sede al Nord può accedere al Bonus ZES?

Sì, a condizione che il lavoratore svolga la propria attività in una sede operativa ubicata in una delle otto regioni della ZES Unica Mezzogiorno. La sede legale dell’azienda può essere ovunque in Italia: è la sede di effettivo svolgimento del lavoro che determina l’accesso all’incentivo. Occorre che anche il requisito della dimensione aziendale (max 10 dipendenti) sia rispettato alla data di assunzione.

Un lavoratore che ha avuto solo contratti a termine può far scattare il Bonus Giovani?

Sì. Il requisito del Bonus Giovani è che il lavoratore non abbia mai avuto un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Contratti a progetto (co.co.co.), stage, tirocini, contratti a termine e collaborazioni occasionali non precludono l’accesso. La verifica avviene tramite le banche dati delle Comunicazioni Obbligatorie (COB) del Ministero del Lavoro, consultabili dall’INPS in automatico.

Cosa si intende per “addizionalità” nell’assunzione?

Il principio di addizionalità richiede che l’assunzione agevolata aumenti il numero complessivo di lavoratori a tempo indeterminato nell’azienda rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Il datore di lavoro non può sostituire un lavoratore licenziato per giustificato motivo oggettivo con un nuovo assunto agevolato: deve esserci un incremento netto della forza lavoro stabile. Le diminuzioni per dimissioni volontarie, pensionamento o invalidità non vengono computate negativamente.

Il Bonus Giovani si applica anche ai contratti di apprendistato?

No. I contratti di apprendistato hanno già un proprio regime contributivo agevolato e non possono quindi beneficiare del Bonus Giovani in aggiunta. Tuttavia, se al termine del periodo di apprendistato il rapporto viene trasformato in un normale contratto a tempo indeterminato, da quel momento può attivarsi il Bonus Giovani, sempre che il lavoratore rispetti i requisiti anagrafici e non abbia avuto altri rapporti stabili precedenti.

Bonus Giovani e Bonus ZES: si possono usare per lo stesso lavoratore?

No. Bonus Giovani e Bonus ZES sono destinati a platee distinte e non cumulabili per la stessa assunzione. Il Bonus Giovani si applica agli under 35 (con la maggiorazione a 650 euro se la sede è in ZES), il Bonus ZES si applica agli over 35 con almeno 6 mesi di disoccupazione. Per un giovane under 35 assunto al Sud, si applica il Bonus Giovani con massimale maggiorato a 650 euro — non il Bonus ZES.

Cosa succede se il lavoratore si dimette prima dei 24 mesi?

In caso di dimissioni volontarie del lavoratore, il datore di lavoro perde il diritto all’incentivo solo per i mesi successivi alla cessazione del rapporto, senza obbligo di restituzione di quanto già fruito. Diverso è il caso di licenziamento del lavoratore agevolato (o di altri con mansioni analoghe nella stessa unità produttiva) durante il periodo di fruizione: in quel caso l’INPS può revocare l’incentivo e richiedere la restituzione delle somme percepite.

Conclusione: non aspettare il 30 settembre

Il 30 settembre 2026 è una scadenza che non ammette rinvii. Se la tua azienda ha assunto lavoratori under 35 mai assunti a tempo indeterminato, donne svantaggiate o lavoratori over 35 disoccupati nella ZES Mezzogiorno tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025, hai ancora il tempo per presentare la domanda INPS e recuperare mesi di contributi già versati o ridurre quelli futuri.

I valori in gioco sono significativi: fino a 12.000-15.600 euro per ogni assunzione agevolata. Per un’azienda che ha effettuato più assunzioni nel biennio, il risparmio totale può essere molto rilevante — e non richiederlo entro la scadenza significa rinunciare definitivamente a risorse già maturate.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la verifica dei requisiti, la raccolta della documentazione e la presentazione della domanda INPS prima della scadenza. Il nostro team opera sia in sede che da remoto, per aziende di tutta Italia.

Puoi contattarci al 0432 1638640, via WhatsApp al 366 6018121 oppure scrivere a info@centrofiscale.com. Non aspettare settembre: le domande presentate a ridosso della scadenza rischiano di trovare le risorse esaurite.

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Luglio 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Bonus-Partita-IVA-Under-35.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-31 08:01:362026-08-05 07:44:27Bonus Giovani, Donne e ZES: domanda INPS entro il 30 settembre 2026
NOTIZIE

Bonus Giovani 2026: Guida Completa allo Sgravio Totale per Assumere Under 35

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus giovani 2026 rappresenta una delle principali misure di politica del lavoro pensate per favorire l’occupazione stabile dei più giovani in Italia. Si tratta di uno sgravio contributivo totale riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 con contratto a tempo indeterminato, con un risparmio significativo sul costo del lavoro per ciascun lavoratore. Una novità importante della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) è l’estensione del limite di età, che da 30 anni passa a 35 anni compiuti.

L’incentivo è particolarmente vantaggioso per le piccole e medie imprese, perché riduce drasticamente il costo del lavoro nei primi anni di un nuovo rapporto. Anche le famiglie e i giovani lavoratori ne traggono beneficio indiretto: più assunzioni stabili significano contratti più solidi, prospettive di carriera e accesso più sicuro a mutui, affitti e progetti di vita. In questo articolo spieghiamo in modo semplice come funziona il bonus giovani 2026, chi può richiederlo, come si calcola il risparmio e perché conviene affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine per gestire la procedura senza errori.

Il bonus giovani 2026 è cumulabile in alcuni casi con altri incentivi (come il Bonus Donne o il bonus ZES Unica per il Mezzogiorno) e prevede regole precise su durata, importo massimo e settori esclusi. È quindi essenziale conoscere bene i dettagli prima di pianificare un’assunzione, per evitare di perdere il diritto all’esonero contributivo giovani.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il bonus giovani 2026
  2. Requisiti per il bonus giovani 2026
  3. Importo dello sgravio totale under 35
  4. Come richiedere il bonus giovani 2026
  5. Cumulabilità con altri incentivi
  6. Esempi pratici di risparmio
  7. Esclusioni e cause di revoca
  8. Bonus giovani 2026 e ZES Unica del Mezzogiorno
  9. Domande frequenti sul bonus giovani 2026

Cos’è il bonus giovani 2026

Il bonus giovani 2026 è un esonero contributivo riconosciuto al datore di lavoro privato che assume, con contratto a tempo indeterminato, un lavoratore under 35 che non ha mai avuto in precedenza un rapporto di lavoro stabile. In pratica, l’azienda non versa i contributi previdenziali a proprio carico (la cosiddetta “quota datoriale” che finanzia la futura pensione del dipendente) per un periodo che può durare fino a 24 mesi, recuperando un’agevolazione che incide direttamente sul costo del lavoro.

La misura è stata introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024, convertito in L. 95/2024) e potenziata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 22), che ha prorogato l’incentivo assunzioni under 35 e lo ha esteso fino a 35 anni compiuti. La Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026 ne disciplina il funzionamento operativo: procedure di domanda, modalità di calcolo e flusso UniEmens.

L’obiettivo dichiarato del legislatore è duplice: da un lato contrastare la disoccupazione giovanile, che in Italia resta tra le più alte d’Europa; dall’altro favorire i contratti stabili, riducendo il ricorso a forme di lavoro precario come stage prolungati, contratti a termine reiterati o false partite IVA. Il bonus giovani 2026 si applica anche alle trasformazioni di un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato, purché il lavoratore rispetti i requisiti anagrafici e di pregresso lavorativo.

Un aspetto che spesso genera confusione riguarda il significato di “sgravio totale“: il datore di lavoro continua a versare il premio INAIL (l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro), mentre il bonus copre la parte contributiva previdenziale a carico azienda, fino al massimo previsto dalla norma. Le trattenute a carico del lavoratore (IRPEF e contributi a carico dipendente) restano invariate: il bonus giovani 2026 non riduce in alcun modo la pensione futura del giovane assunto.

Requisiti per il bonus giovani 2026

Per accedere al bonus giovani 2026 devono coesistere due ordini di requisiti: quelli relativi al lavoratore assunto e quelli che riguardano il datore di lavoro. Vediamoli in dettaglio, perché basta che manchi un solo requisito per perdere lo sgravio totale under 35.

Requisiti del lavoratore

Il giovane assunto deve possedere queste caratteristiche al momento della stipula del contratto:

  • avere meno di 35 anni compiuti (quindi fino a 34 anni e 364 giorni alla data di assunzione);
  • non aver mai avuto in precedenza un contratto a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro, in Italia o all’estero;
  • essere assunto con un contratto a tempo indeterminato (full-time o part-time), oppure tramite trasformazione di un precedente contratto a termine;
  • non essere stato già beneficiario in passato dello stesso esonero contributivo giovani con un altro datore.

Eventuali contratti di apprendistato precedenti non pregiudicano l’accesso al bonus: pur essendo formalmente contratti a tempo indeterminato, l’apprendistato è considerato un percorso formativo e non interrompe il diritto allo sgravio contributivo under 35. Lo stesso vale per i contratti di tirocinio, stage e collaborazioni occasionali: non contano come “rapporto di lavoro stabile” pregresso.

Requisiti del datore di lavoro

Anche l’azienda deve rispettare alcune condizioni per ottenere il bonus giovani 2026:

  • essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi (DURC regolare);
  • applicare il CCNL di settore firmato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative;
  • rispettare la normativa in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008);
  • non aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione, nella stessa unità produttiva e per la stessa qualifica;
  • realizzare un effettivo incremento occupazionale netto (nuove assunzioni in più rispetto alla media dell’anno precedente).

Il requisito dell’incremento occupazionale è quello che genera più dubbi tra i datori di lavoro. La logica è semplice: il bonus deve premiare chi crea nuovi posti di lavoro, non chi sostituisce un dipendente con un altro. Il calcolo si fa confrontando il numero medio di dipendenti dei 12 mesi precedenti con la nuova assunzione: se la media aumenta, si ha diritto allo sgravio. La verifica richiede attenzione e un buon supporto contabile: il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in questa analisi, sia in ufficio che online, per non rischiare la revoca del beneficio.

Importo dello sgravio totale under 35

L’importo dello sgravio totale under 35 dipende dal contesto territoriale dell’assunzione e dalla retribuzione del lavoratore. Il bonus giovani 2026 opera nella forma di un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro determinati massimali mensili e annui.

Per le assunzioni effettuate nelle Regioni del Centro-Nord, il tetto massimo dell’esonero è quello previsto dalla normativa vigente per il periodo di vigenza dell’incentivo, distribuito su una durata massima di 24 mesi. Significa che il datore può risparmiare, su due anni, una somma significativa che si traduce in maggiori margini per investimenti, formazione o nuove assunzioni.

Per le assunzioni nelle Regioni della ZES Unica del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna) è previsto un tetto maggiorato, sempre per 24 mesi, per stimolare l’occupazione stabile nei territori storicamente più colpiti dalla disoccupazione giovanile.

Per il lavoratore non cambia nulla in termini di retribuzione netta: lo sgravio incide solo sulla contribuzione versata dall’azienda all’INPS. La pensione futura resta piena, perché lo Stato si fa carico della differenza accreditando comunque la contribuzione virtuale al fondo pensionistico del lavoratore. È una misura “neutra” per il dipendente e molto conveniente per l’azienda.

Durata del bonus giovani 2026

La durata standard dell’esonero contributivo giovani è di 24 mesi dalla data di assunzione, indipendentemente dal fatto che il rapporto sia full-time o part-time. Se il contratto viene interrotto prima dei 24 mesi, l’azienda perde l’agevolazione per il periodo residuo, ma non deve restituire quanto già fruito legittimamente. Se il lavoratore raggiunge i 35 anni durante il rapporto, lo sgravio prosegue: ciò che conta è l’età al momento dell’assunzione.

Come richiedere il bonus giovani 2026

La procedura per ottenere il bonus giovani 2026 è interamente telematica e si svolge tramite il portale INPS, ma richiede una preparazione documentale accurata. Un errore nella compilazione può comportare il rigetto della domanda o, peggio, la revoca del beneficio a posteriori, con obbligo di restituzione integrale dei contributi non versati e applicazione di sanzioni amministrative.

Per evitare problemi, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: il nostro team segue passo dopo passo l’azienda, dalla verifica preliminare dei requisiti alla presentazione della domanda, fino alla gestione del flusso contributivo UniEmens nei mesi successivi. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online, su tutto il territorio nazionale.

Documenti necessari

Per accedere al bonus giovani 2026 sono richiesti, di regola, i seguenti documenti:

  • copia del contratto di assunzione a tempo indeterminato firmato;
  • documento di identità del lavoratore e codice fiscale;
  • autocertificazione del lavoratore sull’assenza di precedenti rapporti a tempo indeterminato;
  • DURC aggiornato dell’azienda;
  • copia del CCNL applicato;
  • prospetto dell’organico aziendale dei 12 mesi precedenti per verificare l’incremento occupazionale.

Una procedura come questa richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare la pratica o invalidare lo sgravio totale under 35. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta dei documenti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio. Prenota un appuntamento, in ufficio o da remoto: ti seguiamo dalla prima valutazione fino al monitoraggio mensile della contribuzione.

Cumulabilità con altri incentivi

Una delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità del bonus giovani 2026 con altri incentivi assunzioni. La regola generale prevista dall’art. 22 del DL 60/2024 (Decreto Coesione, convertito in L. 95/2024 e prorogato dalla L. 207/2024) stabilisce che il bonus non è cumulabile, per il medesimo lavoratore, con altre forme di esonero contributivo che si appoggino sullo stesso fondamento normativo.

Tuttavia, lo sgravio è cumulabile con alcune misure compatibili: in particolare con i crediti d’imposta riconosciuti per spese di formazione o ricerca, con le agevolazioni regionali e con gli incentivi all’investimento in beni strumentali. Per chi assume nel Mezzogiorno, è importante valutare la combinazione con il bonus ZES Unica e con il Bonus 18mila Euro Under 35 dedicato a chi avvia un’attività autonoma.

Esiste poi un coordinamento specifico con il Bonus Donne: se la lavoratrice assunta ha meno di 35 anni e rientra anche nei requisiti del Bonus Donne, il datore di lavoro deve scegliere quale dei due esoneri applicare, perché non possono coesistere sullo stesso rapporto. La scelta dipende dai massimali, dalla durata e dalle condizioni di entrambe le misure: una valutazione professionale può fare la differenza tra un risparmio modesto e un risparmio ottimale.

Esempi pratici di risparmio

Per capire la portata del bonus giovani 2026, immaginiamo alcuni casi pratici. Supponiamo che Marco, 27 anni, venga assunto a tempo indeterminato da una piccola società di consulenza con sede a Udine, con una retribuzione lorda di 1.800 euro mensili (circa 23.400 euro annui, considerando le mensilità aggiuntive).

I contributi a carico del datore di lavoro su questa retribuzione si aggirano intorno al 30%, ovvero circa 7.020 euro all’anno. Grazie al bonus giovani 2026, l’azienda non versa questa somma per due anni, fino al tetto annuo previsto: si tratta di una somma che incide significativamente sul bilancio di una micro-impresa e che può essere reinvestita in formazione, aggiornamento tecnologico o nell’assunzione di altri profili.

Un secondo esempio: una società del Mezzogiorno (ad esempio in Basilicata) assume Giulia, 32 anni, mai stata a tempo indeterminato, con una retribuzione lorda di 1.600 euro al mese. In questo caso si applica il massimale maggiorato ZES Unica, con un risparmio annuo superiore rispetto al Centro-Nord. Per un’azienda meridionale in fase di espansione, lo sgravio totale under 35 può rappresentare la differenza tra assumere subito e rinviare di un anno.

Anche per i professionisti in regime forfettario che diventano datori di lavoro (con dipendenti) il bonus si applica regolarmente: la natura giuridica fiscale del datore (forfettario, ordinario, società di capitali) non incide sul diritto all’agevolazione, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti.

Esclusioni e cause di revoca

Il bonus giovani 2026 presenta alcune esclusioni importanti che è bene conoscere prima di pianificare un’assunzione. Sono escluse dal beneficio le assunzioni effettuate dalla Pubblica Amministrazione (lo sgravio riguarda solo il settore privato), dal settore finanziario, bancario e assicurativo e dal lavoro domestico: per colf e badanti restano valide le agevolazioni specifiche di settore, di cui parliamo nella sezione Colf e Badanti.

Non rientrano inoltre nello sgravio totale under 35 i contratti di apprendistato (che hanno già un proprio regime contributivo agevolato), i contratti di lavoro intermittente “a chiamata” e i contratti a tempo determinato non ancora trasformati. Sono escluse anche le assunzioni di parenti o affini fino al secondo grado del titolare (per evitare abusi sui legami familiari).

Le cause di revoca del bonus sono principalmente quattro:

  • il licenziamento del lavoratore nei 6 mesi successivi all’assunzione senza giustificato motivo;
  • la mancata realizzazione dell’incremento occupazionale netto nel periodo di riferimento;
  • l’aver dichiarato in modo non veritiero il pregresso lavorativo del giovane (dichiarazioni mendaci);
  • il mancato rispetto del CCNL o della normativa sulla sicurezza sul lavoro.

In caso di revoca, l’azienda deve restituire integralmente i contributi non versati, maggiorati di sanzioni e interessi. È quindi essenziale, prima di avviare il rapporto, fare una verifica accurata di tutti i requisiti. Affidati ai nostri esperti del CAF Centro Fiscale per una consulenza preventiva: meglio investire poche ore in un controllo iniziale che rischiare migliaia di euro di sanzioni successive.

Bonus giovani 2026 e ZES Unica del Mezzogiorno

Un capitolo a parte merita l’applicazione del bonus giovani 2026 nelle Regioni del Mezzogiorno, organizzate dal 1° gennaio 2024 nella ZES Unica (Zona Economica Speciale Unica). In queste aree il bonus si applica con un massimale annuo maggiorato, riconoscendo l’esigenza di stimolare con maggior forza l’occupazione giovanile nei territori meridionali.

Le Regioni interessate dalla maggiorazione sono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’azienda beneficia automaticamente del tetto maggiorato se la sede di lavoro effettiva del nuovo assunto si trova in una di queste Regioni. Non rileva la sede legale dell’impresa: ciò che conta è il luogo dove il giovane svolge la prestazione lavorativa in maniera prevalente.

Le aziende del Mezzogiorno possono inoltre valutare la cumulabilità del bonus con altre misure dedicate al Sud Italia, come gli incentivi del Piano Sud o le agevolazioni per il Bonus 18mila Euro Under 35 destinato a chi avvia un’attività autonoma. Una pianificazione attenta consente di combinare più strumenti, massimizzando il risparmio totale.

Domande frequenti sul bonus giovani 2026

Il bonus giovani 2026 spetta anche al lavoratore part-time?

Sì, il bonus giovani 2026 si applica sia ai contratti full-time sia ai contratti part-time, purché siano a tempo indeterminato. Per i part-time il massimale dell’esonero viene riproporzionato in base alle ore lavorate rispetto al full-time previsto dal CCNL applicato. Un dipendente al 50% otterrà la metà del tetto contributivo.

Se il giovane compie 35 anni durante il rapporto, il bonus si interrompe?

No. Ciò che conta è l’età alla data di assunzione: se in quel momento il lavoratore aveva meno di 35 anni compiuti, lo sgravio contributivo under 35 prosegue regolarmente fino alla scadenza dei 24 mesi previsti, anche se nel frattempo compie 35 o 36 anni.

Il bonus giovani 2026 è valido anche per gli apprendistati?

Il contratto di apprendistato non rientra direttamente nel bonus giovani 2026, perché ha già un suo regime contributivo agevolato. Tuttavia, se al termine del periodo di apprendistato il rapporto viene trasformato in un normale contratto a tempo indeterminato, da quel momento può attivarsi l’esonero, sempre nel rispetto dei requisiti anagrafici e dell’assenza di precedenti rapporti stabili.

Cosa succede se assumo un giovane che ha avuto solo contratti a termine?

I contratti a tempo determinato precedenti non pregiudicano il diritto al bonus. La norma esclude solo chi ha avuto un precedente rapporto a tempo indeterminato. Quindi un giovane con uno storico di contratti a termine, stage o collaborazioni occasionali rientra pienamente tra i destinatari dello sgravio totale under 35.

Posso cumulare il bonus giovani con altre agevolazioni regionali?

Sì, in molti casi il bonus giovani 2026 è cumulabile con agevolazioni regionali o di carattere territoriale (come la ZES Unica per il Mezzogiorno). Non è invece cumulabile con altre forme di esonero contributivo basate sullo stesso fondamento (es. Bonus Donne sullo stesso lavoratore). La cumulabilità va sempre verificata caso per caso, in base alla specifica norma regionale.

Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

Hai bisogno di assistenza per gestire un’assunzione con il bonus giovani 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per verificare i requisiti, predisporre la documentazione e seguire l’intera procedura di domanda fino al monitoraggio mensile della contribuzione. Il nostro team accompagna l’azienda passo dopo passo, evitando errori che potrebbero portare alla revoca del beneficio.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente da remoto, in tutta Italia. Affidati ai nostri esperti per cogliere appieno le opportunità offerte dal bonus giovani 2026 e ottimizzare il costo del lavoro nella tua impresa.

Maggio 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:59:422026-05-21 23:00:11Bonus Giovani 2026: Guida Completa allo Sgravio Totale per Assumere Under 35
CAF, CALCOLO E CONTROLLO BUSTE PAGHE

Bonus Giovani 2026: sgravio totale assunzioni under 35 – Guida CAF

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il Bonus Giovani 2026 è una delle agevolazioni più importanti per chi vuole assumere lavoratori under 35. Si tratta di un esonero contributivo che permette al datore di lavoro di non versare i contributi previdenziali a proprio carico fino a un massimo di 500 euro al mese (che salgono a 650 euro al mese nelle regioni del Mezzogiorno e nella ZES unica). La misura, introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024 art. 22), ha l’obiettivo di favorire l’occupazione stabile dei giovani che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

Nel 2026 la misura è stata prorogata dal Decreto Milleproroghe (DL 200/2025, convertito in L. 26/2026) fino al 30 aprile 2026, con alcune modifiche. La Legge di Bilancio 2026 ha inoltre introdotto un nuovo esonero contributivo strutturale per le assunzioni stabili effettuate nel corso del 2026. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo in modo semplice come funziona il bonus giovani 2026, quali sono i requisiti per accedervi, quanto vale lo sgravio e come fare domanda all’INPS senza commettere errori.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Bonus Giovani 2026
  2. A chi spetta: i requisiti del lavoratore
  3. Quali datori di lavoro possono usarlo
  4. Importo dello sgravio e durata
  5. Maggiorazione ZES Mezzogiorno
  6. Esempio pratico di calcolo
  7. Come fare domanda all’INPS
  8. Quando non spetta: esclusioni e revoche
  9. Cumulo con altre agevolazioni
  10. Cosa cambia nel 2026 e prospettive di proroga
  11. FAQ Bonus Giovani 2026

Cos’è il Bonus Giovani 2026

Il Bonus Giovani 2026 è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 con un contratto a tempo indeterminato. L’esonero contributivo è una riduzione (in questo caso totale) dei contributi previdenziali che il datore di lavoro deve normalmente versare all’INPS per il proprio dipendente. In pratica, lo Stato dice al datore: se assumi stabilmente un giovane, per due anni non paghi i contributi a tuo carico.

La misura nasce con il DL 60/2024 (Decreto Coesione), all’articolo 22, convertito poi nella Legge 95/2024. L’obiettivo è duplice: da un lato favorire l’occupazione stabile dei giovani, contrastando il fenomeno dei contratti precari e a termine; dall’altro sostenere le imprese che investono sul capitale umano, riducendo il costo del lavoro nei primi due anni di rapporto. Le istruzioni operative sono state pubblicate dall’INPS con la circolare 90/2025, mentre il messaggio INPS 3640/2024 ha fornito i primi chiarimenti applicativi.

Si tratta di un aiuto di Stato autorizzato dalla Commissione Europea con il regime SA.110289, quindi è soggetto alle regole comunitarie sugli aiuti alle imprese. Questo significa che, nella domanda all’INPS, il datore di lavoro deve dichiarare di non aver superato i massimali europei previsti per gli aiuti di Stato. Tornando al bonus giovani 2026, è importante sapere che non è automatico: serve presentare un’apposita istanza telematica all’INPS e attendere l’autorizzazione preventiva, prima ancora di formalizzare l’assunzione (o subito dopo, nei termini previsti dalla circolare).

A chi spetta: i requisiti del lavoratore

Per accedere al bonus giovani 2026, il lavoratore assunto deve possedere requisiti molto precisi al momento dell’assunzione o della trasformazione del contratto. La regola di base è semplice ma rigorosa: il giovane deve essere realmente al suo primo contratto stabile della carriera. Vediamo nel dettaglio le condizioni che devono essere rispettate.

  • Età inferiore ai 35 anni: il lavoratore deve avere meno di 35 anni compiuti (cioè massimo 34 anni e 364 giorni) alla data dell’assunzione o della trasformazione del contratto.
  • Mai assunto a tempo indeterminato: il giovane non deve aver mai avuto, nell’intera vita lavorativa, un contratto a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro. Anche un solo giorno di tempo indeterminato in passato fa decadere il diritto al bonus.
  • Contratto di apprendistato: i precedenti rapporti di apprendistato non trasformati in tempo indeterminato non pregiudicano l’accesso al bonus.
  • Tempo determinato precedente: aver avuto contratti a termine, lavoro somministrato, intermittente, stagionale o collaborazioni non impedisce l’accesso al bonus.

L’aspetto più delicato è la verifica della storia contributiva del lavoratore. Per essere certi che il giovane non abbia mai avuto un tempo indeterminato, occorre controllare il suo estratto conto INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questa verifica preliminare, evitando di richiedere il bonus giovani 2026 per un lavoratore che poi risulterà non avere i requisiti, con il rischio di vedersi revocare l’agevolazione e dover restituire i contributi non versati.

Quali datori di lavoro possono usarlo

Il bonus giovani 2026 è riservato ai datori di lavoro privati, indipendentemente dalla forma giuridica (ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative, associazioni, fondazioni private, studi professionali). Restano esclusi tutti i datori di lavoro pubblici, perché la misura è finanziata con risorse del PNRR destinate al settore privato. Anche il lavoro domestico (colf, badanti) è escluso, in quanto soggetto a regole contributive autonome.

Per beneficiare dell’esonero contributivo giovani, il datore di lavoro deve rispettare alcuni requisiti rigorosi sui licenziamenti pregressi e futuri nella stessa unità produttiva. Queste regole servono a evitare che le aziende licenzino lavoratori già in forza per sostituirli con giovani agevolati. Vediamo le condizioni specifiche:

  • Nessun licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: il datore non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva, riguardanti lavoratori con stessa qualifica, nei 6 mesi prima dell’assunzione.
  • Nessun licenziamento GMO nei 9 mesi successivi: nei 9 mesi successivi all’assunzione agevolata, il datore non può licenziare per giustificato motivo oggettivo il giovane assunto o un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
  • Regolarità contributiva (DURC): il datore deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi (DURC regolare).
  • Rispetto dei CCNL: applicazione integrale dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
  • Rispetto norme su sicurezza: nessuna violazione delle norme fondamentali sulla tutela delle condizioni di lavoro.

Sono ammessi al bonus giovani 2026 sia le nuove assunzioni a tempo indeterminato sia le trasformazioni da contratto a tempo determinato a tempo indeterminato. Sono incluse anche le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, mentre restano escluse le assunzioni con contratto di apprendistato e quelle di lavoro domestico.

Importo dello sgravio e durata

Il cuore del bonus giovani 2026 è la convenienza economica. L’agevolazione consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL (l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni resta dovuta). Vediamo i numeri di dettaglio nella tabella sotto.

VoceValore
Aliquota esonero100% contributi datoriali (escluso INAIL)
Tetto mensile standard500 euro per lavoratore
Tetto mensile ZES unica Mezzogiorno650 euro per lavoratore
Durata massima24 mesi
Risparmio annuo massimo (fuori ZES)6.000 euro
Risparmio annuo massimo (ZES)7.800 euro
Risparmio totale 24 mesi (fuori ZES)12.000 euro
Risparmio totale 24 mesi (ZES)15.600 euro

Il limite mensile è da intendersi come tetto massimo: se i contributi datoriali del lavoratore sono inferiori a 500 euro al mese (es. part-time o stipendi bassi), l’esonero si applica al 100% sull’effettivo dovuto. Se invece i contributi superano i 500 euro, la quota eccedente resta a carico del datore. Importante: il bonus si calcola in dodicesimi mensili e non può essere recuperato su altre mensilità se non sfruttato in un mese.

Attenzione a un aspetto cruciale del bonus giovani 2026: la tredicesima e la quattordicesima mensilità contribuiscono all’imponibile contributivo del mese di erogazione e quindi possono assorbire più rapidamente il tetto di 500/650 euro. Per questo motivo, il calcolo del beneficio reale richiede una pianificazione attenta, che il CAF Centro Fiscale e il consulente del lavoro possono effettuare insieme.

Maggiorazione ZES Mezzogiorno

Una delle novità più interessanti del bonus giovani 2026 è la maggiorazione per la ZES unica del Mezzogiorno. La ZES (Zona Economica Speciale) unica è un territorio che gode di incentivi fiscali e contributivi rafforzati per attrarre investimenti e occupazione nelle aree del Sud Italia storicamente meno sviluppate. Per le assunzioni effettuate in unità produttive collocate in queste regioni, il tetto mensile passa da 500 a 650 euro.

Le regioni rientranti nella ZES unica al 2026 sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dal 20 novembre 2025, in seguito a un ampliamento normativo, sono state incluse anche Marche e Umbria. Questo significa che le imprese che operano in queste regioni possono ottenere uno sgravio annuo fino a 7.800 euro per ogni giovane assunto, per un totale di 15.600 euro sui 24 mesi di durata massima dell’agevolazione.

L’aspetto da tenere a mente è che la maggiorazione si applica in base alla sede dell’unità produttiva dove il lavoratore presta servizio, non in base alla sede legale dell’azienda. Quindi un’azienda con sede a Milano che ha una filiale in Sicilia, e assume un giovane destinato a lavorare nella filiale siciliana, può beneficiare del tetto maggiorato di 650 euro.

Esempio pratico di calcolo

Per capire concretamente quanto vale il bonus giovani 2026, facciamo un esempio reale. Immagina che Marco, 26 anni, mai assunto a tempo indeterminato, venga assunto da un’azienda di Udine (fuori ZES) con un contratto a tempo indeterminato full-time. La RAL (Retribuzione Annua Lorda) concordata è di 25.000 euro.

Calcoliamo i contributi a carico del datore di lavoro, che mediamente per un’azienda industriale o commerciale si aggirano intorno al 30% della RAL. Su 25.000 euro di RAL, i contributi datoriali annui sono circa 7.500 euro, cioè 625 euro al mese. Vediamo come funziona lo sgravio:

  • Contributi datoriali mensili: 625 euro
  • Tetto mensile bonus: 500 euro (fuori ZES)
  • Esonero applicato: 500 euro al mese (il tetto)
  • Quota residua a carico del datore: 125 euro al mese
  • Risparmio annuo: 500 x 12 = 6.000 euro
  • Risparmio sui 24 mesi: 12.000 euro

Se la stessa assunzione avvenisse in una filiale in Puglia (ZES unica), il tetto salirebbe a 650 euro e i contributi datoriali di 625 euro sarebbero completamente azzerati per i primi 12 mesi (perché 625 è inferiore a 650). Il risparmio annuo arriverebbe quindi a 7.500 euro e 15.000 euro sui 24 mesi. Naturalmente l’INAIL resta sempre dovuto: assicurati di considerarlo nei tuoi conti.

Come fare domanda all’INPS

La domanda per accedere al bonus giovani 2026 si presenta telematicamente all’INPS. La procedura richiede competenze specifiche e la corretta compilazione del modulo dedicato. Per evitare errori che possono compromettere l’agevolazione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in tutte le fasi: dalla verifica preliminare dei requisiti del lavoratore alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio dell’autorizzazione INPS.

La procedura si articola in alcuni passaggi essenziali. Il datore di lavoro (o un consulente del lavoro o il CAF autorizzato) accede al Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) sul sito INPS, dove è presente il modulo telematico denominato BG24. La compilazione richiede dati anagrafici del datore e del lavoratore, dati contrattuali, dichiarazioni sostitutive sui requisiti soggettivi.

  • Accesso al portale INPS: il consulente o il CAF accede con credenziali abilitate alla sezione Portale Agevolazioni – Incentivo Articolo 22 – Giovani.
  • Compilazione modulo BG24: inserimento dati anagrafici, dati assunzione, importo agevolazione richiesto.
  • Autorizzazione preventiva INPS: l’INPS verifica i requisiti e la disponibilità delle risorse stanziate.
  • Fruizione in busta paga: una volta autorizzato, l’esonero viene applicato direttamente nelle denunce contributive mensili (UniEmens).
  • Codice agevolazione: l’INPS comunica il codice da utilizzare nella denuncia per l’abbattimento dei contributi.

Tra gli errori più frequenti che facciamo evitare ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale ci sono: dichiarazioni errate sulla storia lavorativa del giovane, mancata verifica del DURC, calcolo sbagliato del tetto contributivo, mancato rispetto del periodo di astensione dai licenziamenti GMO. Affidati ai nostri esperti per gestire correttamente il bonus giovani 2026 e non rischiare la revoca dell’agevolazione.

Quando non spetta: esclusioni e revoche

Il bonus giovani 2026 non spetta in diverse situazioni che è importante conoscere per non incorrere in spiacevoli revoche. La revoca dell’agevolazione comporta la restituzione di tutti i contributi non versati, maggiorati di sanzioni e interessi, con un onere economico spesso pesantissimo per l’azienda. Vediamo le principali cause di esclusione e revoca.

  • Lavoratore con precedente tempo indeterminato: anche un solo giorno di contratto a tempo indeterminato in passato esclude il lavoratore dall’agevolazione.
  • Età pari o superiore a 35 anni: l’agevolazione non si applica se il giovane ha già compiuto 35 anni al momento dell’assunzione.
  • Contratto diverso dal tempo indeterminato: niente bonus per tempo determinato, apprendistato, lavoro domestico, prestazione occasionale.
  • Licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: nella stessa unità produttiva, con stessa qualifica.
  • Licenziamento nei 9 mesi successivi: del lavoratore assunto o di un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
  • DURC irregolare: mancanza di regolarità contributiva al momento dell’assunzione.
  • Violazione delle norme di sicurezza sul lavoro: presenza di violazioni rilevanti.
  • Superamento massimali aiuti di Stato: regime SA.110289 o de minimis.

Tra le cause di esclusione più subdole c’è il caso del lavoratore che ha avuto un brevissimo contratto a tempo indeterminato anni prima, magari subito dimesso. Anche se nel concreto non ha mai realmente avuto stabilità, formalmente quel contratto compromette il diritto al bonus giovani 2026. Per questo motivo, prima di formalizzare l’assunzione, il CAF Centro Fiscale verifica sempre l’estratto conto contributivo INPS del candidato.

Cumulo con altre agevolazioni

Una domanda frequente sul bonus giovani 2026 riguarda la possibilità di cumularlo con altre agevolazioni per l’assunzione. La regola generale è che il bonus giovani 2026 non è cumulabile con altri esoneri contributivi previsti per legge in caso di nuove assunzioni. Tuttavia esistono alcune eccezioni e combinazioni possibili che vale la pena conoscere.

L’incentivo è cumulabile, ad esempio, con i benefici fiscali quali la maggiorazione del costo del lavoro deducibile ai fini IRES/IRPEF introdotta dalla Riforma IRPEF (art. 4 DLgs 216/2023). Significa che la stessa assunzione che gode dell’esonero contributivo può anche generare un maggior costo deducibile dalle imposte sui redditi, raddoppiando di fatto il vantaggio per l’impresa. La cumulabilità con altri esoneri specifici, come il bonus donne o il bonus ZES, va invece valutata caso per caso, perché in generale i diversi esoneri contributivi sui medesimi lavoratori si elidono a vicenda.

Per le imprese che operano nel Mezzogiorno esiste una scelta strategica: bonus giovani 2026 (con tetto 650 euro) oppure Decontribuzione Sud (quando attiva). Vista la complessità della normativa, sconsigliamo il fai da te: chiedi al CAF Centro Fiscale di Udine di calcolare quale combinazione è più conveniente per la tua specifica situazione, prima di scegliere quale agevolazione attivare in domanda INPS.

Cosa cambia nel 2026 e prospettive di proroga

Il bonus giovani 2026 ha vissuto un’evoluzione importante nei primi mesi dell’anno. La versione originaria del Decreto Coesione (DL 60/2024) prevedeva una finestra applicativa dal 1 settembre 2024 al 31 dicembre 2025. Il Decreto Milleproroghe (DL 200/2025, convertito nella L. 26/2026, in vigore dal 1 marzo 2026) ha esteso la possibilità di attivare l’agevolazione fino al 30 aprile 2026, con una modifica significativa: per le nuove assunzioni del 2026, l’esonero è stato ridotto al 70%, elevabile al 100% solo se l’assunzione determina un incremento occupazionale netto dell’azienda.

Per incremento occupazionale netto si intende un effettivo aumento del numero di dipendenti dell’azienda rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Questa modifica vuole evitare che il bonus giovani 2026 venga utilizzato per sostituire lavoratori già in forza con nuovi assunti agevolati, ma sia realmente un volano per creare nuova occupazione stabile sul mercato del lavoro italiano.

Sul fronte delle prospettive future, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo esonero contributivo strutturale a sostegno dell’occupazione stabile, con un perimetro più ampio rispetto al solo bonus giovani. Questo nuovo strumento riguarda le assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni di contratti a termine effettuate tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2026, con una durata massima di 24 mesi. I dettagli operativi e le aliquote definitive sono in attesa delle circolari INPS attuative. Il CAF Centro Fiscale di Udine monitora costantemente le novità normative per offrirti sempre la consulenza più aggiornata.

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FAQ Bonus Giovani 2026

Il bonus giovani 2026 vale anche per il part-time?

Si, il bonus giovani 2026 si applica anche ai contratti a tempo indeterminato part-time. L’esonero contributivo si calcola sui contributi effettivi del datore di lavoro, con il tetto mensile di 500 (o 650) euro che resta invariato. Naturalmente, se i contributi datoriali del part-time sono inferiori al tetto, l’esonero si limita all’importo effettivamente dovuto.

Posso usare il bonus giovani 2026 per un apprendista?

No, le assunzioni con contratto di apprendistato sono escluse dal bonus giovani 2026. L’apprendistato gode gia di una contribuzione agevolata specifica e non e cumulabile con questo esonero. Tuttavia, se trasformi un apprendistato in tempo indeterminato ordinario prima dei 35 anni del lavoratore, puoi accedere al bonus per la trasformazione.

Cosa succede se licenzio il giovane prima dei 24 mesi?

Il bonus giovani 2026 richiede il rispetto di un periodo di astensione dai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (GMO) di 9 mesi successivi all’assunzione. Se licenzi per GMO il lavoratore entro questo periodo, l’agevolazione viene revocata e dovrai restituire i contributi non versati con sanzioni e interessi. I licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo non comportano la revoca.

Il bonus giovani 2026 e cumulabile con il bonus donne?

No, il bonus giovani 2026 non e cumulabile con il bonus donne ne con altri esoneri contributivi per le assunzioni. Se la lavoratrice assunta ha sia i requisiti del bonus giovani (under 35, mai tempo indeterminato) sia del bonus donne, devi scegliere quale dei due attivare. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti a confrontare la convenienza dei due esoneri.

Come verifico che il giovane non sia mai stato a tempo indeterminato?

L’unico modo certo e verificare l’estratto conto contributivo INPS del candidato. Si tratta di un documento che riporta tutta la storia lavorativa contributiva. Il giovane puo richiederlo al CAF Centro Fiscale di Udine. Prima di attivare il bonus giovani 2026 consigliamo sempre questa verifica preliminare.

Il bonus vale per assunzioni di stranieri?

Si, il bonus giovani 2026 si applica anche all’assunzione di cittadini stranieri (UE ed extra-UE), purche in possesso di regolare permesso di soggiorno e che rispettino tutti i requisiti soggettivi (under 35, mai assunti a tempo indeterminato in Italia).

Quanto tempo serve per ottenere l’autorizzazione INPS?

L’INPS risponde generalmente entro pochi giorni lavorativi dalla presentazione della domanda telematica. Le risorse sono limitate, quindi e importante presentare la domanda tempestivamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a velocizzare l’iter evitando errori che possono causare ritardi o rigetti.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la presentazione della domanda INPS e la gestione completa dell’esonero contributivo under 35.

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    Bonus Giovani, Donne e ZES: domanda INPS entro il 30 settembre 2026

    Manca poco al 30 settembre 2026: è questa la scadenza entro cui i datori di lavoro devono inviare la domanda all’INPS per accedere a tre importanti incentivi all’assunzione introdotti dal Decreto Coesione (D.L. 60/2024, convertito con modificazioni dalla L. 95/2024). Si tratta del Bonus Giovani (sgravio per assunzioni di under 35 mai assunti a tempo indeterminato), del Bonus Donne (per donne svantaggiate) e del Bonus ZES Mezzogiorno (per assunzioni nelle aree della Zona Economica Speciale Unica del Sud Italia).

    Questi tre incentivi, introdotti dal Decreto Coesione e potenziati dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), sono stati operativi per le assunzioni effettuate nel biennio 2024-2025. Chi ha effettuato assunzioni in quel periodo e non ha ancora presentato domanda di riconoscimento ha tempo fino al 30 settembre 2026 per farlo tramite il portale INPS.

    In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: a chi spettano, quanto valgono, come si calcolano, quali documenti servono e come inviare la domanda INPS in tempo utile.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono il Bonus Giovani, Bonus Donne e Bonus ZES
    2. Il Bonus Giovani Under 35: sgravio del 100% fino a 500 euro al mese (650 euro in ZES)
    3. Il Bonus Donne: sgravio fino a 650 euro al mese per assumere donne svantaggiate
    4. Il Bonus ZES Mezzogiorno: fino a 650 euro al mese per assumere lavoratori over 35 al Sud
    5. Confronto tra i tre incentivi: tabella riassuntiva
    6. La scadenza del 30 settembre 2026: perché è così importante
    7. Come presentare la domanda INPS: procedura passo per passo
    8. Recupero dei contributi già versati: come funziona il credito contributivo
    9. Cosa fare se si è persa la scadenza o si hanno dubbi
    10. Domande frequenti (FAQ)
    11. Conclusione: non aspettare il 30 settembre

    Cosa sono il Bonus Giovani, Bonus Donne e Bonus ZES

    I tre incentivi fanno parte di un pacchetto di misure pensato per sostenere l’occupazione stabile in categorie di lavoratori svantaggiate o in aree geografiche con maggiori difficoltà economiche. Sono spesso chiamati collettivamente “incentivi strutturali alle assunzioni” perché, a differenza di molte misure precedenti, hanno una logica di sistema più organica e si rivolgono a platee distinte che si completano a vicenda.

    Tutti e tre si basano su un principio comune: il datore di lavoro che assume a tempo indeterminato (o che stabilizza un rapporto precario) riceve uno sgravio totale dei contributi previdenziali a suo carico per un periodo determinato. In parole semplici: per un certo numero di mesi, non deve pagare i contributi INPS per quel dipendente, con un risparmio che può arrivare fino a 15.600 euro per singola assunzione.

    La base normativa comune è il D.L. 60/2024 (“Decreto Coesione”), convertito con modifiche dalla Legge 95/2024, che ha istituito questi tre incentivi agli articoli 22, 23 e 24. La Circolare INPS applicativa di riferimento è la n. 97/2024 del 3 settembre 2024, integrata dalla Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026 per il Bonus Giovani.

    Il Bonus Giovani Under 35: sgravio del 100% fino a 500 euro al mese (650 euro in ZES)

    Il Bonus Giovani (art. 22 D.L. 60/2024, come prorogato e modificato dalla L. 207/2024) è l’incentivo più importante del pacchetto in termini di impatto potenziale. Si rivolge ai datori di lavoro privati che assumono giovani lavoratori nel rispetto di condizioni precise.

    Chi può beneficiarne: i requisiti del lavoratore

    Per accedere al Bonus Giovani, il lavoratore assunto deve rispettare contemporaneamente questi requisiti:

    • Età: meno di 35 anni compiuti al momento dell’assunzione (la Legge di Bilancio 2025 ha elevato la soglia da 30 a 35 anni)
    • Mai assunto a tempo indeterminato: il lavoratore non deve aver mai avuto un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro, in tutta la sua vita lavorativa
    • Assunzione nel periodo agevolato: il rapporto di lavoro deve essere stato instaurato tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025

    Il requisito della “mai assunto a tempo indeterminato” è il più delicato e merita attenzione. Significa che il lavoratore può aver lavorato in precedenza con contratti a termine, co.co.co., stage o partita IVA, ma non deve aver mai avuto un contratto stabile. Questo requisito si verifica tramite le banche dati delle Comunicazioni Obbligatorie (COB) del Ministero del Lavoro.

    Chi può richiederlo: i requisiti del datore di lavoro

    L’incentivo è rivolto ai datori di lavoro privati. Sono esclusi i datori di lavoro pubblici e il lavoro domestico. Il datore deve inoltre:

    • Essere in regola con il DURC (documento unico di regolarità contributiva)
    • Non aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nei 6 mesi precedenti, relativamente alle stesse mansioni e nella stessa unità produttiva
    • Rispettare la contrattazione collettiva applicabile (rispetto dei CCNL)
    • Garantire che l’assunzione incrementi il numero di lavoratori a tempo indeterminato (principio di addizionalità)

    Quanto vale il Bonus Giovani

    Lo sgravio è del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL). Il massimale dipende dalla sede di lavoro:

    • 500 euro mensili per assunzioni con sede di lavoro in qualsiasi area d’Italia
    • 650 euro mensili per assunzioni con sede di lavoro nelle 8 regioni della ZES Unica Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia)

    La durata è di 24 mesi dall’assunzione. Lo sgravio riguarda solo i contributi a carico del datore di lavoro: la quota a carico del lavoratore rimane invariata, preservando la sua posizione previdenziale futura.

    ParametroBonus Giovani (area ord.)Bonus Giovani (ZES)
    NormaArt. 22 D.L. 60/2024 + L. 207/2024
    Lavoratore targetUnder 35, mai a tempo indeterminato
    Periodo assunzione1° settembre 2024 – 31 dicembre 2025
    Sgravio100% contributi datore (escluso INAIL)
    Massimale mensile500 euro650 euro
    Durata24 mesi
    Valore massimo totale12.000 euro15.600 euro

    Esempio pratico: Marco, 28 anni, viene assunto a tempo indeterminato da una PMI di Napoli il 15 ottobre 2024 con contratto CCNL Commercio. I contributi INPS a carico del datore per Marco ammontano a 530 euro al mese. Siccome la sede di lavoro è in Campania (ZES), il massimale applicabile è 650 euro: l’azienda non paga nulla per 24 mesi, risparmiando 530 € × 24 = 12.720 euro totali. Un’analoga assunzione a Udine avrebbe un risparmio di 500 € × 24 = 12.000 euro (limitato al massimale).

    Il Bonus Donne: sgravio fino a 650 euro al mese per assumere donne svantaggiate

    Il Bonus Donne (art. 23 D.L. 60/2024) è l’incentivo dedicato all’assunzione di donne in condizione di svantaggio occupazionale. Con un massimale di 650 euro mensili è più alto rispetto al Bonus Giovani in aree ordinarie, e si applica senza limiti anagrafici sulla lavoratrice.

    Chi sono le donne svantaggiate ai fini del bonus

    Non tutte le donne possono far scattare il Bonus Donne: la legge individua categorie specifiche di svantaggio, riprendendo le definizioni del Regolamento UE n. 651/2014 (GBER). Le principali categorie sono:

    • Donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (ovunque residenti in Italia)
    • Donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti dei Fondi Strutturali UE (regioni del Mezzogiorno e alcune aree del Centro-Nord individuate da decreto interministeriale)
    • Donne di qualsiasi età prive di impiego da almeno 6 mesi e occupate in settori o professioni caratterizzati da forte disparità di genere (individuati annualmente dal Ministero del Lavoro)

    In pratica, per la grande maggioranza dei casi operativi, il dato rilevante è la durata della disoccupazione: 24 mesi ovunque oppure 6 mesi in aree svantaggiate o in settori a bassa occupazione femminile. La verifica dello status avviene tramite dichiarazione sostitutiva della lavoratrice e controllo incrociato nelle banche dati INPS e dei Centri per l’Impiego.

    Quanto vale il Bonus Donne

    ParametroBonus Donne
    NormaArt. 23 D.L. 60/2024
    Lavoratrice targetDonna svantaggiata (disoccupata 24 mesi o 6 mesi in aree ob. UE)
    Periodo assunzione1° settembre 2024 – 31 dicembre 2025
    Sgravio100% contributi datore (escluso INAIL)
    Massimale mensile650 euro
    Durata24 mesi (nuova assunzione a t.i.) — 12 mesi (trasformazione da t.d.)
    Valore massimo totale15.600 euro (nuova ass.) / 7.800 euro (trasformazione)

    Esempio pratico: Laura, 45 anni, non lavora da 26 mesi e viene assunta a tempo indeterminato da un’agenzia di servizi di Udine il 1° marzo 2025. I contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per Laura ammontano a 480 euro al mese. Con il Bonus Donne, l’azienda ottiene lo sgravio totale: 480 euro × 24 mesi = 11.520 euro risparmiati.

    Attenzione alla durata per le trasformazioni: se il contratto non è una nuova assunzione a tempo indeterminato ma la trasformazione di un contratto a termine preesistente, la durata dello sgravio si riduce a 12 mesi (invece di 24), con un risparmio massimo di 7.800 euro.

    Il Bonus ZES Mezzogiorno: fino a 650 euro al mese per assumere lavoratori over 35 al Sud

    Il Bonus ZES (art. 24 D.L. 60/2024) è l’agevolazione pensata per potenziare l’occupazione nelle regioni meridionali, nelle aree che fanno parte della ZES Unica Mezzogiorno, la Zona Economica Speciale unificata istituita dal D.L. 124/2023. È complementare al Bonus Giovani: mentre quest’ultimo si rivolge agli under 35, il Bonus ZES copre proprio i lavoratori di 35 anni o più disoccupati che trovano lavoro al Sud.

    Quali sono le aree ZES Mezzogiorno

    La ZES Unica Mezzogiorno comprende l’intero territorio delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. A differenza delle vecchie ZES circoscritte a singole zone portuali o industriali, la ZES Unica abbraccia l’intero territorio regionale delle otto regioni del Mezzogiorno.

    Per accedere al Bonus ZES, la sede di effettivo svolgimento del lavoro del dipendente deve essere ubicata in una di queste otto regioni. Non è sufficiente la sede legale dell’azienda: è il luogo di lavoro concreto che determina l’accesso.

    I requisiti specifici del lavoratore per il Bonus ZES

    Il Bonus ZES non si applica a qualsiasi assunzione al Sud: il lavoratore deve rispettare requisiti precisi che lo distinguono dagli altri incentivi:

    • Età: 35 anni compiuti o più al momento dell’assunzione (over 35, complementare al Bonus Giovani che copre gli under 35)
    • Disoccupazione: privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi
    • Sede di lavoro: in una delle 8 regioni della ZES Unica Mezzogiorno
    • Tipo di contratto: assunzione a tempo indeterminato (incluso part-time) o trasformazione da tempo determinato

    Il datore di lavoro, inoltre, deve avere fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione (è destinato a microimprese e piccole imprese), rispettare il DURC, non aver effettuato licenziamenti analoghi nei 6 mesi precedenti e garantire l’incremento occupazionale netto.

    Quanto vale il Bonus ZES

    ParametroBonus ZES Mezzogiorno
    NormaArt. 24 D.L. 60/2024
    Lavoratore targetOver 35, disoccupato da almeno 6 mesi, sede lavoro in ZES
    Dimensione aziendaFino a 10 dipendenti
    Area geograficaZES Unica Mezzogiorno (8 regioni)
    Periodo assunzione1° settembre 2024 – 31 dicembre 2025
    Sgravio100% contributi datore (escluso INAIL)
    Massimale mensile650 euro
    Durata24 mesi
    Valore massimo totale15.600 euro per assunzione

    Esempio pratico: Un’azienda con sede a Palermo (massimo 10 dipendenti) assume Giovanni, operaio di 42 anni, disoccupato da 8 mesi, a tempo indeterminato il 1° novembre 2024. I contributi INPS datore di lavoro per Giovanni ammontano a 520 euro mensili. Con il Bonus ZES, l’azienda non paga contributi per 24 mesi: risparmio totale 520 euro × 24 = 12.480 euro.

    Confronto tra i tre incentivi: tabella riassuntiva

    Per avere una visione d’insieme chiara, ecco un confronto diretto tra i tre bonus:

    CaratteristicaBonus GiovaniBonus DonneBonus ZES
    NormaArt. 22 D.L. 60/2024Art. 23 D.L. 60/2024Art. 24 D.L. 60/2024
    Target lavoratoreUnder 35, mai T.I.Donna svantaggiata (disoc. 24m o 6m)Over 35, disoccupato 6+ mesi
    Vincolo geograficoNessuno (650€ se ZES)Nessuno (regioni ob. UE per 6 mesi)ZES Unica Mezzogiorno (obbligatorio)
    Dim. aziendaQualsiasi privataQualsiasi privataMax 10 dipendenti
    Massimale mensile500€ (650€ in ZES)650 euro650 euro
    Sgravio100%100%100%
    Durata24 mesi24 mesi (12 se trasform.)24 mesi
    Valore massimo12.000 – 15.600 euro15.600 euro (7.800 trasf.)15.600 euro

    Cumulabilità Bonus Donne + ZES: se una donna svantaggiata (che rispetti i requisiti Bonus Donne) viene assunta in una sede ubicata nella ZES Mezzogiorno, i due incentivi possono essere cumulati per la stessa assunzione, fino al limite della contribuzione effettivamente dovuta. Il massimale applicato rimane 650 euro mensili, ma la base normativa è doppia, il che rafforza la legittimità dell’esonero. Bonus Giovani e Bonus ZES non sono cumulabili tra loro per lo stesso lavoratore, trattandosi di platee distinte (under 35 vs. over 35).

    La scadenza del 30 settembre 2026: perché è così importante

    Il 30 settembre 2026 è la data entro cui i datori di lavoro che hanno effettuato assunzioni agevolate nel biennio 2024-2025 devono presentare la domanda di ammissione all’INPS per il riconoscimento degli incentivi. La scadenza si applica a tutte e tre le tipologie di incentivo.

    Questo aspetto procedurale è fondamentale e spesso sottovalutato: il fatto di aver effettuato l’assunzione nel periodo corretto non è sufficiente. Occorre anche presentare formalmente la domanda, che l’INPS utilizza per:

    • Verificare la disponibilità delle risorse finanziarie (i fondi sono contingentati e vengono erogati in ordine cronologico di presentazione della domanda)
    • Controllare il rispetto dei requisiti soggettivi e oggettivi (DURC, no licenziamenti, addizionalità)
    • Allocare il beneficio al datore di lavoro con un numero di protocollo tracciabile
    • Monitorare il rispetto delle regole sugli aiuti di Stato (notifica alla Commissione UE ai sensi del Quadro GBER)

    Cosa succede se si supera il 30 settembre? Il datore di lavoro decade definitivamente dal diritto all’incentivo: non potrà richiedere il rimborso dei contributi già versati in eccesso e non potrà più applicare l’esonero per i mesi futuri del contratto in corso. La scadenza è perentoria.

    Vale anche la pena notare che presentare la domanda con anticipo è preferibile: le richieste pervenute più tardi rischiano di trovare i fondi esauriti, dal momento che gli incentivi sono soggetti a disponibilità di budget. Non aspettare settembre: presenta la domanda il prima possibile.

    Come presentare la domanda INPS: procedura passo per passo

    La domanda di ammissione agli incentivi si presenta esclusivamente per via telematica, attraverso il portale INPS. Ecco come fare.

    Passo 1: Accedere al portale INPS

    Il datore di lavoro (o il consulente del lavoro delegato) deve accedere al sito inps.it con le proprie credenziali digitali. L’accesso avviene tramite:

    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — il metodo più diffuso
    • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

    Passo 2: Trovare il servizio corretto

    Una volta effettuato l’accesso, occorre navigare nella sezione “Imprese e Liberi Professionisti” → “Incentivi all’assunzione” → “Incentivi D.L. 60/2024”. Se si opera come consulente del lavoro o intermediario abilitato, è possibile accedere tramite il portale intermediari INPS (Servizi on-line per i consulenti) e presentare la domanda per conto del datore di lavoro.

    Passo 3: Compilare la domanda

    La domanda richiede di indicare:

    • Tipo di incentivo richiesto: Bonus Giovani, Bonus Donne o Bonus ZES (possibile richiedere più tipologie per assunzioni diverse)
    • Dati del lavoratore: codice fiscale, data di nascita, data di assunzione
    • Tipo di contratto: nuova assunzione a tempo indeterminato o trasformazione da contratto a termine
    • Sede di lavoro (indispensabile per Bonus ZES e per il massimale Bonus Giovani in ZES)
    • Dichiarazioni di rispetto dei requisiti: DURC regolare, assenza di licenziamenti nei 6 mesi precedenti, rispetto del principio di addizionalità
    • Per Bonus Donne: dichiarazione sulla condizione di svantaggio della lavoratrice (tipologia e durata della disoccupazione documentata)
    • Per Bonus ZES: conferma della dimensione aziendale (max 10 dipendenti) e della durata di disoccupazione del lavoratore (almeno 6 mesi)

    Passo 4: Conservare la documentazione

    La domanda è autocertificativa e l’INPS effettua i controlli prevalentemente in via informatica. Tuttavia, il datore di lavoro deve conservare la documentazione a supporto per eventuali verifiche successive:

    • Contratto di lavoro sottoscritto
    • Comunicazione obbligatoria al Centro per l’Impiego (UniLAV), da presentare entro le ore 24 del giorno antecedente l’assunzione
    • Per Bonus Donne: dichiarazione sostitutiva della lavoratrice sulla propria condizione di svantaggio
    • Per Bonus ZES: documentazione attestante lo status di disoccupazione da almeno 6 mesi
    • DURC aggiornato alla data di assunzione

    Passo 5: Inviare e conservare la ricevuta

    Dopo l’invio, il sistema INPS genera una ricevuta con numero di protocollo e data/ora che certifica il rispetto della scadenza del 30 settembre 2026. L’esito viene comunicato tramite il Cassetto Previdenziale del Contribuente. In caso di approvazione, il beneficio viene applicato direttamente sull’UniEmens (il flusso mensile di denuncia contributiva), azzerando i contributi datore per quella posizione.

    Recupero dei contributi già versati: come funziona il credito contributivo

    Una volta approvata la domanda, lo sgravio contributivo opera automaticamente sul flusso UniEmens mensile. Se però nei mesi precedenti all’approvazione il datore ha già versato i contributi senza beneficiare dello sgravio (per esempio perché la domanda è stata presentata solo adesso), può recuperare le somme già versate in eccesso attraverso il meccanismo del credito contributivo.

    In pratica, il credito maturato (calcolato come somma degli esoneri spettanti per i mesi già trascorsi dal momento dell’assunzione) viene esposto nel flusso UniEmens e compensato con i versamenti contributivi futuri. Non occorre presentare domande separate di rimborso: il meccanismo è interno al sistema delle denunce mensili.

    Dal punto di vista fiscale, lo sgravio contributivo è neutro: non costituisce reddito per il datore di lavoro e la riduzione del costo del lavoro è già un risparmio diretto, che si riflette positivamente nel conto economico aziendale.

    Cosa fare se si è persa la scadenza o si hanno dubbi

    Se il 30 settembre 2026 è già trascorso quando leggi questo articolo, è fondamentale verificare due aspetti:

    • Eventuali provvedimenti di proroga: il legislatore italiano ha già prorogato scadenze analoghe in passato. Verifica sempre sul sito ufficiale INPS o tramite un CAF aggiornato
    • Nuovi incentivi attivi per il 2026 e oltre: il panorama degli incentivi all’assunzione è in costante evoluzione. Potrebbero essere operative misure simili o sostitutive per gli anni successivi

    Se invece ti trovi ancora in tempo ma hai dubbi sulla correttezza dei requisiti per le assunzioni già effettuate — o non sei sicuro di quale bonus si applica al tuo caso — il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza anche per le pratiche INPS legate agli incentivi all’assunzione. Operiamo sia in sede che da remoto, per aziende di tutta Italia.

    Domande frequenti (FAQ)

    Un’azienda con sede al Nord può accedere al Bonus ZES?

    Sì, a condizione che il lavoratore svolga la propria attività in una sede operativa ubicata in una delle otto regioni della ZES Unica Mezzogiorno. La sede legale dell’azienda può essere ovunque in Italia: è la sede di effettivo svolgimento del lavoro che determina l’accesso all’incentivo. Occorre che anche il requisito della dimensione aziendale (max 10 dipendenti) sia rispettato alla data di assunzione.

    Un lavoratore che ha avuto solo contratti a termine può far scattare il Bonus Giovani?

    Sì. Il requisito del Bonus Giovani è che il lavoratore non abbia mai avuto un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Contratti a progetto (co.co.co.), stage, tirocini, contratti a termine e collaborazioni occasionali non precludono l’accesso. La verifica avviene tramite le banche dati delle Comunicazioni Obbligatorie (COB) del Ministero del Lavoro, consultabili dall’INPS in automatico.

    Cosa si intende per “addizionalità” nell’assunzione?

    Il principio di addizionalità richiede che l’assunzione agevolata aumenti il numero complessivo di lavoratori a tempo indeterminato nell’azienda rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Il datore di lavoro non può sostituire un lavoratore licenziato per giustificato motivo oggettivo con un nuovo assunto agevolato: deve esserci un incremento netto della forza lavoro stabile. Le diminuzioni per dimissioni volontarie, pensionamento o invalidità non vengono computate negativamente.

    Il Bonus Giovani si applica anche ai contratti di apprendistato?

    No. I contratti di apprendistato hanno già un proprio regime contributivo agevolato e non possono quindi beneficiare del Bonus Giovani in aggiunta. Tuttavia, se al termine del periodo di apprendistato il rapporto viene trasformato in un normale contratto a tempo indeterminato, da quel momento può attivarsi il Bonus Giovani, sempre che il lavoratore rispetti i requisiti anagrafici e non abbia avuto altri rapporti stabili precedenti.

    Bonus Giovani e Bonus ZES: si possono usare per lo stesso lavoratore?

    No. Bonus Giovani e Bonus ZES sono destinati a platee distinte e non cumulabili per la stessa assunzione. Il Bonus Giovani si applica agli under 35 (con la maggiorazione a 650 euro se la sede è in ZES), il Bonus ZES si applica agli over 35 con almeno 6 mesi di disoccupazione. Per un giovane under 35 assunto al Sud, si applica il Bonus Giovani con massimale maggiorato a 650 euro — non il Bonus ZES.

    Cosa succede se il lavoratore si dimette prima dei 24 mesi?

    In caso di dimissioni volontarie del lavoratore, il datore di lavoro perde il diritto all’incentivo solo per i mesi successivi alla cessazione del rapporto, senza obbligo di restituzione di quanto già fruito. Diverso è il caso di licenziamento del lavoratore agevolato (o di altri con mansioni analoghe nella stessa unità produttiva) durante il periodo di fruizione: in quel caso l’INPS può revocare l’incentivo e richiedere la restituzione delle somme percepite.

    Conclusione: non aspettare il 30 settembre

    Il 30 settembre 2026 è una scadenza che non ammette rinvii. Se la tua azienda ha assunto lavoratori under 35 mai assunti a tempo indeterminato, donne svantaggiate o lavoratori over 35 disoccupati nella ZES Mezzogiorno tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025, hai ancora il tempo per presentare la domanda INPS e recuperare mesi di contributi già versati o ridurre quelli futuri.

    I valori in gioco sono significativi: fino a 12.000-15.600 euro per ogni assunzione agevolata. Per un’azienda che ha effettuato più assunzioni nel biennio, il risparmio totale può essere molto rilevante — e non richiederlo entro la scadenza significa rinunciare definitivamente a risorse già maturate.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la verifica dei requisiti, la raccolta della documentazione e la presentazione della domanda INPS prima della scadenza. Il nostro team opera sia in sede che da remoto, per aziende di tutta Italia.

    Puoi contattarci al 0432 1638640, via WhatsApp al 366 6018121 oppure scrivere a info@centrofiscale.com. Non aspettare settembre: le domande presentate a ridosso della scadenza rischiano di trovare le risorse esaurite.

    Articoli correlati: Bonus Giovani 2026: sgravio totale assunzioni under 35 | Bonus Donne 2026: Requisiti, Importi e Come Fare la Domanda | Bonus assunzioni 2026: guida completa

    Luglio 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Bonus-Partita-IVA-Under-35.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-31 08:01:362026-08-05 07:44:27Bonus Giovani, Donne e ZES: domanda INPS entro il 30 settembre 2026
    NOTIZIE

    Bonus Giovani 2026: Guida Completa allo Sgravio Totale per Assumere Under 35

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il bonus giovani 2026 rappresenta una delle principali misure di politica del lavoro pensate per favorire l’occupazione stabile dei più giovani in Italia. Si tratta di uno sgravio contributivo totale riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 con contratto a tempo indeterminato, con un risparmio significativo sul costo del lavoro per ciascun lavoratore. Una novità importante della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) è l’estensione del limite di età, che da 30 anni passa a 35 anni compiuti.

    L’incentivo è particolarmente vantaggioso per le piccole e medie imprese, perché riduce drasticamente il costo del lavoro nei primi anni di un nuovo rapporto. Anche le famiglie e i giovani lavoratori ne traggono beneficio indiretto: più assunzioni stabili significano contratti più solidi, prospettive di carriera e accesso più sicuro a mutui, affitti e progetti di vita. In questo articolo spieghiamo in modo semplice come funziona il bonus giovani 2026, chi può richiederlo, come si calcola il risparmio e perché conviene affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine per gestire la procedura senza errori.

    Il bonus giovani 2026 è cumulabile in alcuni casi con altri incentivi (come il Bonus Donne o il bonus ZES Unica per il Mezzogiorno) e prevede regole precise su durata, importo massimo e settori esclusi. È quindi essenziale conoscere bene i dettagli prima di pianificare un’assunzione, per evitare di perdere il diritto all’esonero contributivo giovani.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il bonus giovani 2026
    2. Requisiti per il bonus giovani 2026
    3. Importo dello sgravio totale under 35
    4. Come richiedere il bonus giovani 2026
    5. Cumulabilità con altri incentivi
    6. Esempi pratici di risparmio
    7. Esclusioni e cause di revoca
    8. Bonus giovani 2026 e ZES Unica del Mezzogiorno
    9. Domande frequenti sul bonus giovani 2026

    Cos’è il bonus giovani 2026

    Il bonus giovani 2026 è un esonero contributivo riconosciuto al datore di lavoro privato che assume, con contratto a tempo indeterminato, un lavoratore under 35 che non ha mai avuto in precedenza un rapporto di lavoro stabile. In pratica, l’azienda non versa i contributi previdenziali a proprio carico (la cosiddetta “quota datoriale” che finanzia la futura pensione del dipendente) per un periodo che può durare fino a 24 mesi, recuperando un’agevolazione che incide direttamente sul costo del lavoro.

    La misura è stata introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024, convertito in L. 95/2024) e potenziata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 22), che ha prorogato l’incentivo assunzioni under 35 e lo ha esteso fino a 35 anni compiuti. La Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026 ne disciplina il funzionamento operativo: procedure di domanda, modalità di calcolo e flusso UniEmens.

    L’obiettivo dichiarato del legislatore è duplice: da un lato contrastare la disoccupazione giovanile, che in Italia resta tra le più alte d’Europa; dall’altro favorire i contratti stabili, riducendo il ricorso a forme di lavoro precario come stage prolungati, contratti a termine reiterati o false partite IVA. Il bonus giovani 2026 si applica anche alle trasformazioni di un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato, purché il lavoratore rispetti i requisiti anagrafici e di pregresso lavorativo.

    Un aspetto che spesso genera confusione riguarda il significato di “sgravio totale“: il datore di lavoro continua a versare il premio INAIL (l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro), mentre il bonus copre la parte contributiva previdenziale a carico azienda, fino al massimo previsto dalla norma. Le trattenute a carico del lavoratore (IRPEF e contributi a carico dipendente) restano invariate: il bonus giovani 2026 non riduce in alcun modo la pensione futura del giovane assunto.

    Requisiti per il bonus giovani 2026

    Per accedere al bonus giovani 2026 devono coesistere due ordini di requisiti: quelli relativi al lavoratore assunto e quelli che riguardano il datore di lavoro. Vediamoli in dettaglio, perché basta che manchi un solo requisito per perdere lo sgravio totale under 35.

    Requisiti del lavoratore

    Il giovane assunto deve possedere queste caratteristiche al momento della stipula del contratto:

    • avere meno di 35 anni compiuti (quindi fino a 34 anni e 364 giorni alla data di assunzione);
    • non aver mai avuto in precedenza un contratto a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro, in Italia o all’estero;
    • essere assunto con un contratto a tempo indeterminato (full-time o part-time), oppure tramite trasformazione di un precedente contratto a termine;
    • non essere stato già beneficiario in passato dello stesso esonero contributivo giovani con un altro datore.

    Eventuali contratti di apprendistato precedenti non pregiudicano l’accesso al bonus: pur essendo formalmente contratti a tempo indeterminato, l’apprendistato è considerato un percorso formativo e non interrompe il diritto allo sgravio contributivo under 35. Lo stesso vale per i contratti di tirocinio, stage e collaborazioni occasionali: non contano come “rapporto di lavoro stabile” pregresso.

    Requisiti del datore di lavoro

    Anche l’azienda deve rispettare alcune condizioni per ottenere il bonus giovani 2026:

    • essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi (DURC regolare);
    • applicare il CCNL di settore firmato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative;
    • rispettare la normativa in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008);
    • non aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione, nella stessa unità produttiva e per la stessa qualifica;
    • realizzare un effettivo incremento occupazionale netto (nuove assunzioni in più rispetto alla media dell’anno precedente).

    Il requisito dell’incremento occupazionale è quello che genera più dubbi tra i datori di lavoro. La logica è semplice: il bonus deve premiare chi crea nuovi posti di lavoro, non chi sostituisce un dipendente con un altro. Il calcolo si fa confrontando il numero medio di dipendenti dei 12 mesi precedenti con la nuova assunzione: se la media aumenta, si ha diritto allo sgravio. La verifica richiede attenzione e un buon supporto contabile: il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in questa analisi, sia in ufficio che online, per non rischiare la revoca del beneficio.

    Importo dello sgravio totale under 35

    L’importo dello sgravio totale under 35 dipende dal contesto territoriale dell’assunzione e dalla retribuzione del lavoratore. Il bonus giovani 2026 opera nella forma di un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro determinati massimali mensili e annui.

    Per le assunzioni effettuate nelle Regioni del Centro-Nord, il tetto massimo dell’esonero è quello previsto dalla normativa vigente per il periodo di vigenza dell’incentivo, distribuito su una durata massima di 24 mesi. Significa che il datore può risparmiare, su due anni, una somma significativa che si traduce in maggiori margini per investimenti, formazione o nuove assunzioni.

    Per le assunzioni nelle Regioni della ZES Unica del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna) è previsto un tetto maggiorato, sempre per 24 mesi, per stimolare l’occupazione stabile nei territori storicamente più colpiti dalla disoccupazione giovanile.

    Per il lavoratore non cambia nulla in termini di retribuzione netta: lo sgravio incide solo sulla contribuzione versata dall’azienda all’INPS. La pensione futura resta piena, perché lo Stato si fa carico della differenza accreditando comunque la contribuzione virtuale al fondo pensionistico del lavoratore. È una misura “neutra” per il dipendente e molto conveniente per l’azienda.

    Durata del bonus giovani 2026

    La durata standard dell’esonero contributivo giovani è di 24 mesi dalla data di assunzione, indipendentemente dal fatto che il rapporto sia full-time o part-time. Se il contratto viene interrotto prima dei 24 mesi, l’azienda perde l’agevolazione per il periodo residuo, ma non deve restituire quanto già fruito legittimamente. Se il lavoratore raggiunge i 35 anni durante il rapporto, lo sgravio prosegue: ciò che conta è l’età al momento dell’assunzione.

    Come richiedere il bonus giovani 2026

    La procedura per ottenere il bonus giovani 2026 è interamente telematica e si svolge tramite il portale INPS, ma richiede una preparazione documentale accurata. Un errore nella compilazione può comportare il rigetto della domanda o, peggio, la revoca del beneficio a posteriori, con obbligo di restituzione integrale dei contributi non versati e applicazione di sanzioni amministrative.

    Per evitare problemi, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: il nostro team segue passo dopo passo l’azienda, dalla verifica preliminare dei requisiti alla presentazione della domanda, fino alla gestione del flusso contributivo UniEmens nei mesi successivi. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online, su tutto il territorio nazionale.

    Documenti necessari

    Per accedere al bonus giovani 2026 sono richiesti, di regola, i seguenti documenti:

    • copia del contratto di assunzione a tempo indeterminato firmato;
    • documento di identità del lavoratore e codice fiscale;
    • autocertificazione del lavoratore sull’assenza di precedenti rapporti a tempo indeterminato;
    • DURC aggiornato dell’azienda;
    • copia del CCNL applicato;
    • prospetto dell’organico aziendale dei 12 mesi precedenti per verificare l’incremento occupazionale.

    Una procedura come questa richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare la pratica o invalidare lo sgravio totale under 35. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta dei documenti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio. Prenota un appuntamento, in ufficio o da remoto: ti seguiamo dalla prima valutazione fino al monitoraggio mensile della contribuzione.

    Cumulabilità con altri incentivi

    Una delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità del bonus giovani 2026 con altri incentivi assunzioni. La regola generale prevista dall’art. 22 del DL 60/2024 (Decreto Coesione, convertito in L. 95/2024 e prorogato dalla L. 207/2024) stabilisce che il bonus non è cumulabile, per il medesimo lavoratore, con altre forme di esonero contributivo che si appoggino sullo stesso fondamento normativo.

    Tuttavia, lo sgravio è cumulabile con alcune misure compatibili: in particolare con i crediti d’imposta riconosciuti per spese di formazione o ricerca, con le agevolazioni regionali e con gli incentivi all’investimento in beni strumentali. Per chi assume nel Mezzogiorno, è importante valutare la combinazione con il bonus ZES Unica e con il Bonus 18mila Euro Under 35 dedicato a chi avvia un’attività autonoma.

    Esiste poi un coordinamento specifico con il Bonus Donne: se la lavoratrice assunta ha meno di 35 anni e rientra anche nei requisiti del Bonus Donne, il datore di lavoro deve scegliere quale dei due esoneri applicare, perché non possono coesistere sullo stesso rapporto. La scelta dipende dai massimali, dalla durata e dalle condizioni di entrambe le misure: una valutazione professionale può fare la differenza tra un risparmio modesto e un risparmio ottimale.

    Esempi pratici di risparmio

    Per capire la portata del bonus giovani 2026, immaginiamo alcuni casi pratici. Supponiamo che Marco, 27 anni, venga assunto a tempo indeterminato da una piccola società di consulenza con sede a Udine, con una retribuzione lorda di 1.800 euro mensili (circa 23.400 euro annui, considerando le mensilità aggiuntive).

    I contributi a carico del datore di lavoro su questa retribuzione si aggirano intorno al 30%, ovvero circa 7.020 euro all’anno. Grazie al bonus giovani 2026, l’azienda non versa questa somma per due anni, fino al tetto annuo previsto: si tratta di una somma che incide significativamente sul bilancio di una micro-impresa e che può essere reinvestita in formazione, aggiornamento tecnologico o nell’assunzione di altri profili.

    Un secondo esempio: una società del Mezzogiorno (ad esempio in Basilicata) assume Giulia, 32 anni, mai stata a tempo indeterminato, con una retribuzione lorda di 1.600 euro al mese. In questo caso si applica il massimale maggiorato ZES Unica, con un risparmio annuo superiore rispetto al Centro-Nord. Per un’azienda meridionale in fase di espansione, lo sgravio totale under 35 può rappresentare la differenza tra assumere subito e rinviare di un anno.

    Anche per i professionisti in regime forfettario che diventano datori di lavoro (con dipendenti) il bonus si applica regolarmente: la natura giuridica fiscale del datore (forfettario, ordinario, società di capitali) non incide sul diritto all’agevolazione, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti.

    Esclusioni e cause di revoca

    Il bonus giovani 2026 presenta alcune esclusioni importanti che è bene conoscere prima di pianificare un’assunzione. Sono escluse dal beneficio le assunzioni effettuate dalla Pubblica Amministrazione (lo sgravio riguarda solo il settore privato), dal settore finanziario, bancario e assicurativo e dal lavoro domestico: per colf e badanti restano valide le agevolazioni specifiche di settore, di cui parliamo nella sezione Colf e Badanti.

    Non rientrano inoltre nello sgravio totale under 35 i contratti di apprendistato (che hanno già un proprio regime contributivo agevolato), i contratti di lavoro intermittente “a chiamata” e i contratti a tempo determinato non ancora trasformati. Sono escluse anche le assunzioni di parenti o affini fino al secondo grado del titolare (per evitare abusi sui legami familiari).

    Le cause di revoca del bonus sono principalmente quattro:

    • il licenziamento del lavoratore nei 6 mesi successivi all’assunzione senza giustificato motivo;
    • la mancata realizzazione dell’incremento occupazionale netto nel periodo di riferimento;
    • l’aver dichiarato in modo non veritiero il pregresso lavorativo del giovane (dichiarazioni mendaci);
    • il mancato rispetto del CCNL o della normativa sulla sicurezza sul lavoro.

    In caso di revoca, l’azienda deve restituire integralmente i contributi non versati, maggiorati di sanzioni e interessi. È quindi essenziale, prima di avviare il rapporto, fare una verifica accurata di tutti i requisiti. Affidati ai nostri esperti del CAF Centro Fiscale per una consulenza preventiva: meglio investire poche ore in un controllo iniziale che rischiare migliaia di euro di sanzioni successive.

    Bonus giovani 2026 e ZES Unica del Mezzogiorno

    Un capitolo a parte merita l’applicazione del bonus giovani 2026 nelle Regioni del Mezzogiorno, organizzate dal 1° gennaio 2024 nella ZES Unica (Zona Economica Speciale Unica). In queste aree il bonus si applica con un massimale annuo maggiorato, riconoscendo l’esigenza di stimolare con maggior forza l’occupazione giovanile nei territori meridionali.

    Le Regioni interessate dalla maggiorazione sono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’azienda beneficia automaticamente del tetto maggiorato se la sede di lavoro effettiva del nuovo assunto si trova in una di queste Regioni. Non rileva la sede legale dell’impresa: ciò che conta è il luogo dove il giovane svolge la prestazione lavorativa in maniera prevalente.

    Le aziende del Mezzogiorno possono inoltre valutare la cumulabilità del bonus con altre misure dedicate al Sud Italia, come gli incentivi del Piano Sud o le agevolazioni per il Bonus 18mila Euro Under 35 destinato a chi avvia un’attività autonoma. Una pianificazione attenta consente di combinare più strumenti, massimizzando il risparmio totale.

    Domande frequenti sul bonus giovani 2026

    Il bonus giovani 2026 spetta anche al lavoratore part-time?

    Sì, il bonus giovani 2026 si applica sia ai contratti full-time sia ai contratti part-time, purché siano a tempo indeterminato. Per i part-time il massimale dell’esonero viene riproporzionato in base alle ore lavorate rispetto al full-time previsto dal CCNL applicato. Un dipendente al 50% otterrà la metà del tetto contributivo.

    Se il giovane compie 35 anni durante il rapporto, il bonus si interrompe?

    No. Ciò che conta è l’età alla data di assunzione: se in quel momento il lavoratore aveva meno di 35 anni compiuti, lo sgravio contributivo under 35 prosegue regolarmente fino alla scadenza dei 24 mesi previsti, anche se nel frattempo compie 35 o 36 anni.

    Il bonus giovani 2026 è valido anche per gli apprendistati?

    Il contratto di apprendistato non rientra direttamente nel bonus giovani 2026, perché ha già un suo regime contributivo agevolato. Tuttavia, se al termine del periodo di apprendistato il rapporto viene trasformato in un normale contratto a tempo indeterminato, da quel momento può attivarsi l’esonero, sempre nel rispetto dei requisiti anagrafici e dell’assenza di precedenti rapporti stabili.

    Cosa succede se assumo un giovane che ha avuto solo contratti a termine?

    I contratti a tempo determinato precedenti non pregiudicano il diritto al bonus. La norma esclude solo chi ha avuto un precedente rapporto a tempo indeterminato. Quindi un giovane con uno storico di contratti a termine, stage o collaborazioni occasionali rientra pienamente tra i destinatari dello sgravio totale under 35.

    Posso cumulare il bonus giovani con altre agevolazioni regionali?

    Sì, in molti casi il bonus giovani 2026 è cumulabile con agevolazioni regionali o di carattere territoriale (come la ZES Unica per il Mezzogiorno). Non è invece cumulabile con altre forme di esonero contributivo basate sullo stesso fondamento (es. Bonus Donne sullo stesso lavoratore). La cumulabilità va sempre verificata caso per caso, in base alla specifica norma regionale.

    Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

    Hai bisogno di assistenza per gestire un’assunzione con il bonus giovani 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per verificare i requisiti, predisporre la documentazione e seguire l’intera procedura di domanda fino al monitoraggio mensile della contribuzione. Il nostro team accompagna l’azienda passo dopo passo, evitando errori che potrebbero portare alla revoca del beneficio.

    Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente da remoto, in tutta Italia. Affidati ai nostri esperti per cogliere appieno le opportunità offerte dal bonus giovani 2026 e ottimizzare il costo del lavoro nella tua impresa.

    Maggio 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:59:422026-05-21 23:00:11Bonus Giovani 2026: Guida Completa allo Sgravio Totale per Assumere Under 35
    CAF, CALCOLO E CONTROLLO BUSTE PAGHE

    Bonus Giovani 2026: sgravio totale assunzioni under 35 – Guida CAF

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il Bonus Giovani 2026 è una delle agevolazioni più importanti per chi vuole assumere lavoratori under 35. Si tratta di un esonero contributivo che permette al datore di lavoro di non versare i contributi previdenziali a proprio carico fino a un massimo di 500 euro al mese (che salgono a 650 euro al mese nelle regioni del Mezzogiorno e nella ZES unica). La misura, introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024 art. 22), ha l’obiettivo di favorire l’occupazione stabile dei giovani che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

    Nel 2026 la misura è stata prorogata dal Decreto Milleproroghe (DL 200/2025, convertito in L. 26/2026) fino al 30 aprile 2026, con alcune modifiche. La Legge di Bilancio 2026 ha inoltre introdotto un nuovo esonero contributivo strutturale per le assunzioni stabili effettuate nel corso del 2026. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo in modo semplice come funziona il bonus giovani 2026, quali sono i requisiti per accedervi, quanto vale lo sgravio e come fare domanda all’INPS senza commettere errori.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Bonus Giovani 2026
    2. A chi spetta: i requisiti del lavoratore
    3. Quali datori di lavoro possono usarlo
    4. Importo dello sgravio e durata
    5. Maggiorazione ZES Mezzogiorno
    6. Esempio pratico di calcolo
    7. Come fare domanda all’INPS
    8. Quando non spetta: esclusioni e revoche
    9. Cumulo con altre agevolazioni
    10. Cosa cambia nel 2026 e prospettive di proroga
    11. FAQ Bonus Giovani 2026

    Cos’è il Bonus Giovani 2026

    Il Bonus Giovani 2026 è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 con un contratto a tempo indeterminato. L’esonero contributivo è una riduzione (in questo caso totale) dei contributi previdenziali che il datore di lavoro deve normalmente versare all’INPS per il proprio dipendente. In pratica, lo Stato dice al datore: se assumi stabilmente un giovane, per due anni non paghi i contributi a tuo carico.

    La misura nasce con il DL 60/2024 (Decreto Coesione), all’articolo 22, convertito poi nella Legge 95/2024. L’obiettivo è duplice: da un lato favorire l’occupazione stabile dei giovani, contrastando il fenomeno dei contratti precari e a termine; dall’altro sostenere le imprese che investono sul capitale umano, riducendo il costo del lavoro nei primi due anni di rapporto. Le istruzioni operative sono state pubblicate dall’INPS con la circolare 90/2025, mentre il messaggio INPS 3640/2024 ha fornito i primi chiarimenti applicativi.

    Si tratta di un aiuto di Stato autorizzato dalla Commissione Europea con il regime SA.110289, quindi è soggetto alle regole comunitarie sugli aiuti alle imprese. Questo significa che, nella domanda all’INPS, il datore di lavoro deve dichiarare di non aver superato i massimali europei previsti per gli aiuti di Stato. Tornando al bonus giovani 2026, è importante sapere che non è automatico: serve presentare un’apposita istanza telematica all’INPS e attendere l’autorizzazione preventiva, prima ancora di formalizzare l’assunzione (o subito dopo, nei termini previsti dalla circolare).

    A chi spetta: i requisiti del lavoratore

    Per accedere al bonus giovani 2026, il lavoratore assunto deve possedere requisiti molto precisi al momento dell’assunzione o della trasformazione del contratto. La regola di base è semplice ma rigorosa: il giovane deve essere realmente al suo primo contratto stabile della carriera. Vediamo nel dettaglio le condizioni che devono essere rispettate.

    • Età inferiore ai 35 anni: il lavoratore deve avere meno di 35 anni compiuti (cioè massimo 34 anni e 364 giorni) alla data dell’assunzione o della trasformazione del contratto.
    • Mai assunto a tempo indeterminato: il giovane non deve aver mai avuto, nell’intera vita lavorativa, un contratto a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro. Anche un solo giorno di tempo indeterminato in passato fa decadere il diritto al bonus.
    • Contratto di apprendistato: i precedenti rapporti di apprendistato non trasformati in tempo indeterminato non pregiudicano l’accesso al bonus.
    • Tempo determinato precedente: aver avuto contratti a termine, lavoro somministrato, intermittente, stagionale o collaborazioni non impedisce l’accesso al bonus.

    L’aspetto più delicato è la verifica della storia contributiva del lavoratore. Per essere certi che il giovane non abbia mai avuto un tempo indeterminato, occorre controllare il suo estratto conto INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questa verifica preliminare, evitando di richiedere il bonus giovani 2026 per un lavoratore che poi risulterà non avere i requisiti, con il rischio di vedersi revocare l’agevolazione e dover restituire i contributi non versati.

    Quali datori di lavoro possono usarlo

    Il bonus giovani 2026 è riservato ai datori di lavoro privati, indipendentemente dalla forma giuridica (ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative, associazioni, fondazioni private, studi professionali). Restano esclusi tutti i datori di lavoro pubblici, perché la misura è finanziata con risorse del PNRR destinate al settore privato. Anche il lavoro domestico (colf, badanti) è escluso, in quanto soggetto a regole contributive autonome.

    Per beneficiare dell’esonero contributivo giovani, il datore di lavoro deve rispettare alcuni requisiti rigorosi sui licenziamenti pregressi e futuri nella stessa unità produttiva. Queste regole servono a evitare che le aziende licenzino lavoratori già in forza per sostituirli con giovani agevolati. Vediamo le condizioni specifiche:

    • Nessun licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: il datore non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva, riguardanti lavoratori con stessa qualifica, nei 6 mesi prima dell’assunzione.
    • Nessun licenziamento GMO nei 9 mesi successivi: nei 9 mesi successivi all’assunzione agevolata, il datore non può licenziare per giustificato motivo oggettivo il giovane assunto o un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
    • Regolarità contributiva (DURC): il datore deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi (DURC regolare).
    • Rispetto dei CCNL: applicazione integrale dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
    • Rispetto norme su sicurezza: nessuna violazione delle norme fondamentali sulla tutela delle condizioni di lavoro.

    Sono ammessi al bonus giovani 2026 sia le nuove assunzioni a tempo indeterminato sia le trasformazioni da contratto a tempo determinato a tempo indeterminato. Sono incluse anche le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, mentre restano escluse le assunzioni con contratto di apprendistato e quelle di lavoro domestico.

    Importo dello sgravio e durata

    Il cuore del bonus giovani 2026 è la convenienza economica. L’agevolazione consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL (l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni resta dovuta). Vediamo i numeri di dettaglio nella tabella sotto.

    VoceValore
    Aliquota esonero100% contributi datoriali (escluso INAIL)
    Tetto mensile standard500 euro per lavoratore
    Tetto mensile ZES unica Mezzogiorno650 euro per lavoratore
    Durata massima24 mesi
    Risparmio annuo massimo (fuori ZES)6.000 euro
    Risparmio annuo massimo (ZES)7.800 euro
    Risparmio totale 24 mesi (fuori ZES)12.000 euro
    Risparmio totale 24 mesi (ZES)15.600 euro

    Il limite mensile è da intendersi come tetto massimo: se i contributi datoriali del lavoratore sono inferiori a 500 euro al mese (es. part-time o stipendi bassi), l’esonero si applica al 100% sull’effettivo dovuto. Se invece i contributi superano i 500 euro, la quota eccedente resta a carico del datore. Importante: il bonus si calcola in dodicesimi mensili e non può essere recuperato su altre mensilità se non sfruttato in un mese.

    Attenzione a un aspetto cruciale del bonus giovani 2026: la tredicesima e la quattordicesima mensilità contribuiscono all’imponibile contributivo del mese di erogazione e quindi possono assorbire più rapidamente il tetto di 500/650 euro. Per questo motivo, il calcolo del beneficio reale richiede una pianificazione attenta, che il CAF Centro Fiscale e il consulente del lavoro possono effettuare insieme.

    Maggiorazione ZES Mezzogiorno

    Una delle novità più interessanti del bonus giovani 2026 è la maggiorazione per la ZES unica del Mezzogiorno. La ZES (Zona Economica Speciale) unica è un territorio che gode di incentivi fiscali e contributivi rafforzati per attrarre investimenti e occupazione nelle aree del Sud Italia storicamente meno sviluppate. Per le assunzioni effettuate in unità produttive collocate in queste regioni, il tetto mensile passa da 500 a 650 euro.

    Le regioni rientranti nella ZES unica al 2026 sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dal 20 novembre 2025, in seguito a un ampliamento normativo, sono state incluse anche Marche e Umbria. Questo significa che le imprese che operano in queste regioni possono ottenere uno sgravio annuo fino a 7.800 euro per ogni giovane assunto, per un totale di 15.600 euro sui 24 mesi di durata massima dell’agevolazione.

    L’aspetto da tenere a mente è che la maggiorazione si applica in base alla sede dell’unità produttiva dove il lavoratore presta servizio, non in base alla sede legale dell’azienda. Quindi un’azienda con sede a Milano che ha una filiale in Sicilia, e assume un giovane destinato a lavorare nella filiale siciliana, può beneficiare del tetto maggiorato di 650 euro.

    Esempio pratico di calcolo

    Per capire concretamente quanto vale il bonus giovani 2026, facciamo un esempio reale. Immagina che Marco, 26 anni, mai assunto a tempo indeterminato, venga assunto da un’azienda di Udine (fuori ZES) con un contratto a tempo indeterminato full-time. La RAL (Retribuzione Annua Lorda) concordata è di 25.000 euro.

    Calcoliamo i contributi a carico del datore di lavoro, che mediamente per un’azienda industriale o commerciale si aggirano intorno al 30% della RAL. Su 25.000 euro di RAL, i contributi datoriali annui sono circa 7.500 euro, cioè 625 euro al mese. Vediamo come funziona lo sgravio:

    • Contributi datoriali mensili: 625 euro
    • Tetto mensile bonus: 500 euro (fuori ZES)
    • Esonero applicato: 500 euro al mese (il tetto)
    • Quota residua a carico del datore: 125 euro al mese
    • Risparmio annuo: 500 x 12 = 6.000 euro
    • Risparmio sui 24 mesi: 12.000 euro

    Se la stessa assunzione avvenisse in una filiale in Puglia (ZES unica), il tetto salirebbe a 650 euro e i contributi datoriali di 625 euro sarebbero completamente azzerati per i primi 12 mesi (perché 625 è inferiore a 650). Il risparmio annuo arriverebbe quindi a 7.500 euro e 15.000 euro sui 24 mesi. Naturalmente l’INAIL resta sempre dovuto: assicurati di considerarlo nei tuoi conti.

    Come fare domanda all’INPS

    La domanda per accedere al bonus giovani 2026 si presenta telematicamente all’INPS. La procedura richiede competenze specifiche e la corretta compilazione del modulo dedicato. Per evitare errori che possono compromettere l’agevolazione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in tutte le fasi: dalla verifica preliminare dei requisiti del lavoratore alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio dell’autorizzazione INPS.

    La procedura si articola in alcuni passaggi essenziali. Il datore di lavoro (o un consulente del lavoro o il CAF autorizzato) accede al Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) sul sito INPS, dove è presente il modulo telematico denominato BG24. La compilazione richiede dati anagrafici del datore e del lavoratore, dati contrattuali, dichiarazioni sostitutive sui requisiti soggettivi.

    • Accesso al portale INPS: il consulente o il CAF accede con credenziali abilitate alla sezione Portale Agevolazioni – Incentivo Articolo 22 – Giovani.
    • Compilazione modulo BG24: inserimento dati anagrafici, dati assunzione, importo agevolazione richiesto.
    • Autorizzazione preventiva INPS: l’INPS verifica i requisiti e la disponibilità delle risorse stanziate.
    • Fruizione in busta paga: una volta autorizzato, l’esonero viene applicato direttamente nelle denunce contributive mensili (UniEmens).
    • Codice agevolazione: l’INPS comunica il codice da utilizzare nella denuncia per l’abbattimento dei contributi.

    Tra gli errori più frequenti che facciamo evitare ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale ci sono: dichiarazioni errate sulla storia lavorativa del giovane, mancata verifica del DURC, calcolo sbagliato del tetto contributivo, mancato rispetto del periodo di astensione dai licenziamenti GMO. Affidati ai nostri esperti per gestire correttamente il bonus giovani 2026 e non rischiare la revoca dell’agevolazione.

    Quando non spetta: esclusioni e revoche

    Il bonus giovani 2026 non spetta in diverse situazioni che è importante conoscere per non incorrere in spiacevoli revoche. La revoca dell’agevolazione comporta la restituzione di tutti i contributi non versati, maggiorati di sanzioni e interessi, con un onere economico spesso pesantissimo per l’azienda. Vediamo le principali cause di esclusione e revoca.

    • Lavoratore con precedente tempo indeterminato: anche un solo giorno di contratto a tempo indeterminato in passato esclude il lavoratore dall’agevolazione.
    • Età pari o superiore a 35 anni: l’agevolazione non si applica se il giovane ha già compiuto 35 anni al momento dell’assunzione.
    • Contratto diverso dal tempo indeterminato: niente bonus per tempo determinato, apprendistato, lavoro domestico, prestazione occasionale.
    • Licenziamento GMO nei 6 mesi precedenti: nella stessa unità produttiva, con stessa qualifica.
    • Licenziamento nei 9 mesi successivi: del lavoratore assunto o di un collega con stessa qualifica nella stessa unità produttiva.
    • DURC irregolare: mancanza di regolarità contributiva al momento dell’assunzione.
    • Violazione delle norme di sicurezza sul lavoro: presenza di violazioni rilevanti.
    • Superamento massimali aiuti di Stato: regime SA.110289 o de minimis.

    Tra le cause di esclusione più subdole c’è il caso del lavoratore che ha avuto un brevissimo contratto a tempo indeterminato anni prima, magari subito dimesso. Anche se nel concreto non ha mai realmente avuto stabilità, formalmente quel contratto compromette il diritto al bonus giovani 2026. Per questo motivo, prima di formalizzare l’assunzione, il CAF Centro Fiscale verifica sempre l’estratto conto contributivo INPS del candidato.

    Cumulo con altre agevolazioni

    Una domanda frequente sul bonus giovani 2026 riguarda la possibilità di cumularlo con altre agevolazioni per l’assunzione. La regola generale è che il bonus giovani 2026 non è cumulabile con altri esoneri contributivi previsti per legge in caso di nuove assunzioni. Tuttavia esistono alcune eccezioni e combinazioni possibili che vale la pena conoscere.

    L’incentivo è cumulabile, ad esempio, con i benefici fiscali quali la maggiorazione del costo del lavoro deducibile ai fini IRES/IRPEF introdotta dalla Riforma IRPEF (art. 4 DLgs 216/2023). Significa che la stessa assunzione che gode dell’esonero contributivo può anche generare un maggior costo deducibile dalle imposte sui redditi, raddoppiando di fatto il vantaggio per l’impresa. La cumulabilità con altri esoneri specifici, come il bonus donne o il bonus ZES, va invece valutata caso per caso, perché in generale i diversi esoneri contributivi sui medesimi lavoratori si elidono a vicenda.

    Per le imprese che operano nel Mezzogiorno esiste una scelta strategica: bonus giovani 2026 (con tetto 650 euro) oppure Decontribuzione Sud (quando attiva). Vista la complessità della normativa, sconsigliamo il fai da te: chiedi al CAF Centro Fiscale di Udine di calcolare quale combinazione è più conveniente per la tua specifica situazione, prima di scegliere quale agevolazione attivare in domanda INPS.

    Cosa cambia nel 2026 e prospettive di proroga

    Il bonus giovani 2026 ha vissuto un’evoluzione importante nei primi mesi dell’anno. La versione originaria del Decreto Coesione (DL 60/2024) prevedeva una finestra applicativa dal 1 settembre 2024 al 31 dicembre 2025. Il Decreto Milleproroghe (DL 200/2025, convertito nella L. 26/2026, in vigore dal 1 marzo 2026) ha esteso la possibilità di attivare l’agevolazione fino al 30 aprile 2026, con una modifica significativa: per le nuove assunzioni del 2026, l’esonero è stato ridotto al 70%, elevabile al 100% solo se l’assunzione determina un incremento occupazionale netto dell’azienda.

    Per incremento occupazionale netto si intende un effettivo aumento del numero di dipendenti dell’azienda rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Questa modifica vuole evitare che il bonus giovani 2026 venga utilizzato per sostituire lavoratori già in forza con nuovi assunti agevolati, ma sia realmente un volano per creare nuova occupazione stabile sul mercato del lavoro italiano.

    Sul fronte delle prospettive future, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo esonero contributivo strutturale a sostegno dell’occupazione stabile, con un perimetro più ampio rispetto al solo bonus giovani. Questo nuovo strumento riguarda le assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni di contratti a termine effettuate tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2026, con una durata massima di 24 mesi. I dettagli operativi e le aliquote definitive sono in attesa delle circolari INPS attuative. Il CAF Centro Fiscale di Udine monitora costantemente le novità normative per offrirti sempre la consulenza più aggiornata.

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    FAQ Bonus Giovani 2026

    Il bonus giovani 2026 vale anche per il part-time?

    Si, il bonus giovani 2026 si applica anche ai contratti a tempo indeterminato part-time. L’esonero contributivo si calcola sui contributi effettivi del datore di lavoro, con il tetto mensile di 500 (o 650) euro che resta invariato. Naturalmente, se i contributi datoriali del part-time sono inferiori al tetto, l’esonero si limita all’importo effettivamente dovuto.

    Posso usare il bonus giovani 2026 per un apprendista?

    No, le assunzioni con contratto di apprendistato sono escluse dal bonus giovani 2026. L’apprendistato gode gia di una contribuzione agevolata specifica e non e cumulabile con questo esonero. Tuttavia, se trasformi un apprendistato in tempo indeterminato ordinario prima dei 35 anni del lavoratore, puoi accedere al bonus per la trasformazione.

    Cosa succede se licenzio il giovane prima dei 24 mesi?

    Il bonus giovani 2026 richiede il rispetto di un periodo di astensione dai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (GMO) di 9 mesi successivi all’assunzione. Se licenzi per GMO il lavoratore entro questo periodo, l’agevolazione viene revocata e dovrai restituire i contributi non versati con sanzioni e interessi. I licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo non comportano la revoca.

    Il bonus giovani 2026 e cumulabile con il bonus donne?

    No, il bonus giovani 2026 non e cumulabile con il bonus donne ne con altri esoneri contributivi per le assunzioni. Se la lavoratrice assunta ha sia i requisiti del bonus giovani (under 35, mai tempo indeterminato) sia del bonus donne, devi scegliere quale dei due attivare. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti a confrontare la convenienza dei due esoneri.

    Come verifico che il giovane non sia mai stato a tempo indeterminato?

    L’unico modo certo e verificare l’estratto conto contributivo INPS del candidato. Si tratta di un documento che riporta tutta la storia lavorativa contributiva. Il giovane puo richiederlo al CAF Centro Fiscale di Udine. Prima di attivare il bonus giovani 2026 consigliamo sempre questa verifica preliminare.

    Il bonus vale per assunzioni di stranieri?

    Si, il bonus giovani 2026 si applica anche all’assunzione di cittadini stranieri (UE ed extra-UE), purche in possesso di regolare permesso di soggiorno e che rispettino tutti i requisiti soggettivi (under 35, mai assunti a tempo indeterminato in Italia).

    Quanto tempo serve per ottenere l’autorizzazione INPS?

    L’INPS risponde generalmente entro pochi giorni lavorativi dalla presentazione della domanda telematica. Le risorse sono limitate, quindi e importante presentare la domanda tempestivamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a velocizzare l’iter evitando errori che possono causare ritardi o rigetti.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la presentazione della domanda INPS e la gestione completa dell’esonero contributivo under 35.

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