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Tag Archivio per: scadenze fiscali

DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Dichiarazione IVA 2025: Scadenza 30 Aprile 2026 e Come Compilarla

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La dichiarazione IVA annuale 2025 deve essere presentata entro il 30 aprile 2026. Questo adempimento riguarda tutti i soggetti passivi IVA che hanno esercitato attività d’impresa, arte o professione nel corso del 2025. In questa guida completa analizziamo chi deve presentarla, chi è esonerato, come compilare il modello IVA 2026 e quali sono le sanzioni in caso di ritardo o omissione.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è la Dichiarazione IVA Annuale
  2. Scadenza: 30 Aprile 2026
  3. Chi Deve Presentare la Dichiarazione IVA
  4. Chi È Esonerato
  5. Modello IVA 2026: Struttura e Quadri
  6. Come Compilare la Dichiarazione
  7. Invio Telematico: Modalità
  8. Sanzioni per Ritardo o Omissione
  9. Domande Frequenti

Cos’è la Dichiarazione IVA Annuale

La dichiarazione IVA annuale è il documento con cui i soggetti passivi IVA comunicano all’Agenzia delle Entrate il riepilogo di tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate nell’anno d’imposta precedente. In particolare, vengono riepilogate:

  • Operazioni attive: cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate (IVA a debito)
  • Operazioni passive: acquisti di beni e servizi ricevuti (IVA a credito)
  • Liquidazioni periodiche: riepilogo delle liquidazioni IVA mensili o trimestrali già effettuate
  • Saldo annuale: differenza tra IVA a debito e IVA a credito, con eventuale conguaglio

La dichiarazione IVA 2025 si presenta utilizzando il Modello IVA 2026, approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Scadenza: 30 Aprile 2026

La dichiarazione IVA relativa all’anno d’imposta 2025 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026. Il termine è perentorio e non sono previste proroghe automatiche.

Date importanti da ricordare:

  • 1° febbraio 2026: apertura del periodo di presentazione
  • 28 febbraio 2026: scadenza per la comunicazione LIPE del 4° trimestre 2025 (in alternativa, compilazione del quadro VP nella dichiarazione IVA)
  • 16 marzo 2026: termine per il versamento del saldo IVA 2025 in unica soluzione (senza maggiorazione)
  • 30 aprile 2026: termine ultimo per la presentazione della dichiarazione IVA

Chi Deve Presentare la Dichiarazione IVA

Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA annuale tutti i soggetti passivi IVA che nell’anno 2025 hanno esercitato:

  • Attività d’impresa (ditte individuali, società di persone, società di capitali)
  • Attività di lavoro autonomo (professionisti con partita IVA in regime ordinario)
  • Attività agricola (imprenditori agricoli non esonerati)
  • Enti non commerciali con attività commerciale
  • Società ed enti non residenti con rappresentante fiscale o identificazione diretta in Italia

Chi È Esonerato dalla Dichiarazione IVA

Sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA:

  • Contribuenti in regime forfettario: chi aderisce al regime forfettario (legge 190/2014) non è tenuto a presentare la dichiarazione IVA, poiché non addebita né detrae l’IVA
  • Contribuenti in regime di vantaggio: ex minimi (DL 98/2011), stesso esonero del forfettario
  • Produttori agricoli esonerati: con volume d’affari non superiore a 7.000 euro e composto per almeno 2/3 da cessioni di prodotti agricoli
  • Soggetti che hanno effettuato solo operazioni esenti: chi ha realizzato esclusivamente operazioni esenti IVA (art. 10 DPR 633/72), salvo obbligo di rettifica della detrazione
  • Soggetti con dispensa dagli obblighi di fatturazione: per operazioni esenti (art. 36-bis)

Modello IVA 2026: Struttura e Quadri Principali

Il Modello IVA 2026 (per il periodo d’imposta 2025) è composto dai seguenti quadri principali:

QuadroContenuto
VAInformazioni sull’attività (codice attività, tipo contribuente)
VBDati relativi a liquidazioni di gruppo
VCEsportatori abituali (plafond)
VEOperazioni attive (vendite, prestazioni – IVA a debito)
VFOperazioni passive (acquisti – IVA a credito)
VJReverse charge e acquisti intracomunitari
VH/VPLiquidazioni periodiche (VP in alternativa alla LIPE Q4)
VLLiquidazione dell’imposta annuale
VNDichiarazioni integrative a favore
VXDeterminazione IVA da versare o credito d’imposta

Come Compilare la Dichiarazione IVA

La compilazione della dichiarazione IVA richiede attenzione e precisione. Ecco i passaggi fondamentali:

  1. Raccolta documenti: registri IVA acquisti e vendite, fatture emesse e ricevute, corrispettivi, liquidazioni periodiche IVA
  2. Verifica coerenza dati: confronta i dati dei registri IVA con le fatture elettroniche nel cassetto fiscale
  3. Compilazione quadri VE e VF: inserisci le operazioni attive (vendite) nel quadro VE e quelle passive (acquisti) nel quadro VF, suddivise per aliquota IVA
  4. Quadro VL: riepilogo delle liquidazioni periodiche e calcolo del saldo annuale
  5. Quadro VX: determinazione dell’IVA a debito da versare o del credito IVA da compensare/chiedere a rimborso
  6. Controllo e invio: utilizza il software dell’Agenzia delle Entrate per il controllo formale e l’invio telematico

Invio Telematico: Modalità

La dichiarazione IVA può essere presentata esclusivamente in via telematica. Le modalità sono:

  • Direttamente dal contribuente: tramite i servizi telematici Entratel o Fisconline (ora accorpati nel Portale dell’Agenzia delle Entrate)
  • Tramite intermediario abilitato: commercialista, consulente del lavoro, CAF impresa, associazione di categoria. L’intermediario rilascia una ricevuta di trasmissione e l’impegno alla presentazione

La ricevuta di avvenuta presentazione viene resa disponibile entro 5 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica.

Sanzioni per Ritardo o Omissione

Le sanzioni per la dichiarazione IVA variano in base al tipo di violazione:

ViolazioneSanzioneRavvedimento
Presentazione tardiva (entro 90 gg)Da 250 a 2.000 euro25 euro (1/10 del minimo)
Omessa presentazioneDal 120% al 240% dell’imposta dovuta (min. 250 euro)Non ravvedibile dopo 90 gg
Dichiarazione infedeleDal 90% al 180% della maggiore impostaRavvedimento con riduzioni progressive

Consiglio: in caso di impossibilità a rispettare la scadenza del 30 aprile, presenta comunque la dichiarazione il prima possibile. Entro 90 giorni (29 luglio 2026) la sanzione è ridotta a soli 25 euro con ravvedimento operoso.

Domande Frequenti sulla Dichiarazione IVA 2025

Chi ha il regime forfettario deve presentare la dichiarazione IVA?

No, i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA annuale, in quanto non addebitano IVA sulle fatture e non detraggono l’IVA sugli acquisti.

Posso presentare la dichiarazione IVA insieme al 730?

No, la dichiarazione IVA è un adempimento separato dalla dichiarazione dei redditi. Ha un proprio modello (Modello IVA) e una propria scadenza (30 aprile). Il 730 riguarda i redditi delle persone fisiche e ha scadenza 30 settembre.

Ho già versato il saldo IVA il 16 marzo. Devo comunque presentare la dichiarazione?

Sì, il versamento del saldo IVA e la presentazione della dichiarazione sono due adempimenti distinti. Il versamento scadeva il 16 marzo 2026, ma la dichiarazione va comunque presentata entro il 30 aprile 2026.

Posso compensare il credito IVA con altri tributi?

Sì, il credito IVA emergente dalla dichiarazione annuale può essere utilizzato in compensazione orizzontale nel modello F24. Per crediti fino a 5.000 euro la compensazione è libera; per importi superiori serve il visto di conformità di un professionista abilitato.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione IVA 2025? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo per la compilazione e l’invio della dichiarazione IVA. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-07 09:00:002026-03-30 08:19:51Dichiarazione IVA 2025: Scadenza 30 Aprile 2026 e Come Compilarla
NOTIZIE

Scadenze Fiscali Aprile 2026: Il Calendario Completo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il mese di aprile 2026 è ricco di scadenze fiscali importanti per contribuenti, imprese e professionisti. Dalle ritenute IRPEF alla dichiarazione IVA annuale, passando per il 730 precompilato e la rottamazione quinquies: ecco il calendario completo con tutte le date da non dimenticare.

Indice dei Contenuti

  1. 10 Aprile: Contributi Colf e Badanti
  2. 16 Aprile: Ritenute, IVA e Contributi INPS
  3. 20 Aprile: Comunicazione POS
  4. 30 Aprile: Dichiarazione IVA, 730 e Rottamazione
  5. Riepilogo in Tabella
  6. Consigli per Non Dimenticare le Scadenze
  7. Domande Frequenti

10 Aprile 2026: Contributi Colf e Badanti

La prima scadenza significativa di aprile riguarda i datori di lavoro domestico. Entro il 10 aprile 2026 è obbligatorio versare i contributi INPS per colf, badanti e baby sitter relativi al primo trimestre 2026 (gennaio-marzo).

  • Chi deve pagare: tutti i datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, baby sitter)
  • Periodo di competenza: 1° trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo)
  • Come pagare: tramite Avviso di pagamento PagoPA, generabile dal Portale dei Pagamenti INPS o dall’app INPS Mobile
  • Importo: variabile in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate nel trimestre

Sanzioni per ritardo: in caso di pagamento oltre il 10 aprile, si applicano sanzioni civili pari al tasso BCE + 5,5 punti percentuali, calcolate per ogni giorno di ritardo.

16 Aprile 2026: Ritenute, IVA e Contributi INPS

Il 16 aprile 2026 è la data più densa di adempimenti fiscali del mese. Ecco tutto quello che scade:

Ritenute IRPEF e addizionali

  • Sostituti d’imposta: versamento delle ritenute IRPEF operate a marzo 2026 su stipendi, compensi, provvigioni
  • Addizionali regionali e comunali: versamento delle rate delle addizionali trattenute in busta paga
  • Codici tributo: 1001 (retribuzioni), 1040 (compensi lavoro autonomo), 1038 (provvigioni)

IVA mensile

  • Contribuenti mensili: versamento dell’IVA a debito relativa al mese di marzo 2026
  • Codice tributo: 6003 (IVA versamento mensile marzo)
  • Modalità: tramite modello F24 telematico

Contributi INPS

  • Gestione separata: versamento dei contributi sui compensi corrisposti nel mese di marzo
  • Dipendenti: versamento dei contributi previdenziali sulle retribuzioni di marzo

20 Aprile 2026: Comunicazione POS

Entro il 20 aprile 2026, i prestatori di servizi di pagamento (banche, istituti di pagamento, Poste) devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate la comunicazione relativa alle operazioni effettuate con carte di debito, credito e prepagate nel mese precedente.

Questa scadenza non riguarda direttamente i contribuenti, ma è funzionale al contrasto all’evasione fiscale: l’Agenzia delle Entrate incrocia i dati POS con le dichiarazioni IVA per verificare la coerenza dei ricavi dichiarati.

30 Aprile 2026: Dichiarazione IVA, 730 Precompilato e Rottamazione

Il 30 aprile 2026 concentra diverse scadenze cruciali:

Dichiarazione IVA annuale 2025

  • Obbligo: presentazione telematica della dichiarazione IVA annuale relativa al periodo d’imposta 2025
  • Chi deve presentarla: tutti i soggetti IVA (imprese, professionisti, società) salvo casi di esonero specifici
  • Modalità: esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato
  • Modello: Modello IVA 2026 (approvato dall’Agenzia delle Entrate)

730 Precompilato 2026: apertura

  • Data apertura: dal 30 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello 730 precompilato
  • Accesso: tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS
  • Nota: dal 30 aprile si può solo consultare. Le modifiche e l’invio saranno possibili a partire da metà maggio

Rottamazione Quinquies

  • Scadenza domanda: il 30 aprile 2026 è il termine per presentare la domanda di adesione alla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali
  • Cartelle ammesse: cartelle affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
  • Vantaggi: pagamento del solo capitale e delle spese di notifica, senza sanzioni, interessi di mora e aggio

Bonus Giovani Under 35

  • Scadenza: 30 aprile 2026 per le domande di esonero contributivo per assunzioni di giovani under 35 a tempo indeterminato
  • Beneficio: esonero totale dei contributi previdenziali (esclusi premi INAIL) fino a 500 euro mensili per 24 mesi

Riepilogo: Tutte le Scadenze di Aprile 2026

DataAdempimentoChi
10 aprileContributi INPS colf e badanti (1° trimestre)Datori lavoro domestico
16 aprileRitenute IRPEF e addizionaliSostituti d’imposta
16 aprileIVA mensile (marzo 2026)Contribuenti IVA mensili
16 aprileContributi INPS dipendentiDatori di lavoro
16 aprileContributi Gestione SeparataCommittenti
20 aprileComunicazione operazioni POSPrestatori servizi pagamento
30 aprileDichiarazione IVA annuale 2025Soggetti IVA
30 aprile730 Precompilato (consultazione)Contribuenti
30 aprileRottamazione quinquies (domanda)Contribuenti con cartelle
30 aprileBonus giovani under 35 (domanda)Datori di lavoro

Consigli per Non Dimenticare le Scadenze

  • Calendario digitale: imposta promemoria automatici almeno 5 giorni prima di ogni scadenza
  • F24 telematico: prepara i modelli F24 con anticipo e programmali per il pagamento alla data giusta
  • Professionista di fiducia: affidati a un commercialista o al CAF per non rischiare sanzioni
  • Verifica cassetto fiscale: controlla periodicamente il tuo cassetto fiscale su agenziaentrate.gov.it per eventuali comunicazioni

Domande Frequenti sulle Scadenze Fiscali Aprile 2026

Cosa succede se pago dopo il 16 aprile?

Per i versamenti F24, il ritardo comporta l’applicazione di sanzioni e interessi. Puoi utilizzare il ravvedimento operoso per ridurre la sanzione: entro 14 giorni la sanzione è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo; entro 30 giorni è dell’1,5%; entro 90 giorni è dell’1,67%.

La dichiarazione IVA si può presentare dopo il 30 aprile?

La dichiarazione IVA presentata entro 90 giorni dalla scadenza (entro il 29 luglio 2026) è considerata “tardiva” con sanzione ridotta di 25 euro (con ravvedimento). Oltre i 90 giorni è considerata omessa.

Quando posso inviare il 730 precompilato?

Dal 30 aprile 2026 il 730 precompilato sarà disponibile in sola consultazione. L’invio sarà possibile indicativamente da metà maggio 2026. La scadenza per l’invio del 730 è il 30 settembre 2026.

Come funziona la rottamazione quinquies?

La rottamazione quinquies consente di pagare le cartelle esattoriali versando solo il capitale e le spese di notifica, senza sanzioni e interessi. La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Il pagamento può essere in unica soluzione o rateizzato fino a 18 rate trimestrali.

Non rischiare di dimenticare una scadenza fiscale! Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutti gli adempimenti di aprile 2026. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza. Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

Marzo 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-30 08:19:442026-03-30 08:19:44Scadenze Fiscali Aprile 2026: Il Calendario Completo
CAF

Scadenze Fiscali Aprile 2026: Calendario Completo per Privati e Imprese

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Mercoledì 16 Aprile 2026: La Scadenza Principale
  2. Lunedì 21 Aprile 2026: Scadenze IVA del Primo Trimestre
  3. Altre Scadenze Fiscali Importanti di Aprile 2026
  4. Scadenze per Regimi Speciali e Adempimenti Settoriali
  5. Modalità di Versamento: Modello F24 e Codici Tributo
  6. Sanzioni per Ritardato o Omesso Versamento
  7. Tabella Riepilogativa: Tutte le Scadenze di Aprile 2026
  8. Come Prepararsi alle Scadenze: Consigli Pratici

Le **scadenze fiscali di aprile 2026** rappresentano un appuntamento cruciale per **privati**, **professionisti** e **imprese**. Questo mese concentra numerosi adempimenti: dai **versamenti IVA** alle **ritenute fiscali**, dai **contributi INPS** alle dichiarazioni periodiche. Conoscere il **calendario fiscale aprile 2026** è essenziale per evitare sanzioni e interessi di mora.

Il mese di aprile 2026 si caratterizza per la presenza di diverse **scadenze tributarie** che coinvolgono sia i soggetti passivi IVA sia i sostituti d’imposta. In particolare, mercoledì **16 aprile 2026** è la data chiave per la maggior parte dei versamenti, mentre lunedì **21 aprile** è dedicato agli adempimenti IVA del primo trimestre.

In questa guida completa analizziamo tutte le **scadenze fiscali aprile 2026**, suddivise per categorie: dalle imposte dirette ai contributi previdenziali, dalle comunicazioni periodiche alle dichiarazioni d’intento. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** è a disposizione per supportarti nella gestione di tutti questi adempimenti, sia in ufficio che online.

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Mercoledì 16 Aprile 2026: La Scadenza Principale

Il **16 aprile 2026** rappresenta la data più importante del **calendario fiscale aprile 2026**. In questo giorno convergono la maggior parte dei versamenti fiscali e contributivi relativi al mese precedente (marzo 2026). Vediamo nel dettaglio tutti gli adempimenti che scadono in questa data.

**I versamenti da effettuare entro il 16 aprile 2026 riguardano un’ampia platea di soggetti:** dalle partite IVA ai sostituti d’imposta, dai datori di lavoro agli enti previdenziali. La complessità e la varietà degli adempimenti richiedono particolare attenzione nella compilazione del **modello F24**, lo strumento attraverso cui si effettuano la maggior parte dei versamenti tributari e contributivi.

Ritenute alla Fonte sui Redditi di Lavoro Dipendente e Assimilati

I **sostituti d’imposta** (datori di lavoro, committenti, enti pensionistici) devono versare le **ritenute IRPEF** operate sulle retribuzioni, sui compensi per collaborazioni coordinate e continuative, e sui redditi di lavoro autonomo corrisposti nel mese di marzo 2026.

L’importo da versare comprende le **ritenute IRPEF**, le **addizionali regionali e comunali** eventualmente trattenute, e i **contributi previdenziali** a carico del lavoratore. Il versamento avviene tramite **modello F24** utilizzando i codici tributo specifici per ciascuna tipologia di ritenuta.

**Esempio pratico:** Un’azienda che ha corrisposto stipendi per complessivi 50.000 euro lordi nel mese di marzo 2026, con ritenute IRPEF medie del 23%, dovrà versare circa 11.500 euro di ritenute entro il 16 aprile 2026. A questo importo vanno aggiunte le addizionali regionali e comunali eventualmente trattenute ai dipendenti.

Per i **collaboratori coordinati e continuativi**, le ritenute si applicano con le stesse aliquote IRPEF progressive previste per i lavoratori dipendenti. La particolarità è che non sono previste detrazioni da lavoro dipendente, rendendo le ritenute generalmente più elevate a parità di compenso lordo.

Contributi INPS: Dipendenti, Parasubordinati e Gestione Separata

Il **16 aprile 2026** scade anche il termine per il versamento dei **contributi previdenziali INPS** relativi alle retribuzioni di marzo 2026. Questa scadenza riguarda diverse categorie di contribuenti.

Per i **lavoratori dipendenti**, i datori di lavoro devono versare sia i contributi a carico del dipendente (già trattenuti dalla busta paga) sia la quota a carico azienda. L’aliquota complessiva varia in base al settore: per l’industria è mediamente del 33% (di cui circa 9,19% a carico del lavoratore e 23,81% a carico dell’azienda), mentre per il commercio è del 30,38%.

I **professionisti e le partite IVA** che si avvalgono di collaboratori iscritti alla **Gestione Separata INPS** devono versare i contributi previdenziali con aliquota del 33,72% (per il 2026) per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie. Di questa percentuale, circa un terzo (33%) è a carico del collaboratore e viene trattenuta dal compenso lordo.

**Attenzione alle sanzioni:** Il mancato o ritardato versamento dei **contributi INPS** comporta sanzioni civili calcolate in base ai tassi di interesse legale, oltre agli interessi di mora. Per un versamento effettuato con un ritardo di 30 giorni, la sanzione può raggiungere circa lo 0,4% dell’importo dovuto mensile.

IVA Mensile: Chi Deve Versare Entro il 16 Aprile

I contribuenti **IVA mensili** devono versare l’imposta relativa al mese di marzo 2026 entro il **16 aprile 2026**. Rientrano in questa categoria i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro per le prestazioni di servizi e 700.000 euro per le altre attività.

L’importo da versare corrisponde alla differenza tra l’**IVA a debito** (sulle vendite/prestazioni) e l’**IVA a credito** (sugli acquisti) del mese di marzo. Se l’IVA a credito supera quella a debito, il contribuente può portare l’eccedenza in detrazione nel periodo successivo oppure chiederne il rimborso.

**Calcolo pratico dell’IVA mensile:** Supponiamo che un’impresa abbia registrato nel marzo 2026 fatture attive per 100.000 euro (IVA al 22% = 22.000 euro) e fatture passive per 60.000 euro (IVA al 22% = 13.200 euro). L’IVA da versare sarà: 22.000 – 13.200 = 8.800 euro.

Il versamento dell’**IVA mensile** si effettua tramite **modello F24** utilizzando il codice tributo **6001** per l’IVA dovuta sulle operazioni imponibili. È importante compilare correttamente tutti i campi del modello, indicando il mese di riferimento (marzo 2026) nel campo “anno di riferimento”.

Lunedì 21 Aprile 2026: Scadenze IVA del Primo Trimestre

Il **21 aprile 2026** rappresenta una data fondamentale per tutti i contribuenti **IVA trimestrali**, ovvero coloro che hanno optato per la liquidazione trimestrale dell’imposta sul valore aggiunto. Questa opzione è accessibile ai soggetti con volume d’affari non superiore a 400.000 euro per le prestazioni di servizi e 700.000 euro per le altre attività.

La **scadenza del 21 aprile** riguarda il versamento dell’IVA relativa al **primo trimestre 2026** (gennaio-febbraio-marzo). A differenza dei contribuenti mensili, chi liquida trimestralmente deve applicare una **maggiorazione dell’1%** a titolo di interesse per il differimento del versamento. Questa maggiorazione si calcola sull’importo dell’IVA dovuta e costituisce un costo aggiuntivo da considerare nella scelta del regime di liquidazione.

Calcolo dell’IVA Trimestrale con Maggiorazione

Il calcolo dell’**IVA trimestrale** richiede di sommare tutte le operazioni attive e passive dei tre mesi (gennaio, febbraio, marzo 2026) e determinare il saldo finale. A questo saldo va applicata la **maggiorazione dell’1%** prevista per i versamenti trimestrali.

**Esempio di calcolo IVA trimestrale:** Un professionista con partita IVA ha registrato nel primo trimestre 2026 le seguenti operazioni: – Gennaio: Fatture emesse 20.000 euro (IVA 4.400), acquisti 5.000 euro (IVA 1.100) – Febbraio: Fatture emesse 25.000 euro (IVA 5.500), acquisti 8.000 euro (IVA 1.760) – Marzo: Fatture emesse 22.000 euro (IVA 4.840), acquisti 6.000 euro (IVA 1.320)

**IVA a debito totale:** 4.400 + 5.500 + 4.840 = 14.740 euro **IVA a credito totale:** 1.100 + 1.760 + 1.320 = 4.180 euro **Saldo IVA:** 14.740 – 4.180 = 10.560 euro **Maggiorazione 1%:** 10.560 × 1% = 105,60 euro **Totale da versare:** 10.560 + 105,60 = 10.665,60 euro

La **maggiorazione dell’1%** rappresenta quindi un costo aggiuntivo che i contribuenti trimestrali devono sostenere. È importante valutare attentamente se la liquidazione trimestrale sia effettivamente conveniente rispetto a quella mensile, considerando anche i vantaggi in termini di semplificazione amministrativa.

Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA

Contestualmente al versamento dell’**IVA trimestrale del primo trimestre 2026**, i contribuenti devono anche predisporre i dati per la successiva **comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA**, che dovrà essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

Questa comunicazione, introdotta dall’art. 21-bis del DL 78/2010, richiede di indicare gli importi dell’IVA delle operazioni attive e passive, le liquidazioni periodiche effettuate, i versamenti eseguiti e gli eventuali crediti. Per il **primo trimestre 2026**, la comunicazione andrà trasmessa entro la fine del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, quindi entro il 31 maggio 2026.

I dati da comunicare includono: il totale dell’IVA sulle operazioni imponibili, l’IVA sugli acquisti detraibile, l’IVA dovuta o a credito per il periodo, eventuali crediti del trimestre precedente utilizzati in compensazione, e i versamenti effettuati. La corretta compilazione di questa comunicazione è fondamentale per evitare controlli e sanzioni da parte dell’**Agenzia delle Entrate**.

Altre Scadenze Fiscali Importanti di Aprile 2026

Oltre alle date principali del **16 e 21 aprile**, il **calendario fiscale aprile 2026** prevede altri adempimenti che interessano categorie specifiche di contribuenti. È importante non trascurare queste scadenze per evitare sanzioni e problemi con gli enti fiscali e previdenziali.

Contributi INPS Artigiani e Commercianti

Gli **artigiani e commercianti** iscritti alla **Gestione INPS** devono versare entro il **16 aprile 2026** la prima rata trimestrale dei contributi previdenziali per l’anno 2026. Questa rata viene calcolata sulla base del reddito dell’anno precedente (2025) ed è soggetta a conguaglio l’anno successivo.

Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti è pari al **24%** del reddito d’impresa dichiarato, con un **contributo minimo annuo** dovuto anche in assenza di reddito. Il contributo minimo per il 2026 è pari a circa 4.200 euro annui (da verificare con le tabelle INPS aggiornate), da versare in quattro rate trimestrali.

**Esempio di calcolo:** Un commerciante con reddito d’impresa 2025 di 30.000 euro dovrà versare per il 2026 contributi pari a: 30.000 × 24% = 7.200 euro annui, da suddividere in 4 rate trimestrali di 1.800 euro ciascuna. La prima rata di 1.800 euro andrà versata entro il 16 aprile 2026.

È importante ricordare che sui redditi eccedenti il **minimale annuo** (pari a circa 17.500 euro per il 2026) si applica un’ulteriore aliquota dell’1% fino al massimale contributivo (circa 86.000 euro). Questi calcoli possono risultare complessi: il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre assistenza dedicata per la corretta determinazione dei contributi dovuti.

INTRASTAT: Comunicazione Operazioni Intracomunitarie

I soggetti che effettuano **operazioni intracomunitarie** (cessioni o acquisti di beni e servizi con altri Paesi UE) devono presentare i **modelli INTRASTAT** relativi al mese di marzo 2026 entro il **25 aprile 2026**.

L’obbligo di presentazione degli elenchi **INTRASTAT** scatta al superamento di determinate soglie annuali: 50.000 euro per le cessioni intracomunitarie di beni, 100.000 euro per gli acquisti intracomunitari di beni, e 100.000 euro per le prestazioni di servizi (sia rese che ricevute) da/verso altri Stati membri dell’Unione Europea.

I **modelli INTRASTAT** devono contenere informazioni dettagliate su ciascuna operazione: codice IVA della controparte comunitaria, valore delle operazioni, nomenclatura combinata dei beni, paese di destinazione o provenienza, natura della transazione. La trasmissione avviene esclusivamente in via telematica attraverso il sistema Entratel o Fisconline dell’**Agenzia delle Entrate**.

**Sanzioni per omessa presentazione:** La mancata presentazione degli elenchi INTRASTAT entro i termini comporta sanzioni da 500 a 1.000 euro per ciascun elenco non presentato. Se la violazione si protrae per più di tre mesi, la sanzione può salire da 1.000 a 2.000 euro.

Dichiarazioni d’Intento: Comunicazione all’Agenzia delle Entrate

Gli **esportatori abituali** che intendono effettuare acquisti senza applicazione dell’IVA nel mese di aprile 2026 devono trasmettere la **dichiarazione d’intento** all’**Agenzia delle Entrate** prima di effettuare l’operazione. La comunicazione può essere inviata anche anticipatamente rispetto all’operazione.

La **dichiarazione d’intento** è lo strumento che consente agli esportatori abituali (soggetti che nell’anno solare precedente o nei dodici mesi precedenti hanno realizzato esportazioni o operazioni assimilate per un importo superiore al 10% del volume d’affari) di acquistare beni e servizi senza pagamento dell’IVA, da utilizzare per effettuare operazioni con l’estero.

La trasmissione telematica della dichiarazione d’intento genera un **protocollo di ricezione** che l’esportatore abituale deve consegnare al fornitore, il quale può così emettere fattura senza addebito dell’IVA. Il fornitore è tenuto a verificare la regolare presentazione della dichiarazione attraverso il servizio di consultazione online messo a disposizione dall’**Agenzia delle Entrate**.

**Attenzione:** Se il fornitore emette fattura senza IVA in assenza di valida dichiarazione d’intento, diventa responsabile solidale per l’IVA non applicata, con conseguenti sanzioni e interessi. È quindi fondamentale che la procedura sia gestita correttamente e che tutta la documentazione sia conservata in modo appropriato.

Scadenze per Regimi Speciali e Adempimenti Settoriali

Il **calendario fiscale aprile 2026** include anche alcune scadenze specifiche per contribuenti che operano in **regimi speciali** o settori particolari. Anche se queste date interessano una platea più ristretta di soggetti, è importante conoscerle per chi rientra in queste categorie.

Enti Non Commerciali e IRAP

Gli **enti non commerciali** che esercitano anche attività commerciali devono effettuare entro il **16 aprile 2026** i versamenti relativi all’**IRAP** (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) del primo trimestre, se soggetti a versamenti periodici.

L’**IRAP** si applica sul valore della produzione netta derivante dall’attività commerciale svolta dall’ente. L’aliquota ordinaria è del **3,9%**, ma alcune regioni hanno introdotto maggiorazioni o agevolazioni. Per gli enti non commerciali, la base imponibile IRAP si determina secondo regole particolari che tengono conto della specificità di questi soggetti.

Gli enti non commerciali che svolgono prevalentemente attività di **assistenza sociale, beneficenza, istruzione, formazione** possono beneficiare di agevolazioni IRAP o addirittura dell’esenzione totale dall’imposta. È fondamentale verificare la propria posizione per evitare di effettuare versamenti non dovuti o, al contrario, di omettere versamenti obbligatori.

Ritenute su Dividendi e Proventi Finanziari

Le **società** e gli intermediari finanziari che hanno distribuito **dividendi** o corrisposto **proventi finanziari** nel mese di marzo 2026 devono versare le relative **ritenute alla fonte** entro il **16 aprile 2026**.

La ritenuta sui dividendi distribuiti a persone fisiche residenti è del **26%** a titolo di imposta. Per i dividendi qualificati (partecipazioni superiori a determinate soglie), la ritenuta è sempre del 26% ma può essere scomputata dall’IRPEF dovuta dal percipiente, che deve includere i dividendi nella propria dichiarazione dei redditi.

Per i **proventi finanziari** (interessi su obbligazioni, rendimenti di fondi comuni, plusvalenze da cessione di strumenti finanziari), la ritenuta standard è del **26%**. Esistono aliquote ridotte per alcune categorie di titoli: i titoli di Stato italiani ed equiparati scontano una ritenuta del **12,50%**.

**Esempio pratico:** Una SRL ha distribuito a marzo 2026 dividendi per 50.000 euro a un socio persona fisica che detiene il 15% del capitale sociale. Dovrà versare entro il 16 aprile 2026 una ritenuta di: 50.000 × 26% = 13.000 euro. Questa ritenuta va versata con modello F24 utilizzando il codice tributo **1025** (ritenute su utili distribuiti).

Regime Forfettario: Nessun Versamento Periodico

I contribuenti in **regime forfettario** sono esonerati dalla maggior parte degli adempimenti periodici previsti per aprile 2026. Non devono effettuare versamenti IVA (poiché non applicano l’imposta), né liquidazioni periodiche, né comunicazioni trimestrali.

L’unico adempimento che i **forfettari** devono rispettare è il versamento dell’**acconto** dell’imposta sostitutiva, che però ha scadenza a giugno (prima rata) e novembre (seconda rata). Durante l’anno, i forfettari non hanno obblighi di versamento mensile o trimestrale.

Tuttavia, se il **forfettario** ha anche collaboratori o ha assunto personale dipendente, dovrà comunque rispettare le scadenze del 16 aprile 2026 per il versamento delle ritenute fiscali e dei contributi INPS relativi ai lavoratori. Inoltre, se il forfettario opera come **sostituto d’imposta** (ad esempio, corrisponde compensi ad altri professionisti), dovrà versare le ritenute applicate su quei compensi.

Per maggiori informazioni sul **regime forfettario 2026** e su come gestire correttamente gli adempimenti, puoi consultare la nostra guida completa al regime forfettario.

Modalità di Versamento: Modello F24 e Codici Tributo

Tutti i **versamenti fiscali di aprile 2026** devono essere effettuati utilizzando il **modello F24**, lo strumento unificato per il pagamento di imposte, contributi e premi. È fondamentale conoscere le modalità di compilazione e i codici tributo corretti per evitare errori che potrebbero invalidare il versamento.

Come Compilare Correttamente il Modello F24

Il **modello F24** si articola in diverse sezioni dedicate a tipologie specifiche di versamenti: Erario (imposte erariali), Regioni (addizionali regionali), IMU e altri tributi locali, INPS (contributi previdenziali), Altri enti previdenziali.

Per ogni versamento è necessario indicare: – **Codice tributo:** identifica la tipologia di imposta o contributo – **Anno di riferimento:** l’anno d’imposta o il periodo cui si riferisce il versamento – **Importo a debito:** la somma da versare – **Importo a credito:** eventuali crediti da compensare

**Esempio di compilazione per IVA mensile:** – Codice tributo: **6001** (IVA mensile) – Anno di riferimento: 2026 – Periodo di riferimento: 03 (marzo) – Importo a debito: l’IVA dovuta per marzo 2026

La compilazione del **modello F24** può essere effettuata utilizzando il software gratuito fornito dall’**Agenzia delle Entrate** oppure attraverso i servizi home banking della propria banca. È possibile anche effettuare versamenti tramite gli intermediari abilitati (commercialisti, CAF, consulenti del lavoro).

Principali Codici Tributo per Aprile 2026

Ecco una tabella riepilogativa dei **codici tributo** più utilizzati per le scadenze di aprile 2026:

**IVA:** – **6001** – IVA mensile – **6032** – IVA trimestrale (con maggiorazione 1%) – **6033** – IVA mensile per contribuenti trimestrali (gennaio-febbraio)

**Ritenute IRPEF:** – **1001** – Ritenute su redditi da lavoro dipendente – **1004** – Ritenute su redditi da lavoro autonomo – **1040** – Ritenute su redditi di lavoro autonomo occasionale

**Contributi INPS:** – **DIPE** – Contributi dipendenti – **COAL** – Contributi co.co.co. e Gestione Separata – **CXX** – Contributi artigiani (dove XX identifica il mese) – **TXX** – Contributi commercianti (dove XX identifica il mese)

**Altre imposte:** – **1040** – Ritenute su dividendi – **1025** – Ritenute su utili – **3800** – IRAP acconto prima rata

È fondamentale utilizzare il **codice tributo corretto**: un errore nel codice può comportare che il versamento non venga attribuito correttamente, generando apparenti omissioni che potrebbero causare sanzioni. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre supporto nella compilazione del modello F24 per garantire la correttezza di tutti i dati.

Compensazione dei Crediti Fiscali

Il **modello F24** consente di utilizzare eventuali **crediti fiscali** in compensazione con i debiti da versare. Questa funzionalità permette di ridurre o azzerare l’importo da pagare utilizzando crediti IVA, IRPEF, IRES, IRAP o altri tributi.

La **compensazione** nel modello F24 si effettua indicando l’importo del credito nella sezione “importi a credito compensati” e specificando il codice tributo del credito utilizzato. Il saldo finale (debiti meno crediti) rappresenta l’importo netto da versare o il credito residuo.

**Limiti alla compensazione:** – Crediti IVA superiori a **5.000 euro annui** richiedono l’apposizione del visto di conformità della dichiarazione – Crediti superiori a **5.000 euro annui** per tributi diversi dall’IVA possono essere compensati solo attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate – Alcuni crediti (es. bonus edilizi) hanno regole specifiche per la compensazione

**Esempio di compensazione:** Un’impresa deve versare IVA di marzo per 10.000 euro ma ha un credito IVA dell’anno precedente di 6.000 euro. Nel modello F24 indicherà: – Sezione Erario, codice 6001 (IVA marzo), importo a debito: 10.000 euro – Sezione Erario, codice 6099 (credito IVA anno precedente), importo a credito: 6.000 euro – Saldo da versare: 4.000 euro

La gestione della **compensazione dei crediti** richiede particolare attenzione: errori nella compilazione possono generare segnalazioni da parte dell’**Agenzia delle Entrate** e richiedere la rettifica del versamento.

Sanzioni per Ritardato o Omesso Versamento

Il mancato rispetto delle **scadenze fiscali di aprile 2026** comporta l’applicazione di sanzioni e interessi che possono gravare significativamente sul contribuente. Conoscere il sistema sanzionatorio è importante per valutare la convenienza di regolarizzare eventuali omissioni attraverso il **ravvedimento operoso**.

Sanzioni per Versamenti Tributari

Per i **versamenti tributari** (IVA, ritenute, imposte dirette), la sanzione ordinaria per omesso o insufficiente versamento è pari al **30%** dell’importo non versato. A questa sanzione si aggiungono gli **interessi di mora** calcolati al tasso legale (attualmente al 2,5% annuo per il 2026) per ogni giorno di ritardo.

**Esempio di calcolo sanzione:** Un contribuente omette di versare l’IVA di marzo per 5.000 euro entro il 16 aprile 2026. Se viene accertato dall’**Agenzia delle Entrate** senza ravvedimento: – Sanzione: 5.000 × 30% = 1.500 euro – Interessi (ipotizzando 180 giorni di ritardo): 5.000 × 2,5% × 180/365 = circa 62 euro – Totale da pagare: 5.000 + 1.500 + 62 = 6.562 euro

Le sanzioni sono **ridotte** se il contribuente provvede spontaneamente alla regolarizzazione attraverso il **ravvedimento operoso** entro termini specifici. Più è rapida la regolarizzazione, minore è la sanzione applicabile.

Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni

Il **ravvedimento operoso** è un istituto che consente di regolarizzare spontaneamente violazioni fiscali beneficiando di sanzioni ridotte. Per i **versamenti tardivi delle scadenze di aprile 2026**, il ravvedimento può essere effettuato con le seguenti riduzioni:

**Riduzione delle sanzioni nel ravvedimento:** – **Ravvedimento sprint** (entro 14 giorni): sanzione ridotta allo **0,1%** per ogni giorno di ritardo (es. 7 giorni = 0,7%) – **Ravvedimento breve** (dal 15° al 30° giorno): sanzione ridotta al **1,5%** – **Ravvedimento intermedio** (dal 31° al 90° giorno): sanzione ridotta al **1,67%** – **Ravvedimento lungo** (entro il termine della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione): sanzione ridotta al **3,75%** – **Ravvedimento lunghissimo** (entro il termine della dichiarazione relativa all’anno successivo): sanzione ridotta al **4,29%**

**Esempio pratico di ravvedimento:** Se il contribuente dell’esempio precedente (5.000 euro di IVA non versata) effettua il ravvedimento dopo 20 giorni: – Sanzione ridotta: 5.000 × 1,5% = 75 euro (invece di 1.500) – Interessi (20 giorni): 5.000 × 2,5% × 20/365 = circa 7 euro – Totale da pagare: 5.000 + 75 + 7 = 5.082 euro

Il risparmio rispetto alla sanzione ordinaria è di 1.425 euro (1.500 – 75), pari al 95% della sanzione base. Per effettuare correttamente il **ravvedimento operoso**, è necessario compilare il modello F24 indicando specifici codici tributo per sanzioni e interessi.

Sanzioni per Contributi INPS

Per i **contributi previdenziali**, il sistema sanzionatorio è diverso rispetto alle imposte. Il ritardo nel versamento dei contributi INPS comporta l’applicazione di **sanzioni civili** calcolate in percentuale sull’importo dovuto.

Le **sanzioni civili INPS** sono pari: – Al **5%** dell’importo dovuto se il ritardo è contenuto entro 3 mesi – Al **7,5%** se il ritardo va oltre i 3 mesi ma non supera i 12 mesi – Al **10%** se il ritardo supera i 12 mesi

A queste sanzioni si aggiungono gli **interessi di mora** calcolati al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti percentuali. Per il 2026, considerando il tasso BCE, gli interessi potrebbero attestarsi intorno al 7-8% annuo.

**Particolarità dei contributi:** A differenza delle imposte, per i contributi INPS non è previsto il ravvedimento operoso. Tuttavia, è possibile presentare istanza di rateizzazione del debito contributivo, che consente di diluire il pagamento nel tempo riducendo l’impatto economico immediato.

Il mancato pagamento dei **contributi INPS** per periodi prolungati può comportare conseguenze gravi: impossibilità di ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), necessario per partecipare a gare pubbliche e per ottenere alcune agevolazioni; rischio di iscrizione a ruolo e pignoramento; impossibilità di accedere a prestazioni previdenziali. È quindi fondamentale mantenere la regolarità contributiva.

Tabella Riepilogativa: Tutte le Scadenze di Aprile 2026

Per facilitare la consultazione, riassumiamo tutte le **scadenze fiscali aprile 2026** in una tabella completa che indica data, adempimento, soggetti obbligati e riferimento normativo.

Calendario Completo Aprile 2026

**MERCOLEDÌ 16 APRILE 2026:**

1. **IVA mensile marzo 2026** – Contribuenti IVA mensili – Versamento IVA relativa al mese di marzo

2. **Ritenute fiscali marzo 2026** – Sostituti d’imposta – Versamento ritenute IRPEF su redditi da lavoro dipendente, assimilati e autonomo corrisposti a marzo

3. **Contributi INPS dipendenti marzo 2026** – Datori di lavoro – Versamento contributi previdenziali su retribuzioni marzo

4. **Contributi Gestione Separata INPS marzo 2026** – Committenti – Versamento contributi su compensi co.co.co. e professionisti marzo

5. **Contributi INPS artigiani/commercianti** – Artigiani e commercianti – Prima rata trimestrale contributi 2026 (minimale + eccedenza su reddito 2025)

6. **Ritenute su dividendi e proventi marzo 2026** – Società e intermediari finanziari – Versamento ritenute su dividendi e proventi finanziari corrisposti a marzo

7. **IRAP primo trimestre 2026** – Enti non commerciali (se soggetti a versamenti periodici) – Versamento IRAP trimestrale

**LUNEDÌ 21 APRILE 2026:**

1. **IVA trimestrale primo trimestre 2026** – Contribuenti IVA trimestrali – Versamento IVA gennaio-marzo con maggiorazione 1%

2. **Liquidazione IVA primo trimestre** – Contribuenti IVA trimestrali – Elaborazione dati per comunicazione liquidazioni periodiche

**VENERDÌ 25 APRILE 2026:**

1. **INTRASTAT marzo 2026** – Operatori intracomunitari sopra soglia – Presentazione elenchi riepilogo operazioni intracomunitarie marzo

2. **Dichiarazioni d’intento aprile 2026** – Esportatori abituali – Trasmissione telematica dichiarazioni d’intento per acquisti senza IVA ad aprile

**MERCOLEDÌ 30 APRILE 2026:**

1. **Certificazione Unica 2026** – Sostituti d’imposta – Termine ordinario per la consegna della CU ai percipienti (prorogabile)

2. **Comunicazione liquidazioni IVA** – Tutti i contribuenti IVA (se mensili per gennaio-marzo, se trimestrali solo nota) – Predisposizione dati per trasmissione entro 31 maggio

Questa tabella fornisce una visione d’insieme delle principali **scadenze fiscali di aprile 2026**. È importante verificare eventuali proroghe o modifiche normative che potrebbero intervenire. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** monitora costantemente gli aggiornamenti normativi per garantire ai propri clienti informazioni sempre accurate e tempestive.

Come Prepararsi alle Scadenze: Consigli Pratici

Affrontare le **scadenze fiscali di aprile 2026** con serenità richiede organizzazione e, quando necessario, il supporto di professionisti qualificati. Ecco alcuni consigli pratici per gestire al meglio gli adempimenti fiscali del mese.

Organizza la Documentazione per Tempo

Il primo passo per rispettare le **scadenze fiscali** è avere tutta la documentazione necessaria organizzata e disponibile. Per aprile 2026, assicurati di avere:

**Per le ritenute fiscali e contributi:** – Cedolini paga di marzo 2026 con dettaglio delle ritenute operate – Prospetti contributivi INPS con importi da versare – Fatture e ricevute per compensi a collaboratori e professionisti – Documentazione di eventuali crediti contributivi da utilizzare

**Per i versamenti IVA:** – Registri IVA vendite e acquisti aggiornati a marzo 2026 – Liquidazione IVA del mese/trimestre precedente – Eventuali crediti IVA da utilizzare in compensazione – Fatture elettroniche ricevute e emesse tramite SDI

**Per le operazioni intracomunitarie:** – Elenco delle fatture emesse/ricevute verso/da altri Paesi UE – Codici IVA delle controparti comunitarie – Classificazione merceologica dei beni (nomenclatura combinata)

Mantieni un **calendario fiscale** sempre aggiornato, magari utilizzando reminder digitali che ti avvisino qualche giorno prima di ciascuna scadenza. Questo ti permetterà di non farti cogliere impreparato e di avere il tempo necessario per verificare i calcoli e preparare i versamenti.

Verifica Disponibilità Economica e Pianifica i Flussi di Cassa

Uno degli aspetti critici delle **scadenze fiscali** è garantire la disponibilità finanziaria per effettuare i versamenti. Aprile può essere un mese particolarmente oneroso, soprattutto per chi deve versare l’IVA trimestrale oltre ai contributi ordinari.

**Consigli per la gestione della liquidità:** – Accantona mensilmente le somme necessarie per i versamenti fiscali su un conto dedicato – Prepara un prospetto dei versamenti previsti con almeno 10 giorni di anticipo – Valuta l’utilizzo di eventuali crediti fiscali in compensazione per ridurre l’esborso – Se prevedi difficoltà, considera la possibilità di richiedere una rateizzazione INPS – Per versamenti rilevanti, verifica che il plafond della carta o i limiti di bonifico siano sufficienti

Se ti trovi in difficoltà economiche temporanee, è meglio valutare subito le opzioni disponibili (compensazioni, rateizzazioni) piuttosto che omettere i versamenti. Le sanzioni e gli interessi possono far aumentare significativamente il debito iniziale.

Per le **imprese**, considera che aprile rappresenta anche un mese di pianificazione per le scadenze del secondo trimestre. Una corretta programmazione finanziaria ti permette di affrontare tutti gli adempimenti senza stress e senza compromettere l’operatività aziendale.

Affidati al CAF Centro Fiscale per una Gestione Sicura

La complessità delle **scadenze fiscali aprile 2026** e la varietà degli adempimenti richiesti rendono spesso difficile per privati e piccole imprese gestire tutto in autonomia. Affidarsi a professionisti qualificati può fare la differenza.

Il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre un servizio completo di assistenza fiscale che include:

**Gestione adempimenti mensili e trimestrali:** – Calcolo e predisposizione delle liquidazioni IVA – Elaborazione cedolini paga e versamento contributi – Compilazione e invio modelli F24 – Gestione delle ritenute fiscali per sostituti d’imposta

**Consulenza specializzata:** – Verifica della corretta classificazione fiscale e contributiva – Ottimizzazione dell’uso dei crediti fiscali in compensazione – Assistenza in caso di controlli o richieste da parte degli enti – Supporto per regolarizzazioni e ravvedimenti operosi

**Servizio personalizzato:** – Promemoria automatici prima di ogni scadenza – Report periodici sulla situazione fiscale e contributiva – Disponibilità sia in ufficio a Udine che online per tutta Italia

Rivolgiti al **CAF Centro Fiscale** significa avere la certezza che tutti gli adempimenti vengano gestiti correttamente e nei tempi previsti, permettendoti di concentrarti sulla tua attività senza preoccupazioni fiscali. Il nostro team di esperti monitora costantemente le novità normative e ti informa tempestivamente di eventuali cambiamenti che potrebbero riguardarti.

Per maggiori informazioni sui nostri servizi di assistenza fiscale, consulta la nostra pagina dedicata al 730 e alle dichiarazioni dei redditi, oppure contattaci direttamente.

Domande Frequenti sulle Scadenze Fiscali Aprile 2026

Quali sono le scadenze fiscali più importanti di aprile 2026?

Le scadenze fiscali più importanti di aprile 2026 sono il 16 aprile (versamento IVA mensile marzo, ritenute fiscali, contributi INPS dipendenti e artigiani/commercianti) e il 21 aprile (versamento IVA trimestrale primo trimestre con maggiorazione 1%). Entro il 25 aprile vanno presentati anche i modelli INTRASTAT per le operazioni intracomunitarie di marzo.

Chi deve versare l’IVA entro il 16 aprile 2026?

Devono versare l’IVA entro il 16 aprile 2026 tutti i contribuenti IVA mensili per il mese di marzo 2026. Si tratta principalmente di soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro per le prestazioni di servizi e 700.000 euro per le altre attività. I contribuenti trimestrali versano invece il 21 aprile.

Cos’è la maggiorazione dell’1% sull’IVA trimestrale?

La maggiorazione dell’1% è un interesse che i contribuenti IVA trimestrali devono applicare sull’importo dell’IVA dovuta per il trimestre. Si calcola sull’IVA netta da versare e rappresenta il costo del differimento rispetto ai versamenti mensili. Per esempio, su un’IVA trimestrale di 10.000 euro, la maggiorazione è di 100 euro.

Quali sanzioni si applicano per ritardato versamento delle scadenze di aprile?

Per i versamenti tributari, la sanzione ordinaria è del 30% dell’importo non versato, più interessi di mora. Tuttavia, con il ravvedimento operoso le sanzioni si riducono notevolmente: 0,1% al giorno per i primi 14 giorni, 1,5% dal 15° al 30° giorno, fino a un massimo del 4,29% per ravvedimenti oltre l’anno. Per i contributi INPS le sanzioni civili vanno dal 5% al 10% in base ai mesi di ritardo.

I contribuenti in regime forfettario hanno scadenze fiscali ad aprile 2026?

I contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla maggior parte delle scadenze di aprile 2026: non devono versare IVA né effettuare liquidazioni periodiche. Tuttavia, se hanno dipendenti o collaboratori, devono rispettare le scadenze del 16 aprile per ritenute fiscali e contributi INPS relativi ai lavoratori. I forfettari versano l’imposta sostitutiva solo a giugno e novembre.

Come si utilizza un credito IVA in compensazione nel modello F24?

Per utilizzare un credito IVA in compensazione, occorre indicarlo nella sezione Erario del modello F24 con il codice tributo del credito (es. 6099 per credito IVA anno precedente) nella colonna importi a credito compensati. Il sistema calcola automaticamente il saldo tra debiti e crediti. Attenzione: crediti IVA superiori a 5.000 euro richiedono il visto di conformità e possono essere compensati solo telematicamente.


Le **scadenze fiscali di aprile 2026** richiedono attenzione, organizzazione e, quando necessario, il supporto di professionisti qualificati. Il **calendario fiscale aprile 2026** è denso di adempimenti che riguardano IVA, ritenute fiscali, contributi previdenziali e comunicazioni periodiche. Rispettare tutte le scadenze nei tempi previsti è fondamentale per evitare sanzioni, interessi di mora e problemi con gli enti fiscali e previdenziali.

Come abbiamo visto, le date principali sono il **16 aprile** (IVA mensile, ritenute, contributi) e il **21 aprile** (IVA trimestrale), ma non vanno trascurate le scadenze specifiche per operatori intracomunitari, esportatori abituali e categorie particolari. La corretta compilazione del **modello F24**, l’utilizzo appropriato dei codici tributo e la gestione delle compensazioni richiedono competenza tecnica e conoscenza aggiornata della normativa.

Hai bisogno di assistenza per gestire le **scadenze fiscali di aprile 2026**? Il **CAF Centro Fiscale di Udine** è a tua disposizione per supportarti in tutti gli adempimenti fiscali e contributivi, sia in ufficio che online. Il nostro team di esperti ti aiuta a calcolare gli importi corretti, compilare i modelli F24, gestire le compensazioni e rispettare tutte le scadenze senza stress. Contattaci al **0432 1638640** o scrivici su **WhatsApp al 366 6018121**.

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    Settembre 3, 2026
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    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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    robert poletto
    17/07/2026
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    Fantastici
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    Geanina Gaita
    16/07/2026
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    Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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    Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-24 09:20:532026-03-24 07:52:39Scadenze Fiscali Aprile 2026: Calendario Completo per Privati e Imprese
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Dichiarazione IVA 2025: Scadenza 30 Aprile 2026 e Come Compilarla

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La dichiarazione IVA annuale 2025 deve essere presentata entro il 30 aprile 2026. Questo adempimento riguarda tutti i soggetti passivi IVA che hanno esercitato attività d’impresa, arte o professione nel corso del 2025. In questa guida completa analizziamo chi deve presentarla, chi è esonerato, come compilare il modello IVA 2026 e quali sono le sanzioni in caso di ritardo o omissione.

    Indice dei Contenuti

    1. Cos’è la Dichiarazione IVA Annuale
    2. Scadenza: 30 Aprile 2026
    3. Chi Deve Presentare la Dichiarazione IVA
    4. Chi È Esonerato
    5. Modello IVA 2026: Struttura e Quadri
    6. Come Compilare la Dichiarazione
    7. Invio Telematico: Modalità
    8. Sanzioni per Ritardo o Omissione
    9. Domande Frequenti

    Cos’è la Dichiarazione IVA Annuale

    La dichiarazione IVA annuale è il documento con cui i soggetti passivi IVA comunicano all’Agenzia delle Entrate il riepilogo di tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate nell’anno d’imposta precedente. In particolare, vengono riepilogate:

    • Operazioni attive: cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate (IVA a debito)
    • Operazioni passive: acquisti di beni e servizi ricevuti (IVA a credito)
    • Liquidazioni periodiche: riepilogo delle liquidazioni IVA mensili o trimestrali già effettuate
    • Saldo annuale: differenza tra IVA a debito e IVA a credito, con eventuale conguaglio

    La dichiarazione IVA 2025 si presenta utilizzando il Modello IVA 2026, approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

    Scadenza: 30 Aprile 2026

    La dichiarazione IVA relativa all’anno d’imposta 2025 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026. Il termine è perentorio e non sono previste proroghe automatiche.

    Date importanti da ricordare:

    • 1° febbraio 2026: apertura del periodo di presentazione
    • 28 febbraio 2026: scadenza per la comunicazione LIPE del 4° trimestre 2025 (in alternativa, compilazione del quadro VP nella dichiarazione IVA)
    • 16 marzo 2026: termine per il versamento del saldo IVA 2025 in unica soluzione (senza maggiorazione)
    • 30 aprile 2026: termine ultimo per la presentazione della dichiarazione IVA

    Chi Deve Presentare la Dichiarazione IVA

    Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA annuale tutti i soggetti passivi IVA che nell’anno 2025 hanno esercitato:

    • Attività d’impresa (ditte individuali, società di persone, società di capitali)
    • Attività di lavoro autonomo (professionisti con partita IVA in regime ordinario)
    • Attività agricola (imprenditori agricoli non esonerati)
    • Enti non commerciali con attività commerciale
    • Società ed enti non residenti con rappresentante fiscale o identificazione diretta in Italia

    Chi È Esonerato dalla Dichiarazione IVA

    Sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA:

    • Contribuenti in regime forfettario: chi aderisce al regime forfettario (legge 190/2014) non è tenuto a presentare la dichiarazione IVA, poiché non addebita né detrae l’IVA
    • Contribuenti in regime di vantaggio: ex minimi (DL 98/2011), stesso esonero del forfettario
    • Produttori agricoli esonerati: con volume d’affari non superiore a 7.000 euro e composto per almeno 2/3 da cessioni di prodotti agricoli
    • Soggetti che hanno effettuato solo operazioni esenti: chi ha realizzato esclusivamente operazioni esenti IVA (art. 10 DPR 633/72), salvo obbligo di rettifica della detrazione
    • Soggetti con dispensa dagli obblighi di fatturazione: per operazioni esenti (art. 36-bis)

    Modello IVA 2026: Struttura e Quadri Principali

    Il Modello IVA 2026 (per il periodo d’imposta 2025) è composto dai seguenti quadri principali:

    QuadroContenuto
    VAInformazioni sull’attività (codice attività, tipo contribuente)
    VBDati relativi a liquidazioni di gruppo
    VCEsportatori abituali (plafond)
    VEOperazioni attive (vendite, prestazioni – IVA a debito)
    VFOperazioni passive (acquisti – IVA a credito)
    VJReverse charge e acquisti intracomunitari
    VH/VPLiquidazioni periodiche (VP in alternativa alla LIPE Q4)
    VLLiquidazione dell’imposta annuale
    VNDichiarazioni integrative a favore
    VXDeterminazione IVA da versare o credito d’imposta

    Come Compilare la Dichiarazione IVA

    La compilazione della dichiarazione IVA richiede attenzione e precisione. Ecco i passaggi fondamentali:

    1. Raccolta documenti: registri IVA acquisti e vendite, fatture emesse e ricevute, corrispettivi, liquidazioni periodiche IVA
    2. Verifica coerenza dati: confronta i dati dei registri IVA con le fatture elettroniche nel cassetto fiscale
    3. Compilazione quadri VE e VF: inserisci le operazioni attive (vendite) nel quadro VE e quelle passive (acquisti) nel quadro VF, suddivise per aliquota IVA
    4. Quadro VL: riepilogo delle liquidazioni periodiche e calcolo del saldo annuale
    5. Quadro VX: determinazione dell’IVA a debito da versare o del credito IVA da compensare/chiedere a rimborso
    6. Controllo e invio: utilizza il software dell’Agenzia delle Entrate per il controllo formale e l’invio telematico

    Invio Telematico: Modalità

    La dichiarazione IVA può essere presentata esclusivamente in via telematica. Le modalità sono:

    • Direttamente dal contribuente: tramite i servizi telematici Entratel o Fisconline (ora accorpati nel Portale dell’Agenzia delle Entrate)
    • Tramite intermediario abilitato: commercialista, consulente del lavoro, CAF impresa, associazione di categoria. L’intermediario rilascia una ricevuta di trasmissione e l’impegno alla presentazione

    La ricevuta di avvenuta presentazione viene resa disponibile entro 5 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica.

    Sanzioni per Ritardo o Omissione

    Le sanzioni per la dichiarazione IVA variano in base al tipo di violazione:

    ViolazioneSanzioneRavvedimento
    Presentazione tardiva (entro 90 gg)Da 250 a 2.000 euro25 euro (1/10 del minimo)
    Omessa presentazioneDal 120% al 240% dell’imposta dovuta (min. 250 euro)Non ravvedibile dopo 90 gg
    Dichiarazione infedeleDal 90% al 180% della maggiore impostaRavvedimento con riduzioni progressive

    Consiglio: in caso di impossibilità a rispettare la scadenza del 30 aprile, presenta comunque la dichiarazione il prima possibile. Entro 90 giorni (29 luglio 2026) la sanzione è ridotta a soli 25 euro con ravvedimento operoso.

    Domande Frequenti sulla Dichiarazione IVA 2025

    Chi ha il regime forfettario deve presentare la dichiarazione IVA?

    No, i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA annuale, in quanto non addebitano IVA sulle fatture e non detraggono l’IVA sugli acquisti.

    Posso presentare la dichiarazione IVA insieme al 730?

    No, la dichiarazione IVA è un adempimento separato dalla dichiarazione dei redditi. Ha un proprio modello (Modello IVA) e una propria scadenza (30 aprile). Il 730 riguarda i redditi delle persone fisiche e ha scadenza 30 settembre.

    Ho già versato il saldo IVA il 16 marzo. Devo comunque presentare la dichiarazione?

    Sì, il versamento del saldo IVA e la presentazione della dichiarazione sono due adempimenti distinti. Il versamento scadeva il 16 marzo 2026, ma la dichiarazione va comunque presentata entro il 30 aprile 2026.

    Posso compensare il credito IVA con altri tributi?

    Sì, il credito IVA emergente dalla dichiarazione annuale può essere utilizzato in compensazione orizzontale nel modello F24. Per crediti fino a 5.000 euro la compensazione è libera; per importi superiori serve il visto di conformità di un professionista abilitato.

    Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione IVA 2025? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo per la compilazione e l’invio della dichiarazione IVA. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

    Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-07 09:00:002026-03-30 08:19:51Dichiarazione IVA 2025: Scadenza 30 Aprile 2026 e Come Compilarla
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    Scadenze Fiscali Aprile 2026: Il Calendario Completo

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il mese di aprile 2026 è ricco di scadenze fiscali importanti per contribuenti, imprese e professionisti. Dalle ritenute IRPEF alla dichiarazione IVA annuale, passando per il 730 precompilato e la rottamazione quinquies: ecco il calendario completo con tutte le date da non dimenticare.

    Indice dei Contenuti

    1. 10 Aprile: Contributi Colf e Badanti
    2. 16 Aprile: Ritenute, IVA e Contributi INPS
    3. 20 Aprile: Comunicazione POS
    4. 30 Aprile: Dichiarazione IVA, 730 e Rottamazione
    5. Riepilogo in Tabella
    6. Consigli per Non Dimenticare le Scadenze
    7. Domande Frequenti

    10 Aprile 2026: Contributi Colf e Badanti

    La prima scadenza significativa di aprile riguarda i datori di lavoro domestico. Entro il 10 aprile 2026 è obbligatorio versare i contributi INPS per colf, badanti e baby sitter relativi al primo trimestre 2026 (gennaio-marzo).

    • Chi deve pagare: tutti i datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, baby sitter)
    • Periodo di competenza: 1° trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo)
    • Come pagare: tramite Avviso di pagamento PagoPA, generabile dal Portale dei Pagamenti INPS o dall’app INPS Mobile
    • Importo: variabile in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate nel trimestre

    Sanzioni per ritardo: in caso di pagamento oltre il 10 aprile, si applicano sanzioni civili pari al tasso BCE + 5,5 punti percentuali, calcolate per ogni giorno di ritardo.

    16 Aprile 2026: Ritenute, IVA e Contributi INPS

    Il 16 aprile 2026 è la data più densa di adempimenti fiscali del mese. Ecco tutto quello che scade:

    Ritenute IRPEF e addizionali

    • Sostituti d’imposta: versamento delle ritenute IRPEF operate a marzo 2026 su stipendi, compensi, provvigioni
    • Addizionali regionali e comunali: versamento delle rate delle addizionali trattenute in busta paga
    • Codici tributo: 1001 (retribuzioni), 1040 (compensi lavoro autonomo), 1038 (provvigioni)

    IVA mensile

    • Contribuenti mensili: versamento dell’IVA a debito relativa al mese di marzo 2026
    • Codice tributo: 6003 (IVA versamento mensile marzo)
    • Modalità: tramite modello F24 telematico

    Contributi INPS

    • Gestione separata: versamento dei contributi sui compensi corrisposti nel mese di marzo
    • Dipendenti: versamento dei contributi previdenziali sulle retribuzioni di marzo

    20 Aprile 2026: Comunicazione POS

    Entro il 20 aprile 2026, i prestatori di servizi di pagamento (banche, istituti di pagamento, Poste) devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate la comunicazione relativa alle operazioni effettuate con carte di debito, credito e prepagate nel mese precedente.

    Questa scadenza non riguarda direttamente i contribuenti, ma è funzionale al contrasto all’evasione fiscale: l’Agenzia delle Entrate incrocia i dati POS con le dichiarazioni IVA per verificare la coerenza dei ricavi dichiarati.

    30 Aprile 2026: Dichiarazione IVA, 730 Precompilato e Rottamazione

    Il 30 aprile 2026 concentra diverse scadenze cruciali:

    Dichiarazione IVA annuale 2025

    • Obbligo: presentazione telematica della dichiarazione IVA annuale relativa al periodo d’imposta 2025
    • Chi deve presentarla: tutti i soggetti IVA (imprese, professionisti, società) salvo casi di esonero specifici
    • Modalità: esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato
    • Modello: Modello IVA 2026 (approvato dall’Agenzia delle Entrate)

    730 Precompilato 2026: apertura

    • Data apertura: dal 30 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello 730 precompilato
    • Accesso: tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS
    • Nota: dal 30 aprile si può solo consultare. Le modifiche e l’invio saranno possibili a partire da metà maggio

    Rottamazione Quinquies

    • Scadenza domanda: il 30 aprile 2026 è il termine per presentare la domanda di adesione alla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali
    • Cartelle ammesse: cartelle affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
    • Vantaggi: pagamento del solo capitale e delle spese di notifica, senza sanzioni, interessi di mora e aggio

    Bonus Giovani Under 35

    • Scadenza: 30 aprile 2026 per le domande di esonero contributivo per assunzioni di giovani under 35 a tempo indeterminato
    • Beneficio: esonero totale dei contributi previdenziali (esclusi premi INAIL) fino a 500 euro mensili per 24 mesi

    Riepilogo: Tutte le Scadenze di Aprile 2026

    DataAdempimentoChi
    10 aprileContributi INPS colf e badanti (1° trimestre)Datori lavoro domestico
    16 aprileRitenute IRPEF e addizionaliSostituti d’imposta
    16 aprileIVA mensile (marzo 2026)Contribuenti IVA mensili
    16 aprileContributi INPS dipendentiDatori di lavoro
    16 aprileContributi Gestione SeparataCommittenti
    20 aprileComunicazione operazioni POSPrestatori servizi pagamento
    30 aprileDichiarazione IVA annuale 2025Soggetti IVA
    30 aprile730 Precompilato (consultazione)Contribuenti
    30 aprileRottamazione quinquies (domanda)Contribuenti con cartelle
    30 aprileBonus giovani under 35 (domanda)Datori di lavoro

    Consigli per Non Dimenticare le Scadenze

    • Calendario digitale: imposta promemoria automatici almeno 5 giorni prima di ogni scadenza
    • F24 telematico: prepara i modelli F24 con anticipo e programmali per il pagamento alla data giusta
    • Professionista di fiducia: affidati a un commercialista o al CAF per non rischiare sanzioni
    • Verifica cassetto fiscale: controlla periodicamente il tuo cassetto fiscale su agenziaentrate.gov.it per eventuali comunicazioni

    Domande Frequenti sulle Scadenze Fiscali Aprile 2026

    Cosa succede se pago dopo il 16 aprile?

    Per i versamenti F24, il ritardo comporta l’applicazione di sanzioni e interessi. Puoi utilizzare il ravvedimento operoso per ridurre la sanzione: entro 14 giorni la sanzione è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo; entro 30 giorni è dell’1,5%; entro 90 giorni è dell’1,67%.

    La dichiarazione IVA si può presentare dopo il 30 aprile?

    La dichiarazione IVA presentata entro 90 giorni dalla scadenza (entro il 29 luglio 2026) è considerata “tardiva” con sanzione ridotta di 25 euro (con ravvedimento). Oltre i 90 giorni è considerata omessa.

    Quando posso inviare il 730 precompilato?

    Dal 30 aprile 2026 il 730 precompilato sarà disponibile in sola consultazione. L’invio sarà possibile indicativamente da metà maggio 2026. La scadenza per l’invio del 730 è il 30 settembre 2026.

    Come funziona la rottamazione quinquies?

    La rottamazione quinquies consente di pagare le cartelle esattoriali versando solo il capitale e le spese di notifica, senza sanzioni e interessi. La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Il pagamento può essere in unica soluzione o rateizzato fino a 18 rate trimestrali.

    Non rischiare di dimenticare una scadenza fiscale! Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutti gli adempimenti di aprile 2026. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza. Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

    Marzo 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-30 08:19:442026-03-30 08:19:44Scadenze Fiscali Aprile 2026: Il Calendario Completo
    CAF

    Scadenze Fiscali Aprile 2026: Calendario Completo per Privati e Imprese

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Mercoledì 16 Aprile 2026: La Scadenza Principale
    2. Lunedì 21 Aprile 2026: Scadenze IVA del Primo Trimestre
    3. Altre Scadenze Fiscali Importanti di Aprile 2026
    4. Scadenze per Regimi Speciali e Adempimenti Settoriali
    5. Modalità di Versamento: Modello F24 e Codici Tributo
    6. Sanzioni per Ritardato o Omesso Versamento
    7. Tabella Riepilogativa: Tutte le Scadenze di Aprile 2026
    8. Come Prepararsi alle Scadenze: Consigli Pratici

    Le **scadenze fiscali di aprile 2026** rappresentano un appuntamento cruciale per **privati**, **professionisti** e **imprese**. Questo mese concentra numerosi adempimenti: dai **versamenti IVA** alle **ritenute fiscali**, dai **contributi INPS** alle dichiarazioni periodiche. Conoscere il **calendario fiscale aprile 2026** è essenziale per evitare sanzioni e interessi di mora.

    Il mese di aprile 2026 si caratterizza per la presenza di diverse **scadenze tributarie** che coinvolgono sia i soggetti passivi IVA sia i sostituti d’imposta. In particolare, mercoledì **16 aprile 2026** è la data chiave per la maggior parte dei versamenti, mentre lunedì **21 aprile** è dedicato agli adempimenti IVA del primo trimestre.

    In questa guida completa analizziamo tutte le **scadenze fiscali aprile 2026**, suddivise per categorie: dalle imposte dirette ai contributi previdenziali, dalle comunicazioni periodiche alle dichiarazioni d’intento. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** è a disposizione per supportarti nella gestione di tutti questi adempimenti, sia in ufficio che online.

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    Mercoledì 16 Aprile 2026: La Scadenza Principale

    Il **16 aprile 2026** rappresenta la data più importante del **calendario fiscale aprile 2026**. In questo giorno convergono la maggior parte dei versamenti fiscali e contributivi relativi al mese precedente (marzo 2026). Vediamo nel dettaglio tutti gli adempimenti che scadono in questa data.

    **I versamenti da effettuare entro il 16 aprile 2026 riguardano un’ampia platea di soggetti:** dalle partite IVA ai sostituti d’imposta, dai datori di lavoro agli enti previdenziali. La complessità e la varietà degli adempimenti richiedono particolare attenzione nella compilazione del **modello F24**, lo strumento attraverso cui si effettuano la maggior parte dei versamenti tributari e contributivi.

    Ritenute alla Fonte sui Redditi di Lavoro Dipendente e Assimilati

    I **sostituti d’imposta** (datori di lavoro, committenti, enti pensionistici) devono versare le **ritenute IRPEF** operate sulle retribuzioni, sui compensi per collaborazioni coordinate e continuative, e sui redditi di lavoro autonomo corrisposti nel mese di marzo 2026.

    L’importo da versare comprende le **ritenute IRPEF**, le **addizionali regionali e comunali** eventualmente trattenute, e i **contributi previdenziali** a carico del lavoratore. Il versamento avviene tramite **modello F24** utilizzando i codici tributo specifici per ciascuna tipologia di ritenuta.

    **Esempio pratico:** Un’azienda che ha corrisposto stipendi per complessivi 50.000 euro lordi nel mese di marzo 2026, con ritenute IRPEF medie del 23%, dovrà versare circa 11.500 euro di ritenute entro il 16 aprile 2026. A questo importo vanno aggiunte le addizionali regionali e comunali eventualmente trattenute ai dipendenti.

    Per i **collaboratori coordinati e continuativi**, le ritenute si applicano con le stesse aliquote IRPEF progressive previste per i lavoratori dipendenti. La particolarità è che non sono previste detrazioni da lavoro dipendente, rendendo le ritenute generalmente più elevate a parità di compenso lordo.

    Contributi INPS: Dipendenti, Parasubordinati e Gestione Separata

    Il **16 aprile 2026** scade anche il termine per il versamento dei **contributi previdenziali INPS** relativi alle retribuzioni di marzo 2026. Questa scadenza riguarda diverse categorie di contribuenti.

    Per i **lavoratori dipendenti**, i datori di lavoro devono versare sia i contributi a carico del dipendente (già trattenuti dalla busta paga) sia la quota a carico azienda. L’aliquota complessiva varia in base al settore: per l’industria è mediamente del 33% (di cui circa 9,19% a carico del lavoratore e 23,81% a carico dell’azienda), mentre per il commercio è del 30,38%.

    I **professionisti e le partite IVA** che si avvalgono di collaboratori iscritti alla **Gestione Separata INPS** devono versare i contributi previdenziali con aliquota del 33,72% (per il 2026) per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie. Di questa percentuale, circa un terzo (33%) è a carico del collaboratore e viene trattenuta dal compenso lordo.

    **Attenzione alle sanzioni:** Il mancato o ritardato versamento dei **contributi INPS** comporta sanzioni civili calcolate in base ai tassi di interesse legale, oltre agli interessi di mora. Per un versamento effettuato con un ritardo di 30 giorni, la sanzione può raggiungere circa lo 0,4% dell’importo dovuto mensile.

    IVA Mensile: Chi Deve Versare Entro il 16 Aprile

    I contribuenti **IVA mensili** devono versare l’imposta relativa al mese di marzo 2026 entro il **16 aprile 2026**. Rientrano in questa categoria i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro per le prestazioni di servizi e 700.000 euro per le altre attività.

    L’importo da versare corrisponde alla differenza tra l’**IVA a debito** (sulle vendite/prestazioni) e l’**IVA a credito** (sugli acquisti) del mese di marzo. Se l’IVA a credito supera quella a debito, il contribuente può portare l’eccedenza in detrazione nel periodo successivo oppure chiederne il rimborso.

    **Calcolo pratico dell’IVA mensile:** Supponiamo che un’impresa abbia registrato nel marzo 2026 fatture attive per 100.000 euro (IVA al 22% = 22.000 euro) e fatture passive per 60.000 euro (IVA al 22% = 13.200 euro). L’IVA da versare sarà: 22.000 – 13.200 = 8.800 euro.

    Il versamento dell’**IVA mensile** si effettua tramite **modello F24** utilizzando il codice tributo **6001** per l’IVA dovuta sulle operazioni imponibili. È importante compilare correttamente tutti i campi del modello, indicando il mese di riferimento (marzo 2026) nel campo “anno di riferimento”.

    Lunedì 21 Aprile 2026: Scadenze IVA del Primo Trimestre

    Il **21 aprile 2026** rappresenta una data fondamentale per tutti i contribuenti **IVA trimestrali**, ovvero coloro che hanno optato per la liquidazione trimestrale dell’imposta sul valore aggiunto. Questa opzione è accessibile ai soggetti con volume d’affari non superiore a 400.000 euro per le prestazioni di servizi e 700.000 euro per le altre attività.

    La **scadenza del 21 aprile** riguarda il versamento dell’IVA relativa al **primo trimestre 2026** (gennaio-febbraio-marzo). A differenza dei contribuenti mensili, chi liquida trimestralmente deve applicare una **maggiorazione dell’1%** a titolo di interesse per il differimento del versamento. Questa maggiorazione si calcola sull’importo dell’IVA dovuta e costituisce un costo aggiuntivo da considerare nella scelta del regime di liquidazione.

    Calcolo dell’IVA Trimestrale con Maggiorazione

    Il calcolo dell’**IVA trimestrale** richiede di sommare tutte le operazioni attive e passive dei tre mesi (gennaio, febbraio, marzo 2026) e determinare il saldo finale. A questo saldo va applicata la **maggiorazione dell’1%** prevista per i versamenti trimestrali.

    **Esempio di calcolo IVA trimestrale:** Un professionista con partita IVA ha registrato nel primo trimestre 2026 le seguenti operazioni: – Gennaio: Fatture emesse 20.000 euro (IVA 4.400), acquisti 5.000 euro (IVA 1.100) – Febbraio: Fatture emesse 25.000 euro (IVA 5.500), acquisti 8.000 euro (IVA 1.760) – Marzo: Fatture emesse 22.000 euro (IVA 4.840), acquisti 6.000 euro (IVA 1.320)

    **IVA a debito totale:** 4.400 + 5.500 + 4.840 = 14.740 euro **IVA a credito totale:** 1.100 + 1.760 + 1.320 = 4.180 euro **Saldo IVA:** 14.740 – 4.180 = 10.560 euro **Maggiorazione 1%:** 10.560 × 1% = 105,60 euro **Totale da versare:** 10.560 + 105,60 = 10.665,60 euro

    La **maggiorazione dell’1%** rappresenta quindi un costo aggiuntivo che i contribuenti trimestrali devono sostenere. È importante valutare attentamente se la liquidazione trimestrale sia effettivamente conveniente rispetto a quella mensile, considerando anche i vantaggi in termini di semplificazione amministrativa.

    Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA

    Contestualmente al versamento dell’**IVA trimestrale del primo trimestre 2026**, i contribuenti devono anche predisporre i dati per la successiva **comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA**, che dovrà essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

    Questa comunicazione, introdotta dall’art. 21-bis del DL 78/2010, richiede di indicare gli importi dell’IVA delle operazioni attive e passive, le liquidazioni periodiche effettuate, i versamenti eseguiti e gli eventuali crediti. Per il **primo trimestre 2026**, la comunicazione andrà trasmessa entro la fine del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, quindi entro il 31 maggio 2026.

    I dati da comunicare includono: il totale dell’IVA sulle operazioni imponibili, l’IVA sugli acquisti detraibile, l’IVA dovuta o a credito per il periodo, eventuali crediti del trimestre precedente utilizzati in compensazione, e i versamenti effettuati. La corretta compilazione di questa comunicazione è fondamentale per evitare controlli e sanzioni da parte dell’**Agenzia delle Entrate**.

    Altre Scadenze Fiscali Importanti di Aprile 2026

    Oltre alle date principali del **16 e 21 aprile**, il **calendario fiscale aprile 2026** prevede altri adempimenti che interessano categorie specifiche di contribuenti. È importante non trascurare queste scadenze per evitare sanzioni e problemi con gli enti fiscali e previdenziali.

    Contributi INPS Artigiani e Commercianti

    Gli **artigiani e commercianti** iscritti alla **Gestione INPS** devono versare entro il **16 aprile 2026** la prima rata trimestrale dei contributi previdenziali per l’anno 2026. Questa rata viene calcolata sulla base del reddito dell’anno precedente (2025) ed è soggetta a conguaglio l’anno successivo.

    Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti è pari al **24%** del reddito d’impresa dichiarato, con un **contributo minimo annuo** dovuto anche in assenza di reddito. Il contributo minimo per il 2026 è pari a circa 4.200 euro annui (da verificare con le tabelle INPS aggiornate), da versare in quattro rate trimestrali.

    **Esempio di calcolo:** Un commerciante con reddito d’impresa 2025 di 30.000 euro dovrà versare per il 2026 contributi pari a: 30.000 × 24% = 7.200 euro annui, da suddividere in 4 rate trimestrali di 1.800 euro ciascuna. La prima rata di 1.800 euro andrà versata entro il 16 aprile 2026.

    È importante ricordare che sui redditi eccedenti il **minimale annuo** (pari a circa 17.500 euro per il 2026) si applica un’ulteriore aliquota dell’1% fino al massimale contributivo (circa 86.000 euro). Questi calcoli possono risultare complessi: il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre assistenza dedicata per la corretta determinazione dei contributi dovuti.

    INTRASTAT: Comunicazione Operazioni Intracomunitarie

    I soggetti che effettuano **operazioni intracomunitarie** (cessioni o acquisti di beni e servizi con altri Paesi UE) devono presentare i **modelli INTRASTAT** relativi al mese di marzo 2026 entro il **25 aprile 2026**.

    L’obbligo di presentazione degli elenchi **INTRASTAT** scatta al superamento di determinate soglie annuali: 50.000 euro per le cessioni intracomunitarie di beni, 100.000 euro per gli acquisti intracomunitari di beni, e 100.000 euro per le prestazioni di servizi (sia rese che ricevute) da/verso altri Stati membri dell’Unione Europea.

    I **modelli INTRASTAT** devono contenere informazioni dettagliate su ciascuna operazione: codice IVA della controparte comunitaria, valore delle operazioni, nomenclatura combinata dei beni, paese di destinazione o provenienza, natura della transazione. La trasmissione avviene esclusivamente in via telematica attraverso il sistema Entratel o Fisconline dell’**Agenzia delle Entrate**.

    **Sanzioni per omessa presentazione:** La mancata presentazione degli elenchi INTRASTAT entro i termini comporta sanzioni da 500 a 1.000 euro per ciascun elenco non presentato. Se la violazione si protrae per più di tre mesi, la sanzione può salire da 1.000 a 2.000 euro.

    Dichiarazioni d’Intento: Comunicazione all’Agenzia delle Entrate

    Gli **esportatori abituali** che intendono effettuare acquisti senza applicazione dell’IVA nel mese di aprile 2026 devono trasmettere la **dichiarazione d’intento** all’**Agenzia delle Entrate** prima di effettuare l’operazione. La comunicazione può essere inviata anche anticipatamente rispetto all’operazione.

    La **dichiarazione d’intento** è lo strumento che consente agli esportatori abituali (soggetti che nell’anno solare precedente o nei dodici mesi precedenti hanno realizzato esportazioni o operazioni assimilate per un importo superiore al 10% del volume d’affari) di acquistare beni e servizi senza pagamento dell’IVA, da utilizzare per effettuare operazioni con l’estero.

    La trasmissione telematica della dichiarazione d’intento genera un **protocollo di ricezione** che l’esportatore abituale deve consegnare al fornitore, il quale può così emettere fattura senza addebito dell’IVA. Il fornitore è tenuto a verificare la regolare presentazione della dichiarazione attraverso il servizio di consultazione online messo a disposizione dall’**Agenzia delle Entrate**.

    **Attenzione:** Se il fornitore emette fattura senza IVA in assenza di valida dichiarazione d’intento, diventa responsabile solidale per l’IVA non applicata, con conseguenti sanzioni e interessi. È quindi fondamentale che la procedura sia gestita correttamente e che tutta la documentazione sia conservata in modo appropriato.

    Scadenze per Regimi Speciali e Adempimenti Settoriali

    Il **calendario fiscale aprile 2026** include anche alcune scadenze specifiche per contribuenti che operano in **regimi speciali** o settori particolari. Anche se queste date interessano una platea più ristretta di soggetti, è importante conoscerle per chi rientra in queste categorie.

    Enti Non Commerciali e IRAP

    Gli **enti non commerciali** che esercitano anche attività commerciali devono effettuare entro il **16 aprile 2026** i versamenti relativi all’**IRAP** (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) del primo trimestre, se soggetti a versamenti periodici.

    L’**IRAP** si applica sul valore della produzione netta derivante dall’attività commerciale svolta dall’ente. L’aliquota ordinaria è del **3,9%**, ma alcune regioni hanno introdotto maggiorazioni o agevolazioni. Per gli enti non commerciali, la base imponibile IRAP si determina secondo regole particolari che tengono conto della specificità di questi soggetti.

    Gli enti non commerciali che svolgono prevalentemente attività di **assistenza sociale, beneficenza, istruzione, formazione** possono beneficiare di agevolazioni IRAP o addirittura dell’esenzione totale dall’imposta. È fondamentale verificare la propria posizione per evitare di effettuare versamenti non dovuti o, al contrario, di omettere versamenti obbligatori.

    Ritenute su Dividendi e Proventi Finanziari

    Le **società** e gli intermediari finanziari che hanno distribuito **dividendi** o corrisposto **proventi finanziari** nel mese di marzo 2026 devono versare le relative **ritenute alla fonte** entro il **16 aprile 2026**.

    La ritenuta sui dividendi distribuiti a persone fisiche residenti è del **26%** a titolo di imposta. Per i dividendi qualificati (partecipazioni superiori a determinate soglie), la ritenuta è sempre del 26% ma può essere scomputata dall’IRPEF dovuta dal percipiente, che deve includere i dividendi nella propria dichiarazione dei redditi.

    Per i **proventi finanziari** (interessi su obbligazioni, rendimenti di fondi comuni, plusvalenze da cessione di strumenti finanziari), la ritenuta standard è del **26%**. Esistono aliquote ridotte per alcune categorie di titoli: i titoli di Stato italiani ed equiparati scontano una ritenuta del **12,50%**.

    **Esempio pratico:** Una SRL ha distribuito a marzo 2026 dividendi per 50.000 euro a un socio persona fisica che detiene il 15% del capitale sociale. Dovrà versare entro il 16 aprile 2026 una ritenuta di: 50.000 × 26% = 13.000 euro. Questa ritenuta va versata con modello F24 utilizzando il codice tributo **1025** (ritenute su utili distribuiti).

    Regime Forfettario: Nessun Versamento Periodico

    I contribuenti in **regime forfettario** sono esonerati dalla maggior parte degli adempimenti periodici previsti per aprile 2026. Non devono effettuare versamenti IVA (poiché non applicano l’imposta), né liquidazioni periodiche, né comunicazioni trimestrali.

    L’unico adempimento che i **forfettari** devono rispettare è il versamento dell’**acconto** dell’imposta sostitutiva, che però ha scadenza a giugno (prima rata) e novembre (seconda rata). Durante l’anno, i forfettari non hanno obblighi di versamento mensile o trimestrale.

    Tuttavia, se il **forfettario** ha anche collaboratori o ha assunto personale dipendente, dovrà comunque rispettare le scadenze del 16 aprile 2026 per il versamento delle ritenute fiscali e dei contributi INPS relativi ai lavoratori. Inoltre, se il forfettario opera come **sostituto d’imposta** (ad esempio, corrisponde compensi ad altri professionisti), dovrà versare le ritenute applicate su quei compensi.

    Per maggiori informazioni sul **regime forfettario 2026** e su come gestire correttamente gli adempimenti, puoi consultare la nostra guida completa al regime forfettario.

    Modalità di Versamento: Modello F24 e Codici Tributo

    Tutti i **versamenti fiscali di aprile 2026** devono essere effettuati utilizzando il **modello F24**, lo strumento unificato per il pagamento di imposte, contributi e premi. È fondamentale conoscere le modalità di compilazione e i codici tributo corretti per evitare errori che potrebbero invalidare il versamento.

    Come Compilare Correttamente il Modello F24

    Il **modello F24** si articola in diverse sezioni dedicate a tipologie specifiche di versamenti: Erario (imposte erariali), Regioni (addizionali regionali), IMU e altri tributi locali, INPS (contributi previdenziali), Altri enti previdenziali.

    Per ogni versamento è necessario indicare: – **Codice tributo:** identifica la tipologia di imposta o contributo – **Anno di riferimento:** l’anno d’imposta o il periodo cui si riferisce il versamento – **Importo a debito:** la somma da versare – **Importo a credito:** eventuali crediti da compensare

    **Esempio di compilazione per IVA mensile:** – Codice tributo: **6001** (IVA mensile) – Anno di riferimento: 2026 – Periodo di riferimento: 03 (marzo) – Importo a debito: l’IVA dovuta per marzo 2026

    La compilazione del **modello F24** può essere effettuata utilizzando il software gratuito fornito dall’**Agenzia delle Entrate** oppure attraverso i servizi home banking della propria banca. È possibile anche effettuare versamenti tramite gli intermediari abilitati (commercialisti, CAF, consulenti del lavoro).

    Principali Codici Tributo per Aprile 2026

    Ecco una tabella riepilogativa dei **codici tributo** più utilizzati per le scadenze di aprile 2026:

    **IVA:** – **6001** – IVA mensile – **6032** – IVA trimestrale (con maggiorazione 1%) – **6033** – IVA mensile per contribuenti trimestrali (gennaio-febbraio)

    **Ritenute IRPEF:** – **1001** – Ritenute su redditi da lavoro dipendente – **1004** – Ritenute su redditi da lavoro autonomo – **1040** – Ritenute su redditi di lavoro autonomo occasionale

    **Contributi INPS:** – **DIPE** – Contributi dipendenti – **COAL** – Contributi co.co.co. e Gestione Separata – **CXX** – Contributi artigiani (dove XX identifica il mese) – **TXX** – Contributi commercianti (dove XX identifica il mese)

    **Altre imposte:** – **1040** – Ritenute su dividendi – **1025** – Ritenute su utili – **3800** – IRAP acconto prima rata

    È fondamentale utilizzare il **codice tributo corretto**: un errore nel codice può comportare che il versamento non venga attribuito correttamente, generando apparenti omissioni che potrebbero causare sanzioni. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre supporto nella compilazione del modello F24 per garantire la correttezza di tutti i dati.

    Compensazione dei Crediti Fiscali

    Il **modello F24** consente di utilizzare eventuali **crediti fiscali** in compensazione con i debiti da versare. Questa funzionalità permette di ridurre o azzerare l’importo da pagare utilizzando crediti IVA, IRPEF, IRES, IRAP o altri tributi.

    La **compensazione** nel modello F24 si effettua indicando l’importo del credito nella sezione “importi a credito compensati” e specificando il codice tributo del credito utilizzato. Il saldo finale (debiti meno crediti) rappresenta l’importo netto da versare o il credito residuo.

    **Limiti alla compensazione:** – Crediti IVA superiori a **5.000 euro annui** richiedono l’apposizione del visto di conformità della dichiarazione – Crediti superiori a **5.000 euro annui** per tributi diversi dall’IVA possono essere compensati solo attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate – Alcuni crediti (es. bonus edilizi) hanno regole specifiche per la compensazione

    **Esempio di compensazione:** Un’impresa deve versare IVA di marzo per 10.000 euro ma ha un credito IVA dell’anno precedente di 6.000 euro. Nel modello F24 indicherà: – Sezione Erario, codice 6001 (IVA marzo), importo a debito: 10.000 euro – Sezione Erario, codice 6099 (credito IVA anno precedente), importo a credito: 6.000 euro – Saldo da versare: 4.000 euro

    La gestione della **compensazione dei crediti** richiede particolare attenzione: errori nella compilazione possono generare segnalazioni da parte dell’**Agenzia delle Entrate** e richiedere la rettifica del versamento.

    Sanzioni per Ritardato o Omesso Versamento

    Il mancato rispetto delle **scadenze fiscali di aprile 2026** comporta l’applicazione di sanzioni e interessi che possono gravare significativamente sul contribuente. Conoscere il sistema sanzionatorio è importante per valutare la convenienza di regolarizzare eventuali omissioni attraverso il **ravvedimento operoso**.

    Sanzioni per Versamenti Tributari

    Per i **versamenti tributari** (IVA, ritenute, imposte dirette), la sanzione ordinaria per omesso o insufficiente versamento è pari al **30%** dell’importo non versato. A questa sanzione si aggiungono gli **interessi di mora** calcolati al tasso legale (attualmente al 2,5% annuo per il 2026) per ogni giorno di ritardo.

    **Esempio di calcolo sanzione:** Un contribuente omette di versare l’IVA di marzo per 5.000 euro entro il 16 aprile 2026. Se viene accertato dall’**Agenzia delle Entrate** senza ravvedimento: – Sanzione: 5.000 × 30% = 1.500 euro – Interessi (ipotizzando 180 giorni di ritardo): 5.000 × 2,5% × 180/365 = circa 62 euro – Totale da pagare: 5.000 + 1.500 + 62 = 6.562 euro

    Le sanzioni sono **ridotte** se il contribuente provvede spontaneamente alla regolarizzazione attraverso il **ravvedimento operoso** entro termini specifici. Più è rapida la regolarizzazione, minore è la sanzione applicabile.

    Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni

    Il **ravvedimento operoso** è un istituto che consente di regolarizzare spontaneamente violazioni fiscali beneficiando di sanzioni ridotte. Per i **versamenti tardivi delle scadenze di aprile 2026**, il ravvedimento può essere effettuato con le seguenti riduzioni:

    **Riduzione delle sanzioni nel ravvedimento:** – **Ravvedimento sprint** (entro 14 giorni): sanzione ridotta allo **0,1%** per ogni giorno di ritardo (es. 7 giorni = 0,7%) – **Ravvedimento breve** (dal 15° al 30° giorno): sanzione ridotta al **1,5%** – **Ravvedimento intermedio** (dal 31° al 90° giorno): sanzione ridotta al **1,67%** – **Ravvedimento lungo** (entro il termine della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione): sanzione ridotta al **3,75%** – **Ravvedimento lunghissimo** (entro il termine della dichiarazione relativa all’anno successivo): sanzione ridotta al **4,29%**

    **Esempio pratico di ravvedimento:** Se il contribuente dell’esempio precedente (5.000 euro di IVA non versata) effettua il ravvedimento dopo 20 giorni: – Sanzione ridotta: 5.000 × 1,5% = 75 euro (invece di 1.500) – Interessi (20 giorni): 5.000 × 2,5% × 20/365 = circa 7 euro – Totale da pagare: 5.000 + 75 + 7 = 5.082 euro

    Il risparmio rispetto alla sanzione ordinaria è di 1.425 euro (1.500 – 75), pari al 95% della sanzione base. Per effettuare correttamente il **ravvedimento operoso**, è necessario compilare il modello F24 indicando specifici codici tributo per sanzioni e interessi.

    Sanzioni per Contributi INPS

    Per i **contributi previdenziali**, il sistema sanzionatorio è diverso rispetto alle imposte. Il ritardo nel versamento dei contributi INPS comporta l’applicazione di **sanzioni civili** calcolate in percentuale sull’importo dovuto.

    Le **sanzioni civili INPS** sono pari: – Al **5%** dell’importo dovuto se il ritardo è contenuto entro 3 mesi – Al **7,5%** se il ritardo va oltre i 3 mesi ma non supera i 12 mesi – Al **10%** se il ritardo supera i 12 mesi

    A queste sanzioni si aggiungono gli **interessi di mora** calcolati al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti percentuali. Per il 2026, considerando il tasso BCE, gli interessi potrebbero attestarsi intorno al 7-8% annuo.

    **Particolarità dei contributi:** A differenza delle imposte, per i contributi INPS non è previsto il ravvedimento operoso. Tuttavia, è possibile presentare istanza di rateizzazione del debito contributivo, che consente di diluire il pagamento nel tempo riducendo l’impatto economico immediato.

    Il mancato pagamento dei **contributi INPS** per periodi prolungati può comportare conseguenze gravi: impossibilità di ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), necessario per partecipare a gare pubbliche e per ottenere alcune agevolazioni; rischio di iscrizione a ruolo e pignoramento; impossibilità di accedere a prestazioni previdenziali. È quindi fondamentale mantenere la regolarità contributiva.

    Tabella Riepilogativa: Tutte le Scadenze di Aprile 2026

    Per facilitare la consultazione, riassumiamo tutte le **scadenze fiscali aprile 2026** in una tabella completa che indica data, adempimento, soggetti obbligati e riferimento normativo.

    Calendario Completo Aprile 2026

    **MERCOLEDÌ 16 APRILE 2026:**

    1. **IVA mensile marzo 2026** – Contribuenti IVA mensili – Versamento IVA relativa al mese di marzo

    2. **Ritenute fiscali marzo 2026** – Sostituti d’imposta – Versamento ritenute IRPEF su redditi da lavoro dipendente, assimilati e autonomo corrisposti a marzo

    3. **Contributi INPS dipendenti marzo 2026** – Datori di lavoro – Versamento contributi previdenziali su retribuzioni marzo

    4. **Contributi Gestione Separata INPS marzo 2026** – Committenti – Versamento contributi su compensi co.co.co. e professionisti marzo

    5. **Contributi INPS artigiani/commercianti** – Artigiani e commercianti – Prima rata trimestrale contributi 2026 (minimale + eccedenza su reddito 2025)

    6. **Ritenute su dividendi e proventi marzo 2026** – Società e intermediari finanziari – Versamento ritenute su dividendi e proventi finanziari corrisposti a marzo

    7. **IRAP primo trimestre 2026** – Enti non commerciali (se soggetti a versamenti periodici) – Versamento IRAP trimestrale

    **LUNEDÌ 21 APRILE 2026:**

    1. **IVA trimestrale primo trimestre 2026** – Contribuenti IVA trimestrali – Versamento IVA gennaio-marzo con maggiorazione 1%

    2. **Liquidazione IVA primo trimestre** – Contribuenti IVA trimestrali – Elaborazione dati per comunicazione liquidazioni periodiche

    **VENERDÌ 25 APRILE 2026:**

    1. **INTRASTAT marzo 2026** – Operatori intracomunitari sopra soglia – Presentazione elenchi riepilogo operazioni intracomunitarie marzo

    2. **Dichiarazioni d’intento aprile 2026** – Esportatori abituali – Trasmissione telematica dichiarazioni d’intento per acquisti senza IVA ad aprile

    **MERCOLEDÌ 30 APRILE 2026:**

    1. **Certificazione Unica 2026** – Sostituti d’imposta – Termine ordinario per la consegna della CU ai percipienti (prorogabile)

    2. **Comunicazione liquidazioni IVA** – Tutti i contribuenti IVA (se mensili per gennaio-marzo, se trimestrali solo nota) – Predisposizione dati per trasmissione entro 31 maggio

    Questa tabella fornisce una visione d’insieme delle principali **scadenze fiscali di aprile 2026**. È importante verificare eventuali proroghe o modifiche normative che potrebbero intervenire. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** monitora costantemente gli aggiornamenti normativi per garantire ai propri clienti informazioni sempre accurate e tempestive.

    Come Prepararsi alle Scadenze: Consigli Pratici

    Affrontare le **scadenze fiscali di aprile 2026** con serenità richiede organizzazione e, quando necessario, il supporto di professionisti qualificati. Ecco alcuni consigli pratici per gestire al meglio gli adempimenti fiscali del mese.

    Organizza la Documentazione per Tempo

    Il primo passo per rispettare le **scadenze fiscali** è avere tutta la documentazione necessaria organizzata e disponibile. Per aprile 2026, assicurati di avere:

    **Per le ritenute fiscali e contributi:** – Cedolini paga di marzo 2026 con dettaglio delle ritenute operate – Prospetti contributivi INPS con importi da versare – Fatture e ricevute per compensi a collaboratori e professionisti – Documentazione di eventuali crediti contributivi da utilizzare

    **Per i versamenti IVA:** – Registri IVA vendite e acquisti aggiornati a marzo 2026 – Liquidazione IVA del mese/trimestre precedente – Eventuali crediti IVA da utilizzare in compensazione – Fatture elettroniche ricevute e emesse tramite SDI

    **Per le operazioni intracomunitarie:** – Elenco delle fatture emesse/ricevute verso/da altri Paesi UE – Codici IVA delle controparti comunitarie – Classificazione merceologica dei beni (nomenclatura combinata)

    Mantieni un **calendario fiscale** sempre aggiornato, magari utilizzando reminder digitali che ti avvisino qualche giorno prima di ciascuna scadenza. Questo ti permetterà di non farti cogliere impreparato e di avere il tempo necessario per verificare i calcoli e preparare i versamenti.

    Verifica Disponibilità Economica e Pianifica i Flussi di Cassa

    Uno degli aspetti critici delle **scadenze fiscali** è garantire la disponibilità finanziaria per effettuare i versamenti. Aprile può essere un mese particolarmente oneroso, soprattutto per chi deve versare l’IVA trimestrale oltre ai contributi ordinari.

    **Consigli per la gestione della liquidità:** – Accantona mensilmente le somme necessarie per i versamenti fiscali su un conto dedicato – Prepara un prospetto dei versamenti previsti con almeno 10 giorni di anticipo – Valuta l’utilizzo di eventuali crediti fiscali in compensazione per ridurre l’esborso – Se prevedi difficoltà, considera la possibilità di richiedere una rateizzazione INPS – Per versamenti rilevanti, verifica che il plafond della carta o i limiti di bonifico siano sufficienti

    Se ti trovi in difficoltà economiche temporanee, è meglio valutare subito le opzioni disponibili (compensazioni, rateizzazioni) piuttosto che omettere i versamenti. Le sanzioni e gli interessi possono far aumentare significativamente il debito iniziale.

    Per le **imprese**, considera che aprile rappresenta anche un mese di pianificazione per le scadenze del secondo trimestre. Una corretta programmazione finanziaria ti permette di affrontare tutti gli adempimenti senza stress e senza compromettere l’operatività aziendale.

    Affidati al CAF Centro Fiscale per una Gestione Sicura

    La complessità delle **scadenze fiscali aprile 2026** e la varietà degli adempimenti richiesti rendono spesso difficile per privati e piccole imprese gestire tutto in autonomia. Affidarsi a professionisti qualificati può fare la differenza.

    Il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre un servizio completo di assistenza fiscale che include:

    **Gestione adempimenti mensili e trimestrali:** – Calcolo e predisposizione delle liquidazioni IVA – Elaborazione cedolini paga e versamento contributi – Compilazione e invio modelli F24 – Gestione delle ritenute fiscali per sostituti d’imposta

    **Consulenza specializzata:** – Verifica della corretta classificazione fiscale e contributiva – Ottimizzazione dell’uso dei crediti fiscali in compensazione – Assistenza in caso di controlli o richieste da parte degli enti – Supporto per regolarizzazioni e ravvedimenti operosi

    **Servizio personalizzato:** – Promemoria automatici prima di ogni scadenza – Report periodici sulla situazione fiscale e contributiva – Disponibilità sia in ufficio a Udine che online per tutta Italia

    Rivolgiti al **CAF Centro Fiscale** significa avere la certezza che tutti gli adempimenti vengano gestiti correttamente e nei tempi previsti, permettendoti di concentrarti sulla tua attività senza preoccupazioni fiscali. Il nostro team di esperti monitora costantemente le novità normative e ti informa tempestivamente di eventuali cambiamenti che potrebbero riguardarti.

    Per maggiori informazioni sui nostri servizi di assistenza fiscale, consulta la nostra pagina dedicata al 730 e alle dichiarazioni dei redditi, oppure contattaci direttamente.

    Domande Frequenti sulle Scadenze Fiscali Aprile 2026

    Quali sono le scadenze fiscali più importanti di aprile 2026?

    Le scadenze fiscali più importanti di aprile 2026 sono il 16 aprile (versamento IVA mensile marzo, ritenute fiscali, contributi INPS dipendenti e artigiani/commercianti) e il 21 aprile (versamento IVA trimestrale primo trimestre con maggiorazione 1%). Entro il 25 aprile vanno presentati anche i modelli INTRASTAT per le operazioni intracomunitarie di marzo.

    Chi deve versare l’IVA entro il 16 aprile 2026?

    Devono versare l’IVA entro il 16 aprile 2026 tutti i contribuenti IVA mensili per il mese di marzo 2026. Si tratta principalmente di soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro per le prestazioni di servizi e 700.000 euro per le altre attività. I contribuenti trimestrali versano invece il 21 aprile.

    Cos’è la maggiorazione dell’1% sull’IVA trimestrale?

    La maggiorazione dell’1% è un interesse che i contribuenti IVA trimestrali devono applicare sull’importo dell’IVA dovuta per il trimestre. Si calcola sull’IVA netta da versare e rappresenta il costo del differimento rispetto ai versamenti mensili. Per esempio, su un’IVA trimestrale di 10.000 euro, la maggiorazione è di 100 euro.

    Quali sanzioni si applicano per ritardato versamento delle scadenze di aprile?

    Per i versamenti tributari, la sanzione ordinaria è del 30% dell’importo non versato, più interessi di mora. Tuttavia, con il ravvedimento operoso le sanzioni si riducono notevolmente: 0,1% al giorno per i primi 14 giorni, 1,5% dal 15° al 30° giorno, fino a un massimo del 4,29% per ravvedimenti oltre l’anno. Per i contributi INPS le sanzioni civili vanno dal 5% al 10% in base ai mesi di ritardo.

    I contribuenti in regime forfettario hanno scadenze fiscali ad aprile 2026?

    I contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla maggior parte delle scadenze di aprile 2026: non devono versare IVA né effettuare liquidazioni periodiche. Tuttavia, se hanno dipendenti o collaboratori, devono rispettare le scadenze del 16 aprile per ritenute fiscali e contributi INPS relativi ai lavoratori. I forfettari versano l’imposta sostitutiva solo a giugno e novembre.

    Come si utilizza un credito IVA in compensazione nel modello F24?

    Per utilizzare un credito IVA in compensazione, occorre indicarlo nella sezione Erario del modello F24 con il codice tributo del credito (es. 6099 per credito IVA anno precedente) nella colonna importi a credito compensati. Il sistema calcola automaticamente il saldo tra debiti e crediti. Attenzione: crediti IVA superiori a 5.000 euro richiedono il visto di conformità e possono essere compensati solo telematicamente.


    Le **scadenze fiscali di aprile 2026** richiedono attenzione, organizzazione e, quando necessario, il supporto di professionisti qualificati. Il **calendario fiscale aprile 2026** è denso di adempimenti che riguardano IVA, ritenute fiscali, contributi previdenziali e comunicazioni periodiche. Rispettare tutte le scadenze nei tempi previsti è fondamentale per evitare sanzioni, interessi di mora e problemi con gli enti fiscali e previdenziali.

    Come abbiamo visto, le date principali sono il **16 aprile** (IVA mensile, ritenute, contributi) e il **21 aprile** (IVA trimestrale), ma non vanno trascurate le scadenze specifiche per operatori intracomunitari, esportatori abituali e categorie particolari. La corretta compilazione del **modello F24**, l’utilizzo appropriato dei codici tributo e la gestione delle compensazioni richiedono competenza tecnica e conoscenza aggiornata della normativa.

    Hai bisogno di assistenza per gestire le **scadenze fiscali di aprile 2026**? Il **CAF Centro Fiscale di Udine** è a tua disposizione per supportarti in tutti gli adempimenti fiscali e contributivi, sia in ufficio che online. Il nostro team di esperti ti aiuta a calcolare gli importi corretti, compilare i modelli F24, gestire le compensazioni e rispettare tutte le scadenze senza stress. Contattaci al **0432 1638640** o scrivici su **WhatsApp al 366 6018121**.

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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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      robert poletto
      17/07/2026
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      Fantastici
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      Geanina Gaita
      16/07/2026
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      Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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      Marzo 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-24 09:20:532026-03-24 07:52:39Scadenze Fiscali Aprile 2026: Calendario Completo per Privati e Imprese
      CAF

      Calendario 730/2026: Date Scadenze e Rimborsi

      Dichiarazione dei redditi 730

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Modello 730 e Chi Deve Presentarlo
      2. Calendario Scadenze 730/2026: Tutte le Date Importanti
      3. Date Rimborsi 730/2026: Quando Arriva il Credito IRPEF
      4. 730 Precompilato vs 730 Ordinario: Differenze
      5. Novità 730/2026: Cosa Cambia Rispetto al 2025
      6. Come Calcolare il Rimborso 730: Esempi Pratici
      7. Casi Particolari: Eredi, Incapienti, Cessazione Rapporto di Lavoro
      8. Cosa Serve per Fare il 730: Documenti Necessari

      Il Modello 730/2026 rappresenta lo strumento principale per i lavoratori dipendenti e i pensionati per la dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta 2025. Conoscere il calendario 730 2026 con tutte le scadenze e le date dei rimborsi è fondamentale per pianificare correttamente gli adempimenti fiscali e sapere quando aspettarsi eventuali rimborsi IRPEF.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, analizziamo nel dettaglio tutte le date di scadenza per la compilazione e l’invio del 730/2026, il calendario completo dei rimborsi in busta paga e pensione, le novità 2026 introdotte dall’Agenzia delle Entrate e i casi particolari.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-14 15:08:352026-05-31 17:06:11Calendario 730/2026: Date Scadenze e Rimborsi
      PARTITA IVA

      Saldo IVA 16 Marzo 2026: Rateizzazione, Calcolo e Scadenze

      Il 16 marzo 2026 rappresenta una scadenza fiscale cruciale per oltre 4 milioni di partite IVA italiane: è il termine ultimo per versare il saldo IVA annuale 2025. Questa data, fissata dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 15 gennaio 2026, obbliga i contribuenti con dichiarazione IVA annuale a regolarizzare la propria posizione fiscale.

      Ma cosa succede se l’importo da versare è elevato? La normativa prevede la possibilità di rateizzare il saldo IVA fino a un massimo di 9 rate mensili, con applicazione di interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. In questa guida approfondita analizzeremo tutti gli aspetti del saldo IVA 2026: dal calcolo dell’importo dovuto alla compilazione del modello F24, dalle modalità di rateizzazione alle sanzioni per chi paga in ritardo.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo
      2. Come Calcolare il Saldo IVA: Esempio Pratico
      3. Rateizzazione del Saldo IVA: Come Funziona
      4. Calcolo Interessi sulla Rateizzazione: Formula ed Esempi
      5. Pagamento del Saldo IVA: Modello F24 e Codici Tributo
      6. Sanzioni per Versamento in Ritardo del Saldo IVA
      7. Differenza tra Saldo IVA Annuale e Versamenti Trimestrali

      Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo

      Il saldo IVA rappresenta la differenza tra l’IVA a debito (incassata sui corrispettivi) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) calcolata sull’intero anno fiscale. Per i contribuenti che presentano la dichiarazione IVA annuale, questo saldo emerge dalla compilazione del quadro VL del modello dichiarativo.

      Chi è Obbligato al Versamento

      Sono tenuti al versamento del saldo IVA entro il 16 marzo 2026:

      • Contribuenti con IVA annuale che hanno chiuso il 2025 con un debito fiscale
      • Contribuenti trimestrali speciali per il quarto trimestre 2025
      • Forfettari in regime ordinario per operazioni straordinarie soggette a IVA
      • Enti non commerciali con operazioni commerciali occasionali

      Sono esonerati dal versamento:

      • Contribuenti con saldo IVA inferiore a 10,33 euro (importo minimo versabile)
      • Contribuenti a credito IVA (possono richiedere rimborso o compensazione)
      • Regime forfettario puro senza operazioni straordinarie
      • Minimi fino a 85.000 euro di ricavi che non hanno effettuato cessioni immobiliari

      Base Normativa

      La disciplina del saldo IVA è contenuta nel DPR 633/1972 (Istituzione e disciplina dell’IVA) e successive modifiche. La scadenza del 16 marzo è stata confermata dal Decreto del Ministero dell’Economia del 15 gennaio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2026.

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      Come Calcolare il Saldo IVA: Esempio Pratico

      Il calcolo del saldo IVA annuale richiede la quadratura di tutti i dati contenuti nei registri IVA dell’anno fiscale 2025. Vediamo passo dopo passo come procedere.

      Formula di Calcolo

      Saldo IVA = IVA a debito – IVA a credito – Acconti versati

      Dove:

      • IVA a debito: totale IVA incassata sulle vendite/prestazioni dell’anno 2025
      • IVA a credito: totale IVA pagata sugli acquisti detraibili dell’anno 2025
      • Acconti versati: eventuale acconto IVA versato entro il 27 dicembre 2025 (88% del saldo IVA 2024)

      Esempio Numerico Completo

      Caso: Partita IVA individuale – Commercio al dettaglio

      VoceImporto (euro)
      IVA a debito 2025 (incassata su vendite)68.500
      IVA a credito 2025 (pagata su acquisti)52.300
      Acconto versato dicembre 202512.800
      SALDO IVA DOVUTO3.400 euro

      Calcolo dettagliato:

      68.500 (IVA a debito) – 52.300 (IVA a credito) – 12.800 (acconto) = 3.400 euro da versare

      Elementi da Considerare nel Calcolo

      • Operazioni intracomunitarie: vanno incluse nel calcolo con il meccanismo del reverse charge
      • Note di credito: riducono l’IVA a debito se emesse nel 2025
      • IVA su beni strumentali: detraibile al 100% se uso esclusivamente aziendale
      • Percentuali di detrazione: pro-rata per enti con attività miste (es. 40% detraibile)
      • Reverse charge: IVA su acquisti da non residenti va versata e contemporaneamente detratta

      È fondamentale che il calcolo del saldo IVA corrisponda esattamente al rigo VL30 della dichiarazione IVA annuale, che verrà presentata entro il 30 aprile 2026.

      Rateizzazione del Saldo IVA: Come Funziona

      La rateizzazione del saldo IVA è un’opzione prevista dall’art. 20 del DLgs 241/1997 che consente di dilazionare il pagamento fino a un massimo di 9 rate mensili. Questa possibilità rappresenta un importante strumento di liquidità per le imprese.

      Condizioni per Rateizzare

      Requisiti normativi:

      • Il saldo IVA da versare deve essere superiore a 10,33 euro
      • La prima rata deve essere versata entro la scadenza ordinaria (16 marzo 2026)
      • Le rate successive devono essere versate mensilmente entro il giorno 16 di ogni mese
      • Non sono ammesse sospensioni o interruzioni del piano di rateizzazione

      Numero di Rate Disponibili

      La normativa consente di scegliere tra:

      Numero RateUltima ScadenzaInteressi Totali (%)
      1 rata (unica soluzione)16 marzo 20260%
      2 rate16 aprile 20260,33%
      3 rate16 maggio 20260,66%
      5 rate16 luglio 20261,32%
      7 rate16 settembre 20261,98%
      9 rate (massimo)16 novembre 20262,64%

      Quando Conviene Rateizzare

      La rateizzazione conviene se:

      • L’importo del saldo IVA supera i 5.000 euro e crea difficoltà di liquidità immediate
      • Si prevede un incremento di fatturato nei mesi successivi che faciliterà il pagamento
      • Il costo degli interessi (0,33% mensile = 3,96% annuo) è inferiore al costo di un eventuale finanziamento bancario
      • Si vuole evitare di attingere a riserve di liquidità strategiche dell’azienda

      La rateizzazione NON conviene se:

      • L’importo è modesto (sotto i 2.000 euro) e gli interessi superano il beneficio della dilazione
      • Si dispone di liquidità immediata sufficiente senza intaccare il capitale circolante
      • Si ha la certezza di un credito IVA nei mesi successivi che potrebbe essere compensato

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      Calcolo Interessi sulla Rateizzazione: Formula ed Esempi

      Gli interessi sulla rateizzazione del saldo IVA sono fissati nella misura dello 0,33% mensile (equivalente al 3,96% annuo) come stabilito dal DM 21 maggio 2009. Gli interessi si applicano solo sulle rate successive alla prima.

      Formula di Calcolo degli Interessi

      Interessi per ogni rata = (Importo rata × Tasso mensile × Numero mesi trascorsi)

      Dove:

      • Importo rata: valore della singola rata (saldo totale / numero rate)
      • Tasso mensile: 0,33% (0,0033 in formula decimale)
      • Numero mesi trascorsi: dalla data di versamento della prima rata

      Esempio Pratico Completo

      Ipotesi:

      • Saldo IVA da versare: 9.000 euro
      • Numero rate scelto: 5 rate
      • Importo rata base: 9.000 / 5 = 1.800 euro

      Calcolo dettagliato per ogni rata:

      RataScadenzaImporto BaseInteressiTotale da Versare
      1a rata16 marzo 20261.800 euro0 euro1.800,00 euro
      2a rata16 aprile 20261.800 euro5,94 euro (1.800 × 0,0033 × 1)1.805,94 euro
      3a rata16 maggio 20261.800 euro11,88 euro (1.800 × 0,0033 × 2)1.811,88 euro
      4a rata16 giugno 20261.800 euro17,82 euro (1.800 × 0,0033 × 3)1.817,82 euro
      5a rata16 luglio 20261.800 euro23,76 euro (1.800 × 0,0033 × 4)1.823,76 euro
      TOTALE VERSATO59,40 euro9.059,40 euro

      Riepilogo:

      • Saldo IVA iniziale: 9.000 euro
      • Interessi totali pagati: 59,40 euro
      • Percentuale interessi sul totale: 0,66%
      • Risparmio rispetto a finanziamento bancario medio (8%): circa 660 euro

      Tabella Comparativa Costo Rateizzazione

      Saldo IVA9 Rate – Interessi Totali5 Rate – Interessi Totali3 Rate – Interessi Totali
      3.000 euro79,20 euro19,80 euro6,60 euro
      9.000 euro237,60 euro59,40 euro19,80 euro
      15.000 euro396 euro99 euro33 euro
      30.000 euro792 euro198 euro66 euro

      Pagamento del Saldo IVA: Modello F24 e Codici Tributo

      Il versamento del saldo IVA deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24 telematico, utilizzando i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate.

      Codici Tributo per il Saldo IVA

      Codice TributoDescrizioneQuando Usarlo
      6099Saldo IVAPer il versamento del saldo IVA annuale in unica soluzione o prima rata
      6099Saldo IVA – Rate successivePer le rate dalla 2a alla 9a (stesso codice, ma con campo “rateazione” compilato)
      6031Ravvedimento operoso IVAPer regolarizzare versamenti in ritardo con sanzioni ridotte

      Compilazione Modello F24 – Sezione Erario

      Dati da inserire:

      • Codice tributo: 6099
      • Anno di riferimento: 2025
      • Importi a debito versati: importo della rata (con interessi se non è la prima)
      • Codice ufficio: lasciare vuoto
      • Codice atto: lasciare vuoto

      Per le rate successive alla prima:

      • Numero rata: indicare il numero progressivo (es. 02, 03, 04…)
      • Rateazione/Regione/Prov: inserire il codice rateazione se previsto
      • Mese di riferimento: mese della scadenza (es. 03 per marzo, 04 per aprile)

      Modalità di Pagamento

      Canali disponibili:

      1. Home Banking: tramite il servizio di pagamento F24 della propria banca (il più utilizzato)
      2. Fisconline/Entratel: direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate (richiede registrazione)
      3. Intermediari abilitati: commercialisti, CAF, consulenti fiscali
      4. Sportelli bancari: presentando il modello F24 cartaceo (solo per importi sotto 1.000 euro)

      Compensazione con Crediti Fiscali

      È possibile compensare il saldo IVA con eventuali crediti fiscali disponibili:

      • Crediti IRPEF/IRES da dichiarazione dei redditi
      • Crediti contributivi INPS (solo per alcune categorie)
      • Altri tributi erariali a credito

      ATTENZIONE: La compensazione di crediti IVA superiori a 5.000 euro annui richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione IVA da parte di un professionista abilitato.

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      Sanzioni per Versamento in Ritardo del Saldo IVA

      Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative previste dal DLgs 471/1997. È tuttavia possibile ridurre significativamente le sanzioni mediante il ravvedimento operoso.

      Sanzioni Ordinarie

      Ritardo nel versamento:

      • Sanzione base: 30% dell’importo non versato (art. 13 DLgs 471/1997)
      • Riduzione a 15% se il versamento avviene entro 90 giorni dalla scadenza
      • Interessi di mora: calcolati al tasso legale annuo (attualmente 2,5% per il 2026) dal giorno successivo alla scadenza

      Omesso versamento:

      • Se il versamento non avviene entro 90 giorni: sanzione del 30% più interessi
      • Possibile iscrizione a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate
      • Eventuale pignoramento di beni mobili/immobili o conti correnti

      Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni

      Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente il versamento in ritardo con sanzioni ridotte:

      Tipo RavvedimentoTermineSanzione Ridotta
      SprintEntro 14 giorni0,1% per ogni giorno (minimo 1,4%)
      BreveEntro 30 giorni1,5% dell’importo
      IntermedioEntro 90 giorni1,67% dell’importo
      LungoEntro 1 anno3,75% dell’importo
      BiennaleEntro 2 anni4,29% dell’importo
      Oltre 2 anniOltre 2 anni (prima accertamento)5% dell’importo

      Esempio di Calcolo Ravvedimento

      Caso: Saldo IVA 5.000 euro non versato entro il 16 marzo 2026

      Scenario A – Ravvedimento sprint (versamento 25 marzo, 9 giorni di ritardo):

      • Sanzione: 5.000 × 0,1% × 9 giorni = 45 euro
      • Interessi: 5.000 × 2,5% × (9/365) = 3,08 euro
      • Totale da versare: 5.000 + 45 + 3,08 = 5.048,08 euro

      Scenario B – Ravvedimento breve (versamento 10 aprile, 25 giorni di ritardo):

      • Sanzione: 5.000 × 1,5% = 75 euro
      • Interessi: 5.000 × 2,5% × (25/365) = 8,56 euro
      • Totale da versare: 5.000 + 75 + 8,56 = 5.083,56 euro

      Scenario C – Nessun ravvedimento (sanzione ordinaria dopo 90 giorni):

      • Sanzione: 5.000 × 30% = 1.500 euro
      • Interessi: 5.000 × 2,5% × (90/365) = 30,82 euro
      • Totale da versare: 5.000 + 1.500 + 30,82 = 6.530,82 euro

      Risparmio ravvedimento sprint vs sanzione ordinaria: 1.482,74 euro (97%)

      Differenza tra Saldo IVA Annuale e Versamenti Trimestrali

      Il sistema IVA italiano prevede due diverse modalità di versamento periodico dell’imposta: il regime mensile e il regime trimestrale. Il saldo IVA annuale riguarda esclusivamente i contribuenti trimestrali.

      Contribuenti IVA Mensili

      Chi rientra:

      • Imprese con volume d’affari superiore a 700.000 euro (400.000 euro per prestazioni di servizi)
      • Soggetti che hanno optato volontariamente per la liquidazione mensile
      • Enti pubblici e soggetti istituzionali

      Modalità di versamento:

      • Liquidazione e versamento IVA ogni mese entro il giorno 16 del mese successivo
      • NON devono versare il saldo IVA annuale (hanno già versato mensilmente)
      • Eventuale conguaglio finale emerge dalla dichiarazione annuale

      Contribuenti IVA Trimestrali

      Chi rientra:

      • Imprese con volume d’affari fino a 700.000 euro (400.000 euro per servizi)
      • La maggioranza delle piccole e medie imprese italiane
      • Professionisti e lavoratori autonomi sotto soglia

      Modalità di versamento:

      • 4 versamenti trimestrali all’anno (entro 16 maggio, agosto, novembre, febbraio)
      • Maggiorazione dell’1% sull’IVA dovuta per compensare il differimento
      • Saldo annuale da versare entro il 16 marzo dell’anno successivo

      Tabella Comparativa

      AspettoRegime MensileRegime Trimestrale
      Frequenza versamenti12 volte l’anno4 volte l’anno + saldo
      ScadenzeGiorno 16 di ogni mese16 maggio, agosto, novembre, febbraio + 16 marzo (saldo)
      MaggiorazioneNessuna1% sull’IVA trimestrale
      Saldo annualeNon previstoObbligatorio entro 16 marzo
      Complessità gestionaleAlta (12 adempimenti)Media (5 adempimenti totali)
      Flusso di cassaPiù impegnativoPiù gestibile (dilazione)

      Quale Regime Conviene

      Il regime trimestrale conviene se:

      • Si ha un volume d’affari contenuto (sotto le soglie obbligatorie)
      • Si preferisce dilazionare i versamenti nel tempo
      • Il costo della maggiorazione 1% è inferiore al beneficio finanziario della dilazione

      Il regime mensile conviene se:

      • Si supera la soglia obbligatoria di volume d’affari
      • Si vuole evitare la maggiorazione dell’1%
      • Si ha una liquidità costante che consente versamenti frequenti
      • Si desidera un monitoraggio più preciso della posizione IVA

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      Il saldo IVA del 16 marzo 2026 rappresenta un appuntamento fiscale cruciale per milioni di contribuenti italiani. Pianificare per tempo il versamento, valutare l’opportunità della rateizzazione e conoscere le modalità di ravvedimento operoso può fare la differenza tra una gestione serena degli adempimenti fiscali e sanzioni evitabili.

      Ricorda che il calcolo preciso del saldo IVA richiede la corretta quadratura di tutti i dati dell’anno fiscale 2025: errori di contabilizzazione possono portare a versamenti insufficienti (con sanzioni) o eccessivi (con perdita temporanea di liquidità). Per questo motivo, affidarsi a un professionista qualificato è sempre la scelta più prudente.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella verifica del saldo IVA, nella compilazione del modello F24 e nella pianificazione della rateizzazione più conveniente per la tua situazione. I nostri esperti fiscali possono anche predisporre il ravvedimento operoso in caso di ritardi, minimizzando le sanzioni.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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      Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni.

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      Domande Frequenti sul Saldo IVA 16 Marzo 2026

      Cosa succede se non pago il saldo IVA entro il 16 marzo?

      Se non versi il saldo IVA entro il 16 marzo 2026, puoi utilizzare il ravvedimento operoso per regolarizzare. Entro 14 giorni paghi solo lo 0,1% per ogni giorno di ritardo piu gli interessi legali (2,5% annuo). Oltre i 90 giorni scatta la sanzione ordinaria del 30% dellimporto dovuto. È fondamentale agire tempestivamente per ridurre al minimo le penalita.

      Posso rateizzare il saldo IVA anche se limporto e basso?

      Sì, puoi rateizzare qualsiasi importo superiore a 10,33 euro. Tuttavia, per importi bassi (sotto i 1.000-2.000 euro) la rateizzazione potrebbe non essere conveniente: gli interessi dello 0,33% mensile si applicano su ogni rata successiva alla prima, quindi il beneficio finanziario potrebbe essere minimo rispetto al costo aggiuntivo e alla complessita gestionale di pagamenti multipli.

      Come faccio a sapere se devo versare il saldo IVA?

      Devi versare il saldo IVA se sei un contribuente trimestrale e dalla tua dichiarazione IVA annuale 2025 emerge un debito (IVA a debito superiore a IVA a credito e acconti versati). Se sei in regime mensile o forfettario puro, generalmente non devi versare il saldo. Controlla il quadro VL della tua dichiarazione IVA: se il rigo VL30 riporta un importo a debito, devi effettuare il versamento.

      Posso compensare il saldo IVA con altri crediti fiscali?

      Sì, puoi compensare il saldo IVA con crediti IRPEF, IRES o altri tributi erariali a credito utilizzando il modello F24. ATTENZIONE: se compensi crediti IVA superiori a 5.000 euro annui, devi obbligatoriamente apporre il visto di conformita sulla dichiarazione IVA tramite un commercialista o CAF abilitato. Senza il visto, la compensazione e considerata irregolare.

      La rateizzazione del saldo IVA e automatica o devo richiederla?

      La rateizzazione NON richiede domanda preventiva allAgenzia delle Entrate. È sufficiente versare la prima rata entro il 16 marzo 2026 e proseguire con le rate successive entro il giorno 16 di ogni mese. Nel modello F24 dovrai indicare il numero progressivo della rata e limporto comprensivo di interessi. Limportante e rispettare le scadenze: se salti una rata, decade lintero piano di rateizzazione.

      Quanto tempo ho per ravvedere un versamento dimenticato?

      Puoi ravvedere un versamento IVA dimenticato fino al momento in cui lAgenzia delle Entrate ti notifica un accertamento. Piu tempestivamente intervieni, minore e la sanzione: entro 14 giorni paghi solo lo 0,1% per giorno, entro 30 giorni l1,5%, entro 90 giorni l1,67%, entro 1 anno il 3,75%. La sanzione piena del 30% scatta solo se non regolarizzi entro 90 giorni e lamministrazione finanziaria ti contesta lomissione.


      Hai Bisogno di Assistenza per il Saldo IVA?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nel calcolo del saldo IVA, nella compilazione del modello F24 e nella pianificazione della rateizzazione piu conveniente. I nostri esperti fiscali possono anche predisporre il ravvedimento operoso minimizzando le sanzioni.

      I nostri servizi per le Partite IVA:

      • Calcolo preciso del saldo IVA annuale
      • Compilazione modello F24 e verifica codici tributo
      • Pianificazione rateizzazione con calcolo interessi
      • Ravvedimento operoso per versamenti in ritardo
      • Gestione completa dichiarazione IVA annuale
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        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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        Hai superato o stai per superare i 85.000 euro in regime forfettario? Scopri cosa cambia, quando esci, come gestire IVA e IRPEF nel passaggio al regime ordinario.
        Agosto 30, 2026
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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        robert poletto
        17/07/2026
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        Fantastici
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        Geanina Gaita
        16/07/2026
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        Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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        Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/BOX-IVA.png 788 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 06:49:112026-08-17 10:15:48Saldo IVA 16 Marzo 2026: Rateizzazione, Calcolo e Scadenze
        CAF

        Certificazione Unica 2026: Guida Completa alle Novità e Scadenze

        Modello 770 e certificazione unica

        La Certificazione Unica 2026 (CU 2026) è il documento fiscale che datori di lavoro, enti pensionistici e committenti devono rilasciare ai propri dipendenti, pensionati e collaboratori per attestare i redditi erogati e le ritenute fiscali operate nell’anno d’imposta 2025. La Certificazione Unica rappresenta un adempimento fondamentale del sistema fiscale italiano, essenziale per consentire ai contribuenti di presentare correttamente la dichiarazione dei redditi 2026 (modello 730 o Redditi PF).

        L’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello definitivo della Certificazione Unica 2026 con il Provvedimento del Direttore n. 8145 del 15 gennaio 2026, pubblicato il 17 gennaio 2026. Il modello CU 2026 introduce diverse novità rispetto all’anno precedente, in particolare per quanto riguarda i nuovi codici tributo, le modalità di compilazione delle somme erogate per eventi calamitosi e l’inserimento di informazioni aggiuntive relative al trattamento integrativo (ex bonus Renzi) e alle detrazioni per lavoro dipendente.

        In questa guida completa analizziamo tutte le novità della Certificazione Unica 2026, le scadenze da rispettare, le modalità di compilazione e trasmissione, i codici da utilizzare e le sanzioni previste in caso di omissione o ritardo. Che tu sia un datore di lavoro, un amministratore, un consulente del lavoro o un contribuente che deve ricevere la CU, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente questo adempimento.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è la Certificazione Unica e a Cosa Serve
        2. Scadenze Certificazione Unica 2026: Quando Va Inviata
        3. Novità Certificazione Unica 2026: Cosa Cambia
        4. Come Compilare la Certificazione Unica 2026
        5. Modalità di Trasmissione della Certificazione Unica
        6. Certificazione Unica Integrativa o Sostitutiva
        7. Sanzioni per Omissione o Ritardo
        8. Certificazione Unica e 730 Precompilato
        9. Errori Comuni e Come Evitarli
        10. Certificazione Unica per Amministratori di Condominio

        Cos’è la Certificazione Unica e a Cosa Serve

        La Certificazione Unica (CU) è un documento fiscale obbligatorio che sostituisce, dal 2015, il vecchio CUD (Certificazione Unica dei Dipendenti). La CU assolve a una duplice funzione: da un lato attesta i redditi di lavoro dipendente, autonomo e assimilati corrisposti nell’anno d’imposta precedente, dall’altro certifica le ritenute fiscali (IRPEF), i contributi previdenziali e le addizionali regionali e comunali trattenute dal sostituto d’imposta.

        La Certificazione Unica è fondamentale perché:

        • Consente al contribuente di verificare i dati da riportare nella dichiarazione dei redditi
        • Viene utilizzata dall’Agenzia delle Entrate per la predisposizione del 730 precompilato
        • Serve all’INPS per il calcolo delle prestazioni previdenziali e assistenziali
        • È richiesta dalle banche e dagli istituti di credito per la concessione di mutui e finanziamenti
        • Può essere necessaria per l’accesso a bonus e agevolazioni subordinati al reddito (come l’ISEE)

        La Certificazione Unica 2026 si riferisce ai redditi percepiti nell’anno 2025 e alle ritenute operate nello stesso periodo. Il documento viene rilasciato dal sostituto d’imposta (chi ha erogato il reddito e operato le ritenute) entro termini precisi stabiliti dalla normativa.

        Chi Deve Rilasciare la Certificazione Unica

        Sono obbligati a rilasciare la Certificazione Unica 2026:

        • Datori di lavoro privati per dipendenti e collaboratori
        • Enti pubblici per i propri dipendenti
        • Enti pensionistici (INPS, casse professionali) per i pensionati
        • Committenti che hanno erogato compensi a lavoratori autonomi occasionali o professionisti con ritenuta d’acconto
        • Condomini (tramite amministratore) per compensi a fornitori soggetti a ritenuta
        • Società che hanno erogato compensi ad amministratori, sindaci o collaboratori

        L’obbligo sussiste anche se il rapporto di lavoro è cessato durante il 2025: il datore di lavoro deve comunque rilasciare la CU per il periodo in cui il rapporto è stato attivo.

        Chi Deve Ricevere la Certificazione Unica

        Hanno diritto a ricevere la CU 2026:

        • Lavoratori dipendenti (a tempo indeterminato, determinato, part-time)
        • Pensionati
        • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)
        • Lavoratori a progetto
        • Amministratori di società
        • Percettori di prestazioni assistenziali (NASPI, indennità di disoccupazione, cassa integrazione)
        • Lavoratori autonomi occasionali che hanno subito ritenuta d’acconto
        • Professionisti che hanno ricevuto compensi con ritenuta d’acconto

        Se non hai ricevuto la CU entro le scadenze previste, è tuo diritto richiederla formalmente al datore di lavoro o committente. In caso di mancato rilascio, puoi presentare un reclamo all’Agenzia delle Entrate o rivolgerti al CAF Centro Fiscale per assistenza nella procedura.

        Scadenze Certificazione Unica 2026: Quando Va Inviata

        Le scadenze della Certificazione Unica 2026 variano a seconda del destinatario della certificazione e della modalità di trasmissione. È fondamentale rispettare questi termini per evitare sanzioni amministrative che possono essere piuttosto onerose.

        SCADENZA PRINCIPALE: 16 MARZO 2026

        La data cardine è il 16 marzo 2026, entro la quale i sostituti d’imposta devono:

        • Trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate la Certificazione Unica contenente i dati fiscali e previdenziali
        • Consegnare al percipiente (dipendente, pensionato, collaboratore) copia della Certificazione Unica

        Per i redditi esenti o con imposta non trattenuta, la scadenza di consegna al percipiente è anticipata al 28 febbraio 2026.

        Distinzione tra CU Ordinaria e CU Sinistri

        La Certificazione Unica si divide in due tipologie con scadenze diverse:

        1. CU ORDINARIA

        • Certifica i redditi da lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo occasionale
        • Scadenza trasmissione telematica: 16 marzo 2026
        • Scadenza consegna al percipiente: 16 marzo 2026 (28 febbraio per redditi esenti)

        2. CU SINISTRI

        • Certifica le somme erogate da compagnie assicurative per risarcimento danni, indennizzi, liquidazioni sinistri
        • Scadenza trasmissione telematica: 31 ottobre 2026
        • Scadenza consegna al percipiente: 31 ottobre 2026

        La distinzione è importante perché la CU Sinistri ha tempi più lunghi, permettendo alle compagnie assicurative di raccogliere e verificare tutti i dati relativi ai sinistri liquidati nell’anno.

        Tabella Riepilogativa Scadenze CU 2026

        Tipo CUDestinatarioScadenza ConsegnaScadenza Trasmissione
        CU Ordinaria (redditi imponibili)Lavoratori/pensionati16 marzo 202616 marzo 2026
        CU Ordinaria (redditi esenti)Lavoratori/pensionati28 febbraio 202616 marzo 2026
        CU SinistriAssicurati31 ottobre 202631 ottobre 2026
        CU Integrativa/SostitutivaTuttiEntro 5 giorniEntro 5 giorni

        ATTENZIONE: Se il 16 marzo 2026 cade di sabato o domenica, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

        Novità Certificazione Unica 2026: Cosa Cambia

        Il modello della Certificazione Unica 2026 presenta diverse novità rispetto alla versione 2025, introdotte per allinearsi alle modifiche normative intervenute con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e con i decreti attuativi della Riforma Fiscale. Vediamo nel dettaglio le principali innovazioni che datori di lavoro e contribuenti devono conoscere.

        1. Nuovi Codici Tributo per Detrazioni e Crediti

        Una delle novità più rilevanti della CU 2026 riguarda l’introduzione di nuovi codici per identificare specifiche tipologie di redditi, detrazioni e crediti d’imposta. Tra i principali:

        Codice 2A (Detrazione lavoro dipendente riformata)

        • Identifica la nuova detrazione per lavoratori dipendenti introdotta dalla riforma fiscale
        • Importo variabile in base al reddito complessivo (da 1.880 euro per redditi fino a 15.000 euro a 1.130 euro per redditi fino a 28.000 euro)

        Codice 27 (Trattamento integrativo riformato)

        • Sostituisce il vecchio “bonus Renzi” con il nuovo trattamento integrativo
        • Spetta ai redditi da lavoro dipendente fino a 28.000 euro
        • Importo: 1.200 euro annui (100 euro al mese)

        Codice 46 (Compensi per eventi calamitosi)

        • Nuova sezione per certificare le somme erogate a lavoratori colpiti da calamità naturali (alluvioni, terremoti)
        • Questi compensi possono godere di esenzioni fiscali previste da decreti emergenziali

        Codice 53 (Premi di risultato detassati)

        • Per i premi di produttività che godono dell’imposta sostitutiva agevolata al 5%
        • Limite massimo: 3.000 euro annui (4.000 euro se l’azienda coinvolge i lavoratori nell’organizzazione)

        Questi nuovi codici devono essere utilizzati obbligatoriamente nella compilazione della CU 2026 per garantire la corretta trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate.

        2. Sezione Dedicata agli Eventi Calamitosi

        La Certificazione Unica 2026 introduce una sezione specifica (punto 451-455 del frontespizio) dedicata alle somme erogate a seguito di eventi calamitosi. Questa novità deriva dalla necessità di tracciare correttamente le erogazioni straordinarie disposte da Regioni, Province e Comuni a favore di cittadini colpiti da:

        • Alluvioni (es. Emilia-Romagna maggio 2023, Toscana novembre 2023)
        • Terremoti (es. Centro Italia 2016, Ischia 2017)
        • Frane e dissesti idrogeologici
        • Altri eventi calamitosi riconosciuti con decreto emergenziale

        Le somme erogate a questo titolo possono essere esentasse fino a un determinato importo, a seconda delle disposizioni del singolo decreto. È fondamentale che il datore di lavoro o l’ente erogatore compili correttamente questa sezione per consentire al contribuente di beneficiare dell’esenzione in sede di dichiarazione dei redditi.

        3. Modifiche ai Dati Previdenziali

        La sezione dati previdenziali e assistenziali della CU 2026 (punti 1-50) è stata ampliata con nuovi campi per una maggiore trasparenza nei confronti dell’INPS:

        Contributi previdenziali a carico dipendente

        • Ora vanno distinti i contributi per FPLD (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti) da quelli per fondi integrativi
        • Nuovo campo per contributi a casse professionali private (es. INPS Gestione Separata per parasubordinati)

        Contributi figurativi

        • Vanno indicati separatamente i periodi di maternità, malattia, NASPI e cassa integrazione
        • Questo consente all’INPS di accreditare correttamente i contributi figurativi ai fini pensionistici

        Settimane lavorate

        • Richiesta l’indicazione precisa delle settimane effettivamente lavorate (escludendo assenze non retribuite)
        • Fondamentale per il calcolo corretto dell’anzianità contributiva

        Queste modifiche mirano a ridurre gli errori nella trasmissione dei dati previdenziali, che in passato hanno generato contenziosi tra lavoratori e INPS per contributi non riconosciuti.

        4. Aggiornamento dei Campi Detrazione Figli a Carico

        Con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale (AUU) dal marzo 2022, le detrazioni fiscali per figli a carico sono state progressivamente ridotte. La CU 2026 riflette questo cambiamento:

        Detrazioni per figli a carico (punti 261-263)

        • Restano in vigore solo per figli con età superiore a 21 anni
        • Importo: 950 euro per ogni figlio maggiorenne a carico
        • Maggiorazione di 400 euro per figli con disabilità

        Assegno Unico Universale (informativo)

        • La CU non certifica gli importi dell’Assegno Unico (che è erogato direttamente dall’INPS)
        • Tuttavia, i datori di lavoro devono indicare nel punto 270 se il dipendente ha figli minori, per consentire all’Agenzia delle Entrate di verificare la coerenza con la richiesta di AUU

        Attenzione: Molti contribuenti commettono l’errore di richiedere sia l’Assegno Unico che le detrazioni per figli minori. La CU 2026 aiuta a prevenire questa duplicazione, segnalando automaticamente le incongruenze.

        Come Compilare la Certificazione Unica 2026

        Modalità di Trasmissione della Certificazione Unica

        Certificazione Unica Integrativa o Sostitutiva: Quando Serve

        Sanzioni per Omissione o Ritardo della Certificazione Unica

        Certificazione Unica e 730 Precompilato: Il Collegamento

        Errori Comuni nella Certificazione Unica e Come Evitarli

        Certificazione Unica per Amministratori di Condominio

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla Certificazione Unica 2026

        Entro quando devo ricevere la Certificazione Unica 2026?

        Devi ricevere la Certificazione Unica 2026 entro il 16 marzo 2026 per i redditi imponibili (lavoro dipendente, pensioni) ed entro il 28 febbraio 2026 per i redditi esenti. Se il tuo datore di lavoro o ente pensionistico non te l’ha consegnata entro questi termini, puoi richiederla formalmente e, in caso di ulteriore inadempienza, segnalare la mancata consegna all’Agenzia delle Entrate.

        Cosa fare se la Certificazione Unica contiene dati errati?

        Se la tua CU contiene errori (importi sbagliati, ritenute errate, dati anagrafici non corretti), devi contattare immediatamente il datore di lavoro o l’ente che l’ha rilasciata e richiedere l’invio di una Certificazione Unica sostitutiva corretta. Il sostituto d’imposta ha l’obbligo di correggere l’errore e trasmettere la CU corretta entro 5 giorni.

        La Certificazione Unica e obbligatoria anche per i pensionati?

        Si, la Certificazione Unica e obbligatoria anche per i pensionati. L’INPS (o altro ente pensionistico) rilascia la CU che attesta l’importo della pensione erogata nel 2025 e le ritenute fiscali operate. I pensionati ricevono la CU generalmente entro fine febbraio nell’area riservata del sito INPS.

        Posso scaricare la Certificazione Unica online?

        Si, puoi scaricare la Certificazione Unica 2026 online accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Nella sezione Consultazione troverai tutte le CU che i tuoi sostituti d’imposta hanno trasmesso telematicamente. Se sei pensionato, puoi scaricare la CU anche dall’area riservata del sito INPS.

        Quanto costa farsi assistere dal CAF per la Certificazione Unica?

        Il controllo e la verifica della Certificazione Unica presso il CAF Centro Fiscale di Udine e generalmente gratuito se abbinato al servizio di compilazione del 730. Se richiedi solo la verifica della CU senza presentare la dichiarazione, il costo e contenuto (generalmente 20-30 euro).

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica della Certificazione Unica, la compilazione del 730 e la gestione di eventuali errori o integrazioni. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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        robert poletto
        17/07/2026
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        Fantastici
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        Geanina Gaita
        16/07/2026
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        Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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        Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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