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Tag Archivio per: modello F24

CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il modello F24 è il documento che ogni contribuente italiano usa per pagare tasse, imposte, contributi previdenziali e molte altre somme dovute allo Stato. Al suo interno, i codici tributo F24 sono il cuore del sistema: identificano con precisione il tipo di versamento, l’anno di riferimento e la sezione corretta del modello. Senza il codice giusto, il pagamento potrebbe essere attribuito in modo errato — con conseguenti sanzioni o richieste di chiarimento dall’Agenzia delle Entrate.

In questa guida trovi una spiegazione chiara di come funzionano i codici tributo, una tabella riassuntiva aggiornata al 2026 con i codici più utilizzati, e le istruzioni per compilare il modello F24 senza errori. Abbiamo anche analizzato le risoluzioni più recenti dell’Agenzia delle Entrate che hanno introdotto nuovi codici tributo nel corso del 2025 e 2026.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24
  2. Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi Codici
  3. Tabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026
  4. Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici Tributo
  5. Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai Campi
  6. Compensazione con il Modello F24: Come Funziona
  7. Codici Tributo per il Regime Forfettario 2026
  8. Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi Professionisti
  9. Errori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24
  10. Come Trovare il Codice Tributo Corretto
  11. Scadenze F24 del 2026: le Date da Ricordare
  12. F24 a Saldo Zero: Quando è Obbligatorio
  13. Domande Frequenti sui Codici Tributo F24

Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24

Il codice tributo è un codice alfanumerico di 4 cifre (a volte accompagnato da lettere) che identifica univocamente la natura del versamento nel modello F24. È, in pratica, il “nome” del pagamento che stai effettuando: ogni tipo di tassa, contributo o imposta ha il suo codice specifico.

Per capirne l’importanza, immagina di dover pagare l’IRPEF a saldo: senza il codice tributo corretto (1001), l’Agenzia delle Entrate non saprebbe a quale imposta applicare il tuo versamento. Lo stesso vale per l’acconto IRPEF (codice 0100), l’IVA mensile (codice 6001-6012), i contributi INPS e decine di altre voci.

I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite apposite risoluzioni. Queste risoluzioni, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale e sul portale AdE, definiscono il codice, la sezione del modello F24 in cui inserirlo, e le istruzioni operative. Nel corso del 2025-2026 sono state emesse numerose risoluzioni per nuovi adempimenti, agevolazioni fiscali e semplificazioni.

Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi Codici

Il modello F24 è suddiviso in diverse sezioni, ognuna destinata a una categoria specifica di versamenti. I codici tributo variano a seconda della sezione utilizzata:

  • Sezione ERARIO: per le imposte erariali (IRPEF, IVA, IRES, imposte sostitutive, addizionali statali). È la sezione più utilizzata dai privati e dalle partite IVA.
  • Sezione REGIONI: per l’addizionale regionale IRPEF e i tributi regionali specifici.
  • Sezione ICI/IMU: per il pagamento dell’IMU, della TASI e di altre imposte sugli immobili (codici che iniziano con 3xxx o 4xxx).
  • Sezione INPS: per i contributi previdenziali, sia dei dipendenti sia degli autonomi (regime forfettario, artigiani, commercianti).
  • Sezione Altri Enti: per versamenti a enti diversi (es. INAIL, ENPAM, Cassa Edile).

Conoscere la sezione corretta è fondamentale: inserire un codice tributo nella sezione sbagliata invalida il pagamento e può generare sanzioni.

Tabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026

Di seguito la tabella riepilogativa dei codici tributo più comuni, suddivisi per categoria di versamento:

CodiceDescrizioneSezione F24Rif. Anno
IRPEF e Imposte sui Redditi
1001IRPEF – saldoErarioAnno d’imposta
0100IRPEF – acconto prima rataErarioAnno di versamento
0200IRPEF – acconto seconda rata o acconto unicoErarioAnno di versamento
1800IRES – saldoErarioAnno d’imposta
2002IRES – acconto prima rataErarioAnno di versamento
IVA
6001-6012IVA mensile (6001 = gennaio, 6012 = dicembre)ErarioAnno d’imposta
6031-6034IVA trimestrale (6031 = I trim., 6032 = II, 6033 = III, 6034 = IV)ErarioAnno d’imposta
6099IVA – saldo annualeErarioAnno d’imposta
6013IVA – acconto dicembreErarioAnno d’imposta
Imposta Sostitutiva (Regime Forfettario)
1790Imposta sostitutiva regime forfettario – saldoErarioAnno d’imposta
1791Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rataErarioAnno di versamento
1792Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rataErarioAnno di versamento
IMU e Tributi Locali
3912IMU – abitazione principale (cat. A/1, A/8, A/9) e pertinenzeICI/IMUAnno d’imposta
3918IMU – altri fabbricatiICI/IMUAnno d’imposta
3914IMU – terreni agricoliICI/IMUAnno d’imposta
3916IMU – aree fabbricabiliICI/IMUAnno d’imposta
Contributi INPS
0901Contributi INPS artigiani – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale
0903Contributi INPS commercianti – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale
0902Contributi INPS artigiani – eccedenza sul minimaleINPSSaldo
0904Contributi INPS commercianti – eccedenza sul minimaleINPSSaldo
2521Contributi INPS gestione separata – compenso lavoro autonomoINPSAnno d’imposta
2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPSAnno di versamento
Ritenute alla Fonte
1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo e provvigioniErarioMese di riferimento
1001Ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilatiErarioMese di riferimento
1030Ritenute su redditi di lavoro dipendente (tempo determinato)ErarioMese di riferimento
Cedolare Secca
1840Cedolare secca – saldo (aliquota 21% o 10% per canone concordato)ErarioAnno d’imposta
1841Cedolare secca – acconto prima rataErarioAnno di versamento
1842Cedolare secca – acconto seconda rataErarioAnno di versamento

Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici Tributo

L’Agenzia delle Entrate emette periodicamente risoluzioni per istituire nuovi codici tributo legati a provvedimenti normativi di recente approvazione. Ogni risoluzione descrive in modo preciso il codice, la sua denominazione, la sezione F24 di riferimento e le modalità di utilizzo.

Nel corso del 2025, alcune delle risoluzioni più significative hanno riguardato:

  • Nuovi codici per la rottamazione delle cartelle: con l’introduzione delle rate della rottamazione quinquies (sanatoria dei carichi affidati all’Agente della Riscossione), sono stati istituiti specifici codici tributo da utilizzare nella sezione Erario del modello F24. Le risoluzioni AdE hanno aggiornato le istruzioni per ogni rata di pagamento.
  • Codici per la tregua fiscale e il ravvedimento speciale: nell’ambito delle misure di pace fiscale previste dalla Legge di Bilancio 2025, sono stati introdotti codici tributo dedicati per la regolarizzazione spontanea di violazioni tributarie (ravvedimento operoso speciale, concordato preventivo biennale).
  • Codici per il concordato preventivo biennale (CPB): i contribuenti che hanno aderito al CPB per gli anni 2024-2025 devono versare l’imposta sostitutiva tramite codici tributo specifici istituiti dall’AdE nel 2024-2025.
  • Codici per agevolazioni settoriali: nuovi incentivi (crediti d’imposta per investimenti, ZES unica Sud, Transizione 5.0) hanno richiesto l’istituzione di codici tributo ad hoc per il corretto utilizzo in compensazione tramite F24.

Per restare aggiornato sulle risoluzioni più recenti, ti consigliamo di consultare regolarmente la sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” del portale agenziaentrate.gov.it oppure di iscriverti alla nostra newsletter qui sopra.

Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai Campi

Compilare correttamente il modello F24 non è difficile, ma richiede attenzione ai dettagli. Ecco i campi principali da compilare nella sezione Erario (la più utilizzata):

  • Codice tributo: il codice a 4 cifre che identifica il tipo di pagamento (es. 1790 per l’imposta sostitutiva del forfettario).
  • Rateazione/Regione/Prov.: indica il numero di rata se stai pagando a rate (es. 0101 = prima rata su una, 0103 = prima rata su tre), oppure lascia vuoto se paghi in unica soluzione.
  • Anno di riferimento: l’anno a cui si riferisce il tributo. Per l’IRPEF a saldo 2025 (da pagare nel 2026) si indica 2025; per gli acconti 2026 si indica 2026.
  • Importi a debito versati: la somma che stai pagando.
  • Importi a credito compensati: eventuali crediti che stai utilizzando in compensazione.

Esempio pratico: Supponiamo che Luca, libero professionista con regime forfettario, debba pagare il saldo dell’imposta sostitutiva per il 2025 entro il 30 giugno 2026. Il suo F24 avrà:

  • Sezione: Erario
  • Codice tributo: 1790 (imposta sostitutiva forfettario – saldo)
  • Anno di riferimento: 2025
  • Importo a debito: [importo calcolato]

Compensazione con il Modello F24: Come Funziona

Una delle caratteristiche più utili del modello F24 è la possibilità di utilizzare i crediti tributari in compensazione: invece di pagare l’intero importo dovuto, puoi scalare i crediti che vanti verso il fisco (es. crediti IVA, crediti IRPEF da rimborso, crediti d’imposta per investimenti).

La compensazione funziona così:

  • Compensazione orizzontale: puoi usare un credito di un’imposta per pagarne un’altra (es. credito IVA per pagare IRPEF). Ammessa fino a 2 milioni di euro annui per i crediti fiscali (limite portato a 2 milioni dalla L. 207/2024 – Legge di Bilancio 2025).
  • Compensazione verticale: usi il credito della stessa imposta (es. IVA a credito di un periodo per compensare IVA a debito del periodo successivo).
  • Visto di conformità: per crediti superiori a 5.000 euro (IVA) o 5.000 euro (altri tributi) è obbligatorio il visto di conformità apposto da un CAF o un professionista abilitato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questo adempimento.

Attenzione: dal 2024 è obbligatorio presentare il modello F24 esclusivamente in via telematica quando si utilizza la compensazione (anche se il saldo netto è zero). Non è più possibile presentarlo in forma cartacea in questi casi.

Codici Tributo per il Regime Forfettario 2026

I contribuenti in regime forfettario hanno codici tributo specifici per il versamento dell’imposta sostitutiva (15% ordinaria, 5% per i nuovi contribuenti nei primi 5 anni). Ecco una guida pratica:

CodiceDescrizioneScadenza 2026
1790Imposta sostitutiva forfettario – saldo anno precedente30 giugno 2026 (con proroga possibile al 31 luglio con maggiorazione 0,40%)
1791Imposta sostitutiva forfettario – acconto 1ª rata (40%)30 giugno 2026
1792Imposta sostitutiva forfettario – acconto 2ª rata (60%)30 novembre 2026

Nota importante per il 2026: i contribuenti forfettari devono versare gli acconti con il metodo storico (basato sull’imposta dell’anno precedente) oppure con il metodo previsionale (basato al reddito atteso). Se hai dubbi su quale metodo conviene, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a fare il calcolo corretto e a compilare il modello F24.

Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi Professionisti

I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS versano i contributi tramite F24 con i seguenti codici:

CodiceDescrizioneSezione
2521Contributi INPS gestione separata – saldo compenso lavoro autonomoINPS
2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPS
2523Contributi INPS gestione separata – acconto seconda rataINPS

L’aliquota contributiva della Gestione Separata per il 2026 è del 26,07% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, e del 24% per i soggetti già pensionati o iscritti ad altre casse. Ricorda di indicare sempre l’anno di riferimento nel campo apposito del modello F24.

Errori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24

Gli errori più frequenti che i contribuenti commettono nel compilare il modello F24 riguardano proprio i codici tributo. Ecco i più comuni e come evitarli:

  • Codice tributo sbagliato per la sezione: inserire un codice IMU (es. 3916) nella sezione Erario invece che nella sezione ICI/IMU. Il sistema telematico di solito blocca l’operazione, ma meglio verificare prima.
  • Anno di riferimento errato: per il saldo IRPEF 2025 (da pagare nel 2026) si deve indicare 2025, non 2026. Per gli acconti 2026 si indica 2026. Confondere i due può portare a versamenti non imputati correttamente.
  • Rateazione non compilata: se si paga a rate (es. 3 rate), il campo rateazione deve riportare il codice corretto (0101 = prima rata su una, 0103 = prima di tre, 0203 = seconda di tre, ecc.).
  • Compensazione senza visto: usare crediti superiori a 5.000 euro senza il visto di conformità è sanzionabile. Rivolgiti sempre a un CAF o commercialista abilitato.
  • Inversione debito/credito: mettere l’importo nella colonna sbagliata (a debito invece di a credito, o viceversa) può causare problemi seri. Verifica sempre prima di inviare.

Come Trovare il Codice Tributo Corretto

Se non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, hai diverse opzioni:

  • Portale AdE: la sezione “F24” del sito dell’Agenzia delle Entrate contiene le istruzioni complete e la lista dei codici tributo aggiornata.
  • Software di compilazione F24: il servizio telematico dell’AdE (F24 online) propone automaticamente i codici tributo in base al tipo di versamento selezionato.
  • Risoluzione AdE di riferimento: ogni nuovo codice tributo è istituito con una risoluzione numerata. Puoi cercare la risoluzione specifica sul portale normativa dell’AdE.
  • CAF o commercialista: la soluzione più sicura. Un operatore qualificato verifica che tutto sia corretto prima dell’invio. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per la compilazione del modello F24 e la gestione delle scadenze fiscali.

Scadenze F24 del 2026: le Date da Ricordare

Oltre al codice tributo, è fondamentale rispettare le scadenze di versamento. Ecco le principali date del 2026 che interessano privati e partite IVA:

  • 16 di ogni mese: versamento ritenute, contributi INPS dipendenti, IVA mensile del mese precedente.
  • 16 marzo 2026: IVA annuale – saldo (con codice 6099).
  • 16 aprile, 16 luglio, 16 settembre, 16 dicembre 2026: IVA trimestrale (per contribuenti trimestrali).
  • 30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026 + saldo/acconto imposta sostitutiva forfettario. Possibile proroga al 31 luglio con maggiorazione 0,40%.
  • 1 dicembre 2026: secondo acconto IRPEF (ufficialmente confermato da calendario AdE).
  • 16 giugno e 16 dicembre 2026: rate IMU (acconto e saldo).

Puoi trovare il calendario completo delle scadenze fiscali di luglio 2026 nel nostro articolo dedicato: Scadenze fiscali di luglio 2026: tutte le date per privati, imprese e Partite IVA.

F24 a Saldo Zero: Quando è Obbligatorio

In alcuni casi, il modello F24 deve essere presentato anche quando il totale da versare è zero euro. Questo accade tipicamente quando si utilizza la compensazione integrale: l’importo a credito compensa completamente l’importo a debito, e il saldo finale è zero.

In questi casi:

  • Il modello F24 deve essere presentato obbligatoriamente per via telematica (non può essere presentato in forma cartacea o allo sportello bancario).
  • L’F24 a zero può essere inviato solo tramite i servizi telematici dell’AdE (Fisconline/Entratel) o tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista).
  • Le banche e Poste non accettano F24 a saldo zero.

Domande Frequenti sui Codici Tributo F24

Dove trovo la lista aggiornata dei codici tributo F24?

La lista ufficiale e aggiornata dei codici tributo è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it), nella sezione dedicata al modello F24. Ogni nuovo codice viene istituito con una risoluzione numerata che puoi consultare nella sezione “Normativa e prassi”. In alternativa, i principali software di compilazione F24 aggiornano automaticamente i codici disponibili.

Cosa succede se uso il codice tributo sbagliato?

Se hai usato un codice tributo errato, il versamento potrebbe essere imputato a un tributo diverso da quello dovuto, oppure potrebbe risultare non lavorabile da parte dell’Agenzia delle Entrate. In entrambi i casi puoi presentare una richiesta di correzione (istanza di correzione dati F24) all’Agenzia delle Entrate, allegando la documentazione che prova l’errore materiale. È consigliabile agire tempestivamente per evitare che vengano emesse cartelle esattoriali per il tributo non versato.

Posso pagare il modello F24 in banca senza essere correntista?

Sì, è possibile pagare il modello F24 cartaceo allo sportello bancario o postale anche senza essere correntista, purché il saldo da versare sia superiore a zero e non si utilizzi la compensazione. Se invece il saldo è zero (per compensazione integrale) oppure l’importo supera 1.000 euro in alcuni casi specifici, è obbligatorio il pagamento telematico.

Come funziona il codice tributo per il ravvedimento operoso?

Quando si regolarizza spontaneamente un pagamento omesso o tardivo tramite ravvedimento operoso, si usa lo stesso codice tributo del versamento originario, a cui si aggiungono ulteriori righe per gli interessi (codice tributo 1989 per interessi da ravvedimento su imposte erariali) e le sanzioni ridotte (vari codici in base al tipo di sanzione). Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare correttamente l’importo del ravvedimento e a compilare il modello F24 in modo corretto.

Qual è il codice tributo per pagare l’INPS gestione separata?

I contribuenti iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, freelance, professionisti senza cassa) usano i codici: 2521 (saldo), 2522 (acconto prima rata), 2523 (acconto seconda rata). Questi vanno inseriti nella sezione INPS del modello F24, indicando nell’apposito campo il codice sede INPS di competenza e la matricola INPS.

I nuovi codici tributo 2026 dove vengono pubblicati?

I nuovi codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite risoluzioni ufficiali, pubblicate sul portale agenziaentrate.gov.it nella sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Ogni risoluzione riporta il numero progressivo, la data di emissione, la denominazione del nuovo codice, la sezione F24 di riferimento e le istruzioni per l’utilizzo corretto. È buona pratica verificare sempre che il codice che si intende utilizzare sia quello più aggiornato, soprattutto per versamenti legati a nuovi adempimenti o agevolazioni di recente istituzione.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione del modello F24, la gestione della compensazione tributaria e l’aggiornamento sui nuovi codici tributo istituiti dall’Agenzia delle Entrate. Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, oppure contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il F24 del condominio per la ritenuta d’acconto è uno degli adempimenti fiscali più delicati che ogni amministratore di condominio deve gestire con precisione e puntualità. Quando il condominio paga un lavoratore autonomo — che sia un idraulico, un elettricista, un geometra o un avvocato — ha l’obbligo di trattenere una parte del compenso e versarla all’Agenzia delle Entrate tramite il modello F24. Si tratta della cosiddetta ritenuta d’acconto, un meccanismo che trasforma il condominio in un sostituto d’imposta.

Se sei un amministratore di condominio e ti trovi a gestire queste pratiche per la prima volta, oppure sei un condomino curioso di capire come funziona, questa guida ti spiega tutto: cos’è la ritenuta d’acconto del condominio, come si calcola, quali codici tributo usare, quando versarla e come compilare il modello F24 senza commettere errori.

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📋 Indice dei Contenuti
1. Cos’è la ritenuta d’acconto del condominio
2. Quando si applica la ritenuta d’acconto
3. Come si calcola la ritenuta d’acconto
4. Codici tributo F24 per il condominio
5. Come compilare il modello F24
6. Scadenze per il versamento della ritenuta
7. Certificazione Unica e Modello 770
8. Errori comuni da evitare
9. Domande frequenti

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Ritenuta d’Acconto del Condominio
  2. Quando si Applica la Ritenuta d’Acconto al Condominio
  3. Come si Calcola la Ritenuta d’Acconto del Condominio
  4. Codici Tributo F24 per il Condominio: la Guida Completa
  5. Come Compilare il Modello F24 per il Condominio
  6. Scadenze per il Versamento della Ritenuta d’Acconto F24
  7. Certificazione Unica e Modello 770: gli Adempimenti Annuali del Condominio
  8. Errori Comuni da Evitare nel Versamento della Ritenuta F24
  9. Domande Frequenti sul F24 del Condominio

Cos’è la Ritenuta d’Acconto del Condominio

La ritenuta d’acconto è una trattenuta fiscale che il condominio applica sui compensi pagati a determinati professionisti e lavoratori autonomi. In pratica, quando l’amministratore paga una fattura a un artigiano o a un professionista che lavora in regime ordinario, non versa l’intero importo: trattiene una percentuale e la versa direttamente all’Agenzia delle Entrate per conto del lavoratore. È come se il condominio pagasse in anticipo una parte delle imposte dovute dal professionista.

Questo meccanismo è regolato dal DPR 600/1973, articolo 25, che individua i soggetti obbligati ad operare le ritenute. Il condominio, in quanto ente che eroga compensi a lavoratori autonomi, è equiparato a un sostituto d’imposta: deve quindi trattenere la ritenuta, versarla al Fisco tramite modello F24 entro le scadenze di legge, e poi certificare l’importo trattenuto al lavoratore attraverso la Certificazione Unica (CU).

È importante sottolineare che la ritenuta d’acconto non è un costo aggiuntivo per il condominio: è semplicemente una diversa modalità di pagamento. Se la fattura è di 1.000 euro, il condominio paga 800 euro al professionista e 200 euro (la ritenuta) all’Erario. Il totale erogato è sempre 1.000 euro.

Quando si Applica la Ritenuta d’Acconto al Condominio

Non tutte le fatture che il condominio riceve sono soggette a ritenuta. Capire quando applicare la ritenuta d’acconto è fondamentale per evitare errori che possono costare sanzioni. In linea di massima, la ritenuta si applica quando il condominio paga compensi per prestazioni di lavoro autonomo, cioè servizi professionali resi da persone fisiche o da imprese individuali in regime ordinario.

Ecco le categorie di prestatori soggetti a ritenuta quando lavorano per il condominio:

  • Professionisti con partita IVA in regime ordinario: geometri, architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti, consulenti legali e tecnici
  • Lavoratori autonomi occasionali: chi effettua lavori senza partita IVA, con compensi che costituiscono reddito diverso ai sensi dell’art. 67 TUIR
  • Amministratori di condominio professionisti: quando percepiscono il compenso per la propria attività gestionale
  • Agenti e mediatori: nei casi in cui il condominio si avvalga di intermediari per locazioni di parti comuni

Attenzione: la situazione si complica con gli artigiani e le imprese. Un idraulico, un elettricista o una ditta di pulizie che emette fattura come impresa in regime ordinario IVA (società o ditta individuale con attività d’impresa) non è soggetto a ritenuta d’acconto. La ritenuta si applica solo alle prestazioni di lavoro autonomo, non a quelle di lavoro d’impresa. Per distinguere i due casi, il professionista inserisce in fattura la dicitura “prestazione soggetta a ritenuta d’acconto” se la ritenuta si applica.

Esiste però un’ulteriore categoria specifica per i condomìni: la ritenuta del 4% sulle spese di ristrutturazione pagate tramite bonifico parlante. Questa ritenuta viene operata direttamente dalla banca al momento del pagamento e non richiede alcun intervento dell’amministratore: è la banca stessa a trattenerla e versarla. Si tratta quindi di un meccanismo automatico e separato rispetto alla ritenuta d’acconto classica.

Come si Calcola la Ritenuta d’Acconto del Condominio

Il calcolo della ritenuta d’acconto per il condominio segue regole precise stabilite dalla normativa fiscale. L’aliquota applicata varia in base alla tipologia di prestazione e allo status del prestatore:

  • 20% del compenso imponibile: per le prestazioni di lavoro autonomo abituale (professionisti con partita IVA in regime ordinario)
  • 20% del compenso: per le prestazioni di lavoro autonomo occasionale (senza partita IVA)
  • 4% del corrispettivo lordo IVA inclusa: per i bonifici relativi a lavori su cui spetta detrazione fiscale (ristrutturazione, risparmio energetico) — in questo caso la trattiene direttamente la banca

La base su cui calcolare la ritenuta è il compenso al netto dell’IVA e delle spese documentate rimborsate. Se la fattura include rimborsi spese documentati (es. materiali acquistati), queste somme non rientrano nella base imponibile della ritenuta. Vediamo un esempio pratico per chiarire il concetto.

Esempio: Il condominio riceve una fattura dal geometra che ha seguito la perizia per una causa condominiale. Il geometra è iscritto all’albo e lavora in regime ordinario. La fattura è così composta:

  • Compenso professionale: 500,00 euro
  • IVA 22%: 110,00 euro
  • Ritenuta d’acconto 20%: – 100,00 euro
  • Netto da pagare al geometra: 510,00 euro
  • Da versare all’Agenzia delle Entrate tramite F24: 100,00 euro

Il geometra riceverà quindi 510 euro invece di 610 (compenso + IVA). I 100 euro trattenuti verranno versati dal condominio al Fisco tramite modello F24 entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento della fattura. Il geometra, in sede di dichiarazione dei redditi, utilizzerà la ritenuta subita come credito d’imposta.

Un caso particolare riguarda i professionisti in regime forfettario: questi soggetti sono esonerati dall’applicazione della ritenuta d’acconto. La fattura di un professionista forfettario non includerà mai la voce ritenuta, e il condominio pagherà l’intero importo indicato. Il professionista è tenuto a indicare in fattura la dicitura “operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 — Regime Forfettario: non soggetto a ritenuta d’acconto”.

Codici Tributo F24 per il Condominio: la Guida Completa

Il codice tributo è il cuore del modello F24: identifica il tipo di versamento che si sta effettuando. Usare il codice sbagliato significa rischiare che il pagamento non venga correttamente imputato, con conseguenti avvisi di irregolarità da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per il condominio, i codici tributo più rilevanti per il versamento della ritenuta d’acconto sono i seguenti:

Codice TributoDescrizioneTipo di prestazione
1040Ritenute su redditi di lavoro autonomoProfessionisti con P.IVA, geometri, avvocati, commercialisti, tecnici
1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo occasionaleLavoratori occasionali senza P.IVA (redditi art. 67 TUIR)
1001Ritenute IRPEF su redditi di lavoro dipendenteSolo se il condominio ha dipendenti (portiere, addetto pulizie con rapporto di lavoro dipendente)
1004Ritenute IRPEF su redditi assimilati al lavoro dipendenteCompensi amministratore se il rapporto è assimilato al lavoro dipendente

Il codice tributo 1040 è il più utilizzato dalla gran parte dei condomìni, perché si applica ai compensi corrisposti a professionisti e lavoratori autonomi. Nella sezione Erario del modello F24, questo codice va inserito insieme al periodo di riferimento (il mese in cui è avvenuto il pagamento) e all’anno d’imposta (di solito l’anno in cui si paga).

Per i condomìni che hanno dipendenti (ad esempio un portiere), il codice tributo 1001 riguarda le ritenute IRPEF sullo stipendio. Anche in questo caso il versamento avviene con il modello F24, entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento dello stipendio.

Come Compilare il Modello F24 per il Condominio

La compilazione del modello F24 per il versamento della ritenuta d’acconto del condominio richiede attenzione nella sezione Erario. Ecco i campi da compilare correttamente:

  • Codice fiscale del condominio: il codice fiscale del condominio stesso (non dell’amministratore). Ogni condominio deve avere il proprio codice fiscale, che si richiede all’Agenzia delle Entrate
  • Sezione Erario: qui si inseriscono le ritenute d’acconto su lavoro autonomo
  • Codice tributo: 1040 per lavoro autonomo professionale e occasionale
  • Rateazione / Regione / Prov. EC: lasciare in bianco per le ritenute
  • Anno di riferimento: l’anno in cui è stata effettuata la prestazione e il pagamento
  • Mese di riferimento: il mese in cui si è pagata la fattura (da indicare nel formato MM)
  • Importi a debito versati: l’ammontare della ritenuta da versare

Un aspetto che crea spesso confusione riguarda il codice fiscale del condominio. Molti amministratori, soprattutto dei piccoli condomìni, usano erroneamente il proprio codice fiscale personale. Questo è un errore grave: il versamento va imputato al condominio come soggetto passivo d’imposta, non all’amministratore. Se il condominio non ha ancora il codice fiscale, occorre richiederlo all’Agenzia delle Entrate con il modello AA5/6 prima di effettuare qualsiasi versamento.

Il modello F24 può essere presentato in tre modi: tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 online), tramite homebanking della propria banca, oppure — per importi inferiori a determinate soglie — in forma cartacea presso banche e uffici postali. Per i condomìni con più di una posizione debitoria mensile, il versamento telematico è fortemente consigliato perché consente anche la compensazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste gli amministratori nella compilazione e nel versamento del modello F24, garantendo la correttezza di ogni dato inserito e il rispetto delle scadenze fiscali.

Scadenze per il Versamento della Ritenuta d’Acconto F24

Le scadenze per il versamento della ritenuta d’acconto tramite F24 sono mensili e tassative. La regola generale è semplice: la ritenuta trattenuta nel mese precedente va versata entro il giorno 16 del mese successivo. Se il 16 cade di sabato o in un giorno festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile.

Mese di pagamento fatturaScadenza versamento F24
Gennaio 202616 febbraio 2026
Febbraio 202616 marzo 2026
Marzo 202616 aprile 2026
Aprile 202618 maggio 2026 (il 16 è sabato)
Maggio 202616 giugno 2026
Giugno 202616 luglio 2026
Luglio 202617 agosto 2026 (sospensione ferragosto)
Agosto 202616 settembre 2026
Settembre 202616 ottobre 2026
Ottobre 202616 novembre 2026
Novembre 202616 dicembre 2026
Dicembre 202618 gennaio 2027 (il 16 è sabato)

Esiste un’eccezione importante per il mese di agosto: i versamenti con scadenza dal 1° al 20 agosto possono essere effettuati entro il 20 agosto senza alcuna maggiorazione, oppure entro il 20 settembre con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse. Per i condomìni che pagano fatture di luglio con ritenuta da versare entro il 16 agosto, conviene pianificare il pagamento prima della chiusura estiva.

Il mancato rispetto delle scadenze F24 comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare i versamenti tardivi con sanzioni ridotte: si parte dallo 0,1% per ogni giorno di ritardo fino a 14 giorni, con le seguenti aliquote aggiornate post D.Lgs. 87/2024: 1,25% entro 30 giorni (breve), 1,39% entro 90 giorni, 3,125% entro 1 anno. Più si aspetta, più la sanzione aumenta. Rivolgersi tempestivamente al CAF Centro Fiscale di Udine consente di calcolare correttamente l’importo del ravvedimento ed evitare ulteriori complicazioni.

Certificazione Unica e Modello 770: gli Adempimenti Annuali del Condominio

Il versamento mensile della ritenuta tramite F24 non è l’unico adempimento fiscale del condominio come sostituto d’imposta. A fine anno, l’amministratore deve anche rilasciare la Certificazione Unica (CU) a tutti i professionisti a cui ha trattenuto ritenute durante l’anno, e trasmettere il Modello 770 all’Agenzia delle Entrate.

La Certificazione Unica è il documento che attesta al lavoratore autonomo l’ammontare delle ritenute subite nel corso dell’anno. È essenziale per la dichiarazione dei redditi del professionista: senza questo documento, il percipiente non può portare in detrazione le ritenute subite. La CU deve essere consegnata al lavoratore autonomo entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Per il 2025, la CU andava consegnata entro il 17 marzo 2026 (il 16 cadeva di domenica).

Il Modello 770 è invece la dichiarazione annuale del sostituto d’imposta che il condominio deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate, riepilogando tutte le ritenute operate e versate durante l’anno. La scadenza per il Modello 770 relativo all’anno 2025 è il 31 luglio 2026. Si tratta di un adempimento complesso che richiede la disponibilità di tutti i dati dei versamenti effettuati mese per mese: una buona organizzazione durante l’anno (conservare tutti i modelli F24 pagati) semplifica enormemente la compilazione del 770.

Per i condomìni con la Certificazione Unica relativa ai lavoratori autonomi, è fondamentale conoscere la distinzione tra i diversi quadri del Modello 770: il Quadro SA riguarda i compensi per lavoro autonomo professionale, mentre il Quadro SB riguarda le prestazioni occasionali. Un’ulteriore attenzione va posta per l’amministratore di condominio professionista: se percepisce il compenso come lavoratore autonomo, il condominio deve operare la ritenuta e includerlo nel 770. Se invece il rapporto è configurato come amministrazione condominiale nell’ambito di attività d’impresa, la disciplina cambia.

La gestione della Certificazione Unica per lavoratori autonomi e del Modello 770 richiede competenza tecnica e attenzione ai dettagli. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutti questi adempimenti, sia per i piccoli condomìni con poche ritenute da gestire, sia per i complessi condominiali più strutturati.

Errori Comuni da Evitare nel Versamento della Ritenuta F24

Nella pratica quotidiana della gestione condominiale, si riscontrano alcuni errori ricorrenti che possono generare problemi con l’Agenzia delle Entrate. Conoscerli in anticipo permette di evitarli e di gestire l’adempimento in modo corretto.

Il primo errore, già menzionato, è utilizzare il codice fiscale sbagliato nel modello F24. L’amministratore deve inserire il codice fiscale del condominio, non il proprio. Ogni condominio — anche un piccolo edificio di tre appartamenti — deve avere il proprio codice fiscale. Se il condominio non l’ha mai richiesto, l’amministratore deve sanare questa situazione prima di effettuare qualsiasi versamento.

Il secondo errore frequente riguarda la confusione tra lavoro autonomo e lavoro d’impresa. Come abbiamo visto, la ritenuta del 20% si applica alle prestazioni di lavoro autonomo, non alle imprese. Applicare la ritenuta a una ditta di costruzioni che emette fattura come impresa crea problemi a entrambe le parti: il professionista si ritrova con una trattenuta non dovuta che dovrà recuperare, il condominio deve correggere il versamento. Verificare sempre il regime fiscale del prestatore prima di operare la ritenuta.

Il terzo errore tipico è non verificare se il professionista è in regime forfettario. I professionisti forfettari sono esonerati dalla ritenuta (come spiegato in precedenza) e lo indicano in fattura. Applicare comunque la ritenuta a un forfettario significa ridurre ingiustamente il suo compenso. La fattura del professionista forfettario riporterà sempre la dicitura di esonero.

Altri errori comuni includono: dimenticare di versare la ritenuta (molto frequente nei condomìni piccoli dove l’amministratore è un condomino non professionista), usare il codice tributo errato (es. usare il 1001 invece del 1040), indicare un periodo di riferimento sbagliato, o — nei casi più gravi — non rilasciare la Certificazione Unica entro i termini. Ogni omissione comporta sanzioni che si aggiungono all’importo dovuto.

Una buona pratica per l’amministratore di condominio è tenere un registro delle ritenute operate durante l’anno: per ogni fattura ricevuta da un lavoratore autonomo, annotare data di pagamento, nome del percipiente, codice fiscale, compenso lordo e ritenuta operata. Questo documento semplifica enormemente la compilazione del Modello 770 a fine anno e consente di verificare in qualsiasi momento che tutti i versamenti siano stati effettuati.

Hai bisogno di assistenza per la gestione delle ritenute d’acconto del condominio e per la compilazione del modello F24? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio dedicato agli amministratori condominiali, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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Domande Frequenti sul F24 del Condominio

Il condominio deve sempre versare la ritenuta d’acconto?

Il condominio è obbligato a operare la ritenuta d’acconto solo quando paga compensi a lavoratori autonomi (professionisti con P.IVA in regime ordinario o lavoratori occasionali senza P.IVA). Non si applica ai pagamenti verso imprese (ditte, SRL, SNC) per lavori di manutenzione ordinaria, né verso professionisti in regime forfettario. Se il condominio non ha mai pagato professionisti con ritenuta, non ha l’obbligo di presentare il Modello 770.

Cosa succede se l’amministratore dimentica di versare la ritenuta entro il 16 del mese?

Il mancato versamento entro la scadenza F24 comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora. È possibile rimediare attraverso il ravvedimento operoso, che permette di versare tardivamente con sanzioni ridotte: 0,1% per ogni giorno di ritardo (fino a 14 giorni), poi 1,25% entro 30 giorni (breve), poi 1,39% entro 90 giorni (medio), poi 3,125% entro 1 anno (percentuali post riforma D.Lgs. 87/2024, in vigore dal 1° settembre 2024). Più si aspetta, più la sanzione aumenta. Meglio regolarizzare subito con l’aiuto del CAF Centro Fiscale.

Il geometra che segue la perizia condominiale è soggetto a ritenuta?

Dipende dal regime fiscale del geometra. Se il geometra ha partita IVA in regime ordinario, il condominio deve operare la ritenuta del 20% sul suo compenso (al netto dell’IVA) e versarla tramite F24 con codice tributo 1040. Se invece il geometra è in regime forfettario, non si applica alcuna ritenuta e il condominio paga l’intero importo fatturato. Il geometra indicherà sempre in fattura quale regime si applica.

Qual è la differenza tra la ritenuta del 4% sui bonifici e la ritenuta d’acconto del 20%?

Sono due meccanismi distinti. La ritenuta del 4% si applica sui bonifici bancari per lavori di ristrutturazione e risparmio energetico che danno diritto a detrazione fiscale (es. bonus casa, ecobonus): viene trattenuta automaticamente dalla banca al momento del pagamento e l’amministratore non deve fare nulla. La ritenuta d’acconto del 20% riguarda invece i compensi per prestazioni di lavoro autonomo (professionisti, consulenti) e deve essere calcolata e versata dall’amministratore tramite modello F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento.

Il compenso dell’amministratore di condominio è soggetto a ritenuta?

Sì, nella maggior parte dei casi. Se l’amministratore di condominio è un libero professionista (con P.IVA in regime ordinario), il suo compenso è soggetto alla ritenuta d’acconto del 20%. Il condominio deve trattenerla e versarla con il codice tributo 1040. Se l’amministratore è in regime forfettario, non si applica ritenuta. Se è un condomino non professionista che non riceve compenso, ovviamente la questione non si pone. In ogni caso, l’amministratore indica in fattura il trattamento fiscale applicabile.

Hai bisogno di assistenza per il versamento della ritenuta d’acconto del condominio tramite F24? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni adempimento fiscale condominiale, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: il nostro team di esperti si occuperà di tutto.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 10:23:482026-06-28 00:09:31F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto 2026
CAF

Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Calendario completo scadenze luglio 2026
  2. 16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute
  3. 16 luglio: IVA mensile giugno 2026
  4. 16 luglio: contributi INPS gestione separata
  5. 20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026
  6. 30 luglio: saldo IRPEF con maggiorazione 0,40%
  7. 30 luglio: diritto annuale CCIAA con maggiorazione
  8. Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio
  9. Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi
  10. FAQ – Domande frequenti

Il mese di luglio 2026 è uno dei periodi più impegnativi dell’anno dal punto di vista fiscale. Si concentrano in poche settimane il versamento delle ritenute IRPEF, l’IVA mensile, i contributi INPS e, soprattutto, il saldo IRPEF con maggiorazione dello 0,40% per chi ha differito il pagamento dalla scadenza del 30 giugno. A questi si aggiungono la comunicazione LIPE del secondo trimestre e il diritto annuale alla Camera di Commercio.

In questa guida completa, aggiornata alle ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato delle scadenze fiscali di luglio 2026 con date, codici tributo, importi e indicazioni pratiche per non dimenticare nessun adempimento. Se hai bisogno di assistenza per i versamenti o la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

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Calendario completo scadenze fiscali luglio 2026

Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali del mese di luglio 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Tieni presente che quando una scadenza cade di sabato o domenica, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro dipendenteDatori di lavoro, sostituti d’imposta1001
16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro autonomoCommittenti che pagano professionisti1040
16 luglioVersamento IVA mensile (giugno 2026)Contribuenti IVA mensili6006
16 luglioVersamento IVA II trimestre 2026Contribuenti IVA trimestrali6032
16 luglioContributi INPS gestione separata (rata)Committenti per collaboratoriCXX / C10
16 luglioAddizionali regionali e comunali IRPEFDatori di lavoro3802 / 3848
20 luglioLIPE – Comunicazione liquidazioni periodiche IVA (II trimestre)Soggetti passivi IVA–
25 luglioPresentazione modelli INTRASTAT (giugno o II trimestre)Operatori intracomunitari–
30 luglioSaldo IRPEF + primo acconto con maggiorazione 0,40%Chi ha differito dal 30 giugno4001 / 4033
30 luglioSaldo cedolare secca con maggiorazione 0,40%Locatori che hanno differito1842
30 luglioImposta sostitutiva regime forfettario con maggiorazione 0,40%Forfettari che hanno differito1790 / 1791
30 luglioDiritto annuale CCIAA con maggiorazione 0,40%Imprese iscritte al Registro3850
30 luglioIVIE e IVAFE con maggiorazione 0,40%Titolari immobili/attività estere4041 / 4043
31 luglioPresentazione Modello 770 (ritenute anno 2025)Sostituti d’imposta–

16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute

Il 16 luglio 2026 è la prima data cruciale del mese. Entro questo giorno, tutti i datori di lavoro e sostituti d’imposta devono effettuare il versamento delle ritenute operate nel mese di giugno sulle retribuzioni dei dipendenti e sui compensi dei lavoratori autonomi. Si tratta di un adempimento mensile ricorrente, ma è fondamentale non sottovalutarlo: i ritardi comportano sanzioni e interessi.

Le ritenute IRPEF sul lavoro dipendente si versano con il codice tributo 1001 tramite modello F24. Per i compensi ai lavoratori autonomi (ad esempio consulenti, professionisti, collaboratori occasionali), il codice tributo da utilizzare è il 1040. In entrambi i casi, il periodo di riferimento da indicare nell’F24 è “06/2026”.

Oltre alle ritenute IRPEF, il 16 luglio scadono anche le addizionali regionali e comunali trattenute in busta paga. Le addizionali regionali si versano con codice tributo 3802, mentre quelle comunali con il 3848. Ricorda che le addizionali comunali prevedono anche un eventuale acconto (codice 3847) che va versato mensilmente da marzo a novembre.

Attenzione: il versamento deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24 telematico (Entratel o Fisconline). I datori di lavoro domestici (colf e badanti) non sono sostituti d’imposta e quindi non devono effettuare queste ritenute.

16 luglio: IVA mensile giugno 2026

Sempre entro il 16 luglio, i contribuenti con liquidazione IVA mensile devono versare l’imposta risultante dalla liquidazione relativa al mese di giugno 2026. Il codice tributo è il 6006 (dove le ultime due cifre indicano il mese di riferimento: 06 = giugno).

Per i contribuenti IVA trimestrali, luglio rappresenta un mese particolarmente importante perché scade il versamento dell’IVA relativa al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno). Il codice tributo da utilizzare è il 6032. A differenza del versamento mensile, l’IVA trimestrale prevede una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, calcolata sull’importo dovuto.

Chi opera in regime forfettario è esonerato dalla liquidazione periodica IVA e quindi non ha questo adempimento. Tuttavia, i forfettari che hanno differito il pagamento dell’imposta sostitutiva dal 30 giugno dovranno versarla entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.

16 luglio: contributi INPS gestione separata

Il 16 luglio 2026 è anche il termine per il versamento dei contributi INPS alla gestione separata relativi ai compensi erogati nel mese di giugno. Questo adempimento riguarda i committenti che utilizzano collaboratori iscritti alla gestione separata INPS, ma anche i liberi professionisti senza cassa previdenziale propria.

Le aliquote contributive 2026 per la gestione separata sono:

  • 26,07% per i collaboratori non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
  • 24% per i professionisti titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata
  • 35,03% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie (per i quali è prevista anche la contribuzione DIS-COLL)

Il versamento si effettua con modello F24 utilizzando i codici tributo della serie “CXX” o “C10”. Un aspetto importante: per i collaboratori, il contributo è ripartito per 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore, ma il versamento deve essere effettuato interamente dal committente.

20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026

Entro il 20 luglio 2026 (termine ordinario, salvo proroghe), i soggetti passivi IVA devono inviare la Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al secondo trimestre (aprile-maggio-giugno 2026). Si tratta di un adempimento telematico obbligatorio introdotto dal DL 193/2016 per consentire all’Agenzia delle Entrate di incrociare i dati dichiarati con quelli effettivamente versati.

La LIPE deve essere trasmessa in via telematica tramite i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine. Nel modulo occorre indicare il totale delle operazioni attive e passive, l’IVA a debito o a credito risultante dalla liquidazione e l’eventuale credito del periodo precedente.

La mancata o tardiva presentazione della LIPE comporta una sanzione da 500 a 2.000 euro per ciascuna comunicazione. Tuttavia, se l’invio avviene entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta alla metà (da 250 a 1.000 euro). Il ravvedimento operoso permette di ridurre ulteriormente l’importo della sanzione.

30 luglio: saldo IRPEF e primo acconto con maggiorazione 0,40%

Il 30 luglio 2026 è la scadenza più importante del mese per milioni di contribuenti. Chi non ha versato il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026 entro la scadenza ordinaria del 30 giugno, può farlo entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legittimo per il differimento del pagamento di 30 giorni.

La maggiorazione dello 0,40% si applica sull’intero importo dovuto, compreso il primo acconto. In pratica, se devi versare 3.000 euro di saldo IRPEF, la maggiorazione sarà di soli 12 euro (3.000 x 0,40%). I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono:

  • 4001 – Saldo IRPEF (anno d’imposta 2025)
  • 4033 – Primo acconto IRPEF (anno d’imposta 2026)
  • 4034 – Secondo o unico acconto IRPEF (se versato con il saldo)

La stessa maggiorazione si applica anche alle imposte sostitutive che scadevano al 30 giugno. Quindi, anche i contribuenti in regime forfettario che non hanno versato al 30 giugno possono pagare entro il 30 luglio con lo 0,40% in più. I codici tributo per i forfettari sono il 1790 (saldo imposta sostitutiva) e il 1791 (primo acconto).

Consiglio pratico: se hai presentato il Modello 730 con sostituto d’imposta, il saldo e gli acconti vengono trattenuti direttamente in busta paga o dalla pensione. In quel caso, non devi fare nulla a luglio. La maggiorazione riguarda solo chi paga con F24 (Modello Redditi PF).

Per chi ha la cedolare secca sugli affitti, il 30 luglio è il termine per versare il saldo con maggiorazione utilizzando il codice tributo 1842. Anche le imposte patrimoniali sugli immobili esteri (IVIE, codice 4041) e sulle attività finanziarie estere (IVAFE, codice 4043) seguono la stessa tempistica.

30 luglio: diritto annuale Camera di Commercio con maggiorazione

Le imprese iscritte al Registro delle Imprese che non hanno versato il diritto annuale alla Camera di Commercio entro il 30 giugno, possono farlo entro il 30 luglio 2026 con la consueta maggiorazione dello 0,40%. Il diritto annuale CCIAA è un tributo obbligatorio per tutte le imprese e si versa con il codice tributo 3850 tramite modello F24.

L’importo del diritto annuale varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa. Le ditte individuali versano un importo fisso (generalmente 53 euro per le sedi principali, più eventuali maggiorazioni regionali), mentre le società pagano in base a scaglioni di fatturato. Per conoscere l’importo esatto dovuto dalla tua impresa, puoi consultare il sito della tua Camera di Commercio territoriale o rivolgerti al CAF Centro Fiscale.

Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio

Buone notizie per i datori di lavoro domestico: a luglio 2026 non ci sono scadenze per il versamento dei contributi di colf, badanti e babysitter. I contributi INPS per il lavoro domestico si versano trimestralmente con scadenze fisse:

  • 10 aprile – contributi I trimestre (gennaio-marzo)
  • 10 luglio – contributi II trimestre (aprile-giugno)
  • 10 ottobre – contributi III trimestre (luglio-settembre)
  • 10 gennaio – contributi IV trimestre (ottobre-dicembre)

La scadenza del 10 luglio per il II trimestre è già passata al momento in cui leggi questa guida (se la consulti dopo il 10 luglio). La prossima scadenza per i contributi domestici sarà il 10 ottobre 2026. Il pagamento avviene tramite il Portale dei pagamenti INPS, bollettino MAV oppure avviso pagoPA. Se hai bisogno di assistenza per calcolare l’importo dei contributi della tua colf o badante, il CAF Centro Fiscale può aiutarti.

Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi già a luglio

Anche se la scadenza per l’invio del Modello Redditi PF 2026 (relativo ai redditi 2025) è fissata al 30 novembre 2026, luglio è il momento ideale per iniziare a preparare la documentazione. Chi ha versato il saldo IRPEF con maggiorazione entro il 30 luglio ha ormai definito gli importi dovuti, e predisporre il modello in anticipo permette di evitare la corsa dell’ultimo minuto.

Il Modello Redditi PF è obbligatorio per chi non può presentare il Modello 730, ovvero:

  • Titolari di partita IVA (anche in regime forfettario)
  • Contribuenti con redditi esteri da dichiarare nel Quadro RW
  • Chi possiede criptovalute da dichiarare nel Quadro W
  • Chi ha redditi di natura diversa non gestibili nel 730
  • Contribuenti non residenti in Italia

Se hai dubbi su quale modello utilizzare o se hai bisogno di assistenza per la compilazione, puoi prenotare un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori ti guideranno nella scelta del modello più adatto e nella corretta compilazione di tutti i quadri.

FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di luglio 2026

Cosa succede se non pago l’IRPEF entro il 30 luglio con maggiorazione?

Se non versi entro il 30 luglio, il pagamento diventa tardivo e scattano le sanzioni per omesso versamento (30% dell’importo non versato, riducibile con il ravvedimento operoso). Fino al 30 luglio, invece, paghi solo lo 0,40% in più senza alcuna sanzione. Conviene quindi rispettare questa scadenza per evitare costi molto più elevati.

La maggiorazione dello 0,40% si applica anche agli acconti?

Sì, la maggiorazione dello 0,40% si applica a tutti gli importi che avevano scadenza al 30 giugno e vengono differiti al 30 luglio, compresi il saldo, il primo acconto IRPEF, l’imposta sostitutiva dei forfettari e le imposte patrimoniali estere (IVIE e IVAFE).

Devo pagare i contributi della badante a luglio?

La scadenza dei contributi INPS per colf e badanti del secondo trimestre è il 10 luglio. Se stai leggendo questa guida prima di tale data, ricordati di effettuare il pagamento. La prossima scadenza successiva sarà il 10 ottobre 2026 per il terzo trimestre.

Cos’è la LIPE e chi deve inviarla?

La LIPE (Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA) è un adempimento telematico trimestrale obbligatorio per tutti i soggetti passivi IVA. Serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle liquidazioni IVA effettuate nel trimestre. La scadenza per il secondo trimestre 2026 è il 20 luglio (salvo proroghe). Sono esonerati i contribuenti in regime forfettario e i contribuenti minimi.

Posso rateizzare il saldo IRPEF di luglio?

Sì, è possibile rateizzare il saldo IRPEF e il primo acconto. Se scegli di differire al 30 luglio con maggiorazione, puoi comunque pagare a rate. La prima rata scade il 30 luglio (con lo 0,40% sull’intero importo), e le rate successive scadono il 16 di ogni mese, con interessi del 4% annuo calcolati dal giorno del differimento. L’ultima rata non può andare oltre il 16 novembre 2026.

Entro quando devo inviare il Modello Redditi PF 2026?

Il termine per l’invio telematico del Modello Redditi PF 2026 (redditi 2025) è il 30 novembre 2026. Tuttavia, i versamenti delle imposte (saldo e acconti) hanno scadenze anticipate: 30 giugno (ordinaria) o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%). È quindi consigliabile predisporre il modello in anticipo per calcolare correttamente gli importi dovuti.

Hai bisogno di assistenza per le scadenze di luglio?

Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono numerose e complesse. Tra ritenute, IVA, contributi, maggiorazioni e comunicazioni telematiche, il rischio di dimenticare un adempimento è concreto. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti con:

  • Calcolo e versamento del saldo IRPEF con maggiorazione
  • Compilazione e invio della LIPE trimestrale
  • Predisposizione del Modello Redditi PF
  • Calcolo dei contributi INPS e consulenza previdenziale
  • Assistenza per F24 e codici tributo
Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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    Giugno 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-22 14:00:002026-04-18 10:23:27Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La proroga dei versamenti delle dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per i soggetti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e per i contribuenti in regime forfettario rappresenta uno degli appuntamenti più attesi del calendario fiscale italiano. Per l’anno d’imposta 2025, l’Agenzia delle Entrate ha confermato lo slittamento della scadenza ordinaria del 30 giugno 2026, allineandosi a quanto previsto dall’articolo 37 del D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 e dai provvedimenti attuativi.

    In questa guida completa il CAF Centro Fiscale di Udine spiega chi sono i soggetti beneficiari della proroga, quali versamenti rientrano nello slittamento, come calcolare correttamente saldo IRPEF 2025 e acconti 2026, e come gestire la rateizzazione delle imposte. Sono inclusi esempi pratici, tabelle riassuntive dei codici tributo, e una sezione dedicata agli errori più frequenti.

    La proroga non è una sanatoria né una riduzione del debito d’imposta: si tratta di uno spostamento del termine di versamento senza maggiorazioni, finalizzato a consentire ai professionisti, ai commercialisti e ai CAF di gestire i carichi di lavoro derivanti dall’avvio del Concordato Preventivo Biennale (CPB) e dagli adempimenti collegati al modello Redditi PF/SP/SC 2026.

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    Indice dei contenuti

    1. Proroga 20 luglio 2026: cosa cambia rispetto al 30 giugno
    2. Chi sono i destinatari: soggetti ISA, forfettari e minimi
    3. Il quadro normativo: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024
    4. Quali versamenti sono prorogati: elenco completo
    5. Calcolo saldo IRPEF 2025 e acconti 2026: esempi pratici
    6. Versamento dal 21 luglio al 20 agosto con maggiorazione 0,40%
    7. Rateizzazione: come pagare in rate mensili
    8. Codici tributo F24: tabella completa
    9. Casi particolari: soci, eredi, contribuenti minimi
    10. Errori piu frequenti e ravvedimento operoso
    11. Domande frequenti sulla proroga 2026

    Proroga 20 luglio 2026: cosa cambia rispetto al 30 giugno

    La scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 per il pagamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) viene posticipata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione per i contribuenti che soddisfano specifici requisiti. Si tratta di una proroga ormai strutturale, confermata anno dopo anno dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per i soggetti che applicano gli ISA e per i forfettari, in considerazione dei tempi tecnici di pubblicazione dei software dichiarativi e delle istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate.

    Cosa significa concretamente? Significa che chi rientra nell’ambito applicativo della proroga potra:

    • Versare saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 entro il 20 luglio 2026 (anziche il 30 giugno) senza maggiorazione dello 0,40%;
    • Versare entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione dello 0,40% (anziche entro il 30 luglio);
    • Avviare la rateizzazione con prima rata al 20 luglio (rate mensili successive).

    La proroga riguarda solo i versamenti, non incide invece sulla scadenza di invio telematico del modello Redditi, fissata al 31 ottobre 2026 (modello Redditi PF/SP/SC) ne sulla dichiarazione IRAP (anch’essa al 31 ottobre 2026).

    Fonte: Agenzia delle Entrate, sezione “Scadenze fiscali”; art. 17 DPR 435/2001; art. 37 D.Lgs. 13/2024.

    Chi sono i destinatari: soggetti ISA, forfettari e minimi

    La proroga al 20 luglio 2026 si applica a tre categorie principali di contribuenti:

    1. Soggetti che applicano gli ISA

    Sono interessati i contribuenti che esercitano attivita economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilita fiscale (ISA), introdotti dall’art. 9-bis del D.L. 50/2017 in sostituzione degli ex studi di settore. Rientrano nel beneficio:

    • Persone fisiche titolari di partita IVA (artigiani, commercianti, professionisti) con ricavi/compensi fino a 5.164.569 euro;
    • Societa di persone (SNC, SAS) e soggetti equiparati che applicano gli ISA;
    • Societa di capitali (SRL, SPA) che applicano gli ISA con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare;
    • Soci di societa (SAS, SNC) e collaboratori familiari per redditi attribuiti per trasparenza.

    Sono esclusi dagli ISA (e quindi non beneficiano automaticamente della proroga in quanto soggetti ISA) i contribuenti con cause di esclusione – ad esempio inizio o cessazione attivita nel periodo, periodo non coincidente con anno solare, ricavi superiori a 5.164.569 euro – salvo che rientrino in altri presupposti.

    2. Contribuenti in regime forfettario

    I contribuenti che applicano il regime forfettario ex art. 1 commi 54-89 della Legge 190/2014, pur essendo esclusi dall’applicazione degli ISA, beneficiano comunque della proroga in virtu di esplicita previsione normativa. Il limite di ricavi/compensi per il regime forfettario nel 2025 e fissato a 85.000 euro.

    3. Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)

    Anche i residui contribuenti che ancora applicano il regime dei minimi (art. 27 commi 1 e 2 del D.L. 98/2011), in scadenza al compimento del quinto anno di attivita o al compimento del 35esimo anno di eta, rientrano nella proroga al 20 luglio 2026.

    Casi di estensione della proroga

    La proroga si estende anche ai soci di societa che partecipano a soggetti ISA o forfettari, in regime di trasparenza fiscale (art. 5, 115 e 116 TUIR). In particolare:

    • Soci di SNC, SAS e societa equiparate;
    • Soci di SRL che hanno optato per la trasparenza (art. 116 TUIR);
    • Collaboratori familiari (art. 230-bis Codice Civile).

    Il quadro normativo: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024

    La proroga dei versamenti per soggetti ISA e forfettari non e una concessione estemporanea: ha radici normative chiare e progressivamente consolidate.

    Il punto di partenza: art. 17 DPR 435/2001

    La normativa di base sulle scadenze di versamento delle imposte da dichiarazione e l’articolo 17 del DPR 7 dicembre 2001 n. 435, che stabilisce due termini ordinari:

    • 30 giugno: termine ordinario senza maggiorazione;
    • 30 luglio (i 30 giorni successivi): termine con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

    Le proroghe annuali: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024

    Negli anni precedenti la proroga era disposta annualmente con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM). Dal 2024 in poi, l’articolo 37 del D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 (attuativo della delega fiscale L. 111/2023) ha previsto una proroga strutturale per i soggetti ISA e forfettari, collegandola all’avvio del Concordato Preventivo Biennale (CPB).

    In particolare, per il 2026 (anno d’imposta 2025), la proroga al 20 luglio e collegata anche all’esigenza di dare tempi adeguati per l’adesione al CPB 2025-2026, riservato proprio ai soggetti ISA e forfettari (limitatamente al periodo 2025 con applicazione dell’imposta sostitutiva ad aliquota agevolata 10-15% sull’eccedenza concordata).

    Provvedimenti applicativi 2026

    Per il 2026 la proroga e stata confermata dai consueti comunicati MEF e dalle FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito istituzionale. Si veda inoltre la circolare AdE 18/E del 2024 in materia di CPB, che richiama i termini di versamento per i soggetti aderenti.

    Riferimenti normativi: D.Lgs. 13/2024 art. 37; DPR 435/2001 art. 17; L. 111/2023 (delega fiscale); circolare AdE 18/E/2024.

    Quali versamenti sono prorogati: elenco completo

    La proroga al 20 luglio 2026 si applica a tutti i versamenti il cui termine ordinario cade il 30 giugno 2026 e che risultano dalla dichiarazione dei redditi. In particolare, rientrano nel beneficio:

    Imposte dirette

    • Saldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001) e relative addizionali regionali e comunali (codici 3801, 3844);
    • Primo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033), pari al 40% dell’imposta dovuta per il 2025 (per il regime forfettario il primo acconto e generalmente al 50% del totale acconto);
    • Saldo IRES 2025 (codice tributo 2003) per societa di capitali con esercizio solare;
    • Primo acconto IRES 2026 (codice tributo 2001);
    • Saldo e acconto IRAP 2025 (codici 3800, 3812, 3813).

    Imposta sostitutiva per il regime forfettario

    • Saldo imposta sostitutiva 2025 (aliquota 15%, oppure 5% per nuove attivita nei primi 5 anni) – codice tributo 1792;
    • Primo acconto imposta sostitutiva 2026 – codice tributo 1790;
    • Secondo acconto imposta sostitutiva 2026 – codice tributo 1791 (scadenza ordinaria 30 novembre 2026, non interessata dalla proroga di luglio).

    Imposte sostitutive e patrimoniali

    • Cedolare secca sui canoni di locazione – saldo (codice 1842) e primo acconto (codice 1840);
    • IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero) – codice 4041 saldo, 4044 primo acconto;
    • IVAFE (Imposta sul Valore delle Attivita Finanziarie all’Estero) – codice 4043 saldo, 4047 primo acconto.

    Contributi previdenziali

    La proroga si applica anche ai contributi previdenziali INPS Gestione Separata e ai contributi della Gestione Artigiani e Commercianti dovuti a saldo e primo acconto, calcolati sul reddito eccedente il minimale.

    IVA annuale

    L’IVA annuale 2025 con scadenza al 16 marzo 2026 NON e oggetto della proroga di luglio. Tuttavia, chi ha scelto di rateizzare l’IVA annuale o di posticiparla con la maggiorazione dello 0,40% mensile alla scadenza di giugno-luglio, ricade nei termini della proroga.

    VersamentoCodice tributoScadenza ordinariaScadenza prorogata
    Saldo IRPEF 2025400130/06/202620/07/2026
    Primo acconto IRPEF 2026403330/06/202620/07/2026
    Saldo imposta sost. forfettari179230/06/202620/07/2026
    Primo acconto imp. sost. forfettari179030/06/202620/07/2026
    Saldo IRES 2025200330/06/202620/07/2026
    Saldo IRAP 2025380030/06/202620/07/2026
    Cedolare secca saldo184230/06/202620/07/2026
    Addizionale regionale380130/06/202620/07/2026
    Addizionale comunale saldo384430/06/202620/07/2026

    Calcolo saldo IRPEF 2025 e acconti 2026: esempi pratici

    Vediamo come si calcolano concretamente saldo e acconti per le due principali categorie di contribuenti che beneficiano della proroga.

    Esempio 1: Artigiano con ricavi ISA

    Mario, idraulico in regime ordinario semplificato, soggetto agli ISA per il codice ATECO 43.22.01, presenta:

    • Reddito d’impresa 2025: 38.000 euro;
    • IRPEF lorda calcolata: 8.450 euro;
    • Detrazioni: 1.880 euro;
    • IRPEF netta: 6.570 euro;
    • Acconti gia versati nel 2025 (giugno + novembre): 5.940 euro.

    Calcolo:

    • Saldo IRPEF 2025 = 6.570 – 5.940 = 630 euro (codice 4001);
    • Primo acconto IRPEF 2026 = 40% di 6.570 = 2.628 euro (codice 4033);
    • Secondo acconto IRPEF 2026 = 60% di 6.570 = 3.942 euro (scadenza 30/11/2026, codice 4034).

    Totale da versare entro il 20 luglio 2026: 3.258 euro (630 + 2.628). Oppure entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione 0,40%: 3.258 + 13,03 = 3.271,03 euro.

    Esempio 2: Professionista in regime forfettario

    Laura, consulente IT, primo anno di attivita superato (non piu start-up al 5%):

    • Compensi 2025: 52.000 euro;
    • Coefficiente di redditivita (codice ATECO 62.02.00): 78%;
    • Reddito imponibile: 52.000 x 78% = 40.560 euro;
    • Contributi INPS Gestione Separata 2025 pagati: 5.200 euro;
    • Reddito imponibile netto: 40.560 – 5.200 = 35.360 euro;
    • Imposta sostitutiva 15%: 5.304 euro.

    Calcolo:

    • Saldo imposta sostitutiva 2025 = 5.304 – acconti versati nel 2025 (codice 1792);
    • Primo acconto 2026 (50% del totale) = 2.652 euro (codice 1790);
    • Secondo acconto 2026 (50%) = 2.652 euro entro il 30/11/2026 (codice 1791).

    Regola importante (acconti per forfettari): non e dovuto acconto se l’imposta sostitutiva dichiarata e inferiore a 51,65 euro; e dovuto in unica soluzione entro il 30/11 se inferiore a 257,52 euro; e dovuto in due rate (40% + 60%, oppure 50%+50% a seconda del regime) se superiore a 257,52 euro.

    Esempio 3: Socio SRL trasparente

    Giulia, socia al 50% di una SRL trasparente (art. 116 TUIR), riceve per trasparenza un reddito di partecipazione di 28.000 euro. Anche lei beneficia della proroga al 20 luglio per il versamento del saldo IRPEF e del primo acconto, in quanto socio di soggetto ISA.

    Versamento dal 21 luglio al 20 agosto con maggiorazione 0,40%

    Chi non riesce a versare entro il 20 luglio 2026 puo avvalersi della possibilita di posticipare il pagamento entro i 30 giorni successivi, cioe fino al 20 agosto 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

    La maggiorazione dello 0,40% si applica:

    • Solo sugli importi versati tra il 21 luglio e il 20 agosto 2026;
    • Su tutti i tributi della dichiarazione (IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva, addizionali, cedolare, ecc.);
    • Sui contributi INPS calcolati a saldo e primo acconto.

    Esempio di calcolo maggiorazione

    Riprendendo Mario dell’esempio 1, se versa il 5 agosto 2026 anziche il 20 luglio:

    • Importo base: 3.258 euro;
    • Maggiorazione 0,40%: 3.258 x 0,4% = 13,03 euro;
    • Totale da versare: 3.271,03 euro.

    La maggiorazione va aggiunta direttamente nel modello F24 al campo “Importi a debito versati” insieme all’importo principale. Non esiste un codice tributo separato per la maggiorazione 0,40%.

    Attenzione: Il termine del 20 agosto 2026 cade di giovedi – non c’e quindi slittamento al primo giorno lavorativo successivo. Diversamente, quando il termine cade di sabato, domenica o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo (art. 6 D.L. 330/1994).

    Rateizzazione: come pagare in rate mensili

    I contribuenti possono decidere di rateizzare gli importi a debito in rate mensili di pari importo, beneficiando comunque della proroga al 20 luglio 2026 come data della prima rata.

    Numero massimo di rate

    Le rate possono essere distribuite fino al 16 dicembre 2026, con scadenze cosi articolate:

    • 1a rata: 20 luglio 2026 (oppure 20 agosto con maggiorazione 0,40%);
    • 2a rata: 20 agosto 2026;
    • 3a rata: 16 settembre 2026;
    • 4a rata: 16 ottobre 2026;
    • 5a rata: 17 novembre 2026 (il 16 cade di lunedi – confermare il calendario ufficiale);
    • 6a rata: 16 dicembre 2026 (ultima rata possibile).

    Le rate successive alla prima sono maggiorate degli interessi nella misura del 4% annuo (DM 21/05/2009), calcolati su base mensile dal giorno successivo al primo versamento.

    Tabella interessi per rate successive

    RataScadenzaInteressi su rata
    1a20/07/20260,00%
    2a20/08/20260,33%
    3a16/09/20260,66%
    4a16/10/20260,99%
    5a16/11/20261,32%
    6a16/12/20261,65%

    Codice tributo per gli interessi da rateizzazione: 1668.

    Cosa NON si puo rateizzare

    NON sono rateizzabili: il secondo acconto IRPEF, le imposte sostitutive di IRPEF (es. ceduole secche), l’IVA annuale (gia con suo regime di rateazione separato fino al 16 dicembre).

    Codici tributo F24: tabella completa

    Per il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione 2026, ecco la tabella aggiornata dei principali codici tributo da utilizzare nel modello F24:

    CodiceDescrizioneAnno di riferimento
    4001IRPEF – saldo2025
    4033IRPEF – acconto prima rata2026
    4034IRPEF – acconto seconda rata o unica soluzione2026
    1790Imposta sost. forfettari – acconto prima rata2026
    1791Imposta sost. forfettari – acconto seconda rata2026
    1792Imposta sost. forfettari – saldo2025
    2003IRES – saldo2025
    2001IRES – acconto prima rata2026
    3800IRAP – saldo2025
    3812IRAP – acconto prima rata2026
    3801Addizionale regionale2025
    3844Addizionale comunale – saldo2025
    3843Addizionale comunale – acconto2026
    1842Cedolare secca – saldo2025
    1840Cedolare secca – acconto prima rata2026
    1668Interessi rateizzazione2026
    4041IVIE – saldo2025
    4043IVAFE – saldo2025

    Per i contributi INPS i codici sono: AP (Artigiani Saldo), AF (Artigiani Acconto), CP (Commercianti Saldo), CF (Commercianti Acconto), PXM/P10 (Gestione Separata).

    Casi particolari: soci, eredi, contribuenti minimi

    Soci di societa di persone (SNC, SAS)

    I soci di societa di persone che applicano gli ISA o sono in regime forfettario beneficiano della proroga al 20 luglio 2026 anche per le imposte dovute sui redditi attribuiti per trasparenza. Devono comunque presentare il proprio modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026.

    Eredi del contribuente deceduto

    Gli eredi di un contribuente soggetto ISA o forfettario deceduto nel 2025 beneficiano di un regime speciale di proroga: i termini di versamento e di presentazione della dichiarazione del de cuius sono prorogati di sei mesi (art. 65 DPR 600/1973). Anche la proroga al 20 luglio 2026 si applica ai versamenti dovuti dal de cuius per il 2025, salvo l’ulteriore proroga semestrale.

    Inizio o cessazione attivita nel 2025

    Chi ha iniziato o cessato l’attivita nel 2025 e generalmente escluso dagli ISA per cause oggettive. Tuttavia, ai fini della proroga al 20 luglio si guarda alla natura del contribuente (titolare di partita IVA con attivita potenzialmente assoggettata a ISA o forfettaria), quindi il beneficio si applica comunque.

    Periodo d’imposta non solare

    Le societa di capitali con esercizio non coincidente con l’anno solare (es. 1/7-30/6) seguono il termine di versamento ordinario al ultimo giorno del sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio. La proroga al 20 luglio 2026 si applica solo a chi ha esercizio solare.

    Contribuenti aderenti al CPB (Concordato Preventivo Biennale)

    I soggetti che hanno aderito al CPB per il biennio 2025-2026 (o per il singolo periodo 2025 per i forfettari) versano l’imposta sostitutiva sull’eccedenza concordata (aliquota dal 10% al 15% per soggetti ISA, 10% per forfettari) entro il 20 luglio 2026, codici tributo dedicati (4068, 4069, 4070, 4071, 4072 per soggetti ISA in base al livello di affidabilita raggiunto).

    Errori piu frequenti e ravvedimento operoso

    Vediamo i piu comuni errori commessi durante i versamenti di luglio e come correggerli tempestivamente con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997).

    Errore 1: Mancato versamento entro il 20 luglio

    Chi non versa entro il 20 agosto 2026 (con maggiorazione) e considerato in ritardo. Il ravvedimento permette di sanare con sanzioni ridotte:

    • Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione 0,1% per ogni giorno di ritardo;
    • Ravvedimento breve (entro 30 giorni): sanzione 1,5% (1/10 del 15%);
    • Ravvedimento intermedio (entro 90 giorni): sanzione 1,67% (1/9 del 15%);
    • Ravvedimento lungo (entro un anno): sanzione 3,75% (1/8 del 30%);
    • Ravvedimento ultra-annuale (entro 2 anni): sanzione 4,29% (1/7 del 30%);
    • Ravvedimento oltre 2 anni: sanzione 5% (1/6 del 30%).

    A queste sanzioni si aggiungono gli interessi al tasso legale (per il 2025 era 2%, per il 2026 da verificare dopo decreto MEF di fine 2025 – in caso di mancato aggiornamento si applica l’ultimo tasso vigente).

    Errore 2: Sbagliare il codice tributo

    Un errore comune e versare l’IRPEF con il codice della cedolare secca o viceversa. La correzione si effettua tramite il modello F24 di Variazione (codice tributo da indicare con segno meno e indicazione del codice corretto), oppure tramite richiesta di compensazione via cassetto fiscale.

    Errore 3: Calcolare l’acconto sul reddito sbagliato

    Per i forfettari l’acconto si calcola sull’imposta sostitutiva e non sul reddito imponibile. Per i soggetti ordinari si calcola sull’imposta IRPEF/IRES netta, al netto delle ritenute subite e dei crediti d’imposta. Errori comuni portano a sovraversamenti che si recuperano in compensazione orizzontale F24 negli anni successivi.

    Errore 4: Ignorare la riduzione di acconto per il primo anno

    I forfettari al primo anno di attivita possono optare per l’aliquota agevolata 5% (anziche 15%), ma in tal caso possono scegliere di NON versare alcun acconto per il periodo d’imposta successivo qualora abbiano applicato per la prima volta il regime. Verificare sempre il quadro LM del modello Redditi PF.

    Errore 5: Saltare l’addizionale regionale e comunale

    Saldo e acconto delle addizionali (codici 3801, 3844, 3843) seguono la proroga ma sono spesso dimenticati. Il software dichiarativo li calcola in automatico, ma in compilazione manuale e bene controllarli sempre.

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    Domande frequenti sulla proroga 2026

    1. La proroga vale anche per i contribuenti non titolari di partita IVA?

    No. La proroga al 20 luglio 2026 e riservata ai titolari di partita IVA che applicano gli ISA o sono in regime forfettario, ai loro soci/collaboratori e agli eredi. I lavoratori dipendenti, i pensionati e gli altri contribuenti non titolari di reddito d’impresa o lavoro autonomo applicano la scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 o quella alternativa del 30 luglio 2026 con maggiorazione 0,40%.

    2. Devo presentare la dichiarazione entro il 20 luglio?

    No. La proroga riguarda solo i versamenti. La scadenza per la presentazione telematica del modello Redditi PF, SP, SC e IRAP resta il 31 ottobre 2026.

    3. Posso compensare il debito con crediti d’imposta?

    Si, e prassi diffusa. Tramite modello F24 si possono compensare i debiti IRPEF/IRES/IRAP con crediti d’imposta disponibili (es. crediti IVA, credito 730, credito IRAP eccedente). Attenzione: la compensazione orizzontale oltre 5.000 euro richiede visto di conformita.

    4. Cosa succede se verso il 19 luglio (sabato)?

    Il 20 luglio 2026 cade di lunedi, quindi non c’e slittamento. Tuttavia, se si versa il 19 luglio (sabato) o il 18 luglio (domenica) il versamento e accettato come anticipato e valido.

    5. Sono pensionato con partita IVA aperta in regime forfettario per consulenze occasionali: beneficio della proroga?

    Si. La proroga si applica in base al regime fiscale (forfettario) e non alla qualifica anagrafica. Anche il pensionato in regime forfettario versa al 20 luglio 2026.

    6. Posso versare in compensazione tramite F24 telematico anche dopo il 20 luglio?

    Si, ma con maggiorazione 0,40% se versato tra il 21 luglio e il 20 agosto, o con ravvedimento operoso se oltre. Il termine per la compensazione e quello di versamento.

    7. La proroga si applica al diritto camerale CCIAA?

    Si. Il diritto annuale alla Camera di Commercio, codice tributo 3850, ha scadenza coincidente con il primo termine di versamento delle imposte dirette, e quindi beneficia della proroga al 20 luglio 2026 per soggetti ISA e forfettari.

    8. Ho dimenticato di versare il primo acconto: posso pagare solo il saldo?

    No. Saldo e acconto sono distinti e vanno entrambi versati. Il primo acconto va comunque pagato (puo essere ravveduto se in ritardo). In alternativa, se l’acconto era inferiore alla soglia minima (51,65 euro IRPEF) o (51,65 euro imposta sostitutiva), non era dovuto.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e contribuenti forfettari nella compilazione della dichiarazione dei redditi, nel calcolo di saldo e acconti, e nella corretta predisposizione del modello F24 con o senza compensazione di crediti d’imposta. Contattaci per fissare un appuntamento e affidare i tuoi versamenti a chi conosce nel dettaglio la disciplina degli ISA e del regime forfettario.

    Fonti consultate: art. 17 DPR 435/2001; art. 37 D.Lgs. 13/2024; L. 111/2023; circolare AdE 18/E del 17 settembre 2024; comunicati MEF su scadenze fiscali; sito ufficiale Agenzia Entrate sezione “Scadenze fiscali” e “Modello F24 codici tributo”.

    Maggio 25, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 10:25:432026-05-31 22:23:14Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari
    CAF

    F24 Semplificato e Ordinario: Differenze e Quando Usarli

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Quando devi pagare imposte o tributi con il Modello F24, la prima domanda è: quale versione usare, il F24 semplificato o l’F24 ordinario? La scelta dipende dal tipo di versamento che devi effettuare. In questa guida ti spieghiamo le differenze tra i due modelli, quando usare l’uno o l’altro e come evitare errori nella scelta.

    Per una panoramica completa sul Modello F24, consulta la nostra guida alla compilazione F24 2026.

    Indice dei contenuti

    1. F24 Semplificato: Cos’è e a Chi Serve
    2. F24 Ordinario: Cos’è e a Chi Serve
    3. Differenze Principali tra Semplificato e Ordinario
    4. Quando Usare l’F24 Semplificato
    5. Quando Usare l’F24 Ordinario
    6. F24 ELIDE: Il Terzo Modello
    7. Domande Frequenti (FAQ)

    F24 Semplificato: Cos’è e a Chi Serve

    Il F24 semplificato è una versione ridotta del Modello F24, pensata per rendere più agevoli i versamenti più comuni dei privati cittadini. È stato introdotto dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 25 giugno 2012 proprio per semplificare gli adempimenti dei contribuenti che non hanno esigenze complesse.

    Il modello semplificato ha un layout più compatto: una sola pagina con un’unica sezione per tutti i tributi (erariali, regionali, locali). Non ha sezioni separate per Erario, Regioni e IMU come l’ordinario, ma raggruppa tutto in un unico blocco con campi specifici per distinguere il tipo di versamento.

    I campi del F24 semplificato sono:

    • Sezione: indica se il tributo è erariale (ER), regionale (RG) o locale (EL)
    • Codice tributo: lo stesso codice a 4 cifre dell’F24 ordinario (vedi il nostro elenco codici tributo F24)
    • Codice ente/codice comune: il codice catastale del Comune o della Regione
    • Rateazione/mese/anno di riferimento
    • Importi a debito e importi a credito

    F24 Ordinario: Cos’è e a Chi Serve

    Il F24 ordinario è la versione completa del Modello F24, con tutte le sezioni necessarie per qualsiasi tipo di versamento. È composto da più pagine e presenta sezioni distinte:

    • Sezione Erario: per IRPEF, IRES, IVA, imposte sostitutive, ritenute d’acconto
    • Sezione Regioni: per addizionali regionali IRPEF e IRAP
    • Sezione IMU e altri tributi locali: per IMU, TASI, TARI, addizionali comunali
    • Sezione INPS: per contributi previdenziali dipendenti, gestione separata, artigiani e commercianti
    • Sezione Altri Enti previdenziali: per INAIL, casse professionali
    • Sezione Accise: per imposte su prodotti energetici

    L’F24 ordinario è indispensabile per chiunque debba versare contributi INPS, premi INAIL o effettuare compensazioni complesse tra tributi di sezioni diverse. È il modello usato da aziende, datori di lavoro, professionisti e partite IVA in regime forfettario.

    Differenze Principali tra Semplificato e Ordinario

    Ecco un confronto sintetico tra le due versioni:

    Struttura: il semplificato ha una sola sezione unificata, l’ordinario ha 6 sezioni distinte.

    Numero di pagine: il semplificato occupa una pagina, l’ordinario può richiederne più di una.

    Tributi versabili: il semplificato copre imposte erariali, regionali e locali. L’ordinario copre tutti i tributi inclusi INPS, INAIL e accise.

    Sezione INPS: assente nel semplificato, presente nell’ordinario.

    Compensazioni: il semplificato consente compensazioni tra tributi della stessa natura. L’ordinario consente compensazioni tra tributi di qualsiasi sezione (ad esempio credito IRPEF per pagare INPS).

    Destinatari principali: il semplificato è pensato per i privati cittadini. L’ordinario è necessario per aziende, partite IVA e datori di lavoro.

    Regola pratica: se devi pagare solo IMU, TARI, addizionali IRPEF o imposte da dichiarazione senza compensazioni INPS, il semplificato va benissimo. In tutti gli altri casi, usa l’ordinario.

    Quando Usare l’F24 Semplificato

    Il F24 semplificato è la scelta giusta quando devi versare:

    • IMU su immobili (seconde case, terreni, aree fabbricabili)
    • TARI (tassa sui rifiuti)
    • Addizionale regionale IRPEF e addizionale comunale IRPEF
    • IRPEF da 730 senza sostituto (quando non hai un datore di lavoro che trattiene le imposte)
    • Cedolare secca sugli affitti
    • Imposte da ravvedimento operoso per tributi locali

    In tutti questi casi il semplificato funziona perfettamente e risulta più intuitivo da compilare. Puoi pagarlo online tramite home banking, sul portale dell’Agenzia delle Entrate o allo sportello bancario/postale (nei limiti previsti).

    Quando Usare l’F24 Ordinario

    L’F24 ordinario è necessario (e talvolta obbligatorio) quando devi versare:

    • Contributi INPS: dipendenti (DM10), gestione separata (PXX, RC01), artigiani e commercianti (AF, CF)
    • Premi INAIL: assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
    • Compensazioni complesse: quando usi un credito di un tributo erariale (es. IRPEF) per pagare un tributo previdenziale (es. INPS) o viceversa
    • F24 a zero con compensazioni tra sezioni diverse
    • Ritenute d’acconto: versate dal datore di lavoro o dal committente
    • IVA: versamenti periodici e annuali
    • IRAP: versata da imprese e professionisti

    Se sei un lavoratore autonomo in regime forfettario, l’F24 ordinario è la scelta obbligata perché devi versare sia l’imposta sostitutiva (sezione Erario) sia i contributi INPS (sezione INPS), spesso compensandoli tra loro.

    F24 ELIDE: Il Terzo Modello

    Esiste anche un terzo tipo di Modello F24, meno conosciuto: il F24 ELIDE (Elementi Identificativi). Questo modello è utilizzato per versamenti che richiedono informazioni aggiuntive non previste dal modello ordinario, come:

    • Imposta di registro per contratti di locazione (registrazione, rinnovo, risoluzione)
    • Tributi per atti giudiziari
    • Sanzioni per violazioni al Codice della Strada riscosse dall’Agenzia delle Entrate
    • IVA per immatricolazione veicoli di provenienza intra-UE

    Il F24 ELIDE ha una struttura simile al semplificato, ma include campi aggiuntivi per il “tipo”, gli “elementi identificativi” e il “codice” necessari a identificare l’atto o il contratto a cui si riferisce il versamento. Non è utilizzabile per imposte ordinarie come IRPEF, IMU o contributi INPS.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Posso usare l’F24 ordinario anche quando basterebbe il semplificato?

    Sì, assolutamente. L’F24 ordinario è sempre accettato per qualsiasi tipo di versamento. Se hai dubbi su quale modello scegliere, l’ordinario è la scelta sicura. L’unico svantaggio è che ha più campi da compilare, quindi è leggermente meno intuitivo.

    L’home banking mi propone direttamente il modello giusto?

    Dipende dalla banca. Molti servizi di home banking ti chiedono di scegliere tra “F24 semplificato” e “F24 ordinario” al momento del pagamento. Alcune banche offrono solo l’ordinario, che copre comunque tutti i casi. Se non sei sicuro, scegli l’ordinario.

    Posso compensare crediti anche con il semplificato?

    Sì, ma solo tra tributi della stessa natura (ad esempio credito IRPEF per pagare addizionale regionale). Per compensazioni tra tributi di natura diversa (ad esempio credito IRPEF per pagare INPS), devi usare l’F24 ordinario.

    Non Sai Quale F24 Usare? Ti Aiutiamo Noi

    La scelta tra F24 semplificato e ordinario può creare confusione, soprattutto quando entrano in gioco compensazioni e versamenti multipli. Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a scegliere il modello giusto, compilarlo correttamente e inviarlo nei termini previsti.

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      Maggio 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-24 09:00:002026-05-31 17:45:11F24 Semplificato e Ordinario: Differenze e Quando Usarli
      CAF

      F24 a Zero: Quando e Come Presentarlo nel 2026

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      L’F24 a zero è un Modello F24 in cui i crediti d’imposta compensano esattamente i debiti, portando il saldo finale a zero euro. Anche se non devi pagare nulla, sei comunque obbligato a presentare il modello entro la scadenza prevista. In questa guida ti spieghiamo quando si verifica un F24 a saldo zero, come presentarlo correttamente nel 2026 e cosa rischi se dimentichi di inviarlo.

      Per capire meglio come funziona la compilazione del modulo, leggi la nostra guida completa al Modello F24.

      Indice dei contenuti

      1. Quando si Presenta un F24 a Zero
      2. Come Funziona la Compensazione
      3. Come Presentare l’F24 a Zero
      4. Scadenze dell’F24 a Zero nel 2026
      5. Sanzioni per Omessa Presentazione
      6. Esempio Pratico di F24 a Zero
      7. Domande Frequenti (FAQ)

      Quando si Presenta un F24 a Zero

      Un F24 a saldo zero si verifica quando utilizzi i tuoi crediti d’imposta per compensare interamente i debiti tributari. In pratica, nella colonna “importi a credito compensati” inserisci un importo uguale a quello nella colonna “importi a debito versati”, e il saldo finale risulta pari a zero.

      Le situazioni più comuni in cui si presenta un F24 a zero sono:

      • Credito IRPEF da dichiarazione dei redditi: se dalla dichiarazione risulta un credito, puoi usarlo per pagare i contributi INPS, l’IMU o altri tributi
      • Credito IVA: le aziende con credito IVA possono compensarlo con IRPEF, INPS o IRAP
      • Bonus fiscali: crediti d’imposta come il bonus investimenti, il bonus edilizia o il regime forfettario possono generare crediti compensabili
      • Credito da 730: se il sostituto d’imposta non rimborsa il credito, puoi usarlo in compensazione con F24

      Come Funziona la Compensazione

      La compensazione è il meccanismo che ti permette di utilizzare un credito verso il fisco per ridurre o azzerare un debito. Esistono due tipi principali:

      • Compensazione verticale (o interna): usi un credito per pagare lo stesso tipo di tributo. Esempio: credito IRPEF 2025 per pagare acconto IRPEF 2026. Non ci sono limiti particolari.
      • Compensazione orizzontale (o esterna): usi un credito di un tributo per pagarne uno diverso. Esempio: credito IVA per pagare INPS. Questa richiede l’invio telematico e può richiedere il visto di conformità per importi superiori a 5.000 euro.

      Quando la compensazione orizzontale azzera completamente il saldo, il risultato è un F24 a zero che deve essere presentato obbligatoriamente in via telematica, mai in formato cartaceo.

      Come Presentare l’F24 a Zero

      L’F24 a zero deve essere presentato esclusivamente in via telematica. Non puoi portarlo allo sportello bancario o postale. I canali utilizzabili sono:

      • F24 web/desktop dell’Agenzia delle Entrate: accedi con SPID, CIE o CNS al portale agenziaentrate.gov.it, compila il modello e invialo. È il canale più sicuro e consigliato. Per istruzioni dettagliate, leggi la nostra guida sul pagamento F24 online.
      • Entratel: il canale riservato agli intermediari abilitati (commercialisti, CAF). Se ti affidi al CAF Centro Fiscale di Udine, inviamo l’F24 a zero per tuo conto.
      • Home banking: alcune banche consentono l’invio di F24 a zero tramite home banking, ma non tutte. Verifica con la tua banca se questa opzione è disponibile.

      Attenzione: l’F24 a zero non può essere presentato allo sportello fisico (banca o posta) in nessun caso. Se lo fai, il modello viene rifiutato.

      Scadenze dell’F24 a Zero nel 2026

      La scadenza dell’F24 a zero coincide con quella del tributo che stai compensando. Non esiste una scadenza separata per la presentazione dell’F24 a zero: se il tributo scade il 30 giugno, anche l’F24 a zero va presentato entro il 30 giugno.

      Le principali scadenze nel 2026 per cui potresti dover presentare un F24 a zero:

      • 16 marzo 2026: saldo IVA annuale
      • 16 giugno 2026: acconto IMU
      • 30 giugno 2026: saldo imposte da dichiarazione dei redditi (IRPEF, IRAP, imposta sostitutiva forfettari)
      • 30 luglio 2026: saldo imposte con maggiorazione 0,40%
      • 30 novembre 2026: acconto IRPEF seconda rata
      • 16 dicembre 2026: saldo IMU

      Sanzioni per Omessa Presentazione

      Non presentare l’F24 a zero entro la scadenza è sanzionabile, anche se non c’è nessun importo da pagare. Le sanzioni previste sono:

      • Sanzione ordinaria: da 100 a 2.000 euro per ogni F24 a zero non presentato (art. 15 D.Lgs. 471/1997, come modificato dal D.Lgs. 87/2024)
      • Ravvedimento entro 5 giorni: sanzione ridotta a 5,56 euro
      • Ravvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 11,11 euro
      • Ravvedimento oltre 90 giorni e entro 1 anno: sanzione ridotta a 12,50 euro

      Come vedi, è molto più conveniente presentare l’F24 a zero in ritardo (con ravvedimento operoso) piuttosto che attendere l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, che applica la sanzione piena.

      Esempio Pratico di F24 a Zero

      Vediamo un caso concreto. Laura è una libera professionista in regime forfettario. Dalla dichiarazione dei redditi 2025 risulta un credito di imposta sostitutiva di 800 euro. A giugno 2026, Laura deve versare i contributi INPS alla Gestione Separata per 800 euro.

      Laura compila il Modello F24 così:

      • Sezione Erario – credito: codice tributo 1792 (imposta sostitutiva forfettario saldo), importo a credito 800 euro
      • Sezione INPS – debito: causale PXX (gestione separata), importo a debito 800 euro
      • Saldo finale: 800 – 800 = 0 euro

      Laura non deve pagare nulla, ma deve inviare l’F24 a zero telematicamente entro il 30 giugno 2026. Può farlo dal portale dell’Agenzia delle Entrate o chiedere al suo CAF di riferimento.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti (FAQ)

      Posso presentare l’F24 a zero in banca allo sportello?

      No. L’F24 a saldo zero deve essere presentato esclusivamente per via telematica: tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (F24 web), tramite home banking (se la banca lo consente) o tramite un intermediario abilitato come un CAF o un commercialista.

      Se dimentico di presentare l’F24 a zero, perdo il credito?

      No, il credito d’imposta non si perde. Però la mancata presentazione dell’F24 a zero comporta una sanzione (da 100 a 2.000 euro). Puoi regolarizzarti con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta.

      L’F24 a zero serve anche per la compensazione verticale?

      La compensazione verticale (stesso tributo) non richiede necessariamente la presentazione dell’F24, perché può essere gestita direttamente in dichiarazione. L’F24 a zero è invece obbligatorio per la compensazione orizzontale (tributi diversi tra loro).

      Assistenza per la Compensazione e l’F24 a Zero

      Devi presentare un F24 a zero e non sei sicuro di come procedere? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a verificare i crediti disponibili, compilare correttamente il modello e inviarlo telematicamente entro le scadenze. Non rischiare sanzioni per un’omessa presentazione.

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        Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-22 09:00:002026-05-31 17:46:47F24 a Zero: Quando e Come Presentarlo nel 2026
        CAF

        Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        I codici tributo F24 sono codici numerici a 4 cifre che identificano in modo univoco ogni imposta, contributo o sanzione da versare con il Modello F24. Usare il codice sbagliato equivale a non aver pagato quel tributo, con il rischio di ricevere cartelle esattoriali e sanzioni. In questa guida trovi l’elenco completo e aggiornato al 2026 dei codici tributo più utilizzati, suddivisi per categoria.

        Per una panoramica generale su come compilare il Modello F24, consulta la nostra guida completa alla compilazione F24 2026.

        Indice dei contenuti

        1. Cosa Sono i Codici Tributo
        2. Codici Tributo IRPEF
        3. Codici Tributo IMU 2026
        4. Codici Tributo IVA
        5. Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali
        6. Codici Tributo Regime Forfettario
        7. Codici Tributo per Ravvedimento Operoso
        8. Codici Tributo INPS e Contributi
        9. Come Trovare il Codice Tributo Giusto
        10. Domande Frequenti (FAQ)

        Cosa Sono i Codici Tributo

        Il codice tributo è un numero composto da 4 cifre che l’Agenzia delle Entrate assegna a ogni tipo di versamento fiscale. Quando compili il Modello F24, devi inserire il codice tributo corretto nella sezione appropriata (Erario, Regioni, IMU, INPS) per identificare esattamente quale imposta stai pagando.

        I codici tributo vengono istituiti con risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e possono cambiare nel tempo. Per questo è fondamentale consultare sempre l’elenco aggiornato prima di effettuare un versamento. Un errore nel codice tributo non annulla il pagamento, ma lo attribuisce all’imposta sbagliata, costringendoti a presentare un’istanza di correzione.

        Codici Tributo IRPEF

        L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è l’imposta principale che ogni contribuente versa in base al proprio reddito. Ecco i codici tributo più usati per i versamenti IRPEF nel 2026:

        Saldo e acconti IRPEF:

        • 4001 – IRPEF saldo (versamento a saldo dell’anno precedente)
        • 4033 – IRPEF acconto prima rata (40% dell’acconto, scadenza 30 giugno)
        • 4034 – IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione (60% dell’acconto, scadenza 30 novembre)

        Ritenute d’acconto:

        • 1040 – Ritenute su redditi di lavoro autonomo, compensi per l’esercizio di arti e professioni
        • 1001 – Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive
        • 1002 – Ritenute su emolumenti arretrati
        • 1012 – Ritenute su indennità per cessazione rapporto di lavoro

        Cedolare secca:

        • 1840 – Cedolare secca locazioni – acconto prima rata
        • 1841 – Cedolare secca locazioni – acconto seconda rata o unica soluzione
        • 1842 – Cedolare secca locazioni – saldo

        Rateizzazione e interessi:

        • 1668 – Interessi pagamento dilazionato importi rateizzabili sezione Erario
        • 4033 con rateazione – Se paghi l’acconto IRPEF a rate, indica la rata nel campo “Rateazione”

        Codici Tributo IMU 2026

        L’IMU (Imposta Municipale Unica) si versa nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24. I codici variano in base alla tipologia di immobile. Per il calcolo dell’imposta, consulta la nostra guida sul calcolo IMU 2026.

        • 3912 – IMU abitazione principale e pertinenze (solo categorie A/1, A/8, A/9)
        • 3914 – IMU terreni
        • 3916 – IMU aree fabbricabili
        • 3918 – IMU altri fabbricati (il più comune: seconde case, uffici, negozi)
        • 3925 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Stato
        • 3930 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Comune

        Ricorda: per l’IMU devi indicare anche il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile (ad esempio L483 per Udine) e barrare la casella “Acconto” o “Saldo” a seconda del versamento.

        Codici Tributo IVA

        I versamenti IVA si effettuano nella sezione Erario del Modello F24. La periodicità dipende dal volume d’affari: mensile (per chi supera una certa soglia) o trimestrale.

        Versamenti periodici IVA:

        • 6001 – 6012 – IVA mensile (da gennaio a dicembre: 6001 per gennaio, 6002 per febbraio, ecc.)
        • 6031 – IVA 1 trimestre
        • 6032 – IVA 2 trimestre
        • 6033 – IVA 3 trimestre
        • 6034 – IVA 4 trimestre (solo per particolari categorie)
        • 6035 – IVA acconto (scadenza 27 dicembre)

        Versamento annuale e altri:

        • 6099 – Versamento IVA sulla base della dichiarazione annuale
        • 6494 – IVA da adeguamento agli studi di settore
        • 6497 – IVA da adeguamento agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)

        Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali

        Le addizionali IRPEF sono imposte aggiuntive che si versano alla Regione e al Comune di residenza. Si compilano rispettivamente nella sezione “Regioni” e nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24.

        Addizionale regionale:

        • 3801 – Addizionale regionale all’IRPEF (la più comune)
        • 3805 – Interessi pagamento dilazionato addizionale regionale

        Addizionale comunale:

        • 3843 – Addizionale comunale IRPEF – acconto
        • 3844 – Addizionale comunale IRPEF – saldo
        • 3848 – Addizionale comunale IRPEF – interessi pagamento dilazionato

        Codici Tributo Regime Forfettario

        Chi aderisce al regime forfettario versa un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, IRAP e addizionali. L’aliquota è del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività).

        • 1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata
        • 1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata o unica soluzione
        • 1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo

        Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del Modello F24, indicando l’anno di riferimento dell’imposta.

        Codici Tributo per Ravvedimento Operoso

        Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare versamenti omessi o tardivi pagando sanzioni ridotte e interessi legali. Oltre al codice del tributo originario, servono codici specifici per le sanzioni e gli interessi:

        • 8901 – Sanzione pecuniaria IRPEF
        • 8902 – Sanzione pecuniaria addizionale regionale IRPEF
        • 8903 – Sanzione pecuniaria addizionale comunale IRPEF
        • 8904 – Sanzione pecuniaria IVA
        • 8906 – Sanzione pecuniaria sostituti d’imposta
        • 8907 – Sanzione pecuniaria IRAP
        • 1989 – Interessi sul ravvedimento – IRPEF
        • 1990 – Interessi sul ravvedimento – addizionale regionale
        • 1991 – Interessi sul ravvedimento – addizionale comunale
        • 1993 – Interessi sul ravvedimento – IVA

        Quando effettui un ravvedimento, compili 3 righe nella stessa sezione: una per il tributo originario, una per la sanzione (codice 89xx) e una per gli interessi (codice 19xx). L’anno di riferimento è sempre quello dell’imposta originaria, non quello in cui fai il pagamento.

        Codici Tributo INPS e Contributi

        I contributi previdenziali INPS si versano nella sezione apposita del Modello F24. Non hanno un codice tributo a 4 cifre come le imposte, ma utilizzano una causale contributo (sigla alfanumerica):

        • DM10 – Contributi lavoratori dipendenti
        • RC01 – Contributi gestione separata – committenti
        • PXX – Contributi gestione separata – professionisti
        • AF – Contributi artigiani – quota fissa
        • CF – Contributi commercianti – quota fissa
        • AP – Contributi artigiani – acconto su eccedenza minimale
        • CP – Contributi commercianti – acconto su eccedenza minimale

        Per i contributi INPS fissi (artigiani e commercianti) le scadenze trimestrali 2026 sono: 16 maggio, 20 agosto, 17 novembre e 16 febbraio 2027. Per la Gestione Separata i versamenti seguono le stesse scadenze delle imposte sui redditi (saldo + acconti).

        Come Trovare il Codice Tributo Giusto

        Se non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, ecco come verificarlo:

        1. Sito dell’Agenzia delle Entrate: nella sezione “Codici tributo” trovi il motore di ricerca ufficiale dove puoi cercare per tipo di imposta, descrizione o codice
        2. Comunicazione dell’ente: l’avviso di pagamento (dell’Agenzia delle Entrate, del Comune o dell’INPS) riporta sempre il codice tributo da utilizzare
        3. Software di compilazione: i software per F24 online (sia bancari che dell’Agenzia) spesso suggeriscono il codice in base alla descrizione del tributo
        4. Consulta il CAF: al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a identificare il codice corretto e a compilare il Modello F24 senza errori

        Consiglio pratico: prima di confermare il pagamento F24 online, ricontrolla sempre il codice tributo con l’avviso di pagamento o con la tabella di riferimento. Correggere un errore richiede tempo e burocrazia che puoi evitare con una semplice verifica.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti (FAQ)

        Dove trovo l’elenco ufficiale dei codici tributo?

        L’elenco ufficiale è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Servizi – Codici tributo”. Viene aggiornato periodicamente con risoluzioni che istituiscono nuovi codici o modificano quelli esistenti.

        Cosa succede se uso un codice tributo sbagliato?

        Il pagamento viene attribuito al tributo corrispondente al codice inserito, non a quello che intendevi pagare. Per correggere l’errore devi presentare un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate (circ. 29/E/2011). Il tributo “non pagato” potrebbe generare solleciti, ma l’istanza risolve la situazione senza sanzioni aggiuntive se il versamento originale era nei termini.

        I codici tributo cambiano ogni anno?

        La maggior parte dei codici tributo resta stabile nel tempo. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate può istituire nuovi codici per nuove imposte o agevolazioni, o sopprimere codici obsoleti. È buona norma verificare sempre prima di effettuare il versamento, specialmente per tributi meno comuni.

        Assistenza per la Compilazione F24

        Non sei sicuro di quale codice tributo usare? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a compilare correttamente il Modello F24 con tutti i codici tributo aggiornati al 2026. Evita errori e sanzioni: contattaci per un appuntamento.

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          Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-21 09:00:002026-05-31 17:47:53Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026
          CAF

          F24 Online: Come Pagare da Agenzia Entrate o Home Banking

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Pagare il F24 online è ormai il metodo più comodo, veloce e sicuro per versare imposte e contributi. Che tu scelga l’home banking della tua banca o il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate, in pochi minuti puoi completare il pagamento senza muoverti da casa. In questa guida ti spieghiamo tutti i canali disponibili per il pagamento F24 online nel 2026, con istruzioni passo passo per ciascuno.

          Se vuoi una panoramica completa su cos’è il Modello F24 e come compilarlo, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa alla compilazione F24 2026.

          Indice dei contenuti

          1. Chi Deve Pagare l’F24 Online
          2. F24 tramite Home Banking
          3. F24 Web dell’Agenzia delle Entrate
          4. F24 tramite Poste Italiane
          5. F24 tramite Intermediario (CAF o Commercialista)
          6. Errori Comuni nel Pagamento F24 Online
          7. Domande Frequenti (FAQ)

          Chi Deve Pagare l’F24 Online

          Non tutti possono scegliere liberamente se pagare l’F24 in formato cartaceo o telematico. Esistono casi in cui il pagamento online è obbligatorio:

          • Titolari di partita IVA: dal 2014, tutti i possessori di partita IVA devono presentare l’F24 esclusivamente per via telematica, indipendentemente dall’importo.
          • F24 a saldo zero: quando i crediti compensano esattamente i debiti, il modello va inviato solo attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (non vale l’home banking). Per approfondire, leggi la nostra guida sull’F24 a zero.
          • Importo superiore a 1.000 euro: i privati senza partita IVA che devono versare più di 1.000 euro sono obbligati a usare i canali telematici.
          • Compensazioni: qualsiasi F24 con compensazione orizzontale (credito di un’imposta usato per pagarne un’altra) deve essere presentato telematicamente.

          I privati senza partita IVA che devono pagare importi fino a 1.000 euro senza compensazioni possono ancora usare il modello cartaceo allo sportello, ma conviene comunque pagare online per comodità e tracciabilità.

          F24 tramite Home Banking

          Il metodo più diffuso per pagare l’F24 online è l’home banking. Praticamente tutte le banche italiane offrono questa funzionalità all’interno dell’area riservata del conto corrente, sia da web che da app mobile.

          Come procedere passo passo:

          1. Accedi all’area riservata della tua banca (sito web o app)
          2. Cerca la sezione “Pagamenti” o “Tributi e imposte”
          3. Seleziona “Pagamento F24” (alcune banche distinguono tra F24 ordinario e semplificato)
          4. Compila i campi richiesti: codice fiscale, codice tributo, anno di riferimento, importo. I campi sono gli stessi del modulo cartaceo
          5. Verifica i dati inseriti nel riepilogo
          6. Conferma il pagamento con il tuo sistema di autenticazione (PIN, OTP, riconoscimento biometrico)
          7. Scarica e conserva la ricevuta di pagamento con il numero di CRO

          Vantaggi dell’home banking: è gratuito nella maggior parte delle banche, immediato, disponibile 24 ore su 24 e genera automaticamente una ricevuta con valore legale. Puoi anche programmare il pagamento per una data futura, utile per rispettare le scadenze senza dimenticarle.

          Limite: con l’home banking puoi pagare F24 con saldo positivo e con compensazioni semplici. Per gli F24 a saldo zero devi usare obbligatoriamente i canali dell’Agenzia delle Entrate.

          F24 Web dell’Agenzia delle Entrate

          L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il servizio F24 web, accessibile dal portale ufficiale. È l’unico canale utilizzabile per gli F24 a saldo zero ed è obbligatorio per i titolari di partita IVA che non usano l’home banking.

          Come accedere e pagare:

          1. Vai su agenziaentrate.gov.it
          2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
          3. Nella tua area riservata, vai su “Servizi per” → “Pagare” → “F24 web”
          4. Compila il modello F24 online inserendo tutti i dati richiesti (anagrafica, sezioni, codici tributo, importi)
          5. Indica l’IBAN del conto corrente su cui addebitare il pagamento
          6. Verifica il riepilogo e conferma l’invio
          7. Scarica la ricevuta telematica dall’area “Ricevute”

          Il servizio F24 web è completamente gratuito. La ricevuta viene rilasciata entro pochi giorni e ha valore legale. È disponibile anche il servizio “F24 predeterminato” per i pagamenti che l’Agenzia delle Entrate ti ha già comunicato (come avvisi bonari o rottamazione delle cartelle).

          F24 tramite Poste Italiane

          Anche Poste Italiane offre la possibilità di pagare l’F24 online, sia attraverso il sito web che tramite l’app BancoPosta o Postepay.

          Per pagare online con Poste:

          1. Accedi al tuo conto BancoPosta online o all’app
          2. Vai nella sezione “Pagamenti” → “Tributi/Tasse”
          3. Seleziona “F24 ordinario” o “F24 semplificato”
          4. Compila i dati come faresti per il modulo cartaceo
          5. Conferma con il tuo codice di sicurezza o la verifica biometrica

          Il pagamento tramite Poste è disponibile anche allo sportello per chi preferisce il supporto di un operatore. In questo caso puoi presentarti con il modello F24 già compilato e pagare in contanti, con bancomat o carta di credito. Ricorda però che allo sportello fisico è possibile pagare solo F24 con saldo positivo e importo entro i limiti previsti.

          F24 tramite Intermediario (CAF o Commercialista)

          Se preferisci affidarti a un professionista, puoi far inviare il tuo F24 attraverso un intermediario abilitato: il tuo commercialista, il tuo consulente del lavoro o un CAF. Gli intermediari utilizzano il canale Entratel dell’Agenzia delle Entrate, dedicato ai professionisti e agli enti.

          Questa opzione è particolarmente utile quando:

          • Hai compensazioni complesse da gestire e vuoi evitare errori
          • Devi presentare un F24 a zero e non hai le credenziali per l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
          • Vuoi la sicurezza di un controllo professionale sui codici tributo e gli importi
          • Gestisci molti F24 durante l’anno (ad esempio per IMU, acconti, saldi) e preferisci delegare

          Al CAF Centro Fiscale di Udine offriamo il servizio di compilazione e invio telematico dell’F24 per tutti i nostri assistiti. Ti aiutiamo a individuare i codici tributo corretti, calcolare gli importi e gestire eventuali compensazioni. Se hai dubbi, puoi prenotare un appuntamento per una consulenza dedicata.

          Errori Comuni nel Pagamento F24 Online

          Anche pagando online è possibile commettere errori. Ecco i più frequenti e come evitarli:

          • Codice tributo sbagliato: è l’errore più comune. Verifica sempre il codice prima di confermare. Se sbagli, dovrai presentare un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate.
          • Anno di riferimento errato: inserire 2026 invece di 2025 (o viceversa) è un errore frequente, soprattutto per i saldi delle dichiarazioni.
          • Pagamento oltre la scadenza: l’F24 online viene processato nella data di invio, non in quella di compilazione. Se compili oggi ma invii domani, la data che conta è domani. Se sei in ritardo, valuta il ravvedimento operoso.
          • IBAN non corretto: sul portale dell’Agenzia delle Entrate, se inserisci un IBAN sbagliato il pagamento viene rifiutato. Verifica sempre il codice IBAN del tuo conto.
          • Dimenticare la ricevuta: scarica e conserva sempre la ricevuta del pagamento. In caso di contestazioni, è la tua prova di versamento.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti (FAQ)

          Posso pagare l’F24 online di domenica o nei giorni festivi?

          Sì, sia l’home banking che il portale dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Tuttavia, se la scadenza cade di domenica o giorno festivo, il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo.

          L’home banking è sicuro per pagare l’F24?

          Assolutamente sì. Le banche italiane utilizzano protocolli di sicurezza avanzati (crittografia SSL, autenticazione a due fattori) per proteggere le transazioni online. La ricevuta di pagamento emessa dalla banca ha valore legale.

          Come posso verificare che il pagamento F24 sia andato a buon fine?

          Se hai pagato tramite home banking, la ricevuta viene generata immediatamente. Se hai usato il portale dell’Agenzia delle Entrate, la ricevuta è disponibile nella sezione “Ricevute” entro 1-2 giorni lavorativi. Puoi anche verificare i versamenti nel tuo cassetto fiscale su agenziaentrate.gov.it.

          Assistenza per il Pagamento F24 Online

          Non sei sicuro di come pagare il tuo F24 online? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo con la compilazione, il calcolo degli importi e l’invio telematico del Modello F24. Evitiamo errori e ti garantiamo il rispetto delle scadenze.

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            Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-20 09:00:002026-05-31 17:48:10F24 Online: Come Pagare da Agenzia Entrate o Home Banking
            CAF

            Modello F24: Guida Compilazione e Pagamento 2026

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Il Modello F24 è il modulo di pagamento unificato che ogni contribuente italiano deve conoscere. Che si tratti di pagare l’IMU, i contributi INPS, l’IRPEF o qualsiasi altro tributo, tutto passa attraverso questo documento. Compilarlo correttamente è fondamentale per evitare sanzioni e ritardi. In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come funziona la compilazione F24 nel 2026, quali sezioni compilare, dove pagare e come gestire situazioni particolari come la compensazione dei crediti e l’F24 a zero.

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il Modello F24
            2. Sezioni del Modello F24
            3. Sezione Erario
            4. Sezione Regioni
            5. Sezione IMU e Altri Tributi Locali
            6. Sezione INPS
            7. Sezione Altri Enti Previdenziali
            8. Come Compilare il Modello F24 Passo Passo
            9. F24 Semplificato vs Ordinario
            10. Dove Pagare il Modello F24
            11. Codici Tributo più Usati nel 2026
            12. Compensazione Crediti con F24
            13. F24 a Zero: Quando Serve
            14. Domande Frequenti (FAQ)

            Cos’è il Modello F24

            Il Modello F24 (detto anche “delega unica di pagamento”) è il modulo che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione per pagare la maggior parte dei tributi, contributi e premi dovuti allo Stato italiano. È stato introdotto nel 1997 con il Decreto Legislativo n. 241 proprio per semplificare i versamenti: prima esistevano diversi bollettini per ogni tipo di imposta, oggi basta un unico modulo.

            In pratica, con il Modello F24 puoi pagare:

            • Imposte sui redditi (IRPEF, IRES, cedolare secca)
            • IVA e imposte sostitutive
            • IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)
            • IMU, TASI e tributi locali
            • Contributi INPS per lavoratori dipendenti, autonomi e gestione separata
            • Contributi INAIL per assicurazione infortuni
            • Sanzioni e interessi da ravvedimento operoso
            • Diritti camerali e altre imposte

            Il grande vantaggio dell’F24 è la possibilità di compensare: se hai un credito d’imposta (ad esempio un rimborso IRPEF dal regime forfettario), puoi usarlo direttamente per ridurre l’importo da versare, tutto nello stesso modulo.

            Sezioni del Modello F24

            Il Modello F24 è diviso in sei sezioni principali, ciascuna dedicata a un diverso tipo di tributo o contributo. Non è necessario compilarle tutte: si compilano solo le sezioni relative ai versamenti che devi effettuare. Vediamo nel dettaglio cosa contiene ciascuna.

            L’intestazione è comune a tutte le sezioni e richiede i dati anagrafici del contribuente: codice fiscale, cognome e nome (o ragione sociale), data di nascita, sesso, comune di nascita e domicilio fiscale. Se il pagamento viene effettuato da un intermediario o da un coobbligato, va compilata anche la sezione del “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”.

            Sezione Erario

            La Sezione Erario è quella che si compila più spesso. Qui si versano tutte le imposte erariali, cioè quelle che vanno direttamente allo Stato. I campi da compilare per ogni riga sono:

            • Codice tributo: il codice numerico a 4 cifre che identifica l’imposta (ad esempio 4001 per l’acconto IRPEF)
            • Rateazione/regione/prov/mese rif: indica se stai pagando a rate e quale rata è, oppure il mese di riferimento
            • Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento
            • Importi a debito versati: la somma che devi pagare
            • Importi a credito compensati: eventuali crediti che utilizzi in compensazione

            In fondo alla sezione trovi il Totale A (somma dei debiti), il Totale B (somma dei crediti) e il Saldo (A – B), ovvero l’importo effettivo da versare. Se il saldo è zero o negativo, parliamo di un F24 a zero.

            Sezione Regioni

            La Sezione Regioni serve per pagare le addizionali regionali all’IRPEF e l’IRAP. Ogni Regione italiana può stabilire aliquote diverse per l’addizionale IRPEF, per questo è importante indicare correttamente il codice regione (ad esempio, il Friuli Venezia Giulia ha il codice 06).

            I campi da compilare sono simili alla sezione Erario:

            • Codice regione: il codice a 2 cifre della regione
            • Codice tributo: ad esempio 3801 per l’addizionale regionale IRPEF
            • Rateazione/mese rif: periodo di riferimento
            • Anno di riferimento
            • Importi a debito e importi a credito

            L’addizionale regionale viene trattenuta in busta paga ai lavoratori dipendenti, ma deve essere versata autonomamente da chi presenta il Modello 730 o il Modello Redditi e ha un saldo a debito.

            Sezione IMU e Altri Tributi Locali

            Questa sezione è dedicata ai tributi comunali, in particolare l’IMU (Imposta Municipale Unica). Se possiedi immobili diversi dall’abitazione principale, qui è dove versi l’imposta. Per approfondire il calcolo dell’IMU ti consigliamo di leggere la nostra guida dedicata al calcolo IMU 2026.

            I campi specifici di questa sezione sono:

            • Codice ente/codice comune: il codice catastale del Comune (ad esempio, L483 per Udine)
            • Ravv: barrare se si tratta di un pagamento da ravvedimento operoso
            • Immob. variati: barrare se gli immobili sono cambiati rispetto alla dichiarazione IMU precedente
            • Acc./Saldo: indicare se è acconto (scadenza giugno) o saldo (scadenza dicembre)
            • Numero immobili: quanti immobili stai pagando con quella riga
            • Codice tributo: ad esempio 3918 per IMU su altri fabbricati, vedi l’elenco completo dei codici tributo
            • Anno di riferimento e importo

            Ricorda che l’IMU sulla prima casa è esente (salvo immobili di lusso categorie A/1, A/8 e A/9), mentre per le seconde case e gli immobili commerciali il versamento è obbligatorio.

            Sezione INPS

            La Sezione INPS è dove si versano i contributi previdenziali. Riguarda sia i datori di lavoro (per i dipendenti) sia i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS o alle gestioni artigiani e commercianti.

            I campi da compilare sono:

            • Codice sede: la sede INPS competente
            • Causale contributo: ad esempio DM10 per lavoratori dipendenti, PXX per la Gestione Separata
            • Matricola INPS/codice INPS/filiale azienda: il numero identificativo della posizione contributiva
            • Periodo di riferimento: da (mese/anno) a (mese/anno)
            • Importi a debito e importi a credito

            I contribuenti in regime forfettario versano i contributi INPS alla Gestione Separata o alla gestione artigiani/commercianti tramite questa sezione, con le scadenze trimestrali previste.

            Sezione Altri Enti Previdenziali

            Questa sezione è riservata ai versamenti verso enti previdenziali diversi dall’INPS, come ad esempio:

            • INAIL – contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
            • Casse professionali – per avvocati (Cassa Forense), ingegneri (INARCASSA), medici (ENPAM) e altre categorie professionali
            • ENPALS (ora INPS ex-ENPALS) – per lavoratori dello spettacolo

            I campi sono: codice ente, codice sede, causale contributo, codice posizione, periodo di riferimento e importo. Questa sezione viene compilata relativamente di rado dai privati cittadini, ma è essenziale per i professionisti e le aziende.

            Come Compilare il Modello F24 Passo Passo

            Ecco una guida pratica in 8 passaggi per compilare correttamente il tuo Modello F24:

            Passo 1 – Dati anagrafici: Compila la parte superiore del modulo con il tuo codice fiscale, cognome, nome, data di nascita, sesso, comune di nascita e domicilio fiscale. Se paghi per conto di un’altra persona (ad esempio come erede), inserisci anche il codice fiscale del coobbligato e il codice che identifica il tuo ruolo (02 per rappresentante legale, 07 per erede, ecc.).

            Passo 2 – Identifica i tributi: Prima di compilare, identifica esattamente cosa devi pagare. Consulta la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, l’avviso del Comune per l’IMU, o la comunicazione INPS per i contributi. Ogni tributo ha un codice tributo specifico: per trovarlo puoi consultare il nostro elenco codici tributo F24 2026.

            Passo 3 – Compila la sezione corretta: Inserisci i dati nella sezione giusta (Erario per IRPEF/IVA, Regioni per addizionali, IMU per tributi comunali, INPS per contributi). Attenzione a non confondere le sezioni!

            Passo 4 – Codice tributo e periodo: Per ogni riga, inserisci il codice tributo corretto, l’anno di riferimento e, dove previsto, il periodo (mese, trimestre o rata).

            Passo 5 – Importi: Inserisci gli importi a debito (ciò che devi) nella colonna apposita. Se hai crediti da compensare, inseriscili nella colonna “importi a credito compensati”.

            Passo 6 – Calcola i totali: Per ogni sezione, somma i debiti (Totale A) e i crediti (Totale B). Il saldo è A meno B. Fai attenzione: il saldo finale del modello (in basso a destra) deve corrispondere alla somma di tutti i saldi delle singole sezioni.

            Passo 7 – Firma e data: Non dimenticare di firmare il modello e inserire la data di versamento. Sembra banale, ma un F24 senza firma può essere contestato.

            Passo 8 – Verifica finale: Prima di presentare il modello, ricontrolla tutti i codici tributo, gli importi e i periodi di riferimento. Un errore nel codice tributo può far risultare il pagamento come non effettuato per quel tributo specifico.

            F24 Semplificato vs Ordinario: Quale Usare

            Esistono due versioni del Modello F24: il semplificato e l’ordinario. La scelta dipende dal tipo e dalla complessità dei versamenti da effettuare. Per un confronto dettagliato, leggi il nostro articolo su F24 semplificato e ordinario: differenze e quando usarli.

            In sintesi:

            • F24 Semplificato: è la versione ridotta, ideale per i contribuenti che devono versare tributi “comuni” come IMU, TARI, addizionali IRPEF, IRPEF da 730 senza sostituto. Ha meno righe e un layout più intuitivo. È perfetto per la maggior parte dei privati.
            • F24 Ordinario: è la versione completa con tutte le sezioni (Erario, Regioni, IMU, INPS, Altri Enti). Serve quando devi versare contributi INPS, INAIL, o effettuare compensazioni complesse tra tributi di sezioni diverse.

            Regola pratica: se devi pagare solo IMU o addizionali, usa il semplificato. Se sei un’azienda, un libero professionista o devi compensare crediti INPS con debiti erariali, usa l’ordinario.

            Dove Pagare il Modello F24

            Hai diverse opzioni per presentare e pagare il tuo F24. La scelta dipende dall’importo, dal tipo di contribuente e dalle tue preferenze. Per la guida completa al pagamento online, leggi F24 online: come pagare da Agenzia Entrate o home banking.

            Canali di pagamento disponibili:

            • Home banking: il metodo più comodo e rapido. Quasi tutte le banche offrono la funzione “Pagamento F24” nell’area riservata. Puoi compilare il modello direttamente online e pagare con addebito in conto. Il servizio è gratuito nella maggior parte dei casi.
            • Sito dell’Agenzia delle Entrate (F24 web): accedendo con SPID, CIE o CNS al portale Fisconline, puoi compilare e inviare l’F24 direttamente. È obbligatorio per i titolari di partita IVA.
            • Intermediari abilitati: commercialisti, CAF e altri professionisti possono inviare l’F24 per tuo conto attraverso i canali telematici Entratel. Al CAF Centro Fiscale di Udine ci occupiamo anche di questo servizio.
            • Sportello bancario o postale: puoi presentare il modello cartaceo compilato allo sportello e pagare in contanti, con assegno o con bancomat. Questa opzione è disponibile solo per i contribuenti senza partita IVA e per importi fino a 1.000 euro (se il saldo è zero, è obbligatorio il canale telematico).
            • Poste Italiane: simile alla banca, puoi pagare allo sportello postale o tramite il servizio online di Poste.

            Attenzione: dal 2014, i titolari di partita IVA sono obbligati a presentare l’F24 esclusivamente per via telematica. Anche i privati devono usare i canali telematici se l’F24 ha un saldo pari a zero (per compensazione) o se l’importo supera i 1.000 euro.

            Codici Tributo più Usati nel 2026

            I codici tributo sono numeri a 4 cifre che identificano in modo univoco ogni tipo di imposta o contributo. Usare il codice sbagliato equivale a non aver pagato quel tributo, quindi è fondamentale verificarli con attenzione. Ecco i più utilizzati (per l’elenco completo consulta la nostra guida sui codici tributo F24 2026):

            IRPEF e imposte sui redditi:

            • 4001 – IRPEF saldo
            • 4033 – IRPEF acconto prima rata
            • 4034 – IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione
            • 1668 – Interessi pagamento dilazionato imposte
            • 1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo
            • 1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata
            • 1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata

            IMU:

            • 3918 – IMU per altri fabbricati (il più comune per le seconde case)
            • 3914 – IMU per terreni
            • 3916 – IMU per aree fabbricabili
            • 3925 – IMU per immobili a uso produttivo categoria D (quota Stato)
            • 3930 – IMU per immobili a uso produttivo categoria D (quota Comune)

            Addizionali e IVA:

            • 3801 – Addizionale regionale IRPEF
            • 3844 – Addizionale comunale IRPEF – saldo
            • 3843 – Addizionale comunale IRPEF – acconto
            • 6099 – IVA annuale versamento
            • 6031-6033 – IVA trimestrale (1, 2, 3 trimestre)

            Compensazione Crediti con F24

            Una delle funzionalità più importanti del Modello F24 è la compensazione. In parole semplici, se hai un credito verso lo Stato (ad esempio un rimborso IRPEF, un credito IVA o un bonus fiscale), puoi utilizzarlo per “pagare” altri tributi dovuti, riducendo o azzerando l’importo da versare.

            Esistono due tipi di compensazione:

            • Compensazione verticale (interna): utilizzi un credito per pagare un debito della stessa imposta. Ad esempio, usi il credito IRPEF 2025 per pagare l’acconto IRPEF 2026. Questa compensazione è sempre libera e non ha limiti particolari.
            • Compensazione orizzontale (esterna): utilizzi un credito di un’imposta per pagare un debito di un’imposta diversa. Ad esempio, usi il credito IVA per pagare i contributi INPS. Questo tipo di compensazione ha regole più rigide.

            Limiti alla compensazione orizzontale nel 2026:

            • Limite annuo: massimo 2 milioni di euro (per la generalità dei contribuenti)
            • Visto di conformità: obbligatorio per compensazioni di crediti IVA superiori a 5.000 euro e per crediti imposte dirette/IRAP superiori a 5.000 euro
            • Obbligo F24 telematico: qualsiasi compensazione orizzontale deve essere presentata tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate
            • Divieto di compensazione: non puoi compensare se hai debiti iscritti a ruolo per imposte erariali di importo superiore a 1.500 euro

            La compensazione è particolarmente utile per chi è in regime forfettario e genera crediti d’imposta, o per le aziende che hanno crediti IVA ricorrenti. Se non sei sicuro di come gestire la compensazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione corretta del modello.

            F24 a Zero: Quando Serve

            Si parla di F24 a zero quando i crediti compensati sono esattamente uguali ai debiti da versare, per cui il saldo finale del modello è pari a zero. In questo caso non devi pagare nulla, ma devi comunque presentare il modello. Per tutti i dettagli, consulta il nostro approfondimento su F24 a zero: quando e come presentarlo nel 2026.

            Regole importanti per l’F24 a zero:

            • Presentazione obbligatoria: anche se non devi pagare nulla, il modello va inviato entro la scadenza del tributo. Altrimenti scattano sanzioni.
            • Solo via telematica: l’F24 a saldo zero deve essere presentato esclusivamente attraverso i canali telematici (home banking, F24 web dell’Agenzia delle Entrate, o tramite intermediario).
            • Sanzione per omessa presentazione: se non presenti l’F24 a zero, la sanzione va da 100 a 2.000 euro (ridotta a 50 euro con il ravvedimento operoso entro 90 giorni).
            • Scadenza: la scadenza dell’F24 a zero coincide con quella del tributo che stai compensando.

            Un esempio pratico: supponiamo che Marco, lavoratore autonomo in regime forfettario, abbia un credito IRPEF di 1.200 euro e debba versare 1.200 euro di contributi INPS. Compilando l’F24 con 1.200 euro a credito e 1.200 euro a debito, il saldo è zero. Marco non paga nulla, ma deve comunque inviare l’F24 telematicamente entro la scadenza.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti (FAQ)

            Cosa succede se sbaglio il codice tributo nell’F24?

            Se inserisci un codice tributo errato, il versamento viene attribuito al tributo sbagliato. Puoi correggere l’errore presentando un’istanza di correzione (circ. 29/E/2011) all’Agenzia delle Entrate, che provvederà a riattribuire il pagamento al codice corretto. È importante agire tempestivamente per evitare che nel frattempo vengano emesse cartelle per il tributo “non pagato”.

            Posso pagare l’F24 in contanti?

            Sì, ma solo se sei un privato (senza partita IVA), il saldo è positivo (non a zero) e l’importo non supera i limiti previsti per i pagamenti in contanti. I titolari di partita IVA devono sempre utilizzare i canali telematici, così come chi presenta un F24 a zero o con importo superiore a 1.000 euro.

            Entro quando va pagato l’F24?

            Non esiste una scadenza unica: ogni tributo ha la propria. Ad esempio, l’acconto IMU scade a giugno, il saldo IMU a dicembre. Le imposte da dichiarazione dei redditi (IRPEF, IRAP) scadono il 30 giugno (con possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%). I contributi INPS trimestrali hanno scadenze specifiche per ogni trimestre. Consulta il calendario fiscale 2026 per tutte le date.

            Che differenza c’è tra F24 semplificato e ordinario?

            Il F24 semplificato è una versione ridotta del modello, pensata per i versamenti più comuni dei privati (IMU, TARI, addizionali). L’F24 ordinario include tutte le sezioni ed è necessario quando si devono versare contributi INPS, INAIL o effettuare compensazioni complesse.

            Posso presentare l’F24 tramite il CAF?

            Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio telematico del Modello F24. Ci occupiamo di verificare i codici tributo corretti, calcolare eventuali compensazioni e assicurarci che tutto sia in regola. Per prenotare un appuntamento, contattaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

            Hai Bisogno di Aiuto con il Modello F24?

            La compilazione F24 può sembrare complicata, soprattutto quando si tratta di gestire compensazioni, codici tributo multipli o scadenze ravvicinate. Ma con il supporto giusto diventa un’operazione semplice e veloce.

            Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo con la compilazione del Modello F24, la verifica dei codici tributo, il calcolo delle compensazioni e l’invio telematico. Non rischiare errori che possono costare caro in sanzioni e interessi.

            Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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              Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 09:00:002026-05-31 16:58:00Modello F24: Guida Compilazione e Pagamento 2026
              CAF

              Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Il mese di giugno 2026 è uno dei più impegnativi dell’anno fiscale italiano. Con la prima rata IMU in scadenza il 16 giugno, il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 giugno, le ritenute su lavoro dipendente e autonomo, i contributi INPS e la prosecuzione dell’invio del Modello 730, i contribuenti devono pianificare con attenzione ogni adempimento per evitare sanzioni e maggiorazioni.

              In questa guida completa, aggiornata alle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di giugno 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo F24 e modalità di pagamento. Se hai perso le scadenze del mese precedente, puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di maggio 2026.

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              Indice dei contenuti

              1. Calendario completo scadenze giugno 2026
              2. IMU prima rata: acconto 16 giugno 2026
              3. IRPEF, ritenute e addizionali: 16 giugno
              4. IVA mensile maggio: versamento 16 giugno
              5. Contributi INPS giugno 2026
              6. Contributi colf e badanti: 10 giugno
              7. Saldo IRPEF e primo acconto: 30 giugno
              8. Dichiarazione IMU: 30 giugno
              9. Diritto annuale Camera di Commercio
              10. Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno
              11. LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni
              12. Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso
              13. FAQ – Domande frequenti

              Calendario completo scadenze fiscali giugno 2026

              Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali di giugno 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Giugno è un mese particolarmente denso di adempimenti: dal versamento dell’IMU alle imposte sui redditi, dalle ritenute ai contributi previdenziali.

              DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
              10 giugnoContributi colf, badanti e lavoratori domestici (2a rata trimestrale)Datori di lavoro domesticoMAV/PagoPA INPS
              16 giugnoIMU – Prima rata (acconto)Proprietari di immobili (esclusa abitazione principale non di lusso)3912-3916-3918-3925
              16 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente e assimilati (maggio)Sostituti d’imposta (datori di lavoro)1001
              16 giugnoIRPEF ritenute lavoro autonomo e provvigioni (maggio)Sostituti d’imposta1040
              16 giugnoAddizionali regionali e comunali IRPEF (rata mensile)Sostituti d’imposta3802-3848
              16 giugnoIVA mensile – Liquidazione maggioContribuenti IVA mensili6005
              16 giugnoContributi INPS gestione separata (committenti, maggio)Committenti e collaboratoriCXX
              16 giugnoINPS contributi dipendenti (maggio)Datori di lavoroDM10/UniEmens
              25 giugnoINTRASTAT mensile (operazioni maggio)Operatori intracomunitari mensili–
              30 giugnoSaldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026Persone fisiche, soci di società di persone4001 (saldo) – 4033 (acconto)
              30 giugnoSaldo IRAP 2025 e primo acconto IRAP 2026Soggetti IRAP (imprese, professionisti)3800 (saldo) – 3812 (acconto)
              30 giugnoSaldo e primo acconto imposta sostitutiva forfettariContribuenti regime forfettario1792 (saldo) – 1790 (acconto)
              30 giugnoContributi INPS artigiani e commercianti (saldo + 1° acconto)Artigiani, commercianti, forfettariDa Redditi PF
              30 giugnoContributi INPS gestione separata (saldo + 1° acconto)Professionisti senza cassaDa Redditi PF
              30 giugnoDichiarazione IMU per variazioni anno 2025Proprietari con variazioni immobiliari–
              30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioImprese iscritte al Registro Imprese3850
              30 giugnoImposta di bollo fatture elettroniche (1° trimestre, se > 5.000 euro)Soggetti IVA con fattura elettronica2521

              Nota importante: quando la scadenza cade di sabato o domenica, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026 il 16 giugno cade di martedì e il 30 giugno di martedì, quindi non ci sono proroghe automatiche.

              IMU prima rata 2026: acconto entro il 16 giugno

              La scadenza più attesa di giugno è senza dubbio l’IMU – Imposta Municipale Unica. Il 16 giugno 2026 scade il termine per il versamento della prima rata (acconto), pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata sulle aliquote dell’anno precedente.

              Chi deve pagare l’IMU

              L’IMU è dovuta da proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, superficie) e locatari finanziari su:

              • Seconde case e immobili diversi dall’abitazione principale
              • Abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9)
              • Terreni agricoli (con eccezioni per zone montane e collinari)
              • Aree fabbricabili
              • Immobili commerciali, capannoni, uffici

              Esenzione abitazione principale: l’abitazione principale non di lusso (categorie da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Questo significa che se possiedi solo la casa dove vivi, non devi pagare nulla.

              Come si calcola l’acconto IMU

              L’acconto IMU si calcola con questa formula:

              Rendita catastale + 5% rivalutazione x moltiplicatore catastale x aliquota comunale / 2 = Acconto IMU

              Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Mario possieda una seconda casa a Udine con rendita catastale di 500 euro, categoria A/3. Il calcolo sarà:

              • Rendita rivalutata: 500 + 5% = 525 euro
              • Base imponibile: 525 x 160 (moltiplicatore per cat. A) = 84.000 euro
              • IMU annua: 84.000 x 10,6 per mille (aliquota ordinaria) = 890,40 euro
              • Acconto 16 giugno: 890,40 / 2 = 445,20 euro

              Codici tributo F24 per l’IMU

              Codice TributoTipologia immobile
              3912Abitazione principale di lusso e pertinenze (A/1, A/8, A/9)
              3916Aree fabbricabili
              3918Altri fabbricati (seconde case, uffici, negozi)
              3925Immobili categoria D – Quota Stato
              3930Immobili categoria D – Quota Comune (incremento)
              3914Terreni agricoli

              Il versamento si effettua tramite Modello F24, compilando la sezione “IMU e altri tributi locali” con il codice del Comune di ubicazione dell’immobile. È possibile pagare in banca, ufficio postale, oppure online tramite il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate.

              IRPEF, ritenute e addizionali: scadenza 16 giugno

              Il 16 giugno 2026 è anche la data in cui i sostituti d’imposta (datori di lavoro, aziende, professionisti che pagano collaboratori) devono versare le ritenute operate nel mese di maggio. Si tratta di un adempimento mensile che riguarda milioni di imprese e professionisti.

              Ritenute da versare entro il 16 giugno

              • IRPEF ritenute lavoro dipendente (codice tributo 1001): trattenute sugli stipendi di maggio
              • IRPEF ritenute lavoro autonomo (codice tributo 1040): ritenute d’acconto su compensi a professionisti
              • IRPEF ritenute su provvigioni (codice tributo 1040): per agenti e rappresentanti
              • Addizionali regionali IRPEF (codice tributo 3802): rata mensile dell’addizionale regionale
              • Addizionali comunali IRPEF (codice tributo 3848): rata mensile dell’addizionale comunale in acconto

              Tutti i versamenti si effettuano con Modello F24 telematico. I datori di lavoro con più di 15 dipendenti sono obbligati alla presentazione telematica tramite Entratel o Fisconline.

              IVA mensile maggio: versamento entro il 16 giugno

              I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare entro il 16 giugno l’IVA risultante dalla liquidazione relativa al mese di maggio 2026. Il codice tributo da utilizzare nel Modello F24 è il 6005 (IVA versamento mensile – maggio).

              Sono obbligati alla liquidazione mensile dell’IVA i soggetti che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro (per attività di servizi) o 800.000 euro (per altre attività). Chi si trova sotto queste soglie, di norma, liquida l’IVA trimestralmente.

              I contribuenti in regime forfettario sono invece esenti dalla liquidazione IVA: non addebitano IVA in fattura e non devono effettuare alcun versamento periodico.

              Contributi INPS giugno 2026

              Il mese di giugno prevede diverse scadenze per i contributi previdenziali INPS, che variano in base alla tipologia di lavoratore e alla gestione di appartenenza.

              16 giugno: contributi dipendenti e gestione separata (mensili)

              • Contributi INPS dipendenti: i datori di lavoro versano tramite modello DM10/UniEmens i contributi relativi agli stipendi di maggio
              • Contributi gestione separata (committenti): le aziende che si avvalgono di collaboratori coordinati e continuativi versano la quota di contributi gestione separata del mese di maggio

              30 giugno: saldo e primo acconto artigiani, commercianti e gestione separata

              I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono versare entro il 30 giugno:

              • Saldo contributi INPS 2025 (eccedenza minimo per artigiani/commercianti, saldo gestione separata)
              • Primo acconto contributi 2026 (pari al 40% del totale dovuto per l’anno)

              Questo vale per artigiani, commercianti e professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS. Chi opera in regime forfettario può beneficiare della riduzione contributiva del 35%, ma deve aver presentato apposita domanda all’INPS.

              Contributi colf e badanti: scadenza 10 giugno

              I datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, babysitter, assistenti familiari) devono versare entro il 10 giugno 2026 la seconda rata trimestrale dei contributi previdenziali INPS, relativa al periodo aprile-maggio-giugno 2026.

              Il pagamento si effettua tramite bollettino MAV o PagoPA, disponibili nel portale INPS sezione “Lavoratori domestici”. In alternativa, è possibile utilizzare l’app IO o i canali bancari abilitati a PagoPA. Per una guida completa su come gestire il rapporto di lavoro domestico, consulta il nostro approfondimento dedicato.

              Importo indicativo: i contributi per colf e badanti variano in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate. Per una badante convivente con retribuzione di circa 7,50 euro/ora, i contributi trimestrali si aggirano intorno a 300-400 euro.

              Saldo IRPEF e primo acconto: la grande scadenza del 30 giugno

              Il 30 giugno 2026 è una delle date più importanti dell’anno fiscale: entro questo termine scade il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026 per tutti i contribuenti che presentano il Modello Redditi PF. Questa scadenza riguarda partite IVA, liberi professionisti, imprenditori individuali e chiunque abbia redditi non soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.

              Come si calcola il saldo e l’acconto

              • Saldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001): differenza tra l’imposta dovuta per il 2025 e quanto già versato con gli acconti durante l’anno
              • Primo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033): pari al 40% dell’acconto totale dovuto (che è il 100% dell’IRPEF dell’anno precedente se superiore a 51,65 euro)

              Differimento al 30 luglio con maggiorazione 0,40%

              Chi non riesce a rispettare la scadenza del 30 giugno può versare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto a titolo di interesse. Ad esempio, su un saldo di 1.000 euro, la maggiorazione sarà di soli 4 euro. È un’opzione utile per chi ha bisogno di qualche settimana in più per organizzare la liquidità.

              Esempio pratico: Lucia, freelance con partita IVA forfettaria, ha un saldo imposta sostitutiva 2025 di 2.500 euro e un primo acconto 2026 di 1.200 euro. Se paga entro il 30 giugno, versa 3.700 euro. Se paga entro il 30 luglio, versa 3.700 + 14,80 (0,40%) = 3.714,80 euro.

              Dichiarazione IMU: scadenza 30 giugno

              Oltre al versamento dell’acconto, il 30 giugno 2026 è anche il termine per la presentazione della dichiarazione IMU relativa alle variazioni avvenute nel corso del 2025. La dichiarazione IMU non va confusa con il pagamento: serve a comunicare al Comune le variazioni che incidono sul calcolo dell’imposta.

              Quando è obbligatoria la dichiarazione IMU

              La dichiarazione IMU va presentata quando nel corso dell’anno precedente si sono verificate variazioni non conoscibili dal Comune attraverso le banche dati catastali, ad esempio:

              • Immobili che hanno acquisito o perso il diritto all’esenzione (es. cambio di residenza)
              • Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta (riduzione 50%)
              • Immobili inagibili o inabitabili
              • Aree diventate fabbricabili
              • Immobili di interesse storico/artistico
              • Variazioni di quote di possesso tra comproprietari

              La dichiarazione si presenta al Comune dove si trova l’immobile, utilizzando il modello ministeriale approvato con decreto del MEF. La presentazione può avvenire in forma cartacea, raccomandata o tramite PEC.

              Diritto annuale Camera di Commercio: 30 giugno

              Le imprese iscritte al Registro delle Imprese devono versare entro il 30 giugno 2026 il diritto annuale alla Camera di Commercio di competenza. Il pagamento si effettua tramite Modello F24 con il codice tributo 3850.

              L’importo varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa:

              • Imprese individuali: importo fisso di circa 53 euro (per la sede) + 11 euro per ogni unità locale
              • Società di persone: importo variabile in base al fatturato, con un minimo di circa 120 euro
              • Società di capitali: calcolato in base al fatturato con aliquote progressive

              Anche per il diritto camerale vale la possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%, in quanto il versamento segue le stesse tempistiche delle imposte sui redditi.

              Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno

              Anche se la scadenza ufficiale del 730 precompilato 2026 è fissata al 30 settembre 2026, conviene inviare la dichiarazione entro la fine di giugno per un motivo molto pratico: il rimborso IRPEF in busta paga.

              L’Agenzia delle Entrate elabora le dichiarazioni in ordine di arrivo. Chi invia il 730 entro giugno riceve il rimborso generalmente nella busta paga di luglio o agosto. Chi invia a settembre potrebbe ricevere il rimborso solo a ottobre o novembre.

              Date chiave per il 730/2026

              • 30 aprile 2026: disponibilità 730 precompilato online
              • 20 maggio 2026: inizio invio 730 precompilato
              • Entro giugno: invio consigliato per rimborso rapido
              • 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio

              Se hai dubbi su detrazioni fiscali e documenti da presentare, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio del Modello 730, verificando che tutte le spese detraibili siano correttamente inserite.

              LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni

              La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo) ha scadenza il 31 maggio. Se non è stata inviata in tempo, giugno è il mese per regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso.

              Sanzioni per ritardo LIPE

              • Sanzione base: da 500 a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o errata
              • Ravvedimento entro 15 giorni: sanzione ridotta a 1/10 = 50 euro
              • Ravvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 = circa 55,56 euro
              • Ravvedimento entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 = 62,50 euro

              Se la LIPE viene corretta spontaneamente entro 15 giorni dalla scadenza originale, la sanzione è dimezzata a 250 euro (prima dell’applicazione delle riduzioni da ravvedimento). Conviene quindi regolarizzare il prima possibile per minimizzare l’importo.

              Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso

              Se hai dimenticato una scadenza fiscale o non sei riuscito a pagare in tempo, il ravvedimento operoso è lo strumento che ti permette di regolarizzare la tua posizione pagando sanzioni ridotte. È una delle agevolazioni più importanti del sistema fiscale italiano: più tempestivo è il pagamento, minore sarà la sanzione.

              Riduzioni delle sanzioni con ravvedimento

              TempisticaRiduzione sanzioneSanzione effettiva
              Entro 14 giorni (ravvedimento sprint)1/15 al giorno0,1% per ogni giorno di ritardo
              Entro 30 giorni (ravvedimento breve)1/10 del minimo1,5% dell’imposta
              Entro 90 giorni (ravvedimento intermedio)1/9 del minimo1,67% dell’imposta
              Entro 1 anno (ravvedimento lungo)1/8 del minimo3,75% dell’imposta
              Entro 2 anni1/7 del minimo4,29% dell’imposta
              Oltre 2 anni1/6 del minimo5% dell’imposta

              Esempio pratico: hai dimenticato di pagare l’acconto IMU di 500 euro il 16 giugno. Se paghi entro il 16 luglio (30 giorni), la sanzione sarà 500 x 1,5% = 7,50 euro, più gli interessi legali. Un costo minimo rispetto alle sanzioni piene che possono arrivare al 30% dell’importo.

              Per calcolare correttamente il ravvedimento operoso e compilare il Modello F24 con i codici tributo appropriati, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori ti aiuteranno a regolarizzare la posizione nel modo più conveniente possibile.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026

              Quando scade l’IMU prima rata 2026?

              La prima rata IMU 2026 (acconto) scade il 16 giugno 2026. Si versa il 50% dell’imposta annua calcolata sulle aliquote dell’anno precedente, tramite Modello F24.

              Posso pagare le imposte del 30 giugno in ritardo?

              Sì, puoi versare il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 luglio 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40%. Oltre il 30 luglio, si applica il ravvedimento operoso con sanzioni crescenti.

              Chi è esente dall’IMU sulla prima casa?

              L’abitazione principale non di lusso (categorie catastali da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Pagano solo le abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9).

              Quando conviene inviare il 730?

              Conviene inviare il 730 precompilato entro la fine di giugno per ricevere il rimborso IRPEF nella busta paga di luglio-agosto. La scadenza ufficiale è il 30 settembre, ma chi aspetta riceve il rimborso più tardi.

              Cosa succede se non pago i contributi della colf entro il 10 giugno?

              In caso di ritardo nel pagamento dei contributi per colf e badanti, si applicano sanzioni civili (interessi di mora) e una sanzione dal 30% al 60% dei contributi non versati. È possibile regolarizzare con ravvedimento operoso entro termini ragionevoli.

              I forfettari devono pagare qualcosa il 30 giugno?

              Sì, i contribuenti in regime forfettario devono versare entro il 30 giugno il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (codice tributo 1792) e il primo acconto 2026 (codice tributo 1790), oltre ai contributi INPS (saldo + primo acconto) alla gestione commercianti o separata.

              Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?

              Le scadenze di giugno sono tante e complesse: IMU, IRPEF, IVA, contributi INPS, dichiarazione IMU. Non rischiare sanzioni per una dimenticanza. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a rispettare tutti gli adempimenti, calcolare gli importi corretti e compilare i Modelli F24.

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                Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 14:00:002026-05-31 17:59:57Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS
                Pagina 1 di 212

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