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Tag Archivio per: dichiarazione bitcoin

CAF, CRIPTOVALUTE

Tassazione ETF Bitcoin 2026: ETP, Quadro RW e 5 Differenze con le Crypto in Wallet

Dichiarazione redditi Criptovalute

La tassazione ETF Bitcoin 2026 segue regole completamente diverse da quelle delle criptovalute che tieni in un wallet o su un exchange, e questa distinzione vale migliaia di euro di imposte. Sempre più risparmiatori italiani comprano ETP e ETN su Bitcoin tramite la propria banca o un broker tradizionale, convinti di dover applicare la nuova aliquota del 33% prevista per le cripto-attività. Non è così. Quando acquisti un prodotto quotato in borsa che replica il prezzo del Bitcoin, dal punto di vista giuridico non possiedi criptovaluta: possiedi uno strumento finanziario. Cambia l’aliquota, cambia il quadro della dichiarazione, cambia persino l’imposta patrimoniale annuale. In questa guida spieghiamo in parole semplici come funziona la tassazione ETF Bitcoin 2026, quando scatta l’obbligo di quadro RW (oggi Quadro W) e quali sono le cinque differenze pratiche rispetto alle crypto detenute direttamente. Se hai entrambe le cose in portafoglio, il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a mettere ordine prima della dichiarazione.

Indice dei contenuti

  1. Che cosa sono gli ETP e gli ETF su Bitcoin (e perché la tassazione cambia)
  2. Tassazione ETF Bitcoin 2026: aliquota 26% e non 33%
  3. Armonizzati e non armonizzati: la differenza che cambia le imposte
  4. Quadro RW ed ETF Bitcoin: quando devi monitorare e quando no
  5. Imposta di bollo 0,20% e IVCA: due imposte simili ma con basi diverse
  6. ETF Bitcoin o crypto in wallet? Il confronto pratico in 5 punti
  7. Come dichiarare ETP, ETF Bitcoin e crypto senza errori

Che cosa sono gli ETP e gli ETF su Bitcoin (e perché la tassazione cambia)

Prima di parlare di aliquote serve capire che cosa compri davvero. Un ETP (Exchange Traded Product) è un prodotto quotato in borsa che replica l’andamento di un sottostante, in questo caso il prezzo del Bitcoin. La maggior parte dei prodotti disponibili in Europa sono tecnicamente ETN (Exchange Traded Note) o ETC: titoli di debito garantiti da Bitcoin realmente depositato presso un custode. Nel linguaggio comune li chiamiamo tutti “ETF Bitcoin“, ma la differenza tecnica esiste ed è proprio quella che determina il trattamento fiscale.

Il punto chiave è questo: quando acquisti un ETP su Bitcoin tramite la tua banca, non hai una chiave privata, non hai un wallet, non puoi trasferire i Bitcoin a nessuno. Hai un titolo depositato sul tuo dossier titoli, esattamente come un’azione o un’obbligazione. Il Bitcoin è solo il parametro che ne determina il valore.

Questa differenza non è formale. La normativa MiCAR (Regolamento UE 2023/1114), che definisce che cosa sia una cripto-attività, esclude espressamente dal proprio perimetro gli strumenti finanziari già disciplinati dalla direttiva MiFID II. Di conseguenza un ETP quotato non è una cripto-attività ai fini fiscali, e la tassazione ETF Bitcoin 2026 non segue le regole scritte per le crypto “dirette”. Nella stessa direzione va l’Agenzia delle Entrate: con la Circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023 ha escluso dai redditi da cripto-attività (art. 67, comma 1, lettera c-sexies, del TUIR) i proventi dei prodotti che corrispondono a uno strumento finanziario ai sensi della MiFID II e ha precisato che i redditi derivanti da contratti «ancorché aventi come sottostante cripto-attività» restano redditi diversi di natura finanziaria soggetti al regime ordinario. La qualificazione va comunque verificata prodotto per prodotto, sulla base del prospetto dell’emittente e dell’inquadramento dato dall’intermediario, salvo diversa valutazione dell’Agenzia delle Entrate sul singolo strumento.

Tassazione ETF Bitcoin 2026: aliquota 26% e non 33%

Veniamo al numero che interessa di più. Per le cripto-attività detenute direttamente (Bitcoin in wallet, su exchange, in staking) dal 1° gennaio 2026 l’aliquota sulle plusvalenze è salita al 33%, per effetto della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Unica eccezione: i token di moneta elettronica (EMT) denominati in euro e conformi al regolamento MiCAR, che restano al 26%.

Per gli ETP e gli ETN su Bitcoin, invece, si applica il regime ordinario dei redditi finanziari, cioè l’imposta sostitutiva del 26%. L’imposta sostitutiva è una tassa unica e definitiva che sostituisce l’IRPEF: la paghi su quel guadagno e hai chiuso, senza doverlo sommare agli altri redditi. In concreto, la tassazione ETF Bitcoin 2026 è più leggera di 7 punti percentuali rispetto a quella del Bitcoin detenuto in wallet.

Facciamo un esempio pratico. Immagina che Marco realizzi 10.000 euro di guadagno. Se il guadagno deriva da Bitcoin venduto su un exchange, paga il 33%, cioè 3.300 euro. Se lo stesso guadagno deriva dalla vendita di un ETP su Bitcoin comprato in banca, paga il 26%, cioè 2.600 euro. A parità di rendimento, 700 euro di imposte in meno.

Attenzione a un altro punto spesso frainteso: la vecchia soglia di esenzione da 2.000 euro sulle plusvalenze crypto non esiste più. Dal 2025 ogni plusvalenza su cripto-attività è tassabile dal primo euro. Se trovi articoli che la citano ancora come vigente, sono semplicemente superati.

Armonizzati e non armonizzati: la differenza che cambia le imposte

Qui entra in gioco un termine tecnico che spaventa molti risparmiatori: fondo armonizzato. Significa semplicemente che il prodotto rispetta le regole europee comuni (la cosiddetta direttiva UCITS) ed è vigilato da un’autorità di uno Stato dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo incluso nella white list, cioè l’elenco dei Paesi che scambiano informazioni fiscali con l’Italia. Un prodotto non armonizzato è tutto ciò che sta fuori da quel perimetro.

La distinzione conta perché cambia la natura del reddito:

  • Redditi di capitale: sono i proventi “positivi” distribuiti o realizzati sui fondi (art. 44 TUIR). Si tassano al 26% ma non si possono compensare con le perdite.
  • Redditi diversi: sono le plusvalenze da compravendita di titoli (art. 67 TUIR). Si tassano al 26% e si possono compensare con le minusvalenze precedenti.

Nella pratica europea non esistono veri ETF armonizzati UCITS su un singolo Bitcoin, perché le regole UCITS impongono la diversificazione del portafoglio. I prodotti che circolano sono ETP/ETN, che generano redditi diversi di natura finanziaria: è la categoria più favorevole, perché permette di usare le minusvalenze accumulate.

Diverso il caso dei fondi non armonizzati ed extra-UE, come gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti: in linea generale i relativi proventi concorrono al reddito complessivo e vengono tassati con le aliquote IRPEF progressive, potenzialmente molto più alte del 26%. Va detto che questi prodotti americani non sono di norma collocabili presso i risparmiatori retail europei. Se li hai acquistati tramite un broker estero, è un caso da esaminare uno per uno con un professionista.

Quadro RW ed ETF Bitcoin: quando devi monitorare e quando no

Questo è il cuore dell’articolo e il punto in cui si commettono più errori. Il quadro RW (oggi Quadro W del Modello Redditi PF) serve al monitoraggio fiscale: è la sezione in cui dichiari al Fisco che cosa possiedi all’estero o fuori dal circuito degli intermediari italiani. Non serve a pagare le tasse sui guadagni, serve a dire “ce l’ho”.

Ecco la regola in tre righe:

  • ETP/ETF su Bitcoin in un dossier titoli italiano, con la banca che applica l’imposta sostitutiva (regime del risparmio amministrato): nessun obbligo di quadro RW. L’intermediario fa già tutto lui, trattiene le imposte e segnala i dati.
  • ETP/ETF su Bitcoin depositati presso un intermediario estero (broker estero, banca estera senza sostituto d’imposta italiano): quadro RW obbligatorio, con applicazione dell’IVAFE al 2 per mille (0,20%) del valore al 31 dicembre.
  • Bitcoin e crypto in wallet self-custody: quadro RW/W sempre obbligatorio, indipendentemente da dove le hai comprate, perché la chiave privata è tua e nessun intermediario italiano risponde per te.

Il regime del risparmio amministrato è l’accordo con la banca per cui è lei a calcolare e versare le imposte al posto tuo, in forma anonima verso il Fisco. È questo meccanismo che fa scattare l’esonero dal monitoraggio previsto dall’art. 4 del D.L. 167/1990.

La differenza pratica è enorme: chi compra ETP su Bitcoin in una banca italiana spesso non deve nemmeno presentare il Modello Redditi per quell’investimento. Chi ha crypto in wallet deve invece compilare il quadro ogni anno, anche se non ha venduto nulla. Per i dettagli sulla compilazione trovi la nostra guida dedicata al Quadro RW per le criptovalute e la DAC8, e per i conti presso banche digitali estere la guida su conti esteri fintech, RW e IVAFE.

Le sanzioni per l’omesso monitoraggio

Sottovalutare il quadro è pericoloso. Le sanzioni per l’omesso monitoraggio fiscale vanno dal 3% al 15% degli importi non dichiarati, percentuali che raddoppiano per le attività detenute in Paesi a fiscalità privilegiata. A queste si aggiunge la sanzione per l’eventuale imposta patrimoniale non versata. Con l’entrata in vigore della DAC8 nel 2026, gli exchange comunicano automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei clienti italiani: i controlli incrociati sono ormai automatici e i margini di errore si sono azzerati.

Imposta di bollo 0,20% e IVCA: due imposte simili ma con basi diverse

Oltre alle imposte sui guadagni esiste una piccola imposta patrimoniale annuale, cioè calcolata sul valore di quello che possiedi anche se non vendi nulla. Anche qui ETP e crypto viaggiano su binari separati, pur con aliquote quasi identiche. È una delle sottigliezze che rende la tassazione ETF Bitcoin 2026 meno banale di quanto sembri.

Per gli ETP e gli ETF su Bitcoin in dossier titoli italiano si applica l’imposta di bollo sui prodotti finanziari, pari allo 0,20% annuo del valore di mercato, trattenuta direttamente dalla banca (art. 13 della Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972). Non devi fare nulla: la trovi già addebitata nell’estratto conto titoli.

Per le criptovalute detenute direttamente si applica invece l’IVCA, l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività, pari allo 0,2% (2 per mille) del valore complessivo delle crypto al 31 dicembre. Attenzione a un errore diffusissimo online: l’IVCA è lo 0,2%, non il 2%. Su un portafoglio da 50.000 euro significa 100 euro di imposta, non 1.000.

La differenza sostanziale? L’imposta di bollo la versa la banca per te, l’IVCA la calcoli e la versi tu in dichiarazione (salvo che tu abbia affidato le crypto a un intermediario italiano che opera da sostituto d’imposta). E se le cripto-attività sono su un exchange estero, il calcolo va fatto insieme al monitoraggio nel Quadro W. Aliquote nominalmente gemelle, adempimenti agli antipodi.

ETF Bitcoin o crypto in wallet? Il confronto pratico in 5 punti

Riassumiamo le cinque differenze che contano davvero quando scegli come esporti al Bitcoin. Non si tratta solo di fisco: la comodità dichiarativa ha un peso concreto sul tempo e sui costi di gestione.

  • Aliquota: 26% per ETP/ETN quotati, 33% per le cripto-attività detenute direttamente dal 2026.
  • Quadro RW/W: non dovuto per gli ETP in dossier italiano, sempre dovuto per le crypto in self-custody.
  • Imposta patrimoniale: bollo 0,20% trattenuto dalla banca contro IVCA 0,2% da liquidare in dichiarazione.
  • Minusvalenze: quelle da ETP/ETN sono compensabili con plusvalenze da azioni, obbligazioni e derivati entro i 4 anni successivi; le minusvalenze crypto si compensano solo con altre plusvalenze da cripto-attività.
  • Gestione: con gli ETP la banca fa da sostituto d’imposta; con le crypto sei tu il responsabile del calcolo, con metodo LIFO e ricostruzione di ogni singola operazione.

Un chiarimento importante sulle minusvalenze: se hai perso denaro con gli ETP su Bitcoin, quella perdita può “salvarti” le tasse su un guadagno azionario. Se invece hai perso sulle crypto in wallet, la perdita resta confinata nel mondo cripto. È il cosiddetto zainetto fiscale, cioè il serbatoio di perdite che puoi portarti dietro negli anni.

Naturalmente il confronto non è solo fiscale: chi compra crypto direttamente ottiene il controllo delle chiavi e la possibilità di usarle, cosa che con un ETP non è possibile. Per il quadro completo degli obblighi su chi detiene cripto-attività, leggi la nostra guida fiscale definitiva alle criptovalute 2026 su MiCA, DAC8, Quadro W e RT, che approfondisce l’intera disciplina.

Come dichiarare ETP, ETF Bitcoin e crypto senza errori

La dichiarazione è il momento in cui tutte queste distinzioni diventano righe da compilare, e un errore di quadro può costare una lettera di compliance dall’Agenzia delle Entrate. Chi possiede ETP su Bitcoin presso un intermediario estero deve presentare il Modello Redditi PF con il quadro di monitoraggio e, se ha venduto in perdita o in guadagno, il quadro RT per le plusvalenze. Chi detiene anche crypto in wallet deve ricostruire tutte le operazioni con metodo LIFO e calcolare l’IVCA sul valore al 31 dicembre.

La complicazione arriva quando le due cose convivono. Molti investitori hanno un po’ di ETP su Bitcoin in banca, qualche crypto su exchange e magari un wallet personale: tre regimi fiscali diversi nello stesso portafoglio, con aliquote diverse, quadri diversi e minusvalenze che non si parlano tra loro.

Ricostruire tutto da soli, incrociando estratti conto titoli, report di exchange e movimenti on-chain, è un lavoro che espone a errori facilmente evitabili. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue da anni contribuenti con portafogli misti: analizziamo la documentazione, qualifichiamo correttamente ogni strumento, calcoliamo plusvalenze e imposte patrimoniali e compiliamo la dichiarazione al posto tuo. Per chi si trova a gestire operazioni di vendita già chiuse, è utile anche la guida alle plusvalenze da criptovalute nel quadro RT 2026.

Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità del portafoglio. Se hai dubbi sulla qualificazione di un prodotto, meglio chiarirli prima della scadenza che dopo una comunicazione del Fisco: prenota un appuntamento con i nostri operatori.

Domande Frequenti sulla Tassazione ETF Bitcoin

Gli ETF su Bitcoin si tassano al 33% come le criptovalute?

No. La tassazione ETF Bitcoin 2026 applica l’aliquota ordinaria del 26% sui redditi finanziari, perché ETP ed ETN sono strumenti finanziari e non cripto-attività. L’aliquota del 33% introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda solo le cripto-attività detenute direttamente, come il Bitcoin in wallet o su exchange.

Devo indicare gli ETP su Bitcoin nel quadro RW?

Dipende da dove sono depositati. Se li detieni in un dossier titoli italiano in regime di risparmio amministrato, l’intermediario applica l’imposta sostitutiva e non c’è obbligo di quadro RW. Se invece sono su un broker o una banca estera, il monitoraggio è obbligatorio e si applica l’IVAFE allo 0,20% del valore al 31 dicembre.

Le crypto in wallet vanno sempre dichiarate anche se non le ho vendute?

Sì. Le cripto-attività in self-custody vanno indicate ogni anno nel Quadro W ai fini del monitoraggio fiscale e dell’IVCA (0,2% del valore al 31 dicembre), anche in assenza di vendite. L’obbligo prescinde dal Paese dell’exchange dove le hai acquistate.

Posso compensare le minusvalenze degli ETF Bitcoin con le plusvalenze crypto?

No, i due mondi restano separati. Le minusvalenze da ETP/ETN sono redditi diversi di natura finanziaria e si compensano con plusvalenze da azioni, obbligazioni, ETF e derivati nei 4 anni successivi. Le minusvalenze su cripto-attività si compensano solo con altre plusvalenze da cripto-attività.

L’IVCA sulle criptovalute è il 2% o lo 0,2%?

È lo 0,2%, cioè il 2 per mille del valore delle cripto-attività al 31 dicembre. Il valore “2%” che circola online è un errore di trascrizione molto diffuso. Su 30.000 euro di crypto l’imposta corretta è di 60 euro, non 600.

Esiste ancora la franchigia di 2.000 euro sulle plusvalenze crypto?

No, è stata abolita. Dal 1° gennaio 2025 ogni plusvalenza su cripto-attività è tassabile dal primo euro, per effetto della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Chi cita ancora quella soglia si riferisce a una normativa non più in vigore.

Capire la tassazione ETF Bitcoin 2026 significa evitare di pagare il 33% dove basta il 26% e, soprattutto, non dimenticare adempimenti che il Fisco oggi controlla in automatico grazie alla DAC8. ETP, ETN e criptovalute in wallet convivono spesso nello stesso portafoglio, ma seguono regole diverse su aliquote, quadro RW e imposte patrimoniali: una qualificazione sbagliata si traduce in sanzioni evitabili.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione di ETP, ETF su Bitcoin e criptovalute? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio (Viale Tullio 13, Udine) che online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità del tuo portafoglio.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 16, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-16 15:00:002026-09-15 22:45:21Tassazione ETF Bitcoin 2026: ETP, Quadro RW e 5 Differenze con le Crypto in Wallet
CAF, CRIPTOVALUTE

Tassazione Criptovalute 2026: Aliquota al 33%, Quadro W e Come Dichiarare Bitcoin e Crypto

Dichiarazione redditi Criptovalute

La tassazione criptovalute 2026 ha subito un cambiamento significativo: dal 1° gennaio 2026 l’aliquota sulle plusvalenze crypto sale al 33%, rispetto al 26% applicato fino al 2025. Se possiedi Bitcoin, Ethereum o qualsiasi altra cripto-attività, è fondamentale capire come dichiararle correttamente nel Quadro W del Modello Redditi PF e quali sono i tuoi obblighi fiscali. In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere: dalla nuova aliquota alla fine della franchigia di 2.000 euro, dall’IVCA alle sanzioni per chi non dichiara. Se hai bisogno di aiuto, il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella dichiarazione redditi crypto e può assisterti in ogni fase.

Indice dei contenuti

  1. Nuova aliquota al 33% sulle plusvalenze crypto
  2. Franchigia 2.000 euro: abolita dal 2025
  3. Quadro W del Modello Redditi PF: come compilarlo
  4. Cosa va dichiarato: wallet, exchange, staking, airdrop, NFT
  5. IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attività
  6. Come calcolare le plusvalenze (metodo LIFO)
  7. Exchange italiani vs esteri: obblighi diversi
  8. Sanzioni per crypto non dichiarate: 120% fissa
  9. Ravvedimento operoso per crypto non dichiarate
  10. Come il CAF può aiutarti
  11. Domande frequenti

Nuova aliquota al 33% sulle plusvalenze crypto dal 2026

La Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, art. 1 commi 24-29) ha introdotto una modifica sostanziale alla tassazione delle criptovalute in Italia. A partire dal 1° gennaio 2026, l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze derivanti da cripto-attività passa dal 26% al 33%.

In parole semplici, se compri Bitcoin a 30.000 euro e li rivendi a 40.000 euro, la plusvalenza di 10.000 euro viene tassata al 33%. Questo significa che dovrai pagare 3.300 euro di imposte su quel guadagno, invece dei 2.600 euro che avresti pagato con la vecchia aliquota del 26%.

Questa modifica si applica a tutte le cripto-attività come definite dal regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets): Bitcoin, Ethereum, altcoin, stablecoin denominate in valuta estera come USDT e USDC, token di utilità e qualsiasi altra rappresentazione digitale di valore basata su tecnologia a registro distribuito (blockchain). La nuova aliquota si inserisce nel quadro dell’art. 67, comma 1, lettera c-sexies del TUIR, che disciplina i redditi diversi derivanti dalle operazioni in cripto-attività.

Unica eccezione, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026: i token di moneta elettronica (EMT) denominati in euro conformi al regolamento europeo MiCAR (Reg. UE 2023/1114) restano tassati al 26%, e le conversioni tra euro ed EMT in euro sono fiscalmente neutre, cioè non generano plusvalenze imponibili. Attenzione però: le stablecoin ancorate al dollaro come USDT e USDC non rientrano nell’eccezione e seguono l’aliquota generale del 33%.

PeriodoAliquota plusvalenze cryptoNorma di riferimento
Fino al 31/12/202526%Art. 67, c.1, lett. c-sexies TUIR
Dal 01/01/202633% (aliquota generale)L. 207/2024 (Bilancio 2025), art. 1 c. 24
Dal 01/01/2026 — EMT in euro conformi MiCAR26%Legge di Bilancio 2026

Franchigia di 2.000 euro: abolita dal 2025

Fino al 31 dicembre 2024 le plusvalenze da cripto-attività godevano di una franchigia di 2.000 euro annui: sotto quella soglia non si pagava l’imposta sostitutiva. Questa franchigia è stata abolita dal 1° gennaio 2025 dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1 comma 25, lett. a). Oggi, quindi, ogni plusvalenza è tassabile dal primo euro: al 26% per i guadagni realizzati nel 2025 e al 33% per quelli realizzati dal 2026.

Attenzione a non confondere i piani: l’imposta sostitutiva colpisce solo le plusvalenze realizzate, non il valore totale delle tue criptovalute. Se possiedi Bitcoin per un valore di 50.000 euro ma non hai venduto nulla, non devi pagare l’imposta sostitutiva del 33%. Rimane comunque l’obbligo di dichiarazione nel Quadro W e il pagamento dell’IVCA (di cui parleremo più avanti).

La base imponibile resta comunque il saldo netto annuale: se hai realizzato plusvalenze per 5.000 euro e minusvalenze per 4.000 euro, l’imposta sostitutiva si paga solo sul saldo di 1.000 euro. Le minusvalenze eccedenti possono essere portate in deduzione nei quattro periodi d’imposta successivi, a condizione che siano indicate nella dichiarazione dei redditi.

Quadro W del Modello Redditi PF: come compilarlo per le criptovalute

Il Quadro W del Modello Redditi PF (Persone Fisiche) è la sezione dove devi indicare tutte le tue cripto-attività ai fini del monitoraggio fiscale e del calcolo dell’IVCA. Dal 2024, il Quadro W ha sostituito il vecchio Quadro RW per quanto riguarda le cripto-attività, semplificando (almeno nelle intenzioni) la compilazione.

Per compilare correttamente il Quadro W per le criptovalute, devi seguire questi passaggi:

  • Colonna 1 – Tipo di operazione: indica il codice 20 per le cripto-attività
  • Colonna 2 – Codice individuazione bene: inserisci il codice 21 che identifica le “altre cripto-attività”
  • Colonna 3 – Codice Stato estero: se le crypto sono custodite su un exchange estero (es. Binance, Coinbase, Kraken), indica il codice dello Stato. Per wallet personali (self-custody), lascia il campo vuoto
  • Colonna 7 – Valore iniziale: il controvalore in euro delle criptovalute al 1° gennaio 2026 (o alla data di acquisto se successiva)
  • Colonna 8 – Valore finale: il controvalore in euro al 31 dicembre 2026 (o alla data di cessione se precedente)
  • Colonna 13 – Credito d’imposta: eventuali imposte pagate all’estero, per evitare la doppia imposizione

Se possiedi criptovalute su più exchange o wallet diversi, devi compilare un rigo separato del Quadro W per ciascuno di essi. Ad esempio: un rigo per le crypto su Binance, un rigo per quelle su Kraken e un rigo per quelle nel tuo hardware wallet Ledger. Se la tua situazione include casi più complessi (staking su più protocolli, posizioni DeFi, NFT), abbiamo dedicato un approfondimento specifico alla compilazione del Quadro W per staking, DeFi e NFT nei casi più complessi.

È importante sottolineare che il Quadro W va compilato anche se non hai venduto nulla durante l’anno. Il semplice possesso di cripto-attività al 31 dicembre genera l’obbligo di monitoraggio fiscale, indipendentemente dall’importo.

Cosa va dichiarato: wallet, exchange, staking rewards, airdrop e NFT

Una delle domande più comuni riguarda cosa esattamente va dichiarato ai fini fiscali. La risposta è: praticamente tutto ciò che riguarda le cripto-attività. Vediamo nel dettaglio ogni fattispecie.

Wallet e exchange centralizzati

Tutte le criptovalute detenute su exchange centralizzati (Binance, Coinbase, Kraken, Crypto.com, ecc.) e nei wallet personali (MetaMask, Ledger, Trezor, Trust Wallet, ecc.) vanno dichiarate nel Quadro W. Non importa se le hai acquistate con euro o ricevute in cambio di altre criptovalute: il controvalore al 31 dicembre va sempre indicato.

Staking rewards

Le ricompense da staking (ad esempio le ricompense per chi mette in staking Ethereum, Solana, Cardano, ecc.) rappresentano un reddito diverso tassabile. La tassazione si applica al momento del “ricevimento” delle ricompense, calcolando il controvalore in euro in quel momento. Questo reddito concorre al calcolo delle plusvalenze complessive e viene tassato al 33%.

Airdrop

Gli airdrop sono distribuzioni gratuite di token da parte di progetti blockchain. Anche questi sono tassabili: il valore del token al momento del ricevimento costituisce un reddito diverso. Se successivamente vendi i token ricevuti in airdrop a un prezzo superiore, la differenza è una plusvalenza ulteriore soggetta al 33%.

NFT (Non-Fungible Token)

Anche gli NFT rientrano nella definizione di cripto-attività e vanno dichiarati. Se acquisti un NFT a 1 ETH e lo rivendi a 3 ETH, la plusvalenza (convertita in euro) è tassabile. Il possesso di NFT va indicato nel Quadro W con il relativo controvalore al 31 dicembre. Per i dettagli su aliquote e casi particolari (collezioni, royalties, minting) leggi la guida NFT e tasse 2026.

DeFi: lending, liquidity providing e yield farming

Le attività di finanza decentralizzata (DeFi) come il lending (prestito di crypto), il liquidity providing (fornitura di liquidità a pool decentralizzati) e lo yield farming generano rendimenti che vanno dichiarati. L’Agenzia delle Entrate equipara queste attività alla produzione di redditi diversi, con tassazione al 33% sulle plusvalenze realizzate. Anche i proventi da mining di criptovalute seguono regole specifiche (reddito diverso se attività occasionale, reddito d’impresa se professionale): li trovi spiegati nella guida mining criptovalute 2026.

IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attività (0,2% annuo)

Oltre alla tassazione sulle plusvalenze, chi possiede criptovalute deve pagare l’IVCA, l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale pari allo 0,2% annuo sul valore delle cripto-attività detenute al 31 dicembre di ogni anno (o al termine del periodo di detenzione, se inferiore all’anno).

L’IVCA funziona in modo simile all’IVAFE (l’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero) e si calcola proporzionalmente ai giorni di detenzione.

Esempio pratico: se al 31 dicembre 2026 possiedi criptovalute per un controvalore di 50.000 euro, l’IVCA dovuta sarà: 50.000 x 0,2% = 100 euro. Se hai detenuto le crypto solo per 6 mesi (dal 1° luglio al 31 dicembre), l’IVCA sarà proporzionata: 50.000 x 0,2% x 184/365 = 50,41 euro.

L’IVCA si liquida nel Quadro W del Modello Redditi PF e si versa tramite modello F24 con il codice tributo 1727 (per il saldo) o 1728 (per l’acconto). È importante sapere che l’IVCA è dovuta anche se non hai venduto nulla: basta il semplice possesso delle criptovalute.

ElementoDettaglio
Aliquota IVCA0,2% annuo
Base imponibileValore cripto-attività al 31/12
Codice tributo saldo1727
Codice tributo acconto1728
ProporzionamentoIn base ai giorni di detenzione

Come calcolare le plusvalenze crypto (metodo LIFO)

Il calcolo delle plusvalenze da criptovalute è uno degli aspetti più complessi della dichiarazione. L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che il metodo da utilizzare è il LIFO (Last In, First Out), cioè “l’ultimo entrato è il primo uscito”.

In pratica, quando vendi una criptovaluta, si presume che tu stia vendendo le unità acquistate per ultime. Facciamo un esempio concreto per capire meglio.

Supponiamo che Marco abbia effettuato i seguenti acquisti di Bitcoin nel corso degli anni:

  • Gennaio 2024: acquisto di 0,5 BTC a 35.000 euro (costo: 17.500 euro)
  • Giugno 2025: acquisto di 0,3 BTC a 55.000 euro (costo: 16.500 euro)
  • Marzo 2026: acquisto di 0,2 BTC a 80.000 euro (costo: 16.000 euro)

Se Marco vende 0,4 BTC a settembre 2026 al prezzo di 90.000 euro (incasso: 36.000 euro), il calcolo con il metodo LIFO è:

  1. Si “consumano” prima i 0,2 BTC acquistati a marzo 2026 (costo: 16.000 euro)
  2. Poi si usano 0,2 BTC dei 0,3 acquistati a giugno 2025 (costo: 0,2/0,3 x 16.500 = 11.000 euro)
  3. Costo totale: 16.000 + 11.000 = 27.000 euro
  4. Plusvalenza: 36.000 – 27.000 = 9.000 euro
  5. Imposta (33%): 9.000 x 33% = 2.970 euro

Come puoi notare, il metodo LIFO tende a ridurre le plusvalenze quando i prezzi salgono nel tempo, perché si usano prima i costi di acquisto più recenti (e quindi più alti). Tuttavia, è fondamentale avere una documentazione precisa di tutti gli acquisti, con date, quantità e prezzi. Se non riesci a dimostrare il costo di acquisto, l’Agenzia delle Entrate potrebbe considerare il costo pari a zero, con la conseguenza di una plusvalenza pari all’intero incasso.

Exchange italiani vs esteri: obblighi diversi

La distinzione tra exchange italiani ed esteri è importante perché comporta obblighi dichiarativi diversi. Dal 2024, gli exchange che operano in Italia devono essere registrati nell’OAM (Organismo Agenti e Mediatori), il registro ufficiale dei prestatori di servizi relativi a cripto-attività.

Exchange registrati in Italia (OAM)

Gli exchange registrati in Italia (come Young Platform, The Rock Trading, ecc.) agiscono come sostituti d’imposta per l’IVCA. Questo significa che:

  • L’exchange calcola e versa l’IVCA per tuo conto
  • Resta comunque l’obbligo di dichiarare le plusvalenze nel Modello Redditi PF
  • Il monitoraggio nel Quadro W è comunque obbligatorio
  • L’exchange ti fornisce la reportistica fiscale necessaria per la dichiarazione

Exchange esteri (non registrati OAM)

Se utilizzi exchange esteri come Binance, Coinbase, Kraken o Crypto.com, gli obblighi sono maggiori:

  • Devi calcolare e versare l’IVCA autonomamente
  • Devi compilare il Quadro W indicando il codice dello Stato estero dell’exchange
  • Devi dichiarare tutte le plusvalenze nel Quadro RT della Sezione II
  • Devi procurarti autonomamente tutta la documentazione (storico transazioni, report fiscali)

Un aspetto importante riguarda i wallet personali (self-custody): se detieni crypto su un hardware wallet (Ledger, Trezor) o un software wallet (MetaMask, Trust Wallet), non c’è un intermediario. In questo caso, devi compilare il Quadro W senza indicare alcun codice Stato estero e calcolare autonomamente sia l’IVCA che le eventuali plusvalenze.

Cosa succede se non dichiari le crypto: sanzione del 120%

Non dichiarare le proprie criptovalute comporta rischi molto seri. Le sanzioni previste dalla normativa italiana sono particolarmente pesanti e possono trasformare un semplice inadempimento in un problema economico significativo.

Ecco le principali sanzioni per omessa o infedele dichiarazione delle cripto-attività:

ViolazioneSanzioneRiferimento normativo
Omessa dichiarazione plusvalenze120% fissa dell’imposta dovuta (minimo 250 euro); riducibile al 75% con ravvedimento spontaneoArt. 1, c. 1, D.Lgs. 471/1997, come modif. da D.Lgs. 87/2024
Omessa compilazione Quadro WDal 3% al 15% degli importi non dichiaratiArt. 5, c. 2, D.L. 167/1990
Omessa compilazione Quadro W (Paesi black list)Dal 6% al 30% degli importi non dichiaratiArt. 5, c. 2, D.L. 167/1990
Omesso versamento IVCA30% dell’imposta non versataArt. 13, D.Lgs. 471/1997

Facciamo un esempio concreto: se hai realizzato plusvalenze per 20.000 euro nel 2026 e non le dichiari, l’imposta dovuta è 6.600 euro (20.000 x 33%). La sanzione sarà di 7.920 euro (120% fissa di 6.600, dal D.Lgs. 87/2024 per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 in poi), per un totale di 14.520 euro tra imposta e sanzione, senza contare gli interessi. Con il ravvedimento operoso la sanzione può essere ridotta fino al 75% (5.940 euro).

È importante sapere che l’Agenzia delle Entrate ha sempre più strumenti per individuare i possessori di criptovalute. Gli exchange registrati OAM comunicano i dati dei propri utenti all’amministrazione finanziaria. Inoltre, il DAC8 (la direttiva europea sullo scambio automatico di informazioni) prevede che dal 2026 anche gli exchange esteri comunichino i dati degli utenti alle autorità fiscali dei rispettivi Paesi. Per una panoramica completa delle conseguenze in caso di omessa dichiarazione, consulta la nostra guida dedicata alle sanzioni per crypto non dichiarate e al ravvedimento operoso.

Ravvedimento operoso per crypto non dichiarate

Se ti sei accorto di non aver dichiarato le tue criptovalute negli anni passati, non è troppo tardi per regolarizzare la tua posizione grazie al ravvedimento operoso. Questo strumento ti permette di sanare le violazioni pagando sanzioni significativamente ridotte, a patto che l’Agenzia delle Entrate non abbia ancora avviato un accertamento nei tuoi confronti.

Le riduzioni delle sanzioni variano in base al momento in cui presenti la dichiarazione integrativa:

  • Entro 30 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/10 del minimo (cioè il 12% invece del 120%)
  • Entro 90 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/9 del minimo
  • Entro 1 anno dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/8 del minimo
  • Entro 2 anni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/7 del minimo
  • Oltre 2 anni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/6 del minimo

Per il ravvedimento, devi presentare una dichiarazione integrativa (Modello Redditi PF) per ciascun anno fiscale non dichiarato, compilando il Quadro W e il Quadro RT con tutti i dati delle tue cripto-attività. Oltre alla sanzione ridotta, dovrai versare le imposte dovute (imposta sostitutiva sulle plusvalenze + IVCA) e gli interessi legali calcolati giorno per giorno.

La procedura è complessa e richiede di ricostruire tutti i movimenti crypto degli anni passati. Per questo motivo, è fortemente consigliato farsi assistere da un professionista o da un CAF specializzato che possa verificare la corretta compilazione e il calcolo delle imposte dovute. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza specifica nella regolarizzazione delle posizioni crypto.

Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti con la dichiarazione crypto

La dichiarazione delle criptovalute è uno degli adempimenti fiscali più complessi per i contribuenti italiani. Tra Quadro W, Quadro RT, IVCA, metodo LIFO e la moltitudine di operazioni possibili (trading, staking, airdrop, DeFi), è facile commettere errori che possono costare caro in termini di sanzioni.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha sviluppato un servizio dedicato alla dichiarazione delle cripto-attività che include:

  • Analisi del portafoglio crypto: esaminiamo le tue posizioni su tutti gli exchange e wallet per avere un quadro completo
  • Calcolo delle plusvalenze: applichiamo il metodo LIFO correttamente, ricostruendo lo storico delle transazioni
  • Compilazione del Quadro W: inseriamo tutti i dati richiesti per il monitoraggio fiscale
  • Calcolo e versamento IVCA: determiniamo l’imposta dovuta e prepariamo il modello F24
  • Ravvedimento operoso: se hai anni non dichiarati, gestiamo la regolarizzazione con sanzioni ridotte
  • Consulenza personalizzata: rispondiamo a tutte le tue domande sulla tassazione crypto

Per preparare la dichiarazione, ti chiederemo di fornirci gli estratti conto o report fiscali dei tuoi exchange (Binance, Coinbase, Kraken, ecc.) e le informazioni sui wallet personali. Molti exchange offrono la possibilità di scaricare report fiscali specifici per l’Italia: il nostro team ti guiderà nell’estrazione di questi documenti. Scopri anche la nostra guida sull’ISEE e criptovalute per capire come le crypto influiscono sul tuo indicatore ISEE.

Domande frequenti sulla tassazione criptovalute 2026

Quando entra in vigore l’aliquota al 33% sulle crypto?

L’aliquota del 33% si applica alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026 in poi. Per le plusvalenze realizzate fino al 31 dicembre 2025, resta valida l’aliquota del 26%. Attenzione: fa fede la data in cui hai effettuato la vendita o lo scambio, non la data in cui hai acquistato la criptovaluta.

Devo dichiarare le crypto anche se non ho venduto nulla?

Sì, il semplice possesso di criptovalute al 31 dicembre genera l’obbligo di compilare il Quadro W del Modello Redditi PF per il monitoraggio fiscale. Inoltre, dovrai versare l’IVCA (0,2% sul valore). Non dovrai invece pagare l’imposta sostitutiva del 33% perché non hai realizzato plusvalenze.

Le minusvalenze crypto si possono dedurre?

Sì, le minusvalenze da cripto-attività possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze dello stesso anno. Se il saldo è negativo (più perdite che guadagni), la minusvalenza eccedente può essere riportata nei 4 anni fiscali successivi per compensare future plusvalenze. È fondamentale indicarle nella dichiarazione dei redditi.

Come dichiaro le crypto nel 730?

Il 730 non è sufficiente per dichiarare le criptovalute. Il Quadro W è presente solo nel Modello Redditi PF. Se normalmente presenti il 730, dovrai inviare anche il Modello Redditi PF come dichiarazione integrativa, limitatamente ai quadri relativi alle cripto-attività (Quadro W e Quadro RT). Il CAF Centro Fiscale può gestire entrambe le dichiarazioni per te.

Gli scambi tra criptovalute sono tassati?

Sì, dal 2023 anche gli scambi tra cripto-attività diverse (ad esempio da Bitcoin a Ethereum) generano una plusvalenza tassabile. Il valore della criptovaluta ceduta va convertito in euro al momento dello scambio. Se il controvalore in euro è superiore al costo di acquisto, la differenza è una plusvalenza soggetta all’aliquota del 33%, dal primo euro.

Quanto pago di tasse se ho guadagnato 10.000 euro con le crypto nel 2026?

Se le tue plusvalenze nette (guadagni meno perdite) sono di 10.000 euro nel 2026, l’imposta sostitutiva si calcola sull’intero importo: 10.000 x 33% = 3.300 euro. Non c’è alcuna franchigia da sottrarre: la vecchia soglia di esenzione di 2.000 euro è stata abolita dal 1° gennaio 2025 (L. 207/2024). A questo si aggiunge l’IVCA (0,2% sul valore delle crypto al 31/12). Il totale delle imposte dipende quindi anche dal valore complessivo delle criptovalute detenute.

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Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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    Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-24 10:00:002026-08-23 23:30:13Tassazione Criptovalute 2026: Aliquota al 33%, Quadro W e Come Dichiarare Bitcoin e Crypto
    CAF, CRIPTOVALUTE

    Quadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi Pratici

    Dichiarazione redditi Criptovalute

    Il Quadro W criptovalute 2026 è il modulo obbligatorio del Modello Redditi PF attraverso il quale ogni residente fiscale italiano deve dichiarare il possesso di Bitcoin, Ethereum e qualsiasi altra cripto-attività. Se possiedi criptovalute su exchange come Binance, Coinbase o Kraken, oppure in un wallet personale, sei tenuto a compilare questa sezione per il monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) pari allo 0,2%.

    A partire dal periodo d’imposta 2023, il legislatore ha introdotto il Quadro W in sostituzione del vecchio Quadro RW specificamente per le cripto-attività, semplificando la struttura ma rendendo più stringenti gli obblighi dichiarativi. Con l’aliquota sulle plusvalenze salita al 33% dal 2026, compilare correttamente il quadro W criptovalute 2026 è fondamentale per evitare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa.

    In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come compilare il Quadro W nel Modello Redditi PF 2026, con esempi pratici con numeri reali, il calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e tutti gli errori da evitare. Se hai dubbi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella compilazione.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le Criptovalute
    2. Chi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026
    3. Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RW
    4. Quali Dati Inserire nel Quadro W per le Crypto
    5. Come Recuperare i Dati dagli Exchange e Wallet
    6. Esempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026
    7. Calcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%
    8. Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%
    9. Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W Crypto
    10. Crypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come Regolarizzare
    11. Scadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026
    12. Domande Frequenti sul Quadro W Criptovalute

    Cos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le Criptovalute

    Il Quadro W è la sezione del Modello Redditi PF dedicata al monitoraggio fiscale delle cripto-attività detenute da persone fisiche residenti in Italia. Questo quadro assolve una duplice funzione: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di monitorare le attività in criptovalute possedute dai contribuenti italiani, dall’altro serve come base per il calcolo dell’IVCA, l’imposta patrimoniale dello 0,2% sul valore delle crypto.

    L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 nasce dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), che ha introdotto per la prima volta un quadro fiscale specifico per le cripto-attività, separandole dagli altri investimenti esteri che continuano a essere dichiarati nel Quadro RW. Questa scelta del legislatore riflette la crescente importanza del fenomeno crypto e la necessità di un monitoraggio dedicato.

    In termini pratici, il Quadro W funziona come una sorta di “fotografia” del tuo portafoglio crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Devi indicare il valore iniziale (quanto valevano le tue crypto all’inizio dell’anno) e il valore finale (quanto valevano alla fine dell’anno). Su quest’ultimo importo si calcola poi l’imposta IVCA.

    È importante capire che l’obbligo sussiste indipendentemente dal fatto che tu abbia realizzato guadagni o perdite. Anche se non hai venduto nulla e il valore delle tue crypto è diminuito, devi comunque compilare il Quadro W. L’unica esenzione riguarda chi non ha mai detenuto cripto-attività durante l’anno d’imposta.

    Chi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026

    L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 riguarda tutti i residenti fiscali italiani che, nel corso del 2025 (anno d’imposta di riferimento), hanno detenuto cripto-attività in qualsiasi forma. Non esiste una soglia minima al di sotto della quale l’obbligo viene meno: anche chi possiede pochi euro in Bitcoin deve dichiararlo.

    Soggetti obbligati alla compilazione

    I soggetti tenuti alla compilazione includono chi detiene criptovalute su exchange centralizzati come Binance, Coinbase, Kraken, Crypto.com, Bitpanda e simili, chi possiede crypto in wallet non custodial (MetaMask, Ledger, Trezor, Trust Wallet), chi ha token DeFi depositati in protocolli di finanza decentralizzata come staking, lending o liquidity pool, chi possiede NFT (Non-Fungible Token) con valore economico e chi ha ricevuto criptovalute in regalo, airdrop o mining.

    Un aspetto fondamentale da sottolineare: l’obbligo riguarda la residenza fiscale, non la cittadinanza. Anche uno straniero residente in Italia deve compilare il quadro W criptovalute 2026. Allo stesso modo, un italiano residente all’estero (iscritto AIRE) non è tenuto a questo adempimento in Italia, ma dovrà verificare le regole fiscali del proprio Paese di residenza.

    La differenza rispetto al 730 è importante: il Quadro W esiste solo nel Modello Redditi PF, quindi chi normalmente presenta il 730 dovrà predisporre anche il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W, oppure optare direttamente per il Modello Redditi PF completo. Dal 2024, il Quadro W è stato introdotto anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per la dichiarazione completa delle cripto-attività con calcolo plusvalenze, resta consigliato il Modello Redditi PF.

    Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RW

    Prima del 2023, le criptovalute venivano dichiarate nel Quadro RW, lo stesso utilizzato per conti correnti esteri, immobili all’estero e investimenti finanziari detenuti fuori dall’Italia. Il Quadro W rappresenta l’evoluzione specifica per le cripto-attività e presenta diverse differenze sostanziali rispetto al precedente sistema.

    La prima grande differenza riguarda la collocazione: il Quadro RW continua a esistere per gli altri investimenti esteri (conti correnti esteri, immobili, partecipazioni), mentre il Quadro W è riservato esclusivamente alle cripto-attività. Questa separazione permette un monitoraggio più preciso e specifico.

    La seconda differenza riguarda l’imposta applicata. Nel Quadro RW si calcola l’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere) con aliquota del 0,2%. Nel Quadro W si calcola l’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività), anch’essa allo 0,2%, ma con regole di calcolo specifiche per le crypto.

    La terza differenza è il codice identificativo: nel Quadro RW le criptovalute usavano il codice generico 14, ora nel Quadro W il codice investimento 14 è dedicato specificamente alle cripto-attività con una classificazione più dettagliata.

    Infine, il Quadro W prevede una sezione specifica per le plusvalenze (la sezione II), che nel vecchio sistema richiedeva la compilazione separata del Quadro RT. Oggi, con il Quadro W del Modello Redditi PF, hai tutto in un unico modulo: monitoraggio, IVCA e tassazione delle plusvalenze.

    Quali Dati Inserire nel Quadro W per le Crypto

    La compilazione del quadro W criptovalute 2026 richiede l’inserimento di dati precisi per ogni posizione in cripto-attività che detieni. Vediamo campo per campo cosa devi indicare nel modulo.

    Sezione I: Monitoraggio fiscale e IVCA

    Nella Sezione I del Quadro W devi indicare i seguenti dati per ciascuna cripto-attività detenuta:

    • Codice investimento: inserisci il codice 14, che identifica le cripto-attività
    • Tipo di operazione: codice 1 se la posizione è stata mantenuta per tutto l’anno, 2 se è stata aperta durante l’anno, 3 se è stata chiusa, 4 se è stata sia aperta che chiusa nello stesso anno
    • Valore iniziale (colonna 7): il controvalore in euro delle cripto-attività al 1° gennaio 2025 (o alla data di acquisto se successiva)
    • Valore finale (colonna 8): il controvalore in euro al 31 dicembre 2025 (o alla data di cessione se precedente)
    • Giorni di possesso (colonna 6): il numero di giorni in cui hai detenuto le cripto-attività durante l’anno (massimo 365)
    • Stato estero: indicare il codice dello Stato in cui ha sede l’exchange o, per i wallet decentralizzati, non compilare questo campo

    Il valore in euro si determina utilizzando il cambio rilevato sul sito dell’exchange dove sono detenute le crypto, oppure su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko alla data di riferimento.

    Sezione II: Plusvalenze e minusvalenze

    La Sezione II del Quadro W serve per dichiarare le plusvalenze (guadagni) e le minusvalenze (perdite) realizzate durante l’anno dalla vendita o conversione di cripto-attività. Qui devi indicare:

    • Corrispettivo di cessione: quanto hai incassato (in euro) dalla vendita delle crypto
    • Costo di acquisto: quanto avevi pagato (in euro) per acquistare le crypto vendute
    • Plusvalenza o minusvalenza: la differenza tra corrispettivo e costo
    • Imposta sostitutiva: il 33% calcolato sulla plusvalenza netta

    Ricorda che le plusvalenze sono tassabili solo se realizzate, cioè solo se hai effettivamente venduto, scambiato o convertito le cripto-attività. Il semplice aumento di valore senza vendita (plusvalenza latente) non genera obbligo fiscale nella Sezione II, ma il valore finale va comunque indicato nella Sezione I per il calcolo dell’IVCA.

    Come Recuperare i Dati dagli Exchange e Wallet

    Uno degli aspetti più impegnativi nella compilazione del quadro W criptovalute 2026 è la raccolta dei dati necessari. Ogni exchange e wallet ha le proprie modalità per esportare le informazioni fiscali. Ecco come procedere per le piattaforme più utilizzate in Italia.

    Dati da Binance

    Su Binance, accedi alla sezione “Tax Report” o “Report Fiscale” disponibile nel menu utente. La piattaforma permette di scaricare il report delle transazioni annuali in formato CSV. Per il Quadro W ti servono in particolare il saldo totale del portafoglio al 1° gennaio 2025 e al 31 dicembre 2025, convertito in euro al cambio del giorno. Binance offre anche un report specifico con i guadagni e le perdite realizzati durante l’anno. In alternativa, puoi scaricare lo storico completo delle transazioni dalla sezione “Ordini” > “Storico transazioni” e calcolare i valori manualmente o tramite software dedicati.

    Dati da Coinbase

    Coinbase mette a disposizione un report fiscale nella sezione “Imposte” (Taxes) del profilo. Puoi generare un report con tutte le transazioni dell’anno, i guadagni realizzati e i saldi a inizio e fine periodo. Coinbase fornisce anche un documento riepilogativo in formato PDF che può essere utilizzato come base per la compilazione del Quadro W. I valori sono già convertiti nella valuta del tuo account.

    Dati da Kraken

    Su Kraken, vai nella sezione “History” > “Export” per scaricare lo storico completo delle operazioni. Kraken offre anche un report fiscale specifico nella sezione “Tax Documents”. Per il Quadro W, scarica il report dei saldi (Balances) alle date del 1° gennaio e 31 dicembre, e il report delle operazioni (Trades) per calcolare le plusvalenze.

    Wallet non custodial e DeFi

    Per i wallet non custodial come MetaMask, Ledger o Trezor, la raccolta dati è più complessa perché non esiste un report automatico. Devi ricostruire manualmente i saldi e le transazioni. Puoi utilizzare gli explorer blockchain come Etherscan (per Ethereum) o Blockchain.com (per Bitcoin) inserendo il tuo indirizzo pubblico per verificare i saldi alle date rilevanti.

    Per le posizioni in DeFi (staking, lending, liquidity pool), devi considerare anche i rendimenti maturati come reddito e il valore complessivo delle posizioni aperte. Software come Koinly, CoinTracking o CryptoTaxCalculator possono aiutare ad aggregare i dati da più fonti.

    Data la complessità di questa operazione, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza specifica per la raccolta e la riconciliazione dei dati da più exchange e wallet.

    Esempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026

    Vediamo un esempio pratico di compilazione del quadro W criptovalute 2026 con numeri reali, per capire concretamente come procedere. Prendiamo il caso di Marco, un lavoratore dipendente di Udine che possiede criptovalute su Binance.

    Il portafoglio crypto di Marco

    Marco ha acquistato nel 2024 le seguenti criptovalute su Binance:

    • 0,15 Bitcoin (BTC) acquistati a ottobre 2024 per 5.400 euro
    • 2 Ethereum (ETH) acquistati a novembre 2024 per 4.800 euro
    • 1.000 USDT (stablecoin) acquistati a dicembre 2024 per 920 euro

    Investimento totale: 11.120 euro

    Al 1° gennaio 2025, il portafoglio di Marco valeva:

    • 0,15 BTC x 40.200 euro/BTC = 6.030 euro
    • 2 ETH x 2.350 euro/ETH = 4.700 euro
    • 1.000 USDT = 920 euro
    • Totale al 1° gennaio 2025: 11.650 euro

    Durante il 2025, Marco ha venduto 0,05 BTC a giugno 2025 per 3.850 euro (prezzo BTC a quel momento: 77.000 euro). Non ha fatto altre operazioni.

    Al 31 dicembre 2025, il portafoglio residuo valeva:

    • 0,10 BTC x 93.500 euro/BTC = 9.350 euro
    • 2 ETH x 3.400 euro/ETH = 6.800 euro
    • 1.000 USDT = 920 euro
    • Totale al 31 dicembre 2025: 17.070 euro

    Compilazione Sezione I del Quadro W

    Marco compila la Sezione I del Quadro W così:

    Rigo W1 (posizione complessiva crypto):

    • Codice investimento: 14 (cripto-attività)
    • Tipo operazione: 1 (posizione mantenuta tutto l’anno)
    • Giorni di possesso: 365
    • Valore iniziale: 11.650 euro
    • Valore finale: 17.070 euro

    Calcolo IVCA:

    • Base imponibile = valore finale = 17.070 euro
    • IVCA = 17.070 x 0,2% = 34,14 euro
    • IVCA dovuta (arrotondata): 34 euro

    Marco dovrà versare 34 euro di IVCA tramite il codice tributo 1727 nel modello F24, entro la scadenza del 30 novembre 2026.

    Compilazione Sezione II: Plusvalenza sulla vendita

    Marco ha venduto 0,05 BTC durante il 2025. Deve calcolare la plusvalenza:

    • Corrispettivo di cessione: 3.850 euro (quanto ha incassato dalla vendita)
    • Costo di acquisto proporzionale: Marco aveva acquistato 0,15 BTC a 5.400 euro, quindi il costo di 0,05 BTC è 5.400 / 3 = 1.800 euro
    • Plusvalenza realizzata: 3.850 – 1.800 = 2.050 euro
    • Imposta sostitutiva al 33%: 2.050 x 33% = 676,50 euro, arrotondati a 677 euro

    Marco compila la Sezione II indicando:

    • Corrispettivo: 3.850 euro
    • Costo: 1.800 euro
    • Plusvalenza: 2.050 euro
    • Imposta sostitutiva: 677 euro

    Totale imposte crypto di Marco per il 2025:

    • IVCA: 34 euro
    • Imposta sostitutiva plusvalenze: 677 euro
    • Totale: 711 euro

    Calcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%

    L’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) è l’equivalente dell’IVAFE ma applicata specificamente alle cripto-attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale che si calcola sul valore delle crypto detenute al 31 dicembre di ogni anno, con aliquota dello 0,2%.

    Il calcolo dell’IVCA nel quadro W criptovalute 2026 segue regole precise. La base imponibile è il valore di mercato in euro delle cripto-attività al 31 dicembre 2025. Se hai detenuto le crypto per un periodo inferiore all’anno intero, l’imposta viene rapportata ai giorni effettivi di possesso (ad esempio, se hai acquistato crypto il 1° luglio, paghi l’IVCA solo per 184 giorni su 365).

    La formula di calcolo è la seguente: IVCA = Valore al 31/12 x 0,2% x (giorni di possesso / 365). Per chi ha detenuto le crypto per tutto l’anno, il calcolo si semplifica a Valore al 31/12 x 0,2%.

    Esistono alcune casistiche particolari da considerare. Se durante l’anno hai acquistato ulteriori crypto, devi ricalcolare il valore iniziale considerando i nuovi acquisti. Se hai venduto parte delle crypto, il valore finale sarà inferiore e l’IVCA si calcolerà solo sul valore residuo al 31 dicembre.

    L’IVCA si versa tramite il modello F24 utilizzando il codice tributo 1727 per il saldo e il codice tributo 1728 per l’acconto. Il versamento segue le stesse scadenze del Modello Redditi PF: saldo entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%) e acconti a giugno e novembre.

    Per importi inferiori a 12 euro, l’IVCA non è dovuta. Questa franchigia riguarda chi possiede piccole quantità di criptovalute con un controvalore modesto.

    Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%

    Dal 2026, le plusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività sono soggette a un’imposta sostitutiva del 33%, aumentata rispetto al precedente 26%. Questa modifica, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, ha un impatto significativo sulla tassazione dei guadagni in criptovalute.

    La plusvalenza si realizza quando vendi, scambi o converti cripto-attività ricavando più di quanto hai speso per acquistarle. Il calcolo è semplice: Plusvalenza = Corrispettivo di cessione – Costo di acquisto. Se il risultato è negativo, si tratta di una minusvalenza, che può essere compensata con plusvalenze future entro i successivi 4 anni.

    Attenzione: l’imposta sostitutiva al 33% si applica alle plusvalenze dell’anno d’imposta 2025 (dichiarate nel Modello Redditi PF 2026). Per l’anno d’imposta 2024, l’aliquota era ancora al 26%.

    Le operazioni che generano plusvalenze tassabili nel quadro W criptovalute 2026 includono la vendita di crypto contro euro o altra valuta fiat, lo scambio tra criptovalute diverse (ad esempio BTC contro ETH), l’utilizzo di crypto per acquistare beni o servizi e la conversione di crypto in stablecoin.

    Non generano invece plusvalenze tassabili il trasferimento tra wallet propri (da exchange a Ledger, per esempio), la ricezione di crypto da airdrop o fork (tassata al momento della successiva vendita) e lo staking, che genera redditi diversi e non plusvalenze da cessione.

    Per determinare il costo di acquisto, si utilizza il metodo LIFO (Last In, First Out): le ultime crypto acquistate sono le prime a essere considerate vendute. Questo metodo può risultare vantaggioso o svantaggioso a seconda dell’andamento dei prezzi.

    Il versamento dell’imposta sostitutiva avviene tramite modello F24 con il codice tributo 1100 entro le scadenze previste per il Modello Redditi PF.

    Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W Crypto

    La compilazione del quadro W criptovalute 2026 presenta diverse insidie che portano molti contribuenti a commettere errori, con il rischio di sanzioni. Ecco i più frequenti e come evitarli.

    Il primo errore comune è non dichiarare le criptovalute perché si ritiene che importi piccoli siano esenti. Non esiste alcuna soglia minima: anche 10 euro in Bitcoin devono essere indicati nel Quadro W. L’unica franchigia riguarda il versamento dell’IVCA (sotto i 12 euro non si paga), ma l’obbligo dichiarativo resta.

    Il secondo errore è confondere il Quadro W con il Quadro RW. Molti contribuenti, abituati al vecchio sistema, continuano a inserire le crypto nel Quadro RW. Le cripto-attività devono essere dichiarate esclusivamente nel Quadro W. Il Quadro RW resta per conti correnti esteri, immobili e altri investimenti finanziari all’estero.

    Il terzo errore è calcolare male il valore iniziale e finale. Il valore deve essere espresso in euro al cambio del giorno di riferimento (1° gennaio e 31 dicembre). Molti usano il valore in dollari senza convertirlo o utilizzano il cambio sbagliato. È fondamentale fare riferimento al cambio EUR/crypto della piattaforma dove sono detenute le crypto, o in subordine a CoinMarketCap.

    Il quarto errore riguarda le operazioni crypto-to-crypto. Uno scambio tra Bitcoin ed Ethereum genera una cessione (di BTC) e un acquisto (di ETH), e la plusvalenza sulla cessione è tassabile. Molti contribuenti non considerano questi scambi come eventi fiscali.

    Il quinto errore è non considerare le commissioni (fee) di exchange e rete. Le commissioni pagate per acquistare o vendere crypto sono parte del costo di acquisto (si sommano) o riducono il corrispettivo di cessione, diminuendo la plusvalenza tassabile.

    Per evitare questi errori, affidarsi al CAF Centro Fiscale è la scelta migliore: i nostri operatori specializzati verificano la correttezza di ogni dato e ti guidano nella compilazione.

    Crypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come Regolarizzare

    Se hai posseduto criptovalute negli anni precedenti senza dichiararle nel Quadro RW (fino al 2022) o nel Quadro W (dal 2023), ti trovi in una situazione di omessa dichiarazione che può comportare sanzioni rilevanti. Tuttavia, esistono strumenti per regolarizzare la propria posizione.

    La prima opzione è il ravvedimento operoso, che ti permette di presentare le dichiarazioni integrative per gli anni non dichiarati pagando sanzioni ridotte. Per il monitoraggio fiscale (Quadro W/RW), la sanzione piena va dal 3% al 15% del valore non dichiarato, ma con il ravvedimento si riduce sensibilmente in base al ritardo. Per le imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze), la sanzione base è del 30%, riducibile con il ravvedimento.

    La sanatoria crypto prevista dalla Legge di Bilancio 2023 ha permesso di regolarizzare le posizioni fino al 2021 pagando un’imposta sostitutiva agevolata. Sebbene i termini per questa sanatoria siano scaduti, è comunque possibile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso ordinario.

    È fondamentale agire il prima possibile: più tempo passa, più aumentano le sanzioni e gli interessi. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate sta intensificando i controlli sulle cripto-attività grazie allo scambio automatico di informazioni con gli exchange esteri attraverso il protocollo DAC8 e il CRS (Common Reporting Standard).

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione pregressa, nel calcolo delle sanzioni ridotte e nella predisposizione delle dichiarazioni integrative necessarie per metterti in regola.

    Scadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026

    La scadenza per la presentazione del Modello Redditi PF 2026 (con il Quadro W criptovalute 2026 per l’anno d’imposta 2025) è fissata al 30 novembre 2026. Questa è la data entro cui il modello deve essere trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

    Per quanto riguarda i versamenti, le scadenze sono differenti:

    • 30 giugno 2026: saldo imposte 2025 e primo acconto 2026 (IVCA e imposta sostitutiva plusvalenze)
    • 30 luglio 2026: saldo con maggiorazione dello 0,40% per chi non riesce a pagare entro giugno
    • 30 novembre 2026: secondo acconto 2026

    Le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione del Quadro W sono severe. Per l’omesso monitoraggio fiscale, la sanzione va dal 3% al 15% del valore delle cripto-attività non dichiarate, che sale dal 6% al 30% se le attività sono detenute in Paesi a fiscalità privilegiata (black list). Per l’omesso o insufficiente versamento dell’IVCA, la sanzione è del 30% dell’imposta non versata. Per le plusvalenze non dichiarate, oltre alla sanzione del 30%, si applicano interessi legali e la possibile segnalazione per evasione fiscale nei casi più gravi.

    Data la complessità delle scadenze e l’importanza di rispettarle, il consiglio è di iniziare a raccogliere i dati con largo anticipo e rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una compilazione accurata e nei tempi previsti.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Quadro W Criptovalute

    Devo compilare il Quadro W anche se non ho venduto criptovalute?

    Sì, l’obbligo di compilazione del Quadro W sussiste per il solo fatto di detenere cripto-attività, indipendentemente dalla vendita. Il Quadro W serve sia per il monitoraggio fiscale che per il calcolo dell’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). Anche se non hai realizzato plusvalenze, devi dichiarare il possesso nel Modello Redditi PF 2026.

    Qual è il codice investimento da usare nel Quadro W per le crypto?

    Il codice investimento da indicare nel Quadro W per le cripto-attività è il 14. Questo codice è specifico per Bitcoin, Ethereum, stablecoin e tutte le altre criptovalute e cripto-attività, inclusi i token e gli NFT con valore economico.

    Posso dichiarare le criptovalute nel 730 invece che nel Modello Redditi PF?

    Dal 2024, il Quadro W è disponibile anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per una dichiarazione completa che includa il calcolo delle plusvalenze e dell’imposta sostitutiva al 33%, è consigliabile utilizzare il Modello Redditi PF. In alternativa, puoi presentare il 730 per i redditi ordinari e il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W.

    Come calcolo il valore delle crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre?

    Il valore si determina in base al controvalore in euro delle cripto-attività alla data di riferimento. Puoi utilizzare il prezzo indicato dall’exchange dove detieni le crypto (Binance, Coinbase, Kraken) oppure il prezzo di mercato su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko. È importante conservare la documentazione del prezzo utilizzato.

    L’IVCA dello 0,2% si paga anche sulle stablecoin come USDT e USDC?

    Sì, l’IVCA si applica anche alle stablecoin come USDT, USDC e DAI, perché rientrano nella definizione di cripto-attività. Il valore al 31 dicembre sarà sostanzialmente pari al controvalore in euro dei token detenuti. Anche le stablecoin devono essere indicate nel Quadro W con codice investimento 14.

    Cosa rischio se non dichiaro le criptovalute nel Quadro W?

    L’omessa dichiarazione comporta sanzioni dal 3% al 15% del valore non dichiarato per il mancato monitoraggio fiscale, oltre al 30% delle imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze). Con lo scambio automatico di informazioni tra Paesi (DAC8), l’Agenzia delle Entrate può incrociare i dati degli exchange esteri. È consigliabile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso con l’assistenza del CAF Centro Fiscale.


    La compilazione del quadro W criptovalute 2026 nel Modello Redditi PF può sembrare complessa, soprattutto se hai operato su più exchange o utilizzi wallet decentralizzati. Tra codice investimento 14, calcolo dell’IVCA allo 0,2%, determinazione delle plusvalenze con aliquota al 33% e la raccolta dei dati da piattaforme diverse, il margine di errore è significativo.

    Non rischiare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa: affidati a professionisti esperti nella fiscalità delle criptovalute. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione completa del Quadro W, dalla raccolta dei dati dagli exchange fino alla trasmissione del Modello Redditi PF, sia in ufficio che online.

    Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione delle criptovalute? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Hai Bisogno di Aiuto con il Quadro W Criptovalute?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella dichiarazione delle cripto-attività. I nostri operatori ti guidano nella compilazione del Quadro W, nel calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e nella trasmissione del Modello Redditi PF.

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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
       
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      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-12 14:00:002026-05-31 17:11:18Quadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi Pratici
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      Tassazione ETF Bitcoin 2026: ETP, Quadro RW e 5 Differenze con le Crypto in Wallet

      Dichiarazione redditi Criptovalute

      La tassazione ETF Bitcoin 2026 segue regole completamente diverse da quelle delle criptovalute che tieni in un wallet o su un exchange, e questa distinzione vale migliaia di euro di imposte. Sempre più risparmiatori italiani comprano ETP e ETN su Bitcoin tramite la propria banca o un broker tradizionale, convinti di dover applicare la nuova aliquota del 33% prevista per le cripto-attività. Non è così. Quando acquisti un prodotto quotato in borsa che replica il prezzo del Bitcoin, dal punto di vista giuridico non possiedi criptovaluta: possiedi uno strumento finanziario. Cambia l’aliquota, cambia il quadro della dichiarazione, cambia persino l’imposta patrimoniale annuale. In questa guida spieghiamo in parole semplici come funziona la tassazione ETF Bitcoin 2026, quando scatta l’obbligo di quadro RW (oggi Quadro W) e quali sono le cinque differenze pratiche rispetto alle crypto detenute direttamente. Se hai entrambe le cose in portafoglio, il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a mettere ordine prima della dichiarazione.

      Indice dei contenuti

      1. Che cosa sono gli ETP e gli ETF su Bitcoin (e perché la tassazione cambia)
      2. Tassazione ETF Bitcoin 2026: aliquota 26% e non 33%
      3. Armonizzati e non armonizzati: la differenza che cambia le imposte
      4. Quadro RW ed ETF Bitcoin: quando devi monitorare e quando no
      5. Imposta di bollo 0,20% e IVCA: due imposte simili ma con basi diverse
      6. ETF Bitcoin o crypto in wallet? Il confronto pratico in 5 punti
      7. Come dichiarare ETP, ETF Bitcoin e crypto senza errori

      Che cosa sono gli ETP e gli ETF su Bitcoin (e perché la tassazione cambia)

      Prima di parlare di aliquote serve capire che cosa compri davvero. Un ETP (Exchange Traded Product) è un prodotto quotato in borsa che replica l’andamento di un sottostante, in questo caso il prezzo del Bitcoin. La maggior parte dei prodotti disponibili in Europa sono tecnicamente ETN (Exchange Traded Note) o ETC: titoli di debito garantiti da Bitcoin realmente depositato presso un custode. Nel linguaggio comune li chiamiamo tutti “ETF Bitcoin“, ma la differenza tecnica esiste ed è proprio quella che determina il trattamento fiscale.

      Il punto chiave è questo: quando acquisti un ETP su Bitcoin tramite la tua banca, non hai una chiave privata, non hai un wallet, non puoi trasferire i Bitcoin a nessuno. Hai un titolo depositato sul tuo dossier titoli, esattamente come un’azione o un’obbligazione. Il Bitcoin è solo il parametro che ne determina il valore.

      Questa differenza non è formale. La normativa MiCAR (Regolamento UE 2023/1114), che definisce che cosa sia una cripto-attività, esclude espressamente dal proprio perimetro gli strumenti finanziari già disciplinati dalla direttiva MiFID II. Di conseguenza un ETP quotato non è una cripto-attività ai fini fiscali, e la tassazione ETF Bitcoin 2026 non segue le regole scritte per le crypto “dirette”. Nella stessa direzione va l’Agenzia delle Entrate: con la Circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023 ha escluso dai redditi da cripto-attività (art. 67, comma 1, lettera c-sexies, del TUIR) i proventi dei prodotti che corrispondono a uno strumento finanziario ai sensi della MiFID II e ha precisato che i redditi derivanti da contratti «ancorché aventi come sottostante cripto-attività» restano redditi diversi di natura finanziaria soggetti al regime ordinario. La qualificazione va comunque verificata prodotto per prodotto, sulla base del prospetto dell’emittente e dell’inquadramento dato dall’intermediario, salvo diversa valutazione dell’Agenzia delle Entrate sul singolo strumento.

      Tassazione ETF Bitcoin 2026: aliquota 26% e non 33%

      Veniamo al numero che interessa di più. Per le cripto-attività detenute direttamente (Bitcoin in wallet, su exchange, in staking) dal 1° gennaio 2026 l’aliquota sulle plusvalenze è salita al 33%, per effetto della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Unica eccezione: i token di moneta elettronica (EMT) denominati in euro e conformi al regolamento MiCAR, che restano al 26%.

      Per gli ETP e gli ETN su Bitcoin, invece, si applica il regime ordinario dei redditi finanziari, cioè l’imposta sostitutiva del 26%. L’imposta sostitutiva è una tassa unica e definitiva che sostituisce l’IRPEF: la paghi su quel guadagno e hai chiuso, senza doverlo sommare agli altri redditi. In concreto, la tassazione ETF Bitcoin 2026 è più leggera di 7 punti percentuali rispetto a quella del Bitcoin detenuto in wallet.

      Facciamo un esempio pratico. Immagina che Marco realizzi 10.000 euro di guadagno. Se il guadagno deriva da Bitcoin venduto su un exchange, paga il 33%, cioè 3.300 euro. Se lo stesso guadagno deriva dalla vendita di un ETP su Bitcoin comprato in banca, paga il 26%, cioè 2.600 euro. A parità di rendimento, 700 euro di imposte in meno.

      Attenzione a un altro punto spesso frainteso: la vecchia soglia di esenzione da 2.000 euro sulle plusvalenze crypto non esiste più. Dal 2025 ogni plusvalenza su cripto-attività è tassabile dal primo euro. Se trovi articoli che la citano ancora come vigente, sono semplicemente superati.

      Armonizzati e non armonizzati: la differenza che cambia le imposte

      Qui entra in gioco un termine tecnico che spaventa molti risparmiatori: fondo armonizzato. Significa semplicemente che il prodotto rispetta le regole europee comuni (la cosiddetta direttiva UCITS) ed è vigilato da un’autorità di uno Stato dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo incluso nella white list, cioè l’elenco dei Paesi che scambiano informazioni fiscali con l’Italia. Un prodotto non armonizzato è tutto ciò che sta fuori da quel perimetro.

      La distinzione conta perché cambia la natura del reddito:

      • Redditi di capitale: sono i proventi “positivi” distribuiti o realizzati sui fondi (art. 44 TUIR). Si tassano al 26% ma non si possono compensare con le perdite.
      • Redditi diversi: sono le plusvalenze da compravendita di titoli (art. 67 TUIR). Si tassano al 26% e si possono compensare con le minusvalenze precedenti.

      Nella pratica europea non esistono veri ETF armonizzati UCITS su un singolo Bitcoin, perché le regole UCITS impongono la diversificazione del portafoglio. I prodotti che circolano sono ETP/ETN, che generano redditi diversi di natura finanziaria: è la categoria più favorevole, perché permette di usare le minusvalenze accumulate.

      Diverso il caso dei fondi non armonizzati ed extra-UE, come gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti: in linea generale i relativi proventi concorrono al reddito complessivo e vengono tassati con le aliquote IRPEF progressive, potenzialmente molto più alte del 26%. Va detto che questi prodotti americani non sono di norma collocabili presso i risparmiatori retail europei. Se li hai acquistati tramite un broker estero, è un caso da esaminare uno per uno con un professionista.

      Quadro RW ed ETF Bitcoin: quando devi monitorare e quando no

      Questo è il cuore dell’articolo e il punto in cui si commettono più errori. Il quadro RW (oggi Quadro W del Modello Redditi PF) serve al monitoraggio fiscale: è la sezione in cui dichiari al Fisco che cosa possiedi all’estero o fuori dal circuito degli intermediari italiani. Non serve a pagare le tasse sui guadagni, serve a dire “ce l’ho”.

      Ecco la regola in tre righe:

      • ETP/ETF su Bitcoin in un dossier titoli italiano, con la banca che applica l’imposta sostitutiva (regime del risparmio amministrato): nessun obbligo di quadro RW. L’intermediario fa già tutto lui, trattiene le imposte e segnala i dati.
      • ETP/ETF su Bitcoin depositati presso un intermediario estero (broker estero, banca estera senza sostituto d’imposta italiano): quadro RW obbligatorio, con applicazione dell’IVAFE al 2 per mille (0,20%) del valore al 31 dicembre.
      • Bitcoin e crypto in wallet self-custody: quadro RW/W sempre obbligatorio, indipendentemente da dove le hai comprate, perché la chiave privata è tua e nessun intermediario italiano risponde per te.

      Il regime del risparmio amministrato è l’accordo con la banca per cui è lei a calcolare e versare le imposte al posto tuo, in forma anonima verso il Fisco. È questo meccanismo che fa scattare l’esonero dal monitoraggio previsto dall’art. 4 del D.L. 167/1990.

      La differenza pratica è enorme: chi compra ETP su Bitcoin in una banca italiana spesso non deve nemmeno presentare il Modello Redditi per quell’investimento. Chi ha crypto in wallet deve invece compilare il quadro ogni anno, anche se non ha venduto nulla. Per i dettagli sulla compilazione trovi la nostra guida dedicata al Quadro RW per le criptovalute e la DAC8, e per i conti presso banche digitali estere la guida su conti esteri fintech, RW e IVAFE.

      Le sanzioni per l’omesso monitoraggio

      Sottovalutare il quadro è pericoloso. Le sanzioni per l’omesso monitoraggio fiscale vanno dal 3% al 15% degli importi non dichiarati, percentuali che raddoppiano per le attività detenute in Paesi a fiscalità privilegiata. A queste si aggiunge la sanzione per l’eventuale imposta patrimoniale non versata. Con l’entrata in vigore della DAC8 nel 2026, gli exchange comunicano automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei clienti italiani: i controlli incrociati sono ormai automatici e i margini di errore si sono azzerati.

      Imposta di bollo 0,20% e IVCA: due imposte simili ma con basi diverse

      Oltre alle imposte sui guadagni esiste una piccola imposta patrimoniale annuale, cioè calcolata sul valore di quello che possiedi anche se non vendi nulla. Anche qui ETP e crypto viaggiano su binari separati, pur con aliquote quasi identiche. È una delle sottigliezze che rende la tassazione ETF Bitcoin 2026 meno banale di quanto sembri.

      Per gli ETP e gli ETF su Bitcoin in dossier titoli italiano si applica l’imposta di bollo sui prodotti finanziari, pari allo 0,20% annuo del valore di mercato, trattenuta direttamente dalla banca (art. 13 della Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972). Non devi fare nulla: la trovi già addebitata nell’estratto conto titoli.

      Per le criptovalute detenute direttamente si applica invece l’IVCA, l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività, pari allo 0,2% (2 per mille) del valore complessivo delle crypto al 31 dicembre. Attenzione a un errore diffusissimo online: l’IVCA è lo 0,2%, non il 2%. Su un portafoglio da 50.000 euro significa 100 euro di imposta, non 1.000.

      La differenza sostanziale? L’imposta di bollo la versa la banca per te, l’IVCA la calcoli e la versi tu in dichiarazione (salvo che tu abbia affidato le crypto a un intermediario italiano che opera da sostituto d’imposta). E se le cripto-attività sono su un exchange estero, il calcolo va fatto insieme al monitoraggio nel Quadro W. Aliquote nominalmente gemelle, adempimenti agli antipodi.

      ETF Bitcoin o crypto in wallet? Il confronto pratico in 5 punti

      Riassumiamo le cinque differenze che contano davvero quando scegli come esporti al Bitcoin. Non si tratta solo di fisco: la comodità dichiarativa ha un peso concreto sul tempo e sui costi di gestione.

      • Aliquota: 26% per ETP/ETN quotati, 33% per le cripto-attività detenute direttamente dal 2026.
      • Quadro RW/W: non dovuto per gli ETP in dossier italiano, sempre dovuto per le crypto in self-custody.
      • Imposta patrimoniale: bollo 0,20% trattenuto dalla banca contro IVCA 0,2% da liquidare in dichiarazione.
      • Minusvalenze: quelle da ETP/ETN sono compensabili con plusvalenze da azioni, obbligazioni e derivati entro i 4 anni successivi; le minusvalenze crypto si compensano solo con altre plusvalenze da cripto-attività.
      • Gestione: con gli ETP la banca fa da sostituto d’imposta; con le crypto sei tu il responsabile del calcolo, con metodo LIFO e ricostruzione di ogni singola operazione.

      Un chiarimento importante sulle minusvalenze: se hai perso denaro con gli ETP su Bitcoin, quella perdita può “salvarti” le tasse su un guadagno azionario. Se invece hai perso sulle crypto in wallet, la perdita resta confinata nel mondo cripto. È il cosiddetto zainetto fiscale, cioè il serbatoio di perdite che puoi portarti dietro negli anni.

      Naturalmente il confronto non è solo fiscale: chi compra crypto direttamente ottiene il controllo delle chiavi e la possibilità di usarle, cosa che con un ETP non è possibile. Per il quadro completo degli obblighi su chi detiene cripto-attività, leggi la nostra guida fiscale definitiva alle criptovalute 2026 su MiCA, DAC8, Quadro W e RT, che approfondisce l’intera disciplina.

      Come dichiarare ETP, ETF Bitcoin e crypto senza errori

      La dichiarazione è il momento in cui tutte queste distinzioni diventano righe da compilare, e un errore di quadro può costare una lettera di compliance dall’Agenzia delle Entrate. Chi possiede ETP su Bitcoin presso un intermediario estero deve presentare il Modello Redditi PF con il quadro di monitoraggio e, se ha venduto in perdita o in guadagno, il quadro RT per le plusvalenze. Chi detiene anche crypto in wallet deve ricostruire tutte le operazioni con metodo LIFO e calcolare l’IVCA sul valore al 31 dicembre.

      La complicazione arriva quando le due cose convivono. Molti investitori hanno un po’ di ETP su Bitcoin in banca, qualche crypto su exchange e magari un wallet personale: tre regimi fiscali diversi nello stesso portafoglio, con aliquote diverse, quadri diversi e minusvalenze che non si parlano tra loro.

      Ricostruire tutto da soli, incrociando estratti conto titoli, report di exchange e movimenti on-chain, è un lavoro che espone a errori facilmente evitabili. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue da anni contribuenti con portafogli misti: analizziamo la documentazione, qualifichiamo correttamente ogni strumento, calcoliamo plusvalenze e imposte patrimoniali e compiliamo la dichiarazione al posto tuo. Per chi si trova a gestire operazioni di vendita già chiuse, è utile anche la guida alle plusvalenze da criptovalute nel quadro RT 2026.

      Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità del portafoglio. Se hai dubbi sulla qualificazione di un prodotto, meglio chiarirli prima della scadenza che dopo una comunicazione del Fisco: prenota un appuntamento con i nostri operatori.

      Domande Frequenti sulla Tassazione ETF Bitcoin

      Gli ETF su Bitcoin si tassano al 33% come le criptovalute?

      No. La tassazione ETF Bitcoin 2026 applica l’aliquota ordinaria del 26% sui redditi finanziari, perché ETP ed ETN sono strumenti finanziari e non cripto-attività. L’aliquota del 33% introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda solo le cripto-attività detenute direttamente, come il Bitcoin in wallet o su exchange.

      Devo indicare gli ETP su Bitcoin nel quadro RW?

      Dipende da dove sono depositati. Se li detieni in un dossier titoli italiano in regime di risparmio amministrato, l’intermediario applica l’imposta sostitutiva e non c’è obbligo di quadro RW. Se invece sono su un broker o una banca estera, il monitoraggio è obbligatorio e si applica l’IVAFE allo 0,20% del valore al 31 dicembre.

      Le crypto in wallet vanno sempre dichiarate anche se non le ho vendute?

      Sì. Le cripto-attività in self-custody vanno indicate ogni anno nel Quadro W ai fini del monitoraggio fiscale e dell’IVCA (0,2% del valore al 31 dicembre), anche in assenza di vendite. L’obbligo prescinde dal Paese dell’exchange dove le hai acquistate.

      Posso compensare le minusvalenze degli ETF Bitcoin con le plusvalenze crypto?

      No, i due mondi restano separati. Le minusvalenze da ETP/ETN sono redditi diversi di natura finanziaria e si compensano con plusvalenze da azioni, obbligazioni, ETF e derivati nei 4 anni successivi. Le minusvalenze su cripto-attività si compensano solo con altre plusvalenze da cripto-attività.

      L’IVCA sulle criptovalute è il 2% o lo 0,2%?

      È lo 0,2%, cioè il 2 per mille del valore delle cripto-attività al 31 dicembre. Il valore “2%” che circola online è un errore di trascrizione molto diffuso. Su 30.000 euro di crypto l’imposta corretta è di 60 euro, non 600.

      Esiste ancora la franchigia di 2.000 euro sulle plusvalenze crypto?

      No, è stata abolita. Dal 1° gennaio 2025 ogni plusvalenza su cripto-attività è tassabile dal primo euro, per effetto della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Chi cita ancora quella soglia si riferisce a una normativa non più in vigore.

      Capire la tassazione ETF Bitcoin 2026 significa evitare di pagare il 33% dove basta il 26% e, soprattutto, non dimenticare adempimenti che il Fisco oggi controlla in automatico grazie alla DAC8. ETP, ETN e criptovalute in wallet convivono spesso nello stesso portafoglio, ma seguono regole diverse su aliquote, quadro RW e imposte patrimoniali: una qualificazione sbagliata si traduce in sanzioni evitabili.

      Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione di ETP, ETF su Bitcoin e criptovalute? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio (Viale Tullio 13, Udine) che online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità del tuo portafoglio.
      Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento.

      Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

      Settembre 16, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      CAF, CRIPTOVALUTE

      Tassazione Criptovalute 2026: Aliquota al 33%, Quadro W e Come Dichiarare Bitcoin e Crypto

      Dichiarazione redditi Criptovalute

      La tassazione criptovalute 2026 ha subito un cambiamento significativo: dal 1° gennaio 2026 l’aliquota sulle plusvalenze crypto sale al 33%, rispetto al 26% applicato fino al 2025. Se possiedi Bitcoin, Ethereum o qualsiasi altra cripto-attività, è fondamentale capire come dichiararle correttamente nel Quadro W del Modello Redditi PF e quali sono i tuoi obblighi fiscali. In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere: dalla nuova aliquota alla fine della franchigia di 2.000 euro, dall’IVCA alle sanzioni per chi non dichiara. Se hai bisogno di aiuto, il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella dichiarazione redditi crypto e può assisterti in ogni fase.

      Indice dei contenuti

      1. Nuova aliquota al 33% sulle plusvalenze crypto
      2. Franchigia 2.000 euro: abolita dal 2025
      3. Quadro W del Modello Redditi PF: come compilarlo
      4. Cosa va dichiarato: wallet, exchange, staking, airdrop, NFT
      5. IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attività
      6. Come calcolare le plusvalenze (metodo LIFO)
      7. Exchange italiani vs esteri: obblighi diversi
      8. Sanzioni per crypto non dichiarate: 120% fissa
      9. Ravvedimento operoso per crypto non dichiarate
      10. Come il CAF può aiutarti
      11. Domande frequenti

      Nuova aliquota al 33% sulle plusvalenze crypto dal 2026

      La Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, art. 1 commi 24-29) ha introdotto una modifica sostanziale alla tassazione delle criptovalute in Italia. A partire dal 1° gennaio 2026, l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze derivanti da cripto-attività passa dal 26% al 33%.

      In parole semplici, se compri Bitcoin a 30.000 euro e li rivendi a 40.000 euro, la plusvalenza di 10.000 euro viene tassata al 33%. Questo significa che dovrai pagare 3.300 euro di imposte su quel guadagno, invece dei 2.600 euro che avresti pagato con la vecchia aliquota del 26%.

      Questa modifica si applica a tutte le cripto-attività come definite dal regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets): Bitcoin, Ethereum, altcoin, stablecoin denominate in valuta estera come USDT e USDC, token di utilità e qualsiasi altra rappresentazione digitale di valore basata su tecnologia a registro distribuito (blockchain). La nuova aliquota si inserisce nel quadro dell’art. 67, comma 1, lettera c-sexies del TUIR, che disciplina i redditi diversi derivanti dalle operazioni in cripto-attività.

      Unica eccezione, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026: i token di moneta elettronica (EMT) denominati in euro conformi al regolamento europeo MiCAR (Reg. UE 2023/1114) restano tassati al 26%, e le conversioni tra euro ed EMT in euro sono fiscalmente neutre, cioè non generano plusvalenze imponibili. Attenzione però: le stablecoin ancorate al dollaro come USDT e USDC non rientrano nell’eccezione e seguono l’aliquota generale del 33%.

      PeriodoAliquota plusvalenze cryptoNorma di riferimento
      Fino al 31/12/202526%Art. 67, c.1, lett. c-sexies TUIR
      Dal 01/01/202633% (aliquota generale)L. 207/2024 (Bilancio 2025), art. 1 c. 24
      Dal 01/01/2026 — EMT in euro conformi MiCAR26%Legge di Bilancio 2026

      Franchigia di 2.000 euro: abolita dal 2025

      Fino al 31 dicembre 2024 le plusvalenze da cripto-attività godevano di una franchigia di 2.000 euro annui: sotto quella soglia non si pagava l’imposta sostitutiva. Questa franchigia è stata abolita dal 1° gennaio 2025 dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1 comma 25, lett. a). Oggi, quindi, ogni plusvalenza è tassabile dal primo euro: al 26% per i guadagni realizzati nel 2025 e al 33% per quelli realizzati dal 2026.

      Attenzione a non confondere i piani: l’imposta sostitutiva colpisce solo le plusvalenze realizzate, non il valore totale delle tue criptovalute. Se possiedi Bitcoin per un valore di 50.000 euro ma non hai venduto nulla, non devi pagare l’imposta sostitutiva del 33%. Rimane comunque l’obbligo di dichiarazione nel Quadro W e il pagamento dell’IVCA (di cui parleremo più avanti).

      La base imponibile resta comunque il saldo netto annuale: se hai realizzato plusvalenze per 5.000 euro e minusvalenze per 4.000 euro, l’imposta sostitutiva si paga solo sul saldo di 1.000 euro. Le minusvalenze eccedenti possono essere portate in deduzione nei quattro periodi d’imposta successivi, a condizione che siano indicate nella dichiarazione dei redditi.

      Quadro W del Modello Redditi PF: come compilarlo per le criptovalute

      Il Quadro W del Modello Redditi PF (Persone Fisiche) è la sezione dove devi indicare tutte le tue cripto-attività ai fini del monitoraggio fiscale e del calcolo dell’IVCA. Dal 2024, il Quadro W ha sostituito il vecchio Quadro RW per quanto riguarda le cripto-attività, semplificando (almeno nelle intenzioni) la compilazione.

      Per compilare correttamente il Quadro W per le criptovalute, devi seguire questi passaggi:

      • Colonna 1 – Tipo di operazione: indica il codice 20 per le cripto-attività
      • Colonna 2 – Codice individuazione bene: inserisci il codice 21 che identifica le “altre cripto-attività”
      • Colonna 3 – Codice Stato estero: se le crypto sono custodite su un exchange estero (es. Binance, Coinbase, Kraken), indica il codice dello Stato. Per wallet personali (self-custody), lascia il campo vuoto
      • Colonna 7 – Valore iniziale: il controvalore in euro delle criptovalute al 1° gennaio 2026 (o alla data di acquisto se successiva)
      • Colonna 8 – Valore finale: il controvalore in euro al 31 dicembre 2026 (o alla data di cessione se precedente)
      • Colonna 13 – Credito d’imposta: eventuali imposte pagate all’estero, per evitare la doppia imposizione

      Se possiedi criptovalute su più exchange o wallet diversi, devi compilare un rigo separato del Quadro W per ciascuno di essi. Ad esempio: un rigo per le crypto su Binance, un rigo per quelle su Kraken e un rigo per quelle nel tuo hardware wallet Ledger. Se la tua situazione include casi più complessi (staking su più protocolli, posizioni DeFi, NFT), abbiamo dedicato un approfondimento specifico alla compilazione del Quadro W per staking, DeFi e NFT nei casi più complessi.

      È importante sottolineare che il Quadro W va compilato anche se non hai venduto nulla durante l’anno. Il semplice possesso di cripto-attività al 31 dicembre genera l’obbligo di monitoraggio fiscale, indipendentemente dall’importo.

      Cosa va dichiarato: wallet, exchange, staking rewards, airdrop e NFT

      Una delle domande più comuni riguarda cosa esattamente va dichiarato ai fini fiscali. La risposta è: praticamente tutto ciò che riguarda le cripto-attività. Vediamo nel dettaglio ogni fattispecie.

      Wallet e exchange centralizzati

      Tutte le criptovalute detenute su exchange centralizzati (Binance, Coinbase, Kraken, Crypto.com, ecc.) e nei wallet personali (MetaMask, Ledger, Trezor, Trust Wallet, ecc.) vanno dichiarate nel Quadro W. Non importa se le hai acquistate con euro o ricevute in cambio di altre criptovalute: il controvalore al 31 dicembre va sempre indicato.

      Staking rewards

      Le ricompense da staking (ad esempio le ricompense per chi mette in staking Ethereum, Solana, Cardano, ecc.) rappresentano un reddito diverso tassabile. La tassazione si applica al momento del “ricevimento” delle ricompense, calcolando il controvalore in euro in quel momento. Questo reddito concorre al calcolo delle plusvalenze complessive e viene tassato al 33%.

      Airdrop

      Gli airdrop sono distribuzioni gratuite di token da parte di progetti blockchain. Anche questi sono tassabili: il valore del token al momento del ricevimento costituisce un reddito diverso. Se successivamente vendi i token ricevuti in airdrop a un prezzo superiore, la differenza è una plusvalenza ulteriore soggetta al 33%.

      NFT (Non-Fungible Token)

      Anche gli NFT rientrano nella definizione di cripto-attività e vanno dichiarati. Se acquisti un NFT a 1 ETH e lo rivendi a 3 ETH, la plusvalenza (convertita in euro) è tassabile. Il possesso di NFT va indicato nel Quadro W con il relativo controvalore al 31 dicembre. Per i dettagli su aliquote e casi particolari (collezioni, royalties, minting) leggi la guida NFT e tasse 2026.

      DeFi: lending, liquidity providing e yield farming

      Le attività di finanza decentralizzata (DeFi) come il lending (prestito di crypto), il liquidity providing (fornitura di liquidità a pool decentralizzati) e lo yield farming generano rendimenti che vanno dichiarati. L’Agenzia delle Entrate equipara queste attività alla produzione di redditi diversi, con tassazione al 33% sulle plusvalenze realizzate. Anche i proventi da mining di criptovalute seguono regole specifiche (reddito diverso se attività occasionale, reddito d’impresa se professionale): li trovi spiegati nella guida mining criptovalute 2026.

      IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attività (0,2% annuo)

      Oltre alla tassazione sulle plusvalenze, chi possiede criptovalute deve pagare l’IVCA, l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale pari allo 0,2% annuo sul valore delle cripto-attività detenute al 31 dicembre di ogni anno (o al termine del periodo di detenzione, se inferiore all’anno).

      L’IVCA funziona in modo simile all’IVAFE (l’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero) e si calcola proporzionalmente ai giorni di detenzione.

      Esempio pratico: se al 31 dicembre 2026 possiedi criptovalute per un controvalore di 50.000 euro, l’IVCA dovuta sarà: 50.000 x 0,2% = 100 euro. Se hai detenuto le crypto solo per 6 mesi (dal 1° luglio al 31 dicembre), l’IVCA sarà proporzionata: 50.000 x 0,2% x 184/365 = 50,41 euro.

      L’IVCA si liquida nel Quadro W del Modello Redditi PF e si versa tramite modello F24 con il codice tributo 1727 (per il saldo) o 1728 (per l’acconto). È importante sapere che l’IVCA è dovuta anche se non hai venduto nulla: basta il semplice possesso delle criptovalute.

      ElementoDettaglio
      Aliquota IVCA0,2% annuo
      Base imponibileValore cripto-attività al 31/12
      Codice tributo saldo1727
      Codice tributo acconto1728
      ProporzionamentoIn base ai giorni di detenzione

      Come calcolare le plusvalenze crypto (metodo LIFO)

      Il calcolo delle plusvalenze da criptovalute è uno degli aspetti più complessi della dichiarazione. L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che il metodo da utilizzare è il LIFO (Last In, First Out), cioè “l’ultimo entrato è il primo uscito”.

      In pratica, quando vendi una criptovaluta, si presume che tu stia vendendo le unità acquistate per ultime. Facciamo un esempio concreto per capire meglio.

      Supponiamo che Marco abbia effettuato i seguenti acquisti di Bitcoin nel corso degli anni:

      • Gennaio 2024: acquisto di 0,5 BTC a 35.000 euro (costo: 17.500 euro)
      • Giugno 2025: acquisto di 0,3 BTC a 55.000 euro (costo: 16.500 euro)
      • Marzo 2026: acquisto di 0,2 BTC a 80.000 euro (costo: 16.000 euro)

      Se Marco vende 0,4 BTC a settembre 2026 al prezzo di 90.000 euro (incasso: 36.000 euro), il calcolo con il metodo LIFO è:

      1. Si “consumano” prima i 0,2 BTC acquistati a marzo 2026 (costo: 16.000 euro)
      2. Poi si usano 0,2 BTC dei 0,3 acquistati a giugno 2025 (costo: 0,2/0,3 x 16.500 = 11.000 euro)
      3. Costo totale: 16.000 + 11.000 = 27.000 euro
      4. Plusvalenza: 36.000 – 27.000 = 9.000 euro
      5. Imposta (33%): 9.000 x 33% = 2.970 euro

      Come puoi notare, il metodo LIFO tende a ridurre le plusvalenze quando i prezzi salgono nel tempo, perché si usano prima i costi di acquisto più recenti (e quindi più alti). Tuttavia, è fondamentale avere una documentazione precisa di tutti gli acquisti, con date, quantità e prezzi. Se non riesci a dimostrare il costo di acquisto, l’Agenzia delle Entrate potrebbe considerare il costo pari a zero, con la conseguenza di una plusvalenza pari all’intero incasso.

      Exchange italiani vs esteri: obblighi diversi

      La distinzione tra exchange italiani ed esteri è importante perché comporta obblighi dichiarativi diversi. Dal 2024, gli exchange che operano in Italia devono essere registrati nell’OAM (Organismo Agenti e Mediatori), il registro ufficiale dei prestatori di servizi relativi a cripto-attività.

      Exchange registrati in Italia (OAM)

      Gli exchange registrati in Italia (come Young Platform, The Rock Trading, ecc.) agiscono come sostituti d’imposta per l’IVCA. Questo significa che:

      • L’exchange calcola e versa l’IVCA per tuo conto
      • Resta comunque l’obbligo di dichiarare le plusvalenze nel Modello Redditi PF
      • Il monitoraggio nel Quadro W è comunque obbligatorio
      • L’exchange ti fornisce la reportistica fiscale necessaria per la dichiarazione

      Exchange esteri (non registrati OAM)

      Se utilizzi exchange esteri come Binance, Coinbase, Kraken o Crypto.com, gli obblighi sono maggiori:

      • Devi calcolare e versare l’IVCA autonomamente
      • Devi compilare il Quadro W indicando il codice dello Stato estero dell’exchange
      • Devi dichiarare tutte le plusvalenze nel Quadro RT della Sezione II
      • Devi procurarti autonomamente tutta la documentazione (storico transazioni, report fiscali)

      Un aspetto importante riguarda i wallet personali (self-custody): se detieni crypto su un hardware wallet (Ledger, Trezor) o un software wallet (MetaMask, Trust Wallet), non c’è un intermediario. In questo caso, devi compilare il Quadro W senza indicare alcun codice Stato estero e calcolare autonomamente sia l’IVCA che le eventuali plusvalenze.

      Cosa succede se non dichiari le crypto: sanzione del 120%

      Non dichiarare le proprie criptovalute comporta rischi molto seri. Le sanzioni previste dalla normativa italiana sono particolarmente pesanti e possono trasformare un semplice inadempimento in un problema economico significativo.

      Ecco le principali sanzioni per omessa o infedele dichiarazione delle cripto-attività:

      ViolazioneSanzioneRiferimento normativo
      Omessa dichiarazione plusvalenze120% fissa dell’imposta dovuta (minimo 250 euro); riducibile al 75% con ravvedimento spontaneoArt. 1, c. 1, D.Lgs. 471/1997, come modif. da D.Lgs. 87/2024
      Omessa compilazione Quadro WDal 3% al 15% degli importi non dichiaratiArt. 5, c. 2, D.L. 167/1990
      Omessa compilazione Quadro W (Paesi black list)Dal 6% al 30% degli importi non dichiaratiArt. 5, c. 2, D.L. 167/1990
      Omesso versamento IVCA30% dell’imposta non versataArt. 13, D.Lgs. 471/1997

      Facciamo un esempio concreto: se hai realizzato plusvalenze per 20.000 euro nel 2026 e non le dichiari, l’imposta dovuta è 6.600 euro (20.000 x 33%). La sanzione sarà di 7.920 euro (120% fissa di 6.600, dal D.Lgs. 87/2024 per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 in poi), per un totale di 14.520 euro tra imposta e sanzione, senza contare gli interessi. Con il ravvedimento operoso la sanzione può essere ridotta fino al 75% (5.940 euro).

      È importante sapere che l’Agenzia delle Entrate ha sempre più strumenti per individuare i possessori di criptovalute. Gli exchange registrati OAM comunicano i dati dei propri utenti all’amministrazione finanziaria. Inoltre, il DAC8 (la direttiva europea sullo scambio automatico di informazioni) prevede che dal 2026 anche gli exchange esteri comunichino i dati degli utenti alle autorità fiscali dei rispettivi Paesi. Per una panoramica completa delle conseguenze in caso di omessa dichiarazione, consulta la nostra guida dedicata alle sanzioni per crypto non dichiarate e al ravvedimento operoso.

      Ravvedimento operoso per crypto non dichiarate

      Se ti sei accorto di non aver dichiarato le tue criptovalute negli anni passati, non è troppo tardi per regolarizzare la tua posizione grazie al ravvedimento operoso. Questo strumento ti permette di sanare le violazioni pagando sanzioni significativamente ridotte, a patto che l’Agenzia delle Entrate non abbia ancora avviato un accertamento nei tuoi confronti.

      Le riduzioni delle sanzioni variano in base al momento in cui presenti la dichiarazione integrativa:

      • Entro 30 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/10 del minimo (cioè il 12% invece del 120%)
      • Entro 90 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/9 del minimo
      • Entro 1 anno dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/8 del minimo
      • Entro 2 anni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/7 del minimo
      • Oltre 2 anni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/6 del minimo

      Per il ravvedimento, devi presentare una dichiarazione integrativa (Modello Redditi PF) per ciascun anno fiscale non dichiarato, compilando il Quadro W e il Quadro RT con tutti i dati delle tue cripto-attività. Oltre alla sanzione ridotta, dovrai versare le imposte dovute (imposta sostitutiva sulle plusvalenze + IVCA) e gli interessi legali calcolati giorno per giorno.

      La procedura è complessa e richiede di ricostruire tutti i movimenti crypto degli anni passati. Per questo motivo, è fortemente consigliato farsi assistere da un professionista o da un CAF specializzato che possa verificare la corretta compilazione e il calcolo delle imposte dovute. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza specifica nella regolarizzazione delle posizioni crypto.

      Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti con la dichiarazione crypto

      La dichiarazione delle criptovalute è uno degli adempimenti fiscali più complessi per i contribuenti italiani. Tra Quadro W, Quadro RT, IVCA, metodo LIFO e la moltitudine di operazioni possibili (trading, staking, airdrop, DeFi), è facile commettere errori che possono costare caro in termini di sanzioni.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ha sviluppato un servizio dedicato alla dichiarazione delle cripto-attività che include:

      • Analisi del portafoglio crypto: esaminiamo le tue posizioni su tutti gli exchange e wallet per avere un quadro completo
      • Calcolo delle plusvalenze: applichiamo il metodo LIFO correttamente, ricostruendo lo storico delle transazioni
      • Compilazione del Quadro W: inseriamo tutti i dati richiesti per il monitoraggio fiscale
      • Calcolo e versamento IVCA: determiniamo l’imposta dovuta e prepariamo il modello F24
      • Ravvedimento operoso: se hai anni non dichiarati, gestiamo la regolarizzazione con sanzioni ridotte
      • Consulenza personalizzata: rispondiamo a tutte le tue domande sulla tassazione crypto

      Per preparare la dichiarazione, ti chiederemo di fornirci gli estratti conto o report fiscali dei tuoi exchange (Binance, Coinbase, Kraken, ecc.) e le informazioni sui wallet personali. Molti exchange offrono la possibilità di scaricare report fiscali specifici per l’Italia: il nostro team ti guiderà nell’estrazione di questi documenti. Scopri anche la nostra guida sull’ISEE e criptovalute per capire come le crypto influiscono sul tuo indicatore ISEE.

      Domande frequenti sulla tassazione criptovalute 2026

      Quando entra in vigore l’aliquota al 33% sulle crypto?

      L’aliquota del 33% si applica alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026 in poi. Per le plusvalenze realizzate fino al 31 dicembre 2025, resta valida l’aliquota del 26%. Attenzione: fa fede la data in cui hai effettuato la vendita o lo scambio, non la data in cui hai acquistato la criptovaluta.

      Devo dichiarare le crypto anche se non ho venduto nulla?

      Sì, il semplice possesso di criptovalute al 31 dicembre genera l’obbligo di compilare il Quadro W del Modello Redditi PF per il monitoraggio fiscale. Inoltre, dovrai versare l’IVCA (0,2% sul valore). Non dovrai invece pagare l’imposta sostitutiva del 33% perché non hai realizzato plusvalenze.

      Le minusvalenze crypto si possono dedurre?

      Sì, le minusvalenze da cripto-attività possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze dello stesso anno. Se il saldo è negativo (più perdite che guadagni), la minusvalenza eccedente può essere riportata nei 4 anni fiscali successivi per compensare future plusvalenze. È fondamentale indicarle nella dichiarazione dei redditi.

      Come dichiaro le crypto nel 730?

      Il 730 non è sufficiente per dichiarare le criptovalute. Il Quadro W è presente solo nel Modello Redditi PF. Se normalmente presenti il 730, dovrai inviare anche il Modello Redditi PF come dichiarazione integrativa, limitatamente ai quadri relativi alle cripto-attività (Quadro W e Quadro RT). Il CAF Centro Fiscale può gestire entrambe le dichiarazioni per te.

      Gli scambi tra criptovalute sono tassati?

      Sì, dal 2023 anche gli scambi tra cripto-attività diverse (ad esempio da Bitcoin a Ethereum) generano una plusvalenza tassabile. Il valore della criptovaluta ceduta va convertito in euro al momento dello scambio. Se il controvalore in euro è superiore al costo di acquisto, la differenza è una plusvalenza soggetta all’aliquota del 33%, dal primo euro.

      Quanto pago di tasse se ho guadagnato 10.000 euro con le crypto nel 2026?

      Se le tue plusvalenze nette (guadagni meno perdite) sono di 10.000 euro nel 2026, l’imposta sostitutiva si calcola sull’intero importo: 10.000 x 33% = 3.300 euro. Non c’è alcuna franchigia da sottrarre: la vecchia soglia di esenzione di 2.000 euro è stata abolita dal 1° gennaio 2025 (L. 207/2024). A questo si aggiunge l’IVCA (0,2% sul valore delle crypto al 31/12). Il totale delle imposte dipende quindi anche dal valore complessivo delle criptovalute detenute.

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        Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-24 10:00:002026-08-23 23:30:13Tassazione Criptovalute 2026: Aliquota al 33%, Quadro W e Come Dichiarare Bitcoin e Crypto
        CAF, CRIPTOVALUTE

        Quadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi Pratici

        Dichiarazione redditi Criptovalute

        Il Quadro W criptovalute 2026 è il modulo obbligatorio del Modello Redditi PF attraverso il quale ogni residente fiscale italiano deve dichiarare il possesso di Bitcoin, Ethereum e qualsiasi altra cripto-attività. Se possiedi criptovalute su exchange come Binance, Coinbase o Kraken, oppure in un wallet personale, sei tenuto a compilare questa sezione per il monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) pari allo 0,2%.

        A partire dal periodo d’imposta 2023, il legislatore ha introdotto il Quadro W in sostituzione del vecchio Quadro RW specificamente per le cripto-attività, semplificando la struttura ma rendendo più stringenti gli obblighi dichiarativi. Con l’aliquota sulle plusvalenze salita al 33% dal 2026, compilare correttamente il quadro W criptovalute 2026 è fondamentale per evitare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa.

        In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come compilare il Quadro W nel Modello Redditi PF 2026, con esempi pratici con numeri reali, il calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e tutti gli errori da evitare. Se hai dubbi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella compilazione.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le Criptovalute
        2. Chi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026
        3. Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RW
        4. Quali Dati Inserire nel Quadro W per le Crypto
        5. Come Recuperare i Dati dagli Exchange e Wallet
        6. Esempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026
        7. Calcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%
        8. Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%
        9. Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W Crypto
        10. Crypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come Regolarizzare
        11. Scadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026
        12. Domande Frequenti sul Quadro W Criptovalute

        Cos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le Criptovalute

        Il Quadro W è la sezione del Modello Redditi PF dedicata al monitoraggio fiscale delle cripto-attività detenute da persone fisiche residenti in Italia. Questo quadro assolve una duplice funzione: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di monitorare le attività in criptovalute possedute dai contribuenti italiani, dall’altro serve come base per il calcolo dell’IVCA, l’imposta patrimoniale dello 0,2% sul valore delle crypto.

        L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 nasce dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), che ha introdotto per la prima volta un quadro fiscale specifico per le cripto-attività, separandole dagli altri investimenti esteri che continuano a essere dichiarati nel Quadro RW. Questa scelta del legislatore riflette la crescente importanza del fenomeno crypto e la necessità di un monitoraggio dedicato.

        In termini pratici, il Quadro W funziona come una sorta di “fotografia” del tuo portafoglio crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Devi indicare il valore iniziale (quanto valevano le tue crypto all’inizio dell’anno) e il valore finale (quanto valevano alla fine dell’anno). Su quest’ultimo importo si calcola poi l’imposta IVCA.

        È importante capire che l’obbligo sussiste indipendentemente dal fatto che tu abbia realizzato guadagni o perdite. Anche se non hai venduto nulla e il valore delle tue crypto è diminuito, devi comunque compilare il Quadro W. L’unica esenzione riguarda chi non ha mai detenuto cripto-attività durante l’anno d’imposta.

        Chi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026

        L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 riguarda tutti i residenti fiscali italiani che, nel corso del 2025 (anno d’imposta di riferimento), hanno detenuto cripto-attività in qualsiasi forma. Non esiste una soglia minima al di sotto della quale l’obbligo viene meno: anche chi possiede pochi euro in Bitcoin deve dichiararlo.

        Soggetti obbligati alla compilazione

        I soggetti tenuti alla compilazione includono chi detiene criptovalute su exchange centralizzati come Binance, Coinbase, Kraken, Crypto.com, Bitpanda e simili, chi possiede crypto in wallet non custodial (MetaMask, Ledger, Trezor, Trust Wallet), chi ha token DeFi depositati in protocolli di finanza decentralizzata come staking, lending o liquidity pool, chi possiede NFT (Non-Fungible Token) con valore economico e chi ha ricevuto criptovalute in regalo, airdrop o mining.

        Un aspetto fondamentale da sottolineare: l’obbligo riguarda la residenza fiscale, non la cittadinanza. Anche uno straniero residente in Italia deve compilare il quadro W criptovalute 2026. Allo stesso modo, un italiano residente all’estero (iscritto AIRE) non è tenuto a questo adempimento in Italia, ma dovrà verificare le regole fiscali del proprio Paese di residenza.

        La differenza rispetto al 730 è importante: il Quadro W esiste solo nel Modello Redditi PF, quindi chi normalmente presenta il 730 dovrà predisporre anche il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W, oppure optare direttamente per il Modello Redditi PF completo. Dal 2024, il Quadro W è stato introdotto anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per la dichiarazione completa delle cripto-attività con calcolo plusvalenze, resta consigliato il Modello Redditi PF.

        Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RW

        Prima del 2023, le criptovalute venivano dichiarate nel Quadro RW, lo stesso utilizzato per conti correnti esteri, immobili all’estero e investimenti finanziari detenuti fuori dall’Italia. Il Quadro W rappresenta l’evoluzione specifica per le cripto-attività e presenta diverse differenze sostanziali rispetto al precedente sistema.

        La prima grande differenza riguarda la collocazione: il Quadro RW continua a esistere per gli altri investimenti esteri (conti correnti esteri, immobili, partecipazioni), mentre il Quadro W è riservato esclusivamente alle cripto-attività. Questa separazione permette un monitoraggio più preciso e specifico.

        La seconda differenza riguarda l’imposta applicata. Nel Quadro RW si calcola l’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere) con aliquota del 0,2%. Nel Quadro W si calcola l’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività), anch’essa allo 0,2%, ma con regole di calcolo specifiche per le crypto.

        La terza differenza è il codice identificativo: nel Quadro RW le criptovalute usavano il codice generico 14, ora nel Quadro W il codice investimento 14 è dedicato specificamente alle cripto-attività con una classificazione più dettagliata.

        Infine, il Quadro W prevede una sezione specifica per le plusvalenze (la sezione II), che nel vecchio sistema richiedeva la compilazione separata del Quadro RT. Oggi, con il Quadro W del Modello Redditi PF, hai tutto in un unico modulo: monitoraggio, IVCA e tassazione delle plusvalenze.

        Quali Dati Inserire nel Quadro W per le Crypto

        La compilazione del quadro W criptovalute 2026 richiede l’inserimento di dati precisi per ogni posizione in cripto-attività che detieni. Vediamo campo per campo cosa devi indicare nel modulo.

        Sezione I: Monitoraggio fiscale e IVCA

        Nella Sezione I del Quadro W devi indicare i seguenti dati per ciascuna cripto-attività detenuta:

        • Codice investimento: inserisci il codice 14, che identifica le cripto-attività
        • Tipo di operazione: codice 1 se la posizione è stata mantenuta per tutto l’anno, 2 se è stata aperta durante l’anno, 3 se è stata chiusa, 4 se è stata sia aperta che chiusa nello stesso anno
        • Valore iniziale (colonna 7): il controvalore in euro delle cripto-attività al 1° gennaio 2025 (o alla data di acquisto se successiva)
        • Valore finale (colonna 8): il controvalore in euro al 31 dicembre 2025 (o alla data di cessione se precedente)
        • Giorni di possesso (colonna 6): il numero di giorni in cui hai detenuto le cripto-attività durante l’anno (massimo 365)
        • Stato estero: indicare il codice dello Stato in cui ha sede l’exchange o, per i wallet decentralizzati, non compilare questo campo

        Il valore in euro si determina utilizzando il cambio rilevato sul sito dell’exchange dove sono detenute le crypto, oppure su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko alla data di riferimento.

        Sezione II: Plusvalenze e minusvalenze

        La Sezione II del Quadro W serve per dichiarare le plusvalenze (guadagni) e le minusvalenze (perdite) realizzate durante l’anno dalla vendita o conversione di cripto-attività. Qui devi indicare:

        • Corrispettivo di cessione: quanto hai incassato (in euro) dalla vendita delle crypto
        • Costo di acquisto: quanto avevi pagato (in euro) per acquistare le crypto vendute
        • Plusvalenza o minusvalenza: la differenza tra corrispettivo e costo
        • Imposta sostitutiva: il 33% calcolato sulla plusvalenza netta

        Ricorda che le plusvalenze sono tassabili solo se realizzate, cioè solo se hai effettivamente venduto, scambiato o convertito le cripto-attività. Il semplice aumento di valore senza vendita (plusvalenza latente) non genera obbligo fiscale nella Sezione II, ma il valore finale va comunque indicato nella Sezione I per il calcolo dell’IVCA.

        Come Recuperare i Dati dagli Exchange e Wallet

        Uno degli aspetti più impegnativi nella compilazione del quadro W criptovalute 2026 è la raccolta dei dati necessari. Ogni exchange e wallet ha le proprie modalità per esportare le informazioni fiscali. Ecco come procedere per le piattaforme più utilizzate in Italia.

        Dati da Binance

        Su Binance, accedi alla sezione “Tax Report” o “Report Fiscale” disponibile nel menu utente. La piattaforma permette di scaricare il report delle transazioni annuali in formato CSV. Per il Quadro W ti servono in particolare il saldo totale del portafoglio al 1° gennaio 2025 e al 31 dicembre 2025, convertito in euro al cambio del giorno. Binance offre anche un report specifico con i guadagni e le perdite realizzati durante l’anno. In alternativa, puoi scaricare lo storico completo delle transazioni dalla sezione “Ordini” > “Storico transazioni” e calcolare i valori manualmente o tramite software dedicati.

        Dati da Coinbase

        Coinbase mette a disposizione un report fiscale nella sezione “Imposte” (Taxes) del profilo. Puoi generare un report con tutte le transazioni dell’anno, i guadagni realizzati e i saldi a inizio e fine periodo. Coinbase fornisce anche un documento riepilogativo in formato PDF che può essere utilizzato come base per la compilazione del Quadro W. I valori sono già convertiti nella valuta del tuo account.

        Dati da Kraken

        Su Kraken, vai nella sezione “History” > “Export” per scaricare lo storico completo delle operazioni. Kraken offre anche un report fiscale specifico nella sezione “Tax Documents”. Per il Quadro W, scarica il report dei saldi (Balances) alle date del 1° gennaio e 31 dicembre, e il report delle operazioni (Trades) per calcolare le plusvalenze.

        Wallet non custodial e DeFi

        Per i wallet non custodial come MetaMask, Ledger o Trezor, la raccolta dati è più complessa perché non esiste un report automatico. Devi ricostruire manualmente i saldi e le transazioni. Puoi utilizzare gli explorer blockchain come Etherscan (per Ethereum) o Blockchain.com (per Bitcoin) inserendo il tuo indirizzo pubblico per verificare i saldi alle date rilevanti.

        Per le posizioni in DeFi (staking, lending, liquidity pool), devi considerare anche i rendimenti maturati come reddito e il valore complessivo delle posizioni aperte. Software come Koinly, CoinTracking o CryptoTaxCalculator possono aiutare ad aggregare i dati da più fonti.

        Data la complessità di questa operazione, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza specifica per la raccolta e la riconciliazione dei dati da più exchange e wallet.

        Esempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026

        Vediamo un esempio pratico di compilazione del quadro W criptovalute 2026 con numeri reali, per capire concretamente come procedere. Prendiamo il caso di Marco, un lavoratore dipendente di Udine che possiede criptovalute su Binance.

        Il portafoglio crypto di Marco

        Marco ha acquistato nel 2024 le seguenti criptovalute su Binance:

        • 0,15 Bitcoin (BTC) acquistati a ottobre 2024 per 5.400 euro
        • 2 Ethereum (ETH) acquistati a novembre 2024 per 4.800 euro
        • 1.000 USDT (stablecoin) acquistati a dicembre 2024 per 920 euro

        Investimento totale: 11.120 euro

        Al 1° gennaio 2025, il portafoglio di Marco valeva:

        • 0,15 BTC x 40.200 euro/BTC = 6.030 euro
        • 2 ETH x 2.350 euro/ETH = 4.700 euro
        • 1.000 USDT = 920 euro
        • Totale al 1° gennaio 2025: 11.650 euro

        Durante il 2025, Marco ha venduto 0,05 BTC a giugno 2025 per 3.850 euro (prezzo BTC a quel momento: 77.000 euro). Non ha fatto altre operazioni.

        Al 31 dicembre 2025, il portafoglio residuo valeva:

        • 0,10 BTC x 93.500 euro/BTC = 9.350 euro
        • 2 ETH x 3.400 euro/ETH = 6.800 euro
        • 1.000 USDT = 920 euro
        • Totale al 31 dicembre 2025: 17.070 euro

        Compilazione Sezione I del Quadro W

        Marco compila la Sezione I del Quadro W così:

        Rigo W1 (posizione complessiva crypto):

        • Codice investimento: 14 (cripto-attività)
        • Tipo operazione: 1 (posizione mantenuta tutto l’anno)
        • Giorni di possesso: 365
        • Valore iniziale: 11.650 euro
        • Valore finale: 17.070 euro

        Calcolo IVCA:

        • Base imponibile = valore finale = 17.070 euro
        • IVCA = 17.070 x 0,2% = 34,14 euro
        • IVCA dovuta (arrotondata): 34 euro

        Marco dovrà versare 34 euro di IVCA tramite il codice tributo 1727 nel modello F24, entro la scadenza del 30 novembre 2026.

        Compilazione Sezione II: Plusvalenza sulla vendita

        Marco ha venduto 0,05 BTC durante il 2025. Deve calcolare la plusvalenza:

        • Corrispettivo di cessione: 3.850 euro (quanto ha incassato dalla vendita)
        • Costo di acquisto proporzionale: Marco aveva acquistato 0,15 BTC a 5.400 euro, quindi il costo di 0,05 BTC è 5.400 / 3 = 1.800 euro
        • Plusvalenza realizzata: 3.850 – 1.800 = 2.050 euro
        • Imposta sostitutiva al 33%: 2.050 x 33% = 676,50 euro, arrotondati a 677 euro

        Marco compila la Sezione II indicando:

        • Corrispettivo: 3.850 euro
        • Costo: 1.800 euro
        • Plusvalenza: 2.050 euro
        • Imposta sostitutiva: 677 euro

        Totale imposte crypto di Marco per il 2025:

        • IVCA: 34 euro
        • Imposta sostitutiva plusvalenze: 677 euro
        • Totale: 711 euro

        Calcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%

        L’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) è l’equivalente dell’IVAFE ma applicata specificamente alle cripto-attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale che si calcola sul valore delle crypto detenute al 31 dicembre di ogni anno, con aliquota dello 0,2%.

        Il calcolo dell’IVCA nel quadro W criptovalute 2026 segue regole precise. La base imponibile è il valore di mercato in euro delle cripto-attività al 31 dicembre 2025. Se hai detenuto le crypto per un periodo inferiore all’anno intero, l’imposta viene rapportata ai giorni effettivi di possesso (ad esempio, se hai acquistato crypto il 1° luglio, paghi l’IVCA solo per 184 giorni su 365).

        La formula di calcolo è la seguente: IVCA = Valore al 31/12 x 0,2% x (giorni di possesso / 365). Per chi ha detenuto le crypto per tutto l’anno, il calcolo si semplifica a Valore al 31/12 x 0,2%.

        Esistono alcune casistiche particolari da considerare. Se durante l’anno hai acquistato ulteriori crypto, devi ricalcolare il valore iniziale considerando i nuovi acquisti. Se hai venduto parte delle crypto, il valore finale sarà inferiore e l’IVCA si calcolerà solo sul valore residuo al 31 dicembre.

        L’IVCA si versa tramite il modello F24 utilizzando il codice tributo 1727 per il saldo e il codice tributo 1728 per l’acconto. Il versamento segue le stesse scadenze del Modello Redditi PF: saldo entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%) e acconti a giugno e novembre.

        Per importi inferiori a 12 euro, l’IVCA non è dovuta. Questa franchigia riguarda chi possiede piccole quantità di criptovalute con un controvalore modesto.

        Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%

        Dal 2026, le plusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività sono soggette a un’imposta sostitutiva del 33%, aumentata rispetto al precedente 26%. Questa modifica, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, ha un impatto significativo sulla tassazione dei guadagni in criptovalute.

        La plusvalenza si realizza quando vendi, scambi o converti cripto-attività ricavando più di quanto hai speso per acquistarle. Il calcolo è semplice: Plusvalenza = Corrispettivo di cessione – Costo di acquisto. Se il risultato è negativo, si tratta di una minusvalenza, che può essere compensata con plusvalenze future entro i successivi 4 anni.

        Attenzione: l’imposta sostitutiva al 33% si applica alle plusvalenze dell’anno d’imposta 2025 (dichiarate nel Modello Redditi PF 2026). Per l’anno d’imposta 2024, l’aliquota era ancora al 26%.

        Le operazioni che generano plusvalenze tassabili nel quadro W criptovalute 2026 includono la vendita di crypto contro euro o altra valuta fiat, lo scambio tra criptovalute diverse (ad esempio BTC contro ETH), l’utilizzo di crypto per acquistare beni o servizi e la conversione di crypto in stablecoin.

        Non generano invece plusvalenze tassabili il trasferimento tra wallet propri (da exchange a Ledger, per esempio), la ricezione di crypto da airdrop o fork (tassata al momento della successiva vendita) e lo staking, che genera redditi diversi e non plusvalenze da cessione.

        Per determinare il costo di acquisto, si utilizza il metodo LIFO (Last In, First Out): le ultime crypto acquistate sono le prime a essere considerate vendute. Questo metodo può risultare vantaggioso o svantaggioso a seconda dell’andamento dei prezzi.

        Il versamento dell’imposta sostitutiva avviene tramite modello F24 con il codice tributo 1100 entro le scadenze previste per il Modello Redditi PF.

        Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W Crypto

        La compilazione del quadro W criptovalute 2026 presenta diverse insidie che portano molti contribuenti a commettere errori, con il rischio di sanzioni. Ecco i più frequenti e come evitarli.

        Il primo errore comune è non dichiarare le criptovalute perché si ritiene che importi piccoli siano esenti. Non esiste alcuna soglia minima: anche 10 euro in Bitcoin devono essere indicati nel Quadro W. L’unica franchigia riguarda il versamento dell’IVCA (sotto i 12 euro non si paga), ma l’obbligo dichiarativo resta.

        Il secondo errore è confondere il Quadro W con il Quadro RW. Molti contribuenti, abituati al vecchio sistema, continuano a inserire le crypto nel Quadro RW. Le cripto-attività devono essere dichiarate esclusivamente nel Quadro W. Il Quadro RW resta per conti correnti esteri, immobili e altri investimenti finanziari all’estero.

        Il terzo errore è calcolare male il valore iniziale e finale. Il valore deve essere espresso in euro al cambio del giorno di riferimento (1° gennaio e 31 dicembre). Molti usano il valore in dollari senza convertirlo o utilizzano il cambio sbagliato. È fondamentale fare riferimento al cambio EUR/crypto della piattaforma dove sono detenute le crypto, o in subordine a CoinMarketCap.

        Il quarto errore riguarda le operazioni crypto-to-crypto. Uno scambio tra Bitcoin ed Ethereum genera una cessione (di BTC) e un acquisto (di ETH), e la plusvalenza sulla cessione è tassabile. Molti contribuenti non considerano questi scambi come eventi fiscali.

        Il quinto errore è non considerare le commissioni (fee) di exchange e rete. Le commissioni pagate per acquistare o vendere crypto sono parte del costo di acquisto (si sommano) o riducono il corrispettivo di cessione, diminuendo la plusvalenza tassabile.

        Per evitare questi errori, affidarsi al CAF Centro Fiscale è la scelta migliore: i nostri operatori specializzati verificano la correttezza di ogni dato e ti guidano nella compilazione.

        Crypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come Regolarizzare

        Se hai posseduto criptovalute negli anni precedenti senza dichiararle nel Quadro RW (fino al 2022) o nel Quadro W (dal 2023), ti trovi in una situazione di omessa dichiarazione che può comportare sanzioni rilevanti. Tuttavia, esistono strumenti per regolarizzare la propria posizione.

        La prima opzione è il ravvedimento operoso, che ti permette di presentare le dichiarazioni integrative per gli anni non dichiarati pagando sanzioni ridotte. Per il monitoraggio fiscale (Quadro W/RW), la sanzione piena va dal 3% al 15% del valore non dichiarato, ma con il ravvedimento si riduce sensibilmente in base al ritardo. Per le imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze), la sanzione base è del 30%, riducibile con il ravvedimento.

        La sanatoria crypto prevista dalla Legge di Bilancio 2023 ha permesso di regolarizzare le posizioni fino al 2021 pagando un’imposta sostitutiva agevolata. Sebbene i termini per questa sanatoria siano scaduti, è comunque possibile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso ordinario.

        È fondamentale agire il prima possibile: più tempo passa, più aumentano le sanzioni e gli interessi. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate sta intensificando i controlli sulle cripto-attività grazie allo scambio automatico di informazioni con gli exchange esteri attraverso il protocollo DAC8 e il CRS (Common Reporting Standard).

        Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione pregressa, nel calcolo delle sanzioni ridotte e nella predisposizione delle dichiarazioni integrative necessarie per metterti in regola.

        Scadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026

        La scadenza per la presentazione del Modello Redditi PF 2026 (con il Quadro W criptovalute 2026 per l’anno d’imposta 2025) è fissata al 30 novembre 2026. Questa è la data entro cui il modello deve essere trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

        Per quanto riguarda i versamenti, le scadenze sono differenti:

        • 30 giugno 2026: saldo imposte 2025 e primo acconto 2026 (IVCA e imposta sostitutiva plusvalenze)
        • 30 luglio 2026: saldo con maggiorazione dello 0,40% per chi non riesce a pagare entro giugno
        • 30 novembre 2026: secondo acconto 2026

        Le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione del Quadro W sono severe. Per l’omesso monitoraggio fiscale, la sanzione va dal 3% al 15% del valore delle cripto-attività non dichiarate, che sale dal 6% al 30% se le attività sono detenute in Paesi a fiscalità privilegiata (black list). Per l’omesso o insufficiente versamento dell’IVCA, la sanzione è del 30% dell’imposta non versata. Per le plusvalenze non dichiarate, oltre alla sanzione del 30%, si applicano interessi legali e la possibile segnalazione per evasione fiscale nei casi più gravi.

        Data la complessità delle scadenze e l’importanza di rispettarle, il consiglio è di iniziare a raccogliere i dati con largo anticipo e rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una compilazione accurata e nei tempi previsti.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sul Quadro W Criptovalute

        Devo compilare il Quadro W anche se non ho venduto criptovalute?

        Sì, l’obbligo di compilazione del Quadro W sussiste per il solo fatto di detenere cripto-attività, indipendentemente dalla vendita. Il Quadro W serve sia per il monitoraggio fiscale che per il calcolo dell’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). Anche se non hai realizzato plusvalenze, devi dichiarare il possesso nel Modello Redditi PF 2026.

        Qual è il codice investimento da usare nel Quadro W per le crypto?

        Il codice investimento da indicare nel Quadro W per le cripto-attività è il 14. Questo codice è specifico per Bitcoin, Ethereum, stablecoin e tutte le altre criptovalute e cripto-attività, inclusi i token e gli NFT con valore economico.

        Posso dichiarare le criptovalute nel 730 invece che nel Modello Redditi PF?

        Dal 2024, il Quadro W è disponibile anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per una dichiarazione completa che includa il calcolo delle plusvalenze e dell’imposta sostitutiva al 33%, è consigliabile utilizzare il Modello Redditi PF. In alternativa, puoi presentare il 730 per i redditi ordinari e il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W.

        Come calcolo il valore delle crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre?

        Il valore si determina in base al controvalore in euro delle cripto-attività alla data di riferimento. Puoi utilizzare il prezzo indicato dall’exchange dove detieni le crypto (Binance, Coinbase, Kraken) oppure il prezzo di mercato su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko. È importante conservare la documentazione del prezzo utilizzato.

        L’IVCA dello 0,2% si paga anche sulle stablecoin come USDT e USDC?

        Sì, l’IVCA si applica anche alle stablecoin come USDT, USDC e DAI, perché rientrano nella definizione di cripto-attività. Il valore al 31 dicembre sarà sostanzialmente pari al controvalore in euro dei token detenuti. Anche le stablecoin devono essere indicate nel Quadro W con codice investimento 14.

        Cosa rischio se non dichiaro le criptovalute nel Quadro W?

        L’omessa dichiarazione comporta sanzioni dal 3% al 15% del valore non dichiarato per il mancato monitoraggio fiscale, oltre al 30% delle imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze). Con lo scambio automatico di informazioni tra Paesi (DAC8), l’Agenzia delle Entrate può incrociare i dati degli exchange esteri. È consigliabile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso con l’assistenza del CAF Centro Fiscale.


        La compilazione del quadro W criptovalute 2026 nel Modello Redditi PF può sembrare complessa, soprattutto se hai operato su più exchange o utilizzi wallet decentralizzati. Tra codice investimento 14, calcolo dell’IVCA allo 0,2%, determinazione delle plusvalenze con aliquota al 33% e la raccolta dei dati da piattaforme diverse, il margine di errore è significativo.

        Non rischiare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa: affidati a professionisti esperti nella fiscalità delle criptovalute. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione completa del Quadro W, dalla raccolta dei dati dagli exchange fino alla trasmissione del Modello Redditi PF, sia in ufficio che online.

        Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione delle criptovalute? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

        Hai Bisogno di Aiuto con il Quadro W Criptovalute?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella dichiarazione delle cripto-attività. I nostri operatori ti guidano nella compilazione del Quadro W, nel calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e nella trasmissione del Modello Redditi PF.

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          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-29 10:00:002026-09-29 07:22:51Opposizione decreto ingiuntivo: cosa cambia davvero con la riforma del processo civile
          Prec Prec PrecSucc Succ Succ
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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi profile picture
          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
          Maggio 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-12 14:00:002026-05-31 17:11:18Quadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi Pratici

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